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If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: Il Parlamento Nazionale Napoletano per gli anni 1820 e 1821 - memorie e documenti - -Author: Various - -Release Date: August 10, 2019 [EBook #60085] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PARLAMENTO NAZIONALE *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - - BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO - - pubblicata da T. Casini e V. Fiorini. — _Serie_ II, N. 10 - - - IL - PARLAMENTO NAZIONALE - NAPOLETANO - - per gli anni 1820 e 1821 - - - MEMORIE E DOCUMENTI - - A CURA DI - VINCENZO FONTANAROSA - - - - ROMA - SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI - 1900 - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI - - _Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della - Società si ritengono contraffatti._ - - (017) Roma, Tipografia Enrico Voghera. - - - - -PARTE PRIMA - -IL PARLAMENTO. - - - - -PARTE I. - - - _Viva Dio, il Re e la Costituzione!_ - - Agli albori del 2 luglio 1820, due sottotenenti, Morelli e - Salvati[1], e centoventisette fra sergenti e soldati del reggimento - Reale Borbone cavalleria, disertarono dai quartieri di Nola, - secondati dal prete Menichini e da venti settari carbonari, - volgendo tutti ad Avellino per unirsi ad altri settari giorni - innanzi sbanditi da Salerno e riparati colà, dove la sètta era - numerosa e potente. Da Nola ad Avellino si cammina dieci miglia - fra città e sobborghi popolosi, essendo fertile il terreno, l'aere - salubre, gli abitatori disposti alla fatica, d'animo industrioso - ed avaro. In mezzo a tante genti quel drappello, fuggitivo, non - frettoloso, andava gridando: — _Viva Dio, Re, Costituzione!_ — - e poichè il senso della politica voce non era ben compreso dagli - ascoltanti, e direi dai promulgatori, ma per universali speranze - i tributari vi scorgevano la minorazione dei tributi, i liberali - la libertà, i buoni il bene, gli ambiziosi il potere, ognuno il - suo meglio, a quel grido dissennato dei disertori rispondevano gli - evviva di affascinato popolo. Vogliono le rivoluzioni una parola, - sebben falsa, lusingatrice degli universali interessi; perocché le - furie civili, mostrate nude, non troverebbero amatori o seguaci. - - Giunto il Morelli a Mercogliano, pose il campo, e scrisse lettere - al tenente colonnello De Concilj, che stava in Avellino con - autorità militare e potenza civile, essendogli patria quella città - ed egli ricco, nobile, audace. Le lettere dicevano ch'eglino, - primi, non soli, promulgavano il comune voto di governo piú libero; - aiutasse l'impresa, desse gloria eterna al suo nome. Prima delle - lettere, la fama aveva divulgato quelle mosse e costernate le - autorità, concitate le milizie, sollevato e rallegrato il popolo. - De Concilj restava incerto tra il secondar Morelli e combatterlo; - aveva il pensiero, intanto, volto al governo[2]. - -Cosí cominciò quel moto che costrinse Re Ferdinando a dare la -Costituzione e giurarla[3]. La sedizione aumentava. Un reggimento -alloggiato a Foggia s'era aggiunto ai rivoltosi. La Puglia ed il -Molise eransi levate in armi, cosí pure Terra di Lavoro. A Napoli -furono aumentate le guardie a custodia della Reggia e pattuglie armate -percorrevano la città. Il generale Nunziante[4], dopo breve racconto -dell'animo avverso dei soldati, in un rapporto al Re scriveva: - -— _Sire, la Costituzione è desiderio universale del vostro popolo; il -nostro opporre sarà vano. Io prego V. M. di concederla._ - -Al generale Pepe — tenuto come sospetto — si fece credere che il -governo del Re volesse incarcerarlo ed egli andò verso Monteforte, -seguito da due reggimenti di cavalleria che trovavansi pronti al ponte -della Maddalena. Piú tardi lo stesso Pepe si giustificò di questa sua -fuga. Nelle sue Memorie, a proposito d'una visita da lui fatta al Re, -dice: - - — Il duca di Calabria m'interruppe, per farmi cosa grata, dicendo: - - — Maestà, il generale Pepe se ne andò colla brigata in Monteforte - perché gli dissero che qui sarebbe stato arrestato. - - A ciò risposi: - - — Altezza reale, io mal giustificherei la fidanza di cui mi onora - in questo momento Sua Maestà, se confermassi ciò che a torto - v'hanno riferito... La mossa dello squadrone di Nola fu un mero - accidente senza del quale pochi giorni dopo, con ordini migliori, - sarebbe successo quel che è successo: dacché ogni cosa era da - me preparata: anzi ove alcuni miei ordinamenti non fossero stati - ritardati, la sollevazione avrebbe avuto luogo negli ultimi giorni - di giugno. - -La voce del supposto arresto di Pepe fe' sí che cinque Carbonari, di -notte, penetrassero nella reggia fino agli appartamenti privati del Re -e dicessero al duca d'Ascoli, don Trojano Marulli: - -— Siamo delegati di dire al Re che la quiete della città non può durare -se Sua Maestà non concede la bramata Costituzione. E settarî, cittadini -e popolo sono in armi: i Carbonari sono pronti, tutti attendono la -risposta del Re. - -Il duca rispose: — Andrò a prenderla; — ed indi a poco tornato, -aggiunse che il Re aveva in animo di dare la Costituzione e ne studiava -in quel momento i termini coi suoi Ministri. - -Gli fu chiesto: - -— Quando sarà pubblicata? - -— Subito. - -— Ossia? - -— Tra due ore. - -Uno dei Carbonari si mosse e, distesa la mano senza parlare al -pendaglio dell'orologio del duca, glielo tirò di tasca inurbanamente -e vôlto il quadrante in modo ch'egli e il duca ne vedessero le ore, -aggiunse: - -— È un'ora dopo mezzanotte: alle tre la Costituzione verrà pubblicata. - -L'audace Carbonaro fu il duca Piccolelli, genero dell'Ascoli. - -Realmente i Ministri, in quell'ora, circondavano il Re intimorendolo, -ed il marchese Circello in ispecie fu quello che lo convinse e lo fece -arrendere. - -L'editto fu il seguente: - - ALLA NAZIONE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE. - - Essendosi manifestato il voto generale della nazione del regno - delle Due Sicilie di volere un governo costituzionale, di piena - volontà consentiamo e promettiamo nel corso di otto giorni di - pubblicarne le basi. Sino alla pubblicazione della Costituzione le - leggi veglianti saranno in vigore. - - Soddisfatto in questo modo al voto pubblico, ordiniamo che le - truppe ritornino ai loro corpi ed ogni altro alle sue ordinarie - occupazioni. - - Napoli, 6 luglio 1820. - - FERDINANDO - -Questo editto fu anche firmato dal Segretario di Stato ministro -cancelliere, marchese Tommasi, e fu pubblicato nel _Giornale delle -Due Sicilie_, che dal giorno 8 luglio prese il nome di _Giornale -costituzionale delle Due Sicilie_. - -Nelle prime ore del giorno il Re s'affacciò al balcone centrale -della reggia e fu accolto dai gridi del popolo: — Viva il Re! Viva la -Costituzione[5]. - -Però i torbidi ricominciarono piú furiosi nella stessa giornata per -la lettera scritta dal Re al figliuolo, duca di Calabria, colla quale -deponeva nelle sue mani l'autorità regia, dichiarandosi infermo, e per -l'editto al popolo in cui s'annunziava la medesima cosa[6]. - -Col cadere del giorno le grida aumentarono sí che nella reggia ne -furono spaventati, ed il duca, vicario generale, invitò (l'invito -diceva: _comunque vestiti_, tanta era la paura) pochi fidi generali ed -alcuni antichi consiglieri, e disse loro di tentare di porre argine in -un modo qualsiasi al movimento. Dopo molto discutere prò e contro si -venne a conchiudere nel decreto che riporto integralmente: - - La Costituzione del regno delle Due Sicilie sarà la stessa adottata - per il regno della Spagna nel 1812 e sanzionata da S. M. Cattolica - nel marzo di quest'anno corrente, salvo le modificazioni che la - rappresentanza nazionale, costituzionalmente convocata, crederà - di proporci per adattarla alle circostanze particolari dei reali - dominii. - - FRANCESCO, _Vicario_ - -Questo però non bastò, perché il popolo diceva che il decreto doveva -essere firmato dal Re; e di qui nuovi tumulti sino a che lo stesso -decreto ricomparve firmato da Ferdinando di Borbone. - -Le cose allora cambiarono d'aspetto: tornò la calma e l'allegrezza; la -sera tutti gli edifizi di Toledo furono illuminati. Piú ricca d'ogni -altra riuscí l'illuminazione nel palazzo del Nunzio Apostolico al largo -della Carità. - -Il giorno 9 l'esercito costituzionale comandato dal tenente generale -Guglielmo Pepe[7] fece il suo solenne ingresso nella capitale e la sera -nel reale teatro _San Carlo_ si rappresentò _Solimano secondo_ e _Gli -amanti_ alla presenza del Vicario generale, della principessa e del -principe di Salerno. Erano presenti allo spettacolo anche il principe -di Danimarca ed il principe di Benthneim. Quel giorno fu vista la nuova -bandiera tricolore: rosso, nero ed azzurro[8]. - -I nuovi ministri furono: il conte Zurlo, il conte Ricciardi, il duca -di Campochiaro, il generale Carascosa, il cav. Macedonio e Ruggero -Settimo, parte designati dal Re, in parte imposti dal campo di -Monteforte. - -Con decreto del giorno nove fu creata una giunta provvisoria di -quindici persone che dovevano essere consultati dal Vicario e dal -governo fino all'installazione del Parlamento, e l'incarico di formare -detta giunta fu dato al tenente generale Giuseppe Parisi, al cavaliere -Melchiorre Delfico, al tenente generale Florestano Pepe, al barone -Davide Whinspeare ed al cavaliere Giacinto Martucci. - -La lista fu presentata e sulle venti persone proposte il Vicario -scelse le seguenti: monsignor Cardosa vescovo di Cassano, il duca di -Gallo, il procuratore generale della Suprema corte di giustizia Troysi, -l'avvocato generale della stessa Felice Parrilli, il giudice della Gran -corte civile di Napoli Angelo Abbatemarco, il colonnello Ferdinando -Visconti, il colonnello di cavalleria Giovanni Russo[9], tutti -Napoletani; il tenente generale Fardella, il principe di Camporeale ed -il capitano di vascello Staiti, di Sicilia. - -Fu fissato il giorno tredici[10] di luglio per la cerimonia del -giuramento che ebbe luogo nella cappella privata di Palazzo Reale alle -undici di mattina. - -Il re aveva alla dritta[11] il duca di Calabria principe ereditario ed -a sinistra il principe don Leopoldo di Salerno. Dietro si collocarono i -ministri, il generale in capo dell'armata costituzionale Guglielmo Pepe -ed i capi di Corte. Il cappellano maggiore, don Gabriele Maria Gravina -arcivescovo di Melitene, era vicino all'altare. Il re, dopo di aver -ricevuto dal presidente e da tutti i membri della giunta gli omaggi -secondo l'etichetta di Corte, dichiarò che intendeva mandare ad effetto -la sua ferma risoluzione di giurare l'osservanza della Costituzione; -quindi avverti la giunta di avvicinarsi all'altare, disse al cappellano -maggiore di presentargli i libri santi e pronunziò il seguente -giuramento: - - Io, Ferdinando di Borbone per la grazia di Dio e per la - costituzione della Monarchia Napoletana, re, col nome di Ferdinando - I, del regno delle due Sicilie, giuro in nome di Dio e sopra i - Santi Evangeli che difenderò e conserverò....... (_seguivano le - basi ordinarie della costituzione_). Se operassi contra il mio - giuramento e centro qualunque articolo di esso non dovrò essere - ubbidito, ed ogni operazione con cui vi contravvenissi sarà nulla - e di nessun valore. Cosí facendo, Iddio mi aiuti e mi protegga; - altrimenti me ne domandi conto. - -Il giuramento profferito era scritto; finito di leggerlo il re alzò gli -occhi al cielo, li fissò alla croce e spontaneamente aggiunse: - - Onnipotente Iddio che collo sguardo infinito leggi nell'anima e - nell'avvenire, se io mentisco o se dovrò mancare al giuramento, - tu in questo istante dirigi sopra il mio capo i fulmini delle tue - vendette. - -Giurarono i figliuoli, dopo, ed immediatamente tutti gli altri; e il -Pepe racconta: - - Si avvicinò a me, che per debita modestia tenevami lungi fra - gli ultimi, e mi disse col volto bagnato di lagrime: «Credimi, - generale, questa volta ho giurato dal fondo del cuore»[12]. - -La sera vi fu spettacolo e grande illuminazione. A San Carlo fu -rappresentato _Khoa-Kang, la donna del lago_; al Teatro Nuovo: _La -giardiniera abruzzese_; al San Carlino: _Le cantanti_ ed alla Fenice -_L'impostore_[13]. - -Data la Costituzione, giuratala cosí solennemente, bisognava dar -principio alle nuove riforme ed ai novelli ordinamenti, e cosí -infatti si fece, col decretare le elezioni dei deputati al Parlamento -Nazionale[14]. - - * - * * - -Ecco il decreto col quale si davano le norme per le elezioni: - - FERDINANDO I. - - PER LA GRAZIA DI DIO E PER LA COSTITUZIONE DELLA MONARCHIA RE - DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, RE DI GERUSALEMME, ECC.: INFANTE - DI SPAGNA, DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO, ECC.: GRAN PRINCIPE - EREDITARIO DI TOSCANA, ECC. ECC. - - _Noi, Francesco duca di Calabria principe ereditario e vicario - generale._ - - Intesa la Giunta provvisoria consultiva di governo abbiamo risoluto - di decretare e decretiamo quanto segue: - - _Art. 1._ Il Parlamento nazionale per gli anni 1820 e 1821 si - convoca secondo il prescritto degli articoli 104 e 108 al Capitolo - VI Titolo III della Costituzione Spagnuola, adottata per lo regno - delle due Sicilie. - - Sarà convocato in Napoli. - - _Art. 2._ A tale effetto si procederà alle elezioni conformemente - a quanto ordina la Costituzione nei Capitoli I-V del Titolo III e - secondo la forma che qui si prescrive. - - _Art. 3._ Per questa prima volta l'apertura delle sessioni del - Parlamento avrà luogo nel dí primo d'ottobre del corrente anno. - - _Art. 4._ Attesa l'urgenza delle convocazioni del Parlamento - non saranno per questa volta osservati gli intervalli stabiliti - dalla Costituzione tra le Giunte parrocchiali, distrettuali - e provinciali. Le parrocchiali si uniranno nella domenica 20 - d'agosto, le distrettuali nella domenica 27 del suddetto mese - d'agosto, e le provinciali nella domenica 3 di settembre; - procedendosi in tutte conformemente alle istruzioni che - accompagnano il seguente decreto. - - _Art. 5._ Verificate le elezioni dei deputati, dovranno questi - trovarsi nella città di Napoli dieci giorni innanzi l'apertura del - Parlamento. - - _Art. 6._ I deputati, nell'arrivare, assisteranno il Segretario di - Stato ministro degli affari interni, onde far registrare i loro - nomi e quello della provincia che gli ha eletti, come dovrebbesi - praticare, se esistesse la deputazione permanente del Parlamento, - in virtú dell'articolo III della Costituzione. Il Segretario - di Stato farà comunicazione di tutto alla Giunta provvisoria - consultiva di governo. - - _Art. 7._ I deputati dovranno portare le ampie facoltà degli - elettori, secondo la formola inserita nelle istruzioni che - accompagnano il presente decreto. - - _Art. 8._ Non esistendo la deputazione permanente che deve - presiedere le Giunte preparatorie del Parlamento, e raccorre i nomi - dei deputati, i deputati per supplire a tale mancanza si uniranno - il dí 22 settembre in prima giunta preparatoria e nomineranno - tra di loro a pluralità di voti e per questo solo oggetto il - presidente, il segretario e gli esaminatori dei quali parla l'art. - 112 della Costituzione in luogo delle commissioni di cinque e tre - individui che prescrive l'art. 113 per l'esame delle facoltà. La - seconda Giunta preparatoria si unirà il dí 25 di settembre, e le - altre se fossero necessarie infino al dí 28 di questo mese, in - cui si terrà l'ultima giunta provvisoria. A questo modo resterà - costituito e formato il Parlamento che darà principio alle sue - sessioni il dí 1º d'ottobre conformemente agli articoli 114-123 - della Costituzione. - - _Art. 9._ Sarà destinato con altro decreto un locale per le - sessioni del Parlamento[15] in questo anno, salvo a determinare per - le future sessioni di accordo col Parlamento un locale stabile. - - _Art. 10._ In quanto alle variazioni contenute nel presente - decreto per rispetto alla convocazione del Parlamento, alle giunte - elettorali ed all'epoca dell'apertura del Parlamento medesimo, - dichiariamo esser questo l'effetto indispensabile delle circostanze - e della imminenza che è di stabilire il nuovo regime; dovendosi, - col tempo successivo, eseguire letteralmente tutto quello che - è stabilito nella Costituzione politica adottata, salvo le - modificazioni che verranno proposte nel Parlamento medesimo. - - _Art. 11._ Il nostro Segretario di Stato, ministro per gli affari - interni è incaricato dell'esecuzione del presente decreto. - - Napoli il dí 22 di luglio 1820. - - FRANCESCO, VICARIO GENERALE. - - _Il Segretario di Stato per gli affari interni_ - GIUSEPPE ZURLO. - -Cosí gli animi si volsero alle cure delle prossime elezioni. - -In questo spazio di tempo Palermo insorse, e fu mandato a domare la -sedizione, dopo molte preghiere, Florestano Pepe fratello di Guglielmo, -ed una squadriglia al comando di Bausan che salpò da Napoli sul finire -d'agosto. Palermo si arrendeva agli 11 d'ottobre ed eccone l'avviso -ufficiale[16]: - - _Ultime notizie di Palermo:_ - - Palermo s'è resa. Le nostre truppe l'ànno tutta occupata. Una - perfetta tranquillità è succeduta al disordine che ivi è dominato - finora. Trentasette morti e 200 feriti è tutta la perdita che - contiamo: tra i primi con rammarico si annovera il prode capitano - Cosa[17]. - - Abbiamo questa lieta novella per mezzo d'una bombardiera comandata - dal signor Michele Astarita, proveniente da quella città in 34 ore, - ed ha recato sul suo bordo l'aiutante di campo di S. E. il generale - don Florestano Pepe. - - Tra le condizioni fissate fra questo bravo generale ed i - Palermitani, per ora si sa che questi ultimi pagheranno le spese - della guerra. Villafranca perseguitato s'è rifuggito in Trapani. - - Napoli 11 ottobre 1820. - -Per quella prima ed unica volta fu nominato un _delegato speciale_ -per presiedere la giunta preparatoria d'ogni provincia, nominato -dal governo su triplice lista presentata dalla giunta provvisoria -consultiva di governo. - -Questi delegati speciali furono: per la provincia di Napoli, Tommaso -de Liso; Terra di Lavoro, Carlo Cianciulli; Principato Ulteriore, il -colonnello dei militi De Filippis; Principato Citeriore, Giustiniano -Vecchio; Capitanata, Giulio Cassitti; Terra di Bari, Domenico Acclario; -Terra d'Otranto, Benedetto Mangarelli; Molise, Eugenio Palassolo; -Basilicata, Saverio Carelli; Calabria citeriore, il barone Ferrari; -Calabria Ulteriore (seconda), Gregorio Rossi; 1ª Calabria Ulteriore, -Giacinto Sacco; 2ª Abruzzo Ulteriore, marchese Quinzio; 1ª Abruzzo -ulteriore, il presidente Arcovito; Abruzzo Citeriore, Francesco -Mezzanotte; Valle di Palermo, Salvatore Finocchino; Messina, monsignor -Grano; Catania, Carlo Pagliari; Siragusa, Gerolamo Bartolini; -Caltanisetta, Mauro Cominelli; Girgenti, Giuseppe Sileggio; Trapani, -Giuseppe Lombardo[18]. - -Ciascuno di questi delegati con un ecclesiastico ed un capo di -famiglia nominarono altri quattro cittadini per precisare le diverse -giunte preparatorie. Ognuna di esse poi, avvenuta l'elezione, doveva -presentare al Segretariato di Stato degli affari interni le _mappe_ -relative, col nome di tutti gli elettori. Alla Nazionale di Napoli è -conservato[19] il rapporto del delegato speciale de Liso per la giunta -preparatoria della provincia di Napoli. - -Ecco gli articoli della Costituzione Spagnuola dell'anno 1812 -concernenti il sistema delle elezioni[20]. - - CAPITOLO II. - - DELLA NOMINA DEI DEPUTATI PER LE CORTI. - - _Art. 34._ Per la nomina di questi deputati si convocheranno le - _Giunte_ elettorali di _parrocchia, partito_ e _provincia_. - - - CAPITOLO III. - - DELLE GIUNTE ELETTORALI DI PARROCCHIA. - - _Art. 35._ Le giunte elettorali di parrocchia si comporranno - di tutti i cittadini domiciliati e residenti nel territorio - rispettivo: fra i quali sono compresi gli ecclesiastici secolari. - - _Art. 36._ Nella penisola, nelle isole e nelle possessioni - adiacenti si convocheranno sempre queste _Giunte_ la prima - domenica del mese di ottobre dell'anno precedente a quello della - convocazione delle _Corti_. - - _Art. 37._ Nelle provincie di oltremare si convocheranno tali - _Giunte_ la prima domenica del mese di dicembre, e quindici mesi - prima della convocazione delle _Corti_, in seguito dell'avviso - che per le une e per le altre dovranno dare anticipatamente le - pubbliche autorità. - - _Art. 38._ Nelle _Giunte_ di parrocchia si nominerà un elettore - parrocchiale per ogni 200 capi di famiglia. - - _Art. 39._ Quando il numero de' capi di famiglia della parrocchia - ecceda quello di trecento, sebbene non giunga a 400 si nomineranno - due elettori, quando ecceda il numero di 500, ne saranno nominati - tre e cosí progressivamente. - - _Art. 40._ Nelle parrocchie, il di cui numero di capi di famiglia - non ascende a dugento né a cencinquanta almeno, si nominerà un - elettore: nelle parrocchie in cui non si abbia almeno questo - numero, i capi di famiglia si riuniranno a quei dell'altra - immediata, che riuniti nomineranno l'elettore, o gli elettori, in - proporzione del numero che risulti dalla loro riunione. - - _Art. 41._ La _Giunta_ parrocchiale eleggerà a pluralità di voti - undici _compromessarî_:[21] ed essi nomineranno in seguito un - elettore parrocchiale. - - _Art. 42._ Quando nella _Giunta_ parrocchiale dovessero eleggersi - due elettori parrocchiali, si nomineranno preventivamente ventuno - _compromessarî_. Quando il numero degli elettori fosse di tre, - quello dei _compromessarî_ sarà di trentuno. Lo stesso numero di - trentuno compromessarî dovrà impiegarsi in tutti gli altri casi - successivi che progressivamente potranno occorrere, onde schivare - la confusione. - - _Art. 43_. Ad oggetto di proporzionare dei mezzi facili e pronti - anche alle piú piccole popolazioni, rimane stabilito che la - parrocchia, i di cui capi di famiglia ascendano a venti nominerà un - _compromessario_: la parrocchia che abbia trenta o quaranta capi di - famiglia, nominerà due _compromessarî_ e cosí via. La parrocchia - che avesse meno di venti di detti capi, si riunirà alla piú - immediata per la elezione dei _compromessarî_. - - _Art. 44._ I _compromessarî_ delle parrocchie delle piccole - popolazioni eletti nel modo additato, si riuniranno nel sito - piú atto all'uopo: o quando il numero monti a undici o a nove - almeno nomineranno un elettore parrocchiale; se il numero dei - _compromessarî_ monti a ventuno o almeno a diciassette, nomineranno - due elettori parrocchiali; quando il numero dei _compromessarî_ - monti a trentuno, nomineranno tre elettori o quelli che - corrispondano al loro numero. - - _Art. 45._ Per essere nominato elettore parrocchiale si richiede - la qualità di cittadino, l'età di 25 anni compiti ed essere - domiciliato nella parrocchia. - - _Art. 46._ Le Giunte delle parrocchie saranno presiedute dal - corpo politico o dell'_alcaide_[22] della città, paese o villaggio - dove si congregassero: e dovrà assistervi il parroco per maggiore - solennità dell'atto. Se in uno stesso luogo, per ragione di numero, - dovessero congregarsi due o piú _Giunte_ una di queste verrà - presieduta dal capo politico o dall'_alcaide_ del luogo, l'altra - dall'altro _alcaide_ e le rimanenti da _reggitori_ eletti a sorte. - - _Art. 47._ Giunta l'ora della riunione che seguirà nelle case - comunali, o ne' luoghi ove sia solito riunirsi, dopo che i - cittadini vi sieno giunti, passeranno insieme riuniti col di loro - presidente alla parrocchia. In questa sarà quindi celebrata la - messa solenne dello Spirito Santo dal parroco che pronunzierà - altresí un discorso analogo alla circostanza. - - _Art. 48._ Terminata la messa ritorneranno al luogo donde - partirono, ed in esso si darà principio alla _Giunta_, nominando a - questo riguardo, due scrutinatori ed un segretario tra i cittadini - presenti: tutto a porta aperta. - - _Art. 49._ Ciò seguito, domanderà il presidente se alcuno dei - cittadini avesse doglienza alcuna da esporre, subornazione o - corruzione, onde l'elezione ricada su qualche persona determinata - che quando ciò fosse, dovrà immantinenti farsene pubblico processo - verbale. Risultando certa l'accusa, saranno i delinquenti privati - di voce attiva e passiva; risultando calunniosa, soffriranno i - calunniatori la stessa pena: e di tal giudizio non si ammetterà - gravame alcuno. - - _Art. 50._ Se sorgessero dubbi su d'alcuno dei presenti, quanto - alla concorrenza in questi delle qualità richieste per votare, - la stessa _Giunta_ deciderà sull'istante ciò che ne pensa; e le - sue decisioni si eseguiranno senza gravame alcuno per questa sola - volta, e per questo solo effetto. - - _Art. 51._ Si procederà in seguito e senza ritardo alcuno alla - nomina dei _compromessarî_. A tal uopo ogni cittadino si avvicinerà - alla tavola presso di cui seggono il presidente, gli scrutinatori - ed il segretario, e nominerà un numero di persone uguale a quello - dei _compromessarî_ da eleggersi. Il segretario formerà un elenco - dei nomi delle persone nominate, e ciò in presenza del nominatore. - Tanto in questo, quanto negli altri atti d'elezione, niuno potrà - dare il voto a se stesso sotto pena di perdere il dritto di votare. - - _Art. 52._ Terminato questo primo atto d'iscrizione, il presidente, - gli scrutinatori ed il segretario scrutineranno le liste formate, - indi verranno pubblicati ad alta voce dal segretario i nomi dei - cittadini eletti compromessarî per aver riunito un numero maggiore - di voti. - - _Art. 53._ I _compromessarî_ nominati si ritireranno in luogo - separato da scegliersi dalla _Giunta_ e conferendo fra essi - procederanno alla nomina dell'elettore o degli elettori di quella - parrocchia, eleggendo la persona o le persone che riuniscono piú - della metà dei voti. Ciò fatto si nominerà tal nome dalla _Giunta_. - - _Art. 54._ Il segretario distenderà un atto firmato da esso dal - presidente e dai _compromessarî_ e ne darà copia firmata dalle - stesse persone all'eletto o agli eletti onde possano far constare - la di loro nomina. - - _Art. 55._ Niun cittadino potrà scusarsi a queste funzioni per - qualsivoglia motivo o pretesto. - - _Art. 56._ Nella _Giunta_ parrocchiale niun cittadino potrà - presentarsi armato. - - _Art. 57._ Seguita che sarà la nomina degli elettori, la _Giunta_ - verrà immantinenti sciolta; e sarà nullo qualunque altro atto in - cui volesse ingerirsi. - - _Art. 58._ I cittadini che han composta la _Giunta_ si - trasferiranno nuovamente alla parrocchia, ove si canterà un _Te - Deum_ solenne, conducendo l'elettore ossia elettori fra essi, il - presidente gli scrutinatori ed il segretario. - - - CAPITOLO IV. - - DELLE GIUNTE ELETTORALI DI PARTITO[23]. - - _Art. 59._ Le Giunte elettorali di Partito si comporranno di - elettori parrocchiali che dovranno congregarsi nel capoluogo di - ogni _partito_ ad oggetto di nominare l'elettore o gli elettori, i - quali debbono in seguito trasferirsi nel capoluogo della provincia, - onde eleggere i deputati per le _Corti_. - - _Art. 60_. Queste _Giunte_ si convocheranno sempre nella penisola, - nelle isole e nelle possessioni adiacenti, la prima domenica del - mese di novembre dell'anno antecedente a quello in cui debbono - formarsi le _Corti_. - - _Art. 61._ Nelle provincie d'oltre mare si convocheranno tali - _Giunte_ la prima domenica del mese di gennaio prossimo seguente - a quello di dicembre in cui siensi convocate le _Giunte_ di - parrocchia. - - _Art. 62._ Per conoscere il numero degli elettori che ogni partito - deve nominare si attenderà ai seguenti precetti: - - _Art. 63._ Il numero degli elettori di partito sarà il triplo di - quello dei deputati che debbonsi eleggere. - - _Art. 64._ Se il numero dei _partiti_ della provincia fosse - maggiore di quello degli elettori che si richiedono in conformità - dell'articolo precedente, per la nomina dei deputati che gli - corrispondono, si nominerà, ciò non ostante, un elettore per ogni - partito. - - _Art. 65._ Se il numero dei partiti fosse minore di quello degli - elettori che debbonsi nominare, ciascun partito ne eleggerà uno, - due, tre o piú, fino al completo del numero che si richiede. Se - mancasse un elettore, verrà questi nominato dal _partito_ che abbia - maggiore popolazione; se ne mancasse un secondo sarà nominato - dal partito immediato che piú abbondi in popolazione e cosí - successivamente. - - _Art. 66._ Dopo ciò che si è stabilito negli art. 31, 32, 33 e - nei tre ultimi precedenti, il censimento determina quanti deputati - corrispondono ad ogni provincia e quanti elettori ad ogni partito. - - _Art. 67._ Le Giunte elettorali di _partito_ verranno presiedute - dal capo politico o dal primo _alcaide_ del capoluogo del partito: - ed a questi funzionari si presenteranno gli elettori parrocchiali - muniti dei documenti che assicurino la di loro elezione, onde i di - loro nomi vengano registrati nel libro in cui debbono distendersi - gli atti della Giunta. - - _Art. 68._ Nel giorno stabilito si riuniranno gli elettori di - parrocchia col presidente nelle sale decurionali, a porte aperte, - e daranno principio alle di loro funzioni colla nomina d'un - segretario e di due scrutinatori scelti tra' medesimi elettori. - - _Art. 69._ Gli elettori presenteranno in seguito il certificato - della di loro nomina, onde essere esaminati da essi segretario - e scrutinatori, ove dovranno nel giorno seguente informare se i - certificati presentati siano o no in regola. I certificati del - segretario e degli scrutinatori saranno quindi esaminati da una - commissione composta di tre individui della Giunta nominati a - questo oggetto: ed essi dovranno del pari nel giorno seguente - informare della validità di tali documenti. - - _Art. 70._ In questo giorno, dopo che saranno nominati gli elettori - parrocchiali, si leggeranno gli informi che risulteranno da' - certificati presentati: e se vi sia cosa da opporre agli accennati - documenti, o agli elettori per mancanza di alcuna delle circostanze - richieste, la _Giunta_ deciderà definitivamente, senza interrompere - le sue funzioni, ciò che ne giudichi: e tali giudizi verranno - eseguiti senza gravame. - - _Art. 71._ Terminato questo atto gli elettori parrocchiali col - di loro presidente si trasferiranno alla Chiesa maggiore, ove si - canterà la messa solenne dello Spirito Santo dall'ecclesiastico di - maggiore dignità che pronunzierà altresí un discorso analogo alle - circostanze. - - _Art. 72._ Dopo quest'atto religioso si restituiranno tutti alle - case comunali: gli elettori si sederanno senza preferenza alcuna; - ed il segretario leggerà alla di loro presenza questo capitolo - della Costituzione. Il presidente quindi farà la stessa domanda - enunciata nell'art. 49 ed a questo riguardo si osserverà quanto si - prescrive nel medesimo articolo. - - _Art. 73._ Si procederà immantinente alla nomina dell'elettore, o - degli elettori di _partito_, eleggendoli da uno in uno per mezzo - di scrutinio segreto, e con cartelli, nei quali sia notato il nome - della persona che si elegge. - - _Art. 74._ Tosto che siensi presi tutti i voti nella forma - prescritta, il presidente, il segretario e gli scrutinatori li - ordineranno, e rimarrà eletto quegli che ne abbia avuto almeno un - voto piú della metà: ciò fatto, il presidente pubblicherà ciascuna - elezione. Se niuno avesse riunito la pluralità assoluta di voti, - pe' due che abbiano ottenuto il maggior numero si praticherà un - secondo scrutinio, e rimarrà eletto quegli che abbia raccolto il - maggior numero di voti. Nel caso di parità deciderà la sorte. - - _Art. 75._ Per essere eletti di _partito_ si richiede la qualità - di cittadino nell'esercizio dei suoi diritti: l'età di venticinque - anni almeno compiti e quella di capo di famiglia residente nel - _partito_ benché sia secolare, o ecclesiastico secolare. Nel - fissare la circostanza di residente nel _partito_ si è avuto - presente quella elezione che potrebbe ricadere o nei cittadini che - compongono la _Giunta_ o in quelli assenti da questa. - - _Art. 76._ Il segretario distenderà un atto firmato da esso, dal - presidente e dagli scrutinatori e ne darà copia firmata dalle - stesse persone all'eletto, o agli eletti, onde possano far constare - la di loro nomina. Il presidente della _Giunta_ rimetterà altra - copia conforme firmata da esso e dal segretario al presidente della - _Giunta_ della provincia ove l'elezione avvenuta sarà iscritta nei - pubblici fogli. - - _Art. 77._ Nelle Giunte elettorali di _partito_ si osserverà quanto - si previene per le _Giunte_ elettorali di parrocchia negli art. 55 - e 58. - - - CAPITOLO V. - - DELLE GIUNTE ELETTORALI DI PROVINCIA. - - _Art. 78._ Le Giunte elettorali di provincia si comporranno dagli - elettori di tutti i _partiti_ della medesima, che si riuniranno - nel capoluogo ad oggetto di nominare i corrispondenti deputati - per assistere presso le _Corti_ in qualità di rappresentanti della - nazione. - - _Art. 79._ Queste Giunte si convocheranno sempre nella penisola - e nelle isole adiacenti la prima domenica del mese di dicembre - dell'anno antecedente a quello della formazione delle _Corti_. - - _Art. 80._ Nelle provincie d'oltremare si convocheranno la seconda - domenica del mese di marzo dell'anno stesso in cui si convochino le - Giunte di partito. - - _Art. 81._ Le Giunte elettorali di provincia saranno presiedute dal - capo politico del capoluogo della provincia a cui si presenteranno - gli elettori di partito muniti del documento della di loro - elezione, onde i nomi di essi vengano notati nel libro in cui si - debbono distendere gli atti della Giunta. - - _Art. 82._ Nel giorno designato si riuniranno gli elettori col - presidente, a porte aperte, nelle case comunali, o in altro - edifizio che si giudichi piú convenevole per adempire un atto - cosí solenne. Daranno quindi principio alle di loro funzioni colla - nomina a pluralità di voti d'un segretario e di due scrutinatori - scelti fra gli stessi elettori. - - _Art. 83._ Se ad alcuna provincia corrisponda un sol depurato, - concorreranno nella di lui nomina almeno cinque elettori; - distribuendosi questo numero tra i partiti che compongono la - provincia o formandone dei nuovi per questo solo effetto. - - _Art. 84._ Si leggeranno i quattro capitoli della presente - Costituzione che trattano dell'elezione ed indi gli atti - delle elezioni fatte nei capiluoghi dei _partiti_, rimesse dai - rispettivi presidenti. Dovranno del pari gli elettori manifestare - i certificati della di loro nomina, ond'essere esaminati dal - segretario o dagli scrutinatori; e questi nel giorno seguente - dovranno rappresentare se quei documenti sieno o no in regola. I - certificati del segretario e degli scrutinatori sono esaminati da - una commissione composta di tre individui della Giunta nominati a - quest'oggetto, e dovranno essi altresí dare nel giorno susseguente - il di loro parere dei medesimi documenti. - - _Art. 85._ Riuniti che saranno in questo giorno gli elettori - di partito si leggeranno gli informi rispettivi sui documenti - manifestati e se sorgessero dei dubbî da apporre a tali documenti, - agli elettori per deficienza di alcuna delle qualità richieste la - Giunta risolverà definitivamente, e senza interruzione delle sue - funzioni ciò che le sembri opportuno. Queste risoluzioni saranno - eseguite senza gravame. - - _Art. 86._ Gli elettori di _partito_ col di loro presidente si - dirigeranno in seguito alla cattedrale, ove si canterà la messa - dello Spirito Santo; ed il vescovo pronunzierà un discorso[24]. - - _Art. 87._ Terminato quest'atto religioso, ritorneranno tutti al - luogo donde partirono; ed a porte aperte dopo che gli elettori - sieno seduti senza preferenza alcuna, farà il presidente la stessa - domanda esposta nell'art. 49, osservandosi pienamente a questo - riguardo, quanto si prescrive nell'articolo medesimo. - - _Art. 88._ In seguito si procederà dagli elettori che sono presenti - alla elezione del deputato, o dei deputati, da uno in uno; gli - elettori a questo oggetto si avvicineranno alla tavola presso di - cui seggono il presidente, gli scrutinatori ed il segretario, e - questi nella presenza dei nominatori scriverà nei registri il nome - della persona da essi eletta. Il segretario e gli scrutinatori - saranno i primi a dare il loro voto. - - _Art. 89._ Subito che siensi presi tutti i voti; il presidente, - il segretario e gli scrutinatori gli ordineranno, e rimarrà eletto - quelli che abbia raccolto almeno un voto piú della metà. Se niuno - avesse raccolto la pluralità assoluta dei voti, pei due che ne - avessero ottenuto il maggior numero si praticherà un secondo - scrutinio, e rimarrà eletto quegli che riunisca la pluralità. - Terminata l'elezione sarà immantinente pubblicata dal presidente. - - _Art. 90._ Dopo l'elezione dei deputati si procederà a quella dei - supplenti collo stesso metodo e forma; ed il di loro numero sarà in - ogni provincia la terza parte dei suoi corrispondenti deputati. Se - ad alcuna provincia spettasse soltanto la elezione di uno, o di due - deputati, eleggerà ciò non ostante un deputato supplente. Questi - assisteranno presso le _Corti_ sempre quando si verifichi la morte - del proprietario o a parere delle stesse Corti la sua impossibilità - di rappresentare, e ciò in qualunque tempo che avvenga o l'uno o - l'altro accidente, dopo seguita la elezione. - - _Art. 91._ Per essere deputato si richiede la qualità di cittadino - nello esercizio dei suoi diritti: l'età di venticinque anni - compiuti, e la nascita nella stessa provincia, o il domicilio in - essa con sette anni almeno di residenza, tanto se sia del ceto - secolare quanto dell'ecclesiastico secolare. - - Nel fissare l'accennata residenza si è avuto presente che - l'elezione può ricadere nei cittadini che compongono la Giunta e - nei cittadini assenti di questa. - - _Art. 92._ Per essere deputato di Corti si richiede altresí il - possesso d'una proporzionata rendita annuale procedente dai beni - proprî. - - _Art. 93._ La disposizione dell'articolo precedente rimane sospesa - sino a che le _Corti_ che dovranno riunirsi, dichiarino essere - giunto il momento e disegnino cosí la quota della rendita, come - la qualità dei beni da cui debba procedere. Ciò che le Corti - decideranno a quell'epoca, si terrà per costituzionale, e come se - fosse qui espresso. - - _Art. 94._ Se avvenisse che la stessa persona sia eletta dalla - provincia di sua nascita, e da quella in cui sta domiciliata - sussisterà la elezione per causa di domicilio; e per la - provincia di sua nascita verrà presso le Corti il supplente a cui - corrisponda[25]. - - _Art. 95._ Le segreterie di Stato, i consiglieri di Stato, e tutti - coloro che occupano impieghi della casa reale non potranno essere - eletti deputati. - - _Art. 96._ Neppure potrà essere eletto deputato qualunque - straniero; sebbene abbia ottenuto decreto di nazionalità. - - _Art. 97._ Niuno impiegato pubblico nominato dal governo potrà - essere eletto deputato per la provincia in cui esercita le sue - funzioni. - - _Art. 98._ Il segretario distenderà l'atto della elezione, e lo - firmerà una col presidente e con tutti gli elettori. - - _Art. 99._ Tutti gli elettori in seguito, senza esenzione, daranno - a tutti, ed a ciascuno dei deputati eletti ampli poteri nella - forma che in appresso si prescrive, onde presentarsi nelle _Corti_. - Ciascun deputato dovrà separatamente ricevere una copia uniforme di - tali poteri. - - _Art. 100._ I poteri saranno concepiti nei termini seguenti: - - Nella città, o villaggio di..... il giorno..... del mese di..... - dell'anno.... nella sala di.... essendosi congregati i signori - (_seguiranno i nomi del presidente e degli elettori_) hanno - dichiarate innanzi a me pubblico notaro ed a testimoni chiamati - a quest'oggetto, che essendosi proceduto in conformità della - Costituzione politica della Monarchia Spagnola, alla nomina - degli elettori parrocchiali e di partito, con tutte le solennità - prescritte dalla stessa Costituzione, siccome constava dai - certificati originali a questo riguardo; ed essendosi riuniti - in seguito gli elettori suddetti dei _partiti_ della provincia - di...... del corrente anno...... mese...... giorno...... hanno - nominato i deputati che in nome di questa provincia debbano - concorrere per rappresentarla alle Corti, e che furono eletti per - tali deputati dalla stessa provincia i signori N. N. N. siccome - consta dall'atto disteso e firmato. Per conseguenza i nominati - elettori concedono ampli poteri ai medesimi deputati insieme - riuniti ed a ciascuno d'essi in particolare, onde adempiere e - disimpegnare le auguste funzioni dei di loro incarichi[26]. - - E perché riuniti cogli altri deputati di Corti come rappresentanti - della Nazione Spagnola possano concedere e risolvere quanto - giudichino convenevole al bene generale della stessa, dovendo in - ciò usare delle facoltà fissate dalla Costituzione, e conservarsi - nei limiti prescritti da questa, senza poter derogare, alterare o - variare in modo e sotto pretesto alcuno niuno dei suoi articoli, - gli stessi elettori quindi in virtú di tutte le facoltà ad essi - concedute per l'adempimento del presente atto si obbligano, tanto - in nome proprio quanto in quello di tutti i capi di famiglia di - questa provincia a tener per valido, ubbidire ed adempiere tutto - ciò che i nominati deputati di Corti facessero, e tuttociò che - da queste si risolvesse in conformità della Costituzione politica - della Monarchia Spagnola[27]. Tanto hanno dichiarato e concesso in - presenza dei testimoni N. N. che insieme con essi elettori si sono - firmati. Di tutto ciò fò fede, ecc. - - _Art. 101._ Il presidente, gli scrutinatori e il segretario - rimetteranno immantinenti una copia da essi firmata dell'atto - seguito delle elezioni alla deputazione permanente delle _Corti_, - e procureranno che tali elezioni si pubblichino per mezzo della - stampa, e di queste si spedisca copia ad ognuna delle popolazioni - della provincia. - - _Art. 102._ I deputati godranno d'una indennità a carico delle - rispettive Provincie e la di cui quantità verrà fissata dalle - _Corti_ nel second'anno d'ogni deputazione generale. A' deputati - d'oltremare si abbonerà altresí per ispesa di gita e ritorno la - somma che giudichino necessaria le rispettive Provincie a cui - appartengono. - - _Art. 103._ Nelle _Giunte_ elettorali della Provincia si osserverà - quanto si prescrive negli art. 55-58. In queste Giunte rimarrà - luogo ciò che si prescrive nell'art. 328[28]. - -Stabilite cosí le cose, niente altro rimaneva a fare che nominare i -deputati al solenne Congresso. - -Nei tre mesi che precedettero le elezioni è fama che Ferdinando I -passeggiando pei dorati saloni della sua reggia esclamasse in presenza -dei suoi cortigiani piú devoti: — Sono nato libero e voglio morir -libero! Significando che la sua libertà non era compatibile con -quella dei suoi popoli. Certo che in quei giorni si mostrò sempre poco -inchinevole al nuovo ordine di cose e non solo cessò di frequentare i -teatri dei quali era amantissimo, ma si astenne dall'andare alla parata -di Piedigrotta, il dí 8 di settembre, cosa che destò quasi uno scandalo -in Napoli[29]. - -Ora bisogna notare che le provincie essendo tenute in ordine -dall'esercito, ed essendo i militari elettori di primo grado, grande fu -la loro influenza sugli elettori. I ministri ne aspettavano con ansia i -risultati temendo che fossero scelti a deputati i patriotti piú caldi e -piú avventati. - -Pure fra i settantadue eletti nel Napoletano pochissimi avevano voce di -sfrenati Carbonari. Dei deputati uno era cardinale[30], nove sacerdoti, -ventiquattro possidenti, otto professori di scienze, undici magistrati, -due impiegati del governo, nove dottori, cinque militari e tre -negozianti. - -Le elezioni furono fatte _onestissimamente_ ed il Colletti si lagna che -vi furono eletti due nobili unicamente. Ecco le sue precise parole: - - I collegi elettorali mostraronsi avversi all'antica nobiltà, cui - spesso disonestamente impedivano il diritto comune di dare il - voto. Furono ingiusti ed ingrati, perciocchè la legge non esclude - i nobili; e non vi ha in Napoli altra nobiltà che di nome e questi - nomi, Colonna, Caracciolo, Pignatelli, Serra diedero alla scure il - primo sangue per amore di nobiltà[31]. - -Terminate le elezioni, venuti gli eletti a Napoli si ebbero le sessioni -preparatorie, che si tennero nell'antica biblioteca di Monteoliveto, e -si fissò il giorno della solenne apertura. - -Ferdinando I avrebbe voluto che mai fosse realmente giunto questo -giorno, e, quando vide che non era piú possibile indietreggiare d'un -passo solo, fece sentire pel Conte Zurlo che avrebbe dato l'incarico -d'assistere alla cerimonia al figlio Francesco quale suo vicario. - -I deputati energicamente risposero che ove il Re perseverasse in tale -idea, essi non si sarebbero radunati ed avrebbero invitato il generale -Pepe[32], a nome del bene pubblico, a non deporre il comando. Il Re -intimidito promise di recarsi all'apertura del Congresso e di giurare. - -Nell'ultima seduta tenuta dalla Giunta preparatoria si diede lettura di -una lettera del ministro dell'interno, colla quale invece della chiesa -di San Sebastiano si prescriveva per la cerimonia quella dello Spirito -Santo a Toledo, molto piú vasta ed adatta all'uopo[33]. - -In quest'ultima adunanza furono eletti il presidente, il -vicepresidente, ed i segretari del Parlamento, che nello stesso giorno -28 di settembre si recarono al Palazzo dove furono, pomposamente, -ricevuti dal Re. Prese pel primo la parola il Cardinale Firrao -proponendo che s'ordinasse un triduo all'Altissimo. Il Re approvò -la proposta e promise formalmente d'intervenire all'apertura del -Congresso. - -Ed eccoci alla cerimonia che entusiasmò fino al delirio i Napoletani, -accorsi da tutte le parti della città e dei paesi vicini nella strada -antica di Toledo fin dalle prime ore del giorno gremendone le tre vaste -piazze maggiori[34]. - -Il primo d'ottobre milleottocentoventi capitò anche di domenica ed -appunto perciò fu maggiore il concorso del popolo. - -Dalle prime ore del mattino il corpo delle truppe della guarnigione di -Napoli e dei militi nazionali della Capitale e delle provincie erano -disposte in due ale del reale palazzo lungo la strada di Toledo fino -all'ingresso della chiesa dello Spirito Santo. - -Il recinto in essa riserbato al Parlamento era separato dal resto della -chiesa da una ringhiera _che lo_ rendeva _visibile a tutti ma separato -dagli spettatori_[35]. - -Il Re uscí dal palazzo alle dodici, quando già i deputati ed i -ministri erano al luogo convenuto nel quale entrarono, come poco -dopo anche il Sovrano, per una porta interna che dà nel Conservatorio -omonimo. Precedevano il Re la scorta della cavalleria della guardia -e le carrozze, nella prima delle quali era la duchessa di Calabria, -Maria Isabella infante di Spagna[36], col duca di Noto Ferdinando suo -figlio, che allora aveva soli dieci anni compiuti[37]; nella seconda -gli infanti Carlo principe di Capua e Leopoldo conte di Siracusa; nella -terza il principe di Salerno Leopoldo Giovanni[38]; e nella quarta -le principesse Cristina e Antonietta, che dovevano andare incontro -al Re al suo arrivo alla sala della cerimonia. Una deputazione di -22 rappresentanti della Nazione ricevettero questi personaggi reali -accompagnandoli alla tribuna[39]. Seguiva il corteggio del Re, che -era aperto da un distaccamento di usseri e dragoni della guardia di -sicurezza _in avanti_ che serviva al buon ordine della strada, lo stato -maggiore del governo di Napoli, lo stato maggiore dei militi nazionali -di Napoli, un distaccamento delle guardie nazionali a cavallo, gli -alabardieri, i battitori della cavalleria della guardia, le carrozze -con la corte di Sua Maestà[40]. Dopo un distaccamento di cavalleria -della guardia, incedeva pianamente fra gli applausi dei popolani — dice -il Pepe nelle sue Memorie — senza entusiasmo[41] la carrozza del Re col -principe ereditario. Immediatamente cavalcava allo sportello Guglielmo -Pepe come generale in capo dell'esercito costituzionale. Chiudeva lo -splendido corteggio reale uno squadrone di cavalleria della guardia, ed -un distaccamento della guardia reale a piedi. - -Una salva d'artiglieria annunziò il suo arrivo ed una commissione di -deputati venne ad incontrarlo[42]. - -Il Re era assistito dal suo maggiordomo maggiore, dal capitano -delle guardie, dal cavallerizzo maggiore e dal somigliere del corpo -che stavano dietro la sedia del Sovrano. I ministri ed il generale -comandante dell'esercito costituzionale e tutta l'assemblea era in -piedi al suo arrivo. Seduto sul trono aveva alla destra il principe -ereditario, ed il principe di Salerno e i Segretari di Stato lo -circondavano. Alla sua destra era un _tabouret_, sul quale erano -deposte la corona e lo scettro d'oro. Il presidente del parlamento era -a mano destra del trono, ma dopo gli scalini e sul pavimento della -sala; i segretarii dirimpetto al presidente di contro ad un piccolo -tavolo sul quale era il libro degli Evangeli. - -Il Re fece un cenno, il presidente si accostò col libro santo nelle -mani ed il Sovrano stesa su di esso la destra pronunciò il giuramento -mentre il segretario Berni leggeva la formola scritta, da noi ripetuta -già poco innanzi. Le ultime parole erano appena pronunziate che furono -ricoperte dalle grida di gioia del popolo[43]. Dopo, il cavaliere Galdi -sorse quale presidente del nuovo Parlamento a parlare: - - Sacra reale maestà. - - L'eterne leggi con le quali la Provvidenza regola e compone - l'ordine dell'Universo, la loro costanza e la loro apparente - discordia stessa, considerate dall'uomo religioso non men che - filosofo, e quindi ridotte a chiari teoremi ed a formole generali, - costituiscono il codice delle verità di uso comune a tutti i popoli - inciviliti. - - Se al contemplator geologo faran meraviglia il cangiato aspetto - delle isole e delle terre, i laghi, ed i mari disseccati, i - nuovi continenti sorti dal seno delle onde, l'abbassamento delle - montagne, le piante e gli animali totalmente spariti dalla - superficie del globo, e quelli che vi si rinvengono di nuova - creazione; non minor maraviglia recar debbono al filosofo politico - le vicessitudini delle nazioni, delle monarchie, delle repubbliche - ed i cangiati costumi, le cangiate leggi, ed i cangiati governi e - la loro grandezza e decadenza le cause che le producono. - - Quell'energica forza della natura che fa cambiare di continuo - l'aspetto del mondo fisico, tende ancora di continuo a far lo - stesso del mondo morale. Ma l'Autor del tutto sostiene da solo - con l'onnipossente mano, e conserva la gran mole dell'Universo; - ed affida all'uomo, ai monarchi, ai governi il conservar l'ordine - morale e civile dei popoli; quindi solo all'uomo di squisiti sensi, - di ragion penetrante, un raggio infuse dell'eterna luce, lo rese - inclinato alla sociabilità, a riunirsi in famiglia, in città e - quindi a comporsi uno Stato bene organizzato, onde gradatamente poi - nacquero le grandi società ed i grandi Imperi. - - Finché l'uomo seguí i dettami della ragione e della giustizia, - di poche semplicissime leggi ebbero bisogno le società civili: - non vi furono ostinate guerre e frequenti: i vecchi Patriarchi - ressero il tutto e non trovarono nei loro figli e concittadini che - obbedienza e rispetto. Ma sopraggiunsero le ricchezze e l'ambizione - di dominio, crebbero i bisogni delle società, crebbero i delitti, - e divennero necessarii complicati codici di legislazione. In mezzo - a queste vicissitudini nacque la funesta discordia civile, mostro - che ha mille diverse lingue, mille aspetti e sotto mendicati - pretesti va divorando le popolazioni della terra. Si credé di - poter rimediare a tanti mali con nuove leggi, ma spesso inefficaci, - perché mal sostenute dai costumi; si ricorse alla viva forza, e si - aberrò fra gli eccessi della tirannide e della demagogia. - - Talvolta per accrescere la felicità dei popoli si affrettò la loro - rovina, facendo pompa d'uno spirito esagerato d'innovazione e di - perfettibilità; e dall'altra parte, credendosi tanti mali della - società prodotti dal filosofismo, si gridò contro le scienze e gli - scienziati e si corse verso la barbarie. - - Per questi vizii caddero in rovina i piú fiorenti imperi, quando - credeansi giunti all'apice della loro grandezza e perché dominati - dalla superbia e dall'avarizia, mentre senza tali sforzi della - politica astratta, e solo per qualche resto di virtú antica, si - rivelarono vegeti e robusti quelli che credeansi prossimi al loro - decadimento. Restava ed ancor resta a sciogliersi il gran problema - di moderare l'orgoglio delle nazioni nella loro grandezza e - prosperità e di rincorarne lo spirito abbattuto dall'oppressione e - dalle ingiustizie; ma il dito solo della Provvidenza, coll'onorata - scuola delle sventure poteva indicare ai monarchi ed alle nazioni, - la stella polare che doveva salvarli dall'oceano dei mali. - - Questa stella consisteva in una Costituzione saggia, moderata, - figlia di maturo sapere e di matura esperienza. Questa dovea - consistere in un patto sociale che sottraesse i popoli dalle - violenze dei governi arbitrari, e i governi moderati dalle - esagerate pretensioni dei popoli; in un patto voluto dall'utile - universale, sanzionato dalla religione piú augusta, e che giungesse - finalmente a comporre le due cose pria credute insociabili, la - libertà ed il principato. Verso il declinare del passato secolo, - le cose d'Europa giunsero a tale di esser divenuto necessario il - ricomporre i patti sociali. Ma dov'erano i Re, padri amorosi dei - popoli? E dove erano i popoli figli obbedienti dei Re? I rimedi - ai quali si ricorse furon veleni per l'ordine sociale; fummo - minacciati di nuova barbarie e delle tenebre di notte eterna. Ed - ancora non poche nazioni vanno fluttuando nell'incertezza di loro - sorte: non trovano il vero punto di equilibrio ove fissarsi e nol - troveranno per lungo tempo, se la divina mano del Creatore non le - ricompone in miglior ordine, come intorno al sole, per le leggi di - gravità, stabilí le orbite dei pianeti nel dí che trasse il mondo - dal caos. - - In mezzo alle sventure universali di Europa, le ultime Spagne erano - state vie maggiormente afflitte da tutti i mali, onde Iddio suol - fare esperienza della costanza d'un popolo. Quasi soggiogate da - un bellicoso, e fino a quel momento creduto invincibile esercito - straniero; il commercio distrutto, le colonie ribellate, espugnati - i baluardi della penisola, incenerita la marina, sbaragliato - l'esercito, prigioniero il Re; quando alla voce della religione e - dell'onor nazionale si rammentano gli Ispani esser discendenti dei - Consalvi e dei Mendozza corrono alle armi, debellano il nemico, - liberano dai suoi timori l'Europa, riconquistano le loro franchigie - e riconquistano il loro Re; si formano una Costituzione che ha - servito a noi di modello, e che non sarà inutil monumento di ragion - politica alle nazioni dell'universo. - - Signore, questa costituzione è figlia di lunga esperienza, e di - quel che meglio dettarono i pubblicisti d'Europa dalla metà del - passato secolo finora. Ella sembra aver colto il vero punto di - riposo e di contatto fra i diritti dei popoli e le prerogative - dei monarchi. Ella ha saputo distribuire ai figli l'avuta - eredità, lasciando al padre una ragionevole latitudine nelle sue - disposizioni, è lontana da tutti gli estremi viziosi che lasciano - sempre nell'incertezza le sorti delle nazioni. Questa costituzione - procede e s'innalza con una maestosa piramide, ne formano l'ampia - e solida base la dichiarazione dei dritti e doveri dei cittadini; - prosegue, nelle ben calcolale elezioni, assicurando una scelta di - rappresentanti nazionali, cui presiede sempre la religione, assiste - al piú ch'è possibile il voto universale, si allontanano i germi - di corruzione, si apre la strada al merito, che si fa passare al - vaglio di molteplici e severi esperimenti. Questa Costituzione - estesa definisce e circoscrive i limiti del potere legislativo, - quind'insensibilmente lo avvicina all'esecutivo per mezzo del - Consiglio di Stato e dell'Alta corte di giustizia e pianta - alla sommità dell'edifizio il Monarca in tutta la sua grandezza - circondato dai suoi ministri e da tutto lo splendore e la forza - del potere esecutivo: tutto è ordine e simmetria, tutto solidamente - costrutto; non resta luogo di aggiungere né di togliere una pietra - angolare del grande edifizio senza deturparlo o farlo cadere in - rovina. - - Qual'è durerà immoto ed indistruttibile come la gran piramide - di Egitto che da quaranta secoli sfida il tempo e le stagioni, e - rimarrà a sostenerne gli oltraggi per quaranta secoli ancora. - - S. R. M. Signore, noi abbiamo giurata colle lagrime agli occhi e - con religioso rispetto, questa Costituzione. Il popolo ha veduta - la nostra commozione e le nostre lagrime. Vostra Maestà ancora ha - giurato lo stesso, e 'l discendente e l'erede della religione di S. - Luigi e delle virtú civili di Carlo III non giura invano. - - Ecco stabilito tra il Re ed il suo popolo un nuovo patto sociale - che assicura ad entrambi la loro quiete e la felicità avvenire. - Iddio d'Israele non sdegnò spesso di pattuire col popolo eletto e - perché lo sdegnerebbero i Re? - - Con questo fatto è assicurata la grandezza vostra, la vostra gloria - e le legittimità della vostra dinastia. Ella non riposa piú sulla - volontà d'un solo, non su precarie alleanze straniere, ma su la - volontà decisa di sette milioni di cittadini pronti a versare - l'ultima stilla del loro sangue in difesa della religione degli - Avi, della Patria e del Re. - - Quell'adorabile famiglia che vi fiorisce d'intorno, come all'ombra - del maestoso cedro del Libano crescono le sacre palme, quei - rampolli del vostro a noi sí caro primogenito figlio, cresceranno - anch'essi nelle avite e domestiche virtú: dalla M. V. apprenderanno - ad imitare le virtú degli avi, gli arcani dei governi, la sana - politica e la dura milizia. Uno ne crescerà certamente tra essi, - che di unita alle arti di pace saprà coltivare quella della guerra. - - Egli accoppierà al brillante coraggio ed all'alma intrepida di - Francesco I e di Enrico IV, il saper militare del gran Condé; e se, - tolga il cielo l'augurio, sarà chiamato a combattere, lo vedremo - circondato dai bellicosi Marsi, di Dauni, da Sanniti, da tutti - i popoli della Magna Grecia e della Trinacria alle frontiere del - regno come l'Angelo del Signore con l'adamantina spada stava alla - difesa del Paradiso terrestre. - - Ora finalmente, accettata e giurata la nostra Costituzione, non - sarà piú chimerica e sprecata invano nell'isola la forza che ebbero - nelle armi i nostri avi, ed il risorgimento della marina; non - piú inceppati i progressi dello spirito umano e dell'istruzione - pubblica; non disordinato e dilapidato l'erario; non compromessa la - dignità del Monarca e della nazione nelle politiche transazioni. Le - pagine del Codice di Astrea rimarranno immuni da qualunque macchia - e custodite da incorruttibili sacerdoti; e il potente braccio e - la volontà della maestà vostra e le assidue e regolari cura del - Parlamento nazionale assicureranno sí bel retaggio fino alla nostra - piú remota paternità. Risorgeranno i Geleuci e gli Architi, gli - Archimedi ed i Tulli onore delle nostre regioni e del genere umano: - risorgeranno i bei monumenti dell'arte antica su questa terra - felice, riuniremo in una sola epoca tutti gli onori, onde fummo - presenti dal fiorire degli Italo-Greci ai tempi d'Augusto, e dal - regno di Alfonso di Aragona a quelli di Carlo III. - - Deh! tu onnipotente Iddio, arridi dal Cielo a sí felice augurio: - conserva nel Re il padre e benefattore del popolo: conserva nel - popolo la famiglia ed il baluardo del Re: conserva nel Parlamento - nazionale il vigile custode delle nostre Istituzioni e delle - nostre leggi, e fa che viva e regni per lunghi anni l'augusto - nostro Ferdinando, sí che divenga il Nestore dei Monarchi - Costituzionali[44]. - -Il re rispose brevemente cosí: - - Gradisco sommamente i bei sentimenti e leali che il Parlamento - per l'organo del suo presidente mi esprime e spero con la sua - cooperazione vedere sempre piú felice e tranquilla questa Nazione - che per tanti anni ho governato e governo. - -Indi Ferdinando primo, preso il discorso d'apertura, lo porse al figlio -Francesco, duca di Calabria che lesse: - - Signori Deputati, - - Incomincio dal render grazie a Dio che ha conservato la mia - vecchiezza, circondandomi di lumi pe' miei amatissimi sudditi. - In voi considero la nazione come una famiglia, della quale potrò - conoscere i bisogni e soddisfare i voti. Non altro è stato mai il - mio desiderio nel lungo regno che il Signore mi ha concesso se non - di ricercare il bene e di seguirlo. Voi mi presterete d'ora innanzi - la vostra mano nell'adempimento di questo sacro dovere: ed io - raccogliendo dalla vostra propria voce i voti della nazione, sarò - liberato dall'incertezza di doverli interpetrare. Per conseguire - l'oggetto delle nostre comuni cure, io debbo richiamare la vostra - attenzione alle importanti operazioni che vi sono commesse ed alle - difficoltà che noi dobbiamo superare. Il conoscer queste sarà un - eccitamento maggiore alla vostra saviezza ed alla vostra prudenza: - ci farà acquistare anche la gloria, se avremo saputo trionfare - degli ostacoli che ci presentano le circostanze dei tempi, e le - conseguenze stesse delle stesse nostre passate vicende. - - Voi siete in primo luogo incaricati dell'importante opera delle - modificazioni da farsi alla Costituzione Spagnuola, onde adattarla - al nostro bisogno. Molte delle nostre istituzioni sono compatibili - con qualsivoglia ordine politico. Tali sono la divisione del nostro - territorio, il sistema di pubblica amministrazione, ed il nostro - ordine giudiziario. Io sono sicuro che il Parlamento valuterà - sopratutto il bene di evitare il piú che è possibile i cangiamenti - dell'ordine interno, e tutto quello in generale che la nostra - stessa esperienza ci raccomanda. - - Noi consolideremo la Costituzione, se la fonderemo sulle basi delle - nostre antiche instituzioni e delle idee che ci sono familiari. - Non intendo già che questa considerazione vi ritenga dal proporre - quegli inevitabili cambiamenti che sono necessari a rendere solido, - durevole ed utile alle generalità il nuovo ordine politico che - oggi fondiamo. Il mio animo riposa tranquillo nella saviezza del - Parlamento, che saprà scegliere il giusto mezzo tra la necessità e - l'utilità. - - Vi raccomando principalmente di assicurare l'ordine pubblico, - senza del quale ogni sistema politico e civile resterebbe privo - d'effetto. Voi saprete dar vigore al governo, la forza del quale - si confonde con quella delle leggi, quando il suo andamento è da - questa diretto. Custodite gelosamente le guarentigie individuali - dei cittadini: non sottoponete le volontà particolari alla - generale; e rivestite l'autorità che la rappresenta di tutti i - mezzi necessari a farla rispettare. Questo è il primo carattere - d'ogni governo civile e d'ogni nazione che voglia far rispettare la - propria indipendenza. - - L'inviolabile attaccamento che la nostra nazione ha dimostrato - alla nostra cattolica religione, mi rende sicuro che il Parlamento - ne custodirà la serietà, e conserverà con ciò il piú bel pregio - della Costituzione. Noi non _siamo mai stati persecutori_ delle - idee altrui ed abbiamo sempre lasciato a Dio il giudizio della - credenza degli altri. Il nostro suolo non è stato mai macchiato - di persecuzioni religiose, anche nel tempo del fanatismo e dei - pregiudizii. Ma i popoli che professano un'altra credenza, non - hanno il diritto di contaminare neppure coll'esempio, la verità - e severità della nostra dottrina. I doveri dell'ospitalità non - possono essere maggiori di quelli che noi abbiamo verso noi stessi. - - Stabilite felicemente, come spero, le basi del nostro ordine - politico, ed invocata l'assistenza e la protezione del Signore - Iddio a tutti i travagli dai quali dipendono i riordinamenti del - Regno, noi potremo facilmente provvedere a tutti i nostri interni - bisogni. - - Io debbo prima d'ogni altra cosa manifestarvi la soddisfazione - che provo nel vedere intorno a me i deputati dell'una e dell'altra - Sicilia. Queste due parti della mia famiglia egualmente a me care, - e da ciascuna delle quali ho ricevute prove d'attaccamento, non - sono state giammai per me divise. - - I disordini parziali non decidono della volontà né dello spirito - d'una nazione. Io sono stato sempre persuaso che la Sicilia al - di là del Faro non avrebbe mai smentito il nobile carattere che - l'ha sempre distinta; e mi compiaccio che ella siasi affrettata a - confermare col fatto la mia opinione. Da' lumi uniti di due popoli, - ai quali la natura è stata prodiga dispensatrice d'ingegno e di - generosi sentimenti, io non posso non ripromettermi misure, leggi e - regolamenti tali, che assicurino con indissolubili legami di unità - e di reciprocazione le rispettive loro facoltà. - - Affinché voi possiate avere una esatta notizia della situazione - del regno, io ho ordinato a tutti i miei segretari e ministri di - Stato di presentare al piú presto che potranno, un rapporto dello - stato di ciascun ramo. Lo stesso desiderio per quanto riguarda le - sue operazioni, ho manifestato alla Giunta provvisoria di governo, - che ha col suo consiglio assistito il mio amatissimo figliuolo - e vicario, che ha sí bene corrisposto alla fiducia mia e della - nazione. - - Lo stato delle nostre relazioni coll'estero è dilicato, ma presenta - difficoltà, a superar le quali, può forse essere bastevole la - moderazione unita ad un contegno nobile e fermo. - - La necessità di questo contegno vi persuaderà altresí de' - sacrifizii che la nazione dee fare nel ramo delle finanze. Lo - stato di queste non è solamente la conseguenza della nostra attuale - posizione; ma anche delle circostanze nelle quali ci troviamo dopo - l'anno 1815. - - Voi vedrete dal rapporto del segretario di Stato ministro di - questo ramo gli sforzi da me fatti, onde soddisfare a tutti - gli straordinari bisogni e proporre alla nazione una stabile - prosperità. - - Le medesime circostanze hanno influito e influiscono attualmente - nel dipartimento della guerra. La vostra saviezza vi guiderà - naturalmente a distinguere lo stato momentaneo dal permanente, onde - l'armata serve al suo scopo e non divenga onerosa alla nazione. - - Le nostre milizie ci presentano una forza interna che non aggrava - il tesoro e che è della piú grande utilità a mantenere l'ordine e - la tranquillità delle persone. - - Le stesse considerazioni vi si presenteranno per la nostra marina - che noi dobbiamo principalmente rivolgere alla protezione del - commercio marittimo ed alla difesa delle nostre coste. - - L'interesse del nostro commercio politicamente calcolato, vi sarà - presentato dal nostro segretario di Stato ministro degli affari - interni. Formerà questo uno dei piú gravi ed importanti argomenti - delle vostre deliberazioni. - - Voi troverete preparate tutte le altre instituzioni delle quali - dipende l'interna prosperità del regno. Io ho conservato dopo il - 1815 tutte quelle che l'esperienza ed il voto nazionale indicavano - come necessarie ed utili. - - Raccomando alle vostre cure gli stabilimenti d'educazione, di - beneficenza e di umanità, le prigioni, sopratutto, lo stato - delle quali è ancora lontano da quello a cui avrei desiderato di - portarle. - - Il dipartimento della giustizia presso a poco è fondato sulle - stesse basi che io avrei stabilite. - - Io mi sono giovato dell'esempio e dell'esperienza ed ho adottato - le leggi che mi sono sembrate le migliori; perché di niun'altra - passione sono stato capace fuorché del bene dei miei popoli. Il mio - ministro di grazia e giustizia vi proporrà i progetti necessari - per perfezionare questo ramo importante. Se altri miglioramenti - giudicherete necessari alla libertà delle persone ed alla sicurezza - delle proprietà voi dovete esser persuasi che proponendoli, andrete - sempre incontro al mio desiderio. - - Quanto agli affari ecclesiastici l'ultimo concordato ha fatto - sparire tutte le antiche controversie con la Corte romana. Per esso - è stata restituita la calma alle coscienze. Sono stati ridotti i - vescovadi, e si è preparata la dotazione ed il miglioramento del - clero. Per ottenere quei vantaggi è stato d'uopo di convenire di - molte transazioni. Io vi ho consentito, perché le ho riguardate - come prerogative, alle quali non ho voluto sacrificare l'interesse - principale de' miei popoli. Io sono persuaso che in tutte le future - transazioni il Parlamento si farà sempre guidare dal rispetto - dovuto alla Santa Sede e dalla necessità di stringere sempre piú - le relazioni di amicizia che debbono essere fra due Stati vicini ed - insieme legati per un comune interesse. - - Dopo questa breve esposizione dello stato nostro, mi rimane - solamente a dirvi che non permettendomi ancora le mie forze di - riprendere tutte le cure del governo io continuerò per ora ad - affidarle al mio amato figliuolo ed erede Duca di Calabria nella - qualità di mio Vicario generale. Io sono stato compiaciuto del modo - onde egli ha corrisposto alla mia ed alla vostra fiducia. - - L'esperienza servirà a renderlo piú maturo nel governo ed a voi piú - caro. Io avrò verso la Nazione il merito di avere, non solamente - formato il suo cuore, ma di avergli altresí additati i mezzi di - rendervi felici. - - Signori deputati, niun momento nella storia della monarchia è stato - piú importante di questo. L'Europa tutta ha gli occhi sopra di noi. - L'Onnipotente che regge il destino di tutti i popoli ci ha messi - nella posizione di acquistare con la moderazione e con la saviezza - la stima di tutte le nazioni. - - È nelle nostre mani di consolidare le nostre istituzioni ed - il renderle stabili, durevoli e tali che producano la nostra - prosperità. - - Quanto a me, non farò che secondare il voto dei miei popoli, e - sarò unito ad essi con quella medesima fiducia che hanno a me - dimostrata. Io desidero di portare con me nella tomba la vostra - riconoscenza, e meritare il solo elogio di aver sempre voluto la - vostra felicità. - -Dopo le parole del Re, il Duca di Calabria baciò ripetutamente la mano -al padre ed aggiunse — dicono i contemporanei — abbastanza commosso: - - Nell'atto che ringrazio a Voi, mio amato Padre e Sovrano, della - bontà con la quale vi siete degnato di esprimervi benignamente a - mio riguardo, vi assicuro che tutti i miei sforzi, sinché avrò - vita, saranno diretti al vostro servizio al vantaggio della - Nazione. - -Il presidente Galdi riprese la parola per ringraziare il Re, ed infine -il tenente generale Pepe fece la solenne rinunzia del comando in capo -dell'esercito nazionale cui re Ferdinando rispose accettando[45]. - -Terminata la cerimonia, il Re col suo corteggio pomposo uscí di Chiesa -per tornare al palazzo. Ma il cielo che nel mattino era sereno si -fe' scuro e quando il Re giunse s'addensarono le nubi e piovve. I -superstiziosi temettero, e ricordarono il fatto quando la Costituzione -fu abolita nell'anno seguente[46]. - -La sera vi fu uno spettacolo _gratis_ in tutti i teatri della capitale, -gran pranzo di gala a corte, ed al massimo _San Carlo_ si recò il -principe ereditario con la moglie ed il principe di Salerno. Quella -sera il duca di Calabria indossava la divisa di colonnello di fanteria -della milizia nazionale ed il principe di Salerno quella degli usseri -della guardia di sicurezza interna. - -Nella seduta del 2 ottobre[47] furono formate le commissioni — oggi -uffici — all'oggetto di facilitare l'andamento ed il disbrigo degli -affari interni. Furono, dunque cosí costituiti: - - I. COMMISSIONE. — _Legislazione:_ Lauria Francesco. Scrugli - Francesco, Saponara Felice, Arcovito Guglielmo, Catalani Vincenzo, - Tafuri Michele, Pelliccia Alessio, Ceraldi Pasquale, De Cesare - Innocenzio. - - II. _Guerra, marina ed affari esteri:_ Begani Alessandro, Giovanni - Bausan, Rossi Francesco, Morici Domenico, Macchiaroli Rosario, - Poerio Giuseppe, De Concilii Ernesto, Firrao Giuseppe cardinale, de - Donato Tommaso. - - III. _Milizie provinciali, gendarmeria ed altro oggetto di pubblica - sicurezza:_ Sponsa Diodato, Perugini Pietro Paolo, Borrelli - Pasquale, De Piccolellis Mario, Coletti Decio, Melchiorre Paolo, - Mazziotti Gerardo, Vivacqua Francesco, Corbi Carlo. - - IV. _Finanze:_ Matera Domenico, Ginestous Cesare, Gerardi Giuseppe, - Incarnati Francesco Saverio, Paglione Gennaro Domenico, Pessolani - Saverio Arcangelo, Losapio Giuseppe, Dragonetti Luigi. - - V. _Commercio, agricoltura, arti ed industria:_ Angelini Gian - Fedele, Netti Raffaele, Coletti abate Michele, Giovane Giuseppe - Maria, Jacuzio Francesco, Riolo Paolino, Lozzi Giovannantonio, - Corbi Vincenzo, Caracciolo Gerardo. - - VI. _Istruzione pubblica:_ Petruccelli Francesco, Semmola Mariano, - Strano Francesco, Sonni Domenico, Jannantuono Papiniano, Lepiane - Vincenzo, Flamma Paolo, Buonsanto Vito, Desiderio Giuseppe. - - VII. _Esame e tutela della Costituzione:_ Delfico Melchiorre, - Ricciardi Amodio, Nicolai Domenico, Galanti Luigi, Maruggi - Giovanni, Cassini Domenico, Vasta Tommaso, Ruggero Petrantonio, - Imbriani Matteo. - - VIII. _Amministrazione provinciale e comunale:_ Carlino Ippazio, - Rondinelli Benedetto, De Oraziis Biagio, Brasile Saverio, Trigona - Salvatore Giuseppe, Fantacone Giancarlo, Castagna Michelangelo, De - Luca Antonio Maria, Mercogliano Antonio. - - IX. _Governo interno:_ Presidente, segretario Berni, De Filippis - Carlo, Mazzone Liberatore, Orazio Giuseppe. - -I deputati entrati in carica ottennero un diploma di nomina, muniti del -suggello del Parlamento nazionale[48], di questo tenore: - - PARLAMENTO DELLE DUE SICILIE. - - _Certifichiamo noi qui sottoscritti, presidente e segretari pro - tempore del parlamento nazionale, qualmente il signor ..... è stato - nominato deputato al Parlamento per la provincia di Napoli, e che i - suoi poteri sono stati esaminati e trovati in regola._ - - _In fede di che, ne abbiamo sottoscritto il presente. Tutti i - poteri in originale sono nel nostro archivio._ - -Cosí fu aperto il Parlamento nazionale di Napoli che doveva tanto -brevemente esistere. - - - - -PARTE SECONDA - -I DEPUTATI. - - - - -PARTE II - - -Quadro delle abitazioni dei Deputati al Parlamento Nazionale. - -MATTEO GALDI, _strada Magnovacallo n. 88_. - -TITO BERNI, _salita S. Sebastiano n. 58_. - -VINCENZO NATALI, _strada di Chiaia n. 66_. - -NAZARIO COLANERI, _strada portici S. Tommaso d'Aquino n. 20_. - -FERDINANDO DE LUCA, _strada S. Liborio n. 65, 1º piano_. - -FRANCESCO LAURIA, _S. Potito palazzo Solimena_. - -FRANCESCO SCRUGLI, _strada Concezione a Montecalvario n. 10_. - -FELICE SAPONARA, _strada S. Potito n. 37, 3º piano_. - -GIROLAMO ARCOVITO, _strada S. Matteo n. 34_. - -VINCENZO CATALANO, _largo S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone n. 7, 3º -piano_. - -MICHELE TAFURI, _largo p. Piccola Rosario di Palazzo n. 17_. - -ALESSIO PELLICCIA, _Materdei vico Cangi n. 6_. - -PASQUALE CERALDI, _vico Bisi collegio dei Nobili N. 34_. - -FRANCESCO STRANO, _Salita Trinità dei Spagnoli_. - -PAOLINO RIOLO, _Salita Trinità dei Spagnoli_. - -INNOCENZI DE CESARE, _strada Foria_. - -ALESSANDRO BEGANI, _vico Trevaccari n. 4, 1º piano_. - -GIOVANNI BAUSAN,.....[49] - -FRANCESCO ROSSI, _strada Incoronata n. 24, 1º piano_. - -ROSARIO MACCHIAROLI, _vico Chianche a Palazzo n. 3_. - -DOMENICO MAYER, _strada S. Cristoforo all'Olivella N. 36_. - -GIUSEPPE POERIO, _strada Materdei case proprie_. - -LORENZO DE CONCILIIS, _nel monistero di S. Orsola a Chiaia_. - -GIUSEPPE CARDINALE FIRRAO (sic), _palazzo Avellino Anticaglia n. 4, 1º -piano_. - -TOMMASO DONATO, _strada di Chiaia n. 209_. - -DIODATO SPONSA, _strada Baglivo n. 68, 2º piano_. - -PIETRO PAOLO PERUGINI, _strada Guantari n. 99, locanda Lombardia_. - -PASQUALE BORRELLI, _strada nuova Monteoliveto n. 29, 1º piano_. - -OTTAVIO DE PICCOLELLIS, _largo delle Pigne n. 152_. - -GERARDO MAZZIOTTI, _vico storto Sant'Agostino degli Scalzi n. 12_. - -FRANCESCO VIVACQUA, _vico del Carminello n. 51, 3º piano_. - -CARLO CORBI, _vico Baglivo n. 68, 2º piano_. - -DECIO COLETTI, _strada Stella n. 103, 1º piano nobile_. - -PAOLO MELCHIORRE, _vico largo dell'Avvocato n. 35_. - -DOMENICO MATERA, _locanda dell'Incoronata_. - -CESARE GINESTOUS, _largo del Castello n. 81_. - -GIUSEPPE GRIMALDI, _strada Nardones n. 14_. - -FRANCESCO SAVERIO INCARNATI, _strada Baglivo Uries n. 13, 1º piano_. - -TOMMASO GIORDANO, _strada S. Liborio n. 65_. - -GIOV. DOMENICO PAGLIONE, _Pallonetto S. Chiara n. 12, 2º piano_. - -SAVERIO ARCANGELO PESSOLANI, _sopra del Sacramento, vico delle Nocelle -n. 87_. - -GIUSEPPE LOSAPIO, _strada Corsea n. 65_. - -LUIGI DRAGONETTI, _strada S. Mattia n. 88, 2º piano_. - -GIOVAN FELICE ANGELINI, _strada Nardones n. 95_. - -RAFFAELE NETTI, _strada Atri n. 3, 3º piano_. - -MICHELE COLETTI, _calata S. Tomaso d'Aquino n. 6_. - -GIUSEPPE MARIA GIOVENE, _Fontana Medina al palazzo Caravita_. - -FRANCESCO JACUZIO, _strada S. Liborio n. 65 3º piano_. - -GIOVANNI ANTONIO LOZZI, _vico Afflitto n. 28, 3º piano_. - -GERALDO CARACCIOLO, _strada Foria_. - -VINCENZO COMI, _strada Guantai nuovi n. 46_. - -FRANCESCO PETRUCCELLI, _calata principe di S. Severo n. 20, 2º piano_. - -MARIANO SEMMOLA, _vico dei Giganti n. 44, 2º appartamento_. - -DOMENICO SONNI, _strada nuova dei Pellegrini n. 4, 1º piano_. - -PAPINIANO JANNANTUONO, _strada S. Liborio n. 65, 2º piano_. - -VINCENZO LEPIANE, _strada Vicaria n. 339, 1º piano_. - -PAOLO FLAMMA, _strada Chiaia n. 160_. - -VITO BUONSANTI, _dentro S. Domenico Soriano_. - -GIUSEPPE DESIDERIO, _dirimpetto la porteria del Monistero del Consiglio -n. 3_. - -MELCHIORRE DELFICO, _alle case del marchese de Turris dietro il palazzo -di Gravina_. - -AMODIO RICCIARDI, _palazzo Monteroduni, Ponte di Chiaia_. - -DOMENICO NICOLAI, _strada Nardones n. 66_. - -LUIGI GALANTE, _vico Santo Spirito n. 41, 3º piano_. - -GIOVANNI MARUGGI, _Magnocavallo 88, ultimo piano_. - -DOMENICO CASSINI, _Pallonetto S. Chiara n. 8_. - -TOMMASO VASTA, _al largo del Vescovado n. 31, a destra_. - -PETRANTONIO RUGGIERO, _Cisterna dell'olio case di Petagna, 2º piano_. - -MATTEO IMBRIANI, _Cisterna dell'olio n. 25, 3º piano_. - -IPPAZIO CARLINO, _strada Montesanto n. 17_. - -BENEDETTO RONDINELLI, _vicoletto 2 della Quercia n. 6_. - -BIAGIO DE HORATIIS, _strada Foria ultimo piano in casa di Nicolini_. - -LIBERANTE MAZZONE, _vico Tedeschi a Toledo sopra lo speciale S. -Giorgio_. - -SAVERIO BASILE, _vicoletto Tedeschi a Toledo n. 4, 1º piano_. - -SALVADORE GIUSEPPE TRIGONA, _strada Nardones n. 14, 3º piano_. - -GIOVANNI CARLO FANTACONE, _vico Figurella a Montecalvario n. 10_. - -MICHELANGIOLO CASTAGNA, _vico Cinquesanti n. 9, 2º piano_. - -ANTONIO MARIA DE LUCA, _largo delle Pigne n. 140_. - -ANTONIO MERCOGLIANO, _locanda villa di Parigi nel chiostro di S. -Tommaso d'Aquino_. - -CARLO DE FILIPPIS, _strada nuova Pizzofalcone n. 45_. - -GIUSEPPE ORAZIO, _strada vico Gerolomini n. 11, palazzo duca della -Castelluccia_. - -FERDINANDO VISCONTI, _S. Lucia a Mare n. 64, ultimo piano, a sinistra_. - -COLONELLO PEPE GABRIELE, _alla locanda dei Fiorentini_. - -PRINCIPE DI BISCARI, _dirimpetto la villa_. - - ————— - -Queste notizie desunte dai documenti dell'epoca mi parvero d'un certo -interesse per la storia delle nostre provincie meridionali: epperò le -riprodussi integralmente. - - 1ª _Classe_. PRETI. — Buonsanti, Coletti (Michele), De Luca - (Antonio), De Luca (Ferdinando), Desiderio, Fiamma, Galanti, - Geraldi, Giovane, Jacuzio, Jannantuono, Lepiane. Pelliccia, Riolo, - Rondinelli, Semola, Sonni, Strano, Vasta — 19. - - 2ª _Classe_. PROPRIETARII. — Basile, Corbo, Falletti, Fantacone, - de Filippis, Giordani, Imbriani, Incarnati, Macchiaroli, Mazzone, - Netti, Paglione, Rossi — 13. - - 3ª _Classe_. MAGISTRATI. — Arcovito, Catalani, de Cesare, Coletti - (Decio), Melchiorre, Orazi, Ricciardi, Saya, Saponara, Scrugli, - Tafuri, Vivacqua — 12. - - 4ª _Classe_. AVVOCATI. — Angelini, Berni, Carlini, Cassini, - Colaneri, de Horatiis, Lauria, Losapio, Mazziotti, Pessolani, - Poerio, Ruggero — 12. - - 5ª _Classe_. MILITARI. — Bausan, Begani, de Conciliis, Morice, - Pepe, Piccolellis, Perugini, Sponsa. - - 6ª _Classe_. NOBILI. — Principe di Biscari, Caracciolo (dei duchi - di Martina), Marchese Dragonetti, Grimaldi di Terrasana, Nicolai - (marchese di Canneto), Cavalier Trigona — 6. - - 7ª _Classe_. MEDICI. — Castagna, Comi, Maruggi, Mercogliano, - Petruccelli, Romeo — 6. - - 8ª _Classe_. IMPIEGATI. — Borrelli, Donato, Matera, Natale — 4. - - 9ª _Classe_. RITIRATI CON PENSIONI. — Delfico, Galdi — 2. - - 10ª _Classe_. NEGOZIANTI. — Ginestous, Lozzi — 2. - - 11ª _Classe_. CARDINALI. — Firrao — 1. - - ————— - -ESTRATTO DAL GIORNALE «LA MINERVA NAPOLETANA» (_1º trimestre 1820, -agosto, settembre, ottobre, pag. 332-333_)[50]. - - Dal prospetto dei deputati, si può agevolmente osservare: - - 1º Che il termine _medio_ delle loro età esclude la prima gioventú, - e non tocca l'estrema vecchiezza; donde può sperarsi senno e - moderazione con robustezza e virilità; - - 2º Che manca affatto la tendenza verso l'oligarchia, pochi essendo - coloro che appartengono alla 6ª classe; ove per liberalità di - principi si distinguono eminentemente il marchese Dragonetti ed il - marchese di Canneto; - - 3º Che lo spirito _demagogico_ non può allettare persone, delle - quali tutte può dirsi... _quobus est pater, et equus et res_; - - 4º Che gli impiegati attivi del governo sono sí rari, che, ove i - loro conosciuti sentimenti non fossero cosí onorevoli come sono, - non sarebbe da tenersi sopra di essi alcuna ministeriale influenza; - - 5º Che nel gran numero di magistrati, scelti dal popolo mentre - vivevano in lontane provincia, si scorge una testimonianza - lusinghiera pel corpo della magistratura e consolante per la - Nazione; - - 6º Che nel maggior numero degli ecclesiastici si vede con piacere - premiato il merito non ordinario di molti, fra i quali giova - ricordare Galanti, Giovane, Pelliccia, Semola, Strano, pubblici - professori di scienza e nomi cari alle lettere. - - Né andranno privi di lode Buonsami e Coletti, educatori della - gioventú. Gli ecclesiastici, inviati al Parlamento di Napoli, sono - tali che saprebbero, nel bisogno, e difendere a prezzo della vita - la patria religione, e rigettar qualunque misura contraria alla - dignità ed agli interessi corporali della monarchia, fosse ancor la - misura piú favorevole al loro ordine sacerdotale. - - Ma alcuni di questi e non per colpa dei vescovi, si mostrarono - tiepidi per la causa della libertà costituzionale. - - Nelle Provincie dell'Aquila, di Chieti, i preti — si dolgono - alcuni — non predicano abbastanza i doveri, che questa impone, ed i - vantaggi che ne risultano; e si fanno volentieri a seguire i grandi - esempii, che somministra loro il rimanente del clero. Il potere - esecutivo non deve tralasciare di porvi ordine e di far conoscere - i nomi di quelli, che si distinguono pel loro zelo, e per la loro - virtú, come il parroco d'Orazii; - - 7º Il numero degli avvocati, il quale ad alcuni sembra soverchio, - può non credersi tale, se si riflette, che in questo ordine si - restringeva pochi anni fa tutto il sapere civile della Nazione; e - che in esso anche il talento poteva incontrar la fortuna, al patto, - non rade volte, di rinunciare ai sentimenti piú generosi. - - Quindi le osservazioni sul numero degli avvocati nel Parlamento - non cadono sulle loro persone; ma sopra alcune memorie appartenenti - alla loro classe, alle quali essi recano una felice eccezione. - - Si desidera che l'eloquenza parlamentaria faccia dimenticar la - forense[51]. Questa non saprebbe che oscurare l'evidenza delle - cose, corrompere il dritto sentire, e sostituire lunghe parole alle - forme amabili e severe della libertà. - - ————— - -Le biografie che seguono sono tratte dai protocolli di Polizia e -dell'Interno del grande archivio di Stato di Napoli, dal giornale -la «Minerva» del 1820-21, dall'«Omnibus» politico e dal «Pittoresco» -diretti dal nap. Vincenzo Torelli e dagli elogi funebri recitati nelle -varie occasioni di morte di quelli che appartennero al Parlamento del -1820. - -Dei seguenti deputati non ho notizie — per quante ricerche io abbia -fatte — e quelle poche che ho, non bastano, quantunque io abbia fatto -inutile appello, nelle provincie meridionali, ai loro discendenti. - -ANGELINI GIOVAN FELICE — BASILE SAVERIO — CARLINO IPPAZIO — CASTAGNA -MICHELANGELO — CASSINI DOMENICO — DE CESARE INNOCENZO — COMI VINCENZO -— COLETTA MICHELE — CONTI CARLO — GIORDANO TOMMASO — JANNANTONIO -PAPINIANO — LOSAPIO GIUSEPPE — LOZZI ANTONIO — ORAZIO GIUSEPPE — -PAGLIONE GIOVAN DOMENICO — PETRUCCELLI FRANCESCO — ROSSI FRANCESCO — -STRANO FRANCESCO. - - * - * * - - ARCOVITO GIROLAMO[52]. — Fu uno dei difensori di Vigliena nel 1799. - Era nato nel 1771 in Reggio Calabria da Natale e da Teresa Ranieri. - Fu chierico, ma gettata la sottana, si diede agli studi di legge - in Napoli. Nel 1796, fu nominato capo-cantone in Calabria. Dopo - i fatti del '99, chiuso in prigione e dannato a morte, fu invece - mandato nel castello d'Ischia[53] e godé dell'indulto del 1801 e si - laureò avvocato nel 1803. Dai Francesi fu fatto commissario delle - colonne destinate alla repressione del brigantaggio, poi giudice, - quindi presidente di G. C. Criminale. Tornati i Borboni restò in - carica. Nel 1820 fu deputato operoso, e combattette la partenza - del re per Lubiana. Nel 1821 fu presidente della Camera e firmò la - nobile protesta, nel momento stesso che gli Austriaci entravano in - Napoli. - - Nella reazione perdette il posto di magistrato e fu latitante fino - al 1825, anno in cui fu amnistiato; ma esiliato fino al 1829 in - Salerno. - - Morí il 1º dicembre 1847. Fu marito d'una Musitano e lasciò erede - il figlio adottivo Natale Musitano. - - BEGANI ALESSANDRO. — Il nome del difensore di Gaeta è stato già - raccolto dalla Storia e la sua vita va tra quelle dei piú strenui - generali italiani. - - Nacque in Napoli ai 20 giugno 1770 ed ebbe l'educazione nel - nostro collegio militare che fu il vivaio di quanti, da piú - d'un secolo, portano alta la divisa dell'esercito. Ne uscí per - secondare la sua indole che lo chiamava alle armi, e cominciò la - _carriera_ come uffiziale di artiglieria. L'impresa di Tolone - fu la sua prima campagna. Ma, quando ne tornò al 1794, ebbe a - pagare in dura prigionia il culto che egli rendeva lealmente alle - istituzioni liberali. Compreso nel numero dei patriotti fuorusciti - napoletani che trovarono asilo in Francia, militò in quell'esercito - partecipando con onore alle guerre d'Italia e prese parte anche - alla famosa spedizione che si preparava sulle spiaggie della Manica - per l'Inghilterra. - - Reduce in Napoli nel 1806, percorse rapidamente i gradi militari - superiori sino a quello di maresciallo di campo e prese parte in - tutti i combattimenti del decennio[54]. - - Nel 1815 gli venne affidata la difesa della prima cittadella del - regno di Napoli: Gaeta[55]. - - Il 31 maggio se ne chiusero le porte; l'8 di agosto fu resa non a - quei che l'assediavano..... ma al Re. - - Cosí furono salve per la nazione l'artiglierie e munizioni ivi - abbondantemente raccolte, e Gaeta non ebbe a seguire la sorte di - Ancona e di Pescara spogliate e mezzo demolite dai Tedeschi che in - quell'epoca stessa le occuparono senza espugnarle. - - Begani, vittima della bassa vendetta austriaca, ebbe l'esilio in - premio della sua bella difesa. Privato d'ogni stipendio, dovette - alla spontanea magnanimità del Re un sussidio che piacque alla... - voracità del de Medici, risecare ancora d'un decimo! - - Il principe Vicario non tardò a richiamarlo nella patria, dalla - Corsica, ove egli viveva dimenticato, e lo nominò ispettore - generale d'artiglieria. I suoi concittadini lo compresero nella - deputazione di Napoli. - - Il tenente colonnello Vinci che diresse i lavori della difesa di - Gaeta ne pubblicò anche il giornale d'assedio. - - BERNI TITO. — Nacque nel 1788 da Federico Berni ferrarese e da - Camilla Sagarriga in Bitonto (Terra di Bari). Passata la prima - giovinezza nella sua patria, ed appresevi le prime istituzioni - letterarie, fu menato in Napoli ad erudirsi nella giurisprudenza - sotto il chiarissimo professore Nicola Valletta. Benché dedito - al Foro, ei si piacque sempre degli studi classici nei quali si - distinse, meritando di appartenere a molte accademie, ed alla - _Sebezia_[56] di cui fu per parecchi anni segretario. - - D'ingenuo carattere e d'incorrotti costumi, fu chiamato alla - deputazione quasi conformato sul modello d'un rappresentante che - egli stesso aveva ritratto in un suo giornale: l'_Indipendente_. - Molte sue poesie sono sparse in piccole raccolte per nozze; e - la stamperia della _Biblioteca analitica_ nel 1819-21 cominciò a - pubblicare due volumi di traduzioni sue dal latino e dal greco, - sotto altro nome. - - BISCARI (_principe di_). — Nacque a Catania nel 1779. Nel 1820 - seppe con la voce e col danaro contribuire alla tranquillità di - quella terra di cui fu eletto deputato al Parlamento. Da quel tempo - rimase sempre in Napoli, dandosi tutto all'archeologia, passione - ereditata dal padre, menando vita ritirata e solitaria. Grandemente - ricco, spese immense somme nell'acquisto di oggetti antichi e - pietre preziose, nella conoscenza delle quali era cosí dotto da - stare molto innanzi ai piú saputi nell'arte. - - Aveva tale copia di oggetti che patí un furto di oltre dugentomila - ducati senza alterare le collezioni. Veramente tutto fu — in breve - tempo — riacquistato, mercé la sagacia del commissario di polizia - Portalupi. Tra le gioie rubate erano quattordici grossi bottoni - formati ciascuno da un rubino, da uno smeraldo e da un diamante - l'uno nell'altro incastrati, straordinario lavoro, e un filo di - cinquanta bellissimi diamanti ciascuno di venti grani. - - La biblioteca ed il museo passarono, poi, in eredità al fratello. - Morí nel 1844 (6 maggio). Passò la maggior parte della sua vita - sempre seduto, circondato da antiquari, orafi e gioiellieri, da - quanti oggetti d'arte che d'ogni specie possono immaginarsi, - da libri, da pappagalli e da animali non comuni di cui era - appassionatissimo[57]. - - Infermo di grave malore, non ricorse ai medici che molto tardi. Il - principe di Biscari non credeva alla medicina: e pure aveva tanta - fede nell'... archeologia! - - BAUSAN GIOVANNI. — Nacque a Gaeta il 14 aprile 1757 da Giuseppe, - tenente generale nell'esercito napoletano e da Rosa Pinto y - Fonseca. - - Fu ammesso a dieci anni nella regia accademia di marina di - Napoli[58]. - - Dal marzo al settembre 1774, e dal giugno all'ottobre 1785 navigò - sulla _galera padrona_ e nel luglio seguente sulla fregata _Santa - Amalia_, sulla galera _San Germano_ e sulle fregate _Santa Dorotea_ - e _Santa Chiara_. - - Serví sulle navi inglesi dove fu inviato con altri dal ministro - Acton; nel 1782 combatté al fianco dell'ammiraglio Rodney, e - nell'infruttuosa spedizione contro Algeri del 1774, Bausan comandò - lo sciabecco _Robusto_ e riportò una ferita nella coscia. - - Nel 1788 combattette contro i barbareschi. - - Nel 1798, alla fuga del re Ferdinando IV da Napoli, il Bausan - trovavasi a Palermo colla corvetta _Aurora_ per caricarvi armi. - - Durante la _repubblica partenopea_ stette col Caracciolo e dopo, - promosso capitano di vascello, fu imprigionato ed esiliato in - Francia. - - Coi Francesi tornò in Napoli e fu preposto al supremo comando delle - forze navali. - - Vinse gli Inglesi ai 24 e 25 giugno 1809[59] e fu nominato barone - da Gioacchino Murat con una donazione di 10,000 ducati in beni. - - Negli anni 1812-13-14 tenne il comando della flottiglia leggera e - dei vascelli _Capri_, _Gioacchino_, e della fregata _Letizia_. - - Alla restaurazione del 1816 fu riformato e nominato giudice e - presidente in diversi consessi di guerra e della marina. - - Nel luglio 1820, scoppiati i moti di Sicilia, fu richiamato in - attività di servizio. - - Morí nel 1825; le sue ossa, trasportate nella chiesa di Santa Maria - degli Angeli, non ebbero onore di marmi. - - BORRELLI PASQUALE. — Nacque a Tornareccio (Chieti) nel 1782 da - Gaudenzio, dotto medico, e Concetta d'Antonio. - - Ebbe la prima educazione in seminario, e nel 1796 fu avviato nel - collegio di Chieti per apprendervi le matematiche e la filosofia. - Nel 1798 tornossene a Napoli, dove volle addirsi alla medicina. - Studiò presso Onorato Ricci, presso il Guidi, fisico, e medicina - col Macry e nello stesso anno pubblicò per le stampe: _Euricipia - zooanosiae_[60]. - - Compiuti appena gli studi di medicina, e divulgatosi il nome del - Borrelli nella capitale, si vide tosto circondato da folto stuolo - di giovani che lui volevano maestro nelle scienze mediche. E il - Borrelli di buon grado secondò quelle istanze, insegnando, in una - cattedra dell'ospedale di San Giacomo, la materia medica. Volgendo - intanto l'anno 1805, gli amici lo persuasero ad entrare nel foro, - dove la sua eloquenza avrebbe trovato un campo piú esteso, poiché - prima prerogativa di lui era il parlare facondo e spontaneo. - Epperò — tralasciati gli studi di medicina — divenne in breve tempo - peritissimo in legge e nel _mestiere_ d'avvocato salí in gran fama - non solo in Napoli, ma in tutto il regno. - - Amò nel 1807 passionatamente Rosina Scotti, bella e colta - fanciulla, che immaturamente morí nell'età di ventuno anni. (Vedi - VINCENZO FONTANAROSA: _Una congiura a Napoli nel 1807_). - - Fu inconsolabile il Borrelli di tale perdita e scrisse versi teneri - e pietosi, bellissimi. Da quell'epoca egli lasciò il foro per - tornare ancora una volta alla scienza ed alle lettere. - - Sul finire di quell'anno vennero in luce i suoi _Principii di - zoaritmia_. Guidato dai risultamenti di vari trovati algebrici, - egli spiega in quest'opera — mercé una tavola numerica — i fenomeni - principali della vita sana e della inferma; e benché, sí la - zoognosia, che la zoaritmia partono dal sistema di Brown, tuttavia - sono sparse d'idee originali e vere. - - Nel 1809 comincia la vita pubblica di Pasquale Borrelli, perché - fu eletto segretario generale della commissione feudale e quindi - della prefettura di polizia. Nel quale impiego spiegò carattere - di benignità verso i perseguitati e di liberalità verso i suoi - subalterni; e si distinse sopra tutto per la eleganza di che faceva - uso nella direzione degli atti amministrativi. - - Nel 1811, la biblioteca analitica di scienze e belle arti pubblicò - una sua prolusione sui poemi di Ossian. La quale, essendo ricca - di pensieri originali e nuovi, fruttò bellissima lode all'autore - di eruditissimo letterato, nella stessa guisa che da tutti era - riputato valentissimo nelle severe filosofiche discipline. - - Le sue cognizioni gli valsero la magistratura nel 1813, ed essendo - giudice di appello, non sapremmo descrivere come fosse stato - attivo, diligente ed accorto nel disimpegno del suo ministero. - - Cambiato l'ordine del governo, tornò uomo privato. - - Le piú stimabili e ragguardevoli persone della capitale lo - visitarono; numerosa clientela ridomandò il suo patrocinio; fu - accolto nel foro con una specie di trionfo e le sue arringhe, - appena pronunciate, erano pubblicamente applaudite; e d'allora fu - gridato sommo e profondo giureconsulto. - - Nelle vicende del 1820 e 1821 lo Stato, la provincia e il - Parlamento ebbero bisogno di lui. Sicchè lo Stato lo elesse - presidente di pubblica sicurezza, la provincia suo deputato ed il - Parlamento suo presidente. Sulla sua condotta molto si è detto - non che scritto con varietà di giudizio e di passioni, ma noi - parleremo, in altro lavoro, piú a lungo e meglio di lui. - - Caduta la costituzione, andò in esilio a Gratz e vi stette tredici - mesi, cinque a Baden e Vienna, e circa un anno e mezzo in Toscana. - - Intorno a quest'epoca scrisse il suo corso filosofico, del quale - fin dall'età di 18 anni aveva tracciate le linee generali. Pe' tipi - di Lugano, venne pubblicata la sua introduzione alla filosofia del - pensiero, sotto il nome anagrammatico di _Pirro Lellabasque_. - - Dal 1825 al 1840 pubblicò le seguenti opere: - - — _I principii della scienza etimologica che coopera al gran - Dizionario della lingua italiana pel ramo dell'etimologia._ — Anno - 1830. - - _L'anticholera. Osservazioni famigliari sul cholera di Napoli, sui - vermi tricocefali rinvenuti nei cadaveri dei colerosi._ - - _Il calendario dei principi, del quale venne in luce un solo - semestre._ — Anno 1829. - - _La memoria letta all'Accademia delle scienze sullo stato fisico - e morale degli uomini allevati senza l'uso della parola._ — Anno - 1832. - - _Altra memoria letta alla Pontaniana su la guerra considerata nelle - sue relazioni morali._ — Anno 1839. - - _Gli elogi del chiar. cavaliere Giampaolo e del presidente Amadio - Ricciardi._ - - _Le note alla vita delle donne illustri della signora d'Abrantes._ - - _Poche note alla medicina forense di Giovanpietro Frank._ - - _Articoli di giornali._ - - _Nella biblioteca analitica di sciente e belle arti_ - è una novella lepidissima dal titolo: _Breve storia - morale-enciclopedico-sacro-profana, che va dalla creazione del - mondo al 4 ottobre 1809, dedicata all'impareggiabile merito di chi - vorrà lamentarsene_. - - Trentatré volumi di allegazioni forensi. Di queste memorie trovansi - gli originali in Firenze, Bologna, Milano, Malta e Palermo. - - Nel 1801 fu nominato membro dell'accademia italiana, nel 1832 - socio ordinario dell'accademia delle scienze di Napoli, nel 1839 - socio dell'istituto storico di Francia e della Pontaniana di cui fu - presidente dall'anno 1840. - - Morí nel 1849: ne scrisse l'elogio Ferdinando De Luca, negli atti - dell'Accademia. - - BUONSANTO VITO[61]. — Nacque in San Vito di terra d'Otranto ai 22 - giugno 1762 da Oronzio Buonsanto, ricco mercante e da Lucia Prina. - - Vestí nella sua patria l'abito dei frati predicatori e, conseguiti - gli ordini ecclesiastici superiori, pervenne ad essere Padre - Maestro di teologia. Negli ultimi anni del secolo per scampare a - persecuzioni popolari se ne venne a Napoli dove prese stanza nel - convento di San Domenico Maggiore (1808), e, soppressi gli ordini - religiosi, il Buonsanto si ritrovò in mezzo alla vita del mondo. - Morí ai 29 maggio 1850. - - Di lui abbiamo: - - — _L'Istruzione morale, o metodo facile per istruire i fanciulli - nella lettura e negli elementi della storia cristiana, arricchito - di 40 figure ecc._ - - _Il catechismo di grammatica italiana._ - - _Gli elementi di grammatica italiana generale._ - - _La guida grammaticale della lingua italiana._ - - _La lessigrafia latina. L'etimologia e la sintassi della lingua - latina._ - - _L'antologia latina._ - - La seconda categoria delle sue opere riguardo lo studio elementare - dalla matematica, della geografia e della storia: - - — _Gli elementi d'aritmetica._ - - _Introduzione alla geografia antica e moderna delle Due Sicilie._ - - _Introduzione alla storia antica e moderna del regno di Napoli._ - - _Gli elementi della storia cristiana._ - - La morte lo colse quando attendeva alla composizione di un - dizionario di frasi e di modi scelti di lingua ad uso delle scuole. - - CARACCIOLO GHERARDO. — De' duchi di Martina: ebbe Vietri per - patria. La sua prima carriera fu la militare. Serví prima nella - cavalleria dell'esercito di linea, indi passò col grado di - colonnello nelle milizie provinciali. Colto nella scienza agraria, - si ritirò dalla vita pubblica per attendere nella rustica sua - solitudine _alle arti di Cerere e Minerva_. La agricoltura e la - pastorizia ebbero in lui un illuminato ed appassionato cultore. La - conoscenza che si aveva del suo caldo patriottismo il fe' ricercare - nella solitudine dei suoi ozii campestri per essere inviato a - rappresentare la provincia ov'ebbe la culla. Era cinquantenne nel - 1820. - - CONCILII (DE) LORENZO[62]. — Nacque ai 6 di luglio 1776 in Avellino - da Donato e Maddalena Genovese. Ebbe i primi rudimenti di lettere - da Ignazio Falconieri. Fu volontario nel reggimento Principe - cavalleria (_i diavoli bianchi_) ai 24 d'agosto 1794 e fece la - campagna di Lombardia. - - Ecco senz'altro il suo stato di servizio: - - — Cadetto, nello stesso reggimento 1796; primo tenente nel - reggimento di cavalleria _Principe Leopoldo_ ai 27 dicembre 1798; - primo tenente reintegrato nella cavalleria urbana ai 6 aprile - 1801 (campagna di Roma), capitano nel secondo leggiero 30 giugno - 1806, nei veliti a piedi 12 dicembre 1808; nei veliti a cavallo 19 - maggio 1809. Capo-squadrone nel terzo cavalleggieri 22 febbraio - 1812; tenente colonnello in Re cavalleria agli 8 d'ottobre 1816; - colonnello nel secondo dragoni 14 d'ottobre 1820. Fu sospeso al 1º - agosto dell'anno seguente. - - Fu colonnello della guardia nazionale al 6 maggio 1848; maggior - generale al 1860, promosso tenente generale e collocato a riposo al - 1º novembre 1861. - - Vittorio Emmanuele II lo insigní della commenda dei Ss. Maurizio e - Lazzaro. - - Morí in Avellino al 1º d'ottobre del 1866, novantenne. - - CERALDI PASQUALE[63] — Successore del Claresi nella rettorica del - collegio cosentino nel novembre 1813 era rampollo di famiglia - nobile di Fuscaldo. Abbracciata la carriera ecclesiastica, nel - seminario di Napoli approfondí ed estese i suoi studi. Poscia - attese sotto il Cavallari alla scienza legale e gli venne conferita - la laurea dottorale. Montagna Francone vescovo di Cosenza, - richiamandolo dalla capitale, nominollo professore di filosofia nel - seminario. Per insinuazione del Lombardi e del cav. Michele Bombini - segretario perpetuo dell'Accademia cosentina e per le autorevoli - preghiere dell'intendente Flach, fu fatto rettore dell'Ateneo di - Cosenza. - - Nel 1820 fu eletto fra i deputati. - - CATALANO VINCENZO[64]. — Nacque il 26 gennaio del 1769 a Fiumara in - provincia di Reggio-Calabria da Antonio e Maria Cutellé. S'ebbe a - maestri in Napoli Longano e Conforti. Esiliato pei fatti del '99, - ebbe cattedra di diritto a Marsiglia e di lingua italiana in quel - liceo. Tornato nel regno tu promosso giudice d'appello in Lanciano - ed alla restaurazione del 1815 presidente di G. C. Criminale. - Ma l'ingegno versato piú nel diritto civile gli fece chiedere ed - ottenere di far parte della G. C. Civile degli Abruzzi. - - Fu poi procuratore generale a Catania e nel 1820 consigliere di - Corte suprema a Catanzaro. Nel ventuno rinunziò a tutto e volle - dedicarsi esclusivamente all'avvocheria. - - Come giureconsulto dettò eruditissime memorie _Sulle quistioni - transitorie per la legittima dovuta ai figli sulle donazioni - pie delle nuove LL.: quando la successione si fosse aperta sotto - l'impero delle novelle_. - - È notevole di lui la raccolta delle decisioni della G. C. Civile - degli Abruzzi. - - Morí ai 23 di agosto 1843. - - COLETTI DECIO. — Nato in Cisterna il 21 settembre 1753 fu educato - nel seminario di Caiazzo, ove apprese le lingue dotte e le - lettere; e quindi nel collegio di Capua, in cui venne ammaestrato - nella filosofia e nelle matematiche. Compito il corso della - giurisprudenza presso il professore Fighera, attese all'avvocheria. - Nel 1799 però fu commissario del potere esecutivo a Capua, indi - rappresentante del popolo nella Commissione legislativa. - - Esiliato in Francia, passò dopo alcuni mesi in Torino, e quivi - divenne segretario-archivista nel tribunale della salute. Il - suo merito non tardò ad essere conosciuto e quantunque straniero - fu nominato primo professore di matematiche in quelle pubbliche - scuole; e di _umane lettere_ nelle altre di Carignano. - - L'accademia di storia e belle arti di Torino l'ascrisse tra i - suoi membri ordinari. Di là potè nel 1806 restituirsi nella terra - nativa: ma il governo di allora togliendolo alla sua solitudine lo - promosse tre anni dopo a procuratore generale sostituto presso la - Corte di appello di Altamura, della quale poi tenne la presidenza - dal 1810 al 1817, quando coi semplici onori di presidente passò - giudice nella gran corte civile di Trani. - - Di là lo trassero i voti della provincia. Avvocato e matematico, - poeta e magistrato seppe insieme conciliare le facoltà che sembrano - tra loro piú insociabili. - - DELFICO MELCHIORRE[65]. — Nacque il 1º d'agosto 1744 in Leognano, - castello baronale, da Bernardo e Margherita Civico, scampati - all'invasione tedesca. - - Fu nominato alfiere appena nato da Carlo III. - - Fanciullo, fu inviato coi fratelli a Napoli, dove fu alunno del - Genovesi e scrisse in favore del diritto sovrano riguardo ai limiti - dello Stato vicino, incaricatone da don Ferdinando de Leon allora - avvocato della Corona. - - Trovossi in Napoli nel 1779 presente all'eruzione del Vesuvio e vi - tornava nel 1782. - - L'anno seguente scrisse una _memoria sui risi_ e fu nominato - assessore militare del tribunale di milizia della provincia di - Teramo (20 giugno 1783). - - Nel 1785 era nuovamente nella capitale. Scrisse nel 1787 una - memoria sui _regî stucchi o sia sulla servitú dei pascoli invernali - nelle provincie marittime degli Abruzzi_. - - L'anno seguente diede pubblicità ad un'altra memoria sul _tavoliere - di Puglia_, ed un'altra sui pesi e le misure del regno. - - Nell'anno 1790 pubblicò delle _riflessioni sulla vendita dei feudi - devoluti_ con una lettera dedicatoria, e pubblicata poi a parte, al - duca di Cantalupo sullo stesso argomento. - - Nel 1791 diede alla luce le _Ricerche sul vero carattere della - giurisprudenza romana_, libro stampato a Firenze e per la terza - volta a Napoli nel 1815. Nel 1757 Ferdinando IV lo decorò delle - insegne di cavaliere dell'ordine Costantiniano. Fu ascritto alla - cittadinanza di San Marino e ne scrisse le _Memorie storiche_. - - Dettò in Firenze i pensieri sull'_Incertezza e sull'inutilità della - storia_ che parve ardimento grande. - - Nel 1816 fece parte del Consiglio di Stato del regno di Napoli e si - ha la stampa d'una sua memoria del 1809 sul sistema giudiziario che - si riformava. Due anni prima era stato ascritto tra i primi soci - dell'accademia Ercolanese rinata a vita novella e vi lesse parecchi - lavori che per brevità omettiamo. - - Restaurati i Borboni nel 1815, rimase presidente della Commissione - generale degli archivii e diè in luce le _Nuove ricerche sul - bello_, ed ebbe assegnata l'annua pensione di 507 ducati con - un'indennità di duc. 900 pel soldo che aveva di consigliere di - Stato. - - Nel venti fu deputato, presidente della giunta provvisoria di - governo. Tradita la costituzione, colse il pretesto della sua età e - degli acciacchi per ritirarsi in patria. - - Altre lettere e memorie pubblicò durante la sua ultima e lunga - dimora in Teramo fra le quali è degno di nota il _Saggio filosofico - sulla storia del genere umano_. - - Colpito d'apoplessia ai 26 di maggio del 1830, dopo venticinque - giorni di malattia morí ai 21 del giugno seguente. - - DESIDERIO GIUSEPPE[66]. — Non abbiamo precise notizie sulla nascita - del Desiderio; sappiamo solo, che, adolescente, fu chiuso nel - seminario di S. Agata in Sant'Agata dei Goti e, presi gli ordini - superiori se ne venne in Napoli. Quivi, all'università, ebbe - diploma di diritto civile e canonico, e, promosso al vescovado - monsignor Pezzuoli lo volle seco come maestro nel patrio seminario. - Fu subito promosso canonico e, nel 1814 primicerio cantore e poco - dopo arcidiacono. Rinunziò al vescovado a Napoli ed a Roma; nel - 1820 fu deputato fra i preti. Morí il 1º settembre del 1836, in - patria. - - DONATO TOMMASO.[67] — Nel 1793 fu ufficiale maggiore nelle poste di - Basilicata e di Melfi, e quando il governo rivoluzionario sei anni - dopo lo chiamava direttore generale di quelle di Napoli, si dimise. - Uscí di Napoli e visse in Toscana e quindi a Marsiglia. - - Quivi fondò una casa di commercio, la quale durò solo quattro anni - per le comunicazioni interrotte con la Sicilia dagli inglesi che - l'avevano occupata. - - Recossi allora a Parigi ove fu ammirato dagli artisti dai quali - ottenne ogni suffragio per le estese conoscenze che mostrò in fatto - di pittura. Tornato in patria, gli si affidò il segretariato della - camera di commercio novellamente istituita. Dopo qualchetempo, - durante il regno di Murat, il duca di Gallo, ministro degli affari - esteri, lo chiamò a sé dandogli il carico dei consolati e del - commercio. - - Nel 1816 fu creato direttore del porto franco di Messina e nel 1843 - gli onori ed il soldo di amministratore delle dogane. - - Morí in patria, ai 12 d'ottobre 1844. - - FANTACONE GIOVAN CARLO. — Nel 1775 nacque in Roccaguglielma; fu - educato in Napoli nel collegio di Caravaggio [_Barnabiti_] e si - dedicò al fôro. - - Ritornato nella sua patria fu piú volte eletto a consigliere - provinciale ed a deputato delle opere pubbliche. Era uno dei piú - ricchi proprietari di Terra di Lavoro. - - FILIPPIS (DE) CARLO. — Nato in Serino nel 15 maggio 1773, fu - educato nelle umane lettere da Ignazio Falconieri, morto sulle - forche del 1799[68]. - - Intraprese la carriera amministrativa e fu consigliere - dell'intendenza di Basilicata; fece parte della deputazione di - principato Ultra. - - FIRRAO GIUSEPPE, _cardinale vescovo di Petra_. — Nacque ai 20 di - luglio 1736 da Pietro Firrao principe di Luzzi e da Livia Gallo dei - duchi di Mondragone, in Fagnano, feudo di casa sua. Ebbe la prima - educazione nel collegio Clementino di Roma, sotto la scorta dello - zio paterno anche cardinale e segretario di Stato presso la suprema - curia romana. - - A vent'anni, il N. fu prescelto a recare la _rosa d'oro_ al doge di - Venezia ed un anno dopo fu nominato da Benedetto XIV vice-legato in - Romagna. - - Nel 1791 fu da Pio VI consacrato arcivescovo di Petra, fu inviato - nunzio apostolico a Venezia, carica che onorevolmente copri per 13 - anni; indi fu segretario a Roma della Congregazione dei vescovi e - regolari. - - Pio VII lo creò cardinale; ed a Napoli, durante il periodo francese - del decennio, fu grande elemosiniere di Corte e ben voluto da - Carolina Annunziata, sorella di Napoleone e dal re Gioacchino - Murat[69]. - - Morí in Napoli ai 24 di gennaio del 1830 e ne recitò l'elogio il - canonico Ciampitti dell'Università. - - FLAMMA PAOLO. — Nacque ai 17 gennaio del 1753 in Messina da Gaetano - Flamma, dottore in medicina del reggimento svizzero Wirtz e da - Marianna Giurlando. - - Volle darsi al sacerdozio e se ne venne colla madre, passata a - seconde nozze con tale Bartolommeo Masnada, a Napoli, dove vestí - l'abito monastico agli 11 settembre 1773. Nel 1795 dimise l'abito - e restò prete secolare. Fra le sue carte, dopo la morte, non si - trovarono che pochi suoi manoscritti scolastici, alcuni brevissimi - rudimenti di metrica italiana, di mitologia, di logica e diritto - naturale. - - Fu, in Parlamento, accanitamente avverso al mutamento di nomi delle - provincie del regno. Morí nel novembre dell'anno 1836. - - GALANTI LUIGI[70]. — Fu l'ultimo dei dodici figli di Giambattista - ed Agata Musacchi e nacque il 1º di gennaio del 1765 in Santacroce - del Sannio. Ebbe la prima educazione nel convento di Montevergine, - dove a 12 anni quei cenobiti ne erano ammirati. Nel 1777 ne vestí - l'abito, nel 1781 fece la sua professione di fede monastica e partí - per Roma a proseguire i suoi studi. - - Fu geografo e storico scrupoloso e rimasero di lui opere insigni. - - Nel 1801 fu elevato da papa Pio VII alla dignità di abate - benedettino. Nel 1806 fu nominato professore di geografia nella - regia università degli studi, revisore di libri esteri e membro - della commissione creata per il restauro della pubblica istruzione. - - Nel 1811 fu professore di storia e di belle lettere sublimi nel - reale istituto politecnico militare e membro del _consiglio di - perfezionamento_. - - Fu rappresentante del Sannio al Parlamento del 1820, e consacrò - l'onorario di 180 ducati ai veterani ed alle vedove dei soldati - morti in battaglia. - - Morí in patria nel 1836. - - GALDI MATTEO. — Fu cavaliere della Corona di ferro, membro della - giunta di pubblica istruzione, direttore della biblioteca della - regia Università, socio dell'accademia Pontaniana e dell'accademia - di Harlem. - - Nacque in Coperchia, in quel di Salerno, ai 5 di ottobre del 1766 - da Pasquale ed Eugenia Fiore, agiati proprietari. - - Ebbe a Salerno la sua prima educazione e poi a Napoli. - Nell'occasione della morte di Carlo III scrisse un poema in versi - sciolti che gli procurò l'applauso universale ed il favore della - Corte. - - Abbracciò la carriera del foro, ma dovette abbandonarla nel 1794 e - passare in Francia, dove iniziò la carriera delle armi, ottenendo - perfino il grado di capitano. - - Fu spedito dalla repubblica in Olanda in missione di ministro - plenipotenziario, ed essendosi ivi trattenuto dal 1799 al 1809, - pubblicò un _quadro politico_ di quella nazione. - - Tornò nel 1809 in Napoli e fu nominato intendente della provincia - di Molise e poi di Calabria citeriore; finché nel 1812 fu elevato - al posto di direttore della pubblica istruzione e nel 1815 - direttore della biblioteca dell'Università col soldo di annui - ducati duemila. - - Fu deputato e morí di mal di fegato ai 31 ottobre del 1821. - - Fu presidente dell'accademia delle scienze di Napoli, del reale - istituto d'incoraggiamento, dell'accademia Ercolanese e della - Pontaniana. - - Le sue opere pubblicate sono: - - — _Poema in versi sciolti per la morte di re Carlo III_, Salerno, - 1780, in 8º. - - _Analisi ragionata del codice Ferdinandeo per gli abitanti di San - Leucio_, Napoli, 1789, in 8º. - - _Osservazioni sulla costituzione elvetica_, Milano, 1798, in 8º. - - _Vicende del teatro italiano_, Milano, 1798, in 8º. - - _Saggio del commercio d'Olanda_, Milano, 1809, in 8º. - - _Quadro politico dell'Olanda_, Milano, 2 vol., in 8º, 1809. - - _Pensieri sull'istruzione pubblica relativamente al regno delle Due - Sicilie_, Napoli 1813, in 8º. - - _Due memorie sull'economia dei boschi._ - - _Memoria sul sistema commerciale d'Europa._ - - _Memoria su d'una nuova divisione geografica del regno di Napoli._ - - GINESTOUS CESARE. — Figlio d'un negoziante francese stabilito in - Napoli, nacque ai 22 gennaio 1765, e, compita la sua educazione, - continuò la carriera del padre. La sua probità, i suoi modi dolci - e concilianti, le sue commerciali cognizioni lo fecero chiamare ben - presto ai pubblici impieghi. - - Nel 1798 fu posto fra i governatori del banco dello _Spirito - Santo_; ed anche allora che il nome francese tanto periglio recava, - egli fu rispettato sempre dal popolo. - - Creata in Napoli una camera di commercio in novembre 1808, egli fu - dei primi che la composero. Nell'anno seguente entrò a far parte - dei giudici del tribunale di commercio della capitale, quindi nel - consiglio di commercio che nel febbraio 1811 fu nominato presso - il ministero dell'interno. In quello stesso anno fu deputato al - consiglio provinciale di Napoli, e sostenne con successo le ragioni - della provincia che si voleva gravare della spesa della nuova - strada di Posillipo, oggetto di delizia che altri, certo, non - poteva interessare tranne la capitale. - - Chiamato nuovamente nel 1813 al tribunale di commercio, egli - rinunciò a questa carica, e visse tranquillo e privato sino al 6 - settembre 1815, epoca in cui fu destinato per la seconda volta, ma - dal re, al consiglio della provincia. Due anni, dopo il tribunale - di commercio lo rivide fra i suoi giudici, in qualità di supplente, - e nel 1819 egli ne rinunciò la presidenza. - - Convocate le assemblee parrocchiali, particolari faccende gli - vietarono d'intervenirvi: ciò non ostante fu scelto per uno degli - elettori di provincia, Questi avevano già nominato al Parlamento - otto deputati, allorché unanime voce si alzò, chiedendo un - negoziante. Fu allora che la maggior parte dei voti si riunirono in - favore di Ginestous. È rimarchevole nella sua vita pubblica l'aver - egli appartenuto al collegio elettorale dei commercianti, i quali - nel 1810 doveano far parte della costituzione di Baiona. - - GIOVANE GIUSEPPE MARIA[71]. — S'occupò di scienze e di lettere. - Fu arciprete, socio dell'accademia italiana delle scienze, e - dell'istituto borbonico di Napoli. - - Nacque a Molfetta ai 23 gennaio 1753 da Giovanni e da Antonia - Graziosi, nobili cittadini. Ebbe la prima educazione nella città - nativa in un collegio dei gesuiti, e quando i seguaci di Loiola - furono soppressi, egli, appena novizio, voleva uscire con essi - dal regno. Invece fu trattenuto a Napoli in casa di Ciro Saverio - Minervini, e riprese poco dopo il corso interrotto di matematiche - e filosofia e fu elevato agli ordini minori. Apprese le scienze - legali e vi si addottorò. - - Varie sue opere nel 1789 erano state date alle stampe, tra le - quali furono apprezzate la _memoria_ sulla natura degli ulivi, la - _lettera_ diretta a Saverio Mattei colla quale argutamente dimostrò - che Cristo allorché paragonò gli apostoli al _Sale della terra_ - intese di voler parlare del... _sal-nitro_; l'avviso sui vermi che - rodono la polpa degli ulivi, la memoria sulla nitrosità generale - delle Puglie che fu persino riprodotta in francese dallo Zimmermam. - - Scrisse opuscoli sulla rosa prolifica e sulla pioggia rossa e varie - memorie izziologiche e zoologiche che gli valsero fama ed onori. - - Fu uomo di vastissimo talento e di svariata erudizione sempre - profonda. - - Nel 1804 era vicario generale della sua diocesi e sopraintendente - del seminario e nel 1806 vicario apostolico di Lecce donde tornò in - patria dieci anni dopo. - - Fece dono al seminario della sua ricca biblioteca, del museo di - storia naturale e geologia, della raccolta di numismatica e dei - vasi italo-greci. - - Fu deputato al Parlamento del 1820 e morí ai 2 di gennaio del 1837. - - JACUZIO FRANCESCO PAOLO. — Nel 1831 gli fu permesso di tornare nel - regno. Era conosciuto un suo scritto: _A Carlo Alberto di Savoia... - un Italiano_. - - Fu però sospeso l'ordine del rilascio del passaporto[72]. - - IMBRIANI MATTEO[73]. — Nacque nel 1783 su un piccolo colle della - Valle Caudina. S'occupò di lettere e filosofia. Rimangono di lui - ancora inediti alcuni lavori intorno alla grammatica filosofica - condotti con grande amore e con diligenza incredibile. Nell'antica - biblioteca analitica e nell'effemeride che egli pubblicò durante - gli anni 1820 e 21 si hanno bei saggi della sua mente. - - Fu deputato al Parlamento del 1820 e non si scostò mai da quella - savia temperanza opposta agli impeti dei demagoghi ed alle insidie - di coloro che vorrebbero spenta ogni giusta speranza. - - Visse a Roma e a Firenze in esilio in compagnia di Gabriele - Pepe. Ebbe due figli: Emilio che sposò la figliuola del Poerio, e - Rosario; morí nel 1847. - - LE PIANE VINCENZO. — Fu scrittore e traduttore in dialetto calabro - del catechismo dei Carbonari. Fu canonico della chiesa cosentina, - vicerettore del collegio di quella provincia e deputato nel 1820. - - Altre notizie non abbiamo di lui, senonché dagli _Annali - di Citeriore Calabria_[74] sappiamo che nel 1811, riaperta - l'Accademia Cosentina col nome di Reale istituto, «... si commise - la vicepresidenza a Vincenzo Piane, vago piú di filosofare, che - di ecclesiastiche elucubrazioni, concionatore persuasivo, meno - elegante che semplice». - - LIBERATORE RAFFAELE[75]. — Era ex ufficiale di carico della reale - segreteria degli Esteri col grado di _uffiziale di ripartimento_, - destituito nel 1821, domandò di conseguire dalla reale clemenza il - terzo del soldo che godeva: il re annuí alla domanda. - - LAURIA FRANCESCO[76]. — Nacque ai 6 di giugno 1769 da Giuseppe - Lauria, avvocato, e Antonia Ribas, figliuola de fiscale - dell'udienza di Montefuscoli di Principato Ulteriore. In tenera età - perdette il padre e fu rinchiuso al seminario di Nusco; non lasciò - per allora l'abito clericale sí da essere nel 1792 rivestito della - dignità di canonico nella chiesa di San Giovanni del Vaglio, nel - suo paese, quando ancora non aveva ricevuti gli ordini sacri. Poi - si recò a Napoli, dove si diede agli studi legali, abbandonando ad - altri il canonicato. - - La sua vita forense cominciò brillantemente nel 1794. La sua - memoria era ferrea e gli effetti della sua eloquenza erano - addirittura meravigliosi. Gli aneddoti sulla sua vita sono - numerosissimi e non mette conto riportarli tutti. Fu insino al 1779 - con Pagano, Raffaelli, e Serio, che non lo vincevano in valore ed - in tattica forense e la reazione lo trovò al suo posto fermo ed - immutabile nei piú rigidi principî di giustizia e di diritto. - - I Francesi venuti dal 1806 al 1815[77] lo tennero in grandissimo - onore. Nel 1807 fu professore di _dritto criminale_ nell'Università - di Napoli, dettandone le lezioni nel piú puro e classico idioma - latino. - - Scrisse poi _un commento_ al codice francese, e piú tardi i - _pensieri su d'un codice criminale_, ed il _saggio sulla corruzione - dei popoli_ letto nell'accademia Pontaniana ai 10 di ottobre 1810. - - Morí nel 1829 in Napoli e lasciò undici figliuoli. - - LUCA (DE) FERDINANDO. — Nacque ai 15 d'agosto 1785 in Serracapriola - (Capitanata). Fu educato nei primi anni nel seminario di Troia, - quindi in quello di Larino. Della età di 18 anni sostenne due - pubbliche conclusioni di filosofia e teologia e nelle stagioni - autunnali insegnava umanità e rettorica ai giovani della sua - patria. - - Venne in Napoli nel 1806, si applicò allo studio delle leggi e - cominciò quasi da capo a rifare la sua educazione scientifica, - dandosi contemporaneamente allo studio delle matematiche, della - fisica, della chimica e delle tre branche della storia naturale. - Nel 1809 avendo scritto una memoria sulle ragioni e proporzioni - colla teorica degli esperimenti, ed un'altra sulle applicazioni - dell'algebra alla geometria, fu chiamato ad insegnare geometria - nella scuola militare provvisoria; e nel 1811, essendosi ordinata - la scuola politecnica, fu scelto per uno dei professori e gli - fu affidato l'incarico di scrivere la geometria elementare, la - trigonometria analitica e l'analisi a due coordinate. Durante tutto - l'anno 1811 e parte del 1812, uscirono alla luce le accennate opere - in quaderni separati che si stampavano come si componevano per - farli studiare agli alunni. Sul finire del 1812, le tre accennate - opere furono compiutamente stampate. - - Il de Luca dette alle stampe anche molte memorie di fisica e - geografia e sopratutto della geografia egli pubblicò un corso - compiuto, ma diviso in periodi. - - Appartenne a diverse accademie e dette alle stampe le seguenti - opere: - - — _Geometria sintetica_, pubblicata in Napoli nel 1810. - - _Geometria piana trattata con l'analisi geometrica degli antichi_, - 1811. - - _Trigonometria analitica con un saggio di poligonometria_, 1811. - - _Geometria analitica trattata con l'analisi a due coordinate, e - colla cartesiana_, 1811. - - _Analisi a due coordinate, con molti problemi generali_, un grosso - volume di 35 fogli di stampa, 1812. - - _Agrimensura popolare ove il problema della divisione del poligono - in data ragione è sciolto nella massima generalità ed in un modo - geometrico_, Napoli, 1842. - - _Memoria per rivendicare alla scuola italica tutta l'antica - geometria_, Napoli, 1845. - - _Geometria e trigonometria elementare sferica, dedotta da una sola - formola analiticamente._ - - _Pensieri sull'educazione, applicati all'istruzione dei seminarii_, - anno 1826. - - _Piano di un'educazione compiuta religiosa, letteraria, scientifica - e navale_, Napoli, 1835. - - _Sul miglior sistema di una pubblica istruzione_, Napoli, 1836. - - _Nuovi elementi di geografia, disposti secondo l'ordine - dell'insegnamento_, Napoli, 1838. - - _Istituzioni elementari di geografia naturale, topografia politica, - astronomica, fisica e morale, con un ramo per la geografia - astronomica_, Napoli, 1845. - - _Elementi di geografia antica_, Napoli, 1834. _ Memoria per - l'ordinamento degli studi geografici, letta nell'accademia - Pontaniana._ - - _Memoria della giusta nozione che bisogna dare alla geografia - storica, letta nell'accademia delle scienze e commentata nel - giornale dell'Istituto storico di Francia_, t. 5, p. 187. - - _Memoria fisico-matematica sulla meteora americana comparsa a - Filadelfia in novembre 1833_, memoria prima e seconda letta alla - regia Accademia delle scienze. - - _Memoria sul magneto-elettricismo_, letta nella regia Accademia - delle scienze. - - _Memoria sui varii punti della storia delle matematiche_, inserita - nel _Progresso_. - - _Tavola per la conversione reciproca dei pesi e delle misure - antiche in quelle sanzionate dalla legge 6 aprile 1840._ - - Prese parte al VII congresso degli scienziati, tenuto in Napoli nel - 1845 e morí nel 1869. - - LUCA (DE) ANTONIO MARIA. — Nacque nel comune di Colle e fu - educato per opera dello zio, vescovo Lippi, nella congrega dei pp. - Giuranisti. Iniziato nello stato sacerdotale, ottenne laurea in - teologia, e poscia, mercé concorso, fu all'età di anni 30 nominato - canonico penitenziere nella chiesa cattedrale di Policastro. - - Arrestato come liberale nella proscrizione del 1799, ottenne la - libertà col trattato di Firenze. - - Nell'anno 1811 — morti quattro suoi fratelli — rinunziò alla - carica ecclesiastica per dare opera alla domestica economia. - Corrispondente della Società agraria dei Principati Citra ed Ultra, - conosciuto per non aver giammai abbandonata la causa della libertà - fu scelto a deputato nell'età di circa cinquant'anni. - - MACCHIAROLI ROSARIO di Bellosguardo, nel distretto di Campagna, di - circa anni quaranta. - - I suoi primi studi furono per la carriera legale. Gli affari della - sua famiglia lo richiamarono ancor giovane dalla capitale. Nel - principio della dominazione francese fu eletto a capitano della - legione provinciale; poscia trasferito nell'esercito di linea. - - Dopo il 1815 venne creato consigliere dell'intendenza di Salerno. - Sospetto di principî liberali, egli era vicino a soggiacere alle - persecuzioni della polizia, quando il 6 luglio 1820, a cui dicesi - di aver dato mano, gli acquistò quell'opinione per la quale fu - eletto a rappresentante della sua provincia. - - MAZZIOTTI GHERARDO. — Nato in Celso a quaranta miglia da Salerno, - portossi in Napoli a percorrere la carriera forense. Nella - rivoluzione del 1799 fu creato giudice di pace, indi imprigionato - come liberale e bandito dal regno. Tornato in patria, nella - organizzazione giudiziaria del 1809 venne eletto a giudice civile, - e poco dopo elevato a giudice criminale in Campobasso, donde fu - trasferito colla stessa carica in Avellino. Promosso a presidente - del tribunale civile della provincia di Lecce, domandò di tenere la - magistratura nella città capitale della sua provincia. Volendo il - governo inviarlo a Reggio rinunziò alla toga ed esercitò in Salerno - l'avvocheria. Egli toccava quarantacinque anni quando fu eletto - deputato. - - MERCOGLIANO ANTONIO. — Vide la luce in Nola nel 1784, e dopo gli - studi preliminari compiuti in provincia si recò a Napoli a studiare - medicina. Andria e Cattolica furono i suoi maestri. Nel 1799, - coinvolto nei tumulti, fu esiliato per quindici anni e risedette in - Toscana. - - Nel 1818 — scoverto di far parte d'una società segreta — fu - rilegato in Pantelleria a disposizione del re. - - Nell'agosto del seguente anno potette tornare in patria. - - NICOLAI DOMENICO, _marchese di Canneto_[78]. — Di lui esiste il - seguente documento: «Supplica del figlio Carlo affinché il padre - carico di anni e quasi cieco torni in patria in seno all'ammiserita - famiglia.» - - La supplica non fu accettata perchè il richiedente fu «... - _immoderato_ nelle discussioni parlamentari!» - - Dalla corrispondenza dell'ex-magistrato Pisa emergono alcune - lettere che il Nicolai e de Conciliis indirizzavano a Lucenti ed al - Pisa mentre erano in Ispagna. Nel 1829 il Nicolai era a Barcellona - in seguito di misura generale presa dal governo spagnuolo contro - gli esiliati. Nel 30 dicembre 1830 trovavasi a Marsiglia. Il - ministero degli esteri era convinto che il Nicolai fosse l'autore - d'alcune stampe per la _indipendenza italiana_. - - PESSOLANI SAVERIO ARCANGELO. — Atena fu il luogo dei suoi natali. - Istruito nelle leggi, reputato per maturità di consiglio e per - disinteresse a niuno secondo nel suo distretto, difese per molti - anni i diritti dei privati ed in particolare quelli dei poveri. - Toccava il quarantesimo anno di età. - - PEPE col. GABRIELE. — Sannita e degno emulo di Florestano e di - Guglielmo, calabresi. Combatté a Civita-Castellana e ad Otricoli - contro i Francesi. Difese la Repubblica partenopea a Nola, a Torre - Annunziata ed a Portici[79], ove fu ferito. - - Combattette poi anche a Marengo nella legione italiana e fece - la campagna del 1815. A Tolentino riportò quattro ferite d'arma - bianca. - - A Firenze sfidò a duello il Lamartine che osò chiamare l'Italia: — - _La terre des morts!_ - - POERIO GIUSEPPE. — Ebbe i natali in Belcastro (Catanzaro) ai - 6 gennaio 1775 da Carlo e Gaetana Poerio. Fu, adolescente, nel - collegio dei nobili di Catanzaro ed a sedici anni esordí perorando - nei tribunali e salvando un fanciullo di dodici anni, imputato di - omicidio volontario. - - Raggiunse nel 1799 lo Championnet e diventò suo aiutante di campo. - Proclamata la repubblica fu nominato commissario in Catanzaro - e tornò a Napoli per via di mare quando seppe della marcia del - cardinal Ruffo. - - Fu condannato a morte dalla Giunta di Stato, ma la pena gli fu poi - commutata in ergastolo a vita col Torelli e con l'Abbamonte. Dopo - 22 mesi di duro carcere, dopo la battaglia di Marengo, per gli - accordi di Firenze, gli fu concesso di tornare in patria. - - Tolse a moglie Carolina Sossisergio del Poggiando[80], e nel 1806 - fu nominato da Giuseppe Bonaparte intendente e preside di Molise - e Capitanata. Nel 1808 re Gioacchino lo prescelse a primo avvocato - generale della Gran Corte di cassazione con Sirignano, Raffaelli, - Cianciulli ed altri grandi. Contemporaneamente ottenne di essere - relatore al Consiglio di Stato, indi regio commissario nelle - Calabrie; e poi presidente della Commissione per la riforma del - Codice penale, ed a 35 anni procuratore generale di Cassazione. - Consigliere del re sostenne contro il Briot: — _non potere senza - acquistare nazionalità ottenere cariche e preminenze gli stranieri - nel regno._ - - Fu anche in Bologna come commissario straordinario dei dipartimenti - italici ed in prosieguo uno dei sette direttori del Consiglio di - governo sedente in Roma col carico della giustizia. - - Tornati i Borboni, il Poerio emigrò per Parigi e di là per Ginevra, - dove ebbe notizia d'essere stato condannato all'esilio perpetuo. - - Gli fu offerto, per rientrare in Italia, la cittadinanza della - repubblica di San Marino, ma egli non accettò e si stabilí a - Firenze fino al 1820. - - Ai 19 marzo 1821 dettò la protesta con la quale dichiarava che - — _i corpi e non gli animi avevano ceduto alla forza del nemico; - disciogliersi il Parlamento per la presenza del nemico, per volontà - del principe, per mancata cooperazione del potere esecutivo; - protestare contro la violazione del diritto delle genti, rimettersi - alla giustizia di Dio la causa del trono e della indipendenza - nazionale._ - - Fu arrestato, imprigionato per circa tre mesi e inviato a Trieste - ed indi a Gratz con la moglie ed i figli[81], e finalmente ottenne - di poter risiedere a Firenze. - - Ai 14 novembre 1830, scacciato di Toscana, riparò in Francia - col figlio Alessandro, mentre la moglie rimpatriava. Visitò - l'Inghilterra e dopo 13 anni di esilio Ferdinando II gli permetteva - il ritorno ai 28 ottobre 1833, ripigliando fervorosamente - l'avvocheria. - - Morí ai 15 d'agosto 1843, dopo un anno di languore e di sofferenza. - - PERUGINI PIETRO PAOLO. — Di anni 48, nativo di S. Lorenzo Minore, - nel distretto di Piedimonte. Si applicò alla medicina. Esiliato - in Francia, nel 1799 tornò nella patria in grazia della pace di - Firenze. Appartenne alla legione della sua provincia ove pervenne, - di grado in grado, a maggiore. Egli era agiato proprietario ed - esercitò le funzioni di consigliere distrettuale e provinciale. - Socio corrispondente dell'accademia di Terra di Lavoro, della - Cosentina e del reale Istituto d'Incoraggiamento di Napoli. - Pubblicò nel 1819 una _memoria sulle acque minerali di Telese_. - - PICCOLELLIS OTTAVIO. — Nacque in San Nicola la Strada ai 4 di - giugno 1786 e si ascrisse volontario alle guardie di onore nel - 1806. Nello stesso anno fu tolto a tenente nel secondo reggimento - dei cacciatori a cavallo; indi a capitano delle cennate guardie - d'onore, nel quale grado fu inviato nel 1812 alla campagna di - Russia. Nella sera del 6 dicembre, rimasto Napoleone in mezzo ad - una boscaglia, intirizziti i suoi aiutanti di campo dal freddo, - morti i vetturali, il de Piccolellis, che era al seguito, lo salvò - menandolo a Vilna. Nel 1813 prese parte alla campagna di Germania. - Distinto nelle tre famose giornate di Lipsia del 14, 16 e 18 - ottobre, ricevé sul campo di battaglia la Legion d'onore dalle mani - di Bonaparte e l'Ordine delle Due Sicilie da Gioacchino Murat. - - Elevato da questi al grado di maggiore nel 4º reggimento - cavalleggieri intervenne in Italia ai fatti d'arme di Reggio e del - Taro. - - Nel 1815 fu nominato tenente colonnello nel reggimento di - cavalleria _Principe_. - - PELLICCIA ALESSIO. — Ebbe in Napoli i natali nel 1744. Educato - nelle filosofiche discipline dall'abate Genovesi e nelle - ecclesiastiche dal vescovo Giuseppe Rossi, diessi a coltivare, - in preferenza degli altri, gli studi della diplomatica, ed ogni - maniera di archeologiche dottrine. Innalzato al sacerdozio, - dopo aver data prova dei suoi talenti e di sue cognizioni con - due pubblici esperimenti l'uno in etica e l'altro in dritto - canonico, fu chiamato a reggere nel 1781 la cattedra di antichità - ecclesiastica nella reale Università di Napoli. Avido di conoscere - le patrie memorie, visitò i grandi archivi del regno, ove raccolse - grande messe di notizie preziose. Nel 1812 fu eletto professore di - diplomatica e nello stesso anno a provicario generale della chiesa - e diocesi di Napoli; poscia presidente del giurí di esame nella - commissione dell'istruzione pubblica, carica che occupò sino alla - fine del decennio. - - Istituita una commissione per sovraintendere agli archivi, - Pelliccia fu tra i membri di essa. - - Si debbono a lui le seguenti opere: - - — _Dissertazione della disciplina della chiesa intorno alla - preghiera pubblica pel sovrano_, Napoli, 1760 (tradotta in tedesco - nel 1760 per ordine dell'imperatrice Maria Teresa e stampato a - Vienna; e recata in latino dall'autore medesimo, Napoli, 1789). - - _Corso di antichità ecclesiastiche_, tomi 4, in-8º, Napoli, presso - Morelli. - - Quest'opera comprende sei libri, e vi sono descritti tutti i rami - della polizia ecclesiastica dei riti greco e latino, principalmente - per quello che riguarda la parte piú oscura, cioè i tempi di mezzo. - Nel terzo e nel quarto tomo si leggono varie dissertazioni, in una - delle quali è data una specie di istituzione lapidaria del medio - evo; un'altra riguarda i tempietti portatili degli antichi; la piú - insigne è quella sulle vecchie catacombe di Napoli, lavoro di molti - anni, durante i quali l'autore passò lunghi giorni nelle tenebre di - quelle caverne. - - _Cronache e diarj del regno di Napoli_, cinque tomi in-4º, Napoli, - stamperia del Perger (tale raccolta serve di continuazione a quella - degli storici napoletani del Gravier, e contiene molti codici, la - maggior parte di autori contemporanei all'epoche di che scrissero). - - _Dissertazione sul ramo degli Appennini che termina dirimpetto - all'isola di Capri_, Napoli. - - _Dissertazioni sopra l'antica città di Equi_, Napoli. - - _Dissertazioni sul vero significato della_ SHEOL _nel testo - ebraico._ - - _Del culto della chiesa verso la Vergine,_ Napoli, 1820. - - _Istituzioni della scienza diplomatica_, Napoli, 1821. - - Promise il marchese Maffei una istituzione della scienza - diplomatica, ma non la formò prima del Pelliccia. - - _La topografia di Napoli e sobborghi._ - - _Origine e vicende della proprietà dalla discesa dei Longobardi_ - (queste due ultime opere sono inedite). - - ROMEO SANTI[82]. — Nacque in Messina il di 25 febbraio 1775. Suo - padre Domenico professò medicina, ed ebbe nome di felice e sagace - interprete della natura. Giovane ancora, Santi ascoltò le lezioni - paterne con l'alacrità che muove gli spiriti cui sprona vivo - genio e nascente amore di sapere. Compiutamente istrutto nelle - scienze che concernono direttamente l'arte di curare le malattie, - o servono a quella di aiuto e sostegno, venne in Napoli, città in - quei dí fiorentissima nelle mediche discipline e udí Cotugno e lo - sventurato Cirillo, ed ebbe particolare dimestichezza con Antonio - Sementini, splendidissimo lume dell'Università nostra. - - Reduce in patria, fu troppo presto salutato erede dell'ingegno e - del nome paterno. - - Jenner aveva dato al genere umano l'antidoto contro la peste - vaiuolosa. A vincere l'ostinata renitenza di gran numero di - madri contro quella pratica salutare, Santi tradusse le _ricerche - storiche e mediche di Huxon sulla vaccina_ nelle quali aggiunse - doti teoriche, che comparò con belle e giudiziose osservazioni, le - quali accrebbero i pregi della versione in tal maniera divenuta - originale. La peste di Malta richiamò Romeo da quella specie di - inerzia, in cui cade lo scienziato quando si consacra di soverchio - all'esercizio della pratica. Le sue _Ricerche_ sopra grave - questione, se la peste bubbonica possa comunicarsi ai bruti come - agli uomini, parvero spargere nuova luce sopra difficile soggetto, - intorno al quale la medicina era ancora fanciulla. Malgrado la - guerra che era allora di ostacolo ad ogni maniera di commercio, - le _Ricerche_ in quella occasione pubblicate vennero altamente - commendate in tutte le opere di medicina. - - Ottennero fortuna anche maggiore i suoi pensieri intorno alla - febbre micidiale che nel 1817 visitò tutta l'Italia e che non - infierí meno nel grande ospedale di Messina. - - Obbligato dallo stato di salute ad allontanarsi per qualche tempo - dalla patria, visitò le principali università della penisola, e si - conciliò l'amicizia di tutti i professori italiani che visitò. - - Nelle sue peregrinazioni scrisse utili ma semplici istruzioni - per le genti di campagna della Sicilia, ad oggetto di prevenire - i guasti che a quei giorni di là dal faro facea una feroce - _epizoozia_. - - Poco dopo aggiunse una dotta nota sulle fumigazioni solforose, - le quali aveva nella sua dimora in Napoli sperimentato sommamente - proficue sotto la cura del chiarissimo cavaliere Assalini. - - Parecchie altre sue scritture date a stampa, o concernono - l'utilità pubblica o tendono a campare i creduli dalle facili - imposture dei falsi medici. Appartengono a questa classe la sua - _Relazione sull'ipocondria di un tal Lamaestra_, ed un suo secondo - ragionamento sullo stesso soggetto edito dal Nobili. - - Fu professore di medicina nel ginnasio di Messina, medico di quel - grande ospedale civico e consultore fisico della deputazione di - salute. - - Fu uno degli ultimi eletti e prese parte alla memorabile tornata - dell'8 dicembre 1820. - - RICCIARDI AMODIO. — Nacque nel 1756 a Palata nel Molise. Furono - suoi genitori Paolo e donna Diana Carunchio. Venne in Napoli - adolescente per darsi agli studi legali ed abbracciare la carriera - nobilissima del foro. - - Nel 1790 interruppe i suoi trionfi d'avvocato per esulare in - Piemonte donde tornò nel 1808 e fu nominato da Murat procuratore - generale presso la corte d'appello di Napoli. Nel maggio del - 1812 fu creato consigliere di cassazione e nel 1817 destinato - a presiedere — la reazione era incominciata — la gran corte di - Aquila. - - Il Parlamento lo ebbe fra i suoi piú ardenti e costanti membri, - e poco dopo il suo ritorno nella capitale morí nel 1835 ai 3 - d'agosto, di mattina. - - RUGGIERI (DE') PETRANTONIO. — Mirabella, nel Principato ulteriore, - fu la sua patria, e vi nacque ai 20 luglio 1766. Formato alla - cultura delle lettere in paese, venne poi a compiere gli studi a - Napoli, ove intraprese la carriera dell'avvocheria cogliendone - non pochi allori. Nel 1814 fu nominato giudice del tribunale - civile della Capitale ed indi a poco promosso pubblico ministero - nel medesimo collegio. Amò piuttosto la difesa libera dei civili - diritti che il penoso uffizio di magistrato al quale rinunziò - spontaneamente. Conosciuto per la liberalità delle idee e per la - inviolata probità della sua condotta, nei primi dí della riforma - politica fu chiamato a far parte della commissione di pubblica - sicurezza e conseguí l'approvazione generale nei piú difficili - momenti. - - La nazione lo designava alla rappresentanza e fu presto - unanimemente eletto a deputato della provincia di Napoli. Era anche - decorato dell'ordine gerosolimitano. - - RONDINELLI BENEDETTO. — Nacque in Campagna nel dí 20 giugno del - 1772. Dedicatosi agli studi ecclesiastici fu nel 1805 creato - canonico della cattedrale della sua patria. - - Poscia nel seminario di quel comune insegnò per molti anni gli - studi filosofici e le matematiche discipline. In appresso, tenne - anche la carica di pievano nella mentovata chiesa, e nel 1818 fu - dal governo eletto a giudice conciliatore. - - SONNI DOMENICO ANTONIO. — Nacque in Falerno ai 12 giugno 1758, e - nel 1776 entrò nel seminario di Tropea, (Calabria ulteriore). Fu - ordinato sacerdote nel 1784 ed un anno dopo portossi in Napoli. - Vi riuscí valoroso nelle scienze positive, tanto che con real - dispaccio del 29 luglio 1792 fu chiamato a dettare matematica - sublime nell'Università. Nel 1796 ebbe laurea di teologo e fu - educatore del duca di Spezzano e de' principi d'Ischitella e - Pignatelli. - - Fu nominato professore di matematiche nella reale accademia - militare con decreto 1º novembre 1802, regio revisore delle stampe - ed esaminatore degli aspiranti al magistero delle matematiche nel - 1805: fu professore trattatista ed esaminatore della r. accademia - delle guardie marine (24 novembre 1806), esaminatore dei libri - della biblioteca di San Severino ai 19 marzo 1807, membro della - commissione per la statistica generale del regno (1808). Socio - residente del R. Istituto d'incoraggiamento e della Pontaniana - (11 luglio 1809). Nel 1815 tornò ad essere revisore della - stampa, ispettore generale e segretario interino dell'istruzione - pubblica, esaminatore del concorso alla cattedra dei concilii - e successivamente delegato alla ispezione degli stabilimenti - d'istruzione delle Calabrie, di Principato Citra e di Basilicata. - - Colto da apoplessia mentre camminava, in Napoli, per la strada di - Toledo, morí addí 4 febbraio 1840. - - SPONSA DIODATO. — Fu tra gli esiliati a Tunisi e tornò in patria - dopo il 1831. - - SEMMOLA MARIANO. — Del comune di Brusciano nel distretto di Nola. - Dopo aver appreso nella patria i rudimenti delle lettere, fu dal - vescovo Lopes inviato in Napoli agli studi delle scienze: all'età - di anni 21 fu richiamato per insegnarle al seminario nolano. - Intrapresa la carriera ecclesiastica dopo aver passato circa - quattro lustri in quell'uffizio di professore al seminario, si - riportò in Napoli ove die' un pubblico esperimento per ottenere la - cattedra di fisica nella Regia Università degli studi, e benché non - fosse riescito nell'intento ne ottenne riputazione, onde messosi - privatamente ad insegnare le scienze filosofiche ebbe frequenza di - giovani allievi. - - Non molto dopo, conseguí nella stessa Università la sostituzione - alla cattedra di logica e metafisica. Nel decennio francese fu ivi - incaricato dell'insegnamento della _Ideologia_, e riconfermato - poscia, dopo la espulsione dei Francesi, nell'insegnamento - dell'antica logica e metafisica. Si hanno di lui pubblicate per le - stampe in varie edizioni le istituzioni di logica e metafisica ad - uso del suo studio privato. - - TAFURI MICHELE. — Figliuolo del barone Tommaso di Melignano e di - Teresa Perrone, nacque il dí 27 di maggio 1769 a Nardò (Lecce) - nel cui seminario fu educato e poi inviato a Napoli, per studiarvi - diritto canonico e poi prendervi gli ordini; invece egli s'accinse - agli studi legali per la carriera del foro. Sposò nel 1799 Rosa - di Masi. Durante il decennio, ministro nel 1807 il commendatore - Pignatelli lo volle al ministero di grazia e giustizia e cosí anche - Zurlo e Ricciardi. - - Nel 1815, tornati i Borboni, si dimise e tornò a vita privata. - Fu nominato, quindi, giudice della corte criminale di Salerno e - nell'anno seguente (1816) andò alla corte criminale di Trani. Solo - nel 1818 passò alla corte civile della medesima città. - - Fu deputato nel 1820, e nella sessione che seguí tornossene, per - sempre, a vita privata. - - Morí di bronchite ai 7 settembre 1857. - - TRIGONA SALV. GIUSEPPE, _marchese di Camicaro e Dominamare._ — - Nacque in Noto (Sicilia) nell'anno 1792. Fra gli agi della famiglia - non obbliò che la istruzione e lo studio aggiungono pregio alla - nobiltà dei natali e si diede alacremente a coltivare le belle - lettere, la filosofia e le leggi. La economia politica alla - quale l'età nostra aggiunge importanza, divenne la sua precipua - occupazione. Temperò quest'arduo studio coltivando la poesia, per - la quale sentiva inclinazione particolare. - - Visitò Parigi, Londra, vide tutta Italia, e dopo otto anni reduce - in patria, si diede con molto impegno all'azienda dei domestici - affari ed all'esercizio delle cariche municipali. - - Dichiarato nel 1820 deputato del Parlamento non fu studioso che - del bene del suo paese. Venne nominato ricevitore generale della - provincia, ed ebbe tre volte la presidenza del consiglio generale - della medesima, fu deputato delle opere pubbliche provinciali e - della commissione di salute. - - Queste serie occupazioni se lo distrassero al seguire con ardore i - suoi studi, non lo tolsero interamente alle accademie scientifiche - e letterarie. Fu ascritto all'Arcadia di Roma, ai Trasformati di - Noto, e fra i pastori Aratusei. Fu socio ordinario della società - economica del suo paese, corrispondente di quella di Girgenti. Fu - ascritto anche al VII congresso degli scienziati. - - Nel 1843 era stato nominato gentiluomo di camera, con esercizio, - del re delle Due Sicilie Ferdinando II. - - VASTO TOMMASO. — Ebbe la cuna nel comune di Cardinale in sul finire - del 1757. Fu educato nel seminario di Nola, ove professò poi, per - ben trent'anni, diritto civile e canonico. Nel 1820 era canonico - decano di quel capitolo e vicario generale della diocesi. - - VISCONTI FERDINANDO. — Nacque a Palermo ai 9 di gennaio 1772 - da Domenico Visconti capitano del reggimento di fanteria _Real - Napoli_. Nel 1778 fu nominato _cadetto_. - - Dieci anni dopo entrò nella Reale accademia militare in cui - compí l'educazione e gli studî, premio dei quali fu il grado - di sottotenente nel reggimento _Re_ del corpo reale di genio ed - artiglieria, conseguito ai 27 febbraio 1791. - - Come sospetto di professare dottrine liberali, nel 1794 fu posto - in giudizio, congedato dal servizio militare e condannato alla - reclusione d'un decennio nel castello di Pantelleria. Ivi passò - sette anni ed alla pace di Firenze fu posto in libertà; ma non - potendo trovare impiego in Napoli, andò a cercarlo a Milano. Al 1º - settembre 1802 venne nominato tenente nel corpo degli ingegneri - topografici della repubblica italiana. I suoi talenti superiori - nelle scienze esatte non tardarono a farsi conoscere, sí che nel - 1805 fu destinato per aggiunto al capo di quel corpo topografico - per la parte riguardante le osservazioni astronomiche e le - operazioni trigonometriche. In quell'anno istesso seguí a Bologna e - nel Veneziano lo stato maggiore dell'esercito, comandato dal viceré - d'Italia. E quando nel seguente anno tutti i Napoletani impiegati - in Francia ed in Italia vennero congedati, egli meritò l'onorevole - eccezione conceduta a pochissimi, di rimanere agli stipendi del - regno italico. - - Ricevette allora la missione di recarsi in Vienna per ottenere - la consegna delle carte e dei documenti topografici relativi allo - stato Veneto, i quali, pel trattato di Presburgo, l'Austria dové - cedere all'Impero francese. Tornato a Milano con quelle spoglie, - non rimase a lungo inoperoso. Dal maggio 1808 fino al gennaio 1809 - egli percorse tutte le coste dell'Istria, delle isole del Quarnero, - della Dalmazia e dell'Albania, determinando con osservazioni - astronomiche la loro posizione geografica, affine di costruire la - carta idrografica dell'Adriatico. Fu nominato cosí capitano _in - secondo_ nel corpo degli ingegneri geografici. - - Nel 1810 gli venne affidata altra commissione allorché sotto - gli ordini del generale Danthouard attese a stabilire nel Tirolo - la nuova linea di confine tra il regno italico, la Baviera e le - provincie illiriche; ciò che gli valse la promozione a capitano in - primo nel corpo accennato e quindi nell'anno successivo quella a - sotto direttore del deposito generale della guerra. - - Nel 1813 fu capo squadrone nel corpo degli ingegneri geografi e - nello stesso anno compí una ricognizione generale militare sulle - frontiere delle provincie illiriche da Villach fino allo sbocco - dell'Unna nella Sava. - - Nel maggio del 1814 tornò in Napoli, dopo ripetute e vivacissime - insistenze di re Murat[83]. Fu nominato capo-battaglione dello - stato maggiore dell'esercito e direttore del gabinetto topografico - per la morte di Rizzi-Zannoni[84]. Nel 1815 fu promosso colonnello - di stato maggiore. - - Creato deputato supplente, rimpiazzò il Bausan. Fu anche socio - ordinario dell'Accademia delle scienze, della Società reale di - Napoli e della Pontaniana. - - VIVACQUA FRANCESCO. — Nacque in Tarsia e si addisse all'avvocheria. - Asceso di poi alla magistratura, fu giudice di gran Corte - criminale, segretario della Corte di cassazione, e quindi - procuratore generale in Catanzaro. - - Nel 1820 fu deputato. Socio dell'accademia Cosentina, vi lesse - parecchie disquisizioni e discorsi di apertura che si fecero - apprezzare per erudizione e per acume giudizioso. - - Destituito, spogliato di ogni pubblico ufficio, dopo i moti del - 1820, visse privatamente in patria, dove morí nel 1851. - - - - -PARTE TERZA - -LA FINE DEL PARLAMENTO. - - - - -PARTE III - - -I due documenti che seguono sono riprodotti da due foglietti volanti. -Riguardano la partenza del Re per Lubiana. Ferdinando B. imbarcato a -Napoli, sostò, a causa del pessimo tempo di mare, a Pozzuoli, dove — -ornato l'abito della coccarda dei carbonari — ricevette la commissione -del Parlamento con queste parole: - -_— Era inutile incomodarvi, con questo tempo, di venire fin qui!_ - -E la rassicurò intorno alle buone intenzioni sue e del suocero. - -I deputati, sospettosi d'un tranello, discesero dalla regia nave -abbastanza male ed il malumore s'estese subito in tutta la capitale. - -Fu allora che re Ferdinando scrisse la lettera e fu pubblicato il -rapporto che riproduco: - - FERDINANDO I ECC. ECC. - - AI MIEI FEDELI DEPUTATI DEL PARLAMENTO. - - Ho con infinito dolore dell'animo mio appreso che non tutti han - riguardato sotto un aspetto la mia risoluzione a voi comunicata in - data di ieri, 7 del corrente. - - Ad oggetto di dileguare ogni equivoco, dichiaro che non ho mai - pensato di violare la Costituzione giurata; ma siccome nel mio real - decreto dei 7 luglio, riserbai alla rappresentanza nazionale il - potere di proporre delle modificazioni che essa avrebbe giudicato - necessarie, alla Costituzione di Spagna, cosí ho creduto e credo - che la mia intervenzione al congresso di Laybach potesse essere - utile agli interessi della patria, onde far gradire anche alle - potenze estere progetti tali di modificazioni che, senza nulla - detrarre ai diritti della nazione, respingessero ogni cagione di - guerra; bene inteso che in ogni caso, non potesse essere accettata - alcuna modificazione che non fosse consentita dalla Nazione e da - me. - - Dichiaro inoltre, che, nel dirigermi al Parlamento, intesi ed - intendo di conformarmi all'art. 172, § 2, della Costituzione. - - E, finalmente, dichiaro che non ho inteso d'insinuare la - sospensione (durante la mia assenza) degli atti di governo - legislativo, ma di quelli solamente che riguardano le modificazioni - della Costituzione. - - Napoli, 8 dicembre 1820. - - FERDINANDO - - _Il segretario di Stato, ministro degli affari esteri_ - DUCA DI CAMPOCHIARO. - - ————— - - RAPPORTO TELEGRAFICO[85] - - SUA ALTEZZA REALE IL DUCA DI CALABRIA AL TENENTE GENERALE COLLETTA - - Il Re, sovrano di Napoli, è stato chiamato al Congresso che sarà - riunito a Laybach nell'impero austriaco; e parte col _consenso del - Parlamento ai termini della Costituzione_. - - Napoli, 12 dicembre 1820. - - Per copia conforme: - _Tenente generale:_ COLLETTA. - - ————— - -Ecco ora un elenco esatto del personale che intervenne al Congresso. -Naturalmente non vi possono essere comprese quelle persone -diplomatiche, le quali, senza avere alcuna relazione col congresso, -furono chiamate a Lubiana solo dagli affari correnti delle loro Corti -e dei rispettivi gabinetti; e neppure quelle che vi furono condotte da -oggetti di tutt'altra indole e senza speciali commissioni. - - _Austria_, il principe di Metternich. Co-incaricato il barone - Vincent, generale di cavalleria, ministro alla Corte di Francia. - - _Russia_, il segretario di Stato, conte di Nessehode; il conte Capo - d'Istria, il signor Pozzo di Borgo, luogotenente generale, ministro - russo alla Corte di Francia. - - _Prussia_, il principe di Hardenberg, cancelliere di Stato; il - conte Bernstorff, ministro degli esteri. Co-incaricato il signor - di Kresemark, luogotenente generale, ministro presso la Corte di - Vienna. - - _Francia_, il conte di Blacas, ambasciatore francese presso la - Santa Sede ed il re delle Due Sicilie, il marchese di Caraman, - ambasciatore alla Corte di Vienna; il conte La Ferronaye, ministro - a Pietroburgo. - - _Gran Brettagna_, Lord Stewart, ambasciatore inglese a Vienna; on. - R. Gordon, ministro incaricato presso la stessa Corte. - - _Roma_, il cardinale Spina, legato pontificio a Bologna. - - _Sardegna_, il marchese di Saint Morsan, ministro degli affari - esteri, il conte d'Aglié. - - _Toscana_, il principe Neri Corsini. - - _Modena_, il marchese di Molza. - - * - * * - - Il signor di Gentz ebbe l'incarico di stendere il protocollo e gli - altri documenti. - -Articolo tolto dal giornale del 1820-21 _La Minerva napoletana_, vol. -II, p. 139 (fondata da Giuseppe Ferrigni con Carlo Trova e Raffaele -Liberatore). - - Napoli, febbraio 1821. - - IL MINISTERO - - _..... solve senescentem mature senus equum, ne - peccet ad extremum ridendus et illa ducat._ - - HORAT. - - La patria è in pericolo! A questo annunzio debbono cessare le - virtú timide: _La Minerva napoletana_ è stata forse troppo moderata - fin'oggi, e forse non aveva abbastanza di lodi verso i ministri: - oggi i di lei doveri sono cangiati! - - Lungi da noi l'idea che il ministero tradisca la nazione, o che - l'essersi eletti nel 10 dicembre gli uomini rispettabili onde è - composto, sia da riguardarsi come un secondo e piú funesto _colpo - di Stato!_ Cotal pensiero appartiene ai nemici. - - Ma i ministri non possono per la loro età presiedere al movimento - degli spiriti: questa sola ragione basta perché debbano rassegnare - le cariche. - - In un momento in cui forse una nuova religione politica, come la - nostra, in un momento in cui nuovi Diocleziani senza talenti, si - preparano ferocemente dall'Istro ad apprestarle i primi martirî e - quindi un sicuro trionfo, egli è fuori di proposito che i vecchi, - con deboli mani, si facciano a dirigere la gran lotta. Godano - essi la ricompensa della loro probità, siano circondati dalla - pubblica stima e riconoscenza, pei loro consigli si abbia il dovuto - riguardo; ma cessino finalmente, se amano il loro paese, cessino di - credersi atti a sostenere un peso — ahi! — cosí grave! - - Se il signor Acclavio, già designato ministro dell'interno, avesse - voluto scusarsi a cagione della sua età, qual migliore cittadino di - lui? - - Ma no: egli non adduceva tale pretesto, ed altro motivo gli - attribuisce la fama. Noi siamo lieti che questo uomo del foro sia - restato fra i suoi processi. - - Legga egli Cuiacio; altri penseranno ad amministrare la cosa - pubblica. - - In verità, non si può pensare senza raccapriccio che un ministero - cosí importante come quello dell'interno, sia stato quasi privo - di capo per piú di due mesi. Il marchese d'Auletta non dovea - sovrintenderlo che per pochi giorni. Non potendo servir di secondo - ad Acclavio il ritroso, era facile il concepire che gli tornava - impossibile di spiegare tutto lo zelo necessario a tempi tanto - difficili. Ma la nostra causa è bella! Invano tardano i ministri - di accorrere al loro posto, invano alcuni antichi intendenti si - mostrano pigri a secondare il nobile impulso delle provincie: - cresce in esse l'ardore quanto piú mancano gli stimoli dei loro - amministratori! - - Alla fine, gli affari interni sono stati affidati al cavaliere de - Thomasis. Il Parlamento lo ha sciolto dall'accusa di aver preparato - il 7 dicembre; ma la sua condotta per l'avvenire sarà la migliore - delle assoluzioni. - - Il ministero degli affari stranieri dà luogo a riflessioni di ben - altra natura. L'antico uomo di corte[86] che oggi l'occupa sarebbe - mai divenuto adoratore di libertà? - - La storia del suo viaggio a Layback non somministra pruove assai - forti di questa sua novella passione. - - Arrestato lungamente in Gorizia, doveva egli sentire per lo meno - al pari di noi l'indegnità dell'oltraggio, e se qualche cosa poteva - consolarlo in quella infame prigione, era senza dubbio la speranza - di alzare un giorno la voce per la sua patria. E il giorno giunse, - ed egli è chiamato al congresso: ascoltatelo!... - - _ — Se io potessi parlare... — _egli dice. Ma niuna forza fisica - gli si faceva, onde tacesse; ov'egli avesse aperto la bocca niuno - il minacciava sia dello _Knout_ sia del bastone. _Se io potessi - parlare!..._ cosí quel ministro compiva la sua orazione e cosí - sosteneva i nostri diritti. Che se egli non parlava, perché dunque - non preferiva di scrivere? Sarebbe stata inutile, noi lo sappiamo, - qualunque protesta; ma almeno la dignità della nazione non era - offesa con quella importuna reticenza! - - L'egregio difensore della sovranità del popolo! - - Se a lui non si concedeva di favellare, chi non l'obbligava di - dare orecchio a tante diplomatiche insolenze contro di noi? Perché - durare la lettura delle istruzioni destinate ai tre plenipotenziari - presso la nostra corte? Un uomo, il quale sapeva sacrificarsi, - ed avrebbe interrotto il leggitore ed esclamato che non aveva - intrapreso cosí malagevole cammino per vedere insultati ed il suo - re e la sua patria! - - E fate che io ritorni alla mia prigione — rispondeva Filosseno - a Dionigi. — Fate che io vi ritorni; i vostri scritti sono - insoffribili! — Ma no; il ministro pregava, onde gli fosse - _accordata copia_ di quelle istruzioni gentili, come se diligenti - corrieri non fossero già pronti a recarli in Napoli! Ecco ciò che - chiedeva il nostro inviato, ecco ciò che a lui si negava. - - Fedele istorico del suo silenzio, egli giungeva intanto fra noi. - Grandi oggetti debbono richiamare le sue cure; grandi speranze si - offrono alla nostra diplomazia. - - Vedremo se il ministro saprà trattare gli uni e fecondare le altre: - ma i principî non sembrano lieti. - - Il principe di Partanna nostro rappresentante in Berlino persiste - ostinato nel rifiuto di giurare la costituzione delle Due Sicilie: - figlio della moglie del re, non per questo la sua sorte dev'essere - diversa da quella dei due Ruffo di Parigi e di Vienna. - - I primi figli dei re sono i popoli, diceva l'imperatore d'Austria, - cosí quando comandava a sua figlia di sposare l'altrui marito, - come quando le strappava dal seno l'unico figlio, relegando quel - marito al di là dell'Oceano. Quindi giova sperare, e ciò riguarda - la _responsabilità_ del ministro d'affari esteri, che non sarà - tollerato il novello _insulto_ alla nazione; e che non si farà - ingiustizia ai principi Ruffo e Castelcicala con l'impunità del - principe di Partanna! - - La nomina dei nostri agenti presso le Corti straniere merita del - pari l'attenzione del ministero. - - Coloro i quali partirono prima che il Parlamento s'aprisse, non - sono i piú atti: essi non han veduto coi loro occhi ciò che dopo - quel giorno avvenne tra noi, e forse non prestano fede a quel che - loro si narra dello spirito della nazione. - - Lo stato delle nostre relazioni politiche con le potenze neutrali - è piú difficile di quel che sembra. Se ivi ci amano i popoli, ci - detestano i gabinetti. L'oligarchia non è oggi che una specie di - monachismo o, se si vuole, di massoneria sparsa in tutta l'Europa. - Riti, misteri, linguaggio occulto ed universale, nulla le manca: - bisogna quindi combattere dapertutto il mostro _proteiforme_, e, se - sarà possibile, far comprendere alle Corti il loro vero interesse - di stare uniti coi popoli. - - Noi non sappiamo qual sia la condotta del nostro ministro, riguardo - ai Portoghesi; ma ormai ella dovrebbe esser palese. Un inviato del - Brasile ostenta in Napoli la sua burbanza contro gli avvenimenti - del Portogallo; o ignorando o facendo mostra di obliare che i - Portoghesi concedevano il trono alla casa di Braganza, costui - avvisa di chiamarli ribelli, or che chieggono di non essere piú - colonia del nuovo mondo! Noi non dobbiamo vedere queste cose, né - predicare la nostra felice costituzione ad altri popoli; ma se - spontanei questi l'adottano, certamente non possiamo trascurare di - chiamarli nostri fratelli. Se Giovanni VI non ancora ha sanzionata - la costituzione del Portogallo, bisogna credere che lo farà in - appresso; ma a noi non è lecito di respingere i voti e forse i - soccorsi di quella generosa nazione. - - Il papa intanto che fa? Comincia egli a vedere quali ospiti sono - i Tedeschi? Permetterà che Ancona e Civitavecchia siano occupate? - Se noi saremo costretti di toccare i suoi dominii, non siamo stati - certamente coloro i quali, primi, gli han chiesto ospitalità, e - non vi combatteremo che per la nostra salvezza. Una volta i papi - scioglievano i popoli dal giuramento di fedeltà verso i re della - terra, oggi essi sciolgono i re dal giuramento di fedeltà verso la - patria; segno evidente che i popoli sono divenuti i piú forti! - - Quindi, giova ripeterlo, i monarchi debbono unirsi alle loro - nazioni e saranno invincibili. Forse il pontefice comprende questa - verità: ma la teocrazia cui egli presiede, gli vieta di recarla - ad effetto, e forse non si aspetterà il termine della sua vita per - punirlo di aver egli aperto l'adito a truppe straniere. - - Allorché si é perduto il pudore politico fino al segno di essersi - decretata l'impresa contro Napoli, qual piú agevole cosa di - spogliare il papa, se le Sicilie saranno vinte? - - Per farlo, basta che l'Austria comandi qualche movimento intestino - negli Stati di lui, allorché egli griderà che i _carbonari_ lo - hanno prodotto; e poiché, per diritto divino ed imprescrittibile, - le sponde del Po appartengono a Cesare, egli sarà evidentissimo per - l'_Osservatore austriaco_, che Cesare deve occupare gli stati del - papa con un esercito amico o con un esercito conquistatore. - - Ma il papa fa vista di non comprendere nulla; e sembra desiderare - la guerra contro Napoli. Si narra che egli ha ordinato di - ristaurarsi la via che conduce a Ceprano; e ciò senza dubbio rende - piú agevole il movimento dell'artiglieria tedesca. Grazie sieno - rese al pontefice: egli ha cura della nostra gloria, e c'invita a - combattere! E quindi giungono sommamente opportuni i richiami del - suo agente in Napoli, perché il concordato fosse eseguito! Intanto, - il nostro ministro di affari esteri o non domanda conto alla corte - di Roma delle di lei intenzioni, o nasconde ancora al Parlamento, - come non si trattasse delle nostre frontiere, quali sono i di lui - provvedimenti intorno ad un soggetto di sí alta importanza. - - Noi consigliamo al ministro di non compromettersi con alcuno. Alla - sua età si è avuto il tempo d'imparare ad esser _prudente!_ - - Qui volevamo noi parlare del ministro di guerra e marina, per - rendere omaggio ai suoi talenti ed alle sue virtú, ma egli si è - ritirato; e quindi il nostro elogio non sarà riputato meno sincero. - Egli ha saputo bene meritare della Patria; e gli succede un uomo, - in cui tutti ripongono la fiducia di vedere in brevi giorni recato - ad effetto ciò che il suo predecessore non aveva potuto compiere - per la sua vecchiezza. - - Il nuovo ministro combatterà certamente la calunnia sparsa dai - timidi, che possano mancare le sussistenze all'esercito in un - regno come quello di Napoli! Egli dee conoscere la furfanteria e - l'avarizia degli appaltatori e degli abbondanzieri; non si tratta - se non di dar esempi rigorosi, e di mozzare il capo, come vuole la - legge, ai convinti di tradimento. Il maresciallo di Turenna disse - una volta ad uno di costoro, che lo avrebbe fatto impiccare per la - gola... - - — _Vostra Altezza_, quegli rispose, _dev'essere persuasa che non - si può impiccare un uomo il quale in questo momento può spendere - centomila scudi!_ - - E non fu il maresciallo ch'ebbe ragione. - - La difesa della capitale è uno dei piú alti soggetti, dei quali - deve occuparsi il ministro della guerra. Bisogna persuadere al - nemico che la capitale non è nulla in questa guerra: che Napoli - può essere bruciata come Washington e come Mosca, senza che ciò - riguardi la causa della libertà. Che per salvar Napoli, si debba - commettere una viltà? No, sarebbe questo un vilissimo tradimento! - Quindi conviene prepararsi; e poiché il Reggente ha sanzionato il - decreto di doversi trasportare il Parlamento a Salerno, perché non - si comincia da ora? - - Perché non si fortificano le alture, onde Napoli è coronata? Né - solo é necessario di togliere le armi e gli oggetti di guerra della - capitale, ma le cose preziose appartenenti alla nazione, statue, - preziosi quadri, manoscritti... Chi non sa di quali tesori la - corte di Vienna s'impadroní sotto il regno di Carlo VI? L'insigne - biblioteca dei manoscritti del cardinale Scripando in San Giovanni - a Carbonara non formano oggi forse l'orgoglio della biblioteca - viennese? L'Austria non solo vorrebbe rapirci l'onore, ma tutte - le nostre ricchezze; che buon paese era per esso questo regno di - Napoli! E qual rabbia di vederlo libero! - - Noi parleremo altra volta de' ministeri di giustizia e di finanze; - ma giova toccar brevemente la condotta di tutto il ministero - riguardo al consiglio di Stato. - - Questo è l'unico consiglio del Re; e dee principalmente trattar - gli affari di guerra e di pace. Intanto dall'ozio e dal lento - passeggiare dei consiglieri di Stato, scorgiamo che essi non sono - di altro aggravati se non di qualche provvista di abati e di altri - piccoli ufficiuzzi. Né si parla se non del consiglio de' ministri? - - Speriamo che questo ordine di cose voglia cessare, e la - costituzione aver tutto il suo effetto fra poco: senza di ciò vi - potrebbe esser luogo ad accusa legale. - - C. T.[87] - -Al messaggio del re, pubblicato poc'anzi, il Parlamento rispose col -Rapporto che segue: - - RAPPORTO - DELLA COMMISSIONE DEL PARLAMENTO NAZIONALE - PER L'INTERVENTO DI S. M. - AL CONGRESSO DI LEYBACH[88]. - - _Signori,_ - - Il messaggio che S. M. vi diresse nello scorso giorno, era ben - giusto che occupasse tutti i vostri pensieri. Desideroso di - rispondervi con quella calma prudente che non può essere divisa - dalla maturità del consiglio, voi nominaste a tale uopo una - commissione novella. Non potrei esibirvi i motivi della di lei - opinione, se non riproducessi nella vostra mente la storia di - taluni fatti notabili. - - I rapidi e luttuosi avvenimenti, i quali distinsero la fine del - secolo scorso, aveano alterato sensibilmente la marcia della nostra - vita politica. La pietà ed il terrore aveano scossi gli spiriti; - il sentimento patrio era diventato piú energico, e le cognizioni - piú estese; la coscienza della propria forza non era piú muta nel - popolo: e gli svantaggi d'una libertà intemperante avevano imparato - a desiderarne un'altra piú moderata e piú cauta. - - Le sempre nuove e sempre varie vicende che hanno sconvolta - l'Europa, non avean fatto che fortificare questa disposizione del - popolo. Essi non eran che errori della democrazia o della monarchia - assoluta; ed eran quindi i piú atti ad indicare il bisogno d'un - partito intermedio. Era facile d'altronde osservare, che contro - gl'incerti fenomeni di talune repubbliche efimere reggea tuttora e - prosperava la costituzione d'Inghilterra. - - Mentre tali riflessioni serpeggiavano oscure nelle menti dei piú, - gli amici del potere arbitrario o non erano capaci di scorgerle, o - trovavano nel dissimularle il proprio vantaggio. Sorgeva quindi, - fra l'opinione ed il governo, quel sordo e grave contrasto che - annunzia sempre vicini i grandi cangiamenti. Invano il vigore di - Gioacchino Murat e la sua premura di mostrarsi popolare avevan - cercato di estinguere l'effervescenza degli animi. Invano il - tentativo di rendersi liberi aveva richiamato negli infelici - Abbruzzi la rabbia del despotismo militare. Il capo del governo - era stato costretto ad accorgersi che la civilizzazione dei popoli - non può mai essere illusa dagli artifizi delle Corti e molto meno - superata dalla violenza. Dopo di aver vacillato per lungo tempo - fra i voti del regno ed i propri, fra l'ambizione e il dovere, - ei cadde in fine dal trono. Fu allora che lasciossi sfuggire una - costituzione apparente, come l'avaro inseguito si lascia sfuggire - un deposito che ha lungamente negato. - - Il re legittimo si preparava intanto a rientrare nell'eredità dei - suoi avi. Era per lui il coraggio di quegli eserciti immensi che - avevan rotta la fortuna del conquistatore dell'Europa, ed avean - cangiata la politica dell'universo. Ma la bontà naturale del di lui - cuore, era stata perfezionata dalla sofferenza dei mali: egli aveva - meditato per due lustri interi nel piú incomodo, ma piú istruttivo - gabinetto dei principi, io vo' dire nel gabinetto della sventura. - Ei conosceva la smania degli antichi suoi sudditi per isciogliere - i vincoli del proprio servaggio. È dunque fama che riprendendo la - comunicazione con essi, accarezzò la piú cara delle loro speranze, - quella di essere liberi. Furon chiare le voci che, per quanto - i fogli assicurano, egli emanò nel proclama del 1º maggio 1815, - essendo ancora in Palermo. Egli promise la sovranità al popolo, e - _la piú energica e piú desiderevole costituzione allo Stato_. - - Professò anzi che avrebbe solo ritenuta per sé medesimo la piú - bella e piú modesta facoltà dei monarchi, quella di serbare intatte - e fare eseguire le leggi. - - Una dichiarazione sí nobile e sí generosa, non mancò di produrre - le conseguenze piú utili. Fu dessa e non il valore alemanno, che - nei piani di Macerata dissipò ad un tratto le schiere dei nostri - campioni. - - Cosí la mano di Ferdinando IV impugnò di nuovo lo scettro: e la di - lui anima non dimenticò le intenzioni con cui lo aveva racquistato. - Si sa, infatti, che solamente fra i tristi la fortuna è la morte - delle promesse. - - Sventuratamente, dei rapporti fallaci, e non di rado maligni, - della situazione dei suoi popoli, gli persuasero la necessità di - ritardare l'effetto dei suoi proponimenti. Se le cose in seguito - occorse han potuto occasionargli alcun dispiacere, è stato - solamente quello di non aver prevenuti i desiderî coi beneficî. - - Continuati intanto ed accesi, erano questi desiderî. Ciò non - ostante rimasero in certa guisa inattivi, fino a che il governo - blandilli con una condotta liberale. Non si tosto cominciarono a - venire irritati dalla persecuzione, che proruppero all'improvviso - in uno scoppio violento. - - Egli è vero, che i primi segni ne apparvero su le vette dei colli - di Monteforte. Ma venner prodotti da un movimento comune alle - provincie finitime, e propriamente a quelle di Capitanata, Avellino - e Salerno. Fu il popolo che dié la spinta a' 140 individui del - reggimento Borbone; ed è perciò che la bandiera da essi inalberata - non tardò a circondarsi di centomila proseliti. - - Chi ritrova la origine di questo avvenimento nella diserzione - militare, deduce in vero il principio della sua conseguenza. Ei - crede nata la marea in quel punto del lido in cui l'onda s'è rotta. - - Il grido del riscatto arrivò tosto alla Reggia, e risvegliò la - memoria delle antiche promesse. Non tardò ad apparire l'effetto nel - decreto de' 7 luglio 1820. - - In esso il re si compiacque di fondare nei suoi Stati la - costituzione di Spagna con quelle sole modificazioni che la - rappresentanza nazionale avesse potuto proporre. - - Era questa la maggior parte del regno allora quando venne scossa - da questa nuova: né ascoltolla dai valorosi di Monteforte, ma dal - proprio sovrano. In tal caso la libertà, che in alcuni siti era - stata chiamata, giunse in altri inattesa: ma in tutti fu accolta - con quel vivo entusiasmo che accompagna la soddisfazione delle - lunghe speranze. - - La riconoscenza del popolo superò la sua gioia. - - Non acclamò egli giammai la costituzione di Spagna, senza mescervi - il nome di colui che gliel'avea accordata; e Ferdinando I non mai - potè tanto sulla sua nazione, che quando mise una legge al proprio - potere. - - Sentí egli la sua gloria ed accumulò tutti i mezzi di consolidarla. - Sette giorni appena eran corsi, da che egli aveva adottata - la costituzione di Spagna, ed innanzi alla Giunta provvisoria - recentemente creata, ei ratificò la sua scelta col giuramento. - - Tutti i principi suoi figli seguirono l'esempio: e la sua famiglia - ed il suo popolo non ebbero quindi che un patto. - - Comparve il giorno piú celebre nei nostri annali politici, il primo - di ottobre. Nel volto d'infiniti spettatori si vedea brillare la - sorpresa, la riverenza ed il gaudio. Un tenero e taciturno contegno - era visibile nei vostri sguardi ed in tutti i vostri movimenti. - - La conferma della costituzione di Spagna uscí appena dalle labbra - del re; ebbe egli appena invocato il tremendo nome di Dio, ed un - immenso concerto di voci che tutte insieme esprimeva gli affetti - piú cari, scosse le mura del tempio. Egli vide che la piú soave - sensazione di un monarca è il grido festoso e spontaneo della - riconoscenza di un popolo. - - Fa d'uopo osservare che sorbí egli la soddisfazione fino all'ultima - stilla. Un fiore non fu sparso, non fu emesso un accento che non - risvegliasse nel di lui cuore un piacere distinto. Egli adornò con - l'augurio della vostra salute la giocondità della mensa; protestò - che i suoi sonni eran divenuti piú dolci; non si nascose il - vantaggio di aver vestito il suo trono d'una luce novella. - - Fin da' 7 luglio dell'anno corrente aveva egli approvati con - anticipazione quegli atti che il suo vicario generale avesse - creduti opportuni per mandare ad effetto lo statuto di Spagna. - Fu spiegato ai 22 luglio il piú importante fra essi: fu stabilita - in fatti la pratica dell'elezione dei deputati, e fu determinata - la formola de' vostri poteri. Il governo medesimo credette allora - limitarli a mantenere salde le basi di quello statuto politico; né - veruna modificazione vi lasciò in dritto di fare, quando non fosse - richiesto dalla necessità di adattarlo alle circostanze del regno. - - Unisoni a questa formola furono i vostri poteri: unisoni a questi - poteri furono i vostri giuramenti, ed unisoni a questi giuramenti - furono quelli del re ed il decreto del 7 luglio. L'obbligo di - rispettare i principî dello statuto di Spagna, e l'impossibilità - di sottometterlo a delle riforme importanti è dunque radicato nel - nuovo patto sociale, nella stessa indole de' vostri mandati, nella - religione del re e nella vostra. - - So che l'invidia del bene ha posto in opera ogni macchina della - calunnia. - - So che la gloria di un monarca, il quale affrancava il suo popolo, - si è deturpata con la taccia della violenza. I posteri crederanno - appena che l'ardimento della menzogna sia stato condotto si - oltre da voler togliere alla notorietà la sua evidenza. Ma se la - natura istessa dei fatti non rispondesse all'accusa, gioverebbe a - smentirla un documento della maggiore importanza. - - Modificando la costituzione di Spagna, il Parlamento aveva - prescritto che per ogni provincia si eleggesse un consigliere - di Stato. S. M. si persuase che questa norma restringesse le sue - prerogative. Non si stette allora in silenzio, e non si contentò di - protestare. Usando anzi francamente dei regi suoi diritti, richiamò - alla memoria dell'assemblea il patto sociale, il giuramento comune, - l'inviolabile dovere di conservare le fondamenta della costituzione - adottata. Mostrò in tal guisa di non essere egli men libero, - allora quando aderiva alla rappresentanza del popolo, che allora - quando resisteva alla di lei opinione. Se l'unità di questo caso è - sufficiente ad escludere la soggezione del sovrano, non lo è meno - a render noto l'accordo fra i due principali poteri che dirigon lo - Stato. - - Era questa la marcia sempre posata e prudente del nostro regime, - allorché delle nuvole incominciarono a stringersi verso il nostro - orizzonte politico. Gelosi della nostra indipendenza, non avevamo - offesa l'altrui. Né ragioni di fratellanza, né opportunità di sito, - né utilità di dominio ci avevano indotti a ricevere sotto il nostro - patrocinio le città sollevate di Benevento e Pontecorvo. - - Gli ambasciatori dei sovrani di Europa avevano goduto nelle nostre - contrade di tutta la stima e di tutti i vantaggi che il loro grado - esigeva. La nostra libertà era del pari innocente, che urbana e - tranquilla. - - Eppure i rappresentanti della nostra nazione trovavano chiuse le - porte di varie Corti di Europa. Eppure delle penne vendute alla - menzogna ed al biasimo, non tralasciavano di ventilar la fama della - nostra anarchia. - - La curiosità di sapere il motivo di questi modi spiacevoli, - pareggiava la certezza di non averli meritati. Fra i nostri agenti - diplomatici vi fu chi prese ad appagarla. - - Ecco ciò che in data de' 14 novembre egli scriveva sull'uopo: - «L'avversione dei gabinetti di Europa, a cagione del modo con cui - la Costituzione si è ottenuta, sembra formare il nodo piú forte - della questione europea per la sua essenza. - - «La Camera unica dei deputati, le restrizioni della prerogativa - reale, l'incoerenza di partecipare ad un'assemblea, le negoziazioni - diplomatiche, la deputazione permanente, la nomina agli impieghi, - dei quali dispone il Parlamento, l'inceppamento del potere - esecutivo, l'odiosità del veto lasciato al solo governo, e questo - veto anche inefficace, perché solamente sospensivo, ed altre - disposizioni della costituzione spagnuola, si trovano dalle - varie potenze come tanti germi di discordia e di anarchia, e come - incompatibili con la tranquillità dell'Europa». - - L'autore del rapporto indicava i mezzi opportuni a riparare - questi mali: « — mi sembra, egli diceva, di potere asserire - che tutti questi mezzi si riducono ad uno solo; la rifusione - della costituzione spagnuola, o piú tosto la formazione di una - costituzione napolitana. Mi pare che il punto decisivo sia questo. - E riguardo a questo punto il dilemma è breve: o venire incontro - con dignità ai desideri dell'Europa, o aspettarsi la guerra e - le conseguenze che ne verranno; o modificare da noi stessi la - costituzione o aspettare che altri venga a modificarla». - - Il nostro agente diplomatico aggiungeva un consiglio. Era quello - di domandare l'intervento d'una gran potenza dell'Europa, onde, - in compenso delle riforme che avremmo apportate alla nostra legge - politica, ci procurasse la pace. - - Noi non fummo persuasi dell'esistenza dei mali, e detestammo i - rimedi. L'unità della Camera aveva per noi un supplemento nel - Consiglio di Stato; non ci sembrava ristretta la prerogativa reale, - ma il potere dei ministri; non leggevamo prescritta la necessità - d'indicare all'assemblea legislativa le negoziazioni diplomatiche, - ma di renderle conto dei risultamenti di esse: trovavamo incapace - di essere molesta al governo una deputazione destinata alla sola - vigilanza: ignoravamo che il Parlamento nazionale avesse sugli - impieghi altro diritto, fuorché quello di presentar le terne per - lo stesso Consiglio: se la forza esecutiva è inceppata nel male, - la vedevamo sciolta nel bene; o il veto non ci si mostrava sotto - l'aspetto di odioso, o credevamo che la odiosità dovesse ferire - il Consiglio assai piú che il monarca; ma ci era dato infine il - convincerci della inefficacia di un atto che poteva differire per - anni la sanzione delle leggi, e che necessitava con questo mezzo al - consenso i due poteri sovrani. - - Era ben lungi dalla nostra mente il pensiero che gli alti alleati - d'Europa volessero gradire il progetto dell'autore del rapporto. - La indipendenza del nostro regno è tanto sacra per essi, quanto - il dritto delle genti e l'opinione illibata della loro giustizia. - Quella storia, che avara per le generose azioni, ha profuso il suo - lusso per gli illustri misfatti, non ci presenterà l'aspetto di un - principe che abbia snudata la spada per costringere una nazione ad - avvilire le sue leggi. L'abolizione dei sacrifici umani coronò una - volta il trionfo d'un re di Siracusa: e fu scritto che egli allora - stipulava per l'umana natura. La servitú insanguinata d'un popolo, - disonorerebbe il piú grande di tutti i trionfi: e si scriverebbe - che si è combattuto e si è vinto per lo vitupero del buon senso o - per l'infortunio dell'uomo. Chi osò mai di supporre disposizioni sí - tristi nei magnanimi regolatori dell'Europa attuale? - - Che se aveste obliata la loro virtú e la di loro grandezza, non - avreste potuto non sovvenirvi dei vostri poteri. Voi avreste - sempre letta nel tenore di essi l'impossibilità di aderire ad un - cangiamento essenziale del vostro statuto. Voi avreste riputato - contrario alla dignità di quel popolo che rappresentate ed alla - vostra costanza l'andare incontro all'intervento d'una potenza - straniera, per offerirle di permutare la libertà con la pace. - - Riceveste adunque con gratitudine quel messaggio reale, che dimandò - il vostro parere sulla mediazione. Ma quando il ministro che vi - presentò il soglio, congiunse ad esso i progetti dell'autore del - rapporto, tutti i vostri sentimenti vi sboccarono dal cuore, e mi - suggerirono l'indirizzo dei cinque novembre. - - Esprimeste in esso l'attaccamento ai vostri doveri, la vostra piena - fiducia ne' giuramenti reali, la decisione irremovibile dei vostri - committenti: la vostra. - - I troni di Austria, di Russia e di Prussia erano stati fin - qui circondati da un cupo silenzio. La prima voce che da essi - ci venne, fu la prima testimonianza della loro giustizia. Non - c'internò quello sdegno che non abbiam meritato, ma il desiderio - di accordare un posto nel di loro consesso al nostro monarca. Fu - questo un introdurre nel gabinetto di Laybach la santità dei di - lui giuramenti, la legittimità del nostro cangiamento politico, - l'indipendenza e l'autorità del nostro patto sociale. - - S. M. ci diresse il messaggio dei 7 ottobre, e noi vi scorgemmo due - punti. Manifestò l'uno il disegno di consentire all'invito dei suoi - alti alleati: manifestò l'altro le basi d'una costituzione novella, - e ci premurò a sospendere alcuna delle nostre incombenze. - - La vostra commissione, o signori, non può ravvisare nell'una - che le intenzioni reali; non può ravvisare nell'altra che un - dispiacevole equivoco del direttore del foglio. È sicuramente degno - del cuore di Ferdinando I l'abbellire l'adunanza dei signori del - mondo, ed il prendere parte nella sublimità dei loro consigli. - Ma come mai avrebbe egli pensato di essere in caso di aderire ad - una costituzione novella? Avrebbe egli cancellato il decreto dei - 7 luglio, i suoi giuramenti solenni, le sue ripetute proteste, - la nobiltà del proprio carattere? Piú non tornerebbero alla di - lui rimembranza quelle lagrime di tenerezza, le quali vennero - sparse nel primo di ottobre, quelle acclamazioni solenni che - accompagnarono la conferma dello statuto di Spagna, quegli accenti - interrotti, que' fiori che tanto interessarono il di lui cuore - commosso? - - La virtú e la condotta del capo della vostra nazione piú non - sarebbero sinonimi? E colui che godeva chiamarsi il fondatore e - protettore del vostro statuto, presterebbe la mano a divellerlo? - E voi destinati, obbligati a mantenerne intatte le basi, potreste - voi consentirvi? Un cangiamento preparato da 20 anni diventerebbe - adunque per vostra colpa o per vostra negligenza retrogrado? - - Rispetto, o signori, alla lealtà, alla fermezza del vostro Monarca. - - Tutto ciò che è contrario alla di lui dignità, è per lui - impossibile. Se egli è pronto a partire per il congresso di - Laybach, non può essersi proposto che il generoso disegno di - dileguare le calunnie dei vostri nemici, di rendere sicura la - felicità con l'indipendenza del regno e di provare all'Universo che - non il palpito del timore, ma lo slancio della gloria gli dirigeva - la mano, allorché egli aderiva liberamente alla costituzione di - Spagna. Immaginare in lui altri fini è non riputarlo inviolabile: - è trasandar lo statuto. Non evvi infatti profanazione maggiore - della persona sacra d'un Re, che il supporlo non ricordevole della - propria parola. - - Quale è dunque lo stato della controversia che voi avete a - risolvere? Negherete all'unione dei sovrani il desiderio di chi ha - stabilito fra voi il regime attuale, e vi priverete del piú grande - difensore della vostra indipendenza? - - Perderete la opportunità di spedire un argomento vivente del - vostro buon diritto? Ed alla chiamata della giustizia risponderete - ferocemente col grido di guerra? - - No, cittadini, non è tale il parere che la vostra commissione - m'impone di esporvi. - - Ella ha creduto di unire nel decreto di cui vi rassegno il - progetto, la vostra dignità, la vostra intrepidezza, la vostra - fiducia nella virtú del monarca e de' suoi alti alleati, la - franchezza e l'onore del popolo da cui tenete i poteri. - - Il vostro criterio ne giudichi: il Dio della verità e della buona - fede assicuri il vostro giudizio. - - PASQUALE BORRELLI, relatore. - - * - * * - -_La commissione cui questo parere appartiene, era composta dei signori -Galdi, Poerio, Berni, generale Begani, colonnello Bausan, di Donato, -presidente Ricciardi, colonnello Visconti e Borrelli relatore._ - - ————— - - L'ULTIMA SEDUTA - DEL PARLAMENTO NAPOLETANO DEL 1820[89]. - - _15 marzo 1821._ - - _Presidenza del signor_ ARCOVITO. - - Gli atti della tornata precedente sono approvati. - - Il _signor Poerio_ è invitato dal presidente a dare gli ultimi - ragguagli venuti alla conoscenza della commissione di guerra sullo - stato dei nostri eserciti. L'onorevole deputato è alla tribuna. - - — Le ultime nuove del secondo corpo d'esercito recano che le gole - di Popoli sono tuttavia libere; che i marescialli di campo Russo - e Montemajor, ed il colonnello Manthoné concentrano le loro forze - in Solmona: che un reggimento e due battaglioni di linea marciano - da Venafro a Castel di Sangro; che il corpo del generale Verdinois - era il di 12 del corrente in Ascoli; che l'intera legione Teramana - comandata dall'intendente colonnello Lucente sotto gli ordini di - quel generale e numerosa di seimila uomini era pronta a seguirlo. - Il movimento retrogrado di quel corpo fatto non piú per il lungo - cammino degli Abruzzi marittimi, ma per la strada consolare che - conduce nel cuore degli Abruzzi, ed il movimento progressivo dei - corpi che s'avanzavano da Castel di Sangro e da Solmona, uniti ai - rinforzi che sicuramente spedirà il governo, faranno ben presto - riprendere a quel nostro esercito le sue antiche posizioni. - Confidiamo perciò — ha aggiunto l'oratore — nella previdenza - di S. A. R. nell'accordo, nell'esperienza e nel patriottismo - dei generali, nel valore e nella buona volontà delle truppe. - Non dubitiamo dello slancio di tutte le milizie per la fantasia - alterata di pochi battaglioni, né disperiamo della salvezza della - patria per un disastro d'un sol momento e d'un sol luogo. Bandiamo - le diffidenze. Vinciamo con la nostra calma l'altrui costernazione; - e sopratutto non perdiamo di vista, che noi difendiamo la piú santa - e la piú bella delle cause; quella della politica indipendenza - del trono e della nazione. Rispetto profondo al Re, calda - resistenza agli stranieri, moderazione nella prosperità, fortezza - nell'infortunio; ecco i nostri doveri. - - Adempiamoli, e costringeremo i nostri stessi nemici a stimarci. Può - essere incerta la sorte delle armi; ma non deve essere incerta mai - quella dell'onore! - - (_L'onorevole deputato discende dalla tribuna in mezzo ai vivissimi - applausi_). - - Il _signor Borrelli_. Voi avete emesso un decreto concernente la - formazione delle guerriglie; ma voleste che ognuna di esse fosse - formata di picciol numero di uomini. Ciò non potrebbe conseguire - il grande oggetto di tribulare fortemente il nemico. Io vi propongo - di aggiungere a quella saggia ed utile disposizione l'altra che vi - presento nel progetto di decreto, il quale è diretto ad autorizzare - la creazione di corpi franchi piú numerosi, e capaci perciò di - recare al nemico grave danno, e di ritardarne in tutti i punti il - cammino. - - Comandati quei corpi da cittadini ardenti di concorrere alla - salvezza della patria, serviranno essi di singolare aiuto ai corpi - regolari dell'esercito, co' quali opereranno in tutti i punti di - accordo. Ecco il progetto di decreto: - - * - * * - - Considerando che niun mezzo dee trascurarsi per la difesa del regno - e per la salute della patria. - - IL PARLAMENTO NAZIONALE - - decreta: - - 1. Il ministro della guerra è autorizzato ad ordinare, dovunque - il creda opportuno, dei corpi franchi; preporre ai medesimi delle - persone, le quali abbiano la sua fiducia e quella della nazione, e - disporne in generale i movimenti. - - 2. La sussistenza di tali corpi franchi si regolerà come quella - delle guerriglie; giusta il metodo prescritto dal decreto degli 11 - dello stesso mese. (_Approvazioni_). - - Il _segretario Tumminelli_. Legge officio del ministro della - finanza, di risposta ad altro del Parlamento concernente i gravi - inconvenienti che avvengono nella posta della Sicilia, ove nulla - o poco è rispettato il segreto delle lettere. Il ministro domanda - che gli sieno date specifiche indicazioni, perché possa procedere - secondo la legge, contro gli impiegati infedeli. - - Il _signor Trigona_. I deputati non possono rivelare i casi - specifici; eglino indicarono al ministro la norma da seguirsi, - quando lo tennero avvertito degli inconvenienti avvenuti. Nel - nostro segretariato sono depositate prove contro parecchi impiegati - delle poste. - - Il _signor Morici_. Gli atti del Parlamento non giunsero mai in - regola nelle provincie; essi o arrivarono in ritardo, o mancarono - affatto. Noi abbiamo molte doglianze di questa natura. - - Il _signor Vivacqua_. L'on. ministro avrebbe fatto meglio, se - invece di chiedere notizie specifiche dal Parlamento, avesse - inviato circolari ed ordini severi per far cessare tali colpevoli - abusi e far serbare la fede e l'esattezza che si richiede nel - servizio delle poste. La dimanda fatta dal ministro può solo - fomentare gli abusi, e far crescere la speranza dell'impunità nei - rei. Il Parlamento non può trasformarsi in autorità giudiziaria, - cui spetta raccogliere le prove delle infrazioni delle leggi e - punirle. Bisogna ripetere al ministro i medesimi uffizi in termini - generali ed invitarlo a rendere esatto, regolare e fedele il - servizio delle poste. (_Approvato_). - - * - * * - - Il reggimento del terzo leggiero si duole di essere stato lasciato - in Palermo; chiede di essere chiamato a far parte dell'esercito - destinato alla difesa della patria. - - Il _presidente_. Si rimetta la dimanda al ministro della guerra. - - Il _signor Colaneri_. Non basta rimetterla al ministro della - guerra. Quei soldati ed ufficiali valorosi, e vecchi alle armi, - credono onta rimanere oziosi in Sicilia, privi dell'onore di - aver parte in una lotta dalla quale dipende la indipendenza della - nazione e del trono. Il loro zelo è degno della vostra estimazione, - e simili domande meriterebbero la vostra approvazione. (_Onorevole - menzione al ministro della guerra_). - - Il _signor Poerio_ osserva che il Parlamento in questa tornata - deve attendere all'esame degli stati discussi di due anni: quello - dell'anno 1821 e del prossimo 1822; osserva che la nazione ha - diritto a conoscere lo stato delle sue finanze; egli domanda con - istanza, che le commissioni attendano di urgenza a questo soggetto. - - Luigi Alfonso chiede di armare un legno in corso contro il nemico - (_al ministro di guerra e marina_). - - Il _signor presidente_. Il ministro di grazia e giustizia fece - conoscere al Parlamento la necessità d'una riforma nelle nostre - leggi penali, per render queste accomodate alla nostra costituzione - politica. La vostra commissione di legislazione vi presenta un - progetto di appendice a quella parte del nostro codice. - - Ecco il progetto della Commissione: - - * - * * - - _Appendice alle leggi penali del regno delle Due Sicilie._ - - Art 1. La seconda parte dell'art. 1º delle leggi penali è riformato - nel modo seguente: - - Ogni reato sarà punito con pene criminali, correzionali e di - polizia. - - La commissione, sul rapporto del ministro di grazia e giustizia, - osservando che la seconda parte dell'articolo primo delle - leggi penali, in cui si dice _nessuna pena é infamante_, sia - contraddittoria coll'articolo 221 delle leggi civili: _La - condanna di uno dei coniugi a pene infamanti potrà essere causa di - separazione..._ - - Considerando che non è nelle mani del legislatore il dichiarare o - il togliere l'infamia da un'azione o da una pena, è di parere di - sopprimere la seconda parte dell'art. 1º del codice penale. - - _Il signor Mazziotti_. — Io credo doversi conservare in quel primo - articolo le parole: _nessuna pena è infamante_, come si legge nel - codice. I legislatori non possono comandare alla pubblica opinione. - - I _signori Berni e Vivacqua_ sostengono il progetto della - commissione ed opinano perciò di sopprimere le parole indicate. - (_Rimane approvato il parere della commissione_). - - 2. L'art. 3º delle medesime leggi sarà espresso cosí: - - Le pene criminali sono: - - 1. La morte. - 2. L'ergastolo. - 3. I ferri. - 4. La reclusione. - 5. La relegazione. - 6. L'esilio dal regno. - 7. L'interdizione dei diritti pubblici. - 8. L'interdizione dai pubblici offizi. - 9. L'interdizione patrimoniale. - - Il _signor Saponara_. L'ergastolo non fu mai conosciuto dai codici - dettati con filosofia ed umanità. Si lasci tal sorta di pena ai - barbari legislatori. Ad una nazione libera mal si conviene una pena - la quale, isolando per sempre dal consorzio degli uomini le vittime - di privati delitti, toglie alla legge il singolare beneficio - dell'esempio. Non si devono sottrarre dallo sguardo del popolo le - tristi conseguenze a cui conduce il delitto. Io propongo di abolire - la pena dell'ergastolo e sostituire ad essa i ferri a vita. - - Il _cardinal Firrao_ e molti altri onorevoli deputati secondano - il preopinante. (Il Parlamento decide di sostituire alla pena - dell'ergastolo quella dei ferri a vita). - - Il _signor Vivacqua_. Adottata la pena dei ferri a vita, rimane a - vedere se si debbano conservare le gradazioni nel codice prescritte - per la pena dei ferri. Il _maximum_ oggi giunge fino ai 30 anni. - - Tolto l'ergastolo — pena intermedia — dai ferri a tempo alla morte, - si passa per salto. L'ergastolo non viene rimpiazzato dai ferri a - vita, i quali certamente si confondono coll'ultimo grado di questi - a 30 anni. Io propongo ridurre il massimo dei ferri a tempo a 20 - anni. Allora il primo grado sarà sino a 5 anni; il secondo sino a - 10; il terzo sino a 15; il quarto sino a 20. (Il Parlamento approva - il parere della commissione e la pena temporanea dei ferri rimane - da 7 a 20 anni). - - 3. La pena di morte si esegue colla decapitazione, salvo le - disposizioni dello statuto militare intorno alla fucilazione. - - Sono aboliti tutti i gradi di pubblico esempio, stabiliti dall'art. - 6º delle leggi penali. - - L'esecuzione sul luogo del commesso misfatto, o in luogo vicino, - potrà essere, secondo le circostanze, ordinata dal giudice. - - Il _signor Saponara_. Saggia é la disposizione del codice francese - per rendere esemplare e terribile la pena del parricida. Si - conservi la benda nera e la veste rossa e tutto il triste apparato - da quei legislatori sapientemente prescritto. - - (_Il Parlamento approva l'art. 3º, con l'aggiunzione indicata dal - Saponara_). - - Il _Signor Tumminelli_. La commissione di finanza ha preso in - considerazione il rapporto del ministro dell'interno, il quale - chiede fondi necessari all'acquisto di molti frumenti che trovansi - sopra bastimenti destinati a consumare la loro contumacia di - osservazione nel lazzaretto di Nisida. - - La commissione è di parere di chiedere all'on. ministro - schiarimenti sui bisogni dell'esercito e sui mezzi per avere i - fondi richiesti. - - Il _signor Poerio_. Prego il Parlamento perché ponga la piú matura - ponderazione in questo esame. Noi abbiamo grande bisogno di danaro - per l'esercito. Chi potrebbe consigliare di versarne ingente - somma in mano dello straniero, comperando cinquantamila tomoli di - frumento? Prima di deliberare intorno a sí grave oggetto, è d'uopo - che il ministro della guerra ci faccia sapere in questa parte i - bisogni dell'esercito. Lo zelo e l'energia del sindaco di Napoli - ha già scoperto grandi magazzini e conserve di frumento in questa - capitale. L'acquisto di quella derrata non è perciò oggi, come - prima credeasi, d'urgenza. Non veggo la necessità di emettere oggi - stesso la vostra decisione sulla domanda del ministro. - - (_È adottato il parere della commissione_). - - L'adunanza si scioglie. - -La Costituzione era finita. I tre ultimi documenti che riporto, segnano -il principio del..... ritorno all'antico; d'una reazione ben più mite — -in verità — di quelle del '99, ma che valse ancora essa a preparare le -giornate del 1848 ed il trionfo unitario del '60. - - MINISTERO DELLA GUERRA. - - _Eccellenza_, - - Ieri fui a Torricella fino alle 4 e mezza pomeridiane; ritornai - quindi a Casalanza per i movimenti della divisione d'Ambrosio. - Nella notte mi è giunto rapporto dal tenente generale Filangieri - da Torricella, col quale mi dava parte che quella brigata quasi - in totalità s'era sbandata, tirando fucilate sugli uffiziali e - particolarmente su di lui: fucilate che traforarono, a centinaia, - la porta della stanza dov'egli abitava. Intanto, mi giungeva - rapporto, che la brigata leggiera del generale Costa aveva avuto - avvenimento simile verso Sessa. - - E, mentre mi contristava di tutto ciò, intesi a poca distanza - numerose fucilate, e verificai subito che queste partivano dai - cinque battaglioni della 1ª divisione, arrivati e bivacquati a - Casalanza, che i soldati dirigevano sui proprii ufficiali. - - Di lí ad un momento furono caricati da quella canaglia i quartieri - generali del generale d'Ambrosio e mio. Il generale d'Ambrosio fu - salvo per una compagnia di zappatori che fu fedele ai suoi doveri, - ed io il fui per una ventina di gendarmi che fecero fuoco sui - soldati, i quali vili quanto iniqui si dispersero per la campagna. - Ordinai allora alla cavalleria che li caricasse: ed in questa guisa - ne ho raccolti molti e ricondotti nei ranghi: ma V. E. rifletta, - che sono questi gli stessi uomini ammutinati e sbandati un'ora - innanzi. - - La prego di stabilire delle pattuglie di cavalleria sulla strada di - Napoli ad Aversa: io farò altrettanto da Aversa a Capua: il dippiú - è nelle mani di Dio. - - Si degni V. E. di dar subito conoscenza di tutto ciò a S. A. R. il - principe reggente. - - Capua, 18 marzo 1821. - - CARRASCOSA. - - A S. E. il segretario di Stato - ministro della guerra. - - Per copia conforme: - _Il ministro della guerra_ - COLLETTA. - - ————— - - FRANCESCO - DUCA DI CALABRIA REGGENTE DEL REGNO. - - Le paterne intenzioni del Re, mio augusto genitore, vengono ad - essere pienamente rischiarate con le ultime sue manifestazioni - fattemi in data de' 19 corrente da Firenze e recatemi dal generale - Fardella. Io credo non solo glorioso per Sua Maestà che utile - a rassicurare tutti gli animi, il farle note, trascrivendole - letteralmente: - - _«Figlio carissimo,_ - - «Ho ricevute le lettere delle quali è stato da voi incaricato - il generale Fardella. Dal contenuto delle vostre del 13 corrente - rilevo col massimo dolore quanto voi mi esponete sullo stato in cui - attualmente si trovano i miei amati sudditi. I ragionamenti che mi - fate par che vogliono indicar me per causa de' mali della guerra, - che affliggono il mio regno. - - «È per l'appunto per evitar questi mali che io mi sono adoperato, - e che vi scrissi la lettera del 28 gennaio da Lubiana, alla quale - disgraziatamente nessuna attenzione si è fatta. Le ostilità non - provocate sono state commesse dalle nostre truppe, e ciò su d'un - territorio neutrale e ad onta fin anche del mio proclama del 23 - febbraio. - - «L'armata dei miei augusti alleati veniva come amica; i sovrani lo - avevano dichiarato. Io avevo esplicitamente annunziato le loro e le - mie intenzioni. A chi si devono attribuire i disastri? Chi ne ha la - colpa? - - «Le potenze alleate ed io abbiamo fatto di tutto per porre in - veduta le circostanze infelici alle quali venivano esposti i - miei popoli. Abbiamo offerto il modo di evitarle ed abbiamo fatto - conoscere, che il bene ed il vantaggio del mio regno esigevano che - _la ragione dettasse l'immediata cessazione di tutto ciò che_ costà - si era innovato. Ma con mio sommo cordoglio ho veduto che sordi - alle voci magnanime dell'augusto Congresso, ed a quello dell'animo - mio paterno, una cieca ostinazione ha presentato la resistenza la - piú inutile e la piú fatale a quanto si è suggerito per la salvezza - e pel vero interesse dello Stato. - - «Che si dia una volta ascolto alle voci sincere d'un padre - affettuoso. Tale sono sempre stato, e tale mi troveranno sempre gli - amatissimi miei sudditi. Si abbiano presenti le mie esortazioni, i - desiderii ed i voti che vi ho espressi. - - «La mia lettera da Lubiana ed il mio proclama contengono tutto ciò - che può e deve servire di norma ad una condotta che reclamano gli - interessi del regno, i voti dei buoni e quelli che io non cesso di - formare per la tranquillità dei miei Stati. - - «Son sicuro, carissimo figlio, che contribuirete dal canto vostro, - perché si pervenga all'ottenimento di ciò che non può essere - disgiunto dai vostri serii ed ardenti desiderii. Teneramente vi - abbraccio, vi benedico e sono il vostro - - «Firenze, 19 marzo 1821. - - «_affezionatissimo padre_ - «FERDINANDO B.» - - ————— - - REGOLAMENTO DELLE TRUPPE. - - La guardia reale continuerà a prestare il servizio al quale essa è - destinata e ad eseguire quello della guardia del Re e del palazzo. - - L'entrata delle truppe austriache a Napoli, non lasciando la - possibilità di acquartierarvi le truppe napoletane che vi si - trovano tuttora, queste riceveranno oggi l'ordine di uscirne e - saranno messe per l'ulteriore loro destino agli ordini di S. E. il - comandante generale barone di Frimont. - - Gli ordini dati da S. A. R. il principe reggente per l'entrata - delle truppe austriache nelle piazze di Gaeta e di Pescara saranno - rimessi domani prima dell'ingresso dell'armata nella città di - Napoli a S. E. il comandante generale barone di Frimont, da S. E. - il tenente generale Pedrinelli governatore di Napoli. - - Le dette piazze e la città di Napoli saranno occupate nel modo - fissato dalla convenzione del 20 marzo seguita innanzi Capua. - - Le guarnigioni delle mentovate due piazze seguiranno la sorte delle - altre truppe napoletane. - - Fatto, conchiuso, e segnato in doppio tra S. E. il tenente generale - Pedrinelli, governatore di Napoli ed il signor conte di Figuelmont, - general maggiore, tutti e due muniti dei poteri necessarii a - quest'oggetto. - - Segnato ad Aversa, il 25 marzo 1821. - - PEDRINELLI. FIGUELMONT. - - Per copia conforme: - _Il tenente generale capo dello stato maggiore generale_ - F. PEPE. - - - - -INDICE - -DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI - - -A - -AVELLINO, città nel Molise, 4. - -ASCOLI (D'), vedi _Marulli_. - -ABATEMARCO ANGELO, fe' parte della giunta di governo, 11. - -ASTARITA MICHELE, comandante d'una bombardiera, 16. - -ACCLAVIO DOMENICO, del. giunta provvisoria di prep. terra di Bari, 17. - -ARCOVITO, marchese, del. giunta prep. Abruzzo Ultra I, 17, riceve il -re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55, biografia, 63. - -_Articoli_ della costituzione spagnuola sul sistema delle elezioni, 18, -31. - -ALCAIDE, 19, 23. - -ANTONIETTA, principessa di BORBONE, assiste alla cerimonia d'apertura, -36. - -ANGELINI, dep. riceve il re, 37, comm. di commercio, 51, ab., 57, -biogr. 73. - - -B - -_Borbone_, reggimento cavalleria squadrone disertato, 3. - -BENTHNEIM, principe, 10. - -_Bandiera_ tricolore, 10. - -BAUSAN, doma la rivolta di Palermo, 16, comm. di marina, 51, ab. 56, -biogr. 66. - -BARTOLINI GEROLAMO, delegato giunta prep. valle di Siracusa, 17. - -_Biblioteca di Monteoliveto_, 33. - -BEGANI, dep. riceve il re, 36, comm. di guerra, 51, ab., 56, biogr., 63. - -BRANCACCIO DON NICOLA principe di Ruffano, primo cavallerizzo del re, -36. - -BERNI, dep. riceve il re, 37, segr. del Parlamento, 38, comm. IX, 52, -ab., 55, biogr., 65. - -BRASILE, dep. riceve il re, 37, VIII commissione, 52, ab., 58. - -BORRELLI PASQUALE, dep. comm. sicurezza interna, 51, ab., 56, biogr., -66. - -BUONSANTO, dep. VI commissione, 52, ab., 58, biogr., 70. - -BISCARI (principe di), ab., 59, biografia, 65. - - -C - -_Costituzione_, il grido di luglio, 3, 4, 5, di Spagna, 14, 23. - -CONCILIIS (DE), ten. colonnello, 4, riceve il re, 37, comm. di guerra, -51, ab., 56, biogr., 72. - -COLLETTA P. Si cita la sua storia del reame, 4, contro le elezioni, 33, -sua critica al discorso di Galdi, 43, 44. - -_Carbonari_ alla Reggia, 5. - -CIRCELLO (marchese di), convince il re a dare la costituzione, 7. - -CALABRIA (duca di), vicario, 8, 9, sceglie i componenti la giunta di -governo, 11, duchessa, segue il re alla cerimonia di apertura, 35, -parla in risposta a Galdi, 44, 49, a San Carlo il 1º d'ottobre, 50, 55, -manifesto al popolo, marzo, 21, 129. - -CAMPOCHIARO (principe di), ministro luglio, 10. - -CARASCOSA, generale, ministro luglio, 10. - -CARDOSA, vescovo di Cassano, fe' parte della giunta di governo, 11. - -CAMPOREALE (principe di), fece parte della giunta di governo, 11. - -CIANCIULLI CARLO, delegato per la giunta prep. di Terra di Lavoro, 17. - -CASSITTI GIULIO, delegato per la giunta prep. di Capitanata, 17 - -CARELLI SAVERIO, del. giunta prep. Basilicata, 17. - -COMINELLI MAURO, deleg. giunta prep. Vallo di Caltanissetta, 17. - -_Compromessorii_, elezioni per compromessi, 19. - -CORTI, camere del Parlamento, 19, 23, 26. - -CARLO DI BORBONE, principe reale di Capua, assiste alla cer. -d'apertura, 35. - -CRISTINA, principessa, assiste alla cer. d'apertura, 35. - -CERALDI, dep. riceve il re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55, -biogr., 73. - -CASSINI, dep. riceve il re, 36, ab., 58. - -CESARE (DE), dep. riceve il re, 36, comm. di legisl., 51, ab., 55. - -CAPECE MINUTOLO, don Giuseppe principe di Ruoti, generale comandante -delle guardie del corpo, 36. - -CACCAMO monsignor don SALVATORE, confessore del re, 36. - -CARLINO, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 58. - -CASTAGNA, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 59. - -COMI, dep. ab., 57. - -COLETTI, 37, 51, 57, 74. - -CATALANO, 37, 51, 55, 73. - -CANTÙ, 44. - -_Commissioni parlamentari_, 51. - -CORBI CARLO, 51, 57. - -COLETTA abate MICHELE, 51. - -CARACCIOLO dep. V commissione, 51, 57, 71. - -COLANERI, 55. - - -D - -_Danimarca_ (principe di) a Napoli, 10. - -DELFICO MELCHIORRE, 11, VII commissione, 52, 58, 74. - -_Deputati_, s'indicono le elezioni dei, 13. - -_Delegati_ speciali per la giunta provvisoria, 17. - -_Deputazione_, per ricevere il re, 36. - -DRAGONETTI, 36, 51, 57. - -DESIDERIO, 37, VI commissione, 52, 58, 76. - -DONATO, 37, 51, 76. - -_Diario del Parlamento_ (nota), 51, 121. - -_Diploma dei deputati_, (nota), 52. - - -E - -_Elezioni_, s'indicono le..., 14. - -_Elettori_ di Napoli, 27. - -_Ecclissi_, 8 settembre, 32. - - -F - -_Foggia_, un reggimento che si ribellò, 4. - -FERDINANDO I, 7, 8, 11, 32, 33, 34, risponde al discorso di Galdi, 44, -scene ai dep., 101. - -FARDELLA, ten. generale, 11. - -FILIPPI (DE), 17, IX commissione, 52, 58, 77. - -FERRARI, barone, 17. - -FINOCCHINO SALVATORE, 17. - -FERDINANDO, duca di Noto, 36. - -FIRRAO, cardinale, 36, 51, 56, 77. - -FANTACONE G. C., 36, VIII commissione, 52, 59, 77. - -FLAMMA, VI comm., 52, ab., 58, 78. - - -G - -GALLO, duca di, 11. - -GRAVINA DON GABRIELE MARIA, cappellano di Corte, 11. - -_Giuramento_ del re alla Costituzione, 12, formola, 38. - -_Giunta_ preparatoria del Parlamento, 15. - -GRANO, monsignore, Vallo di Messina, 17. - -_Giunta elettorale_ di Parrocchia, art., 18, 22, _di partito_, 22, 26, -_di provincia_, 26, 31. - -_Guardie d'interna sicurezza_, 27. - -GIOVINE, dep., 36, 57, 81. - -GERARDI, 36, 51. - -GRIMALDI, 36, 57. - -GAETANI don ONORATO, duca di Miranda, cacciatore maggiore del re, 36. - -GALOI, 38, 43, 49, 55, 79. - -GINESTOUS, commissione finanze, 51, 57, 70. - -GERONE, 51. - -GALANTI, dep. VII commissione, 52, 58, 78. - -GIORDANO, 57. - - -H - -HORATIIS (DE), 58. - - -I - -_Influenza_ dei ministri e dei carbonari sugli elettori, 32. - -IMBRIANI, 36, VII commissione, 52, 58, 82. - -INCARNATI, 37, 51, 57. - -IANNANTUONO, VI commissione, 52, 58. - -IACUZIO, 57, 82. - - -L - -LEOPOLDO, principe di Salerno, 11, 35, 50. - -LISO (DE) TOMMASO, 17. - -LOMBARDO GIUSEPPE, 17. - -LAURIA FRANCESCO, dep., 36, 51, 55, 83. - -LOSAPIO, 37, 51, 57. - -LOZZI, 37, V commissione, 51, 57. - -LEPIANE, VI commissione, 52, 58, 83. - -LUCA (DE), deputato, VIII commissione, 52, 55, 58, 84, 86. - -LIBERATORE, 83. - -_Lubiana_, congresso, 101, 103. - - -M - -MORELLI, sottotenente disertore, 3, 4. - -MINICHINI, prete, 3. - -_Mercogliano_, prima tappa dello squadrone disertato, 4. - -_Molise_ in rivolta, 4. - -MAYER, 56. - -MARULLI don TROIANO, duca di Ascoli, 5, cavallerizzo maggiore, 36. - -MACEDONIO, cav. ministro di luglio, 10. - -MARTUCCI GIACINTO, 11. - -MANGARELLI BENEDETTO, del. giunta preparatoria di Terra d'Otranto, 17. - -MEZZANOTTE FRANCESCO, Abruzzo Citro, 17. - -_Mappe_ coi nomi degli elettori, 18. - -MASTRILLI don VINCENZO MARIA, marchese della Schiava, capitano degli -alabardieri del re, 36. - -MAZZIOTTI, 37, comm. di sicurezza interna, 51, 56, 87. - -MACCHIAROLI, 37, commissione di guerra, 51, 56, 87. - -MORICE, 37, 51. - -MATERA, 37, 51, 57. - -MAZZONE, 37, IX commissione, 52, 58. - -MERCOGLIANO, 37, VIII commissione, 52, 58, 88. - -MELCHIORRE, 37, 51, 57. - -MOLINARO DEL CHIARO LUIGI, (nota), 50. - -MARUGGI, 52, 58. - -_Minerva Napoletana_, giornale, estratti di articoli, 60. - -_Ministero_, art. della _Minerva_ della guerra ordine del giorno, 128. - - -N - -NUNZIANTE marchese VITO, 4, 5. - -_Nunzio_ apostolico in Napoli, 10. - -NETTI, dep., 37, 51, 57. - -NICOLAI, VII commissione, 52, 58, 88. - -NATALI, 55. - - -O - -_Opuscolo_ pubblicato nel '20 per modificare alcuni articoli -sull'elezione dei deputati, 30 (in nota). - -ORAZIO, dep. IX commissione, 52, 58. - - -P - -_Puglie_ (in rivolta), 4. - -PEPE gen. GUGLIELMO, 5, 10, 13, 34, 37, critica il discorso del Galdi, -44, rinunzia al comando in capo dell'esercito costituzionale, 49. - -PEPE GABRIELE, 59, 89. - -_Ponte della Maddalena_, 8. - -PICCOLELLIS (de), duca, genero del duca d'Ascoli, 7, 56. - -PARISE, generale, incaricato di formare la giunta di governo, 10. - -PEPE FLORESTANO, 11, è inviato a Palermo, 16. - -PARRILLI FELICE, 11. - -_Parlamento_ (vedi _Elezione_ e _Deputati_), 52, ultima seduta, -_resoconto_, 121. - -_Palermo_, insorge, 16, s'arrende, 16. - -PALAZZOLO EUGENIO, 17. - -PAGLIARI CARLO, 17. - -_Partito_ o distretto, 22. - -PERUGINI, 36; commissione militare provvisoria, 51. - -POERIO, 36, 51, 56, 89. - -PESSOLANI, 37, 51, ab., 57. - -PICCOLELLIS (de), 37, commissione di sicurezza interna, 51, 91. - -PELLICCIA, 51, 55, 91. - -PETRUCCELLI, VI commissione, 52, 57. - -PERUGINI, 56, 91. - - -Q - -QUINZIO, marchese, delegato giunta preparatoria, Abruzzo II Ultra, 17. - - -R - -_Reggia_ di Napoli, 4, 11. - -RICCIARDI, conte; ministro di luglio, 50, 39, 58, 95. - -RUSSO GIOVANNI, 11. - -ROSSI GREGORIO, Calabria Ultra 2ª, 17. - -_Reggitori_, eletti a sorte, 21. - -RUGGIERI, 36, VII commissione, 52, 58, 73. - -RIOLO, 37, V commissione, 51, 55. - -ROSSI FRANCESCO, 37, 51, 56. - -ROSSETTI GABRIELE, suoi versi, 38. - -RICCIARDI AMODIO, dep. VII commissione, 52. - -RONDINELLI, VIII commissione, 52, 58, 93. - -ROMEO SANTI, biografie, 93. - -_Rapporto del parlamento al congresso di Lubiana_, 111. - -_Regolamento delle truppe_, marzo 1821, 131. - - -S - -_San Carlo_, teatro, 10, 13, 50. - -SETTIMIO RUGGIERO, ministro di luglio, 10. - -STAITI, cap. di vascello, 11. - -SACCO GIACINTO, 17. - -SALEGGIO GIUSEPPE, delegato giunta preparatoria, valle di Girgenti, 17. - -SANT'EREMO, marchese di, accompagna gli elettori alla messa dello -Spirito Santo, 27. - -_Spirito Santo_, chiesa in cui ebbe luogo l'apertura del Parlamento, 35. - -SCRUGLI, 36, 51, 55. - -SEMMOLA, 36, VI commissione, 52, 58, 97. - -STRANO, 36, VI commissione, 52, 55. - -STATELLA don FRANCESCO principe di Cassaro, maggiordomo maggiore del -re, 36. - -SANGRO don NICOLA dei duchi di...., Somigliere del corpo, 36. - -SPONZA, dep., 37, 51, 56, 96. - -SONNI, dep., 37, VI commissione, 52, 58, 96. - -SAMARA FELICE, 51. - -_Suggello del Parlamento_, 52. - -SAPONARA, 55. - - -T - -_Terra di Lavoro_, si ribella, 4. - -TOMMASI, marchese, segretario di Stato firma l'editto del 6 luglio '20, -8. - -TROYSE, proc. gen. della S. C. di G., 11. - -_Teatri di Napoli_ in luglio, 13. - -TAFURI, 36, 51, 55, 97. - -TRIGONA, 37, VIII commissione, 52, 59, 98. - -TROYA, direttore del giornale La Minerva, 60. - -TORELLI VINCENZO, direttore dell'_Omnibus_, 61. - - -U — W - -WINSPEARE, barone, incaricato di formare la giunta di governo, 11. - - -V - -VISCONTI FERDINANDO, colonnello, 11, 58, 99. - -VILLAFRANCA principe di, perseguitato, 17. - -VECCHIO GIUSTINIANO, 17. - -VASTA, 37, VII commissione, 52, 58, 98. - -VIVACQUA, 37, commissione sicurezza interna, 51, 56, 100. - - -Z - -ZURLO conte GIUSEPPE, ministro di luglio, 10. - - - - -NOTE: - - -[1] V. Appendice II in fine del presente lavoro. - -[2] P. COLLETTA, _Storia del Reame di Napoli dal 1754 al 1825_, lib. -II, cap. I. - -[3] I popolani ignoranti, che non sapevano che si fosse la -Costituzione, la chiamavano: _Cauzione_, quasi garanzia, salvaguardia, -malleveria del Sovrano verso il popolo. - -[4] Il marchese Vito Nunziante nacque il 17 aprile 1775 a Campagna e -morí il 22 settembre 1836 a Torre Annunziata. I suoi genitori erano -poveri e d'origine oscura. Nel 1794 s'arrolò in un reggimento di -fanteria e fu licenziato alla fine della campagna del 1798. Tornato -a casa riuní un migliaio d'uomini dell'antico esercito, si nominò -egli stesso colonnello di questa truppa improvvisata e la mise a -disposizione del cardinale Ruffo, che s'affrettò a confermarlo nel suo -nuovo grado. Alla testa del suo reggimento assistette all'assedio di -Capua e nel 1800 al combattimento di Siena per poco scampò dalle mani -dei Francesi che l'avevano fatto prigioniero. - -Nel 1806 diede il consiglio di lasciar Napoli senza resistenza e di -ritirarsi nelle Calabrie; la retroguardia che egli comandava essendo -stata dispersa a Campotenese, egli si gettò in Reggio e partecipò col -resto del reggimento _Real-Sannita_ alla difesa di questa piazza. -La bravura e la fedeltà di cui diede prova gli valsero i gradi di -brigadiere (1807) e di maresciallo di campo (1814). Dopo il ritorno dei -Borboni a Napoli (1815) Nunziante nominato comandante superiore della -Calabria fu incaricato di presiedere al giudizio contro Gioacchino -Murat e seppe in tale penosa circostanza conciliare i suoi doveri col -rispetto per una sí grande sventura. - -Dopo quest'epoca la Corte lo colmò di favori. Oltre a considerevoli -pensioni, nel 1815 ottenne il titolo di marchese e nel 1819 il grado -di tenente generale e la gran croce di San Giorgio. Nel 1820 ebbe il -comando di Salerno. - -All'epoca di cui trattiamo, spedito a Nola, ricevette l'ordine di -marciare contro gli insorti, ma avendolo abbandonato, per via, i -soldati, egli tornò a Napoli redigendo il rapporto di cui abbiamo piú -sopra tenuto parola. Dopo avere comandato le divisioni di Siracusa -e Palermo divenne ispettore generale dell'esercito, quartier mastro -generale, nel 1830 fu vice-re di Sicilia e fu creato nel 1831 Ministro -di Stato col comando di tutte le truppe del Regno. - -[5] _Giornale delle Due Sicilie_, 6 luglio 1820, N. 161. - -[6] Ecco la lettera: - -Mio diletto ed amatissimo figlio Francesco, duca di Calabria. — Per -indisposizione di mia salute, essendo io obbligato per consiglio -dei medici, di tenermi lontano da ogni seria applicazione, crederei -essere verso Iddio colpevole, se in questi tempi non provvedessi al -governo del regno in modo che anche gli affari di maggior momento -abbiano il loro corso, e la causa pubblica non soffra per le dette -mie indisposizioni alcun danno. Volendo io adunque disgravarmi dal -peso del governo sino a che a Dio non piaccia restituirmi lo stato -di mia salute adatto a reggerlo, non posso ad altri piú condegnamente -che a Voi affidarlo, mio dilettissimo figlio, e per essere Voi il mio -legittimo successore e per l'esperienza che ho fatto della Vostra somma -rettitudine e capacità. - -Laonde di mia piena volontà vi costituisco e fò in questo mio regno -delle Due Sicilie, mio Vicario generale, siccome lo siete stato altre -volte in questi dominii ed in quelli oltre il Faro, e vi concedo ed in -voi trasferisco colle pienissime clausole dell'_Alter Ego_ l'esercizio -d'ogni diritto, prerogativa, preeminenza e facoltà al modo istesso che -da me si potrebbero esercitare. - -Ed affinché questa mia volontà sia a tutti nota e da tutti eseguita, -comando che questo mio foglio da me sottoscritto e munito del mio -real suggello sia conservato e registrato dal nostro Segretario di -Stato, Ministro cancelliere, e ne sia da Voi passata copia a tutti -i Consiglieri Segretari di Stato per parteciparlo a chiunque loro -convenga. - -Napoli, 6 luglio 1820. - - _Firmato_: FERDINANDO. - -[7] PEPE G. — _Memorie_, I, 265-266. - -[8] Colori essenzialmente fissati dai Carbonari: poiché, come diremo -in un prossimo lavoro, il _rosso_ significava la fiamma, il _nero_ il -carbone, l'_azzurro_ il fumo. - -[9] Era capo dei carbonari nella provincia di Foggia fino a tutto il -Gargano. - -[10] I superstiziosi dissero che una Costituzione giurata in un giorno -nefasto (il 13) non poteva avere un esito felice! - -[11] _Giornale costituzionale delle Due Sicilie_, 14 luglio 1820, Nº. 6. - -[12] Op. cit. I. 419. - -[13] _Mss. Certosa di San Martino. Opere rappresentate nei teatri -di Napoli fino al 1860_. L'opera la _Giardiniera abruzzese_ era di -soggetto tutto carbonaro; poiché _giardiniere_ chiamavansi fra di loro -le mogli dei settari. - -[14] Giovedí 27 luglio 1820. - -[15] Un decreto dell'ottobre 1820 stabiliva che le sessioni del -Parlamento Nazionale si tenessero in San Sebastiano alle spalle del -largo Mercatello (piazza Dante). - -[16] _Bibl. Naz. di Napoli. Msc. 190. E. 1_, foglio volante. Di questa -insurrezione dovuta ai carbonari di Sicilia ed alle loro idee di -indipendenza da Napoli dirò piú ampiamente altrove. - -[17] Errico de Cosa. - -[18] Decreto 22 luglio 1820. - -[19] Coll. 190. E. 1. - -[20] _Della costituzione politica della Monarchia Spagnola tradotta -per ordine del Governo_ (Edizione ufficiale, 1820). È preceduta da una -breve spiegazione delle varie parole, che avrebbero potuto non essere -comprese nel regno. - -Riportiamo per intero gli articoli per essere importantissimi e -avvertiamo che la traduzione in italiano venne fatta dal Masden di -Barcellona. - -[21] S'intendono quegli individui nei quali i cittadini depositavano -le loro volontà per nominare gli elettori parrocchiali. Questo modo di -elezione si diceva _per compromesso_. - -[22] Erano i principali agenti dell'amministrazione civile e della -giudiziaria; ma piú particolarmente della prima come risulta dall'art. -309 della Costituzione: — «pel governo interno vi saranno degli -aggiuntamenti composti dell'_alcaide_ dai reggitori e dal sindaco -procuratore: queste riunioni saranno presiedute dal capo politico, ove -questo vi fosse ed in sua assenza dall'_alcaide_ o dal piú antico di -essi, quando ve ne fossero due». - -[23] È lo stesso che distretto. - -[24] Martedí, 29 agosto, gli elettori parrocchiali di Napoli riuniti -nella sala delle adunanze in San Domenico Maggiore, si recarono -all'arcivescovado per assistere alla messa dello Spirito Santo. Il -corpo degli elettori fu scortato da un drappello di cavalleria della -Guardia di sicurezza interna. Il marchese di Sant'Eramo, sindaco di -Napoli, prese parte al corteggio. (_Giorn. Costituzionale delle Due -Sicilie_, giovedí 31 agosto n. 47). - -[25] Abbiamo questo caso, proprio nel Parlamento napoletano del '20: -Melchiorre Delfico era deputato di Napoli e dell'Abruzzo Ulteriore; -Matteo Galdi di Napoli e di Principato Citeriore; Antonio Ruggeri di -Napoli e Principato Ulteriore. - -[26] Un opuscolo, d'innominato autore che vide la luce appunto nel -1820, censura questo mandato colle seguenti parole: - -«Presso di noi, che per l'opposto debba adattarsi alle circostanze del -Regno lo statuto politico, i poteri dei deputati debbono essere altri. -Quindi gli stessi termini non ci convengono». - -Difatti il governo con decreto del 7 luglio med. anno modificò cosí: -_I deputati dovranno portare le ampie facoltà degli elettori secondo -la formola inserita nelle istruzioni che accompagnano il presente -decreto._ - -[27] Leggi: Napoletana. - -[28] L'art. 328 della Costituzione Spagnuola era il seguente: - -«L'elezione di tali individui si farà cogli elettori di _partito_ nel -giorno seguente a quello de' deputati delle Corti, e nella stessa guisa -che si pratica per la nomina di questi deputati». - -[29] S'era annunziato anche per questa giornata un'ecclisse di sole -visibile a Napoli; però l'ecclisse si limitò ad essere... anulare, pei -Napoletani, quantunque fosse attesa con grande curiosità. - -[30] V. 2ª parte di questo lavoro. - -[31] A Londra nel 1820 vide la luce un opuscolo: _Sketch of the late -revolution of Naples by an Eye Witness_. A proposito dell'elezione dei -deputati, a carte 18 dice: - -«Similar difficulties are to be totted to, in the mode of electing -the deputies for the new Parliament, and in the establishement of -prerogatives, which a people unused to advantages to novel, will be but -too prone to abuse». - -[32] Aveva dichiarato di lasciare il comando in capo dell'esercito -Costituzionale sin dai primi del settembre. - -[33] È posto di rimpetto quasi al Palazzo d'Angri. - -[34] _Largo di palazzo (San Ferdinando); largo della Carità, largo del -Mercatello (piazza Dante)._ - -[35] _Ordinanza del prefetto di Polizia (Arch. di Stato gen. di -Napoli)._ - -[36] Nata il 6 luglio 1789. - -[37] Fu il famoso Ferdinando II penultimo dei Borboni nel regno di -Napoli. - -[38] Nato ai 2 di luglio 1790 e sposato ai 28 luglio 1816 con Maria -Clementina, arciduchessa d'Austria nata il 1º di marzo 1798. - -[39] Fecero parte di questa prima deputazione: - -Scrugli, Firrao, Dragonetti, Perugini, Ceraldi, de Filippis, Poerio, -Begani, Ricciardi, Cassini, Lauria, Ruggieri, Giovine, Tafuri, Semola, -de Cesare, Strano, Arcovito, Gendano, Imbriani, Fantacone e Grimaldi. - -[40] Vi appartenevano il maggiordomo maggiore Don Francesco Statella, -principe di Cassaro; il cavallerizzo maggiore don Trojano Marulli, -duca d'Ascoli; il somigliere del corpo don Nicola dei duchi di Sangro; -il generale comandante delle guardie del corpo don Giuseppe Capece -Minutolo principe di Ruoti; il cacciatore maggiore don Onorato Gaetani -duca di Miranda; il capitano degli alabardieri don Vincenzo Maria -Mastrilli marchese della Schiava; il primo cavallerizzo don Nicola -Brancaccio principe di Ruffano; ed il confessore del Re monsignor don -Salvatore Càccamo arcivescovo di Melissa. - -[41] ..... era facile scorgere che re, esercito e popolo sforzavansi a -vicenda di far mostra di reciproca confidenza ed amore. - -[42] Facevano parte di questa seconda commissione: Riolo, Vasto, -Desiderio, Pergolani, De Conciliis, Mazziotti, Sponsa, Macchiaroli, -Berni, Angelini, Netti, Losapio, Carlino, Francesco Rossi, Sonni, -Brasile, Paglione, Morice, Matera, Lozzi, Incarnati, Castagna, -Vivacqua, Mazzoni, Mercogliano, Coletti, Donato, Melchiorre, Catalano, -De Piccolellis, e Trigona. - -[43] Il Rossetti (Gabriele) che era stato impiegato al Museo Borbonico -di Napoli, scrisse questi versi: - - Volontario distese la mano - Sul volume dei patti segnati, - E il volume dei patti giurati - Della patria sull'ara posò. - Una selva di lance si mosse - All'invito del bellico squillo: - Ed all'ombra del patrio vessillo, - Un sol voto discorde non fu. - Da fratelli si strinser la mano, - Dauno, Irpino, Lucano, Sannita, - Non estinta, ma solo sopita - Era in essi l'antica virtú. - -[44] Questo discorso fu detto «lungo» dal Colletta, che aggiunge (lib. -IX, cap. II): «ed il re di tempo in tempo affermava col cenno». - -Il Pepe dice al proposito (_Mem._ II, 6): - -— ... il Galdi profferí un discorso che fu piú lungo del dovere, ma -pieno d'erudizione e di sensi patri. - -Il Cantú scrisse: - -— ... il re udito un discorso piú gonfio che sostanzioso... - -[45] Ecco come il Pepe, nelle sue _Memorie_, racconta il fatto della -rinunzia: - -— «... venne infine la mia volta. Io avevo scritto discorso affatto -conciso ed energico, ma spiacque al conte Zurlo ministro dell'interno, -il quale m'appuntò di parlar troppo da Spartano. Allora il pregai di -scriverne uno per me dicendogli che io non sapevo scrivere ciò che -non sentivo e però lessi poche parole non mie ma di Zurlo. E non potei -leggerle con energia.» - -[46] LUIGI MOLINARO DEL CHIARO nella sua _Raccolta di canti popolari -napoletani_, ne riporta uno che è proprio di quest'epoca: - - _'O re 'e Napule è re d'è maccarune_ - _Vò fà la guerra senza un cannone_ - _'O re e' Napoli è re d'è maccarune_ - _Guerra vò fare contr'à Nazione!_ - -[47] _Il diario del Parlamento nazionale delle due Sicilie 1820_, -Napoli nella stamperia Nazionale. - -Questa copia è incompleta perché giunge alla seduta del 3 dicembre -1820, inclusivamente, cui sono aggiunti tre ordini del giorno delle -sedute del 22 gennaio, 5 marzo e 17 marzo 1821. Il parlamento tu chiuso -ai 31 gennaio 1821; poi riaperto, a causa delle decisioni dei sovrani -alleati a Laybach, il 13 del febbraio seguente. È completa poi, invece -quella di Carlo Colletta. - -[48] Il popolo ed il Re vestito alla Francese che si stringono le -destre. - -[49] Era imbarcato. - -[50] Era scritto da G. Trova e Giuseppe Ferrigni. Debbo la visione -dell'intera raccolta alla cortesia del professore Amerigo de Gennaro -Ferrigni. - -[51] Non fu possibile attuare questo desiderio! - -[52] CES. MORISANI, _Notizie biografiche di Girolamo Arcovito_, Reggio -Calabria, stamp. Silari. - -[53] V. FONTANAROSA, _Vita di Domenico Cirillo_, Napoli, 1899. - -[54] V. FONTANAROSA, _Studi sul decennio_, 1899, op. cit. 2ª ed. - -[55] È di prossima pubblicazione un nostro studio sulla _Difesa di -Gaeta_ nel 1815, con copiosi documenti inediti. - -[56] C. MINIERI-RICCI, _Accademie napoletane_, fino al secolo XVIII, in -_Arch. stor. nap._ - -[57] V. C. DE STERLICH, op. cit., pagg. 37 e seg. - -[58] V. FONTANAROSA, _Studi sul decennio_, 2ª ed. — _La marina -napoletana nel 1809_, _Italia Marinara_ editrice, 1897. - -[59] FONTANAROSA, op. cit. - -[60] Riporto le notizie biografiche di lui da GAETANO GIUCCI: _Degli -scienziati italiani formanti parte del VII congresso in Napoli, -nell'autunno del MDCCCLXV_, pp. 70 e seguenti. - -[61] P. E. TULELLI, _Elogio di Vito Buonsanto, accademico Pontaniano_. -— Napoli, stamperia del Fibreno, 1851. - -[62] VINCENZO CANNAVIELLO, _Lorenzo de Concilii_, Avellino, tip. G. -Pergola, 1898. - -[63] LUIGI M. GRECO, _Tentativo dei carbonari ecc._ - -[64] RAFFAELE LOSCHIAVO, _Discorso pronunziate sulla spoglia mortale -di Vincenzo Catalano_. — Stampato per cura di Domenico Corrado, cognato -dell'estinto, 1843. - -[65] _Della vita e delle opere di Delfico Melchiorre_, Teramo presso -Ubaldo Angeletti, 1836. - -_Annali civili del regno delle Due Sicilie_, p. XIV — pp. 121 e seg. - -[66] ANGELO BALLETTA, _Elogio funebre dell'arcidiacono Giuseppe -Desiderio_. - -[67] V. C. DE STERLICH, _Commemorazione di persone ragguardevoli, -mancate alle Due Sicilie dal 3 novembre 1843 al 2 novembre 1844_. - -[68] V. FONTANAROSA, _Studii sulla rivoluzione del 1799_ in giornale -_Roma_ (maggio-ottobre 1799), Napoli. - -[69] V. FONTANAROSA, _Studi sul decennio (cronache dell'entrata in -Napoli di re Gioacchino)_, Napoli, 1896, _It. Marinara_, editrice. - -[70] ALFONSO FILIPPINI, _Elogio di Luigi Galanti_. - -[71] GIOVANNI GIOIA, _Elogio dell'arciprete G. M. Giovane_, Napoli, a -cura della Società filomatica, 1837. - -— _Annali civili del regno delle Due Sicilie_, anno 1837: fog. 35 e -seg., fasc. XXV. - -[72] Dal protocollo di polizia generale in _Arch. di Stato_. - -[73] SAVERIO BALDACCHINI, _Morte di Matteo Imbriani_, Roma, tipografia -delle Belle Arti, 1847. - -[74] L. M. GRECO, _Annali_, ecc. - -[75] _Arch. di Stato_, Protocollo 1831, aff. est. vol. IX. - -[76] _Elogio di Domenico Tartaglia_, Napoli, presso Raffaele Miranda, -1830. - -[77] VINCENZO FONTANAROSA,_ Studi sul decennio, Italia Marinara_ -editrice, 1897. - -[78] ARCHIVIO DI STATO, _Protocollo di polizia generale_ vol. XV, 1831. - -[79] FONTANAROSA, op. cit. - -[80] V. VINCENZO FONTANAROSA, _Le rime d'un martire_ (Alessandro -Poerio), 1896, Napoli, in-8º. - -[81] V. FONTANAROSA, op. cit. - -[82] Dalla _Minerva_ del 1821, op. cit. - -[83] v. VINC. FONTANAROSA, _Studi sul decennio_, 1897, _Italia -marinara_ editrice. - -[84] Op. cit. - -[85] In documenti Ferrigni, cit. - -[86] Il duca di Gallo. - -[87] _Carlo Troja_. - -[88] Napoli 1821. Nella stamperia del Parlamento nazionale (9 dicembre). - -[89] _Diario del Parlamento nazionale delle Due Sicilie negli anni -1820-21_. Edizione fatta per cura di CARLO COLLETTA, Napoli, dalla -stamperia dell'_Iride_, 1864. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of Il Parlamento Nazionale Napoletano per -gli anni 1820 e 1821, by Various - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PARLAMENTO NAZIONALE *** - -***** This file should be named 60085-0.txt or 60085-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/0/8/60085/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: Il Parlamento Nazionale Napoletano per gli anni 1820 e 1821 - memorie e documenti - -Author: Various - -Release Date: August 10, 2019 [EBook #60085] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PARLAMENTO NAZIONALE *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -IL PARLAMENTO NAZIONALE NAPOLETANO -<span class="smaller">PER GLI ANNI 1820 E 1821</span> -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p> -BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO -</p> - -<p> -pubblicata da T. Casini e V. Fiorini. — <i>Serie</i> II, N. 10 -</p> - -<hr class="mid" /> - -<p class="main-t"> -<span class="x-small">IL</span><br /> -PARLAMENTO NAZIONALE<br /> -<span class="small">NAPOLETANO</span><br /> -<span class="x-small">per gli anni 1820 e 1821</span> -</p> - -<p class="pad2 large"> -MEMORIE E DOCUMENTI -</p> - -<p class="pad1"> -<span class="small">A CURA DI</span><br /> -<span class="smcap x-large">Vincenzo Fontanarosa</span> -</p> - -<p class="pad4"> -ROMA<br /> -<span class="small">SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI</span><br /> -—<br /> -1900 -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA -DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI -</p> - -<p> -<i>Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della -Società si ritengono contraffatti.</i> -</p> - -<p> -(017) Roma, Tipografia Enrico Voghera. -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<h2><span class="smaller">PARTE PRIMA</span> -IL PARLAMENTO.</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<p class="title"> -PARTE I. -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p class="indr"> -<i>Viva Dio, il Re e la Costituzione!</i> -</p> - -<p> -Agli albori del 2 luglio 1820, due sottotenenti, Morelli -e Salvati<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>, e centoventisette fra sergenti e soldati del -reggimento Reale Borbone cavalleria, disertarono dai quartieri -di Nola, secondati dal prete Menichini e da venti settari -carbonari, volgendo tutti ad Avellino per unirsi ad altri -settari giorni innanzi sbanditi da Salerno e riparati colà, -dove la sètta era numerosa e potente. Da Nola ad Avellino -si cammina dieci miglia fra città e sobborghi popolosi, -essendo fertile il terreno, l'aere salubre, gli abitatori disposti -alla fatica, d'animo industrioso ed avaro. In mezzo a tante -genti quel drappello, fuggitivo, non frettoloso, andava gridando: — <i>Viva -Dio, Re, Costituzione!</i> — e poichè il senso -della politica voce non era ben compreso dagli ascoltanti, -e direi dai promulgatori, ma per universali speranze i tributari -vi scorgevano la minorazione dei tributi, i liberali la -libertà, i buoni il bene, gli ambiziosi il potere, ognuno il -suo meglio, a quel grido dissennato dei disertori rispondevano -gli evviva di affascinato popolo. Vogliono le rivoluzioni -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -una parola, sebben falsa, lusingatrice degli universali interessi; -perocché le furie civili, mostrate nude, non troverebbero -amatori o seguaci. -</p> - -<p> -Giunto il Morelli a Mercogliano, pose il campo, e scrisse -lettere al tenente colonnello De Concilj, che stava in Avellino -con autorità militare e potenza civile, essendogli patria -quella città ed egli ricco, nobile, audace. Le lettere dicevano -ch'eglino, primi, non soli, promulgavano il comune voto -di governo piú libero; aiutasse l'impresa, desse gloria eterna -al suo nome. Prima delle lettere, la fama aveva divulgato -quelle mosse e costernate le autorità, concitate le milizie, -sollevato e rallegrato il popolo. De Concilj restava incerto -tra il secondar Morelli e combatterlo; aveva il pensiero, intanto, -volto al governo<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>. -</p> -</div> - -<p> -Cosí cominciò quel moto che costrinse Re Ferdinando -a dare la Costituzione e giurarla<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>. La sedizione -aumentava. Un reggimento alloggiato a -Foggia s'era aggiunto ai rivoltosi. La Puglia ed il -Molise eransi levate in armi, cosí pure Terra di -Lavoro. A Napoli furono aumentate le guardie a -custodia della Reggia e pattuglie armate percorrevano -la città. Il generale Nunziante<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>, dopo breve -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -racconto dell'animo avverso dei soldati, in un rapporto -al Re scriveva: -</p> - -<p> -— <i>Sire, la Costituzione è desiderio universale del -vostro popolo; il nostro opporre sarà vano. Io prego -V. M. di concederla.</i> -</p> - -<p> -Al generale Pepe — tenuto come sospetto — si -fece credere che il governo del Re volesse incarcerarlo -ed egli andò verso Monteforte, seguito -da due reggimenti di cavalleria che trovavansi -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -pronti al ponte della Maddalena. Piú tardi lo -stesso Pepe si giustificò di questa sua fuga. Nelle -sue Memorie, a proposito d'una visita da lui fatta -al Re, dice: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -— Il duca di Calabria m'interruppe, per farmi cosa grata, -dicendo: -</p> - -<p> -— Maestà, il generale Pepe se ne andò colla brigata in -Monteforte perché gli dissero che qui sarebbe stato arrestato. -</p> - -<p> -A ciò risposi: -</p> - -<p> -— Altezza reale, io mal giustificherei la fidanza di cui -mi onora in questo momento Sua Maestà, se confermassi -ciò che a torto v'hanno riferito... La mossa dello squadrone -di Nola fu un mero accidente senza del quale pochi giorni -dopo, con ordini migliori, sarebbe successo quel che è successo: -dacché ogni cosa era da me preparata: anzi ove alcuni -miei ordinamenti non fossero stati ritardati, la sollevazione -avrebbe avuto luogo negli ultimi giorni di giugno. -</p> -</div> - -<p> -La voce del supposto arresto di Pepe fe' sí che -cinque Carbonari, di notte, penetrassero nella reggia -fino agli appartamenti privati del Re e dicessero -al duca d'Ascoli, don Trojano Marulli: -</p> - -<p> -— Siamo delegati di dire al Re che la quiete -della città non può durare se Sua Maestà non concede -la bramata Costituzione. E settarî, cittadini -e popolo sono in armi: i Carbonari sono pronti, -tutti attendono la risposta del Re. -</p> - -<p> -Il duca rispose: — Andrò a prenderla; — ed -indi a poco tornato, aggiunse che il Re aveva in -animo di dare la Costituzione e ne studiava in quel -momento i termini coi suoi Ministri. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<p> -Gli fu chiesto: -</p> - -<p> -— Quando sarà pubblicata? -</p> - -<p> -— Subito. -</p> - -<p> -— Ossia? -</p> - -<p> -— Tra due ore. -</p> - -<p> -Uno dei Carbonari si mosse e, distesa la mano -senza parlare al pendaglio dell'orologio del duca, -glielo tirò di tasca inurbanamente e vôlto il quadrante -in modo ch'egli e il duca ne vedessero le -ore, aggiunse: -</p> - -<p> -— È un'ora dopo mezzanotte: alle tre la Costituzione -verrà pubblicata. -</p> - -<p> -L'audace Carbonaro fu il duca Piccolelli, genero -dell'Ascoli. -</p> - -<p> -Realmente i Ministri, in quell'ora, circondavano -il Re intimorendolo, ed il marchese Circello in -ispecie fu quello che lo convinse e lo fece arrendere. -</p> - -<p> -L'editto fu il seguente: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -ALLA NAZIONE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE. -</p> - -<p> -Essendosi manifestato il voto generale della nazione del -regno delle Due Sicilie di volere un governo costituzionale, -di piena volontà consentiamo e promettiamo nel corso di -otto giorni di pubblicarne le basi. Sino alla pubblicazione -della Costituzione le leggi veglianti saranno in vigore. -</p> - -<p> -Soddisfatto in questo modo al voto pubblico, ordiniamo -che le truppe ritornino ai loro corpi ed ogni altro alle sue -ordinarie occupazioni. -</p> - -<p> -Napoli, 6 luglio 1820. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -</p> - -<p> -Questo editto fu anche firmato dal Segretario -di Stato ministro cancelliere, marchese Tommasi, -e fu pubblicato nel <i>Giornale delle Due Sicilie</i>, che -dal giorno 8 luglio prese il nome di <i>Giornale costituzionale -delle Due Sicilie</i>. -</p> - -<p> -Nelle prime ore del giorno il Re s'affacciò al -balcone centrale della reggia e fu accolto dai gridi -del popolo: — Viva il Re! Viva la Costituzione<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>. -</p> - -<p> -Però i torbidi ricominciarono piú furiosi nella -stessa giornata per la lettera scritta dal Re al figliuolo, -duca di Calabria, colla quale deponeva nelle -sue mani l'autorità regia, dichiarandosi infermo, -e per l'editto al popolo in cui s'annunziava la medesima -cosa<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>. -</p> - -<p> -Col cadere del giorno le grida aumentarono sí -che nella reggia ne furono spaventati, ed il duca, -vicario generale, invitò (l'invito diceva: <i>comunque -vestiti</i>, tanta era la paura) pochi fidi generali ed -alcuni antichi consiglieri, e disse loro di tentare -di porre argine in un modo qualsiasi al movimento. -Dopo molto discutere prò e contro si -venne a conchiudere nel decreto che riporto integralmente: -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La Costituzione del regno delle Due Sicilie sarà la stessa -adottata per il regno della Spagna nel 1812 e sanzionata da -S. M. Cattolica nel marzo di quest'anno corrente, salvo le -modificazioni che la rappresentanza nazionale, costituzionalmente -convocata, crederà di proporci per adattarla alle circostanze -particolari dei reali dominii. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Francesco</span>, <i>Vicario</i> -</p> -</div> - -<p> -Questo però non bastò, perché il popolo diceva -che il decreto doveva essere firmato dal Re; e -di qui nuovi tumulti sino a che lo stesso decreto -ricomparve firmato da Ferdinando di Borbone. -</p> - -<p> -Le cose allora cambiarono d'aspetto: tornò la -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -calma e l'allegrezza; la sera tutti gli edifizi di Toledo -furono illuminati. Piú ricca d'ogni altra riuscí -l'illuminazione nel palazzo del Nunzio Apostolico -al largo della Carità. -</p> - -<p> -Il giorno 9 l'esercito costituzionale comandato -dal tenente generale Guglielmo Pepe<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> fece il -suo solenne ingresso nella capitale e la sera nel -reale teatro <i>San Carlo</i> si rappresentò <i>Solimano secondo</i> -e <i>Gli amanti</i> alla presenza del Vicario generale, -della principessa e del principe di Salerno. -Erano presenti allo spettacolo anche il principe -di Danimarca ed il principe di Benthneim. Quel -giorno fu vista la nuova bandiera tricolore: rosso, -nero ed azzurro<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>. -</p> - -<p> -I nuovi ministri furono: il conte Zurlo, il conte -Ricciardi, il duca di Campochiaro, il generale Carascosa, -il cav. Macedonio e Ruggero Settimo, parte -designati dal Re, in parte imposti dal campo di -Monteforte. -</p> - -<p> -Con decreto del giorno nove fu creata una -giunta provvisoria di quindici persone che dovevano -essere consultati dal Vicario e dal governo -fino all'installazione del Parlamento, e l'incarico -di formare detta giunta fu dato al tenente generale -Giuseppe Parisi, al cavaliere Melchiorre -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -Delfico, al tenente generale Florestano Pepe, al barone -Davide Whinspeare ed al cavaliere Giacinto -Martucci. -</p> - -<p> -La lista fu presentata e sulle venti persone proposte -il Vicario scelse le seguenti: monsignor -Cardosa vescovo di Cassano, il duca di Gallo, il -procuratore generale della Suprema corte di giustizia -Troysi, l'avvocato generale della stessa Felice -Parrilli, il giudice della Gran corte civile di -Napoli Angelo Abbatemarco, il colonnello Ferdinando -Visconti, il colonnello di cavalleria Giovanni -Russo<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>, tutti Napoletani; il tenente generale -Fardella, il principe di Camporeale ed il -capitano di vascello Staiti, di Sicilia. -</p> - -<p> -Fu fissato il giorno tredici<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> di luglio per la -cerimonia del giuramento che ebbe luogo nella -cappella privata di Palazzo Reale alle undici di -mattina. -</p> - -<p> -Il re aveva alla dritta<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> il duca di Calabria -principe ereditario ed a sinistra il principe don Leopoldo -di Salerno. Dietro si collocarono i ministri, -il generale in capo dell'armata costituzionale Guglielmo -Pepe ed i capi di Corte. Il cappellano maggiore, -don Gabriele Maria Gravina arcivescovo di -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -Melitene, era vicino all'altare. Il re, dopo di aver -ricevuto dal presidente e da tutti i membri della -giunta gli omaggi secondo l'etichetta di Corte, dichiarò -che intendeva mandare ad effetto la sua -ferma risoluzione di giurare l'osservanza della Costituzione; -quindi avverti la giunta di avvicinarsi -all'altare, disse al cappellano maggiore di presentargli -i libri santi e pronunziò il seguente giuramento: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Io, Ferdinando di Borbone per la grazia di Dio e per la -costituzione della Monarchia Napoletana, re, col nome di -Ferdinando I, del regno delle due Sicilie, giuro in nome -di Dio e sopra i Santi Evangeli che difenderò e conserverò....... -(<i>seguivano le basi ordinarie della costituzione</i>). Se -operassi contra il mio giuramento e centro qualunque articolo -di esso non dovrò essere ubbidito, ed ogni operazione -con cui vi contravvenissi sarà nulla e di nessun valore. -Cosí facendo, Iddio mi aiuti e mi protegga; altrimenti me -ne domandi conto. -</p> -</div> - -<p> -Il giuramento profferito era scritto; finito di -leggerlo il re alzò gli occhi al cielo, li fissò alla -croce e spontaneamente aggiunse: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Onnipotente Iddio che collo sguardo infinito leggi nell'anima -e nell'avvenire, se io mentisco o se dovrò mancare -al giuramento, tu in questo istante dirigi sopra il mio capo -i fulmini delle tue vendette. -</p> -</div> - -<p> -Giurarono i figliuoli, dopo, ed immediatamente -tutti gli altri; e il Pepe racconta: -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si avvicinò a me, che per debita modestia tenevami -lungi fra gli ultimi, e mi disse col volto bagnato di lagrime: -«Credimi, generale, questa volta ho giurato dal fondo del -cuore»<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. -</p> -</div> - -<p> -La sera vi fu spettacolo e grande illuminazione. -A San Carlo fu rappresentato <i>Khoa-Kang, la donna -del lago</i>; al Teatro Nuovo: <i>La giardiniera abruzzese</i>; -al San Carlino: <i>Le cantanti</i> ed alla Fenice -<i>L'impostore</i><a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>. -</p> - -<p> -Data la Costituzione, giuratala cosí solennemente, -bisognava dar principio alle nuove riforme -ed ai novelli ordinamenti, e cosí infatti si fece, col -decretare le elezioni dei deputati al Parlamento -Nazionale<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>. -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -Ecco il decreto col quale si davano le norme -per le elezioni: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Ferdinando I.</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Per la grazia di Dio e per la costituzione della -Monarchia Re del regno delle due Sicilie, re di Gerusalemme, -ecc.: Infante di Spagna, duca di Parma, -Piacenza, Castro, ecc.: Gran principe ereditario di -Toscana, ecc. ecc.</span> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<p> -<i>Noi, Francesco duca di Calabria principe ereditario e vicario -generale.</i> -</p> - -<p> -Intesa la Giunta provvisoria consultiva di governo abbiamo -risoluto di decretare e decretiamo quanto segue: -</p> - -<p> -<i>Art. 1.</i> Il Parlamento nazionale per gli anni 1820 e 1821 -si convoca secondo il prescritto degli articoli 104 e 108 al -Capitolo VI Titolo III della Costituzione Spagnuola, adottata -per lo regno delle due Sicilie. -</p> - -<p> -Sarà convocato in Napoli. -</p> - -<p> -<i>Art. 2.</i> A tale effetto si procederà alle elezioni conformemente -a quanto ordina la Costituzione nei Capitoli I-V -del Titolo III e secondo la forma che qui si prescrive. -</p> - -<p> -<i>Art. 3.</i> Per questa prima volta l'apertura delle sessioni -del Parlamento avrà luogo nel dí primo d'ottobre del corrente -anno. -</p> - -<p> -<i>Art. 4.</i> Attesa l'urgenza delle convocazioni del Parlamento -non saranno per questa volta osservati gli intervalli -stabiliti dalla Costituzione tra le Giunte parrocchiali, distrettuali -e provinciali. Le parrocchiali si uniranno nella domenica -20 d'agosto, le distrettuali nella domenica 27 del -suddetto mese d'agosto, e le provinciali nella domenica 3 di -settembre; procedendosi in tutte conformemente alle istruzioni -che accompagnano il seguente decreto. -</p> - -<p> -<i>Art. 5.</i> Verificate le elezioni dei deputati, dovranno questi -trovarsi nella città di Napoli dieci giorni innanzi l'apertura -del Parlamento. -</p> - -<p> -<i>Art. 6.</i> I deputati, nell'arrivare, assisteranno il Segretario -di Stato ministro degli affari interni, onde far registrare i -loro nomi e quello della provincia che gli ha eletti, come -dovrebbesi praticare, se esistesse la deputazione permanente -del Parlamento, in virtú dell'articolo III della Costituzione. -Il Segretario di Stato farà comunicazione di tutto alla -Giunta provvisoria consultiva di governo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 7.</i> I deputati dovranno portare le ampie facoltà degli -elettori, secondo la formola inserita nelle istruzioni che accompagnano -il presente decreto. -</p> - -<p> -<i>Art. 8.</i> Non esistendo la deputazione permanente che deve -presiedere le Giunte preparatorie del Parlamento, e raccorre -i nomi dei deputati, i deputati per supplire a tale mancanza -si uniranno il dí 22 settembre in prima giunta preparatoria -e nomineranno tra di loro a pluralità di voti e per questo -solo oggetto il presidente, il segretario e gli esaminatori -dei quali parla l'art. 112 della Costituzione in luogo delle -commissioni di cinque e tre individui che prescrive l'art. 113 -per l'esame delle facoltà. La seconda Giunta preparatoria -si unirà il dí 25 di settembre, e le altre se fossero necessarie -infino al dí 28 di questo mese, in cui si terrà l'ultima -giunta provvisoria. A questo modo resterà costituito e formato -il Parlamento che darà principio alle sue sessioni il dí -1º d'ottobre conformemente agli articoli 114-123 della Costituzione. -</p> - -<p> -<i>Art. 9.</i> Sarà destinato con altro decreto un locale per le -sessioni del Parlamento<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a> in questo anno, salvo a determinare -per le future sessioni di accordo col Parlamento un -locale stabile. -</p> - -<p> -<i>Art. 10.</i> In quanto alle variazioni contenute nel presente -decreto per rispetto alla convocazione del Parlamento, alle -giunte elettorali ed all'epoca dell'apertura del Parlamento -medesimo, dichiariamo esser questo l'effetto indispensabile -delle circostanze e della imminenza che è di stabilire il nuovo -regime; dovendosi, col tempo successivo, eseguire letteralmente -tutto quello che è stabilito nella Costituzione politica -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -adottata, salvo le modificazioni che verranno proposte nel -Parlamento medesimo. -</p> - -<p> -<i>Art. 11.</i> Il nostro Segretario di Stato, ministro per gli -affari interni è incaricato dell'esecuzione del presente decreto. -</p> - -<p class="indl"> -Napoli il dí 22 di luglio 1820. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">FRANCESCO, Vicario generale.</span> -</p> - -<p class="indr"> -<i>Il Segretario di Stato per gli affari interni</i><br /> -<span class="smcap">Giuseppe Zurlo.</span> -</p> -</div> - -<p> -Cosí gli animi si volsero alle cure delle prossime -elezioni. -</p> - -<p> -In questo spazio di tempo Palermo insorse, e -fu mandato a domare la sedizione, dopo molte -preghiere, Florestano Pepe fratello di Guglielmo, -ed una squadriglia al comando di Bausan che -salpò da Napoli sul finire d'agosto. Palermo si -arrendeva agli 11 d'ottobre ed eccone l'avviso -ufficiale<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<i>Ultime notizie di Palermo:</i> -</p> - -<p> -Palermo s'è resa. Le nostre truppe l'ànno tutta occupata. -Una perfetta tranquillità è succeduta al disordine che ivi è -dominato finora. Trentasette morti e 200 feriti è tutta la -perdita che contiamo: tra i primi con rammarico si annovera -il prode capitano Cosa<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>. -</p> - -<p> -Abbiamo questa lieta novella per mezzo d'una bombardiera -comandata dal signor Michele Astarita, proveniente -da quella città in 34 ore, ed ha recato sul suo bordo l'aiutante -di campo di S. E. il generale don Florestano Pepe. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p> -Tra le condizioni fissate fra questo bravo generale ed i -Palermitani, per ora si sa che questi ultimi pagheranno le -spese della guerra. Villafranca perseguitato s'è rifuggito in -Trapani. -</p> - -<p class="indl"> -Napoli 11 ottobre 1820. -</p> -</div> - -<p> -Per quella prima ed unica volta fu nominato -un <i>delegato speciale</i> per presiedere la giunta preparatoria -d'ogni provincia, nominato dal governo -su triplice lista presentata dalla giunta provvisoria -consultiva di governo. -</p> - -<p> -Questi delegati speciali furono: per la provincia -di Napoli, Tommaso de Liso; Terra di Lavoro, -Carlo Cianciulli; Principato Ulteriore, il colonnello -dei militi De Filippis; Principato Citeriore, Giustiniano -Vecchio; Capitanata, Giulio Cassitti; Terra -di Bari, Domenico Acclario; Terra d'Otranto, Benedetto -Mangarelli; Molise, Eugenio Palassolo; -Basilicata, Saverio Carelli; Calabria citeriore, il -barone Ferrari; Calabria Ulteriore (seconda), Gregorio -Rossi; 1ª Calabria Ulteriore, Giacinto Sacco; -2ª Abruzzo Ulteriore, marchese Quinzio; 1ª Abruzzo -ulteriore, il presidente Arcovito; Abruzzo Citeriore, -Francesco Mezzanotte; Valle di Palermo, Salvatore -Finocchino; Messina, monsignor Grano; Catania, -Carlo Pagliari; Siragusa, Gerolamo Bartolini; -Caltanisetta, Mauro Cominelli; Girgenti, Giuseppe -Sileggio; Trapani, Giuseppe Lombardo<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p> -Ciascuno di questi delegati con un ecclesiastico -ed un capo di famiglia nominarono altri quattro -cittadini per precisare le diverse giunte preparatorie. -Ognuna di esse poi, avvenuta l'elezione, -doveva presentare al Segretariato di Stato degli -affari interni le <i>mappe</i> relative, col nome di tutti -gli elettori. Alla Nazionale di Napoli è conservato<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a> -il rapporto del delegato speciale de Liso -per la giunta preparatoria della provincia di Napoli. -</p> - -<p> -Ecco gli articoli della Costituzione Spagnuola -dell'anno 1812 concernenti il sistema delle elezioni<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -CAPITOLO II. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Della nomina dei deputati per le corti.</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 34.</i> Per la nomina di questi deputati si convocheranno -le <i>Giunte</i> elettorali di <i>parrocchia, partito</i> e <i>provincia</i>. -</p> - -<p class="center"> -CAPITOLO III. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Delle giunte elettorali di parrocchia.</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 35.</i> Le giunte elettorali di parrocchia si comporranno -di tutti i cittadini domiciliati e residenti nel territorio -rispettivo: fra i quali sono compresi gli ecclesiastici -secolari. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 36.</i> Nella penisola, nelle isole e nelle possessioni -adiacenti si convocheranno sempre queste <i>Giunte</i> la prima -domenica del mese di ottobre dell'anno precedente a quello -della convocazione delle <i>Corti</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 37.</i> Nelle provincie di oltremare si convocheranno -tali <i>Giunte</i> la prima domenica del mese di dicembre, e quindici -mesi prima della convocazione delle <i>Corti</i>, in seguito -dell'avviso che per le une e per le altre dovranno dare anticipatamente -le pubbliche autorità. -</p> - -<p> -<i>Art. 38.</i> Nelle <i>Giunte</i> di parrocchia si nominerà un elettore -parrocchiale per ogni 200 capi di famiglia. -</p> - -<p> -<i>Art. 39.</i> Quando il numero de' capi di famiglia della parrocchia -ecceda quello di trecento, sebbene non giunga a -400 si nomineranno due elettori, quando ecceda il numero -di 500, ne saranno nominati tre e cosí progressivamente. -</p> - -<p> -<i>Art. 40.</i> Nelle parrocchie, il di cui numero di capi di famiglia -non ascende a dugento né a cencinquanta almeno, si -nominerà un elettore: nelle parrocchie in cui non si abbia -almeno questo numero, i capi di famiglia si riuniranno a -quei dell'altra immediata, che riuniti nomineranno l'elettore, -o gli elettori, in proporzione del numero che risulti dalla -loro riunione. -</p> - -<p> -<i>Art. 41.</i> La <i>Giunta</i> parrocchiale eleggerà a pluralità di -voti undici <i>compromessarî</i>:<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a> ed essi nomineranno in seguito -un elettore parrocchiale. -</p> - -<p> -<i>Art. 42.</i> Quando nella <i>Giunta</i> parrocchiale dovessero eleggersi -due elettori parrocchiali, si nomineranno preventivamente -ventuno <i>compromessarî</i>. Quando il numero degli -elettori fosse di tre, quello dei <i>compromessarî</i> sarà di trentuno. -Lo stesso numero di trentuno compromessarî dovrà -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -impiegarsi in tutti gli altri casi successivi che progressivamente -potranno occorrere, onde schivare la confusione. -</p> - -<p> -<i>Art. 43</i>. Ad oggetto di proporzionare dei mezzi facili e -pronti anche alle piú piccole popolazioni, rimane stabilito -che la parrocchia, i di cui capi di famiglia ascendano a -venti nominerà un <i>compromessario</i>: la parrocchia che abbia -trenta o quaranta capi di famiglia, nominerà due <i>compromessarî</i> -e cosí via. La parrocchia che avesse meno di venti -di detti capi, si riunirà alla piú immediata per la elezione -dei <i>compromessarî</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 44.</i> I <i>compromessarî</i> delle parrocchie delle piccole -popolazioni eletti nel modo additato, si riuniranno nel sito -piú atto all'uopo: o quando il numero monti a undici o a -nove almeno nomineranno un elettore parrocchiale; se il -numero dei <i>compromessarî</i> monti a ventuno o almeno a diciassette, -nomineranno due elettori parrocchiali; quando il -numero dei <i>compromessarî</i> monti a trentuno, nomineranno -tre elettori o quelli che corrispondano al loro numero. -</p> - -<p> -<i>Art. 45.</i> Per essere nominato elettore parrocchiale si richiede -la qualità di cittadino, l'età di 25 anni compiti ed -essere domiciliato nella parrocchia. -</p> - -<p> -<i>Art. 46.</i> Le Giunte delle parrocchie saranno presiedute -dal corpo politico o dell'<i>alcaide</i><a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a> della città, paese o villaggio -dove si congregassero: e dovrà assistervi il parroco -per maggiore solennità dell'atto. Se in uno stesso luogo, per -ragione di numero, dovessero congregarsi due o piú <i>Giunte</i> -una di queste verrà presieduta dal capo politico o dall'<i>alcaide</i> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -del luogo, l'altra dall'altro <i>alcaide</i> e le rimanenti da -<i>reggitori</i> eletti a sorte. -</p> - -<p> -<i>Art. 47.</i> Giunta l'ora della riunione che seguirà nelle case -comunali, o ne' luoghi ove sia solito riunirsi, dopo che i -cittadini vi sieno giunti, passeranno insieme riuniti col di -loro presidente alla parrocchia. In questa sarà quindi celebrata -la messa solenne dello Spirito Santo dal parroco che -pronunzierà altresí un discorso analogo alla circostanza. -</p> - -<p> -<i>Art. 48.</i> Terminata la messa ritorneranno al luogo donde -partirono, ed in esso si darà principio alla <i>Giunta</i>, nominando -a questo riguardo, due scrutinatori ed un segretario -tra i cittadini presenti: tutto a porta aperta. -</p> - -<p> -<i>Art. 49.</i> Ciò seguito, domanderà il presidente se alcuno -dei cittadini avesse doglienza alcuna da esporre, subornazione -o corruzione, onde l'elezione ricada su qualche persona -determinata che quando ciò fosse, dovrà immantinenti -farsene pubblico processo verbale. Risultando certa l'accusa, -saranno i delinquenti privati di voce attiva e passiva; risultando -calunniosa, soffriranno i calunniatori la stessa pena: -e di tal giudizio non si ammetterà gravame alcuno. -</p> - -<p> -<i>Art. 50.</i> Se sorgessero dubbi su d'alcuno dei presenti, -quanto alla concorrenza in questi delle qualità richieste per -votare, la stessa <i>Giunta</i> deciderà sull'istante ciò che ne -pensa; e le sue decisioni si eseguiranno senza gravame alcuno -per questa sola volta, e per questo solo effetto. -</p> - -<p> -<i>Art. 51.</i> Si procederà in seguito e senza ritardo alcuno -alla nomina dei <i>compromessarî</i>. A tal uopo ogni cittadino -si avvicinerà alla tavola presso di cui seggono il presidente, -gli scrutinatori ed il segretario, e nominerà un numero di -persone uguale a quello dei <i>compromessarî</i> da eleggersi. Il -segretario formerà un elenco dei nomi delle persone nominate, -e ciò in presenza del nominatore. Tanto in questo, -quanto negli altri atti d'elezione, niuno potrà dare il voto -a se stesso sotto pena di perdere il dritto di votare. -</p> - -<p> -<i>Art. 52.</i> Terminato questo primo atto d'iscrizione, il -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -presidente, gli scrutinatori ed il segretario scrutineranno -le liste formate, indi verranno pubblicati ad alta voce dal -segretario i nomi dei cittadini eletti compromessarî per aver -riunito un numero maggiore di voti. -</p> - -<p> -<i>Art. 53.</i> I <i>compromessarî</i> nominati si ritireranno in luogo -separato da scegliersi dalla <i>Giunta</i> e conferendo fra essi procederanno -alla nomina dell'elettore o degli elettori di quella -parrocchia, eleggendo la persona o le persone che riuniscono -piú della metà dei voti. Ciò fatto si nominerà tal -nome dalla <i>Giunta</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 54.</i> Il segretario distenderà un atto firmato da esso -dal presidente e dai <i>compromessarî</i> e ne darà copia firmata -dalle stesse persone all'eletto o agli eletti onde possano far -constare la di loro nomina. -</p> - -<p> -<i>Art. 55.</i> Niun cittadino potrà scusarsi a queste funzioni -per qualsivoglia motivo o pretesto. -</p> - -<p> -<i>Art. 56.</i> Nella <i>Giunta</i> parrocchiale niun cittadino potrà -presentarsi armato. -</p> - -<p> -<i>Art. 57.</i> Seguita che sarà la nomina degli elettori, la -<i>Giunta</i> verrà immantinenti sciolta; e sarà nullo qualunque -altro atto in cui volesse ingerirsi. -</p> - -<p> -<i>Art. 58.</i> I cittadini che han composta la <i>Giunta</i> si trasferiranno -nuovamente alla parrocchia, ove si canterà un -<i>Te Deum</i> solenne, conducendo l'elettore ossia elettori fra -essi, il presidente gli scrutinatori ed il segretario. -</p> - -<p class="center"> -CAPITOLO IV. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Delle giunte elettorali di partito</span><a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a>. -</p> - -<p> -<i>Art. 59.</i> Le Giunte elettorali di Partito si comporranno -di elettori parrocchiali che dovranno congregarsi nel capoluogo -di ogni <i>partito</i> ad oggetto di nominare l'elettore o -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -gli elettori, i quali debbono in seguito trasferirsi nel capoluogo -della provincia, onde eleggere i deputati per le -<i>Corti</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 60</i>. Queste <i>Giunte</i> si convocheranno sempre nella -penisola, nelle isole e nelle possessioni adiacenti, la prima -domenica del mese di novembre dell'anno antecedente a -quello in cui debbono formarsi le <i>Corti</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 61.</i> Nelle provincie d'oltre mare si convocheranno -tali <i>Giunte</i> la prima domenica del mese di gennaio prossimo -seguente a quello di dicembre in cui siensi convocate -le <i>Giunte</i> di parrocchia. -</p> - -<p> -<i>Art. 62.</i> Per conoscere il numero degli elettori che ogni -partito deve nominare si attenderà ai seguenti precetti: -</p> - -<p> -<i>Art. 63.</i> Il numero degli elettori di partito sarà il triplo -di quello dei deputati che debbonsi eleggere. -</p> - -<p> -<i>Art. 64.</i> Se il numero dei <i>partiti</i> della provincia fosse -maggiore di quello degli elettori che si richiedono in conformità -dell'articolo precedente, per la nomina dei deputati -che gli corrispondono, si nominerà, ciò non ostante, un elettore -per ogni partito. -</p> - -<p> -<i>Art. 65.</i> Se il numero dei partiti fosse minore di quello -degli elettori che debbonsi nominare, ciascun partito ne -eleggerà uno, due, tre o piú, fino al completo del numero che -si richiede. Se mancasse un elettore, verrà questi nominato -dal <i>partito</i> che abbia maggiore popolazione; se ne mancasse -un secondo sarà nominato dal partito immediato che -piú abbondi in popolazione e cosí successivamente. -</p> - -<p> -<i>Art. 66.</i> Dopo ciò che si è stabilito negli art. 31, 32, 33 -e nei tre ultimi precedenti, il censimento determina quanti -deputati corrispondono ad ogni provincia e quanti elettori -ad ogni partito. -</p> - -<p> -<i>Art. 67.</i> Le Giunte elettorali di <i>partito</i> verranno presiedute -dal capo politico o dal primo <i>alcaide</i> del capoluogo -del partito: ed a questi funzionari si presenteranno -gli elettori parrocchiali muniti dei documenti che assicurino -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -la di loro elezione, onde i di loro nomi vengano registrati -nel libro in cui debbono distendersi gli atti della -Giunta. -</p> - -<p> -<i>Art. 68.</i> Nel giorno stabilito si riuniranno gli elettori -di parrocchia col presidente nelle sale decurionali, a porte -aperte, e daranno principio alle di loro funzioni colla nomina -d'un segretario e di due scrutinatori scelti tra' medesimi -elettori. -</p> - -<p> -<i>Art. 69.</i> Gli elettori presenteranno in seguito il certificato -della di loro nomina, onde essere esaminati da essi -segretario e scrutinatori, ove dovranno nel giorno seguente -informare se i certificati presentati siano o no in regola. I -certificati del segretario e degli scrutinatori saranno quindi -esaminati da una commissione composta di tre individui -della Giunta nominati a questo oggetto: ed essi dovranno -del pari nel giorno seguente informare della validità di tali -documenti. -</p> - -<p> -<i>Art. 70.</i> In questo giorno, dopo che saranno nominati -gli elettori parrocchiali, si leggeranno gli informi che risulteranno -da' certificati presentati: e se vi sia cosa da opporre -agli accennati documenti, o agli elettori per mancanza -di alcuna delle circostanze richieste, la <i>Giunta</i> deciderà -definitivamente, senza interrompere le sue funzioni, ciò -che ne giudichi: e tali giudizi verranno eseguiti senza -gravame. -</p> - -<p> -<i>Art. 71.</i> Terminato questo atto gli elettori parrocchiali -col di loro presidente si trasferiranno alla Chiesa maggiore, -ove si canterà la messa solenne dello Spirito Santo dall'ecclesiastico -di maggiore dignità che pronunzierà altresí un -discorso analogo alle circostanze. -</p> - -<p> -<i>Art. 72.</i> Dopo quest'atto religioso si restituiranno tutti -alle case comunali: gli elettori si sederanno senza preferenza -alcuna; ed il segretario leggerà alla di loro presenza -questo capitolo della Costituzione. Il presidente quindi -farà la stessa domanda enunciata nell'art. 49 ed a questo -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -riguardo si osserverà quanto si prescrive nel medesimo articolo. -</p> - -<p> -<i>Art. 73.</i> Si procederà immantinente alla nomina dell'elettore, -o degli elettori di <i>partito</i>, eleggendoli da uno in uno -per mezzo di scrutinio segreto, e con cartelli, nei quali -sia notato il nome della persona che si elegge. -</p> - -<p> -<i>Art. 74.</i> Tosto che siensi presi tutti i voti nella forma -prescritta, il presidente, il segretario e gli scrutinatori li -ordineranno, e rimarrà eletto quegli che ne abbia avuto -almeno un voto piú della metà: ciò fatto, il presidente -pubblicherà ciascuna elezione. Se niuno avesse riunito la -pluralità assoluta di voti, pe' due che abbiano ottenuto il -maggior numero si praticherà un secondo scrutinio, e rimarrà -eletto quegli che abbia raccolto il maggior numero -di voti. Nel caso di parità deciderà la sorte. -</p> - -<p> -<i>Art. 75.</i> Per essere eletti di <i>partito</i> si richiede la qualità -di cittadino nell'esercizio dei suoi diritti: l'età di venticinque -anni almeno compiti e quella di capo di famiglia -residente nel <i>partito</i> benché sia secolare, o ecclesiastico -secolare. Nel fissare la circostanza di residente nel <i>partito</i> -si è avuto presente quella elezione che potrebbe ricadere -o nei cittadini che compongono la <i>Giunta</i> o in quelli assenti -da questa. -</p> - -<p> -<i>Art. 76.</i> Il segretario distenderà un atto firmato da esso, -dal presidente e dagli scrutinatori e ne darà copia firmata -dalle stesse persone all'eletto, o agli eletti, onde possano -far constare la di loro nomina. Il presidente della <i>Giunta</i> -rimetterà altra copia conforme firmata da esso e dal segretario -al presidente della <i>Giunta</i> della provincia ove l'elezione -avvenuta sarà iscritta nei pubblici fogli. -</p> - -<p> -<i>Art. 77.</i> Nelle Giunte elettorali di <i>partito</i> si osserverà -quanto si previene per le <i>Giunte</i> elettorali di parrocchia -negli art. 55 e 58. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -</p> - -<p class="center"> -CAPITOLO V. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Delle giunte elettorali di provincia.</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 78.</i> Le Giunte elettorali di provincia si comporranno -dagli elettori di tutti i <i>partiti</i> della medesima, che si riuniranno -nel capoluogo ad oggetto di nominare i corrispondenti -deputati per assistere presso le <i>Corti</i> in qualità di -rappresentanti della nazione. -</p> - -<p> -<i>Art. 79.</i> Queste Giunte si convocheranno sempre nella -penisola e nelle isole adiacenti la prima domenica del mese -di dicembre dell'anno antecedente a quello della formazione -delle <i>Corti</i>. -</p> - -<p> -<i>Art. 80.</i> Nelle provincie d'oltremare si convocheranno -la seconda domenica del mese di marzo dell'anno stesso in -cui si convochino le Giunte di partito. -</p> - -<p> -<i>Art. 81.</i> Le Giunte elettorali di provincia saranno presiedute -dal capo politico del capoluogo della provincia a cui -si presenteranno gli elettori di partito muniti del documento -della di loro elezione, onde i nomi di essi vengano notati -nel libro in cui si debbono distendere gli atti della Giunta. -</p> - -<p> -<i>Art. 82.</i> Nel giorno designato si riuniranno gli elettori -col presidente, a porte aperte, nelle case comunali, o in altro -edifizio che si giudichi piú convenevole per adempire un -atto cosí solenne. Daranno quindi principio alle di loro funzioni -colla nomina a pluralità di voti d'un segretario e di -due scrutinatori scelti fra gli stessi elettori. -</p> - -<p> -<i>Art. 83.</i> Se ad alcuna provincia corrisponda un sol depurato, -concorreranno nella di lui nomina almeno cinque -elettori; distribuendosi questo numero tra i partiti che compongono -la provincia o formandone dei nuovi per questo -solo effetto. -</p> - -<p> -<i>Art. 84.</i> Si leggeranno i quattro capitoli della presente -Costituzione che trattano dell'elezione ed indi gli atti delle -elezioni fatte nei capiluoghi dei <i>partiti</i>, rimesse dai rispettivi -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -presidenti. Dovranno del pari gli elettori manifestare i certificati -della di loro nomina, ond'essere esaminati dal segretario -o dagli scrutinatori; e questi nel giorno seguente -dovranno rappresentare se quei documenti sieno o no in -regola. I certificati del segretario e degli scrutinatori sono -esaminati da una commissione composta di tre individui -della Giunta nominati a quest'oggetto, e dovranno essi altresí -dare nel giorno susseguente il di loro parere dei medesimi -documenti. -</p> - -<p> -<i>Art. 85.</i> Riuniti che saranno in questo giorno gli elettori -di partito si leggeranno gli informi rispettivi sui documenti -manifestati e se sorgessero dei dubbî da apporre a tali documenti, -agli elettori per deficienza di alcuna delle qualità -richieste la Giunta risolverà definitivamente, e senza interruzione -delle sue funzioni ciò che le sembri opportuno. -Queste risoluzioni saranno eseguite senza gravame. -</p> - -<p> -<i>Art. 86.</i> Gli elettori di <i>partito</i> col di loro presidente si -dirigeranno in seguito alla cattedrale, ove si canterà la messa -dello Spirito Santo; ed il vescovo pronunzierà un discorso<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>. -</p> - -<p> -<i>Art. 87.</i> Terminato quest'atto religioso, ritorneranno tutti -al luogo donde partirono; ed a porte aperte dopo che gli -elettori sieno seduti senza preferenza alcuna, farà il presidente -la stessa domanda esposta nell'art. 49, osservandosi -pienamente a questo riguardo, quanto si prescrive nell'articolo -medesimo. -</p> - -<p> -<i>Art. 88.</i> In seguito si procederà dagli elettori che sono -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -presenti alla elezione del deputato, o dei deputati, da uno -in uno; gli elettori a questo oggetto si avvicineranno alla -tavola presso di cui seggono il presidente, gli scrutinatori -ed il segretario, e questi nella presenza dei nominatori scriverà -nei registri il nome della persona da essi eletta. Il segretario -e gli scrutinatori saranno i primi a dare il loro voto. -</p> - -<p> -<i>Art. 89.</i> Subito che siensi presi tutti i voti; il presidente, -il segretario e gli scrutinatori gli ordineranno, e rimarrà -eletto quelli che abbia raccolto almeno un voto piú della -metà. Se niuno avesse raccolto la pluralità assoluta dei voti, -pei due che ne avessero ottenuto il maggior numero si -praticherà un secondo scrutinio, e rimarrà eletto quegli che -riunisca la pluralità. Terminata l'elezione sarà immantinente -pubblicata dal presidente. -</p> - -<p> -<i>Art. 90.</i> Dopo l'elezione dei deputati si procederà a -quella dei supplenti collo stesso metodo e forma; ed il di -loro numero sarà in ogni provincia la terza parte dei suoi -corrispondenti deputati. Se ad alcuna provincia spettasse -soltanto la elezione di uno, o di due deputati, eleggerà ciò -non ostante un deputato supplente. Questi assisteranno -presso le <i>Corti</i> sempre quando si verifichi la morte del -proprietario o a parere delle stesse Corti la sua impossibilità -di rappresentare, e ciò in qualunque tempo che avvenga -o l'uno o l'altro accidente, dopo seguita la elezione. -</p> - -<p> -<i>Art. 91.</i> Per essere deputato si richiede la qualità di cittadino -nello esercizio dei suoi diritti: l'età di venticinque -anni compiuti, e la nascita nella stessa provincia, o il domicilio -in essa con sette anni almeno di residenza, tanto se -sia del ceto secolare quanto dell'ecclesiastico secolare. -</p> - -<p> -Nel fissare l'accennata residenza si è avuto presente che -l'elezione può ricadere nei cittadini che compongono la -Giunta e nei cittadini assenti di questa. -</p> - -<p> -<i>Art. 92.</i> Per essere deputato di Corti si richiede altresí -il possesso d'una proporzionata rendita annuale procedente -dai beni proprî. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p> -<i>Art. 93.</i> La disposizione dell'articolo precedente rimane -sospesa sino a che le <i>Corti</i> che dovranno riunirsi, dichiarino -essere giunto il momento e disegnino cosí la quota -della rendita, come la qualità dei beni da cui debba procedere. -Ciò che le Corti decideranno a quell'epoca, si terrà -per costituzionale, e come se fosse qui espresso. -</p> - -<p> -<i>Art. 94.</i> Se avvenisse che la stessa persona sia eletta -dalla provincia di sua nascita, e da quella in cui sta domiciliata -sussisterà la elezione per causa di domicilio; e per -la provincia di sua nascita verrà presso le Corti il supplente -a cui corrisponda<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a>. -</p> - -<p> -<i>Art. 95.</i> Le segreterie di Stato, i consiglieri di Stato, e -tutti coloro che occupano impieghi della casa reale non -potranno essere eletti deputati. -</p> - -<p> -<i>Art. 96.</i> Neppure potrà essere eletto deputato qualunque -straniero; sebbene abbia ottenuto decreto di nazionalità. -</p> - -<p> -<i>Art. 97.</i> Niuno impiegato pubblico nominato dal governo -potrà essere eletto deputato per la provincia in cui esercita -le sue funzioni. -</p> - -<p> -<i>Art. 98.</i> Il segretario distenderà l'atto della elezione, e -lo firmerà una col presidente e con tutti gli elettori. -</p> - -<p> -<i>Art. 99.</i> Tutti gli elettori in seguito, senza esenzione, daranno -a tutti, ed a ciascuno dei deputati eletti ampli poteri -nella forma che in appresso si prescrive, onde presentarsi -nelle <i>Corti</i>. Ciascun deputato dovrà separatamente ricevere -una copia uniforme di tali poteri. -</p> - -<p> -<i>Art. 100.</i> I poteri saranno concepiti nei termini seguenti: -</p> - -<p> -Nella città, o villaggio di..... il giorno..... del mese di..... -dell'anno.... nella sala di.... essendosi congregati i signori -(<i>seguiranno i nomi del presidente e degli elettori</i>) hanno dichiarate -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -innanzi a me pubblico notaro ed a testimoni chiamati -a quest'oggetto, che essendosi proceduto in conformità -della Costituzione politica della Monarchia Spagnola, -alla nomina degli elettori parrocchiali e di partito, con -tutte le solennità prescritte dalla stessa Costituzione, siccome -constava dai certificati originali a questo riguardo; -ed essendosi riuniti in seguito gli elettori suddetti dei <i>partiti</i> -della provincia di...... del corrente anno...... mese...... -giorno...... hanno nominato i deputati che in nome di questa -provincia debbano concorrere per rappresentarla alle -Corti, e che furono eletti per tali deputati dalla stessa provincia -i signori N. N. N. siccome consta dall'atto disteso -e firmato. Per conseguenza i nominati elettori concedono -ampli poteri ai medesimi deputati insieme riuniti ed a ciascuno -d'essi in particolare, onde adempiere e disimpegnare -le auguste funzioni dei di loro incarichi<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>. -</p> - -<p> -E perché riuniti cogli altri deputati di Corti come rappresentanti -della Nazione Spagnola possano concedere e -risolvere quanto giudichino convenevole al bene generale -della stessa, dovendo in ciò usare delle facoltà fissate dalla -Costituzione, e conservarsi nei limiti prescritti da questa, -senza poter derogare, alterare o variare in modo e sotto -pretesto alcuno niuno dei suoi articoli, gli stessi elettori -quindi in virtú di tutte le facoltà ad essi concedute per -l'adempimento del presente atto si obbligano, tanto in nome -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -proprio quanto in quello di tutti i capi di famiglia di questa -provincia a tener per valido, ubbidire ed adempiere tutto -ciò che i nominati deputati di Corti facessero, e tuttociò -che da queste si risolvesse in conformità della Costituzione -politica della Monarchia Spagnola<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a>. Tanto hanno dichiarato -e concesso in presenza dei testimoni N. N. che insieme -con essi elettori si sono firmati. Di tutto ciò fò -fede, ecc. -</p> - -<p> -<i>Art. 101.</i> Il presidente, gli scrutinatori e il segretario rimetteranno -immantinenti una copia da essi firmata dell'atto -seguito delle elezioni alla deputazione permanente delle -<i>Corti</i>, e procureranno che tali elezioni si pubblichino per -mezzo della stampa, e di queste si spedisca copia ad ognuna -delle popolazioni della provincia. -</p> - -<p> -<i>Art. 102.</i> I deputati godranno d'una indennità a carico -delle rispettive Provincie e la di cui quantità verrà fissata -dalle <i>Corti</i> nel second'anno d'ogni deputazione generale. -A' deputati d'oltremare si abbonerà altresí per ispesa di gita -e ritorno la somma che giudichino necessaria le rispettive -Provincie a cui appartengono. -</p> - -<p> -<i>Art. 103.</i> Nelle <i>Giunte</i> elettorali della Provincia si osserverà -quanto si prescrive negli art. 55-58. In queste Giunte -rimarrà luogo ciò che si prescrive nell'art. 328<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>. -</p> -</div> - -<p> -Stabilite cosí le cose, niente altro rimaneva a fare -che nominare i deputati al solenne Congresso. -</p> - -<p> -Nei tre mesi che precedettero le elezioni è fama -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -che Ferdinando I passeggiando pei dorati saloni -della sua reggia esclamasse in presenza dei suoi -cortigiani piú devoti: — Sono nato libero e voglio -morir libero! Significando che la sua libertà non -era compatibile con quella dei suoi popoli. Certo -che in quei giorni si mostrò sempre poco inchinevole -al nuovo ordine di cose e non solo cessò -di frequentare i teatri dei quali era amantissimo, -ma si astenne dall'andare alla parata di Piedigrotta, -il dí 8 di settembre, cosa che destò quasi uno -scandalo in Napoli<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>. -</p> - -<p> -Ora bisogna notare che le provincie essendo -tenute in ordine dall'esercito, ed essendo i militari -elettori di primo grado, grande fu la loro influenza -sugli elettori. I ministri ne aspettavano con -ansia i risultati temendo che fossero scelti a deputati -i patriotti piú caldi e piú avventati. -</p> - -<p> -Pure fra i settantadue eletti nel Napoletano pochissimi -avevano voce di sfrenati Carbonari. Dei -deputati uno era cardinale<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>, nove sacerdoti, -ventiquattro possidenti, otto professori di scienze, -undici magistrati, due impiegati del governo, nove -dottori, cinque militari e tre negozianti. -</p> - -<p> -Le elezioni furono fatte <i>onestissimamente</i> ed il -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -Colletti si lagna che vi furono eletti due nobili -unicamente. Ecco le sue precise parole: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -I collegi elettorali mostraronsi avversi all'antica nobiltà, -cui spesso disonestamente impedivano il diritto comune di -dare il voto. Furono ingiusti ed ingrati, perciocchè la legge -non esclude i nobili; e non vi ha in Napoli altra nobiltà -che di nome e questi nomi, Colonna, Caracciolo, Pignatelli, -Serra diedero alla scure il primo sangue per amore -di nobiltà<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>. -</p> -</div> - -<p> -Terminate le elezioni, venuti gli eletti a Napoli -si ebbero le sessioni preparatorie, che si tennero -nell'antica biblioteca di Monteoliveto, e si -fissò il giorno della solenne apertura. -</p> - -<p> -Ferdinando I avrebbe voluto che mai fosse realmente -giunto questo giorno, e, quando vide che -non era piú possibile indietreggiare d'un passo solo, -fece sentire pel Conte Zurlo che avrebbe dato l'incarico -d'assistere alla cerimonia al figlio Francesco -quale suo vicario. -</p> - -<p> -I deputati energicamente risposero che ove il -Re perseverasse in tale idea, essi non si sarebbero -radunati ed avrebbero invitato il generale -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -Pepe<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>, a nome del bene pubblico, a non deporre -il comando. Il Re intimidito promise di -recarsi all'apertura del Congresso e di giurare. -</p> - -<p> -Nell'ultima seduta tenuta dalla Giunta preparatoria -si diede lettura di una lettera del ministro -dell'interno, colla quale invece della chiesa di -San Sebastiano si prescriveva per la cerimonia -quella dello Spirito Santo a Toledo, molto piú -vasta ed adatta all'uopo<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>. -</p> - -<p> -In quest'ultima adunanza furono eletti il presidente, -il vicepresidente, ed i segretari del Parlamento, -che nello stesso giorno 28 di settembre -si recarono al Palazzo dove furono, pomposamente, -ricevuti dal Re. Prese pel primo la parola il Cardinale -Firrao proponendo che s'ordinasse un triduo -all'Altissimo. Il Re approvò la proposta e promise -formalmente d'intervenire all'apertura del Congresso. -</p> - -<p> -Ed eccoci alla cerimonia che entusiasmò fino -al delirio i Napoletani, accorsi da tutte le parti -della città e dei paesi vicini nella strada antica di -Toledo fin dalle prime ore del giorno gremendone -le tre vaste piazze maggiori<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>. -</p> - -<p> -Il primo d'ottobre milleottocentoventi capitò -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -anche di domenica ed appunto perciò fu maggiore -il concorso del popolo. -</p> - -<p> -Dalle prime ore del mattino il corpo delle truppe -della guarnigione di Napoli e dei militi nazionali -della Capitale e delle provincie erano disposte in -due ale del reale palazzo lungo la strada di Toledo -fino all'ingresso della chiesa dello Spirito -Santo. -</p> - -<p> -Il recinto in essa riserbato al Parlamento era -separato dal resto della chiesa da una ringhiera -<i>che lo</i> rendeva <i>visibile a tutti ma separato dagli -spettatori</i><a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a>. -</p> - -<p> -Il Re uscí dal palazzo alle dodici, quando già -i deputati ed i ministri erano al luogo convenuto -nel quale entrarono, come poco dopo anche il -Sovrano, per una porta interna che dà nel Conservatorio -omonimo. Precedevano il Re la scorta -della cavalleria della guardia e le carrozze, nella -prima delle quali era la duchessa di Calabria, Maria -Isabella infante di Spagna<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a>, col duca di Noto -Ferdinando suo figlio, che allora aveva soli dieci -anni compiuti<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>; nella seconda gli infanti Carlo -principe di Capua e Leopoldo conte di Siracusa; -nella terza il principe di Salerno Leopoldo -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -Giovanni<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a>; e nella quarta le principesse Cristina -e Antonietta, che dovevano andare incontro al Re -al suo arrivo alla sala della cerimonia. Una deputazione -di 22 rappresentanti della Nazione ricevettero -questi personaggi reali accompagnandoli -alla tribuna<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>. Seguiva il corteggio del Re, che -era aperto da un distaccamento di usseri e dragoni -della guardia di sicurezza <i>in avanti</i> che serviva al -buon ordine della strada, lo stato maggiore del -governo di Napoli, lo stato maggiore dei militi -nazionali di Napoli, un distaccamento delle guardie -nazionali a cavallo, gli alabardieri, i battitori della -cavalleria della guardia, le carrozze con la corte -di Sua Maestà<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a>. Dopo un distaccamento di cavalleria -della guardia, incedeva pianamente fra gli -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -applausi dei popolani — dice il Pepe nelle sue -Memorie — senza entusiasmo<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a> la carrozza del -Re col principe ereditario. Immediatamente cavalcava -allo sportello Guglielmo Pepe come generale -in capo dell'esercito costituzionale. Chiudeva lo -splendido corteggio reale uno squadrone di cavalleria -della guardia, ed un distaccamento della guardia -reale a piedi. -</p> - -<p> -Una salva d'artiglieria annunziò il suo arrivo ed -una commissione di deputati venne ad incontrarlo<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>. -</p> - -<p> -Il Re era assistito dal suo maggiordomo maggiore, -dal capitano delle guardie, dal cavallerizzo -maggiore e dal somigliere del corpo che stavano -dietro la sedia del Sovrano. I ministri ed il generale -comandante dell'esercito costituzionale e -tutta l'assemblea era in piedi al suo arrivo. Seduto -sul trono aveva alla destra il principe ereditario, -ed il principe di Salerno e i Segretari di -Stato lo circondavano. Alla sua destra era un <i>tabouret</i>, -sul quale erano deposte la corona e lo scettro -d'oro. Il presidente del parlamento era a mano -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -destra del trono, ma dopo gli scalini e sul pavimento -della sala; i segretarii dirimpetto al presidente -di contro ad un piccolo tavolo sul quale -era il libro degli Evangeli. -</p> - -<p> -Il Re fece un cenno, il presidente si accostò col -libro santo nelle mani ed il Sovrano stesa su di -esso la destra pronunciò il giuramento mentre il -segretario Berni leggeva la formola scritta, da noi ripetuta -già poco innanzi. Le ultime parole erano appena -pronunziate che furono ricoperte dalle grida di -gioia del popolo<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>. Dopo, il cavaliere Galdi sorse -quale presidente del nuovo Parlamento a parlare: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="indl"> -Sacra reale maestà. -</p> - -<p> -L'eterne leggi con le quali la Provvidenza regola e compone -l'ordine dell'Universo, la loro costanza e la loro apparente -discordia stessa, considerate dall'uomo religioso non -men che filosofo, e quindi ridotte a chiari teoremi ed a -formole generali, costituiscono il codice delle verità di uso -comune a tutti i popoli inciviliti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p> -Se al contemplator geologo faran meraviglia il cangiato -aspetto delle isole e delle terre, i laghi, ed i mari disseccati, -i nuovi continenti sorti dal seno delle onde, l'abbassamento -delle montagne, le piante e gli animali totalmente -spariti dalla superficie del globo, e quelli che vi si rinvengono -di nuova creazione; non minor maraviglia recar debbono -al filosofo politico le vicessitudini delle nazioni, delle -monarchie, delle repubbliche ed i cangiati costumi, le cangiate -leggi, ed i cangiati governi e la loro grandezza e decadenza -le cause che le producono. -</p> - -<p> -Quell'energica forza della natura che fa cambiare di continuo -l'aspetto del mondo fisico, tende ancora di continuo a -far lo stesso del mondo morale. Ma l'Autor del tutto sostiene -da solo con l'onnipossente mano, e conserva la gran -mole dell'Universo; ed affida all'uomo, ai monarchi, ai governi -il conservar l'ordine morale e civile dei popoli; quindi -solo all'uomo di squisiti sensi, di ragion penetrante, un raggio -infuse dell'eterna luce, lo rese inclinato alla sociabilità, a -riunirsi in famiglia, in città e quindi a comporsi uno Stato -bene organizzato, onde gradatamente poi nacquero le grandi -società ed i grandi Imperi. -</p> - -<p> -Finché l'uomo seguí i dettami della ragione e della giustizia, -di poche semplicissime leggi ebbero bisogno le società -civili: non vi furono ostinate guerre e frequenti: i vecchi -Patriarchi ressero il tutto e non trovarono nei loro figli e -concittadini che obbedienza e rispetto. Ma sopraggiunsero -le ricchezze e l'ambizione di dominio, crebbero i bisogni -delle società, crebbero i delitti, e divennero necessarii complicati -codici di legislazione. In mezzo a queste vicissitudini -nacque la funesta discordia civile, mostro che ha mille diverse -lingue, mille aspetti e sotto mendicati pretesti va divorando -le popolazioni della terra. Si credé di poter rimediare -a tanti mali con nuove leggi, ma spesso inefficaci, -perché mal sostenute dai costumi; si ricorse alla viva forza, -e si aberrò fra gli eccessi della tirannide e della demagogia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p> -Talvolta per accrescere la felicità dei popoli si affrettò la -loro rovina, facendo pompa d'uno spirito esagerato d'innovazione -e di perfettibilità; e dall'altra parte, credendosi -tanti mali della società prodotti dal filosofismo, si gridò -contro le scienze e gli scienziati e si corse verso la barbarie. -</p> - -<p> -Per questi vizii caddero in rovina i piú fiorenti imperi, -quando credeansi giunti all'apice della loro grandezza e -perché dominati dalla superbia e dall'avarizia, mentre senza -tali sforzi della politica astratta, e solo per qualche resto di -virtú antica, si rivelarono vegeti e robusti quelli che credeansi -prossimi al loro decadimento. Restava ed ancor resta -a sciogliersi il gran problema di moderare l'orgoglio delle -nazioni nella loro grandezza e prosperità e di rincorarne lo -spirito abbattuto dall'oppressione e dalle ingiustizie; ma il -dito solo della Provvidenza, coll'onorata scuola delle sventure -poteva indicare ai monarchi ed alle nazioni, la stella -polare che doveva salvarli dall'oceano dei mali. -</p> - -<p> -Questa stella consisteva in una Costituzione saggia, moderata, -figlia di maturo sapere e di matura esperienza. Questa -dovea consistere in un patto sociale che sottraesse i popoli -dalle violenze dei governi arbitrari, e i governi moderati -dalle esagerate pretensioni dei popoli; in un patto voluto -dall'utile universale, sanzionato dalla religione piú augusta, -e che giungesse finalmente a comporre le due cose pria -credute insociabili, la libertà ed il principato. Verso il declinare -del passato secolo, le cose d'Europa giunsero a tale -di esser divenuto necessario il ricomporre i patti sociali. Ma -dov'erano i Re, padri amorosi dei popoli? E dove erano i -popoli figli obbedienti dei Re? I rimedi ai quali si ricorse -furon veleni per l'ordine sociale; fummo minacciati di nuova -barbarie e delle tenebre di notte eterna. Ed ancora non -poche nazioni vanno fluttuando nell'incertezza di loro sorte: -non trovano il vero punto di equilibrio ove fissarsi e nol -troveranno per lungo tempo, se la divina mano del Creatore -non le ricompone in miglior ordine, come intorno al -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -sole, per le leggi di gravità, stabilí le orbite dei pianeti nel -dí che trasse il mondo dal caos. -</p> - -<p> -In mezzo alle sventure universali di Europa, le ultime -Spagne erano state vie maggiormente afflitte da tutti i mali, -onde Iddio suol fare esperienza della costanza d'un popolo. -Quasi soggiogate da un bellicoso, e fino a quel momento -creduto invincibile esercito straniero; il commercio distrutto, -le colonie ribellate, espugnati i baluardi della penisola, incenerita -la marina, sbaragliato l'esercito, prigioniero il Re; -quando alla voce della religione e dell'onor nazionale si -rammentano gli Ispani esser discendenti dei Consalvi e dei -Mendozza corrono alle armi, debellano il nemico, liberano -dai suoi timori l'Europa, riconquistano le loro franchigie e -riconquistano il loro Re; si formano una Costituzione che -ha servito a noi di modello, e che non sarà inutil monumento -di ragion politica alle nazioni dell'universo. -</p> - -<p> -Signore, questa costituzione è figlia di lunga esperienza, -e di quel che meglio dettarono i pubblicisti d'Europa dalla -metà del passato secolo finora. Ella sembra aver colto il -vero punto di riposo e di contatto fra i diritti dei popoli e -le prerogative dei monarchi. Ella ha saputo distribuire ai figli -l'avuta eredità, lasciando al padre una ragionevole latitudine -nelle sue disposizioni, è lontana da tutti gli estremi -viziosi che lasciano sempre nell'incertezza le sorti delle nazioni. -Questa costituzione procede e s'innalza con una maestosa -piramide, ne formano l'ampia e solida base la dichiarazione -dei dritti e doveri dei cittadini; prosegue, nelle ben -calcolale elezioni, assicurando una scelta di rappresentanti -nazionali, cui presiede sempre la religione, assiste al piú -ch'è possibile il voto universale, si allontanano i germi di -corruzione, si apre la strada al merito, che si fa passare al -vaglio di molteplici e severi esperimenti. Questa Costituzione -estesa definisce e circoscrive i limiti del potere legislativo, -quind'insensibilmente lo avvicina all'esecutivo per -mezzo del Consiglio di Stato e dell'Alta corte di giustizia -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -e pianta alla sommità dell'edifizio il Monarca in tutta la sua -grandezza circondato dai suoi ministri e da tutto lo splendore -e la forza del potere esecutivo: tutto è ordine e simmetria, -tutto solidamente costrutto; non resta luogo di aggiungere -né di togliere una pietra angolare del grande -edifizio senza deturparlo o farlo cadere in rovina. -</p> - -<p> -Qual'è durerà immoto ed indistruttibile come la gran piramide -di Egitto che da quaranta secoli sfida il tempo e le -stagioni, e rimarrà a sostenerne gli oltraggi per quaranta secoli -ancora. -</p> - -<p> -S. R. M. Signore, noi abbiamo giurata colle lagrime agli -occhi e con religioso rispetto, questa Costituzione. Il popolo -ha veduta la nostra commozione e le nostre lagrime. -Vostra Maestà ancora ha giurato lo stesso, e 'l discendente -e l'erede della religione di S. Luigi e delle virtú civili di -Carlo III non giura invano. -</p> - -<p> -Ecco stabilito tra il Re ed il suo popolo un nuovo patto -sociale che assicura ad entrambi la loro quiete e la felicità -avvenire. Iddio d'Israele non sdegnò spesso di pattuire col -popolo eletto e perché lo sdegnerebbero i Re? -</p> - -<p> -Con questo fatto è assicurata la grandezza vostra, la vostra -gloria e le legittimità della vostra dinastia. Ella non riposa -piú sulla volontà d'un solo, non su precarie alleanze straniere, -ma su la volontà decisa di sette milioni di cittadini -pronti a versare l'ultima stilla del loro sangue in difesa della -religione degli Avi, della Patria e del Re. -</p> - -<p> -Quell'adorabile famiglia che vi fiorisce d'intorno, come -all'ombra del maestoso cedro del Libano crescono le sacre -palme, quei rampolli del vostro a noi sí caro primogenito -figlio, cresceranno anch'essi nelle avite e domestiche virtú: -dalla M. V. apprenderanno ad imitare le virtú degli avi, gli -arcani dei governi, la sana politica e la dura milizia. Uno -ne crescerà certamente tra essi, che di unita alle arti di pace -saprà coltivare quella della guerra. -</p> - -<p> -Egli accoppierà al brillante coraggio ed all'alma intrepida -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -di Francesco I e di Enrico IV, il saper militare del gran -Condé; e se, tolga il cielo l'augurio, sarà chiamato a combattere, -lo vedremo circondato dai bellicosi Marsi, di Dauni, -da Sanniti, da tutti i popoli della Magna Grecia e della -Trinacria alle frontiere del regno come l'Angelo del Signore -con l'adamantina spada stava alla difesa del Paradiso -terrestre. -</p> - -<p> -Ora finalmente, accettata e giurata la nostra Costituzione, -non sarà piú chimerica e sprecata invano nell'isola la forza -che ebbero nelle armi i nostri avi, ed il risorgimento della -marina; non piú inceppati i progressi dello spirito umano e -dell'istruzione pubblica; non disordinato e dilapidato l'erario; -non compromessa la dignità del Monarca e della nazione -nelle politiche transazioni. Le pagine del Codice di Astrea -rimarranno immuni da qualunque macchia e custodite da -incorruttibili sacerdoti; e il potente braccio e la volontà -della maestà vostra e le assidue e regolari cura del Parlamento -nazionale assicureranno sí bel retaggio fino alla nostra -piú remota paternità. Risorgeranno i Geleuci e gli Architi, -gli Archimedi ed i Tulli onore delle nostre regioni e del -genere umano: risorgeranno i bei monumenti dell'arte antica -su questa terra felice, riuniremo in una sola epoca tutti -gli onori, onde fummo presenti dal fiorire degli Italo-Greci -ai tempi d'Augusto, e dal regno di Alfonso di Aragona a -quelli di Carlo III. -</p> - -<p> -Deh! tu onnipotente Iddio, arridi dal Cielo a sí felice augurio: -conserva nel Re il padre e benefattore del popolo: -conserva nel popolo la famiglia ed il baluardo del Re: conserva -nel Parlamento nazionale il vigile custode delle nostre -Istituzioni e delle nostre leggi, e fa che viva e regni per -lunghi anni l'augusto nostro Ferdinando, sí che divenga il -Nestore dei Monarchi Costituzionali<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p> -Il re rispose brevemente cosí: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Gradisco sommamente i bei sentimenti e leali che il Parlamento -per l'organo del suo presidente mi esprime e spero -con la sua cooperazione vedere sempre piú felice e tranquilla -questa Nazione che per tanti anni ho governato e -governo. -</p> -</div> - -<p> -Indi Ferdinando primo, preso il discorso d'apertura, -lo porse al figlio Francesco, duca di Calabria -che lesse: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="indl"> -Signori Deputati, -</p> - -<p> -Incomincio dal render grazie a Dio che ha conservato -la mia vecchiezza, circondandomi di lumi pe' miei amatissimi -sudditi. In voi considero la nazione come una famiglia, -della quale potrò conoscere i bisogni e soddisfare i -voti. Non altro è stato mai il mio desiderio nel lungo regno -che il Signore mi ha concesso se non di ricercare il bene -e di seguirlo. Voi mi presterete d'ora innanzi la vostra -mano nell'adempimento di questo sacro dovere: ed io raccogliendo -dalla vostra propria voce i voti della nazione, -sarò liberato dall'incertezza di doverli interpetrare. Per conseguire -l'oggetto delle nostre comuni cure, io debbo richiamare -la vostra attenzione alle importanti operazioni che vi -sono commesse ed alle difficoltà che noi dobbiamo superare. -Il conoscer queste sarà un eccitamento maggiore alla -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -vostra saviezza ed alla vostra prudenza: ci farà acquistare -anche la gloria, se avremo saputo trionfare degli ostacoli -che ci presentano le circostanze dei tempi, e le conseguenze -stesse delle stesse nostre passate vicende. -</p> - -<p> -Voi siete in primo luogo incaricati dell'importante opera -delle modificazioni da farsi alla Costituzione Spagnuola, onde -adattarla al nostro bisogno. Molte delle nostre istituzioni -sono compatibili con qualsivoglia ordine politico. Tali sono -la divisione del nostro territorio, il sistema di pubblica amministrazione, -ed il nostro ordine giudiziario. Io sono sicuro -che il Parlamento valuterà sopratutto il bene di evitare il -piú che è possibile i cangiamenti dell'ordine interno, e tutto -quello in generale che la nostra stessa esperienza ci raccomanda. -</p> - -<p> -Noi consolideremo la Costituzione, se la fonderemo sulle -basi delle nostre antiche instituzioni e delle idee che ci sono -familiari. Non intendo già che questa considerazione vi ritenga -dal proporre quegli inevitabili cambiamenti che sono -necessari a rendere solido, durevole ed utile alle generalità -il nuovo ordine politico che oggi fondiamo. Il mio animo -riposa tranquillo nella saviezza del Parlamento, che saprà -scegliere il giusto mezzo tra la necessità e l'utilità. -</p> - -<p> -Vi raccomando principalmente di assicurare l'ordine pubblico, -senza del quale ogni sistema politico e civile resterebbe -privo d'effetto. Voi saprete dar vigore al governo, la -forza del quale si confonde con quella delle leggi, quando -il suo andamento è da questa diretto. Custodite gelosamente -le guarentigie individuali dei cittadini: non sottoponete le -volontà particolari alla generale; e rivestite l'autorità che la -rappresenta di tutti i mezzi necessari a farla rispettare. -Questo è il primo carattere d'ogni governo civile e d'ogni -nazione che voglia far rispettare la propria indipendenza. -</p> - -<p> -L'inviolabile attaccamento che la nostra nazione ha dimostrato -alla nostra cattolica religione, mi rende sicuro che -il Parlamento ne custodirà la serietà, e conserverà con ciò -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -il piú bel pregio della Costituzione. Noi non <i>siamo mai -stati persecutori</i> delle idee altrui ed abbiamo sempre lasciato -a Dio il giudizio della credenza degli altri. Il nostro suolo -non è stato mai macchiato di persecuzioni religiose, anche -nel tempo del fanatismo e dei pregiudizii. Ma i popoli che -professano un'altra credenza, non hanno il diritto di contaminare -neppure coll'esempio, la verità e severità della nostra -dottrina. I doveri dell'ospitalità non possono essere maggiori -di quelli che noi abbiamo verso noi stessi. -</p> - -<p> -Stabilite felicemente, come spero, le basi del nostro ordine -politico, ed invocata l'assistenza e la protezione del -Signore Iddio a tutti i travagli dai quali dipendono i riordinamenti -del Regno, noi potremo facilmente provvedere -a tutti i nostri interni bisogni. -</p> - -<p> -Io debbo prima d'ogni altra cosa manifestarvi la soddisfazione -che provo nel vedere intorno a me i deputati dell'una -e dell'altra Sicilia. Queste due parti della mia famiglia -egualmente a me care, e da ciascuna delle quali ho -ricevute prove d'attaccamento, non sono state giammai per -me divise. -</p> - -<p> -I disordini parziali non decidono della volontà né dello -spirito d'una nazione. Io sono stato sempre persuaso che -la Sicilia al di là del Faro non avrebbe mai smentito il -nobile carattere che l'ha sempre distinta; e mi compiaccio -che ella siasi affrettata a confermare col fatto la mia opinione. -Da' lumi uniti di due popoli, ai quali la natura è -stata prodiga dispensatrice d'ingegno e di generosi sentimenti, -io non posso non ripromettermi misure, leggi e regolamenti -tali, che assicurino con indissolubili legami di -unità e di reciprocazione le rispettive loro facoltà. -</p> - -<p> -Affinché voi possiate avere una esatta notizia della situazione -del regno, io ho ordinato a tutti i miei segretari e ministri -di Stato di presentare al piú presto che potranno, un -rapporto dello stato di ciascun ramo. Lo stesso desiderio -per quanto riguarda le sue operazioni, ho manifestato alla -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -Giunta provvisoria di governo, che ha col suo consiglio -assistito il mio amatissimo figliuolo e vicario, che ha sí -bene corrisposto alla fiducia mia e della nazione. -</p> - -<p> -Lo stato delle nostre relazioni coll'estero è dilicato, ma -presenta difficoltà, a superar le quali, può forse essere bastevole -la moderazione unita ad un contegno nobile e fermo. -</p> - -<p> -La necessità di questo contegno vi persuaderà altresí -de' sacrifizii che la nazione dee fare nel ramo delle finanze. -Lo stato di queste non è solamente la conseguenza della -nostra attuale posizione; ma anche delle circostanze nelle -quali ci troviamo dopo l'anno 1815. -</p> - -<p> -Voi vedrete dal rapporto del segretario di Stato ministro -di questo ramo gli sforzi da me fatti, onde soddisfare a -tutti gli straordinari bisogni e proporre alla nazione una -stabile prosperità. -</p> - -<p> -Le medesime circostanze hanno influito e influiscono attualmente -nel dipartimento della guerra. La vostra saviezza -vi guiderà naturalmente a distinguere lo stato momentaneo -dal permanente, onde l'armata serve al suo scopo e non divenga -onerosa alla nazione. -</p> - -<p> -Le nostre milizie ci presentano una forza interna che non -aggrava il tesoro e che è della piú grande utilità a mantenere -l'ordine e la tranquillità delle persone. -</p> - -<p> -Le stesse considerazioni vi si presenteranno per la nostra -marina che noi dobbiamo principalmente rivolgere alla -protezione del commercio marittimo ed alla difesa delle -nostre coste. -</p> - -<p> -L'interesse del nostro commercio politicamente calcolato, -vi sarà presentato dal nostro segretario di Stato ministro -degli affari interni. Formerà questo uno dei piú gravi ed -importanti argomenti delle vostre deliberazioni. -</p> - -<p> -Voi troverete preparate tutte le altre instituzioni delle -quali dipende l'interna prosperità del regno. Io ho conservato -dopo il 1815 tutte quelle che l'esperienza ed il voto -nazionale indicavano come necessarie ed utili. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -</p> - -<p> -Raccomando alle vostre cure gli stabilimenti d'educazione, -di beneficenza e di umanità, le prigioni, sopratutto, -lo stato delle quali è ancora lontano da quello a cui avrei -desiderato di portarle. -</p> - -<p> -Il dipartimento della giustizia presso a poco è fondato -sulle stesse basi che io avrei stabilite. -</p> - -<p> -Io mi sono giovato dell'esempio e dell'esperienza ed ho -adottato le leggi che mi sono sembrate le migliori; perché -di niun'altra passione sono stato capace fuorché del bene -dei miei popoli. Il mio ministro di grazia e giustizia vi proporrà -i progetti necessari per perfezionare questo ramo importante. -Se altri miglioramenti giudicherete necessari alla -libertà delle persone ed alla sicurezza delle proprietà voi -dovete esser persuasi che proponendoli, andrete sempre incontro -al mio desiderio. -</p> - -<p> -Quanto agli affari ecclesiastici l'ultimo concordato ha -fatto sparire tutte le antiche controversie con la Corte romana. -Per esso è stata restituita la calma alle coscienze. -Sono stati ridotti i vescovadi, e si è preparata la dotazione -ed il miglioramento del clero. Per ottenere quei vantaggi -è stato d'uopo di convenire di molte transazioni. Io vi ho -consentito, perché le ho riguardate come prerogative, alle -quali non ho voluto sacrificare l'interesse principale de' miei -popoli. Io sono persuaso che in tutte le future transazioni -il Parlamento si farà sempre guidare dal rispetto dovuto alla -Santa Sede e dalla necessità di stringere sempre piú le relazioni -di amicizia che debbono essere fra due Stati vicini -ed insieme legati per un comune interesse. -</p> - -<p> -Dopo questa breve esposizione dello stato nostro, mi rimane -solamente a dirvi che non permettendomi ancora le -mie forze di riprendere tutte le cure del governo io continuerò -per ora ad affidarle al mio amato figliuolo ed erede -Duca di Calabria nella qualità di mio Vicario generale. Io -sono stato compiaciuto del modo onde egli ha corrisposto -alla mia ed alla vostra fiducia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p> -L'esperienza servirà a renderlo piú maturo nel governo -ed a voi piú caro. Io avrò verso la Nazione il merito di -avere, non solamente formato il suo cuore, ma di avergli -altresí additati i mezzi di rendervi felici. -</p> - -<p> -Signori deputati, niun momento nella storia della monarchia -è stato piú importante di questo. L'Europa tutta ha gli -occhi sopra di noi. L'Onnipotente che regge il destino di -tutti i popoli ci ha messi nella posizione di acquistare con -la moderazione e con la saviezza la stima di tutte le nazioni. -</p> - -<p> -È nelle nostre mani di consolidare le nostre istituzioni ed -il renderle stabili, durevoli e tali che producano la nostra -prosperità. -</p> - -<p> -Quanto a me, non farò che secondare il voto dei miei -popoli, e sarò unito ad essi con quella medesima fiducia che -hanno a me dimostrata. Io desidero di portare con me nella -tomba la vostra riconoscenza, e meritare il solo elogio di -aver sempre voluto la vostra felicità. -</p> -</div> - -<p> -Dopo le parole del Re, il Duca di Calabria -baciò ripetutamente la mano al padre ed aggiunse — dicono -i contemporanei — abbastanza commosso: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nell'atto che ringrazio a Voi, mio amato Padre e Sovrano, -della bontà con la quale vi siete degnato di esprimervi benignamente -a mio riguardo, vi assicuro che tutti i miei -sforzi, sinché avrò vita, saranno diretti al vostro servizio al -vantaggio della Nazione. -</p> -</div> - -<p> -Il presidente Galdi riprese la parola per ringraziare -il Re, ed infine il tenente generale Pepe -fece la solenne rinunzia del comando in capo -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -dell'esercito nazionale cui re Ferdinando rispose -accettando<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>. -</p> - -<p> -Terminata la cerimonia, il Re col suo corteggio -pomposo uscí di Chiesa per tornare al palazzo. Ma -il cielo che nel mattino era sereno si fe' scuro e -quando il Re giunse s'addensarono le nubi e piovve. -I superstiziosi temettero, e ricordarono il fatto -quando la Costituzione fu abolita nell'anno seguente<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>. -</p> - -<p> -La sera vi fu uno spettacolo <i>gratis</i> in tutti i -teatri della capitale, gran pranzo di gala a corte, -ed al massimo <i>San Carlo</i> si recò il principe ereditario -con la moglie ed il principe di Salerno. -Quella sera il duca di Calabria indossava la divisa -di colonnello di fanteria della milizia nazionale -ed il principe di Salerno quella degli usseri -della guardia di sicurezza interna. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<p> -Nella seduta del 2 ottobre<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a> furono formate -le commissioni — oggi uffici — all'oggetto di facilitare -l'andamento ed il disbrigo degli affari interni. -Furono, dunque cosí costituiti: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -I. <span class="smcap">Commissione</span>. — <i>Legislazione:</i> Lauria Francesco. -Scrugli Francesco, Saponara Felice, Arcovito Guglielmo, -Catalani Vincenzo, Tafuri Michele, Pelliccia Alessio, Ceraldi -Pasquale, De Cesare Innocenzio. -</p> - -<p> -II. <i>Guerra, marina ed affari esteri:</i> Begani Alessandro, Giovanni -Bausan, Rossi Francesco, Morici Domenico, Macchiaroli -Rosario, Poerio Giuseppe, De Concilii Ernesto, Firrao -Giuseppe cardinale, de Donato Tommaso. -</p> - -<p> -III. <i>Milizie provinciali, gendarmeria ed altro oggetto di pubblica -sicurezza:</i> Sponsa Diodato, Perugini Pietro Paolo, Borrelli -Pasquale, De Piccolellis Mario, Coletti Decio, Melchiorre -Paolo, Mazziotti Gerardo, Vivacqua Francesco, Corbi -Carlo. -</p> - -<p> -IV. <i>Finanze:</i> Matera Domenico, Ginestous Cesare, Gerardi -Giuseppe, Incarnati Francesco Saverio, Paglione Gennaro -Domenico, Pessolani Saverio Arcangelo, Losapio Giuseppe, -Dragonetti Luigi. -</p> - -<p> -V. <i>Commercio, agricoltura, arti ed industria:</i> Angelini Gian -Fedele, Netti Raffaele, Coletti abate Michele, Giovane Giuseppe -Maria, Jacuzio Francesco, Riolo Paolino, Lozzi Giovannantonio, -Corbi Vincenzo, Caracciolo Gerardo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<p> -VI. <i>Istruzione pubblica:</i> Petruccelli Francesco, Semmola -Mariano, Strano Francesco, Sonni Domenico, Jannantuono -Papiniano, Lepiane Vincenzo, Flamma Paolo, Buonsanto -Vito, Desiderio Giuseppe. -</p> - -<p> -VII. <i>Esame e tutela della Costituzione:</i> Delfico Melchiorre, -Ricciardi Amodio, Nicolai Domenico, Galanti Luigi, Maruggi -Giovanni, Cassini Domenico, Vasta Tommaso, Ruggero -Petrantonio, Imbriani Matteo. -</p> - -<p> -VIII. <i>Amministrazione provinciale e comunale:</i> Carlino Ippazio, -Rondinelli Benedetto, De Oraziis Biagio, Brasile Saverio, -Trigona Salvatore Giuseppe, Fantacone Giancarlo, -Castagna Michelangelo, De Luca Antonio Maria, Mercogliano -Antonio. -</p> - -<p> -IX. <i>Governo interno:</i> Presidente, segretario Berni, De Filippis -Carlo, Mazzone Liberatore, Orazio Giuseppe. -</p> -</div> - -<p> -I deputati entrati in carica ottennero un diploma -di nomina, muniti del suggello del Parlamento -nazionale<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a>, di questo tenore: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Parlamento delle Due Sicilie.</span> -</p> - -<p> -<i>Certifichiamo noi qui sottoscritti, presidente e segretari pro -tempore del parlamento nazionale, qualmente il signor ..... -è stato nominato deputato al Parlamento per la provincia di -Napoli, e che i suoi poteri sono stati esaminati e trovati in -regola.</i> -</p> - -<p> -<i>In fede di che, ne abbiamo sottoscritto il presente. Tutti i poteri -in originale sono nel nostro archivio.</i> -</p> -</div> - -<p> -Cosí fu aperto il Parlamento nazionale di Napoli -che doveva tanto brevemente esistere. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<h2><span class="smaller">PARTE SECONDA</span> -I DEPUTATI.</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -</p> - -<p class="title"> -PARTE II -</p> -</div> - -<p> -Quadro delle abitazioni dei Deputati -al Parlamento Nazionale. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Matteo Galdi</span>, <i>strada Magnovacallo n. 88</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tito Berni</span>, <i>salita S. Sebastiano n. 58</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vincenzo Natali</span>, <i>strada di Chiaia n. 66</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Nazario Colaneri</span>, <i>strada portici S. Tommaso -d'Aquino n. 20</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ferdinando de Luca</span>, <i>strada S. Liborio n. 65, -1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Lauria</span>, <i>S. Potito palazzo Solimena</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Scrugli</span>, <i>strada Concezione a Montecalvario n. 10</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Felice Saponara</span>, <i>strada S. Potito n. 37, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Girolamo Arcovito</span>, <i>strada S. Matteo n. 34</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vincenzo Catalano</span>, <i>largo S. Maria degli Angeli -a Pizzofalcone n. 7, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Michele Tafuri</span>, <i>largo p. Piccola Rosario di Palazzo n. 17</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Alessio Pelliccia</span>, <i>Materdei vico Cangi n. 6</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pasquale Ceraldi</span>, <i>vico Bisi collegio dei Nobili N. 34</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Strano</span>, <i>Salita Trinità dei Spagnoli</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Paolino Riolo</span>, <i>Salita Trinità dei Spagnoli</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Innocenzi de Cesare</span>, <i>strada Foria</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Alessandro Begani</span>, <i>vico Trevaccari n. 4, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovanni Bausan</span>,.....<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Rossi</span>, <i>strada Incoronata n. 24, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rosario Macchiaroli</span>, <i>vico Chianche a Palazzo n. 3</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Domenico Mayer</span>, <i>strada S. Cristoforo all'Olivella N. 36</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Poerio</span>, <i>strada Materdei case proprie</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lorenzo de Conciliis</span>, <i>nel monistero di S. Orsola -a Chiaia</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Cardinale Firrao</span> (sic), <i>palazzo Avellino -Anticaglia n. 4, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tommaso Donato</span>, <i>strada di Chiaia n. 209</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Diodato Sponsa</span>, <i>strada Baglivo n. 68, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pietro Paolo Perugini</span>, <i>strada Guantari n. 99, locanda -Lombardia</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pasquale Borrelli</span>, <i>strada nuova Monteoliveto -n. 29, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ottavio de Piccolellis</span>, <i>largo delle Pigne n. 152</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gerardo Mazziotti</span>, <i>vico storto Sant'Agostino degli -Scalzi n. 12</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Vivacqua</span>, <i>vico del Carminello n. 51, -3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carlo Corbi</span>, <i>vico Baglivo n. 68, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Decio Coletti</span>, <i>strada Stella n. 103, 1º piano nobile</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Paolo Melchiorre</span>, <i>vico largo dell'Avvocato n. 35</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Domenico Matera</span>, <i>locanda dell'Incoronata</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cesare Ginestous</span>, <i>largo del Castello n. 81</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Grimaldi</span>, <i>strada Nardones n. 14</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Saverio Incarnati</span>, <i>strada Baglivo -Uries n. 13, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tommaso Giordano</span>, <i>strada S. Liborio n. 65</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giov. Domenico Paglione</span>, <i>Pallonetto S. Chiara -n. 12, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Saverio Arcangelo Pessolani</span>, <i>sopra del Sacramento, -vico delle Nocelle n. 87</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Losapio</span>, <i>strada Corsea n. 65</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luigi Dragonetti</span>, <i>strada S. Mattia n. 88, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovan Felice Angelini</span>, <i>strada Nardones n. 95</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Raffaele Netti</span>, <i>strada Atri n. 3, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Michele Coletti</span>, <i>calata S. Tomaso d'Aquino n. 6</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Maria Giovene</span>, <i>Fontana Medina al palazzo -Caravita</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Jacuzio</span>, <i>strada S. Liborio n. 65 -3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovanni Antonio Lozzi</span>, <i>vico Afflitto n. 28, -3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Geraldo Caracciolo</span>, <i>strada Foria</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vincenzo Comi</span>, <i>strada Guantai nuovi n. 46</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Francesco Petruccelli</span>, <i>calata principe di S. Severo -n. 20, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mariano Semmola</span>, <i>vico dei Giganti n. 44, 2º appartamento</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Domenico Sonni</span>, <i>strada nuova dei Pellegrini n. 4, -1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Papiniano Jannantuono</span>, <i>strada S. Liborio n. 65, -2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vincenzo Lepiane</span>, <i>strada Vicaria n. 339, 1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Paolo Flamma</span>, <i>strada Chiaia n. 160</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vito Buonsanti</span>, <i>dentro S. Domenico Soriano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Desiderio</span>, <i>dirimpetto la porteria del Monistero -del Consiglio n. 3</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Melchiorre Delfico</span>, <i>alle case del marchese de -Turris dietro il palazzo di Gravina</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Amodio Ricciardi</span>, <i>palazzo Monteroduni, Ponte di -Chiaia</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Domenico Nicolai</span>, <i>strada Nardones n. 66</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luigi Galante</span>, <i>vico Santo Spirito n. 41, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovanni Maruggi</span>, <i>Magnocavallo 88, ultimo piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Domenico Cassini</span>, <i>Pallonetto S. Chiara n. 8</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tommaso Vasta</span>, <i>al largo del Vescovado n. 31, a -destra</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Petrantonio Ruggiero</span>, <i>Cisterna dell'olio case di -Petagna, 2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Matteo Imbriani</span>, <i>Cisterna dell'olio n. 25, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ippazio Carlino</span>, <i>strada Montesanto n. 17</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Benedetto Rondinelli</span>, <i>vicoletto 2 della Quercia -n. 6</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Biagio de Horatiis</span>, <i>strada Foria ultimo piano in -casa di Nicolini</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Liberante Mazzone</span>, <i>vico Tedeschi a Toledo sopra -lo speciale S. Giorgio</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Saverio Basile</span>, <i>vicoletto Tedeschi a Toledo n. 4, -1º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Salvadore Giuseppe Trigona</span>, <i>strada Nardones -n. 14, 3º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovanni Carlo Fantacone</span>, <i>vico Figurella a Montecalvario -n. 10</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Michelangiolo Castagna</span>, <i>vico Cinquesanti n. 9, -2º piano</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Antonio Maria de Luca</span>, <i>largo delle Pigne n. 140</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Antonio Mercogliano</span>, <i>locanda villa di Parigi nel -chiostro di S. Tommaso d'Aquino</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carlo de Filippis</span>, <i>strada nuova Pizzofalcone n. 45</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuseppe Orazio</span>, <i>strada vico Gerolomini n. 11, palazzo -duca della Castelluccia</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ferdinando Visconti</span>, <i>S. Lucia a Mare n. 64, ultimo -piano, a sinistra</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Colonello Pepe Gabriele</span>, <i>alla locanda dei Fiorentini</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Principe di Biscari</span>, <i>dirimpetto la villa</i>. -</p> - -<hr class="tiny" /> - -<p> -Queste notizie desunte dai documenti dell'epoca -mi parvero d'un certo interesse per la storia delle -nostre provincie meridionali: epperò le riprodussi -integralmente. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -1ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Preti.</span> — Buonsanti, Coletti (Michele), De -Luca (Antonio), De Luca (Ferdinando), Desiderio, Fiamma, -Galanti, Geraldi, Giovane, Jacuzio, Jannantuono, Lepiane. -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -Pelliccia, Riolo, Rondinelli, Semola, Sonni, Strano, Vasta — 19. -</p> - -<p> -2ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Proprietarii.</span> — Basile, Corbo, Falletti, -Fantacone, de Filippis, Giordani, Imbriani, Incarnati, Macchiaroli, -Mazzone, Netti, Paglione, Rossi — 13. -</p> - -<p> -3ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Magistrati.</span> — Arcovito, Catalani, de Cesare, -Coletti (Decio), Melchiorre, Orazi, Ricciardi, Saya, Saponara, -Scrugli, Tafuri, Vivacqua — 12. -</p> - -<p> -4ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Avvocati.</span> — Angelini, Berni, Carlini, Cassini, -Colaneri, de Horatiis, Lauria, Losapio, Mazziotti, Pessolani, -Poerio, Ruggero — 12. -</p> - -<p> -5ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Militari.</span> — Bausan, Begani, de Conciliis, -Morice, Pepe, Piccolellis, Perugini, Sponsa. -</p> - -<p> -6ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Nobili.</span> — Principe di Biscari, Caracciolo (dei -duchi di Martina), Marchese Dragonetti, Grimaldi di Terrasana, -Nicolai (marchese di Canneto), Cavalier Trigona — 6. -</p> - -<p> -7ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Medici.</span> — Castagna, Comi, Maruggi, Mercogliano, -Petruccelli, Romeo — 6. -</p> - -<p> -8ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Impiegati</span>. — Borrelli, Donato, Matera, Natale — 4. -</p> - -<p> -9ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Ritirati con pensioni.</span> — Delfico, Galdi — 2. -</p> - -<p> -10ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Negozianti.</span> — Ginestous, Lozzi — 2. -</p> - -<p> -11ª <i>Classe</i>. <span class="smcap">Cardinali.</span> — Firrao — 1. -</p> -</div> - -<hr class="tiny" /> - -<p> -<span class="smcap">Estratto dal giornale «La Minerva Napoletana»</span> -(<i>1º trimestre 1820, agosto, settembre, ottobre, pag. 332-333</i>)<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dal prospetto dei deputati, si può agevolmente osservare: -</p> - -<p> -1º Che il termine <i>medio</i> delle loro età esclude la prima -gioventú, e non tocca l'estrema vecchiezza; donde può -sperarsi senno e moderazione con robustezza e virilità; -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<p> -2º Che manca affatto la tendenza verso l'oligarchia, -pochi essendo coloro che appartengono alla 6ª classe; ove -per liberalità di principi si distinguono eminentemente il -marchese Dragonetti ed il marchese di Canneto; -</p> - -<p> -3º Che lo spirito <i>demagogico</i> non può allettare persone, -delle quali tutte può dirsi... <i>quobus est pater, et equus et res</i>; -</p> - -<p> -4º Che gli impiegati attivi del governo sono sí rari, -che, ove i loro conosciuti sentimenti non fossero cosí onorevoli -come sono, non sarebbe da tenersi sopra di essi -alcuna ministeriale influenza; -</p> - -<p> -5º Che nel gran numero di magistrati, scelti dal popolo -mentre vivevano in lontane provincia, si scorge una testimonianza -lusinghiera pel corpo della magistratura e consolante -per la Nazione; -</p> - -<p> -6º Che nel maggior numero degli ecclesiastici si vede -con piacere premiato il merito non ordinario di molti, fra -i quali giova ricordare Galanti, Giovane, Pelliccia, Semola, -Strano, pubblici professori di scienza e nomi cari alle lettere. -</p> - -<p> -Né andranno privi di lode Buonsami e Coletti, educatori -della gioventú. Gli ecclesiastici, inviati al Parlamento di -Napoli, sono tali che saprebbero, nel bisogno, e difendere a -prezzo della vita la patria religione, e rigettar qualunque -misura contraria alla dignità ed agli interessi corporali della -monarchia, fosse ancor la misura piú favorevole al loro -ordine sacerdotale. -</p> - -<p> -Ma alcuni di questi e non per colpa dei vescovi, si mostrarono -tiepidi per la causa della libertà costituzionale. -</p> - -<p> -Nelle Provincie dell'Aquila, di Chieti, i preti — si dolgono -alcuni — non predicano abbastanza i doveri, che questa impone, -ed i vantaggi che ne risultano; e si fanno volentieri -a seguire i grandi esempii, che somministra loro il rimanente -del clero. Il potere esecutivo non deve tralasciare di -porvi ordine e di far conoscere i nomi di quelli, che si -distinguono pel loro zelo, e per la loro virtú, come il parroco -d'Orazii; -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<p> -7º Il numero degli avvocati, il quale ad alcuni sembra -soverchio, può non credersi tale, se si riflette, che in questo -ordine si restringeva pochi anni fa tutto il sapere civile -della Nazione; e che in esso anche il talento poteva incontrar -la fortuna, al patto, non rade volte, di rinunciare ai -sentimenti piú generosi. -</p> - -<p> -Quindi le osservazioni sul numero degli avvocati nel -Parlamento non cadono sulle loro persone; ma sopra alcune -memorie appartenenti alla loro classe, alle quali essi -recano una felice eccezione. -</p> - -<p> -Si desidera che l'eloquenza parlamentaria faccia dimenticar -la forense<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>. Questa non saprebbe che oscurare l'evidenza -delle cose, corrompere il dritto sentire, e sostituire lunghe -parole alle forme amabili e severe della libertà. -</p> -</div> - -<hr class="tiny" /> - -<p> -Le biografie che seguono sono tratte dai protocolli -di Polizia e dell'Interno del grande archivio -di Stato di Napoli, dal giornale la «Minerva» -del 1820-21, dall'«Omnibus» politico e dal -«Pittoresco» diretti dal nap. Vincenzo Torelli e -dagli elogi funebri recitati nelle varie occasioni di -morte di quelli che appartennero al Parlamento -del 1820. -</p> - -<p> -Dei seguenti deputati non ho notizie — per -quante ricerche io abbia fatte — e quelle poche -che ho, non bastano, quantunque io abbia fatto -inutile appello, nelle provincie meridionali, ai loro -discendenti. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Angelini Giovan Felice</span> — <span class="smcap">Basile Saverio</span> — <span class="smcap">Carlino -Ippazio</span> — <span class="smcap">Castagna Michelangelo</span> — <span class="smcap">Cassini -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -Domenico</span> — <span class="smcap">De Cesare Innocenzo</span> — <span class="smcap">Comi Vincenzo</span> — <span class="smcap">Coletta -Michele</span> — <span class="smcap">Conti Carlo</span> — <span class="smcap">Giordano -Tommaso</span> — <span class="smcap">Jannantonio Papiniano</span> — <span class="smcap">Losapio Giuseppe</span> — <span class="smcap">Lozzi -Antonio</span> — <span class="smcap">Orazio Giuseppe</span> — <span class="smcap">Paglione -Giovan Domenico</span> — <span class="smcap">Petruccelli Francesco</span> — <span class="smcap">Rossi -Francesco</span> — <span class="smcap">Strano Francesco</span>. -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Arcovito Girolamo</span><a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>. — Fu uno dei difensori di -Vigliena nel 1799. Era nato nel 1771 in Reggio Calabria -da Natale e da Teresa Ranieri. Fu chierico, ma gettata la -sottana, si diede agli studi di legge in Napoli. Nel 1796, fu -nominato capo-cantone in Calabria. Dopo i fatti del '99, -chiuso in prigione e dannato a morte, fu invece mandato -nel castello d'Ischia<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a> e godé dell'indulto del 1801 e si -laureò avvocato nel 1803. Dai Francesi fu fatto commissario -delle colonne destinate alla repressione del brigantaggio, -poi giudice, quindi presidente di G. C. Criminale. -Tornati i Borboni restò in carica. Nel 1820 fu deputato -operoso, e combattette la partenza del re per Lubiana. Nel -1821 fu presidente della Camera e firmò la nobile protesta, -nel momento stesso che gli Austriaci entravano in Napoli. -</p> - -<p> -Nella reazione perdette il posto di magistrato e fu latitante -fino al 1825, anno in cui fu amnistiato; ma esiliato fino -al 1829 in Salerno. -</p> - -<p> -Morí il 1º dicembre 1847. Fu marito d'una Musitano e -lasciò erede il figlio adottivo Natale Musitano. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Begani Alessandro.</span> — Il nome del difensore di Gaeta -è stato già raccolto dalla Storia e la sua vita va tra quelle -dei piú strenui generali italiani. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p> -Nacque in Napoli ai 20 giugno 1770 ed ebbe l'educazione -nel nostro collegio militare che fu il vivaio di quanti, -da piú d'un secolo, portano alta la divisa dell'esercito. Ne -uscí per secondare la sua indole che lo chiamava alle armi, -e cominciò la <i>carriera</i> come uffiziale di artiglieria. L'impresa -di Tolone fu la sua prima campagna. Ma, quando ne -tornò al 1794, ebbe a pagare in dura prigionia il culto che -egli rendeva lealmente alle istituzioni liberali. Compreso -nel numero dei patriotti fuorusciti napoletani che trovarono -asilo in Francia, militò in quell'esercito partecipando con -onore alle guerre d'Italia e prese parte anche alla famosa -spedizione che si preparava sulle spiaggie della Manica per -l'Inghilterra. -</p> - -<p> -Reduce in Napoli nel 1806, percorse rapidamente i gradi -militari superiori sino a quello di maresciallo di campo e -prese parte in tutti i combattimenti del decennio<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>. -</p> - -<p> -Nel 1815 gli venne affidata la difesa della prima cittadella -del regno di Napoli: Gaeta<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>. -</p> - -<p> -Il 31 maggio se ne chiusero le porte; l'8 di agosto fu -resa non a quei che l'assediavano..... ma al Re. -</p> - -<p> -Cosí furono salve per la nazione l'artiglierie e munizioni -ivi abbondantemente raccolte, e Gaeta non ebbe a -seguire la sorte di Ancona e di Pescara spogliate e mezzo -demolite dai Tedeschi che in quell'epoca stessa le occuparono -senza espugnarle. -</p> - -<p> -Begani, vittima della bassa vendetta austriaca, ebbe l'esilio -in premio della sua bella difesa. Privato d'ogni stipendio, -dovette alla spontanea magnanimità del Re un sussidio che -piacque alla... voracità del de Medici, risecare ancora d'un -decimo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p> -Il principe Vicario non tardò a richiamarlo nella patria, -dalla Corsica, ove egli viveva dimenticato, e lo nominò -ispettore generale d'artiglieria. I suoi concittadini lo compresero -nella deputazione di Napoli. -</p> - -<p> -Il tenente colonnello Vinci che diresse i lavori della -difesa di Gaeta ne pubblicò anche il giornale d'assedio. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Berni Tito.</span> — Nacque nel 1788 da Federico Berni -ferrarese e da Camilla Sagarriga in Bitonto (Terra di Bari). -Passata la prima giovinezza nella sua patria, ed appresevi -le prime istituzioni letterarie, fu menato in Napoli ad erudirsi -nella giurisprudenza sotto il chiarissimo professore Nicola -Valletta. Benché dedito al Foro, ei si piacque sempre -degli studi classici nei quali si distinse, meritando di appartenere -a molte accademie, ed alla <i>Sebezia</i><a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a> di cui fu -per parecchi anni segretario. -</p> - -<p> -D'ingenuo carattere e d'incorrotti costumi, fu chiamato -alla deputazione quasi conformato sul modello d'un rappresentante -che egli stesso aveva ritratto in un suo giornale: -l'<i>Indipendente</i>. Molte sue poesie sono sparse in piccole -raccolte per nozze; e la stamperia della <i>Biblioteca analitica</i> -nel 1819-21 cominciò a pubblicare due volumi di traduzioni -sue dal latino e dal greco, sotto altro nome. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Biscari</span> (<i>principe di</i>). — Nacque a Catania nel 1779. -Nel 1820 seppe con la voce e col danaro contribuire alla -tranquillità di quella terra di cui fu eletto deputato al Parlamento. -Da quel tempo rimase sempre in Napoli, dandosi -tutto all'archeologia, passione ereditata dal padre, menando -vita ritirata e solitaria. Grandemente ricco, spese immense -somme nell'acquisto di oggetti antichi e pietre preziose, -nella conoscenza delle quali era cosí dotto da stare molto -innanzi ai piú saputi nell'arte. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p> -Aveva tale copia di oggetti che patí un furto di oltre dugentomila -ducati senza alterare le collezioni. Veramente tutto -fu — in breve tempo — riacquistato, mercé la sagacia del -commissario di polizia Portalupi. Tra le gioie rubate erano -quattordici grossi bottoni formati ciascuno da un rubino, -da uno smeraldo e da un diamante l'uno nell'altro incastrati, -straordinario lavoro, e un filo di cinquanta bellissimi -diamanti ciascuno di venti grani. -</p> - -<p> -La biblioteca ed il museo passarono, poi, in eredità al -fratello. Morí nel 1844 (6 maggio). Passò la maggior parte -della sua vita sempre seduto, circondato da antiquari, orafi -e gioiellieri, da quanti oggetti d'arte che d'ogni specie -possono immaginarsi, da libri, da pappagalli e da animali -non comuni di cui era appassionatissimo<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>. -</p> - -<p> -Infermo di grave malore, non ricorse ai medici che -molto tardi. Il principe di Biscari non credeva alla medicina: -e pure aveva tanta fede nell'... archeologia! -</p> - -<p> -<span class="smcap">Bausan Giovanni.</span> — Nacque a Gaeta il 14 aprile 1757 da -Giuseppe, tenente generale nell'esercito napoletano e da -Rosa Pinto y Fonseca. -</p> - -<p> -Fu ammesso a dieci anni nella regia accademia di marina -di Napoli<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>. -</p> - -<p> -Dal marzo al settembre 1774, e dal giugno all'ottobre 1785 -navigò sulla <i>galera padrona</i> e nel luglio seguente sulla fregata -<i>Santa Amalia</i>, sulla galera <i>San Germano</i> e sulle fregate <i>Santa -Dorotea</i> e <i>Santa Chiara</i>. -</p> - -<p> -Serví sulle navi inglesi dove fu inviato con altri dal ministro -Acton; nel 1782 combatté al fianco dell'ammiraglio -Rodney, e nell'infruttuosa spedizione contro Algeri del 1774, -Bausan comandò lo sciabecco <i>Robusto</i> e riportò una ferita -nella coscia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p> -Nel 1788 combattette contro i barbareschi. -</p> - -<p> -Nel 1798, alla fuga del re Ferdinando IV da Napoli, il -Bausan trovavasi a Palermo colla corvetta <i>Aurora</i> per caricarvi -armi. -</p> - -<p> -Durante la <i>repubblica partenopea</i> stette col Caracciolo e -dopo, promosso capitano di vascello, fu imprigionato ed esiliato -in Francia. -</p> - -<p> -Coi Francesi tornò in Napoli e fu preposto al supremo comando -delle forze navali. -</p> - -<p> -Vinse gli Inglesi ai 24 e 25 giugno 1809<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a> e fu nominato -barone da Gioacchino Murat con una donazione di -10,000 ducati in beni. -</p> - -<p> -Negli anni 1812-13-14 tenne il comando della flottiglia -leggera e dei vascelli <i>Capri</i>, <i>Gioacchino</i>, e della fregata <i>Letizia</i>. -</p> - -<p> -Alla restaurazione del 1816 fu riformato e nominato giudice -e presidente in diversi consessi di guerra e della marina. -</p> - -<p> -Nel luglio 1820, scoppiati i moti di Sicilia, fu richiamato -in attività di servizio. -</p> - -<p> -Morí nel 1825; le sue ossa, trasportate nella chiesa di -Santa Maria degli Angeli, non ebbero onore di marmi. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Borrelli Pasquale.</span> — Nacque a Tornareccio (Chieti) -nel 1782 da Gaudenzio, dotto medico, e Concetta d'Antonio. -</p> - -<p> -Ebbe la prima educazione in seminario, e nel 1796 fu -avviato nel collegio di Chieti per apprendervi le matematiche -e la filosofia. Nel 1798 tornossene a Napoli, dove volle -addirsi alla medicina. Studiò presso Onorato Ricci, presso -il Guidi, fisico, e medicina col Macry e nello stesso anno -pubblicò per le stampe: <i>Euricipia zooanosiae</i><a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p> -Compiuti appena gli studi di medicina, e divulgatosi il -nome del Borrelli nella capitale, si vide tosto circondato da -folto stuolo di giovani che lui volevano maestro nelle scienze -mediche. E il Borrelli di buon grado secondò quelle istanze, -insegnando, in una cattedra dell'ospedale di San Giacomo, la -materia medica. Volgendo intanto l'anno 1805, gli amici lo -persuasero ad entrare nel foro, dove la sua eloquenza avrebbe -trovato un campo piú esteso, poiché prima prerogativa di -lui era il parlare facondo e spontaneo. Epperò — tralasciati -gli studi di medicina — divenne in breve tempo peritissimo -in legge e nel <i>mestiere</i> d'avvocato salí in gran fama non solo -in Napoli, ma in tutto il regno. -</p> - -<p> -Amò nel 1807 passionatamente Rosina Scotti, bella e colta -fanciulla, che immaturamente morí nell'età di ventuno anni. -(Vedi <span class="smcap">Vincenzo Fontanarosa</span>: <i>Una congiura a Napoli -nel 1807</i>). -</p> - -<p> -Fu inconsolabile il Borrelli di tale perdita e scrisse versi -teneri e pietosi, bellissimi. Da quell'epoca egli lasciò il foro -per tornare ancora una volta alla scienza ed alle lettere. -</p> - -<p> -Sul finire di quell'anno vennero in luce i suoi <i>Principii -di zoaritmia</i>. Guidato dai risultamenti di vari trovati algebrici, -egli spiega in quest'opera — mercé una tavola numerica — i -fenomeni principali della vita sana e della inferma; -e benché, sí la zoognosia, che la zoaritmia partono dal sistema -di Brown, tuttavia sono sparse d'idee originali e vere. -</p> - -<p> -Nel 1809 comincia la vita pubblica di Pasquale Borrelli, -perché fu eletto segretario generale della commissione feudale -e quindi della prefettura di polizia. Nel quale impiego -spiegò carattere di benignità verso i perseguitati e di liberalità -verso i suoi subalterni; e si distinse sopra tutto per -la eleganza di che faceva uso nella direzione degli atti amministrativi. -</p> - -<p> -Nel 1811, la biblioteca analitica di scienze e belle arti -pubblicò una sua prolusione sui poemi di Ossian. La quale, -essendo ricca di pensieri originali e nuovi, fruttò bellissima -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -lode all'autore di eruditissimo letterato, nella stessa guisa -che da tutti era riputato valentissimo nelle severe filosofiche -discipline. -</p> - -<p> -Le sue cognizioni gli valsero la magistratura nel 1813, -ed essendo giudice di appello, non sapremmo descrivere -come fosse stato attivo, diligente ed accorto nel disimpegno -del suo ministero. -</p> - -<p> -Cambiato l'ordine del governo, tornò uomo privato. -</p> - -<p> -Le piú stimabili e ragguardevoli persone della capitale lo -visitarono; numerosa clientela ridomandò il suo patrocinio; -fu accolto nel foro con una specie di trionfo e le sue arringhe, -appena pronunciate, erano pubblicamente applaudite; -e d'allora fu gridato sommo e profondo giureconsulto. -</p> - -<p> -Nelle vicende del 1820 e 1821 lo Stato, la provincia e il -Parlamento ebbero bisogno di lui. Sicchè lo Stato lo elesse -presidente di pubblica sicurezza, la provincia suo deputato ed -il Parlamento suo presidente. Sulla sua condotta molto si è -detto non che scritto con varietà di giudizio e di passioni, ma -noi parleremo, in altro lavoro, piú a lungo e meglio di lui. -</p> - -<p> -Caduta la costituzione, andò in esilio a Gratz e vi stette -tredici mesi, cinque a Baden e Vienna, e circa un anno e -mezzo in Toscana. -</p> - -<p> -Intorno a quest'epoca scrisse il suo corso filosofico, del -quale fin dall'età di 18 anni aveva tracciate le linee generali. -Pe' tipi di Lugano, venne pubblicata la sua introduzione -alla filosofia del pensiero, sotto il nome anagrammatico di -<i>Pirro Lellabasque</i>. -</p> - -<p> -Dal 1825 al 1840 pubblicò le seguenti opere: -</p> - -<p> -— <i>I principii della scienza etimologica che coopera al gran -Dizionario della lingua italiana pel ramo dell'etimologia.</i> — Anno -1830. -</p> - -<p> -<i>L'anticholera. Osservazioni famigliari sul cholera di Napoli, -sui vermi tricocefali rinvenuti nei cadaveri dei colerosi.</i> -</p> - -<p> -<i>Il calendario dei principi, del quale venne in luce un solo semestre.</i> — Anno -1829. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p> -<i>La memoria letta all'Accademia delle scienze sullo stato fisico -e morale degli uomini allevati senza l'uso della parola.</i> — Anno -1832. -</p> - -<p> -<i>Altra memoria letta alla Pontaniana su la guerra considerata -nelle sue relazioni morali.</i> — Anno 1839. -</p> - -<p> -<i>Gli elogi del chiar. cavaliere Giampaolo e del presidente Amadio -Ricciardi.</i> -</p> - -<p> -<i>Le note alla vita delle donne illustri della signora d'Abrantes.</i> -</p> - -<p> -<i>Poche note alla medicina forense di Giovanpietro Frank.</i> -</p> - -<p> -<i>Articoli di giornali.</i> -</p> - -<p> -<i>Nella biblioteca analitica di sciente e belle arti</i> è una novella -lepidissima dal titolo: <i>Breve storia morale-enciclopedico-sacro-profana, -che va dalla creazione del mondo al 4 ottobre -1809, dedicata all'impareggiabile merito di chi vorrà -lamentarsene</i>. -</p> - -<p> -Trentatré volumi di allegazioni forensi. Di queste memorie -trovansi gli originali in Firenze, Bologna, Milano, -Malta e Palermo. -</p> - -<p> -Nel 1801 fu nominato membro dell'accademia italiana, -nel 1832 socio ordinario dell'accademia delle scienze di Napoli, -nel 1839 socio dell'istituto storico di Francia e della -Pontaniana di cui fu presidente dall'anno 1840. -</p> - -<p> -Morí nel 1849: ne scrisse l'elogio Ferdinando De Luca, -negli atti dell'Accademia. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Buonsanto Vito</span><a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>. — Nacque in San Vito di terra -d'Otranto ai 22 giugno 1762 da Oronzio Buonsanto, ricco -mercante e da Lucia Prina. -</p> - -<p> -Vestí nella sua patria l'abito dei frati predicatori e, conseguiti -gli ordini ecclesiastici superiori, pervenne ad essere -Padre Maestro di teologia. Negli ultimi anni del secolo per -scampare a persecuzioni popolari se ne venne a Napoli -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -dove prese stanza nel convento di San Domenico Maggiore -(1808), e, soppressi gli ordini religiosi, il Buonsanto -si ritrovò in mezzo alla vita del mondo. Morí ai 29 maggio -1850. -</p> - -<p> -Di lui abbiamo: -</p> - -<p> -— <i>L'Istruzione morale, o metodo facile per istruire i fanciulli -nella lettura e negli elementi della storia cristiana, arricchito -di 40 figure ecc.</i> -</p> - -<p> -<i>Il catechismo di grammatica italiana.</i> -</p> - -<p> -<i>Gli elementi di grammatica italiana generale.</i> -</p> - -<p> -<i>La guida grammaticale della lingua italiana.</i> -</p> - -<p> -<i>La lessigrafia latina. L'etimologia e la sintassi della lingua -latina.</i> -</p> - -<p> -<i>L'antologia latina.</i> -</p> - -<p> -La seconda categoria delle sue opere riguardo lo studio -elementare dalla matematica, della geografia e della storia: -</p> - -<p> -— <i>Gli elementi d'aritmetica.</i> -</p> - -<p> -<i>Introduzione alla geografia antica e moderna delle Due -Sicilie.</i> -</p> - -<p> -<i>Introduzione alla storia antica e moderna del regno di -Napoli.</i> -</p> - -<p> -<i>Gli elementi della storia cristiana.</i> -</p> - -<p> -La morte lo colse quando attendeva alla composizione -di un dizionario di frasi e di modi scelti di lingua ad uso -delle scuole. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Caracciolo Gherardo</span>. — De' duchi di Martina: ebbe -Vietri per patria. La sua prima carriera fu la militare. -Serví prima nella cavalleria dell'esercito di linea, indi -passò col grado di colonnello nelle milizie provinciali. Colto -nella scienza agraria, si ritirò dalla vita pubblica per attendere -nella rustica sua solitudine <i>alle arti di Cerere e -Minerva</i>. La agricoltura e la pastorizia ebbero in lui un -illuminato ed appassionato cultore. La conoscenza che -si aveva del suo caldo patriottismo il fe' ricercare nella -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -solitudine dei suoi ozii campestri per essere inviato a rappresentare -la provincia ov'ebbe la culla. Era cinquantenne -nel 1820. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Concilii (de) Lorenzo</span><a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>. — Nacque ai 6 di luglio -1776 in Avellino da Donato e Maddalena Genovese. Ebbe -i primi rudimenti di lettere da Ignazio Falconieri. Fu volontario -nel reggimento Principe cavalleria (<i>i diavoli bianchi</i>) -ai 24 d'agosto 1794 e fece la campagna di Lombardia. -</p> - -<p> -Ecco senz'altro il suo stato di servizio: -</p> - -<p> -— Cadetto, nello stesso reggimento 1796; primo tenente -nel reggimento di cavalleria <i>Principe Leopoldo</i> ai 27 dicembre -1798; primo tenente reintegrato nella cavalleria -urbana ai 6 aprile 1801 (campagna di Roma), capitano -nel secondo leggiero 30 giugno 1806, nei veliti a piedi -12 dicembre 1808; nei veliti a cavallo 19 maggio 1809. -Capo-squadrone nel terzo cavalleggieri 22 febbraio 1812; -tenente colonnello in Re cavalleria agli 8 d'ottobre 1816; -colonnello nel secondo dragoni 14 d'ottobre 1820. Fu sospeso -al 1º agosto dell'anno seguente. -</p> - -<p> -Fu colonnello della guardia nazionale al 6 maggio 1848; -maggior generale al 1860, promosso tenente generale e -collocato a riposo al 1º novembre 1861. -</p> - -<p> -Vittorio Emmanuele II lo insigní della commenda dei -Ss. Maurizio e Lazzaro. -</p> - -<p> -Morí in Avellino al 1º d'ottobre del 1866, novantenne. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ceraldi Pasquale</span><a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> — Successore del Claresi nella -rettorica del collegio cosentino nel novembre 1813 era -rampollo di famiglia nobile di Fuscaldo. Abbracciata la -carriera ecclesiastica, nel seminario di Napoli approfondí ed -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -estese i suoi studi. Poscia attese sotto il Cavallari alla -scienza legale e gli venne conferita la laurea dottorale. -Montagna Francone vescovo di Cosenza, richiamandolo -dalla capitale, nominollo professore di filosofia nel seminario. -Per insinuazione del Lombardi e del cav. Michele -Bombini segretario perpetuo dell'Accademia cosentina e per -le autorevoli preghiere dell'intendente Flach, fu fatto rettore -dell'Ateneo di Cosenza. -</p> - -<p> -Nel 1820 fu eletto fra i deputati. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Catalano Vincenzo</span><a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a>. — Nacque il 26 gennaio del -1769 a Fiumara in provincia di Reggio-Calabria da Antonio -e Maria Cutellé. S'ebbe a maestri in Napoli Longano -e Conforti. Esiliato pei fatti del '99, ebbe cattedra di diritto -a Marsiglia e di lingua italiana in quel liceo. Tornato -nel regno tu promosso giudice d'appello in Lanciano ed -alla restaurazione del 1815 presidente di G. C. Criminale. -Ma l'ingegno versato piú nel diritto civile gli fece chiedere -ed ottenere di far parte della G. C. Civile degli -Abruzzi. -</p> - -<p> -Fu poi procuratore generale a Catania e nel 1820 consigliere -di Corte suprema a Catanzaro. Nel ventuno rinunziò -a tutto e volle dedicarsi esclusivamente all'avvocheria. -</p> - -<p> -Come giureconsulto dettò eruditissime memorie <i>Sulle -quistioni transitorie per la legittima dovuta ai figli sulle donazioni -pie delle nuove LL.: quando la successione si fosse -aperta sotto l'impero delle novelle</i>. -</p> - -<p> -È notevole di lui la raccolta delle decisioni della G. C. -Civile degli Abruzzi. -</p> - -<p> -Morí ai 23 di agosto 1843. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Coletti Decio.</span> — Nato in Cisterna il 21 settembre 1753 -fu educato nel seminario di Caiazzo, ove apprese le lingue -dotte e le lettere; e quindi nel collegio di Capua, in cui -venne ammaestrato nella filosofia e nelle matematiche. Compito -il corso della giurisprudenza presso il professore Fighera, -attese all'avvocheria. Nel 1799 però fu commissario -del potere esecutivo a Capua, indi rappresentante del popolo -nella Commissione legislativa. -</p> - -<p> -Esiliato in Francia, passò dopo alcuni mesi in Torino, e -quivi divenne segretario-archivista nel tribunale della salute. -Il suo merito non tardò ad essere conosciuto e quantunque -straniero fu nominato primo professore di matematiche in -quelle pubbliche scuole; e di <i>umane lettere</i> nelle altre di -Carignano. -</p> - -<p> -L'accademia di storia e belle arti di Torino l'ascrisse tra -i suoi membri ordinari. Di là potè nel 1806 restituirsi nella -terra nativa: ma il governo di allora togliendolo alla sua -solitudine lo promosse tre anni dopo a procuratore generale -sostituto presso la Corte di appello di Altamura, della -quale poi tenne la presidenza dal 1810 al 1817, quando coi -semplici onori di presidente passò giudice nella gran corte -civile di Trani. -</p> - -<p> -Di là lo trassero i voti della provincia. Avvocato e matematico, -poeta e magistrato seppe insieme conciliare le facoltà -che sembrano tra loro piú insociabili. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Delfico Melchiorre</span><a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>. — Nacque il 1º d'agosto 1744 -in Leognano, castello baronale, da Bernardo e Margherita -Civico, scampati all'invasione tedesca. -</p> - -<p> -Fu nominato alfiere appena nato da Carlo III. -</p> - -<p> -Fanciullo, fu inviato coi fratelli a Napoli, dove fu alunno -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -del Genovesi e scrisse in favore del diritto sovrano riguardo -ai limiti dello Stato vicino, incaricatone da don Ferdinando -de Leon allora avvocato della Corona. -</p> - -<p> -Trovossi in Napoli nel 1779 presente all'eruzione del -Vesuvio e vi tornava nel 1782. -</p> - -<p> -L'anno seguente scrisse una <i>memoria sui risi</i> e fu nominato -assessore militare del tribunale di milizia della provincia -di Teramo (20 giugno 1783). -</p> - -<p> -Nel 1785 era nuovamente nella capitale. Scrisse nel 1787 -una memoria sui <i>regî stucchi o sia sulla servitú dei pascoli invernali -nelle provincie marittime degli Abruzzi</i>. -</p> - -<p> -L'anno seguente diede pubblicità ad un'altra memoria sul -<i>tavoliere di Puglia</i>, ed un'altra sui pesi e le misure del regno. -</p> - -<p> -Nell'anno 1790 pubblicò delle <i>riflessioni sulla vendita dei -feudi devoluti</i> con una lettera dedicatoria, e pubblicata poi a -parte, al duca di Cantalupo sullo stesso argomento. -</p> - -<p> -Nel 1791 diede alla luce le <i>Ricerche sul vero carattere -della giurisprudenza romana</i>, libro stampato a Firenze e per -la terza volta a Napoli nel 1815. Nel 1757 Ferdinando IV -lo decorò delle insegne di cavaliere dell'ordine Costantiniano. -Fu ascritto alla cittadinanza di San Marino e ne -scrisse le <i>Memorie storiche</i>. -</p> - -<p> -Dettò in Firenze i pensieri sull'<i>Incertezza e sull'inutilità -della storia</i> che parve ardimento grande. -</p> - -<p> -Nel 1816 fece parte del Consiglio di Stato del regno di -Napoli e si ha la stampa d'una sua memoria del 1809 sul -sistema giudiziario che si riformava. Due anni prima era -stato ascritto tra i primi soci dell'accademia Ercolanese -rinata a vita novella e vi lesse parecchi lavori che per brevità -omettiamo. -</p> - -<p> -Restaurati i Borboni nel 1815, rimase presidente della -Commissione generale degli archivii e diè in luce le <i>Nuove -ricerche sul bello</i>, ed ebbe assegnata l'annua pensione di 507 -ducati con un'indennità di duc. 900 pel soldo che aveva di -consigliere di Stato. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p> -Nel venti fu deputato, presidente della giunta provvisoria -di governo. Tradita la costituzione, colse il pretesto della -sua età e degli acciacchi per ritirarsi in patria. -</p> - -<p> -Altre lettere e memorie pubblicò durante la sua ultima -e lunga dimora in Teramo fra le quali è degno di nota il -<i>Saggio filosofico sulla storia del genere umano</i>. -</p> - -<p> -Colpito d'apoplessia ai 26 di maggio del 1830, dopo venticinque -giorni di malattia morí ai 21 del giugno seguente. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Desiderio Giuseppe</span><a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>. — Non abbiamo precise notizie -sulla nascita del Desiderio; sappiamo solo, che, adolescente, -fu chiuso nel seminario di S. Agata in Sant'Agata -dei Goti e, presi gli ordini superiori se ne venne in Napoli. -Quivi, all'università, ebbe diploma di diritto civile e canonico, -e, promosso al vescovado monsignor Pezzuoli lo volle -seco come maestro nel patrio seminario. Fu subito promosso -canonico e, nel 1814 primicerio cantore e poco dopo arcidiacono. -Rinunziò al vescovado a Napoli ed a Roma; nel -1820 fu deputato fra i preti. Morí il 1º settembre del 1836, -in patria. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Donato Tommaso.</span><a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> — Nel 1793 fu ufficiale maggiore -nelle poste di Basilicata e di Melfi, e quando il governo -rivoluzionario sei anni dopo lo chiamava direttore generale -di quelle di Napoli, si dimise. Uscí di Napoli e visse in -Toscana e quindi a Marsiglia. -</p> - -<p> -Quivi fondò una casa di commercio, la quale durò solo -quattro anni per le comunicazioni interrotte con la Sicilia -dagli inglesi che l'avevano occupata. -</p> - -<p> -Recossi allora a Parigi ove fu ammirato dagli artisti dai -quali ottenne ogni suffragio per le estese conoscenze che -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -mostrò in fatto di pittura. Tornato in patria, gli si affidò il -segretariato della camera di commercio novellamente istituita. -Dopo qualchetempo, durante il regno di Murat, il duca -di Gallo, ministro degli affari esteri, lo chiamò a sé dandogli -il carico dei consolati e del commercio. -</p> - -<p> -Nel 1816 fu creato direttore del porto franco di Messina -e nel 1843 gli onori ed il soldo di amministratore delle -dogane. -</p> - -<p> -Morí in patria, ai 12 d'ottobre 1844. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Fantacone Giovan Carlo.</span> — Nel 1775 nacque in Roccaguglielma; -fu educato in Napoli nel collegio di Caravaggio -[<i>Barnabiti</i>] e si dedicò al fôro. -</p> - -<p> -Ritornato nella sua patria fu piú volte eletto a consigliere -provinciale ed a deputato delle opere pubbliche. Era uno dei -piú ricchi proprietari di Terra di Lavoro. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Filippis (de) Carlo</span>. — Nato in Serino nel 15 maggio 1773, -fu educato nelle umane lettere da Ignazio Falconieri, morto -sulle forche del 1799<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a>. -</p> - -<p> -Intraprese la carriera amministrativa e fu consigliere dell'intendenza -di Basilicata; fece parte della deputazione di -principato Ultra. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Firrao Giuseppe</span>, <i>cardinale vescovo di Petra</i>. — Nacque -ai 20 di luglio 1736 da Pietro Firrao principe di Luzzi e da -Livia Gallo dei duchi di Mondragone, in Fagnano, feudo -di casa sua. Ebbe la prima educazione nel collegio Clementino -di Roma, sotto la scorta dello zio paterno anche cardinale -e segretario di Stato presso la suprema curia romana. -</p> - -<p> -A vent'anni, il N. fu prescelto a recare la <i>rosa d'oro</i> al -doge di Venezia ed un anno dopo fu nominato da Benedetto -XIV vice-legato in Romagna. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p> -Nel 1791 fu da Pio VI consacrato arcivescovo di Petra, -fu inviato nunzio apostolico a Venezia, carica che onorevolmente -copri per 13 anni; indi fu segretario a Roma della -Congregazione dei vescovi e regolari. -</p> - -<p> -Pio VII lo creò cardinale; ed a Napoli, durante il periodo -francese del decennio, fu grande elemosiniere di Corte e -ben voluto da Carolina Annunziata, sorella di Napoleone e -dal re Gioacchino Murat<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>. -</p> - -<p> -Morí in Napoli ai 24 di gennaio del 1830 e ne recitò -l'elogio il canonico Ciampitti dell'Università. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Flamma Paolo.</span> — Nacque ai 17 gennaio del 1753 in -Messina da Gaetano Flamma, dottore in medicina del reggimento -svizzero Wirtz e da Marianna Giurlando. -</p> - -<p> -Volle darsi al sacerdozio e se ne venne colla madre, passata -a seconde nozze con tale Bartolommeo Masnada, a Napoli, -dove vestí l'abito monastico agli 11 settembre 1773. -Nel 1795 dimise l'abito e restò prete secolare. Fra le sue -carte, dopo la morte, non si trovarono che pochi suoi manoscritti -scolastici, alcuni brevissimi rudimenti di metrica -italiana, di mitologia, di logica e diritto naturale. -</p> - -<p> -Fu, in Parlamento, accanitamente avverso al mutamento -di nomi delle provincie del regno. Morí nel novembre dell'anno -1836. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Galanti Luigi</span><a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>. — Fu l'ultimo dei dodici figli di -Giambattista ed Agata Musacchi e nacque il 1º di gennaio -del 1765 in Santacroce del Sannio. Ebbe la prima educazione -nel convento di Montevergine, dove a 12 anni quei -cenobiti ne erano ammirati. Nel 1777 ne vestí l'abito, nel -1781 fece la sua professione di fede monastica e partí per -Roma a proseguire i suoi studi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -</p> - -<p> -Fu geografo e storico scrupoloso e rimasero di lui opere -insigni. -</p> - -<p> -Nel 1801 fu elevato da papa Pio VII alla dignità di abate -benedettino. Nel 1806 fu nominato professore di geografia -nella regia università degli studi, revisore di libri esteri e -membro della commissione creata per il restauro della pubblica -istruzione. -</p> - -<p> -Nel 1811 fu professore di storia e di belle lettere sublimi -nel reale istituto politecnico militare e membro del <i>consiglio -di perfezionamento</i>. -</p> - -<p> -Fu rappresentante del Sannio al Parlamento del 1820, e -consacrò l'onorario di 180 ducati ai veterani ed alle vedove -dei soldati morti in battaglia. -</p> - -<p> -Morí in patria nel 1836. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Galdi Matteo.</span> — Fu cavaliere della Corona di ferro, -membro della giunta di pubblica istruzione, direttore della -biblioteca della regia Università, socio dell'accademia Pontaniana -e dell'accademia di Harlem. -</p> - -<p> -Nacque in Coperchia, in quel di Salerno, ai 5 di ottobre -del 1766 da Pasquale ed Eugenia Fiore, agiati proprietari. -</p> - -<p> -Ebbe a Salerno la sua prima educazione e poi a Napoli. -Nell'occasione della morte di Carlo III scrisse un poema in -versi sciolti che gli procurò l'applauso universale ed il favore -della Corte. -</p> - -<p> -Abbracciò la carriera del foro, ma dovette abbandonarla -nel 1794 e passare in Francia, dove iniziò la carriera delle -armi, ottenendo perfino il grado di capitano. -</p> - -<p> -Fu spedito dalla repubblica in Olanda in missione di ministro -plenipotenziario, ed essendosi ivi trattenuto dal 1799 -al 1809, pubblicò un <i>quadro politico</i> di quella nazione. -</p> - -<p> -Tornò nel 1809 in Napoli e fu nominato intendente della -provincia di Molise e poi di Calabria citeriore; finché nel -1812 fu elevato al posto di direttore della pubblica istruzione -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -e nel 1815 direttore della biblioteca dell'Università col -soldo di annui ducati duemila. -</p> - -<p> -Fu deputato e morí di mal di fegato ai 31 ottobre del 1821. -</p> - -<p> -Fu presidente dell'accademia delle scienze di Napoli, del -reale istituto d'incoraggiamento, dell'accademia Ercolanese -e della Pontaniana. -</p> - -<p> -Le sue opere pubblicate sono: -</p> - -<p> -— <i>Poema in versi sciolti per la morte di re Carlo III</i>, Salerno, -1780, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Analisi ragionata del codice Ferdinandeo per gli abitanti -di San Leucio</i>, Napoli, 1789, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Osservazioni sulla costituzione elvetica</i>, Milano, 1798, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Vicende del teatro italiano</i>, Milano, 1798, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Saggio del commercio d'Olanda</i>, Milano, 1809, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Quadro politico dell'Olanda</i>, Milano, 2 vol., in 8º, 1809. -</p> - -<p> -<i>Pensieri sull'istruzione pubblica relativamente al regno delle -Due Sicilie</i>, Napoli 1813, in 8º. -</p> - -<p> -<i>Due memorie sull'economia dei boschi.</i> -</p> - -<p> -<i>Memoria sul sistema commerciale d'Europa.</i> -</p> - -<p> -<i>Memoria su d'una nuova divisione geografica del regno di -Napoli.</i> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ginestous Cesare.</span> — Figlio d'un negoziante francese -stabilito in Napoli, nacque ai 22 gennaio 1765, e, compita -la sua educazione, continuò la carriera del padre. La sua -probità, i suoi modi dolci e concilianti, le sue commerciali -cognizioni lo fecero chiamare ben presto ai pubblici impieghi. -</p> - -<p> -Nel 1798 fu posto fra i governatori del banco dello <i>Spirito -Santo</i>; ed anche allora che il nome francese tanto periglio -recava, egli fu rispettato sempre dal popolo. -</p> - -<p> -Creata in Napoli una camera di commercio in novembre -1808, egli fu dei primi che la composero. Nell'anno seguente -entrò a far parte dei giudici del tribunale di commercio -della capitale, quindi nel consiglio di commercio -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -che nel febbraio 1811 fu nominato presso il ministero dell'interno. -In quello stesso anno fu deputato al consiglio provinciale -di Napoli, e sostenne con successo le ragioni della -provincia che si voleva gravare della spesa della nuova -strada di Posillipo, oggetto di delizia che altri, certo, non -poteva interessare tranne la capitale. -</p> - -<p> -Chiamato nuovamente nel 1813 al tribunale di commercio, -egli rinunciò a questa carica, e visse tranquillo e privato sino -al 6 settembre 1815, epoca in cui fu destinato per la seconda -volta, ma dal re, al consiglio della provincia. Due -anni, dopo il tribunale di commercio lo rivide fra i suoi -giudici, in qualità di supplente, e nel 1819 egli ne rinunciò -la presidenza. -</p> - -<p> -Convocate le assemblee parrocchiali, particolari faccende -gli vietarono d'intervenirvi: ciò non ostante fu scelto per -uno degli elettori di provincia, Questi avevano già nominato -al Parlamento otto deputati, allorché unanime voce si -alzò, chiedendo un negoziante. Fu allora che la maggior -parte dei voti si riunirono in favore di Ginestous. È rimarchevole -nella sua vita pubblica l'aver egli appartenuto al -collegio elettorale dei commercianti, i quali nel 1810 doveano -far parte della costituzione di Baiona. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovane Giuseppe Maria</span><a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a>. — S'occupò di scienze e di -lettere. Fu arciprete, socio dell'accademia italiana delle -scienze, e dell'istituto borbonico di Napoli. -</p> - -<p> -Nacque a Molfetta ai 23 gennaio 1753 da Giovanni e da -Antonia Graziosi, nobili cittadini. Ebbe la prima educazione -nella città nativa in un collegio dei gesuiti, e quando i seguaci -di Loiola furono soppressi, egli, appena novizio, voleva -uscire con essi dal regno. Invece fu trattenuto a -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -Napoli in casa di Ciro Saverio Minervini, e riprese poco dopo -il corso interrotto di matematiche e filosofia e fu elevato -agli ordini minori. Apprese le scienze legali e vi si addottorò. -</p> - -<p> -Varie sue opere nel 1789 erano state date alle stampe, tra -le quali furono apprezzate la <i>memoria</i> sulla natura degli -ulivi, la <i>lettera</i> diretta a Saverio Mattei colla quale argutamente -dimostrò che Cristo allorché paragonò gli apostoli -al <i>Sale della terra</i> intese di voler parlare del... <i>sal-nitro</i>; -l'avviso sui vermi che rodono la polpa degli ulivi, la memoria -sulla nitrosità generale delle Puglie che fu persino -riprodotta in francese dallo Zimmermam. -</p> - -<p> -Scrisse opuscoli sulla rosa prolifica e sulla pioggia rossa -e varie memorie izziologiche e zoologiche che gli valsero -fama ed onori. -</p> - -<p> -Fu uomo di vastissimo talento e di svariata erudizione -sempre profonda. -</p> - -<p> -Nel 1804 era vicario generale della sua diocesi e sopraintendente -del seminario e nel 1806 vicario apostolico di -Lecce donde tornò in patria dieci anni dopo. -</p> - -<p> -Fece dono al seminario della sua ricca biblioteca, del -museo di storia naturale e geologia, della raccolta di numismatica -e dei vasi italo-greci. -</p> - -<p> -Fu deputato al Parlamento del 1820 e morí ai 2 di gennaio -del 1837. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Jacuzio Francesco Paolo.</span> — Nel 1831 gli fu permesso -di tornare nel regno. Era conosciuto un suo scritto: <i>A Carlo -Alberto di Savoia... un Italiano</i>. -</p> - -<p> -Fu però sospeso l'ordine del rilascio del passaporto<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Imbriani Matteo</span><a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a>. — Nacque nel 1783 su un piccolo -colle della Valle Caudina. S'occupò di lettere e filosofia. -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -Rimangono di lui ancora inediti alcuni lavori intorno alla -grammatica filosofica condotti con grande amore e con -diligenza incredibile. Nell'antica biblioteca analitica e nell'effemeride -che egli pubblicò durante gli anni 1820 e 21 -si hanno bei saggi della sua mente. -</p> - -<p> -Fu deputato al Parlamento del 1820 e non si scostò mai -da quella savia temperanza opposta agli impeti dei demagoghi -ed alle insidie di coloro che vorrebbero spenta ogni -giusta speranza. -</p> - -<p> -Visse a Roma e a Firenze in esilio in compagnia di Gabriele -Pepe. Ebbe due figli: Emilio che sposò la figliuola -del Poerio, e Rosario; morí nel 1847. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Le Piane Vincenzo</span>. — Fu scrittore e traduttore in dialetto -calabro del catechismo dei Carbonari. Fu canonico -della chiesa cosentina, vicerettore del collegio di quella provincia -e deputato nel 1820. -</p> - -<p> -Altre notizie non abbiamo di lui, senonché dagli <i>Annali di -Citeriore Calabria</i><a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a> sappiamo che nel 1811, riaperta l'Accademia -Cosentina col nome di Reale istituto, «... si commise -la vicepresidenza a Vincenzo Piane, vago piú di filosofare, -che di ecclesiastiche elucubrazioni, concionatore persuasivo, -meno elegante che semplice». -</p> - -<p> -<span class="smcap">Liberatore Raffaele</span><a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a>. — Era ex ufficiale di carico -della reale segreteria degli Esteri col grado di <i>uffiziale di -ripartimento</i>, destituito nel 1821, domandò di conseguire -dalla reale clemenza il terzo del soldo che godeva: il re -annuí alla domanda. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lauria Francesco</span><a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a>. — Nacque ai 6 di giugno 1769 da -Giuseppe Lauria, avvocato, e Antonia Ribas, figliuola de -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -fiscale dell'udienza di Montefuscoli di Principato Ulteriore. -In tenera età perdette il padre e fu rinchiuso al seminario di -Nusco; non lasciò per allora l'abito clericale sí da essere -nel 1792 rivestito della dignità di canonico nella chiesa di -San Giovanni del Vaglio, nel suo paese, quando ancora non -aveva ricevuti gli ordini sacri. Poi si recò a Napoli, dove -si diede agli studi legali, abbandonando ad altri il canonicato. -</p> - -<p> -La sua vita forense cominciò brillantemente nel 1794. La -sua memoria era ferrea e gli effetti della sua eloquenza -erano addirittura meravigliosi. Gli aneddoti sulla sua vita -sono numerosissimi e non mette conto riportarli tutti. Fu -insino al 1779 con Pagano, Raffaelli, e Serio, che non lo -vincevano in valore ed in tattica forense e la reazione lo -trovò al suo posto fermo ed immutabile nei piú rigidi principî -di giustizia e di diritto. -</p> - -<p> -I Francesi venuti dal 1806 al 1815<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a> lo tennero in grandissimo -onore. Nel 1807 fu professore di <i>dritto criminale</i> -nell'Università di Napoli, dettandone le lezioni nel piú puro -e classico idioma latino. -</p> - -<p> -Scrisse poi <i>un commento</i> al codice francese, e piú tardi i -<i>pensieri su d'un codice criminale</i>, ed il <i>saggio sulla corruzione -dei popoli</i> letto nell'accademia Pontaniana ai 10 di ottobre -1810. -</p> - -<p> -Morí nel 1829 in Napoli e lasciò undici figliuoli. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luca (De) Ferdinando</span>. — Nacque ai 15 d'agosto 1785 -in Serracapriola (Capitanata). Fu educato nei primi anni -nel seminario di Troia, quindi in quello di Larino. Della -età di 18 anni sostenne due pubbliche conclusioni di filosofia -e teologia e nelle stagioni autunnali insegnava umanità -e rettorica ai giovani della sua patria. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -</p> - -<p> -Venne in Napoli nel 1806, si applicò allo studio delle -leggi e cominciò quasi da capo a rifare la sua educazione -scientifica, dandosi contemporaneamente allo studio delle -matematiche, della fisica, della chimica e delle tre branche -della storia naturale. Nel 1809 avendo scritto una memoria -sulle ragioni e proporzioni colla teorica degli esperimenti, -ed un'altra sulle applicazioni dell'algebra alla geometria, fu -chiamato ad insegnare geometria nella scuola militare provvisoria; -e nel 1811, essendosi ordinata la scuola politecnica, -fu scelto per uno dei professori e gli fu affidato l'incarico -di scrivere la geometria elementare, la trigonometria analitica -e l'analisi a due coordinate. Durante tutto l'anno 1811 -e parte del 1812, uscirono alla luce le accennate opere in -quaderni separati che si stampavano come si componevano -per farli studiare agli alunni. Sul finire del 1812, le tre accennate -opere furono compiutamente stampate. -</p> - -<p> -Il de Luca dette alle stampe anche molte memorie di -fisica e geografia e sopratutto della geografia egli pubblicò -un corso compiuto, ma diviso in periodi. -</p> - -<p> -Appartenne a diverse accademie e dette alle stampe le -seguenti opere: -</p> - -<p> -— <i>Geometria sintetica</i>, pubblicata in Napoli nel 1810. -</p> - -<p> -<i>Geometria piana trattata con l'analisi geometrica degli antichi</i>, -1811. -</p> - -<p> -<i>Trigonometria analitica con un saggio di poligonometria</i>, -1811. -</p> - -<p> -<i>Geometria analitica trattata con l'analisi a due coordinate, -e colla cartesiana</i>, 1811. -</p> - -<p> -<i>Analisi a due coordinate, con molti problemi generali</i>, un -grosso volume di 35 fogli di stampa, 1812. -</p> - -<p> -<i>Agrimensura popolare ove il problema della divisione del -poligono in data ragione è sciolto nella massima generalità ed -in un modo geometrico</i>, Napoli, 1842. -</p> - -<p> -<i>Memoria per rivendicare alla scuola italica tutta l'antica -geometria</i>, Napoli, 1845. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -</p> - -<p> -<i>Geometria e trigonometria elementare sferica, dedotta da una -sola formola analiticamente.</i> -</p> - -<p> -<i>Pensieri sull'educazione, applicati all'istruzione dei seminarii</i>, -anno 1826. -</p> - -<p> -<i>Piano di un'educazione compiuta religiosa, letteraria, scientifica -e navale</i>, Napoli, 1835. -</p> - -<p> -<i>Sul miglior sistema di una pubblica istruzione</i>, Napoli, -1836. -</p> - -<p> -<i>Nuovi elementi di geografia, disposti secondo l'ordine dell'insegnamento</i>, -Napoli, 1838. -</p> - -<p> -<i>Istituzioni elementari di geografia naturale, topografia politica, -astronomica, fisica e morale, con un ramo per la geografia -astronomica</i>, Napoli, 1845. -</p> - -<p> -<i>Elementi di geografia antica</i>, Napoli, 1834. -<i> -Memoria per l'ordinamento degli studi geografici, letta nell'accademia -Pontaniana.</i> -</p> - -<p> -<i>Memoria della giusta nozione che bisogna dare alla geografia -storica, letta nell'accademia delle scienze e commentata nel giornale -dell'Istituto storico di Francia</i>, t. 5, p. 187. -</p> - -<p> -<i>Memoria fisico-matematica sulla meteora americana comparsa -a Filadelfia in novembre 1833</i>, memoria prima e seconda letta -alla regia Accademia delle scienze. -</p> - -<p> -<i>Memoria sul magneto-elettricismo</i>, letta nella regia Accademia -delle scienze. -</p> - -<p> -<i>Memoria sui varii punti della storia delle matematiche</i>, inserita -nel <i>Progresso</i>. -</p> - -<p> -<i>Tavola per la conversione reciproca dei pesi e delle misure -antiche in quelle sanzionate dalla legge 6 aprile 1840.</i> -</p> - -<p> -Prese parte al VII congresso degli scienziati, tenuto in -Napoli nel 1845 e morí nel 1869. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luca (de) Antonio Maria</span>. — Nacque nel comune di -Colle e fu educato per opera dello zio, vescovo Lippi, nella -congrega dei pp. Giuranisti. Iniziato nello stato sacerdotale, -ottenne laurea in teologia, e poscia, mercé concorso, fu -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -all'età di anni 30 nominato canonico penitenziere nella chiesa -cattedrale di Policastro. -</p> - -<p> -Arrestato come liberale nella proscrizione del 1799, ottenne -la libertà col trattato di Firenze. -</p> - -<p> -Nell'anno 1811 — morti quattro suoi fratelli — rinunziò alla -carica ecclesiastica per dare opera alla domestica economia. -Corrispondente della Società agraria dei Principati Citra ed -Ultra, conosciuto per non aver giammai abbandonata la -causa della libertà fu scelto a deputato nell'età di circa cinquant'anni. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Macchiaroli Rosario</span> di Bellosguardo, nel distretto di -Campagna, di circa anni quaranta. -</p> - -<p> -I suoi primi studi furono per la carriera legale. Gli affari -della sua famiglia lo richiamarono ancor giovane dalla capitale. -Nel principio della dominazione francese fu eletto -a capitano della legione provinciale; poscia trasferito nell'esercito -di linea. -</p> - -<p> -Dopo il 1815 venne creato consigliere dell'intendenza -di Salerno. Sospetto di principî liberali, egli era vicino a -soggiacere alle persecuzioni della polizia, quando il 6 luglio -1820, a cui dicesi di aver dato mano, gli acquistò quell'opinione -per la quale fu eletto a rappresentante della sua -provincia. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mazziotti Gherardo</span>. — Nato in Celso a quaranta miglia -da Salerno, portossi in Napoli a percorrere la carriera -forense. Nella rivoluzione del 1799 fu creato giudice di pace, -indi imprigionato come liberale e bandito dal regno. Tornato -in patria, nella organizzazione giudiziaria del 1809 -venne eletto a giudice civile, e poco dopo elevato a giudice -criminale in Campobasso, donde fu trasferito colla -stessa carica in Avellino. Promosso a presidente del tribunale -civile della provincia di Lecce, domandò di tenere la -magistratura nella città capitale della sua provincia. Volendo -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -il governo inviarlo a Reggio rinunziò alla toga ed esercitò -in Salerno l'avvocheria. Egli toccava quarantacinque anni -quando fu eletto deputato. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mercogliano Antonio</span>. — Vide la luce in Nola nel 1784, -e dopo gli studi preliminari compiuti in provincia si recò -a Napoli a studiare medicina. Andria e Cattolica furono i -suoi maestri. Nel 1799, coinvolto nei tumulti, fu esiliato per -quindici anni e risedette in Toscana. -</p> - -<p> -Nel 1818 — scoverto di far parte d'una società segreta — fu -rilegato in Pantelleria a disposizione del re. -</p> - -<p> -Nell'agosto del seguente anno potette tornare in patria. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Nicolai Domenico</span>, <i>marchese di Canneto</i><a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a>. — Di lui -esiste il seguente documento: «Supplica del figlio Carlo -affinché il padre carico di anni e quasi cieco torni in patria -in seno all'ammiserita famiglia.» -</p> - -<p> -La supplica non fu accettata perchè il richiedente fu -«... <i>immoderato</i> nelle discussioni parlamentari!» -</p> - -<p> -Dalla corrispondenza dell'ex-magistrato Pisa emergono -alcune lettere che il Nicolai e de Conciliis indirizzavano a -Lucenti ed al Pisa mentre erano in Ispagna. Nel 1829 il -Nicolai era a Barcellona in seguito di misura generale presa -dal governo spagnuolo contro gli esiliati. Nel 30 dicembre -1830 trovavasi a Marsiglia. Il ministero degli esteri era convinto -che il Nicolai fosse l'autore d'alcune stampe per la -<i>indipendenza italiana</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pessolani Saverio Arcangelo</span>. — Atena fu il luogo dei -suoi natali. Istruito nelle leggi, reputato per maturità di consiglio -e per disinteresse a niuno secondo nel suo distretto, -difese per molti anni i diritti dei privati ed in particolare -quelli dei poveri. Toccava il quarantesimo anno di età. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pepe</span> col. <span class="smcap">Gabriele</span>. — Sannita e degno emulo di Florestano -e di Guglielmo, calabresi. Combatté a Civita-Castellana -e ad Otricoli contro i Francesi. Difese la Repubblica -partenopea a Nola, a Torre Annunziata ed a Portici<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a>, -ove fu ferito. -</p> - -<p> -Combattette poi anche a Marengo nella legione italiana -e fece la campagna del 1815. A Tolentino riportò quattro -ferite d'arma bianca. -</p> - -<p> -A Firenze sfidò a duello il Lamartine che osò chiamare -l'Italia: — <i>La terre des morts!</i> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Poerio Giuseppe</span>. — Ebbe i natali in Belcastro (Catanzaro) -ai 6 gennaio 1775 da Carlo e Gaetana Poerio. Fu, adolescente, -nel collegio dei nobili di Catanzaro ed a sedici anni -esordí perorando nei tribunali e salvando un fanciullo di -dodici anni, imputato di omicidio volontario. -</p> - -<p> -Raggiunse nel 1799 lo Championnet e diventò suo aiutante -di campo. Proclamata la repubblica fu nominato commissario -in Catanzaro e tornò a Napoli per via di mare quando -seppe della marcia del cardinal Ruffo. -</p> - -<p> -Fu condannato a morte dalla Giunta di Stato, ma la pena -gli fu poi commutata in ergastolo a vita col Torelli e con -l'Abbamonte. Dopo 22 mesi di duro carcere, dopo la battaglia -di Marengo, per gli accordi di Firenze, gli fu concesso -di tornare in patria. -</p> - -<p> -Tolse a moglie Carolina Sossisergio del Poggiando<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a>, -e nel 1806 fu nominato da Giuseppe Bonaparte intendente -e preside di Molise e Capitanata. Nel 1808 re Gioacchino -lo prescelse a primo avvocato generale della Gran Corte di -cassazione con Sirignano, Raffaelli, Cianciulli ed altri grandi. -Contemporaneamente ottenne di essere relatore al Consiglio -di Stato, indi regio commissario nelle Calabrie; e poi -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -presidente della Commissione per la riforma del Codice penale, -ed a 35 anni procuratore generale di Cassazione. Consigliere -del re sostenne contro il Briot: — <i>non potere senza -acquistare nazionalità ottenere cariche e preminenze gli stranieri -nel regno.</i> -</p> - -<p> -Fu anche in Bologna come commissario straordinario dei -dipartimenti italici ed in prosieguo uno dei sette direttori -del Consiglio di governo sedente in Roma col carico della -giustizia. -</p> - -<p> -Tornati i Borboni, il Poerio emigrò per Parigi e di là -per Ginevra, dove ebbe notizia d'essere stato condannato -all'esilio perpetuo. -</p> - -<p> -Gli fu offerto, per rientrare in Italia, la cittadinanza della -repubblica di San Marino, ma egli non accettò e si stabilí a -Firenze fino al 1820. -</p> - -<p> -Ai 19 marzo 1821 dettò la protesta con la quale dichiarava -che — <i>i corpi e non gli animi avevano ceduto alla -forza del nemico; disciogliersi il Parlamento per la presenza -del nemico, per volontà del principe, per mancata cooperazione -del potere esecutivo; protestare contro la violazione del -diritto delle genti, rimettersi alla giustizia di Dio la causa del -trono e della indipendenza nazionale.</i> -</p> - -<p> -Fu arrestato, imprigionato per circa tre mesi e inviato a -Trieste ed indi a Gratz con la moglie ed i figli<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a>, e finalmente -ottenne di poter risiedere a Firenze. -</p> - -<p> -Ai 14 novembre 1830, scacciato di Toscana, riparò in -Francia col figlio Alessandro, mentre la moglie rimpatriava. -Visitò l'Inghilterra e dopo 13 anni di esilio Ferdinando II -gli permetteva il ritorno ai 28 ottobre 1833, ripigliando fervorosamente -l'avvocheria. -</p> - -<p> -Morí ai 15 d'agosto 1843, dopo un anno di languore e di -sofferenza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Perugini Pietro Paolo</span>. — Di anni 48, nativo di S. Lorenzo -Minore, nel distretto di Piedimonte. Si applicò alla -medicina. Esiliato in Francia, nel 1799 tornò nella patria in -grazia della pace di Firenze. Appartenne alla legione della -sua provincia ove pervenne, di grado in grado, a maggiore. -Egli era agiato proprietario ed esercitò le funzioni di consigliere -distrettuale e provinciale. Socio corrispondente dell'accademia -di Terra di Lavoro, della Cosentina e del reale -Istituto d'Incoraggiamento di Napoli. Pubblicò nel 1819 una -<i>memoria sulle acque minerali di Telese</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Piccolellis Ottavio</span>. — Nacque in San Nicola la Strada -ai 4 di giugno 1786 e si ascrisse volontario alle guardie di -onore nel 1806. Nello stesso anno fu tolto a tenente nel -secondo reggimento dei cacciatori a cavallo; indi a capitano -delle cennate guardie d'onore, nel quale grado fu inviato -nel 1812 alla campagna di Russia. Nella sera del 6 dicembre, -rimasto Napoleone in mezzo ad una boscaglia, intirizziti -i suoi aiutanti di campo dal freddo, morti i vetturali, il -de Piccolellis, che era al seguito, lo salvò menandolo a Vilna. -Nel 1813 prese parte alla campagna di Germania. Distinto -nelle tre famose giornate di Lipsia del 14, 16 e 18 ottobre, -ricevé sul campo di battaglia la Legion d'onore dalle mani -di Bonaparte e l'Ordine delle Due Sicilie da Gioacchino -Murat. -</p> - -<p> -Elevato da questi al grado di maggiore nel 4º reggimento -cavalleggieri intervenne in Italia ai fatti d'arme di Reggio -e del Taro. -</p> - -<p> -Nel 1815 fu nominato tenente colonnello nel reggimento -di cavalleria <i>Principe</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pelliccia Alessio</span>. — Ebbe in Napoli i natali nel 1744. -Educato nelle filosofiche discipline dall'abate Genovesi e -nelle ecclesiastiche dal vescovo Giuseppe Rossi, diessi a -coltivare, in preferenza degli altri, gli studi della diplomatica, -ed ogni maniera di archeologiche dottrine. Innalzato -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -al sacerdozio, dopo aver data prova dei suoi talenti e di -sue cognizioni con due pubblici esperimenti l'uno in etica -e l'altro in dritto canonico, fu chiamato a reggere nel 1781 -la cattedra di antichità ecclesiastica nella reale Università di -Napoli. Avido di conoscere le patrie memorie, visitò i grandi -archivi del regno, ove raccolse grande messe di notizie preziose. -Nel 1812 fu eletto professore di diplomatica e nello -stesso anno a provicario generale della chiesa e diocesi di -Napoli; poscia presidente del giurí di esame nella commissione -dell'istruzione pubblica, carica che occupò sino alla fine -del decennio. -</p> - -<p> -Istituita una commissione per sovraintendere agli archivi, -Pelliccia fu tra i membri di essa. -</p> - -<p> -Si debbono a lui le seguenti opere: -</p> - -<p> -— <i>Dissertazione della disciplina della chiesa intorno alla preghiera -pubblica pel sovrano</i>, Napoli, 1760 (tradotta in tedesco -nel 1760 per ordine dell'imperatrice Maria Teresa e stampato -a Vienna; e recata in latino dall'autore medesimo, Napoli, -1789). -</p> - -<p> -<i>Corso di antichità ecclesiastiche</i>, tomi 4, in-8º, Napoli, presso -Morelli. -</p> - -<p> -Quest'opera comprende sei libri, e vi sono descritti tutti -i rami della polizia ecclesiastica dei riti greco e latino, principalmente -per quello che riguarda la parte piú oscura, cioè -i tempi di mezzo. Nel terzo e nel quarto tomo si leggono -varie dissertazioni, in una delle quali è data una specie di -istituzione lapidaria del medio evo; un'altra riguarda i tempietti -portatili degli antichi; la piú insigne è quella sulle vecchie -catacombe di Napoli, lavoro di molti anni, durante i quali -l'autore passò lunghi giorni nelle tenebre di quelle caverne. -</p> - -<p> -<i>Cronache e diarj del regno di Napoli</i>, cinque tomi in-4º, -Napoli, stamperia del Perger (tale raccolta serve di continuazione -a quella degli storici napoletani del Gravier, e contiene -molti codici, la maggior parte di autori contemporanei all'epoche -di che scrissero). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p> -<i>Dissertazione sul ramo degli Appennini che termina dirimpetto -all'isola di Capri</i>, Napoli. -</p> - -<p> -<i>Dissertazioni sopra l'antica città di Equi</i>, Napoli. -</p> - -<p> -<i>Dissertazioni sul vero significato della</i> <span class="smcap">Sheol</span> <i>nel testo -ebraico.</i> -</p> - -<p> -<i>Del culto della chiesa verso la Vergine,</i> Napoli, 1820. -</p> - -<p> -<i>Istituzioni della scienza diplomatica</i>, Napoli, 1821. -</p> - -<p> -Promise il marchese Maffei una istituzione della scienza -diplomatica, ma non la formò prima del Pelliccia. -</p> - -<p> -<i>La topografia di Napoli e sobborghi.</i> -</p> - -<p> -<i>Origine e vicende della proprietà dalla discesa dei Longobardi</i> -(queste due ultime opere sono inedite). -</p> - -<p> -<span class="smcap">Romeo Santi</span><a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a>. — Nacque in Messina il di 25 febbraio -1775. Suo padre Domenico professò medicina, ed ebbe nome -di felice e sagace interprete della natura. Giovane ancora, -Santi ascoltò le lezioni paterne con l'alacrità che muove -gli spiriti cui sprona vivo genio e nascente amore di sapere. -Compiutamente istrutto nelle scienze che concernono direttamente -l'arte di curare le malattie, o servono a quella -di aiuto e sostegno, venne in Napoli, città in quei dí fiorentissima -nelle mediche discipline e udí Cotugno e lo sventurato -Cirillo, ed ebbe particolare dimestichezza con Antonio -Sementini, splendidissimo lume dell'Università nostra. -</p> - -<p> -Reduce in patria, fu troppo presto salutato erede dell'ingegno -e del nome paterno. -</p> - -<p> -Jenner aveva dato al genere umano l'antidoto contro la -peste vaiuolosa. A vincere l'ostinata renitenza di gran numero -di madri contro quella pratica salutare, Santi tradusse -le <i>ricerche storiche e mediche di Huxon sulla vaccina</i> nelle -quali aggiunse doti teoriche, che comparò con belle e giudiziose -osservazioni, le quali accrebbero i pregi della versione -in tal maniera divenuta originale. La peste di Malta -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -richiamò Romeo da quella specie di inerzia, in cui cade lo -scienziato quando si consacra di soverchio all'esercizio della -pratica. Le sue <i>Ricerche</i> sopra grave questione, se la peste -bubbonica possa comunicarsi ai bruti come agli uomini, parvero -spargere nuova luce sopra difficile soggetto, intorno -al quale la medicina era ancora fanciulla. Malgrado la guerra -che era allora di ostacolo ad ogni maniera di commercio, -le <i>Ricerche</i> in quella occasione pubblicate vennero altamente -commendate in tutte le opere di medicina. -</p> - -<p> -Ottennero fortuna anche maggiore i suoi pensieri intorno -alla febbre micidiale che nel 1817 visitò tutta l'Italia e che -non infierí meno nel grande ospedale di Messina. -</p> - -<p> -Obbligato dallo stato di salute ad allontanarsi per qualche -tempo dalla patria, visitò le principali università della penisola, -e si conciliò l'amicizia di tutti i professori italiani -che visitò. -</p> - -<p> -Nelle sue peregrinazioni scrisse utili ma semplici istruzioni -per le genti di campagna della Sicilia, ad oggetto di -prevenire i guasti che a quei giorni di là dal faro facea -una feroce <i>epizoozia</i>. -</p> - -<p> -Poco dopo aggiunse una dotta nota sulle fumigazioni solforose, -le quali aveva nella sua dimora in Napoli sperimentato -sommamente proficue sotto la cura del chiarissimo -cavaliere Assalini. -</p> - -<p> -Parecchie altre sue scritture date a stampa, o concernono -l'utilità pubblica o tendono a campare i creduli dalle -facili imposture dei falsi medici. Appartengono a questa -classe la sua <i>Relazione sull'ipocondria di un tal Lamaestra</i>, -ed un suo secondo ragionamento sullo stesso soggetto edito -dal Nobili. -</p> - -<p> -Fu professore di medicina nel ginnasio di Messina, medico -di quel grande ospedale civico e consultore fisico della -deputazione di salute. -</p> - -<p> -Fu uno degli ultimi eletti e prese parte alla memorabile -tornata dell'8 dicembre 1820. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ricciardi Amodio</span>. — Nacque nel 1756 a Palata nel Molise. -Furono suoi genitori Paolo e donna Diana Carunchio. -Venne in Napoli adolescente per darsi agli studi legali ed -abbracciare la carriera nobilissima del foro. -</p> - -<p> -Nel 1790 interruppe i suoi trionfi d'avvocato per esulare -in Piemonte donde tornò nel 1808 e fu nominato da Murat -procuratore generale presso la corte d'appello di Napoli. Nel -maggio del 1812 fu creato consigliere di cassazione e nel -1817 destinato a presiedere — la reazione era incominciata — la -gran corte di Aquila. -</p> - -<p> -Il Parlamento lo ebbe fra i suoi piú ardenti e costanti -membri, e poco dopo il suo ritorno nella capitale morí nel -1835 ai 3 d'agosto, di mattina. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ruggieri (de') Petrantonio</span>. — Mirabella, nel Principato -ulteriore, fu la sua patria, e vi nacque ai 20 luglio 1766. -Formato alla cultura delle lettere in paese, venne poi a compiere -gli studi a Napoli, ove intraprese la carriera dell'avvocheria -cogliendone non pochi allori. Nel 1814 fu nominato -giudice del tribunale civile della Capitale ed indi a poco -promosso pubblico ministero nel medesimo collegio. Amò -piuttosto la difesa libera dei civili diritti che il penoso uffizio -di magistrato al quale rinunziò spontaneamente. Conosciuto -per la liberalità delle idee e per la inviolata probità -della sua condotta, nei primi dí della riforma politica -fu chiamato a far parte della commissione di pubblica sicurezza -e conseguí l'approvazione generale nei piú difficili -momenti. -</p> - -<p> -La nazione lo designava alla rappresentanza e fu presto -unanimemente eletto a deputato della provincia di Napoli. -Era anche decorato dell'ordine gerosolimitano. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rondinelli Benedetto</span>. — Nacque in Campagna nel -dí 20 giugno del 1772. Dedicatosi agli studi ecclesiastici fu -nel 1805 creato canonico della cattedrale della sua patria. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p> -Poscia nel seminario di quel comune insegnò per molti -anni gli studi filosofici e le matematiche discipline. In appresso, -tenne anche la carica di pievano nella mentovata -chiesa, e nel 1818 fu dal governo eletto a giudice conciliatore. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sonni Domenico Antonio</span>. — Nacque in Falerno ai 12 -giugno 1758, e nel 1776 entrò nel seminario di Tropea, (Calabria -ulteriore). Fu ordinato sacerdote nel 1784 ed un anno -dopo portossi in Napoli. Vi riuscí valoroso nelle scienze -positive, tanto che con real dispaccio del 29 luglio 1792 fu -chiamato a dettare matematica sublime nell'Università. Nel -1796 ebbe laurea di teologo e fu educatore del duca di -Spezzano e de' principi d'Ischitella e Pignatelli. -</p> - -<p> -Fu nominato professore di matematiche nella reale accademia -militare con decreto 1º novembre 1802, regio revisore -delle stampe ed esaminatore degli aspiranti al magistero -delle matematiche nel 1805: fu professore trattatista ed -esaminatore della r. accademia delle guardie marine (24 -novembre 1806), esaminatore dei libri della biblioteca di -San Severino ai 19 marzo 1807, membro della commissione -per la statistica generale del regno (1808). Socio residente -del R. Istituto d'incoraggiamento e della Pontaniana (11 luglio -1809). Nel 1815 tornò ad essere revisore della stampa, -ispettore generale e segretario interino dell'istruzione pubblica, -esaminatore del concorso alla cattedra dei concilii e -successivamente delegato alla ispezione degli stabilimenti -d'istruzione delle Calabrie, di Principato Citra e di Basilicata. -</p> - -<p> -Colto da apoplessia mentre camminava, in Napoli, per -la strada di Toledo, morí addí 4 febbraio 1840. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sponsa Diodato</span>. — Fu tra gli esiliati a Tunisi e tornò -in patria dopo il 1831. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Semmola Mariano.</span> — Del comune di Brusciano nel distretto -di Nola. Dopo aver appreso nella patria i rudimenti -delle lettere, fu dal vescovo Lopes inviato in Napoli agli -studi delle scienze: all'età di anni 21 fu richiamato per insegnarle -al seminario nolano. Intrapresa la carriera ecclesiastica -dopo aver passato circa quattro lustri in quell'uffizio -di professore al seminario, si riportò in Napoli ove die' un -pubblico esperimento per ottenere la cattedra di fisica nella -Regia Università degli studi, e benché non fosse riescito -nell'intento ne ottenne riputazione, onde messosi privatamente -ad insegnare le scienze filosofiche ebbe frequenza di -giovani allievi. -</p> - -<p> -Non molto dopo, conseguí nella stessa Università la sostituzione -alla cattedra di logica e metafisica. Nel decennio -francese fu ivi incaricato dell'insegnamento della <i>Ideologia</i>, -e riconfermato poscia, dopo la espulsione dei Francesi, -nell'insegnamento dell'antica logica e metafisica. Si -hanno di lui pubblicate per le stampe in varie edizioni -le istituzioni di logica e metafisica ad uso del suo studio -privato. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tafuri Michele.</span> — Figliuolo del barone Tommaso di -Melignano e di Teresa Perrone, nacque il dí 27 di maggio -1769 a Nardò (Lecce) nel cui seminario fu educato e poi -inviato a Napoli, per studiarvi diritto canonico e poi prendervi -gli ordini; invece egli s'accinse agli studi legali per -la carriera del foro. Sposò nel 1799 Rosa di Masi. Durante -il decennio, ministro nel 1807 il commendatore Pignatelli -lo volle al ministero di grazia e giustizia e cosí anche Zurlo -e Ricciardi. -</p> - -<p> -Nel 1815, tornati i Borboni, si dimise e tornò a vita privata. -Fu nominato, quindi, giudice della corte criminale di -Salerno e nell'anno seguente (1816) andò alla corte criminale -di Trani. Solo nel 1818 passò alla corte civile della medesima -città. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p> -Fu deputato nel 1820, e nella sessione che seguí tornossene, -per sempre, a vita privata. -</p> - -<p> -Morí di bronchite ai 7 settembre 1857. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Trigona Salv. Giuseppe</span>, <i>marchese di Camicaro e Dominamare.</i> — Nacque -in Noto (Sicilia) nell'anno 1792. Fra gli -agi della famiglia non obbliò che la istruzione e lo studio -aggiungono pregio alla nobiltà dei natali e si diede alacremente -a coltivare le belle lettere, la filosofia e le leggi. La -economia politica alla quale l'età nostra aggiunge importanza, -divenne la sua precipua occupazione. Temperò quest'arduo -studio coltivando la poesia, per la quale sentiva -inclinazione particolare. -</p> - -<p> -Visitò Parigi, Londra, vide tutta Italia, e dopo otto anni -reduce in patria, si diede con molto impegno all'azienda -dei domestici affari ed all'esercizio delle cariche municipali. -</p> - -<p> -Dichiarato nel 1820 deputato del Parlamento non fu studioso -che del bene del suo paese. Venne nominato ricevitore -generale della provincia, ed ebbe tre volte la presidenza -del consiglio generale della medesima, fu deputato delle -opere pubbliche provinciali e della commissione di salute. -</p> - -<p> -Queste serie occupazioni se lo distrassero al seguire con -ardore i suoi studi, non lo tolsero interamente alle accademie -scientifiche e letterarie. Fu ascritto all'Arcadia di -Roma, ai Trasformati di Noto, e fra i pastori Aratusei. Fu -socio ordinario della società economica del suo paese, corrispondente -di quella di Girgenti. Fu ascritto anche al VII -congresso degli scienziati. -</p> - -<p> -Nel 1843 era stato nominato gentiluomo di camera, con -esercizio, del re delle Due Sicilie Ferdinando II. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vasto Tommaso.</span> — Ebbe la cuna nel comune di Cardinale -in sul finire del 1757. Fu educato nel seminario di Nola, -ove professò poi, per ben trent'anni, diritto civile e canonico. -Nel 1820 era canonico decano di quel capitolo e vicario -generale della diocesi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Visconti Ferdinando.</span> — Nacque a Palermo ai 9 di -gennaio 1772 da Domenico Visconti capitano del reggimento -di fanteria <i>Real Napoli</i>. Nel 1778 fu nominato <i>cadetto</i>. -</p> - -<p> -Dieci anni dopo entrò nella Reale accademia militare in -cui compí l'educazione e gli studî, premio dei quali fu il grado -di sottotenente nel reggimento <i>Re</i> del corpo reale di genio -ed artiglieria, conseguito ai 27 febbraio 1791. -</p> - -<p> -Come sospetto di professare dottrine liberali, nel 1794 fu -posto in giudizio, congedato dal servizio militare e condannato -alla reclusione d'un decennio nel castello di Pantelleria. -Ivi passò sette anni ed alla pace di Firenze fu posto -in libertà; ma non potendo trovare impiego in Napoli, andò -a cercarlo a Milano. Al 1º settembre 1802 venne nominato -tenente nel corpo degli ingegneri topografici della repubblica -italiana. I suoi talenti superiori nelle scienze esatte -non tardarono a farsi conoscere, sí che nel 1805 fu destinato -per aggiunto al capo di quel corpo topografico per -la parte riguardante le osservazioni astronomiche e le operazioni -trigonometriche. In quell'anno istesso seguí a Bologna -e nel Veneziano lo stato maggiore dell'esercito, comandato -dal viceré d'Italia. E quando nel seguente anno -tutti i Napoletani impiegati in Francia ed in Italia vennero -congedati, egli meritò l'onorevole eccezione conceduta a -pochissimi, di rimanere agli stipendi del regno italico. -</p> - -<p> -Ricevette allora la missione di recarsi in Vienna per ottenere -la consegna delle carte e dei documenti topografici -relativi allo stato Veneto, i quali, pel trattato di Presburgo, -l'Austria dové cedere all'Impero francese. Tornato a Milano -con quelle spoglie, non rimase a lungo inoperoso. Dal maggio -1808 fino al gennaio 1809 egli percorse tutte le coste -dell'Istria, delle isole del Quarnero, della Dalmazia e dell'Albania, -determinando con osservazioni astronomiche la -loro posizione geografica, affine di costruire la carta idrografica -dell'Adriatico. Fu nominato cosí capitano <i>in secondo</i> -nel corpo degli ingegneri geografici. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -</p> - -<p> -Nel 1810 gli venne affidata altra commissione allorché -sotto gli ordini del generale Danthouard attese a stabilire -nel Tirolo la nuova linea di confine tra il regno italico, -la Baviera e le provincie illiriche; ciò che gli valse la promozione -a capitano in primo nel corpo accennato e quindi -nell'anno successivo quella a sotto direttore del deposito -generale della guerra. -</p> - -<p> -Nel 1813 fu capo squadrone nel corpo degli ingegneri -geografi e nello stesso anno compí una ricognizione generale -militare sulle frontiere delle provincie illiriche da Villach -fino allo sbocco dell'Unna nella Sava. -</p> - -<p> -Nel maggio del 1814 tornò in Napoli, dopo ripetute e -vivacissime insistenze di re Murat<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a>. Fu nominato capo-battaglione -dello stato maggiore dell'esercito e direttore del -gabinetto topografico per la morte di Rizzi-Zannoni<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a>. -Nel 1815 fu promosso colonnello di stato maggiore. -</p> - -<p> -Creato deputato supplente, rimpiazzò il Bausan. Fu anche -socio ordinario dell'Accademia delle scienze, della Società -reale di Napoli e della Pontaniana. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vivacqua Francesco.</span> — Nacque in Tarsia e si addisse -all'avvocheria. Asceso di poi alla magistratura, fu giudice -di gran Corte criminale, segretario della Corte di cassazione, -e quindi procuratore generale in Catanzaro. -</p> - -<p> -Nel 1820 fu deputato. Socio dell'accademia Cosentina, vi -lesse parecchie disquisizioni e discorsi di apertura che si -fecero apprezzare per erudizione e per acume giudizioso. -</p> - -<p> -Destituito, spogliato di ogni pubblico ufficio, dopo i moti -del 1820, visse privatamente in patria, dove morí nel 1851. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -</p> - -<h2><span class="smaller">PARTE TERZA</span> -LA FINE DEL PARLAMENTO.</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="title"> -PARTE III -</p> -</div> - -<p> -I due documenti che seguono sono riprodotti -da due foglietti volanti. Riguardano la partenza -del Re per Lubiana. Ferdinando B. imbarcato a -Napoli, sostò, a causa del pessimo tempo di mare, -a Pozzuoli, dove — ornato l'abito della coccarda -dei carbonari — ricevette la commissione del -Parlamento con queste parole: -</p> - -<p> -<i> — Era inutile incomodarvi, con questo tempo, di -venire fin qui!</i> -</p> - -<p> -E la rassicurò intorno alle buone intenzioni sue -e del suocero. -</p> - -<p> -I deputati, sospettosi d'un tranello, discesero -dalla regia nave abbastanza male ed il malumore -s'estese subito in tutta la capitale. -</p> - -<p> -Fu allora che re Ferdinando scrisse la lettera -e fu pubblicato il rapporto che riproduco: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -FERDINANDO I <span class="smcap lowercase">ECC. ECC.</span> -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Ai miei fedeli deputati del Parlamento.</span> -</p> - -<p> -Ho con infinito dolore dell'animo mio appreso che non -tutti han riguardato sotto un aspetto la mia risoluzione a -voi comunicata in data di ieri, 7 del corrente. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -</p> - -<p> -Ad oggetto di dileguare ogni equivoco, dichiaro che non -ho mai pensato di violare la Costituzione giurata; ma siccome -nel mio real decreto dei 7 luglio, riserbai alla rappresentanza -nazionale il potere di proporre delle modificazioni -che essa avrebbe giudicato necessarie, alla Costituzione di -Spagna, cosí ho creduto e credo che la mia intervenzione -al congresso di Laybach potesse essere utile agli interessi -della patria, onde far gradire anche alle potenze estere progetti -tali di modificazioni che, senza nulla detrarre ai diritti -della nazione, respingessero ogni cagione di guerra; bene -inteso che in ogni caso, non potesse essere accettata alcuna -modificazione che non fosse consentita dalla Nazione e da me. -</p> - -<p> -Dichiaro inoltre, che, nel dirigermi al Parlamento, intesi ed -intendo di conformarmi all'art. 172, § 2, della Costituzione. -</p> - -<p> -E, finalmente, dichiaro che non ho inteso d'insinuare la -sospensione (durante la mia assenza) degli atti di governo -legislativo, ma di quelli solamente che riguardano le modificazioni -della Costituzione. -</p> - -<p class="indl"> -Napoli, 8 dicembre 1820. -</p> - -<p class="center"> -FERDINANDO -</p> - -<p class="indr"> -<i>Il segretario di Stato, ministro degli affari esteri</i><br /> -<span class="smcap">Duca di Campochiaro.</span> -</p> -</div> - -<hr class="tiny" /> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -RAPPORTO TELEGRAFICO<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a> -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Sua Altezza Reale il duca di Calabria -al tenente generale Colletta</span> -</p> - -<p> -Il Re, sovrano di Napoli, è stato chiamato al Congresso -che sarà riunito a Laybach nell'impero austriaco; e parte -col <i>consenso del Parlamento ai termini della Costituzione</i>. -</p> - -<p class="indl"> -Napoli, 12 dicembre 1820. -</p> - -<p class="indr"> -Per copia conforme:<br /> -<i>Tenente generale:</i> <span class="smcap">Colletta.</span> -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -</p> - -<hr class="tiny" /> - -<p> -Ecco ora un elenco esatto del personale che -intervenne al Congresso. Naturalmente non vi -possono essere comprese quelle persone diplomatiche, -le quali, senza avere alcuna relazione col congresso, -furono chiamate a Lubiana solo dagli affari -correnti delle loro Corti e dei rispettivi gabinetti; -e neppure quelle che vi furono condotte da oggetti -di tutt'altra indole e senza speciali commissioni. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Austria</i>, il principe di Metternich. Co-incaricato il barone -Vincent, generale di cavalleria, ministro alla Corte di Francia. -</p> - -<p> -<i>Russia</i>, il segretario di Stato, conte di Nessehode; il conte -Capo d'Istria, il signor Pozzo di Borgo, luogotenente generale, -ministro russo alla Corte di Francia. -</p> - -<p> -<i>Prussia</i>, il principe di Hardenberg, cancelliere di Stato; il -conte Bernstorff, ministro degli esteri. Co-incaricato il signor -di Kresemark, luogotenente generale, ministro presso -la Corte di Vienna. -</p> - -<p> -<i>Francia</i>, il conte di Blacas, ambasciatore francese presso -la Santa Sede ed il re delle Due Sicilie, il marchese di Caraman, -ambasciatore alla Corte di Vienna; il conte La Ferronaye, -ministro a Pietroburgo. -</p> - -<p> -<i>Gran Brettagna</i>, Lord Stewart, ambasciatore inglese a -Vienna; on. R. Gordon, ministro incaricato presso la stessa -Corte. -</p> - -<p> -<i>Roma</i>, il cardinale Spina, legato pontificio a Bologna. -</p> - -<p> -<i>Sardegna</i>, il marchese di Saint Morsan, ministro degli affari -esteri, il conte d'Aglié. -</p> - -<p> -<i>Toscana</i>, il principe Neri Corsini. -</p> - -<p> -<i>Modena</i>, il marchese di Molza. -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -Il signor di Gentz ebbe l'incarico di stendere il protocollo -e gli altri documenti. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -</p> - -<p> -Articolo tolto dal giornale del 1820-21 <i>La Minerva -napoletana</i>, vol. II, p. 139 (fondata da Giuseppe -Ferrigni con Carlo Trova e Raffaele Liberatore). -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="indl"> -Napoli, febbraio 1821. -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Il Ministero</span> -</p> - -<div class="blockhor"> -<p> -<i>..... solve senescentem mature senus equum, ne -peccet ad extremum ridendus et illa ducat.</i> -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Horat.</span> -</p> -</div> - -<p> -La patria è in pericolo! A questo annunzio debbono cessare -le virtú timide: <i>La Minerva napoletana</i> è stata forse -troppo moderata fin'oggi, e forse non aveva abbastanza di -lodi verso i ministri: oggi i di lei doveri sono cangiati! -</p> - -<p> -Lungi da noi l'idea che il ministero tradisca la nazione, -o che l'essersi eletti nel 10 dicembre gli uomini rispettabili -onde è composto, sia da riguardarsi come un secondo -e piú funesto <i>colpo di Stato!</i> Cotal pensiero appartiene ai -nemici. -</p> - -<p> -Ma i ministri non possono per la loro età presiedere al -movimento degli spiriti: questa sola ragione basta perché -debbano rassegnare le cariche. -</p> - -<p> -In un momento in cui forse una nuova religione politica, -come la nostra, in un momento in cui nuovi Diocleziani -senza talenti, si preparano ferocemente dall'Istro ad apprestarle -i primi martirî e quindi un sicuro trionfo, egli è fuori -di proposito che i vecchi, con deboli mani, si facciano a dirigere -la gran lotta. Godano essi la ricompensa della loro -probità, siano circondati dalla pubblica stima e riconoscenza, -pei loro consigli si abbia il dovuto riguardo; ma cessino -finalmente, se amano il loro paese, cessino di credersi atti -a sostenere un peso — ahi! — cosí grave! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -</p> - -<p> -Se il signor Acclavio, già designato ministro dell'interno, -avesse voluto scusarsi a cagione della sua età, qual migliore -cittadino di lui? -</p> - -<p> -Ma no: egli non adduceva tale pretesto, ed altro motivo -gli attribuisce la fama. Noi siamo lieti che questo uomo -del foro sia restato fra i suoi processi. -</p> - -<p> -Legga egli Cuiacio; altri penseranno ad amministrare la -cosa pubblica. -</p> - -<p> -In verità, non si può pensare senza raccapriccio che un -ministero cosí importante come quello dell'interno, sia stato -quasi privo di capo per piú di due mesi. Il marchese d'Auletta -non dovea sovrintenderlo che per pochi giorni. Non potendo -servir di secondo ad Acclavio il ritroso, era facile il concepire -che gli tornava impossibile di spiegare tutto lo zelo -necessario a tempi tanto difficili. Ma la nostra causa è bella! -Invano tardano i ministri di accorrere al loro posto, invano -alcuni antichi intendenti si mostrano pigri a secondare il -nobile impulso delle provincie: cresce in esse l'ardore quanto -piú mancano gli stimoli dei loro amministratori! -</p> - -<p> -Alla fine, gli affari interni sono stati affidati al cavaliere -de Thomasis. Il Parlamento lo ha sciolto dall'accusa di aver -preparato il 7 dicembre; ma la sua condotta per l'avvenire -sarà la migliore delle assoluzioni. -</p> - -<p> -Il ministero degli affari stranieri dà luogo a riflessioni di -ben altra natura. L'antico uomo di corte<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a> che oggi l'occupa -sarebbe mai divenuto adoratore di libertà? -</p> - -<p> -La storia del suo viaggio a Layback non somministra -pruove assai forti di questa sua novella passione. -</p> - -<p> -Arrestato lungamente in Gorizia, doveva egli sentire per -lo meno al pari di noi l'indegnità dell'oltraggio, e se qualche -cosa poteva consolarlo in quella infame prigione, era senza -dubbio la speranza di alzare un giorno la voce per la sua -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -patria. E il giorno giunse, ed egli è chiamato al congresso: -ascoltatelo!... -</p> - -<p> -<i> — Se io potessi parlare... — </i>egli dice. Ma niuna forza fisica -gli si faceva, onde tacesse; ov'egli avesse aperto la -bocca niuno il minacciava sia dello <i>Knout</i> sia del bastone. -<i>Se io potessi parlare!...</i> cosí quel ministro compiva la sua -orazione e cosí sosteneva i nostri diritti. Che se egli non -parlava, perché dunque non preferiva di scrivere? Sarebbe -stata inutile, noi lo sappiamo, qualunque protesta; ma almeno -la dignità della nazione non era offesa con quella -importuna reticenza! -</p> - -<p> -L'egregio difensore della sovranità del popolo! -</p> - -<p> -Se a lui non si concedeva di favellare, chi non l'obbligava -di dare orecchio a tante diplomatiche insolenze contro -di noi? Perché durare la lettura delle istruzioni destinate -ai tre plenipotenziari presso la nostra corte? Un uomo, il -quale sapeva sacrificarsi, ed avrebbe interrotto il leggitore -ed esclamato che non aveva intrapreso cosí malagevole -cammino per vedere insultati ed il suo re e la sua patria! -</p> - -<p> -E fate che io ritorni alla mia prigione — rispondeva Filosseno -a Dionigi. — Fate che io vi ritorni; i vostri scritti -sono insoffribili! — Ma no; il ministro pregava, onde gli fosse -<i>accordata copia</i> di quelle istruzioni gentili, come se diligenti -corrieri non fossero già pronti a recarli in Napoli! Ecco ciò -che chiedeva il nostro inviato, ecco ciò che a lui si negava. -</p> - -<p> -Fedele istorico del suo silenzio, egli giungeva intanto fra -noi. Grandi oggetti debbono richiamare le sue cure; grandi -speranze si offrono alla nostra diplomazia. -</p> - -<p> -Vedremo se il ministro saprà trattare gli uni e fecondare -le altre: ma i principî non sembrano lieti. -</p> - -<p> -Il principe di Partanna nostro rappresentante in Berlino -persiste ostinato nel rifiuto di giurare la costituzione delle -Due Sicilie: figlio della moglie del re, non per questo la -sua sorte dev'essere diversa da quella dei due Ruffo di Parigi -e di Vienna. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<p> -I primi figli dei re sono i popoli, diceva l'imperatore -d'Austria, cosí quando comandava a sua figlia di sposare -l'altrui marito, come quando le strappava dal seno l'unico -figlio, relegando quel marito al di là dell'Oceano. Quindi -giova sperare, e ciò riguarda la <i>responsabilità</i> del ministro -d'affari esteri, che non sarà tollerato il novello <i>insulto</i> alla -nazione; e che non si farà ingiustizia ai principi Ruffo e -Castelcicala con l'impunità del principe di Partanna! -</p> - -<p> -La nomina dei nostri agenti presso le Corti straniere -merita del pari l'attenzione del ministero. -</p> - -<p> -Coloro i quali partirono prima che il Parlamento s'aprisse, -non sono i piú atti: essi non han veduto coi loro occhi -ciò che dopo quel giorno avvenne tra noi, e forse non prestano -fede a quel che loro si narra dello spirito della nazione. -</p> - -<p> -Lo stato delle nostre relazioni politiche con le potenze -neutrali è piú difficile di quel che sembra. Se ivi ci amano -i popoli, ci detestano i gabinetti. L'oligarchia non è oggi -che una specie di monachismo o, se si vuole, di massoneria -sparsa in tutta l'Europa. Riti, misteri, linguaggio occulto ed -universale, nulla le manca: bisogna quindi combattere dapertutto -il mostro <i>proteiforme</i>, e, se sarà possibile, far comprendere -alle Corti il loro vero interesse di stare uniti coi -popoli. -</p> - -<p> -Noi non sappiamo qual sia la condotta del nostro ministro, -riguardo ai Portoghesi; ma ormai ella dovrebbe esser -palese. Un inviato del Brasile ostenta in Napoli la sua burbanza -contro gli avvenimenti del Portogallo; o ignorando -o facendo mostra di obliare che i Portoghesi concedevano -il trono alla casa di Braganza, costui avvisa di chiamarli -ribelli, or che chieggono di non essere piú colonia del -nuovo mondo! Noi non dobbiamo vedere queste cose, né -predicare la nostra felice costituzione ad altri popoli; ma -se spontanei questi l'adottano, certamente non possiamo trascurare -di chiamarli nostri fratelli. Se Giovanni VI non -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -ancora ha sanzionata la costituzione del Portogallo, bisogna -credere che lo farà in appresso; ma a noi non è lecito di -respingere i voti e forse i soccorsi di quella generosa nazione. -</p> - -<p> -Il papa intanto che fa? Comincia egli a vedere quali -ospiti sono i Tedeschi? Permetterà che Ancona e Civitavecchia -siano occupate? Se noi saremo costretti di toccare -i suoi dominii, non siamo stati certamente coloro i quali, -primi, gli han chiesto ospitalità, e non vi combatteremo che -per la nostra salvezza. Una volta i papi scioglievano i popoli -dal giuramento di fedeltà verso i re della terra, oggi -essi sciolgono i re dal giuramento di fedeltà verso la patria; -segno evidente che i popoli sono divenuti i piú forti! -</p> - -<p> -Quindi, giova ripeterlo, i monarchi debbono unirsi alle -loro nazioni e saranno invincibili. Forse il pontefice comprende -questa verità: ma la teocrazia cui egli presiede, gli -vieta di recarla ad effetto, e forse non si aspetterà il termine -della sua vita per punirlo di aver egli aperto l'adito -a truppe straniere. -</p> - -<p> -Allorché si é perduto il pudore politico fino al segno di -essersi decretata l'impresa contro Napoli, qual piú agevole -cosa di spogliare il papa, se le Sicilie saranno vinte? -</p> - -<p> -Per farlo, basta che l'Austria comandi qualche movimento -intestino negli Stati di lui, allorché egli griderà che i <i>carbonari</i> -lo hanno prodotto; e poiché, per diritto divino ed -imprescrittibile, le sponde del Po appartengono a Cesare, egli -sarà evidentissimo per l'<i>Osservatore austriaco</i>, che Cesare -deve occupare gli stati del papa con un esercito amico o -con un esercito conquistatore. -</p> - -<p> -Ma il papa fa vista di non comprendere nulla; e sembra -desiderare la guerra contro Napoli. Si narra che egli ha ordinato -di ristaurarsi la via che conduce a Ceprano; e ciò -senza dubbio rende piú agevole il movimento dell'artiglieria -tedesca. Grazie sieno rese al pontefice: egli ha cura della -nostra gloria, e c'invita a combattere! E quindi giungono -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -sommamente opportuni i richiami del suo agente in Napoli, -perché il concordato fosse eseguito! Intanto, il nostro ministro -di affari esteri o non domanda conto alla corte di -Roma delle di lei intenzioni, o nasconde ancora al Parlamento, -come non si trattasse delle nostre frontiere, quali -sono i di lui provvedimenti intorno ad un soggetto di sí -alta importanza. -</p> - -<p> -Noi consigliamo al ministro di non compromettersi con -alcuno. Alla sua età si è avuto il tempo d'imparare ad esser -<i>prudente!</i> -</p> - -<p> -Qui volevamo noi parlare del ministro di guerra e marina, -per rendere omaggio ai suoi talenti ed alle sue virtú, -ma egli si è ritirato; e quindi il nostro elogio non sarà -riputato meno sincero. Egli ha saputo bene meritare della -Patria; e gli succede un uomo, in cui tutti ripongono la -fiducia di vedere in brevi giorni recato ad effetto ciò che -il suo predecessore non aveva potuto compiere per la sua -vecchiezza. -</p> - -<p> -Il nuovo ministro combatterà certamente la calunnia -sparsa dai timidi, che possano mancare le sussistenze all'esercito -in un regno come quello di Napoli! Egli dee conoscere -la furfanteria e l'avarizia degli appaltatori e degli abbondanzieri; -non si tratta se non di dar esempi rigorosi, e -di mozzare il capo, come vuole la legge, ai convinti di -tradimento. Il maresciallo di Turenna disse una volta ad uno -di costoro, che lo avrebbe fatto impiccare per la gola... -</p> - -<p> -— <i>Vostra Altezza</i>, quegli rispose, <i>dev'essere persuasa che -non si può impiccare un uomo il quale in questo momento -può spendere centomila scudi!</i> -</p> - -<p> -E non fu il maresciallo ch'ebbe ragione. -</p> - -<p> -La difesa della capitale è uno dei piú alti soggetti, dei -quali deve occuparsi il ministro della guerra. Bisogna persuadere -al nemico che la capitale non è nulla in questa -guerra: che Napoli può essere bruciata come Washington e -come Mosca, senza che ciò riguardi la causa della libertà. -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -Che per salvar Napoli, si debba commettere una viltà? No, -sarebbe questo un vilissimo tradimento! Quindi conviene -prepararsi; e poiché il Reggente ha sanzionato il decreto -di doversi trasportare il Parlamento a Salerno, perché non -si comincia da ora? -</p> - -<p> -Perché non si fortificano le alture, onde Napoli è coronata? -Né solo é necessario di togliere le armi e gli oggetti -di guerra della capitale, ma le cose preziose appartenenti -alla nazione, statue, preziosi quadri, manoscritti... Chi non -sa di quali tesori la corte di Vienna s'impadroní sotto il -regno di Carlo VI? L'insigne biblioteca dei manoscritti del -cardinale Scripando in San Giovanni a Carbonara non formano -oggi forse l'orgoglio della biblioteca viennese? L'Austria -non solo vorrebbe rapirci l'onore, ma tutte le nostre -ricchezze; che buon paese era per esso questo regno di -Napoli! E qual rabbia di vederlo libero! -</p> - -<p> -Noi parleremo altra volta de' ministeri di giustizia e di -finanze; ma giova toccar brevemente la condotta di tutto -il ministero riguardo al consiglio di Stato. -</p> - -<p> -Questo è l'unico consiglio del Re; e dee principalmente -trattar gli affari di guerra e di pace. Intanto dall'ozio e dal -lento passeggiare dei consiglieri di Stato, scorgiamo che -essi non sono di altro aggravati se non di qualche provvista -di abati e di altri piccoli ufficiuzzi. Né si parla se non -del consiglio de' ministri? -</p> - -<p> -Speriamo che questo ordine di cose voglia cessare, e la -costituzione aver tutto il suo effetto fra poco: senza di ciò -vi potrebbe esser luogo ad accusa legale. -</p> - -<p class="indr"> -C. T.<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a> -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -</p> - -<p> -Al messaggio del re, pubblicato poc'anzi, il Parlamento -rispose col Rapporto che segue: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -RAPPORTO<br /> -<span class="smcap">della commissione del Parlamento nazionale -per l'intervento di S. M. -al congresso di Leybach</span><a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a>. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Signori,</i> -</p> - -<p> -Il messaggio che S. M. vi diresse nello scorso giorno, -era ben giusto che occupasse tutti i vostri pensieri. Desideroso -di rispondervi con quella calma prudente che non -può essere divisa dalla maturità del consiglio, voi nominaste -a tale uopo una commissione novella. Non potrei esibirvi -i motivi della di lei opinione, se non riproducessi nella -vostra mente la storia di taluni fatti notabili. -</p> - -<p> -I rapidi e luttuosi avvenimenti, i quali distinsero la fine -del secolo scorso, aveano alterato sensibilmente la marcia -della nostra vita politica. La pietà ed il terrore aveano scossi -gli spiriti; il sentimento patrio era diventato piú energico, -e le cognizioni piú estese; la coscienza della propria forza -non era piú muta nel popolo: e gli svantaggi d'una libertà -intemperante avevano imparato a desiderarne un'altra piú -moderata e piú cauta. -</p> - -<p> -Le sempre nuove e sempre varie vicende che hanno sconvolta -l'Europa, non avean fatto che fortificare questa disposizione -del popolo. Essi non eran che errori della democrazia -o della monarchia assoluta; ed eran quindi i piú atti -ad indicare il bisogno d'un partito intermedio. Era facile -d'altronde osservare, che contro gl'incerti fenomeni di talune -repubbliche efimere reggea tuttora e prosperava la costituzione -d'Inghilterra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -</p> - -<p> -Mentre tali riflessioni serpeggiavano oscure nelle menti -dei piú, gli amici del potere arbitrario o non erano capaci -di scorgerle, o trovavano nel dissimularle il proprio vantaggio. -Sorgeva quindi, fra l'opinione ed il governo, quel -sordo e grave contrasto che annunzia sempre vicini i grandi -cangiamenti. Invano il vigore di Gioacchino Murat e la sua -premura di mostrarsi popolare avevan cercato di estinguere -l'effervescenza degli animi. Invano il tentativo di rendersi -liberi aveva richiamato negli infelici Abbruzzi la rabbia del -despotismo militare. Il capo del governo era stato costretto -ad accorgersi che la civilizzazione dei popoli non può mai -essere illusa dagli artifizi delle Corti e molto meno superata -dalla violenza. Dopo di aver vacillato per lungo tempo -fra i voti del regno ed i propri, fra l'ambizione e il dovere, -ei cadde in fine dal trono. Fu allora che lasciossi sfuggire -una costituzione apparente, come l'avaro inseguito si lascia -sfuggire un deposito che ha lungamente negato. -</p> - -<p> -Il re legittimo si preparava intanto a rientrare nell'eredità -dei suoi avi. Era per lui il coraggio di quegli eserciti -immensi che avevan rotta la fortuna del conquistatore dell'Europa, -ed avean cangiata la politica dell'universo. Ma la -bontà naturale del di lui cuore, era stata perfezionata dalla -sofferenza dei mali: egli aveva meditato per due lustri interi -nel piú incomodo, ma piú istruttivo gabinetto dei principi, -io vo' dire nel gabinetto della sventura. Ei conosceva -la smania degli antichi suoi sudditi per isciogliere i vincoli del -proprio servaggio. È dunque fama che riprendendo la comunicazione -con essi, accarezzò la piú cara delle loro speranze, -quella di essere liberi. Furon chiare le voci che, per quanto -i fogli assicurano, egli emanò nel proclama del 1º maggio 1815, -essendo ancora in Palermo. Egli promise la sovranità al popolo, -e <i>la piú energica e piú desiderevole costituzione allo Stato</i>. -</p> - -<p> -Professò anzi che avrebbe solo ritenuta per sé medesimo -la piú bella e piú modesta facoltà dei monarchi, quella di -serbare intatte e fare eseguire le leggi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -</p> - -<p> -Una dichiarazione sí nobile e sí generosa, non mancò di -produrre le conseguenze piú utili. Fu dessa e non il valore -alemanno, che nei piani di Macerata dissipò ad un tratto le -schiere dei nostri campioni. -</p> - -<p> -Cosí la mano di Ferdinando IV impugnò di nuovo lo -scettro: e la di lui anima non dimenticò le intenzioni con -cui lo aveva racquistato. Si sa, infatti, che solamente fra i -tristi la fortuna è la morte delle promesse. -</p> - -<p> -Sventuratamente, dei rapporti fallaci, e non di rado maligni, -della situazione dei suoi popoli, gli persuasero la necessità di -ritardare l'effetto dei suoi proponimenti. Se le cose in seguito -occorse han potuto occasionargli alcun dispiacere, è stato -solamente quello di non aver prevenuti i desiderî coi beneficî. -</p> - -<p> -Continuati intanto ed accesi, erano questi desiderî. Ciò -non ostante rimasero in certa guisa inattivi, fino a che il -governo blandilli con una condotta liberale. Non si tosto -cominciarono a venire irritati dalla persecuzione, che proruppero -all'improvviso in uno scoppio violento. -</p> - -<p> -Egli è vero, che i primi segni ne apparvero su le vette -dei colli di Monteforte. Ma venner prodotti da un movimento -comune alle provincie finitime, e propriamente a quelle di -Capitanata, Avellino e Salerno. Fu il popolo che dié la -spinta a' 140 individui del reggimento Borbone; ed è perciò -che la bandiera da essi inalberata non tardò a circondarsi -di centomila proseliti. -</p> - -<p> -Chi ritrova la origine di questo avvenimento nella diserzione -militare, deduce in vero il principio della sua conseguenza. -Ei crede nata la marea in quel punto del lido in -cui l'onda s'è rotta. -</p> - -<p> -Il grido del riscatto arrivò tosto alla Reggia, e risvegliò -la memoria delle antiche promesse. Non tardò ad apparire -l'effetto nel decreto de' 7 luglio 1820. -</p> - -<p> -In esso il re si compiacque di fondare nei suoi Stati la -costituzione di Spagna con quelle sole modificazioni che la -rappresentanza nazionale avesse potuto proporre. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p> -Era questa la maggior parte del regno allora quando venne -scossa da questa nuova: né ascoltolla dai valorosi di Monteforte, -ma dal proprio sovrano. In tal caso la libertà, che -in alcuni siti era stata chiamata, giunse in altri inattesa: ma -in tutti fu accolta con quel vivo entusiasmo che accompagna -la soddisfazione delle lunghe speranze. -</p> - -<p> -La riconoscenza del popolo superò la sua gioia. -</p> - -<p> -Non acclamò egli giammai la costituzione di Spagna, -senza mescervi il nome di colui che gliel'avea accordata; -e Ferdinando I non mai potè tanto sulla sua nazione, che -quando mise una legge al proprio potere. -</p> - -<p> -Sentí egli la sua gloria ed accumulò tutti i mezzi di consolidarla. -Sette giorni appena eran corsi, da che egli aveva -adottata la costituzione di Spagna, ed innanzi alla Giunta -provvisoria recentemente creata, ei ratificò la sua scelta col -giuramento. -</p> - -<p> -Tutti i principi suoi figli seguirono l'esempio: e la sua -famiglia ed il suo popolo non ebbero quindi che un patto. -</p> - -<p> -Comparve il giorno piú celebre nei nostri annali politici, -il primo di ottobre. Nel volto d'infiniti spettatori si vedea -brillare la sorpresa, la riverenza ed il gaudio. Un tenero e -taciturno contegno era visibile nei vostri sguardi ed in tutti -i vostri movimenti. -</p> - -<p> -La conferma della costituzione di Spagna uscí appena -dalle labbra del re; ebbe egli appena invocato il tremendo -nome di Dio, ed un immenso concerto di voci che tutte -insieme esprimeva gli affetti piú cari, scosse le mura del -tempio. Egli vide che la piú soave sensazione di un monarca -è il grido festoso e spontaneo della riconoscenza di -un popolo. -</p> - -<p> -Fa d'uopo osservare che sorbí egli la soddisfazione fino -all'ultima stilla. Un fiore non fu sparso, non fu emesso un -accento che non risvegliasse nel di lui cuore un piacere -distinto. Egli adornò con l'augurio della vostra salute la -giocondità della mensa; protestò che i suoi sonni eran -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -divenuti piú dolci; non si nascose il vantaggio di aver vestito -il suo trono d'una luce novella. -</p> - -<p> -Fin da' 7 luglio dell'anno corrente aveva egli approvati -con anticipazione quegli atti che il suo vicario generale -avesse creduti opportuni per mandare ad effetto lo statuto -di Spagna. Fu spiegato ai 22 luglio il piú importante fra -essi: fu stabilita in fatti la pratica dell'elezione dei deputati, -e fu determinata la formola de' vostri poteri. Il governo -medesimo credette allora limitarli a mantenere salde -le basi di quello statuto politico; né veruna modificazione -vi lasciò in dritto di fare, quando non fosse richiesto dalla -necessità di adattarlo alle circostanze del regno. -</p> - -<p> -Unisoni a questa formola furono i vostri poteri: unisoni -a questi poteri furono i vostri giuramenti, ed unisoni a -questi giuramenti furono quelli del re ed il decreto del -7 luglio. L'obbligo di rispettare i principî dello statuto di -Spagna, e l'impossibilità di sottometterlo a delle riforme -importanti è dunque radicato nel nuovo patto sociale, nella -stessa indole de' vostri mandati, nella religione del re e nella -vostra. -</p> - -<p> -So che l'invidia del bene ha posto in opera ogni macchina -della calunnia. -</p> - -<p> -So che la gloria di un monarca, il quale affrancava il suo -popolo, si è deturpata con la taccia della violenza. I posteri -crederanno appena che l'ardimento della menzogna -sia stato condotto si oltre da voler togliere alla notorietà -la sua evidenza. Ma se la natura istessa dei fatti non rispondesse -all'accusa, gioverebbe a smentirla un documento della -maggiore importanza. -</p> - -<p> -Modificando la costituzione di Spagna, il Parlamento aveva -prescritto che per ogni provincia si eleggesse un consigliere -di Stato. S. M. si persuase che questa norma restringesse -le sue prerogative. Non si stette allora in silenzio, e non si -contentò di protestare. Usando anzi francamente dei regi -suoi diritti, richiamò alla memoria dell'assemblea il patto -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -sociale, il giuramento comune, l'inviolabile dovere di conservare -le fondamenta della costituzione adottata. Mostrò -in tal guisa di non essere egli men libero, allora quando -aderiva alla rappresentanza del popolo, che allora quando -resisteva alla di lei opinione. Se l'unità di questo caso è -sufficiente ad escludere la soggezione del sovrano, non lo -è meno a render noto l'accordo fra i due principali poteri -che dirigon lo Stato. -</p> - -<p> -Era questa la marcia sempre posata e prudente del nostro -regime, allorché delle nuvole incominciarono a stringersi -verso il nostro orizzonte politico. Gelosi della nostra indipendenza, -non avevamo offesa l'altrui. Né ragioni di fratellanza, -né opportunità di sito, né utilità di dominio ci avevano -indotti a ricevere sotto il nostro patrocinio le città -sollevate di Benevento e Pontecorvo. -</p> - -<p> -Gli ambasciatori dei sovrani di Europa avevano goduto -nelle nostre contrade di tutta la stima e di tutti i vantaggi -che il loro grado esigeva. La nostra libertà era del pari -innocente, che urbana e tranquilla. -</p> - -<p> -Eppure i rappresentanti della nostra nazione trovavano -chiuse le porte di varie Corti di Europa. Eppure delle penne -vendute alla menzogna ed al biasimo, non tralasciavano di -ventilar la fama della nostra anarchia. -</p> - -<p> -La curiosità di sapere il motivo di questi modi spiacevoli, -pareggiava la certezza di non averli meritati. Fra i -nostri agenti diplomatici vi fu chi prese ad appagarla. -</p> - -<p> -Ecco ciò che in data de' 14 novembre egli scriveva sull'uopo: -«L'avversione dei gabinetti di Europa, a cagione -del modo con cui la Costituzione si è ottenuta, sembra -formare il nodo piú forte della questione europea per la -sua essenza. -</p> - -<p> -«La Camera unica dei deputati, le restrizioni della prerogativa -reale, l'incoerenza di partecipare ad un'assemblea, -le negoziazioni diplomatiche, la deputazione permanente, -la nomina agli impieghi, dei quali dispone il Parlamento, -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -l'inceppamento del potere esecutivo, l'odiosità del veto -lasciato al solo governo, e questo veto anche inefficace, -perché solamente sospensivo, ed altre disposizioni della costituzione -spagnuola, si trovano dalle varie potenze come -tanti germi di discordia e di anarchia, e come incompatibili -con la tranquillità dell'Europa». -</p> - -<p> -L'autore del rapporto indicava i mezzi opportuni a riparare -questi mali: « — mi sembra, egli diceva, di potere asserire -che tutti questi mezzi si riducono ad uno solo; la -rifusione della costituzione spagnuola, o piú tosto la formazione -di una costituzione napolitana. Mi pare che il -punto decisivo sia questo. E riguardo a questo punto il -dilemma è breve: o venire incontro con dignità ai desideri -dell'Europa, o aspettarsi la guerra e le conseguenze -che ne verranno; o modificare da noi stessi la costituzione -o aspettare che altri venga a modificarla». -</p> - -<p> -Il nostro agente diplomatico aggiungeva un consiglio. Era -quello di domandare l'intervento d'una gran potenza dell'Europa, -onde, in compenso delle riforme che avremmo -apportate alla nostra legge politica, ci procurasse la pace. -</p> - -<p> -Noi non fummo persuasi dell'esistenza dei mali, e detestammo -i rimedi. L'unità della Camera aveva per noi un -supplemento nel Consiglio di Stato; non ci sembrava ristretta -la prerogativa reale, ma il potere dei ministri; non -leggevamo prescritta la necessità d'indicare all'assemblea -legislativa le negoziazioni diplomatiche, ma di renderle conto -dei risultamenti di esse: trovavamo incapace di essere molesta -al governo una deputazione destinata alla sola vigilanza: -ignoravamo che il Parlamento nazionale avesse sugli -impieghi altro diritto, fuorché quello di presentar le terne -per lo stesso Consiglio: se la forza esecutiva è inceppata -nel male, la vedevamo sciolta nel bene; o il veto non ci -si mostrava sotto l'aspetto di odioso, o credevamo che la -odiosità dovesse ferire il Consiglio assai piú che il monarca; -ma ci era dato infine il convincerci della inefficacia di un -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -atto che poteva differire per anni la sanzione delle leggi, -e che necessitava con questo mezzo al consenso i due poteri -sovrani. -</p> - -<p> -Era ben lungi dalla nostra mente il pensiero che gli alti -alleati d'Europa volessero gradire il progetto dell'autore del -rapporto. La indipendenza del nostro regno è tanto -sacra per essi, quanto il dritto delle genti e l'opinione illibata -della loro giustizia. Quella storia, che avara per le -generose azioni, ha profuso il suo lusso per gli illustri misfatti, -non ci presenterà l'aspetto di un principe che abbia -snudata la spada per costringere una nazione ad avvilire le -sue leggi. L'abolizione dei sacrifici umani coronò una volta -il trionfo d'un re di Siracusa: e fu scritto che egli allora -stipulava per l'umana natura. La servitú insanguinata d'un -popolo, disonorerebbe il piú grande di tutti i trionfi: e si -scriverebbe che si è combattuto e si è vinto per lo vitupero -del buon senso o per l'infortunio dell'uomo. Chi osò mai -di supporre disposizioni sí tristi nei magnanimi regolatori -dell'Europa attuale? -</p> - -<p> -Che se aveste obliata la loro virtú e la di loro grandezza, -non avreste potuto non sovvenirvi dei vostri poteri. Voi -avreste sempre letta nel tenore di essi l'impossibilità di -aderire ad un cangiamento essenziale del vostro statuto. -Voi avreste riputato contrario alla dignità di quel popolo -che rappresentate ed alla vostra costanza l'andare incontro -all'intervento d'una potenza straniera, per offerirle di permutare -la libertà con la pace. -</p> - -<p> -Riceveste adunque con gratitudine quel messaggio reale, -che dimandò il vostro parere sulla mediazione. Ma quando il -ministro che vi presentò il soglio, congiunse ad esso i progetti -dell'autore del rapporto, tutti i vostri sentimenti vi sboccarono -dal cuore, e mi suggerirono l'indirizzo dei cinque novembre. -</p> - -<p> -Esprimeste in esso l'attaccamento ai vostri doveri, la -vostra piena fiducia ne' giuramenti reali, la decisione irremovibile -dei vostri committenti: la vostra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -</p> - -<p> -I troni di Austria, di Russia e di Prussia erano stati fin -qui circondati da un cupo silenzio. La prima voce che da -essi ci venne, fu la prima testimonianza della loro giustizia. -Non c'internò quello sdegno che non abbiam meritato, ma -il desiderio di accordare un posto nel di loro consesso al -nostro monarca. Fu questo un introdurre nel gabinetto di -Laybach la santità dei di lui giuramenti, la legittimità del -nostro cangiamento politico, l'indipendenza e l'autorità del -nostro patto sociale. -</p> - -<p> -S. M. ci diresse il messaggio dei 7 ottobre, e noi vi scorgemmo -due punti. Manifestò l'uno il disegno di consentire -all'invito dei suoi alti alleati: manifestò l'altro le basi d'una -costituzione novella, e ci premurò a sospendere alcuna delle -nostre incombenze. -</p> - -<p> -La vostra commissione, o signori, non può ravvisare -nell'una che le intenzioni reali; non può ravvisare nell'altra -che un dispiacevole equivoco del direttore del foglio. -È sicuramente degno del cuore di Ferdinando I l'abbellire -l'adunanza dei signori del mondo, ed il prendere parte nella -sublimità dei loro consigli. Ma come mai avrebbe egli pensato -di essere in caso di aderire ad una costituzione novella? Avrebbe -egli cancellato il decreto dei 7 luglio, i suoi giuramenti -solenni, le sue ripetute proteste, la nobiltà del proprio carattere? -Piú non tornerebbero alla di lui rimembranza quelle -lagrime di tenerezza, le quali vennero sparse nel primo di -ottobre, quelle acclamazioni solenni che accompagnarono -la conferma dello statuto di Spagna, quegli accenti interrotti, -que' fiori che tanto interessarono il di lui cuore commosso? -</p> - -<p> -La virtú e la condotta del capo della vostra nazione piú -non sarebbero sinonimi? E colui che godeva chiamarsi il -fondatore e protettore del vostro statuto, presterebbe la -mano a divellerlo? E voi destinati, obbligati a mantenerne -intatte le basi, potreste voi consentirvi? Un cangiamento -preparato da 20 anni diventerebbe adunque per vostra colpa -o per vostra negligenza retrogrado? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<p> -Rispetto, o signori, alla lealtà, alla fermezza del vostro -Monarca. -</p> - -<p> -Tutto ciò che è contrario alla di lui dignità, è per lui -impossibile. Se egli è pronto a partire per il congresso di -Laybach, non può essersi proposto che il generoso disegno -di dileguare le calunnie dei vostri nemici, di rendere sicura -la felicità con l'indipendenza del regno e di provare all'Universo -che non il palpito del timore, ma lo slancio della -gloria gli dirigeva la mano, allorché egli aderiva liberamente -alla costituzione di Spagna. Immaginare in lui altri -fini è non riputarlo inviolabile: è trasandar lo statuto. Non -evvi infatti profanazione maggiore della persona sacra d'un -Re, che il supporlo non ricordevole della propria parola. -</p> - -<p> -Quale è dunque lo stato della controversia che voi avete -a risolvere? Negherete all'unione dei sovrani il desiderio di -chi ha stabilito fra voi il regime attuale, e vi priverete del -piú grande difensore della vostra indipendenza? -</p> - -<p> -Perderete la opportunità di spedire un argomento vivente -del vostro buon diritto? Ed alla chiamata della giustizia -risponderete ferocemente col grido di guerra? -</p> - -<p> -No, cittadini, non è tale il parere che la vostra commissione -m'impone di esporvi. -</p> - -<p> -Ella ha creduto di unire nel decreto di cui vi rassegno -il progetto, la vostra dignità, la vostra intrepidezza, la vostra -fiducia nella virtú del monarca e de' suoi alti alleati, -la franchezza e l'onore del popolo da cui tenete i poteri. -</p> - -<p> -Il vostro criterio ne giudichi: il Dio della verità e della -buona fede assicuri il vostro giudizio. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Pasquale Borrelli</span>, relatore. -</p> -</div> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -<i>La commissione cui questo parere appartiene, era composta -dei signori Galdi, Poerio, Berni, generale Begani, colonnello -Bausan, di Donato, presidente Ricciardi, colonnello Visconti e -Borrelli relatore.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<hr class="tiny" /> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -L'ULTIMA SEDUTA<br /> -DEL PARLAMENTO NAPOLETANO DEL 1820<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a>. -</p> - -<p class="center"> -<i>15 marzo 1821.</i> -</p> - -<p class="center"> -<i>Presidenza del signor</i> <span class="smcap">Arcovito</span>. -</p> - -<p> -Gli atti della tornata precedente sono approvati. -</p> - -<p> -Il <i>signor Poerio</i> è invitato dal presidente a dare gli ultimi -ragguagli venuti alla conoscenza della commissione di guerra -sullo stato dei nostri eserciti. L'onorevole deputato è alla -tribuna. -</p> - -<p> -— Le ultime nuove del secondo corpo d'esercito recano -che le gole di Popoli sono tuttavia libere; che i marescialli -di campo Russo e Montemajor, ed il colonnello Manthoné -concentrano le loro forze in Solmona: che un reggimento -e due battaglioni di linea marciano da Venafro a Castel -di Sangro; che il corpo del generale Verdinois era il di 12 -del corrente in Ascoli; che l'intera legione Teramana comandata -dall'intendente colonnello Lucente sotto gli ordini -di quel generale e numerosa di seimila uomini era pronta -a seguirlo. Il movimento retrogrado di quel corpo fatto non -piú per il lungo cammino degli Abruzzi marittimi, ma per -la strada consolare che conduce nel cuore degli Abruzzi, -ed il movimento progressivo dei corpi che s'avanzavano da -Castel di Sangro e da Solmona, uniti ai rinforzi che sicuramente -spedirà il governo, faranno ben presto riprendere -a quel nostro esercito le sue antiche posizioni. Confidiamo -perciò — ha aggiunto l'oratore — nella previdenza di S. A. R. -nell'accordo, nell'esperienza e nel patriottismo dei generali, -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -nel valore e nella buona volontà delle truppe. Non dubitiamo -dello slancio di tutte le milizie per la fantasia alterata -di pochi battaglioni, né disperiamo della salvezza della -patria per un disastro d'un sol momento e d'un sol luogo. -Bandiamo le diffidenze. Vinciamo con la nostra calma l'altrui -costernazione; e sopratutto non perdiamo di vista, che -noi difendiamo la piú santa e la piú bella delle cause; quella -della politica indipendenza del trono e della nazione. Rispetto -profondo al Re, calda resistenza agli stranieri, moderazione -nella prosperità, fortezza nell'infortunio; ecco i -nostri doveri. -</p> - -<p> -Adempiamoli, e costringeremo i nostri stessi nemici a -stimarci. Può essere incerta la sorte delle armi; ma non -deve essere incerta mai quella dell'onore! -</p> - -<p> -(<i>L'onorevole deputato discende dalla tribuna in mezzo ai -vivissimi applausi</i>). -</p> - -<p> -Il <i>signor Borrelli</i>. Voi avete emesso un decreto concernente -la formazione delle guerriglie; ma voleste che ognuna -di esse fosse formata di picciol numero di uomini. Ciò non -potrebbe conseguire il grande oggetto di tribulare fortemente -il nemico. Io vi propongo di aggiungere a quella saggia -ed utile disposizione l'altra che vi presento nel progetto di -decreto, il quale è diretto ad autorizzare la creazione di -corpi franchi piú numerosi, e capaci perciò di recare al -nemico grave danno, e di ritardarne in tutti i punti il -cammino. -</p> - -<p> -Comandati quei corpi da cittadini ardenti di concorrere -alla salvezza della patria, serviranno essi di singolare aiuto -ai corpi regolari dell'esercito, co' quali opereranno in tutti -i punti di accordo. Ecco il progetto di decreto: -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -Considerando che niun mezzo dee trascurarsi per la difesa -del regno e per la salute della patria. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Il Parlamento nazionale</span> -</p> - -<p> -decreta: -</p> - -<p> -1. Il ministro della guerra è autorizzato ad ordinare, dovunque -il creda opportuno, dei corpi franchi; preporre ai -medesimi delle persone, le quali abbiano la sua fiducia e -quella della nazione, e disporne in generale i movimenti. -</p> - -<p> -2. La sussistenza di tali corpi franchi si regolerà come -quella delle guerriglie; giusta il metodo prescritto dal decreto -degli 11 dello stesso mese. (<i>Approvazioni</i>). -</p> - -<p> -Il <i>segretario Tumminelli</i>. Legge officio del ministro della -finanza, di risposta ad altro del Parlamento concernente i -gravi inconvenienti che avvengono nella posta della Sicilia, -ove nulla o poco è rispettato il segreto delle lettere. Il ministro -domanda che gli sieno date specifiche indicazioni, -perché possa procedere secondo la legge, contro gli impiegati -infedeli. -</p> - -<p> -Il <i>signor Trigona</i>. I deputati non possono rivelare i casi -specifici; eglino indicarono al ministro la norma da seguirsi, -quando lo tennero avvertito degli inconvenienti avvenuti. -Nel nostro segretariato sono depositate prove contro parecchi -impiegati delle poste. -</p> - -<p> -Il <i>signor Morici</i>. Gli atti del Parlamento non giunsero -mai in regola nelle provincie; essi o arrivarono in ritardo, -o mancarono affatto. Noi abbiamo molte doglianze di questa -natura. -</p> - -<p> -Il <i>signor Vivacqua</i>. L'on. ministro avrebbe fatto meglio, -se invece di chiedere notizie specifiche dal Parlamento, -avesse inviato circolari ed ordini severi per far cessare tali -colpevoli abusi e far serbare la fede e l'esattezza che si richiede -nel servizio delle poste. La dimanda fatta dal ministro -può solo fomentare gli abusi, e far crescere la speranza -dell'impunità nei rei. Il Parlamento non può trasformarsi -in autorità giudiziaria, cui spetta raccogliere le prove -delle infrazioni delle leggi e punirle. Bisogna ripetere al -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -ministro i medesimi uffizi in termini generali ed invitarlo -a rendere esatto, regolare e fedele il servizio delle poste. -(<i>Approvato</i>). -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -Il reggimento del terzo leggiero si duole di essere stato -lasciato in Palermo; chiede di essere chiamato a far parte -dell'esercito destinato alla difesa della patria. -</p> - -<p> -Il <i>presidente</i>. Si rimetta la dimanda al ministro della guerra. -</p> - -<p> -Il <i>signor Colaneri</i>. Non basta rimetterla al ministro della -guerra. Quei soldati ed ufficiali valorosi, e vecchi alle armi, -credono onta rimanere oziosi in Sicilia, privi dell'onore di -aver parte in una lotta dalla quale dipende la indipendenza -della nazione e del trono. Il loro zelo è degno della vostra -estimazione, e simili domande meriterebbero la vostra approvazione. -(<i>Onorevole menzione al ministro della guerra</i>). -</p> - -<p> -Il <i>signor Poerio</i> osserva che il Parlamento in questa tornata -deve attendere all'esame degli stati discussi di due anni: -quello dell'anno 1821 e del prossimo 1822; osserva che la -nazione ha diritto a conoscere lo stato delle sue finanze; -egli domanda con istanza, che le commissioni attendano di -urgenza a questo soggetto. -</p> - -<p> -Luigi Alfonso chiede di armare un legno in corso contro -il nemico (<i>al ministro di guerra e marina</i>). -</p> - -<p> -Il <i>signor presidente</i>. Il ministro di grazia e giustizia fece -conoscere al Parlamento la necessità d'una riforma nelle -nostre leggi penali, per render queste accomodate alla nostra -costituzione politica. La vostra commissione di legislazione -vi presenta un progetto di appendice a quella parte del -nostro codice. -</p> - -<p> -Ecco il progetto della Commissione: -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p class="center"> -<i>Appendice alle leggi penali del regno delle Due Sicilie.</i> -</p> - -<p> -Art 1. La seconda parte dell'art. 1º delle leggi penali è -riformato nel modo seguente: -</p> - -<p> -Ogni reato sarà punito con pene criminali, correzionali -e di polizia. -</p> - -<p> -La commissione, sul rapporto del ministro di grazia e -giustizia, osservando che la seconda parte dell'articolo primo -delle leggi penali, in cui si dice <i>nessuna pena é infamante</i>, -sia contraddittoria coll'articolo 221 delle leggi civili: <i>La -condanna di uno dei coniugi a pene infamanti potrà essere -causa di separazione...</i> -</p> - -<p> -Considerando che non è nelle mani del legislatore il dichiarare -o il togliere l'infamia da un'azione o da una pena, -è di parere di sopprimere la seconda parte dell'art. 1º del -codice penale. -</p> - -<p> -<i>Il signor Mazziotti</i>. — Io credo doversi conservare in quel -primo articolo le parole: <i>nessuna pena è infamante</i>, come si -legge nel codice. I legislatori non possono comandare alla -pubblica opinione. -</p> - -<p> -I <i>signori Berni e Vivacqua</i> sostengono il progetto della -commissione ed opinano perciò di sopprimere le parole indicate. -(<i>Rimane approvato il parere della commissione</i>). -</p> - -<p> -2. L'art. 3º delle medesime leggi sarà espresso cosí: -</p> - -<p> -Le pene criminali sono: -</p> - -<ul> -<li>1. La morte.</li> -<li>2. L'ergastolo.</li> -<li>3. I ferri.</li> -<li>4. La reclusione.</li> -<li>5. La relegazione.</li> -<li>6. L'esilio dal regno.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span></li> -<li>7. L'interdizione dei diritti pubblici.</li> -<li>8. L'interdizione dai pubblici offizi.</li> -<li>9. L'interdizione patrimoniale.</li> -</ul> - -<p> -Il <i>signor Saponara</i>. L'ergastolo non fu mai conosciuto dai -codici dettati con filosofia ed umanità. Si lasci tal sorta di -pena ai barbari legislatori. Ad una nazione libera mal si conviene -una pena la quale, isolando per sempre dal consorzio -degli uomini le vittime di privati delitti, toglie alla legge -il singolare beneficio dell'esempio. Non si devono sottrarre -dallo sguardo del popolo le tristi conseguenze a cui conduce -il delitto. Io propongo di abolire la pena dell'ergastolo -e sostituire ad essa i ferri a vita. -</p> - -<p> -Il <i>cardinal Firrao</i> e molti altri onorevoli deputati secondano -il preopinante. (Il Parlamento decide di sostituire alla -pena dell'ergastolo quella dei ferri a vita). -</p> - -<p> -Il <i>signor Vivacqua</i>. Adottata la pena dei ferri a vita, rimane -a vedere se si debbano conservare le gradazioni nel codice -prescritte per la pena dei ferri. Il <i>maximum</i> oggi giunge fino -ai 30 anni. -</p> - -<p> -Tolto l'ergastolo — pena intermedia — dai ferri a tempo alla -morte, si passa per salto. L'ergastolo non viene rimpiazzato -dai ferri a vita, i quali certamente si confondono coll'ultimo -grado di questi a 30 anni. Io propongo ridurre il massimo -dei ferri a tempo a 20 anni. Allora il primo grado sarà -sino a 5 anni; il secondo sino a 10; il terzo sino a 15; il -quarto sino a 20. (Il Parlamento approva il parere della commissione -e la pena temporanea dei ferri rimane da 7 a -20 anni). -</p> - -<p> -3. La pena di morte si esegue colla decapitazione, salvo -le disposizioni dello statuto militare intorno alla fucilazione. -</p> - -<p> -Sono aboliti tutti i gradi di pubblico esempio, stabiliti -dall'art. 6º delle leggi penali. -</p> - -<p> -L'esecuzione sul luogo del commesso misfatto, o in luogo -vicino, potrà essere, secondo le circostanze, ordinata dal -giudice. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<p> -Il <i>signor Saponara</i>. Saggia é la disposizione del codice -francese per rendere esemplare e terribile la pena del parricida. -Si conservi la benda nera e la veste rossa e tutto il -triste apparato da quei legislatori sapientemente prescritto. -</p> - -<p> -(<i>Il Parlamento approva l'art. 3º, con l'aggiunzione indicata -dal Saponara</i>). -</p> - -<p> -Il <i>Signor Tumminelli</i>. La commissione di finanza ha preso -in considerazione il rapporto del ministro dell'interno, il -quale chiede fondi necessari all'acquisto di molti frumenti -che trovansi sopra bastimenti destinati a consumare la loro -contumacia di osservazione nel lazzaretto di Nisida. -</p> - -<p> -La commissione è di parere di chiedere all'on. ministro -schiarimenti sui bisogni dell'esercito e sui mezzi per avere -i fondi richiesti. -</p> - -<p> -Il <i>signor Poerio</i>. Prego il Parlamento perché ponga la piú -matura ponderazione in questo esame. Noi abbiamo grande -bisogno di danaro per l'esercito. Chi potrebbe consigliare -di versarne ingente somma in mano dello straniero, comperando -cinquantamila tomoli di frumento? Prima di deliberare -intorno a sí grave oggetto, è d'uopo che il ministro -della guerra ci faccia sapere in questa parte i bisogni dell'esercito. -Lo zelo e l'energia del sindaco di Napoli ha già -scoperto grandi magazzini e conserve di frumento in questa -capitale. L'acquisto di quella derrata non è perciò oggi, -come prima credeasi, d'urgenza. Non veggo la necessità di -emettere oggi stesso la vostra decisione sulla domanda del -ministro. -</p> - -<p> -(<i>È adottato il parere della commissione</i>). -</p> - -<p> -L'adunanza si scioglie. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -</p> - -<p> -La Costituzione era finita. I tre ultimi documenti -che riporto, segnano il principio del..... -ritorno all'antico; d'una reazione ben più mite — in -verità — di quelle del '99, ma che valse ancora -essa a preparare le giornate del 1848 ed il -trionfo unitario del '60. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Ministero della guerra.</span> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Eccellenza</i>, -</p> - -<p> -Ieri fui a Torricella fino alle 4 e mezza pomeridiane; -ritornai quindi a Casalanza per i movimenti della divisione -d'Ambrosio. Nella notte mi è giunto rapporto dal tenente -generale Filangieri da Torricella, col quale mi dava parte -che quella brigata quasi in totalità s'era sbandata, tirando -fucilate sugli uffiziali e particolarmente su di lui: fucilate -che traforarono, a centinaia, la porta della stanza dov'egli -abitava. Intanto, mi giungeva rapporto, che la brigata leggiera -del generale Costa aveva avuto avvenimento simile -verso Sessa. -</p> - -<p> -E, mentre mi contristava di tutto ciò, intesi a poca distanza -numerose fucilate, e verificai subito che queste partivano -dai cinque battaglioni della 1ª divisione, arrivati e -bivacquati a Casalanza, che i soldati dirigevano sui proprii -ufficiali. -</p> - -<p> -Di lí ad un momento furono caricati da quella canaglia -i quartieri generali del generale d'Ambrosio e mio. Il generale -d'Ambrosio fu salvo per una compagnia di zappatori -che fu fedele ai suoi doveri, ed io il fui per una ventina di -gendarmi che fecero fuoco sui soldati, i quali vili quanto -iniqui si dispersero per la campagna. Ordinai allora alla cavalleria -che li caricasse: ed in questa guisa ne ho raccolti -molti e ricondotti nei ranghi: ma V. E. rifletta, che sono -questi gli stessi uomini ammutinati e sbandati un'ora innanzi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -</p> - -<p> -La prego di stabilire delle pattuglie di cavalleria sulla -strada di Napoli ad Aversa: io farò altrettanto da Aversa a -Capua: il dippiú è nelle mani di Dio. -</p> - -<p> -Si degni V. E. di dar subito conoscenza di tutto ciò a -S. A. R. il principe reggente. -</p> - -<p class="indl"> -Capua, 18 marzo 1821. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Carrascosa.</span> -</p> - -<p class="indl"> -A S. E. il segretario di Stato<br /> -ministro della guerra. -</p> - -<p class="indl"> -Per copia conforme:<br /> -<i>Il ministro della guerra</i><br /> -<span class="smcap">Colletta.</span> -</p> -</div> - -<hr class="tiny" /> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -FRANCESCO<br /> -<span class="smcap">duca di Calabria reggente del Regno.</span> -</p> - -<p> -Le paterne intenzioni del Re, mio augusto genitore, vengono -ad essere pienamente rischiarate con le ultime sue -manifestazioni fattemi in data de' 19 corrente da Firenze e -recatemi dal generale Fardella. Io credo non solo glorioso -per Sua Maestà che utile a rassicurare tutti gli animi, il -farle note, trascrivendole letteralmente: -</p> - -<p class="indl"> -<i>«Figlio carissimo,</i> -</p> - -<p> -«Ho ricevute le lettere delle quali è stato da voi incaricato -il generale Fardella. Dal contenuto delle vostre -del 13 corrente rilevo col massimo dolore quanto voi mi -esponete sullo stato in cui attualmente si trovano i miei -amati sudditi. I ragionamenti che mi fate par che vogliono -indicar me per causa de' mali della guerra, che affliggono -il mio regno. -</p> - -<p> -«È per l'appunto per evitar questi mali che io mi sono -adoperato, e che vi scrissi la lettera del 28 gennaio da -Lubiana, alla quale disgraziatamente nessuna attenzione -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -si è fatta. Le ostilità non provocate sono state commesse -dalle nostre truppe, e ciò su d'un territorio neutrale e ad -onta fin anche del mio proclama del 23 febbraio. -</p> - -<p> -«L'armata dei miei augusti alleati veniva come amica; -i sovrani lo avevano dichiarato. Io avevo esplicitamente -annunziato le loro e le mie intenzioni. A chi si devono -attribuire i disastri? Chi ne ha la colpa? -</p> - -<p> -«Le potenze alleate ed io abbiamo fatto di tutto per -porre in veduta le circostanze infelici alle quali venivano -esposti i miei popoli. Abbiamo offerto il modo di evitarle -ed abbiamo fatto conoscere, che il bene ed il vantaggio -del mio regno esigevano che <i>la ragione dettasse l'immediata -cessazione di tutto ciò che</i> costà si era innovato. Ma -con mio sommo cordoglio ho veduto che sordi alle voci -magnanime dell'augusto Congresso, ed a quello dell'animo -mio paterno, una cieca ostinazione ha presentato la resistenza -la piú inutile e la piú fatale a quanto si è suggerito -per la salvezza e pel vero interesse dello Stato. -</p> - -<p> -«Che si dia una volta ascolto alle voci sincere d'un padre -affettuoso. Tale sono sempre stato, e tale mi troveranno -sempre gli amatissimi miei sudditi. Si abbiano presenti -le mie esortazioni, i desiderii ed i voti che vi ho espressi. -</p> - -<p> -«La mia lettera da Lubiana ed il mio proclama contengono -tutto ciò che può e deve servire di norma ad una -condotta che reclamano gli interessi del regno, i voti dei -buoni e quelli che io non cesso di formare per la tranquillità -dei miei Stati. -</p> - -<p> -«Son sicuro, carissimo figlio, che contribuirete dal canto -vostro, perché si pervenga all'ottenimento di ciò che non -può essere disgiunto dai vostri serii ed ardenti desiderii. -Teneramente vi abbraccio, vi benedico e sono il vostro -</p> - -<p> -«Firenze, 19 marzo 1821. -</p> - -<p class="indr"> -«<i>affezionatissimo padre</i><br /> -«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» -</p> -</div> - -<hr class="tiny" /> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Regolamento delle truppe.</span> -</p> - -<p> -La guardia reale continuerà a prestare il servizio al quale -essa è destinata e ad eseguire quello della guardia del Re -e del palazzo. -</p> - -<p> -L'entrata delle truppe austriache a Napoli, non lasciando la -possibilità di acquartierarvi le truppe napoletane che vi si trovano -tuttora, queste riceveranno oggi l'ordine di uscirne e -saranno messe per l'ulteriore loro destino agli ordini di -S. E. il comandante generale barone di Frimont. -</p> - -<p> -Gli ordini dati da S. A. R. il principe reggente per l'entrata -delle truppe austriache nelle piazze di Gaeta e di Pescara -saranno rimessi domani prima dell'ingresso dell'armata -nella città di Napoli a S. E. il comandante generale -barone di Frimont, da S. E. il tenente generale Pedrinelli -governatore di Napoli. -</p> - -<p> -Le dette piazze e la città di Napoli saranno occupate nel -modo fissato dalla convenzione del 20 marzo seguita innanzi -Capua. -</p> - -<p> -Le guarnigioni delle mentovate due piazze seguiranno la -sorte delle altre truppe napoletane. -</p> - -<p> -Fatto, conchiuso, e segnato in doppio tra S. E. il tenente -generale Pedrinelli, governatore di Napoli ed il signor conte -di Figuelmont, general maggiore, tutti e due muniti dei -poteri necessarii a quest'oggetto. -</p> - -<p> -Segnato ad Aversa, il 25 marzo 1821. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Pedrinelli. Figuelmont.</span> -</p> - -<p class="indl"> -Per copia conforme:<br /> -<i>Il tenente generale capo dello stato maggiore generale</i><br /> -<span class="smcap">F. Pepe.</span> -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -</p> - -<h2>INDICE -<span class="smaller">DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI</span></h2> -</div> - -<p class="title"> -A -</p> - -<p> -<span class="smcap">Avellino</span>, città nel Molise, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ascoli (d')</span>, vedi <i>Marulli</i>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Abatemarco Angelo</span>, fe' parte -della giunta di governo, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Astarita Michele</span>, comandante -d'una bombardiera, <a href="#Page_16">16</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Acclavio Domenico</span>, del. giunta -provvisoria di prep. terra di -Bari, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Arcovito</span>, marchese, del. giunta -prep. Abruzzo Ultra I, <a href="#Page_17">17</a>, -riceve il re, <a href="#Page_36">36</a>, comm. di legislazione, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_55">55</a>, biografia, <a href="#Page_63">63</a>. -</p> - -<p> -<i>Articoli</i> della costituzione spagnuola -sul sistema delle elezioni, <a href="#Page_18">18</a>, <a href="#Page_31">31</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Alcaide</span>, <a href="#Page_19">19</a>, <a href="#Page_23">23</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Antonietta</span>, principessa di <span class="smcap">Borbone</span>, -assiste alla cerimonia -d'apertura, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Angelini</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, -comm. di commercio, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_57">57</a>, biogr. 73. -</p> - -<p class="title"> -B -</p> - -<p> -<i>Borbone</i>, reggimento cavalleria -squadrone disertato, <a href="#Page_3">3</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Benthneim</span>, principe, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<i>Bandiera</i> tricolore, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Bausan</span>, doma la rivolta di Palermo, <a href="#Page_16">16</a>, comm. di marina, <a href="#Page_51">51</a>, ab. 56, biogr. 66. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Bartolini Gerolamo</span>, delegato -giunta prep. valle di Siracusa, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Biblioteca di Monteoliveto</i>, <a href="#Page_33">33</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Begani</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_36">36</a>, comm. di guerra, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_56">56</a>, biogr., <a href="#Page_63">63</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Brancaccio don Nicola</span> principe -di Ruffano, primo cavallerizzo -del re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Berni</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, segr. -del Parlamento, <a href="#Page_38">38</a>, comm. IX, <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_55">55</a>, biogr., <a href="#Page_65">65</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Brasile</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, -VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Borrelli Pasquale</span>, dep. comm. -sicurezza interna, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_56">56</a>, -biogr., <a href="#Page_66">66</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Buonsanto</span>, dep. VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_58">58</a>, biogr., <a href="#Page_70">70</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Biscari</span> (principe di), ab., <a href="#Page_59">59</a>, biografia, <a href="#Page_65">65</a>. -</p> - -<p class="title"> -C -</p> - -<p> -<i>Costituzione</i>, il grido di luglio, <a href="#Page_3">3</a>, <a href="#Page_4">4</a>, <a href="#Page_5">5</a>, di Spagna, <a href="#Page_14">14</a>, <a href="#Page_23">23</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Conciliis (de)</span>, ten. colonnello, <a href="#Page_4">4</a>, -riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, comm. di -guerra, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_56">56</a>, biogr., <a href="#Page_72">72</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Colletta P.</span> Si cita la sua storia -del reame, <a href="#Page_4">4</a>, contro le elezioni, <a href="#Page_33">33</a>, sua critica al discorso -di Galdi, <a href="#Page_43">43</a>, <a href="#Page_44">44</a>. -</p> - -<p> -<i>Carbonari</i> alla Reggia, <a href="#Page_5">5</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Circello</span> (marchese di), convince -il re a dare la costituzione, <a href="#Page_7">7</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Calabria</span> (duca di), vicario, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_9">9</a>, -sceglie i componenti la giunta -di governo, <a href="#Page_11">11</a>, duchessa, -segue il re alla cerimonia di -apertura, <a href="#Page_35">35</a>, parla in risposta -a Galdi, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_49">49</a>, a San Carlo -il 1º d'ottobre, <a href="#Page_50">50</a>, <a href="#Page_55">55</a>, manifesto -al popolo, marzo, <a href="#Page_21">21</a>, <a href="#Page_129">129</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Campochiaro</span> (principe di), ministro -luglio, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carascosa</span>, generale, ministro -luglio, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cardosa</span>, vescovo di Cassano, fe' -parte della giunta di governo, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Camporeale</span> (principe di), fece -parte della giunta di governo, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cianciulli Carlo</span>, delegato per -la giunta prep. di Terra di -Lavoro, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cassitti Giulio</span>, delegato per la -giunta prep. di Capitanata, <a href="#Page_17">17</a> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carelli Saverio</span>, del. giunta -prep. Basilicata, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cominelli Mauro</span>, deleg. giunta -prep. Vallo di Caltanissetta, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Compromessorii</i>, elezioni per -compromessi, <a href="#Page_19">19</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Corti</span>, camere del Parlamento, <a href="#Page_19">19</a>, <a href="#Page_23">23</a>, <a href="#Page_26">26</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carlo di Borbone</span>, principe reale -di Capua, assiste alla cer. -d'apertura, <a href="#Page_35">35</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cristina</span>, principessa, assiste -alla cer. d'apertura, <a href="#Page_35">35</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ceraldi</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_36">36</a>, -comm. di legislazione, <a href="#Page_51">51</a>, -ab., <a href="#Page_55">55</a>, biogr., <a href="#Page_73">73</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cassini</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_36">36</a>, ab., <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cesare (de)</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_36">36</a>, -comm. di legisl., <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Capece Minutolo</span>, don Giuseppe -principe di Ruoti, generale -comandante delle guardie -del corpo, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Caccamo</span> monsignor don <span class="smcap">Salvatore</span>, -confessore del re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carlino</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, -VIII comm., <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Castagna</span>, dep. riceve il re, <a href="#Page_37">37</a>, -VIII comm., <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_59">59</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Comi</span>, dep. ab., <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Coletti</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>, <a href="#Page_74">74</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Catalano</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_73">73</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cantù</span>, <a href="#Page_44">44</a>. -</p> - -<p> -<i>Commissioni parlamentari</i>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Corbi Carlo</span>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Coletta</span> abate <span class="smcap">Michele</span>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Caracciolo</span> dep. V commissione, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>, <a href="#Page_71">71</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Colaneri</span>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p class="title"> -D -</p> - -<p> -<i>Danimarca</i> (principe di) a Napoli, -10. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Delfico Melchiorre</span>, <a href="#Page_11">11</a>, VII -commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_74">74</a>. -</p> - -<p> -<i>Deputati</i>, s'indicono le elezioni -dei, <a href="#Page_13">13</a>. -</p> - -<p> -<i>Delegati</i> speciali per la giunta -provvisoria, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Deputazione</i>, per ricevere il re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Dragonetti</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Desiderio</span>, <a href="#Page_37">37</a>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_76">76</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Donato</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_76">76</a>. -</p> - -<p> -<i>Diario del Parlamento</i> (nota), <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_121">121</a>. -</p> - -<p> -<i>Diploma dei deputati</i>, (nota), <a href="#Page_52">52</a>. -</p> - -<p class="title"> -E -</p> - -<p> -<i>Elezioni</i>, s'indicono le..., <a href="#Page_14">14</a>. -</p> - -<p> -<i>Elettori</i> di Napoli, <a href="#Page_27">27</a>. -</p> - -<p> -<i>Ecclissi</i>, <a href="#Page_8">8</a> settembre, <a href="#Page_32">32</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<p class="title"> -F -</p> - -<p> -<i>Foggia</i>, un reggimento che si -ribellò, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ferdinando I</span>, <a href="#Page_7">7</a>, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_33">33</a>, <a href="#Page_34">34</a>, risponde al discorso di -Galdi, <a href="#Page_44">44</a>, scene ai dep., <a href="#Page_101">101</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Fardella</span>, ten. generale, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Filippi (de)</span>, <a href="#Page_17">17</a>, IX commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_77">77</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ferrari</span>, barone, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Finocchino Salvatore</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ferdinando</span>, duca di Noto, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Firrao</span>, cardinale, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_77">77</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Fantacone G. C.</span>, <a href="#Page_36">36</a>, VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_59">59</a>, <a href="#Page_77">77</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Flamma</span>, VI comm., <a href="#Page_52">52</a>, ab., <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_78">78</a>. -</p> - -<p class="title"> -G -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gallo</span>, duca di, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gravina don Gabriele Maria</span>, -cappellano di Corte, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<i>Giuramento</i> del re alla Costituzione, <a href="#Page_12">12</a>, formola, <a href="#Page_38">38</a>. -</p> - -<p> -<i>Giunta</i> preparatoria del Parlamento, <a href="#Page_15">15</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Grano</span>, monsignore, Vallo di -Messina, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Giunta elettorale</i> di Parrocchia, -art., <a href="#Page_18">18</a>, <a href="#Page_22">22</a>, <i>di partito</i>, <a href="#Page_22">22</a>, <a href="#Page_26">26</a>, -<i>di provincia</i>, <a href="#Page_26">26</a>, <a href="#Page_31">31</a>. -</p> - -<p> -<i>Guardie d'interna sicurezza</i>, <a href="#Page_27">27</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giovine</span>, dep., <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_57">57</a>, <a href="#Page_81">81</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gerardi</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Grimaldi</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gaetani</span> don <span class="smcap">Onorato</span>, duca -di Miranda, cacciatore maggiore -del re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Galoi</span>, <a href="#Page_38">38</a>, <a href="#Page_43">43</a>, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_79">79</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ginestous</span>, commissione finanze, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>, <a href="#Page_70">70</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Gerone</span>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Galanti</span>, dep. VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_78">78</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giordano</span>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p class="title"> -H -</p> - -<p> -<span class="smcap">Horatiis (De)</span>, <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p class="title"> -I -</p> - -<p> -<i>Influenza</i> dei ministri e dei carbonari -sugli elettori, <a href="#Page_32">32</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Imbriani</span>, <a href="#Page_36">36</a>, VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_82">82</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Incarnati</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Iannantuono</span>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Iacuzio</span>, <a href="#Page_57">57</a>, <a href="#Page_82">82</a>. -</p> - -<p class="title"> -L -</p> - -<p> -<span class="smcap">Leopoldo</span>, principe di Salerno, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_35">35</a>, <a href="#Page_50">50</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Liso (de) Tommaso</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lombardo Giuseppe</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lauria Francesco</span>, dep., <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_83">83</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Losapio</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lozzi</span>, <a href="#Page_37">37</a>, V commissione, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lepiane</span>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_83">83</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luca (de)</span>, deputato, VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_84">84</a>, <a href="#Page_86">86</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Liberatore</span>, <a href="#Page_83">83</a>. -</p> - -<p> -<i>Lubiana</i>, congresso, <a href="#Page_101">101</a>, <a href="#Page_103">103</a>. -</p> - -<p class="title"> -M -</p> - -<p> -<span class="smcap">Morelli</span>, sottotenente disertore, <a href="#Page_3">3</a>, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Minichini</span>, prete, <a href="#Page_3">3</a>. -</p> - -<p> -<i>Mercogliano</i>, prima tappa dello -squadrone disertato, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<i>Molise</i> in rivolta, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mayer</span>, <a href="#Page_56">56</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Marulli</span> don <span class="smcap">Troiano</span>, duca di -Ascoli, <a href="#Page_5">5</a>, cavallerizzo maggiore, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Macedonio</span>, cav. ministro di luglio, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Martucci Giacinto</span>, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mangarelli Benedetto</span>, del. -giunta preparatoria di Terra -d'Otranto, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mezzanotte Francesco</span>, Abruzzo -Citro, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Mappe</i> coi nomi degli elettori, <a href="#Page_18">18</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mastrilli</span> don <span class="smcap">Vincenzo Maria</span>, -marchese della Schiava, capitano -degli alabardieri del -re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mazziotti</span>, <a href="#Page_37">37</a>, comm. di sicurezza -interna, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_87">87</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Macchiaroli</span>, <a href="#Page_37">37</a>, commissione -di guerra, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_87">87</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Morice</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Matera</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mazzone</span>, <a href="#Page_37">37</a>, IX commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Mercogliano</span>, <a href="#Page_37">37</a>, VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_88">88</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Melchiorre</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Molinaro del Chiaro Luigi</span>, -(nota), <a href="#Page_50">50</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Maruggi</span>, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p> -<i>Minerva Napoletana</i>, giornale, -estratti di articoli, <a href="#Page_60">60</a>. -</p> - -<p> -<i>Ministero</i>, art. della <i>Minerva</i> -della guerra ordine del giorno, <a href="#Page_128">128</a>. -</p> - -<p class="title"> -N -</p> - -<p> -<span class="smcap">Nunziante</span> marchese <span class="smcap">Vito</span>, <a href="#Page_4">4</a>, <a href="#Page_5">5</a>. -</p> - -<p> -<i>Nunzio</i> apostolico in Napoli, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Netti</span>, dep., <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Nicolai</span>, VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_88">88</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Natali</span>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p class="title"> -O -</p> - -<p> -<i>Opuscolo</i> pubblicato nel '20 per -modificare alcuni articoli -sull'elezione dei deputati, <a href="#Page_30">30</a> (in nota). -</p> - -<p> -<span class="smcap">Orazio</span>, dep. IX commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>. -</p> - -<p class="title"> -P -</p> - -<p> -<i>Puglie</i> (in rivolta), <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pepe</span> gen. <span class="smcap">Guglielmo</span>, <a href="#Page_5">5</a>, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_34">34</a>, <a href="#Page_37">37</a>, critica il discorso del -Galdi, <a href="#Page_44">44</a>, rinunzia al comando -in capo dell'esercito -costituzionale, <a href="#Page_49">49</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pepe Gabriele</span>, <a href="#Page_59">59</a>, <a href="#Page_89">89</a>. -</p> - -<p> -<i>Ponte della Maddalena</i>, <a href="#Page_8">8</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Piccolellis</span> (de), duca, genero -del duca d'Ascoli, <a href="#Page_7">7</a>, <a href="#Page_56">56</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Parise</span>, generale, incaricato di -formare la giunta di governo, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pepe Florestano</span>, <a href="#Page_11">11</a>, è inviato -a Palermo, <a href="#Page_16">16</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Parrilli Felice</span>, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<i>Parlamento</i> (vedi <i>Elezione</i> e <i>Deputati</i>), <a href="#Page_52">52</a>, ultima seduta, -<i>resoconto</i>, <a href="#Page_121">121</a>. -</p> - -<p> -<i>Palermo</i>, insorge, <a href="#Page_16">16</a>, s'arrende, <a href="#Page_16">16</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Palazzolo Eugenio</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pagliari Carlo</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Partito</i> o distretto, <a href="#Page_22">22</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Perugini</span>, <a href="#Page_36">36</a>; commissione militare -provvisoria, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Poerio</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_89">89</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pessolani</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, ab., <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Piccolellis</span> (de), <a href="#Page_37">37</a>, commissione di -sicurezza interna, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_91">91</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Pelliccia</span>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_91">91</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Petruccelli</span>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_57">57</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Perugini</span>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_91">91</a>. -</p> - -<p class="title"> -Q -</p> - -<p> -<span class="smcap">Quinzio</span>, marchese, delegato -giunta preparatoria, Abruzzo -II Ultra, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p class="title"> -R -</p> - -<p> -<i>Reggia</i> di Napoli, <a href="#Page_4">4</a>, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ricciardi</span>, conte; ministro di luglio, <a href="#Page_50">50</a>, <a href="#Page_39">39</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_95">95</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p> -<span class="smcap">Russo Giovanni</span>, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rossi Gregorio</span>, Calabria Ultra -2ª, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<i>Reggitori</i>, eletti a sorte, <a href="#Page_21">21</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ruggieri</span>, <a href="#Page_36">36</a>, VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_73">73</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Riolo</span>, <a href="#Page_37">37</a>, V commissione, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rossi Francesco</span>, <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rossetti Gabriele</span>, suoi versi, <a href="#Page_38">38</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Ricciardi Amodio</span>, dep. VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rondinelli</span>, VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_93">93</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Romeo Santi</span>, biografie, <a href="#Page_93">93</a>. -</p> - -<p> -<i>Rapporto del parlamento al -congresso di Lubiana</i>, <a href="#Page_111">111</a>. -</p> - -<p> -<i>Regolamento delle truppe</i>, marzo -1821, <a href="#Page_131">131</a>. -</p> - -<p class="title"> -S -</p> - -<p> -<i>San Carlo</i>, teatro, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_50">50</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Settimio Ruggiero</span>, ministro di -luglio, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Staiti</span>, cap. di vascello, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sacco Giacinto</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Saleggio Giuseppe</span>, delegato -giunta preparatoria, valle di -Girgenti, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sant'Eremo</span>, marchese di, accompagna -gli elettori alla -messa dello Spirito Santo, <a href="#Page_27">27</a>. -</p> - -<p> -<i>Spirito Santo</i>, chiesa in cui ebbe -luogo l'apertura del Parlamento, <a href="#Page_35">35</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Scrugli</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Semmola</span>, <a href="#Page_36">36</a>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_97">97</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Strano</span>, <a href="#Page_36">36</a>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Statella</span> don <span class="smcap">Francesco</span> principe -di Cassaro, maggiordomo -maggiore del re, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sangro</span> don <span class="smcap">Nicola</span> dei duchi -di...., Somigliere del corpo, <a href="#Page_36">36</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sponza</span>, dep., <a href="#Page_37">37</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_96">96</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Sonni</span>, dep., <a href="#Page_37">37</a>, VI commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_96">96</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Samara Felice</span>, <a href="#Page_51">51</a>. -</p> - -<p> -<i>Suggello del Parlamento</i>, <a href="#Page_52">52</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Saponara</span>, <a href="#Page_55">55</a>. -</p> - -<p class="title"> -T -</p> - -<p> -<i>Terra di Lavoro</i>, si ribella, <a href="#Page_4">4</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tommasi</span>, marchese, segretario -di Stato firma l'editto del -6 luglio '20, <a href="#Page_8">8</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Troyse</span>, proc. gen. della S. C. di -G., <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p> -<i>Teatri di Napoli</i> in luglio, <a href="#Page_13">13</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Tafuri</span>, <a href="#Page_36">36</a>, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_55">55</a>, <a href="#Page_97">97</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Trigona</span>, <a href="#Page_37">37</a>, VIII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_59">59</a>, <a href="#Page_98">98</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Troya</span>, direttore del giornale -La Minerva, <a href="#Page_60">60</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Torelli Vincenzo</span>, direttore dell'<i>Omnibus</i>, <a href="#Page_61">61</a>. -</p> - -<p class="title"> -U — W -</p> - -<p> -<span class="smcap">Winspeare</span>, barone, incaricato -di formare la giunta di governo, <a href="#Page_11">11</a>. -</p> - -<p class="title"> -V -</p> - -<p> -<span class="smcap">Visconti Ferdinando</span>, colonnello, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_99">99</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Villafranca</span> principe di, perseguitato, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vecchio Giustiniano</span>, <a href="#Page_17">17</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vasta</span>, <a href="#Page_37">37</a>, VII commissione, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_98">98</a>. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Vivacqua</span>, <a href="#Page_37">37</a>, commissione sicurezza -interna, <a href="#Page_51">51</a>, <a href="#Page_56">56</a>, <a href="#Page_100">100</a>. -</p> - -<p class="title"> -Z -</p> - -<p> -<span class="smcap">Zurlo</span> conte <span class="smcap">Giuseppe</span>, ministro -di luglio, <a href="#Page_10">10</a>. -</p> - -<div class="footnotes"> - -<h2> -NOTE: -</h2> - -<div class="footnote" id="note1"> -<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>. </span>V. Appendice II in fine del presente lavoro.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note2"> -<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>. </span><span class="smcap">P. Colletta</span>, <i>Storia del Reame di Napoli dal 1754 -al 1825</i>, lib. II, cap. I.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note3"> -<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>. </span>I popolani ignoranti, che non sapevano che si fosse -la Costituzione, la chiamavano: <i>Cauzione</i>, quasi garanzia, salvaguardia, -malleveria del Sovrano verso il popolo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note4"> -<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>. </span>Il marchese Vito Nunziante nacque il 17 aprile 1775 -a Campagna e morí il 22 settembre 1836 a Torre Annunziata. -I suoi genitori erano poveri e d'origine oscura. Nel -1794 s'arrolò in un reggimento di fanteria e fu licenziato -alla fine della campagna del 1798. Tornato a casa riuní un -migliaio d'uomini dell'antico esercito, si nominò egli stesso -colonnello di questa truppa improvvisata e la mise a disposizione -del cardinale Ruffo, che s'affrettò a confermarlo nel -suo nuovo grado. Alla testa del suo reggimento assistette -all'assedio di Capua e nel 1800 al combattimento di Siena -per poco scampò dalle mani dei Francesi che l'avevano fatto -prigioniero. -</p> - -<p> -Nel 1806 diede il consiglio di lasciar Napoli senza resistenza -e di ritirarsi nelle Calabrie; la retroguardia che egli -comandava essendo stata dispersa a Campotenese, egli si -gettò in Reggio e partecipò col resto del reggimento <i>Real-Sannita</i> -alla difesa di questa piazza. La bravura e la fedeltà -di cui diede prova gli valsero i gradi di brigadiere (1807) -e di maresciallo di campo (1814). Dopo il ritorno dei Borboni -a Napoli (1815) Nunziante nominato comandante superiore -della Calabria fu incaricato di presiedere al giudizio -contro Gioacchino Murat e seppe in tale penosa circostanza -conciliare i suoi doveri col rispetto per una sí grande sventura. -</p> - -<p> -Dopo quest'epoca la Corte lo colmò di favori. Oltre a considerevoli -pensioni, nel 1815 ottenne il titolo di marchese -e nel 1819 il grado di tenente generale e la gran croce di -San Giorgio. Nel 1820 ebbe il comando di Salerno. -</p> - -<p> -All'epoca di cui trattiamo, spedito a Nola, ricevette l'ordine -di marciare contro gli insorti, ma avendolo abbandonato, -per via, i soldati, egli tornò a Napoli redigendo il rapporto -di cui abbiamo piú sopra tenuto parola. Dopo avere -comandato le divisioni di Siracusa e Palermo divenne ispettore -generale dell'esercito, quartier mastro generale, nel 1830 -fu vice-re di Sicilia e fu creato nel 1831 Ministro di Stato -col comando di tutte le truppe del Regno.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note5"> -<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>. </span><i>Giornale delle Due Sicilie</i>, 6 luglio 1820, N. 161.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note6"> -<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>. </span>Ecco la lettera: -</p> - -<p> -Mio diletto ed amatissimo figlio Francesco, duca di Calabria. — Per -indisposizione di mia salute, essendo io obbligato -per consiglio dei medici, di tenermi lontano da ogni -seria applicazione, crederei essere verso Iddio colpevole, se -in questi tempi non provvedessi al governo del regno in -modo che anche gli affari di maggior momento abbiano il -loro corso, e la causa pubblica non soffra per le dette mie -indisposizioni alcun danno. Volendo io adunque disgravarmi -dal peso del governo sino a che a Dio non piaccia restituirmi -lo stato di mia salute adatto a reggerlo, non posso -ad altri piú condegnamente che a Voi affidarlo, mio dilettissimo -figlio, e per essere Voi il mio legittimo successore -e per l'esperienza che ho fatto della Vostra somma rettitudine -e capacità. -</p> - -<p> -Laonde di mia piena volontà vi costituisco e fò in questo -mio regno delle Due Sicilie, mio Vicario generale, siccome -lo siete stato altre volte in questi dominii ed in quelli oltre -il Faro, e vi concedo ed in voi trasferisco colle pienissime -clausole dell'<i>Alter Ego</i> l'esercizio d'ogni diritto, prerogativa, -preeminenza e facoltà al modo istesso che da me si potrebbero -esercitare. -</p> - -<p> -Ed affinché questa mia volontà sia a tutti nota e da tutti -eseguita, comando che questo mio foglio da me sottoscritto -e munito del mio real suggello sia conservato e registrato -dal nostro Segretario di Stato, Ministro cancelliere, e ne -sia da Voi passata copia a tutti i Consiglieri Segretari di -Stato per parteciparlo a chiunque loro convenga. -</p> - -<p> -Napoli, 6 luglio 1820. -</p> - -<p class="indr"> -<i>Firmato</i>: <span class="smcap">Ferdinando</span>. -</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note7"> -<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>. </span><span class="smcap">Pepe G.</span> — <i>Memorie</i>, I, 265-266.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note8"> -<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>. </span>Colori essenzialmente fissati dai Carbonari: poiché, -come diremo in un prossimo lavoro, il <i>rosso</i> significava la -fiamma, il <i>nero</i> il carbone, l'<i>azzurro</i> il fumo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note9"> -<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>. </span>Era capo dei carbonari nella provincia di Foggia fino -a tutto il Gargano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note10"> -<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>. </span>I superstiziosi dissero che una Costituzione giurata in -un giorno nefasto (il 13) non poteva avere un esito felice!</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note11"> -<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>. </span><i>Giornale costituzionale delle Due Sicilie</i>, 14 luglio 1820, -Nº. 6.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note12"> -<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>. </span>Op. cit. I. 419.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note13"> -<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>. </span><i>Mss. Certosa di San Martino. Opere rappresentate nei -teatri di Napoli fino al 1860</i>. L'opera la <i>Giardiniera abruzzese</i> -era di soggetto tutto carbonaro; poiché <i>giardiniere</i> -chiamavansi fra di loro le mogli dei settari.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note14"> -<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>. </span>Giovedí 27 luglio 1820.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note15"> -<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>. </span>Un decreto dell'ottobre 1820 stabiliva che le sessioni -del Parlamento Nazionale si tenessero in San Sebastiano -alle spalle del largo Mercatello (piazza Dante).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note16"> -<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>. </span><i>Bibl. Naz. di Napoli. Msc. 190. E. 1</i>, foglio volante. -Di questa insurrezione dovuta ai carbonari di Sicilia ed -alle loro idee di indipendenza da Napoli dirò piú ampiamente -altrove.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note17"> -<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>. </span>Errico de Cosa.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note18"> -<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>. </span>Decreto 22 luglio 1820.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note19"> -<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>. </span>Coll. 190. E. 1.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note20"> -<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>. </span><i>Della costituzione politica della Monarchia Spagnola -tradotta per ordine del Governo</i> (Edizione ufficiale, 1820). -È preceduta da una breve spiegazione delle varie parole, -che avrebbero potuto non essere comprese nel regno. -</p> - -<p> -Riportiamo per intero gli articoli per essere importantissimi -e avvertiamo che la traduzione in italiano venne fatta -dal Masden di Barcellona.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note21"> -<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>. </span>S'intendono quegli individui nei quali i cittadini depositavano -le loro volontà per nominare gli elettori parrocchiali. -Questo modo di elezione si diceva <i>per compromesso</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note22"> -<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>. </span>Erano i principali agenti dell'amministrazione civile -e della giudiziaria; ma piú particolarmente della prima -come risulta dall'art. 309 della Costituzione: — «pel governo -interno vi saranno degli aggiuntamenti composti -dell'<i>alcaide</i> dai reggitori e dal sindaco procuratore: queste -riunioni saranno presiedute dal capo politico, ove questo -vi fosse ed in sua assenza dall'<i>alcaide</i> o dal piú antico di -essi, quando ve ne fossero due».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note23"> -<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>. </span>È lo stesso che distretto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note24"> -<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>. </span>Martedí, 29 agosto, gli elettori parrocchiali di Napoli -riuniti nella sala delle adunanze in San Domenico Maggiore, -si recarono all'arcivescovado per assistere alla messa dello -Spirito Santo. Il corpo degli elettori fu scortato da un drappello -di cavalleria della Guardia di sicurezza interna. Il -marchese di Sant'Eramo, sindaco di Napoli, prese parte -al corteggio. (<i>Giorn. Costituzionale delle Due Sicilie</i>, giovedí -31 agosto n. 47).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note25"> -<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>. </span>Abbiamo questo caso, proprio nel Parlamento napoletano -del '20: Melchiorre Delfico era deputato di Napoli e -dell'Abruzzo Ulteriore; Matteo Galdi di Napoli e di Principato -Citeriore; Antonio Ruggeri di Napoli e Principato -Ulteriore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note26"> -<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>. </span>Un opuscolo, d'innominato autore che vide la luce -appunto nel 1820, censura questo mandato colle seguenti -parole: -</p> - -<p> -«Presso di noi, che per l'opposto debba adattarsi alle -circostanze del Regno lo statuto politico, i poteri dei deputati -debbono essere altri. Quindi gli stessi termini non -ci convengono». -</p> - -<p> -Difatti il governo con decreto del 7 luglio med. anno -modificò cosí: <i>I deputati dovranno portare le ampie facoltà -degli elettori secondo la formola inserita nelle istruzioni che -accompagnano il presente decreto.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note27"> -<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>. </span>Leggi: Napoletana.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note28"> -<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>. </span>L'art. 328 della Costituzione Spagnuola era il seguente: -</p> - -<p> -«L'elezione di tali individui si farà cogli elettori di <i>partito</i> -nel giorno seguente a quello de' deputati delle Corti, -e nella stessa guisa che si pratica per la nomina di questi -deputati».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note29"> -<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>. </span>S'era annunziato anche per questa giornata un'ecclisse -di sole visibile a Napoli; però l'ecclisse si limitò ad essere... -anulare, pei Napoletani, quantunque fosse attesa con grande -curiosità.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note30"> -<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>. </span>V. 2ª parte di questo lavoro.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note31"> -<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>. </span>A Londra nel 1820 vide la luce un opuscolo: <i>Sketch of the late revolution of Naples by an Eye Witness</i>. A proposito -dell'elezione dei deputati, a carte 18 dice: -</p> - -<p> -«Similar difficulties are to be totted to, in the mode of -electing the deputies for the new Parliament, and in the -establishement of prerogatives, which a people unused to -advantages to novel, will be but too prone to abuse».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note32"> -<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>. </span>Aveva dichiarato di lasciare il comando in capo dell'esercito -Costituzionale sin dai primi del settembre.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note33"> -<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>. </span>È posto di rimpetto quasi al Palazzo d'Angri.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note34"> -<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>. </span><i>Largo di palazzo (San Ferdinando); largo della Carità, -largo del Mercatello (piazza Dante).</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note35"> -<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>. </span><i>Ordinanza del prefetto di Polizia (Arch. di Stato gen. -di Napoli).</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note36"> -<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>. </span>Nata il 6 luglio 1789.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note37"> -<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>. </span>Fu il famoso Ferdinando II penultimo dei Borboni -nel regno di Napoli.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note38"> -<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>. </span>Nato ai 2 di luglio 1790 e sposato ai 28 luglio 1816 -con Maria Clementina, arciduchessa d'Austria nata il 1º di -marzo 1798.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note39"> -<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>. </span>Fecero parte di questa prima deputazione: -</p> - -<p> -Scrugli, Firrao, Dragonetti, Perugini, Ceraldi, de Filippis, -Poerio, Begani, Ricciardi, Cassini, Lauria, Ruggieri, Giovine, -Tafuri, Semola, de Cesare, Strano, Arcovito, Gendano, Imbriani, -Fantacone e Grimaldi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note40"> -<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>. </span>Vi appartenevano il maggiordomo maggiore Don -Francesco Statella, principe di Cassaro; il cavallerizzo maggiore -don Trojano Marulli, duca d'Ascoli; il somigliere del -corpo don Nicola dei duchi di Sangro; il generale comandante -delle guardie del corpo don Giuseppe Capece Minutolo -principe di Ruoti; il cacciatore maggiore don Onorato Gaetani -duca di Miranda; il capitano degli alabardieri don Vincenzo -Maria Mastrilli marchese della Schiava; il primo cavallerizzo -don Nicola Brancaccio principe di Ruffano; ed il -confessore del Re monsignor don Salvatore Càccamo arcivescovo -di Melissa.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note41"> -<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>. </span>..... era facile scorgere che re, esercito e popolo sforzavansi -a vicenda di far mostra di reciproca confidenza ed -amore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note42"> -<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>. </span>Facevano parte di questa seconda commissione: Riolo, -Vasto, Desiderio, Pergolani, De Conciliis, Mazziotti, Sponsa, -Macchiaroli, Berni, Angelini, Netti, Losapio, Carlino, Francesco -Rossi, Sonni, Brasile, Paglione, Morice, Matera, Lozzi, -Incarnati, Castagna, Vivacqua, Mazzoni, Mercogliano, Coletti, -Donato, Melchiorre, Catalano, De Piccolellis, e Trigona.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note43"> -<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>. </span>Il Rossetti (Gabriele) che era stato impiegato al Museo -Borbonico di Napoli, scrisse questi versi: -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i2"> Volontario distese la mano</p> -<p>Sul volume dei patti segnati,</p> -<p>E il volume dei patti giurati</p> -<p>Della patria sull'ara posò.</p> -<p class="i2"> Una selva di lance si mosse</p> -<p>All'invito del bellico squillo:</p> -<p>Ed all'ombra del patrio vessillo,</p> -<p>Un sol voto discorde non fu.</p> -<p class="i2"> Da fratelli si strinser la mano,</p> -<p>Dauno, Irpino, Lucano, Sannita,</p> -<p>Non estinta, ma solo sopita</p> -<p>Era in essi l'antica virtú.</p> -</div> -</div> - -<div class="footnote" id="note44"> -<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>. </span>Questo discorso fu detto «lungo» dal Colletta, che -aggiunge (lib. IX, cap. II): «ed il re di tempo in tempo -affermava col cenno». -</p> - -<p> -Il Pepe dice al proposito (<i>Mem.</i> II, 6): -</p> - -<p> -— ... il Galdi profferí un discorso che fu piú lungo del -dovere, ma pieno d'erudizione e di sensi patri. -</p> - -<p> -Il Cantú scrisse: -</p> - -<p> -— ... il re udito un discorso piú gonfio che sostanzioso...</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note45"> -<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>. </span>Ecco come il Pepe, nelle sue <i>Memorie</i>, racconta il -fatto della rinunzia: -</p> - -<p> -— «... venne infine la mia volta. Io avevo scritto discorso -affatto conciso ed energico, ma spiacque al conte Zurlo -ministro dell'interno, il quale m'appuntò di parlar troppo -da Spartano. Allora il pregai di scriverne uno per me -dicendogli che io non sapevo scrivere ciò che non sentivo -e però lessi poche parole non mie ma di Zurlo. E -non potei leggerle con energia.»</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note46"> -<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>. </span><span class="smcap">Luigi Molinaro del Chiaro</span> nella sua <i>Raccolta di -canti popolari napoletani</i>, ne riporta uno che è proprio di -quest'epoca: -</p> - -<div class="poem"> -<p><i>'O re 'e Napule è re d'è maccarune</i></p> -<p><i>Vò fà la guerra senza un cannone</i></p> -<p><i>'O re e' Napoli è re d'è maccarune</i></p> -<p><i>Guerra vò fare contr'à Nazione!</i></p> -</div> -</div> - -<div class="footnote" id="note47"> -<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>. </span><i>Il diario del Parlamento nazionale delle due Sicilie 1820</i>, -Napoli nella stamperia Nazionale. -</p> - -<p> -Questa copia è incompleta perché giunge alla seduta del -3 dicembre 1820, inclusivamente, cui sono aggiunti tre ordini -del giorno delle sedute del 22 gennaio, 5 marzo e -17 marzo 1821. Il parlamento tu chiuso ai 31 gennaio 1821; -poi riaperto, a causa delle decisioni dei sovrani alleati a -Laybach, il 13 del febbraio seguente. È completa poi, invece -quella di Carlo Colletta.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note48"> -<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>. </span>Il popolo ed il Re vestito alla Francese che si stringono -le destre.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note49"> -<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>. </span>Era imbarcato.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note50"> -<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>. </span>Era scritto da G. Trova e Giuseppe Ferrigni. Debbo -la visione dell'intera raccolta alla cortesia del professore -Amerigo de Gennaro Ferrigni.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note51"> -<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>. </span>Non fu possibile attuare questo desiderio!</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note52"> -<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>. </span><span class="smcap">Ces. Morisani</span>, <i>Notizie biografiche di Girolamo Arcovito</i>, -Reggio Calabria, stamp. Silari.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note53"> -<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>. </span><span class="smcap">V. Fontanarosa</span>, <i>Vita di Domenico Cirillo</i>, Napoli, -1899.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note54"> -<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>. </span><span class="smcap">V. Fontanarosa</span>, <i>Studi sul decennio</i>, 1899, op. cit. -2ª ed.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note55"> -<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>. </span>È di prossima pubblicazione un nostro studio sulla -<i>Difesa di Gaeta</i> nel 1815, con copiosi documenti inediti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note56"> -<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>. </span><span class="smcap">C. Minieri-Ricci</span>, <i>Accademie napoletane</i>, fino al secolo -<span class="smcap lowercase">XVIII</span>, in <i>Arch. stor. nap.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note57"> -<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>. </span><span class="smcap">V. C. De Sterlich</span>, op. cit., pagg. 37 e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note58"> -<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>. </span><span class="smcap">V. Fontanarosa</span>, <i>Studi sul decennio</i>, 2ª ed. — <i>La marina -napoletana nel 1809</i>, <i>Italia Marinara</i> editrice, 1897.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note59"> -<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>. </span><span class="smcap">Fontanarosa</span>, op. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note60"> -<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>. </span>Riporto le notizie biografiche di lui da <span class="smcap">Gaetano -Giucci</span>: <i>Degli scienziati italiani formanti parte del VII congresso -in Napoli, nell'autunno del MDCCCLXV</i>, pp. 70 e -seguenti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note61"> -<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>. </span><span class="smcap">P. E. Tulelli</span>, <i>Elogio di Vito Buonsanto, accademico -Pontaniano</i>. — Napoli, stamperia del Fibreno, 1851.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note62"> -<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>. </span><span class="smcap">Vincenzo Cannaviello</span>, <i>Lorenzo de Concilii</i>, Avellino, -tip. G. Pergola, 1898.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note63"> -<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>. </span><span class="smcap">Luigi M. Greco</span>, <i>Tentativo dei carbonari ecc.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note64"> -<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>. </span><span class="smcap">Raffaele Loschiavo</span>, <i>Discorso pronunziate sulla -spoglia mortale di Vincenzo Catalano</i>. — Stampato per cura -di Domenico Corrado, cognato dell'estinto, 1843.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note65"> -<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>. </span><i>Della vita e delle opere di Delfico Melchiorre</i>, Teramo -presso Ubaldo Angeletti, 1836. -</p> - -<p> -<i>Annali civili del regno delle Due Sicilie</i>, p. XIV — pp. 121 -e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note66"> -<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>. </span><span class="smcap">Angelo Balletta</span>, <i>Elogio funebre dell'arcidiacono -Giuseppe Desiderio</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note67"> -<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>. </span><span class="smcap">V. C. de Sterlich</span>, <i>Commemorazione di persone ragguardevoli, -mancate alle Due Sicilie dal 3 novembre 1843 al -2 novembre 1844</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note68"> -<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>. </span><span class="smcap">V. Fontanarosa</span>, <i>Studii sulla rivoluzione del 1799</i> -in giornale <i>Roma</i> (maggio-ottobre 1799), Napoli.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note69"> -<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>. </span><span class="smcap">V. Fontanarosa</span>, <i>Studi sul decennio (cronache dell'entrata -in Napoli di re Gioacchino)</i>, Napoli, 1896, <i>It. Marinara</i>, -editrice.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note70"> -<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>. </span><span class="smcap">Alfonso Filippini</span>, <i>Elogio di Luigi Galanti</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note71"> -<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>. </span><span class="smcap">Giovanni Gioia</span>, <i>Elogio dell'arciprete G. M. Giovane</i>, -Napoli, a cura della Società filomatica, 1837. -</p> - -<p> -— <i>Annali civili del regno delle Due Sicilie</i>, anno 1837: -fog. 35 e seg., fasc. XXV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note72"> -<p><span class="label"><a href="#tag72">72</a>. </span>Dal protocollo di polizia generale in <i>Arch. di Stato</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note73"> -<p><span class="label"><a href="#tag73">73</a>. </span><span class="smcap">Saverio Baldacchini</span>, <i>Morte di Matteo Imbriani</i>, -Roma, tipografia delle Belle Arti, 1847.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note74"> -<p><span class="label"><a href="#tag74">74</a>. </span><span class="smcap">L. M. Greco</span>, <i>Annali</i>, ecc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note75"> -<p><span class="label"><a href="#tag75">75</a>. </span><i>Arch. di Stato</i>, Protocollo 1831, aff. est. vol. IX.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note76"> -<p><span class="label"><a href="#tag76">76</a>. </span><i>Elogio di Domenico Tartaglia</i>, Napoli, presso Raffaele -Miranda, 1830.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note77"> -<p><span class="label"><a href="#tag77">77</a>. </span><span class="smcap">Vincenzo Fontanarosa</span>,<i> Studi sul decennio, Italia Marinara</i> -editrice, 1897.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note78"> -<p><span class="label"><a href="#tag78">78</a>. </span><span class="smcap">Archivio di Stato</span>, <i>Protocollo di polizia generale</i> -vol. XV, 1831.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note79"> -<p><span class="label"><a href="#tag79">79</a>. </span><span class="smcap">Fontanarosa</span>, op. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note80"> -<p><span class="label"><a href="#tag80">80</a>. </span>V. <span class="smcap">Vincenzo Fontanarosa</span>, <i>Le rime d'un martire</i> -(Alessandro Poerio), 1896, Napoli, in-8º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note81"> -<p><span class="label"><a href="#tag81">81</a>. </span>V. <span class="smcap">Fontanarosa</span>, op. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note82"> -<p><span class="label"><a href="#tag82">82</a>. </span>Dalla <i>Minerva</i> del 1821, op. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note83"> -<p><span class="label"><a href="#tag83">83</a>. </span>v. <span class="smcap">Vinc. Fontanarosa</span>, <i>Studi sul decennio</i>, 1897, <i>Italia -marinara</i> editrice.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note84"> -<p><span class="label"><a href="#tag84">84</a>. </span>Op. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note85"> -<p><span class="label"><a href="#tag85">85</a>. </span>In documenti Ferrigni, cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note86"> -<p><span class="label"><a href="#tag86">86</a>. </span>Il duca di Gallo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note87"> -<p><span class="label"><a href="#tag87">87</a>. </span><i>Carlo Troja</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note88"> -<p><span class="label"><a href="#tag88">88</a>. </span>Napoli 1821. Nella stamperia del Parlamento nazionale -(9 dicembre).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note89"> -<p><span class="label"><a href="#tag89">89</a>. </span><i>Diario del Parlamento nazionale delle Due Sicilie negli -anni 1820-21</i>. Edizione fatta per cura di <span class="smcap">Carlo Colletta</span>, -Napoli, dalla stamperia dell'<i>Iride</i>, 1864.</p> -</div> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of Il Parlamento Nazionale Napoletano per -gli anni 1820 e 1821, by Various - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PARLAMENTO NAZIONALE *** - -***** This file should be named 60085-h.htm or 60085-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/0/8/60085/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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