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If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - - - -Title: Homo - -Author: Giovanni Cena - -Illustrator: Leonardo Bistolfi - -Release Date: January 25, 2016 [EBook #51036] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net -(This file was produced from images generously made -available by The Internet Archive) - - - - - - - NOTA DI TRASCRIZIONE: - il testo in corsivo è delimitato da _trattini bassi_; - il testo in grassetto è delimitato da =segni di uguaglianza=; - il testo sottolineato è delimitato da +segni di addizione+. - - - - -+4.--BIBLIOTECA DELLA -NUOVA ANTOLOGIA ✻+ - -GIOVANNI CENA - - -HOMO - -CON UNA COMPOSIZIONE ORIGINALE - -DI -LEONARDO BISTOLFI - - -ROMA - -NUOVA ANTOLOGIA - - - - - DELLO STESSO AUTORE. - - =Madre.=--Poemetto, con prefazione di ARTURO GRAF e con acquaforte - di LEONARDO BISTOLFI. Torino, Streglio, 1897 (Esaurito). L. 1.50. - - =Id.=--2ª edizione riveduta, con nuovo disegno di LEONARDO - BISTOLFI. Torino, Streglio, 1899. L. 1. - - =In Umbra.=--Versi. Torino, Streglio, 1899. L. 2.50. - - =Gli Ammonitori.=--Romanzo. Biblioteca della _Nuova Antologia_, - Roma. L. 2.50. - - _In preparazione_: - - =La Ghiacciaja.=--Romanzo. - - - - -[Illustrazione] - - - - -GIOVANNI CENA - - -HOMO - - -ROMA - -NUOVA ANTOLOGIA - - - - -PROPRIETÀ LETTERARIA - - -Cromo Tip. Carlo Colombo, Via della Missione, 3--Roma. - - - - - AD ARTURO GRAF - - MAESTRO - - - - - HOMO. - - - Visione di meriggio. - - Pare la terra ascendere, assorbita - nella luce. Tra il cuor del sole e il cuore - della terra, una forma sorge, a fiore - dell'esistenza e domina la vita. - - Forma di piccoli esseri, che muore - dopo un giorno, e la cui mente è infinita. - Forza e bellezza intrecciano le dita - su le lor coppie e le corona amore. - - E plasmando la terra a loro imagine - lanciano una dimanda al cielo muto, - là donde aiuto mai non venne o assenso. - - Morrà la terra: a un urto la compagine - conflagrerà. L'argilla avrà vissuto. - Quel che fu, poco; quel che volle, immenso. - - - - - Le età dell'uomo. - - - È nato! - - Eccolo. Chi? Napoleone o Dante? - Prole di re, prole di genî, oscura - semenza della turba, a la ventura - lanciata?... E la sua favola, un istante. - - Il suolo ov'ei dimora è sepoltura; - ceneri e mausolei. Nano o gigante - sparirà come gli avi, e sul quadrante - dell'immenso non resta ombra o figura. - - Che importa? Qual tu sia, da l'infinito - de' cieli già ti contenea vitale - la nebulosa nel suo sciame d'oro. - - Benvenuto sia tu, col tuo tesoro - d'amore. E vivi! Nulla al mondo vale - la tua lagrima prima e il tuo vagito! - - - Fratelli. - - Quanti viviamo? Quanti sparvero? Io - li lasciavo a l'autunno ilari e sani: - morivano, nascevano lontani: - la culla non cessava il dondolio. - - L'ultima quando è morta, morì Dio - in me. Soffrì spasimi disumani. - Viva si decompose. Oh tenui mani - che sogno ancora tese a dar l'addio! - - Dove sparite (emerge il vostro viso - rivolto a noi sul mar dell'ombra) dove, - bimbi, pur ieri annidïati in culla? - - Nell'aria vaporate a l'improvviso - o qui mutati rivivete, o altrove? - Ma il nulla, no! Strana parola. Nulla! - - - Mistero. - - Il sole è sceso. Ritta in mezzo al prato - la bimba guarda ed il timor la tenta. - Dov'è il villaggio? Ahimè, lungi! E s'avventa - nella strada, correndo a perdifiato. - - Dietro i piccoli passi scende lenta - l'ombra, con ali umide come fiato: - movonsi i tronchi minacciosi a lato - e la vita dell'ombra la spaventa. - - Quand'ecco un grido giunge. Infine. Mamma! - Oh la casa custode e le vivande, - e vincitrice del terror la fiamma! - - Ma tace e inarca i cigli, mentre inghiotte - il suo pane. Chè il mondo è grande grande... - ed ha veduto scendere la Notte! - - - La marcia dei fanciulli. - - Nelle nostre città tornano i belli - spettacoli? Guardate. Dai balconi - s'affacciano le donne avide, ai suoni - che appressano. E compaiono i drappelli. - - Soldati? No. Fanciulli, coi cappelli - alati: soffian dentro i gialli ottoni: - e dietro schiere. Generazïoni - dell'avvenire. Nostri figli quelli? - - Saldi, elastici, il viso al vento, avanti! - Pur la calamità fa largo ai forti: - nel vostro ritmo avanti, uniti, amici. - - Sui vostri capi io lancio aüguranti - i fantasmi de' miei fratelli morti... - Per il nostro dolor siate felici! - - - Il sapere. - - Lo scolaretto spiega ai bimbi intenti - come la terra è al par d'un pomo tonda; - intorno intorno l'acqua la circonda, - sbocciano in mezzo isole, continenti. - - Gira, come la pietra della fionda, - intorno al sole, e gli altri parimenti, - Marte, e quel dell'anello e i rimanenti... - La luna intorno a noi fa la sua ronda. - - Il nonno ascolta e sta meditabondo, - chè, bimbo, ha vïaggiato, vai e vai, - col suo babbo, lontano, per il pane. - - Vai che ti vai... «Ma, babbo, o che rimane - molto?»--«No, poco». E non finiva mai... - Quand'ecco il mare: «Là, finisce il mondo!» - - - Hodie mihi... - - Come i fanciulli guardano morire! - Spiano intenti senza batter ciglio... - Dov'è la morte? Da qual nascondiglio - nei bianchi letti insinua le spire? - - Non era un mostro, vedon poi. Fuggire - non vale: è in noi. Non v'è miglior consiglio - che attendere che parta il padre, il figlio... - Di quante bare è nero l'avvenire! - - Or dov'è quegli che passò le porte - ieri? Vuoto è il suo posto. Alcun s'illude - d'un suo ritorno? E un altro, ecco, scompare. - - Temuta, accetta, desïata morte! - S'agita un piccol vortice, ed il mare - della vita sui morti si richiude... - - - La scuola. - - Settembre! Ricominciano gli orarî, - bimbo. Tempo è di spolverare i tomi - dei classici, di scander gl'idïomi - dei padri antichi. Mano ai dizionarî! - - Ah! Gli par di rimovere sudarî - polverulenti ond'escon vecchi aromi. - Oh sapïenza! Afferra gli assïomi, - piccolo Fausto, e spremi i corollarî!... - - E con grand'occhi guarda la finestra - onde irrompendo lo turba l'odore - dei fieni e delle rondini il gridìo. - - E una voce laggiù: «Fior di ginestra!» - L'infanzïa passò. Passa l'amore, - forse. E richiude i vetri. «Addio, addio!» - - - A Edoardo Rod - per sua figlia Maria. - - La bimba che ti rinverdì la fronda - quando agitavi i rami inariditi - nel vuoto oscuro e coi primi vagiti - ti radicò nella terra feconda, - - tiene il mondo nei chiari occhi stupiti - che furon tuoi: la tua pietà seconda - la visïon che in quelli si profonda - e il mister che le volge i primi inviti. - - Già la fronte è pensosa e i sensi attenti, - e l'anima ch'è desta il cielo esplora, - ieri apparso a mostrarle un gran viaggio. - - E nulla è più divino che il miraggio - azzurro onde s'imprime e si colora - l'universo negli occhi adolescenti. - - - Fiorita. - - Nel tramonto di maggio, pensierosa - la bimba siede in mezzo a' suoi balocchi: - accanto a lei l'amico suo riposa, - stanco di corse, languido i ginocchi. - - L'un guarda l'altra sottecchi e non osa, - con nuovo senso, d'incontrarne gli occhi: - qualcosa par che in essi entri, qualcosa - di nuovo e dolce e li inondi e trabocchi. - - E d'intorno la vita vegetale - opprime, esalta i due cuori piccini... - Occhi, incrociate le vostre promesse! - - E le due vite che Natura espresse - fin qui distinte, accostano i destini - nella loro unïone originale. - - - Guidarello - nel Museo di Ravenna. - - Ti sogno, Guidarello, orbite cave, - labbra contratte, emunte gote. Giace - come su rogo il corpo tuo, nè il grave - sonno assopì la piaga tua vorace. - - Dormi! Nato non eri tu a le prave - opere dell'uccidere. Ora tace - l'odio d'un dì sul capo tuo soave. - Anche il tuo volto si componga in pace!... - - Ma, dietro, l'ombra della Genitrice, - sovra l'eccidio degli adolescenti, - di vite nuove gravata le braccia, - - «O nel creare ignaro--maledice-- - e astuto nella strage, Uomo, che avventi - eternamente l'uomo a l'uomo in caccia!» - - - Amanti. - - Donde giunsero? Ieri dai paesi - del desiderio, sotto l'indefesso - poter d'Amore, dentro un cerchio istesso - s'incontrarono, ignoti ed inattesi. - - E il passato sparì. Sparì con esso - la persona d'entrambi: eccoli ascesi - nel tempo e nello spazïo, sospesi, - centro dell'universo, in un amplesso. - - Ma sopraggiunto l'attimo prefisso, - eterno reputarono il prodigio - e la parola «sempre» han proferita. - - Rapido li precipita l'abisso, - se di lor vita che toccò il fastigio - non riprende l'ascesa un'altra vita... - - - Maternità. - - Il nato aspira, ammicca, con le dita - annaspa. (Gli alberi abitò, sospesa - tra l'azzurro l'umanità?) Rapita - guarda la madre la sua prole illesa, - - libera, eppure a la sua carne unita, - sua, come allor che nella dolce attesa - l'atomo umano ripetea l'ascesa, - nel suo grembo, dell'ere e della vita. - - Ed è felice, come nell'istante - d'estasi che nel seno palpitante - Amor le infuse la sua creatura. - - Oh pel dolor che ha dal suo corpo avulso - l'essere novo, infondergli l'impulso - verso un'ascensïone ognor più pura! - - - Le sorelle. - - A quei che plasma imagini novelle - d'umanità per gli uomini indolenti; - a quei che incute nobili sgomenti; - a quei che vecchie nostalgie divelle, - - mentre l'amore negano le belle - e il volgo irride e insultano i potenti, - dolci restano, in vita, e pazïenti, - vindici dopo morte, le sorelle. - - Restano, invase da un intuito oscuro, - qual d'un mistero che si manifesti - fatale a l'uomo di lor sangue nato. - - Come a te, Nietzsche, infranto nel conato - d'esser tu stesso l'Uom che non avesti - forza d'imaginar vivo in futuro. - - - Don Giovanni all'Inferno. - - ... et ne daignait rien voir. - - BAUDELAIRE, _Don Juan aux Enfers_. - - Va la querula folla delle amanti, - nè don Giovanni si degnò vedere; - ma il diavolo che ha in cura il cavaliere - ghigna ed accenna la nera onda avanti. - - Vogano l'inamabil onda infanti, - adolescenti, uomini, donne a schiere. - «Eccoli a te! Figli del tuo piacere!» - E cadono altri dai cieli sonanti. - - Padre? Egli vive fuor dagli antri bui - nel dolce azzurro? E l'agita un'affanno... - «Figli!» Ma il suono gli si spezza in gola. - - Essi non sanno, essi non san di lui - com'ei non seppe di crearli. E vanno. - Non udrà mai la tenera parola. - - - «Genialis lectus». - - Memore il giorno stai nel tuo candore, - fosco la notte in gioie e pianti immerso, - letto, dove gli amanti cuor su cuore - naufragan nell'oblìo dell'universo; - - dove la madre stringe il bimbo emerso - da le fiamme del suo lungo dolore; - dove il fanciullo si rivolge verso - la notte, il vecchio verso il sole e muore. - - Gli efimeri così lor geniture, - loro agonie vicendano col lume - dei giorni e appena un crepitìo ne vibra. - - Mentre la Morte su di te si libra, - instancabile smuove le tue piume - la Vita per le nascite venture. - - - Vecchiaia sterile. - - Cresceano i bimbi intorno ai patriarchi - come grappoli vivi e fra' tumulti - de' giovanili giochi, udivan parchi - ammonimenti di virtù gli adulti. - - Or te compiango, o vecchio, che t'inarchi - verso la terra, e non hai chi t'occulti - il vuoto verso cui solingo varchi - e del passaggio tuo pianga od esulti! - - Dov'è l'amore che comprasti? Tace. - Passa la giovinezza e con malvagia - letizia irride a la tua faccia tinta. - - Chè solo augusta è la vecchiezza cinta - d'opere e di memorie, che s'adagia - benedicendo nell'eterna pace. - - - I longevi. - - Gloria a colui che visse a lungo e spare - verso l'alto! S'indugia su le fronti - ardue la vita, come il sol sui monti: - più bello il volto del domani appare. - - Dono grande agli umani il contemplare - i puri eroi, così labili, pronti - a vaporare fuor da gli orizzonti - terrestri a la serenità stellare! - - Da la vedetta de' loro anni han scorto - di quanta illusïon fatto è il dolore, - di quanto amore la felicità. - - Dicono: «Amate! Altro non v'ha conforto - d'esser vissuti che veder migliore - a la vita salir l'umanità». - - - È morto! - - Enigma della morte! È come un'onda - dell'atmosfera eterna. Ed un mortale, - investito, sparì. Quando trasale - il cuor tuo, già la morte è a l'altra sponda. - - In questa allor tu guardi. Ogni gioconda - forma o sembianza ha un che di sepolcrale. - E il suo respiro è sì fievole! Sale - come una bolla... Oggi, domani affonda. - - (E v'ha chi uccide! e chi ciò giusto chiama!) - Tu guardi, ascolti, e ai morti anche domandi - perchè... Non domandare, uomo, prosegui. - - Vivi! La vita in te, negli uomini ama, - vita che tieni, vita che tramandi; - che ognor più splende mentre tu dilegui! - - - - - Amore. - - - Donna. - - Chi è costei che va per la sua via, - sola; senza timor la vita esplora - e sorride ai felici e a chi dolora - arde d'offrir la sua dolce energia? - - Conscia di sè non provoca nè implora, - chè servitù non vuol, nè signoria. - Alcuno v'è che tiene l'armonia - dell'esser suo? L'attende e non s'accora. - - Tu la guardi e ti sdegni. Non t'invita - a l'amor come a un giuoco, ella, per poi - subire o eluder la tua tirannia! - - Ma che un giorno quell'anima restia - amor sospinga a cercar gli occhi tuoi, - allor ti sentirai re della vita. - - - Eva. - - Chi dilesse la sterile, e impudica - chiamò la fonte della vita? Dio - e Satana, ombre: era la vita il fio - d'una colpa, e castigo la fatica. - - Or l'uom contempla la compagna antica, - madre, sorella, amante, un po' restio, - ma senza sdegno, con un senso pio - quasi di cosa sacra--l'Inimica! - - I figli cercan liberi il consorte - che il lor destino annunzia e il sangue chiama, - perchè formino un essere felice; - - e le libere nozze benedice - dal suo mistero l'Essere che li ama - uniti nell'amore e nella morte. - - - Amore. - - «Moriam!» L'amante disse ebro all'amante - unendo in un pensiero amore e morte. - Ella rispose, e l'abbracciò più forte: - «Cominciata è la vita in questo istante». - - Di là più nulla esiste, oltre le porte - della vita, più nulla ove il sembiante - dell'amato si serbi a l'aspettante... - Lodiam la nostra umanità consorte! - - Esaltiamo la vita! I nostri sensi - siano la zolla che assorba e maturi - i germi, e in sangue, in palpiti li addensi. - - E il cuor s'imbeva de' dolori oscuri - degli uomini e li infiammi e ne dispensi - raggi d'amore ai prossimi e ai venturi! - - - Beatrice. - - Ch'io ti veda per sempre qual ti vidi - la prima volta, sorridente. Sia - limpido o tinto di malinconia - il tuo sorriso o triste!... Ma sorridi! - - L'immagin tua sia bella sempre, dia - fiducia nella vita in cui confidi. - Sorella non sei tu de' fior, dei nidi - e delle stelle? Tu sei l'armonia. - - Dolore o gioia non ti spinga a tale - oblio d'altrui che perdano speranza - nel bene quelli cui la vita è male. - - Poi che nel grembo della tua sostanza - l'oggi e il domani, i sensi e l'ideale, - la terra e l'infinito hanno alleanza. - - - «Mia!» - - Tuo forse il sole, e l'aria cogl'incensi - delle zolle fruttifere, e i viventi - onde assorbi la vita, e gli elementi - che nel tuo sangue per brev'ora addensi? - - Tuo quel che vedi e ascolti? Obbedïenti - al tuo voler perennemente i sensi? - tuo quel che fai, che imagini, che pensi? - Tu stesso t'appartieni?... No. Lo senti. - - No! Perchè nel suo cerchio un amor, cieco - come il vento dei pollini, vi chiuse, - tu chiami tua la umana creatura! - - Nulla è tuo! Fuorchè l'attimo che seco - la volontà dell'Essere vi fuse - per trar di voi l'umanità futura. - - - A due sposi. - - Candide voi trovò ma non ignare - giovinezze l'Amore, ospite immite: - or amico vi guarda rinnovare - il mutuo dono delle vostre vite. - - Oh voluttà! Due passïoni unite - in un'estasi; udire un cuore urtare - sul nostro cuor fino a spezzarsi; e mite - indi il sonno sedar le membra care! - - Felicità! Gemmar vite novelle - e valide lanciarle fra la guerra - umana a spander opere di vita! - - Serenità! Compir la dipartita, - mentre vi seguan desiosi in terra - occhi d'uomini, in alto occhi di stelle! - - - Davanti a Sant'Orsola - del Carpaccio. - - Poeta, non destarla! È così bella, - così pura nel suo bianco lenzuolo; - rigida, chiusa come in un bocciuolo, - ella è colei che non si dissuggella. - - Creatura di luce, con la stella - del vespero esce il suo spirito a volo. - Non richiamarla, non destarla: solo - ammirala, poeta: è tua sorella. - - Il tuo più folle ardor non desterebbe - lungo i suoi lombi gelidi un sussulto, - nè turberebbe il suo sonno divino. - - Però che anch'ella fiore ultimo crebbe - sterile in cima al ramo, per il culto - dell'Ignoto segnata dal destino. - - - Leopardi. - - Non indugiarti. Il cuor non sosta; avanza - come gli anni e la morte. Ah se tu poni - la tua vita in un essere, e imprigioni - te stesso in un dolor senza speranza! - - Dónati e chiedi: s'altri non ti doni, - non hai dentro te stesso un'abbondanza - essenzïale onde la tua sostanza - si mesce al mondo in intime unïoni? - - Tu sei quegli che passa: a te daccanto - infelice chi viene a lungo e porta - il peso enorme de' tuoi desiderî! - - Più d'un cuore t'amò forse quand'eri - già passato. Così, morto,--che importa?-- - anche l'Uom t'amerà non senza pianto. - - - Sibilla. - - Io la scopersi e la chiamai Sibilla. - Come ognun disamò lei giovinetta, - e a secolari tirannie soggetta, - emerse, quale un fiore da l'argilla, - - mi disse. Or io la trassi su la vetta - ove il tumulto uman perspicuo brilla - nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla - contempla e dice, e l'Essere le detta. - - L'agile capo e la capigliatura - attorta e tutta la persona bella - vibrano sotto un soffio ignoto e vivo. - - Ed io, già dubitante, credo e scrivo. - Io non son che la sua buona novella. - Palpita in lei l'umanità futura. - - - Omnis caro fœnum... - - I. - - Talor sussulto, mentre mi addormento - sul seno tuo: mentre mi culla il molle - respiro, odo il tuo cuore, odo le polle - del tuo sangue pulsare: e n'ho sgomento. - - Sotto un tessuto come di corolle - tepide un lavorio profondo sento, - incessante e sì fragile! Un momento - di silenzio... e mi assale un terror folle! - - L'anima tua risplende in me: viviamo - oltre l'ora, per sempre; ed un amplesso - delle tue braccia risuggella il patto. - - Ma il corpo tuo tu non possiedi. A un tratto - la morte lo nasconde, e te con esso - tutta, e la vita mia che per te amo. - - II. - - Corpi, ove corse il nostro sangue, donde - questo respiro abbiam, breve e tenace! - Corpi non nati, ove trarrà per onde - sempre più vaste il nostro cuor vivace! - - E quello dolce sì per cui mi piace - questo mio stesso e al mio l'amor confonde, - che meco trar vorrei fino a la Pace, - fino al gran Cuor che tutto assorbe, effonde! - - Splendete, belle forme, o voci e sguardi - e nei trasalimenti intimi essenza - suscitatrice della vita nova! - - La morte è ovunque. In noi l'insidia cova, - ci sovrasta la bruta vïolenza. - Ogni istante è supremo. O Vita, ardi! - - - - - Episodî. - - - L'orfano. - - L'orfano udì nel sonno uno scalpiccio - vicino. Eran le gocce delle gronde? - Chiama: «Nonno!» Le tenebre profonde - gli riempiono il cuor di raccapriccio. - - «Prendimi teco!» E come non risponde - quegli, sì pronto ad ogni suo capriccio, - sale, con occhi chiusi, il pagliericcio - del nonno e tra le coltri si nasconde. - - Si rannicchia tremando accanto al nonno. - L'altre volte dicea questi: «Che hai?» - e pur nel sonno lo traeva in braccio. - - Lo scuote: nulla. È freddo come il ghiaccio. - Lascia che dorma, bimbo; tu non sai - quanto sonno lo tiene, quanto sonno! - - - Abbandonati. - - Appena vivo il bimbo piange forte - tastando, come un rondinino cieco, - su la fanciulla, che con occhio bieco - guarda l'ignaro nato per sua morte. - - Vivere? Anch'egli avrà la mala sorte, - nudi e traditi entrambi. Ah, muoia seco! - Già lontana è la vita... N'ode l'eco - fievole, fuori, oltre le chiuse porte. - - Chiuse le porte e oscure. Sul braciere - ondula a tratti un'azzurrina fiamma. - Esausto il seno e il bimbo cerca, tenta... - - Oh che peso sul petto! L'ombre nere - premono... Il bimbo tace: su la mamma, - da poco desto, si riaddormenta. - - - L'iniziazione. - - I. - - Usciva da la scuola, per molt'ore - immoto e col pensier vagante in caccia - di sogni alati, e dentro l'ombra diaccia - sentiva aulire tutto il maggio in cuore. - - Nella strada fra 'l giovenil clamore - un motto ardente gli avvampò la faccia; - un sorriso lo avvinse; e con terrore - si mise dietro a l'odorosa traccia. - - Così l'impura dispogliò l'ignaro - de' suoi tesori, come un giovin fusto - di sue tenere gemme appena schiuse. - - E nella giovine anima s'infuse - della coppa d'amor tutto l'amaro - e in fondo inoblïabile il disgusto. - - II. - - Un altro maggio, e rinascean dai nocchi - le gemme e il grano rimettea la spica, - quand'ei rivide una figura amica - compagna già di fole e di balocchi. - - Mutati, oh quanto! Ed ella con l'antica - letizia, ei con un fuoco acre negli occhi. - Ed ei non puro mise a la pudica - tutti i fior del suo cuore in sui ginocchi. - - Un dì la giovinetta, a una parola - attesa, si piegò, come nei prati - fanno i narcisi sui fragili gambi. - - E poi?... Oh, come allora! I baci dati, - come allora, ed i gesti, ahimè! d'entrambi! - E quel disgusto gli salì a la gola. - - III. - - Le verginelle vanno a capo chino - piangendo il fiore de' loro anni lieti, - mentre i giovani cercano inquieti - l'amor lontano ch'hanno sì vicino! - - Onde si fa deserto ogni giardino - e gli usignoli tacciono e i poeti; - mentre muoion tra l'erbe i fior segreti - e sfogliansi le rose anzi il mattino... - - Sacrilego colui che a l'ugne ladre - delle impure abbandona i giovinetti - e le vergini bianche a l'oro immola: - - e spegne l'ineffabile parola - che germina su labbri nuovi e schietti - inizïante la Natura Madre! - - - In memoria. - - Senza speranza d'alcun paradiso - il morituro innanzi ad ogni cosa - della vita passava col sorriso - di chi guarda, vorrebbe ma non osa. - - Non osava. Temendo una gelosa - rivale e da la vita già diviso - ascoltava il suo cuore, senza posa - precipitare il suo mortale avviso. - - Procedeva tra noi, gladïatori - della vita, già vinto e già scïente, - dissimulando il suo certo destino. - - Era di maggio, un lucido mattino. - Rideva ancor del suo riso dolente, - quando fu seppellito sotto i fiori. - - - Ella? - - Ella guardava come chi saluta. - Me forse? Visi dietro me lontani? - Od assorti eran gli occhi, e negli arcani - interïori l'anima perduta? - - Mi guardò: trasalì? Passò. Domani - evocherò la forma, già caduta - nel passato: e il ricordo agita, muta, - fonde questo con gli altri segni vani... - - Così tra le stagioni fuggitive - passano come i fior le imagin belle, - cadon dal tempo nell'eternità. - - Così nel nostro cuor si forma e vive, - nata da l'armonia di tutte quelle, - l'Unica nostra... E forse non verrà. - - - Schiava. - - Quando lo sposo, caro a' suoi, la tenne, - ella aspettava con dolce sgomento. - Ma il mistero dei corpi àpresi lento... - E in braccia ignote senza gioia svenne. - - E ignora. Addio felicità ventenne - del cuor, dei sensi, addio! Forse un momento - palpiterà sotto uno sguardo intento, - perchè più pesi il suo dolor perenne. - - E la vil tirannia! Le membra attorte, - premute, vïolate e l'infinita - nausea che l'empie nelle notti orrende! - - Ciò la natura ignora, nè sospende - l'opera sua... Che sei, piccola vita - plasmata d'odio e di pensier di morte? - - - L'Amica. - - Come in un raggio i due spiriti onesti - luceano. Un dì lo sguardo verecondo - vide quegli occhi fatti ardenti e mesti: - ebbe pietà... e cadde tutto un mondo. - - Si levarono entrambi, come desti - da un malo sogno. Ma nitida in fondo - agli occhi sta la visïone e i gesti - d'entrambi, e tutto assume un che d'immondo. - - Or colei che non seppe esser sorella - tende le mani a un ultimo richiamo, - già piene di tesori, or fatte ignude... - - Oh fango! È il cielo che nella palude - più caldo e intenso brilla e noi scendiamo - in mezzo al fango a ricercar la stella! - - - La cortigiana e l'apostolo. - - «Mi vuoi, lo so, perchè non chiesi il dono - di te, perchè non t'amo e tu sei bella. - Ambi seguiam la nostra via, tu quella - della vendetta, io quella del perdono. - - Ambi figli di vittime, ci appella - la stessa voce con diverso suono: - tu se' colei che abbatte i forti, io sono - quei che redime i vinti. Addio, sorella!» - - Così disse, e la bella si raccolse - come una spada nella sua guaina, - micidïale a quei che ne la tolse. - - L'apostolo nel turbine s'infranse - che a guerra eterna uomini e dèi trascina. - Su lui la cortigiana sola pianse. - - - Dopo il festino. - - È sazio, cupo, solo. Con la bruma - del sonno una tristezza maliarda - scende. L'ultima face par che arda - sovra una bara: muor torbida e fuma. - - S'accosta alla finestra. È l'alba. Guarda. - Rinasce il mondo sempre? Si consuma - la gioventù, la voluttà, la spuma - della vita, e più nulla... Or che più tarda? - - E lentamente una figura scialba - ondula emersa da la nebbia rara. - «Sempre più triste, a che, importuna, torni? - - È troppo tardi per mutar miei giorni! - è troppo tardi, o importuna e cara, - che a notte affogo e che risorgi a l'alba!» - - - Nascita. - - Sedeva nella stanza al buio fitto, - raccapricciando. Or lento si conduce - presso una porta, chiusa. Un fil di luce - riga il suolo. S'appoggia immoto, ritto... - - E, chiusi gli occhi, pur l'assedia un truce - quadro e l'attesa come di un delitto. - Un letto: un corpo umano v'è confitto... - un uom dentro vi fruga e un ferro luce. - - Oh dolce, dolce vittima! Oh dolore - della carne che in dar la vita muore... - Oh questo tempo oscuro ed infinito! - - Si comprime le tempia arse... Un vagito? - --«Aprite! Aprite!...»--Ecco: un viluppo informe - ignudo strilla... Ella non sente. Dorme. - - - Il gorgo. - - Una barca si move, e dietro un lume - pallido: un'ombra su la prora china, - scrutando fra le tenebre, trascina - qualcosa, grave, dietro sè, nel fiume. - - Lungi, presso la diga, ove le spume - segnano un'ampia linea turchina - un altro lume errante s'avvicina - tremulo e cresce rosso tra le brume. - - I pioppi, eretti verso il ciel notturno, - contemplano la luna in cenerine - nuvole declinante verso i greti. - - Un motto breve passa, ed inquïeti - errano i lumi ancora, e l'ombre, chine - sul mistero del fiume taciturno. - - - Le zanzare. - - Quando arrossano il mare i pigri soli - tra cortine di sangue, alzi i tuoi lagni, - piccola ombra assetata, da gli stagni - sospingendo per l'aria umida i voli; - - e vagolando sopra i grigi stuoli - che la fame urge ed i padron grifagni, - la febbre con le molli ali accompagni, - dal padre suggi e inoculi a' figlioli. - - Un contatto, un ronzio rapido, e punge - l'esile avviso i cuor, come di lunge - voci d'oblìo sovra le fronti oppresse. - - E geme ognuna come se tenesse, - piccola, un peso immane. Dentro d'esse - l'Ospite, immensa come l'ombra, giunge. - - - Sull'altura di Greenwich. - - Ancora v'è un paese ove il sol biondo - dipinge inesauribili giardini? - Qui tutto affoga dentro il fiato immondo - che vomitan le gole dei camini. - - Grandi antenne su plumbei bacini - solcano un orizzonte senza fondo, - ove s'ammucchia da tutti i confini - la ricchezza e la schiavitù del mondo. - - E in questo nembo i desiderî ladri - s'azzuffano, ed in lor trame irretita - la generosa Terra s'incatena. - - Vivere è dunque sì tremenda pena? - Ah se quest'è necessità di vita, - inaridisca il grembo vostro, madri! - - - - - Patria. - - - Villaggio natìo. - - Montanaro, casetta mia, com'eri - piccola e triste, e n'ho triste la vita: - ma come al mio pensiero era infinita - la traccia, intorno a te, de' tuoi sentieri! - - Poi città corsi, e vidi regni e imperi - e agli occhi miei la terra è impiccolita: - nessun mistero in essa più m'invita: - triste pur questa casa, e io son quel d'ieri. - - Or se rivolgo il viso al ciel notturno, - quanto sei breve, terra, e come immenso, - cielo, ove miro con impazïenza! - - Ma come avvien ch'io palpiti non senza - dolcezza, quando a te, villaggio, penso, - ultimo albergo al mio cuor taciturno? - - - Circolo vitale. - - Stanca, stanca è la vecchia Italia, tante - vite nutriva e spesso vïolenti, - e i figli ultimi, ad altre terre intenti, - cura non hanno più della gestante. - - Vive la nostra terra, se i fermenti - l'avvolgano d'un'opera incessante: - feconda sempre se animali e piante, - nati da lei, vi tornino morenti. - - Uopo è che scorra in onde armonïose - nel corpo della terra genitrice - il circolo perenne della vita... - - Ah, quando l'uomo con facili dita - emanerà la volontà felice - e l'armonia su 'l moto e su le cose? - - - I dissodatori. - - Lasciano a mille a mille l'alveare, - come le pecchie van nell'afa estiva. - Ove, che importa? ove si muoia o viva, - dentro i navigli che son culle e bare. - - Scendono a branchi: madri nella stiva - covano bimbi e li addormenta il mare; - vecchi sognano un novo focolare - che scaldi lor la vita fuggitiva... - - Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare - generi e culli un'inesausta prole - e la spandi pel mondo come il grano. - - Portatrice di pace ov'essa appare, - la terra scopre le sue membra al sole, - perchè il seme si levi e il fiore umano. - - - A uno straniero. - - Non domandare, amico mio, qual gente - tenga il paese delle belle forme. - Il nostro genio in sale antiche dorme: - n'assiste il sonno un popolo indolente. - - Mentre dai monti al mar corron le torme - a depredare il bel retaggio intente, - su la terra che cela il sogno ardente - dei padri monta un incubo deforme. - - Tra le case senz'anima e le strade - senza faccia, nei nuovi simulacri - pur la materia umilïata appare. - - O popolo, tu spazza le contrade - d'Italia, e quest'obbrobrïo i lavacri - d'Appennino e dell'Alpi urgano al mare! - - - Al popolo d'Italia. - - I. - - Mentre i tuoi primi nati aprono l'ale - verso terre che arridono più liete - di premî e d'opre e dentro il suol natale - il vecchio padre semina e non miete, - - popol di vecchi e di fanciulli, quale - nuova ricerca t'anima? qual sete - d'esperïenze? E quando l'ideale - è prossimo, ti volgi ad altre mète. - - Giunto ieri fra' nuovi popoli, oltre - guardi, oltre corri con crescente affanno, - l'altrui vedendo più che 'l tuo dolore... - - T'assistan vigilanti nella coltre - del suolo sacro i padri: essi ben sanno - che il destino t'elesse iniziatore. - - II. - - Iniziatore t'elesse il destino - che modellò, divelto da l'ardente - Africa, e offrì, desìo de l'Occidente, - questo pensile in mare arco Appennino. - - Del suol benigno e dell'aer marino - foggiò la saggia armonïosa gente - che a l'antica Eüropa e a la recente - infuse il chiaro spirito latino. - - E volle che splendesse da le belle - città, maestra nel crear la mano, - luce il pensier, musica l'idïoma; - - e radïassi fra le tue sorelle, - tu che vedi passar, cozzanti invano - contro di te, uomini e numi, Roma. - - - L'appello. - - Cui mundus est patria. - - BRUNO. - - Il profugo sostò presso il confine - ond'uscì giovinetto a le venture. - Ecco le verdi valli e le pianure - digradanti co' fiumi a le marine. - - Terra, che nutri primogeniture - invide, trafficanti, fra meschine - trame di guerre e paci, le rovine - sacre delle paterne sepolture! - - Chi chiama? Àrmano a guardia degli scrigni - popolo contro popolo i mercanti. - «A l'armi!» urla un lor capo tremebondo. - - --A le vanghe, a le macchine, a gli ordigni - trasmutatori della vita, o erranti - italïoti ai quali patria è il mondo! - - - Bruto ultimo. - - Fanciullo senza pane e senz'amore, - un giorno invano ti passò vicino: - come allor lo rinneghi oggi che muore - tardivo alunno di un pensier latino. - - Credette essere il braccio del destino - contro un tiranno, egli liberatore. - Quei non era che un uomo: egli è assassino... - Passarono. Nè muta ora il Dolore. - - Anch'io volli trovar quei che produce - il Male. Esiste? No... Ma ne ricada - l'onta su ognuno ch'è saggio e felice! - - Io già ti chiesi, Arte liberatrice, - un metallo per fondermi una spada, - or ti chiedo un metal ch'espanda luce! - - - In un museo lontano. - - Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme? - Qualcosa de' suoi padri è prigioniero - in ogni terra: egli non è straniero - ove dei padri hanno esulato l'orme. - - Oasi di riposo al suo pensiero - destò la vista delle belle forme. - Tace. Dintorno scendono ombre a torme, - ombre di antichi dallo sguardo austero. - - Susurran l'ombre: «Occhio che par serbare - la luce come il dïamante, mani - suscitatrici d'armonie viventi!... - - Oggi avvinto a la gleba fra' giumenti, - d'idee latine e di beltà domani - adornerai la terra arata e il mare!» - - - Garibaldi. - - I. - - Ebbe il braccio fulmineo degli avi - e il nostro cuor dal palpito profondo. - V'è un genio istesso, che dal suol fecondo - della patria rivive a' giorni gravi? - - Eri tu certo, Ligure, che davi - a un re straniero inutilmente un mondo; - or, dato un tetto a un popolo errabondo, - all'unïon dei popoli auguravi. - - E quando sul Gianicolo balzasti, - Roma sorrise a tutti gli uomini. Ere - di sangue, chiuse! Aperti nuovi fasti! - - Or tu, sul monte, bronzeo resti, quale - della leggenda ultimo cavaliere, - poi che ti colse in fronte l'Ideale. - - II. - - Sparve con te la bella guerra, come - meteora d'olocausto, che le madri - benediceano. Ancor raggiò fra' padri - boeri e sparve con le rosse chiome. - - Ecco un convulso mostro, ora, che vome - strage. I guerrieri ciechi, fra' lor quadri - di ferro, odon venir con passi ladri, - d'onde? la morte e non li chiama a nome. - - Giovani, in patria producean i frutti - della vita e mietevanli per tutti. - Falciati, lungi, sotto ignote stelle! - - Altri verranno, che la fame svelle - da la lor terra, a spremere un tesoro - per colui che ha mercato il sangue e l'oro! - - III. - - Tornerà un giorno. Una novella gesta - leverà fama da un lido lontano - e l'anima d'Italia udrà ridesta - sonar pel mondo un nome italïano. - - Dai padri che hanno vinto la foresta - e nei deserti propagato il grano, - apporterà virtù novelle a questa - esausta terra e un largo cuore umano. - - I simboli onde mascherati gli uomini - succhian la vita agli uomini, arderà, - e: «Destate l'eroe dentro di voi!» - - griderà intorno. E sorgeran gli eroi, - eroi di pace a te, Roma unità, - eroi d'amore, o Roma amor degli uomini! - - - - - La natura. - - - Pan. - - Anch'io cercai svèllermi da la stretta - delle cose e degli uomini, a la pace - formidabile, a l'aer freddo che tace - oltre il vento, oltre i ghiacci, oltre ogni vetta. - - Piccola umana emozïon vivace, - cui la più torbid'anima è soggetta! - Sali, e arrancando dietro te s'affretta - qualche minuta realtà seguace. - - Un murmure, un frullar d'ale improvviso, - un vagito, una lagrima, un sorriso; - ecco fuse le note fuggitive - - nel ritmo del tuo cuore, che si sente - raggio nell'aria, goccia nel torrente, - linfa in arterie senza fine vive... - - - Tu lavorerai! - - Agitavano il suol flore possenti, - fiere devastatrici e stragi immani. - Apparve l'uomo e con le nude mani - pazïente educò messi ed armenti. - - Educò l'acque negli arati piani - e il fuoco animator di vita e i venti - sul mare; con le dita intelligenti - regge ora i freni delle forze immani. - - Scruta i minimi, distruttori, e vuole - propizia a sè l'opera della morte. - Pur muore, ma inesausta è la sua prole. - - E la terra rimuta senza tregua. - Perchè? Silenzio. Passa una coorte - nuova; fatica, interroga, dilegua. - - - La Ruota. - - Ti trovò l'uom fra i sassi dei torrenti, - seco ti spinse nelle migrazioni; - e ancella nelle gelide stagioni, - tessevi lane, tritavi frumenti. - - Ora la forza innumere alimenti - fra le sue sagge mani; arguta suoni - nelle sue case o procellosa tuoni - e al monte, al mare esseri strani avventi. - - Esseri strani l'uomo crea, l'ignoto - a conquistargli, esseri onnipossenti, - nei quali tu, cuore perenne, vivi. - - Tu che i minuti suoi misuri e inscrivi, - insiem col giro degli abissi ardenti, - intorno al centro dell'eterno moto. - - - Linguaggio. - - Odi, Sigfrido, a te fluire i suoni - della foresta? Parlano gli uccelli. - Tutto vive e ti dà fraterni appelli. - Sparvero mostri e dèi, illusïoni. - - L'uom rispondeva e in lui nuove unïoni - facean le voci. Udivano i fratelli, - ripetean la parola, che, in suggelli - incisa, venne a le generazioni. - - Era un suono di vento ed è consenso - oggi d'umanità. Poche parole - l'anima nostra chiudono e l'immenso. - - Occupano la terra, come vuole - l'uomo: e a rapire qualche nuovo senso - emigran oltre l'orbita del sole. - - - Musica. - - Nascesti avvolto da le voci erranti - nelle frondi e su l'acque; e tra le gole - canore che opprimean talor gli schianti - del tuono, emerse il tuo cantico al sole; - - e quando venner meno le parole, - i metalli squillarono: con quanti - strumenti il mondo giubila o si duole - moltiplicasti l'onda de' tuoi canti, - - Uomo! Così ti levi, inno che domini - l'odio; che accordi la gioia e lo strazio - spiranti verso la serenità. - - Così ti comporrai, coro degli uomini, - cantico della terra, e nello spazio - coro degli astri per l'eternità. - - - Aer. - - Inesauribil spirito, che i baci - dei fiori accosti, e penetri le frondi - ed inazzurri l'etere e circondi - la terra e il mar di palpiti vivaci; - - aër che invadi i sudanti toraci - e in desïosi cantici ti effondi; - che inerte su le bocche aride giaci - se l'impulso d'un cuor non ti secondi!... - - Anche il libero ossigeno ai polmoni - dei fratelli usurpava il Violento - e corrompeva in tugurii e prigioni! - - Finchè tu nol riduca uno strumento - di maggior vita, o Uomo, che componi - sul ritmo del tuo cuore ogni elemento. - - - O mare! - - Nasceva in te la vita originale, - quando il cuor della terra alzava i monti; - poi scese a te col corso delle fonti - l'uomo che porta nelle vene il sale. - - E un fusto cavo, indi animato d'ale, - grande si profilò su gli orizzonti, - e le stirpi degli uomini sui ponti - doni e morte mescean con vece uguale. - - Quando su l'acque un novo mostro apparve, - di fuoco e ferro, e sotto l'energia - trista dell'uom tu soffri, o mare, o mare! - - Ma un dì, scomparse queste cupe larve, - pulserai col cuor nostro in armonia, - anima irrefrenabile del mare! - - - Il padre. - - Il vecchio siede a lato del portone - di fronte ai campi immensi e agli aratori. - Ligneo, curvato a terra, par che implori - mercè ch'è vivo ancora una stagione. - - Non ebbe in ottant'anni che dolori, - nel timor del suo dio, del suo padrone: - onde pensando all'ultimo sermone - si reputa il più reo dei peccatori. - - Ma spera... In gioventù qualche stravizio: - qualche facezia prima di sposare... - Poi venne la famiglia e la saggezza, - - e la miseria. Ond'egli or accarezza - l'idea del Purgatorio. A peggio andare, - sarà finito il giorno del Giudizio! - - - Il figlio. - - Ma il figlio intorno per la nebbia esplora: - scorge su quella l'ombra sua gigante: - questa era Dio. Poi guarda il ciel distante - ove nascono mondi ad ora ad ora. - - L'universo ci ignora. Il fluttuante - mar dell'essere ci agita e divora, - minimi nell'immenso. Forse adora - la formica il calzare del passante? - - Allora, mentre il padre trema e prega, - «Terra, almen tu sei mia!» pianta la stiva - nel suolo, e il frutto della vita afferra. - - Alcuno in nome di quel Dio ci nega - quel ch'è di tutti? No, fratelli. E viva, - nostra comune eredità, la Terra! - - - Oro. - - Oro, l'industrïoso uomo ti svelle - rilucente e sonoro di sotterra: - ti suggella e nel piccol pugno afferra - con te il valor del suo mondo ribelle. - - E cercandosi l'energie sorelle, - tu sei l'anello per cui l'uom si serra - intorno al globo, irretica la terra - di sue radici e i rami alza a le stelle. - - Questo sei? Fosti. Or, usurpato il regno - del pensier, del lavoro, dell'amore - e delle sante cose ond'eri segno, - - contro te grida il sangue d'ogni cuore... - Altra bellezza, altro destin più degno - t'imprima il fuoco purificatore! - - - Occhi. - - Occhi miei, da quel dì che il bel sembiante - che specchiaste a lo schiudervi, è dissolto, - e la natura vi scoprì il suo volto, - indi la donna vi sorrise amante, - - quante fuggenti ombre di cose, quante - femminee rapid'ombre avete accolto! - Sovr'esse l'arte il suo potere ha svolto, - le fece umane, ed il mistero sante. - - Ma un dì vi chiuderete, ciglia, porte - dell'umano spettacolo, e repente - la notte v'aprirà le sue grand'ale. - - E allora, o visi che passate, quale - imagine su me china e dolente - custodirò nelle pupille morte? - - - L'asceta. - - Tu che t'inchini già verso la zolla - per aver troppo riguardato i cieli, - e attonito a' tuoi simboli crudeli - scordi la vita che a tuoi piè rampolla, - - levati e vivi! Guarda come aneli - la vita oppressa e in gurgiti ribolla - in fondo ai mari, e in folgori s'estolla - pur su le vette immobili di geli. - - Oggi digiuno per gavazzar poi, - non sai ch'eterno è l'attimo felice - se lo riempia il ritmo del tuo cuore? - - Ma tu non odi e muori, mentre noi - viviamo, consci che non ha radice - nella morte una vita ulterïore. - - - In piedi! - - Quando l'uomo depose lo sgomento - e il mondo ornò di deità fraterne, - come bello moveva con le alterne - ginocchia, il capo verso il firmamento! - - Ma tra quelle, una orrenda, ecco, ne scerne, - Javeh, l'ultimo Dio. Cadde col mento - nella polvere, e in quell'atteggiamento - l'effimero s'inflisse pene eterne. - - Oh, risorga oggi su le membra belle - l'uomo ed esalti questa sua terrena - forma di vita che fomenta il sole, - - e più alta la renda a la sua prole, - prima che anneghi nell'aria serena - ove sgorgano e spengonsi le stelle! - - - Bellezza femminea. - - O rifiorente nelle primavere, - suprema tra le imagini terrene, - o voluttà dell'anime serene, - e rimpianto agli esausti dal piacere! - - Il fascino dei sensi idea diviene - intorno a le tue linee sincere, - però che il ritmo che t'informa tiene - dell'armonia che domina le sfere. - - Languor di stelle, chiarità di soli, - riso di mar, serenità di monti, - la bellezza del mondo ha per te senso. - - Tu, datrice di vita, tu consoli - della vita, se tocchi su le fronti - che nel tuo cerchio sognano l'immenso! - - - - - Il mistero. - - - Nostalgia mistica. - - Io sento una leggenda in cuor cantare, - una leggenda delle nonne pie: - organi v'accompagnan litanie; - brillano ceri intorno ad un altare. - - Processïoni vanno per le vie - lungo i rosai tra le pinete e il mare: - cantano le campane e il cielo pare - un seno immenso pieno d'armonie. - - Passa un bimbo che portano a battesimo. - Passa una croce, chinansi le fronti. - Passa Gesù portato ad un che muore... - - Ma un nero mago è in mezzo a l'incantesimo. - Perdona, o sole! se quando tramonti - un pianto di campane canta in cuore... - - - Scienza. - - Un ricordo. M'avevano insegnato - a temere la folgore. Nel campo - sterminato ero solo. Ed ecco, un lampo - guizza: lo segue un lugubre boato. - - Fuggo, guardando ai gran' roveri; inciampo; - salto tra' solchi, tra' fossi, inzuppato - di pioggia. Ecco la strada, e infine a lato - i fili telegrafici, lo scampo! - - Scampo? Il destino dentro i ragnateli - aerei s'impiglia sì che i teli - la morte scocca sui mortali a vuoto? - - La scïenza così tesse i suoi veli - su noi. Guardiamo: il cielo è breve e noto... - Illusïon! Dietro è il Mistero immoto! - - - San Giovanni. - - Io nella notte della terra e in fondo - a gli abissi dell'etere m'immersi, - il cielo ingombro con grand'ala apersi - lungi spingendo i limiti del mondo. - - Le forme cui divine leggi infersi - del mio spirito penetro e circondo: - io nell'immensità punto errabondo - di me riempio gli esseri universi... - - Povero capo mio, come di piombo, - grave, che affondi in un assiduo rombo - pieni gli occhi dell'ombra interïore. - - Oh riposare sovra un saldo petto, - come, o Signore, un giorno il giovinetto - apostolo dormì sopra il tuo cuore! - - - Anima. - - Larva di sogno? fiato? ombra? Dispare - fuor dalla spoglia, che si sfascia... Vive - libera forse in più felici rive? - esule, vaga intorno al vecchio lare? - - Dissipata è la spoglia sua nel mare - del mutamento. Forse da sorgive - misterïose, in forme sensitive - immemore ad immemori compare? - - Anima, dentro te piccola e chiusa - o con l'umanità, nell'avvenire - e nel passato, immensa anima effusa! - - Eterna fosti. Or puoi, l'istante giunto, - sognando l'immortalità morire... - Dopo, che importa? Eterna fosti un punto. - - - In memoria di Furio De Amicis. - - A Edmondo De Amicis - - I. - - L'adolescente un sogno avea nutrito - onde cercava in riva al fiume l'orme? - Sovra gli esuli pini e il Po che dorme - vaga come un rimpianto d'infinito. - - Era il meriggio. Si destò, smarrito. - Guardò lontano le languenti forme, - la città, pigra dentro il sole enorme, - ed annuì come ad un noto invito. - - Era come colui che ignaro move - nella notte fra sozzi ebbri digiuno, - e chiude gli occhi e di vegliar rifiuta. - - «Ah non è qui la vita! Altrove, altrove!» - Laggiù, lontano, udì piangere alcuno? - E si rivolse verso l'ombra muta. - - II. - - L'albero si chinò sopra uno schianto - aperto nelle sue viscere stesse - quando i due rami giovinetti oppresse - il soffio della morte e un giacque infranto. - - E attende, il padre. Con entrambi intanto - cammina: nei silenzî ode sommesse - voci. Nè guarda; come se temesse - fugare un'ombra che gli viene accanto. - - E si desta al mattin con un singhiozzo - chiuso. Perchè? Non ritornò l'assente? - Pur scialbo è il sole e l'anima non paga. - - Poi lo sorprende una tristezza vaga: - ed ei s'ascolta, come chi repente - sente il braccio doler che gli fu mozzo. - - III. - - Ignoro, amico, la parola buona!... - Da le cellule prime a le stormenti - foreste che moltiplicano i venti, - ove l'aria nei tronchi s'imprigiona; - - da l'immobile vita che ai moventi - esseri fiato e nutrimento dona, - sino a quei che il ricordo fa persona - e la parola fa re dei viventi, - - ecco la Terra svolgersi, a l'invito - del Sole; da le viscere del Tutto - traendo in cima ai rami il fiore umano... - - Il fior matura, e dove il piccol grano - cada, non sa la Madre, che il suo frutto - disseminando va nell'Infinito! - - - Stupor sacro. - - Formidabile a l'uom, Vita del mondo, - con le tue vaste passïoni incombi: - guizzi e scrosci coi nembi e dal profondo - cuor della terra, impazïente rombi. - - E, Morte, tu, vasta e repente piombi - sopra un gregge d'efimeri errabondo: - ancor n'udiamo i colpi e l'ecatombi - copron già il suol, scendono al mare in fondo. - - Qualcosa in noi rimuore a la fraterna - morte. Qualcosa è in me che già passò - la morte? Sopravvive e si rimembra. - - Sopravvivrà? In quali umane membra - od ignota compagine, non so: - rivibrerà la mia sostanza eterna. - - - Le Ipotesi. - - Poi che la terra i membri effusi e vani - raccolse e il mar cingeva gli emisferi, - ond'erompean al cielo i monti alteri - e si spandean l'alluvïoni ai piani, - - o coscïenza della terra, ov'eri? - Il piccol uomo allor sognò titani; - s'erigevan sui culmini montani, - gonfiavan di lor collere i crateri. - - Sognò gli dèi per debellarli, belle - stirpi e ristette, contemplando quelle - imagini di sè levate in guerra. - - Sparvero, e l'uomo or lancia da la terra - le moriture deità novelle; - crede e riposa e cerca nuove stelle. - - - - - Umanità. - - - Duplex, omnis et unus. - - Per me desiderai le rose, il vino, - la voluttà, le gioie tutte, per me? - Ben poco m'ebbi e sazio ero. Perchè? - Avevo udito piangermi vicino. - - Ben poco m'ebbi e tutto diedi, infino - che sentendomi privo anche di me, - trovai colei che a me stesso mi diè, - e fummo un'onda nel ritmo divino. - - Or tutto io sono, tutto effondo, aduno, - il pane e l'acqua ed il dolore umano - trasmuto in sangue ed in pensier' d'amore. - - Sibilla ed io: ch'io son duplice e uno, - una mano, pur mia, nella mia mano - e un cuore, altro mio cuor, dentro il mio cuore. - - - Lotta per la vita. - - Nei campi della vita ecco un'immensa - strage. Il più forte l'indifeso assale. - Da la cellula a l'uom, lungo le scale - della vita, l'un fa dell'altro mensa. - - Ma dai fermenti che la strage addensa, - più ricca balza l'energia vitale; - annoda ganglî, organi tende, sale; - s'accende e raggia in un cervel che pensa. - - E s'una Mente alfin l'ha scorta, vana - non fu la guerra; i fremiti ne ammorza, - la volge a un bene ch'ella stessa ignora. - - Perchè la terra ha un'anima, che implora - d'eromper da le viscere a la scorza - e d'integrarsi in questa anima umana! - - - Le città. - - Poi che raminga in pavidi ripari - foggiò la fiera onnivora l'Arnese - per uccidere e per creare, e scese - lungo i pingui bacini e gli estuari, - - presso le tombe edificati i lari, - li ornò di templi e cinse con difese; - strade ne irradïò: donde contese - e tregue lungo i lidi e sovra i mari. - - Pace, o fucine, dove su l'incudini - del dolore l'uom foggia il suo futuro: - niun nato d'uomo in voi più sia straniero! - - Issate i fari per le latitudini - a illuminar le vie del cielo oscuro, - palpitando la terra a un sol pensiero! - - - Su un orologio. - - Un anno, un giorno, un'ora... Ed anco un anno, - un giorno, un'ora! Il tempo immobil dura. - La lancetta procede con sicura - costanza, senza sosta e senza inganno. - - Con ugual legge per gli spazî vanno - gli astri e ciascuno ai prossimi è misura. - Docili intorno ad una Forza oscura - per tutto il tempo ancor graviteranno. - - Ma della vita l'indice è la noia - lenta e fra lenti battiti l'ingoia - tosto l'ignoto che ci è tomba e culla. - - Pur quando guida il dito dell'Amore - o del Dolore sul quadrante l'ore, - l'attimo è tutto ed una vita è nulla. - - - Il pessimista. - - Chiamatelo fra voi! Non lo vedeste - giungere, cupo e solo, fra' tumulti - vostri? Non par che il muto teste insulti - ai vostri lutti ed alle vostre feste? - - No. Tace. Guarda, e forse pianti occulti - reprime sotto le pupille meste, - e il suo petto, che par immoto, investe - un impeto frenato di singulti. - - Chiamatelo! Non lasci egli le soglie - così. Implorerà? Senza che implori, - ebben, fategli dolce vïolenza. - - Poich'egli sa che non è viver senza - gioir dei gaudii, soffrir dei dolori - vostri, morire della vostra morte! - - - Riso e pianto. - - Pianto ed oblio! Rugiada che i vapori - dell'amore e dell'odio assorbi, esali; - effusïone di prementi mali, - balsamo che la gioia anche insapori! - - E tu sorriso e riso alto che sfiori - le guance adolescenti e vivo sali - dai cuori offesi e i giochi dei mortali - dinanzi ai savî d'ironia decori! - - Salubri doni! Abbatte uno le fronti - sul gorgo senza tempo, ove le terge - l'Essere addormïente, animatore; - - l'altro le aderge verso gli orizzonti - serenatori, dove eterna emerge - la verità redenta dal dolore. - - - Il Santo. - - Pensava il Santo quant'è cosa acerba - vivere. E non perchè la carne muore, - ma perchè il vivo al vivo dà dolore. - Ond'ei cessò di pascere pur l'erba. - - E una voce gli sonò dentro: «Serba - la pietà per la vita inferïore; - ma da la tua, somma di vite e fiore, - ne germogli una forma più superba. - - Compiangi il mondo pur, ma più compiangi - gli uomini, e torna a le lor case e addita - le vie per cui si ascende nella vita. - - Chè, mentre tu su l'erbe che ti mangi - lagrimi, intorno ad un vitello d'oro - i fratelli s'immolano fra loro!» - - - In Aracœli. - - Vi schierate così, sotto la nave - cristïana, sui plinti alti, o confitte - inegualmente al suol, colonne invitte - di un prepotente impero, or fatte schiave. - - Greco scalpello forse da le cave - d'orïente vi svelse, e pose, ritte - a l'aria e al sole: or fra le turbe afflitte - del Galileo v'accascia un'ombra grave... - - Così, gettato il giogo del fratello, - l'uomo, ch'esalta la Fortuna alterna, - le campagne di lui, le case gode; - - non senza farsi un Dio, cui volge a lode - la propria gioia e l'abiezion fraterna: - e il medesimo altare è per suggello. - - - Ecce homo. - - Errante in suolo inospite a l'acquisto - del cibo, l'uomo imaginò nemiche - forze gravanti sul suo viver tristo - a punirlo di colpe ignote antiche. - - Giovine e amante poi, si finse amiche - deità, un Olimpo ornò commisto - di semidei, cospicui per fatiche - e miracoli... Ed ecco, ultimo, Cristo. - - O Cristo, quanto grave è l'esser dio - per pietà dei fratelli! «Lungi» esclama - «questo calice!» E, per la Vita, muore. - - Adulto or l'uomo riconosce il pio - sacrifizio di Cristo. Infine egli ama - la terra, ama la vita, ond'è signore. - - - Il Martire. - - Voi l'uccideste! Da l'uccisïone - dei puri eroi castigo mai non venne. - Non paventate, piangete! Vi tenne - ira e follia. Gettategli corone. - - V'amò quant'altri mai. La passïone - di lui volle inalzarvi in un perenne - volo e non vi bastavano le penne. - Morì: nel suo riposo or si compone. - - Portate l'urna sua con buone scorte - lungo la vostra via. Caduto è il vento - d'abisso e non atterra che le cime. - - E stringendovi a lui quando v'opprime - il destino, pensate, in un momento - di sosta, a la giustizia della morte. - - - Gocce di sangue. - - Gocce di sangue? È l'alba, mentre torno - al lavoro. Le screzïò d'argento - sul marciapiede il ghiaccio. Uno sgomento - m'assale. Tutto ancora tace intorno. - - L'oro, l'amore, il vino?... Era il ritorno - della belva primeva. Ed un momento - guizzò un'arma, sparì. Non un lamento - forse. Silenzio ed ombra. Ed ora è giorno. - - Perciò la Vita con tanto dolore - s'orïentò, salì verso la Mente? - Ecco, l'annienta un attimo d'oblio. - - Altri guarda e sen va. M'affretto anch'io... - Ricche arterie ha la Vita e non risente - di due stille cadute dal suo cuore. - - - Ahasvero. - - Gli esuli dissodavano le zolle - d'una inospite landa, e l'uno chiese - dell'altro. Ognuno avea patito offese - dall'uomo. Uno esulò per fame, un volle - - fuggir per non uccidere; contese - altri per un amore, altri in un folle - impeto uccise. Ora: «Tra il fiume e il colle-- - diceano--leveremo ardue difese». - - Quando un vecchio passò. Ristette l'Uomo - errante, udì: scoteva il petto annoso - un singhiozzo. Riprese il suo cammino. - - --«Vecchio, perchè non sosti?»--«È nel destino - ch'io vada ancora e non abbia riposo - che in una terra ove l'uomo ami l'uomo!» - - - L'uomo tragico. - - --«Vuoi obliare? Dietro te gigante - t'inquieta il passato. Oh non sognare, - tu vorresti, andar naufrago nel mare - dell'essere; non viver che l'istante! - - Ebben, segui il tuo sol come le piante, - chiudi le ciglia quando il sol dispare; - fuggi gli umani, ama le cose ignare... - Dormi. Ed ecco un liquore inebbrïante...» - - --No! Ricordare! Io sono la memoria - degli esseri che fui. E mi commove - tutto l'eterno ad ogni batter d'ore. - - Vivere, quanto l'Uomo: esser la storia, - la coscïenza della Terra, e altrove - portar me stesso e 'l ricordo e 'l dolore! - - - - - Universo. - - - Le forme. - - Vaporava la Terra: abbrividenti - profili alzava incontro ai soli occidui - e caotiche forme negli assidui - sforzi espelleva, esseri incerti, lenti. - - A stento si scioglieano dai residui - del limo grave. Indi foreste e armenti - sorsero, e guizzi dentro l'acque e i venti, - e l'armonia di liberi individui. - - L'ultima forma che la Terra espresse - l'opera proseguì. Architetture - pensose trasse dai fianchi materni. - - Fasci di nervi or trama e raggi tesse. - E l'uom stupisce per le creature - che fioriscon da lui nei maggi eterni. - - - I Minimi. - - È il corpo mio campo d'antiche sfide, - come la terra dentro la caligine - primeva. Forse qualche scaturigine - di vita in me per sempre si recide? - - Sotto ogni forma bella che al ciel ride - l'uomo indaga, e l'afferra la vertigine. - Luce in fondo l'idea. Dove ha l'origine? - Un fermento la suscita o l'uccide. - - Affrettan le agonie, le cose morte - sgombrano per far adito ai viventi, - indefessi operai del divenire. - - Quando avverrà che domi l'uom quest'ire - nemiche, e dolce viva, e l'addormenti - sazio di giorni l'oblïosa morte? - - - Al Foro Romano. - - L'uomo, re delle forme ultime, vuole - dentro la terra approfondir l'indagine: - assiduamente fruga la voragine - che Dante ornò di sue divine fole. - - Nel suol, come in vecchio albero, l'imagine - simultanea degli evi scopre al sole; - e nei fôri ove ruzza la sua prole, - il passato si svolge in chiare pagine. - - Così la Terra, per l'essere emerso - ultimo dal suo grembo, apre le ciglia - e scorge sè piccola, oh quanto! Eppure, - - più vasto è il cielo e pieno di venture - per la solare piccola famiglia - in questo breve angolo d'universo. - - - Mosè. - - Fra piccole virtù teologali - Michelangelo sculse un esemplare - di umanità, sì forte, che destare - lo volle: «Vivi, e scendi fra' mortali». - - Poi lo volse sdegnoso ad aspettare, - sui genuflessi sudditi papali, - che potesse fra un popolo d'eguali - sciogliere un dì le membra alte e parlare. - - Secoli ancora! Poi, gli occhi iracondi - serenerà. Verrà possente, fuori, - nel sole, vòlto a la Terra Promessa. - - Sarà la terra allor folta ed oppressa - d'uomini, e pronti molti migratori - verso l'azzurro, fertile di mondi. - - - Altrove! - - O bella nel mare artico Atlantide, - presso al polo fiorita di ninfee!... - Gelò, sparì. S'inizian l'odissee - umane: in alto eran le alate guide. - - Scesa lungo le tepide maree - a la zona che verde e mite ride, - rigurgita ora a le plaghe omicide - l'umanità non mai sedata, Andrée? - - Andrée, lontano e in alto! Ha messo l'ale - l'uomo e rimira oltre le nubi, pensa - un'odissea per un ben altro mare. - - Avvolgerà la terra il glacïale - lenzuolo? V'è nella corona immensa - del Sole al piccol uomo altro alveare? - - - Marte. - - Otto grandi fratelli in suo regime - il Sole tien, che la sua lampa accese: - lontani e ignoti: ora nel ciel sublime - due, l'uno all'altro han le pupille intese? - - Fratello, in te già mossero le prime - forme di vita al padre sol protese? - vegetasti, sentisti, alfin da l'ime - profondità la chiusa anima ascese? - - Forse già sei qual noi sarem domani, - e indaghi dentro l'etere stellante - con desiderio senza fine intenso, - - accennando con segni non umani - a questo piccol astro, radïante - l'inappagata anima nell'immenso... - - - L'astro morto. - - I. - - Una stella sparì da l'armonia - del cielo e ancor noi la guardiamo, quale - tremolava in un tempo immemoriale, - e ci sorride da l'antica via. - - Dal cuor pulsava forse un'energia - onde la vita svolse le sue scale; - onde a prova l'argilla e l'ideale - lottaron fra un vagito e un'agonia. - - Forse una stirpe nel suo firmamento - tenne incarnata un'anima solare - e risplendè co' suoi genii ed eroi... - - E il gran cuor s'allentò, ristette. Poi - silenzio... Oh sole! Ed ecco il cielo appare - innumerato e senza mutamento. - - II. - - Efimeri occhi! Là risplende un sole - dove per voi la nebulosa sciama: - un urto infiammò il ciel, pende una mole, - là dove nessun lume ancor vi chiama. - - Forse non lungi una fraterna prole - per una terra l'opre sue dirama, - lancia nel cielo numeri e parole, - cerca, foggiasi dèi, sè dio proclama. - - Anima mia smarrita! È giunta l'ora - che una nenia nostalgica t'appella: - «Uomo, ignora e dispera, ignora e adora!» - - No. Tu gl'ingegni ai sensi rinnovella, - e per gli spazî e per i tempi esplora, - occupa l'universo a stella a stella! - - - Al timone! - - E voi, nel vostro aereo ritiro, - sul cuor pulsante della terra intenti, - pronti a l'annunzio di trasalimenti - micidïali al piccol uomo, ammiro: - - e voi, che interrogate nelle ardenti - stagioni e nelle gelide il respiro - corso da nembi e da fólgori e il giro - delle linfe nel gran corpo fluenti: - - e voi, che i nostri numeri nei regni - dell'infinito seminate, e l'ieri - vi brilla agli occhi e illumina il domani... - - Però che un dì starete, sui congegni - divinatori, come timonieri - saldi e securi de' vïaggi umani! - - - Elevazione notturna. - - Notte profonda, immensa, refrigerio - delle forme che il sole agita e stanca, - riposo e sonno dove si rinfranca - la volontà di vita e il desiderio! - - Mare insonne, specchiante l'emisperio - stellare, luna saliente bianca, - abisso che d'intorno si spalanca - e assorbe in un armonïoso imperio. - - Profondo anch'io come la notte, e immenso - come il sidereo palpito ove penso - il flusso del mio cuore essere immerso! - - E umil fidente nel silenzïoso - ordine onde son parte, ove pur oso, - nulla essendo, sentirmi l'Universo! - - - - - NOTA. - - - Parecchi fra questi sonetti vennero già pubblicati dal 1899 in qua su - alcune riviste: - - _In memoria di F. De Amicis_ (ILLUSTRAZIONE ITALIANA, 1899). _Sul - fiume_, _In memoria_, _Abbandonati_, _Su un orologio_ (NUOVA - ANTOLOGIA, 16 giugno 1901). _Bellezza femminea_, _L'iniziazione_, - _Ella?_, _Amanti_, _L'amica_ (NUOVA ANTOLOGIA, 16 marzo 1902). - _Villaggio natìo_, _Circolo vitale_, _A uno straniero_, _I - dissodatori_, _Bruto ultimo_, _Garibaldi_ (NUOVA ANTOLOGIA, 16 gennaio - 1903). _Aer_, _Pan_ (RIVIERA LIGURE, 1903). _Le forme_, _È nato!_, - _In piedi!_, _Mosè_, _Al Foro Romano_, _Lotta per la vita_, _L'uomo - tragico_, _La morte_ (NUOVA ANTOLOGIA, 1º gennaio 1905). _L'astro - morto_, _Marte_ (RIVIERA LIGURE, febbraio 1905). - - Un breve poemetto, _Nubi e sogni_ (NUOVA ANTOLOGIA, 1º giugno 1899) - ed altre poesie composte dal 1899 al 1903 e non consentanee al - carattere generale di =Homo= l'autore raccoglierà in una prossima - edizione di =In Umbra=. - - - - - INDICE. - - - Homo: - Visione di meriggio _Pag._ 7 - - Le età dell'uomo: - È nato! » 11 - Fratelli » 12 - Mistero » 13 - La marcia dei fanciulli » 14 - Il sapere » 15 - Hodie mihi... » 16 - La Scuola » 17 - A Edoardo Rod » 18 - Fiorita » 19 - Guidarello » 20 - Amanti » 21 - Maternità » 22 - Le sorelle » 23 - Don Giovanni all'inferno » 24 - «Genialis Lectus» » 25 - Vecchiaia sterile » 26 - I Longevi » 27 - È morto » 28 - - Amore: - Donna » 31 - Eva » 32 - Amore » 33 - Beatrice » 34 - «Mia!» » 35 - A due sposi » 36 - Davanti a Sant'Orsola » 37 - Leopardi » 38 - Sibilla » 39 - Omnis caro fœnum--I » 40 - II » 41 - - Episodî: - L'orfano » 45 - Abbandonati » 46 - L'iniziazione--I » 47 - II » 48 - III » 49 - In memoria » 50 - Ella? » 51 - Schiava » 52 - L'amica » 53 - La cortigiana e l'apostolo » 54 - Dopo il festino » 55 - Nascita » 56 - Il gorgo » 57 - Le zanzare » 58 - Sull'altura di Greenwich » 59 - - Patria: - Villaggio natìo » 63 - Circolo vitale » 64 - I dissodatori » 65 - A uno straniero » 66 - Al popolo d'Italia--I » 67 - II » 68 - L'appello » 69 - Bruto ultimo » 70 - In un museo lontano » 71 - Garibaldi--I » 72 - II » 73 - III » 74 - - La natura: - Pan » 77 - Tu lavorerai! » 78 - La Ruota » 79 - Linguaggio » 80 - Musica » 81 - Aer » 82 - O mare! » 83 - Il padre » 84 - Il figlio » 85 - Oro » 86 - Occhi » 87 - L'asceta » 88 - In piedi! » 89 - Bellezza femminea » 90 - - Il mistero: - Nostalgia mistica » 93 - Scienza » 94 - San Giovanni » 95 - Anima » 96 - In memoria di Furio De Amicis--I » 97 - II » 98 - III » 99 - Stupor Sacro » 100 - Le Ipotesi » 101 - - Umanità: - Duplex, omnis et unus » 105 - Lotta per la vita » 106 - Le Città » 107 - Su un orologio » 108 - Il pessimista » 109 - Riso e pianto » 110 - Il Santo » 111 - In Aracœli » 112 - Ecce homo » 113 - Il Martire » 114 - Gocce di sangue » 115 - Ahasvero » 116 - L'uomo tragico » 117 - - Universo: - Le forme » 121 - I Minimi » 122 - Al Foro Romano » 123 - Mosè » 124 - Altrove! » 125 - Marte » 126 - L'astro morto--I » 127 - II » 128 - Al timone! » 129 - Elevazione notturna » 130 - - Nota » 132 - - - - - +Biblioteca Romantica della «Nuova Antologia»+ - - - 1. _Cenere_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3. - - 2. _Gli Ammonitori_, romanzo di GIOVANNI CENA. L. 2.50. - - 3. _I Nipoti della Marchesa Laura_, romanzo di DANIELI-CAMOZZI e - MANFRO-CADOLINI. L. 3. - - 4. _Storia di Due Anime_, romanzo di MATILDE SERAO. L. 3.50. - - 5. _Il fu Mattia Pascal_, romanzo di LUIGI PIRANDELLO. L. 3. - - 6. _L'Ultima Dea_, romanzo di C. DEL BALZO. L. 3. - - 7. _Nostalgie_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3.50. - - 8. _L'Illustrissimo_, romanzo di A. CANTONI. L. 2.50. - - 9. _Ore Calle_, sonetti romaneschi di AUGUSTO SINDICI. L. 2.50. - - 10. _Dopo il perdono_, romanzo di MATILDE SERAO. L. 4. - - 11. _La via del male_, di G. DELEDDA. L. 3.50. - - 12. _I Cantanti celebri_, di GINO MONALDI. L. 3. - - 13. _L'ombra del passato_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3.50. - - 14. _Homo_, sonetti di GIOVANNI CENA. L. 2.50. - - -Presso la Direzione della «Nuova Antologia», Via San Vitale, 7--Roma -e presso i principali librai. - - - - -NUOVA ANTOLOGIA - -RIVISTA DI LETTERE, SCIENZE ED ARTI - -Si pubblica il 1º ed il 16 di ciascun mese -in fascicoli illustrati di circa 200 pagine ciascuno - -ROMA - -Direttore: MAGGIORINO FERRARIS -DEPUTATO AL PARLAMENTO - - - La _NUOVA ANTOLOGIA_ è la più antica e la più importante Rivista - italiana di lettere, scienze ed arti. Fondata nel 1866, nel corso di - quarant'anni, essa ha continuamente accresciuta la sua diffusione in - paese ed all'estero e rappresenta il movimento del pensiero della - Nuova Italia. - - I 24 fascicoli della Rivista formano ogni anno sei grossi volumi - e costituiscono una ricca collezione letteraria, scientifica ed - artistica. - - La _NUOVA ANTOLOGIA_ è la Rivista delle famiglie distinte e delle - persone colte. Essa pubblica regolarmente romanzi, poesie, articoli - critici e viaggi degli autori e delle scrittrici più eminenti. - - Alle più importanti questioni di politica interna ed estera ed ai - problemi economici e sociali del tempo, la _NUOVA ANTOLOGIA_ dedica - studii ed articoli dovuti alla penna dei più autorevoli Senatori, - Deputati e Professori d'Università. Questi articoli, che sono una vera - specialità della Rivista, sollevano sempre le più larghe discussioni - nella stampa internazionale. - - La _NUOVA ANTOLOGIA_ è indispensabile a tutte le persone che aspirano - ad avere una cultura moderna e che amano seguire il movimento del - pensiero italiano ed estero. - - I principali articoli d'arte, di storia e di viaggi sono riccamente - illustrati. - - - AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE - - ROMA - - - * * * * * - - - NOTE DI TRASCRIZIONE: - - --Ovvi errori di punteggiatura sono stati corretti; - - --Sia il termine "desiosi" sia il termine "desïosi" vengono utilizzati - nel testo; - - --Sia il termine "folgori" sia il termine "fólgori" vengono utilizzati - nel testo; - - --Sia il termine "generazioni" sia il termine "generazïoni" vengono - utilizzati nel testo; - - --Sia il termine "inquieti" sia il termine "inquïeti" vengono - utilizzati nel testo; - - --Sia il termine "italiano" sia il termine "italïano" vengono - utilizzati nel testo; - - --Sia il termine "oblìo" sia il termine "oblio" vengono utilizzati nel - testo; - - --A pag. 20, la preposizione "Nel" è corretta in "nel" all'interno del - titolo della poesia "Guidarello"; - - --Altre inconsistenze grammaticali nei titoli delle poesie sono - mantenute come nel testo originale; - - --A pag. 40, il termine "lavorio" è mantenuto (Sotto un tessuto come - di corolle tepide un lavorio profondo sento); - - --A pag. 125, "V'e" è un errore di stampa corretto con "V'è" (V'è - nella corona immensa del Sole); - - --A pag. 133, i puntini di sospensione sono aggiunti al titolo della - poesia "Hodie mihi..."; - - --A pag. 134, il numero di pagina de "La cortigiana e l'apostolo" è - stato corretto; - - --A pag. 136, l'articolo "la" è stato aggiunto al titolo della poesia - "Lotta per la vita". - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of Homo, by Giovanni Cena - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO *** - -***** This file should be named 51036-0.txt or 51036-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/1/0/3/51036/ - -Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net -(This file was produced from images generously made -available by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Information about the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our Web site which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. - diff --git a/old/51036-0.zip b/old/51036-0.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 539529b..0000000 --- a/old/51036-0.zip +++ /dev/null diff --git a/old/51036-h.zip b/old/51036-h.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 598cd79..0000000 --- a/old/51036-h.zip +++ /dev/null diff --git a/old/51036-h/51036-h.htm b/old/51036-h/51036-h.htm deleted file mode 100644 index df40a39..0000000 --- a/old/51036-h/51036-h.htm +++ /dev/null @@ -1,3759 +0,0 @@ -<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" - "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> -<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> - <head> - <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html;charset=utf-8" /> - <meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /> - <title> - The Project Gutenberg eBook of Homo, by Giovanni Cena. - </title> - <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" /> - <style type="text/css"> - -body { - margin-left: 10%; 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - - - -Title: Homo - -Author: Giovanni Cena - -Illustrator: Leonardo Bistolfi - -Release Date: January 25, 2016 [EBook #51036] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net -(This file was produced from images generously made -available by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - -<div class="figcenter" style="width: 388px;"> -<img id="coverpage" src="images/cover.jpg" width="388" height="600" alt="" /> -</div> -<hr class="chap" /> - -<hr class="chap" /> - - -<div class="titlepage"> -<p style="font-size:0.9em"><span class="u">4.—BIBLIOTECA DELLA<br /> -<span id="biblio">NUOVA ANTOLOGIA ✻</span></span></p> - -<p class="spaced-above"> -<span class="smcap"><big>Giovanni Cena</big></span></p> - - -<p class="line-up2">HOMO</p> - -<p class="spaced-above2"><small>CON UNA COMPOSIZIONE ORIGINALE</small></p> - -<p class="title"><small>DI<br /> -LEONARDO BISTOLFI</small></p> - - -<p class="spaced-above">ROMA<br /> -<span class="title">NUOVA ANTOLOGIA</span></p></div> - - -<div class="half"> -<span class="smcap">Dello stesso Autore.</span> - -<blockquote> - -<p><b>Madre.</b>—Poemetto, con prefazione di <span class="smcap">Arturo Graf</span> -e con acquaforte di <span class="smcap">Leonardo Bistolfi</span>. Torino, -Streglio, 1897 (Esaurito). L. 1.50.</p> - -<p><b>Id.</b>—2ª edizione riveduta, con nuovo disegno di <span class="smcap">Leonardo -Bistolfi</span>. Torino, Streglio, 1899. L. 1.</p> - -<p><b>In Umbra.</b>—Versi. Torino, Streglio, 1899. L. 2.50.</p> - -<p><b>Gli Ammonitori.</b>—Romanzo. Biblioteca della -<i>Nuova Antologia</i>, Roma. L. 2.50.</p></blockquote> - -<p><i>In preparazione</i>:</p> - -<blockquote> - -<p><b>La Ghiacciaja.</b>—Romanzo.</p></blockquote> -</div> - - -<div class="figcenter" style="width: 400px;"> -<img src="images/plate.jpg" width="400" height="594" alt="" /> -</div> - - -<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[Pg 1]</a></span></p> - -<div class="titlepage"> -<p class="spaced-above"> -<span class="smcap"><big>Giovanni Cena</big></span></p> - - -<h1 class="line-up">HOMO</h1> - - -<p class="spaced-above1">ROMA<br /> -<span class="title">NUOVA ANTOLOGIA</span></p> -</div> - - -<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[Pg 2]</a></span></p> - -<div class="titlepage"> -<p class="spaced-above3"><small>PROPRIETÀ LETTERARIA</small></p> - -<p class="center"><small>Cromo Tip. Carlo Colombo, Via della Missione, 3—Roma.</small></p> -</div> - -<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[Pg 3]</a></span></p> - -<div class="half"> -<p class="spaced-above3">AD ARTURO GRAF<br /> -<small>MAESTRO</small></p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[Pg 5]</a></span></p> - -<h2 class="half">HOMO.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[Pg 7]</a></span></p> - -<h3>Visione di meriggio.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Pare la terra ascendere, assorbita<br /></span> -<span class="i0">nella luce. Tra il cuor del sole e il cuore<br /></span> -<span class="i0">della terra, una forma sorge, a fiore<br /></span> -<span class="i0">dell'esistenza e domina la vita.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Forma di piccoli esseri, che muore<br /></span> -<span class="i0">dopo un giorno, e la cui mente è infinita.<br /></span> -<span class="i0">Forza e bellezza intrecciano le dita<br /></span> -<span class="i0">su le lor coppie e le corona amore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E plasmando la terra a loro imagine<br /></span> -<span class="i0">lanciano una dimanda al cielo muto,<br /></span> -<span class="i0">là donde aiuto mai non venne o assenso.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Morrà la terra: a un urto la compagine<br /></span> -<span class="i0">conflagrerà. L'argilla avrà vissuto.<br /></span> -<span class="i0">Quel che fu, poco; quel che volle, immenso.<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[Pg 9]</a></span></p> - -<h2 class="half">Le età dell'uomo.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[Pg 11]</a></span></p> - -<h3>È nato!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Eccolo. Chi? Napoleone o Dante?<br /></span> -<span class="i0">Prole di re, prole di genî, oscura<br /></span> -<span class="i0">semenza della turba, a la ventura<br /></span> -<span class="i0">lanciata?... E la sua favola, un istante.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Il suolo ov'ei dimora è sepoltura;<br /></span> -<span class="i0">ceneri e mausolei. Nano o gigante<br /></span> -<span class="i0">sparirà come gli avi, e sul quadrante<br /></span> -<span class="i0">dell'immenso non resta ombra o figura.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Che importa? Qual tu sia, da l'infinito<br /></span> -<span class="i0">de' cieli già ti contenea vitale<br /></span> -<span class="i0">la nebulosa nel suo sciame d'oro.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Benvenuto sia tu, col tuo tesoro<br /></span> -<span class="i0">d'amore. E vivi! Nulla al mondo vale<br /></span> -<span class="i0">la tua lagrima prima e il tuo vagito!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[Pg 12]</a></span></p> - -<h3>Fratelli.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Quanti viviamo? Quanti sparvero? Io<br /></span> -<span class="i0">li lasciavo a l'autunno ilari e sani:<br /></span> -<span class="i0">morivano, nascevano lontani:<br /></span> -<span class="i0">la culla non cessava il dondolio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'ultima quando è morta, morì Dio<br /></span> -<span class="i0">in me. Soffrì spasimi disumani.<br /></span> -<span class="i0">Viva si decompose. Oh tenui mani<br /></span> -<span class="i0">che sogno ancora tese a dar l'addio!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dove sparite (emerge il vostro viso<br /></span> -<span class="i0">rivolto a noi sul mar dell'ombra) dove,<br /></span> -<span class="i0">bimbi, pur ieri annidïati in culla?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Nell'aria vaporate a l'improvviso<br /></span> -<span class="i0">o qui mutati rivivete, o altrove?<br /></span> -<span class="i0">Ma il nulla, no! Strana parola. Nulla!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[Pg 13]</a></span></p> - -<h3>Mistero.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Il sole è sceso. Ritta in mezzo al prato<br /></span> -<span class="i0">la bimba guarda ed il timor la tenta.<br /></span> -<span class="i0">Dov'è il villaggio? Ahimè, lungi! E s'avventa<br /></span> -<span class="i0">nella strada, correndo a perdifiato.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dietro i piccoli passi scende lenta<br /></span> -<span class="i0">l'ombra, con ali umide come fiato:<br /></span> -<span class="i0">movonsi i tronchi minacciosi a lato<br /></span> -<span class="i0">e la vita dell'ombra la spaventa.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Quand'ecco un grido giunge. Infine. Mamma!<br /></span> -<span class="i0">Oh la casa custode e le vivande,<br /></span> -<span class="i0">e vincitrice del terror la fiamma!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma tace e inarca i cigli, mentre inghiotte<br /></span> -<span class="i0">il suo pane. Chè il mondo è grande grande...<br /></span> -<span class="i0">ed ha veduto scendere la Notte!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[Pg 14]</a></span></p> - -<h3>La marcia dei fanciulli.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Nelle nostre città tornano i belli<br /></span> -<span class="i0">spettacoli? Guardate. Dai balconi<br /></span> -<span class="i0">s'affacciano le donne avide, ai suoni<br /></span> -<span class="i0">che appressano. E compaiono i drappelli.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Soldati? No. Fanciulli, coi cappelli<br /></span> -<span class="i0">alati: soffian dentro i gialli ottoni:<br /></span> -<span class="i0">e dietro schiere. Generazïoni<br /></span> -<span class="i0">dell'avvenire. Nostri figli quelli?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Saldi, elastici, il viso al vento, avanti!<br /></span> -<span class="i0">Pur la calamità fa largo ai forti:<br /></span> -<span class="i0">nel vostro ritmo avanti, uniti, amici.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sui vostri capi io lancio aüguranti<br /></span> -<span class="i0">i fantasmi de' miei fratelli morti...<br /></span> -<span class="i0">Per il nostro dolor siate felici!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[Pg 15]</a></span></p> - -<h3>Il sapere.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Lo scolaretto spiega ai bimbi intenti<br /></span> -<span class="i0">come la terra è al par d'un pomo tonda;<br /></span> -<span class="i0">intorno intorno l'acqua la circonda,<br /></span> -<span class="i0">sbocciano in mezzo isole, continenti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Gira, come la pietra della fionda,<br /></span> -<span class="i0">intorno al sole, e gli altri parimenti,<br /></span> -<span class="i0">Marte, e quel dell'anello e i rimanenti...<br /></span> -<span class="i0">La luna intorno a noi fa la sua ronda.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Il nonno ascolta e sta meditabondo,<br /></span> -<span class="i0">chè, bimbo, ha vïaggiato, vai e vai,<br /></span> -<span class="i0">col suo babbo, lontano, per il pane.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vai che ti vai... «Ma, babbo, o che rimane<br /></span> -<span class="i0">molto?»—«No, poco». E non finiva mai...<br /></span> -<span class="i0">Quand'ecco il mare: «Là, finisce il mondo!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[Pg 16]</a></span></p> - -<h3>Hodie mihi...</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Come i fanciulli guardano morire!<br /></span> -<span class="i0">Spiano intenti senza batter ciglio...<br /></span> -<span class="i0">Dov'è la morte? Da qual nascondiglio<br /></span> -<span class="i0">nei bianchi letti insinua le spire?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Non era un mostro, vedon poi. Fuggire<br /></span> -<span class="i0">non vale: è in noi. Non v'è miglior consiglio<br /></span> -<span class="i0">che attendere che parta il padre, il figlio...<br /></span> -<span class="i0">Di quante bare è nero l'avvenire!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or dov'è quegli che passò le porte<br /></span> -<span class="i0">ieri? Vuoto è il suo posto. Alcun s'illude<br /></span> -<span class="i0">d'un suo ritorno? E un altro, ecco, scompare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Temuta, accetta, desïata morte!<br /></span> -<span class="i0">S'agita un piccol vortice, ed il mare<br /></span> -<span class="i0">della vita sui morti si richiude...<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[Pg 17]</a></span></p> - -<h3>La scuola.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Settembre! Ricominciano gli orarî,<br /></span> -<span class="i0">bimbo. Tempo è di spolverare i tomi<br /></span> -<span class="i0">dei classici, di scander gl'idïomi<br /></span> -<span class="i0">dei padri antichi. Mano ai dizionarî!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ah! Gli par di rimovere sudarî<br /></span> -<span class="i0">polverulenti ond'escon vecchi aromi.<br /></span> -<span class="i0">Oh sapïenza! Afferra gli assïomi,<br /></span> -<span class="i0">piccolo Fausto, e spremi i corollarî!...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E con grand'occhi guarda la finestra<br /></span> -<span class="i0">onde irrompendo lo turba l'odore<br /></span> -<span class="i0">dei fieni e delle rondini il gridìo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E una voce laggiù: «Fior di ginestra!»<br /></span> -<span class="i0">L'infanzïa passò. Passa l'amore,<br /></span> -<span class="i0">forse. E richiude i vetri. «Addio, addio!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[Pg 18]</a></span></p> - -<h3>A Edoardo Rod</h3> -<p class="minimized">per sua figlia Maria.</p></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">La bimba che ti rinverdì la fronda<br /></span> -<span class="i0">quando agitavi i rami inariditi<br /></span> -<span class="i0">nel vuoto oscuro e coi primi vagiti<br /></span> -<span class="i0">ti radicò nella terra feconda,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">tiene il mondo nei chiari occhi stupiti<br /></span> -<span class="i0">che furon tuoi: la tua pietà seconda<br /></span> -<span class="i0">la visïon che in quelli si profonda<br /></span> -<span class="i0">e il mister che le volge i primi inviti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Già la fronte è pensosa e i sensi attenti,<br /></span> -<span class="i0">e l'anima ch'è desta il cielo esplora,<br /></span> -<span class="i0">ieri apparso a mostrarle un gran viaggio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E nulla è più divino che il miraggio<br /></span> -<span class="i0">azzurro onde s'imprime e si colora<br /></span> -<span class="i0">l'universo negli occhi adolescenti.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[Pg 19]</a></span></p> - -<h3>Fiorita.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Nel tramonto di maggio, pensierosa<br /></span> -<span class="i0">la bimba siede in mezzo a' suoi balocchi:<br /></span> -<span class="i0">accanto a lei l'amico suo riposa,<br /></span> -<span class="i0">stanco di corse, languido i ginocchi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'un guarda l'altra sottecchi e non osa,<br /></span> -<span class="i0">con nuovo senso, d'incontrarne gli occhi:<br /></span> -<span class="i0">qualcosa par che in essi entri, qualcosa<br /></span> -<span class="i0">di nuovo e dolce e li inondi e trabocchi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E d'intorno la vita vegetale<br /></span> -<span class="i0">opprime, esalta i due cuori piccini...<br /></span> -<span class="i0">Occhi, incrociate le vostre promesse!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E le due vite che Natura espresse<br /></span> -<span class="i0">fin qui distinte, accostano i destini<br /></span> -<span class="i0">nella loro unïone originale.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[Pg 20]</a></span></p> - -<h3>Guidarello</h3> -<p class="minimized">nel Museo di Ravenna.</p></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ti sogno, Guidarello, orbite cave,<br /></span> -<span class="i0">labbra contratte, emunte gote. Giace<br /></span> -<span class="i0">come su rogo il corpo tuo, nè il grave<br /></span> -<span class="i0">sonno assopì la piaga tua vorace.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dormi! Nato non eri tu a le prave<br /></span> -<span class="i0">opere dell'uccidere. Ora tace<br /></span> -<span class="i0">l'odio d'un dì sul capo tuo soave.<br /></span> -<span class="i0">Anche il tuo volto si componga in pace!...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma, dietro, l'ombra della Genitrice,<br /></span> -<span class="i0">sovra l'eccidio degli adolescenti,<br /></span> -<span class="i0">di vite nuove gravata le braccia,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">«O nel creare ignaro—maledice—<br /></span> -<span class="i0">e astuto nella strage, Uomo, che avventi<br /></span> -<span class="i0">eternamente l'uomo a l'uomo in caccia!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[Pg 21]</a></span></p> - -<h3>Amanti.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Donde giunsero? Ieri dai paesi<br /></span> -<span class="i0">del desiderio, sotto l'indefesso<br /></span> -<span class="i0">poter d'Amore, dentro un cerchio istesso<br /></span> -<span class="i0">s'incontrarono, ignoti ed inattesi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E il passato sparì. Sparì con esso<br /></span> -<span class="i0">la persona d'entrambi: eccoli ascesi<br /></span> -<span class="i0">nel tempo e nello spazïo, sospesi,<br /></span> -<span class="i0">centro dell'universo, in un amplesso.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma sopraggiunto l'attimo prefisso,<br /></span> -<span class="i0">eterno reputarono il prodigio<br /></span> -<span class="i0">e la parola «sempre» han proferita.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Rapido li precipita l'abisso,<br /></span> -<span class="i0">se di lor vita che toccò il fastigio<br /></span> -<span class="i0">non riprende l'ascesa un'altra vita...<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[Pg 22]</a></span></p> - -<h3>Maternità.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Il nato aspira, ammicca, con le dita<br /></span> -<span class="i0">annaspa. (Gli alberi abitò, sospesa<br /></span> -<span class="i0">tra l'azzurro l'umanità?) Rapita<br /></span> -<span class="i0">guarda la madre la sua prole illesa,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">libera, eppure a la sua carne unita,<br /></span> -<span class="i0">sua, come allor che nella dolce attesa<br /></span> -<span class="i0">l'atomo umano ripetea l'ascesa,<br /></span> -<span class="i0">nel suo grembo, dell'ere e della vita.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ed è felice, come nell'istante<br /></span> -<span class="i0">d'estasi che nel seno palpitante<br /></span> -<span class="i0">Amor le infuse la sua creatura.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh pel dolor che ha dal suo corpo avulso<br /></span> -<span class="i0">l'essere novo, infondergli l'impulso<br /></span> -<span class="i0">verso un'ascensïone ognor più pura!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[Pg 23]</a></span></p> - -<h3>Le sorelle.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">A quei che plasma imagini novelle<br /></span> -<span class="i0">d'umanità per gli uomini indolenti;<br /></span> -<span class="i0">a quei che incute nobili sgomenti;<br /></span> -<span class="i0">a quei che vecchie nostalgie divelle,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">mentre l'amore negano le belle<br /></span> -<span class="i0">e il volgo irride e insultano i potenti,<br /></span> -<span class="i0">dolci restano, in vita, e pazïenti,<br /></span> -<span class="i0">vindici dopo morte, le sorelle.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Restano, invase da un intuito oscuro,<br /></span> -<span class="i0">qual d'un mistero che si manifesti<br /></span> -<span class="i0">fatale a l'uomo di lor sangue nato.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Come a te, Nietzsche, infranto nel conato<br /></span> -<span class="i0">d'esser tu stesso l'Uom che non avesti<br /></span> -<span class="i0">forza d'imaginar vivo in futuro.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[Pg 24]</a></span></p> - -<h3>Don Giovanni all'Inferno.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i41"> -... et ne daignait rien voir.<br /></span> -<span class="i21"><span class="smcap">Baudelaire</span>, <cite>Don Juan aux Enfers</cite>.<br /></span> -</div></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Va la querula folla delle amanti,<br /></span> -<span class="i0">nè don Giovanni si degnò vedere;<br /></span> -<span class="i0">ma il diavolo che ha in cura il cavaliere<br /></span> -<span class="i0">ghigna ed accenna la nera onda avanti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vogano l'inamabil onda infanti,<br /></span> -<span class="i0">adolescenti, uomini, donne a schiere.<br /></span> -<span class="i0">«Eccoli a te! Figli del tuo piacere!»<br /></span> -<span class="i0">E cadono altri dai cieli sonanti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Padre? Egli vive fuor dagli antri bui<br /></span> -<span class="i0">nel dolce azzurro? E l'agita un'affanno...<br /></span> -<span class="i0">«Figli!» Ma il suono gli si spezza in gola.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Essi non sanno, essi non san di lui<br /></span> -<span class="i0">com'ei non seppe di crearli. E vanno.<br /></span> -<span class="i0">Non udrà mai la tenera parola.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[Pg 25]</a></span></p> - -<h3>«Genialis lectus».</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Memore il giorno stai nel tuo candore,<br /></span> -<span class="i0">fosco la notte in gioie e pianti immerso,<br /></span> -<span class="i0">letto, dove gli amanti cuor su cuore<br /></span> -<span class="i0">naufragan nell'oblìo dell'universo;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">dove la madre stringe il bimbo emerso<br /></span> -<span class="i0">da le fiamme del suo lungo dolore;<br /></span> -<span class="i0">dove il fanciullo si rivolge verso<br /></span> -<span class="i0">la notte, il vecchio verso il sole e muore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Gli efimeri così lor geniture,<br /></span> -<span class="i0">loro agonie vicendano col lume<br /></span> -<span class="i0">dei giorni e appena un crepitìo ne vibra.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Mentre la Morte su di te si libra,<br /></span> -<span class="i0">instancabile smuove le tue piume<br /></span> -<span class="i0">la Vita per le nascite venture.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[Pg 26]</a></span></p> - -<h3>Vecchiaia sterile.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Cresceano i bimbi intorno ai patriarchi<br /></span> -<span class="i0">come grappoli vivi e fra' tumulti<br /></span> -<span class="i0">de' giovanili giochi, udivan parchi<br /></span> -<span class="i0">ammonimenti di virtù gli adulti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or te compiango, o vecchio, che t'inarchi<br /></span> -<span class="i0">verso la terra, e non hai chi t'occulti<br /></span> -<span class="i0">il vuoto verso cui solingo varchi<br /></span> -<span class="i0">e del passaggio tuo pianga od esulti!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dov'è l'amore che comprasti? Tace.<br /></span> -<span class="i0">Passa la giovinezza e con malvagia<br /></span> -<span class="i0">letizia irride a la tua faccia tinta.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Chè solo augusta è la vecchiezza cinta<br /></span> -<span class="i0">d'opere e di memorie, che s'adagia<br /></span> -<span class="i0">benedicendo nell'eterna pace.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[Pg 27]</a></span></p> - -<h3>I longevi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Gloria a colui che visse a lungo e spare<br /></span> -<span class="i0">verso l'alto! S'indugia su le fronti<br /></span> -<span class="i0">ardue la vita, come il sol sui monti:<br /></span> -<span class="i0">più bello il volto del domani appare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dono grande agli umani il contemplare<br /></span> -<span class="i0">i puri eroi, così labili, pronti<br /></span> -<span class="i0">a vaporare fuor da gli orizzonti<br /></span> -<span class="i0">terrestri a la serenità stellare!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Da la vedetta de' loro anni han scorto<br /></span> -<span class="i0">di quanta illusïon fatto è il dolore,<br /></span> -<span class="i0">di quanto amore la felicità.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dicono: «Amate! Altro non v'ha conforto<br /></span> -<span class="i0">d'esser vissuti che veder migliore<br /></span> -<span class="i0">a la vita salir l'umanità».<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[Pg 28]</a></span></p> - -<h3>È morto!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Enigma della morte! È come un'onda<br /></span> -<span class="i0">dell'atmosfera eterna. Ed un mortale,<br /></span> -<span class="i0">investito, sparì. Quando trasale<br /></span> -<span class="i0">il cuor tuo, già la morte è a l'altra sponda.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">In questa allor tu guardi. Ogni gioconda<br /></span> -<span class="i0">forma o sembianza ha un che di sepolcrale.<br /></span> -<span class="i0">E il suo respiro è sì fievole! Sale<br /></span> -<span class="i0">come una bolla... Oggi, domani affonda.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">(E v'ha chi uccide! e chi ciò giusto chiama!)<br /></span> -<span class="i0">Tu guardi, ascolti, e ai morti anche domandi<br /></span> -<span class="i0">perchè... Non domandare, uomo, prosegui.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vivi! La vita in te, negli uomini ama,<br /></span> -<span class="i0">vita che tieni, vita che tramandi;<br /></span> -<span class="i0">che ognor più splende mentre tu dilegui!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[Pg 29]</a></span></p> - -<h2 class="half">Amore.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[Pg 31]</a></span></p> - -<h3>Donna.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Chi è costei che va per la sua via,<br /></span> -<span class="i0">sola; senza timor la vita esplora<br /></span> -<span class="i0">e sorride ai felici e a chi dolora<br /></span> -<span class="i0">arde d'offrir la sua dolce energia?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Conscia di sè non provoca nè implora,<br /></span> -<span class="i0">chè servitù non vuol, nè signoria.<br /></span> -<span class="i0">Alcuno v'è che tiene l'armonia<br /></span> -<span class="i0">dell'esser suo? L'attende e non s'accora.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tu la guardi e ti sdegni. Non t'invita<br /></span> -<span class="i0">a l'amor come a un giuoco, ella, per poi<br /></span> -<span class="i0">subire o eluder la tua tirannia!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma che un giorno quell'anima restia<br /></span> -<span class="i0">amor sospinga a cercar gli occhi tuoi,<br /></span> -<span class="i0">allor ti sentirai re della vita.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[Pg 32]</a></span></p> - -<h3>Eva.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Chi dilesse la sterile, e impudica<br /></span> -<span class="i0">chiamò la fonte della vita? Dio<br /></span> -<span class="i0">e Satana, ombre: era la vita il fio<br /></span> -<span class="i0">d'una colpa, e castigo la fatica.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or l'uom contempla la compagna antica,<br /></span> -<span class="i0">madre, sorella, amante, un po' restio,<br /></span> -<span class="i0">ma senza sdegno, con un senso pio<br /></span> -<span class="i0">quasi di cosa sacra—l'Inimica!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">I figli cercan liberi il consorte<br /></span> -<span class="i0">che il lor destino annunzia e il sangue chiama,<br /></span> -<span class="i0">perchè formino un essere felice;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e le libere nozze benedice<br /></span> -<span class="i0">dal suo mistero l'Essere che li ama<br /></span> -<span class="i0">uniti nell'amore e nella morte.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[Pg 33]</a></span></p> - -<h3>Amore.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">«Moriam!» L'amante disse ebro all'amante<br /></span> -<span class="i0">unendo in un pensiero amore e morte.<br /></span> -<span class="i0">Ella rispose, e l'abbracciò più forte:<br /></span> -<span class="i0">«Cominciata è la vita in questo istante».<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Di là più nulla esiste, oltre le porte<br /></span> -<span class="i0">della vita, più nulla ove il sembiante<br /></span> -<span class="i0">dell'amato si serbi a l'aspettante...<br /></span> -<span class="i0">Lodiam la nostra umanità consorte!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Esaltiamo la vita! I nostri sensi<br /></span> -<span class="i0">siano la zolla che assorba e maturi<br /></span> -<span class="i0">i germi, e in sangue, in palpiti li addensi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E il cuor s'imbeva de' dolori oscuri<br /></span> -<span class="i0">degli uomini e li infiammi e ne dispensi<br /></span> -<span class="i0">raggi d'amore ai prossimi e ai venturi!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[Pg 34]</a></span></p> - -<h3>Beatrice.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ch'io ti veda per sempre qual ti vidi<br /></span> -<span class="i0">la prima volta, sorridente. Sia<br /></span> -<span class="i0">limpido o tinto di malinconia<br /></span> -<span class="i0">il tuo sorriso o triste!... Ma sorridi!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'immagin tua sia bella sempre, dia<br /></span> -<span class="i0">fiducia nella vita in cui confidi.<br /></span> -<span class="i0">Sorella non sei tu de' fior, dei nidi<br /></span> -<span class="i0">e delle stelle? Tu sei l'armonia.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dolore o gioia non ti spinga a tale<br /></span> -<span class="i0">oblio d'altrui che perdano speranza<br /></span> -<span class="i0">nel bene quelli cui la vita è male.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi che nel grembo della tua sostanza<br /></span> -<span class="i0">l'oggi e il domani, i sensi e l'ideale,<br /></span> -<span class="i0">la terra e l'infinito hanno alleanza.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[Pg 35]</a></span></p> - -<h3>«Mia!»</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Tuo forse il sole, e l'aria cogl'incensi<br /></span> -<span class="i0">delle zolle fruttifere, e i viventi<br /></span> -<span class="i0">onde assorbi la vita, e gli elementi<br /></span> -<span class="i0">che nel tuo sangue per brev'ora addensi?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tuo quel che vedi e ascolti? Obbedïenti<br /></span> -<span class="i0">al tuo voler perennemente i sensi?<br /></span> -<span class="i0">tuo quel che fai, che imagini, che pensi?<br /></span> -<span class="i0">Tu stesso t'appartieni?... No. Lo senti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">No! Perchè nel suo cerchio un amor, cieco<br /></span> -<span class="i0">come il vento dei pollini, vi chiuse,<br /></span> -<span class="i0">tu chiami tua la umana creatura!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Nulla è tuo! Fuorchè l'attimo che seco<br /></span> -<span class="i0">la volontà dell'Essere vi fuse<br /></span> -<span class="i0">per trar di voi l'umanità futura.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[Pg 36]</a></span></p> - -<h3>A due sposi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Candide voi trovò ma non ignare<br /></span> -<span class="i0">giovinezze l'Amore, ospite immite:<br /></span> -<span class="i0">or amico vi guarda rinnovare<br /></span> -<span class="i0">il mutuo dono delle vostre vite.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh voluttà! Due passïoni unite<br /></span> -<span class="i0">in un'estasi; udire un cuore urtare<br /></span> -<span class="i0">sul nostro cuor fino a spezzarsi; e mite<br /></span> -<span class="i0">indi il sonno sedar le membra care!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Felicità! Gemmar vite novelle<br /></span> -<span class="i0">e valide lanciarle fra la guerra<br /></span> -<span class="i0">umana a spander opere di vita!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Serenità! Compir la dipartita,<br /></span> -<span class="i0">mentre vi seguan desiosi in terra<br /></span> -<span class="i0">occhi d'uomini, in alto occhi di stelle!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[Pg 37]</a></span></p> - -<h3>Davanti a Sant'Orsola</h3> -<p class="minimized">del Carpaccio.</p></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Poeta, non destarla! È così bella,<br /></span> -<span class="i0">così pura nel suo bianco lenzuolo;<br /></span> -<span class="i0">rigida, chiusa come in un bocciuolo,<br /></span> -<span class="i0">ella è colei che non si dissuggella.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Creatura di luce, con la stella<br /></span> -<span class="i0">del vespero esce il suo spirito a volo.<br /></span> -<span class="i0">Non richiamarla, non destarla: solo<br /></span> -<span class="i0">ammirala, poeta: è tua sorella.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Il tuo più folle ardor non desterebbe<br /></span> -<span class="i0">lungo i suoi lombi gelidi un sussulto,<br /></span> -<span class="i0">nè turberebbe il suo sonno divino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Però che anch'ella fiore ultimo crebbe<br /></span> -<span class="i0">sterile in cima al ramo, per il culto<br /></span> -<span class="i0">dell'Ignoto segnata dal destino.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[Pg 38]</a></span></p> - -<h3>Leopardi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Non indugiarti. Il cuor non sosta; avanza<br /></span> -<span class="i0">come gli anni e la morte. Ah se tu poni<br /></span> -<span class="i0">la tua vita in un essere, e imprigioni<br /></span> -<span class="i0">te stesso in un dolor senza speranza!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dónati e chiedi: s'altri non ti doni,<br /></span> -<span class="i0">non hai dentro te stesso un'abbondanza<br /></span> -<span class="i0">essenzïale onde la tua sostanza<br /></span> -<span class="i0">si mesce al mondo in intime unïoni?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tu sei quegli che passa: a te daccanto<br /></span> -<span class="i0">infelice chi viene a lungo e porta<br /></span> -<span class="i0">il peso enorme de' tuoi desiderî!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Più d'un cuore t'amò forse quand'eri<br /></span> -<span class="i0">già passato. Così, morto,—che importa?—<br /></span> -<span class="i0">anche l'Uom t'amerà non senza pianto.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[Pg 39]</a></span></p> - -<h3>Sibilla.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Io la scopersi e la chiamai Sibilla.<br /></span> -<span class="i0">Come ognun disamò lei giovinetta,<br /></span> -<span class="i0">e a secolari tirannie soggetta,<br /></span> -<span class="i0">emerse, quale un fiore da l'argilla,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">mi disse. Or io la trassi su la vetta<br /></span> -<span class="i0">ove il tumulto uman perspicuo brilla<br /></span> -<span class="i0">nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla<br /></span> -<span class="i0">contempla e dice, e l'Essere le detta.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'agile capo e la capigliatura<br /></span> -<span class="i0">attorta e tutta la persona bella<br /></span> -<span class="i0">vibrano sotto un soffio ignoto e vivo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ed io, già dubitante, credo e scrivo.<br /></span> -<span class="i0">Io non son che la sua buona novella.<br /></span> -<span class="i0">Palpita in lei l'umanità futura.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[Pg 40]</a></span></p> - -<h3>Omnis caro fœnum...</h3></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Talor sussulto, mentre mi addormento<br /></span> -<span class="i0">sul seno tuo: mentre mi culla il molle<br /></span> -<span class="i0">respiro, odo il tuo cuore, odo le polle<br /></span> -<span class="i0">del tuo sangue pulsare: e n'ho sgomento.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sotto un tessuto come di corolle<br /></span> -<span class="i0">tepide un lavorio profondo sento,<br /></span> -<span class="i0">incessante e sì fragile! Un momento<br /></span> -<span class="i0">di silenzio... e mi assale un terror folle!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'anima tua risplende in me: viviamo<br /></span> -<span class="i0">oltre l'ora, per sempre; ed un amplesso<br /></span> -<span class="i0">delle tue braccia risuggella il patto.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma il corpo tuo tu non possiedi. A un tratto<br /></span> -<span class="i0">la morte lo nasconde, e te con esso<br /></span> -<span class="i0">tutta, e la vita mia che per te amo.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[Pg 41]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Corpi, ove corse il nostro sangue, donde<br /></span> -<span class="i0">questo respiro abbiam, breve e tenace!<br /></span> -<span class="i0">Corpi non nati, ove trarrà per onde<br /></span> -<span class="i0">sempre più vaste il nostro cuor vivace!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E quello dolce sì per cui mi piace<br /></span> -<span class="i0">questo mio stesso e al mio l'amor confonde,<br /></span> -<span class="i0">che meco trar vorrei fino a la Pace,<br /></span> -<span class="i0">fino al gran Cuor che tutto assorbe, effonde!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Splendete, belle forme, o voci e sguardi<br /></span> -<span class="i0">e nei trasalimenti intimi essenza<br /></span> -<span class="i0">suscitatrice della vita nova!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">La morte è ovunque. In noi l'insidia cova,<br /></span> -<span class="i0">ci sovrasta la bruta vïolenza.<br /></span> -<span class="i0">Ogni istante è supremo. O Vita, ardi!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[Pg 43]</a></span></p> - -<h2 class="half">Episodî.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[Pg 45]</a></span></p> - -<h3>L'orfano.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">L'orfano udì nel sonno uno scalpiccio<br /></span> -<span class="i0">vicino. Eran le gocce delle gronde?<br /></span> -<span class="i0">Chiama: «Nonno!» Le tenebre profonde<br /></span> -<span class="i0">gli riempiono il cuor di raccapriccio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">«Prendimi teco!» E come non risponde<br /></span> -<span class="i0">quegli, sì pronto ad ogni suo capriccio,<br /></span> -<span class="i0">sale, con occhi chiusi, il pagliericcio<br /></span> -<span class="i0">del nonno e tra le coltri si nasconde.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Si rannicchia tremando accanto al nonno.<br /></span> -<span class="i0">L'altre volte dicea questi: «Che hai?»<br /></span> -<span class="i0">e pur nel sonno lo traeva in braccio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Lo scuote: nulla. È freddo come il ghiaccio.<br /></span> -<span class="i0">Lascia che dorma, bimbo; tu non sai<br /></span> -<span class="i0">quanto sonno lo tiene, quanto sonno!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[Pg 46]</a></span></p> - -<h3>Abbandonati.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Appena vivo il bimbo piange forte<br /></span> -<span class="i0">tastando, come un rondinino cieco,<br /></span> -<span class="i0">su la fanciulla, che con occhio bieco<br /></span> -<span class="i0">guarda l'ignaro nato per sua morte.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vivere? Anch'egli avrà la mala sorte,<br /></span> -<span class="i0">nudi e traditi entrambi. Ah, muoia seco!<br /></span> -<span class="i0">Già lontana è la vita... N'ode l'eco<br /></span> -<span class="i0">fievole, fuori, oltre le chiuse porte.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Chiuse le porte e oscure. Sul braciere<br /></span> -<span class="i0">ondula a tratti un'azzurrina fiamma.<br /></span> -<span class="i0">Esausto il seno e il bimbo cerca, tenta...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh che peso sul petto! L'ombre nere<br /></span> -<span class="i0">premono... Il bimbo tace: su la mamma,<br /></span> -<span class="i0">da poco desto, si riaddormenta.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[Pg 47]</a></span></p> - -<h3>L'iniziazione.</h3></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Usciva da la scuola, per molt'ore<br /></span> -<span class="i0">immoto e col pensier vagante in caccia<br /></span> -<span class="i0">di sogni alati, e dentro l'ombra diaccia<br /></span> -<span class="i0">sentiva aulire tutto il maggio in cuore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Nella strada fra 'l giovenil clamore<br /></span> -<span class="i0">un motto ardente gli avvampò la faccia;<br /></span> -<span class="i0">un sorriso lo avvinse; e con terrore<br /></span> -<span class="i0">si mise dietro a l'odorosa traccia.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così l'impura dispogliò l'ignaro<br /></span> -<span class="i0">de' suoi tesori, come un giovin fusto<br /></span> -<span class="i0">di sue tenere gemme appena schiuse.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E nella giovine anima s'infuse<br /></span> -<span class="i0">della coppa d'amor tutto l'amaro<br /></span> -<span class="i0">e in fondo inoblïabile il disgusto.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[Pg 48]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Un altro maggio, e rinascean dai nocchi<br /></span> -<span class="i0">le gemme e il grano rimettea la spica,<br /></span> -<span class="i0">quand'ei rivide una figura amica<br /></span> -<span class="i0">compagna già di fole e di balocchi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Mutati, oh quanto! Ed ella con l'antica<br /></span> -<span class="i0">letizia, ei con un fuoco acre negli occhi.<br /></span> -<span class="i0">Ed ei non puro mise a la pudica<br /></span> -<span class="i0">tutti i fior del suo cuore in sui ginocchi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Un dì la giovinetta, a una parola<br /></span> -<span class="i0">attesa, si piegò, come nei prati<br /></span> -<span class="i0">fanno i narcisi sui fragili gambi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E poi?... Oh, come allora! I baci dati,<br /></span> -<span class="i0">come allora, ed i gesti, ahimè! d'entrambi!<br /></span> -<span class="i0">E quel disgusto gli salì a la gola.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[Pg 49]</a></span></p> - -<h4>III.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Le verginelle vanno a capo chino<br /></span> -<span class="i0">piangendo il fiore de' loro anni lieti,<br /></span> -<span class="i0">mentre i giovani cercano inquieti<br /></span> -<span class="i0">l'amor lontano ch'hanno sì vicino!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Onde si fa deserto ogni giardino<br /></span> -<span class="i0">e gli usignoli tacciono e i poeti;<br /></span> -<span class="i0">mentre muoion tra l'erbe i fior segreti<br /></span> -<span class="i0">e sfogliansi le rose anzi il mattino...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sacrilego colui che a l'ugne ladre<br /></span> -<span class="i0">delle impure abbandona i giovinetti<br /></span> -<span class="i0">e le vergini bianche a l'oro immola:<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e spegne l'ineffabile parola<br /></span> -<span class="i0">che germina su labbri nuovi e schietti<br /></span> -<span class="i0">inizïante la Natura Madre!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[Pg 50]</a></span></p> - -<h3>In memoria.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Senza speranza d'alcun paradiso<br /></span> -<span class="i0">il morituro innanzi ad ogni cosa<br /></span> -<span class="i0">della vita passava col sorriso<br /></span> -<span class="i0">di chi guarda, vorrebbe ma non osa.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Non osava. Temendo una gelosa<br /></span> -<span class="i0">rivale e da la vita già diviso<br /></span> -<span class="i0">ascoltava il suo cuore, senza posa<br /></span> -<span class="i0">precipitare il suo mortale avviso.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Procedeva tra noi, gladïatori<br /></span> -<span class="i0">della vita, già vinto e già scïente,<br /></span> -<span class="i0">dissimulando il suo certo destino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Era di maggio, un lucido mattino.<br /></span> -<span class="i0">Rideva ancor del suo riso dolente,<br /></span> -<span class="i0">quando fu seppellito sotto i fiori.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[Pg 51]</a></span></p> - -<h3>Ella?</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ella guardava come chi saluta.<br /></span> -<span class="i0">Me forse? Visi dietro me lontani?<br /></span> -<span class="i0">Od assorti eran gli occhi, e negli arcani<br /></span> -<span class="i0">interïori l'anima perduta?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Mi guardò: trasalì? Passò. Domani<br /></span> -<span class="i0">evocherò la forma, già caduta<br /></span> -<span class="i0">nel passato: e il ricordo agita, muta,<br /></span> -<span class="i0">fonde questo con gli altri segni vani...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così tra le stagioni fuggitive<br /></span> -<span class="i0">passano come i fior le imagin belle,<br /></span> -<span class="i0">cadon dal tempo nell'eternità.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così nel nostro cuor si forma e vive,<br /></span> -<span class="i0">nata da l'armonia di tutte quelle,<br /></span> -<span class="i0">l'Unica nostra... E forse non verrà.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[Pg 52]</a></span></p> - -<h3>Schiava.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando lo sposo, caro a' suoi, la tenne,<br /></span> -<span class="i0">ella aspettava con dolce sgomento.<br /></span> -<span class="i0">Ma il mistero dei corpi àpresi lento...<br /></span> -<span class="i0">E in braccia ignote senza gioia svenne.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E ignora. Addio felicità ventenne<br /></span> -<span class="i0">del cuor, dei sensi, addio! Forse un momento<br /></span> -<span class="i0">palpiterà sotto uno sguardo intento,<br /></span> -<span class="i0">perchè più pesi il suo dolor perenne.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E la vil tirannia! Le membra attorte,<br /></span> -<span class="i0">premute, vïolate e l'infinita<br /></span> -<span class="i0">nausea che l'empie nelle notti orrende!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ciò la natura ignora, nè sospende<br /></span> -<span class="i0">l'opera sua... Che sei, piccola vita<br /></span> -<span class="i0">plasmata d'odio e di pensier di morte?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[Pg 53]</a></span></p> - -<h3>L'Amica.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Come in un raggio i due spiriti onesti<br /></span> -<span class="i0">luceano. Un dì lo sguardo verecondo<br /></span> -<span class="i0">vide quegli occhi fatti ardenti e mesti:<br /></span> -<span class="i0">ebbe pietà... e cadde tutto un mondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Si levarono entrambi, come desti<br /></span> -<span class="i0">da un malo sogno. Ma nitida in fondo<br /></span> -<span class="i0">agli occhi sta la visïone e i gesti<br /></span> -<span class="i0">d'entrambi, e tutto assume un che d'immondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or colei che non seppe esser sorella<br /></span> -<span class="i0">tende le mani a un ultimo richiamo,<br /></span> -<span class="i0">già piene di tesori, or fatte ignude...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh fango! È il cielo che nella palude<br /></span> -<span class="i0">più caldo e intenso brilla e noi scendiamo<br /></span> -<span class="i0">in mezzo al fango a ricercar la stella!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[Pg 54]</a></span></p> - -<h3>La cortigiana e l'apostolo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">«Mi vuoi, lo so, perchè non chiesi il dono<br /></span> -<span class="i0">di te, perchè non t'amo e tu sei bella.<br /></span> -<span class="i0">Ambi seguiam la nostra via, tu quella<br /></span> -<span class="i0">della vendetta, io quella del perdono.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ambi figli di vittime, ci appella<br /></span> -<span class="i0">la stessa voce con diverso suono:<br /></span> -<span class="i0">tu se' colei che abbatte i forti, io sono<br /></span> -<span class="i0">quei che redime i vinti. Addio, sorella!»<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così disse, e la bella si raccolse<br /></span> -<span class="i0">come una spada nella sua guaina,<br /></span> -<span class="i0">micidïale a quei che ne la tolse.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'apostolo nel turbine s'infranse<br /></span> -<span class="i0">che a guerra eterna uomini e dèi trascina.<br /></span> -<span class="i0">Su lui la cortigiana sola pianse.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[Pg 55]</a></span></p> - -<h3>Dopo il festino.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">È sazio, cupo, solo. Con la bruma<br /></span> -<span class="i0">del sonno una tristezza maliarda<br /></span> -<span class="i0">scende. L'ultima face par che arda<br /></span> -<span class="i0">sovra una bara: muor torbida e fuma.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">S'accosta alla finestra. È l'alba. Guarda.<br /></span> -<span class="i0">Rinasce il mondo sempre? Si consuma<br /></span> -<span class="i0">la gioventù, la voluttà, la spuma<br /></span> -<span class="i0">della vita, e più nulla... Or che più tarda?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E lentamente una figura scialba<br /></span> -<span class="i0">ondula emersa da la nebbia rara.<br /></span> -<span class="i0">«Sempre più triste, a che, importuna, torni?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">È troppo tardi per mutar miei giorni!<br /></span> -<span class="i0">è troppo tardi, o importuna e cara,<br /></span> -<span class="i0">che a notte affogo e che risorgi a l'alba!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[Pg 56]</a></span></p> - -<h3>Nascita.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Sedeva nella stanza al buio fitto,<br /></span> -<span class="i0">raccapricciando. Or lento si conduce<br /></span> -<span class="i0">presso una porta, chiusa. Un fil di luce<br /></span> -<span class="i0">riga il suolo. S'appoggia immoto, ritto...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E, chiusi gli occhi, pur l'assedia un truce<br /></span> -<span class="i0">quadro e l'attesa come di un delitto.<br /></span> -<span class="i0">Un letto: un corpo umano v'è confitto...<br /></span> -<span class="i0">un uom dentro vi fruga e un ferro luce.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh dolce, dolce vittima! Oh dolore<br /></span> -<span class="i0">della carne che in dar la vita muore...<br /></span> -<span class="i0">Oh questo tempo oscuro ed infinito!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Si comprime le tempia arse... Un vagito?<br /></span> -<span class="i0">—«Aprite! Aprite!...»—Ecco: un viluppo informe<br /></span> -<span class="i0">ignudo strilla... Ella non sente. Dorme.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[Pg 57]</a></span></p> - -<h3>Il gorgo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Una barca si move, e dietro un lume<br /></span> -<span class="i0">pallido: un'ombra su la prora china,<br /></span> -<span class="i0">scrutando fra le tenebre, trascina<br /></span> -<span class="i0">qualcosa, grave, dietro sè, nel fiume.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Lungi, presso la diga, ove le spume<br /></span> -<span class="i0">segnano un'ampia linea turchina<br /></span> -<span class="i0">un altro lume errante s'avvicina<br /></span> -<span class="i0">tremulo e cresce rosso tra le brume.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">I pioppi, eretti verso il ciel notturno,<br /></span> -<span class="i0">contemplano la luna in cenerine<br /></span> -<span class="i0">nuvole declinante verso i greti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Un motto breve passa, ed inquïeti<br /></span> -<span class="i0">errano i lumi ancora, e l'ombre, chine<br /></span> -<span class="i0">sul mistero del fiume taciturno.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[Pg 58]</a></span></p> - -<h3>Le zanzare.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando arrossano il mare i pigri soli<br /></span> -<span class="i0">tra cortine di sangue, alzi i tuoi lagni,<br /></span> -<span class="i0">piccola ombra assetata, da gli stagni<br /></span> -<span class="i0">sospingendo per l'aria umida i voli;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e vagolando sopra i grigi stuoli<br /></span> -<span class="i0">che la fame urge ed i padron grifagni,<br /></span> -<span class="i0">la febbre con le molli ali accompagni,<br /></span> -<span class="i0">dal padre suggi e inoculi a' figlioli.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Un contatto, un ronzio rapido, e punge<br /></span> -<span class="i0">l'esile avviso i cuor, come di lunge<br /></span> -<span class="i0">voci d'oblìo sovra le fronti oppresse.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E geme ognuna come se tenesse,<br /></span> -<span class="i0">piccola, un peso immane. Dentro d'esse<br /></span> -<span class="i0">l'Ospite, immensa come l'ombra, giunge.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[Pg 59]</a></span></p> - -<h3>Sull'altura di Greenwich.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ancora v'è un paese ove il sol biondo<br /></span> -<span class="i0">dipinge inesauribili giardini?<br /></span> -<span class="i0">Qui tutto affoga dentro il fiato immondo<br /></span> -<span class="i0">che vomitan le gole dei camini.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Grandi antenne su plumbei bacini<br /></span> -<span class="i0">solcano un orizzonte senza fondo,<br /></span> -<span class="i0">ove s'ammucchia da tutti i confini<br /></span> -<span class="i0">la ricchezza e la schiavitù del mondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E in questo nembo i desiderî ladri<br /></span> -<span class="i0">s'azzuffano, ed in lor trame irretita<br /></span> -<span class="i0">la generosa Terra s'incatena.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vivere è dunque sì tremenda pena?<br /></span> -<span class="i0">Ah se quest'è necessità di vita,<br /></span> -<span class="i0">inaridisca il grembo vostro, madri!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[Pg 61]</a></span></p> - -<h2 class="half">Patria.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[Pg 63]</a></span></p> - -<h3>Villaggio natìo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Montanaro, casetta mia, com'eri<br /></span> -<span class="i0">piccola e triste, e n'ho triste la vita:<br /></span> -<span class="i0">ma come al mio pensiero era infinita<br /></span> -<span class="i0">la traccia, intorno a te, de' tuoi sentieri!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi città corsi, e vidi regni e imperi<br /></span> -<span class="i0">e agli occhi miei la terra è impiccolita:<br /></span> -<span class="i0">nessun mistero in essa più m'invita:<br /></span> -<span class="i0">triste pur questa casa, e io son quel d'ieri.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or se rivolgo il viso al ciel notturno,<br /></span> -<span class="i0">quanto sei breve, terra, e come immenso,<br /></span> -<span class="i0">cielo, ove miro con impazïenza!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma come avvien ch'io palpiti non senza<br /></span> -<span class="i0">dolcezza, quando a te, villaggio, penso,<br /></span> -<span class="i0">ultimo albergo al mio cuor taciturno?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[Pg 64]</a></span></p> - -<h3>Circolo vitale.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Stanca, stanca è la vecchia Italia, tante<br /></span> -<span class="i0">vite nutriva e spesso vïolenti,<br /></span> -<span class="i0">e i figli ultimi, ad altre terre intenti,<br /></span> -<span class="i0">cura non hanno più della gestante.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vive la nostra terra, se i fermenti<br /></span> -<span class="i0">l'avvolgano d'un'opera incessante:<br /></span> -<span class="i0">feconda sempre se animali e piante,<br /></span> -<span class="i0">nati da lei, vi tornino morenti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Uopo è che scorra in onde armonïose<br /></span> -<span class="i0">nel corpo della terra genitrice<br /></span> -<span class="i0">il circolo perenne della vita...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ah, quando l'uomo con facili dita<br /></span> -<span class="i0">emanerà la volontà felice<br /></span> -<span class="i0">e l'armonia su 'l moto e su le cose?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[Pg 65]</a></span></p> - -<h3>I dissodatori.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Lasciano a mille a mille l'alveare,<br /></span> -<span class="i0">come le pecchie van nell'afa estiva.<br /></span> -<span class="i0">Ove, che importa? ove si muoia o viva,<br /></span> -<span class="i0">dentro i navigli che son culle e bare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Scendono a branchi: madri nella stiva<br /></span> -<span class="i0">covano bimbi e li addormenta il mare;<br /></span> -<span class="i0">vecchi sognano un novo focolare<br /></span> -<span class="i0">che scaldi lor la vita fuggitiva...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare<br /></span> -<span class="i0">generi e culli un'inesausta prole<br /></span> -<span class="i0">e la spandi pel mondo come il grano.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Portatrice di pace ov'essa appare,<br /></span> -<span class="i0">la terra scopre le sue membra al sole,<br /></span> -<span class="i0">perchè il seme si levi e il fiore umano.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[Pg 66]</a></span></p> - -<h3>A uno straniero.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Non domandare, amico mio, qual gente<br /></span> -<span class="i0">tenga il paese delle belle forme.<br /></span> -<span class="i0">Il nostro genio in sale antiche dorme:<br /></span> -<span class="i0">n'assiste il sonno un popolo indolente.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Mentre dai monti al mar corron le torme<br /></span> -<span class="i0">a depredare il bel retaggio intente,<br /></span> -<span class="i0">su la terra che cela il sogno ardente<br /></span> -<span class="i0">dei padri monta un incubo deforme.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tra le case senz'anima e le strade<br /></span> -<span class="i0">senza faccia, nei nuovi simulacri<br /></span> -<span class="i0">pur la materia umilïata appare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">O popolo, tu spazza le contrade<br /></span> -<span class="i0">d'Italia, e quest'obbrobrïo i lavacri<br /></span> -<span class="i0">d'Appennino e dell'Alpi urgano al mare!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[Pg 67]</a></span></p> - -<h3>Al popolo d'Italia.</h3></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Mentre i tuoi primi nati aprono l'ale<br /></span> -<span class="i0">verso terre che arridono più liete<br /></span> -<span class="i0">di premî e d'opre e dentro il suol natale<br /></span> -<span class="i0">il vecchio padre semina e non miete,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">popol di vecchi e di fanciulli, quale<br /></span> -<span class="i0">nuova ricerca t'anima? qual sete<br /></span> -<span class="i0">d'esperïenze? E quando l'ideale<br /></span> -<span class="i0">è prossimo, ti volgi ad altre mète.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Giunto ieri fra' nuovi popoli, oltre<br /></span> -<span class="i0">guardi, oltre corri con crescente affanno,<br /></span> -<span class="i0">l'altrui vedendo più che 'l tuo dolore...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">T'assistan vigilanti nella coltre<br /></span> -<span class="i0">del suolo sacro i padri: essi ben sanno<br /></span> -<span class="i0">che il destino t'elesse iniziatore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[Pg 68]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Iniziatore t'elesse il destino<br /></span> -<span class="i0">che modellò, divelto da l'ardente<br /></span> -<span class="i0">Africa, e offrì, desìo de l'Occidente,<br /></span> -<span class="i0">questo pensile in mare arco Appennino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Del suol benigno e dell'aer marino<br /></span> -<span class="i0">foggiò la saggia armonïosa gente<br /></span> -<span class="i0">che a l'antica Eüropa e a la recente<br /></span> -<span class="i0">infuse il chiaro spirito latino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E volle che splendesse da le belle<br /></span> -<span class="i0">città, maestra nel crear la mano,<br /></span> -<span class="i0">luce il pensier, musica l'idïoma;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e radïassi fra le tue sorelle,<br /></span> -<span class="i0">tu che vedi passar, cozzanti invano<br /></span> -<span class="i0">contro di te, uomini e numi, Roma.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[Pg 69]</a></span></p> - -<h3>L'appello.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i21"> -Cui mundus est patria.<br /></span> -<span class="i6"><span class="smcap">Bruno.</span><br /></span> -</div></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Il profugo sostò presso il confine<br /></span> -<span class="i0">ond'uscì giovinetto a le venture.<br /></span> -<span class="i0">Ecco le verdi valli e le pianure<br /></span> -<span class="i0">digradanti co' fiumi a le marine.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Terra, che nutri primogeniture<br /></span> -<span class="i0">invide, trafficanti, fra meschine<br /></span> -<span class="i0">trame di guerre e paci, le rovine<br /></span> -<span class="i0">sacre delle paterne sepolture!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Chi chiama? Àrmano a guardia degli scrigni<br /></span> -<span class="i0">popolo contro popolo i mercanti.<br /></span> -<span class="i0">«A l'armi!» urla un lor capo tremebondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">—A le vanghe, a le macchine, a gli ordigni<br /></span> -<span class="i0">trasmutatori della vita, o erranti<br /></span> -<span class="i0">italïoti ai quali patria è il mondo!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[Pg 70]</a></span></p> - -<h3>Bruto ultimo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Fanciullo senza pane e senz'amore,<br /></span> -<span class="i0">un giorno invano ti passò vicino:<br /></span> -<span class="i0">come allor lo rinneghi oggi che muore<br /></span> -<span class="i0">tardivo alunno di un pensier latino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Credette essere il braccio del destino<br /></span> -<span class="i0">contro un tiranno, egli liberatore.<br /></span> -<span class="i0">Quei non era che un uomo: egli è assassino...<br /></span> -<span class="i0">Passarono. Nè muta ora il Dolore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Anch'io volli trovar quei che produce<br /></span> -<span class="i0">il Male. Esiste? No... Ma ne ricada<br /></span> -<span class="i0">l'onta su ognuno ch'è saggio e felice!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Io già ti chiesi, Arte liberatrice,<br /></span> -<span class="i0">un metallo per fondermi una spada,<br /></span> -<span class="i0">or ti chiedo un metal ch'espanda luce!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[Pg 71]</a></span></p> - -<h3>In un museo lontano.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme?<br /></span> -<span class="i0">Qualcosa de' suoi padri è prigioniero<br /></span> -<span class="i0">in ogni terra: egli non è straniero<br /></span> -<span class="i0">ove dei padri hanno esulato l'orme.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oasi di riposo al suo pensiero<br /></span> -<span class="i0">destò la vista delle belle forme.<br /></span> -<span class="i0">Tace. Dintorno scendono ombre a torme,<br /></span> -<span class="i0">ombre di antichi dallo sguardo austero.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Susurran l'ombre: «Occhio che par serbare<br /></span> -<span class="i0">la luce come il dïamante, mani<br /></span> -<span class="i0">suscitatrici d'armonie viventi!...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oggi avvinto a la gleba fra' giumenti,<br /></span> -<span class="i0">d'idee latine e di beltà domani<br /></span> -<span class="i0">adornerai la terra arata e il mare!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[Pg 72]</a></span></p> - -<h3>Garibaldi.</h3></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ebbe il braccio fulmineo degli avi<br /></span> -<span class="i0">e il nostro cuor dal palpito profondo.<br /></span> -<span class="i0">V'è un genio istesso, che dal suol fecondo<br /></span> -<span class="i0">della patria rivive a' giorni gravi?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Eri tu certo, Ligure, che davi<br /></span> -<span class="i0">a un re straniero inutilmente un mondo;<br /></span> -<span class="i0">or, dato un tetto a un popolo errabondo,<br /></span> -<span class="i0">all'unïon dei popoli auguravi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E quando sul Gianicolo balzasti,<br /></span> -<span class="i0">Roma sorrise a tutti gli uomini. Ere<br /></span> -<span class="i0">di sangue, chiuse! Aperti nuovi fasti!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or tu, sul monte, bronzeo resti, quale<br /></span> -<span class="i0">della leggenda ultimo cavaliere,<br /></span> -<span class="i0">poi che ti colse in fronte l'Ideale.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[Pg 73]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Sparve con te la bella guerra, come<br /></span> -<span class="i0">meteora d'olocausto, che le madri<br /></span> -<span class="i0">benediceano. Ancor raggiò fra' padri<br /></span> -<span class="i0">boeri e sparve con le rosse chiome.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ecco un convulso mostro, ora, che vome<br /></span> -<span class="i0">strage. I guerrieri ciechi, fra' lor quadri<br /></span> -<span class="i0">di ferro, odon venir con passi ladri,<br /></span> -<span class="i0">d'onde? la morte e non li chiama a nome.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Giovani, in patria producean i frutti<br /></span> -<span class="i0">della vita e mietevanli per tutti.<br /></span> -<span class="i0">Falciati, lungi, sotto ignote stelle!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Altri verranno, che la fame svelle<br /></span> -<span class="i0">da la lor terra, a spremere un tesoro<br /></span> -<span class="i0">per colui che ha mercato il sangue e l'oro!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[Pg 74]</a></span></p> - -<h4>III.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Tornerà un giorno. Una novella gesta<br /></span> -<span class="i0">leverà fama da un lido lontano<br /></span> -<span class="i0">e l'anima d'Italia udrà ridesta<br /></span> -<span class="i0">sonar pel mondo un nome italïano.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dai padri che hanno vinto la foresta<br /></span> -<span class="i0">e nei deserti propagato il grano,<br /></span> -<span class="i0">apporterà virtù novelle a questa<br /></span> -<span class="i0">esausta terra e un largo cuore umano.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">I simboli onde mascherati gli uomini<br /></span> -<span class="i0">succhian la vita agli uomini, arderà,<br /></span> -<span class="i0">e: «Destate l'eroe dentro di voi!»<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">griderà intorno. E sorgeran gli eroi,<br /></span> -<span class="i0">eroi di pace a te, Roma unità,<br /></span> -<span class="i0">eroi d'amore, o Roma amor degli uomini!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[Pg 75]</a></span></p> - -<h2 class="half">La natura.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[Pg 77]</a></span></p> - -<h3>Pan.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Anch'io cercai svèllermi da la stretta<br /></span> -<span class="i0">delle cose e degli uomini, a la pace<br /></span> -<span class="i0">formidabile, a l'aer freddo che tace<br /></span> -<span class="i0">oltre il vento, oltre i ghiacci, oltre ogni vetta.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Piccola umana emozïon vivace,<br /></span> -<span class="i0">cui la più torbid'anima è soggetta!<br /></span> -<span class="i0">Sali, e arrancando dietro te s'affretta<br /></span> -<span class="i0">qualche minuta realtà seguace.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Un murmure, un frullar d'ale improvviso,<br /></span> -<span class="i0">un vagito, una lagrima, un sorriso;<br /></span> -<span class="i0">ecco fuse le note fuggitive<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">nel ritmo del tuo cuore, che si sente<br /></span> -<span class="i0">raggio nell'aria, goccia nel torrente,<br /></span> -<span class="i0">linfa in arterie senza fine vive...<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[Pg 78]</a></span></p> - -<h3>Tu lavorerai!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Agitavano il suol flore possenti,<br /></span> -<span class="i0">fiere devastatrici e stragi immani.<br /></span> -<span class="i0">Apparve l'uomo e con le nude mani<br /></span> -<span class="i0">pazïente educò messi ed armenti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Educò l'acque negli arati piani<br /></span> -<span class="i0">e il fuoco animator di vita e i venti<br /></span> -<span class="i0">sul mare; con le dita intelligenti<br /></span> -<span class="i0">regge ora i freni delle forze immani.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Scruta i minimi, distruttori, e vuole<br /></span> -<span class="i0">propizia a sè l'opera della morte.<br /></span> -<span class="i0">Pur muore, ma inesausta è la sua prole.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E la terra rimuta senza tregua.<br /></span> -<span class="i0">Perchè? Silenzio. Passa una coorte<br /></span> -<span class="i0">nuova; fatica, interroga, dilegua.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[Pg 79]</a></span></p> - -<h3>La Ruota.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ti trovò l'uom fra i sassi dei torrenti,<br /></span> -<span class="i0">seco ti spinse nelle migrazioni;<br /></span> -<span class="i0">e ancella nelle gelide stagioni,<br /></span> -<span class="i0">tessevi lane, tritavi frumenti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ora la forza innumere alimenti<br /></span> -<span class="i0">fra le sue sagge mani; arguta suoni<br /></span> -<span class="i0">nelle sue case o procellosa tuoni<br /></span> -<span class="i0">e al monte, al mare esseri strani avventi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Esseri strani l'uomo crea, l'ignoto<br /></span> -<span class="i0">a conquistargli, esseri onnipossenti,<br /></span> -<span class="i0">nei quali tu, cuore perenne, vivi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tu che i minuti suoi misuri e inscrivi,<br /></span> -<span class="i0">insiem col giro degli abissi ardenti,<br /></span> -<span class="i0">intorno al centro dell'eterno moto.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[Pg 80]</a></span></p> - -<h3>Linguaggio.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Odi, Sigfrido, a te fluire i suoni<br /></span> -<span class="i0">della foresta? Parlano gli uccelli.<br /></span> -<span class="i0">Tutto vive e ti dà fraterni appelli.<br /></span> -<span class="i0">Sparvero mostri e dèi, illusïoni.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'uom rispondeva e in lui nuove unïoni<br /></span> -<span class="i0">facean le voci. Udivano i fratelli,<br /></span> -<span class="i0">ripetean la parola, che, in suggelli<br /></span> -<span class="i0">incisa, venne a le generazioni.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Era un suono di vento ed è consenso<br /></span> -<span class="i0">oggi d'umanità. Poche parole<br /></span> -<span class="i0">l'anima nostra chiudono e l'immenso.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Occupano la terra, come vuole<br /></span> -<span class="i0">l'uomo: e a rapire qualche nuovo senso<br /></span> -<span class="i0">emigran oltre l'orbita del sole.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[Pg 81]</a></span></p> - -<h3>Musica.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Nascesti avvolto da le voci erranti<br /></span> -<span class="i0">nelle frondi e su l'acque; e tra le gole<br /></span> -<span class="i0">canore che opprimean talor gli schianti<br /></span> -<span class="i0">del tuono, emerse il tuo cantico al sole;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e quando venner meno le parole,<br /></span> -<span class="i0">i metalli squillarono: con quanti<br /></span> -<span class="i0">strumenti il mondo giubila o si duole<br /></span> -<span class="i0">moltiplicasti l'onda de' tuoi canti,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Uomo! Così ti levi, inno che domini<br /></span> -<span class="i0">l'odio; che accordi la gioia e lo strazio<br /></span> -<span class="i0">spiranti verso la serenità.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così ti comporrai, coro degli uomini,<br /></span> -<span class="i0">cantico della terra, e nello spazio<br /></span> -<span class="i0">coro degli astri per l'eternità.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[Pg 82]</a></span></p> - -<h3>Aer.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Inesauribil spirito, che i baci<br /></span> -<span class="i0">dei fiori accosti, e penetri le frondi<br /></span> -<span class="i0">ed inazzurri l'etere e circondi<br /></span> -<span class="i0">la terra e il mar di palpiti vivaci;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">aër che invadi i sudanti toraci<br /></span> -<span class="i0">e in desïosi cantici ti effondi;<br /></span> -<span class="i0">che inerte su le bocche aride giaci<br /></span> -<span class="i0">se l'impulso d'un cuor non ti secondi!...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Anche il libero ossigeno ai polmoni<br /></span> -<span class="i0">dei fratelli usurpava il Violento<br /></span> -<span class="i0">e corrompeva in tugurii e prigioni!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Finchè tu nol riduca uno strumento<br /></span> -<span class="i0">di maggior vita, o Uomo, che componi<br /></span> -<span class="i0">sul ritmo del tuo cuore ogni elemento.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[Pg 83]</a></span></p> - -<h3>O mare!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Nasceva in te la vita originale,<br /></span> -<span class="i0">quando il cuor della terra alzava i monti;<br /></span> -<span class="i0">poi scese a te col corso delle fonti<br /></span> -<span class="i0">l'uomo che porta nelle vene il sale.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E un fusto cavo, indi animato d'ale,<br /></span> -<span class="i0">grande si profilò su gli orizzonti,<br /></span> -<span class="i0">e le stirpi degli uomini sui ponti<br /></span> -<span class="i0">doni e morte mescean con vece uguale.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando su l'acque un novo mostro apparve,<br /></span> -<span class="i0">di fuoco e ferro, e sotto l'energia<br /></span> -<span class="i0">trista dell'uom tu soffri, o mare, o mare!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma un dì, scomparse queste cupe larve,<br /></span> -<span class="i0">pulserai col cuor nostro in armonia,<br /></span> -<span class="i0">anima irrefrenabile del mare!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[Pg 84]</a></span></p> - -<h3>Il padre.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Il vecchio siede a lato del portone<br /></span> -<span class="i0">di fronte ai campi immensi e agli aratori.<br /></span> -<span class="i0">Ligneo, curvato a terra, par che implori<br /></span> -<span class="i0">mercè ch'è vivo ancora una stagione.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Non ebbe in ottant'anni che dolori,<br /></span> -<span class="i0">nel timor del suo dio, del suo padrone:<br /></span> -<span class="i0">onde pensando all'ultimo sermone<br /></span> -<span class="i0">si reputa il più reo dei peccatori.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma spera... In gioventù qualche stravizio:<br /></span> -<span class="i0">qualche facezia prima di sposare...<br /></span> -<span class="i0">Poi venne la famiglia e la saggezza,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e la miseria. Ond'egli or accarezza<br /></span> -<span class="i0">l'idea del Purgatorio. A peggio andare,<br /></span> -<span class="i0">sarà finito il giorno del Giudizio!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[Pg 85]</a></span></p> - -<h3>Il figlio.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma il figlio intorno per la nebbia esplora:<br /></span> -<span class="i0">scorge su quella l'ombra sua gigante:<br /></span> -<span class="i0">questa era Dio. Poi guarda il ciel distante<br /></span> -<span class="i0">ove nascono mondi ad ora ad ora.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'universo ci ignora. Il fluttuante<br /></span> -<span class="i0">mar dell'essere ci agita e divora,<br /></span> -<span class="i0">minimi nell'immenso. Forse adora<br /></span> -<span class="i0">la formica il calzare del passante?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Allora, mentre il padre trema e prega,<br /></span> -<span class="i0">«Terra, almen tu sei mia!» pianta la stiva<br /></span> -<span class="i0">nel suolo, e il frutto della vita afferra.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Alcuno in nome di quel Dio ci nega<br /></span> -<span class="i0">quel ch'è di tutti? No, fratelli. E viva,<br /></span> -<span class="i0">nostra comune eredità, la Terra!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[Pg 86]</a></span></p> - -<h3>Oro.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Oro, l'industrïoso uomo ti svelle<br /></span> -<span class="i0">rilucente e sonoro di sotterra:<br /></span> -<span class="i0">ti suggella e nel piccol pugno afferra<br /></span> -<span class="i0">con te il valor del suo mondo ribelle.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E cercandosi l'energie sorelle,<br /></span> -<span class="i0">tu sei l'anello per cui l'uom si serra<br /></span> -<span class="i0">intorno al globo, irretica la terra<br /></span> -<span class="i0">di sue radici e i rami alza a le stelle.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Questo sei? Fosti. Or, usurpato il regno<br /></span> -<span class="i0">del pensier, del lavoro, dell'amore<br /></span> -<span class="i0">e delle sante cose ond'eri segno,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">contro te grida il sangue d'ogni cuore...<br /></span> -<span class="i0">Altra bellezza, altro destin più degno<br /></span> -<span class="i0">t'imprima il fuoco purificatore!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[Pg 87]</a></span></p> - -<h3>Occhi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Occhi miei, da quel dì che il bel sembiante<br /></span> -<span class="i0">che specchiaste a lo schiudervi, è dissolto,<br /></span> -<span class="i0">e la natura vi scoprì il suo volto,<br /></span> -<span class="i0">indi la donna vi sorrise amante,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">quante fuggenti ombre di cose, quante<br /></span> -<span class="i0">femminee rapid'ombre avete accolto!<br /></span> -<span class="i0">Sovr'esse l'arte il suo potere ha svolto,<br /></span> -<span class="i0">le fece umane, ed il mistero sante.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma un dì vi chiuderete, ciglia, porte<br /></span> -<span class="i0">dell'umano spettacolo, e repente<br /></span> -<span class="i0">la notte v'aprirà le sue grand'ale.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E allora, o visi che passate, quale<br /></span> -<span class="i0">imagine su me china e dolente<br /></span> -<span class="i0">custodirò nelle pupille morte?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[Pg 88]</a></span></p> - -<h3>L'asceta.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Tu che t'inchini già verso la zolla<br /></span> -<span class="i0">per aver troppo riguardato i cieli,<br /></span> -<span class="i0">e attonito a' tuoi simboli crudeli<br /></span> -<span class="i0">scordi la vita che a tuoi piè rampolla,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">levati e vivi! Guarda come aneli<br /></span> -<span class="i0">la vita oppressa e in gurgiti ribolla<br /></span> -<span class="i0">in fondo ai mari, e in folgori s'estolla<br /></span> -<span class="i0">pur su le vette immobili di geli.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oggi digiuno per gavazzar poi,<br /></span> -<span class="i0">non sai ch'eterno è l'attimo felice<br /></span> -<span class="i0">se lo riempia il ritmo del tuo cuore?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma tu non odi e muori, mentre noi<br /></span> -<span class="i0">viviamo, consci che non ha radice<br /></span> -<span class="i0">nella morte una vita ulterïore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[Pg 89]</a></span></p> - -<h3>In piedi!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando l'uomo depose lo sgomento<br /></span> -<span class="i0">e il mondo ornò di deità fraterne,<br /></span> -<span class="i0">come bello moveva con le alterne<br /></span> -<span class="i0">ginocchia, il capo verso il firmamento!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma tra quelle, una orrenda, ecco, ne scerne,<br /></span> -<span class="i0">Javeh, l'ultimo Dio. Cadde col mento<br /></span> -<span class="i0">nella polvere, e in quell'atteggiamento<br /></span> -<span class="i0">l'effimero s'inflisse pene eterne.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh, risorga oggi su le membra belle<br /></span> -<span class="i0">l'uomo ed esalti questa sua terrena<br /></span> -<span class="i0">forma di vita che fomenta il sole,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e più alta la renda a la sua prole,<br /></span> -<span class="i0">prima che anneghi nell'aria serena<br /></span> -<span class="i0">ove sgorgano e spengonsi le stelle!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[Pg 90]</a></span></p> - -<h3>Bellezza femminea.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">O rifiorente nelle primavere,<br /></span> -<span class="i0">suprema tra le imagini terrene,<br /></span> -<span class="i0">o voluttà dell'anime serene,<br /></span> -<span class="i0">e rimpianto agli esausti dal piacere!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Il fascino dei sensi idea diviene<br /></span> -<span class="i0">intorno a le tue linee sincere,<br /></span> -<span class="i0">però che il ritmo che t'informa tiene<br /></span> -<span class="i0">dell'armonia che domina le sfere.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Languor di stelle, chiarità di soli,<br /></span> -<span class="i0">riso di mar, serenità di monti,<br /></span> -<span class="i0">la bellezza del mondo ha per te senso.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Tu, datrice di vita, tu consoli<br /></span> -<span class="i0">della vita, se tocchi su le fronti<br /></span> -<span class="i0">che nel tuo cerchio sognano l'immenso!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[Pg 91]</a></span></p> - -<h2 class="half">Il mistero.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[Pg 93]</a></span></p> - -<h3>Nostalgia mistica.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Io sento una leggenda in cuor cantare,<br /></span> -<span class="i0">una leggenda delle nonne pie:<br /></span> -<span class="i0">organi v'accompagnan litanie;<br /></span> -<span class="i0">brillano ceri intorno ad un altare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Processïoni vanno per le vie<br /></span> -<span class="i0">lungo i rosai tra le pinete e il mare:<br /></span> -<span class="i0">cantano le campane e il cielo pare<br /></span> -<span class="i0">un seno immenso pieno d'armonie.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Passa un bimbo che portano a battesimo.<br /></span> -<span class="i0">Passa una croce, chinansi le fronti.<br /></span> -<span class="i0">Passa Gesù portato ad un che muore...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma un nero mago è in mezzo a l'incantesimo.<br /></span> -<span class="i0">Perdona, o sole! se quando tramonti<br /></span> -<span class="i0">un pianto di campane canta in cuore...<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[Pg 94]</a></span></p> - -<h3>Scienza.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Un ricordo. M'avevano insegnato<br /></span> -<span class="i0">a temere la folgore. Nel campo<br /></span> -<span class="i0">sterminato ero solo. Ed ecco, un lampo<br /></span> -<span class="i0">guizza: lo segue un lugubre boato.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Fuggo, guardando ai gran' roveri; inciampo;<br /></span> -<span class="i0">salto tra' solchi, tra' fossi, inzuppato<br /></span> -<span class="i0">di pioggia. Ecco la strada, e infine a lato<br /></span> -<span class="i0">i fili telegrafici, lo scampo!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Scampo? Il destino dentro i ragnateli<br /></span> -<span class="i0">aerei s'impiglia sì che i teli<br /></span> -<span class="i0">la morte scocca sui mortali a vuoto?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">La scïenza così tesse i suoi veli<br /></span> -<span class="i0">su noi. Guardiamo: il cielo è breve e noto...<br /></span> -<span class="i0">Illusïon! Dietro è il Mistero immoto!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[Pg 95]</a></span></p> - -<h3>San Giovanni.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Io nella notte della terra e in fondo<br /></span> -<span class="i0">a gli abissi dell'etere m'immersi,<br /></span> -<span class="i0">il cielo ingombro con grand'ala apersi<br /></span> -<span class="i0">lungi spingendo i limiti del mondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Le forme cui divine leggi infersi<br /></span> -<span class="i0">del mio spirito penetro e circondo:<br /></span> -<span class="i0">io nell'immensità punto errabondo<br /></span> -<span class="i0">di me riempio gli esseri universi...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Povero capo mio, come di piombo,<br /></span> -<span class="i0">grave, che affondi in un assiduo rombo<br /></span> -<span class="i0">pieni gli occhi dell'ombra interïore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Oh riposare sovra un saldo petto,<br /></span> -<span class="i0">come, o Signore, un giorno il giovinetto<br /></span> -<span class="i0">apostolo dormì sopra il tuo cuore!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[Pg 96]</a></span></p> - -<h3>Anima.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Larva di sogno? fiato? ombra? Dispare<br /></span> -<span class="i0">fuor dalla spoglia, che si sfascia... Vive<br /></span> -<span class="i0">libera forse in più felici rive?<br /></span> -<span class="i0">esule, vaga intorno al vecchio lare?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dissipata è la spoglia sua nel mare<br /></span> -<span class="i0">del mutamento. Forse da sorgive<br /></span> -<span class="i0">misterïose, in forme sensitive<br /></span> -<span class="i0">immemore ad immemori compare?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Anima, dentro te piccola e chiusa<br /></span> -<span class="i0">o con l'umanità, nell'avvenire<br /></span> -<span class="i0">e nel passato, immensa anima effusa!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Eterna fosti. Or puoi, l'istante giunto,<br /></span> -<span class="i0">sognando l'immortalità morire...<br /></span> -<span class="i0">Dopo, che importa? Eterna fosti un punto.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[Pg 97]</a></span></p> - -<h3>In memoria di Furio De Amicis.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i6">A Edmondo De Amicis<br /></span> -</div></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">L'adolescente un sogno avea nutrito<br /></span> -<span class="i0">onde cercava in riva al fiume l'orme?<br /></span> -<span class="i0">Sovra gli esuli pini e il Po che dorme<br /></span> -<span class="i0">vaga come un rimpianto d'infinito.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Era il meriggio. Si destò, smarrito.<br /></span> -<span class="i0">Guardò lontano le languenti forme,<br /></span> -<span class="i0">la città, pigra dentro il sole enorme,<br /></span> -<span class="i0">ed annuì come ad un noto invito.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Era come colui che ignaro move<br /></span> -<span class="i0">nella notte fra sozzi ebbri digiuno,<br /></span> -<span class="i0">e chiude gli occhi e di vegliar rifiuta.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">«Ah non è qui la vita! Altrove, altrove!»<br /></span> -<span class="i0">Laggiù, lontano, udì piangere alcuno?<br /></span> -<span class="i0">E si rivolse verso l'ombra muta.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[Pg 98]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">L'albero si chinò sopra uno schianto<br /></span> -<span class="i0">aperto nelle sue viscere stesse<br /></span> -<span class="i0">quando i due rami giovinetti oppresse<br /></span> -<span class="i0">il soffio della morte e un giacque infranto.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E attende, il padre. Con entrambi intanto<br /></span> -<span class="i0">cammina: nei silenzî ode sommesse<br /></span> -<span class="i0">voci. Nè guarda; come se temesse<br /></span> -<span class="i0">fugare un'ombra che gli viene accanto.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E si desta al mattin con un singhiozzo<br /></span> -<span class="i0">chiuso. Perchè? Non ritornò l'assente?<br /></span> -<span class="i0">Pur scialbo è il sole e l'anima non paga.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi lo sorprende una tristezza vaga:<br /></span> -<span class="i0">ed ei s'ascolta, come chi repente<br /></span> -<span class="i0">sente il braccio doler che gli fu mozzo.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[Pg 99]</a></span></p> - -<h4>III.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Ignoro, amico, la parola buona!...<br /></span> -<span class="i0">Da le cellule prime a le stormenti<br /></span> -<span class="i0">foreste che moltiplicano i venti,<br /></span> -<span class="i0">ove l'aria nei tronchi s'imprigiona;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">da l'immobile vita che ai moventi<br /></span> -<span class="i0">esseri fiato e nutrimento dona,<br /></span> -<span class="i0">sino a quei che il ricordo fa persona<br /></span> -<span class="i0">e la parola fa re dei viventi,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">ecco la Terra svolgersi, a l'invito<br /></span> -<span class="i0">del Sole; da le viscere del Tutto<br /></span> -<span class="i0">traendo in cima ai rami il fiore umano...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Il fior matura, e dove il piccol grano<br /></span> -<span class="i0">cada, non sa la Madre, che il suo frutto<br /></span> -<span class="i0">disseminando va nell'Infinito!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[Pg 100]</a></span></p> - -<h3>Stupor sacro.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Formidabile a l'uom, Vita del mondo,<br /></span> -<span class="i0">con le tue vaste passïoni incombi:<br /></span> -<span class="i0">guizzi e scrosci coi nembi e dal profondo<br /></span> -<span class="i0">cuor della terra, impazïente rombi.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E, Morte, tu, vasta e repente piombi<br /></span> -<span class="i0">sopra un gregge d'efimeri errabondo:<br /></span> -<span class="i0">ancor n'udiamo i colpi e l'ecatombi<br /></span> -<span class="i0">copron già il suol, scendono al mare in fondo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Qualcosa in noi rimuore a la fraterna<br /></span> -<span class="i0">morte. Qualcosa è in me che già passò<br /></span> -<span class="i0">la morte? Sopravvive e si rimembra.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sopravvivrà? In quali umane membra<br /></span> -<span class="i0">od ignota compagine, non so:<br /></span> -<span class="i0">rivibrerà la mia sostanza eterna.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[Pg 101]</a></span></p> - -<h3>Le Ipotesi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi che la terra i membri effusi e vani<br /></span> -<span class="i0">raccolse e il mar cingeva gli emisferi,<br /></span> -<span class="i0">ond'erompean al cielo i monti alteri<br /></span> -<span class="i0">e si spandean l'alluvïoni ai piani,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">o coscïenza della terra, ov'eri?<br /></span> -<span class="i0">Il piccol uomo allor sognò titani;<br /></span> -<span class="i0">s'erigevan sui culmini montani,<br /></span> -<span class="i0">gonfiavan di lor collere i crateri.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sognò gli dèi per debellarli, belle<br /></span> -<span class="i0">stirpi e ristette, contemplando quelle<br /></span> -<span class="i0">imagini di sè levate in guerra.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sparvero, e l'uomo or lancia da la terra<br /></span> -<span class="i0">le moriture deità novelle;<br /></span> -<span class="i0">crede e riposa e cerca nuove stelle.<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[Pg 103]</a></span></p> - -<h2 class="half">Umanità.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[Pg 105]</a></span></p> - -<h3>Duplex, omnis et unus.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Per me desiderai le rose, il vino,<br /></span> -<span class="i0">la voluttà, le gioie tutte, per me?<br /></span> -<span class="i0">Ben poco m'ebbi e sazio ero. Perchè?<br /></span> -<span class="i0">Avevo udito piangermi vicino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ben poco m'ebbi e tutto diedi, infino<br /></span> -<span class="i0">che sentendomi privo anche di me,<br /></span> -<span class="i0">trovai colei che a me stesso mi diè,<br /></span> -<span class="i0">e fummo un'onda nel ritmo divino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Or tutto io sono, tutto effondo, aduno,<br /></span> -<span class="i0">il pane e l'acqua ed il dolore umano<br /></span> -<span class="i0">trasmuto in sangue ed in pensier' d'amore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sibilla ed io: ch'io son duplice e uno,<br /></span> -<span class="i0">una mano, pur mia, nella mia mano<br /></span> -<span class="i0">e un cuore, altro mio cuor, dentro il mio cuore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[Pg 106]</a></span></p> - -<h3>Lotta per la vita.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Nei campi della vita ecco un'immensa<br /></span> -<span class="i0">strage. Il più forte l'indifeso assale.<br /></span> -<span class="i0">Da la cellula a l'uom, lungo le scale<br /></span> -<span class="i0">della vita, l'un fa dell'altro mensa.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma dai fermenti che la strage addensa,<br /></span> -<span class="i0">più ricca balza l'energia vitale;<br /></span> -<span class="i0">annoda ganglî, organi tende, sale;<br /></span> -<span class="i0">s'accende e raggia in un cervel che pensa.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E s'una Mente alfin l'ha scorta, vana<br /></span> -<span class="i0">non fu la guerra; i fremiti ne ammorza,<br /></span> -<span class="i0">la volge a un bene ch'ella stessa ignora.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Perchè la terra ha un'anima, che implora<br /></span> -<span class="i0">d'eromper da le viscere a la scorza<br /></span> -<span class="i0">e d'integrarsi in questa anima umana!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[Pg 107]</a></span></p> - -<h3>Le città.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi che raminga in pavidi ripari<br /></span> -<span class="i0">foggiò la fiera onnivora l'Arnese<br /></span> -<span class="i0">per uccidere e per creare, e scese<br /></span> -<span class="i0">lungo i pingui bacini e gli estuari,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">presso le tombe edificati i lari,<br /></span> -<span class="i0">li ornò di templi e cinse con difese;<br /></span> -<span class="i0">strade ne irradïò: donde contese<br /></span> -<span class="i0">e tregue lungo i lidi e sovra i mari.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Pace, o fucine, dove su l'incudini<br /></span> -<span class="i0">del dolore l'uom foggia il suo futuro:<br /></span> -<span class="i0">niun nato d'uomo in voi più sia straniero!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Issate i fari per le latitudini<br /></span> -<span class="i0">a illuminar le vie del cielo oscuro,<br /></span> -<span class="i0">palpitando la terra a un sol pensiero!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[Pg 108]</a></span></p> - -<h3>Su un orologio.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Un anno, un giorno, un'ora... Ed anco un anno,<br /></span> -<span class="i0">un giorno, un'ora! Il tempo immobil dura.<br /></span> -<span class="i0">La lancetta procede con sicura<br /></span> -<span class="i0">costanza, senza sosta e senza inganno.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Con ugual legge per gli spazî vanno<br /></span> -<span class="i0">gli astri e ciascuno ai prossimi è misura.<br /></span> -<span class="i0">Docili intorno ad una Forza oscura<br /></span> -<span class="i0">per tutto il tempo ancor graviteranno.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ma della vita l'indice è la noia<br /></span> -<span class="i0">lenta e fra lenti battiti l'ingoia<br /></span> -<span class="i0">tosto l'ignoto che ci è tomba e culla.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Pur quando guida il dito dell'Amore<br /></span> -<span class="i0">o del Dolore sul quadrante l'ore,<br /></span> -<span class="i0">l'attimo è tutto ed una vita è nulla.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[Pg 109]</a></span></p> - -<h3>Il pessimista.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Chiamatelo fra voi! Non lo vedeste<br /></span> -<span class="i0">giungere, cupo e solo, fra' tumulti<br /></span> -<span class="i0">vostri? Non par che il muto teste insulti<br /></span> -<span class="i0">ai vostri lutti ed alle vostre feste?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">No. Tace. Guarda, e forse pianti occulti<br /></span> -<span class="i0">reprime sotto le pupille meste,<br /></span> -<span class="i0">e il suo petto, che par immoto, investe<br /></span> -<span class="i0">un impeto frenato di singulti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Chiamatelo! Non lasci egli le soglie<br /></span> -<span class="i0">così. Implorerà? Senza che implori,<br /></span> -<span class="i0">ebben, fategli dolce vïolenza.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Poich'egli sa che non è viver senza<br /></span> -<span class="i0">gioir dei gaudii, soffrir dei dolori<br /></span> -<span class="i0">vostri, morire della vostra morte!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[Pg 110]</a></span></p> - -<h3>Riso e pianto.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Pianto ed oblio! Rugiada che i vapori<br /></span> -<span class="i0">dell'amore e dell'odio assorbi, esali;<br /></span> -<span class="i0">effusïone di prementi mali,<br /></span> -<span class="i0">balsamo che la gioia anche insapori!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E tu sorriso e riso alto che sfiori<br /></span> -<span class="i0">le guance adolescenti e vivo sali<br /></span> -<span class="i0">dai cuori offesi e i giochi dei mortali<br /></span> -<span class="i0">dinanzi ai savî d'ironia decori!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Salubri doni! Abbatte uno le fronti<br /></span> -<span class="i0">sul gorgo senza tempo, ove le terge<br /></span> -<span class="i0">l'Essere addormïente, animatore;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">l'altro le aderge verso gli orizzonti<br /></span> -<span class="i0">serenatori, dove eterna emerge<br /></span> -<span class="i0">la verità redenta dal dolore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[Pg 111]</a></span></p> - -<h3>Il Santo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Pensava il Santo quant'è cosa acerba<br /></span> -<span class="i0">vivere. E non perchè la carne muore,<br /></span> -<span class="i0">ma perchè il vivo al vivo dà dolore.<br /></span> -<span class="i0">Ond'ei cessò di pascere pur l'erba.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E una voce gli sonò dentro: «Serba<br /></span> -<span class="i0">la pietà per la vita inferïore;<br /></span> -<span class="i0">ma da la tua, somma di vite e fiore,<br /></span> -<span class="i0">ne germogli una forma più superba.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Compiangi il mondo pur, ma più compiangi<br /></span> -<span class="i0">gli uomini, e torna a le lor case e addita<br /></span> -<span class="i0">le vie per cui si ascende nella vita.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Chè, mentre tu su l'erbe che ti mangi<br /></span> -<span class="i0">lagrimi, intorno ad un vitello d'oro<br /></span> -<span class="i0">i fratelli s'immolano fra loro!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[Pg 112]</a></span></p> - -<h3>In Aracœli.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Vi schierate così, sotto la nave<br /></span> -<span class="i0">cristïana, sui plinti alti, o confitte<br /></span> -<span class="i0">inegualmente al suol, colonne invitte<br /></span> -<span class="i0">di un prepotente impero, or fatte schiave.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Greco scalpello forse da le cave<br /></span> -<span class="i0">d'orïente vi svelse, e pose, ritte<br /></span> -<span class="i0">a l'aria e al sole: or fra le turbe afflitte<br /></span> -<span class="i0">del Galileo v'accascia un'ombra grave...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così, gettato il giogo del fratello,<br /></span> -<span class="i0">l'uomo, ch'esalta la Fortuna alterna,<br /></span> -<span class="i0">le campagne di lui, le case gode;<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">non senza farsi un Dio, cui volge a lode<br /></span> -<span class="i0">la propria gioia e l'abiezion fraterna:<br /></span> -<span class="i0">e il medesimo altare è per suggello.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[Pg 113]</a></span></p> - -<h3>Ecce homo.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Errante in suolo inospite a l'acquisto<br /></span> -<span class="i0">del cibo, l'uomo imaginò nemiche<br /></span> -<span class="i0">forze gravanti sul suo viver tristo<br /></span> -<span class="i0">a punirlo di colpe ignote antiche.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Giovine e amante poi, si finse amiche<br /></span> -<span class="i0">deità, un Olimpo ornò commisto<br /></span> -<span class="i0">di semidei, cospicui per fatiche<br /></span> -<span class="i0">e miracoli... Ed ecco, ultimo, Cristo.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">O Cristo, quanto grave è l'esser dio<br /></span> -<span class="i0">per pietà dei fratelli! «Lungi» esclama<br /></span> -<span class="i0">«questo calice!» E, per la Vita, muore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Adulto or l'uomo riconosce il pio<br /></span> -<span class="i0">sacrifizio di Cristo. Infine egli ama<br /></span> -<span class="i0">la terra, ama la vita, ond'è signore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[Pg 114]</a></span></p> - -<h3>Il Martire.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Voi l'uccideste! Da l'uccisïone<br /></span> -<span class="i0">dei puri eroi castigo mai non venne.<br /></span> -<span class="i0">Non paventate, piangete! Vi tenne<br /></span> -<span class="i0">ira e follia. Gettategli corone.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">V'amò quant'altri mai. La passïone<br /></span> -<span class="i0">di lui volle inalzarvi in un perenne<br /></span> -<span class="i0">volo e non vi bastavano le penne.<br /></span> -<span class="i0">Morì: nel suo riposo or si compone.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Portate l'urna sua con buone scorte<br /></span> -<span class="i0">lungo la vostra via. Caduto è il vento<br /></span> -<span class="i0">d'abisso e non atterra che le cime.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E stringendovi a lui quando v'opprime<br /></span> -<span class="i0">il destino, pensate, in un momento<br /></span> -<span class="i0">di sosta, a la giustizia della morte.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[Pg 115]</a></span></p> - -<h3>Gocce di sangue.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Gocce di sangue? È l'alba, mentre torno<br /></span> -<span class="i0">al lavoro. Le screzïò d'argento<br /></span> -<span class="i0">sul marciapiede il ghiaccio. Uno sgomento<br /></span> -<span class="i0">m'assale. Tutto ancora tace intorno.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'oro, l'amore, il vino?... Era il ritorno<br /></span> -<span class="i0">della belva primeva. Ed un momento<br /></span> -<span class="i0">guizzò un'arma, sparì. Non un lamento<br /></span> -<span class="i0">forse. Silenzio ed ombra. Ed ora è giorno.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Perciò la Vita con tanto dolore<br /></span> -<span class="i0">s'orïentò, salì verso la Mente?<br /></span> -<span class="i0">Ecco, l'annienta un attimo d'oblio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Altri guarda e sen va. M'affretto anch'io...<br /></span> -<span class="i0">Ricche arterie ha la Vita e non risente<br /></span> -<span class="i0">di due stille cadute dal suo cuore.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[Pg 116]</a></span></p> - -<h3>Ahasvero.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Gli esuli dissodavano le zolle<br /></span> -<span class="i0">d'una inospite landa, e l'uno chiese<br /></span> -<span class="i0">dell'altro. Ognuno avea patito offese<br /></span> -<span class="i0">dall'uomo. Uno esulò per fame, un volle<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">fuggir per non uccidere; contese<br /></span> -<span class="i0">altri per un amore, altri in un folle<br /></span> -<span class="i0">impeto uccise. Ora: «Tra il fiume e il colle—<br /></span> -<span class="i0">diceano—leveremo ardue difese».<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando un vecchio passò. Ristette l'Uomo<br /></span> -<span class="i0">errante, udì: scoteva il petto annoso<br /></span> -<span class="i0">un singhiozzo. Riprese il suo cammino.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">—«Vecchio, perchè non sosti?»—«È nel destino<br /></span> -<span class="i0">ch'io vada ancora e non abbia riposo<br /></span> -<span class="i0">che in una terra ove l'uomo ami l'uomo!»<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[Pg 117]</a></span></p> - -<h3>L'uomo tragico.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">—«Vuoi obliare? Dietro te gigante<br /></span> -<span class="i0">t'inquieta il passato. Oh non sognare,<br /></span> -<span class="i0">tu vorresti, andar naufrago nel mare<br /></span> -<span class="i0">dell'essere; non viver che l'istante!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Ebben, segui il tuo sol come le piante,<br /></span> -<span class="i0">chiudi le ciglia quando il sol dispare;<br /></span> -<span class="i0">fuggi gli umani, ama le cose ignare...<br /></span> -<span class="i0">Dormi. Ed ecco un liquore inebbrïante...»<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">—No! Ricordare! Io sono la memoria<br /></span> -<span class="i0">degli esseri che fui. E mi commove<br /></span> -<span class="i0">tutto l'eterno ad ogni batter d'ore.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Vivere, quanto l'Uomo: esser la storia,<br /></span> -<span class="i0">la coscïenza della Terra, e altrove<br /></span> -<span class="i0">portar me stesso e 'l ricordo e 'l dolore!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[Pg 119]</a></span></p> - -<h2 class="half">Universo.</h2></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[Pg 121]</a></span></p> - -<h3>Le forme.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Vaporava la Terra: abbrividenti<br /></span> -<span class="i0">profili alzava incontro ai soli occidui<br /></span> -<span class="i0">e caotiche forme negli assidui<br /></span> -<span class="i0">sforzi espelleva, esseri incerti, lenti.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">A stento si scioglieano dai residui<br /></span> -<span class="i0">del limo grave. Indi foreste e armenti<br /></span> -<span class="i0">sorsero, e guizzi dentro l'acque e i venti,<br /></span> -<span class="i0">e l'armonia di liberi individui.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">L'ultima forma che la Terra espresse<br /></span> -<span class="i0">l'opera proseguì. Architetture<br /></span> -<span class="i0">pensose trasse dai fianchi materni.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Fasci di nervi or trama e raggi tesse.<br /></span> -<span class="i0">E l'uom stupisce per le creature<br /></span> -<span class="i0">che fioriscon da lui nei maggi eterni.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[Pg 122]</a></span></p> - -<h3>I Minimi.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">È il corpo mio campo d'antiche sfide,<br /></span> -<span class="i0">come la terra dentro la caligine<br /></span> -<span class="i0">primeva. Forse qualche scaturigine<br /></span> -<span class="i0">di vita in me per sempre si recide?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sotto ogni forma bella che al ciel ride<br /></span> -<span class="i0">l'uomo indaga, e l'afferra la vertigine.<br /></span> -<span class="i0">Luce in fondo l'idea. Dove ha l'origine?<br /></span> -<span class="i0">Un fermento la suscita o l'uccide.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Affrettan le agonie, le cose morte<br /></span> -<span class="i0">sgombrano per far adito ai viventi,<br /></span> -<span class="i0">indefessi operai del divenire.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Quando avverrà che domi l'uom quest'ire<br /></span> -<span class="i0">nemiche, e dolce viva, e l'addormenti<br /></span> -<span class="i0">sazio di giorni l'oblïosa morte?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[Pg 123]</a></span></p> - -<h3>Al Foro Romano.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">L'uomo, re delle forme ultime, vuole<br /></span> -<span class="i0">dentro la terra approfondir l'indagine:<br /></span> -<span class="i0">assiduamente fruga la voragine<br /></span> -<span class="i0">che Dante ornò di sue divine fole.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Nel suol, come in vecchio albero, l'imagine<br /></span> -<span class="i0">simultanea degli evi scopre al sole;<br /></span> -<span class="i0">e nei fôri ove ruzza la sua prole,<br /></span> -<span class="i0">il passato si svolge in chiare pagine.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Così la Terra, per l'essere emerso<br /></span> -<span class="i0">ultimo dal suo grembo, apre le ciglia<br /></span> -<span class="i0">e scorge sè piccola, oh quanto! Eppure,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">più vasto è il cielo e pieno di venture<br /></span> -<span class="i0">per la solare piccola famiglia<br /></span> -<span class="i0">in questo breve angolo d'universo.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[Pg 124]</a></span></p> - -<h3>Mosè.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Fra piccole virtù teologali<br /></span> -<span class="i0">Michelangelo sculse un esemplare<br /></span> -<span class="i0">di umanità, sì forte, che destare<br /></span> -<span class="i0">lo volle: «Vivi, e scendi fra' mortali».<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Poi lo volse sdegnoso ad aspettare,<br /></span> -<span class="i0">sui genuflessi sudditi papali,<br /></span> -<span class="i0">che potesse fra un popolo d'eguali<br /></span> -<span class="i0">sciogliere un dì le membra alte e parlare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Secoli ancora! Poi, gli occhi iracondi<br /></span> -<span class="i0">serenerà. Verrà possente, fuori,<br /></span> -<span class="i0">nel sole, vòlto a la Terra Promessa.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Sarà la terra allor folta ed oppressa<br /></span> -<span class="i0">d'uomini, e pronti molti migratori<br /></span> -<span class="i0">verso l'azzurro, fertile di mondi.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[Pg 125]</a></span></p> - -<h3>Altrove!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">O bella nel mare artico Atlantide,<br /></span> -<span class="i0">presso al polo fiorita di ninfee!...<br /></span> -<span class="i0">Gelò, sparì. S'inizian l'odissee<br /></span> -<span class="i0">umane: in alto eran le alate guide.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Scesa lungo le tepide maree<br /></span> -<span class="i0">a la zona che verde e mite ride,<br /></span> -<span class="i0">rigurgita ora a le plaghe omicide<br /></span> -<span class="i0">l'umanità non mai sedata, Andrée?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Andrée, lontano e in alto! Ha messo l'ale<br /></span> -<span class="i0">l'uomo e rimira oltre le nubi, pensa<br /></span> -<span class="i0">un'odissea per un ben altro mare.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Avvolgerà la terra il glacïale<br /></span> -<span class="i0">lenzuolo? <ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge V'e">V'è</ins> nella corona immensa<br /></span> -<span class="i0">del Sole al piccol uomo altro alveare?<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[Pg 126]</a></span></p> - -<h3>Marte.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Otto grandi fratelli in suo regime<br /></span> -<span class="i0">il Sole tien, che la sua lampa accese:<br /></span> -<span class="i0">lontani e ignoti: ora nel ciel sublime<br /></span> -<span class="i0">due, l'uno all'altro han le pupille intese?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Fratello, in te già mossero le prime<br /></span> -<span class="i0">forme di vita al padre sol protese?<br /></span> -<span class="i0">vegetasti, sentisti, alfin da l'ime<br /></span> -<span class="i0">profondità la chiusa anima ascese?<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Forse già sei qual noi sarem domani,<br /></span> -<span class="i0">e indaghi dentro l'etere stellante<br /></span> -<span class="i0">con desiderio senza fine intenso,<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">accennando con segni non umani<br /></span> -<span class="i0">a questo piccol astro, radïante<br /></span> -<span class="i0">l'inappagata anima nell'immenso...<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[Pg 127]</a></span></p> - -<h3>L'astro morto.</h3></div> - -<h4>I.</h4> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Una stella sparì da l'armonia<br /></span> -<span class="i0">del cielo e ancor noi la guardiamo, quale<br /></span> -<span class="i0">tremolava in un tempo immemoriale,<br /></span> -<span class="i0">e ci sorride da l'antica via.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Dal cuor pulsava forse un'energia<br /></span> -<span class="i0">onde la vita svolse le sue scale;<br /></span> -<span class="i0">onde a prova l'argilla e l'ideale<br /></span> -<span class="i0">lottaron fra un vagito e un'agonia.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Forse una stirpe nel suo firmamento<br /></span> -<span class="i0">tenne incarnata un'anima solare<br /></span> -<span class="i0">e risplendè co' suoi genii ed eroi...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E il gran cuor s'allentò, ristette. Poi<br /></span> -<span class="i0">silenzio... Oh sole! Ed ecco il cielo appare<br /></span> -<span class="i0">innumerato e senza mutamento.<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[Pg 128]</a></span></p> - -<h4>II.</h4></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Efimeri occhi! Là risplende un sole<br /></span> -<span class="i0">dove per voi la nebulosa sciama:<br /></span> -<span class="i0">un urto infiammò il ciel, pende una mole,<br /></span> -<span class="i0">là dove nessun lume ancor vi chiama.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Forse non lungi una fraterna prole<br /></span> -<span class="i0">per una terra l'opre sue dirama,<br /></span> -<span class="i0">lancia nel cielo numeri e parole,<br /></span> -<span class="i0">cerca, foggiasi dèi, sè dio proclama.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Anima mia smarrita! È giunta l'ora<br /></span> -<span class="i0">che una nenia nostalgica t'appella:<br /></span> -<span class="i0">«Uomo, ignora e dispera, ignora e adora!»<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">No. Tu gl'ingegni ai sensi rinnovella,<br /></span> -<span class="i0">e per gli spazî e per i tempi esplora,<br /></span> -<span class="i0">occupa l'universo a stella a stella!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[Pg 129]</a></span></p> - -<h3>Al timone!</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">E voi, nel vostro aereo ritiro,<br /></span> -<span class="i0">sul cuor pulsante della terra intenti,<br /></span> -<span class="i0">pronti a l'annunzio di trasalimenti<br /></span> -<span class="i0">micidïali al piccol uomo, ammiro:<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e voi, che interrogate nelle ardenti<br /></span> -<span class="i0">stagioni e nelle gelide il respiro<br /></span> -<span class="i0">corso da nembi e da fólgori e il giro<br /></span> -<span class="i0">delle linfe nel gran corpo fluenti:<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">e voi, che i nostri numeri nei regni<br /></span> -<span class="i0">dell'infinito seminate, e l'ieri<br /></span> -<span class="i0">vi brilla agli occhi e illumina il domani...<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Però che un dì starete, sui congegni<br /></span> -<span class="i0">divinatori, come timonieri<br /></span> -<span class="i0">saldi e securi de' vïaggi umani!<br /></span> -</div></div> - -<div class="section"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[Pg 130]</a></span></p> - -<h3>Elevazione notturna.</h3></div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<span class="i0">Notte profonda, immensa, refrigerio<br /></span> -<span class="i0">delle forme che il sole agita e stanca,<br /></span> -<span class="i0">riposo e sonno dove si rinfranca<br /></span> -<span class="i0">la volontà di vita e il desiderio!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Mare insonne, specchiante l'emisperio<br /></span> -<span class="i0">stellare, luna saliente bianca,<br /></span> -<span class="i0">abisso che d'intorno si spalanca<br /></span> -<span class="i0">e assorbe in un armonïoso imperio.<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">Profondo anch'io come la notte, e immenso<br /></span> -<span class="i0">come il sidereo palpito ove penso<br /></span> -<span class="i0">il flusso del mio cuore essere immerso!<br /></span> -</div><div class="stanza"> -<span class="i0">E umil fidente nel silenzïoso<br /></span> -<span class="i0">ordine onde son parte, ove pur oso,<br /></span> -<span class="i0">nulla essendo, sentirmi l'Universo!<br /></span> -</div></div> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[Pg 132]</a></span></p> - -<h2>NOTA.</h2></div> - -<p>Parecchi fra questi sonetti vennero già pubblicati dal 1899 -in qua su alcune riviste:</p> - -<p><i>In memoria di F. De Amicis</i> (<span class="smcap">Illustrazione Italiana</span>, 1899). -<i>Sul fiume</i>, <i>In memoria</i>, <i>Abbandonati</i>, <i>Su un orologio</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, -16 giugno 1901). <i>Bellezza femminea</i>, <i>L'iniziazione</i>, <i>Ella?</i>, -<i>Amanti</i>, <i>L'amica</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 16 marzo 1902). <i>Villaggio -natìo</i>, <i>Circolo vitale</i>, <i>A uno straniero</i>, <i>I dissodatori</i>, <i>Bruto ultimo</i>, -<i>Garibaldi</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 16 gennaio 1903). <i>Aer</i>, <i>Pan</i> -(<span class="smcap">Riviera Ligure</span>, 1903). <i>Le forme</i>, <i>È nato!</i>, <i>In piedi!</i>, <i>Mosè</i>, -<i>Al Foro Romano</i>, <i>Lotta per la vita</i>, <i>L'uomo tragico</i>, <i>La morte</i> -(<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 1º gennaio 1905). <i>L'astro morto</i>, <i>Marte</i> -(<span class="smcap">Riviera Ligure</span>, febbraio 1905).</p> - -<p>Un breve poemetto, <i>Nubi e sogni</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 1º giugno -1899) ed altre poesie composte dal 1899 al 1903 e non consentanee -al carattere generale di <b>Homo</b> l'autore raccoglierà in -una prossima edizione di <b>In Umbra</b>.</p> - -<div class="chapter"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[Pg 133]</a></span></p> - -<h2>INDICE.</h2></div> - -<div class="left"> -<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="4" summary="Indice"> -<tr><td align="left">Homo:</td></tr> -<tr><td class="td2">Visione di meriggio</td><td align="right"><i>Pag.</i></td><td align="right"><a href="#Page_7">7</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Le età dell'uomo:</td></tr> -<tr><td class="td2">È nato!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_11">11</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Fratelli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_12">12</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Mistero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_13">13</a></td></tr> -<tr><td class="td2">La marcia dei fanciulli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_14">14</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il sapere</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_15">15</a></td></tr> -<tr><td class="td2"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge senza puntini di sospensione">Hodie mihi...</ins></td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_16">16</a></td></tr> -<tr><td class="td2">La Scuola</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_17">17</a></td></tr> -<tr><td class="td2">A Edoardo Rod</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_18">18</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Fiorita</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_19">19</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Guidarello</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_20">20</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Amanti</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_21">21</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Maternità</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_22">22</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Le sorelle</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_23">23</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Don Giovanni all'inferno</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_24">24</a></td></tr> -<tr><td class="td2">«Genialis Lectus»</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_25">25</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Vecchiaia sterile</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_26">26</a></td></tr> -<tr><td class="td2">I Longevi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_27">27</a></td></tr> -<tr><td class="td2">È morto</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_28">28</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Amore:</td></tr> -<tr><td class="td2">Donna</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_31">31</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Eva</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_32">32</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Amore</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_33">33</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Beatrice</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_34">34</a></td></tr> -<tr><td class="td2">«Mia!»</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_35">35</a></td></tr> -<tr><td class="td2">A due sposi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_36">36</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Davanti a Sant'Orsola</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_37">37</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Leopardi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_38">38</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Sibilla</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_39">39</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Omnis caro fœnum--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_40">40</a></td></tr> -<tr><td class="td3">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_41">41</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Episodî:</td></tr> -<tr><td class="td2">L'orfano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_45">45</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Abbandonati</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_46">46</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'iniziazione--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_47">47</a></td></tr> -<tr><td class="td4">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_48">48</a></td></tr> -<tr><td class="td4">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_49">49</a></td></tr> -<tr><td class="td2">In memoria</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_50">50</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Ella?</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_51">51</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Schiava</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_52">52</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'amica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_53">53</a></td></tr> -<tr><td class="td2">La cortigiana e l'apostolo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_54"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge '56'">54</ins></a></td></tr> -<tr><td class="td2">Dopo il festino</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_55">55</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Nascita</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_56">56</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il gorgo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_57">57</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Le zanzare</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_58">58</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Sull'altura di Greenwich</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_59">59</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Patria:</td></tr> -<tr><td class="td2">Villaggio natìo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_63">63</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Circolo vitale</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_64">64</a></td></tr> -<tr><td class="td2">I dissodatori</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_65">65</a></td></tr> -<tr><td class="td2">A uno straniero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_66">66</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Al popolo d'Italia--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_67">67</a></td></tr> -<tr><td class="td6">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_68">68</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'appello</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_69">69</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Bruto ultimo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_70">70</a></td></tr> -<tr><td class="td2">In un museo lontano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_71">71</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Garibaldi--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_72">72</a></td></tr> -<tr><td class="td5">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_73">73</a></td></tr> -<tr><td class="td5">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_74">74</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">La natura:</td></tr> -<tr><td class="td2">Pan</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_77">77</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Tu lavorerai!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_78">78</a></td></tr> -<tr><td class="td2">La Ruota</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_79">79</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Linguaggio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_80">80</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Musica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_81">81</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Aer</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_82">82</a></td></tr> -<tr><td class="td2">O mare!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_83">83</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il padre</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_84">84</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il figlio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_85">85</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Oro</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_86">86</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Occhi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_87">87</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'asceta</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_88">88</a></td></tr> -<tr><td class="td2">In piedi!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_89">89</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Bellezza femminea</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_90">90</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Il mistero:</td></tr> -<tr><td class="td2">Nostalgia mistica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_93">93</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Scienza</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_94">94</a></td></tr> -<tr><td class="td2">San Giovanni</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_95">95</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Anima</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_96">96</a></td></tr> -<tr><td class="td2">In memoria di Furio De Amicis--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_97">97</a></td></tr> -<tr><td class="td7">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_98">98</a></td></tr> -<tr><td class="td7">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_99">99</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Stupor Sacro</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_100">100</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Le Ipotesi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_101">101</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Umanità:</td></tr> -<tr><td class="td2">Duplex, omnis et unus</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_105">105</a></td></tr> -<tr><td class="td2"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge 'Lotta per vita'">Lotta per la vita</ins></td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_106">106</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Le Città</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_107">107</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Su un orologio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_108">108</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il pessimista</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_109">109</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Riso e pianto</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_110">110</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il Santo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_111">111</a></td></tr> -<tr><td class="td2">In Aracœli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_112">112</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Ecce homo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_113">113</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Il Martire</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_114">114</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Gocce di sangue</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_115">115</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Ahasvero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_116">116</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'uomo tragico</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_117">117</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Universo:</td></tr> -<tr><td class="td2">Le forme</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_121">121</a></td></tr> -<tr><td class="td2">I Minimi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_122">122</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Al Foro Romano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_123">123</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Mosè</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_124">124</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Altrove!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_125">125</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Marte</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_126">126</a></td></tr> -<tr><td class="td2">L'astro morto--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_127">127</a></td></tr> -<tr><td class="td8">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_128">128</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Al timone!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_129">129</a></td></tr> -<tr><td class="td2">Elevazione notturna</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_130">130</a></td></tr> -<tr><td><br /></td></tr> -<tr><td align="left">Nota</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_132">132</a></td></tr> -</table></div> - -<div class="titlepage"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[Pg 139]</a></span></p> - -<p class="spaced-above-below"><span class="u">Biblioteca Romantica della «Nuova Antologia»</span></p> - - -<blockquote> - -<p>1. <i>Cenere</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.</p> - -<p>2. <i>Gli Ammonitori</i>, romanzo di <span class="smcap">Giovanni Cena</span>. L. 2.50.</p> - -<p>3. <i>I Nipoti della Marchesa Laura</i>, romanzo di <span class="smcap">Danieli-Camozzi</span> -e <span class="smcap">Manfro-Cadolini</span>. L. 3.</p> - -<p>4. <i>Storia di Due Anime</i>, romanzo di <span class="smcap">Matilde Serao</span>. L. 3.50.</p> - -<p>5. <i>Il fu Mattia Pascal</i>, romanzo di <span class="smcap">Luigi Pirandello</span>. L. 3.</p> - -<p>6. <i>L'Ultima Dea</i>, romanzo di <span class="smcap">C. Del Balzo</span>. L. 3.</p> - -<p>7. <i>Nostalgie</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.50.</p> - -<p>8. <i>L'Illustrissimo</i>, romanzo di <span class="smcap">A. Cantoni</span>. L. 2.50.</p> - -<p>9. <i>Ore Calle</i>, sonetti romaneschi di <span class="smcap">Augusto Sindici</span>. L. 2.50.</p> - -<p>10. <i>Dopo il perdono</i>, romanzo di <span class="smcap">Matilde Serao</span>. L. 4.</p> - -<p>11. <i>La via del male</i>, di <span class="smcap">G. Deledda</span>. L. 3.50.</p> - -<p>12. <i>I Cantanti celebri</i>, di <span class="smcap">Gino Monaldi</span>. L. 3.</p> - -<p>13. <i>L'ombra del passato</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.50.</p> - -<p>14. <i>Homo</i>, sonetti di <span class="smcap">Giovanni Cena</span>. L. 2.50.</p></blockquote> - -<p class="spaced-above2">Presso la Direzione della «Nuova Antologia», Via San Vitale, 7—Roma -e presso i principali librai.</p> -</div> - -<div class="titlepage"> -<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[Pg 140]</a></span></p> - -<p class="spaced-above5" style="font-size:1.4em">NUOVA ANTOLOGIA</p> - -<p class="center">RIVISTA DI LETTERE, SCIENZE ED ARTI</p> - -<p class="center">Si pubblica il 1º ed il 16 di ciascun mese<br /> -in fascicoli illustrati di circa 200 pagine ciascuno</p> - -<p class="center">ROMA</p> - -<p class="center">Direttore: MAGGIORINO FERRARIS<br /> -<span class="title3"><small>DEPUTATO AL PARLAMENTO</small></span> -</p> - - -<p class="spaced-above4">La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è la più antica e la più importante -Rivista italiana di lettere, scienze ed arti. Fondata -nel 1866, nel corso di quarant'anni, essa ha continuamente -accresciuta la sua diffusione in paese ed all'estero e rappresenta -il movimento del pensiero della Nuova Italia.</p> - -<p>I 24 fascicoli della Rivista formano ogni anno sei grossi -volumi e costituiscono una ricca collezione letteraria, scientifica -ed artistica.</p> - -<p>La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è la Rivista delle famiglie distinte -e delle persone colte. Essa pubblica regolarmente romanzi, -poesie, articoli critici e viaggi degli autori e delle -scrittrici più eminenti.</p> - -<p>Alle più importanti questioni di politica interna ed estera -ed ai problemi economici e sociali del tempo, la <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> -dedica studii ed articoli dovuti alla penna dei più -autorevoli Senatori, Deputati e Professori d'Università. Questi -articoli, che sono una vera specialità della Rivista, sollevano -sempre le più larghe discussioni nella stampa internazionale.</p> - -<p>La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è indispensabile a tutte le persone -che aspirano ad avere una cultura moderna e che amano -seguire il movimento del pensiero italiano ed estero.</p> - -<p>I principali articoli d'arte, di storia e di viaggi sono riccamente -illustrati.</p> - -<p class="spaced-above2">AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE<br /> -<span class="title2">ROMA</span></p> -</div> - - -<hr class="chap" /> - -<div class="transnote"> -<big>NOTE DI TRASCRIZIONE</big> - -<p>Ovvi errori di punteggiatura sono stati corretti;<br /> -Sia il termine "desiosi" sia il termine "desïosi" vengono utilizzati nel testo;<br /> -Sia il termine "folgori" sia il termine "fólgori" vengono utilizzati nel testo;<br /> -Sia il termine "generazioni" sia il termine "generazïoni" vengono utilizzati nel testo;<br /> -Sia il termine "inquieti" sia il termine "inquïeti" vengono utilizzati nel testo;<br /> -Sia il termine "italiano" sia il termine "italïano" vengono utilizzati nel testo;<br /> -Sia il termine "oblìo" sia il termine "oblio" vengono utilizzati nel testo;<br /> -A pag. 20, la preposizione "Nel" è corretta in "nel" all'interno del titolo della poesia "Guidarello";<br /> -Altre inconsistenze grammaticali nei titoli delle poesie sono mantenute come nel testo originale;<br /> -A pag. 40, il termine "lavorio" è mantenuto (Sotto un tessuto come di corolle tepide un lavorio profondo sento);<br /> -<span id="invisible-note">A pag. 125, "V'e" è un errore di stampa corretto con "V'è" (V'è nella corona immensa del Sole);<br /> -A pag. 133, i puntini di sospensione sono aggiunti al titolo della poesia "Hodie mihi...";<br /> -A pag. 134, il numero di pagina de "La cortigiana e l'apostolo" è stato corretto;<br /> -A pag. 136, l'articolo "la" è stato aggiunto al titolo della poesia "Lotta per la vita".</span></p> - -<p id="visible-note">Le rimanenti correzioni fatte sono indicate da linee punteggiate sotto le stesse.<br /> -Scorrendo il mouse sopra la linea punteggiata, il testo originale <ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge 'apparira'">apparirà</ins>.</p></div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of Homo, by Giovanni Cena - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO *** - -***** This file should be named 51036-h.htm or 51036-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/1/0/3/51036/ - -Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net -(This file was produced from images generously made -available by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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