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-The Project Gutenberg EBook of Homo, by Giovanni Cena
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have
-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-
-
-Title: Homo
-
-Author: Giovanni Cena
-
-Illustrator: Leonardo Bistolfi
-
-Release Date: January 25, 2016 [EBook #51036]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO ***
-
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-
-
-Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
-(This file was produced from images generously made
-available by The Internet Archive)
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-
- NOTA DI TRASCRIZIONE:
- il testo in corsivo è delimitato da _trattini bassi_;
- il testo in grassetto è delimitato da =segni di uguaglianza=;
- il testo sottolineato è delimitato da +segni di addizione+.
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-+4.--BIBLIOTECA DELLA
-NUOVA ANTOLOGIA ✻+
-
-GIOVANNI CENA
-
-
-HOMO
-
-CON UNA COMPOSIZIONE ORIGINALE
-
-DI
-LEONARDO BISTOLFI
-
-
-ROMA
-
-NUOVA ANTOLOGIA
-
-
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-
- DELLO STESSO AUTORE.
-
- =Madre.=--Poemetto, con prefazione di ARTURO GRAF e con acquaforte
- di LEONARDO BISTOLFI. Torino, Streglio, 1897 (Esaurito). L. 1.50.
-
- =Id.=--2ª edizione riveduta, con nuovo disegno di LEONARDO
- BISTOLFI. Torino, Streglio, 1899. L. 1.
-
- =In Umbra.=--Versi. Torino, Streglio, 1899. L. 2.50.
-
- =Gli Ammonitori.=--Romanzo. Biblioteca della _Nuova Antologia_,
- Roma. L. 2.50.
-
- _In preparazione_:
-
- =La Ghiacciaja.=--Romanzo.
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-
-[Illustrazione]
-
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-
-
-GIOVANNI CENA
-
-
-HOMO
-
-
-ROMA
-
-NUOVA ANTOLOGIA
-
-
-
-
-PROPRIETÀ LETTERARIA
-
-
-Cromo Tip. Carlo Colombo, Via della Missione, 3--Roma.
-
-
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-
- AD ARTURO GRAF
-
- MAESTRO
-
-
-
-
- HOMO.
-
-
- Visione di meriggio.
-
- Pare la terra ascendere, assorbita
- nella luce. Tra il cuor del sole e il cuore
- della terra, una forma sorge, a fiore
- dell'esistenza e domina la vita.
-
- Forma di piccoli esseri, che muore
- dopo un giorno, e la cui mente è infinita.
- Forza e bellezza intrecciano le dita
- su le lor coppie e le corona amore.
-
- E plasmando la terra a loro imagine
- lanciano una dimanda al cielo muto,
- là donde aiuto mai non venne o assenso.
-
- Morrà la terra: a un urto la compagine
- conflagrerà. L'argilla avrà vissuto.
- Quel che fu, poco; quel che volle, immenso.
-
-
-
-
- Le età dell'uomo.
-
-
- È nato!
-
- Eccolo. Chi? Napoleone o Dante?
- Prole di re, prole di genî, oscura
- semenza della turba, a la ventura
- lanciata?... E la sua favola, un istante.
-
- Il suolo ov'ei dimora è sepoltura;
- ceneri e mausolei. Nano o gigante
- sparirà come gli avi, e sul quadrante
- dell'immenso non resta ombra o figura.
-
- Che importa? Qual tu sia, da l'infinito
- de' cieli già ti contenea vitale
- la nebulosa nel suo sciame d'oro.
-
- Benvenuto sia tu, col tuo tesoro
- d'amore. E vivi! Nulla al mondo vale
- la tua lagrima prima e il tuo vagito!
-
-
- Fratelli.
-
- Quanti viviamo? Quanti sparvero? Io
- li lasciavo a l'autunno ilari e sani:
- morivano, nascevano lontani:
- la culla non cessava il dondolio.
-
- L'ultima quando è morta, morì Dio
- in me. Soffrì spasimi disumani.
- Viva si decompose. Oh tenui mani
- che sogno ancora tese a dar l'addio!
-
- Dove sparite (emerge il vostro viso
- rivolto a noi sul mar dell'ombra) dove,
- bimbi, pur ieri annidïati in culla?
-
- Nell'aria vaporate a l'improvviso
- o qui mutati rivivete, o altrove?
- Ma il nulla, no! Strana parola. Nulla!
-
-
- Mistero.
-
- Il sole è sceso. Ritta in mezzo al prato
- la bimba guarda ed il timor la tenta.
- Dov'è il villaggio? Ahimè, lungi! E s'avventa
- nella strada, correndo a perdifiato.
-
- Dietro i piccoli passi scende lenta
- l'ombra, con ali umide come fiato:
- movonsi i tronchi minacciosi a lato
- e la vita dell'ombra la spaventa.
-
- Quand'ecco un grido giunge. Infine. Mamma!
- Oh la casa custode e le vivande,
- e vincitrice del terror la fiamma!
-
- Ma tace e inarca i cigli, mentre inghiotte
- il suo pane. Chè il mondo è grande grande...
- ed ha veduto scendere la Notte!
-
-
- La marcia dei fanciulli.
-
- Nelle nostre città tornano i belli
- spettacoli? Guardate. Dai balconi
- s'affacciano le donne avide, ai suoni
- che appressano. E compaiono i drappelli.
-
- Soldati? No. Fanciulli, coi cappelli
- alati: soffian dentro i gialli ottoni:
- e dietro schiere. Generazïoni
- dell'avvenire. Nostri figli quelli?
-
- Saldi, elastici, il viso al vento, avanti!
- Pur la calamità fa largo ai forti:
- nel vostro ritmo avanti, uniti, amici.
-
- Sui vostri capi io lancio aüguranti
- i fantasmi de' miei fratelli morti...
- Per il nostro dolor siate felici!
-
-
- Il sapere.
-
- Lo scolaretto spiega ai bimbi intenti
- come la terra è al par d'un pomo tonda;
- intorno intorno l'acqua la circonda,
- sbocciano in mezzo isole, continenti.
-
- Gira, come la pietra della fionda,
- intorno al sole, e gli altri parimenti,
- Marte, e quel dell'anello e i rimanenti...
- La luna intorno a noi fa la sua ronda.
-
- Il nonno ascolta e sta meditabondo,
- chè, bimbo, ha vïaggiato, vai e vai,
- col suo babbo, lontano, per il pane.
-
- Vai che ti vai... «Ma, babbo, o che rimane
- molto?»--«No, poco». E non finiva mai...
- Quand'ecco il mare: «Là, finisce il mondo!»
-
-
- Hodie mihi...
-
- Come i fanciulli guardano morire!
- Spiano intenti senza batter ciglio...
- Dov'è la morte? Da qual nascondiglio
- nei bianchi letti insinua le spire?
-
- Non era un mostro, vedon poi. Fuggire
- non vale: è in noi. Non v'è miglior consiglio
- che attendere che parta il padre, il figlio...
- Di quante bare è nero l'avvenire!
-
- Or dov'è quegli che passò le porte
- ieri? Vuoto è il suo posto. Alcun s'illude
- d'un suo ritorno? E un altro, ecco, scompare.
-
- Temuta, accetta, desïata morte!
- S'agita un piccol vortice, ed il mare
- della vita sui morti si richiude...
-
-
- La scuola.
-
- Settembre! Ricominciano gli orarî,
- bimbo. Tempo è di spolverare i tomi
- dei classici, di scander gl'idïomi
- dei padri antichi. Mano ai dizionarî!
-
- Ah! Gli par di rimovere sudarî
- polverulenti ond'escon vecchi aromi.
- Oh sapïenza! Afferra gli assïomi,
- piccolo Fausto, e spremi i corollarî!...
-
- E con grand'occhi guarda la finestra
- onde irrompendo lo turba l'odore
- dei fieni e delle rondini il gridìo.
-
- E una voce laggiù: «Fior di ginestra!»
- L'infanzïa passò. Passa l'amore,
- forse. E richiude i vetri. «Addio, addio!»
-
-
- A Edoardo Rod
- per sua figlia Maria.
-
- La bimba che ti rinverdì la fronda
- quando agitavi i rami inariditi
- nel vuoto oscuro e coi primi vagiti
- ti radicò nella terra feconda,
-
- tiene il mondo nei chiari occhi stupiti
- che furon tuoi: la tua pietà seconda
- la visïon che in quelli si profonda
- e il mister che le volge i primi inviti.
-
- Già la fronte è pensosa e i sensi attenti,
- e l'anima ch'è desta il cielo esplora,
- ieri apparso a mostrarle un gran viaggio.
-
- E nulla è più divino che il miraggio
- azzurro onde s'imprime e si colora
- l'universo negli occhi adolescenti.
-
-
- Fiorita.
-
- Nel tramonto di maggio, pensierosa
- la bimba siede in mezzo a' suoi balocchi:
- accanto a lei l'amico suo riposa,
- stanco di corse, languido i ginocchi.
-
- L'un guarda l'altra sottecchi e non osa,
- con nuovo senso, d'incontrarne gli occhi:
- qualcosa par che in essi entri, qualcosa
- di nuovo e dolce e li inondi e trabocchi.
-
- E d'intorno la vita vegetale
- opprime, esalta i due cuori piccini...
- Occhi, incrociate le vostre promesse!
-
- E le due vite che Natura espresse
- fin qui distinte, accostano i destini
- nella loro unïone originale.
-
-
- Guidarello
- nel Museo di Ravenna.
-
- Ti sogno, Guidarello, orbite cave,
- labbra contratte, emunte gote. Giace
- come su rogo il corpo tuo, nè il grave
- sonno assopì la piaga tua vorace.
-
- Dormi! Nato non eri tu a le prave
- opere dell'uccidere. Ora tace
- l'odio d'un dì sul capo tuo soave.
- Anche il tuo volto si componga in pace!...
-
- Ma, dietro, l'ombra della Genitrice,
- sovra l'eccidio degli adolescenti,
- di vite nuove gravata le braccia,
-
- «O nel creare ignaro--maledice--
- e astuto nella strage, Uomo, che avventi
- eternamente l'uomo a l'uomo in caccia!»
-
-
- Amanti.
-
- Donde giunsero? Ieri dai paesi
- del desiderio, sotto l'indefesso
- poter d'Amore, dentro un cerchio istesso
- s'incontrarono, ignoti ed inattesi.
-
- E il passato sparì. Sparì con esso
- la persona d'entrambi: eccoli ascesi
- nel tempo e nello spazïo, sospesi,
- centro dell'universo, in un amplesso.
-
- Ma sopraggiunto l'attimo prefisso,
- eterno reputarono il prodigio
- e la parola «sempre» han proferita.
-
- Rapido li precipita l'abisso,
- se di lor vita che toccò il fastigio
- non riprende l'ascesa un'altra vita...
-
-
- Maternità.
-
- Il nato aspira, ammicca, con le dita
- annaspa. (Gli alberi abitò, sospesa
- tra l'azzurro l'umanità?) Rapita
- guarda la madre la sua prole illesa,
-
- libera, eppure a la sua carne unita,
- sua, come allor che nella dolce attesa
- l'atomo umano ripetea l'ascesa,
- nel suo grembo, dell'ere e della vita.
-
- Ed è felice, come nell'istante
- d'estasi che nel seno palpitante
- Amor le infuse la sua creatura.
-
- Oh pel dolor che ha dal suo corpo avulso
- l'essere novo, infondergli l'impulso
- verso un'ascensïone ognor più pura!
-
-
- Le sorelle.
-
- A quei che plasma imagini novelle
- d'umanità per gli uomini indolenti;
- a quei che incute nobili sgomenti;
- a quei che vecchie nostalgie divelle,
-
- mentre l'amore negano le belle
- e il volgo irride e insultano i potenti,
- dolci restano, in vita, e pazïenti,
- vindici dopo morte, le sorelle.
-
- Restano, invase da un intuito oscuro,
- qual d'un mistero che si manifesti
- fatale a l'uomo di lor sangue nato.
-
- Come a te, Nietzsche, infranto nel conato
- d'esser tu stesso l'Uom che non avesti
- forza d'imaginar vivo in futuro.
-
-
- Don Giovanni all'Inferno.
-
- ... et ne daignait rien voir.
-
- BAUDELAIRE, _Don Juan aux Enfers_.
-
- Va la querula folla delle amanti,
- nè don Giovanni si degnò vedere;
- ma il diavolo che ha in cura il cavaliere
- ghigna ed accenna la nera onda avanti.
-
- Vogano l'inamabil onda infanti,
- adolescenti, uomini, donne a schiere.
- «Eccoli a te! Figli del tuo piacere!»
- E cadono altri dai cieli sonanti.
-
- Padre? Egli vive fuor dagli antri bui
- nel dolce azzurro? E l'agita un'affanno...
- «Figli!» Ma il suono gli si spezza in gola.
-
- Essi non sanno, essi non san di lui
- com'ei non seppe di crearli. E vanno.
- Non udrà mai la tenera parola.
-
-
- «Genialis lectus».
-
- Memore il giorno stai nel tuo candore,
- fosco la notte in gioie e pianti immerso,
- letto, dove gli amanti cuor su cuore
- naufragan nell'oblìo dell'universo;
-
- dove la madre stringe il bimbo emerso
- da le fiamme del suo lungo dolore;
- dove il fanciullo si rivolge verso
- la notte, il vecchio verso il sole e muore.
-
- Gli efimeri così lor geniture,
- loro agonie vicendano col lume
- dei giorni e appena un crepitìo ne vibra.
-
- Mentre la Morte su di te si libra,
- instancabile smuove le tue piume
- la Vita per le nascite venture.
-
-
- Vecchiaia sterile.
-
- Cresceano i bimbi intorno ai patriarchi
- come grappoli vivi e fra' tumulti
- de' giovanili giochi, udivan parchi
- ammonimenti di virtù gli adulti.
-
- Or te compiango, o vecchio, che t'inarchi
- verso la terra, e non hai chi t'occulti
- il vuoto verso cui solingo varchi
- e del passaggio tuo pianga od esulti!
-
- Dov'è l'amore che comprasti? Tace.
- Passa la giovinezza e con malvagia
- letizia irride a la tua faccia tinta.
-
- Chè solo augusta è la vecchiezza cinta
- d'opere e di memorie, che s'adagia
- benedicendo nell'eterna pace.
-
-
- I longevi.
-
- Gloria a colui che visse a lungo e spare
- verso l'alto! S'indugia su le fronti
- ardue la vita, come il sol sui monti:
- più bello il volto del domani appare.
-
- Dono grande agli umani il contemplare
- i puri eroi, così labili, pronti
- a vaporare fuor da gli orizzonti
- terrestri a la serenità stellare!
-
- Da la vedetta de' loro anni han scorto
- di quanta illusïon fatto è il dolore,
- di quanto amore la felicità.
-
- Dicono: «Amate! Altro non v'ha conforto
- d'esser vissuti che veder migliore
- a la vita salir l'umanità».
-
-
- È morto!
-
- Enigma della morte! È come un'onda
- dell'atmosfera eterna. Ed un mortale,
- investito, sparì. Quando trasale
- il cuor tuo, già la morte è a l'altra sponda.
-
- In questa allor tu guardi. Ogni gioconda
- forma o sembianza ha un che di sepolcrale.
- E il suo respiro è sì fievole! Sale
- come una bolla... Oggi, domani affonda.
-
- (E v'ha chi uccide! e chi ciò giusto chiama!)
- Tu guardi, ascolti, e ai morti anche domandi
- perchè... Non domandare, uomo, prosegui.
-
- Vivi! La vita in te, negli uomini ama,
- vita che tieni, vita che tramandi;
- che ognor più splende mentre tu dilegui!
-
-
-
-
- Amore.
-
-
- Donna.
-
- Chi è costei che va per la sua via,
- sola; senza timor la vita esplora
- e sorride ai felici e a chi dolora
- arde d'offrir la sua dolce energia?
-
- Conscia di sè non provoca nè implora,
- chè servitù non vuol, nè signoria.
- Alcuno v'è che tiene l'armonia
- dell'esser suo? L'attende e non s'accora.
-
- Tu la guardi e ti sdegni. Non t'invita
- a l'amor come a un giuoco, ella, per poi
- subire o eluder la tua tirannia!
-
- Ma che un giorno quell'anima restia
- amor sospinga a cercar gli occhi tuoi,
- allor ti sentirai re della vita.
-
-
- Eva.
-
- Chi dilesse la sterile, e impudica
- chiamò la fonte della vita? Dio
- e Satana, ombre: era la vita il fio
- d'una colpa, e castigo la fatica.
-
- Or l'uom contempla la compagna antica,
- madre, sorella, amante, un po' restio,
- ma senza sdegno, con un senso pio
- quasi di cosa sacra--l'Inimica!
-
- I figli cercan liberi il consorte
- che il lor destino annunzia e il sangue chiama,
- perchè formino un essere felice;
-
- e le libere nozze benedice
- dal suo mistero l'Essere che li ama
- uniti nell'amore e nella morte.
-
-
- Amore.
-
- «Moriam!» L'amante disse ebro all'amante
- unendo in un pensiero amore e morte.
- Ella rispose, e l'abbracciò più forte:
- «Cominciata è la vita in questo istante».
-
- Di là più nulla esiste, oltre le porte
- della vita, più nulla ove il sembiante
- dell'amato si serbi a l'aspettante...
- Lodiam la nostra umanità consorte!
-
- Esaltiamo la vita! I nostri sensi
- siano la zolla che assorba e maturi
- i germi, e in sangue, in palpiti li addensi.
-
- E il cuor s'imbeva de' dolori oscuri
- degli uomini e li infiammi e ne dispensi
- raggi d'amore ai prossimi e ai venturi!
-
-
- Beatrice.
-
- Ch'io ti veda per sempre qual ti vidi
- la prima volta, sorridente. Sia
- limpido o tinto di malinconia
- il tuo sorriso o triste!... Ma sorridi!
-
- L'immagin tua sia bella sempre, dia
- fiducia nella vita in cui confidi.
- Sorella non sei tu de' fior, dei nidi
- e delle stelle? Tu sei l'armonia.
-
- Dolore o gioia non ti spinga a tale
- oblio d'altrui che perdano speranza
- nel bene quelli cui la vita è male.
-
- Poi che nel grembo della tua sostanza
- l'oggi e il domani, i sensi e l'ideale,
- la terra e l'infinito hanno alleanza.
-
-
- «Mia!»
-
- Tuo forse il sole, e l'aria cogl'incensi
- delle zolle fruttifere, e i viventi
- onde assorbi la vita, e gli elementi
- che nel tuo sangue per brev'ora addensi?
-
- Tuo quel che vedi e ascolti? Obbedïenti
- al tuo voler perennemente i sensi?
- tuo quel che fai, che imagini, che pensi?
- Tu stesso t'appartieni?... No. Lo senti.
-
- No! Perchè nel suo cerchio un amor, cieco
- come il vento dei pollini, vi chiuse,
- tu chiami tua la umana creatura!
-
- Nulla è tuo! Fuorchè l'attimo che seco
- la volontà dell'Essere vi fuse
- per trar di voi l'umanità futura.
-
-
- A due sposi.
-
- Candide voi trovò ma non ignare
- giovinezze l'Amore, ospite immite:
- or amico vi guarda rinnovare
- il mutuo dono delle vostre vite.
-
- Oh voluttà! Due passïoni unite
- in un'estasi; udire un cuore urtare
- sul nostro cuor fino a spezzarsi; e mite
- indi il sonno sedar le membra care!
-
- Felicità! Gemmar vite novelle
- e valide lanciarle fra la guerra
- umana a spander opere di vita!
-
- Serenità! Compir la dipartita,
- mentre vi seguan desiosi in terra
- occhi d'uomini, in alto occhi di stelle!
-
-
- Davanti a Sant'Orsola
- del Carpaccio.
-
- Poeta, non destarla! È così bella,
- così pura nel suo bianco lenzuolo;
- rigida, chiusa come in un bocciuolo,
- ella è colei che non si dissuggella.
-
- Creatura di luce, con la stella
- del vespero esce il suo spirito a volo.
- Non richiamarla, non destarla: solo
- ammirala, poeta: è tua sorella.
-
- Il tuo più folle ardor non desterebbe
- lungo i suoi lombi gelidi un sussulto,
- nè turberebbe il suo sonno divino.
-
- Però che anch'ella fiore ultimo crebbe
- sterile in cima al ramo, per il culto
- dell'Ignoto segnata dal destino.
-
-
- Leopardi.
-
- Non indugiarti. Il cuor non sosta; avanza
- come gli anni e la morte. Ah se tu poni
- la tua vita in un essere, e imprigioni
- te stesso in un dolor senza speranza!
-
- Dónati e chiedi: s'altri non ti doni,
- non hai dentro te stesso un'abbondanza
- essenzïale onde la tua sostanza
- si mesce al mondo in intime unïoni?
-
- Tu sei quegli che passa: a te daccanto
- infelice chi viene a lungo e porta
- il peso enorme de' tuoi desiderî!
-
- Più d'un cuore t'amò forse quand'eri
- già passato. Così, morto,--che importa?--
- anche l'Uom t'amerà non senza pianto.
-
-
- Sibilla.
-
- Io la scopersi e la chiamai Sibilla.
- Come ognun disamò lei giovinetta,
- e a secolari tirannie soggetta,
- emerse, quale un fiore da l'argilla,
-
- mi disse. Or io la trassi su la vetta
- ove il tumulto uman perspicuo brilla
- nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla
- contempla e dice, e l'Essere le detta.
-
- L'agile capo e la capigliatura
- attorta e tutta la persona bella
- vibrano sotto un soffio ignoto e vivo.
-
- Ed io, già dubitante, credo e scrivo.
- Io non son che la sua buona novella.
- Palpita in lei l'umanità futura.
-
-
- Omnis caro fœnum...
-
- I.
-
- Talor sussulto, mentre mi addormento
- sul seno tuo: mentre mi culla il molle
- respiro, odo il tuo cuore, odo le polle
- del tuo sangue pulsare: e n'ho sgomento.
-
- Sotto un tessuto come di corolle
- tepide un lavorio profondo sento,
- incessante e sì fragile! Un momento
- di silenzio... e mi assale un terror folle!
-
- L'anima tua risplende in me: viviamo
- oltre l'ora, per sempre; ed un amplesso
- delle tue braccia risuggella il patto.
-
- Ma il corpo tuo tu non possiedi. A un tratto
- la morte lo nasconde, e te con esso
- tutta, e la vita mia che per te amo.
-
- II.
-
- Corpi, ove corse il nostro sangue, donde
- questo respiro abbiam, breve e tenace!
- Corpi non nati, ove trarrà per onde
- sempre più vaste il nostro cuor vivace!
-
- E quello dolce sì per cui mi piace
- questo mio stesso e al mio l'amor confonde,
- che meco trar vorrei fino a la Pace,
- fino al gran Cuor che tutto assorbe, effonde!
-
- Splendete, belle forme, o voci e sguardi
- e nei trasalimenti intimi essenza
- suscitatrice della vita nova!
-
- La morte è ovunque. In noi l'insidia cova,
- ci sovrasta la bruta vïolenza.
- Ogni istante è supremo. O Vita, ardi!
-
-
-
-
- Episodî.
-
-
- L'orfano.
-
- L'orfano udì nel sonno uno scalpiccio
- vicino. Eran le gocce delle gronde?
- Chiama: «Nonno!» Le tenebre profonde
- gli riempiono il cuor di raccapriccio.
-
- «Prendimi teco!» E come non risponde
- quegli, sì pronto ad ogni suo capriccio,
- sale, con occhi chiusi, il pagliericcio
- del nonno e tra le coltri si nasconde.
-
- Si rannicchia tremando accanto al nonno.
- L'altre volte dicea questi: «Che hai?»
- e pur nel sonno lo traeva in braccio.
-
- Lo scuote: nulla. È freddo come il ghiaccio.
- Lascia che dorma, bimbo; tu non sai
- quanto sonno lo tiene, quanto sonno!
-
-
- Abbandonati.
-
- Appena vivo il bimbo piange forte
- tastando, come un rondinino cieco,
- su la fanciulla, che con occhio bieco
- guarda l'ignaro nato per sua morte.
-
- Vivere? Anch'egli avrà la mala sorte,
- nudi e traditi entrambi. Ah, muoia seco!
- Già lontana è la vita... N'ode l'eco
- fievole, fuori, oltre le chiuse porte.
-
- Chiuse le porte e oscure. Sul braciere
- ondula a tratti un'azzurrina fiamma.
- Esausto il seno e il bimbo cerca, tenta...
-
- Oh che peso sul petto! L'ombre nere
- premono... Il bimbo tace: su la mamma,
- da poco desto, si riaddormenta.
-
-
- L'iniziazione.
-
- I.
-
- Usciva da la scuola, per molt'ore
- immoto e col pensier vagante in caccia
- di sogni alati, e dentro l'ombra diaccia
- sentiva aulire tutto il maggio in cuore.
-
- Nella strada fra 'l giovenil clamore
- un motto ardente gli avvampò la faccia;
- un sorriso lo avvinse; e con terrore
- si mise dietro a l'odorosa traccia.
-
- Così l'impura dispogliò l'ignaro
- de' suoi tesori, come un giovin fusto
- di sue tenere gemme appena schiuse.
-
- E nella giovine anima s'infuse
- della coppa d'amor tutto l'amaro
- e in fondo inoblïabile il disgusto.
-
- II.
-
- Un altro maggio, e rinascean dai nocchi
- le gemme e il grano rimettea la spica,
- quand'ei rivide una figura amica
- compagna già di fole e di balocchi.
-
- Mutati, oh quanto! Ed ella con l'antica
- letizia, ei con un fuoco acre negli occhi.
- Ed ei non puro mise a la pudica
- tutti i fior del suo cuore in sui ginocchi.
-
- Un dì la giovinetta, a una parola
- attesa, si piegò, come nei prati
- fanno i narcisi sui fragili gambi.
-
- E poi?... Oh, come allora! I baci dati,
- come allora, ed i gesti, ahimè! d'entrambi!
- E quel disgusto gli salì a la gola.
-
- III.
-
- Le verginelle vanno a capo chino
- piangendo il fiore de' loro anni lieti,
- mentre i giovani cercano inquieti
- l'amor lontano ch'hanno sì vicino!
-
- Onde si fa deserto ogni giardino
- e gli usignoli tacciono e i poeti;
- mentre muoion tra l'erbe i fior segreti
- e sfogliansi le rose anzi il mattino...
-
- Sacrilego colui che a l'ugne ladre
- delle impure abbandona i giovinetti
- e le vergini bianche a l'oro immola:
-
- e spegne l'ineffabile parola
- che germina su labbri nuovi e schietti
- inizïante la Natura Madre!
-
-
- In memoria.
-
- Senza speranza d'alcun paradiso
- il morituro innanzi ad ogni cosa
- della vita passava col sorriso
- di chi guarda, vorrebbe ma non osa.
-
- Non osava. Temendo una gelosa
- rivale e da la vita già diviso
- ascoltava il suo cuore, senza posa
- precipitare il suo mortale avviso.
-
- Procedeva tra noi, gladïatori
- della vita, già vinto e già scïente,
- dissimulando il suo certo destino.
-
- Era di maggio, un lucido mattino.
- Rideva ancor del suo riso dolente,
- quando fu seppellito sotto i fiori.
-
-
- Ella?
-
- Ella guardava come chi saluta.
- Me forse? Visi dietro me lontani?
- Od assorti eran gli occhi, e negli arcani
- interïori l'anima perduta?
-
- Mi guardò: trasalì? Passò. Domani
- evocherò la forma, già caduta
- nel passato: e il ricordo agita, muta,
- fonde questo con gli altri segni vani...
-
- Così tra le stagioni fuggitive
- passano come i fior le imagin belle,
- cadon dal tempo nell'eternità.
-
- Così nel nostro cuor si forma e vive,
- nata da l'armonia di tutte quelle,
- l'Unica nostra... E forse non verrà.
-
-
- Schiava.
-
- Quando lo sposo, caro a' suoi, la tenne,
- ella aspettava con dolce sgomento.
- Ma il mistero dei corpi àpresi lento...
- E in braccia ignote senza gioia svenne.
-
- E ignora. Addio felicità ventenne
- del cuor, dei sensi, addio! Forse un momento
- palpiterà sotto uno sguardo intento,
- perchè più pesi il suo dolor perenne.
-
- E la vil tirannia! Le membra attorte,
- premute, vïolate e l'infinita
- nausea che l'empie nelle notti orrende!
-
- Ciò la natura ignora, nè sospende
- l'opera sua... Che sei, piccola vita
- plasmata d'odio e di pensier di morte?
-
-
- L'Amica.
-
- Come in un raggio i due spiriti onesti
- luceano. Un dì lo sguardo verecondo
- vide quegli occhi fatti ardenti e mesti:
- ebbe pietà... e cadde tutto un mondo.
-
- Si levarono entrambi, come desti
- da un malo sogno. Ma nitida in fondo
- agli occhi sta la visïone e i gesti
- d'entrambi, e tutto assume un che d'immondo.
-
- Or colei che non seppe esser sorella
- tende le mani a un ultimo richiamo,
- già piene di tesori, or fatte ignude...
-
- Oh fango! È il cielo che nella palude
- più caldo e intenso brilla e noi scendiamo
- in mezzo al fango a ricercar la stella!
-
-
- La cortigiana e l'apostolo.
-
- «Mi vuoi, lo so, perchè non chiesi il dono
- di te, perchè non t'amo e tu sei bella.
- Ambi seguiam la nostra via, tu quella
- della vendetta, io quella del perdono.
-
- Ambi figli di vittime, ci appella
- la stessa voce con diverso suono:
- tu se' colei che abbatte i forti, io sono
- quei che redime i vinti. Addio, sorella!»
-
- Così disse, e la bella si raccolse
- come una spada nella sua guaina,
- micidïale a quei che ne la tolse.
-
- L'apostolo nel turbine s'infranse
- che a guerra eterna uomini e dèi trascina.
- Su lui la cortigiana sola pianse.
-
-
- Dopo il festino.
-
- È sazio, cupo, solo. Con la bruma
- del sonno una tristezza maliarda
- scende. L'ultima face par che arda
- sovra una bara: muor torbida e fuma.
-
- S'accosta alla finestra. È l'alba. Guarda.
- Rinasce il mondo sempre? Si consuma
- la gioventù, la voluttà, la spuma
- della vita, e più nulla... Or che più tarda?
-
- E lentamente una figura scialba
- ondula emersa da la nebbia rara.
- «Sempre più triste, a che, importuna, torni?
-
- È troppo tardi per mutar miei giorni!
- è troppo tardi, o importuna e cara,
- che a notte affogo e che risorgi a l'alba!»
-
-
- Nascita.
-
- Sedeva nella stanza al buio fitto,
- raccapricciando. Or lento si conduce
- presso una porta, chiusa. Un fil di luce
- riga il suolo. S'appoggia immoto, ritto...
-
- E, chiusi gli occhi, pur l'assedia un truce
- quadro e l'attesa come di un delitto.
- Un letto: un corpo umano v'è confitto...
- un uom dentro vi fruga e un ferro luce.
-
- Oh dolce, dolce vittima! Oh dolore
- della carne che in dar la vita muore...
- Oh questo tempo oscuro ed infinito!
-
- Si comprime le tempia arse... Un vagito?
- --«Aprite! Aprite!...»--Ecco: un viluppo informe
- ignudo strilla... Ella non sente. Dorme.
-
-
- Il gorgo.
-
- Una barca si move, e dietro un lume
- pallido: un'ombra su la prora china,
- scrutando fra le tenebre, trascina
- qualcosa, grave, dietro sè, nel fiume.
-
- Lungi, presso la diga, ove le spume
- segnano un'ampia linea turchina
- un altro lume errante s'avvicina
- tremulo e cresce rosso tra le brume.
-
- I pioppi, eretti verso il ciel notturno,
- contemplano la luna in cenerine
- nuvole declinante verso i greti.
-
- Un motto breve passa, ed inquïeti
- errano i lumi ancora, e l'ombre, chine
- sul mistero del fiume taciturno.
-
-
- Le zanzare.
-
- Quando arrossano il mare i pigri soli
- tra cortine di sangue, alzi i tuoi lagni,
- piccola ombra assetata, da gli stagni
- sospingendo per l'aria umida i voli;
-
- e vagolando sopra i grigi stuoli
- che la fame urge ed i padron grifagni,
- la febbre con le molli ali accompagni,
- dal padre suggi e inoculi a' figlioli.
-
- Un contatto, un ronzio rapido, e punge
- l'esile avviso i cuor, come di lunge
- voci d'oblìo sovra le fronti oppresse.
-
- E geme ognuna come se tenesse,
- piccola, un peso immane. Dentro d'esse
- l'Ospite, immensa come l'ombra, giunge.
-
-
- Sull'altura di Greenwich.
-
- Ancora v'è un paese ove il sol biondo
- dipinge inesauribili giardini?
- Qui tutto affoga dentro il fiato immondo
- che vomitan le gole dei camini.
-
- Grandi antenne su plumbei bacini
- solcano un orizzonte senza fondo,
- ove s'ammucchia da tutti i confini
- la ricchezza e la schiavitù del mondo.
-
- E in questo nembo i desiderî ladri
- s'azzuffano, ed in lor trame irretita
- la generosa Terra s'incatena.
-
- Vivere è dunque sì tremenda pena?
- Ah se quest'è necessità di vita,
- inaridisca il grembo vostro, madri!
-
-
-
-
- Patria.
-
-
- Villaggio natìo.
-
- Montanaro, casetta mia, com'eri
- piccola e triste, e n'ho triste la vita:
- ma come al mio pensiero era infinita
- la traccia, intorno a te, de' tuoi sentieri!
-
- Poi città corsi, e vidi regni e imperi
- e agli occhi miei la terra è impiccolita:
- nessun mistero in essa più m'invita:
- triste pur questa casa, e io son quel d'ieri.
-
- Or se rivolgo il viso al ciel notturno,
- quanto sei breve, terra, e come immenso,
- cielo, ove miro con impazïenza!
-
- Ma come avvien ch'io palpiti non senza
- dolcezza, quando a te, villaggio, penso,
- ultimo albergo al mio cuor taciturno?
-
-
- Circolo vitale.
-
- Stanca, stanca è la vecchia Italia, tante
- vite nutriva e spesso vïolenti,
- e i figli ultimi, ad altre terre intenti,
- cura non hanno più della gestante.
-
- Vive la nostra terra, se i fermenti
- l'avvolgano d'un'opera incessante:
- feconda sempre se animali e piante,
- nati da lei, vi tornino morenti.
-
- Uopo è che scorra in onde armonïose
- nel corpo della terra genitrice
- il circolo perenne della vita...
-
- Ah, quando l'uomo con facili dita
- emanerà la volontà felice
- e l'armonia su 'l moto e su le cose?
-
-
- I dissodatori.
-
- Lasciano a mille a mille l'alveare,
- come le pecchie van nell'afa estiva.
- Ove, che importa? ove si muoia o viva,
- dentro i navigli che son culle e bare.
-
- Scendono a branchi: madri nella stiva
- covano bimbi e li addormenta il mare;
- vecchi sognano un novo focolare
- che scaldi lor la vita fuggitiva...
-
- Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare
- generi e culli un'inesausta prole
- e la spandi pel mondo come il grano.
-
- Portatrice di pace ov'essa appare,
- la terra scopre le sue membra al sole,
- perchè il seme si levi e il fiore umano.
-
-
- A uno straniero.
-
- Non domandare, amico mio, qual gente
- tenga il paese delle belle forme.
- Il nostro genio in sale antiche dorme:
- n'assiste il sonno un popolo indolente.
-
- Mentre dai monti al mar corron le torme
- a depredare il bel retaggio intente,
- su la terra che cela il sogno ardente
- dei padri monta un incubo deforme.
-
- Tra le case senz'anima e le strade
- senza faccia, nei nuovi simulacri
- pur la materia umilïata appare.
-
- O popolo, tu spazza le contrade
- d'Italia, e quest'obbrobrïo i lavacri
- d'Appennino e dell'Alpi urgano al mare!
-
-
- Al popolo d'Italia.
-
- I.
-
- Mentre i tuoi primi nati aprono l'ale
- verso terre che arridono più liete
- di premî e d'opre e dentro il suol natale
- il vecchio padre semina e non miete,
-
- popol di vecchi e di fanciulli, quale
- nuova ricerca t'anima? qual sete
- d'esperïenze? E quando l'ideale
- è prossimo, ti volgi ad altre mète.
-
- Giunto ieri fra' nuovi popoli, oltre
- guardi, oltre corri con crescente affanno,
- l'altrui vedendo più che 'l tuo dolore...
-
- T'assistan vigilanti nella coltre
- del suolo sacro i padri: essi ben sanno
- che il destino t'elesse iniziatore.
-
- II.
-
- Iniziatore t'elesse il destino
- che modellò, divelto da l'ardente
- Africa, e offrì, desìo de l'Occidente,
- questo pensile in mare arco Appennino.
-
- Del suol benigno e dell'aer marino
- foggiò la saggia armonïosa gente
- che a l'antica Eüropa e a la recente
- infuse il chiaro spirito latino.
-
- E volle che splendesse da le belle
- città, maestra nel crear la mano,
- luce il pensier, musica l'idïoma;
-
- e radïassi fra le tue sorelle,
- tu che vedi passar, cozzanti invano
- contro di te, uomini e numi, Roma.
-
-
- L'appello.
-
- Cui mundus est patria.
-
- BRUNO.
-
- Il profugo sostò presso il confine
- ond'uscì giovinetto a le venture.
- Ecco le verdi valli e le pianure
- digradanti co' fiumi a le marine.
-
- Terra, che nutri primogeniture
- invide, trafficanti, fra meschine
- trame di guerre e paci, le rovine
- sacre delle paterne sepolture!
-
- Chi chiama? Àrmano a guardia degli scrigni
- popolo contro popolo i mercanti.
- «A l'armi!» urla un lor capo tremebondo.
-
- --A le vanghe, a le macchine, a gli ordigni
- trasmutatori della vita, o erranti
- italïoti ai quali patria è il mondo!
-
-
- Bruto ultimo.
-
- Fanciullo senza pane e senz'amore,
- un giorno invano ti passò vicino:
- come allor lo rinneghi oggi che muore
- tardivo alunno di un pensier latino.
-
- Credette essere il braccio del destino
- contro un tiranno, egli liberatore.
- Quei non era che un uomo: egli è assassino...
- Passarono. Nè muta ora il Dolore.
-
- Anch'io volli trovar quei che produce
- il Male. Esiste? No... Ma ne ricada
- l'onta su ognuno ch'è saggio e felice!
-
- Io già ti chiesi, Arte liberatrice,
- un metallo per fondermi una spada,
- or ti chiedo un metal ch'espanda luce!
-
-
- In un museo lontano.
-
- Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme?
- Qualcosa de' suoi padri è prigioniero
- in ogni terra: egli non è straniero
- ove dei padri hanno esulato l'orme.
-
- Oasi di riposo al suo pensiero
- destò la vista delle belle forme.
- Tace. Dintorno scendono ombre a torme,
- ombre di antichi dallo sguardo austero.
-
- Susurran l'ombre: «Occhio che par serbare
- la luce come il dïamante, mani
- suscitatrici d'armonie viventi!...
-
- Oggi avvinto a la gleba fra' giumenti,
- d'idee latine e di beltà domani
- adornerai la terra arata e il mare!»
-
-
- Garibaldi.
-
- I.
-
- Ebbe il braccio fulmineo degli avi
- e il nostro cuor dal palpito profondo.
- V'è un genio istesso, che dal suol fecondo
- della patria rivive a' giorni gravi?
-
- Eri tu certo, Ligure, che davi
- a un re straniero inutilmente un mondo;
- or, dato un tetto a un popolo errabondo,
- all'unïon dei popoli auguravi.
-
- E quando sul Gianicolo balzasti,
- Roma sorrise a tutti gli uomini. Ere
- di sangue, chiuse! Aperti nuovi fasti!
-
- Or tu, sul monte, bronzeo resti, quale
- della leggenda ultimo cavaliere,
- poi che ti colse in fronte l'Ideale.
-
- II.
-
- Sparve con te la bella guerra, come
- meteora d'olocausto, che le madri
- benediceano. Ancor raggiò fra' padri
- boeri e sparve con le rosse chiome.
-
- Ecco un convulso mostro, ora, che vome
- strage. I guerrieri ciechi, fra' lor quadri
- di ferro, odon venir con passi ladri,
- d'onde? la morte e non li chiama a nome.
-
- Giovani, in patria producean i frutti
- della vita e mietevanli per tutti.
- Falciati, lungi, sotto ignote stelle!
-
- Altri verranno, che la fame svelle
- da la lor terra, a spremere un tesoro
- per colui che ha mercato il sangue e l'oro!
-
- III.
-
- Tornerà un giorno. Una novella gesta
- leverà fama da un lido lontano
- e l'anima d'Italia udrà ridesta
- sonar pel mondo un nome italïano.
-
- Dai padri che hanno vinto la foresta
- e nei deserti propagato il grano,
- apporterà virtù novelle a questa
- esausta terra e un largo cuore umano.
-
- I simboli onde mascherati gli uomini
- succhian la vita agli uomini, arderà,
- e: «Destate l'eroe dentro di voi!»
-
- griderà intorno. E sorgeran gli eroi,
- eroi di pace a te, Roma unità,
- eroi d'amore, o Roma amor degli uomini!
-
-
-
-
- La natura.
-
-
- Pan.
-
- Anch'io cercai svèllermi da la stretta
- delle cose e degli uomini, a la pace
- formidabile, a l'aer freddo che tace
- oltre il vento, oltre i ghiacci, oltre ogni vetta.
-
- Piccola umana emozïon vivace,
- cui la più torbid'anima è soggetta!
- Sali, e arrancando dietro te s'affretta
- qualche minuta realtà seguace.
-
- Un murmure, un frullar d'ale improvviso,
- un vagito, una lagrima, un sorriso;
- ecco fuse le note fuggitive
-
- nel ritmo del tuo cuore, che si sente
- raggio nell'aria, goccia nel torrente,
- linfa in arterie senza fine vive...
-
-
- Tu lavorerai!
-
- Agitavano il suol flore possenti,
- fiere devastatrici e stragi immani.
- Apparve l'uomo e con le nude mani
- pazïente educò messi ed armenti.
-
- Educò l'acque negli arati piani
- e il fuoco animator di vita e i venti
- sul mare; con le dita intelligenti
- regge ora i freni delle forze immani.
-
- Scruta i minimi, distruttori, e vuole
- propizia a sè l'opera della morte.
- Pur muore, ma inesausta è la sua prole.
-
- E la terra rimuta senza tregua.
- Perchè? Silenzio. Passa una coorte
- nuova; fatica, interroga, dilegua.
-
-
- La Ruota.
-
- Ti trovò l'uom fra i sassi dei torrenti,
- seco ti spinse nelle migrazioni;
- e ancella nelle gelide stagioni,
- tessevi lane, tritavi frumenti.
-
- Ora la forza innumere alimenti
- fra le sue sagge mani; arguta suoni
- nelle sue case o procellosa tuoni
- e al monte, al mare esseri strani avventi.
-
- Esseri strani l'uomo crea, l'ignoto
- a conquistargli, esseri onnipossenti,
- nei quali tu, cuore perenne, vivi.
-
- Tu che i minuti suoi misuri e inscrivi,
- insiem col giro degli abissi ardenti,
- intorno al centro dell'eterno moto.
-
-
- Linguaggio.
-
- Odi, Sigfrido, a te fluire i suoni
- della foresta? Parlano gli uccelli.
- Tutto vive e ti dà fraterni appelli.
- Sparvero mostri e dèi, illusïoni.
-
- L'uom rispondeva e in lui nuove unïoni
- facean le voci. Udivano i fratelli,
- ripetean la parola, che, in suggelli
- incisa, venne a le generazioni.
-
- Era un suono di vento ed è consenso
- oggi d'umanità. Poche parole
- l'anima nostra chiudono e l'immenso.
-
- Occupano la terra, come vuole
- l'uomo: e a rapire qualche nuovo senso
- emigran oltre l'orbita del sole.
-
-
- Musica.
-
- Nascesti avvolto da le voci erranti
- nelle frondi e su l'acque; e tra le gole
- canore che opprimean talor gli schianti
- del tuono, emerse il tuo cantico al sole;
-
- e quando venner meno le parole,
- i metalli squillarono: con quanti
- strumenti il mondo giubila o si duole
- moltiplicasti l'onda de' tuoi canti,
-
- Uomo! Così ti levi, inno che domini
- l'odio; che accordi la gioia e lo strazio
- spiranti verso la serenità.
-
- Così ti comporrai, coro degli uomini,
- cantico della terra, e nello spazio
- coro degli astri per l'eternità.
-
-
- Aer.
-
- Inesauribil spirito, che i baci
- dei fiori accosti, e penetri le frondi
- ed inazzurri l'etere e circondi
- la terra e il mar di palpiti vivaci;
-
- aër che invadi i sudanti toraci
- e in desïosi cantici ti effondi;
- che inerte su le bocche aride giaci
- se l'impulso d'un cuor non ti secondi!...
-
- Anche il libero ossigeno ai polmoni
- dei fratelli usurpava il Violento
- e corrompeva in tugurii e prigioni!
-
- Finchè tu nol riduca uno strumento
- di maggior vita, o Uomo, che componi
- sul ritmo del tuo cuore ogni elemento.
-
-
- O mare!
-
- Nasceva in te la vita originale,
- quando il cuor della terra alzava i monti;
- poi scese a te col corso delle fonti
- l'uomo che porta nelle vene il sale.
-
- E un fusto cavo, indi animato d'ale,
- grande si profilò su gli orizzonti,
- e le stirpi degli uomini sui ponti
- doni e morte mescean con vece uguale.
-
- Quando su l'acque un novo mostro apparve,
- di fuoco e ferro, e sotto l'energia
- trista dell'uom tu soffri, o mare, o mare!
-
- Ma un dì, scomparse queste cupe larve,
- pulserai col cuor nostro in armonia,
- anima irrefrenabile del mare!
-
-
- Il padre.
-
- Il vecchio siede a lato del portone
- di fronte ai campi immensi e agli aratori.
- Ligneo, curvato a terra, par che implori
- mercè ch'è vivo ancora una stagione.
-
- Non ebbe in ottant'anni che dolori,
- nel timor del suo dio, del suo padrone:
- onde pensando all'ultimo sermone
- si reputa il più reo dei peccatori.
-
- Ma spera... In gioventù qualche stravizio:
- qualche facezia prima di sposare...
- Poi venne la famiglia e la saggezza,
-
- e la miseria. Ond'egli or accarezza
- l'idea del Purgatorio. A peggio andare,
- sarà finito il giorno del Giudizio!
-
-
- Il figlio.
-
- Ma il figlio intorno per la nebbia esplora:
- scorge su quella l'ombra sua gigante:
- questa era Dio. Poi guarda il ciel distante
- ove nascono mondi ad ora ad ora.
-
- L'universo ci ignora. Il fluttuante
- mar dell'essere ci agita e divora,
- minimi nell'immenso. Forse adora
- la formica il calzare del passante?
-
- Allora, mentre il padre trema e prega,
- «Terra, almen tu sei mia!» pianta la stiva
- nel suolo, e il frutto della vita afferra.
-
- Alcuno in nome di quel Dio ci nega
- quel ch'è di tutti? No, fratelli. E viva,
- nostra comune eredità, la Terra!
-
-
- Oro.
-
- Oro, l'industrïoso uomo ti svelle
- rilucente e sonoro di sotterra:
- ti suggella e nel piccol pugno afferra
- con te il valor del suo mondo ribelle.
-
- E cercandosi l'energie sorelle,
- tu sei l'anello per cui l'uom si serra
- intorno al globo, irretica la terra
- di sue radici e i rami alza a le stelle.
-
- Questo sei? Fosti. Or, usurpato il regno
- del pensier, del lavoro, dell'amore
- e delle sante cose ond'eri segno,
-
- contro te grida il sangue d'ogni cuore...
- Altra bellezza, altro destin più degno
- t'imprima il fuoco purificatore!
-
-
- Occhi.
-
- Occhi miei, da quel dì che il bel sembiante
- che specchiaste a lo schiudervi, è dissolto,
- e la natura vi scoprì il suo volto,
- indi la donna vi sorrise amante,
-
- quante fuggenti ombre di cose, quante
- femminee rapid'ombre avete accolto!
- Sovr'esse l'arte il suo potere ha svolto,
- le fece umane, ed il mistero sante.
-
- Ma un dì vi chiuderete, ciglia, porte
- dell'umano spettacolo, e repente
- la notte v'aprirà le sue grand'ale.
-
- E allora, o visi che passate, quale
- imagine su me china e dolente
- custodirò nelle pupille morte?
-
-
- L'asceta.
-
- Tu che t'inchini già verso la zolla
- per aver troppo riguardato i cieli,
- e attonito a' tuoi simboli crudeli
- scordi la vita che a tuoi piè rampolla,
-
- levati e vivi! Guarda come aneli
- la vita oppressa e in gurgiti ribolla
- in fondo ai mari, e in folgori s'estolla
- pur su le vette immobili di geli.
-
- Oggi digiuno per gavazzar poi,
- non sai ch'eterno è l'attimo felice
- se lo riempia il ritmo del tuo cuore?
-
- Ma tu non odi e muori, mentre noi
- viviamo, consci che non ha radice
- nella morte una vita ulterïore.
-
-
- In piedi!
-
- Quando l'uomo depose lo sgomento
- e il mondo ornò di deità fraterne,
- come bello moveva con le alterne
- ginocchia, il capo verso il firmamento!
-
- Ma tra quelle, una orrenda, ecco, ne scerne,
- Javeh, l'ultimo Dio. Cadde col mento
- nella polvere, e in quell'atteggiamento
- l'effimero s'inflisse pene eterne.
-
- Oh, risorga oggi su le membra belle
- l'uomo ed esalti questa sua terrena
- forma di vita che fomenta il sole,
-
- e più alta la renda a la sua prole,
- prima che anneghi nell'aria serena
- ove sgorgano e spengonsi le stelle!
-
-
- Bellezza femminea.
-
- O rifiorente nelle primavere,
- suprema tra le imagini terrene,
- o voluttà dell'anime serene,
- e rimpianto agli esausti dal piacere!
-
- Il fascino dei sensi idea diviene
- intorno a le tue linee sincere,
- però che il ritmo che t'informa tiene
- dell'armonia che domina le sfere.
-
- Languor di stelle, chiarità di soli,
- riso di mar, serenità di monti,
- la bellezza del mondo ha per te senso.
-
- Tu, datrice di vita, tu consoli
- della vita, se tocchi su le fronti
- che nel tuo cerchio sognano l'immenso!
-
-
-
-
- Il mistero.
-
-
- Nostalgia mistica.
-
- Io sento una leggenda in cuor cantare,
- una leggenda delle nonne pie:
- organi v'accompagnan litanie;
- brillano ceri intorno ad un altare.
-
- Processïoni vanno per le vie
- lungo i rosai tra le pinete e il mare:
- cantano le campane e il cielo pare
- un seno immenso pieno d'armonie.
-
- Passa un bimbo che portano a battesimo.
- Passa una croce, chinansi le fronti.
- Passa Gesù portato ad un che muore...
-
- Ma un nero mago è in mezzo a l'incantesimo.
- Perdona, o sole! se quando tramonti
- un pianto di campane canta in cuore...
-
-
- Scienza.
-
- Un ricordo. M'avevano insegnato
- a temere la folgore. Nel campo
- sterminato ero solo. Ed ecco, un lampo
- guizza: lo segue un lugubre boato.
-
- Fuggo, guardando ai gran' roveri; inciampo;
- salto tra' solchi, tra' fossi, inzuppato
- di pioggia. Ecco la strada, e infine a lato
- i fili telegrafici, lo scampo!
-
- Scampo? Il destino dentro i ragnateli
- aerei s'impiglia sì che i teli
- la morte scocca sui mortali a vuoto?
-
- La scïenza così tesse i suoi veli
- su noi. Guardiamo: il cielo è breve e noto...
- Illusïon! Dietro è il Mistero immoto!
-
-
- San Giovanni.
-
- Io nella notte della terra e in fondo
- a gli abissi dell'etere m'immersi,
- il cielo ingombro con grand'ala apersi
- lungi spingendo i limiti del mondo.
-
- Le forme cui divine leggi infersi
- del mio spirito penetro e circondo:
- io nell'immensità punto errabondo
- di me riempio gli esseri universi...
-
- Povero capo mio, come di piombo,
- grave, che affondi in un assiduo rombo
- pieni gli occhi dell'ombra interïore.
-
- Oh riposare sovra un saldo petto,
- come, o Signore, un giorno il giovinetto
- apostolo dormì sopra il tuo cuore!
-
-
- Anima.
-
- Larva di sogno? fiato? ombra? Dispare
- fuor dalla spoglia, che si sfascia... Vive
- libera forse in più felici rive?
- esule, vaga intorno al vecchio lare?
-
- Dissipata è la spoglia sua nel mare
- del mutamento. Forse da sorgive
- misterïose, in forme sensitive
- immemore ad immemori compare?
-
- Anima, dentro te piccola e chiusa
- o con l'umanità, nell'avvenire
- e nel passato, immensa anima effusa!
-
- Eterna fosti. Or puoi, l'istante giunto,
- sognando l'immortalità morire...
- Dopo, che importa? Eterna fosti un punto.
-
-
- In memoria di Furio De Amicis.
-
- A Edmondo De Amicis
-
- I.
-
- L'adolescente un sogno avea nutrito
- onde cercava in riva al fiume l'orme?
- Sovra gli esuli pini e il Po che dorme
- vaga come un rimpianto d'infinito.
-
- Era il meriggio. Si destò, smarrito.
- Guardò lontano le languenti forme,
- la città, pigra dentro il sole enorme,
- ed annuì come ad un noto invito.
-
- Era come colui che ignaro move
- nella notte fra sozzi ebbri digiuno,
- e chiude gli occhi e di vegliar rifiuta.
-
- «Ah non è qui la vita! Altrove, altrove!»
- Laggiù, lontano, udì piangere alcuno?
- E si rivolse verso l'ombra muta.
-
- II.
-
- L'albero si chinò sopra uno schianto
- aperto nelle sue viscere stesse
- quando i due rami giovinetti oppresse
- il soffio della morte e un giacque infranto.
-
- E attende, il padre. Con entrambi intanto
- cammina: nei silenzî ode sommesse
- voci. Nè guarda; come se temesse
- fugare un'ombra che gli viene accanto.
-
- E si desta al mattin con un singhiozzo
- chiuso. Perchè? Non ritornò l'assente?
- Pur scialbo è il sole e l'anima non paga.
-
- Poi lo sorprende una tristezza vaga:
- ed ei s'ascolta, come chi repente
- sente il braccio doler che gli fu mozzo.
-
- III.
-
- Ignoro, amico, la parola buona!...
- Da le cellule prime a le stormenti
- foreste che moltiplicano i venti,
- ove l'aria nei tronchi s'imprigiona;
-
- da l'immobile vita che ai moventi
- esseri fiato e nutrimento dona,
- sino a quei che il ricordo fa persona
- e la parola fa re dei viventi,
-
- ecco la Terra svolgersi, a l'invito
- del Sole; da le viscere del Tutto
- traendo in cima ai rami il fiore umano...
-
- Il fior matura, e dove il piccol grano
- cada, non sa la Madre, che il suo frutto
- disseminando va nell'Infinito!
-
-
- Stupor sacro.
-
- Formidabile a l'uom, Vita del mondo,
- con le tue vaste passïoni incombi:
- guizzi e scrosci coi nembi e dal profondo
- cuor della terra, impazïente rombi.
-
- E, Morte, tu, vasta e repente piombi
- sopra un gregge d'efimeri errabondo:
- ancor n'udiamo i colpi e l'ecatombi
- copron già il suol, scendono al mare in fondo.
-
- Qualcosa in noi rimuore a la fraterna
- morte. Qualcosa è in me che già passò
- la morte? Sopravvive e si rimembra.
-
- Sopravvivrà? In quali umane membra
- od ignota compagine, non so:
- rivibrerà la mia sostanza eterna.
-
-
- Le Ipotesi.
-
- Poi che la terra i membri effusi e vani
- raccolse e il mar cingeva gli emisferi,
- ond'erompean al cielo i monti alteri
- e si spandean l'alluvïoni ai piani,
-
- o coscïenza della terra, ov'eri?
- Il piccol uomo allor sognò titani;
- s'erigevan sui culmini montani,
- gonfiavan di lor collere i crateri.
-
- Sognò gli dèi per debellarli, belle
- stirpi e ristette, contemplando quelle
- imagini di sè levate in guerra.
-
- Sparvero, e l'uomo or lancia da la terra
- le moriture deità novelle;
- crede e riposa e cerca nuove stelle.
-
-
-
-
- Umanità.
-
-
- Duplex, omnis et unus.
-
- Per me desiderai le rose, il vino,
- la voluttà, le gioie tutte, per me?
- Ben poco m'ebbi e sazio ero. Perchè?
- Avevo udito piangermi vicino.
-
- Ben poco m'ebbi e tutto diedi, infino
- che sentendomi privo anche di me,
- trovai colei che a me stesso mi diè,
- e fummo un'onda nel ritmo divino.
-
- Or tutto io sono, tutto effondo, aduno,
- il pane e l'acqua ed il dolore umano
- trasmuto in sangue ed in pensier' d'amore.
-
- Sibilla ed io: ch'io son duplice e uno,
- una mano, pur mia, nella mia mano
- e un cuore, altro mio cuor, dentro il mio cuore.
-
-
- Lotta per la vita.
-
- Nei campi della vita ecco un'immensa
- strage. Il più forte l'indifeso assale.
- Da la cellula a l'uom, lungo le scale
- della vita, l'un fa dell'altro mensa.
-
- Ma dai fermenti che la strage addensa,
- più ricca balza l'energia vitale;
- annoda ganglî, organi tende, sale;
- s'accende e raggia in un cervel che pensa.
-
- E s'una Mente alfin l'ha scorta, vana
- non fu la guerra; i fremiti ne ammorza,
- la volge a un bene ch'ella stessa ignora.
-
- Perchè la terra ha un'anima, che implora
- d'eromper da le viscere a la scorza
- e d'integrarsi in questa anima umana!
-
-
- Le città.
-
- Poi che raminga in pavidi ripari
- foggiò la fiera onnivora l'Arnese
- per uccidere e per creare, e scese
- lungo i pingui bacini e gli estuari,
-
- presso le tombe edificati i lari,
- li ornò di templi e cinse con difese;
- strade ne irradïò: donde contese
- e tregue lungo i lidi e sovra i mari.
-
- Pace, o fucine, dove su l'incudini
- del dolore l'uom foggia il suo futuro:
- niun nato d'uomo in voi più sia straniero!
-
- Issate i fari per le latitudini
- a illuminar le vie del cielo oscuro,
- palpitando la terra a un sol pensiero!
-
-
- Su un orologio.
-
- Un anno, un giorno, un'ora... Ed anco un anno,
- un giorno, un'ora! Il tempo immobil dura.
- La lancetta procede con sicura
- costanza, senza sosta e senza inganno.
-
- Con ugual legge per gli spazî vanno
- gli astri e ciascuno ai prossimi è misura.
- Docili intorno ad una Forza oscura
- per tutto il tempo ancor graviteranno.
-
- Ma della vita l'indice è la noia
- lenta e fra lenti battiti l'ingoia
- tosto l'ignoto che ci è tomba e culla.
-
- Pur quando guida il dito dell'Amore
- o del Dolore sul quadrante l'ore,
- l'attimo è tutto ed una vita è nulla.
-
-
- Il pessimista.
-
- Chiamatelo fra voi! Non lo vedeste
- giungere, cupo e solo, fra' tumulti
- vostri? Non par che il muto teste insulti
- ai vostri lutti ed alle vostre feste?
-
- No. Tace. Guarda, e forse pianti occulti
- reprime sotto le pupille meste,
- e il suo petto, che par immoto, investe
- un impeto frenato di singulti.
-
- Chiamatelo! Non lasci egli le soglie
- così. Implorerà? Senza che implori,
- ebben, fategli dolce vïolenza.
-
- Poich'egli sa che non è viver senza
- gioir dei gaudii, soffrir dei dolori
- vostri, morire della vostra morte!
-
-
- Riso e pianto.
-
- Pianto ed oblio! Rugiada che i vapori
- dell'amore e dell'odio assorbi, esali;
- effusïone di prementi mali,
- balsamo che la gioia anche insapori!
-
- E tu sorriso e riso alto che sfiori
- le guance adolescenti e vivo sali
- dai cuori offesi e i giochi dei mortali
- dinanzi ai savî d'ironia decori!
-
- Salubri doni! Abbatte uno le fronti
- sul gorgo senza tempo, ove le terge
- l'Essere addormïente, animatore;
-
- l'altro le aderge verso gli orizzonti
- serenatori, dove eterna emerge
- la verità redenta dal dolore.
-
-
- Il Santo.
-
- Pensava il Santo quant'è cosa acerba
- vivere. E non perchè la carne muore,
- ma perchè il vivo al vivo dà dolore.
- Ond'ei cessò di pascere pur l'erba.
-
- E una voce gli sonò dentro: «Serba
- la pietà per la vita inferïore;
- ma da la tua, somma di vite e fiore,
- ne germogli una forma più superba.
-
- Compiangi il mondo pur, ma più compiangi
- gli uomini, e torna a le lor case e addita
- le vie per cui si ascende nella vita.
-
- Chè, mentre tu su l'erbe che ti mangi
- lagrimi, intorno ad un vitello d'oro
- i fratelli s'immolano fra loro!»
-
-
- In Aracœli.
-
- Vi schierate così, sotto la nave
- cristïana, sui plinti alti, o confitte
- inegualmente al suol, colonne invitte
- di un prepotente impero, or fatte schiave.
-
- Greco scalpello forse da le cave
- d'orïente vi svelse, e pose, ritte
- a l'aria e al sole: or fra le turbe afflitte
- del Galileo v'accascia un'ombra grave...
-
- Così, gettato il giogo del fratello,
- l'uomo, ch'esalta la Fortuna alterna,
- le campagne di lui, le case gode;
-
- non senza farsi un Dio, cui volge a lode
- la propria gioia e l'abiezion fraterna:
- e il medesimo altare è per suggello.
-
-
- Ecce homo.
-
- Errante in suolo inospite a l'acquisto
- del cibo, l'uomo imaginò nemiche
- forze gravanti sul suo viver tristo
- a punirlo di colpe ignote antiche.
-
- Giovine e amante poi, si finse amiche
- deità, un Olimpo ornò commisto
- di semidei, cospicui per fatiche
- e miracoli... Ed ecco, ultimo, Cristo.
-
- O Cristo, quanto grave è l'esser dio
- per pietà dei fratelli! «Lungi» esclama
- «questo calice!» E, per la Vita, muore.
-
- Adulto or l'uomo riconosce il pio
- sacrifizio di Cristo. Infine egli ama
- la terra, ama la vita, ond'è signore.
-
-
- Il Martire.
-
- Voi l'uccideste! Da l'uccisïone
- dei puri eroi castigo mai non venne.
- Non paventate, piangete! Vi tenne
- ira e follia. Gettategli corone.
-
- V'amò quant'altri mai. La passïone
- di lui volle inalzarvi in un perenne
- volo e non vi bastavano le penne.
- Morì: nel suo riposo or si compone.
-
- Portate l'urna sua con buone scorte
- lungo la vostra via. Caduto è il vento
- d'abisso e non atterra che le cime.
-
- E stringendovi a lui quando v'opprime
- il destino, pensate, in un momento
- di sosta, a la giustizia della morte.
-
-
- Gocce di sangue.
-
- Gocce di sangue? È l'alba, mentre torno
- al lavoro. Le screzïò d'argento
- sul marciapiede il ghiaccio. Uno sgomento
- m'assale. Tutto ancora tace intorno.
-
- L'oro, l'amore, il vino?... Era il ritorno
- della belva primeva. Ed un momento
- guizzò un'arma, sparì. Non un lamento
- forse. Silenzio ed ombra. Ed ora è giorno.
-
- Perciò la Vita con tanto dolore
- s'orïentò, salì verso la Mente?
- Ecco, l'annienta un attimo d'oblio.
-
- Altri guarda e sen va. M'affretto anch'io...
- Ricche arterie ha la Vita e non risente
- di due stille cadute dal suo cuore.
-
-
- Ahasvero.
-
- Gli esuli dissodavano le zolle
- d'una inospite landa, e l'uno chiese
- dell'altro. Ognuno avea patito offese
- dall'uomo. Uno esulò per fame, un volle
-
- fuggir per non uccidere; contese
- altri per un amore, altri in un folle
- impeto uccise. Ora: «Tra il fiume e il colle--
- diceano--leveremo ardue difese».
-
- Quando un vecchio passò. Ristette l'Uomo
- errante, udì: scoteva il petto annoso
- un singhiozzo. Riprese il suo cammino.
-
- --«Vecchio, perchè non sosti?»--«È nel destino
- ch'io vada ancora e non abbia riposo
- che in una terra ove l'uomo ami l'uomo!»
-
-
- L'uomo tragico.
-
- --«Vuoi obliare? Dietro te gigante
- t'inquieta il passato. Oh non sognare,
- tu vorresti, andar naufrago nel mare
- dell'essere; non viver che l'istante!
-
- Ebben, segui il tuo sol come le piante,
- chiudi le ciglia quando il sol dispare;
- fuggi gli umani, ama le cose ignare...
- Dormi. Ed ecco un liquore inebbrïante...»
-
- --No! Ricordare! Io sono la memoria
- degli esseri che fui. E mi commove
- tutto l'eterno ad ogni batter d'ore.
-
- Vivere, quanto l'Uomo: esser la storia,
- la coscïenza della Terra, e altrove
- portar me stesso e 'l ricordo e 'l dolore!
-
-
-
-
- Universo.
-
-
- Le forme.
-
- Vaporava la Terra: abbrividenti
- profili alzava incontro ai soli occidui
- e caotiche forme negli assidui
- sforzi espelleva, esseri incerti, lenti.
-
- A stento si scioglieano dai residui
- del limo grave. Indi foreste e armenti
- sorsero, e guizzi dentro l'acque e i venti,
- e l'armonia di liberi individui.
-
- L'ultima forma che la Terra espresse
- l'opera proseguì. Architetture
- pensose trasse dai fianchi materni.
-
- Fasci di nervi or trama e raggi tesse.
- E l'uom stupisce per le creature
- che fioriscon da lui nei maggi eterni.
-
-
- I Minimi.
-
- È il corpo mio campo d'antiche sfide,
- come la terra dentro la caligine
- primeva. Forse qualche scaturigine
- di vita in me per sempre si recide?
-
- Sotto ogni forma bella che al ciel ride
- l'uomo indaga, e l'afferra la vertigine.
- Luce in fondo l'idea. Dove ha l'origine?
- Un fermento la suscita o l'uccide.
-
- Affrettan le agonie, le cose morte
- sgombrano per far adito ai viventi,
- indefessi operai del divenire.
-
- Quando avverrà che domi l'uom quest'ire
- nemiche, e dolce viva, e l'addormenti
- sazio di giorni l'oblïosa morte?
-
-
- Al Foro Romano.
-
- L'uomo, re delle forme ultime, vuole
- dentro la terra approfondir l'indagine:
- assiduamente fruga la voragine
- che Dante ornò di sue divine fole.
-
- Nel suol, come in vecchio albero, l'imagine
- simultanea degli evi scopre al sole;
- e nei fôri ove ruzza la sua prole,
- il passato si svolge in chiare pagine.
-
- Così la Terra, per l'essere emerso
- ultimo dal suo grembo, apre le ciglia
- e scorge sè piccola, oh quanto! Eppure,
-
- più vasto è il cielo e pieno di venture
- per la solare piccola famiglia
- in questo breve angolo d'universo.
-
-
- Mosè.
-
- Fra piccole virtù teologali
- Michelangelo sculse un esemplare
- di umanità, sì forte, che destare
- lo volle: «Vivi, e scendi fra' mortali».
-
- Poi lo volse sdegnoso ad aspettare,
- sui genuflessi sudditi papali,
- che potesse fra un popolo d'eguali
- sciogliere un dì le membra alte e parlare.
-
- Secoli ancora! Poi, gli occhi iracondi
- serenerà. Verrà possente, fuori,
- nel sole, vòlto a la Terra Promessa.
-
- Sarà la terra allor folta ed oppressa
- d'uomini, e pronti molti migratori
- verso l'azzurro, fertile di mondi.
-
-
- Altrove!
-
- O bella nel mare artico Atlantide,
- presso al polo fiorita di ninfee!...
- Gelò, sparì. S'inizian l'odissee
- umane: in alto eran le alate guide.
-
- Scesa lungo le tepide maree
- a la zona che verde e mite ride,
- rigurgita ora a le plaghe omicide
- l'umanità non mai sedata, Andrée?
-
- Andrée, lontano e in alto! Ha messo l'ale
- l'uomo e rimira oltre le nubi, pensa
- un'odissea per un ben altro mare.
-
- Avvolgerà la terra il glacïale
- lenzuolo? V'è nella corona immensa
- del Sole al piccol uomo altro alveare?
-
-
- Marte.
-
- Otto grandi fratelli in suo regime
- il Sole tien, che la sua lampa accese:
- lontani e ignoti: ora nel ciel sublime
- due, l'uno all'altro han le pupille intese?
-
- Fratello, in te già mossero le prime
- forme di vita al padre sol protese?
- vegetasti, sentisti, alfin da l'ime
- profondità la chiusa anima ascese?
-
- Forse già sei qual noi sarem domani,
- e indaghi dentro l'etere stellante
- con desiderio senza fine intenso,
-
- accennando con segni non umani
- a questo piccol astro, radïante
- l'inappagata anima nell'immenso...
-
-
- L'astro morto.
-
- I.
-
- Una stella sparì da l'armonia
- del cielo e ancor noi la guardiamo, quale
- tremolava in un tempo immemoriale,
- e ci sorride da l'antica via.
-
- Dal cuor pulsava forse un'energia
- onde la vita svolse le sue scale;
- onde a prova l'argilla e l'ideale
- lottaron fra un vagito e un'agonia.
-
- Forse una stirpe nel suo firmamento
- tenne incarnata un'anima solare
- e risplendè co' suoi genii ed eroi...
-
- E il gran cuor s'allentò, ristette. Poi
- silenzio... Oh sole! Ed ecco il cielo appare
- innumerato e senza mutamento.
-
- II.
-
- Efimeri occhi! Là risplende un sole
- dove per voi la nebulosa sciama:
- un urto infiammò il ciel, pende una mole,
- là dove nessun lume ancor vi chiama.
-
- Forse non lungi una fraterna prole
- per una terra l'opre sue dirama,
- lancia nel cielo numeri e parole,
- cerca, foggiasi dèi, sè dio proclama.
-
- Anima mia smarrita! È giunta l'ora
- che una nenia nostalgica t'appella:
- «Uomo, ignora e dispera, ignora e adora!»
-
- No. Tu gl'ingegni ai sensi rinnovella,
- e per gli spazî e per i tempi esplora,
- occupa l'universo a stella a stella!
-
-
- Al timone!
-
- E voi, nel vostro aereo ritiro,
- sul cuor pulsante della terra intenti,
- pronti a l'annunzio di trasalimenti
- micidïali al piccol uomo, ammiro:
-
- e voi, che interrogate nelle ardenti
- stagioni e nelle gelide il respiro
- corso da nembi e da fólgori e il giro
- delle linfe nel gran corpo fluenti:
-
- e voi, che i nostri numeri nei regni
- dell'infinito seminate, e l'ieri
- vi brilla agli occhi e illumina il domani...
-
- Però che un dì starete, sui congegni
- divinatori, come timonieri
- saldi e securi de' vïaggi umani!
-
-
- Elevazione notturna.
-
- Notte profonda, immensa, refrigerio
- delle forme che il sole agita e stanca,
- riposo e sonno dove si rinfranca
- la volontà di vita e il desiderio!
-
- Mare insonne, specchiante l'emisperio
- stellare, luna saliente bianca,
- abisso che d'intorno si spalanca
- e assorbe in un armonïoso imperio.
-
- Profondo anch'io come la notte, e immenso
- come il sidereo palpito ove penso
- il flusso del mio cuore essere immerso!
-
- E umil fidente nel silenzïoso
- ordine onde son parte, ove pur oso,
- nulla essendo, sentirmi l'Universo!
-
-
-
-
- NOTA.
-
-
- Parecchi fra questi sonetti vennero già pubblicati dal 1899 in qua su
- alcune riviste:
-
- _In memoria di F. De Amicis_ (ILLUSTRAZIONE ITALIANA, 1899). _Sul
- fiume_, _In memoria_, _Abbandonati_, _Su un orologio_ (NUOVA
- ANTOLOGIA, 16 giugno 1901). _Bellezza femminea_, _L'iniziazione_,
- _Ella?_, _Amanti_, _L'amica_ (NUOVA ANTOLOGIA, 16 marzo 1902).
- _Villaggio natìo_, _Circolo vitale_, _A uno straniero_, _I
- dissodatori_, _Bruto ultimo_, _Garibaldi_ (NUOVA ANTOLOGIA, 16 gennaio
- 1903). _Aer_, _Pan_ (RIVIERA LIGURE, 1903). _Le forme_, _È nato!_,
- _In piedi!_, _Mosè_, _Al Foro Romano_, _Lotta per la vita_, _L'uomo
- tragico_, _La morte_ (NUOVA ANTOLOGIA, 1º gennaio 1905). _L'astro
- morto_, _Marte_ (RIVIERA LIGURE, febbraio 1905).
-
- Un breve poemetto, _Nubi e sogni_ (NUOVA ANTOLOGIA, 1º giugno 1899)
- ed altre poesie composte dal 1899 al 1903 e non consentanee al
- carattere generale di =Homo= l'autore raccoglierà in una prossima
- edizione di =In Umbra=.
-
-
-
-
- INDICE.
-
-
- Homo:
- Visione di meriggio _Pag._ 7
-
- Le età dell'uomo:
- È nato! » 11
- Fratelli » 12
- Mistero » 13
- La marcia dei fanciulli » 14
- Il sapere » 15
- Hodie mihi... » 16
- La Scuola » 17
- A Edoardo Rod » 18
- Fiorita » 19
- Guidarello » 20
- Amanti » 21
- Maternità » 22
- Le sorelle » 23
- Don Giovanni all'inferno » 24
- «Genialis Lectus» » 25
- Vecchiaia sterile » 26
- I Longevi » 27
- È morto » 28
-
- Amore:
- Donna » 31
- Eva » 32
- Amore » 33
- Beatrice » 34
- «Mia!» » 35
- A due sposi » 36
- Davanti a Sant'Orsola » 37
- Leopardi » 38
- Sibilla » 39
- Omnis caro fœnum--I » 40
- II » 41
-
- Episodî:
- L'orfano » 45
- Abbandonati » 46
- L'iniziazione--I » 47
- II » 48
- III » 49
- In memoria » 50
- Ella? » 51
- Schiava » 52
- L'amica » 53
- La cortigiana e l'apostolo » 54
- Dopo il festino » 55
- Nascita » 56
- Il gorgo » 57
- Le zanzare » 58
- Sull'altura di Greenwich » 59
-
- Patria:
- Villaggio natìo » 63
- Circolo vitale » 64
- I dissodatori » 65
- A uno straniero » 66
- Al popolo d'Italia--I » 67
- II » 68
- L'appello » 69
- Bruto ultimo » 70
- In un museo lontano » 71
- Garibaldi--I » 72
- II » 73
- III » 74
-
- La natura:
- Pan » 77
- Tu lavorerai! » 78
- La Ruota » 79
- Linguaggio » 80
- Musica » 81
- Aer » 82
- O mare! » 83
- Il padre » 84
- Il figlio » 85
- Oro » 86
- Occhi » 87
- L'asceta » 88
- In piedi! » 89
- Bellezza femminea » 90
-
- Il mistero:
- Nostalgia mistica » 93
- Scienza » 94
- San Giovanni » 95
- Anima » 96
- In memoria di Furio De Amicis--I » 97
- II » 98
- III » 99
- Stupor Sacro » 100
- Le Ipotesi » 101
-
- Umanità:
- Duplex, omnis et unus » 105
- Lotta per la vita » 106
- Le Città » 107
- Su un orologio » 108
- Il pessimista » 109
- Riso e pianto » 110
- Il Santo » 111
- In Aracœli » 112
- Ecce homo » 113
- Il Martire » 114
- Gocce di sangue » 115
- Ahasvero » 116
- L'uomo tragico » 117
-
- Universo:
- Le forme » 121
- I Minimi » 122
- Al Foro Romano » 123
- Mosè » 124
- Altrove! » 125
- Marte » 126
- L'astro morto--I » 127
- II » 128
- Al timone! » 129
- Elevazione notturna » 130
-
- Nota » 132
-
-
-
-
- +Biblioteca Romantica della «Nuova Antologia»+
-
-
- 1. _Cenere_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3.
-
- 2. _Gli Ammonitori_, romanzo di GIOVANNI CENA. L. 2.50.
-
- 3. _I Nipoti della Marchesa Laura_, romanzo di DANIELI-CAMOZZI e
- MANFRO-CADOLINI. L. 3.
-
- 4. _Storia di Due Anime_, romanzo di MATILDE SERAO. L. 3.50.
-
- 5. _Il fu Mattia Pascal_, romanzo di LUIGI PIRANDELLO. L. 3.
-
- 6. _L'Ultima Dea_, romanzo di C. DEL BALZO. L. 3.
-
- 7. _Nostalgie_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3.50.
-
- 8. _L'Illustrissimo_, romanzo di A. CANTONI. L. 2.50.
-
- 9. _Ore Calle_, sonetti romaneschi di AUGUSTO SINDICI. L. 2.50.
-
- 10. _Dopo il perdono_, romanzo di MATILDE SERAO. L. 4.
-
- 11. _La via del male_, di G. DELEDDA. L. 3.50.
-
- 12. _I Cantanti celebri_, di GINO MONALDI. L. 3.
-
- 13. _L'ombra del passato_, romanzo di GRAZIA DELEDDA. L. 3.50.
-
- 14. _Homo_, sonetti di GIOVANNI CENA. L. 2.50.
-
-
-Presso la Direzione della «Nuova Antologia», Via San Vitale, 7--Roma
-e presso i principali librai.
-
-
-
-
-NUOVA ANTOLOGIA
-
-RIVISTA DI LETTERE, SCIENZE ED ARTI
-
-Si pubblica il 1º ed il 16 di ciascun mese
-in fascicoli illustrati di circa 200 pagine ciascuno
-
-ROMA
-
-Direttore: MAGGIORINO FERRARIS
-DEPUTATO AL PARLAMENTO
-
-
- La _NUOVA ANTOLOGIA_ è la più antica e la più importante Rivista
- italiana di lettere, scienze ed arti. Fondata nel 1866, nel corso di
- quarant'anni, essa ha continuamente accresciuta la sua diffusione in
- paese ed all'estero e rappresenta il movimento del pensiero della
- Nuova Italia.
-
- I 24 fascicoli della Rivista formano ogni anno sei grossi volumi
- e costituiscono una ricca collezione letteraria, scientifica ed
- artistica.
-
- La _NUOVA ANTOLOGIA_ è la Rivista delle famiglie distinte e delle
- persone colte. Essa pubblica regolarmente romanzi, poesie, articoli
- critici e viaggi degli autori e delle scrittrici più eminenti.
-
- Alle più importanti questioni di politica interna ed estera ed ai
- problemi economici e sociali del tempo, la _NUOVA ANTOLOGIA_ dedica
- studii ed articoli dovuti alla penna dei più autorevoli Senatori,
- Deputati e Professori d'Università. Questi articoli, che sono una vera
- specialità della Rivista, sollevano sempre le più larghe discussioni
- nella stampa internazionale.
-
- La _NUOVA ANTOLOGIA_ è indispensabile a tutte le persone che aspirano
- ad avere una cultura moderna e che amano seguire il movimento del
- pensiero italiano ed estero.
-
- I principali articoli d'arte, di storia e di viaggi sono riccamente
- illustrati.
-
-
- AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE
-
- ROMA
-
-
- * * * * *
-
-
- NOTE DI TRASCRIZIONE:
-
- --Ovvi errori di punteggiatura sono stati corretti;
-
- --Sia il termine "desiosi" sia il termine "desïosi" vengono utilizzati
- nel testo;
-
- --Sia il termine "folgori" sia il termine "fólgori" vengono utilizzati
- nel testo;
-
- --Sia il termine "generazioni" sia il termine "generazïoni" vengono
- utilizzati nel testo;
-
- --Sia il termine "inquieti" sia il termine "inquïeti" vengono
- utilizzati nel testo;
-
- --Sia il termine "italiano" sia il termine "italïano" vengono
- utilizzati nel testo;
-
- --Sia il termine "oblìo" sia il termine "oblio" vengono utilizzati nel
- testo;
-
- --A pag. 20, la preposizione "Nel" è corretta in "nel" all'interno del
- titolo della poesia "Guidarello";
-
- --Altre inconsistenze grammaticali nei titoli delle poesie sono
- mantenute come nel testo originale;
-
- --A pag. 40, il termine "lavorio" è mantenuto (Sotto un tessuto come
- di corolle tepide un lavorio profondo sento);
-
- --A pag. 125, "V'e" è un errore di stampa corretto con "V'è" (V'è
- nella corona immensa del Sole);
-
- --A pag. 133, i puntini di sospensione sono aggiunti al titolo della
- poesia "Hodie mihi...";
-
- --A pag. 134, il numero di pagina de "La cortigiana e l'apostolo" è
- stato corretto;
-
- --A pag. 136, l'articolo "la" è stato aggiunto al titolo della poesia
- "Lotta per la vita".
-
-
-
-
-
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-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO ***
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-things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
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-paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
-Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this
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-electronic works. See paragraph 1.E below.
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-1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the
-Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection
-of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual
-works in the collection are in the public domain in the United
-States. If an individual work is unprotected by copyright law in the
-United States and you are located in the United States, we do not
-claim a right to prevent you from copying, distributing, performing,
-displaying or creating derivative works based on the work as long as
-all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope
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-contain a notice indicating that it is posted with permission of the
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-redistributing or providing access to a work with the phrase "Project
-Gutenberg" associated with or appearing on the work, you must comply
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-trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9.
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-1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
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-must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any
-additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms
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-posted with the permission of the copyright holder found at the
-beginning of this work.
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-License terms from this work, or any files containing a part of this
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-compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including
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-Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the
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- any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
- electronic work is discovered and reported to you within 90 days of
- receipt of the work.
-
-* You comply with all other terms of this agreement for free
- distribution of Project Gutenberg-tm works.
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-additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any
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-Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
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-Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
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-exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations
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-Volunteers and financial support to provide volunteers with the
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-goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
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-Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
-and permanent future for Project Gutenberg-tm and future
-generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see
-Sections 3 and 4 and the Foundation information page at
-www.gutenberg.org Section 3. Information about the Project Gutenberg
-Literary Archive Foundation
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-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
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-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
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- The Project Gutenberg eBook of Homo, by Giovanni Cena.
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-
-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of Homo, by Giovanni Cena
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have
-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-
-
-Title: Homo
-
-Author: Giovanni Cena
-
-Illustrator: Leonardo Bistolfi
-
-Release Date: January 25, 2016 [EBook #51036]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Gianfranco De Robertis and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
-(This file was produced from images generously made
-available by The Internet Archive)
-
-
-
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-</pre>
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-
-<hr class="chap" />
-
-
-<div class="titlepage">
-<p style="font-size:0.9em"><span class="u">4.&mdash;BIBLIOTECA DELLA<br />
-<span id="biblio">NUOVA ANTOLOGIA ✻</span></span></p>
-
-<p class="spaced-above">
-<span class="smcap"><big>Giovanni Cena</big></span></p>
-
-
-<p class="line-up2">HOMO</p>
-
-<p class="spaced-above2"><small>CON UNA COMPOSIZIONE ORIGINALE</small></p>
-
-<p class="title"><small>DI<br />
-LEONARDO BISTOLFI</small></p>
-
-
-<p class="spaced-above">ROMA<br />
-<span class="title">NUOVA ANTOLOGIA</span></p></div>
-
-
-<div class="half">
-<span class="smcap">Dello stesso Autore.</span>
-
-<blockquote>
-
-<p><b>Madre.</b>&mdash;Poemetto, con prefazione di <span class="smcap">Arturo Graf</span>
-e con acquaforte di <span class="smcap">Leonardo Bistolfi</span>. Torino,
-Streglio, 1897 (Esaurito). L. 1.50.</p>
-
-<p><b>Id.</b>&mdash;2ª edizione riveduta, con nuovo disegno di <span class="smcap">Leonardo
-Bistolfi</span>. Torino, Streglio, 1899. L. 1.</p>
-
-<p><b>In Umbra.</b>&mdash;Versi. Torino, Streglio, 1899. L. 2.50.</p>
-
-<p><b>Gli Ammonitori.</b>&mdash;Romanzo. Biblioteca della
-<i>Nuova Antologia</i>, Roma. L. 2.50.</p></blockquote>
-
-<p><i>In preparazione</i>:</p>
-
-<blockquote>
-
-<p><b>La Ghiacciaja.</b>&mdash;Romanzo.</p></blockquote>
-</div>
-
-
-<div class="figcenter" style="width: 400px;">
-<img src="images/plate.jpg" width="400" height="594" alt="" />
-</div>
-
-
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[Pg 1]</a></span></p>
-
-<div class="titlepage">
-<p class="spaced-above">
-<span class="smcap"><big>Giovanni Cena</big></span></p>
-
-
-<h1 class="line-up">HOMO</h1>
-
-
-<p class="spaced-above1">ROMA<br />
-<span class="title">NUOVA ANTOLOGIA</span></p>
-</div>
-
-
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[Pg 2]</a></span></p>
-
-<div class="titlepage">
-<p class="spaced-above3"><small>PROPRIETÀ LETTERARIA</small></p>
-
-<p class="center"><small>Cromo Tip. Carlo Colombo, Via della Missione, 3&mdash;Roma.</small></p>
-</div>
-
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[Pg 3]</a></span></p>
-
-<div class="half">
-<p class="spaced-above3">AD ARTURO GRAF<br />
-<small>MAESTRO</small></p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[Pg 5]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">HOMO.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[Pg 7]</a></span></p>
-
-<h3>Visione di meriggio.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Pare la terra ascendere, assorbita<br /></span>
-<span class="i0">nella luce. Tra il cuor del sole e il cuore<br /></span>
-<span class="i0">della terra, una forma sorge, a fiore<br /></span>
-<span class="i0">dell'esistenza e domina la vita.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Forma di piccoli esseri, che muore<br /></span>
-<span class="i0">dopo un giorno, e la cui mente è infinita.<br /></span>
-<span class="i0">Forza e bellezza intrecciano le dita<br /></span>
-<span class="i0">su le lor coppie e le corona amore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E plasmando la terra a loro imagine<br /></span>
-<span class="i0">lanciano una dimanda al cielo muto,<br /></span>
-<span class="i0">là donde aiuto mai non venne o assenso.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Morrà la terra: a un urto la compagine<br /></span>
-<span class="i0">conflagrerà. L'argilla avrà vissuto.<br /></span>
-<span class="i0">Quel che fu, poco; quel che volle, immenso.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[Pg 9]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Le età dell'uomo.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[Pg 11]</a></span></p>
-
-<h3>È nato!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Eccolo. Chi? Napoleone o Dante?<br /></span>
-<span class="i0">Prole di re, prole di genî, oscura<br /></span>
-<span class="i0">semenza della turba, a la ventura<br /></span>
-<span class="i0">lanciata?... E la sua favola, un istante.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Il suolo ov'ei dimora è sepoltura;<br /></span>
-<span class="i0">ceneri e mausolei. Nano o gigante<br /></span>
-<span class="i0">sparirà come gli avi, e sul quadrante<br /></span>
-<span class="i0">dell'immenso non resta ombra o figura.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Che importa? Qual tu sia, da l'infinito<br /></span>
-<span class="i0">de' cieli già ti contenea vitale<br /></span>
-<span class="i0">la nebulosa nel suo sciame d'oro.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Benvenuto sia tu, col tuo tesoro<br /></span>
-<span class="i0">d'amore. E vivi! Nulla al mondo vale<br /></span>
-<span class="i0">la tua lagrima prima e il tuo vagito!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[Pg 12]</a></span></p>
-
-<h3>Fratelli.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Quanti viviamo? Quanti sparvero? Io<br /></span>
-<span class="i0">li lasciavo a l'autunno ilari e sani:<br /></span>
-<span class="i0">morivano, nascevano lontani:<br /></span>
-<span class="i0">la culla non cessava il dondolio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'ultima quando è morta, morì Dio<br /></span>
-<span class="i0">in me. Soffrì spasimi disumani.<br /></span>
-<span class="i0">Viva si decompose. Oh tenui mani<br /></span>
-<span class="i0">che sogno ancora tese a dar l'addio!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dove sparite (emerge il vostro viso<br /></span>
-<span class="i0">rivolto a noi sul mar dell'ombra) dove,<br /></span>
-<span class="i0">bimbi, pur ieri annidïati in culla?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Nell'aria vaporate a l'improvviso<br /></span>
-<span class="i0">o qui mutati rivivete, o altrove?<br /></span>
-<span class="i0">Ma il nulla, no! Strana parola. Nulla!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[Pg 13]</a></span></p>
-
-<h3>Mistero.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Il sole è sceso. Ritta in mezzo al prato<br /></span>
-<span class="i0">la bimba guarda ed il timor la tenta.<br /></span>
-<span class="i0">Dov'è il villaggio? Ahimè, lungi! E s'avventa<br /></span>
-<span class="i0">nella strada, correndo a perdifiato.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dietro i piccoli passi scende lenta<br /></span>
-<span class="i0">l'ombra, con ali umide come fiato:<br /></span>
-<span class="i0">movonsi i tronchi minacciosi a lato<br /></span>
-<span class="i0">e la vita dell'ombra la spaventa.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Quand'ecco un grido giunge. Infine. Mamma!<br /></span>
-<span class="i0">Oh la casa custode e le vivande,<br /></span>
-<span class="i0">e vincitrice del terror la fiamma!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma tace e inarca i cigli, mentre inghiotte<br /></span>
-<span class="i0">il suo pane. Chè il mondo è grande grande...<br /></span>
-<span class="i0">ed ha veduto scendere la Notte!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[Pg 14]</a></span></p>
-
-<h3>La marcia dei fanciulli.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Nelle nostre città tornano i belli<br /></span>
-<span class="i0">spettacoli? Guardate. Dai balconi<br /></span>
-<span class="i0">s'affacciano le donne avide, ai suoni<br /></span>
-<span class="i0">che appressano. E compaiono i drappelli.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Soldati? No. Fanciulli, coi cappelli<br /></span>
-<span class="i0">alati: soffian dentro i gialli ottoni:<br /></span>
-<span class="i0">e dietro schiere. Generazïoni<br /></span>
-<span class="i0">dell'avvenire. Nostri figli quelli?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Saldi, elastici, il viso al vento, avanti!<br /></span>
-<span class="i0">Pur la calamità fa largo ai forti:<br /></span>
-<span class="i0">nel vostro ritmo avanti, uniti, amici.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sui vostri capi io lancio aüguranti<br /></span>
-<span class="i0">i fantasmi de' miei fratelli morti...<br /></span>
-<span class="i0">Per il nostro dolor siate felici!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[Pg 15]</a></span></p>
-
-<h3>Il sapere.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Lo scolaretto spiega ai bimbi intenti<br /></span>
-<span class="i0">come la terra è al par d'un pomo tonda;<br /></span>
-<span class="i0">intorno intorno l'acqua la circonda,<br /></span>
-<span class="i0">sbocciano in mezzo isole, continenti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Gira, come la pietra della fionda,<br /></span>
-<span class="i0">intorno al sole, e gli altri parimenti,<br /></span>
-<span class="i0">Marte, e quel dell'anello e i rimanenti...<br /></span>
-<span class="i0">La luna intorno a noi fa la sua ronda.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Il nonno ascolta e sta meditabondo,<br /></span>
-<span class="i0">chè, bimbo, ha vïaggiato, vai e vai,<br /></span>
-<span class="i0">col suo babbo, lontano, per il pane.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vai che ti vai... «Ma, babbo, o che rimane<br /></span>
-<span class="i0">molto?»&mdash;«No, poco». E non finiva mai...<br /></span>
-<span class="i0">Quand'ecco il mare: «Là, finisce il mondo!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[Pg 16]</a></span></p>
-
-<h3>Hodie mihi...</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Come i fanciulli guardano morire!<br /></span>
-<span class="i0">Spiano intenti senza batter ciglio...<br /></span>
-<span class="i0">Dov'è la morte? Da qual nascondiglio<br /></span>
-<span class="i0">nei bianchi letti insinua le spire?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Non era un mostro, vedon poi. Fuggire<br /></span>
-<span class="i0">non vale: è in noi. Non v'è miglior consiglio<br /></span>
-<span class="i0">che attendere che parta il padre, il figlio...<br /></span>
-<span class="i0">Di quante bare è nero l'avvenire!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or dov'è quegli che passò le porte<br /></span>
-<span class="i0">ieri? Vuoto è il suo posto. Alcun s'illude<br /></span>
-<span class="i0">d'un suo ritorno? E un altro, ecco, scompare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Temuta, accetta, desïata morte!<br /></span>
-<span class="i0">S'agita un piccol vortice, ed il mare<br /></span>
-<span class="i0">della vita sui morti si richiude...<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[Pg 17]</a></span></p>
-
-<h3>La scuola.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Settembre! Ricominciano gli orarî,<br /></span>
-<span class="i0">bimbo. Tempo è di spolverare i tomi<br /></span>
-<span class="i0">dei classici, di scander gl'idïomi<br /></span>
-<span class="i0">dei padri antichi. Mano ai dizionarî!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ah! Gli par di rimovere sudarî<br /></span>
-<span class="i0">polverulenti ond'escon vecchi aromi.<br /></span>
-<span class="i0">Oh sapïenza! Afferra gli assïomi,<br /></span>
-<span class="i0">piccolo Fausto, e spremi i corollarî!...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E con grand'occhi guarda la finestra<br /></span>
-<span class="i0">onde irrompendo lo turba l'odore<br /></span>
-<span class="i0">dei fieni e delle rondini il gridìo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E una voce laggiù: «Fior di ginestra!»<br /></span>
-<span class="i0">L'infanzïa passò. Passa l'amore,<br /></span>
-<span class="i0">forse. E richiude i vetri. «Addio, addio!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[Pg 18]</a></span></p>
-
-<h3>A Edoardo Rod</h3>
-<p class="minimized">per sua figlia Maria.</p></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">La bimba che ti rinverdì la fronda<br /></span>
-<span class="i0">quando agitavi i rami inariditi<br /></span>
-<span class="i0">nel vuoto oscuro e coi primi vagiti<br /></span>
-<span class="i0">ti radicò nella terra feconda,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">tiene il mondo nei chiari occhi stupiti<br /></span>
-<span class="i0">che furon tuoi: la tua pietà seconda<br /></span>
-<span class="i0">la visïon che in quelli si profonda<br /></span>
-<span class="i0">e il mister che le volge i primi inviti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Già la fronte è pensosa e i sensi attenti,<br /></span>
-<span class="i0">e l'anima ch'è desta il cielo esplora,<br /></span>
-<span class="i0">ieri apparso a mostrarle un gran viaggio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E nulla è più divino che il miraggio<br /></span>
-<span class="i0">azzurro onde s'imprime e si colora<br /></span>
-<span class="i0">l'universo negli occhi adolescenti.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[Pg 19]</a></span></p>
-
-<h3>Fiorita.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Nel tramonto di maggio, pensierosa<br /></span>
-<span class="i0">la bimba siede in mezzo a' suoi balocchi:<br /></span>
-<span class="i0">accanto a lei l'amico suo riposa,<br /></span>
-<span class="i0">stanco di corse, languido i ginocchi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'un guarda l'altra sottecchi e non osa,<br /></span>
-<span class="i0">con nuovo senso, d'incontrarne gli occhi:<br /></span>
-<span class="i0">qualcosa par che in essi entri, qualcosa<br /></span>
-<span class="i0">di nuovo e dolce e li inondi e trabocchi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E d'intorno la vita vegetale<br /></span>
-<span class="i0">opprime, esalta i due cuori piccini...<br /></span>
-<span class="i0">Occhi, incrociate le vostre promesse!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E le due vite che Natura espresse<br /></span>
-<span class="i0">fin qui distinte, accostano i destini<br /></span>
-<span class="i0">nella loro unïone originale.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[Pg 20]</a></span></p>
-
-<h3>Guidarello</h3>
-<p class="minimized">nel Museo di Ravenna.</p></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ti sogno, Guidarello, orbite cave,<br /></span>
-<span class="i0">labbra contratte, emunte gote. Giace<br /></span>
-<span class="i0">come su rogo il corpo tuo, nè il grave<br /></span>
-<span class="i0">sonno assopì la piaga tua vorace.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dormi! Nato non eri tu a le prave<br /></span>
-<span class="i0">opere dell'uccidere. Ora tace<br /></span>
-<span class="i0">l'odio d'un dì sul capo tuo soave.<br /></span>
-<span class="i0">Anche il tuo volto si componga in pace!...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma, dietro, l'ombra della Genitrice,<br /></span>
-<span class="i0">sovra l'eccidio degli adolescenti,<br /></span>
-<span class="i0">di vite nuove gravata le braccia,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">«O nel creare ignaro&mdash;maledice&mdash;<br /></span>
-<span class="i0">e astuto nella strage, Uomo, che avventi<br /></span>
-<span class="i0">eternamente l'uomo a l'uomo in caccia!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[Pg 21]</a></span></p>
-
-<h3>Amanti.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Donde giunsero? Ieri dai paesi<br /></span>
-<span class="i0">del desiderio, sotto l'indefesso<br /></span>
-<span class="i0">poter d'Amore, dentro un cerchio istesso<br /></span>
-<span class="i0">s'incontrarono, ignoti ed inattesi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E il passato sparì. Sparì con esso<br /></span>
-<span class="i0">la persona d'entrambi: eccoli ascesi<br /></span>
-<span class="i0">nel tempo e nello spazïo, sospesi,<br /></span>
-<span class="i0">centro dell'universo, in un amplesso.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma sopraggiunto l'attimo prefisso,<br /></span>
-<span class="i0">eterno reputarono il prodigio<br /></span>
-<span class="i0">e la parola «sempre» han proferita.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Rapido li precipita l'abisso,<br /></span>
-<span class="i0">se di lor vita che toccò il fastigio<br /></span>
-<span class="i0">non riprende l'ascesa un'altra vita...<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[Pg 22]</a></span></p>
-
-<h3>Maternità.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Il nato aspira, ammicca, con le dita<br /></span>
-<span class="i0">annaspa. (Gli alberi abitò, sospesa<br /></span>
-<span class="i0">tra l'azzurro l'umanità?) Rapita<br /></span>
-<span class="i0">guarda la madre la sua prole illesa,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">libera, eppure a la sua carne unita,<br /></span>
-<span class="i0">sua, come allor che nella dolce attesa<br /></span>
-<span class="i0">l'atomo umano ripetea l'ascesa,<br /></span>
-<span class="i0">nel suo grembo, dell'ere e della vita.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ed è felice, come nell'istante<br /></span>
-<span class="i0">d'estasi che nel seno palpitante<br /></span>
-<span class="i0">Amor le infuse la sua creatura.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh pel dolor che ha dal suo corpo avulso<br /></span>
-<span class="i0">l'essere novo, infondergli l'impulso<br /></span>
-<span class="i0">verso un'ascensïone ognor più pura!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[Pg 23]</a></span></p>
-
-<h3>Le sorelle.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">A quei che plasma imagini novelle<br /></span>
-<span class="i0">d'umanità per gli uomini indolenti;<br /></span>
-<span class="i0">a quei che incute nobili sgomenti;<br /></span>
-<span class="i0">a quei che vecchie nostalgie divelle,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">mentre l'amore negano le belle<br /></span>
-<span class="i0">e il volgo irride e insultano i potenti,<br /></span>
-<span class="i0">dolci restano, in vita, e pazïenti,<br /></span>
-<span class="i0">vindici dopo morte, le sorelle.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Restano, invase da un intuito oscuro,<br /></span>
-<span class="i0">qual d'un mistero che si manifesti<br /></span>
-<span class="i0">fatale a l'uomo di lor sangue nato.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Come a te, Nietzsche, infranto nel conato<br /></span>
-<span class="i0">d'esser tu stesso l'Uom che non avesti<br /></span>
-<span class="i0">forza d'imaginar vivo in futuro.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[Pg 24]</a></span></p>
-
-<h3>Don Giovanni all'Inferno.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i41">
-... et ne daignait rien voir.<br /></span>
-<span class="i21"><span class="smcap">Baudelaire</span>, <cite>Don Juan aux Enfers</cite>.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Va la querula folla delle amanti,<br /></span>
-<span class="i0">nè don Giovanni si degnò vedere;<br /></span>
-<span class="i0">ma il diavolo che ha in cura il cavaliere<br /></span>
-<span class="i0">ghigna ed accenna la nera onda avanti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vogano l'inamabil onda infanti,<br /></span>
-<span class="i0">adolescenti, uomini, donne a schiere.<br /></span>
-<span class="i0">«Eccoli a te! Figli del tuo piacere!»<br /></span>
-<span class="i0">E cadono altri dai cieli sonanti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Padre? Egli vive fuor dagli antri bui<br /></span>
-<span class="i0">nel dolce azzurro? E l'agita un'affanno...<br /></span>
-<span class="i0">«Figli!» Ma il suono gli si spezza in gola.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Essi non sanno, essi non san di lui<br /></span>
-<span class="i0">com'ei non seppe di crearli. E vanno.<br /></span>
-<span class="i0">Non udrà mai la tenera parola.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[Pg 25]</a></span></p>
-
-<h3>«Genialis lectus».</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Memore il giorno stai nel tuo candore,<br /></span>
-<span class="i0">fosco la notte in gioie e pianti immerso,<br /></span>
-<span class="i0">letto, dove gli amanti cuor su cuore<br /></span>
-<span class="i0">naufragan nell'oblìo dell'universo;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">dove la madre stringe il bimbo emerso<br /></span>
-<span class="i0">da le fiamme del suo lungo dolore;<br /></span>
-<span class="i0">dove il fanciullo si rivolge verso<br /></span>
-<span class="i0">la notte, il vecchio verso il sole e muore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Gli efimeri così lor geniture,<br /></span>
-<span class="i0">loro agonie vicendano col lume<br /></span>
-<span class="i0">dei giorni e appena un crepitìo ne vibra.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Mentre la Morte su di te si libra,<br /></span>
-<span class="i0">instancabile smuove le tue piume<br /></span>
-<span class="i0">la Vita per le nascite venture.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[Pg 26]</a></span></p>
-
-<h3>Vecchiaia sterile.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Cresceano i bimbi intorno ai patriarchi<br /></span>
-<span class="i0">come grappoli vivi e fra' tumulti<br /></span>
-<span class="i0">de' giovanili giochi, udivan parchi<br /></span>
-<span class="i0">ammonimenti di virtù gli adulti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or te compiango, o vecchio, che t'inarchi<br /></span>
-<span class="i0">verso la terra, e non hai chi t'occulti<br /></span>
-<span class="i0">il vuoto verso cui solingo varchi<br /></span>
-<span class="i0">e del passaggio tuo pianga od esulti!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dov'è l'amore che comprasti? Tace.<br /></span>
-<span class="i0">Passa la giovinezza e con malvagia<br /></span>
-<span class="i0">letizia irride a la tua faccia tinta.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Chè solo augusta è la vecchiezza cinta<br /></span>
-<span class="i0">d'opere e di memorie, che s'adagia<br /></span>
-<span class="i0">benedicendo nell'eterna pace.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[Pg 27]</a></span></p>
-
-<h3>I longevi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Gloria a colui che visse a lungo e spare<br /></span>
-<span class="i0">verso l'alto! S'indugia su le fronti<br /></span>
-<span class="i0">ardue la vita, come il sol sui monti:<br /></span>
-<span class="i0">più bello il volto del domani appare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dono grande agli umani il contemplare<br /></span>
-<span class="i0">i puri eroi, così labili, pronti<br /></span>
-<span class="i0">a vaporare fuor da gli orizzonti<br /></span>
-<span class="i0">terrestri a la serenità stellare!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Da la vedetta de' loro anni han scorto<br /></span>
-<span class="i0">di quanta illusïon fatto è il dolore,<br /></span>
-<span class="i0">di quanto amore la felicità.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dicono: «Amate! Altro non v'ha conforto<br /></span>
-<span class="i0">d'esser vissuti che veder migliore<br /></span>
-<span class="i0">a la vita salir l'umanità».<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[Pg 28]</a></span></p>
-
-<h3>È morto!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Enigma della morte! È come un'onda<br /></span>
-<span class="i0">dell'atmosfera eterna. Ed un mortale,<br /></span>
-<span class="i0">investito, sparì. Quando trasale<br /></span>
-<span class="i0">il cuor tuo, già la morte è a l'altra sponda.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">In questa allor tu guardi. Ogni gioconda<br /></span>
-<span class="i0">forma o sembianza ha un che di sepolcrale.<br /></span>
-<span class="i0">E il suo respiro è sì fievole! Sale<br /></span>
-<span class="i0">come una bolla... Oggi, domani affonda.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">(E v'ha chi uccide! e chi ciò giusto chiama!)<br /></span>
-<span class="i0">Tu guardi, ascolti, e ai morti anche domandi<br /></span>
-<span class="i0">perchè... Non domandare, uomo, prosegui.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vivi! La vita in te, negli uomini ama,<br /></span>
-<span class="i0">vita che tieni, vita che tramandi;<br /></span>
-<span class="i0">che ognor più splende mentre tu dilegui!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[Pg 29]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Amore.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[Pg 31]</a></span></p>
-
-<h3>Donna.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Chi è costei che va per la sua via,<br /></span>
-<span class="i0">sola; senza timor la vita esplora<br /></span>
-<span class="i0">e sorride ai felici e a chi dolora<br /></span>
-<span class="i0">arde d'offrir la sua dolce energia?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Conscia di sè non provoca nè implora,<br /></span>
-<span class="i0">chè servitù non vuol, nè signoria.<br /></span>
-<span class="i0">Alcuno v'è che tiene l'armonia<br /></span>
-<span class="i0">dell'esser suo? L'attende e non s'accora.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tu la guardi e ti sdegni. Non t'invita<br /></span>
-<span class="i0">a l'amor come a un giuoco, ella, per poi<br /></span>
-<span class="i0">subire o eluder la tua tirannia!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma che un giorno quell'anima restia<br /></span>
-<span class="i0">amor sospinga a cercar gli occhi tuoi,<br /></span>
-<span class="i0">allor ti sentirai re della vita.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[Pg 32]</a></span></p>
-
-<h3>Eva.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Chi dilesse la sterile, e impudica<br /></span>
-<span class="i0">chiamò la fonte della vita? Dio<br /></span>
-<span class="i0">e Satana, ombre: era la vita il fio<br /></span>
-<span class="i0">d'una colpa, e castigo la fatica.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or l'uom contempla la compagna antica,<br /></span>
-<span class="i0">madre, sorella, amante, un po' restio,<br /></span>
-<span class="i0">ma senza sdegno, con un senso pio<br /></span>
-<span class="i0">quasi di cosa sacra&mdash;l'Inimica!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">I figli cercan liberi il consorte<br /></span>
-<span class="i0">che il lor destino annunzia e il sangue chiama,<br /></span>
-<span class="i0">perchè formino un essere felice;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e le libere nozze benedice<br /></span>
-<span class="i0">dal suo mistero l'Essere che li ama<br /></span>
-<span class="i0">uniti nell'amore e nella morte.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[Pg 33]</a></span></p>
-
-<h3>Amore.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">«Moriam!» L'amante disse ebro all'amante<br /></span>
-<span class="i0">unendo in un pensiero amore e morte.<br /></span>
-<span class="i0">Ella rispose, e l'abbracciò più forte:<br /></span>
-<span class="i0">«Cominciata è la vita in questo istante».<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Di là più nulla esiste, oltre le porte<br /></span>
-<span class="i0">della vita, più nulla ove il sembiante<br /></span>
-<span class="i0">dell'amato si serbi a l'aspettante...<br /></span>
-<span class="i0">Lodiam la nostra umanità consorte!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Esaltiamo la vita! I nostri sensi<br /></span>
-<span class="i0">siano la zolla che assorba e maturi<br /></span>
-<span class="i0">i germi, e in sangue, in palpiti li addensi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E il cuor s'imbeva de' dolori oscuri<br /></span>
-<span class="i0">degli uomini e li infiammi e ne dispensi<br /></span>
-<span class="i0">raggi d'amore ai prossimi e ai venturi!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[Pg 34]</a></span></p>
-
-<h3>Beatrice.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ch'io ti veda per sempre qual ti vidi<br /></span>
-<span class="i0">la prima volta, sorridente. Sia<br /></span>
-<span class="i0">limpido o tinto di malinconia<br /></span>
-<span class="i0">il tuo sorriso o triste!... Ma sorridi!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'immagin tua sia bella sempre, dia<br /></span>
-<span class="i0">fiducia nella vita in cui confidi.<br /></span>
-<span class="i0">Sorella non sei tu de' fior, dei nidi<br /></span>
-<span class="i0">e delle stelle? Tu sei l'armonia.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dolore o gioia non ti spinga a tale<br /></span>
-<span class="i0">oblio d'altrui che perdano speranza<br /></span>
-<span class="i0">nel bene quelli cui la vita è male.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi che nel grembo della tua sostanza<br /></span>
-<span class="i0">l'oggi e il domani, i sensi e l'ideale,<br /></span>
-<span class="i0">la terra e l'infinito hanno alleanza.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[Pg 35]</a></span></p>
-
-<h3>«Mia!»</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Tuo forse il sole, e l'aria cogl'incensi<br /></span>
-<span class="i0">delle zolle fruttifere, e i viventi<br /></span>
-<span class="i0">onde assorbi la vita, e gli elementi<br /></span>
-<span class="i0">che nel tuo sangue per brev'ora addensi?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tuo quel che vedi e ascolti? Obbedïenti<br /></span>
-<span class="i0">al tuo voler perennemente i sensi?<br /></span>
-<span class="i0">tuo quel che fai, che imagini, che pensi?<br /></span>
-<span class="i0">Tu stesso t'appartieni?... No. Lo senti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">No! Perchè nel suo cerchio un amor, cieco<br /></span>
-<span class="i0">come il vento dei pollini, vi chiuse,<br /></span>
-<span class="i0">tu chiami tua la umana creatura!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Nulla è tuo! Fuorchè l'attimo che seco<br /></span>
-<span class="i0">la volontà dell'Essere vi fuse<br /></span>
-<span class="i0">per trar di voi l'umanità futura.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[Pg 36]</a></span></p>
-
-<h3>A due sposi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Candide voi trovò ma non ignare<br /></span>
-<span class="i0">giovinezze l'Amore, ospite immite:<br /></span>
-<span class="i0">or amico vi guarda rinnovare<br /></span>
-<span class="i0">il mutuo dono delle vostre vite.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh voluttà! Due passïoni unite<br /></span>
-<span class="i0">in un'estasi; udire un cuore urtare<br /></span>
-<span class="i0">sul nostro cuor fino a spezzarsi; e mite<br /></span>
-<span class="i0">indi il sonno sedar le membra care!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Felicità! Gemmar vite novelle<br /></span>
-<span class="i0">e valide lanciarle fra la guerra<br /></span>
-<span class="i0">umana a spander opere di vita!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Serenità! Compir la dipartita,<br /></span>
-<span class="i0">mentre vi seguan desiosi in terra<br /></span>
-<span class="i0">occhi d'uomini, in alto occhi di stelle!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[Pg 37]</a></span></p>
-
-<h3>Davanti a Sant'Orsola</h3>
-<p class="minimized">del Carpaccio.</p></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Poeta, non destarla! È così bella,<br /></span>
-<span class="i0">così pura nel suo bianco lenzuolo;<br /></span>
-<span class="i0">rigida, chiusa come in un bocciuolo,<br /></span>
-<span class="i0">ella è colei che non si dissuggella.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Creatura di luce, con la stella<br /></span>
-<span class="i0">del vespero esce il suo spirito a volo.<br /></span>
-<span class="i0">Non richiamarla, non destarla: solo<br /></span>
-<span class="i0">ammirala, poeta: è tua sorella.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Il tuo più folle ardor non desterebbe<br /></span>
-<span class="i0">lungo i suoi lombi gelidi un sussulto,<br /></span>
-<span class="i0">nè turberebbe il suo sonno divino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Però che anch'ella fiore ultimo crebbe<br /></span>
-<span class="i0">sterile in cima al ramo, per il culto<br /></span>
-<span class="i0">dell'Ignoto segnata dal destino.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[Pg 38]</a></span></p>
-
-<h3>Leopardi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Non indugiarti. Il cuor non sosta; avanza<br /></span>
-<span class="i0">come gli anni e la morte. Ah se tu poni<br /></span>
-<span class="i0">la tua vita in un essere, e imprigioni<br /></span>
-<span class="i0">te stesso in un dolor senza speranza!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dónati e chiedi: s'altri non ti doni,<br /></span>
-<span class="i0">non hai dentro te stesso un'abbondanza<br /></span>
-<span class="i0">essenzïale onde la tua sostanza<br /></span>
-<span class="i0">si mesce al mondo in intime unïoni?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tu sei quegli che passa: a te daccanto<br /></span>
-<span class="i0">infelice chi viene a lungo e porta<br /></span>
-<span class="i0">il peso enorme de' tuoi desiderî!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Più d'un cuore t'amò forse quand'eri<br /></span>
-<span class="i0">già passato. Così, morto,&mdash;che importa?&mdash;<br /></span>
-<span class="i0">anche l'Uom t'amerà non senza pianto.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[Pg 39]</a></span></p>
-
-<h3>Sibilla.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Io la scopersi e la chiamai Sibilla.<br /></span>
-<span class="i0">Come ognun disamò lei giovinetta,<br /></span>
-<span class="i0">e a secolari tirannie soggetta,<br /></span>
-<span class="i0">emerse, quale un fiore da l'argilla,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">mi disse. Or io la trassi su la vetta<br /></span>
-<span class="i0">ove il tumulto uman perspicuo brilla<br /></span>
-<span class="i0">nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla<br /></span>
-<span class="i0">contempla e dice, e l'Essere le detta.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'agile capo e la capigliatura<br /></span>
-<span class="i0">attorta e tutta la persona bella<br /></span>
-<span class="i0">vibrano sotto un soffio ignoto e vivo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ed io, già dubitante, credo e scrivo.<br /></span>
-<span class="i0">Io non son che la sua buona novella.<br /></span>
-<span class="i0">Palpita in lei l'umanità futura.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[Pg 40]</a></span></p>
-
-<h3>Omnis caro fœnum...</h3></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Talor sussulto, mentre mi addormento<br /></span>
-<span class="i0">sul seno tuo: mentre mi culla il molle<br /></span>
-<span class="i0">respiro, odo il tuo cuore, odo le polle<br /></span>
-<span class="i0">del tuo sangue pulsare: e n'ho sgomento.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sotto un tessuto come di corolle<br /></span>
-<span class="i0">tepide un lavorio profondo sento,<br /></span>
-<span class="i0">incessante e sì fragile! Un momento<br /></span>
-<span class="i0">di silenzio... e mi assale un terror folle!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'anima tua risplende in me: viviamo<br /></span>
-<span class="i0">oltre l'ora, per sempre; ed un amplesso<br /></span>
-<span class="i0">delle tue braccia risuggella il patto.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma il corpo tuo tu non possiedi. A un tratto<br /></span>
-<span class="i0">la morte lo nasconde, e te con esso<br /></span>
-<span class="i0">tutta, e la vita mia che per te amo.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[Pg 41]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Corpi, ove corse il nostro sangue, donde<br /></span>
-<span class="i0">questo respiro abbiam, breve e tenace!<br /></span>
-<span class="i0">Corpi non nati, ove trarrà per onde<br /></span>
-<span class="i0">sempre più vaste il nostro cuor vivace!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E quello dolce sì per cui mi piace<br /></span>
-<span class="i0">questo mio stesso e al mio l'amor confonde,<br /></span>
-<span class="i0">che meco trar vorrei fino a la Pace,<br /></span>
-<span class="i0">fino al gran Cuor che tutto assorbe, effonde!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Splendete, belle forme, o voci e sguardi<br /></span>
-<span class="i0">e nei trasalimenti intimi essenza<br /></span>
-<span class="i0">suscitatrice della vita nova!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">La morte è ovunque. In noi l'insidia cova,<br /></span>
-<span class="i0">ci sovrasta la bruta vïolenza.<br /></span>
-<span class="i0">Ogni istante è supremo. O Vita, ardi!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[Pg 43]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Episodî.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[Pg 45]</a></span></p>
-
-<h3>L'orfano.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">L'orfano udì nel sonno uno scalpiccio<br /></span>
-<span class="i0">vicino. Eran le gocce delle gronde?<br /></span>
-<span class="i0">Chiama: «Nonno!» Le tenebre profonde<br /></span>
-<span class="i0">gli riempiono il cuor di raccapriccio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">«Prendimi teco!» E come non risponde<br /></span>
-<span class="i0">quegli, sì pronto ad ogni suo capriccio,<br /></span>
-<span class="i0">sale, con occhi chiusi, il pagliericcio<br /></span>
-<span class="i0">del nonno e tra le coltri si nasconde.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Si rannicchia tremando accanto al nonno.<br /></span>
-<span class="i0">L'altre volte dicea questi: «Che hai?»<br /></span>
-<span class="i0">e pur nel sonno lo traeva in braccio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Lo scuote: nulla. È freddo come il ghiaccio.<br /></span>
-<span class="i0">Lascia che dorma, bimbo; tu non sai<br /></span>
-<span class="i0">quanto sonno lo tiene, quanto sonno!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[Pg 46]</a></span></p>
-
-<h3>Abbandonati.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Appena vivo il bimbo piange forte<br /></span>
-<span class="i0">tastando, come un rondinino cieco,<br /></span>
-<span class="i0">su la fanciulla, che con occhio bieco<br /></span>
-<span class="i0">guarda l'ignaro nato per sua morte.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vivere? Anch'egli avrà la mala sorte,<br /></span>
-<span class="i0">nudi e traditi entrambi. Ah, muoia seco!<br /></span>
-<span class="i0">Già lontana è la vita... N'ode l'eco<br /></span>
-<span class="i0">fievole, fuori, oltre le chiuse porte.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Chiuse le porte e oscure. Sul braciere<br /></span>
-<span class="i0">ondula a tratti un'azzurrina fiamma.<br /></span>
-<span class="i0">Esausto il seno e il bimbo cerca, tenta...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh che peso sul petto! L'ombre nere<br /></span>
-<span class="i0">premono... Il bimbo tace: su la mamma,<br /></span>
-<span class="i0">da poco desto, si riaddormenta.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[Pg 47]</a></span></p>
-
-<h3>L'iniziazione.</h3></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Usciva da la scuola, per molt'ore<br /></span>
-<span class="i0">immoto e col pensier vagante in caccia<br /></span>
-<span class="i0">di sogni alati, e dentro l'ombra diaccia<br /></span>
-<span class="i0">sentiva aulire tutto il maggio in cuore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Nella strada fra 'l giovenil clamore<br /></span>
-<span class="i0">un motto ardente gli avvampò la faccia;<br /></span>
-<span class="i0">un sorriso lo avvinse; e con terrore<br /></span>
-<span class="i0">si mise dietro a l'odorosa traccia.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così l'impura dispogliò l'ignaro<br /></span>
-<span class="i0">de' suoi tesori, come un giovin fusto<br /></span>
-<span class="i0">di sue tenere gemme appena schiuse.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E nella giovine anima s'infuse<br /></span>
-<span class="i0">della coppa d'amor tutto l'amaro<br /></span>
-<span class="i0">e in fondo inoblïabile il disgusto.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[Pg 48]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Un altro maggio, e rinascean dai nocchi<br /></span>
-<span class="i0">le gemme e il grano rimettea la spica,<br /></span>
-<span class="i0">quand'ei rivide una figura amica<br /></span>
-<span class="i0">compagna già di fole e di balocchi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Mutati, oh quanto! Ed ella con l'antica<br /></span>
-<span class="i0">letizia, ei con un fuoco acre negli occhi.<br /></span>
-<span class="i0">Ed ei non puro mise a la pudica<br /></span>
-<span class="i0">tutti i fior del suo cuore in sui ginocchi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Un dì la giovinetta, a una parola<br /></span>
-<span class="i0">attesa, si piegò, come nei prati<br /></span>
-<span class="i0">fanno i narcisi sui fragili gambi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E poi?... Oh, come allora! I baci dati,<br /></span>
-<span class="i0">come allora, ed i gesti, ahimè! d'entrambi!<br /></span>
-<span class="i0">E quel disgusto gli salì a la gola.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[Pg 49]</a></span></p>
-
-<h4>III.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Le verginelle vanno a capo chino<br /></span>
-<span class="i0">piangendo il fiore de' loro anni lieti,<br /></span>
-<span class="i0">mentre i giovani cercano inquieti<br /></span>
-<span class="i0">l'amor lontano ch'hanno sì vicino!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Onde si fa deserto ogni giardino<br /></span>
-<span class="i0">e gli usignoli tacciono e i poeti;<br /></span>
-<span class="i0">mentre muoion tra l'erbe i fior segreti<br /></span>
-<span class="i0">e sfogliansi le rose anzi il mattino...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sacrilego colui che a l'ugne ladre<br /></span>
-<span class="i0">delle impure abbandona i giovinetti<br /></span>
-<span class="i0">e le vergini bianche a l'oro immola:<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e spegne l'ineffabile parola<br /></span>
-<span class="i0">che germina su labbri nuovi e schietti<br /></span>
-<span class="i0">inizïante la Natura Madre!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[Pg 50]</a></span></p>
-
-<h3>In memoria.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Senza speranza d'alcun paradiso<br /></span>
-<span class="i0">il morituro innanzi ad ogni cosa<br /></span>
-<span class="i0">della vita passava col sorriso<br /></span>
-<span class="i0">di chi guarda, vorrebbe ma non osa.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Non osava. Temendo una gelosa<br /></span>
-<span class="i0">rivale e da la vita già diviso<br /></span>
-<span class="i0">ascoltava il suo cuore, senza posa<br /></span>
-<span class="i0">precipitare il suo mortale avviso.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Procedeva tra noi, gladïatori<br /></span>
-<span class="i0">della vita, già vinto e già scïente,<br /></span>
-<span class="i0">dissimulando il suo certo destino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Era di maggio, un lucido mattino.<br /></span>
-<span class="i0">Rideva ancor del suo riso dolente,<br /></span>
-<span class="i0">quando fu seppellito sotto i fiori.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[Pg 51]</a></span></p>
-
-<h3>Ella?</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ella guardava come chi saluta.<br /></span>
-<span class="i0">Me forse? Visi dietro me lontani?<br /></span>
-<span class="i0">Od assorti eran gli occhi, e negli arcani<br /></span>
-<span class="i0">interïori l'anima perduta?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Mi guardò: trasalì? Passò. Domani<br /></span>
-<span class="i0">evocherò la forma, già caduta<br /></span>
-<span class="i0">nel passato: e il ricordo agita, muta,<br /></span>
-<span class="i0">fonde questo con gli altri segni vani...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così tra le stagioni fuggitive<br /></span>
-<span class="i0">passano come i fior le imagin belle,<br /></span>
-<span class="i0">cadon dal tempo nell'eternità.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così nel nostro cuor si forma e vive,<br /></span>
-<span class="i0">nata da l'armonia di tutte quelle,<br /></span>
-<span class="i0">l'Unica nostra... E forse non verrà.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[Pg 52]</a></span></p>
-
-<h3>Schiava.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando lo sposo, caro a' suoi, la tenne,<br /></span>
-<span class="i0">ella aspettava con dolce sgomento.<br /></span>
-<span class="i0">Ma il mistero dei corpi àpresi lento...<br /></span>
-<span class="i0">E in braccia ignote senza gioia svenne.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E ignora. Addio felicità ventenne<br /></span>
-<span class="i0">del cuor, dei sensi, addio! Forse un momento<br /></span>
-<span class="i0">palpiterà sotto uno sguardo intento,<br /></span>
-<span class="i0">perchè più pesi il suo dolor perenne.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E la vil tirannia! Le membra attorte,<br /></span>
-<span class="i0">premute, vïolate e l'infinita<br /></span>
-<span class="i0">nausea che l'empie nelle notti orrende!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ciò la natura ignora, nè sospende<br /></span>
-<span class="i0">l'opera sua... Che sei, piccola vita<br /></span>
-<span class="i0">plasmata d'odio e di pensier di morte?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[Pg 53]</a></span></p>
-
-<h3>L'Amica.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Come in un raggio i due spiriti onesti<br /></span>
-<span class="i0">luceano. Un dì lo sguardo verecondo<br /></span>
-<span class="i0">vide quegli occhi fatti ardenti e mesti:<br /></span>
-<span class="i0">ebbe pietà... e cadde tutto un mondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Si levarono entrambi, come desti<br /></span>
-<span class="i0">da un malo sogno. Ma nitida in fondo<br /></span>
-<span class="i0">agli occhi sta la visïone e i gesti<br /></span>
-<span class="i0">d'entrambi, e tutto assume un che d'immondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or colei che non seppe esser sorella<br /></span>
-<span class="i0">tende le mani a un ultimo richiamo,<br /></span>
-<span class="i0">già piene di tesori, or fatte ignude...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh fango! È il cielo che nella palude<br /></span>
-<span class="i0">più caldo e intenso brilla e noi scendiamo<br /></span>
-<span class="i0">in mezzo al fango a ricercar la stella!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[Pg 54]</a></span></p>
-
-<h3>La cortigiana e l'apostolo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">«Mi vuoi, lo so, perchè non chiesi il dono<br /></span>
-<span class="i0">di te, perchè non t'amo e tu sei bella.<br /></span>
-<span class="i0">Ambi seguiam la nostra via, tu quella<br /></span>
-<span class="i0">della vendetta, io quella del perdono.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ambi figli di vittime, ci appella<br /></span>
-<span class="i0">la stessa voce con diverso suono:<br /></span>
-<span class="i0">tu se' colei che abbatte i forti, io sono<br /></span>
-<span class="i0">quei che redime i vinti. Addio, sorella!»<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così disse, e la bella si raccolse<br /></span>
-<span class="i0">come una spada nella sua guaina,<br /></span>
-<span class="i0">micidïale a quei che ne la tolse.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'apostolo nel turbine s'infranse<br /></span>
-<span class="i0">che a guerra eterna uomini e dèi trascina.<br /></span>
-<span class="i0">Su lui la cortigiana sola pianse.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[Pg 55]</a></span></p>
-
-<h3>Dopo il festino.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">È sazio, cupo, solo. Con la bruma<br /></span>
-<span class="i0">del sonno una tristezza maliarda<br /></span>
-<span class="i0">scende. L'ultima face par che arda<br /></span>
-<span class="i0">sovra una bara: muor torbida e fuma.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">S'accosta alla finestra. È l'alba. Guarda.<br /></span>
-<span class="i0">Rinasce il mondo sempre? Si consuma<br /></span>
-<span class="i0">la gioventù, la voluttà, la spuma<br /></span>
-<span class="i0">della vita, e più nulla... Or che più tarda?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E lentamente una figura scialba<br /></span>
-<span class="i0">ondula emersa da la nebbia rara.<br /></span>
-<span class="i0">«Sempre più triste, a che, importuna, torni?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">È troppo tardi per mutar miei giorni!<br /></span>
-<span class="i0">è troppo tardi, o importuna e cara,<br /></span>
-<span class="i0">che a notte affogo e che risorgi a l'alba!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[Pg 56]</a></span></p>
-
-<h3>Nascita.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Sedeva nella stanza al buio fitto,<br /></span>
-<span class="i0">raccapricciando. Or lento si conduce<br /></span>
-<span class="i0">presso una porta, chiusa. Un fil di luce<br /></span>
-<span class="i0">riga il suolo. S'appoggia immoto, ritto...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E, chiusi gli occhi, pur l'assedia un truce<br /></span>
-<span class="i0">quadro e l'attesa come di un delitto.<br /></span>
-<span class="i0">Un letto: un corpo umano v'è confitto...<br /></span>
-<span class="i0">un uom dentro vi fruga e un ferro luce.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh dolce, dolce vittima! Oh dolore<br /></span>
-<span class="i0">della carne che in dar la vita muore...<br /></span>
-<span class="i0">Oh questo tempo oscuro ed infinito!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Si comprime le tempia arse... Un vagito?<br /></span>
-<span class="i0">&mdash;«Aprite! Aprite!...»&mdash;Ecco: un viluppo informe<br /></span>
-<span class="i0">ignudo strilla... Ella non sente. Dorme.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[Pg 57]</a></span></p>
-
-<h3>Il gorgo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Una barca si move, e dietro un lume<br /></span>
-<span class="i0">pallido: un'ombra su la prora china,<br /></span>
-<span class="i0">scrutando fra le tenebre, trascina<br /></span>
-<span class="i0">qualcosa, grave, dietro sè, nel fiume.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Lungi, presso la diga, ove le spume<br /></span>
-<span class="i0">segnano un'ampia linea turchina<br /></span>
-<span class="i0">un altro lume errante s'avvicina<br /></span>
-<span class="i0">tremulo e cresce rosso tra le brume.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">I pioppi, eretti verso il ciel notturno,<br /></span>
-<span class="i0">contemplano la luna in cenerine<br /></span>
-<span class="i0">nuvole declinante verso i greti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Un motto breve passa, ed inquïeti<br /></span>
-<span class="i0">errano i lumi ancora, e l'ombre, chine<br /></span>
-<span class="i0">sul mistero del fiume taciturno.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[Pg 58]</a></span></p>
-
-<h3>Le zanzare.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando arrossano il mare i pigri soli<br /></span>
-<span class="i0">tra cortine di sangue, alzi i tuoi lagni,<br /></span>
-<span class="i0">piccola ombra assetata, da gli stagni<br /></span>
-<span class="i0">sospingendo per l'aria umida i voli;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e vagolando sopra i grigi stuoli<br /></span>
-<span class="i0">che la fame urge ed i padron grifagni,<br /></span>
-<span class="i0">la febbre con le molli ali accompagni,<br /></span>
-<span class="i0">dal padre suggi e inoculi a' figlioli.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Un contatto, un ronzio rapido, e punge<br /></span>
-<span class="i0">l'esile avviso i cuor, come di lunge<br /></span>
-<span class="i0">voci d'oblìo sovra le fronti oppresse.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E geme ognuna come se tenesse,<br /></span>
-<span class="i0">piccola, un peso immane. Dentro d'esse<br /></span>
-<span class="i0">l'Ospite, immensa come l'ombra, giunge.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[Pg 59]</a></span></p>
-
-<h3>Sull'altura di Greenwich.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ancora v'è un paese ove il sol biondo<br /></span>
-<span class="i0">dipinge inesauribili giardini?<br /></span>
-<span class="i0">Qui tutto affoga dentro il fiato immondo<br /></span>
-<span class="i0">che vomitan le gole dei camini.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Grandi antenne su plumbei bacini<br /></span>
-<span class="i0">solcano un orizzonte senza fondo,<br /></span>
-<span class="i0">ove s'ammucchia da tutti i confini<br /></span>
-<span class="i0">la ricchezza e la schiavitù del mondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E in questo nembo i desiderî ladri<br /></span>
-<span class="i0">s'azzuffano, ed in lor trame irretita<br /></span>
-<span class="i0">la generosa Terra s'incatena.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vivere è dunque sì tremenda pena?<br /></span>
-<span class="i0">Ah se quest'è necessità di vita,<br /></span>
-<span class="i0">inaridisca il grembo vostro, madri!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[Pg 61]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Patria.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[Pg 63]</a></span></p>
-
-<h3>Villaggio natìo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Montanaro, casetta mia, com'eri<br /></span>
-<span class="i0">piccola e triste, e n'ho triste la vita:<br /></span>
-<span class="i0">ma come al mio pensiero era infinita<br /></span>
-<span class="i0">la traccia, intorno a te, de' tuoi sentieri!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi città corsi, e vidi regni e imperi<br /></span>
-<span class="i0">e agli occhi miei la terra è impiccolita:<br /></span>
-<span class="i0">nessun mistero in essa più m'invita:<br /></span>
-<span class="i0">triste pur questa casa, e io son quel d'ieri.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or se rivolgo il viso al ciel notturno,<br /></span>
-<span class="i0">quanto sei breve, terra, e come immenso,<br /></span>
-<span class="i0">cielo, ove miro con impazïenza!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma come avvien ch'io palpiti non senza<br /></span>
-<span class="i0">dolcezza, quando a te, villaggio, penso,<br /></span>
-<span class="i0">ultimo albergo al mio cuor taciturno?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[Pg 64]</a></span></p>
-
-<h3>Circolo vitale.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Stanca, stanca è la vecchia Italia, tante<br /></span>
-<span class="i0">vite nutriva e spesso vïolenti,<br /></span>
-<span class="i0">e i figli ultimi, ad altre terre intenti,<br /></span>
-<span class="i0">cura non hanno più della gestante.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vive la nostra terra, se i fermenti<br /></span>
-<span class="i0">l'avvolgano d'un'opera incessante:<br /></span>
-<span class="i0">feconda sempre se animali e piante,<br /></span>
-<span class="i0">nati da lei, vi tornino morenti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Uopo è che scorra in onde armonïose<br /></span>
-<span class="i0">nel corpo della terra genitrice<br /></span>
-<span class="i0">il circolo perenne della vita...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ah, quando l'uomo con facili dita<br /></span>
-<span class="i0">emanerà la volontà felice<br /></span>
-<span class="i0">e l'armonia su 'l moto e su le cose?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[Pg 65]</a></span></p>
-
-<h3>I dissodatori.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Lasciano a mille a mille l'alveare,<br /></span>
-<span class="i0">come le pecchie van nell'afa estiva.<br /></span>
-<span class="i0">Ove, che importa? ove si muoia o viva,<br /></span>
-<span class="i0">dentro i navigli che son culle e bare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Scendono a branchi: madri nella stiva<br /></span>
-<span class="i0">covano bimbi e li addormenta il mare;<br /></span>
-<span class="i0">vecchi sognano un novo focolare<br /></span>
-<span class="i0">che scaldi lor la vita fuggitiva...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare<br /></span>
-<span class="i0">generi e culli un'inesausta prole<br /></span>
-<span class="i0">e la spandi pel mondo come il grano.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Portatrice di pace ov'essa appare,<br /></span>
-<span class="i0">la terra scopre le sue membra al sole,<br /></span>
-<span class="i0">perchè il seme si levi e il fiore umano.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[Pg 66]</a></span></p>
-
-<h3>A uno straniero.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Non domandare, amico mio, qual gente<br /></span>
-<span class="i0">tenga il paese delle belle forme.<br /></span>
-<span class="i0">Il nostro genio in sale antiche dorme:<br /></span>
-<span class="i0">n'assiste il sonno un popolo indolente.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Mentre dai monti al mar corron le torme<br /></span>
-<span class="i0">a depredare il bel retaggio intente,<br /></span>
-<span class="i0">su la terra che cela il sogno ardente<br /></span>
-<span class="i0">dei padri monta un incubo deforme.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tra le case senz'anima e le strade<br /></span>
-<span class="i0">senza faccia, nei nuovi simulacri<br /></span>
-<span class="i0">pur la materia umilïata appare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">O popolo, tu spazza le contrade<br /></span>
-<span class="i0">d'Italia, e quest'obbrobrïo i lavacri<br /></span>
-<span class="i0">d'Appennino e dell'Alpi urgano al mare!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[Pg 67]</a></span></p>
-
-<h3>Al popolo d'Italia.</h3></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Mentre i tuoi primi nati aprono l'ale<br /></span>
-<span class="i0">verso terre che arridono più liete<br /></span>
-<span class="i0">di premî e d'opre e dentro il suol natale<br /></span>
-<span class="i0">il vecchio padre semina e non miete,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">popol di vecchi e di fanciulli, quale<br /></span>
-<span class="i0">nuova ricerca t'anima? qual sete<br /></span>
-<span class="i0">d'esperïenze? E quando l'ideale<br /></span>
-<span class="i0">è prossimo, ti volgi ad altre mète.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Giunto ieri fra' nuovi popoli, oltre<br /></span>
-<span class="i0">guardi, oltre corri con crescente affanno,<br /></span>
-<span class="i0">l'altrui vedendo più che 'l tuo dolore...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">T'assistan vigilanti nella coltre<br /></span>
-<span class="i0">del suolo sacro i padri: essi ben sanno<br /></span>
-<span class="i0">che il destino t'elesse iniziatore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[Pg 68]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Iniziatore t'elesse il destino<br /></span>
-<span class="i0">che modellò, divelto da l'ardente<br /></span>
-<span class="i0">Africa, e offrì, desìo de l'Occidente,<br /></span>
-<span class="i0">questo pensile in mare arco Appennino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Del suol benigno e dell'aer marino<br /></span>
-<span class="i0">foggiò la saggia armonïosa gente<br /></span>
-<span class="i0">che a l'antica Eüropa e a la recente<br /></span>
-<span class="i0">infuse il chiaro spirito latino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E volle che splendesse da le belle<br /></span>
-<span class="i0">città, maestra nel crear la mano,<br /></span>
-<span class="i0">luce il pensier, musica l'idïoma;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e radïassi fra le tue sorelle,<br /></span>
-<span class="i0">tu che vedi passar, cozzanti invano<br /></span>
-<span class="i0">contro di te, uomini e numi, Roma.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[Pg 69]</a></span></p>
-
-<h3>L'appello.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i21">
-Cui mundus est patria.<br /></span>
-<span class="i6"><span class="smcap">Bruno.</span><br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Il profugo sostò presso il confine<br /></span>
-<span class="i0">ond'uscì giovinetto a le venture.<br /></span>
-<span class="i0">Ecco le verdi valli e le pianure<br /></span>
-<span class="i0">digradanti co' fiumi a le marine.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Terra, che nutri primogeniture<br /></span>
-<span class="i0">invide, trafficanti, fra meschine<br /></span>
-<span class="i0">trame di guerre e paci, le rovine<br /></span>
-<span class="i0">sacre delle paterne sepolture!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Chi chiama? Àrmano a guardia degli scrigni<br /></span>
-<span class="i0">popolo contro popolo i mercanti.<br /></span>
-<span class="i0">«A l'armi!» urla un lor capo tremebondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">&mdash;A le vanghe, a le macchine, a gli ordigni<br /></span>
-<span class="i0">trasmutatori della vita, o erranti<br /></span>
-<span class="i0">italïoti ai quali patria è il mondo!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[Pg 70]</a></span></p>
-
-<h3>Bruto ultimo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Fanciullo senza pane e senz'amore,<br /></span>
-<span class="i0">un giorno invano ti passò vicino:<br /></span>
-<span class="i0">come allor lo rinneghi oggi che muore<br /></span>
-<span class="i0">tardivo alunno di un pensier latino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Credette essere il braccio del destino<br /></span>
-<span class="i0">contro un tiranno, egli liberatore.<br /></span>
-<span class="i0">Quei non era che un uomo: egli è assassino...<br /></span>
-<span class="i0">Passarono. Nè muta ora il Dolore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Anch'io volli trovar quei che produce<br /></span>
-<span class="i0">il Male. Esiste? No... Ma ne ricada<br /></span>
-<span class="i0">l'onta su ognuno ch'è saggio e felice!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Io già ti chiesi, Arte liberatrice,<br /></span>
-<span class="i0">un metallo per fondermi una spada,<br /></span>
-<span class="i0">or ti chiedo un metal ch'espanda luce!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[Pg 71]</a></span></p>
-
-<h3>In un museo lontano.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme?<br /></span>
-<span class="i0">Qualcosa de' suoi padri è prigioniero<br /></span>
-<span class="i0">in ogni terra: egli non è straniero<br /></span>
-<span class="i0">ove dei padri hanno esulato l'orme.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oasi di riposo al suo pensiero<br /></span>
-<span class="i0">destò la vista delle belle forme.<br /></span>
-<span class="i0">Tace. Dintorno scendono ombre a torme,<br /></span>
-<span class="i0">ombre di antichi dallo sguardo austero.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Susurran l'ombre: «Occhio che par serbare<br /></span>
-<span class="i0">la luce come il dïamante, mani<br /></span>
-<span class="i0">suscitatrici d'armonie viventi!...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oggi avvinto a la gleba fra' giumenti,<br /></span>
-<span class="i0">d'idee latine e di beltà domani<br /></span>
-<span class="i0">adornerai la terra arata e il mare!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[Pg 72]</a></span></p>
-
-<h3>Garibaldi.</h3></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ebbe il braccio fulmineo degli avi<br /></span>
-<span class="i0">e il nostro cuor dal palpito profondo.<br /></span>
-<span class="i0">V'è un genio istesso, che dal suol fecondo<br /></span>
-<span class="i0">della patria rivive a' giorni gravi?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Eri tu certo, Ligure, che davi<br /></span>
-<span class="i0">a un re straniero inutilmente un mondo;<br /></span>
-<span class="i0">or, dato un tetto a un popolo errabondo,<br /></span>
-<span class="i0">all'unïon dei popoli auguravi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E quando sul Gianicolo balzasti,<br /></span>
-<span class="i0">Roma sorrise a tutti gli uomini. Ere<br /></span>
-<span class="i0">di sangue, chiuse! Aperti nuovi fasti!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or tu, sul monte, bronzeo resti, quale<br /></span>
-<span class="i0">della leggenda ultimo cavaliere,<br /></span>
-<span class="i0">poi che ti colse in fronte l'Ideale.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[Pg 73]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Sparve con te la bella guerra, come<br /></span>
-<span class="i0">meteora d'olocausto, che le madri<br /></span>
-<span class="i0">benediceano. Ancor raggiò fra' padri<br /></span>
-<span class="i0">boeri e sparve con le rosse chiome.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ecco un convulso mostro, ora, che vome<br /></span>
-<span class="i0">strage. I guerrieri ciechi, fra' lor quadri<br /></span>
-<span class="i0">di ferro, odon venir con passi ladri,<br /></span>
-<span class="i0">d'onde? la morte e non li chiama a nome.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Giovani, in patria producean i frutti<br /></span>
-<span class="i0">della vita e mietevanli per tutti.<br /></span>
-<span class="i0">Falciati, lungi, sotto ignote stelle!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Altri verranno, che la fame svelle<br /></span>
-<span class="i0">da la lor terra, a spremere un tesoro<br /></span>
-<span class="i0">per colui che ha mercato il sangue e l'oro!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[Pg 74]</a></span></p>
-
-<h4>III.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Tornerà un giorno. Una novella gesta<br /></span>
-<span class="i0">leverà fama da un lido lontano<br /></span>
-<span class="i0">e l'anima d'Italia udrà ridesta<br /></span>
-<span class="i0">sonar pel mondo un nome italïano.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dai padri che hanno vinto la foresta<br /></span>
-<span class="i0">e nei deserti propagato il grano,<br /></span>
-<span class="i0">apporterà virtù novelle a questa<br /></span>
-<span class="i0">esausta terra e un largo cuore umano.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">I simboli onde mascherati gli uomini<br /></span>
-<span class="i0">succhian la vita agli uomini, arderà,<br /></span>
-<span class="i0">e: «Destate l'eroe dentro di voi!»<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">griderà intorno. E sorgeran gli eroi,<br /></span>
-<span class="i0">eroi di pace a te, Roma unità,<br /></span>
-<span class="i0">eroi d'amore, o Roma amor degli uomini!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[Pg 75]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">La natura.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[Pg 77]</a></span></p>
-
-<h3>Pan.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Anch'io cercai svèllermi da la stretta<br /></span>
-<span class="i0">delle cose e degli uomini, a la pace<br /></span>
-<span class="i0">formidabile, a l'aer freddo che tace<br /></span>
-<span class="i0">oltre il vento, oltre i ghiacci, oltre ogni vetta.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Piccola umana emozïon vivace,<br /></span>
-<span class="i0">cui la più torbid'anima è soggetta!<br /></span>
-<span class="i0">Sali, e arrancando dietro te s'affretta<br /></span>
-<span class="i0">qualche minuta realtà seguace.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Un murmure, un frullar d'ale improvviso,<br /></span>
-<span class="i0">un vagito, una lagrima, un sorriso;<br /></span>
-<span class="i0">ecco fuse le note fuggitive<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">nel ritmo del tuo cuore, che si sente<br /></span>
-<span class="i0">raggio nell'aria, goccia nel torrente,<br /></span>
-<span class="i0">linfa in arterie senza fine vive...<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[Pg 78]</a></span></p>
-
-<h3>Tu lavorerai!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Agitavano il suol flore possenti,<br /></span>
-<span class="i0">fiere devastatrici e stragi immani.<br /></span>
-<span class="i0">Apparve l'uomo e con le nude mani<br /></span>
-<span class="i0">pazïente educò messi ed armenti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Educò l'acque negli arati piani<br /></span>
-<span class="i0">e il fuoco animator di vita e i venti<br /></span>
-<span class="i0">sul mare; con le dita intelligenti<br /></span>
-<span class="i0">regge ora i freni delle forze immani.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Scruta i minimi, distruttori, e vuole<br /></span>
-<span class="i0">propizia a sè l'opera della morte.<br /></span>
-<span class="i0">Pur muore, ma inesausta è la sua prole.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E la terra rimuta senza tregua.<br /></span>
-<span class="i0">Perchè? Silenzio. Passa una coorte<br /></span>
-<span class="i0">nuova; fatica, interroga, dilegua.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[Pg 79]</a></span></p>
-
-<h3>La Ruota.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ti trovò l'uom fra i sassi dei torrenti,<br /></span>
-<span class="i0">seco ti spinse nelle migrazioni;<br /></span>
-<span class="i0">e ancella nelle gelide stagioni,<br /></span>
-<span class="i0">tessevi lane, tritavi frumenti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ora la forza innumere alimenti<br /></span>
-<span class="i0">fra le sue sagge mani; arguta suoni<br /></span>
-<span class="i0">nelle sue case o procellosa tuoni<br /></span>
-<span class="i0">e al monte, al mare esseri strani avventi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Esseri strani l'uomo crea, l'ignoto<br /></span>
-<span class="i0">a conquistargli, esseri onnipossenti,<br /></span>
-<span class="i0">nei quali tu, cuore perenne, vivi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tu che i minuti suoi misuri e inscrivi,<br /></span>
-<span class="i0">insiem col giro degli abissi ardenti,<br /></span>
-<span class="i0">intorno al centro dell'eterno moto.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[Pg 80]</a></span></p>
-
-<h3>Linguaggio.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Odi, Sigfrido, a te fluire i suoni<br /></span>
-<span class="i0">della foresta? Parlano gli uccelli.<br /></span>
-<span class="i0">Tutto vive e ti dà fraterni appelli.<br /></span>
-<span class="i0">Sparvero mostri e dèi, illusïoni.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'uom rispondeva e in lui nuove unïoni<br /></span>
-<span class="i0">facean le voci. Udivano i fratelli,<br /></span>
-<span class="i0">ripetean la parola, che, in suggelli<br /></span>
-<span class="i0">incisa, venne a le generazioni.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Era un suono di vento ed è consenso<br /></span>
-<span class="i0">oggi d'umanità. Poche parole<br /></span>
-<span class="i0">l'anima nostra chiudono e l'immenso.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Occupano la terra, come vuole<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo: e a rapire qualche nuovo senso<br /></span>
-<span class="i0">emigran oltre l'orbita del sole.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[Pg 81]</a></span></p>
-
-<h3>Musica.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Nascesti avvolto da le voci erranti<br /></span>
-<span class="i0">nelle frondi e su l'acque; e tra le gole<br /></span>
-<span class="i0">canore che opprimean talor gli schianti<br /></span>
-<span class="i0">del tuono, emerse il tuo cantico al sole;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e quando venner meno le parole,<br /></span>
-<span class="i0">i metalli squillarono: con quanti<br /></span>
-<span class="i0">strumenti il mondo giubila o si duole<br /></span>
-<span class="i0">moltiplicasti l'onda de' tuoi canti,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Uomo! Così ti levi, inno che domini<br /></span>
-<span class="i0">l'odio; che accordi la gioia e lo strazio<br /></span>
-<span class="i0">spiranti verso la serenità.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così ti comporrai, coro degli uomini,<br /></span>
-<span class="i0">cantico della terra, e nello spazio<br /></span>
-<span class="i0">coro degli astri per l'eternità.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[Pg 82]</a></span></p>
-
-<h3>Aer.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Inesauribil spirito, che i baci<br /></span>
-<span class="i0">dei fiori accosti, e penetri le frondi<br /></span>
-<span class="i0">ed inazzurri l'etere e circondi<br /></span>
-<span class="i0">la terra e il mar di palpiti vivaci;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">aër che invadi i sudanti toraci<br /></span>
-<span class="i0">e in desïosi cantici ti effondi;<br /></span>
-<span class="i0">che inerte su le bocche aride giaci<br /></span>
-<span class="i0">se l'impulso d'un cuor non ti secondi!...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Anche il libero ossigeno ai polmoni<br /></span>
-<span class="i0">dei fratelli usurpava il Violento<br /></span>
-<span class="i0">e corrompeva in tugurii e prigioni!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Finchè tu nol riduca uno strumento<br /></span>
-<span class="i0">di maggior vita, o Uomo, che componi<br /></span>
-<span class="i0">sul ritmo del tuo cuore ogni elemento.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[Pg 83]</a></span></p>
-
-<h3>O mare!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Nasceva in te la vita originale,<br /></span>
-<span class="i0">quando il cuor della terra alzava i monti;<br /></span>
-<span class="i0">poi scese a te col corso delle fonti<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo che porta nelle vene il sale.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E un fusto cavo, indi animato d'ale,<br /></span>
-<span class="i0">grande si profilò su gli orizzonti,<br /></span>
-<span class="i0">e le stirpi degli uomini sui ponti<br /></span>
-<span class="i0">doni e morte mescean con vece uguale.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando su l'acque un novo mostro apparve,<br /></span>
-<span class="i0">di fuoco e ferro, e sotto l'energia<br /></span>
-<span class="i0">trista dell'uom tu soffri, o mare, o mare!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma un dì, scomparse queste cupe larve,<br /></span>
-<span class="i0">pulserai col cuor nostro in armonia,<br /></span>
-<span class="i0">anima irrefrenabile del mare!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[Pg 84]</a></span></p>
-
-<h3>Il padre.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Il vecchio siede a lato del portone<br /></span>
-<span class="i0">di fronte ai campi immensi e agli aratori.<br /></span>
-<span class="i0">Ligneo, curvato a terra, par che implori<br /></span>
-<span class="i0">mercè ch'è vivo ancora una stagione.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Non ebbe in ottant'anni che dolori,<br /></span>
-<span class="i0">nel timor del suo dio, del suo padrone:<br /></span>
-<span class="i0">onde pensando all'ultimo sermone<br /></span>
-<span class="i0">si reputa il più reo dei peccatori.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma spera... In gioventù qualche stravizio:<br /></span>
-<span class="i0">qualche facezia prima di sposare...<br /></span>
-<span class="i0">Poi venne la famiglia e la saggezza,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e la miseria. Ond'egli or accarezza<br /></span>
-<span class="i0">l'idea del Purgatorio. A peggio andare,<br /></span>
-<span class="i0">sarà finito il giorno del Giudizio!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[Pg 85]</a></span></p>
-
-<h3>Il figlio.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma il figlio intorno per la nebbia esplora:<br /></span>
-<span class="i0">scorge su quella l'ombra sua gigante:<br /></span>
-<span class="i0">questa era Dio. Poi guarda il ciel distante<br /></span>
-<span class="i0">ove nascono mondi ad ora ad ora.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'universo ci ignora. Il fluttuante<br /></span>
-<span class="i0">mar dell'essere ci agita e divora,<br /></span>
-<span class="i0">minimi nell'immenso. Forse adora<br /></span>
-<span class="i0">la formica il calzare del passante?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Allora, mentre il padre trema e prega,<br /></span>
-<span class="i0">«Terra, almen tu sei mia!» pianta la stiva<br /></span>
-<span class="i0">nel suolo, e il frutto della vita afferra.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Alcuno in nome di quel Dio ci nega<br /></span>
-<span class="i0">quel ch'è di tutti? No, fratelli. E viva,<br /></span>
-<span class="i0">nostra comune eredità, la Terra!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[Pg 86]</a></span></p>
-
-<h3>Oro.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Oro, l'industrïoso uomo ti svelle<br /></span>
-<span class="i0">rilucente e sonoro di sotterra:<br /></span>
-<span class="i0">ti suggella e nel piccol pugno afferra<br /></span>
-<span class="i0">con te il valor del suo mondo ribelle.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E cercandosi l'energie sorelle,<br /></span>
-<span class="i0">tu sei l'anello per cui l'uom si serra<br /></span>
-<span class="i0">intorno al globo, irretica la terra<br /></span>
-<span class="i0">di sue radici e i rami alza a le stelle.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Questo sei? Fosti. Or, usurpato il regno<br /></span>
-<span class="i0">del pensier, del lavoro, dell'amore<br /></span>
-<span class="i0">e delle sante cose ond'eri segno,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">contro te grida il sangue d'ogni cuore...<br /></span>
-<span class="i0">Altra bellezza, altro destin più degno<br /></span>
-<span class="i0">t'imprima il fuoco purificatore!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[Pg 87]</a></span></p>
-
-<h3>Occhi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Occhi miei, da quel dì che il bel sembiante<br /></span>
-<span class="i0">che specchiaste a lo schiudervi, è dissolto,<br /></span>
-<span class="i0">e la natura vi scoprì il suo volto,<br /></span>
-<span class="i0">indi la donna vi sorrise amante,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">quante fuggenti ombre di cose, quante<br /></span>
-<span class="i0">femminee rapid'ombre avete accolto!<br /></span>
-<span class="i0">Sovr'esse l'arte il suo potere ha svolto,<br /></span>
-<span class="i0">le fece umane, ed il mistero sante.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma un dì vi chiuderete, ciglia, porte<br /></span>
-<span class="i0">dell'umano spettacolo, e repente<br /></span>
-<span class="i0">la notte v'aprirà le sue grand'ale.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E allora, o visi che passate, quale<br /></span>
-<span class="i0">imagine su me china e dolente<br /></span>
-<span class="i0">custodirò nelle pupille morte?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[Pg 88]</a></span></p>
-
-<h3>L'asceta.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Tu che t'inchini già verso la zolla<br /></span>
-<span class="i0">per aver troppo riguardato i cieli,<br /></span>
-<span class="i0">e attonito a' tuoi simboli crudeli<br /></span>
-<span class="i0">scordi la vita che a tuoi piè rampolla,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">levati e vivi! Guarda come aneli<br /></span>
-<span class="i0">la vita oppressa e in gurgiti ribolla<br /></span>
-<span class="i0">in fondo ai mari, e in folgori s'estolla<br /></span>
-<span class="i0">pur su le vette immobili di geli.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oggi digiuno per gavazzar poi,<br /></span>
-<span class="i0">non sai ch'eterno è l'attimo felice<br /></span>
-<span class="i0">se lo riempia il ritmo del tuo cuore?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma tu non odi e muori, mentre noi<br /></span>
-<span class="i0">viviamo, consci che non ha radice<br /></span>
-<span class="i0">nella morte una vita ulterïore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[Pg 89]</a></span></p>
-
-<h3>In piedi!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando l'uomo depose lo sgomento<br /></span>
-<span class="i0">e il mondo ornò di deità fraterne,<br /></span>
-<span class="i0">come bello moveva con le alterne<br /></span>
-<span class="i0">ginocchia, il capo verso il firmamento!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma tra quelle, una orrenda, ecco, ne scerne,<br /></span>
-<span class="i0">Javeh, l'ultimo Dio. Cadde col mento<br /></span>
-<span class="i0">nella polvere, e in quell'atteggiamento<br /></span>
-<span class="i0">l'effimero s'inflisse pene eterne.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh, risorga oggi su le membra belle<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo ed esalti questa sua terrena<br /></span>
-<span class="i0">forma di vita che fomenta il sole,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e più alta la renda a la sua prole,<br /></span>
-<span class="i0">prima che anneghi nell'aria serena<br /></span>
-<span class="i0">ove sgorgano e spengonsi le stelle!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[Pg 90]</a></span></p>
-
-<h3>Bellezza femminea.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">O rifiorente nelle primavere,<br /></span>
-<span class="i0">suprema tra le imagini terrene,<br /></span>
-<span class="i0">o voluttà dell'anime serene,<br /></span>
-<span class="i0">e rimpianto agli esausti dal piacere!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Il fascino dei sensi idea diviene<br /></span>
-<span class="i0">intorno a le tue linee sincere,<br /></span>
-<span class="i0">però che il ritmo che t'informa tiene<br /></span>
-<span class="i0">dell'armonia che domina le sfere.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Languor di stelle, chiarità di soli,<br /></span>
-<span class="i0">riso di mar, serenità di monti,<br /></span>
-<span class="i0">la bellezza del mondo ha per te senso.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Tu, datrice di vita, tu consoli<br /></span>
-<span class="i0">della vita, se tocchi su le fronti<br /></span>
-<span class="i0">che nel tuo cerchio sognano l'immenso!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[Pg 91]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Il mistero.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[Pg 93]</a></span></p>
-
-<h3>Nostalgia mistica.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Io sento una leggenda in cuor cantare,<br /></span>
-<span class="i0">una leggenda delle nonne pie:<br /></span>
-<span class="i0">organi v'accompagnan litanie;<br /></span>
-<span class="i0">brillano ceri intorno ad un altare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Processïoni vanno per le vie<br /></span>
-<span class="i0">lungo i rosai tra le pinete e il mare:<br /></span>
-<span class="i0">cantano le campane e il cielo pare<br /></span>
-<span class="i0">un seno immenso pieno d'armonie.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Passa un bimbo che portano a battesimo.<br /></span>
-<span class="i0">Passa una croce, chinansi le fronti.<br /></span>
-<span class="i0">Passa Gesù portato ad un che muore...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma un nero mago è in mezzo a l'incantesimo.<br /></span>
-<span class="i0">Perdona, o sole! se quando tramonti<br /></span>
-<span class="i0">un pianto di campane canta in cuore...<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[Pg 94]</a></span></p>
-
-<h3>Scienza.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Un ricordo. M'avevano insegnato<br /></span>
-<span class="i0">a temere la folgore. Nel campo<br /></span>
-<span class="i0">sterminato ero solo. Ed ecco, un lampo<br /></span>
-<span class="i0">guizza: lo segue un lugubre boato.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Fuggo, guardando ai gran' roveri; inciampo;<br /></span>
-<span class="i0">salto tra' solchi, tra' fossi, inzuppato<br /></span>
-<span class="i0">di pioggia. Ecco la strada, e infine a lato<br /></span>
-<span class="i0">i fili telegrafici, lo scampo!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Scampo? Il destino dentro i ragnateli<br /></span>
-<span class="i0">aerei s'impiglia sì che i teli<br /></span>
-<span class="i0">la morte scocca sui mortali a vuoto?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">La scïenza così tesse i suoi veli<br /></span>
-<span class="i0">su noi. Guardiamo: il cielo è breve e noto...<br /></span>
-<span class="i0">Illusïon! Dietro è il Mistero immoto!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[Pg 95]</a></span></p>
-
-<h3>San Giovanni.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Io nella notte della terra e in fondo<br /></span>
-<span class="i0">a gli abissi dell'etere m'immersi,<br /></span>
-<span class="i0">il cielo ingombro con grand'ala apersi<br /></span>
-<span class="i0">lungi spingendo i limiti del mondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Le forme cui divine leggi infersi<br /></span>
-<span class="i0">del mio spirito penetro e circondo:<br /></span>
-<span class="i0">io nell'immensità punto errabondo<br /></span>
-<span class="i0">di me riempio gli esseri universi...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Povero capo mio, come di piombo,<br /></span>
-<span class="i0">grave, che affondi in un assiduo rombo<br /></span>
-<span class="i0">pieni gli occhi dell'ombra interïore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Oh riposare sovra un saldo petto,<br /></span>
-<span class="i0">come, o Signore, un giorno il giovinetto<br /></span>
-<span class="i0">apostolo dormì sopra il tuo cuore!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[Pg 96]</a></span></p>
-
-<h3>Anima.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Larva di sogno? fiato? ombra? Dispare<br /></span>
-<span class="i0">fuor dalla spoglia, che si sfascia... Vive<br /></span>
-<span class="i0">libera forse in più felici rive?<br /></span>
-<span class="i0">esule, vaga intorno al vecchio lare?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dissipata è la spoglia sua nel mare<br /></span>
-<span class="i0">del mutamento. Forse da sorgive<br /></span>
-<span class="i0">misterïose, in forme sensitive<br /></span>
-<span class="i0">immemore ad immemori compare?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Anima, dentro te piccola e chiusa<br /></span>
-<span class="i0">o con l'umanità, nell'avvenire<br /></span>
-<span class="i0">e nel passato, immensa anima effusa!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Eterna fosti. Or puoi, l'istante giunto,<br /></span>
-<span class="i0">sognando l'immortalità morire...<br /></span>
-<span class="i0">Dopo, che importa? Eterna fosti un punto.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[Pg 97]</a></span></p>
-
-<h3>In memoria di Furio De Amicis.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i6">A Edmondo De Amicis<br /></span>
-</div></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">L'adolescente un sogno avea nutrito<br /></span>
-<span class="i0">onde cercava in riva al fiume l'orme?<br /></span>
-<span class="i0">Sovra gli esuli pini e il Po che dorme<br /></span>
-<span class="i0">vaga come un rimpianto d'infinito.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Era il meriggio. Si destò, smarrito.<br /></span>
-<span class="i0">Guardò lontano le languenti forme,<br /></span>
-<span class="i0">la città, pigra dentro il sole enorme,<br /></span>
-<span class="i0">ed annuì come ad un noto invito.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Era come colui che ignaro move<br /></span>
-<span class="i0">nella notte fra sozzi ebbri digiuno,<br /></span>
-<span class="i0">e chiude gli occhi e di vegliar rifiuta.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">«Ah non è qui la vita! Altrove, altrove!»<br /></span>
-<span class="i0">Laggiù, lontano, udì piangere alcuno?<br /></span>
-<span class="i0">E si rivolse verso l'ombra muta.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[Pg 98]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">L'albero si chinò sopra uno schianto<br /></span>
-<span class="i0">aperto nelle sue viscere stesse<br /></span>
-<span class="i0">quando i due rami giovinetti oppresse<br /></span>
-<span class="i0">il soffio della morte e un giacque infranto.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E attende, il padre. Con entrambi intanto<br /></span>
-<span class="i0">cammina: nei silenzî ode sommesse<br /></span>
-<span class="i0">voci. Nè guarda; come se temesse<br /></span>
-<span class="i0">fugare un'ombra che gli viene accanto.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E si desta al mattin con un singhiozzo<br /></span>
-<span class="i0">chiuso. Perchè? Non ritornò l'assente?<br /></span>
-<span class="i0">Pur scialbo è il sole e l'anima non paga.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi lo sorprende una tristezza vaga:<br /></span>
-<span class="i0">ed ei s'ascolta, come chi repente<br /></span>
-<span class="i0">sente il braccio doler che gli fu mozzo.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[Pg 99]</a></span></p>
-
-<h4>III.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Ignoro, amico, la parola buona!...<br /></span>
-<span class="i0">Da le cellule prime a le stormenti<br /></span>
-<span class="i0">foreste che moltiplicano i venti,<br /></span>
-<span class="i0">ove l'aria nei tronchi s'imprigiona;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">da l'immobile vita che ai moventi<br /></span>
-<span class="i0">esseri fiato e nutrimento dona,<br /></span>
-<span class="i0">sino a quei che il ricordo fa persona<br /></span>
-<span class="i0">e la parola fa re dei viventi,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">ecco la Terra svolgersi, a l'invito<br /></span>
-<span class="i0">del Sole; da le viscere del Tutto<br /></span>
-<span class="i0">traendo in cima ai rami il fiore umano...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Il fior matura, e dove il piccol grano<br /></span>
-<span class="i0">cada, non sa la Madre, che il suo frutto<br /></span>
-<span class="i0">disseminando va nell'Infinito!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[Pg 100]</a></span></p>
-
-<h3>Stupor sacro.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Formidabile a l'uom, Vita del mondo,<br /></span>
-<span class="i0">con le tue vaste passïoni incombi:<br /></span>
-<span class="i0">guizzi e scrosci coi nembi e dal profondo<br /></span>
-<span class="i0">cuor della terra, impazïente rombi.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E, Morte, tu, vasta e repente piombi<br /></span>
-<span class="i0">sopra un gregge d'efimeri errabondo:<br /></span>
-<span class="i0">ancor n'udiamo i colpi e l'ecatombi<br /></span>
-<span class="i0">copron già il suol, scendono al mare in fondo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Qualcosa in noi rimuore a la fraterna<br /></span>
-<span class="i0">morte. Qualcosa è in me che già passò<br /></span>
-<span class="i0">la morte? Sopravvive e si rimembra.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sopravvivrà? In quali umane membra<br /></span>
-<span class="i0">od ignota compagine, non so:<br /></span>
-<span class="i0">rivibrerà la mia sostanza eterna.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[Pg 101]</a></span></p>
-
-<h3>Le Ipotesi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi che la terra i membri effusi e vani<br /></span>
-<span class="i0">raccolse e il mar cingeva gli emisferi,<br /></span>
-<span class="i0">ond'erompean al cielo i monti alteri<br /></span>
-<span class="i0">e si spandean l'alluvïoni ai piani,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">o coscïenza della terra, ov'eri?<br /></span>
-<span class="i0">Il piccol uomo allor sognò titani;<br /></span>
-<span class="i0">s'erigevan sui culmini montani,<br /></span>
-<span class="i0">gonfiavan di lor collere i crateri.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sognò gli dèi per debellarli, belle<br /></span>
-<span class="i0">stirpi e ristette, contemplando quelle<br /></span>
-<span class="i0">imagini di sè levate in guerra.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sparvero, e l'uomo or lancia da la terra<br /></span>
-<span class="i0">le moriture deità novelle;<br /></span>
-<span class="i0">crede e riposa e cerca nuove stelle.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[Pg 103]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Umanità.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[Pg 105]</a></span></p>
-
-<h3>Duplex, omnis et unus.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Per me desiderai le rose, il vino,<br /></span>
-<span class="i0">la voluttà, le gioie tutte, per me?<br /></span>
-<span class="i0">Ben poco m'ebbi e sazio ero. Perchè?<br /></span>
-<span class="i0">Avevo udito piangermi vicino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ben poco m'ebbi e tutto diedi, infino<br /></span>
-<span class="i0">che sentendomi privo anche di me,<br /></span>
-<span class="i0">trovai colei che a me stesso mi diè,<br /></span>
-<span class="i0">e fummo un'onda nel ritmo divino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Or tutto io sono, tutto effondo, aduno,<br /></span>
-<span class="i0">il pane e l'acqua ed il dolore umano<br /></span>
-<span class="i0">trasmuto in sangue ed in pensier' d'amore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sibilla ed io: ch'io son duplice e uno,<br /></span>
-<span class="i0">una mano, pur mia, nella mia mano<br /></span>
-<span class="i0">e un cuore, altro mio cuor, dentro il mio cuore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[Pg 106]</a></span></p>
-
-<h3>Lotta per la vita.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Nei campi della vita ecco un'immensa<br /></span>
-<span class="i0">strage. Il più forte l'indifeso assale.<br /></span>
-<span class="i0">Da la cellula a l'uom, lungo le scale<br /></span>
-<span class="i0">della vita, l'un fa dell'altro mensa.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma dai fermenti che la strage addensa,<br /></span>
-<span class="i0">più ricca balza l'energia vitale;<br /></span>
-<span class="i0">annoda ganglî, organi tende, sale;<br /></span>
-<span class="i0">s'accende e raggia in un cervel che pensa.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E s'una Mente alfin l'ha scorta, vana<br /></span>
-<span class="i0">non fu la guerra; i fremiti ne ammorza,<br /></span>
-<span class="i0">la volge a un bene ch'ella stessa ignora.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Perchè la terra ha un'anima, che implora<br /></span>
-<span class="i0">d'eromper da le viscere a la scorza<br /></span>
-<span class="i0">e d'integrarsi in questa anima umana!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[Pg 107]</a></span></p>
-
-<h3>Le città.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi che raminga in pavidi ripari<br /></span>
-<span class="i0">foggiò la fiera onnivora l'Arnese<br /></span>
-<span class="i0">per uccidere e per creare, e scese<br /></span>
-<span class="i0">lungo i pingui bacini e gli estuari,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">presso le tombe edificati i lari,<br /></span>
-<span class="i0">li ornò di templi e cinse con difese;<br /></span>
-<span class="i0">strade ne irradïò: donde contese<br /></span>
-<span class="i0">e tregue lungo i lidi e sovra i mari.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Pace, o fucine, dove su l'incudini<br /></span>
-<span class="i0">del dolore l'uom foggia il suo futuro:<br /></span>
-<span class="i0">niun nato d'uomo in voi più sia straniero!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Issate i fari per le latitudini<br /></span>
-<span class="i0">a illuminar le vie del cielo oscuro,<br /></span>
-<span class="i0">palpitando la terra a un sol pensiero!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[Pg 108]</a></span></p>
-
-<h3>Su un orologio.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Un anno, un giorno, un'ora... Ed anco un anno,<br /></span>
-<span class="i0">un giorno, un'ora! Il tempo immobil dura.<br /></span>
-<span class="i0">La lancetta procede con sicura<br /></span>
-<span class="i0">costanza, senza sosta e senza inganno.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Con ugual legge per gli spazî vanno<br /></span>
-<span class="i0">gli astri e ciascuno ai prossimi è misura.<br /></span>
-<span class="i0">Docili intorno ad una Forza oscura<br /></span>
-<span class="i0">per tutto il tempo ancor graviteranno.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ma della vita l'indice è la noia<br /></span>
-<span class="i0">lenta e fra lenti battiti l'ingoia<br /></span>
-<span class="i0">tosto l'ignoto che ci è tomba e culla.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Pur quando guida il dito dell'Amore<br /></span>
-<span class="i0">o del Dolore sul quadrante l'ore,<br /></span>
-<span class="i0">l'attimo è tutto ed una vita è nulla.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[Pg 109]</a></span></p>
-
-<h3>Il pessimista.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Chiamatelo fra voi! Non lo vedeste<br /></span>
-<span class="i0">giungere, cupo e solo, fra' tumulti<br /></span>
-<span class="i0">vostri? Non par che il muto teste insulti<br /></span>
-<span class="i0">ai vostri lutti ed alle vostre feste?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">No. Tace. Guarda, e forse pianti occulti<br /></span>
-<span class="i0">reprime sotto le pupille meste,<br /></span>
-<span class="i0">e il suo petto, che par immoto, investe<br /></span>
-<span class="i0">un impeto frenato di singulti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Chiamatelo! Non lasci egli le soglie<br /></span>
-<span class="i0">così. Implorerà? Senza che implori,<br /></span>
-<span class="i0">ebben, fategli dolce vïolenza.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Poich'egli sa che non è viver senza<br /></span>
-<span class="i0">gioir dei gaudii, soffrir dei dolori<br /></span>
-<span class="i0">vostri, morire della vostra morte!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[Pg 110]</a></span></p>
-
-<h3>Riso e pianto.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Pianto ed oblio! Rugiada che i vapori<br /></span>
-<span class="i0">dell'amore e dell'odio assorbi, esali;<br /></span>
-<span class="i0">effusïone di prementi mali,<br /></span>
-<span class="i0">balsamo che la gioia anche insapori!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E tu sorriso e riso alto che sfiori<br /></span>
-<span class="i0">le guance adolescenti e vivo sali<br /></span>
-<span class="i0">dai cuori offesi e i giochi dei mortali<br /></span>
-<span class="i0">dinanzi ai savî d'ironia decori!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Salubri doni! Abbatte uno le fronti<br /></span>
-<span class="i0">sul gorgo senza tempo, ove le terge<br /></span>
-<span class="i0">l'Essere addormïente, animatore;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">l'altro le aderge verso gli orizzonti<br /></span>
-<span class="i0">serenatori, dove eterna emerge<br /></span>
-<span class="i0">la verità redenta dal dolore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[Pg 111]</a></span></p>
-
-<h3>Il Santo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Pensava il Santo quant'è cosa acerba<br /></span>
-<span class="i0">vivere. E non perchè la carne muore,<br /></span>
-<span class="i0">ma perchè il vivo al vivo dà dolore.<br /></span>
-<span class="i0">Ond'ei cessò di pascere pur l'erba.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E una voce gli sonò dentro: «Serba<br /></span>
-<span class="i0">la pietà per la vita inferïore;<br /></span>
-<span class="i0">ma da la tua, somma di vite e fiore,<br /></span>
-<span class="i0">ne germogli una forma più superba.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Compiangi il mondo pur, ma più compiangi<br /></span>
-<span class="i0">gli uomini, e torna a le lor case e addita<br /></span>
-<span class="i0">le vie per cui si ascende nella vita.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Chè, mentre tu su l'erbe che ti mangi<br /></span>
-<span class="i0">lagrimi, intorno ad un vitello d'oro<br /></span>
-<span class="i0">i fratelli s'immolano fra loro!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[Pg 112]</a></span></p>
-
-<h3>In Aracœli.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Vi schierate così, sotto la nave<br /></span>
-<span class="i0">cristïana, sui plinti alti, o confitte<br /></span>
-<span class="i0">inegualmente al suol, colonne invitte<br /></span>
-<span class="i0">di un prepotente impero, or fatte schiave.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Greco scalpello forse da le cave<br /></span>
-<span class="i0">d'orïente vi svelse, e pose, ritte<br /></span>
-<span class="i0">a l'aria e al sole: or fra le turbe afflitte<br /></span>
-<span class="i0">del Galileo v'accascia un'ombra grave...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così, gettato il giogo del fratello,<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo, ch'esalta la Fortuna alterna,<br /></span>
-<span class="i0">le campagne di lui, le case gode;<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">non senza farsi un Dio, cui volge a lode<br /></span>
-<span class="i0">la propria gioia e l'abiezion fraterna:<br /></span>
-<span class="i0">e il medesimo altare è per suggello.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[Pg 113]</a></span></p>
-
-<h3>Ecce homo.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Errante in suolo inospite a l'acquisto<br /></span>
-<span class="i0">del cibo, l'uomo imaginò nemiche<br /></span>
-<span class="i0">forze gravanti sul suo viver tristo<br /></span>
-<span class="i0">a punirlo di colpe ignote antiche.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Giovine e amante poi, si finse amiche<br /></span>
-<span class="i0">deità, un Olimpo ornò commisto<br /></span>
-<span class="i0">di semidei, cospicui per fatiche<br /></span>
-<span class="i0">e miracoli... Ed ecco, ultimo, Cristo.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">O Cristo, quanto grave è l'esser dio<br /></span>
-<span class="i0">per pietà dei fratelli! «Lungi» esclama<br /></span>
-<span class="i0">«questo calice!» E, per la Vita, muore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Adulto or l'uomo riconosce il pio<br /></span>
-<span class="i0">sacrifizio di Cristo. Infine egli ama<br /></span>
-<span class="i0">la terra, ama la vita, ond'è signore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[Pg 114]</a></span></p>
-
-<h3>Il Martire.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Voi l'uccideste! Da l'uccisïone<br /></span>
-<span class="i0">dei puri eroi castigo mai non venne.<br /></span>
-<span class="i0">Non paventate, piangete! Vi tenne<br /></span>
-<span class="i0">ira e follia. Gettategli corone.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">V'amò quant'altri mai. La passïone<br /></span>
-<span class="i0">di lui volle inalzarvi in un perenne<br /></span>
-<span class="i0">volo e non vi bastavano le penne.<br /></span>
-<span class="i0">Morì: nel suo riposo or si compone.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Portate l'urna sua con buone scorte<br /></span>
-<span class="i0">lungo la vostra via. Caduto è il vento<br /></span>
-<span class="i0">d'abisso e non atterra che le cime.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E stringendovi a lui quando v'opprime<br /></span>
-<span class="i0">il destino, pensate, in un momento<br /></span>
-<span class="i0">di sosta, a la giustizia della morte.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[Pg 115]</a></span></p>
-
-<h3>Gocce di sangue.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Gocce di sangue? È l'alba, mentre torno<br /></span>
-<span class="i0">al lavoro. Le screzïò d'argento<br /></span>
-<span class="i0">sul marciapiede il ghiaccio. Uno sgomento<br /></span>
-<span class="i0">m'assale. Tutto ancora tace intorno.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'oro, l'amore, il vino?... Era il ritorno<br /></span>
-<span class="i0">della belva primeva. Ed un momento<br /></span>
-<span class="i0">guizzò un'arma, sparì. Non un lamento<br /></span>
-<span class="i0">forse. Silenzio ed ombra. Ed ora è giorno.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Perciò la Vita con tanto dolore<br /></span>
-<span class="i0">s'orïentò, salì verso la Mente?<br /></span>
-<span class="i0">Ecco, l'annienta un attimo d'oblio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Altri guarda e sen va. M'affretto anch'io...<br /></span>
-<span class="i0">Ricche arterie ha la Vita e non risente<br /></span>
-<span class="i0">di due stille cadute dal suo cuore.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[Pg 116]</a></span></p>
-
-<h3>Ahasvero.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Gli esuli dissodavano le zolle<br /></span>
-<span class="i0">d'una inospite landa, e l'uno chiese<br /></span>
-<span class="i0">dell'altro. Ognuno avea patito offese<br /></span>
-<span class="i0">dall'uomo. Uno esulò per fame, un volle<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">fuggir per non uccidere; contese<br /></span>
-<span class="i0">altri per un amore, altri in un folle<br /></span>
-<span class="i0">impeto uccise. Ora: «Tra il fiume e il colle&mdash;<br /></span>
-<span class="i0">diceano&mdash;leveremo ardue difese».<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando un vecchio passò. Ristette l'Uomo<br /></span>
-<span class="i0">errante, udì: scoteva il petto annoso<br /></span>
-<span class="i0">un singhiozzo. Riprese il suo cammino.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">&mdash;«Vecchio, perchè non sosti?»&mdash;«È nel destino<br /></span>
-<span class="i0">ch'io vada ancora e non abbia riposo<br /></span>
-<span class="i0">che in una terra ove l'uomo ami l'uomo!»<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[Pg 117]</a></span></p>
-
-<h3>L'uomo tragico.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">&mdash;«Vuoi obliare? Dietro te gigante<br /></span>
-<span class="i0">t'inquieta il passato. Oh non sognare,<br /></span>
-<span class="i0">tu vorresti, andar naufrago nel mare<br /></span>
-<span class="i0">dell'essere; non viver che l'istante!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Ebben, segui il tuo sol come le piante,<br /></span>
-<span class="i0">chiudi le ciglia quando il sol dispare;<br /></span>
-<span class="i0">fuggi gli umani, ama le cose ignare...<br /></span>
-<span class="i0">Dormi. Ed ecco un liquore inebbrïante...»<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">&mdash;No! Ricordare! Io sono la memoria<br /></span>
-<span class="i0">degli esseri che fui. E mi commove<br /></span>
-<span class="i0">tutto l'eterno ad ogni batter d'ore.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Vivere, quanto l'Uomo: esser la storia,<br /></span>
-<span class="i0">la coscïenza della Terra, e altrove<br /></span>
-<span class="i0">portar me stesso e 'l ricordo e 'l dolore!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[Pg 119]</a></span></p>
-
-<h2 class="half">Universo.</h2></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[Pg 121]</a></span></p>
-
-<h3>Le forme.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Vaporava la Terra: abbrividenti<br /></span>
-<span class="i0">profili alzava incontro ai soli occidui<br /></span>
-<span class="i0">e caotiche forme negli assidui<br /></span>
-<span class="i0">sforzi espelleva, esseri incerti, lenti.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">A stento si scioglieano dai residui<br /></span>
-<span class="i0">del limo grave. Indi foreste e armenti<br /></span>
-<span class="i0">sorsero, e guizzi dentro l'acque e i venti,<br /></span>
-<span class="i0">e l'armonia di liberi individui.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">L'ultima forma che la Terra espresse<br /></span>
-<span class="i0">l'opera proseguì. Architetture<br /></span>
-<span class="i0">pensose trasse dai fianchi materni.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Fasci di nervi or trama e raggi tesse.<br /></span>
-<span class="i0">E l'uom stupisce per le creature<br /></span>
-<span class="i0">che fioriscon da lui nei maggi eterni.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[Pg 122]</a></span></p>
-
-<h3>I Minimi.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">È il corpo mio campo d'antiche sfide,<br /></span>
-<span class="i0">come la terra dentro la caligine<br /></span>
-<span class="i0">primeva. Forse qualche scaturigine<br /></span>
-<span class="i0">di vita in me per sempre si recide?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sotto ogni forma bella che al ciel ride<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo indaga, e l'afferra la vertigine.<br /></span>
-<span class="i0">Luce in fondo l'idea. Dove ha l'origine?<br /></span>
-<span class="i0">Un fermento la suscita o l'uccide.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Affrettan le agonie, le cose morte<br /></span>
-<span class="i0">sgombrano per far adito ai viventi,<br /></span>
-<span class="i0">indefessi operai del divenire.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Quando avverrà che domi l'uom quest'ire<br /></span>
-<span class="i0">nemiche, e dolce viva, e l'addormenti<br /></span>
-<span class="i0">sazio di giorni l'oblïosa morte?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[Pg 123]</a></span></p>
-
-<h3>Al Foro Romano.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">L'uomo, re delle forme ultime, vuole<br /></span>
-<span class="i0">dentro la terra approfondir l'indagine:<br /></span>
-<span class="i0">assiduamente fruga la voragine<br /></span>
-<span class="i0">che Dante ornò di sue divine fole.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Nel suol, come in vecchio albero, l'imagine<br /></span>
-<span class="i0">simultanea degli evi scopre al sole;<br /></span>
-<span class="i0">e nei fôri ove ruzza la sua prole,<br /></span>
-<span class="i0">il passato si svolge in chiare pagine.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Così la Terra, per l'essere emerso<br /></span>
-<span class="i0">ultimo dal suo grembo, apre le ciglia<br /></span>
-<span class="i0">e scorge sè piccola, oh quanto! Eppure,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">più vasto è il cielo e pieno di venture<br /></span>
-<span class="i0">per la solare piccola famiglia<br /></span>
-<span class="i0">in questo breve angolo d'universo.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[Pg 124]</a></span></p>
-
-<h3>Mosè.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Fra piccole virtù teologali<br /></span>
-<span class="i0">Michelangelo sculse un esemplare<br /></span>
-<span class="i0">di umanità, sì forte, che destare<br /></span>
-<span class="i0">lo volle: «Vivi, e scendi fra' mortali».<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Poi lo volse sdegnoso ad aspettare,<br /></span>
-<span class="i0">sui genuflessi sudditi papali,<br /></span>
-<span class="i0">che potesse fra un popolo d'eguali<br /></span>
-<span class="i0">sciogliere un dì le membra alte e parlare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Secoli ancora! Poi, gli occhi iracondi<br /></span>
-<span class="i0">serenerà. Verrà possente, fuori,<br /></span>
-<span class="i0">nel sole, vòlto a la Terra Promessa.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Sarà la terra allor folta ed oppressa<br /></span>
-<span class="i0">d'uomini, e pronti molti migratori<br /></span>
-<span class="i0">verso l'azzurro, fertile di mondi.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[Pg 125]</a></span></p>
-
-<h3>Altrove!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">O bella nel mare artico Atlantide,<br /></span>
-<span class="i0">presso al polo fiorita di ninfee!...<br /></span>
-<span class="i0">Gelò, sparì. S'inizian l'odissee<br /></span>
-<span class="i0">umane: in alto eran le alate guide.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Scesa lungo le tepide maree<br /></span>
-<span class="i0">a la zona che verde e mite ride,<br /></span>
-<span class="i0">rigurgita ora a le plaghe omicide<br /></span>
-<span class="i0">l'umanità non mai sedata, Andrée?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Andrée, lontano e in alto! Ha messo l'ale<br /></span>
-<span class="i0">l'uomo e rimira oltre le nubi, pensa<br /></span>
-<span class="i0">un'odissea per un ben altro mare.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Avvolgerà la terra il glacïale<br /></span>
-<span class="i0">lenzuolo? <ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge V'e">V'è</ins> nella corona immensa<br /></span>
-<span class="i0">del Sole al piccol uomo altro alveare?<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[Pg 126]</a></span></p>
-
-<h3>Marte.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Otto grandi fratelli in suo regime<br /></span>
-<span class="i0">il Sole tien, che la sua lampa accese:<br /></span>
-<span class="i0">lontani e ignoti: ora nel ciel sublime<br /></span>
-<span class="i0">due, l'uno all'altro han le pupille intese?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Fratello, in te già mossero le prime<br /></span>
-<span class="i0">forme di vita al padre sol protese?<br /></span>
-<span class="i0">vegetasti, sentisti, alfin da l'ime<br /></span>
-<span class="i0">profondità la chiusa anima ascese?<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Forse già sei qual noi sarem domani,<br /></span>
-<span class="i0">e indaghi dentro l'etere stellante<br /></span>
-<span class="i0">con desiderio senza fine intenso,<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">accennando con segni non umani<br /></span>
-<span class="i0">a questo piccol astro, radïante<br /></span>
-<span class="i0">l'inappagata anima nell'immenso...<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[Pg 127]</a></span></p>
-
-<h3>L'astro morto.</h3></div>
-
-<h4>I.</h4>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Una stella sparì da l'armonia<br /></span>
-<span class="i0">del cielo e ancor noi la guardiamo, quale<br /></span>
-<span class="i0">tremolava in un tempo immemoriale,<br /></span>
-<span class="i0">e ci sorride da l'antica via.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Dal cuor pulsava forse un'energia<br /></span>
-<span class="i0">onde la vita svolse le sue scale;<br /></span>
-<span class="i0">onde a prova l'argilla e l'ideale<br /></span>
-<span class="i0">lottaron fra un vagito e un'agonia.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Forse una stirpe nel suo firmamento<br /></span>
-<span class="i0">tenne incarnata un'anima solare<br /></span>
-<span class="i0">e risplendè co' suoi genii ed eroi...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E il gran cuor s'allentò, ristette. Poi<br /></span>
-<span class="i0">silenzio... Oh sole! Ed ecco il cielo appare<br /></span>
-<span class="i0">innumerato e senza mutamento.<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[Pg 128]</a></span></p>
-
-<h4>II.</h4></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Efimeri occhi! Là risplende un sole<br /></span>
-<span class="i0">dove per voi la nebulosa sciama:<br /></span>
-<span class="i0">un urto infiammò il ciel, pende una mole,<br /></span>
-<span class="i0">là dove nessun lume ancor vi chiama.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Forse non lungi una fraterna prole<br /></span>
-<span class="i0">per una terra l'opre sue dirama,<br /></span>
-<span class="i0">lancia nel cielo numeri e parole,<br /></span>
-<span class="i0">cerca, foggiasi dèi, sè dio proclama.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Anima mia smarrita! È giunta l'ora<br /></span>
-<span class="i0">che una nenia nostalgica t'appella:<br /></span>
-<span class="i0">«Uomo, ignora e dispera, ignora e adora!»<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">No. Tu gl'ingegni ai sensi rinnovella,<br /></span>
-<span class="i0">e per gli spazî e per i tempi esplora,<br /></span>
-<span class="i0">occupa l'universo a stella a stella!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[Pg 129]</a></span></p>
-
-<h3>Al timone!</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">E voi, nel vostro aereo ritiro,<br /></span>
-<span class="i0">sul cuor pulsante della terra intenti,<br /></span>
-<span class="i0">pronti a l'annunzio di trasalimenti<br /></span>
-<span class="i0">micidïali al piccol uomo, ammiro:<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e voi, che interrogate nelle ardenti<br /></span>
-<span class="i0">stagioni e nelle gelide il respiro<br /></span>
-<span class="i0">corso da nembi e da fólgori e il giro<br /></span>
-<span class="i0">delle linfe nel gran corpo fluenti:<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">e voi, che i nostri numeri nei regni<br /></span>
-<span class="i0">dell'infinito seminate, e l'ieri<br /></span>
-<span class="i0">vi brilla agli occhi e illumina il domani...<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Però che un dì starete, sui congegni<br /></span>
-<span class="i0">divinatori, come timonieri<br /></span>
-<span class="i0">saldi e securi de' vïaggi umani!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="section">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[Pg 130]</a></span></p>
-
-<h3>Elevazione notturna.</h3></div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<span class="i0">Notte profonda, immensa, refrigerio<br /></span>
-<span class="i0">delle forme che il sole agita e stanca,<br /></span>
-<span class="i0">riposo e sonno dove si rinfranca<br /></span>
-<span class="i0">la volontà di vita e il desiderio!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Mare insonne, specchiante l'emisperio<br /></span>
-<span class="i0">stellare, luna saliente bianca,<br /></span>
-<span class="i0">abisso che d'intorno si spalanca<br /></span>
-<span class="i0">e assorbe in un armonïoso imperio.<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">Profondo anch'io come la notte, e immenso<br /></span>
-<span class="i0">come il sidereo palpito ove penso<br /></span>
-<span class="i0">il flusso del mio cuore essere immerso!<br /></span>
-</div><div class="stanza">
-<span class="i0">E umil fidente nel silenzïoso<br /></span>
-<span class="i0">ordine onde son parte, ove pur oso,<br /></span>
-<span class="i0">nulla essendo, sentirmi l'Universo!<br /></span>
-</div></div>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[Pg 132]</a></span></p>
-
-<h2>NOTA.</h2></div>
-
-<p>Parecchi fra questi sonetti vennero già pubblicati dal 1899
-in qua su alcune riviste:</p>
-
-<p><i>In memoria di F. De Amicis</i> (<span class="smcap">Illustrazione Italiana</span>, 1899).
-<i>Sul fiume</i>, <i>In memoria</i>, <i>Abbandonati</i>, <i>Su un orologio</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>,
-16 giugno 1901). <i>Bellezza femminea</i>, <i>L'iniziazione</i>, <i>Ella?</i>,
-<i>Amanti</i>, <i>L'amica</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 16 marzo 1902). <i>Villaggio
-natìo</i>, <i>Circolo vitale</i>, <i>A uno straniero</i>, <i>I dissodatori</i>, <i>Bruto ultimo</i>,
-<i>Garibaldi</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 16 gennaio 1903). <i>Aer</i>, <i>Pan</i>
-(<span class="smcap">Riviera Ligure</span>, 1903). <i>Le forme</i>, <i>È nato!</i>, <i>In piedi!</i>, <i>Mosè</i>,
-<i>Al Foro Romano</i>, <i>Lotta per la vita</i>, <i>L'uomo tragico</i>, <i>La morte</i>
-(<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 1º gennaio 1905). <i>L'astro morto</i>, <i>Marte</i>
-(<span class="smcap">Riviera Ligure</span>, febbraio 1905).</p>
-
-<p>Un breve poemetto, <i>Nubi e sogni</i> (<span class="smcap">Nuova Antologia</span>, 1º giugno
-1899) ed altre poesie composte dal 1899 al 1903 e non consentanee
-al carattere generale di <b>Homo</b> l'autore raccoglierà in
-una prossima edizione di <b>In Umbra</b>.</p>
-
-<div class="chapter">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[Pg 133]</a></span></p>
-
-<h2>INDICE.</h2></div>
-
-<div class="left">
-<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="4" summary="Indice">
-<tr><td align="left">Homo:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Visione di meriggio</td><td align="right"><i>Pag.</i></td><td align="right"><a href="#Page_7">7</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Le età dell'uomo:</td></tr>
-<tr><td class="td2">È nato!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_11">11</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Fratelli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_12">12</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Mistero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_13">13</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">La marcia dei fanciulli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_14">14</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il sapere</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_15">15</a></td></tr>
-<tr><td class="td2"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge senza puntini di sospensione">Hodie mihi...</ins></td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_16">16</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">La Scuola</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_17">17</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">A Edoardo Rod</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_18">18</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Fiorita</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_19">19</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Guidarello</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_20">20</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Amanti</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_21">21</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Maternità</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_22">22</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Le sorelle</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_23">23</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Don Giovanni all'inferno</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_24">24</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">«Genialis Lectus»</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_25">25</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Vecchiaia sterile</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_26">26</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">I Longevi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_27">27</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">È morto</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_28">28</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Amore:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Donna</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_31">31</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Eva</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_32">32</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Amore</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_33">33</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Beatrice</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_34">34</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">«Mia!»</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_35">35</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">A due sposi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_36">36</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Davanti a Sant'Orsola</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_37">37</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Leopardi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_38">38</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Sibilla</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_39">39</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Omnis caro fœnum--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_40">40</a></td></tr>
-<tr><td class="td3">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_41">41</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Episodî:</td></tr>
-<tr><td class="td2">L'orfano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_45">45</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Abbandonati</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_46">46</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'iniziazione--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_47">47</a></td></tr>
-<tr><td class="td4">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_48">48</a></td></tr>
-<tr><td class="td4">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_49">49</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">In memoria</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_50">50</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Ella?</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_51">51</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Schiava</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_52">52</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'amica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_53">53</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">La cortigiana e l'apostolo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_54"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge '56'">54</ins></a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Dopo il festino</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_55">55</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Nascita</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_56">56</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il gorgo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_57">57</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Le zanzare</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_58">58</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Sull'altura di Greenwich</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_59">59</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Patria:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Villaggio natìo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_63">63</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Circolo vitale</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_64">64</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">I dissodatori</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_65">65</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">A uno straniero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_66">66</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Al popolo d'Italia--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_67">67</a></td></tr>
-<tr><td class="td6">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_68">68</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'appello</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_69">69</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Bruto ultimo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_70">70</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">In un museo lontano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_71">71</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Garibaldi--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_72">72</a></td></tr>
-<tr><td class="td5">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_73">73</a></td></tr>
-<tr><td class="td5">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_74">74</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">La natura:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Pan</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_77">77</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Tu lavorerai!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_78">78</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">La Ruota</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_79">79</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Linguaggio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_80">80</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Musica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_81">81</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Aer</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_82">82</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">O mare!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_83">83</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il padre</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_84">84</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il figlio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_85">85</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Oro</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_86">86</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Occhi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_87">87</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'asceta</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_88">88</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">In piedi!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_89">89</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Bellezza femminea</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_90">90</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Il mistero:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Nostalgia mistica</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_93">93</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Scienza</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_94">94</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">San Giovanni</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_95">95</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Anima</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_96">96</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">In memoria di Furio De Amicis--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_97">97</a></td></tr>
-<tr><td class="td7">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_98">98</a></td></tr>
-<tr><td class="td7">III</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_99">99</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Stupor Sacro</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_100">100</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Le Ipotesi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_101">101</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Umanità:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Duplex, omnis et unus</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_105">105</a></td></tr>
-<tr><td class="td2"><ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge 'Lotta per vita'">Lotta per la vita</ins></td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_106">106</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Le Città</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_107">107</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Su un orologio</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_108">108</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il pessimista</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_109">109</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Riso e pianto</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_110">110</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il Santo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_111">111</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">In Aracœli</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_112">112</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Ecce homo</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_113">113</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Il Martire</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_114">114</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Gocce di sangue</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_115">115</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Ahasvero</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_116">116</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'uomo tragico</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_117">117</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Universo:</td></tr>
-<tr><td class="td2">Le forme</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_121">121</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">I Minimi</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_122">122</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Al Foro Romano</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_123">123</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Mosè</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_124">124</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Altrove!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_125">125</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Marte</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_126">126</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">L'astro morto--I</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_127">127</a></td></tr>
-<tr><td class="td8">II</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_128">128</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Al timone!</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_129">129</a></td></tr>
-<tr><td class="td2">Elevazione notturna</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_130">130</a></td></tr>
-<tr><td><br /></td></tr>
-<tr><td align="left">Nota</td><td align="left">»</td><td align="right"><a href="#Page_132">132</a></td></tr>
-</table></div>
-
-<div class="titlepage">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[Pg 139]</a></span></p>
-
-<p class="spaced-above-below"><span class="u">Biblioteca Romantica della «Nuova Antologia»</span></p>
-
-
-<blockquote>
-
-<p>1. <i>Cenere</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.</p>
-
-<p>2. <i>Gli Ammonitori</i>, romanzo di <span class="smcap">Giovanni Cena</span>. L. 2.50.</p>
-
-<p>3. <i>I Nipoti della Marchesa Laura</i>, romanzo di <span class="smcap">Danieli-Camozzi</span>
-e <span class="smcap">Manfro-Cadolini</span>. L. 3.</p>
-
-<p>4. <i>Storia di Due Anime</i>, romanzo di <span class="smcap">Matilde Serao</span>. L. 3.50.</p>
-
-<p>5. <i>Il fu Mattia Pascal</i>, romanzo di <span class="smcap">Luigi Pirandello</span>. L. 3.</p>
-
-<p>6. <i>L'Ultima Dea</i>, romanzo di <span class="smcap">C. Del Balzo</span>. L. 3.</p>
-
-<p>7. <i>Nostalgie</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.50.</p>
-
-<p>8. <i>L'Illustrissimo</i>, romanzo di <span class="smcap">A. Cantoni</span>. L. 2.50.</p>
-
-<p>9. <i>Ore Calle</i>, sonetti romaneschi di <span class="smcap">Augusto Sindici</span>. L. 2.50.</p>
-
-<p>10. <i>Dopo il perdono</i>, romanzo di <span class="smcap">Matilde Serao</span>. L. 4.</p>
-
-<p>11. <i>La via del male</i>, di <span class="smcap">G. Deledda</span>. L. 3.50.</p>
-
-<p>12. <i>I Cantanti celebri</i>, di <span class="smcap">Gino Monaldi</span>. L. 3.</p>
-
-<p>13. <i>L'ombra del passato</i>, romanzo di <span class="smcap">Grazia Deledda</span>. L. 3.50.</p>
-
-<p>14. <i>Homo</i>, sonetti di <span class="smcap">Giovanni Cena</span>. L. 2.50.</p></blockquote>
-
-<p class="spaced-above2">Presso la Direzione della «Nuova Antologia», Via San Vitale, 7&mdash;Roma
-e presso i principali librai.</p>
-</div>
-
-<div class="titlepage">
-<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[Pg 140]</a></span></p>
-
-<p class="spaced-above5" style="font-size:1.4em">NUOVA ANTOLOGIA</p>
-
-<p class="center">RIVISTA DI LETTERE, SCIENZE ED ARTI</p>
-
-<p class="center">Si pubblica il 1º ed il 16 di ciascun mese<br />
-in fascicoli illustrati di circa 200 pagine ciascuno</p>
-
-<p class="center">ROMA</p>
-
-<p class="center">Direttore: MAGGIORINO FERRARIS<br />
-<span class="title3"><small>DEPUTATO AL PARLAMENTO</small></span>
-</p>
-
-
-<p class="spaced-above4">La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è la più antica e la più importante
-Rivista italiana di lettere, scienze ed arti. Fondata
-nel 1866, nel corso di quarant'anni, essa ha continuamente
-accresciuta la sua diffusione in paese ed all'estero e rappresenta
-il movimento del pensiero della Nuova Italia.</p>
-
-<p>I 24 fascicoli della Rivista formano ogni anno sei grossi
-volumi e costituiscono una ricca collezione letteraria, scientifica
-ed artistica.</p>
-
-<p>La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è la Rivista delle famiglie distinte
-e delle persone colte. Essa pubblica regolarmente romanzi,
-poesie, articoli critici e viaggi degli autori e delle
-scrittrici più eminenti.</p>
-
-<p>Alle più importanti questioni di politica interna ed estera
-ed ai problemi economici e sociali del tempo, la <em>NUOVA ANTOLOGIA</em>
-dedica studii ed articoli dovuti alla penna dei più
-autorevoli Senatori, Deputati e Professori d'Università. Questi
-articoli, che sono una vera specialità della Rivista, sollevano
-sempre le più larghe discussioni nella stampa internazionale.</p>
-
-<p>La <em>NUOVA ANTOLOGIA</em> è indispensabile a tutte le persone
-che aspirano ad avere una cultura moderna e che amano
-seguire il movimento del pensiero italiano ed estero.</p>
-
-<p>I principali articoli d'arte, di storia e di viaggi sono riccamente
-illustrati.</p>
-
-<p class="spaced-above2">AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE<br />
-<span class="title2">ROMA</span></p>
-</div>
-
-
-<hr class="chap" />
-
-<div class="transnote">
-<big>NOTE DI TRASCRIZIONE</big>
-
-<p>Ovvi errori di punteggiatura sono stati corretti;<br />
-Sia il termine "desiosi" sia il termine "desïosi" vengono utilizzati nel testo;<br />
-Sia il termine "folgori" sia il termine "fólgori" vengono utilizzati nel testo;<br />
-Sia il termine "generazioni" sia il termine "generazïoni" vengono utilizzati nel testo;<br />
-Sia il termine "inquieti" sia il termine "inquïeti" vengono utilizzati nel testo;<br />
-Sia il termine "italiano" sia il termine "italïano" vengono utilizzati nel testo;<br />
-Sia il termine "oblìo" sia il termine "oblio" vengono utilizzati nel testo;<br />
-A pag. 20, la preposizione "Nel" è corretta in "nel" all'interno del titolo della poesia "Guidarello";<br />
-Altre inconsistenze grammaticali nei titoli delle poesie sono mantenute come nel testo originale;<br />
-A pag. 40, il termine "lavorio" è mantenuto (Sotto un tessuto come di corolle tepide un lavorio profondo sento);<br />
-<span id="invisible-note">A pag. 125, "V'e" è un errore di stampa corretto con "V'è" (V'è nella corona immensa del Sole);<br />
-A pag. 133, i puntini di sospensione sono aggiunti al titolo della poesia "Hodie mihi...";<br />
-A pag. 134, il numero di pagina de "La cortigiana e l'apostolo" è stato corretto;<br />
-A pag. 136, l'articolo "la" è stato aggiunto al titolo della poesia "Lotta per la vita".</span></p>
-
-<p id="visible-note">Le rimanenti correzioni fatte sono indicate da linee punteggiate sotto le stesse.<br />
-Scorrendo il mouse sopra la linea punteggiata, il testo originale <ins title="Nota di Trascrizione: nell'originale si legge 'apparira'">apparirà</ins>.</p></div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Homo, by Giovanni Cena
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK HOMO ***
-
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-1.E.8.
-
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-used on or associated in any way with an electronic work by people who
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-things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
-even without complying with the full terms of this agreement. See
-paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
-Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this
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-electronic works. See paragraph 1.E below.
-
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-of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual
-works in the collection are in the public domain in the United
-States. If an individual work is unprotected by copyright law in the
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-displaying or creating derivative works based on the work as long as
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-
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-additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms
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-
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-License terms from this work, or any files containing a part of this
-work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
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-prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
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-compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including
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-other than "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official
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-to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means
-of obtaining a copy upon request, of the work in its original "Plain
-Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the
-full Project Gutenberg-tm License as specified in paragraph 1.E.1.
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-
-1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
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-provided that
-
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- you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed
- to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he has
- agreed to donate royalties under this paragraph to the Project
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- legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty
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- any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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- receipt of the work.
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-
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-
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-remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
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-Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
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-date contact information can be found at the Foundation's web site and
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-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
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-Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
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-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
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-
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-
-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
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