summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 18:36:33 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 18:36:33 -0700
commit4a353cd1c826b20bb4197a3f4887ac0a26302722 (patch)
tree2a81852f573f2565333934b1417c6635f568d4c9
initial commit of ebook 44168HEADmain
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--44168-0.txt8991
-rw-r--r--44168-h/44168-h.htm16436
-rw-r--r--44168-h/images/cover.jpgbin0 -> 56649 bytes
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
-rw-r--r--old/44168-0.txt9385
-rw-r--r--old/44168-0.zipbin0 -> 205162 bytes
-rw-r--r--old/44168-8.txt9385
-rw-r--r--old/44168-8.zipbin0 -> 204684 bytes
-rw-r--r--old/44168-h.zipbin0 -> 278085 bytes
-rw-r--r--old/44168-h/44168-h.htm16857
-rw-r--r--old/44168-h/images/cover.jpgbin0 -> 56649 bytes
13 files changed, 61070 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/44168-0.txt b/44168-0.txt
new file mode 100644
index 0000000..87e5966
--- /dev/null
+++ b/44168-0.txt
@@ -0,0 +1,8991 @@
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44168 ***
+
+ STORIA DELLE
+ REPUBBLICHE ITALIANE
+ DEI
+ SECOLI DI MEZZO
+
+
+ DI
+ J. C. L. SIMONDO SISMONDI
+
+ DELLE ACCADEMIE ITALIANA, DI WILNA, DI CAGLIARI,
+ DEI GEORGOFILI, DI GINEVRA EC.
+
+ _Traduzione dal francese._
+
+
+ _TOMO XI._
+
+
+
+ ITALIA
+ 1818.
+
+
+
+
+STORIA DELLE REPUBBLICHE ITALIANE
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIII.
+
+ _Lorenzo de' Medici subentra nel credito di suo padre sopra la
+ repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto
+ IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che in appressa fu
+ Giulio II. — Progressi de' Turchi; primo assedio di Scutari;
+ assedio di Lepanto; presa di Caffa._
+
+1469 = 1475.
+
+
+Fin qui abbiamo veduto la repubblica fiorentina collocarsi nel centro di
+tutte le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti, ed avendo per lo
+meno qualche parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le guerre
+d'importanza che agitarono l'Italia. Ma sotto l'amministrazione de'
+Medici, Firenze non si sostenne in così elevato rango; acconsentì di
+essere dimenticata nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni de'
+vicini stati si concatenarono le une colle altre senz'essere da lei
+dirette, o senza che ella si sforzasse di contenerle; e dopo avere
+passate in rivista queste grandi scene della politica, siamo costretti
+di tornare a dietro per vedere ciò che accadeva in questo tempo nella
+sua interna amministrazione. Noi la troviamo languente per la precaria
+sanità del suo capo, o debole per l'estrema giovinezza di quello che gli
+succede; la vediamo partecipare all'infelicità delle reggenze delle
+minorità, e comprendiamo in qual modo con tale cambiamento di spirito
+dovette spegnersi la sua forza.
+
+D'uopo era che l'antico amore dei Fiorentini per la libertà fosse
+estremamente indebolito, perchè la morte di Pietro de' Medici non
+cagionasse una rivoluzione nella repubblica. Di già il vecchio Cosimo,
+dopo avere fondata la sua autorità piuttosto nella superiorità delle
+ricchezze che ne' grandi servigi, l'aveva trasmessa a Piero, suo
+figliuolo, come parte della sua eredità. Ma Piero era giunto a quella
+matura età che richiedevasi, perchè la repubblica potesse ubbidirgli
+senza vergogna. Le sue infermità lo avevano precocemente posto nel
+numero de' vecchi; egli era forse più stimato e meno temuto, perchè
+sembrava che omai non potesse sentire le passioni degli altri uomini.
+L'abituale sua dimora in campagna, le difficoltà e la lentezza con cui
+trasportavasi in lettica, quando tutti viaggiavano a cavallo, dava una
+certa quale apparenza di dignità a colui, che mai non ommettevasi di
+consultare come un oracolo in tutte le più importanti occasioni. Quando
+Piero morì non lasciò per capi della famiglia che i due suoi figli, il
+maggiore dei quali, Lorenzo, non giugneva ai ventunanni[1]. Faceva torto
+all'onore della repubblica, che venerabili magistrati, invecchiati ne'
+pubblici impieghi, rispettati da tutta l'Europa, ed accostumati a
+dirigerne la politica, venissero risguardati quali semplici partigiani
+di due giovinetti, le di cui pretensioni erano smentite dalla
+costituzione e da tutte le leggi dello stato cui non avevano renduto
+alcun servigio, i di cui natali erano più bassi di quelli di tutti i
+loro rivali, ed il di cui merito personale non aveva ancora potuto
+conoscersi. Pure coloro che avevano governata Firenze a nome di Piero,
+imposero silenzio all'amore del loro paese, e ad un'ambizione degna di
+un animo elevato per non ascoltare che circoscritti interessi, lo
+spirito di partito e l'ebbrezza della vittoria. Vollero conservare gli
+abusi di un governo di fazione, perchè essi soli ne approfittavano. Il
+credito personale dei giovani Medici non doveva soverchiare il loro
+proprio che in un'epoca creduta ancora lontana, e credevano inoltre più
+facile il tenere unito il loro partito sotto un antico nome, che
+innalzare ostensibilmente al primo posto quei medesimi che in fatti
+l'occupavano.
+
+ [1] Era nato il primo di gennajo del 1448.
+
+I cittadini, che in allora realmente governavano Firenze, erano Tommaso
+Soderini, fratello di quel Niccolò ch'era stato esiliato nell'ultima
+rivoluzione, Andrea de' Pazzi, che fu fatto cavaliere dalla repubblica
+nel febbrajo del 1468, essendo gonfaloniere di giustizia[2], Luigi
+Guicciardini, Matteo Palmieri e Piero Minerbetti. Questi erano coloro
+che in tempo delle dolorose malattie di Piero de' Medici avevano diretta
+la signoria, e s'erano fatti padroni dell'autorità del popolo per
+nominare i magistrati; erano que' medesimi che Piero de' Medici,
+stomacato dalla loro insolenza, e dalle vessazioni che esercitavano
+sopra tutti i cittadini, aveva minacciati di far rientrare entro i
+confini dell'ordine civile, richiamando in patria gli emigrati. Questi
+dopo la di lui morte si concertarono per continuare, sotto un vano nome,
+una giunta che loro assicurava la distribuzione di tutte le cariche, e
+delle finanze dello stato. Gli ambasciatori, accostumati a trattare con
+Tommaso Soderini, i cittadini, che da lungo tempo sapevano che la loro
+fortuna era dipendente dal suo favore, gli rendettero una specie
+d'omaggio, affrettandosi di visitarlo, tostocchè si ebbe notizia della
+morte di Piero de' Medici. Ma il Soderini temette di risvegliare la
+gelosia de' suoi colleghi, e d'indebolire il suo partito, accettando
+queste dimostrazioni di rispetto. Rinviò perciò i cittadini, che gli
+facevano visita, ai giovani Medici come ai soli capi dello stato; adunò
+nel convento di sant'Antonio tutti gli uomini che avevano maggiore
+influenza nella repubblica, e loro presentando Lorenzo e suo fratello,
+loro raccomandò di conservare a questi giovani il credito di cui la loro
+casa era in possesso da trentacinque anni; e gli avvisò essere più
+agevole cosa il mantenere un potere consolidato dal tempo, che il
+fondarne un nuovo[3].
+
+ [2] _Cronaca di Leonardo Morelli, t. XIX, Deliz. Erud., p. 185._
+
+ [3] _Machiavelli, l. VII, p. 328. — Scip. Ammirato, l. XXIII, p.
+ 106. — Jo. Mich. Bruti, l. V, p. 103-106. — Ricordi di Lorenzo de'
+ Medici p. 45_. — Roscoe (_Life of Lorenzo. Capit. III, p. 132_)
+ dubita dell'intervento del Soderini, perchè Lorenzo ne' suoi
+ _Ricordi_ non ne parla. Il signor Roscoe suppone che la memoria de'
+ servigi renduti dalla famiglia di Lorenzo, le sue straniere
+ parentele, che pure gli facevano torto agli occhi de' Fiorentini, e
+ l'immensa sua ricchezza, bastassero per dargli senza difficoltà
+ un'autorità così vivamente contrastata al di lui padre. Il signor
+ Roscoe, ingannato dalla proporzione variabile del fiorino alla lira,
+ commette un grave abbaglio rispetto a tale ricchezza, valutando il
+ fiorino d'oro due scellini e sei _pences_, invece di dieci suo vero
+ valore. Secondo il suo conto la sostanza di Piero de' Medici non
+ sarebbe ammontata a 30,000 lire sterline di capitale, locchè non
+ sarebbe al certo bastato per comperare la libertà del più ricco
+ stato dell'Europa. Ma il signor Roscoe, com'è costume di tutti i
+ biografi, tutto fa piegare a vantaggio del suo eroe: allontana più
+ di cent'anni la prima apparizione di un Medici nella _storia
+ fiorentina_; il qual Medici fu all'assedio di Scarperia l'anno 1351,
+ non nel 1251, com'egli dice alla _p. 8_. Dà maggior peso a tutti i
+ servigi di quella famiglia; ne rimpicciolisce, o tace tutti i
+ delitti; per ultimo dissimula lo spirito indipendente e sospettoso
+ de' Fiorentini, ch'erano ancora lontani assai dal sottoporsi
+ volontariamente al giogo di un principe, sebbene permettessero che
+ la libertà loro fosse scossa da una fazione.
+
+I Medici accolsero modestamente gli attestati di attaccamento e di
+considerazione che erano loro dati a nome della repubblica, e per alcuni
+anni essi non tentarono di acquistare un'autorità, che apparentemente
+non esisteva che ne' magistrati, e che non poteva segretamente
+esercitarsi sopra di questi, che da coloro cui i lunghi servigj ed i
+conosciuti talenti davano altissima considerazione. Per lo spazio di
+sette anni Firenze fu internamente abbastanza tranquilla; i Medici,
+occupati ne' loro studj ed in giovanili cure, ora accoglievano in casa
+loro i più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano il popolo con
+clamorose feste. Questi spettacoli si moltiplicarono con troppo maggior
+lusso nel 1471, quando Galeazzo Sforza, duca di Milano, venne a Firenze
+con sua moglie Bona di Savoja, sotto pretesto di soddisfare ad un voto.
+
+Galeazzo, divenuto di già insopportabile a' suoi sudditi per la sua
+vanità, per la sua instabilità e crudeltà, volle ostentare in su gli
+occhi dell'Italia i tesori estorti ai suoi popoli con crudeli
+vessazioni. Non resta memoria di un viaggio intrapreso con maggiore
+ostentazione. Dodici carri coperti di drappi d'oro si trasportarono coi
+muli a traverso agli Appennini per servigio della duchessa; non erasi
+ancora aperta su quelle montagne alcuna strada carreggiabile.
+Precedevano i principi sposi cinquanta palafreni per la duchessa,
+cinquanta cavalli a mano pel duca, tutti bardati a drappi d'oro, cento
+uomini d'armi e cinquecento fanti per guardia, cinquanta staffieri
+vestiti di stoffe di seta con argento, cinquecento coppie di cani per la
+caccia e moltissimi falconi. Il loro seguito, ingrossato da tutti i loro
+cortigiani, era di circa due mila cavalli[4]. Dugento mila fiorini d'oro
+erano stati dal duca destinati a questa insensata pompa: colla metà
+della quale somma, pochi mesi prima, poteva difendersi l'isola di
+Negroponte, ed impedire che cadesse in mano dei Turchi.
+
+ [4] _Antonii de Ripalta Annales Placentini, p. 929._
+
+Lorenzo de' Medici accolse in sua casa il duca di Milano, e dispiegò
+tutta la propria magnificenza per onorare un ospite così splendido.
+Sopra i suoi abiti e ne' suoi palazzi non isplendevano tante gemme, ma
+la pompa delle arti suppliva a quella dell'opulenza; i tanti antichi
+monumenti, i quadri e le stupende statue, che Lorenzo aveva raccolte,
+sorpresero il duca di Milano[5]. Dal canto suo la repubblica rivalizzò
+nel lusso col suo ospite e col suo ricco cittadino. Tutto il numeroso
+corteggio del duca fu alloggiato e mantenuto a spese del pubblico; tre
+sacri spettacoli, rappresentanti misteri, si offrirono ai Lombardi.
+Nella chiesa di san Felice si rappresentò l'Annunciazione della Vergine;
+ne' Carmelitani l'Ascensione di Cristo, ed in santo Spirito la Discesa
+dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, la quale ultima rappresentazione
+fu disturbata dall'incendio della stessa chiesa; perciocchè le fiamme,
+che vi si facevano a guisa di lingue, si appiccarono alle decorazioni, e
+le consumarono col palco e col tetto dell'edifizio[6]. Ma un danno assai
+più reale per Firenze fu la comunicazione dei gusti, del lusso, dei
+piaceri e dei vizj d'una corte corrotta, la comunicazione del suo ozio e
+della sua galanteria ad una repubblica, che mantenevasi co' suoi austeri
+costumi, coll'economia dei capi di famiglia, coll'attività e col
+costante lavoro della gioventù. Fu a' tempi di Lorenzo de' Medici, che
+si videro i Fiorentini accostumarsi alla servitù; eransi prima d'allora
+assoggettati più volte all'autorità vessatoria di una fazione
+vittoriosa; ma la molla delle antiche costumanze, più forte d'ogni
+passaggiera oppressione, riconduceva bentosto il regno delle leggi.
+Quando la mollizie e il libertinaggio ebbero occupato il luogo
+dell'antica energia, i Medici trovarono moltissimi cittadini, che
+preferirono il riposo dell'ubbidienza all'agitazione del comando[7].
+
+ [5] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 108._
+
+ [6] _Ivi._
+
+ [7] _Machiavelli Istor., l. VII, p. 336. — Jo. Mich. Bruti l. V, p.
+ 114._
+
+L'inconsiderata intrapresa d'un emigrato fiorentino aveva pochi mesi
+prima richiamata l'esistenza e gl'intrighi del partito che era stato
+espulso dalla patria nel 1466. Tutti i figli d'Andrea Nardi, ch'era
+stato gonfaloniere nel 1446, erano esiliati; Bernardo, di tutti il più
+giovane ed il più coraggioso, tentò di ricominciare la guerra, occupando
+la città di Prato. Teneva in questa città molti amici, e ne contava
+ancora molti di più tra i contadini di Pistoja: sapeva inoltre che in
+queste due città non era affatto spento l'amore dell'antica
+indipendenza, e che si accusava il governo fiorentino d'essere ingiusto
+e vessatorio. Comunicò il suo progetto e le sue speranze a Diotisalvi
+Neroni, risguardato dagli emigrati come loro capo, e ne ottenne
+l'assicurazione che gli giugnerebbero soccorsi da Bologna o da Ferrara,
+se poteva occupare Prato e mantenervisi quindici giorni. Dietro tale
+promessa Bernardo Nardi, nella notte del 6 aprile del 1470, adunò un
+centinajo di contadini fuori delle porte di Prato dalla banda di
+Pistoja. Fece in appresso chiedere al podestà di aprire le porte ad un
+viaggiatore, ch'era giunto a notte assai innoltrata. In tempo di pace
+non si negava mai questo favore. Il Nardi gettossi addosso a colui che
+portava le chiavi della città, ed avendogliele tolte, fece entrare tutti
+i suoi compagni, e cominciò a correre le strade, eccitando gli abitanti
+di Prato alle armi ed alla libertà. S'impadronì, senza trovare
+resistenza, di Cesare Petrucci, podestà, del palazzo pubblico e della
+città, senza che per altro verun cittadino prendesse le armi in suo
+favore, osservando tutti sbalorditi un movimento tumultuoso che non
+sapevano comprendere. Intanto, essendosi adunata la signoria di Prato,
+Bernardo si recò innanzi a lei per esortarla a ricuperare la propria
+libertà, ajutando in pari tempo i fuorusciti fiorentini a ricuperare la
+loro. Ma la signoria rispose con calma di non volere altra libertà che
+quella di cui godeva sotto la protezione di Firenze. Mentre ciò
+accadeva, i Pratesi avevano potuto conoscere quanto ristretto fosse il
+numero de' seguaci del Nardi, ed i Fiorentini, che trovavansi in Prato,
+avevano cominciato a riunirsi ed a prendere le armi. Giorgio Ginori,
+cavaliere di Rodi, si pose alla loro testa, attaccò i faziosi, molti ne
+uccise, e gli altri tutti fece prigionieri. Questa sedizione, che si
+terminò in cinque ore, e che non aveva cagionato alcun danno reale, fu
+punita con eccessivo rigore. Si tagliò la testa a Nardi ed a sei de'
+suoi compagni in Firenze, ad altri dodici in Prato; molti erano morti
+difendendosi; di modo che quasi tutti coloro che avevano prese le armi,
+perirono vittime della loro imprudenza[8].
+
+ [8] _Niccolò Machiavelli, l. VII, p. 330-336. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIII, p. 107. — Filippo de' Nerli Comment., l. III, p. 53. — Jo.
+ Mich. Bruti, l. V, p. 107._
+
+Due anni dopo una sedizione di assai più grave natura scoppiò nella
+città di Volterra a cagione d'una miniera d'allume ch'erasi scoperta. Un
+Sienese, Benuccio Capacci, l'aveva presa in affitto dalla magistratura
+della città; ma perchè pareva ritrarre da questa miniera maggiore
+vantaggio d'assai che non erasi in principio creduto, e perchè quasi
+tutto l'utile tornava a profitto degli stranieri, gli abitanti di
+Volterra vollero prevalersi di alcune irregolarità del primo contratto
+per annullarlo[9]. Alcuni Volterrani, trovandosi feriti nell'interesse e
+nell'amor proprio, talmente si andarono esacerbando gli spiriti, che
+queste contese dell'allume furono cagione di zuffe, di omicidj e
+dell'esilio di varj cittadini, ed all'ultimo di una totale rivoluzione
+nel governo municipale. Volterra era una città piuttosto alleata che
+suddita de' Fiorentini; erasi soltanto obbligata a pagar loro ogni anno
+mille fiorini, che non formavano la decima parte delle sue entrate, ed a
+ricevere ogni sei mesi un podestà fiorentino. La magistratura estraevasi
+a sorte ogni due mesi, secondo l'antica usanza delle repubbliche
+italiane: governavasi in una maniera indipendente, faceva le sue leggi e
+le abrogava, e nominava i comandanti di una ventina di castelli del suo
+territorio: alcuni decemviri, nominati nel caldo delle dispute cagionate
+dalla scoperta della miniera dell'allume, trovarono ingiusto che la
+repubblica di Firenze s'immischiasse nella sua amministrazione, ed
+avesse fatti rimettere in possesso della miniera gl'intraprenditori che
+n'erano stati scacciati colla forza. Essi dimenticarono nelle loro
+relazioni, fatte ai Fiorentini, que' riguardi e quel rispetto, che i
+loro predecessori avevano sempre mostrato verso questo stato protettore,
+ed all'ultimo rifiutarono di seguire i consigli di Lorenzo de' Medici,
+che cercava di far loro sentire l'imprudente loro condotta, e che,
+offeso da tale arroganza, opinò in appresso, perchè venissero sottomessi
+colle armi[10].
+
+ [9] _Antonii Hyvani Commentar. de Bello Volaterrano, t. XXIII, Rer.
+ It. p. 9._
+
+ [10] _Antonii Hyvani Commentar., p. 14._
+
+I Volterrani avevano di già spediti ambasciatori a diverse potenze
+d'Italia per chiedere la loro protezione; e gli emigrati fiorentini, che
+andavano in cerca di tutte le occasioni d'attaccare il governo, loro
+promisero e danaro e gente. La rivoluzione scoppiò il 27 aprile del
+1472. Frattanto Tommaso Soderini volle ancora tentare la via delle
+negoziazioni; ma i suoi rivali preferirono quella delle armi, e furono
+appoggiati da Lorenzo de' Medici, che desiderava illustrare la sua
+amministrazione con qualche impresa militare. Non già ch'egli si recasse
+personalmente all'armata, la quale si adunò senza di lui sotto gli
+ordini di Federico da Montefeltro, conte d'Urbino, ed in breve ottenne
+una vittoria, accompagnata più che da onore, da vergogna e da rimorso. I
+Volterrani avevano adunato a stento un migliajo di soldati; i loro
+avamposti furono superati con estrema facilità, e le antiche loro mura,
+maravigliosa opera degli etruschi, vennero aperte dall'artiglieria.
+Capitolarono circa la metà di giugno, venticinque giorni dopo cominciato
+l'assedio: ma avendo un soldato, in onta alla capitolazione, percosso e
+spogliato un antico magistrato di Volterra, che aveva in allora deposta
+la carica, quest'esempio di militare licenza fu subito seguito da tutta
+l'armata vincitrice. Volterra fu per un giorno intero abbandonata al
+saccheggio, senza che venissero risparmiati nè i sacri edificj, nè
+l'onore delle donne: il governo municipale fu abolito, s'innalzò una
+fortezza sulla piazza del palazzo vescovile, e dal rango d'alleata la
+città fu ridotta a quello di suddita[11].
+
+ [11] _Ant. Hyvani Comment. de bello Volaterrano, t. XXIII, p. 5-20.
+ — Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 111. — Machiavelli Istor., l. VII, p.
+ 338-342. — Annales Forolivienses, l. XXII, p. 231._
+
+I due tumulti di Prato e di Volterra furono le sole cose che alterassero
+momentaneamente la pace di cui godette Firenze sotto l'amministrazione
+dei tutori e degli amici dei giovani Medici. Omai il loro potere
+trovavasi abbastanza rassodato, perchè le congiure, urtando contro di
+loro, lo consolidassero invece di scuoterlo. Ma di questa stessa epoca
+l'uomo, che doveva mostrarsi il loro più acerbo nemico, quello che
+doveva promettere appoggio e favore a nuove congiure e santificarle
+colle sue benedizioni, Sisto IV, era stato innalzato alla più eminente
+dignità del cristianesimo.
+
+Il pericolo dell'invasione de' Turchi era in Italia così universalmente
+sentito, e tutti gli spiriti erano compresi da tanto terrore, che non
+eravi un sol uomo nel collegio de' cardinali, che non si mostrasse
+determinato ad impiegare tutte le ricchezze della chiesa romana, e tutte
+le forze della cristianità per combattere i barbari. Salendo sul trono
+un nuovo pontefice vi portava sempre questo voto, che aveva formato in
+meno sublime condizione; e le sue prime congregazioni, le prime lettere
+erano tutte piene di quell'ardore che voleva inspirare a tutti i fedeli.
+Ma poichè aveva cominciato ad assaporare il piacere del comando, dopo di
+avere sperimentato alcun tempo, da un canto la sorda ma costante
+opposizione di tutti coloro il cui interesse non si accordava colla
+guerra, dall'altro canto la soddisfazione d'arricchire le sue creature,
+di soddisfare i proprj gusti o quelli degli uomini a lui più cari,
+finalmente d'impiegare i tesori della chiesa nell'appagare le proprie
+passioni piuttosto che nella difesa della Cristianità, tutto il suo zelo
+si agghiacciava, trovava pretesti per dispensarsi dal prendere parte
+alla crociata ch'egli stesso aveva predicata; e coloro cui egli stesso
+aveva poste le armi in mano, dovevano riputarsi felici, s'egli non
+approfittava dell'averli posti in guerra col comune nemico, per
+attaccarli poscia nei loro stati e spogliarli.
+
+Questo progressivo raffreddamento, che si era potuto osservare in
+Calisto III, in Pio II, in Paolo II, si rese più manifesto in Sisto IV.
+Dopo il pontificato di Niccolò V, lo scettro della Chiesa era
+successivamente caduto in mani sempre meno pure, e questo progressivo
+degradamento doveva avere per termine alla fine del secolo lo scandaloso
+papato d'Alessandro VI. Francesco della Rovere, innalzato alla santa
+sede sotto il nome di Sisto IV, vi era giunto, per quanto si disse, col
+mezzo di simoniache pratiche. Il suffragio del cardinale Orsini era
+stato comperato colla promessa dell'impiego di tesoriere o di
+camerlengo, quello del cardinale pro-cancelliere coll'abbadia di
+Subbiaco, e quello del cardinale di Mantova coll'abbadia di san
+Gregorio[12]. In questo modo il cardinale Bessarione, che da principio
+sembrava avere per lui il maggior numero delle voci, ed il cardinale di
+Pavia, che avrebbe egualmente onorata la tiara, furono allontanati, non
+senza ch'essi medesimi si avvedessero delle pratiche, che li privavano
+tutti e due del papato[13].
+
+ [12] _Stefano Infessura Diario Romano, p. 1142._
+
+ [13] _Card. Papiens. Epist. 395, p. 333, et apud Rayn. Ann. Eccles.
+ 1471, § 66, p. 233._
+
+Tutta la Chiesa echeggiava di lagnanze contro l'avarizia di Paolo II,
+che si era veduto accumulare le entrate de' beneficj ecclesiastici,
+lasciandoli molti anni senza possessori; non conoscevasi che avesse
+alcun favorito, nè vedevasi che spendesse in magnificenze, o in altri
+oggetti; sapevasi che il suo gusto era quello d'ammassare tesori, senza
+farne uso, ed eraglisi più volte udito a dire che i suoi forzieri erano
+pieni d'oro. Pure Sisto IV dichiarò di non avervi trovati che cinque
+mila fiorini[14]; ma la subita ricchezza de' suoi nipoti, e lo
+scandaloso lusso che ostentarono bentosto in faccia a tutta l'Europa,
+fecero sospettare che i tesori dell'ultimo pontefice non erano stati
+preservati dal saccheggio.
+
+ [14] _Vita Sixti IV Platinae tributa, t. III, p. II, p. 1057._
+
+Sisto IV aveva quattro nipoti, il di cui rapido innalzamento fu un
+oggetto di scandalo a tutta la Cristianità. Leonardo e Giuliano, che
+portavano come il papa il nome della Rovere, erano figliuoli di suo
+fratello; Pietro e Girolamo Riario erano figli di sua sorella.
+Vergognose vociferazioni ascrivevano la nascita degli ultimi due ad un
+incesto, altri cercavano una causa ancora più infame, se è possibile,
+della insensata predilezione di Sisto IV per questi due giovani:
+l'obbrobrio di tali accuse era universalmente sparso, ed i costumi e la
+condotta del papa contribuirono ad ottener loro credenza.
+
+Frattanto tutti gl'interessi della Chiesa e della Cristianità erano
+sagrificati all'ingrandimento de' nipoti. Leonardo della Rovere fu
+nominato prefetto di Roma, sposò una figlia naturale di Ferdinando, ed
+in occasione di questo matrimonio Sisto IV abbandonò al re di Napoli il
+ducato di Sora, Arpino e tutti i feudi che Pio II aveva acquistati alla
+Chiesa nell'ultima guerra, e che Paolo II aveva così vigorosamente
+difesi. Nello stesso tempo Sisto condonò a Ferdinando, non senza
+eccitare violenti lagnanze nel sacro collegio, quel tributo arretrato
+che aveva fatto temere di guerra tra il re di Napoli e la santa
+sede[15], e lo dispensò da tale obbligo a vita; formò in tale maniera
+con danno della sua Chiesa la più stretta alleanza col governo di
+Napoli. Giuliano della Rovere, che Sisto IV creò cardinale, e che
+arricchì di beneficj ecclesiastici, fu poi papa Giulio II. Girolamo
+Riario sposò, pel credito dello zio, Catarina, figlia naturale di
+Galeazzo Sforza, duca di Milano, che gli portò in dote la contea di
+Bosco, presso alle Alpi liguri, e ciò che più stimavasi dal papa, la
+protezione della casa Sforza[16]. Ma ciò non bastava all'ambizione del
+pontefice; nel 1473 fece comperare per Girolamo, da suo fratello Pietro,
+pel prezzo di quaranta mila ducati d'oro la città ed il principato
+d'Imola, ove Taddeo Manfredi, che in allora sosteneva una guerra civile
+contro sua moglie e suo figlio, a stento si manteneva[17].
+
+ [15] _Vitae Roman, Pont. t. III, p. II, p, 1059. — Card. Papiens.
+ Epist. 439, p. 760. — Ann. Eccl. 1472, § 56, p. 247._
+
+ [16] _Hieron. de Bursellis Ann. Bonon., p. 901._
+
+ [17] _Vitae Roman. Pont., t. III, p. II, p. 1060. — Hier. de
+ Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 900._
+
+Sebbene un tale ingrandimento de' nipoti del papa fosse ancora senza
+esempio negli annali della Chiesa, poteva fin qui spiegarsi per sola
+cupidigia ed ambizione. Ma la predilezione di Sisto IV per suo nipote,
+Pietro Riario, che di semplice frate francescano fu fatto prete
+cardinale del titolo di san Sisto, patriarca di Costantinopoli ed
+arcivescovo di Firenze, diede luogo a più odiosi sospetti. Pietro
+Riario, nella fresca età di 26 anni, non era distinto nè per talenti, nè
+per virtù; e niuno lo conosceva ancora, quando nel quinto mese del
+pontificato di suo zio fu nominato cardinale. «D'allora in poi, dice
+Giacomo Ammanati cardinale di Pavia, fu in corte onnipotente. Il suo
+rango ed il suo fasto sorpassarono tutto quanto creder potranno i nostri
+nipoti, e tutto quanto hanno potuto vedere i nostri padri. Quando andava
+a corte o ne usciva, una quantità di persone d'ogni condizione e d'ogni
+dignità lo accompagnava, ed anguste erano tutte le strade per la folla
+che lo precedeva e lo seguiva. In casa sua assai più frequenti erano le
+udienze che quelle del pontefice. I vescovi, i legati, gli uomini d'ogni
+qualità riempivano sempre la di lui casa. Diede un convito agli
+ambasciatori di Francia, che superò in sontuosità tutto ciò che
+l'antichità ed i gentili conobbero in questo genere. Gli apparecchi si
+continuarono molti giorni; vi si adoperò tutta l'arte degli Etruschi, ed
+il paese dovette contribuire tutto quanto aveva di raro e di squisito;
+ogni cosa facendosi al solo oggetto di ostentare un fasto che non
+potesse superarsi dalla posterità. L'estensione degli apparecchi, la
+loro varietà, gli ordini degli ufficiali, il numero de' coperti, il
+prezzo delle vivande, tutto venne accuratamente notato dagl'ispettori,
+tutto cantato in versi, sparsi poi con profusione non solo nella città,
+ma in tutta l'Italia. Si ebbe perfino cura di mandarne alcuni esemplari
+oltremonti[18].»
+
+ [18] _Papiens. Card. Epist, 548 ad Francis. Gonzagam cardinalem, p.
+ 821. — Ann. Eccles. 1474, § 22-23, p. 256. — Onofrio Panvinio Vita
+ di Sisto IV ad calcem Platinae, edit. Ven. 1730, p. 456._
+
+Pochi giorni dopo questo banchetto, il di cui fasto insultava ai voti di
+povertà dell'ordine di san Francesco, in cui era stato allevato il
+cardinale Riario, Eleonora d'Arragona, figlia di Ferdinando, promessa
+sposa al duca di Ferrara, giunse a Roma, accompagnata da Sigismondo,
+fratello d'Ercole, per recarsi presso al consorte; in tale occasione il
+cardinale Riario spiegò un fasto più stravagante. Per ricevere Eleonora
+fece innalzare sulla piazza de' santi Apostoli un palazzo tutto
+risplendente d'oro e di seta. Tutti i vasi destinati al servigio di
+questa corte, e perfino gli utensili più vili erano d'argento o
+dorati[19]. Le feste succedevano alle feste, onde il cardinale Riario
+trovò d'avere spesi in brevissimo tempo cento mila fiorini, e contratti
+debiti per altri sessanta mila. Per supplire a così disordinate spese,
+che uguagliavano o superavano l'entrate de' più ricchi sovrani, Riario
+aveva riunite le più opulenti prelature della Cristianità. Patriarca
+titolare di Costantinopoli, possedeva nello stesso tempo tre
+arcivescovadi ed innumerabili altri beneficj.
+
+ [19] _Diario di Stefano Infessura, p. 1144. — Gio. Battista Pigna,
+ l. VIII, p. 789._
+
+Bentosto Pietro Riario volle mostrare all'Italia tutta il lusso
+ostentato in Roma. Recossi con real fasto a Milano, ove giunse il 12
+settembre del 1473. Vi fu ricevuto col titolo di legato di tutta
+l'Italia datogli da Sisto IV. Colà volle far prova di magnificenza in
+concorso di Giovanni Galeazzo, che non era di lui meno vano. Fu creduto
+inoltre che si fossero promessi reciproca assistenza nel progetto di
+farsi, uno re d'Italia, e l'altro papa. Di là il Riario andò a Venezia
+per cercarvi non solo lo splendore degli onori che gli si tributavano,
+ma ancora la voluttà. Assicurasi che si abbandonò ad ogni eccesso, oltre
+le forze della sua costituzione. Spossato da scandalosi stravizj, per
+altro meno ruinosi ai popoli del suo fasto, morì pochi giorni dopo il
+suo ritorno a Roma, il 5 gennajo del 1474, dopo di avere dato all'Italia
+nello spazio di diciotto mesi uno spettacolo il di cui scandalo era fin
+allora sconosciuto. Con costui ebbe principio il _Nipotismo_, che per lo
+innanzi si erano avute poche occasioni di rimproverare alla corte di
+Roma[20].
+
+ [20] _Diario di Stef. Infessura, p. 1144. — Roman. Pont. Vitae, p.
+ 1060. — Bernard. Corio Hist. Milan., p. VI, p. 976._
+
+Sisto IV pareva che non potesse dispensarsi dall'avere un favorito, onde
+prodigargli tutte le ricchezze della Chiesa. Quando perdette Pietro
+Riario, pianse amaramente, e si affrettò di sostituirgli un altro suo
+nipote, che la sua giovinezza aveva fin allora tenuto lontano dalla
+fortuna. Era questi Giovanni della Rovere, fratello di Leonardo e di
+Giuliano. Sisto IV gli fece sposare Giovanna di Montefeltro, figlia di
+Federico, conte d'Urbino, il più dotto ed il più virtuoso di tutti i
+feudatarj della Chiesa. Perchè questa figlia d'un principe non isposasse
+un semplice particolare, il papa staccò dall'immediato dominio della
+santa sede, e diede in feudo a Giovanni della Rovere, le città di
+Sinigaglia e di Mondavio col loro territorio. Richiedevasi per
+convalidare queste cessioni il consenso del concistoro de' cardinali, e
+non fu facile l'ottenerlo. Il cardinale Giuliano, fratello del nuovo
+principe, adoperò le più vive istanze per persuadere i suoi colleghi; il
+papa acquistò con ricchi beneficj un dopo l'altro i loro voti; onde i
+più caldi sostenitori degl'interessi della Chiesa furono all'ultimo
+strascinati dal voto della pluralità[21]. In appresso volle Sisto IV
+dare nuovo lustro alla dignità del principe che aveva di fresco
+aggregato alla sua famiglia. Federico di Montefeltro, che faceva
+prosperare il suo piccolo stato, risguardavasi come uno de' migliori
+generali d'Italia; aveva sempre sotto i suoi ordini una buona armata,
+che manteneva come un condottiere, ricevendo il soldo da qualche più
+potente sovrano. La posizione de' suoi stati nella vicinanza di Roma
+dava maggior prezzo alla sua alleanza; e il papa per affezionarselo
+maggiormente lo decorò del titolo di duca d'Urbino, il 21 agosto del
+1474, colla pompa medesima e colle cerimonie, che avevano tre anni prima
+accompagnata la nomina di Borso d'Este al ducato di Ferrara[22].
+Bentosto il genero di Federico passò ad una nuova dignità; perchè,
+essendo morto l'11 novembre del 1745 il di lui fratello Leonardo, gli
+successe nella carica di prefetto di Roma.
+
+ [21] _Card. Papiens. Epist. 589-590, p. 838, 839._ Le citazioni del
+ Raynaldi non si riferiscono esattamente a queste lettere. Indica
+ l'ultima come fosse la 588 e 589. — _Vitae Rom. Pont., t. III, p.
+ II, p. 1062._
+
+ [22] _Card. Papiens. Epist. 568, p. 832. — Raynal. Ann. Eccl. 1474,
+ § 21, p. 256. — Vitae Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1062._
+
+L'altro fratello della Rovere, quel cardinale Giuliano, che in età
+avanzata doveva poi mostrarsi il più bellicoso pontefice, apprendeva in
+questi tempi l'arte militare nello stato della Chiesa. La città di Todi
+fu la prima scena delle sue imprese. Erasi veduto ripullulare in questa
+città l'antica discordia de' Guelfi e dei Ghibellini, che doveva
+credersi affatto spenta dopo avere per tre secoli tenuta l'Italia
+divisa. Era stato ucciso Gabriele Castellani, capo de' Guelfi del paese,
+e Matteo Canali, capo de' Ghibellini, erasi in certa maniera fatto
+sovrano di Todi. Tutta la provincia si era sollevata per questo
+avvenimento; e la memoria delle antiche offese aveva risvegliati gli odj
+con tanto furore, come se le due fazioni discutessero tuttavia i diritti
+dell'Impero e della Chiesa. Gli abitanti di Spoleti, il conte Giordano
+Orsini ed il conte di Pitigliano erano accorsi in ajuto de' Guelfi; e
+Giulio da Varano, signore di Camerino, erasi dichiarato pel contrario
+partito. Per altro le opinioni che avevano in addietro dato origine a
+queste fazioni erano affatto dimenticate, ed i Guelfi erano così lontani
+dall'essere i campioni dei diritti della Chiesa, che il legato del papa
+abbracciò la difesa dei Ghibellini. Questi entrò in Todi alla testa
+della sua piccola armata, ne scacciò i contadini che v'erano stati
+introdotti, punì i sediziosi colla prigione o coll'esilio, e ridusse di
+nuovo la provincia nell'assoluta dipendenza della santa sede. Da Todi
+Giuliano condusse la sua armata a Spoleti. Quando lo videro avanzarsi si
+ritirarono l'Orsini ed il Pitigliano, e la città capitolò: ma non furono
+poi osservate le condizioni accordate agli abitanti dal cardinale
+legato; i soldati, a dispetto de' suoi ordini, svaligiarono i cittadini.
+Pure in appresso la Chiesa non punì i soldati per la loro
+insubordinazione, ma insevì contro gli abitanti di Spoleti, cui il
+cardinale non credevasi obbligato a nulla, da che la loro capitolazione
+non era stata osservata. Molti di loro furono posti in prigione, altri
+esiliati, e venne abolita la loro giurisdizione sopra la provincia[23].
+
+ [23] _Roman. Pont. Vitae, t. III, p. II, p. 1061. — Onofrio Panvino,
+ Vita di Sisto IV, p. 457._
+
+Più non restava a Giuliano della Rovere per ultimare la campagna che di
+sottomettere Niccolò Vitelli, principe di Tiferno, o Città di Castello.
+Il Vitelli non assumeva che il titolo di vicario della santa Chiesa;
+dichiaravasi apparecchiato ad ubbidire agli ordini del papa; ma intanto
+manteneva nella sua piccola sovranità un'indipendenza, che per molte
+generazioni vi avevano mantenuta ed a lui trasmessa i suoi antenati.
+Egli respinse la forza colla forza, ottenne un vantaggio sopra le truppe
+del cardinale Giuliano, e nello stesso tempo chiese ajuto ai Fiorentini.
+Questi non vedevano senza inquietudine il torbido governo del pontefice
+e de' suoi nipoti, e quel cambiamento nell'amministrazione della Chiesa,
+che pareva formarne una monarchia militare. Avevano essi ragione di
+temere per Borgo san Sepolcro, città vicinissima al teatro della guerra,
+che si erano fatta cedere dai papi, e che poteva essere loro ritolta. Vi
+mandarono adunque una piccola armata, comandata da Pietro Nasi; fecero
+in pari tempo passare alcuni soccorsi al Vitelli, ed eccitarono in tal
+modo la collera del pontefice, che più loro non perdonò d'averlo fermato
+nell'esecuzione de' suoi progetti[24]. Il cardinale, perduta la speranza
+di sottomettere il Vitelli colla forza, gli accordò un'onorata
+capitolazione. Duecento soldati della Chiesa vennero ricevuti in Città
+di Castello in segno di sommissione; ma non fu cambiato il governo, e
+venne riconosciuta la sovranità del Vitelli. Del resto tale trattato fu
+altamente biasimato dal sacro collegio. I più virtuosi cardinali erano
+quelli che più s'interessavano per l'ingrandimento del temporale dominio
+della Chiesa. Avevano sperato che Città di Castello sarebbe ridotta
+sotto il diretto dominio della santa sede; e risguardarono la cessione
+fatta al Vitelli, come contraria alla dignità ed alla sovranità del
+papa[25].
+
+ [24] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 113._ Spedirono nello stesso tempo
+ un'ambasciata a Lodovico XI per domandare la sua protezione.
+ _Continuat. de Monstrelet. Chr. Vol. III, f. 179._
+
+ [25] _Epist. Card, Papiens. 570, p. 833. — Raynald. Ann. 1474, § 17,
+ p. 256._
+
+Se i Fiorentini avevano concepita dell'inquietudine per i movimenti
+dell'armata del cardinale Giuliano ai loro confini, avevano ancora più
+forte motivo di porsi in guardia dell'alleanza strettissima del papa col
+re di Napoli; particolarmente dopo che questi due sovrani eransi
+attaccati a Federico d'Urbino, che fin allora era stato quasi sempre
+capitano della repubblica. I Fiorentini avevano veduto con istupore
+disporsi il duca Federico a fare un viaggio a Napoli, ed avevano cercato
+di ritenerlo, osservandogli che se ponevasi una volta tra le mani di
+Ferdinando, riceverebbe il trattamento fatto al Piccinino[26]. Ma quando
+seppero per lo contrario che Federico era in Napoli festeggiato ed
+onorato assai, ed inoltre nominato generale della lega del re e del
+papa, credettero che fosse tempo di cautelarsi contro l'ambizione di
+così formidabili vicini. Da un canto nominarono loro capitano Roberto
+Malatesta, principe di Rimini, e dall'altro canto spedirono Tommaso
+Soderini a Venezia per conchiudervi una più stretta alleanza con questa
+repubblica[27].
+
+ [26] _Machiavelli, l. VII, p. 345._
+
+ [27] _Scip. Amm., l. XXIV, p. 113._
+
+I Veneziani trovavansi in allora più stretti che mai dalle armi turche,
+e vedevansi in pari tempo compromessi per gli affari di Cipro con i due
+più potenti stati d'Italia. Ferdinando sperava sempre di far ottenere la
+corona di quel regno a suo figlio naturale, don Alfonso, che aveva fatto
+adottare dalla regina Carlotta, legittima sorella di Giacomo, e che
+aveva promesso sposo all'altra Carlotta, figliuola naturale dello stesso
+Giacomo. Inoltre i Genovesi, sudditi del duca di Milano, non potevano
+darsi pace della perdita di Famagosta, e minacciavano d'attaccare
+l'isola di Cipro con truppe milanesi, per ricuperare quella
+fortezza[28]. I Veneziani, inquieti per le pretensioni de' loro rivali,
+colsero avidamente l'occasione di confederarsi con tutto il settentrione
+dell'Italia. In Milano ed in Venezia le negoziazioni furono destramente
+condotte, ed il 2 novembre del 1474 le due repubbliche sottoscrissero
+con Galeazzo Sforza una lega difensiva per venticinque anni. Fu
+convenuto che ognuna delle potenze contraenti manterrebbe anche in tempo
+di pace tre mila cavalli e due mila fanti sul piede di guerra. In una
+guerra continentale dovevano riunire tra di loro ventun mila cavalli e
+quattordici mila fanti, in modo per altro che i Veneziani ed il duca di
+Milano contribuissero ognuno come tre, ed i Fiorentini come due.
+Finalmente nelle guerre marittime, i Fiorentini ed il duca di Milano
+obbligavansi a somministrare ciascheduno ai Veneziani cinque mila
+fiorini al mese. Fu inoltre convenuto che s'inviterebbero il duca di
+Ferrara, il papa ed il re Ferdinando ad entrare in questa alleanza. In
+fatti il primo vi prese parte il 13 febbrajo seguente; ma il papa ed il
+re Ferdinando si limitarono a dare generali assicurazioni di mantenersi
+amici delle parti contraenti, senza voler prendere verun positivo
+impegno[29].
+
+ [28] _Vitae Roman. Pont., l. XXIV, p. 113._
+
+ [29] _Gio. Batt. Pigna Storia de' Principi d'Este, l. VIII, p. 794._
+
+Ma sebbene l'Italia si trovasse divisa tra due leghe rivali, che si
+adocchiavano, e che cercavano vicendevolmente di nuocersi, l'interna sua
+pace non venne altrimenti turbata; le più minacciose negoziazioni non
+ebbero alcun risultato. La storia di Firenze per più anni consecutivi
+non offre niuna interessante memoria, e lo stesso può dirsi press'a poco
+di quella di Milano, essendo tutti gl'interessi e tutta l'attività
+degl'Italiani diretti verso il levante. La guerra de' Turchi teneva
+occupati tutti gli spiriti, ed inattive tutte le forze. Soltanto il
+papa, sempre più alienandosi dai Veneziani, andava a poc'a poco
+ritirandosi dalla lotta. Nel 1472 la flotta pontificia aveva a tutto
+potere ajutata quella della repubblica; nel 1473 non aveva fatta che una
+vana mostra della sua forza ne' mari di Rodi; ed il terzo anno più non
+ebbe parte in una guerra, cui la santa sede era immediatamente
+interessata.
+
+Prima che terminasse il 1473, Maometto II aveva spedito in Moldavia
+un'armata comandata da Solimano, beglierbey di Romania. Il sovrano, che
+aveva i titoli di palatino e di wayvoda della Moldavia, era Stefano,
+degno successore del feroce Blado Dracula. Ma perchè le enormi sue
+crudeltà erano eccitate dal più caldo zelo religioso, Sisto IV,
+mandandogli parte del danaro prodotto dalle indulgenze, chiamavalo in
+tutte le sue lettere _il suo prediletto figlio, il vero atleta di Gesù
+Cristo_[30]. Stefano non si attentò di dare battaglia ai Turchi per
+difendere il suo paese; egli al contrario lo guastò prima di loro con
+tale attività, che i Musulmani, avanzandosi, bentosto mancarono di ogni
+mezzo di sussistenza. Dopo che la loro armata, spossata dalla fame e
+dalla malattia, ebbe perduto il coraggio e le forze, il vayvoda
+l'attaccò il 17 di gennajo presso alla palude di Rackovieckz e
+totalmente la disfece. Ebbe in appresso l'atrocità di far impalare tutti
+i prigionieri, ad eccezione d'alcuni ufficiali generali; e lo stesso
+storico, che racconta tale barbarie, aggiugne immediatamente; «che lungi
+dall'abbandonarsi all'orgoglio per così grande vittoria, egli digiunò
+quattro giorni a pane ed acqua, e fece pubblicare in tutto il suo stato,
+che niuno avesse l'audacia di ascrivergli questo felice avvenimento, ma
+che ognuno ne dasse tutta la gloria a Dio[31].» Il vayvoda continuò la
+guerra ne' due susseguenti anni, senza venire a battaglia; ma la sua
+cavalleria leggiera, volteggiando sempre intorno all'armata musulmana,
+gli tolse migliaja di prigionieri, che Stefano fece scorticare vivi o
+impalare[32].
+
+ [30] Bolla del gennajo 1476. _In Lib. Bullarum, l. XXIII, p. 91. —
+ Ann. Eccl. Rayn. 1476, § 5, p. 265._
+
+ [31] Lo storico Michele Michovias era contemporaneo, e canonico di
+ Cracovia in principio del XVI secolo. _Chron. Polon., l. IV, c. 70.
+ Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 10, p. 254. — Andrea Navagero Stor. Venez.,
+ p. 1144._ Stefano, Vayvoda di Valacchia e di Moldavia, è uno degli
+ eroi favoriti di Dlugoss, storico polacco, suo contemporaneo. Nel
+ 1467 aveva sconfitto Mattia Corvino (_l. XIII, p. 418_); nel 1469
+ aveva vinto Pietro, suo emulo, ed in appresso i Cosacchi Zaporovi,
+ ed aveva esercitate su gli uni e su gli altri le più orribili
+ crudeltà. Ivi, p. 445-450. Aveva poi fatto la guerra a Radul, figlio
+ di Blado Dracula, vayvoda di Bessarabia, e l'aveva forzato a darsi
+ in braccio ai Turchi, _p. 508, 516_. Finalmente la sua vittoria
+ presso le paludi di Rackowieckz, e presso il fiume Berlad, sopra il
+ Beglierbey di Romania, il supplicio di tutti i prigionieri, il
+ digiuno de' vincitori a pane ed acqua, sono raccontati colle
+ medesime circostanze da Dlugoss e da Michovias. _Hist. Polon., l.
+ XIII, p. 526. — Demet. Cantemir, l. III, c. 1, § 29, p. 111._
+
+ [32] _Rayn. Ann. Eccl. 1476, § 6 e 7, p. 265._
+
+Il beglierbey di Romania, avendo rifatta la sua armata dopo la disfatta
+di Rackovieckz, venne in principio di maggio del 1474 ad assediare
+Scutari, una delle più forti città che i Veneziani possedessero
+nell'Albania[33]. Assicurano i Latini, che Solimano aveva sotto i suoi
+ordini sessanta mila uomini, capitanati da sette sangiaki. Antonio
+Loredano era incaricato della difesa di Scutari col titolo di capitano e
+di conte della città. Deboli erano le mura di Scutari, onde furono
+bentosto aperte dall'artiglieria turca, che di que' tempi era molto
+superiore a quella de' Cristiani. Ma il Loredano faceva innalzare ripari
+di terra dietro le cadute mura, ed approfittava della vantaggiosa
+posizione del terreno, che in tutte le città dell'Albania è più forte
+delle mura. Il provveditore Lunado Boldù volle gettare un rinforzo nella
+piazza, ma la sua piccola armata fu posta in fuga. Gli assediati avevano
+consumati i loro approvigionamenti, e mancavano talmente di acqua, che
+la piccola razione che davasi ancora ai soldati doveva asciugare in tre
+giorni l'ultima cisterna, quando circa la metà di agosto Solimano diede
+un assalto. Fu valorosamente sostenuto otto ore; i Turchi vi perdettero
+tre mila uomini, e ritirandosi dalla battaglia, risolsero altresì di
+levare l'assedio[34].
+
+ [33] Marino Barlesio, quello che scrisse la vita di Scanderbeg,
+ comincia la sua storia del secondo assedio di Scutari sua patria con
+ una buona descrizione di quella città. Ci fa sapere ch'era stata
+ data in pegno alla signoria di Venezia da Giorgio Balsitsch,
+ principe epirota, contemporaneo d'Amurat II e di Scanderbeg; che la
+ città, ruinata dalle precedenti scorrerie dei Turchi, più non
+ dilatavasi sulle due rive dell'antico lido del Lodrino, che in
+ addietro gettavasi nella Bogiana, e che oggi bagna Lisso, e sbocca
+ in mare dieci miglia al di sotto. Scutari trovavasi in allora chiusa
+ presso al confluente dei due fiumi, nel recinto medesimo che serviva
+ di fortezza alla città nei tempi della sua più grande prosperità.
+ _Marinus Barletius de Scodrensi expugnatione, l. I, p. 391, edit.
+ Basil., f. 1556. Ad calcem Laonici Chalcocondylæ._
+
+ [34] _Marin. Barletius de Scodrensi expugn., l. II, p. 393. — Coriol
+ Cepio de reb. Venet., l. III, p. 367._
+
+L'armata turca, che tenne assediata Scutari, aveva fatta una prodigiosa
+perdita per le malattie generate dal terreno pantanoso in cui trovavasi
+accampata. Il Sabellico porta tale perdita a sedici mila uomini; ma
+l'armata veneziana non aveva meno sentita l'influenza dell'aria infetta.
+Gritti e Bembo erano stati mandati i primi con sei galere alla foce
+della Bogiana, fiume che, ricevendo le acque del lago Scutari, gettasi
+in mare tra Dulcigno ed Alessio. Pietro Mocenigo era più tardi venuto
+nella stessa rada colla flotta che aveva sottomessa l'isola di Cipro;
+tutti e tre caddero successivamente ammalati, e furono costretti di
+farsi portare a Cattaro. I marinai ed i soldati furono ancora più
+esposti a questa fatale influenza. L'armata che Boldù ragunò in Albania,
+ed alla quale si unì Giovanni Czernowitsch, aveva molti valorosi
+epiroti, ma non trovossi mai abbastanza forte per misurarsi coi Turchi;
+e mentre che stava aspettando rinforzi, la malattia gli rapiva i soldati
+che di già aveva. Finalmente gli abitanti di Scutari, quando fu appena
+partita l'armata musulmana, corsero in folla sulle rive della Bogiana
+per dissetarsi dopo una così lunga e crudele privazione; e molti caddero
+vittima della loro avidità; perchè appena avevano spenta la sete, che le
+loro membra s'irrigidivano, ed essi cadevano di subita morte[35].
+
+ [35] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1141-1143. — Coriol. Cepio, l.
+ III, p. 363-368. — Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 12, 13, p. 254. — M. A.
+ Sabellico, Dec. III, l. X, f. 220-221._
+
+La repubblica di Venezia testificò ai valorosi abitanti di Scutari, ed
+al loro comandante la riconoscenza dovuta alla loro fedeltà. Fece
+appendere l'insegna de' primi nella chiesa di san Marco, come testimonio
+della costanza loro, e creò cavaliere il Loredano, che rapidamente
+promosse poi alle cariche di provveditore e di capitano generale[36].
+
+ [36] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1143. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, p. 222._
+
+Durante l'inverno, che seguì l'assedio di Scutari, i Veneziani cercarono
+di fare qualche trattato coi Turchi; ma le pretese del gran signore
+erano troppo esorbitanti per potervi acconsentire. Chiesero nello stesso
+tempo soccorso ai loro alleati per la prossima campagna. Il duca di
+Milano loro pagò fedelmente il sussidio cui si era obbligato, ma il
+papa, dopo avere nominati dieci cardinali per occuparsi intorno alla
+guerra dei Turchi, ricusò di prendervi parte; onde la repubblica,
+irritata da tale abbandono, richiamò il ministro che teneva a Roma[37].
+
+ [37] _And. Navagero, p. 1144._
+
+La campagna del 1475 venne distinta da pochi avvenimenti. Solimano,
+beglierbey di Romania, venne ad assediare Lepanto fortezza de' Veneziani
+nell'Etolia all'ingresso del golfo di Corinto. Le mura di questa città
+non erano state da lungo tempo ristaurate, e cadevano in ruina; ma la
+sua posizione sopra uno scosceso scoglio, che la chiudeva dalla banda
+del Nord ed era munito di un buon castello, suppliva alle opere
+dell'arte. Tra questi dirupi ed il porto i Veneziani cavarono delle
+fosse dietro le mura, e le sostennero con baluardi di terra. Erano
+entrati in città cinquecento cavalleggeri, le di cui frequenti sortite
+ebbero costantemente prosperi successi. Antonio Loredano occupava il
+golfo colla flotta veneziana, e non lasciava Lepanto sprovveduto nè di
+vittovaglie, nè d'armi, nè di fresche truppe. Dopo quattro mesi di
+inutili attacchi, conoscendo Solimano di non aver fatto alcuno
+avanzamento, abbandonò l'essedio[38]. In sul finire della stessa
+campagna la flotta ottomana fece un tentativo sul castello di Coccino
+nell'isola di Leuno, la sua artiglieria praticò una breccia nelle mura,
+ma l'avvicinamento del Loredano colla flotta veneziana costrinse i
+Turchi a ritirarsi[39].
+
+ [38] _M. A. Sabellici Dec. III, l. X, p. 222. — And. Navagero, p.
+ 1146_. Ma egli differisce quest'assedio al 1477.
+
+ [39] _M. A. Sabellico. Dec. III, l. X, f. 222._
+
+Frattanto nello stesso anno un'altra repubblica italiana venne suo
+malgrado strascinata nella guerra coi Turchi. I Genovesi possedevano
+tuttavia Caffa nella Crimea, che gli antichi chiamavano _Teodosia_, e
+questa città, la più potente delle loro colonie, era inoltre il più
+famoso mercato di tutto il mar Nero. Caffa, trovandosi già da due secoli
+sotto il governo de' Genovesi, aveva acquistata una popolazione ed una
+ricchezza che quasi la rendevano eguale alla metropoli. Il kan de'
+Tartari, in mezzo ai di cui stati era posta, era convinto che la di lei
+prosperità formava la ricchezza de' suoi sudditi. Caffa era il mercato
+di tutti i prodotti del settentrione; il legno, la cera, le pellatterie,
+sarebbero rimaste senza valore in mano ai Tartari, se non si fossero
+presentati a comperarle i mercanti genovesi. Niuna delizia della vita,
+verun prodotto dell'arte de' popoli inciviliti penetrava in que'
+deserti, che per mezzo de' mercanti d'Italia. L'Europa comunicava
+coll'Oriente per mezzo dei Genovesi di Caffa; le stoffe di seta e di
+cotone, fabbricate in Persia, le derrate e le spezierie dell'India, vi
+giugnevano per le strade d'Astracan, e le miniere del Caucaso venivano
+scavate per conto de' Liguri. Il kan loro aveva accordati straordinarj
+privilegj; aveva permesso che i magistrati genovesi giudicassero tutte
+le cause de' suoi proprj sudditi fino ad una certa distanza da Caffa;
+sempre li consultava nella nomina del governatore della provincia, e
+mostrava una grandissima deferenza per tutte le domande di questa
+potente città. Il governo di quella colonia era composto di un
+consiglio, nominato ogni anno dal senato di Genova, di due assessori e
+di quattro giudici delle campagne[40].
+
+ [40] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 626._
+
+Le conquiste di Maometto II ed il suo odio pel nome latino teneva i
+Genovesi inquieti intorno alla loro colonia. Il mar Nero era chiuso ai
+loro vascelli, o almeno non potevano attraversare l'Ellesponto ed il
+Bosforo, che coll'assoggettarsi alle avanie de' Turchi. Non potevano
+mandar per mare soldati a Caffa, e non pertanto temevano che quella
+piazza ne avesse pressante bisogno. Cerio, capitano d'una compagnia
+d'avventurieri, offrì loro di condurre per terra in Crimea la sua
+compagnia di circa cento cinquanta cavalli purchè gli fosse data una
+paga proporzionata a così difficile spedizione, e che lo sembrava ancora
+di più a motivo delle tenebre ond'era in allora avviluppata la
+geografia. Infatti Cerio uscì d'Italia pel Friuli, attraversò
+l'Ungheria, parte della Polonia, e finalmente parte della Tartaria, e
+dopo un viaggio di più di mille duecento miglia, condusse i suoi
+cavalieri sani e salvi a Caffa[41]. Questo rinforzo era poco
+considerabile, e non pertanto i magistrati di Caffa, giudicando della
+propria importanza e del proprio potere dai riguardi che avevasi per
+loro, avevano provocati i più pericolosi nemici. Alla morte del
+governatore della provincia in cui Caffa è situata, il kan de' Tartari
+gli aveva sostituito Emineces (il Barbaro lo chiama Eminachbi[42]), che
+dai Genovesi era stato riconosciuto. Il suo predecessore aveva lasciato
+un figliuolo, detto Seifaces, che per giugnere alla carica occupata da
+suo padre, sedusse a forza di danaro i magistrati di Caffa, e riuscì ad
+impiegare il loro credito presso il kan: e tanto fece colle loro istanze
+e colle minacce ancora, che l'imperatore tartaro acconsentì a destituire
+Emineces, ed a nominare in sua vece Seifaces. Ma in mezzo a queste
+erranti popolazioni l'autorità del monarca non era molto sentita, e poco
+rispettati i suoi ordini. Emineces, corucciato contro l'imperatore
+tartaro, e più ancora contro i Genovesi, si associò due altri capi della
+nazione, Caraimerza ed Aidar. Col loro ajuto sollevò tutti i Tartari
+della Crimea, e venne ad assediare Caffa, facendo in pari tempo chiedere
+soccorsi a Maometto II. Il sultano, sempre apparecchiato a fare nuove
+conquiste, mandò in faccia a Caffa la formidabile flotta che aveva
+allestita contro Candia. Già durava da sei settimane l'assedio
+cominciato dai Tartari, quando Ahmed, che comandava questa flotta, gettò
+l'ancora avanti a Caffa il primo giugno del 1475, e piantò le sue
+batterie contro le mura della città. Le fortificazioni di Caffa, dalle
+armate tartare credute sempre inespugnabili, perchè non sapevano
+attaccarle che colle loro sciable, colle frecce e colla loro cavalleria
+leggiera, mostrarono dopo pochi giorni larghe brecce aperte
+dall'artiglieria turca. Pure ancora quattro giorni gli abitanti difesero
+le brecce aperte e praticabili, dopo i quali soscrissero una
+capitolazione, che poi non fu osservata. Molti senatori ed antichi
+magistrati furono condannati al supplicio, mille cinquecento fanciulli
+vennero spediti a Costantinopoli per esservi allevati tra i giannizzeri,
+ed il rimanente degli abitanti latini fu trasportato a Pera, e distrutto
+il dominio dei Genovesi sul mar Nero[43].
+
+ [41] _Sansovino Origine ed Imperio de' Turchi, l. II, f. 167._ Un
+ altro tentativo dei Genovesi di Caffa per accrescere la guarnigione
+ aveva avuto men fortunato fine. Galeazzo, uno de' magistrati di
+ quella colonia, era andato in Polonia nel 1463, ed aveva ottenuto
+ dal re Casimiro la licenza di levarvi cinquecento cavalieri; ma nel
+ condurli verso Caffa, nell'attraversare le province russe dipendenti
+ dalla Lituania, questi soldati mal disciplinati bruciarono il borgo
+ di Bracslaw. Michele Czartoryski, signore della provincia, gli
+ inseguì per vendicarsene, ed avendoli raggiunti sulle rive del Bug,
+ gli uccise tutti, ad eccezione di Galeazzo e de' cittadini di Caffa
+ che lo avevano accompagnato. _Dlugossi Hist. Polon., l. XIII, p.
+ 318._
+
+ [42] Giuseppe Barbaro, quello stesso che fu mandato per la Scizia ad
+ Hussun Cassan, descrive questa guerra alquanto confusamente. Pure la
+ sua lunga dimora in Caffa, ed alla Tana, ove aveva vissuto come
+ mercante quasi della sua infanzia, la conoscenza che aveva della
+ lingua tartara, e le sue relazioni in paese, fanno sì che la di lui
+ relazione sia uno de' più curiosi monumenti del secolo. Fu raccolta
+ da Jacopo Gender d'Heroltzberg e stampata in calce alla _Storia di
+ Persia di P. Bizarro_. Francfort, _in fol. 1601_: rispetto alla
+ presa di Caraffa ved. _p. 453_.
+
+ [43] _Laudivius vezanensis, Lunensis Eques Hierosol. Cardinali
+ Papiensi epist. 661, p. 873. — Ubertus Folieta, l. XI, p. 627-628. —
+ P. Bizarro S. P. Q. Gen. Hist., l. XIV, p. 327. — Agostino
+ Giustiniani Ann. di Genova, l. V, f. 226. — Turco Græciæ Hist.
+ Polit., l. I, p. 25. — Raynald. Ann. 1475, p. 262._ Il kan, ossia
+ imperatore de' Tartari, era allora Nurduwlad, il quale era, nel
+ 1466, succeduto a suo padre Ecziger Gierai. (_Dlugoss. Hist. Polon.,
+ l. XIII, p. 403_). Regnava ancora nel 1478 (_ivi, p. 566_); ma la
+ sua autorità non era abbastanza riconosciuta. Gli abitanti di Caffa
+ avevano persuaso, nel 1469, suo fratello Mengili Gierai a ribellarsi
+ contro di lui (_ivi, p. 438_). L'altro di lui fratello, Aydar,
+ aveva, in disprezzo de' suoi ordini, invasa la Russia e la Podolia
+ con un'armata tartara nel 1474 (_ivi, p. 514_), ed i borghigiani di
+ Caffa eransi avvezzati a riguardarsi quali arbitri dei principi
+ tartari loro vicini. La conquista della Bessarabia, fatta da
+ Maometto II nel 1474, avrebbe dovuto aprir loro gli occhi sul
+ pericolo. L'occupazione di Caffa sparse in tutto il Settentrione la
+ più grande costernazione, perciocchè questa città era il solo punto
+ di comunicazione tra gli Europei ed i Persiani, egualmente nemici
+ de' Turchi, e che sentivano il bisogno di concertare le loro
+ operazioni. _Dlugoss Hist. Polon. l. XIII, p. 533._ Mengili Gierai,
+ il quale fu trovato da Achmet Giedik in Caffa, ove erasi rifugiato
+ sotto la protezione dei Genovesi, e che allora ebbe da Maometto II
+ un'armata con cui vinse suo fratello, fu il primo kan dei Tartari
+ che ricevesse l'investitura dai Turchi, e che facesse recitare nelle
+ pubbliche preghiere il nome del sultano. _Demetrius Kantemir. Hist.
+ Ottom., l. III, c. 1, § 28, p. 111._
+
+Dal canto dell'Ungheria Mattia Corvino non corrispose alle calde premure
+de' Veneziani, e non tentò veruna importante diversione. Pure in questo
+stesso anno prese la fortezza di Schabatz, che minacciava il Sirmio, ma
+non portò più in là le sue armi[44]. Da ogni banda, sia presso i
+Musulmani che presso i Cristiani, i popoli trovavansi estenuati da così
+lunga guerra, e verun vigoroso sforzo prenunciava più grandi
+avvenimenti.
+
+ [44] _Ann. Eccl. 1475, § 28, p. 262._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIV.
+
+ _Congiura di Niccola d'Este a Ferrara; di Girolamo Gentile a
+ Genova; d'Olgiati, Visconti e Lampugnani a Milano. Rivoluzioni
+ nello stato di Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza_.
+
+1476 = 1477.
+
+
+Mentre la guerra si andava al di fuori rallentando, e che i diversi
+stati d'Italia erano uniti da alleanze, che sembravano dover guarentire
+la pace fra di loro, l'interna loro costituzione venne replicatamente
+scossa da molte cospirazioni. In tre anni contansene, una a Ferrara, due
+a Genova, una a Milano ed una a Firenze. Pareva che i popoli, finalmente
+stanchi dell'oppressione sotto la quale tanto avevano sofferto, fossero
+determinati di spezzare un indegno giogo; ma non pertanto ricaddero
+dovunque sotto la catena che gli aveva oppressi. Non mancarono ai
+cospiratori nè segreto, nè ardire, nè fedeltà; tutti eseguirono ciò che
+avevano progettato, niuno ne raccolse il frutto: tanto è difficile di
+rovesciare un governo esistente, e tanto l'abitudine dell'ubbidire
+sostiene la potenza ancora del più odiato tiranno[45]! Odesi spesso
+accusarsi una nazione di debolezza e di pusillanimità, in ragione del
+giogo ond'è stata oppressa. Quando vedonsi migliaja d'uomini ubbidire
+contro l'interesse loro, contro il loro sentimento ad un solo, quando si
+vedono sottostare ai capricci ch'essi detestano, o diventare gli
+strumenti delle passioni che essi hanno in orrore, non possiamo non
+rimproverar loro di servire ove potrebbero comandare, e di non misurare
+le forze loro colla individuale debolezza di colui ch'essi temono.
+Sarebbe infatti vantaggioso che questo pregiudizio si stabilisse
+nell'opinione, e che la vergogna si associasse alla servitù. Forse i
+popoli farebbero allora per l'onore ciò che non fanno per la
+libertà[46]. Pure ingiustizia sarebbe il condannare una nazione soltanto
+a motivo del giogo che ha sopportato. Trovasi tanta potenza
+nell'organizzazione sociale, le forze di tutti sono così ben dirette dal
+despota contro ogni individuo, che per poco che questi o il suo ministro
+sia destro, coraggioso, vigilante, è sempre in tempo d'opprimere i suoi
+scoperti nemici col braccio medesimo de' suoi segreti nemici; in modo
+che la più nobile e più generosa nazione non è bastantemente forte per
+difendersi scopertamente dal suo tiranno. È dato solamente di poter
+congiurare a colui che co' deboli suoi mezzi personali vuole lottare
+coll'uomo che dispone della polizia, dell'armata, del tesoro. Molti,
+cedendo ad una nobile ripugnanza, rifuggono da tale intrapresa, perchè
+vi scorgono qualche apparenza di dissimulazione e di tradimento; non
+riconoscono che l'estremo pericolo nobilita i mezzi meno virtuosi, e che
+l'assassino di un tiranno dev'essere più coraggioso assai, che il
+granatiere che prende una batteria colla bajonetta. Per altro
+quest'opinione indebolisce ancora il partito de' cospiratori; spesso
+allontana da loro, nell'istante del pericolo, quelli che il giorno
+innanzi parevano partecipare ai sentimenti loro; e l'uomo coraggioso,
+che si è fatto l'organo delle volontà di tutto un popolo, e lo strumento
+delle sue vendette, perisce sul patibolo per le mani di quei medesimi
+ch'egli servì[47].
+
+ [45] _Tutti eseguirono ciò che avevano progettato, niuno ne raccolse
+ il frutto_; quale più utile lezione di questa per convincere
+ gl'incauti che pensassero di tentare novità contro uno stato
+ qualunque! _N. d. T._
+
+ [46] L'autore, che altrove conosce per legittime le tre specie di
+ governo ammesse da Aristotele, ed in particolare il governo
+ monarchico che si mantiene con buone e sagge leggi fatte pel bene
+ de' suoi popoli, è cosa manifesta, che qui non parla che de' governi
+ rigorosamente chiamati tirannici; e sarebbe assurdo il credere che
+ chiamasse vergognosa la servitù, o per meglio dire sudditanza verso
+ il pacato governo di una monarchia legittima, e la di cui
+ successione è regolata da leggi riconosciute universalmente; il che
+ certamente non accadeva ne' principati che precedettero il XIV
+ secolo in Italia, tranne quello della santa sede, del Monferrato,
+ ec. _N. d. T._
+
+ [47] Ecco l'indubitata sorte del cospiratore. È stato dai politici
+ osservato, che le congiure dei pochi non riescono, perchè allora le
+ forze dei cospiratori sono deboli, e che le congiure, dove prendono
+ parte molti complici, vengono scoperte prima che abbiano esecuzione.
+ Dunque, dice il nostro autore, non è dato di congiurare che
+ all'individuo. Ma l'individuo non sarà mai il rappresentante della
+ volontà del popolo, che anzi quasi tutti gli esempi di antiche e
+ moderne cospirazioni individuali ci dimostrano, che personale odio e
+ desiderio di privata vendetta pongono il pugnale in mano del
+ cospiratore, non il desiderio di rendersi utile alla patria, che non
+ può non detestare colui che turba l'ordine e la tranquillità del
+ governo. _N. d. T._
+
+La storia d'Italia, ove gli avvenimenti si presentano e si accumulano,
+ove tutte le passioni hanno libero sfogo, ove tutte le instituzioni si
+combinano in mille modi, ci presenta sotto variate forme questi sforzi
+dei popoli e degl'individui per iscuotere il giogo della tirannide. Noi
+vi vediamo a vicenda aperte ribellioni e congiure; vediamo cospirare a
+vicenda a favore d'una stirpe reale, o di un sovrano risguardato come
+più legittimo, ed in favore della repubblica; vi vediamo tutte le lotte,
+quella della sublime lealtà, quella della fiera nobiltà e quella della
+libertà. Malgrado i diversi principj che servono di fondamento alla
+politica d'ogni uomo, non avvene alcuno, che non debba in così vasto
+numero di cospirazioni trovarne una che non gli sembri legittima; non
+avvene alcuno, che non debba associarsi di cuore a qualcuna delle
+intraprese tendenti a rimettere o il governo reale dell'antica dinastia,
+o la vecchia aristocrazia, o la libertà, o il regno glorioso d'un
+condottiere, o il dominio della Chiesa; non avvene alcuno, che ardisca
+considerare il potere, qualunque egli siasi, come sempre ugualmente
+sacro; ed un più liberale sentimento dovrebbe insegnargli, che tutte le
+congiure meritano un certo grado d'ammirazione[48], quando ancora
+appariscono colpevoli ai suoi occhi, per lo scopo che si propongono i
+congiurati; imperciocchè in tutte si trova un grande sagrificio di sè
+medesimo ad un interesse più sublime di sè, un grande sagrificio della
+sua persona ad una nobile causa, un grande spaventoso pericolo, posto in
+non cale a fronte di lontane speranze[49].
+
+ [48] Ciò sarà, quando uno cospira contro un usurpatore a favore del
+ legittimo antico governo, che per secoli aveva formata la felicità
+ d'un popolo, ma non quando la cospirazione tende a rovesciare il
+ legittimo regnante per sostituirvi l'anarchia o un tiranno. _N. d.
+ T._
+
+ [49] Le difficoltà infinite che incontra il cospiratore, l'evidente
+ pericolo di morte, ed anche d'infamia pubblica per le arti del
+ tradimento che è forzato usare, devono ritrarre chiunque da così
+ enorme attentato; ed il nostro autore, ponendo in vista al lettore
+ tutti questi pericoli, le difficoltà e la mala riuscita che le
+ congiure sortono quasi sempre, tende ad incutere un salutare terrore
+ in chiunque osasse soltanto pensare a fare novità contro uno stabile
+ legittimo governo. _N. d. T._
+
+Tra le congiure che scossero l'Italia nel 1476, la prima a scoppiare fu
+quella di Ferrara. Niccolò d'Este, figlio del marchese Lionello, viveva
+in allora a Mantova presso suo cognato; molti emigrati ferraresi lo
+avevano seguito, risguardandolo come il rappresentante ed il legittimo
+erede di Lionello e di Borso, i due più amabili principi che avesse fin
+allora prodotti la casa d'Este, e gli andavano insinuando che tutto il
+popolo era partecipe del loro attaccamento e del loro rammarico. In ciò
+confidando, Niccolò cercava i mezzi di rientrare in Ferrara, non
+dubitando, che, ove giugnesse una volta a superare le mura della città,
+non fosse da tutto il popolo salutato per sovrano. Il marchese di
+Mantova, suo cognato, permettevagli d'adunare soldati nel suo
+territorio, e Galeazzo Sforza, sempre geloso de' suoi vicini, sebbene
+non covasse verun progetto contro di loro, gli somministrava danaro, e
+prometteva soccorsi. Frattanto la città di Ferrara trovavasi
+accidentalmente aperta; eransi in più luoghi atterrate le sue mura, per
+rifabbricarle dietro un nuovo piano; e Niccolò aveva ogni giorno fedeli
+avvisi di ciò che facevasi nella corte di suo zio. Seppe che il primo
+settembre del 1746 Ercole uscirebbe di buon mattino di città per recarsi
+alla sua casa di Belriguardo; e lo stesso giorno giunse da Mantova a
+Ferrara con cinque vascelli aventi a bordo cinquecento uomini
+d'infanteria; entrò per la breccia, che aprivasi nelle mura di mano in
+mano che si andavano rifacendo, e corse subito le strade, facendo
+ripetere innanzi a lui il suo grido di guerra: _La vela!_ In pari tempo
+promise al popolo di rendergli l'abbondanza, mentre che la cattiva
+amministrazione d'Ercole aveva fatto crescere il prezzo del frumento;
+annunciò l'arrivo di quattordici mila uomini, che gli avevano dati per
+quest'intrapresa il duca di Milano ed il marchese di Mantova, ed invitò
+i cittadini a prendere le armi, senza aspettare che le truppe straniere
+gli sforzassero a riconoscerlo per loro legittimo sovrano.
+
+Don Sigismondo, fratello del duca, al primo sentore di questo tumulto,
+erasi frettolosamente chiuso in Castelvecchio con donna Leonora
+d'Arragona sua sposa; ma non vi aveva vittovaglie per tre giorni.
+Ercole, cui alcuni fuggiaschi avevano annunciato l'ingresso in Ferrara
+di una numerosa armata, omai rinunciava alla speranza di riprendere la
+città, ed adunava soltanto i suoi soldati a Reggenta ed a Lugo per
+difendere queste due fortezze. Intanto niun Ferrarese aveva ancora prese
+le armi per unirsi a Niccolò, il quale vedendo d'aver corse invano tutte
+le strade, chiamando il popolo in suo soccorso senza che alcuno si
+muovesse, cominciava a scoraggiarsi. Eransi contati i soldati che lo
+seguivano, e sprezzavasi il loro piccolo numero; non vedevasi giugnere
+l'armata ch'egli aveva annunciata, e cominciavasi a non dare più fede
+alle sue parole. Don Sigismondo, testimonio della mala riuscita del suo
+avversario, si fece ancor egli a chiamare i Ferraresi in ajuto del loro
+sovrano. Corse il borgo del Leone, e la grande strada della Giudecca, e
+tutti gli abitanti presero per lui le armi. Di mano in mano che Niccolò
+vedeva ii popolo attrupparsi, egli abbandonava i quartieri della città
+uno dopo l'altro senza venire alle mani. Finalmente riconoscendo la sua
+impresa disperata, uscì di Ferrara, attraversò il Po e fuggì colla sua
+gente. Ma i contadini, di già contro di lui sollevati, occupavano tutti
+i passaggi per fermarlo. Egli cadde infatti in loro potere colla maggior
+parte di coloro che lo accompagnavano, e fu ricondotto a Ferrara. Il
+duca Ercole, suo zio, lo fece subito decapitare, e la stessa sorte toccò
+ad Azzo d'Este suo cugino. Vennero appiccati venticinque de' suoi
+complici; e così severa giustizia atterrì tutti i nemici del duca
+Ercole, la di cui successione, assicurata lo stesso anno dalla nascita
+di suo figlio Alfonso, più non venne in seguito contrastata[50].
+
+ [50] _Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 250, 251. — Diario Sanese di
+ Allegretto Allegretti, t. XXIII, p. 776._ — Gio. Battista Pigna, che
+ nel 1572 dedicò la sua storia dei principi d'Este ad Alfonso II, la
+ chiude col 21 luglio del 1476, epoca della nascita del figlio
+ d'Ercole, che fu poi Alfonso I. Termina cinque settimane prima della
+ morte di Niccolò, ch'egli stesso indubitatamente risguarda come una
+ macchia alla memoria d'Ercole. Il Pigna è un adulatore de' suoi
+ principi, ed uno scrittore credulo; tutta la prima parte della sua
+ storia non è meno favolosa che la genealogia innestata, quasi nella
+ stessa epoca, dall'Ariosto e dal Tasso ne' loro poemi. Ma gli ultimi
+ quattro libri, che comprendono gli anni 1472 al 1476, sono di
+ grandissimo ajuto alla storia d'Italia: sono elegantemente scritti;
+ gli avvenimenti delle altre parti dell'Europa, ed in particolare
+ quelli che si riferiscono alla casa d'Este in Germania sono
+ introdotti con arte; e quando la gloria della casa d'Este non è
+ compromessa, i fatti vengono giudicati con abbastanza di buona
+ critica e d'imparzialità.
+
+I primi movimenti contro Galeazzo Maria Sforza scoppiarono in Genova, e
+furono quasi simultanei colla congiura di Ferrara. In forza del trattato
+che Genova aveva fatto col duca Francesco Sforza, quando si pose sotto
+la sua signoria, questa repubblica, lungi dal rinunciare alla sua
+libertà, pareva averla vie meglio consolidata. Vero è che aveva ammessi
+nelle sue mura un governatore ed una piccola guarnigione; ma questa
+straniera forza era appena bastante per comprimere i tumultuosi
+movimenti delle fazioni, per impedire quelle rivoluzioni, quelle
+frequenti convulsioni, che ne' precedenti anni avevano esaurita la città
+d'uomini e di danaro. Altronde il duca si era obbligato a non accrescere
+il numero dei soldati, nè le fortificazioni della cittadella.
+
+Riceveva annualmente da Genova un tributo di cinquanta mila ducati,
+somma appena bastante al mantenimento della guardia della città e delle
+fortezze. E non solo non aveva il diritto di accrescere questa
+contribuzione, ma non poteva nemmeno immischiarsi nel modo di levarla.
+Così non poteva aver parte alla legislazione, all'amministrazione della
+giustizia, ed al governo interno della città[51].
+
+ [51] _Ant. Galli Comm. Rer. Gen. ab anno 1476 ad an. 1478, Rer.
+ Ital., t. XXII, p. 263._
+
+Finchè visse Francesco Sforza, queste condizioni vennero religiosamente
+mantenute; ma Galeazzo, suo figliuolo, era troppo volubile in tutti i
+suoi progetti, troppo vano, troppo impetuoso per rispettare lungamente
+le leggi cui erasi obbligato. Pure, perchè non era meno pusillanime che
+arrogante, spesse volte si fermava nel corso di un'intrapresa ingiusta
+ed offensiva, e cedeva al timore dopo di avere sprezzate le
+rappresentanze del suo popolo. I Milanesi, tra i quali viveva, non solo
+risentivano danno da' suoi difetti come sovrano, ma ancora da' suoi
+privati vizj. La di lui dissolutezza sconvolgeva tutte le famiglie, e la
+sua crudeltà, eccitata dalla più leggera resistenza, non era soddisfatta
+che da spaventosi supplicj. Genova era, assai meno di Milano, esposta a
+questa spicciolata tirannide, e sebbene fosse violato il contratto fra
+il principe e la repubblica, e che perciò i Genovesi si risguardassero
+come sciolti dai loro giuramenti, i più ricchi temevano una rivoluzione,
+che poteva ruinarli assai più che i passaggeri abusi del potere cui
+speravano di sottrarsi.
+
+Non pertanto l'intera città parve vivamente offesa dal disprezzo che le
+aveva mostrato Galeazzo, quando nel 1471 era passato per Genova,
+tornando da quel suo sontuoso pellegrinaggio di Firenze. Eransi
+apparecchiate per riceverlo splendidissime feste, magnifici regali. Egli
+affettò di dare a questa pompa un'aria di ridicolo presentandosi con
+abiti dimessi, ricusando gli alloggi che gli si erano apparecchiati, e
+chiudendosi in castello, ove pareva rimanersi con timore. Per ultimo
+alla fine dei tre giorni abbandonò Genova senza annunziarlo, come un
+fuggiasco[52].
+
+ [52] _Ant. Galli de Rebus Gen. Comment., p. 265. — Uberti Folietae
+ Gen. Hist., l. XI, p. 625._
+
+Dopo avere eccitato il malcontento di questa potente città, non
+accostumata a soffrire i dileggi, Galeazzo ad altro non pensava che a
+stringere talmente le di lei catene che vi si spegnesse per sempre ogni
+spirito di libertà. Notabile è il progetto da lui immaginato per
+giugnere a questo fine. Sopra Genova, all'estremità della scoscesa
+montagna che divide le valli di Bisagno e della Polsevera, era situata
+la fortezza del Castelletto, dove il duca di Milano teneva guarnigione.
+Ordinò Galeazzo che una catena di fortificazioni si prolungasse da
+questo castello fino al mare. Un doppio muro guarnito di ridotti doveva
+dividere la città in due parti eguali, le quali, quando piacesse al
+governatore, non avrebbero fra di loro veruna comunicazione, e
+potrebbero essere separatamente oppresse. Di già tracciata sul terreno
+era la linea delle mura e delle torri, e gli operai, sotto gli ordini
+del luogotenente del duca ed alla di lui presenza, cominciavano a cavare
+i fondamenti. Fremevano tutti i cittadini sulla sorte che loro era
+riservata, ma niente facevano per prevenirla, quando Lazzaro Doria
+ordinò agli operai, a nome della repubblica, di sospendere un lavoro
+contrario alle leggi ed ai trattati, e strappò colle proprie mani le
+pertiche del livello, che loro servivano di norma. La folla applaudì con
+trasporto a quest'atto di vigore; gli operai si fermarono, ed il
+luogotenente del duca, temendo una sollevazione, si ritirò nel
+castello[53].
+
+ [53] _Pietro Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV, p. 329. —
+ Agostini Giustiniani Storia di Genova, l. V, f. 228, EE._
+
+Quando giunse a Milano la notizia di quest'avvenimento, Galeazzo Sforza
+scoppiò in minacce ed in imprecazioni, ed ordinò che la città di Genova
+gli mandasse subito gli otto più distinti cittadini dello stato. In
+vista della violenta collera da lui manifestata, tenevasi per indubitato
+che li destinasse al supplicio; ma un subito terrore aveva calmato il
+suo irritamento: gli accolse con bontà e li rimandò senza aver loro
+fatto alcun male. Frattanto aveva adunati trenta mila uomini per
+invadere la Liguria; ed avendo determinato di non lasciare ai Genovesi
+alcun capo, fece sorprendere a Vada Prospero Adorno, e senza accusa e
+senza esame gettare nelle prigioni della fortezza di Cremona; ma tutt'ad
+un tratto rinunciò alla sua spedizione, e licenziò tutte le truppe.
+
+Le diverse risoluzioni a vicenda abbracciate da Galeazzo erano tutte a
+Genova conosciute; conoscevasi la violenza della sua collera, ma non
+avevasi veruna garanzia della durata della presente affettata
+moderazione. Perciò da ogni banda si acquistavano armi, facevansi
+apparecchi di difesa, e tutti si andavano incoraggiando a mantenere la
+libertà qualunque volta fosse attaccata. Mentre tutto il popolo era
+trepidante intorno a ciò che potesse accadere, Girolamo Gentile,
+figliuolo d'Andrea, giovane mercante di non mediocri fortune, che non
+aveva alcun personale motivo di odio contro il governo, risolse di
+esporsi il primo per la libertà della sua patria. Adunò in casa sua nel
+sobborgo, nel mese di giugno del 1476, molte genti armate. Nel cuore
+della notte entrò in città per la porta di san Tommaso, di cui
+s'impadronì, e corse le strade, chiamando i suoi concittadini alle armi
+ed alla libertà. Molti Genovesi si unirono a lui, ed in breve occupò
+tutte le porte; ma fu troppo lento ad attaccare il palazzo del pubblico.
+Intanto i senatori si andavano adunando sotto la presidenza di Guido
+Visconti, governatore della città. Coloro che si erano da principio
+uniti a Gentile, temettero allora di essere condannati, come ribelli,
+dall'autorità che riconoscevano legittima; e tutti, uno dopo l'altro, si
+ritirarono prima che fosse giorno. Dopo la loro diserzione, vedendosi
+Gentile troppo debole, ritirossi in buon ordine verso la porta di san
+Tommaso e vi si fortificò[54].
+
+ [54] _Ant. Galli de Reb. Genuens., p. 267. — Uberti Folietae
+ Genuens. Hist., l. XI, p. 631. — P. Bizarri Hist. Genuens., l. XIV,
+ p. 332. — Agost. Giustinani, l. V, f. 229._
+
+Il senato aveva nominati otto capitani del popolo per cacciare di città
+Girolamo Gentile. Dietro i loro ordini avevano prese le armi circa
+trecento uomini e marciavano ad attaccare porta san Tommaso, difesa da
+Gentile con soli trenta uomini, tutti però determinati a difendersi fino
+alla morte, mentre non era un solo tra i loro avversari che non si
+esponesse di contro genio; quindi poco mancò che non fossero fatti
+prigionieri i capitani del popolo, e dispersa tutta la loro gente: ma in
+tale frangente si offrirono come mediatori i capi delle arti e mestieri.
+Girolamo Gentile accettò la loro mediazione, facendo però sentire ai
+loro compatriotti che non tarderebbero a pentirsi d'avere perduta
+l'occasione di ricuperare la libertà. Chiese che gli si rimborsassero
+settecento ducati, che gli erano costati i suoi apparecchi, fatti,
+secondo egli diceva, pel vantaggio della repubblica. Dopo averli
+ricevuti dal tesoriere del pubblico, consegnò la porta ai capitani del
+popolo e si ritirò[55].
+
+ [55] _Ant. Galli de reb. Genuens. Comment., p. 268. — Uberti
+ Folietae Gen. Histor., l. XI, p. 632._
+
+Quando conobbesi a Milano questa singolare capitolazione, Galeazzo
+mostrossi fieramente adirato perchè si fosse rimborsato ad un capo di
+faziosi quel danaro ch'egli stesso confessava d'avere impiegato per
+isconvolgere lo stato. Non pertanto ratificò l'amnistia, ch'era stata
+pubblicata dal senato; e se covava in segreto il pensiero di rivocare a
+migliore opportunità questa grazia, non ebbe poi il tempo di farlo.
+Galeazzo non era privo di tutte le qualità che illustrarono suo padre;
+conosceva perfettamente la disciplina militare e la civile
+amministrazione del suo stato; ed aveva saputo stabilire nel Milanese
+una più rigorosa subordinazione che verun altro de' suoi predecessori. I
+tribunali facevano incorrotta giustizia, ed una severa polizia manteneva
+la pubblica sicurezza. Galeazzo parlava eloquentemente, ed aveva gentili
+e disinvolte maniere, e quando lo voleva, sapeva ad un'imponente maestà
+aggiugnere l'esteriore apparenza della bontà: ma ad un fasto stravagante
+univa un'illimitata cupidigia; era naturalmente perfido, e compiacevasi
+di mostrarsi tale particolarmente verso coloro, cui erasi mostrato più
+parziale, abbassandoli tanto più, quanto gli aveva a maggiori dignità
+innalzati; giammai non erasi mantenuto costante ne' suoi affetti, e
+potevasi presagire prossima e terribile la caduta di colui che vedevasi
+più favorito degli altri, ancor che questi non provocasse in verun modo
+il suo sdegno. Avidissimo di tutti i piaceri de' sensi, ed inclinato a
+disprezzare le costumanze e le leggi della società, portava la
+desolazione ed il disonore in tutte le famiglie[56]; e non pareva pago
+delle sue dissolutezze, se non erano condite dalla disperazione de'
+genitori o dei mariti, che aveva disonorati. Compiacevasi singolarmente
+nel farli ministri essi medesimi del loro disonore; abbandonava alle sue
+guardie le consorti rapite ai mariti, e faceva poi pubblico il loro
+oltraggio[57].
+
+ [56] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 268. — Bern. Corio Ist. Milan., p.
+ VI, p. 982._
+
+ [57] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 777._
+
+Tra coloro, le di cui case erano state da Galeazzo disonorate,
+trovavansi due giovani di nobile schiatta, Carlo Visconti e Girolamo
+Olgiati, di già predisposti dal loro precettore a detestare il giogo
+della tirannide. Erano essi amicissimi di Andrea Lampugnani, che il duca
+aveva ingiustamente spogliato del padronato dell'abbazia di
+Miramondo[58]: tutti e tre avevano udite le lezioni di Cola de' Montani
+di Gaggio, Bolognese, il quale circa il 1466 aveva aperta in Milano
+scuola di eloquenza. Si pretende che fosse stato prima maestro dello
+stesso Galeazzo, e che lo avesse più volte castigato colla severità
+praticata nell'antica educazione. Galeazzo, diventato sovrano, volle
+vendicarsi dei castighi sofferti nella sua infanzia con un'egual pena, e
+fece pubblicamente sferzare il maestro[59][60]. Montano detestava la
+tirannide anche senza quest'affronto. Nodrito nello studio
+dell'antichità, non trascurava veruna occasione di far notare ai suoi
+allievi, che tutte le virtù, ch'essi ammiravano ne' grandi uomini Greci
+e Romani, eransi sviluppate nella libertà; che una libera patria
+incoraggiava tutti i talenti, ogni genere d'energia, ed i progressi
+dello spirito, perchè ogni specie di grandezza ne' suoi cittadini veniva
+sempre impiegata pel vantaggio di tutti; mentre che un tiranno, geloso
+di ogni forza, di cui non potesse egli stesso disporre, occupavasi
+sempre a contenere, a comprimere, a distruggere i talenti, l'energia, la
+sublimità del carattere, che poteva un giorno adoperarsi contro di
+lui[61].
+
+ [58] _Machiavelli, l. VII, p. 349. — Allegretti Diari Sanesi, l.
+ XXIII, p. 777. — Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 254._ Ma il Ripamonti
+ attribuisce al Visconti ciò che gli altri attribuiscono al
+ Lampugnani. _Hist. Mediol., l. VI, p. 630._
+
+ [59] _Giovio elogi degli uomini illustri, l. III, p. 179. —
+ Tiraboschi, l. III, c. V, § 28, p. 95._
+
+ [60] Ecco una riprova di quanto ho avvertito in una precedente nota,
+ che le particolari passioni di odio e di vendetta sono d'ordinario
+ la vera causa delle congiure. _N. d. T._
+
+ [61] _Machiavelli, l. VII, p. 348. — Ubertus Folieta, l. XI, p.
+ 632._
+
+Voleva il Montani che i giovani gentiluomini, per rendersi degni della
+libertà, imparassero a comandare le armate. Aveva perciò persuasi
+l'Olgiati ed alcuni altri ad imparare l'arte della guerra sotto
+Bartolommeo Coleoni. I parenti di questi giovanetti, che più di loro
+temevano le fatiche ed i pericoli, eransi fieramente adirati contro il
+maestro d'eloquenza, che aveva renduti soldati i loro figli. Il Montani,
+perseguitato dai genitori, favoreggiato dagli scolari, era stato a
+vicenda esiliato, e richiamato; imprigionato, indi festeggiato; ma in
+particolar modo renduto caro ai suoi discepoli dalle persecuzioni che
+sostenute aveva per istruirli[62].
+
+ [62] _Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., l. III, c. V, § 28, p.
+ 956._
+
+Frattanto Galeazzo aveva spinto all'estremo l'odio del popolo coi
+crudeli supplicj nuovamente ordinati. Aveva fatte seppellir vive alcune
+sue vittime, altre sforzate ad alimentarsi d'escrementi umani, ed in tal
+modo fatte lentamente morire; aveva aggiunte feroci facezie ai supplicj
+che ordinava, e renduto più infame il disonore delle nobili matrone che
+aveva sedotte, prostituendole pubblicamente[63]. Girolamo Olgiati
+contava una sua in addietro carissima sorella tra le vittime della
+brutalità di Galeazzo. Misurando colla propria l'universale
+indignazione, cercò il Lampugnani, e gli propose di mettere fine ad una
+intollerabile tirannide col punire i delitti dello Sforza. Poco dopo si
+associarono Carlo Visconti, e si obbligarono con vicendevoli giuramenti.
+Tennero la prima loro conferenza ne' giardini di sant'Ambrogio. Tutte le
+circostanze di quest'avvenimento, e ciò che è più notabile, tutti i
+concetti del principale congiurato, ci vennero fedelmente conservati dal
+medesimo Olgiati in una relazione scritta pochi giorni dopo. «Uscendo da
+questa conferenza, egli scrive, entrai in Chiesa; mi gettai ai piedi
+della statua del santo vescovo che vi si venera, e feci questa
+preghiera: Grande sant'Ambrogio, sostegno di questa città, speranza e
+tutela del popolo di Milano, se il progetto che formarono i tuoi
+concittadini, i tuoi figliuoli per cacciare di qui la tirannide,
+l'impurità, la dissolutezza più mostruosa, è degno della tua
+approvazione, non ci manchi il tuo favore in mezzo agli accidenti ed i
+pericoli cui siamo vicini ad esporci per la liberazione della patria.
+Poi ch'ebbi pregato, mi recai di nuovo presso i miei compagni, e gli
+esortai a farsi coraggio, assicurandoli che io sentivo essersi in me
+accresciute la speranza e la forza dopo avere invocato a favore della
+nostra intrapresa il santo protettore della nostra patria[64]. Ne'
+susseguenti giorni ci andavamo esercitando nella scherma coi pugnali per
+acquistare maggiore destrezza, ed avvezzarci all'immagine del pericolo
+cui stavamo per esporci... La sesta ora della notte avanti il giorno di
+santo Stefano, destinato all'esecuzione, ci siamo riuniti un'altra
+volta, potendo accadere che più non fossimo per rivederci. Si fissò
+l'ora in cui entreremmo assieme in Chiesa, la parte che ognuno doveva
+eseguire, e tutte le particolarità dell'esecuzione, per quanto si
+potevano prevedere le cose, che dipendevano in parte dall'eventualità.
+All'indomani di gran mattino ci siamo portati nella chiesa di santo
+Stefano, e colà pregammo questo santo a proteggere la grande azione che
+dovevamo eseguire nel suo santuario, e a non isdegnarsi se lordavamo i
+suoi altari col sangue; poichè questo sangue serviva a liberare la città
+e la patria. In seguito alle preci che si contengono nel rituale di
+questo primo martire, ne recitammo un'altra composta da Carlo Visconti;
+finalmente assistemmo al sagrificio della messa, celebrata
+dall'arciprete di quella basilica, dopo la quale io mi feci dare le
+chiavi della casa dell'arciprete per ritirarci nella medesima[65].»
+
+ [63] _Josephi Ripamontii Hist. Mediol., l. VI, p. 657._
+
+ [64] Così di que' tempi abusavasi maliziosamente o di buona fede
+ della religione, chiamandola in soccorso di un attentato, che il
+ divino autore della medesima aveva altamente disapprovato, ordinando
+ di essere fedeli ed ubbidienti anche ai principi discoli. _N. d. T._
+
+ [65] _Confessio Hieronymi Olgiati morientis, apud Ripamontium
+ Histor. Med., l. VI, p. 649._
+
+I congiurati stavano in questa casa presso al fuoco, perchè un
+acutissimo freddo gli aveva obbligati ad uscire di Chiesa, quando il
+rumore della folla gli avvisò che giugneva il principe. Era il giorno
+dopo il natale 26 dicembre del 1476. Galeazzo, che pareva trattenuto da
+suoi presentimenti, non si era ridotto che di mal animo ad abbandonare
+il suo palazzo[66]. Egli non pertanto andava alla festa tra
+l'ambasciatore di Ferrara e quello di Mantova. Giovan Andrea Lampugnani
+gli si fece innanzi nell'interno della chiesa fino alla pietra
+degl'Innocenti, colla voce e colla mano sgombrando la folla. Quando gli
+fu affatto vicino, portò, quasi in atto di rispetto, la mano sinistra
+verso il berrettone che Galeazzo teneva in mano, pose un ginocchio a
+terra, in atto di chi volesse presentargli una supplica, e nello stesso
+tempo colla destra, nella quale teneva il pugnale nascosto entro la
+manica, lo ferì nel ventre da basso in alto. Nell'istante medesimo
+Girolamo Olgiati lo ferì nella gola e nel petto, e Carlo Visconti nella
+spalla ed in mezzo al dorso. Lo Sforza cadde tra le braccia degli
+ambasciatori che stavano al suo fianco, dicendo _oh Dio_! Così pronti
+erano stati i colpi, che gli ambasciatori medesimi ancora non sapevano
+ciò che fosse accaduto[67].
+
+ [66] Il patetico racconto che alcuni storici hanno fatto del
+ doloroso distacco di Galeazzo dai proprj figli nell'atto di
+ abbandonarli per andare alla chiesa di santo Stefano, ci fa quasi
+ scordare i suoi difetti. _N. d. T._
+
+ [67] _Ant. Galli de rebus Genuens., p. 269. — Machiavelli Ist., l.
+ VII, p. 354. — Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 633. — Ant. de
+ Ripalta An. Placen., t. XX, p. 952. — Diar. Parm. Anon., t. XVII, p.
+ 247. — Bern. Corio, p. VI, p. 980._ Era in allora questo storico tra
+ i paggi del seguito di Galeazzo.
+
+Nell'istante in cui fu il duca ucciso si fece nel tempio un violento
+tumulto: molti sguainarono le spade; gli uni fuggivano, altri
+accorrevano, niuno ancora sapeva quali fossero le forze o lo scopo dei
+congiurati. Ma le guardie del duca ed i suoi cortigiani, che avevano
+conosciuti gli uccisori, si fecero subito ad inseguirli. Il Lampugnani,
+volendo uscire di chiesa, entrò in un branco di donne, che stavano
+inginocchiate, e le loro vesti intricandosi ne' suoi speroni lo fecero
+cadere, ed in quell'atto fu raggiunto ed ucciso da uno scudiere moro del
+duca. Girolamo Olgiati uscì di chiesa e si presentò alla propria casa,
+ma suo padre non volle riceverlo, e gli fece chiudere le porte in
+faccia. Lo accolse un amico, in casa del quale non fu a lungo in sicuro:
+stava, com'egli stesso racconta, per uscirne, ad oggetto d'invitare il
+popolo ad una libertà, che i Milanesi da molto tempo più non
+conoscevano, quando udì le voci del popolaccio, che strascinava pel
+fango lo squarciato cadavere del suo amico Lampugnani: compreso da
+orrore, e perduto di coraggio, attese il fatale istante in cui fu
+scoperto. Venne assoggettato ad un'orribile tortura, durante la quale,
+colle lacerate membra e colle ossa slogate, dettò la circostanziata
+confessione che gli fu chiesta, ed a noi conservata dal Ripamonti, della
+sua congiura. Ma questa specie di confessione, scritta tra la tortura ed
+il supplicio per ordine de' suoi giudici e sotto gli occhi de' suoi
+carnefici, non è priva di quel coraggio e di quella fiducia nella
+giustizia della sua causa, che resero famosi i nomi di alcuni personaggi
+dell'antichità. Chiuse la confessione in tal modo. «Adesso, santa madre
+di nostro signore, e voi, o principessa Bona, io v'imploro, affinchè la
+vostra clemenza e la bontà vostra provvedano alla salute dell'anima mia.
+Domando soltanto che si lasci a questo miserabile corpo abbastanza
+vigore, onde possa confessare i miei peccati secondo i riti della
+chiesa, e subire in seguito la sorte che mi è destinata[68].»
+
+ [68] _Confessio Olgiati apud Ripamontium Hist. Med., l. VI, p. 630.
+ In Grævii Thesauro Rer. Ital., t. II._
+
+L'Olgiati contava in allora ventidue anni; fu condannato ad essere
+tenagliato e tagliato vivo a pezzi. In mezzo di così atroci tormenti un
+prete lo andava esortando al pentimento. «Io so, riprese l'Olgiati,
+d'avere meritate per molti falli queste pene, e più grandi ancora, se il
+debole mio corpo potesse sopportarle. Ma rispetto alla bella azione per
+cui muojo, questa solleva la mia coscienza; e lungi dal credere che per
+questa abbia meritata la presente pena, spero anzi che per essa il
+supremo giudice mi perdonerà gli altri miei peccati. Non per una
+colpevole cupidigia ho commessa tale azione, ma per solo desiderio di
+liberarci da un tiranno, che non potevamo più soffrire. Invece di
+esserne pentito, se io dovessi dieci volte rivivere per perire dieci
+volte tra gli stessi tormenti, non lascerei di consacrare le mie forze
+ed il mio sangue per così nobile oggetto[69].» Il carnefice,
+strappandogli la pelle del petto, gli fece mettere un grido; ma si
+rimise all'istante[70]. «Questa morte, disse in latino, è dura, ma
+eterna è la gloria! _mors acerba, fama perpetua; stabit vetus memoria
+facti_[71].»
+
+ [69] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 269. — Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 777. — Giovio elogi degli uomini illustri, l.
+ III, p. 180._
+
+ [70] Anche i delitti più atroci perdono l'aspetto loro proprio,
+ quando il fanatismo arriva a soffocare la ragione. _N. d. T._
+
+ [71] _Machiavelli, l. VII, p. 355. — Uberti Folietae Genuens. Hist.,
+ l. XI, p. 653. — Agost. Giustiniani Ann., l, V. f. 230._
+
+Il figliuolo primogenito del duca di Milano, Giovanni Galeazzo Sforza,
+non aveva in allora più di otto anni; pure fu riconosciuto senza
+difficoltà. Più non esistevano nel popolo que' sentimenti di libertà che
+i tre congiurati avevano creduto di far rivivere; e non si fece il più
+leggier movimento per rovesciare un governo, che più non era in istato
+di difendersi. I deputati di tutte le città d'Italia vennero a
+complimentare la duchessa Bona di Savoja, vedova di Galeazzo, e ad
+offrirle la loro assistenza per mantenerla sul trono col di lei
+figliuolo. Il papa le mandò due cardinali, incaricati di scomunicare
+coloro, che volessero tentare in Milano qualche novità[72]. Bona fu
+senz'ostacoli riconosciuta reggente. Fin qui il governo non era quasi
+cambiato, perchè l'anima di tutti i consigli continuava tuttavia ad
+essere Cecco Simonetta, calabrese, ch'era stato segretario e consigliere
+di Francesco Sforza, e che, dopo averlo servito con rara fedeltà, era
+pure stato il primo ministro di suo figlio, ed aveva co' suoi talenti e
+colle sue virtù celati i capricci e le stravaganze di questo tiranno.
+Era suo fratello quel Giovanni Simonetta, che scrisse con tanta eleganza
+e precisione la storia di Francesco Sforza. Godevano ambidue come
+letterati una riputazione poco minore di quella che si erano acquistata
+nella carriera politica. Avevano corrispondenza con tutti i dotti
+d'Italia; erano stati i ministri di tutte le grazie, che i due duchi di
+Milano avevano diffuse sui letterati, e conservansi tuttavia tra le
+lettere del Filelfo, del Decembrio, ed in altre scritture di que' tempi,
+i monumenti della protezione ch'essi accordavano agli studj[73].
+
+ [72] Bolla in data del 3 delle calende di marzo. _Annal. Eccl. 1477,
+ § I, p. 268._
+
+ [73] _Tirab. Stor. della Letter., l. I. cap. I, § IV, p. 18, secolo
+ XV._
+
+D'altra parte Galeazzo aveva lasciati cinque fratelli, che, durante la
+minorità di suo figliuolo, potevano pretendere di avere parte alla
+reggenza. I primi quattro, Sforza, duca di Bari, Lodovico il Moro,
+Ottaviano ed Ascanio, avevano di già risvegliata la diffidenza di
+Galeazzo, onde li teneva lontani da Milano. Quando ebbero avviso della
+sua morte, si affrettarono di ritornarvi, cercando di occupare
+un'autorità, cui, dicevano essi, il maggiore della loro casa aveva
+maggiore diritto che una femmina ed un ministro stranieri. Per celare la
+loro rivalità cercavano di far rivivere l'antico spirito del partito
+ghibellino. Dichiararonsi i protettori di quella fazione, cui la casa
+Visconti andava debitrice del suo innalzamento: accusarono la duchessa e
+Cecco Simonetta di parzialità per i Guelfi, e li costrinsero infatti a
+gettarsi tra le loro braccia; imperciocchè le famiglie, in addietro
+divise dalla lite dell'impero e della chiesa, conservavano l'antica
+rivalità, sebbene le cagioni de' vecchi odj più non esistessero. Per
+conciliare, se possibile fosse, le pretese de' fratelli Sforza e quelle
+della duchessa, si convenne, sulla proposizione fatta da Luigi Gonzaga,
+marchese di Mantova, che il consiglio di reggenza sarebbe formato in
+egual parte di Guelfi e di Ghibellini[74].
+
+ [74] _Diarium Parmense Anonym., t. XXII, p. 250._
+
+Quando si seppe in Genova la morte di Galeazzo, Giovan Francesco
+Pallavicini, luogotenente del duca, adunò il senato, onde persuaderlo a
+prevenire colla sua vigilanza le rivoluzioni che potrebbero eccitarsi da
+quest'avvenimento. Furono nominati dalla repubblica otto capitani del
+popolo, secondo praticavasi in tutte le difficili circostanze, e
+ragunate alcune truppe per tener in dovere i malcontenti[75].
+
+ [75] _Ant. Galli de reb. Genuens, p. 271. — Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. — P. Bizzarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. — Agost. Giustiniani, An. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Tutte le fazioni di Genova si mostravano egualmente desiderose di
+ritornare alla repubblica l'antica sua libertà. Gli Sforza per
+contenerle aveano avuta la precauzione di disperdere i loro capi per
+tutta l'Italia. Prospero Adorno trovavasi nelle prigioni di Cremona, i
+Fieschi erano ritenuti in Roma sotto la sopraveglianza del papa,
+esiliati erano i Fregosi e gli altri uomini potenti. Non pertanto i loro
+partigiani, privati di direttori, erano ovunque in movimento. Il 16
+marzo del 1477 gli amici dei Fieschi si avvicinarono alle mura di
+Genova, condotti da due giovani di quella famiglia, Giorgio e Matteo, i
+soli che il governo non avesse ancora allontanati, perchè di poco usciti
+dalla fanciullezza. Questi faziosi scalarono la città dalla banda di
+Carignano[76], chiamarono il popolo alla libertà, e vi eccitarono subito
+un vivissimo movimento; ma caddero nello stesso errore che aveva perduto
+Girolamo Gentile pochi mesi prima, tardarono troppo ad attaccare il
+pubblico palazzo; omai vedevansi da tutti abbandonati, quando Pietro
+Doria, soffocando ogni risentimento di famiglia, esortò coloro che gli
+stavano intorno a non perdere forse l'unica occasione di tornare la
+patria in libertà. Uscì nello stesso tempo dalle file del partito
+milanese e si trasse dietro il popolo genovese, onde la guarnigione si
+ritirò nelle due fortezze, e la città, vedendosi libera, nominò i suoi
+magistrati popolari.
+
+ [76] _Ant. Galli de Reb. Gen. p. 271. — Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. — P. Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. — Agost. Giustin. Ann. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Di già, avuta notizia di questa rivoluzione, Ibletto Fieschi, il vero
+capo della famiglia, aveva trovato modo di fuggire da Roma per venire a
+mettersi alla testa del suo partito, ed i Fregosi, con lui d'accordo, si
+andavano avvicinando alla loro patria, senza avere per altro il coraggio
+d'entrar in città. La reggenza di Milano sentì allora che non potrebbe
+salvare la sua autorità in Genova che per mezzo d'un capo di partito
+genovese. Simonetta fece uscire di prigione Prospero Adorno, gli offrì a
+nome del giovane duca di Milano il comando dell'armata destinata a
+soccorrere le due fortezze, purchè promettesse di scordar totalmente le
+sofferte ingiurie e di ristabilire in Genova, non la dispotica autorità
+del duca di Milano, ma la stessa limitata autorità accordata da un
+trattato a Francesco Sforza. Prospero Adorno lo promise[77], si pose
+alla testa d'un'armata di circa dodici mila uomini, adunata da Roberto
+da Sanseverino, da Lodovico il Moro e da Ottaviano Sforza, e marciò alla
+volta di Genova.
+
+ [77] _Ant. Galli p. 273. — Uberti Folietae, l. XI, p. 638. — Alb. de
+ Ripalta Annal. Placent., t. XX, p. 954. — P. Bizarro, l. XIV, p.
+ 340. — Ag. Giustiniani, l. V, f. 232._ Il Bizarro in questa
+ narrazione condanna l'Adorno, ed il Giustiniani lo difende.
+
+Volendo l'Adorno conciliare gl'interessi della sua patria e quelli del
+duca di Milano, egli ebbe bisogno d'infinite cautele per evitare una
+decisiva battaglia, che avrebbe ruinato o il proprio partito o la
+libertà della patria. Fece passare suo fratello Carlo Adorno nella
+fortezza del Castelletto, commettendogli di scendere in città, per
+iscacciare Ibletto dei Fieschi, nell'istante in cui egli medesimo si
+troverebbe impegnato in una scaramuccia coi Fregosi. I suoi ordini
+vennero rigorosamente eseguiti. Prospero combatteva contro i Fregosi a
+Promontorio ma senza spingere troppo avanti i suoi vantaggi, e suo
+fratello occupava intanto la città, e porta san Tommaso, che poteva
+dargli comunicazione coll'armata milanese[78]. Fu allora in particolare,
+che Prospero Adorno mostrò la sua moderazione e la sua destrezza; fece
+rimanere nell'accampamento le truppe del Sanseverino, ed entrò in città
+accompagnato soltanto dagli uomini della sua fazione. Questi andavano
+crescendo di numero di mano in mano ch'egli s'innoltrava; le strade
+risuonavano delle grida _viva gli Adorni e gli Spinola_, e niuno fra
+tanta gente pronunciava il nome del duca di Milano. Prospero, arrivato
+al palazzo, dichiarò che accordava l'impunità a tutti coloro che avevano
+preso parte alle ultime turbolenze; adunò il senato, che lo riconobbe
+per governatore; chiese un regalo di sei mila fiorini pei capi
+dell'armata; onde i cittadini, che prevedevano di essere aggravati di
+più gagliarde contribuzioni, pagarono lietamente, prima che spirassero
+tre giorni, così leggiera somma[79].
+
+ [78] _Ant. Galli, p. 276. — Uberti Folietae, l. XI, p. 639._
+
+ [79] _Ant. Galli de reb. Gen. p. 276. — Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 640. — P. Bizzarro Hist. Genuens., l. XIV, p. 343. — Agost.
+ Giustiniani, l. V, f. 223._
+
+E per tal modo il 30 aprile Genova tornò sotto la limitata signoria del
+duca di Milano. Roberto di Sanseverino vi entrò senz'armi con Lodovico
+ed Ottaviano, zii di Giovanni Galeazzo, e coi loro principali ufficiali;
+ne uscirono quasi subito per condurre la loro armata all'assedio di
+Savinione, castello dei Fieschi, posto negli Appennini. Per far levare
+l'assedio, Ibletto de' Fieschi raccolse cinque mila paesani: Giovan
+Battista Goano si affrettava di raggiugnerlo cogli abitanti della
+Polsevera, ma il Sanseverino ritrasse costoro con ingannatrici
+negoziazioni, e disperse l'armata di Goano. Quella d'Ibletto, avendo
+sofferto qualche perdita, ritirossi nelle montagne, e Savinione
+capitolò. Ibletto fece allora la pace coi generali milanesi, ai quali lo
+associarono la stessa attività e la medesima inclinazione per l'intrigo;
+onde, essendo ultimata la spedizione di Genova, Ibletto accompagnò il
+Sanseverino e gli Sforza a Milano[80].
+
+ [80] _Ant. Galli, p. 277. — Uberti Folietae, l. XI, p. 641. — P.
+ Bizarro, l. XV, p. 344._
+
+Gli ultimi erano ansiosi di tornare alla corte del loro nipote, per
+attentare alla autorità di Cecco Simonetta. Vedevano essi quest'accorto
+ministro esercitare sotto il nome della duchessa un'assoluta sovranità;
+alla cui volontà tutto era subordinato dalla superiorità de' suoi
+talenti e del suo carattere. Era invalsa sotto i due ultimi duchi
+l'abitudine di non resistergli; altronde i fratelli del duca, che
+manifestavano soltanto il desiderio di limitare il di lui potere,
+avevano forse di già formato il progetto di soppiantare lui ed il suo
+signore. Si assicura, che l'intenzione loro fosse quella di far perire
+la duchessa ed i due suoi figli, di dare a Lodovico il Moro il titolo di
+duca di Milano, ed a ciascheduno de' suoi fratelli la signoria di una
+città, a Roberto Sanseverino quella di Parma, e quella di Genova ad
+Ibletto de' Fieschi[81].
+
+ [81] _Diarium Parmense, t. XXII, p. 259._
+
+Per dare esecuzione a tali progetti avevano precipitosamente terminata
+la guerra della Liguria, e ricondotti a marcie sforzate alla volta di
+Milano la loro armata. Ma il Simonetta, che teneva aperti gli occhi
+sopra di loro, fece il 25 di maggio arrestare Donato de' Conti, il
+principale loro agente ed il depositario di tutti i loro segreti[82].
+
+ [82] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954._
+
+I fratelli Sforza trattenevansi a mensa cogli altri capi del loro
+partito, quando ebbero avviso dell'arresto di Donato dei Conti. Uscirono
+precipitosamente dal loro palazzo, chiamando il popolo alle armi; subito
+molta gente si adunò intorno a loro, e gli ajutò ad impadronirsi di
+porta Tosa. Roberto di Sanseverino ed Ottaviano Sforza vollero attaccare
+il palazzo, ed affezionarsi il popolaccio, abbandonandogli il tesoro ed
+il magazzino del frumento, che trovavansi nel medesimo. Il duca di Bari
+e Lodovico il Moro vi si opposero. Di già la duchessa, ch'erasi
+rifugiata nella cittadella, aveva promesso di lasciare in libertà Donato
+de' Conti; ma in questo frattempo i di lei amici le furono tutti
+intorno, e gli amici dei suoi cognati si andavano scoraggiando. Roberto
+di Sanseverino, Ibletto ed Ottaviano tentarono nuovamente d'ammutinare
+il popolo, scorrendo la città, e facendo gridare: _a morte i
+forestieri!_ Ma i fratelli Simonetta, che venivano indicati sotto tal
+nome, non erano dai Milanesi odiati, e nissuno prese le armi.
+All'indomani tutti questi capi uscirono di buon mattino dalla città per
+la porta di Vercelli. Roberto da Sanseverino ed Ibletto de' Fieschi non
+si fermarono, finchè non si credettero in salvo nel territorio d'Asti.
+Giunti al confine di quello stato, Ibletto, oppresso dalla fatica, entrò
+in un albergo per riposarsi, e vi fu arrestato. Roberto andò più oltre,
+e si pose sotto la protezione del duca d'Orleans. I fratelli Sforza
+erano fuggiti per diverse strade. Ottavio, più degli altri formidabile
+pel suo turbolento carattere, perì nel passaggio dell'Adda, ove si dice
+che annegasse nell'attraversarla a nuoto; ma altri assicurano che fu
+ucciso sulla sponda dai satelliti del Simonetta, che lo inseguivano. I
+suoi fratelli furono condannati all'esilio con sentenza della reggenza;
+il maggiore, Sforza, ebbe ordine di risiedere nel ducato di Bari, di cui
+portava il titolo, Lodovico in Pisa ed il cardinale Ascanio in Perugia.
+A tale condizione venne assegnata a cadauno di loro una pensione di
+dodici mila ducati[83]. Il sesto fratello, Filippo Sforza, rimase solo a
+Milano, perchè non aveva presa parte nelle pratiche de' fratelli, e si
+era anzi posto dalla banda della duchessa e del Simonetta[84].
+
+ [83] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954, 955. — Bern.
+ Corio Istor. Milan., p. VI, p. 987. — Ant. Galli de Reb. Genuens.,
+ p. 278._
+
+ [84] _Ant. Galli, p. 278._
+
+Allorchè si annunciò a Sisto IV la morte di Galeazzo Sforza, aveva
+esclamato: «la pace d'Italia oggi è perita con lui[85]!» Infatti
+quest'imponente potenza, che forzava al riposo tutto il settentrione
+dell'Italia, era distrutta. Genova e Milano si trovavano di bel nuovo in
+balìa delle guerre civili: crollava la lunga alleanza che Francesco
+Sforza aveva contratta colla repubblica fiorentina; più non esisteva il
+contrappeso che il ducato di Milano opponeva all'ambizione di Ferdinando
+re di Napoli; aperto era il campo a nuove politiche combinazioni; e noi
+vedremo in breve quello stesso papa, che lagnavasi della perduta pace
+d'Italia, spargere i semi di una nuova guerra, ed accrescere la generale
+confusione.
+
+ [85] _Jos. Ripamontii, l. VI, p. 750. — Bernardino Corio, p. 983._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXV.
+
+ _Congiura de' Pazzi._
+
+1478.
+
+
+La repubblica di Firenze andava sempre più scostandosi dalla generale
+politica dell'Italia e dell'Europa. Ella più non pensava a frenare gli
+ambiziosi progetti di Ferdinando e di Sisto IV; non ajutava i Veneziani
+nella loro guerra contro i Turchi, nè i Genovesi a ricuperare la loro
+libertà, oppure la duchessa reggente di Milano o i fratelli Sforza,
+rivali di lei, nella loro lite per il supremo potere. A Firenze si
+andavano succedendo i magistrati senza che la loro amministrazione
+venisse illustrata da verun fatto di qualche importanza; onde il
+minuzioso storico, Scipione Ammirato, appena trova in sei anni da
+riempire quattro pagine, ed il suo silenzio attesta il languore ed il
+turpore universale[86]. I due fratelli Medici, giunti a matura
+giovinezza, riponevano ogni loro ambizione nel sostituire in ogni cosa
+la loro autorità personale a quella della repubblica. I Fiorentini,
+diffidando degl'intrighi che spesso accompagnano le elezioni, avevano
+creduto di ottenere una rappresentanza più eguale, lasciando in arbitrio
+della sorte i loro magistrati; ma a questa forma d'elezione, di tutte la
+più democratica, i Medici avevano sostituita la più arbitraria di tutte
+le oligarchie. Nominavano essi medesimi cinque elettori o
+_accoppiatori_, e questi facevano i gonfalonieri ed i priori senza
+consultare il popolo, e senza che più si conservasse verun legame tra i
+magistrati ed i loro rappresentanti. Siccome la signoria era ancora
+troppo numerosa per essere facilmente mantenuta obbediente, i Medici
+avevano accresciuto il potere del gonfaloniere a spese de' priori, suoi
+colleghi, di cui prima non era che il presidente. I Medici li chiamavano
+soli alle loro deliberazioni, e gl'incaricavano di dare gli ordini a
+nome di un corpo ch'essi omai più non degnavansi di consultare. La
+commissione straordinaria, chiamata _balìa_, non doveva, secondo le
+antiche costumanze, crearsi che ne' tempi di turbolenze, per sottrarre
+la repubblica ad un grande pericolo; ma i Medici l'avevano trasformata
+in un corpo permanente, cui attribuivano il simultaneo potere
+legislativo, amministrativo e giudiziario. Nè ciò bastava; essi la
+collocavano al di sopra della medesima sovranità nazionale; perciocchè
+le attribuivano poteri, che i popoli mai delegati non hanno ai loro
+sovrani. Così la balìa condannava senza processure gl'individui sospetti
+ai Medici, sostituiva alle imposte arbitrarie tasse, promulgava leggi
+retroattive, aggravava le antiche sentenze, assoggettava a nuove pene
+coloro che non avevano commessi nuovi delitti, e disponeva, senza
+renderne conto, di tutte le finanze. Fu veduta impiegare cento mila
+fiorini per salvare da un fallimento la casa di banco che Tommaso dei
+Portinari dirigeva a Bruges per conto di Lorenzo de' Medici. Altre somme
+in altre circostanze furono levate dalle pubbliche casse, per sovvenire
+ai bisogni dei capi dello stato, i quali avevano l'imprudenza di
+continuare, senza volervisi applicare ed ignorandone perfino i principj,
+le grandi speculazioni di banco con cui si era arricchito il loro avo. E
+per tal modo sarebbero stati in breve ruinati dal loro fasto e dalla
+loro incapacità, se non avessero potuto impiegare a loro profitto il
+danaro dello stato[87].
+
+ [86] _Scip. Ammirato Stor. Fior., l. XXIII, p. 111 a 114._
+
+ [87] _Ist. di Gio. Cambi, t. XXI, Deliz. Erud., p. 1-3._
+
+I Medici, innoltrandosi in tale maniera sulla strada della tirannide,
+avevano ciò nullameno in Firenze un numeroso partito, il quale era per
+una parte formato da alcuni cittadini di antiche famiglie, che con loro
+dividevano le magistrature e le pubbliche entrate, e che non si
+assicuravano di conservare senza di loro la propria importanza; in
+secondo luogo da tutti i letterati, poeti ed artefici, che Lorenzo e
+Giuliano attiravano in casa loro, colmandoli di onori e di regali, e
+trattandoli da eguali, mentre pretendevano separarsi da tutti gli altri;
+in ultimo ingrossava il loro partito il basso popolo, sempre allettato
+dai frequenti spettacoli e dalle feste loro date dai Medici. Il popolo
+non si accorgeva che veniva corrotto col suo proprio danaro, e che gli
+si prendeva con una mano ciò che fingevasi donargli coll'altra. Ma
+d'altra banda, malgrado le rivoluzionarie sentenze, che dopo il 1434
+avevano colpite per classe tutte quelle antiche ed illustri famiglie di
+Firenze, che avevano inondato di esiliati la Francia e l'Italia, e
+compresi nelle proscrizioni tutti i nomi storici della repubblica,
+l'intera massa degli antichi cittadini era tuttavia opposta ai Medici.
+Universali trasporti di gioja eransi manifestati dodici anni prima,
+quand'erasi renduto alquanto di libertà alle elezioni, ed un cupo
+abbattimento accompagnava da alcuni anni lo stabilimento della
+tirannide.
+
+Lorenzo de' Medici e suo fratello Giuliano non andavano perfettamente
+d'accordo nel loro sistema d'amministrazione. Il secondo, più dolce, più
+modesto, più disposto a vivere da eguale co' suoi concittadini, non era
+affatto quieto rispetto al calore, all'orgoglio ed alle violenze del
+fratello; onde studiavasi di trattenerlo colle sue esortazioni[88]. Ma
+Lorenzo, vedendo le famiglie dei Ricci, degli Albizzi, dei Barbadori,
+dei Peruzzi, degli Strozzi esiliate fino dal 1434, quella dei
+Machiavelli nel 1458, quelle degli Acciaiuoli, dei Neroni, dei Soderini
+nel 1466; e per ultimo quelle dei Pitti e dei Capponi spogliate del loro
+antico credito, cercava soltanto di adoperare in modo che veruna di
+queste potesse rialzarsi, veruna acquistare tali ricchezze o una tale
+considerazione che potesse adombrarlo; persuaso che fintanto che non
+lascerebbe avere alla moltitudine un capo, potrebbe senz'alcun rischio
+provocare il suo risentimento.
+
+ [88] _Jo. Mich. Brut. Hist. Florent., l. VI, p. 143._ — Alfieri
+ seppe valersi di quest'opposto carattere nella sua tragedia della
+ _Congiura dei Pazzi_.
+
+Tra le famiglie di cui i Medici potevano temere la rivalità teneva il
+primo luogo quella de' Pazzi. I Pazzi di Val d'Arno, lungo tempo
+compagni degli Ubaldini, degli Ubertini, dei Tarlati, erano antichi
+feudatarj ghibellini ed abitualmente in guerra colla repubblica
+fiorentina. Poichè l'ingrandimento di questa li consigliò ad abbandonare
+le loro fortezze per venire a vivere nella capitale, continuarono ad
+eccitare la diffidenza di una gelosa democrazia; vennero compresi nella
+classe de' magnati, e coll'ordinanza di giustizia esclusi da tutti
+gl'impieghi. Ma quando Cosimo de' Medici ebbe scacciata, nel 1434, la
+nobiltà popolare dal governo, sentì la necessità di rendersi forte
+coll'alleanza dell'antica nobiltà. A ciò mirando accordò a molti magnati
+il privilegio di entrare nella classe del popolo. La famiglia de' Pazzi
+fu una di quelle che accettò questo diritto di essere ascritta tra i
+borghigiani, da molti giudicato un degradamento, ed Andrea fu, nel 1439,
+il primo di questa famiglia che sedesse nella signoria. Ebbe Andrea tre
+figli, Antonio, Pietro e Giacomo, uno de' quali gli diede cinque nipoti,
+l'altro tre, e Giacomo il più giovane non si ammogliò[89]. Questa
+numerosa casa non era soltanto stata ammessa con un decreto nell'ordine
+del popolo, ma aveva inoltre prese le costumanze tutte dei popolani
+fiorentini. Eransi i Pazzi dati al commercio e la loro casa di banco
+veniva annoverata tra le più ricche e più riputate d'Italia. Non meno
+superiori ai Medici come mercanti, che come gentiluomini, non avevano
+bisogno per sostenersi, di volgere a loro profitto il danaro del
+pubblico.
+
+ [89] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 115._
+
+Cosimo de' Medici si era attaccato coi vincoli del sangue questa così
+ricca e numerosa famiglia, il di cui credito poteva riuscire molto utile
+o molto pericoloso. Aveva fatta sposare sua nipote, Bianca, sorella di
+Lorenzo e di Giuliano, a Guglielmo de' Pazzi, figlio di Antonio e nipote
+di Andrea[90]. Lorenzo aveva tenuta una politica tutt'affatto contraria,
+mirando a ruinare quella famiglia, o per lo meno ad impedire
+l'accrescimento della sua fortuna; e perchè Giovanni dei Pazzi, cognato
+di sua sorella, aveva sposata l'unica figlia ed erede di Giovanni
+Borromei, cittadino a dismisura ricco, Lorenzo fece emanare una legge,
+quando venne a morte il Borromei, in forza della quale i nipoti di sesso
+maschile erano preferiti alle figlie nell'eredità di un padre morto _ab
+intestato_, e diede a questa legge un effetto retroattivo, sicchè il
+Pazzi perdette l'eredità di suo suocero, che non aveva creduto
+necessario di fare un testamento in favore dell'unica sua prole[91].
+
+ [90] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Jo. Mich. Bruti. Hist.
+ Flor., l. VI, p. 140._
+
+ [91] _Machiavelli Ist., l. VIII, p. 361. — Jacopo Nardi Istor.
+ Fiorentina, l. I, p. II._ Fa osservare che a' suoi tempi questa
+ legge era tuttavia in vigore. _Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 142._ Il
+ signor Roscoe, dissimulando la precisa natura di quest'ingiustizia,
+ suppone che spetti ad un'epoca in cui Lorenzo, ancora giovinetto,
+ era lontano dalla patria; ed adduce per prova queste frasi d'una
+ lettera di Luigi Pulci a Lorenzo de' Medici, del 22 aprile 1465. «Ho
+ chiamata più volte felicissima questa tua partenza, acciò che tu non
+ abbi commesso peccato ad ajutare nella sua petizione nuovamente
+ affermata quello con che l'_amico di Val d'Arno_ del Corno, voleva
+ entrare nell'orto del Borromeo per le mura; ovvero con che egli pota
+ le pergole, quando non v'aggiugne d'appiè, col suo pennatuzzo.» Io
+ non intendo abbastanza queste facezie in gergo del volgo, ma non so
+ se il signor Roscoe le intendesse meglio di me. In ogni caso
+ quand'anche si supponga che qui si tratti di Giovanni Borromei, che
+ l'amico di Val d'Arno sia un Pazzi, perchè i Pazzi erano stati
+ signori di Val d'Arno, che queste muraglie di giardino da scalarsi,
+ questo pennato da tagliare le viti, abbiano un senso figurato, e non
+ facciano piuttosto allusione ad imprese pur troppo reali di giovani
+ di diciassett'anni, si tratterebbe pur sempre d'una intrapresa,
+ nella quale Lorenzo de' Medici sarebbe stato compagno dell'amico di
+ Val d'Arno, e sarebbe riuscito, per esempio come il suo matrimonio,
+ non già di un'intrapresa diretta a spogliare quest'amico, la di cui
+ petizione, egli dice, è stata confermata. Rendonsi necessarie più
+ fondate supposizioni per distruggere la testimonianza di due storici
+ quasi contemporanei, ed una legge lungo tempo esistente. Dobbiamo
+ metterci in guardia contro un partigiano che scrive per la propria
+ fazione, contro un adulatore di un principe che scrive per il suo
+ sovrano, ed ancora contro un cittadino, che cerca di dare risalto
+ alla gloria della sua patria: ma potevasi sospettare che a
+ trecent'anni ed a trecento leghe di lontananza, un esperto scrittore
+ impiegherebbe la più vasta erudizione per ingannare sè stesso e gli
+ altri intorno all'importanza, ai diritti ed alle virtù del suo
+ 'eroe? _Roscoe Life of Lorenzo, cap. IV. 182._ Merita poi
+ osservazione che un dotto italiano, monsignor Fabroni, non abbia in
+ tanti luoghi raddrizzati i giudizj del biografo inglese.
+
+Di tre figliuoli d'Andrea Pazzi, il solo che ancora vivesse era Jacopo,
+che non aveva avuto moglie. Nel 1469 era stato gonfaloniere di
+giustizia, ed il popolo l'aveva creato cavaliere, ma dopo quest'epoca
+Lorenzo de' Medici erasi adoperato per escludere i Pazzi dalla signoria,
+ad eccezione di Giovanni, cognato di sua sorella, che aveva seduto una
+sol volta tra i priori nel 1472[92]. Quest'esclusione era tanto più
+offensiva, che a quest'epoca eranvi nove uomini di questa famiglia in
+età d'esercitare le magistrature; che questi occupavano il primo rango
+tra i cittadini, e che tutte le elezioni dipendevano unicamente da
+Lorenzo de' Medici.
+
+ [92] Vedasi il Priorato. _Delizie degli Eruditi, t. XX, p. 140 e
+ seguenti._
+
+Francesco Pazzi, il maggiore de' cognati di Bianca de' Medici, non potè
+più oltre soffrire che un uomo prendesse il luogo della patria, che
+accordasse o ricusasse come un favore ciò che a tutti era dovuto, e che
+esigesse riconoscenza da coloro cui egli ne andava debitore, poichè si
+rendeva potente col loro credito e s'arricchiva col loro danaro. Egli
+andò a soggiornare in Roma, ove teneva uno de' principali suoi banchi di
+commercio; papa Sisto IV lo scelse per suo banchiere di preferenza ai
+Medici, e questo pontefice, come suo figlio Girolamo Riario, formarono
+bentosto con lui intime relazioni.
+
+Quanta era la gelosia che i cittadini fiorentini nudrivano contro la
+casa dei Medici, altrettanto era l'odio che covavano contro la medesima
+Sisto IV e Girolamo Riario, risguardandolo quale potente ostacolo ai
+loro progetti d'ingrandimento. Non aveva Sisto dimenticati gli ajuti
+dati a Niccolò Vitelli, signore di Città di Castello, nè la lega formata
+nel nord dell'Italia, nè le negoziazioni intavolate da Lorenzo per
+impedire che Girolamo Riario facesse l'acquisto d'Imola. Girolamo dal
+canto suo temeva che alla morte del papa i Medici non lo spogliassero
+facilmente d'una sovranità che sarebbe mancata d'appoggio; onde
+desiderava rendere a Firenze la sua libertà, per porsi in appresso sotto
+la protezione di questa repubblica. Francesco de' Pazzi, che
+familiarmente conversava con Sisto e col Riario, avvelenava il loro odio
+coll'unione del proprio, ed andava con loro cercando i mezzi di mettere
+fine ad un'usurpazione che ogni giorno acquistava maggior vigore[93].
+
+ [93] _Nic. Macchiavelli, l. VIII, p. 359._
+
+La passata storia della repubblica non permetteva di sperare alcuna
+buona riuscita dai tentativi degli emigrati, che anzi un'esterna
+aggressione, lungi dallo scuotere il governo, lo rendeva più stabile,
+dandogli cagione d'imprigionare o d'esiliare i suoi segreti nemici, e
+d'impiegare le forze dello stato con maggiore energia. Affatto inutile
+vedevasi pure lo sperimento di una riforma legale, perciocchè quando
+pure si fosse trovato fra tanta corruttela de' consiglj un uomo
+abbastanza coraggioso per riclamare a nome delle leggi il mantenimento
+della libertà, il suo attaccamento alla buona causa non avrebbe avuto
+altro risultamento che l'immediata sua ruina. I Medici più non erano
+sottomessi alle leggi, nè a verun tribunale, ed ogni ricorso contro di
+loro non avrebbe servito che ad indicar loro nuove vittime. Un subito
+sollevamento in città riusciva ugualmente impraticabile, perchè la
+vigilanza del governo avrebbe ai Pazzi impedito di adunare armati nella
+propria lor casa i cittadini del loro partito, o i contadini dei loro
+poderi. E quando ancora si fossero potuti celare ai Medici i primi
+movimenti di un ostile attruppamento, trovandosi essi padroni del
+palazzo, delle porte della città e di tutti i luoghi forti, ed essendo
+loro clienti tutti i giudici e tutti i magistrati, sarebbersi rovesciate
+addosso ai loro nemici tutte le forze militari dello stato e tutto
+l'imponente apparato della giustizia. Altra via perciò non restava a
+scegliersi che quella di una congiura; perciocchè si era ben sicuri,
+che, spenti i due Medici, i cittadini, che tremavano innanzi a loro, si
+affretterebbero di condannarne la memoria e di riconoscere come un atto
+della pubblica vendetta l'attentato de' loro uccisori. Il recente
+esempio della congiura di Milano, lungi dallo scoraggiare i cospiratori,
+poteva ispirar loro confidenza, perchè aveva dimostrato come fosse
+facile il privare di vita un tiranno; che se il popolo di Milano non si
+era dopo il fatto sollevato, poteva allegarsi che riconosceva Galeazzo
+Sforza, comunque odioso per i suoi mali portamenti, per suo legittimo
+sovrano, mentre i Medici non osavano essi medesimi di confessare
+apertamente che si credevano di un rango superiore a quello degli altri
+Fiorentini.
+
+Gli spiriti erano di già esacerbati da vicendevoli offese, ed i nemici
+dei Medici di già si disponevano a congiurare, quando recenti ingiurie
+loro procurarono alleati che non isperavano. Dall'una parte essendo
+morto Filippo de' Medici, arcivescovo di Pisa, Sisto IV gli sostituì
+Francesco Salviati, parente di un Jacopo Salviati, che i Medici avevano
+fatto dichiarare ribelle[94]. Essi ricusarono di riconoscere il nuovo
+prelato, e gli negarono il possesso del suo arcivescovado. D'altra parte
+Carlo di Montone, figliuolo di Braccio, uno de' ristauratori dell'arte
+militare in Italia, essendosi egli stesso guadagnata qualche riputazione
+nelle armi, volle tentare di ricuperare l'autorità che suo padre ebbe in
+Perugia. Terminata la sua condotta coi Veneziani, era passato a Firenze,
+dove aveva ragunate alcune compagnie d'uomini d'armi. Ma quando aveva
+saputo che i Fiorentini avevano rinnovata la loro alleanza con Perugia,
+aveva rinunciato alla sua intrapresa contro quella città, e rivolte le
+sue armi contro la repubblica di Siena, colla quale Firenze non era in
+guerra, ma che pure desiderava di vedere umiliata. Carlo di Montone,
+nella state del 1477, prese molti castelli ai Sienesi, dai quali
+riclamava il pagamento di un debito contratto verso suo padre; e perchè
+aveali trovati non apparecchiati a difendersi, erasi lusingato di
+sottomettere questa repubblica; ma i Fiorentini avevano bensì permesso
+di recare qualche danno ai loro vicini che non amavano, ma non volevano
+perciò che si accendesse una guerra ai loro confini: sforzarono quindi
+Montone ad abbandonare la sua intrapresa, ma la repubblica di Siena non
+lasciò per questo di conservare un profondo risentimento per essere
+uscita dagli stati fiorentini l'armata che aveva invaso il loro
+territorio[95]. Per vendicarsi strinse alleanza col papa e col re di
+Napoli[96], mentre dal canto suo Sisto IV adunò una piccola armata ai
+confini dello stato fiorentino, sotto colore di assediare il castello di
+Montone e di castigare in tal modo il capitano, che aveva di fresco
+turbata la tranquillità[97].
+
+ [94] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 359. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 116. — Conjurationis Pactianae Comm. Politiani, p. 6._
+
+ [95] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 114. — Nic. Machiavelli, l. VII,
+ p. 346._
+
+ [96] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 782._
+
+ [97] _Nic. Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich. Bruti, l. VI,
+ p. 146._
+
+Frattanto tra Francesco de' Pazzi e Girolamo Riario si convenne di
+mandare ad esecuzione il progetto del cambiamento del governo di Firenze
+e dell'uccisione dei Medici; e ne diedero parte all'arcivescovo Salviati
+che sapevano irritato da fresche ingiurie, e che realmente abbracciò con
+ardore il mezzo che gli offrivano di vendicarsi. Francesco Pazzi venne
+poscia a Firenze per associare alla congiura suo zio Jacopo, il capo
+della famiglia; ma egli vi trovò più difficoltà che non aveva creduto.
+Giovan Battista di Montesecco, condottiere abbastanza riputato ai
+servigj del papa, e confidente di Girolamo Riario, venne pure spedito
+presso questo vecchio magistrato per persuaderlo. Il Montesecco era
+venuto in Toscana quale incaricato di una finta negoziazione con Lorenzo
+de' Medici, e prima di partire aveva avuto un'udienza dal papa, che
+offriva tutte le sue forze in appoggio della congiura[98]. Fu
+quest'adesione del papa alla trama, che finalmente strascinò Jacopo dei
+Pazzi; acconsentì in allora di stare a quanto per lui farebbe suo nipote
+in Roma. In fatti Francesco vi era tornato per maturare i suoi progetti
+di concerto col papa, col conte Riario e coll'ambasciatore di
+Ferdinando, che dal canto suo prometteva una possente cooperazione. Si
+convenne che sotto pretesto di attaccare Montone, si adunerebbe
+un'armata pontificia nello stato di Perugia; che Lorenzo Giustini di
+Città di Castello, il rivale di Niccolò Vitelli, farebbe leva di
+soldati, sotto colore di proseguire la sua lite; che Gian Francesco di
+Tolentino, uno de' condottieri del papa, passerebbe colla sua truppa in
+Romagna, e che Francesco de' Pazzi, l'arcivescovo Salviati e
+Giambattista di Montone tornerebbero a Firenze per accrescere il numero
+de' congiurati, e trovare l'istante di opprimere nello stesso tempo i
+due fratelli[99].
+
+ [98] _Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 146._
+
+ [99] _Machiavelli, l. VIII, p. 366._
+
+Tra coloro che si obbligarono ad assecondare il Pazzi ed il Salviati,
+contavasi Jacopo, figlio di quel Poggio Bracciolini, celebre scrittore,
+cui andiamo debitori di una storia fiorentina; e lo stesso Jacopo era
+autore di alcune erudite opere[100]. Vi si trovavano inoltre due Jacopi
+Salviati, fratello l'uno, l'altro cugino dell'arcivescovo; Bernardo
+Bandini e Napoleone Francesi, giovani audacissimi ed affatto ligi alla
+casa dei Pazzi; Antonio Maffei, prete di Volterra e notajo apostolico, e
+Stefano Bagnoni, altro prete che insegnava la lingua latina ad una
+figlia naturale di Jacopo Pazzi. Tutti i membri della famiglia di
+quest'ultimo non presero parte alla trama; Renato uno de' cinque
+fratelli, figlio di Pietro, ricusò con fermezza di entrarvi e ritirossi
+in campagna onde non essere confuso coi cospiratori[101].
+
+ [100] _W. Roscoe, Life of Lorenzo, c. V, p. 185. nota._
+
+ [101] _Machiavelli, l. VIII, p. 367. — Politianus Conjur. Pactianae
+ Comment., p. 8-9._
+
+Il papa aveva mandato all'università di Pisa Raffaele Riario, nipote del
+conte Girolamo, giovanetto di soli diciott'anni, che il 10 dicembre del
+1477 fu creato cardinale. Il suo innalzamento a questa nuova dignità
+doveva essere festeggiato. Pensarono i congiurati che ciò appunto
+offrirebbe una facile occasione di unire nello stesso luogo Lorenzo e
+Giuliano de' Medici, onde ucciderli assieme; ed era necessario che i due
+fratelli fossero assaliti nello stesso tempo, altrimenti la morte
+dell'uno avrebbe avvisato l'altro di porsi in guardia. In conseguenza il
+papa scrisse al cardinale Riario di fare tutto quanto gli ordinerebbe
+l'arcivescovo di Pisa, e questi pochi giorni dopo fece venire il
+cardinale a Firenze. Jacopo de' Pazzi gli diede una festa nella sua
+villa di Montughi, lontana un miglio dalla città. Vi aveva invitati i
+due fratelli Medici, ma Giuliano non eravi andato. Non intervenne nè
+meno ad una festa data al cardinale da Lorenzo a Fiesole; all'ultimo si
+seppe che non troverebbesi pure a quella che Lorenzo destinava a Riario
+nella sua casa di città il 26 aprile del 1478. Allora solamente si
+determinò d'assalire lo stesso giorno i due fratelli nella cattedrale,
+dove il cardinale Riario dovea udire la messa, e dove i Medici mal
+potevano dispensarsi d'assistere con lui al divino servigio[102].
+
+ [102] _Machiavelli, l. VIII, p. 368. — Scip. Ammirato, l. XXIV, p.
+ 117. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 148._
+
+Francesco de' Pazzi e Bernardo Bandini s'incaricarono d'uccidere
+Giuliano. Risguardavasi la parte loro come la più difficile, perchè
+questo giovane, naturalmente timido, portava sempre una corazza sotto le
+vesti; era stata data la commissione di uccidere Lorenzo a Giovan
+Battista Montesecco. Il Montesecco ne aveva di buon grado assunto il
+carico, quando il fatto doveva aver luogo in tempo d'un banchetto, ma
+quando fu cambiato il luogo dell'esecuzione, e seppe che in chiesa ed in
+tempo della messa doveva uccidere un uomo cui era legato da relazioni di
+ospitalità, dichiarò di non sentirsi capace di aggiugnere al tradimento
+il sacrilegio. Gli scrupoli di questo militare furono cagione della
+cattiva riuscita della congiura; perchè più non trovavansi tra i
+congiurati che preti, che l'abitudine del vivere in chiesa rendesse
+indifferenti rispetto al luogo in cui si trovavano, e non fossero
+atterriti dall'idea del sacrilegio[103]. Fu dunque forza d'incaricare di
+ferire Lorenzo lo scrivano apostolico, Antonio di Volterra, e Stefano
+Bagnoni, parroco di Montemurlo. Il momento fissato fu quello in cui il
+prete, alzando l'ostia, le due vittime, stando a ginocchio, chinerebbero
+il capo, e non potrebbero vedere gli assassini. Le campane della messa
+dovevano far conoscere agli altri congiurati, incaricati d'attaccare il
+palazzo del pubblico, l'istante del sagrificio. L'arcivescovo Salviati
+co' suoi, e Giacomo, figlio di Poggio Bracciolini, dovevano rendersi
+padroni della signoria e forzarla ad approvare un assassinio di già
+eseguito[104].
+
+ [103] _Parumper Haesitatum est, cum obtruncando Laurentio miles
+ delectus, et multa emptus mercede, negaret sese in loco sacro caedem
+ ullam perpetraturum, deinde alio negotium suscipiente, qui
+ familiarior, ut pote sacerdos, et ob id minus sacrorum locorum
+ metuens. — Ant. Galli de reb. Genuens., t. XXIII, p. 282._
+
+ [104] _Machiavelli, l. VIII, p. 369. — Politiani Comment., p. 11._
+
+I congiurati stavano di già in chiesa, vi erano arrivati Lorenzo ed il
+cardinale, la folla riempiva la chiesa, il divino sagrificio era
+cominciato, ed ancora Giuliano non compariva. Francesco de' Pazzi e
+Bernardo Bandini andarono a cercarlo, e gli fecero sentire che la sua
+presenza era omai necessaria; nello stesso tempo, in atto motteggevole,
+passarono le loro braccia a traverso al suo corpo per verificare se
+aveva la corazza. Ma Giuliano, che soffriva d'un male di gamba, non
+aveva presa veruna armatura, ed aveva pure, contro il suo costume,
+lasciato il suo coltello da caccia, perchè gli batteva contro la gamba
+inferma. Intanto Giuliano, entrato in chiesa, s'accostò all'altare; due
+congiurati tenevansi vicini a lui; due altri presso di suo fratello, e
+la folla che li circondava, dava loro ragionevole pretesto di stringersi
+più presso ai Medici. Il prete alzò l'ostia, ed all'istante Bernardo
+Bandini ferì col suo pugnale Giuliano nel petto, il quale dopo aver
+fatto qualche passo cadde a terra. Francesco de' Pazzi gli fu addosso e
+lo percosse replicatamente con tanto furore, che nello stesso tempo ferì
+sè medesimo gravemente in una coscia. Nel medesimo istante i due preti
+attaccavano Lorenzo: Antonio da Volterra, appoggiando la mano sinistra
+sopra la di lui spalla, volle ferirlo nel collo; ma Lorenzo si distrigò
+rapidamente, ed avviluppatosi il mantello intorno al braccio sinistro
+per farsene scudo, sguainò la spada e si difese coll'ajuto de' suoi due
+scudieri, Andrea e Lorenzo Cavalcanti. L'ultimo fu ferito, e lo stesso
+Lorenzo lo era egli pure leggermente nel collo, quando i due preti si
+scoraggiarono e presero la fuga. Per lo contrario Bernardo Bandini,
+lasciando già morto Giuliano, corse verso Lorenzo, ed uccise Francesco
+Nori, che gli tagliava la strada. Lorenzo erasi ricoverato in sagristia
+co' suoi amici. Il Poliziano ne chiudeva le porte di bronzo, mentre
+Antonio Ridolfi succhiava la ferita del suo padrone e la medicava.
+
+Frattanto gli amici dei Medici dispersi nel tempio adunaronsi colle
+spade sguainate innanzi alla porta della sagristia, chiedendo che si
+aprisse e che Lorenzo si mettesse alla loro testa. Questi, temendo
+d'essere ingannato da queste grida, non ardiva aprire, finchè Sismondi
+della Stufa, giovane a lui affezionatissimo, salito per la scala
+dell'organo ad una finestra di dove poteva vedere l'interno della
+chiesa, osservò da un lato Giuliano, di cui Lorenzo ignorava la sorte,
+steso a terra intriso nel proprio sangue; dall'altro lato potè
+assicurarsi che coloro che chiedevano d'entrare erano i veri amici dei
+Medici. Allora si aprirono le porte, e Lorenzo si pose fra di loro per
+recarsi alla sua casa[105].
+
+ [105] _Conjur. Pactianae Comm., p. 13 e 14. — Comment. di Ser
+ Filippo Nerli, l. IV, p. 54._
+
+I congiurati non avevano disposte altre forze in chiesa per isnidare le
+vittime dai loro asili, lo che probabilmente non sarebbe stata
+malagevole cosa; ma le avevano disposte tutte per impadronirsi del
+palazzo pubblico. Sapevano in fatti che la moltitudine non giudica che
+all'ingrosso, e che riconoscerebbe per depositarj della sovrana autorità
+i vincitori, qualunque si fossero, tostocchè li vedrebbe circondati
+dalle guardie della signoria e seduti sul tribunale. L'arcivescovo erasi
+portato al palazzo coi Salviati suoi parenti, con Jacopo Bracciolini e
+con una truppa di minori congiurati, quasi tutti Perugini. Lasciò in sul
+primo ingresso parte de' suoi satelliti con ordine di occupare la porta
+principale, tostocchè udirebbero del rumore: altri seco condusse fino
+all'appartamento occupato dai membri della signoria, loro ordinando di
+stare nascosti in cancelleria per non dare sospetto. Ma questi spinsero
+per di dentro la porta, che si trovò chiusa a molla in modo che più non
+poteva aprirsi senza chiave; onde questo corpo di congiurati, il più
+necessario a tutta l'azione, rimase nella impossibilità di prendervi
+parte.
+
+Frattanto l'arcivescovo Salviati era entrato presso il gonfaloniere, col
+pretesto di avergli a comunicare qualche cosa per parte del papa. Questo
+primo magistrato era in allora quello stesso Cesare Petrucci, ch'era
+stato poc'anzi sorpreso a Prato da Bernardo Nardi, ed era stato in
+pericolo di essere ucciso in quella congiura. Dopo questo avvenimento
+era diventato più diffidente d'ogni altro, ed inoltre osservò che
+l'arcivescovo, parlando, era talmente disturbato, che le parole che
+balbettava quasi non avevano senso. Il Salviati mutava spesso colore,
+volgevasi verso la porta, tossiva come volesse dare qualche segno, e non
+sapeva contenere la propria agitazione. Cesare Petrucci lanciossi egli
+stesso alla porta, e vi trovò Giacomo Bracciolini, cui, preso pei
+capelli, rovesciò a terra, e diede in guardia ai suoi sergenti. Chiamò
+nello stesso tempo i priori a difendersi, ed attraversando con loro la
+cucina del palazzo, prese uno spiedo, col quale si pose di guardia alla
+porta della torre, ove la signoria si ritirò. Intanto i sergenti
+chiusero le diverse porte de' corridoj del palazzo, ed attaccarono
+sparsamente i congiurati, la maggior parte de' quali eransi da sè chiusi
+in cancelleria. Tutti coloro che avevano seguito il Salviati nel piano
+superiore, furono bentosto arrestati, ed immediatamente uccisi o gittati
+a basso dalle finestre. Ma l'altra banda de' congiurati, rimasta
+all'ingresso principale, erasene resa padrona; e nel momento del
+tumulto, quando gli amici dei Medici accorsero in folla al palazzo per
+soccorrere la signoria, i congiurati difesero la porta e sostennero per
+qualche tempo una specie d'assedio[106].
+
+ [106] _Machiavelli, l. VIII, p. 373. — Conjurat. Pactianae Comment.,
+ p. 15. — Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 118. — Diar. Parmense, t. XXII,
+ p. 278._
+
+Tra coloro che si erano incaricati dell'uccisione de' Medici, i due
+preti ch'eransi vilmente dati alla fuga, vennero inseguiti dagli amici
+dei Medici e fatti a pezzi. Bernardo Bandini, quando vide in salvo
+Lorenzo e ferito Francesco Pazzi e che il popolo dichiaravasi contro di
+lui, conobbe la sua fazione perdente, ed uscì subito di città e si pose
+in salvo. Francesco Pazzi, tornato a casa sua, si sentì talmente
+indebolito dal sangue che aveva perduto per la ferita fattasi da sè
+medesimo, che non poteva sostenersi a cavallo. Rinunciando adunque a
+correre la città per chiamare il popolo alla libertà, siccome aveva
+ideato di fare, pregò Giacomo Pazzi, suo zio, a fare le sue veci. Questi
+malgrado l'estrema sua vecchiaja si pose alla testa di un centinajo
+d'uomini raccolti in casa sua per tale motivo, e marciò verso la piazza
+del palazzo invitando i cittadini, cui presentavasi l'opportunità di
+tornare liberi, a prendere le armi; ma niuno lo raggiunse, mentre che i
+priori dall'alto del palazzo ch'essi occupavano gli lanciavano addosso
+delle pietre. Suo cognato Serristori, che scontrò solo sulla strada, gli
+rinfacciò il tumulto ch'egli cagionava in Firenze, e lo consigliò a
+ritirarsi. Giacomo de' Pazzi, non ricevendo soccorso da veruna banda, si
+volse colla sua truppa verso una porta della città, ed uscì, prendendo
+la via di Roma[107].
+
+ [107] _Machiavelli, l. VIII, p. 375. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 152._
+
+Lorenzo, ritiratosi nella propria casa, non aveva presa ancora veruna
+misura per fermare i cospiratori; aveva abbandonata la sua vendetta al
+popolo, la quale perciò non fu che più crudele. Il gonfaloniere, Cesare
+Petrucci, irritato pel corso pericolo, fece strozzare alle finestre del
+palazzo l'arcivescovo Salviati, il di lui fratello, il cugino e Jacopo
+Bracciolini. Perirono pure tutti coloro che lo avevano seguito, tranne
+un solo che si era nascosto sotto un mucchio di legni. Quando venne
+scoperto dopo quattro giorni si risguardò come bastantemente punito
+dalla sofferta fame e dalla paura. Intanto il popolo furibondo andava in
+traccia di tutti coloro che avevano mostrata qualche opposizione
+all'ambizione dei Medici, o qualche relazione d'amicizia coi congiurati.
+Tostocchè gli veniva denunciata qualche vittima era subito uccisa e
+strascinato il di lei cadavere per le strade[108]; le squarciate sue
+membra portavansi sulle lance ne' diversi quartieri della città; questa
+frenetica sete di vendetta non si poteva mai spegnere. Il giovane
+cardinale Riario, che nulla sapeva della cospirazione, erasi posto in
+salvo sull'altare, ove a stento era stato difeso dai preti. Francesco
+Pazzi, strappato fuori del letto, su cui dalla sua ferita era stato
+costretto a gettarsi, venne condotto al palazzo senza che gli si
+permettesse di vestirsi, e fu strozzato come l'arcivescovo ad una
+finestra. Lungo la strada tutti gli strappazzi del popolo non gli
+cavarono di bocca una sola parola; guardava con occhio immobile i suoi
+concittadini che tornavano in ischiavitù e sospirava[109]. Guglielmo de'
+Pazzi erasi rifugiato nella casa di Lorenzo, suo cognato, e fu salvato
+dalle preghiere di Bianca de' Medici sua sposa. Renato dei Pazzi,
+ch'erasi più giorni avanti ritirato in villa per non aver parte alcuna
+nella rivoluzione, volle per altro fuggire, quando seppe che la
+rivoluzione era scoppiata; ma conosciuto sotto il mentito abito di
+contadino, che aveva preso, venne arrestato e condotto a Firenze ove fu
+appiccato. Fu pure arrestato Giacomo dei Pazzi dai montanari nel
+passaggio degli Appennini; li supplicò di ucciderlo subito, e gli offrì
+perciò anche un premio, ma li trovò inflessibili e fu appiccato con suo
+nipote Renato. Era già il quarto giorno dopo la congiura, ed in tutto
+questo tempo il popolaccio erasi bagnato nel sangue. Più di settanta
+cittadini, colpevoli o sospetti d'aver avuto parte nella trama, erano
+stati sbranati e le loro membra strascinate per le strade[110]. Il corpo
+di Jacopo de' Pazzi fu più volte esposto a tanta indegnità; era stato
+prima messo nel sepolcro de' suoi antenati, ma perchè si pretese
+d'averlo udito bestemmiare nell'atto di morire, abitudine che aveva da
+lungo tempo contratta, si attribuirono le dirotte pioggie de'
+susseguenti giorni al trovarsi il cadavere di un bestemmiatore in
+terreno sacro. Venne disumato per essere seppellito lungo le mura; ma i
+fanciulli lo trassero ancora da questa seconda sepoltura per
+istrascinarlo molto tempo per le strade, avanti di gettarlo in Arno. A
+Giovan Battista di Montesecco fu troncato il capo dopo un lungo
+interrogatorio, nel quale diede notizia della parte che il papa aveva
+avuta nella cospirazione. Bernardo Bandino, senza fermarsi nella sua
+fuga, aveva cercato ricovero in Costantinopoli, ma colà Lorenzo de'
+Medici ebbe abbastanza influenza per farlo arrestare. Il sultano
+Maometto II lo consegnò, e Bandino, ricondotto in Firenze il 14 dicembre
+del susseguente anno, fu appiccato alle finestre del bargello il 29
+dicembre del 1479[111].
+
+ [108] _Comment. del Nerli, l. III, p. 55._
+
+ [109] _Machiavelli, l. VIII, p. 376._
+
+ [110] Assicura l'Allegretti, che ne' susseguenti giorni si fecero
+ ancora morire più di duecento persone. _Diarj Sanesi, p. 784._
+
+ [111] _Strinatus apud Adimarum, in notis ad Conjurat. Pactianae
+ Comment., p. 56. — Ann. Bonon. Hieron. de Bursellis, t. XXIII, p.
+ 902._ Questo storico lo chiama Bernardo di Bandino Baroncelli. In
+ fatti Bandino è in Toscana nome di battesimo; pure tutti gli altri
+ prendono Bandini per nome di Famiglia.
+
+Gli storici fiorentini, che scrissero sotto i Medici, fecero de' Pazzi
+il più svantaggioso ritratto. Poliziano loro ascrive tutti i vizj, anche
+i più incompatibili: vengono generalmente accusati d'eccessivo orgoglio;
+Francesco lasciavasi accecare dalla collera, ed appunto in tale
+traviamento si ferì da sè stesso, credendo ferire il suo nemico. Era
+Jacopo dedito al giuoco, ed aveva l'abitudine di bestemmiare, per altro
+era uomo assai caritatevole; e consacrava parte delle sue entrate al
+soccorso de' poveri e ad arricchire le chiese. Per timore di avvolgere
+nella propria sventura coloro che avevano qualche credito verso di lui,
+aveva pagati tutti i suoi debiti la vigilia del giorno fissato
+all'esecuzione della congiura, ed aveva consegnate ai loro proprietarj
+tutte le mercanzie che teneva in dogana per altrui conto[112].
+
+ [112] _Machiavelli, l. VIII, p. 378._
+
+Sebbene i congiurati non avessero ottenuto l'intento loro, la posizione
+di Lorenzo de' Medici era sempre pericolosa assai. Le truppe, adunate
+nella valle del Tevere sotto Lorenzo Giustini, ed in Romagna sotto Gian
+Francesco di Tolentino, erano di già entrate nel territorio di Firenze;
+ma, avendo udito il disastro dei Pazzi, eransi ritirate senza lasciarsi
+raggiugnere dalle truppe della repubblica. Intanto il re Ferdinando
+mandava altre truppe, che di già avevano passato il Tronto, ed aveva
+renduta pubblica la sua alleanza col papa e colla repubblica di Siena.
+Questa lega aveva scelto per suo generale il duca d'Urbino, Federico di
+Montefeltro, ed aveva dichiarata la guerra, non già alla repubblica
+fiorentina, ma al solo Lorenzo de' Medici, che non volevasi confondere
+colla sua patria. Nello stesso tempo il papa intimava la scomunica alla
+repubblica fiorentina, se entro un mese, da incominciarsi col primo di
+giugno, giorno della pubblicazione della bolla, ella non consegnava ai
+tribunali ecclesiastici Lorenzo de' Medici, il gonfaloniere, i priori e
+gli otto della balìa con tutti i loro fautori, ond'essere puniti secondo
+l'enormità del loro delitto[113]. Consisteva questo delitto nell'avere
+portate le mani sopra un ecclesiastico. «Perchè i cittadini, dice il
+papa, erano tra di loro venuti a qualche dissensione civile e privata,
+questo Lorenzo coi priori di libertà ec..... avendo interamente scosso
+il timore di Dio, e trovandosi infiammati di furore, vessati da
+diabolica sugestione, e trasportati come cani da insensata rabbia,
+infierirono con tutta possibile ignominia contro persone ecclesiastiche.
+Oh dolore! oh inaudito delitto! portarono le violenti mani sopra un
+arcivescovo, e lo appiccarono pubblicamente alle finestre del loro
+palazzo[114].»
+
+ [113] _Bulla Sixti IV apud Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 10, p. 273._
+
+ [114] _Ivi, § 9, p. 272._
+
+Il papa non si difese intorno all'aver avuto parte nella congiura, e non
+cercò in alcuna bolla di smentire quest'accusa; per lo contrario i
+Fiorentini confessarono il loro torto d'avere fatto morire l'arcivescovo
+di Pisa ed i preti congiurati, che erano soggetti soltanto alla
+giurisdizione ecclesiastica; cercarono di calmare il papa
+assoggettandosi alle sue censure, e restituirono la libertà al cardinale
+Riario[115]. Tanta moderazione fu inutile; il dieci delle calende di
+luglio una seconda bolla fulminò contro di loro più gravi pene: proibì
+ai fedeli di avere comunicazione di veruna sorta con loro, ruppe le
+precedenti alleanze, vietò a tutti gli stati di contrarne di nuove, ed
+impedì ad ogni militare di mettersi al loro soldo[116].
+
+ [115] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [116] _Ann. Eccl 1478, § 12, p. 273, — Diarium Parmense, p. 279._
+
+Intanto i Fiorentini si apparecchiavano a respingere colle armi
+l'attacco onde erano minacciati, ed il 13 di giugno crearono, secondo
+l'antica costumanza, i decemviri della guerra[117]. Spedirono nello
+stesso tempo a tutti i principi cristiani una relazione della congiura;
+chiesero col mezzo de' loro ambasciatori i soccorsi del duca di Milano e
+della repubblica di Venezia in forza della loro alleanza[118]: adunarono
+in Firenze un concilio provinciale di tutti i prelati toscani, loro
+domandarono una protesta contro la sentenza di Sisto IV, ed un appello
+della sua scomunica ad un concilio ecumenico[119]. Pubblicarono altresì
+l'autentica confessione del Montesecco, onde togliere qualunque dubbio
+rispetto alla parte che il papa aveva avuta nella cospirazione, e
+mandarono questo documento col loro appello all'imperatore, al re di
+Francia ed ai principi sovrani della Cristianità[120]. Finalmente per
+sottrarre Lorenzo dei Medici ad attentati simili a quello da cui era
+uscito salvo, la signoria accordò alla sua persona una guardia di dodici
+uomini[121]. I monarchi d'Europa potevano difficilmente apprezzare i
+motivi de' cittadini fiorentini per metter fine all'usurpazione della
+casa de' Medici. Essi di già risguardavano i due fratelli come legittimi
+sovrani, ed una congiura contro di loro sembrava un attentato contro la
+maestà dei troni. Altronde senza esaminare i diritti che potevano avere
+i congiurati, la condotta del papa, il quale si associava a costoro per
+soddisfare l'odio e la cupidigia di un nipote, che passava per suo
+figlio, loro sembrava sempre scandalosa. Quindi il re di Francia,
+l'imperatore Federico, i Veneziani, il duca di Milano e quello di
+Ferrara minacciarono Sisto IV di ritirarsi dalla sua ubbidienza, se
+proseguiva a turbare la Cristianità con un'ingiusta guerra. Lodovico XI
+richiamò le dispute intorno alla prammatica sanzione; volle trattenere
+le annate, dacchè i tesori ch'esse portavano a Roma venivano impiegati
+nel fare la guerra ai Cristiani, non a difenderli contro i Turchi. Citò
+inoltre Sisto IV ad un concilio che diede voce di volere adunare in
+Orleans, poi in Lione, ma che non ebbe mai luogo[122]. In ultimo mandò
+ambasciatore a Firenze il celebre storico Filippo di Comines, per dare
+maggiore importanza ai Medici con larga promessa di protezione[123].
+
+ [117] I dieci della guerra nominati in questa occasione furono
+ Lorenzo de' Medici, Tommaso Soderini, Luigi Guicciardini, Bongiani
+ Gianfigliazzi, Piero Minerbetti, Bernardo Buongirolami, Roberto
+ Lioni, Gedo Serristori, Antonio Dini e Niccolò Fedini. _Scip.
+ Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [118] _Machiavelli, l. VIII, p. 385._
+
+ [119] Il signor Roscoe ha pubblicata questa protesta, che forse non
+ venne giammai formalmente sanzionata dal concilio toscano. _Appen.
+ N.º 27, p. 114-153._
+
+ [120] Fu pure pubblicata dal signor Roscoe, _N.º 28, p. 154-172_. M.
+ F. H. Egerton pubblicò in Parigi (il 25 marzo del 1814 in 4.º) una
+ lettera della signoria di Firenze a Sisto IV in data del 21 luglio
+ 1478. Questa lettera è nobile, soda ed elegantemente scritta.
+
+ [121] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 123._
+
+ [122] _Ann. Eccl. 1478, § 13, p. 274._
+
+ [123] _Mémoires de Phil. de Comines, l. VI, ch. V. — Collect. Univ.
+ des Mémoires, t. XII, p. 40._
+
+I più saggi fra i cardinali vedevano con dolore compromessa l'autorità
+pontificia dall'inconsiderazione di un papa; ma credevano assai più
+importante di salvarla, che di costringere Sisto IV ad ascoltare i
+consiglj della prudenza e della giustizia. In una delle sue ultime
+lettere[124] il cardinale di Pavia scriveva al papa: «So che recasi
+presso di noi per parte del re di Francia un ambasciatore riputato assai
+nelle Gallie, la di cui commissione è oltremodo orgogliosa. È incaricato
+di sottrarre i Francesi all'ubbidienza della santa sede, e di appellare
+ad un concilio se non si revocano le censure pronunciate contro i
+Fiorentini, se coloro che hanno ucciso Giuliano, quegli ancora che
+approvarono questo assassinio, non vengono puniti; e per ultimo se non
+rinunciamo alla guerra da poco cominciata.... Frattanto che potremmo noi
+fare di più vergognoso, qual maggior piaga, qual morte più crudele
+potremmo noi arrecare all'autorità di Roma, che di rivocare la nostra
+sentenza, prima ancora che asciutto sia l'inchiostro con cui fu vergata.
+Il solo flagello accordatoci da Dio per la nostra conservazione ci
+caderebbe di mano, il bastone apostolico più non avrebbe forza di
+rompere i vasi inutili; la potenza secolare avrebbe in allora un rifugio
+contro le censure, e ciò che la debolezza nostra avesse una volta
+abbandonato, più ricuperarlo non potrebbe il nostro coraggio.»
+
+ [124] Il cardinale di Pavia morì l'11 settembre del 1479.
+
+Il cardinale propose in seguito al pontefice di acquistar tempo con
+evasive risposte, di promettere di ricevere i Fiorentini in grazia, ove
+manifestassero pentimento; ma di dichiarare di non lo poter fare che in
+un'assemblea di tutti i cardinali, la quale assemblea era impossibile
+durante la peste; di ritenere sotto lo stesso pretesto della peste gli
+ambasciatori francesi in luogo lontano dalla corte; per ultimo di
+seguire l'esempio dello stesso re di Francia, che talvolta aveva
+differita un anno intero la risposta ai legati di Roma. «Se il re,
+soggiugne egli, acconsente, com'è probabile, a questi indugi, voi avrete
+tempo di atterrare le armi de' vostri nemici, e Dio nella sua
+misericordia spesso ci concede inaspettati soccorsi: se il re non si
+acquieta, saranno a lui imputabili tutte le conseguenze della sua
+impazienza.... Allora vostra santità confidisi interamente in Dio;
+quegli che regna nei cieli è più grande di quegli che vive sulla terra.
+Il primo sostenne i suoi sacerdoti ne' più gravi travagli, non verrà
+loro meno ne' minori pericoli: altronde i nostri nemici combatterebbero
+per il peccato, noi contro il peccato; essi vorrebbero la nostra
+perdita, e noi altro non vogliamo che la loro salute e la loro vita: in
+così diversa situazione, e quando così giusta è la nostra causa, senza
+dubbio che noi dobbiamo tutta in Dio riporre la nostra speranza[125].»
+
+ [125] _Card. Papiensis Epist. 693, 16 julii 1478. — Ann. Eccl. 1478,
+ § 16, p. 274._
+
+I consiglj del cardinale di Pavia vennero adottati. Sisto IV differì
+fino al 27 gennajo seguente ad accordare la prima udienza agli
+ambasciatori francesi; ed anche allora non diede loro un positivo
+riscontro; disse che avrebbe incaricato un suo legato di portare a
+Lodovico XI l'espressione de' suoi sentimenti; frattanto soggiunse che
+aveva con dispiacere veduto questo monarca prestar fede a Lorenzo ed a'
+suoi complici, piuttosto che a quegli che ha ricevuta la sua autorità da
+Dio medesimo, e che a lui solo deve renderne conto; poichè sta scritto
+nelle sacre carte: «L'orgoglioso, che non vuole ubbidire all'ordine del
+pontefice che rende un culto al suo Dio, deve morire per sentenza del
+giudice. Così tu toglierai il male dalla terra d'Israello; il popolo
+vedendolo rientrerà nel timore, e niuno più non si gonfierà di vano
+orgoglio[126].» Mentre il papa addormentava co' suoi indugi e con
+ambigue risposte la lega che pareva formarsi contro di lui, proseguiva
+vigorosamente la guerra intrapresa in Toscana.
+
+ [126] _Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 18, 19, p. 275. Ex Archiv. MS.
+ Vaticani._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVI.
+
+ _Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. — Genova ricupera la sua libertà. — Continuazione e
+ fine della guerra di Venezia contro i Turchi_.
+
+1478.
+
+
+La condotta d'una cospirazione richiede sempre un certo grado di
+dissimulazione, ed ancora di falsità; gli uomini contro i quali vengono
+diretti somiglianti attentati, lagnansi frequentemente con amarezza
+della perfidia di coloro ch'essi avevano risguardati come loro amici;
+essi scordano le loro proprie offese, perchè coloro che sonosene
+vendicati non ne mostrarono risentimento, e chiedono di essere attaccati
+a viso scoperto e con armi eguali, mentre ch'essi medesimi si chiudono
+nelle fortezze, si circondano di guardie, ed armano una intera
+popolazione per difendersi. Ma perchè il rimprovero di dissimulazione
+non faccia torto alla riputazione dei cospiratori conviene che un
+eminente pericolo, un pericolo personale li giustifichi. Coloro che
+scagliano i loro colpi da un luogo sicuro, che potendo combattere colle
+armi dei principi adoperano invece il pugnale degli assassini, meritano
+essi soli l'obbrobrio che deve ricadere sul tradimento. I Pazzi ed i
+Salviati possono parer grandi e degni di rispetto, quand'ancora
+addormentano i Medici con false carezze, e che stringendoseli al seno in
+segno di amicizia, cercano sotto i loro abiti se queste vittime portano
+la corazza[127]; ma Sisto IV che benedice le armi de' cospiratori, e
+Ferdinando di Napoli che fa avanzare le sue armate per assecondarli;
+questo sommo pontefice e questo monarca, che violano essi stessi la
+legislazione, sotto la protezione della quale vivono, non meritano
+maggiore stima di que' vili, che pagano mercenarj assassini per appagare
+le loro vendette. Qualunque volta è aperto l'adito alla pubblica
+vendetta, rimane interdetta la privata. I vindici de' privati sono i
+tribunali, il tribunale de' sovrani è la guerra. I tribunali sono
+impotenti per difendere l'onore, infedeli quando converrebbe di
+difendere la libertà; fu perciò dall'opinione renduta ai cittadini la
+spada per difendere l'onore ne' duelli, e per ricuperare la libertà
+nelle legittime congiure[128]. I duelli, non altrimenti che le congiure,
+sono dall'onore vietati ai sovrani, che hanno un altro giudice
+nell'esperimento delle armi pubbliche.
+
+ [127] Cioè risguardati come cittadini di una patria libera, che
+ credono caduta sotto la tirannide di un privato, e che sperano di
+ ritornare nel primo suo stato colla morte dell'ingiusto oppressore.
+ Ma altri meno nobili motivi si erano ne' Pazzi associati a quelli di
+ amor di patria, ed il loro attentato, ed i mezzi tutti posti in
+ pratica per giugnere al loro fine, perdono quell'illusione che
+ accompagna il disinteressato amor di patria. _N. d. T._
+
+ [128] La cospirazione per essere legittima deve eseguirsi dalla
+ maggiorità della nazione, o dai suoi rappresentanti, contro
+ l'usurpatore del legittimo governo. Rispetto al duello possono
+ consultarsi i pubblicisti che hanno parlato _ex professo_. _N. d.
+ T._
+
+Forse Sisto IV nudriva grandi pensieri e vasti progetti per
+l'indipendenza d'Italia; senza apprezzarne la libertà, conosceva la
+potenza delle repubbliche; voleva assicurare alla penisola tutti i mezzi
+di respingere gli attacchi degli stranieri e de' barbari, riunendo la
+Lombardia alla Toscana sotto l'egida di governi renduti forti dalla
+confidenza e dall'amore dei popoli. Il piano che la sua mente aveva
+concepito, e che noi vedremo svilupparsi, era degno di un uomo di genio,
+e di un vero amico del suo paese; ma il carattere di questo papa
+corrompeva il suo spirito, e frammischiava la falsità e la perfidia a'
+suoi vasti concepimenti. Incapace di distinguere la virtù dal delitto,
+gli erano indifferenti tutti i mezzi d'esecuzione, ed egli disonorava i
+suoi progetti cogli strumenti che sceglieva per eseguirli. E per tal
+modo quando ancora si armava a favore della libertà, rendevasi odioso
+agli stessi repubblicani, facendo uso del potere della Chiesa,
+scandalizzava i cattolici e progettando l'indipendenza dell'Italia, era
+il primo ad esporla alle invasioni dello straniero.
+
+Sisto IV e Ferdinando eransi apparecchiati alla guerra, avanti che i
+Pazzi avessero scagliati i primi colpi contro i Medici. Per lo contrario
+i Fiorentini non avevano ancora un'armata, nè potevano formarla in
+sull'istante. Si andavano per loro assoldando in Lombardia tutti i
+capitani che cercavano di servire; ed avevano di già riuniti sotto i
+loro stendardi Niccolò Orsini, conte di Pitigliano, Corrado Orsini,
+Rodolfo Gonzaga, fratello del marchese di Mantova, i due suoi figliuoli
+ed altri capitani. Rispetto ai piccoli principi di Romagna, che tutti
+facevano il mestiere di _condottieri_, i Fiorentini erano stati
+prevenuti da Sisto IV, il quale aveva assoldati Federico, duca di
+Urbino, Roberto Malatesta, signore di Rimini, e Costanzo Sforza, signore
+di Pesaro. L'armata pontificia, renduta in tal modo assai numerosa,
+entrò con quella del duca di Calabria nelle terre della repubblica, nel
+mese di luglio[129]. I Fiorentini, non potendo tenere la campagna,
+distribuirono i loro soldati nelle terre murate poste ai confini dello
+stato di Siena e del ducato d'Urbino. Formarono inoltre un campo al
+Poggio Imperiale; ma era composto di altrettante truppe indipendenti
+quanti erano i condottieri che le comandavano; niuno voleva riconoscere
+l'autorità di un altro; disprezzati erano gli ordini de' commissari
+nominati dalla repubblica; ogni capitano riputavasi per lo meno eguale
+ai cittadini che sedevano nel consiglio, ed avrebbe creduto di far torto
+al proprio onore, ubbidendo agli ordini di un uomo, che i natali e la
+carica non facevano soprastare agli altri.
+
+ [129] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 121._
+
+Per ristabilire la subordinazione, i Fiorentini offrirono il comando
+dell'armata ad Ercole, duca di Ferrara, colla paga di sessanta mila
+fiorini in tempo di guerra e di quaranta mila in tempo di pace. Essi non
+vollero abbadare ai consiglj della repubblica di Venezia, che loro
+ricordava, che Ercole, avendo sposata una figlia di Ferdinando,
+combatterebbe con poco vigore contro il duca di Calabria suo
+cognato[130]. Lo stesso Ercole si mostrò lungo tempo indeciso, e
+soltanto il 30 agosto segnò il trattato coi commissarj fiorentini[131].
+
+ [130] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1209._
+
+ [131] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126._
+
+Intanto erano in luglio cominciate le ostilità: i duchi d'Urbino e di
+Calabria avevano guastato con estrema crudeltà il territorio fiorentino
+da loro occupato, avevano successivamente assediato Rencina, la
+Castellina, ragguardevole fortezza lontana otto miglia da Siena, e
+Radda. Sebbene si difendessero valorosamente, questi tre castelli
+dovettero capitolare a condizione di aprire le porte ai nemici, se non
+venivano soccorsi avanti un determinato tempo; l'armata fiorentina,
+informata di tale capitolazione, non aveva osato arrischiare una
+battaglia per liberarli[132]. In appresso i nemici avevano preso
+Mortajo, assediavano Brolio e minacciavano Cacchiano, quando finalmente,
+l'otto settembre, giunse a Firenze il duca di Ferrara. Il dodici andò a
+visitare il campo; ma frattanto Brolio s'arrese quasi sotto i suoi occhi
+ai nemici, i quali, in onta alla capitolazione che avevano segnata,
+saccheggiavano e bruciavano questo castello, come avevano poco prima
+saccheggiato e bruciato quello di Radda[133].
+
+ [132] _Diario Sanese di Allegretto Allegretti, p. 785. — Orlando
+ Malavolti Storia di Siena, p. III, l. III, f. 73._
+
+ [133] _Scipione Ammirato, l. XXIV, p. 127._
+
+Fino alla venuta del duca di Ferrara i Fiorentini avevano potuto dolersi
+di non avere un capo; ma non tardarono a pentirsi di averne scelto uno
+che mancava di talenti o di risolutezza, se pure non era segretamente
+d'accordo coi loro nemici. Erasi aspettato per dargli il bastone del
+comando l'istante fissato dagli astrologi, i quali lo avevano
+dilazionato fino al 27 di settembre, a dieci ore e mezzo, ossia alle
+sedici ore italiane. Aspettando che giugnesse il favorevole istante,
+Ercole aveva lasciato prendere Cacchiano in sua presenza, e lasciava
+assediare in Val di Chiana Monte Sansovino, una delle più importanti
+piazze poste ai confini, poichè signoreggiava l'ingresso del piano
+d'Arezzo e di Cortona, di Val d'Ambra e di Val d'Arno[134].
+
+ [134] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 128._
+
+Il duca di Ferrara ora aveva che dire coi commissarj fiorentini, ora coi
+proprj ufficiali; mai non trovava luogo abbastanza sicuro per
+accamparsi, ricusava di avvicinarsi ai nemici, ed invece affrettavasi di
+fare con loro un armistizio a svantaggiosissime condizioni,
+acconsentendo che, durante l'armistizio, il duca d'Urbino continuasse
+l'assedio di Sansovino. Avendo quest'armistizio cessato alla fine
+d'ottobre, il duca di Ferrara propose di porre Sansovino nelle mani d'un
+terzo, per dar tempo di cominciare altre negoziazioni; suggerì pure
+altri espedienti che tutta disvelavano la debolezza del suo carattere, o
+la sua mala fede, e ricusò costantemente di venire a battaglia per
+liberare gli assediati, sebbene le sue forze fossero press'a poco eguali
+a quelle dei nemici, avendo con lui sette mila uomini di cavalleria e
+sei mila pedoni, mentre il duca d'Urbino aveva mille cavalli di più e
+due mila pedoni di meno[135]. Finalmente Sansovino s'arrese l'otto di
+novembre quasi in sugli occhi del duca di Ferrara; ed i nemici avendo
+presi i quartieri d'inverno tra Fojano, Lucignano ed Asinalunga in sui
+confini dello stato di Siena, il duca terminò dal canto suo questa
+vergognosa campagna, alloggiando le sue truppe tra Olmo e
+Pulicciano[136].
+
+ [135] Si cominciava a que' tempi a contare la cavalleria per
+ isquadroni, o _squadre_, per lo più di 75 uomini. Il duca d'Urbino
+ ne aveva 109, ed i Fiorentini 94. _Diarium Parmense, p. 289._
+
+ [136] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Allegretto Allegretti
+ Diari Sanesi, t. XXIII, p. 784._
+
+Non si può non essere maravigliati vedendo che Lorenzo de' Medici non
+presentossi mai nel campo fiorentino durante una guerra che la sua
+patria sosteneva per suo riguardo. Aveva permesso che l'armata fosse
+prima esposta agli inconvenienti dell'insubordinazione avanti la venuta
+del duca di Ferrara, poi della diffidenza e forse del tradimento dopo la
+di lui venuta, senza tentare di stabilirvi l'ordine, o di affrettarne le
+operazioni. Il governo e forse lo stesso Lorenzo non avevano troppa
+fiducia nei suoi talenti militari; ma i commissarj che la repubblica
+mandava all'armata non erano probabilmente più di lui bellicosi. Quando
+fu portato a Firenze il manifesto di Sisto IV e di Ferdinando, Lorenzo,
+vedendosi indicato come il solo nemico di questi due sovrani, aveva
+convocato un consiglio de' _richiesti_, cui erano stati invitati
+trecento cittadini. Aveva loro dichiarato di essere apparecchiato ad
+andare in esilio, in prigione, ed ancora alla morte, se la sua patria
+credeva doverlo sagrificare per sottrarsi all'attacco de' suoi nemici.
+Ma in pari tempo aveva fatto loro sentire che la loro prudenza e la loro
+perseveranza bastavano sole per resistere al turbine e giugnere al
+termine de' mali ond'erano minacciati. I Fiorentini, chiamati a questo
+consiglio, corrisposero a così generosa interpellazione, giurando di
+consacrare le sostanze loro e la vita in difesa di Lorenzo de'
+Medici[137].
+
+ [137] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 122. — Nicc. Machiavelli Istor.,
+ l. VIII, p. 380._
+
+Mentre i decemviri della guerra facevano nuove leve di soldati,
+raccoglievano munizioni, e rimontavano il materiale dell'armata, la
+repubblica mandava i suoi più esperti negoziatori alle potenze da cui
+poteva sperare soccorsi. Donato Acciajuoli, uno de' più riputati
+letterati del secolo, era stato incaricato dell'ambasceria di Francia;
+ma infermò e morì a Milano prima d'aver potuto giugnere alla corte di
+Francia, e gli fu dato per successore Guid'Antonio Vespucci[138]. Ma
+tutti gli attestati d'amicizia che Lodovico XI aveva dati alla
+repubblica fiorentina non dovevano avere alcun utile risultato. Questo
+monarca, vecchio ed infermo, temeva sempre che l'Europa si accorgesse
+del suo decadimento, e vi ravvisasse un pronostico dell'imminente suo
+fine; quindi cercava di occuparla con negoziazioni, di sorprenderla
+colle minacce, di mantener viva l'opinione della sua costante attività;
+e frattanto tenevasi lontano dall'entrare in intraprese che non avrebbe
+avuta la forza di condurre a fine[139]. I Sienesi, invano accarezzati
+dai Fiorentini, eransi scopertamente dichiarati pei loro nemici. I
+Lucchesi, sempre gelosi de' potenti loro vicini, erano egualmente
+disposti a dichiararsi contro Firenze, e Pietro Capponi, figliuolo di
+Neri, mandato per ambasciatore a Lucca, potè a stento mantenerli
+neutrali con concessioni d'ogni genere[140]. Giovanni Bentivoglio, che
+in Bologna occupava press'a poco lo stesso rango che il Medici a
+Firenze, restavasi inattivo, sebbene fosse alleato di Lorenzo. Nè di lui
+più attivo era Manfredi, signore di Faenza. Di ciò n'erano forse cagione
+i Veneziani, i quali per non accendere una guerra in Romagna eransi
+formalmente opposti al progetto di questi due signori di attaccare il
+principato d'Imola posseduto da Girolamo Riario.
+
+ [138] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126. — Jo. Mich. Bruti Hist.
+ Florent., l. VII, p. 167._
+
+ [139] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VI, c. VII, p. 53._
+
+ [140] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Nicc. Machiavelli, l.
+ VIII, p. 392._
+
+Tutta la speranza del Medici e dei Fiorentini stava adunque riposta
+nell'alleanza coi due stati di Milano e di Venezia: ma i Veneziani,
+pretestando la dichiarazione degli alleati di fare la guerra a Lorenzo
+de' Medici, non alla repubblica fiorentina, protestarono di non essere
+tenuti alla difesa di particolari cittadini nelle private loro liti.
+Altronde si trovavano tuttavia impegnati in una disastrosa guerra coi
+Turchi, ed in quest'anno medesimo avevano tremato per una formidabile
+invasione. La reggenza di Milano assecondava di buona fede il governo
+fiorentino, ma il re di Napoli per privarlo di così potente ausiliario
+aveva trovato il modo d'occupare la duchessa Bona più seriamente ne'
+proprj stati.
+
+Ferdinando si fece da principio a trattare con Prospero Adorno, che
+continuava a governare Genova a nome del duca di Milano, ma che nel
+precedente anno si era mostrato quasi non meno diffidente de' suoi
+ausiliarj milanesi che de' proprj nemici. Ferdinando gli offriva
+d'ajutarlo a ristabilire i Genovesi nell'antica loro dipendenza, e gli
+mandava per quest'oggetto due galere con grosse somme di danaro. La
+duchessa Bona, avuto subito avviso di questa pratica, incaricò il
+vescovo di Como di andare a prendere le redini del governo di Genova.
+Questi si portò in quella città senza accompagnamento e travestito; ed
+avendo adunato il senato in san Siro, gli comunicò le lettere del
+principe, che richiamavano Prospero, e lo nominavano in sua vece
+governatore[141]; ma non si attentò di fare la stessa dichiarazione nel
+palazzo pubblico, nè di chiedere l'investitura prima d'avere adunati
+alcuni soldati. Prospero Adorno approfittò di quest'indugio, chiamò i
+suoi partigiani, tutti quegli ancora che nelle precedenti fazioni si
+erano mostrati affezionati alla libertà di Genova; fece da costoro
+nominare sei capitani del popolo, scelti tra i borghesi e gli artigiani
+e, cambiato il titolo di governatore in quello di doge, proclamò
+l'indipendenza della sua patria[142].
+
+ [141] _Anton. Galli de Reb. Gen., p. 284. — Diar. Parm., t. XXII, p.
+ 281. — Uberti Folietæ Gen. Hist., l. XI, p. 642. — P. Bizarri Hist.
+ Gen., l. XV, p. 346. — Agost. Giustiniani, l. V, f. 237._
+
+ [142] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 285. — Uberti Folietæ, l. XI, p.
+ 643._
+
+Ma l'armata dei Milanesi non occupava soltanto le fortezze, si era
+inoltre trincerata nelle isole delle case più vicine, di modo che ebbe
+luogo ogni giorno nelle strade qualche scaramuccia. Le famiglie nobili
+parevano tutte favorevoli al dominio dei duchi di Milano; ed i Doria e
+gli Spinola si erano anzi chiusi nelle fortezze, per correre la medesima
+sorte della guarnigione. Cadauno di que' magnifici palazzi, che fin
+d'allora avevano a Genova meritato il titolo di superba, era attaccato e
+difeso coll'artiglieria. Prospero Adorno invitò Roberto di Sanseverino,
+di que' tempi rifugiato in Asti, a venire a mettersi alla testa dei
+Genovesi, e Roberto avidamente colse l'occasione di combattere la
+reggenza di Milano cui erasi a stento sottratto. Dal canto suo Luigi
+Fregoso, che due volte era stato doge di Genova, condusse nel porto
+della sua patria sette galere napolitane con un piccolo numero di
+soldati[143].
+
+ [143] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 286. — Uberti Folietæ Gen. Hist.,
+ l. XI, p. 644. — Ann. Placent. Ant. de Ripalta, t. XX, p. 956. — P.
+ Bizarri Hist. Gen., l. XV, p. 348. — Agost. Giustiniani, l. V, f.
+ 238._
+
+Sentiva la reggenza di Milano di quanta importanza fosse la difesa di
+Genova, prima che le sue fortezze fossero prese dal popolo; e perchè i
+cavalli non potevano essere di grande utilità nelle montagne della
+Liguria, aveva adunata un'armata di otto mila pedoni armati di corazze
+come gli uomini d'armi, sei mila d'infanteria leggiere e soltanto due
+mila cavalieri[144]. Ma la reggenza ne diede incautamente il comando a
+Sforzino, figliuolo naturale di Francesco I, il quale non aveva nè le
+virtù, nè i talenti di suo padre. Gli furono dati per consiglieri Pietro
+Francesco Visconti e Pietro del Verme: erano uomini di sperimentato
+merito negli affari civili, e si suppose che sarebbero egualmente capaci
+di condurre le armate[145].
+
+ [144] _Uberti Folietæ, l. XI, p. 644._ — Il giornale anonimo di
+ Parma fa montare l'armata a 20,000 uomini, _t. XXII Rer. Ital., p.
+ 282_; ed altri a 28,000.
+
+ [145] _Ant. Galli de Reb. Cen., p. 290._
+
+Per lo contrario Roberto da Sanseverino era uomo turbolento e fazioso
+nei consiglj, ma eccellente soldato. Lasciando dietro a sè le due
+cittadelle occupate dalla guarnigione milanese, portò le sue linee di
+difesa nelle più anguste gole degli Appennini, alla distanza di sette
+miglia dalla città, in vicinanza delle fortezze, chiamate i _due
+gemelli_. V'innalzò subito trinceramenti renduti dalla posizione assai
+importanti; e la sua poco numerosa armata, e la milizia genovese
+formavano tutta la di lui forza. Per essere più sicuro di riunirla, fece
+leggere innanzi al popolo da un frate domenicano una lettera, che diceva
+d'avere intercettata, colla quale la duchessa di Milano avvisava il
+vescovo di Como dell'imminente arrivo dell'armata che veniva a
+liberarlo. Promettevasi in questa lettera alla guarnigione, in premio
+della sua costanza, il sacco di Genova per tre giorni, poichè era giunto
+il tempo di domare questa inquieta città, che la sola povertà poteva
+ridurre ad una passiva ubbidienza[146]. In fatti, dopo la lettura di
+questa supposta scrittura, quanti eranvi uomini in Genova capaci di
+portare le armi, tutti corsero a porsi sotto le bandiere di Roberto di
+Sanseverino. Ebbe l'avvedutezza di disporli in battaglioni subordinati a
+sperimentati ufficiali, ed in conseguenza della sua savia organizzazione
+questa milizia valeva quasi quanto la truppa assoldata. Si assicurò del
+vantaggio del terreno non solo di fronte, ma ancora in sui fianchi dei
+Milanesi, ed aspettò di essere attaccato.
+
+ [146] _Ant. Galli, l. I, p. 289. — Ubertus Folieta, l. XI, p. 645._
+
+La battaglia cominciò la mattina del 7 agosto 1478 e si continuò più di
+7 ore con estremo accanimento. Furono successivamente condotte
+all'attacco delle linee genovesi tre divisioni, e furono sempre
+respinte. I Milanesi, avendo avuti seicento uomini uccisi, e moltissimi
+feriti, dovettero in ultimo pensare alla ritirata; ma incautamente si
+erano avanzati entro un'angusta valle, da cui non potevano uscirne che
+per mezzo d'una vittoria. Il Sanseverino non acconsentì che fossero
+immediatamente inseguiti in quegli angusti passi delle montagne per cui
+dovevano ripassare. Temette che fossero ancora in tempo a voltare la
+fronte, e che le milizie, che si staccavano per inseguirli, si
+disordinassero. Ma quando i Milanesi si videro in mezzo a quelle
+pericolose, gole, sentirono essi medesimi con quanta facilità potevano
+essere disfatti, e questo timore bastò a disordinarli; ognuno voleva
+passar oltre per giugnere prima del compagno in luogo più aperto;
+gettarono le armi per essere più agili, e l'armata, che aveva fin allora
+combattuto valorosamente, altro più non sembrò che una timida mandra che
+fuggiva. Allora i Genovesi attaccarono i Milanesi alle spalle senza
+trovare resistenza, e gli alpigiani gli oppressero dall'alto delle
+giogaje, facendo rotolare sopra di loro grossi sassi. Gli assalitori
+erano principalmente attenti a fare de' prigionieri per venderli come
+forzati ai capitani delle galere di Napoli, che in quell'istante erano
+entrate in porto[147]. Pure limitato era il numero di coloro che
+potevano impiegarsi in quest'ufficio, mentre quasi tutta l'armata
+milanese fu costretta ad arrendersi, prima d'avere ripassata la catena
+delle montagne. I contadini, non trovando allora più vantaggio nel fare
+prigionieri, si accontentavano di spogliarli non solo delle armi, ma
+ancora degli abiti e delle camicie, onde si videro tornare in Lombardia
+molte migliaja di soldati, che non avevano altre vesti che una cintura
+di frasche[148]. La reggenza di Milano, perduta ogni speranza di riavere
+Genova, cercò almeno di eccitare una nuova guerra civile, risvegliando
+partiti che omai parevano spenti. Ella rendette ad un tempo la libertà
+ad Ibletto dei Fieschi, e persuase la fazione dei nobili a richiamare a
+Genova Battista Fregoso, figlio del doge Pietro. I Milanesi, assediati
+nelle due fortezze, più non isperando soccorso, la consegnarono a questo
+Battista Fregoso. Alcuni colpi di cannone avendo annunciato ai suoi
+partigiani ch'egli ne aveva preso il possesso, questi pigliarono le armi
+in tutta la città ed attaccarono con accanimento la porta di san
+Tommaso. Pareva che il partito di Prospero Adorno fosse il più
+avvantaggiato, quando Ibletto dei Fieschi, che con tutti i suoi clienti
+erasi posto dalla banda del doge, acconsentì alle proposizioni fattegli
+per parte di Battista Fregoso. Si fece pagare sei mila fiorini per
+abbandonare la causa degli Adorni, e per lo stesso prezzo trasse
+nell'opposto partito il luogotenente del re di Napoli. Nulla montava a
+Ferdinando che un Fregoso, o un Adorno fosse il doge di Genova, purchè
+la città più non ubbidisse al duca di Milano. Prospero, che aveva
+abusato della sua vittoria condannando a pena capitale, come ribelli,
+alcuni suoi nemici, si trovò improvvisamente abbandonato dalla maggior
+parte de' suoi seguaci, e costretto ad uscire di città il 26 novembre
+del 1478, e ad imbarcarsi sopra una galera di Napoli. Pochi giorni dopo
+Battista Fregoso, di già possessore di tutte le fortezze, venne
+proclamato doge e riconosciuto da tutti i partiti[149].
+
+ [147] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 646. — P. Bizarri Hist.
+ Genuens., l. XV, p. 350. — Agost. Giustiniani, l. V, f. 238._
+
+ [148] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 291-292. — Diar. Parm., t. XXII,
+ p. 284._
+
+ [149] _Ant. Galli de reb. Gen., l. II, p. 296-300._ Qui termina
+ questo breve libro, scritto con calore, con eleganza e con amore
+ grandissimo di libertà. _Diarium Parm., t. XXII, p. 287 e 290. — Ub.
+ Folietae, l. XI, p. 647-648. — Ann. Placent., t. XX, p. 977. — P.
+ Bizarri, l. XV, p. 353. — Agost. Giustin., l. V, f. 240._
+
+Quando la reggente di Milano avea mandata la sua armata nelle montagne
+di Genova, aveva ordinato a Sforzino, che la comandava, di concentrarsi
+tosto che avesse sottomessi i ribelli Genovesi e di secondare a tutto
+suo potere Lorenzo dei Medici. La disfatta di quest'armata distrusse le
+speranze di Lorenzo, e la rivoluzione di Genova lo minacciava ancora di
+un'altra sventura. I mercanti fiorentini, affidati all'alleanza del duca
+di Milano, signore di Genova, avevano fatto di questa città un grande
+emporeo del loro commercio marittimo. Quattro galere, caricate per loro
+conto, il di cui valore ammontava a più di trecento mila fiorini,
+dovevano entrare in quel porto entro pochi giorni. Se venivano prese e
+confiscate dal nuovo governatore, alleato di Ferdinando, così grossa
+perdita avrebbe scoraggiati i Fiorentini e privatili dei mezzi di
+continuare la guerra. Perciò Lorenzo si trovò costretto ad accarezzare i
+Genovesi, anche a risico di disgustare il duca di Milano. La signoria di
+Firenze felicitò Battista Fregoso intorno alla sua elezione, e gli offrì
+la sua amicizia, scusandosi in pari tempo presso la duchessa Bona di
+questi forzati riguardi verso i suoi nemici[150].
+
+ [150] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130._
+
+Le negoziazioni di Lorenzo de' Medici con Venezia acquistavano tanto
+maggiore importanza in quanto che minori erano i sussidj che gli
+offrivano gli altri alleati. Questa repubblica diventava l'unica
+speranza, l'unico appoggio de' Fiorentini. Ma durante tutto il primo
+anno della guerra, Venezia era stata battuta da tali calamità, che non
+le fu possibile di soccorrere i Medici. La prima e la più grande, comune
+a Venezia ed a Firenze, fu la peste, che pare essere stata prodotta in
+Italia da un'invasione di locuste. In giugno del 1478 un'armata di
+questi formidabili insetti coprì trenta miglia di lunghezza e quattro di
+larghezza ne' territorj di Mantova e di Brescia. Il marchese Lodovico di
+Mantova impiegò migliaja di persone ad ammazzarli, ma non prese la
+precauzione di farli subito sotterrare; e la contagione si manifestò
+bentosto, quale conseguenza della loro decomposizione[151]. L'epidemia
+si comunicò alla Toscana, guastò Firenze ed il suo territorio, e privò
+la repubblica di molti de' suoi più illustri ufficiali; aveva fatto pure
+abbandonare senza difesa alcune terre murate, e rapiti in un mese alle
+due armate più di due mila soldati[152]. A Venezia si era la peste
+manifestata con tanta violenza che più non potevasi adunare il consiglio
+dei Pregadi, essendosi rifugiati in campagna tutti i nobili che lo
+formavano. In questo sempre imminente pericolo d'una atroce morte tutti
+i calcoli di una lontana politica rimanevano senza interesse; onde i
+Veneziani, lungi dal poter somministrare ai Fiorentini que' soccorsi
+d'uomini e di danaro, che dovevano in forza de' trattati, non poterono
+che dopo lunghissimi indugi adunare il senato, per dare i loro ordini
+agli ambasciatori che mandavano a Roma. Furono questi incaricati di
+rappresentare al papa che metteva in pericolo la Cristianità colla
+guerra che eccitava in Italia, che in certo modo era lo stesso che far
+causa comune col gran Turco, dal quale dovevasi ad ogni istante temere
+un'invasione; che se il papa non desisteva da tale condotta, la signoria
+di Venezia, d'accordo coll'imperatore e col re di Francia, gli
+ritirerebbe la sua ubbidienza, e si appellerebbe de' suoi ingiusti
+decreti ad un futuro concilio[153].
+
+ [151] _Diar. Parmense, t. XXII, p. 280._
+
+ [152] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 125. — Diarium Parm., p. 289._
+
+ [153] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1158._
+
+L'accusa promossa contro il papa di secondare i progetti di Maometto II
+era pur troppo fondata. Giammai gli avanzamenti de' Turchi avevano posta
+l'Italia in maggiore pericolo; la stessa esistenza di Venezia trovavasi
+compromessa, e la più leggiera diversione delle sue forze poteva farla
+soggiacere agli attacchi della Cristianità.
+
+I Veneziani, spossati da così lunghi sforzi, avevano fino dal 1475 fatto
+fare a Maometto proposizioni di pace. Questi aveva domandato che Croja
+venisse rimessa in suo potere, con tutte le fortezze che la signoria
+aveva acquistate dopo il cominciamento della guerra. Inoltre chiedeva il
+pagamento di cento cinquanta mila fiorini a titolo di un debito
+contratto dagli amministratori delle miniere d'allume, e per un furto
+fatto al suo fisco, in certo qual modo autorizzato dalla repubblica.
+Così dure condizioni non vennero accettate, ma fecero luogo ad un
+armistizio di sei mesi[154]. Durante il 1476 i Veneziani non avevano
+agito contro i Turchi, ma non erano perciò rimasti senza inquietudine
+pei loro possedimenti di Levante. La regina Carlotta di Cipro, cercando
+sempre nuovi espedienti per rientrare nel suo regno, aveva adottato don
+Alonzo, figliuolo naturale di Ferdinando. Due galere napolitane dovevano
+prenderla a Rodi per condurla al Cairo, dove voleva guadagnarsi la
+protezione del soldano d'Egitto. Avendone avuto avviso il consiglio dei
+dieci, ordinò ad Antonio Loredano, capitano generale delle sue galere,
+di portar via da Cipro i tre figli naturali dell'ultimo re, e sua madre
+Marietta, sotto la di cui guardia erano stati lasciati. Tutti e quattro
+vennero condotti a Venezia e tenuti sotto buona guardia, abusando in tal
+modo la repubblica della confidenza in lei riposta dall'ultimo dei
+Lusignani; perciocchè o egli medesimo era un usurpatore e non aveva
+potuto trasmettere verun diritto alla sua vedova, o i suoi figli
+naturali avevano i medesimi suoi diritti. Quando si riunivano alla
+regina Carlotta, quando i legittimi figli ed i bastardi del Lusignano
+confondevano assieme i loro interessi, le pretensioni della regina
+Cornaro e della repubblica di Venezia diventavano affatto
+insostenibili[155].
+
+ [154] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1145._
+
+ [155] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1146._
+
+La guerra coi Turchi si rinnovò nel 1477. Acmeto, sangiacco d'Albania,
+venne ad assediare Croja con otto mila cavalli. Le campagne furono
+guastate, e gli abitanti fuggirono nelle montagne; ma così forte era la
+città, non tanto per le opere dell'arte che per la naturale sua
+posizione, che poteva sfidare gli attacchi dei nemici. Ne aveva il
+comando Pietro Vettori, e Francesco Contarini, provveditore d'Albania,
+era incaricato di adunare un'armata nella provincia per far levare
+l'assedio. Durante tutta la state gli abitanti di Croja si difesero
+vigorosamente: in sul finire d'agosto il Contarini giunse ad Alessio con
+due mila uomini di cavalleria veneziana, cinquecento cavalleggeri, ed
+una buona infanteria albanese, che gli aveva condotto Niccolò Ducaini.
+Di là il 2 di settembre si avanzò nella pianura alle falde della
+montagna di Croja, che gli abitanti chiamano la _Tiranna_, ed ove i
+Turchi avevano formato il loro campo in distanza di quattro miglia dalla
+città. La battaglia tra le due armate cominciò verso mezzo giorno, e
+durò fino a sera senza che l'infanteria veneziana si staccasse mai dalla
+cavalleria pesante. L'una e l'altra apponevano ai Turchi una linea che
+le replicate cariche della loro cavalleria non poterono mai rompere. In
+sul declinare del giorno i Turchi fuggirono a briglia sciolta,
+abbandonando ancora il loro campo. Gli abitanti di Croja fecero una
+sortita, rovesciarono i due ridotti che chiudevano il passaggio, e
+vennero a dividere il bottino del campo ottomano, ove trovarono molte
+ricchezze e molti viveri, de' quali Croja cominciava ad aver penuria. Ma
+i Turchi ritiratisi sulle vicine montagne, vedendo al chiaro della luna
+il disordine de' vincitori nel campo da loro abbandonato, piombarono
+improvvisamente sui Veneziani che si contendevano le loro spoglie, ne
+uccisero la maggior parte, tagliarono la testa al Contarini, caduto
+nelle loro mani, dispersero tutta l'armata albanese, ed uccisero più di
+mille uomini del solo corpo delle truppe italiane[156].
+
+ [156] _M. A, Sabellico Dec. III, l. X, f 223. — And. Navagero, p.
+ 1147._
+
+Venezia non erasi ancora riavuta dallo spavento cagionato da questa
+rotta, quando in ottobre si seppe che il pascià di Bosnia aveva invaso
+il Friuli. Per altro la repubblica, avvertita dalla precedente
+invasione, aveva incaricato il procuratore Francesco Tron di fortificare
+quelle frontiere: ed era stata tirata una linea di trinceramenti dalle
+foci dell'Isonzo presso Aquilea fino a Gorizia. Si era per tale opera
+approfittato delle dighe dei fiumi; si erano alzate lunghe cortine di
+terra coperte di zolle, ed afforzate di tratto in tratto da torri o da
+bastioni della stessa natura. In tutte queste opere eransi piantate
+delle palafitte, o piuttosto tronchi di salci vivi, e così fitti che non
+davano verun passaggio. Questo trinceramento, lungo dodici in quindici
+miglia, pareva un muro di fortezza. Eransi inoltre fortificati due campi
+ne' luoghi in cui l'Isonzo pareva guadabile, l'uno a Gradisca, l'altro a
+Fogliano. Finalmente Gorizia aveva altresì un ponte su questo fiume, il
+quale era stato diligentemente fortificato[157]. Girolamo Novello di
+Verona, vecchio capitano, che aveva con lui suo figlio e molti valorosi
+ufficiali, fu incaricato della custodia di questi trinceramenti con
+circa tre mila fanti e molti corpi di buona cavalleria; onde gli
+abitanti del Friuli riposavano sicuri, non si credendo esposti ad una
+sorpresa del nemico.
+
+ [157] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 223._
+
+Ma i Veneziani non avevano prese le convenienti misure per essere
+preventivamente avvisati de' movimenti de' Turchi. Una sera del mese di
+ottobre videro comparire la cavalleria turca intorno a quello de' due
+campi che trovavasi al di là del fiume, avanti che nemmeno si sapesse
+ch'erano usciti dalla Bosnia. Il giorno era troppo innoltrato per
+combattere; onde dall'una parte e dall'altra i soldati si
+apparecchiarono alla battaglia pel susseguente giorno. Pure nella stessa
+notte i Turchi occuparono il ponte di Gorizia, senza che ciò si sapesse
+nel campo di Gradisca. Per prendere questo ponte il pascià Mar Beg, Amat
+Beg, o piuttosto Achmet Giedick[158], fece passare un migliajo di
+cavalli sull'opposta sponda del fiume, mentre che in un altro luogo la
+cavalleria turca, avendo scoperto un luogo cinto e nascosto da alcune
+piante e da folte macchie sull'altra riva, attraversò a nuoto l'Isonzo,
+e collocò un'imboscata nel luogo in cui voleva attirare i Veneziani.
+All'indomani Achmet fece passare l'Isonzo a tutta la sua armata, ed
+offrì battaglia a Girolamo Novello che l'accettò. Fu sostenuta alcun
+tempo con molto coraggio, ed il figlio di Girolamo, che comandava la
+prima squadra, ributtò valorosamente i nemici; ma malgrado gli avvisi
+del padre, che diffidava della loro facilità a darsi alla fuga, si
+lasciò trasportare dal calore della vittoria ad inseguirli, e cadde
+nell'imboscata che gli era stata tesa, ed il suo corpo venne interamente
+distrutto. La seconda squadra che gli teneva dietro, atterrita da questo
+cambiamento di fortuna, si ritrasse, e la sua fuga, resa nota fino alle
+ultime linee, fu cagione che tutta l'armata si disordinasse; ad altro
+più non si pensò che alla individuale sicurezza. La cavalleria turca,
+formidabile nell'inseguire il nemico, era alle spalle de' fuggitivi, e
+continuò ad abbattere teste fino al di là di Merzano. Girolamo Novello e
+suo figlio furono uccisi in battaglia, come pure Giacomo Badoero,
+Anastasio Flaminio e molti altri ragguardevoli personaggi. Inoltre i
+Turchi fecero molti prigionieri[159].
+
+ [158] Demetrio Cantemirio attribuisce questa spedizione ad Achmet
+ Giedick. l. III, _cap. I, § 32_; ed osserva che i nomi di Alabey,
+ Amatbey, Marbeg non sono Turchi. Anche il Fuggero chiama Achmet il
+ capo di questa spedizione, senza dire che fosse il visir. _Spiegel
+ der Ehren, Buch V, cap. 25, p. 826._
+
+ [159] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 224. — Marin Sanuto Vite,
+ t. XXII, p. 1205._
+
+Frattanto la cavalleria ottomana si sparse per tutta la campagna tra
+l'Isonzo ed il Tagliamento. Tutto ciò che il fuoco poteva distruggere fu
+dato alle fiamme. Vedevansi nello stesso tempo bruciare i foraggi, il
+raccolto, i boschi, gli abituri, i villaggi ed un centinajo di palazzi
+ossia ville de' nobili veneziani. Lo storico Sabellico, che allora
+trovavasi in un castello non molto lontano da Udine, aveva sotto gli
+occhi questo vasto incendio, che, veduto dalla sommità di una torre,
+pareva in tempo di notte un mare di fuoco. Dopo avere per due interi
+giorni guastato questo piano, i Turchi passarono ancora il Tagliamento e
+bruciarono il paese posto tra questo fiume e la Piave. In tempo di notte
+vedevansi ancora da Venezia le fiamme di quest'incendj, e vi spargevano
+la costernazione. Fu eletto un provveditore generale per l'Istria, fu
+dato ordine a quello d'Albania di recarsi nel Friuli, s'incaricò il
+provveditore di Lombardia di raccogliere le milizie di Verona, di
+Vicenza e di Padova; varj nobili veneziani vennero deputati al comando
+di ogni fortezza, ed il 2 novembre si pose in cammino una nuova armata
+per iscacciare i Turchi dai luoghi che occupavano; ma erano
+spontaneamente partiti ed avevano di già ripassato l'Isonzo[160].
+
+ [160] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1148. — M. A. Sabellico Dec.
+ III, l. X, f. 225. — Diarium Parm., t. XXII, p. 268._
+
+Tutte le conquiste dei Turchi erano state precedute da scorrerie
+somiglianti a quelle che avevano adesso fatte nel Friuli. Ruinavano il
+paese con molte consecutive campagne prima di pensare a stabilirvisi; e
+se si fosse loro permesso di penetrar di nuovo nel nord dell'Italia,
+queste ruinate province bentosto non sarebbero più state suscettibili di
+difesa, ed in pochi anni le armi della mezzaluna si sarebbero avanzate
+fino nel cuore della Lombardia. I Veneziani fecero tutto quanto potevano
+per allontanare questo disastro. Avevano conosciuto per prova che non
+avevano bastante cavalleria su questi confini, e vi richiamarono Carlo
+di Montone, figlio di Braccio, che tornava dalla sua spedizione contro
+di Siena. Fortificarono Gradisca, rialzarono i distrutti baluardi,
+descrissero in reggimenti venti mila uomini di milizie delle loro
+province di terra ferma, e distribuirono in compagnie tutti gli abitanti
+di Venezia, obbligandoli ad esercitarsi nelle evoluzioni militari[161].
+
+ [161] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1149. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225._
+
+Frattanto l'assedio di Croja aveva sempre continuato, e questa città
+cominciava a mancare di vittovaglie. La repubblica di Venezia,
+abbandonata dagli altri stati dell'Italia, inquietata dagl'intrighi e
+dalla ambizione del papa e di suo figlio Girolamo Riario, temeva di non
+essere più abbastanza potente per chiudere lungo tempo ai barbari
+l'ingresso della penisola, e cercò di nuovo di ottenere la pace da
+Maometto II. Tommaso Malipieri, provveditore della flotta, fu
+autorizzato, in gennajo del 1478, a passare personalmente a
+Costantinopoli per offrire alla Porta la città di Croja, l'isola di
+Stalimene, il braccio di Maino nel Peloponneso, tutti gli altri luoghi
+che la signoria aveva conquistati in tempo della guerra, e cento mila
+ducati in nome dell'appalto dell'allume contro il quale riclamava
+Maometto. Tutte queste condizioni vennero dal sultano accettate, ma egli
+vi aggiunse quello di un annuo tributo di sei mila ducati. Il Malipieri
+rispose che non era autorizzato a prometterlo, e domandò, per consultare
+i suoi committenti, due mesi dal 15 aprile al 15 giugno. In questo tempo
+seppesi in Venezia che il re d'Ungheria ed il re di Napoli avevano
+trattato col gran signore e riconosciute tutte le sue conquiste. Non
+potevasi sperare veruna diversione dal canto della Persia, perciocchè
+Ussun Cassan era morto ed i quattro suoi figli avevano fra di loro
+divisa la paterna eredità. Croja trovavasi alle più dolorose estremità
+ridotta, e più non poteva difendersi. In così difficili circostanze il
+senato di Venezia risolse il 3 maggio di accettare le condizioni dettate
+dai Turchi, sebbene assai dure. Ma quando fu portata la risposta a
+Maometto, rispose di non essere più tenuto a mantenere la parola. Diceva
+che la situazione delle due parti aveva cambiato dopo le prime
+negoziazioni; risguardava Croja come di già sua, poichè verun umano
+potere poteva salvarla; e se i Veneziani erano pure determinati ad
+acquistare la pace col sagrificio di una città d'Albania, era Scutari e
+non Croja che gli dovevano rilasciare. Il Malipieri, non avendo
+istruzioni rispetto a questa nuova domanda, abbandonò Costantinopoli
+senza aver nulla convenuto[162].
+
+ [162] _And. Navagero, p. 1152._
+
+Gli abitanti di Croja avevano di già sostenuto un anno d'assedio, e
+negli ultimi mesi trovaronsi ridotti a nudrirsi dei più immondi
+alimenti. Seppero intanto che il sultano, preceduto dal sangiacco
+Solimano e dal beglierbey della Romania, era arrivato sotto Scutari con
+un numeroso esercito. Gli spedirono il 15 giugno una deputazione per
+offrirgli di arrendersi a sua altezza, e ne riportarono un firmano da
+lui sottoscritta, colla quale prometteva a tutti di ritirarsi coi loro
+beni, qualora non preferissero di vivere in Croja sotto la protezione a
+favore della sublime Porta. A fronte di quest'alternativa tutti
+dichiararono di rinunciare alla loro patria e di vivere ne' luoghi che
+loro verrebbero assegnati dalla repubblica veneta. Consegnarono la loro
+fortezza, ed uscirono sotto la scorta loro data dal pascià Aaron,
+comandante dell'assedio; ma giunti appena in sul piano, questi li fece
+tutti incatenare per condurli al gran signore, il quale, dopo avere
+prescelti alcuni prigionieri più distinti che potevano pagare la taglia,
+fece decapitare tutti gli altri. Così finirono gli ultimi compagni
+d'arme di Scanderbeg. Tutto il suo popolo doveva in breve seguirlo nel
+sepolcro[163].
+
+ [163] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1153. — Marinus Barletius de
+ Scodrensi expugnatione. l. II, p. 399._
+
+Intanto Maometto stringeva già d'assedio Scutari, ma gli abitanti di
+questa città, che avevano preveduto quest'attacco, eransi apparecchiati
+ad una vigorosa resistenza. Tutti coloro che non erano abili alle armi
+furono mandati fuori di città, entro la quale non erano rimasti che
+mille seicento cittadini, e dugento cinquanta donne, oltre la
+guarnigione di seicento soldati sotto il comando del provveditore
+Antonio de Lezze. Maometto aveva nel suo campo il beglierbey di Romania,
+il sangiacco Solimano, ed i più distinti ufficiali del suo impero. I
+padiglioni della sua armata coprivano tutto il piano di Scutari, le
+falde delle montagne, e tutto il paese a perdita d'occhio[164].
+
+ [164] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Marin. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione l. II, p. 394._
+
+Erasi aspettato l'arrivo di Maometto al campo musulmano per iscuoprire
+le prime batterie contro Scutari, ma il sultano, lungi dal sapere buon
+grado ai suoi generali di questa deferenza, loro rimproverò di non avere
+fatti maggiori progressi. Una semplice linea di mura chiudeva la città,
+e la formidabile artiglieria de' Turchi vi aprì bentosto una larga
+breccia. Non pertanto il ripidissimo declivio del terreno, e la
+difficoltà di salire la rupe, su cui erano poste le mura, supplirono
+alla loro debolezza. I Turchi diedero l'assalto alla breccia il 22 di
+luglio, ma dopo un'ostinata zuffa vennero con grave danno respinti,
+maltrattati dai sassi e dai fuochi d'artificio che si facevano piovere
+sopra di loro[165].
+
+ [165] _And. Navagero, p. 1154_. — Mar. Barlezio ci conservò questa
+ data, _l. II, p. 415._
+
+Maometto fece allora piantare le batterie contro un lato delle mura di
+cui gli parve più agevole l'accesso. Non essendo sostenute da un
+terrapieno, furono in breve aperte, onde il sultano ordinò un secondo
+assalto pel 27 luglio. Ma per approfittare dell'infinita superiorità
+delle sue forze, divise il suo esercito, che gli storici veneziani
+portano ad ottanta mila uomini, in più corpi, che dovevano succedersi
+gli uni agli altri senza interrompimento, e rinnovare l'assalto finchè
+gli abitanti di Scutari soggiacessero alla fatica. Avuto avviso di
+quest'ordine, Antonio di Lezze divise pure la sua guarnigione in quattro
+brigate, che dovevano mutarsi ogni sei ore. L'assalto cominciò prima di
+giorno; i giannizzeri montavano alla breccia intrepidamente a traverso
+alle pietre che si facevano rotolare sopra di loro, ai fuochi
+d'artificio ed alle frecce; superavano le ruinate mura e sforzavansi in
+appresso di salire sugli interni baluardi che formavano l'ultima difesa.
+Nuovi assalitori s'innoltravano sempre dietro i primi, sostenendo in
+certo modo la prima linea, e spingendoli per forza fino alla sommità del
+bastione; ma non vi giugnevano mai che traforati da colpi di lance e di
+spade, e prima d'aver potuto combattere cadevano morti sui loro
+camerata, che per altro non si scoraggiavano. Maometto, furibondo per
+così valorosa resistenza, ordinò di continuare l'attacco con sempre
+nuove truppe durante tutta la notte e la metà del susseguente giorno.
+All'ultimo, sia che i soldati, avviliti da tanti inutili sforzi,
+ricusassero di combattere più oltre, o che lo stesso Maometto sentisse
+l'inutilità di così spaventosa carnificina, fece suonare a raccolta dopo
+avere perduto un terzo della sua armata[166].
+
+ [166] _And. Navagero, p. 1155. — Mar. Barletius de Scodrensi
+ expugnatione, l. II, p. 420-432._
+
+Allora cambiando l'assedio in blocco, il sultano s'occupò nel
+conquistare il rimanente della provincia, onde togliere agli assediati
+ogni speranza di soccorso. E perchè la flotta veneziana avrebbe potuto
+innoltrarsi, rimontando la Bogiana, fin presso a Scutari, chiuse la foce
+di questo fiume con un ponte coperto da due ridotti. Mandò il beglierbey
+di Romania ad assediare varie fortezze del vicinato: quella di Sebenico,
+che apparteneva a Czernowitsch, si arrese senza combattere, e la città
+di Drivas fu presa dopo sei giorni d'assedio. Giacomo del Mosto, che vi
+stava per provveditore, fu condotto con tutti gli abitanti sotto le mura
+di Scutari, ove Maometto lo fece decapitare, onde far conoscere agli
+assediati la sorte che loro preparava se non si affrettavano di calmare
+la sua collera. La città d'Alessio fu abbandonata, ma vennero sorprese
+in quel porto due galere; ed i dugento marinaj, che ne formavano
+l'equipaggio, furono condannati a morte. La sola città d'Antivari
+resistette a tutti gli attacchi dei Turchi. La maggior parte dell'estate
+essendosi consumata in questi diversi assedj, Maometto affidò il comando
+dell'armata che bloccava Scutari al suo visir, Achmet Giedik, e tornò a
+Costantinopoli[167].
+
+ [167] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1155. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225. — Mar. Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III, p.
+ 434._
+
+Per tenere nello stesso tempo occupate altrove le forze della
+repubblica, Maometto II aveva ordinato al pascià di Bosnia d'invadere il
+Friuli, e pretendesi che il re d'Ungheria, così persuaso da Ferdinando,
+re di Napoli, di cui nel 1476 aveva sposata la figlia, Beatrice,
+accordasse ai Turchi il passaggio per i suoi stati, affinchè questa
+diversione impedisse ai Veneziani di soccorrere i Fiorentini[168]. Il
+pascià di Bosnia giunse alle rive dell'Isonzo con quindici mila cavalli,
+ma le trovò difese dalle milizie adunate sotto gli ordini di Vittore
+Soranzo, provveditore della provincia, mentre che il conte Carlo da
+Montone comandava gli uomini d'armi chiusi nel campo di Gradisca. Invano
+il pascià provocava Montone alla battaglia, che questi, ammaestrato
+dall'esperienza del precedente anno, vedeva che meglio fermerebbe i
+barbari tenendosi al suo posto. I Turchi, dopo molti inutili tentativi
+per entrare nel Friuli, attraversarono le montagne della Carniola, e
+portarono le loro stragi ai confini della Germania[169].
+
+ [168] _Diarium Parmense, p. 284._
+
+ [169] _M. A. Sabellico Dec, III, l. X, f. 226._
+
+Quest'invasione si eseguì nell'istante in cui la peste infieriva in
+Venezia, onde non si erano potuto armare le barche destinate a custodire
+la foce dell'Isonzo[170]. La guerra d'Albania e quella del Friuli
+desolavano contemporaneamente la repubblica, gli armamenti del papa e di
+Ferdinando, e l'invasione della Toscana ne accrescevano il terrore; per
+ultimo gli affari di Cipro erano cagione di vive inquietudini, mentre
+che la violenza del contagio in Venezia non permetteva nemmeno di
+adunare i consiglj. La regina Carlotta di Lusignano dopo avere
+sollecitato il papa a ristabilirla nel suo regno, erasi finalmente
+determinata a passare in Egitto, ciò che non aveva potuto, o non aveva
+osato di fare nel precedente anno. Il re Ferdinando aveva per lei fatte
+armare quattro galere a Genova, destinate a scortarla nel suo viaggio.
+Nello stesso tempo aveva mandato a Venezia un brigantino catalano, il di
+cui patrone, che fingevasi mercante, erasi incaricato di rapire la
+giovanetta Carlotta, figliuola naturale di Giacomo. Il consiglio dei
+dieci, avvisato di queste pratiche, fece, con decreto del 27 agosto del
+1478, tradurre i tre fanciulli di Giacomo nel castello di Padova, ove la
+fanciulla morì poco dopo, non senza sospetto d'essere stata avvelenata
+da' suoi custodi. Fu spedito un provveditore ne' mari di Candia con
+dieci galere, ordinandogli di star attento al passaggio delle quattro
+navi genovesi, di attaccarle, e di perdere la regina Carlotta, dando
+voce che fosse rimasta uccisa nella battaglia[171]. Questa flotta
+ammontò in seguito fino a 27 galere; ma Carlotta era giunta in
+Alessandria alcun tempo prima, ed il soldano le aveva date buone
+speranze. Per ordine de' Veneziani l'altra regina di Cipro, Catarina
+Cornaro, spedì pure un'ambasciata al soldano, per offrirgli l'annuo
+tributo del regno, che fin allora non era stato pagato; e le due regine
+cristiane trattarono la loro causa innanzi al soldano musulmano
+dell'Egitto. Questi non pronunciò veruna sentenza, ma pareva favorevole
+a Carlotta, e Venezia poteva aspettarsi di avere una nuova guerra coi
+Mamelucchi, per la difesa d'un regno, che altro più non era che una
+colonia veneziana[172].
+
+ [170] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1206._
+
+ [171] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1156._
+
+ [172] _And. Navagero, p. 1157._
+
+I consiglj della repubblica, scossi da tante sciagure, minacciati da
+tanti pericoli, erano incerti intorno al partito da prendersi, quando
+ricevettero una lettera del governatore di Scutari, che gl'informava
+della situazione di quella piazza. Diceva loro di avere perduti
+nell'ultimo assalto otto de' suoi migliori capitani con moltissimi
+soldati; che non aveva viveri che per quattro mesi; e, se prontamente
+non riceveva soccorsi, dichiarava che sarebbe ridotto a capitolare.
+S'incontrò molta difficoltà nell'adunare il senato, disperso dalla
+peste, per comunicargli questo rapporto. Finalmente si adunò il
+quattordici di novembre, e, dopo una vivissima disamina, risolse di
+assoldare sei mila cavalli ed otto mila fanti italiani; di sollevare
+l'Albania coll'ajuto di Giorgio Czernowitsch per aggiugnere questi
+bellicosi popoli all'armata veneziana; di richiamare il capitano
+generale Venieri, che trovavasi colla sua flotta ne' mari di Cipro, e
+d'impiegare in tal modo tutte le forze della repubblica per far levare
+l'assedio di Scutari. Ma il senato si adunò nuovamente quattro giorni
+dopo, e per abbandonarsi allo scoraggiamento. I militari rappresentavano
+che, la Bogiana essendo chiusa da un ponte e da due ridotti, riuscirebbe
+quasi impossibile uno sbarco. I direttori del tesoro fecero conoscere
+l'esaurimento del medesimo e l'universale povertà, inevitabili
+conseguenze di così lunga guerra. Altri facevano sentire che se
+richiamavasi da Cipro la flotta del Venieri, si perderebbe quell'isola,
+che rimarrebbe abbandonata alle pratiche della regina Carlotta e forse
+all'invasione del soldano d'Egitto. Molti, spaventati dai frequenti
+attacchi dei Turchi nel Friuli, dicevano che bentosto la repubblica non
+sarebbe più in caso di respingerli. Gli amici di Lorenzo de' Medici e
+quelli della duchessa di Milano cercavano di persuadere i loro colleghi
+a terminare la guerra del Levante, affinchè Venezia fosse in istato di
+farsi rispettare in Italia. Facevano osservare che i due più potenti
+alleati della repubblica, i Fiorentini ed i Milanesi erano forzati di
+ricorrere alla sua protezione, invece di assisterla nelle sue necessità;
+che il re Ferdinando era scopertamente nemico, che aveva pure fatto coi
+Turchi un trattato di pace e di alleanza; che il papa, in preda ai suoi
+risentimenti, non parlava che minacciando; finalmente che la repubblica
+di Genova aveva contro di loro cominciate le ostilità. In così
+pericolosa posizione sembrava che soltanto la pace coi Turchi potesse
+salvare la repubblica, ed il senato risolse di accettare le condizioni
+che piacerebbe a Maometto di dettare.
+
+Dietro tali deliberazioni Giovanni Dario, segretario di stato, fu
+mandato a Costantinopoli, facendogli attraversare l'Albania. Trovò il
+sultano disposto a mantenere press'a poco le stesse condizioni proposte
+in principio dell'anno. In conseguenza il 26 gennajo del 1479 questo
+ambasciatore soscrisse un trattato di pace tra la Porta e la repubblica
+di Venezia, in forza del quale dovevano essere ceduti al gran signore
+Scutari ed il suo territorio, e restituirsi reciprocamente tutte le
+conquiste fatte in tempo dell'ultima guerra nella Morea, nell'Albania e
+nella Dalmazia. I Veneziani dovevano pagare al Sultano cento mila ducati
+a titolo delle miniere d'allume che avevano fatto fallimento in
+Costantinopoli in principio della guerra, dovevano inoltre pagare un
+annuo tributo di dieci mila ducati; ma questa condizione, che poteva
+sembrare umiliante, non era in fondo che un compenso dei diritti e delle
+gabelle dell'impero ottomano; perciocchè in virtù di tale pagamento i
+Veneziani dovevano godere di un'assoluta franchigia per tutte le loro
+merci in tutti gli stati di sua altezza. L'ambasciatore ebbe pure
+l'accortezza di far comprendere in questo trattato, che se qualche stato
+spiegasse la bandiera di san Marco prima di essere immediatamente
+attaccato dal sultano, questi riconoscerebbe un tale stato per suddito
+della repubblica, e ne rispetterebbe il territorio; di modo che i
+Veneziani conservarono la speranza di fare acquisti col terrore delle
+stesse armi musulmane[173].
+
+ [173] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1159-1160. — Demet. Cantemir, l.
+ III, c. 1, § 32. — Callim. Experiens de Venetis contra Turcos, p.
+ 419._
+
+In esecuzione di questo trattato, il provveditore Antonio di Lezze uscì
+da Scutari con quattrocento cinquanta uomini, e centocinquanta donne,
+che soli erano sopravvissuti a questo terribile assedio. Seco portavano
+le reliquie delle loro chiese, i vasi sacri, l'artiglieria e tutto ciò
+che rimaneva delle loro ricchezze. Passarono così in mezzo all'armata
+ottomana, cui pareva che questi valorosi guerrieri incutessero
+rispetto[174]. La repubblica si obbligò a provvedere alla loro
+sussistenza; voleva da principio dar loro dei feudi nell'isola di Cipro,
+ma perchè temevano l'aria insalubre di quel paese, li distribuì nelle
+fortezze dello stato, loro affidandone la guardia, e dando a tutti una
+pensione di due ducati e mezzo al mese[175]. Nello stesso tempo la
+repubblica fece consegnare agli ufficiali del sultano le montagne della
+Chimera, Strimoli, il paese de' Mainoti nella Morea, Castel Rompano,
+Saranfona e l'isola di Stalimene. Tutti i prigionieri fatti dai Turchi
+furono posti in libertà senza taglia, e la pace venne giurata dal doge e
+pubblicata in Venezia con universale allegrezza, il giorno
+dell'evangelista san Marco, 25 aprile 1479, dopo quindici anni della più
+formidabile guerra che la repubblica avesse fin allora sostenuta[176].
+
+ [174] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 226. — Mar. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione, l. III, p. 437-440._
+
+ [175] _And. Navagero, p. 1161-1162._
+
+ [176] Giovanni Adlzreitter negli Annali della Baviera, riporta le
+ lettere del doge del 25 febbrajo 1479, colle quali annuncia ai
+ principi cristiani la necessità in cui si era trovato di fare la
+ pace coi Turchi: Adlzreitter fa in pari tempo conoscere lo spavento
+ che comprese tutto l'impero di Germania, quando seppesi che Maometto
+ II non sarebbe più ritenuto dalle armi della repubblica di Venezia.
+ _An. Boicae gentis, p. II, l. IX, c. 35, p. 193._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVII.
+
+ _Sisto IV chiama gli Svizzeri in Italia; loro vittoria sui
+ Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico il Moro ad usurpare il
+ governo di Milano. Angustie di Lorenzo de' Medici, che va a
+ Napoli, ove soscrive una pace che compromette l'indipendenza
+ della Toscana; progetto del duca di Calabria sopra Siena;
+ rivoluzioni di questa repubblica_.
+
+1478 = 1480.
+
+
+La pace de' Veneziani coi Turchi assicurava l'Italia dalla più
+formidabile invasione, e facendo cessare un pericolo che non era mai
+stato più imminente, avrebbe dovuto essere per que' diversi potentati un
+motivo di confidenza e di riposo. Pure la notizia fu per la maggior
+parte cagione di costernazione. Acciecati dalla loro gelosia, non videro
+che il ristabilimento del credito della potente repubblica che temevano.
+Videro che Venezia poteva oramai disporre di tutte le sue forze in
+Italia come aveva fatto nel 1463; ed il re di Napoli e la repubblica di
+Genova che le avevano dimostrata la loro nimicizia, temevano il suo
+risentimento; e la duchessa di Milano, il duca di Ferrara, il marchese
+di Mantova ed i piccoli principi della Romagna, sebbene alleati di
+Venezia, furono in segreto dolenti di vedere con ciò diminuirsi la loro
+importanza. In tempo della guerra del Levante, il senato avevali
+cautamente accarezzati; ora dovevano a vicenda mostrare al senato veneto
+la loro deferenza. Ma il papa in particolare, quand'ebbe avviso di
+questa pace, non potè contenere il suo rammarico e la sua indignazione.
+Il papa, che non aveva presa veruna parte in una guerra da lui chiamata
+sacra, pretendeva che i Veneziani, come cristiani, non potessero
+terminarla senza tradire la Cristianità. Annunciò all'Europa ch'egli
+aveva in allora intavolato de' negoziati col re di Francia,
+coll'imperatore Federico III e con Massimiliano, duca di Borgogna, di
+lui figliuolo; che il suo scopo era quello di terminare la guerra di
+Firenze, indi di volgere le armi di tutto l'Occidente contro i
+Turchi[177]. In tali circostanze, egli diceva, i Veneziani, abbandonando
+la causa comune, avevano fatta, e solennemente giurata, la pace. «Non
+contenti di questa diserzione, aggiugneva egli in una nuova bolla, si
+resero ancora più colpevoli; non arrossirono di dire alla nostra
+presenza, alla presenza dei nostri venerabili fratelli i cardinali,
+degli ambasciatori dell'imperatore, del re, del duca di Milano, dei
+prelati e di una grande quantità di Cristiani, che fedelmente
+osserverebbero il trattato coi miscredenti, e non vi contravverrebbero
+in verun modo[178]». In fatti erano tornati vani tutti gli sforzi del
+papa per ridurre i Veneziani a ricominciare la guerra.
+
+ [177] _Sixti IV liber Brevium et Bullarum; Epist. 119 apud Rayn.
+ Ann. Eccl. 1478, § 29, p. 277._
+
+ [178] _Bulla Sixti IV, 16 kal. septembris 1479 apud Raynald, § 11,
+ p. 281._
+
+Per altro Sisto IV era ben lontano dal pensare alla riunione de'
+Cristiani, nè a formare una lega contro i Turchi. L'ambizione andava in
+lui crescendo coll'età; la passione della guerra e dell'intrigo erasi
+impadronita del suo animo; la collera, l'odio ed il desiderio di
+accrescere la potenza di Girolamo Riario, suo figliuolo o suo nipote,
+gli ponevano a vicenda le armi in mano. Avrebbe voluto strascinare i
+Veneziani in nuove ostilità per indebolirli e privare i Fiorentini del
+loro appoggio. Nella stessa maniera volle turbare lo stato di Milano,
+perchè ancor esso alleato dei Medici; per riuscirvi s'addirizzò ad un
+popolo più religioso, più docile alla sua voce e più disposto di quello
+che lo fossero i Veneziani a far dipendere le leggi della pubblica
+morale dalle arbitrarie decisioni de' suoi preti. Persuase gli Svizzeri
+a violare i giuramenti che gli univano al duca di Milano, ed a stornare
+con una potente invasione i soccorsi che Lorenzo de' Medici poteva
+sperare dalla famiglia Sforza.
+
+Da circa due anni i venditori d'indulgenze eransi sparsi nella Svizzera,
+in occasione di un giubileo, ed avevano trovato presso quella semplice
+gente, che abitava sulle Alpi, quella fermezza di fede, quella cieca
+confidenza nel papa, quella premura di spogliarsi di tutti i loro beni
+per acquistare grazie spirituali, che più non conoscevano gl'Italiani,
+testimonj dei disordini della corte di Roma. Si stabilì nella Svizzera
+un tribunale di ottanta a cento preti per distribuire le indulgenze
+della bolla, e decidere nei casi dubbiosi; e Roma vide con maraviglia
+quanto danaro poteva trarre da quei cantoni, che credeva tanto poveri.
+Ma quando l'attenzione di Sisto IV fu richiamata sopra gli Svizzeri,
+osservò in quel popolo altra cosa che lo interessava assai più che il
+commercio delle indulgenze. Vide quale profitto potrebbe cavare nelle
+guerre della santa sede da tali fedeli e da tali soldati; loro mandò una
+bandiera rossa, benedetta colle sue mani, e gli esortò a ricordarsi che
+il loro dovere gli obbligava a non risparmiare il loro sangue per la
+libertà della Chiesa. Il suo legato, Guido di Spoleti, vescovo d'Anagni,
+fece adunare una dieta a Lucerna, e colà in una segreta assemblea,
+tenuta il 1.º novembre del 1478, propose agli Svizzeri di ajutare un
+numeroso partito di nobili e di borghesi di Milano, che desideravano di
+ristabilire una repubblica in Lombardia. D'altro non trattavasi che
+d'allontanare un fanciullo incapace di governare che in allora era capo
+della casa Sforza; e Sisto IV, in ricompensa di questa spedizione, loro
+offriva la divisione degl'immensi tesori ammassati ne' castelli di Pavia
+e di Milano, cui Guido aggiugneva il pagamento di dieci mila ducati
+all'anno, per agevolare il loro armamento. Ma i deputati de' cantoni
+confederati non potevano prendere una così importante risoluzione, senza
+il consentimento del popolo, e la cosa non era di tale natura da potersi
+rendere pubblica[179]: perciò il legato, mentre comunicava ai capi i
+suoi progetti politici, cercava in pari tempo d'eccitare il risentimento
+de' contadini. La dieta si chiuse senza avere nulla conchiuso; ma era
+scoppiato il malcontento e l'odio degli uomini d'Uri contro i Milanesi,
+ed il legato ottenne finalmente di accendere la guerra tra la Svizzera e
+la Lombardia in occasione che si tagliò un bosco di castagni, nella
+valle Levantina, di controversa proprietà[180].
+
+ [179] _Jo. Muller Geschichte der Schweiz. Buch. V, c. 11, p. 174._
+
+ [180] _Ivi, p. 175._
+
+Fin dal 1467 un'antica capitolazione legava la Svizzera alla casa
+Sforza; per la destrezza di Francesco Simonetta era stata rinnovata il
+io luglio del 1477 tra Gio. Galeazzo ed i Cantoni. L'antica aveva
+ricevute alcune modificazioni; erano stati pagati gli arretrati dovuti
+agli Svizzeri, e terminate tutte le controversie di confine[181], quando
+nella state del 1478 alcuni sudditi milanesi tagliarono degli alberi in
+un bosco, che gli Svizzeri pretendevano essere di loro proprietà; Cecco
+Simonetta, informato dell'irritamento degli uomini d'Uri, offrì di far
+riconoscere il luogo da arbitri, e dove fosse ritrovata proprietà degli
+Svizzeri, di compensarne il danno. Ma il vescovo d'Anagni riuscì a
+rendere inutile la moderazione di questo vecchio e saggio ministro, ed a
+soffocare le pacifiche rimostranze dei cantoni di Zurigo e di Berna. Il
+cantone d'Uri dichiarò la guerra al duca di Milano; invitò i suoi
+alleati a dargli gli ajuti dovutigli in forza del trattato federativo, e
+tutti i cantoni, sebbene di malavoglia, fecero marciare il loro
+contingente. In novembre del 1478 passò il san Gottardo un'armata di
+dieci mila confederati, quando già cominciava ad essere coperto di nevi.
+Un araldo d'armi era andato a sfidare il duca di Milano, ed il conte
+Marsiglio Torelli con un'armata di diciotto mila uomini aspettava gli
+Svizzeri ai confini[182]. Questi frattanto cominciarono a saccheggiare
+il territorio d'Iragna; avanzaronsi fino a Bellinzona, di cui presero
+d'assalto il primo ricinto; ed avrebbero colla stessa facilità potuto
+occupare il secondo, se i loro stessi capi non avessero temuto di
+esporre al sacco una città che serviva di deposito al loro commercio. I
+confederati attraversarono in appresso il Cenere, montagna che divide i
+due laghi, e minacciarono Lugano. Ma dopo avere atterrita la Lombardia
+con una breve comparsa, perchè un rigorosissimo inverno di già si
+annunciava sulle alte Alpi, essi le ripassarono prima che troppo alte
+nevi ne chiudessero il passaggio[183].
+
+ [181] _Ivi, p. 169._
+
+ [182] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 177. —
+ Diarium Parmense, t. XXII, p. 290._ Muller scrisse Borelli invece di
+ Torelli, errore corso senza dubbio nel copiare i proprj manoscritti.
+
+ [183] _Jo. Muller Geschichte dar Schweiz B. V, c. 11, p. 178._
+
+Gli Svizzeri non avevano lasciati in val Levantina che dugento uomini
+somministrati dai cantoni d'Uri, di Zurigo, di Lucerna e di Schwitz, e
+la milizia della valle, che si univa a così debole guarnigione, non
+eccedeva i quattrocento uomini. Il conte Marsiglio Torelli credette di
+potere facilmente distruggere questa piccola truppa, ed impadronirsi di
+Giornico, fortezza che sarebbe diventata la chiave del passaggio del san
+Gottardo. Avanzossi fino a Poleggio con circa quindici mila uomini;
+Enrico Troger, comandante di Giornico, ritirossi all'avvicinarsi di
+forze tanto superiori, ma ebbe l'avvedutezza di deviare dal proprio
+letto le acque del Ticino, facendo che si spargessero sulle praterie che
+occupano il fondo della valle. L'acutissimo freddo della notte rese
+questo bacino una sola lastra di ghiaccio. Gli Svizzeri, ritiratisi
+sulle alture, eransi tutti provveduti di ferri da ghiaccio, ed
+aspettarono, prima di attaccarla, che la cavalleria milanese si
+avanzasse incautamente su questo piano di ghiaccio. Mentre i cavalli
+cadevano ad ogni passo, che gli uomini, appoggiati alle loro lance,
+potevano a stento reggersi in piedi, i montanari piombarono sopra di
+loro, correndo su quel ghiaccio colla medesima facilità, come se fosse
+stato une prateria. I Milanesi, non potendo valersi delle loro armi,
+rinculavano ed avrebbero voluto fuggire; ma i cavalli, che cadevano
+sotto di loro, chiudevano tutti i passaggi. Più di mille cinquecento
+furono uccisi, e non fu piccolo il numero de' prigionieri: la buona
+artiglieria caduta nelle mani del vincitore servì ad armare i bastioni
+di Giornico, ed i soldati si divisero tra di loro un ricco bottino[184].
+
+ [184] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 181. — Diar.
+ Parmense, t. XXII, p. 291. — Albert. de Ripalta An. Plac., t. XX, p.
+ 958. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p. 991._
+
+Frattanto Cecco Simonetta desiderava ardentemente la pace, e fece
+riaprire le negoziazioni: que' cantoni, le di cui città sono sovrane,
+non desideravano meno di lui di terminare una guerra, che danneggiava il
+loro commercio, e costrinsero gli abitanti d'Uri alla moderazione. Il
+bosco controverso fu ceduto agli Svizzeri, loro pagata l'indennizzazione
+di alcune migliaja di fiorini, e ristabilita la buona armonia tra i due
+stati. Ma questa breve spedizione rialzò l'opinione degli Svizzeri in
+tutta l'Italia, ed accrebbe agli occhi di Sisto IV il vantaggio della
+loro alleanza[185].
+
+ [185] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 182. — Diar.
+ Parmense, p. 303._
+
+Altre pratiche del pontefice avevano nello stesso tempo suscitati nemici
+domestici alla reggenza di Milano ed ai Fiorentini. Sisto aveva fatti
+entrare nella Lunigiana Roberto di Sanseverino, Luigi Fregoso ed Ibletto
+dei Fieschi; e mentre che questi capitani con truppe genovesi prendevano
+de' castelli ai Malaspina ed attaccavano Sarzana[186], i fratelli
+Sforza, zii del giovane duca, lasciavano il luogo del loro esilio,
+scorrevano la Toscana con minaccioso apparato, ed all'ultimo si
+aggiugnevano al Sanseverino[187]. I Fiorentini, adombrati dalla comparsa
+di questi nuovi nemici, chiamarono al loro soldo molti rinomati
+condottieri. I Veneziani loro cedettero Carlo da Montone e Deifobo
+dell'Anguillara. Roberto Malatesta, signore di Rimini, Costanzo Sforza,
+signore di Pesaro, ed uno de' Manfredi, signori di Forlì, abbandonarono
+le bandiere del papa per militare sotto le loro[188].
+
+ [186] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 131. — Alb. de Ripalta An. Plac.,
+ p. 958._
+
+ [187] Il 27 di gennajo. _Diar. Parm., p. 295. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 132._
+
+ [188] _Ivi, p. 133._
+
+In ragione che lo spirito militare andava in Italia rinascendo, il
+governo fiorentino sentiva ch'eragli pericoloso il rimanervi del tutto
+straniero. Il duca di Ferrara, generale della repubblica, era stato
+incaricato di respingere il Sanseverino, mentre che i suoi avversarj, i
+duchi d'Urbino, e di Calabria, non uscivano dai loro quartieri
+d'inverno. Lo fece effettivamente, ma con tanta lentezza e così
+mollemente e con tanto timore d'un nemico troppo di lui più debole, che
+impiegò tre settimane nello scorrere la costa da Pisa a Sarzana, lunga
+cinquanta sole miglia: egli mai non raggiunse, mai non vide il
+Sanseverino, cui permise di acquistare l'avvantaggio di due o tre marce.
+Dopo questa spedizione, nella quale non fu dato un solo colpo di lancia,
+tornò colla stessa lentezza ad occupare i confini del Sienese. Il duca
+di Ferrara non avrebbe osato tenere una così vergognosa condotta, se
+avesse dovuto darne conto ad un governo militare; ma poco sentiva i
+rimproveri che potevano essergli dati dai Medici, e dal loro consiglio
+di mercanti[189].
+
+ [189] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 134. — Diar. Parm., p. 303._
+
+Un impreveduto disordine indebolì nell'aprirsi della nuova campagna
+l'armata fiorentina. Vi si vedevano riuniti il conte Carlo di Montone
+cogli ultimi avanzi della scuola di Braccio, suo padre, e Costanzo
+Sforza coi soldati di Sforza Attendolo, suo avo. La loro rivalità aveva
+cominciato da circa un secolo, ed avrebbe dovuto spegnersi per la morte
+de' loro capi e pel cambiamento di tutta la loro organizzazione. Pure fu
+impossibile di farli combattere sotto le medesime insegne. Violenti
+contese, sfide, duelli, facevano temere una generale battaglia tra i due
+corpi. Fu forza separarli[190]: Montone con Roberto Malatesta fu mandato
+nello stato di Perugia, sua patria, ove sperava trovare partigiani, e
+dove effettivamente una ventina di castelli si sottomisero a lui o a suo
+figliuolo Bernardino; ma la sua morte accaduta in Cortona il 17 di
+giugno, distrusse tutte le speranze che cominciavansi a fondare sopra di
+lui[191].
+
+ [190] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 394._
+
+ [191] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+L'altra armata sotto gli ordini di Ercole d'Este fu ancora più
+sgraziata: durante la prima metà della campagna si tenne vergognosamente
+inattiva. Avendola Ercole lasciata il 10 agosto sotto gli ordini di suo
+fratello Sigismondo, per tornare ne' suoi stati, fu dal duca di Calabria
+sorpresa il 7 di settembre al Poggio Imperiale e sgominata totalmente
+quasi senza avere combattuto[192]. I castelli di Poggi Bonzi e di Colle
+di Val d'Elsa trattennero per altro i Napolitani, avendo ambidue
+sostenuto un ostinato assedio. Ma perchè i Fiorentini non fecero veruno
+sforzo, dovettero capitolare prima che terminasse la campagna. Quello di
+Colle fu l'ultimo ad arrendersi il 14 di novembre; e dopo questa
+conquista il duca di Calabria pose le sue truppe ai quartieri
+d'inverno[193].
+
+ [192] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 138. — Allegretto Allegretti
+ Diar. Sanese, t. XXIII, p. 793. — Jo. Michaelis Bruti Hist. Flor.,
+ l. VII, p. 170._
+
+ [193] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Allegretto Allegretti, p.
+ 795._
+
+Se due ruinose campagne facevano vacillare la potenza di Lorenzo de'
+Medici, e prevedere l'imminente sua ruina, egli era ancora più
+spaventato dalle rivoluzioni che nello stesso tempo rovesciavano la
+potenza del suo più fedele alleato. Roberto di Sanseverino, dopo la sua
+spedizione di Lunigiana, erasi ritirato nelle montagne che dividono gli
+stati di Parma e di Genova. Colà aveva collocato il suo campo presso
+Borgo di Val di Taro in modo da tenere in iscacco i Fiorentini e la
+duchessa di Milano. I cognati della duchessa stavano presso il
+Sanseverino, ed il suo campo era il centro de' loro segreti maneggi. Uno
+di loro, il duca di Bari, morì subitamente il 27 di luglio, non senza
+sospetto che fosse stato avvelenato dagli altri due[194]. Prima che
+passasse un mese, Lodovico Sforza, che gli succedeva nel ducato di Bari,
+presentossi improvvisamente col Sanseverino e colla sua armata alle
+porte di Tortona, che gli furono aperte il giorno 23 d'agosto[195]; ne
+prese possesso a nome del duca Giovanni Galeazzo, suo nipote, e della
+duchessa Bona; dichiarò ch'era servitore dell'uno e dell'altra, e che,
+lungi dal prendere le armi contro di loro, non avanzavasi che per
+liberarli dai loro nemici, ed in particolare dai loro infedeli ministri.
+I popoli, sempre disposti a dar colpa ai ministri dei mali che soffrono,
+secondavano con piacere una rivoluzione che non sembrava diretta contro
+il loro sovrano; e tutte le terre murate si affrettavano di mandare le
+chiavi a Lodovico. Uno storico contemporaneo assicura che gli si
+arresero in un sol giorno quarantadue castelli[196]: ma, ciò che era più
+importante, era favoreggiato alla corte della duchessa da un partito
+assai potente. Trovavasi questa corte divisa in due fazioni. Da una
+banda Cecco Simonetta, più sovrano che ministro, esercitava un potere
+avvalorato da cinquant'anni di favore sotto tre successivi regni; suo
+figlio Antonio, suo fratello Giovanni, suo amico Orfeo da Ricavo, e
+tutti i vecchi consiglieri, per la maggior parte innalzati alle cariche
+sotto di lui, lo risguardavano quale loro capo e loro oracolo.
+Dall'altra banda Antonio Tassini, nudrito nel favore della nuova corte,
+erasi formato un partito di tutti gl'invidiosi del ministro, di tutti
+coloro che si lusingavano d'ingrandirsi in un cambiamento di cose. Il
+Tassini era un Ferrarese di vile condizione: ricevuto prima come
+cameriere presso il duca Galeazzo, era in appresso passato ai servigj
+della duchessa, di cui aveva saputo in modo guadagnarsi l'animo, ed
+ispirarle tanta confidenza, e forse amore, che altri in fuor di lui più
+non era dalla duchessa consultato negli affari di stato. Il cancelliere
+Simonetta vedeva non senza dispetto innalzarsi sulle proprie ruine così
+indegno rivale; ed il Tassini, forse offeso dal disprezzo del vecchio
+ministro, aveva per lui concepito un implacabile odio. Sperando di
+rovesciarlo, aveva intavolata qualche relazione coi cognati della
+duchessa, e quando Lodovico il Moro presentossi sotto Tortona, il
+Tassini persuase la duchessa a chiamarlo alla sua corte. «Il partito che
+voi prendete, le disse il Simonetta quando n'ebbe sentore, costerà a voi
+l'impero, a me la vita[197]»; e tale profezia non tardò ad avverarsi.
+Lodovico Sforza entrò in Milano il giorno 8 settembre, protestò di
+giugnervi come servitore della duchessa e come suo fedele custode[198],
+ma il giorno 11 Cecco Simonetta venne arrestato col suo figlio, fratello
+ed amici[199].
+
+ [194] _Diar. Parm., p. 315. — Alb. de Ripalta Ann. Plac., p. 958._
+
+ [195] _Diar. Parm., p. 316. — Bernard. Corio Ist. Milan., p. VI, p.
+ 992._
+
+ [196] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 959._
+
+ [197] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 402. — Bern. Corio Ist. Mil.,
+ p. VI, p. 993._
+
+ [198] _Diar. Parm., t. XXII, p. 318._
+
+ [199] _Ivi, p. 319._
+
+Il Simonetta, tradotto al castello di Pavia, vi fu da principio trattato
+con molti riguardi; ma in ottobre Lodovico Sforza gli mandò uno de' suoi
+segretarj ad avvisarlo, che se voleva ricuperare la libertà doveva
+comperarla rilasciandogli circa quaranta mila fiorini, che teneva presso
+alcuni banchieri a Firenze. «Io sono stato illegalmente carcerato,
+rispose il Simonetta, la mia casa è stata saccheggiata, ed io venni
+coperto d'obbrobrj; tale fu la ricompensa ch'io mi ebbi per avere con
+fedeltà e con zelo servito lo stato di Milano. Se ho commesso qualche
+mancamento mi s'infligga il meritato castigo; ma la sostanza che io ho
+ammassata con onorate fatiche e con lunghi risparmj passerà a' miei
+figli. Dio mi ha bastantemente favorito prolungando la mia vita fino a
+questo giorno, altro adesso non bramo che la morte[200]». Dopo ciò il
+Simonetta fu trattato con estremo rigore, assoggettato ad indegna
+tortura per istrappargli la confessione di delitti, dei quali nè pure
+sospettavasi reo: sua moglie, ch'era della casa Visconti, impazzì per
+disperazione, ed, il 30 ottobre del 1480, il Simonetta fu decapitato nel
+castello di Pavia[201].
+
+ [200] _Diar. Parm., t. XXII, p. 343. — Bern., Corio, p. VI, p. 993,
+ 994._
+
+ [201] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar. Parm., p. 354.
+ — Bern. Corio, p. 997._ Il Corio era presente ed attore in questi
+ avvenimenti; ma egli non li racconta di buona fede, per non far
+ torto alla riputazione di Lodovico il Moro.
+
+La predizione che il Simonetta aveva fatta alla duchessa avverossi a
+puntino, ed il Tassini, che lo aveva soppiantato, non godette lungamente
+del suo trionfo. Il 7 d'ottobre Lodovico il Moro fece dichiarar maggiore
+suo nipote, Giovanni Galeazzo Maria; pretese che questo principe,
+sebbene non ancora giunto ai dodici anni, fosse di già in istato di
+governare, e con questo pretesto privò la duchessa d'ogni partecipazione
+agli affari. Lo stesso giorno venne arrestato Antonio Tassini e chiuso
+nel castello di Porta Zobia: Gabriele, padre del Tassini, ch'era stato
+creato consigliere ducale, fu arrestato nello stesso tempo; e spogliati
+ambidue de' loro beni, furono esiliati dal ducato di Milano. La duchessa
+Bona, irritata ed umiliata, uscì il 2 novembre da Milano per ritirarsi a
+Vercelli; ma in appresso si stabilì in Abbiate Grasso, ove visse
+totalmente lontana dagli affari[202].
+
+ [202] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar. Parm., p. 351.
+ — Bern. Corio Istor. di Milano, p. VI, p. 998. — Machiavelli Ist.,
+ l. VIII, p. 403._
+
+Lorenzo de' Medici, tanto sventurato nelle sue prime campagne, tanto
+sventurato nell'alleanza su cui aveva fondate le principali sue
+speranze, non si scoraggiava, e cercava nella stessa Italia e fuori
+soccorsi contro la potente lega che lo attaccava. Di concerto coi
+Veneziani tentò di far rivivere l'antico partito d'Angiò per opporlo nel
+regno di Napoli all'eccessiva potenza di Ferdinando. Gl'inviati delle
+due repubbliche andarono a cercare in Lorena l'erede del vecchio re
+Renato, e lo trovarono apparecchiato ad entrare negl'intrighi e nelle
+guerre d'Italia per far rivivere diritti che davano maggior lustro alla
+sua casa.
+
+Viveva tuttavia il vecchio Renato, conte di Provenza, il rivale
+d'Alfonso e di Ferdinando. Egli non morì che il 10 di luglio del
+susseguente anno nella sua contea; ma era sopravvissuto a tutta la sua
+discendenza maschile, ed arrivato ad un'età nella quale mancavagli la
+forza e la volontà di entrare in nuovi travaglj. Il generoso suo figlio,
+Giovanni, duca di Calabria, era morto nel 1470, lasciando, del suo
+matrimonio con Maria di Borbone, due figli, il maggiore dei quali,
+chiamato ancor esso Giovanni, non gli sopravvisse che pochi giorni, e
+l'altro, Niccolò, morì di venticinque anni nel 1473 senza aver avuta
+prole[203]. Ma una figliuola di Renato, Jolanda, erasi maritata con
+Terry, conte di Vaudemont, e gli aveva portati i diritti che aveva sua
+madre sopra la Lorena. Da questo matrimonio, cui Renato aveva di mala
+voglia acconsentito per ricuperare la libertà, era nato Renato II, duca
+di Lorena, che, per la morte de' suoi cugini Giovanni e Niccolò,
+diventava pure l'erede di tutti i diritti della casa d'Angiò sul regno
+di Napoli. Vero è che il vecchio Renato non aveva perdonato a questo suo
+nipote i suoi natali dal sangue di Vaudemont, ed il 22 luglio del 1474
+aveva fatto un testamento per privarlo della propria eredità,
+chiamandovi Carlo del Maine, figliuolo d'un altro conte del Maine, suo
+minor fratello[204]. Questi fu quel Carlo che chiamò erede di tutti i
+suoi diritti Lodovico XI, con suo testamento del 10 dicembre del 1481, e
+che morì nel susseguente giorno.
+
+ [203] _Contin. Monstrelet, vol. III, f. 174._
+
+ [204] _Ivi, f. 187._
+
+Ma il diritto delle genti non accorda ai monarchi la facoltà di disporre
+arbitrariamente della successione de' loro stati; successione regolata
+dalle leggi di ogni popolo; e l'ordine immutabile stabilito per
+l'eredità è la sola garanzia delle monarchie contro le guerre civili.
+Perciò non sogliono vedersi testamenti di tale natura, che quando il
+contratto tra il sovrano ed il suo popolo viene infranto da una
+conquista, e che il monarca spossessato più non trasmette ai suoi eredi
+che un vano titolo. Il regno di Napoli era un feudo femminino, e finchè
+viveva un discendente in linea diretta dell'ultimo sovrano, i
+collaterali non potevano avervi verun diritto. I Veneziani, i Fiorentini
+e tutta l'Italia, riconoscevano in Renato II l'erede della casa d'Angiò,
+e per questo titolo gli offrivano di ajutarlo a conquistare il regno di
+Napoli, e dal canto suo lo trovavano dispostissimo ad adoperarvisi con
+tutte le sue forze.
+
+Mentre che da loro agitavansi quest'importanti negoziazioni, Lorenzo dei
+Medici ricevette inaspettatamente dal duca di Calabria e dal duca
+d'Urbino, suoi avversarj, proposizioni di pace. Lo stesso Lodovico il
+Moro, reggente di Milano, ch'egli credeva suo nemico, vi aveva qualche
+parte. Questi, dopo avere prese le redini del governo, aveva adottate le
+affezioni de' suoi predecessori; voleva salvare Firenze, di cui
+conosceva utile l'alleanza, e staccarla da Venezia; voleva inoltre
+staccare il re di Napoli dal papa, e già vedeva germogliare tra di loro
+i semi della divisione. Il 24 novembre, quando meno si aspettava, andò
+un trombetta ad annunciare a Firenze, ch'era stata sottoscritta una
+tregua tra il re di Napoli, il papa e la repubblica, per trattare la
+pace[205].
+
+ [205] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Alleg. Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 797._
+
+Ferdinando non nudriva verun personale risentimento contro Lorenzo dei
+Medici; la guerra che gli faceva era puramente politica, e poteva
+terminarla senza rancore, tostocchè avesse in vista nuovi progetti
+d'ingrandimento. Padrone dell'Italia meridionale, desiderava di dilatare
+i suoi confini verso l'Italia superiore. La rivoluzione gli aveva di già
+data molta influenza sopra la Lombardia; la repubblica di Genova poteva
+quasi risguardarsi come da lui dipendente; il duca di Calabria formava
+già su quella di Siena progetti cui pareva favoreggiare un potente
+partito, e poteva sperare che entro pochi mesi questo stato lo
+riconoscerebbe per suo sovrano. Non conveniva dunque a Ferdinando di
+continuare d'accordo con Sisto IV una guerra, di cui questi avrebbe per
+lo meno voluto dividere i frutti. Tornava assai meglio al re il lasciare
+a Firenze un governo che s'andava ogni giorno più indebolendo per l'odio
+di una numerosa fazione, di porre frattanto un piede stabile in Toscana,
+aspettare gli avvenimenti, e soprattutto la morte del pontefice. Diverse
+affatto erano le disposizioni di Sisto IV; egli sentivasi umiliato dallo
+stesso male che aveva voluto fare ai Fiorentini, non meno che dai
+rimproveri e dalle minacce di tutta la Cristianità; non poteva perdonare
+a Lorenzo nè la morte di tanti amici di Girolamo Riario, nè gli
+scandalosi processi che avevano palesati all'Europa le loro congiure, nè
+il terrore del giovane cardinale suo nipote. Era stato sforzato a
+dichiarare a quali condizioni farebbe la pace, ed umilianti erano tutte
+quelle che aveva osato di proporre. Voleva che Lorenzo ed i Fiorentini
+fabbricassero una cappella, e che fondassero legati di messe per le
+anime di coloro ch'erano morti nella congiura de' Pazzi; voleva che la
+repubblica domandasse solennemente perdono alla Chiesa per avere
+attentato alla vita di persone sacre, l'arcivescovo ed i suoi preti; e
+finalmente voleva che restituisse alla santa sede Borgo san Sepolcro,
+Modigliana e Castro Caro, sebbene queste città fossero state dai
+Fiorentini legittimamente acquistate molto tempo avanti la presente
+guerra[206].
+
+ [206] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+Frattanto la situazione di Lorenzo anche in Firenze rendevasi ogni
+giorno più pericolosa. La città era omai stanca di così disastrosa
+guerra sostenuta con così infelice successo, le sue truppe erano state
+assoldate con gravissimo dispendio, i nemici, padroni delle migliori
+fortezze, avevano successivamente stesi i loro guasti nel Pisano,
+nell'Aretino, in Val d'Elsa, in Val di Nievole, in Val d'Arno, e nella
+Lunigiana: quasi niuna provincia era rimasta intatta; il commercio,
+minacciato nella capitale, era stato ne' più rimoti paesi travagliato
+dalle confische pronunciate dal papa; tutti sentivano che la guerra non
+era sostenuta che per la difesa di Lorenzo, ed affatto estranea ai veri
+interessi dello stato; ognuno voleva porvi fine; e Girolamo Morelli, che
+risguardavasi come uno degli amici e dei più zelanti partigiani de'
+Medici, disse a Lorenzo in pieno consiglio: «La nostra città è oggi
+stanca, più non vuole guerra, più non vuole rimanersi interdetta e
+scomunicata per difendere il vostro credito[207].»
+
+ [207] _Jacopo Nardi Ist. Flor., t. I, p. 12. — Ist. Mich. Bruti, l.
+ VII, p. 172._
+
+In così difficili circostanze Lorenzo dei Medici prese una risoluzione
+apparentemente ardita, ma che pure era la sola prudente, quella di
+recarsi egli stesso presso di Ferdinando, di conoscere le segrete sue
+disposizioni, e di approfittarne per negoziare con lui; metter fine alle
+lagnanze de' malcontenti di Firenze colla speranza di una prossima pace,
+e di mostrare nello stesso tempo all'Europa, ch'egli non era altrimenti
+il tiranno della sua patria, poichè osava, come ogni altro cittadino,
+porsi tra le mani de' nemici sotto la sola salvaguardia del diritto
+degli ambasciatori. La sorte provata dal Piccinino alla stessa corte di
+Napoli dava agli occhi de' meno veggenti tutto il merito di un grande
+coraggio a cotale condotta, sebbene Lorenzo non si esponesse a verun
+rischio. Il Piccinino, solo capo della sua armata, non lasciava dietro
+di sè nè stati, nè vendicatori; la sua morte costava a Ferdinando un
+delitto e non guerre. Per lo contrario la repubblica di Firenze sarebbe
+tutta intera sopravvissuta a Lorenzo, avrebbe mostrato più zelo nel
+punire gli uccisori di quest'illustre cittadino, che nel difenderlo, e
+Ferdinando non avrebbe raccolto altro frutto da un tradimento, che la
+vergogna di averlo commesso. Lorenzo, invitato a fare questo viaggio dal
+duca di Calabria e dal duca d'Urbino[208], aveva già da Napoli ricevuta
+l'assicurazione di esservi ben accolto, quando il 5 dicembre fece per
+mezzo del gonfaloniere adunare un consiglio dei _Richiesti_ per
+comunicar loro le proprie intenzioni[209]. Egli partì lo stesso giorno,
+ed all'indomani scrisse da Samminiato alla signoria per prendere da lei
+congedo. Rappresentavasi in questa lettera come una vittima che si offre
+in sagrificio per calmare la collera di potenti nemici[210]. Giunto a
+Pisa vi trovò i pieni poteri dei decemviri della guerra per trattare in
+nome della repubblica poteri che i suoi partigiani non avevano osato
+domandare al consiglio dei cento, per timore di trovarvi
+opposizione[211]. Una galera napolitana lo aspettava per ordine di
+Ferdinando a Livorno, ed il capitano lo ricevette a bordo coi più grandi
+onori.
+
+ [208] La lettera di Lorenzo del 6 di dicembre a questi due duchi ci
+ fu conservata dal Malavolti. _Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 76._
+ Il Medici dichiara d'intraprendere questo viaggio dietro i loro
+ consiglj, ed in sua assenza loro raccomanda i proprj interessi.
+
+ [209] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143._
+
+ [210] _Presso Roscoe Life of Lorenzo, t. I, p. 226._
+
+ [211] _Epist. Barthol. Scalae apud Roscoe. Appendix XXX, t. III, p.
+ 174._
+
+L'arrivo di Lorenzo de' Medici a Napoli fu un vero trionfo; il secondo
+figlio del re, Federico, e suo nipote Ferdinando vennero a riceverlo
+alla riva, e lo stesso monarca mostrò di credersi onorato dalla venuta
+di un tale ospite[212]. Ebbe con lui lunghe conferenze intorno alla
+politica d'Italia. Il Medici svelò al re il trattato di già intavolato
+con Renato II di Lorena, in forza del quale obbligavasi questo duca
+verso le due repubbliche a condurre sei mila cavalli in Italia per
+muovere guerra alla casa d'Arragona[213]. Gli comunicò altresì le
+offerte di Lodovico XI, che sembrava voler far valere a vicenda o i
+diritti della casa di Lorena, o i suoi proprj sul regno di Napoli.
+Questo monarca colla sua attività, colle sue complicate negoziazioni,
+colla sua misteriosa politica faceva in allora illusione a tutta
+l'Europa, mentre la sua salute andava declinando. L'invasione francese,
+che rovesciò quindici anni più tardi dal suo trono il re di Napoli,
+pareva di già minacciarlo. L'appoggio che Ferdinando trovava nella corte
+di Roma era troppo incerto per equilibrare questo pericolo. Il papa era
+vecchio ed infermiccio, e, venendo a morte, il di lui successore
+potev'essere egualmente premuroso di dare stato ai proprj nipoti, e
+perciò di gittarsi in un opposto partito, che gli offrisse le spoglie di
+Girolamo Riario e de' suoi amici. Ma Lorenzo de' Medici, presentando
+questo quadro dell'Europa a Ferdinando, convenne che alla repubblica
+fiorentina era più facile il vendicarsi che il difendersi. Convenne che
+quando avesse una volta chiamati gli oltremontani in Italia, non sarebbe
+più in suo potere il fermarne l'impeto, e che probabilmente non verrebbe
+a soffrir meno da una guerra, nella quale la Toscana sarebbe la loro
+piazza d'armi. L'interesse di Ferdinando e de' Fiorentini era troppo
+conforme, perchè essi non dovessero anteporre una fedele alleanza ad una
+guerra senza scopo. Era del comune loro interesse di mantenere l'Italia
+in pace, di chiuderne l'ingresso ai Turchi per mezzo de' Veneziani, ed
+ai Francesi per mezzo del duca di Milano, di consolidare il governo di
+quest'ultimo, che nell'ultima rivoluzione era stato scosso, di tenere
+per lo contrario aperti gli occhi sull'ambizione ed i progressi della
+repubblica di Venezia, che, dopo avere ricuperata la pace ai confini
+d'Oriente, poteva dettare leggi ai suoi vicini; all'ultimo di tenere a
+freno lo spirito turbolento del papa, che per ottenere a suo figlio un
+piccolo principato aveva colle più funeste pratiche compromessa tutta
+l'Italia[214].
+
+ [212] _Valori in vita Laurentii, p. 34._
+
+ [213] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1163. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 144._
+
+ [214] _Jo. Mich. Bruti Hist. Flor. l. VII, p. 176._
+
+Queste considerazioni non riuscivano nuove a Ferdinando, e fecero sul di
+lui animo grandissima impressione; ma perchè gli si era sempre parlato
+dell'odio e del malcontento da Lorenzo eccitato in Firenze, prima di
+fare fondamento sull'alleanza di questo capo di parte, premevagli di
+sapere se i Fiorentini non separerebbero i loro interessi da quelli di
+Lorenzo. A tale oggetto Ferdinando lo trattenne lungamente presso di sè,
+e nello stesso tempo osservò attentamente se la di lui lontananza dava
+luogo a qualche movimento. I nemici del Medici colsero quest'occasione
+per manifestare altamente i loro timori intorno alla di lui sorte, e
+ricordavano la crudele morte del Piccinino, sperando di suggerire al re
+il pensiero di trattare nello stesso modo il loro avversario. Nello
+stesso tempo opponevansi ostinatamente ne' consiglj a tutte le domande
+de' suoi amici, deplorando la sorte della repubblica, implicata
+contemporaneamente in due guerre, mentre il suo capo trovavasi assente,
+imperciocchè nello stesso giorno in cui Lorenzo era partito da Firenze
+per trattare col re di Napoli, Agostino, figliuolo di Luigi Fregoso, in
+onta della tregua, si era per sorpresa impadronito di Sarzana, che suo
+padre, molti anni prima, aveva venduta alla repubblica fiorentina[215].
+
+ [215] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143. — Diar. Parm. p. 327. —
+ Machiavelli Ist., l. VIII, p. 403._
+
+Finalmente Ferdinando acconsentì di sottoscrivere, il 6 marzo del 1480,
+con Lorenzo de' Medici un trattato di pace fra il suo regno e la
+repubblica fiorentina. Richiese che i Pazzi, tenuti prigione nella torre
+di Volterra, sebbene non avessero avuto parte nella congiura, fossero
+liberati; che i Fiorentini pagassero a suo figlio, il duca di Calabria,
+a titolo di soldo l'annua somma di sessanta mila fiorini. Dal canto suo
+prometteva la restituzione delle città e fortezze prese ai Fiorentini
+nella presente guerra, ed i due governi si resero garanti degli stati
+l'uno dell'altro[216]. Per quanti ostacoli frapponesse il papa a questo
+trattato, per quanto si mostrasse scontento di non essere stato
+consultato, per quante premure manifestasse di allearsi colla repubblica
+di Venezia, la quale aveva egualmente motivo di lagnarsi della mancanza
+di riguardi per parte de' suoi precedenti alleati, all'ultimo si lasciò
+comprendere nel trattato di Napoli, e le ostilità, sospese nel
+precedente anno in forza di una tregua, più non si rinnovarono[217]. La
+pace pubblicossi ancora in Siena il 25 marzo del 1480[218].
+
+ [216] _Scip. Ammirato, p. 145. — Machiavelli l. VIII, p. 405. — Jac.
+ Nardi., l. I, p. 12._
+
+ [217] _Jacobi Volaterrani Diarium Romanum, t. XXIII, p. 105._
+
+ [218] _Alleg. Allegretti, Diar. Sanesi, p. 799. — Orlando Malavolti,
+ p. III, l. IV, f. 76._
+
+Questa pace accrebbe in Firenze il credito di Lorenzo de' Medici che
+l'aveva ottenuta. Egli fu ricevuto al suo ritorno come il salvatore
+della patria. Approfittò di questa riconoscenza del popolo per
+consolidare la propria autorità: il 12 aprile fece creare una nuova
+balìa, ma con intenzione di non più crearne all'avvenire, perciocchè il
+nome e l'autorità delle balìe contribuivano a rendere odioso il potere
+de' Medici. Fece dunque attribuire questa superiore autorità, ch'egli
+voleva conservare, ad un corpo permanente nello stato. Fu questo un
+nuovo consiglio di settanta cittadini, che dovevano, primi fra tutti gli
+altri, essere consultati intorno agli affari. Vi dovevano essere ammessi
+i gonfalonieri di mano in mano che uscivano d'ufficio, quando non ne
+fossero esclusi dalla maggiorità dei voti. Il consiglio de' settanta
+cominciò un nuovo scrutinio d'elezione per formare in appresso le
+magistrature, e lo fece durare quattro anni, onde più lungamente
+mantenersi dipendenti coloro che aspiravano agl'impieghi. Nello stesso
+tempo adoperò il danaro dello stato per pagare i debiti contratti da
+Lorenzo de' Medici[219].
+
+ [219] _Ist. di Gio. Cambi. Deliz. degli Eruditi, t. XXI, p. 2, 3._
+
+Lorenzo, cui la posterità accordò il nome di _magnifico_, mentre i suoi
+concittadini e gli scrittori suoi contemporanei non gli davano
+quest'epiteto che come un titolo d'onore comune a tutti i condottieri,
+agli ambasciatori, ed ai principi che non ne avevano un altro, Lorenzo
+meritava questo soprannome, di cui gli diede possesso un errore. La
+magnificenza apparteneva non meno alla sua politica che al suo
+carattere: egli amava di dare l'idea di una infinita ricchezza, per
+sublimare l'opinione del suo potere; e mai non misurava il suo fasto
+sulle sue entrate. In tempo della sua dimora in Napoli, dopo una ruinosa
+guerra per lui e per la patria, distribuì doti a moltissime fanciulle
+della Puglia e della Calabria, che avevano implorata la sua munificenza,
+e dispiegò in sugli occhi de' Napolitani sia nelle compre, sia nel suo
+accompagnamento e negli equipaggi tutta la pompa di una ricchezza che
+non aveva più nulla di reale: sempre egli volle sorprendere ed
+abbagliare[220].
+
+ [220] _Valori in vita Laurent., p. 35. — Diar. Parmense, t. XXII, p.
+ 335._
+
+Il trattato di pace che assodava la sua potenza non lasciava di esporre
+la sua patria al più terribile pericolo che mai corso avesse. Ferdinando
+vi si era, più che per altro titolo, determinato per dare tempo al duca
+di Calabria di stabilire il suo credito in Siena, riducendo questa
+inquieta repubblica nell'assoluta dipendenza della corona di Napoli.
+Questo progetto era stato segretamente concepito dal re Alfonso quando
+questi era venuto in Toscana nel 1446, e fu dal medesimo ripreso nel
+1452 e 1466; ma non mostrossi mai tanto vicino alla sua esecuzione che
+allora quando Lorenzo, sagrificando la sua patria alla sua personale
+sicurezza e l'interesse dei secoli a quello del momento, aveva
+acconsentito a favoreggiarlo cercando una pace che il duca di Calabria
+desiderava più di lui.
+
+Siena aveva colle sue leggi consacrata l'esistenza di tutti i partiti
+che l'avevano successivamente dominata, ed i suoi cittadini si trovavano
+divisi in molti ordini, che piuttosto erano fazioni, e che portavano il
+nome di _Monti_. Il primo, e quello che aveva risvegliata la più
+costante gelosia, era quello dei nobili, un tempo proprietarj di tutto
+il territorio. Vennero successivamente privati di tutte le loro
+fortezze, ed in pari tempo esclusi da tutte le magistrature. Il seguente
+era il _Monte dei Nove_, che formava a Siena una nobiltà popolare,
+press'a poco uguale a quella degli Albizzi e del loro partito in
+Firenze. Erano uomini cui le antiche ricchezze, acquistate colla
+mercatura, avevano procacciato un'antica riputazione, di cui
+continuavano ad avere il godimento per un diritto ereditario. L'ordine,
+o _Monte dei Dodici_ era il più immediato rivale di quello dei _Nove_,
+ed era composto di ricchi mercanti, contando di quest'epoca circa
+quattrocento uomini atti ad entrare ne' consiglj, dai quali erano però
+costantemente tenuti lontani dalla gelosia del governo. Il restante
+della nazione era diviso tra i due ordini o monti novissimi, dei
+_riformatori_ e del popolo.
+
+Dopo il 27 novembre del 1403 tenevansi coalizzati i tre ordini dei
+_nove_, dei _riformatori_ e del _popolo_. Avevano questi soli parte nel
+governo, dopo l'esclusione degli altri due. La signoria veniva composta
+di nove priori, tre d'ogni monte, e di un gonfaloniere di giustizia,
+somministrato a vicenda dai tre ordini[221]. Questa forma di governo
+erasi mantenuta con maggiore stabilità che verun'altra delle precedenti,
+malgrado le pratiche di Pio II, ch'era nobile sienese della casa
+Piccolomini. Chiesto aveva questo papa che si restituissero in tutti i
+diritti di cittadinanza i nobili ed il monte dei dodici; nel 1458 era
+stata esclusa la sua domanda, ma nello stesso tempo si cercò di
+appagarla, ammettendo i membri della famiglia Piccolomini nell'ordine
+del popolo. Nel susseguente anno eransi accordati alcuni pubblici
+impieghi all'ordine dei nobili[222], ma si era costantemente negato lo
+stesso favore al Monte dei Dodici[223], ed alla morte di Pio II,
+accaduta nel 1464, i nobili erano stati di nuovo privati degli onori
+loro accordati dietro istanza del pontefice[224].
+
+ [221] _Orlan. Malavolti Stor. di Siena, p. II, l. X, f. 194._
+
+ [222] _Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 60-61._
+
+ [223] _Ivi, f. 64._
+
+ [224] _Ivi, f. 69._
+
+Comunque imprudente fosse tale esclusione, i Sienesi non avevano motivo
+di pentirsi d'essersi attenuti a ciò ch'essi chiamavano la _Trinità_ del
+loro governo. Le tre fazioni riunite pareva che avessero confusi tra di
+loro i reciproci interessi; e la loro amministrazione era stata
+bastantemente buona, onde le ricchezze e la popolazione si andassero
+visibilmente accrescendo. Siena intanto si ornava di sontuosi palazzi,
+che mostravano ad un tempo i progressi dell'opulenza, delle arti e del
+gusto; la repubblica non era stata frequentemente agitata da interni
+movimenti, aveva preso parte in poche guerre straniere e sebbene
+ecclissata dalla magnificenza di Firenze, potente vicina, e cagione ai
+Sienesi di continua diffidenza, ella conservava esternamente l'onore
+della sua indipendenza, e nell'interno la pace e la prosperità.
+
+Ma l'esistenza di due partiti, formati di persone che non avevano parte
+nel governo, era necessariamente pericolosa alla repubblica. Fra costoro
+gli ambiziosi stranieri non mancavano mai di partigiani; questi erano i
+segreti agenti del duca di Calabria, e questi egli cercava di far
+rientrare nella signoria. Domandò prima il richiamo di tutti coloro
+ch'erano stati esiliati nel 1456[225]. Non avendo potuto ottenerlo
+seminò la discordia fra i tre ordini che governavano in comune; ne armò
+due contro il terzo, ed il 22 giugno del 1480 i cittadini dei Nove e del
+popolo presero le armi, e furono secondati dalle armi del duca di
+Calabria che occupavano la piazza pubblica. Un consiglio generale, da
+cui esclusero tutti coloro che non erano loro devoti, e che non pertanto
+trovossi tuttavia formato di quattrocento quarantadue membri, dietro
+inchiesta del gonfaloniere di giustizia, escluse per sempre dal governo
+il Monte de' riformatori[226]. Questa violenta rivoluzione, che feriva
+un terzo de' cittadini della repubblica, e gli spogliava di quella
+partecipazione alla sovranità di cui erano in possesso da settantasette
+anni, era stata apparecchiata con tanta segretezza, e così prontamente
+eseguita, che non vi fu effusione di sangue. Il duca di Calabria, che
+l'aveva diretta e sostenuta co' suoi soldati, erasi allontanato da Siena
+il giorno in cui doveva scoppiare, onde non essere accusato di farla da
+padrone nella repubblica; ma al suo ritorno fu dai nuovi magistrati
+accolto quale benefattore dello stato. Aveva con loro convenuto di
+formare un Monte nuovo che tenesse luogo di quello de' riformatori, e
+partecipasse per un terzo alle pubbliche onorificenze. Questo nuovo
+ordine, cui diedesi il nome di _Monte degli aggregati_, fu composto di
+un limitato numero di gentiluomini conosciuti pel loro attaccamento al
+duca di Calabria, di varj membri del Monte dei dodici e di quello dei
+riformatori, che una privata ambizione staccava dai loro confratelli;
+finalmente delle famiglie ch'erano state escluse nel 1456 dal Monte dei
+nove e da quello del popolo, per avere voluto di concerto con Giacomo
+Piccinino assoggettare la repubblica al re Alfonso. Così i cinque
+antichi ordini avevano concorso alla formazione del nuovo Monte[227].
+
+ [225] _Orlando Malavolti, p. III, l. IV, f. 76. — Allegr. Allegretti
+ Diari Sanesi, p. 800._
+
+ [226] _Orlando Malavolti, f. 97. — Allegr. Allegretti, p. 803._
+
+ [227] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 78. — Jacobi Volaterrani
+ Diarium Romanum, p. 108._
+
+Il nuovo governo, stabilito dalla violenza, era circondato di nemici, ed
+aveva perciò maggiore bisogno di tenersi affezionato il duca di
+Calabria, mostrandosi sempre dipendente dalla sua volontà. Malvagi
+cittadini, che si lusingavano di ammassare più grandi ricchezze,
+d'esercitare maggiori poteri, di soddisfare più facilmente tutte le loro
+passioni sotto la protezione di un tiranno, piuttosto che nella loro
+patria ancora libera, non avevano mal calcolato supponendo che questa
+rivoluzione obbligherebbe in breve i Sienesi a darsi da sè stessi al
+duca di Calabria. Tutti gli amici della libertà erano atterriti; nè il
+timore era in Firenze meno grande che in Siena. Se l'acquisto che il re
+di Napoli aveva fatto vent'anni prima di alcuni deboli castelli nelle
+Maremme toscane aveva cagionato tanto spavento, come sperare di salvare
+la libertà di Firenze una volta che tutto intero lo stato di Siena
+sarebbe tra le mani di così formidabile vicino? Ma un inaspettato
+avvenimento, che strinse di terrore il rimanente dell'Italia, liberò
+Siena e Firenze da quasi inevitabile servitù, richiamando il duca di
+Calabria a difendere i proprj focolari.
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVIII.
+
+ _Maometto II occupa Otranto; Sisto IV spaventato fa la pace col
+ Fiorentini, ed il duca di Calabria abbandona Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova guerra accesa in tutta
+ l'Italia da Sisto IV pel ducato di Ferrara. Passa da uno
+ all'altro partito; e all'ultimo muore di dolore per essersi
+ fatta la pace_.
+
+1480 = 1484.
+
+
+Maometto II mai non faceva la pace con un principe cristiano, che per
+attaccarne più vantaggiosamente un altro; perciò contavasi che nel lungo
+suo regno aveva soggiogati due imperi, dodici regni e più di dugento
+città. Nel 1480 apparecchiò nello stesso tempo due spedizioni: destinata
+era una di queste, sotto gli ordini del pascià Mesithes, di greca
+origine, e della stirpe de' Paleologhi, a togliere Rodi ai cavalieri di
+san Giovanni di Gerusalemme; ma il gran maestro d'Aubusson respinse
+gloriosamente i Turchi, che dopo avere assediata la capitale dal 23
+maggio al 22 agosto, furono costretti a ritirarsi perdenti[228]. L'altra
+armata di Maometto si adunò alla Valona sotto gli ordini del suo gran
+visir Achmet Giediko Breche-Dente, nativo d'Albania. Venne a prenderla a
+bordo una flotta di cento vascelli; quella de' Veneziani, ch'era di
+sessanta vele, la scortava, mostrando d'impedirle che entrasse
+nell'Adriatico[229]; improvvisamente i Turchi sbarcarono sulla costa
+d'Italia presso di Otranto il venerdì 28 luglio dopo avere attraversato
+il mare Adriatico, che in questo luogo non ha più di cinquanta miglia di
+larghezza.
+
+ [228] _Epist. Petri d'Aubusson ad Pontif. 13 septem. 1480. — Raynald
+ 2-13, p. 286. — Jacobi Volater. Diar. Rom., p. 106. — Ann. Turcici
+ Leunclavii, p. 258. — Diarium Parm. p. 344. — Turco Graeciae Hist.
+ Polit., l. I. p. 26. _
+
+ [229] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1213._
+
+Gli abitanti d'Otranto, sebbene non apparecchiati a quest'attacco,
+difesero vigorosamente le loro mura; ma non potevano lungamente
+resistere: Achmet Giedik aveva sbarcata molta artiglieria, che bentosto
+aprì larghe brecce nelle mura, e la città fu presa d'assalto l'11 agosto
+del 1480[230]. La popolazione, secondo il Sanuto, ammontava a ventidue
+mila uomini; dodici mila furono uccisi nel primo furore della vittoria;
+ma i fanciulli che potevano essere vantaggiosamente venduti, e coloro
+che furono creduti abbastanza ricchi per poter pagare una grossa taglia,
+furono fatti schiavi[231]. L'arcivescovo ed i preti, principale oggetto
+dell'odio dei Turchi, furono crudelmente tormentati, ed il culto
+cristiano profanato con ogni sorta d'oltraggi e di vituperi[232].
+
+ [230] _Demetrius Cantemir, l. III, c. I, § 32, p. 111._
+
+ [231] _Marin Sanuto Vita dei Duchi di Venez., t. XXII, p. 1213._
+ Pure il Giannone riduce i morti a soli ottocento, _l. XXVIII.
+ Introd., p. 602_.
+
+ [232] _Jac. Volterrani Diar. Roman.; l. II, p. 110. — Diar. Parm.,
+ p. 346-352._ Dugento vent'anni dopo quest'avvenimento, la leggenda
+ se ne impossessò, e vi frammischiò il suo maraviglioso; Francesco
+ Maria d'Asti, nel 1700 arcivescovo d'Otranto, scrisse che ottocento
+ martiri preferirono il supplicio all'abjurare, e che condotti in sul
+ luogo in cui dovevano morire, Antonio Primaldi, rimasto capo del
+ clero, dopo la morte dell'arcivescovo Stefano, fu il primo a perdere
+ la testa; ma che il suo corpo, invece di cadere morto, restò in
+ piedi malgrado tutti gli sforzi de' Turchi per atterrarlo, e che coi
+ suoi gesti continuò ad esortare i suoi compagni alla costanza finchè
+ tutti ebbero subito lo stesso supplicio; che allora, dopo gli altri,
+ acconsentì di essere collocato tra gli estinti. _Franc. Mariae de
+ Aste in Memor. Hydrunt. Eccles. Epit., l. II, c. II, p. 11. — In
+ Burm. Thes. Antiqu. et Hist. Ital., t. IX, p. VIII._
+
+Questo inaspettato attacco, che colmò l'Italia di spavento, era stato
+provocato dai Veneziani. Non dissimulano gli storici della repubblica
+che dopo la pace tra Lorenzo de' Medici ed il re di Napoli, la loro
+patria mandò due ambasciatori, uno al papa, l'altro al gran signore per
+concertare la ruina di Ferdinando. Sebastiano Gritti doveva invitare
+Maometto II a riprendere le province dell'Italia meridionale, che altra
+volta dipendevano dall'impero d'Oriente[233]. Zaccaria Barbaro doveva
+proporre al papa di assoldare in comune coi Veneziani e di nominare
+capitano generale della loro lega Renato II di Lorena, ch'essi
+invitavano a scendere in Italia[234]. È verosimile che i Veneziani non
+comunicassero a Sisto IV il progetto dello sbarco dei Turchi presso
+Otranto, siccome quello ch'era troppo pericoloso per la santa sede; ma
+Ferdinando, che non dubitava dell'inimicizia di Sisto IV, sospettò che
+gli avesse tirato addosso l'invasione dei Turchi, e gli fece dire nel
+mese d'agosto per mezzo del suo ambasciatore, che se non otteneva dalla
+Chiesa pronti e potenti soccorsi, tratterebbe coi Turchi e loro darebbe
+il passaggio a traverso ai suoi stati per recarsi a Roma[235].
+
+ [233] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1165. — Maria
+ Sanuto, p. 1213. — Alb. de Ripalta Ann. Plac., t. XX, p. 961._
+
+ [234] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1212._
+
+ [235] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1213._
+
+Estremo fu lo spavento di Sisto IV, quand'ebbe notizia di tale
+invasione, e fu in procinto di abbandonare Roma e l'Italia per cercare
+un rifugio in Francia. Sapeva che Maometto portava un particolare odio
+alla sede della religione Cristiana, e ch'egli stesso ed il suo clero
+sarebbero esposti a terribili supplicj se venivano in mano dei
+Turchi[236]. Vero è che Otranto era ancora assai lontano da Roma; ma
+poteva temersi un secondo sbarco sulle coste della Marca, ed assicurasi
+infatti che i Turchi tentassero in quest'anno di rubare il tesoro di
+Loreto[237]. Altronde i Musulmani, le di cui costanti vittorie avevano
+sbalordita l'Europa, contavano in allora de' partigiani in Italia, che
+sembravano apparecchiati ad unirsi loro per rompere il giogo de' loro
+preti e de' loro principi. Bentosto si sparse la voce che Maometto II,
+per approfittare del malcontento de' baroni di Napoli, aveva fatto
+proclamare in Otranto, che per dieci anni andrebbero esenti dalle
+imposte tutti i paesi da lui conquistati; che in appresso non imporrebbe
+che il tributo d'una piastra per testa; che permetterebbe ai Cristiani
+di seguire le loro leggi e la loro religione, come praticavano a
+Costantinopoli, e per ultimo che aveva punite le eccessive crudeltà
+esercitate dai vincitori in Otranto. In febbrajo del 1481 mille
+cinquecento soldati di Ferdinando passarono al soldo dei Turchi, e si
+ebbe timore che loro si dasse tutta la provincia[238].
+
+ [236] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 19, p. 289._
+
+ [237] Soltanto sull'autorità del Tursellino. _Hist. Lauret. Aedis,
+ l. II, c. IV, ap. Rayn., § 32, p. 292._
+
+ [238] _Diar. Parm., p. 365, 366, et passim._
+
+Frattanto Sisto IV spediva bolle a tutti i principi cristiani, e
+particolarmente agli stati d'Italia per esortarli alla pace, ed a
+rivolgere le loro armi contro il nemico della religione. «Se i fedeli di
+Cristo, diceva egli, se gl'Italiani soprattutto vogliono difendere i
+loro campi, le loro case, le loro spose, i loro figli, la libertà, la
+vita; se vogliono conservare quella fede, nella quale siamo stati
+battezzati, e per la quale ricevuta abbiamo una nuova nascita, questo è
+il momento di dar fede alle nostre parole, d'impugnare le armi e di
+marciare alla guerra. Che i più lontani dal regno di Sicilia non pensino
+d'essere altrimenti sicuri; se non vanno contro i Turchi per
+combatterli, questi in breve giugneranno fino a loro[239].»
+
+ [239] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 21, p. 290._
+
+Ferdinando si affrettò di richiamare dalla Toscana il duca di Calabria,
+facendogli le più calde istanze di non tardare a venire in suo ajuto. Il
+duca uscì di Siena il 7 agosto, non senza esprimere il profondo
+rincrescimento con cui abbandonava un progetto, lungo tempo accarezzato
+dalla sua famiglia, nell'istante in cui pareva che niente potesse più
+ritardarne l'esecuzione. Mentre partiva, i magistrati di Siena gli
+resero i più grandi onori; ma tutti i buoni cittadini sentivansi con
+gioja liberati da un giogo che credevano omai inevitabile[240]. Il duca
+di Calabria passò il 10 settembre a Napoli, ove incorporò nella sua
+armata moltissimi gentiluomini, che vi si erano adunati, e ricevette
+inoltre un corpo ausiliario di mille settecento fanti e trecento
+cavalieri che gli mandava suo cognato, Mattia Corvino, re d'Ungheria.
+Continuò poscia il suo cammino verso la Puglia. Achmet Giedik era stato
+da Maometto richiamato, ed Ariadeno, in addietro governatore di
+Negroponte, aveva in Otranto sotto i suoi ordini una guarnigione di
+sette mila cinquecento uomini. Aveva estesi i suoi guasti a tutta la
+provincia, e minacciato Brindisi d'assedio[241]. Ma sopraggiugnendo il
+duca di Calabria, dovette chiudersi in Otranto, e poco dopo, avendo
+Galeazzo Caracciolo condotta in faccia al porto una flotta napolitana,
+si trovò preclusa ogni comunicazione colla Turchia[242].
+
+ [240] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegr. Allegretti,
+ p. 807._
+
+ [241] _Giannone Istor. Civile del regno di Napoli, l. XXVIII,
+ Introd., p. 602._
+
+ [242] _Ivi, p. 603._
+
+Lo spavento dell'invasione de' Turchi aveva all'ultimo determinato il
+papa a rappacificarsi con Firenze; ma in questa medesima
+riconciliazione, renduta necessaria dalle circostanze, lasciò vedere
+tutta l'alterigia del suo carattere. Dodici ambasciatori, i più illustri
+ed i più riputati cittadini che in allora governassero la repubblica,
+furono nominati in principio di novembre per recarsi a Roma. Vi
+entrarono privatamente la notte del 25 di novembre, senza che veruno
+della famiglia del papa o de' cardinali si muovesse ad incontrarli.
+Francesco Soderini, vescovo di Volterra, capo della legazione, espresse
+all'indomani in una segreta udienza il dispiacere della repubblica, la
+sua sommissione ai giudizj del papa, ed il suo desiderio di essere
+riconciliata alla Chiesa. Le condizioni della pace vennero in più
+conferenze discusse coi cardinali; quando all'ultimo tutto fu regolato
+tra di loro, i deputati vennero invitati a recarsi alla basilica di san
+Pietro il 3 dicembre del 1480, prima domenica dell'avvento. Dopo averli
+fatti aspettare qualche tempo sotto il portico, il pontefice
+sopraggiunse co' suoi cardinali; gli venne innalzato un trono in faccia
+all'ingresso principale, le di cui porte rimasero chiuse: gli
+ambasciatori, col capo scoperto, gittaronsi in allora a' suoi piedi,
+dopo avere baciati i quali, confessarono, stando inginocchiati, che
+avevano peccato contro la Chiesa e contro il pontefice, e implorarono la
+sua compassione verso il popolo che li mandava. Luigi Guicciardini,
+vecchio settuagenario, parlò a nome di tutti, ma a voce bassa ed in
+italiano. Un notajo apostolico lesse in seguito la formola della
+confessione e le condizioni della pace. Allora il pontefice, avendo
+accennato di fare silenzio, pronunciò queste parole: «Voi avete peccato,
+miei figli, primamente contro il Signore Iddio, nostro Salvatore,
+crudelmente uccidendo e criminosamente l'arcivescovo di Pisa, ed i
+sacerdoti del Signore; perciocchè sta scritto: _Voi non toccherete i
+miei unti_. Voi avete peccato contro il romano pontefice, ch'esercita in
+terra le funzioni di N. S. Gesù Cristo, avendolo voi diffamato per tutto
+l'universo. Voi avete peccato contro il santo ordine de' cardinali,
+ritenendo suo malgrado un cardinale legato della santa sede apostolica.
+Voi avete peccato contro l'ordine ecclesiastico, negando i vostri
+tributi al clero del vostro territorio; voi siete stati la causa di
+molte rapine, incendj, saccheggi, per non avere ubbidito agli ordini
+apostolici. Fosse piaciuto a Dio che fino da principio foste venuti a
+noi, padre delle vostre anime; allora non saremmo ricorsi alle armi
+temporali per vendicare le ingiurie inflitte alla Chiesa. Con
+dispiacere, non v'ha dubbio, noi abbiamo insevito contro di voi, pure
+dovemmo farlo per l'onore dell'apostolato di cui siamo incaricati. Ma
+presentemente, miei figliuoli, che voi vi presentate con umiltà, vi
+riceviamo in grazia tra le nostre braccia, vi assolviamo dagli errori e
+dagli eccessi che avete confessati; non vogliate ancora peccare, miei
+figli; _non fate come i cani, che, dopo essere stati gastigati, tornano
+alle loro turpitudini_. Del resto voi avete sperimentata la potenza
+della Chiesa, e dovete sapere quanto sia dura cosa l'opporre la sua
+testa allo scudo di Dio, o il voler rompere la di lui corazza[243].»
+
+ [243] _Jacobi Volaterrani Diar. Roman., l. II, p. 114. — Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+Dopo avere così parlato, prese alcune bacchette dalle mani del gran
+penitenziere, e percosse leggermente le spalle d'ogni ambasciatore, che
+ad ogni colpo chinava il capo, e rispondeva col versetto del salmo
+_Misere mei Domine_! Dopo ciò vennero nuovamente ammessi al bacio de'
+piedi, e benedetti dal pontefice che, levato dal suo trono, fu portato
+all'altar maggiore. Le porte della Chiesa vennero aperte, e gli
+ambasciatori vi entrarono cogli altri; ma alle condizioni del trattato
+precedentemente stipulato il pontefice aggiunse, per modo di penitenza,
+che i Fiorentini armerebbero a loro spese quindici galere per fare la
+guerra ai Turchi[244]. E così ebbe fine la guerra nata dalla congiura
+dei Pazzi, e tale fu l'orgoglio con cui il pontefice punì, per essere
+rimasti in vita, coloro ch'egli non aveva potuto far assassinare[245].
+
+ [244] _Jac. Volaterrani Diar. Rom., l. II, p. 114. — Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+ [245] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 115. — Scip. Ammirato,
+ l. XXIV, p. 146. — Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 410. — Jo. Mich.
+ Bruti, l. VII, p. 184._
+
+I Fiorentini approfittarono pure dello spavento di Ferdinando, e del
+bisogno che di loro aveva, per farsi restituire le fortezze occupate in
+Toscana dal duca di Calabria. Erasi Ferdinando obbligato verso la
+repubblica di Siena a cederle tutte le conquiste fatte sui Fiorentini,
+che sarebbero al di dentro di un raggio di quindici miglia preso dalle
+mura della città. Aveva infatti consegnati ai Sienesi Montedomenichi, la
+Castellina e san Polo; ma aveva ritenuti sotto gli ordini di Prenzivalle
+Gennaro, gentiluomo napolitano, Colle di Val d'Elsa, Poggibonzi, Poggio
+imperiale, Monte san Savino ed altre piazze di minore importanza. Alla
+fine di marzo del 1481 fece rilasciare ai Fiorentini tutti i luoghi che
+occupava Gennaro, e subito dopo ordinò ai Sienesi di restituire le
+conquiste in cui essi tenevano guarnigione. Un vivo odio prese in allora
+a Siena il luogo dell'affetto che vi si era conservato per la casa di
+Napoli[246].
+
+ [246] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegretto
+ Allegretti Diari San., p. 808. — Diar. Parm., p. 368._
+
+Il papa, che aveva ordinato ai Fiorentini di concorrere alla difesa
+dell'Italia contro i Turchi, volle contribuirvi ancor egli. Fece armare
+una flotta nel Tevere, e scelse per comandarla quello de' suoi prelati
+ch'era più capace di condurre una guerra marittima. Fu quel medesimo
+Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova, quel formidabile capo di parte,
+che vedemmo consacrarsi alla pirateria quando dovette abbandonare la
+città in cui aveva regnato. Sisto IV lo aveva creato cardinale in maggio
+del 1480[247], e gli affidò nella vegnente primavera il comando delle
+sue galere. Paolo Fregoso andò a raggiugnere Galeazzo Caraccioli nelle
+acque di Otranto. Il formidabile gran visir Achmet Giedik aveva di già
+adunati alla Valona venticinque mila uomini, che stava per trasportare
+ad Otranto, onde continuare la conquista dell'Italia, quand'ebbe notizia
+della morte di Maometto II, accaduta il 3 maggio del 1481 presso di
+Nicomedia, alla qual morte dopo pochi mesi tenne dietro la guerra civile
+scoppiata tra i suoi figliuoli Bajazette II e Gemma, ossia Zizim[248].
+Achmet, abbandonando allora ogni progetto di conquista sul regno di
+Napoli, condusse la sua armata in soccorso di Bajazette, sebbene avesse
+motivo di temere il risentimento di questo principe per un'antica
+offesa. Gli si presentò colla sua scimitarra appesa al pomo della sua
+sella, perchè ricordavasi avergli detto: «Se tu diventi sultano, io mai
+non la sguainerò per tua difesa.» Ma quando Bajazette, chiamandolo suo
+padre, lo invitò a scordarsi gli errori della sua gioventù, Achmet
+Giedik combattè contro i nemici del sultano col suo consueto valore: il
+16 giugno del 1482 vinse Zizim a Serviza, presso d'Iconio, lo inseguì
+nella Caramania, ed all'ultimo lo costrinse a ritirarsi a Rodi[249].
+Ariadeno, lasciato in Otranto con una guarnigione che non poteva
+ricevere soccorsi, si difese non pertanto con molto coraggio, ed ebbe
+diversi vantaggi sul duca di Calabria che lo attaccava; ma in ultimo
+accettò un'onorata capitolazione che gli fu offerta, e rese la piazza il
+10 di agosto. Alcune delle compagnie turche che la difendevano passarono
+ai servigj del duca di Calabria, e furono in appresso utilmente
+adoperate nelle guerre d'Italia[250].
+
+ [247] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 122._
+
+ [248] Questa guerra civile appartiene al susseguente anno. Bajazette
+ aveva prima intrapreso il pellegrinaggio della Mecca, durante il
+ quale affidò le redini dell'impero ottomano a suo figlio Corcud.
+ _Demet. Cantemir., l. III, c. II, § 1 al 5, p. 126._
+
+ [249] _Ann. Turcici Leunclavii, p. 259._
+
+ [250] _Epist. Ferdin. ad Xistum de Idrunto recuperando. Jac.
+ Volaterr. Diar., p. 146. — Giannone Ist. Civ. l. XXVIII, p. 613._
+
+La notizia della morte di Maometto II era stata rapidamente portata a
+Venezia, ed il doge Mocenigo la comunicò il 29 maggio a tutti gli stati
+d'Italia[251]. Tutti la risguardarono come un avvenimento che liberava
+la Cristianità dal più grande pericolo che mai avesse corso, e tutti
+allentarono il freno a passioni che avevano per timore fin allora
+rattenute. Ma più che tutti gli altri Sisto IV, risguardandosi oramai
+come uscito dal solo pericolo che potesse raggiugnerlo sul trono, più
+non prescrisse limiti alla sua ambizione, a' suoi progetti di vendetta,
+alle turbolenti sue passioni, che talvolta era stato forzato a
+dissimulare. Cominciò dal richiamare la flotta che aveva spedita ad
+Otranto sotto il comando di Paolo Fregoso, non volendo acconsentire che
+approfittasse delle guerre civili dei Turchi per fare qualche conquista
+in Oriente[252]. Egli voleva in luoghi più a sè vicini impiegare tutte
+le sue forze, destinando l'intera Romagna ad essere l'appannaggio del
+suo favorito nipote. Fino dal 4 settembre del 1480 aveva aggiunto il
+principato di Forlì a quello d'Imola, che di già era posseduto da
+Girolamo Riario. L'aveva tolto, per darglielo, alla casa Ordelaffi, che
+lo aveva posseduto cento cinquant'anni. Pino degli Ordelaffi, l'ultimo
+feudatario di questa famiglia, destinava, morendo, la sua eredità ad un
+figlio naturale che lasciava in tenera età. I suoi due nipoti, Antonio
+Maria e Francesco Maria, figliuoli legittimi di Galeotto, fratello di
+Pino, pretendevano, forse a più giusto titolo, un principato da cui il
+loro zio aveva voluto escluderli, mandandoli in esilio. Sisto IV si fece
+giudice della loro causa, e gli spogliò tutti a profitto del proprio
+nipote, senza che alcuna vicina potenza osasse alzare la voce contro
+così manifesta ingiustizia[253]. Mandò in appresso questo stesso nipote
+a Venezia per istringere più intimamente l'alleanza che l'11 maggio del
+1480 aveva conchiusa con quella potente repubblica, e per meditare
+secolei la divisione di altri stati[254].
+
+ [251] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Jac. Volaterrani,
+ l. II, p. 134._
+
+ [252] _And. Navagero, p. 1168. — Jac. Volaterrani, p. 148-152._
+
+ [253] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 112. — Diar. Parm., t.
+ XXII, p. 345. — Marin Sanuto Vite, p. 1211._
+
+ [254] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 140._
+
+Onde alimentare le guerre che di già aveva sostenute, e le guerre ancora
+più importanti che progettava; onde sostenere lo stravagante lusso de'
+suoi nipoti, e quello della propria casa, Sisto IV aveva bisogno di
+tutti i provventi del fisco; perciò assoggettava a questo sistema tanto
+l'amministrazione ecclesiastica che la secolare. A poco a poco dichiarò
+venali tutte le cariche della corte apostolica, e ne notificò
+preventivamente il prezzo al pubblico[255]. Vendette ancora, ma alquanto
+più riservatamente, onde non essere accusato di simonia, i più ricchi
+beneficj, ed ancora qualche cappello cardinalizio[256]. Spinse più in là
+che tutti i suoi predecessori lo scandaloso traffico delle indulgenze.
+D'altra banda estorse danaro ai suoi sudditi di Roma, come sovrano e non
+come prete, assoggettando tutto il commercio de' grani al più crudele
+monopolio. Nella stagione del raccolto acquistava tutto il frumento al
+prezzo stabilito d'un ducato al rubbio: quando i suoi magazzini erano
+pieni, faceva nascere artificiali carestie, ora con vendite
+considerabili fatte ai Genovesi, ora col pretesto del passaggio delle
+truppe. Non permetteva che si levasse frumento dai suoi magazzini,
+finchè il prezzo de' mercati non ammontava a quattro o cinque ducati per
+rubbio; allora fissava egli stesso il prezzo del suo frumento, e sotto
+pena di prigione proibiva a' fornaj di adoperare altro frumento che il
+suo. Spesso con queste pratiche mancava tutto ad un tratto il pane ne'
+suoi stati, ed in allora comperava a basso prezzo nel regno di Napoli il
+frumento di peggiore qualità, ed obbligava ad adoperare quel solo. Più
+d'una volta i suoi sudditi dovettero mangiare un pane nero, il di cui
+cattivo odore attestava essere corrotto il grano ond'era formato, e si
+attribuirono a questo cattivo alimento le pestilenziali malattie, che
+durante il suo regno afflissero Roma quasi tutti gli anni[257].
+
+ [255] Raffaello da Volterra ne conservò la nota col prezzo, che
+ Raynaldo pubblicò dopo di lui. In tale occasione ardisce di
+ leggermente biasimare il papa. _Ann. Eccl. 1484, § 25, p. 336._
+
+ [256] _Diar. Rom. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1158._
+
+ [257] _Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1183, 1184._
+
+Frattanto Girolamo Riario era giunto a Venezia, ove fu ricevuto con
+infiniti onori, ed inscritto nel libro d'oro della nobiltà
+veneziana[258]. Veniva a proporre alla repubblica d'attaccare a spese
+comuni un principe vicino, per dividerne in appresso le conquiste; e la
+signoria era tanto più disposta ad entrare in questi ambiziosi progetti
+in quanto che essendo il papa vecchissimo, poteva accadere che il suo
+successore tenesse una diversa politica, e non si prendesse pensiero di
+Girolamo Riario; mentre che la repubblica, forte nella sua immortalità,
+poteva sperare di raccogliere un giorno sola tutti i frutti della guerra
+fatta a spese comuni. La casa d'Este era quella che il papa proponevasi
+di trattare nello stesso modo che aveva trattati gli Ordelaffi nel
+precedente anno. I Veneziani avevano veduto con occhio di gelosia Ercole
+d'Este sposare Leonora, figliuola del re Ferdinando. Vero è che questo
+matrimonio non gli aveva impedito di portare le armi contro suo suocero
+nella guerra di Firenze; ma appunto in tale circostanza erasi renduto
+sospetto di segrete intelligenze coi nemici. Ferdinando, sempre
+corrucciato contro Venezia, poteva trovare nelle fortezze di suo genero
+dei punti d'appoggio per ispingere la guerra fino nel centro degli stati
+di terra ferma della repubblica. Altronde questa aveva dilatato il suo
+dominio fino ai confini del ducato di Milano; e per portarlo egualmente
+fino a quelli della Toscana, doveva invadere gli stati del duca di
+Ferrara; e perchè una parte di questi stati dipendeva dall'impero,
+l'altra dalla Chiesa, i confederati convennero che la repubblica di
+Venezia occuperebbe i primi, cioè Modena e Reggio, e cederebbe al Riario
+i secondi, ossia il ducato di Ferrara[259].
+
+ [258] _Jac. Volaterr. Diar. Roman., p. 143. — Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 414._
+
+ [259] _Petri Cyrnei Clerici Aleriensis de bello Ferrariensi, t. XXI,
+ p. 1193._ L'autore visse in Venezia in tutto il tempo di questa
+ guerra. — _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 414. — Marin Sanuto Vite
+ dei Duchi, p. 1214. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 229. —
+ Bernardino Corio, p. VI, p. 1001._
+
+I Veneziani cercavano cagioni di lite col duca di Ferrara, onde dare
+principio alla guerra concertata col Riario e col papa. Avevano con lui
+alcune controversie rispetto all'estensione de' loro confini, e,
+facendosi giustizia da sè medesimi, avevano fabbricati tre ridotti sullo
+stesso territorio del duca. Nominavano un giudice veneziano che
+risiedeva in Ferrara col titolo di _Viadamo_ per fare giustizia a que'
+sudditi veneziani che abitavano negli stati della casa d'Este. La
+giurisdizione di questo _Viadamo_ aveva pure dato luogo a qualche
+dissapore tra i due governi. Finalmente la repubblica, come sovrana
+delle lagune, pretendeva avere diritto al monopolio del sale; non voleva
+permettere agli abitanti di Ferrara nemmeno di raccogliere quello che il
+mare deponeva sul loro territorio, e lagnavasi, come di un'infrazione
+de' trattati, di tutto quanto praticava l'industria de' sudditi della
+casa d'Este per approfittare delle loro paludi salse. Il duca di
+Ferrara, conoscendosi debole, aveva offerto di dare al senato su tutti i
+capi d'accusa pieno soddisfacimento. Nello stesso tempo aveva invocata
+la protezione del papa, suo abituale signore, ignorando tuttavia che
+doveva risguardarlo come suo capitale nemico.
+
+Frattanto per quanti sforzi facesse Ercole d'Este per calmare i
+Veneziani e riconciliarsi con loro, non potè impedire che il 3 maggio
+del 1482 non gli fosse dichiarata la guerra a nome del doge Giovanni
+Mocenigo e della repubblica di Venezia, come a nome di papa Sisto IV e
+di Girolamo Riario, signore di Forlì e d'Imola. Si videro inoltre
+entrare nella stessa lega Guglielmo, marchese di Monferrato, la
+repubblica di Genova e Pietro Maria de' Rossi, conte di san Secondo,
+nello stato di Parma. D'altra parte il re Ferdinando, il duca di Milano
+ed i Fiorentini, dopo avere inutilmente tentato di sconsigliare Sisto IV
+da così ingiusta guerra, richiamarono i loro ambasciatori, che partirono
+da Roma il 14 di maggio. Dichiararono che difenderebbero il duca di
+Ferrara, e ricevettero nella loro alleanza Federico, marchese di
+Mantova, Giovanni Bentivoglio, capo della repubblica di Bologna, e la
+casa Colonna, che ammise guarnigione napolitana ne' suoi feudi di Marino
+e di Genazzano, posti presso alle porte di Roma[260].
+
+ [260] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1195-1201. — Jac. Volaterr.
+ Diar. Rom., p. 171-172. — Diario Romano di Stefano Infessura, t.
+ III, p. II, p. 1149._
+
+E per tal modo l'Italia si trovava divisa in due grandi leghe: la guerra
+scoppiò in ogni luogo nello stesso tempo, e fu tanto più ruinosa per i
+popoli, in quanto che la maggior parte de' più piccoli signori era stata
+ammessa all'alleanza delle grandi potenze. Nello stato della Chiesa i
+Colonna sortivano dalle loro terre murate per guastare tutte le vicine
+campagne, e le stesse strade di Roma venivano spesse volte insanguinate
+dalle zuffe. I Savelli si erano uniti ai Colonna, mentre che gli Orsini,
+non ascoltando che l'antico loro odio per queste due case, avevano
+abbracciata la causa del papa. A non molta distanza di là, i Fiorentini
+avevano armata mano rimesso Niccolò Vitelli nella sua signoria di Città
+di Castello, cacciandone Lorenzo Giustini, creatura del papa, che per
+vendicarsi danneggiava le campagne. Finalmente il duca di Calabria, che
+coll'armata napolitana aveva voluto soccorrere suo cognato, il duca di
+Ferrara, era stato trattenuto nello stato di Roma dall'armata
+pontificia, e contribuiva dal canto suo a ruinare il patrimonio di san
+Pietro[261]. In Romagna, Giovanni Bentivoglio trovavasi coi Bolognesi
+opposto a Girolamo Riario; Ibletto del Fieschi, sceso dalle montagne
+della Liguria, guastava i confini del Milanese; e per ultimo Pietro
+Maria de' Rossi, cui i Veneziani accordavano un annuo sussidio di venti
+mila fiorini per turbare il governo di Milano nello stato di Parma,
+portava la desolazione in tutto il vicinato de' suoi numerosi castelli.
+Sostenne in Torre Chiara, Noceto, Berceto e Preda Balcia, ostinati
+assedj, e quando il 10 settembre del 1482 morì a Torre Chiara in età di
+ottant'anni, prese il suo posto suo figliuolo Guido de' Rossi, che
+mostrò per la medesima causa la stessa ostinazione e lo stesso
+valore[262].
+
+ [261] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 149. — Andrea Navagero Stor.
+ Venez., p. 1171. — Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 416. — Diar. di
+ Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1071._
+
+ [262] La guerra di Pietro Maria de' Rossi viene raccontata con una
+ fastidiosa minutezza ne' Giornali di Parma, composti da un
+ partigiano di questa casa (_Rer. Ital., t. XXII, p. 379-398_).
+ Questi giornali finiscono coll'anno 1482. Sono scritti in un barbaro
+ latino, pieni di dicerie popolari o di minutissime circostanze
+ intorno alla amministrazione della giustizia: ma fanno abbastanza
+ conoscere l'anarchia dei paesi governati a nome del duca di Milano,
+ i continui assassinj cui trovavansi esposti, e l'impossibilità in
+ cui si vedevano i cittadini di ottenere giustizia. Tutte queste
+ circostanze sfuggono alla storia, perchè non sono illustrate da
+ verun tratto grande, perchè niuna virtù, niun sentimento generoso
+ risveglia l'interesse in queste piccole città quando hanno perduta
+ la libertà; ma quando uno ha il coraggio di leggere da capo a fondo
+ uno di questi giornali, si persuade che il silenzio degli storici
+ intorno a questi popoli schiavi non prova nè la loro felicità, nè la
+ loro sicurezza. I Parmigiani erano soggetti di quest'epoca a tutte
+ le turbolenze della più faziosa repubblica, senz'essere compensati
+ da verun sentimento nobile e generoso, senza avere una volontà
+ propria, senza meritare che lo storico si fermasse a raccontare i
+ loro mali.
+
+Ma la guerra principale trattavasi ai confini del Ferrarese. Questa per
+la natura del paese presentava difficoltà che i soldati non sono troppo
+accostumati a superare. Quasi tutta la campagna situata tra Ravenna,
+Venezia e Ferrara, è tagliata da infiniti canali, o inondata da acque
+stagnanti. Tutti i fiumi che scendono dal vasto anfiteatro formato dagli
+Appennini e dalla lunga catena delle Alpi, si riuniscono all'estremità
+del mare Adriatico. La ghiaja e la melma, che strascinano giù dalle
+montagne, alzano il loro letto, ne otturano la foce, gli sforzano a
+dividersi tra migliaja d'isolette ed a rovesciarsi all'ultimo in vaste
+lagune, che mancano di bastante fondo per poterle attraversare colle
+barche, e non pertanto hanno tropp'acqua perchè possano praticarsi dagli
+uomini o dai cavalli. La strada di Bologna a Ferrara attraversa una
+parte di questi stagni, ove l'occhio non trova limiti, sebbene altri
+assai più considerabili stendansi al di sotto di Rovigo intorno a
+Mesola, ad Adria, a Comacchio, piccole città, che come Venezia sorgono
+di mezzo alle acque. Le isole formate dall'Adige, dal Po, dal Tartaro e
+dagli altri fiumi che vi si riuniscono, chiamansi Polesini. Uno de' più
+grandi e de' più fertili è quello di Rovigo, che viene bagnato
+dall'Adige e dal Po, e tagliato da numerosi canali. La conquista di
+questi Polesini, la conquista delle grosse terre poste in mezzo a questi
+immensi stagni era una difficilissima intrapresa[263]. I Veneziani la
+tentarono sotto la direzione di un generale cui avrebbesi piuttosto
+creduto dover combattere per l'opposta lega.
+
+ [263] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 230-231._
+
+Il generale cui affidarono il comando delle loro armate fu quello stesso
+Roberto di Sanseverino, che meno di tre anni prima aveva con felice
+ardimento posto Lodovico il Moro alla testa della reggenza di Milano.
+Ossia che così grande servigio gl'ispirasse troppo grandi pretese, ossia
+che il Moro trovasse pesante ogni riconoscenza, Roberto di Sanseverino
+venne dichiarato ribelle con i suoi sette figli, tutti abili alle armi,
+il 27 gennajo del 1482. Egli occupava in allora il castel nuovo di
+Tortona, dal quale uscì con ottanta cavalieri e molta gente a piedi, e,
+facendosi strada a traverso ad una piccola armata milanese che veniva ad
+assediarlo, guadagnò le montagne di Genova, di dove si affrettò di
+passare a Venezia per offrire i suoi servigj ad una repubblica che
+faceva la guerra al suo ingrato amico[264].
+
+ [264] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 964._
+
+Il Sanseverino seppe in questa difficile campagna sostenere la sua
+riputazione, sebbene la natura del terreno non gli permettesse nè rapide
+marce, nè battaglie, nè luminosi fatti. Per attaccare i Polesini adoperò
+a vicenda, a seconda del bisogno, i battelli e l'infanteria, ora formava
+trincee con fascine a traverso ai laghi del Tartaro tra Legnago e
+Rovigo, e così adoperando molti de' suoi capitani occuparono Mellaria,
+Trecento e Brigantino[265]; ora faceva su per le foci del Po rimontare
+piccole navi che non avevano bisogno di molto fondo, ed in tal modo
+Damiano Moro prese Adria, che saccheggiò con estrema crudeltà, uccidendo
+anche parte degli abitanti. I soldati della repubblica, lungo tempo
+accostumati alla guerra contro i Turchi, recavano in Italia le feroci
+abitudini che avevano contratte in Levante. Damiano Moro occupò ancora
+Comacchio, prendendo d'assalto i tre ridotti che il duca di Ferrara
+aveva innalzati sul Po alla Pelosella[266].
+
+ [265] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 231._
+
+ [266] _M. A. Sabellico Dec. IV. l. I, f. 232._
+
+L'armata che la lega aveva mandata nel Ferrarese per difendere il duca
+Ercole, era comandata da Federico di Montefeltro, duca di Urbino; ma
+ossia che quest'illustre capitano fosse reso debole dall'età, oppure che
+cedesse alla superiorità del Sanseverino, parve che durante tutta la
+campagna rimanesse perdente. Del resto, sebbene numerose fossero le due
+armate, non si fecero agire da ambe le parti che corpi staccati per
+piccole spedizioni. Ogni corpo, separato da tutti gli altri da paludi o
+da canali e da' fiumi, sui quali l'arte non sapeva ancora con facilità
+gettar ponti, doveva dirigersi a norma delle proprie circostanze, e
+senza seguire un piano generale.
+
+In questa guerra il ferro nemico era meno formidabile che il clima
+micidiale cui d'uopo era esporsi in mezzo ai pantani. Perciò spaventosa
+fu la mortalità de' soldati, de' contadini adoperati ne' lavori, ed
+ancora degli ufficiali di alto rango. I soli Veneziani perdettero tre
+supremi generali, Pietro Trivisani, Loredano e Damiano Moro. Assicurasi
+che le febbri pestilenziali avevano rapiti alle due armate più di venti
+mila uomini[267].
+
+ [267] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+Lo stesso duca Ercole cadde gravemente ammalato nel momento in cui
+avrebbe avuto maggior bisogno di tutta la sua forza fisica e morale per
+difendersi. Frattanto la di lui sposa Eleonora d'Arragona supplì col suo
+coraggio a tutto quanto poteva operare il duca. Avrebbe voluto ravvivare
+lo zelo de' suoi sudditi per la casa d'Este con tutti i mezzi che
+potevano agire sull'immaginazione, e non trascurò nemmeno l'entusiasmo
+religioso. Fece venire da Bologna un eremita, il quale co' suoi sermoni
+incoraggiava il popolo a combattere come in una guerra sacra. Costui
+predicò otto volte di seguito innanzi ad un'assemblea sempre più
+numerosa; ma quando i Ferraresi cominciavano ad animarsi per i suoi
+sermoni, dichiarò che si disponeva a creare una flotta di dodici
+galeoni, che romperebbero l'armata veneziana occupata nell'assedio di
+Figheruolo. Tutta la città udì con istupore questa promessa; egli solo
+il buon eremita non dubitava d'avere il potere de' miracoli. Nel giorno
+stabilito spiegò dall'alto del suo pulpito dodici bandiere coperte di
+croci, sulle quali erano dipinti Gesù Cristo, la Vergine e quaranta
+santi. Scese in allora in mezzo alla sua greggia, si fece portare
+innanzi i suoi stendardi, ed uscì di città, accompagnato da tutto il
+popolo. Tenne la destra riva del Po per giugnere al campo della
+Stellata, di dove voleva indirizzare un sermone a Roberto di Sanseverino
+accampato sull'opposta sponda. Durante tutto il cammino aveva sempre
+cantate orazioni ed antifone alle quali rispondeva il popolo. Federico
+d'Urbino, vedendo giugnere questa strana processione, si fece a ridere,
+e conobbe che niuno utile partito poteva cavarsi da un uomo più d'ogni
+altro acciecato dalla sua credula superstizione. «Mio padre, gli disse,
+i Veneziani non sono invasi dal demonio; invece di esorcizzarli,
+tornatevene a Ferrara, e dite a madama Eleonora, che per iscacciare i
+suoi nemici abbiamo bisogno di danaro, d'artiglieria e di uomini, e non
+di preghiere.» L'eremita tornò a Ferrara a capo chino colle sue
+bandiere[268]. Frattanto Figheruolo fu preso il 29 giugno dopo cinquanta
+giorni d'assedio[269]. Vennero ancora in mano de' nemici Lendenara e la
+Badia, ed all'ultimo, il 17 agosto, anche Rovigo, capitale del Polesine
+ed antico patrimonio della casa d'Este[270].
+
+ [268] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1218._
+
+ [269] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1202. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1174. — Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 966. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+ [270] _Marin Sanuto, p. 1220._
+
+Frattanto il duca di Calabria era entrato nello stato romano coll'armata
+napolitana che voleva condurre a Ferrara. Il papa gli aveva da principio
+opposto Girolamo Riario, nominato gonfaloniere della Chiesa; ma non si
+fidando pienamente della capacità del nipote, aveva chiesto ai Veneziani
+e da loro ottenuto Roberto Malatesta, che, venuto a portargli un
+rinforzo di due mila quattrocento cavalli, prese il comando di tutta
+l'armata. Il Malatesta godeva opinione di essere uno de' migliori
+capitani del secolo, e costrinse il duca di Calabria ad accettare la
+battaglia il 21 agosto a Campo Morto presso Velletri. Teneva nella sua
+armata Gian-Giacomo Piccinino, figlio di quel Piccinino che Ferdinando
+aveva con tutta perfidia fatto perire; lo chiamò alla testa delle sue
+truppe: gli disse essere venuto il momento di vendicare la morte di suo
+padre, ucciso a tradimento dal suo nemico; e gli affidò nello stesso
+tempo il comando dell'ala destra, che doveva entrare per la prima in
+battaglia contro i Napolitani. Il valore e lo sdegno del Piccinino e de'
+soldati di suo padre, che aveva sotto le sue insegne, contribuirono
+potentemente alla vittoria[271]. Fu per altro vivamente contrastata; si
+pugnò da ambo le parti con un accanimento poco comune nelle guerre
+d'Italia, e più di mille rimasero sul campo di battaglia,
+ragguardevolissimo numero per piccole armate, e per combattenti coperti
+di ferro. Finalmente i Napolitani furono rotti; il duca di Calabria fu
+salvato dai Turchi che aveva presi al suo soldo ad Otranto, e che per
+lui combattevano valorosamente; ma Roberto Malatesta gli fece moltissimi
+prigionieri, tra i quali si trovarono trecento sessanta
+gentiluomini[272]. Alcune compagnie di Turchi furono pure avviluppate e
+deposero le armi; ma le riebbero poscia dallo stesso papa; e furono
+impiegate a Roma per contenere il popolo in occasione di feste e di
+ceremonie pubbliche; nè pare che siasi pur cercato di convertirle[273].
+Dopo la vittoria di Campo Morto molti castelli dei Colonna, dove i
+Napolitani avevano guarnigioni, furono ripresi dalla armata della
+Chiesa; ma non fu permesso al Malatesta di approfittare lungo tempo de'
+suoi vantaggi: richiamato a Roma, vi morì il 10 o l'11 di settembre,
+meno di un mese dopo la sua vittoria, non senza violenti sospetti che
+fosse stato avvelenato da Girolamo Riario. Questo conte e tutta la corte
+di Roma non dissimularono la loro gioja per tale morte. Veruna
+ricompensa, soleva dire il Riario, sarebbe bastata all'ambizione di
+Roberto, e coloro cui aveva renduto così importante servigio avrebbero
+dovuto sopportare il peso della sua arroganza. Per altro gli fu
+innalzata in Roma una statua di bronzo col motto di Cesare per
+iscrizione: _veni, vidi, vici_. Ma in pari tempo Girolamo Riario si
+accostò a Rimini per togliere quella città alla casa Malatesta. Roberto,
+che aveva quarant'anni quando morì, non aveva avuto prole da sua moglie,
+figlia di Federico, duca d'Urbino. Lasciava soltanto un figliuolo
+naturale, Pandolfo, che destinava suo successore, in conformità del
+diritto di successione ammesso nella sua famiglia, ove l'eredità era
+quasi sempre stata trasmessa di bastardo in bastardo. Morendo, confidò
+questo figlio alla protezione di suo suocero, il duca d'Urbino, sebbene
+questi comandasse l'armata nemica. Ma per una singolare fatalità il duca
+d'Urbino moriva lo stesso giorno a Ferrara, raccomandando a suo genero
+la difesa della sua famiglia, e l'amicizia di suo figliuolo Guid'Ubaldo,
+nominato suo successore. La moglie di Roberto ricevette nello stesso
+tempo a Rimini la notizia della morte del padre e del marito, e trovò
+ne' Fiorentini, contro de' quali questo marito aveva ultimamente
+combattuto, protezione contro la Chiesa per la quale Roberto aveva
+trionfato[274].
+
+ [271] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., l. XX, p. 967._
+
+ [272] _Diar. Rom. Steph. Infessurae, t. III, p. II, p. 1156_ (Questa
+ parte è in latino). _Diario di Roma del notajo di Nantiporto, t.
+ III, p. II, p. 1077. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 178. — Petri
+ Cyrnei de bello Ferrar., p. 1204. — And. Navagero, p. 1176. — Marin
+ Sanuto, p. 1222. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 234. — Scip.
+ Ammirato, l. XXV, p. 151. — Machiavelli, l. VIII, p. 417._
+
+ [273] _Diario del notajo di Nantiporto, p. 1078-1081._
+
+ [274] _Machiavelli, l. VIII, p. 419. — Scip. Ammirato, l. XXV, p.
+ 152. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 179. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1177. — Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1157. — Marin
+ Sanuto Vite, p. 1224. — Diario Rom. del notajo di Nantiporto, p.
+ 1078. — Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 811._
+
+Tutto sembrava riuscire prosperamente alla lega del papa e de'
+Veneziani, perciocchè mentre che il duca di Calabria era battuto a Campo
+Morto, Roberto di Sanseverino aveva passato il Po presso Ferrara; aveva
+fortificato il ponte gettato sul fiume, e si era impadronito del barco
+che Borso d'Este aveva formato e circondato di mura in distanza di un
+miglio dalla capitale. Questo ricinto, con amenissimi boschetti, con
+canali e getti d'acqua, e riempito di bestie selvatiche, era stato
+guastato dai nemici. Tra questo ed il ponte aveva il Sanseverino
+innalzato un fortino i di cui bastioni e rivellini erano circondati di
+fosse, di modo che gli assalitori erano protetti nelle loro scorrerie
+fino alle porte della città da una fortezza[275]. I Fiorentini,
+scoraggiati da così infelici avvenimenti, parevano disposti a ritirarsi
+dalla lega: e Costanzo Sforza, ch'essi avevano chiamato per essere loro
+generale, non aveva mai potuto ridursi ad uscire dalle mura di
+Pesaro[276]. Ma mentre che i Veneziani vedevansi vicini a dividere le
+loro conquiste, il papa aveva di già intavolato un segreto trattato con
+Ferdinando, e mandatogli perciò il 14 d'ottobre a Napoli il cardinale di
+san Pietro _ad vincula_. Pare che Sisto IV si fosse adombrato
+dell'ingrandimento de' Veneziani ai confini dello stato della Chiesa,
+che si avvedesse che la loro ambizione non rispetterebbe lungamente il
+trattato di divisione, ed è probabile che Girolamo Riario avesse di già
+provato dal canto loro qualche mortificazione. Per lo meno questi
+mostrossi dispostissimo a distruggere l'opera fin allora promossa con
+tanto ardore. Le due armate intesero con eguale sorpresa che il 28 di
+novembre era stata conchiusa una tregua tra il papa e Ferdinando, cui
+tenne dietro bentosto una pace sottoscritta il 12 di dicembre nella
+stessa camera del papa. Questo trattato guarentiva lo stato del duca di
+Ferrara, la restituzione di tutte le conquiste reciprocamente fatte, una
+alleanza per vent'anni tra le parti contraenti, alleanza nella quale
+sarebbero ammessi i medesimi Veneziani, purchè vi acconsentissero avanti
+il termine di trenta giorni, e per ultimo un annuo sussidio di quaranta
+mila ducati, da pagarsi in comune a Girolamo Riario a titolo di soldo.
+Le differenze tra i Fiorentini ed il papa venivano poste in arbitrio
+degli ambasciatori di Spagna[277].
+
+ [275] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 235._
+
+ [276] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 153._
+
+ [277] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 181. — Diar. di Roma del notajo
+ di Nantiporto, t. III, p. II, p. 1080. — Machiavelli, l. VIII, p.
+ 420. — Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1225._
+
+Nella conchiusione delle condizioni di questa nuova alleanza, Sisto IV
+mostrò lo stesso calore che aveva mostrato nella precedente. Scrisse
+subito al doge di Venezia per intimargli di accettare la pacificazione
+d'Italia, di restituire le conquiste, e di astenersi dal tormentare più
+oltre la città di Ferrara, dipendente dall'alto dominio della santa
+sede, la quale Sisto prendeva sotto la speciale sua protezione[278].
+Scrisse in pari tempo al duca di Ferrara per accertarlo della sincerità
+della sua riconciliazione, ai Ferraresi per esortarli ad una vigorosa
+difesa, ai Bolognesi ed a Giovanni Bentivoglio per incoraggiarli a
+sostenere la casa d'Este[279]. Prima che potesse aver avuto riscontro
+dal senato di Venezia, permise al duca di Calabria di attraversare il
+territorio della Chiesa per passare a Ferrara, e lasciò che Virginio
+Orsini ed altri capitani dell'armata della Chiesa, che partirono da Roma
+il 30 dicembre, entrassero al di lui servigio[280]. Finalmente il 10
+gennajo del 1483 addirizzò all'imperatore ed a tutti i principi d'Europa
+una specie di manifesto contro i Veneziani, accusandoli di colpevole
+ostinazione nel continuare la guerra, promettendo di punirli con tutte
+le pene ecclesiastiche di sua facoltà, come infatti il 10 giugno
+seguente fulminò la scomunica contro i capi della repubblica, ed
+interdisse tutto il territorio[281].
+
+ [278] _Epist. Pontificis apud Petrum Cyrnaeum de bello Ferrar., p.
+ 1209, 1210. — And. Navagero Stor. Venez., p. 1179._
+
+ [279] _Ann. Eccl. Rayn. 1482, § 17, 18, p. 309._
+
+ [280] _Steph. Infess. Diar. Rom., p. 1157. _
+
+ [281] _Bulla excomun. ap. Rayn. 1483, § 8-16, p. 319._
+
+La maraviglia de' Veneziani non fu minore della loro indignazione,
+vedendo dal papa punita come un delitto la guerra cui erano stati da lui
+medesimo incoraggiati, e ch'egli aveva con loro fin all'ultimo
+sostenuta. Richiamarono da Roma il loro ambasciatore, Francesco Diedo, e
+si apparecchiarono a far testa anche soli a tutta l'Italia[282].
+
+ [282] _And. Nav., p. 1180. — Marin Sanuto, p. 1227. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+L'ultimo giorno di febbrajo erasi adunato in Cremona un congresso de'
+nemici di Venezia sotto la presidenza di Francesco Gonzaga, signore di
+Mantova e legato del papa. Trovaronsi colà il duca di Calabria, il duca
+di Ferrara, Lodovico Sforza il Moro, reggente di Milano, con due dei
+suoi fratelli, Lorenzo de' Medici, Giovanni Bentivoglio, il marchese di
+Mantova, Gian Jacopo Trivulzio e molti altri capitani di minor
+conto[283]. Erasi proposto d'invadere nello stesso tempo i dominj della
+repubblica dalla banda del Milanese, del Mantovano e della Romagna. Ma
+di quei tempi era, per così dire, ammesso nel diritto pubblico di poter
+fare la guerra per conto de' suoi alleati, senza prendervi parte in nome
+proprio; e nè il duca di Milano, nè il marchese di Mantova vollero tra i
+primi dichiararsi direttamente nemici dei Veneziani, di modo che la
+dieta si sciolse senza aver niente conchiuso. Questa riserva per altro
+non impedì che la guerra si stendesse ancora ai confini che si erano
+voluto preservare. Roberto di Sanseverino entrò nel Milanese il 12 di
+luglio, sperando di ravvivare lo zelo de' partigiani della duchessa
+Bona. Lodovico il Moro fece a vicenda guastare i territori di Bergamo e
+di Brescia; ma nè l'una, nè l'altra spedizione ebbero importanti
+risultamenti[284].
+
+ [283] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 155. — Alb. de Ripalta Ann.
+ Placent., t. XX, p. 970. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p.
+ 1004._
+
+ [284] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1184. — Petri Cyrnei de bello
+ Ferrar., t. XXI, p. 1213. — M. A. Sabellico Dec. IV. l. II, f. 257._
+
+Questa guerra, cui vedevansi prender parte le prime potenze d'Italia,
+era da ambidue le parti così mollemente trattata, e con una tale viltà,
+che forma un sorprendente contrapposto colle guerre che i Francesi
+dovevano tra poco portare in Italia. Non ebbero luogo nè battaglie
+generali, nè assedj di città; attaccavansi soltanto deboli castelli, ed
+accadeva qualche leggiere scaramuccia tra piccoli corpi. Le due armate
+chiudevansi ne' loro trinceramenti poco distanti gli uni dagli altri, si
+minacciavano senza mai venire alle mani, e si assoggettavano nel proprio
+campo alla mortalità, inevitabile conseguenza del clima mal sano delle
+foci del Po, senza esporsi ad onorata morte in battaglia. Il popolo di
+Ferrara, oppresso dagli alloggi de' soldati, dalle contribuzioni, dai
+saccheggi, omai più non si mostrava disposto a nuovi sagrificj per la
+casa d'Este, sebbene niuna cosa annunciasse il fine d'una guerra che non
+era illustrata da verun fatto glorioso. Il duca di Calabria aveva
+saccheggiato il territorio di Brescia, ed i Milanesi quello di Bergamo;
+il marchese di Mantova aveva presa Asola, castello sul fiume Chiesa che
+un tempo appartenne ai suoi antenati. Nello stato di Parma, i Rossi, più
+non potendo resistere alle superiori forze mandate contro di loro, si
+erano ritirati verso le montagne di Genova: di là erano passati a
+Venezia, e quel senato, per indennizzarli dei feudi che avevano perduto,
+aveva loro assegnato un grosso soldo. Ma questi piccoli vantaggi della
+lega, che prendeva il titolo di santa perchè aveva alla testa il papa,
+non arrecavano sollievo al duca di Ferrara. Il nemico stava
+costantemente accampato alle porte della sua capitale, ed i suoi sudditi
+erano stati due anni consecutivi privati di ogni raccolto. Per altro il
+Sanseverino non aveva mai osato di aprire le sue batterie contro le mura
+della città; come il duca di Calabria, con un'armata più forte, non
+aveva saputo, nè costringere i Veneziani ad una battaglia per far loro
+levare l'assedio, nè attaccare il ridotto innalzato tra il parco ed il
+fiume. Mancavano in allora all'arte della guerra i mezzi di giugnere ad
+operazioni decisive; non si attaccavano che i luoghi non difesi, e non
+sapevasi sforzare il nemico a venire a battaglia, nè aprire le mura di
+una piazza in cui si chiudeva[285].
+
+ [285] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 239._
+
+In Toscana trattavasi la guerra ancora più mollemente e più vilmente. I
+Fiorentini non avevano verun altro nemico che Agostino Fregoso, nuovo
+signore di Sarzana, che i Genovesi stessi non ajutavano scopertamente.
+Ragguardevole era l'armata destinata contro di lui, e tale da poter
+prendere Sarzana dopo un breve assedio; pure non lo intraprese, e si
+limitò a meschine scaramucce[286]. I Sienesi si erano alleati ai
+Fiorentini, e non avevano altri nemici che i loro emigrati, i quali si
+erano chiusi in Monte Reggioni, ove tentarono invano di forzarli[287].
+Sarebbesi detto che i soldati altro mezzo più non conoscevano per
+entrare in una piazza che quello di aspettare pazientemente l'istante in
+cui piacerebbe al nemico di uscirne.
+
+ [286] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 156._
+
+ [287] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 157. — Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, p. 812._
+
+Cotale maniera di guerreggiare dovette parere assai strana a Renato II,
+duca di Lorena, che i Veneziani chiamarono quest'anno in Italia per
+prendere il comando della loro armata. Il loro trattato con questo
+pretendente al regno di Napoli, ch'essi volevano contrapporre a
+Ferdinando, fu stipulato il 30 aprile, o secondo altri il 9 maggio del
+1483. Renato obbligavasi di condurre mille cinquecento cavalli, e mille
+pedoni, e gli era stato promesso il soldo di diciassette ducati e mezzo
+al mese per ogni lancia, formata secondo l'uso francese di sei uomini a
+cavallo. Vi si era aggiunta una gratificazione di dieci mila ducati
+all'anno _per la tavola_ del principe[288]. Rinaldo non arrivò a Venezia
+che assai tardi e con molta difficoltà. Il papa, informato della sua
+venuta, aveva minacciata la scomunica a tutti i principi della Germania
+che gli accorderebbero il passaggio, onde il Lorenese fu costretto di
+entrare lungo la strada in varj negoziati, e di abbandonare spesse volte
+la via più breve. Era da poco giunto nel campo veneziano, ed appena
+aveva avuto il tempo di studiare questo sistema di guerreggiare, tanto
+diverso dal suo, quando ebbe notizia della morte di Lodovico XI re di
+Francia, accaduta il 30 agosto del 1483. Siccome questo monarca aveva
+cercato di togliergli la successione della casa d'Angiò, ordinando
+ingiusti testamenti al suo avo ed al suo prozio, Renato tornò subito ne'
+suoi stati, per tentar di ricuperare, durante la minorità di Carlo VIII,
+ciò che gli aveva fatto perdere la politica di Lodovico XI[289].
+
+ [288] _Marin Sanuto, t. XXII, p. 1226. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1182. — Petri Cyrnæi de bello Ferrar., p. 1213. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+ [289] _And. Navagero, p. 1185. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+Un'altra guerra sostenevasi con maggior vigore dalla repubblica di
+Venezia, ed era quella che facevagli il papa coi fulmini della Chiesa.
+Sisto IV aveva pubblicato il 24 maggio, giorno della Pentecoste, una
+bolla contro Venezia, per la quale ordinava a tutti i religiosi di
+uscire tre dì dopo da questa città scomunicata. Il consiglio dei dieci,
+avutone avviso, fece tenere d'occhio tutti coloro che giugnevano da
+Roma, per sorprendere questa bolla nelle loro mani. Pose sotto la
+responsabilità de' parrochi tutte le carte che potrebbero trovarsi alle
+porte delle loro chiese, ed ordinò al patriarca ed a tutti gli
+ecclesiastici veneziani di mandare, senza aprirle, agl'inquisitori di
+stato qualunque bolla fosse loro diretta dalla santa sede. Quest'ordine
+fu scrupolosamente eseguito, e la scomunica non dissuggellata fu mandata
+al consiglio dei dieci dal patriarca, senza che verun Veneziano ne
+avesse contezza[290]. Il consiglio ordinò a tutti i cardinali e prelati
+dipendenti dalla signoria, sotto pena di confisca de' loro beneficj, di
+adunarsi a Venezia il 15 di luglio in concilio provinciale. Nello stesso
+tempo mandò a Girolamo Lando, patriarca titolare di Costantinopoli, un
+appello al futuro concilio della sentenza di scomunica. Il patriarca,
+ammettendo l'appello, sospese l'interdetto, e mandò allo stesso papa una
+citazione al futuro concilio. Si trovarono persone abbastanza coraggiose
+per affiggere questa citazione sul ponte sant'Angelo, ed alle porte del
+Vaticano e della Rotonda. Per altro quest'ardimento costò la vita alle
+guardie notturne, che il papa fece appiccare per avere mancato di
+vigilanza[291]. Tutti i preti veneziani, che si trovavano a Roma, furono
+chiamati, sotto comminatoria di perdere i loro beneficj; ed il papa
+oppose a quest'ordine un editto, in forza del quale i prelati ed i preti
+che abbandonassero Roma, potrebbero essere venduti come schiavi[292].
+
+ [290] _And. Navagero, p. 1183. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+ [291] _And. Navagero, p. 1184._
+
+ [292] _Ivi._
+
+Questa violenta lotta col capo della Chiesa non recava verun biasimo ai
+Veneziani, perciocchè l'impetuoso carattere di Sisto IV, le sue
+ingiustizie, la sua cieca tenerezza per Girolamo Riario, che tutta
+l'Italia risguardava per suo figliuolo, e figliuolo nato da un incesto,
+avevano distrutto ogni rispetto dei popoli per la tiara. Qualunque
+genere di scandalo infamava la sua condotta; vedevasi sempre circondato
+da giovani favoriti, che altro merito non avevano che quello
+dell'avvenenza, ed a cui egli prodigava i tesori della Chiesa. Questo
+stesso anno, il 19 novembre 1483, offese tutto il sacro collegio,
+accordando il vescovado di Parma ed il cappello cardinalizio ad un
+giovanetto che non giugneva ai vent'anni, e che, uscito di bassa
+condizione, era prima stato paggio del conte Girolamo, in appresso
+cameriere del cardinale di san Vitale. Sisto IV, sorpreso dalla sua
+bellezza, lo volle per suo prelato di camera, accumulò sopra di lui i
+più ricchi beneficj, lo creò castellano di Sant'Angelo, ed all'ultimo
+gli conferì la porpora. Pure si trovò che questo Giacomo di Parma era un
+giovane di buon carattere, ed assai costumato, e che altro difetto non
+aveva che di essere sommamente ignorante[293].
+
+ [293] _Stef. Infessura Diario Rom., p. 1158. — Jac. Volaterr., Diar.
+ Roman., p. 191. — Raphael Volaterr. apud Rayn. 1484, § 24, p. 336._
+
+Nel 1484 i guasti della guerra si estesero sopra nuove province: i
+Veneziani vollero farne sentire il peso a Ferdinando, che nulla fin
+allora aveva sofferto, armarono una flotta di trent'una galere, di cui
+diedero il comando a Giacomo Marcello, e la mandarono nel golfo di
+Taranto, ove attaccò Gallipoli. Questo ammiraglio fu ucciso verso la
+fine di maggio in un assalto che diede alla piazza, la quale capitolò lo
+stesso giorno col di lui successore, Domenico Malipieri. Questi
+diligentemente fortificò la nuova conquista, soggiogò in appresso le
+piccole città ed i castelli del vicinato, ed in giugno occupò inoltre
+Policastro e Cero nella Calabria. I suoi soldati, accostumati alla
+guerra dei Turchi, trattavano con orribile barbarie i paesi che
+saccheggiavano, e non pertanto davano infinita pena a Ferdinando, il
+quale conosceva il malcontento de' suoi baroni, e sempre temeva di
+vederli uniti agli stranieri per sottrarsi alla sua autorità[294].
+
+ [294] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1188. — Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrariensi, p. 1217. — Ann. Placent., p. 975. — M. A. Sabellico
+ Dec. IV, l. II, f. 240._
+
+Nello stesso tempo facevasi la guerra nello stato di Roma con estremo
+furore. Da un canto Niccolò Vitelli, abbandonato dai Fiorentini, era
+stato cacciato da Città di Castello, e rimesso in suo luogo Lorenzo
+Giustini; dall'altro canto Sisto IV e Girolamo Riario avevano
+perseguitati i Colonna con un accanimento non appoggiato a verun motivo
+politico. Il Riario rifiutò tutte le offerte di accomodamento fattegli
+da que' potenti signori; e quando gli proposero di porre in mano del
+papa tutte le loro fortezze, il Riario ripose, che non voleva entrarvi
+che per una breccia che avrebbe aperta col suo cannone. Alcuni scrittori
+di un'epoca posteriore supposero questa guerra cagionata dal possesso
+del contado di Tagliacozzo, che la casa Orsini riclamava dalla casa
+Colonna[295]; ma di ciò non trovasi cenno nelle memorie di quel tempo, e
+tutto fa travedere nella condotta del Riario un personale risentimento.
+Durante la state la metà de' palazzi di Roma vennero lordati da
+frequenti assassinj; il papa fece bruciare molte contrade per essergli
+sospetti alcuni de' loro abitanti. Il palazzo del protonotaro, Luigi
+Colonna, e quello del cardinale della stessa famiglia, furono per suo
+ordine inceneriti. Il protonotaro, arrestato nel primo, non erasi arreso
+che sulla fede di Virginio Orsini; e Virginio, conducendolo in prigione,
+potè a stento impedire a Girolamo Riario che non l'uccidesse. Niuna
+confessione poteva da lui esigersi, perciocchè tutta la sua condotta era
+palese; pure il papa ordinò che si assoggettasse alla tortura, soltanto
+per rendere il suo supplicio più crudele; e questa tortura fu talmente
+atroce, che quando ne fu staccato, si trovò moribondo, e gli fu tagliata
+la testa. Intanto la Cava, Marino e gli altri feudi di casa Colonna
+furono conquistati da Girolamo Riario[296].
+
+ [295] _Jo. Mich. Bruti, l. VIII. — Rayn. Ann. Eccl. 1484, § 14, p.
+ 354._
+
+ [296] Stef. Infessura descrive circostanziatamente questa guerra,
+ _p. 1158-1182_: può ancora vedersi _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p.
+ 196-198. — Diario di Roma del notajo di Nantiporto, p. 1086-1087._
+
+In Lombardia la guerra non faceva verun progresso; la lega, avendo assai
+più cavalleria che non i nemici, ne approfittava per guastare i
+territorj di Bergamo, di Brescia e di Verona, fino alle porte di queste
+tre città[297]. Ma non pareva che tali operazioni potessero giovare alla
+liberazione del duca di Ferrara, e questi, spossato dal soggiorno nel
+suo stato di tante armate, bramava la pace a qualunque condizione. La
+lega, che si era formata senza sufficienti motivi, trovavasi divisa da
+mille diversi interessi, ed era facile il prevederne il prossimo
+scioglimento. Il papa in tutte le sue guerre non aveva altra mira che
+l'ingrandimento di Girolamo Riario; meditava allora nuovi progetti sulla
+Romagna, e voleva assicurare al prediletto suo figlio l'eredità di
+Roberto Malatesta, e quella di Costanzo Sforza, morti l'uno e l'altro al
+suo servigio. Il secondo era stato rapito da una malattia il 17 luglio
+del 1483, e suo figlio Giovanni, erede del principato di Pesaro, era
+tuttavia fanciullo[298]. Ma questo possedimento non poteva essere
+assicurato al Riario che dal consentimento de' Veneziani e de'
+Fiorentini; e Sisto IV, che lo sentiva, entrò con loro in segrete
+negoziazioni, per fare una pace a sè solo vantaggiosa.
+
+ [297] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 423. — Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrar., p. 1214-1215. — Marin Sanuto, p. 1229._
+
+ [298] _Jacobi Volaterr. Diar. Rom., t. XXIII, p. 188._
+
+Dall'altro canto il duca di Calabria aveva potuto vedere chiaramente,
+dopo che la guerra di Ferrara lo aveva chiamato in Lombardia, che
+Giovanni Galeazzo Sforza, duca di Milano, cui da lungo tempo era stata
+promessa in matrimonio la sua figlia, non aveva veruna parte nel governo
+del proprio ducato, sebbene non gli mancasse l'età, mentre che
+l'ambizioso Lodovico il Moro, zio di questo duca, si arrogava solo tutta
+l'autorità. Alfonso ne aveva con qualche vivacità manifestato il proprio
+malcontento allo stesso Moro, il quale, avendo perciò concepito una
+segreta diffidenza verso il suo alleato, cercava di ravvicinarsi ai
+Veneziani[299]. D'altra parte i Fiorentini, che da lunga tempo
+contribuivano alla guerra, non potevano sperarne vantaggio, e non vi
+avevano verun reale interesse. Mentre si esaurivano di gente e di danaro
+per mantenere una lontana armata, si acconsentiva che fossero oppressi
+dalle truppe che occupavano Sarzana, non permettendosi loro di
+richiamare in Toscana il conte di Pitigliano, quello dei loro capitani
+in cui più fidavano, e venivano in ogni cosa sagrificati ai loro
+alleati. Per tal modo più non restava tra i coalizzati un interesse
+comune, e tutti erano disposti a separarsi gli uni dagli altri. Teneva
+tuttavia unita questa lega il marchese Federico di Mantova per la
+considerazione che gli dava la sua età ed i suoi talenti; ma questi morì
+il 15 di luglio, ed il maggiore de' suoi figli, Giovanni Francesco II,
+che gli successe, non aveva che diciott'anni[300].
+
+ [299] _Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 423._
+
+ [300] _Marin Sanuto, p. 1231._ Una delle sue figliuole era maritata
+ con Guid'Ubaldo, duca di Urbino, l'altra col conte di Gorizia.
+
+I Veneziani, sebbene più deboli dei loro alleati, avevano il vantaggio
+grandissimo di far muovere a voglia loro tutte le proprie forze; inoltre
+avevano l'altro di avere alla testa delle loro armate Roberto di
+Sanseverino, che si dava a conoscere non meno esperto politico, che
+valoroso generale. Roberto, abbandonando le negoziazioni intavolate col
+conte Riario, s'accostò a Lodovico il Moro, che risguardava come assai
+più potente[301]. Le sue relazioni col Moro cagionarono da principio non
+leggiere sospetto alla signoria, onde il doge propose al consiglio dei
+dieci di far arrestare il Sanseverino. Ma bentosto questo generale diede
+a vedere d'aver saputo ben conoscere i veri interessi della repubblica
+ed i proprj. Un'assemblea, tenutasi a Bagnolo il 7 agosto, conobbe gli
+articoli ch'egli aveva convenuti con Lodovico il Moro, e gli accettò lo
+stesso giorno. Invano il legato del papa e Girolamo Riario vollero
+intorbidare la negoziazione, perchè non conteneva a favore del figlio di
+Sisto IV veruno de' vantaggi che gli erano stati precedentemente
+promessi; invano dichiararono, che la signoria, dopo avere separatamente
+offesi tutti i confederati, l'aveva finalmente presa contro lo stesso
+Dio, allorchè aveva sprezzate le ammonizioni e gl'interdetti del papa e
+confiscati i beneficj ecclesiastici. Con tale condotta, soggiugnevano,
+erasi renduta per sempre indegna di ottenere la pace[302]. Gli altri
+confederati non vollero più oltre continuare le ostilità, da cui non
+isperavano verun vantaggio, e, malgrado gli ottenuti successi,
+acconsentirono che i Veneziani guadagnassero assai più colla pace, che
+non avrebbero potuto perdere continuando la guerra.
+
+ [301] _And. Navagero, p. 1189._
+
+ [302] _And. Navagero, p. 1190._
+
+In forza del trattato di Bagnolo il duca Ercole d'Este fu obbligato a
+ristabilire la repubblica di Venezia in tutte le prerogative che aveva
+precedentemente esercitate in Ferrara e nel suo distretto, ed a cederle
+il Polesine e tutto il territorio di Rovigo. Le altre conquiste che i
+Veneziani avevano fatte nel territorio del duca di Ferrara dovevano
+essergli rendute entro dodici giorni dopo la soscrizione della pace. Dal
+canto loro il duca di Milano ed il marchese di Mantova dovevano rendere
+ai Veneziani tutte le terre da loro occupate ne' dominj della
+repubblica. Le città che i Veneziani tenevano nel regno di Napoli
+dovevano essere riconsegnate a Ferdinando entro un mese, e questi in
+compenso doveva render loro tutti i privilegj mercantili di cui godevano
+ne' suoi stati. Tutte le parti contraenti obbligavansi in ultimo a
+prendere parte in una lega comune per difesa de' loro rispettivi stati,
+Roberto di Sanseverino era dichiarato capitano generale di questa lega;
+per tale titolo doveva ricevere un soldo di cento quaranta mila ducati,
+de' quali cinquanta mila dovevano pagarsi dal duca di Milano,
+altrettanti dalla repubblica di Venezia, e gli altri quaranta mila dal
+papa, dal re di Napoli, dai Fiorentini e dal duca di Ferrara[303].
+
+ [303] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1190. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi di Venezia, p. 1232. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 241.
+ — Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1180. — Bernard.
+ Corio Ist. Milan., p. VI, p. 1014._
+
+I più deboli potentati d'Italia trovaronsi da questo trattato
+sagrificati ai più forti: il duca di Ferrara doveva rinunciare alle
+province che formavano l'antico patrimonio della famiglia d'Este, e
+sulle quali i Veneziani mai non avevano avuto alcun titolo; onde non
+senza estrema ripugnanza si assoggettò a così dura condizione[304]. I
+Rossi, conti di san Secondo, nello stato di Parma, che i Veneziani
+avevano consigliati a prendere le armi contro il duca di Milano, si
+trovarono spogliati di tutti i loro feudi. Il marchese di Mantova non
+aveva preso parte alla lega che per ricuperare Asola e gli altri
+castelli che gli erano stati tolti dai Veneziani; ma dopo essersene
+impadronito, era forzato a restituirli[305]. Nè in questo trattato di
+pace i Fiorentini erano meglio trattati di quel che lo fossero stati
+durante la guerra. Nulla veniva stipulato a loro favore, e nè pure la
+restituzione di Sarzana. Non pertanto il più scontento di tutti era il
+papa; aveva lungamente sperato d'arricchire il figliuolo o colle spoglie
+del duca di Ferrara, o con quelle dei Veneziani; si era in ultimo
+ridotto a fargli assicurare i piccoli principati della Romagna, che
+punto non dubitava che non venissero sagrificati alla sua ambizione;
+sperava in particolare che Girolamo Riario ottenesse il rango che si era
+fatto dare il Sanseverino, di generale della lega; e questo rango e
+questo soldo dovevano indenizzarlo delle pretese cui era forzato di
+rinunciare.
+
+ [304] _Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [305] _De bello Ferrariensi, t. XXI, p. 1218._ — Questo piccolo
+ libro di un prete corso affatto divoto del duca di Ferrara, sebbene
+ durante la guerra sia sempre vissuto in Venezia, contiene molte
+ circostanze relative alla prima campagna; è più breve intorno alla
+ seconda, ed affatto incompleto rispetto alla terza. Termina alla
+ pace.
+
+ Finiscono pure alla pace di Bagnolo del 7 agosto 1484 gli Annali di
+ Piacenza, composti da Antonio e da suo figlio Alberto di Ripalta.
+ Questi due uomini avevano parte nel governo municipale, ma di una
+ città suddita, ove verun sentimento gli affezionava piuttosto ad un
+ partito che ad un altro; onde tutti i loro elogj sono sempre pel
+ vincitore, e la declamazione o la pedanteria vi si trovano invece
+ d'ogni nobile ed elevato sentimento. Pare che i due Ripalta avessero
+ nel loro paese opinione di buoni retori; lo che non ci dà una
+ vantaggiosa idea dello stato delle lettere in Piacenza. Gli Annali
+ di Antonio vanno dal 1401 al 1463, in cui morì. Alberto proseguì da
+ quest'epoca fino al 1484. Questi Annali trovansi nel _t. XX Rer.
+ Ital., p. 839-978._
+
+La notizia di una pace, che tanto male corrispondeva ai suoi ambiziosi
+progetti, fa un colpo di fulmine per questo turbolento pontefice. Da
+qualche tempo era tormentato dai dolori della gotta, che poi lo presero
+al petto. Gli ambasciatori, che portavano le condizioni della pace di
+Bagnolo, vennero introdotti all'udienza del pontefice la sera di
+mercoledì 12 agosto. Dopo aver udita la lettura del trattato, si dolse
+che le condizioni erano meno vantaggiose di quelle che gli erano state
+offerte dai nemici. «Questa, che voi mi annunciate, disse loro, è una
+pace di vergogna e d'ignominia, piena di confusione e di obbrobrio, e
+che coll'andar del tempo sarà più cagione di male che di bene. Io non
+posso, miei figli, nè approvarla, ne benedirla[306].» Gli ambasciatori
+accorgendosi, che il vecchio, afflitto da questa notizia, andava
+perdendo le forze, che oppresso dall'angoscia pareva aver la lingua
+imbarazzata, gli dissero che speravano di trovare altra volta sua
+santità più tranquilla, ma che intanto lo pregavano di benedire una pace
+che più non poteva mutarsi. Il papa, svolgendo allora a stento la sua
+mano gottosa dalla fascia che la sosteneva, fece un movimento che gli
+uni presero per un rifiuto, gli altri per una benedizione degli
+ambasciatori o della pace medesima. Ma egli più non parlò, e morì nella
+susseguente notte del giovedì 13 agosto, poco dopo la mezza notte; mal
+soffrendo di lasciare in pace quell'Italia, che in tempo del suo regno
+aveva costantemente tenuta in guerra[307].
+
+ [306] _Jacobi Volaterrani Diar. Rom., p. 199._ Questo Giornale
+ termina colla vita di Sisto IV. L'autore, ch'era scrivano
+ apostolico, ci somministra frequentemente curiose particolarità
+ intorno alle cerimonie religiose, alla corte, ed ancora ai sermoni
+ dei cardinali, dei quali ci dà quasi sempre una breve analisi. Era
+ affezionato a Sisto IV, e gli si mostra generalmente parziale; pure
+ non fu abbastanza destro per palliare i vizj del suo padrone. Questo
+ Giornale è stampato nel _t. XXIII Rer. Ital., p. 87-200._
+
+ [307] _Diar. Rom. Jacobi Volaterrani, p. 200. — Diario del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1088. — Diario di Stefano Infessura, p. 1182. — Rayn.
+ Ann. Eccl. 1484, § 18-21, p. 335. — Ann. Bonon. Fr. Hieron. de
+ Bursellis, t. XXIII, p. 904. — Machiavelli Istor. Fior., l. VIII, p.
+ 427. — Scipione Ammirato, l. XXV, p. 162. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1234_.
+
+ Questo papa che quasi costantemente tenne l'Italia in guerra amava
+ egli stesso i sanguinosi spettacoli: onde negli ultimi mesi della
+ sua vita ebbe due volte avviso che alcuni soldati della sua guardia
+ a piedi erano convenuti di battersi a steccato chiuso per qualche
+ contesa accaduta tra di loro, e che perciò avevano scelto un luogo
+ rimoto fuori di Roma. Fece loro sapere che voleva essere testimonio
+ del loro duello, onde si battessero presso la scala del suo palazzo
+ nella piazza di san Pietro, e che non cominciassero avanti ch'egli
+ ne dasse loro il segno dalla finestra. Si affacciò infatti alla
+ finestra all'ora destinata, e quando vide che i combattenti erano
+ apparecchiati, stese la destra, diede loro la benedizione, fece il
+ segno della santa croce e gl'invitò a cominciare. Nel primo e più
+ lungo di questi duelli uno de' combattenti fu ucciso in sul luogo
+ dopo aver date e ricevute molte ferite; nel secondo i combattenti
+ furono ambidue feriti così gravemente che non poterono continuare
+ fino alla morte di uno di loro, e si dovette portarli fuori dello
+ steccato. Il papa, dice il giornalista romano, prese molto gusto in
+ questo spettacolo, e mostrò desiderio di vederne degli altri.
+ _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1184._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIX.
+
+ _Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo Fregoso,
+ doge di Genova. — I Fiorentini conquistano Sarzana. — Anarchia e
+ pacificazione di Siena. — Congiure contro Girolamo Riario e
+ contro Galeotto Manfredi_.
+
+1484 = 1488.
+
+
+La costituzione politica della Chiesa romana non era fondata sopra basi
+incontestabili. I diritti e le prerogative del papa, dei cardinali, dei
+vescovi non avevano limiti abbastanza determinati per impedire ogni
+conflitto di giurisdizione. Pure questa costituzione nel suo totale era
+quella d'una monarchia temperata e non di uno stato dispotico.
+L'autorità del papa era bilanciata non solo da quella de' concilj, stati
+generali della Chiesa, che si adunavano assai di rado, ma ancora da
+quello dei cardinali il di cui collegio permanente doveva
+irrevocabilmente essere il consiglio de' pontefici, di modo che
+supponevasi concorrere a tutte le loro importanti determinazioni. Il
+papa sempre li chiamava suoi fratelli; aggiungeva sempre in tutte le
+bolle, talvolta ancora senz'averli consultati, la formola, _col parere
+de' nostri fratelli_, onde dare a tutto quanto egli ordinava l'autorità
+del sacro collegio.
+
+Ma alla fine del decimoquinto secolo, quando la successiva elezione di
+molti pontefici, macchiati di vergognosi vizj, recò danno all'opinione
+della santa sede, e fu in ultimo cagione della rivoluzione che si vide
+scoppiare in principio del secolo decimosesto, la Chiesa potè
+riconoscere che i reciproci diritti de' suoi rappresentanti non erano
+bastantemente stabiliti, o equilibrati con sufficiente saviezza. Non
+erasi mai più vivamente sentito che sotto Sisto IV il bisogno di porre
+limiti all'autorità del pontefice con quella de' cardinali; mai non si
+era fatta più lunga prova di quanto l'influenza di un cattivo pontefice
+sopra il sacro collegio diventava irresistibile qualunque volta voleva
+impiegare tutti i mezzi dell'intrigo e della seduzione. Poteva a voglia
+sua accrescere il numero de' suoi consiglieri, e per tal modo
+guadagnarsi sempre la pluralità de' suffragj; disponeva egli solo di
+tutte le grazie ecclesiastiche, e tutti coloro che non erano superiori
+alla allettatrice seduzione delle ricchezze, degli onori, erano bentosto
+a lui favorevoli. Finalmente poteva ancora valersi della violenza; ed i
+cardinali, non essendo al coperto dalle sue vendette, erano stati più
+volte scomunicati, imprigionati, assoggettati alla tortura, mandati
+ancora sul patibolo in forza di ordini arbitrarj, soltanto per aver
+voluto difendere la libertà del collegio; l'idea della sovranità del
+papa erasi in modo confusa con quella della autorità della Chiesa, che
+alcuni teologi con piena buona fede giustificavano in seguito tali
+violenze, ed affermavano come massima incontrastabile che veruna
+opposizione, neppure quella dell'intero corpo dei cardinali, era
+legittima contro una volontà qualunque del papa.
+
+Pure questo sovrano pontefice, che su tutti i cardinali esercitava una
+così illimitata autorità, era ancor esso loro creatura. S'egli nominava,
+durante il suo regno, i cardinali, essi a vicenda nominavano il suo
+successore: e perchè d'ordinario non si giugneva alla tiara che in età
+avanzata, le elezioni del sovrano erano più frequenti che in qualunque
+altra monarchia elettiva: altronde la podestà pontificia poteva essere
+spesse volte indebolita dalle infermità, dalla vecchiaja mentre il
+senato de' cardinali, in gran parte composto d'uomini versati negli
+affari e negl'intrighi, riuniva le qualità proprie delle aristocrazie,
+la costanza, la saviezza, l'esperienza e lo spirito di corporazione. Ad
+ogni vacanza della santa sede, il conclave, prima di nominare il nuovo
+pontefice, non ommetteva mai di prescrivere limiti alla sua potenza, di
+correggere gli abusi con nuove leggi, d'imporre condizioni ai candidati,
+ratificandole con giuramento. Tenendo press'a poco la medesima pratica
+era stata colle capitolazioni ristretta l'autorità degl'imperatori di
+Germania, e nello stesso modo _i correttori della promission ducale_
+avevano annientate le prerogative dei dogi di Venezia. Ogni vacanza del
+trono di Polonia era sempre stata contraddistinta da alcune conquiste
+della nobiltà sui re; e siccome i cardinali rinnovavano i loro tentativi
+colla medesima costanza, ma più frequentemente; e siccome coloro che,
+essendo più riputati nel cristianesimo, godevano miglior concetto di
+virtù e di santità, erano altresì quelli che davano maggiore importanza
+ai privilegi del loro capo ed alla libertà della Chiesa, doveva credersi
+che il governo della corte di Roma fosse per diventare assolutamente
+aristocratico.
+
+Ma i limiti dell'autorità reale venivano garantiti coi giuramenti dei
+re; e si dovette riconoscere senza dubbio con istupore che questo atto
+religioso non conservava veruna efficacia sui preti[308]. Una delle
+prerogative che i papi si erano attribuite, e che diffendevano con
+maggiore ostinazione era quella di sciogliere i fedeli dagl'imprudenti
+giuramenti; e forse, in una religione che ammette voti eterni, era
+necessario che vi fosse nella Chiesa un'autorità che potesse
+dispensarli. Il papa aveva ricevuto in nome di Dio gli obblighi assunti
+sotto il giuramento verso la sua Chiesa, ed egli solo, e giudice e
+parte, poteva dispensarsi.
+
+ [308] La più notabile diversità tra gli elettori degl'imperatori,
+ dei re di Polonia, ec. ed il collegio de' cardinali, si è che i
+ primi erano potenti anche dopo l'elezione, e potevano colle armi
+ chiamare l'eletto all'osservanza delle giurate promesse, mentre i
+ cardinali, dopo consacrato il papa, perdevano ogni mezzo di
+ opposizione e di resistenza. _N. d. T._
+
+Bentosto suppose di avere ancora il diritto di sciogliere i giuramenti
+che legano gli uomini tra di loro, e fu veduto rompere di propria
+autorità tutti i patti e le alleanze, i giuramenti di fedeltà dei
+sudditi verso i sovrani, ed i giuramenti di guarentigia dei sovrani
+verso i sudditi. In forza di questo diritto, ch'egli pretendeva inerente
+alla sua sede, si dispensò egli stesso il primo da tutto quanto aveva
+promesso. Quanto più i conclavi furono zelanti nel decimoquinto secolo
+di volere da cadaun membro del sacro collegio il giuramento d'osservare
+i patti convenuti qualunque volta dallo Spirito Santo venisse prescelto,
+altrettanto i papi furono più costanti nell'annullare colla loro suprema
+autorità i giuramenti emessi come cardinali, sebbene non si fosse
+ommesso di farglieli rinnovare nell'istante della loro coronazione. Fino
+nel 1353 Innocenzo VI aveva stabilito con una costituzione lo scandaloso
+principio, che veruna promessa, verun giuramento, emesso prima di essere
+papa, poteva limitare l'autorità pontificia, perchè i cardinali, quando
+la Chiesa era priva del suo pastore, altra autorità non avevano che
+quella di crearne un nuovo. Questo principio viene rappresentato come
+una delle invariabili leggi della Chiesa dal suo annalista[309], che
+scriveva nel diciassettesimo secolo; desso è in vigore anche al
+presente.
+
+ [309] _Rayn. Ann. Eccl. 1353, § 29, t. XVI, p. 1484, § 28, t. XIX,
+ p. 337._
+
+Questa sottigliezza, che faceva perdere di mira i doveri di quello che
+aveva emesso il giuramento, per mostrare i limiti dei diritti di coloro
+che lo avevano imposto, non aveva per altro potuto fare ammettere senza
+opposizione, nemmeno in sul declinare del decimoquinto secolo e nella
+totale depravazione in cui era caduta la corte di Roma, l'immorale
+principio che autorizzava lo spergiuro del capo della religione. I
+prelati i più distinti pei loro lumi, la loro pietà ed i loro costumi,
+eransi altamente dichiarati contro tanto scandalo. Giacomo Ammanati,
+cardinale di Pavia, Bessarione, cardinale di Nizza, Giovanni Carvajale,
+cardinale spagnuolo, avevano costantemente riclamati i giuramenti emessi
+da Paolo II avanti di esser papa; e l'ultimo erasi immortalato agli
+occhi della Chiesa colla sua coraggiosa irremovibile opposizione alla
+costituzione, che doveva annullarli[310].
+
+ [310] _Card. Papiens., epist. 182. — Raynald, Ann. Eccl. 1464, §
+ 59-60, p. 167._
+
+Ma il senato de' cardinali partecipava ai vizj di colui che solo aveva
+l'autorità di nominarne i membri; bisognava veramente che Paolo II e
+Sisto IV avessero riempito il sacro collegio di loro creature, perchè si
+potessero in seguito vedere elezioni come quelle d'Innocenzo VIII e di
+Alessandro VI. Se il poco scrupoloso conclave, che si adunò dopo la
+morte di Sisto IV, volle ancor esso imporre condizioni al papa che stava
+per eleggere, lo fece piuttosto per provvedere ai proprj personali
+interessi che a quelli della Chiesa. I cardinali pretesero prima d'ogni
+altra cosa l'accrescimento delle loro proprie entrate. Veruno di loro
+non doveva avere meno di quattro mila fiorini d'entrata, la qual somma
+doveva essere loro completata dalla camera apostolica, se i loro
+beneficj non vi ammontavano. Chiedevano inoltre che niuno di loro non
+potesse essere percosso da censure, da scomunica, o da giudizio
+criminale, se la sentenza che li condannava non veniva sanzionata dai
+due terzi delle voci del loro sacro collegio. Una clausola ancora più
+importante fu quella con cui limitarono il loro numero a ventiquattro.
+Il futuro pontefice non doveva fare veruna promozione, finchè non si
+trovassero ridotti al di sotto di questo numero; non poteva dare il
+cappello a chi non avesse almeno compiuti i trent'anni; non poteva
+nominare che un solo cardinale nella propria famiglia; tutti coloro che
+verrebbero innalzati a così eminente dignità dovevano essere prima stati
+ricevuti dottori in teologia o in diritto, ad eccezione de' soli figli o
+nipoti dei re, ed ancora questi ultimi dovevano dare prova di una
+competente istruzione. Per ultimo il papa non doveva d'ora innanzi
+governare che di concerto coi cardinali; ed in tutte le occasioni
+importanti, ed in ispecie quando si tratterebbe di alienare qualche
+feudo della Chiesa, le sue bolle non dovevano avere forza senza la
+sanzione dei due terzi dei suffragi del sacro collegio[311]. Se le due
+costituzioni che contenevano tutte queste condizioni fossero diventate
+leggi della Chiesa, forse la corte di Roma non sarebbesi comportata nè
+con minore ambizione, nè con minore alterigia, ma fuori di dubbio la sua
+politica avrebbe dovuto essere più prudente ed i suoi capi non avrebbero
+dato coi loro costumi quello scandalo che doveva affrettare la
+riforma[312].
+
+ [311] _Ann. Eccles. 1484, § 28-39, p. 337._
+
+ [312] Intorno alle vere cause della così detta Riforma leggasi
+ l'eccellente _Storia delle Variazioni delle chiese protestanti_ di
+ Bossuet. _N. del T._
+
+Dopo essersi tutti i cardinali vincolati con giuramento all'osservanza
+di queste condizioni, quando fossero chiamati alla sede pontificia,
+procedettero a raccogliere i suffragi. Attivissime pratiche, e
+liberalissime promesse avevano di già predisposta l'elezione[313], ed i
+suffragi si riunirono a favore di Giovanni Battista Cibo, genovese,
+cardinale prete del titolo di santa Cecilia, che fu proclamato il 29
+agosto del 1484 sotto il nome d'Innocenzo VIII[314]. Nel giorno della
+sua installazione confermò con nuovo giuramento il trattato fatto coi
+cardinali, e si obbligò sotto pena di spergiuro e di anatema a non
+assolversi da sè medesimo, nè a farsi da altri assolvere. Pure tostocchè
+si sentì sicuro sul trono, abolì ed il trattato ed i suoi giuramenti,
+come contrarj al diritto della santa sede[315].
+
+ [313] _Diario di Stefano Infessura, p. 1190._
+
+ [314] _Diar. di Roma del Notajo di Nantiporto, p. 1091._
+
+ [315] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 41, p. 340._
+
+Ma Innocenzo VIII andava debitore della tiara a molti segreti trattati
+fatti con ogni cardinale; e questi trattati, perchè dovevano avere
+immediata esecuzione, vennero più scrupolosamente osservati. Quegli de'
+membri del conclave che lo aveva servito con maggiore attività e zelo,
+era il cardinale Giuliano di san Pietro _ad Vincula_, che poi fu papa
+sotto nome di Giulio II. Questo guerriero prelato aveva domandato in
+premio non beneficj ecclesiastici ma fortezze. In fatti ne ottenne molte
+per sè medesimo e per suo fratello Giovanni della Rovere, che Sisto IV
+aveva fatto principe di Sinigaglia e prefetto di Roma: questo stesso
+Giovanni fu da Innocenzo VIII eletto capitano generale della Chiesa, di
+modo che il potere ed il favore della corte di Roma non uscirono dalla
+casa del precedente pontefice. Tutti gli altri cardinali ebbero
+prelature ed abazie per prezzo de' loro suffragi. Gli scrittori
+contemporanei chiamano simoniaca un'elezione apparecchiata con questi
+mercati, che non fu possibile di tenere celati[316]: ma un panegirista
+d'Innocenzo VIII, enumerando queste medesime liberalità, le adduce quali
+testimonianze dell'animo riconoscente del nuovo pontefice[317].
+
+ [316] _Stefano Infessura Diar. Rom., p. 1190._ — Lettere di
+ Guid'Antonio Vespucci a Lorenzo de' Medici, in cui racconta a quale
+ prezzo il cardinale Giuliano aveva acquistati per Giovanni Battista
+ Cibo i voti di varj suoi colleghi. Presso _Roscoe Append., n.º 44,
+ t. IV, p. 7._
+
+ [317] _Onofr. Panvino Vite de' pontefici, p. 466._
+
+Innocenzo VIII non rassomigliava al suo predecessore, e non pertanto il
+confronto con un uomo così odioso, quale fu Sisto IV, non riesce a suo
+vantaggio. Debole, corrotto, senza carattere, senza viste profonde e
+costanti, Innocenzo fa governato da indegni favoriti, e la di lui
+amministrazione fu macchiata da ogni sorta di vizj. Egli aveva sette
+figli naturali avuti da diverse donne, e diede alla Chiesa il nuovo
+scandalo di riconoscerli pubblicamente. Il maggiore de' suoi figli, per
+la piccolezza della statura detto Franceschetto, fu poi la radice dei
+duchi di Massa e di Carrara della casa Cibo. Una delle figliuole
+d'Innocenzo era maritata ad un banchiere, che fu incaricato dell'erario
+della corte: gli altri non figurano nella storia[318]. Non l'ambizione o
+la passione della guerra, ma l'avarizia, la dissolutezza, ed una
+sfacciata venalità caratterizzano la nuova corte. Innocenzo VIII fece da
+sè poco male, ma lasciò tutto fare agli altri, e la sua indolenza non fu
+ai popoli meno fatale di quel che lo fosse stato il turbolento governo
+del suo predecessore.
+
+ [318] _Diar. di Roma di Stef. Infessura, p. 1190._ — Onofrio Panvino
+ non parla che dei due figli maggiori, _p. 466._
+
+Ferdinando, re di Napoli, rallegrossi assai per l'elezione del cardinale
+Giovanni Battista Cibo, ch'egli risguardava come una creatura di suo
+padre e sua: infatti il Cibo, sebbene genovese, era stato allevato alla
+corte di Alfonso, ed aveva da Ferdinando ricevuto il suo primo
+vescovado, quello d'Amalfi[319]. Ma i papi poche volte mostraronsi
+riconoscenti ai sovrani che posero i fondamenti della loro fortuna;
+spesso desiderarono di far sentire il nuovo loro potere a quelli cui
+furono sottomessi, oppure si offesero perchè il rispetto non succedeva
+abbastanza rapidamente al tuono di benevolenza e di protezione.
+
+ [319] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 47, p. 341._
+
+L'odio che nel regno di Napoli erasi manifestato contro Ferdinando,
+quando era salito sul trono, non si era affatto spento nel lungo suo
+regno. Si confessava la destrezza della sua politica, il vigore con cui
+manteneva la propria autorità, l'ordine e la giustizia che faceva
+osservare ne' suoi stati; ma veniva invece accusato di estrema avarizia,
+d'inflessibile crudeltà, ed in particolare della mala fede e della
+perfidia di cui erano stati vittima i suoi vassalli e gli stranieri.
+L'odio, che mantenevasi nel cuore dei Napoletani contro Ferdinando,
+crebbe assai quando il suo primogenito, Alfonso, duca di Calabria,
+cominciò ad avere parte col padre nella pubblica amministrazione. «Niun
+uomo (scrive Filippo di Comines) è stato più crudele, più vizioso, più
+maligno, più goloso di lui. Il padre era più pericoloso, perchè niuno in
+lui conosceva la sua collera, perciocchè accarezzandole tradiva le
+persone.... Da lui non si ottenne giammai nè grazia, nè misericordia,
+come mi raccontarono i prossimi suoi parenti ed amici; e non mai ebbe
+pietà nè compassione del suo povero popolo rispetto al pagare le
+imposte. Egli faceva tutto il commercio del regno, fino a dare in
+custodia al popolo i majali, e glieli faceva ingrassare per venderli a
+miglior prezzo, e se alcuni morivano glieli faceva pagare. Ne' luoghi in
+cui si fa l'olio d'ulivo, come nella Puglia, egli e suo figlio lo
+comperavano, e così il grano prima che si raccogliesse, ed in appresso
+lo rivendevano a più caro prezzo che potevano. E se tale mercanzia
+abbassava di prezzo, obbligavano il popolo a comperarla; nel tempo
+ch'essi volevano vendere le loro derrate verun altro che loro poteva
+vendere[320].»
+
+ [320] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VII, c. XIII. Collect.
+ des Mémoires pour l'Histoire de France, t. XII, p. 208._
+
+Questi monopolj avevano renduta più intima l'amicizia e la confidenza
+tra Ferdinando e Sisto IV; andavano d'accordo nel calpestare i loro
+popoli, nel fare violentemente un commercio ruinoso pei loro sudditi.
+Innocenzo VIII, salendo sul trono, fece cessare questo scandaloso
+traffico, ma in pari tempo ruppe le relazioni d'amicizia e di buona
+vicinanza formate da Sisto; riclamò con alterigia il tributo pecuniario
+che il regno di Napoli doveva alla santa sede, rivocando la grazia
+accordata a Ferdinando di convertire, fin ch'esso viveva, tale tributo
+nella somministrazione d'una cavalla[321]. Manifestò scopertamente il
+suo malcontento verso quella casa d'Arragona, cui andava debitore della
+sua grandezza; fece valere l'alto dominio della santa sede sul regno;
+invitò i baroni napolitani a presentargli le loro lagnanze contro
+Ferdinando, e si eresse in qualche modo giudice delle controversie tra
+il monarca ed i sudditi.
+
+ [321] _Rayn. Ann. Eccl. 1485, § 40, p. 358._
+
+Un atto di violenza, esercitato nel seguente anno (1485) dal duca di
+Calabria, somministrò al papa l'occasione di dispiegare tutte le sue
+pretese. La città dell'Aquila negli Abruzzi, approfittando della sua
+forte posizione in mezzo alle montagne, della ricchezza del suo
+territorio e de' suoi numerosi abitanti, aveva conservati, sotto la
+protezione del re di Napoli, tutti i privilegj di una repubblica;
+nominava i suoi magistrati, riscuoteva le sue imposte; non permetteva
+alle truppe reali d'alloggiare entro le sue mura; e di propria autorità
+faceva trattati ed alleanze ancora coi nemici del re. In tal maniera era
+alleata della casa Colonna, i di cui feudi stendevansi lungo i suoi
+confini; nè questa alleanza era stata distrutta dalla guerra che
+Ferdinando aveva fatta ai Colonna d'accordo con Sisto IV; e perchè
+Innocenzo VIII non aveva che a lodarsi di questa potente casa, e cercava
+di rifarla con tutto il suo credito della passata persecuzione, i
+Colonna davano alla città dell'Aquila un nuovo appoggio presso la corte
+di Roma[322].
+
+ [322] Il Muratori pubblicò una raccolta degli storici originali
+ dell'Aquila. _Antiq. Ital. Med. Aevi, t. VI, p. 485-1032. — Diario
+ di Stef. Infessura, p. 1181-1194._
+
+La famiglia dei Lalli, conti di Montorio, esercitava nell'Aquila da
+oltre un secolo, e fino dai tempi di Giovanna I, un'autorità non minore
+di quella dei Medici in Firenze. Il suo capo era in allora messer Pietro
+Lallo. Meditando il duca di Calabria di spogliare gli abitanti
+dell'Aquila di tutti i loro privilegj, giudicò conveniente di privarli
+in principio del loro primo magistrato. Teneva Alfonso accantonata a
+Cività di Chieti l'armata che aveva ricondotta dalla guerra di Ferrara,
+ed invitò il conte di Montorio a recarsi presso di lui per trattare
+intorno agli affari della provincia. Il conte non aveva mai avuto
+nemmeno il pensiero di nuocere al governo, onde ubbidì senz'alcun
+sospetto. Il duca di Calabria lo fece arrestare il 28 giugno del
+1485[323], obbligò la di lui moglie a recarsi a Napoli, e nello stesso
+tempo fece marciare verso l'Aquila un corpo di truppe, che, entrato un
+poco alla volta, per non dare sospetto, si trovò padrone della piazza,
+prima che gli abitanti incominciassero a diffidare di nulla. Per altro i
+magistrati aquilani supplicarono rispettosamente il duca di richiamare
+le truppe, in conformità dei loro privilegj. Replicarono più volte, ma
+sempre senza effetto le loro istanze; finalmente il 25 ottobre
+ordinarono a tutti i borghesi di prendere le armi; attaccarono nelle
+strade i soldati napolitani, parte ne uccisero, altri posero in fuga, e
+dichiarando allora che il re Ferdinando aveva perduta ogni sovranità
+sopra di loro per averne abusato, si diedero alla Chiesa, a condizione
+che proteggesse la loro libertà[324].
+
+ [323] _Antiq. Ital., t. VI. Cron. Aquilana, § 70, p. 923. — Nicc.
+ Machiavelli, l. VIII, p. 436._
+
+ [324] _Cron. Aquil., § 72, p. 924._
+
+Innocenzo VIII non si mostrò difficile ad accettare l'offerta degli
+abitanti dell'Aquila; prese sotto la sua protezione il conte e la
+contessa di Montorio, fece passare, attraverso ai feudi dei Colonna, de'
+soldati nell'Abruzzo; eccitò i baroni del regno ad unirsi per la difesa
+della loro libertà in una confederazione generale, di cui voleva esser
+egli capo, e si apparecchiò alla guerra. Seppe bentosto che Ferdinando,
+per far dimenticare il malcontento e l'insurrezione dell'Aquila, aveva
+il 16 di novembre ridonata la libertà al conte di Montorio, dopo averlo
+guadagnato al suo partito; ma il papa scrisse a questo signore per
+felicitarlo, senza perciò rinunciare a' suoi apparecchj di guerra[325].
+
+ [325] Lettera d'Innocenzo VIII al conte di Montorio per felicitarlo
+ intorno alla ricuperata libertà. _Ann. Eccl. 1485, § 41, p. 358._
+
+Mentre Innocenzo VIII eccitava i baroni napolitani a prendere le armi
+contro il loro re, questi gl'invitava a Napoli ad una adunanza del suo
+parlamento. Soltanto tre grandi signori ebbero il coraggio
+d'intervenire, il conte di Fondi, il duca d'Amalfi ed il principe di
+Taranto: tutti gli altri ricusarono di porsi tra le mani del re,
+fermamente persuasi che avrebbe fatto a tutti tagliare il capo[326].
+Invece di prendere la strada di Napoli si adunarono tutti presso il duca
+di Melfi nella città dello stesso nome, sotto pretesto di assistere alle
+nozze di Trajano Caracciolo, suo figlio. Si trovò a quest'adunanza il
+grande ammiraglio del regno, Antonio di Sanseverino, principe di
+Salerno; il grande contestabile, Pietro del Balzo, principe d'Altamura;
+il grande siniscalco, Pietro di Guevara, marchese del Vasto; Girolamo
+Sanseverino, principe di Bisignano; Andrea Matteo Acquaviva, duca
+d'Atri; il duca di Melfi; quello di Nardo; i conti di Lauria, di Melito,
+di Nola, ed altri gentiluomini di minore importanza. Questi signori
+erano determinati di non soffrire più oltre l'oppressione in cui
+languivano; erano entrati in corrispondenza con Innocenzo VIII; avevano
+altresì delle intelligenze con due confidenti del vecchio re, di cui il
+duca di Calabria era geloso, e che voleva perdere; uno era Francesco
+Coppola, conte di Sarno, che aveva amministrati i danari del re nel di
+lui commercio di monopolio; l'altro Antonio Petrucci, che il re aveva
+fatto suo segretario. Avevano ambidue ammassate in corte grandi
+ricchezze, che solleticavano la cupidigia d'Alfonso[327].
+
+ [326] _Diario di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1196._
+
+ [327] _Giannone Istor. Civile del Regno di Napoli, l. XXVIII, c. I,
+ p. 610._
+
+Questi, conoscendo l'universale malcontento della nobiltà, tenne per
+indubitato che l'adunanza di Melfi terminerebbe con una ribellione.
+Volle perciò prevenire i faziosi colla rapidità de' suoi attacchi.
+Piombò all'improvviso sul conte di Nola, occupò tutte le sue fortezze, e
+sorprese la consorte e due figli del conte, che mandò prigionieri a
+Napoli. Era sua intenzione di fare lo stesso rispetto agli altri
+malcontenti, prima che avessero riunite le loro forze; ma la ribellione,
+affrettata da questa violenza, scoppiò contemporaneamente in tutto il
+regno, ed il duca di Calabria si vide sforzato ad usare ogni riguardo
+verso nemici assai più numerosi ch'egli non aveva creduto.
+
+Sebbene fosse di già scoppiata la guerra, nè il re, nè i suoi baroni, nè
+il papa trovavansi apparecchiati a combattere; perciò si prese da ogni
+parte a negoziare, piuttosto per guadagnar tempo e per ingannarsi gli
+uni gli altri, che per riconciliarsi. Gli ambasciatori di Ferdinando si
+presentarono alla fine d'agosto a Firenze ed a Milano, per domandare a
+questi due stati i soccorsi che erano obbligati di somministrare in
+forza del loro trattato d'alleanza[328]. Lodovico Sforza, la di cui
+oscura politica pareva non avere altro scopo, che di sorprendere e di
+confondere i suoi alleati, evitò per qualche tempo, sotto diversi
+pretesti, di annunciare ciò che voleva fare. Ma la repubblica
+fiorentina, strascinata da Lorenzo de' Medici, promise al re una
+vigorosa assistenza, e s'incaricò d'attaccare il papa negli stati
+medesimi della Chiesa, mentre che Ferdinando combatterebbe contro i suoi
+baroni. Lo Sforza essendosi in ultimo dichiarato per lo stesso partito,
+assoldarono a comuni spese il conte di Pitigliano, il signore di
+Piombino, e tutti i capitani della casa Orsini; ed in novembre
+attaccarono Innocenzo VIII[329].
+
+ [328] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 169._
+
+ [329] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+Il papa dal canto suo aveva cercati alleati nel restante dell'Italia ed
+in Francia. Per affezionarsi i Veneziani gli aveva assolti da tutte le
+censure pronunciate contro di loro da Sisto IV[330]. Aveva voluto far
+loro sentire essere giunto l'istante di vendicarsi del re di Napoli; ma
+questa saggia repubblica, che cominciava appena a respirare dopo i mali
+sostenuti nelle precedenti guerre, non trovò bastantemente valutabili le
+sue ragioni per entrare in nuove ostilità. Si limitò a cedere al papa il
+suo generale, Roberto di Sanseverino, che passò al servizio della Chiesa
+co' suoi due figli e trentadue squadroni di cavalleria[331]. Nello
+stesso tempo Innocenzo offriva a Renato II, duca di Lorena, che
+risguardava quale rappresentante della casa d'Angiò, l'investitura del
+regno di Napoli. Innocenzo non dubitava di non trovare questo principe
+apparecchiato a tentare un'intrapresa che egli giudicava gloriosa; ma in
+quel tempo Renato era costretto di trattare alla corte di Francia la
+causa di nullità del testamento di suo avo, che l'escludeva dalla sua
+successione. Perciò non ottenne dal re che il meschino soccorso di venti
+mila franchi in danaro, e di cento lance, per tentare la conquista di un
+regno cui pretendeva anche lo stesso Carlo VIII; e perchè non voleva
+depauperare la Lorena per una guerra, da cui probabilmente non isperava
+felici successi, e che in verun caso non sarebbe favorevole a questo
+ducato, egli rinunciò alla sua spedizione[332].
+
+ [330] _Bulla Innoc. VIII apud Raynald, 1485, § 45, p. 359. — And.
+ Navagero, p. 1192._
+
+ [331] _M. A. Sabellico, Dec. IV, t. III, f. 243. — Diar. di Roma del
+ Notajo di Nantiporto, p. 1098. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [332] _Phil. de Comines, l. VII, c. I, p. 155, t. XII. Mém. pour
+ l'Hist. de France._
+
+Frattanto Ferdinando aveva fatto dichiarare ai suoi baroni d'essere
+disposto ad ascoltare le loro lagnanze, ed a riformare gli abusi di cui
+si dolevano. Questi avevano incaricato il conte di Bisignano di esporre
+i loro gravami; ma perchè in allora speravano di essere sostenuti dal
+papa, dai Veneziani e dal duca Renato, fecero al re delle domande
+ch'essi medesimi credevano assolutamente inammissibili. Rispose
+Ferdinando di essere apparecchiato a segnare la pace alle condizioni che
+sarebbero proposte dai baroni, ed il suo secondo figlio, Federico,
+recossi alla loro assemblea con quest'accettazione piena ed intera.
+L'estrema condiscendenza di Ferdinando, invece di agevolare le
+negoziazioni, spaventò i confederati, i quali facilmente conobbero,
+essere intenzione del loro padrone di tutto accordare, di tutto giurare,
+e di non rispettare verun giuramento. Invece d'accettare la pace alle
+condizioni da loro stessi proposte, offrirono la corona a Federico
+d'Arragona, ch'era venuto presso di loro per riconciliarli al re suo
+padre. Questo virtuoso principe aveva loro inspirato tanto affetto e
+tanto rispetto, quanto era l'odio e la diffidenza che nutrivano per suo
+fratello. Se fosse stato il legittimo erede del trono, avrebbe senza
+dubbio salvata la casa di Arragona dalla sventura ond'era minacciata; ma
+egli non poteva accettare colpevoli offerte, e preferì di rimanere
+prigioniere de' ribelli, piuttosto che regnare sopra di loro[333].
+
+ [333] _Giannone Ist. Civ. del regno di Napoli, l. XXVII, c. I, p.
+ 612._
+
+Credeva il re che il numeroso partito formato contro di lui sarebbe
+spinto dalla guerra a vigorose misure, mentre che, continuando a
+negoziare, il rispetto per l'autorità reale fermerebbe tutti gli sforzi
+di una lega mal assodata, e che non tarderebbe e sentire gli effetti
+della discordia. Diede dunque a suo nipote Ferdinando, principe di
+Capoa, un'armata d'osservazione, incaricata soltanto di contenere i
+ribelli, mentre affidò il nerbo delle sue forze al duca di Calabria, che
+marciò verso Roma per unirsi al conte di Pitigliano ed agli Orsini,
+assoldati dal duca di Milano e dalla repubblica di Firenze[334].
+
+ [334] _Giannone Istor. Civ., l. XXVIII, c. I, p. 614._
+
+Niuna segnalata azione ebbe luogo in questa guerra: Roberto di
+Sanseverino volle farsi strada a traverso agli stati della Chiesa per
+raggiugnere nel regno di Napoli i baroni che lo aspettavano; ma il duca
+di Calabria, rinforzato dagli Orsini, si propose di trattenerlo[335]. I
+Fiorentini, sempre lenti a porsi in movimento, non agirono vigorosamente
+che nella campagna del 1486. Allora estesero le loro pratiche a tutte le
+città della Chiesa che confinavano col loro territorio. I Baglioni
+dovevano far ribellare Perugia, e ristabilirvi il governo repubblicano;
+i figli di Niccolò Vitelli, di fresco morto, dovevano coll'ajuto de'
+loro partigiani ricuperare la signoria di Città di Castello; Giovanni
+dei Gatti dovea tentare di far valere i diritti di sua famiglia sopra
+Viterbo; le città d'Assisi, Foligno, Montefalco, Todi, Spoleti ed
+Orvieto avevano tutte nel loro seno un partito che manteneva
+intelligenze coi Fiorentini[336]. Vero è che niuna di queste trame fu
+condotta a felice fine; ma il papa, che n'era informato, costretto per
+tenere tutte queste città in dovere a dividere le sue forze, non potè
+somministrare ai baroni napolitani i promessi sussidj.
+
+ [335] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+ [336] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173._
+
+Frattanto le due armate del duca di Calabria e del Sanseverino, che si
+erano lungo tempo minacciate, scontraronsi all'ultimo l'8 maggio del
+1486 al ponte di Lamentana. Si attaccò la zuffa tra i due corpi di
+cavalleria, ma con tanto poco ardore militare, che, per quanto si disse,
+non vi furono nè morti, nè feriti. Siccome però il duca di Calabria
+aveva fatti dei prigionieri al Sanseverino, e cacciatolo fuori del campo
+di battaglia, si suppose che fosse rimasto vittorioso[337]. Allora
+s'accostò a Roma, e gli Orsini, che tenevano le sue parti, gettarono la
+città in grandissima confusione, perciocchè quanto meno la guerra era
+pericolosa pei soldati, altrettanto riusciva ruinosa per i popoli.
+
+ [337] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173. — M. A. Sabellico, Dec. IV,
+ l. III, f. 243._
+
+Il pericolo di tutto lo stato della Chiesa, il guasto delle campagne, la
+ruina della medesima capitale, facevano di già che il debole Innocenzo
+si pentisse d'essere entrato in una lotta superiore alle sue forze.
+Accendendo un'imprudente guerra, egli non aveva prese le necessarie
+misure per sostenerla; diffidava di tutti, e colla sua irresoluzione
+lasciava sfuggire gli estremi partiti che avrebbe potuto prendere.
+Lorenzo de' Medici accrebbe ancora la sua irrisolutezza ed i suoi timori
+facendogli venire tra le mani false lettere di Roberto di Sanseverino,
+che dovevano farlo sospettare traditore[338]. I cardinali lo andavano
+tutti confortando a metter fine ad una guerra ruinosa; il solo cardinale
+Balue che, come Francese, trovavasi di contrario sentimento a tutto il
+sacro collegio, gli ricordava i passi fatti dalla corte di Roma presso
+il re di Francia, e protestava che il papa non poteva, senza
+disonorarsi, abbandonare un'impresa, per la quale tutta la Francia aveva
+di già prese le armi. Il vice cancelliere, Roderigo Borgia, gli rispose
+con così violenti modi, che a stento si potè impedire che i due
+cardinali non venissero alle mani[339].
+
+ [338] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 16, p. 368._
+
+ [339] Rodrigo Borgia prese a dire che il santo padre non doveva
+ abbadare ad un ubbriaco; rispose il cardinale di Balue a
+ quest'insulto, attaccandolo ancora più direttamente intorno ai
+ costumi, alla nascita ed alla fede del _marrano_, o miscredente
+ spagnuolo. _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, p.
+ 1204-1205._
+
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di Castiglia, cercavano per
+mezzo dei loro ambasciatori di ristabilire la pace nel mezzodì
+dell'Italia. La riunione dei due regni dava loro una grande
+preponderanza nella politica dell'Europa. Ferdinando era inoltre re di
+Sicilia, ed aveva per conseguenza un diretto interesse ad allontanare
+dal regno dell'altro Ferdinando, suo cugino, i pretendenti Francesi, che
+potevano far vacillare il suo proprio dominio. D'altra parte doveva
+temere per la Sicilia un'invasione de' Turchi, che avrebbero così potuto
+fare una potente diversione alla guerra ch'egli portava nel regno
+musulmano di Granata. Premeva dunque ai re di Spagna che l'Italia si
+mantenesse in pace per parer formidabile agli stranieri; quindi
+offrirono la loro mediazione tra il papa ed il re di Napoli. Il vescovo
+d'Oviedo e Francesco di Roxas vennero a Roma per trattare, e furono dopo
+alcun tempo raggiunti da don Inigo de Mendoza, conte di Tendilla, e
+tutte le parti parvero ugualmente premurose di accettare la loro
+mediazione[340].
+
+ [340] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 1, 2, p. 366._
+
+Ferdinando di Napoli accordò al papa tutte le sue domande. Si obbligò di
+pagare alla Chiesa l'annuo tributo con tutti gli arretrati; riconobbe
+come vassalli immediati della Chiesa e le città dell'Aquila e tutti i
+baroni che avevano fatto omaggio al papa de' loro feudi. Convenne
+soltanto che i censi annualmente pagati alla Chiesa da questa città e da
+questi baroni si ricevessero in conto del tributo di cui dichiaravasi
+debitore verso la santa sede. Non solo si accontentò di perdonare a
+tutti i suoi baroni, ma li dispensò ancora di venire a rendergli omaggio
+a Napoli, loro permettendo di trattenersi nelle loro fortezze, in mezzo
+ai proprj vassalli, e non pertanto offrendo garanti della loro sicurezza
+i re di Arragona e di Castiglia, il duca di Milano e Lorenzo de' Medici.
+Questo trattato, senza essere partecipato ai cardinali, fu sottoscritto
+in Roma l'undici agosto, ed immediatamente pubblicato[341].
+
+ [341] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1211. — Diar. del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1103. — Rayn. Ann. Eccl., § 13 e 14, p. 368._
+
+I due confidenti di Ferdinando, che avevano mantenuta coi ribelli una
+segreta corrispondenza, non erano esplicitamente compresi nel trattato.
+Perciò Ferdinando, ricevendo il 13 agosto la notizia della soscrizione
+della pace, per mescolare il terrore alla speranza, fece arrestare
+Francesco Coppola, conte di Sarno, i conti di Carinola e di Policastro
+suoi figliuoli, Antonio Petrucci, suo segretario, e due de' loro
+confidenti. I loro beni, che, per quanto si diceva, ammontavano a
+trecento mila ducati, furono confiscati, e pochi giorni dopo si fecero
+perire tutti questi prigionieri fra i più crudeli supplicj[342]. I
+baroni, ch'erano stati in guerra col re, credettero, per pochi istanti,
+di essere stati dal trattato di pace abbandonati alla sua vendetta,
+fors'anche per una segreta collusione delle stesse potenze che avevano
+guarentita la loro sicurezza. Il gran siniscalco, Pietro di Guevara,
+morì di dolore vedendo l'avvilimento in cui era caduto il suo partito.
+Antonio di Sanseverino, principe di Salerno, troppo ben conoscendo
+Ferdinando per non fidarsi giammai alla sua fede, passò in Francia, e
+dopo lunghe pratiche ottenne finalmente di suscitargli contro un
+vendicatore[343]. Gli altri baroni, ritirati nelle loro terre, furono
+qualche tempo dal re risparmiati, onde cominciarono a lusingarsi che la
+loro causa non fosse agli occhi del re la medesima che quella del conte
+di Sarno e del Petrucci.
+
+ [342] _Ann. Napolitani di Raimo, t. XXIII, p. 238._
+
+ [343] _Mémoires de Philip. de Comines, l. VII, c. II, p. 138._
+
+Frattanto Ferdinando, dopo essersi accertato che il re di Spagna, il
+duca di Milano e Lorenzo de' Medici non si curerebbero punto
+dell'esecuzione delle sue promesse, non tardò a violarle tutte
+sfrontatamente. Nel mese di settembre fece entrare nell'Aquila quello
+stesso conte di Montorio, ch'egli aveva fatto arrestare un anno prima,
+ma che in appresso aveva saputo interamente affezionarsi. Il conte
+piombò all'impensata sui soldati d'Innocenzo VIII, parte ne uccise e
+parte obbligò a fuggire; fece giustiziare l'arcidiacono, capo del
+partito della Chiesa, e rappresentante del papa all'Aquila, e tutta
+senza riserva sottomise la città al potere del re[344].
+
+ [344] _Stef. Infessura Diar. di Roma, t. III, p. II, p. 1214. —
+ Raynald. Ann. Eccl. 1486, § 19, p. 369._
+
+Nè i baroni si sottrassero lungo tempo alla perfidia del re; il 10
+ottobre, o secondo altri il 10 giugno seguente, fece arrestare i
+principi d'Altamura e di Bisignano, i duchi di Melfi e di Nardo, i conti
+di Morcone, di Lauria, di Melito, di Nola, e molti altri gentiluomini. È
+comune opinione che tutti questi signori furono immediatamente uccisi, e
+che i loro corpi, chiusi entro sacchi, vennero gettati in mare. Ma
+Ferdinando, per tenere a freno i loro partigiani, volle far credere che
+li custodiva come ostaggi, e faceva, per accreditare questa voce,
+portare ogni giorno vittovaglie alla loro prigione. Poco dopo vennero
+pure imprigionati le consorti ed i figli di que' signori, e confiscate
+tutte le loro sostanze. La sola principessa di Bisignano potè salvarsi,
+fuggendo, colla sua famiglia. Nello stesso tempo il re fece perire
+Marino Marzano, duca di Suessa, che da circa venticinque anni languiva
+nelle carceri[345].
+
+ [345] _Giannone Ist. Civile, l. XXVIII, c. I, p. 618._
+
+Il re, più non avendo che temere per parte de' suoi baroni, depose ogni
+avanzo di rispetto per il papa. Continuò a disporre, senza consultarlo,
+di tutti i beneficj ecclesiastici de' suoi stati; ricusò l'annuo tributo
+che si era obbligato di pagare, e quando fu da Innocenzo VIII mandato
+alla sua corte il vescovo di Cesena, per lamentarsi intorno a questi due
+punti, rispose Ferdinando, che meglio del papa conosceva i proprj
+sudditi, e che meglio di lui sapeva quali fossero degni di avanzamento;
+soggiunse di essere senza danaro, e che altronde aveva sostenute tante
+spese per la Chiesa, che ben meritava di godere di una più lunga
+esenzione[346]. Roberto di Sanseverino, sapendo che il trattato di pace
+non conteneva veruna clausola a suo favore, si pose in cammino per
+passare colla sua cavalleria nel territorio di Venezia, risoluto di
+farsi strada colle armi. Aveva di già passato Todi e Borgo san Sepolcro,
+quando il duca di Calabria si fece ad inseguirlo; e perchè il duca
+incoraggiava a resistere tutte le città, cui il Sanseverino si
+avvicinava, cominciò bentosto a guadagnare qualche marcia. Giovanni
+Bentivoglio e i Bolognesi chiusero all'ultimo il passaggio al generale
+del papa, il quale fu forzato di abbandonare tutti i suoi equipaggi e la
+maggior parte della sua armata, mentre con soli cento cavalleggeri si
+sottrasse ai suoi nemici, ed entrò nello stato veneziano[347].
+
+ [346] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1218. — Raynald. Ann. Eccl.,
+ 1487, § II, p. 382._
+
+ [347] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 176. — M. A. Sabellico, d. IV, l.
+ III, f. 243. — Hier. de Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 906._
+
+Giammai la santa sede aveva fatta una più vergognosa pace di quella che
+aveva soscritta allora Innocenzo VIII. Senza aver provata veruna grande
+disfatta, che potesse rendere ragione di tanta debolezza, egli aveva
+sagrificato il generale venuto a servirlo dall'altra estremità
+dell'Italia, aveva abbandonati tutti gli obblighi contratti con Renato
+di Lorena e colla corte di Francia, ed aveva fatti strascinare in
+prigione e morire tra i supplicj uomini che d'altro non erano colpevoli
+che di avere sostenuto il suo partito, e ch'egli aveva solennemente
+promesso di difendere. Perdeva il tributo del regno di Napoli, e la
+presentazione ai beneficj che conservava il solo Ferdinando; e per colmo
+di vergogna tutti questi oltraggi gli venivano fatti in onta di un
+trattato solennemente giurato, ed annunciato a tutta l'Europa, senza
+ch'egli osasse manifestare il più leggiere risentimento. Innocenzo VIII,
+che pure fece qualche debole tentativo per farsi pagare da Ferdinando,
+non fece un cenno per salvare gli sgraziati, vittime del loro
+attaccamento alla santa sede. Non perciò ommise di conservare col re di
+Napoli relazioni di buona vicinanza, non invocò la garanzia dei
+mediatori del trattato di Roma, e bentosto gettossi totalmente tra le
+braccia di uno di loro. Egli sentiva la propria debolezza, aveva bisogno
+di trovare della forza, desiderava di essere guidato come un cieco, e
+scelse per suo confidente e per sua guida quello in cui aveva trovata la
+più vigorosa opposizione, Lorenzo de' Medici, l'alleato ed il salvatore
+di Ferdinando.
+
+Questo illustre capo della repubblica fiorentina aveva trovato un
+ragionevole malcontento nello stesso consiglio dei settanta, ch'egli
+aveva creato, quando avea voluto persuadere i Fiorentini ad assecondare
+Ferdinando in una ingiusta oppressione, inimicandosi la Chiesa, la di
+cui nimicizia era sempre formidabile. Il suo storico Valori protesta che
+mai non parlò con tanta eloquenza, come quando trasse nella sua opinione
+i suoi colleghi a favore del re di Napoli[348]. Non aveva altresì avuto
+mai bisogno di maggiore artificio, quanto in questa circostanza, in cui
+voleva al proprio personale vantaggio far sagrificare il vero interesse
+ed i principj della repubblica. Lorenzo riuscì ad ottenere alla sua
+famiglia l'amicizia di Ferdinando coi beneficj, quella d'Innocenzo VIII
+col fargli paura: ma nè l'uno nè l'altro erano i veri alleati che doveva
+procacciarsi Firenze; da nessuno di loro poteva la repubblica
+ripromettersi costanza di affetto o uniformità di politica. Firenze era
+decaduta dalla sua grandezza dopo che aveva abbandonato il sistema degli
+Albizzi, e che più non faceva causa comune con tutti i popoli liberi. I
+Medici umiliati, vedendosi considerati nelle altre repubbliche come
+semplici cittadini, manifestavano della gelosia contro Venezia,
+ispiravano diffidenza verso Genova, Lucca e Siena: finalmente riponevano
+ogni loro arte nel mantenere uno spirito di rivalità tra la loro patria
+e le città libere. Dopo tale epoca Firenze più non ebbe partigiani
+ereditarj nel rimanente dell'Italia; sapevasi ovunque che la sua
+alleanza dipendeva dai segreti intrighi del gabinetto, e che era
+variabile come gl'interessi del giorno, come i favori dei principi;
+coloro che soffrivano per la più giusta causa non erano più sicuri de'
+suoi ajuti; ed a vicenda più non pensarono a soccorrerla che quando
+sentironsi invitati da un interesse presente.
+
+ [348] _Valori in vita Laurenti, p. 53. — Roscoe Life of Lorenzo de
+ Medici, t. II, c. VI, p. 27._
+
+La vanità di Lorenzo de' Medici era soddisfatta, qualunque volta
+trattava coi principi, e Ferdinando aveva per lui tutti i riguardi
+riservati ai sovrani. Suo figlio Pietro venne accolto alle nozze
+d'Isabella d'Arragona con Giovanni Galeazzo con maggiore rispetto assai
+che non gli ambasciatori della repubblica[349]. Dal canto suo Innocenzo
+VIII non istringeva alleanza con Firenze ma coi Medici. Suo figlio,
+Franceschetto Cibo, sposò Maddalena, figliuola di Lorenzo e della
+Clarice Orsini. In quest'occasione Clarice fu pomposamente ricevuta alla
+corte di Roma, come suo padre, Virginio Orsini, sebbene dal principio di
+questo pontificato fosse sempre stato in guerra colla santa sede. Tutti
+gli Orsini, ch'erano stati perseguitati con accanimento, furono
+richiamati al favore ed all'onnipotenza in Roma. Finalmente il papa
+promise al fratello di sua nuora, al secondo figlio di Lorenzo de'
+Medici, un cappello cardinalizio. Questi, la di cui fortuna cominciava
+in tale maniera, doveva un giorno essere il papa Leon X; in allora era
+un fanciullo, nè mai la prima dignità della Chiesa erasi ottenuta in più
+tenera età. Il matrimonio di Franceschetto Cibo con Maddalena de' Medici
+non si celebrò che in novembre del 1487, e la consacrazione di Giovanni
+de' Medici venne differita fino al principio del 1492[350].
+
+ [349] _Istor. di Giovanni Cambi, t. XXIV, p. 39._
+
+ [350] _Machiavelli Ist., t. VIII, p. 435. — Scip. Ammirato, l. XXV,
+ p. 177. — Jo. Mich. Bruti, l. VIII, p. 209. — Diario di Stefano
+ Infessura, t. III, p. II, p. 1215. — Diar. di Roma del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1106._
+
+Lorenzo de' Medici erasi appena riconciliato colla Chiesa, quando
+rendette ad Innocenzo VIII un eminente servigio, terminando per lui
+onorevolmente una piccola guerra, che minacciava di tirarsi dietro
+grandi disastri. La città d'Osimo nella Marca aveva provata una
+rivoluzione, in seguito della quale aveva scosso il giogo del dominio
+ecclesiastico, e Boccolino Guzzoni, uno de' suoi cittadini, erasene
+fatto dichiarare signore. Questo piccolo sovrano, abbandonato alle sole
+piccole sue forze, sarebbe stato facilmente ricondotto all'ubbidienza
+verso la Chiesa, ma di que' tempi Bajazette II, rimasto vincitore nelle
+guerre civili de' Turchi, aveva ripreso il progetto di penetrare in
+Italia. Alcuni branchi di avventurieri musulmani avevano fatti varj
+sbarchi nella Marca d'Ancona, avevano tentato di sorprendere Fano, ed
+avevano trovato negli stati del papa corrispondenti e partigiani, come
+ne avevano prima trovato in quelli di Ferdinando[351]. Boccolino, che
+appena poteva sperare di trovare alleati in Italia, fece offrire a
+Bajazette II di tenere da lui in feudo la città di Osimo, e mandò suo
+fratello a Costantinopoli, mentre che un agente del sultano venne a
+Venezia per condurre a buon termine questo trattato. Giace la città di
+Osimo a qualche distanza dal mare, ed Innocenzo VIII, per comprimere una
+ribellione che poteva avere così funeste conseguenze, aveva subito
+spedito nella Marca il cardinale Giuliano della Rovere, che aveva
+troncate le comunicazioni di Boccolino col mare; in appresso lo aveva
+assediato in Osimo, piazza abbastanza forte e che vigorosamente si
+difendeva: e se la guarnigione turca, che vi si aspettava, fosse entrata
+entro le sue mura, è probabile assai che difficilmente si sarebbero
+scacciati i Turchi dagli stati della Chiesa[352]. Lorenzo de' Medici
+interpose la sua mediazione per terminare questa pericolosa guerra:
+mandò il vescovo di Arezzo a Boccolino, e lo persuase a vendere al papa
+la città di Osimo per sette mila fiorini. Boccolino venne in seguito a
+Firenze, ove fu ben accolto; ma quando passò di là a Milano, fu
+arrestato mentre entrava in questa città, ed appicato senza formalità di
+giudizio, e senza avere riguardo alla protezione di Lorenzo, o forse con
+segreta sua intelligenza[353].
+
+ [351] _Roscoe Life of Lorenzo, c. VI, p. 31._
+
+ [352] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1213. — Marin Sanuto vite dei
+ duchi, p. 1241. — Rayn. An. Eccl., 1486, § 32, p. 371._
+
+ [353] _Stef. Infessura, p. 1217. — Raynald. An. Eccl., 1487, § 7, p.
+ 381._
+
+Omai non restava altra guerra in Italia che quella tra le repubbliche di
+Firenze e di Genova, la quale non era stata terminata dal trattato di
+Bagnolo del 1484, e non lo fu in quello di Roma del 1486. Il primo aveva
+lasciato ai Fiorentini il diritto di procurarsi colle armi la
+restituzione di Sarzana, che loro aveva tolto Agostino Fregoso; e questi
+a tale oggetto avevano preso al loro soldo il conte Antonio di Marciano
+e Rannuccio Farnese, e gli avevano mandati in Lunigiana nel settembre
+del 1484[354].
+
+ [354] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 162._
+
+Aveva allora Genova per doge quello stesso Paolo Fregoso, suo
+arcivescovo, che due volte nel 1464 erasi assiso sul trono ducale; che
+vi si era mantenuto con inauditi assassinj, e che si era dato alla
+pirateria, quando n'era stato discacciato. Era tornato in patria nel
+1479 col resto della sua famiglia. Suo nipote Battista era stato allora
+proclamato doge; lo stesso Paolo era stato decorato da Sisto IV del
+cappello cardinalizio, ed incaricato del comando della flotta, mandata
+contro i Turchi. Ma nè questi onori, nè il rango che occupava nella
+Chiesa e nella patria, nè l'ascendente che aveva sul doge Battista
+Fregoso, suo nipote, erano bastanti a soddisfare l'ambizioso
+arcivescovo. Accusò Battista presso i capi della sua fazione di durezza,
+di arroganza, d'ingiustizia; pretese che questo doge negoziasse
+coll'imperatore per assoggettargli Genova, onde averla in appresso da
+lui in feudo, si associò Lazzaro Doria, il quale aveva come lui molti
+faziosi sotto i suoi ordini, ed essendo il doge suo nipote venuto a
+visitarlo nell'arcivescovado il 25 di novembre del 1483, lo fece
+arrestare, e gli chiese, a nome di tutta la famiglia, di deporre la
+corona imperiale, e nol rilasciò che dopo fattisi consegnare il palazzo
+pubblico e le fortezze. Dopo ciò, avendo Paolo Fregoso adunato un
+consiglio di 300 cittadini, si fece coi loro suffragi proclamare doge di
+Genova[355].
+
+ [355] Battista Fregoso scrisse egli medesimo la storia di questa
+ rivoluzione, e fece il quadro dei delitti e de' vergognosi vizj di
+ suo zio nel suo libro: _de Facti et dictis mirabilibus. — Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 650. Agost. Giustiniani An., l. V, f. 241. —
+ Pietro Bizarro Hist. Genuens., l. XV, p. 356._
+
+Questo capo di faziosi, destro ed intraprendente, era uno de' più
+formidabili avversarj che i Fiorentini potessero avere in tempo che
+cercavano di ricuperare Sarzana. Più non trattavasi di contrastare al
+solo Agostino Fregoso il possesso della piccola città di cui riclamavano
+il dominio, ma al doge, e nello stesso tempo alla banca di san Giorgio.
+Questa compagnia mercantile, sotto colore d'amministrare le entrate de'
+creditori dello stato di Genova, aveva un governo rappresentativo, un
+tesoro, un'armata, ed un sistema di libertà e d'amministrazione migliore
+d'assai che quello della repubblica, nel di cui seno era
+instituita[356]. Agostino Fregoso, che non sentivasi abbastanza forte
+per difendere solo Sarzana, aveva ceduto a questa banca tutti i suoi
+diritti.
+
+ [356] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 428._
+
+La banca di san Giorgio possedeva egualmente il forte castello di Pietra
+santa, che signoreggia il passaggio della Lunigiana sulla strada di
+Firenze a Sarzana[357]. Questo castello è posto in una fertile pianura,
+coperta di uliveti, e chiusa tra le montagne ed il mare. Le acque, che
+non vi trovano facile scolo, vi formano alcuni pantani, che infettano
+l'aria di questa campagna. Pietra Santa era stata fabbricata nel XIII.º
+secolo da un podestà fiorentino; l'avevano posseduta a vicenda i Pisani
+ed i Lucchesi, e dalla repubblica fiorentina era stata venduta l'anno
+1343. La banca di san Giorgio vi teneva allora una guarnigione di
+trecento uomini; ed ai Fiorentini riusciva difficile l'attaccare Sarzana
+senza possedere Pietra Santa. Ma questi, che pure non si risguardavano
+in guerra coi Genovesi, non vollero cominciare le ostilità contro questa
+fortezza. Accadde però che un convoglio, accompagnato da debole scorta,
+passando presso le mura di Pietra Santa, fu svaligiato dalla
+guarnigione. Dopo ciò si credettero in diritto i Fiorentini
+d'assediarla, e la guerra invece di essere diretta contro Agostino
+Fregoso, diventò aperta tra i due stati[358]. Dal canto loro i Genovesi
+mandarono Costantino Doria con una flotta di dieci galere e quattro
+vascelli rotondi per guastare Livorno, Vado e tutte le coste della
+Toscana[359].
+
+ [357] Pietra Santa è la più grossa terra della Versilia, ed ha il
+ nome di città, sebbene, forse a cagione del suo clima insalubre, sia
+ poco popolata. È distante sette miglia da Massa da Carrara, 16 da
+ Lucca, e venti circa da Pisa. _N. d. T._
+
+ [358] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 431. — Scip. Ammirato, l.
+ XXV, p. 163. — I. Mich. Bruti, l. VIII, p. 198._
+
+ [359] _Uberti Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 651. — P. Bizarro, l.
+ XV, p. 357. — Agost. Giustiniani Ann., l. V, f. 241._
+
+Il cattivo aere di Pietra Santa fece nell'assedio di questa piccola
+città, cominciato nella stagione delle febbri, perdere molta gente.
+Furonvi poche azioni militari; non per anco erano state piantate le
+batterie contro le mura, e di già i tre capitani de' Fiorentini, i conti
+di Pitigliano e di Marciano e Rannuccio Farnese, erano ammalati, e la
+maggior parte de' soldati incapaci di servire; onde il 10 ottobre
+stavano omai per levare l'assedio[360], quando i Fiorentini mandarono
+alla loro armata considerabili rinforzi con tre nuovi commissarj. Questi
+si sforzarono di far capire ai soldati che in un clima caldo e malsano
+l'autunno era la stagione di cominciare non di terminare la campagna, e
+li persuasero a restare tuttavia sotto Pietra Santa, ed il 21 e 22
+ottobre li condussero all'assalto di due ridotti, di cui
+s'impadronirono, l'uno al _salto della Cervia_, e l'altro nella valle di
+_Corvara_; per mezzo di questi la guarnigione aveva potuto mantenersi in
+comunicazione colle montagne. In uno di questi attacchi fu per altro
+ucciso il conte di Marciano, i tre nuovi commissari, Guicciardini,
+Gianfigliazzi e Pucci, furono assaliti dalla febbre epidemica, onde fu
+mandato in loro vece Bernardo del Nero. Arrivò questi al campo il 2 di
+novembre, quando la guarnigione era omai ridotta a mancare di
+vittovaglia; si diede l'assalto alla piazza il 5 novembre, ed i
+Fiorentini rimasero padroni di un bastione. Allora Lorenzo de' Medici,
+che non s'avvicinava di buon grado agli accampamenti quando poteva
+esporsi a qualche rischio, recossi a quello di Pietra Santa immantinenti
+per ricevervi la capitolazione, che fu soscritta l'otto di
+novembre[361].
+
+ [360] _Scip. Ammir., l. XXV, p. 163._
+
+ [361] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 164. — Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 434. — P. Bizarro, l. XV, p. 358. — Agost. Giustiniani, l.
+ V, f. 242._
+
+Intanto i Fiorentini avevano assoldate diciotto galere catalane,
+capitanate da Requenseno e da Villa-Marina; avevano formato un partito
+tra gli emigrati genovesi, nemici di Paolo Fregoso, e volevano attaccare
+questo doge nella sua capitale. Bernardo del Nero potè a stento tenere
+riunita l'armata che aveva presa Pietra Santa, e che trovavasi
+indebolita e scoraggiata da sempre rinascenti malattie. Non pertanto
+apparecchiavasi a continuare la campagna, quand'ebbe notizia che gli
+emigrati genovesi erano stati disfatti il 22 di dicembre; onde s'arrese
+alle istanze de' soldati, e li pose ne' quartieri d'inverno[362].
+
+ [362] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 166._
+
+Lodovico il Moro, reggente di Milano, ed il papa offrivano alle due
+repubbliche la loro mediazione: proponevano, o di lasciare ai Genovesi
+il possedimento di Sarzana, ed ai Fiorentini quello di Pietra Santa, o
+di cambiare queste due piazze l'una per l'altra, onde ogni repubblica
+riavesse ciò che le spettava. Nella prima supposizione i Genovesi
+domandavano che i Fiorentini evacuassero Sarzanello, fortezza attigua a
+Sarzana, sempre da loro posseduta. Questi ricusavano di farlo, ove non
+venissero rimborsati del prezzo d'acquisto pagato al Fregoso per
+ambidue. Tali pretese, sebbene opposte, non sembravano difficili ad
+accordarsi, onde in tutto il 1485 le ostilità rimasero sospese, tanto
+più che la guerra di Napoli e della Chiesa richiamava l'attenzione e le
+forze de' Fiorentini[363]. Le nuove negoziazioni intavolate dal papa nel
+1486 tornarono infruttuose; si stracciò il trattato sottoscritto colla
+sua mediazione; i due popoli si accusarono vicendevolmente di mala fede,
+e ripresero nuovamente le armi[364].
+
+ [363] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 167._
+
+ [364] _Ivi, p. 173. — Uberti Folietae, l. XI, p. 652._
+
+In sul finire di maggio del 1487, i Genovesi sorpresero la fortezza di
+Sarzanello; ma non poterono occupare la rocca dove i Fiorentini si erano
+ritirati. Firenze mandò subito in sul luogo tutti i suoi condottieri,
+cioè il conte di Pitigliano, il signore di Piombino, quello di Faenza, e
+gli Orsini. La loro armata rientrò il 15 aprile in Sarzanello, e vi fu
+fatto prigioniero co' suoi nipoti Giovanni Luigi del Fiesco, che
+comandava i Genovesi[365]. Il Pitigliano assediò subito Sarzana; alzò
+tre ridotti fra la città e la Magra; aprì una batteria di otto bombarde,
+che fecero nel corpo della piazza una breccia praticabile; e già stava
+per ordinare l'assalto, quando Lorenzo de' Medici, avvisato che gli
+abitanti erano in procinto di arrendersi, accorse per ricevere la loro
+capitolazione, che fu conchiusa il 22 maggio del 1487, e l'armata
+vittoriosa si obbligò a rispettare le proprietà degli abitanti[366].
+
+ [365] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 178._
+
+ [366] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 179. — Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 653._
+
+Invece di continuare la guerra dopo questa vittoria, o di terminarla con
+una buona pace, Lorenzo de' Medici non lasciò che un migliajo di soldati
+a Sarzana, e si unì a Lodovico il Moro per persuadere Paolo Fregoso ad
+assoggettare di nuovo Genova al duca di Milano. Sebbene l'avanzata età
+del cardinale Fregoso cominciasse a calmare le sue passioni, la duplice
+dignità d'arcivescovo e di doge non aveva potuto ridurlo a rinunciare al
+carattere di capo di fazione. Suo figliuolo naturale, Fregosino,
+camminava come lui, sempre circondato da un branco di banditi, avvezzi a
+disprezzare tutte le leggi per soddisfare a qualunque sua voglia. Un
+consiglio de' dieci, nuovamente instituito in Genova per reprimere tali
+disordini, aveva fatto arrestare Tommaso Fregoso. Il cardinale o suo
+figlio, prendendo le difese del loro congiunto, fecero assassinare
+Angelo Grimaldi, uno de' decemviri e Tobia Lomellini[367]. In pari tempo
+entrarono in trattato con Lodovico il Moro per dargli in mano Genova
+alle stesse condizioni più volte pattuite coi duchi di Milano, e più
+volte violate; ma essi cercarono in questa nuova convenzione per la loro
+famiglia, quella guarenzia che non potevano trovare per la loro patria.
+La figlia naturale dell'ultimo duca, Chiara Sforza, vedova di Pietro del
+Verme, fu data in matrimonio a Fregosino, figliuolo dell'arcivescovo; le
+nozze si celebrarono con regale fasto a Milano, in luglio del 1487, alla
+presenza degli ambasciatori della repubblica: per tal modo la libertà
+della repubblica era per essere sagrificata al vergognoso matrimonio di
+due bastardi[368].
+
+ [367] _Ubert. Folieta Hist. Genuens., l. XI, p. 654._
+
+ [368] _Diario del Notajo di Nantiporto, p. 1105. — Barthol.
+ Senaregae Comment. de reb. Gen., t. XXIV, Rer. Ital., p. 513._
+
+Ma l'alleanza di Paolo Fregoso col duca di Milano eccitò la diffidenza
+di tutti i Genovesi, ed i nemici del doge approfittarono di questa
+pubblica disposizione per riunirsi contro di lui. Ibletto e Giovanni
+Luigi del Fiesco, due fratelli, che avevano contribuito alla sua
+grandezza, apparecchiaronsi ad abbattere l'idolo da loro innalzato, e si
+volsero a Battista Fregoso, che il cardinale, zio, teneva esiliato nel
+Friuli, dopo averlo tradito, e cacciato dal palazzo ducale cinque anni
+prima. Si addirizzarono inoltre a Giovanni e ad Agostino Adorno, capi
+dell'opposta fazione, che vivevano ritirati a Selva, e con questi
+fissarono il giorno in cui attaccherebbero all'impensata l'odiato
+doge[369].
+
+ [369] _Barth. Senaregae, p. 514. — Ubert. Folietae, l. XI, p. 653._
+
+Giovan Luigi del Fiesco s'internò tra le montagne per armare i suoi
+vassalli, ed unire alle milizie tutti i soldati vagabondi che gli
+verrebbe fatto di ritrovare. Ibletto, incaricato di raccogliere truppe
+negli stessi sobborghi di Genova, nascose le sue pratiche cogli
+apparecchi di continue feste, e di un dissipamento che dava a tutti
+nell'occhio. Il doge lo fece interpellare sul conto de' soldati che gli
+si vedevano intorno, ed Ibletto rispose ch'erano antichi suoi compagni
+d'armi, che approfittavano della presente pace d'Italia, per darsi buon
+tempo alcuni giorni con lui. Ma questo sospetto, manifestato da Paolo
+Fregoso, fece sentire ad Ibletto che non poteva protrarre più oltre
+l'esecuzione de' suoi progetti; onde la stessa sera, in agosto del 1488,
+sorprese porta delle Capre presso santo Stefano, vi si fortificò con un
+centinajo di soldati, facendo nello stesso tempo avvisare i suoi
+compagni dell'accaduto, e caldamente pregandoli ad accorrere in suo
+ajuto. Pietro Fregoso non credette di doverlo attaccare prima del
+giorno; ignorava le forze del suo nemico e le disposizioni della città,
+e non voleva spogliare le fortezze di soldati, nell'istante in cui forse
+pensavasi a sorprenderle; questo ritardo fu la salvezza de' congiurati.
+Prima del giorno Gian Luigi del Fiesco entrò in città colla piccola
+armata raccolta nelle montagne. Vi entrarono pure Agostino e Giovanni
+Adorno con tutta la loro fazione da lungo tempo oppressa: e Battista
+Fregoso non aveva tardato ad unirsi co' più inveterati nemici della
+propria casa, per vendicarsi della perfidia di suo zio. La loro armata
+trovavasi di già superiore d'assai a quella del doge, onde in sul fare
+del giorno, attaccò il palazzo del pubblico. Paolo, troppo tardi
+conobbe, che la perdita di una notte era stata cagione della sua ruina;
+fuggì con suo figlio nella cittadella, mentre che il suo amico Paolo
+Doria ritardava la marcia degli aggressori con artificiose proposizioni,
+e lo sottraeva in tal modo al pugnale di Battista Fregoso, infiammato da
+desiderio di vendetta[370].
+
+ [370] _Barthol. Senaregae de reb. Genuens., p. 515. — Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 655._
+
+I nemici del cardinale, poichè si videro padroni del palazzo, cercarono
+di dare una nuova forma alla repubblica. Non vollero nominare il doge,
+perchè questa suprema dignità avrebbe risvegliata la rivalità degli
+Adorni e de' Fregosi, ed avrebbe inoltre scontentati i Fieschi, esclusi
+dalla loro nobiltà da una magistratura popolare. Il senato prescelse
+adunque dodici cittadini, cui diede prima il nome di capitani, poi di
+riformatori della repubblica di Genova. I capi delle due popolari
+fazioni, quelli di tutte le famiglie nobili, e quelli che per qualsiasi
+titolo avevano la confidenza de' loro concittadini, trovaronsi riuniti
+in questo nuovo consiglio[371].
+
+ [371] _Barth. Senaregae, p. 515._
+
+Il primo ordine emanato da questi magistrati fu quello di attaccare la
+fortezza. Il cardinale non erasi accontentato di questa, ma aveva
+alloggiati soldati nelle vicine case, cacciandone gli abitanti; aveva
+barricate le strade, ed erasi posto in istato di sostenere un lungo
+assedio. Le battaglie date all'intorno della fortezza ridussero i
+Genovesi nella più spaventosa desolazione. Ogni palazzo veniva a vicenda
+attaccato e difeso coll'artiglieria; quando l'un partito o l'altro era
+forzato ad evacuarlo, vi appiccava, ritirandosi, il fuoco, ed in mezzo
+alle zuffe ed agl'incendj, vedevansi gli abitanti, le donne ed i
+fanciulli, contrastare ai soldati, che saccheggiavano le case, i loro
+mobili e le loro ricchezze. La devastazione s'andava ogni dì più
+allargando, e questa doviziosa città, così rinomata per la sua
+magnificenza, sembrava minacciata di distruzione dai suoi medesimi
+cittadini[372].
+
+ [372] _Uberti Folietae, l. XI, p. 656. — Barth. Senaregae, p. 516. —
+ P. Bizarri, l. XV, p. 363._
+
+Mentre queste pratiche si andavano prolungando, i magistrati eransi
+rivolti al papa, loro concittadino, per implorarne la protezione, ed al
+re di Francia Carlo VIII, cui offrivano la signoria della loro città a
+quelle medesime condizioni che l'aveva avuta suo padre. Dall'altro canto
+Paolo Fregoso aveva domandato ajuto al duca di Milano, il quale fece
+avanzare verso la Liguria Gian Francesco di Sanseverino, conte di
+Cajazzo, figliuolo di Roberto, ch'era morto nel precedente anno. Nello
+stesso tempo alcuni ambasciatori milanesi arrivarono a Genova, e la loro
+mediazione fu accettata dalle due parti. Proposero di dividere la
+repubblica tra gli Adorni ed i Fregosi; di cedere ai primi Savona con
+tutta la riviera di Ponente; di conservare ai secondi Genova e la
+riviera di Levante; per ultimo di riconoscere la suprema signoria del
+duca di Milano sopra l'una e l'altra parte[373]. Questa proposizione,
+che sagrificava la gloria e l'esistenza stessa della nazione a vantaggio
+dei capi di partito, venne rigettata dall'uno e dall'altro egualmente,
+pure accrebbe la reciproca diffidenza. Ma Battista Fregoso era odioso e
+sospetto a Lodovico il Moro; gli ambasciatori milanesi lavoravano
+nascostamente a staccare da lui i suoi nuovi compagni, e da questi
+ottennero infatti che fosse loro sagrificato. Battista venne arrestato
+nella casa di Agostino Adorno, dov'erasi recato senza verun sospetto, e
+fu portato a bordo di una galera, che partì alla volta d'Antipoli nel
+Friuli, luogo del suo precedente esilio, dal quale era partito poche
+settimane prima. Gli altri capi avevano acconsentito alle nuove
+proposizioni degli ambasciatori milanesi. Agostino Adorno doveva per
+dieci anni tenere in Genova l'autorità ducale, col titolo di
+luogotenente del duca di Milano; Ibletto e Giovan Luigi del Fiesco
+dovevano conservare tutte le loro onorificenze ed il loro credito. Il
+cardinale Paolo Fregoso doveva abdicare la carica ducale, e consegnare
+ai Milanesi il Castelletto e le altre fortezze. Gli si prometteva in
+ricambio un'annua pensione di sei mila fiorini, e mille si promettevano
+a suo figlio Fregosino, finchè il papa gli dasse in beneficj
+ecclesiastici una rendita eguale a questa somma. A tali condizioni
+poteva Paolo Fregoso trattenersi in Genova, purchè si limitasse alle sue
+incumbenze ecclesiastiche; ma costui era troppo orgoglioso per ubbidire
+dove aveva comandato. Uscendo dal Castelletto, in ottobre del 1488,
+s'imbarcò con tutti i suoi effetti sopra due galere che si era fatto
+apparecchiare, delle quali, sopraggiunte da violente burrasca presso le
+coste della Corsica, una perì con tutto il carico, l'altra, dopo avere
+perdute tutte le sue antenne, si sottrasse, può dirsi per miracolo, alla
+tempesta, ed approdò a Cività Vecchia; indi Paolo Fregoso passò a Roma,
+che più non abbandonò fino alla sua morte, accaduta il 2 di marzo del
+1498[374].
+
+ [373] _Uberti Folietae, l. XI, p. 657. — Barth. Senaregae, p. 517._
+
+ [374] _Uber. Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 657. — Barth. Seneragae,
+ t. XXIV, p. 518. — P. Bizarro, l. XV, p. 366._
+
+La repubblica di Firenze non aveva motivo di lodarsi di questa
+rivoluzione, cui aveva contribuito, tenendo viva una piccola guerra nei
+confini della Liguria. Il duca di Milano non fu appena padrone di
+Genova, che manifestò il suo rincrescimento per la perdita di Sarzana e
+di Pietra Santa, e si fece ad apparecchiare i mezzi di riavere quelle
+due città[375]. Ma Lorenzo de' Medici, ostinandosi a diffidare di ogni
+repubblica, temeva assai meno le pratiche e le trame di un vicino
+principe, che l'esempio di libertà e d'indipendenza, che altri cittadini
+potevano dare ai Fiorentini. Oramai Perugia, Bologna e Genova non
+potevano per questo rispetto cagionargli veruna inquietudine. Venezia
+veniva sempre risguardata come una potenza nemica; e per ultimo le due
+repubbliche, che dividevano con Firenze la sovranità della Toscana,
+andavano ogni giorno perdendo la loro importanza. Pareva che quella di
+Lucca non ad altro mirasse che a farsi dimenticare, più non vedevasi
+rammentata da veruno scrittore del secolo: e perchè il suo governo vietò
+con gelosa diffidenza la pubblicazione di tutte le storie nazionali,
+appena ci possiamo accorgere della sua esistenza. In quello stesso tempo
+la repubblica di Siena faceva tristamente parlare di sè, consumando nel
+suo seno le proprie forze.
+
+ [375] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 182._
+
+Poichè il duca di Calabria ebbe abbandonata quella città nel 1480, essa
+fu costantemente agitata dalla più spaventosa anarchia. Furiosi
+demagoghi avevano a vicenda esiliati, proscritti, precipitati dalle
+finestre del palazzo, e fatti morire sul patibolo tutti coloro che per i
+loro natali, per singolare ingegno, o per importanti servigi, renduti
+alla repubblica, si erano distinti in faccia ai loro concittadini. Gli
+ordini, ossia i Monti dei nove, dei dodici, dei riformatori, dei
+gentiluomini, ora gli uni, ora gli altri esposti alla persecuzione,
+erano stati talora affatto esclusi dal supremo governo, talora aboliti o
+proscritti. Nel 1482 la repubblica aveva riconosciuto il solo ordine del
+popolo, cui si erano riuniti tutti gli altri[376]. Ma questa prudente
+risoluzione, che doveva distruggere tutte le distinzioni tendenti
+soltanto a perpetuare i tumulti, era stata abolita nel 1484 dagli stessi
+democratici. Avevano voluto nuovamente segregare dalla loro corporazione
+tutti coloro che avevano qualche pretesa aristocratica, facendo appunto
+che questi aboliti diritti formassero un titolo d'esclusione, e lo
+stabilimento di quest'oligarchia affatto plebea era stato lordato col
+sangue di nuove vittime[377]. Ogni giorno andava crescendo il numero
+degli esiliati da Siena; questi più non vivevano isolati ne' luoghi del
+loro esilio, ma si adunavano negli stati limitrofi in ragguardevoli
+corpi di truppe, e spaventavano il governo rivoluzionario coi frequenti
+tentativi che facevano per tornare in patria, o per forza o per
+sorpresa. Lorenzo de' Medici era alleato di questo governo anarchico;
+egli aveva persuasi i Fiorentini a rinunciare all'antica loro massima di
+non cercare amici che tra gli amici della giustizia, dell'onore e della
+libertà. I suoi trattati venivano sempre suggeriti dall'interesse del
+momento, dalla gelosia, dal desiderio d'indebolire i suoi vicini, e per
+ultimo dalla politica, le di cui viste sono troppo più corte che quelle
+della morale. Nel 1482 aveva sagrificati gli alleati sienesi, padroni di
+Monte Reggioni, i quali, rimasti privi tutt'ad un tratto de' suoi ajuti,
+erano stati costretti di abbandonare quel castello ai loro nemici[378];
+ed egli aveva il 14 di giugno del 1483 conchiusa una lega per
+venticinque anni, a nome de' Fiorentini, col popolaccio che
+tiranneggiava Siena[379]; ma gli emigrati non avevano perciò ommesso di
+cercare di occupare prima il castello di Saturnia, poi la città di
+Chiusi, ed all'ultimo la terra di San Quirico.
+
+ [376] _Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. V, f. 86._
+
+ [377] _Ivi, f. 92._
+
+ [378] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 85. — Alleg. Allegretti
+ Diar. Sanesi, p. 811-813._
+
+ [379] _Orl. Malavolti, l. V, f. 87._
+
+Questi emigrati Sienesi appartenevano a tutti i partiti, a tutti i
+_Monti_, secondo l'abituale linguaggio di Siena. Molti di coloro
+ch'erano stati mandati dopo gli altri in esilio, avevano partecipato
+alla proscrizione, ed ancora al supplicio delle prime vittime. Il giusto
+odio che li teneva divisi, formava la speranza degli oppressori della
+loro patria. Essi lo sentirono, dimenticarono tutte le offese che la
+sorte aveva di già vendicate, e presero la risoluzione di unirsi contro
+i soli nemici, de' quali non devonsi mai scordare le scelleratezze, cioè
+quelli che sono sempre possenti. Nicolò Borghesi e Neri Placidi
+sottoscrissero in Roma, a nome dell'ordine dei Nove, la pace con Lorenzo
+e con Guid'Antonio Boninsegni, rappresentanti del monte dei Riformatori.
+Nello stesso tempo Lionardo, figliuolo di Battista Bellanti,
+appartenente ancor esso all'ordine dei Nove, il di cui padre era perito
+sul patibolo, fece in Pisa la pace con Bartolommeo Sozzini e con Niccolò
+Severini del monte de' Dodici, i quali avevano avuto parte in queste
+crudeli esecuzioni. Obbligaronsi tutti ad operare di concerto pel
+vantaggio di tutti gli esiliati, ed a non avere in avvenire altro scopo,
+che quello di liberare la loro patria del giogo tirannico sotto cui
+gemeva[380].
+
+ [380] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 93._
+
+Dopo ciò gli emigrati si adunarono a Staggia, posta all'estremo confine
+del Fiorentino, di dove partirono il 21 di luglio del 1487 con cento
+fanti, presi al loro soldo, e pochi cavalieri, comandati dal capitano
+Bruno di Cremona. Invece di tenere la strada principale, presero le poco
+frequentate delle foreste: ma non pertanto in Siena si era avuta
+contezza della loro intrapresa, ed erano stati spediti contro di loro
+molti distaccamenti di truppe, che si avanzarono fino a breve distanza
+da Staggia, sicchè poterono assicurarsi che non vi si faceva verun
+movimento. Avevano da prima visitate tutte le macchie presso Siena, e
+nulla vi avevano scoperto. Queste scolte tornarono perciò in città e
+riferirono al governo essere false le notizie dategli, e che non si
+trovavano nemici in verun lato. Un ridicolo accidente aveva sottratta
+alle loro indagini la piccola truppa degli emigrati. Avevano questi
+caricati sopra un mulo gli ordigni di cui volevano valersi per atterrare
+le porte; il mulo si pose in fuga per la foresta, e si trasse dietro
+tutta la piccola armata affatto fuori della via che doveva tenere. La
+bestia venne finalmente raggiunta, dopo due ore di faticoso viaggio, ed
+allora gli emigrati si rimisero in cammino alla volta di Siena, temendo
+per altro che questo ritardo, che fu loro cagione di prospero successo,
+non guastasse ogni loro disegno. Tutte le pattuglie erano rientrate in
+città, eransi levate dalle mura le guardie straordinarie, e dormivano le
+scolte notturne, quando questo drappello di congiurati arrivò, poco
+prima che facesse giorno, alla porta di Fonte Branda. I loro complici,
+che gli aspettavano sulle mura, gli ajutarono a salirle con scale di
+corda, finchè trenta dei più coraggiosi s'impadronirono della porta, e
+l'aprirono al rimanente della truppa.
+
+Si era promesso al capitano Bruno che, appena spiegata la sua bandiera
+in città, verrebbe raggiunto da numerose partite di malcontenti; ma
+invece niuno appariva, onde questo condottiere, scoraggiato, non ardiva
+innoltrarsi per le strade. Gli emigrati quasi soli le corsero, gridando
+i _Nove, popolo, e libertà_. Pochi erano quelli che accorrevano in loro
+ajuto, ma altronde niuno prendeva le armi per opporsi. Il governo era
+troppo detestato per trovare difensori, troppo temuto perchè i cittadini
+ardissero dichiararsi contro di lui. Uno de' suoi capi, Cristoforo di
+Guiduccio, ingannato dalla voce di coloro che lo chiamavano,
+supponendoli suoi partigiani, si diede egli stesso in potere de'
+congiurati che lo uccisero. Altri, non più di quaranta, adunaronsi a
+Camporeggio; essi potevano pure bastare per iscacciare gli emigrati, che
+si trovavano dispersi per le strade di una vasta città, e scoraggiati
+dal vedersi abbandonati, ma quando i partigiani del governo si videro in
+così piccolo numero, non osarono tentar nulla. Molti di loro rientrarono
+celatamente nelle proprie case, e deposero le armi per non essere
+compromessi, ed i capi, trovandosi da tutti abbandonati, uscirono di
+città. Per tal modo due branchi di uomini si contendevano il
+possedimento di così potente e bellicosa città. Ognuno conosceva la
+propria debolezza, e, ignorando quella del nemico, credevasi perduto:
+finalmente dopo essersi molto aggirate, le varie bande d'emigrati
+riunironsi di nuovo sulla piazza, e, trovandosi in numero di ottanta,
+assediarono il palazzo. Matteo Pannilini, capitano del popolo,
+abbandonato da tutte le sue guardie, erasi chiuso solo nella gran torre,
+dove si difese qualche tempo; ma infine fu costrette a rendersi
+prigioniero, cedendo agli emigrati la sede del governo. E per tal modo,
+quasi senza spargimento di sangue, fu condotta a termine la rivoluzione
+che rendeva agli esiliati la loro patria[381].
+
+ [381] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f 92-93. — All. Allegretti
+ Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 822. — Stef. Infessura Diario di Roma, t.
+ III, p. II, p. 1217._
+
+Perchè la rivoluzione di Siena era stata operata da tutti gli ordini,
+tutti furono da principio chiamati a parte dalla suprema autorità. Si
+voleva che la repubblica fosse governata da quattro monti, ognuno de'
+quali darebbe al consiglio generale cent'ottanta consiglieri. Gli ordini
+dei gentiluomini e dei Dodici non furono contati che per un monte
+complessivamente; i Nove, il Popolo ed i Riformatori erano gli altri
+tre[382]. Questa divisione era saggia e press'a poco in ragione del
+numero de' cittadini che ogni monte aveva precedentemente scelto, sotto
+il nome di _riseduti_, per esercitare le magistrature; ma non fu
+lungamente mantenuta: una balìa, formata di ventiquattro cittadini,
+venne autorizzata ad esercitare per cinque anni un potere dittatoriale,
+ed il nuovo governo di Siena, come quello cui succedeva, credette di non
+potere fondare sopra solide basi la sua autorità, se non privando i suoi
+nemici del diritto di cittadinanza, esiliandoli, e mandandone inoltre
+alcuni al supplicio[383].
+
+ [382] _Orland. Malavolti, p. III, l. VI. f. 94._
+
+ [383] _Orl. Malavolti, p. III, l. VI, p. 95._
+
+In questo tempo di pace generale per l'Italia, non furono le sole
+repubbliche travagliate da interne rivoluzioni; anche i piccoli
+principati vennero turbati da congiure; ed in quelle che scoppiarono in
+Romagna, nel 1488, si credette di ravvisare la conseguenza delle
+pratiche di Lorenzo de' Medici, ed il risentimento di un uomo, che dopo
+molti anni, vendicava antiche ingiurie.
+
+Quel Girolamo Riario, figlio o nipote, e favorito di Sisto IV, che dieci
+anni prima era stato l'anima della congiura de' Pazzi, erasi, dopo
+l'elezione d'Innocenzo VIII, ritirato nel suo principato di Forlì e
+d'Imola. Era inoltre rimasto depositario di castel sant'Angelo; ma sua
+moglie aveva consegnata quella fortezza ai cardinali, il 25 agosto del
+1484, contro il pagamento di grossa somma di danaro[384]. Questa
+principessa, figlia naturale dell'ultimo duca di Milano, aveva
+procacciata al Riario la protezione di casa Sforza. Dall'altro canto
+Giuliano della Rovere, cardinale di san Pietro, onnipossente alla corte
+d'Innocenzo VIII, era sommamente interessato alla difesa del principe di
+Forlì, suo cugino. Per tali motivi i molti nemici che questi si era
+fatti in tempo del pontificato di Sisto IV, non osarono di attaccarlo
+scopertamente, ma è probabile che avessero parte in una cospirazione
+formata in casa sua. Cecco dell'Orso, capitano delle sue guardie, Luigi
+Panzero e Giacomo Ronco, suoi ufficiali, determinarono d'ucciderlo,
+sebbene non avessero, che si sappia, verun altro motivo di odio, che
+quello di non aver potuto da lui ottenere il loro soldo arretrato,
+mentre venivano stretti al pagamento delle proprie loro contribuzioni.
+
+ [384] _Stef. Infessura Diar. Romano, t. III, p. II, Rer. Ital. p.
+ 1187._
+
+Il 14 aprile del 1488, mentre stava pranzando la famiglia del Riario, i
+tre congiurati entrarono nella sua camera, sotto colore di parlargli
+delle loro incumbenze, ed avendolo trovato solo, lo pugnalarono, si
+divisero le sue vesti e gittarono giù dalla finestra il suo corpo
+spogliato. Il popolaccio, invitato dalle loro grida a vendicarsi del suo
+tiranno, strascinò questo corpo pei capelli per tutte le strade della
+città. Catarina Sforza sua vedova ed i suoi figliuoli vennero subito
+imprigionati, e la fortezza, di cui aveva il comando un luogotenente
+fedele al Riario, ebbe l'intima di arrendersi. I congiurati scrissero il
+19 aprile a Lorenzo de' Medici di averlo liberato di un uomo che più
+d'ogn'altro meritava il suo odio, ed in pari tempo gli chiedevano
+ajuto[385].
+
+ [385] La loro lettera è stampata in _Roscoe, Appendix n.º 71, p.
+ 101_. Marin Sanuto accusa formalmente Lorenzo de' Medici di essere
+ stato l'istigatore di tale attentato, _p. 1244_.
+
+Il comandante della rocca, non lasciandosi atterrire dalle grida del
+popolo nè dalla morte del suo padrone, ricusò di aprirla agli
+assedianti, se prima non ne aveva l'ordine dalla medesima Catarina
+Sforza, quando si trovasse libera. Dal canto suo questa promise agli
+insorgenti di persuadere il castellano a cedere ad una sorte
+inevitabile, purchè potesse parlargli. Siccome si ritenevano i di lei
+figli in ostaggio, non si ebbe difficoltà di lasciarla entrare nella
+rocca; ma vi fu appena ricevuta, che fece far fuoco contro gli
+assedianti. Si minacciò di far morire i suoi figli; ed essa rispose: «se
+voi gli uccidete, tengo un figlio in Imola, ne porto un altro in seno,
+che cresceranno per essere i vindici di tanto delitto[386];» onde il
+popolaccio atterrito non eseguì la sua minaccia.
+
+ [386] _Bayle, Dictionnaire critique_ alla parola _Sforza_ (Catarina)
+ fa che questa principessa dia un'immodesta risposta, diventata
+ celebre; e si appoggia alle autorità del _Machiavelli, l. VIII, p.
+ 443_; di _G. M. Bruto, l. VIII, p. 213_, e del _Muratori Ann.
+ d'Ital_. che segue una cronaca MS. di Bologna; ma il Bayle, che
+ amava lo scandalo, non fece parola del racconto assai più naturale e
+ più onesto della maggior parte degli storici contemporanei, quali
+ sono _Stefano Infessura_, ch'egli conosceva, _t. III, p. II, Rer.
+ Ital., p. 1220. — All. Allegretti, Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 823. —
+ Hier. de Bursellis, Ann. Bononienses, p. 907. — Bernardino Corio,
+ Stor. di Milano, p. VI, p. 1025. — Diario Ferrarese, t. XXIV, p.
+ 280. — Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 240._
+
+Gli uccisori di Girolamo Riario avevano pure implorata la protezione
+d'Innocenzo VIII; e questo papa, sperando di ricuperare col loro ajuto
+la sovranità d'un'importante città, aveva ordinato al governatore di
+Cesena di condurre loro tutti i soldati che potrebbe adunare, e tutta la
+sua artiglieria. Nello stesso tempo Lodovico Sforza mandava in ajuto di
+sua nipote un'armata milanese, che di già aveva ragunata, di concerto
+con Giovanni Bentivoglio, ai confini della Romagna. Quest'armata,
+entrando in Forlì per la rocca, piombò all'impensata sui soldati della
+Chiesa, e tutti li fece prigionieri. Sei de' principali di loro furono
+tagliata loro la testa, fatti a pezzi per ordine di Bergamino, generale
+de' Milanesi. Il governatore di Cesena ed il restante de' soldati furono
+poi cambiati col figliuolo di Girolamo Riario, che questo governatore
+faceva custodire nella sua rocca di Cesena. I congiurati si rifugiarono
+a Siena con tutti i loro effetti preziosi. Catarina Sforza ebbe, quale
+tutrice de' suoi figli, il governo del principato di Forlì; e papa
+Innocenzo VIII, sempre apparecchiato ad intraprendere progetti arditi, e
+sempre atterrito di continuarli, tostochè incontrava qualche
+opposizione, non osò lagnarsi di ciò ch'era stato fatto ai suoi soldati,
+i quali non avevano altro delitto che di avere eseguiti i suoi
+ordini[387].
+
+ [387] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1219-1220._
+
+Ma le cospirazioni si moltiplicavano in Romagna con una sorprendente
+rapidità. Il 29 di aprile Ottaviano Riario, giovane figlio del conte
+Riario, era stato proclamato signore di Forlì e d'Imola, ed il 31 di
+maggio Galeotto Manfredi, signore di Faenza, perdette la vita per le
+mani di Francesca sua moglie, figlia di Giovanni Bentivoglio. Costei,
+credendosi posposta ad un'amante, e divorata da cupa gelosia, si finse
+ammalata ed invitò Galeotto a venire a trovarla. Stavano nascosti sotto
+il suo letto tre assassini; un quarto si slanciò sopra Manfredi nel
+momento in cui entrava nella camera. Ma perchè questo signore era dotato
+di singolare forza e destrezza, stava per atterrare il suo assalitore,
+prima che gli altri, usciti di sotto al letto, avessero avuto tempo di
+alzarsi in piedi; quando sua moglie balzò dal letto, prese una spada e
+gliela immerse nel seno; poi seco prese i suoi figliuoli e riparossi
+nella rocca[388].
+
+ [388] _Ivi, p. 1221. — Hier. de Bursellis Ann. Bonon., p. 907. —
+ Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 280. — J. Mich. Bruto, l. VIII, p. 214. —
+ P. Bembi, Hist. Venet., l. I, p. 10._
+
+Giovanni Bentivoglio, padre di Francesca, era in allora a Forlì con
+Bergamino, comandante dell'armata milanese. L'uno e l'altro accorsero
+subito in ajuto di questa sposa delinquente, ed entrarono senza trovare
+opposizione in Faenza. Non pertanto quegli abitanti erano affezionati
+alla famiglia di Manfredi, ed avevano veduto con orrore l'assassinio di
+Galeotto. I coraggiosi contadini di Val di Lamone, recaronsi in città, e
+sospettando tutti il Bentivoglio o il Bergamino di aspirare alla
+signoria di Faenza, gli attaccarono furiosamente. Bergamino fu ucciso in
+battaglia, ed il Bentivoglio fatto prigioniere.
+
+Antonio Boscoli, commissario della repubblica fiorentina presso Galeotto
+Manfredi, era in allora a Faenza. Gl'insorgenti gli mostrarono
+grandissimo rispetto, e gli chiesero la protezione del suo governo. I
+Fiorentini avevano veduto con viva inquietudine le negoziazioni di
+Galeotto Manfredi coi Veneziani per la vendita di Faenza; perchè i
+Veneziani, acquistando questa città, sarebbero diventati confinanti con
+Firenze, ed il governo del Medici doveva temere la vicinanza di così
+potenti rivali. Perciò tutta l'armata che stava adunata a Sarzana, fu
+subito spedita in soccorso di Faenza, sotto il comando del conte di
+Pitigliano e di Ranuccio Farnese. Questa trattenne i Bolognesi, che dal
+canto loro si armavano per liberare il capo della loro repubblica.
+Giovanni Bentivoglio fu ritenuto come ostaggio a Modigliana, finchè
+venne ristabilito l'ordine nel principato, che probabilmente egli aveva
+voluto invadere. Sedici cittadini, de' quali otto di Faenza, ed otto di
+Val di Lamone, vennero incaricati della reggenza e della tutela del
+giovanetto Astorre di Manfredi. Allorchè questo governo fu stabilito, il
+Bentivoglio riebbe la libertà, dopo avere avuto un abboccamento con
+Lorenzo de' Medici a Caffaggiuolo. Gli fu renduta la figliuola; e questa
+rivoluzione, mettendo Faenza sotto la protezione de' Fiorentini,
+accrebbe la loro influenza in Romagna[389]. La rivoluzione di Forlì non
+era loro riuscita inutile. In tempo delle turbolenze, prodotte dalla
+morte di Girolamo Riario, i Fiorentini avevano ricuperato Pian Caldoli,
+che il Riario ingiustamente riteneva[390]. Poco dopo riuscirono a fare
+sposare alla di lui vedova Giovanni de' Medici, nato da un fratello del
+vecchio Cosimo, e padre di un altro Giovanni, che si rendette famoso
+nelle guerre d'Italia col suo valore, colla sua ferocia e
+coll'attaccamento ch'ebbero per lui le bande nere. Per tal modo Forlì ed
+Imola si trovarono sotto la dipendenza di un Medici, e Catarina Riario
+entrò in quella stessa famiglia, che il suo primo marito aveva tentato
+di distruggere.
+
+ [389] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 183. — Roscoe, Life of Lorenzo
+ de' Medici chap. VIII, p. 174. — Diari Sanesi di Alleg. Allegretti,
+ p. 823._
+
+ [390] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 241._
+
+
+
+
+CAPITOLO XC.
+
+ _La Regina Catarina Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente tranquillità di tutta
+ l'Italia. — Stato dell'Europa, e pronostici di nuove burrasche.
+ — Morte di Lorenzo de' Medici e di Innocenzo VIII_.
+
+1488 = 1492.
+
+
+La repubblica di Venezia non aveva voluto immischiarsi nelle piccole
+guerre che agitarono l'Italia nel corso del precedente periodo.
+Innocenzo VIII si era mostrato difficile ad assolverla dalle censure
+così ingiustamente contro di lei pronunciate da Sisto IV; aveva voluto
+imporle onerose condizioni, obbligarla a non prendere parte nelle
+presentazioni de' beneficj, e vietarle di percepire verun imposta dagli
+ecclesiastici[391]. Vero è che Innocenzo VIII rinunciò in appresso a
+così fatte pretese, quando volle trarre la repubblica nella guerra di
+Napoli; ma i Veneziani, posti in guardia da una precedente esperienza
+del poco fondamento che potevano fare sull'alleanza di Roma, non vollero
+dare ajuto ai nemici di Ferdinando, qualunque si fosse l'odio che contro
+di lui conservassero per la guerra di Ferrara. Essi continuarono a
+mantenere contro il papa l'indipendenza delle loro prerogative
+ecclesiastiche. Il vescovado di Padova, cui volevano traslocare il
+vescovo di Belluno, essendo stato dalla corte di Roma dato nel 1485 al
+cardinale di Verona, non solo rifiutarono il possesso della nuova sede
+al candidato pontificio, ma lo costrinsero a rinunciarvi
+coll'apprensione delle altre sue entrate[392]. Avendo il loro
+ambasciatore a Roma, Ermolao Barbaro, ottenuto da Innocenzo VIII il
+patriarcato d'Aquilea, il consiglio dei dieci mostrò ancora un maggiore
+malcontento per essersi fatta così importante nomina senza il suo
+parere. Nè la riputazione del nuovo patriarca, il primo letterato di
+Venezia e forse dell'Italia, nè la distinta carica che suo padre aveva
+nello stato, sottrassero l'uno e l'altro a severissime ammonizioni, ed a
+una umiliazione, che fu poco dopo cagione della loro morte[393].
+Finalmente in tempo della guerra di Napoli i Veneziani non
+acconsentirono che il papa riscuotesse decime sul loro clero, e si
+opposero colla stessa fermezza ad ogni usurpazione de' loro diritti.
+
+ [391] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1192._
+
+ [392] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+ [393] _P. Bembi Rer. Venet. Histor., l. I, p. 16. In Thesaur. Antiq.
+ Ital., t. V, p. I._
+
+Questa guerra di Napoli, che durò pochi mesi, avrebbe probabilmente
+guastata lungo tempo l'Italia, se i Veneziani avessero voluto prendervi
+parte, ponendo in tal modo in equilibrio le due parti. Ebbero bentosto
+motivo d'essere contenti della presa risoluzione, quando si trovarono
+impegnati ai confini d'Italia in una piccola guerra, che ben poteva
+diventare egualmente importante. Sigismondo, conte del Tirolo, uno dei
+duchi d'Austria, aveva delle pretese opposte a quelle della signoria
+rispetto ai confini de' suoi stati nella contea d'Arco e nel Cadorino, e
+rispetto ai diritti sulle miniere di ferro di quest'ultimo distretto.
+Avendo determinato di farli valere colle armi, nel 1487 si assicurò di
+tutti i mercanti veneziani venuti alla fiera di Bolzano, e di tutto il
+ferro lavorato in Cadore, dichiarando in pari tempo la guerra alla
+repubblica di Venezia. Sette mila fanti e cinquecento cavalli tedeschi
+bruciarono il distretto di Roveredo, ed assediarono nella rocca Niccolò
+Priuli, che n'era governatore, il quale non si arrese che dopo una
+vigorosa resistenza[394]. In principio i Veneziani opposero a
+quest'invasione Giulio Cesare di Varano, signore di Camerino; in
+appresso diedero il comando della loro armata a quello stesso Roberto di
+Sanseverino, che l'aveva con sì felice successo diretta nella guerra di
+Ferrara. La morte di questo vecchio generale, che tanta parte aveva
+avuto in tutte le rivoluzioni d'Italia, fu il più notabile avvenimento
+della guerra del Tirolo. Dopo avere ottenuto qualche vantaggio sui
+Tedeschi, cadde in un'imboscata, che gli avevano tesa, e fu ucciso il 9
+d'agosto del 1487 in riva all'Adige, che voleva passare per assediar
+Trento[395]. Allora i Veneziani si ritirarono a Serravalle, e, rompendo
+ogni comunicazione colla Germania, costrinsero bentosto i Tirolesi a
+chiedere la pace, necessaria al sostentamento della loro industria.
+Questa fu convenuta il 14 di novembre dello stesso anno, a condizione
+che fosse restituito tutto quanto era stato preso dall'una e dall'altra
+parte[396].
+
+ [394] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1194. — P. Bembi Rer. Venet.,
+ l. I, p. 2. — Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 967._
+
+ [395] _And. Navagero, p. 1195. — P. Bembi Rer. Ven., l. I, p. 8. —
+ Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 968._
+
+ [396] _And. Navagero, p. 1196. — Stef. Infessura Diar. Roman., p.
+ 1217. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 279. — P. Bembi, l. I, p. 16._
+
+Circa lo stesso tempo la sola apparenza d'una guerra turca servì di
+pretesto alla repubblica per assoggettare all'immediato suo dominio
+l'isola di Cipro, che, dopo la morte di Giacomo di Lusignano, altro più
+infatto non era che una provincia veneziana. L'imperatore turco,
+Bajazette II, aveva fino nel 1486 apparecchiato un grosso esercito per
+attaccare Cait-Bay, soldano d'Egitto. E questi, che tutto sentiva il
+pericolo che soprastava al suo regno, se i porti di un'isola, posta in
+faccia alle sue coste, fossero in potere de' suoi nemici, aveva invitata
+la regina Cornaro a porsi in sulle difese. La repubblica le aveva subito
+mandati cinquecento Stradioti dalla Morea, e trecento arcieri di Candia,
+per guardare le sue fortezze[397].
+
+ [397] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+Pure la spedizione turca venne protratta fino al 1488. In quell'anno un
+esercito, che facevasi ammontare ad ottanta mila uomini, andò ad
+attaccare il soldano in Palestina. Mentre attraversava la Caramania,
+dove aveva occupate le città di Adena e di Tarso, fu nel mese di agosto
+sconfitto dai Mamelucchi, alle falde del monte Aman, nella stessa
+angusta valle dell'Isso, renduta celebre dalla vittoria di Alessandro.
+La flotta ottomana venne pure parte dispersa e parte distrutta da una
+burrasca, ed il Turco rinunciò all'impresa d'Egitto[398].
+
+ [398] _And. Navag., p. 1197. — Rayn. Ann. Eccl. 1488, § 9, p. 389._
+
+In tempo di questa breve guerra Francesco Priuli aveva protette le coste
+dell'isola di Cipro con ventisette galere. Quando la vide terminata,
+suppose di potere ricondurre la sua flotta a Venezia, ed era di già
+giunto in Istria, quando ricevette l'ordine di ritornare all'abbandonata
+stazione. Il senato sapeva, che, abusando dell'autorità usurpata in
+Cipro, aveva renduta la sua autorità odiosa non meno ai popoli che alla
+regina, e non ignorava che questa impazientemente soffriva l'esclusione
+da ogni amministrazione governativa, i severissimi ordini, che le
+venivano dati, e la diffidenza che di lei si mostrava. Il senato aveva
+veduti i Ciprioti pronti a sagrificarsi per Carlotta di Lusignano, per
+Luigi di Savoja, per Alfonso, bastardo di Napoli; finalmente per
+qualunque avrebbe cercato di restituire al regno la sua antica
+indipendenza, facendoli entrare nel numero de' popoli liberi, dal quale
+non sapevano tollerare di essere diffalcati. La prima guerra marittima
+poteva rendere ai Ciprioti questa libertà, ed essi erano apparecchiati a
+rivolgersi agli stessi infedeli per ottenerla, se non trovavano
+protezione presso qualche stato cristiano. D'altra parte la regina era
+tuttavia giovane, era bella e poteva portare una ricca dote ad un nuovo
+sposo; si andava dicendo che Federico, secondo figliuolo di Ferdinando,
+ne chiedeva le nozze, e se veniva ad avere figliuoli, tutti i diritti,
+che la repubblica credeva di avere acquistati per mezzo suo, sarebbersi
+perduti. Sostenevano i legisti veneziani, che il figlio di Giacomo
+Lusignano aveva ereditata la corona di suo padre; che, essendo questi
+morto in età fanciullesca, sua madre era stata la di lui erede; che
+finalmente la loro repubblica ereditava dalla madre, perchè questa era
+stata dichiarata figlia di san Marco. Ma se costei passava a seconde
+nozze, tutti gli sforzi fatti per istabilire i diritti di Catarina ad
+altro non avrebbero giovato, che ad assicurare quelli di un altro marito
+e de' suoi figli.
+
+Giorgio Cornaro, fratello della regina, venne dunque spedito in Cipro a
+bordo della flotta del Priuli. Il consiglio dei dieci, i di cui
+formidabili ordini vincevano ogni considerazione di parentela o di
+personale ambizione, l'aveva incaricato, sotto la sua responsabilità, di
+ricondurre sua sorella a Venezia. La flotta era giunta presso l'isola di
+Rodi, ed il Cornaro si recò presso la regina il 24 gennajo del
+1489[399]. Le comunicò gli ordini che aveva avuti, le fece sentire la
+sua dipendenza e la necessità di quest'ultimo sagrificio, conseguenza di
+tutti gli altri; cercò di calmare, come meglio poteva, il suo dolore ed
+il suo rammarico; le fece sentire che sarebbe inutile di giustificare la
+sua condotta in faccia al consiglio dei dieci, com'ella voleva fare, da
+che tutti conoscevano la di lei innocenza; ed all'ultimo da lei ottenne
+la promessa di perfetta sommissione ai voleri della repubblica. Ne spedì
+subito la notizia al capitano generale, che si era trattenuto ad
+Almizza, e che dietro quest'avviso venne a dar fondo nella rada di
+Famagosta il 2 di febbrajo del 1489[400].
+
+ [399] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1197. — P. Bembi Hist. Ven., l.
+ I, p. 12._
+
+ [400] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1198._
+
+Il giorno 15 dello stesso mese la regina si congedò dagli abitanti di
+Nicosia, i quali piansero dirottamente, perchè con lei perdevano perfino
+l'ombra della loro indipendenza. Essi vedevansi privati della sola loro
+protettrice, nello stesso tempo che perdevano i vantaggi pecuniarj, che
+una corte procurava alla loro città, spargendovi qualche danaro.
+Catarina, accompagnata da suo fratello, da un consigliere e dal
+provveditore dell'isola, scortata da tutta la nobiltà cipriota e da un
+corpo di cavalleria, si avviò alla volta di Famagosta. Colà fu ricevuta
+sulle galere di Venezia con rispetto e con reale pompa; ella approfittò
+di questa pubblica cerimonia per raccomandare i suoi sudditi alla
+signoria di Venezia per bocca del conte di Zaffo, suo cugino, e per
+riclamare a favore dei Ciprioti la conservazione delle loro leggi e de'
+loro privilegj. Il 26 di febbrajo l'insegna di san Marco fu posta sul
+palazzo di Famagosta, e su tutte le fortezze. Pure la regina non partì
+colla flotta che il quattordici di maggio. Arrivò a Venezia il sei di
+giugno, ed il venti dello stesso mese le fu ceduto in sovranità la terra
+d'Asolo con un'entrata di otto mila ducati. La piccola corte della
+regina di Cipro in Asolo deve qualche celebrità letteraria ai Dialoghi
+del Bembo. L'elegante finzione degli Asolani rappresentava
+verosimilmente le costumanze di quella corte; è presumibile che Catarina
+dimenticasse le noje, le cure e le umiliazioni della sua reale servitù,
+in mezzo a' ragionamenti di amore e di galanteria, nelle dispute in
+allora di moda intorno alla metafisica della passione amorosa[401].
+
+ [401] _And. Navagero Stor. Ven., p, 1199._ Era cosa ovvia il
+ credere, che nella storia di questo stesso Bembo, di cui si comincia
+ a far uso in quest'epoca, si dovessero trovare molte particolarità
+ intorno alla rivoluzione di Cipro. Ma per lo contrario fu assai
+ conciso, _l. I, p. 13_. La sua politica non gli acconsentì giammai
+ di descrivere con estensione un avvenimento, che poteva procacciare
+ qualche biasimo al suo governo.
+
+Nello stesso anno richiamò a sè gli sguardi dell'Italia un altro
+avvenimento relativo alla politica del Levante ed alle imprese dei
+Turchi[402]. Gem, o Zizim, figlio di Maometto II, fratello e rivale del
+sultano Bajazette II, fece il suo ingresso in Roma, mettendosi sotto la
+protezione del papa. Aveva posto in campo per succedere a suo padre una
+pretesa spesso allegata dai principi greci di Bisanzio. Egli era
+_porfirogeneta_, val a dire, nato mentre suo padre era sul trono, e per
+questo rispetto superiore a suo fratello maggiore, Bajazette, che diceva
+nato da un semplice privato. Questa vana distinzione bastava per uno
+stato dispotico, dove non si riconoscevano che i diritti fondati nella
+forza. Ma questa mancò a Zizim, il quale, vinto in Asia nel 1482 in una
+sanguinosa battaglia, fu costretto ad imbarcarsi in Cilicia, ed a
+rifugiarsi in Rodi, per implorare colà la protezione de' cavalieri di
+san Giovanni[403]. Questi non osarono di tenere in sui confini dell'Asia
+un ospite, che poteva chiamare sopra di loro tutte le forze del gran
+signore; perciò lo mandarono in Francia, facendolo attentamente
+custodire nell'Alvergna in una commenda del loro ordine. Bajazette offrì
+immense somme, reliquie senza numero, ed amplissimi privilegj per averlo
+nelle sue mani; ma i principi cristiani non furono così privi d'onore di
+acconsentire a tanta indegnità: ad ogni modo riesce difficile
+l'intendere, per quali giusti motivi non fu mai permesso a Zizim di
+recarsi alla corte di Cait-Bai, soldano d'Egitto[404], il quale, avendo
+un'accanita guerra con Bajazette, lo chiedeva per procacciare favore
+alle sue armi; e per quale motivo lo negassero egualmente a Mattia
+Corvino, re d'Ungheria, che col di lui mezzo sperava di fare una
+diversione negli stati del suo nemico. Sisto IV scrisse al gran maestro
+di Rodi ed a Lodovico XI, esortandoli a ritenere questo principe in
+Francia ed a non lasciarlo partire per le armate cui veniva
+chiamato[405]. Innocenzo VIII ricusò ancor esso di affidare questo
+principe a Ferdinando, re di Arragona e di Sicilia, all'altro
+Ferdinando, re di Napoli, a Mattia Corvino, al soldano ed al principe di
+Caramania; ma in pari tempo aveva chiesto che fosse a lui consegnato,
+per essere certo che Zizim non entrerebbe ne' paesi turchi senza essere
+spalleggiato da una lega di tutta la Cristianità[406].
+
+ [402] Gem in lingua turca è il nome di una specie di uva
+ squisitissima; e Gemm è un nome magico applicato d'ordinario a
+ Salomone. Demetrio Cantemir pende dubbioso tra le due etimologie, ed
+ osserva che verun altro Turco ebbe questo nome. Zizim, egli dice, è
+ un vocabolo corretto dagli Europei, _l. III, c. II, § 6. Nota._
+
+ [403] _Rayn. Ann. Eccl. 1482, § 35, p. 312. — Turco Graeciae Hist.
+ Politica, l. I, p. 30. — Demet. Cantemir, l. III, c. II, § 7 ed 8,
+ p. 128._
+
+ [404] Cait-Bai, il più accorto e più famoso soldano d'Egitto, era
+ originario della Circassia, ed il suo nome è tartaro. _Cait_ in quel
+ linguaggio significa conversione: e _Bai_ ricco. _Demet. Cantemir,
+ l. III, c. II._
+
+ [405] _Ann. Eccl. 1481, § 36, p. 313._
+
+ [406] _Ivi 1485, § 11 e 12, p. 351._
+
+Bajazette dal canto suo aveva spediti altri ambasciatori a Carlo VIII,
+per ottenere dal re la promessa di ritenere Zizim in Francia. A tal
+patto Bajazette offriva un'assai ragguardevole pensione, e guarentiva
+alla Francia il possedimento di Terra santa, tosto che fosse tolta al
+soldano d'Egitto dalle armi riunite de' Francesi e de' Turchi. Ma Carlo
+VIII, d'accordo col gran maestro Francesco d'Aubusson, aveva di già
+acconsentito alle inchieste del papa, e Zizim era di già in cammino alla
+volta di Roma[407].
+
+ [407] _Ivi 1489, § 1, p. 393._
+
+Vi fece il suo ingresso il 13 di marzo del 1489; era a cavallo col
+turbante in capo, tra Francesco Cibo, figlio del papa, ed il priore
+d'Alvergna, nipote del gran maestro d'Aubusson, ed ambasciatore di
+Francia. Trovavasi in allora in Roma un ambasciatore del soldano
+d'Egitto, per ridurre i principi cristiani ad unirsi col suo signore
+contro Bajazette. Questi andò ad incontrare Zizim; quando lo vide,
+smontò da cavallo, e si prostrò a terra; tre volte baciò il suolo,
+innoltrandosi verso di lui, poi baciò i piedi del suo cavallo e lo seguì
+fino al suo palazzo[408].
+
+ [408] _Diario di Stef. Infessura, p. 1225._
+
+All'indomani il papa tenne concistoro per ricevere Zizim in pubblica
+udienza. Invano era stato questo principe istrutto degli atti rispettosi
+che i monarchi cristiani rendono al sommo loro pontefice, che non volle
+innanzi a lui abbassare l'orgoglio del sangue ottomano. Tenendo in capo
+il suo turbante, che gli Asiatici non sogliono mai deporre, e che
+risguardano come un simbolo della loro religione, attraversò la sala
+senza chinarsi, salì sul trono, ove stava Innocenzo, e lo abbracciò,
+toccando colle sue labbra la spalla destra del papa in segno di
+amicizia, piuttosto che di rispetto, lo che fece in appresso con tutti i
+cardinali. Il suo interprete disse al papa, che si rallegrava di
+trovarsi con lui, ma che avrebbe piacere di conferire seco più
+segretamente intorno ai comuni loro interessi. Il papa rispose
+confortandolo a darsi coraggio, poichè soltanto per il bene di Sua
+Nobiltà (titolo che la corte di Roma giudicò conveniente di dargli) era
+stato condotto in quella capitale[409]. Ma il maggior bene che Zizim
+doveva trovare in Roma, altro non era che una onorevole prigionia.
+Bajazette II pagava ogni anno prima al re di Francia, poi ad Innocenzo
+VIII, quaranta mila ducati per la pensione di suo fratello. Il godimento
+di quest'entrata non era stato l'ultimo de' motivi che aveano persuaso
+Innocenzo a domandare Zizim, comperando in certo qual modo l'assenso del
+gran maestro d'Aubusson col mandargli il cappello cardinalizio[410].
+Pure Bajazette, non credendosi perciò sicuro della sorte di suo
+fratello, sebbene prigioniere, cercò i mezzi di farlo perire. Un
+gentiluomo della Marca d'Ancona, detto Cristoforo Macrino del Castagno,
+promise a Bajazette di avvelenare una fonte, dalla quale attignevasi
+l'acqua per le mense d'Innocenzo e di Zizim; il veleno non doveva
+manifestare i suoi effetti che dopo cinque giorni; ma il reo fu scoperto
+prima che dar potesse esecuzione al suo delitto, in maggio del 1490, e
+fu condannato ad orribile supplicio. Altri attentati simili furono
+egualmente prevenuti, e se non altro la vita di Zizim fu posta in
+salvo[411].
+
+ [409] _Diar. Burchardi ap. Rayn. Ann. Eccl. 1489, § 2 e 13, p. 393.
+ — Stef. Infessura Diar. di Roma, p. 1225. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1244. — Diar. Romano del Notajo di Nantiporto, p. 1106._
+
+ [410] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1224._
+
+ [411] _Ann. Eccl. 1490, § 5, p. 498. — Diar. di Stef. Infessura, p.
+ 1231._
+
+Non era difficile il trovare in Roma uomini apparecchiati a commettere
+così esecrande azioni; nè quella città aveva mai avuti tanti scellerati,
+nè era stata giammai travagliata da tanti delitti. Gli assassini
+camminavano a viso scoperto senza avere dato soddisfacimento nè alla
+famiglia di cui avevano versato il sangue, nè alla giustizia. Il papa, o
+i suoi ministri, loro vendevano bolle d'assoluzioni, colle quali le loro
+offese, e quelle di un determinato numero de' loro complici erano
+annullate; e quando rimproveravasi al vicecameriere questa venalità
+della giustizia, rispondeva parodiando le parole del Vangelo: _Il
+Signore non vuole la morte del peccatore, ma piuttosto che paghi e
+viva_[412].
+
+ [412] _Et cum semel interrogaretur vicecamerarius quare de
+ delinquentibus non fieret justitia, sed pecunia exigeretur,
+ respondit me presente, videlicet_: Deus non vult mortem peccatoris,
+ sed magis ut solvat et vivat. _Stef. Infessura Diar. Romano, p.
+ 1226._
+
+Il cattivo esempio dato dal clero era così scandaloso, che Innocenzo
+VIII si vide costretto a rinnovare, il 9 aprile del 1488, una
+costituzione di Pio II, colla quale si vietava ai preti di tenere
+macello, alberghi, case di giuoco e di postribolo, o di fare per danaro
+il mezzano e l'agente delle cortigiane. Se dopo tre ammonizioni non
+abbandonavano una così vergognosa vita, il papa li privava del diritto
+dell'esenzione del foro secolare, e vietava loro d'invocare il beneficio
+del clero nelle cause criminali nelle quali potrebbero trovarsi
+compromessi[413].
+
+ [413] _Constitutio apud Raynaldum Ann. Eccl. 1488, § 21, p. 392._ —
+ Quella di Pio II era del 7 maggio del 1463.
+
+Innocenzo VIII non aveva provveduta di principati la sua numerosa
+famiglia; ma avea diviso tra i suoi figliuoli le immense ricchezze della
+Chiesa, accordandone la maggior parte a Franceschetto Cibo, suo figliuol
+primogenito. Era questo Franceschetto, che, per ammassare più danaro,
+aveva renduta la giustizia così indegnamente venale. Aveva nel 1490
+convenuto coi giudici del papa, che la corte apostolica non riceverebbe
+che il pagamento delle condanne al di sotto di cento cinquanta ducati, e
+che sarebbero a suo profitto tutte le maggiori di questa somma[414].
+
+ [414] _Stef. Infessura Diar. Romano, p. 1232._
+
+Per rendere ancora più ignominiosa la venalità della giustizia della
+corte di Roma, Domenico di Viterbo, scrivano apostolico, d'accordo con
+Francesco Maldente, fabbricarono false bolle, colle quali Innocenzo
+permetteva per danaro i più vergognosi disordini. Per altro la frode
+venne scoperta; furono imprigionati i falsarj e confiscati i loro beni,
+che produssero alla camera apostolica dodici mila ducati. I parenti de'
+colpevoli speravano tuttavia di sottrarli alla pena capitale. Maestro
+Gentile di Viterbo, medico, padre dello scrivano apostolico, offrì col
+mezzo di Franceschetto Cibo cinque mila ducati per salvare la testa di
+suo figlio: aveva offerto tutto ciò che possedeva. Ma il papa rispose,
+che, trovandosi compromesso il suo onore, non poteva fargli grazia a
+meno di sei mila ducati; e perchè non si potè trovare questa somma, i
+due falsarj furono giustiziati[415].
+
+ [415] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. — Rayn. Ann. Eccl. 1490,
+ § 22, p. 402._
+
+Quando gli scrittori contemporanei fanno un così odioso quadro della
+corruzione del clero, quando i medesimi papi prendono parte a tanti
+delitti, quando lo sregolamento de' loro costumi, o i figli naturali che
+essi arricchiscono coi tesori della Chiesa, più non sono oggetti di
+scandalo, accanto a delitti ancora più gravi, si sarebbe tentati di
+supporre che la religione avesse perduto ogni potere, e che i preti, che
+tuttavia l'invocavano, o i sovrani ed i popoli, che la mantenevano colle
+loro leggi, altro non fossero che sfrontati ipocriti, che facevano
+traffico del Cristianesimo pei loro privati interessi. Ma qualora si
+prendano ad esaminare più da vicino le passioni che agitavano l'Italia,
+o i pregiudizj che la signoreggiavano, si comprende bentosto che la
+religione nulla aveva perduto del suo impero, sebbene fosse stata
+interamente staccata dalla morale. La credenza che il papa ed i suoi
+prelati potevano soli disporre delle chiavi dell'inferno e del paradiso
+non si era indebolita; tuttavia universale era l'orrore che si aveva per
+ogni opinione d'indipendenza in materia di fede, perchè dannata come
+eretica; la giustizia di Dio, pervertita tra le mani degli uomini, più
+non era che la guarenzia della fede, non quella della probità e
+dell'onore.
+
+Fu in questo depravato secolo, fu sotto il pontificato di Sisto IV,
+l'istigatore di tanti delitti, che l'inquisizione venne introdotta nella
+Spagna, e che questo sanguinario tribunale ricevette una legislazione
+assai più formidabile ed atroce, che non quella ond'era diretto tre
+secoli prima nella sua prima istituzione contro gli Albigesi. Dal 1478
+al 1482 i tribunali stabiliti in Castiglia per esaminare la fede dei
+nuovi convertiti fecero bruciare due mila persone; altri prevenuti in
+assai più copioso numero perirono nelle prigioni; altri, e questi furono
+trattati con maggiore indulgenza, vennero segnati con una croce color di
+fuoco sul petto e sulle spalle, dichiarati infami, e spogliati d'ogni
+loro avere. I nuovi tribunali non perdonarono neppure ai morti; si
+estrassero le loro ossa dai sepolcri per essere bruciate, si
+confiscarono i loro beni ed i loro figli furono notati d'infamia. Coloro
+che avevano nelle loro famiglie il sangue di qualche Moro o di qualche
+Giudeo, fuggivano da quella terra di proscrizione, sicchè nella sola
+Andalusia rimasero deserte cinque mila case[416]. Cento settanta mila
+famiglie giudee, che formavano ottocento mila individui, furono
+scacciati dal territorio della Spagna; e non pertanto la maggior parte
+dissimulò la propria religione per conservare la patria, mentre altri
+moltissimi vennero dichiarati schiavi, e venduti al pubblico
+incanto[417].
+
+ [416] _Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX, c. 22, p. 481. —
+ Ann. Eccl. Rayn. 1483, § 47-48 e 328. — Mariana, l. XXIV, c. XVII,
+ p. 106._
+
+ [417] _Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI, c. I, p. 142. — Rayn.
+ Ann. 1492, § 8, p. 408._
+
+«Questa severità nel punire gli apostati neofiti della razza giudea,
+dice l'annalista della Chiesa, Raynaldo, ottenne presso alla gente
+dabbene la più alta gloria ad Isabella, regina di Castiglia; altri però
+la calunniarono. Si diede voce che, non per vendicare le ingiurie
+dell'offesa divinità, ma per adunare dell'oro, e per accumulare
+ricchezze, procedevasi ne' giudizj con tanta severità. La stessa regina,
+avendo dato a conoscere di temere che quest'accusa non giugnesse alle
+orecchie del papa, Sisto IV scacciò dal suo cuore così ingiusto
+sospetto, ed applaudì alla di lei pietà colla sua lettera del 25
+febbrajo 1483[418].»
+
+ [418] _Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483, § 49, p. 329._
+
+Gli scrittori italiani del quindicesimo secolo, non meno che quelli del
+diciasettesimo, mai non parlavano di tali persecuzioni senza approvarne
+altamente la massima. I più moderati, i più umani contentavansi soltanto
+di biasimare le circostanze dell'esecuzione. Così Bartolommeo Senarega,
+storico di Genova, che vide trattenersi in quella città molte migliaja
+di giudei, e che fu commosso dai loro patimenti, ci offre nella sua
+narrazione un'adequata misura delle opinioni degli uomini i più filosofi
+e più tolleranti del secolo. «La legge del loro esilio, egli scrive,
+parve a prima vista lodevole, perchè tendente a conservare l'onore della
+nostra religione; ma in sè forse conteneva tanto quanto di crudeltà,
+qualora per lo meno vogliamo considerare i Giudei come uomini creati
+dalla divinità, non quali feroci belve. Non potevansi senza compassione
+osservare le loro miserie: molti di loro perivano di fame, in
+particolare i fanciulli ed i bambini lattanti; le madri, che potevano
+appena reggersi in piedi, portavano nelle loro braccia i bambini
+affamati e perivano assieme; molti soggiacevano al freddo, altri alla
+sete, l'agitazione del mare e la navigazione, cui non erano accostumati,
+aggravavano tutte le loro infermità. Io non dirò con quanta crudeltà ed
+avarizia fossero trattati dai loro condottieri. Molti vennero annegati
+dalla cupidigia dei marinai, molti costretti a vendere i loro figli,
+perchè non avevano onde pagare il noleggio; arrivarono a Genova in
+grosso numero, ma non fu loro permesso di trattenersi lungamente, perchè
+in forza di antiche leggi i Giudei viaggiatori non potevano rimanervi
+più di tre giorni. Pure si diede loro licenza di riparare le navi e di
+rifarsi per alcuni giorni dai patimenti della navigazione. Voi gli
+avreste creduti spettri; tanto eran magri, pallidi, cogli occhi
+sprofondati, e non distinguibili dagli estinti che pel movimento,
+sebbene si reggessero in piedi a stento. Molti di loro spirarono presso
+al molo, perchè questo quartiere, circondato dal mare, era il solo in
+cui fosse ai Giudei permesso di riposarsi. Non si avvertì a bella prima
+che tanti infermi e moribondi dovevano risvegliare il contagio; ma in
+primavera si manifestarono più ulceri, che non s'erano mostrate
+nell'inverno; e questa malattia, lungamente nascosta in città, fece nel
+susseguente anno scoppiare la peste[419].»
+
+ [419] _Barth. Senaregae de Rebus Genuenses, t. XXIV, p. 531._
+
+I preti non avevano risvegliato questo zelo persecutore soltanto nella
+Spagna; anche il clero d'Italia si sforzava di emulare nelle sanguinarie
+sue vendette con quello al di là de' Pirenei. Ogni anno facevasi
+circolare qualche nuova storia di un fanciullo cristiano rubato dai
+Giudei, e fatto lentamente perire sotto il coltello nel giorno di
+Pasqua, bevendo un dopo l'altro il suo sangue; e con queste terribili
+novelle si andava ispirando ai popoli lo stesso furore contro di
+loro[420]. A Firenze fra Bernardino d'Asti, francescano, predicò contro
+i Giudei una non piccola parte della quaresima del 1487. Raccomandò che
+si avesse cura di mandare tutti i fanciulli della città alla predica che
+intendeva di fare il 12 di marzo: e quando n'ebbe raccolti da due in tre
+mila, disse loro che gli aveva prescelti per essere i suoi soldati;
+ordinò loro di andare ad orare ogni mattina al santo Sagramento nella
+cappella della Chiesa, affinchè ispirasse agli adulti la santa
+risoluzione di scacciare i Giudei; dovevano perciò recitare un_ pater
+noster_ e tre _ave Maria_ stando inginocchiati. Il susseguente mattino
+tutti questi fanciulli si affollarono infatti nella chiesa, e ne
+uscirono per mettere a ruba il quartiere de' Giudei. La signoria potè
+difficilmente trattenerli; volle ammonire il predicatore, il quale
+rispose che gli ordini di Dio erano superiori a quelli de' magistrati, e
+che niente potrebbe rimuoverlo dal dire sul pergamo tutto ciò che
+credeva conveniente alla salvezza del popolo. Convenne all'ultimo farlo
+uscire dalla città con grave scandalo dello scrittore, che lasciò
+memoria di quest'avvenimento[421]. Fra Bernardino andò a terminare la
+quaresima a Siena, ove cercò di ammutinare nella stessa maniera il
+popolo contro i Giudei[422].
+
+ [420] _Raynaldi Ann. Eccl._ A Trento nel 1475, § 37; nella Marca nel
+ 1476, § 20; a Megalopoli l'anno 1492, § 9, ec. — _Il continuatore
+ delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195._
+
+ [421] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 238._
+
+ [422] _Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823._
+
+In aprile del 1492 un Francescano, spagnuolo, tentò di eccitare in
+Napoli la stessa persecuzione contro i Giudei. Dopo avere invano
+esaurite tutte le fonti della sua eloquenza ed innanzi alla corte ed
+innanzi al popolo, tentò altresì di far parlare i morti; fece comparire
+l'ombra di san Cataldo, patrono della città di Taranto, che aveva
+vissuto nel quinto secolo; fece dissotterrare una cassetta, entro la
+quale aveva chiuse certe sue profezie scritte sopra lamine di piombo,
+nelle quali erano prenunciate la ruina del regno di Napoli e la vicina
+morte del re, se non si affrettava a cacciare i Giudei dal suo regno; e
+perchè Ferdinando non gli prestava intera fede, diffuse nella corte di
+Roma e per tutta l'Italia queste profezie, che furono bentosto spiegate
+colla espulsione della casa d'Arragona dal trono di Napoli[423].
+
+ [423] _Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult., p. 1623. — Bayle
+ Diction. crit., art. Cataldus. — Mémoires de Philippe de Comines, l.
+ VII, c. XIV, p. 213._
+
+Nello stesso tempo i tribunali ecclesiastici eccheggiavano di accuse di
+sortilegi; e lo spettacolo degli sventurati, che perivano tra le fiamme
+come maghi o come eretici, si faceva ogni dì più frequente[424].
+
+ [424] Difficilmente potrebbe trovarsene un più spaventoso esempio di
+ quello della persecuzione di Arras nel 1459, contro gl'infelici
+ accusati di _vaudoisie_. Ecco il come viene raccontato da
+ Monstrelet. _Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84._ «In
+ quest'anno nella città d'Arras, nel paese d'Artois, avvenne un
+ terribile e compassionevole caso, che chiamossi, non saprei per
+ quale ragione, _vaudoisie_. Ma si dicevano essere alcune persone
+ d'ambo i sessi che si trasportavano, per virtù del demonio, dai
+ luoghi in cui si trovavano, e subito giugnevano in luoghi solitarj,
+ ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in grandissimo numero,
+ uomini e donne, e colà trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui
+ non vedevano mai il volto; e questo diavolo dava loro i suoi comandi
+ ed ordinanze, e come ed in qual modo dovevano essi adorarlo e
+ servirlo. Poi facevasi da ciascuno di loro baciare il deretano, indi
+ contava a ciascheduno un poco di danaro, ed all'ultimo loro
+ somministrava vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi si
+ nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno s'avvicinava ad una, ed in
+ quell'istante spegnevasi la luce, e conoscevansi l'un l'altro
+ carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello stesso luogo di
+ dove erano da prima partiti.»
+
+ «A cagione di questa follìa furono prese ed imprigionate molte
+ persone di qualità della detta città d'Arras, ed altre persone di
+ minor conto; e vennero talmente angustiate e così terribilmente
+ tormentate, che gli uni confessarono essere loro accaduto tal caso,
+ come abbiamo detto, e molti di più confessarono d'avere veduti e
+ conosciuti nelle loro adunanze molti ragguardevoli personaggi,
+ prelati, signori ed altri, governatori di balliagi e di città, val a
+ dire coloro, secondo la fama comune, che gli esaminatori loro
+ nominavano e ponevano in bocca, onde a forza di pene e di tormenti
+ essi gli accusavano e dicevano che veramente gli avevano veduti, e
+ questi, così nominati, venivano subito dopo imprigionati, e posti
+ alla tortura tanto e così lungamente, e tante volte, ch'erano
+ forzati a confessare; e furono quelli che appartenevano al basso
+ popolo giustiziati e bruciati inumanamente. Altre più potenti e
+ ricche persone si ricomperavano a forza di danaro per ischivare le
+ pene e le vergogne che loro si facevano; e tali altri vi furono dei
+ più grandi, che furono ammoniti e sedotti dagli esaminatori, che
+ loro davano ad intendere, e loro promettevano, se confessavano il
+ caso, che non perderebbero nè corpo nè roba. V'ebbero alcuni che
+ soffrirono con maravigliosa pazienza e costanza le pene ed i
+ tormenti, ma nulla confessarono a loro danno... e non devesi qui
+ tacere ciò che molti uomini dabbene hanno abbastanza conosciuto, che
+ questa maniera di accusa fu una cosa inventata da certi scellerati
+ per incolpare, distruggere o disonorare, o per desiderio di
+ vendetta, alcune ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano
+ inveterato odio.»
+
+ Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico ardisce questa volta
+ parlarne liberamente. Quasi ogni anno s'incontrano indizj di
+ somiglianti persecuzioni in uno o in altro luogo; ma i cronicisti,
+ risguardandole come giuste e sante, non le ricordano ordinariamente
+ che con una parola.
+
+I domenicani non volevano acconsentire che la civile autorità
+riconoscesse le loro sentenze, sebbene all'autorità secolare spettasse
+l'esecuzione delle medesime. Innocenzo VIII scriveva, il 30 di settembre
+del 1486, al vescovo di Brescia: «Nostro diletto figlio, frate Antonio
+da Brescia, inquisitore dell'eretica pravità in Lombardia, avendo
+condannati alcuni eretici dei due sessi, come impenitenti, ed avendo
+richiesti gli ufficiali di giustizia di Brescia di eseguire la sua
+sentenza, abbiamo udito con estrema sorpresa che gli ufficiali avevano
+ricusato di fare giustizia, e di eseguire i giudizj della santa
+inquisizione, se loro non facevasi conoscere il processo. In conseguenza
+vi commettiamo ed ordiniamo colle presenti, di ordinare ed ingiungere
+agli ufficiali secolari della città di Brescia, di dare esecuzione ai
+processi che voi avrete giudicati, senza appello e senza che siano
+altrimenti riveduti, nel termine di sei giorni dopo esserne stati
+legittimamente richiesti, sotto pena di scomunica, e di tutte le censure
+ecclesiastiche, che incorreranno per la sola disubbidienza, senza nuova
+promulgazione[425].»
+
+ [425] _Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. — Apud Raynaldum Ann.
+ Eccl. 1486, § 57, t. XIX, p. 377._
+
+Così non fu nè la barbarie de' secoli di mezzo, nè un ardente ed
+entusiasta zelo, in un tempo in cui la religione riscaldava tutti gli
+animi, che accesero i roghi dell'inquisizione. Non fu nè meno la
+necessità di difendere la Chiesa contro i progressi de' novatori, come
+fu da taluno supposto. Le più furiose persecuzioni e le più implacabili,
+che macchiano la storia del clero, sono anteriori di quarant'anni alle
+prime prediche della riforma; esse sono contemporanee del più grande
+incremento delle lettere, della filosofia, della coltura dell'umana
+ragione, prima di quest'epoca memorabile; esse cominciano pure
+dall'istante in cui la corte di Roma era giunta all'estremo grado di
+corruzione, e sono la nuova e spaventosa conseguenza dei compensi, che
+questa stessa corruzione aveva fatto adottare ai credenti. Agli occhi di
+Sisto IV, d'Innocenzo VIII, di Alessandro VI, si cancellava la macchia
+del delitto pel rigore con cui si conservava la purità della fede.
+Bastava una persecuzione per lavare la vergogna di mille spergiuri, di
+mille impurità, di mille delitti. Coloro che in gioventù, o in matura
+età avevano ceduto alla forza del temperamento, o ai furori
+dell'ambizione e della vendetta, potevano di tutto ottenere il perdono,
+se negli estremi istanti della loro vita accendevano il rogo per i
+Giudei, per i Mori, per gli eretici. Questa spaventosa morale, dominante
+in Ispagna, predicata in Italia, sostenuta in tutta la cristianità dalle
+bolle dei papi, stendevasi rapidamente verso i paesi meno illuminati.
+Difficil cosa è il prevedere quale sarebbe stato il termine di questa
+spaventosa progressione, se la rivoluzione di una parte della Germania
+contro la tirannia di Roma non avesse, dopo una lunga lotta, costretti i
+papi a rinunciare a questa sanguinaria intolleranza, ch'era per loro
+diventata lo scopo unico della religione[426].
+
+ [426] A difesa della chiesa romana ho di già indicata la _Storia
+ delle rivoluzioni delle chiese protestanti_ di monsignor Bossuet,
+ cui di nuovo per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico. _N. d.
+ T._
+
+Il collegio de' cardinali, così zelante di mantenere la purità della
+fede, non ebbe appena notato lo spergiuro del capo della Chiesa, che,
+nel mese di marzo del 1489, Innocenzo VIII, in disprezzo de' suoi
+giuramenti, aggiunse sei nuovi cardinali al concistoro, sebbene questo
+collegio non si fosse ridotto al di sotto di ventiquattro membri; per lo
+contrario l'annalista ecclesiastico approva tale condotta, perchè le
+condizioni imposte dai cardinali, mentre la Chiesa era priva del suo
+pastore, sono dichiarate nulle da una costituzione d'Innocenzo VI. Ma lo
+stesso annalista Raynaldi, sempre così affezionato alla santa sede,
+disapprova che «con un vergognoso esempio di disprezzo per la disciplina
+ecclesiastica, Innocenzo VIII avesse nominato cardinale il figlio
+adulterino di suo fratello, ed il cognato ancora fanciullo del suo
+proprio bastardo[427].» La seconda di queste elezioni, che muove
+l'indignazione di così ortodosso scrittore della Chiesa, è quella di
+Giovanni, figliuolo di Lorenzo de' Medici, che fu poi Leon X. In fatti
+non aveva che tredici anni, e lo scandalo di dare alla Chiesa un
+principe così giovane era uno di quelli, contro i quali il giuramento
+d'Innocenzo VIII avrebbe dovuto metterlo in guardia. Per altro provò
+qualche vergogna di un'elezione disapprovata da molti membri del sacro
+collegio, ed impose per condizione al giovanetto Medici di non prendere
+l'abito della sua fresca dignità, e di non venire a Roma per sedere in
+concistoro prima che passassero altri tre anni, ed avesse compiuto il
+sedicesimo anno[428].
+
+ [427] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396._
+
+ [428] _Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489, § 21, p. 397. —
+ Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 63._ — La cerimonia dell'invio del
+ cappello e della consacrazione di Giovanni de' Medici si fece
+ nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. — _Scip. Ammirato, l.
+ XXVI, p. 186_; e più circostanziatamente _Roscoe Life of Lorenzo
+ Appendix, § 65_. — Roscoe ha pure riprodotta una lettera di Lorenzo
+ a suo figlio intorno ai suoi doveri ed alla condotta da tenersi nel
+ sacro collegio, dov'era il più giovane, non solo de' cardinali
+ presenti, ma di quanti cardinali vi erano stati in addietro. _Ivi, §
+ 66, t. IV, p. 89._
+
+La stretta alleanza tra Lorenzo dei Medici ed Innocenzo VIII,
+conseguenza della debolezza del papa, veniva in tal modo ad innalzare
+sopra nuovi fondamenti la grandezza della casa de' Medici. Frattanto
+Lorenzo andava ogni dì più aggravando il giogo de' suoi concittadini: in
+principio del 1489 osò castigare con una ributtante insolenza il
+gonfaloniere Neri Cambi, che usciva allora di carica, per avere
+sostenuti i diritti della sua magistratura, ed ammoniti, senza avere
+prima consultato Lorenzo, alcuni gonfalonieri delle compagnie, che non
+si erano prestati a fare il loro dovere. Si trovò che tale condotta era
+troppo orgogliosa in faccia a Lorenzo, _principe del governo_, e questo
+nome di principe, fin allora sconosciuto ad una libera città, cominciò a
+pronunciarsi in Firenze[429].
+
+ [429] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. — Istorie di Gio. Cambi,
+ t. XX, p. 39._ Questo storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi
+ ammonito in quest'occasione.
+
+La conseguenza di questo cambiamento fu di privare la storia di Firenze
+di ogni movimento e di ogni interesse. Tutta la politica della
+repubblica si concentrò nel gabinetto di Lorenzo de' Medici, e si trovò
+per conseguenza sepolta nel silenzio e nel segreto. I suoi encomiatori
+scrissero, ch'egli aveva mantenuto l'equilibrio d'Italia, che aveva
+dissuaso Innocenzo VIII dal muovere guerra a Ferdinando, dopo averlo
+scomunicato nel 1489, e dichiarato decaduto dal trono[430], che aveva
+impedito al duca di Calabria di prendere colle armi la difesa di
+Giovanni Galeazzo Sforza, suo genero, contro Lodovico il Moro, per
+ultimo che costantemente era stato il garante ed il mediatore della pace
+d'Italia. Quest'azione continua di Lorenzo dei Medici è possibile, non
+improbabile; ma non trovasene indizio negli storici fiorentini. Questa
+repubblica, centro in altri tempi di tutte le negoziazioni d'Italia,
+pareva che si andasse rendendo straniera a tutti i grandi interessi di
+questa contrada. I suoi annali sono vuoti. Scipione Ammirato passa
+rapidamente sui nomi di molti gonfalonieri senza contrassegnare la loro
+amministrazione con veruno avvenimento[431]. Anche gli altri storici
+passano quest'epoca sotto silenzio, più non si sentendo tirati a
+scrivere la storia, quando gl'interessi della patria più non erano
+quelli di ogni cittadino.
+
+ [430] _An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9, p. 394._
+
+ [431] _Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185._
+
+In questo universale silenzio richiama la nostra attenzione un
+avvenimento quasi domestico. Lorenzo de' Medici, sempre impegnato nel
+commercio ch'egli non esercitava personalmente, nè conosceva, lasciava i
+suoi affari nelle mani di commessi e di agenti stabiliti in varie piazze
+dell'Europa. Questi, risguardandosi quali ministri di un principe, si
+trattavano con ridicolo lusso, ed aggiungevano la negligenza alla
+prodigalità. Le immense sostanze che Cosimo aveva lasciate ai suoi
+nipoti furono dissipate da un lusso insensato; ma lungo tempo le
+obbligazioni de' ricevitori della repubblica cuoprirono il vuoto delle
+operazioni della banca. Tutte le entrate dello stato erano così
+distrutte, passavano in totalità nelle mani dei commessi della casa dei
+Medici, e venivano dissipate, come gli altri beni di questa casa, prima
+di essere riscosse. Giunse l'istante in cui tali ruinose operazioni non
+si poterono continuare, e giunse in mezzo alla pace, che avrebbe dovuto
+metter fine alle ristrettezze delle finanze della repubblica. Il 13
+agosto del 1490, la signoria ed i consigli furono costretti a nominare
+una commissione di diciassette membri, onde ristabilire l'equilibrio tra
+le monete, le gabelle e tutte le finanze dello stato. Tale era la
+corruzione in cui caduta era questa nobile città, che questa commissione
+non si vergognò di disonorare la patria con un fallimento, per
+risparmiarlo alla casa Medici. Il debito pubblico, il di cui merito era
+fissato al tre per cento, si ridusse a non rendere che l'uno e mezzo, e,
+la diffidenza accrescendo ancora questa riduzione, i _luoghi di monte_,
+ossia le azioni di cento scudi, che prima di questo editto si vendevano
+a ventisette scudi, caddero ad undici e mezzo. Le pie istituzioni fatte
+dalla repubblica o da moltissime famiglie per pagare doti alle figlie
+che si maritavano, furono soppresse; e soltanto ne fu promesso il frutto
+dopo vent'anni, in ragione del sette per cento[432]. Poco dopo questi
+magistrati, che si facevano chiamare i _Riformatori_, screditarono le
+monete in corso, dichiarando che più non si riceverebbero nelle
+pubbliche casse, che colla perdita del quinto del loro valore. Intanto
+la signoria continuava ella stessa a darle in pagamento al corso
+plateale, onde questo scredito fu una fraudolente invenzione di
+accrescere di un quinto le entrate dello stato, senza che emanasse
+un'apposita legge dai consigli che potevano avere il diritto di
+stabilire le imposte[433]. Essendosi per tal modo salvata a spese della
+patria la fortuna di Lorenzo de' Medici, egli sentì quanto fosse
+imprudente consiglio il lasciarla ancora esposta in un ruinoso
+commercio, ed impiegò i capitali, che gli erano rimasti, nell'acquisto
+di vasti poderi[434].
+
+ [432] _Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54._
+
+ [433] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 185. — Machiavelli, l. VIII, p.
+ 448._
+
+ [434] _Ann. Bononienses Hier. de Bursellis, t. XXIII, p. 906._
+
+Gli annali di Bologna, repubblica per tanti anni alleata di Firenze, e
+che aveva avuto in Italia quasi la stessa considerazione, erano
+egualmente senza interesse, dopo che un potente cittadino aveva abusato
+del credito acquistato con lunghi servigi dalla sua famiglia,
+impadronendosi di tutto il potere. Giovanni Bentivoglio occupava in
+Bologna, fino dal 1462, precisamente lo stesso grado, che Lorenzo de'
+Medici aveva a Firenze. Come Lorenzo, egli era circondato di artisti e
+di distinti letterati, che con un efimero splendore abbagliavano i
+Bolognesi intorno alla perdita della loro libertà. Come Lorenzo, aveva
+contratti parentadi con famiglie sovrane: Annibale, il primogenito de'
+suoi quattro figli, aveva sposata la figliuola di Ercole, duca di
+Ferrara[435]; Violanta, una delle sette sue figlie, sposò, nel 1480,
+Pandolfo Malatesta, signore di Rimini; ed abbiamo di già parlato
+dell'altra sua figlia Francesca, moglie del principe di Faenza, da lei
+assassinato. Come il Medici, anche il Bentivoglio dava ai popoli
+splendide feste, e loro presentava, in cambio dei perduti diritti, lo
+splendore e lo spettacolo di una corte: ornava, come egli, la sua
+residenza di sontuosi edificj, di palazzi e di chiese, unico argomento
+degli annali di Bologna[436]. Il Bentivoglio superava il Medici in virtù
+militari; poteva egli stesso comandare le sue armate; faceva fare ai
+suoi figli il mestiere di condottiere, ed egli non era costretto di
+fidarsi totalmente a braccia mercenarie, per difendere il suo stato; ma
+il Bentivoglio per molti altri rispetti era inferiore al Medici. Egli
+non aveva quel gusto, quell'eleganza, che fecero dimenticare nel Medici
+l'oppressore della repubblica fiorentina, per non ravvisare in lui che
+il protettore delle lettere. Al Bentivoglio mancavano però quella
+facilità di carattere, quella dolcezza nel privato conversare co' suoi
+famigliari, che guadagnarono a Lorenzo tanti illustri amici, la di cui
+testimonianza non lascia di fare illusione anche al presente.
+
+ [435] _Ann. Bonon. Hier. de Bursellis, p. 908._
+
+ [436] _Ivi, p. 903, 906, et passim._
+
+Per altro la grandezza del Bentivoglio risvegliava tanta gelosia in
+Bologna, quanta il Medici in Firenze: la famiglia dei Malvezzi nella
+prima città, siccome quella de' Pazzi nell'altra, non sapeva ridursi a
+scendere al grado di suddita, dopo avere gustata l'eguaglianza. Giulio,
+figlio di Virgilio Malvezzi, e Giovan Filippo e Girolamo, figli di
+Battista Malvezzi, ordirono una congiura per uccidere Giovanni
+Bentivoglio. Furono scoperti, il 27 di novembre del 1488, prima di
+averne tentata l'esecuzione: molti loro compagni fuggirono, come pure
+Girolamo e Filippo Malvezzi, ma Giovanni Malvezzi, Giacomo Barzellini,
+ed altri diciotto loro complici furono appiccati; tutti i membri della
+numerosa famiglia Malvezzi vennero esiliati nella susseguente mattina,
+sebbene non avessero avuto parte nella congiura, ed i loro beni furono
+confiscati. Perfino due monache che trovavansi nel convento di
+sant'Agnese, furono trasportate a Modena, perchè portavano quell'odiato
+nome; e la congiura dei Malvezzi, cagionando la ruina di una casa, che
+in opinione ed in ricchezze aveva in Bologna il secondo posto, non servì
+che ad accrescere la potenza di coloro contro i quali era diretta[437].
+
+ [437] _Hier. de Bursellis, p. 907-908. — Diario Ferrarese, t. XXIV,
+ p. 281. — Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+La città di Perugia, che molto tempo aveva figurato tra le repubbliche
+della Toscana, non andava esente da turbolenze press'a poco simili,
+sebbene avesse perduta la sua indipendenza, la sua popolazione e
+l'antica sua ricchezza. Sempre divisa tra le due fazioni degli Oddi e
+de' Baglioni, la loro guerra civile aveva avuto fine nel 1489
+coll'esilio dei primi, e di tutti i superstiti della famiglia di Braccio
+da Montone[438]. Questi esiliati, coll'ajuto del duca d'Urbino, e col
+segreto assenso d'Innocenzo VIII, trovarono mezzo di tornare in Perugia
+il 6 giugno del 1491, alle quattr'ore di notte. Molto si ripromettevano
+dalle intelligenze che credevano di trovare in città; ma per lo
+contrario, appena scoperti, vennero caldamente attaccati da tutti i
+cittadini. All'incirca cinquanta degli emigrati rientrati furono uccisi
+in questa zuffa, altri cento di già coperti di ferite furono fatti
+prigionieri, e subito appiccati. Il protonotaro Fabricio ed un altro
+prelato, chiamato Ridolfo, principali capi della fazione degli Oddi,
+furono uccisi; ed il papa, udendo la sconfitta della parte ch'egli aveva
+mostrato di spalleggiare, non si mostrò difficile ad accordare ai figli
+dei vincitori i beneficj de' preti morti in questa battaglia[439].
+
+ [438] _Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+ [439] _Ivi, p. 1237. — Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. VI,
+ f. 96._
+
+Per ultimo la città di Genova non era in allora più libera delle altre
+repubbliche sue alleate. La rivoluzione dell'ottobre del 1488 l'aveva
+assoggettata al duca di Milano, ed Agostino Adorno la governava a suo
+nome; ma perchè poco prima una fazione aveva implorata la protezione del
+re di Francia, offrendogli la signoria della loro patria, Lodovico il
+Moro, per conciliare queste pretese con quelle del potente suo vicino,
+aveva domandato di tenere Genova come un feudo mobile della corona di
+Francia, ed infatti ne aveva avuta l'investitura a tal patto nel
+1490[440].
+
+ [440] _Barth. Senaregae de Reb. Genuens., t. XXIV, p. 525. —
+ Philiph. de Comines, Mémoires, l. VII, chap. III, p. 151._
+
+Gli altri stati dell'Europa, distrutti in tale epoca da intestine
+guerre, esercitavano poca influenza sulla politica italiana; quindi il
+riposo che si godeva in sul declinare del quindicesimo secolo, quel
+riposo tanto vantaggioso alle lettere ed alle arti, e che fu celebrato
+da tutti gl'Italiani in confronto alle lunghe e sanguinose guerre che
+dovevano cominciare tra poco, non era altrimenti il frutto della
+politica di un uomo, ma il risultamento di un'unione di circostanze che
+non potevano lungamente durare. La Francia, di dove il turbine doveva
+bentosto piombare sull'Italia, non era per anco apparecchiata a
+sostenere la premeditata guerra. Nella sua giovinezza Carlo VIII aveva
+di già concepito il progetto di conquistare il regno di Napoli, progetto
+che eseguì in breve con un successo affatto sproporzionato alle sue
+forze ed a' suoi talenti[441]. Ma la rivalità fra la signora di Beaujeu,
+sua sorella, governatrice del regno, ed il duca d'Orleans, la guerra
+contro il duca di Bretagna, e l'altra contro Massimiliano, figliuolo di
+Federico III, che per parte di sua moglie aveva ereditata la casa di
+Borgogna, tenevano in allora la Francia occupata in troppo pressanti
+interessi, perchè si potesse prevedere, che tutt'ad un tratto porrebbe
+da banda ogni altro pensiero per iscendere con tutte le sue forze in
+Italia.
+
+ [441] _Phil. de Comines Mémoires, l. VII, chap. V, p. 158._
+
+Massimiliano, che dal canto suo vi doveva portare la guerra ora come
+rivale, ed ora come alleato del monarca francese, trovavasi in allora
+implicato in contese ne' Paesi Bassi. In luglio del 1477 egli aveva
+sposata Maria, erede della Borgogna, l'aveva perduta il 28 marzo del
+1482, e dopo tale epoca i suoi sudditi avevano cominciato a
+contrastargli la reggenza de' suoi stati, ed il diritto di allevare suo
+figliuolo Filippo. Massimiliano fu tenuto nove mesi loro prigioniere a
+Bruges; ed allora poco pensava a far valere i diritti di re de' Romani,
+acquistati nel 1484, od a scendere in Italia per proteggere Innocenzo
+VIII, che caldamente lo invitava nel 1490[442].
+
+ [442] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1490, § 5, 6 e 7, p. 498. — Spiegel der
+ Ehren. B. V, c. XXXII, p. 936, c. XXXV, p. 978._
+
+Federico III, suo padre, giunto all'estrema vecchiaja, dopo
+cinquant'anni di regno, non poteva mostrare quel vigore, di cui non
+aveva nemmeno date prove in gioventù. Egli non aveva saputo nè
+respingere i Turchi, nè farsi rispettare dai Tedeschi, nè conservare i
+diritti della sua corona. Trattando ingiuste guerre contro Mattia
+Corvino, l'eroe dell'Ungheria, non aveva saputo difendere contro il
+medesimo la propria eredità. L'Austria era invasa, ed egli andava
+errando d'una in altra città imperiale, o d'uno in altro convento,
+vivendo alle spese di coloro che gli davano ospitalità[443].
+
+ [443] _Spiegel der Ehren. der Erzhauses von Oesterreich, B. V, c.
+ XXXI, p. 926._ — Il Fugger enumera ventisei diverse guerre fatte da
+ questo sovrano. _Ivi, B. V, c. XLI, p. 1073._
+
+Mattia Corvino, re d'Ungheria, il solo che avesse avuta la gloria di
+fermare Maometto II in mezzo alle sue conquiste, e con ciò forse quella
+di avere salvata la cristianità, si era trovato più implicato nella
+politica d'Italia che verun altro de' suoi predecessori, tranne Luigi il
+Grande della casa d'Angiò. La sua alleanza con Venezia, il suo
+matrimonio con Beatrice d'Arragona, figlia di Ferdinando, e cognata
+d'Ercole, duca di Ferrara, la sua ubbidienza ai voleri del papa, e le
+sue guerre coll'imperatore, aveva moltiplicate le sue relazioni cogli
+Italiani; ma egli morì il 5 d'aprile del 1490[444]. Cinque pretendenti
+si presentarono per avere la sua corona. Giovanni Corvino, suo figlio
+bastardo, era fra tutti quello che per avere ereditate quasi tutte le
+paterne virtù, pareva assistito da migliori diritti: non pertanto gli fu
+preferito Uladislao, re di Boemia, e figlio del re di Polonia. Ma tale
+elezione fu cagione all'Ungheria di estreme ruine. I Tedeschi, i
+Polacchi, i Turchi ed i malcontenti Ungari se ne contesero le province;
+tutte le chiese cristiane furono incenerite fino a Varadino, la Croazia
+e la Transilvania furono saccheggiate nel 1491, e Schabatz, il baluardo
+della Cristianità, fu assediato dai Musulmani. Alba reale e Schabatz non
+vennero per altro in potere dei Turchi; ma Paolo di Kinitz, che fece
+levare l'assedio nel susseguente anno, macchiò la sua vittoria,
+trattando i suoi prigionieri con ispaventose crudeltà[445].
+
+ [444] _Bonfinius de reb. Hung., D. IV, l. VIII, p. 672. — An. Eccl.,
+ 1490, § 10, 11, p. 399. — Marin Sanuto vite dei Duchi di Venezia, p.
+ 1247. — Diar. Ferrar., p. 281. — Spiegel der Ehren, B. V, c.
+ XXXVIII, p. 1023._
+
+ [445] _Bonfinius Rer. Ung., D. V, l. II, p. 717. — An. Eccles., 1491
+ § 14, p. 405. — Spiegel der Ehren, B. V. c. XXXVIII, p. 1024._
+
+Nel 1485 Enrico VII aveva in Inghilterra posto fine alla tirannia di
+Riccardo III, e cercava di consolidare un'autorità tuttavia male
+riconosciuta. Nella Spagna Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di
+Castiglia, avanzavansi assai più rapidamente, che non tutti gli altri
+sovrani, verso la potenza e la considerazione. Essi avevano acquistato
+alla corte del papa un'influenza, che in addietro mai avuta non avevano
+i loro predecessori, e tutti i potentati d'Italia tenevano costantemente
+gli occhi rivolti alla Spagna. In questa stessa epoca essi ponevano i
+fondamenti di una assai più vasta potenza: Cristoforo Colombo scuopriva
+per loro, nel 1492, il nuovo Mondo, mentre che i Portoghesi dilatavano i
+loro stabilimenti su tutte le coste dell'Africa, e mentre Bartolommeo
+Diaz superava nel 1486 il Capo di Buona Speranza. Ma tutte le forze,
+tutte le ricchezze de' sovrani della Spagna erano rivolte contro il
+regno di Granata, il di cui acquisto era di quell'epoca il solo scopo
+della loro ambizione. Soltanto la capitale di quest'ultimo regno de'
+Mori nella Spagna, questa fiaccola da cui si erano sparse in tutto
+l'Occidente i lumi, le arti e le scienze degli Asiatici e degli antichi,
+conservava ancora la sua indipendenza. L'attacco di Ferdinando e di
+Isabella risguardavasi dai Latini come una guerra sacra, sebbene non si
+trattasse pei Cristiani di riconquistare i luoghi consacrati dalla
+religione, come nella Siria, o di difendersi contro le barbare
+invasioni, come in Grecia ed in Ungheria; ma per lo contrario di
+scacciare un popolo più incivilito che i suoi aggressori da un luogo
+ch'essi occupavano già da ottocento anni. La caduta del re Boabdil, e la
+conquista di Granata, fatta il 2 gennajo del 1492, vennero festeggiate
+in tutta l'Europa come il trionfo della Cristianità[446].
+
+ [446] Intorno alle feste d'Italia celebrate in quest'occasione
+ osservinsi _Barthol. Senaregae, de Rebus Genuens., p. 531. — Ann.
+ Eccl. Raynal., 1492, § 1, 2, 3, p. 406._
+
+In tal modo tutto si andava apparecchiando per un'era nuova, non solo in
+Europa, ma in tutto il mondo. Le regioni dell'Oriente e dell'Occidente,
+ravvicinate da una navigazione fin allora creduta impossibile, venivano
+a legarsi all'Europa come al centro della potenza e dell'incivilimento.
+Le nazioni si addestravano nelle ultime guerre civili, sviluppando
+quelle forze che in breve dovevano portare in estranie contrade. La
+Spagna, la Francia, la Germania, l'Inghilterra si apparecchiavano a
+scendere sul campo di battaglia come colossi, contro i quali più lottare
+non potrebbero quelle potenze che fino a tale epoca avevano creduto di
+tenere le bilance dell'Europa. Era giunta l'età in cui doveva mutarsi
+l'antico ordine delle cose; la libertà dei piccoli popoli erasi a poc'a
+poco perduta; tutti i principi di una stessa nazione, che indipendenti
+essendo gli uni dagli altri, non erano uniti che dai deboli vincoli
+della feudalità, erano caduti dal grado di rivali del monarca a quello
+di sudditi. Quella forza di cui avevano tanto tempo fatto uso gli uni
+contro degli altri per appagare le loro passioni, per difendere i loro
+diritti o il loro orgoglio, dovevano in breve con prodigalità consumarla
+sotto gli ordini di un padrone. Dovevano cercare in lontane parti la
+guerra che per sì lungo tempo avevano trovata ai loro confini. Gli
+eserciti erano vicini a contare tante migliaja di soldati, quante erano
+in addietro le centinaja; le guerre dovevano vestire un nuovo carattere
+di ferocia, perchè i popoli belligeranti avevano usanze, costumi,
+opinioni e specialmente un linguaggio affatto diverso, di modo che la
+preghiera e la compassione più non conservavano veruna comunicazione. Il
+desiderio di vendetta delle lunghe privazioni sostenute in lunghi
+viaggi, in lunghi accampamenti, in lunghe malattie, dovea chiudere i
+cuori de' guerrieri alle voci della commiserazione. Gli spedali
+militari, fino a tale epoca sconosciuti, dovevano bentosto consumare
+assai più soldati che non il ferro ed il fuoco; eppure le battaglie
+dovevano in pochi anni macchiare il suolo italiano con assai più di
+sangue che non erasene versato in tutto l'intero ultimo secolo. Tutto
+prendere doveva un più gagliardo e più severo carattere; tutto
+apparecchiava a più dolorose rivoluzioni, a scosse più violenti; ed omai
+più non dipendeva dall'ingegno di un solo uomo il ritardare o
+l'affrettare una crisi, renduta necessaria dalla natura delle cose.
+
+Gl'Italiani, che videro succedere tutto ad un tratto lo sconvolgimento
+della loro patria a un periodo di calma, di ricchezza e di splendore
+letterario, attribuirono le mutazioni di cui ne sperimentavano gli
+effetti agli uomini ch'essi avevano conosciuti. Attribuirono a Lorenzo
+de' Medici l'onore di avere conservata la pace in Italia, perchè la
+terribile invasione che la pose sossopra accadde due soli anni dopo la
+di lui morte. Accusarono Lodovico il Moro d'avere colla sua ambizione
+privata e con una falsa politica, data la patria in mano a quegli
+stranieri, ch'essi chiamavano _barbari_, perchè loro rinnovò l'invito,
+di già fatto venti volte in questo e nel precedente secolo, di prendere
+parte nelle guerre d'Italia. Ma Lorenzo de' Medici non aveva impedito a
+Lodovico XI di dettare il 22 luglio del 1474 il suo testamento al
+vecchio re Renato a favore del conte _du Maine_, o di dettare a
+quest'ultimo il suo testamento del 10 dicembre 1481, a favore della
+corona di Francia. Tutte le pretese dei re francesi sul regno di Napoli
+erano state dunque apparecchiate da molto tempo, e precisamente dodici
+anni prima della morte di Lorenzo. Queste pretese non potevano essere
+cagione di guerra, nè finchè occupava il trono un re vecchio, infermo,
+timido, avaro, sospettoso, nè in tempo della minorità di suo figlio. Ma
+era bensì giunto l'istante in cui una tale ambizione diverrebbe così
+naturale alla Francia, che tre de' suoi re, diversi di carattere,
+d'ingegno, ed ancora pel sangue da cui uscivano, Carlo VIII, Lodovico
+XII e Francesco I, vi si abbandonerebbero con eguale ardore. Nè Lorenzo
+de' Medici avrebbe potuto trattenerli, quand'anche fosse vissuto fino
+all'età cui poteva naturalmente giugnere; nè avrebbe parimenti potuto
+prevenire o impedire l'unione di tutte le corone della Spagna nelle mani
+di Ferdinando e d'Isabella, la riunione delle eredità della Borgogna e
+dell'Austria in quelle di Massimiliano. Egli non aveva eccitata contro i
+primi la guerra di Granata, nè contro il secondo la ribellione de'
+Fiamminghi, onde non poteva appropriarsi il merito nè della loro
+attività nè del loro riposo.
+
+Un solo mezzo poteva esservi di salvare l'Italia, ed era di seguire il
+progetto dei repubblicani Fiorentini, mandato a male da Cosimo de'
+Medici; di mantenere la repubblica di Milano quando ricuperò la sua
+libertà nel 1447, dividendo in tal modo la Lombardia tra due potenti
+stati liberi, Milano e Venezia; di conservare tra loro l'equilibrio col
+peso che Firenze e la Toscana porrebbero nella bilancia; di riunirle per
+un comune interesse qualunque volta si trattasse di difendere la libertà
+e l'indipendenza d'Italia; di spalleggiarle coll'alleanza degli
+Svizzeri, secondo il progetto che alquanto più tardi Sisto IV comunicò
+ai Cantoni; di riunire così, in caso di bisogno, le ricchezze di Firenze
+e di Milano, le flotte di Venezia e di Genova, e l'indomabile milizia
+degli Svizzeri, per la causa della libertà. In allora questa catena di
+repubbliche avrebbe presentato alle straniere potenze uno steccato, che
+non avrebbe potuto essere superato nè da Carlo VIII, nè da Massimiliano,
+nè da Ferdinando e da Isabella. Ma questo progetto, che gli Albizzi
+sarebbero stati degni di formare, che Neri Capponi concepì e
+vigorosamente sostenne, che venne rinnovato da Sisto IV, fu distrutto
+dalla personale ambizione di Cosimo e di suo nipote, i quali per essere
+i primi cittadini della loro patria, e per portare la loro famiglia al
+sovrano potere, abbisognavano di avere l'alleanza di altri principi, non
+di stati liberi. Per la stessa ragione Lorenzo tenne sempre Firenze
+lontana da Venezia, antica di lei alleata; ed ispirò al popolo uno
+spirito di diffidenza e di rivalità, contrario a quell'antica unione che
+aveva all'opportunità posto argine alle conquiste di Mastino della
+Scala, di Barnabò, di Giovanni Galeazzo e di Filippo Maria Visconti. Di
+modo che se della ruina d'Italia può darsene colpa ad un errore
+politico, dobbiam piuttosto incolparne Lorenzo che Lodovico il Moro.
+
+Quest'ultimo, ambizioso tutore di suo nipote, ch'egli voleva privare del
+trono, luogotenente di un despota, ed aspirando alla tirannide, era
+veramente fatto per sagrificare ogni cosa al suo personale interesse.
+Non è già da tale razza d'uomini che possano pretendersi virtù
+pubbliche, nulla potevasi da lui sperare fuorchè un giusto calcolo. A
+dir vero egli s'ingannò, quando invocò l'ajuto degli stranieri, che
+dovevano in breve schiacciarlo; ma il suo errore non era nuovo. Dopo il
+primo Carlo d'Angiò, che viveva alla metà del XIII.º secolo, dopo
+Filippo e Carlo di Valois, i papi, i baroni napolitani, i Toscani, i
+Lombardi, i Veneziani, i Genovesi, avevano tutti ogni dieci anni
+chiamati i Francesi in Italia. Lodovico I, Lodovico II, Lodovico III,
+della seconda casa d'Angiò, il vecchio Renato, suo figlio Giovanni, duca
+di Calabria, e Renato di Lorena, avevano tutti più volte tentato di
+conquistare il regno di Napoli con eserciti francesi. Negli ultimi dieci
+anni Renato II era stato due volte chiamato dai Veneziani e due volte
+dal papa. Quasi nello stesso periodo i Genovesi si erano due volte
+offerti al re di Francia. Per ultimo Innocenzo VIII, l'amico ed il
+confidente di Lorenzo de' Medici, aveva di nuovo dichiarato guerra a
+Ferdinando di Napoli in novembre del 1489, confidando soltanto
+nell'ajuto di Carlo VIII, da lui chiamato a soccorrerlo[447]; e fu
+l'indolenza di Carlo, e non le persuasioni di Lorenzo, che finalmente
+obbligarono il papa a fare la pace nel 28 gennajo del 1492, allorchè
+vide che i suoi brevi, e le sue bolle, sole armi da lui adoperate in tre
+anni, non avevano avuta abbastanza forza di tirare i Francesi in Italia.
+
+ [447] _Raynaldi An. Eccl., 1489, § 7, 8, 9, p. 394. — Diar. Romano
+ di Stef. Infess., p. 1229._
+
+Non pertanto temendo Ferdinando di vedere finalmente eseguirsi
+quest'invasione, rinnovò con quest'ultimo trattato quasi tutte le
+condizioni della precedente sua convenzione col papa. Promise di dare la
+libertà ai figli dei baroni ch'egli aveva fatti morire; promise di
+pagare l'annuo tributo cui si era assoggettato; per ultimo promise di
+non turbare nel suo regno l'esercizio dell'ecclesiastica giurisdizione.
+Mandò il suo nipote, il principe di Capoa, a rendere omaggio al papa, il
+quale investì di nuovo il re del suo regno, siccome di feudo spettante
+alla Chiesa. Innocenzo fissò l'ordine della successione, chiamandovi il
+duca di Calabria, e, se questi premoriva al padre, il principe di Capoa;
+ed infine ricevette il giuramento del re. La bolla, che terminava questa
+contesa, è del 4 di giugno del 1492[448], e il 25 del susseguente luglio
+Innocenzo VIII morì, prima d'avere avuto il tempo di vedere Ferdinando
+mancare, secondo il praticato, a tutte le sue promesse[449]. Innocenzo
+VIII soffriva da gran tempo molte infermità, ed il 27 di settembre del
+1490 era già stato creduto morto per uno svenimento di venti ore. In
+tempo della sua letargia Franceschetto Cibo tentò d'impadronirsi del
+tesoro pontificio, poi di Zizim, che soggiornava nello stesso palazzo
+del papa; ma le guardie dell'uno e dell'altro eransi opposte ai suoi
+tentativi[450]. I cardinali, che in allora si trovavano in Roma, eransi
+portati di buon mattino al palazzo ed avevano cominciato l'inventario
+del tesoro. Sebbene Franceschetto Cibo avesse già da gran tempo deviata
+una parte delle ricchezze della Chiesa, e le avesse mandate a Firenze, i
+cardinali trovarono ancora nella camera apostolica grandissime somme,
+che diedero a custodire al cardinale Savelli. Ma intanto il papa
+rinvenne, e tosto che si sentì rinvigorire, congedò tutti i cardinali,
+loro dicendo che sperava tuttavia di sopravvivere a tutti loro[451].
+
+ [448] _Diploma apud Raynaldum An. 1492, § 11, 12, 13, p. 408-410. —
+ Diar. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1240._
+
+ [449] _Istor. di Gio. Cambi, t. XXI, p. 71. — Il Diario Romano del
+ Nantiporto_ termina alla morte d'Innocenzo VIII, _t. III, p. II, p.
+ 1108_. Il Muratori, pubblicandolo, intese di contrapporlo al
+ giornale di Stefano Infessura, che assume la qualità di segretario,
+ _scriba_, del senato e del popolo romano. Vuole che si richiamino in
+ dubbio le maldicenze dell'Infessura intorno a Sisto IV e ad
+ Innocenzo VIII, perchè nulla trovasi di simile nel giornale del
+ notajo di Nantiporto: ma a dir vero non trovasi in questo giornale,
+ nè la conferma delle cose dette dall'Infessura, nè altre cose,
+ tranne la data affatto nuda degli avvenimenti. I più insignificanti,
+ come i più importanti sono egualmente indicati da una breve frase,
+ non facendovi il notajo veruna diversità. «Il 15 di maggio, egli
+ dice, il cardinale de' Medici fu fatto legato del patrimonio: il 16
+ il duca di Ferrara partì da Roma e se ne andò; il 26 l'ambasciatore
+ di Venezia entrò in Roma con molto onore; il 27 il principe di
+ Capova, figlio del duca di Calabria, fece il suo ingresso in Roma
+ trionfalmente, tra il cardinale di Benevento e quello di Siena; seco
+ condusse molta signoria, ed alloggiò nel palazzo del papa; il 29 il
+ principe andò a visitare i cardinali, cominciando dal vice
+ cancelliere;» e tutta la sua narrazione seguita nello stesso modo.
+ Non si può di buona fede opporre il silenzio di un giornale, scritto
+ in questa maniera, all'autorità d'una storia ragionata e
+ circostanziata, dove si vede la volontà ed il sentimento dello
+ scrittore. Il giornale del notajo di Nantiporto è stampato nel _t.
+ III, p. II, p. 1071-1108_. Quello dell'Infessura trovasi nello
+ stesso volume _p. 1109-1252_. Ma il Muratori soppresse varie
+ circostanze che gli sembrarono scandalose sul conto di Sisto IV. Lo
+ stesso giornale trovasi senza lagune in _Eccardus Hist. Medii Aevi,
+ t. II. Lipsiae, 1723._
+
+ [450] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1233._
+
+ [451] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1234._
+
+Nell'ultima sua malattia Innocenzo VIII si lasciò persuadere da un
+medico giudeo di tentare il rimedio della trasfusione del sangue, spesso
+proposto da certi empirici, ma fin allora non isperimentato che sopra
+animali. Tre fanciulli dell'età di dieci anni furono successivamente,
+mercè una ricompensa data ai loro parenti, assoggettati all'apparecchio
+che doveva far passare il sangue delle loro vene in quelle del vecchio,
+e il sangue di questi nelle vene de' fanciulli. Tutti e tre morirono nel
+cominciamento dell'operazione, probabilmente per l'introduzione di
+qualche bolla d'aria nelle loro vene, ed il medico giudeo si diede alla
+fuga piuttosto che di sagrificare nuove vittime[452]. In tempo della
+malattia d'Innocenzo VIII, precisamente a mezzo luglio, lo sventurato
+Zizim, il di cui capo in certo qual modo era stato da Bajazette II posto
+all'incanto, fu per ordine de' cardinali chiuso in Castel sant'Angelo,
+venendo risguardato come una parte importante dell'eredità del futuro
+pontefice.
+
+ [452] _Ivi, p. 1241. — Raynaldi An. Eccles., 1492, § 9, p. 412, ex
+ Volaterrano, l. XXII, et aliis._
+
+Lorenzo de' Medici non conobbe la morte d'Innocenzo VIII, nè la
+scandalosa elezione di Roderigo Borgia, che gli successe sotto il nome
+d'Alessandro VI. Sorpreso da lenta febbre, che si aggiunse alla gotta,
+ereditaria nella sua famiglia, si era in sul cominciare dell'anno
+ritirato a Careggi, sua villa, per porsi tra le mani de' medici. Pareva
+che questi proporzionassero i loro rimedj alla ricchezza piuttosto che
+ai bisogni del loro ammalato; gli fecero prendere decomposizioni di
+perle e di altre pietre preziose senza verun giovamento. Lorenzo,
+circondato dai suoi amici, morì tra le loro braccia l'otto aprile del
+1492, prima di avere compiuto l'anno 44 dell'età sua[453].
+
+ [453] _Machiavelli, l. VIII, p. 447. — Scip. Ammirato, l. XXVI, p.
+ 186._
+
+Qualunque si fosse la destrezza di Lorenzo de' Medici nel trattare gli
+affari, non può essere come uomo di stato collocato tra i sommi uomini,
+onde va gloriosa l'Italia. Tant'onore non è riservato che a coloro che,
+portando le loro viste al dissopra dell'interesse personale, assicurano
+col lavoro e colla loro vita la pace, la gloria o la libertà del loro
+paese. Per lo contrario Lorenzo tenne quasi sempre una politica
+egoistica; sostenne con sanguinose esecuzioni un usurpato potere; andò
+ogni giorno aggravando il detestato giogo sopra una città libera; privò
+i legittimi magistrati dell'autorità loro attribuita dalla costituzione,
+e deviò i suoi concittadini da questa pubblica carriera, nella quale
+prima di lui avevano mostrato tanto ingegno. Vedremo nell'ultima parte
+di quest'opera le funeste conseguenze della sua ambizione, e del
+rovesciamento delle nazionali istituzioni. Una disastrosa lotta si tenne
+viva trent'otto anni tra la famiglia di Lorenzo e la sua patria, ed ebbe
+soltanto fine collo stabilimento della tirannia di Alessandro dei
+Medici.
+
+Per altro ingiusta cosa sarebbe lo spogliare Lorenzo de' Medici di una
+gloria accordatagli dalla posterità. Per l'attiva ed illuminata
+protezione da lui accordata alle arti, alle lettere, alla filosofia,
+egli meritò di associare il suo nome alla più bella epoca della storia
+letteraria dell'Italia. Colla prontezza e colla perspicacia del suo
+ingegno, colla flessibilità de' suoi talenti, col calore della sua
+anima, diventò il capo ed il promotore di un'associazione di grandi
+uomini intenti a far risorgere le lettere ed il buon gusto. Lorenzo era
+fatto per conoscere tutto, per apprezzar tutto, per sentire tutto. Egli
+mostrava la medesima attitudine per le arti di cui andava ragunando e
+moltiplicando i capi d'opera; per la poesia, cui ritornava l'antica
+armonia del Petrarca; per la filosofia, che riceveva in casa sua una
+nuova vita dallo studio profondo de' Platonici[454]. Lorenzo non era
+forse un uomo di straordinario ingegno, nè come poeta, nè come filosofo,
+nè come artista; ma aveva un così vivo senso del bello e del giusto, che
+metteva in sul buon cammino coloro ch'egli stesso non poteva seguire.
+Così il profondo pensare di Poliziano e di Pico della Mirandola, il
+genio poetico di Marullo e di Pulci, l'erudizione del Landino, dei Scala
+e dei Ficino, sono una parte essenziale della gloria del protettore cui
+dovettero, per così dire, quasi la loro esistenza. Abbiamo creduto che
+in un'epoca così gravida d'avvenimenti, bisognasse separare la storia
+politica da quella della letteratura del mezzogiorno; ed è in un'altra
+opera che abbiamo cercato di dare qualche idea del merito letterario di
+Lorenzo. I signori Ginguenè e Roscoe rendettero un più luminoso omaggio
+all'ingegno di quest'uomo straordinario. Lo rappresentarono in mezzo ai
+suoi amici, agl'illustri letterati che lo amavano[455]; e posero in tal
+modo in piena luce le attrattive del suo carattere, la sua facilità, il
+suo buon umore, la sua costanza, la sua magnanimità. Ma per affezionarsi
+così vivamente a Lorenzo conviene talvolta ammettere con poco scrupolo
+le pie frodi de' suoi amici e de' suoi adulatori: conviene
+particolarmente deviare lo sguardo dall'antica Firenze, e dimenticare,
+se è possibile, ciò ch'ella fu nei giorni della sua vera gloria, ciò
+ch'ella fu sotto la dittatura di Lorenzo, ciò ch'ella diventò dopo di
+lui[456].
+
+ [454] _Machiavelli, Ist., l. VIII, p. 449._
+
+ [455] Il signor Roscoe pubblicò nell'appendice _§ 77, t. IV, p.
+ 122_, una commovente lettera di Angelo Poliziano del 17 di giugno
+ del 1492, nella quale narra gli ultimi istanti e la morte di
+ Lorenzo. I suoi amici nel frenetico dolore per tanta perdita,
+ uccisero il medico Pietro Leoni di Spoleto, che lo aveva curato, o
+ almeno lo minacciarono con tanta violenza, che per disperazione
+ gittossi da sè medesimo in un pozzo, a San Cervagio. _Ricordanze di
+ Tribaldo de' Rossi, Deliz. Erud., t. XXIII, p. 275. — Scip.
+ Ammirato, l. XXVI, p. 187. — Alleg. Allegretti, Diari Sanesi, t.
+ XXIII, p. 825. — Istorie di Giovanni Cambi, t. XXI, p. 67. — Rime di
+ Jacopo Sannazzaro nella morte di Pier Leone medico. — Roscoe,
+ Appendix, § 78-79._
+
+ [456] La storia fiorentina del Machiavelli termina col 1492, alla
+ morte di Lorenzo, ma i suoi frammenti storici, i suoi decennali, ed
+ in particolare le lettere scritte in tempo delle sue legazioni, ci
+ serviranno ancora di guida per gran parte dello spazio che ci rimane
+ a scorrere.
+
+ _La storia fiorentina di Gio. Michele Bruto_, dotto Veneziano, che
+ visse dal 1513 al 1594, termina pure alla morte di Lorenzo de'
+ Medici, dopo avere cominciato con quella del vecchio Cosimo
+ (_Burmannus Thes. Ant. et Hist. Ital., t. VIII, p. II, p. 1-216_.)
+ Bruno viene collocato tra i principali storici latini del sedicesimo
+ secolo; ma ciò soltanto per l'eleganza del dire. Visse in Lione
+ cogli emigrati fiorentini, nemici della casa de' Medici, ed in
+ generale adottò le loro opinioni e l'odio loro: pure pochissimo
+ aggiugne a ciò che già si sapeva. Le sue autorità sono _Machiavelli,
+ i Commentari e le lettere del cardinale di Pavia, e la vita di
+ Lorenzo de' Medici di Niccolò Valori_. Egli disamina le loro
+ opinioni, e sceglie con poca buona critica; ed i lunghi sermoni
+ sparsi nella sua narrazione non sono che amplificazioni di quelli
+ del Machiavelli, cui ha tolto il loro colore originale.
+
+
+FINE DEL TOMO XI.
+
+
+
+
+TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XI.
+
+
+ CAPITOLO LXXXIII. _Lorenzo de' Medici
+ succede al credito di suo padre presso
+ la repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione
+ dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di
+ Giuliano della Rovere, che poi fu Giulio II.
+ Progressi dei Turchi; primo assedio di
+ Scutari; assedio di Lepanto, presa di
+ Caffa._ 1469-1475 _pag._ 3
+
+ La repubblica fiorentina cessa di essere
+ la direttrice dell'Italia 3
+ 1469 I figli di Pietro de' Medici troppo
+ giovani per governare quando morì
+ il loro padre 5
+ La fazione attaccata alla loro famiglia
+ loro deferisce non per tanto l'autorità 6
+ Politica di Tommaso Soderini che conserva
+ il credito dei Medici 7
+ Durante la loro giovinezza la repubblica
+ si mantiene in riposo 9
+ 1471 Fastoso viaggio di Galeazzo Sforza a Firenze 10
+ Influenza fatale della corte dello Sforza
+ sui costumi dei Fiorentini 11
+ 1470 6 aprile. Bernardo Nardi occupa Prato
+ per sorpresa 12
+ Viene fatto prigioniere e condannato
+ co' suoi complici a morte 14
+ 1472 Turbolenze a Volterra in occasione di
+ una miniera d'allume 15
+ 1472 27 aprile. Volterra si rivolta contro Firenze 17
+ Giugno. Volterra presa e saccheggiata
+ da Federico di Montefeltro 17
+ 1471 9 agosto. Elezione di Sisto IV sospetta
+ di simonia 18
+ Il tesoro di Paolo II sottratto da questo
+ papa o da' suoi nipoti 20
+ Quattro nipoti di Sisto IV, cui egli
+ sagrifica gl'interessi della Chiesa 21
+ Grazie che accorda a Leonardo ed a Giuliano
+ della Rovere, ed a Girolamo Riario 21
+ Potenza e stravagante lusso di Pietro
+ Riario, cardinale di san Sisto 24
+ 1473 12 settembre. Giugne a Milano col titolo
+ di legato di tutta l'Italia 26
+ 1474 5 gennajo. Sua morte cagionata dalle
+ sue dissolutezze 27
+ Giovanni della Rovere, altro nipote del
+ papa, sposa Giovanna di Montefeltro 27
+ 21 agosto. Federico di Montefeltro creato
+ dal papa duca d'Urbino 28
+ Campagna del cardinale Giuliano della
+ Rovere contro Todi 29
+ Attacca Niccolò Vitelli, principe di
+ Città di Castello 31
+ I Fiorentini lo difendono 32
+ Diffidenza de' Fiorentini per l'alleanza
+ del papa, del re di Napoli e del duca d'Urbino 33
+ 2 novembre. Alleanza tra i Fiorentini,
+ Venezia ed il duca di Milano 35
+ 1474 Nullità per alcuni anni della storia d'Italia 36
+ Il papa ricusa di prender parte nella
+ guerra coi Turchi 36
+ 17 gennajo. Sconfitta dei Turchi a
+ Rackowieckz data dal vayvoda di Moldavia 37
+ Maggio. Il beglierbey di Romania intraprende
+ l'assedio di Scutari 39
+ Agosto. Leva l'assedio dopo aver molto
+ sofferto per le malattie 40
+ Patimenti degli assediati e dell'armata
+ veneziana 40
+ 1475 I Turchi assediano inutilmente Lepanto 43
+ Importanza della colonia genovese di Caffa 44
+ Soccorsi mandati per terra a Caffa 45
+ Contese de' Genovesi di Caffa con un
+ kan di Tartaria 47
+ Giugno. Caffa presa e ruinata da Maometto II 48
+ Indebolimento di tutte le parti nella
+ guerra dei Turchi 50
+
+ CAPITOLO LXXXIV. _Congiura di Niccolò
+ d'Este a Ferrara, di Girolamo Gentile
+ a Genova, d'Olgiati, Visconti e Lampugnani
+ a Milano. Rivoluzioni nello stato di
+ Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza._ 1476-1477 51
+
+ Tutti gli stati d'Italia travagliati nello
+ stesso tempo dalle congiure 51
+ Un tiranno non può essere rovesciato che
+ da una congiura 52
+ Cosa avvi di nobile e di generoso in
+ ogni congiura 53
+ 1476 Congiura di Niccolò, figliuolo di Lionello
+ d'Este, contro Ercole 56
+ 1476 1.º settembre. Niccolò entra in Ferrara
+ con seicento uomini 57
+ Viene posto in fuga, fatto prigioniero
+ e condannato a morte 59
+ Limitato potere del duca di Milano in
+ Genova dopo le capitolazioni 60
+ Galeazzo Sforza non le mantiene 62
+ Vuol dividere in due la città di Genova
+ per domarla 63
+ Coraggio di Lazzaro Doria, che gli fa
+ abbandonare questo progetto 64
+ Giugno. Girolamo Gentile prende le armi
+ per liberar Genova 65
+ È costretto a rinunciare al suo progetto
+ e ad uscire di città 67
+ Carattere e vizj di Galeazzo Sforza 68
+ Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Giovanni
+ Andrea Lampugnani allievi di Cola Montani,
+ che inspira loro l'odio per la tirannia 69
+ Fa loro insegnare l'arte della guerra 71
+ Irritati dagli oltraggi dello Sforza
+ congiurano contro di lui 72
+ Preghiera de' congiurati nella chiesa
+ di sant'Ambrogio 72
+ 26 dicembre. Uccidono Galeazzo in questa chiesa 75
+ Il Lampugnani ed il Visconti uccisi
+ immediatamente 76
+ Costanza di Girolamo Olgiati in mezzo ad
+ orribili supplicj 77
+ 1477 Giovanni Galeazzo Sforza, figlio di Galeazzo,
+ riconosciuto duca di Milano, sotto la
+ reggenza di sua madre, Bona di Savoja 79
+ 1477 Gelosia tra il Simonetta, suo primo ministro,
+ ed i fratelli di Galeazzo 81
+ 16 marzo. Tumulto in Genova per la notizia
+ della morte del duca di Milano 82
+ Prospero Adorno liberato di prigione dalla
+ reggenza di Milano, ed incaricato di
+ calmare le turbolenze di Genova 83
+ 30 aprile. L'Adorno ristabilisce in Genova
+ la limitata autorità del duca di Milano 83
+ I fratelli Sforza riducono i Fieschi
+ all'ubbidienza 85
+ Maggio. Tornano a Milano, sperando d'occupare
+ la suprema autorità 87
+ 25 maggio. Arresto di Donato Conti loro
+ confidente 88
+ Tentano di sollevare il popolo, ma sono
+ forzati a fuggire 89
+ Morte d'Ottaviano Sforza in riva all'Adda;
+ esilio de' suoi fratelli; compiuta
+ vittoria di Cecco Simonetta 90
+
+ CAPITOLO LXXXV. _Congiura de' Pazzi._ 1478 92
+
+ 1472-1477 La storia fiorentina nel corso di più anni
+ senza interesse 92
+ Potere vessatorio che s'arrogano i Medici 93
+ Consumano le sostanze del pubblico per
+ sostenere il proprio commercio 94
+ Partigiani dei Medici e loro nemici 95
+ Gelosia di Lorenzo contro la famiglia de' Pazzi 97
+ 1472-1477 Priva Giovanni de' Pazzi della eredità
+ dei Borromei 99
+ Francesco Pazzi abbandona Firenze per
+ istabilirsi a Roma 101
+ Associa il suo odio a quello di Sisto IV
+ e di Girolamo Riario 102
+ Conosce di non poter attaccare i Medici
+ che col mezzo di una congiura 103
+ Guadagna al suo partito Francesco Salviati,
+ nominato arcivescovo di Pisa 105
+ 1477 Carlo di Montone attaccando i Sienesi
+ gl'indispone contro Firenze 105
+ Jacopo de' Pazzi entra nella congiura
+ di suo nipote 107
+ Si uniscono ai congiurati altri nemici
+ dei Medici 107
+ 10 dicembre. Raffaello Riario nominato
+ cardinale di 18 anni 109
+ 1478 Il cardinale Riario viene a Firenze, ed i
+ congiurati vogliono attaccare i Medici
+ in occasione delle feste date al cardinale 110
+ 26 aprile. I congiurati assalgono i due
+ fratelli, in tempo della messa,
+ nella cattedrale 112
+ Giuliano è ucciso, Lorenzo sottratto a'
+ suoi uccisori 113
+ Lorenzo si ritira a casa sua, circondato
+ da' suoi amici 114
+ In questo frattempo l'arcivescovo Salviati
+ tenta d'impadronirsi del palazzo pubblico 115
+ Il Gonfaloniere fugge dalle sue mani, lo fa
+ arrestare ed appiccare ad una finestra
+ del palazzo 116
+ 1478 Inutili sforzi di Jacopo de' Pazzi per
+ sollevare il popolo 118
+ Tutti i congiurati uccisi dal popolo furibondo 119
+ Settanta cittadini fatti a pezzi nelle strade 120
+ Carattere dei Pazzi 122
+ Attacco degli alleati contro la
+ repubblica fiorentina 123
+ 4 giugno. Bolla contro di lei di Sisto IV 123
+ 13 giugno. I Fiorentini per difendersi
+ nominano i decemviri della guerra 125
+ Il re di Francia ed altri sovrani vogliono
+ dissuadere Sisto IV dall'intraprendere
+ la guerra 127
+ Il cardinale di Pavia consiglia Sisto IV
+ a dare risposte inconcludenti 128
+ Rappresenta la causa de' congiurati come
+ diventata quella della santa sede 128
+ Il papa differisce fino alla fine dell'anno
+ a rispondere agli ambasciatori francesi,
+ ed intanto si apparecchia alla guerra 130
+
+ CAPITOLO LXXXVI. _Guerra tra Sisto IV,
+ alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. — Genova ricupera la sua
+ libertà. — Continuazione e fine della
+ guerra di Venezia contro i Turchi._ 1478 132
+
+ La dissimulazione de' cospiratori non è
+ scusabile che per il pericolo cui si espongono 132
+ I sovrani, che prendono parte in una
+ cospirazione, scendono alla bassezza
+ di assassini 133
+ Il carattere di Sisto IV corrompeva il
+ suo spirito e disonorava i suoi progetti 135
+ 1478 Suoi apparecchj per la guerra, e quelli
+ de' Fiorentini 135
+ 30 agosto. Il duca Ercole di Ferrara
+ accetta il comando dell'armata fiorentina 137
+ Sospetta condotta di questo duca 137
+ Lascia successivamente prendere le
+ più importanti fortezze dei Fiorentini 138
+ Novembre. Mette le sue truppe ne' quartieri
+ d'inverno 141
+ Lorenzo de' Medici si tiene sempre lontano
+ dall'armata che combatte per lui 141
+ I Fiorentini affrettano i soccorsi delle
+ altre potenze 142
+ Ricorrono a Bona, reggente del ducato di Milano 144
+ Il re di Napoli eccita altri nemici contro
+ Bona per impedirle di soccorrere i Fiorentini 144
+ Eccita Prospero Adorno a sollevare Genova 144
+ Sforzino mandato a Genova con una numerosa
+ armata per sottomettere quella città 147
+ Roberto di Sanseverino s'incarica della
+ difesa di Genova 148
+ 7 agosto. Battaglia sotto _i due gemelli_
+ tra i Milanesi ed i Genovesi 148
+ L'armata dei Milanesi disfatta e spogliata
+ dai contadini 149
+ 26 novembre. Prospero Adorno costretto a
+ cedere il suo posto a Battista Fregoso 150
+ I Fiorentini cercano di tenersi in pace
+ col governo di Genova 152
+ Peste a Firenze ed a Venezia 153
+ Negoziazioni de' Fiorentini con Venezia
+ per avere soccorsi 154
+ 1478 I Veneziani, spossati dalla guerra de'
+ Turchi, non possono soccorrere Firenze 155
+ 1475 Loro sforzi per ottenere la pace da Maometto II 155
+ Fanno condurre a Venezia i figli naturali
+ di Giacomo di Lusignano 156
+ 1477 Achmet, sangiacco d'Albania, assedia Croja 157
+ 2 settembre. Francesco Contarini disfatto
+ sotto Croja 158
+ Ottobre. Il pascià di Bosnia invade il Friuli 159
+ Achmet Giedik s'impadronisce del ponte
+ di Gorizia 160
+ Girolamo Novello battuto sulle rive
+ dell'Isonzo dai Turchi 161
+ Il nord dell'Italia, fino alla Piave,
+ guastato dai Turchi 162
+ 1478 I Veneziani fortificano di nuovo le rive
+ dell'Isonzo 164
+ Gennajo. Fanno nuovi sforzi per avere la pace 164
+ Maggio. Maometto rifiuta le condizioni
+ dettate da lui medesimo 165
+ 15 giugno. Croja s'arrende a Maometto,
+ che viola la capitolazione 166
+ Maometto assedia Scutari 167
+ 27 luglio. Terribile assalto dato a Scutari 168
+ Maometto occupa varie piazze dell'Albania 170
+ Attacca di nuovo il Friuli 171
+ Gli affari di Cipro tengono la repubblica
+ di Venezia inquieta 172
+ 27 agosto. I Veneziani chiudono nella
+ fortezza di Padova i figli di Giacomo
+ di Lusignano 173
+ 1478 Estremità cui trovasi ridotta Scutari 174
+ 18 novembre. Il senato disposto di accettare
+ la pace ad ogni condizione 176
+ 1479 26 gennajo. Giovanni Dario, ambasciatore
+ di Venezia, fa la pace col Sultano 176
+ La repubblica assegna pensioni agli abitanti
+ di Scutari, che abbandonano la loro
+ patria ceduta ai Turchi 178
+ 25 aprile. Si pubblica in Venezia la pace
+ coi Turchi 179
+
+ CAPITOLO LXXXVII. _Sisto IV attira
+ gli Svizzeri in Italia; loro vittoria
+ sui Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico
+ il Moro ad occupare il governo di Milano.
+ Cattivo stato degli affari di Lorenzo de'
+ Medici; passa a Napoli, ove soscrive una
+ pace, che compromette l'indipendenza della
+ Toscana. Progetto del duca di Calabria sopra
+ Siena; rivoluzioni di questa repubblica._ 1478 1480 180
+
+ 1479 Gelosia degl'Italiani contro Venezia dopo
+ la pace di Costantinopoli 180
+ Collera di Sisto IV contro di loro 181
+ Cerca di eccitare nuove guerre in Italia 182
+ 1476-1478 Principj del commercio delle indulgenze
+ in Isvizzera 183
+ Sisto IV invita gli Svizzeri alle
+ guerre d'Italia 184
+ Intrighi nella Svizzera del suo legato
+ Guido di Spoleto 185
+ Novembre. Il cantone d'Uri dichiara la
+ guerra al duca di Milano 185
+ Gli Svizzeri guastano i contorni dei laghi
+ e minacciano Bellinzona 186
+ 1479 gennajo. Battono il conte Torelli a Giornico 187
+ Pace tra il duca di Milano ed i cantoni svizzeri 189
+ Intrighi di Sisto IV col Sanseverino e
+ cogli Sforza 189
+ Debolezza dei Fiorentini nella loro guerra
+ contro Roberto di Sanseverino 190
+ Animosità de' soldati di Braccio contro
+ quelli dello Sforza, che servivano con
+ loro nell'armata fiorentina 191
+ 7 settembre. L'armata fiorentina disfatta
+ a Poggio imperiale, e loro fortezze
+ prese dal duca di Calabria 192
+ I fratelli Sforza passano in Lombardia 194
+ 23 agosto, Tortona s'arrende a Lodovico
+ Sforza, detto il Moro 194
+ 8 settembre. Viene richiamato a Milano dai
+ nemici del conte Cecco Simonetta 195
+ 11 settembre, Lodovico il Moro fa imprigionare
+ il Simonetta ed un anno dopo lo fa perire 196
+ 1480 7 ottobre. Rinvia la duchessa Bona, e dichiara
+ suo figlio maggiore di dodici anni 198
+ 1479 I Veneziani ed i Fiorentini vogliono opporre
+ Renato II di Lorena a Ferdinando 199
+ Diritti di Renato II di rappresentare la
+ casa d'Angiò 200
+ I duchi di Calabria e d'Urbino invitano
+ Lorenzo de' Medici a trattare con Ferdinando 201
+ 1479 Disparere tra il re di Napoli ed il papa
+ intorno alla guerra di Firenze 202
+ Pericolosa situazione di Lorenzo de' Medici 204
+ 5 dicembre. Parte per trattare la pace a Napoli 205
+ 1480 Viene ricevuto in Napoli con grandissimi onori 207
+ Espone a Ferdinando i principj della
+ sua politica 208
+ Ferdinando vuole accertarsi se i nemici
+ di Lorenzo non approfitteranno della
+ sua assenza 210
+ 6 marzo. Ferdinando soscrive la pace colla
+ repubblica fiorentina 211
+ 12 aprile. Lorenzo, tornato a Firenze
+ rende la propria autorità più assoluta 212
+ Magnificenza e prodigalità di Lorenzo 213
+ Progetti di Ferdinando sopra Siena, che
+ l'avevano mosso a fare la pace 214
+ 1403-1480 Siena governata dai tre Monti riuniti,
+ dei Nove, dei Riformatori e del Popolo 215
+ Prosperità della repubblica sotto questo governo 216
+ Scontento delle parti escluse dal governo 217
+ 1480 22 giugno. Il monte dei Riformatori escluso
+ dal governo dal duca di Calabria 219
+ Nuovo governo disposto ad assoggettare
+ Siena al re di Napoli 220
+ Siena salvata dallo sbarco dei Turchi in Otranto 221
+
+ CAPITOLO LXXXVIII. _Maometto II
+ conquista Otranto; Sisto IV, spaventato,
+ fa la pace coi Fiorentini, ed il duca
+ di Calabria lascia Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova
+ guerra accesa in tutta l'Italia da Sisto
+ IV per il ducato di Ferrara. Passa
+ dall'uno all'altro partito, ed all'ultimo
+ muore di rabbia che sia conclusa la pace._ 1480-1484 222
+
+ 1480 Spedizione di Maometto II contro l'isola
+ di Rodi diretta da Mesithes 222
+ 28 luglio. Sbarco dei Turchi, condotti
+ da Ackmet Giedik, ad Otranto 223
+ 11 agosto. Presa d'Otranto ed uccisione
+ degli abitanti 223
+ I Veneziani avevano favoreggiata
+ quest'invasione, ed il papa veniva
+ accusato d'averli acconsentito 225
+ Spavento di Sisto IV vedendo i Turchi in Italia 226
+ Chiama tutti gl'Italiani a difendere la Chiesa 227
+ 7 agosto. Il duca di Calabria parte da
+ Siena per difendere il regno di suo padre 228
+ Il papa, spaventato, acconsente a
+ riconciliarsi coi Fiorentini 229
+ 3 dicembre. Penitenza de' Fiorentini, e
+ discorso che loro fa il papa 230
+ 1481 Marzo. I Fiorentini ricuperano le loro
+ fortezze ai confini dello stato di Siena 233
+ Paolo Fregoso mandato da Sisto IV contro Otranto 234
+ 3 maggio. Morte di Maometto II, che libera
+ l'Italia del concepito terrore 235
+ 1481 10 agosto. Otranto ripreso dal duca di Calabria 236
+ 1480 4 settembre. Il papa spoglia gli Ordelaffi
+ del principato di Forlì, e lo dà a suo
+ nipote Girolamo Riario 237
+ Estorsioni del papa per arricchire la
+ finanza pontificia 238
+ 1481 Manda il Riario a Venezia per fare
+ alleanza con quella repubblica 240
+ Il Riario pensa a dividere con Venezia
+ gli stati del duca di Ferrara 241
+ Querele della repubblica di Venezia
+ contra il duca di Ferrara 242
+ 1482 3 maggio. Il papa e la repubblica dichiarano
+ la guerra al duca di Ferrara 243
+ Alleanza del re di Napoli, del duca di
+ Milano e de' Fiorentini per difenderlo 243
+ Guerra de' signori de' castelli nello stato
+ di Roma 244
+ Guerra de' Fieschi in Liguria, e dei Rossi
+ nello stato di Parma 245
+ Difficoltà della guerra nelle paludi delle
+ bocche del Po 247
+ Roberto di Sanseverino, generale de'
+ Veneziani, occupa molti castelli 248
+ Federico di Montefeltro è nominato generale
+ della lega che difende Ferrara 250
+ Un eremita vuole difendere Figheruolo con
+ un miracolo 251
+ 21 agosto. Il duca di Calabria disfatto
+ a Campomorto, presso Velletri, da Roberto
+ Malatesta generale del papa 253
+ 1482 Ingratitudine del papa verso il Malatesta
+ che muore di veleno l'undici di settembre 253
+ 11 settembre. Morte di Federigo di Montefeltro,
+ duca d'Urbino 255
+ 14 ottobre. Prima apertura di pace tra
+ Sisto IV e Ferdinando 258
+ 12 dicembre. Sisto IV abbandona i Veneziani,
+ e si attacca all'opposta lega 259
+ 1483 10 gennajo. Pubblica un manifesto contro
+ i Veneziani, ed in appresso gli scomunica 260
+ 28 febbrajo. Congresso di Cremona per
+ attaccare i Veneziani 261
+ Si tratta la guerra assai mollemente 262
+ Guerra di Toscana fatta ancora più vilmente 264
+ 9 maggio. Trattato dei Veneziani con Renato
+ II di Lorena, che prendono al loro soldo 265
+ 30 agosto. La morte di Lodovico XI costringe
+ Renato a tornare in Lorena 266
+ 24 maggio. Sisto IV scomunica i Veneziani 266
+ 19 novembre. Fa cardinale un suo cameriere
+ in età di vent'anni 269
+ 1484 Maggio e giugno. La flotta Veneziana prende
+ al re di Napoli Gallipoli e Policastro 270
+ I Colonna perseguitati con accanimento da
+ Riario, in Roma e ne' loro feudi 270
+ 1483 Supplicio del protonotaro Lodovico Colonna 271
+ Negoziazioni di Girolamo Riario per
+ ricuperare Rimini e Pesaro 273
+ 1483 Raffreddamento tra gli alleati 274
+ 15 luglio. Morte di Federico, marchese
+ di Mantova 274
+ Negoziazioni di Roberto di Sanseverino
+ con Lodovico il Moro 275
+ 7 agosto. Pace di Bagnolo tra la lega ed
+ i Veneziani 275
+ I più deboli stati sagrificati dalla pace
+ di Bagnolo 277
+ Malcontento del papa quando conosce le
+ negoziazioni 279
+ 12 agosto. Ricusa di approvare e benedire
+ la pace 280
+ 13 agosto. Muore dopo alcune ore per un
+ accesso di gotta al petto 281
+ Suo gusto pei duelli chiusi 282
+
+ CAPITOLO LXXXIX. _Elezione d'Innocenzo
+ VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il
+ cardinale Paolo Fregoso doge di
+ Genova. — Conquista di Sarzana fatta
+ dai Fiorentini. Anarchia e pacificazione
+ di Siena. — Congiura contra Girolamo Riario
+ e contro Galeotto Manfredi._ 1484-1488 283
+
+ Autorità de' cardinali nella chiesa Romana 283
+ In qual modo i papi li rendevano ligi alle
+ loro volontà 284
+ In ogni elezione i cardinali cercavano di
+ limitare le prerogative del papa 286
+ Ma i papi si scioglievano dai loro giuramenti
+ in virtù della loro supremazia 288
+ Il diritto dello spergiuro guarentito
+ alla santa sede da una bolla d'Innocenzo VI 288
+ Opposizione de' più virtuosi cardinali a
+ questo scandalo 289
+ 1484 Condizioni imposte al futuro papa dopo
+ la morte di Sisto IV 290
+ 29 agosto. Giovan Battista Cibo eletto
+ papa col nome d'Innocenzo VIII 292
+ Aveva comperati i suffragi dei cardinali
+ con segreti contratti 293
+ Carattere d'Innocenzo VIII 294
+ Si mostra nemico di Ferdinando 295
+ Odio de' sudditi di Ferdinando contro di lui 296
+ Innocenzo interrompe il commercio del
+ monopolio, stabilito tra Sisto IV e
+ Ferdinando 297
+ 1485 Indipendenza degli abitanti dell'Aquila 298
+ 28 giugno. Sono privati dei loro diritti
+ dal duca di Calabria 300
+ Ottobre. Innocenzo VIII li prende sotto
+ la sua protezione 301
+ Assemblea a Melfi de' baroni napolitani
+ nemici del re 302
+ Il duca di Calabria attacca i baroni malcontenti 303
+ I Fiorentini e Lodovico Sforza promettono
+ soccorsi a Ferdinando 304
+ Negoziazioni dei baroni di Napoli e
+ d'Innocenzo VIII con Renato II 305
+ Il re manda Federico, suo figlio, per offrire
+ ai baroni le più vantaggiose condizioni 307
+ 1485 Ferdinando fa marciare il duca di Calabria
+ contro Roma 308
+ 1486 Pratiche de' Fiorentini per far ribellare
+ lo stato della Chiesa 309
+ 8 maggio. Vittoria del duca di Calabria al
+ ponte di Lamentana, senza effusione di
+ sangue 309
+ 1486 Innocenzo VIII spaventato vuol fare la pace 310
+ Mediazione di Ferdinando e d'Isabella, re
+ d'Arragona e di Castiglia 311
+ 11 agosto. Trattato di Roma con cui Ferdinando
+ accorda al papa ed ai baroni tutte le
+ loro domande 312
+ 13 agosto. Ferdinando fa perire tutti i
+ suoi nemici che può far arrestare in Napoli 313
+ Settembre. Occupa l'Aquila, e ne scaccia le
+ truppe del papa 315
+ 10 ottobre. Arresta e fa perire tutti i
+ baroni, ai quali aveva accordata la pace 315
+ Roberto di Sanseverino, abbandonato dal papa,
+ viene disfatto 317
+ Il papa si assoggetta alla violazione della
+ pace di Roma 317
+ Si riconcilia con Lorenzo dei Medici,
+ e gli dà tutta la sua confidenza 318
+ 1487 Novembre. Fa sposare a suo figlio una figlia
+ di Lorenzo, e promette al figlio di Lorenzo
+ un cappello di cardinale 321
+ 1486 Mediazione del Medici per terminare la
+ guerra d'Osimo, il di cui signore chiamava
+ i Turchi nello stato della Chiesa 323
+ 1483 25 novembre. Paolo Fregoso arresta suo
+ nipote Battista, e si fa doge di Genova 325
+ 1484 Sarzana e Pietra Santa cedute alla banca
+ di san Giorgio di Genova 326
+ 1484 Ottobre. I Fiorentini assediano Pietra Santa 327
+ Crudeli malattie nel campo degli assedianti 328
+ 8 novembre. Pietra Santa si arrende
+ ai Fiorentini 329
+ 1485-1486 Negoziazioni per la pace tra Paolo Fregoso,
+ e Lorenzo de' Medici 330
+ 1487 22 maggio. I Fiorentini occupano Sarzana 331
+ Luglio. Alleanza di Paolo Fregoso e di
+ Lodovico Sforza 332
+ I vecchi partigiani di Paolo Fregoso si
+ uniscono agli Adorni contro di lui 334
+ 1488 Agosto. Paolo Fregoso, attaccato dai Fieschi
+ e dagli Adorni, si salva nella fortezza 335
+ Guerra civile in Genova 336
+ Progetto di divisione della repubblica
+ tra gli Adorni ed i Fregosi 338
+ Agostino Adorno viene di nuovo esigliato
+ nel Friuli 339
+ Ottobre. Paolo Fregoso si ritira a Roma,
+ ove muore il 2 marzo del 1498 340
+ Lorenzo de' Medici geloso di tutte le
+ repubbliche 341
+ Turbolenze di Siena da lui fomentate ed aizzate 342
+ 1483 14 giugno. Si associa ai demagoghi di Siena 343
+ 1487 Tutti gli emigrati di Siena, sebbene di
+ contraria fazione, fanno tra di loro pace 344
+ 21 luglio. Partono da Staggia, dove si erano
+ adunati, per sorprendere Siena 345
+ Il governo rivoluzionario di Siena viene
+ atterrato da un branco di congiurati 346
+ 1487 Tutti gli ordini vengono ammessi a prendere
+ parte nel governo di Siena 348
+ 1488 Congiure ne' piccoli principati di Romagna 349
+ 14 aprile. Girolamo Riario assassinato a
+ Forlì dalle sue guardie 350
+ Coraggio della sua vedova, Catarina Sforza 351
+ 29 aprile. Ottaviano Riario succede a suo
+ padre, sotto la tutela di Catarina 353
+ 31 maggio. Galeotto Manfredi signore di
+ Faenza, assassinato da sua moglie,
+ Francesca Bentivoglio 354
+ Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna,
+ viene a Faenza per soccorrere sua figlia,
+ ed è fatto prigioniere dagli abitanti 355
+ Vantaggi che Lorenzo de' Medici trae da
+ queste due rivoluzioni 356
+
+ CAPITOLO XC. _La Regina Catarina
+ Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente
+ riposo di tutta l'Italia. — Stato
+ dell'Europa e pronostici di nuove
+ burrasche. — Morte di Lorenzo de' Medici,
+ e d'Innocenzo VIII._ 1488-1492 358
+
+ Fermezza della repubblica veneta nelle sue
+ relazioni col papa 358
+ 1487 Guerra de' Veneziani con Sigismondo, conte
+ del Tirolo 360
+ 9 agosto. Roberto di Sanseverino è ucciso
+ presso l'Adige 361
+ Guerra tra Bajazette II e Cait-Bai, soldano
+ d'Egitto 362
+ 1488 Agosto. L'armata turca sconfitta ad Isso
+ dai Mamelucchi 363
+ Il senato Veneziano ne prende motivo per
+ forzare Caterina Cornaro ad abdicare la
+ corona di Cipro 363
+ 1489 24 gennajo. Giorgio Cornaro si reca da sua
+ sorella per indurla a cedere il suo regno 365
+ 15 febbrajo. La regina si congeda dagli
+ abitanti di Nicosia 366
+ 20 giugno. Si ritira ad Asolo nel Trivigiano 367
+ 1482 Gem o Zizim, fratello di Bajazette II, si
+ rifugia a Rodi 368
+ 1482-1489 Vive nell'Alvergna in una commenda
+ dell'ordine di san Giovanni 369
+ 13 marzo. Entra in Roma in gran pompa 371
+ 1490 Maggio. Trama scoperta a Roma per assassinarlo 373
+ 1484-1492 Malfattori impuniti a Roma. Venalità
+ della giustizia 373
+ 1490 False bolle vendute a nome del papa
+ per autorizzare i delitti 375
+ 1478-1492 Lo spirito di persecuzione cresce
+ coll'immoralità del clero 376
+ 1478-1482 L'inquisizione stabilita in Ispagna da
+ Sisto IV, ne scaccia in tempo del suo
+ regno, 170,000 famiglie giudee 377
+ Isabella scusata per avere confiscati,
+ per cupidigia, i beni de' Giudei 378
+ Tutti gli scrittori del secolo approvano
+ la persecuzione, ed al più biasimano i
+ mezzi adoperati 379
+ I Giudei esiliati portano a Genova la peste
+ nel loro passaggio 381
+ 1487 12 marzo. Tentativi di un monaco per far
+ assassinare i Giudei in Firenze ed in Siena 381
+ 1492 Tentativi di un altro monaco per eccitare
+ la persecuzione in Napoli 383
+ Persecuzione della _vaudoisie_ ad Arras 384
+ 1486 30 settembre. Innocenzo VIII ordina ai
+ magistrati italiani d'eseguire le sentenze
+ dei tribunali dell'inquisizione senza esame 385
+ Le più violenti persecuzioni cominciarono
+ quarant'anni prima della riforma 387
+ 1489 Marzo. Innocenzo VIII nomina cardinale
+ Giovanni de' Medici dell'età di 13 anni 389
+ Arroganza di Lorenzo de' Medici nel governo
+ di Firenze 391
+ Gli annali fiorentini in quest'epoca
+ senza interesse 392
+ 1490 13 agosto. I Fiorentini fanno fallire
+ lo stato per salvare Lorenzo da un fallimento 393
+ 1462-1506 Potenza di Giovan Bentivoglio in Bologna 395
+ 1488 27 novembre. Congiura de' Malvezzi contro
+ Bentivoglio, e loro supplicio 397
+ 1491 6 giugno. Congiura degli Oddi a Perugia
+ contro i Baglioni, e loro sconfitta 398
+ 1490 Il duca di Milano acconsente a tenere Genova
+ in feudo dalla Francia 400
+ 1488-1492 Stato delle altre potenze d'Europa. La
+ Francia governata da madama di Beaujeu 400
+ Massimiliano in guerra coi Fiamminghi, e
+ Federico III scacciato dall'Austria 401
+ 1490 5 aprile. Morte di Mattia Corvino; guerre
+ civili d'Ungheria 403
+ 1486-1492 La strada delle Indie e quella dell'America
+ aperte al Portogallo ed alla Spagna 405
+ 1492 2 gennajo. Granata conquistata dal re di Spagna 405
+ Formazione delle grandi potenze che devono
+ subentrare alle piccole sul teatro
+ della storia 406
+ Doveva necessariamente cominciare una
+ nuova epoca 406
+ Lorenzo de' Medici non ritardò la rivoluzione 408
+ Il progetto di Neri Capponi e di Sisto IV
+ avrebbe solo potuto salvare l'indipendenza
+ italiana 410
+ Lodovico il Moro, chiamando i Francesi in
+ Italia, non fece che ciò che fu fatto
+ venti altre volte 412
+ 4 giugno. Pace di Ferdinando di Napoli
+ colla Chiesa 413
+ 1490 27 settembre. Letargo d'Innocenzo VIII,
+ pel quale viene creduto morto 415
+ 1492 Tentativo di un medico per ringiovenire
+ Innocenzo VIII col mezzo della trasfusione
+ del sangue 416
+ 25 luglio. Morte d'Innocenzo VIII 417
+ 8 aprile. Morte di Lorenzo dei Medici 417
+ Politica di Lorenzo de' Medici 417
+ Somma sua attitudine alle arti, alla poesia
+ e alla filosofia 418
+ Attrattive del suo carattere, che pure
+ contribuisce alla sua fama 420
+
+FINE DELLA TAVOLA.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
+grafie alternative (Rackovieckz/Rackowieckz e simili), correggendo senza
+annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44168 ***
diff --git a/44168-h/44168-h.htm b/44168-h/44168-h.htm
new file mode 100644
index 0000000..88024e0
--- /dev/null
+++ b/44168-h/44168-h.htm
@@ -0,0 +1,16436 @@
+<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN"
+"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd">
+
+<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it">
+<head>
+ <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=UTF-8" />
+ <title>
+ Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11, di J.C.L. Simondo Sismondi
+ </title>
+ <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" />
+ <style type="text/css">
+body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;}
+
+p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2;}
+.blockquote {margin: 2em 10% ; font-size: 105%;}
+.center {text-align: center; text-indent: 0;}
+
+div.titlepage {text-align: center; margin: 2em 5%; padding-bottom: 2em; page-break-before: always; page-break-after: always;}
+div.somm {page-break-before: always; padding-top: 3em;}
+div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;}
+div.chapter h2 {page-break-before: avoid;}
+
+h1,h2 {text-align: center; font-style: normal;
+font-weight: normal; line-height: 1.5;}
+h1 {font-size: 200%; margin-top: 2em; margin-bottom: 1em;}
+h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em;}
+
+hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;}
+hr.minor {width: 20%;}
+hr.tiny {width: 10%;}
+
+a.tag {vertical-align: .3em; font-size: .8em; font-style: normal;
+ font-weight: normal; text-decoration: none; padding-left: .1em;
+ line-height: 0em;}
+div.footnotes {page-break-before: always; font-size: 90%; padding-top: 3em;}
+.footnotes h2 {margin-bottom: 2em; font-size: 115%;}
+.footnotes p {padding: 0 1em;}
+.footnotes a {text-decoration: none;}
+
+.pagenum {position: absolute; right: 5%; font-style: normal;
+ font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999;
+ background-color: #ffffff; clear: left;}
+
+.pad4 {margin-top: 4em;}
+.pad2 {margin-top: 2em;}
+
+.xx-small {font-size: 50%;}
+.x-small {font-size: 70%;}
+.small {font-size: 85%;}
+.large {font-size: 115%;}
+.x-large {font-size: 130%;}
+.xx-large {font-size: 150%;}
+.g {letter-spacing: .2em;}
+.smcap {font-variant: small-caps;}
+
+table {margin: auto;}
+
+.crono {width: 80%; line-height: 1em; margin-top: 2em;}
+.crono td {text-align: left; margin-left: 1em; text-indent: -1em; padding-left: 1em;}
+.crono td.anno {text-align: right; vertical-align: top; white-space: nowrap; padding-right: .5em;}
+.crono td.cap {text-align: center; padding-right: 1em;}
+.crono td.pag {text-align: right; vertical-align: bottom; white-space: nowrap; padding-left: .5em;}
+
+.tnote {background-color: #F5F5DC; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em;
+ margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;}
+.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%;}
+.tnote p {padding: 0 1em;}
+.covernote {visibility: hidden; display: none;}
+@media handheld {
+ .covernote {visibility: visible; display: block;}
+}
+
+ </style>
+ </head>
+<body>
+<div>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44168 ***</div>
+
+<div class="titlepage">
+<h1>
+<span class="g">STORIA</span><br />
+<span class="x-small">DELLE</span><br />
+<span class="small">REPUBBLICHE ITALIANE</span><br />
+<span class="xx-small">DEI</span><br />
+<span class="x-small g">SECOLI DI MEZZO</span>
+</h1>
+<p class="small">
+DI
+</p>
+
+<p>
+J. C. L. SIMONDO SISMONDI
+</p>
+
+<p>
+<span class="smcap small">delle Accademie italiana, di Wilna, di Cagliari,<br />
+dei Georgofili, di Ginevra ec.</span>
+</p>
+
+<p class="pad2">
+<i>Traduzione dal francese.</i>
+</p>
+
+<hr class="minor pad2" />
+<p class="large">
+<i>TOMO XI.</i>
+</p>
+<hr class="minor" />
+
+<p class="pad4">
+<span class="g">ITALIA</span><br />
+<span class="small">1818.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="somm">
+<hr />
+<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p>
+<hr />
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_3"></a>[3]</span>
+</p>
+
+<p class="center">
+<span class="xx-large g">STORIA</span><br /><br />
+DELLE<br /><br />
+<span class="x-large">REPUBBLICHE ITALIANE</span>
+</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<h2 class="pad2">
+CAPITOLO LXXXIII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Lorenzo de' Medici subentra nel credito
+di suo padre sopra la repubblica fiorentina. — Fasto
+ed ambizione dei nipoti
+di Sisto IV; prima campagna di
+Giuliano della Rovere, che in appressa
+fu Giulio II. — Progressi de' Turchi;
+primo assedio di Scutari; assedio di
+Lepanto; presa di Caffa.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+1469 = 1475.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Fin qui abbiamo veduto la repubblica
+fiorentina collocarsi nel centro di tutte
+le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti,
+ed avendo per lo meno qualche
+parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le
+guerre d'importanza che agitarono l'Italia.
+Ma sotto l'amministrazione de' Medici,
+Firenze non si sostenne in così elevato
+<span class="pagenum"><a id="Page_4"></a>[4]</span>
+rango; acconsentì di essere dimenticata
+nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni
+de' vicini stati si concatenarono le une
+colle altre senz'essere da lei dirette, o
+senza che ella si sforzasse di contenerle; e
+dopo avere passate in rivista queste grandi
+scene della politica, siamo costretti di
+tornare a dietro per vedere ciò che accadeva
+in questo tempo nella sua interna
+amministrazione. Noi la troviamo languente
+per la precaria sanità del suo capo,
+o debole per l'estrema giovinezza di quello
+che gli succede; la vediamo partecipare
+all'infelicità delle reggenze delle minorità,
+e comprendiamo in qual modo con
+tale cambiamento di spirito dovette spegnersi
+la sua forza.
+</p>
+
+<p>
+D'uopo era che l'antico amore dei
+Fiorentini per la libertà fosse estremamente
+indebolito, perchè la morte di
+Pietro de' Medici non cagionasse una rivoluzione
+nella repubblica. Di già il vecchio
+Cosimo, dopo avere fondata la sua
+autorità piuttosto nella superiorità delle
+ricchezze che ne' grandi servigi, l'aveva
+trasmessa a Piero, suo figliuolo, come
+parte della sua eredità. Ma Piero era
+giunto a quella matura età che richiedevasi,
+perchè la repubblica potesse ubbidirgli
+senza vergogna. Le sue infermità
+<span class="pagenum"><a id="Page_5"></a>[5]</span>
+lo avevano precocemente posto nel numero
+de' vecchi; egli era forse più stimato
+e meno temuto, perchè sembrava che
+omai non potesse sentire le passioni degli
+altri uomini. L'abituale sua dimora in
+campagna, le difficoltà e la lentezza con
+cui trasportavasi in lettica, quando tutti
+viaggiavano a cavallo, dava una certa
+quale apparenza di dignità a colui, che
+mai non ommettevasi di consultare come
+un oracolo in tutte le più importanti occasioni.
+Quando Piero morì non lasciò
+per capi della famiglia che i due suoi
+figli, il maggiore dei quali, Lorenzo,
+non giugneva ai ventunanni<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>. Faceva
+torto all'onore della repubblica, che venerabili
+magistrati, invecchiati ne' pubblici
+impieghi, rispettati da tutta l'Europa,
+ed accostumati a dirigerne la politica,
+venissero risguardati quali semplici partigiani
+di due giovinetti, le di cui pretensioni
+erano smentite dalla costituzione e
+da tutte le leggi dello stato cui non avevano
+renduto alcun servigio, i di cui
+natali erano più bassi di quelli di tutti
+i loro rivali, ed il di cui merito personale
+non aveva ancora potuto conoscersi.
+<span class="pagenum"><a id="Page_6"></a>[6]</span>
+Pure coloro che avevano governata Firenze
+a nome di Piero, imposero silenzio
+all'amore del loro paese, e ad un'ambizione
+degna di un animo elevato per
+non ascoltare che circoscritti interessi,
+lo spirito di partito e l'ebbrezza della
+vittoria. Vollero conservare gli abusi di
+un governo di fazione, perchè essi soli
+ne approfittavano. Il credito personale dei
+giovani Medici non doveva soverchiare
+il loro proprio che in un'epoca creduta
+ancora lontana, e credevano inoltre
+più facile il tenere unito il loro partito
+sotto un antico nome, che innalzare ostensibilmente
+al primo posto quei medesimi
+che in fatti l'occupavano.
+</p>
+
+<p>
+I cittadini, che in allora realmente governavano
+Firenze, erano Tommaso Soderini,
+fratello di quel Niccolò ch'era stato
+esiliato nell'ultima rivoluzione, Andrea
+de' Pazzi, che fu fatto cavaliere dalla repubblica
+nel febbrajo del 1468, essendo
+gonfaloniere di giustizia<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>, Luigi Guicciardini,
+Matteo Palmieri e Piero Minerbetti.
+Questi erano coloro che in tempo
+delle dolorose malattie di Piero de' Medici
+avevano diretta la signoria, e s'erano fatti
+<span class="pagenum"><a id="Page_7"></a>[7]</span>
+padroni dell'autorità del popolo per nominare
+i magistrati; erano que' medesimi
+che Piero de' Medici, stomacato dalla
+loro insolenza, e dalle vessazioni che esercitavano
+sopra tutti i cittadini, aveva minacciati
+di far rientrare entro i confini
+dell'ordine civile, richiamando in patria
+gli emigrati. Questi dopo la di lui morte si
+concertarono per continuare, sotto un
+vano nome, una giunta che loro assicurava
+la distribuzione di tutte le cariche, e
+delle finanze dello stato. Gli ambasciatori,
+accostumati a trattare con Tommaso
+Soderini, i cittadini, che da lungo tempo
+sapevano che la loro fortuna era dipendente
+dal suo favore, gli rendettero una
+specie d'omaggio, affrettandosi di visitarlo,
+tostocchè si ebbe notizia della morte
+di Piero de' Medici. Ma il Soderini temette
+di risvegliare la gelosia de' suoi
+colleghi, e d'indebolire il suo partito, accettando
+queste dimostrazioni di rispetto.
+Rinviò perciò i cittadini, che gli facevano
+visita, ai giovani Medici come ai
+soli capi dello stato; adunò nel convento
+di sant'Antonio tutti gli uomini che
+avevano maggiore influenza nella repubblica,
+e loro presentando Lorenzo e
+suo fratello, loro raccomandò di conservare
+a questi giovani il credito di cui
+<span class="pagenum"><a id="Page_8"></a>[8]</span>
+la loro casa era in possesso da trentacinque
+anni; e gli avvisò essere più agevole
+cosa il mantenere un potere consolidato
+dal tempo, che il fondarne un
+nuovo<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_9"></a>[9]</span>
+</p>
+
+<p>
+I Medici accolsero modestamente gli
+attestati di attaccamento e di considerazione
+che erano loro dati a nome della
+repubblica, e per alcuni anni essi non
+tentarono di acquistare un'autorità, che
+apparentemente non esisteva che ne' magistrati,
+e che non poteva segretamente
+esercitarsi sopra di questi, che da coloro
+cui i lunghi servigj ed i conosciuti talenti
+davano altissima considerazione. Per
+lo spazio di sette anni Firenze fu internamente
+abbastanza tranquilla; i Medici,
+occupati ne' loro studj ed in giovanili
+cure, ora accoglievano in casa loro i
+più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano
+il popolo con clamorose feste.
+Questi spettacoli si moltiplicarono con
+troppo maggior lusso nel 1471, quando Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, venne a
+Firenze con sua moglie Bona di Savoja,
+sotto pretesto di soddisfare ad un voto.
+</p>
+
+<p>
+Galeazzo, divenuto di già insopportabile
+a' suoi sudditi per la sua vanità,
+<span class="pagenum"><a id="Page_10"></a>[10]</span>
+per la sua instabilità e crudeltà, volle
+ostentare in su gli occhi dell'Italia i tesori
+estorti ai suoi popoli con crudeli
+vessazioni. Non resta memoria di un
+viaggio intrapreso con maggiore ostentazione.
+Dodici carri coperti di drappi
+d'oro si trasportarono coi muli a traverso
+agli Appennini per servigio della
+duchessa; non erasi ancora aperta su
+quelle montagne alcuna strada carreggiabile.
+Precedevano i principi sposi cinquanta
+palafreni per la duchessa, cinquanta
+cavalli a mano pel duca, tutti
+bardati a drappi d'oro, cento uomini
+d'armi e cinquecento fanti per guardia,
+cinquanta staffieri vestiti di stoffe di seta
+con argento, cinquecento coppie di cani
+per la caccia e moltissimi falconi. Il loro
+seguito, ingrossato da tutti i loro cortigiani,
+era di circa due mila cavalli<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>.
+Dugento mila fiorini d'oro erano stati
+dal duca destinati a questa insensata pompa:
+colla metà della quale somma, pochi
+mesi prima, poteva difendersi l'isola di
+Negroponte, ed impedire che cadesse in
+mano dei Turchi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_11"></a>[11]</span>
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici accolse in sua casa
+il duca di Milano, e dispiegò tutta la propria
+magnificenza per onorare un ospite
+così splendido. Sopra i suoi abiti e ne' suoi
+palazzi non isplendevano tante gemme,
+ma la pompa delle arti suppliva a quella
+dell'opulenza; i tanti antichi monumenti,
+i quadri e le stupende statue,
+che Lorenzo aveva raccolte, sorpresero
+il duca di Milano<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>. Dal canto suo la
+repubblica rivalizzò nel lusso col suo
+ospite e col suo ricco cittadino. Tutto il
+numeroso corteggio del duca fu alloggiato
+e mantenuto a spese del pubblico;
+tre sacri spettacoli, rappresentanti misteri,
+si offrirono ai Lombardi. Nella chiesa
+di san Felice si rappresentò l'Annunciazione
+della Vergine; ne' Carmelitani
+l'Ascensione di Cristo, ed in santo Spirito
+la Discesa dello Spirito Santo sopra gli
+Apostoli, la quale ultima rappresentazione
+fu disturbata dall'incendio della stessa
+chiesa; perciocchè le fiamme, che vi si
+facevano a guisa di lingue, si appiccarono
+alle decorazioni, e le consumarono
+col palco e col tetto dell'edifizio<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>. Ma
+un danno assai più reale per Firenze fu
+<span class="pagenum"><a id="Page_12"></a>[12]</span>
+la comunicazione dei gusti, del lusso,
+dei piaceri e dei vizj d'una corte corrotta,
+la comunicazione del suo ozio e
+della sua galanteria ad una repubblica,
+che mantenevasi co' suoi austeri costumi,
+coll'economia dei capi di famiglia, coll'attività
+e col costante lavoro della gioventù.
+Fu a' tempi di Lorenzo de' Medici,
+che si videro i Fiorentini accostumarsi
+alla servitù; eransi prima d'allora assoggettati
+più volte all'autorità vessatoria
+di una fazione vittoriosa; ma la molla
+delle antiche costumanze, più forte d'ogni
+passaggiera oppressione, riconduceva bentosto
+il regno delle leggi. Quando la mollizie
+e il libertinaggio ebbero occupato il
+luogo dell'antica energia, i Medici trovarono
+moltissimi cittadini, che preferirono
+il riposo dell'ubbidienza all'agitazione del
+comando<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'inconsiderata intrapresa d'un emigrato
+fiorentino aveva pochi mesi prima
+richiamata l'esistenza e gl'intrighi del
+partito che era stato espulso dalla patria
+nel 1466. Tutti i figli d'Andrea Nardi,
+ch'era stato gonfaloniere nel 1446, erano
+esiliati; Bernardo, di tutti il più giovane
+<span class="pagenum"><a id="Page_13"></a>[13]</span>
+ed il più coraggioso, tentò di ricominciare
+la guerra, occupando la città di
+Prato. Teneva in questa città molti amici,
+e ne contava ancora molti di più
+tra i contadini di Pistoja: sapeva inoltre
+che in queste due città non era affatto
+spento l'amore dell'antica indipendenza,
+e che si accusava il governo fiorentino
+d'essere ingiusto e vessatorio. Comunicò
+il suo progetto e le sue speranze a Diotisalvi
+Neroni, risguardato dagli emigrati
+come loro capo, e ne ottenne l'assicurazione
+che gli giugnerebbero soccorsi
+da Bologna o da Ferrara, se poteva occupare
+Prato e mantenervisi quindici
+giorni. Dietro tale promessa Bernardo
+Nardi, nella notte del 6 aprile del 1470,
+adunò un centinajo di contadini fuori
+delle porte di Prato dalla banda di Pistoja.
+Fece in appresso chiedere al podestà
+di aprire le porte ad un viaggiatore,
+ch'era giunto a notte assai innoltrata.
+In tempo di pace non si negava mai
+questo favore. Il Nardi gettossi addosso
+a colui che portava le chiavi della città,
+ed avendogliele tolte, fece entrare tutti
+i suoi compagni, e cominciò a correre
+le strade, eccitando gli abitanti di Prato
+alle armi ed alla libertà. S'impadronì,
+senza trovare resistenza, di Cesare Petrucci,
+<span class="pagenum"><a id="Page_14"></a>[14]</span>
+podestà, del palazzo pubblico e della
+città, senza che per altro verun cittadino
+prendesse le armi in suo favore, osservando
+tutti sbalorditi un movimento tumultuoso
+che non sapevano comprendere.
+Intanto, essendosi adunata la signoria di
+Prato, Bernardo si recò innanzi a lei
+per esortarla a ricuperare la propria libertà,
+ajutando in pari tempo i fuorusciti
+fiorentini a ricuperare la loro. Ma
+la signoria rispose con calma di non volere
+altra libertà che quella di cui godeva
+sotto la protezione di Firenze. Mentre
+ciò accadeva, i Pratesi avevano potuto
+conoscere quanto ristretto fosse il
+numero de' seguaci del Nardi, ed i Fiorentini,
+che trovavansi in Prato, avevano
+cominciato a riunirsi ed a prendere le
+armi. Giorgio Ginori, cavaliere di Rodi,
+si pose alla loro testa, attaccò i faziosi,
+molti ne uccise, e gli altri tutti fece prigionieri.
+Questa sedizione, che si terminò
+in cinque ore, e che non aveva cagionato
+alcun danno reale, fu punita con
+eccessivo rigore. Si tagliò la testa a Nardi
+ed a sei de' suoi compagni in Firenze,
+ad altri dodici in Prato; molti erano
+morti difendendosi; di modo che quasi
+tutti coloro che avevano prese le armi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_15"></a>[15]</span>
+perirono vittime della loro imprudenza<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Due anni dopo una sedizione di assai
+più grave natura scoppiò nella città di
+Volterra a cagione d'una miniera d'allume
+ch'erasi scoperta. Un Sienese, Benuccio
+Capacci, l'aveva presa in affitto
+dalla magistratura della città; ma perchè
+pareva ritrarre da questa miniera maggiore
+vantaggio d'assai che non erasi in
+principio creduto, e perchè quasi tutto
+l'utile tornava a profitto degli stranieri,
+gli abitanti di Volterra vollero prevalersi
+di alcune irregolarità del primo contratto
+per annullarlo<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>. Alcuni Volterrani, trovandosi
+feriti nell'interesse e nell'amor
+proprio, talmente si andarono esacerbando
+gli spiriti, che queste contese dell'allume
+furono cagione di zuffe, di omicidj e
+dell'esilio di varj cittadini, ed all'ultimo
+di una totale rivoluzione nel governo
+municipale. Volterra era una città piuttosto
+alleata che suddita de' Fiorentini;
+<span class="pagenum"><a id="Page_16"></a>[16]</span>
+erasi soltanto obbligata a pagar loro ogni
+anno mille fiorini, che non formavano
+la decima parte delle sue entrate, ed a
+ricevere ogni sei mesi un podestà fiorentino.
+La magistratura estraevasi a sorte
+ogni due mesi, secondo l'antica usanza
+delle repubbliche italiane: governavasi in
+una maniera indipendente, faceva le sue
+leggi e le abrogava, e nominava i comandanti
+di una ventina di castelli del
+suo territorio: alcuni decemviri, nominati
+nel caldo delle dispute cagionate dalla
+scoperta della miniera dell'allume, trovarono
+ingiusto che la repubblica di Firenze
+s'immischiasse nella sua amministrazione,
+ed avesse fatti rimettere in
+possesso della miniera gl'intraprenditori
+che n'erano stati scacciati colla forza. Essi
+dimenticarono nelle loro relazioni, fatte
+ai Fiorentini, que' riguardi e quel rispetto,
+che i loro predecessori avevano sempre
+mostrato verso questo stato protettore,
+ed all'ultimo rifiutarono di seguire i
+consigli di Lorenzo de' Medici, che cercava
+di far loro sentire l'imprudente
+loro condotta, e che, offeso da tale arroganza,
+opinò in appresso, perchè venissero
+sottomessi colle armi<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_17"></a>[17]</span>
+</p>
+
+<p>
+I Volterrani avevano di già spediti
+ambasciatori a diverse potenze d'Italia
+per chiedere la loro protezione; e gli
+emigrati fiorentini, che andavano in cerca
+di tutte le occasioni d'attaccare il governo,
+loro promisero e danaro e gente. La
+rivoluzione scoppiò il 27 aprile del 1472.
+Frattanto Tommaso Soderini volle ancora
+tentare la via delle negoziazioni; ma
+i suoi rivali preferirono quella delle armi,
+e furono appoggiati da Lorenzo de' Medici,
+che desiderava illustrare la sua amministrazione
+con qualche impresa militare.
+Non già ch'egli si recasse personalmente
+all'armata, la quale si adunò senza
+di lui sotto gli ordini di Federico da
+Montefeltro, conte d'Urbino, ed in breve
+ottenne una vittoria, accompagnata più
+che da onore, da vergogna e da rimorso.
+I Volterrani avevano adunato a stento un
+migliajo di soldati; i loro avamposti furono
+superati con estrema facilità, e le antiche
+loro mura, maravigliosa opera degli etruschi,
+vennero aperte dall'artiglieria. Capitolarono
+circa la metà di giugno, venticinque
+giorni dopo cominciato l'assedio:
+ma avendo un soldato, in onta alla capitolazione,
+percosso e spogliato un antico
+magistrato di Volterra, che aveva
+in allora deposta la carica, quest'esempio
+<span class="pagenum"><a id="Page_18"></a>[18]</span>
+di militare licenza fu subito seguito
+da tutta l'armata vincitrice. Volterra fu
+per un giorno intero abbandonata al
+saccheggio, senza che venissero risparmiati
+nè i sacri edificj, nè l'onore delle
+donne: il governo municipale fu abolito,
+s'innalzò una fortezza sulla piazza del
+palazzo vescovile, e dal rango d'alleata
+la città fu ridotta a quello di suddita<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I due tumulti di Prato e di Volterra
+furono le sole cose che alterassero momentaneamente
+la pace di cui godette
+Firenze sotto l'amministrazione dei tutori
+e degli amici dei giovani Medici.
+Omai il loro potere trovavasi abbastanza
+rassodato, perchè le congiure, urtando contro
+di loro, lo consolidassero invece di
+scuoterlo. Ma di questa stessa epoca
+l'uomo, che doveva mostrarsi il loro più
+acerbo nemico, quello che doveva promettere
+appoggio e favore a nuove congiure
+e santificarle colle sue benedizioni,
+Sisto IV, era stato innalzato alla più eminente
+dignità del cristianesimo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_19"></a>[19]</span>
+Il pericolo dell'invasione de' Turchi
+era in Italia così universalmente sentito,
+e tutti gli spiriti erano compresi da tanto
+terrore, che non eravi un sol uomo nel
+collegio de' cardinali, che non si mostrasse
+determinato ad impiegare tutte le ricchezze
+della chiesa romana, e tutte le
+forze della cristianità per combattere i
+barbari. Salendo sul trono un nuovo pontefice
+vi portava sempre questo voto, che
+aveva formato in meno sublime condizione;
+e le sue prime congregazioni, le
+prime lettere erano tutte piene di quell'ardore
+che voleva inspirare a tutti i
+fedeli. Ma poichè aveva cominciato ad
+assaporare il piacere del comando, dopo
+di avere sperimentato alcun tempo, da
+un canto la sorda ma costante opposizione
+di tutti coloro il cui interesse non
+si accordava colla guerra, dall'altro canto
+la soddisfazione d'arricchire le sue creature,
+di soddisfare i proprj gusti o quelli
+degli uomini a lui più cari, finalmente
+d'impiegare i tesori della chiesa nell'appagare
+le proprie passioni piuttosto che
+nella difesa della Cristianità, tutto il suo
+zelo si agghiacciava, trovava pretesti per
+dispensarsi dal prendere parte alla crociata
+ch'egli stesso aveva predicata; e coloro
+cui egli stesso aveva poste le armi in
+<span class="pagenum"><a id="Page_20"></a>[20]</span>
+mano, dovevano riputarsi felici, s'egli
+non approfittava dell'averli posti in guerra
+col comune nemico, per attaccarli poscia
+nei loro stati e spogliarli.
+</p>
+
+<p>
+Questo progressivo raffreddamento, che
+si era potuto osservare in Calisto III,
+in Pio II, in Paolo II, si rese più manifesto
+in Sisto IV. Dopo il pontificato
+di Niccolò V, lo scettro della Chiesa era
+successivamente caduto in mani sempre
+meno pure, e questo progressivo degradamento
+doveva avere per termine alla
+fine del secolo lo scandaloso papato d'Alessandro
+VI. Francesco della Rovere,
+innalzato alla santa sede sotto il nome
+di Sisto IV, vi era giunto, per quanto
+si disse, col mezzo di simoniache pratiche.
+Il suffragio del cardinale Orsini era stato
+comperato colla promessa dell'impiego
+di tesoriere o di camerlengo, quello del
+cardinale pro-cancelliere coll'abbadia di
+Subbiaco, e quello del cardinale di Mantova
+coll'abbadia di san Gregorio<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. In
+questo modo il cardinale Bessarione, che
+da principio sembrava avere per lui il
+maggior numero delle voci, ed il cardinale
+di Pavia, che avrebbe egualmente onorata
+la tiara, furono allontanati, non senza
+<span class="pagenum"><a id="Page_21"></a>[21]</span>
+ch'essi medesimi si avvedessero delle
+pratiche, che li privavano tutti e due
+del papato<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la Chiesa echeggiava di lagnanze
+contro l'avarizia di Paolo II, che si era
+veduto accumulare le entrate de' beneficj
+ecclesiastici, lasciandoli molti anni senza
+possessori; non conoscevasi che avesse alcun
+favorito, nè vedevasi che spendesse in
+magnificenze, o in altri oggetti; sapevasi
+che il suo gusto era quello d'ammassare
+tesori, senza farne uso, ed eraglisi più
+volte udito a dire che i suoi forzieri erano
+pieni d'oro. Pure Sisto IV dichiarò di
+non avervi trovati che cinque mila fiorini<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>;
+ma la subita ricchezza de' suoi
+nipoti, e lo scandaloso lusso che ostentarono
+bentosto in faccia a tutta l'Europa,
+fecero sospettare che i tesori dell'ultimo
+pontefice non erano stati preservati
+dal saccheggio.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV aveva quattro nipoti, il di cui
+rapido innalzamento fu un oggetto di
+scandalo a tutta la Cristianità. Leonardo
+e Giuliano, che portavano come il papa
+<span class="pagenum"><a id="Page_22"></a>[22]</span>
+il nome della Rovere, erano figliuoli di
+suo fratello; Pietro e Girolamo Riario
+erano figli di sua sorella. Vergognose vociferazioni
+ascrivevano la nascita degli
+ultimi due ad un incesto, altri cercavano
+una causa ancora più infame, se è possibile,
+della insensata predilezione di Sisto
+IV per questi due giovani: l'obbrobrio
+di tali accuse era universalmente
+sparso, ed i costumi e la condotta del papa
+contribuirono ad ottener loro credenza.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto tutti gl'interessi della Chiesa
+e della Cristianità erano sagrificati all'ingrandimento
+de' nipoti. Leonardo della
+Rovere fu nominato prefetto di Roma,
+sposò una figlia naturale di Ferdinando,
+ed in occasione di questo matrimonio
+Sisto IV abbandonò al re di Napoli il
+ducato di Sora, Arpino e tutti i feudi
+che Pio II aveva acquistati alla Chiesa
+nell'ultima guerra, e che Paolo II aveva
+così vigorosamente difesi. Nello stesso
+tempo Sisto condonò a Ferdinando, non
+senza eccitare violenti lagnanze nel sacro
+collegio, quel tributo arretrato che aveva
+fatto temere di guerra tra il re di Napoli
+e la santa sede<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>, e lo dispensò
+<span class="pagenum"><a id="Page_23"></a>[23]</span>
+da tale obbligo a vita; formò in tale
+maniera con danno della sua Chiesa la
+più stretta alleanza col governo di Napoli.
+Giuliano della Rovere, che Sisto IV
+creò cardinale, e che arricchì di beneficj
+ecclesiastici, fu poi papa Giulio II.
+Girolamo Riario sposò, pel credito dello
+zio, Catarina, figlia naturale di Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, che gli
+portò in dote la contea di Bosco, presso
+alle Alpi liguri, e ciò che più stimavasi
+dal papa, la protezione della casa Sforza<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>.
+Ma ciò non bastava all'ambizione del
+pontefice; nel 1473 fece comperare per
+Girolamo, da suo fratello Pietro, pel
+prezzo di quaranta mila ducati d'oro la
+città ed il principato d'Imola, ove Taddeo
+Manfredi, che in allora sosteneva una
+guerra civile contro sua moglie e suo
+figlio, a stento si manteneva<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sebbene un tale ingrandimento de' nipoti
+del papa fosse ancora senza esempio
+negli annali della Chiesa, poteva fin qui
+spiegarsi per sola cupidigia ed ambizione.
+Ma la predilezione di Sisto IV per suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_24"></a>[24]</span>
+nipote, Pietro Riario, che di semplice
+frate francescano fu fatto prete cardinale
+del titolo di san Sisto, patriarca di Costantinopoli
+ed arcivescovo di Firenze,
+diede luogo a più odiosi sospetti. Pietro
+Riario, nella fresca età di 26 anni, non
+era distinto nè per talenti, nè per virtù;
+e niuno lo conosceva ancora, quando nel
+quinto mese del pontificato di suo zio
+fu nominato cardinale. «D'allora in poi,
+dice Giacomo Ammanati cardinale di
+Pavia, fu in corte onnipotente. Il suo
+rango ed il suo fasto sorpassarono tutto
+quanto creder potranno i nostri nipoti,
+e tutto quanto hanno potuto vedere i
+nostri padri. Quando andava a corte
+o ne usciva, una quantità di persone
+d'ogni condizione e d'ogni dignità lo
+accompagnava, ed anguste erano tutte
+le strade per la folla che lo precedeva
+e lo seguiva. In casa sua assai più frequenti
+erano le udienze che quelle del
+pontefice. I vescovi, i legati, gli uomini
+d'ogni qualità riempivano sempre la
+di lui casa. Diede un convito agli ambasciatori
+di Francia, che superò in
+sontuosità tutto ciò che l'antichità ed
+i gentili conobbero in questo genere.
+Gli apparecchi si continuarono molti
+giorni; vi si adoperò tutta l'arte degli
+<span class="pagenum"><a id="Page_25"></a>[25]</span>
+Etruschi, ed il paese dovette contribuire
+tutto quanto aveva di raro e di
+squisito; ogni cosa facendosi al solo oggetto
+di ostentare un fasto che non potesse
+superarsi dalla posterità. L'estensione
+degli apparecchi, la loro varietà, gli
+ordini degli ufficiali, il numero de' coperti,
+il prezzo delle vivande, tutto venne
+accuratamente notato dagl'ispettori, tutto
+cantato in versi, sparsi poi con profusione
+non solo nella città, ma in tutta l'Italia.
+Si ebbe perfino cura di mandarne
+alcuni esemplari oltremonti<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Pochi giorni dopo questo banchetto,
+il di cui fasto insultava ai voti di povertà
+dell'ordine di san Francesco, in cui era
+stato allevato il cardinale Riario, Eleonora
+d'Arragona, figlia di Ferdinando,
+promessa sposa al duca di Ferrara, giunse
+a Roma, accompagnata da Sigismondo,
+fratello d'Ercole, per recarsi presso al
+consorte; in tale occasione il cardinale
+Riario spiegò un fasto più stravagante.
+Per ricevere Eleonora fece innalzare
+sulla piazza de' santi Apostoli un
+<span class="pagenum"><a id="Page_26"></a>[26]</span>
+palazzo tutto risplendente d'oro e di seta.
+Tutti i vasi destinati al servigio di questa
+corte, e perfino gli utensili più vili
+erano d'argento o dorati<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a>. Le feste
+succedevano alle feste, onde il cardinale
+Riario trovò d'avere spesi in brevissimo
+tempo cento mila fiorini, e contratti debiti
+per altri sessanta mila. Per supplire
+a così disordinate spese, che uguagliavano
+o superavano l'entrate de' più ricchi sovrani,
+Riario aveva riunite le più opulenti
+prelature della Cristianità. Patriarca
+titolare di Costantinopoli, possedeva nello
+stesso tempo tre arcivescovadi ed innumerabili
+altri beneficj.
+</p>
+
+<p>
+Bentosto Pietro Riario volle mostrare
+all'Italia tutta il lusso ostentato in Roma.
+Recossi con real fasto a Milano, ove
+giunse il 12 settembre del 1473. Vi fu ricevuto
+col titolo di legato di tutta l'Italia
+datogli da Sisto IV. Colà volle far prova
+di magnificenza in concorso di Giovanni
+Galeazzo, che non era di lui meno vano.
+Fu creduto inoltre che si fossero promessi
+reciproca assistenza nel progetto di farsi,
+uno re d'Italia, e l'altro papa. Di là il
+Riario andò a Venezia per cercarvi non
+<span class="pagenum"><a id="Page_27"></a>[27]</span>
+solo lo splendore degli onori che gli si
+tributavano, ma ancora la voluttà. Assicurasi
+che si abbandonò ad ogni eccesso,
+oltre le forze della sua costituzione. Spossato
+da scandalosi stravizj, per altro meno
+ruinosi ai popoli del suo fasto, morì pochi
+giorni dopo il suo ritorno a Roma,
+il 5 gennajo del 1474, dopo di avere
+dato all'Italia nello spazio di diciotto
+mesi uno spettacolo il di cui scandalo era
+fin allora sconosciuto. Con costui ebbe
+principio il <i>Nipotismo</i>, che per lo innanzi
+si erano avute poche occasioni di
+rimproverare alla corte di Roma<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV pareva che non potesse dispensarsi
+dall'avere un favorito, onde
+prodigargli tutte le ricchezze della Chiesa.
+Quando perdette Pietro Riario, pianse
+amaramente, e si affrettò di sostituirgli
+un altro suo nipote, che la sua giovinezza
+aveva fin allora tenuto lontano
+dalla fortuna. Era questi Giovanni della
+Rovere, fratello di Leonardo e di Giuliano.
+Sisto IV gli fece sposare Giovanna
+di Montefeltro, figlia di Federico, conte
+d'Urbino, il più dotto ed il più virtuoso di
+<span class="pagenum"><a id="Page_28"></a>[28]</span>
+tutti i feudatarj della Chiesa. Perchè questa
+figlia d'un principe non isposasse un
+semplice particolare, il papa staccò dall'immediato
+dominio della santa sede,
+e diede in feudo a Giovanni della Rovere,
+le città di Sinigaglia e di Mondavio
+col loro territorio. Richiedevasi per convalidare
+queste cessioni il consenso del
+concistoro de' cardinali, e non fu facile
+l'ottenerlo. Il cardinale Giuliano, fratello
+del nuovo principe, adoperò le più vive
+istanze per persuadere i suoi colleghi;
+il papa acquistò con ricchi beneficj un
+dopo l'altro i loro voti; onde i più caldi
+sostenitori degl'interessi della Chiesa furono
+all'ultimo strascinati dal voto della
+pluralità<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>. In appresso volle Sisto IV
+dare nuovo lustro alla dignità del principe
+che aveva di fresco aggregato alla
+sua famiglia. Federico di Montefeltro,
+che faceva prosperare il suo piccolo stato,
+risguardavasi come uno de' migliori
+generali d'Italia; aveva sempre sotto i
+suoi ordini una buona armata, che manteneva
+<span class="pagenum"><a id="Page_29"></a>[29]</span>
+come un condottiere, ricevendo
+il soldo da qualche più potente sovrano.
+La posizione de' suoi stati nella vicinanza
+di Roma dava maggior prezzo alla sua
+alleanza; e il papa per affezionarselo
+maggiormente lo decorò del titolo di
+duca d'Urbino, il 21 agosto del 1474,
+colla pompa medesima e colle cerimonie,
+che avevano tre anni prima accompagnata
+la nomina di Borso d'Este al ducato
+di Ferrara<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a>. Bentosto il genero
+di Federico passò ad una nuova dignità;
+perchè, essendo morto l'11 novembre
+del 1745 il di lui fratello Leonardo, gli
+successe nella carica di prefetto di Roma.
+</p>
+
+<p>
+L'altro fratello della Rovere, quel cardinale
+Giuliano, che in età avanzata
+doveva poi mostrarsi il più bellicoso pontefice,
+apprendeva in questi tempi l'arte
+militare nello stato della Chiesa. La città
+di Todi fu la prima scena delle sue imprese.
+Erasi veduto ripullulare in questa
+città l'antica discordia de' Guelfi e dei
+Ghibellini, che doveva credersi affatto
+spenta dopo avere per tre secoli tenuta
+l'Italia divisa. Era stato ucciso Gabriele
+<span class="pagenum"><a id="Page_30"></a>[30]</span>
+Castellani, capo de' Guelfi del paese, e
+Matteo Canali, capo de' Ghibellini, erasi
+in certa maniera fatto sovrano di Todi.
+Tutta la provincia si era sollevata per
+questo avvenimento; e la memoria delle
+antiche offese aveva risvegliati gli odj con
+tanto furore, come se le due fazioni discutessero
+tuttavia i diritti dell'Impero e
+della Chiesa. Gli abitanti di Spoleti, il
+conte Giordano Orsini ed il conte di
+Pitigliano erano accorsi in ajuto de' Guelfi;
+e Giulio da Varano, signore di Camerino,
+erasi dichiarato pel contrario
+partito. Per altro le opinioni che avevano
+in addietro dato origine a queste
+fazioni erano affatto dimenticate, ed i
+Guelfi erano così lontani dall'essere i
+campioni dei diritti della Chiesa, che il
+legato del papa abbracciò la difesa dei
+Ghibellini. Questi entrò in Todi alla testa
+della sua piccola armata, ne scacciò i
+contadini che v'erano stati introdotti, punì
+i sediziosi colla prigione o coll'esilio, e
+ridusse di nuovo la provincia nell'assoluta
+dipendenza della santa sede. Da Todi
+Giuliano condusse la sua armata a Spoleti.
+Quando lo videro avanzarsi si ritirarono
+l'Orsini ed il Pitigliano, e la
+città capitolò: ma non furono poi osservate
+le condizioni accordate agli abitanti
+<span class="pagenum"><a id="Page_31"></a>[31]</span>
+dal cardinale legato; i soldati, a dispetto
+de' suoi ordini, svaligiarono i cittadini.
+Pure in appresso la Chiesa non
+punì i soldati per la loro insubordinazione,
+ma insevì contro gli abitanti di
+Spoleti, cui il cardinale non credevasi
+obbligato a nulla, da che la loro capitolazione
+non era stata osservata. Molti
+di loro furono posti in prigione, altri
+esiliati, e venne abolita la loro giurisdizione
+sopra la provincia<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Più non restava a Giuliano della Rovere
+per ultimare la campagna che di
+sottomettere Niccolò Vitelli, principe di
+Tiferno, o Città di Castello. Il Vitelli
+non assumeva che il titolo di vicario
+della santa Chiesa; dichiaravasi apparecchiato
+ad ubbidire agli ordini del papa;
+ma intanto manteneva nella sua piccola
+sovranità un'indipendenza, che per molte
+generazioni vi avevano mantenuta ed a
+lui trasmessa i suoi antenati. Egli respinse
+la forza colla forza, ottenne un vantaggio
+sopra le truppe del cardinale Giuliano, e
+nello stesso tempo chiese ajuto ai Fiorentini.
+Questi non vedevano senza inquietudine
+il torbido governo del pontefice
+<span class="pagenum"><a id="Page_32"></a>[32]</span>
+e de' suoi nipoti, e quel cambiamento
+nell'amministrazione della Chiesa,
+che pareva formarne una monarchia militare.
+Avevano essi ragione di temere per
+Borgo san Sepolcro, città vicinissima al
+teatro della guerra, che si erano fatta
+cedere dai papi, e che poteva essere loro
+ritolta. Vi mandarono adunque una piccola
+armata, comandata da Pietro Nasi;
+fecero in pari tempo passare alcuni soccorsi
+al Vitelli, ed eccitarono in tal modo
+la collera del pontefice, che più loro non
+perdonò d'averlo fermato nell'esecuzione
+de' suoi progetti<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>. Il cardinale, perduta
+la speranza di sottomettere il Vitelli colla
+forza, gli accordò un'onorata capitolazione.
+Duecento soldati della Chiesa vennero
+ricevuti in Città di Castello in segno
+di sommissione; ma non fu cambiato
+il governo, e venne riconosciuta
+la sovranità del Vitelli. Del resto tale trattato
+fu altamente biasimato dal sacro collegio.
+I più virtuosi cardinali erano quelli
+che più s'interessavano per l'ingrandimento
+del temporale dominio della Chiesa.
+<span class="pagenum"><a id="Page_33"></a>[33]</span>
+Avevano sperato che Città di Castello
+sarebbe ridotta sotto il diretto dominio
+della santa sede; e risguardarono la cessione
+fatta al Vitelli, come contraria alla
+dignità ed alla sovranità del papa<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Se i Fiorentini avevano concepita dell'inquietudine
+per i movimenti dell'armata
+del cardinale Giuliano ai loro confini,
+avevano ancora più forte motivo
+di porsi in guardia dell'alleanza strettissima
+del papa col re di Napoli; particolarmente
+dopo che questi due sovrani
+eransi attaccati a Federico d'Urbino, che
+fin allora era stato quasi sempre capitano
+della repubblica. I Fiorentini avevano veduto
+con istupore disporsi il duca Federico
+a fare un viaggio a Napoli, ed avevano
+cercato di ritenerlo, osservandogli che se
+ponevasi una volta tra le mani di Ferdinando,
+riceverebbe il trattamento fatto
+al Piccinino<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>. Ma quando seppero per
+lo contrario che Federico era in Napoli
+festeggiato ed onorato assai, ed inoltre
+nominato generale della lega del re e
+del papa, credettero che fosse tempo di
+cautelarsi contro l'ambizione di così formidabili
+<span class="pagenum"><a id="Page_34"></a>[34]</span>
+vicini. Da un canto nominarono
+loro capitano Roberto Malatesta, principe
+di Rimini, e dall'altro canto spedirono
+Tommaso Soderini a Venezia per
+conchiudervi una più stretta alleanza con
+questa repubblica<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani trovavansi in allora più
+stretti che mai dalle armi turche, e vedevansi
+in pari tempo compromessi per gli
+affari di Cipro con i due più potenti
+stati d'Italia. Ferdinando sperava sempre
+di far ottenere la corona di quel regno
+a suo figlio naturale, don Alfonso, che
+aveva fatto adottare dalla regina Carlotta,
+legittima sorella di Giacomo, e che aveva
+promesso sposo all'altra Carlotta, figliuola
+naturale dello stesso Giacomo. Inoltre i
+Genovesi, sudditi del duca di Milano,
+non potevano darsi pace della perdita di
+Famagosta, e minacciavano d'attaccare
+l'isola di Cipro con truppe milanesi, per
+ricuperare quella fortezza<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>. I Veneziani,
+inquieti per le pretensioni de' loro
+rivali, colsero avidamente l'occasione di
+confederarsi con tutto il settentrione dell'Italia.
+In Milano ed in Venezia le negoziazioni
+furono destramente condotte,
+<span class="pagenum"><a id="Page_35"></a>[35]</span>
+ed il 2 novembre del 1474 le due repubbliche
+sottoscrissero con Galeazzo Sforza
+una lega difensiva per venticinque anni.
+Fu convenuto che ognuna delle potenze
+contraenti manterrebbe anche in tempo
+di pace tre mila cavalli e due mila fanti
+sul piede di guerra. In una guerra continentale
+dovevano riunire tra di loro ventun
+mila cavalli e quattordici mila fanti, in
+modo per altro che i Veneziani ed il
+duca di Milano contribuissero ognuno
+come tre, ed i Fiorentini come due. Finalmente
+nelle guerre marittime, i Fiorentini
+ed il duca di Milano obbligavansi
+a somministrare ciascheduno ai Veneziani
+cinque mila fiorini al mese. Fu
+inoltre convenuto che s'inviterebbero il
+duca di Ferrara, il papa ed il re Ferdinando
+ad entrare in questa alleanza.
+In fatti il primo vi prese parte il 13
+febbrajo seguente; ma il papa ed il re
+Ferdinando si limitarono a dare generali
+assicurazioni di mantenersi amici delle
+parti contraenti, senza voler prendere
+verun positivo impegno<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma sebbene l'Italia si trovasse divisa
+tra due leghe rivali, che si adocchiavano,
+<span class="pagenum"><a id="Page_36"></a>[36]</span>
+e che cercavano vicendevolmente di nuocersi,
+l'interna sua pace non venne altrimenti
+turbata; le più minacciose negoziazioni
+non ebbero alcun risultato.
+La storia di Firenze per più anni consecutivi
+non offre niuna interessante memoria,
+e lo stesso può dirsi press'a poco
+di quella di Milano, essendo tutti gl'interessi
+e tutta l'attività degl'Italiani diretti
+verso il levante. La guerra de' Turchi
+teneva occupati tutti gli spiriti, ed
+inattive tutte le forze. Soltanto il papa,
+sempre più alienandosi dai Veneziani,
+andava a poc'a poco ritirandosi dalla
+lotta. Nel 1472 la flotta pontificia aveva
+a tutto potere ajutata quella della repubblica;
+nel 1473 non aveva fatta che una
+vana mostra della sua forza ne' mari di
+Rodi; ed il terzo anno più non ebbe
+parte in una guerra, cui la santa sede era
+immediatamente interessata.
+</p>
+
+<p>
+Prima che terminasse il 1473, Maometto
+II aveva spedito in Moldavia un'armata
+comandata da Solimano, beglierbey di
+Romania. Il sovrano, che aveva i titoli
+di palatino e di wayvoda della Moldavia,
+era Stefano, degno successore del feroce
+Blado Dracula. Ma perchè le enormi sue
+crudeltà erano eccitate dal più caldo zelo
+religioso, Sisto IV, mandandogli parte
+<span class="pagenum"><a id="Page_37"></a>[37]</span>
+del danaro prodotto dalle indulgenze, chiamavalo
+in tutte le sue lettere <i>il suo prediletto
+figlio, il vero atleta di Gesù Cristo</i><a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>.
+Stefano non si attentò di dare
+battaglia ai Turchi per difendere il suo
+paese; egli al contrario lo guastò prima
+di loro con tale attività, che i Musulmani,
+avanzandosi, bentosto mancarono
+di ogni mezzo di sussistenza. Dopo che
+la loro armata, spossata dalla fame e dalla
+malattia, ebbe perduto il coraggio e le
+forze, il vayvoda l'attaccò il 17 di gennajo
+presso alla palude di Rackovieckz e
+totalmente la disfece. Ebbe in appresso
+l'atrocità di far impalare tutti i prigionieri,
+ad eccezione d'alcuni ufficiali generali;
+e lo stesso storico, che racconta
+tale barbarie, aggiugne immediatamente;
+«che lungi dall'abbandonarsi all'orgoglio
+per così grande vittoria,
+egli digiunò quattro giorni a pane ed
+acqua, e fece pubblicare in tutto il suo
+stato, che niuno avesse l'audacia di
+ascrivergli questo felice avvenimento,
+ma che ognuno ne dasse tutta la gloria
+<span class="pagenum"><a id="Page_38"></a>[38]</span>
+a Dio<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>.» Il vayvoda continuò la
+guerra ne' due susseguenti anni, senza
+venire a battaglia; ma la sua cavalleria
+leggiera, volteggiando sempre intorno all'armata
+musulmana, gli tolse migliaja di
+prigionieri, che Stefano fece scorticare
+vivi o impalare<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_39"></a>[39]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il beglierbey di Romania, avendo rifatta
+la sua armata dopo la disfatta di Rackovieckz,
+venne in principio di maggio del
+1474 ad assediare Scutari, una delle più
+forti città che i Veneziani possedessero
+nell'Albania<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>. Assicurano i Latini, che
+Solimano aveva sotto i suoi ordini sessanta
+mila uomini, capitanati da sette
+sangiaki. Antonio Loredano era incaricato
+della difesa di Scutari col titolo di capitano
+e di conte della città. Deboli erano
+le mura di Scutari, onde furono bentosto
+aperte dall'artiglieria turca, che di
+<span class="pagenum"><a id="Page_40"></a>[40]</span>
+que' tempi era molto superiore a quella
+de' Cristiani. Ma il Loredano faceva innalzare
+ripari di terra dietro le cadute
+mura, ed approfittava della vantaggiosa
+posizione del terreno, che in tutte le città
+dell'Albania è più forte delle mura. Il
+provveditore Lunado Boldù volle gettare
+un rinforzo nella piazza, ma la sua piccola
+armata fu posta in fuga. Gli assediati
+avevano consumati i loro approvigionamenti,
+e mancavano talmente di
+acqua, che la piccola razione che davasi
+ancora ai soldati doveva asciugare in tre
+giorni l'ultima cisterna, quando circa la
+metà di agosto Solimano diede un assalto.
+Fu valorosamente sostenuto otto ore; i
+Turchi vi perdettero tre mila uomini, e
+ritirandosi dalla battaglia, risolsero altresì
+di levare l'assedio<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'armata turca, che tenne assediata Scutari,
+aveva fatta una prodigiosa perdita
+per le malattie generate dal terreno pantanoso
+in cui trovavasi accampata. Il Sabellico
+porta tale perdita a sedici mila
+uomini; ma l'armata veneziana non aveva
+meno sentita l'influenza dell'aria infetta.
+<span class="pagenum"><a id="Page_41"></a>[41]</span>
+Gritti e Bembo erano stati mandati i primi
+con sei galere alla foce della Bogiana,
+fiume che, ricevendo le acque del lago
+Scutari, gettasi in mare tra Dulcigno ed
+Alessio. Pietro Mocenigo era più tardi
+venuto nella stessa rada colla flotta che
+aveva sottomessa l'isola di Cipro; tutti
+e tre caddero successivamente ammalati,
+e furono costretti di farsi portare a Cattaro.
+I marinai ed i soldati furono ancora
+più esposti a questa fatale influenza. L'armata
+che Boldù ragunò in Albania, ed
+alla quale si unì Giovanni Czernowitsch,
+aveva molti valorosi epiroti, ma non trovossi
+mai abbastanza forte per misurarsi
+coi Turchi; e mentre che stava aspettando
+rinforzi, la malattia gli rapiva i soldati
+che di già aveva. Finalmente gli abitanti
+di Scutari, quando fu appena partita
+l'armata musulmana, corsero in folla
+sulle rive della Bogiana per dissetarsi
+dopo una così lunga e crudele privazione;
+e molti caddero vittima della loro avidità;
+perchè appena avevano spenta la sete,
+che le loro membra s'irrigidivano, ed
+essi cadevano di subita morte<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_42"></a>[42]</span>
+</p>
+
+<p>
+La repubblica di Venezia testificò ai
+valorosi abitanti di Scutari, ed al loro
+comandante la riconoscenza dovuta alla
+loro fedeltà. Fece appendere l'insegna
+de' primi nella chiesa di san Marco, come
+testimonio della costanza loro, e
+creò cavaliere il Loredano, che rapidamente
+promosse poi alle cariche di provveditore
+e di capitano generale<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Durante l'inverno, che seguì l'assedio
+di Scutari, i Veneziani cercarono di
+fare qualche trattato coi Turchi; ma le
+pretese del gran signore erano troppo
+esorbitanti per potervi acconsentire.
+Chiesero nello stesso tempo soccorso ai
+loro alleati per la prossima campagna.
+Il duca di Milano loro pagò fedelmente
+il sussidio cui si era obbligato, ma il
+papa, dopo avere nominati dieci cardinali
+per occuparsi intorno alla guerra
+dei Turchi, ricusò di prendervi parte;
+onde la repubblica, irritata da tale abbandono,
+richiamò il ministro che teneva
+a Roma<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La campagna del 1475 venne distinta da
+pochi avvenimenti. Solimano, beglierbey
+<span class="pagenum"><a id="Page_43"></a>[43]</span>
+di Romania, venne ad assediare Lepanto
+fortezza de' Veneziani nell'Etolia all'ingresso
+del golfo di Corinto. Le mura di
+questa città non erano state da lungo
+tempo ristaurate, e cadevano in ruina;
+ma la sua posizione sopra uno scosceso
+scoglio, che la chiudeva dalla banda del
+Nord ed era munito di un buon castello,
+suppliva alle opere dell'arte. Tra
+questi dirupi ed il porto i Veneziani
+cavarono delle fosse dietro le mura, e
+le sostennero con baluardi di terra. Erano
+entrati in città cinquecento cavalleggeri,
+le di cui frequenti sortite ebbero costantemente
+prosperi successi. Antonio Loredano
+occupava il golfo colla flotta veneziana,
+e non lasciava Lepanto sprovveduto
+nè di vittovaglie, nè d'armi, nè
+di fresche truppe. Dopo quattro mesi di
+inutili attacchi, conoscendo Solimano di
+non aver fatto alcuno avanzamento, abbandonò
+l'essedio<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a>. In sul finire della
+stessa campagna la flotta ottomana fece
+un tentativo sul castello di Coccino nell'isola
+di Leuno, la sua artiglieria praticò
+una breccia nelle mura, ma l'avvicinamento
+<span class="pagenum"><a id="Page_44"></a>[44]</span>
+del Loredano colla flotta veneziana
+costrinse i Turchi a ritirarsi<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto nello stesso anno un'altra
+repubblica italiana venne suo malgrado
+strascinata nella guerra coi Turchi. I Genovesi
+possedevano tuttavia Caffa nella
+Crimea, che gli antichi chiamavano <i>Teodosia</i>,
+e questa città, la più potente delle
+loro colonie, era inoltre il più famoso
+mercato di tutto il mar Nero. Caffa,
+trovandosi già da due secoli sotto il governo
+de' Genovesi, aveva acquistata una
+popolazione ed una ricchezza che quasi
+la rendevano eguale alla metropoli. Il
+kan de' Tartari, in mezzo ai di cui stati
+era posta, era convinto che la di lei
+prosperità formava la ricchezza de' suoi
+sudditi. Caffa era il mercato di tutti i
+prodotti del settentrione; il legno, la
+cera, le pellatterie, sarebbero rimaste
+senza valore in mano ai Tartari, se non
+si fossero presentati a comperarle i mercanti
+genovesi. Niuna delizia della vita,
+verun prodotto dell'arte de' popoli inciviliti
+penetrava in que' deserti, che per
+mezzo de' mercanti d'Italia. L'Europa
+comunicava coll'Oriente per mezzo dei
+Genovesi di Caffa; le stoffe di seta e di
+<span class="pagenum"><a id="Page_45"></a>[45]</span>
+cotone, fabbricate in Persia, le derrate
+e le spezierie dell'India, vi giugnevano
+per le strade d'Astracan, e le miniere
+del Caucaso venivano scavate per conto
+de' Liguri. Il kan loro aveva accordati
+straordinarj privilegj; aveva permesso che
+i magistrati genovesi giudicassero tutte
+le cause de' suoi proprj sudditi fino ad
+una certa distanza da Caffa; sempre li
+consultava nella nomina del governatore
+della provincia, e mostrava una grandissima
+deferenza per tutte le domande di
+questa potente città. Il governo di quella
+colonia era composto di un consiglio, nominato
+ogni anno dal senato di Genova,
+di due assessori e di quattro giudici delle
+campagne<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Le conquiste di Maometto II ed il suo
+odio pel nome latino teneva i Genovesi
+inquieti intorno alla loro colonia. Il mar
+Nero era chiuso ai loro vascelli, o almeno
+non potevano attraversare l'Ellesponto
+ed il Bosforo, che coll'assoggettarsi
+alle avanie de' Turchi. Non potevano
+mandar per mare soldati a Caffa, e non
+pertanto temevano che quella piazza ne
+avesse pressante bisogno. Cerio, capitano
+d'una compagnia d'avventurieri,
+<span class="pagenum"><a id="Page_46"></a>[46]</span>
+offrì loro di condurre per terra in Crimea
+la sua compagnia di circa cento cinquanta
+cavalli purchè gli fosse data una
+paga proporzionata a così difficile spedizione,
+e che lo sembrava ancora di
+più a motivo delle tenebre ond'era in
+allora avviluppata la geografia. Infatti
+Cerio uscì d'Italia pel Friuli, attraversò
+l'Ungheria, parte della Polonia, e finalmente
+parte della Tartaria, e dopo un
+viaggio di più di mille duecento miglia,
+condusse i suoi cavalieri sani e salvi a
+Caffa<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>. Questo rinforzo era poco considerabile,
+e non pertanto i magistrati
+di Caffa, giudicando della propria importanza
+<span class="pagenum"><a id="Page_47"></a>[47]</span>
+e del proprio potere dai riguardi
+che avevasi per loro, avevano provocati
+i più pericolosi nemici. Alla morte del
+governatore della provincia in cui Caffa
+è situata, il kan de' Tartari gli aveva
+sostituito Emineces (il Barbaro lo chiama
+Eminachbi<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>), che dai Genovesi
+era stato riconosciuto. Il suo predecessore
+aveva lasciato un figliuolo, detto Seifaces,
+che per giugnere alla carica occupata
+da suo padre, sedusse a forza di
+danaro i magistrati di Caffa, e riuscì
+ad impiegare il loro credito presso il
+kan: e tanto fece colle loro istanze e
+colle minacce ancora, che l'imperatore
+tartaro acconsentì a destituire Emineces,
+ed a nominare in sua vece Seifaces. Ma
+in mezzo a queste erranti popolazioni
+<span class="pagenum"><a id="Page_48"></a>[48]</span>
+l'autorità del monarca non era molto
+sentita, e poco rispettati i suoi ordini.
+Emineces, corucciato contro l'imperatore
+tartaro, e più ancora contro i Genovesi,
+si associò due altri capi della nazione,
+Caraimerza ed Aidar. Col loro ajuto sollevò
+tutti i Tartari della Crimea, e venne
+ad assediare Caffa, facendo in pari tempo
+chiedere soccorsi a Maometto II. Il sultano,
+sempre apparecchiato a fare nuove
+conquiste, mandò in faccia a Caffa la
+formidabile flotta che aveva allestita contro
+Candia. Già durava da sei settimane
+l'assedio cominciato dai Tartari, quando
+Ahmed, che comandava questa flotta,
+gettò l'ancora avanti a Caffa il primo
+giugno del 1475, e piantò le sue batterie
+contro le mura della città. Le fortificazioni
+di Caffa, dalle armate tartare
+credute sempre inespugnabili, perchè non
+sapevano attaccarle che colle loro sciable,
+colle frecce e colla loro cavalleria leggiera,
+mostrarono dopo pochi giorni larghe
+brecce aperte dall'artiglieria turca.
+Pure ancora quattro giorni gli abitanti
+difesero le brecce aperte e praticabili,
+dopo i quali soscrissero una capitolazione,
+che poi non fu osservata. Molti senatori
+ed antichi magistrati furono condannati
+al supplicio, mille cinquecento fanciulli
+<span class="pagenum"><a id="Page_49"></a>[49]</span>
+vennero spediti a Costantinopoli per esservi
+allevati tra i giannizzeri, ed il rimanente
+degli abitanti latini fu trasportato
+a Pera, e distrutto il dominio dei
+Genovesi sul mar Nero<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_50"></a>[50]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dal canto dell'Ungheria Mattia Corvino
+non corrispose alle calde premure
+de' Veneziani, e non tentò veruna importante
+diversione. Pure in questo stesso
+anno prese la fortezza di Schabatz, che
+minacciava il Sirmio, ma non portò più
+in là le sue armi<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>. Da ogni banda, sia
+presso i Musulmani che presso i Cristiani,
+i popoli trovavansi estenuati da così
+lunga guerra, e verun vigoroso sforzo
+prenunciava più grandi avvenimenti.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_51"></a>[51]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXIV.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Congiura di Niccola d'Este a Ferrara;
+di Girolamo Gentile a Genova; d'Olgiati,
+Visconti e Lampugnani a Milano.
+Rivoluzioni nello stato di Milano
+dopo la morte di Galeazzo Sforza</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1476 = 1477.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Mentre la guerra si andava al di
+fuori rallentando, e che i diversi stati
+d'Italia erano uniti da alleanze, che sembravano
+dover guarentire la pace fra di
+loro, l'interna loro costituzione venne
+replicatamente scossa da molte cospirazioni.
+In tre anni contansene, una a Ferrara,
+due a Genova, una a Milano ed
+una a Firenze. Pareva che i popoli, finalmente
+stanchi dell'oppressione sotto la
+quale tanto avevano sofferto, fossero determinati
+di spezzare un indegno giogo; ma
+non pertanto ricaddero dovunque sotto la
+catena che gli aveva oppressi. Non mancarono
+ai cospiratori nè segreto, nè ardire,
+nè fedeltà; tutti eseguirono ciò che avevano
+progettato, niuno ne raccolse il frutto:
+tanto è difficile di rovesciare un governo
+esistente, e tanto l'abitudine dell'ubbidire
+<span class="pagenum"><a id="Page_52"></a>[52]</span>
+sostiene la potenza ancora del più odiato
+tiranno<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>! Odesi spesso accusarsi una nazione
+di debolezza e di pusillanimità, in
+ragione del giogo ond'è stata oppressa.
+Quando vedonsi migliaja d'uomini ubbidire
+contro l'interesse loro, contro il loro sentimento
+ad un solo, quando si vedono sottostare
+ai capricci ch'essi detestano, o
+diventare gli strumenti delle passioni che
+essi hanno in orrore, non possiamo non
+rimproverar loro di servire ove potrebbero
+comandare, e di non misurare le
+forze loro colla individuale debolezza di
+colui ch'essi temono. Sarebbe infatti vantaggioso
+che questo pregiudizio si stabilisse
+nell'opinione, e che la vergogna si
+associasse alla servitù. Forse i popoli farebbero
+allora per l'onore ciò che non
+fanno per la libertà<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>. Pure ingiustizia
+<span class="pagenum"><a id="Page_53"></a>[53]</span>
+sarebbe il condannare una nazione
+soltanto a motivo del giogo che ha sopportato.
+Trovasi tanta potenza nell'organizzazione
+sociale, le forze di tutti
+sono così ben dirette dal despota contro
+ogni individuo, che per poco che questi
+o il suo ministro sia destro, coraggioso,
+vigilante, è sempre in tempo d'opprimere i
+suoi scoperti nemici col braccio medesimo
+de' suoi segreti nemici; in modo che
+la più nobile e più generosa nazione non
+è bastantemente forte per difendersi scopertamente
+dal suo tiranno. È dato solamente
+di poter congiurare a colui che
+co' deboli suoi mezzi personali vuole lottare
+coll'uomo che dispone della polizia,
+dell'armata, del tesoro. Molti, cedendo
+ad una nobile ripugnanza, rifuggono da
+tale intrapresa, perchè vi scorgono qualche
+apparenza di dissimulazione e di tradimento;
+non riconoscono che l'estremo
+pericolo nobilita i mezzi meno virtuosi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_54"></a>[54]</span>
+e che l'assassino di un tiranno
+dev'essere più coraggioso assai, che il
+granatiere che prende una batteria colla
+bajonetta. Per altro quest'opinione indebolisce
+ancora il partito de' cospiratori;
+spesso allontana da loro, nell'istante del
+pericolo, quelli che il giorno innanzi
+parevano partecipare ai sentimenti loro;
+e l'uomo coraggioso, che si è fatto l'organo
+delle volontà di tutto un popolo,
+e lo strumento delle sue vendette, perisce
+sul patibolo per le mani di quei
+medesimi ch'egli servì<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La storia d'Italia, ove gli avvenimenti
+si presentano e si accumulano, ove tutte
+<span class="pagenum"><a id="Page_55"></a>[55]</span>
+le passioni hanno libero sfogo, ove tutte
+le instituzioni si combinano in mille modi,
+ci presenta sotto variate forme questi
+sforzi dei popoli e degl'individui per
+iscuotere il giogo della tirannide. Noi vi
+vediamo a vicenda aperte ribellioni e
+congiure; vediamo cospirare a vicenda
+a favore d'una stirpe reale, o di un sovrano
+risguardato come più legittimo,
+ed in favore della repubblica; vi vediamo
+tutte le lotte, quella della sublime
+lealtà, quella della fiera nobiltà e quella
+della libertà. Malgrado i diversi principj
+che servono di fondamento alla politica
+d'ogni uomo, non avvene alcuno, che
+non debba in così vasto numero di cospirazioni
+trovarne una che non gli sembri legittima;
+non avvene alcuno, che non debba
+associarsi di cuore a qualcuna delle intraprese
+tendenti a rimettere o il governo
+reale dell'antica dinastia, o la vecchia
+aristocrazia, o la libertà, o il regno
+glorioso d'un condottiere, o il dominio
+della Chiesa; non avvene alcuno, che ardisca
+considerare il potere, qualunque
+egli siasi, come sempre ugualmente sacro;
+ed un più liberale sentimento dovrebbe
+insegnargli, che tutte le congiure
+meritano un certo grado
+<span class="pagenum"><a id="Page_56"></a>[56]</span>
+d'ammirazione<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a>, quando ancora appariscono colpevoli
+ai suoi occhi, per lo scopo che
+si propongono i congiurati; imperciocchè
+in tutte si trova un grande sagrificio di
+sè medesimo ad un interesse più sublime
+di sè, un grande sagrificio della sua persona
+ad una nobile causa, un grande
+spaventoso pericolo, posto in non cale a
+fronte di lontane speranze<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra le congiure che scossero l'Italia
+nel 1476, la prima a scoppiare fu quella
+di Ferrara. Niccolò d'Este, figlio del
+marchese Lionello, viveva in allora a
+Mantova presso suo cognato; molti emigrati
+<span class="pagenum"><a id="Page_57"></a>[57]</span>
+ferraresi lo avevano seguito, risguardandolo
+come il rappresentante ed il legittimo
+erede di Lionello e di Borso, i
+due più amabili principi che avesse fin
+allora prodotti la casa d'Este, e gli andavano
+insinuando che tutto il popolo
+era partecipe del loro attaccamento e del
+loro rammarico. In ciò confidando, Niccolò
+cercava i mezzi di rientrare in Ferrara,
+non dubitando, che, ove giugnesse
+una volta a superare le mura della città,
+non fosse da tutto il popolo salutato per
+sovrano. Il marchese di Mantova, suo
+cognato, permettevagli d'adunare soldati
+nel suo territorio, e Galeazzo Sforza,
+sempre geloso de' suoi vicini, sebbene
+non covasse verun progetto contro di
+loro, gli somministrava danaro, e prometteva
+soccorsi. Frattanto la città di
+Ferrara trovavasi accidentalmente aperta;
+eransi in più luoghi atterrate le sue mura,
+per rifabbricarle dietro un nuovo piano;
+e Niccolò aveva ogni giorno fedeli avvisi
+di ciò che facevasi nella corte di suo
+zio. Seppe che il primo settembre del
+1746 Ercole uscirebbe di buon mattino
+di città per recarsi alla sua casa di Belriguardo;
+e lo stesso giorno giunse da
+Mantova a Ferrara con cinque vascelli
+aventi a bordo cinquecento uomini d'infanteria;
+<span class="pagenum"><a id="Page_58"></a>[58]</span>
+entrò per la breccia, che aprivasi
+nelle mura di mano in mano che si
+andavano rifacendo, e corse subito le strade,
+facendo ripetere innanzi a lui il suo
+grido di guerra: <i>La vela!</i> In pari tempo promise
+al popolo di rendergli l'abbondanza,
+mentre che la cattiva amministrazione
+d'Ercole aveva fatto crescere il prezzo
+del frumento; annunciò l'arrivo di quattordici
+mila uomini, che gli avevano
+dati per quest'intrapresa il duca di Milano
+ed il marchese di Mantova, ed
+invitò i cittadini a prendere le armi,
+senza aspettare che le truppe straniere
+gli sforzassero a riconoscerlo per loro
+legittimo sovrano.
+</p>
+
+<p>
+Don Sigismondo, fratello del duca, al
+primo sentore di questo tumulto, erasi
+frettolosamente chiuso in Castelvecchio
+con donna Leonora d'Arragona sua sposa;
+ma non vi aveva vittovaglie per tre
+giorni. Ercole, cui alcuni fuggiaschi avevano
+annunciato l'ingresso in Ferrara di
+una numerosa armata, omai rinunciava
+alla speranza di riprendere la città, ed
+adunava soltanto i suoi soldati a Reggenta
+ed a Lugo per difendere queste due fortezze.
+Intanto niun Ferrarese aveva ancora
+prese le armi per unirsi a Niccolò,
+il quale vedendo d'aver corse invano
+<span class="pagenum"><a id="Page_59"></a>[59]</span>
+tutte le strade, chiamando il popolo in
+suo soccorso senza che alcuno si muovesse,
+cominciava a scoraggiarsi. Eransi
+contati i soldati che lo seguivano, e sprezzavasi
+il loro piccolo numero; non vedevasi
+giugnere l'armata ch'egli aveva
+annunciata, e cominciavasi a non dare
+più fede alle sue parole. Don Sigismondo,
+testimonio della mala riuscita del suo
+avversario, si fece ancor egli a chiamare
+i Ferraresi in ajuto del loro sovrano.
+Corse il borgo del Leone, e la grande
+strada della Giudecca, e tutti gli abitanti
+presero per lui le armi. Di mano in
+mano che Niccolò vedeva ii popolo attrupparsi,
+egli abbandonava i quartieri della
+città uno dopo l'altro senza venire alle
+mani. Finalmente riconoscendo la sua
+impresa disperata, uscì di Ferrara, attraversò
+il Po e fuggì colla sua gente. Ma
+i contadini, di già contro di lui sollevati,
+occupavano tutti i passaggi per fermarlo.
+Egli cadde infatti in loro potere colla maggior
+parte di coloro che lo accompagnavano,
+e fu ricondotto a Ferrara. Il duca
+Ercole, suo zio, lo fece subito decapitare,
+e la stessa sorte toccò ad Azzo
+d'Este suo cugino. Vennero appiccati venticinque
+de' suoi complici; e così severa
+giustizia atterrì tutti i nemici del duca
+<span class="pagenum"><a id="Page_60"></a>[60]</span>
+Ercole, la di cui successione, assicurata
+lo stesso anno dalla nascita di suo figlio
+Alfonso, più non venne in seguito contrastata<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I primi movimenti contro Galeazzo
+Maria Sforza scoppiarono in Genova, e
+furono quasi simultanei colla congiura
+di Ferrara. In forza del trattato che Genova
+aveva fatto col duca Francesco Sforza,
+<span class="pagenum"><a id="Page_61"></a>[61]</span>
+quando si pose sotto la sua signoria,
+questa repubblica, lungi dal rinunciare alla
+sua libertà, pareva averla vie meglio
+consolidata. Vero è che aveva ammessi
+nelle sue mura un governatore ed una
+piccola guarnigione; ma questa straniera
+forza era appena bastante per comprimere
+i tumultuosi movimenti delle fazioni, per
+impedire quelle rivoluzioni, quelle frequenti
+convulsioni, che ne' precedenti
+anni avevano esaurita la città d'uomini
+e di danaro. Altronde il duca si era obbligato
+a non accrescere il numero dei
+soldati, nè le fortificazioni della cittadella.
+</p>
+
+<p>
+Riceveva annualmente da Genova un
+tributo di cinquanta mila ducati, somma
+appena bastante al mantenimento della
+guardia della città e delle fortezze. E non
+solo non aveva il diritto di accrescere questa
+contribuzione, ma non poteva nemmeno
+immischiarsi nel modo di levarla. Così
+non poteva aver parte alla legislazione,
+all'amministrazione della giustizia, ed al
+governo interno della città<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Finchè visse Francesco Sforza, queste
+condizioni vennero religiosamente mantenute;
+ma Galeazzo, suo figliuolo, era troppo
+<span class="pagenum"><a id="Page_62"></a>[62]</span>
+volubile in tutti i suoi progetti, troppo
+vano, troppo impetuoso per rispettare lungamente
+le leggi cui erasi obbligato. Pure,
+perchè non era meno pusillanime che arrogante,
+spesse volte si fermava nel corso
+di un'intrapresa ingiusta ed offensiva, e
+cedeva al timore dopo di avere sprezzate
+le rappresentanze del suo popolo. I Milanesi,
+tra i quali viveva, non solo risentivano
+danno da' suoi difetti come sovrano,
+ma ancora da' suoi privati vizj.
+La di lui dissolutezza sconvolgeva tutte
+le famiglie, e la sua crudeltà, eccitata dalla
+più leggera resistenza, non era soddisfatta
+che da spaventosi supplicj. Genova era,
+assai meno di Milano, esposta a questa
+spicciolata tirannide, e sebbene fosse violato
+il contratto fra il principe e la repubblica,
+e che perciò i Genovesi si risguardassero
+come sciolti dai loro giuramenti,
+i più ricchi temevano una rivoluzione,
+che poteva ruinarli assai più che
+i passaggeri abusi del potere cui speravano
+di sottrarsi.
+</p>
+
+<p>
+Non pertanto l'intera città parve vivamente
+offesa dal disprezzo che le aveva
+mostrato Galeazzo, quando nel 1471 era
+passato per Genova, tornando da quel
+suo sontuoso pellegrinaggio di Firenze.
+Eransi apparecchiate per riceverlo splendidissime
+<span class="pagenum"><a id="Page_63"></a>[63]</span>
+feste, magnifici regali. Egli affettò
+di dare a questa pompa un'aria di
+ridicolo presentandosi con abiti dimessi,
+ricusando gli alloggi che gli si erano apparecchiati,
+e chiudendosi in castello,
+ove pareva rimanersi con timore. Per ultimo
+alla fine dei tre giorni abbandonò
+Genova senza annunziarlo, come un fuggiasco<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo avere eccitato il malcontento di
+questa potente città, non accostumata a
+soffrire i dileggi, Galeazzo ad altro non
+pensava che a stringere talmente le di
+lei catene che vi si spegnesse per sempre
+ogni spirito di libertà. Notabile è il progetto
+da lui immaginato per giugnere a
+questo fine. Sopra Genova, all'estremità
+della scoscesa montagna che divide le
+valli di Bisagno e della Polsevera, era
+situata la fortezza del Castelletto, dove il
+duca di Milano teneva guarnigione. Ordinò
+Galeazzo che una catena di fortificazioni
+si prolungasse da questo castello
+fino al mare. Un doppio muro
+guarnito di ridotti doveva dividere la
+città in due parti eguali, le quali, quando
+piacesse al governatore, non avrebbero
+<span class="pagenum"><a id="Page_64"></a>[64]</span>
+fra di loro veruna comunicazione, e potrebbero
+essere separatamente oppresse.
+Di già tracciata sul terreno era la linea
+delle mura e delle torri, e gli operai,
+sotto gli ordini del luogotenente del duca
+ed alla di lui presenza, cominciavano a
+cavare i fondamenti. Fremevano tutti i
+cittadini sulla sorte che loro era riservata,
+ma niente facevano per prevenirla, quando
+Lazzaro Doria ordinò agli operai, a
+nome della repubblica, di sospendere un
+lavoro contrario alle leggi ed ai trattati,
+e strappò colle proprie mani le pertiche
+del livello, che loro servivano di norma.
+La folla applaudì con trasporto a quest'atto
+di vigore; gli operai si fermarono, ed il
+luogotenente del duca, temendo una sollevazione,
+si ritirò nel castello<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando giunse a Milano la notizia di
+quest'avvenimento, Galeazzo Sforza scoppiò
+in minacce ed in imprecazioni, ed
+ordinò che la città di Genova gli mandasse
+subito gli otto più distinti cittadini
+dello stato. In vista della violenta collera
+da lui manifestata, tenevasi per indubitato
+che li destinasse al supplicio; ma un subito
+<span class="pagenum"><a id="Page_65"></a>[65]</span>
+terrore aveva calmato il suo irritamento:
+gli accolse con bontà e li rimandò
+senza aver loro fatto alcun male.
+Frattanto aveva adunati trenta mila uomini
+per invadere la Liguria; ed avendo determinato
+di non lasciare ai Genovesi alcun
+capo, fece sorprendere a Vada Prospero
+Adorno, e senza accusa e senza esame
+gettare nelle prigioni della fortezza di
+Cremona; ma tutt'ad un tratto rinunciò
+alla sua spedizione, e licenziò tutte
+le truppe.
+</p>
+
+<p>
+Le diverse risoluzioni a vicenda abbracciate
+da Galeazzo erano tutte a Genova
+conosciute; conoscevasi la violenza
+della sua collera, ma non avevasi veruna
+garanzia della durata della presente affettata
+moderazione. Perciò da ogni banda
+si acquistavano armi, facevansi apparecchi
+di difesa, e tutti si andavano incoraggiando
+a mantenere la libertà qualunque
+volta fosse attaccata. Mentre tutto il
+popolo era trepidante intorno a ciò che
+potesse accadere, Girolamo Gentile, figliuolo
+d'Andrea, giovane mercante di non
+mediocri fortune, che non aveva alcun
+personale motivo di odio contro il governo,
+risolse di esporsi il primo per la
+libertà della sua patria. Adunò in casa
+sua nel sobborgo, nel mese di giugno
+<span class="pagenum"><a id="Page_66"></a>[66]</span>
+del 1476, molte genti armate. Nel cuore
+della notte entrò in città per la porta di
+san Tommaso, di cui s'impadronì, e corse
+le strade, chiamando i suoi concittadini
+alle armi ed alla libertà. Molti Genovesi
+si unirono a lui, ed in breve occupò
+tutte le porte; ma fu troppo lento ad attaccare
+il palazzo del pubblico. Intanto
+i senatori si andavano adunando sotto la
+presidenza di Guido Visconti, governatore
+della città. Coloro che si erano da
+principio uniti a Gentile, temettero allora
+di essere condannati, come ribelli,
+dall'autorità che riconoscevano legittima;
+e tutti, uno dopo l'altro, si ritirarono prima
+che fosse giorno. Dopo la loro diserzione,
+vedendosi Gentile troppo debole, ritirossi
+in buon ordine verso la porta di san
+Tommaso e vi si fortificò<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il senato aveva nominati otto capitani
+del popolo per cacciare di città Girolamo
+Gentile. Dietro i loro ordini avevano prese
+le armi circa trecento uomini e marciavano
+ad attaccare porta san Tommaso,
+difesa da Gentile con soli trenta uomini,
+<span class="pagenum"><a id="Page_67"></a>[67]</span>
+tutti però determinati a difendersi fino
+alla morte, mentre non era un solo tra
+i loro avversari che non si esponesse di
+contro genio; quindi poco mancò che
+non fossero fatti prigionieri i capitani del
+popolo, e dispersa tutta la loro gente:
+ma in tale frangente si offrirono come
+mediatori i capi delle arti e mestieri.
+Girolamo Gentile accettò la loro mediazione,
+facendo però sentire ai loro compatriotti
+che non tarderebbero a pentirsi
+d'avere perduta l'occasione di ricuperare
+la libertà. Chiese che gli si rimborsassero
+settecento ducati, che gli erano costati
+i suoi apparecchi, fatti, secondo
+egli diceva, pel vantaggio della repubblica.
+Dopo averli ricevuti dal tesoriere
+del pubblico, consegnò la porta ai capitani
+del popolo e si ritirò<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando conobbesi a Milano questa
+singolare capitolazione, Galeazzo mostrossi
+fieramente adirato perchè si fosse rimborsato
+ad un capo di faziosi quel danaro
+ch'egli stesso confessava d'avere
+impiegato per isconvolgere lo stato. Non
+pertanto ratificò l'amnistia, ch'era stata
+<span class="pagenum"><a id="Page_68"></a>[68]</span>
+pubblicata dal senato; e se covava in segreto
+il pensiero di rivocare a migliore
+opportunità questa grazia, non ebbe poi il
+tempo di farlo. Galeazzo non era privo
+di tutte le qualità che illustrarono suo
+padre; conosceva perfettamente la disciplina
+militare e la civile amministrazione
+del suo stato; ed aveva saputo stabilire
+nel Milanese una più rigorosa subordinazione
+che verun altro de' suoi
+predecessori. I tribunali facevano incorrotta
+giustizia, ed una severa polizia manteneva
+la pubblica sicurezza. Galeazzo
+parlava eloquentemente, ed aveva gentili
+e disinvolte maniere, e quando lo voleva,
+sapeva ad un'imponente maestà
+aggiugnere l'esteriore apparenza della
+bontà: ma ad un fasto stravagante univa
+un'illimitata cupidigia; era naturalmente
+perfido, e compiacevasi di mostrarsi tale
+particolarmente verso coloro, cui erasi
+mostrato più parziale, abbassandoli tanto
+più, quanto gli aveva a maggiori dignità
+innalzati; giammai non erasi mantenuto
+costante ne' suoi affetti, e potevasi presagire
+prossima e terribile la caduta di
+colui che vedevasi più favorito degli altri,
+ancor che questi non provocasse in verun
+modo il suo sdegno. Avidissimo di tutti i
+piaceri de' sensi, ed inclinato a disprezzare
+<span class="pagenum"><a id="Page_69"></a>[69]</span>
+le costumanze e le leggi della società,
+portava la desolazione ed il disonore in
+tutte le famiglie<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a>; e non pareva pago
+delle sue dissolutezze, se non erano condite
+dalla disperazione de' genitori o dei
+mariti, che aveva disonorati. Compiacevasi
+singolarmente nel farli ministri essi
+medesimi del loro disonore; abbandonava
+alle sue guardie le consorti rapite ai mariti,
+e faceva poi pubblico il loro oltraggio<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro, le di cui case erano state
+da Galeazzo disonorate, trovavansi due
+giovani di nobile schiatta, Carlo Visconti
+e Girolamo Olgiati, di già predisposti
+dal loro precettore a detestare il giogo
+della tirannide. Erano essi amicissimi di
+Andrea Lampugnani, che il duca aveva
+ingiustamente spogliato del padronato dell'abbazia
+di Miramondo<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>: tutti e tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_70"></a>[70]</span>
+avevano udite le lezioni di Cola de' Montani
+di Gaggio, Bolognese, il quale circa
+il 1466 aveva aperta in Milano scuola
+di eloquenza. Si pretende che fosse stato
+prima maestro dello stesso Galeazzo, e
+che lo avesse più volte castigato colla
+severità praticata nell'antica educazione.
+Galeazzo, diventato sovrano, volle vendicarsi
+dei castighi sofferti nella sua infanzia
+con un'egual pena, e fece pubblicamente
+sferzare il maestro<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a><a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a>. Montano detestava
+la tirannide anche senza quest'affronto.
+Nodrito nello studio dell'antichità,
+non trascurava veruna occasione
+di far notare ai suoi allievi, che tutte le
+virtù, ch'essi ammiravano ne' grandi uomini
+Greci e Romani, eransi sviluppate
+nella libertà; che una libera patria incoraggiava
+tutti i talenti, ogni genere
+d'energia, ed i progressi dello spirito,
+perchè ogni specie di grandezza ne' suoi
+cittadini veniva sempre impiegata pel
+vantaggio di tutti; mentre che un tiranno,
+geloso di ogni forza, di cui non potesse
+<span class="pagenum"><a id="Page_71"></a>[71]</span>
+egli stesso disporre, occupavasi sempre
+a contenere, a comprimere, a distruggere
+i talenti, l'energia, la sublimità del
+carattere, che poteva un giorno adoperarsi
+contro di lui<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Voleva il Montani che i giovani gentiluomini,
+per rendersi degni della libertà,
+imparassero a comandare le armate. Aveva
+perciò persuasi l'Olgiati ed alcuni altri
+ad imparare l'arte della guerra sotto Bartolommeo
+Coleoni. I parenti di questi
+giovanetti, che più di loro temevano le
+fatiche ed i pericoli, eransi fieramente
+adirati contro il maestro d'eloquenza, che
+aveva renduti soldati i loro figli. Il Montani,
+perseguitato dai genitori, favoreggiato
+dagli scolari, era stato a vicenda
+esiliato, e richiamato; imprigionato, indi
+festeggiato; ma in particolar modo renduto
+caro ai suoi discepoli dalle persecuzioni
+che sostenute aveva per istruirli<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Galeazzo aveva spinto all'estremo
+l'odio del popolo coi crudeli
+supplicj nuovamente ordinati. Aveva fatte
+<span class="pagenum"><a id="Page_72"></a>[72]</span>
+seppellir vive alcune sue vittime, altre
+sforzate ad alimentarsi d'escrementi umani,
+ed in tal modo fatte lentamente morire;
+aveva aggiunte feroci facezie ai
+supplicj che ordinava, e renduto più infame
+il disonore delle nobili matrone
+che aveva sedotte, prostituendole pubblicamente<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a>.
+Girolamo Olgiati contava
+una sua in addietro carissima sorella tra
+le vittime della brutalità di Galeazzo.
+Misurando colla propria l'universale indignazione,
+cercò il Lampugnani, e gli
+propose di mettere fine ad una intollerabile
+tirannide col punire i delitti dello
+Sforza. Poco dopo si associarono Carlo
+Visconti, e si obbligarono con vicendevoli
+giuramenti. Tennero la prima loro
+conferenza ne' giardini di sant'Ambrogio.
+Tutte le circostanze di quest'avvenimento,
+e ciò che è più notabile, tutti i concetti
+del principale congiurato, ci vennero fedelmente
+conservati dal medesimo Olgiati
+in una relazione scritta pochi giorni
+dopo. «Uscendo da questa conferenza,
+egli scrive, entrai in Chiesa; mi gettai
+ai piedi della statua del santo vescovo
+che vi si venera, e feci questa preghiera:
+<span class="pagenum"><a id="Page_73"></a>[73]</span>
+Grande sant'Ambrogio, sostegno
+di questa città, speranza e tutela
+del popolo di Milano, se il progetto
+che formarono i tuoi concittadini, i
+tuoi figliuoli per cacciare di qui la
+tirannide, l'impurità, la dissolutezza
+più mostruosa, è degno della tua approvazione,
+non ci manchi il tuo favore
+in mezzo agli accidenti ed i pericoli
+cui siamo vicini ad esporci per
+la liberazione della patria. Poi ch'ebbi
+pregato, mi recai di nuovo presso i miei
+compagni, e gli esortai a farsi coraggio,
+assicurandoli che io sentivo essersi in me
+accresciute la speranza e la forza dopo
+avere invocato a favore della nostra intrapresa
+il santo protettore della nostra
+patria<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a>. Ne' susseguenti giorni ci andavamo
+esercitando nella scherma coi
+pugnali per acquistare maggiore destrezza,
+ed avvezzarci all'immagine del
+pericolo cui stavamo per esporci...
+La sesta ora della notte avanti il giorno
+di santo Stefano, destinato all'esecuzione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_74"></a>[74]</span>
+ci siamo riuniti un'altra volta, potendo
+accadere che più non fossimo per rivederci.
+Si fissò l'ora in cui entreremmo
+assieme in Chiesa, la parte che ognuno
+doveva eseguire, e tutte le particolarità
+dell'esecuzione, per quanto si potevano
+prevedere le cose, che dipendevano in
+parte dall'eventualità. All'indomani di
+gran mattino ci siamo portati nella
+chiesa di santo Stefano, e colà pregammo
+questo santo a proteggere la grande
+azione che dovevamo eseguire nel suo
+santuario, e a non isdegnarsi se lordavamo
+i suoi altari col sangue; poichè
+questo sangue serviva a liberare la
+città e la patria. In seguito alle preci
+che si contengono nel rituale di questo
+primo martire, ne recitammo un'altra
+composta da Carlo Visconti; finalmente
+assistemmo al sagrificio della messa,
+celebrata dall'arciprete di quella
+basilica, dopo la quale io mi feci dare
+le chiavi della casa dell'arciprete per
+ritirarci nella medesima<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I congiurati stavano in questa casa
+presso al fuoco, perchè un acutissimo
+freddo gli aveva obbligati ad uscire di
+<span class="pagenum"><a id="Page_75"></a>[75]</span>
+Chiesa, quando il rumore della folla gli
+avvisò che giugneva il principe. Era il
+giorno dopo il natale 26 dicembre del
+1476. Galeazzo, che pareva trattenuto da
+suoi presentimenti, non si era ridotto che
+di mal animo ad abbandonare il suo palazzo<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>.
+Egli non pertanto andava alla
+festa tra l'ambasciatore di Ferrara e
+quello di Mantova. Giovan Andrea Lampugnani
+gli si fece innanzi nell'interno
+della chiesa fino alla pietra degl'Innocenti,
+colla voce e colla mano sgombrando
+la folla. Quando gli fu affatto vicino,
+portò, quasi in atto di rispetto,
+la mano sinistra verso il berrettone che
+Galeazzo teneva in mano, pose un ginocchio
+a terra, in atto di chi volesse
+presentargli una supplica, e nello stesso
+tempo colla destra, nella quale teneva il
+pugnale nascosto entro la manica, lo ferì
+nel ventre da basso in alto. Nell'istante
+medesimo Girolamo Olgiati lo ferì nella
+gola e nel petto, e Carlo Visconti nella
+spalla ed in mezzo al dorso. Lo Sforza
+<span class="pagenum"><a id="Page_76"></a>[76]</span>
+cadde tra le braccia degli ambasciatori
+che stavano al suo fianco, dicendo <i>oh Dio</i>!
+Così pronti erano stati i colpi, che gli
+ambasciatori medesimi ancora non sapevano
+ciò che fosse accaduto<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nell'istante in cui fu il duca ucciso
+si fece nel tempio un violento tumulto:
+molti sguainarono le spade; gli uni fuggivano,
+altri accorrevano, niuno ancora
+sapeva quali fossero le forze o lo scopo
+dei congiurati. Ma le guardie del duca
+ed i suoi cortigiani, che avevano conosciuti
+gli uccisori, si fecero subito ad
+inseguirli. Il Lampugnani, volendo uscire
+di chiesa, entrò in un branco di donne,
+che stavano inginocchiate, e le loro vesti
+intricandosi ne' suoi speroni lo fecero
+cadere, ed in quell'atto fu raggiunto ed
+ucciso da uno scudiere moro del duca.
+Girolamo Olgiati uscì di chiesa e si
+presentò alla propria casa, ma suo padre
+non volle riceverlo, e gli fece chiudere
+le porte in faccia. Lo accolse un amico,
+<span class="pagenum"><a id="Page_77"></a>[77]</span>
+in casa del quale non fu a lungo in sicuro:
+stava, com'egli stesso racconta, per uscirne,
+ad oggetto d'invitare il popolo ad una
+libertà, che i Milanesi da molto tempo
+più non conoscevano, quando udì le
+voci del popolaccio, che strascinava pel
+fango lo squarciato cadavere del suo amico
+Lampugnani: compreso da orrore, e
+perduto di coraggio, attese il fatale istante
+in cui fu scoperto. Venne assoggettato
+ad un'orribile tortura, durante la quale,
+colle lacerate membra e colle ossa slogate,
+dettò la circostanziata confessione che gli
+fu chiesta, ed a noi conservata dal Ripamonti,
+della sua congiura. Ma questa
+specie di confessione, scritta tra la tortura
+ed il supplicio per ordine de' suoi giudici
+e sotto gli occhi de' suoi carnefici,
+non è priva di quel coraggio e di quella
+fiducia nella giustizia della sua causa,
+che resero famosi i nomi di alcuni personaggi
+dell'antichità. Chiuse la confessione
+in tal modo. «Adesso, santa madre
+di nostro signore, e voi, o principessa
+Bona, io v'imploro, affinchè la vostra
+clemenza e la bontà vostra provvedano
+alla salute dell'anima mia. Domando
+soltanto che si lasci a questo miserabile
+corpo abbastanza vigore, onde possa
+confessare i miei peccati secondo i riti
+<span class="pagenum"><a id="Page_78"></a>[78]</span>
+della chiesa, e subire in seguito la sorte
+che mi è destinata<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+L'Olgiati contava in allora ventidue
+anni; fu condannato ad essere tenagliato
+e tagliato vivo a pezzi. In mezzo di così
+atroci tormenti un prete lo andava esortando
+al pentimento. «Io so, riprese l'Olgiati,
+d'avere meritate per molti falli
+queste pene, e più grandi ancora, se
+il debole mio corpo potesse sopportarle.
+Ma rispetto alla bella azione per cui
+muojo, questa solleva la mia coscienza;
+e lungi dal credere che per questa abbia
+meritata la presente pena, spero
+anzi che per essa il supremo giudice
+mi perdonerà gli altri miei peccati.
+Non per una colpevole cupidigia ho
+commessa tale azione, ma per solo desiderio
+di liberarci da un tiranno, che
+non potevamo più soffrire. Invece di
+esserne pentito, se io dovessi dieci volte
+rivivere per perire dieci volte tra gli
+stessi tormenti, non lascerei di consacrare
+le mie forze ed il mio sangue
+per così nobile oggetto<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>.» Il carnefice,
+<span class="pagenum"><a id="Page_79"></a>[79]</span>
+strappandogli la pelle del petto, gli
+fece mettere un grido; ma si rimise all'istante<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>.
+«Questa morte, disse in latino,
+è dura, ma eterna è la gloria! <i>mors
+acerba, fama perpetua; stabit vetus
+memoria facti</i><a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Il figliuolo primogenito del duca di
+Milano, Giovanni Galeazzo Sforza, non
+aveva in allora più di otto anni; pure
+fu riconosciuto senza difficoltà. Più non
+esistevano nel popolo que' sentimenti di
+libertà che i tre congiurati avevano creduto
+di far rivivere; e non si fece il
+più leggier movimento per rovesciare un
+governo, che più non era in istato di
+difendersi. I deputati di tutte le città
+d'Italia vennero a complimentare la duchessa
+Bona di Savoja, vedova di Galeazzo,
+e ad offrirle la loro assistenza
+per mantenerla sul trono col di lei figliuolo.
+Il papa le mandò due cardinali,
+<span class="pagenum"><a id="Page_80"></a>[80]</span>
+incaricati di scomunicare coloro, che
+volessero tentare in Milano qualche novità<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a>.
+Bona fu senz'ostacoli riconosciuta
+reggente. Fin qui il governo non
+era quasi cambiato, perchè l'anima di
+tutti i consigli continuava tuttavia ad
+essere Cecco Simonetta, calabrese, ch'era
+stato segretario e consigliere di Francesco
+Sforza, e che, dopo averlo servito con
+rara fedeltà, era pure stato il primo ministro
+di suo figlio, ed aveva co' suoi
+talenti e colle sue virtù celati i capricci
+e le stravaganze di questo tiranno. Era
+suo fratello quel Giovanni Simonetta, che
+scrisse con tanta eleganza e precisione
+la storia di Francesco Sforza. Godevano
+ambidue come letterati una riputazione
+poco minore di quella che si erano acquistata
+nella carriera politica. Avevano corrispondenza
+con tutti i dotti d'Italia;
+erano stati i ministri di tutte le grazie,
+che i due duchi di Milano avevano diffuse
+sui letterati, e conservansi tuttavia
+tra le lettere del Filelfo, del Decembrio,
+ed in altre scritture di que' tempi, i monumenti
+della protezione ch'essi accordavano
+agli studj<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_81"></a>[81]</span>
+</p>
+
+<p>
+D'altra parte Galeazzo aveva lasciati
+cinque fratelli, che, durante la minorità
+di suo figliuolo, potevano pretendere di
+avere parte alla reggenza. I primi quattro,
+Sforza, duca di Bari, Lodovico il Moro,
+Ottaviano ed Ascanio, avevano di già
+risvegliata la diffidenza di Galeazzo, onde
+li teneva lontani da Milano. Quando ebbero
+avviso della sua morte, si affrettarono
+di ritornarvi, cercando di occupare
+un'autorità, cui, dicevano essi, il maggiore
+della loro casa aveva maggiore diritto
+che una femmina ed un ministro
+stranieri. Per celare la loro rivalità cercavano
+di far rivivere l'antico spirito
+del partito ghibellino. Dichiararonsi i
+protettori di quella fazione, cui la casa
+Visconti andava debitrice del suo innalzamento:
+accusarono la duchessa e
+Cecco Simonetta di parzialità per i Guelfi,
+e li costrinsero infatti a gettarsi tra le
+loro braccia; imperciocchè le famiglie,
+in addietro divise dalla lite dell'impero
+e della chiesa, conservavano l'antica rivalità,
+sebbene le cagioni de' vecchi odj
+più non esistessero. Per conciliare, se
+possibile fosse, le pretese de' fratelli Sforza
+e quelle della duchessa, si convenne,
+sulla proposizione fatta da Luigi Gonzaga,
+marchese di Mantova, che il consiglio
+<span class="pagenum"><a id="Page_82"></a>[82]</span>
+di reggenza sarebbe formato in egual
+parte di Guelfi e di Ghibellini<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando si seppe in Genova la morte
+di Galeazzo, Giovan Francesco Pallavicini,
+luogotenente del duca, adunò il
+senato, onde persuaderlo a prevenire colla
+sua vigilanza le rivoluzioni che potrebbero
+eccitarsi da quest'avvenimento. Furono
+nominati dalla repubblica otto capitani
+del popolo, secondo praticavasi in
+tutte le difficili circostanze, e ragunate
+alcune truppe per tener in dovere i malcontenti<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutte le fazioni di Genova si mostravano
+egualmente desiderose di ritornare alla
+repubblica l'antica sua libertà. Gli Sforza
+per contenerle aveano avuta la precauzione
+di disperdere i loro capi per tutta l'Italia.
+Prospero Adorno trovavasi nelle prigioni
+di Cremona, i Fieschi erano ritenuti
+in Roma sotto la sopraveglianza del papa,
+esiliati erano i Fregosi e gli altri uomini
+<span class="pagenum"><a id="Page_83"></a>[83]</span>
+potenti. Non pertanto i loro partigiani,
+privati di direttori, erano ovunque in
+movimento. Il 16 marzo del 1477 gli
+amici dei Fieschi si avvicinarono alle
+mura di Genova, condotti da due giovani
+di quella famiglia, Giorgio e Matteo,
+i soli che il governo non avesse
+ancora allontanati, perchè di poco usciti
+dalla fanciullezza. Questi faziosi scalarono
+la città dalla banda di Carignano<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a>,
+chiamarono il popolo alla libertà, e vi
+eccitarono subito un vivissimo movimento;
+ma caddero nello stesso errore che
+aveva perduto Girolamo Gentile pochi
+mesi prima, tardarono troppo ad attaccare
+il pubblico palazzo; omai vedevansi
+da tutti abbandonati, quando Pietro
+Doria, soffocando ogni risentimento di
+famiglia, esortò coloro che gli stavano
+intorno a non perdere forse l'unica occasione
+di tornare la patria in libertà.
+Uscì nello stesso tempo dalle file del
+partito milanese e si trasse dietro il popolo
+genovese, onde la guarnigione si
+ritirò nelle due fortezze, e la città, vedendosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_84"></a>[84]</span>
+libera, nominò i suoi magistrati
+popolari.
+</p>
+
+<p>
+Di già, avuta notizia di questa rivoluzione,
+Ibletto Fieschi, il vero capo
+della famiglia, aveva trovato modo di
+fuggire da Roma per venire a mettersi
+alla testa del suo partito, ed i Fregosi,
+con lui d'accordo, si andavano avvicinando
+alla loro patria, senza avere per
+altro il coraggio d'entrar in città. La
+reggenza di Milano sentì allora che non
+potrebbe salvare la sua autorità in Genova
+che per mezzo d'un capo di partito
+genovese. Simonetta fece uscire di
+prigione Prospero Adorno, gli offrì a
+nome del giovane duca di Milano il
+comando dell'armata destinata a soccorrere
+le due fortezze, purchè promettesse
+di scordar totalmente le sofferte ingiurie
+e di ristabilire in Genova, non la dispotica
+autorità del duca di Milano, ma la
+stessa limitata autorità accordata da un
+trattato a Francesco Sforza. Prospero
+Adorno lo promise<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a>, si pose alla testa
+<span class="pagenum"><a id="Page_85"></a>[85]</span>
+d'un'armata di circa dodici mila uomini,
+adunata da Roberto da Sanseverino,
+da Lodovico il Moro e da Ottaviano
+Sforza, e marciò alla volta di Genova.
+</p>
+
+<p>
+Volendo l'Adorno conciliare gl'interessi
+della sua patria e quelli del duca di
+Milano, egli ebbe bisogno d'infinite cautele
+per evitare una decisiva battaglia,
+che avrebbe ruinato o il proprio partito
+o la libertà della patria. Fece passare
+suo fratello Carlo Adorno nella fortezza
+del Castelletto, commettendogli di scendere
+in città, per iscacciare Ibletto dei
+Fieschi, nell'istante in cui egli medesimo si
+troverebbe impegnato in una scaramuccia
+coi Fregosi. I suoi ordini vennero
+rigorosamente eseguiti. Prospero combatteva
+contro i Fregosi a Promontorio ma
+senza spingere troppo avanti i suoi vantaggi,
+e suo fratello occupava intanto la
+città, e porta san Tommaso, che poteva
+dargli comunicazione coll'armata milanese<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a>.
+Fu allora in particolare, che
+Prospero Adorno mostrò la sua moderazione
+e la sua destrezza; fece rimanere
+nell'accampamento le truppe del Sanseverino,
+ed entrò in città accompagnato
+<span class="pagenum"><a id="Page_86"></a>[86]</span>
+soltanto dagli uomini della sua fazione.
+Questi andavano crescendo di numero
+di mano in mano ch'egli s'innoltrava;
+le strade risuonavano delle grida <i>viva
+gli Adorni e gli Spinola</i>, e niuno fra
+tanta gente pronunciava il nome del
+duca di Milano. Prospero, arrivato al
+palazzo, dichiarò che accordava l'impunità
+a tutti coloro che avevano preso
+parte alle ultime turbolenze; adunò il
+senato, che lo riconobbe per governatore;
+chiese un regalo di sei mila fiorini pei
+capi dell'armata; onde i cittadini, che
+prevedevano di essere aggravati di più
+gagliarde contribuzioni, pagarono lietamente,
+prima che spirassero tre giorni,
+così leggiera somma<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a>.
+</p>
+
+<p>
+E per tal modo il 30 aprile Genova
+tornò sotto la limitata signoria del duca
+di Milano. Roberto di Sanseverino vi
+entrò senz'armi con Lodovico ed Ottaviano,
+zii di Giovanni Galeazzo, e coi
+loro principali ufficiali; ne uscirono quasi
+subito per condurre la loro armata
+all'assedio di Savinione, castello dei Fieschi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_87"></a>[87]</span>
+posto negli Appennini. Per far levare
+l'assedio, Ibletto de' Fieschi raccolse
+cinque mila paesani: Giovan Battista
+Goano si affrettava di raggiugnerlo cogli
+abitanti della Polsevera, ma il Sanseverino
+ritrasse costoro con ingannatrici negoziazioni,
+e disperse l'armata di Goano.
+Quella d'Ibletto, avendo sofferto qualche
+perdita, ritirossi nelle montagne, e Savinione
+capitolò. Ibletto fece allora la pace
+coi generali milanesi, ai quali lo associarono
+la stessa attività e la medesima
+inclinazione per l'intrigo; onde, essendo
+ultimata la spedizione di Genova, Ibletto
+accompagnò il Sanseverino e gli Sforza
+a Milano<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli ultimi erano ansiosi di tornare alla
+corte del loro nipote, per attentare alla
+autorità di Cecco Simonetta. Vedevano
+essi quest'accorto ministro esercitare sotto
+il nome della duchessa un'assoluta
+sovranità; alla cui volontà tutto era subordinato
+dalla superiorità de' suoi talenti e
+del suo carattere. Era invalsa sotto i due
+ultimi duchi l'abitudine di non resistergli;
+altronde i fratelli del duca, che manifestavano
+soltanto il desiderio di limitare
+<span class="pagenum"><a id="Page_88"></a>[88]</span>
+il di lui potere, avevano forse di già
+formato il progetto di soppiantare lui ed
+il suo signore. Si assicura, che l'intenzione
+loro fosse quella di far perire la
+duchessa ed i due suoi figli, di dare a
+Lodovico il Moro il titolo di duca di
+Milano, ed a ciascheduno de' suoi fratelli
+la signoria di una città, a Roberto
+Sanseverino quella di Parma, e quella
+di Genova ad Ibletto de' Fieschi<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per dare esecuzione a tali progetti
+avevano precipitosamente terminata la
+guerra della Liguria, e ricondotti a marcie
+sforzate alla volta di Milano la loro armata.
+Ma il Simonetta, che teneva aperti
+gli occhi sopra di loro, fece il 25 di
+maggio arrestare Donato de' Conti, il principale
+loro agente ed il depositario di
+tutti i loro segreti<a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I fratelli Sforza trattenevansi a mensa
+cogli altri capi del loro partito, quando
+ebbero avviso dell'arresto di Donato dei
+Conti. Uscirono precipitosamente dal loro
+palazzo, chiamando il popolo alle armi;
+subito molta gente si adunò intorno a
+loro, e gli ajutò ad impadronirsi di porta
+<span class="pagenum"><a id="Page_89"></a>[89]</span>
+Tosa. Roberto di Sanseverino ed Ottaviano
+Sforza vollero attaccare il palazzo,
+ed affezionarsi il popolaccio, abbandonandogli
+il tesoro ed il magazzino del
+frumento, che trovavansi nel medesimo.
+Il duca di Bari e Lodovico il Moro vi
+si opposero. Di già la duchessa, ch'erasi
+rifugiata nella cittadella, aveva promesso
+di lasciare in libertà Donato de' Conti;
+ma in questo frattempo i di lei amici
+le furono tutti intorno, e gli amici dei
+suoi cognati si andavano scoraggiando.
+Roberto di Sanseverino, Ibletto ed Ottaviano
+tentarono nuovamente d'ammutinare
+il popolo, scorrendo la città, e
+facendo gridare: <i>a morte i forestieri!</i>
+Ma i fratelli Simonetta, che venivano indicati
+sotto tal nome, non erano dai Milanesi
+odiati, e nissuno prese le armi. All'indomani
+tutti questi capi uscirono di
+buon mattino dalla città per la porta di
+Vercelli. Roberto da Sanseverino ed Ibletto
+de' Fieschi non si fermarono, finchè
+non si credettero in salvo nel territorio
+d'Asti. Giunti al confine di quello stato,
+Ibletto, oppresso dalla fatica, entrò in
+un albergo per riposarsi, e vi fu arrestato.
+Roberto andò più oltre, e si pose
+sotto la protezione del duca d'Orleans.
+I fratelli Sforza erano fuggiti per diverse
+<span class="pagenum"><a id="Page_90"></a>[90]</span>
+strade. Ottavio, più degli altri formidabile
+pel suo turbolento carattere, perì nel
+passaggio dell'Adda, ove si dice che annegasse
+nell'attraversarla a nuoto; ma
+altri assicurano che fu ucciso sulla sponda
+dai satelliti del Simonetta, che lo inseguivano.
+I suoi fratelli furono condannati
+all'esilio con sentenza della reggenza;
+il maggiore, Sforza, ebbe ordine di risiedere
+nel ducato di Bari, di cui portava
+il titolo, Lodovico in Pisa ed il cardinale
+Ascanio in Perugia. A tale condizione
+venne assegnata a cadauno di loro una
+pensione di dodici mila ducati<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a>. Il sesto
+fratello, Filippo Sforza, rimase solo a Milano,
+perchè non aveva presa parte nelle
+pratiche de' fratelli, e si era anzi posto
+dalla banda della duchessa e del Simonetta<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè si annunciò a Sisto IV la
+morte di Galeazzo Sforza, aveva esclamato:
+«la pace d'Italia oggi è perita
+con lui<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a>!» Infatti quest'imponente
+<span class="pagenum"><a id="Page_91"></a>[91]</span>
+potenza, che forzava al riposo tutto il
+settentrione dell'Italia, era distrutta. Genova
+e Milano si trovavano di bel nuovo
+in balìa delle guerre civili: crollava la
+lunga alleanza che Francesco Sforza aveva
+contratta colla repubblica fiorentina; più
+non esisteva il contrappeso che il ducato
+di Milano opponeva all'ambizione di Ferdinando
+re di Napoli; aperto era il campo
+a nuove politiche combinazioni; e noi
+vedremo in breve quello stesso papa, che
+lagnavasi della perduta pace d'Italia,
+spargere i semi di una nuova guerra, ed
+accrescere la generale confusione.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_92"></a>[92]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXV.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+<i>Congiura de' Pazzi.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+1478.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La repubblica di Firenze andava sempre
+più scostandosi dalla generale politica
+dell'Italia e dell'Europa. Ella più
+non pensava a frenare gli ambiziosi progetti
+di Ferdinando e di Sisto IV; non
+ajutava i Veneziani nella loro guerra
+contro i Turchi, nè i Genovesi a ricuperare
+la loro libertà, oppure la duchessa
+reggente di Milano o i fratelli
+Sforza, rivali di lei, nella loro lite per il
+supremo potere. A Firenze si andavano
+succedendo i magistrati senza che la loro
+amministrazione venisse illustrata da verun
+fatto di qualche importanza; onde
+il minuzioso storico, Scipione Ammirato,
+appena trova in sei anni da riempire
+quattro pagine, ed il suo silenzio attesta
+il languore ed il turpore universale<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a>.
+I due fratelli Medici, giunti a matura
+giovinezza, riponevano ogni loro ambizione
+<span class="pagenum"><a id="Page_93"></a>[93]</span>
+nel sostituire in ogni cosa la loro
+autorità personale a quella della repubblica.
+I Fiorentini, diffidando degl'intrighi
+che spesso accompagnano le elezioni,
+avevano creduto di ottenere una rappresentanza
+più eguale, lasciando in arbitrio
+della sorte i loro magistrati; ma a
+questa forma d'elezione, di tutte la più
+democratica, i Medici avevano sostituita
+la più arbitraria di tutte le oligarchie.
+Nominavano essi medesimi cinque elettori
+o <i>accoppiatori</i>, e questi facevano i
+gonfalonieri ed i priori senza consultare
+il popolo, e senza che più si conservasse
+verun legame tra i magistrati ed i loro
+rappresentanti. Siccome la signoria era
+ancora troppo numerosa per essere facilmente
+mantenuta obbediente, i Medici
+avevano accresciuto il potere del gonfaloniere
+a spese de' priori, suoi colleghi,
+di cui prima non era che il presidente.
+I Medici li chiamavano soli alle loro
+deliberazioni, e gl'incaricavano di dare
+gli ordini a nome di un corpo ch'essi
+omai più non degnavansi di consultare.
+La commissione straordinaria, chiamata
+<i>balìa</i>, non doveva, secondo le antiche costumanze,
+crearsi che ne' tempi di turbolenze,
+per sottrarre la repubblica ad
+un grande pericolo; ma i Medici l'avevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_94"></a>[94]</span>
+trasformata in un corpo permanente,
+cui attribuivano il simultaneo potere
+legislativo, amministrativo e giudiziario.
+Nè ciò bastava; essi la collocavano
+al di sopra della medesima sovranità nazionale;
+perciocchè le attribuivano poteri,
+che i popoli mai delegati non hanno ai
+loro sovrani. Così la balìa condannava
+senza processure gl'individui sospetti ai
+Medici, sostituiva alle imposte arbitrarie
+tasse, promulgava leggi retroattive, aggravava
+le antiche sentenze, assoggettava
+a nuove pene coloro che non avevano
+commessi nuovi delitti, e disponeva, senza
+renderne conto, di tutte le finanze. Fu
+veduta impiegare cento mila fiorini per
+salvare da un fallimento la casa di banco
+che Tommaso dei Portinari dirigeva a
+Bruges per conto di Lorenzo de' Medici.
+Altre somme in altre circostanze furono
+levate dalle pubbliche casse, per sovvenire
+ai bisogni dei capi dello stato, i
+quali avevano l'imprudenza di continuare,
+senza volervisi applicare ed ignorandone
+perfino i principj, le grandi speculazioni
+di banco con cui si era arricchito
+il loro avo. E per tal modo sarebbero
+stati in breve ruinati dal loro fasto
+e dalla loro incapacità, se non avessero
+<span class="pagenum"><a id="Page_95"></a>[95]</span>
+potuto impiegare a loro profitto il danaro
+dello stato<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Medici, innoltrandosi in tale maniera
+sulla strada della tirannide, avevano ciò
+nullameno in Firenze un numeroso partito,
+il quale era per una parte formato
+da alcuni cittadini di antiche famiglie,
+che con loro dividevano le magistrature
+e le pubbliche entrate, e che non si assicuravano
+di conservare senza di loro
+la propria importanza; in secondo luogo
+da tutti i letterati, poeti ed artefici, che
+Lorenzo e Giuliano attiravano in casa
+loro, colmandoli di onori e di regali, e
+trattandoli da eguali, mentre pretendevano
+separarsi da tutti gli altri; in ultimo
+ingrossava il loro partito il basso popolo,
+sempre allettato dai frequenti spettacoli
+e dalle feste loro date dai Medici. Il
+popolo non si accorgeva che veniva corrotto
+col suo proprio danaro, e che gli si
+prendeva con una mano ciò che fingevasi
+donargli coll'altra. Ma d'altra banda,
+malgrado le rivoluzionarie sentenze, che
+dopo il 1434 avevano colpite per classe
+tutte quelle antiche ed illustri famiglie
+di Firenze, che avevano inondato di esiliati
+<span class="pagenum"><a id="Page_96"></a>[96]</span>
+la Francia e l'Italia, e compresi nelle
+proscrizioni tutti i nomi storici della repubblica,
+l'intera massa degli antichi
+cittadini era tuttavia opposta ai Medici.
+Universali trasporti di gioja eransi manifestati
+dodici anni prima, quand'erasi
+renduto alquanto di libertà alle elezioni,
+ed un cupo abbattimento accompagnava
+da alcuni anni lo stabilimento della tirannide.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici e suo fratello Giuliano
+non andavano perfettamente d'accordo
+nel loro sistema d'amministrazione.
+Il secondo, più dolce, più modesto, più
+disposto a vivere da eguale co' suoi concittadini,
+non era affatto quieto rispetto al
+calore, all'orgoglio ed alle violenze del
+fratello; onde studiavasi di trattenerlo
+colle sue esortazioni<a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a>. Ma Lorenzo,
+vedendo le famiglie dei Ricci, degli Albizzi,
+dei Barbadori, dei Peruzzi, degli
+Strozzi esiliate fino dal 1434, quella dei
+Machiavelli nel 1458, quelle degli Acciaiuoli,
+dei Neroni, dei Soderini nel 1466;
+e per ultimo quelle dei Pitti e dei Capponi
+<span class="pagenum"><a id="Page_97"></a>[97]</span>
+spogliate del loro antico credito,
+cercava soltanto di adoperare in modo
+che veruna di queste potesse rialzarsi,
+veruna acquistare tali ricchezze o una
+tale considerazione che potesse adombrarlo;
+persuaso che fintanto che non
+lascerebbe avere alla moltitudine un capo,
+potrebbe senz'alcun rischio provocare il
+suo risentimento.
+</p>
+
+<p>
+Tra le famiglie di cui i Medici potevano
+temere la rivalità teneva il primo
+luogo quella de' Pazzi. I Pazzi di Val
+d'Arno, lungo tempo compagni degli Ubaldini,
+degli Ubertini, dei Tarlati, erano
+antichi feudatarj ghibellini ed abitualmente
+in guerra colla repubblica fiorentina.
+Poichè l'ingrandimento di questa li
+consigliò ad abbandonare le loro fortezze
+per venire a vivere nella capitale, continuarono
+ad eccitare la diffidenza di una
+gelosa democrazia; vennero compresi nella
+classe de' magnati, e coll'ordinanza
+di giustizia esclusi da tutti gl'impieghi.
+Ma quando Cosimo de' Medici ebbe scacciata,
+nel 1434, la nobiltà popolare dal
+governo, sentì la necessità di rendersi
+forte coll'alleanza dell'antica nobiltà.
+A ciò mirando accordò a molti magnati
+il privilegio di entrare nella classe del
+popolo. La famiglia de' Pazzi fu una
+<span class="pagenum"><a id="Page_98"></a>[98]</span>
+di quelle che accettò questo diritto di
+essere ascritta tra i borghigiani, da molti
+giudicato un degradamento, ed Andrea fu,
+nel 1439, il primo di questa famiglia che
+sedesse nella signoria. Ebbe Andrea tre
+figli, Antonio, Pietro e Giacomo, uno
+de' quali gli diede cinque nipoti, l'altro
+tre, e Giacomo il più giovane non si
+ammogliò<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a>. Questa numerosa casa non
+era soltanto stata ammessa con un decreto
+nell'ordine del popolo, ma aveva inoltre
+prese le costumanze tutte dei popolani
+fiorentini. Eransi i Pazzi dati al commercio
+e la loro casa di banco veniva
+annoverata tra le più ricche e più riputate
+d'Italia. Non meno superiori ai Medici
+come mercanti, che come gentiluomini,
+non avevano bisogno per sostenersi,
+di volgere a loro profitto il danaro
+del pubblico.
+</p>
+
+<p>
+Cosimo de' Medici si era attaccato coi
+vincoli del sangue questa così ricca e numerosa
+famiglia, il di cui credito poteva
+riuscire molto utile o molto pericoloso.
+Aveva fatta sposare sua nipote, Bianca, sorella
+di Lorenzo e di Giuliano, a Guglielmo
+de' Pazzi, figlio di Antonio e nipote di
+<span class="pagenum"><a id="Page_99"></a>[99]</span>
+Andrea<a class="tag" id="tag90" href="#note90">[90]</a>. Lorenzo aveva tenuta una politica
+tutt'affatto contraria, mirando a ruinare
+quella famiglia, o per lo meno ad impedire
+l'accrescimento della sua fortuna; e
+perchè Giovanni dei Pazzi, cognato di sua
+sorella, aveva sposata l'unica figlia ed
+erede di Giovanni Borromei, cittadino a
+dismisura ricco, Lorenzo fece emanare
+una legge, quando venne a morte il Borromei,
+in forza della quale i nipoti di
+sesso maschile erano preferiti alle figlie
+nell'eredità di un padre morto <i>ab intestato</i>,
+e diede a questa legge un effetto
+retroattivo, sicchè il Pazzi perdette l'eredità
+di suo suocero, che non aveva
+creduto necessario di fare un testamento
+in favore dell'unica sua prole<a class="tag" id="tag91" href="#note91">[91]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_100"></a>[100]</span>
+</p>
+
+<p>
+Di tre figliuoli d'Andrea Pazzi, il solo
+che ancora vivesse era Jacopo, che non
+aveva avuto moglie. Nel 1469 era stato
+gonfaloniere di giustizia, ed il popolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_101"></a>[101]</span>
+l'aveva creato cavaliere, ma dopo quest'epoca
+Lorenzo de' Medici erasi adoperato
+per escludere i Pazzi dalla signoria,
+ad eccezione di Giovanni, cognato di
+sua sorella, che aveva seduto una sol
+volta tra i priori nel 1472<a class="tag" id="tag92" href="#note92">[92]</a>. Quest'esclusione
+era tanto più offensiva, che
+a quest'epoca eranvi nove uomini di questa
+famiglia in età d'esercitare le magistrature;
+che questi occupavano il primo
+rango tra i cittadini, e che tutte le elezioni
+dipendevano unicamente da Lorenzo
+de' Medici.
+</p>
+
+<p>
+Francesco Pazzi, il maggiore de' cognati
+di Bianca de' Medici, non potè più oltre
+soffrire che un uomo prendesse il luogo
+della patria, che accordasse o ricusasse
+<span class="pagenum"><a id="Page_102"></a>[102]</span>
+come un favore ciò che a tutti era dovuto,
+e che esigesse riconoscenza da
+coloro cui egli ne andava debitore, poichè
+si rendeva potente col loro credito e s'arricchiva
+col loro danaro. Egli andò a
+soggiornare in Roma, ove teneva uno
+de' principali suoi banchi di commercio;
+papa Sisto IV lo scelse per suo banchiere
+di preferenza ai Medici, e questo
+pontefice, come suo figlio Girolamo Riario,
+formarono bentosto con lui intime
+relazioni.
+</p>
+
+<p>
+Quanta era la gelosia che i cittadini
+fiorentini nudrivano contro la casa dei
+Medici, altrettanto era l'odio che covavano
+contro la medesima Sisto IV e
+Girolamo Riario, risguardandolo quale
+potente ostacolo ai loro progetti d'ingrandimento.
+Non aveva Sisto dimenticati
+gli ajuti dati a Niccolò Vitelli, signore
+di Città di Castello, nè la lega
+formata nel nord dell'Italia, nè le negoziazioni
+intavolate da Lorenzo per impedire
+che Girolamo Riario facesse l'acquisto
+d'Imola. Girolamo dal canto suo temeva
+che alla morte del papa i Medici
+non lo spogliassero facilmente d'una sovranità
+che sarebbe mancata d'appoggio;
+onde desiderava rendere a Firenze la
+sua libertà, per porsi in appresso sotto
+<span class="pagenum"><a id="Page_103"></a>[103]</span>
+la protezione di questa repubblica. Francesco
+de' Pazzi, che familiarmente conversava
+con Sisto e col Riario, avvelenava
+il loro odio coll'unione del proprio,
+ed andava con loro cercando i mezzi di
+mettere fine ad un'usurpazione che ogni
+giorno acquistava maggior vigore<a class="tag" id="tag93" href="#note93">[93]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La passata storia della repubblica non
+permetteva di sperare alcuna buona riuscita
+dai tentativi degli emigrati, che
+anzi un'esterna aggressione, lungi dallo
+scuotere il governo, lo rendeva più stabile,
+dandogli cagione d'imprigionare o
+d'esiliare i suoi segreti nemici, e d'impiegare
+le forze dello stato con maggiore
+energia. Affatto inutile vedevasi pure lo
+sperimento di una riforma legale, perciocchè
+quando pure si fosse trovato fra
+tanta corruttela de' consiglj un uomo abbastanza
+coraggioso per riclamare a nome
+delle leggi il mantenimento della libertà,
+il suo attaccamento alla buona causa
+non avrebbe avuto altro risultamento che
+l'immediata sua ruina. I Medici più non
+erano sottomessi alle leggi, nè a verun
+tribunale, ed ogni ricorso contro di loro
+non avrebbe servito che ad indicar
+loro nuove vittime. Un subito sollevamento
+<span class="pagenum"><a id="Page_104"></a>[104]</span>
+in città riusciva ugualmente impraticabile,
+perchè la vigilanza del governo
+avrebbe ai Pazzi impedito di adunare
+armati nella propria lor casa i cittadini
+del loro partito, o i contadini dei loro
+poderi. E quando ancora si fossero potuti
+celare ai Medici i primi movimenti
+di un ostile attruppamento, trovandosi
+essi padroni del palazzo, delle porte della
+città e di tutti i luoghi forti, ed essendo
+loro clienti tutti i giudici e tutti i magistrati,
+sarebbersi rovesciate addosso ai
+loro nemici tutte le forze militari dello
+stato e tutto l'imponente apparato della
+giustizia. Altra via perciò non restava a
+scegliersi che quella di una congiura;
+perciocchè si era ben sicuri, che,
+spenti i due Medici, i cittadini, che
+tremavano innanzi a loro, si affretterebbero
+di condannarne la memoria e
+di riconoscere come un atto della pubblica
+vendetta l'attentato de' loro uccisori.
+Il recente esempio della congiura
+di Milano, lungi dallo scoraggiare i cospiratori,
+poteva ispirar loro confidenza,
+perchè aveva dimostrato come fosse facile
+il privare di vita un tiranno; che se
+il popolo di Milano non si era dopo il
+fatto sollevato, poteva allegarsi che riconosceva
+Galeazzo Sforza, comunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_105"></a>[105]</span>
+odioso per i suoi mali portamenti, per
+suo legittimo sovrano, mentre i Medici
+non osavano essi medesimi di confessare
+apertamente che si credevano di un rango
+superiore a quello degli altri Fiorentini.
+</p>
+
+<p>
+Gli spiriti erano di già esacerbati da
+vicendevoli offese, ed i nemici dei Medici
+di già si disponevano a congiurare,
+quando recenti ingiurie loro procurarono
+alleati che non isperavano. Dall'una parte
+essendo morto Filippo de' Medici, arcivescovo
+di Pisa, Sisto IV gli sostituì
+Francesco Salviati, parente di un Jacopo
+Salviati, che i Medici avevano fatto dichiarare
+ribelle<a class="tag" id="tag94" href="#note94">[94]</a>. Essi ricusarono di
+riconoscere il nuovo prelato, e gli negarono
+il possesso del suo arcivescovado.
+D'altra parte Carlo di Montone, figliuolo
+di Braccio, uno de' ristauratori dell'arte
+militare in Italia, essendosi egli
+stesso guadagnata qualche riputazione
+nelle armi, volle tentare di ricuperare l'autorità
+che suo padre ebbe in Perugia.
+Terminata la sua condotta coi Veneziani,
+era passato a Firenze, dove aveva
+ragunate alcune compagnie d'uomini
+<span class="pagenum"><a id="Page_106"></a>[106]</span>
+d'armi. Ma quando aveva saputo che i Fiorentini
+avevano rinnovata la loro alleanza
+con Perugia, aveva rinunciato alla sua
+intrapresa contro quella città, e rivolte
+le sue armi contro la repubblica di Siena,
+colla quale Firenze non era in guerra,
+ma che pure desiderava di vedere umiliata.
+Carlo di Montone, nella state del 1477,
+prese molti castelli ai Sienesi, dai quali
+riclamava il pagamento di un debito contratto
+verso suo padre; e perchè aveali
+trovati non apparecchiati a difendersi,
+erasi lusingato di sottomettere questa repubblica;
+ma i Fiorentini avevano bensì
+permesso di recare qualche danno ai loro
+vicini che non amavano, ma non volevano
+perciò che si accendesse una guerra
+ai loro confini: sforzarono quindi Montone
+ad abbandonare la sua intrapresa,
+ma la repubblica di Siena non lasciò per
+questo di conservare un profondo risentimento
+per essere uscita dagli stati fiorentini
+l'armata che aveva invaso il loro territorio<a class="tag" id="tag95" href="#note95">[95]</a>.
+Per vendicarsi strinse alleanza
+col papa e col re di Napoli<a class="tag" id="tag96" href="#note96">[96]</a>, mentre
+dal canto suo Sisto IV adunò una piccola
+<span class="pagenum"><a id="Page_107"></a>[107]</span>
+armata ai confini dello stato fiorentino,
+sotto colore di assediare il castello
+di Montone e di castigare in tal modo
+il capitano, che aveva di fresco turbata
+la tranquillità<a class="tag" id="tag97" href="#note97">[97]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto tra Francesco de' Pazzi e Girolamo
+Riario si convenne di mandare
+ad esecuzione il progetto del cambiamento
+del governo di Firenze e dell'uccisione
+dei Medici; e ne diedero parte
+all'arcivescovo Salviati che sapevano irritato
+da fresche ingiurie, e che realmente
+abbracciò con ardore il mezzo che
+gli offrivano di vendicarsi. Francesco Pazzi
+venne poscia a Firenze per associare alla
+congiura suo zio Jacopo, il capo della
+famiglia; ma egli vi trovò più difficoltà
+che non aveva creduto. Giovan Battista
+di Montesecco, condottiere abbastanza
+riputato ai servigj del papa, e
+confidente di Girolamo Riario, venne
+pure spedito presso questo vecchio magistrato
+per persuaderlo. Il Montesecco
+era venuto in Toscana quale incaricato
+di una finta negoziazione con Lorenzo
+de' Medici, e prima di partire aveva
+avuto un'udienza dal papa, che offriva
+<span class="pagenum"><a id="Page_108"></a>[108]</span>
+tutte le sue forze in appoggio della congiura<a class="tag" id="tag98" href="#note98">[98]</a>.
+Fu quest'adesione del papa
+alla trama, che finalmente strascinò Jacopo
+dei Pazzi; acconsentì in allora di
+stare a quanto per lui farebbe suo nipote
+in Roma. In fatti Francesco vi era
+tornato per maturare i suoi progetti di
+concerto col papa, col conte Riario e
+coll'ambasciatore di Ferdinando, che dal
+canto suo prometteva una possente cooperazione.
+Si convenne che sotto pretesto di
+attaccare Montone, si adunerebbe un'armata
+pontificia nello stato di Perugia;
+che Lorenzo Giustini di Città di Castello,
+il rivale di Niccolò Vitelli, farebbe leva
+di soldati, sotto colore di proseguire la
+sua lite; che Gian Francesco di Tolentino,
+uno de' condottieri del papa, passerebbe
+colla sua truppa in Romagna, e che
+Francesco de' Pazzi, l'arcivescovo Salviati
+e Giambattista di Montone tornerebbero
+a Firenze per accrescere il numero
+de' congiurati, e trovare l'istante
+di opprimere nello stesso tempo i due
+fratelli<a class="tag" id="tag99" href="#note99">[99]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_109"></a>[109]</span>
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro che si obbligarono ad assecondare
+il Pazzi ed il Salviati, contavasi
+Jacopo, figlio di quel Poggio Bracciolini,
+celebre scrittore, cui andiamo
+debitori di una storia fiorentina; e lo
+stesso Jacopo era autore di alcune erudite
+opere<a class="tag" id="tag100" href="#note100">[100]</a>. Vi si trovavano inoltre
+due Jacopi Salviati, fratello l'uno, l'altro
+cugino dell'arcivescovo; Bernardo
+Bandini e Napoleone Francesi, giovani
+audacissimi ed affatto ligi alla casa dei
+Pazzi; Antonio Maffei, prete di Volterra
+e notajo apostolico, e Stefano Bagnoni,
+altro prete che insegnava la lingua latina
+ad una figlia naturale di Jacopo Pazzi.
+Tutti i membri della famiglia di quest'ultimo
+non presero parte alla trama; Renato
+uno de' cinque fratelli, figlio di
+Pietro, ricusò con fermezza di entrarvi
+e ritirossi in campagna onde non essere
+confuso coi cospiratori<a class="tag" id="tag101" href="#note101">[101]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa aveva mandato all'università
+di Pisa Raffaele Riario, nipote del conte
+Girolamo, giovanetto di soli diciott'anni,
+<span class="pagenum"><a id="Page_110"></a>[110]</span>
+che il 10 dicembre del 1477 fu creato
+cardinale. Il suo innalzamento a questa
+nuova dignità doveva essere festeggiato.
+Pensarono i congiurati che ciò appunto
+offrirebbe una facile occasione di unire
+nello stesso luogo Lorenzo e Giuliano
+de' Medici, onde ucciderli assieme; ed
+era necessario che i due fratelli fossero
+assaliti nello stesso tempo, altrimenti
+la morte dell'uno avrebbe avvisato
+l'altro di porsi in guardia. In conseguenza
+il papa scrisse al cardinale Riario
+di fare tutto quanto gli ordinerebbe l'arcivescovo
+di Pisa, e questi pochi giorni
+dopo fece venire il cardinale a Firenze.
+Jacopo de' Pazzi gli diede una festa nella
+sua villa di Montughi, lontana un miglio
+dalla città. Vi aveva invitati i due
+fratelli Medici, ma Giuliano non eravi
+andato. Non intervenne nè meno ad una
+festa data al cardinale da Lorenzo a Fiesole;
+all'ultimo si seppe che non troverebbesi
+pure a quella che Lorenzo destinava
+a Riario nella sua casa di città
+il 26 aprile del 1478. Allora solamente
+si determinò d'assalire lo stesso giorno
+i due fratelli nella cattedrale, dove il
+cardinale Riario dovea udire la messa,
+e dove i Medici mal potevano dispensarsi
+<span class="pagenum"><a id="Page_111"></a>[111]</span>
+d'assistere con lui al divino servigio<a class="tag" id="tag102" href="#note102">[102]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Francesco de' Pazzi e Bernardo Bandini
+s'incaricarono d'uccidere Giuliano.
+Risguardavasi la parte loro come la più
+difficile, perchè questo giovane, naturalmente
+timido, portava sempre una corazza
+sotto le vesti; era stata data la commissione
+di uccidere Lorenzo a Giovan
+Battista Montesecco. Il Montesecco
+ne aveva di buon grado assunto il carico,
+quando il fatto doveva aver luogo in
+tempo d'un banchetto, ma quando fu
+cambiato il luogo dell'esecuzione, e seppe
+che in chiesa ed in tempo della messa
+doveva uccidere un uomo cui era legato
+da relazioni di ospitalità, dichiarò di non
+sentirsi capace di aggiugnere al tradimento
+il sacrilegio. Gli scrupoli di questo
+militare furono cagione della cattiva riuscita
+della congiura; perchè più non trovavansi
+tra i congiurati che preti, che
+l'abitudine del vivere in chiesa rendesse
+indifferenti rispetto al luogo in cui si trovavano,
+e non fossero atterriti dall'idea
+<span class="pagenum"><a id="Page_112"></a>[112]</span>
+del sacrilegio<a class="tag" id="tag103" href="#note103">[103]</a>. Fu dunque forza d'incaricare
+di ferire Lorenzo lo scrivano
+apostolico, Antonio di Volterra, e Stefano
+Bagnoni, parroco di Montemurlo.
+Il momento fissato fu quello in cui il
+prete, alzando l'ostia, le due vittime,
+stando a ginocchio, chinerebbero il capo,
+e non potrebbero vedere gli assassini.
+Le campane della messa dovevano far
+conoscere agli altri congiurati, incaricati
+d'attaccare il palazzo del pubblico, l'istante
+del sagrificio. L'arcivescovo Salviati
+co' suoi, e Giacomo, figlio di Poggio
+Bracciolini, dovevano rendersi padroni
+della signoria e forzarla ad approvare
+un assassinio di già eseguito<a class="tag" id="tag104" href="#note104">[104]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I congiurati stavano di già in chiesa,
+vi erano arrivati Lorenzo ed il cardinale,
+la folla riempiva la chiesa, il divino sagrificio
+era cominciato, ed ancora Giuliano
+non compariva. Francesco de' Pazzi
+<span class="pagenum"><a id="Page_113"></a>[113]</span>
+e Bernardo Bandini andarono a cercarlo,
+e gli fecero sentire che la sua presenza
+era omai necessaria; nello stesso tempo,
+in atto motteggevole, passarono le
+loro braccia a traverso al suo corpo per
+verificare se aveva la corazza. Ma Giuliano,
+che soffriva d'un male di gamba,
+non aveva presa veruna armatura, ed
+aveva pure, contro il suo costume, lasciato
+il suo coltello da caccia, perchè
+gli batteva contro la gamba inferma. Intanto
+Giuliano, entrato in chiesa, s'accostò
+all'altare; due congiurati tenevansi
+vicini a lui; due altri presso di suo fratello,
+e la folla che li circondava, dava
+loro ragionevole pretesto di stringersi più
+presso ai Medici. Il prete alzò l'ostia,
+ed all'istante Bernardo Bandini ferì col
+suo pugnale Giuliano nel petto, il quale
+dopo aver fatto qualche passo cadde a
+terra. Francesco de' Pazzi gli fu addosso
+e lo percosse replicatamente con tanto
+furore, che nello stesso tempo ferì sè
+medesimo gravemente in una coscia. Nel
+medesimo istante i due preti attaccavano
+Lorenzo: Antonio da Volterra, appoggiando
+la mano sinistra sopra la di lui
+spalla, volle ferirlo nel collo; ma Lorenzo
+si distrigò rapidamente, ed avviluppatosi
+il mantello intorno al braccio sinistro per
+<span class="pagenum"><a id="Page_114"></a>[114]</span>
+farsene scudo, sguainò la spada e si difese
+coll'ajuto de' suoi due scudieri, Andrea
+e Lorenzo Cavalcanti. L'ultimo fu
+ferito, e lo stesso Lorenzo lo era egli
+pure leggermente nel collo, quando i due
+preti si scoraggiarono e presero la fuga.
+Per lo contrario Bernardo Bandini, lasciando
+già morto Giuliano, corse verso
+Lorenzo, ed uccise Francesco Nori, che
+gli tagliava la strada. Lorenzo erasi ricoverato
+in sagristia co' suoi amici. Il
+Poliziano ne chiudeva le porte di bronzo,
+mentre Antonio Ridolfi succhiava la ferita
+del suo padrone e la medicava.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto gli amici dei Medici dispersi
+nel tempio adunaronsi colle spade sguainate
+innanzi alla porta della sagristia,
+chiedendo che si aprisse e che Lorenzo
+si mettesse alla loro testa. Questi, temendo
+d'essere ingannato da queste grida, non
+ardiva aprire, finchè Sismondi della Stufa,
+giovane a lui affezionatissimo, salito
+per la scala dell'organo ad una finestra
+di dove poteva vedere l'interno della
+chiesa, osservò da un lato Giuliano, di
+cui Lorenzo ignorava la sorte, steso a
+terra intriso nel proprio sangue; dall'altro
+lato potè assicurarsi che coloro
+che chiedevano d'entrare erano i veri
+amici dei Medici. Allora si aprirono le
+<span class="pagenum"><a id="Page_115"></a>[115]</span>
+porte, e Lorenzo si pose fra di loro per
+recarsi alla sua casa<a class="tag" id="tag105" href="#note105">[105]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I congiurati non avevano disposte altre
+forze in chiesa per isnidare le vittime
+dai loro asili, lo che probabilmente non
+sarebbe stata malagevole cosa; ma le
+avevano disposte tutte per impadronirsi
+del palazzo pubblico. Sapevano in fatti
+che la moltitudine non giudica che all'ingrosso,
+e che riconoscerebbe per
+depositarj della sovrana autorità i vincitori,
+qualunque si fossero, tostocchè li
+vedrebbe circondati dalle guardie della
+signoria e seduti sul tribunale. L'arcivescovo
+erasi portato al palazzo coi Salviati
+suoi parenti, con Jacopo Bracciolini e
+con una truppa di minori congiurati,
+quasi tutti Perugini. Lasciò in sul primo
+ingresso parte de' suoi satelliti con ordine
+di occupare la porta principale, tostocchè
+udirebbero del rumore: altri seco condusse
+fino all'appartamento occupato dai membri
+della signoria, loro ordinando di stare
+nascosti in cancelleria per non dare sospetto.
+Ma questi spinsero per di dentro la
+porta, che si trovò chiusa a molla in modo
+che più non poteva aprirsi senza chiave;
+<span class="pagenum"><a id="Page_116"></a>[116]</span>
+onde questo corpo di congiurati, il più
+necessario a tutta l'azione, rimase nella
+impossibilità di prendervi parte.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto l'arcivescovo Salviati era entrato
+presso il gonfaloniere, col pretesto
+di avergli a comunicare qualche cosa
+per parte del papa. Questo primo magistrato
+era in allora quello stesso Cesare
+Petrucci, ch'era stato poc'anzi sorpreso
+a Prato da Bernardo Nardi, ed era stato
+in pericolo di essere ucciso in quella congiura.
+Dopo questo avvenimento era diventato
+più diffidente d'ogni altro, ed inoltre
+osservò che l'arcivescovo, parlando,
+era talmente disturbato, che le parole che
+balbettava quasi non avevano senso. Il
+Salviati mutava spesso colore, volgevasi
+verso la porta, tossiva come volesse dare
+qualche segno, e non sapeva contenere
+la propria agitazione. Cesare Petrucci
+lanciossi egli stesso alla porta, e vi trovò
+Giacomo Bracciolini, cui, preso pei capelli,
+rovesciò a terra, e diede in guardia
+ai suoi sergenti. Chiamò nello stesso
+tempo i priori a difendersi, ed attraversando
+con loro la cucina del palazzo,
+prese uno spiedo, col quale si pose di
+guardia alla porta della torre, ove la signoria
+si ritirò. Intanto i sergenti chiusero
+le diverse porte de' corridoj del palazzo,
+<span class="pagenum"><a id="Page_117"></a>[117]</span>
+ed attaccarono sparsamente i congiurati,
+la maggior parte de' quali eransi
+da sè chiusi in cancelleria. Tutti coloro
+che avevano seguito il Salviati nel piano
+superiore, furono bentosto arrestati, ed
+immediatamente uccisi o gittati a basso
+dalle finestre. Ma l'altra banda de' congiurati,
+rimasta all'ingresso principale,
+erasene resa padrona; e nel momento
+del tumulto, quando gli amici dei Medici
+accorsero in folla al palazzo per soccorrere
+la signoria, i congiurati difesero
+la porta e sostennero per qualche tempo
+una specie d'assedio<a class="tag" id="tag106" href="#note106">[106]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro che si erano incaricati dell'uccisione
+de' Medici, i due preti ch'eransi
+vilmente dati alla fuga, vennero
+inseguiti dagli amici dei Medici e fatti
+a pezzi. Bernardo Bandini, quando vide
+in salvo Lorenzo e ferito Francesco Pazzi
+e che il popolo dichiaravasi contro di
+lui, conobbe la sua fazione perdente,
+ed uscì subito di città e si pose in salvo.
+Francesco Pazzi, tornato a casa sua, si
+sentì talmente indebolito dal sangue che
+<span class="pagenum"><a id="Page_118"></a>[118]</span>
+aveva perduto per la ferita fattasi da sè
+medesimo, che non poteva sostenersi a
+cavallo. Rinunciando adunque a correre
+la città per chiamare il popolo alla libertà,
+siccome aveva ideato di fare, pregò
+Giacomo Pazzi, suo zio, a fare le sue
+veci. Questi malgrado l'estrema sua vecchiaja
+si pose alla testa di un centinajo
+d'uomini raccolti in casa sua per tale
+motivo, e marciò verso la piazza del
+palazzo invitando i cittadini, cui presentavasi
+l'opportunità di tornare liberi, a
+prendere le armi; ma niuno lo raggiunse,
+mentre che i priori dall'alto del palazzo
+ch'essi occupavano gli lanciavano addosso
+delle pietre. Suo cognato Serristori, che
+scontrò solo sulla strada, gli rinfacciò il
+tumulto ch'egli cagionava in Firenze, e
+lo consigliò a ritirarsi. Giacomo de' Pazzi,
+non ricevendo soccorso da veruna banda,
+si volse colla sua truppa verso una porta
+della città, ed uscì, prendendo la via di
+Roma<a class="tag" id="tag107" href="#note107">[107]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo, ritiratosi nella propria casa,
+non aveva presa ancora veruna misura per
+fermare i cospiratori; aveva abbandonata
+la sua vendetta al popolo, la quale perciò
+<span class="pagenum"><a id="Page_119"></a>[119]</span>
+non fu che più crudele. Il gonfaloniere,
+Cesare Petrucci, irritato pel corso pericolo,
+fece strozzare alle finestre del palazzo
+l'arcivescovo Salviati, il di lui fratello,
+il cugino e Jacopo Bracciolini. Perirono
+pure tutti coloro che lo avevano seguito,
+tranne un solo che si era nascosto sotto
+un mucchio di legni. Quando venne
+scoperto dopo quattro giorni si risguardò
+come bastantemente punito dalla sofferta
+fame e dalla paura. Intanto il popolo furibondo
+andava in traccia di tutti coloro
+che avevano mostrata qualche opposizione
+all'ambizione dei Medici, o qualche
+relazione d'amicizia coi congiurati. Tostocchè
+gli veniva denunciata qualche
+vittima era subito uccisa e strascinato il di
+lei cadavere per le strade<a class="tag" id="tag108" href="#note108">[108]</a>; le squarciate
+sue membra portavansi sulle lance
+ne' diversi quartieri della città; questa
+frenetica sete di vendetta non si poteva
+mai spegnere. Il giovane cardinale Riario,
+che nulla sapeva della cospirazione, erasi
+posto in salvo sull'altare, ove a stento era
+stato difeso dai preti. Francesco Pazzi,
+strappato fuori del letto, su cui dalla sua
+ferita era stato costretto a gettarsi, venne
+condotto al palazzo senza che gli si permettesse
+<span class="pagenum"><a id="Page_120"></a>[120]</span>
+di vestirsi, e fu strozzato come
+l'arcivescovo ad una finestra. Lungo la
+strada tutti gli strappazzi del popolo non
+gli cavarono di bocca una sola parola;
+guardava con occhio immobile i suoi
+concittadini che tornavano in ischiavitù
+e sospirava<a class="tag" id="tag109" href="#note109">[109]</a>. Guglielmo de' Pazzi erasi
+rifugiato nella casa di Lorenzo, suo cognato,
+e fu salvato dalle preghiere di Bianca
+de' Medici sua sposa. Renato dei Pazzi,
+ch'erasi più giorni avanti ritirato in villa
+per non aver parte alcuna nella rivoluzione,
+volle per altro fuggire, quando
+seppe che la rivoluzione era scoppiata;
+ma conosciuto sotto il mentito abito di
+contadino, che aveva preso, venne arrestato
+e condotto a Firenze ove fu appiccato.
+Fu pure arrestato Giacomo dei
+Pazzi dai montanari nel passaggio degli
+Appennini; li supplicò di ucciderlo subito,
+e gli offrì perciò anche un premio,
+ma li trovò inflessibili e fu appiccato con
+suo nipote Renato. Era già il quarto
+giorno dopo la congiura, ed in tutto questo
+tempo il popolaccio erasi bagnato nel
+sangue. Più di settanta cittadini, colpevoli
+o sospetti d'aver avuto parte nella
+trama, erano stati sbranati e le loro membra
+<span class="pagenum"><a id="Page_121"></a>[121]</span>
+strascinate per le strade<a class="tag" id="tag110" href="#note110">[110]</a>. Il corpo
+di Jacopo de' Pazzi fu più volte esposto
+a tanta indegnità; era stato prima messo
+nel sepolcro de' suoi antenati, ma perchè
+si pretese d'averlo udito bestemmiare
+nell'atto di morire, abitudine che aveva
+da lungo tempo contratta, si attribuirono
+le dirotte pioggie de' susseguenti giorni al
+trovarsi il cadavere di un bestemmiatore
+in terreno sacro. Venne disumato per essere
+seppellito lungo le mura; ma i fanciulli
+lo trassero ancora da questa seconda sepoltura
+per istrascinarlo molto tempo per
+le strade, avanti di gettarlo in Arno. A
+Giovan Battista di Montesecco fu troncato
+il capo dopo un lungo interrogatorio,
+nel quale diede notizia della parte che il
+papa aveva avuta nella cospirazione. Bernardo
+Bandino, senza fermarsi nella sua
+fuga, aveva cercato ricovero in Costantinopoli,
+ma colà Lorenzo de' Medici ebbe
+abbastanza influenza per farlo arrestare. Il
+sultano Maometto II lo consegnò, e Bandino,
+ricondotto in Firenze il 14 dicembre
+del susseguente anno, fu appiccato alle
+<span class="pagenum"><a id="Page_122"></a>[122]</span>
+finestre del bargello il 29 dicembre del
+1479<a class="tag" id="tag111" href="#note111">[111]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli storici fiorentini, che scrissero sotto
+i Medici, fecero de' Pazzi il più svantaggioso
+ritratto. Poliziano loro ascrive
+tutti i vizj, anche i più incompatibili:
+vengono generalmente accusati d'eccessivo
+orgoglio; Francesco lasciavasi accecare
+dalla collera, ed appunto in tale
+traviamento si ferì da sè stesso, credendo
+ferire il suo nemico. Era Jacopo dedito
+al giuoco, ed aveva l'abitudine di bestemmiare,
+per altro era uomo assai caritatevole;
+e consacrava parte delle sue entrate
+al soccorso de' poveri e ad arricchire le
+chiese. Per timore di avvolgere nella
+propria sventura coloro che avevano qualche
+credito verso di lui, aveva pagati
+tutti i suoi debiti la vigilia del giorno
+fissato all'esecuzione della congiura, ed
+aveva consegnate ai loro proprietarj tutte
+le mercanzie che teneva in dogana per
+altrui conto<a class="tag" id="tag112" href="#note112">[112]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_123"></a>[123]</span>
+</p>
+
+<p>
+Sebbene i congiurati non avessero ottenuto
+l'intento loro, la posizione di Lorenzo
+de' Medici era sempre pericolosa
+assai. Le truppe, adunate nella valle del
+Tevere sotto Lorenzo Giustini, ed in
+Romagna sotto Gian Francesco di Tolentino,
+erano di già entrate nel territorio
+di Firenze; ma, avendo udito il disastro
+dei Pazzi, eransi ritirate senza lasciarsi
+raggiugnere dalle truppe della repubblica.
+Intanto il re Ferdinando mandava
+altre truppe, che di già avevano
+passato il Tronto, ed aveva renduta pubblica
+la sua alleanza col papa e colla
+repubblica di Siena. Questa lega aveva
+scelto per suo generale il duca d'Urbino,
+Federico di Montefeltro, ed aveva dichiarata
+la guerra, non già alla repubblica
+fiorentina, ma al solo Lorenzo de' Medici,
+che non volevasi confondere colla sua
+patria. Nello stesso tempo il papa intimava
+la scomunica alla repubblica fiorentina,
+se entro un mese, da incominciarsi col
+primo di giugno, giorno della pubblicazione
+della bolla, ella non consegnava ai
+tribunali ecclesiastici Lorenzo de' Medici,
+il gonfaloniere, i priori e gli otto della
+balìa con tutti i loro fautori, ond'essere
+puniti secondo l'enormità del loro
+<span class="pagenum"><a id="Page_124"></a>[124]</span>
+delitto<a class="tag" id="tag113" href="#note113">[113]</a>. Consisteva questo delitto nell'avere
+portate le mani sopra un ecclesiastico.
+«Perchè i cittadini, dice il papa,
+erano tra di loro venuti a qualche dissensione
+civile e privata, questo Lorenzo
+coi priori di libertà ec.....
+avendo interamente scosso il timore di
+Dio, e trovandosi infiammati di furore,
+vessati da diabolica sugestione, e trasportati
+come cani da insensata rabbia,
+infierirono con tutta possibile ignominia
+contro persone ecclesiastiche. Oh dolore!
+oh inaudito delitto! portarono le
+violenti mani sopra un arcivescovo, e
+lo appiccarono pubblicamente alle finestre
+del loro palazzo<a class="tag" id="tag114" href="#note114">[114]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Il papa non si difese intorno all'aver
+avuto parte nella congiura, e non
+cercò in alcuna bolla di smentire quest'accusa;
+per lo contrario i Fiorentini
+confessarono il loro torto d'avere
+fatto morire l'arcivescovo di Pisa ed i
+preti congiurati, che erano soggetti soltanto
+alla giurisdizione ecclesiastica; cercarono
+di calmare il papa assoggettandosi
+alle sue censure, e restituirono la libertà
+<span class="pagenum"><a id="Page_125"></a>[125]</span>
+al cardinale Riario<a class="tag" id="tag115" href="#note115">[115]</a>. Tanta moderazione
+fu inutile; il dieci delle calende di
+luglio una seconda bolla fulminò contro
+di loro più gravi pene: proibì ai fedeli
+di avere comunicazione di veruna sorta
+con loro, ruppe le precedenti alleanze,
+vietò a tutti gli stati di contrarne di nuove,
+ed impedì ad ogni militare di mettersi
+al loro soldo<a class="tag" id="tag116" href="#note116">[116]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto i Fiorentini si apparecchiavano
+a respingere colle armi l'attacco onde
+erano minacciati, ed il 13 di giugno crearono,
+secondo l'antica costumanza, i decemviri
+della guerra<a class="tag" id="tag117" href="#note117">[117]</a>. Spedirono nello
+stesso tempo a tutti i principi cristiani
+una relazione della congiura; chiesero
+col mezzo de' loro ambasciatori i soccorsi
+del duca di Milano e della repubblica
+di Venezia in forza della loro alleanza<a class="tag" id="tag118" href="#note118">[118]</a>:
+<span class="pagenum"><a id="Page_126"></a>[126]</span>
+adunarono in Firenze un concilio provinciale
+di tutti i prelati toscani, loro
+domandarono una protesta contro la sentenza
+di Sisto IV, ed un appello della
+sua scomunica ad un concilio ecumenico<a class="tag" id="tag119" href="#note119">[119]</a>.
+Pubblicarono altresì l'autentica
+confessione del Montesecco, onde togliere
+qualunque dubbio rispetto alla parte che
+il papa aveva avuta nella cospirazione,
+e mandarono questo documento col loro
+appello all'imperatore, al re di Francia
+ed ai principi sovrani della Cristianità<a class="tag" id="tag120" href="#note120">[120]</a>.
+Finalmente per sottrarre Lorenzo dei
+Medici ad attentati simili a quello da
+cui era uscito salvo, la signoria accordò
+alla sua persona una guardia di dodici
+uomini<a class="tag" id="tag121" href="#note121">[121]</a>. I monarchi d'Europa potevano
+difficilmente apprezzare i motivi
+de' cittadini fiorentini per metter fine all'usurpazione
+<span class="pagenum"><a id="Page_127"></a>[127]</span>
+della casa de' Medici. Essi
+di già risguardavano i due fratelli come
+legittimi sovrani, ed una congiura contro
+di loro sembrava un attentato contro la
+maestà dei troni. Altronde senza esaminare
+i diritti che potevano avere i congiurati,
+la condotta del papa, il quale
+si associava a costoro per soddisfare l'odio
+e la cupidigia di un nipote, che passava
+per suo figlio, loro sembrava sempre
+scandalosa. Quindi il re di Francia,
+l'imperatore Federico, i Veneziani, il
+duca di Milano e quello di Ferrara minacciarono
+Sisto IV di ritirarsi dalla sua
+ubbidienza, se proseguiva a turbare la
+Cristianità con un'ingiusta guerra. Lodovico
+XI richiamò le dispute intorno
+alla prammatica sanzione; volle trattenere
+le annate, dacchè i tesori ch'esse portavano
+a Roma venivano impiegati nel
+fare la guerra ai Cristiani, non a difenderli
+contro i Turchi. Citò inoltre Sisto
+IV ad un concilio che diede voce di
+volere adunare in Orleans, poi in Lione,
+ma che non ebbe mai luogo<a class="tag" id="tag122" href="#note122">[122]</a>. In ultimo
+mandò ambasciatore a Firenze il
+celebre storico Filippo di Comines, per
+<span class="pagenum"><a id="Page_128"></a>[128]</span>
+dare maggiore importanza ai Medici con
+larga promessa di protezione<a class="tag" id="tag123" href="#note123">[123]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I più saggi fra i cardinali vedevano
+con dolore compromessa l'autorità pontificia
+dall'inconsiderazione di un papa;
+ma credevano assai più importante di
+salvarla, che di costringere Sisto IV ad
+ascoltare i consiglj della prudenza e della
+giustizia. In una delle sue ultime lettere<a class="tag" id="tag124" href="#note124">[124]</a>
+il cardinale di Pavia scriveva al
+papa: «So che recasi presso di noi per
+parte del re di Francia un ambasciatore
+riputato assai nelle Gallie, la di
+cui commissione è oltremodo orgogliosa.
+È incaricato di sottrarre i Francesi all'ubbidienza
+della santa sede, e di appellare
+ad un concilio se non si revocano
+le censure pronunciate contro i
+Fiorentini, se coloro che hanno ucciso
+Giuliano, quegli ancora che approvarono
+questo assassinio, non vengono
+puniti; e per ultimo se non rinunciamo
+alla guerra da poco cominciata....
+Frattanto che potremmo noi fare di più
+<span class="pagenum"><a id="Page_129"></a>[129]</span>
+vergognoso, qual maggior piaga, qual
+morte più crudele potremmo noi arrecare
+all'autorità di Roma, che di rivocare
+la nostra sentenza, prima ancora
+che asciutto sia l'inchiostro con cui
+fu vergata. Il solo flagello accordatoci
+da Dio per la nostra conservazione ci
+caderebbe di mano, il bastone apostolico
+più non avrebbe forza di rompere
+i vasi inutili; la potenza secolare avrebbe
+in allora un rifugio contro le censure,
+e ciò che la debolezza nostra
+avesse una volta abbandonato, più ricuperarlo
+non potrebbe il nostro coraggio.»
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale propose in seguito al pontefice
+di acquistar tempo con evasive
+risposte, di promettere di ricevere i Fiorentini
+in grazia, ove manifestassero pentimento;
+ma di dichiarare di non lo poter
+fare che in un'assemblea di tutti i cardinali,
+la quale assemblea era impossibile
+durante la peste; di ritenere sotto
+lo stesso pretesto della peste gli ambasciatori
+francesi in luogo lontano dalla
+corte; per ultimo di seguire l'esempio dello
+stesso re di Francia, che talvolta aveva
+differita un anno intero la risposta ai legati
+di Roma. «Se il re, soggiugne egli,
+acconsente, com'è probabile, a questi
+<span class="pagenum"><a id="Page_130"></a>[130]</span>
+indugi, voi avrete tempo di atterrare
+le armi de' vostri nemici, e Dio nella
+sua misericordia spesso ci concede inaspettati
+soccorsi: se il re non si acquieta,
+saranno a lui imputabili tutte le conseguenze
+della sua impazienza....
+Allora vostra santità confidisi interamente
+in Dio; quegli che regna nei
+cieli è più grande di quegli che vive
+sulla terra. Il primo sostenne i suoi
+sacerdoti ne' più gravi travagli, non
+verrà loro meno ne' minori pericoli:
+altronde i nostri nemici combatterebbero
+per il peccato, noi contro il peccato;
+essi vorrebbero la nostra perdita,
+e noi altro non vogliamo che la loro
+salute e la loro vita: in così diversa
+situazione, e quando così giusta è la
+nostra causa, senza dubbio che noi
+dobbiamo tutta in Dio riporre la nostra
+speranza<a class="tag" id="tag125" href="#note125">[125]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I consiglj del cardinale di Pavia vennero
+adottati. Sisto IV differì fino al 27
+gennajo seguente ad accordare la prima
+udienza agli ambasciatori francesi; ed
+anche allora non diede loro un positivo
+riscontro; disse che avrebbe incaricato
+<span class="pagenum"><a id="Page_131"></a>[131]</span>
+un suo legato di portare a Lodovico XI
+l'espressione de' suoi sentimenti; frattanto
+soggiunse che aveva con dispiacere veduto
+questo monarca prestar fede a Lorenzo
+ed a' suoi complici, piuttosto che
+a quegli che ha ricevuta la sua autorità
+da Dio medesimo, e che a lui solo deve
+renderne conto; poichè sta scritto nelle
+sacre carte: «L'orgoglioso, che non vuole
+ubbidire all'ordine del pontefice che
+rende un culto al suo Dio, deve morire
+per sentenza del giudice. Così tu toglierai
+il male dalla terra d'Israello;
+il popolo vedendolo rientrerà nel timore,
+e niuno più non si gonfierà di
+vano orgoglio<a class="tag" id="tag126" href="#note126">[126]</a>.» Mentre il papa
+addormentava co' suoi indugi e con ambigue
+risposte la lega che pareva formarsi
+contro di lui, proseguiva vigorosamente
+la guerra intrapresa in Toscana.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_132"></a>[132]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVI.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando
+di Napoli, ed i Fiorentini. — Genova
+ricupera la sua libertà. — Continuazione
+e fine della guerra di
+Venezia contro i Turchi</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1478.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La condotta d'una cospirazione richiede
+sempre un certo grado di dissimulazione,
+ed ancora di falsità; gli uomini
+contro i quali vengono diretti somiglianti
+attentati, lagnansi frequentemente
+con amarezza della perfidia di
+coloro ch'essi avevano risguardati come
+loro amici; essi scordano le loro proprie
+offese, perchè coloro che sonosene vendicati
+non ne mostrarono risentimento,
+e chiedono di essere attaccati a viso
+scoperto e con armi eguali, mentre ch'essi
+medesimi si chiudono nelle fortezze, si
+circondano di guardie, ed armano una
+intera popolazione per difendersi. Ma
+perchè il rimprovero di dissimulazione
+non faccia torto alla riputazione dei cospiratori
+conviene che un eminente pericolo,
+un pericolo personale li giustifichi.
+Coloro che scagliano i loro colpi
+<span class="pagenum"><a id="Page_133"></a>[133]</span>
+da un luogo sicuro, che potendo combattere
+colle armi dei principi adoperano
+invece il pugnale degli assassini,
+meritano essi soli l'obbrobrio che deve
+ricadere sul tradimento. I Pazzi ed i
+Salviati possono parer grandi e degni
+di rispetto, quand'ancora addormentano
+i Medici con false carezze, e che stringendoseli
+al seno in segno di amicizia,
+cercano sotto i loro abiti se queste vittime
+portano la corazza<a class="tag" id="tag127" href="#note127">[127]</a>; ma Sisto
+IV che benedice le armi de' cospiratori,
+e Ferdinando di Napoli che fa avanzare
+le sue armate per assecondarli; questo
+sommo pontefice e questo monarca, che
+violano essi stessi la legislazione, sotto
+la protezione della quale vivono, non
+meritano maggiore stima di que' vili, che
+pagano mercenarj assassini per appagare
+le loro vendette. Qualunque volta è aperto
+l'adito alla pubblica vendetta, rimane
+<span class="pagenum"><a id="Page_134"></a>[134]</span>
+interdetta la privata. I vindici de' privati
+sono i tribunali, il tribunale de' sovrani
+è la guerra. I tribunali sono impotenti
+per difendere l'onore, infedeli
+quando converrebbe di difendere la libertà;
+fu perciò dall'opinione renduta
+ai cittadini la spada per difendere l'onore
+ne' duelli, e per ricuperare la libertà nelle
+legittime congiure<a class="tag" id="tag128" href="#note128">[128]</a>. I duelli, non altrimenti
+che le congiure, sono dall'onore
+vietati ai sovrani, che hanno un altro
+giudice nell'esperimento delle armi pubbliche.
+</p>
+
+<p>
+Forse Sisto IV nudriva grandi pensieri
+e vasti progetti per l'indipendenza
+d'Italia; senza apprezzarne la libertà,
+conosceva la potenza delle repubbliche;
+voleva assicurare alla penisola tutti i
+mezzi di respingere gli attacchi degli
+stranieri e de' barbari, riunendo la Lombardia
+alla Toscana sotto l'egida di governi
+renduti forti dalla confidenza e
+dall'amore dei popoli. Il piano che la sua
+mente aveva concepito, e che noi vedremo
+<span class="pagenum"><a id="Page_135"></a>[135]</span>
+svilupparsi, era degno di un uomo
+di genio, e di un vero amico del suo
+paese; ma il carattere di questo papa
+corrompeva il suo spirito, e frammischiava
+la falsità e la perfidia a' suoi vasti
+concepimenti. Incapace di distinguere la
+virtù dal delitto, gli erano indifferenti tutti
+i mezzi d'esecuzione, ed egli disonorava
+i suoi progetti cogli strumenti che sceglieva
+per eseguirli. E per tal modo
+quando ancora si armava a favore della
+libertà, rendevasi odioso agli stessi repubblicani,
+facendo uso del potere della
+Chiesa, scandalizzava i cattolici e progettando
+l'indipendenza dell'Italia, era il primo
+ad esporla alle invasioni dello straniero.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV e Ferdinando eransi apparecchiati
+alla guerra, avanti che i Pazzi
+avessero scagliati i primi colpi contro i
+Medici. Per lo contrario i Fiorentini non
+avevano ancora un'armata, nè potevano
+formarla in sull'istante. Si andavano per
+loro assoldando in Lombardia tutti i
+capitani che cercavano di servire; ed
+avevano di già riuniti sotto i loro stendardi
+Niccolò Orsini, conte di Pitigliano,
+Corrado Orsini, Rodolfo Gonzaga, fratello
+del marchese di Mantova, i due
+suoi figliuoli ed altri capitani. Rispetto
+ai piccoli principi di Romagna, che tutti
+<span class="pagenum"><a id="Page_136"></a>[136]</span>
+facevano il mestiere di <i>condottieri</i>, i Fiorentini
+erano stati prevenuti da Sisto IV,
+il quale aveva assoldati Federico, duca
+di Urbino, Roberto Malatesta, signore
+di Rimini, e Costanzo Sforza, signore
+di Pesaro. L'armata pontificia, renduta in
+tal modo assai numerosa, entrò con
+quella del duca di Calabria nelle terre
+della repubblica, nel mese di luglio<a class="tag" id="tag129" href="#note129">[129]</a>.
+I Fiorentini, non potendo tenere la campagna,
+distribuirono i loro soldati nelle
+terre murate poste ai confini dello stato
+di Siena e del ducato d'Urbino. Formarono
+inoltre un campo al Poggio Imperiale;
+ma era composto di altrettante
+truppe indipendenti quanti erano i condottieri
+che le comandavano; niuno voleva
+riconoscere l'autorità di un altro;
+disprezzati erano gli ordini de' commissari
+nominati dalla repubblica; ogni capitano
+riputavasi per lo meno eguale ai
+cittadini che sedevano nel consiglio, ed
+avrebbe creduto di far torto al proprio
+onore, ubbidendo agli ordini di un uomo,
+che i natali e la carica non facevano
+soprastare agli altri.
+</p>
+
+<p>
+Per ristabilire la subordinazione, i Fiorentini
+offrirono il comando dell'armata
+<span class="pagenum"><a id="Page_137"></a>[137]</span>
+ad Ercole, duca di Ferrara, colla paga
+di sessanta mila fiorini in tempo di guerra
+e di quaranta mila in tempo di pace.
+Essi non vollero abbadare ai consiglj
+della repubblica di Venezia, che loro
+ricordava, che Ercole, avendo sposata una
+figlia di Ferdinando, combatterebbe con
+poco vigore contro il duca di Calabria
+suo cognato<a class="tag" id="tag130" href="#note130">[130]</a>. Lo stesso Ercole si mostrò
+lungo tempo indeciso, e soltanto
+il 30 agosto segnò il trattato coi commissarj
+fiorentini<a class="tag" id="tag131" href="#note131">[131]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto erano in luglio cominciate le
+ostilità: i duchi d'Urbino e di Calabria
+avevano guastato con estrema crudeltà
+il territorio fiorentino da loro occupato,
+avevano successivamente assediato Rencina,
+la Castellina, ragguardevole fortezza
+lontana otto miglia da Siena, e
+Radda. Sebbene si difendessero valorosamente,
+questi tre castelli dovettero capitolare
+a condizione di aprire le porte
+ai nemici, se non venivano soccorsi avanti
+un determinato tempo; l'armata fiorentina,
+informata di tale capitolazione,
+non aveva osato arrischiare una battaglia
+<span class="pagenum"><a id="Page_138"></a>[138]</span>
+per liberarli<a class="tag" id="tag132" href="#note132">[132]</a>. In appresso i nemici
+avevano preso Mortajo, assediavano Brolio
+e minacciavano Cacchiano, quando
+finalmente, l'otto settembre, giunse a
+Firenze il duca di Ferrara. Il dodici
+andò a visitare il campo; ma frattanto
+Brolio s'arrese quasi sotto i suoi occhi
+ai nemici, i quali, in onta alla capitolazione
+che avevano segnata, saccheggiavano
+e bruciavano questo castello, come
+avevano poco prima saccheggiato e bruciato
+quello di Radda<a class="tag" id="tag133" href="#note133">[133]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Fino alla venuta del duca di Ferrara
+i Fiorentini avevano potuto dolersi di
+non avere un capo; ma non tardarono
+a pentirsi di averne scelto uno che mancava
+di talenti o di risolutezza, se pure
+non era segretamente d'accordo coi loro
+nemici. Erasi aspettato per dargli il bastone
+del comando l'istante fissato dagli
+astrologi, i quali lo avevano dilazionato
+fino al 27 di settembre, a dieci ore e
+mezzo, ossia alle sedici ore italiane.
+Aspettando che giugnesse il favorevole
+istante, Ercole aveva lasciato prendere
+<span class="pagenum"><a id="Page_139"></a>[139]</span>
+Cacchiano in sua presenza, e lasciava
+assediare in Val di Chiana Monte Sansovino,
+una delle più importanti piazze
+poste ai confini, poichè signoreggiava
+l'ingresso del piano d'Arezzo e di Cortona,
+di Val d'Ambra e di Val d'Arno<a class="tag" id="tag134" href="#note134">[134]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il duca di Ferrara ora aveva che dire
+coi commissarj fiorentini, ora coi proprj
+ufficiali; mai non trovava luogo abbastanza
+sicuro per accamparsi, ricusava di avvicinarsi
+ai nemici, ed invece affrettavasi
+di fare con loro un armistizio a
+svantaggiosissime condizioni, acconsentendo
+che, durante l'armistizio, il duca d'Urbino
+continuasse l'assedio di Sansovino.
+Avendo quest'armistizio cessato alla fine
+d'ottobre, il duca di Ferrara propose di
+porre Sansovino nelle mani d'un terzo, per
+dar tempo di cominciare altre negoziazioni;
+suggerì pure altri espedienti che tutta
+disvelavano la debolezza del suo carattere,
+o la sua mala fede, e ricusò costantemente
+di venire a battaglia per liberare
+gli assediati, sebbene le sue forze
+fossero press'a poco eguali a quelle dei
+nemici, avendo con lui sette mila uomini
+di cavalleria e sei mila pedoni, mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_140"></a>[140]</span>
+il duca d'Urbino aveva mille cavalli di
+più e due mila pedoni di meno<a class="tag" id="tag135" href="#note135">[135]</a>. Finalmente
+Sansovino s'arrese l'otto di
+novembre quasi in sugli occhi del duca
+di Ferrara; ed i nemici avendo presi i
+quartieri d'inverno tra Fojano, Lucignano
+ed Asinalunga in sui confini dello stato
+di Siena, il duca terminò dal canto
+suo questa vergognosa campagna, alloggiando
+le sue truppe tra Olmo e Pulicciano<a class="tag" id="tag136" href="#note136">[136]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Non si può non essere maravigliati
+vedendo che Lorenzo de' Medici non
+presentossi mai nel campo fiorentino durante
+una guerra che la sua patria sosteneva
+per suo riguardo. Aveva permesso
+che l'armata fosse prima esposta
+agli inconvenienti dell'insubordinazione
+avanti la venuta del duca di Ferrara,
+poi della diffidenza e forse del tradimento
+dopo la di lui venuta, senza tentare di
+stabilirvi l'ordine, o di affrettarne le operazioni.
+Il governo e forse lo stesso Lorenzo
+<span class="pagenum"><a id="Page_141"></a>[141]</span>
+non avevano troppa fiducia nei
+suoi talenti militari; ma i commissarj
+che la repubblica mandava all'armata
+non erano probabilmente più di lui bellicosi.
+Quando fu portato a Firenze il manifesto
+di Sisto IV e di Ferdinando, Lorenzo,
+vedendosi indicato come il solo
+nemico di questi due sovrani, aveva
+convocato un consiglio de' <i>richiesti</i>, cui
+erano stati invitati trecento cittadini. Aveva
+loro dichiarato di essere apparecchiato
+ad andare in esilio, in prigione, ed ancora
+alla morte, se la sua patria credeva
+doverlo sagrificare per sottrarsi all'attacco
+de' suoi nemici. Ma in pari
+tempo aveva fatto loro sentire che la loro
+prudenza e la loro perseveranza bastavano
+sole per resistere al turbine e giugnere
+al termine de' mali ond'erano minacciati.
+I Fiorentini, chiamati a questo
+consiglio, corrisposero a così generosa interpellazione,
+giurando di consacrare le
+sostanze loro e la vita in difesa di Lorenzo
+de' Medici<a class="tag" id="tag137" href="#note137">[137]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Mentre i decemviri della guerra facevano
+nuove leve di soldati, raccoglievano
+munizioni, e rimontavano il materiale
+<span class="pagenum"><a id="Page_142"></a>[142]</span>
+dell'armata, la repubblica mandava i
+suoi più esperti negoziatori alle potenze
+da cui poteva sperare soccorsi. Donato
+Acciajuoli, uno de' più riputati letterati
+del secolo, era stato incaricato dell'ambasceria
+di Francia; ma infermò e morì
+a Milano prima d'aver potuto giugnere
+alla corte di Francia, e gli fu dato per
+successore Guid'Antonio Vespucci<a class="tag" id="tag138" href="#note138">[138]</a>.
+Ma tutti gli attestati d'amicizia che Lodovico
+XI aveva dati alla repubblica
+fiorentina non dovevano avere alcun utile
+risultato. Questo monarca, vecchio ed infermo,
+temeva sempre che l'Europa si
+accorgesse del suo decadimento, e vi
+ravvisasse un pronostico dell'imminente
+suo fine; quindi cercava di occuparla
+con negoziazioni, di sorprenderla colle
+minacce, di mantener viva l'opinione
+della sua costante attività; e frattanto tenevasi
+lontano dall'entrare in intraprese
+che non avrebbe avuta la forza di condurre
+a fine<a class="tag" id="tag139" href="#note139">[139]</a>. I Sienesi, invano accarezzati
+dai Fiorentini, eransi scopertamente
+dichiarati pei loro nemici. I Lucchesi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_143"></a>[143]</span>
+sempre gelosi de' potenti loro vicini,
+erano egualmente disposti a dichiararsi
+contro Firenze, e Pietro Capponi,
+figliuolo di Neri, mandato per ambasciatore
+a Lucca, potè a stento mantenerli
+neutrali con concessioni d'ogni genere<a class="tag" id="tag140" href="#note140">[140]</a>.
+Giovanni Bentivoglio, che in Bologna
+occupava press'a poco lo stesso rango
+che il Medici a Firenze, restavasi inattivo,
+sebbene fosse alleato di Lorenzo.
+Nè di lui più attivo era Manfredi, signore
+di Faenza. Di ciò n'erano forse
+cagione i Veneziani, i quali per non
+accendere una guerra in Romagna eransi
+formalmente opposti al progetto di questi
+due signori di attaccare il principato
+d'Imola posseduto da Girolamo Riario.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la speranza del Medici e dei
+Fiorentini stava adunque riposta nell'alleanza
+coi due stati di Milano e di Venezia:
+ma i Veneziani, pretestando la
+dichiarazione degli alleati di fare la guerra
+a Lorenzo de' Medici, non alla repubblica
+fiorentina, protestarono di non essere
+tenuti alla difesa di particolari cittadini
+nelle private loro liti. Altronde si
+trovavano tuttavia impegnati in una disastrosa
+<span class="pagenum"><a id="Page_144"></a>[144]</span>
+guerra coi Turchi, ed in quest'anno
+medesimo avevano tremato per
+una formidabile invasione. La reggenza
+di Milano assecondava di buona fede il
+governo fiorentino, ma il re di Napoli
+per privarlo di così potente ausiliario
+aveva trovato il modo d'occupare la duchessa
+Bona più seriamente ne' proprj stati.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando si fece da principio a trattare
+con Prospero Adorno, che continuava
+a governare Genova a nome del
+duca di Milano, ma che nel precedente
+anno si era mostrato quasi non meno
+diffidente de' suoi ausiliarj milanesi che
+de' proprj nemici. Ferdinando gli offriva
+d'ajutarlo a ristabilire i Genovesi nell'antica
+loro dipendenza, e gli mandava
+per quest'oggetto due galere con grosse
+somme di danaro. La duchessa Bona,
+avuto subito avviso di questa pratica,
+incaricò il vescovo di Como di andare
+a prendere le redini del governo
+di Genova. Questi si portò in quella città
+senza accompagnamento e travestito; ed
+avendo adunato il senato in san Siro,
+gli comunicò le lettere del principe, che
+richiamavano Prospero, e lo nominavano
+in sua vece governatore<a class="tag" id="tag141" href="#note141">[141]</a>; ma non si
+<span class="pagenum"><a id="Page_145"></a>[145]</span>
+attentò di fare la stessa dichiarazione nel
+palazzo pubblico, nè di chiedere l'investitura
+prima d'avere adunati alcuni soldati.
+Prospero Adorno approfittò di quest'indugio,
+chiamò i suoi partigiani,
+tutti quegli ancora che nelle precedenti
+fazioni si erano mostrati affezionati alla
+libertà di Genova; fece da costoro nominare
+sei capitani del popolo, scelti tra
+i borghesi e gli artigiani e, cambiato il
+titolo di governatore in quello di doge,
+proclamò l'indipendenza della sua patria<a class="tag" id="tag142" href="#note142">[142]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma l'armata dei Milanesi non occupava
+soltanto le fortezze, si era inoltre
+trincerata nelle isole delle case più
+vicine, di modo che ebbe luogo ogni
+giorno nelle strade qualche scaramuccia.
+Le famiglie nobili parevano tutte favorevoli
+al dominio dei duchi di Milano;
+ed i Doria e gli Spinola si erano anzi
+chiusi nelle fortezze, per correre la medesima
+sorte della guarnigione. Cadauno
+di que' magnifici palazzi, che fin d'allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_146"></a>[146]</span>
+avevano a Genova meritato il titolo di
+superba, era attaccato e difeso coll'artiglieria.
+Prospero Adorno invitò Roberto
+di Sanseverino, di que' tempi rifugiato
+in Asti, a venire a mettersi alla testa dei
+Genovesi, e Roberto avidamente colse
+l'occasione di combattere la reggenza di
+Milano cui erasi a stento sottratto. Dal
+canto suo Luigi Fregoso, che due volte
+era stato doge di Genova, condusse nel
+porto della sua patria sette galere napolitane
+con un piccolo numero di soldati<a class="tag" id="tag143" href="#note143">[143]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sentiva la reggenza di Milano di quanta
+importanza fosse la difesa di Genova,
+prima che le sue fortezze fossero prese
+dal popolo; e perchè i cavalli non potevano
+essere di grande utilità nelle montagne
+della Liguria, aveva adunata un'armata
+di otto mila pedoni armati di corazze
+come gli uomini d'armi, sei mila
+d'infanteria leggiere e soltanto due mila
+cavalieri<a class="tag" id="tag144" href="#note144">[144]</a>. Ma la reggenza ne diede
+<span class="pagenum"><a id="Page_147"></a>[147]</span>
+incautamente il comando a Sforzino, figliuolo
+naturale di Francesco I, il quale
+non aveva nè le virtù, nè i talenti di
+suo padre. Gli furono dati per consiglieri
+Pietro Francesco Visconti e Pietro del
+Verme: erano uomini di sperimentato
+merito negli affari civili, e si suppose
+che sarebbero egualmente capaci di condurre
+le armate<a class="tag" id="tag145" href="#note145">[145]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per lo contrario Roberto da Sanseverino
+era uomo turbolento e fazioso nei
+consiglj, ma eccellente soldato. Lasciando
+dietro a sè le due cittadelle occupate
+dalla guarnigione milanese, portò le sue
+linee di difesa nelle più anguste gole degli
+Appennini, alla distanza di sette miglia
+dalla città, in vicinanza delle fortezze,
+chiamate i <i>due gemelli</i>. V'innalzò subito
+trinceramenti renduti dalla posizione assai
+importanti; e la sua poco numerosa
+armata, e la milizia genovese formavano
+tutta la di lui forza. Per essere più sicuro
+di riunirla, fece leggere innanzi al
+popolo da un frate domenicano una lettera,
+che diceva d'avere intercettata, colla
+quale la duchessa di Milano avvisava il
+vescovo di Como dell'imminente arrivo
+dell'armata che veniva a liberarlo. Promettevasi
+<span class="pagenum"><a id="Page_148"></a>[148]</span>
+in questa lettera alla guarnigione,
+in premio della sua costanza, il
+sacco di Genova per tre giorni, poichè
+era giunto il tempo di domare questa
+inquieta città, che la sola povertà poteva
+ridurre ad una passiva ubbidienza<a class="tag" id="tag146" href="#note146">[146]</a>.
+In fatti, dopo la lettura di questa supposta
+scrittura, quanti eranvi uomini in
+Genova capaci di portare le armi, tutti
+corsero a porsi sotto le bandiere di Roberto
+di Sanseverino. Ebbe l'avvedutezza
+di disporli in battaglioni subordinati a
+sperimentati ufficiali, ed in conseguenza
+della sua savia organizzazione questa milizia
+valeva quasi quanto la truppa assoldata.
+Si assicurò del vantaggio del terreno
+non solo di fronte, ma ancora in sui
+fianchi dei Milanesi, ed aspettò di essere
+attaccato.
+</p>
+
+<p>
+La battaglia cominciò la mattina del 7
+agosto 1478 e si continuò più di 7 ore con
+estremo accanimento. Furono successivamente
+condotte all'attacco delle linee genovesi
+tre divisioni, e furono sempre respinte.
+I Milanesi, avendo avuti seicento
+uomini uccisi, e moltissimi feriti, dovettero
+<span class="pagenum"><a id="Page_149"></a>[149]</span>
+in ultimo pensare alla ritirata;
+ma incautamente si erano avanzati entro
+un'angusta valle, da cui non potevano
+uscirne che per mezzo d'una vittoria.
+Il Sanseverino non acconsentì che fossero
+immediatamente inseguiti in quegli
+angusti passi delle montagne per cui dovevano
+ripassare. Temette che fossero ancora
+in tempo a voltare la fronte, e che
+le milizie, che si staccavano per inseguirli,
+si disordinassero. Ma quando i Milanesi
+si videro in mezzo a quelle pericolose,
+gole, sentirono essi medesimi con quanta
+facilità potevano essere disfatti, e questo
+timore bastò a disordinarli; ognuno
+voleva passar oltre per giugnere prima
+del compagno in luogo più aperto; gettarono
+le armi per essere più agili, e
+l'armata, che aveva fin allora combattuto
+valorosamente, altro più non sembrò
+che una timida mandra che fuggiva. Allora
+i Genovesi attaccarono i Milanesi alle
+spalle senza trovare resistenza, e gli alpigiani
+gli oppressero dall'alto delle giogaje,
+facendo rotolare sopra di loro grossi
+sassi. Gli assalitori erano principalmente
+attenti a fare de' prigionieri per venderli
+come forzati ai capitani delle galere di
+Napoli, che in quell'istante erano entrate
+<span class="pagenum"><a id="Page_150"></a>[150]</span>
+in porto<a class="tag" id="tag147" href="#note147">[147]</a>. Pure limitato era il numero
+di coloro che potevano impiegarsi in quest'ufficio,
+mentre quasi tutta l'armata
+milanese fu costretta ad arrendersi, prima
+d'avere ripassata la catena delle montagne.
+I contadini, non trovando allora più
+vantaggio nel fare prigionieri, si accontentavano
+di spogliarli non solo delle
+armi, ma ancora degli abiti e delle camicie,
+onde si videro tornare in Lombardia
+molte migliaja di soldati, che non
+avevano altre vesti che una cintura di
+frasche<a class="tag" id="tag148" href="#note148">[148]</a>. La reggenza di Milano, perduta
+ogni speranza di riavere Genova,
+cercò almeno di eccitare una nuova guerra
+civile, risvegliando partiti che omai parevano
+spenti. Ella rendette ad un tempo
+la libertà ad Ibletto dei Fieschi, e persuase
+la fazione dei nobili a richiamare
+a Genova Battista Fregoso, figlio del
+doge Pietro. I Milanesi, assediati nelle due
+fortezze, più non isperando soccorso, la
+consegnarono a questo Battista Fregoso.
+Alcuni colpi di cannone avendo annunciato
+<span class="pagenum"><a id="Page_151"></a>[151]</span>
+ai suoi partigiani ch'egli ne aveva
+preso il possesso, questi pigliarono le armi
+in tutta la città ed attaccarono con accanimento
+la porta di san Tommaso. Pareva
+che il partito di Prospero Adorno
+fosse il più avvantaggiato, quando Ibletto
+dei Fieschi, che con tutti i suoi clienti
+erasi posto dalla banda del doge, acconsentì
+alle proposizioni fattegli per parte
+di Battista Fregoso. Si fece pagare sei
+mila fiorini per abbandonare la causa
+degli Adorni, e per lo stesso prezzo trasse
+nell'opposto partito il luogotenente del
+re di Napoli. Nulla montava a Ferdinando
+che un Fregoso, o un Adorno
+fosse il doge di Genova, purchè la città
+più non ubbidisse al duca di Milano.
+Prospero, che aveva abusato della sua
+vittoria condannando a pena capitale,
+come ribelli, alcuni suoi nemici, si trovò
+improvvisamente abbandonato dalla maggior
+parte de' suoi seguaci, e costretto
+ad uscire di città il 26 novembre del
+1478, e ad imbarcarsi sopra una galera
+di Napoli. Pochi giorni dopo Battista
+Fregoso, di già possessore di tutte le
+fortezze, venne proclamato doge e riconosciuto
+da tutti i partiti<a class="tag" id="tag149" href="#note149">[149]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_152"></a>[152]</span>
+</p>
+
+<p>
+Quando la reggente di Milano avea
+mandata la sua armata nelle montagne di
+Genova, aveva ordinato a Sforzino, che
+la comandava, di concentrarsi tosto che
+avesse sottomessi i ribelli Genovesi e di
+secondare a tutto suo potere Lorenzo dei
+Medici. La disfatta di quest'armata distrusse
+le speranze di Lorenzo, e la rivoluzione
+di Genova lo minacciava ancora
+di un'altra sventura. I mercanti fiorentini,
+affidati all'alleanza del duca di
+Milano, signore di Genova, avevano fatto
+di questa città un grande emporeo del
+loro commercio marittimo. Quattro galere,
+caricate per loro conto, il di cui valore
+ammontava a più di trecento mila fiorini,
+dovevano entrare in quel porto entro pochi
+giorni. Se venivano prese e confiscate
+dal nuovo governatore, alleato di
+Ferdinando, così grossa perdita avrebbe
+scoraggiati i Fiorentini e privatili dei
+mezzi di continuare la guerra. Perciò Lorenzo
+si trovò costretto ad accarezzare i
+Genovesi, anche a risico di disgustare il
+<span class="pagenum"><a id="Page_153"></a>[153]</span>
+duca di Milano. La signoria di Firenze
+felicitò Battista Fregoso intorno alla sua
+elezione, e gli offrì la sua amicizia, scusandosi
+in pari tempo presso la duchessa
+Bona di questi forzati riguardi verso i
+suoi nemici<a class="tag" id="tag150" href="#note150">[150]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Le negoziazioni di Lorenzo de' Medici
+con Venezia acquistavano tanto maggiore
+importanza in quanto che minori
+erano i sussidj che gli offrivano gli altri
+alleati. Questa repubblica diventava l'unica
+speranza, l'unico appoggio de' Fiorentini.
+Ma durante tutto il primo anno
+della guerra, Venezia era stata battuta
+da tali calamità, che non le fu possibile
+di soccorrere i Medici. La prima e la
+più grande, comune a Venezia ed a
+Firenze, fu la peste, che pare essere
+stata prodotta in Italia da un'invasione
+di locuste. In giugno del 1478 un'armata
+di questi formidabili insetti coprì
+trenta miglia di lunghezza e quattro di
+larghezza ne' territorj di Mantova e di
+Brescia. Il marchese Lodovico di Mantova
+impiegò migliaja di persone ad ammazzarli,
+ma non prese la precauzione
+di farli subito sotterrare; e la contagione
+si manifestò bentosto, quale conseguenza
+<span class="pagenum"><a id="Page_154"></a>[154]</span>
+della loro decomposizione<a class="tag" id="tag151" href="#note151">[151]</a>. L'epidemia
+si comunicò alla Toscana, guastò
+Firenze ed il suo territorio, e privò la
+repubblica di molti de' suoi più illustri
+ufficiali; aveva fatto pure abbandonare
+senza difesa alcune terre murate, e rapiti
+in un mese alle due armate più di due
+mila soldati<a class="tag" id="tag152" href="#note152">[152]</a>. A Venezia si era la peste
+manifestata con tanta violenza che
+più non potevasi adunare il consiglio dei
+Pregadi, essendosi rifugiati in campagna
+tutti i nobili che lo formavano. In questo
+sempre imminente pericolo d'una atroce
+morte tutti i calcoli di una lontana politica
+rimanevano senza interesse; onde
+i Veneziani, lungi dal poter somministrare
+ai Fiorentini que' soccorsi d'uomini e di
+danaro, che dovevano in forza de' trattati,
+non poterono che dopo lunghissimi
+indugi adunare il senato, per dare i loro
+ordini agli ambasciatori che mandavano
+a Roma. Furono questi incaricati di rappresentare
+al papa che metteva in pericolo
+la Cristianità colla guerra che eccitava
+in Italia, che in certo modo era lo stesso
+che far causa comune col gran Turco,
+<span class="pagenum"><a id="Page_155"></a>[155]</span>
+dal quale dovevasi ad ogni istante temere
+un'invasione; che se il papa non desisteva
+da tale condotta, la signoria di
+Venezia, d'accordo coll'imperatore e
+col re di Francia, gli ritirerebbe la sua
+ubbidienza, e si appellerebbe de' suoi ingiusti
+decreti ad un futuro concilio<a class="tag" id="tag153" href="#note153">[153]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'accusa promossa contro il papa di
+secondare i progetti di Maometto II era
+pur troppo fondata. Giammai gli avanzamenti
+de' Turchi avevano posta l'Italia
+in maggiore pericolo; la stessa esistenza
+di Venezia trovavasi compromessa, e la
+più leggiera diversione delle sue forze
+poteva farla soggiacere agli attacchi della
+Cristianità.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani, spossati da così lunghi
+sforzi, avevano fino dal 1475 fatto fare
+a Maometto proposizioni di pace. Questi
+aveva domandato che Croja venisse rimessa
+in suo potere, con tutte le fortezze
+che la signoria aveva acquistate
+dopo il cominciamento della guerra. Inoltre
+chiedeva il pagamento di cento cinquanta
+mila fiorini a titolo di un debito
+contratto dagli amministratori delle miniere
+d'allume, e per un furto fatto al
+suo fisco, in certo qual modo autorizzato
+<span class="pagenum"><a id="Page_156"></a>[156]</span>
+dalla repubblica. Così dure condizioni
+non vennero accettate, ma fecero
+luogo ad un armistizio di sei mesi<a class="tag" id="tag154" href="#note154">[154]</a>.
+Durante il 1476 i Veneziani non avevano
+agito contro i Turchi, ma non
+erano perciò rimasti senza inquietudine
+pei loro possedimenti di Levante. La regina
+Carlotta di Cipro, cercando sempre
+nuovi espedienti per rientrare nel suo
+regno, aveva adottato don Alonzo, figliuolo
+naturale di Ferdinando. Due galere
+napolitane dovevano prenderla a Rodi
+per condurla al Cairo, dove voleva guadagnarsi
+la protezione del soldano d'Egitto.
+Avendone avuto avviso il consiglio
+dei dieci, ordinò ad Antonio Loredano,
+capitano generale delle sue galere, di
+portar via da Cipro i tre figli naturali
+dell'ultimo re, e sua madre Marietta,
+sotto la di cui guardia erano stati lasciati.
+Tutti e quattro vennero condotti a Venezia
+e tenuti sotto buona guardia, abusando
+in tal modo la repubblica della
+confidenza in lei riposta dall'ultimo dei
+Lusignani; perciocchè o egli medesimo
+era un usurpatore e non aveva potuto
+trasmettere verun diritto alla sua vedova,
+<span class="pagenum"><a id="Page_157"></a>[157]</span>
+o i suoi figli naturali avevano i medesimi
+suoi diritti. Quando si riunivano
+alla regina Carlotta, quando i legittimi
+figli ed i bastardi del Lusignano confondevano
+assieme i loro interessi, le pretensioni
+della regina Cornaro e della repubblica
+di Venezia diventavano affatto
+insostenibili<a class="tag" id="tag155" href="#note155">[155]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La guerra coi Turchi si rinnovò nel
+1477. Acmeto, sangiacco d'Albania, venne
+ad assediare Croja con otto mila cavalli.
+Le campagne furono guastate, e gli abitanti
+fuggirono nelle montagne; ma così
+forte era la città, non tanto per le opere
+dell'arte che per la naturale sua posizione,
+che poteva sfidare gli attacchi dei
+nemici. Ne aveva il comando Pietro Vettori,
+e Francesco Contarini, provveditore
+d'Albania, era incaricato di adunare
+un'armata nella provincia per far levare
+l'assedio. Durante tutta la state gli abitanti
+di Croja si difesero vigorosamente:
+in sul finire d'agosto il Contarini giunse
+ad Alessio con due mila uomini di cavalleria
+veneziana, cinquecento cavalleggeri,
+ed una buona infanteria albanese,
+che gli aveva condotto Niccolò Ducaini.
+<span class="pagenum"><a id="Page_158"></a>[158]</span>
+Di là il 2 di settembre si avanzò nella
+pianura alle falde della montagna di Croja,
+che gli abitanti chiamano la <i>Tiranna</i>,
+ed ove i Turchi avevano formato il loro
+campo in distanza di quattro miglia dalla
+città. La battaglia tra le due armate cominciò
+verso mezzo giorno, e durò fino
+a sera senza che l'infanteria veneziana
+si staccasse mai dalla cavalleria pesante.
+L'una e l'altra apponevano ai Turchi una
+linea che le replicate cariche della loro
+cavalleria non poterono mai rompere. In
+sul declinare del giorno i Turchi fuggirono
+a briglia sciolta, abbandonando ancora
+il loro campo. Gli abitanti di Croja
+fecero una sortita, rovesciarono i due
+ridotti che chiudevano il passaggio, e
+vennero a dividere il bottino del campo
+ottomano, ove trovarono molte ricchezze
+e molti viveri, de' quali Croja cominciava
+ad aver penuria. Ma i Turchi ritiratisi
+sulle vicine montagne, vedendo
+al chiaro della luna il disordine de' vincitori
+nel campo da loro abbandonato,
+piombarono improvvisamente sui Veneziani
+che si contendevano le loro spoglie,
+ne uccisero la maggior parte, tagliarono
+la testa al Contarini, caduto nelle
+loro mani, dispersero tutta l'armata albanese,
+<span class="pagenum"><a id="Page_159"></a>[159]</span>
+ed uccisero più di mille uomini
+del solo corpo delle truppe italiane<a class="tag" id="tag156" href="#note156">[156]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Venezia non erasi ancora riavuta dallo
+spavento cagionato da questa rotta, quando
+in ottobre si seppe che il pascià di
+Bosnia aveva invaso il Friuli. Per altro
+la repubblica, avvertita dalla precedente
+invasione, aveva incaricato il procuratore
+Francesco Tron di fortificare quelle
+frontiere: ed era stata tirata una linea
+di trinceramenti dalle foci dell'Isonzo
+presso Aquilea fino a Gorizia. Si era
+per tale opera approfittato delle dighe
+dei fiumi; si erano alzate lunghe cortine
+di terra coperte di zolle, ed afforzate di
+tratto in tratto da torri o da bastioni
+della stessa natura. In tutte queste opere
+eransi piantate delle palafitte, o piuttosto
+tronchi di salci vivi, e così fitti che
+non davano verun passaggio. Questo trinceramento,
+lungo dodici in quindici miglia,
+pareva un muro di fortezza. Eransi
+inoltre fortificati due campi ne' luoghi
+in cui l'Isonzo pareva guadabile, l'uno
+a Gradisca, l'altro a Fogliano. Finalmente
+Gorizia aveva altresì un ponte su
+questo fiume, il quale era stato diligentemente
+<span class="pagenum"><a id="Page_160"></a>[160]</span>
+fortificato<a class="tag" id="tag157" href="#note157">[157]</a>. Girolamo Novello
+di Verona, vecchio capitano, che aveva
+con lui suo figlio e molti valorosi ufficiali,
+fu incaricato della custodia di questi
+trinceramenti con circa tre mila fanti
+e molti corpi di buona cavalleria; onde
+gli abitanti del Friuli riposavano sicuri,
+non si credendo esposti ad una sorpresa
+del nemico.
+</p>
+
+<p>
+Ma i Veneziani non avevano prese le
+convenienti misure per essere preventivamente
+avvisati de' movimenti de' Turchi.
+Una sera del mese di ottobre videro
+comparire la cavalleria turca intorno a
+quello de' due campi che trovavasi al di là
+del fiume, avanti che nemmeno si sapesse
+ch'erano usciti dalla Bosnia. Il giorno era
+troppo innoltrato per combattere; onde
+dall'una parte e dall'altra i soldati si apparecchiarono
+alla battaglia pel susseguente
+giorno. Pure nella stessa notte i
+Turchi occuparono il ponte di Gorizia,
+senza che ciò si sapesse nel campo di Gradisca.
+Per prendere questo ponte il pascià
+Mar Beg, Amat Beg, o piuttosto Achmet
+Giedick<a class="tag" id="tag158" href="#note158">[158]</a>, fece passare un migliajo
+<span class="pagenum"><a id="Page_161"></a>[161]</span>
+di cavalli sull'opposta sponda del fiume,
+mentre che in un altro luogo la cavalleria
+turca, avendo scoperto un luogo cinto e
+nascosto da alcune piante e da folte macchie
+sull'altra riva, attraversò a nuoto l'Isonzo,
+e collocò un'imboscata nel luogo in
+cui voleva attirare i Veneziani. All'indomani
+Achmet fece passare l'Isonzo a tutta
+la sua armata, ed offrì battaglia a Girolamo
+Novello che l'accettò. Fu sostenuta alcun
+tempo con molto coraggio, ed il figlio di
+Girolamo, che comandava la prima squadra,
+ributtò valorosamente i nemici; ma
+malgrado gli avvisi del padre, che diffidava
+della loro facilità a darsi alla fuga,
+si lasciò trasportare dal calore della vittoria
+ad inseguirli, e cadde nell'imboscata
+che gli era stata tesa, ed il suo corpo
+venne interamente distrutto. La seconda
+squadra che gli teneva dietro, atterrita da
+questo cambiamento di fortuna, si ritrasse,
+e la sua fuga, resa nota fino alle
+ultime linee, fu cagione che tutta l'armata
+si disordinasse; ad altro più non si
+pensò che alla individuale sicurezza. La
+<span class="pagenum"><a id="Page_162"></a>[162]</span>
+cavalleria turca, formidabile nell'inseguire
+il nemico, era alle spalle de' fuggitivi, e
+continuò ad abbattere teste fino al di là
+di Merzano. Girolamo Novello e suo figlio
+furono uccisi in battaglia, come pure
+Giacomo Badoero, Anastasio Flaminio e
+molti altri ragguardevoli personaggi. Inoltre
+i Turchi fecero molti prigionieri<a class="tag" id="tag159" href="#note159">[159]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto la cavalleria ottomana si sparse
+per tutta la campagna tra l'Isonzo ed il
+Tagliamento. Tutto ciò che il fuoco poteva
+distruggere fu dato alle fiamme. Vedevansi
+nello stesso tempo bruciare i foraggi,
+il raccolto, i boschi, gli abituri,
+i villaggi ed un centinajo di palazzi ossia
+ville de' nobili veneziani. Lo storico Sabellico,
+che allora trovavasi in un castello
+non molto lontano da Udine, aveva sotto
+gli occhi questo vasto incendio, che, veduto
+dalla sommità di una torre, pareva
+in tempo di notte un mare di fuoco.
+Dopo avere per due interi giorni guastato
+questo piano, i Turchi passarono
+ancora il Tagliamento e bruciarono il
+paese posto tra questo fiume e la Piave.
+In tempo di notte vedevansi ancora da
+Venezia le fiamme di quest'incendj, e
+<span class="pagenum"><a id="Page_163"></a>[163]</span>
+vi spargevano la costernazione. Fu eletto
+un provveditore generale per l'Istria,
+fu dato ordine a quello d'Albania di recarsi
+nel Friuli, s'incaricò il provveditore
+di Lombardia di raccogliere le milizie
+di Verona, di Vicenza e di Padova;
+varj nobili veneziani vennero deputati
+al comando di ogni fortezza, ed il 2 novembre
+si pose in cammino una nuova
+armata per iscacciare i Turchi dai luoghi
+che occupavano; ma erano spontaneamente
+partiti ed avevano di già ripassato
+l'Isonzo<a class="tag" id="tag160" href="#note160">[160]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutte le conquiste dei Turchi erano
+state precedute da scorrerie somiglianti
+a quelle che avevano adesso fatte nel
+Friuli. Ruinavano il paese con molte consecutive
+campagne prima di pensare a
+stabilirvisi; e se si fosse loro permesso
+di penetrar di nuovo nel nord dell'Italia,
+queste ruinate province bentosto non
+sarebbero più state suscettibili di difesa,
+ed in pochi anni le armi della mezzaluna
+si sarebbero avanzate fino nel cuore
+della Lombardia. I Veneziani fecero tutto
+quanto potevano per allontanare questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_164"></a>[164]</span>
+disastro. Avevano conosciuto per prova che
+non avevano bastante cavalleria su questi
+confini, e vi richiamarono Carlo di Montone,
+figlio di Braccio, che tornava dalla
+sua spedizione contro di Siena. Fortificarono
+Gradisca, rialzarono i distrutti
+baluardi, descrissero in reggimenti venti
+mila uomini di milizie delle loro province
+di terra ferma, e distribuirono in
+compagnie tutti gli abitanti di Venezia,
+obbligandoli ad esercitarsi nelle evoluzioni
+militari<a class="tag" id="tag161" href="#note161">[161]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto l'assedio di Croja aveva sempre
+continuato, e questa città cominciava
+a mancare di vittovaglie. La repubblica
+di Venezia, abbandonata dagli altri stati
+dell'Italia, inquietata dagl'intrighi e dalla
+ambizione del papa e di suo figlio Girolamo
+Riario, temeva di non essere più
+abbastanza potente per chiudere lungo
+tempo ai barbari l'ingresso della penisola,
+e cercò di nuovo di ottenere la pace da
+Maometto II. Tommaso Malipieri, provveditore
+della flotta, fu autorizzato, in
+gennajo del 1478, a passare personalmente
+a Costantinopoli per offrire alla
+Porta la città di Croja, l'isola di Stalimene,
+<span class="pagenum"><a id="Page_165"></a>[165]</span>
+il braccio di Maino nel Peloponneso,
+tutti gli altri luoghi che la signoria
+aveva conquistati in tempo della guerra,
+e cento mila ducati in nome dell'appalto
+dell'allume contro il quale riclamava Maometto.
+Tutte queste condizioni vennero
+dal sultano accettate, ma egli vi aggiunse
+quello di un annuo tributo di sei mila
+ducati. Il Malipieri rispose che non era
+autorizzato a prometterlo, e domandò,
+per consultare i suoi committenti, due
+mesi dal 15 aprile al 15 giugno. In questo
+tempo seppesi in Venezia che il re
+d'Ungheria ed il re di Napoli avevano
+trattato col gran signore e riconosciute
+tutte le sue conquiste. Non potevasi sperare
+veruna diversione dal canto della
+Persia, perciocchè Ussun Cassan era morto
+ed i quattro suoi figli avevano fra di loro
+divisa la paterna eredità. Croja trovavasi
+alle più dolorose estremità ridotta, e più
+non poteva difendersi. In così difficili circostanze
+il senato di Venezia risolse il 3
+maggio di accettare le condizioni dettate
+dai Turchi, sebbene assai dure. Ma quando
+fu portata la risposta a Maometto,
+rispose di non essere più tenuto a mantenere
+la parola. Diceva che la situazione
+delle due parti aveva cambiato dopo le
+prime negoziazioni; risguardava Croja
+<span class="pagenum"><a id="Page_166"></a>[166]</span>
+come di già sua, poichè verun umano
+potere poteva salvarla; e se i Veneziani
+erano pure determinati ad acquistare la
+pace col sagrificio di una città d'Albania,
+era Scutari e non Croja che gli dovevano
+rilasciare. Il Malipieri, non avendo
+istruzioni rispetto a questa nuova domanda,
+abbandonò Costantinopoli senza aver
+nulla convenuto<a class="tag" id="tag162" href="#note162">[162]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli abitanti di Croja avevano di già
+sostenuto un anno d'assedio, e negli ultimi
+mesi trovaronsi ridotti a nudrirsi dei
+più immondi alimenti. Seppero intanto
+che il sultano, preceduto dal sangiacco
+Solimano e dal beglierbey della Romania,
+era arrivato sotto Scutari con un numeroso
+esercito. Gli spedirono il 15 giugno
+una deputazione per offrirgli di arrendersi
+a sua altezza, e ne riportarono un firmano
+da lui sottoscritta, colla quale prometteva
+a tutti di ritirarsi coi loro beni, qualora
+non preferissero di vivere in Croja sotto
+la protezione a favore della sublime Porta.
+A fronte di quest'alternativa tutti dichiararono
+di rinunciare alla loro patria
+e di vivere ne' luoghi che loro verrebbero
+assegnati dalla repubblica veneta.
+Consegnarono la loro fortezza, ed uscirono
+<span class="pagenum"><a id="Page_167"></a>[167]</span>
+sotto la scorta loro data dal pascià Aaron,
+comandante dell'assedio; ma giunti appena
+in sul piano, questi li fece tutti incatenare
+per condurli al gran signore, il
+quale, dopo avere prescelti alcuni prigionieri
+più distinti che potevano pagare la
+taglia, fece decapitare tutti gli altri. Così
+finirono gli ultimi compagni d'arme di
+Scanderbeg. Tutto il suo popolo doveva
+in breve seguirlo nel sepolcro<a class="tag" id="tag163" href="#note163">[163]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto Maometto stringeva già d'assedio
+Scutari, ma gli abitanti di questa
+città, che avevano preveduto quest'attacco,
+eransi apparecchiati ad una vigorosa resistenza.
+Tutti coloro che non erano abili
+alle armi furono mandati fuori di città,
+entro la quale non erano rimasti che mille
+seicento cittadini, e dugento cinquanta
+donne, oltre la guarnigione di seicento
+soldati sotto il comando del provveditore
+Antonio de Lezze. Maometto aveva nel
+suo campo il beglierbey di Romania, il
+sangiacco Solimano, ed i più distinti ufficiali
+del suo impero. I padiglioni della
+sua armata coprivano tutto il piano di
+<span class="pagenum"><a id="Page_168"></a>[168]</span>
+Scutari, le falde delle montagne, e tutto
+il paese a perdita d'occhio<a class="tag" id="tag164" href="#note164">[164]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Erasi aspettato l'arrivo di Maometto
+al campo musulmano per iscuoprire le
+prime batterie contro Scutari, ma il sultano,
+lungi dal sapere buon grado ai suoi
+generali di questa deferenza, loro rimproverò
+di non avere fatti maggiori progressi.
+Una semplice linea di mura chiudeva
+la città, e la formidabile artiglieria
+de' Turchi vi aprì bentosto una larga
+breccia. Non pertanto il ripidissimo declivio
+del terreno, e la difficoltà di salire
+la rupe, su cui erano poste le mura,
+supplirono alla loro debolezza. I Turchi
+diedero l'assalto alla breccia il 22 di
+luglio, ma dopo un'ostinata zuffa vennero
+con grave danno respinti, maltrattati
+dai sassi e dai fuochi d'artificio che
+si facevano piovere sopra di loro<a class="tag" id="tag165" href="#note165">[165]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Maometto fece allora piantare le batterie
+contro un lato delle mura di cui
+gli parve più agevole l'accesso. Non essendo
+sostenute da un terrapieno, furono
+<span class="pagenum"><a id="Page_169"></a>[169]</span>
+in breve aperte, onde il sultano ordinò
+un secondo assalto pel 27 luglio. Ma per
+approfittare dell'infinita superiorità delle
+sue forze, divise il suo esercito, che gli
+storici veneziani portano ad ottanta mila
+uomini, in più corpi, che dovevano succedersi
+gli uni agli altri senza interrompimento,
+e rinnovare l'assalto finchè gli
+abitanti di Scutari soggiacessero alla fatica.
+Avuto avviso di quest'ordine, Antonio
+di Lezze divise pure la sua guarnigione
+in quattro brigate, che dovevano
+mutarsi ogni sei ore. L'assalto cominciò
+prima di giorno; i giannizzeri montavano
+alla breccia intrepidamente a traverso
+alle pietre che si facevano rotolare
+sopra di loro, ai fuochi d'artificio ed alle
+frecce; superavano le ruinate mura e sforzavansi
+in appresso di salire sugli interni
+baluardi che formavano l'ultima difesa.
+Nuovi assalitori s'innoltravano sempre
+dietro i primi, sostenendo in certo modo
+la prima linea, e spingendoli per forza
+fino alla sommità del bastione; ma non
+vi giugnevano mai che traforati da colpi
+di lance e di spade, e prima d'aver potuto
+combattere cadevano morti sui loro
+camerata, che per altro non si scoraggiavano.
+Maometto, furibondo per così
+valorosa resistenza, ordinò di continuare
+<span class="pagenum"><a id="Page_170"></a>[170]</span>
+l'attacco con sempre nuove truppe durante
+tutta la notte e la metà del susseguente
+giorno. All'ultimo, sia che i soldati,
+avviliti da tanti inutili sforzi, ricusassero
+di combattere più oltre, o che
+lo stesso Maometto sentisse l'inutilità di
+così spaventosa carnificina, fece suonare
+a raccolta dopo avere perduto un terzo
+della sua armata<a class="tag" id="tag166" href="#note166">[166]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Allora cambiando l'assedio in blocco, il
+sultano s'occupò nel conquistare il rimanente
+della provincia, onde togliere agli assediati
+ogni speranza di soccorso. E perchè
+la flotta veneziana avrebbe potuto innoltrarsi,
+rimontando la Bogiana, fin
+presso a Scutari, chiuse la foce di questo
+fiume con un ponte coperto da due
+ridotti. Mandò il beglierbey di Romania
+ad assediare varie fortezze del vicinato:
+quella di Sebenico, che apparteneva a
+Czernowitsch, si arrese senza combattere,
+e la città di Drivas fu presa dopo
+sei giorni d'assedio. Giacomo del Mosto,
+che vi stava per provveditore, fu condotto
+con tutti gli abitanti sotto le mura
+di Scutari, ove Maometto lo fece decapitare,
+onde far conoscere agli assediati
+<span class="pagenum"><a id="Page_171"></a>[171]</span>
+la sorte che loro preparava se non si
+affrettavano di calmare la sua collera.
+La città d'Alessio fu abbandonata, ma
+vennero sorprese in quel porto due galere;
+ed i dugento marinaj, che ne formavano
+l'equipaggio, furono condannati a
+morte. La sola città d'Antivari resistette a
+tutti gli attacchi dei Turchi. La maggior
+parte dell'estate essendosi consumata in
+questi diversi assedj, Maometto affidò
+il comando dell'armata che bloccava
+Scutari al suo visir, Achmet Giedik, e
+tornò a Costantinopoli<a class="tag" id="tag167" href="#note167">[167]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per tenere nello stesso tempo occupate
+altrove le forze della repubblica, Maometto
+II aveva ordinato al pascià di
+Bosnia d'invadere il Friuli, e pretendesi
+che il re d'Ungheria, così persuaso da
+Ferdinando, re di Napoli, di cui nel
+1476 aveva sposata la figlia, Beatrice,
+accordasse ai Turchi il passaggio per i
+suoi stati, affinchè questa diversione impedisse
+ai Veneziani di soccorrere i Fiorentini<a class="tag" id="tag168" href="#note168">[168]</a>.
+Il pascià di Bosnia giunse
+alle rive dell'Isonzo con quindici mila
+<span class="pagenum"><a id="Page_172"></a>[172]</span>
+cavalli, ma le trovò difese dalle milizie
+adunate sotto gli ordini di Vittore Soranzo,
+provveditore della provincia, mentre
+che il conte Carlo da Montone comandava
+gli uomini d'armi chiusi nel
+campo di Gradisca. Invano il pascià provocava
+Montone alla battaglia, che questi,
+ammaestrato dall'esperienza del precedente
+anno, vedeva che meglio fermerebbe
+i barbari tenendosi al suo posto.
+I Turchi, dopo molti inutili tentativi per
+entrare nel Friuli, attraversarono le montagne
+della Carniola, e portarono le
+loro stragi ai confini della Germania<a class="tag" id="tag169" href="#note169">[169]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quest'invasione si eseguì nell'istante
+in cui la peste infieriva in Venezia,
+onde non si erano potuto armare le barche
+destinate a custodire la foce dell'Isonzo<a class="tag" id="tag170" href="#note170">[170]</a>.
+La guerra d'Albania e quella del
+Friuli desolavano contemporaneamente la
+repubblica, gli armamenti del papa e
+di Ferdinando, e l'invasione della Toscana
+ne accrescevano il terrore; per
+ultimo gli affari di Cipro erano cagione
+di vive inquietudini, mentre che la violenza
+del contagio in Venezia non permetteva
+<span class="pagenum"><a id="Page_173"></a>[173]</span>
+nemmeno di adunare i consiglj.
+La regina Carlotta di Lusignano dopo
+avere sollecitato il papa a ristabilirla
+nel suo regno, erasi finalmente determinata
+a passare in Egitto, ciò che non
+aveva potuto, o non aveva osato di
+fare nel precedente anno. Il re Ferdinando
+aveva per lei fatte armare quattro
+galere a Genova, destinate a scortarla
+nel suo viaggio. Nello stesso tempo
+aveva mandato a Venezia un brigantino
+catalano, il di cui patrone, che fingevasi
+mercante, erasi incaricato di rapire
+la giovanetta Carlotta, figliuola naturale
+di Giacomo. Il consiglio dei dieci, avvisato
+di queste pratiche, fece, con decreto
+del 27 agosto del 1478, tradurre i tre
+fanciulli di Giacomo nel castello di Padova,
+ove la fanciulla morì poco dopo,
+non senza sospetto d'essere stata avvelenata
+da' suoi custodi. Fu spedito un
+provveditore ne' mari di Candia con
+dieci galere, ordinandogli di star attento
+al passaggio delle quattro navi genovesi,
+di attaccarle, e di perdere la regina
+Carlotta, dando voce che fosse rimasta
+uccisa nella battaglia<a class="tag" id="tag171" href="#note171">[171]</a>. Questa flotta
+ammontò in seguito fino a 27 galere;
+<span class="pagenum"><a id="Page_174"></a>[174]</span>
+ma Carlotta era giunta in Alessandria
+alcun tempo prima, ed il soldano le
+aveva date buone speranze. Per ordine
+de' Veneziani l'altra regina di Cipro,
+Catarina Cornaro, spedì pure un'ambasciata
+al soldano, per offrirgli l'annuo
+tributo del regno, che fin allora
+non era stato pagato; e le due regine
+cristiane trattarono la loro causa innanzi
+al soldano musulmano dell'Egitto. Questi
+non pronunciò veruna sentenza, ma
+pareva favorevole a Carlotta, e Venezia
+poteva aspettarsi di avere una nuova
+guerra coi Mamelucchi, per la difesa
+d'un regno, che altro più non era che
+una colonia veneziana<a class="tag" id="tag172" href="#note172">[172]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I consiglj della repubblica, scossi da
+tante sciagure, minacciati da tanti pericoli,
+erano incerti intorno al partito
+da prendersi, quando ricevettero una
+lettera del governatore di Scutari, che
+gl'informava della situazione di quella
+piazza. Diceva loro di avere perduti nell'ultimo
+assalto otto de' suoi migliori
+capitani con moltissimi soldati; che non
+aveva viveri che per quattro mesi; e,
+se prontamente non riceveva soccorsi,
+dichiarava che sarebbe ridotto a capitolare.
+<span class="pagenum"><a id="Page_175"></a>[175]</span>
+S'incontrò molta difficoltà nell'adunare
+il senato, disperso dalla peste,
+per comunicargli questo rapporto. Finalmente
+si adunò il quattordici di novembre,
+e, dopo una vivissima disamina,
+risolse di assoldare sei mila cavalli
+ed otto mila fanti italiani; di sollevare
+l'Albania coll'ajuto di Giorgio
+Czernowitsch per aggiugnere questi bellicosi
+popoli all'armata veneziana; di richiamare
+il capitano generale Venieri,
+che trovavasi colla sua flotta ne' mari di
+Cipro, e d'impiegare in tal modo tutte
+le forze della repubblica per far levare
+l'assedio di Scutari. Ma il senato si adunò
+nuovamente quattro giorni dopo, e per
+abbandonarsi allo scoraggiamento. I militari
+rappresentavano che, la Bogiana essendo
+chiusa da un ponte e da due ridotti,
+riuscirebbe quasi impossibile uno
+sbarco. I direttori del tesoro fecero conoscere
+l'esaurimento del medesimo e l'universale
+povertà, inevitabili conseguenze
+di così lunga guerra. Altri facevano sentire
+che se richiamavasi da Cipro la flotta
+del Venieri, si perderebbe quell'isola,
+che rimarrebbe abbandonata alle pratiche
+della regina Carlotta e forse all'invasione
+del soldano d'Egitto. Molti, spaventati dai
+frequenti attacchi dei Turchi nel Friuli,
+<span class="pagenum"><a id="Page_176"></a>[176]</span>
+dicevano che bentosto la repubblica non
+sarebbe più in caso di respingerli. Gli
+amici di Lorenzo de' Medici e quelli della
+duchessa di Milano cercavano di persuadere
+i loro colleghi a terminare la guerra
+del Levante, affinchè Venezia fosse in
+istato di farsi rispettare in Italia. Facevano
+osservare che i due più potenti alleati
+della repubblica, i Fiorentini ed i
+Milanesi erano forzati di ricorrere alla sua
+protezione, invece di assisterla nelle sue
+necessità; che il re Ferdinando era scopertamente
+nemico, che aveva pure fatto
+coi Turchi un trattato di pace e di alleanza;
+che il papa, in preda ai suoi risentimenti,
+non parlava che minacciando;
+finalmente che la repubblica di Genova
+aveva contro di loro cominciate le ostilità.
+In così pericolosa posizione sembrava
+che soltanto la pace coi Turchi
+potesse salvare la repubblica, ed il senato
+risolse di accettare le condizioni
+che piacerebbe a Maometto di dettare.
+</p>
+
+<p>
+Dietro tali deliberazioni Giovanni Dario,
+segretario di stato, fu mandato a Costantinopoli,
+facendogli attraversare l'Albania.
+Trovò il sultano disposto a mantenere
+press'a poco le stesse condizioni
+proposte in principio dell'anno. In conseguenza
+il 26 gennajo del 1479 questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_177"></a>[177]</span>
+ambasciatore soscrisse un trattato di pace
+tra la Porta e la repubblica di Venezia,
+in forza del quale dovevano essere ceduti
+al gran signore Scutari ed il suo territorio,
+e restituirsi reciprocamente tutte
+le conquiste fatte in tempo dell'ultima
+guerra nella Morea, nell'Albania e
+nella Dalmazia. I Veneziani dovevano
+pagare al Sultano cento mila ducati a
+titolo delle miniere d'allume che avevano
+fatto fallimento in Costantinopoli
+in principio della guerra, dovevano inoltre
+pagare un annuo tributo di dieci
+mila ducati; ma questa condizione, che
+poteva sembrare umiliante, non era in
+fondo che un compenso dei diritti e
+delle gabelle dell'impero ottomano; perciocchè
+in virtù di tale pagamento i Veneziani
+dovevano godere di un'assoluta
+franchigia per tutte le loro merci in tutti
+gli stati di sua altezza. L'ambasciatore
+ebbe pure l'accortezza di far comprendere
+in questo trattato, che se qualche
+stato spiegasse la bandiera di san Marco
+prima di essere immediatamente attaccato
+dal sultano, questi riconoscerebbe un tale
+stato per suddito della repubblica, e ne
+rispetterebbe il territorio; di modo che
+i Veneziani conservarono la speranza di
+<span class="pagenum"><a id="Page_178"></a>[178]</span>
+fare acquisti col terrore delle stesse armi
+musulmane<a class="tag" id="tag173" href="#note173">[173]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In esecuzione di questo trattato, il
+provveditore Antonio di Lezze uscì da
+Scutari con quattrocento cinquanta uomini,
+e centocinquanta donne, che soli
+erano sopravvissuti a questo terribile assedio.
+Seco portavano le reliquie delle
+loro chiese, i vasi sacri, l'artiglieria e
+tutto ciò che rimaneva delle loro ricchezze.
+Passarono così in mezzo all'armata
+ottomana, cui pareva che questi
+valorosi guerrieri incutessero rispetto<a class="tag" id="tag174" href="#note174">[174]</a>.
+La repubblica si obbligò a provvedere alla
+loro sussistenza; voleva da principio dar
+loro dei feudi nell'isola di Cipro, ma
+perchè temevano l'aria insalubre di quel
+paese, li distribuì nelle fortezze dello stato,
+loro affidandone la guardia, e dando a tutti
+una pensione di due ducati e mezzo al
+mese<a class="tag" id="tag175" href="#note175">[175]</a>. Nello stesso tempo la repubblica
+fece consegnare agli ufficiali del sultano le
+<span class="pagenum"><a id="Page_179"></a>[179]</span>
+montagne della Chimera, Strimoli, il
+paese de' Mainoti nella Morea, Castel
+Rompano, Saranfona e l'isola di Stalimene.
+Tutti i prigionieri fatti dai Turchi
+furono posti in libertà senza taglia,
+e la pace venne giurata dal doge e pubblicata
+in Venezia con universale allegrezza,
+il giorno dell'evangelista san
+Marco, 25 aprile 1479, dopo quindici
+anni della più formidabile guerra che
+la repubblica avesse fin allora sostenuta<a class="tag" id="tag176" href="#note176">[176]</a>.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_180"></a>[180]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Sisto IV chiama gli Svizzeri in Italia;
+loro vittoria sui Milanesi a Giornico. — Eccita
+Lodovico il Moro ad usurpare
+il governo di Milano. Angustie
+di Lorenzo de' Medici, che va a Napoli,
+ove soscrive una pace che compromette
+l'indipendenza della Toscana;
+progetto del duca di Calabria
+sopra Siena; rivoluzioni di questa
+repubblica</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1478 = 1480.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La pace de' Veneziani coi Turchi assicurava
+l'Italia dalla più formidabile invasione,
+e facendo cessare un pericolo che non
+era mai stato più imminente, avrebbe dovuto
+essere per que' diversi potentati un
+motivo di confidenza e di riposo. Pure la
+notizia fu per la maggior parte cagione
+di costernazione. Acciecati dalla loro gelosia,
+non videro che il ristabilimento del
+credito della potente repubblica che temevano.
+Videro che Venezia poteva oramai
+disporre di tutte le sue forze in Italia
+come aveva fatto nel 1463; ed il re
+di Napoli e la repubblica di Genova che
+<span class="pagenum"><a id="Page_181"></a>[181]</span>
+le avevano dimostrata la loro nimicizia,
+temevano il suo risentimento; e la duchessa
+di Milano, il duca di Ferrara, il marchese
+di Mantova ed i piccoli principi
+della Romagna, sebbene alleati di Venezia,
+furono in segreto dolenti di vedere
+con ciò diminuirsi la loro importanza. In
+tempo della guerra del Levante, il senato
+avevali cautamente accarezzati; ora dovevano
+a vicenda mostrare al senato veneto la
+loro deferenza. Ma il papa in particolare,
+quand'ebbe avviso di questa pace, non potè
+contenere il suo rammarico e la sua indignazione.
+Il papa, che non aveva presa
+veruna parte in una guerra da lui chiamata
+sacra, pretendeva che i Veneziani,
+come cristiani, non potessero terminarla
+senza tradire la Cristianità. Annunciò all'Europa
+ch'egli aveva in allora intavolato
+de' negoziati col re di Francia, coll'imperatore
+Federico III e con Massimiliano,
+duca di Borgogna, di lui figliuolo;
+che il suo scopo era quello di terminare
+la guerra di Firenze, indi di
+volgere le armi di tutto l'Occidente contro
+i Turchi<a class="tag" id="tag177" href="#note177">[177]</a>. In tali circostanze, egli diceva,
+i Veneziani, abbandonando la causa
+<span class="pagenum"><a id="Page_182"></a>[182]</span>
+comune, avevano fatta, e solennemente
+giurata, la pace. «Non contenti di questa
+diserzione, aggiugneva egli in una nuova
+bolla, si resero ancora più colpevoli;
+non arrossirono di dire alla nostra
+presenza, alla presenza dei nostri venerabili
+fratelli i cardinali, degli ambasciatori
+dell'imperatore, del re, del
+duca di Milano, dei prelati e di una
+grande quantità di Cristiani, che fedelmente
+osserverebbero il trattato coi miscredenti,
+e non vi contravverrebbero
+in verun modo<a class="tag" id="tag178" href="#note178">[178]</a>». In fatti erano
+tornati vani tutti gli sforzi del papa per
+ridurre i Veneziani a ricominciare la
+guerra.
+</p>
+
+<p>
+Per altro Sisto IV era ben lontano dal
+pensare alla riunione de' Cristiani, nè a
+formare una lega contro i Turchi. L'ambizione
+andava in lui crescendo coll'età;
+la passione della guerra e dell'intrigo
+erasi impadronita del suo animo; la collera,
+l'odio ed il desiderio di accrescere
+la potenza di Girolamo Riario, suo figliuolo
+o suo nipote, gli ponevano a
+vicenda le armi in mano. Avrebbe voluto
+strascinare i Veneziani in nuove
+<span class="pagenum"><a id="Page_183"></a>[183]</span>
+ostilità per indebolirli e privare i Fiorentini
+del loro appoggio. Nella stessa maniera
+volle turbare lo stato di Milano,
+perchè ancor esso alleato dei Medici;
+per riuscirvi s'addirizzò ad un popolo
+più religioso, più docile alla sua voce
+e più disposto di quello che lo fossero i
+Veneziani a far dipendere le leggi della
+pubblica morale dalle arbitrarie decisioni
+de' suoi preti. Persuase gli Svizzeri a violare
+i giuramenti che gli univano al duca
+di Milano, ed a stornare con una potente
+invasione i soccorsi che Lorenzo
+de' Medici poteva sperare dalla famiglia
+Sforza.
+</p>
+
+<p>
+Da circa due anni i venditori d'indulgenze
+eransi sparsi nella Svizzera, in
+occasione di un giubileo, ed avevano
+trovato presso quella semplice gente, che
+abitava sulle Alpi, quella fermezza di
+fede, quella cieca confidenza nel papa,
+quella premura di spogliarsi di tutti i
+loro beni per acquistare grazie spirituali,
+che più non conoscevano gl'Italiani, testimonj
+dei disordini della corte di Roma.
+Si stabilì nella Svizzera un tribunale di
+ottanta a cento preti per distribuire le
+indulgenze della bolla, e decidere nei
+casi dubbiosi; e Roma vide con maraviglia
+quanto danaro poteva trarre da quei
+<span class="pagenum"><a id="Page_184"></a>[184]</span>
+cantoni, che credeva tanto poveri. Ma
+quando l'attenzione di Sisto IV fu richiamata
+sopra gli Svizzeri, osservò in
+quel popolo altra cosa che lo interessava
+assai più che il commercio delle indulgenze.
+Vide quale profitto potrebbe cavare
+nelle guerre della santa sede da tali fedeli
+e da tali soldati; loro mandò una bandiera
+rossa, benedetta colle sue mani, e
+gli esortò a ricordarsi che il loro dovere
+gli obbligava a non risparmiare il loro
+sangue per la libertà della Chiesa. Il suo
+legato, Guido di Spoleti, vescovo d'Anagni,
+fece adunare una dieta a Lucerna,
+e colà in una segreta assemblea, tenuta
+il 1.º novembre del 1478, propose agli
+Svizzeri di ajutare un numeroso partito di
+nobili e di borghesi di Milano, che desideravano
+di ristabilire una repubblica
+in Lombardia. D'altro non trattavasi che
+d'allontanare un fanciullo incapace di
+governare che in allora era capo della
+casa Sforza; e Sisto IV, in ricompensa di
+questa spedizione, loro offriva la divisione
+degl'immensi tesori ammassati ne' castelli
+di Pavia e di Milano, cui Guido
+aggiugneva il pagamento di dieci mila ducati
+all'anno, per agevolare il loro armamento.
+Ma i deputati de' cantoni confederati
+non potevano prendere una così
+<span class="pagenum"><a id="Page_185"></a>[185]</span>
+importante risoluzione, senza il consentimento
+del popolo, e la cosa non era
+di tale natura da potersi rendere pubblica<a class="tag" id="tag179" href="#note179">[179]</a>:
+perciò il legato, mentre comunicava
+ai capi i suoi progetti politici,
+cercava in pari tempo d'eccitare il risentimento
+de' contadini. La dieta si chiuse
+senza avere nulla conchiuso; ma era scoppiato
+il malcontento e l'odio degli uomini
+d'Uri contro i Milanesi, ed il legato
+ottenne finalmente di accendere la
+guerra tra la Svizzera e la Lombardia
+in occasione che si tagliò un bosco
+di castagni, nella valle Levantina, di controversa
+proprietà<a class="tag" id="tag180" href="#note180">[180]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Fin dal 1467 un'antica capitolazione
+legava la Svizzera alla casa Sforza; per
+la destrezza di Francesco Simonetta era
+stata rinnovata il io luglio del 1477 tra
+Gio. Galeazzo ed i Cantoni. L'antica
+aveva ricevute alcune modificazioni; erano
+stati pagati gli arretrati dovuti agli Svizzeri,
+e terminate tutte le controversie di
+confine<a class="tag" id="tag181" href="#note181">[181]</a>, quando nella state del 1478
+alcuni sudditi milanesi tagliarono degli
+<span class="pagenum"><a id="Page_186"></a>[186]</span>
+alberi in un bosco, che gli Svizzeri pretendevano
+essere di loro proprietà; Cecco Simonetta,
+informato dell'irritamento degli
+uomini d'Uri, offrì di far riconoscere il
+luogo da arbitri, e dove fosse ritrovata
+proprietà degli Svizzeri, di compensarne il
+danno. Ma il vescovo d'Anagni riuscì a
+rendere inutile la moderazione di questo
+vecchio e saggio ministro, ed a soffocare
+le pacifiche rimostranze dei cantoni di
+Zurigo e di Berna. Il cantone d'Uri dichiarò
+la guerra al duca di Milano; invitò
+i suoi alleati a dargli gli ajuti dovutigli
+in forza del trattato federativo, e
+tutti i cantoni, sebbene di malavoglia,
+fecero marciare il loro contingente. In
+novembre del 1478 passò il san Gottardo
+un'armata di dieci mila confederati,
+quando già cominciava ad essere coperto
+di nevi. Un araldo d'armi era andato
+a sfidare il duca di Milano, ed il
+conte Marsiglio Torelli con un'armata
+di diciotto mila uomini aspettava gli Svizzeri
+ai confini<a class="tag" id="tag182" href="#note182">[182]</a>. Questi frattanto cominciarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_187"></a>[187]</span>
+a saccheggiare il territorio
+d'Iragna; avanzaronsi fino a Bellinzona,
+di cui presero d'assalto il primo ricinto;
+ed avrebbero colla stessa facilità potuto
+occupare il secondo, se i loro stessi capi
+non avessero temuto di esporre al sacco
+una città che serviva di deposito al loro
+commercio. I confederati attraversarono
+in appresso il Cenere, montagna che divide
+i due laghi, e minacciarono Lugano.
+Ma dopo avere atterrita la Lombardia
+con una breve comparsa, perchè un
+rigorosissimo inverno di già si annunciava
+sulle alte Alpi, essi le ripassarono
+prima che troppo alte nevi ne chiudessero
+il passaggio<a class="tag" id="tag183" href="#note183">[183]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli Svizzeri non avevano lasciati in
+val Levantina che dugento uomini somministrati
+dai cantoni d'Uri, di Zurigo,
+di Lucerna e di Schwitz, e la milizia
+della valle, che si univa a così debole
+guarnigione, non eccedeva i quattrocento
+uomini. Il conte Marsiglio Torelli credette
+di potere facilmente distruggere
+questa piccola truppa, ed impadronirsi
+di Giornico, fortezza che sarebbe diventata
+la chiave del passaggio del san Gottardo.
+<span class="pagenum"><a id="Page_188"></a>[188]</span>
+Avanzossi fino a Poleggio con circa
+quindici mila uomini; Enrico Troger,
+comandante di Giornico, ritirossi all'avvicinarsi
+di forze tanto superiori, ma
+ebbe l'avvedutezza di deviare dal proprio
+letto le acque del Ticino, facendo che si
+spargessero sulle praterie che occupano
+il fondo della valle. L'acutissimo freddo
+della notte rese questo bacino una sola
+lastra di ghiaccio. Gli Svizzeri, ritiratisi
+sulle alture, eransi tutti provveduti di ferri
+da ghiaccio, ed aspettarono, prima di
+attaccarla, che la cavalleria milanese si
+avanzasse incautamente su questo piano
+di ghiaccio. Mentre i cavalli cadevano
+ad ogni passo, che gli uomini, appoggiati
+alle loro lance, potevano a stento reggersi
+in piedi, i montanari piombarono sopra
+di loro, correndo su quel ghiaccio colla
+medesima facilità, come se fosse stato
+une prateria. I Milanesi, non potendo
+valersi delle loro armi, rinculavano ed
+avrebbero voluto fuggire; ma i cavalli,
+che cadevano sotto di loro, chiudevano
+tutti i passaggi. Più di mille cinquecento
+furono uccisi, e non fu piccolo il numero
+de' prigionieri: la buona artiglieria
+caduta nelle mani del vincitore servì ad
+armare i bastioni di Giornico, ed i soldati
+<span class="pagenum"><a id="Page_189"></a>[189]</span>
+si divisero tra di loro un ricco bottino<a class="tag" id="tag184" href="#note184">[184]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Cecco Simonetta desiderava
+ardentemente la pace, e fece riaprire le
+negoziazioni: que' cantoni, le di cui città
+sono sovrane, non desideravano meno di
+lui di terminare una guerra, che danneggiava
+il loro commercio, e costrinsero
+gli abitanti d'Uri alla moderazione.
+Il bosco controverso fu ceduto agli Svizzeri,
+loro pagata l'indennizzazione di alcune
+migliaja di fiorini, e ristabilita la
+buona armonia tra i due stati. Ma questa
+breve spedizione rialzò l'opinione
+degli Svizzeri in tutta l'Italia, ed accrebbe
+agli occhi di Sisto IV il vantaggio della
+loro alleanza<a class="tag" id="tag185" href="#note185">[185]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Altre pratiche del pontefice avevano
+nello stesso tempo suscitati nemici domestici
+alla reggenza di Milano ed ai
+Fiorentini. Sisto aveva fatti entrare nella
+Lunigiana Roberto di Sanseverino, Luigi
+Fregoso ed Ibletto dei Fieschi; e mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_190"></a>[190]</span>
+che questi capitani con truppe genovesi
+prendevano de' castelli ai Malaspina
+ed attaccavano Sarzana<a class="tag" id="tag186" href="#note186">[186]</a>, i fratelli
+Sforza, zii del giovane duca, lasciavano
+il luogo del loro esilio, scorrevano
+la Toscana con minaccioso apparato, ed
+all'ultimo si aggiugnevano al Sanseverino<a class="tag" id="tag187" href="#note187">[187]</a>.
+I Fiorentini, adombrati dalla comparsa
+di questi nuovi nemici, chiamarono
+al loro soldo molti rinomati condottieri.
+I Veneziani loro cedettero Carlo
+da Montone e Deifobo dell'Anguillara.
+Roberto Malatesta, signore di Rimini,
+Costanzo Sforza, signore di Pesaro, ed
+uno de' Manfredi, signori di Forlì, abbandonarono
+le bandiere del papa per
+militare sotto le loro<a class="tag" id="tag188" href="#note188">[188]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In ragione che lo spirito militare andava
+in Italia rinascendo, il governo fiorentino
+sentiva ch'eragli pericoloso il
+rimanervi del tutto straniero. Il duca
+di Ferrara, generale della repubblica,
+era stato incaricato di respingere il
+Sanseverino, mentre che i suoi avversarj,
+<span class="pagenum"><a id="Page_191"></a>[191]</span>
+i duchi d'Urbino, e di Calabria, non
+uscivano dai loro quartieri d'inverno.
+Lo fece effettivamente, ma con tanta
+lentezza e così mollemente e con tanto
+timore d'un nemico troppo di lui più
+debole, che impiegò tre settimane nello
+scorrere la costa da Pisa a Sarzana, lunga
+cinquanta sole miglia: egli mai non raggiunse,
+mai non vide il Sanseverino, cui
+permise di acquistare l'avvantaggio di
+due o tre marce. Dopo questa spedizione,
+nella quale non fu dato un solo colpo
+di lancia, tornò colla stessa lentezza ad
+occupare i confini del Sienese. Il duca
+di Ferrara non avrebbe osato tenere una
+così vergognosa condotta, se avesse dovuto
+darne conto ad un governo militare;
+ma poco sentiva i rimproveri che
+potevano essergli dati dai Medici, e dal
+loro consiglio di mercanti<a class="tag" id="tag189" href="#note189">[189]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Un impreveduto disordine indebolì nell'aprirsi
+della nuova campagna l'armata
+fiorentina. Vi si vedevano riuniti il conte
+Carlo di Montone cogli ultimi avanzi della
+scuola di Braccio, suo padre, e Costanzo
+Sforza coi soldati di Sforza Attendolo,
+suo avo. La loro rivalità aveva cominciato
+<span class="pagenum"><a id="Page_192"></a>[192]</span>
+da circa un secolo, ed avrebbe
+dovuto spegnersi per la morte de' loro
+capi e pel cambiamento di tutta la loro
+organizzazione. Pure fu impossibile di
+farli combattere sotto le medesime insegne.
+Violenti contese, sfide, duelli, facevano
+temere una generale battaglia tra
+i due corpi. Fu forza separarli<a class="tag" id="tag190" href="#note190">[190]</a>: Montone
+con Roberto Malatesta fu mandato
+nello stato di Perugia, sua patria, ove
+sperava trovare partigiani, e dove effettivamente
+una ventina di castelli si sottomisero
+a lui o a suo figliuolo Bernardino;
+ma la sua morte accaduta in
+Cortona il 17 di giugno, distrusse tutte
+le speranze che cominciavansi a fondare
+sopra di lui<a class="tag" id="tag191" href="#note191">[191]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'altra armata sotto gli ordini di Ercole
+d'Este fu ancora più sgraziata: durante
+la prima metà della campagna si tenne
+vergognosamente inattiva. Avendola Ercole
+lasciata il 10 agosto sotto gli ordini
+di suo fratello Sigismondo, per tornare
+ne' suoi stati, fu dal duca di Calabria
+sorpresa il 7 di settembre al Poggio Imperiale
+e sgominata totalmente quasi senza
+<span class="pagenum"><a id="Page_193"></a>[193]</span>
+avere combattuto<a class="tag" id="tag192" href="#note192">[192]</a>. I castelli di Poggi
+Bonzi e di Colle di Val d'Elsa trattennero
+per altro i Napolitani, avendo ambidue
+sostenuto un ostinato assedio. Ma
+perchè i Fiorentini non fecero veruno
+sforzo, dovettero capitolare prima che
+terminasse la campagna. Quello di Colle
+fu l'ultimo ad arrendersi il 14 di novembre;
+e dopo questa conquista il duca
+di Calabria pose le sue truppe ai quartieri
+d'inverno<a class="tag" id="tag193" href="#note193">[193]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Se due ruinose campagne facevano
+vacillare la potenza di Lorenzo de' Medici,
+e prevedere l'imminente sua ruina,
+egli era ancora più spaventato dalle rivoluzioni
+che nello stesso tempo rovesciavano
+la potenza del suo più fedele alleato.
+Roberto di Sanseverino, dopo la sua spedizione
+di Lunigiana, erasi ritirato nelle
+montagne che dividono gli stati di Parma
+e di Genova. Colà aveva collocato
+il suo campo presso Borgo di Val di
+Taro in modo da tenere in iscacco i
+Fiorentini e la duchessa di Milano. I cognati
+<span class="pagenum"><a id="Page_194"></a>[194]</span>
+della duchessa stavano presso il
+Sanseverino, ed il suo campo era il centro
+de' loro segreti maneggi. Uno di loro,
+il duca di Bari, morì subitamente il 27
+di luglio, non senza sospetto che fosse
+stato avvelenato dagli altri due<a class="tag" id="tag194" href="#note194">[194]</a>. Prima
+che passasse un mese, Lodovico
+Sforza, che gli succedeva nel ducato di
+Bari, presentossi improvvisamente col
+Sanseverino e colla sua armata alle porte
+di Tortona, che gli furono aperte il
+giorno 23 d'agosto<a class="tag" id="tag195" href="#note195">[195]</a>; ne prese possesso
+a nome del duca Giovanni Galeazzo,
+suo nipote, e della duchessa Bona;
+dichiarò ch'era servitore dell'uno e
+dell'altra, e che, lungi dal prendere le armi
+contro di loro, non avanzavasi che per
+liberarli dai loro nemici, ed in particolare
+dai loro infedeli ministri. I popoli,
+sempre disposti a dar colpa ai ministri
+dei mali che soffrono, secondavano con
+piacere una rivoluzione che non sembrava
+diretta contro il loro sovrano; e
+tutte le terre murate si affrettavano di
+mandare le chiavi a Lodovico. Uno storico
+<span class="pagenum"><a id="Page_195"></a>[195]</span>
+contemporaneo assicura che gli si
+arresero in un sol giorno quarantadue
+castelli<a class="tag" id="tag196" href="#note196">[196]</a>: ma, ciò che era più importante,
+era favoreggiato alla corte
+della duchessa da un partito assai potente.
+Trovavasi questa corte divisa in
+due fazioni. Da una banda Cecco Simonetta,
+più sovrano che ministro, esercitava
+un potere avvalorato da cinquant'anni
+di favore sotto tre successivi regni;
+suo figlio Antonio, suo fratello Giovanni,
+suo amico Orfeo da Ricavo, e
+tutti i vecchi consiglieri, per la maggior
+parte innalzati alle cariche sotto di lui,
+lo risguardavano quale loro capo e loro
+oracolo. Dall'altra banda Antonio Tassini,
+nudrito nel favore della nuova corte,
+erasi formato un partito di tutti gl'invidiosi
+del ministro, di tutti coloro che si
+lusingavano d'ingrandirsi in un cambiamento
+di cose. Il Tassini era un Ferrarese
+di vile condizione: ricevuto prima
+come cameriere presso il duca Galeazzo,
+era in appresso passato ai servigj
+della duchessa, di cui aveva saputo in
+modo guadagnarsi l'animo, ed ispirarle
+tanta confidenza, e forse amore, che altri
+<span class="pagenum"><a id="Page_196"></a>[196]</span>
+in fuor di lui più non era dalla duchessa
+consultato negli affari di stato. Il cancelliere
+Simonetta vedeva non senza dispetto innalzarsi
+sulle proprie ruine così indegno
+rivale; ed il Tassini, forse offeso dal disprezzo
+del vecchio ministro, aveva per lui concepito
+un implacabile odio. Sperando di
+rovesciarlo, aveva intavolata qualche relazione
+coi cognati della duchessa, e
+quando Lodovico il Moro presentossi
+sotto Tortona, il Tassini persuase la duchessa
+a chiamarlo alla sua corte. «Il
+partito che voi prendete, le disse il
+Simonetta quando n'ebbe sentore, costerà
+a voi l'impero, a me la vita<a class="tag" id="tag197" href="#note197">[197]</a>»;
+e tale profezia non tardò ad avverarsi.
+Lodovico Sforza entrò in Milano il giorno
+8 settembre, protestò di giugnervi come
+servitore della duchessa e come suo fedele
+custode<a class="tag" id="tag198" href="#note198">[198]</a>, ma il giorno 11 Cecco
+Simonetta venne arrestato col suo figlio,
+fratello ed amici<a class="tag" id="tag199" href="#note199">[199]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il Simonetta, tradotto al castello di
+Pavia, vi fu da principio trattato con
+molti riguardi; ma in ottobre Lodovico
+<span class="pagenum"><a id="Page_197"></a>[197]</span>
+Sforza gli mandò uno de' suoi segretarj
+ad avvisarlo, che se voleva ricuperare
+la libertà doveva comperarla rilasciandogli
+circa quaranta mila fiorini, che teneva
+presso alcuni banchieri a Firenze.
+«Io sono stato illegalmente carcerato,
+rispose il Simonetta, la mia casa è stata
+saccheggiata, ed io venni coperto d'obbrobrj;
+tale fu la ricompensa ch'io mi
+ebbi per avere con fedeltà e con zelo
+servito lo stato di Milano. Se ho commesso
+qualche mancamento mi s'infligga
+il meritato castigo; ma la sostanza
+che io ho ammassata con onorate
+fatiche e con lunghi risparmj passerà
+a' miei figli. Dio mi ha bastantemente
+favorito prolungando la mia vita
+fino a questo giorno, altro adesso non
+bramo che la morte<a class="tag" id="tag200" href="#note200">[200]</a>». Dopo ciò
+il Simonetta fu trattato con estremo rigore,
+assoggettato ad indegna tortura per
+istrappargli la confessione di delitti, dei
+quali nè pure sospettavasi reo: sua moglie,
+ch'era della casa Visconti, impazzì
+per disperazione, ed, il 30 ottobre del
+<span class="pagenum"><a id="Page_198"></a>[198]</span>
+1480, il Simonetta fu decapitato nel castello
+di Pavia<a class="tag" id="tag201" href="#note201">[201]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La predizione che il Simonetta aveva
+fatta alla duchessa avverossi a puntino,
+ed il Tassini, che lo aveva soppiantato,
+non godette lungamente del suo trionfo.
+Il 7 d'ottobre Lodovico il Moro fece
+dichiarar maggiore suo nipote, Giovanni
+Galeazzo Maria; pretese che questo principe,
+sebbene non ancora giunto ai dodici
+anni, fosse di già in istato di governare,
+e con questo pretesto privò la
+duchessa d'ogni partecipazione agli affari.
+Lo stesso giorno venne arrestato Antonio
+Tassini e chiuso nel castello di
+Porta Zobia: Gabriele, padre del Tassini,
+ch'era stato creato consigliere ducale,
+fu arrestato nello stesso tempo; e spogliati
+ambidue de' loro beni, furono esiliati
+dal ducato di Milano. La duchessa Bona,
+irritata ed umiliata, uscì il 2 novembre
+da Milano per ritirarsi a Vercelli; ma
+in appresso si stabilì in Abbiate Grasso,
+<span class="pagenum"><a id="Page_199"></a>[199]</span>
+ove visse totalmente lontana dagli affari<a class="tag" id="tag202" href="#note202">[202]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici, tanto sventurato
+nelle sue prime campagne, tanto sventurato
+nell'alleanza su cui aveva fondate
+le principali sue speranze, non si scoraggiava,
+e cercava nella stessa Italia e
+fuori soccorsi contro la potente lega che
+lo attaccava. Di concerto coi Veneziani
+tentò di far rivivere l'antico partito d'Angiò
+per opporlo nel regno di Napoli all'eccessiva
+potenza di Ferdinando. Gl'inviati
+delle due repubbliche andarono a cercare
+in Lorena l'erede del vecchio re
+Renato, e lo trovarono apparecchiato ad
+entrare negl'intrighi e nelle guerre d'Italia
+per far rivivere diritti che davano
+maggior lustro alla sua casa.
+</p>
+
+<p>
+Viveva tuttavia il vecchio Renato,
+conte di Provenza, il rivale d'Alfonso
+e di Ferdinando. Egli non morì che il
+10 di luglio del susseguente anno nella
+sua contea; ma era sopravvissuto a tutta
+la sua discendenza maschile, ed arrivato
+ad un'età nella quale mancavagli la forza
+<span class="pagenum"><a id="Page_200"></a>[200]</span>
+e la volontà di entrare in nuovi travaglj.
+Il generoso suo figlio, Giovanni,
+duca di Calabria, era morto nel 1470,
+lasciando, del suo matrimonio con Maria
+di Borbone, due figli, il maggiore dei
+quali, chiamato ancor esso Giovanni,
+non gli sopravvisse che pochi giorni, e
+l'altro, Niccolò, morì di venticinque anni
+nel 1473 senza aver avuta prole<a class="tag" id="tag203" href="#note203">[203]</a>. Ma
+una figliuola di Renato, Jolanda, erasi
+maritata con Terry, conte di Vaudemont,
+e gli aveva portati i diritti che
+aveva sua madre sopra la Lorena. Da
+questo matrimonio, cui Renato aveva
+di mala voglia acconsentito per ricuperare
+la libertà, era nato Renato II, duca
+di Lorena, che, per la morte de' suoi
+cugini Giovanni e Niccolò, diventava
+pure l'erede di tutti i diritti della casa
+d'Angiò sul regno di Napoli. Vero è
+che il vecchio Renato non aveva perdonato
+a questo suo nipote i suoi natali
+dal sangue di Vaudemont, ed il 22 luglio
+del 1474 aveva fatto un testamento
+per privarlo della propria eredità, chiamandovi
+Carlo del Maine, figliuolo d'un
+altro conte del Maine, suo minor fratello<a class="tag" id="tag204" href="#note204">[204]</a>.
+Questi fu quel Carlo che chiamò
+<span class="pagenum"><a id="Page_201"></a>[201]</span>
+erede di tutti i suoi diritti Lodovico XI,
+con suo testamento del 10 dicembre del
+1481, e che morì nel susseguente giorno.
+</p>
+
+<p>
+Ma il diritto delle genti non accorda
+ai monarchi la facoltà di disporre arbitrariamente
+della successione de' loro stati;
+successione regolata dalle leggi di ogni
+popolo; e l'ordine immutabile stabilito
+per l'eredità è la sola garanzia
+delle monarchie contro le guerre civili.
+Perciò non sogliono vedersi testamenti
+di tale natura, che quando il contratto
+tra il sovrano ed il suo popolo viene
+infranto da una conquista, e che il monarca
+spossessato più non trasmette ai
+suoi eredi che un vano titolo. Il regno
+di Napoli era un feudo femminino, e finchè
+viveva un discendente in linea diretta
+dell'ultimo sovrano, i collaterali non
+potevano avervi verun diritto. I Veneziani,
+i Fiorentini e tutta l'Italia, riconoscevano
+in Renato II l'erede della casa
+d'Angiò, e per questo titolo gli offrivano
+di ajutarlo a conquistare il regno di Napoli,
+e dal canto suo lo trovavano dispostissimo
+ad adoperarvisi con tutte le
+sue forze.
+</p>
+
+<p>
+Mentre che da loro agitavansi quest'importanti
+negoziazioni, Lorenzo dei
+Medici ricevette inaspettatamente dal duca
+<span class="pagenum"><a id="Page_202"></a>[202]</span>
+di Calabria e dal duca d'Urbino, suoi
+avversarj, proposizioni di pace. Lo stesso
+Lodovico il Moro, reggente di Milano,
+ch'egli credeva suo nemico, vi aveva
+qualche parte. Questi, dopo avere prese
+le redini del governo, aveva adottate le
+affezioni de' suoi predecessori; voleva
+salvare Firenze, di cui conosceva utile
+l'alleanza, e staccarla da Venezia;
+voleva inoltre staccare il re di Napoli
+dal papa, e già vedeva germogliare tra
+di loro i semi della divisione. Il 24 novembre,
+quando meno si aspettava, andò
+un trombetta ad annunciare a Firenze,
+ch'era stata sottoscritta una tregua tra
+il re di Napoli, il papa e la repubblica,
+per trattare la pace<a class="tag" id="tag205" href="#note205">[205]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando non nudriva verun personale
+risentimento contro Lorenzo dei
+Medici; la guerra che gli faceva era
+puramente politica, e poteva terminarla
+senza rancore, tostocchè avesse in vista
+nuovi progetti d'ingrandimento. Padrone
+dell'Italia meridionale, desiderava di dilatare
+i suoi confini verso l'Italia superiore.
+La rivoluzione gli aveva di già data
+molta influenza sopra la Lombardia; la
+<span class="pagenum"><a id="Page_203"></a>[203]</span>
+repubblica di Genova poteva quasi risguardarsi
+come da lui dipendente; il
+duca di Calabria formava già su quella
+di Siena progetti cui pareva favoreggiare
+un potente partito, e poteva sperare
+che entro pochi mesi questo stato lo
+riconoscerebbe per suo sovrano. Non conveniva
+dunque a Ferdinando di continuare
+d'accordo con Sisto IV una guerra,
+di cui questi avrebbe per lo meno voluto
+dividere i frutti. Tornava assai meglio
+al re il lasciare a Firenze un governo
+che s'andava ogni giorno più indebolendo
+per l'odio di una numerosa
+fazione, di porre frattanto un piede stabile
+in Toscana, aspettare gli avvenimenti,
+e soprattutto la morte del pontefice. Diverse
+affatto erano le disposizioni di Sisto
+IV; egli sentivasi umiliato dallo stesso
+male che aveva voluto fare ai Fiorentini,
+non meno che dai rimproveri e dalle
+minacce di tutta la Cristianità; non poteva
+perdonare a Lorenzo nè la morte
+di tanti amici di Girolamo Riario, nè
+gli scandalosi processi che avevano palesati
+all'Europa le loro congiure, nè il
+terrore del giovane cardinale suo nipote.
+Era stato sforzato a dichiarare a quali
+condizioni farebbe la pace, ed umilianti
+erano tutte quelle che aveva osato di
+<span class="pagenum"><a id="Page_204"></a>[204]</span>
+proporre. Voleva che Lorenzo ed i Fiorentini
+fabbricassero una cappella, e che
+fondassero legati di messe per le anime
+di coloro ch'erano morti nella congiura
+de' Pazzi; voleva che la repubblica domandasse
+solennemente perdono alla Chiesa
+per avere attentato alla vita di persone
+sacre, l'arcivescovo ed i suoi preti; e
+finalmente voleva che restituisse alla santa
+sede Borgo san Sepolcro, Modigliana e
+Castro Caro, sebbene queste città fossero
+state dai Fiorentini legittimamente acquistate
+molto tempo avanti la presente
+guerra<a class="tag" id="tag206" href="#note206">[206]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto la situazione di Lorenzo anche
+in Firenze rendevasi ogni giorno più
+pericolosa. La città era omai stanca di
+così disastrosa guerra sostenuta con così
+infelice successo, le sue truppe erano
+state assoldate con gravissimo dispendio,
+i nemici, padroni delle migliori fortezze,
+avevano successivamente stesi i loro guasti
+nel Pisano, nell'Aretino, in Val d'Elsa,
+in Val di Nievole, in Val d'Arno, e nella
+Lunigiana: quasi niuna provincia era
+rimasta intatta; il commercio, minacciato
+nella capitale, era stato ne' più rimoti
+paesi travagliato dalle confische pronunciate
+<span class="pagenum"><a id="Page_205"></a>[205]</span>
+dal papa; tutti sentivano che la
+guerra non era sostenuta che per la difesa
+di Lorenzo, ed affatto estranea ai veri
+interessi dello stato; ognuno voleva porvi
+fine; e Girolamo Morelli, che risguardavasi
+come uno degli amici e dei più zelanti
+partigiani de' Medici, disse a Lorenzo
+in pieno consiglio: «La nostra città
+è oggi stanca, più non vuole guerra,
+più non vuole rimanersi interdetta e
+scomunicata per difendere il vostro
+credito<a class="tag" id="tag207" href="#note207">[207]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+In così difficili circostanze Lorenzo dei
+Medici prese una risoluzione apparentemente
+ardita, ma che pure era la sola
+prudente, quella di recarsi egli stesso
+presso di Ferdinando, di conoscere le
+segrete sue disposizioni, e di approfittarne
+per negoziare con lui; metter fine
+alle lagnanze de' malcontenti di Firenze
+colla speranza di una prossima pace,
+e di mostrare nello stesso tempo all'Europa,
+ch'egli non era altrimenti
+il tiranno della sua patria, poichè osava,
+come ogni altro cittadino, porsi tra le
+mani de' nemici sotto la sola salvaguardia
+<span class="pagenum"><a id="Page_206"></a>[206]</span>
+del diritto degli ambasciatori. La sorte
+provata dal Piccinino alla stessa corte di
+Napoli dava agli occhi de' meno veggenti
+tutto il merito di un grande coraggio
+a cotale condotta, sebbene Lorenzo non
+si esponesse a verun rischio. Il Piccinino,
+solo capo della sua armata, non lasciava
+dietro di sè nè stati, nè vendicatori;
+la sua morte costava a Ferdinando
+un delitto e non guerre. Per lo contrario
+la repubblica di Firenze sarebbe
+tutta intera sopravvissuta a Lorenzo, avrebbe
+mostrato più zelo nel punire gli uccisori
+di quest'illustre cittadino, che nel
+difenderlo, e Ferdinando non avrebbe
+raccolto altro frutto da un tradimento,
+che la vergogna di averlo commesso.
+Lorenzo, invitato a fare questo viaggio
+dal duca di Calabria e dal duca d'Urbino<a class="tag" id="tag208" href="#note208">[208]</a>,
+aveva già da Napoli ricevuta
+l'assicurazione di esservi ben accolto,
+quando il 5 dicembre fece per mezzo
+del gonfaloniere adunare un consiglio dei
+<span class="pagenum"><a id="Page_207"></a>[207]</span>
+<i>Richiesti</i> per comunicar loro le proprie
+intenzioni<a class="tag" id="tag209" href="#note209">[209]</a>. Egli partì lo stesso giorno,
+ed all'indomani scrisse da Samminiato
+alla signoria per prendere da lei congedo.
+Rappresentavasi in questa lettera come una
+vittima che si offre in sagrificio per calmare
+la collera di potenti nemici<a class="tag" id="tag210" href="#note210">[210]</a>. Giunto
+a Pisa vi trovò i pieni poteri dei decemviri
+della guerra per trattare in nome
+della repubblica poteri che i suoi partigiani
+non avevano osato domandare al consiglio
+dei cento, per timore di trovarvi
+opposizione<a class="tag" id="tag211" href="#note211">[211]</a>. Una galera napolitana
+lo aspettava per ordine di Ferdinando a
+Livorno, ed il capitano lo ricevette a
+bordo coi più grandi onori.
+</p>
+
+<p>
+L'arrivo di Lorenzo de' Medici a Napoli
+fu un vero trionfo; il secondo figlio
+del re, Federico, e suo nipote Ferdinando
+vennero a riceverlo alla riva, e
+lo stesso monarca mostrò di credersi
+onorato dalla venuta di un tale ospite<a class="tag" id="tag212" href="#note212">[212]</a>.
+Ebbe con lui lunghe conferenze
+<span class="pagenum"><a id="Page_208"></a>[208]</span>
+intorno alla politica d'Italia. Il Medici
+svelò al re il trattato di già intavolato
+con Renato II di Lorena, in forza del
+quale obbligavasi questo duca verso le
+due repubbliche a condurre sei mila cavalli
+in Italia per muovere guerra alla
+casa d'Arragona<a class="tag" id="tag213" href="#note213">[213]</a>. Gli comunicò altresì
+le offerte di Lodovico XI, che sembrava
+voler far valere a vicenda o i diritti della
+casa di Lorena, o i suoi proprj sul regno
+di Napoli. Questo monarca colla
+sua attività, colle sue complicate negoziazioni,
+colla sua misteriosa politica
+faceva in allora illusione a tutta l'Europa,
+mentre la sua salute andava declinando.
+L'invasione francese, che rovesciò quindici
+anni più tardi dal suo trono il re
+di Napoli, pareva di già minacciarlo.
+L'appoggio che Ferdinando trovava nella
+corte di Roma era troppo incerto per
+equilibrare questo pericolo. Il papa era
+vecchio ed infermiccio, e, venendo a morte,
+il di lui successore potev'essere
+egualmente premuroso di dare stato ai
+proprj nipoti, e perciò di gittarsi in un
+opposto partito, che gli offrisse le spoglie
+<span class="pagenum"><a id="Page_209"></a>[209]</span>
+di Girolamo Riario e de' suoi amici. Ma
+Lorenzo de' Medici, presentando questo
+quadro dell'Europa a Ferdinando, convenne
+che alla repubblica fiorentina era
+più facile il vendicarsi che il difendersi.
+Convenne che quando avesse una volta
+chiamati gli oltremontani in Italia, non
+sarebbe più in suo potere il fermarne
+l'impeto, e che probabilmente non verrebbe
+a soffrir meno da una guerra,
+nella quale la Toscana sarebbe la loro
+piazza d'armi. L'interesse di Ferdinando
+e de' Fiorentini era troppo conforme,
+perchè essi non dovessero anteporre una
+fedele alleanza ad una guerra senza scopo.
+Era del comune loro interesse di mantenere
+l'Italia in pace, di chiuderne l'ingresso
+ai Turchi per mezzo de' Veneziani,
+ed ai Francesi per mezzo del duca
+di Milano, di consolidare il governo di
+quest'ultimo, che nell'ultima rivoluzione
+era stato scosso, di tenere per lo contrario
+aperti gli occhi sull'ambizione ed
+i progressi della repubblica di Venezia,
+che, dopo avere ricuperata la pace ai
+confini d'Oriente, poteva dettare leggi ai
+suoi vicini; all'ultimo di tenere a freno
+lo spirito turbolento del papa, che per
+ottenere a suo figlio un piccolo principato
+<span class="pagenum"><a id="Page_210"></a>[210]</span>
+aveva colle più funeste pratiche compromessa
+tutta l'Italia<a class="tag" id="tag214" href="#note214">[214]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Queste considerazioni non riuscivano
+nuove a Ferdinando, e fecero sul di lui
+animo grandissima impressione; ma perchè
+gli si era sempre parlato dell'odio
+e del malcontento da Lorenzo eccitato
+in Firenze, prima di fare fondamento
+sull'alleanza di questo capo di parte,
+premevagli di sapere se i Fiorentini non
+separerebbero i loro interessi da quelli
+di Lorenzo. A tale oggetto Ferdinando
+lo trattenne lungamente presso di sè, e
+nello stesso tempo osservò attentamente
+se la di lui lontananza dava luogo a
+qualche movimento. I nemici del Medici
+colsero quest'occasione per manifestare
+altamente i loro timori intorno alla di
+lui sorte, e ricordavano la crudele morte
+del Piccinino, sperando di suggerire al
+re il pensiero di trattare nello stesso modo
+il loro avversario. Nello stesso tempo
+opponevansi ostinatamente ne' consiglj a
+tutte le domande de' suoi amici, deplorando
+la sorte della repubblica, implicata
+contemporaneamente in due guerre, mentre
+il suo capo trovavasi assente, imperciocchè
+nello stesso giorno in cui
+<span class="pagenum"><a id="Page_211"></a>[211]</span>
+Lorenzo era partito da Firenze per trattare
+col re di Napoli, Agostino, figliuolo
+di Luigi Fregoso, in onta della tregua,
+si era per sorpresa impadronito di Sarzana,
+che suo padre, molti anni prima,
+aveva venduta alla repubblica fiorentina<a class="tag" id="tag215" href="#note215">[215]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente Ferdinando acconsentì di
+sottoscrivere, il 6 marzo del 1480, con
+Lorenzo de' Medici un trattato di pace
+fra il suo regno e la repubblica fiorentina.
+Richiese che i Pazzi, tenuti prigione
+nella torre di Volterra, sebbene non
+avessero avuto parte nella congiura, fossero
+liberati; che i Fiorentini pagassero
+a suo figlio, il duca di Calabria, a titolo
+di soldo l'annua somma di sessanta mila
+fiorini. Dal canto suo prometteva la restituzione
+delle città e fortezze prese ai Fiorentini
+nella presente guerra, ed i due governi
+si resero garanti degli stati l'uno dell'altro<a class="tag" id="tag216" href="#note216">[216]</a>.
+Per quanti ostacoli frapponesse il
+papa a questo trattato, per quanto si mostrasse
+scontento di non essere stato consultato,
+<span class="pagenum"><a id="Page_212"></a>[212]</span>
+per quante premure manifestasse di
+allearsi colla repubblica di Venezia, la
+quale aveva egualmente motivo di lagnarsi
+della mancanza di riguardi per
+parte de' suoi precedenti alleati, all'ultimo
+si lasciò comprendere nel trattato
+di Napoli, e le ostilità, sospese nel
+precedente anno in forza di una tregua,
+più non si rinnovarono<a class="tag" id="tag217" href="#note217">[217]</a>. La pace
+pubblicossi ancora in Siena il 25 marzo
+del 1480<a class="tag" id="tag218" href="#note218">[218]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa pace accrebbe in Firenze il
+credito di Lorenzo de' Medici che l'aveva
+ottenuta. Egli fu ricevuto al suo ritorno
+come il salvatore della patria. Approfittò
+di questa riconoscenza del popolo
+per consolidare la propria autorità: il
+12 aprile fece creare una nuova balìa,
+ma con intenzione di non più crearne
+all'avvenire, perciocchè il nome e l'autorità
+delle balìe contribuivano a rendere
+odioso il potere de' Medici. Fece dunque
+attribuire questa superiore autorità, ch'egli
+voleva conservare, ad un corpo permanente
+nello stato. Fu questo un nuovo
+<span class="pagenum"><a id="Page_213"></a>[213]</span>
+consiglio di settanta cittadini, che dovevano,
+primi fra tutti gli altri, essere
+consultati intorno agli affari. Vi dovevano
+essere ammessi i gonfalonieri di mano
+in mano che uscivano d'ufficio, quando
+non ne fossero esclusi dalla maggiorità
+dei voti. Il consiglio de' settanta cominciò
+un nuovo scrutinio d'elezione per formare
+in appresso le magistrature, e lo
+fece durare quattro anni, onde più lungamente
+mantenersi dipendenti coloro
+che aspiravano agl'impieghi. Nello stesso
+tempo adoperò il danaro dello stato
+per pagare i debiti contratti da Lorenzo
+de' Medici<a class="tag" id="tag219" href="#note219">[219]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo, cui la posterità accordò il
+nome di <i>magnifico</i>, mentre i suoi concittadini
+e gli scrittori suoi contemporanei
+non gli davano quest'epiteto che
+come un titolo d'onore comune a tutti
+i condottieri, agli ambasciatori, ed ai
+principi che non ne avevano un altro,
+Lorenzo meritava questo soprannome, di
+cui gli diede possesso un errore. La magnificenza
+apparteneva non meno alla
+sua politica che al suo carattere: egli
+<span class="pagenum"><a id="Page_214"></a>[214]</span>
+amava di dare l'idea di una infinita ricchezza,
+per sublimare l'opinione del
+suo potere; e mai non misurava il suo
+fasto sulle sue entrate. In tempo della
+sua dimora in Napoli, dopo una ruinosa
+guerra per lui e per la patria, distribuì
+doti a moltissime fanciulle della Puglia
+e della Calabria, che avevano implorata
+la sua munificenza, e dispiegò in sugli
+occhi de' Napolitani sia nelle compre,
+sia nel suo accompagnamento e negli
+equipaggi tutta la pompa di una ricchezza
+che non aveva più nulla di reale:
+sempre egli volle sorprendere ed abbagliare<a class="tag" id="tag220" href="#note220">[220]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il trattato di pace che assodava la
+sua potenza non lasciava di esporre la
+sua patria al più terribile pericolo che
+mai corso avesse. Ferdinando vi si era,
+più che per altro titolo, determinato per
+dare tempo al duca di Calabria di stabilire
+il suo credito in Siena, riducendo
+questa inquieta repubblica nell'assoluta
+dipendenza della corona di Napoli. Questo
+progetto era stato segretamente concepito
+dal re Alfonso quando questi era venuto in
+<span class="pagenum"><a id="Page_215"></a>[215]</span>
+Toscana nel 1446, e fu dal medesimo
+ripreso nel 1452 e 1466; ma non mostrossi
+mai tanto vicino alla sua esecuzione che
+allora quando Lorenzo, sagrificando la
+sua patria alla sua personale sicurezza e
+l'interesse dei secoli a quello del momento,
+aveva acconsentito a favoreggiarlo
+cercando una pace che il duca di Calabria
+desiderava più di lui.
+</p>
+
+<p>
+Siena aveva colle sue leggi consacrata
+l'esistenza di tutti i partiti che l'avevano
+successivamente dominata, ed i suoi cittadini
+si trovavano divisi in molti ordini,
+che piuttosto erano fazioni, e che
+portavano il nome di <i>Monti</i>. Il primo, e
+quello che aveva risvegliata la più costante
+gelosia, era quello dei nobili, un
+tempo proprietarj di tutto il territorio.
+Vennero successivamente privati di tutte
+le loro fortezze, ed in pari tempo esclusi
+da tutte le magistrature. Il seguente era
+il <i>Monte dei Nove</i>, che formava a Siena
+una nobiltà popolare, press'a poco uguale
+a quella degli Albizzi e del loro partito
+in Firenze. Erano uomini cui le antiche
+ricchezze, acquistate colla mercatura,
+avevano procacciato un'antica riputazione,
+di cui continuavano ad avere il
+godimento per un diritto ereditario. L'ordine,
+o <i>Monte dei Dodici</i> era il più
+<span class="pagenum"><a id="Page_216"></a>[216]</span>
+immediato rivale di quello dei <i>Nove</i>, ed
+era composto di ricchi mercanti, contando
+di quest'epoca circa quattrocento
+uomini atti ad entrare ne' consiglj, dai
+quali erano però costantemente tenuti lontani
+dalla gelosia del governo. Il restante
+della nazione era diviso tra i due ordini o
+monti novissimi, dei <i>riformatori</i> e del
+popolo.
+</p>
+
+<p>
+Dopo il 27 novembre del 1403 tenevansi
+coalizzati i tre ordini dei <i>nove</i>,
+dei <i>riformatori</i> e del <i>popolo</i>. Avevano
+questi soli parte nel governo, dopo l'esclusione
+degli altri due. La signoria veniva
+composta di nove priori, tre d'ogni
+monte, e di un gonfaloniere di giustizia,
+somministrato a vicenda dai tre ordini<a class="tag" id="tag221" href="#note221">[221]</a>.
+Questa forma di governo erasi mantenuta
+con maggiore stabilità che verun'altra
+delle precedenti, malgrado le pratiche
+di Pio II, ch'era nobile sienese
+della casa Piccolomini. Chiesto aveva
+questo papa che si restituissero in tutti
+i diritti di cittadinanza i nobili ed il
+monte dei dodici; nel 1458 era stata
+esclusa la sua domanda, ma nello stesso
+tempo si cercò di appagarla, ammettendo
+<span class="pagenum"><a id="Page_217"></a>[217]</span>
+i membri della famiglia Piccolomini nell'ordine
+del popolo. Nel susseguente anno
+eransi accordati alcuni pubblici impieghi
+all'ordine dei nobili<a class="tag" id="tag222" href="#note222">[222]</a>, ma si era costantemente
+negato lo stesso favore al
+Monte dei Dodici<a class="tag" id="tag223" href="#note223">[223]</a>, ed alla morte di
+Pio II, accaduta nel 1464, i nobili erano
+stati di nuovo privati degli onori loro
+accordati dietro istanza del pontefice<a class="tag" id="tag224" href="#note224">[224]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Comunque imprudente fosse tale esclusione,
+i Sienesi non avevano motivo di
+pentirsi d'essersi attenuti a ciò ch'essi
+chiamavano la <i>Trinità</i> del loro governo.
+Le tre fazioni riunite pareva che avessero
+confusi tra di loro i reciproci interessi;
+e la loro amministrazione era
+stata bastantemente buona, onde le ricchezze
+e la popolazione si andassero visibilmente
+accrescendo. Siena intanto si
+ornava di sontuosi palazzi, che mostravano
+ad un tempo i progressi dell'opulenza,
+delle arti e del gusto; la repubblica
+non era stata frequentemente agitata
+da interni movimenti, aveva preso
+parte in poche guerre straniere e sebbene
+<span class="pagenum"><a id="Page_218"></a>[218]</span>
+ecclissata dalla magnificenza di Firenze,
+potente vicina, e cagione ai Sienesi
+di continua diffidenza, ella conservava
+esternamente l'onore della sua indipendenza,
+e nell'interno la pace e la prosperità.
+</p>
+
+<p>
+Ma l'esistenza di due partiti, formati
+di persone che non avevano parte nel
+governo, era necessariamente pericolosa
+alla repubblica. Fra costoro gli ambiziosi
+stranieri non mancavano mai di partigiani;
+questi erano i segreti agenti del
+duca di Calabria, e questi egli cercava
+di far rientrare nella signoria. Domandò
+prima il richiamo di tutti coloro ch'erano
+stati esiliati nel 1456<a class="tag" id="tag225" href="#note225">[225]</a>. Non avendo
+potuto ottenerlo seminò la discordia fra
+i tre ordini che governavano in comune;
+ne armò due contro il terzo, ed il 22
+giugno del 1480 i cittadini dei Nove e
+del popolo presero le armi, e furono secondati
+dalle armi del duca di Calabria
+che occupavano la piazza pubblica. Un
+consiglio generale, da cui esclusero tutti
+coloro che non erano loro devoti, e che
+non pertanto trovossi tuttavia formato di
+quattrocento quarantadue membri, dietro
+<span class="pagenum"><a id="Page_219"></a>[219]</span>
+inchiesta del gonfaloniere di giustizia,
+escluse per sempre dal governo il Monte
+de' riformatori<a class="tag" id="tag226" href="#note226">[226]</a>. Questa violenta rivoluzione,
+che feriva un terzo de' cittadini
+della repubblica, e gli spogliava di quella
+partecipazione alla sovranità di cui erano
+in possesso da settantasette anni, era
+stata apparecchiata con tanta segretezza,
+e così prontamente eseguita, che non vi
+fu effusione di sangue. Il duca di Calabria,
+che l'aveva diretta e sostenuta
+co' suoi soldati, erasi allontanato da Siena
+il giorno in cui doveva scoppiare, onde
+non essere accusato di farla da padrone
+nella repubblica; ma al suo ritorno fu
+dai nuovi magistrati accolto quale benefattore
+dello stato. Aveva con loro convenuto
+di formare un Monte nuovo che
+tenesse luogo di quello de' riformatori,
+e partecipasse per un terzo alle pubbliche
+onorificenze. Questo nuovo ordine,
+cui diedesi il nome di <i>Monte degli aggregati</i>,
+fu composto di un limitato numero
+di gentiluomini conosciuti pel loro
+attaccamento al duca di Calabria, di
+varj membri del Monte dei dodici e di
+quello dei riformatori, che una privata
+<span class="pagenum"><a id="Page_220"></a>[220]</span>
+ambizione staccava dai loro confratelli;
+finalmente delle famiglie ch'erano state
+escluse nel 1456 dal Monte dei nove e
+da quello del popolo, per avere voluto
+di concerto con Giacomo Piccinino assoggettare
+la repubblica al re Alfonso.
+Così i cinque antichi ordini avevano concorso
+alla formazione del nuovo Monte<a class="tag" id="tag227" href="#note227">[227]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il nuovo governo, stabilito dalla violenza,
+era circondato di nemici, ed aveva
+perciò maggiore bisogno di tenersi affezionato
+il duca di Calabria, mostrandosi
+sempre dipendente dalla sua volontà. Malvagi
+cittadini, che si lusingavano di ammassare
+più grandi ricchezze, d'esercitare
+maggiori poteri, di soddisfare più
+facilmente tutte le loro passioni sotto la
+protezione di un tiranno, piuttosto che
+nella loro patria ancora libera, non avevano
+mal calcolato supponendo che questa
+rivoluzione obbligherebbe in breve i
+Sienesi a darsi da sè stessi al duca di
+Calabria. Tutti gli amici della libertà
+erano atterriti; nè il timore era in
+Firenze meno grande che in Siena. Se
+l'acquisto che il re di Napoli aveva fatto
+<span class="pagenum"><a id="Page_221"></a>[221]</span>
+vent'anni prima di alcuni deboli castelli
+nelle Maremme toscane aveva cagionato
+tanto spavento, come sperare di
+salvare la libertà di Firenze una volta
+che tutto intero lo stato di Siena sarebbe
+tra le mani di così formidabile vicino?
+Ma un inaspettato avvenimento, che strinse
+di terrore il rimanente dell'Italia, liberò
+Siena e Firenze da quasi inevitabile servitù,
+richiamando il duca di Calabria a
+difendere i proprj focolari.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_222"></a>[222]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVIII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Maometto II occupa Otranto; Sisto IV
+spaventato fa la pace col Fiorentini,
+ed il duca di Calabria abbandona Siena
+per liberare Otranto. Morte di Maometto
+II. Nuova guerra accesa in tutta
+l'Italia da Sisto IV pel ducato di Ferrara.
+Passa da uno all'altro partito;
+e all'ultimo muore di dolore per essersi
+fatta la pace</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1480 = 1484.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Maometto II mai non faceva la pace
+con un principe cristiano, che per attaccarne
+più vantaggiosamente un altro;
+perciò contavasi che nel lungo suo regno
+aveva soggiogati due imperi, dodici regni
+e più di dugento città. Nel 1480 apparecchiò
+nello stesso tempo due spedizioni:
+destinata era una di queste, sotto
+gli ordini del pascià Mesithes, di greca
+origine, e della stirpe de' Paleologhi, a
+togliere Rodi ai cavalieri di san Giovanni
+di Gerusalemme; ma il gran maestro
+d'Aubusson respinse gloriosamente i
+Turchi, che dopo avere assediata la capitale
+dal 23 maggio al 22 agosto, furono
+<span class="pagenum"><a id="Page_223"></a>[223]</span>
+costretti a ritirarsi perdenti<a class="tag" id="tag228" href="#note228">[228]</a>. L'altra
+armata di Maometto si adunò alla Valona
+sotto gli ordini del suo gran visir Achmet
+Giediko Breche-Dente, nativo d'Albania.
+Venne a prenderla a bordo una flotta di
+cento vascelli; quella de' Veneziani, ch'era
+di sessanta vele, la scortava, mostrando
+d'impedirle che entrasse nell'Adriatico<a class="tag" id="tag229" href="#note229">[229]</a>;
+improvvisamente i Turchi sbarcarono sulla
+costa d'Italia presso di Otranto il venerdì
+28 luglio dopo avere attraversato il mare
+Adriatico, che in questo luogo non ha
+più di cinquanta miglia di larghezza.
+</p>
+
+<p>
+Gli abitanti d'Otranto, sebbene non
+apparecchiati a quest'attacco, difesero
+vigorosamente le loro mura; ma non
+potevano lungamente resistere: Achmet
+Giedik aveva sbarcata molta artiglieria,
+che bentosto aprì larghe brecce nelle
+mura, e la città fu presa d'assalto l'11
+agosto del 1480<a class="tag" id="tag230" href="#note230">[230]</a>. La popolazione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_224"></a>[224]</span>
+secondo il Sanuto, ammontava a ventidue
+mila uomini; dodici mila furono uccisi
+nel primo furore della vittoria; ma
+i fanciulli che potevano essere vantaggiosamente
+venduti, e coloro che furono
+creduti abbastanza ricchi per poter pagare
+una grossa taglia, furono fatti schiavi<a class="tag" id="tag231" href="#note231">[231]</a>.
+L'arcivescovo ed i preti, principale
+oggetto dell'odio dei Turchi, furono
+crudelmente tormentati, ed il culto cristiano
+profanato con ogni sorta d'oltraggi
+e di vituperi<a class="tag" id="tag232" href="#note232">[232]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_225"></a>[225]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questo inaspettato attacco, che colmò
+l'Italia di spavento, era stato provocato dai
+Veneziani. Non dissimulano gli storici
+della repubblica che dopo la pace tra
+Lorenzo de' Medici ed il re di Napoli,
+la loro patria mandò due ambasciatori,
+uno al papa, l'altro al gran signore per
+concertare la ruina di Ferdinando. Sebastiano
+Gritti doveva invitare Maometto
+II a riprendere le province dell'Italia
+meridionale, che altra volta dipendevano
+dall'impero d'Oriente<a class="tag" id="tag233" href="#note233">[233]</a>. Zaccaria
+Barbaro doveva proporre al papa di assoldare
+in comune coi Veneziani e di
+nominare capitano generale della loro
+lega Renato II di Lorena, ch'essi invitavano
+a scendere in Italia<a class="tag" id="tag234" href="#note234">[234]</a>. È verosimile
+che i Veneziani non comunicassero
+a Sisto IV il progetto dello sbarco dei
+Turchi presso Otranto, siccome quello
+ch'era troppo pericoloso per la santa
+sede; ma Ferdinando, che non dubitava
+<span class="pagenum"><a id="Page_226"></a>[226]</span>
+dell'inimicizia di Sisto IV, sospettò che
+gli avesse tirato addosso l'invasione dei
+Turchi, e gli fece dire nel mese d'agosto
+per mezzo del suo ambasciatore, che
+se non otteneva dalla Chiesa pronti e
+potenti soccorsi, tratterebbe coi Turchi
+e loro darebbe il passaggio a traverso ai
+suoi stati per recarsi a Roma<a class="tag" id="tag235" href="#note235">[235]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Estremo fu lo spavento di Sisto IV,
+quand'ebbe notizia di tale invasione, e
+fu in procinto di abbandonare Roma e
+l'Italia per cercare un rifugio in Francia.
+Sapeva che Maometto portava un particolare
+odio alla sede della religione Cristiana,
+e ch'egli stesso ed il suo clero
+sarebbero esposti a terribili supplicj se
+venivano in mano dei Turchi<a class="tag" id="tag236" href="#note236">[236]</a>. Vero
+è che Otranto era ancora assai lontano
+da Roma; ma poteva temersi un secondo
+sbarco sulle coste della Marca,
+ed assicurasi infatti che i Turchi tentassero
+in quest'anno di rubare il tesoro
+di Loreto<a class="tag" id="tag237" href="#note237">[237]</a>. Altronde i Musulmani, le
+di cui costanti vittorie avevano sbalordita
+<span class="pagenum"><a id="Page_227"></a>[227]</span>
+l'Europa, contavano in allora de' partigiani
+in Italia, che sembravano apparecchiati
+ad unirsi loro per rompere il
+giogo de' loro preti e de' loro principi.
+Bentosto si sparse la voce che Maometto
+II, per approfittare del malcontento
+de' baroni di Napoli, aveva fatto proclamare
+in Otranto, che per dieci anni andrebbero
+esenti dalle imposte tutti i paesi
+da lui conquistati; che in appresso non
+imporrebbe che il tributo d'una piastra
+per testa; che permetterebbe ai Cristiani
+di seguire le loro leggi e la loro religione,
+come praticavano a Costantinopoli,
+e per ultimo che aveva punite le
+eccessive crudeltà esercitate dai vincitori
+in Otranto. In febbrajo del 1481 mille
+cinquecento soldati di Ferdinando passarono
+al soldo dei Turchi, e si ebbe timore
+che loro si dasse tutta la provincia<a class="tag" id="tag238" href="#note238">[238]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Sisto IV spediva bolle a tutti
+i principi cristiani, e particolarmente agli
+stati d'Italia per esortarli alla pace, ed
+a rivolgere le loro armi contro il nemico
+della religione. «Se i fedeli di
+Cristo, diceva egli, se gl'Italiani soprattutto
+vogliono difendere i loro campi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_228"></a>[228]</span>
+le loro case, le loro spose, i loro figli,
+la libertà, la vita; se vogliono conservare
+quella fede, nella quale siamo
+stati battezzati, e per la quale ricevuta
+abbiamo una nuova nascita, questo è
+il momento di dar fede alle nostre parole,
+d'impugnare le armi e di marciare
+alla guerra. Che i più lontani
+dal regno di Sicilia non pensino d'essere
+altrimenti sicuri; se non vanno
+contro i Turchi per combatterli, questi
+in breve giugneranno fino a loro<a class="tag" id="tag239" href="#note239">[239]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando si affrettò di richiamare
+dalla Toscana il duca di Calabria, facendogli
+le più calde istanze di non tardare
+a venire in suo ajuto. Il duca uscì
+di Siena il 7 agosto, non senza esprimere
+il profondo rincrescimento con cui abbandonava
+un progetto, lungo tempo accarezzato
+dalla sua famiglia, nell'istante
+in cui pareva che niente potesse più ritardarne
+l'esecuzione. Mentre partiva, i
+magistrati di Siena gli resero i più grandi
+onori; ma tutti i buoni cittadini sentivansi
+con gioja liberati da un giogo che
+credevano omai inevitabile<a class="tag" id="tag240" href="#note240">[240]</a>. Il duca di
+<span class="pagenum"><a id="Page_229"></a>[229]</span>
+Calabria passò il 10 settembre a Napoli,
+ove incorporò nella sua armata moltissimi
+gentiluomini, che vi si erano adunati,
+e ricevette inoltre un corpo ausiliario
+di mille settecento fanti e trecento
+cavalieri che gli mandava suo cognato,
+Mattia Corvino, re d'Ungheria. Continuò
+poscia il suo cammino verso la Puglia.
+Achmet Giedik era stato da Maometto
+richiamato, ed Ariadeno, in addietro governatore
+di Negroponte, aveva in Otranto
+sotto i suoi ordini una guarnigione di
+sette mila cinquecento uomini. Aveva
+estesi i suoi guasti a tutta la provincia,
+e minacciato Brindisi d'assedio<a class="tag" id="tag241" href="#note241">[241]</a>. Ma
+sopraggiugnendo il duca di Calabria,
+dovette chiudersi in Otranto, e poco
+dopo, avendo Galeazzo Caracciolo condotta
+in faccia al porto una flotta napolitana,
+si trovò preclusa ogni comunicazione
+colla Turchia<a class="tag" id="tag242" href="#note242">[242]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lo spavento dell'invasione de' Turchi
+aveva all'ultimo determinato il papa a
+rappacificarsi con Firenze; ma in questa
+medesima riconciliazione, renduta necessaria
+dalle circostanze, lasciò vedere tutta
+<span class="pagenum"><a id="Page_230"></a>[230]</span>
+l'alterigia del suo carattere. Dodici ambasciatori,
+i più illustri ed i più riputati cittadini
+che in allora governassero la repubblica,
+furono nominati in principio di novembre
+per recarsi a Roma. Vi entrarono
+privatamente la notte del 25 di novembre,
+senza che veruno della famiglia del papa
+o de' cardinali si muovesse ad incontrarli.
+Francesco Soderini, vescovo di Volterra,
+capo della legazione, espresse all'indomani
+in una segreta udienza il dispiacere
+della repubblica, la sua sommissione ai
+giudizj del papa, ed il suo desiderio di
+essere riconciliata alla Chiesa. Le condizioni
+della pace vennero in più conferenze
+discusse coi cardinali; quando all'ultimo
+tutto fu regolato tra di loro,
+i deputati vennero invitati a recarsi alla
+basilica di san Pietro il 3 dicembre
+del 1480, prima domenica dell'avvento.
+Dopo averli fatti aspettare qualche tempo
+sotto il portico, il pontefice sopraggiunse
+co' suoi cardinali; gli venne innalzato un
+trono in faccia all'ingresso principale,
+le di cui porte rimasero chiuse: gli ambasciatori,
+col capo scoperto, gittaronsi
+in allora a' suoi piedi, dopo avere baciati
+i quali, confessarono, stando inginocchiati,
+che avevano peccato contro
+la Chiesa e contro il pontefice, e implorarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_231"></a>[231]</span>
+la sua compassione verso il
+popolo che li mandava. Luigi Guicciardini,
+vecchio settuagenario, parlò a nome
+di tutti, ma a voce bassa ed in italiano.
+Un notajo apostolico lesse in seguito
+la formola della confessione e le
+condizioni della pace. Allora il pontefice,
+avendo accennato di fare silenzio, pronunciò
+queste parole: «Voi avete peccato,
+miei figli, primamente contro il
+Signore Iddio, nostro Salvatore, crudelmente
+uccidendo e criminosamente
+l'arcivescovo di Pisa, ed i sacerdoti
+del Signore; perciocchè sta scritto:
+<i>Voi non toccherete i miei unti</i>. Voi
+avete peccato contro il romano pontefice,
+ch'esercita in terra le funzioni di
+N. S. Gesù Cristo, avendolo voi diffamato
+per tutto l'universo. Voi avete
+peccato contro il santo ordine de' cardinali,
+ritenendo suo malgrado un cardinale
+legato della santa sede apostolica.
+Voi avete peccato contro l'ordine
+ecclesiastico, negando i vostri tributi
+al clero del vostro territorio; voi siete
+stati la causa di molte rapine, incendj,
+saccheggi, per non avere ubbidito agli
+ordini apostolici. Fosse piaciuto a Dio
+che fino da principio foste venuti a
+noi, padre delle vostre anime; allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_232"></a>[232]</span>
+non saremmo ricorsi alle armi temporali
+per vendicare le ingiurie inflitte
+alla Chiesa. Con dispiacere, non v'ha
+dubbio, noi abbiamo insevito contro
+di voi, pure dovemmo farlo per l'onore
+dell'apostolato di cui siamo incaricati.
+Ma presentemente, miei figliuoli,
+che voi vi presentate con umiltà,
+vi riceviamo in grazia tra le nostre
+braccia, vi assolviamo dagli errori
+e dagli eccessi che avete confessati;
+non vogliate ancora peccare, miei
+figli; <i>non fate come i cani, che, dopo
+essere stati gastigati, tornano alle loro
+turpitudini</i>. Del resto voi avete sperimentata
+la potenza della Chiesa, e dovete
+sapere quanto sia dura cosa l'opporre
+la sua testa allo scudo di Dio,
+o il voler rompere la di lui corazza<a class="tag" id="tag243" href="#note243">[243]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo avere così parlato, prese alcune
+bacchette dalle mani del gran penitenziere,
+e percosse leggermente le spalle d'ogni
+ambasciatore, che ad ogni colpo chinava
+il capo, e rispondeva col versetto del
+salmo <i>Misere mei Domine</i>! Dopo ciò
+vennero nuovamente ammessi al bacio
+<span class="pagenum"><a id="Page_233"></a>[233]</span>
+de' piedi, e benedetti dal pontefice che,
+levato dal suo trono, fu portato all'altar
+maggiore. Le porte della Chiesa
+vennero aperte, e gli ambasciatori vi
+entrarono cogli altri; ma alle condizioni
+del trattato precedentemente stipulato il
+pontefice aggiunse, per modo di penitenza,
+che i Fiorentini armerebbero a
+loro spese quindici galere per fare la
+guerra ai Turchi<a class="tag" id="tag244" href="#note244">[244]</a>. E così ebbe fine
+la guerra nata dalla congiura dei Pazzi,
+e tale fu l'orgoglio con cui il pontefice
+punì, per essere rimasti in vita, coloro
+ch'egli non aveva potuto far assassinare<a class="tag" id="tag245" href="#note245">[245]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Fiorentini approfittarono pure dello
+spavento di Ferdinando, e del bisogno
+che di loro aveva, per farsi restituire
+le fortezze occupate in Toscana dal duca
+di Calabria. Erasi Ferdinando obbligato
+verso la repubblica di Siena a cederle
+tutte le conquiste fatte sui Fiorentini,
+che sarebbero al di dentro di un raggio
+di quindici miglia preso dalle mura della
+<span class="pagenum"><a id="Page_234"></a>[234]</span>
+città. Aveva infatti consegnati ai Sienesi
+Montedomenichi, la Castellina e san Polo;
+ma aveva ritenuti sotto gli ordini di Prenzivalle
+Gennaro, gentiluomo napolitano,
+Colle di Val d'Elsa, Poggibonzi, Poggio
+imperiale, Monte san Savino ed altre
+piazze di minore importanza. Alla fine
+di marzo del 1481 fece rilasciare ai Fiorentini
+tutti i luoghi che occupava Gennaro,
+e subito dopo ordinò ai Sienesi
+di restituire le conquiste in cui essi tenevano
+guarnigione. Un vivo odio prese
+in allora a Siena il luogo dell'affetto che vi
+si era conservato per la casa di Napoli<a class="tag" id="tag246" href="#note246">[246]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa, che aveva ordinato ai Fiorentini
+di concorrere alla difesa dell'Italia
+contro i Turchi, volle contribuirvi ancor
+egli. Fece armare una flotta nel Tevere, e
+scelse per comandarla quello de' suoi prelati
+ch'era più capace di condurre una
+guerra marittima. Fu quel medesimo
+Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova,
+quel formidabile capo di parte, che vedemmo
+consacrarsi alla pirateria quando
+dovette abbandonare la città in cui aveva
+regnato. Sisto IV lo aveva creato cardinale
+<span class="pagenum"><a id="Page_235"></a>[235]</span>
+in maggio del 1480<a class="tag" id="tag247" href="#note247">[247]</a>, e gli affidò
+nella vegnente primavera il comando
+delle sue galere. Paolo Fregoso andò a
+raggiugnere Galeazzo Caraccioli nelle
+acque di Otranto. Il formidabile gran
+visir Achmet Giedik aveva di già adunati
+alla Valona venticinque mila uomini,
+che stava per trasportare ad Otranto,
+onde continuare la conquista dell'Italia,
+quand'ebbe notizia della morte di Maometto
+II, accaduta il 3 maggio del 1481
+presso di Nicomedia, alla qual morte
+dopo pochi mesi tenne dietro la guerra
+civile scoppiata tra i suoi figliuoli Bajazette
+II e Gemma, ossia Zizim<a class="tag" id="tag248" href="#note248">[248]</a>. Achmet,
+abbandonando allora ogni progetto
+di conquista sul regno di Napoli, condusse
+la sua armata in soccorso di Bajazette,
+sebbene avesse motivo di temere
+il risentimento di questo principe per
+un'antica offesa. Gli si presentò colla
+sua scimitarra appesa al pomo della sua
+sella, perchè ricordavasi avergli detto:
+<span class="pagenum"><a id="Page_236"></a>[236]</span>
+«Se tu diventi sultano, io mai non la
+sguainerò per tua difesa.» Ma quando
+Bajazette, chiamandolo suo padre, lo
+invitò a scordarsi gli errori della sua
+gioventù, Achmet Giedik combattè contro
+i nemici del sultano col suo consueto
+valore: il 16 giugno del 1482 vinse Zizim
+a Serviza, presso d'Iconio, lo inseguì
+nella Caramania, ed all'ultimo lo
+costrinse a ritirarsi a Rodi<a class="tag" id="tag249" href="#note249">[249]</a>. Ariadeno,
+lasciato in Otranto con una guarnigione
+che non poteva ricevere soccorsi, si difese
+non pertanto con molto coraggio,
+ed ebbe diversi vantaggi sul duca di
+Calabria che lo attaccava; ma in ultimo
+accettò un'onorata capitolazione che gli
+fu offerta, e rese la piazza il 10 di agosto.
+Alcune delle compagnie turche che
+la difendevano passarono ai servigj del
+duca di Calabria, e furono in appresso
+utilmente adoperate nelle guerre d'Italia<a class="tag" id="tag250" href="#note250">[250]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La notizia della morte di Maometto II
+era stata rapidamente portata a Venezia, ed
+il doge Mocenigo la comunicò il 29 maggio
+<span class="pagenum"><a id="Page_237"></a>[237]</span>
+a tutti gli stati d'Italia<a class="tag" id="tag251" href="#note251">[251]</a>. Tutti la risguardarono
+come un avvenimento che liberava
+la Cristianità dal più grande pericolo che
+mai avesse corso, e tutti allentarono il
+freno a passioni che avevano per timore
+fin allora rattenute. Ma più che tutti
+gli altri Sisto IV, risguardandosi oramai
+come uscito dal solo pericolo che potesse
+raggiugnerlo sul trono, più non prescrisse
+limiti alla sua ambizione, a' suoi progetti
+di vendetta, alle turbolenti sue passioni,
+che talvolta era stato forzato a dissimulare.
+Cominciò dal richiamare la flotta che
+aveva spedita ad Otranto sotto il comando
+di Paolo Fregoso, non volendo
+acconsentire che approfittasse delle guerre
+civili dei Turchi per fare qualche conquista
+in Oriente<a class="tag" id="tag252" href="#note252">[252]</a>. Egli voleva in luoghi
+più a sè vicini impiegare tutte le
+sue forze, destinando l'intera Romagna
+ad essere l'appannaggio del suo favorito
+nipote. Fino dal 4 settembre del 1480
+aveva aggiunto il principato di Forlì a
+quello d'Imola, che di già era posseduto
+da Girolamo Riario. L'aveva tolto, per
+darglielo, alla casa Ordelaffi, che lo aveva
+<span class="pagenum"><a id="Page_238"></a>[238]</span>
+posseduto cento cinquant'anni. Pino degli
+Ordelaffi, l'ultimo feudatario di questa
+famiglia, destinava, morendo, la sua
+eredità ad un figlio naturale che lasciava
+in tenera età. I suoi due nipoti, Antonio
+Maria e Francesco Maria, figliuoli
+legittimi di Galeotto, fratello di Pino,
+pretendevano, forse a più giusto titolo,
+un principato da cui il loro zio aveva
+voluto escluderli, mandandoli in esilio.
+Sisto IV si fece giudice della loro causa,
+e gli spogliò tutti a profitto del proprio
+nipote, senza che alcuna vicina potenza
+osasse alzare la voce contro così manifesta
+ingiustizia<a class="tag" id="tag253" href="#note253">[253]</a>. Mandò in appresso
+questo stesso nipote a Venezia per istringere
+più intimamente l'alleanza che l'11
+maggio del 1480 aveva conchiusa con
+quella potente repubblica, e per meditare
+secolei la divisione di altri stati<a class="tag" id="tag254" href="#note254">[254]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Onde alimentare le guerre che di già
+aveva sostenute, e le guerre ancora più
+importanti che progettava; onde sostenere
+lo stravagante lusso de' suoi nipoti, e
+quello della propria casa, Sisto IV aveva
+<span class="pagenum"><a id="Page_239"></a>[239]</span>
+bisogno di tutti i provventi del fisco; perciò
+assoggettava a questo sistema tanto l'amministrazione
+ecclesiastica che la secolare.
+A poco a poco dichiarò venali tutte
+le cariche della corte apostolica, e ne
+notificò preventivamente il prezzo al pubblico<a class="tag" id="tag255" href="#note255">[255]</a>.
+Vendette ancora, ma alquanto
+più riservatamente, onde non essere accusato
+di simonia, i più ricchi beneficj,
+ed ancora qualche cappello cardinalizio<a class="tag" id="tag256" href="#note256">[256]</a>.
+Spinse più in là che tutti i suoi
+predecessori lo scandaloso traffico delle
+indulgenze. D'altra banda estorse danaro
+ai suoi sudditi di Roma, come sovrano
+e non come prete, assoggettando tutto
+il commercio de' grani al più crudele
+monopolio. Nella stagione del raccolto
+acquistava tutto il frumento al prezzo
+stabilito d'un ducato al rubbio: quando
+i suoi magazzini erano pieni, faceva nascere
+artificiali carestie, ora con vendite
+considerabili fatte ai Genovesi, ora col
+pretesto del passaggio delle truppe. Non
+permetteva che si levasse frumento dai
+<span class="pagenum"><a id="Page_240"></a>[240]</span>
+suoi magazzini, finchè il prezzo de' mercati
+non ammontava a quattro o cinque
+ducati per rubbio; allora fissava egli
+stesso il prezzo del suo frumento, e sotto
+pena di prigione proibiva a' fornaj di
+adoperare altro frumento che il suo.
+Spesso con queste pratiche mancava tutto
+ad un tratto il pane ne' suoi stati, ed in
+allora comperava a basso prezzo nel regno
+di Napoli il frumento di peggiore
+qualità, ed obbligava ad adoperare quel
+solo. Più d'una volta i suoi sudditi dovettero
+mangiare un pane nero, il di cui cattivo
+odore attestava essere corrotto il grano
+ond'era formato, e si attribuirono a questo
+cattivo alimento le pestilenziali malattie,
+che durante il suo regno afflissero
+Roma quasi tutti gli anni<a class="tag" id="tag257" href="#note257">[257]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Girolamo Riario era giunto
+a Venezia, ove fu ricevuto con infiniti
+onori, ed inscritto nel libro d'oro della
+nobiltà veneziana<a class="tag" id="tag258" href="#note258">[258]</a>. Veniva a proporre
+alla repubblica d'attaccare a spese comuni
+un principe vicino, per dividerne
+in appresso le conquiste; e la signoria
+<span class="pagenum"><a id="Page_241"></a>[241]</span>
+era tanto più disposta ad entrare in questi
+ambiziosi progetti in quanto che essendo
+il papa vecchissimo, poteva accadere
+che il suo successore tenesse una
+diversa politica, e non si prendesse pensiero
+di Girolamo Riario; mentre che la
+repubblica, forte nella sua immortalità,
+poteva sperare di raccogliere un giorno
+sola tutti i frutti della guerra fatta a spese
+comuni. La casa d'Este era quella che
+il papa proponevasi di trattare nello stesso
+modo che aveva trattati gli Ordelaffi nel
+precedente anno. I Veneziani avevano
+veduto con occhio di gelosia Ercole d'Este
+sposare Leonora, figliuola del re Ferdinando.
+Vero è che questo matrimonio
+non gli aveva impedito di portare le armi
+contro suo suocero nella guerra di
+Firenze; ma appunto in tale circostanza
+erasi renduto sospetto di segrete intelligenze
+coi nemici. Ferdinando, sempre
+corrucciato contro Venezia, poteva trovare
+nelle fortezze di suo genero dei
+punti d'appoggio per ispingere la guerra
+fino nel centro degli stati di terra ferma
+della repubblica. Altronde questa aveva
+dilatato il suo dominio fino ai confini
+del ducato di Milano; e per portarlo
+egualmente fino a quelli della Toscana,
+doveva invadere gli stati del duca di
+<span class="pagenum"><a id="Page_242"></a>[242]</span>
+Ferrara; e perchè una parte di questi
+stati dipendeva dall'impero, l'altra dalla
+Chiesa, i confederati convennero che la
+repubblica di Venezia occuperebbe i primi,
+cioè Modena e Reggio, e cederebbe
+al Riario i secondi, ossia il ducato di
+Ferrara<a class="tag" id="tag259" href="#note259">[259]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani cercavano cagioni di lite
+col duca di Ferrara, onde dare principio
+alla guerra concertata col Riario e col
+papa. Avevano con lui alcune controversie
+rispetto all'estensione de' loro confini,
+e, facendosi giustizia da sè medesimi,
+avevano fabbricati tre ridotti sullo
+stesso territorio del duca. Nominavano
+un giudice veneziano che risiedeva in
+Ferrara col titolo di <i>Viadamo</i> per fare
+giustizia a que' sudditi veneziani che abitavano
+negli stati della casa d'Este. La
+giurisdizione di questo <i>Viadamo</i> aveva
+pure dato luogo a qualche dissapore tra
+i due governi. Finalmente la repubblica,
+come sovrana delle lagune, pretendeva
+<span class="pagenum"><a id="Page_243"></a>[243]</span>
+avere diritto al monopolio del sale; non
+voleva permettere agli abitanti di Ferrara
+nemmeno di raccogliere quello che
+il mare deponeva sul loro territorio, e
+lagnavasi, come di un'infrazione de' trattati,
+di tutto quanto praticava l'industria
+de' sudditi della casa d'Este per approfittare
+delle loro paludi salse. Il duca di
+Ferrara, conoscendosi debole, aveva offerto
+di dare al senato su tutti i capi
+d'accusa pieno soddisfacimento. Nello
+stesso tempo aveva invocata la protezione
+del papa, suo abituale signore, ignorando
+tuttavia che doveva risguardarlo come
+suo capitale nemico.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto per quanti sforzi facesse Ercole
+d'Este per calmare i Veneziani e
+riconciliarsi con loro, non potè impedire
+che il 3 maggio del 1482 non gli
+fosse dichiarata la guerra a nome del
+doge Giovanni Mocenigo e della repubblica
+di Venezia, come a nome di papa
+Sisto IV e di Girolamo Riario, signore
+di Forlì e d'Imola. Si videro inoltre entrare
+nella stessa lega Guglielmo, marchese
+di Monferrato, la repubblica di
+Genova e Pietro Maria de' Rossi, conte
+di san Secondo, nello stato di Parma.
+D'altra parte il re Ferdinando, il duca
+di Milano ed i Fiorentini, dopo avere
+<span class="pagenum"><a id="Page_244"></a>[244]</span>
+inutilmente tentato di sconsigliare Sisto
+IV da così ingiusta guerra, richiamarono
+i loro ambasciatori, che partirono
+da Roma il 14 di maggio. Dichiararono
+che difenderebbero il duca di
+Ferrara, e ricevettero nella loro alleanza
+Federico, marchese di Mantova, Giovanni
+Bentivoglio, capo della repubblica
+di Bologna, e la casa Colonna, che ammise
+guarnigione napolitana ne' suoi feudi
+di Marino e di Genazzano, posti presso
+alle porte di Roma<a class="tag" id="tag260" href="#note260">[260]</a>.
+</p>
+
+<p>
+E per tal modo l'Italia si trovava divisa
+in due grandi leghe: la guerra scoppiò
+in ogni luogo nello stesso tempo, e fu
+tanto più ruinosa per i popoli, in quanto
+che la maggior parte de' più piccoli signori
+era stata ammessa all'alleanza delle grandi
+potenze. Nello stato della Chiesa i Colonna
+sortivano dalle loro terre murate
+per guastare tutte le vicine campagne,
+e le stesse strade di Roma venivano spesse
+volte insanguinate dalle zuffe. I Savelli
+si erano uniti ai Colonna, mentre che
+gli Orsini, non ascoltando che l'antico
+<span class="pagenum"><a id="Page_245"></a>[245]</span>
+loro odio per queste due case, avevano
+abbracciata la causa del papa. A non
+molta distanza di là, i Fiorentini avevano
+armata mano rimesso Niccolò Vitelli nella
+sua signoria di Città di Castello, cacciandone
+Lorenzo Giustini, creatura del papa,
+che per vendicarsi danneggiava le campagne.
+Finalmente il duca di Calabria,
+che coll'armata napolitana aveva voluto
+soccorrere suo cognato, il duca di
+Ferrara, era stato trattenuto nello stato
+di Roma dall'armata pontificia, e contribuiva
+dal canto suo a ruinare il patrimonio
+di san Pietro<a class="tag" id="tag261" href="#note261">[261]</a>. In Romagna,
+Giovanni Bentivoglio trovavasi coi Bolognesi
+opposto a Girolamo Riario; Ibletto
+del Fieschi, sceso dalle montagne della
+Liguria, guastava i confini del Milanese;
+e per ultimo Pietro Maria de' Rossi, cui
+i Veneziani accordavano un annuo sussidio
+di venti mila fiorini per turbare
+il governo di Milano nello stato di Parma,
+portava la desolazione in tutto il
+vicinato de' suoi numerosi castelli. Sostenne
+<span class="pagenum"><a id="Page_246"></a>[246]</span>
+in Torre Chiara, Noceto, Berceto
+e Preda Balcia, ostinati assedj, e
+quando il 10 settembre del 1482 morì a
+Torre Chiara in età di ottant'anni, prese
+il suo posto suo figliuolo Guido de' Rossi,
+che mostrò per la medesima causa la
+stessa ostinazione e lo stesso valore<a class="tag" id="tag262" href="#note262">[262]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_247"></a>[247]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma la guerra principale trattavasi ai confini
+del Ferrarese. Questa per la natura del
+paese presentava difficoltà che i soldati
+non sono troppo accostumati a superare.
+Quasi tutta la campagna situata tra Ravenna,
+Venezia e Ferrara, è tagliata da
+infiniti canali, o inondata da acque stagnanti.
+Tutti i fiumi che scendono dal
+vasto anfiteatro formato dagli Appennini
+e dalla lunga catena delle Alpi, si riuniscono
+all'estremità del mare Adriatico.
+La ghiaja e la melma, che strascinano
+giù dalle montagne, alzano il loro letto,
+ne otturano la foce, gli sforzano a dividersi
+tra migliaja d'isolette ed a rovesciarsi
+all'ultimo in vaste lagune, che
+mancano di bastante fondo per poterle
+attraversare colle barche, e non pertanto
+hanno tropp'acqua perchè possano praticarsi
+dagli uomini o dai cavalli. La
+strada di Bologna a Ferrara attraversa
+una parte di questi stagni, ove l'occhio
+non trova limiti, sebbene altri assai
+più considerabili stendansi al di sotto di
+Rovigo intorno a Mesola, ad Adria, a
+Comacchio, piccole città, che come Venezia
+sorgono di mezzo alle acque. Le
+isole formate dall'Adige, dal Po, dal
+Tartaro e dagli altri fiumi che vi si riuniscono,
+chiamansi Polesini. Uno de' più
+<span class="pagenum"><a id="Page_248"></a>[248]</span>
+grandi e de' più fertili è quello di Rovigo,
+che viene bagnato dall'Adige e
+dal Po, e tagliato da numerosi canali.
+La conquista di questi Polesini, la conquista
+delle grosse terre poste in mezzo a
+questi immensi stagni era una difficilissima
+intrapresa<a class="tag" id="tag263" href="#note263">[263]</a>. I Veneziani la tentarono
+sotto la direzione di un generale
+cui avrebbesi piuttosto creduto dover combattere
+per l'opposta lega.
+</p>
+
+<p>
+Il generale cui affidarono il comando
+delle loro armate fu quello stesso Roberto
+di Sanseverino, che meno di tre anni
+prima aveva con felice ardimento posto
+Lodovico il Moro alla testa della reggenza
+di Milano. Ossia che così grande
+servigio gl'ispirasse troppo grandi pretese,
+ossia che il Moro trovasse pesante
+ogni riconoscenza, Roberto di Sanseverino
+venne dichiarato ribelle con i suoi
+sette figli, tutti abili alle armi, il 27 gennajo
+del 1482. Egli occupava in allora il
+castel nuovo di Tortona, dal quale uscì
+con ottanta cavalieri e molta gente a
+piedi, e, facendosi strada a traverso ad
+una piccola armata milanese che veniva
+ad assediarlo, guadagnò le montagne di
+<span class="pagenum"><a id="Page_249"></a>[249]</span>
+Genova, di dove si affrettò di passare a
+Venezia per offrire i suoi servigj ad una
+repubblica che faceva la guerra al suo
+ingrato amico<a class="tag" id="tag264" href="#note264">[264]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il Sanseverino seppe in questa difficile
+campagna sostenere la sua riputazione,
+sebbene la natura del terreno non gli
+permettesse nè rapide marce, nè battaglie,
+nè luminosi fatti. Per attaccare i
+Polesini adoperò a vicenda, a seconda del
+bisogno, i battelli e l'infanteria, ora formava
+trincee con fascine a traverso ai
+laghi del Tartaro tra Legnago e Rovigo,
+e così adoperando molti de' suoi capitani
+occuparono Mellaria, Trecento e Brigantino<a class="tag" id="tag265" href="#note265">[265]</a>;
+ora faceva su per le foci
+del Po rimontare piccole navi che non
+avevano bisogno di molto fondo, ed in
+tal modo Damiano Moro prese Adria,
+che saccheggiò con estrema crudeltà,
+uccidendo anche parte degli abitanti. I
+soldati della repubblica, lungo tempo accostumati
+alla guerra contro i Turchi,
+recavano in Italia le feroci abitudini che
+avevano contratte in Levante. Damiano
+Moro occupò ancora Comacchio, prendendo
+<span class="pagenum"><a id="Page_250"></a>[250]</span>
+d'assalto i tre ridotti che il duca
+di Ferrara aveva innalzati sul Po alla
+Pelosella<a class="tag" id="tag266" href="#note266">[266]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'armata che la lega aveva mandata
+nel Ferrarese per difendere il duca Ercole,
+era comandata da Federico di Montefeltro,
+duca di Urbino; ma ossia che
+quest'illustre capitano fosse reso debole
+dall'età, oppure che cedesse alla superiorità
+del Sanseverino, parve che durante
+tutta la campagna rimanesse perdente.
+Del resto, sebbene numerose fossero
+le due armate, non si fecero agire
+da ambe le parti che corpi staccati per
+piccole spedizioni. Ogni corpo, separato
+da tutti gli altri da paludi o da canali e
+da' fiumi, sui quali l'arte non sapeva
+ancora con facilità gettar ponti, doveva
+dirigersi a norma delle proprie circostanze,
+e senza seguire un piano generale.
+</p>
+
+<p>
+In questa guerra il ferro nemico era
+meno formidabile che il clima micidiale
+cui d'uopo era esporsi in mezzo ai pantani.
+Perciò spaventosa fu la mortalità
+de' soldati, de' contadini adoperati ne' lavori,
+ed ancora degli ufficiali di alto
+rango. I soli Veneziani perdettero tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_251"></a>[251]</span>
+supremi generali, Pietro Trivisani, Loredano
+e Damiano Moro. Assicurasi che
+le febbri pestilenziali avevano rapiti alle
+due armate più di venti mila uomini<a class="tag" id="tag267" href="#note267">[267]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lo stesso duca Ercole cadde gravemente
+ammalato nel momento in cui
+avrebbe avuto maggior bisogno di tutta
+la sua forza fisica e morale per difendersi.
+Frattanto la di lui sposa Eleonora
+d'Arragona supplì col suo coraggio a
+tutto quanto poteva operare il duca.
+Avrebbe voluto ravvivare lo zelo de' suoi
+sudditi per la casa d'Este con tutti i
+mezzi che potevano agire sull'immaginazione,
+e non trascurò nemmeno l'entusiasmo
+religioso. Fece venire da Bologna
+un eremita, il quale co' suoi sermoni
+incoraggiava il popolo a combattere
+come in una guerra sacra. Costui
+predicò otto volte di seguito innanzi ad
+un'assemblea sempre più numerosa; ma
+quando i Ferraresi cominciavano ad animarsi
+per i suoi sermoni, dichiarò che
+si disponeva a creare una flotta di dodici
+galeoni, che romperebbero l'armata veneziana
+occupata nell'assedio di Figheruolo.
+Tutta la città udì con istupore questa promessa;
+egli solo il buon eremita non dubitava
+<span class="pagenum"><a id="Page_252"></a>[252]</span>
+d'avere il potere de' miracoli. Nel giorno
+stabilito spiegò dall'alto del suo pulpito
+dodici bandiere coperte di croci, sulle
+quali erano dipinti Gesù Cristo, la Vergine
+e quaranta santi. Scese in allora in
+mezzo alla sua greggia, si fece portare
+innanzi i suoi stendardi, ed uscì di città,
+accompagnato da tutto il popolo. Tenne
+la destra riva del Po per giugnere al campo
+della Stellata, di dove voleva indirizzare
+un sermone a Roberto di Sanseverino accampato
+sull'opposta sponda. Durante tutto
+il cammino aveva sempre cantate orazioni
+ed antifone alle quali rispondeva il popolo.
+Federico d'Urbino, vedendo giugnere
+questa strana processione, si fece
+a ridere, e conobbe che niuno utile partito
+poteva cavarsi da un uomo più d'ogni
+altro acciecato dalla sua credula superstizione.
+«Mio padre, gli disse, i
+Veneziani non sono invasi dal demonio;
+invece di esorcizzarli, tornatevene
+a Ferrara, e dite a madama Eleonora,
+che per iscacciare i suoi nemici abbiamo
+bisogno di danaro, d'artiglieria
+e di uomini, e non di preghiere.»
+L'eremita tornò a Ferrara a capo chino
+colle sue bandiere<a class="tag" id="tag268" href="#note268">[268]</a>. Frattanto Figheruolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_253"></a>[253]</span>
+fu preso il 29 giugno dopo cinquanta
+giorni d'assedio<a class="tag" id="tag269" href="#note269">[269]</a>. Vennero ancora
+in mano de' nemici Lendenara e la
+Badia, ed all'ultimo, il 17 agosto, anche
+Rovigo, capitale del Polesine ed antico
+patrimonio della casa d'Este<a class="tag" id="tag270" href="#note270">[270]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto il duca di Calabria era entrato
+nello stato romano coll'armata napolitana
+che voleva condurre a Ferrara.
+Il papa gli aveva da principio opposto
+Girolamo Riario, nominato gonfaloniere
+della Chiesa; ma non si fidando pienamente
+della capacità del nipote, aveva
+chiesto ai Veneziani e da loro ottenuto
+Roberto Malatesta, che, venuto a portargli
+un rinforzo di due mila quattrocento
+cavalli, prese il comando di tutta l'armata.
+Il Malatesta godeva opinione di
+essere uno de' migliori capitani del secolo,
+e costrinse il duca di Calabria ad
+accettare la battaglia il 21 agosto a Campo
+Morto presso Velletri. Teneva nella
+sua armata Gian-Giacomo Piccinino, figlio
+di quel Piccinino che Ferdinando
+<span class="pagenum"><a id="Page_254"></a>[254]</span>
+aveva con tutta perfidia fatto perire; lo
+chiamò alla testa delle sue truppe: gli
+disse essere venuto il momento di vendicare
+la morte di suo padre, ucciso a
+tradimento dal suo nemico; e gli affidò
+nello stesso tempo il comando dell'ala
+destra, che doveva entrare per la prima
+in battaglia contro i Napolitani. Il valore
+e lo sdegno del Piccinino e de' soldati
+di suo padre, che aveva sotto le sue insegne,
+contribuirono potentemente alla vittoria<a class="tag" id="tag271" href="#note271">[271]</a>.
+Fu per altro vivamente contrastata;
+si pugnò da ambo le parti con
+un accanimento poco comune nelle guerre
+d'Italia, e più di mille rimasero sul
+campo di battaglia, ragguardevolissimo
+numero per piccole armate, e per combattenti
+coperti di ferro. Finalmente i
+Napolitani furono rotti; il duca di Calabria
+fu salvato dai Turchi che aveva
+presi al suo soldo ad Otranto, e che
+per lui combattevano valorosamente; ma
+Roberto Malatesta gli fece moltissimi prigionieri,
+tra i quali si trovarono trecento
+sessanta gentiluomini<a class="tag" id="tag272" href="#note272">[272]</a>. Alcune compagnie
+<span class="pagenum"><a id="Page_255"></a>[255]</span>
+di Turchi furono pure avviluppate
+e deposero le armi; ma le riebbero poscia
+dallo stesso papa; e furono impiegate a Roma
+per contenere il popolo in occasione di
+feste e di ceremonie pubbliche; nè pare
+che siasi pur cercato di convertirle<a class="tag" id="tag273" href="#note273">[273]</a>.
+Dopo la vittoria di Campo Morto molti
+castelli dei Colonna, dove i Napolitani
+avevano guarnigioni, furono ripresi dalla
+armata della Chiesa; ma non fu permesso
+al Malatesta di approfittare lungo tempo
+de' suoi vantaggi: richiamato a Roma,
+vi morì il 10 o l'11 di settembre, meno
+di un mese dopo la sua vittoria, non
+senza violenti sospetti che fosse stato avvelenato
+da Girolamo Riario. Questo conte
+e tutta la corte di Roma non dissimularono
+la loro gioja per tale morte. Veruna
+ricompensa, soleva dire il Riario,
+sarebbe bastata all'ambizione di Roberto,
+<span class="pagenum"><a id="Page_256"></a>[256]</span>
+e coloro cui aveva renduto così importante
+servigio avrebbero dovuto sopportare
+il peso della sua arroganza. Per altro
+gli fu innalzata in Roma una statua
+di bronzo col motto di Cesare per
+iscrizione: <i>veni, vidi, vici</i>. Ma in pari
+tempo Girolamo Riario si accostò a Rimini
+per togliere quella città alla casa
+Malatesta. Roberto, che aveva quarant'anni
+quando morì, non aveva avuto prole da
+sua moglie, figlia di Federico, duca
+d'Urbino. Lasciava soltanto un figliuolo
+naturale, Pandolfo, che destinava suo
+successore, in conformità del diritto di
+successione ammesso nella sua famiglia,
+ove l'eredità era quasi sempre stata trasmessa
+di bastardo in bastardo. Morendo,
+confidò questo figlio alla protezione di
+suo suocero, il duca d'Urbino, sebbene
+questi comandasse l'armata nemica. Ma
+per una singolare fatalità il duca d'Urbino
+moriva lo stesso giorno a Ferrara,
+raccomandando a suo genero la difesa
+della sua famiglia, e l'amicizia di suo
+figliuolo Guid'Ubaldo, nominato suo successore.
+La moglie di Roberto ricevette
+nello stesso tempo a Rimini la notizia
+della morte del padre e del marito, e
+trovò ne' Fiorentini, contro de' quali questo
+marito aveva ultimamente combattuto,
+<span class="pagenum"><a id="Page_257"></a>[257]</span>
+protezione contro la Chiesa per la quale
+Roberto aveva trionfato<a class="tag" id="tag274" href="#note274">[274]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutto sembrava riuscire prosperamente
+alla lega del papa e de' Veneziani, perciocchè
+mentre che il duca di Calabria
+era battuto a Campo Morto, Roberto di
+Sanseverino aveva passato il Po presso
+Ferrara; aveva fortificato il ponte gettato
+sul fiume, e si era impadronito del barco
+che Borso d'Este aveva formato e circondato
+di mura in distanza di un miglio
+dalla capitale. Questo ricinto, con
+amenissimi boschetti, con canali e getti
+d'acqua, e riempito di bestie selvatiche,
+era stato guastato dai nemici. Tra
+questo ed il ponte aveva il Sanseverino
+innalzato un fortino i di cui bastioni e
+rivellini erano circondati di fosse, di
+modo che gli assalitori erano protetti nelle
+loro scorrerie fino alle porte della città
+da una fortezza<a class="tag" id="tag275" href="#note275">[275]</a>. I Fiorentini, scoraggiati
+da così infelici avvenimenti, parevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_258"></a>[258]</span>
+disposti a ritirarsi dalla lega: e
+Costanzo Sforza, ch'essi avevano chiamato
+per essere loro generale, non aveva
+mai potuto ridursi ad uscire dalle mura
+di Pesaro<a class="tag" id="tag276" href="#note276">[276]</a>. Ma mentre che i Veneziani
+vedevansi vicini a dividere le loro
+conquiste, il papa aveva di già intavolato
+un segreto trattato con Ferdinando,
+e mandatogli perciò il 14 d'ottobre
+a Napoli il cardinale di san Pietro <i>ad
+vincula</i>. Pare che Sisto IV si fosse adombrato
+dell'ingrandimento de' Veneziani
+ai confini dello stato della Chiesa, che
+si avvedesse che la loro ambizione non
+rispetterebbe lungamente il trattato di divisione,
+ed è probabile che Girolamo
+Riario avesse di già provato dal canto
+loro qualche mortificazione. Per lo meno
+questi mostrossi dispostissimo a distruggere
+l'opera fin allora promossa con
+tanto ardore. Le due armate intesero con
+eguale sorpresa che il 28 di novembre
+era stata conchiusa una tregua tra il
+papa e Ferdinando, cui tenne dietro bentosto
+una pace sottoscritta il 12 di dicembre
+nella stessa camera del papa.
+Questo trattato guarentiva lo stato del
+duca di Ferrara, la restituzione di tutte
+<span class="pagenum"><a id="Page_259"></a>[259]</span>
+le conquiste reciprocamente fatte, una
+alleanza per vent'anni tra le parti contraenti,
+alleanza nella quale sarebbero
+ammessi i medesimi Veneziani, purchè
+vi acconsentissero avanti il termine di
+trenta giorni, e per ultimo un annuo
+sussidio di quaranta mila ducati, da pagarsi
+in comune a Girolamo Riario a
+titolo di soldo. Le differenze tra i Fiorentini
+ed il papa venivano poste in arbitrio
+degli ambasciatori di Spagna<a class="tag" id="tag277" href="#note277">[277]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nella conchiusione delle condizioni di
+questa nuova alleanza, Sisto IV mostrò
+lo stesso calore che aveva mostrato nella
+precedente. Scrisse subito al doge di Venezia
+per intimargli di accettare la pacificazione
+d'Italia, di restituire le conquiste,
+e di astenersi dal tormentare più
+oltre la città di Ferrara, dipendente dall'alto
+dominio della santa sede, la quale
+Sisto prendeva sotto la speciale sua protezione<a class="tag" id="tag278" href="#note278">[278]</a>.
+Scrisse in pari tempo al
+duca di Ferrara per accertarlo della sincerità
+<span class="pagenum"><a id="Page_260"></a>[260]</span>
+della sua riconciliazione, ai Ferraresi
+per esortarli ad una vigorosa difesa,
+ai Bolognesi ed a Giovanni Bentivoglio
+per incoraggiarli a sostenere la
+casa d'Este<a class="tag" id="tag279" href="#note279">[279]</a>. Prima che potesse aver
+avuto riscontro dal senato di Venezia,
+permise al duca di Calabria di attraversare
+il territorio della Chiesa per passare
+a Ferrara, e lasciò che Virginio
+Orsini ed altri capitani dell'armata della
+Chiesa, che partirono da Roma il 30 dicembre,
+entrassero al di lui servigio<a class="tag" id="tag280" href="#note280">[280]</a>.
+Finalmente il 10 gennajo del 1483 addirizzò
+all'imperatore ed a tutti i principi
+d'Europa una specie di manifesto contro i
+Veneziani, accusandoli di colpevole ostinazione
+nel continuare la guerra, promettendo
+di punirli con tutte le pene
+ecclesiastiche di sua facoltà, come infatti
+il 10 giugno seguente fulminò la scomunica
+contro i capi della repubblica,
+ed interdisse tutto il territorio<a class="tag" id="tag281" href="#note281">[281]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La maraviglia de' Veneziani non fu
+minore della loro indignazione, vedendo
+dal papa punita come un delitto la guerra
+<span class="pagenum"><a id="Page_261"></a>[261]</span>
+cui erano stati da lui medesimo incoraggiati,
+e ch'egli aveva con loro fin
+all'ultimo sostenuta. Richiamarono da
+Roma il loro ambasciatore, Francesco
+Diedo, e si apparecchiarono a far testa
+anche soli a tutta l'Italia<a class="tag" id="tag282" href="#note282">[282]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'ultimo giorno di febbrajo erasi adunato
+in Cremona un congresso de' nemici
+di Venezia sotto la presidenza di Francesco
+Gonzaga, signore di Mantova e legato del
+papa. Trovaronsi colà il duca di Calabria,
+il duca di Ferrara, Lodovico Sforza
+il Moro, reggente di Milano, con due dei
+suoi fratelli, Lorenzo de' Medici, Giovanni
+Bentivoglio, il marchese di Mantova,
+Gian Jacopo Trivulzio e molti altri capitani
+di minor conto<a class="tag" id="tag283" href="#note283">[283]</a>. Erasi proposto d'invadere
+nello stesso tempo i dominj della
+repubblica dalla banda del Milanese, del
+Mantovano e della Romagna. Ma di quei
+tempi era, per così dire, ammesso nel
+diritto pubblico di poter fare la guerra
+per conto de' suoi alleati, senza prendervi
+parte in nome proprio; e nè il
+duca di Milano, nè il marchese di Mantova
+<span class="pagenum"><a id="Page_262"></a>[262]</span>
+vollero tra i primi dichiararsi direttamente
+nemici dei Veneziani, di modo
+che la dieta si sciolse senza aver niente
+conchiuso. Questa riserva per altro non
+impedì che la guerra si stendesse ancora
+ai confini che si erano voluto preservare.
+Roberto di Sanseverino entrò nel Milanese
+il 12 di luglio, sperando di ravvivare
+lo zelo de' partigiani della duchessa Bona.
+Lodovico il Moro fece a vicenda guastare
+i territori di Bergamo e di Brescia;
+ma nè l'una, nè l'altra spedizione ebbero
+importanti risultamenti<a class="tag" id="tag284" href="#note284">[284]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa guerra, cui vedevansi prender parte
+le prime potenze d'Italia, era da ambidue
+le parti così mollemente trattata,
+e con una tale viltà, che forma un sorprendente
+contrapposto colle guerre che
+i Francesi dovevano tra poco portare in
+Italia. Non ebbero luogo nè battaglie generali,
+nè assedj di città; attaccavansi
+soltanto deboli castelli, ed accadeva qualche
+leggiere scaramuccia tra piccoli corpi.
+Le due armate chiudevansi ne' loro
+trinceramenti poco distanti gli uni dagli
+altri, si minacciavano senza mai venire
+<span class="pagenum"><a id="Page_263"></a>[263]</span>
+alle mani, e si assoggettavano nel proprio
+campo alla mortalità, inevitabile conseguenza
+del clima mal sano delle foci del
+Po, senza esporsi ad onorata morte in
+battaglia. Il popolo di Ferrara, oppresso
+dagli alloggi de' soldati, dalle contribuzioni,
+dai saccheggi, omai più non si mostrava
+disposto a nuovi sagrificj per la casa d'Este,
+sebbene niuna cosa annunciasse il fine
+d'una guerra che non era illustrata da verun
+fatto glorioso. Il duca di Calabria aveva
+saccheggiato il territorio di Brescia, ed
+i Milanesi quello di Bergamo; il marchese
+di Mantova aveva presa Asola, castello
+sul fiume Chiesa che un tempo appartenne
+ai suoi antenati. Nello stato di
+Parma, i Rossi, più non potendo resistere
+alle superiori forze mandate contro di
+loro, si erano ritirati verso le montagne
+di Genova: di là erano passati a
+Venezia, e quel senato, per indennizzarli
+dei feudi che avevano perduto, aveva
+loro assegnato un grosso soldo. Ma questi
+piccoli vantaggi della lega, che prendeva
+il titolo di santa perchè aveva alla
+testa il papa, non arrecavano sollievo al
+duca di Ferrara. Il nemico stava costantemente
+accampato alle porte della sua
+capitale, ed i suoi sudditi erano stati due
+anni consecutivi privati di ogni raccolto.
+<span class="pagenum"><a id="Page_264"></a>[264]</span>
+Per altro il Sanseverino non aveva mai
+osato di aprire le sue batterie contro le
+mura della città; come il duca di Calabria,
+con un'armata più forte, non aveva
+saputo, nè costringere i Veneziani ad una
+battaglia per far loro levare l'assedio, nè
+attaccare il ridotto innalzato tra il parco
+ed il fiume. Mancavano in allora all'arte
+della guerra i mezzi di giugnere ad operazioni
+decisive; non si attaccavano che
+i luoghi non difesi, e non sapevasi sforzare
+il nemico a venire a battaglia, nè
+aprire le mura di una piazza in cui si
+chiudeva<a class="tag" id="tag285" href="#note285">[285]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In Toscana trattavasi la guerra ancora
+più mollemente e più vilmente. I Fiorentini
+non avevano verun altro nemico
+che Agostino Fregoso, nuovo signore di
+Sarzana, che i Genovesi stessi non ajutavano
+scopertamente. Ragguardevole era
+l'armata destinata contro di lui, e tale
+da poter prendere Sarzana dopo un breve
+assedio; pure non lo intraprese, e si limitò
+a meschine scaramucce<a class="tag" id="tag286" href="#note286">[286]</a>. I Sienesi
+si erano alleati ai Fiorentini, e
+non avevano altri nemici che i loro emigrati,
+i quali si erano chiusi in Monte
+<span class="pagenum"><a id="Page_265"></a>[265]</span>
+Reggioni, ove tentarono invano di forzarli<a class="tag" id="tag287" href="#note287">[287]</a>.
+Sarebbesi detto che i soldati
+altro mezzo più non conoscevano per
+entrare in una piazza che quello di aspettare
+pazientemente l'istante in cui piacerebbe
+al nemico di uscirne.
+</p>
+
+<p>
+Cotale maniera di guerreggiare dovette
+parere assai strana a Renato II, duca di
+Lorena, che i Veneziani chiamarono quest'anno
+in Italia per prendere il comando
+della loro armata. Il loro trattato con
+questo pretendente al regno di Napoli,
+ch'essi volevano contrapporre a Ferdinando,
+fu stipulato il 30 aprile, o secondo
+altri il 9 maggio del 1483. Renato obbligavasi
+di condurre mille cinquecento cavalli,
+e mille pedoni, e gli era stato promesso
+il soldo di diciassette ducati e
+mezzo al mese per ogni lancia, formata
+secondo l'uso francese di sei uomini a
+cavallo. Vi si era aggiunta una gratificazione
+di dieci mila ducati all'anno <i>per
+la tavola</i> del principe<a class="tag" id="tag288" href="#note288">[288]</a>. Rinaldo non
+arrivò a Venezia che assai tardi e con
+<span class="pagenum"><a id="Page_266"></a>[266]</span>
+molta difficoltà. Il papa, informato della
+sua venuta, aveva minacciata la scomunica
+a tutti i principi della Germania
+che gli accorderebbero il passaggio, onde
+il Lorenese fu costretto di entrare lungo
+la strada in varj negoziati, e di abbandonare
+spesse volte la via più breve. Era da
+poco giunto nel campo veneziano, ed appena
+aveva avuto il tempo di studiare questo
+sistema di guerreggiare, tanto diverso
+dal suo, quando ebbe notizia della morte
+di Lodovico XI re di Francia, accaduta
+il 30 agosto del 1483. Siccome questo
+monarca aveva cercato di togliergli la
+successione della casa d'Angiò, ordinando
+ingiusti testamenti al suo avo ed al suo
+prozio, Renato tornò subito ne' suoi stati,
+per tentar di ricuperare, durante la minorità
+di Carlo VIII, ciò che gli aveva
+fatto perdere la politica di Lodovico XI<a class="tag" id="tag289" href="#note289">[289]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Un'altra guerra sostenevasi con maggior
+vigore dalla repubblica di Venezia,
+ed era quella che facevagli il papa coi
+fulmini della Chiesa. Sisto IV aveva pubblicato
+il 24 maggio, giorno della Pentecoste,
+una bolla contro Venezia, per
+la quale ordinava a tutti i religiosi di
+<span class="pagenum"><a id="Page_267"></a>[267]</span>
+uscire tre dì dopo da questa città scomunicata.
+Il consiglio dei dieci, avutone
+avviso, fece tenere d'occhio tutti coloro
+che giugnevano da Roma, per sorprendere
+questa bolla nelle loro mani. Pose
+sotto la responsabilità de' parrochi tutte
+le carte che potrebbero trovarsi alle porte
+delle loro chiese, ed ordinò al patriarca
+ed a tutti gli ecclesiastici veneziani di
+mandare, senza aprirle, agl'inquisitori
+di stato qualunque bolla fosse loro diretta
+dalla santa sede. Quest'ordine fu scrupolosamente
+eseguito, e la scomunica non
+dissuggellata fu mandata al consiglio dei
+dieci dal patriarca, senza che verun Veneziano
+ne avesse contezza<a class="tag" id="tag290" href="#note290">[290]</a>. Il consiglio
+ordinò a tutti i cardinali e prelati
+dipendenti dalla signoria, sotto pena di
+confisca de' loro beneficj, di adunarsi a
+Venezia il 15 di luglio in concilio provinciale.
+Nello stesso tempo mandò a
+Girolamo Lando, patriarca titolare di
+Costantinopoli, un appello al futuro concilio
+della sentenza di scomunica. Il patriarca,
+ammettendo l'appello, sospese
+l'interdetto, e mandò allo stesso papa una
+citazione al futuro concilio. Si trovarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_268"></a>[268]</span>
+persone abbastanza coraggiose per affiggere
+questa citazione sul ponte sant'Angelo,
+ed alle porte del Vaticano e
+della Rotonda. Per altro quest'ardimento
+costò la vita alle guardie notturne, che
+il papa fece appiccare per avere mancato
+di vigilanza<a class="tag" id="tag291" href="#note291">[291]</a>. Tutti i preti veneziani,
+che si trovavano a Roma, furono
+chiamati, sotto comminatoria di perdere
+i loro beneficj; ed il papa oppose a quest'ordine
+un editto, in forza del quale i
+prelati ed i preti che abbandonassero
+Roma, potrebbero essere venduti come
+schiavi<a class="tag" id="tag292" href="#note292">[292]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa violenta lotta col capo della
+Chiesa non recava verun biasimo ai Veneziani,
+perciocchè l'impetuoso carattere
+di Sisto IV, le sue ingiustizie, la sua
+cieca tenerezza per Girolamo Riario, che
+tutta l'Italia risguardava per suo figliuolo,
+e figliuolo nato da un incesto, avevano
+distrutto ogni rispetto dei popoli per la
+tiara. Qualunque genere di scandalo infamava
+la sua condotta; vedevasi sempre
+circondato da giovani favoriti, che
+altro merito non avevano che quello dell'avvenenza,
+ed a cui egli prodigava i
+<span class="pagenum"><a id="Page_269"></a>[269]</span>
+tesori della Chiesa. Questo stesso anno,
+il 19 novembre 1483, offese tutto il sacro
+collegio, accordando il vescovado di
+Parma ed il cappello cardinalizio ad un
+giovanetto che non giugneva ai vent'anni,
+e che, uscito di bassa condizione, era
+prima stato paggio del conte Girolamo,
+in appresso cameriere del cardinale di
+san Vitale. Sisto IV, sorpreso dalla sua
+bellezza, lo volle per suo prelato di camera,
+accumulò sopra di lui i più ricchi
+beneficj, lo creò castellano di Sant'Angelo,
+ed all'ultimo gli conferì la porpora.
+Pure si trovò che questo Giacomo
+di Parma era un giovane di buon carattere,
+ed assai costumato, e che altro
+difetto non aveva che di essere sommamente
+ignorante<a class="tag" id="tag293" href="#note293">[293]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1484 i guasti della guerra si estesero
+sopra nuove province: i Veneziani
+vollero farne sentire il peso a Ferdinando,
+che nulla fin allora aveva sofferto,
+armarono una flotta di trent'una galere,
+di cui diedero il comando a Giacomo
+Marcello, e la mandarono nel golfo di
+Taranto, ove attaccò Gallipoli. Questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_270"></a>[270]</span>
+ammiraglio fu ucciso verso la fine di
+maggio in un assalto che diede alla piazza,
+la quale capitolò lo stesso giorno col
+di lui successore, Domenico Malipieri.
+Questi diligentemente fortificò la nuova
+conquista, soggiogò in appresso le piccole
+città ed i castelli del vicinato, ed
+in giugno occupò inoltre Policastro e Cero
+nella Calabria. I suoi soldati, accostumati
+alla guerra dei Turchi, trattavano con
+orribile barbarie i paesi che saccheggiavano,
+e non pertanto davano infinita pena
+a Ferdinando, il quale conosceva il malcontento
+de' suoi baroni, e sempre temeva
+di vederli uniti agli stranieri per
+sottrarsi alla sua autorità<a class="tag" id="tag294" href="#note294">[294]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso tempo facevasi la guerra
+nello stato di Roma con estremo furore.
+Da un canto Niccolò Vitelli, abbandonato
+dai Fiorentini, era stato cacciato da
+Città di Castello, e rimesso in suo luogo
+Lorenzo Giustini; dall'altro canto Sisto
+IV e Girolamo Riario avevano perseguitati
+i Colonna con un accanimento
+non appoggiato a verun motivo politico.
+<span class="pagenum"><a id="Page_271"></a>[271]</span>
+Il Riario rifiutò tutte le offerte di accomodamento
+fattegli da que' potenti signori;
+e quando gli proposero di porre
+in mano del papa tutte le loro fortezze,
+il Riario ripose, che non voleva entrarvi
+che per una breccia che avrebbe
+aperta col suo cannone. Alcuni scrittori
+di un'epoca posteriore supposero questa
+guerra cagionata dal possesso del contado
+di Tagliacozzo, che la casa Orsini riclamava
+dalla casa Colonna<a class="tag" id="tag295" href="#note295">[295]</a>; ma di ciò
+non trovasi cenno nelle memorie di quel
+tempo, e tutto fa travedere nella condotta
+del Riario un personale risentimento.
+Durante la state la metà de' palazzi
+di Roma vennero lordati da frequenti assassinj;
+il papa fece bruciare molte contrade
+per essergli sospetti alcuni de' loro
+abitanti. Il palazzo del protonotaro, Luigi
+Colonna, e quello del cardinale della
+stessa famiglia, furono per suo ordine inceneriti.
+Il protonotaro, arrestato nel primo,
+non erasi arreso che sulla fede di
+Virginio Orsini; e Virginio, conducendolo
+in prigione, potè a stento impedire a Girolamo
+Riario che non l'uccidesse. Niuna
+confessione poteva da lui esigersi, perciocchè
+<span class="pagenum"><a id="Page_272"></a>[272]</span>
+tutta la sua condotta era palese;
+pure il papa ordinò che si assoggettasse
+alla tortura, soltanto per rendere il suo
+supplicio più crudele; e questa tortura
+fu talmente atroce, che quando ne fu
+staccato, si trovò moribondo, e gli fu
+tagliata la testa. Intanto la Cava, Marino
+e gli altri feudi di casa Colonna furono
+conquistati da Girolamo Riario<a class="tag" id="tag296" href="#note296">[296]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In Lombardia la guerra non faceva
+verun progresso; la lega, avendo assai
+più cavalleria che non i nemici, ne approfittava
+per guastare i territorj di Bergamo,
+di Brescia e di Verona, fino alle
+porte di queste tre città<a class="tag" id="tag297" href="#note297">[297]</a>. Ma non
+pareva che tali operazioni potessero giovare
+alla liberazione del duca di Ferrara,
+e questi, spossato dal soggiorno nel suo
+stato di tante armate, bramava la pace
+a qualunque condizione. La lega, che si
+era formata senza sufficienti motivi, trovavasi
+divisa da mille diversi interessi,
+ed era facile il prevederne il prossimo
+<span class="pagenum"><a id="Page_273"></a>[273]</span>
+scioglimento. Il papa in tutte le sue
+guerre non aveva altra mira che l'ingrandimento
+di Girolamo Riario; meditava
+allora nuovi progetti sulla Romagna,
+e voleva assicurare al prediletto suo
+figlio l'eredità di Roberto Malatesta, e
+quella di Costanzo Sforza, morti l'uno e
+l'altro al suo servigio. Il secondo era
+stato rapito da una malattia il 17 luglio
+del 1483, e suo figlio Giovanni, erede
+del principato di Pesaro, era tuttavia fanciullo<a class="tag" id="tag298" href="#note298">[298]</a>.
+Ma questo possedimento non
+poteva essere assicurato al Riario che dal
+consentimento de' Veneziani e de' Fiorentini;
+e Sisto IV, che lo sentiva, entrò
+con loro in segrete negoziazioni, per
+fare una pace a sè solo vantaggiosa.
+</p>
+
+<p>
+Dall'altro canto il duca di Calabria
+aveva potuto vedere chiaramente, dopo
+che la guerra di Ferrara lo aveva chiamato
+in Lombardia, che Giovanni Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, cui da
+lungo tempo era stata promessa in matrimonio
+la sua figlia, non aveva veruna
+parte nel governo del proprio ducato,
+sebbene non gli mancasse l'età, mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_274"></a>[274]</span>
+che l'ambizioso Lodovico il Moro, zio
+di questo duca, si arrogava solo tutta
+l'autorità. Alfonso ne aveva con qualche
+vivacità manifestato il proprio malcontento
+allo stesso Moro, il quale, avendo perciò
+concepito una segreta diffidenza verso il
+suo alleato, cercava di ravvicinarsi ai
+Veneziani<a class="tag" id="tag299" href="#note299">[299]</a>. D'altra parte i Fiorentini,
+che da lunga tempo contribuivano alla
+guerra, non potevano sperarne vantaggio,
+e non vi avevano verun reale interesse.
+Mentre si esaurivano di gente e di danaro
+per mantenere una lontana armata,
+si acconsentiva che fossero oppressi dalle
+truppe che occupavano Sarzana, non
+permettendosi loro di richiamare in Toscana
+il conte di Pitigliano, quello dei
+loro capitani in cui più fidavano, e venivano
+in ogni cosa sagrificati ai loro
+alleati. Per tal modo più non restava
+tra i coalizzati un interesse comune, e
+tutti erano disposti a separarsi gli uni
+dagli altri. Teneva tuttavia unita questa
+lega il marchese Federico di Mantova
+per la considerazione che gli dava la sua
+età ed i suoi talenti; ma questi morì il
+15 di luglio, ed il maggiore de' suoi figli,
+<span class="pagenum"><a id="Page_275"></a>[275]</span>
+Giovanni Francesco II, che gli successe,
+non aveva che diciott'anni<a class="tag" id="tag300" href="#note300">[300]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani, sebbene più deboli dei
+loro alleati, avevano il vantaggio grandissimo
+di far muovere a voglia loro tutte
+le proprie forze; inoltre avevano l'altro
+di avere alla testa delle loro armate Roberto
+di Sanseverino, che si dava a conoscere
+non meno esperto politico, che
+valoroso generale. Roberto, abbandonando
+le negoziazioni intavolate col conte Riario,
+s'accostò a Lodovico il Moro, che
+risguardava come assai più potente<a class="tag" id="tag301" href="#note301">[301]</a>. Le
+sue relazioni col Moro cagionarono da
+principio non leggiere sospetto alla signoria,
+onde il doge propose al consiglio
+dei dieci di far arrestare il Sanseverino.
+Ma bentosto questo generale diede a
+vedere d'aver saputo ben conoscere i
+veri interessi della repubblica ed i proprj.
+Un'assemblea, tenutasi a Bagnolo il 7
+agosto, conobbe gli articoli ch'egli aveva
+convenuti con Lodovico il Moro, e gli
+accettò lo stesso giorno. Invano il legato
+del papa e Girolamo Riario vollero intorbidare
+<span class="pagenum"><a id="Page_276"></a>[276]</span>
+la negoziazione, perchè non
+conteneva a favore del figlio di Sisto IV
+veruno de' vantaggi che gli erano stati
+precedentemente promessi; invano dichiararono,
+che la signoria, dopo avere
+separatamente offesi tutti i confederati,
+l'aveva finalmente presa contro lo stesso
+Dio, allorchè aveva sprezzate le ammonizioni
+e gl'interdetti del papa e confiscati
+i beneficj ecclesiastici. Con tale condotta,
+soggiugnevano, erasi renduta per sempre
+indegna di ottenere la pace<a class="tag" id="tag302" href="#note302">[302]</a>. Gli altri
+confederati non vollero più oltre continuare
+le ostilità, da cui non isperavano
+verun vantaggio, e, malgrado gli ottenuti
+successi, acconsentirono che i Veneziani
+guadagnassero assai più colla pace, che
+non avrebbero potuto perdere continuando
+la guerra.
+</p>
+
+<p>
+In forza del trattato di Bagnolo il duca
+Ercole d'Este fu obbligato a ristabilire la
+repubblica di Venezia in tutte le prerogative
+che aveva precedentemente esercitate
+in Ferrara e nel suo distretto, ed
+a cederle il Polesine e tutto il territorio di
+Rovigo. Le altre conquiste che i Veneziani
+avevano fatte nel territorio del duca
+di Ferrara dovevano essergli rendute entro
+<span class="pagenum"><a id="Page_277"></a>[277]</span>
+dodici giorni dopo la soscrizione della pace.
+Dal canto loro il duca di Milano ed il
+marchese di Mantova dovevano rendere
+ai Veneziani tutte le terre da loro occupate
+ne' dominj della repubblica. Le città che
+i Veneziani tenevano nel regno di Napoli
+dovevano essere riconsegnate a Ferdinando
+entro un mese, e questi in compenso
+doveva render loro tutti i privilegj
+mercantili di cui godevano ne' suoi stati.
+Tutte le parti contraenti obbligavansi in
+ultimo a prendere parte in una lega comune
+per difesa de' loro rispettivi stati,
+Roberto di Sanseverino era dichiarato
+capitano generale di questa lega; per tale
+titolo doveva ricevere un soldo di cento
+quaranta mila ducati, de' quali cinquanta
+mila dovevano pagarsi dal duca di Milano,
+altrettanti dalla repubblica di Venezia,
+e gli altri quaranta mila dal papa,
+dal re di Napoli, dai Fiorentini e dal
+duca di Ferrara<a class="tag" id="tag303" href="#note303">[303]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I più deboli potentati d'Italia trovaronsi
+da questo trattato sagrificati ai più
+<span class="pagenum"><a id="Page_278"></a>[278]</span>
+forti: il duca di Ferrara doveva rinunciare
+alle province che formavano l'antico
+patrimonio della famiglia d'Este, e sulle
+quali i Veneziani mai non avevano avuto
+alcun titolo; onde non senza estrema ripugnanza
+si assoggettò a così dura condizione<a class="tag" id="tag304" href="#note304">[304]</a>.
+I Rossi, conti di san Secondo,
+nello stato di Parma, che i Veneziani
+avevano consigliati a prendere le
+armi contro il duca di Milano, si trovarono
+spogliati di tutti i loro feudi. Il
+marchese di Mantova non aveva preso
+parte alla lega che per ricuperare Asola
+e gli altri castelli che gli erano stati tolti
+dai Veneziani; ma dopo essersene impadronito,
+era forzato a restituirli<a class="tag" id="tag305" href="#note305">[305]</a>. Nè in
+<span class="pagenum"><a id="Page_279"></a>[279]</span>
+questo trattato di pace i Fiorentini erano meglio
+trattati di quel che lo fossero stati durante
+la guerra. Nulla veniva stipulato a loro favore,
+e nè pure la restituzione di Sarzana. Non
+pertanto il più scontento di tutti era il papa;
+aveva lungamente sperato d'arricchire
+il figliuolo o colle spoglie del duca di
+Ferrara, o con quelle dei Veneziani; si
+era in ultimo ridotto a fargli assicurare
+i piccoli principati della Romagna, che
+punto non dubitava che non venissero
+sagrificati alla sua ambizione; sperava in
+particolare che Girolamo Riario ottenesse
+il rango che si era fatto dare il Sanseverino,
+di generale della lega; e questo
+rango e questo soldo dovevano indenizzarlo
+delle pretese cui era forzato di rinunciare.
+</p>
+
+<p>
+La notizia di una pace, che tanto male
+corrispondeva ai suoi ambiziosi progetti,
+<span class="pagenum"><a id="Page_280"></a>[280]</span>
+fa un colpo di fulmine per questo turbolento
+pontefice. Da qualche tempo era
+tormentato dai dolori della gotta, che poi lo
+presero al petto. Gli ambasciatori, che portavano
+le condizioni della pace di Bagnolo,
+vennero introdotti all'udienza del pontefice
+la sera di mercoledì 12 agosto. Dopo
+aver udita la lettura del trattato, si dolse
+che le condizioni erano meno vantaggiose
+di quelle che gli erano state offerte dai
+nemici. «Questa, che voi mi annunciate,
+disse loro, è una pace di vergogna e
+d'ignominia, piena di confusione e di
+obbrobrio, e che coll'andar del tempo
+sarà più cagione di male che di bene.
+Io non posso, miei figli, nè approvarla,
+ne benedirla<a class="tag" id="tag306" href="#note306">[306]</a>.» Gli ambasciatori
+accorgendosi, che il vecchio, afflitto da
+questa notizia, andava perdendo le forze,
+<span class="pagenum"><a id="Page_281"></a>[281]</span>
+che oppresso dall'angoscia pareva aver
+la lingua imbarazzata, gli dissero che
+speravano di trovare altra volta sua santità
+più tranquilla, ma che intanto lo
+pregavano di benedire una pace che più
+non poteva mutarsi. Il papa, svolgendo
+allora a stento la sua mano gottosa dalla
+fascia che la sosteneva, fece un movimento
+che gli uni presero per un rifiuto,
+gli altri per una benedizione degli ambasciatori
+o della pace medesima. Ma
+egli più non parlò, e morì nella susseguente
+notte del giovedì 13 agosto, poco
+dopo la mezza notte; mal soffrendo di
+lasciare in pace quell'Italia, che in tempo
+del suo regno aveva costantemente tenuta
+in guerra<a class="tag" id="tag307" href="#note307">[307]</a>.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_283"></a>[283]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXIX.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa
+fa scoppiare la guerra tra Ferdinando
+ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo
+Fregoso, doge di Genova. — I Fiorentini
+conquistano Sarzana. — Anarchia
+e pacificazione di Siena. — Congiure
+contro Girolamo Riario e contro Galeotto
+Manfredi</i>.
+</p>
+
+<p>
+1484 = 1488.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La costituzione politica della Chiesa
+romana non era fondata sopra basi incontestabili.
+I diritti e le prerogative
+del papa, dei cardinali, dei vescovi
+non avevano limiti abbastanza determinati
+per impedire ogni conflitto di giurisdizione.
+Pure questa costituzione nel
+suo totale era quella d'una monarchia
+temperata e non di uno stato dispotico.
+L'autorità del papa era bilanciata non
+solo da quella de' concilj, stati generali
+della Chiesa, che si adunavano assai
+di rado, ma ancora da quello dei
+cardinali il di cui collegio permanente
+doveva irrevocabilmente essere il consiglio
+de' pontefici, di modo che supponevasi
+<span class="pagenum"><a id="Page_284"></a>[284]</span>
+concorrere a tutte le loro importanti
+determinazioni. Il papa sempre li
+chiamava suoi fratelli; aggiungeva sempre
+in tutte le bolle, talvolta ancora
+senz'averli consultati, la formola, <i>col
+parere de' nostri fratelli</i>, onde dare a
+tutto quanto egli ordinava l'autorità del
+sacro collegio.
+</p>
+
+<p>
+Ma alla fine del decimoquinto secolo,
+quando la successiva elezione di molti
+pontefici, macchiati di vergognosi vizj,
+recò danno all'opinione della santa sede,
+e fu in ultimo cagione della rivoluzione
+che si vide scoppiare in principio del
+secolo decimosesto, la Chiesa potè riconoscere
+che i reciproci diritti de' suoi
+rappresentanti non erano bastantemente
+stabiliti, o equilibrati con sufficiente saviezza.
+Non erasi mai più vivamente
+sentito che sotto Sisto IV il bisogno di
+porre limiti all'autorità del pontefice
+con quella de' cardinali; mai non si era
+fatta più lunga prova di quanto l'influenza
+di un cattivo pontefice sopra il
+sacro collegio diventava irresistibile qualunque
+volta voleva impiegare tutti i
+mezzi dell'intrigo e della seduzione. Poteva
+a voglia sua accrescere il numero
+de' suoi consiglieri, e per tal modo
+guadagnarsi sempre la pluralità de' suffragj;
+<span class="pagenum"><a id="Page_285"></a>[285]</span>
+disponeva egli solo di tutte le
+grazie ecclesiastiche, e tutti coloro che
+non erano superiori alla allettatrice seduzione
+delle ricchezze, degli onori, erano
+bentosto a lui favorevoli. Finalmente poteva
+ancora valersi della violenza; ed i
+cardinali, non essendo al coperto dalle
+sue vendette, erano stati più volte scomunicati,
+imprigionati, assoggettati alla
+tortura, mandati ancora sul patibolo in
+forza di ordini arbitrarj, soltanto per
+aver voluto difendere la libertà del collegio;
+l'idea della sovranità del papa
+erasi in modo confusa con quella della
+autorità della Chiesa, che alcuni teologi
+con piena buona fede giustificavano in
+seguito tali violenze, ed affermavano
+come massima incontrastabile che veruna
+opposizione, neppure quella dell'intero
+corpo dei cardinali, era legittima contro
+una volontà qualunque del papa.
+</p>
+
+<p>
+Pure questo sovrano pontefice, che su
+tutti i cardinali esercitava una così illimitata
+autorità, era ancor esso loro creatura.
+S'egli nominava, durante il suo regno,
+i cardinali, essi a vicenda nominavano
+il suo successore: e perchè d'ordinario
+non si giugneva alla tiara che in
+età avanzata, le elezioni del sovrano
+erano più frequenti che in qualunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_286"></a>[286]</span>
+altra monarchia elettiva: altronde la podestà
+pontificia poteva essere spesse volte
+indebolita dalle infermità, dalla vecchiaja
+mentre il senato de' cardinali, in
+gran parte composto d'uomini versati
+negli affari e negl'intrighi, riuniva le
+qualità proprie delle aristocrazie, la costanza,
+la saviezza, l'esperienza e lo
+spirito di corporazione. Ad ogni vacanza
+della santa sede, il conclave,
+prima di nominare il nuovo pontefice,
+non ommetteva mai di prescrivere limiti
+alla sua potenza, di correggere gli
+abusi con nuove leggi, d'imporre condizioni
+ai candidati, ratificandole con
+giuramento. Tenendo press'a poco la
+medesima pratica era stata colle capitolazioni
+ristretta l'autorità degl'imperatori
+di Germania, e nello stesso modo
+<i>i correttori della promission ducale</i> avevano
+annientate le prerogative dei dogi
+di Venezia. Ogni vacanza del trono di
+Polonia era sempre stata contraddistinta
+da alcune conquiste della nobiltà sui
+re; e siccome i cardinali rinnovavano i
+loro tentativi colla medesima costanza,
+ma più frequentemente; e siccome coloro
+che, essendo più riputati nel cristianesimo,
+godevano miglior concetto
+di virtù e di santità, erano altresì quelli
+<span class="pagenum"><a id="Page_287"></a>[287]</span>
+che davano maggiore importanza ai privilegi
+del loro capo ed alla libertà della
+Chiesa, doveva credersi che il governo
+della corte di Roma fosse per diventare
+assolutamente aristocratico.
+</p>
+
+<p>
+Ma i limiti dell'autorità reale venivano
+garantiti coi giuramenti dei re; e si
+dovette riconoscere senza dubbio con
+istupore che questo atto religioso non
+conservava veruna efficacia sui preti<a class="tag" id="tag308" href="#note308">[308]</a>.
+Una delle prerogative che i papi si erano
+attribuite, e che diffendevano con maggiore
+ostinazione era quella di sciogliere
+i fedeli dagl'imprudenti giuramenti; e
+forse, in una religione che ammette voti
+eterni, era necessario che vi fosse nella
+Chiesa un'autorità che potesse dispensarli.
+Il papa aveva ricevuto in nome
+di Dio gli obblighi assunti sotto il giuramento
+verso la sua Chiesa, ed egli
+solo, e giudice e parte, poteva dispensarsi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_288"></a>[288]</span>
+</p>
+
+<p>
+Bentosto suppose di avere ancora
+il diritto di sciogliere i giuramenti che
+legano gli uomini tra di loro, e fu veduto
+rompere di propria autorità tutti i
+patti e le alleanze, i giuramenti di fedeltà
+dei sudditi verso i sovrani, ed i
+giuramenti di guarentigia dei sovrani
+verso i sudditi. In forza di questo diritto,
+ch'egli pretendeva inerente alla
+sua sede, si dispensò egli stesso il primo
+da tutto quanto aveva promesso. Quanto
+più i conclavi furono zelanti nel decimoquinto
+secolo di volere da cadaun
+membro del sacro collegio il giuramento
+d'osservare i patti convenuti qualunque
+volta dallo Spirito Santo venisse prescelto,
+altrettanto i papi furono più costanti
+nell'annullare colla loro suprema
+autorità i giuramenti emessi come cardinali,
+sebbene non si fosse ommesso di
+farglieli rinnovare nell'istante della loro
+coronazione. Fino nel 1353 Innocenzo
+VI aveva stabilito con una costituzione
+lo scandaloso principio, che veruna
+promessa, verun giuramento, emesso
+prima di essere papa, poteva limitare
+l'autorità pontificia, perchè i cardinali,
+quando la Chiesa era priva del suo
+pastore, altra autorità non avevano che
+quella di crearne un nuovo. Questo principio
+<span class="pagenum"><a id="Page_289"></a>[289]</span>
+viene rappresentato come una delle
+invariabili leggi della Chiesa dal suo
+annalista<a class="tag" id="tag309" href="#note309">[309]</a>, che scriveva nel diciassettesimo
+secolo; desso è in vigore anche
+al presente.
+</p>
+
+<p>
+Questa sottigliezza, che faceva perdere
+di mira i doveri di quello che aveva
+emesso il giuramento, per mostrare i
+limiti dei diritti di coloro che lo avevano
+imposto, non aveva per altro potuto
+fare ammettere senza opposizione,
+nemmeno in sul declinare del decimoquinto
+secolo e nella totale depravazione
+in cui era caduta la corte di Roma,
+l'immorale principio che autorizzava lo
+spergiuro del capo della religione. I prelati
+i più distinti pei loro lumi, la loro
+pietà ed i loro costumi, eransi altamente
+dichiarati contro tanto scandalo. Giacomo
+Ammanati, cardinale di Pavia, Bessarione,
+cardinale di Nizza, Giovanni
+Carvajale, cardinale spagnuolo, avevano
+costantemente riclamati i giuramenti
+emessi da Paolo II avanti di esser papa;
+e l'ultimo erasi immortalato agli occhi
+della Chiesa colla sua coraggiosa irremovibile
+<span class="pagenum"><a id="Page_290"></a>[290]</span>
+opposizione alla costituzione,
+che doveva annullarli<a class="tag" id="tag310" href="#note310">[310]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma il senato de' cardinali partecipava
+ai vizj di colui che solo aveva
+l'autorità di nominarne i membri; bisognava
+veramente che Paolo II e Sisto IV
+avessero riempito il sacro collegio di loro
+creature, perchè si potessero in seguito
+vedere elezioni come quelle d'Innocenzo
+VIII e di Alessandro VI. Se il poco
+scrupoloso conclave, che si adunò dopo la
+morte di Sisto IV, volle ancor esso imporre
+condizioni al papa che stava per
+eleggere, lo fece piuttosto per provvedere
+ai proprj personali interessi che a quelli
+della Chiesa. I cardinali pretesero prima
+d'ogni altra cosa l'accrescimento delle loro
+proprie entrate. Veruno di loro non doveva
+avere meno di quattro mila fiorini d'entrata,
+la qual somma doveva essere loro
+completata dalla camera apostolica, se
+i loro beneficj non vi ammontavano.
+Chiedevano inoltre che niuno di loro non
+potesse essere percosso da censure, da
+scomunica, o da giudizio criminale, se
+la sentenza che li condannava non veniva
+sanzionata dai due terzi delle voci
+<span class="pagenum"><a id="Page_291"></a>[291]</span>
+del loro sacro collegio. Una clausola
+ancora più importante fu quella con
+cui limitarono il loro numero a ventiquattro.
+Il futuro pontefice non doveva
+fare veruna promozione, finchè non
+si trovassero ridotti al di sotto di questo
+numero; non poteva dare il cappello a
+chi non avesse almeno compiuti i trent'anni;
+non poteva nominare che un solo
+cardinale nella propria famiglia; tutti coloro
+che verrebbero innalzati a così eminente
+dignità dovevano essere prima stati
+ricevuti dottori in teologia o in diritto,
+ad eccezione de' soli figli o nipoti dei re,
+ed ancora questi ultimi dovevano dare
+prova di una competente istruzione. Per
+ultimo il papa non doveva d'ora innanzi
+governare che di concerto coi cardinali;
+ed in tutte le occasioni importanti, ed
+in ispecie quando si tratterebbe di alienare
+qualche feudo della Chiesa, le sue
+bolle non dovevano avere forza senza
+la sanzione dei due terzi dei suffragi
+del sacro collegio<a class="tag" id="tag311" href="#note311">[311]</a>. Se le due costituzioni
+che contenevano tutte queste condizioni
+fossero diventate leggi della Chiesa,
+forse la corte di Roma non sarebbesi
+comportata nè con minore ambizione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_292"></a>[292]</span>
+nè con minore alterigia, ma fuori di
+dubbio la sua politica avrebbe dovuto
+essere più prudente ed i suoi capi non
+avrebbero dato coi loro costumi quello
+scandalo che doveva affrettare la riforma<a class="tag" id="tag312" href="#note312">[312]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo essersi tutti i cardinali vincolati
+con giuramento all'osservanza di queste
+condizioni, quando fossero chiamati alla
+sede pontificia, procedettero a raccogliere
+i suffragi. Attivissime pratiche, e liberalissime
+promesse avevano di già predisposta
+l'elezione<a class="tag" id="tag313" href="#note313">[313]</a>, ed i suffragi si riunirono
+a favore di Giovanni Battista Cibo,
+genovese, cardinale prete del titolo
+di santa Cecilia, che fu proclamato il
+29 agosto del 1484 sotto il nome d'Innocenzo
+VIII<a class="tag" id="tag314" href="#note314">[314]</a>. Nel giorno della sua
+installazione confermò con nuovo giuramento
+il trattato fatto coi cardinali, e
+si obbligò sotto pena di spergiuro e di
+anatema a non assolversi da sè medesimo,
+nè a farsi da altri assolvere. Pure
+<span class="pagenum"><a id="Page_293"></a>[293]</span>
+tostocchè si sentì sicuro sul trono, abolì
+ed il trattato ed i suoi giuramenti, come
+contrarj al diritto della santa sede<a class="tag" id="tag315" href="#note315">[315]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma Innocenzo VIII andava debitore
+della tiara a molti segreti trattati fatti
+con ogni cardinale; e questi trattati, perchè
+dovevano avere immediata esecuzione,
+vennero più scrupolosamente osservati.
+Quegli de' membri del conclave che
+lo aveva servito con maggiore attività e
+zelo, era il cardinale Giuliano di san
+Pietro <i>ad Vincula</i>, che poi fu papa sotto
+nome di Giulio II. Questo guerriero
+prelato aveva domandato in premio non
+beneficj ecclesiastici ma fortezze. In fatti
+ne ottenne molte per sè medesimo e per
+suo fratello Giovanni della Rovere, che
+Sisto IV aveva fatto principe di Sinigaglia
+e prefetto di Roma: questo stesso
+Giovanni fu da Innocenzo VIII eletto
+capitano generale della Chiesa, di modo
+che il potere ed il favore della corte di
+Roma non uscirono dalla casa del precedente
+pontefice. Tutti gli altri cardinali
+ebbero prelature ed abazie per prezzo
+de' loro suffragi. Gli scrittori contemporanei
+chiamano simoniaca un'elezione
+apparecchiata con questi mercati, che
+<span class="pagenum"><a id="Page_294"></a>[294]</span>
+non fu possibile di tenere celati<a class="tag" id="tag316" href="#note316">[316]</a>:
+ma un panegirista d'Innocenzo VIII,
+enumerando queste medesime liberalità,
+le adduce quali testimonianze dell'animo
+riconoscente del nuovo pontefice<a class="tag" id="tag317" href="#note317">[317]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non rassomigliava al
+suo predecessore, e non pertanto il confronto
+con un uomo così odioso, quale
+fu Sisto IV, non riesce a suo vantaggio.
+Debole, corrotto, senza carattere,
+senza viste profonde e costanti, Innocenzo
+fa governato da indegni favoriti,
+e la di lui amministrazione fu macchiata
+da ogni sorta di vizj. Egli aveva
+sette figli naturali avuti da diverse donne,
+e diede alla Chiesa il nuovo scandalo
+di riconoscerli pubblicamente. Il
+maggiore de' suoi figli, per la piccolezza
+della statura detto Franceschetto,
+fu poi la radice dei duchi di Massa e
+di Carrara della casa Cibo. Una delle
+figliuole d'Innocenzo era maritata ad un
+<span class="pagenum"><a id="Page_295"></a>[295]</span>
+banchiere, che fu incaricato dell'erario
+della corte: gli altri non figurano nella
+storia<a class="tag" id="tag318" href="#note318">[318]</a>. Non l'ambizione o la passione
+della guerra, ma l'avarizia, la
+dissolutezza, ed una sfacciata venalità
+caratterizzano la nuova corte. Innocenzo
+VIII fece da sè poco male, ma lasciò
+tutto fare agli altri, e la sua indolenza
+non fu ai popoli meno fatale di quel
+che lo fosse stato il turbolento governo
+del suo predecessore.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando, re di Napoli, rallegrossi
+assai per l'elezione del cardinale Giovanni
+Battista Cibo, ch'egli risguardava
+come una creatura di suo padre e sua:
+infatti il Cibo, sebbene genovese, era
+stato allevato alla corte di Alfonso, ed
+aveva da Ferdinando ricevuto il suo
+primo vescovado, quello d'Amalfi<a class="tag" id="tag319" href="#note319">[319]</a>.
+Ma i papi poche volte mostraronsi riconoscenti
+ai sovrani che posero i fondamenti
+della loro fortuna; spesso desiderarono
+di far sentire il nuovo loro
+potere a quelli cui furono sottomessi,
+oppure si offesero perchè il rispetto
+<span class="pagenum"><a id="Page_296"></a>[296]</span>
+non succedeva abbastanza rapidamente
+al tuono di benevolenza e di protezione.
+</p>
+
+<p>
+L'odio che nel regno di Napoli erasi
+manifestato contro Ferdinando, quando
+era salito sul trono, non si era affatto
+spento nel lungo suo regno. Si confessava
+la destrezza della sua politica, il vigore
+con cui manteneva la propria autorità,
+l'ordine e la giustizia che faceva osservare
+ne' suoi stati; ma veniva invece
+accusato di estrema avarizia, d'inflessibile
+crudeltà, ed in particolare della mala
+fede e della perfidia di cui erano stati
+vittima i suoi vassalli e gli stranieri.
+L'odio, che mantenevasi nel cuore dei
+Napoletani contro Ferdinando, crebbe
+assai quando il suo primogenito, Alfonso,
+duca di Calabria, cominciò ad
+avere parte col padre nella pubblica
+amministrazione. «Niun uomo (scrive
+Filippo di Comines) è stato più crudele,
+più vizioso, più maligno, più
+goloso di lui. Il padre era più pericoloso,
+perchè niuno in lui conosceva
+la sua collera, perciocchè accarezzandole
+tradiva le persone....
+Da lui non si ottenne giammai nè
+grazia, nè misericordia, come mi raccontarono
+i prossimi suoi parenti ed
+<span class="pagenum"><a id="Page_297"></a>[297]</span>
+amici; e non mai ebbe pietà nè compassione
+del suo povero popolo rispetto
+al pagare le imposte. Egli faceva
+tutto il commercio del regno, fino a
+dare in custodia al popolo i majali,
+e glieli faceva ingrassare per venderli
+a miglior prezzo, e se alcuni morivano
+glieli faceva pagare. Ne' luoghi
+in cui si fa l'olio d'ulivo, come
+nella Puglia, egli e suo figlio lo comperavano,
+e così il grano prima che si
+raccogliesse, ed in appresso lo rivendevano
+a più caro prezzo che potevano.
+E se tale mercanzia abbassava
+di prezzo, obbligavano il popolo a
+comperarla; nel tempo ch'essi volevano
+vendere le loro derrate verun
+altro che loro poteva vendere<a class="tag" id="tag320" href="#note320">[320]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Questi monopolj avevano renduta più
+intima l'amicizia e la confidenza tra
+Ferdinando e Sisto IV; andavano d'accordo
+nel calpestare i loro popoli, nel
+fare violentemente un commercio ruinoso
+pei loro sudditi. Innocenzo VIII,
+salendo sul trono, fece cessare questo
+scandaloso traffico, ma in pari tempo
+<span class="pagenum"><a id="Page_298"></a>[298]</span>
+ruppe le relazioni d'amicizia e di buona
+vicinanza formate da Sisto; riclamò con
+alterigia il tributo pecuniario che il regno
+di Napoli doveva alla santa sede, rivocando
+la grazia accordata a Ferdinando
+di convertire, fin ch'esso viveva, tale
+tributo nella somministrazione d'una cavalla<a class="tag" id="tag321" href="#note321">[321]</a>.
+Manifestò scopertamente il suo
+malcontento verso quella casa d'Arragona,
+cui andava debitore della sua grandezza;
+fece valere l'alto dominio della
+santa sede sul regno; invitò i baroni
+napolitani a presentargli le loro lagnanze
+contro Ferdinando, e si eresse in qualche
+modo giudice delle controversie tra il
+monarca ed i sudditi.
+</p>
+
+<p>
+Un atto di violenza, esercitato nel seguente
+anno (1485) dal duca di Calabria,
+somministrò al papa l'occasione di dispiegare
+tutte le sue pretese. La città
+dell'Aquila negli Abruzzi, approfittando
+della sua forte posizione in mezzo alle
+montagne, della ricchezza del suo territorio
+e de' suoi numerosi abitanti,
+aveva conservati, sotto la protezione del
+re di Napoli, tutti i privilegj di una
+repubblica; nominava i suoi magistrati,
+<span class="pagenum"><a id="Page_299"></a>[299]</span>
+riscuoteva le sue imposte; non permetteva
+alle truppe reali d'alloggiare entro
+le sue mura; e di propria autorità faceva
+trattati ed alleanze ancora coi nemici
+del re. In tal maniera era alleata
+della casa Colonna, i di cui feudi stendevansi
+lungo i suoi confini; nè questa
+alleanza era stata distrutta dalla guerra
+che Ferdinando aveva fatta ai Colonna
+d'accordo con Sisto IV; e perchè Innocenzo
+VIII non aveva che a lodarsi
+di questa potente casa, e cercava di
+rifarla con tutto il suo credito della passata
+persecuzione, i Colonna davano alla città
+dell'Aquila un nuovo appoggio presso
+la corte di Roma<a class="tag" id="tag322" href="#note322">[322]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La famiglia dei Lalli, conti di Montorio,
+esercitava nell'Aquila da oltre un
+secolo, e fino dai tempi di Giovanna I,
+un'autorità non minore di quella dei
+Medici in Firenze. Il suo capo era in
+allora messer Pietro Lallo. Meditando il
+duca di Calabria di spogliare gli abitanti
+dell'Aquila di tutti i loro privilegj, giudicò
+conveniente di privarli in principio
+<span class="pagenum"><a id="Page_300"></a>[300]</span>
+del loro primo magistrato. Teneva Alfonso
+accantonata a Cività di Chieti l'armata
+che aveva ricondotta dalla guerra
+di Ferrara, ed invitò il conte di Montorio
+a recarsi presso di lui per trattare
+intorno agli affari della provincia. Il
+conte non aveva mai avuto nemmeno
+il pensiero di nuocere al governo, onde
+ubbidì senz'alcun sospetto. Il duca di
+Calabria lo fece arrestare il 28 giugno
+del 1485<a class="tag" id="tag323" href="#note323">[323]</a>, obbligò la di lui moglie
+a recarsi a Napoli, e nello stesso tempo
+fece marciare verso l'Aquila un corpo
+di truppe, che, entrato un poco alla
+volta, per non dare sospetto, si trovò
+padrone della piazza, prima che gli abitanti
+incominciassero a diffidare di nulla.
+Per altro i magistrati aquilani supplicarono
+rispettosamente il duca di richiamare le
+truppe, in conformità dei loro privilegj.
+Replicarono più volte, ma sempre senza
+effetto le loro istanze; finalmente il 25
+ottobre ordinarono a tutti i borghesi di
+prendere le armi; attaccarono nelle strade
+i soldati napolitani, parte ne uccisero,
+altri posero in fuga, e dichiarando allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_301"></a>[301]</span>
+che il re Ferdinando aveva perduta
+ogni sovranità sopra di loro per averne
+abusato, si diedero alla Chiesa, a condizione
+che proteggesse la loro libertà<a class="tag" id="tag324" href="#note324">[324]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non si mostrò difficile
+ad accettare l'offerta degli abitanti dell'Aquila;
+prese sotto la sua protezione
+il conte e la contessa di Montorio,
+fece passare, attraverso ai feudi dei Colonna,
+de' soldati nell'Abruzzo; eccitò i
+baroni del regno ad unirsi per la difesa
+della loro libertà in una confederazione
+generale, di cui voleva esser egli capo,
+e si apparecchiò alla guerra. Seppe bentosto
+che Ferdinando, per far dimenticare
+il malcontento e l'insurrezione dell'Aquila,
+aveva il 16 di novembre ridonata
+la libertà al conte di Montorio,
+dopo averlo guadagnato al suo partito;
+ma il papa scrisse a questo signore per
+felicitarlo, senza perciò rinunciare a' suoi
+apparecchj di guerra<a class="tag" id="tag325" href="#note325">[325]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Mentre Innocenzo VIII eccitava i baroni
+napolitani a prendere le armi contro
+il loro re, questi gl'invitava a Napoli
+<span class="pagenum"><a id="Page_302"></a>[302]</span>
+ad una adunanza del suo parlamento.
+Soltanto tre grandi signori ebbero il
+coraggio d'intervenire, il conte di Fondi,
+il duca d'Amalfi ed il principe di
+Taranto: tutti gli altri ricusarono di
+porsi tra le mani del re, fermamente
+persuasi che avrebbe fatto a tutti tagliare
+il capo<a class="tag" id="tag326" href="#note326">[326]</a>. Invece di prendere
+la strada di Napoli si adunarono tutti
+presso il duca di Melfi nella città dello
+stesso nome, sotto pretesto di assistere
+alle nozze di Trajano Caracciolo, suo
+figlio. Si trovò a quest'adunanza il grande
+ammiraglio del regno, Antonio di Sanseverino,
+principe di Salerno; il grande
+contestabile, Pietro del Balzo, principe
+d'Altamura; il grande siniscalco, Pietro
+di Guevara, marchese del Vasto; Girolamo
+Sanseverino, principe di Bisignano;
+Andrea Matteo Acquaviva, duca
+d'Atri; il duca di Melfi; quello di Nardo;
+i conti di Lauria, di Melito, di
+Nola, ed altri gentiluomini di minore
+importanza. Questi signori erano determinati
+di non soffrire più oltre l'oppressione
+in cui languivano; erano entrati
+in corrispondenza con Innocenzo VIII;
+<span class="pagenum"><a id="Page_303"></a>[303]</span>
+avevano altresì delle intelligenze con due
+confidenti del vecchio re, di cui il duca
+di Calabria era geloso, e che voleva
+perdere; uno era Francesco Coppola, conte
+di Sarno, che aveva amministrati i danari
+del re nel di lui commercio di monopolio;
+l'altro Antonio Petrucci, che il re aveva
+fatto suo segretario. Avevano ambidue
+ammassate in corte grandi ricchezze, che
+solleticavano la cupidigia d'Alfonso<a class="tag" id="tag327" href="#note327">[327]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questi, conoscendo l'universale malcontento
+della nobiltà, tenne per indubitato
+che l'adunanza di Melfi terminerebbe
+con una ribellione. Volle perciò
+prevenire i faziosi colla rapidità de' suoi
+attacchi. Piombò all'improvviso sul conte
+di Nola, occupò tutte le sue fortezze, e
+sorprese la consorte e due figli del conte,
+che mandò prigionieri a Napoli. Era sua
+intenzione di fare lo stesso rispetto agli
+altri malcontenti, prima che avessero
+riunite le loro forze; ma la ribellione,
+affrettata da questa violenza, scoppiò
+contemporaneamente in tutto il regno,
+ed il duca di Calabria si vide sforzato
+ad usare ogni riguardo verso nemici assai
+più numerosi ch'egli non aveva creduto.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_304"></a>[304]</span>
+Sebbene fosse di già scoppiata la guerra,
+nè il re, nè i suoi baroni, nè il
+papa trovavansi apparecchiati a combattere;
+perciò si prese da ogni parte a
+negoziare, piuttosto per guadagnar tempo
+e per ingannarsi gli uni gli altri, che
+per riconciliarsi. Gli ambasciatori di Ferdinando
+si presentarono alla fine d'agosto
+a Firenze ed a Milano, per domandare
+a questi due stati i soccorsi che
+erano obbligati di somministrare in forza
+del loro trattato d'alleanza<a class="tag" id="tag328" href="#note328">[328]</a>. Lodovico
+Sforza, la di cui oscura politica pareva
+non avere altro scopo, che di sorprendere
+e di confondere i suoi alleati, evitò
+per qualche tempo, sotto diversi pretesti,
+di annunciare ciò che voleva fare. Ma
+la repubblica fiorentina, strascinata da
+Lorenzo de' Medici, promise al re una
+vigorosa assistenza, e s'incaricò d'attaccare
+il papa negli stati medesimi della
+Chiesa, mentre che Ferdinando combatterebbe
+contro i suoi baroni. Lo Sforza
+essendosi in ultimo dichiarato per lo
+stesso partito, assoldarono a comuni spese
+il conte di Pitigliano, il signore di Piombino,
+e tutti i capitani della casa Orsini;
+<span class="pagenum"><a id="Page_305"></a>[305]</span>
+ed in novembre attaccarono Innocenzo
+VIII<a class="tag" id="tag329" href="#note329">[329]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa dal canto suo aveva cercati
+alleati nel restante dell'Italia ed in Francia.
+Per affezionarsi i Veneziani gli aveva
+assolti da tutte le censure pronunciate contro
+di loro da Sisto IV<a class="tag" id="tag330" href="#note330">[330]</a>. Aveva voluto
+far loro sentire essere giunto l'istante
+di vendicarsi del re di Napoli; ma questa
+saggia repubblica, che cominciava
+appena a respirare dopo i mali sostenuti
+nelle precedenti guerre, non trovò bastantemente
+valutabili le sue ragioni per
+entrare in nuove ostilità. Si limitò a cedere
+al papa il suo generale, Roberto di
+Sanseverino, che passò al servizio della
+Chiesa co' suoi due figli e trentadue squadroni
+di cavalleria<a class="tag" id="tag331" href="#note331">[331]</a>. Nello stesso tempo
+Innocenzo offriva a Renato II, duca
+di Lorena, che risguardava quale rappresentante
+della casa d'Angiò, l'investitura
+del regno di Napoli. Innocenzo non
+dubitava di non trovare questo principe
+apparecchiato a tentare un'intrapresa che
+<span class="pagenum"><a id="Page_306"></a>[306]</span>
+egli giudicava gloriosa; ma in quel tempo
+Renato era costretto di trattare alla corte
+di Francia la causa di nullità del testamento
+di suo avo, che l'escludeva dalla
+sua successione. Perciò non ottenne dal
+re che il meschino soccorso di venti
+mila franchi in danaro, e di cento lance,
+per tentare la conquista di un regno cui
+pretendeva anche lo stesso Carlo VIII;
+e perchè non voleva depauperare la Lorena
+per una guerra, da cui probabilmente
+non isperava felici successi, e
+che in verun caso non sarebbe favorevole
+a questo ducato, egli rinunciò alla sua
+spedizione<a class="tag" id="tag332" href="#note332">[332]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Ferdinando aveva fatto dichiarare
+ai suoi baroni d'essere disposto
+ad ascoltare le loro lagnanze, ed a riformare
+gli abusi di cui si dolevano.
+Questi avevano incaricato il conte di Bisignano
+di esporre i loro gravami; ma
+perchè in allora speravano di essere sostenuti
+dal papa, dai Veneziani e dal
+duca Renato, fecero al re delle domande
+ch'essi medesimi credevano assolutamente
+inammissibili. Rispose Ferdinando di essere
+apparecchiato a segnare la pace alle
+<span class="pagenum"><a id="Page_307"></a>[307]</span>
+condizioni che sarebbero proposte dai
+baroni, ed il suo secondo figlio, Federico,
+recossi alla loro assemblea con
+quest'accettazione piena ed intera. L'estrema
+condiscendenza di Ferdinando,
+invece di agevolare le negoziazioni, spaventò
+i confederati, i quali facilmente
+conobbero, essere intenzione del loro
+padrone di tutto accordare, di tutto giurare,
+e di non rispettare verun giuramento.
+Invece d'accettare la pace alle
+condizioni da loro stessi proposte, offrirono
+la corona a Federico d'Arragona,
+ch'era venuto presso di loro per riconciliarli
+al re suo padre. Questo virtuoso
+principe aveva loro inspirato tanto affetto
+e tanto rispetto, quanto era l'odio e la
+diffidenza che nutrivano per suo fratello.
+Se fosse stato il legittimo erede del trono,
+avrebbe senza dubbio salvata la casa di
+Arragona dalla sventura ond'era minacciata;
+ma egli non poteva accettare colpevoli
+offerte, e preferì di rimanere prigioniere
+de' ribelli, piuttosto che regnare
+sopra di loro<a class="tag" id="tag333" href="#note333">[333]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Credeva il re che il numeroso partito
+formato contro di lui sarebbe spinto dalla
+<span class="pagenum"><a id="Page_308"></a>[308]</span>
+guerra a vigorose misure, mentre che, continuando
+a negoziare, il rispetto per l'autorità
+reale fermerebbe tutti gli sforzi di
+una lega mal assodata, e che non tarderebbe
+e sentire gli effetti della discordia.
+Diede dunque a suo nipote Ferdinando,
+principe di Capoa, un'armata
+d'osservazione, incaricata soltanto di contenere
+i ribelli, mentre affidò il nerbo
+delle sue forze al duca di Calabria, che
+marciò verso Roma per unirsi al conte
+di Pitigliano ed agli Orsini, assoldati dal
+duca di Milano e dalla repubblica di Firenze<a class="tag" id="tag334" href="#note334">[334]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Niuna segnalata azione ebbe luogo in
+questa guerra: Roberto di Sanseverino
+volle farsi strada a traverso agli stati
+della Chiesa per raggiugnere nel regno
+di Napoli i baroni che lo aspettavano;
+ma il duca di Calabria, rinforzato dagli
+Orsini, si propose di trattenerlo<a class="tag" id="tag335" href="#note335">[335]</a>. I
+Fiorentini, sempre lenti a porsi in movimento,
+non agirono vigorosamente che
+nella campagna del 1486. Allora estesero
+le loro pratiche a tutte le città della
+Chiesa che confinavano col loro territorio.
+<span class="pagenum"><a id="Page_309"></a>[309]</span>
+I Baglioni dovevano far ribellare
+Perugia, e ristabilirvi il governo repubblicano;
+i figli di Niccolò Vitelli, di fresco
+morto, dovevano coll'ajuto de' loro
+partigiani ricuperare la signoria di Città
+di Castello; Giovanni dei Gatti dovea
+tentare di far valere i diritti di sua famiglia
+sopra Viterbo; le città d'Assisi, Foligno,
+Montefalco, Todi, Spoleti ed Orvieto
+avevano tutte nel loro seno un partito
+che manteneva intelligenze coi Fiorentini<a class="tag" id="tag336" href="#note336">[336]</a>.
+Vero è che niuna di queste
+trame fu condotta a felice fine; ma il
+papa, che n'era informato, costretto per
+tenere tutte queste città in dovere a dividere
+le sue forze, non potè somministrare
+ai baroni napolitani i promessi sussidj.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto le due armate del duca di Calabria
+e del Sanseverino, che si erano
+lungo tempo minacciate, scontraronsi all'ultimo
+l'8 maggio del 1486 al ponte
+di Lamentana. Si attaccò la zuffa tra i
+due corpi di cavalleria, ma con tanto
+poco ardore militare, che, per quanto
+si disse, non vi furono nè morti, nè
+feriti. Siccome però il duca di Calabria
+aveva fatti dei prigionieri al Sanseverino,
+e cacciatolo fuori del campo di battaglia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_310"></a>[310]</span>
+si suppose che fosse rimasto vittorioso<a class="tag" id="tag337" href="#note337">[337]</a>.
+Allora s'accostò a Roma, e gli Orsini,
+che tenevano le sue parti, gettarono la
+città in grandissima confusione, perciocchè
+quanto meno la guerra era pericolosa
+pei soldati, altrettanto riusciva ruinosa
+per i popoli.
+</p>
+
+<p>
+Il pericolo di tutto lo stato della Chiesa,
+il guasto delle campagne, la ruina
+della medesima capitale, facevano di già
+che il debole Innocenzo si pentisse d'essere
+entrato in una lotta superiore alle
+sue forze. Accendendo un'imprudente
+guerra, egli non aveva prese le necessarie
+misure per sostenerla; diffidava di
+tutti, e colla sua irresoluzione lasciava
+sfuggire gli estremi partiti che avrebbe
+potuto prendere. Lorenzo de' Medici accrebbe
+ancora la sua irrisolutezza ed i
+suoi timori facendogli venire tra le mani
+false lettere di Roberto di Sanseverino,
+che dovevano farlo sospettare traditore<a class="tag" id="tag338" href="#note338">[338]</a>.
+I cardinali lo andavano tutti confortando
+a metter fine ad una guerra ruinosa; il
+solo cardinale Balue che, come Francese,
+trovavasi di contrario sentimento a
+<span class="pagenum"><a id="Page_311"></a>[311]</span>
+tutto il sacro collegio, gli ricordava i
+passi fatti dalla corte di Roma presso il
+re di Francia, e protestava che il papa
+non poteva, senza disonorarsi, abbandonare
+un'impresa, per la quale tutta la
+Francia aveva di già prese le armi. Il
+vice cancelliere, Roderigo Borgia, gli
+rispose con così violenti modi, che a
+stento si potè impedire che i due cardinali
+non venissero alle mani<a class="tag" id="tag339" href="#note339">[339]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona
+e di Castiglia, cercavano per mezzo
+dei loro ambasciatori di ristabilire la
+pace nel mezzodì dell'Italia. La riunione
+dei due regni dava loro una grande preponderanza
+nella politica dell'Europa.
+Ferdinando era inoltre re di Sicilia, ed
+aveva per conseguenza un diretto interesse
+ad allontanare dal regno dell'altro
+Ferdinando, suo cugino, i pretendenti
+Francesi, che potevano far vacillare il
+suo proprio dominio. D'altra parte doveva
+temere per la Sicilia un'invasione
+<span class="pagenum"><a id="Page_312"></a>[312]</span>
+de' Turchi, che avrebbero così potuto
+fare una potente diversione alla guerra
+ch'egli portava nel regno musulmano di
+Granata. Premeva dunque ai re di Spagna
+che l'Italia si mantenesse in pace
+per parer formidabile agli stranieri; quindi
+offrirono la loro mediazione tra il papa
+ed il re di Napoli. Il vescovo d'Oviedo
+e Francesco di Roxas vennero a Roma
+per trattare, e furono dopo alcun tempo
+raggiunti da don Inigo de Mendoza,
+conte di Tendilla, e tutte le parti parvero
+ugualmente premurose di accettare
+la loro mediazione<a class="tag" id="tag340" href="#note340">[340]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando di Napoli accordò al papa
+tutte le sue domande. Si obbligò di pagare
+alla Chiesa l'annuo tributo con
+tutti gli arretrati; riconobbe come vassalli
+immediati della Chiesa e le città
+dell'Aquila e tutti i baroni che avevano
+fatto omaggio al papa de' loro feudi. Convenne
+soltanto che i censi annualmente
+pagati alla Chiesa da questa città e da
+questi baroni si ricevessero in conto del
+tributo di cui dichiaravasi debitore verso
+la santa sede. Non solo si accontentò di
+perdonare a tutti i suoi baroni, ma li
+dispensò ancora di venire a rendergli
+<span class="pagenum"><a id="Page_313"></a>[313]</span>
+omaggio a Napoli, loro permettendo di
+trattenersi nelle loro fortezze, in mezzo
+ai proprj vassalli, e non pertanto offrendo
+garanti della loro sicurezza i re di
+Arragona e di Castiglia, il duca di Milano
+e Lorenzo de' Medici. Questo trattato,
+senza essere partecipato ai cardinali,
+fu sottoscritto in Roma l'undici
+agosto, ed immediatamente pubblicato<a class="tag" id="tag341" href="#note341">[341]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I due confidenti di Ferdinando, che
+avevano mantenuta coi ribelli una segreta
+corrispondenza, non erano esplicitamente
+compresi nel trattato. Perciò Ferdinando,
+ricevendo il 13 agosto la notizia della
+soscrizione della pace, per mescolare il
+terrore alla speranza, fece arrestare Francesco
+Coppola, conte di Sarno, i conti
+di Carinola e di Policastro suoi figliuoli,
+Antonio Petrucci, suo segretario, e due
+de' loro confidenti. I loro beni, che,
+per quanto si diceva, ammontavano a
+trecento mila ducati, furono confiscati, e
+pochi giorni dopo si fecero perire tutti
+questi prigionieri fra i più crudeli
+<span class="pagenum"><a id="Page_314"></a>[314]</span>
+supplicj<a class="tag" id="tag342" href="#note342">[342]</a>. I baroni, ch'erano stati in
+guerra col re, credettero, per pochi
+istanti, di essere stati dal trattato di pace
+abbandonati alla sua vendetta, fors'anche
+per una segreta collusione delle stesse potenze
+che avevano guarentita la loro sicurezza.
+Il gran siniscalco, Pietro di
+Guevara, morì di dolore vedendo l'avvilimento
+in cui era caduto il suo partito.
+Antonio di Sanseverino, principe di
+Salerno, troppo ben conoscendo Ferdinando
+per non fidarsi giammai alla sua
+fede, passò in Francia, e dopo lunghe
+pratiche ottenne finalmente di suscitargli
+contro un vendicatore<a class="tag" id="tag343" href="#note343">[343]</a>. Gli altri baroni,
+ritirati nelle loro terre, furono qualche
+tempo dal re risparmiati, onde cominciarono
+a lusingarsi che la loro causa non
+fosse agli occhi del re la medesima che
+quella del conte di Sarno e del Petrucci.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Ferdinando, dopo essersi accertato
+che il re di Spagna, il duca di
+Milano e Lorenzo de' Medici non si curerebbero
+punto dell'esecuzione delle sue
+promesse, non tardò a violarle tutte sfrontatamente.
+<span class="pagenum"><a id="Page_315"></a>[315]</span>
+Nel mese di settembre fece
+entrare nell'Aquila quello stesso conte
+di Montorio, ch'egli aveva fatto arrestare
+un anno prima, ma che in appresso
+aveva saputo interamente affezionarsi. Il
+conte piombò all'impensata sui soldati
+d'Innocenzo VIII, parte ne uccise e
+parte obbligò a fuggire; fece giustiziare
+l'arcidiacono, capo del partito della Chiesa,
+e rappresentante del papa all'Aquila,
+e tutta senza riserva sottomise la città
+al potere del re<a class="tag" id="tag344" href="#note344">[344]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nè i baroni si sottrassero lungo tempo
+alla perfidia del re; il 10 ottobre, o secondo
+altri il 10 giugno seguente, fece
+arrestare i principi d'Altamura e di Bisignano,
+i duchi di Melfi e di Nardo,
+i conti di Morcone, di Lauria, di Melito,
+di Nola, e molti altri gentiluomini.
+È comune opinione che tutti questi signori
+furono immediatamente uccisi, e
+che i loro corpi, chiusi entro sacchi,
+vennero gettati in mare. Ma Ferdinando,
+per tenere a freno i loro partigiani, volle
+far credere che li custodiva come ostaggi,
+e faceva, per accreditare questa voce,
+<span class="pagenum"><a id="Page_316"></a>[316]</span>
+portare ogni giorno vittovaglie alla loro
+prigione. Poco dopo vennero pure imprigionati
+le consorti ed i figli di que' signori,
+e confiscate tutte le loro sostanze. La sola
+principessa di Bisignano potè salvarsi,
+fuggendo, colla sua famiglia. Nello stesso
+tempo il re fece perire Marino Marzano,
+duca di Suessa, che da circa venticinque
+anni languiva nelle carceri<a class="tag" id="tag345" href="#note345">[345]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il re, più non avendo che temere per
+parte de' suoi baroni, depose ogni avanzo
+di rispetto per il papa. Continuò a disporre,
+senza consultarlo, di tutti i beneficj
+ecclesiastici de' suoi stati; ricusò
+l'annuo tributo che si era obbligato di
+pagare, e quando fu da Innocenzo VIII
+mandato alla sua corte il vescovo di Cesena,
+per lamentarsi intorno a questi due
+punti, rispose Ferdinando, che meglio
+del papa conosceva i proprj sudditi, e
+che meglio di lui sapeva quali fossero
+degni di avanzamento; soggiunse di essere
+senza danaro, e che altronde aveva
+sostenute tante spese per la Chiesa, che
+ben meritava di godere di una più lunga
+esenzione<a class="tag" id="tag346" href="#note346">[346]</a>.
+<span class="pagenum"><a id="Page_317"></a>[317]</span>
+Roberto di Sanseverino, sapendo che
+il trattato di pace non conteneva veruna
+clausola a suo favore, si pose in cammino
+per passare colla sua cavalleria
+nel territorio di Venezia, risoluto di farsi
+strada colle armi. Aveva di già passato
+Todi e Borgo san Sepolcro, quando il
+duca di Calabria si fece ad inseguirlo;
+e perchè il duca incoraggiava a resistere
+tutte le città, cui il Sanseverino si avvicinava,
+cominciò bentosto a guadagnare
+qualche marcia. Giovanni Bentivoglio e i
+Bolognesi chiusero all'ultimo il passaggio al
+generale del papa, il quale fu forzato di
+abbandonare tutti i suoi equipaggi e la
+maggior parte della sua armata, mentre
+con soli cento cavalleggeri si sottrasse
+ai suoi nemici, ed entrò nello stato veneziano<a class="tag" id="tag347" href="#note347">[347]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Giammai la santa sede aveva fatta una
+più vergognosa pace di quella che aveva
+soscritta allora Innocenzo VIII. Senza
+aver provata veruna grande disfatta, che
+potesse rendere ragione di tanta debolezza,
+egli aveva sagrificato il generale
+venuto a servirlo dall'altra estremità dell'Italia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_318"></a>[318]</span>
+aveva abbandonati tutti gli obblighi
+contratti con Renato di Lorena e
+colla corte di Francia, ed aveva fatti strascinare
+in prigione e morire tra i supplicj
+uomini che d'altro non erano colpevoli
+che di avere sostenuto il suo partito,
+e ch'egli aveva solennemente promesso
+di difendere. Perdeva il tributo
+del regno di Napoli, e la presentazione
+ai beneficj che conservava il solo Ferdinando;
+e per colmo di vergogna tutti
+questi oltraggi gli venivano fatti in onta
+di un trattato solennemente giurato, ed
+annunciato a tutta l'Europa, senza ch'egli
+osasse manifestare il più leggiere risentimento.
+Innocenzo VIII, che pure fece
+qualche debole tentativo per farsi pagare
+da Ferdinando, non fece un cenno per
+salvare gli sgraziati, vittime del loro attaccamento
+alla santa sede. Non perciò
+ommise di conservare col re di Napoli
+relazioni di buona vicinanza, non invocò
+la garanzia dei mediatori del trattato
+di Roma, e bentosto gettossi totalmente
+tra le braccia di uno di loro.
+Egli sentiva la propria debolezza, aveva
+bisogno di trovare della forza, desiderava
+di essere guidato come un cieco, e scelse
+per suo confidente e per sua guida quello
+in cui aveva trovata la più vigorosa opposizione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_319"></a>[319]</span>
+Lorenzo de' Medici, l'alleato
+ed il salvatore di Ferdinando.
+</p>
+
+<p>
+Questo illustre capo della repubblica
+fiorentina aveva trovato un ragionevole
+malcontento nello stesso consiglio dei settanta,
+ch'egli aveva creato, quando avea voluto
+persuadere i Fiorentini ad assecondare
+Ferdinando in una ingiusta oppressione,
+inimicandosi la Chiesa, la di cui nimicizia
+era sempre formidabile. Il suo storico
+Valori protesta che mai non parlò con
+tanta eloquenza, come quando trasse nella
+sua opinione i suoi colleghi a favore del
+re di Napoli<a class="tag" id="tag348" href="#note348">[348]</a>. Non aveva altresì avuto
+mai bisogno di maggiore artificio, quanto
+in questa circostanza, in cui voleva al
+proprio personale vantaggio far sagrificare
+il vero interesse ed i principj della
+repubblica. Lorenzo riuscì ad ottenere
+alla sua famiglia l'amicizia di Ferdinando
+coi beneficj, quella d'Innocenzo VIII
+col fargli paura: ma nè l'uno nè l'altro
+erano i veri alleati che doveva procacciarsi
+Firenze; da nessuno di loro poteva
+la repubblica ripromettersi costanza
+di affetto o uniformità di politica. Firenze
+era decaduta dalla sua grandezza
+<span class="pagenum"><a id="Page_320"></a>[320]</span>
+dopo che aveva abbandonato il sistema
+degli Albizzi, e che più non faceva causa
+comune con tutti i popoli liberi. I Medici
+umiliati, vedendosi considerati nelle
+altre repubbliche come semplici cittadini,
+manifestavano della gelosia contro Venezia,
+ispiravano diffidenza verso Genova,
+Lucca e Siena: finalmente riponevano
+ogni loro arte nel mantenere uno
+spirito di rivalità tra la loro patria e le
+città libere. Dopo tale epoca Firenze più
+non ebbe partigiani ereditarj nel rimanente
+dell'Italia; sapevasi ovunque che
+la sua alleanza dipendeva dai segreti intrighi
+del gabinetto, e che era variabile
+come gl'interessi del giorno, come i favori
+dei principi; coloro che soffrivano
+per la più giusta causa non erano più
+sicuri de' suoi ajuti; ed a vicenda più
+non pensarono a soccorrerla che quando
+sentironsi invitati da un interesse presente.
+</p>
+
+<p>
+La vanità di Lorenzo de' Medici era
+soddisfatta, qualunque volta trattava coi
+principi, e Ferdinando aveva per lui
+tutti i riguardi riservati ai sovrani.
+Suo figlio Pietro venne accolto alle nozze
+d'Isabella d'Arragona con Giovanni Galeazzo
+con maggiore rispetto assai che
+<span class="pagenum"><a id="Page_321"></a>[321]</span>
+non gli ambasciatori della repubblica<a class="tag" id="tag349" href="#note349">[349]</a>.
+Dal canto suo Innocenzo VIII non istringeva
+alleanza con Firenze ma coi Medici.
+Suo figlio, Franceschetto Cibo, sposò
+Maddalena, figliuola di Lorenzo e della
+Clarice Orsini. In quest'occasione Clarice
+fu pomposamente ricevuta alla corte
+di Roma, come suo padre, Virginio Orsini,
+sebbene dal principio di questo pontificato
+fosse sempre stato in guerra colla
+santa sede. Tutti gli Orsini, ch'erano stati
+perseguitati con accanimento, furono richiamati
+al favore ed all'onnipotenza in
+Roma. Finalmente il papa promise al
+fratello di sua nuora, al secondo figlio
+di Lorenzo de' Medici, un cappello cardinalizio.
+Questi, la di cui fortuna cominciava
+in tale maniera, doveva un giorno
+essere il papa Leon X; in allora era un
+fanciullo, nè mai la prima dignità della
+Chiesa erasi ottenuta in più tenera età.
+Il matrimonio di Franceschetto Cibo con
+Maddalena de' Medici non si celebrò che
+in novembre del 1487, e la consacrazione
+di Giovanni de' Medici venne differita
+fino al principio del 1492<a class="tag" id="tag350" href="#note350">[350]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_322"></a>[322]</span>
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici erasi appena riconciliato
+colla Chiesa, quando rendette
+ad Innocenzo VIII un eminente servigio,
+terminando per lui onorevolmente una
+piccola guerra, che minacciava di tirarsi
+dietro grandi disastri. La città d'Osimo
+nella Marca aveva provata una rivoluzione,
+in seguito della quale aveva scosso
+il giogo del dominio ecclesiastico, e Boccolino
+Guzzoni, uno de' suoi cittadini,
+erasene fatto dichiarare signore. Questo
+piccolo sovrano, abbandonato alle sole
+piccole sue forze, sarebbe stato facilmente
+ricondotto all'ubbidienza verso la Chiesa,
+ma di que' tempi Bajazette II, rimasto
+vincitore nelle guerre civili de' Turchi,
+aveva ripreso il progetto di penetrare in
+Italia. Alcuni branchi di avventurieri musulmani
+avevano fatti varj sbarchi nella
+Marca d'Ancona, avevano tentato di sorprendere
+Fano, ed avevano trovato negli
+stati del papa corrispondenti e partigiani,
+come ne avevano prima trovato in quelli
+di Ferdinando<a class="tag" id="tag351" href="#note351">[351]</a>. Boccolino, che appena
+poteva sperare di trovare alleati in
+<span class="pagenum"><a id="Page_323"></a>[323]</span>
+Italia, fece offrire a Bajazette II di tenere
+da lui in feudo la città di Osimo,
+e mandò suo fratello a Costantinopoli,
+mentre che un agente del sultano venne
+a Venezia per condurre a buon termine
+questo trattato. Giace la città di Osimo
+a qualche distanza dal mare, ed Innocenzo
+VIII, per comprimere una ribellione
+che poteva avere così funeste conseguenze,
+aveva subito spedito nella Marca
+il cardinale Giuliano della Rovere, che
+aveva troncate le comunicazioni di Boccolino
+col mare; in appresso lo aveva assediato
+in Osimo, piazza abbastanza forte
+e che vigorosamente si difendeva: e se la
+guarnigione turca, che vi si aspettava, fosse
+entrata entro le sue mura, è probabile
+assai che difficilmente si sarebbero scacciati
+i Turchi dagli stati della Chiesa<a class="tag" id="tag352" href="#note352">[352]</a>.
+Lorenzo de' Medici interpose la sua mediazione
+per terminare questa pericolosa
+guerra: mandò il vescovo di Arezzo a
+Boccolino, e lo persuase a vendere al
+papa la città di Osimo per sette mila
+fiorini. Boccolino venne in seguito a Firenze,
+ove fu ben accolto; ma quando
+<span class="pagenum"><a id="Page_324"></a>[324]</span>
+passò di là a Milano, fu arrestato mentre
+entrava in questa città, ed appicato
+senza formalità di giudizio, e senza avere
+riguardo alla protezione di Lorenzo, o
+forse con segreta sua intelligenza<a class="tag" id="tag353" href="#note353">[353]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Omai non restava altra guerra in Italia
+che quella tra le repubbliche di Firenze
+e di Genova, la quale non era stata terminata
+dal trattato di Bagnolo del 1484,
+e non lo fu in quello di Roma del 1486.
+Il primo aveva lasciato ai Fiorentini il
+diritto di procurarsi colle armi la restituzione
+di Sarzana, che loro aveva tolto
+Agostino Fregoso; e questi a tale oggetto
+avevano preso al loro soldo il conte Antonio
+di Marciano e Rannuccio Farnese,
+e gli avevano mandati in Lunigiana nel
+settembre del 1484<a class="tag" id="tag354" href="#note354">[354]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Aveva allora Genova per doge quello
+stesso Paolo Fregoso, suo arcivescovo, che
+due volte nel 1464 erasi assiso sul trono
+ducale; che vi si era mantenuto con inauditi
+assassinj, e che si era dato alla pirateria,
+quando n'era stato discacciato. Era
+tornato in patria nel 1479 col resto della
+sua famiglia. Suo nipote Battista era stato
+<span class="pagenum"><a id="Page_325"></a>[325]</span>
+allora proclamato doge; lo stesso Paolo
+era stato decorato da Sisto IV del cappello
+cardinalizio, ed incaricato del comando
+della flotta, mandata contro i Turchi.
+Ma nè questi onori, nè il rango
+che occupava nella Chiesa e nella patria,
+nè l'ascendente che aveva sul doge Battista
+Fregoso, suo nipote, erano bastanti
+a soddisfare l'ambizioso arcivescovo. Accusò
+Battista presso i capi della sua fazione
+di durezza, di arroganza, d'ingiustizia;
+pretese che questo doge negoziasse
+coll'imperatore per assoggettargli
+Genova, onde averla in appresso da lui
+in feudo, si associò Lazzaro Doria, il
+quale aveva come lui molti faziosi sotto
+i suoi ordini, ed essendo il doge suo
+nipote venuto a visitarlo nell'arcivescovado
+il 25 di novembre del 1483, lo
+fece arrestare, e gli chiese, a nome
+di tutta la famiglia, di deporre la corona
+imperiale, e nol rilasciò che dopo
+fattisi consegnare il palazzo pubblico e
+le fortezze. Dopo ciò, avendo Paolo Fregoso
+adunato un consiglio di 300 cittadini,
+si fece coi loro suffragi proclamare
+doge di Genova<a class="tag" id="tag355" href="#note355">[355]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_326"></a>[326]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questo capo di faziosi, destro ed intraprendente,
+era uno de' più formidabili
+avversarj che i Fiorentini potessero avere
+in tempo che cercavano di ricuperare Sarzana.
+Più non trattavasi di contrastare al
+solo Agostino Fregoso il possesso della
+piccola città di cui riclamavano il dominio,
+ma al doge, e nello stesso tempo
+alla banca di san Giorgio. Questa
+compagnia mercantile, sotto colore d'amministrare
+le entrate de' creditori dello
+stato di Genova, aveva un governo
+rappresentativo, un tesoro, un'armata,
+ed un sistema di libertà e d'amministrazione
+migliore d'assai che quello della
+repubblica, nel di cui seno era instituita<a class="tag" id="tag356" href="#note356">[356]</a>.
+Agostino Fregoso, che non sentivasi
+abbastanza forte per difendere solo
+Sarzana, aveva ceduto a questa banca
+tutti i suoi diritti.
+</p>
+
+<p>
+La banca di san Giorgio possedeva
+egualmente il forte castello di Pietra santa,
+che signoreggia il passaggio della Lunigiana
+<span class="pagenum"><a id="Page_327"></a>[327]</span>
+sulla strada di Firenze a Sarzana<a class="tag" id="tag357" href="#note357">[357]</a>.
+Questo castello è posto in una
+fertile pianura, coperta di uliveti, e chiusa
+tra le montagne ed il mare. Le acque,
+che non vi trovano facile scolo, vi formano
+alcuni pantani, che infettano l'aria
+di questa campagna. Pietra Santa era stata
+fabbricata nel XIII.º secolo da un podestà
+fiorentino; l'avevano posseduta a vicenda
+i Pisani ed i Lucchesi, e dalla repubblica
+fiorentina era stata venduta l'anno
+1343. La banca di san Giorgio vi teneva
+allora una guarnigione di trecento uomini;
+ed ai Fiorentini riusciva difficile
+l'attaccare Sarzana senza possedere Pietra
+Santa. Ma questi, che pure non si
+risguardavano in guerra coi Genovesi,
+non vollero cominciare le ostilità contro
+questa fortezza. Accadde però che un convoglio,
+accompagnato da debole scorta,
+passando presso le mura di Pietra Santa,
+fu svaligiato dalla guarnigione. Dopo ciò
+si credettero in diritto i Fiorentini d'assediarla,
+e la guerra invece di essere diretta
+<span class="pagenum"><a id="Page_328"></a>[328]</span>
+contro Agostino Fregoso, diventò aperta
+tra i due stati<a class="tag" id="tag358" href="#note358">[358]</a>. Dal canto loro i Genovesi
+mandarono Costantino Doria con
+una flotta di dieci galere e quattro vascelli
+rotondi per guastare Livorno, Vado
+e tutte le coste della Toscana<a class="tag" id="tag359" href="#note359">[359]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il cattivo aere di Pietra Santa fece
+nell'assedio di questa piccola città, cominciato
+nella stagione delle febbri, perdere
+molta gente. Furonvi poche azioni
+militari; non per anco erano state piantate
+le batterie contro le mura, e di già
+i tre capitani de' Fiorentini, i conti di
+Pitigliano e di Marciano e Rannuccio
+Farnese, erano ammalati, e la maggior
+parte de' soldati incapaci di servire; onde
+il 10 ottobre stavano omai per levare
+l'assedio<a class="tag" id="tag360" href="#note360">[360]</a>, quando i Fiorentini mandarono
+alla loro armata considerabili rinforzi
+con tre nuovi commissarj. Questi si
+sforzarono di far capire ai soldati che
+in un clima caldo e malsano l'autunno
+era la stagione di cominciare non di terminare
+<span class="pagenum"><a id="Page_329"></a>[329]</span>
+la campagna, e li persuasero a
+restare tuttavia sotto Pietra Santa, ed il
+21 e 22 ottobre li condussero all'assalto
+di due ridotti, di cui s'impadronirono, l'uno
+al <i>salto della Cervia</i>, e l'altro nella valle
+di <i>Corvara</i>; per mezzo di questi la guarnigione
+aveva potuto mantenersi in comunicazione
+colle montagne. In uno di
+questi attacchi fu per altro ucciso il
+conte di Marciano, i tre nuovi commissari,
+Guicciardini, Gianfigliazzi e Pucci,
+furono assaliti dalla febbre epidemica,
+onde fu mandato in loro vece Bernardo
+del Nero. Arrivò questi al campo il 2
+di novembre, quando la guarnigione era
+omai ridotta a mancare di vittovaglia;
+si diede l'assalto alla piazza il 5 novembre,
+ed i Fiorentini rimasero padroni di
+un bastione. Allora Lorenzo de' Medici,
+che non s'avvicinava di buon grado agli
+accampamenti quando poteva esporsi a
+qualche rischio, recossi a quello di
+Pietra Santa immantinenti per ricevervi
+la capitolazione, che fu soscritta l'otto
+di novembre<a class="tag" id="tag361" href="#note361">[361]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_330"></a>[330]</span>
+</p>
+
+<p>
+Intanto i Fiorentini avevano assoldate
+diciotto galere catalane, capitanate da Requenseno
+e da Villa-Marina; avevano formato
+un partito tra gli emigrati genovesi,
+nemici di Paolo Fregoso, e volevano
+attaccare questo doge nella sua capitale.
+Bernardo del Nero potè a stento
+tenere riunita l'armata che aveva presa
+Pietra Santa, e che trovavasi indebolita
+e scoraggiata da sempre rinascenti malattie.
+Non pertanto apparecchiavasi a
+continuare la campagna, quand'ebbe notizia
+che gli emigrati genovesi erano stati
+disfatti il 22 di dicembre; onde s'arrese
+alle istanze de' soldati, e li pose ne' quartieri
+d'inverno<a class="tag" id="tag362" href="#note362">[362]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lodovico il Moro, reggente di Milano,
+ed il papa offrivano alle due repubbliche
+la loro mediazione: proponevano, o di
+lasciare ai Genovesi il possedimento di
+Sarzana, ed ai Fiorentini quello di Pietra
+Santa, o di cambiare queste due piazze
+l'una per l'altra, onde ogni repubblica
+riavesse ciò che le spettava. Nella prima
+supposizione i Genovesi domandavano
+che i Fiorentini evacuassero Sarzanello,
+fortezza attigua a Sarzana, sempre da loro
+posseduta. Questi ricusavano di farlo, ove
+<span class="pagenum"><a id="Page_331"></a>[331]</span>
+non venissero rimborsati del prezzo d'acquisto
+pagato al Fregoso per ambidue.
+Tali pretese, sebbene opposte, non sembravano
+difficili ad accordarsi, onde in
+tutto il 1485 le ostilità rimasero sospese,
+tanto più che la guerra di Napoli e della
+Chiesa richiamava l'attenzione e le forze
+de' Fiorentini<a class="tag" id="tag363" href="#note363">[363]</a>. Le nuove negoziazioni
+intavolate dal papa nel 1486 tornarono
+infruttuose; si stracciò il trattato sottoscritto
+colla sua mediazione; i due popoli
+si accusarono vicendevolmente di
+mala fede, e ripresero nuovamente le
+armi<a class="tag" id="tag364" href="#note364">[364]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In sul finire di maggio del 1487, i Genovesi
+sorpresero la fortezza di Sarzanello;
+ma non poterono occupare la
+rocca dove i Fiorentini si erano ritirati.
+Firenze mandò subito in sul luogo tutti
+i suoi condottieri, cioè il conte di Pitigliano,
+il signore di Piombino, quello
+di Faenza, e gli Orsini. La loro armata
+rientrò il 15 aprile in Sarzanello, e vi
+fu fatto prigioniero co' suoi nipoti Giovanni
+Luigi del Fiesco, che comandava
+i Genovesi<a class="tag" id="tag365" href="#note365">[365]</a>. Il Pitigliano assediò subito
+<span class="pagenum"><a id="Page_332"></a>[332]</span>
+Sarzana; alzò tre ridotti fra la città
+e la Magra; aprì una batteria di otto
+bombarde, che fecero nel corpo della
+piazza una breccia praticabile; e già stava
+per ordinare l'assalto, quando Lorenzo
+de' Medici, avvisato che gli abitanti erano
+in procinto di arrendersi, accorse per
+ricevere la loro capitolazione, che fu
+conchiusa il 22 maggio del 1487, e l'armata
+vittoriosa si obbligò a rispettare le
+proprietà degli abitanti<a class="tag" id="tag366" href="#note366">[366]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Invece di continuare la guerra dopo
+questa vittoria, o di terminarla con una
+buona pace, Lorenzo de' Medici non
+lasciò che un migliajo di soldati a Sarzana,
+e si unì a Lodovico il Moro per
+persuadere Paolo Fregoso ad assoggettare
+di nuovo Genova al duca di Milano.
+Sebbene l'avanzata età del cardinale Fregoso
+cominciasse a calmare le sue passioni,
+la duplice dignità d'arcivescovo e
+di doge non aveva potuto ridurlo a rinunciare
+al carattere di capo di fazione.
+Suo figliuolo naturale, Fregosino, camminava
+come lui, sempre circondato da un
+branco di banditi, avvezzi a disprezzare
+tutte le leggi per soddisfare a qualunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_333"></a>[333]</span>
+sua voglia. Un consiglio de' dieci, nuovamente
+instituito in Genova per reprimere
+tali disordini, aveva fatto arrestare Tommaso
+Fregoso. Il cardinale o suo figlio,
+prendendo le difese del loro congiunto,
+fecero assassinare Angelo Grimaldi, uno
+de' decemviri e Tobia Lomellini<a class="tag" id="tag367" href="#note367">[367]</a>. In
+pari tempo entrarono in trattato con Lodovico
+il Moro per dargli in mano Genova
+alle stesse condizioni più volte pattuite
+coi duchi di Milano, e più volte
+violate; ma essi cercarono in questa nuova
+convenzione per la loro famiglia, quella
+guarenzia che non potevano trovare per la
+loro patria. La figlia naturale dell'ultimo
+duca, Chiara Sforza, vedova di Pietro
+del Verme, fu data in matrimonio a
+Fregosino, figliuolo dell'arcivescovo; le
+nozze si celebrarono con regale fasto
+a Milano, in luglio del 1487, alla presenza
+degli ambasciatori della repubblica:
+per tal modo la libertà della repubblica
+era per essere sagrificata al vergognoso
+matrimonio di due bastardi<a class="tag" id="tag368" href="#note368">[368]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_334"></a>[334]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma l'alleanza di Paolo Fregoso col
+duca di Milano eccitò la diffidenza di
+tutti i Genovesi, ed i nemici del doge
+approfittarono di questa pubblica disposizione
+per riunirsi contro di lui. Ibletto
+e Giovanni Luigi del Fiesco, due fratelli,
+che avevano contribuito alla sua
+grandezza, apparecchiaronsi ad abbattere
+l'idolo da loro innalzato, e si volsero
+a Battista Fregoso, che il cardinale,
+zio, teneva esiliato nel Friuli, dopo
+averlo tradito, e cacciato dal palazzo
+ducale cinque anni prima. Si addirizzarono
+inoltre a Giovanni e ad Agostino
+Adorno, capi dell'opposta fazione, che
+vivevano ritirati a Selva, e con questi
+fissarono il giorno in cui attaccherebbero
+all'impensata l'odiato doge<a class="tag" id="tag369" href="#note369">[369]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Giovan Luigi del Fiesco s'internò tra
+le montagne per armare i suoi vassalli,
+ed unire alle milizie tutti i soldati vagabondi
+che gli verrebbe fatto di ritrovare.
+Ibletto, incaricato di raccogliere truppe
+negli stessi sobborghi di Genova, nascose
+le sue pratiche cogli apparecchi di continue
+feste, e di un dissipamento che
+dava a tutti nell'occhio. Il doge lo fece
+<span class="pagenum"><a id="Page_335"></a>[335]</span>
+interpellare sul conto de' soldati che gli
+si vedevano intorno, ed Ibletto rispose
+ch'erano antichi suoi compagni d'armi,
+che approfittavano della presente pace
+d'Italia, per darsi buon tempo alcuni
+giorni con lui. Ma questo sospetto, manifestato
+da Paolo Fregoso, fece sentire
+ad Ibletto che non poteva protrarre più
+oltre l'esecuzione de' suoi progetti; onde
+la stessa sera, in agosto del 1488, sorprese
+porta delle Capre presso santo Stefano,
+vi si fortificò con un centinajo di
+soldati, facendo nello stesso tempo avvisare
+i suoi compagni dell'accaduto, e
+caldamente pregandoli ad accorrere in
+suo ajuto. Pietro Fregoso non credette
+di doverlo attaccare prima del giorno;
+ignorava le forze del suo nemico e le
+disposizioni della città, e non voleva spogliare
+le fortezze di soldati, nell'istante
+in cui forse pensavasi a sorprenderle;
+questo ritardo fu la salvezza de' congiurati.
+Prima del giorno Gian Luigi del Fiesco
+entrò in città colla piccola armata
+raccolta nelle montagne. Vi entrarono
+pure Agostino e Giovanni Adorno con
+tutta la loro fazione da lungo tempo oppressa:
+e Battista Fregoso non aveva tardato
+ad unirsi co' più inveterati nemici
+della propria casa, per vendicarsi della
+<span class="pagenum"><a id="Page_336"></a>[336]</span>
+perfidia di suo zio. La loro armata trovavasi
+di già superiore d'assai a quella
+del doge, onde in sul fare del giorno,
+attaccò il palazzo del pubblico. Paolo,
+troppo tardi conobbe, che la perdita
+di una notte era stata cagione della sua
+ruina; fuggì con suo figlio nella cittadella,
+mentre che il suo amico Paolo
+Doria ritardava la marcia degli aggressori
+con artificiose proposizioni, e lo sottraeva
+in tal modo al pugnale di Battista
+Fregoso, infiammato da desiderio di vendetta<a class="tag" id="tag370" href="#note370">[370]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I nemici del cardinale, poichè si videro
+padroni del palazzo, cercarono di
+dare una nuova forma alla repubblica.
+Non vollero nominare il doge, perchè
+questa suprema dignità avrebbe risvegliata
+la rivalità degli Adorni e de' Fregosi,
+ed avrebbe inoltre scontentati i Fieschi,
+esclusi dalla loro nobiltà da una magistratura
+popolare. Il senato prescelse adunque
+dodici cittadini, cui diede prima il
+nome di capitani, poi di riformatori della
+repubblica di Genova. I capi delle due
+popolari fazioni, quelli di tutte le famiglie
+nobili, e quelli che per qualsiasi titolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_337"></a>[337]</span>
+avevano la confidenza de' loro concittadini,
+trovaronsi riuniti in questo nuovo
+consiglio<a class="tag" id="tag371" href="#note371">[371]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il primo ordine emanato da questi magistrati
+fu quello di attaccare la fortezza.
+Il cardinale non erasi accontentato di questa,
+ma aveva alloggiati soldati nelle vicine
+case, cacciandone gli abitanti; aveva barricate
+le strade, ed erasi posto in istato
+di sostenere un lungo assedio. Le battaglie
+date all'intorno della fortezza ridussero
+i Genovesi nella più spaventosa desolazione.
+Ogni palazzo veniva a vicenda
+attaccato e difeso coll'artiglieria; quando
+l'un partito o l'altro era forzato ad evacuarlo,
+vi appiccava, ritirandosi, il fuoco,
+ed in mezzo alle zuffe ed agl'incendj,
+vedevansi gli abitanti, le donne ed i fanciulli,
+contrastare ai soldati, che saccheggiavano
+le case, i loro mobili e le loro
+ricchezze. La devastazione s'andava ogni
+dì più allargando, e questa doviziosa città,
+così rinomata per la sua magnificenza,
+sembrava minacciata di distruzione dai
+suoi medesimi cittadini<a class="tag" id="tag372" href="#note372">[372]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_338"></a>[338]</span>
+</p>
+
+<p>
+Mentre queste pratiche si andavano
+prolungando, i magistrati eransi rivolti
+al papa, loro concittadino, per implorarne
+la protezione, ed al re di Francia Carlo
+VIII, cui offrivano la signoria della loro
+città a quelle medesime condizioni che
+l'aveva avuta suo padre. Dall'altro canto
+Paolo Fregoso aveva domandato ajuto
+al duca di Milano, il quale fece avanzare
+verso la Liguria Gian Francesco
+di Sanseverino, conte di Cajazzo, figliuolo
+di Roberto, ch'era morto nel precedente
+anno. Nello stesso tempo alcuni ambasciatori
+milanesi arrivarono a Genova,
+e la loro mediazione fu accettata dalle
+due parti. Proposero di dividere la repubblica
+tra gli Adorni ed i Fregosi; di
+cedere ai primi Savona con tutta la riviera
+di Ponente; di conservare ai secondi
+Genova e la riviera di Levante;
+per ultimo di riconoscere la suprema signoria
+del duca di Milano sopra l'una
+e l'altra parte<a class="tag" id="tag373" href="#note373">[373]</a>. Questa proposizione,
+che sagrificava la gloria e l'esistenza
+stessa della nazione a vantaggio dei capi
+di partito, venne rigettata dall'uno e
+dall'altro egualmente, pure accrebbe la
+reciproca diffidenza. Ma Battista Fregoso
+<span class="pagenum"><a id="Page_339"></a>[339]</span>
+era odioso e sospetto a Lodovico il Moro;
+gli ambasciatori milanesi lavoravano
+nascostamente a staccare da lui i suoi
+nuovi compagni, e da questi ottennero
+infatti che fosse loro sagrificato. Battista
+venne arrestato nella casa di Agostino
+Adorno, dov'erasi recato senza verun
+sospetto, e fu portato a bordo di una
+galera, che partì alla volta d'Antipoli nel
+Friuli, luogo del suo precedente esilio,
+dal quale era partito poche settimane
+prima. Gli altri capi avevano acconsentito
+alle nuove proposizioni degli ambasciatori
+milanesi. Agostino Adorno doveva
+per dieci anni tenere in Genova
+l'autorità ducale, col titolo di luogotenente
+del duca di Milano; Ibletto e Giovan
+Luigi del Fiesco dovevano conservare
+tutte le loro onorificenze ed il
+loro credito. Il cardinale Paolo Fregoso
+doveva abdicare la carica ducale, e consegnare
+ai Milanesi il Castelletto e le
+altre fortezze. Gli si prometteva in ricambio
+un'annua pensione di sei mila fiorini,
+e mille si promettevano a suo figlio
+Fregosino, finchè il papa gli dasse in
+beneficj ecclesiastici una rendita eguale
+a questa somma. A tali condizioni poteva
+Paolo Fregoso trattenersi in Genova,
+purchè si limitasse alle sue incumbenze
+<span class="pagenum"><a id="Page_340"></a>[340]</span>
+ecclesiastiche; ma costui era troppo orgoglioso
+per ubbidire dove aveva comandato.
+Uscendo dal Castelletto, in ottobre
+del 1488, s'imbarcò con tutti i
+suoi effetti sopra due galere che si era
+fatto apparecchiare, delle quali, sopraggiunte
+da violente burrasca presso le coste
+della Corsica, una perì con tutto il carico,
+l'altra, dopo avere perdute tutte
+le sue antenne, si sottrasse, può dirsi per
+miracolo, alla tempesta, ed approdò a
+Cività Vecchia; indi Paolo Fregoso passò
+a Roma, che più non abbandonò fino
+alla sua morte, accaduta il 2 di marzo
+del 1498<a class="tag" id="tag374" href="#note374">[374]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La repubblica di Firenze non aveva
+motivo di lodarsi di questa rivoluzione,
+cui aveva contribuito, tenendo viva una
+piccola guerra nei confini della Liguria.
+Il duca di Milano non fu appena padrone
+di Genova, che manifestò il suo
+rincrescimento per la perdita di Sarzana
+e di Pietra Santa, e si fece ad apparecchiare
+i mezzi di riavere quelle due
+città<a class="tag" id="tag375" href="#note375">[375]</a>. Ma Lorenzo de' Medici, ostinandosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_341"></a>[341]</span>
+a diffidare di ogni repubblica,
+temeva assai meno le pratiche e le trame
+di un vicino principe, che l'esempio di
+libertà e d'indipendenza, che altri cittadini
+potevano dare ai Fiorentini. Oramai
+Perugia, Bologna e Genova non potevano
+per questo rispetto cagionargli veruna
+inquietudine. Venezia veniva sempre
+risguardata come una potenza nemica;
+e per ultimo le due repubbliche,
+che dividevano con Firenze la sovranità
+della Toscana, andavano ogni giorno
+perdendo la loro importanza. Pareva che
+quella di Lucca non ad altro mirasse
+che a farsi dimenticare, più non vedevasi
+rammentata da veruno scrittore del
+secolo: e perchè il suo governo vietò
+con gelosa diffidenza la pubblicazione
+di tutte le storie nazionali, appena ci
+possiamo accorgere della sua esistenza.
+In quello stesso tempo la repubblica di
+Siena faceva tristamente parlare di sè,
+consumando nel suo seno le proprie
+forze.
+</p>
+
+<p>
+Poichè il duca di Calabria ebbe abbandonata
+quella città nel 1480, essa fu
+costantemente agitata dalla più spaventosa
+anarchia. Furiosi demagoghi avevano a
+vicenda esiliati, proscritti, precipitati dalle
+finestre del palazzo, e fatti morire sul
+<span class="pagenum"><a id="Page_342"></a>[342]</span>
+patibolo tutti coloro che per i loro natali,
+per singolare ingegno, o per importanti
+servigi, renduti alla repubblica,
+si erano distinti in faccia ai loro concittadini.
+Gli ordini, ossia i Monti dei
+nove, dei dodici, dei riformatori, dei
+gentiluomini, ora gli uni, ora gli altri
+esposti alla persecuzione, erano stati talora
+affatto esclusi dal supremo governo,
+talora aboliti o proscritti. Nel 1482 la repubblica
+aveva riconosciuto il solo ordine
+del popolo, cui si erano riuniti tutti gli
+altri<a class="tag" id="tag376" href="#note376">[376]</a>. Ma questa prudente risoluzione,
+che doveva distruggere tutte le distinzioni
+tendenti soltanto a perpetuare i tumulti,
+era stata abolita nel 1484 dagli
+stessi democratici. Avevano voluto nuovamente
+segregare dalla loro corporazione
+tutti coloro che avevano qualche pretesa
+aristocratica, facendo appunto che questi
+aboliti diritti formassero un titolo d'esclusione,
+e lo stabilimento di quest'oligarchia
+affatto plebea era stato lordato
+col sangue di nuove vittime<a class="tag" id="tag377" href="#note377">[377]</a>. Ogni
+giorno andava crescendo il numero degli
+esiliati da Siena; questi più non vivevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_343"></a>[343]</span>
+isolati ne' luoghi del loro esilio,
+ma si adunavano negli stati limitrofi in
+ragguardevoli corpi di truppe, e spaventavano
+il governo rivoluzionario coi
+frequenti tentativi che facevano per tornare
+in patria, o per forza o per sorpresa.
+Lorenzo de' Medici era alleato di questo
+governo anarchico; egli aveva persuasi
+i Fiorentini a rinunciare all'antica loro
+massima di non cercare amici che tra
+gli amici della giustizia, dell'onore e
+della libertà. I suoi trattati venivano sempre
+suggeriti dall'interesse del momento,
+dalla gelosia, dal desiderio d'indebolire
+i suoi vicini, e per ultimo dalla politica,
+le di cui viste sono troppo più corte che
+quelle della morale. Nel 1482 aveva sagrificati
+gli alleati sienesi, padroni di
+Monte Reggioni, i quali, rimasti privi
+tutt'ad un tratto de' suoi ajuti, erano stati
+costretti di abbandonare quel castello ai
+loro nemici<a class="tag" id="tag378" href="#note378">[378]</a>; ed egli aveva il 14 di
+giugno del 1483 conchiusa una lega per
+venticinque anni, a nome de' Fiorentini,
+col popolaccio che tiranneggiava Siena<a class="tag" id="tag379" href="#note379">[379]</a>;
+ma gli emigrati non avevano perciò ommesso
+<span class="pagenum"><a id="Page_344"></a>[344]</span>
+di cercare di occupare prima il
+castello di Saturnia, poi la città di Chiusi,
+ed all'ultimo la terra di San Quirico.
+</p>
+
+<p>
+Questi emigrati Sienesi appartenevano
+a tutti i partiti, a tutti i <i>Monti</i>, secondo
+l'abituale linguaggio di Siena. Molti di
+coloro ch'erano stati mandati dopo gli
+altri in esilio, avevano partecipato alla
+proscrizione, ed ancora al supplicio delle
+prime vittime. Il giusto odio che li teneva
+divisi, formava la speranza degli
+oppressori della loro patria. Essi lo sentirono,
+dimenticarono tutte le offese che
+la sorte aveva di già vendicate, e presero
+la risoluzione di unirsi contro i
+soli nemici, de' quali non devonsi mai
+scordare le scelleratezze, cioè quelli che
+sono sempre possenti. Nicolò Borghesi e
+Neri Placidi sottoscrissero in Roma, a
+nome dell'ordine dei Nove, la pace con
+Lorenzo e con Guid'Antonio Boninsegni,
+rappresentanti del monte dei Riformatori.
+Nello stesso tempo Lionardo, figliuolo
+di Battista Bellanti, appartenente ancor
+esso all'ordine dei Nove, il di cui padre
+era perito sul patibolo, fece in Pisa la
+pace con Bartolommeo Sozzini e con
+Niccolò Severini del monte de' Dodici,
+i quali avevano avuto parte in queste
+crudeli esecuzioni. Obbligaronsi tutti ad
+<span class="pagenum"><a id="Page_345"></a>[345]</span>
+operare di concerto pel vantaggio di tutti
+gli esiliati, ed a non avere in avvenire
+altro scopo, che quello di liberare la loro
+patria del giogo tirannico sotto cui gemeva<a class="tag" id="tag380" href="#note380">[380]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo ciò gli emigrati si adunarono a
+Staggia, posta all'estremo confine del Fiorentino,
+di dove partirono il 21 di luglio
+del 1487 con cento fanti, presi al
+loro soldo, e pochi cavalieri, comandati
+dal capitano Bruno di Cremona. Invece
+di tenere la strada principale, presero le
+poco frequentate delle foreste: ma non
+pertanto in Siena si era avuta contezza
+della loro intrapresa, ed erano stati spediti
+contro di loro molti distaccamenti
+di truppe, che si avanzarono fino a breve
+distanza da Staggia, sicchè poterono assicurarsi
+che non vi si faceva verun movimento.
+Avevano da prima visitate tutte
+le macchie presso Siena, e nulla vi avevano
+scoperto. Queste scolte tornarono
+perciò in città e riferirono al governo
+essere false le notizie dategli, e che
+non si trovavano nemici in verun lato.
+Un ridicolo accidente aveva sottratta
+alle loro indagini la piccola truppa
+degli emigrati. Avevano questi caricati
+<span class="pagenum"><a id="Page_346"></a>[346]</span>
+sopra un mulo gli ordigni di cui volevano
+valersi per atterrare le porte; il
+mulo si pose in fuga per la foresta, e
+si trasse dietro tutta la piccola armata
+affatto fuori della via che doveva tenere.
+La bestia venne finalmente raggiunta, dopo
+due ore di faticoso viaggio, ed allora gli
+emigrati si rimisero in cammino alla
+volta di Siena, temendo per altro che
+questo ritardo, che fu loro cagione di
+prospero successo, non guastasse ogni loro
+disegno. Tutte le pattuglie erano rientrate
+in città, eransi levate dalle mura le guardie
+straordinarie, e dormivano le scolte
+notturne, quando questo drappello di congiurati
+arrivò, poco prima che facesse
+giorno, alla porta di Fonte Branda. I loro
+complici, che gli aspettavano sulle mura,
+gli ajutarono a salirle con scale di corda,
+finchè trenta dei più coraggiosi s'impadronirono
+della porta, e l'aprirono al
+rimanente della truppa.
+</p>
+
+<p>
+Si era promesso al capitano Bruno
+che, appena spiegata la sua bandiera in
+città, verrebbe raggiunto da numerose
+partite di malcontenti; ma invece niuno
+appariva, onde questo condottiere, scoraggiato,
+non ardiva innoltrarsi per le
+strade. Gli emigrati quasi soli le corsero,
+gridando i <i>Nove, popolo, e libertà</i>. Pochi
+<span class="pagenum"><a id="Page_347"></a>[347]</span>
+erano quelli che accorrevano in loro
+ajuto, ma altronde niuno prendeva le
+armi per opporsi. Il governo era troppo
+detestato per trovare difensori, troppo
+temuto perchè i cittadini ardissero dichiararsi
+contro di lui. Uno de' suoi capi,
+Cristoforo di Guiduccio, ingannato dalla
+voce di coloro che lo chiamavano, supponendoli
+suoi partigiani, si diede egli
+stesso in potere de' congiurati che lo uccisero.
+Altri, non più di quaranta, adunaronsi
+a Camporeggio; essi potevano pure
+bastare per iscacciare gli emigrati, che
+si trovavano dispersi per le strade di una
+vasta città, e scoraggiati dal vedersi abbandonati,
+ma quando i partigiani del
+governo si videro in così piccolo numero,
+non osarono tentar nulla. Molti di loro
+rientrarono celatamente nelle proprie case,
+e deposero le armi per non essere compromessi,
+ed i capi, trovandosi da tutti
+abbandonati, uscirono di città. Per tal
+modo due branchi di uomini si contendevano
+il possedimento di così potente
+e bellicosa città. Ognuno conosceva la
+propria debolezza, e, ignorando quella
+del nemico, credevasi perduto: finalmente
+dopo essersi molto aggirate, le varie bande
+d'emigrati riunironsi di nuovo sulla piazza,
+e, trovandosi in numero di ottanta,
+<span class="pagenum"><a id="Page_348"></a>[348]</span>
+assediarono il palazzo. Matteo Pannilini,
+capitano del popolo, abbandonato da tutte
+le sue guardie, erasi chiuso solo nella
+gran torre, dove si difese qualche tempo;
+ma infine fu costrette a rendersi prigioniero,
+cedendo agli emigrati la sede del
+governo. E per tal modo, quasi senza
+spargimento di sangue, fu condotta a termine
+la rivoluzione che rendeva agli esiliati
+la loro patria<a class="tag" id="tag381" href="#note381">[381]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Perchè la rivoluzione di Siena era stata
+operata da tutti gli ordini, tutti furono
+da principio chiamati a parte dalla suprema
+autorità. Si voleva che la repubblica
+fosse governata da quattro monti,
+ognuno de' quali darebbe al consiglio generale
+cent'ottanta consiglieri. Gli ordini
+dei gentiluomini e dei Dodici non furono
+contati che per un monte complessivamente;
+i Nove, il Popolo ed i Riformatori
+erano gli altri tre<a class="tag" id="tag382" href="#note382">[382]</a>. Questa divisione
+era saggia e press'a poco in ragione
+del numero de' cittadini che ogni
+monte aveva precedentemente scelto, sotto
+<span class="pagenum"><a id="Page_349"></a>[349]</span>
+il nome di <i>riseduti</i>, per esercitare le magistrature;
+ma non fu lungamente mantenuta:
+una balìa, formata di ventiquattro
+cittadini, venne autorizzata ad esercitare
+per cinque anni un potere dittatoriale,
+ed il nuovo governo di Siena,
+come quello cui succedeva, credette di
+non potere fondare sopra solide basi la
+sua autorità, se non privando i suoi nemici
+del diritto di cittadinanza, esiliandoli, e
+mandandone inoltre alcuni al supplicio<a class="tag" id="tag383" href="#note383">[383]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In questo tempo di pace generale per
+l'Italia, non furono le sole repubbliche
+travagliate da interne rivoluzioni; anche
+i piccoli principati vennero turbati da
+congiure; ed in quelle che scoppiarono
+in Romagna, nel 1488, si credette di
+ravvisare la conseguenza delle pratiche
+di Lorenzo de' Medici, ed il risentimento
+di un uomo, che dopo molti anni, vendicava
+antiche ingiurie.
+</p>
+
+<p>
+Quel Girolamo Riario, figlio o nipote,
+e favorito di Sisto IV, che dieci anni
+prima era stato l'anima della congiura
+de' Pazzi, erasi, dopo l'elezione d'Innocenzo
+VIII, ritirato nel suo principato di
+Forlì e d'Imola. Era inoltre rimasto depositario
+<span class="pagenum"><a id="Page_350"></a>[350]</span>
+di castel sant'Angelo; ma sua
+moglie aveva consegnata quella fortezza
+ai cardinali, il 25 agosto del 1484, contro
+il pagamento di grossa somma di danaro<a class="tag" id="tag384" href="#note384">[384]</a>.
+Questa principessa, figlia naturale
+dell'ultimo duca di Milano, aveva
+procacciata al Riario la protezione di casa
+Sforza. Dall'altro canto Giuliano della
+Rovere, cardinale di san Pietro, onnipossente
+alla corte d'Innocenzo VIII,
+era sommamente interessato alla difesa
+del principe di Forlì, suo cugino. Per tali
+motivi i molti nemici che questi si era fatti
+in tempo del pontificato di Sisto IV,
+non osarono di attaccarlo scopertamente,
+ma è probabile che avessero parte in
+una cospirazione formata in casa sua.
+Cecco dell'Orso, capitano delle sue guardie,
+Luigi Panzero e Giacomo Ronco,
+suoi ufficiali, determinarono d'ucciderlo,
+sebbene non avessero, che si sappia, verun
+altro motivo di odio, che quello di non
+aver potuto da lui ottenere il loro soldo
+arretrato, mentre venivano stretti al pagamento
+delle proprie loro contribuzioni.
+</p>
+
+<p>
+Il 14 aprile del 1488, mentre stava
+pranzando la famiglia del Riario, i tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_351"></a>[351]</span>
+congiurati entrarono nella sua camera,
+sotto colore di parlargli delle loro incumbenze,
+ed avendolo trovato solo, lo
+pugnalarono, si divisero le sue vesti e
+gittarono giù dalla finestra il suo corpo
+spogliato. Il popolaccio, invitato dalle loro
+grida a vendicarsi del suo tiranno, strascinò
+questo corpo pei capelli per tutte
+le strade della città. Catarina Sforza sua
+vedova ed i suoi figliuoli vennero subito
+imprigionati, e la fortezza, di cui aveva
+il comando un luogotenente fedele al
+Riario, ebbe l'intima di arrendersi. I congiurati
+scrissero il 19 aprile a Lorenzo
+de' Medici di averlo liberato di un uomo
+che più d'ogn'altro meritava il suo odio,
+ed in pari tempo gli chiedevano ajuto<a class="tag" id="tag385" href="#note385">[385]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il comandante della rocca, non lasciandosi
+atterrire dalle grida del popolo nè dalla
+morte del suo padrone, ricusò di aprirla
+agli assedianti, se prima non ne aveva
+l'ordine dalla medesima Catarina Sforza,
+quando si trovasse libera. Dal canto suo
+questa promise agli insorgenti di persuadere
+il castellano a cedere ad una
+<span class="pagenum"><a id="Page_352"></a>[352]</span>
+sorte inevitabile, purchè potesse parlargli.
+Siccome si ritenevano i di lei figli in ostaggio,
+non si ebbe difficoltà di lasciarla
+entrare nella rocca; ma vi fu appena
+ricevuta, che fece far fuoco contro gli
+assedianti. Si minacciò di far morire i
+suoi figli; ed essa rispose: «se voi gli
+uccidete, tengo un figlio in Imola, ne
+porto un altro in seno, che cresceranno
+per essere i vindici di tanto delitto<a class="tag" id="tag386" href="#note386">[386]</a>;»
+onde il popolaccio atterrito non eseguì
+la sua minaccia.
+</p>
+
+<p>
+Gli uccisori di Girolamo Riario avevano
+pure implorata la protezione d'Innocenzo VIII;
+<span class="pagenum"><a id="Page_353"></a>[353]</span>
+e questo papa, sperando
+di ricuperare col loro ajuto la sovranità
+d'un'importante città, aveva ordinato al
+governatore di Cesena di condurre loro
+tutti i soldati che potrebbe adunare, e
+tutta la sua artiglieria. Nello stesso tempo
+Lodovico Sforza mandava in ajuto di
+sua nipote un'armata milanese, che di
+già aveva ragunata, di concerto con Giovanni
+Bentivoglio, ai confini della Romagna.
+Quest'armata, entrando in Forlì
+per la rocca, piombò all'impensata sui
+soldati della Chiesa, e tutti li fece prigionieri.
+Sei de' principali di loro furono
+tagliata loro la testa, fatti a pezzi per
+ordine di Bergamino, generale de' Milanesi.
+Il governatore di Cesena ed il restante
+de' soldati furono poi cambiati col
+figliuolo di Girolamo Riario, che questo
+governatore faceva custodire nella sua
+rocca di Cesena. I congiurati si rifugiarono
+a Siena con tutti i loro effetti
+preziosi. Catarina Sforza ebbe, quale
+tutrice de' suoi figli, il governo del principato
+di Forlì; e papa Innocenzo VIII,
+sempre apparecchiato ad intraprendere
+progetti arditi, e sempre atterrito di continuarli,
+tostochè incontrava qualche opposizione,
+non osò lagnarsi di ciò ch'era
+stato fatto ai suoi soldati, i quali non
+<span class="pagenum"><a id="Page_354"></a>[354]</span>
+avevano altro delitto che di avere eseguiti
+i suoi ordini<a class="tag" id="tag387" href="#note387">[387]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma le cospirazioni si moltiplicavano in
+Romagna con una sorprendente rapidità.
+Il 29 di aprile Ottaviano Riario, giovane
+figlio del conte Riario, era stato proclamato
+signore di Forlì e d'Imola, ed il
+31 di maggio Galeotto Manfredi, signore
+di Faenza, perdette la vita per le mani
+di Francesca sua moglie, figlia di Giovanni
+Bentivoglio. Costei, credendosi posposta
+ad un'amante, e divorata da cupa
+gelosia, si finse ammalata ed invitò Galeotto
+a venire a trovarla. Stavano nascosti
+sotto il suo letto tre assassini; un
+quarto si slanciò sopra Manfredi nel momento
+in cui entrava nella camera. Ma
+perchè questo signore era dotato di singolare
+forza e destrezza, stava per atterrare
+il suo assalitore, prima che gli altri,
+usciti di sotto al letto, avessero avuto
+tempo di alzarsi in piedi; quando sua
+moglie balzò dal letto, prese una spada
+e gliela immerse nel seno; poi seco
+prese i suoi figliuoli e riparossi nella
+rocca<a class="tag" id="tag388" href="#note388">[388]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_355"></a>[355]</span>
+</p>
+
+<p>
+Giovanni Bentivoglio, padre di Francesca,
+era in allora a Forlì con Bergamino,
+comandante dell'armata milanese.
+L'uno e l'altro accorsero subito in ajuto
+di questa sposa delinquente, ed entrarono
+senza trovare opposizione in Faenza. Non
+pertanto quegli abitanti erano affezionati
+alla famiglia di Manfredi, ed avevano
+veduto con orrore l'assassinio di Galeotto.
+I coraggiosi contadini di Val di Lamone,
+recaronsi in città, e sospettando tutti il Bentivoglio
+o il Bergamino di aspirare alla
+signoria di Faenza, gli attaccarono furiosamente.
+Bergamino fu ucciso in battaglia,
+ed il Bentivoglio fatto prigioniere.
+</p>
+
+<p>
+Antonio Boscoli, commissario della repubblica
+fiorentina presso Galeotto Manfredi,
+era in allora a Faenza. Gl'insorgenti
+gli mostrarono grandissimo rispetto,
+e gli chiesero la protezione del suo governo.
+I Fiorentini avevano veduto con
+viva inquietudine le negoziazioni di Galeotto
+Manfredi coi Veneziani per la vendita
+di Faenza; perchè i Veneziani, acquistando
+questa città, sarebbero diventati
+confinanti con Firenze, ed il governo del
+Medici doveva temere la vicinanza di così
+potenti rivali. Perciò tutta l'armata che
+stava adunata a Sarzana, fu subito spedita
+in soccorso di Faenza, sotto il comando
+<span class="pagenum"><a id="Page_356"></a>[356]</span>
+del conte di Pitigliano e di Ranuccio
+Farnese. Questa trattenne i Bolognesi,
+che dal canto loro si armavano per
+liberare il capo della loro repubblica.
+Giovanni Bentivoglio fu ritenuto come
+ostaggio a Modigliana, finchè venne ristabilito
+l'ordine nel principato, che probabilmente
+egli aveva voluto invadere. Sedici
+cittadini, de' quali otto di Faenza, ed
+otto di Val di Lamone, vennero incaricati
+della reggenza e della tutela del
+giovanetto Astorre di Manfredi. Allorchè
+questo governo fu stabilito, il Bentivoglio
+riebbe la libertà, dopo avere avuto
+un abboccamento con Lorenzo de' Medici
+a Caffaggiuolo. Gli fu renduta la
+figliuola; e questa rivoluzione, mettendo
+Faenza sotto la protezione de' Fiorentini,
+accrebbe la loro influenza in Romagna<a class="tag" id="tag389" href="#note389">[389]</a>.
+La rivoluzione di Forlì non
+era loro riuscita inutile. In tempo delle
+turbolenze, prodotte dalla morte di Girolamo
+Riario, i Fiorentini avevano ricuperato
+Pian Caldoli, che il Riario ingiustamente
+riteneva<a class="tag" id="tag390" href="#note390">[390]</a>. Poco dopo riuscirono
+<span class="pagenum"><a id="Page_357"></a>[357]</span>
+a fare sposare alla di lui vedova
+Giovanni de' Medici, nato da un
+fratello del vecchio Cosimo, e padre di
+un altro Giovanni, che si rendette famoso
+nelle guerre d'Italia col suo valore,
+colla sua ferocia e coll'attaccamento
+ch'ebbero per lui le bande nere. Per
+tal modo Forlì ed Imola si trovarono
+sotto la dipendenza di un Medici, e Catarina
+Riario entrò in quella stessa famiglia,
+che il suo primo marito aveva
+tentato di distruggere.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_358"></a>[358]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO XC.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>La Regina Catarina Cornaro abbandona
+l'isola di Cipro ai Veneziani. — Zizim
+a Roma. — Apparente tranquillità
+di tutta l'Italia. — Stato dell'Europa,
+e pronostici di nuove burrasche. — Morte
+di Lorenzo de' Medici
+e di Innocenzo VIII</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1488 = 1492.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La repubblica di Venezia non aveva
+voluto immischiarsi nelle piccole guerre
+che agitarono l'Italia nel corso del precedente
+periodo. Innocenzo VIII si era
+mostrato difficile ad assolverla dalle censure
+così ingiustamente contro di lei pronunciate
+da Sisto IV; aveva voluto imporle
+onerose condizioni, obbligarla a
+non prendere parte nelle presentazioni
+de' beneficj, e vietarle di percepire verun
+imposta dagli ecclesiastici<a class="tag" id="tag391" href="#note391">[391]</a>. Vero è che
+Innocenzo VIII rinunciò in appresso a così
+fatte pretese, quando volle trarre la repubblica
+nella guerra di Napoli; ma i Veneziani,
+<span class="pagenum"><a id="Page_359"></a>[359]</span>
+posti in guardia da una precedente
+esperienza del poco fondamento
+che potevano fare sull'alleanza di Roma,
+non vollero dare ajuto ai nemici di Ferdinando,
+qualunque si fosse l'odio che
+contro di lui conservassero per la guerra
+di Ferrara. Essi continuarono a mantenere
+contro il papa l'indipendenza delle
+loro prerogative ecclesiastiche. Il vescovado
+di Padova, cui volevano traslocare
+il vescovo di Belluno, essendo stato dalla
+corte di Roma dato nel 1485 al cardinale
+di Verona, non solo rifiutarono il
+possesso della nuova sede al candidato
+pontificio, ma lo costrinsero a rinunciarvi
+coll'apprensione delle altre sue entrate<a class="tag" id="tag392" href="#note392">[392]</a>.
+Avendo il loro ambasciatore a Roma,
+Ermolao Barbaro, ottenuto da Innocenzo
+VIII il patriarcato d'Aquilea, il consiglio
+dei dieci mostrò ancora un maggiore
+malcontento per essersi fatta così importante
+nomina senza il suo parere. Nè
+la riputazione del nuovo patriarca, il primo
+letterato di Venezia e forse dell'Italia,
+nè la distinta carica che suo padre
+aveva nello stato, sottrassero l'uno e l'altro
+a severissime ammonizioni, ed a
+una umiliazione, che fu poco dopo cagione
+<span class="pagenum"><a id="Page_360"></a>[360]</span>
+della loro morte<a class="tag" id="tag393" href="#note393">[393]</a>. Finalmente
+in tempo della guerra di Napoli i Veneziani
+non acconsentirono che il papa
+riscuotesse decime sul loro clero, e si
+opposero colla stessa fermezza ad ogni
+usurpazione de' loro diritti.
+</p>
+
+<p>
+Questa guerra di Napoli, che durò pochi
+mesi, avrebbe probabilmente guastata
+lungo tempo l'Italia, se i Veneziani avessero
+voluto prendervi parte, ponendo in
+tal modo in equilibrio le due parti. Ebbero
+bentosto motivo d'essere contenti
+della presa risoluzione, quando si trovarono
+impegnati ai confini d'Italia in una
+piccola guerra, che ben poteva diventare
+egualmente importante. Sigismondo, conte
+del Tirolo, uno dei duchi d'Austria,
+aveva delle pretese opposte a quelle della
+signoria rispetto ai confini de' suoi stati
+nella contea d'Arco e nel Cadorino, e
+rispetto ai diritti sulle miniere di ferro
+di quest'ultimo distretto. Avendo determinato
+di farli valere colle armi, nel
+1487 si assicurò di tutti i mercanti veneziani
+venuti alla fiera di Bolzano, e di
+tutto il ferro lavorato in Cadore, dichiarando
+in pari tempo la guerra alla repubblica
+<span class="pagenum"><a id="Page_361"></a>[361]</span>
+di Venezia. Sette mila fanti e
+cinquecento cavalli tedeschi bruciarono il
+distretto di Roveredo, ed assediarono nella
+rocca Niccolò Priuli, che n'era governatore,
+il quale non si arrese che dopo
+una vigorosa resistenza<a class="tag" id="tag394" href="#note394">[394]</a>. In principio
+i Veneziani opposero a quest'invasione
+Giulio Cesare di Varano, signore di Camerino;
+in appresso diedero il comando
+della loro armata a quello stesso Roberto
+di Sanseverino, che l'aveva con sì felice
+successo diretta nella guerra di Ferrara.
+La morte di questo vecchio generale,
+che tanta parte aveva avuto in tutte
+le rivoluzioni d'Italia, fu il più notabile
+avvenimento della guerra del Tirolo. Dopo
+avere ottenuto qualche vantaggio sui Tedeschi,
+cadde in un'imboscata, che gli
+avevano tesa, e fu ucciso il 9 d'agosto
+del 1487 in riva all'Adige, che voleva
+passare per assediar Trento<a class="tag" id="tag395" href="#note395">[395]</a>. Allora
+i Veneziani si ritirarono a Serravalle, e,
+rompendo ogni comunicazione colla Germania,
+<span class="pagenum"><a id="Page_362"></a>[362]</span>
+costrinsero bentosto i Tirolesi a
+chiedere la pace, necessaria al sostentamento
+della loro industria. Questa fu convenuta
+il 14 di novembre dello stesso anno, a
+condizione che fosse restituito tutto quanto
+era stato preso dall'una e dall'altra parte<a class="tag" id="tag396" href="#note396">[396]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Circa lo stesso tempo la sola apparenza
+d'una guerra turca servì di pretesto alla
+repubblica per assoggettare all'immediato
+suo dominio l'isola di Cipro, che, dopo
+la morte di Giacomo di Lusignano, altro
+più infatto non era che una provincia
+veneziana. L'imperatore turco, Bajazette
+II, aveva fino nel 1486 apparecchiato
+un grosso esercito per attaccare Cait-Bay,
+soldano d'Egitto. E questi, che tutto sentiva
+il pericolo che soprastava al suo
+regno, se i porti di un'isola, posta in
+faccia alle sue coste, fossero in potere
+de' suoi nemici, aveva invitata la regina
+Cornaro a porsi in sulle difese. La repubblica
+le aveva subito mandati cinquecento
+Stradioti dalla Morea, e trecento
+arcieri di Candia, per guardare le sue
+fortezze<a class="tag" id="tag397" href="#note397">[397]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_363"></a>[363]</span>
+</p>
+
+<p>
+Pure la spedizione turca venne protratta
+fino al 1488. In quell'anno un
+esercito, che facevasi ammontare ad ottanta
+mila uomini, andò ad attaccare il
+soldano in Palestina. Mentre attraversava
+la Caramania, dove aveva occupate le
+città di Adena e di Tarso, fu nel mese
+di agosto sconfitto dai Mamelucchi, alle
+falde del monte Aman, nella stessa angusta
+valle dell'Isso, renduta celebre dalla
+vittoria di Alessandro. La flotta ottomana
+venne pure parte dispersa e parte distrutta
+da una burrasca, ed il Turco rinunciò
+all'impresa d'Egitto<a class="tag" id="tag398" href="#note398">[398]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In tempo di questa breve guerra Francesco
+Priuli aveva protette le coste dell'isola
+di Cipro con ventisette galere.
+Quando la vide terminata, suppose di
+potere ricondurre la sua flotta a Venezia,
+ed era di già giunto in Istria, quando
+ricevette l'ordine di ritornare all'abbandonata
+stazione. Il senato sapeva, che, abusando
+dell'autorità usurpata in Cipro,
+aveva renduta la sua autorità odiosa non
+meno ai popoli che alla regina, e non
+ignorava che questa impazientemente soffriva
+l'esclusione da ogni amministrazione
+<span class="pagenum"><a id="Page_364"></a>[364]</span>
+governativa, i severissimi ordini, che le
+venivano dati, e la diffidenza che di lei
+si mostrava. Il senato aveva veduti i Ciprioti
+pronti a sagrificarsi per Carlotta
+di Lusignano, per Luigi di Savoja, per
+Alfonso, bastardo di Napoli; finalmente
+per qualunque avrebbe cercato di restituire
+al regno la sua antica indipendenza,
+facendoli entrare nel numero de' popoli
+liberi, dal quale non sapevano tollerare
+di essere diffalcati. La prima guerra marittima
+poteva rendere ai Ciprioti questa
+libertà, ed essi erano apparecchiati
+a rivolgersi agli stessi infedeli per ottenerla,
+se non trovavano protezione presso
+qualche stato cristiano. D'altra parte la
+regina era tuttavia giovane, era bella e
+poteva portare una ricca dote ad un
+nuovo sposo; si andava dicendo che Federico,
+secondo figliuolo di Ferdinando,
+ne chiedeva le nozze, e se veniva ad
+avere figliuoli, tutti i diritti, che la repubblica
+credeva di avere acquistati per
+mezzo suo, sarebbersi perduti. Sostenevano
+i legisti veneziani, che il figlio di
+Giacomo Lusignano aveva ereditata la
+corona di suo padre; che, essendo questi
+morto in età fanciullesca, sua madre
+era stata la di lui erede; che finalmente
+la loro repubblica ereditava dalla madre,
+<span class="pagenum"><a id="Page_365"></a>[365]</span>
+perchè questa era stata dichiarata figlia
+di san Marco. Ma se costei passava a seconde
+nozze, tutti gli sforzi fatti per istabilire
+i diritti di Catarina ad altro non
+avrebbero giovato, che ad assicurare quelli
+di un altro marito e de' suoi figli.
+</p>
+
+<p>
+Giorgio Cornaro, fratello della regina,
+venne dunque spedito in Cipro a bordo
+della flotta del Priuli. Il consiglio dei
+dieci, i di cui formidabili ordini vincevano
+ogni considerazione di parentela o
+di personale ambizione, l'aveva incaricato,
+sotto la sua responsabilità, di ricondurre
+sua sorella a Venezia. La flotta
+era giunta presso l'isola di Rodi, ed il
+Cornaro si recò presso la regina il 24
+gennajo del 1489<a class="tag" id="tag399" href="#note399">[399]</a>. Le comunicò gli
+ordini che aveva avuti, le fece sentire la sua
+dipendenza e la necessità di quest'ultimo
+sagrificio, conseguenza di tutti gli altri;
+cercò di calmare, come meglio poteva, il
+suo dolore ed il suo rammarico; le fece
+sentire che sarebbe inutile di giustificare
+la sua condotta in faccia al consiglio dei
+dieci, com'ella voleva fare, da che tutti
+conoscevano la di lei innocenza; ed all'ultimo
+da lei ottenne la promessa di
+<span class="pagenum"><a id="Page_366"></a>[366]</span>
+perfetta sommissione ai voleri della repubblica.
+Ne spedì subito la notizia al
+capitano generale, che si era trattenuto
+ad Almizza, e che dietro quest'avviso
+venne a dar fondo nella rada di Famagosta
+il 2 di febbrajo del 1489<a class="tag" id="tag400" href="#note400">[400]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno 15 dello stesso mese la regina
+si congedò dagli abitanti di Nicosia,
+i quali piansero dirottamente, perchè
+con lei perdevano perfino l'ombra della
+loro indipendenza. Essi vedevansi privati
+della sola loro protettrice, nello stesso
+tempo che perdevano i vantaggi pecuniarj,
+che una corte procurava alla loro
+città, spargendovi qualche danaro. Catarina,
+accompagnata da suo fratello, da
+un consigliere e dal provveditore dell'isola,
+scortata da tutta la nobiltà cipriota
+e da un corpo di cavalleria, si avviò alla
+volta di Famagosta. Colà fu ricevuta
+sulle galere di Venezia con rispetto e
+con reale pompa; ella approfittò di questa
+pubblica cerimonia per raccomandare
+i suoi sudditi alla signoria di Venezia
+per bocca del conte di Zaffo, suo
+cugino, e per riclamare a favore dei
+Ciprioti la conservazione delle loro leggi
+e de' loro privilegj. Il 26 di febbrajo l'insegna
+<span class="pagenum"><a id="Page_367"></a>[367]</span>
+di san Marco fu posta sul palazzo
+di Famagosta, e su tutte le fortezze.
+Pure la regina non partì colla flotta che
+il quattordici di maggio. Arrivò a Venezia
+il sei di giugno, ed il venti dello
+stesso mese le fu ceduto in sovranità la
+terra d'Asolo con un'entrata di otto mila
+ducati. La piccola corte della regina di
+Cipro in Asolo deve qualche celebrità
+letteraria ai Dialoghi del Bembo. L'elegante
+finzione degli Asolani rappresentava
+verosimilmente le costumanze di
+quella corte; è presumibile che Catarina
+dimenticasse le noje, le cure e le
+umiliazioni della sua reale servitù, in
+mezzo a' ragionamenti di amore e di galanteria,
+nelle dispute in allora di moda
+intorno alla metafisica della passione amorosa<a class="tag" id="tag401" href="#note401">[401]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso anno richiamò a sè gli
+sguardi dell'Italia un altro avvenimento
+<span class="pagenum"><a id="Page_368"></a>[368]</span>
+relativo alla politica del Levante ed alle
+imprese dei Turchi<a class="tag" id="tag402" href="#note402">[402]</a>. Gem, o Zizim,
+figlio di Maometto II, fratello e rivale
+del sultano Bajazette II, fece il suo ingresso
+in Roma, mettendosi sotto la protezione
+del papa. Aveva posto in campo
+per succedere a suo padre una pretesa
+spesso allegata dai principi greci di Bisanzio.
+Egli era <i>porfirogeneta</i>, val a dire,
+nato mentre suo padre era sul trono, e
+per questo rispetto superiore a suo fratello
+maggiore, Bajazette, che diceva
+nato da un semplice privato. Questa vana
+distinzione bastava per uno stato dispotico,
+dove non si riconoscevano che i diritti
+fondati nella forza. Ma questa mancò
+a Zizim, il quale, vinto in Asia nel 1482
+in una sanguinosa battaglia, fu costretto
+ad imbarcarsi in Cilicia, ed a rifugiarsi in
+Rodi, per implorare colà la protezione
+de' cavalieri di san Giovanni<a class="tag" id="tag403" href="#note403">[403]</a>. Questi
+<span class="pagenum"><a id="Page_369"></a>[369]</span>
+non osarono di tenere in sui confini dell'Asia
+un ospite, che poteva chiamare
+sopra di loro tutte le forze del gran signore;
+perciò lo mandarono in Francia,
+facendolo attentamente custodire nell'Alvergna
+in una commenda del loro ordine.
+Bajazette offrì immense somme, reliquie
+senza numero, ed amplissimi privilegj
+per averlo nelle sue mani; ma i principi
+cristiani non furono così privi d'onore
+di acconsentire a tanta indegnità: ad
+ogni modo riesce difficile l'intendere,
+per quali giusti motivi non fu mai permesso
+a Zizim di recarsi alla corte di
+Cait-Bai, soldano d'Egitto<a class="tag" id="tag404" href="#note404">[404]</a>, il quale,
+avendo un'accanita guerra con Bajazette,
+lo chiedeva per procacciare favore alle
+sue armi; e per quale motivo lo negassero
+egualmente a Mattia Corvino, re d'Ungheria,
+che col di lui mezzo sperava di
+fare una diversione negli stati del suo
+nemico. Sisto IV scrisse al gran maestro
+di Rodi ed a Lodovico XI, esortandoli
+a ritenere questo principe in Francia ed
+<span class="pagenum"><a id="Page_370"></a>[370]</span>
+a non lasciarlo partire per le armate cui
+veniva chiamato<a class="tag" id="tag405" href="#note405">[405]</a>. Innocenzo VIII ricusò
+ancor esso di affidare questo principe
+a Ferdinando, re di Arragona e di
+Sicilia, all'altro Ferdinando, re di Napoli,
+a Mattia Corvino, al soldano ed
+al principe di Caramania; ma in pari
+tempo aveva chiesto che fosse a lui consegnato,
+per essere certo che Zizim non
+entrerebbe ne' paesi turchi senza essere
+spalleggiato da una lega di tutta la Cristianità<a class="tag" id="tag406" href="#note406">[406]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Bajazette dal canto suo aveva spediti
+altri ambasciatori a Carlo VIII, per ottenere
+dal re la promessa di ritenere Zizim
+in Francia. A tal patto Bajazette offriva
+un'assai ragguardevole pensione, e
+guarentiva alla Francia il possedimento
+di Terra santa, tosto che fosse tolta al soldano
+d'Egitto dalle armi riunite de' Francesi
+e de' Turchi. Ma Carlo VIII, d'accordo
+col gran maestro Francesco d'Aubusson,
+aveva di già acconsentito alle inchieste
+del papa, e Zizim era di già in
+cammino alla volta di Roma<a class="tag" id="tag407" href="#note407">[407]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_371"></a>[371]</span>
+</p>
+
+<p>
+Vi fece il suo ingresso il 13 di marzo
+del 1489; era a cavallo col turbante in
+capo, tra Francesco Cibo, figlio del papa,
+ed il priore d'Alvergna, nipote del gran
+maestro d'Aubusson, ed ambasciatore di
+Francia. Trovavasi in allora in Roma
+un ambasciatore del soldano d'Egitto, per
+ridurre i principi cristiani ad unirsi col
+suo signore contro Bajazette. Questi andò
+ad incontrare Zizim; quando lo vide,
+smontò da cavallo, e si prostrò a terra;
+tre volte baciò il suolo, innoltrandosi verso
+di lui, poi baciò i piedi del suo cavallo
+e lo seguì fino al suo palazzo<a class="tag" id="tag408" href="#note408">[408]</a>.
+</p>
+
+<p>
+All'indomani il papa tenne concistoro
+per ricevere Zizim in pubblica udienza.
+Invano era stato questo principe istrutto
+degli atti rispettosi che i monarchi cristiani
+rendono al sommo loro pontefice,
+che non volle innanzi a lui abbassare
+l'orgoglio del sangue ottomano. Tenendo
+in capo il suo turbante, che gli Asiatici
+non sogliono mai deporre, e che risguardano
+come un simbolo della loro religione,
+attraversò la sala senza chinarsi,
+salì sul trono, ove stava Innocenzo, e lo
+abbracciò, toccando colle sue labbra la
+spalla destra del papa in segno di amicizia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_372"></a>[372]</span>
+piuttosto che di rispetto, lo che fece
+in appresso con tutti i cardinali. Il suo
+interprete disse al papa, che si rallegrava
+di trovarsi con lui, ma che avrebbe piacere
+di conferire seco più segretamente
+intorno ai comuni loro interessi. Il papa
+rispose confortandolo a darsi coraggio,
+poichè soltanto per il bene di Sua Nobiltà
+(titolo che la corte di Roma giudicò
+conveniente di dargli) era stato
+condotto in quella capitale<a class="tag" id="tag409" href="#note409">[409]</a>. Ma il
+maggior bene che Zizim doveva trovare
+in Roma, altro non era che una onorevole
+prigionia. Bajazette II pagava ogni
+anno prima al re di Francia, poi ad Innocenzo
+VIII, quaranta mila ducati per
+la pensione di suo fratello. Il godimento
+di quest'entrata non era stato l'ultimo de'
+motivi che aveano persuaso Innocenzo a
+domandare Zizim, comperando in certo
+qual modo l'assenso del gran maestro
+d'Aubusson col mandargli il cappello
+cardinalizio<a class="tag" id="tag410" href="#note410">[410]</a>. Pure Bajazette, non credendosi
+perciò sicuro della sorte di suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_373"></a>[373]</span>
+fratello, sebbene prigioniere, cercò i
+mezzi di farlo perire. Un gentiluomo
+della Marca d'Ancona, detto Cristoforo
+Macrino del Castagno, promise a Bajazette
+di avvelenare una fonte, dalla quale
+attignevasi l'acqua per le mense d'Innocenzo
+e di Zizim; il veleno non doveva
+manifestare i suoi effetti che dopo
+cinque giorni; ma il reo fu scoperto
+prima che dar potesse esecuzione al suo
+delitto, in maggio del 1490, e fu condannato
+ad orribile supplicio. Altri attentati
+simili furono egualmente prevenuti,
+e se non altro la vita di Zizim fu
+posta in salvo<a class="tag" id="tag411" href="#note411">[411]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Non era difficile il trovare in Roma
+uomini apparecchiati a commettere così
+esecrande azioni; nè quella città aveva
+mai avuti tanti scellerati, nè era stata
+giammai travagliata da tanti delitti. Gli
+assassini camminavano a viso scoperto
+senza avere dato soddisfacimento nè alla
+famiglia di cui avevano versato il sangue,
+nè alla giustizia. Il papa, o i suoi
+ministri, loro vendevano bolle d'assoluzioni,
+colle quali le loro offese, e quelle
+di un determinato numero de' loro complici
+<span class="pagenum"><a id="Page_374"></a>[374]</span>
+erano annullate; e quando rimproveravasi
+al vicecameriere questa venalità
+della giustizia, rispondeva parodiando le
+parole del Vangelo: <i>Il Signore non vuole
+la morte del peccatore, ma piuttosto che
+paghi e viva</i><a class="tag" id="tag412" href="#note412">[412]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il cattivo esempio dato dal clero era
+così scandaloso, che Innocenzo VIII si
+vide costretto a rinnovare, il 9 aprile
+del 1488, una costituzione di Pio II, colla
+quale si vietava ai preti di tenere macello,
+alberghi, case di giuoco e di postribolo,
+o di fare per danaro il mezzano
+e l'agente delle cortigiane. Se dopo
+tre ammonizioni non abbandonavano una
+così vergognosa vita, il papa li privava del
+diritto dell'esenzione del foro secolare, e
+vietava loro d'invocare il beneficio del
+clero nelle cause criminali nelle quali
+potrebbero trovarsi compromessi<a class="tag" id="tag413" href="#note413">[413]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_375"></a>[375]</span>
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non aveva provveduta
+di principati la sua numerosa famiglia; ma
+avea diviso tra i suoi figliuoli le immense
+ricchezze della Chiesa, accordandone la
+maggior parte a Franceschetto Cibo, suo
+figliuol primogenito. Era questo Franceschetto,
+che, per ammassare più danaro, aveva
+renduta la giustizia così indegnamente
+venale. Aveva nel 1490 convenuto coi
+giudici del papa, che la corte apostolica
+non riceverebbe che il pagamento delle
+condanne al di sotto di cento cinquanta
+ducati, e che sarebbero a suo profitto
+tutte le maggiori di questa somma<a class="tag" id="tag414" href="#note414">[414]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per rendere ancora più ignominiosa
+la venalità della giustizia della corte di
+Roma, Domenico di Viterbo, scrivano
+apostolico, d'accordo con Francesco Maldente,
+fabbricarono false bolle, colle quali
+Innocenzo permetteva per danaro i più
+vergognosi disordini. Per altro la frode
+venne scoperta; furono imprigionati i
+falsarj e confiscati i loro beni, che produssero
+alla camera apostolica dodici mila
+ducati. I parenti de' colpevoli speravano
+tuttavia di sottrarli alla pena capitale.
+Maestro Gentile di Viterbo, medico,
+padre dello scrivano apostolico, offrì col
+<span class="pagenum"><a id="Page_376"></a>[376]</span>
+mezzo di Franceschetto Cibo cinque mila
+ducati per salvare la testa di suo figlio:
+aveva offerto tutto ciò che possedeva.
+Ma il papa rispose, che, trovandosi compromesso
+il suo onore, non poteva fargli
+grazia a meno di sei mila ducati; e perchè
+non si potè trovare questa somma, i
+due falsarj furono giustiziati<a class="tag" id="tag415" href="#note415">[415]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando gli scrittori contemporanei fanno
+un così odioso quadro della corruzione
+del clero, quando i medesimi papi prendono
+parte a tanti delitti, quando lo sregolamento
+de' loro costumi, o i figli naturali
+che essi arricchiscono coi tesori della Chiesa,
+più non sono oggetti di scandalo, accanto
+a delitti ancora più gravi, si sarebbe
+tentati di supporre che la religione
+avesse perduto ogni potere, e che i preti,
+che tuttavia l'invocavano, o i sovrani
+ed i popoli, che la mantenevano colle
+loro leggi, altro non fossero che sfrontati
+ipocriti, che facevano traffico del Cristianesimo
+pei loro privati interessi. Ma qualora
+si prendano ad esaminare più da
+vicino le passioni che agitavano l'Italia,
+o i pregiudizj che la signoreggiavano,
+si comprende bentosto che la religione
+<span class="pagenum"><a id="Page_377"></a>[377]</span>
+nulla aveva perduto del suo impero,
+sebbene fosse stata interamente staccata
+dalla morale. La credenza che il papa
+ed i suoi prelati potevano soli disporre
+delle chiavi dell'inferno e del paradiso
+non si era indebolita; tuttavia universale
+era l'orrore che si aveva per ogni opinione
+d'indipendenza in materia di fede,
+perchè dannata come eretica; la giustizia
+di Dio, pervertita tra le mani degli
+uomini, più non era che la guarenzia della
+fede, non quella della probità e dell'onore.
+</p>
+
+<p>
+Fu in questo depravato secolo, fu sotto
+il pontificato di Sisto IV, l'istigatore di
+tanti delitti, che l'inquisizione venne introdotta
+nella Spagna, e che questo sanguinario
+tribunale ricevette una legislazione
+assai più formidabile ed atroce, che non
+quella ond'era diretto tre secoli prima nella
+sua prima istituzione contro gli Albigesi.
+Dal 1478 al 1482 i tribunali stabiliti in
+Castiglia per esaminare la fede dei nuovi
+convertiti fecero bruciare due mila persone;
+altri prevenuti in assai più copioso
+numero perirono nelle prigioni; altri, e
+questi furono trattati con maggiore indulgenza,
+vennero segnati con una croce
+color di fuoco sul petto e sulle spalle,
+dichiarati infami, e spogliati d'ogni loro
+avere. I nuovi tribunali non perdonarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_378"></a>[378]</span>
+neppure ai morti; si estrassero le loro
+ossa dai sepolcri per essere bruciate, si
+confiscarono i loro beni ed i loro figli
+furono notati d'infamia. Coloro che avevano
+nelle loro famiglie il sangue di qualche
+Moro o di qualche Giudeo, fuggivano
+da quella terra di proscrizione, sicchè
+nella sola Andalusia rimasero deserte cinque
+mila case<a class="tag" id="tag416" href="#note416">[416]</a>. Cento settanta mila famiglie
+giudee, che formavano ottocento mila
+individui, furono scacciati dal territorio
+della Spagna; e non pertanto la maggior
+parte dissimulò la propria religione per
+conservare la patria, mentre altri moltissimi
+vennero dichiarati schiavi, e venduti
+al pubblico incanto<a class="tag" id="tag417" href="#note417">[417]</a>.
+</p>
+
+<p>
+«Questa severità nel punire gli apostati
+neofiti della razza giudea, dice
+l'annalista della Chiesa, Raynaldo, ottenne
+presso alla gente dabbene la più
+alta gloria ad Isabella, regina di Castiglia;
+altri però la calunniarono. Si
+diede voce che, non per vendicare le
+<span class="pagenum"><a id="Page_379"></a>[379]</span>
+ingiurie dell'offesa divinità, ma per
+adunare dell'oro, e per accumulare
+ricchezze, procedevasi ne' giudizj
+con tanta severità. La stessa regina,
+avendo dato a conoscere di temere che
+quest'accusa non giugnesse alle orecchie
+del papa, Sisto IV scacciò dal
+suo cuore così ingiusto sospetto, ed
+applaudì alla di lei pietà colla sua lettera
+del 25 febbrajo 1483<a class="tag" id="tag418" href="#note418">[418]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Gli scrittori italiani del quindicesimo
+secolo, non meno che quelli del diciasettesimo,
+mai non parlavano di tali persecuzioni
+senza approvarne altamente la
+massima. I più moderati, i più umani
+contentavansi soltanto di biasimare le
+circostanze dell'esecuzione. Così Bartolommeo
+Senarega, storico di Genova,
+che vide trattenersi in quella città molte
+migliaja di giudei, e che fu commosso
+dai loro patimenti, ci offre nella sua narrazione
+un'adequata misura delle opinioni
+degli uomini i più filosofi e più
+tolleranti del secolo. «La legge del loro
+esilio, egli scrive, parve a prima vista
+lodevole, perchè tendente a conservare
+l'onore della nostra religione; ma in
+<span class="pagenum"><a id="Page_380"></a>[380]</span>
+sè forse conteneva tanto quanto di crudeltà,
+qualora per lo meno vogliamo
+considerare i Giudei come uomini creati
+dalla divinità, non quali feroci belve.
+Non potevansi senza compassione osservare
+le loro miserie: molti di loro perivano
+di fame, in particolare i fanciulli
+ed i bambini lattanti; le madri, che
+potevano appena reggersi in piedi,
+portavano nelle loro braccia i bambini
+affamati e perivano assieme; molti soggiacevano
+al freddo, altri alla sete,
+l'agitazione del mare e la navigazione,
+cui non erano accostumati, aggravavano
+tutte le loro infermità. Io non
+dirò con quanta crudeltà ed avarizia
+fossero trattati dai loro condottieri. Molti
+vennero annegati dalla cupidigia dei
+marinai, molti costretti a vendere i loro
+figli, perchè non avevano onde pagare
+il noleggio; arrivarono a Genova in
+grosso numero, ma non fu loro permesso
+di trattenersi lungamente, perchè
+in forza di antiche leggi i Giudei viaggiatori
+non potevano rimanervi più di
+tre giorni. Pure si diede loro licenza
+di riparare le navi e di rifarsi per alcuni
+giorni dai patimenti della navigazione.
+Voi gli avreste creduti spettri;
+tanto eran magri, pallidi, cogli occhi
+<span class="pagenum"><a id="Page_381"></a>[381]</span>
+sprofondati, e non distinguibili dagli
+estinti che pel movimento, sebbene si
+reggessero in piedi a stento. Molti di
+loro spirarono presso al molo, perchè
+questo quartiere, circondato dal mare,
+era il solo in cui fosse ai Giudei permesso
+di riposarsi. Non si avvertì a
+bella prima che tanti infermi e moribondi
+dovevano risvegliare il contagio;
+ma in primavera si manifestarono più
+ulceri, che non s'erano mostrate nell'inverno;
+e questa malattia, lungamente
+nascosta in città, fece nel susseguente
+anno scoppiare la peste<a class="tag" id="tag419" href="#note419">[419]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I preti non avevano risvegliato questo
+zelo persecutore soltanto nella Spagna;
+anche il clero d'Italia si sforzava di emulare
+nelle sanguinarie sue vendette con
+quello al di là de' Pirenei. Ogni anno facevasi
+circolare qualche nuova storia di
+un fanciullo cristiano rubato dai Giudei,
+e fatto lentamente perire sotto il coltello
+nel giorno di Pasqua, bevendo un dopo
+l'altro il suo sangue; e con queste terribili
+novelle si andava ispirando ai popoli
+lo stesso furore contro di loro<a class="tag" id="tag420" href="#note420">[420]</a>.
+<span class="pagenum"><a id="Page_382"></a>[382]</span>
+A Firenze fra Bernardino d'Asti, francescano,
+predicò contro i Giudei una
+non piccola parte della quaresima del 1487.
+Raccomandò che si avesse cura di mandare
+tutti i fanciulli della città alla predica
+che intendeva di fare il 12 di marzo:
+e quando n'ebbe raccolti da due in tre
+mila, disse loro che gli aveva prescelti
+per essere i suoi soldati; ordinò loro di
+andare ad orare ogni mattina al santo
+Sagramento nella cappella della Chiesa,
+affinchè ispirasse agli adulti la santa risoluzione
+di scacciare i Giudei; dovevano
+perciò recitare un<i> pater noster</i> e tre <i>ave
+Maria</i> stando inginocchiati. Il susseguente
+mattino tutti questi fanciulli si affollarono
+infatti nella chiesa, e ne uscirono per
+mettere a ruba il quartiere de' Giudei.
+La signoria potè difficilmente trattenerli;
+volle ammonire il predicatore, il quale
+rispose che gli ordini di Dio erano superiori
+a quelli de' magistrati, e che
+niente potrebbe rimuoverlo dal dire sul
+pergamo tutto ciò che credeva conveniente
+alla salvezza del popolo. Convenne
+all'ultimo farlo uscire dalla città con grave
+<span class="pagenum"><a id="Page_383"></a>[383]</span>
+scandalo dello scrittore, che lasciò memoria
+di quest'avvenimento<a class="tag" id="tag421" href="#note421">[421]</a>. Fra Bernardino
+andò a terminare la quaresima
+a Siena, ove cercò di ammutinare nella
+stessa maniera il popolo contro i Giudei<a class="tag" id="tag422" href="#note422">[422]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In aprile del 1492 un Francescano,
+spagnuolo, tentò di eccitare in Napoli la
+stessa persecuzione contro i Giudei. Dopo
+avere invano esaurite tutte le fonti della
+sua eloquenza ed innanzi alla corte ed
+innanzi al popolo, tentò altresì di far parlare
+i morti; fece comparire l'ombra di
+san Cataldo, patrono della città di Taranto,
+che aveva vissuto nel quinto secolo;
+fece dissotterrare una cassetta, entro
+la quale aveva chiuse certe sue profezie
+scritte sopra lamine di piombo, nelle
+quali erano prenunciate la ruina del regno
+di Napoli e la vicina morte del re,
+se non si affrettava a cacciare i Giudei
+dal suo regno; e perchè Ferdinando non
+gli prestava intera fede, diffuse nella corte
+di Roma e per tutta l'Italia queste profezie,
+che furono bentosto spiegate colla
+<span class="pagenum"><a id="Page_384"></a>[384]</span>
+espulsione della casa d'Arragona dal trono
+di Napoli<a class="tag" id="tag423" href="#note423">[423]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso tempo i tribunali ecclesiastici
+eccheggiavano di accuse di sortilegi;
+e lo spettacolo degli sventurati, che
+perivano tra le fiamme come maghi o
+come eretici, si faceva ogni dì più frequente<a class="tag" id="tag424" href="#note424">[424]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_385"></a>[385]</span>
+</p>
+
+<p>
+I domenicani non volevano acconsentire
+che la civile autorità riconoscesse le
+loro sentenze, sebbene all'autorità secolare
+spettasse l'esecuzione delle medesime.
+Innocenzo VIII scriveva, il 30 di settembre
+del 1486, al vescovo di Brescia:
+«Nostro diletto figlio, frate Antonio da
+<span class="pagenum"><a id="Page_386"></a>[386]</span>
+Brescia, inquisitore dell'eretica pravità
+in Lombardia, avendo condannati alcuni
+eretici dei due sessi, come impenitenti,
+ed avendo richiesti gli ufficiali
+di giustizia di Brescia di eseguire la
+sua sentenza, abbiamo udito con estrema
+sorpresa che gli ufficiali avevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_387"></a>[387]</span>
+ricusato di fare giustizia, e di eseguire
+i giudizj della santa inquisizione, se
+loro non facevasi conoscere il processo.
+In conseguenza vi commettiamo ed
+ordiniamo colle presenti, di ordinare
+ed ingiungere agli ufficiali secolari della
+città di Brescia, di dare esecuzione ai
+processi che voi avrete giudicati, senza
+appello e senza che siano altrimenti
+riveduti, nel termine di sei giorni dopo
+esserne stati legittimamente richiesti,
+sotto pena di scomunica, e di tutte le
+censure ecclesiastiche, che incorreranno
+per la sola disubbidienza, senza nuova
+promulgazione<a class="tag" id="tag425" href="#note425">[425]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Così non fu nè la barbarie de' secoli
+di mezzo, nè un ardente ed entusiasta
+zelo, in un tempo in cui la religione
+riscaldava tutti gli animi, che
+accesero i roghi dell'inquisizione. Non
+fu nè meno la necessità di difendere la
+Chiesa contro i progressi de' novatori,
+come fu da taluno supposto. Le più furiose
+persecuzioni e le più implacabili,
+che macchiano la storia del clero, sono
+anteriori di quarant'anni alle prime prediche
+<span class="pagenum"><a id="Page_388"></a>[388]</span>
+della riforma; esse sono contemporanee
+del più grande incremento delle
+lettere, della filosofia, della coltura dell'umana
+ragione, prima di quest'epoca
+memorabile; esse cominciano pure dall'istante
+in cui la corte di Roma era
+giunta all'estremo grado di corruzione,
+e sono la nuova e spaventosa conseguenza
+dei compensi, che questa stessa corruzione
+aveva fatto adottare ai credenti.
+Agli occhi di Sisto IV, d'Innocenzo VIII,
+di Alessandro VI, si cancellava la macchia
+del delitto pel rigore con cui si
+conservava la purità della fede. Bastava
+una persecuzione per lavare la vergogna
+di mille spergiuri, di mille impurità, di
+mille delitti. Coloro che in gioventù, o
+in matura età avevano ceduto alla forza
+del temperamento, o ai furori dell'ambizione
+e della vendetta, potevano di
+tutto ottenere il perdono, se negli estremi
+istanti della loro vita accendevano il rogo
+per i Giudei, per i Mori, per gli eretici.
+Questa spaventosa morale, dominante in
+Ispagna, predicata in Italia, sostenuta
+in tutta la cristianità dalle bolle dei papi,
+stendevasi rapidamente verso i paesi meno
+illuminati. Difficil cosa è il prevedere
+quale sarebbe stato il termine di questa
+spaventosa progressione, se la rivoluzione
+<span class="pagenum"><a id="Page_389"></a>[389]</span>
+di una parte della Germania contro la
+tirannia di Roma non avesse, dopo una
+lunga lotta, costretti i papi a rinunciare
+a questa sanguinaria intolleranza, ch'era
+per loro diventata lo scopo unico della
+religione<a class="tag" id="tag426" href="#note426">[426]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il collegio de' cardinali, così zelante
+di mantenere la purità della fede, non
+ebbe appena notato lo spergiuro del capo
+della Chiesa, che, nel mese di marzo
+del 1489, Innocenzo VIII, in disprezzo
+de' suoi giuramenti, aggiunse sei nuovi
+cardinali al concistoro, sebbene questo
+collegio non si fosse ridotto al di sotto
+di ventiquattro membri; per lo contrario
+l'annalista ecclesiastico approva tale
+condotta, perchè le condizioni imposte
+dai cardinali, mentre la Chiesa era priva
+del suo pastore, sono dichiarate nulle da
+una costituzione d'Innocenzo VI. Ma lo
+stesso annalista Raynaldi, sempre così
+affezionato alla santa sede, disapprova
+che «con un vergognoso esempio di
+disprezzo per la disciplina ecclesiastica,
+<span class="pagenum"><a id="Page_390"></a>[390]</span>
+Innocenzo VIII avesse nominato cardinale
+il figlio adulterino di suo fratello,
+ed il cognato ancora fanciullo
+del suo proprio bastardo<a class="tag" id="tag427" href="#note427">[427]</a>.» La seconda
+di queste elezioni, che muove l'indignazione
+di così ortodosso scrittore della
+Chiesa, è quella di Giovanni, figliuolo
+di Lorenzo de' Medici, che fu poi Leon X.
+In fatti non aveva che tredici anni, e
+lo scandalo di dare alla Chiesa un principe
+così giovane era uno di quelli,
+contro i quali il giuramento d'Innocenzo
+VIII avrebbe dovuto metterlo in
+guardia. Per altro provò qualche vergogna
+di un'elezione disapprovata da molti
+membri del sacro collegio, ed impose
+per condizione al giovanetto Medici di
+non prendere l'abito della sua fresca
+dignità, e di non venire a Roma per
+sedere in concistoro prima che passassero
+altri tre anni, ed avesse compiuto
+il sedicesimo anno<a class="tag" id="tag428" href="#note428">[428]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_391"></a>[391]</span>
+</p>
+
+<p>
+La stretta alleanza tra Lorenzo dei
+Medici ed Innocenzo VIII, conseguenza
+della debolezza del papa, veniva in tal
+modo ad innalzare sopra nuovi fondamenti
+la grandezza della casa de' Medici.
+Frattanto Lorenzo andava ogni dì più
+aggravando il giogo de' suoi concittadini:
+in principio del 1489 osò castigare con
+una ributtante insolenza il gonfaloniere
+Neri Cambi, che usciva allora di carica,
+per avere sostenuti i diritti della sua magistratura,
+ed ammoniti, senza avere
+prima consultato Lorenzo, alcuni gonfalonieri
+delle compagnie, che non si
+erano prestati a fare il loro dovere. Si
+trovò che tale condotta era troppo orgogliosa
+in faccia a Lorenzo, <i>principe del
+governo</i>, e questo nome di principe, fin
+allora sconosciuto ad una libera città,
+cominciò a pronunciarsi in Firenze<a class="tag" id="tag429" href="#note429">[429]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_392"></a>[392]</span>
+</p>
+
+<p>
+La conseguenza di questo cambiamento
+fu di privare la storia di Firenze di
+ogni movimento e di ogni interesse.
+Tutta la politica della repubblica si concentrò
+nel gabinetto di Lorenzo de' Medici,
+e si trovò per conseguenza sepolta
+nel silenzio e nel segreto. I suoi encomiatori
+scrissero, ch'egli aveva mantenuto
+l'equilibrio d'Italia, che aveva dissuaso
+Innocenzo VIII dal muovere guerra
+a Ferdinando, dopo averlo scomunicato
+nel 1489, e dichiarato decaduto dal
+trono<a class="tag" id="tag430" href="#note430">[430]</a>, che aveva impedito al duca
+di Calabria di prendere colle armi la
+difesa di Giovanni Galeazzo Sforza, suo
+genero, contro Lodovico il Moro, per
+ultimo che costantemente era stato il garante
+ed il mediatore della pace d'Italia.
+Quest'azione continua di Lorenzo dei
+Medici è possibile, non improbabile;
+ma non trovasene indizio negli storici
+fiorentini. Questa repubblica, centro in
+altri tempi di tutte le negoziazioni d'Italia,
+pareva che si andasse rendendo straniera
+a tutti i grandi interessi di questa
+contrada. I suoi annali sono vuoti. Scipione
+Ammirato passa rapidamente sui
+<span class="pagenum"><a id="Page_393"></a>[393]</span>
+nomi di molti gonfalonieri senza contrassegnare
+la loro amministrazione con
+veruno avvenimento<a class="tag" id="tag431" href="#note431">[431]</a>. Anche gli altri
+storici passano quest'epoca sotto silenzio,
+più non si sentendo tirati a scrivere la
+storia, quando gl'interessi della patria più
+non erano quelli di ogni cittadino.
+</p>
+
+<p>
+In questo universale silenzio richiama la
+nostra attenzione un avvenimento quasi domestico.
+Lorenzo de' Medici, sempre impegnato
+nel commercio ch'egli non esercitava
+personalmente, nè conosceva, lasciava
+i suoi affari nelle mani di commessi
+e di agenti stabiliti in varie piazze
+dell'Europa. Questi, risguardandosi quali
+ministri di un principe, si trattavano con
+ridicolo lusso, ed aggiungevano la negligenza
+alla prodigalità. Le immense
+sostanze che Cosimo aveva lasciate ai
+suoi nipoti furono dissipate da un lusso
+insensato; ma lungo tempo le obbligazioni
+de' ricevitori della repubblica cuoprirono
+il vuoto delle operazioni della
+banca. Tutte le entrate dello stato erano
+così distrutte, passavano in totalità
+nelle mani dei commessi della casa dei
+Medici, e venivano dissipate, come
+gli altri beni di questa casa, prima
+<span class="pagenum"><a id="Page_394"></a>[394]</span>
+di essere riscosse. Giunse l'istante in cui
+tali ruinose operazioni non si poterono
+continuare, e giunse in mezzo alla pace,
+che avrebbe dovuto metter fine alle ristrettezze
+delle finanze della repubblica.
+Il 13 agosto del 1490, la signoria ed i
+consigli furono costretti a nominare una
+commissione di diciassette membri, onde
+ristabilire l'equilibrio tra le monete, le
+gabelle e tutte le finanze dello stato. Tale
+era la corruzione in cui caduta era questa
+nobile città, che questa commissione non
+si vergognò di disonorare la patria con
+un fallimento, per risparmiarlo alla casa
+Medici. Il debito pubblico, il di cui
+merito era fissato al tre per cento, si
+ridusse a non rendere che l'uno e mezzo,
+e, la diffidenza accrescendo ancora questa
+riduzione, i <i>luoghi di monte</i>, ossia le
+azioni di cento scudi, che prima di questo
+editto si vendevano a ventisette scudi,
+caddero ad undici e mezzo. Le pie istituzioni
+fatte dalla repubblica o da moltissime
+famiglie per pagare doti alle figlie
+che si maritavano, furono soppresse;
+e soltanto ne fu promesso il frutto dopo
+vent'anni, in ragione del sette per cento<a class="tag" id="tag432" href="#note432">[432]</a>.
+Poco dopo questi magistrati, che
+<span class="pagenum"><a id="Page_395"></a>[395]</span>
+si facevano chiamare i <i>Riformatori</i>, screditarono
+le monete in corso, dichiarando
+che più non si riceverebbero nelle pubbliche
+casse, che colla perdita del quinto
+del loro valore. Intanto la signoria continuava
+ella stessa a darle in pagamento
+al corso plateale, onde questo scredito
+fu una fraudolente invenzione di accrescere
+di un quinto le entrate dello stato,
+senza che emanasse un'apposita legge
+dai consigli che potevano avere il diritto
+di stabilire le imposte<a class="tag" id="tag433" href="#note433">[433]</a>. Essendosi per
+tal modo salvata a spese della patria la
+fortuna di Lorenzo de' Medici, egli sentì
+quanto fosse imprudente consiglio il lasciarla
+ancora esposta in un ruinoso commercio,
+ed impiegò i capitali, che gli erano
+rimasti, nell'acquisto di vasti poderi<a class="tag" id="tag434" href="#note434">[434]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli annali di Bologna, repubblica per
+tanti anni alleata di Firenze, e che aveva
+avuto in Italia quasi la stessa considerazione,
+erano egualmente senza interesse,
+dopo che un potente cittadino aveva
+abusato del credito acquistato con lunghi
+servigi dalla sua famiglia, impadronendosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_396"></a>[396]</span>
+di tutto il potere. Giovanni Bentivoglio
+occupava in Bologna, fino dal
+1462, precisamente lo stesso grado, che
+Lorenzo de' Medici aveva a Firenze.
+Come Lorenzo, egli era circondato di artisti
+e di distinti letterati, che con un efimero
+splendore abbagliavano i Bolognesi intorno
+alla perdita della loro libertà. Come Lorenzo,
+aveva contratti parentadi con famiglie
+sovrane: Annibale, il primogenito
+de' suoi quattro figli, aveva sposata la figliuola
+di Ercole, duca di Ferrara<a class="tag" id="tag435" href="#note435">[435]</a>;
+Violanta, una delle sette sue figlie, sposò,
+nel 1480, Pandolfo Malatesta, signore di
+Rimini; ed abbiamo di già parlato dell'altra
+sua figlia Francesca, moglie del
+principe di Faenza, da lei assassinato.
+Come il Medici, anche il Bentivoglio dava
+ai popoli splendide feste, e loro presentava,
+in cambio dei perduti diritti, lo splendore
+e lo spettacolo di una corte: ornava, come
+egli, la sua residenza di sontuosi edificj,
+di palazzi e di chiese, unico argomento
+degli annali di Bologna<a class="tag" id="tag436" href="#note436">[436]</a>. Il Bentivoglio
+superava il Medici in virtù militari;
+poteva egli stesso comandare le sue armate;
+faceva fare ai suoi figli il mestiere
+<span class="pagenum"><a id="Page_397"></a>[397]</span>
+di condottiere, ed egli non era costretto
+di fidarsi totalmente a braccia mercenarie,
+per difendere il suo stato; ma il
+Bentivoglio per molti altri rispetti era
+inferiore al Medici. Egli non aveva quel
+gusto, quell'eleganza, che fecero dimenticare
+nel Medici l'oppressore della repubblica
+fiorentina, per non ravvisare
+in lui che il protettore delle lettere. Al
+Bentivoglio mancavano però quella facilità
+di carattere, quella dolcezza nel privato
+conversare co' suoi famigliari, che
+guadagnarono a Lorenzo tanti illustri
+amici, la di cui testimonianza non lascia
+di fare illusione anche al presente.
+</p>
+
+<p>
+Per altro la grandezza del Bentivoglio
+risvegliava tanta gelosia in Bologna, quanta
+il Medici in Firenze: la famiglia dei
+Malvezzi nella prima città, siccome quella
+de' Pazzi nell'altra, non sapeva ridursi
+a scendere al grado di suddita, dopo
+avere gustata l'eguaglianza. Giulio, figlio
+di Virgilio Malvezzi, e Giovan Filippo
+e Girolamo, figli di Battista Malvezzi,
+ordirono una congiura per uccidere Giovanni
+Bentivoglio. Furono scoperti, il 27
+di novembre del 1488, prima di averne
+tentata l'esecuzione: molti loro compagni
+fuggirono, come pure Girolamo e Filippo
+Malvezzi, ma Giovanni Malvezzi, Giacomo
+<span class="pagenum"><a id="Page_398"></a>[398]</span>
+Barzellini, ed altri diciotto loro
+complici furono appiccati; tutti i membri
+della numerosa famiglia Malvezzi vennero
+esiliati nella susseguente mattina,
+sebbene non avessero avuto parte nella
+congiura, ed i loro beni furono confiscati.
+Perfino due monache che trovavansi nel
+convento di sant'Agnese, furono trasportate
+a Modena, perchè portavano quell'odiato
+nome; e la congiura dei Malvezzi,
+cagionando la ruina di una casa,
+che in opinione ed in ricchezze aveva
+in Bologna il secondo posto, non servì
+che ad accrescere la potenza di coloro
+contro i quali era diretta<a class="tag" id="tag437" href="#note437">[437]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La città di Perugia, che molto tempo
+aveva figurato tra le repubbliche della
+Toscana, non andava esente da turbolenze
+press'a poco simili, sebbene avesse
+perduta la sua indipendenza, la sua popolazione
+e l'antica sua ricchezza. Sempre
+divisa tra le due fazioni degli Oddi
+e de' Baglioni, la loro guerra civile aveva
+avuto fine nel 1489 coll'esilio dei primi,
+e di tutti i superstiti della famiglia di
+<span class="pagenum"><a id="Page_399"></a>[399]</span>
+Braccio da Montone<a class="tag" id="tag438" href="#note438">[438]</a>. Questi esiliati,
+coll'ajuto del duca d'Urbino, e col segreto
+assenso d'Innocenzo VIII, trovarono
+mezzo di tornare in Perugia il 6
+giugno del 1491, alle quattr'ore di notte.
+Molto si ripromettevano dalle intelligenze
+che credevano di trovare in città; ma
+per lo contrario, appena scoperti, vennero
+caldamente attaccati da tutti i cittadini.
+All'incirca cinquanta degli emigrati rientrati
+furono uccisi in questa zuffa, altri
+cento di già coperti di ferite furono fatti
+prigionieri, e subito appiccati. Il protonotaro
+Fabricio ed un altro prelato, chiamato
+Ridolfo, principali capi della fazione
+degli Oddi, furono uccisi; ed il
+papa, udendo la sconfitta della parte ch'egli
+aveva mostrato di spalleggiare, non si
+mostrò difficile ad accordare ai figli dei
+vincitori i beneficj de' preti morti in
+questa battaglia<a class="tag" id="tag439" href="#note439">[439]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per ultimo la città di Genova non
+era in allora più libera delle altre repubbliche
+sue alleate. La rivoluzione dell'ottobre
+del 1488 l'aveva assoggettata
+al duca di Milano, ed Agostino Adorno
+<span class="pagenum"><a id="Page_400"></a>[400]</span>
+la governava a suo nome; ma perchè
+poco prima una fazione aveva implorata
+la protezione del re di Francia, offrendogli
+la signoria della loro patria, Lodovico
+il Moro, per conciliare queste pretese
+con quelle del potente suo vicino,
+aveva domandato di tenere Genova come
+un feudo mobile della corona di Francia,
+ed infatti ne aveva avuta l'investitura
+a tal patto nel 1490<a class="tag" id="tag440" href="#note440">[440]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli altri stati dell'Europa, distrutti
+in tale epoca da intestine guerre, esercitavano
+poca influenza sulla politica italiana;
+quindi il riposo che si godeva in
+sul declinare del quindicesimo secolo,
+quel riposo tanto vantaggioso alle lettere
+ed alle arti, e che fu celebrato da tutti
+gl'Italiani in confronto alle lunghe e sanguinose
+guerre che dovevano cominciare
+tra poco, non era altrimenti il frutto
+della politica di un uomo, ma il risultamento
+di un'unione di circostanze che
+non potevano lungamente durare. La Francia,
+di dove il turbine doveva bentosto
+piombare sull'Italia, non era per anco apparecchiata
+a sostenere la premeditata
+<span class="pagenum"><a id="Page_401"></a>[401]</span>
+guerra. Nella sua giovinezza Carlo VIII
+aveva di già concepito il progetto di conquistare
+il regno di Napoli, progetto che
+eseguì in breve con un successo affatto
+sproporzionato alle sue forze ed a' suoi
+talenti<a class="tag" id="tag441" href="#note441">[441]</a>. Ma la rivalità fra la signora
+di Beaujeu, sua sorella, governatrice del
+regno, ed il duca d'Orleans, la guerra
+contro il duca di Bretagna, e l'altra
+contro Massimiliano, figliuolo di Federico
+III, che per parte di sua moglie
+aveva ereditata la casa di Borgogna,
+tenevano in allora la Francia occupata
+in troppo pressanti interessi, perchè si
+potesse prevedere, che tutt'ad un tratto
+porrebbe da banda ogni altro pensiero
+per iscendere con tutte le sue forze in
+Italia.
+</p>
+
+<p>
+Massimiliano, che dal canto suo vi doveva
+portare la guerra ora come rivale,
+ed ora come alleato del monarca francese,
+trovavasi in allora implicato in contese
+ne' Paesi Bassi. In luglio del 1477
+egli aveva sposata Maria, erede della
+Borgogna, l'aveva perduta il 28 marzo
+del 1482, e dopo tale epoca i suoi sudditi
+avevano cominciato a contrastargli
+<span class="pagenum"><a id="Page_402"></a>[402]</span>
+la reggenza de' suoi stati, ed il diritto di
+allevare suo figliuolo Filippo. Massimiliano
+fu tenuto nove mesi loro prigioniere
+a Bruges; ed allora poco pensava
+a far valere i diritti di re de' Romani,
+acquistati nel 1484, od a scendere in
+Italia per proteggere Innocenzo VIII,
+che caldamente lo invitava nel 1490<a class="tag" id="tag442" href="#note442">[442]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Federico III, suo padre, giunto all'estrema
+vecchiaja, dopo cinquant'anni di
+regno, non poteva mostrare quel vigore,
+di cui non aveva nemmeno date prove
+in gioventù. Egli non aveva saputo nè
+respingere i Turchi, nè farsi rispettare
+dai Tedeschi, nè conservare i diritti della
+sua corona. Trattando ingiuste guerre
+contro Mattia Corvino, l'eroe dell'Ungheria,
+non aveva saputo difendere contro
+il medesimo la propria eredità. L'Austria
+era invasa, ed egli andava errando
+d'una in altra città imperiale, o d'uno
+in altro convento, vivendo alle spese di
+coloro che gli davano ospitalità<a class="tag" id="tag443" href="#note443">[443]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_403"></a>[403]</span>
+</p>
+
+<p>
+Mattia Corvino, re d'Ungheria, il solo
+che avesse avuta la gloria di fermare
+Maometto II in mezzo alle sue conquiste,
+e con ciò forse quella di avere salvata
+la cristianità, si era trovato più
+implicato nella politica d'Italia che verun
+altro de' suoi predecessori, tranne
+Luigi il Grande della casa d'Angiò. La
+sua alleanza con Venezia, il suo matrimonio
+con Beatrice d'Arragona, figlia
+di Ferdinando, e cognata d'Ercole, duca
+di Ferrara, la sua ubbidienza ai voleri
+del papa, e le sue guerre coll'imperatore,
+aveva moltiplicate le sue relazioni cogli
+Italiani; ma egli morì il 5 d'aprile del
+1490<a class="tag" id="tag444" href="#note444">[444]</a>. Cinque pretendenti si presentarono
+per avere la sua corona. Giovanni
+Corvino, suo figlio bastardo, era fra tutti
+quello che per avere ereditate quasi tutte
+le paterne virtù, pareva assistito da migliori
+diritti: non pertanto gli fu preferito
+Uladislao, re di Boemia, e figlio del re
+di Polonia. Ma tale elezione fu cagione
+all'Ungheria di estreme ruine. I Tedeschi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_404"></a>[404]</span>
+i Polacchi, i Turchi ed i malcontenti
+Ungari se ne contesero le province; tutte
+le chiese cristiane furono incenerite fino
+a Varadino, la Croazia e la Transilvania
+furono saccheggiate nel 1491, e Schabatz,
+il baluardo della Cristianità, fu assediato
+dai Musulmani. Alba reale e
+Schabatz non vennero per altro in potere
+dei Turchi; ma Paolo di Kinitz, che
+fece levare l'assedio nel susseguente anno,
+macchiò la sua vittoria, trattando i suoi
+prigionieri con ispaventose crudeltà<a class="tag" id="tag445" href="#note445">[445]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1485 Enrico VII aveva in Inghilterra
+posto fine alla tirannia di Riccardo
+III, e cercava di consolidare un'autorità
+tuttavia male riconosciuta. Nella Spagna
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona
+e di Castiglia, avanzavansi assai
+più rapidamente, che non tutti gli altri
+sovrani, verso la potenza e la considerazione.
+Essi avevano acquistato alla corte
+del papa un'influenza, che in addietro
+mai avuta non avevano i loro predecessori,
+e tutti i potentati d'Italia tenevano
+costantemente gli occhi rivolti alla Spagna.
+In questa stessa epoca essi ponevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_405"></a>[405]</span>
+i fondamenti di una assai più vasta potenza:
+Cristoforo Colombo scuopriva per
+loro, nel 1492, il nuovo Mondo, mentre
+che i Portoghesi dilatavano i loro stabilimenti
+su tutte le coste dell'Africa, e
+mentre Bartolommeo Diaz superava nel
+1486 il Capo di Buona Speranza. Ma
+tutte le forze, tutte le ricchezze de' sovrani
+della Spagna erano rivolte contro
+il regno di Granata, il di cui acquisto era
+di quell'epoca il solo scopo della loro
+ambizione. Soltanto la capitale di quest'ultimo
+regno de' Mori nella Spagna,
+questa fiaccola da cui si erano sparse in
+tutto l'Occidente i lumi, le arti e le
+scienze degli Asiatici e degli antichi,
+conservava ancora la sua indipendenza.
+L'attacco di Ferdinando e di Isabella risguardavasi
+dai Latini come una guerra
+sacra, sebbene non si trattasse pei Cristiani
+di riconquistare i luoghi consacrati
+dalla religione, come nella Siria, o di
+difendersi contro le barbare invasioni,
+come in Grecia ed in Ungheria; ma per
+lo contrario di scacciare un popolo più
+incivilito che i suoi aggressori da un
+luogo ch'essi occupavano già da ottocento
+anni. La caduta del re Boabdil, e la conquista
+di Granata, fatta il 2 gennajo
+<span class="pagenum"><a id="Page_406"></a>[406]</span>
+del 1492, vennero festeggiate in tutta l'Europa
+come il trionfo della Cristianità<a class="tag" id="tag446" href="#note446">[446]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In tal modo tutto si andava apparecchiando
+per un'era nuova, non solo in
+Europa, ma in tutto il mondo. Le regioni
+dell'Oriente e dell'Occidente, ravvicinate
+da una navigazione fin allora
+creduta impossibile, venivano a legarsi
+all'Europa come al centro della potenza
+e dell'incivilimento. Le nazioni si addestravano
+nelle ultime guerre civili,
+sviluppando quelle forze che in breve
+dovevano portare in estranie contrade.
+La Spagna, la Francia, la Germania,
+l'Inghilterra si apparecchiavano a scendere
+sul campo di battaglia come colossi,
+contro i quali più lottare non potrebbero
+quelle potenze che fino a tale epoca
+avevano creduto di tenere le bilance dell'Europa.
+Era giunta l'età in cui doveva
+mutarsi l'antico ordine delle cose; la
+libertà dei piccoli popoli erasi a poc'a
+poco perduta; tutti i principi di una stessa
+nazione, che indipendenti essendo gli uni
+dagli altri, non erano uniti che dai deboli
+<span class="pagenum"><a id="Page_407"></a>[407]</span>
+vincoli della feudalità, erano caduti dal
+grado di rivali del monarca a quello di
+sudditi. Quella forza di cui avevano tanto
+tempo fatto uso gli uni contro degli altri
+per appagare le loro passioni, per difendere
+i loro diritti o il loro orgoglio, dovevano
+in breve con prodigalità consumarla
+sotto gli ordini di un padrone.
+Dovevano cercare in lontane parti la
+guerra che per sì lungo tempo avevano
+trovata ai loro confini. Gli eserciti erano
+vicini a contare tante migliaja di soldati,
+quante erano in addietro le centinaja; le
+guerre dovevano vestire un nuovo carattere
+di ferocia, perchè i popoli belligeranti
+avevano usanze, costumi, opinioni e specialmente
+un linguaggio affatto diverso,
+di modo che la preghiera e la compassione
+più non conservavano veruna comunicazione.
+Il desiderio di vendetta
+delle lunghe privazioni sostenute in lunghi
+viaggi, in lunghi accampamenti, in
+lunghe malattie, dovea chiudere i cuori
+de' guerrieri alle voci della commiserazione.
+Gli spedali militari, fino a tale
+epoca sconosciuti, dovevano bentosto consumare
+assai più soldati che non il ferro
+ed il fuoco; eppure le battaglie dovevano
+in pochi anni macchiare il suolo
+italiano con assai più di sangue che non
+<span class="pagenum"><a id="Page_408"></a>[408]</span>
+erasene versato in tutto l'intero ultimo
+secolo. Tutto prendere doveva un più
+gagliardo e più severo carattere; tutto
+apparecchiava a più dolorose rivoluzioni,
+a scosse più violenti; ed omai più non
+dipendeva dall'ingegno di un solo uomo
+il ritardare o l'affrettare una crisi, renduta
+necessaria dalla natura delle cose.
+</p>
+
+<p>
+Gl'Italiani, che videro succedere tutto
+ad un tratto lo sconvolgimento della loro
+patria a un periodo di calma, di ricchezza
+e di splendore letterario, attribuirono
+le mutazioni di cui ne sperimentavano
+gli effetti agli uomini ch'essi
+avevano conosciuti. Attribuirono a Lorenzo
+de' Medici l'onore di avere conservata
+la pace in Italia, perchè la terribile
+invasione che la pose sossopra accadde
+due soli anni dopo la di lui morte. Accusarono
+Lodovico il Moro d'avere colla sua
+ambizione privata e con una falsa politica,
+data la patria in mano a quegli stranieri,
+ch'essi chiamavano <i>barbari</i>, perchè loro
+rinnovò l'invito, di già fatto venti volte
+in questo e nel precedente secolo, di
+prendere parte nelle guerre d'Italia. Ma
+Lorenzo de' Medici non aveva impedito
+a Lodovico XI di dettare il 22 luglio
+del 1474 il suo testamento al vecchio re
+Renato a favore del conte <i>du Maine</i>, o
+<span class="pagenum"><a id="Page_409"></a>[409]</span>
+di dettare a quest'ultimo il suo testamento
+del 10 dicembre 1481, a favore
+della corona di Francia. Tutte le pretese
+dei re francesi sul regno di Napoli
+erano state dunque apparecchiate da molto
+tempo, e precisamente dodici anni prima
+della morte di Lorenzo. Queste pretese
+non potevano essere cagione di guerra, nè
+finchè occupava il trono un re vecchio,
+infermo, timido, avaro, sospettoso, nè
+in tempo della minorità di suo figlio.
+Ma era bensì giunto l'istante in cui una
+tale ambizione diverrebbe così naturale
+alla Francia, che tre de' suoi re, diversi
+di carattere, d'ingegno, ed ancora pel
+sangue da cui uscivano, Carlo VIII,
+Lodovico XII e Francesco I, vi si abbandonerebbero
+con eguale ardore. Nè
+Lorenzo de' Medici avrebbe potuto trattenerli,
+quand'anche fosse vissuto fino
+all'età cui poteva naturalmente giugnere;
+nè avrebbe parimenti potuto prevenire
+o impedire l'unione di tutte le corone
+della Spagna nelle mani di Ferdinando e
+d'Isabella, la riunione delle eredità della
+Borgogna e dell'Austria in quelle di Massimiliano.
+Egli non aveva eccitata contro i
+primi la guerra di Granata, nè contro
+il secondo la ribellione de' Fiamminghi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_410"></a>[410]</span>
+onde non poteva appropriarsi il merito
+nè della loro attività nè del loro riposo.
+</p>
+
+<p>
+Un solo mezzo poteva esservi di salvare
+l'Italia, ed era di seguire il progetto dei
+repubblicani Fiorentini, mandato a male
+da Cosimo de' Medici; di mantenere la
+repubblica di Milano quando ricuperò la
+sua libertà nel 1447, dividendo in tal
+modo la Lombardia tra due potenti stati
+liberi, Milano e Venezia; di conservare
+tra loro l'equilibrio col peso che Firenze
+e la Toscana porrebbero nella bilancia;
+di riunirle per un comune interesse qualunque
+volta si trattasse di difendere la
+libertà e l'indipendenza d'Italia; di spalleggiarle
+coll'alleanza degli Svizzeri, secondo
+il progetto che alquanto più tardi
+Sisto IV comunicò ai Cantoni; di riunire
+così, in caso di bisogno, le ricchezze di
+Firenze e di Milano, le flotte di Venezia
+e di Genova, e l'indomabile milizia
+degli Svizzeri, per la causa della libertà.
+In allora questa catena di repubbliche
+avrebbe presentato alle straniere potenze
+uno steccato, che non avrebbe potuto
+essere superato nè da Carlo VIII, nè
+da Massimiliano, nè da Ferdinando e
+da Isabella. Ma questo progetto, che gli
+Albizzi sarebbero stati degni di formare,
+che Neri Capponi concepì e vigorosamente
+<span class="pagenum"><a id="Page_411"></a>[411]</span>
+sostenne, che venne rinnovato da
+Sisto IV, fu distrutto dalla personale ambizione
+di Cosimo e di suo nipote, i quali
+per essere i primi cittadini della loro
+patria, e per portare la loro famiglia al
+sovrano potere, abbisognavano di avere
+l'alleanza di altri principi, non di stati
+liberi. Per la stessa ragione Lorenzo tenne
+sempre Firenze lontana da Venezia, antica
+di lei alleata; ed ispirò al popolo uno spirito
+di diffidenza e di rivalità, contrario
+a quell'antica unione che aveva all'opportunità
+posto argine alle conquiste di
+Mastino della Scala, di Barnabò, di Giovanni
+Galeazzo e di Filippo Maria Visconti.
+Di modo che se della ruina d'Italia
+può darsene colpa ad un errore politico,
+dobbiam piuttosto incolparne Lorenzo che
+Lodovico il Moro.
+</p>
+
+<p>
+Quest'ultimo, ambizioso tutore di suo
+nipote, ch'egli voleva privare del trono,
+luogotenente di un despota, ed aspirando
+alla tirannide, era veramente fatto per
+sagrificare ogni cosa al suo personale interesse.
+Non è già da tale razza d'uomini
+che possano pretendersi virtù pubbliche,
+nulla potevasi da lui sperare fuorchè un
+giusto calcolo. A dir vero egli s'ingannò,
+quando invocò l'ajuto degli stranieri, che
+dovevano in breve schiacciarlo; ma il suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_412"></a>[412]</span>
+errore non era nuovo. Dopo il primo
+Carlo d'Angiò, che viveva alla metà del
+XIII.º secolo, dopo Filippo e Carlo di
+Valois, i papi, i baroni napolitani, i
+Toscani, i Lombardi, i Veneziani, i
+Genovesi, avevano tutti ogni dieci anni
+chiamati i Francesi in Italia. Lodovico I,
+Lodovico II, Lodovico III, della seconda
+casa d'Angiò, il vecchio Renato, suo
+figlio Giovanni, duca di Calabria, e Renato
+di Lorena, avevano tutti più volte
+tentato di conquistare il regno di Napoli
+con eserciti francesi. Negli ultimi dieci
+anni Renato II era stato due volte chiamato
+dai Veneziani e due volte dal papa.
+Quasi nello stesso periodo i Genovesi si
+erano due volte offerti al re di Francia.
+Per ultimo Innocenzo VIII, l'amico ed
+il confidente di Lorenzo de' Medici, aveva
+di nuovo dichiarato guerra a Ferdinando
+di Napoli in novembre del 1489, confidando
+soltanto nell'ajuto di Carlo VIII,
+da lui chiamato a soccorrerlo<a class="tag" id="tag447" href="#note447">[447]</a>; e fu
+l'indolenza di Carlo, e non le persuasioni
+di Lorenzo, che finalmente obbligarono
+il papa a fare la pace nel 28 gennajo
+del 1492, allorchè vide che i suoi
+<span class="pagenum"><a id="Page_413"></a>[413]</span>
+brevi, e le sue bolle, sole armi da lui
+adoperate in tre anni, non avevano
+avuta abbastanza forza di tirare i Francesi
+in Italia.
+</p>
+
+<p>
+Non pertanto temendo Ferdinando di
+vedere finalmente eseguirsi quest'invasione,
+rinnovò con quest'ultimo trattato
+quasi tutte le condizioni della precedente
+sua convenzione col papa. Promise
+di dare la libertà ai figli dei baroni ch'egli
+aveva fatti morire; promise di pagare
+l'annuo tributo cui si era assoggettato;
+per ultimo promise di non turbare nel
+suo regno l'esercizio dell'ecclesiastica
+giurisdizione. Mandò il suo nipote, il
+principe di Capoa, a rendere omaggio al
+papa, il quale investì di nuovo il re del
+suo regno, siccome di feudo spettante
+alla Chiesa. Innocenzo fissò l'ordine della
+successione, chiamandovi il duca di Calabria,
+e, se questi premoriva al padre, il
+principe di Capoa; ed infine ricevette
+il giuramento del re. La bolla, che terminava
+questa contesa, è del 4 di giugno
+del 1492<a class="tag" id="tag448" href="#note448">[448]</a>, e il 25 del susseguente luglio
+Innocenzo VIII morì, prima d'avere avuto
+<span class="pagenum"><a id="Page_414"></a>[414]</span>
+il tempo di vedere Ferdinando mancare,
+secondo il praticato, a tutte le sue promesse<a class="tag" id="tag449" href="#note449">[449]</a>.
+Innocenzo VIII soffriva da
+<span class="pagenum"><a id="Page_415"></a>[415]</span>
+gran tempo molte infermità, ed il 27 di
+settembre del 1490 era già stato creduto
+morto per uno svenimento di venti
+ore. In tempo della sua letargia Franceschetto
+Cibo tentò d'impadronirsi del
+tesoro pontificio, poi di Zizim, che soggiornava
+nello stesso palazzo del papa;
+ma le guardie dell'uno e dell'altro eransi
+opposte ai suoi tentativi<a class="tag" id="tag450" href="#note450">[450]</a>. I cardinali,
+che in allora si trovavano in Roma, eransi
+portati di buon mattino al palazzo ed
+avevano cominciato l'inventario del tesoro.
+Sebbene Franceschetto Cibo avesse
+già da gran tempo deviata una parte
+delle ricchezze della Chiesa, e le avesse
+mandate a Firenze, i cardinali trovarono
+ancora nella camera apostolica grandissime
+somme, che diedero a custodire al
+cardinale Savelli. Ma intanto il papa
+rinvenne, e tosto che si sentì rinvigorire,
+<span class="pagenum"><a id="Page_416"></a>[416]</span>
+congedò tutti i cardinali, loro dicendo
+che sperava tuttavia di sopravvivere
+a tutti loro<a class="tag" id="tag451" href="#note451">[451]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nell'ultima sua malattia Innocenzo VIII
+si lasciò persuadere da un medico giudeo
+di tentare il rimedio della trasfusione
+del sangue, spesso proposto da
+certi empirici, ma fin allora non isperimentato
+che sopra animali. Tre fanciulli
+dell'età di dieci anni furono successivamente,
+mercè una ricompensa data
+ai loro parenti, assoggettati all'apparecchio
+che doveva far passare il sangue delle loro
+vene in quelle del vecchio, e il sangue di
+questi nelle vene de' fanciulli. Tutti e tre morirono
+nel cominciamento dell'operazione,
+probabilmente per l'introduzione di qualche
+bolla d'aria nelle loro vene, ed il medico
+giudeo si diede alla fuga piuttosto che
+di sagrificare nuove vittime<a class="tag" id="tag452" href="#note452">[452]</a>. In tempo
+della malattia d'Innocenzo VIII, precisamente
+a mezzo luglio, lo sventurato
+Zizim, il di cui capo in certo qual
+modo era stato da Bajazette II posto
+all'incanto, fu per ordine de' cardinali
+<span class="pagenum"><a id="Page_417"></a>[417]</span>
+chiuso in Castel sant'Angelo, venendo
+risguardato come una parte importante
+dell'eredità del futuro pontefice.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici non conobbe la
+morte d'Innocenzo VIII, nè la scandalosa
+elezione di Roderigo Borgia, che gli
+successe sotto il nome d'Alessandro VI.
+Sorpreso da lenta febbre, che si aggiunse
+alla gotta, ereditaria nella sua famiglia,
+si era in sul cominciare dell'anno ritirato
+a Careggi, sua villa, per porsi tra
+le mani de' medici. Pareva che questi
+proporzionassero i loro rimedj alla ricchezza
+piuttosto che ai bisogni del loro
+ammalato; gli fecero prendere decomposizioni
+di perle e di altre pietre preziose
+senza verun giovamento. Lorenzo,
+circondato dai suoi amici, morì tra le
+loro braccia l'otto aprile del 1492, prima
+di avere compiuto l'anno 44 dell'età
+sua<a class="tag" id="tag453" href="#note453">[453]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Qualunque si fosse la destrezza di Lorenzo
+de' Medici nel trattare gli affari,
+non può essere come uomo di stato collocato
+tra i sommi uomini, onde va gloriosa
+l'Italia. Tant'onore non è riservato
+che a coloro che, portando le loro viste
+<span class="pagenum"><a id="Page_418"></a>[418]</span>
+al dissopra dell'interesse personale, assicurano
+col lavoro e colla loro vita la pace,
+la gloria o la libertà del loro paese. Per
+lo contrario Lorenzo tenne quasi sempre
+una politica egoistica; sostenne con sanguinose
+esecuzioni un usurpato potere;
+andò ogni giorno aggravando il detestato
+giogo sopra una città libera; privò i legittimi
+magistrati dell'autorità loro attribuita
+dalla costituzione, e deviò i suoi
+concittadini da questa pubblica carriera,
+nella quale prima di lui avevano mostrato
+tanto ingegno. Vedremo nell'ultima
+parte di quest'opera le funeste conseguenze
+della sua ambizione, e del rovesciamento
+delle nazionali istituzioni. Una
+disastrosa lotta si tenne viva trent'otto
+anni tra la famiglia di Lorenzo e la sua
+patria, ed ebbe soltanto fine collo stabilimento
+della tirannia di Alessandro dei
+Medici.
+</p>
+
+<p>
+Per altro ingiusta cosa sarebbe lo spogliare
+Lorenzo de' Medici di una gloria
+accordatagli dalla posterità. Per l'attiva
+ed illuminata protezione da lui accordata
+alle arti, alle lettere, alla filosofia, egli
+meritò di associare il suo nome alla
+più bella epoca della storia letteraria dell'Italia.
+Colla prontezza e colla perspicacia
+del suo ingegno, colla flessibilità de'
+<span class="pagenum"><a id="Page_419"></a>[419]</span>
+suoi talenti, col calore della sua anima,
+diventò il capo ed il promotore di un'associazione
+di grandi uomini intenti a
+far risorgere le lettere ed il buon gusto.
+Lorenzo era fatto per conoscere tutto,
+per apprezzar tutto, per sentire tutto.
+Egli mostrava la medesima attitudine per
+le arti di cui andava ragunando e moltiplicando
+i capi d'opera; per la poesia,
+cui ritornava l'antica armonia del Petrarca;
+per la filosofia, che riceveva in
+casa sua una nuova vita dallo studio
+profondo de' Platonici<a class="tag" id="tag454" href="#note454">[454]</a>. Lorenzo non
+era forse un uomo di straordinario ingegno,
+nè come poeta, nè come filosofo, nè
+come artista; ma aveva un così vivo senso
+del bello e del giusto, che metteva in
+sul buon cammino coloro ch'egli stesso
+non poteva seguire. Così il profondo pensare
+di Poliziano e di Pico della Mirandola,
+il genio poetico di Marullo e di
+Pulci, l'erudizione del Landino, dei Scala
+e dei Ficino, sono una parte essenziale
+della gloria del protettore cui dovettero,
+per così dire, quasi la loro esistenza.
+Abbiamo creduto che in un'epoca così
+gravida d'avvenimenti, bisognasse separare
+la storia politica da quella della
+<span class="pagenum"><a id="Page_420"></a>[420]</span>
+letteratura del mezzogiorno; ed è in un'altra
+opera che abbiamo cercato di dare
+qualche idea del merito letterario di Lorenzo.
+I signori Ginguenè e Roscoe rendettero
+un più luminoso omaggio all'ingegno
+di quest'uomo straordinario. Lo
+rappresentarono in mezzo ai suoi amici,
+agl'illustri letterati che lo amavano<a class="tag" id="tag455" href="#note455">[455]</a>;
+e posero in tal modo in piena luce le
+attrattive del suo carattere, la sua facilità,
+il suo buon umore, la sua costanza,
+la sua magnanimità. Ma per affezionarsi
+così vivamente a Lorenzo conviene talvolta
+ammettere con poco scrupolo le
+pie frodi de' suoi amici e de' suoi adulatori:
+<span class="pagenum"><a id="Page_421"></a>[421]</span>
+conviene particolarmente deviare
+lo sguardo dall'antica Firenze, e dimenticare,
+se è possibile, ciò ch'ella fu nei
+giorni della sua vera gloria, ciò ch'ella
+fu sotto la dittatura di Lorenzo, ciò
+ch'ella diventò dopo di lui<a class="tag" id="tag456" href="#note456">[456]</a>.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE DEL TOMO XI.
+</p>
+</div>
+
+<div class="somm">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_422"></a>[422]</span>
+</p>
+
+<p class="center x-large">
+<a href="#indfront" id="indice">TAVOLA CRONOLOGICA
+DEL TOMO XI.</a>
+</p>
+
+<table class="crono" summary="Tavola cronologica">
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIII.</span> <i>Lorenzo de' Medici succede al credito di suo padre presso la repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che poi fu Giulio II. Progressi dei Turchi; primo assedio di Scutari; assedio di Lepanto, presa di Caffa.</i> 1469-1475 </td> <td class="pag"><a href="#Page_3"><i>pag.</i> 3</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La repubblica fiorentina cessa di essere la direttrice dell'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_3">3</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1469</td> <td>I figli di Pietro de' Medici troppo giovani per governare quando morì il loro padre</td> <td class="pag"><a href="#Page_5">5</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La fazione attaccata alla loro famiglia loro deferisce non per tanto l'autorità</td> <td class="pag"><a href="#Page_6">6</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Politica di Tommaso Soderini che conserva il credito dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_7">7</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Durante la loro giovinezza la repubblica si mantiene in riposo</td> <td class="pag"><a href="#Page_9">9</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1471</td> <td>Fastoso viaggio di Galeazzo Sforza a Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_10">10</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Influenza fatale della corte dello Sforza sui costumi dei Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_11">11</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1470</td> <td>6 aprile. Bernardo Nardi occupa Prato per sorpresa</td> <td class="pag"><a href="#Page_12">12</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Viene fatto prigioniere e condannato co' suoi complici a morte</td> <td class="pag"><a href="#Page_14">14</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472</td> <td>Turbolenze a Volterra in occasione di una miniera d'allume</td> <td class="pag"><a href="#Page_15">15</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_423"></a>[423]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472</td> <td>27 aprile. Volterra si rivolta contro Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_17">17</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Volterra presa e saccheggiata da Federico di Montefeltro</td> <td class="pag"><a href="#Page_17">17</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1471</td> <td>9 agosto. Elezione di Sisto IV sospetta di simonia</td> <td class="pag"><a href="#Page_18">18</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il tesoro di Paolo II sottratto da questo papa o da' suoi nipoti</td> <td class="pag"><a href="#Page_20">20</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Quattro nipoti di Sisto IV, cui egli sagrifica gl'interessi della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_21">21</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Grazie che accorda a Leonardo ed a Giuliano della Rovere, ed a Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_21">21</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Potenza e stravagante lusso di Pietro Riario, cardinale di san Sisto</td> <td class="pag"><a href="#Page_24">24</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1473</td> <td>12 settembre. Giugne a Milano col titolo di legato di tutta l'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_26">26</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1474</td> <td>5 gennajo. Sua morte cagionata dalle sue dissolutezze</td> <td class="pag"><a href="#Page_27">27</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giovanni della Rovere, altro nipote del papa, sposa Giovanna di Montefeltro</td> <td class="pag"><a href="#Page_27">27</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 agosto. Federico di Montefeltro creato dal papa duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_28">28</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Campagna del cardinale Giuliano della Rovere contro Todi</td> <td class="pag"><a href="#Page_29">29</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacca Niccolò Vitelli, principe di Città di Castello</td> <td class="pag"><a href="#Page_31">31</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini lo difendono</td> <td class="pag"><a href="#Page_32">32</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Diffidenza de' Fiorentini per l'alleanza del papa, del re di Napoli e del duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_33">33</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>2 novembre. Alleanza tra i Fiorentini, Venezia ed il duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_35">35</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_424"></a>[424]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1474</td> <td>Nullità per alcuni anni della storia d'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_36">36</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa ricusa di prender parte nella guerra coi Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_36">36</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>17 gennajo. Sconfitta dei Turchi a Rackowieckz data dal vayvoda di Moldavia</td> <td class="pag"><a href="#Page_37">37</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Il beglierbey di Romania intraprende l'assedio di Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_39">39</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Agosto. Leva l'assedio dopo aver molto sofferto per le malattie</td> <td class="pag"><a href="#Page_40">40</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Patimenti degli assediati e dell'armata veneziana</td> <td class="pag"><a href="#Page_40">40</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1475</td> <td>I Turchi assediano inutilmente Lepanto</td> <td class="pag"><a href="#Page_43">43</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Importanza della colonia genovese di Caffa</td> <td class="pag"><a href="#Page_44">44</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Soccorsi mandati per terra a Caffa</td> <td class="pag"><a href="#Page_45">45</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Contese de' Genovesi di Caffa con un kan di Tartaria</td> <td class="pag"><a href="#Page_47">47</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Caffa presa e ruinata da Maometto II</td> <td class="pag"><a href="#Page_48">48</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Indebolimento di tutte le parti nella guerra dei Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_50">50</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIV.</span> <i>Congiura di Niccolò d'Este a Ferrara, di Girolamo Gentile a Genova, d'Olgiati, Visconti e Lampugnani a Milano. Rivoluzioni nello stato di Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza.</i> 1476-1477</td> <td class="pag"><a href="#Page_51">51</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti gli stati d'Italia travagliati nello stesso tempo dalle congiure</td> <td class="pag"><a href="#Page_51">51</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Un tiranno non può essere rovesciato che da una congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_52">52</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Cosa avvi di nobile e di generoso in ogni congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_53">53</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_425"></a>[425]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476</td> <td>Congiura di Niccolò, figliuolo di Lionello d'Este, contro Ercole</td> <td class="pag"><a href="#Page_56">56</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476</td> <td>1.º settembre. Niccolò entra in Ferrara con seicento uomini</td> <td class="pag"><a href="#Page_57">57</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Viene posto in fuga, fatto prigioniero e condannato a morte</td> <td class="pag"><a href="#Page_59">59</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Limitato potere del duca di Milano in Genova dopo le capitolazioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_60">60</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Galeazzo Sforza non le mantiene</td> <td class="pag"><a href="#Page_62">62</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Vuol dividere in due la città di Genova per domarla</td> <td class="pag"><a href="#Page_63">63</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Coraggio di Lazzaro Doria, che gli fa abbandonare questo progetto</td> <td class="pag"><a href="#Page_64">64</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Girolamo Gentile prende le armi per liberar Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_65">65</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>È costretto a rinunciare al suo progetto e ad uscire di città</td> <td class="pag"><a href="#Page_67">67</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere e vizj di Galeazzo Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_68">68</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Giovanni Andrea Lampugnani allievi di Cola Montani, che inspira loro l'odio per la tirannia</td> <td class="pag"><a href="#Page_69">69</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fa loro insegnare l'arte della guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_71">71</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Irritati dagli oltraggi dello Sforza congiurano contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_72">72</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Preghiera de' congiurati nella chiesa di sant'Ambrogio</td> <td class="pag"><a href="#Page_72">72</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 dicembre. Uccidono Galeazzo in questa chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_75">75</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Lampugnani ed il Visconti uccisi immediatamente</td> <td class="pag"><a href="#Page_76">76</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Costanza di Girolamo Olgiati in mezzo ad orribili supplicj</td> <td class="pag"><a href="#Page_77">77</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_426"></a>[426]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Giovanni Galeazzo Sforza, figlio di Galeazzo, riconosciuto duca di Milano, sotto la reggenza di sua madre, Bona di Savoja</td> <td class="pag"><a href="#Page_79">79</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Gelosia tra il Simonetta, suo primo ministro, ed i fratelli di Galeazzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_81">81</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>16 marzo. Tumulto in Genova per la notizia della morte del duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_82">82</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Prospero Adorno liberato di prigione dalla reggenza di Milano, ed incaricato di calmare le turbolenze di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_83">83</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 aprile. L'Adorno ristabilisce in Genova la limitata autorità del duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_83">83</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I fratelli Sforza riducono i Fieschi all'ubbidienza</td> <td class="pag"><a href="#Page_85">85</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Tornano a Milano, sperando d'occupare la suprema autorità</td> <td class="pag"><a href="#Page_87">87</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 maggio. Arresto di Donato Conti loro confidente</td> <td class="pag"><a href="#Page_88">88</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tentano di sollevare il popolo, ma sono forzati a fuggire</td> <td class="pag"><a href="#Page_89">89</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Morte d'Ottaviano Sforza in riva all'Adda; esilio de' suoi fratelli; compiuta vittoria di Cecco Simonetta</td> <td class="pag"><a href="#Page_90">90</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXV.</span> <i>Congiura de' Pazzi.</i> 1478</td> <td class="pag"><a href="#Page_92">92</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472-1477</td> <td>La storia fiorentina nel corso di più anni senza interesse</td> <td class="pag"><a href="#Page_92">92</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Potere vessatorio che s'arrogano i Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_93">93</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Consumano le sostanze del pubblico per sostenere il proprio commercio</td> <td class="pag"><a href="#Page_94">94</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Partigiani dei Medici e loro nemici</td> <td class="pag"><a href="#Page_95">95</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gelosia di Lorenzo contro la famiglia de' Pazzi</td> <td class="pag"><a href="#Page_97">97</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_427"></a>[427]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472-1477</td> <td>Priva Giovanni de' Pazzi della eredità dei Borromei</td> <td class="pag"><a href="#Page_99">99</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Francesco Pazzi abbandona Firenze per istabilirsi a Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_101">101</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Associa il suo odio a quello di Sisto IV e di Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_102">102</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Conosce di non poter attaccare i Medici che col mezzo di una congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_103">103</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guadagna al suo partito Francesco Salviati, nominato arcivescovo di Pisa</td> <td class="pag"><a href="#Page_105">105</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Carlo di Montone attaccando i Sienesi gl'indispone contro Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_105">105</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Jacopo de' Pazzi entra nella congiura di suo nipote</td> <td class="pag"><a href="#Page_107">107</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si uniscono ai congiurati altri nemici dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_107">107</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>10 dicembre. Raffaello Riario nominato cardinale di 18 anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_109">109</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Il cardinale Riario viene a Firenze, ed i congiurati vogliono attaccare i Medici in occasione delle feste date al cardinale</td> <td class="pag"><a href="#Page_110">110</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 aprile. I congiurati assalgono i due fratelli, in tempo della messa, nella cattedrale</td> <td class="pag"><a href="#Page_112">112</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giuliano è ucciso, Lorenzo sottratto a' suoi uccisori</td> <td class="pag"><a href="#Page_113">113</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo si ritira a casa sua, circondato da' suoi amici</td> <td class="pag"><a href="#Page_114">114</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In questo frattempo l'arcivescovo Salviati tenta d'impadronirsi del palazzo pubblico</td> <td class="pag"><a href="#Page_115">115</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Gonfaloniere fugge dalle sue mani, lo fa arrestare ed appiccare ad una finestra del palazzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_116">116</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_428"></a>[428]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Inutili sforzi di Jacopo de' Pazzi per sollevare il popolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_118">118</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti i congiurati uccisi dal popolo furibondo</td> <td class="pag"><a href="#Page_119">119</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Settanta cittadini fatti a pezzi nelle strade</td> <td class="pag"><a href="#Page_120">120</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere dei Pazzi</td> <td class="pag"><a href="#Page_122">122</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacco degli alleati contro la repubblica fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_123">123</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>4 giugno. Bolla contro di lei di Sisto IV</td> <td class="pag"><a href="#Page_123">123</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 giugno. I Fiorentini per difendersi nominano i decemviri della guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_125">125</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re di Francia ed altri sovrani vogliono dissuadere Sisto IV dall'intraprendere la guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_127">127</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il cardinale di Pavia consiglia Sisto IV a dare risposte inconcludenti</td> <td class="pag"><a href="#Page_128">128</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Rappresenta la causa de' congiurati come diventata quella della santa sede</td> <td class="pag"><a href="#Page_128">128</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa differisce fino alla fine dell'anno a rispondere agli ambasciatori francesi, ed intanto si apparecchia alla guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_130">130</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVI.</span> <i>Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando di Napoli, ed i Fiorentini. — Genova ricupera la sua libertà. — Continuazione e fine della guerra di Venezia contro i Turchi.</i> 1478</td> <td class="pag"><a href="#Page_132">132</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La dissimulazione de' cospiratori non è scusabile che per il pericolo cui si espongono</td> <td class="pag"><a href="#Page_132">132</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I sovrani, che prendono parte in una cospirazione, scendono alla bassezza di assassini</td> <td class="pag"><a href="#Page_133">133</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il carattere di Sisto IV corrompeva il suo spirito e disonorava i suoi progetti</td> <td class="pag"><a href="#Page_135">135</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_429"></a>[429]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Suoi apparecchj per la guerra, e quelli de' Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_135">135</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 agosto. Il duca Ercole di Ferrara accetta il comando dell'armata fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_137">137</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sospetta condotta di questo duca</td> <td class="pag"><a href="#Page_137">137</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lascia successivamente prendere le più importanti fortezze dei Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_138">138</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Novembre. Mette le sue truppe ne' quartieri d'inverno</td> <td class="pag"><a href="#Page_141">141</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici si tiene sempre lontano dall'armata che combatte per lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_141">141</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini affrettano i soccorsi delle altre potenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_142">142</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ricorrono a Bona, reggente del ducato di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re di Napoli eccita altri nemici contro Bona per impedirle di soccorrere i Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Eccita Prospero Adorno a sollevare Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sforzino mandato a Genova con una numerosa armata per sottomettere quella città</td> <td class="pag"><a href="#Page_147">147</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino s'incarica della difesa di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_148">148</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Battaglia sotto <i>i due gemelli</i></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>tra i Milanesi ed i Genovesi</td> <td class="pag"><a href="#Page_148">148</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>L'armata dei Milanesi disfatta e spogliata dai contadini</td> <td class="pag"><a href="#Page_149">149</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 novembre. Prospero Adorno costretto a cedere il suo posto a Battista Fregoso</td> <td class="pag"><a href="#Page_150">150</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini cercano di tenersi in pace col governo di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_152">152</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Peste a Firenze ed a Venezia</td> <td class="pag"><a href="#Page_153">153</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni de' Fiorentini con Venezia per avere soccorsi</td> <td class="pag"><a href="#Page_154">154</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_430"></a>[430]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>I Veneziani, spossati dalla guerra de' Turchi, non possono soccorrere Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_155">155</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1475</td> <td>Loro sforzi per ottenere la pace da Maometto II</td> <td class="pag"><a href="#Page_155">155</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fanno condurre a Venezia i figli naturali di Giacomo di Lusignano</td> <td class="pag"><a href="#Page_156">156</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Achmet, sangiacco d'Albania, assedia Croja</td> <td class="pag"><a href="#Page_157">157</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>2 settembre. Francesco Contarini disfatto sotto Croja</td> <td class="pag"><a href="#Page_158">158</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Il pascià di Bosnia invade il Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_159">159</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Achmet Giedik s'impadronisce del ponte di Gorizia</td> <td class="pag"><a href="#Page_160">160</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Girolamo Novello battuto sulle rive dell'Isonzo dai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_161">161</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il nord dell'Italia, fino alla Piave, guastato dai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_162">162</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>I Veneziani fortificano di nuovo le rive dell'Isonzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_164">164</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gennajo. Fanno nuovi sforzi per avere la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_164">164</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Maometto rifiuta le condizioni dettate da lui medesimo</td> <td class="pag"><a href="#Page_165">165</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 giugno. Croja s'arrende a Maometto, che viola la capitolazione</td> <td class="pag"><a href="#Page_166">166</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maometto assedia Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_167">167</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>27 luglio. Terribile assalto dato a Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_168">168</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maometto occupa varie piazze dell'Albania</td> <td class="pag"><a href="#Page_170">170</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacca di nuovo il Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_171">171</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli affari di Cipro tengono la repubblica di Venezia inquieta</td> <td class="pag"><a href="#Page_172">172</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>27 agosto. I Veneziani chiudono nella fortezza di Padova i figli di Giacomo di Lusignano</td> <td class="pag"><a href="#Page_173">173</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_431"></a>[431]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Estremità cui trovasi ridotta Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_174">174</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>18 novembre. Il senato disposto di accettare la pace ad ogni condizione</td> <td class="pag"><a href="#Page_176">176</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>26 gennajo. Giovanni Dario, ambasciatore di Venezia, fa la pace col Sultano</td> <td class="pag"><a href="#Page_176">176</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La repubblica assegna pensioni agli abitanti di Scutari, che abbandonano la loro patria ceduta ai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_178">178</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 aprile. Si pubblica in Venezia la pace coi Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_179">179</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVII.</span> <i>Sisto IV attira gli Svizzeri in Italia; loro vittoria sui Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico il Moro ad occupare il governo di Milano. Cattivo stato degli affari di Lorenzo de' Medici; passa a Napoli, ove soscrive una pace, che compromette l'indipendenza della Toscana. Progetto del duca di Calabria sopra Siena; rivoluzioni di questa repubblica.</i> 1478 1480</td> <td class="pag"><a href="#Page_180">180</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>Gelosia degl'Italiani contro Venezia dopo la pace di Costantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_180">180</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Collera di Sisto IV contro di loro</td> <td class="pag"><a href="#Page_181">181</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Cerca di eccitare nuove guerre in Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_182">182</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476-1478</td> <td>Principj del commercio delle indulgenze in Isvizzera</td> <td class="pag"><a href="#Page_183">183</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sisto IV invita gli Svizzeri alle guerre d'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_184">184</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Intrighi nella Svizzera del suo legato Guido di Spoleto</td> <td class="pag"><a href="#Page_185">185</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Novembre. Il cantone d'Uri dichiara la guerra al duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_185">185</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_432"></a>[432]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli Svizzeri guastano i contorni dei laghi e minacciano Bellinzona</td> <td class="pag"><a href="#Page_186">186</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>gennajo. Battono il conte Torelli a Giornico</td> <td class="pag"><a href="#Page_187">187</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Pace tra il duca di Milano ed i cantoni svizzeri</td> <td class="pag"><a href="#Page_189">189</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Intrighi di Sisto IV col Sanseverino e cogli Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_189">189</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Debolezza dei Fiorentini nella loro guerra contro Roberto di Sanseverino</td> <td class="pag"><a href="#Page_190">190</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Animosità de' soldati di Braccio contro quelli dello Sforza, che servivano con loro nell'armata fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_191">191</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 settembre. L'armata fiorentina disfatta a Poggio imperiale, e loro fortezze prese dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_192">192</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I fratelli Sforza passano in Lombardia</td> <td class="pag"><a href="#Page_194">194</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>23 agosto, Tortona s'arrende a Lodovico Sforza, detto il Moro</td> <td class="pag"><a href="#Page_194">194</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 settembre. Viene richiamato a Milano dai nemici del conte Cecco Simonetta</td> <td class="pag"><a href="#Page_195">195</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 settembre, Lodovico il Moro fa imprigionare il Simonetta ed un anno dopo lo fa perire</td> <td class="pag"><a href="#Page_196">196</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>7 ottobre. Rinvia la duchessa Bona, e dichiara suo figlio maggiore di dodici anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_198">198</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>I Veneziani ed i Fiorentini vogliono opporre Renato II di Lorena a Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_199">199</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Diritti di Renato II di rappresentare la casa d'Angiò</td> <td class="pag"><a href="#Page_200">200</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I duchi di Calabria e d'Urbino invitano Lorenzo de' Medici a trattare con Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_201">201</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_433"></a>[433]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>Disparere tra il re di Napoli ed il papa intorno alla guerra di Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_202">202</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Pericolosa situazione di Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_204">204</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>5 dicembre. Parte per trattare la pace a Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_205">205</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>Viene ricevuto in Napoli con grandissimi onori</td> <td class="pag"><a href="#Page_207">207</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Espone a Ferdinando i principj della sua politica</td> <td class="pag"><a href="#Page_208">208</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ferdinando vuole accertarsi se i nemici di Lorenzo non approfitteranno della sua assenza</td> <td class="pag"><a href="#Page_210">210</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>6 marzo. Ferdinando soscrive la pace colla repubblica fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_211">211</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 aprile. Lorenzo, tornato a Firenze rende la propria autorità più assoluta</td> <td class="pag"><a href="#Page_212">212</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Magnificenza e prodigalità di Lorenzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_213">213</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Progetti di Ferdinando sopra Siena, che l'avevano mosso a fare la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_214">214</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1403-1480</td> <td>Siena governata dai tre Monti riuniti, dei Nove, dei Riformatori e del Popolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_215">215</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Prosperità della repubblica sotto questo governo</td> <td class="pag"><a href="#Page_216">216</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Scontento delle parti escluse dal governo</td> <td class="pag"><a href="#Page_217">217</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>22 giugno. Il monte dei Riformatori escluso dal governo dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_219">219</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Nuovo governo disposto ad assoggettare Siena al re di Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_220">220</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Siena salvata dallo sbarco dei Turchi in Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_221">221</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_434"></a>[434]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVIII.</span> <i>Maometto II conquista Otranto; Sisto IV, spaventato, fa la pace coi Fiorentini, ed il duca di Calabria lascia Siena per liberare Otranto. Morte di Maometto II. Nuova guerra accesa in tutta l'Italia da Sisto IV per il ducato di Ferrara. Passa dall'uno all'altro partito, ed all'ultimo muore di rabbia che sia conclusa la pace.</i> 1480-1484</td> <td class="pag"><a href="#Page_222">222</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>Spedizione di Maometto II contro l'isola di Rodi diretta da Mesithes</td> <td class="pag"><a href="#Page_222">222</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 luglio. Sbarco dei Turchi, condotti da Ackmet Giedik, ad Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_223">223</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 agosto. Presa d'Otranto ed uccisione degli abitanti</td> <td class="pag"><a href="#Page_223">223</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Veneziani avevano favoreggiata quest'invasione, ed il papa veniva accusato d'averli acconsentito</td> <td class="pag"><a href="#Page_225">225</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Spavento di Sisto IV vedendo i Turchi in Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_226">226</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Chiama tutti gl'Italiani a difendere la Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_227">227</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Il duca di Calabria parte da Siena per difendere il regno di suo padre</td> <td class="pag"><a href="#Page_228">228</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa, spaventato, acconsente a riconciliarsi coi Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_229">229</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>3 dicembre. Penitenza de' Fiorentini, e discorso che loro fa il papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_230">230</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>Marzo. I Fiorentini ricuperano le loro fortezze ai confini dello stato di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_233">233</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Paolo Fregoso mandato da Sisto IV contro Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_234">234</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>3 maggio. Morte di Maometto II, che libera l'Italia del concepito terrore</td> <td class="pag"><a href="#Page_235">235</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_435"></a>[435]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>10 agosto. Otranto ripreso dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_236">236</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>4 settembre. Il papa spoglia gli Ordelaffi del principato di Forlì, e lo dà a suo nipote Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_237">237</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Estorsioni del papa per arricchire la finanza pontificia</td> <td class="pag"><a href="#Page_238">238</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>Manda il Riario a Venezia per fare alleanza con quella repubblica</td> <td class="pag"><a href="#Page_240">240</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Riario pensa a dividere con Venezia gli stati del duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_241">241</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Querele della repubblica di Venezia contra il duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_242">242</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>3 maggio. Il papa e la repubblica dichiarano la guerra al duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_243">243</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Alleanza del re di Napoli, del duca di Milano e de' Fiorentini per difenderlo</td> <td class="pag"><a href="#Page_243">243</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra de' signori de' castelli nello stato di Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_244">244</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra de' Fieschi in Liguria, e dei Rossi nello stato di Parma</td> <td class="pag"><a href="#Page_245">245</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Difficoltà della guerra nelle paludi delle bocche del Po</td> <td class="pag"><a href="#Page_247">247</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino, generale de' Veneziani, occupa molti castelli</td> <td class="pag"><a href="#Page_248">248</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Federico di Montefeltro è nominato generale della lega che difende Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_250">250</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Un eremita vuole difendere Figheruolo con un miracolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_251">251</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 agosto. Il duca di Calabria disfatto a Campomorto, presso Velletri, da Roberto Malatesta generale del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_253">253</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_436"></a>[436]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>Ingratitudine del papa verso il Malatesta che muore di veleno l'undici di settembre</td> <td class="pag"><a href="#Page_253">253</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 settembre. Morte di Federigo di Montefeltro, duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_255">255</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>14 ottobre. Prima apertura di pace tra Sisto IV e Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_258">258</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 dicembre. Sisto IV abbandona i Veneziani, e si attacca all'opposta lega</td> <td class="pag"><a href="#Page_259">259</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>10 gennajo. Pubblica un manifesto contro i Veneziani, ed in appresso gli scomunica</td> <td class="pag"><a href="#Page_260">260</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 febbrajo. Congresso di Cremona per attaccare i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_261">261</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si tratta la guerra assai mollemente</td> <td class="pag"><a href="#Page_262">262</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra di Toscana fatta ancora più vilmente</td> <td class="pag"><a href="#Page_264">264</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>9 maggio. Trattato dei Veneziani con Renato II di Lorena, che prendono al loro soldo</td> <td class="pag"><a href="#Page_265">265</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 agosto. La morte di Lodovico XI costringe Renato a tornare in Lorena</td> <td class="pag"><a href="#Page_266">266</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>24 maggio. Sisto IV scomunica i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_266">266</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>19 novembre. Fa cardinale un suo cameriere in età di vent'anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_269">269</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Maggio e giugno. La flotta Veneziana prende al re di Napoli Gallipoli e Policastro</td> <td class="pag"><a href="#Page_270">270</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Colonna perseguitati con accanimento da Riario, in Roma e ne' loro feudi</td> <td class="pag"><a href="#Page_270">270</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>Supplicio del protonotaro Lodovico Colonna</td> <td class="pag"><a href="#Page_271">271</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni di Girolamo Riario per ricuperare Rimini e Pesaro</td> <td class="pag"><a href="#Page_273">273</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_437"></a>[437]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>Raffreddamento tra gli alleati</td> <td class="pag"><a href="#Page_274">274</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 luglio. Morte di Federico, marchese di Mantova</td> <td class="pag"><a href="#Page_274">274</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni di Roberto di Sanseverino con Lodovico il Moro</td> <td class="pag"><a href="#Page_275">275</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Pace di Bagnolo tra la lega ed i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_275">275</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I più deboli stati sagrificati dalla pace di Bagnolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_277">277</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Malcontento del papa quando conosce le negoziazioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_279">279</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 agosto. Ricusa di approvare e benedire la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_280">280</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 agosto. Muore dopo alcune ore per un accesso di gotta al petto</td> <td class="pag"><a href="#Page_281">281</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Suo gusto pei duelli chiusi</td> <td class="pag"><a href="#Page_281">281</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIX.</span> <i>Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa fa scoppiare la guerra tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo Fregoso doge di Genova. — Conquista di Sarzana fatta dai Fiorentini. Anarchia e pacificazione di Siena. — Congiura contra Girolamo Riario e contro Galeotto Manfredi.</i> 1484-1488</td> <td class="pag"><a href="#Page_283">283</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Autorità de' cardinali nella chiesa Romana</td> <td class="pag"><a href="#Page_283">283</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In qual modo i papi li rendevano ligi alle loro volontà</td> <td class="pag"><a href="#Page_284">284</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In ogni elezione i cardinali cercavano di limitare le prerogative del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_286">286</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ma i papi si scioglievano dai loro giuramenti in virtù della loro supremazia</td> <td class="pag"><a href="#Page_288">288</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il diritto dello spergiuro guarentito alla santa sede da una bolla d'Innocenzo VI</td> <td class="pag"><a href="#Page_288">288</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Opposizione de' più virtuosi cardinali a questo scandalo</td> <td class="pag"><a href="#Page_289">289</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_438"></a>[438]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Condizioni imposte al futuro papa dopo la morte di Sisto IV</td> <td class="pag"><a href="#Page_290">290</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>29 agosto. Giovan Battista Cibo eletto papa col nome d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_292">292</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Aveva comperati i suffragi dei cardinali con segreti contratti</td> <td class="pag"><a href="#Page_293">293</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_294">294</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si mostra nemico di Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_295">295</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Odio de' sudditi di Ferdinando contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_296">296</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Innocenzo interrompe il commercio del monopolio, stabilito tra Sisto IV e Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_297">297</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485</td> <td>Indipendenza degli abitanti dell'Aquila</td> <td class="pag"><a href="#Page_298">298</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 giugno. Sono privati dei loro diritti dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_300">300</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Innocenzo VIII li prende sotto la sua protezione</td> <td class="pag"><a href="#Page_301">301</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Assemblea a Melfi de' baroni napolitani nemici del re</td> <td class="pag"><a href="#Page_302">302</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il duca di Calabria attacca i baroni malcontenti</td> <td class="pag"><a href="#Page_303">303</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini e Lodovico Sforza promettono soccorsi a Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_304">304</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni dei baroni di Napoli e d'Innocenzo VIII con Renato II</td> <td class="pag"><a href="#Page_305">305</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re manda Federico, suo figlio, per offrire ai baroni le più vantaggiose condizioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_307">307</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485</td> <td>Ferdinando fa marciare il duca di Calabria contro Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_308">308</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Pratiche de' Fiorentini per far ribellare lo stato della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_309">309</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_439"></a>[439]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 maggio. Vittoria del duca di Calabria al ponte di Lamentana, senza effusione di sangue</td> <td class="pag"><a href="#Page_309">309</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Innocenzo VIII spaventato vuol fare la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_310">310</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Mediazione di Ferdinando e d'Isabella, re d'Arragona e di Castiglia</td> <td class="pag"><a href="#Page_311">311</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 agosto. Trattato di Roma con cui Ferdinando accorda al papa ed ai baroni tutte le loro domande</td> <td class="pag"><a href="#Page_312">312</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 agosto. Ferdinando fa perire tutti i suoi nemici che può far arrestare in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_313">313</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Settembre. Occupa l'Aquila, e ne scaccia le truppe del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_315">315</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>10 ottobre. Arresta e fa perire tutti i baroni, ai quali aveva accordata la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_315">315</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino, abbandonato dal papa, viene disfatto</td> <td class="pag"><a href="#Page_317">317</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa si assoggetta alla violazione della pace di Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_317">317</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si riconcilia con Lorenzo dei Medici, e gli dà tutta la sua confidenza</td> <td class="pag"><a href="#Page_318">318</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Novembre. Fa sposare a suo figlio una figlia di Lorenzo, e promette al figlio di Lorenzo un cappello di cardinale</td> <td class="pag"><a href="#Page_321">321</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Mediazione del Medici per terminare la guerra d'Osimo, il di cui signore chiamava i Turchi nello stato della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_323">323</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>25 novembre. Paolo Fregoso arresta suo nipote Battista, e si fa doge di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_325">325</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Sarzana e Pietra Santa cedute alla banca di san Giorgio di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_326">326</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_440"></a>[440]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Ottobre. I Fiorentini assediano Pietra Santa</td> <td class="pag"><a href="#Page_327">327</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Crudeli malattie nel campo degli assedianti</td> <td class="pag"><a href="#Page_328">328</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 novembre. Pietra Santa si arrende ai Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_329">329</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485-1486</td> <td>Negoziazioni per la pace tra Paolo Fregoso, e Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_330">330</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>22 maggio. I Fiorentini occupano Sarzana</td> <td class="pag"><a href="#Page_331">331</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Luglio. Alleanza di Paolo Fregoso e di Lodovico Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_332">332</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I vecchi partigiani di Paolo Fregoso si uniscono agli Adorni contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_334">334</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Agosto. Paolo Fregoso, attaccato dai Fieschi e dagli Adorni, si salva nella fortezza</td> <td class="pag"><a href="#Page_335">335</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra civile in Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_336">336</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Progetto di divisione della repubblica tra gli Adorni ed i Fregosi</td> <td class="pag"><a href="#Page_338">338</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Agostino Adorno viene di nuovo esigliato nel Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_339">339</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Paolo Fregoso si ritira a Roma, ove muore il 2 marzo del 1498</td> <td class="pag"><a href="#Page_340">340</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici geloso di tutte le repubbliche</td> <td class="pag"><a href="#Page_341">341</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Turbolenze di Siena da lui fomentate ed aizzate</td> <td class="pag"><a href="#Page_342">342</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>14 giugno. Si associa ai demagoghi di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_343">343</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Tutti gli emigrati di Siena, sebbene di contraria fazione, fanno tra di loro pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_344">344</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 luglio. Partono da Staggia, dove si erano adunati, per sorprendere Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_345">345</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il governo rivoluzionario di Siena viene atterrato da un branco di congiurati</td> <td class="pag"><a href="#Page_346">346</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_441"></a>[441]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Tutti gli ordini vengono ammessi a prendere parte nel governo di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_348">348</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Congiure ne' piccoli principati di Romagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_349">349</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>14 aprile. Girolamo Riario assassinato a Forlì dalle sue guardie</td> <td class="pag"><a href="#Page_350">350</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Coraggio della sua vedova, Catarina Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_351">351</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>29 aprile. Ottaviano Riario succede a suo padre, sotto la tutela di Catarina</td> <td class="pag"><a href="#Page_353">353</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>31 maggio. Galeotto Manfredi signore di Faenza, assassinato da sua moglie, Francesca Bentivoglio</td> <td class="pag"><a href="#Page_354">354</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna, viene a Faenza per soccorrere sua figlia, ed è fatto prigioniere dagli abitanti</td> <td class="pag"><a href="#Page_355">355</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Vantaggi che Lorenzo de' Medici trae da queste due rivoluzioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_356">356</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo XC.</span> <i>La Regina Catarina Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente riposo di tutta l'Italia. — Stato dell'Europa e pronostici di nuove burrasche. — Morte di Lorenzo de' Medici, e d'Innocenzo VIII.</i> 1488-1492</td> <td class="pag"><a href="#Page_358">358</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fermezza della repubblica veneta nelle sue relazioni col papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_358">358</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Guerra de' Veneziani con Sigismondo, conte del Tirolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_360">360</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>9 agosto. Roberto di Sanseverino è ucciso presso l'Adige</td> <td class="pag"><a href="#Page_361">361</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra tra Bajazette II e Cait-Bai, soldano d'Egitto</td> <td class="pag"><a href="#Page_362">362</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Agosto. L'armata turca sconfitta ad Isso dai Mamelucchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_363">363</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_442"></a>[442]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il senato Veneziano ne prende motivo per forzare Caterina Cornaro ad abdicare la corona di Cipro</td> <td class="pag"><a href="#Page_363">363</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1489</td> <td>24 gennajo. Giorgio Cornaro si reca da sua sorella per indurla a cedere il suo regno</td> <td class="pag"><a href="#Page_365">365</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 febbrajo. La regina si congeda dagli abitanti di Nicosia</td> <td class="pag"><a href="#Page_366">366</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>20 giugno. Si ritira ad Asolo nel Trivigiano</td> <td class="pag"><a href="#Page_367">367</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>Gem o Zizim, fratello di Bajazette II, si rifugia a Rodi</td> <td class="pag"><a href="#Page_368">368</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482-1489</td> <td>Vive nell'Alvergna in una commenda dell'ordine di san Giovanni</td> <td class="pag"><a href="#Page_369">369</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 marzo. Entra in Roma in gran pompa</td> <td class="pag"><a href="#Page_371">371</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>Maggio. Trama scoperta a Roma per assassinarlo</td> <td class="pag"><a href="#Page_373">373</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484-1492</td> <td>Malfattori impuniti a Roma. Venalità della giustizia</td> <td class="pag"><a href="#Page_373">373</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>False bolle vendute a nome del papa per autorizzare i delitti</td> <td class="pag"><a href="#Page_375">375</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478-1492</td> <td>Lo spirito di persecuzione cresce coll'immoralità del clero</td> <td class="pag"><a href="#Page_376">376</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478-1482</td> <td>L'inquisizione stabilita in Ispagna da Sisto IV, ne scaccia in tempo del suo regno, 170,000 famiglie giudee</td> <td class="pag"><a href="#Page_377">377</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Isabella scusata per avere confiscati, per cupidigia, i beni de' Giudei</td> <td class="pag"><a href="#Page_378">378</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti gli scrittori del secolo approvano la persecuzione, ed al più biasimano i mezzi adoperati</td> <td class="pag"><a href="#Page_379">379</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Giudei esiliati portano a Genova la peste nel loro passaggio</td> <td class="pag"><a href="#Page_381">381</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>12 marzo. Tentativi di un monaco per far assassinare i Giudei in Firenze ed in Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_381">381</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_443"></a>[443]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>Tentativi di un altro monaco per eccitare la persecuzione in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_383">383</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Persecuzione della <i>vaudoisie</i> ad Arras</td> <td class="pag"><a href="#Page_384">384</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>30 settembre. Innocenzo VIII ordina ai magistrati italiani d'eseguire le sentenze dei tribunali dell'inquisizione senza esame</td> <td class="pag"><a href="#Page_385">385</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Le più violenti persecuzioni cominciarono quarant'anni prima della riforma</td> <td class="pag"><a href="#Page_387">387</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1489</td> <td>Marzo. Innocenzo VIII nomina cardinale Giovanni de' Medici dell'età di 13 anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_389">389</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Arroganza di Lorenzo de' Medici nel governo di Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_391">391</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli annali fiorentini in quest'epoca senza interesse</td> <td class="pag"><a href="#Page_392">392</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>13 agosto. I Fiorentini fanno fallire lo stato per salvare Lorenzo da un fallimento</td> <td class="pag"><a href="#Page_393">393</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1462-1506</td> <td>Potenza di Giovan Bentivoglio in Bologna</td> <td class="pag"><a href="#Page_395">395</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>27 novembre. Congiura de' Malvezzi contro Bentivoglio, e loro supplicio</td> <td class="pag"><a href="#Page_397">397</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1491</td> <td>6 giugno. Congiura degli Oddi a Perugia contro i Baglioni, e loro sconfitta</td> <td class="pag"><a href="#Page_398">398</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>Il duca di Milano acconsente a tenere Genova in feudo dalla Francia</td> <td class="pag"><a href="#Page_400">400</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488-1492</td> <td>Stato delle altre potenze d'Europa. La Francia governata da madama di Beaujeu</td> <td class="pag"><a href="#Page_400">400</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Massimiliano in guerra coi Fiamminghi, e Federico III scacciato dall'Austria</td> <td class="pag"><a href="#Page_401">401</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>5 aprile. Morte di Mattia Corvino; guerre civili d'Ungheria</td> <td class="pag"><a href="#Page_403">403</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_444"></a>[444]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486-1492</td> <td>La strada delle Indie e quella dell'America aperte al Portogallo ed alla Spagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_405">405</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>2 gennajo. Granata conquistata dal re di Spagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_405">405</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Formazione delle grandi potenze che devono subentrare alle piccole sul teatro della storia</td> <td class="pag"><a href="#Page_406">406</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Doveva necessariamente cominciare una nuova epoca</td> <td class="pag"><a href="#Page_406">406</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici non ritardò la rivoluzione</td> <td class="pag"><a href="#Page_408">408</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il progetto di Neri Capponi e di Sisto IV avrebbe solo potuto salvare l'indipendenza italiana</td> <td class="pag"><a href="#Page_410">410</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lodovico il Moro, chiamando i Francesi in Italia, non fece che ciò che fu fatto venti altre volte</td> <td class="pag"><a href="#Page_412">412</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>4 giugno. Pace di Ferdinando di Napoli colla Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_413">413</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>27 settembre. Letargo d'Innocenzo VIII, pel quale viene creduto morto</td> <td class="pag"><a href="#Page_415">415</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>Tentativo di un medico per ringiovenire Innocenzo VIII col mezzo della trasfusione del sangue</td> <td class="pag"><a href="#Page_416">416</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 luglio. Morte d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 aprile. Morte di Lorenzo dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Politica di Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Somma sua attitudine alle arti, alla poesia e alla filosofia</td> <td class="pag"><a href="#Page_418">418</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attrattive del suo carattere, che pure contribuisce alla sua fama</td> <td class="pag"><a href="#Page_420">420</a></td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p class="pad2 center large">
+<span class="smcap">Fine della Tavola.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<p>
+<a id="note1" href="#tag1">1.</a> Era nato il primo di gennajo del 1448.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note2" href="#tag2">2.</a> <i>Cronaca di Leonardo Morelli, t. XIX,
+Deliz. Erud., p. 185.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note3" href="#tag3">3.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 328. — Scip. Ammirato,
+l. XXIII, p. 106. — Jo. Mich. Bruti,
+l. V, p. 103-106. — Ricordi di Lorenzo de' Medici
+p. 45</i>. — Roscoe (<i>Life of Lorenzo. Capit.
+III, p. 132</i>) dubita dell'intervento del Soderini,
+perchè Lorenzo ne' suoi <i>Ricordi</i> non ne parla. Il
+signor Roscoe suppone che la memoria de' servigi
+renduti dalla famiglia di Lorenzo, le sue straniere
+parentele, che pure gli facevano torto agli occhi
+de' Fiorentini, e l'immensa sua ricchezza, bastassero
+per dargli senza difficoltà un'autorità così
+vivamente contrastata al di lui padre. Il signor
+Roscoe, ingannato dalla proporzione variabile del
+fiorino alla lira, commette un grave abbaglio
+rispetto a tale ricchezza, valutando il fiorino
+d'oro due scellini e sei <i>pences</i>, invece di dieci suo
+vero valore. Secondo il suo conto la sostanza di
+Piero de' Medici non sarebbe ammontata a 30,000
+lire sterline di capitale, locchè non sarebbe al
+certo bastato per comperare la libertà del più
+ricco stato dell'Europa. Ma il signor Roscoe,
+com'è costume di tutti i biografi, tutto fa piegare
+a vantaggio del suo eroe: allontana più di cent'anni
+la prima apparizione di un Medici nella
+<i>storia fiorentina</i>; il qual Medici fu all'assedio di
+Scarperia l'anno 1351, non nel 1251, com'egli
+dice alla <i>p. 8</i>. Dà maggior peso a tutti i servigi
+di quella famiglia; ne rimpicciolisce, o tace tutti
+i delitti; per ultimo dissimula lo spirito indipendente
+e sospettoso de' Fiorentini, ch'erano
+ancora lontani assai dal sottoporsi volontariamente
+al giogo di un principe, sebbene permettessero
+che la libertà loro fosse scossa da una fazione.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note4" href="#tag4">4.</a> <i>Antonii de Ripalta Annales Placentini,
+p. 929.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note5" href="#tag5">5.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 108.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note6" href="#tag6">6.</a> <i>Ivi.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note7" href="#tag7">7.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VII, p. 336. — Jo.
+Mich. Bruti l. V, p. 114.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note8" href="#tag8">8.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VII, p. 330-336. — Scip.
+Ammirato, l. XXIII, p. 107. — Filippo
+de' Nerli Comment., l. III, p. 53. — Jo.
+Mich. Bruti, l. V, p. 107.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note9" href="#tag9">9.</a> <i>Antonii Hyvani Commentar. de Bello Volaterrano,
+t. XXIII, Rer. It. p. 9.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note10" href="#tag10">10.</a> <i>Antonii Hyvani Commentar., p. 14.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note11" href="#tag11">11.</a> <i>Ant. Hyvani Comment. de bello Volaterrano,
+t. XXIII, p. 5-20. — Scip. Ammirato,
+l. XXIII, p. 111. — Machiavelli Istor., l. VII,
+p. 338-342. — Annales Forolivienses, l. XXII,
+p. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note12" href="#tag12">12.</a> <i>Stefano Infessura Diario Romano, p. 1142.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note13" href="#tag13">13.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 395, p. 333, et apud
+Rayn. Ann. Eccles. 1471, § 66, p. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note14" href="#tag14">14.</a> <i>Vita Sixti IV Platinae tributa, t. III,
+p. II, p. 1057.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note15" href="#tag15">15.</a> <i>Vitae Roman, Pont. t. III, p. II, p, 1059. — Card.
+Papiens. Epist. 439, p. 760. — Ann.
+Eccl. 1472, § 56, p. 247.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note16" href="#tag16">16.</a> <i>Hieron. de Bursellis Ann. Bonon., p. 901.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note17" href="#tag17">17.</a> <i>Vitae Roman. Pont., t. III, p. II, p. 1060. — Hier.
+de Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII,
+p. 900.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note18" href="#tag18">18.</a> <i>Papiens. Card. Epist, 548 ad Francis.
+Gonzagam cardinalem, p. 821. — Ann. Eccles.
+1474, § 22-23, p. 256. — Onofrio Panvinio
+Vita di Sisto IV ad calcem Platinae, edit. Ven.
+1730, p. 456.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note19" href="#tag19">19.</a> <i>Diario di Stefano Infessura, p. 1144. — Gio.
+Battista Pigna, l. VIII, p. 789.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note20" href="#tag20">20.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, p. 1144. — Roman.
+Pont. Vitae, p. 1060. — Bernard. Corio
+Hist. Milan., p. VI, p. 976.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note21" href="#tag21">21.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 589-590, p. 838,
+839.</i> Le citazioni del Raynaldi non si riferiscono
+esattamente a queste lettere. Indica l'ultima
+come fosse la 588 e 589. — <i>Vitae Rom. Pont.,
+t. III, p. II, p. 1062.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note22" href="#tag22">22.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 568, p. 832. — Raynal.
+Ann. Eccl. 1474, § 21, p. 256. — Vitae
+Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1062.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note23" href="#tag23">23.</a> <i>Roman. Pont. Vitae, t. III, p. II, p. 1061. — Onofrio
+Panvino, Vita di Sisto IV, p. 457.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note24" href="#tag24">24.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 113.</i> Spedirono
+nello stesso tempo un'ambasciata a Lodovico
+XI per domandare la sua protezione. <i>Continuat.
+de Monstrelet. Chr. Vol. III, f. 179.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note25" href="#tag25">25.</a> <i>Epist. Card, Papiens. 570, p. 833. — Raynald.
+Ann. 1474, § 17, p. 256.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note26" href="#tag26">26.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 345.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note27" href="#tag27">27.</a> <i>Scip. Amm., l. XXIV, p. 113.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note28" href="#tag28">28.</a> <i>Vitae Roman. Pont., l. XXIV, p. 113.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note29" href="#tag29">29.</a> <i>Gio. Batt. Pigna Storia de' Principi d'Este,
+l. VIII, p. 794.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note30" href="#tag30">30.</a> Bolla del gennajo 1476. <i>In Lib. Bullarum,
+l. XXIII, p. 91. — Ann. Eccl. Rayn. 1476,
+§ 5, p. 265.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note31" href="#tag31">31.</a> Lo storico Michele Michovias era contemporaneo,
+e canonico di Cracovia in principio
+del XVI secolo. <i>Chron. Polon., l. IV, c. 70.
+Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 10, p. 254. — Andrea
+Navagero Stor. Venez., p. 1144.</i> Stefano,
+Vayvoda di Valacchia e di Moldavia, è uno degli
+eroi favoriti di Dlugoss, storico polacco, suo
+contemporaneo. Nel 1467 aveva sconfitto Mattia
+Corvino (<i>l. XIII, p. 418</i>); nel 1469 aveva
+vinto Pietro, suo emulo, ed in appresso i Cosacchi
+Zaporovi, ed aveva esercitate su gli uni
+e su gli altri le più orribili crudeltà. Ivi, p. 445-450.
+Aveva poi fatto la guerra a Radul, figlio
+di Blado Dracula, vayvoda di Bessarabia, e
+l'aveva forzato a darsi in braccio ai Turchi,
+<i>p. 508, 516</i>. Finalmente la sua vittoria presso
+le paludi di Rackowieckz, e presso il fiume
+Berlad, sopra il Beglierbey di Romania, il supplicio
+di tutti i prigionieri, il digiuno de' vincitori
+a pane ed acqua, sono raccontati colle
+medesime circostanze da Dlugoss e da Michovias.
+<i>Hist. Polon., l. XIII, p. 526. — Demet. Cantemir,
+l. III, c. 1, § 29, p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note32" href="#tag32">32.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1476, § 6 e 7, p. 265.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note33" href="#tag33">33.</a> Marino Barlesio, quello che scrisse la vita
+di Scanderbeg, comincia la sua storia del secondo
+assedio di Scutari sua patria con una
+buona descrizione di quella città. Ci fa sapere
+ch'era stata data in pegno alla signoria di Venezia
+da Giorgio Balsitsch, principe epirota,
+contemporaneo d'Amurat II e di Scanderbeg;
+che la città, ruinata dalle precedenti scorrerie dei
+Turchi, più non dilatavasi sulle due rive dell'antico
+lido del Lodrino, che in addietro gettavasi
+nella Bogiana, e che oggi bagna Lisso, e sbocca
+in mare dieci miglia al di sotto. Scutari trovavasi
+in allora chiusa presso al confluente dei due
+fiumi, nel recinto medesimo che serviva di fortezza
+alla città nei tempi della sua più grande
+prosperità. <i>Marinus Barletius de Scodrensi expugnatione,
+l. I, p. 391, edit. Basil., f. 1556.
+Ad calcem Laonici Chalcocondylæ.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note34" href="#tag34">34.</a> <i>Marin. Barletius de Scodrensi expugn.,
+l. II, p. 393. — Coriol Cepio de reb. Venet.,
+l. III, p. 367.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note35" href="#tag35">35.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1141-1143. — Coriol.
+Cepio, l. III, p. 363-368. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1474, § 12, 13, p. 254. — M.
+A. Sabellico, Dec. III, l. X, f. 220-221.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note36" href="#tag36">36.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1143. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, p. 222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note37" href="#tag37">37.</a> <i>And. Navagero, p. 1144.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note38" href="#tag38">38.</a> <i>M. A. Sabellici Dec. III, l. X, p. 222. — And.
+Navagero, p. 1146</i>. Ma egli differisce
+quest'assedio al 1477.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note39" href="#tag39">39.</a> <i>M. A. Sabellico. Dec. III, l. X, f. 222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note40" href="#tag40">40.</a> <i>Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 626.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note41" href="#tag41">41.</a> <i>Sansovino Origine ed Imperio de' Turchi,
+l. II, f. 167.</i> Un altro tentativo dei Genovesi
+di Caffa per accrescere la guarnigione aveva
+avuto men fortunato fine. Galeazzo, uno de' magistrati
+di quella colonia, era andato in Polonia
+nel 1463, ed aveva ottenuto dal re Casimiro
+la licenza di levarvi cinquecento cavalieri; ma
+nel condurli verso Caffa, nell'attraversare le
+province russe dipendenti dalla Lituania, questi
+soldati mal disciplinati bruciarono il borgo di
+Bracslaw. Michele Czartoryski, signore della provincia,
+gli inseguì per vendicarsene, ed avendoli
+raggiunti sulle rive del Bug, gli uccise tutti, ad
+eccezione di Galeazzo e de' cittadini di Caffa che
+lo avevano accompagnato. <i>Dlugossi Hist. Polon.,
+l. XIII, p. 318.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note42" href="#tag42">42.</a> Giuseppe Barbaro, quello stesso che fu
+mandato per la Scizia ad Hussun Cassan, descrive
+questa guerra alquanto confusamente. Pure
+la sua lunga dimora in Caffa, ed alla Tana, ove
+aveva vissuto come mercante quasi della sua infanzia,
+la conoscenza che aveva della lingua tartara,
+e le sue relazioni in paese, fanno sì che
+la di lui relazione sia uno de' più curiosi monumenti
+del secolo. Fu raccolta da Jacopo Gender
+d'Heroltzberg e stampata in calce alla <i>Storia di
+Persia di P. Bizarro</i>. Francfort, <i>in fol. 1601</i>:
+rispetto alla presa di Caraffa ved. <i>p. 453</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note43" href="#tag43">43.</a> <i>Laudivius vezanensis, Lunensis Eques Hierosol.
+Cardinali Papiensi epist. 661, p. 873. — Ubertus
+Folieta, l. XI, p. 627-628. — P. Bizarro
+S. P. Q. Gen. Hist., l. XIV, p. 327. — Agostino
+Giustiniani Ann. di Genova, l. V,
+f. 226. — Turco Græciæ Hist. Polit., l. I,
+p. 25. — Raynald. Ann. 1475, p. 262.</i> Il kan,
+ossia imperatore de' Tartari, era allora Nurduwlad,
+il quale era, nel 1466, succeduto a suo padre
+Ecziger Gierai. (<i>Dlugoss. Hist. Polon., l. XIII,
+p. 403</i>). Regnava ancora nel 1478 (<i>ivi, p. 566</i>);
+ma la sua autorità non era abbastanza riconosciuta.
+Gli abitanti di Caffa avevano persuaso,
+nel 1469, suo fratello Mengili Gierai a ribellarsi
+contro di lui (<i>ivi, p. 438</i>). L'altro di lui fratello,
+Aydar, aveva, in disprezzo de' suoi ordini,
+invasa la Russia e la Podolia con un'armata
+tartara nel 1474 (<i>ivi, p. 514</i>), ed i borghigiani
+di Caffa eransi avvezzati a riguardarsi quali arbitri
+dei principi tartari loro vicini. La conquista
+della Bessarabia, fatta da Maometto II nel 1474,
+avrebbe dovuto aprir loro gli occhi sul pericolo.
+L'occupazione di Caffa sparse in tutto il Settentrione
+la più grande costernazione, perciocchè
+questa città era il solo punto di comunicazione
+tra gli Europei ed i Persiani, egualmente nemici
+de' Turchi, e che sentivano il bisogno di concertare
+le loro operazioni. <i>Dlugoss Hist. Polon.
+l. XIII, p. 533.</i> Mengili Gierai, il quale fu
+trovato da Achmet Giedik in Caffa, ove erasi
+rifugiato sotto la protezione dei Genovesi, e che
+allora ebbe da Maometto II un'armata con cui
+vinse suo fratello, fu il primo kan dei Tartari
+che ricevesse l'investitura dai Turchi, e che
+facesse recitare nelle pubbliche preghiere il nome
+del sultano. <i>Demetrius Kantemir. Hist. Ottom.,
+l. III, c. 1, § 28, p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note44" href="#tag44">44.</a> <i>Ann. Eccl. 1475, § 28, p. 262.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note45" href="#tag45">45.</a> <i>Tutti eseguirono ciò che avevano progettato,
+niuno ne raccolse il frutto</i>; quale più utile lezione
+di questa per convincere gl'incauti che
+pensassero di tentare novità contro uno stato
+qualunque! <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note46" href="#tag46">46.</a> L'autore, che altrove conosce per legittime
+le tre specie di governo ammesse da Aristotele,
+ed in particolare il governo monarchico che si
+mantiene con buone e sagge leggi fatte pel bene
+de' suoi popoli, è cosa manifesta, che qui non
+parla che de' governi rigorosamente chiamati tirannici;
+e sarebbe assurdo il credere che chiamasse
+vergognosa la servitù, o per meglio dire
+sudditanza verso il pacato governo di una monarchia
+legittima, e la di cui successione è regolata
+da leggi riconosciute universalmente; il
+che certamente non accadeva ne' principati che
+precedettero il XIV secolo in Italia, tranne
+quello della santa sede, del Monferrato, ec.
+<i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note47" href="#tag47">47.</a> Ecco l'indubitata sorte del cospiratore. È
+stato dai politici osservato, che le congiure dei
+pochi non riescono, perchè allora le forze dei cospiratori
+sono deboli, e che le congiure, dove
+prendono parte molti complici, vengono scoperte
+prima che abbiano esecuzione. Dunque, dice il
+nostro autore, non è dato di congiurare che all'individuo.
+Ma l'individuo non sarà mai il rappresentante
+della volontà del popolo, che anzi
+quasi tutti gli esempi di antiche e moderne cospirazioni
+individuali ci dimostrano, che personale
+odio e desiderio di privata vendetta pongono
+il pugnale in mano del cospiratore, non
+il desiderio di rendersi utile alla patria, che non
+può non detestare colui che turba l'ordine e la
+tranquillità del governo. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note48" href="#tag48">48.</a> Ciò sarà, quando uno cospira contro un
+usurpatore a favore del legittimo antico governo,
+che per secoli aveva formata la felicità d'un popolo,
+ma non quando la cospirazione tende a
+rovesciare il legittimo regnante per sostituirvi
+l'anarchia o un tiranno. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note49" href="#tag49">49.</a> Le difficoltà infinite che incontra il cospiratore,
+l'evidente pericolo di morte, ed anche
+d'infamia pubblica per le arti del tradimento che
+è forzato usare, devono ritrarre chiunque da
+così enorme attentato; ed il nostro autore, ponendo
+in vista al lettore tutti questi pericoli,
+le difficoltà e la mala riuscita che le congiure
+sortono quasi sempre, tende ad incutere un
+salutare terrore in chiunque osasse soltanto pensare
+a fare novità contro uno stabile legittimo
+governo. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note50" href="#tag50">50.</a> <i>Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 250, 251. — Diario
+Sanese di Allegretto Allegretti, t.
+XXIII, p. 776.</i> — Gio. Battista Pigna, che nel
+1572 dedicò la sua storia dei principi d'Este ad
+Alfonso II, la chiude col 21 luglio del 1476, epoca
+della nascita del figlio d'Ercole, che fu poi Alfonso
+I. Termina cinque settimane prima della
+morte di Niccolò, ch'egli stesso indubitatamente
+risguarda come una macchia alla memoria d'Ercole.
+Il Pigna è un adulatore de' suoi principi, ed
+uno scrittore credulo; tutta la prima parte della
+sua storia non è meno favolosa che la genealogia
+innestata, quasi nella stessa epoca, dall'Ariosto
+e dal Tasso ne' loro poemi. Ma gli ultimi quattro
+libri, che comprendono gli anni 1472 al 1476,
+sono di grandissimo ajuto alla storia d'Italia:
+sono elegantemente scritti; gli avvenimenti delle
+altre parti dell'Europa, ed in particolare quelli
+che si riferiscono alla casa d'Este in Germania
+sono introdotti con arte; e quando la gloria
+della casa d'Este non è compromessa, i fatti
+vengono giudicati con abbastanza di buona critica
+e d'imparzialità.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note51" href="#tag51">51.</a> <i>Ant. Galli Comm. Rer. Gen. ab anno
+1476 ad an. 1478, Rer. Ital., t. XXII, p. 263.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note52" href="#tag52">52.</a> <i>Ant. Galli de Rebus Gen. Comment., p. 265. — Uberti
+Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 625.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note53" href="#tag53">53.</a> <i>Pietro Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist.,
+l. XIV, p. 329. — Agostini Giustiniani Storia
+di Genova, l. V, f. 228, EE.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note54" href="#tag54">54.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Genuens., p. 267. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 631. — P.
+Bizarri Hist. Genuens., l. XIV, p. 332. — Agost.
+Giustinani, l. V, f. 229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note55" href="#tag55">55.</a> <i>Ant. Galli de reb. Genuens. Comment.,
+p. 268. — Uberti Folietae Gen. Histor., l. XI,
+p. 632.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note56" href="#tag56">56.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 268. — Bern.
+Corio Ist. Milan., p. VI, p. 982.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note57" href="#tag57">57.</a> <i>Allegretto Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII,
+p. 777.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note58" href="#tag58">58.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 349. — Allegretti
+Diari Sanesi, l. XXIII, p. 777. — Diario Ferrarese,
+t. XXIV, p. 254.</i> Ma il Ripamonti attribuisce
+al Visconti ciò che gli altri attribuiscono
+al Lampugnani. <i>Hist. Mediol., l. VI,
+p. 630.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note59" href="#tag59">59.</a> <i>Giovio elogi degli uomini illustri, l. III,
+p. 179. — Tiraboschi, l. III, c. V, § 28, p. 95.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note60" href="#tag60">60.</a> Ecco una riprova di quanto ho avvertito in
+una precedente nota, che le particolari passioni
+di odio e di vendetta sono d'ordinario la vera
+causa delle congiure. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note61" href="#tag61">61.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 348. — Ubertus
+Folieta, l. XI, p. 632.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note62" href="#tag62">62.</a> <i>Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., l. III,
+c. V, § 28, p. 956.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note63" href="#tag63">63.</a> <i>Josephi Ripamontii Hist. Mediol., l. VI,
+p. 657.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note64" href="#tag64">64.</a> Così di que' tempi abusavasi maliziosamente
+o di buona fede della religione, chiamandola in
+soccorso di un attentato, che il divino autore
+della medesima aveva altamente disapprovato, ordinando
+di essere fedeli ed ubbidienti anche ai
+principi discoli. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note65" href="#tag65">65.</a> <i>Confessio Hieronymi Olgiati morientis, apud
+Ripamontium Histor. Med., l. VI, p. 649.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note66" href="#tag66">66.</a> Il patetico racconto che alcuni storici hanno
+fatto del doloroso distacco di Galeazzo dai proprj
+figli nell'atto di abbandonarli per andare alla
+chiesa di santo Stefano, ci fa quasi scordare i suoi
+difetti. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note67" href="#tag67">67.</a> <i>Ant. Galli de rebus Genuens., p. 269. — Machiavelli
+Ist., l. VII, p. 354. — Ubertus Folieta
+Gen. Hist., l. XI, p. 633. — Ant. de Ripalta
+An. Placen., t. XX, p. 952. — Diar. Parm.
+Anon., t. XVII, p. 247. — Bern. Corio, p. VI,
+p. 980.</i> Era in allora questo storico tra i paggi
+del seguito di Galeazzo.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note68" href="#tag68">68.</a> <i>Confessio Olgiati apud Ripamontium Hist.
+Med., l. VI, p. 630. In Grævii Thesauro Rer.
+Ital., t. II.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note69" href="#tag69">69.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 269. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 777. — Giovio
+elogi degli uomini illustri, l. III,
+p. 180.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note70" href="#tag70">70.</a> Anche i delitti più atroci perdono l'aspetto
+loro proprio, quando il fanatismo arriva a soffocare
+la ragione. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note71" href="#tag71">71.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 355. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 653. — Agost.
+Giustiniani Ann., l, V. f. 230.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note72" href="#tag72">72.</a> Bolla in data del 3 delle calende di marzo.
+<i>Annal. Eccl. 1477, § I, p. 268.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note73" href="#tag73">73.</a> <i>Tirab. Stor. della Letter., l. I. cap. I, §
+IV, p. 18, secolo XV.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note74" href="#tag74">74.</a> <i>Diarium Parmense Anonym., t. XXII, p.
+250.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note75" href="#tag75">75.</a> <i>Ant. Galli de reb. Genuens, p. 271. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 635. — P.
+Bizzarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+p. 338. — Agost. Giustiniani, An. di Genova,
+l. V, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note76" href="#tag76">76.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen. p. 271. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 635. — P.
+Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV, p. 338. — Agost.
+Giustin. Ann. di Genova, l. V, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note77" href="#tag77">77.</a> <i>Ant. Galli p. 273. — Uberti Folietae, l.
+XI, p. 638. — Alb. de Ripalta Annal. Placent.,
+t. XX, p. 954. — P. Bizarro, l. XIV, p. 340. — Ag.
+Giustiniani, l. V, f. 232.</i> Il Bizarro in
+questa narrazione condanna l'Adorno, ed il Giustiniani
+lo difende.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note78" href="#tag78">78.</a> <i>Ant. Galli, p. 276. — Uberti Folietae,
+l. XI, p. 639.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note79" href="#tag79">79.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen. p. 276. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 640. — P. Bizzarro Hist.
+Genuens., l. XIV, p. 343. — Agost. Giustiniani,
+l. V, f. 223.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note80" href="#tag80">80.</a> <i>Ant. Galli, p. 277. — Uberti Folietae,
+l. XI, p. 641. — P. Bizarro, l. XV, p. 344.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note81" href="#tag81">81.</a> <i>Diarium Parmense, t. XXII, p. 259.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note82" href="#tag82">82.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 954.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note83" href="#tag83">83.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 954, 955. — Bern. Corio Istor. Milan., p.
+VI, p. 987. — Ant. Galli de Reb. Genuens.,
+p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note84" href="#tag84">84.</a> <i>Ant. Galli, p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note85" href="#tag85">85.</a> <i>Jos. Ripamontii, l. VI, p. 750. — Bernardino
+Corio, p. 983.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note86" href="#tag86">86.</a> <i>Scip. Ammirato Stor. Fior., l. XXIII,
+p. 111 a 114.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note87" href="#tag87">87.</a> <i>Ist. di Gio. Cambi, t. XXI, Deliz. Erud.,
+p. 1-3.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note88" href="#tag88">88.</a> <i>Jo. Mich. Brut. Hist. Florent., l. VI,
+p. 143.</i> — Alfieri seppe valersi di quest'opposto
+carattere nella sua tragedia della <i>Congiura dei
+Pazzi</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note89" href="#tag89">89.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 115.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note90" href="#tag90">90.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Jo.
+Mich. Bruti. Hist. Flor., l. VI, p. 140.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note91" href="#tag91">91.</a> <i>Machiavelli Ist., l. VIII, p. 361. — Jacopo
+Nardi Istor. Fiorentina, l. I, p. II.</i> Fa osservare
+che a' suoi tempi questa legge era tuttavia
+in vigore. <i>Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 142.</i>
+Il signor Roscoe, dissimulando la precisa natura
+di quest'ingiustizia, suppone che spetti ad un'epoca
+in cui Lorenzo, ancora giovinetto, era lontano
+dalla patria; ed adduce per prova queste
+frasi d'una lettera di Luigi Pulci a Lorenzo de'
+Medici, del 22 aprile 1465. «Ho chiamata più
+volte felicissima questa tua partenza, acciò che
+tu non abbi commesso peccato ad ajutare nella
+sua petizione nuovamente affermata quello con
+che l'<i>amico di Val d'Arno</i> del Corno, voleva
+entrare nell'orto del Borromeo per le mura;
+ovvero con che egli pota le pergole, quando
+non v'aggiugne d'appiè, col suo pennatuzzo.»
+Io non intendo abbastanza queste facezie in gergo
+del volgo, ma non so se il signor Roscoe le intendesse
+meglio di me. In ogni caso quand'anche
+si supponga che qui si tratti di Giovanni Borromei,
+che l'amico di Val d'Arno sia un Pazzi,
+perchè i Pazzi erano stati signori di Val
+d'Arno, che queste muraglie di giardino da
+scalarsi, questo pennato da tagliare le viti, abbiano
+un senso figurato, e non facciano piuttosto
+allusione ad imprese pur troppo reali di giovani
+di diciassett'anni, si tratterebbe pur sempre d'una
+intrapresa, nella quale Lorenzo de' Medici sarebbe
+stato compagno dell'amico di Val d'Arno, e sarebbe
+riuscito, per esempio come il suo matrimonio, non
+già di un'intrapresa diretta a spogliare quest'amico,
+la di cui petizione, egli dice, è stata confermata.
+Rendonsi necessarie più fondate supposizioni per
+distruggere la testimonianza di due storici quasi
+contemporanei, ed una legge lungo tempo esistente.
+Dobbiamo metterci in guardia contro un
+partigiano che scrive per la propria fazione, contro
+un adulatore di un principe che scrive per
+il suo sovrano, ed ancora contro un cittadino, che
+cerca di dare risalto alla gloria della sua patria:
+ma potevasi sospettare che a trecent'anni ed a
+trecento leghe di lontananza, un esperto scrittore
+impiegherebbe la più vasta erudizione per
+ingannare sè stesso e gli altri intorno all'importanza,
+ai diritti ed alle virtù del suo 'eroe?
+<i>Roscoe Life of Lorenzo, cap. IV. 182.</i> Merita
+poi osservazione che un dotto italiano, monsignor
+Fabroni, non abbia in tanti luoghi raddrizzati i
+giudizj del biografo inglese.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note92" href="#tag92">92.</a> Vedasi il Priorato. <i>Delizie degli Eruditi,
+t. XX, p. 140 e seguenti.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note93" href="#tag93">93.</a> <i>Nic. Macchiavelli, l. VIII, p. 359.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note94" href="#tag94">94.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 359. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Conjurationis
+Pactianae Comm. Politiani, p. 6.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note95" href="#tag95">95.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 114. — Nic.
+Machiavelli, l. VII, p. 346.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note96" href="#tag96">96.</a> <i>Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 782.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note97" href="#tag97">97.</a> <i>Nic. Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo.
+Mich. Bruti, l. VI, p. 146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note98" href="#tag98">98.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VI, p. 146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note99" href="#tag99">99.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note100" href="#tag100">100.</a> <i>W. Roscoe, Life of Lorenzo, c. V, p. 185.
+nota.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note101" href="#tag101">101.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 367. — Politianus
+Conjur. Pactianae Comment., p. 8-9.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note102" href="#tag102">102.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 368. — Scip. Ammirato,
+l. XXIV, p. 117. — Jo. Mich. Bruti,
+l. VI, p. 148.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note103" href="#tag103">103.</a> <i>Parumper Haesitatum est, cum obtruncando
+Laurentio miles delectus, et multa emptus
+mercede, negaret sese in loco sacro caedem ullam
+perpetraturum, deinde alio negotium suscipiente,
+qui familiarior, ut pote sacerdos, et
+ob id minus sacrorum locorum metuens. — Ant.
+Galli de reb. Genuens., t. XXIII, p. 282.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note104" href="#tag104">104.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 369. — Politiani
+Comment., p. 11.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note105" href="#tag105">105.</a> <i>Conjur. Pactianae Comm., p. 13 e 14. — Comment.
+di Ser Filippo Nerli, l. IV, p. 54.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note106" href="#tag106">106.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 373. — Conjurat.
+Pactianae Comment., p. 15. — Scip. Ammirato,
+l. XXIV, p. 118. — Diar. Parmense, t. XXII,
+p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note107" href="#tag107">107.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 375. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VI, p. 152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note108" href="#tag108">108.</a> <i>Comment. del Nerli, l. III, p. 55.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note109" href="#tag109">109.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 376.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note110" href="#tag110">110.</a> Assicura l'Allegretti, che ne' susseguenti
+giorni si fecero ancora morire più di duecento
+persone. <i>Diarj Sanesi, p. 784.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note111" href="#tag111">111.</a> <i>Strinatus apud Adimarum, in notis ad
+Conjurat. Pactianae Comment., p. 56. — Ann.
+Bonon. Hieron. de Bursellis, t. XXIII, p. 902.</i>
+Questo storico lo chiama Bernardo di Bandino
+Baroncelli. In fatti Bandino è in Toscana nome
+di battesimo; pure tutti gli altri prendono Bandini
+per nome di Famiglia.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note112" href="#tag112">112.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 378.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note113" href="#tag113">113.</a> <i>Bulla Sixti IV apud Raynald. Ann. Eccl.
+1478, § 10, p. 273.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note114" href="#tag114">114.</a> <i>Ivi, § 9, p. 272.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note115" href="#tag115">115.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 120.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note116" href="#tag116">116.</a> <i>Ann. Eccl 1478, § 12, p. 273, — Diarium
+Parmense, p. 279.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note117" href="#tag117">117.</a> I dieci della guerra nominati in questa
+occasione furono Lorenzo de' Medici, Tommaso
+Soderini, Luigi Guicciardini, Bongiani Gianfigliazzi,
+Piero Minerbetti, Bernardo Buongirolami,
+Roberto Lioni, Gedo Serristori, Antonio
+Dini e Niccolò Fedini. <i>Scip. Ammirato, l. XXIV,
+p. 120.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note118" href="#tag118">118.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 385.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note119" href="#tag119">119.</a> Il signor Roscoe ha pubblicata questa protesta,
+che forse non venne giammai formalmente
+sanzionata dal concilio toscano. <i>Appen. N.º 27,
+p. 114-153.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note120" href="#tag120">120.</a> Fu pure pubblicata dal signor Roscoe,
+<i>N.º 28, p. 154-172</i>. M. F. H. Egerton pubblicò
+in Parigi (il 25 marzo del 1814 in 4.º) una
+lettera della signoria di Firenze a Sisto IV in
+data del 21 luglio 1478. Questa lettera è nobile,
+soda ed elegantemente scritta.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note121" href="#tag121">121.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 123.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note122" href="#tag122">122.</a> <i>Ann. Eccl. 1478, § 13, p. 274.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note123" href="#tag123">123.</a> <i>Mémoires de Phil. de Comines, l. VI,
+ch. V. — Collect. Univ. des Mémoires, t. XII,
+p. 40.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note124" href="#tag124">124.</a> Il cardinale di Pavia morì l'11 settembre
+del 1479.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note125" href="#tag125">125.</a> <i>Card. Papiensis Epist. 693, 16 julii 1478. — Ann.
+Eccl. 1478, § 16, p. 274.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note126" href="#tag126">126.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 18, 19,
+p. 275. Ex Archiv. MS. Vaticani.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note127" href="#tag127">127.</a> Cioè risguardati come cittadini di una patria
+libera, che credono caduta sotto la tirannide di un
+privato, e che sperano di ritornare nel primo suo
+stato colla morte dell'ingiusto oppressore. Ma
+altri meno nobili motivi si erano ne' Pazzi associati
+a quelli di amor di patria, ed il loro attentato,
+ed i mezzi tutti posti in pratica per
+giugnere al loro fine, perdono quell'illusione che
+accompagna il disinteressato amor di patria. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note128" href="#tag128">128.</a> La cospirazione per essere legittima deve
+eseguirsi dalla maggiorità della nazione, o dai
+suoi rappresentanti, contro l'usurpatore del legittimo
+governo. Rispetto al duello possono consultarsi
+i pubblicisti che hanno parlato <i>ex professo</i>. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note129" href="#tag129">129.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 121.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note130" href="#tag130">130.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+t. XXII, p. 1209.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note131" href="#tag131">131.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note132" href="#tag132">132.</a> <i>Diario Sanese di Allegretto Allegretti,
+p. 785. — Orlando Malavolti Storia di Siena,
+p. III, l. III, f. 73.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note133" href="#tag133">133.</a> <i>Scipione Ammirato, l. XXIV, p. 127.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note134" href="#tag134">134.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 128.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note135" href="#tag135">135.</a> Si cominciava a que' tempi a contare la
+cavalleria per isquadroni, o <i>squadre</i>, per lo più
+di 75 uomini. Il duca d'Urbino ne aveva 109,
+ed i Fiorentini 94. <i>Diarium Parmense, p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note136" href="#tag136">136.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII,
+p. 784.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note137" href="#tag137">137.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 122. — Nicc.
+Machiavelli Istor., l. VIII, p. 380.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note138" href="#tag138">138.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126. — Jo.
+Mich. Bruti Hist. Florent., l. VII, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note139" href="#tag139">139.</a> <i>Mémoires de Philippe de Comines, l. VI,
+c. VII, p. 53.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note140" href="#tag140">140.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Nicc.
+Machiavelli, l. VIII, p. 392.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note141" href="#tag141">141.</a> <i>Anton. Galli de Reb. Gen., p. 284. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 281. — Uberti Folietæ Gen.
+Hist., l. XI, p. 642. — P. Bizarri Hist. Gen.,
+l. XV, p. 346. — Agost. Giustiniani, l. V,
+f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note142" href="#tag142">142.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen., p. 285. — Uberti
+Folietæ, l. XI, p. 643.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note143" href="#tag143">143.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen., p. 286. — Uberti
+Folietæ Gen. Hist., l. XI, p. 644. — Ann.
+Placent. Ant. de Ripalta, t. XX, p. 956. — P.
+Bizarri Hist. Gen., l. XV, p. 348. — Agost.
+Giustiniani, l. V, f. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note144" href="#tag144">144.</a> <i>Uberti Folietæ, l. XI, p. 644.</i> — Il giornale
+anonimo di Parma fa montare l'armata a
+20,000 uomini, <i>t. XXII Rer. Ital., p. 282</i>; ed
+altri a 28,000.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note145" href="#tag145">145.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Cen., p. 290.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note146" href="#tag146">146.</a> <i>Ant. Galli, l. I, p. 289. — Ubertus Folieta,
+l. XI, p. 645.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note147" href="#tag147">147.</a> <i>Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 646. — P.
+Bizarri Hist. Genuens., l. XV, p. 350. — Agost.
+Giustiniani, l. V, f. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note148" href="#tag148">148.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 291-292. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 284.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note149" href="#tag149">149.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., l. II, p. 296-300.</i>
+Qui termina questo breve libro, scritto con calore,
+con eleganza e con amore grandissimo di
+libertà. <i>Diarium Parm., t. XXII, p. 287 e 290. — Ub.
+Folietae, l. XI, p. 647-648. — Ann.
+Placent., t. XX, p. 977. — P. Bizarri, l. XV,
+p. 353. — Agost. Giustin., l. V, f. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note150" href="#tag150">150.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note151" href="#tag151">151.</a> <i>Diar. Parmense, t. XXII, p. 280.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note152" href="#tag152">152.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 125. — Diarium
+Parm., p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note153" href="#tag153">153.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note154" href="#tag154">154.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1145.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note155" href="#tag155">155.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note156" href="#tag156">156.</a> <i>M. A, Sabellico Dec. III, l. X, f 223. — And.
+Navagero, p. 1147.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note157" href="#tag157">157.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 223.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note158" href="#tag158">158.</a> Demetrio Cantemirio attribuisce questa spedizione
+ad Achmet Giedick. l. III, <i>cap. I, § 32</i>;
+ed osserva che i nomi di Alabey, Amatbey, Marbeg
+non sono Turchi. Anche il Fuggero chiama Achmet
+il capo di questa spedizione, senza dire che
+fosse il visir. <i>Spiegel der Ehren, Buch V, cap. 25,
+p. 826.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note159" href="#tag159">159.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 224. — Marin
+Sanuto Vite, t. XXII, p. 1205.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note160" href="#tag160">160.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1148. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Diarium
+Parm., t. XXII, p. 268.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note161" href="#tag161">161.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1149. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note162" href="#tag162">162.</a> <i>And. Navagero, p. 1152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note163" href="#tag163">163.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1153. — Marinus
+Barletius de Scodrensi expugnatione.
+l. II, p. 399.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note164" href="#tag164">164.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Marin.
+Barletius de Scodrensi expugnatione
+l. II, p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note165" href="#tag165">165.</a> <i>And. Navagero, p. 1154</i>. — Mar. Barlezio
+ci conservò questa data, <i>l. II, p. 415.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note166" href="#tag166">166.</a> <i>And. Navagero, p. 1155. — Mar. Barletius
+de Scodrensi expugnatione, l. II, p. 420-432.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note167" href="#tag167">167.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1155. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Mar.
+Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III, p. 434.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note168" href="#tag168">168.</a> <i>Diarium Parmense, p. 284.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note169" href="#tag169">169.</a> <i>M. A. Sabellico Dec, III, l. X, f. 226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note170" href="#tag170">170.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1206.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note171" href="#tag171">171.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1156.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note172" href="#tag172">172.</a> <i>And. Navagero, p. 1157.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note173" href="#tag173">173.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1159-1160. — Demet.
+Cantemir, l. III, c. 1, § 32. — Callim.
+Experiens de Venetis contra Turcos,
+p. 419.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note174" href="#tag174">174.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 226. — Mar.
+Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III,
+p. 437-440.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note175" href="#tag175">175.</a> <i>And. Navagero, p. 1161-1162.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note176" href="#tag176">176.</a> Giovanni Adlzreitter negli Annali della
+Baviera, riporta le lettere del doge del 25 febbrajo
+1479, colle quali annuncia ai principi cristiani
+la necessità in cui si era trovato di fare la
+pace coi Turchi: Adlzreitter fa in pari tempo
+conoscere lo spavento che comprese tutto l'impero
+di Germania, quando seppesi che Maometto
+II non sarebbe più ritenuto dalle armi
+della repubblica di Venezia. <i>An. Boicae gentis,
+p. II, l. IX, c. 35, p. 193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note177" href="#tag177">177.</a> <i>Sixti IV liber Brevium et Bullarum; Epist.
+119 apud Rayn. Ann. Eccl. 1478, § 29, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note178" href="#tag178">178.</a> <i>Bulla Sixti IV, 16 kal. septembris 1479
+apud Raynald, § 11, p. 281.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note179" href="#tag179">179.</a> <i>Jo. Muller Geschichte der Schweiz. Buch. V,
+c. 11, p. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note180" href="#tag180">180.</a> <i>Ivi, p. 175.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note181" href="#tag181">181.</a> <i>Ivi, p. 169.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note182" href="#tag182">182.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 177. — Diarium Parmense, t. XXII,
+p. 290.</i> Muller scrisse Borelli invece di Torelli,
+errore corso senza dubbio nel copiare i proprj
+manoscritti.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note183" href="#tag183">183.</a> <i>Jo. Muller Geschichte dar Schweiz B. V,
+c. 11, p. 178.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note184" href="#tag184">184.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 181. — Diar. Parmense, t. XXII,
+p. 291. — Albert. de Ripalta An. Plac., t. XX,
+p. 958. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI,
+p. 991.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note185" href="#tag185">185.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 182. — Diar. Parmense, p. 303.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note186" href="#tag186">186.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 131. — Alb.
+de Ripalta An. Plac., p. 958.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note187" href="#tag187">187.</a> Il 27 di gennajo. <i>Diar. Parm., p. 295. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 132.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note188" href="#tag188">188.</a> <i>Ivi, p. 133.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note189" href="#tag189">189.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 134. — Diar.
+Parm., p. 303.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note190" href="#tag190">190.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VIII, p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note191" href="#tag191">191.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note192" href="#tag192">192.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 138. — Allegretto
+Allegretti Diar. Sanese, t. XXIII,
+p. 793. — Jo. Michaelis Bruti Hist. Flor.,
+l. VII, p. 170.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note193" href="#tag193">193.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Allegretto
+Allegretti, p. 795.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note194" href="#tag194">194.</a> <i>Diar. Parm., p. 315. — Alb. de Ripalta
+Ann. Plac., p. 958.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note195" href="#tag195">195.</a> <i>Diar. Parm., p. 316. — Bernard. Corio
+Ist. Milan., p. VI, p. 992.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note196" href="#tag196">196.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 959.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note197" href="#tag197">197.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VIII, p. 402. — Bern.
+Corio Ist. Mil., p. VI, p. 993.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note198" href="#tag198">198.</a> <i>Diar. Parm., t. XXII, p. 318.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note199" href="#tag199">199.</a> <i>Ivi, p. 319.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note200" href="#tag200">200.</a> <i>Diar. Parm., t. XXII, p. 343. — Bern.,
+Corio, p. VI, p. 993, 994.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note201" href="#tag201">201.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar.
+Parm., p. 354. — Bern. Corio, p. 997.</i>
+Il Corio era presente ed attore in questi avvenimenti;
+ma egli non li racconta di buona fede,
+per non far torto alla riputazione di Lodovico
+il Moro.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note202" href="#tag202">202.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar.
+Parm., p. 351. — Bern. Corio Istor. di
+Milano, p. VI, p. 998. — Machiavelli Ist.,
+l. VIII, p. 403.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note203" href="#tag203">203.</a> <i>Contin. Monstrelet, vol. III, f. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note204" href="#tag204">204.</a> <i>Ivi, f. 187.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note205" href="#tag205">205.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Alleg.
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 797.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note206" href="#tag206">206.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note207" href="#tag207">207.</a> <i>Jacopo Nardi Ist. Flor., t. I, p. 12. — Ist.
+Mich. Bruti, l. VII, p. 172.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note208" href="#tag208">208.</a> La lettera di Lorenzo del 6 di dicembre
+a questi due duchi ci fu conservata dal Malavolti.
+<i>Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 76.</i> Il Medici
+dichiara d'intraprendere questo viaggio dietro i
+loro consiglj, ed in sua assenza loro raccomanda
+i proprj interessi.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note209" href="#tag209">209.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note210" href="#tag210">210.</a> <i>Presso Roscoe Life of Lorenzo, t. I,
+p. 226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note211" href="#tag211">211.</a> <i>Epist. Barthol. Scalae apud Roscoe. Appendix
+XXX, t. III, p. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note212" href="#tag212">212.</a> <i>Valori in vita Laurentii, p. 34.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note213" href="#tag213">213.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1163. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 144.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note214" href="#tag214">214.</a> <i>Jo. Mich. Bruti Hist. Flor. l. VII, p. 176.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note215" href="#tag215">215.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143. — Diar.
+Parm. p. 327. — Machiavelli Ist., l. VIII,
+p. 403.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note216" href="#tag216">216.</a> <i>Scip. Ammirato, p. 145. — Machiavelli
+l. VIII, p. 405. — Jac. Nardi., l. I, p. 12.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note217" href="#tag217">217.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diarium Romanum,
+t. XXIII, p. 105.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note218" href="#tag218">218.</a> <i>Alleg. Allegretti, Diar. Sanesi, p. 799. — Orlando
+Malavolti, p. III, l. IV, f. 76.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note219" href="#tag219">219.</a> <i>Ist. di Gio. Cambi. Deliz. degli Eruditi,
+t. XXI, p. 2, 3.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note220" href="#tag220">220.</a> <i>Valori in vita Laurent., p. 35. — Diar.
+Parmense, t. XXII, p. 335.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note221" href="#tag221">221.</a> <i>Orlan. Malavolti Stor. di Siena, p. II,
+l. X, f. 194.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note222" href="#tag222">222.</a> <i>Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III,
+l. IV, f. 60-61.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note223" href="#tag223">223.</a> <i>Ivi, f. 64.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note224" href="#tag224">224.</a> <i>Ivi, f. 69.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note225" href="#tag225">225.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. IV, f. 76. — Allegr.
+Allegretti Diari Sanesi, p. 800.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note226" href="#tag226">226.</a> <i>Orlando Malavolti, f. 97. — Allegr. Allegretti,
+p. 803.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note227" href="#tag227">227.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 78. — Jacobi
+Volaterrani Diarium Romanum, p. 108.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note228" href="#tag228">228.</a> <i>Epist. Petri d'Aubusson ad Pontif. 13
+septem. 1480. — Raynald 2-13, p. 286. — Jacobi
+Volater. Diar. Rom., p. 106. — Ann.
+Turcici Leunclavii, p. 258. — Diarium Parm.
+p. 344. — Turco Graeciae Hist. Polit., l. I.
+p. 26. </i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note229" href="#tag229">229.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+t. XXII, p. 1213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note230" href="#tag230">230.</a> <i>Demetrius Cantemir, l. III, c. I, § 32,
+p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note231" href="#tag231">231.</a> <i>Marin Sanuto Vita dei Duchi di Venez.,
+t. XXII, p. 1213.</i> Pure il Giannone riduce i
+morti a soli ottocento, <i>l. XXVIII. Introd., p. 602</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note232" href="#tag232">232.</a> <i>Jac. Volterrani Diar. Roman.; l. II,
+p. 110. — Diar. Parm., p. 346-352.</i> Dugento
+vent'anni dopo quest'avvenimento, la leggenda
+se ne impossessò, e vi frammischiò il suo maraviglioso;
+Francesco Maria d'Asti, nel 1700
+arcivescovo d'Otranto, scrisse che ottocento martiri
+preferirono il supplicio all'abjurare, e che
+condotti in sul luogo in cui dovevano morire,
+Antonio Primaldi, rimasto capo del clero, dopo la
+morte dell'arcivescovo Stefano, fu il primo a perdere
+la testa; ma che il suo corpo, invece di cadere
+morto, restò in piedi malgrado tutti gli sforzi de'
+Turchi per atterrarlo, e che coi suoi gesti continuò
+ad esortare i suoi compagni alla costanza
+finchè tutti ebbero subito lo stesso supplicio;
+che allora, dopo gli altri, acconsentì di essere
+collocato tra gli estinti. <i>Franc. Mariae de Aste
+in Memor. Hydrunt. Eccles. Epit., l. II, c. II,
+p. 11. — In Burm. Thes. Antiqu. et Hist. Ital.,
+t. IX, p. VIII.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note233" href="#tag233">233.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII,
+p. 1165. — Maria Sanuto, p. 1213. — Alb.
+de Ripalta Ann. Plac., t. XX, p. 961.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note234" href="#tag234">234.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1212.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note235" href="#tag235">235.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note236" href="#tag236">236.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 19, p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note237" href="#tag237">237.</a> Soltanto sull'autorità del Tursellino. <i>Hist.
+Lauret. Aedis, l. II, c. IV, ap. Rayn., § 32,
+p. 292.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note238" href="#tag238">238.</a> <i>Diar. Parm., p. 365, 366, et passim.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note239" href="#tag239">239.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 21, p. 290.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note240" href="#tag240">240.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegr.
+Allegretti, p. 807.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note241" href="#tag241">241.</a> <i>Giannone Istor. Civile del regno di Napoli,
+l. XXVIII, Introd., p. 602.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note242" href="#tag242">242.</a> <i>Ivi, p. 603.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note243" href="#tag243">243.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diar. Roman., l. II,
+p. 114. — Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 40, p. 294.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note244" href="#tag244">244.</a> <i>Jac. Volaterrani Diar. Rom., l. II, p. 114. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1480, § 40, p. 294.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note245" href="#tag245">245.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 115. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 146. — Nicc.
+Machiavelli, l. VIII, p. 410. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VII, p. 184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note246" href="#tag246">246.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegretto
+Allegretti Diari San., p. 808. — Diar.
+Parm., p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note247" href="#tag247">247.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 122.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note248" href="#tag248">248.</a> Questa guerra civile appartiene al susseguente
+anno. Bajazette aveva prima intrapreso il
+pellegrinaggio della Mecca, durante il quale affidò
+le redini dell'impero ottomano a suo figlio Corcud.
+<i>Demet. Cantemir., l. III, c. II, § 1 al 5,
+p. 126.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note249" href="#tag249">249.</a> <i>Ann. Turcici Leunclavii, p. 259.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note250" href="#tag250">250.</a> <i>Epist. Ferdin. ad Xistum de Idrunto recuperando.
+Jac. Volaterr. Diar., p. 146. — Giannone
+Ist. Civ. l. XXVIII, p. 613.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note251" href="#tag251">251.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Jac.
+Volaterrani, l. II, p. 134.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note252" href="#tag252">252.</a> <i>And. Navagero, p. 1168. — Jac. Volaterrani,
+p. 148-152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note253" href="#tag253">253.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 112. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 345. — Marin
+Sanuto Vite, p. 1211.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note254" href="#tag254">254.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 140.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note255" href="#tag255">255.</a> Raffaello da Volterra ne conservò la nota
+col prezzo, che Raynaldo pubblicò dopo di lui.
+In tale occasione ardisce di leggermente biasimare
+il papa. <i>Ann. Eccl. 1484, § 25, p. 336.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note256" href="#tag256">256.</a> <i>Diar. Rom. di Stefano Infessura, t. III,
+p. II, p. 1158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note257" href="#tag257">257.</a> <i>Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II,
+p. 1183, 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note258" href="#tag258">258.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Roman., p. 143. — Machiavelli
+Istor., l. VIII, p. 414.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note259" href="#tag259">259.</a> <i>Petri Cyrnei Clerici Aleriensis de bello
+Ferrariensi, t. XXI, p. 1193.</i> L'autore visse
+in Venezia in tutto il tempo di questa guerra. — <i>Niccolò
+Machiavelli, l. VIII, p. 414. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1214. — M. A.
+Sabellico Dec. IV, l. I, f. 229. — Bernardino
+Corio, p. VI, p. 1001.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note260" href="#tag260">260.</a> <i>Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1195-1201. — Jac.
+Volaterr. Diar. Rom., p. 171-172. — Diario
+Romano di Stefano Infessura,
+t. III, p. II, p. 1149.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note261" href="#tag261">261.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 149. — Andrea
+Navagero Stor. Venez., p. 1171. — Niccolò
+Machiavelli, l. VIII, p. 416. — Diar. di
+Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II,
+Rer. Ital., p. 1071.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note262" href="#tag262">262.</a> La guerra di Pietro Maria de' Rossi viene
+raccontata con una fastidiosa minutezza ne' Giornali
+di Parma, composti da un partigiano di
+questa casa (<i>Rer. Ital., t. XXII, p. 379-398</i>).
+Questi giornali finiscono coll'anno 1482. Sono
+scritti in un barbaro latino, pieni di dicerie popolari
+o di minutissime circostanze intorno alla
+amministrazione della giustizia: ma fanno abbastanza
+conoscere l'anarchia dei paesi governati
+a nome del duca di Milano, i continui assassinj
+cui trovavansi esposti, e l'impossibilità in cui
+si vedevano i cittadini di ottenere giustizia. Tutte
+queste circostanze sfuggono alla storia, perchè
+non sono illustrate da verun tratto grande, perchè
+niuna virtù, niun sentimento generoso risveglia
+l'interesse in queste piccole città quando
+hanno perduta la libertà; ma quando uno ha il
+coraggio di leggere da capo a fondo uno di questi
+giornali, si persuade che il silenzio degli storici
+intorno a questi popoli schiavi non prova nè
+la loro felicità, nè la loro sicurezza. I Parmigiani
+erano soggetti di quest'epoca a tutte le turbolenze
+della più faziosa repubblica, senz'essere compensati
+da verun sentimento nobile e generoso,
+senza avere una volontà propria, senza meritare
+che lo storico si fermasse a raccontare i loro mali.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note263" href="#tag263">263.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 230-231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note264" href="#tag264">264.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 964.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note265" href="#tag265">265.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note266" href="#tag266">266.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV. l. I, f. 232.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note267" href="#tag267">267.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note268" href="#tag268">268.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1218.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note269" href="#tag269">269.</a> <i>Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1202. — And.
+Navagero Stor. Venez., p. 1174. — Alb.
+de Ripalta Ann. Placent., p. 966. — M.
+A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note270" href="#tag270">270.</a> <i>Marin Sanuto, p. 1220.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note271" href="#tag271">271.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., l. XX,
+p. 967.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note272" href="#tag272">272.</a> <i>Diar. Rom. Steph. Infessurae, t. III, p. II,
+p. 1156</i> (Questa parte è in latino). <i>Diario di
+Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II,
+p. 1077. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 178. — Petri
+Cyrnei de bello Ferrar., p. 1204. — And.
+Navagero, p. 1176. — Marin Sanuto,
+p. 1222. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I,
+f. 234. — Scip. Ammirato, l. XXV, p. 151. — Machiavelli,
+l. VIII, p. 417.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note273" href="#tag273">273.</a> <i>Diario del notajo di Nantiporto, p. 1078-1081.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note274" href="#tag274">274.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 419. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 152. — Jac. Volaterr.
+Diar. Rom., p. 179. — And. Navagero Stor.
+Venez., p. 1177. — Stef. Infessura Diar. Rom.,
+p. 1157. — Marin Sanuto Vite, p. 1224. — Diario
+Rom. del notajo di Nantiporto, p. 1078. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, p. 811.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note275" href="#tag275">275.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 235.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note276" href="#tag276">276.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 153.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note277" href="#tag277">277.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 181. — Diar.
+di Roma del notajo di Nantiporto, t. III,
+p. II, p. 1080. — Machiavelli, l. VIII, p. 420. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note278" href="#tag278">278.</a> <i>Epist. Pontificis apud Petrum Cyrnaeum
+de bello Ferrar., p. 1209, 1210. — And. Navagero
+Stor. Venez., p. 1179.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note279" href="#tag279">279.</a> <i>Ann. Eccl. Rayn. 1482, § 17, 18, p. 309.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note280" href="#tag280">280.</a> <i>Steph. Infess. Diar. Rom., p. 1157. </i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note281" href="#tag281">281.</a> <i>Bulla excomun. ap. Rayn. 1483, § 8-16,
+p. 319.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note282" href="#tag282">282.</a> <i>And. Nav., p. 1180. — Marin Sanuto, p.
+1227. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note283" href="#tag283">283.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 155. — Alb.
+de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 970. — Bern.
+Corio Stor. Milan., p. VI, p. 1004.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note284" href="#tag284">284.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1184. — Petri
+Cyrnei de bello Ferrar., t. XXI, p. 1213. — M.
+A. Sabellico Dec. IV. l. II, f. 257.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note285" href="#tag285">285.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 239.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note286" href="#tag286">286.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 156.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note287" href="#tag287">287.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 157. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, p. 812.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note288" href="#tag288">288.</a> <i>Marin Sanuto, t. XXII, p. 1226. — And.
+Navagero Stor. Venez., p. 1182. — Petri Cyrnæi
+de bello Ferrar., p. 1213. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 236.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note289" href="#tag289">289.</a> <i>And. Navagero, p. 1185. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note290" href="#tag290">290.</a> <i>And. Navagero, p. 1183. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note291" href="#tag291">291.</a> <i>And. Navagero, p. 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note292" href="#tag292">292.</a> <i>Ivi.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note293" href="#tag293">293.</a> <i>Stef. Infessura Diario Rom., p. 1158. — Jac.
+Volaterr., Diar. Roman., p. 191. — Raphael
+Volaterr. apud Rayn. 1484, § 24, p. 336.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note294" href="#tag294">294.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1188. — Petri
+Cyrnæi de bello Ferrariensi, p. 1217. — Ann.
+Placent., p. 975. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note295" href="#tag295">295.</a> <i>Jo. Mich. Bruti, l. VIII. — Rayn. Ann.
+Eccl. 1484, § 14, p. 354.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note296" href="#tag296">296.</a> Stef. Infessura descrive circostanziatamente
+questa guerra, <i>p. 1158-1182</i>: può ancora vedersi
+<i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 196-198. — Diario
+di Roma del notajo di Nantiporto, p. 1086-1087.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note297" href="#tag297">297.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 423. — Petri
+Cyrnæi de bello Ferrar., p. 1214-1215. — Marin
+Sanuto, p. 1229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note298" href="#tag298">298.</a> <i>Jacobi Volaterr. Diar. Rom., t. XXIII,
+p. 188.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note299" href="#tag299">299.</a> <i>Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 423.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note300" href="#tag300">300.</a> <i>Marin Sanuto, p. 1231.</i> Una delle sue figliuole
+era maritata con Guid'Ubaldo, duca di
+Urbino, l'altra col conte di Gorizia.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note301" href="#tag301">301.</a> <i>And. Navagero, p. 1189.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note302" href="#tag302">302.</a> <i>And. Navagero, p. 1190.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note303" href="#tag303">303.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1190. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1232. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II,
+f. 241. — Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III,
+p. II, p. 1180. — Bernard. Corio Ist. Milan.,
+p. VI, p. 1014.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note304" href="#tag304">304.</a> <i>Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note305" href="#tag305">305.</a> <i>De bello Ferrariensi, t. XXI, p. 1218.</i> — Questo
+piccolo libro di un prete corso affatto
+divoto del duca di Ferrara, sebbene durante la
+guerra sia sempre vissuto in Venezia, contiene
+molte circostanze relative alla prima campagna;
+è più breve intorno alla seconda, ed affatto incompleto
+rispetto alla terza. Termina alla pace.
+</p>
+
+<p>
+Finiscono pure alla pace di Bagnolo del 7
+agosto 1484 gli Annali di Piacenza, composti
+da Antonio e da suo figlio Alberto di Ripalta.
+Questi due uomini avevano parte nel governo
+municipale, ma di una città suddita, ove verun
+sentimento gli affezionava piuttosto ad un partito
+che ad un altro; onde tutti i loro elogj
+sono sempre pel vincitore, e la declamazione o
+la pedanteria vi si trovano invece d'ogni nobile
+ed elevato sentimento. Pare che i due Ripalta
+avessero nel loro paese opinione di buoni retori;
+lo che non ci dà una vantaggiosa idea dello
+stato delle lettere in Piacenza. Gli Annali di
+Antonio vanno dal 1401 al 1463, in cui morì.
+Alberto proseguì da quest'epoca fino al 1484.
+Questi Annali trovansi nel <i>t. XX Rer. Ital.,
+p. 839-978.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note306" href="#tag306">306.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diar. Rom., p. 199.</i>
+Questo Giornale termina colla vita di Sisto IV.
+L'autore, ch'era scrivano apostolico, ci somministra
+frequentemente curiose particolarità intorno
+alle cerimonie religiose, alla corte, ed
+ancora ai sermoni dei cardinali, dei quali ci dà
+quasi sempre una breve analisi. Era affezionato
+a Sisto IV, e gli si mostra generalmente parziale;
+pure non fu abbastanza destro per palliare
+i vizj del suo padrone. Questo Giornale è stampato
+nel <i>t. XXIII Rer. Ital., p. 87-200.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note307" href="#tag307">307.</a> <i>Diar. Rom. Jacobi Volaterrani, p. 200. — Diario
+del Notajo di Nantiporto, p. 1088. — Diario
+di Stefano Infessura, p. 1182. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1484, § 18-21, p. 335. — Ann.
+Bonon. Fr. Hieron. de Bursellis, t. XXIII,
+p. 904. — Machiavelli Istor. Fior., l. VIII, p. 427. — Scipione
+Ammirato, l. XXV, p. 162. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1234</i>.
+</p>
+
+<p>
+Questo papa che quasi costantemente tenne
+l'Italia in guerra amava egli stesso i sanguinosi
+spettacoli: onde negli ultimi mesi della sua vita
+ebbe due volte avviso che alcuni soldati della sua
+guardia a piedi erano convenuti di battersi a
+steccato chiuso per qualche contesa accaduta tra
+di loro, e che perciò avevano scelto un luogo
+rimoto fuori di Roma. Fece loro sapere che voleva
+essere testimonio del loro duello, onde si
+battessero presso la scala del suo palazzo nella
+piazza di san Pietro, e che non cominciassero
+avanti ch'egli ne dasse loro il segno dalla finestra.
+Si affacciò infatti alla finestra all'ora destinata,
+e quando vide che i combattenti erano
+apparecchiati, stese la destra, diede loro la
+benedizione, fece il segno della santa croce e
+gl'invitò a cominciare. Nel primo e più lungo
+di questi duelli uno de' combattenti fu ucciso
+in sul luogo dopo aver date e ricevute molte
+ferite; nel secondo i combattenti furono ambidue
+feriti così gravemente che non poterono continuare
+fino alla morte di uno di loro, e si dovette
+portarli fuori dello steccato. Il papa, dice
+il giornalista romano, prese molto gusto in questo
+spettacolo, e mostrò desiderio di vederne degli
+altri. <i>Stefano Infessura Diar. Rom., t. III,
+p. II, Rer. Ital., p. 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note308" href="#tag308">308.</a> La più notabile diversità tra gli elettori
+degl'imperatori, dei re di Polonia, ec. ed il
+collegio de' cardinali, si è che i primi erano
+potenti anche dopo l'elezione, e potevano colle
+armi chiamare l'eletto all'osservanza delle giurate
+promesse, mentre i cardinali, dopo consacrato
+il papa, perdevano ogni mezzo di opposizione
+e di resistenza. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note309" href="#tag309">309.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1353, § 29, t. XVI,
+p. 1484, § 28, t. XIX, p. 337.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note310" href="#tag310">310.</a> <i>Card. Papiens., epist. 182. — Raynald,
+Ann. Eccl. 1464, § 59-60, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note311" href="#tag311">311.</a> <i>Ann. Eccles. 1484, § 28-39, p. 337.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note312" href="#tag312">312.</a> Intorno alle vere cause della così detta
+Riforma leggasi l'eccellente <i>Storia delle Variazioni
+delle chiese protestanti</i> di Bossuet. <i>N.
+del T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note313" href="#tag313">313.</a> <i>Diario di Stefano Infessura, p. 1190.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note314" href="#tag314">314.</a> <i>Diar. di Roma del Notajo di Nantiporto,
+p. 1091.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note315" href="#tag315">315.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 41, p. 340.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note316" href="#tag316">316.</a> <i>Stefano Infessura Diar. Rom., p. 1190.</i> — Lettere
+di Guid'Antonio Vespucci a Lorenzo
+de' Medici, in cui racconta a quale prezzo il cardinale
+Giuliano aveva acquistati per Giovanni
+Battista Cibo i voti di varj suoi colleghi. Presso
+<i>Roscoe Append., n.º 44, t. IV, p. 7.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note317" href="#tag317">317.</a> <i>Onofr. Panvino Vite de' pontefici, p. 466.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note318" href="#tag318">318.</a> <i>Diar. di Roma di Stef. Infessura, p. 1190.</i> — Onofrio
+Panvino non parla che dei due figli
+maggiori, <i>p. 466.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note319" href="#tag319">319.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 47, p. 341.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note320" href="#tag320">320.</a> <i>Mémoires de Philippe de Comines, l. VII,
+c. XIII. Collect. des Mémoires pour l'Histoire
+de France, t. XII, p. 208.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note321" href="#tag321">321.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1485, § 40, p. 358.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note322" href="#tag322">322.</a> Il Muratori pubblicò una raccolta degli
+storici originali dell'Aquila. <i>Antiq. Ital. Med.
+Aevi, t. VI, p. 485-1032. — Diario di Stef.
+Infessura, p. 1181-1194.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note323" href="#tag323">323.</a> <i>Antiq. Ital., t. VI. Cron. Aquilana,
+§ 70, p. 923. — Nicc. Machiavelli, l. VIII,
+p. 436.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note324" href="#tag324">324.</a> <i>Cron. Aquil., § 72, p. 924.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note325" href="#tag325">325.</a> Lettera d'Innocenzo VIII al conte di
+Montorio per felicitarlo intorno alla ricuperata
+libertà. <i>Ann. Eccl. 1485, § 41, p. 358.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note326" href="#tag326">326.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, t. III, p. II,
+p. 1196.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note327" href="#tag327">327.</a> <i>Giannone Istor. Civile del Regno di Napoli,
+l. XXVIII, c. I, p. 610.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note328" href="#tag328">328.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 169.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note329" href="#tag329">329.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note330" href="#tag330">330.</a> <i>Bulla Innoc. VIII apud Raynald, 1485,
+§ 45, p. 359. — And. Navagero, p. 1192.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note331" href="#tag331">331.</a> <i>M. A. Sabellico, Dec. IV, t. III, f. 243. — Diar.
+di Roma del Notajo di Nantiporto,
+p. 1098. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note332" href="#tag332">332.</a> <i>Phil. de Comines, l. VII, c. I, p. 155,
+t. XII. Mém. pour l'Hist. de France.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note333" href="#tag333">333.</a> <i>Giannone Ist. Civ. del regno di Napoli,
+l. XXVII, c. I, p. 612.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note334" href="#tag334">334.</a> <i>Giannone Istor. Civ., l. XXVIII, c. I,
+p. 614.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note335" href="#tag335">335.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note336" href="#tag336">336.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note337" href="#tag337">337.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173. — M.
+A. Sabellico, Dec. IV, l. III, f. 243.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note338" href="#tag338">338.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 16, p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note339" href="#tag339">339.</a> Rodrigo Borgia prese a dire che il santo
+padre non doveva abbadare ad un ubbriaco;
+rispose il cardinale di Balue a quest'insulto,
+attaccandolo ancora più direttamente intorno ai
+costumi, alla nascita ed alla fede del <i>marrano</i>, o
+miscredente spagnuolo. <i>Stefano Infessura Diar.
+Rom., t. III, p. II, p. 1204-1205.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note340" href="#tag340">340.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 1, 2, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note341" href="#tag341">341.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1211. — Diar.
+del Notajo di Nantiporto, p. 1103. — Rayn.
+Ann. Eccl., § 13 e 14, p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note342" href="#tag342">342.</a> <i>Ann. Napolitani di Raimo, t. XXIII,
+p. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note343" href="#tag343">343.</a> <i>Mémoires de Philip. de Comines, l. VII,
+c. II, p. 138.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note344" href="#tag344">344.</a> <i>Stef. Infessura Diar. di Roma, t. III,
+p. II, p. 1214. — Raynald. Ann. Eccl. 1486,
+§ 19, p. 369.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note345" href="#tag345">345.</a> <i>Giannone Ist. Civile, l. XXVIII, c. I,
+p. 618.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note346" href="#tag346">346.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1218. — Raynald.
+Ann. Eccl., 1487, § II, p. 382.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note347" href="#tag347">347.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 176. — M.
+A. Sabellico, d. IV, l. III, f. 243. — Hier. de
+Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 906.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note348" href="#tag348">348.</a> <i>Valori in vita Laurenti, p. 53. — Roscoe
+Life of Lorenzo de Medici, t. II, c. VI, p. 27.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note349" href="#tag349">349.</a> <i>Istor. di Giovanni Cambi, t. XXIV, p. 39.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note350" href="#tag350">350.</a> <i>Machiavelli Ist., t. VIII, p. 435. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 177. — Jo. Mich. Bruti,
+l. VIII, p. 209. — Diario di Stefano Infessura,
+t. III, p. II, p. 1215. — Diar. di Roma del Notajo
+di Nantiporto, p. 1106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note351" href="#tag351">351.</a> <i>Roscoe Life of Lorenzo, c. VI, p. 31.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note352" href="#tag352">352.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1213. — Marin
+Sanuto vite dei duchi, p. 1241. — Rayn.
+An. Eccl., 1486, § 32, p. 371.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note353" href="#tag353">353.</a> <i>Stef. Infessura, p. 1217. — Raynald. An.
+Eccl., 1487, § 7, p. 381.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note354" href="#tag354">354.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 162.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note355" href="#tag355">355.</a> Battista Fregoso scrisse egli medesimo la
+storia di questa rivoluzione, e fece il quadro dei
+delitti e de' vergognosi vizj di suo zio nel suo
+libro: <i>de Facti et dictis mirabilibus. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 650. Agost. Giustiniani An.,
+l. V, f. 241. — Pietro Bizarro Hist. Genuens.,
+l. XV, p. 356.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note356" href="#tag356">356.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 428.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note357" href="#tag357">357.</a> Pietra Santa è la più grossa terra della
+Versilia, ed ha il nome di città, sebbene, forse
+a cagione del suo clima insalubre, sia poco popolata.
+È distante sette miglia da Massa da Carrara,
+16 da Lucca, e venti circa da Pisa. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note358" href="#tag358">358.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 431. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 163. — I. Mich.
+Bruti, l. VIII, p. 198.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note359" href="#tag359">359.</a> <i>Uberti Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 651. — P.
+Bizarro, l. XV, p. 357. — Agost. Giustiniani
+Ann., l. V, f. 241.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note360" href="#tag360">360.</a> <i>Scip. Ammir., l. XXV, p. 163.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note361" href="#tag361">361.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 164. — Machiavelli
+Istor., l. VIII, p. 434. — P. Bizarro,
+l. XV, p. 358. — Agost. Giustiniani,
+l. V, f. 242.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note362" href="#tag362">362.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 166.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note363" href="#tag363">363.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note364" href="#tag364">364.</a> <i>Ivi, p. 173. — Uberti Folietae, l. XI,
+p. 652.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note365" href="#tag365">365.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 178.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note366" href="#tag366">366.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 179. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 653.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note367" href="#tag367">367.</a> <i>Ubert. Folieta Hist. Genuens., l. XI, p. 654.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note368" href="#tag368">368.</a> <i>Diario del Notajo di Nantiporto, p. 1105. — Barthol.
+Senaregae Comment. de reb. Gen.,
+t. XXIV, Rer. Ital., p. 513.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note369" href="#tag369">369.</a> <i>Barth. Senaregae, p. 514. — Ubert. Folietae,
+l. XI, p. 653.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note370" href="#tag370">370.</a> <i>Barthol. Senaregae de reb. Genuens., p.
+515. — Uberti Folietae, l. XI, p. 655.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note371" href="#tag371">371.</a> <i>Barth. Senaregae, p. 515.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note372" href="#tag372">372.</a> <i>Uberti Folietae, l. XI, p. 656. — Barth.
+Senaregae, p. 516. — P. Bizarri, l. XV,
+p. 363.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note373" href="#tag373">373.</a> <i>Uberti Folietae, l. XI, p. 657. — Barth.
+Senaregae, p. 517.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note374" href="#tag374">374.</a> <i>Uber. Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 657. — Barth.
+Seneragae, t. XXIV, p. 518. — P. Bizarro,
+l. XV, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note375" href="#tag375">375.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 182.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note376" href="#tag376">376.</a> <i>Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III,
+l. V, f. 86.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note377" href="#tag377">377.</a> <i>Ivi, f. 92.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note378" href="#tag378">378.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 85. — Alleg.
+Allegretti Diar. Sanesi, p. 811-813.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note379" href="#tag379">379.</a> <i>Orl. Malavolti, l. V, f. 87.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note380" href="#tag380">380.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 93.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note381" href="#tag381">381.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f 92-93. — All.
+Allegretti Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 822. — Stef.
+Infessura Diario di Roma, t. III, p. II,
+p. 1217.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note382" href="#tag382">382.</a> <i>Orland. Malavolti, p. III, l. VI. f. 94.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note383" href="#tag383">383.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. VI, p. 95.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note384" href="#tag384">384.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Romano, t. III, p. II,
+Rer. Ital. p. 1187.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note385" href="#tag385">385.</a> La loro lettera è stampata in <i>Roscoe, Appendix
+n.º 71, p. 101</i>. Marin Sanuto accusa formalmente
+Lorenzo de' Medici di essere stato
+l'istigatore di tale attentato, <i>p. 1244</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note386" href="#tag386">386.</a> <i>Bayle, Dictionnaire critique</i> alla parola
+<i>Sforza</i> (Catarina) fa che questa principessa dia
+un'immodesta risposta, diventata celebre; e si
+appoggia alle autorità del <i>Machiavelli, l. VIII,
+p. 443</i>; di <i>G. M. Bruto, l. VIII, p. 213</i>, e del
+<i>Muratori Ann. d'Ital</i>. che segue una cronaca
+MS. di Bologna; ma il Bayle, che amava lo
+scandalo, non fece parola del racconto assai più
+naturale e più onesto della maggior parte degli
+storici contemporanei, quali sono <i>Stefano Infessura</i>,
+ch'egli conosceva, <i>t. III, p. II, Rer. Ital.,
+p. 1220. — All. Allegretti, Diar. Sanesi, t. XXIII,
+p. 823. — Hier. de Bursellis, Ann. Bononienses,
+p. 907. — Bernardino Corio, Stor. di Milano,
+p. VI, p. 1025. — Diario Ferrarese, t. XXIV,
+p. 280. — Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note387" href="#tag387">387.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1219-1220.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note388" href="#tag388">388.</a> <i>Ivi, p. 1221. — Hier. de Bursellis Ann.
+Bonon., p. 907. — Diar. Ferrar., t. XXIV,
+p. 280. — J. Mich. Bruto, l. VIII, p. 214. — P.
+Bembi, Hist. Venet., l. I, p. 10.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note389" href="#tag389">389.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 183. — Roscoe,
+Life of Lorenzo de' Medici chap. VIII,
+p. 174. — Diari Sanesi di Alleg. Allegretti, p. 823.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note390" href="#tag390">390.</a> <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 241.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note391" href="#tag391">391.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII,
+p. 1192.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note392" href="#tag392">392.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note393" href="#tag393">393.</a> <i>P. Bembi Rer. Venet. Histor., l. I, p. 16.
+In Thesaur. Antiq. Ital., t. V, p. I.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note394" href="#tag394">394.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1194. — P.
+Bembi Rer. Venet., l. I, p. 2. — Spiegel
+der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 967.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note395" href="#tag395">395.</a> <i>And. Navagero, p. 1195. — P. Bembi
+Rer. Ven., l. I, p. 8. — Spiegel der Ehren
+B. V, c. XXXIV, p. 968.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note396" href="#tag396">396.</a> <i>And. Navagero, p. 1196. — Stef. Infessura
+Diar. Roman., p. 1217. — Diar. Ferrar.,
+t. XXIV, p. 279. — P. Bembi, l. I, p. 16.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note397" href="#tag397">397.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note398" href="#tag398">398.</a> <i>And. Navag., p. 1197. — Rayn. Ann. Eccl.
+1488, § 9, p. 389.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note399" href="#tag399">399.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1197. — P.
+Bembi Hist. Ven., l. I, p. 12.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note400" href="#tag400">400.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1198.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note401" href="#tag401">401.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p, 1199.</i> Era
+cosa ovvia il credere, che nella storia di questo
+stesso Bembo, di cui si comincia a far uso in quest'epoca,
+si dovessero trovare molte particolarità
+intorno alla rivoluzione di Cipro. Ma per lo contrario
+fu assai conciso, <i>l. I, p. 13</i>. La sua politica
+non gli acconsentì giammai di descrivere con
+estensione un avvenimento, che poteva procacciare
+qualche biasimo al suo governo.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note402" href="#tag402">402.</a> Gem in lingua turca è il nome di una
+specie di uva squisitissima; e Gemm è un nome
+magico applicato d'ordinario a Salomone. Demetrio
+Cantemir pende dubbioso tra le due etimologie,
+ed osserva che verun altro Turco ebbe
+questo nome. Zizim, egli dice, è un vocabolo
+corretto dagli Europei, <i>l. III, c. II, § 6. Nota.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note403" href="#tag403">403.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1482, § 35, p. 312. — Turco
+Graeciae Hist. Politica, l. I, p. 30. — Demet.
+Cantemir, l. III, c. II, § 7 ed 8, p. 128.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note404" href="#tag404">404.</a> Cait-Bai, il più accorto e più famoso soldano
+d'Egitto, era originario della Circassia,
+ed il suo nome è tartaro. <i>Cait</i> in quel linguaggio
+significa conversione: e <i>Bai</i> ricco. <i>Demet.
+Cantemir, l. III, c. II.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note405" href="#tag405">405.</a> <i>Ann. Eccl. 1481, § 36, p. 313.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note406" href="#tag406">406.</a> <i>Ivi 1485, § 11 e 12, p. 351.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note407" href="#tag407">407.</a> <i>Ivi 1489, § 1, p. 393.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note408" href="#tag408">408.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, p. 1225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note409" href="#tag409">409.</a> <i>Diar. Burchardi ap. Rayn. Ann. Eccl. 1489,
+§ 2 e 13, p. 393. — Stef. Infessura Diar. di
+Roma, p. 1225. — Marin Sanuto Vite dei
+Duchi, p. 1244. — Diar. Romano del Notajo
+di Nantiporto, p. 1106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note410" href="#tag410">410.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1224.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note411" href="#tag411">411.</a> <i>Ann. Eccl. 1490, § 5, p. 498. — Diar.
+di Stef. Infessura, p. 1231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note412" href="#tag412">412.</a> <i>Et cum semel interrogaretur vicecamerarius
+quare de delinquentibus non fieret justitia,
+sed pecunia exigeretur, respondit me presente,
+videlicet</i>: Deus non vult mortem peccatoris,
+sed magis ut solvat et vivat. <i>Stef. Infessura
+Diar. Romano, p. 1226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note413" href="#tag413">413.</a> <i>Constitutio apud Raynaldum Ann. Eccl.
+1488, § 21, p. 392.</i> — Quella di Pio II era
+del 7 maggio del 1463.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note414" href="#tag414">414.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Romano, p. 1232.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note415" href="#tag415">415.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1490, § 22, p. 402.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note416" href="#tag416">416.</a> <i>Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX,
+c. 22, p. 481. — Ann. Eccl. Rayn. 1483,
+§ 47-48 e 328. — Mariana, l. XXIV, c. XVII,
+p. 106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note417" href="#tag417">417.</a> <i>Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI,
+c. I, p. 142. — Rayn. Ann. 1492, § 8, p. 408.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note418" href="#tag418">418.</a> <i>Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483,
+§ 49, p. 329.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note419" href="#tag419">419.</a> <i>Barth. Senaregae de Rebus Genuenses,
+t. XXIV, p. 531.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note420" href="#tag420">420.</a> <i>Raynaldi Ann. Eccl.</i> A Trento nel 1475,
+§ 37; nella Marca nel 1476, § 20; a Megalopoli
+l'anno 1492, § 9, ec. — <i>Il continuatore
+delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note421" href="#tag421">421.</a> <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note422" href="#tag422">422.</a> <i>Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note423" href="#tag423">423.</a> <i>Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult.,
+p. 1623. — Bayle Diction. crit., art. Cataldus. — Mémoires
+de Philippe de Comines, l. VII,
+c. XIV, p. 213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note424" href="#tag424">424.</a> Difficilmente potrebbe trovarsene un più
+spaventoso esempio di quello della persecuzione
+di Arras nel 1459, contro gl'infelici accusati di
+<i>vaudoisie</i>. Ecco il come viene raccontato da Monstrelet.
+<i>Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84.</i>
+«In quest'anno nella città d'Arras, nel paese
+d'Artois, avvenne un terribile e compassionevole
+caso, che chiamossi, non saprei per quale ragione,
+<i>vaudoisie</i>. Ma si dicevano essere alcune
+persone d'ambo i sessi che si trasportavano, per
+virtù del demonio, dai luoghi in cui si trovavano,
+e subito giugnevano in luoghi solitarj,
+ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in
+grandissimo numero, uomini e donne, e colà
+trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui
+non vedevano mai il volto; e questo diavolo
+dava loro i suoi comandi ed ordinanze, e come
+ed in qual modo dovevano essi adorarlo e servirlo.
+Poi facevasi da ciascuno di loro baciare
+il deretano, indi contava a ciascheduno un poco
+di danaro, ed all'ultimo loro somministrava
+vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi
+si nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno
+s'avvicinava ad una, ed in quell'istante spegnevasi
+la luce, e conoscevansi l'un l'altro
+carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello
+stesso luogo di dove erano da prima partiti.»
+</p>
+
+<p>
+«A cagione di questa follìa furono prese ed
+imprigionate molte persone di qualità della detta
+città d'Arras, ed altre persone di minor conto;
+e vennero talmente angustiate e così terribilmente
+tormentate, che gli uni confessarono
+essere loro accaduto tal caso, come abbiamo
+detto, e molti di più confessarono d'avere
+veduti e conosciuti nelle loro adunanze molti
+ragguardevoli personaggi, prelati, signori ed
+altri, governatori di balliagi e di città, val a
+dire coloro, secondo la fama comune, che gli
+esaminatori loro nominavano e ponevano in
+bocca, onde a forza di pene e di tormenti essi
+gli accusavano e dicevano che veramente gli
+avevano veduti, e questi, così nominati, venivano
+subito dopo imprigionati, e posti alla
+tortura tanto e così lungamente, e tante volte,
+ch'erano forzati a confessare; e furono quelli
+che appartenevano al basso popolo giustiziati
+e bruciati inumanamente. Altre più potenti e
+ricche persone si ricomperavano a forza di danaro
+per ischivare le pene e le vergogne che
+loro si facevano; e tali altri vi furono dei
+più grandi, che furono ammoniti e sedotti
+dagli esaminatori, che loro davano ad intendere,
+e loro promettevano, se confessavano il
+caso, che non perderebbero nè corpo nè roba.
+V'ebbero alcuni che soffrirono con maravigliosa
+pazienza e costanza le pene ed i tormenti,
+ma nulla confessarono a loro danno...
+e non devesi qui tacere ciò che molti uomini
+dabbene hanno abbastanza conosciuto, che questa
+maniera di accusa fu una cosa inventata
+da certi scellerati per incolpare, distruggere o
+disonorare, o per desiderio di vendetta, alcune
+ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano
+inveterato odio.»
+</p>
+
+<p>
+Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico
+ardisce questa volta parlarne liberamente. Quasi
+ogni anno s'incontrano indizj di somiglianti persecuzioni
+in uno o in altro luogo; ma i cronicisti,
+risguardandole come giuste e sante, non le
+ricordano ordinariamente che con una parola.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note425" href="#tag425">425.</a> <i>Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. — Apud
+Raynaldum Ann. Eccl. 1486, § 57,
+t. XIX, p. 377.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note426" href="#tag426">426.</a> A difesa della chiesa romana ho di già
+indicata la <i>Storia delle rivoluzioni delle chiese
+protestanti</i> di monsignor Bossuet, cui di nuovo
+per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico.
+<i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note427" href="#tag427">427.</a> <i>Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note428" href="#tag428">428.</a> <i>Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489,
+§ 21, p. 397. — Istorie di Gio. Cambi, t. XXI,
+p. 63.</i> — La cerimonia dell'invio del cappello
+e della consacrazione di Giovanni de' Medici si
+fece nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. — <i>Scip.
+Ammirato, l. XXVI, p. 186</i>; e più
+circostanziatamente <i>Roscoe Life of Lorenzo Appendix, § 65</i>. — Roscoe ha pure riprodotta una
+lettera di Lorenzo a suo figlio intorno ai suoi
+doveri ed alla condotta da tenersi nel sacro collegio,
+dov'era il più giovane, non solo de' cardinali
+presenti, ma di quanti cardinali vi erano
+stati in addietro. <i>Ivi, § 66, t. IV, p. 89.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note429" href="#tag429">429.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. — Istorie
+di Gio. Cambi, t. XX, p. 39.</i> Questo
+storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi
+ammonito in quest'occasione.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note430" href="#tag430">430.</a> <i>An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9,
+p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note431" href="#tag431">431.</a> <i>Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note432" href="#tag432">432.</a> <i>Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note433" href="#tag433">433.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 185. — Machiavelli,
+l. VIII, p. 448.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note434" href="#tag434">434.</a> <i>Ann. Bononienses Hier. de Bursellis, t.
+XXIII, p. 906.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note435" href="#tag435">435.</a> <i>Ann. Bonon. Hier. de Bursellis, p. 908.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note436" href="#tag436">436.</a> <i>Ivi, p. 903, 906, et passim.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note437" href="#tag437">437.</a> <i>Hier. de Bursellis, p. 907-908. — Diario
+Ferrarese, t. XXIV, p. 281. — Stef. Infessura,
+Diario di Roma, p. 1222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note438" href="#tag438">438.</a> <i>Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note439" href="#tag439">439.</a> <i>Ivi, p. 1237. — Orl. Malavolti Stor. di
+Siena, p. III, l. VI, f. 96.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note440" href="#tag440">440.</a> <i>Barth. Senaregae de Reb. Genuens., t.
+XXIV, p. 525. — Philiph. de Comines, Mémoires,
+l. VII, chap. III, p. 151.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note441" href="#tag441">441.</a> <i>Phil. de Comines Mémoires, l. VII, chap.
+V, p. 158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note442" href="#tag442">442.</a> <i>Ann. Eccl. Raynaldi, 1490, § 5, 6 e 7,
+p. 498. — Spiegel der Ehren. B. V, c. XXXII,
+p. 936, c. XXXV, p. 978.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note443" href="#tag443">443.</a> <i>Spiegel der Ehren. der Erzhauses von
+Oesterreich, B. V, c. XXXI, p. 926.</i> — Il
+Fugger enumera ventisei diverse guerre fatte da
+questo sovrano. <i>Ivi, B. V, c. XLI, p. 1073.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note444" href="#tag444">444.</a> <i>Bonfinius de reb. Hung., D. IV, l. VIII,
+p. 672. — An. Eccl., 1490, § 10, 11, p. 399. — Marin
+Sanuto vite dei Duchi di Venezia, p. 1247. — Diar.
+Ferrar., p. 281. — Spiegel der Ehren,
+B. V, c. XXXVIII, p. 1023.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note445" href="#tag445">445.</a> <i>Bonfinius Rer. Ung., D. V, l. II, p. 717. — An.
+Eccles., 1491 § 14, p. 405. — Spiegel
+der Ehren, B. V. c. XXXVIII, p. 1024.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note446" href="#tag446">446.</a> Intorno alle feste d'Italia celebrate in quest'occasione
+osservinsi <i>Barthol. Senaregae, de
+Rebus Genuens., p. 531. — Ann. Eccl. Raynal.,
+1492, § 1, 2, 3, p. 406.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note447" href="#tag447">447.</a> <i>Raynaldi An. Eccl., 1489, § 7, 8, 9,
+p. 394. — Diar. Romano di Stef. Infess., p. 1229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note448" href="#tag448">448.</a> <i>Diploma apud Raynaldum An. 1492,
+§ 11, 12, 13, p. 408-410. — Diar. di Stefano
+Infessura, t. III, p. II, p. 1240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note449" href="#tag449">449.</a> <i>Istor. di Gio. Cambi, t. XXI, p. 71. — Il
+Diario Romano del Nantiporto</i> termina alla
+morte d'Innocenzo VIII, <i>t. III, p. II, p. 1108</i>.
+Il Muratori, pubblicandolo, intese di contrapporlo
+al giornale di Stefano Infessura, che assume la
+qualità di segretario, <i>scriba</i>, del senato e del
+popolo romano. Vuole che si richiamino in dubbio
+le maldicenze dell'Infessura intorno a Sisto IV
+e ad Innocenzo VIII, perchè nulla trovasi di simile
+nel giornale del notajo di Nantiporto: ma
+a dir vero non trovasi in questo giornale, nè la
+conferma delle cose dette dall'Infessura, nè altre
+cose, tranne la data affatto nuda degli avvenimenti.
+I più insignificanti, come i più importanti
+sono egualmente indicati da una breve frase, non
+facendovi il notajo veruna diversità. «Il 15 di
+maggio, egli dice, il cardinale de' Medici fu
+fatto legato del patrimonio: il 16 il duca di
+Ferrara partì da Roma e se ne andò; il 26
+l'ambasciatore di Venezia entrò in Roma con
+molto onore; il 27 il principe di Capova, figlio
+del duca di Calabria, fece il suo ingresso
+in Roma trionfalmente, tra il cardinale di Benevento
+e quello di Siena; seco condusse molta
+signoria, ed alloggiò nel palazzo del papa; il
+29 il principe andò a visitare i cardinali, cominciando
+dal vice cancelliere;» e tutta la
+sua narrazione seguita nello stesso modo. Non si
+può di buona fede opporre il silenzio di un giornale,
+scritto in questa maniera, all'autorità d'una
+storia ragionata e circostanziata, dove si vede
+la volontà ed il sentimento dello scrittore. Il
+giornale del notajo di Nantiporto è stampato nel
+<i>t. III, p. II, p. 1071-1108</i>. Quello dell'Infessura
+trovasi nello stesso volume <i>p. 1109-1252</i>.
+Ma il Muratori soppresse varie circostanze
+che gli sembrarono scandalose sul conto di Sisto
+IV. Lo stesso giornale trovasi senza lagune in
+<i>Eccardus Hist. Medii Aevi, t. II. Lipsiae, 1723.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note450" href="#tag450">450.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note451" href="#tag451">451.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1234.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note452" href="#tag452">452.</a> <i>Ivi, p. 1241. — Raynaldi An. Eccles.,
+1492, § 9, p. 412, ex Volaterrano, l. XXII,
+et aliis.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note453" href="#tag453">453.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 447. — Scip.
+Ammirato, l. XXVI, p. 186.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note454" href="#tag454">454.</a> <i>Machiavelli, Ist., l. VIII, p. 449.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note455" href="#tag455">455.</a> Il signor Roscoe pubblicò nell'appendice
+<i>§ 77, t. IV, p. 122</i>, una commovente lettera
+di Angelo Poliziano del 17 di giugno del 1492,
+nella quale narra gli ultimi istanti e la morte
+di Lorenzo. I suoi amici nel frenetico dolore per
+tanta perdita, uccisero il medico Pietro Leoni
+di Spoleto, che lo aveva curato, o almeno lo
+minacciarono con tanta violenza, che per disperazione
+gittossi da sè medesimo in un pozzo, a
+San Cervagio. <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi,
+Deliz. Erud., t. XXIII, p. 275. — Scip. Ammirato,
+l. XXVI, p. 187. — Alleg. Allegretti,
+Diari Sanesi, t. XXIII, p. 825. — Istorie di
+Giovanni Cambi, t. XXI, p. 67. — Rime di
+Jacopo Sannazzaro nella morte di Pier Leone
+medico. — Roscoe, Appendix, § 78-79.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note456" href="#tag456">456.</a> La storia fiorentina del Machiavelli termina
+col 1492, alla morte di Lorenzo, ma i suoi
+frammenti storici, i suoi decennali, ed in particolare
+le lettere scritte in tempo delle sue legazioni,
+ci serviranno ancora di guida per gran
+parte dello spazio che ci rimane a scorrere.
+</p>
+
+<p>
+<i>La storia fiorentina di Gio. Michele Bruto</i>,
+dotto Veneziano, che visse dal 1513 al 1594,
+termina pure alla morte di Lorenzo de' Medici,
+dopo avere cominciato con quella del vecchio
+Cosimo (<i>Burmannus Thes. Ant. et Hist. Ital.,
+t. VIII, p. II, p. 1-216</i>.) Bruno viene collocato
+tra i principali storici latini del sedicesimo secolo;
+ma ciò soltanto per l'eleganza del dire. Visse in
+Lione cogli emigrati fiorentini, nemici della casa
+de' Medici, ed in generale adottò le loro opinioni
+e l'odio loro: pure pochissimo aggiugne a
+ciò che già si sapeva. Le sue autorità sono <i>Machiavelli,
+i Commentari e le lettere del cardinale
+di Pavia, e la vita di Lorenzo de' Medici
+di Niccolò Valori</i>. Egli disamina le loro opinioni,
+e sceglie con poca buona critica; ed i lunghi
+sermoni sparsi nella sua narrazione non sono che
+amplificazioni di quelli del Machiavelli, cui ha
+tolto il loro colore originale.
+</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come
+le grafie alternative (Rackovieckz/Rackowieckz e simili), correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p class="covernote">
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+<div>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44168 ***</div>
+</body>
+</html>
diff --git a/44168-h/images/cover.jpg b/44168-h/images/cover.jpg
new file mode 100644
index 0000000..66f6006
--- /dev/null
+++ b/44168-h/images/cover.jpg
Binary files differ
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..5004206
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #44168 (https://www.gutenberg.org/ebooks/44168)
diff --git a/old/44168-0.txt b/old/44168-0.txt
new file mode 100644
index 0000000..dd805d4
--- /dev/null
+++ b/old/44168-0.txt
@@ -0,0 +1,9385 @@
+The Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+
+Title: Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11
+
+Author: J.C.L. Simondo Sismondi
+
+Release Date: November 12, 2013 [EBook #44168]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: UTF-8
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ STORIA DELLE
+ REPUBBLICHE ITALIANE
+ DEI
+ SECOLI DI MEZZO
+
+
+ DI
+ J. C. L. SIMONDO SISMONDI
+
+ DELLE ACCADEMIE ITALIANA, DI WILNA, DI CAGLIARI,
+ DEI GEORGOFILI, DI GINEVRA EC.
+
+ _Traduzione dal francese._
+
+
+ _TOMO XI._
+
+
+
+ ITALIA
+ 1818.
+
+
+
+
+STORIA DELLE REPUBBLICHE ITALIANE
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIII.
+
+ _Lorenzo de' Medici subentra nel credito di suo padre sopra la
+ repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto
+ IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che in appressa fu
+ Giulio II. — Progressi de' Turchi; primo assedio di Scutari;
+ assedio di Lepanto; presa di Caffa._
+
+1469 = 1475.
+
+
+Fin qui abbiamo veduto la repubblica fiorentina collocarsi nel centro di
+tutte le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti, ed avendo per lo
+meno qualche parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le guerre
+d'importanza che agitarono l'Italia. Ma sotto l'amministrazione de'
+Medici, Firenze non si sostenne in così elevato rango; acconsentì di
+essere dimenticata nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni de'
+vicini stati si concatenarono le une colle altre senz'essere da lei
+dirette, o senza che ella si sforzasse di contenerle; e dopo avere
+passate in rivista queste grandi scene della politica, siamo costretti
+di tornare a dietro per vedere ciò che accadeva in questo tempo nella
+sua interna amministrazione. Noi la troviamo languente per la precaria
+sanità del suo capo, o debole per l'estrema giovinezza di quello che gli
+succede; la vediamo partecipare all'infelicità delle reggenze delle
+minorità, e comprendiamo in qual modo con tale cambiamento di spirito
+dovette spegnersi la sua forza.
+
+D'uopo era che l'antico amore dei Fiorentini per la libertà fosse
+estremamente indebolito, perchè la morte di Pietro de' Medici non
+cagionasse una rivoluzione nella repubblica. Di già il vecchio Cosimo,
+dopo avere fondata la sua autorità piuttosto nella superiorità delle
+ricchezze che ne' grandi servigi, l'aveva trasmessa a Piero, suo
+figliuolo, come parte della sua eredità. Ma Piero era giunto a quella
+matura età che richiedevasi, perchè la repubblica potesse ubbidirgli
+senza vergogna. Le sue infermità lo avevano precocemente posto nel
+numero de' vecchi; egli era forse più stimato e meno temuto, perchè
+sembrava che omai non potesse sentire le passioni degli altri uomini.
+L'abituale sua dimora in campagna, le difficoltà e la lentezza con cui
+trasportavasi in lettica, quando tutti viaggiavano a cavallo, dava una
+certa quale apparenza di dignità a colui, che mai non ommettevasi di
+consultare come un oracolo in tutte le più importanti occasioni. Quando
+Piero morì non lasciò per capi della famiglia che i due suoi figli, il
+maggiore dei quali, Lorenzo, non giugneva ai ventunanni[1]. Faceva torto
+all'onore della repubblica, che venerabili magistrati, invecchiati ne'
+pubblici impieghi, rispettati da tutta l'Europa, ed accostumati a
+dirigerne la politica, venissero risguardati quali semplici partigiani
+di due giovinetti, le di cui pretensioni erano smentite dalla
+costituzione e da tutte le leggi dello stato cui non avevano renduto
+alcun servigio, i di cui natali erano più bassi di quelli di tutti i
+loro rivali, ed il di cui merito personale non aveva ancora potuto
+conoscersi. Pure coloro che avevano governata Firenze a nome di Piero,
+imposero silenzio all'amore del loro paese, e ad un'ambizione degna di
+un animo elevato per non ascoltare che circoscritti interessi, lo
+spirito di partito e l'ebbrezza della vittoria. Vollero conservare gli
+abusi di un governo di fazione, perchè essi soli ne approfittavano. Il
+credito personale dei giovani Medici non doveva soverchiare il loro
+proprio che in un'epoca creduta ancora lontana, e credevano inoltre più
+facile il tenere unito il loro partito sotto un antico nome, che
+innalzare ostensibilmente al primo posto quei medesimi che in fatti
+l'occupavano.
+
+ [1] Era nato il primo di gennajo del 1448.
+
+I cittadini, che in allora realmente governavano Firenze, erano Tommaso
+Soderini, fratello di quel Niccolò ch'era stato esiliato nell'ultima
+rivoluzione, Andrea de' Pazzi, che fu fatto cavaliere dalla repubblica
+nel febbrajo del 1468, essendo gonfaloniere di giustizia[2], Luigi
+Guicciardini, Matteo Palmieri e Piero Minerbetti. Questi erano coloro
+che in tempo delle dolorose malattie di Piero de' Medici avevano diretta
+la signoria, e s'erano fatti padroni dell'autorità del popolo per
+nominare i magistrati; erano que' medesimi che Piero de' Medici,
+stomacato dalla loro insolenza, e dalle vessazioni che esercitavano
+sopra tutti i cittadini, aveva minacciati di far rientrare entro i
+confini dell'ordine civile, richiamando in patria gli emigrati. Questi
+dopo la di lui morte si concertarono per continuare, sotto un vano nome,
+una giunta che loro assicurava la distribuzione di tutte le cariche, e
+delle finanze dello stato. Gli ambasciatori, accostumati a trattare con
+Tommaso Soderini, i cittadini, che da lungo tempo sapevano che la loro
+fortuna era dipendente dal suo favore, gli rendettero una specie
+d'omaggio, affrettandosi di visitarlo, tostocchè si ebbe notizia della
+morte di Piero de' Medici. Ma il Soderini temette di risvegliare la
+gelosia de' suoi colleghi, e d'indebolire il suo partito, accettando
+queste dimostrazioni di rispetto. Rinviò perciò i cittadini, che gli
+facevano visita, ai giovani Medici come ai soli capi dello stato; adunò
+nel convento di sant'Antonio tutti gli uomini che avevano maggiore
+influenza nella repubblica, e loro presentando Lorenzo e suo fratello,
+loro raccomandò di conservare a questi giovani il credito di cui la loro
+casa era in possesso da trentacinque anni; e gli avvisò essere più
+agevole cosa il mantenere un potere consolidato dal tempo, che il
+fondarne un nuovo[3].
+
+ [2] _Cronaca di Leonardo Morelli, t. XIX, Deliz. Erud., p. 185._
+
+ [3] _Machiavelli, l. VII, p. 328. — Scip. Ammirato, l. XXIII, p.
+ 106. — Jo. Mich. Bruti, l. V, p. 103-106. — Ricordi di Lorenzo de'
+ Medici p. 45_. — Roscoe (_Life of Lorenzo. Capit. III, p. 132_)
+ dubita dell'intervento del Soderini, perchè Lorenzo ne' suoi
+ _Ricordi_ non ne parla. Il signor Roscoe suppone che la memoria de'
+ servigi renduti dalla famiglia di Lorenzo, le sue straniere
+ parentele, che pure gli facevano torto agli occhi de' Fiorentini, e
+ l'immensa sua ricchezza, bastassero per dargli senza difficoltà
+ un'autorità così vivamente contrastata al di lui padre. Il signor
+ Roscoe, ingannato dalla proporzione variabile del fiorino alla lira,
+ commette un grave abbaglio rispetto a tale ricchezza, valutando il
+ fiorino d'oro due scellini e sei _pences_, invece di dieci suo vero
+ valore. Secondo il suo conto la sostanza di Piero de' Medici non
+ sarebbe ammontata a 30,000 lire sterline di capitale, locchè non
+ sarebbe al certo bastato per comperare la libertà del più ricco
+ stato dell'Europa. Ma il signor Roscoe, com'è costume di tutti i
+ biografi, tutto fa piegare a vantaggio del suo eroe: allontana più
+ di cent'anni la prima apparizione di un Medici nella _storia
+ fiorentina_; il qual Medici fu all'assedio di Scarperia l'anno 1351,
+ non nel 1251, com'egli dice alla _p. 8_. Dà maggior peso a tutti i
+ servigi di quella famiglia; ne rimpicciolisce, o tace tutti i
+ delitti; per ultimo dissimula lo spirito indipendente e sospettoso
+ de' Fiorentini, ch'erano ancora lontani assai dal sottoporsi
+ volontariamente al giogo di un principe, sebbene permettessero che
+ la libertà loro fosse scossa da una fazione.
+
+I Medici accolsero modestamente gli attestati di attaccamento e di
+considerazione che erano loro dati a nome della repubblica, e per alcuni
+anni essi non tentarono di acquistare un'autorità, che apparentemente
+non esisteva che ne' magistrati, e che non poteva segretamente
+esercitarsi sopra di questi, che da coloro cui i lunghi servigj ed i
+conosciuti talenti davano altissima considerazione. Per lo spazio di
+sette anni Firenze fu internamente abbastanza tranquilla; i Medici,
+occupati ne' loro studj ed in giovanili cure, ora accoglievano in casa
+loro i più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano il popolo con
+clamorose feste. Questi spettacoli si moltiplicarono con troppo maggior
+lusso nel 1471, quando Galeazzo Sforza, duca di Milano, venne a Firenze
+con sua moglie Bona di Savoja, sotto pretesto di soddisfare ad un voto.
+
+Galeazzo, divenuto di già insopportabile a' suoi sudditi per la sua
+vanità, per la sua instabilità e crudeltà, volle ostentare in su gli
+occhi dell'Italia i tesori estorti ai suoi popoli con crudeli
+vessazioni. Non resta memoria di un viaggio intrapreso con maggiore
+ostentazione. Dodici carri coperti di drappi d'oro si trasportarono coi
+muli a traverso agli Appennini per servigio della duchessa; non erasi
+ancora aperta su quelle montagne alcuna strada carreggiabile.
+Precedevano i principi sposi cinquanta palafreni per la duchessa,
+cinquanta cavalli a mano pel duca, tutti bardati a drappi d'oro, cento
+uomini d'armi e cinquecento fanti per guardia, cinquanta staffieri
+vestiti di stoffe di seta con argento, cinquecento coppie di cani per la
+caccia e moltissimi falconi. Il loro seguito, ingrossato da tutti i loro
+cortigiani, era di circa due mila cavalli[4]. Dugento mila fiorini d'oro
+erano stati dal duca destinati a questa insensata pompa: colla metà
+della quale somma, pochi mesi prima, poteva difendersi l'isola di
+Negroponte, ed impedire che cadesse in mano dei Turchi.
+
+ [4] _Antonii de Ripalta Annales Placentini, p. 929._
+
+Lorenzo de' Medici accolse in sua casa il duca di Milano, e dispiegò
+tutta la propria magnificenza per onorare un ospite così splendido.
+Sopra i suoi abiti e ne' suoi palazzi non isplendevano tante gemme, ma
+la pompa delle arti suppliva a quella dell'opulenza; i tanti antichi
+monumenti, i quadri e le stupende statue, che Lorenzo aveva raccolte,
+sorpresero il duca di Milano[5]. Dal canto suo la repubblica rivalizzò
+nel lusso col suo ospite e col suo ricco cittadino. Tutto il numeroso
+corteggio del duca fu alloggiato e mantenuto a spese del pubblico; tre
+sacri spettacoli, rappresentanti misteri, si offrirono ai Lombardi.
+Nella chiesa di san Felice si rappresentò l'Annunciazione della Vergine;
+ne' Carmelitani l'Ascensione di Cristo, ed in santo Spirito la Discesa
+dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, la quale ultima rappresentazione
+fu disturbata dall'incendio della stessa chiesa; perciocchè le fiamme,
+che vi si facevano a guisa di lingue, si appiccarono alle decorazioni, e
+le consumarono col palco e col tetto dell'edifizio[6]. Ma un danno assai
+più reale per Firenze fu la comunicazione dei gusti, del lusso, dei
+piaceri e dei vizj d'una corte corrotta, la comunicazione del suo ozio e
+della sua galanteria ad una repubblica, che mantenevasi co' suoi austeri
+costumi, coll'economia dei capi di famiglia, coll'attività e col
+costante lavoro della gioventù. Fu a' tempi di Lorenzo de' Medici, che
+si videro i Fiorentini accostumarsi alla servitù; eransi prima d'allora
+assoggettati più volte all'autorità vessatoria di una fazione
+vittoriosa; ma la molla delle antiche costumanze, più forte d'ogni
+passaggiera oppressione, riconduceva bentosto il regno delle leggi.
+Quando la mollizie e il libertinaggio ebbero occupato il luogo
+dell'antica energia, i Medici trovarono moltissimi cittadini, che
+preferirono il riposo dell'ubbidienza all'agitazione del comando[7].
+
+ [5] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 108._
+
+ [6] _Ivi._
+
+ [7] _Machiavelli Istor., l. VII, p. 336. — Jo. Mich. Bruti l. V, p.
+ 114._
+
+L'inconsiderata intrapresa d'un emigrato fiorentino aveva pochi mesi
+prima richiamata l'esistenza e gl'intrighi del partito che era stato
+espulso dalla patria nel 1466. Tutti i figli d'Andrea Nardi, ch'era
+stato gonfaloniere nel 1446, erano esiliati; Bernardo, di tutti il più
+giovane ed il più coraggioso, tentò di ricominciare la guerra, occupando
+la città di Prato. Teneva in questa città molti amici, e ne contava
+ancora molti di più tra i contadini di Pistoja: sapeva inoltre che in
+queste due città non era affatto spento l'amore dell'antica
+indipendenza, e che si accusava il governo fiorentino d'essere ingiusto
+e vessatorio. Comunicò il suo progetto e le sue speranze a Diotisalvi
+Neroni, risguardato dagli emigrati come loro capo, e ne ottenne
+l'assicurazione che gli giugnerebbero soccorsi da Bologna o da Ferrara,
+se poteva occupare Prato e mantenervisi quindici giorni. Dietro tale
+promessa Bernardo Nardi, nella notte del 6 aprile del 1470, adunò un
+centinajo di contadini fuori delle porte di Prato dalla banda di
+Pistoja. Fece in appresso chiedere al podestà di aprire le porte ad un
+viaggiatore, ch'era giunto a notte assai innoltrata. In tempo di pace
+non si negava mai questo favore. Il Nardi gettossi addosso a colui che
+portava le chiavi della città, ed avendogliele tolte, fece entrare tutti
+i suoi compagni, e cominciò a correre le strade, eccitando gli abitanti
+di Prato alle armi ed alla libertà. S'impadronì, senza trovare
+resistenza, di Cesare Petrucci, podestà, del palazzo pubblico e della
+città, senza che per altro verun cittadino prendesse le armi in suo
+favore, osservando tutti sbalorditi un movimento tumultuoso che non
+sapevano comprendere. Intanto, essendosi adunata la signoria di Prato,
+Bernardo si recò innanzi a lei per esortarla a ricuperare la propria
+libertà, ajutando in pari tempo i fuorusciti fiorentini a ricuperare la
+loro. Ma la signoria rispose con calma di non volere altra libertà che
+quella di cui godeva sotto la protezione di Firenze. Mentre ciò
+accadeva, i Pratesi avevano potuto conoscere quanto ristretto fosse il
+numero de' seguaci del Nardi, ed i Fiorentini, che trovavansi in Prato,
+avevano cominciato a riunirsi ed a prendere le armi. Giorgio Ginori,
+cavaliere di Rodi, si pose alla loro testa, attaccò i faziosi, molti ne
+uccise, e gli altri tutti fece prigionieri. Questa sedizione, che si
+terminò in cinque ore, e che non aveva cagionato alcun danno reale, fu
+punita con eccessivo rigore. Si tagliò la testa a Nardi ed a sei de'
+suoi compagni in Firenze, ad altri dodici in Prato; molti erano morti
+difendendosi; di modo che quasi tutti coloro che avevano prese le armi,
+perirono vittime della loro imprudenza[8].
+
+ [8] _Niccolò Machiavelli, l. VII, p. 330-336. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIII, p. 107. — Filippo de' Nerli Comment., l. III, p. 53. — Jo.
+ Mich. Bruti, l. V, p. 107._
+
+Due anni dopo una sedizione di assai più grave natura scoppiò nella
+città di Volterra a cagione d'una miniera d'allume ch'erasi scoperta. Un
+Sienese, Benuccio Capacci, l'aveva presa in affitto dalla magistratura
+della città; ma perchè pareva ritrarre da questa miniera maggiore
+vantaggio d'assai che non erasi in principio creduto, e perchè quasi
+tutto l'utile tornava a profitto degli stranieri, gli abitanti di
+Volterra vollero prevalersi di alcune irregolarità del primo contratto
+per annullarlo[9]. Alcuni Volterrani, trovandosi feriti nell'interesse e
+nell'amor proprio, talmente si andarono esacerbando gli spiriti, che
+queste contese dell'allume furono cagione di zuffe, di omicidj e
+dell'esilio di varj cittadini, ed all'ultimo di una totale rivoluzione
+nel governo municipale. Volterra era una città piuttosto alleata che
+suddita de' Fiorentini; erasi soltanto obbligata a pagar loro ogni anno
+mille fiorini, che non formavano la decima parte delle sue entrate, ed a
+ricevere ogni sei mesi un podestà fiorentino. La magistratura estraevasi
+a sorte ogni due mesi, secondo l'antica usanza delle repubbliche
+italiane: governavasi in una maniera indipendente, faceva le sue leggi e
+le abrogava, e nominava i comandanti di una ventina di castelli del suo
+territorio: alcuni decemviri, nominati nel caldo delle dispute cagionate
+dalla scoperta della miniera dell'allume, trovarono ingiusto che la
+repubblica di Firenze s'immischiasse nella sua amministrazione, ed
+avesse fatti rimettere in possesso della miniera gl'intraprenditori che
+n'erano stati scacciati colla forza. Essi dimenticarono nelle loro
+relazioni, fatte ai Fiorentini, que' riguardi e quel rispetto, che i
+loro predecessori avevano sempre mostrato verso questo stato protettore,
+ed all'ultimo rifiutarono di seguire i consigli di Lorenzo de' Medici,
+che cercava di far loro sentire l'imprudente loro condotta, e che,
+offeso da tale arroganza, opinò in appresso, perchè venissero sottomessi
+colle armi[10].
+
+ [9] _Antonii Hyvani Commentar. de Bello Volaterrano, t. XXIII, Rer.
+ It. p. 9._
+
+ [10] _Antonii Hyvani Commentar., p. 14._
+
+I Volterrani avevano di già spediti ambasciatori a diverse potenze
+d'Italia per chiedere la loro protezione; e gli emigrati fiorentini, che
+andavano in cerca di tutte le occasioni d'attaccare il governo, loro
+promisero e danaro e gente. La rivoluzione scoppiò il 27 aprile del
+1472. Frattanto Tommaso Soderini volle ancora tentare la via delle
+negoziazioni; ma i suoi rivali preferirono quella delle armi, e furono
+appoggiati da Lorenzo de' Medici, che desiderava illustrare la sua
+amministrazione con qualche impresa militare. Non già ch'egli si recasse
+personalmente all'armata, la quale si adunò senza di lui sotto gli
+ordini di Federico da Montefeltro, conte d'Urbino, ed in breve ottenne
+una vittoria, accompagnata più che da onore, da vergogna e da rimorso. I
+Volterrani avevano adunato a stento un migliajo di soldati; i loro
+avamposti furono superati con estrema facilità, e le antiche loro mura,
+maravigliosa opera degli etruschi, vennero aperte dall'artiglieria.
+Capitolarono circa la metà di giugno, venticinque giorni dopo cominciato
+l'assedio: ma avendo un soldato, in onta alla capitolazione, percosso e
+spogliato un antico magistrato di Volterra, che aveva in allora deposta
+la carica, quest'esempio di militare licenza fu subito seguito da tutta
+l'armata vincitrice. Volterra fu per un giorno intero abbandonata al
+saccheggio, senza che venissero risparmiati nè i sacri edificj, nè
+l'onore delle donne: il governo municipale fu abolito, s'innalzò una
+fortezza sulla piazza del palazzo vescovile, e dal rango d'alleata la
+città fu ridotta a quello di suddita[11].
+
+ [11] _Ant. Hyvani Comment. de bello Volaterrano, t. XXIII, p. 5-20.
+ — Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 111. — Machiavelli Istor., l. VII, p.
+ 338-342. — Annales Forolivienses, l. XXII, p. 231._
+
+I due tumulti di Prato e di Volterra furono le sole cose che alterassero
+momentaneamente la pace di cui godette Firenze sotto l'amministrazione
+dei tutori e degli amici dei giovani Medici. Omai il loro potere
+trovavasi abbastanza rassodato, perchè le congiure, urtando contro di
+loro, lo consolidassero invece di scuoterlo. Ma di questa stessa epoca
+l'uomo, che doveva mostrarsi il loro più acerbo nemico, quello che
+doveva promettere appoggio e favore a nuove congiure e santificarle
+colle sue benedizioni, Sisto IV, era stato innalzato alla più eminente
+dignità del cristianesimo.
+
+Il pericolo dell'invasione de' Turchi era in Italia così universalmente
+sentito, e tutti gli spiriti erano compresi da tanto terrore, che non
+eravi un sol uomo nel collegio de' cardinali, che non si mostrasse
+determinato ad impiegare tutte le ricchezze della chiesa romana, e tutte
+le forze della cristianità per combattere i barbari. Salendo sul trono
+un nuovo pontefice vi portava sempre questo voto, che aveva formato in
+meno sublime condizione; e le sue prime congregazioni, le prime lettere
+erano tutte piene di quell'ardore che voleva inspirare a tutti i fedeli.
+Ma poichè aveva cominciato ad assaporare il piacere del comando, dopo di
+avere sperimentato alcun tempo, da un canto la sorda ma costante
+opposizione di tutti coloro il cui interesse non si accordava colla
+guerra, dall'altro canto la soddisfazione d'arricchire le sue creature,
+di soddisfare i proprj gusti o quelli degli uomini a lui più cari,
+finalmente d'impiegare i tesori della chiesa nell'appagare le proprie
+passioni piuttosto che nella difesa della Cristianità, tutto il suo zelo
+si agghiacciava, trovava pretesti per dispensarsi dal prendere parte
+alla crociata ch'egli stesso aveva predicata; e coloro cui egli stesso
+aveva poste le armi in mano, dovevano riputarsi felici, s'egli non
+approfittava dell'averli posti in guerra col comune nemico, per
+attaccarli poscia nei loro stati e spogliarli.
+
+Questo progressivo raffreddamento, che si era potuto osservare in
+Calisto III, in Pio II, in Paolo II, si rese più manifesto in Sisto IV.
+Dopo il pontificato di Niccolò V, lo scettro della Chiesa era
+successivamente caduto in mani sempre meno pure, e questo progressivo
+degradamento doveva avere per termine alla fine del secolo lo scandaloso
+papato d'Alessandro VI. Francesco della Rovere, innalzato alla santa
+sede sotto il nome di Sisto IV, vi era giunto, per quanto si disse, col
+mezzo di simoniache pratiche. Il suffragio del cardinale Orsini era
+stato comperato colla promessa dell'impiego di tesoriere o di
+camerlengo, quello del cardinale pro-cancelliere coll'abbadia di
+Subbiaco, e quello del cardinale di Mantova coll'abbadia di san
+Gregorio[12]. In questo modo il cardinale Bessarione, che da principio
+sembrava avere per lui il maggior numero delle voci, ed il cardinale di
+Pavia, che avrebbe egualmente onorata la tiara, furono allontanati, non
+senza ch'essi medesimi si avvedessero delle pratiche, che li privavano
+tutti e due del papato[13].
+
+ [12] _Stefano Infessura Diario Romano, p. 1142._
+
+ [13] _Card. Papiens. Epist. 395, p. 333, et apud Rayn. Ann. Eccles.
+ 1471, § 66, p. 233._
+
+Tutta la Chiesa echeggiava di lagnanze contro l'avarizia di Paolo II,
+che si era veduto accumulare le entrate de' beneficj ecclesiastici,
+lasciandoli molti anni senza possessori; non conoscevasi che avesse
+alcun favorito, nè vedevasi che spendesse in magnificenze, o in altri
+oggetti; sapevasi che il suo gusto era quello d'ammassare tesori, senza
+farne uso, ed eraglisi più volte udito a dire che i suoi forzieri erano
+pieni d'oro. Pure Sisto IV dichiarò di non avervi trovati che cinque
+mila fiorini[14]; ma la subita ricchezza de' suoi nipoti, e lo
+scandaloso lusso che ostentarono bentosto in faccia a tutta l'Europa,
+fecero sospettare che i tesori dell'ultimo pontefice non erano stati
+preservati dal saccheggio.
+
+ [14] _Vita Sixti IV Platinae tributa, t. III, p. II, p. 1057._
+
+Sisto IV aveva quattro nipoti, il di cui rapido innalzamento fu un
+oggetto di scandalo a tutta la Cristianità. Leonardo e Giuliano, che
+portavano come il papa il nome della Rovere, erano figliuoli di suo
+fratello; Pietro e Girolamo Riario erano figli di sua sorella.
+Vergognose vociferazioni ascrivevano la nascita degli ultimi due ad un
+incesto, altri cercavano una causa ancora più infame, se è possibile,
+della insensata predilezione di Sisto IV per questi due giovani:
+l'obbrobrio di tali accuse era universalmente sparso, ed i costumi e la
+condotta del papa contribuirono ad ottener loro credenza.
+
+Frattanto tutti gl'interessi della Chiesa e della Cristianità erano
+sagrificati all'ingrandimento de' nipoti. Leonardo della Rovere fu
+nominato prefetto di Roma, sposò una figlia naturale di Ferdinando, ed
+in occasione di questo matrimonio Sisto IV abbandonò al re di Napoli il
+ducato di Sora, Arpino e tutti i feudi che Pio II aveva acquistati alla
+Chiesa nell'ultima guerra, e che Paolo II aveva così vigorosamente
+difesi. Nello stesso tempo Sisto condonò a Ferdinando, non senza
+eccitare violenti lagnanze nel sacro collegio, quel tributo arretrato
+che aveva fatto temere di guerra tra il re di Napoli e la santa
+sede[15], e lo dispensò da tale obbligo a vita; formò in tale maniera
+con danno della sua Chiesa la più stretta alleanza col governo di
+Napoli. Giuliano della Rovere, che Sisto IV creò cardinale, e che
+arricchì di beneficj ecclesiastici, fu poi papa Giulio II. Girolamo
+Riario sposò, pel credito dello zio, Catarina, figlia naturale di
+Galeazzo Sforza, duca di Milano, che gli portò in dote la contea di
+Bosco, presso alle Alpi liguri, e ciò che più stimavasi dal papa, la
+protezione della casa Sforza[16]. Ma ciò non bastava all'ambizione del
+pontefice; nel 1473 fece comperare per Girolamo, da suo fratello Pietro,
+pel prezzo di quaranta mila ducati d'oro la città ed il principato
+d'Imola, ove Taddeo Manfredi, che in allora sosteneva una guerra civile
+contro sua moglie e suo figlio, a stento si manteneva[17].
+
+ [15] _Vitae Roman, Pont. t. III, p. II, p, 1059. — Card. Papiens.
+ Epist. 439, p. 760. — Ann. Eccl. 1472, § 56, p. 247._
+
+ [16] _Hieron. de Bursellis Ann. Bonon., p. 901._
+
+ [17] _Vitae Roman. Pont., t. III, p. II, p. 1060. — Hier. de
+ Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 900._
+
+Sebbene un tale ingrandimento de' nipoti del papa fosse ancora senza
+esempio negli annali della Chiesa, poteva fin qui spiegarsi per sola
+cupidigia ed ambizione. Ma la predilezione di Sisto IV per suo nipote,
+Pietro Riario, che di semplice frate francescano fu fatto prete
+cardinale del titolo di san Sisto, patriarca di Costantinopoli ed
+arcivescovo di Firenze, diede luogo a più odiosi sospetti. Pietro
+Riario, nella fresca età di 26 anni, non era distinto nè per talenti, nè
+per virtù; e niuno lo conosceva ancora, quando nel quinto mese del
+pontificato di suo zio fu nominato cardinale. «D'allora in poi, dice
+Giacomo Ammanati cardinale di Pavia, fu in corte onnipotente. Il suo
+rango ed il suo fasto sorpassarono tutto quanto creder potranno i nostri
+nipoti, e tutto quanto hanno potuto vedere i nostri padri. Quando andava
+a corte o ne usciva, una quantità di persone d'ogni condizione e d'ogni
+dignità lo accompagnava, ed anguste erano tutte le strade per la folla
+che lo precedeva e lo seguiva. In casa sua assai più frequenti erano le
+udienze che quelle del pontefice. I vescovi, i legati, gli uomini d'ogni
+qualità riempivano sempre la di lui casa. Diede un convito agli
+ambasciatori di Francia, che superò in sontuosità tutto ciò che
+l'antichità ed i gentili conobbero in questo genere. Gli apparecchi si
+continuarono molti giorni; vi si adoperò tutta l'arte degli Etruschi, ed
+il paese dovette contribuire tutto quanto aveva di raro e di squisito;
+ogni cosa facendosi al solo oggetto di ostentare un fasto che non
+potesse superarsi dalla posterità. L'estensione degli apparecchi, la
+loro varietà, gli ordini degli ufficiali, il numero de' coperti, il
+prezzo delle vivande, tutto venne accuratamente notato dagl'ispettori,
+tutto cantato in versi, sparsi poi con profusione non solo nella città,
+ma in tutta l'Italia. Si ebbe perfino cura di mandarne alcuni esemplari
+oltremonti[18].»
+
+ [18] _Papiens. Card. Epist, 548 ad Francis. Gonzagam cardinalem, p.
+ 821. — Ann. Eccles. 1474, § 22-23, p. 256. — Onofrio Panvinio Vita
+ di Sisto IV ad calcem Platinae, edit. Ven. 1730, p. 456._
+
+Pochi giorni dopo questo banchetto, il di cui fasto insultava ai voti di
+povertà dell'ordine di san Francesco, in cui era stato allevato il
+cardinale Riario, Eleonora d'Arragona, figlia di Ferdinando, promessa
+sposa al duca di Ferrara, giunse a Roma, accompagnata da Sigismondo,
+fratello d'Ercole, per recarsi presso al consorte; in tale occasione il
+cardinale Riario spiegò un fasto più stravagante. Per ricevere Eleonora
+fece innalzare sulla piazza de' santi Apostoli un palazzo tutto
+risplendente d'oro e di seta. Tutti i vasi destinati al servigio di
+questa corte, e perfino gli utensili più vili erano d'argento o
+dorati[19]. Le feste succedevano alle feste, onde il cardinale Riario
+trovò d'avere spesi in brevissimo tempo cento mila fiorini, e contratti
+debiti per altri sessanta mila. Per supplire a così disordinate spese,
+che uguagliavano o superavano l'entrate de' più ricchi sovrani, Riario
+aveva riunite le più opulenti prelature della Cristianità. Patriarca
+titolare di Costantinopoli, possedeva nello stesso tempo tre
+arcivescovadi ed innumerabili altri beneficj.
+
+ [19] _Diario di Stefano Infessura, p. 1144. — Gio. Battista Pigna,
+ l. VIII, p. 789._
+
+Bentosto Pietro Riario volle mostrare all'Italia tutta il lusso
+ostentato in Roma. Recossi con real fasto a Milano, ove giunse il 12
+settembre del 1473. Vi fu ricevuto col titolo di legato di tutta
+l'Italia datogli da Sisto IV. Colà volle far prova di magnificenza in
+concorso di Giovanni Galeazzo, che non era di lui meno vano. Fu creduto
+inoltre che si fossero promessi reciproca assistenza nel progetto di
+farsi, uno re d'Italia, e l'altro papa. Di là il Riario andò a Venezia
+per cercarvi non solo lo splendore degli onori che gli si tributavano,
+ma ancora la voluttà. Assicurasi che si abbandonò ad ogni eccesso, oltre
+le forze della sua costituzione. Spossato da scandalosi stravizj, per
+altro meno ruinosi ai popoli del suo fasto, morì pochi giorni dopo il
+suo ritorno a Roma, il 5 gennajo del 1474, dopo di avere dato all'Italia
+nello spazio di diciotto mesi uno spettacolo il di cui scandalo era fin
+allora sconosciuto. Con costui ebbe principio il _Nipotismo_, che per lo
+innanzi si erano avute poche occasioni di rimproverare alla corte di
+Roma[20].
+
+ [20] _Diario di Stef. Infessura, p. 1144. — Roman. Pont. Vitae, p.
+ 1060. — Bernard. Corio Hist. Milan., p. VI, p. 976._
+
+Sisto IV pareva che non potesse dispensarsi dall'avere un favorito, onde
+prodigargli tutte le ricchezze della Chiesa. Quando perdette Pietro
+Riario, pianse amaramente, e si affrettò di sostituirgli un altro suo
+nipote, che la sua giovinezza aveva fin allora tenuto lontano dalla
+fortuna. Era questi Giovanni della Rovere, fratello di Leonardo e di
+Giuliano. Sisto IV gli fece sposare Giovanna di Montefeltro, figlia di
+Federico, conte d'Urbino, il più dotto ed il più virtuoso di tutti i
+feudatarj della Chiesa. Perchè questa figlia d'un principe non isposasse
+un semplice particolare, il papa staccò dall'immediato dominio della
+santa sede, e diede in feudo a Giovanni della Rovere, le città di
+Sinigaglia e di Mondavio col loro territorio. Richiedevasi per
+convalidare queste cessioni il consenso del concistoro de' cardinali, e
+non fu facile l'ottenerlo. Il cardinale Giuliano, fratello del nuovo
+principe, adoperò le più vive istanze per persuadere i suoi colleghi; il
+papa acquistò con ricchi beneficj un dopo l'altro i loro voti; onde i
+più caldi sostenitori degl'interessi della Chiesa furono all'ultimo
+strascinati dal voto della pluralità[21]. In appresso volle Sisto IV
+dare nuovo lustro alla dignità del principe che aveva di fresco
+aggregato alla sua famiglia. Federico di Montefeltro, che faceva
+prosperare il suo piccolo stato, risguardavasi come uno de' migliori
+generali d'Italia; aveva sempre sotto i suoi ordini una buona armata,
+che manteneva come un condottiere, ricevendo il soldo da qualche più
+potente sovrano. La posizione de' suoi stati nella vicinanza di Roma
+dava maggior prezzo alla sua alleanza; e il papa per affezionarselo
+maggiormente lo decorò del titolo di duca d'Urbino, il 21 agosto del
+1474, colla pompa medesima e colle cerimonie, che avevano tre anni prima
+accompagnata la nomina di Borso d'Este al ducato di Ferrara[22].
+Bentosto il genero di Federico passò ad una nuova dignità; perchè,
+essendo morto l'11 novembre del 1745 il di lui fratello Leonardo, gli
+successe nella carica di prefetto di Roma.
+
+ [21] _Card. Papiens. Epist. 589-590, p. 838, 839._ Le citazioni del
+ Raynaldi non si riferiscono esattamente a queste lettere. Indica
+ l'ultima come fosse la 588 e 589. — _Vitae Rom. Pont., t. III, p.
+ II, p. 1062._
+
+ [22] _Card. Papiens. Epist. 568, p. 832. — Raynal. Ann. Eccl. 1474,
+ § 21, p. 256. — Vitae Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1062._
+
+L'altro fratello della Rovere, quel cardinale Giuliano, che in età
+avanzata doveva poi mostrarsi il più bellicoso pontefice, apprendeva in
+questi tempi l'arte militare nello stato della Chiesa. La città di Todi
+fu la prima scena delle sue imprese. Erasi veduto ripullulare in questa
+città l'antica discordia de' Guelfi e dei Ghibellini, che doveva
+credersi affatto spenta dopo avere per tre secoli tenuta l'Italia
+divisa. Era stato ucciso Gabriele Castellani, capo de' Guelfi del paese,
+e Matteo Canali, capo de' Ghibellini, erasi in certa maniera fatto
+sovrano di Todi. Tutta la provincia si era sollevata per questo
+avvenimento; e la memoria delle antiche offese aveva risvegliati gli odj
+con tanto furore, come se le due fazioni discutessero tuttavia i diritti
+dell'Impero e della Chiesa. Gli abitanti di Spoleti, il conte Giordano
+Orsini ed il conte di Pitigliano erano accorsi in ajuto de' Guelfi; e
+Giulio da Varano, signore di Camerino, erasi dichiarato pel contrario
+partito. Per altro le opinioni che avevano in addietro dato origine a
+queste fazioni erano affatto dimenticate, ed i Guelfi erano così lontani
+dall'essere i campioni dei diritti della Chiesa, che il legato del papa
+abbracciò la difesa dei Ghibellini. Questi entrò in Todi alla testa
+della sua piccola armata, ne scacciò i contadini che v'erano stati
+introdotti, punì i sediziosi colla prigione o coll'esilio, e ridusse di
+nuovo la provincia nell'assoluta dipendenza della santa sede. Da Todi
+Giuliano condusse la sua armata a Spoleti. Quando lo videro avanzarsi si
+ritirarono l'Orsini ed il Pitigliano, e la città capitolò: ma non furono
+poi osservate le condizioni accordate agli abitanti dal cardinale
+legato; i soldati, a dispetto de' suoi ordini, svaligiarono i cittadini.
+Pure in appresso la Chiesa non punì i soldati per la loro
+insubordinazione, ma insevì contro gli abitanti di Spoleti, cui il
+cardinale non credevasi obbligato a nulla, da che la loro capitolazione
+non era stata osservata. Molti di loro furono posti in prigione, altri
+esiliati, e venne abolita la loro giurisdizione sopra la provincia[23].
+
+ [23] _Roman. Pont. Vitae, t. III, p. II, p. 1061. — Onofrio Panvino,
+ Vita di Sisto IV, p. 457._
+
+Più non restava a Giuliano della Rovere per ultimare la campagna che di
+sottomettere Niccolò Vitelli, principe di Tiferno, o Città di Castello.
+Il Vitelli non assumeva che il titolo di vicario della santa Chiesa;
+dichiaravasi apparecchiato ad ubbidire agli ordini del papa; ma intanto
+manteneva nella sua piccola sovranità un'indipendenza, che per molte
+generazioni vi avevano mantenuta ed a lui trasmessa i suoi antenati.
+Egli respinse la forza colla forza, ottenne un vantaggio sopra le truppe
+del cardinale Giuliano, e nello stesso tempo chiese ajuto ai Fiorentini.
+Questi non vedevano senza inquietudine il torbido governo del pontefice
+e de' suoi nipoti, e quel cambiamento nell'amministrazione della Chiesa,
+che pareva formarne una monarchia militare. Avevano essi ragione di
+temere per Borgo san Sepolcro, città vicinissima al teatro della guerra,
+che si erano fatta cedere dai papi, e che poteva essere loro ritolta. Vi
+mandarono adunque una piccola armata, comandata da Pietro Nasi; fecero
+in pari tempo passare alcuni soccorsi al Vitelli, ed eccitarono in tal
+modo la collera del pontefice, che più loro non perdonò d'averlo fermato
+nell'esecuzione de' suoi progetti[24]. Il cardinale, perduta la speranza
+di sottomettere il Vitelli colla forza, gli accordò un'onorata
+capitolazione. Duecento soldati della Chiesa vennero ricevuti in Città
+di Castello in segno di sommissione; ma non fu cambiato il governo, e
+venne riconosciuta la sovranità del Vitelli. Del resto tale trattato fu
+altamente biasimato dal sacro collegio. I più virtuosi cardinali erano
+quelli che più s'interessavano per l'ingrandimento del temporale dominio
+della Chiesa. Avevano sperato che Città di Castello sarebbe ridotta
+sotto il diretto dominio della santa sede; e risguardarono la cessione
+fatta al Vitelli, come contraria alla dignità ed alla sovranità del
+papa[25].
+
+ [24] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 113._ Spedirono nello stesso tempo
+ un'ambasciata a Lodovico XI per domandare la sua protezione.
+ _Continuat. de Monstrelet. Chr. Vol. III, f. 179._
+
+ [25] _Epist. Card, Papiens. 570, p. 833. — Raynald. Ann. 1474, § 17,
+ p. 256._
+
+Se i Fiorentini avevano concepita dell'inquietudine per i movimenti
+dell'armata del cardinale Giuliano ai loro confini, avevano ancora più
+forte motivo di porsi in guardia dell'alleanza strettissima del papa col
+re di Napoli; particolarmente dopo che questi due sovrani eransi
+attaccati a Federico d'Urbino, che fin allora era stato quasi sempre
+capitano della repubblica. I Fiorentini avevano veduto con istupore
+disporsi il duca Federico a fare un viaggio a Napoli, ed avevano cercato
+di ritenerlo, osservandogli che se ponevasi una volta tra le mani di
+Ferdinando, riceverebbe il trattamento fatto al Piccinino[26]. Ma quando
+seppero per lo contrario che Federico era in Napoli festeggiato ed
+onorato assai, ed inoltre nominato generale della lega del re e del
+papa, credettero che fosse tempo di cautelarsi contro l'ambizione di
+così formidabili vicini. Da un canto nominarono loro capitano Roberto
+Malatesta, principe di Rimini, e dall'altro canto spedirono Tommaso
+Soderini a Venezia per conchiudervi una più stretta alleanza con questa
+repubblica[27].
+
+ [26] _Machiavelli, l. VII, p. 345._
+
+ [27] _Scip. Amm., l. XXIV, p. 113._
+
+I Veneziani trovavansi in allora più stretti che mai dalle armi turche,
+e vedevansi in pari tempo compromessi per gli affari di Cipro con i due
+più potenti stati d'Italia. Ferdinando sperava sempre di far ottenere la
+corona di quel regno a suo figlio naturale, don Alfonso, che aveva fatto
+adottare dalla regina Carlotta, legittima sorella di Giacomo, e che
+aveva promesso sposo all'altra Carlotta, figliuola naturale dello stesso
+Giacomo. Inoltre i Genovesi, sudditi del duca di Milano, non potevano
+darsi pace della perdita di Famagosta, e minacciavano d'attaccare
+l'isola di Cipro con truppe milanesi, per ricuperare quella
+fortezza[28]. I Veneziani, inquieti per le pretensioni de' loro rivali,
+colsero avidamente l'occasione di confederarsi con tutto il settentrione
+dell'Italia. In Milano ed in Venezia le negoziazioni furono destramente
+condotte, ed il 2 novembre del 1474 le due repubbliche sottoscrissero
+con Galeazzo Sforza una lega difensiva per venticinque anni. Fu
+convenuto che ognuna delle potenze contraenti manterrebbe anche in tempo
+di pace tre mila cavalli e due mila fanti sul piede di guerra. In una
+guerra continentale dovevano riunire tra di loro ventun mila cavalli e
+quattordici mila fanti, in modo per altro che i Veneziani ed il duca di
+Milano contribuissero ognuno come tre, ed i Fiorentini come due.
+Finalmente nelle guerre marittime, i Fiorentini ed il duca di Milano
+obbligavansi a somministrare ciascheduno ai Veneziani cinque mila
+fiorini al mese. Fu inoltre convenuto che s'inviterebbero il duca di
+Ferrara, il papa ed il re Ferdinando ad entrare in questa alleanza. In
+fatti il primo vi prese parte il 13 febbrajo seguente; ma il papa ed il
+re Ferdinando si limitarono a dare generali assicurazioni di mantenersi
+amici delle parti contraenti, senza voler prendere verun positivo
+impegno[29].
+
+ [28] _Vitae Roman. Pont., l. XXIV, p. 113._
+
+ [29] _Gio. Batt. Pigna Storia de' Principi d'Este, l. VIII, p. 794._
+
+Ma sebbene l'Italia si trovasse divisa tra due leghe rivali, che si
+adocchiavano, e che cercavano vicendevolmente di nuocersi, l'interna sua
+pace non venne altrimenti turbata; le più minacciose negoziazioni non
+ebbero alcun risultato. La storia di Firenze per più anni consecutivi
+non offre niuna interessante memoria, e lo stesso può dirsi press'a poco
+di quella di Milano, essendo tutti gl'interessi e tutta l'attività
+degl'Italiani diretti verso il levante. La guerra de' Turchi teneva
+occupati tutti gli spiriti, ed inattive tutte le forze. Soltanto il
+papa, sempre più alienandosi dai Veneziani, andava a poc'a poco
+ritirandosi dalla lotta. Nel 1472 la flotta pontificia aveva a tutto
+potere ajutata quella della repubblica; nel 1473 non aveva fatta che una
+vana mostra della sua forza ne' mari di Rodi; ed il terzo anno più non
+ebbe parte in una guerra, cui la santa sede era immediatamente
+interessata.
+
+Prima che terminasse il 1473, Maometto II aveva spedito in Moldavia
+un'armata comandata da Solimano, beglierbey di Romania. Il sovrano, che
+aveva i titoli di palatino e di wayvoda della Moldavia, era Stefano,
+degno successore del feroce Blado Dracula. Ma perchè le enormi sue
+crudeltà erano eccitate dal più caldo zelo religioso, Sisto IV,
+mandandogli parte del danaro prodotto dalle indulgenze, chiamavalo in
+tutte le sue lettere _il suo prediletto figlio, il vero atleta di Gesù
+Cristo_[30]. Stefano non si attentò di dare battaglia ai Turchi per
+difendere il suo paese; egli al contrario lo guastò prima di loro con
+tale attività, che i Musulmani, avanzandosi, bentosto mancarono di ogni
+mezzo di sussistenza. Dopo che la loro armata, spossata dalla fame e
+dalla malattia, ebbe perduto il coraggio e le forze, il vayvoda
+l'attaccò il 17 di gennajo presso alla palude di Rackovieckz e
+totalmente la disfece. Ebbe in appresso l'atrocità di far impalare tutti
+i prigionieri, ad eccezione d'alcuni ufficiali generali; e lo stesso
+storico, che racconta tale barbarie, aggiugne immediatamente; «che lungi
+dall'abbandonarsi all'orgoglio per così grande vittoria, egli digiunò
+quattro giorni a pane ed acqua, e fece pubblicare in tutto il suo stato,
+che niuno avesse l'audacia di ascrivergli questo felice avvenimento, ma
+che ognuno ne dasse tutta la gloria a Dio[31].» Il vayvoda continuò la
+guerra ne' due susseguenti anni, senza venire a battaglia; ma la sua
+cavalleria leggiera, volteggiando sempre intorno all'armata musulmana,
+gli tolse migliaja di prigionieri, che Stefano fece scorticare vivi o
+impalare[32].
+
+ [30] Bolla del gennajo 1476. _In Lib. Bullarum, l. XXIII, p. 91. —
+ Ann. Eccl. Rayn. 1476, § 5, p. 265._
+
+ [31] Lo storico Michele Michovias era contemporaneo, e canonico di
+ Cracovia in principio del XVI secolo. _Chron. Polon., l. IV, c. 70.
+ Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 10, p. 254. — Andrea Navagero Stor. Venez.,
+ p. 1144._ Stefano, Vayvoda di Valacchia e di Moldavia, è uno degli
+ eroi favoriti di Dlugoss, storico polacco, suo contemporaneo. Nel
+ 1467 aveva sconfitto Mattia Corvino (_l. XIII, p. 418_); nel 1469
+ aveva vinto Pietro, suo emulo, ed in appresso i Cosacchi Zaporovi,
+ ed aveva esercitate su gli uni e su gli altri le più orribili
+ crudeltà. Ivi, p. 445-450. Aveva poi fatto la guerra a Radul, figlio
+ di Blado Dracula, vayvoda di Bessarabia, e l'aveva forzato a darsi
+ in braccio ai Turchi, _p. 508, 516_. Finalmente la sua vittoria
+ presso le paludi di Rackowieckz, e presso il fiume Berlad, sopra il
+ Beglierbey di Romania, il supplicio di tutti i prigionieri, il
+ digiuno de' vincitori a pane ed acqua, sono raccontati colle
+ medesime circostanze da Dlugoss e da Michovias. _Hist. Polon., l.
+ XIII, p. 526. — Demet. Cantemir, l. III, c. 1, § 29, p. 111._
+
+ [32] _Rayn. Ann. Eccl. 1476, § 6 e 7, p. 265._
+
+Il beglierbey di Romania, avendo rifatta la sua armata dopo la disfatta
+di Rackovieckz, venne in principio di maggio del 1474 ad assediare
+Scutari, una delle più forti città che i Veneziani possedessero
+nell'Albania[33]. Assicurano i Latini, che Solimano aveva sotto i suoi
+ordini sessanta mila uomini, capitanati da sette sangiaki. Antonio
+Loredano era incaricato della difesa di Scutari col titolo di capitano e
+di conte della città. Deboli erano le mura di Scutari, onde furono
+bentosto aperte dall'artiglieria turca, che di que' tempi era molto
+superiore a quella de' Cristiani. Ma il Loredano faceva innalzare ripari
+di terra dietro le cadute mura, ed approfittava della vantaggiosa
+posizione del terreno, che in tutte le città dell'Albania è più forte
+delle mura. Il provveditore Lunado Boldù volle gettare un rinforzo nella
+piazza, ma la sua piccola armata fu posta in fuga. Gli assediati avevano
+consumati i loro approvigionamenti, e mancavano talmente di acqua, che
+la piccola razione che davasi ancora ai soldati doveva asciugare in tre
+giorni l'ultima cisterna, quando circa la metà di agosto Solimano diede
+un assalto. Fu valorosamente sostenuto otto ore; i Turchi vi perdettero
+tre mila uomini, e ritirandosi dalla battaglia, risolsero altresì di
+levare l'assedio[34].
+
+ [33] Marino Barlesio, quello che scrisse la vita di Scanderbeg,
+ comincia la sua storia del secondo assedio di Scutari sua patria con
+ una buona descrizione di quella città. Ci fa sapere ch'era stata
+ data in pegno alla signoria di Venezia da Giorgio Balsitsch,
+ principe epirota, contemporaneo d'Amurat II e di Scanderbeg; che la
+ città, ruinata dalle precedenti scorrerie dei Turchi, più non
+ dilatavasi sulle due rive dell'antico lido del Lodrino, che in
+ addietro gettavasi nella Bogiana, e che oggi bagna Lisso, e sbocca
+ in mare dieci miglia al di sotto. Scutari trovavasi in allora chiusa
+ presso al confluente dei due fiumi, nel recinto medesimo che serviva
+ di fortezza alla città nei tempi della sua più grande prosperità.
+ _Marinus Barletius de Scodrensi expugnatione, l. I, p. 391, edit.
+ Basil., f. 1556. Ad calcem Laonici Chalcocondylæ._
+
+ [34] _Marin. Barletius de Scodrensi expugn., l. II, p. 393. — Coriol
+ Cepio de reb. Venet., l. III, p. 367._
+
+L'armata turca, che tenne assediata Scutari, aveva fatta una prodigiosa
+perdita per le malattie generate dal terreno pantanoso in cui trovavasi
+accampata. Il Sabellico porta tale perdita a sedici mila uomini; ma
+l'armata veneziana non aveva meno sentita l'influenza dell'aria infetta.
+Gritti e Bembo erano stati mandati i primi con sei galere alla foce
+della Bogiana, fiume che, ricevendo le acque del lago Scutari, gettasi
+in mare tra Dulcigno ed Alessio. Pietro Mocenigo era più tardi venuto
+nella stessa rada colla flotta che aveva sottomessa l'isola di Cipro;
+tutti e tre caddero successivamente ammalati, e furono costretti di
+farsi portare a Cattaro. I marinai ed i soldati furono ancora più
+esposti a questa fatale influenza. L'armata che Boldù ragunò in Albania,
+ed alla quale si unì Giovanni Czernowitsch, aveva molti valorosi
+epiroti, ma non trovossi mai abbastanza forte per misurarsi coi Turchi;
+e mentre che stava aspettando rinforzi, la malattia gli rapiva i soldati
+che di già aveva. Finalmente gli abitanti di Scutari, quando fu appena
+partita l'armata musulmana, corsero in folla sulle rive della Bogiana
+per dissetarsi dopo una così lunga e crudele privazione; e molti caddero
+vittima della loro avidità; perchè appena avevano spenta la sete, che le
+loro membra s'irrigidivano, ed essi cadevano di subita morte[35].
+
+ [35] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1141-1143. — Coriol. Cepio, l.
+ III, p. 363-368. — Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 12, 13, p. 254. — M. A.
+ Sabellico, Dec. III, l. X, f. 220-221._
+
+La repubblica di Venezia testificò ai valorosi abitanti di Scutari, ed
+al loro comandante la riconoscenza dovuta alla loro fedeltà. Fece
+appendere l'insegna de' primi nella chiesa di san Marco, come testimonio
+della costanza loro, e creò cavaliere il Loredano, che rapidamente
+promosse poi alle cariche di provveditore e di capitano generale[36].
+
+ [36] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1143. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, p. 222._
+
+Durante l'inverno, che seguì l'assedio di Scutari, i Veneziani cercarono
+di fare qualche trattato coi Turchi; ma le pretese del gran signore
+erano troppo esorbitanti per potervi acconsentire. Chiesero nello stesso
+tempo soccorso ai loro alleati per la prossima campagna. Il duca di
+Milano loro pagò fedelmente il sussidio cui si era obbligato, ma il
+papa, dopo avere nominati dieci cardinali per occuparsi intorno alla
+guerra dei Turchi, ricusò di prendervi parte; onde la repubblica,
+irritata da tale abbandono, richiamò il ministro che teneva a Roma[37].
+
+ [37] _And. Navagero, p. 1144._
+
+La campagna del 1475 venne distinta da pochi avvenimenti. Solimano,
+beglierbey di Romania, venne ad assediare Lepanto fortezza de' Veneziani
+nell'Etolia all'ingresso del golfo di Corinto. Le mura di questa città
+non erano state da lungo tempo ristaurate, e cadevano in ruina; ma la
+sua posizione sopra uno scosceso scoglio, che la chiudeva dalla banda
+del Nord ed era munito di un buon castello, suppliva alle opere
+dell'arte. Tra questi dirupi ed il porto i Veneziani cavarono delle
+fosse dietro le mura, e le sostennero con baluardi di terra. Erano
+entrati in città cinquecento cavalleggeri, le di cui frequenti sortite
+ebbero costantemente prosperi successi. Antonio Loredano occupava il
+golfo colla flotta veneziana, e non lasciava Lepanto sprovveduto nè di
+vittovaglie, nè d'armi, nè di fresche truppe. Dopo quattro mesi di
+inutili attacchi, conoscendo Solimano di non aver fatto alcuno
+avanzamento, abbandonò l'essedio[38]. In sul finire della stessa
+campagna la flotta ottomana fece un tentativo sul castello di Coccino
+nell'isola di Leuno, la sua artiglieria praticò una breccia nelle mura,
+ma l'avvicinamento del Loredano colla flotta veneziana costrinse i
+Turchi a ritirarsi[39].
+
+ [38] _M. A. Sabellici Dec. III, l. X, p. 222. — And. Navagero, p.
+ 1146_. Ma egli differisce quest'assedio al 1477.
+
+ [39] _M. A. Sabellico. Dec. III, l. X, f. 222._
+
+Frattanto nello stesso anno un'altra repubblica italiana venne suo
+malgrado strascinata nella guerra coi Turchi. I Genovesi possedevano
+tuttavia Caffa nella Crimea, che gli antichi chiamavano _Teodosia_, e
+questa città, la più potente delle loro colonie, era inoltre il più
+famoso mercato di tutto il mar Nero. Caffa, trovandosi già da due secoli
+sotto il governo de' Genovesi, aveva acquistata una popolazione ed una
+ricchezza che quasi la rendevano eguale alla metropoli. Il kan de'
+Tartari, in mezzo ai di cui stati era posta, era convinto che la di lei
+prosperità formava la ricchezza de' suoi sudditi. Caffa era il mercato
+di tutti i prodotti del settentrione; il legno, la cera, le pellatterie,
+sarebbero rimaste senza valore in mano ai Tartari, se non si fossero
+presentati a comperarle i mercanti genovesi. Niuna delizia della vita,
+verun prodotto dell'arte de' popoli inciviliti penetrava in que'
+deserti, che per mezzo de' mercanti d'Italia. L'Europa comunicava
+coll'Oriente per mezzo dei Genovesi di Caffa; le stoffe di seta e di
+cotone, fabbricate in Persia, le derrate e le spezierie dell'India, vi
+giugnevano per le strade d'Astracan, e le miniere del Caucaso venivano
+scavate per conto de' Liguri. Il kan loro aveva accordati straordinarj
+privilegj; aveva permesso che i magistrati genovesi giudicassero tutte
+le cause de' suoi proprj sudditi fino ad una certa distanza da Caffa;
+sempre li consultava nella nomina del governatore della provincia, e
+mostrava una grandissima deferenza per tutte le domande di questa
+potente città. Il governo di quella colonia era composto di un
+consiglio, nominato ogni anno dal senato di Genova, di due assessori e
+di quattro giudici delle campagne[40].
+
+ [40] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 626._
+
+Le conquiste di Maometto II ed il suo odio pel nome latino teneva i
+Genovesi inquieti intorno alla loro colonia. Il mar Nero era chiuso ai
+loro vascelli, o almeno non potevano attraversare l'Ellesponto ed il
+Bosforo, che coll'assoggettarsi alle avanie de' Turchi. Non potevano
+mandar per mare soldati a Caffa, e non pertanto temevano che quella
+piazza ne avesse pressante bisogno. Cerio, capitano d'una compagnia
+d'avventurieri, offrì loro di condurre per terra in Crimea la sua
+compagnia di circa cento cinquanta cavalli purchè gli fosse data una
+paga proporzionata a così difficile spedizione, e che lo sembrava ancora
+di più a motivo delle tenebre ond'era in allora avviluppata la
+geografia. Infatti Cerio uscì d'Italia pel Friuli, attraversò
+l'Ungheria, parte della Polonia, e finalmente parte della Tartaria, e
+dopo un viaggio di più di mille duecento miglia, condusse i suoi
+cavalieri sani e salvi a Caffa[41]. Questo rinforzo era poco
+considerabile, e non pertanto i magistrati di Caffa, giudicando della
+propria importanza e del proprio potere dai riguardi che avevasi per
+loro, avevano provocati i più pericolosi nemici. Alla morte del
+governatore della provincia in cui Caffa è situata, il kan de' Tartari
+gli aveva sostituito Emineces (il Barbaro lo chiama Eminachbi[42]), che
+dai Genovesi era stato riconosciuto. Il suo predecessore aveva lasciato
+un figliuolo, detto Seifaces, che per giugnere alla carica occupata da
+suo padre, sedusse a forza di danaro i magistrati di Caffa, e riuscì ad
+impiegare il loro credito presso il kan: e tanto fece colle loro istanze
+e colle minacce ancora, che l'imperatore tartaro acconsentì a destituire
+Emineces, ed a nominare in sua vece Seifaces. Ma in mezzo a queste
+erranti popolazioni l'autorità del monarca non era molto sentita, e poco
+rispettati i suoi ordini. Emineces, corucciato contro l'imperatore
+tartaro, e più ancora contro i Genovesi, si associò due altri capi della
+nazione, Caraimerza ed Aidar. Col loro ajuto sollevò tutti i Tartari
+della Crimea, e venne ad assediare Caffa, facendo in pari tempo chiedere
+soccorsi a Maometto II. Il sultano, sempre apparecchiato a fare nuove
+conquiste, mandò in faccia a Caffa la formidabile flotta che aveva
+allestita contro Candia. Già durava da sei settimane l'assedio
+cominciato dai Tartari, quando Ahmed, che comandava questa flotta, gettò
+l'ancora avanti a Caffa il primo giugno del 1475, e piantò le sue
+batterie contro le mura della città. Le fortificazioni di Caffa, dalle
+armate tartare credute sempre inespugnabili, perchè non sapevano
+attaccarle che colle loro sciable, colle frecce e colla loro cavalleria
+leggiera, mostrarono dopo pochi giorni larghe brecce aperte
+dall'artiglieria turca. Pure ancora quattro giorni gli abitanti difesero
+le brecce aperte e praticabili, dopo i quali soscrissero una
+capitolazione, che poi non fu osservata. Molti senatori ed antichi
+magistrati furono condannati al supplicio, mille cinquecento fanciulli
+vennero spediti a Costantinopoli per esservi allevati tra i giannizzeri,
+ed il rimanente degli abitanti latini fu trasportato a Pera, e distrutto
+il dominio dei Genovesi sul mar Nero[43].
+
+ [41] _Sansovino Origine ed Imperio de' Turchi, l. II, f. 167._ Un
+ altro tentativo dei Genovesi di Caffa per accrescere la guarnigione
+ aveva avuto men fortunato fine. Galeazzo, uno de' magistrati di
+ quella colonia, era andato in Polonia nel 1463, ed aveva ottenuto
+ dal re Casimiro la licenza di levarvi cinquecento cavalieri; ma nel
+ condurli verso Caffa, nell'attraversare le province russe dipendenti
+ dalla Lituania, questi soldati mal disciplinati bruciarono il borgo
+ di Bracslaw. Michele Czartoryski, signore della provincia, gli
+ inseguì per vendicarsene, ed avendoli raggiunti sulle rive del Bug,
+ gli uccise tutti, ad eccezione di Galeazzo e de' cittadini di Caffa
+ che lo avevano accompagnato. _Dlugossi Hist. Polon., l. XIII, p.
+ 318._
+
+ [42] Giuseppe Barbaro, quello stesso che fu mandato per la Scizia ad
+ Hussun Cassan, descrive questa guerra alquanto confusamente. Pure la
+ sua lunga dimora in Caffa, ed alla Tana, ove aveva vissuto come
+ mercante quasi della sua infanzia, la conoscenza che aveva della
+ lingua tartara, e le sue relazioni in paese, fanno sì che la di lui
+ relazione sia uno de' più curiosi monumenti del secolo. Fu raccolta
+ da Jacopo Gender d'Heroltzberg e stampata in calce alla _Storia di
+ Persia di P. Bizarro_. Francfort, _in fol. 1601_: rispetto alla
+ presa di Caraffa ved. _p. 453_.
+
+ [43] _Laudivius vezanensis, Lunensis Eques Hierosol. Cardinali
+ Papiensi epist. 661, p. 873. — Ubertus Folieta, l. XI, p. 627-628. —
+ P. Bizarro S. P. Q. Gen. Hist., l. XIV, p. 327. — Agostino
+ Giustiniani Ann. di Genova, l. V, f. 226. — Turco Græciæ Hist.
+ Polit., l. I, p. 25. — Raynald. Ann. 1475, p. 262._ Il kan, ossia
+ imperatore de' Tartari, era allora Nurduwlad, il quale era, nel
+ 1466, succeduto a suo padre Ecziger Gierai. (_Dlugoss. Hist. Polon.,
+ l. XIII, p. 403_). Regnava ancora nel 1478 (_ivi, p. 566_); ma la
+ sua autorità non era abbastanza riconosciuta. Gli abitanti di Caffa
+ avevano persuaso, nel 1469, suo fratello Mengili Gierai a ribellarsi
+ contro di lui (_ivi, p. 438_). L'altro di lui fratello, Aydar,
+ aveva, in disprezzo de' suoi ordini, invasa la Russia e la Podolia
+ con un'armata tartara nel 1474 (_ivi, p. 514_), ed i borghigiani di
+ Caffa eransi avvezzati a riguardarsi quali arbitri dei principi
+ tartari loro vicini. La conquista della Bessarabia, fatta da
+ Maometto II nel 1474, avrebbe dovuto aprir loro gli occhi sul
+ pericolo. L'occupazione di Caffa sparse in tutto il Settentrione la
+ più grande costernazione, perciocchè questa città era il solo punto
+ di comunicazione tra gli Europei ed i Persiani, egualmente nemici
+ de' Turchi, e che sentivano il bisogno di concertare le loro
+ operazioni. _Dlugoss Hist. Polon. l. XIII, p. 533._ Mengili Gierai,
+ il quale fu trovato da Achmet Giedik in Caffa, ove erasi rifugiato
+ sotto la protezione dei Genovesi, e che allora ebbe da Maometto II
+ un'armata con cui vinse suo fratello, fu il primo kan dei Tartari
+ che ricevesse l'investitura dai Turchi, e che facesse recitare nelle
+ pubbliche preghiere il nome del sultano. _Demetrius Kantemir. Hist.
+ Ottom., l. III, c. 1, § 28, p. 111._
+
+Dal canto dell'Ungheria Mattia Corvino non corrispose alle calde premure
+de' Veneziani, e non tentò veruna importante diversione. Pure in questo
+stesso anno prese la fortezza di Schabatz, che minacciava il Sirmio, ma
+non portò più in là le sue armi[44]. Da ogni banda, sia presso i
+Musulmani che presso i Cristiani, i popoli trovavansi estenuati da così
+lunga guerra, e verun vigoroso sforzo prenunciava più grandi
+avvenimenti.
+
+ [44] _Ann. Eccl. 1475, § 28, p. 262._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIV.
+
+ _Congiura di Niccola d'Este a Ferrara; di Girolamo Gentile a
+ Genova; d'Olgiati, Visconti e Lampugnani a Milano. Rivoluzioni
+ nello stato di Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza_.
+
+1476 = 1477.
+
+
+Mentre la guerra si andava al di fuori rallentando, e che i diversi
+stati d'Italia erano uniti da alleanze, che sembravano dover guarentire
+la pace fra di loro, l'interna loro costituzione venne replicatamente
+scossa da molte cospirazioni. In tre anni contansene, una a Ferrara, due
+a Genova, una a Milano ed una a Firenze. Pareva che i popoli, finalmente
+stanchi dell'oppressione sotto la quale tanto avevano sofferto, fossero
+determinati di spezzare un indegno giogo; ma non pertanto ricaddero
+dovunque sotto la catena che gli aveva oppressi. Non mancarono ai
+cospiratori nè segreto, nè ardire, nè fedeltà; tutti eseguirono ciò che
+avevano progettato, niuno ne raccolse il frutto: tanto è difficile di
+rovesciare un governo esistente, e tanto l'abitudine dell'ubbidire
+sostiene la potenza ancora del più odiato tiranno[45]! Odesi spesso
+accusarsi una nazione di debolezza e di pusillanimità, in ragione del
+giogo ond'è stata oppressa. Quando vedonsi migliaja d'uomini ubbidire
+contro l'interesse loro, contro il loro sentimento ad un solo, quando si
+vedono sottostare ai capricci ch'essi detestano, o diventare gli
+strumenti delle passioni che essi hanno in orrore, non possiamo non
+rimproverar loro di servire ove potrebbero comandare, e di non misurare
+le forze loro colla individuale debolezza di colui ch'essi temono.
+Sarebbe infatti vantaggioso che questo pregiudizio si stabilisse
+nell'opinione, e che la vergogna si associasse alla servitù. Forse i
+popoli farebbero allora per l'onore ciò che non fanno per la
+libertà[46]. Pure ingiustizia sarebbe il condannare una nazione soltanto
+a motivo del giogo che ha sopportato. Trovasi tanta potenza
+nell'organizzazione sociale, le forze di tutti sono così ben dirette dal
+despota contro ogni individuo, che per poco che questi o il suo ministro
+sia destro, coraggioso, vigilante, è sempre in tempo d'opprimere i suoi
+scoperti nemici col braccio medesimo de' suoi segreti nemici; in modo
+che la più nobile e più generosa nazione non è bastantemente forte per
+difendersi scopertamente dal suo tiranno. È dato solamente di poter
+congiurare a colui che co' deboli suoi mezzi personali vuole lottare
+coll'uomo che dispone della polizia, dell'armata, del tesoro. Molti,
+cedendo ad una nobile ripugnanza, rifuggono da tale intrapresa, perchè
+vi scorgono qualche apparenza di dissimulazione e di tradimento; non
+riconoscono che l'estremo pericolo nobilita i mezzi meno virtuosi, e che
+l'assassino di un tiranno dev'essere più coraggioso assai, che il
+granatiere che prende una batteria colla bajonetta. Per altro
+quest'opinione indebolisce ancora il partito de' cospiratori; spesso
+allontana da loro, nell'istante del pericolo, quelli che il giorno
+innanzi parevano partecipare ai sentimenti loro; e l'uomo coraggioso,
+che si è fatto l'organo delle volontà di tutto un popolo, e lo strumento
+delle sue vendette, perisce sul patibolo per le mani di quei medesimi
+ch'egli servì[47].
+
+ [45] _Tutti eseguirono ciò che avevano progettato, niuno ne raccolse
+ il frutto_; quale più utile lezione di questa per convincere
+ gl'incauti che pensassero di tentare novità contro uno stato
+ qualunque! _N. d. T._
+
+ [46] L'autore, che altrove conosce per legittime le tre specie di
+ governo ammesse da Aristotele, ed in particolare il governo
+ monarchico che si mantiene con buone e sagge leggi fatte pel bene
+ de' suoi popoli, è cosa manifesta, che qui non parla che de' governi
+ rigorosamente chiamati tirannici; e sarebbe assurdo il credere che
+ chiamasse vergognosa la servitù, o per meglio dire sudditanza verso
+ il pacato governo di una monarchia legittima, e la di cui
+ successione è regolata da leggi riconosciute universalmente; il che
+ certamente non accadeva ne' principati che precedettero il XIV
+ secolo in Italia, tranne quello della santa sede, del Monferrato,
+ ec. _N. d. T._
+
+ [47] Ecco l'indubitata sorte del cospiratore. È stato dai politici
+ osservato, che le congiure dei pochi non riescono, perchè allora le
+ forze dei cospiratori sono deboli, e che le congiure, dove prendono
+ parte molti complici, vengono scoperte prima che abbiano esecuzione.
+ Dunque, dice il nostro autore, non è dato di congiurare che
+ all'individuo. Ma l'individuo non sarà mai il rappresentante della
+ volontà del popolo, che anzi quasi tutti gli esempi di antiche e
+ moderne cospirazioni individuali ci dimostrano, che personale odio e
+ desiderio di privata vendetta pongono il pugnale in mano del
+ cospiratore, non il desiderio di rendersi utile alla patria, che non
+ può non detestare colui che turba l'ordine e la tranquillità del
+ governo. _N. d. T._
+
+La storia d'Italia, ove gli avvenimenti si presentano e si accumulano,
+ove tutte le passioni hanno libero sfogo, ove tutte le instituzioni si
+combinano in mille modi, ci presenta sotto variate forme questi sforzi
+dei popoli e degl'individui per iscuotere il giogo della tirannide. Noi
+vi vediamo a vicenda aperte ribellioni e congiure; vediamo cospirare a
+vicenda a favore d'una stirpe reale, o di un sovrano risguardato come
+più legittimo, ed in favore della repubblica; vi vediamo tutte le lotte,
+quella della sublime lealtà, quella della fiera nobiltà e quella della
+libertà. Malgrado i diversi principj che servono di fondamento alla
+politica d'ogni uomo, non avvene alcuno, che non debba in così vasto
+numero di cospirazioni trovarne una che non gli sembri legittima; non
+avvene alcuno, che non debba associarsi di cuore a qualcuna delle
+intraprese tendenti a rimettere o il governo reale dell'antica dinastia,
+o la vecchia aristocrazia, o la libertà, o il regno glorioso d'un
+condottiere, o il dominio della Chiesa; non avvene alcuno, che ardisca
+considerare il potere, qualunque egli siasi, come sempre ugualmente
+sacro; ed un più liberale sentimento dovrebbe insegnargli, che tutte le
+congiure meritano un certo grado d'ammirazione[48], quando ancora
+appariscono colpevoli ai suoi occhi, per lo scopo che si propongono i
+congiurati; imperciocchè in tutte si trova un grande sagrificio di sè
+medesimo ad un interesse più sublime di sè, un grande sagrificio della
+sua persona ad una nobile causa, un grande spaventoso pericolo, posto in
+non cale a fronte di lontane speranze[49].
+
+ [48] Ciò sarà, quando uno cospira contro un usurpatore a favore del
+ legittimo antico governo, che per secoli aveva formata la felicità
+ d'un popolo, ma non quando la cospirazione tende a rovesciare il
+ legittimo regnante per sostituirvi l'anarchia o un tiranno. _N. d.
+ T._
+
+ [49] Le difficoltà infinite che incontra il cospiratore, l'evidente
+ pericolo di morte, ed anche d'infamia pubblica per le arti del
+ tradimento che è forzato usare, devono ritrarre chiunque da così
+ enorme attentato; ed il nostro autore, ponendo in vista al lettore
+ tutti questi pericoli, le difficoltà e la mala riuscita che le
+ congiure sortono quasi sempre, tende ad incutere un salutare terrore
+ in chiunque osasse soltanto pensare a fare novità contro uno stabile
+ legittimo governo. _N. d. T._
+
+Tra le congiure che scossero l'Italia nel 1476, la prima a scoppiare fu
+quella di Ferrara. Niccolò d'Este, figlio del marchese Lionello, viveva
+in allora a Mantova presso suo cognato; molti emigrati ferraresi lo
+avevano seguito, risguardandolo come il rappresentante ed il legittimo
+erede di Lionello e di Borso, i due più amabili principi che avesse fin
+allora prodotti la casa d'Este, e gli andavano insinuando che tutto il
+popolo era partecipe del loro attaccamento e del loro rammarico. In ciò
+confidando, Niccolò cercava i mezzi di rientrare in Ferrara, non
+dubitando, che, ove giugnesse una volta a superare le mura della città,
+non fosse da tutto il popolo salutato per sovrano. Il marchese di
+Mantova, suo cognato, permettevagli d'adunare soldati nel suo
+territorio, e Galeazzo Sforza, sempre geloso de' suoi vicini, sebbene
+non covasse verun progetto contro di loro, gli somministrava danaro, e
+prometteva soccorsi. Frattanto la città di Ferrara trovavasi
+accidentalmente aperta; eransi in più luoghi atterrate le sue mura, per
+rifabbricarle dietro un nuovo piano; e Niccolò aveva ogni giorno fedeli
+avvisi di ciò che facevasi nella corte di suo zio. Seppe che il primo
+settembre del 1746 Ercole uscirebbe di buon mattino di città per recarsi
+alla sua casa di Belriguardo; e lo stesso giorno giunse da Mantova a
+Ferrara con cinque vascelli aventi a bordo cinquecento uomini
+d'infanteria; entrò per la breccia, che aprivasi nelle mura di mano in
+mano che si andavano rifacendo, e corse subito le strade, facendo
+ripetere innanzi a lui il suo grido di guerra: _La vela!_ In pari tempo
+promise al popolo di rendergli l'abbondanza, mentre che la cattiva
+amministrazione d'Ercole aveva fatto crescere il prezzo del frumento;
+annunciò l'arrivo di quattordici mila uomini, che gli avevano dati per
+quest'intrapresa il duca di Milano ed il marchese di Mantova, ed invitò
+i cittadini a prendere le armi, senza aspettare che le truppe straniere
+gli sforzassero a riconoscerlo per loro legittimo sovrano.
+
+Don Sigismondo, fratello del duca, al primo sentore di questo tumulto,
+erasi frettolosamente chiuso in Castelvecchio con donna Leonora
+d'Arragona sua sposa; ma non vi aveva vittovaglie per tre giorni.
+Ercole, cui alcuni fuggiaschi avevano annunciato l'ingresso in Ferrara
+di una numerosa armata, omai rinunciava alla speranza di riprendere la
+città, ed adunava soltanto i suoi soldati a Reggenta ed a Lugo per
+difendere queste due fortezze. Intanto niun Ferrarese aveva ancora prese
+le armi per unirsi a Niccolò, il quale vedendo d'aver corse invano tutte
+le strade, chiamando il popolo in suo soccorso senza che alcuno si
+muovesse, cominciava a scoraggiarsi. Eransi contati i soldati che lo
+seguivano, e sprezzavasi il loro piccolo numero; non vedevasi giugnere
+l'armata ch'egli aveva annunciata, e cominciavasi a non dare più fede
+alle sue parole. Don Sigismondo, testimonio della mala riuscita del suo
+avversario, si fece ancor egli a chiamare i Ferraresi in ajuto del loro
+sovrano. Corse il borgo del Leone, e la grande strada della Giudecca, e
+tutti gli abitanti presero per lui le armi. Di mano in mano che Niccolò
+vedeva ii popolo attrupparsi, egli abbandonava i quartieri della città
+uno dopo l'altro senza venire alle mani. Finalmente riconoscendo la sua
+impresa disperata, uscì di Ferrara, attraversò il Po e fuggì colla sua
+gente. Ma i contadini, di già contro di lui sollevati, occupavano tutti
+i passaggi per fermarlo. Egli cadde infatti in loro potere colla maggior
+parte di coloro che lo accompagnavano, e fu ricondotto a Ferrara. Il
+duca Ercole, suo zio, lo fece subito decapitare, e la stessa sorte toccò
+ad Azzo d'Este suo cugino. Vennero appiccati venticinque de' suoi
+complici; e così severa giustizia atterrì tutti i nemici del duca
+Ercole, la di cui successione, assicurata lo stesso anno dalla nascita
+di suo figlio Alfonso, più non venne in seguito contrastata[50].
+
+ [50] _Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 250, 251. — Diario Sanese di
+ Allegretto Allegretti, t. XXIII, p. 776._ — Gio. Battista Pigna, che
+ nel 1572 dedicò la sua storia dei principi d'Este ad Alfonso II, la
+ chiude col 21 luglio del 1476, epoca della nascita del figlio
+ d'Ercole, che fu poi Alfonso I. Termina cinque settimane prima della
+ morte di Niccolò, ch'egli stesso indubitatamente risguarda come una
+ macchia alla memoria d'Ercole. Il Pigna è un adulatore de' suoi
+ principi, ed uno scrittore credulo; tutta la prima parte della sua
+ storia non è meno favolosa che la genealogia innestata, quasi nella
+ stessa epoca, dall'Ariosto e dal Tasso ne' loro poemi. Ma gli ultimi
+ quattro libri, che comprendono gli anni 1472 al 1476, sono di
+ grandissimo ajuto alla storia d'Italia: sono elegantemente scritti;
+ gli avvenimenti delle altre parti dell'Europa, ed in particolare
+ quelli che si riferiscono alla casa d'Este in Germania sono
+ introdotti con arte; e quando la gloria della casa d'Este non è
+ compromessa, i fatti vengono giudicati con abbastanza di buona
+ critica e d'imparzialità.
+
+I primi movimenti contro Galeazzo Maria Sforza scoppiarono in Genova, e
+furono quasi simultanei colla congiura di Ferrara. In forza del trattato
+che Genova aveva fatto col duca Francesco Sforza, quando si pose sotto
+la sua signoria, questa repubblica, lungi dal rinunciare alla sua
+libertà, pareva averla vie meglio consolidata. Vero è che aveva ammessi
+nelle sue mura un governatore ed una piccola guarnigione; ma questa
+straniera forza era appena bastante per comprimere i tumultuosi
+movimenti delle fazioni, per impedire quelle rivoluzioni, quelle
+frequenti convulsioni, che ne' precedenti anni avevano esaurita la città
+d'uomini e di danaro. Altronde il duca si era obbligato a non accrescere
+il numero dei soldati, nè le fortificazioni della cittadella.
+
+Riceveva annualmente da Genova un tributo di cinquanta mila ducati,
+somma appena bastante al mantenimento della guardia della città e delle
+fortezze. E non solo non aveva il diritto di accrescere questa
+contribuzione, ma non poteva nemmeno immischiarsi nel modo di levarla.
+Così non poteva aver parte alla legislazione, all'amministrazione della
+giustizia, ed al governo interno della città[51].
+
+ [51] _Ant. Galli Comm. Rer. Gen. ab anno 1476 ad an. 1478, Rer.
+ Ital., t. XXII, p. 263._
+
+Finchè visse Francesco Sforza, queste condizioni vennero religiosamente
+mantenute; ma Galeazzo, suo figliuolo, era troppo volubile in tutti i
+suoi progetti, troppo vano, troppo impetuoso per rispettare lungamente
+le leggi cui erasi obbligato. Pure, perchè non era meno pusillanime che
+arrogante, spesse volte si fermava nel corso di un'intrapresa ingiusta
+ed offensiva, e cedeva al timore dopo di avere sprezzate le
+rappresentanze del suo popolo. I Milanesi, tra i quali viveva, non solo
+risentivano danno da' suoi difetti come sovrano, ma ancora da' suoi
+privati vizj. La di lui dissolutezza sconvolgeva tutte le famiglie, e la
+sua crudeltà, eccitata dalla più leggera resistenza, non era soddisfatta
+che da spaventosi supplicj. Genova era, assai meno di Milano, esposta a
+questa spicciolata tirannide, e sebbene fosse violato il contratto fra
+il principe e la repubblica, e che perciò i Genovesi si risguardassero
+come sciolti dai loro giuramenti, i più ricchi temevano una rivoluzione,
+che poteva ruinarli assai più che i passaggeri abusi del potere cui
+speravano di sottrarsi.
+
+Non pertanto l'intera città parve vivamente offesa dal disprezzo che le
+aveva mostrato Galeazzo, quando nel 1471 era passato per Genova,
+tornando da quel suo sontuoso pellegrinaggio di Firenze. Eransi
+apparecchiate per riceverlo splendidissime feste, magnifici regali. Egli
+affettò di dare a questa pompa un'aria di ridicolo presentandosi con
+abiti dimessi, ricusando gli alloggi che gli si erano apparecchiati, e
+chiudendosi in castello, ove pareva rimanersi con timore. Per ultimo
+alla fine dei tre giorni abbandonò Genova senza annunziarlo, come un
+fuggiasco[52].
+
+ [52] _Ant. Galli de Rebus Gen. Comment., p. 265. — Uberti Folietae
+ Gen. Hist., l. XI, p. 625._
+
+Dopo avere eccitato il malcontento di questa potente città, non
+accostumata a soffrire i dileggi, Galeazzo ad altro non pensava che a
+stringere talmente le di lei catene che vi si spegnesse per sempre ogni
+spirito di libertà. Notabile è il progetto da lui immaginato per
+giugnere a questo fine. Sopra Genova, all'estremità della scoscesa
+montagna che divide le valli di Bisagno e della Polsevera, era situata
+la fortezza del Castelletto, dove il duca di Milano teneva guarnigione.
+Ordinò Galeazzo che una catena di fortificazioni si prolungasse da
+questo castello fino al mare. Un doppio muro guarnito di ridotti doveva
+dividere la città in due parti eguali, le quali, quando piacesse al
+governatore, non avrebbero fra di loro veruna comunicazione, e
+potrebbero essere separatamente oppresse. Di già tracciata sul terreno
+era la linea delle mura e delle torri, e gli operai, sotto gli ordini
+del luogotenente del duca ed alla di lui presenza, cominciavano a cavare
+i fondamenti. Fremevano tutti i cittadini sulla sorte che loro era
+riservata, ma niente facevano per prevenirla, quando Lazzaro Doria
+ordinò agli operai, a nome della repubblica, di sospendere un lavoro
+contrario alle leggi ed ai trattati, e strappò colle proprie mani le
+pertiche del livello, che loro servivano di norma. La folla applaudì con
+trasporto a quest'atto di vigore; gli operai si fermarono, ed il
+luogotenente del duca, temendo una sollevazione, si ritirò nel
+castello[53].
+
+ [53] _Pietro Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV, p. 329. —
+ Agostini Giustiniani Storia di Genova, l. V, f. 228, EE._
+
+Quando giunse a Milano la notizia di quest'avvenimento, Galeazzo Sforza
+scoppiò in minacce ed in imprecazioni, ed ordinò che la città di Genova
+gli mandasse subito gli otto più distinti cittadini dello stato. In
+vista della violenta collera da lui manifestata, tenevasi per indubitato
+che li destinasse al supplicio; ma un subito terrore aveva calmato il
+suo irritamento: gli accolse con bontà e li rimandò senza aver loro
+fatto alcun male. Frattanto aveva adunati trenta mila uomini per
+invadere la Liguria; ed avendo determinato di non lasciare ai Genovesi
+alcun capo, fece sorprendere a Vada Prospero Adorno, e senza accusa e
+senza esame gettare nelle prigioni della fortezza di Cremona; ma tutt'ad
+un tratto rinunciò alla sua spedizione, e licenziò tutte le truppe.
+
+Le diverse risoluzioni a vicenda abbracciate da Galeazzo erano tutte a
+Genova conosciute; conoscevasi la violenza della sua collera, ma non
+avevasi veruna garanzia della durata della presente affettata
+moderazione. Perciò da ogni banda si acquistavano armi, facevansi
+apparecchi di difesa, e tutti si andavano incoraggiando a mantenere la
+libertà qualunque volta fosse attaccata. Mentre tutto il popolo era
+trepidante intorno a ciò che potesse accadere, Girolamo Gentile,
+figliuolo d'Andrea, giovane mercante di non mediocri fortune, che non
+aveva alcun personale motivo di odio contro il governo, risolse di
+esporsi il primo per la libertà della sua patria. Adunò in casa sua nel
+sobborgo, nel mese di giugno del 1476, molte genti armate. Nel cuore
+della notte entrò in città per la porta di san Tommaso, di cui
+s'impadronì, e corse le strade, chiamando i suoi concittadini alle armi
+ed alla libertà. Molti Genovesi si unirono a lui, ed in breve occupò
+tutte le porte; ma fu troppo lento ad attaccare il palazzo del pubblico.
+Intanto i senatori si andavano adunando sotto la presidenza di Guido
+Visconti, governatore della città. Coloro che si erano da principio
+uniti a Gentile, temettero allora di essere condannati, come ribelli,
+dall'autorità che riconoscevano legittima; e tutti, uno dopo l'altro, si
+ritirarono prima che fosse giorno. Dopo la loro diserzione, vedendosi
+Gentile troppo debole, ritirossi in buon ordine verso la porta di san
+Tommaso e vi si fortificò[54].
+
+ [54] _Ant. Galli de Reb. Genuens., p. 267. — Uberti Folietae
+ Genuens. Hist., l. XI, p. 631. — P. Bizarri Hist. Genuens., l. XIV,
+ p. 332. — Agost. Giustinani, l. V, f. 229._
+
+Il senato aveva nominati otto capitani del popolo per cacciare di città
+Girolamo Gentile. Dietro i loro ordini avevano prese le armi circa
+trecento uomini e marciavano ad attaccare porta san Tommaso, difesa da
+Gentile con soli trenta uomini, tutti però determinati a difendersi fino
+alla morte, mentre non era un solo tra i loro avversari che non si
+esponesse di contro genio; quindi poco mancò che non fossero fatti
+prigionieri i capitani del popolo, e dispersa tutta la loro gente: ma in
+tale frangente si offrirono come mediatori i capi delle arti e mestieri.
+Girolamo Gentile accettò la loro mediazione, facendo però sentire ai
+loro compatriotti che non tarderebbero a pentirsi d'avere perduta
+l'occasione di ricuperare la libertà. Chiese che gli si rimborsassero
+settecento ducati, che gli erano costati i suoi apparecchi, fatti,
+secondo egli diceva, pel vantaggio della repubblica. Dopo averli
+ricevuti dal tesoriere del pubblico, consegnò la porta ai capitani del
+popolo e si ritirò[55].
+
+ [55] _Ant. Galli de reb. Genuens. Comment., p. 268. — Uberti
+ Folietae Gen. Histor., l. XI, p. 632._
+
+Quando conobbesi a Milano questa singolare capitolazione, Galeazzo
+mostrossi fieramente adirato perchè si fosse rimborsato ad un capo di
+faziosi quel danaro ch'egli stesso confessava d'avere impiegato per
+isconvolgere lo stato. Non pertanto ratificò l'amnistia, ch'era stata
+pubblicata dal senato; e se covava in segreto il pensiero di rivocare a
+migliore opportunità questa grazia, non ebbe poi il tempo di farlo.
+Galeazzo non era privo di tutte le qualità che illustrarono suo padre;
+conosceva perfettamente la disciplina militare e la civile
+amministrazione del suo stato; ed aveva saputo stabilire nel Milanese
+una più rigorosa subordinazione che verun altro de' suoi predecessori. I
+tribunali facevano incorrotta giustizia, ed una severa polizia manteneva
+la pubblica sicurezza. Galeazzo parlava eloquentemente, ed aveva gentili
+e disinvolte maniere, e quando lo voleva, sapeva ad un'imponente maestà
+aggiugnere l'esteriore apparenza della bontà: ma ad un fasto stravagante
+univa un'illimitata cupidigia; era naturalmente perfido, e compiacevasi
+di mostrarsi tale particolarmente verso coloro, cui erasi mostrato più
+parziale, abbassandoli tanto più, quanto gli aveva a maggiori dignità
+innalzati; giammai non erasi mantenuto costante ne' suoi affetti, e
+potevasi presagire prossima e terribile la caduta di colui che vedevasi
+più favorito degli altri, ancor che questi non provocasse in verun modo
+il suo sdegno. Avidissimo di tutti i piaceri de' sensi, ed inclinato a
+disprezzare le costumanze e le leggi della società, portava la
+desolazione ed il disonore in tutte le famiglie[56]; e non pareva pago
+delle sue dissolutezze, se non erano condite dalla disperazione de'
+genitori o dei mariti, che aveva disonorati. Compiacevasi singolarmente
+nel farli ministri essi medesimi del loro disonore; abbandonava alle sue
+guardie le consorti rapite ai mariti, e faceva poi pubblico il loro
+oltraggio[57].
+
+ [56] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 268. — Bern. Corio Ist. Milan., p.
+ VI, p. 982._
+
+ [57] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 777._
+
+Tra coloro, le di cui case erano state da Galeazzo disonorate,
+trovavansi due giovani di nobile schiatta, Carlo Visconti e Girolamo
+Olgiati, di già predisposti dal loro precettore a detestare il giogo
+della tirannide. Erano essi amicissimi di Andrea Lampugnani, che il duca
+aveva ingiustamente spogliato del padronato dell'abbazia di
+Miramondo[58]: tutti e tre avevano udite le lezioni di Cola de' Montani
+di Gaggio, Bolognese, il quale circa il 1466 aveva aperta in Milano
+scuola di eloquenza. Si pretende che fosse stato prima maestro dello
+stesso Galeazzo, e che lo avesse più volte castigato colla severità
+praticata nell'antica educazione. Galeazzo, diventato sovrano, volle
+vendicarsi dei castighi sofferti nella sua infanzia con un'egual pena, e
+fece pubblicamente sferzare il maestro[59][60]. Montano detestava la
+tirannide anche senza quest'affronto. Nodrito nello studio
+dell'antichità, non trascurava veruna occasione di far notare ai suoi
+allievi, che tutte le virtù, ch'essi ammiravano ne' grandi uomini Greci
+e Romani, eransi sviluppate nella libertà; che una libera patria
+incoraggiava tutti i talenti, ogni genere d'energia, ed i progressi
+dello spirito, perchè ogni specie di grandezza ne' suoi cittadini veniva
+sempre impiegata pel vantaggio di tutti; mentre che un tiranno, geloso
+di ogni forza, di cui non potesse egli stesso disporre, occupavasi
+sempre a contenere, a comprimere, a distruggere i talenti, l'energia, la
+sublimità del carattere, che poteva un giorno adoperarsi contro di
+lui[61].
+
+ [58] _Machiavelli, l. VII, p. 349. — Allegretti Diari Sanesi, l.
+ XXIII, p. 777. — Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 254._ Ma il Ripamonti
+ attribuisce al Visconti ciò che gli altri attribuiscono al
+ Lampugnani. _Hist. Mediol., l. VI, p. 630._
+
+ [59] _Giovio elogi degli uomini illustri, l. III, p. 179. —
+ Tiraboschi, l. III, c. V, § 28, p. 95._
+
+ [60] Ecco una riprova di quanto ho avvertito in una precedente nota,
+ che le particolari passioni di odio e di vendetta sono d'ordinario
+ la vera causa delle congiure. _N. d. T._
+
+ [61] _Machiavelli, l. VII, p. 348. — Ubertus Folieta, l. XI, p.
+ 632._
+
+Voleva il Montani che i giovani gentiluomini, per rendersi degni della
+libertà, imparassero a comandare le armate. Aveva perciò persuasi
+l'Olgiati ed alcuni altri ad imparare l'arte della guerra sotto
+Bartolommeo Coleoni. I parenti di questi giovanetti, che più di loro
+temevano le fatiche ed i pericoli, eransi fieramente adirati contro il
+maestro d'eloquenza, che aveva renduti soldati i loro figli. Il Montani,
+perseguitato dai genitori, favoreggiato dagli scolari, era stato a
+vicenda esiliato, e richiamato; imprigionato, indi festeggiato; ma in
+particolar modo renduto caro ai suoi discepoli dalle persecuzioni che
+sostenute aveva per istruirli[62].
+
+ [62] _Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., l. III, c. V, § 28, p.
+ 956._
+
+Frattanto Galeazzo aveva spinto all'estremo l'odio del popolo coi
+crudeli supplicj nuovamente ordinati. Aveva fatte seppellir vive alcune
+sue vittime, altre sforzate ad alimentarsi d'escrementi umani, ed in tal
+modo fatte lentamente morire; aveva aggiunte feroci facezie ai supplicj
+che ordinava, e renduto più infame il disonore delle nobili matrone che
+aveva sedotte, prostituendole pubblicamente[63]. Girolamo Olgiati
+contava una sua in addietro carissima sorella tra le vittime della
+brutalità di Galeazzo. Misurando colla propria l'universale
+indignazione, cercò il Lampugnani, e gli propose di mettere fine ad una
+intollerabile tirannide col punire i delitti dello Sforza. Poco dopo si
+associarono Carlo Visconti, e si obbligarono con vicendevoli giuramenti.
+Tennero la prima loro conferenza ne' giardini di sant'Ambrogio. Tutte le
+circostanze di quest'avvenimento, e ciò che è più notabile, tutti i
+concetti del principale congiurato, ci vennero fedelmente conservati dal
+medesimo Olgiati in una relazione scritta pochi giorni dopo. «Uscendo da
+questa conferenza, egli scrive, entrai in Chiesa; mi gettai ai piedi
+della statua del santo vescovo che vi si venera, e feci questa
+preghiera: Grande sant'Ambrogio, sostegno di questa città, speranza e
+tutela del popolo di Milano, se il progetto che formarono i tuoi
+concittadini, i tuoi figliuoli per cacciare di qui la tirannide,
+l'impurità, la dissolutezza più mostruosa, è degno della tua
+approvazione, non ci manchi il tuo favore in mezzo agli accidenti ed i
+pericoli cui siamo vicini ad esporci per la liberazione della patria.
+Poi ch'ebbi pregato, mi recai di nuovo presso i miei compagni, e gli
+esortai a farsi coraggio, assicurandoli che io sentivo essersi in me
+accresciute la speranza e la forza dopo avere invocato a favore della
+nostra intrapresa il santo protettore della nostra patria[64]. Ne'
+susseguenti giorni ci andavamo esercitando nella scherma coi pugnali per
+acquistare maggiore destrezza, ed avvezzarci all'immagine del pericolo
+cui stavamo per esporci... La sesta ora della notte avanti il giorno di
+santo Stefano, destinato all'esecuzione, ci siamo riuniti un'altra
+volta, potendo accadere che più non fossimo per rivederci. Si fissò
+l'ora in cui entreremmo assieme in Chiesa, la parte che ognuno doveva
+eseguire, e tutte le particolarità dell'esecuzione, per quanto si
+potevano prevedere le cose, che dipendevano in parte dall'eventualità.
+All'indomani di gran mattino ci siamo portati nella chiesa di santo
+Stefano, e colà pregammo questo santo a proteggere la grande azione che
+dovevamo eseguire nel suo santuario, e a non isdegnarsi se lordavamo i
+suoi altari col sangue; poichè questo sangue serviva a liberare la città
+e la patria. In seguito alle preci che si contengono nel rituale di
+questo primo martire, ne recitammo un'altra composta da Carlo Visconti;
+finalmente assistemmo al sagrificio della messa, celebrata
+dall'arciprete di quella basilica, dopo la quale io mi feci dare le
+chiavi della casa dell'arciprete per ritirarci nella medesima[65].»
+
+ [63] _Josephi Ripamontii Hist. Mediol., l. VI, p. 657._
+
+ [64] Così di que' tempi abusavasi maliziosamente o di buona fede
+ della religione, chiamandola in soccorso di un attentato, che il
+ divino autore della medesima aveva altamente disapprovato, ordinando
+ di essere fedeli ed ubbidienti anche ai principi discoli. _N. d. T._
+
+ [65] _Confessio Hieronymi Olgiati morientis, apud Ripamontium
+ Histor. Med., l. VI, p. 649._
+
+I congiurati stavano in questa casa presso al fuoco, perchè un
+acutissimo freddo gli aveva obbligati ad uscire di Chiesa, quando il
+rumore della folla gli avvisò che giugneva il principe. Era il giorno
+dopo il natale 26 dicembre del 1476. Galeazzo, che pareva trattenuto da
+suoi presentimenti, non si era ridotto che di mal animo ad abbandonare
+il suo palazzo[66]. Egli non pertanto andava alla festa tra
+l'ambasciatore di Ferrara e quello di Mantova. Giovan Andrea Lampugnani
+gli si fece innanzi nell'interno della chiesa fino alla pietra
+degl'Innocenti, colla voce e colla mano sgombrando la folla. Quando gli
+fu affatto vicino, portò, quasi in atto di rispetto, la mano sinistra
+verso il berrettone che Galeazzo teneva in mano, pose un ginocchio a
+terra, in atto di chi volesse presentargli una supplica, e nello stesso
+tempo colla destra, nella quale teneva il pugnale nascosto entro la
+manica, lo ferì nel ventre da basso in alto. Nell'istante medesimo
+Girolamo Olgiati lo ferì nella gola e nel petto, e Carlo Visconti nella
+spalla ed in mezzo al dorso. Lo Sforza cadde tra le braccia degli
+ambasciatori che stavano al suo fianco, dicendo _oh Dio_! Così pronti
+erano stati i colpi, che gli ambasciatori medesimi ancora non sapevano
+ciò che fosse accaduto[67].
+
+ [66] Il patetico racconto che alcuni storici hanno fatto del
+ doloroso distacco di Galeazzo dai proprj figli nell'atto di
+ abbandonarli per andare alla chiesa di santo Stefano, ci fa quasi
+ scordare i suoi difetti. _N. d. T._
+
+ [67] _Ant. Galli de rebus Genuens., p. 269. — Machiavelli Ist., l.
+ VII, p. 354. — Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 633. — Ant. de
+ Ripalta An. Placen., t. XX, p. 952. — Diar. Parm. Anon., t. XVII, p.
+ 247. — Bern. Corio, p. VI, p. 980._ Era in allora questo storico tra
+ i paggi del seguito di Galeazzo.
+
+Nell'istante in cui fu il duca ucciso si fece nel tempio un violento
+tumulto: molti sguainarono le spade; gli uni fuggivano, altri
+accorrevano, niuno ancora sapeva quali fossero le forze o lo scopo dei
+congiurati. Ma le guardie del duca ed i suoi cortigiani, che avevano
+conosciuti gli uccisori, si fecero subito ad inseguirli. Il Lampugnani,
+volendo uscire di chiesa, entrò in un branco di donne, che stavano
+inginocchiate, e le loro vesti intricandosi ne' suoi speroni lo fecero
+cadere, ed in quell'atto fu raggiunto ed ucciso da uno scudiere moro del
+duca. Girolamo Olgiati uscì di chiesa e si presentò alla propria casa,
+ma suo padre non volle riceverlo, e gli fece chiudere le porte in
+faccia. Lo accolse un amico, in casa del quale non fu a lungo in sicuro:
+stava, com'egli stesso racconta, per uscirne, ad oggetto d'invitare il
+popolo ad una libertà, che i Milanesi da molto tempo più non
+conoscevano, quando udì le voci del popolaccio, che strascinava pel
+fango lo squarciato cadavere del suo amico Lampugnani: compreso da
+orrore, e perduto di coraggio, attese il fatale istante in cui fu
+scoperto. Venne assoggettato ad un'orribile tortura, durante la quale,
+colle lacerate membra e colle ossa slogate, dettò la circostanziata
+confessione che gli fu chiesta, ed a noi conservata dal Ripamonti, della
+sua congiura. Ma questa specie di confessione, scritta tra la tortura ed
+il supplicio per ordine de' suoi giudici e sotto gli occhi de' suoi
+carnefici, non è priva di quel coraggio e di quella fiducia nella
+giustizia della sua causa, che resero famosi i nomi di alcuni personaggi
+dell'antichità. Chiuse la confessione in tal modo. «Adesso, santa madre
+di nostro signore, e voi, o principessa Bona, io v'imploro, affinchè la
+vostra clemenza e la bontà vostra provvedano alla salute dell'anima mia.
+Domando soltanto che si lasci a questo miserabile corpo abbastanza
+vigore, onde possa confessare i miei peccati secondo i riti della
+chiesa, e subire in seguito la sorte che mi è destinata[68].»
+
+ [68] _Confessio Olgiati apud Ripamontium Hist. Med., l. VI, p. 630.
+ In Grævii Thesauro Rer. Ital., t. II._
+
+L'Olgiati contava in allora ventidue anni; fu condannato ad essere
+tenagliato e tagliato vivo a pezzi. In mezzo di così atroci tormenti un
+prete lo andava esortando al pentimento. «Io so, riprese l'Olgiati,
+d'avere meritate per molti falli queste pene, e più grandi ancora, se il
+debole mio corpo potesse sopportarle. Ma rispetto alla bella azione per
+cui muojo, questa solleva la mia coscienza; e lungi dal credere che per
+questa abbia meritata la presente pena, spero anzi che per essa il
+supremo giudice mi perdonerà gli altri miei peccati. Non per una
+colpevole cupidigia ho commessa tale azione, ma per solo desiderio di
+liberarci da un tiranno, che non potevamo più soffrire. Invece di
+esserne pentito, se io dovessi dieci volte rivivere per perire dieci
+volte tra gli stessi tormenti, non lascerei di consacrare le mie forze
+ed il mio sangue per così nobile oggetto[69].» Il carnefice,
+strappandogli la pelle del petto, gli fece mettere un grido; ma si
+rimise all'istante[70]. «Questa morte, disse in latino, è dura, ma
+eterna è la gloria! _mors acerba, fama perpetua; stabit vetus memoria
+facti_[71].»
+
+ [69] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 269. — Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 777. — Giovio elogi degli uomini illustri, l.
+ III, p. 180._
+
+ [70] Anche i delitti più atroci perdono l'aspetto loro proprio,
+ quando il fanatismo arriva a soffocare la ragione. _N. d. T._
+
+ [71] _Machiavelli, l. VII, p. 355. — Uberti Folietae Genuens. Hist.,
+ l. XI, p. 653. — Agost. Giustiniani Ann., l, V. f. 230._
+
+Il figliuolo primogenito del duca di Milano, Giovanni Galeazzo Sforza,
+non aveva in allora più di otto anni; pure fu riconosciuto senza
+difficoltà. Più non esistevano nel popolo que' sentimenti di libertà che
+i tre congiurati avevano creduto di far rivivere; e non si fece il più
+leggier movimento per rovesciare un governo, che più non era in istato
+di difendersi. I deputati di tutte le città d'Italia vennero a
+complimentare la duchessa Bona di Savoja, vedova di Galeazzo, e ad
+offrirle la loro assistenza per mantenerla sul trono col di lei
+figliuolo. Il papa le mandò due cardinali, incaricati di scomunicare
+coloro, che volessero tentare in Milano qualche novità[72]. Bona fu
+senz'ostacoli riconosciuta reggente. Fin qui il governo non era quasi
+cambiato, perchè l'anima di tutti i consigli continuava tuttavia ad
+essere Cecco Simonetta, calabrese, ch'era stato segretario e consigliere
+di Francesco Sforza, e che, dopo averlo servito con rara fedeltà, era
+pure stato il primo ministro di suo figlio, ed aveva co' suoi talenti e
+colle sue virtù celati i capricci e le stravaganze di questo tiranno.
+Era suo fratello quel Giovanni Simonetta, che scrisse con tanta eleganza
+e precisione la storia di Francesco Sforza. Godevano ambidue come
+letterati una riputazione poco minore di quella che si erano acquistata
+nella carriera politica. Avevano corrispondenza con tutti i dotti
+d'Italia; erano stati i ministri di tutte le grazie, che i due duchi di
+Milano avevano diffuse sui letterati, e conservansi tuttavia tra le
+lettere del Filelfo, del Decembrio, ed in altre scritture di que' tempi,
+i monumenti della protezione ch'essi accordavano agli studj[73].
+
+ [72] Bolla in data del 3 delle calende di marzo. _Annal. Eccl. 1477,
+ § I, p. 268._
+
+ [73] _Tirab. Stor. della Letter., l. I. cap. I, § IV, p. 18, secolo
+ XV._
+
+D'altra parte Galeazzo aveva lasciati cinque fratelli, che, durante la
+minorità di suo figliuolo, potevano pretendere di avere parte alla
+reggenza. I primi quattro, Sforza, duca di Bari, Lodovico il Moro,
+Ottaviano ed Ascanio, avevano di già risvegliata la diffidenza di
+Galeazzo, onde li teneva lontani da Milano. Quando ebbero avviso della
+sua morte, si affrettarono di ritornarvi, cercando di occupare
+un'autorità, cui, dicevano essi, il maggiore della loro casa aveva
+maggiore diritto che una femmina ed un ministro stranieri. Per celare la
+loro rivalità cercavano di far rivivere l'antico spirito del partito
+ghibellino. Dichiararonsi i protettori di quella fazione, cui la casa
+Visconti andava debitrice del suo innalzamento: accusarono la duchessa e
+Cecco Simonetta di parzialità per i Guelfi, e li costrinsero infatti a
+gettarsi tra le loro braccia; imperciocchè le famiglie, in addietro
+divise dalla lite dell'impero e della chiesa, conservavano l'antica
+rivalità, sebbene le cagioni de' vecchi odj più non esistessero. Per
+conciliare, se possibile fosse, le pretese de' fratelli Sforza e quelle
+della duchessa, si convenne, sulla proposizione fatta da Luigi Gonzaga,
+marchese di Mantova, che il consiglio di reggenza sarebbe formato in
+egual parte di Guelfi e di Ghibellini[74].
+
+ [74] _Diarium Parmense Anonym., t. XXII, p. 250._
+
+Quando si seppe in Genova la morte di Galeazzo, Giovan Francesco
+Pallavicini, luogotenente del duca, adunò il senato, onde persuaderlo a
+prevenire colla sua vigilanza le rivoluzioni che potrebbero eccitarsi da
+quest'avvenimento. Furono nominati dalla repubblica otto capitani del
+popolo, secondo praticavasi in tutte le difficili circostanze, e
+ragunate alcune truppe per tener in dovere i malcontenti[75].
+
+ [75] _Ant. Galli de reb. Genuens, p. 271. — Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. — P. Bizzarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. — Agost. Giustiniani, An. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Tutte le fazioni di Genova si mostravano egualmente desiderose di
+ritornare alla repubblica l'antica sua libertà. Gli Sforza per
+contenerle aveano avuta la precauzione di disperdere i loro capi per
+tutta l'Italia. Prospero Adorno trovavasi nelle prigioni di Cremona, i
+Fieschi erano ritenuti in Roma sotto la sopraveglianza del papa,
+esiliati erano i Fregosi e gli altri uomini potenti. Non pertanto i loro
+partigiani, privati di direttori, erano ovunque in movimento. Il 16
+marzo del 1477 gli amici dei Fieschi si avvicinarono alle mura di
+Genova, condotti da due giovani di quella famiglia, Giorgio e Matteo, i
+soli che il governo non avesse ancora allontanati, perchè di poco usciti
+dalla fanciullezza. Questi faziosi scalarono la città dalla banda di
+Carignano[76], chiamarono il popolo alla libertà, e vi eccitarono subito
+un vivissimo movimento; ma caddero nello stesso errore che aveva perduto
+Girolamo Gentile pochi mesi prima, tardarono troppo ad attaccare il
+pubblico palazzo; omai vedevansi da tutti abbandonati, quando Pietro
+Doria, soffocando ogni risentimento di famiglia, esortò coloro che gli
+stavano intorno a non perdere forse l'unica occasione di tornare la
+patria in libertà. Uscì nello stesso tempo dalle file del partito
+milanese e si trasse dietro il popolo genovese, onde la guarnigione si
+ritirò nelle due fortezze, e la città, vedendosi libera, nominò i suoi
+magistrati popolari.
+
+ [76] _Ant. Galli de Reb. Gen. p. 271. — Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. — P. Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. — Agost. Giustin. Ann. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Di già, avuta notizia di questa rivoluzione, Ibletto Fieschi, il vero
+capo della famiglia, aveva trovato modo di fuggire da Roma per venire a
+mettersi alla testa del suo partito, ed i Fregosi, con lui d'accordo, si
+andavano avvicinando alla loro patria, senza avere per altro il coraggio
+d'entrar in città. La reggenza di Milano sentì allora che non potrebbe
+salvare la sua autorità in Genova che per mezzo d'un capo di partito
+genovese. Simonetta fece uscire di prigione Prospero Adorno, gli offrì a
+nome del giovane duca di Milano il comando dell'armata destinata a
+soccorrere le due fortezze, purchè promettesse di scordar totalmente le
+sofferte ingiurie e di ristabilire in Genova, non la dispotica autorità
+del duca di Milano, ma la stessa limitata autorità accordata da un
+trattato a Francesco Sforza. Prospero Adorno lo promise[77], si pose
+alla testa d'un'armata di circa dodici mila uomini, adunata da Roberto
+da Sanseverino, da Lodovico il Moro e da Ottaviano Sforza, e marciò alla
+volta di Genova.
+
+ [77] _Ant. Galli p. 273. — Uberti Folietae, l. XI, p. 638. — Alb. de
+ Ripalta Annal. Placent., t. XX, p. 954. — P. Bizarro, l. XIV, p.
+ 340. — Ag. Giustiniani, l. V, f. 232._ Il Bizarro in questa
+ narrazione condanna l'Adorno, ed il Giustiniani lo difende.
+
+Volendo l'Adorno conciliare gl'interessi della sua patria e quelli del
+duca di Milano, egli ebbe bisogno d'infinite cautele per evitare una
+decisiva battaglia, che avrebbe ruinato o il proprio partito o la
+libertà della patria. Fece passare suo fratello Carlo Adorno nella
+fortezza del Castelletto, commettendogli di scendere in città, per
+iscacciare Ibletto dei Fieschi, nell'istante in cui egli medesimo si
+troverebbe impegnato in una scaramuccia coi Fregosi. I suoi ordini
+vennero rigorosamente eseguiti. Prospero combatteva contro i Fregosi a
+Promontorio ma senza spingere troppo avanti i suoi vantaggi, e suo
+fratello occupava intanto la città, e porta san Tommaso, che poteva
+dargli comunicazione coll'armata milanese[78]. Fu allora in particolare,
+che Prospero Adorno mostrò la sua moderazione e la sua destrezza; fece
+rimanere nell'accampamento le truppe del Sanseverino, ed entrò in città
+accompagnato soltanto dagli uomini della sua fazione. Questi andavano
+crescendo di numero di mano in mano ch'egli s'innoltrava; le strade
+risuonavano delle grida _viva gli Adorni e gli Spinola_, e niuno fra
+tanta gente pronunciava il nome del duca di Milano. Prospero, arrivato
+al palazzo, dichiarò che accordava l'impunità a tutti coloro che avevano
+preso parte alle ultime turbolenze; adunò il senato, che lo riconobbe
+per governatore; chiese un regalo di sei mila fiorini pei capi
+dell'armata; onde i cittadini, che prevedevano di essere aggravati di
+più gagliarde contribuzioni, pagarono lietamente, prima che spirassero
+tre giorni, così leggiera somma[79].
+
+ [78] _Ant. Galli, p. 276. — Uberti Folietae, l. XI, p. 639._
+
+ [79] _Ant. Galli de reb. Gen. p. 276. — Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 640. — P. Bizzarro Hist. Genuens., l. XIV, p. 343. — Agost.
+ Giustiniani, l. V, f. 223._
+
+E per tal modo il 30 aprile Genova tornò sotto la limitata signoria del
+duca di Milano. Roberto di Sanseverino vi entrò senz'armi con Lodovico
+ed Ottaviano, zii di Giovanni Galeazzo, e coi loro principali ufficiali;
+ne uscirono quasi subito per condurre la loro armata all'assedio di
+Savinione, castello dei Fieschi, posto negli Appennini. Per far levare
+l'assedio, Ibletto de' Fieschi raccolse cinque mila paesani: Giovan
+Battista Goano si affrettava di raggiugnerlo cogli abitanti della
+Polsevera, ma il Sanseverino ritrasse costoro con ingannatrici
+negoziazioni, e disperse l'armata di Goano. Quella d'Ibletto, avendo
+sofferto qualche perdita, ritirossi nelle montagne, e Savinione
+capitolò. Ibletto fece allora la pace coi generali milanesi, ai quali lo
+associarono la stessa attività e la medesima inclinazione per l'intrigo;
+onde, essendo ultimata la spedizione di Genova, Ibletto accompagnò il
+Sanseverino e gli Sforza a Milano[80].
+
+ [80] _Ant. Galli, p. 277. — Uberti Folietae, l. XI, p. 641. — P.
+ Bizarro, l. XV, p. 344._
+
+Gli ultimi erano ansiosi di tornare alla corte del loro nipote, per
+attentare alla autorità di Cecco Simonetta. Vedevano essi quest'accorto
+ministro esercitare sotto il nome della duchessa un'assoluta sovranità;
+alla cui volontà tutto era subordinato dalla superiorità de' suoi
+talenti e del suo carattere. Era invalsa sotto i due ultimi duchi
+l'abitudine di non resistergli; altronde i fratelli del duca, che
+manifestavano soltanto il desiderio di limitare il di lui potere,
+avevano forse di già formato il progetto di soppiantare lui ed il suo
+signore. Si assicura, che l'intenzione loro fosse quella di far perire
+la duchessa ed i due suoi figli, di dare a Lodovico il Moro il titolo di
+duca di Milano, ed a ciascheduno de' suoi fratelli la signoria di una
+città, a Roberto Sanseverino quella di Parma, e quella di Genova ad
+Ibletto de' Fieschi[81].
+
+ [81] _Diarium Parmense, t. XXII, p. 259._
+
+Per dare esecuzione a tali progetti avevano precipitosamente terminata
+la guerra della Liguria, e ricondotti a marcie sforzate alla volta di
+Milano la loro armata. Ma il Simonetta, che teneva aperti gli occhi
+sopra di loro, fece il 25 di maggio arrestare Donato de' Conti, il
+principale loro agente ed il depositario di tutti i loro segreti[82].
+
+ [82] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954._
+
+I fratelli Sforza trattenevansi a mensa cogli altri capi del loro
+partito, quando ebbero avviso dell'arresto di Donato dei Conti. Uscirono
+precipitosamente dal loro palazzo, chiamando il popolo alle armi; subito
+molta gente si adunò intorno a loro, e gli ajutò ad impadronirsi di
+porta Tosa. Roberto di Sanseverino ed Ottaviano Sforza vollero attaccare
+il palazzo, ed affezionarsi il popolaccio, abbandonandogli il tesoro ed
+il magazzino del frumento, che trovavansi nel medesimo. Il duca di Bari
+e Lodovico il Moro vi si opposero. Di già la duchessa, ch'erasi
+rifugiata nella cittadella, aveva promesso di lasciare in libertà Donato
+de' Conti; ma in questo frattempo i di lei amici le furono tutti
+intorno, e gli amici dei suoi cognati si andavano scoraggiando. Roberto
+di Sanseverino, Ibletto ed Ottaviano tentarono nuovamente d'ammutinare
+il popolo, scorrendo la città, e facendo gridare: _a morte i
+forestieri!_ Ma i fratelli Simonetta, che venivano indicati sotto tal
+nome, non erano dai Milanesi odiati, e nissuno prese le armi.
+All'indomani tutti questi capi uscirono di buon mattino dalla città per
+la porta di Vercelli. Roberto da Sanseverino ed Ibletto de' Fieschi non
+si fermarono, finchè non si credettero in salvo nel territorio d'Asti.
+Giunti al confine di quello stato, Ibletto, oppresso dalla fatica, entrò
+in un albergo per riposarsi, e vi fu arrestato. Roberto andò più oltre,
+e si pose sotto la protezione del duca d'Orleans. I fratelli Sforza
+erano fuggiti per diverse strade. Ottavio, più degli altri formidabile
+pel suo turbolento carattere, perì nel passaggio dell'Adda, ove si dice
+che annegasse nell'attraversarla a nuoto; ma altri assicurano che fu
+ucciso sulla sponda dai satelliti del Simonetta, che lo inseguivano. I
+suoi fratelli furono condannati all'esilio con sentenza della reggenza;
+il maggiore, Sforza, ebbe ordine di risiedere nel ducato di Bari, di cui
+portava il titolo, Lodovico in Pisa ed il cardinale Ascanio in Perugia.
+A tale condizione venne assegnata a cadauno di loro una pensione di
+dodici mila ducati[83]. Il sesto fratello, Filippo Sforza, rimase solo a
+Milano, perchè non aveva presa parte nelle pratiche de' fratelli, e si
+era anzi posto dalla banda della duchessa e del Simonetta[84].
+
+ [83] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954, 955. — Bern.
+ Corio Istor. Milan., p. VI, p. 987. — Ant. Galli de Reb. Genuens.,
+ p. 278._
+
+ [84] _Ant. Galli, p. 278._
+
+Allorchè si annunciò a Sisto IV la morte di Galeazzo Sforza, aveva
+esclamato: «la pace d'Italia oggi è perita con lui[85]!» Infatti
+quest'imponente potenza, che forzava al riposo tutto il settentrione
+dell'Italia, era distrutta. Genova e Milano si trovavano di bel nuovo in
+balìa delle guerre civili: crollava la lunga alleanza che Francesco
+Sforza aveva contratta colla repubblica fiorentina; più non esisteva il
+contrappeso che il ducato di Milano opponeva all'ambizione di Ferdinando
+re di Napoli; aperto era il campo a nuove politiche combinazioni; e noi
+vedremo in breve quello stesso papa, che lagnavasi della perduta pace
+d'Italia, spargere i semi di una nuova guerra, ed accrescere la generale
+confusione.
+
+ [85] _Jos. Ripamontii, l. VI, p. 750. — Bernardino Corio, p. 983._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXV.
+
+ _Congiura de' Pazzi._
+
+1478.
+
+
+La repubblica di Firenze andava sempre più scostandosi dalla generale
+politica dell'Italia e dell'Europa. Ella più non pensava a frenare gli
+ambiziosi progetti di Ferdinando e di Sisto IV; non ajutava i Veneziani
+nella loro guerra contro i Turchi, nè i Genovesi a ricuperare la loro
+libertà, oppure la duchessa reggente di Milano o i fratelli Sforza,
+rivali di lei, nella loro lite per il supremo potere. A Firenze si
+andavano succedendo i magistrati senza che la loro amministrazione
+venisse illustrata da verun fatto di qualche importanza; onde il
+minuzioso storico, Scipione Ammirato, appena trova in sei anni da
+riempire quattro pagine, ed il suo silenzio attesta il languore ed il
+turpore universale[86]. I due fratelli Medici, giunti a matura
+giovinezza, riponevano ogni loro ambizione nel sostituire in ogni cosa
+la loro autorità personale a quella della repubblica. I Fiorentini,
+diffidando degl'intrighi che spesso accompagnano le elezioni, avevano
+creduto di ottenere una rappresentanza più eguale, lasciando in arbitrio
+della sorte i loro magistrati; ma a questa forma d'elezione, di tutte la
+più democratica, i Medici avevano sostituita la più arbitraria di tutte
+le oligarchie. Nominavano essi medesimi cinque elettori o
+_accoppiatori_, e questi facevano i gonfalonieri ed i priori senza
+consultare il popolo, e senza che più si conservasse verun legame tra i
+magistrati ed i loro rappresentanti. Siccome la signoria era ancora
+troppo numerosa per essere facilmente mantenuta obbediente, i Medici
+avevano accresciuto il potere del gonfaloniere a spese de' priori, suoi
+colleghi, di cui prima non era che il presidente. I Medici li chiamavano
+soli alle loro deliberazioni, e gl'incaricavano di dare gli ordini a
+nome di un corpo ch'essi omai più non degnavansi di consultare. La
+commissione straordinaria, chiamata _balìa_, non doveva, secondo le
+antiche costumanze, crearsi che ne' tempi di turbolenze, per sottrarre
+la repubblica ad un grande pericolo; ma i Medici l'avevano trasformata
+in un corpo permanente, cui attribuivano il simultaneo potere
+legislativo, amministrativo e giudiziario. Nè ciò bastava; essi la
+collocavano al di sopra della medesima sovranità nazionale; perciocchè
+le attribuivano poteri, che i popoli mai delegati non hanno ai loro
+sovrani. Così la balìa condannava senza processure gl'individui sospetti
+ai Medici, sostituiva alle imposte arbitrarie tasse, promulgava leggi
+retroattive, aggravava le antiche sentenze, assoggettava a nuove pene
+coloro che non avevano commessi nuovi delitti, e disponeva, senza
+renderne conto, di tutte le finanze. Fu veduta impiegare cento mila
+fiorini per salvare da un fallimento la casa di banco che Tommaso dei
+Portinari dirigeva a Bruges per conto di Lorenzo de' Medici. Altre somme
+in altre circostanze furono levate dalle pubbliche casse, per sovvenire
+ai bisogni dei capi dello stato, i quali avevano l'imprudenza di
+continuare, senza volervisi applicare ed ignorandone perfino i principj,
+le grandi speculazioni di banco con cui si era arricchito il loro avo. E
+per tal modo sarebbero stati in breve ruinati dal loro fasto e dalla
+loro incapacità, se non avessero potuto impiegare a loro profitto il
+danaro dello stato[87].
+
+ [86] _Scip. Ammirato Stor. Fior., l. XXIII, p. 111 a 114._
+
+ [87] _Ist. di Gio. Cambi, t. XXI, Deliz. Erud., p. 1-3._
+
+I Medici, innoltrandosi in tale maniera sulla strada della tirannide,
+avevano ciò nullameno in Firenze un numeroso partito, il quale era per
+una parte formato da alcuni cittadini di antiche famiglie, che con loro
+dividevano le magistrature e le pubbliche entrate, e che non si
+assicuravano di conservare senza di loro la propria importanza; in
+secondo luogo da tutti i letterati, poeti ed artefici, che Lorenzo e
+Giuliano attiravano in casa loro, colmandoli di onori e di regali, e
+trattandoli da eguali, mentre pretendevano separarsi da tutti gli altri;
+in ultimo ingrossava il loro partito il basso popolo, sempre allettato
+dai frequenti spettacoli e dalle feste loro date dai Medici. Il popolo
+non si accorgeva che veniva corrotto col suo proprio danaro, e che gli
+si prendeva con una mano ciò che fingevasi donargli coll'altra. Ma
+d'altra banda, malgrado le rivoluzionarie sentenze, che dopo il 1434
+avevano colpite per classe tutte quelle antiche ed illustri famiglie di
+Firenze, che avevano inondato di esiliati la Francia e l'Italia, e
+compresi nelle proscrizioni tutti i nomi storici della repubblica,
+l'intera massa degli antichi cittadini era tuttavia opposta ai Medici.
+Universali trasporti di gioja eransi manifestati dodici anni prima,
+quand'erasi renduto alquanto di libertà alle elezioni, ed un cupo
+abbattimento accompagnava da alcuni anni lo stabilimento della
+tirannide.
+
+Lorenzo de' Medici e suo fratello Giuliano non andavano perfettamente
+d'accordo nel loro sistema d'amministrazione. Il secondo, più dolce, più
+modesto, più disposto a vivere da eguale co' suoi concittadini, non era
+affatto quieto rispetto al calore, all'orgoglio ed alle violenze del
+fratello; onde studiavasi di trattenerlo colle sue esortazioni[88]. Ma
+Lorenzo, vedendo le famiglie dei Ricci, degli Albizzi, dei Barbadori,
+dei Peruzzi, degli Strozzi esiliate fino dal 1434, quella dei
+Machiavelli nel 1458, quelle degli Acciaiuoli, dei Neroni, dei Soderini
+nel 1466; e per ultimo quelle dei Pitti e dei Capponi spogliate del loro
+antico credito, cercava soltanto di adoperare in modo che veruna di
+queste potesse rialzarsi, veruna acquistare tali ricchezze o una tale
+considerazione che potesse adombrarlo; persuaso che fintanto che non
+lascerebbe avere alla moltitudine un capo, potrebbe senz'alcun rischio
+provocare il suo risentimento.
+
+ [88] _Jo. Mich. Brut. Hist. Florent., l. VI, p. 143._ — Alfieri
+ seppe valersi di quest'opposto carattere nella sua tragedia della
+ _Congiura dei Pazzi_.
+
+Tra le famiglie di cui i Medici potevano temere la rivalità teneva il
+primo luogo quella de' Pazzi. I Pazzi di Val d'Arno, lungo tempo
+compagni degli Ubaldini, degli Ubertini, dei Tarlati, erano antichi
+feudatarj ghibellini ed abitualmente in guerra colla repubblica
+fiorentina. Poichè l'ingrandimento di questa li consigliò ad abbandonare
+le loro fortezze per venire a vivere nella capitale, continuarono ad
+eccitare la diffidenza di una gelosa democrazia; vennero compresi nella
+classe de' magnati, e coll'ordinanza di giustizia esclusi da tutti
+gl'impieghi. Ma quando Cosimo de' Medici ebbe scacciata, nel 1434, la
+nobiltà popolare dal governo, sentì la necessità di rendersi forte
+coll'alleanza dell'antica nobiltà. A ciò mirando accordò a molti magnati
+il privilegio di entrare nella classe del popolo. La famiglia de' Pazzi
+fu una di quelle che accettò questo diritto di essere ascritta tra i
+borghigiani, da molti giudicato un degradamento, ed Andrea fu, nel 1439,
+il primo di questa famiglia che sedesse nella signoria. Ebbe Andrea tre
+figli, Antonio, Pietro e Giacomo, uno de' quali gli diede cinque nipoti,
+l'altro tre, e Giacomo il più giovane non si ammogliò[89]. Questa
+numerosa casa non era soltanto stata ammessa con un decreto nell'ordine
+del popolo, ma aveva inoltre prese le costumanze tutte dei popolani
+fiorentini. Eransi i Pazzi dati al commercio e la loro casa di banco
+veniva annoverata tra le più ricche e più riputate d'Italia. Non meno
+superiori ai Medici come mercanti, che come gentiluomini, non avevano
+bisogno per sostenersi, di volgere a loro profitto il danaro del
+pubblico.
+
+ [89] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 115._
+
+Cosimo de' Medici si era attaccato coi vincoli del sangue questa così
+ricca e numerosa famiglia, il di cui credito poteva riuscire molto utile
+o molto pericoloso. Aveva fatta sposare sua nipote, Bianca, sorella di
+Lorenzo e di Giuliano, a Guglielmo de' Pazzi, figlio di Antonio e nipote
+di Andrea[90]. Lorenzo aveva tenuta una politica tutt'affatto contraria,
+mirando a ruinare quella famiglia, o per lo meno ad impedire
+l'accrescimento della sua fortuna; e perchè Giovanni dei Pazzi, cognato
+di sua sorella, aveva sposata l'unica figlia ed erede di Giovanni
+Borromei, cittadino a dismisura ricco, Lorenzo fece emanare una legge,
+quando venne a morte il Borromei, in forza della quale i nipoti di sesso
+maschile erano preferiti alle figlie nell'eredità di un padre morto _ab
+intestato_, e diede a questa legge un effetto retroattivo, sicchè il
+Pazzi perdette l'eredità di suo suocero, che non aveva creduto
+necessario di fare un testamento in favore dell'unica sua prole[91].
+
+ [90] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Jo. Mich. Bruti. Hist.
+ Flor., l. VI, p. 140._
+
+ [91] _Machiavelli Ist., l. VIII, p. 361. — Jacopo Nardi Istor.
+ Fiorentina, l. I, p. II._ Fa osservare che a' suoi tempi questa
+ legge era tuttavia in vigore. _Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 142._ Il
+ signor Roscoe, dissimulando la precisa natura di quest'ingiustizia,
+ suppone che spetti ad un'epoca in cui Lorenzo, ancora giovinetto,
+ era lontano dalla patria; ed adduce per prova queste frasi d'una
+ lettera di Luigi Pulci a Lorenzo de' Medici, del 22 aprile 1465. «Ho
+ chiamata più volte felicissima questa tua partenza, acciò che tu non
+ abbi commesso peccato ad ajutare nella sua petizione nuovamente
+ affermata quello con che l'_amico di Val d'Arno_ del Corno, voleva
+ entrare nell'orto del Borromeo per le mura; ovvero con che egli pota
+ le pergole, quando non v'aggiugne d'appiè, col suo pennatuzzo.» Io
+ non intendo abbastanza queste facezie in gergo del volgo, ma non so
+ se il signor Roscoe le intendesse meglio di me. In ogni caso
+ quand'anche si supponga che qui si tratti di Giovanni Borromei, che
+ l'amico di Val d'Arno sia un Pazzi, perchè i Pazzi erano stati
+ signori di Val d'Arno, che queste muraglie di giardino da scalarsi,
+ questo pennato da tagliare le viti, abbiano un senso figurato, e non
+ facciano piuttosto allusione ad imprese pur troppo reali di giovani
+ di diciassett'anni, si tratterebbe pur sempre d'una intrapresa,
+ nella quale Lorenzo de' Medici sarebbe stato compagno dell'amico di
+ Val d'Arno, e sarebbe riuscito, per esempio come il suo matrimonio,
+ non già di un'intrapresa diretta a spogliare quest'amico, la di cui
+ petizione, egli dice, è stata confermata. Rendonsi necessarie più
+ fondate supposizioni per distruggere la testimonianza di due storici
+ quasi contemporanei, ed una legge lungo tempo esistente. Dobbiamo
+ metterci in guardia contro un partigiano che scrive per la propria
+ fazione, contro un adulatore di un principe che scrive per il suo
+ sovrano, ed ancora contro un cittadino, che cerca di dare risalto
+ alla gloria della sua patria: ma potevasi sospettare che a
+ trecent'anni ed a trecento leghe di lontananza, un esperto scrittore
+ impiegherebbe la più vasta erudizione per ingannare sè stesso e gli
+ altri intorno all'importanza, ai diritti ed alle virtù del suo
+ 'eroe? _Roscoe Life of Lorenzo, cap. IV. 182._ Merita poi
+ osservazione che un dotto italiano, monsignor Fabroni, non abbia in
+ tanti luoghi raddrizzati i giudizj del biografo inglese.
+
+Di tre figliuoli d'Andrea Pazzi, il solo che ancora vivesse era Jacopo,
+che non aveva avuto moglie. Nel 1469 era stato gonfaloniere di
+giustizia, ed il popolo l'aveva creato cavaliere, ma dopo quest'epoca
+Lorenzo de' Medici erasi adoperato per escludere i Pazzi dalla signoria,
+ad eccezione di Giovanni, cognato di sua sorella, che aveva seduto una
+sol volta tra i priori nel 1472[92]. Quest'esclusione era tanto più
+offensiva, che a quest'epoca eranvi nove uomini di questa famiglia in
+età d'esercitare le magistrature; che questi occupavano il primo rango
+tra i cittadini, e che tutte le elezioni dipendevano unicamente da
+Lorenzo de' Medici.
+
+ [92] Vedasi il Priorato. _Delizie degli Eruditi, t. XX, p. 140 e
+ seguenti._
+
+Francesco Pazzi, il maggiore de' cognati di Bianca de' Medici, non potè
+più oltre soffrire che un uomo prendesse il luogo della patria, che
+accordasse o ricusasse come un favore ciò che a tutti era dovuto, e che
+esigesse riconoscenza da coloro cui egli ne andava debitore, poichè si
+rendeva potente col loro credito e s'arricchiva col loro danaro. Egli
+andò a soggiornare in Roma, ove teneva uno de' principali suoi banchi di
+commercio; papa Sisto IV lo scelse per suo banchiere di preferenza ai
+Medici, e questo pontefice, come suo figlio Girolamo Riario, formarono
+bentosto con lui intime relazioni.
+
+Quanta era la gelosia che i cittadini fiorentini nudrivano contro la
+casa dei Medici, altrettanto era l'odio che covavano contro la medesima
+Sisto IV e Girolamo Riario, risguardandolo quale potente ostacolo ai
+loro progetti d'ingrandimento. Non aveva Sisto dimenticati gli ajuti
+dati a Niccolò Vitelli, signore di Città di Castello, nè la lega formata
+nel nord dell'Italia, nè le negoziazioni intavolate da Lorenzo per
+impedire che Girolamo Riario facesse l'acquisto d'Imola. Girolamo dal
+canto suo temeva che alla morte del papa i Medici non lo spogliassero
+facilmente d'una sovranità che sarebbe mancata d'appoggio; onde
+desiderava rendere a Firenze la sua libertà, per porsi in appresso sotto
+la protezione di questa repubblica. Francesco de' Pazzi, che
+familiarmente conversava con Sisto e col Riario, avvelenava il loro odio
+coll'unione del proprio, ed andava con loro cercando i mezzi di mettere
+fine ad un'usurpazione che ogni giorno acquistava maggior vigore[93].
+
+ [93] _Nic. Macchiavelli, l. VIII, p. 359._
+
+La passata storia della repubblica non permetteva di sperare alcuna
+buona riuscita dai tentativi degli emigrati, che anzi un'esterna
+aggressione, lungi dallo scuotere il governo, lo rendeva più stabile,
+dandogli cagione d'imprigionare o d'esiliare i suoi segreti nemici, e
+d'impiegare le forze dello stato con maggiore energia. Affatto inutile
+vedevasi pure lo sperimento di una riforma legale, perciocchè quando
+pure si fosse trovato fra tanta corruttela de' consiglj un uomo
+abbastanza coraggioso per riclamare a nome delle leggi il mantenimento
+della libertà, il suo attaccamento alla buona causa non avrebbe avuto
+altro risultamento che l'immediata sua ruina. I Medici più non erano
+sottomessi alle leggi, nè a verun tribunale, ed ogni ricorso contro di
+loro non avrebbe servito che ad indicar loro nuove vittime. Un subito
+sollevamento in città riusciva ugualmente impraticabile, perchè la
+vigilanza del governo avrebbe ai Pazzi impedito di adunare armati nella
+propria lor casa i cittadini del loro partito, o i contadini dei loro
+poderi. E quando ancora si fossero potuti celare ai Medici i primi
+movimenti di un ostile attruppamento, trovandosi essi padroni del
+palazzo, delle porte della città e di tutti i luoghi forti, ed essendo
+loro clienti tutti i giudici e tutti i magistrati, sarebbersi rovesciate
+addosso ai loro nemici tutte le forze militari dello stato e tutto
+l'imponente apparato della giustizia. Altra via perciò non restava a
+scegliersi che quella di una congiura; perciocchè si era ben sicuri,
+che, spenti i due Medici, i cittadini, che tremavano innanzi a loro, si
+affretterebbero di condannarne la memoria e di riconoscere come un atto
+della pubblica vendetta l'attentato de' loro uccisori. Il recente
+esempio della congiura di Milano, lungi dallo scoraggiare i cospiratori,
+poteva ispirar loro confidenza, perchè aveva dimostrato come fosse
+facile il privare di vita un tiranno; che se il popolo di Milano non si
+era dopo il fatto sollevato, poteva allegarsi che riconosceva Galeazzo
+Sforza, comunque odioso per i suoi mali portamenti, per suo legittimo
+sovrano, mentre i Medici non osavano essi medesimi di confessare
+apertamente che si credevano di un rango superiore a quello degli altri
+Fiorentini.
+
+Gli spiriti erano di già esacerbati da vicendevoli offese, ed i nemici
+dei Medici di già si disponevano a congiurare, quando recenti ingiurie
+loro procurarono alleati che non isperavano. Dall'una parte essendo
+morto Filippo de' Medici, arcivescovo di Pisa, Sisto IV gli sostituì
+Francesco Salviati, parente di un Jacopo Salviati, che i Medici avevano
+fatto dichiarare ribelle[94]. Essi ricusarono di riconoscere il nuovo
+prelato, e gli negarono il possesso del suo arcivescovado. D'altra parte
+Carlo di Montone, figliuolo di Braccio, uno de' ristauratori dell'arte
+militare in Italia, essendosi egli stesso guadagnata qualche riputazione
+nelle armi, volle tentare di ricuperare l'autorità che suo padre ebbe in
+Perugia. Terminata la sua condotta coi Veneziani, era passato a Firenze,
+dove aveva ragunate alcune compagnie d'uomini d'armi. Ma quando aveva
+saputo che i Fiorentini avevano rinnovata la loro alleanza con Perugia,
+aveva rinunciato alla sua intrapresa contro quella città, e rivolte le
+sue armi contro la repubblica di Siena, colla quale Firenze non era in
+guerra, ma che pure desiderava di vedere umiliata. Carlo di Montone,
+nella state del 1477, prese molti castelli ai Sienesi, dai quali
+riclamava il pagamento di un debito contratto verso suo padre; e perchè
+aveali trovati non apparecchiati a difendersi, erasi lusingato di
+sottomettere questa repubblica; ma i Fiorentini avevano bensì permesso
+di recare qualche danno ai loro vicini che non amavano, ma non volevano
+perciò che si accendesse una guerra ai loro confini: sforzarono quindi
+Montone ad abbandonare la sua intrapresa, ma la repubblica di Siena non
+lasciò per questo di conservare un profondo risentimento per essere
+uscita dagli stati fiorentini l'armata che aveva invaso il loro
+territorio[95]. Per vendicarsi strinse alleanza col papa e col re di
+Napoli[96], mentre dal canto suo Sisto IV adunò una piccola armata ai
+confini dello stato fiorentino, sotto colore di assediare il castello di
+Montone e di castigare in tal modo il capitano, che aveva di fresco
+turbata la tranquillità[97].
+
+ [94] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 359. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 116. — Conjurationis Pactianae Comm. Politiani, p. 6._
+
+ [95] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 114. — Nic. Machiavelli, l. VII,
+ p. 346._
+
+ [96] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 782._
+
+ [97] _Nic. Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich. Bruti, l. VI,
+ p. 146._
+
+Frattanto tra Francesco de' Pazzi e Girolamo Riario si convenne di
+mandare ad esecuzione il progetto del cambiamento del governo di Firenze
+e dell'uccisione dei Medici; e ne diedero parte all'arcivescovo Salviati
+che sapevano irritato da fresche ingiurie, e che realmente abbracciò con
+ardore il mezzo che gli offrivano di vendicarsi. Francesco Pazzi venne
+poscia a Firenze per associare alla congiura suo zio Jacopo, il capo
+della famiglia; ma egli vi trovò più difficoltà che non aveva creduto.
+Giovan Battista di Montesecco, condottiere abbastanza riputato ai
+servigj del papa, e confidente di Girolamo Riario, venne pure spedito
+presso questo vecchio magistrato per persuaderlo. Il Montesecco era
+venuto in Toscana quale incaricato di una finta negoziazione con Lorenzo
+de' Medici, e prima di partire aveva avuto un'udienza dal papa, che
+offriva tutte le sue forze in appoggio della congiura[98]. Fu
+quest'adesione del papa alla trama, che finalmente strascinò Jacopo dei
+Pazzi; acconsentì in allora di stare a quanto per lui farebbe suo nipote
+in Roma. In fatti Francesco vi era tornato per maturare i suoi progetti
+di concerto col papa, col conte Riario e coll'ambasciatore di
+Ferdinando, che dal canto suo prometteva una possente cooperazione. Si
+convenne che sotto pretesto di attaccare Montone, si adunerebbe
+un'armata pontificia nello stato di Perugia; che Lorenzo Giustini di
+Città di Castello, il rivale di Niccolò Vitelli, farebbe leva di
+soldati, sotto colore di proseguire la sua lite; che Gian Francesco di
+Tolentino, uno de' condottieri del papa, passerebbe colla sua truppa in
+Romagna, e che Francesco de' Pazzi, l'arcivescovo Salviati e
+Giambattista di Montone tornerebbero a Firenze per accrescere il numero
+de' congiurati, e trovare l'istante di opprimere nello stesso tempo i
+due fratelli[99].
+
+ [98] _Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 146._
+
+ [99] _Machiavelli, l. VIII, p. 366._
+
+Tra coloro che si obbligarono ad assecondare il Pazzi ed il Salviati,
+contavasi Jacopo, figlio di quel Poggio Bracciolini, celebre scrittore,
+cui andiamo debitori di una storia fiorentina; e lo stesso Jacopo era
+autore di alcune erudite opere[100]. Vi si trovavano inoltre due Jacopi
+Salviati, fratello l'uno, l'altro cugino dell'arcivescovo; Bernardo
+Bandini e Napoleone Francesi, giovani audacissimi ed affatto ligi alla
+casa dei Pazzi; Antonio Maffei, prete di Volterra e notajo apostolico, e
+Stefano Bagnoni, altro prete che insegnava la lingua latina ad una
+figlia naturale di Jacopo Pazzi. Tutti i membri della famiglia di
+quest'ultimo non presero parte alla trama; Renato uno de' cinque
+fratelli, figlio di Pietro, ricusò con fermezza di entrarvi e ritirossi
+in campagna onde non essere confuso coi cospiratori[101].
+
+ [100] _W. Roscoe, Life of Lorenzo, c. V, p. 185. nota._
+
+ [101] _Machiavelli, l. VIII, p. 367. — Politianus Conjur. Pactianae
+ Comment., p. 8-9._
+
+Il papa aveva mandato all'università di Pisa Raffaele Riario, nipote del
+conte Girolamo, giovanetto di soli diciott'anni, che il 10 dicembre del
+1477 fu creato cardinale. Il suo innalzamento a questa nuova dignità
+doveva essere festeggiato. Pensarono i congiurati che ciò appunto
+offrirebbe una facile occasione di unire nello stesso luogo Lorenzo e
+Giuliano de' Medici, onde ucciderli assieme; ed era necessario che i due
+fratelli fossero assaliti nello stesso tempo, altrimenti la morte
+dell'uno avrebbe avvisato l'altro di porsi in guardia. In conseguenza il
+papa scrisse al cardinale Riario di fare tutto quanto gli ordinerebbe
+l'arcivescovo di Pisa, e questi pochi giorni dopo fece venire il
+cardinale a Firenze. Jacopo de' Pazzi gli diede una festa nella sua
+villa di Montughi, lontana un miglio dalla città. Vi aveva invitati i
+due fratelli Medici, ma Giuliano non eravi andato. Non intervenne nè
+meno ad una festa data al cardinale da Lorenzo a Fiesole; all'ultimo si
+seppe che non troverebbesi pure a quella che Lorenzo destinava a Riario
+nella sua casa di città il 26 aprile del 1478. Allora solamente si
+determinò d'assalire lo stesso giorno i due fratelli nella cattedrale,
+dove il cardinale Riario dovea udire la messa, e dove i Medici mal
+potevano dispensarsi d'assistere con lui al divino servigio[102].
+
+ [102] _Machiavelli, l. VIII, p. 368. — Scip. Ammirato, l. XXIV, p.
+ 117. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 148._
+
+Francesco de' Pazzi e Bernardo Bandini s'incaricarono d'uccidere
+Giuliano. Risguardavasi la parte loro come la più difficile, perchè
+questo giovane, naturalmente timido, portava sempre una corazza sotto le
+vesti; era stata data la commissione di uccidere Lorenzo a Giovan
+Battista Montesecco. Il Montesecco ne aveva di buon grado assunto il
+carico, quando il fatto doveva aver luogo in tempo d'un banchetto, ma
+quando fu cambiato il luogo dell'esecuzione, e seppe che in chiesa ed in
+tempo della messa doveva uccidere un uomo cui era legato da relazioni di
+ospitalità, dichiarò di non sentirsi capace di aggiugnere al tradimento
+il sacrilegio. Gli scrupoli di questo militare furono cagione della
+cattiva riuscita della congiura; perchè più non trovavansi tra i
+congiurati che preti, che l'abitudine del vivere in chiesa rendesse
+indifferenti rispetto al luogo in cui si trovavano, e non fossero
+atterriti dall'idea del sacrilegio[103]. Fu dunque forza d'incaricare di
+ferire Lorenzo lo scrivano apostolico, Antonio di Volterra, e Stefano
+Bagnoni, parroco di Montemurlo. Il momento fissato fu quello in cui il
+prete, alzando l'ostia, le due vittime, stando a ginocchio, chinerebbero
+il capo, e non potrebbero vedere gli assassini. Le campane della messa
+dovevano far conoscere agli altri congiurati, incaricati d'attaccare il
+palazzo del pubblico, l'istante del sagrificio. L'arcivescovo Salviati
+co' suoi, e Giacomo, figlio di Poggio Bracciolini, dovevano rendersi
+padroni della signoria e forzarla ad approvare un assassinio di già
+eseguito[104].
+
+ [103] _Parumper Haesitatum est, cum obtruncando Laurentio miles
+ delectus, et multa emptus mercede, negaret sese in loco sacro caedem
+ ullam perpetraturum, deinde alio negotium suscipiente, qui
+ familiarior, ut pote sacerdos, et ob id minus sacrorum locorum
+ metuens. — Ant. Galli de reb. Genuens., t. XXIII, p. 282._
+
+ [104] _Machiavelli, l. VIII, p. 369. — Politiani Comment., p. 11._
+
+I congiurati stavano di già in chiesa, vi erano arrivati Lorenzo ed il
+cardinale, la folla riempiva la chiesa, il divino sagrificio era
+cominciato, ed ancora Giuliano non compariva. Francesco de' Pazzi e
+Bernardo Bandini andarono a cercarlo, e gli fecero sentire che la sua
+presenza era omai necessaria; nello stesso tempo, in atto motteggevole,
+passarono le loro braccia a traverso al suo corpo per verificare se
+aveva la corazza. Ma Giuliano, che soffriva d'un male di gamba, non
+aveva presa veruna armatura, ed aveva pure, contro il suo costume,
+lasciato il suo coltello da caccia, perchè gli batteva contro la gamba
+inferma. Intanto Giuliano, entrato in chiesa, s'accostò all'altare; due
+congiurati tenevansi vicini a lui; due altri presso di suo fratello, e
+la folla che li circondava, dava loro ragionevole pretesto di stringersi
+più presso ai Medici. Il prete alzò l'ostia, ed all'istante Bernardo
+Bandini ferì col suo pugnale Giuliano nel petto, il quale dopo aver
+fatto qualche passo cadde a terra. Francesco de' Pazzi gli fu addosso e
+lo percosse replicatamente con tanto furore, che nello stesso tempo ferì
+sè medesimo gravemente in una coscia. Nel medesimo istante i due preti
+attaccavano Lorenzo: Antonio da Volterra, appoggiando la mano sinistra
+sopra la di lui spalla, volle ferirlo nel collo; ma Lorenzo si distrigò
+rapidamente, ed avviluppatosi il mantello intorno al braccio sinistro
+per farsene scudo, sguainò la spada e si difese coll'ajuto de' suoi due
+scudieri, Andrea e Lorenzo Cavalcanti. L'ultimo fu ferito, e lo stesso
+Lorenzo lo era egli pure leggermente nel collo, quando i due preti si
+scoraggiarono e presero la fuga. Per lo contrario Bernardo Bandini,
+lasciando già morto Giuliano, corse verso Lorenzo, ed uccise Francesco
+Nori, che gli tagliava la strada. Lorenzo erasi ricoverato in sagristia
+co' suoi amici. Il Poliziano ne chiudeva le porte di bronzo, mentre
+Antonio Ridolfi succhiava la ferita del suo padrone e la medicava.
+
+Frattanto gli amici dei Medici dispersi nel tempio adunaronsi colle
+spade sguainate innanzi alla porta della sagristia, chiedendo che si
+aprisse e che Lorenzo si mettesse alla loro testa. Questi, temendo
+d'essere ingannato da queste grida, non ardiva aprire, finchè Sismondi
+della Stufa, giovane a lui affezionatissimo, salito per la scala
+dell'organo ad una finestra di dove poteva vedere l'interno della
+chiesa, osservò da un lato Giuliano, di cui Lorenzo ignorava la sorte,
+steso a terra intriso nel proprio sangue; dall'altro lato potè
+assicurarsi che coloro che chiedevano d'entrare erano i veri amici dei
+Medici. Allora si aprirono le porte, e Lorenzo si pose fra di loro per
+recarsi alla sua casa[105].
+
+ [105] _Conjur. Pactianae Comm., p. 13 e 14. — Comment. di Ser
+ Filippo Nerli, l. IV, p. 54._
+
+I congiurati non avevano disposte altre forze in chiesa per isnidare le
+vittime dai loro asili, lo che probabilmente non sarebbe stata
+malagevole cosa; ma le avevano disposte tutte per impadronirsi del
+palazzo pubblico. Sapevano in fatti che la moltitudine non giudica che
+all'ingrosso, e che riconoscerebbe per depositarj della sovrana autorità
+i vincitori, qualunque si fossero, tostocchè li vedrebbe circondati
+dalle guardie della signoria e seduti sul tribunale. L'arcivescovo erasi
+portato al palazzo coi Salviati suoi parenti, con Jacopo Bracciolini e
+con una truppa di minori congiurati, quasi tutti Perugini. Lasciò in sul
+primo ingresso parte de' suoi satelliti con ordine di occupare la porta
+principale, tostocchè udirebbero del rumore: altri seco condusse fino
+all'appartamento occupato dai membri della signoria, loro ordinando di
+stare nascosti in cancelleria per non dare sospetto. Ma questi spinsero
+per di dentro la porta, che si trovò chiusa a molla in modo che più non
+poteva aprirsi senza chiave; onde questo corpo di congiurati, il più
+necessario a tutta l'azione, rimase nella impossibilità di prendervi
+parte.
+
+Frattanto l'arcivescovo Salviati era entrato presso il gonfaloniere, col
+pretesto di avergli a comunicare qualche cosa per parte del papa. Questo
+primo magistrato era in allora quello stesso Cesare Petrucci, ch'era
+stato poc'anzi sorpreso a Prato da Bernardo Nardi, ed era stato in
+pericolo di essere ucciso in quella congiura. Dopo questo avvenimento
+era diventato più diffidente d'ogni altro, ed inoltre osservò che
+l'arcivescovo, parlando, era talmente disturbato, che le parole che
+balbettava quasi non avevano senso. Il Salviati mutava spesso colore,
+volgevasi verso la porta, tossiva come volesse dare qualche segno, e non
+sapeva contenere la propria agitazione. Cesare Petrucci lanciossi egli
+stesso alla porta, e vi trovò Giacomo Bracciolini, cui, preso pei
+capelli, rovesciò a terra, e diede in guardia ai suoi sergenti. Chiamò
+nello stesso tempo i priori a difendersi, ed attraversando con loro la
+cucina del palazzo, prese uno spiedo, col quale si pose di guardia alla
+porta della torre, ove la signoria si ritirò. Intanto i sergenti
+chiusero le diverse porte de' corridoj del palazzo, ed attaccarono
+sparsamente i congiurati, la maggior parte de' quali eransi da sè chiusi
+in cancelleria. Tutti coloro che avevano seguito il Salviati nel piano
+superiore, furono bentosto arrestati, ed immediatamente uccisi o gittati
+a basso dalle finestre. Ma l'altra banda de' congiurati, rimasta
+all'ingresso principale, erasene resa padrona; e nel momento del
+tumulto, quando gli amici dei Medici accorsero in folla al palazzo per
+soccorrere la signoria, i congiurati difesero la porta e sostennero per
+qualche tempo una specie d'assedio[106].
+
+ [106] _Machiavelli, l. VIII, p. 373. — Conjurat. Pactianae Comment.,
+ p. 15. — Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 118. — Diar. Parmense, t. XXII,
+ p. 278._
+
+Tra coloro che si erano incaricati dell'uccisione de' Medici, i due
+preti ch'eransi vilmente dati alla fuga, vennero inseguiti dagli amici
+dei Medici e fatti a pezzi. Bernardo Bandini, quando vide in salvo
+Lorenzo e ferito Francesco Pazzi e che il popolo dichiaravasi contro di
+lui, conobbe la sua fazione perdente, ed uscì subito di città e si pose
+in salvo. Francesco Pazzi, tornato a casa sua, si sentì talmente
+indebolito dal sangue che aveva perduto per la ferita fattasi da sè
+medesimo, che non poteva sostenersi a cavallo. Rinunciando adunque a
+correre la città per chiamare il popolo alla libertà, siccome aveva
+ideato di fare, pregò Giacomo Pazzi, suo zio, a fare le sue veci. Questi
+malgrado l'estrema sua vecchiaja si pose alla testa di un centinajo
+d'uomini raccolti in casa sua per tale motivo, e marciò verso la piazza
+del palazzo invitando i cittadini, cui presentavasi l'opportunità di
+tornare liberi, a prendere le armi; ma niuno lo raggiunse, mentre che i
+priori dall'alto del palazzo ch'essi occupavano gli lanciavano addosso
+delle pietre. Suo cognato Serristori, che scontrò solo sulla strada, gli
+rinfacciò il tumulto ch'egli cagionava in Firenze, e lo consigliò a
+ritirarsi. Giacomo de' Pazzi, non ricevendo soccorso da veruna banda, si
+volse colla sua truppa verso una porta della città, ed uscì, prendendo
+la via di Roma[107].
+
+ [107] _Machiavelli, l. VIII, p. 375. — Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 152._
+
+Lorenzo, ritiratosi nella propria casa, non aveva presa ancora veruna
+misura per fermare i cospiratori; aveva abbandonata la sua vendetta al
+popolo, la quale perciò non fu che più crudele. Il gonfaloniere, Cesare
+Petrucci, irritato pel corso pericolo, fece strozzare alle finestre del
+palazzo l'arcivescovo Salviati, il di lui fratello, il cugino e Jacopo
+Bracciolini. Perirono pure tutti coloro che lo avevano seguito, tranne
+un solo che si era nascosto sotto un mucchio di legni. Quando venne
+scoperto dopo quattro giorni si risguardò come bastantemente punito
+dalla sofferta fame e dalla paura. Intanto il popolo furibondo andava in
+traccia di tutti coloro che avevano mostrata qualche opposizione
+all'ambizione dei Medici, o qualche relazione d'amicizia coi congiurati.
+Tostocchè gli veniva denunciata qualche vittima era subito uccisa e
+strascinato il di lei cadavere per le strade[108]; le squarciate sue
+membra portavansi sulle lance ne' diversi quartieri della città; questa
+frenetica sete di vendetta non si poteva mai spegnere. Il giovane
+cardinale Riario, che nulla sapeva della cospirazione, erasi posto in
+salvo sull'altare, ove a stento era stato difeso dai preti. Francesco
+Pazzi, strappato fuori del letto, su cui dalla sua ferita era stato
+costretto a gettarsi, venne condotto al palazzo senza che gli si
+permettesse di vestirsi, e fu strozzato come l'arcivescovo ad una
+finestra. Lungo la strada tutti gli strappazzi del popolo non gli
+cavarono di bocca una sola parola; guardava con occhio immobile i suoi
+concittadini che tornavano in ischiavitù e sospirava[109]. Guglielmo de'
+Pazzi erasi rifugiato nella casa di Lorenzo, suo cognato, e fu salvato
+dalle preghiere di Bianca de' Medici sua sposa. Renato dei Pazzi,
+ch'erasi più giorni avanti ritirato in villa per non aver parte alcuna
+nella rivoluzione, volle per altro fuggire, quando seppe che la
+rivoluzione era scoppiata; ma conosciuto sotto il mentito abito di
+contadino, che aveva preso, venne arrestato e condotto a Firenze ove fu
+appiccato. Fu pure arrestato Giacomo dei Pazzi dai montanari nel
+passaggio degli Appennini; li supplicò di ucciderlo subito, e gli offrì
+perciò anche un premio, ma li trovò inflessibili e fu appiccato con suo
+nipote Renato. Era già il quarto giorno dopo la congiura, ed in tutto
+questo tempo il popolaccio erasi bagnato nel sangue. Più di settanta
+cittadini, colpevoli o sospetti d'aver avuto parte nella trama, erano
+stati sbranati e le loro membra strascinate per le strade[110]. Il corpo
+di Jacopo de' Pazzi fu più volte esposto a tanta indegnità; era stato
+prima messo nel sepolcro de' suoi antenati, ma perchè si pretese
+d'averlo udito bestemmiare nell'atto di morire, abitudine che aveva da
+lungo tempo contratta, si attribuirono le dirotte pioggie de'
+susseguenti giorni al trovarsi il cadavere di un bestemmiatore in
+terreno sacro. Venne disumato per essere seppellito lungo le mura; ma i
+fanciulli lo trassero ancora da questa seconda sepoltura per
+istrascinarlo molto tempo per le strade, avanti di gettarlo in Arno. A
+Giovan Battista di Montesecco fu troncato il capo dopo un lungo
+interrogatorio, nel quale diede notizia della parte che il papa aveva
+avuta nella cospirazione. Bernardo Bandino, senza fermarsi nella sua
+fuga, aveva cercato ricovero in Costantinopoli, ma colà Lorenzo de'
+Medici ebbe abbastanza influenza per farlo arrestare. Il sultano
+Maometto II lo consegnò, e Bandino, ricondotto in Firenze il 14 dicembre
+del susseguente anno, fu appiccato alle finestre del bargello il 29
+dicembre del 1479[111].
+
+ [108] _Comment. del Nerli, l. III, p. 55._
+
+ [109] _Machiavelli, l. VIII, p. 376._
+
+ [110] Assicura l'Allegretti, che ne' susseguenti giorni si fecero
+ ancora morire più di duecento persone. _Diarj Sanesi, p. 784._
+
+ [111] _Strinatus apud Adimarum, in notis ad Conjurat. Pactianae
+ Comment., p. 56. — Ann. Bonon. Hieron. de Bursellis, t. XXIII, p.
+ 902._ Questo storico lo chiama Bernardo di Bandino Baroncelli. In
+ fatti Bandino è in Toscana nome di battesimo; pure tutti gli altri
+ prendono Bandini per nome di Famiglia.
+
+Gli storici fiorentini, che scrissero sotto i Medici, fecero de' Pazzi
+il più svantaggioso ritratto. Poliziano loro ascrive tutti i vizj, anche
+i più incompatibili: vengono generalmente accusati d'eccessivo orgoglio;
+Francesco lasciavasi accecare dalla collera, ed appunto in tale
+traviamento si ferì da sè stesso, credendo ferire il suo nemico. Era
+Jacopo dedito al giuoco, ed aveva l'abitudine di bestemmiare, per altro
+era uomo assai caritatevole; e consacrava parte delle sue entrate al
+soccorso de' poveri e ad arricchire le chiese. Per timore di avvolgere
+nella propria sventura coloro che avevano qualche credito verso di lui,
+aveva pagati tutti i suoi debiti la vigilia del giorno fissato
+all'esecuzione della congiura, ed aveva consegnate ai loro proprietarj
+tutte le mercanzie che teneva in dogana per altrui conto[112].
+
+ [112] _Machiavelli, l. VIII, p. 378._
+
+Sebbene i congiurati non avessero ottenuto l'intento loro, la posizione
+di Lorenzo de' Medici era sempre pericolosa assai. Le truppe, adunate
+nella valle del Tevere sotto Lorenzo Giustini, ed in Romagna sotto Gian
+Francesco di Tolentino, erano di già entrate nel territorio di Firenze;
+ma, avendo udito il disastro dei Pazzi, eransi ritirate senza lasciarsi
+raggiugnere dalle truppe della repubblica. Intanto il re Ferdinando
+mandava altre truppe, che di già avevano passato il Tronto, ed aveva
+renduta pubblica la sua alleanza col papa e colla repubblica di Siena.
+Questa lega aveva scelto per suo generale il duca d'Urbino, Federico di
+Montefeltro, ed aveva dichiarata la guerra, non già alla repubblica
+fiorentina, ma al solo Lorenzo de' Medici, che non volevasi confondere
+colla sua patria. Nello stesso tempo il papa intimava la scomunica alla
+repubblica fiorentina, se entro un mese, da incominciarsi col primo di
+giugno, giorno della pubblicazione della bolla, ella non consegnava ai
+tribunali ecclesiastici Lorenzo de' Medici, il gonfaloniere, i priori e
+gli otto della balìa con tutti i loro fautori, ond'essere puniti secondo
+l'enormità del loro delitto[113]. Consisteva questo delitto nell'avere
+portate le mani sopra un ecclesiastico. «Perchè i cittadini, dice il
+papa, erano tra di loro venuti a qualche dissensione civile e privata,
+questo Lorenzo coi priori di libertà ec..... avendo interamente scosso
+il timore di Dio, e trovandosi infiammati di furore, vessati da
+diabolica sugestione, e trasportati come cani da insensata rabbia,
+infierirono con tutta possibile ignominia contro persone ecclesiastiche.
+Oh dolore! oh inaudito delitto! portarono le violenti mani sopra un
+arcivescovo, e lo appiccarono pubblicamente alle finestre del loro
+palazzo[114].»
+
+ [113] _Bulla Sixti IV apud Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 10, p. 273._
+
+ [114] _Ivi, § 9, p. 272._
+
+Il papa non si difese intorno all'aver avuto parte nella congiura, e non
+cercò in alcuna bolla di smentire quest'accusa; per lo contrario i
+Fiorentini confessarono il loro torto d'avere fatto morire l'arcivescovo
+di Pisa ed i preti congiurati, che erano soggetti soltanto alla
+giurisdizione ecclesiastica; cercarono di calmare il papa
+assoggettandosi alle sue censure, e restituirono la libertà al cardinale
+Riario[115]. Tanta moderazione fu inutile; il dieci delle calende di
+luglio una seconda bolla fulminò contro di loro più gravi pene: proibì
+ai fedeli di avere comunicazione di veruna sorta con loro, ruppe le
+precedenti alleanze, vietò a tutti gli stati di contrarne di nuove, ed
+impedì ad ogni militare di mettersi al loro soldo[116].
+
+ [115] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [116] _Ann. Eccl 1478, § 12, p. 273, — Diarium Parmense, p. 279._
+
+Intanto i Fiorentini si apparecchiavano a respingere colle armi
+l'attacco onde erano minacciati, ed il 13 di giugno crearono, secondo
+l'antica costumanza, i decemviri della guerra[117]. Spedirono nello
+stesso tempo a tutti i principi cristiani una relazione della congiura;
+chiesero col mezzo de' loro ambasciatori i soccorsi del duca di Milano e
+della repubblica di Venezia in forza della loro alleanza[118]: adunarono
+in Firenze un concilio provinciale di tutti i prelati toscani, loro
+domandarono una protesta contro la sentenza di Sisto IV, ed un appello
+della sua scomunica ad un concilio ecumenico[119]. Pubblicarono altresì
+l'autentica confessione del Montesecco, onde togliere qualunque dubbio
+rispetto alla parte che il papa aveva avuta nella cospirazione, e
+mandarono questo documento col loro appello all'imperatore, al re di
+Francia ed ai principi sovrani della Cristianità[120]. Finalmente per
+sottrarre Lorenzo dei Medici ad attentati simili a quello da cui era
+uscito salvo, la signoria accordò alla sua persona una guardia di dodici
+uomini[121]. I monarchi d'Europa potevano difficilmente apprezzare i
+motivi de' cittadini fiorentini per metter fine all'usurpazione della
+casa de' Medici. Essi di già risguardavano i due fratelli come legittimi
+sovrani, ed una congiura contro di loro sembrava un attentato contro la
+maestà dei troni. Altronde senza esaminare i diritti che potevano avere
+i congiurati, la condotta del papa, il quale si associava a costoro per
+soddisfare l'odio e la cupidigia di un nipote, che passava per suo
+figlio, loro sembrava sempre scandalosa. Quindi il re di Francia,
+l'imperatore Federico, i Veneziani, il duca di Milano e quello di
+Ferrara minacciarono Sisto IV di ritirarsi dalla sua ubbidienza, se
+proseguiva a turbare la Cristianità con un'ingiusta guerra. Lodovico XI
+richiamò le dispute intorno alla prammatica sanzione; volle trattenere
+le annate, dacchè i tesori ch'esse portavano a Roma venivano impiegati
+nel fare la guerra ai Cristiani, non a difenderli contro i Turchi. Citò
+inoltre Sisto IV ad un concilio che diede voce di volere adunare in
+Orleans, poi in Lione, ma che non ebbe mai luogo[122]. In ultimo mandò
+ambasciatore a Firenze il celebre storico Filippo di Comines, per dare
+maggiore importanza ai Medici con larga promessa di protezione[123].
+
+ [117] I dieci della guerra nominati in questa occasione furono
+ Lorenzo de' Medici, Tommaso Soderini, Luigi Guicciardini, Bongiani
+ Gianfigliazzi, Piero Minerbetti, Bernardo Buongirolami, Roberto
+ Lioni, Gedo Serristori, Antonio Dini e Niccolò Fedini. _Scip.
+ Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [118] _Machiavelli, l. VIII, p. 385._
+
+ [119] Il signor Roscoe ha pubblicata questa protesta, che forse non
+ venne giammai formalmente sanzionata dal concilio toscano. _Appen.
+ N.º 27, p. 114-153._
+
+ [120] Fu pure pubblicata dal signor Roscoe, _N.º 28, p. 154-172_. M.
+ F. H. Egerton pubblicò in Parigi (il 25 marzo del 1814 in 4.º) una
+ lettera della signoria di Firenze a Sisto IV in data del 21 luglio
+ 1478. Questa lettera è nobile, soda ed elegantemente scritta.
+
+ [121] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 123._
+
+ [122] _Ann. Eccl. 1478, § 13, p. 274._
+
+ [123] _Mémoires de Phil. de Comines, l. VI, ch. V. — Collect. Univ.
+ des Mémoires, t. XII, p. 40._
+
+I più saggi fra i cardinali vedevano con dolore compromessa l'autorità
+pontificia dall'inconsiderazione di un papa; ma credevano assai più
+importante di salvarla, che di costringere Sisto IV ad ascoltare i
+consiglj della prudenza e della giustizia. In una delle sue ultime
+lettere[124] il cardinale di Pavia scriveva al papa: «So che recasi
+presso di noi per parte del re di Francia un ambasciatore riputato assai
+nelle Gallie, la di cui commissione è oltremodo orgogliosa. È incaricato
+di sottrarre i Francesi all'ubbidienza della santa sede, e di appellare
+ad un concilio se non si revocano le censure pronunciate contro i
+Fiorentini, se coloro che hanno ucciso Giuliano, quegli ancora che
+approvarono questo assassinio, non vengono puniti; e per ultimo se non
+rinunciamo alla guerra da poco cominciata.... Frattanto che potremmo noi
+fare di più vergognoso, qual maggior piaga, qual morte più crudele
+potremmo noi arrecare all'autorità di Roma, che di rivocare la nostra
+sentenza, prima ancora che asciutto sia l'inchiostro con cui fu vergata.
+Il solo flagello accordatoci da Dio per la nostra conservazione ci
+caderebbe di mano, il bastone apostolico più non avrebbe forza di
+rompere i vasi inutili; la potenza secolare avrebbe in allora un rifugio
+contro le censure, e ciò che la debolezza nostra avesse una volta
+abbandonato, più ricuperarlo non potrebbe il nostro coraggio.»
+
+ [124] Il cardinale di Pavia morì l'11 settembre del 1479.
+
+Il cardinale propose in seguito al pontefice di acquistar tempo con
+evasive risposte, di promettere di ricevere i Fiorentini in grazia, ove
+manifestassero pentimento; ma di dichiarare di non lo poter fare che in
+un'assemblea di tutti i cardinali, la quale assemblea era impossibile
+durante la peste; di ritenere sotto lo stesso pretesto della peste gli
+ambasciatori francesi in luogo lontano dalla corte; per ultimo di
+seguire l'esempio dello stesso re di Francia, che talvolta aveva
+differita un anno intero la risposta ai legati di Roma. «Se il re,
+soggiugne egli, acconsente, com'è probabile, a questi indugi, voi avrete
+tempo di atterrare le armi de' vostri nemici, e Dio nella sua
+misericordia spesso ci concede inaspettati soccorsi: se il re non si
+acquieta, saranno a lui imputabili tutte le conseguenze della sua
+impazienza.... Allora vostra santità confidisi interamente in Dio;
+quegli che regna nei cieli è più grande di quegli che vive sulla terra.
+Il primo sostenne i suoi sacerdoti ne' più gravi travagli, non verrà
+loro meno ne' minori pericoli: altronde i nostri nemici combatterebbero
+per il peccato, noi contro il peccato; essi vorrebbero la nostra
+perdita, e noi altro non vogliamo che la loro salute e la loro vita: in
+così diversa situazione, e quando così giusta è la nostra causa, senza
+dubbio che noi dobbiamo tutta in Dio riporre la nostra speranza[125].»
+
+ [125] _Card. Papiensis Epist. 693, 16 julii 1478. — Ann. Eccl. 1478,
+ § 16, p. 274._
+
+I consiglj del cardinale di Pavia vennero adottati. Sisto IV differì
+fino al 27 gennajo seguente ad accordare la prima udienza agli
+ambasciatori francesi; ed anche allora non diede loro un positivo
+riscontro; disse che avrebbe incaricato un suo legato di portare a
+Lodovico XI l'espressione de' suoi sentimenti; frattanto soggiunse che
+aveva con dispiacere veduto questo monarca prestar fede a Lorenzo ed a'
+suoi complici, piuttosto che a quegli che ha ricevuta la sua autorità da
+Dio medesimo, e che a lui solo deve renderne conto; poichè sta scritto
+nelle sacre carte: «L'orgoglioso, che non vuole ubbidire all'ordine del
+pontefice che rende un culto al suo Dio, deve morire per sentenza del
+giudice. Così tu toglierai il male dalla terra d'Israello; il popolo
+vedendolo rientrerà nel timore, e niuno più non si gonfierà di vano
+orgoglio[126].» Mentre il papa addormentava co' suoi indugi e con
+ambigue risposte la lega che pareva formarsi contro di lui, proseguiva
+vigorosamente la guerra intrapresa in Toscana.
+
+ [126] _Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 18, 19, p. 275. Ex Archiv. MS.
+ Vaticani._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVI.
+
+ _Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. — Genova ricupera la sua libertà. — Continuazione e
+ fine della guerra di Venezia contro i Turchi_.
+
+1478.
+
+
+La condotta d'una cospirazione richiede sempre un certo grado di
+dissimulazione, ed ancora di falsità; gli uomini contro i quali vengono
+diretti somiglianti attentati, lagnansi frequentemente con amarezza
+della perfidia di coloro ch'essi avevano risguardati come loro amici;
+essi scordano le loro proprie offese, perchè coloro che sonosene
+vendicati non ne mostrarono risentimento, e chiedono di essere attaccati
+a viso scoperto e con armi eguali, mentre ch'essi medesimi si chiudono
+nelle fortezze, si circondano di guardie, ed armano una intera
+popolazione per difendersi. Ma perchè il rimprovero di dissimulazione
+non faccia torto alla riputazione dei cospiratori conviene che un
+eminente pericolo, un pericolo personale li giustifichi. Coloro che
+scagliano i loro colpi da un luogo sicuro, che potendo combattere colle
+armi dei principi adoperano invece il pugnale degli assassini, meritano
+essi soli l'obbrobrio che deve ricadere sul tradimento. I Pazzi ed i
+Salviati possono parer grandi e degni di rispetto, quand'ancora
+addormentano i Medici con false carezze, e che stringendoseli al seno in
+segno di amicizia, cercano sotto i loro abiti se queste vittime portano
+la corazza[127]; ma Sisto IV che benedice le armi de' cospiratori, e
+Ferdinando di Napoli che fa avanzare le sue armate per assecondarli;
+questo sommo pontefice e questo monarca, che violano essi stessi la
+legislazione, sotto la protezione della quale vivono, non meritano
+maggiore stima di que' vili, che pagano mercenarj assassini per appagare
+le loro vendette. Qualunque volta è aperto l'adito alla pubblica
+vendetta, rimane interdetta la privata. I vindici de' privati sono i
+tribunali, il tribunale de' sovrani è la guerra. I tribunali sono
+impotenti per difendere l'onore, infedeli quando converrebbe di
+difendere la libertà; fu perciò dall'opinione renduta ai cittadini la
+spada per difendere l'onore ne' duelli, e per ricuperare la libertà
+nelle legittime congiure[128]. I duelli, non altrimenti che le congiure,
+sono dall'onore vietati ai sovrani, che hanno un altro giudice
+nell'esperimento delle armi pubbliche.
+
+ [127] Cioè risguardati come cittadini di una patria libera, che
+ credono caduta sotto la tirannide di un privato, e che sperano di
+ ritornare nel primo suo stato colla morte dell'ingiusto oppressore.
+ Ma altri meno nobili motivi si erano ne' Pazzi associati a quelli di
+ amor di patria, ed il loro attentato, ed i mezzi tutti posti in
+ pratica per giugnere al loro fine, perdono quell'illusione che
+ accompagna il disinteressato amor di patria. _N. d. T._
+
+ [128] La cospirazione per essere legittima deve eseguirsi dalla
+ maggiorità della nazione, o dai suoi rappresentanti, contro
+ l'usurpatore del legittimo governo. Rispetto al duello possono
+ consultarsi i pubblicisti che hanno parlato _ex professo_. _N. d.
+ T._
+
+Forse Sisto IV nudriva grandi pensieri e vasti progetti per
+l'indipendenza d'Italia; senza apprezzarne la libertà, conosceva la
+potenza delle repubbliche; voleva assicurare alla penisola tutti i mezzi
+di respingere gli attacchi degli stranieri e de' barbari, riunendo la
+Lombardia alla Toscana sotto l'egida di governi renduti forti dalla
+confidenza e dall'amore dei popoli. Il piano che la sua mente aveva
+concepito, e che noi vedremo svilupparsi, era degno di un uomo di genio,
+e di un vero amico del suo paese; ma il carattere di questo papa
+corrompeva il suo spirito, e frammischiava la falsità e la perfidia a'
+suoi vasti concepimenti. Incapace di distinguere la virtù dal delitto,
+gli erano indifferenti tutti i mezzi d'esecuzione, ed egli disonorava i
+suoi progetti cogli strumenti che sceglieva per eseguirli. E per tal
+modo quando ancora si armava a favore della libertà, rendevasi odioso
+agli stessi repubblicani, facendo uso del potere della Chiesa,
+scandalizzava i cattolici e progettando l'indipendenza dell'Italia, era
+il primo ad esporla alle invasioni dello straniero.
+
+Sisto IV e Ferdinando eransi apparecchiati alla guerra, avanti che i
+Pazzi avessero scagliati i primi colpi contro i Medici. Per lo contrario
+i Fiorentini non avevano ancora un'armata, nè potevano formarla in
+sull'istante. Si andavano per loro assoldando in Lombardia tutti i
+capitani che cercavano di servire; ed avevano di già riuniti sotto i
+loro stendardi Niccolò Orsini, conte di Pitigliano, Corrado Orsini,
+Rodolfo Gonzaga, fratello del marchese di Mantova, i due suoi figliuoli
+ed altri capitani. Rispetto ai piccoli principi di Romagna, che tutti
+facevano il mestiere di _condottieri_, i Fiorentini erano stati
+prevenuti da Sisto IV, il quale aveva assoldati Federico, duca di
+Urbino, Roberto Malatesta, signore di Rimini, e Costanzo Sforza, signore
+di Pesaro. L'armata pontificia, renduta in tal modo assai numerosa,
+entrò con quella del duca di Calabria nelle terre della repubblica, nel
+mese di luglio[129]. I Fiorentini, non potendo tenere la campagna,
+distribuirono i loro soldati nelle terre murate poste ai confini dello
+stato di Siena e del ducato d'Urbino. Formarono inoltre un campo al
+Poggio Imperiale; ma era composto di altrettante truppe indipendenti
+quanti erano i condottieri che le comandavano; niuno voleva riconoscere
+l'autorità di un altro; disprezzati erano gli ordini de' commissari
+nominati dalla repubblica; ogni capitano riputavasi per lo meno eguale
+ai cittadini che sedevano nel consiglio, ed avrebbe creduto di far torto
+al proprio onore, ubbidendo agli ordini di un uomo, che i natali e la
+carica non facevano soprastare agli altri.
+
+ [129] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 121._
+
+Per ristabilire la subordinazione, i Fiorentini offrirono il comando
+dell'armata ad Ercole, duca di Ferrara, colla paga di sessanta mila
+fiorini in tempo di guerra e di quaranta mila in tempo di pace. Essi non
+vollero abbadare ai consiglj della repubblica di Venezia, che loro
+ricordava, che Ercole, avendo sposata una figlia di Ferdinando,
+combatterebbe con poco vigore contro il duca di Calabria suo
+cognato[130]. Lo stesso Ercole si mostrò lungo tempo indeciso, e
+soltanto il 30 agosto segnò il trattato coi commissarj fiorentini[131].
+
+ [130] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1209._
+
+ [131] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126._
+
+Intanto erano in luglio cominciate le ostilità: i duchi d'Urbino e di
+Calabria avevano guastato con estrema crudeltà il territorio fiorentino
+da loro occupato, avevano successivamente assediato Rencina, la
+Castellina, ragguardevole fortezza lontana otto miglia da Siena, e
+Radda. Sebbene si difendessero valorosamente, questi tre castelli
+dovettero capitolare a condizione di aprire le porte ai nemici, se non
+venivano soccorsi avanti un determinato tempo; l'armata fiorentina,
+informata di tale capitolazione, non aveva osato arrischiare una
+battaglia per liberarli[132]. In appresso i nemici avevano preso
+Mortajo, assediavano Brolio e minacciavano Cacchiano, quando finalmente,
+l'otto settembre, giunse a Firenze il duca di Ferrara. Il dodici andò a
+visitare il campo; ma frattanto Brolio s'arrese quasi sotto i suoi occhi
+ai nemici, i quali, in onta alla capitolazione che avevano segnata,
+saccheggiavano e bruciavano questo castello, come avevano poco prima
+saccheggiato e bruciato quello di Radda[133].
+
+ [132] _Diario Sanese di Allegretto Allegretti, p. 785. — Orlando
+ Malavolti Storia di Siena, p. III, l. III, f. 73._
+
+ [133] _Scipione Ammirato, l. XXIV, p. 127._
+
+Fino alla venuta del duca di Ferrara i Fiorentini avevano potuto dolersi
+di non avere un capo; ma non tardarono a pentirsi di averne scelto uno
+che mancava di talenti o di risolutezza, se pure non era segretamente
+d'accordo coi loro nemici. Erasi aspettato per dargli il bastone del
+comando l'istante fissato dagli astrologi, i quali lo avevano
+dilazionato fino al 27 di settembre, a dieci ore e mezzo, ossia alle
+sedici ore italiane. Aspettando che giugnesse il favorevole istante,
+Ercole aveva lasciato prendere Cacchiano in sua presenza, e lasciava
+assediare in Val di Chiana Monte Sansovino, una delle più importanti
+piazze poste ai confini, poichè signoreggiava l'ingresso del piano
+d'Arezzo e di Cortona, di Val d'Ambra e di Val d'Arno[134].
+
+ [134] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 128._
+
+Il duca di Ferrara ora aveva che dire coi commissarj fiorentini, ora coi
+proprj ufficiali; mai non trovava luogo abbastanza sicuro per
+accamparsi, ricusava di avvicinarsi ai nemici, ed invece affrettavasi di
+fare con loro un armistizio a svantaggiosissime condizioni,
+acconsentendo che, durante l'armistizio, il duca d'Urbino continuasse
+l'assedio di Sansovino. Avendo quest'armistizio cessato alla fine
+d'ottobre, il duca di Ferrara propose di porre Sansovino nelle mani d'un
+terzo, per dar tempo di cominciare altre negoziazioni; suggerì pure
+altri espedienti che tutta disvelavano la debolezza del suo carattere, o
+la sua mala fede, e ricusò costantemente di venire a battaglia per
+liberare gli assediati, sebbene le sue forze fossero press'a poco eguali
+a quelle dei nemici, avendo con lui sette mila uomini di cavalleria e
+sei mila pedoni, mentre il duca d'Urbino aveva mille cavalli di più e
+due mila pedoni di meno[135]. Finalmente Sansovino s'arrese l'otto di
+novembre quasi in sugli occhi del duca di Ferrara; ed i nemici avendo
+presi i quartieri d'inverno tra Fojano, Lucignano ed Asinalunga in sui
+confini dello stato di Siena, il duca terminò dal canto suo questa
+vergognosa campagna, alloggiando le sue truppe tra Olmo e
+Pulicciano[136].
+
+ [135] Si cominciava a que' tempi a contare la cavalleria per
+ isquadroni, o _squadre_, per lo più di 75 uomini. Il duca d'Urbino
+ ne aveva 109, ed i Fiorentini 94. _Diarium Parmense, p. 289._
+
+ [136] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Allegretto Allegretti
+ Diari Sanesi, t. XXIII, p. 784._
+
+Non si può non essere maravigliati vedendo che Lorenzo de' Medici non
+presentossi mai nel campo fiorentino durante una guerra che la sua
+patria sosteneva per suo riguardo. Aveva permesso che l'armata fosse
+prima esposta agli inconvenienti dell'insubordinazione avanti la venuta
+del duca di Ferrara, poi della diffidenza e forse del tradimento dopo la
+di lui venuta, senza tentare di stabilirvi l'ordine, o di affrettarne le
+operazioni. Il governo e forse lo stesso Lorenzo non avevano troppa
+fiducia nei suoi talenti militari; ma i commissarj che la repubblica
+mandava all'armata non erano probabilmente più di lui bellicosi. Quando
+fu portato a Firenze il manifesto di Sisto IV e di Ferdinando, Lorenzo,
+vedendosi indicato come il solo nemico di questi due sovrani, aveva
+convocato un consiglio de' _richiesti_, cui erano stati invitati
+trecento cittadini. Aveva loro dichiarato di essere apparecchiato ad
+andare in esilio, in prigione, ed ancora alla morte, se la sua patria
+credeva doverlo sagrificare per sottrarsi all'attacco de' suoi nemici.
+Ma in pari tempo aveva fatto loro sentire che la loro prudenza e la loro
+perseveranza bastavano sole per resistere al turbine e giugnere al
+termine de' mali ond'erano minacciati. I Fiorentini, chiamati a questo
+consiglio, corrisposero a così generosa interpellazione, giurando di
+consacrare le sostanze loro e la vita in difesa di Lorenzo de'
+Medici[137].
+
+ [137] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 122. — Nicc. Machiavelli Istor.,
+ l. VIII, p. 380._
+
+Mentre i decemviri della guerra facevano nuove leve di soldati,
+raccoglievano munizioni, e rimontavano il materiale dell'armata, la
+repubblica mandava i suoi più esperti negoziatori alle potenze da cui
+poteva sperare soccorsi. Donato Acciajuoli, uno de' più riputati
+letterati del secolo, era stato incaricato dell'ambasceria di Francia;
+ma infermò e morì a Milano prima d'aver potuto giugnere alla corte di
+Francia, e gli fu dato per successore Guid'Antonio Vespucci[138]. Ma
+tutti gli attestati d'amicizia che Lodovico XI aveva dati alla
+repubblica fiorentina non dovevano avere alcun utile risultato. Questo
+monarca, vecchio ed infermo, temeva sempre che l'Europa si accorgesse
+del suo decadimento, e vi ravvisasse un pronostico dell'imminente suo
+fine; quindi cercava di occuparla con negoziazioni, di sorprenderla
+colle minacce, di mantener viva l'opinione della sua costante attività;
+e frattanto tenevasi lontano dall'entrare in intraprese che non avrebbe
+avuta la forza di condurre a fine[139]. I Sienesi, invano accarezzati
+dai Fiorentini, eransi scopertamente dichiarati pei loro nemici. I
+Lucchesi, sempre gelosi de' potenti loro vicini, erano egualmente
+disposti a dichiararsi contro Firenze, e Pietro Capponi, figliuolo di
+Neri, mandato per ambasciatore a Lucca, potè a stento mantenerli
+neutrali con concessioni d'ogni genere[140]. Giovanni Bentivoglio, che
+in Bologna occupava press'a poco lo stesso rango che il Medici a
+Firenze, restavasi inattivo, sebbene fosse alleato di Lorenzo. Nè di lui
+più attivo era Manfredi, signore di Faenza. Di ciò n'erano forse cagione
+i Veneziani, i quali per non accendere una guerra in Romagna eransi
+formalmente opposti al progetto di questi due signori di attaccare il
+principato d'Imola posseduto da Girolamo Riario.
+
+ [138] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126. — Jo. Mich. Bruti Hist.
+ Florent., l. VII, p. 167._
+
+ [139] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VI, c. VII, p. 53._
+
+ [140] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Nicc. Machiavelli, l.
+ VIII, p. 392._
+
+Tutta la speranza del Medici e dei Fiorentini stava adunque riposta
+nell'alleanza coi due stati di Milano e di Venezia: ma i Veneziani,
+pretestando la dichiarazione degli alleati di fare la guerra a Lorenzo
+de' Medici, non alla repubblica fiorentina, protestarono di non essere
+tenuti alla difesa di particolari cittadini nelle private loro liti.
+Altronde si trovavano tuttavia impegnati in una disastrosa guerra coi
+Turchi, ed in quest'anno medesimo avevano tremato per una formidabile
+invasione. La reggenza di Milano assecondava di buona fede il governo
+fiorentino, ma il re di Napoli per privarlo di così potente ausiliario
+aveva trovato il modo d'occupare la duchessa Bona più seriamente ne'
+proprj stati.
+
+Ferdinando si fece da principio a trattare con Prospero Adorno, che
+continuava a governare Genova a nome del duca di Milano, ma che nel
+precedente anno si era mostrato quasi non meno diffidente de' suoi
+ausiliarj milanesi che de' proprj nemici. Ferdinando gli offriva
+d'ajutarlo a ristabilire i Genovesi nell'antica loro dipendenza, e gli
+mandava per quest'oggetto due galere con grosse somme di danaro. La
+duchessa Bona, avuto subito avviso di questa pratica, incaricò il
+vescovo di Como di andare a prendere le redini del governo di Genova.
+Questi si portò in quella città senza accompagnamento e travestito; ed
+avendo adunato il senato in san Siro, gli comunicò le lettere del
+principe, che richiamavano Prospero, e lo nominavano in sua vece
+governatore[141]; ma non si attentò di fare la stessa dichiarazione nel
+palazzo pubblico, nè di chiedere l'investitura prima d'avere adunati
+alcuni soldati. Prospero Adorno approfittò di quest'indugio, chiamò i
+suoi partigiani, tutti quegli ancora che nelle precedenti fazioni si
+erano mostrati affezionati alla libertà di Genova; fece da costoro
+nominare sei capitani del popolo, scelti tra i borghesi e gli artigiani
+e, cambiato il titolo di governatore in quello di doge, proclamò
+l'indipendenza della sua patria[142].
+
+ [141] _Anton. Galli de Reb. Gen., p. 284. — Diar. Parm., t. XXII, p.
+ 281. — Uberti Folietæ Gen. Hist., l. XI, p. 642. — P. Bizarri Hist.
+ Gen., l. XV, p. 346. — Agost. Giustiniani, l. V, f. 237._
+
+ [142] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 285. — Uberti Folietæ, l. XI, p.
+ 643._
+
+Ma l'armata dei Milanesi non occupava soltanto le fortezze, si era
+inoltre trincerata nelle isole delle case più vicine, di modo che ebbe
+luogo ogni giorno nelle strade qualche scaramuccia. Le famiglie nobili
+parevano tutte favorevoli al dominio dei duchi di Milano; ed i Doria e
+gli Spinola si erano anzi chiusi nelle fortezze, per correre la medesima
+sorte della guarnigione. Cadauno di que' magnifici palazzi, che fin
+d'allora avevano a Genova meritato il titolo di superba, era attaccato e
+difeso coll'artiglieria. Prospero Adorno invitò Roberto di Sanseverino,
+di que' tempi rifugiato in Asti, a venire a mettersi alla testa dei
+Genovesi, e Roberto avidamente colse l'occasione di combattere la
+reggenza di Milano cui erasi a stento sottratto. Dal canto suo Luigi
+Fregoso, che due volte era stato doge di Genova, condusse nel porto
+della sua patria sette galere napolitane con un piccolo numero di
+soldati[143].
+
+ [143] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 286. — Uberti Folietæ Gen. Hist.,
+ l. XI, p. 644. — Ann. Placent. Ant. de Ripalta, t. XX, p. 956. — P.
+ Bizarri Hist. Gen., l. XV, p. 348. — Agost. Giustiniani, l. V, f.
+ 238._
+
+Sentiva la reggenza di Milano di quanta importanza fosse la difesa di
+Genova, prima che le sue fortezze fossero prese dal popolo; e perchè i
+cavalli non potevano essere di grande utilità nelle montagne della
+Liguria, aveva adunata un'armata di otto mila pedoni armati di corazze
+come gli uomini d'armi, sei mila d'infanteria leggiere e soltanto due
+mila cavalieri[144]. Ma la reggenza ne diede incautamente il comando a
+Sforzino, figliuolo naturale di Francesco I, il quale non aveva nè le
+virtù, nè i talenti di suo padre. Gli furono dati per consiglieri Pietro
+Francesco Visconti e Pietro del Verme: erano uomini di sperimentato
+merito negli affari civili, e si suppose che sarebbero egualmente capaci
+di condurre le armate[145].
+
+ [144] _Uberti Folietæ, l. XI, p. 644._ — Il giornale anonimo di
+ Parma fa montare l'armata a 20,000 uomini, _t. XXII Rer. Ital., p.
+ 282_; ed altri a 28,000.
+
+ [145] _Ant. Galli de Reb. Cen., p. 290._
+
+Per lo contrario Roberto da Sanseverino era uomo turbolento e fazioso
+nei consiglj, ma eccellente soldato. Lasciando dietro a sè le due
+cittadelle occupate dalla guarnigione milanese, portò le sue linee di
+difesa nelle più anguste gole degli Appennini, alla distanza di sette
+miglia dalla città, in vicinanza delle fortezze, chiamate i _due
+gemelli_. V'innalzò subito trinceramenti renduti dalla posizione assai
+importanti; e la sua poco numerosa armata, e la milizia genovese
+formavano tutta la di lui forza. Per essere più sicuro di riunirla, fece
+leggere innanzi al popolo da un frate domenicano una lettera, che diceva
+d'avere intercettata, colla quale la duchessa di Milano avvisava il
+vescovo di Como dell'imminente arrivo dell'armata che veniva a
+liberarlo. Promettevasi in questa lettera alla guarnigione, in premio
+della sua costanza, il sacco di Genova per tre giorni, poichè era giunto
+il tempo di domare questa inquieta città, che la sola povertà poteva
+ridurre ad una passiva ubbidienza[146]. In fatti, dopo la lettura di
+questa supposta scrittura, quanti eranvi uomini in Genova capaci di
+portare le armi, tutti corsero a porsi sotto le bandiere di Roberto di
+Sanseverino. Ebbe l'avvedutezza di disporli in battaglioni subordinati a
+sperimentati ufficiali, ed in conseguenza della sua savia organizzazione
+questa milizia valeva quasi quanto la truppa assoldata. Si assicurò del
+vantaggio del terreno non solo di fronte, ma ancora in sui fianchi dei
+Milanesi, ed aspettò di essere attaccato.
+
+ [146] _Ant. Galli, l. I, p. 289. — Ubertus Folieta, l. XI, p. 645._
+
+La battaglia cominciò la mattina del 7 agosto 1478 e si continuò più di
+7 ore con estremo accanimento. Furono successivamente condotte
+all'attacco delle linee genovesi tre divisioni, e furono sempre
+respinte. I Milanesi, avendo avuti seicento uomini uccisi, e moltissimi
+feriti, dovettero in ultimo pensare alla ritirata; ma incautamente si
+erano avanzati entro un'angusta valle, da cui non potevano uscirne che
+per mezzo d'una vittoria. Il Sanseverino non acconsentì che fossero
+immediatamente inseguiti in quegli angusti passi delle montagne per cui
+dovevano ripassare. Temette che fossero ancora in tempo a voltare la
+fronte, e che le milizie, che si staccavano per inseguirli, si
+disordinassero. Ma quando i Milanesi si videro in mezzo a quelle
+pericolose, gole, sentirono essi medesimi con quanta facilità potevano
+essere disfatti, e questo timore bastò a disordinarli; ognuno voleva
+passar oltre per giugnere prima del compagno in luogo più aperto;
+gettarono le armi per essere più agili, e l'armata, che aveva fin allora
+combattuto valorosamente, altro più non sembrò che una timida mandra che
+fuggiva. Allora i Genovesi attaccarono i Milanesi alle spalle senza
+trovare resistenza, e gli alpigiani gli oppressero dall'alto delle
+giogaje, facendo rotolare sopra di loro grossi sassi. Gli assalitori
+erano principalmente attenti a fare de' prigionieri per venderli come
+forzati ai capitani delle galere di Napoli, che in quell'istante erano
+entrate in porto[147]. Pure limitato era il numero di coloro che
+potevano impiegarsi in quest'ufficio, mentre quasi tutta l'armata
+milanese fu costretta ad arrendersi, prima d'avere ripassata la catena
+delle montagne. I contadini, non trovando allora più vantaggio nel fare
+prigionieri, si accontentavano di spogliarli non solo delle armi, ma
+ancora degli abiti e delle camicie, onde si videro tornare in Lombardia
+molte migliaja di soldati, che non avevano altre vesti che una cintura
+di frasche[148]. La reggenza di Milano, perduta ogni speranza di riavere
+Genova, cercò almeno di eccitare una nuova guerra civile, risvegliando
+partiti che omai parevano spenti. Ella rendette ad un tempo la libertà
+ad Ibletto dei Fieschi, e persuase la fazione dei nobili a richiamare a
+Genova Battista Fregoso, figlio del doge Pietro. I Milanesi, assediati
+nelle due fortezze, più non isperando soccorso, la consegnarono a questo
+Battista Fregoso. Alcuni colpi di cannone avendo annunciato ai suoi
+partigiani ch'egli ne aveva preso il possesso, questi pigliarono le armi
+in tutta la città ed attaccarono con accanimento la porta di san
+Tommaso. Pareva che il partito di Prospero Adorno fosse il più
+avvantaggiato, quando Ibletto dei Fieschi, che con tutti i suoi clienti
+erasi posto dalla banda del doge, acconsentì alle proposizioni fattegli
+per parte di Battista Fregoso. Si fece pagare sei mila fiorini per
+abbandonare la causa degli Adorni, e per lo stesso prezzo trasse
+nell'opposto partito il luogotenente del re di Napoli. Nulla montava a
+Ferdinando che un Fregoso, o un Adorno fosse il doge di Genova, purchè
+la città più non ubbidisse al duca di Milano. Prospero, che aveva
+abusato della sua vittoria condannando a pena capitale, come ribelli,
+alcuni suoi nemici, si trovò improvvisamente abbandonato dalla maggior
+parte de' suoi seguaci, e costretto ad uscire di città il 26 novembre
+del 1478, e ad imbarcarsi sopra una galera di Napoli. Pochi giorni dopo
+Battista Fregoso, di già possessore di tutte le fortezze, venne
+proclamato doge e riconosciuto da tutti i partiti[149].
+
+ [147] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 646. — P. Bizarri Hist.
+ Genuens., l. XV, p. 350. — Agost. Giustiniani, l. V, f. 238._
+
+ [148] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 291-292. — Diar. Parm., t. XXII,
+ p. 284._
+
+ [149] _Ant. Galli de reb. Gen., l. II, p. 296-300._ Qui termina
+ questo breve libro, scritto con calore, con eleganza e con amore
+ grandissimo di libertà. _Diarium Parm., t. XXII, p. 287 e 290. — Ub.
+ Folietae, l. XI, p. 647-648. — Ann. Placent., t. XX, p. 977. — P.
+ Bizarri, l. XV, p. 353. — Agost. Giustin., l. V, f. 240._
+
+Quando la reggente di Milano avea mandata la sua armata nelle montagne
+di Genova, aveva ordinato a Sforzino, che la comandava, di concentrarsi
+tosto che avesse sottomessi i ribelli Genovesi e di secondare a tutto
+suo potere Lorenzo dei Medici. La disfatta di quest'armata distrusse le
+speranze di Lorenzo, e la rivoluzione di Genova lo minacciava ancora di
+un'altra sventura. I mercanti fiorentini, affidati all'alleanza del duca
+di Milano, signore di Genova, avevano fatto di questa città un grande
+emporeo del loro commercio marittimo. Quattro galere, caricate per loro
+conto, il di cui valore ammontava a più di trecento mila fiorini,
+dovevano entrare in quel porto entro pochi giorni. Se venivano prese e
+confiscate dal nuovo governatore, alleato di Ferdinando, così grossa
+perdita avrebbe scoraggiati i Fiorentini e privatili dei mezzi di
+continuare la guerra. Perciò Lorenzo si trovò costretto ad accarezzare i
+Genovesi, anche a risico di disgustare il duca di Milano. La signoria di
+Firenze felicitò Battista Fregoso intorno alla sua elezione, e gli offrì
+la sua amicizia, scusandosi in pari tempo presso la duchessa Bona di
+questi forzati riguardi verso i suoi nemici[150].
+
+ [150] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130._
+
+Le negoziazioni di Lorenzo de' Medici con Venezia acquistavano tanto
+maggiore importanza in quanto che minori erano i sussidj che gli
+offrivano gli altri alleati. Questa repubblica diventava l'unica
+speranza, l'unico appoggio de' Fiorentini. Ma durante tutto il primo
+anno della guerra, Venezia era stata battuta da tali calamità, che non
+le fu possibile di soccorrere i Medici. La prima e la più grande, comune
+a Venezia ed a Firenze, fu la peste, che pare essere stata prodotta in
+Italia da un'invasione di locuste. In giugno del 1478 un'armata di
+questi formidabili insetti coprì trenta miglia di lunghezza e quattro di
+larghezza ne' territorj di Mantova e di Brescia. Il marchese Lodovico di
+Mantova impiegò migliaja di persone ad ammazzarli, ma non prese la
+precauzione di farli subito sotterrare; e la contagione si manifestò
+bentosto, quale conseguenza della loro decomposizione[151]. L'epidemia
+si comunicò alla Toscana, guastò Firenze ed il suo territorio, e privò
+la repubblica di molti de' suoi più illustri ufficiali; aveva fatto pure
+abbandonare senza difesa alcune terre murate, e rapiti in un mese alle
+due armate più di due mila soldati[152]. A Venezia si era la peste
+manifestata con tanta violenza che più non potevasi adunare il consiglio
+dei Pregadi, essendosi rifugiati in campagna tutti i nobili che lo
+formavano. In questo sempre imminente pericolo d'una atroce morte tutti
+i calcoli di una lontana politica rimanevano senza interesse; onde i
+Veneziani, lungi dal poter somministrare ai Fiorentini que' soccorsi
+d'uomini e di danaro, che dovevano in forza de' trattati, non poterono
+che dopo lunghissimi indugi adunare il senato, per dare i loro ordini
+agli ambasciatori che mandavano a Roma. Furono questi incaricati di
+rappresentare al papa che metteva in pericolo la Cristianità colla
+guerra che eccitava in Italia, che in certo modo era lo stesso che far
+causa comune col gran Turco, dal quale dovevasi ad ogni istante temere
+un'invasione; che se il papa non desisteva da tale condotta, la signoria
+di Venezia, d'accordo coll'imperatore e col re di Francia, gli
+ritirerebbe la sua ubbidienza, e si appellerebbe de' suoi ingiusti
+decreti ad un futuro concilio[153].
+
+ [151] _Diar. Parmense, t. XXII, p. 280._
+
+ [152] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 125. — Diarium Parm., p. 289._
+
+ [153] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1158._
+
+L'accusa promossa contro il papa di secondare i progetti di Maometto II
+era pur troppo fondata. Giammai gli avanzamenti de' Turchi avevano posta
+l'Italia in maggiore pericolo; la stessa esistenza di Venezia trovavasi
+compromessa, e la più leggiera diversione delle sue forze poteva farla
+soggiacere agli attacchi della Cristianità.
+
+I Veneziani, spossati da così lunghi sforzi, avevano fino dal 1475 fatto
+fare a Maometto proposizioni di pace. Questi aveva domandato che Croja
+venisse rimessa in suo potere, con tutte le fortezze che la signoria
+aveva acquistate dopo il cominciamento della guerra. Inoltre chiedeva il
+pagamento di cento cinquanta mila fiorini a titolo di un debito
+contratto dagli amministratori delle miniere d'allume, e per un furto
+fatto al suo fisco, in certo qual modo autorizzato dalla repubblica.
+Così dure condizioni non vennero accettate, ma fecero luogo ad un
+armistizio di sei mesi[154]. Durante il 1476 i Veneziani non avevano
+agito contro i Turchi, ma non erano perciò rimasti senza inquietudine
+pei loro possedimenti di Levante. La regina Carlotta di Cipro, cercando
+sempre nuovi espedienti per rientrare nel suo regno, aveva adottato don
+Alonzo, figliuolo naturale di Ferdinando. Due galere napolitane dovevano
+prenderla a Rodi per condurla al Cairo, dove voleva guadagnarsi la
+protezione del soldano d'Egitto. Avendone avuto avviso il consiglio dei
+dieci, ordinò ad Antonio Loredano, capitano generale delle sue galere,
+di portar via da Cipro i tre figli naturali dell'ultimo re, e sua madre
+Marietta, sotto la di cui guardia erano stati lasciati. Tutti e quattro
+vennero condotti a Venezia e tenuti sotto buona guardia, abusando in tal
+modo la repubblica della confidenza in lei riposta dall'ultimo dei
+Lusignani; perciocchè o egli medesimo era un usurpatore e non aveva
+potuto trasmettere verun diritto alla sua vedova, o i suoi figli
+naturali avevano i medesimi suoi diritti. Quando si riunivano alla
+regina Carlotta, quando i legittimi figli ed i bastardi del Lusignano
+confondevano assieme i loro interessi, le pretensioni della regina
+Cornaro e della repubblica di Venezia diventavano affatto
+insostenibili[155].
+
+ [154] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1145._
+
+ [155] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1146._
+
+La guerra coi Turchi si rinnovò nel 1477. Acmeto, sangiacco d'Albania,
+venne ad assediare Croja con otto mila cavalli. Le campagne furono
+guastate, e gli abitanti fuggirono nelle montagne; ma così forte era la
+città, non tanto per le opere dell'arte che per la naturale sua
+posizione, che poteva sfidare gli attacchi dei nemici. Ne aveva il
+comando Pietro Vettori, e Francesco Contarini, provveditore d'Albania,
+era incaricato di adunare un'armata nella provincia per far levare
+l'assedio. Durante tutta la state gli abitanti di Croja si difesero
+vigorosamente: in sul finire d'agosto il Contarini giunse ad Alessio con
+due mila uomini di cavalleria veneziana, cinquecento cavalleggeri, ed
+una buona infanteria albanese, che gli aveva condotto Niccolò Ducaini.
+Di là il 2 di settembre si avanzò nella pianura alle falde della
+montagna di Croja, che gli abitanti chiamano la _Tiranna_, ed ove i
+Turchi avevano formato il loro campo in distanza di quattro miglia dalla
+città. La battaglia tra le due armate cominciò verso mezzo giorno, e
+durò fino a sera senza che l'infanteria veneziana si staccasse mai dalla
+cavalleria pesante. L'una e l'altra apponevano ai Turchi una linea che
+le replicate cariche della loro cavalleria non poterono mai rompere. In
+sul declinare del giorno i Turchi fuggirono a briglia sciolta,
+abbandonando ancora il loro campo. Gli abitanti di Croja fecero una
+sortita, rovesciarono i due ridotti che chiudevano il passaggio, e
+vennero a dividere il bottino del campo ottomano, ove trovarono molte
+ricchezze e molti viveri, de' quali Croja cominciava ad aver penuria. Ma
+i Turchi ritiratisi sulle vicine montagne, vedendo al chiaro della luna
+il disordine de' vincitori nel campo da loro abbandonato, piombarono
+improvvisamente sui Veneziani che si contendevano le loro spoglie, ne
+uccisero la maggior parte, tagliarono la testa al Contarini, caduto
+nelle loro mani, dispersero tutta l'armata albanese, ed uccisero più di
+mille uomini del solo corpo delle truppe italiane[156].
+
+ [156] _M. A, Sabellico Dec. III, l. X, f 223. — And. Navagero, p.
+ 1147._
+
+Venezia non erasi ancora riavuta dallo spavento cagionato da questa
+rotta, quando in ottobre si seppe che il pascià di Bosnia aveva invaso
+il Friuli. Per altro la repubblica, avvertita dalla precedente
+invasione, aveva incaricato il procuratore Francesco Tron di fortificare
+quelle frontiere: ed era stata tirata una linea di trinceramenti dalle
+foci dell'Isonzo presso Aquilea fino a Gorizia. Si era per tale opera
+approfittato delle dighe dei fiumi; si erano alzate lunghe cortine di
+terra coperte di zolle, ed afforzate di tratto in tratto da torri o da
+bastioni della stessa natura. In tutte queste opere eransi piantate
+delle palafitte, o piuttosto tronchi di salci vivi, e così fitti che non
+davano verun passaggio. Questo trinceramento, lungo dodici in quindici
+miglia, pareva un muro di fortezza. Eransi inoltre fortificati due campi
+ne' luoghi in cui l'Isonzo pareva guadabile, l'uno a Gradisca, l'altro a
+Fogliano. Finalmente Gorizia aveva altresì un ponte su questo fiume, il
+quale era stato diligentemente fortificato[157]. Girolamo Novello di
+Verona, vecchio capitano, che aveva con lui suo figlio e molti valorosi
+ufficiali, fu incaricato della custodia di questi trinceramenti con
+circa tre mila fanti e molti corpi di buona cavalleria; onde gli
+abitanti del Friuli riposavano sicuri, non si credendo esposti ad una
+sorpresa del nemico.
+
+ [157] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 223._
+
+Ma i Veneziani non avevano prese le convenienti misure per essere
+preventivamente avvisati de' movimenti de' Turchi. Una sera del mese di
+ottobre videro comparire la cavalleria turca intorno a quello de' due
+campi che trovavasi al di là del fiume, avanti che nemmeno si sapesse
+ch'erano usciti dalla Bosnia. Il giorno era troppo innoltrato per
+combattere; onde dall'una parte e dall'altra i soldati si
+apparecchiarono alla battaglia pel susseguente giorno. Pure nella stessa
+notte i Turchi occuparono il ponte di Gorizia, senza che ciò si sapesse
+nel campo di Gradisca. Per prendere questo ponte il pascià Mar Beg, Amat
+Beg, o piuttosto Achmet Giedick[158], fece passare un migliajo di
+cavalli sull'opposta sponda del fiume, mentre che in un altro luogo la
+cavalleria turca, avendo scoperto un luogo cinto e nascosto da alcune
+piante e da folte macchie sull'altra riva, attraversò a nuoto l'Isonzo,
+e collocò un'imboscata nel luogo in cui voleva attirare i Veneziani.
+All'indomani Achmet fece passare l'Isonzo a tutta la sua armata, ed
+offrì battaglia a Girolamo Novello che l'accettò. Fu sostenuta alcun
+tempo con molto coraggio, ed il figlio di Girolamo, che comandava la
+prima squadra, ributtò valorosamente i nemici; ma malgrado gli avvisi
+del padre, che diffidava della loro facilità a darsi alla fuga, si
+lasciò trasportare dal calore della vittoria ad inseguirli, e cadde
+nell'imboscata che gli era stata tesa, ed il suo corpo venne interamente
+distrutto. La seconda squadra che gli teneva dietro, atterrita da questo
+cambiamento di fortuna, si ritrasse, e la sua fuga, resa nota fino alle
+ultime linee, fu cagione che tutta l'armata si disordinasse; ad altro
+più non si pensò che alla individuale sicurezza. La cavalleria turca,
+formidabile nell'inseguire il nemico, era alle spalle de' fuggitivi, e
+continuò ad abbattere teste fino al di là di Merzano. Girolamo Novello e
+suo figlio furono uccisi in battaglia, come pure Giacomo Badoero,
+Anastasio Flaminio e molti altri ragguardevoli personaggi. Inoltre i
+Turchi fecero molti prigionieri[159].
+
+ [158] Demetrio Cantemirio attribuisce questa spedizione ad Achmet
+ Giedick. l. III, _cap. I, § 32_; ed osserva che i nomi di Alabey,
+ Amatbey, Marbeg non sono Turchi. Anche il Fuggero chiama Achmet il
+ capo di questa spedizione, senza dire che fosse il visir. _Spiegel
+ der Ehren, Buch V, cap. 25, p. 826._
+
+ [159] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 224. — Marin Sanuto Vite,
+ t. XXII, p. 1205._
+
+Frattanto la cavalleria ottomana si sparse per tutta la campagna tra
+l'Isonzo ed il Tagliamento. Tutto ciò che il fuoco poteva distruggere fu
+dato alle fiamme. Vedevansi nello stesso tempo bruciare i foraggi, il
+raccolto, i boschi, gli abituri, i villaggi ed un centinajo di palazzi
+ossia ville de' nobili veneziani. Lo storico Sabellico, che allora
+trovavasi in un castello non molto lontano da Udine, aveva sotto gli
+occhi questo vasto incendio, che, veduto dalla sommità di una torre,
+pareva in tempo di notte un mare di fuoco. Dopo avere per due interi
+giorni guastato questo piano, i Turchi passarono ancora il Tagliamento e
+bruciarono il paese posto tra questo fiume e la Piave. In tempo di notte
+vedevansi ancora da Venezia le fiamme di quest'incendj, e vi spargevano
+la costernazione. Fu eletto un provveditore generale per l'Istria, fu
+dato ordine a quello d'Albania di recarsi nel Friuli, s'incaricò il
+provveditore di Lombardia di raccogliere le milizie di Verona, di
+Vicenza e di Padova; varj nobili veneziani vennero deputati al comando
+di ogni fortezza, ed il 2 novembre si pose in cammino una nuova armata
+per iscacciare i Turchi dai luoghi che occupavano; ma erano
+spontaneamente partiti ed avevano di già ripassato l'Isonzo[160].
+
+ [160] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1148. — M. A. Sabellico Dec.
+ III, l. X, f. 225. — Diarium Parm., t. XXII, p. 268._
+
+Tutte le conquiste dei Turchi erano state precedute da scorrerie
+somiglianti a quelle che avevano adesso fatte nel Friuli. Ruinavano il
+paese con molte consecutive campagne prima di pensare a stabilirvisi; e
+se si fosse loro permesso di penetrar di nuovo nel nord dell'Italia,
+queste ruinate province bentosto non sarebbero più state suscettibili di
+difesa, ed in pochi anni le armi della mezzaluna si sarebbero avanzate
+fino nel cuore della Lombardia. I Veneziani fecero tutto quanto potevano
+per allontanare questo disastro. Avevano conosciuto per prova che non
+avevano bastante cavalleria su questi confini, e vi richiamarono Carlo
+di Montone, figlio di Braccio, che tornava dalla sua spedizione contro
+di Siena. Fortificarono Gradisca, rialzarono i distrutti baluardi,
+descrissero in reggimenti venti mila uomini di milizie delle loro
+province di terra ferma, e distribuirono in compagnie tutti gli abitanti
+di Venezia, obbligandoli ad esercitarsi nelle evoluzioni militari[161].
+
+ [161] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1149. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225._
+
+Frattanto l'assedio di Croja aveva sempre continuato, e questa città
+cominciava a mancare di vittovaglie. La repubblica di Venezia,
+abbandonata dagli altri stati dell'Italia, inquietata dagl'intrighi e
+dalla ambizione del papa e di suo figlio Girolamo Riario, temeva di non
+essere più abbastanza potente per chiudere lungo tempo ai barbari
+l'ingresso della penisola, e cercò di nuovo di ottenere la pace da
+Maometto II. Tommaso Malipieri, provveditore della flotta, fu
+autorizzato, in gennajo del 1478, a passare personalmente a
+Costantinopoli per offrire alla Porta la città di Croja, l'isola di
+Stalimene, il braccio di Maino nel Peloponneso, tutti gli altri luoghi
+che la signoria aveva conquistati in tempo della guerra, e cento mila
+ducati in nome dell'appalto dell'allume contro il quale riclamava
+Maometto. Tutte queste condizioni vennero dal sultano accettate, ma egli
+vi aggiunse quello di un annuo tributo di sei mila ducati. Il Malipieri
+rispose che non era autorizzato a prometterlo, e domandò, per consultare
+i suoi committenti, due mesi dal 15 aprile al 15 giugno. In questo tempo
+seppesi in Venezia che il re d'Ungheria ed il re di Napoli avevano
+trattato col gran signore e riconosciute tutte le sue conquiste. Non
+potevasi sperare veruna diversione dal canto della Persia, perciocchè
+Ussun Cassan era morto ed i quattro suoi figli avevano fra di loro
+divisa la paterna eredità. Croja trovavasi alle più dolorose estremità
+ridotta, e più non poteva difendersi. In così difficili circostanze il
+senato di Venezia risolse il 3 maggio di accettare le condizioni dettate
+dai Turchi, sebbene assai dure. Ma quando fu portata la risposta a
+Maometto, rispose di non essere più tenuto a mantenere la parola. Diceva
+che la situazione delle due parti aveva cambiato dopo le prime
+negoziazioni; risguardava Croja come di già sua, poichè verun umano
+potere poteva salvarla; e se i Veneziani erano pure determinati ad
+acquistare la pace col sagrificio di una città d'Albania, era Scutari e
+non Croja che gli dovevano rilasciare. Il Malipieri, non avendo
+istruzioni rispetto a questa nuova domanda, abbandonò Costantinopoli
+senza aver nulla convenuto[162].
+
+ [162] _And. Navagero, p. 1152._
+
+Gli abitanti di Croja avevano di già sostenuto un anno d'assedio, e
+negli ultimi mesi trovaronsi ridotti a nudrirsi dei più immondi
+alimenti. Seppero intanto che il sultano, preceduto dal sangiacco
+Solimano e dal beglierbey della Romania, era arrivato sotto Scutari con
+un numeroso esercito. Gli spedirono il 15 giugno una deputazione per
+offrirgli di arrendersi a sua altezza, e ne riportarono un firmano da
+lui sottoscritta, colla quale prometteva a tutti di ritirarsi coi loro
+beni, qualora non preferissero di vivere in Croja sotto la protezione a
+favore della sublime Porta. A fronte di quest'alternativa tutti
+dichiararono di rinunciare alla loro patria e di vivere ne' luoghi che
+loro verrebbero assegnati dalla repubblica veneta. Consegnarono la loro
+fortezza, ed uscirono sotto la scorta loro data dal pascià Aaron,
+comandante dell'assedio; ma giunti appena in sul piano, questi li fece
+tutti incatenare per condurli al gran signore, il quale, dopo avere
+prescelti alcuni prigionieri più distinti che potevano pagare la taglia,
+fece decapitare tutti gli altri. Così finirono gli ultimi compagni
+d'arme di Scanderbeg. Tutto il suo popolo doveva in breve seguirlo nel
+sepolcro[163].
+
+ [163] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1153. — Marinus Barletius de
+ Scodrensi expugnatione. l. II, p. 399._
+
+Intanto Maometto stringeva già d'assedio Scutari, ma gli abitanti di
+questa città, che avevano preveduto quest'attacco, eransi apparecchiati
+ad una vigorosa resistenza. Tutti coloro che non erano abili alle armi
+furono mandati fuori di città, entro la quale non erano rimasti che
+mille seicento cittadini, e dugento cinquanta donne, oltre la
+guarnigione di seicento soldati sotto il comando del provveditore
+Antonio de Lezze. Maometto aveva nel suo campo il beglierbey di Romania,
+il sangiacco Solimano, ed i più distinti ufficiali del suo impero. I
+padiglioni della sua armata coprivano tutto il piano di Scutari, le
+falde delle montagne, e tutto il paese a perdita d'occhio[164].
+
+ [164] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Marin. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione l. II, p. 394._
+
+Erasi aspettato l'arrivo di Maometto al campo musulmano per iscuoprire
+le prime batterie contro Scutari, ma il sultano, lungi dal sapere buon
+grado ai suoi generali di questa deferenza, loro rimproverò di non avere
+fatti maggiori progressi. Una semplice linea di mura chiudeva la città,
+e la formidabile artiglieria de' Turchi vi aprì bentosto una larga
+breccia. Non pertanto il ripidissimo declivio del terreno, e la
+difficoltà di salire la rupe, su cui erano poste le mura, supplirono
+alla loro debolezza. I Turchi diedero l'assalto alla breccia il 22 di
+luglio, ma dopo un'ostinata zuffa vennero con grave danno respinti,
+maltrattati dai sassi e dai fuochi d'artificio che si facevano piovere
+sopra di loro[165].
+
+ [165] _And. Navagero, p. 1154_. — Mar. Barlezio ci conservò questa
+ data, _l. II, p. 415._
+
+Maometto fece allora piantare le batterie contro un lato delle mura di
+cui gli parve più agevole l'accesso. Non essendo sostenute da un
+terrapieno, furono in breve aperte, onde il sultano ordinò un secondo
+assalto pel 27 luglio. Ma per approfittare dell'infinita superiorità
+delle sue forze, divise il suo esercito, che gli storici veneziani
+portano ad ottanta mila uomini, in più corpi, che dovevano succedersi
+gli uni agli altri senza interrompimento, e rinnovare l'assalto finchè
+gli abitanti di Scutari soggiacessero alla fatica. Avuto avviso di
+quest'ordine, Antonio di Lezze divise pure la sua guarnigione in quattro
+brigate, che dovevano mutarsi ogni sei ore. L'assalto cominciò prima di
+giorno; i giannizzeri montavano alla breccia intrepidamente a traverso
+alle pietre che si facevano rotolare sopra di loro, ai fuochi
+d'artificio ed alle frecce; superavano le ruinate mura e sforzavansi in
+appresso di salire sugli interni baluardi che formavano l'ultima difesa.
+Nuovi assalitori s'innoltravano sempre dietro i primi, sostenendo in
+certo modo la prima linea, e spingendoli per forza fino alla sommità del
+bastione; ma non vi giugnevano mai che traforati da colpi di lance e di
+spade, e prima d'aver potuto combattere cadevano morti sui loro
+camerata, che per altro non si scoraggiavano. Maometto, furibondo per
+così valorosa resistenza, ordinò di continuare l'attacco con sempre
+nuove truppe durante tutta la notte e la metà del susseguente giorno.
+All'ultimo, sia che i soldati, avviliti da tanti inutili sforzi,
+ricusassero di combattere più oltre, o che lo stesso Maometto sentisse
+l'inutilità di così spaventosa carnificina, fece suonare a raccolta dopo
+avere perduto un terzo della sua armata[166].
+
+ [166] _And. Navagero, p. 1155. — Mar. Barletius de Scodrensi
+ expugnatione, l. II, p. 420-432._
+
+Allora cambiando l'assedio in blocco, il sultano s'occupò nel
+conquistare il rimanente della provincia, onde togliere agli assediati
+ogni speranza di soccorso. E perchè la flotta veneziana avrebbe potuto
+innoltrarsi, rimontando la Bogiana, fin presso a Scutari, chiuse la foce
+di questo fiume con un ponte coperto da due ridotti. Mandò il beglierbey
+di Romania ad assediare varie fortezze del vicinato: quella di Sebenico,
+che apparteneva a Czernowitsch, si arrese senza combattere, e la città
+di Drivas fu presa dopo sei giorni d'assedio. Giacomo del Mosto, che vi
+stava per provveditore, fu condotto con tutti gli abitanti sotto le mura
+di Scutari, ove Maometto lo fece decapitare, onde far conoscere agli
+assediati la sorte che loro preparava se non si affrettavano di calmare
+la sua collera. La città d'Alessio fu abbandonata, ma vennero sorprese
+in quel porto due galere; ed i dugento marinaj, che ne formavano
+l'equipaggio, furono condannati a morte. La sola città d'Antivari
+resistette a tutti gli attacchi dei Turchi. La maggior parte dell'estate
+essendosi consumata in questi diversi assedj, Maometto affidò il comando
+dell'armata che bloccava Scutari al suo visir, Achmet Giedik, e tornò a
+Costantinopoli[167].
+
+ [167] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1155. — M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225. — Mar. Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III, p.
+ 434._
+
+Per tenere nello stesso tempo occupate altrove le forze della
+repubblica, Maometto II aveva ordinato al pascià di Bosnia d'invadere il
+Friuli, e pretendesi che il re d'Ungheria, così persuaso da Ferdinando,
+re di Napoli, di cui nel 1476 aveva sposata la figlia, Beatrice,
+accordasse ai Turchi il passaggio per i suoi stati, affinchè questa
+diversione impedisse ai Veneziani di soccorrere i Fiorentini[168]. Il
+pascià di Bosnia giunse alle rive dell'Isonzo con quindici mila cavalli,
+ma le trovò difese dalle milizie adunate sotto gli ordini di Vittore
+Soranzo, provveditore della provincia, mentre che il conte Carlo da
+Montone comandava gli uomini d'armi chiusi nel campo di Gradisca. Invano
+il pascià provocava Montone alla battaglia, che questi, ammaestrato
+dall'esperienza del precedente anno, vedeva che meglio fermerebbe i
+barbari tenendosi al suo posto. I Turchi, dopo molti inutili tentativi
+per entrare nel Friuli, attraversarono le montagne della Carniola, e
+portarono le loro stragi ai confini della Germania[169].
+
+ [168] _Diarium Parmense, p. 284._
+
+ [169] _M. A. Sabellico Dec, III, l. X, f. 226._
+
+Quest'invasione si eseguì nell'istante in cui la peste infieriva in
+Venezia, onde non si erano potuto armare le barche destinate a custodire
+la foce dell'Isonzo[170]. La guerra d'Albania e quella del Friuli
+desolavano contemporaneamente la repubblica, gli armamenti del papa e di
+Ferdinando, e l'invasione della Toscana ne accrescevano il terrore; per
+ultimo gli affari di Cipro erano cagione di vive inquietudini, mentre
+che la violenza del contagio in Venezia non permetteva nemmeno di
+adunare i consiglj. La regina Carlotta di Lusignano dopo avere
+sollecitato il papa a ristabilirla nel suo regno, erasi finalmente
+determinata a passare in Egitto, ciò che non aveva potuto, o non aveva
+osato di fare nel precedente anno. Il re Ferdinando aveva per lei fatte
+armare quattro galere a Genova, destinate a scortarla nel suo viaggio.
+Nello stesso tempo aveva mandato a Venezia un brigantino catalano, il di
+cui patrone, che fingevasi mercante, erasi incaricato di rapire la
+giovanetta Carlotta, figliuola naturale di Giacomo. Il consiglio dei
+dieci, avvisato di queste pratiche, fece, con decreto del 27 agosto del
+1478, tradurre i tre fanciulli di Giacomo nel castello di Padova, ove la
+fanciulla morì poco dopo, non senza sospetto d'essere stata avvelenata
+da' suoi custodi. Fu spedito un provveditore ne' mari di Candia con
+dieci galere, ordinandogli di star attento al passaggio delle quattro
+navi genovesi, di attaccarle, e di perdere la regina Carlotta, dando
+voce che fosse rimasta uccisa nella battaglia[171]. Questa flotta
+ammontò in seguito fino a 27 galere; ma Carlotta era giunta in
+Alessandria alcun tempo prima, ed il soldano le aveva date buone
+speranze. Per ordine de' Veneziani l'altra regina di Cipro, Catarina
+Cornaro, spedì pure un'ambasciata al soldano, per offrirgli l'annuo
+tributo del regno, che fin allora non era stato pagato; e le due regine
+cristiane trattarono la loro causa innanzi al soldano musulmano
+dell'Egitto. Questi non pronunciò veruna sentenza, ma pareva favorevole
+a Carlotta, e Venezia poteva aspettarsi di avere una nuova guerra coi
+Mamelucchi, per la difesa d'un regno, che altro più non era che una
+colonia veneziana[172].
+
+ [170] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1206._
+
+ [171] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1156._
+
+ [172] _And. Navagero, p. 1157._
+
+I consiglj della repubblica, scossi da tante sciagure, minacciati da
+tanti pericoli, erano incerti intorno al partito da prendersi, quando
+ricevettero una lettera del governatore di Scutari, che gl'informava
+della situazione di quella piazza. Diceva loro di avere perduti
+nell'ultimo assalto otto de' suoi migliori capitani con moltissimi
+soldati; che non aveva viveri che per quattro mesi; e, se prontamente
+non riceveva soccorsi, dichiarava che sarebbe ridotto a capitolare.
+S'incontrò molta difficoltà nell'adunare il senato, disperso dalla
+peste, per comunicargli questo rapporto. Finalmente si adunò il
+quattordici di novembre, e, dopo una vivissima disamina, risolse di
+assoldare sei mila cavalli ed otto mila fanti italiani; di sollevare
+l'Albania coll'ajuto di Giorgio Czernowitsch per aggiugnere questi
+bellicosi popoli all'armata veneziana; di richiamare il capitano
+generale Venieri, che trovavasi colla sua flotta ne' mari di Cipro, e
+d'impiegare in tal modo tutte le forze della repubblica per far levare
+l'assedio di Scutari. Ma il senato si adunò nuovamente quattro giorni
+dopo, e per abbandonarsi allo scoraggiamento. I militari rappresentavano
+che, la Bogiana essendo chiusa da un ponte e da due ridotti, riuscirebbe
+quasi impossibile uno sbarco. I direttori del tesoro fecero conoscere
+l'esaurimento del medesimo e l'universale povertà, inevitabili
+conseguenze di così lunga guerra. Altri facevano sentire che se
+richiamavasi da Cipro la flotta del Venieri, si perderebbe quell'isola,
+che rimarrebbe abbandonata alle pratiche della regina Carlotta e forse
+all'invasione del soldano d'Egitto. Molti, spaventati dai frequenti
+attacchi dei Turchi nel Friuli, dicevano che bentosto la repubblica non
+sarebbe più in caso di respingerli. Gli amici di Lorenzo de' Medici e
+quelli della duchessa di Milano cercavano di persuadere i loro colleghi
+a terminare la guerra del Levante, affinchè Venezia fosse in istato di
+farsi rispettare in Italia. Facevano osservare che i due più potenti
+alleati della repubblica, i Fiorentini ed i Milanesi erano forzati di
+ricorrere alla sua protezione, invece di assisterla nelle sue necessità;
+che il re Ferdinando era scopertamente nemico, che aveva pure fatto coi
+Turchi un trattato di pace e di alleanza; che il papa, in preda ai suoi
+risentimenti, non parlava che minacciando; finalmente che la repubblica
+di Genova aveva contro di loro cominciate le ostilità. In così
+pericolosa posizione sembrava che soltanto la pace coi Turchi potesse
+salvare la repubblica, ed il senato risolse di accettare le condizioni
+che piacerebbe a Maometto di dettare.
+
+Dietro tali deliberazioni Giovanni Dario, segretario di stato, fu
+mandato a Costantinopoli, facendogli attraversare l'Albania. Trovò il
+sultano disposto a mantenere press'a poco le stesse condizioni proposte
+in principio dell'anno. In conseguenza il 26 gennajo del 1479 questo
+ambasciatore soscrisse un trattato di pace tra la Porta e la repubblica
+di Venezia, in forza del quale dovevano essere ceduti al gran signore
+Scutari ed il suo territorio, e restituirsi reciprocamente tutte le
+conquiste fatte in tempo dell'ultima guerra nella Morea, nell'Albania e
+nella Dalmazia. I Veneziani dovevano pagare al Sultano cento mila ducati
+a titolo delle miniere d'allume che avevano fatto fallimento in
+Costantinopoli in principio della guerra, dovevano inoltre pagare un
+annuo tributo di dieci mila ducati; ma questa condizione, che poteva
+sembrare umiliante, non era in fondo che un compenso dei diritti e delle
+gabelle dell'impero ottomano; perciocchè in virtù di tale pagamento i
+Veneziani dovevano godere di un'assoluta franchigia per tutte le loro
+merci in tutti gli stati di sua altezza. L'ambasciatore ebbe pure
+l'accortezza di far comprendere in questo trattato, che se qualche stato
+spiegasse la bandiera di san Marco prima di essere immediatamente
+attaccato dal sultano, questi riconoscerebbe un tale stato per suddito
+della repubblica, e ne rispetterebbe il territorio; di modo che i
+Veneziani conservarono la speranza di fare acquisti col terrore delle
+stesse armi musulmane[173].
+
+ [173] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1159-1160. — Demet. Cantemir, l.
+ III, c. 1, § 32. — Callim. Experiens de Venetis contra Turcos, p.
+ 419._
+
+In esecuzione di questo trattato, il provveditore Antonio di Lezze uscì
+da Scutari con quattrocento cinquanta uomini, e centocinquanta donne,
+che soli erano sopravvissuti a questo terribile assedio. Seco portavano
+le reliquie delle loro chiese, i vasi sacri, l'artiglieria e tutto ciò
+che rimaneva delle loro ricchezze. Passarono così in mezzo all'armata
+ottomana, cui pareva che questi valorosi guerrieri incutessero
+rispetto[174]. La repubblica si obbligò a provvedere alla loro
+sussistenza; voleva da principio dar loro dei feudi nell'isola di Cipro,
+ma perchè temevano l'aria insalubre di quel paese, li distribuì nelle
+fortezze dello stato, loro affidandone la guardia, e dando a tutti una
+pensione di due ducati e mezzo al mese[175]. Nello stesso tempo la
+repubblica fece consegnare agli ufficiali del sultano le montagne della
+Chimera, Strimoli, il paese de' Mainoti nella Morea, Castel Rompano,
+Saranfona e l'isola di Stalimene. Tutti i prigionieri fatti dai Turchi
+furono posti in libertà senza taglia, e la pace venne giurata dal doge e
+pubblicata in Venezia con universale allegrezza, il giorno
+dell'evangelista san Marco, 25 aprile 1479, dopo quindici anni della più
+formidabile guerra che la repubblica avesse fin allora sostenuta[176].
+
+ [174] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 226. — Mar. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione, l. III, p. 437-440._
+
+ [175] _And. Navagero, p. 1161-1162._
+
+ [176] Giovanni Adlzreitter negli Annali della Baviera, riporta le
+ lettere del doge del 25 febbrajo 1479, colle quali annuncia ai
+ principi cristiani la necessità in cui si era trovato di fare la
+ pace coi Turchi: Adlzreitter fa in pari tempo conoscere lo spavento
+ che comprese tutto l'impero di Germania, quando seppesi che Maometto
+ II non sarebbe più ritenuto dalle armi della repubblica di Venezia.
+ _An. Boicae gentis, p. II, l. IX, c. 35, p. 193._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVII.
+
+ _Sisto IV chiama gli Svizzeri in Italia; loro vittoria sui
+ Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico il Moro ad usurpare il
+ governo di Milano. Angustie di Lorenzo de' Medici, che va a
+ Napoli, ove soscrive una pace che compromette l'indipendenza
+ della Toscana; progetto del duca di Calabria sopra Siena;
+ rivoluzioni di questa repubblica_.
+
+1478 = 1480.
+
+
+La pace de' Veneziani coi Turchi assicurava l'Italia dalla più
+formidabile invasione, e facendo cessare un pericolo che non era mai
+stato più imminente, avrebbe dovuto essere per que' diversi potentati un
+motivo di confidenza e di riposo. Pure la notizia fu per la maggior
+parte cagione di costernazione. Acciecati dalla loro gelosia, non videro
+che il ristabilimento del credito della potente repubblica che temevano.
+Videro che Venezia poteva oramai disporre di tutte le sue forze in
+Italia come aveva fatto nel 1463; ed il re di Napoli e la repubblica di
+Genova che le avevano dimostrata la loro nimicizia, temevano il suo
+risentimento; e la duchessa di Milano, il duca di Ferrara, il marchese
+di Mantova ed i piccoli principi della Romagna, sebbene alleati di
+Venezia, furono in segreto dolenti di vedere con ciò diminuirsi la loro
+importanza. In tempo della guerra del Levante, il senato avevali
+cautamente accarezzati; ora dovevano a vicenda mostrare al senato veneto
+la loro deferenza. Ma il papa in particolare, quand'ebbe avviso di
+questa pace, non potè contenere il suo rammarico e la sua indignazione.
+Il papa, che non aveva presa veruna parte in una guerra da lui chiamata
+sacra, pretendeva che i Veneziani, come cristiani, non potessero
+terminarla senza tradire la Cristianità. Annunciò all'Europa ch'egli
+aveva in allora intavolato de' negoziati col re di Francia,
+coll'imperatore Federico III e con Massimiliano, duca di Borgogna, di
+lui figliuolo; che il suo scopo era quello di terminare la guerra di
+Firenze, indi di volgere le armi di tutto l'Occidente contro i
+Turchi[177]. In tali circostanze, egli diceva, i Veneziani, abbandonando
+la causa comune, avevano fatta, e solennemente giurata, la pace. «Non
+contenti di questa diserzione, aggiugneva egli in una nuova bolla, si
+resero ancora più colpevoli; non arrossirono di dire alla nostra
+presenza, alla presenza dei nostri venerabili fratelli i cardinali,
+degli ambasciatori dell'imperatore, del re, del duca di Milano, dei
+prelati e di una grande quantità di Cristiani, che fedelmente
+osserverebbero il trattato coi miscredenti, e non vi contravverrebbero
+in verun modo[178]». In fatti erano tornati vani tutti gli sforzi del
+papa per ridurre i Veneziani a ricominciare la guerra.
+
+ [177] _Sixti IV liber Brevium et Bullarum; Epist. 119 apud Rayn.
+ Ann. Eccl. 1478, § 29, p. 277._
+
+ [178] _Bulla Sixti IV, 16 kal. septembris 1479 apud Raynald, § 11,
+ p. 281._
+
+Per altro Sisto IV era ben lontano dal pensare alla riunione de'
+Cristiani, nè a formare una lega contro i Turchi. L'ambizione andava in
+lui crescendo coll'età; la passione della guerra e dell'intrigo erasi
+impadronita del suo animo; la collera, l'odio ed il desiderio di
+accrescere la potenza di Girolamo Riario, suo figliuolo o suo nipote,
+gli ponevano a vicenda le armi in mano. Avrebbe voluto strascinare i
+Veneziani in nuove ostilità per indebolirli e privare i Fiorentini del
+loro appoggio. Nella stessa maniera volle turbare lo stato di Milano,
+perchè ancor esso alleato dei Medici; per riuscirvi s'addirizzò ad un
+popolo più religioso, più docile alla sua voce e più disposto di quello
+che lo fossero i Veneziani a far dipendere le leggi della pubblica
+morale dalle arbitrarie decisioni de' suoi preti. Persuase gli Svizzeri
+a violare i giuramenti che gli univano al duca di Milano, ed a stornare
+con una potente invasione i soccorsi che Lorenzo de' Medici poteva
+sperare dalla famiglia Sforza.
+
+Da circa due anni i venditori d'indulgenze eransi sparsi nella Svizzera,
+in occasione di un giubileo, ed avevano trovato presso quella semplice
+gente, che abitava sulle Alpi, quella fermezza di fede, quella cieca
+confidenza nel papa, quella premura di spogliarsi di tutti i loro beni
+per acquistare grazie spirituali, che più non conoscevano gl'Italiani,
+testimonj dei disordini della corte di Roma. Si stabilì nella Svizzera
+un tribunale di ottanta a cento preti per distribuire le indulgenze
+della bolla, e decidere nei casi dubbiosi; e Roma vide con maraviglia
+quanto danaro poteva trarre da quei cantoni, che credeva tanto poveri.
+Ma quando l'attenzione di Sisto IV fu richiamata sopra gli Svizzeri,
+osservò in quel popolo altra cosa che lo interessava assai più che il
+commercio delle indulgenze. Vide quale profitto potrebbe cavare nelle
+guerre della santa sede da tali fedeli e da tali soldati; loro mandò una
+bandiera rossa, benedetta colle sue mani, e gli esortò a ricordarsi che
+il loro dovere gli obbligava a non risparmiare il loro sangue per la
+libertà della Chiesa. Il suo legato, Guido di Spoleti, vescovo d'Anagni,
+fece adunare una dieta a Lucerna, e colà in una segreta assemblea,
+tenuta il 1.º novembre del 1478, propose agli Svizzeri di ajutare un
+numeroso partito di nobili e di borghesi di Milano, che desideravano di
+ristabilire una repubblica in Lombardia. D'altro non trattavasi che
+d'allontanare un fanciullo incapace di governare che in allora era capo
+della casa Sforza; e Sisto IV, in ricompensa di questa spedizione, loro
+offriva la divisione degl'immensi tesori ammassati ne' castelli di Pavia
+e di Milano, cui Guido aggiugneva il pagamento di dieci mila ducati
+all'anno, per agevolare il loro armamento. Ma i deputati de' cantoni
+confederati non potevano prendere una così importante risoluzione, senza
+il consentimento del popolo, e la cosa non era di tale natura da potersi
+rendere pubblica[179]: perciò il legato, mentre comunicava ai capi i
+suoi progetti politici, cercava in pari tempo d'eccitare il risentimento
+de' contadini. La dieta si chiuse senza avere nulla conchiuso; ma era
+scoppiato il malcontento e l'odio degli uomini d'Uri contro i Milanesi,
+ed il legato ottenne finalmente di accendere la guerra tra la Svizzera e
+la Lombardia in occasione che si tagliò un bosco di castagni, nella
+valle Levantina, di controversa proprietà[180].
+
+ [179] _Jo. Muller Geschichte der Schweiz. Buch. V, c. 11, p. 174._
+
+ [180] _Ivi, p. 175._
+
+Fin dal 1467 un'antica capitolazione legava la Svizzera alla casa
+Sforza; per la destrezza di Francesco Simonetta era stata rinnovata il
+io luglio del 1477 tra Gio. Galeazzo ed i Cantoni. L'antica aveva
+ricevute alcune modificazioni; erano stati pagati gli arretrati dovuti
+agli Svizzeri, e terminate tutte le controversie di confine[181], quando
+nella state del 1478 alcuni sudditi milanesi tagliarono degli alberi in
+un bosco, che gli Svizzeri pretendevano essere di loro proprietà; Cecco
+Simonetta, informato dell'irritamento degli uomini d'Uri, offrì di far
+riconoscere il luogo da arbitri, e dove fosse ritrovata proprietà degli
+Svizzeri, di compensarne il danno. Ma il vescovo d'Anagni riuscì a
+rendere inutile la moderazione di questo vecchio e saggio ministro, ed a
+soffocare le pacifiche rimostranze dei cantoni di Zurigo e di Berna. Il
+cantone d'Uri dichiarò la guerra al duca di Milano; invitò i suoi
+alleati a dargli gli ajuti dovutigli in forza del trattato federativo, e
+tutti i cantoni, sebbene di malavoglia, fecero marciare il loro
+contingente. In novembre del 1478 passò il san Gottardo un'armata di
+dieci mila confederati, quando già cominciava ad essere coperto di nevi.
+Un araldo d'armi era andato a sfidare il duca di Milano, ed il conte
+Marsiglio Torelli con un'armata di diciotto mila uomini aspettava gli
+Svizzeri ai confini[182]. Questi frattanto cominciarono a saccheggiare
+il territorio d'Iragna; avanzaronsi fino a Bellinzona, di cui presero
+d'assalto il primo ricinto; ed avrebbero colla stessa facilità potuto
+occupare il secondo, se i loro stessi capi non avessero temuto di
+esporre al sacco una città che serviva di deposito al loro commercio. I
+confederati attraversarono in appresso il Cenere, montagna che divide i
+due laghi, e minacciarono Lugano. Ma dopo avere atterrita la Lombardia
+con una breve comparsa, perchè un rigorosissimo inverno di già si
+annunciava sulle alte Alpi, essi le ripassarono prima che troppo alte
+nevi ne chiudessero il passaggio[183].
+
+ [181] _Ivi, p. 169._
+
+ [182] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 177. —
+ Diarium Parmense, t. XXII, p. 290._ Muller scrisse Borelli invece di
+ Torelli, errore corso senza dubbio nel copiare i proprj manoscritti.
+
+ [183] _Jo. Muller Geschichte dar Schweiz B. V, c. 11, p. 178._
+
+Gli Svizzeri non avevano lasciati in val Levantina che dugento uomini
+somministrati dai cantoni d'Uri, di Zurigo, di Lucerna e di Schwitz, e
+la milizia della valle, che si univa a così debole guarnigione, non
+eccedeva i quattrocento uomini. Il conte Marsiglio Torelli credette di
+potere facilmente distruggere questa piccola truppa, ed impadronirsi di
+Giornico, fortezza che sarebbe diventata la chiave del passaggio del san
+Gottardo. Avanzossi fino a Poleggio con circa quindici mila uomini;
+Enrico Troger, comandante di Giornico, ritirossi all'avvicinarsi di
+forze tanto superiori, ma ebbe l'avvedutezza di deviare dal proprio
+letto le acque del Ticino, facendo che si spargessero sulle praterie che
+occupano il fondo della valle. L'acutissimo freddo della notte rese
+questo bacino una sola lastra di ghiaccio. Gli Svizzeri, ritiratisi
+sulle alture, eransi tutti provveduti di ferri da ghiaccio, ed
+aspettarono, prima di attaccarla, che la cavalleria milanese si
+avanzasse incautamente su questo piano di ghiaccio. Mentre i cavalli
+cadevano ad ogni passo, che gli uomini, appoggiati alle loro lance,
+potevano a stento reggersi in piedi, i montanari piombarono sopra di
+loro, correndo su quel ghiaccio colla medesima facilità, come se fosse
+stato une prateria. I Milanesi, non potendo valersi delle loro armi,
+rinculavano ed avrebbero voluto fuggire; ma i cavalli, che cadevano
+sotto di loro, chiudevano tutti i passaggi. Più di mille cinquecento
+furono uccisi, e non fu piccolo il numero de' prigionieri: la buona
+artiglieria caduta nelle mani del vincitore servì ad armare i bastioni
+di Giornico, ed i soldati si divisero tra di loro un ricco bottino[184].
+
+ [184] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 181. — Diar.
+ Parmense, t. XXII, p. 291. — Albert. de Ripalta An. Plac., t. XX, p.
+ 958. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p. 991._
+
+Frattanto Cecco Simonetta desiderava ardentemente la pace, e fece
+riaprire le negoziazioni: que' cantoni, le di cui città sono sovrane,
+non desideravano meno di lui di terminare una guerra, che danneggiava il
+loro commercio, e costrinsero gli abitanti d'Uri alla moderazione. Il
+bosco controverso fu ceduto agli Svizzeri, loro pagata l'indennizzazione
+di alcune migliaja di fiorini, e ristabilita la buona armonia tra i due
+stati. Ma questa breve spedizione rialzò l'opinione degli Svizzeri in
+tutta l'Italia, ed accrebbe agli occhi di Sisto IV il vantaggio della
+loro alleanza[185].
+
+ [185] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 182. — Diar.
+ Parmense, p. 303._
+
+Altre pratiche del pontefice avevano nello stesso tempo suscitati nemici
+domestici alla reggenza di Milano ed ai Fiorentini. Sisto aveva fatti
+entrare nella Lunigiana Roberto di Sanseverino, Luigi Fregoso ed Ibletto
+dei Fieschi; e mentre che questi capitani con truppe genovesi prendevano
+de' castelli ai Malaspina ed attaccavano Sarzana[186], i fratelli
+Sforza, zii del giovane duca, lasciavano il luogo del loro esilio,
+scorrevano la Toscana con minaccioso apparato, ed all'ultimo si
+aggiugnevano al Sanseverino[187]. I Fiorentini, adombrati dalla comparsa
+di questi nuovi nemici, chiamarono al loro soldo molti rinomati
+condottieri. I Veneziani loro cedettero Carlo da Montone e Deifobo
+dell'Anguillara. Roberto Malatesta, signore di Rimini, Costanzo Sforza,
+signore di Pesaro, ed uno de' Manfredi, signori di Forlì, abbandonarono
+le bandiere del papa per militare sotto le loro[188].
+
+ [186] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 131. — Alb. de Ripalta An. Plac.,
+ p. 958._
+
+ [187] Il 27 di gennajo. _Diar. Parm., p. 295. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 132._
+
+ [188] _Ivi, p. 133._
+
+In ragione che lo spirito militare andava in Italia rinascendo, il
+governo fiorentino sentiva ch'eragli pericoloso il rimanervi del tutto
+straniero. Il duca di Ferrara, generale della repubblica, era stato
+incaricato di respingere il Sanseverino, mentre che i suoi avversarj, i
+duchi d'Urbino, e di Calabria, non uscivano dai loro quartieri
+d'inverno. Lo fece effettivamente, ma con tanta lentezza e così
+mollemente e con tanto timore d'un nemico troppo di lui più debole, che
+impiegò tre settimane nello scorrere la costa da Pisa a Sarzana, lunga
+cinquanta sole miglia: egli mai non raggiunse, mai non vide il
+Sanseverino, cui permise di acquistare l'avvantaggio di due o tre marce.
+Dopo questa spedizione, nella quale non fu dato un solo colpo di lancia,
+tornò colla stessa lentezza ad occupare i confini del Sienese. Il duca
+di Ferrara non avrebbe osato tenere una così vergognosa condotta, se
+avesse dovuto darne conto ad un governo militare; ma poco sentiva i
+rimproveri che potevano essergli dati dai Medici, e dal loro consiglio
+di mercanti[189].
+
+ [189] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 134. — Diar. Parm., p. 303._
+
+Un impreveduto disordine indebolì nell'aprirsi della nuova campagna
+l'armata fiorentina. Vi si vedevano riuniti il conte Carlo di Montone
+cogli ultimi avanzi della scuola di Braccio, suo padre, e Costanzo
+Sforza coi soldati di Sforza Attendolo, suo avo. La loro rivalità aveva
+cominciato da circa un secolo, ed avrebbe dovuto spegnersi per la morte
+de' loro capi e pel cambiamento di tutta la loro organizzazione. Pure fu
+impossibile di farli combattere sotto le medesime insegne. Violenti
+contese, sfide, duelli, facevano temere una generale battaglia tra i due
+corpi. Fu forza separarli[190]: Montone con Roberto Malatesta fu mandato
+nello stato di Perugia, sua patria, ove sperava trovare partigiani, e
+dove effettivamente una ventina di castelli si sottomisero a lui o a suo
+figliuolo Bernardino; ma la sua morte accaduta in Cortona il 17 di
+giugno, distrusse tutte le speranze che cominciavansi a fondare sopra di
+lui[191].
+
+ [190] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 394._
+
+ [191] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+L'altra armata sotto gli ordini di Ercole d'Este fu ancora più
+sgraziata: durante la prima metà della campagna si tenne vergognosamente
+inattiva. Avendola Ercole lasciata il 10 agosto sotto gli ordini di suo
+fratello Sigismondo, per tornare ne' suoi stati, fu dal duca di Calabria
+sorpresa il 7 di settembre al Poggio Imperiale e sgominata totalmente
+quasi senza avere combattuto[192]. I castelli di Poggi Bonzi e di Colle
+di Val d'Elsa trattennero per altro i Napolitani, avendo ambidue
+sostenuto un ostinato assedio. Ma perchè i Fiorentini non fecero veruno
+sforzo, dovettero capitolare prima che terminasse la campagna. Quello di
+Colle fu l'ultimo ad arrendersi il 14 di novembre; e dopo questa
+conquista il duca di Calabria pose le sue truppe ai quartieri
+d'inverno[193].
+
+ [192] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 138. — Allegretto Allegretti
+ Diar. Sanese, t. XXIII, p. 793. — Jo. Michaelis Bruti Hist. Flor.,
+ l. VII, p. 170._
+
+ [193] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Allegretto Allegretti, p.
+ 795._
+
+Se due ruinose campagne facevano vacillare la potenza di Lorenzo de'
+Medici, e prevedere l'imminente sua ruina, egli era ancora più
+spaventato dalle rivoluzioni che nello stesso tempo rovesciavano la
+potenza del suo più fedele alleato. Roberto di Sanseverino, dopo la sua
+spedizione di Lunigiana, erasi ritirato nelle montagne che dividono gli
+stati di Parma e di Genova. Colà aveva collocato il suo campo presso
+Borgo di Val di Taro in modo da tenere in iscacco i Fiorentini e la
+duchessa di Milano. I cognati della duchessa stavano presso il
+Sanseverino, ed il suo campo era il centro de' loro segreti maneggi. Uno
+di loro, il duca di Bari, morì subitamente il 27 di luglio, non senza
+sospetto che fosse stato avvelenato dagli altri due[194]. Prima che
+passasse un mese, Lodovico Sforza, che gli succedeva nel ducato di Bari,
+presentossi improvvisamente col Sanseverino e colla sua armata alle
+porte di Tortona, che gli furono aperte il giorno 23 d'agosto[195]; ne
+prese possesso a nome del duca Giovanni Galeazzo, suo nipote, e della
+duchessa Bona; dichiarò ch'era servitore dell'uno e dell'altra, e che,
+lungi dal prendere le armi contro di loro, non avanzavasi che per
+liberarli dai loro nemici, ed in particolare dai loro infedeli ministri.
+I popoli, sempre disposti a dar colpa ai ministri dei mali che soffrono,
+secondavano con piacere una rivoluzione che non sembrava diretta contro
+il loro sovrano; e tutte le terre murate si affrettavano di mandare le
+chiavi a Lodovico. Uno storico contemporaneo assicura che gli si
+arresero in un sol giorno quarantadue castelli[196]: ma, ciò che era più
+importante, era favoreggiato alla corte della duchessa da un partito
+assai potente. Trovavasi questa corte divisa in due fazioni. Da una
+banda Cecco Simonetta, più sovrano che ministro, esercitava un potere
+avvalorato da cinquant'anni di favore sotto tre successivi regni; suo
+figlio Antonio, suo fratello Giovanni, suo amico Orfeo da Ricavo, e
+tutti i vecchi consiglieri, per la maggior parte innalzati alle cariche
+sotto di lui, lo risguardavano quale loro capo e loro oracolo.
+Dall'altra banda Antonio Tassini, nudrito nel favore della nuova corte,
+erasi formato un partito di tutti gl'invidiosi del ministro, di tutti
+coloro che si lusingavano d'ingrandirsi in un cambiamento di cose. Il
+Tassini era un Ferrarese di vile condizione: ricevuto prima come
+cameriere presso il duca Galeazzo, era in appresso passato ai servigj
+della duchessa, di cui aveva saputo in modo guadagnarsi l'animo, ed
+ispirarle tanta confidenza, e forse amore, che altri in fuor di lui più
+non era dalla duchessa consultato negli affari di stato. Il cancelliere
+Simonetta vedeva non senza dispetto innalzarsi sulle proprie ruine così
+indegno rivale; ed il Tassini, forse offeso dal disprezzo del vecchio
+ministro, aveva per lui concepito un implacabile odio. Sperando di
+rovesciarlo, aveva intavolata qualche relazione coi cognati della
+duchessa, e quando Lodovico il Moro presentossi sotto Tortona, il
+Tassini persuase la duchessa a chiamarlo alla sua corte. «Il partito che
+voi prendete, le disse il Simonetta quando n'ebbe sentore, costerà a voi
+l'impero, a me la vita[197]»; e tale profezia non tardò ad avverarsi.
+Lodovico Sforza entrò in Milano il giorno 8 settembre, protestò di
+giugnervi come servitore della duchessa e come suo fedele custode[198],
+ma il giorno 11 Cecco Simonetta venne arrestato col suo figlio, fratello
+ed amici[199].
+
+ [194] _Diar. Parm., p. 315. — Alb. de Ripalta Ann. Plac., p. 958._
+
+ [195] _Diar. Parm., p. 316. — Bernard. Corio Ist. Milan., p. VI, p.
+ 992._
+
+ [196] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 959._
+
+ [197] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 402. — Bern. Corio Ist. Mil.,
+ p. VI, p. 993._
+
+ [198] _Diar. Parm., t. XXII, p. 318._
+
+ [199] _Ivi, p. 319._
+
+Il Simonetta, tradotto al castello di Pavia, vi fu da principio trattato
+con molti riguardi; ma in ottobre Lodovico Sforza gli mandò uno de' suoi
+segretarj ad avvisarlo, che se voleva ricuperare la libertà doveva
+comperarla rilasciandogli circa quaranta mila fiorini, che teneva presso
+alcuni banchieri a Firenze. «Io sono stato illegalmente carcerato,
+rispose il Simonetta, la mia casa è stata saccheggiata, ed io venni
+coperto d'obbrobrj; tale fu la ricompensa ch'io mi ebbi per avere con
+fedeltà e con zelo servito lo stato di Milano. Se ho commesso qualche
+mancamento mi s'infligga il meritato castigo; ma la sostanza che io ho
+ammassata con onorate fatiche e con lunghi risparmj passerà a' miei
+figli. Dio mi ha bastantemente favorito prolungando la mia vita fino a
+questo giorno, altro adesso non bramo che la morte[200]». Dopo ciò il
+Simonetta fu trattato con estremo rigore, assoggettato ad indegna
+tortura per istrappargli la confessione di delitti, dei quali nè pure
+sospettavasi reo: sua moglie, ch'era della casa Visconti, impazzì per
+disperazione, ed, il 30 ottobre del 1480, il Simonetta fu decapitato nel
+castello di Pavia[201].
+
+ [200] _Diar. Parm., t. XXII, p. 343. — Bern., Corio, p. VI, p. 993,
+ 994._
+
+ [201] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar. Parm., p. 354.
+ — Bern. Corio, p. 997._ Il Corio era presente ed attore in questi
+ avvenimenti; ma egli non li racconta di buona fede, per non far
+ torto alla riputazione di Lodovico il Moro.
+
+La predizione che il Simonetta aveva fatta alla duchessa avverossi a
+puntino, ed il Tassini, che lo aveva soppiantato, non godette lungamente
+del suo trionfo. Il 7 d'ottobre Lodovico il Moro fece dichiarar maggiore
+suo nipote, Giovanni Galeazzo Maria; pretese che questo principe,
+sebbene non ancora giunto ai dodici anni, fosse di già in istato di
+governare, e con questo pretesto privò la duchessa d'ogni partecipazione
+agli affari. Lo stesso giorno venne arrestato Antonio Tassini e chiuso
+nel castello di Porta Zobia: Gabriele, padre del Tassini, ch'era stato
+creato consigliere ducale, fu arrestato nello stesso tempo; e spogliati
+ambidue de' loro beni, furono esiliati dal ducato di Milano. La duchessa
+Bona, irritata ed umiliata, uscì il 2 novembre da Milano per ritirarsi a
+Vercelli; ma in appresso si stabilì in Abbiate Grasso, ove visse
+totalmente lontana dagli affari[202].
+
+ [202] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar. Parm., p. 351.
+ — Bern. Corio Istor. di Milano, p. VI, p. 998. — Machiavelli Ist.,
+ l. VIII, p. 403._
+
+Lorenzo de' Medici, tanto sventurato nelle sue prime campagne, tanto
+sventurato nell'alleanza su cui aveva fondate le principali sue
+speranze, non si scoraggiava, e cercava nella stessa Italia e fuori
+soccorsi contro la potente lega che lo attaccava. Di concerto coi
+Veneziani tentò di far rivivere l'antico partito d'Angiò per opporlo nel
+regno di Napoli all'eccessiva potenza di Ferdinando. Gl'inviati delle
+due repubbliche andarono a cercare in Lorena l'erede del vecchio re
+Renato, e lo trovarono apparecchiato ad entrare negl'intrighi e nelle
+guerre d'Italia per far rivivere diritti che davano maggior lustro alla
+sua casa.
+
+Viveva tuttavia il vecchio Renato, conte di Provenza, il rivale
+d'Alfonso e di Ferdinando. Egli non morì che il 10 di luglio del
+susseguente anno nella sua contea; ma era sopravvissuto a tutta la sua
+discendenza maschile, ed arrivato ad un'età nella quale mancavagli la
+forza e la volontà di entrare in nuovi travaglj. Il generoso suo figlio,
+Giovanni, duca di Calabria, era morto nel 1470, lasciando, del suo
+matrimonio con Maria di Borbone, due figli, il maggiore dei quali,
+chiamato ancor esso Giovanni, non gli sopravvisse che pochi giorni, e
+l'altro, Niccolò, morì di venticinque anni nel 1473 senza aver avuta
+prole[203]. Ma una figliuola di Renato, Jolanda, erasi maritata con
+Terry, conte di Vaudemont, e gli aveva portati i diritti che aveva sua
+madre sopra la Lorena. Da questo matrimonio, cui Renato aveva di mala
+voglia acconsentito per ricuperare la libertà, era nato Renato II, duca
+di Lorena, che, per la morte de' suoi cugini Giovanni e Niccolò,
+diventava pure l'erede di tutti i diritti della casa d'Angiò sul regno
+di Napoli. Vero è che il vecchio Renato non aveva perdonato a questo suo
+nipote i suoi natali dal sangue di Vaudemont, ed il 22 luglio del 1474
+aveva fatto un testamento per privarlo della propria eredità,
+chiamandovi Carlo del Maine, figliuolo d'un altro conte del Maine, suo
+minor fratello[204]. Questi fu quel Carlo che chiamò erede di tutti i
+suoi diritti Lodovico XI, con suo testamento del 10 dicembre del 1481, e
+che morì nel susseguente giorno.
+
+ [203] _Contin. Monstrelet, vol. III, f. 174._
+
+ [204] _Ivi, f. 187._
+
+Ma il diritto delle genti non accorda ai monarchi la facoltà di disporre
+arbitrariamente della successione de' loro stati; successione regolata
+dalle leggi di ogni popolo; e l'ordine immutabile stabilito per
+l'eredità è la sola garanzia delle monarchie contro le guerre civili.
+Perciò non sogliono vedersi testamenti di tale natura, che quando il
+contratto tra il sovrano ed il suo popolo viene infranto da una
+conquista, e che il monarca spossessato più non trasmette ai suoi eredi
+che un vano titolo. Il regno di Napoli era un feudo femminino, e finchè
+viveva un discendente in linea diretta dell'ultimo sovrano, i
+collaterali non potevano avervi verun diritto. I Veneziani, i Fiorentini
+e tutta l'Italia, riconoscevano in Renato II l'erede della casa d'Angiò,
+e per questo titolo gli offrivano di ajutarlo a conquistare il regno di
+Napoli, e dal canto suo lo trovavano dispostissimo ad adoperarvisi con
+tutte le sue forze.
+
+Mentre che da loro agitavansi quest'importanti negoziazioni, Lorenzo dei
+Medici ricevette inaspettatamente dal duca di Calabria e dal duca
+d'Urbino, suoi avversarj, proposizioni di pace. Lo stesso Lodovico il
+Moro, reggente di Milano, ch'egli credeva suo nemico, vi aveva qualche
+parte. Questi, dopo avere prese le redini del governo, aveva adottate le
+affezioni de' suoi predecessori; voleva salvare Firenze, di cui
+conosceva utile l'alleanza, e staccarla da Venezia; voleva inoltre
+staccare il re di Napoli dal papa, e già vedeva germogliare tra di loro
+i semi della divisione. Il 24 novembre, quando meno si aspettava, andò
+un trombetta ad annunciare a Firenze, ch'era stata sottoscritta una
+tregua tra il re di Napoli, il papa e la repubblica, per trattare la
+pace[205].
+
+ [205] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Alleg. Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 797._
+
+Ferdinando non nudriva verun personale risentimento contro Lorenzo dei
+Medici; la guerra che gli faceva era puramente politica, e poteva
+terminarla senza rancore, tostocchè avesse in vista nuovi progetti
+d'ingrandimento. Padrone dell'Italia meridionale, desiderava di dilatare
+i suoi confini verso l'Italia superiore. La rivoluzione gli aveva di già
+data molta influenza sopra la Lombardia; la repubblica di Genova poteva
+quasi risguardarsi come da lui dipendente; il duca di Calabria formava
+già su quella di Siena progetti cui pareva favoreggiare un potente
+partito, e poteva sperare che entro pochi mesi questo stato lo
+riconoscerebbe per suo sovrano. Non conveniva dunque a Ferdinando di
+continuare d'accordo con Sisto IV una guerra, di cui questi avrebbe per
+lo meno voluto dividere i frutti. Tornava assai meglio al re il lasciare
+a Firenze un governo che s'andava ogni giorno più indebolendo per l'odio
+di una numerosa fazione, di porre frattanto un piede stabile in Toscana,
+aspettare gli avvenimenti, e soprattutto la morte del pontefice. Diverse
+affatto erano le disposizioni di Sisto IV; egli sentivasi umiliato dallo
+stesso male che aveva voluto fare ai Fiorentini, non meno che dai
+rimproveri e dalle minacce di tutta la Cristianità; non poteva perdonare
+a Lorenzo nè la morte di tanti amici di Girolamo Riario, nè gli
+scandalosi processi che avevano palesati all'Europa le loro congiure, nè
+il terrore del giovane cardinale suo nipote. Era stato sforzato a
+dichiarare a quali condizioni farebbe la pace, ed umilianti erano tutte
+quelle che aveva osato di proporre. Voleva che Lorenzo ed i Fiorentini
+fabbricassero una cappella, e che fondassero legati di messe per le
+anime di coloro ch'erano morti nella congiura de' Pazzi; voleva che la
+repubblica domandasse solennemente perdono alla Chiesa per avere
+attentato alla vita di persone sacre, l'arcivescovo ed i suoi preti; e
+finalmente voleva che restituisse alla santa sede Borgo san Sepolcro,
+Modigliana e Castro Caro, sebbene queste città fossero state dai
+Fiorentini legittimamente acquistate molto tempo avanti la presente
+guerra[206].
+
+ [206] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+Frattanto la situazione di Lorenzo anche in Firenze rendevasi ogni
+giorno più pericolosa. La città era omai stanca di così disastrosa
+guerra sostenuta con così infelice successo, le sue truppe erano state
+assoldate con gravissimo dispendio, i nemici, padroni delle migliori
+fortezze, avevano successivamente stesi i loro guasti nel Pisano,
+nell'Aretino, in Val d'Elsa, in Val di Nievole, in Val d'Arno, e nella
+Lunigiana: quasi niuna provincia era rimasta intatta; il commercio,
+minacciato nella capitale, era stato ne' più rimoti paesi travagliato
+dalle confische pronunciate dal papa; tutti sentivano che la guerra non
+era sostenuta che per la difesa di Lorenzo, ed affatto estranea ai veri
+interessi dello stato; ognuno voleva porvi fine; e Girolamo Morelli, che
+risguardavasi come uno degli amici e dei più zelanti partigiani de'
+Medici, disse a Lorenzo in pieno consiglio: «La nostra città è oggi
+stanca, più non vuole guerra, più non vuole rimanersi interdetta e
+scomunicata per difendere il vostro credito[207].»
+
+ [207] _Jacopo Nardi Ist. Flor., t. I, p. 12. — Ist. Mich. Bruti, l.
+ VII, p. 172._
+
+In così difficili circostanze Lorenzo dei Medici prese una risoluzione
+apparentemente ardita, ma che pure era la sola prudente, quella di
+recarsi egli stesso presso di Ferdinando, di conoscere le segrete sue
+disposizioni, e di approfittarne per negoziare con lui; metter fine alle
+lagnanze de' malcontenti di Firenze colla speranza di una prossima pace,
+e di mostrare nello stesso tempo all'Europa, ch'egli non era altrimenti
+il tiranno della sua patria, poichè osava, come ogni altro cittadino,
+porsi tra le mani de' nemici sotto la sola salvaguardia del diritto
+degli ambasciatori. La sorte provata dal Piccinino alla stessa corte di
+Napoli dava agli occhi de' meno veggenti tutto il merito di un grande
+coraggio a cotale condotta, sebbene Lorenzo non si esponesse a verun
+rischio. Il Piccinino, solo capo della sua armata, non lasciava dietro
+di sè nè stati, nè vendicatori; la sua morte costava a Ferdinando un
+delitto e non guerre. Per lo contrario la repubblica di Firenze sarebbe
+tutta intera sopravvissuta a Lorenzo, avrebbe mostrato più zelo nel
+punire gli uccisori di quest'illustre cittadino, che nel difenderlo, e
+Ferdinando non avrebbe raccolto altro frutto da un tradimento, che la
+vergogna di averlo commesso. Lorenzo, invitato a fare questo viaggio dal
+duca di Calabria e dal duca d'Urbino[208], aveva già da Napoli ricevuta
+l'assicurazione di esservi ben accolto, quando il 5 dicembre fece per
+mezzo del gonfaloniere adunare un consiglio dei _Richiesti_ per
+comunicar loro le proprie intenzioni[209]. Egli partì lo stesso giorno,
+ed all'indomani scrisse da Samminiato alla signoria per prendere da lei
+congedo. Rappresentavasi in questa lettera come una vittima che si offre
+in sagrificio per calmare la collera di potenti nemici[210]. Giunto a
+Pisa vi trovò i pieni poteri dei decemviri della guerra per trattare in
+nome della repubblica poteri che i suoi partigiani non avevano osato
+domandare al consiglio dei cento, per timore di trovarvi
+opposizione[211]. Una galera napolitana lo aspettava per ordine di
+Ferdinando a Livorno, ed il capitano lo ricevette a bordo coi più grandi
+onori.
+
+ [208] La lettera di Lorenzo del 6 di dicembre a questi due duchi ci
+ fu conservata dal Malavolti. _Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 76._
+ Il Medici dichiara d'intraprendere questo viaggio dietro i loro
+ consiglj, ed in sua assenza loro raccomanda i proprj interessi.
+
+ [209] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143._
+
+ [210] _Presso Roscoe Life of Lorenzo, t. I, p. 226._
+
+ [211] _Epist. Barthol. Scalae apud Roscoe. Appendix XXX, t. III, p.
+ 174._
+
+L'arrivo di Lorenzo de' Medici a Napoli fu un vero trionfo; il secondo
+figlio del re, Federico, e suo nipote Ferdinando vennero a riceverlo
+alla riva, e lo stesso monarca mostrò di credersi onorato dalla venuta
+di un tale ospite[212]. Ebbe con lui lunghe conferenze intorno alla
+politica d'Italia. Il Medici svelò al re il trattato di già intavolato
+con Renato II di Lorena, in forza del quale obbligavasi questo duca
+verso le due repubbliche a condurre sei mila cavalli in Italia per
+muovere guerra alla casa d'Arragona[213]. Gli comunicò altresì le
+offerte di Lodovico XI, che sembrava voler far valere a vicenda o i
+diritti della casa di Lorena, o i suoi proprj sul regno di Napoli.
+Questo monarca colla sua attività, colle sue complicate negoziazioni,
+colla sua misteriosa politica faceva in allora illusione a tutta
+l'Europa, mentre la sua salute andava declinando. L'invasione francese,
+che rovesciò quindici anni più tardi dal suo trono il re di Napoli,
+pareva di già minacciarlo. L'appoggio che Ferdinando trovava nella corte
+di Roma era troppo incerto per equilibrare questo pericolo. Il papa era
+vecchio ed infermiccio, e, venendo a morte, il di lui successore
+potev'essere egualmente premuroso di dare stato ai proprj nipoti, e
+perciò di gittarsi in un opposto partito, che gli offrisse le spoglie di
+Girolamo Riario e de' suoi amici. Ma Lorenzo de' Medici, presentando
+questo quadro dell'Europa a Ferdinando, convenne che alla repubblica
+fiorentina era più facile il vendicarsi che il difendersi. Convenne che
+quando avesse una volta chiamati gli oltremontani in Italia, non sarebbe
+più in suo potere il fermarne l'impeto, e che probabilmente non verrebbe
+a soffrir meno da una guerra, nella quale la Toscana sarebbe la loro
+piazza d'armi. L'interesse di Ferdinando e de' Fiorentini era troppo
+conforme, perchè essi non dovessero anteporre una fedele alleanza ad una
+guerra senza scopo. Era del comune loro interesse di mantenere l'Italia
+in pace, di chiuderne l'ingresso ai Turchi per mezzo de' Veneziani, ed
+ai Francesi per mezzo del duca di Milano, di consolidare il governo di
+quest'ultimo, che nell'ultima rivoluzione era stato scosso, di tenere
+per lo contrario aperti gli occhi sull'ambizione ed i progressi della
+repubblica di Venezia, che, dopo avere ricuperata la pace ai confini
+d'Oriente, poteva dettare leggi ai suoi vicini; all'ultimo di tenere a
+freno lo spirito turbolento del papa, che per ottenere a suo figlio un
+piccolo principato aveva colle più funeste pratiche compromessa tutta
+l'Italia[214].
+
+ [212] _Valori in vita Laurentii, p. 34._
+
+ [213] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1163. — Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 144._
+
+ [214] _Jo. Mich. Bruti Hist. Flor. l. VII, p. 176._
+
+Queste considerazioni non riuscivano nuove a Ferdinando, e fecero sul di
+lui animo grandissima impressione; ma perchè gli si era sempre parlato
+dell'odio e del malcontento da Lorenzo eccitato in Firenze, prima di
+fare fondamento sull'alleanza di questo capo di parte, premevagli di
+sapere se i Fiorentini non separerebbero i loro interessi da quelli di
+Lorenzo. A tale oggetto Ferdinando lo trattenne lungamente presso di sè,
+e nello stesso tempo osservò attentamente se la di lui lontananza dava
+luogo a qualche movimento. I nemici del Medici colsero quest'occasione
+per manifestare altamente i loro timori intorno alla di lui sorte, e
+ricordavano la crudele morte del Piccinino, sperando di suggerire al re
+il pensiero di trattare nello stesso modo il loro avversario. Nello
+stesso tempo opponevansi ostinatamente ne' consiglj a tutte le domande
+de' suoi amici, deplorando la sorte della repubblica, implicata
+contemporaneamente in due guerre, mentre il suo capo trovavasi assente,
+imperciocchè nello stesso giorno in cui Lorenzo era partito da Firenze
+per trattare col re di Napoli, Agostino, figliuolo di Luigi Fregoso, in
+onta della tregua, si era per sorpresa impadronito di Sarzana, che suo
+padre, molti anni prima, aveva venduta alla repubblica fiorentina[215].
+
+ [215] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143. — Diar. Parm. p. 327. —
+ Machiavelli Ist., l. VIII, p. 403._
+
+Finalmente Ferdinando acconsentì di sottoscrivere, il 6 marzo del 1480,
+con Lorenzo de' Medici un trattato di pace fra il suo regno e la
+repubblica fiorentina. Richiese che i Pazzi, tenuti prigione nella torre
+di Volterra, sebbene non avessero avuto parte nella congiura, fossero
+liberati; che i Fiorentini pagassero a suo figlio, il duca di Calabria,
+a titolo di soldo l'annua somma di sessanta mila fiorini. Dal canto suo
+prometteva la restituzione delle città e fortezze prese ai Fiorentini
+nella presente guerra, ed i due governi si resero garanti degli stati
+l'uno dell'altro[216]. Per quanti ostacoli frapponesse il papa a questo
+trattato, per quanto si mostrasse scontento di non essere stato
+consultato, per quante premure manifestasse di allearsi colla repubblica
+di Venezia, la quale aveva egualmente motivo di lagnarsi della mancanza
+di riguardi per parte de' suoi precedenti alleati, all'ultimo si lasciò
+comprendere nel trattato di Napoli, e le ostilità, sospese nel
+precedente anno in forza di una tregua, più non si rinnovarono[217]. La
+pace pubblicossi ancora in Siena il 25 marzo del 1480[218].
+
+ [216] _Scip. Ammirato, p. 145. — Machiavelli l. VIII, p. 405. — Jac.
+ Nardi., l. I, p. 12._
+
+ [217] _Jacobi Volaterrani Diarium Romanum, t. XXIII, p. 105._
+
+ [218] _Alleg. Allegretti, Diar. Sanesi, p. 799. — Orlando Malavolti,
+ p. III, l. IV, f. 76._
+
+Questa pace accrebbe in Firenze il credito di Lorenzo de' Medici che
+l'aveva ottenuta. Egli fu ricevuto al suo ritorno come il salvatore
+della patria. Approfittò di questa riconoscenza del popolo per
+consolidare la propria autorità: il 12 aprile fece creare una nuova
+balìa, ma con intenzione di non più crearne all'avvenire, perciocchè il
+nome e l'autorità delle balìe contribuivano a rendere odioso il potere
+de' Medici. Fece dunque attribuire questa superiore autorità, ch'egli
+voleva conservare, ad un corpo permanente nello stato. Fu questo un
+nuovo consiglio di settanta cittadini, che dovevano, primi fra tutti gli
+altri, essere consultati intorno agli affari. Vi dovevano essere ammessi
+i gonfalonieri di mano in mano che uscivano d'ufficio, quando non ne
+fossero esclusi dalla maggiorità dei voti. Il consiglio de' settanta
+cominciò un nuovo scrutinio d'elezione per formare in appresso le
+magistrature, e lo fece durare quattro anni, onde più lungamente
+mantenersi dipendenti coloro che aspiravano agl'impieghi. Nello stesso
+tempo adoperò il danaro dello stato per pagare i debiti contratti da
+Lorenzo de' Medici[219].
+
+ [219] _Ist. di Gio. Cambi. Deliz. degli Eruditi, t. XXI, p. 2, 3._
+
+Lorenzo, cui la posterità accordò il nome di _magnifico_, mentre i suoi
+concittadini e gli scrittori suoi contemporanei non gli davano
+quest'epiteto che come un titolo d'onore comune a tutti i condottieri,
+agli ambasciatori, ed ai principi che non ne avevano un altro, Lorenzo
+meritava questo soprannome, di cui gli diede possesso un errore. La
+magnificenza apparteneva non meno alla sua politica che al suo
+carattere: egli amava di dare l'idea di una infinita ricchezza, per
+sublimare l'opinione del suo potere; e mai non misurava il suo fasto
+sulle sue entrate. In tempo della sua dimora in Napoli, dopo una ruinosa
+guerra per lui e per la patria, distribuì doti a moltissime fanciulle
+della Puglia e della Calabria, che avevano implorata la sua munificenza,
+e dispiegò in sugli occhi de' Napolitani sia nelle compre, sia nel suo
+accompagnamento e negli equipaggi tutta la pompa di una ricchezza che
+non aveva più nulla di reale: sempre egli volle sorprendere ed
+abbagliare[220].
+
+ [220] _Valori in vita Laurent., p. 35. — Diar. Parmense, t. XXII, p.
+ 335._
+
+Il trattato di pace che assodava la sua potenza non lasciava di esporre
+la sua patria al più terribile pericolo che mai corso avesse. Ferdinando
+vi si era, più che per altro titolo, determinato per dare tempo al duca
+di Calabria di stabilire il suo credito in Siena, riducendo questa
+inquieta repubblica nell'assoluta dipendenza della corona di Napoli.
+Questo progetto era stato segretamente concepito dal re Alfonso quando
+questi era venuto in Toscana nel 1446, e fu dal medesimo ripreso nel
+1452 e 1466; ma non mostrossi mai tanto vicino alla sua esecuzione che
+allora quando Lorenzo, sagrificando la sua patria alla sua personale
+sicurezza e l'interesse dei secoli a quello del momento, aveva
+acconsentito a favoreggiarlo cercando una pace che il duca di Calabria
+desiderava più di lui.
+
+Siena aveva colle sue leggi consacrata l'esistenza di tutti i partiti
+che l'avevano successivamente dominata, ed i suoi cittadini si trovavano
+divisi in molti ordini, che piuttosto erano fazioni, e che portavano il
+nome di _Monti_. Il primo, e quello che aveva risvegliata la più
+costante gelosia, era quello dei nobili, un tempo proprietarj di tutto
+il territorio. Vennero successivamente privati di tutte le loro
+fortezze, ed in pari tempo esclusi da tutte le magistrature. Il seguente
+era il _Monte dei Nove_, che formava a Siena una nobiltà popolare,
+press'a poco uguale a quella degli Albizzi e del loro partito in
+Firenze. Erano uomini cui le antiche ricchezze, acquistate colla
+mercatura, avevano procacciato un'antica riputazione, di cui
+continuavano ad avere il godimento per un diritto ereditario. L'ordine,
+o _Monte dei Dodici_ era il più immediato rivale di quello dei _Nove_,
+ed era composto di ricchi mercanti, contando di quest'epoca circa
+quattrocento uomini atti ad entrare ne' consiglj, dai quali erano però
+costantemente tenuti lontani dalla gelosia del governo. Il restante
+della nazione era diviso tra i due ordini o monti novissimi, dei
+_riformatori_ e del popolo.
+
+Dopo il 27 novembre del 1403 tenevansi coalizzati i tre ordini dei
+_nove_, dei _riformatori_ e del _popolo_. Avevano questi soli parte nel
+governo, dopo l'esclusione degli altri due. La signoria veniva composta
+di nove priori, tre d'ogni monte, e di un gonfaloniere di giustizia,
+somministrato a vicenda dai tre ordini[221]. Questa forma di governo
+erasi mantenuta con maggiore stabilità che verun'altra delle precedenti,
+malgrado le pratiche di Pio II, ch'era nobile sienese della casa
+Piccolomini. Chiesto aveva questo papa che si restituissero in tutti i
+diritti di cittadinanza i nobili ed il monte dei dodici; nel 1458 era
+stata esclusa la sua domanda, ma nello stesso tempo si cercò di
+appagarla, ammettendo i membri della famiglia Piccolomini nell'ordine
+del popolo. Nel susseguente anno eransi accordati alcuni pubblici
+impieghi all'ordine dei nobili[222], ma si era costantemente negato lo
+stesso favore al Monte dei Dodici[223], ed alla morte di Pio II,
+accaduta nel 1464, i nobili erano stati di nuovo privati degli onori
+loro accordati dietro istanza del pontefice[224].
+
+ [221] _Orlan. Malavolti Stor. di Siena, p. II, l. X, f. 194._
+
+ [222] _Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 60-61._
+
+ [223] _Ivi, f. 64._
+
+ [224] _Ivi, f. 69._
+
+Comunque imprudente fosse tale esclusione, i Sienesi non avevano motivo
+di pentirsi d'essersi attenuti a ciò ch'essi chiamavano la _Trinità_ del
+loro governo. Le tre fazioni riunite pareva che avessero confusi tra di
+loro i reciproci interessi; e la loro amministrazione era stata
+bastantemente buona, onde le ricchezze e la popolazione si andassero
+visibilmente accrescendo. Siena intanto si ornava di sontuosi palazzi,
+che mostravano ad un tempo i progressi dell'opulenza, delle arti e del
+gusto; la repubblica non era stata frequentemente agitata da interni
+movimenti, aveva preso parte in poche guerre straniere e sebbene
+ecclissata dalla magnificenza di Firenze, potente vicina, e cagione ai
+Sienesi di continua diffidenza, ella conservava esternamente l'onore
+della sua indipendenza, e nell'interno la pace e la prosperità.
+
+Ma l'esistenza di due partiti, formati di persone che non avevano parte
+nel governo, era necessariamente pericolosa alla repubblica. Fra costoro
+gli ambiziosi stranieri non mancavano mai di partigiani; questi erano i
+segreti agenti del duca di Calabria, e questi egli cercava di far
+rientrare nella signoria. Domandò prima il richiamo di tutti coloro
+ch'erano stati esiliati nel 1456[225]. Non avendo potuto ottenerlo
+seminò la discordia fra i tre ordini che governavano in comune; ne armò
+due contro il terzo, ed il 22 giugno del 1480 i cittadini dei Nove e del
+popolo presero le armi, e furono secondati dalle armi del duca di
+Calabria che occupavano la piazza pubblica. Un consiglio generale, da
+cui esclusero tutti coloro che non erano loro devoti, e che non pertanto
+trovossi tuttavia formato di quattrocento quarantadue membri, dietro
+inchiesta del gonfaloniere di giustizia, escluse per sempre dal governo
+il Monte de' riformatori[226]. Questa violenta rivoluzione, che feriva
+un terzo de' cittadini della repubblica, e gli spogliava di quella
+partecipazione alla sovranità di cui erano in possesso da settantasette
+anni, era stata apparecchiata con tanta segretezza, e così prontamente
+eseguita, che non vi fu effusione di sangue. Il duca di Calabria, che
+l'aveva diretta e sostenuta co' suoi soldati, erasi allontanato da Siena
+il giorno in cui doveva scoppiare, onde non essere accusato di farla da
+padrone nella repubblica; ma al suo ritorno fu dai nuovi magistrati
+accolto quale benefattore dello stato. Aveva con loro convenuto di
+formare un Monte nuovo che tenesse luogo di quello de' riformatori, e
+partecipasse per un terzo alle pubbliche onorificenze. Questo nuovo
+ordine, cui diedesi il nome di _Monte degli aggregati_, fu composto di
+un limitato numero di gentiluomini conosciuti pel loro attaccamento al
+duca di Calabria, di varj membri del Monte dei dodici e di quello dei
+riformatori, che una privata ambizione staccava dai loro confratelli;
+finalmente delle famiglie ch'erano state escluse nel 1456 dal Monte dei
+nove e da quello del popolo, per avere voluto di concerto con Giacomo
+Piccinino assoggettare la repubblica al re Alfonso. Così i cinque
+antichi ordini avevano concorso alla formazione del nuovo Monte[227].
+
+ [225] _Orlando Malavolti, p. III, l. IV, f. 76. — Allegr. Allegretti
+ Diari Sanesi, p. 800._
+
+ [226] _Orlando Malavolti, f. 97. — Allegr. Allegretti, p. 803._
+
+ [227] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 78. — Jacobi Volaterrani
+ Diarium Romanum, p. 108._
+
+Il nuovo governo, stabilito dalla violenza, era circondato di nemici, ed
+aveva perciò maggiore bisogno di tenersi affezionato il duca di
+Calabria, mostrandosi sempre dipendente dalla sua volontà. Malvagi
+cittadini, che si lusingavano di ammassare più grandi ricchezze,
+d'esercitare maggiori poteri, di soddisfare più facilmente tutte le loro
+passioni sotto la protezione di un tiranno, piuttosto che nella loro
+patria ancora libera, non avevano mal calcolato supponendo che questa
+rivoluzione obbligherebbe in breve i Sienesi a darsi da sè stessi al
+duca di Calabria. Tutti gli amici della libertà erano atterriti; nè il
+timore era in Firenze meno grande che in Siena. Se l'acquisto che il re
+di Napoli aveva fatto vent'anni prima di alcuni deboli castelli nelle
+Maremme toscane aveva cagionato tanto spavento, come sperare di salvare
+la libertà di Firenze una volta che tutto intero lo stato di Siena
+sarebbe tra le mani di così formidabile vicino? Ma un inaspettato
+avvenimento, che strinse di terrore il rimanente dell'Italia, liberò
+Siena e Firenze da quasi inevitabile servitù, richiamando il duca di
+Calabria a difendere i proprj focolari.
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVIII.
+
+ _Maometto II occupa Otranto; Sisto IV spaventato fa la pace col
+ Fiorentini, ed il duca di Calabria abbandona Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova guerra accesa in tutta
+ l'Italia da Sisto IV pel ducato di Ferrara. Passa da uno
+ all'altro partito; e all'ultimo muore di dolore per essersi
+ fatta la pace_.
+
+1480 = 1484.
+
+
+Maometto II mai non faceva la pace con un principe cristiano, che per
+attaccarne più vantaggiosamente un altro; perciò contavasi che nel lungo
+suo regno aveva soggiogati due imperi, dodici regni e più di dugento
+città. Nel 1480 apparecchiò nello stesso tempo due spedizioni: destinata
+era una di queste, sotto gli ordini del pascià Mesithes, di greca
+origine, e della stirpe de' Paleologhi, a togliere Rodi ai cavalieri di
+san Giovanni di Gerusalemme; ma il gran maestro d'Aubusson respinse
+gloriosamente i Turchi, che dopo avere assediata la capitale dal 23
+maggio al 22 agosto, furono costretti a ritirarsi perdenti[228]. L'altra
+armata di Maometto si adunò alla Valona sotto gli ordini del suo gran
+visir Achmet Giediko Breche-Dente, nativo d'Albania. Venne a prenderla a
+bordo una flotta di cento vascelli; quella de' Veneziani, ch'era di
+sessanta vele, la scortava, mostrando d'impedirle che entrasse
+nell'Adriatico[229]; improvvisamente i Turchi sbarcarono sulla costa
+d'Italia presso di Otranto il venerdì 28 luglio dopo avere attraversato
+il mare Adriatico, che in questo luogo non ha più di cinquanta miglia di
+larghezza.
+
+ [228] _Epist. Petri d'Aubusson ad Pontif. 13 septem. 1480. — Raynald
+ 2-13, p. 286. — Jacobi Volater. Diar. Rom., p. 106. — Ann. Turcici
+ Leunclavii, p. 258. — Diarium Parm. p. 344. — Turco Graeciae Hist.
+ Polit., l. I. p. 26. _
+
+ [229] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1213._
+
+Gli abitanti d'Otranto, sebbene non apparecchiati a quest'attacco,
+difesero vigorosamente le loro mura; ma non potevano lungamente
+resistere: Achmet Giedik aveva sbarcata molta artiglieria, che bentosto
+aprì larghe brecce nelle mura, e la città fu presa d'assalto l'11 agosto
+del 1480[230]. La popolazione, secondo il Sanuto, ammontava a ventidue
+mila uomini; dodici mila furono uccisi nel primo furore della vittoria;
+ma i fanciulli che potevano essere vantaggiosamente venduti, e coloro
+che furono creduti abbastanza ricchi per poter pagare una grossa taglia,
+furono fatti schiavi[231]. L'arcivescovo ed i preti, principale oggetto
+dell'odio dei Turchi, furono crudelmente tormentati, ed il culto
+cristiano profanato con ogni sorta d'oltraggi e di vituperi[232].
+
+ [230] _Demetrius Cantemir, l. III, c. I, § 32, p. 111._
+
+ [231] _Marin Sanuto Vita dei Duchi di Venez., t. XXII, p. 1213._
+ Pure il Giannone riduce i morti a soli ottocento, _l. XXVIII.
+ Introd., p. 602_.
+
+ [232] _Jac. Volterrani Diar. Roman.; l. II, p. 110. — Diar. Parm.,
+ p. 346-352._ Dugento vent'anni dopo quest'avvenimento, la leggenda
+ se ne impossessò, e vi frammischiò il suo maraviglioso; Francesco
+ Maria d'Asti, nel 1700 arcivescovo d'Otranto, scrisse che ottocento
+ martiri preferirono il supplicio all'abjurare, e che condotti in sul
+ luogo in cui dovevano morire, Antonio Primaldi, rimasto capo del
+ clero, dopo la morte dell'arcivescovo Stefano, fu il primo a perdere
+ la testa; ma che il suo corpo, invece di cadere morto, restò in
+ piedi malgrado tutti gli sforzi de' Turchi per atterrarlo, e che coi
+ suoi gesti continuò ad esortare i suoi compagni alla costanza finchè
+ tutti ebbero subito lo stesso supplicio; che allora, dopo gli altri,
+ acconsentì di essere collocato tra gli estinti. _Franc. Mariae de
+ Aste in Memor. Hydrunt. Eccles. Epit., l. II, c. II, p. 11. — In
+ Burm. Thes. Antiqu. et Hist. Ital., t. IX, p. VIII._
+
+Questo inaspettato attacco, che colmò l'Italia di spavento, era stato
+provocato dai Veneziani. Non dissimulano gli storici della repubblica
+che dopo la pace tra Lorenzo de' Medici ed il re di Napoli, la loro
+patria mandò due ambasciatori, uno al papa, l'altro al gran signore per
+concertare la ruina di Ferdinando. Sebastiano Gritti doveva invitare
+Maometto II a riprendere le province dell'Italia meridionale, che altra
+volta dipendevano dall'impero d'Oriente[233]. Zaccaria Barbaro doveva
+proporre al papa di assoldare in comune coi Veneziani e di nominare
+capitano generale della loro lega Renato II di Lorena, ch'essi
+invitavano a scendere in Italia[234]. È verosimile che i Veneziani non
+comunicassero a Sisto IV il progetto dello sbarco dei Turchi presso
+Otranto, siccome quello ch'era troppo pericoloso per la santa sede; ma
+Ferdinando, che non dubitava dell'inimicizia di Sisto IV, sospettò che
+gli avesse tirato addosso l'invasione dei Turchi, e gli fece dire nel
+mese d'agosto per mezzo del suo ambasciatore, che se non otteneva dalla
+Chiesa pronti e potenti soccorsi, tratterebbe coi Turchi e loro darebbe
+il passaggio a traverso ai suoi stati per recarsi a Roma[235].
+
+ [233] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1165. — Maria
+ Sanuto, p. 1213. — Alb. de Ripalta Ann. Plac., t. XX, p. 961._
+
+ [234] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1212._
+
+ [235] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1213._
+
+Estremo fu lo spavento di Sisto IV, quand'ebbe notizia di tale
+invasione, e fu in procinto di abbandonare Roma e l'Italia per cercare
+un rifugio in Francia. Sapeva che Maometto portava un particolare odio
+alla sede della religione Cristiana, e ch'egli stesso ed il suo clero
+sarebbero esposti a terribili supplicj se venivano in mano dei
+Turchi[236]. Vero è che Otranto era ancora assai lontano da Roma; ma
+poteva temersi un secondo sbarco sulle coste della Marca, ed assicurasi
+infatti che i Turchi tentassero in quest'anno di rubare il tesoro di
+Loreto[237]. Altronde i Musulmani, le di cui costanti vittorie avevano
+sbalordita l'Europa, contavano in allora de' partigiani in Italia, che
+sembravano apparecchiati ad unirsi loro per rompere il giogo de' loro
+preti e de' loro principi. Bentosto si sparse la voce che Maometto II,
+per approfittare del malcontento de' baroni di Napoli, aveva fatto
+proclamare in Otranto, che per dieci anni andrebbero esenti dalle
+imposte tutti i paesi da lui conquistati; che in appresso non imporrebbe
+che il tributo d'una piastra per testa; che permetterebbe ai Cristiani
+di seguire le loro leggi e la loro religione, come praticavano a
+Costantinopoli, e per ultimo che aveva punite le eccessive crudeltà
+esercitate dai vincitori in Otranto. In febbrajo del 1481 mille
+cinquecento soldati di Ferdinando passarono al soldo dei Turchi, e si
+ebbe timore che loro si dasse tutta la provincia[238].
+
+ [236] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 19, p. 289._
+
+ [237] Soltanto sull'autorità del Tursellino. _Hist. Lauret. Aedis,
+ l. II, c. IV, ap. Rayn., § 32, p. 292._
+
+ [238] _Diar. Parm., p. 365, 366, et passim._
+
+Frattanto Sisto IV spediva bolle a tutti i principi cristiani, e
+particolarmente agli stati d'Italia per esortarli alla pace, ed a
+rivolgere le loro armi contro il nemico della religione. «Se i fedeli di
+Cristo, diceva egli, se gl'Italiani soprattutto vogliono difendere i
+loro campi, le loro case, le loro spose, i loro figli, la libertà, la
+vita; se vogliono conservare quella fede, nella quale siamo stati
+battezzati, e per la quale ricevuta abbiamo una nuova nascita, questo è
+il momento di dar fede alle nostre parole, d'impugnare le armi e di
+marciare alla guerra. Che i più lontani dal regno di Sicilia non pensino
+d'essere altrimenti sicuri; se non vanno contro i Turchi per
+combatterli, questi in breve giugneranno fino a loro[239].»
+
+ [239] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 21, p. 290._
+
+Ferdinando si affrettò di richiamare dalla Toscana il duca di Calabria,
+facendogli le più calde istanze di non tardare a venire in suo ajuto. Il
+duca uscì di Siena il 7 agosto, non senza esprimere il profondo
+rincrescimento con cui abbandonava un progetto, lungo tempo accarezzato
+dalla sua famiglia, nell'istante in cui pareva che niente potesse più
+ritardarne l'esecuzione. Mentre partiva, i magistrati di Siena gli
+resero i più grandi onori; ma tutti i buoni cittadini sentivansi con
+gioja liberati da un giogo che credevano omai inevitabile[240]. Il duca
+di Calabria passò il 10 settembre a Napoli, ove incorporò nella sua
+armata moltissimi gentiluomini, che vi si erano adunati, e ricevette
+inoltre un corpo ausiliario di mille settecento fanti e trecento
+cavalieri che gli mandava suo cognato, Mattia Corvino, re d'Ungheria.
+Continuò poscia il suo cammino verso la Puglia. Achmet Giedik era stato
+da Maometto richiamato, ed Ariadeno, in addietro governatore di
+Negroponte, aveva in Otranto sotto i suoi ordini una guarnigione di
+sette mila cinquecento uomini. Aveva estesi i suoi guasti a tutta la
+provincia, e minacciato Brindisi d'assedio[241]. Ma sopraggiugnendo il
+duca di Calabria, dovette chiudersi in Otranto, e poco dopo, avendo
+Galeazzo Caracciolo condotta in faccia al porto una flotta napolitana,
+si trovò preclusa ogni comunicazione colla Turchia[242].
+
+ [240] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegr. Allegretti,
+ p. 807._
+
+ [241] _Giannone Istor. Civile del regno di Napoli, l. XXVIII,
+ Introd., p. 602._
+
+ [242] _Ivi, p. 603._
+
+Lo spavento dell'invasione de' Turchi aveva all'ultimo determinato il
+papa a rappacificarsi con Firenze; ma in questa medesima
+riconciliazione, renduta necessaria dalle circostanze, lasciò vedere
+tutta l'alterigia del suo carattere. Dodici ambasciatori, i più illustri
+ed i più riputati cittadini che in allora governassero la repubblica,
+furono nominati in principio di novembre per recarsi a Roma. Vi
+entrarono privatamente la notte del 25 di novembre, senza che veruno
+della famiglia del papa o de' cardinali si muovesse ad incontrarli.
+Francesco Soderini, vescovo di Volterra, capo della legazione, espresse
+all'indomani in una segreta udienza il dispiacere della repubblica, la
+sua sommissione ai giudizj del papa, ed il suo desiderio di essere
+riconciliata alla Chiesa. Le condizioni della pace vennero in più
+conferenze discusse coi cardinali; quando all'ultimo tutto fu regolato
+tra di loro, i deputati vennero invitati a recarsi alla basilica di san
+Pietro il 3 dicembre del 1480, prima domenica dell'avvento. Dopo averli
+fatti aspettare qualche tempo sotto il portico, il pontefice
+sopraggiunse co' suoi cardinali; gli venne innalzato un trono in faccia
+all'ingresso principale, le di cui porte rimasero chiuse: gli
+ambasciatori, col capo scoperto, gittaronsi in allora a' suoi piedi,
+dopo avere baciati i quali, confessarono, stando inginocchiati, che
+avevano peccato contro la Chiesa e contro il pontefice, e implorarono la
+sua compassione verso il popolo che li mandava. Luigi Guicciardini,
+vecchio settuagenario, parlò a nome di tutti, ma a voce bassa ed in
+italiano. Un notajo apostolico lesse in seguito la formola della
+confessione e le condizioni della pace. Allora il pontefice, avendo
+accennato di fare silenzio, pronunciò queste parole: «Voi avete peccato,
+miei figli, primamente contro il Signore Iddio, nostro Salvatore,
+crudelmente uccidendo e criminosamente l'arcivescovo di Pisa, ed i
+sacerdoti del Signore; perciocchè sta scritto: _Voi non toccherete i
+miei unti_. Voi avete peccato contro il romano pontefice, ch'esercita in
+terra le funzioni di N. S. Gesù Cristo, avendolo voi diffamato per tutto
+l'universo. Voi avete peccato contro il santo ordine de' cardinali,
+ritenendo suo malgrado un cardinale legato della santa sede apostolica.
+Voi avete peccato contro l'ordine ecclesiastico, negando i vostri
+tributi al clero del vostro territorio; voi siete stati la causa di
+molte rapine, incendj, saccheggi, per non avere ubbidito agli ordini
+apostolici. Fosse piaciuto a Dio che fino da principio foste venuti a
+noi, padre delle vostre anime; allora non saremmo ricorsi alle armi
+temporali per vendicare le ingiurie inflitte alla Chiesa. Con
+dispiacere, non v'ha dubbio, noi abbiamo insevito contro di voi, pure
+dovemmo farlo per l'onore dell'apostolato di cui siamo incaricati. Ma
+presentemente, miei figliuoli, che voi vi presentate con umiltà, vi
+riceviamo in grazia tra le nostre braccia, vi assolviamo dagli errori e
+dagli eccessi che avete confessati; non vogliate ancora peccare, miei
+figli; _non fate come i cani, che, dopo essere stati gastigati, tornano
+alle loro turpitudini_. Del resto voi avete sperimentata la potenza
+della Chiesa, e dovete sapere quanto sia dura cosa l'opporre la sua
+testa allo scudo di Dio, o il voler rompere la di lui corazza[243].»
+
+ [243] _Jacobi Volaterrani Diar. Roman., l. II, p. 114. — Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+Dopo avere così parlato, prese alcune bacchette dalle mani del gran
+penitenziere, e percosse leggermente le spalle d'ogni ambasciatore, che
+ad ogni colpo chinava il capo, e rispondeva col versetto del salmo
+_Misere mei Domine_! Dopo ciò vennero nuovamente ammessi al bacio de'
+piedi, e benedetti dal pontefice che, levato dal suo trono, fu portato
+all'altar maggiore. Le porte della Chiesa vennero aperte, e gli
+ambasciatori vi entrarono cogli altri; ma alle condizioni del trattato
+precedentemente stipulato il pontefice aggiunse, per modo di penitenza,
+che i Fiorentini armerebbero a loro spese quindici galere per fare la
+guerra ai Turchi[244]. E così ebbe fine la guerra nata dalla congiura
+dei Pazzi, e tale fu l'orgoglio con cui il pontefice punì, per essere
+rimasti in vita, coloro ch'egli non aveva potuto far assassinare[245].
+
+ [244] _Jac. Volaterrani Diar. Rom., l. II, p. 114. — Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+ [245] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 115. — Scip. Ammirato,
+ l. XXIV, p. 146. — Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 410. — Jo. Mich.
+ Bruti, l. VII, p. 184._
+
+I Fiorentini approfittarono pure dello spavento di Ferdinando, e del
+bisogno che di loro aveva, per farsi restituire le fortezze occupate in
+Toscana dal duca di Calabria. Erasi Ferdinando obbligato verso la
+repubblica di Siena a cederle tutte le conquiste fatte sui Fiorentini,
+che sarebbero al di dentro di un raggio di quindici miglia preso dalle
+mura della città. Aveva infatti consegnati ai Sienesi Montedomenichi, la
+Castellina e san Polo; ma aveva ritenuti sotto gli ordini di Prenzivalle
+Gennaro, gentiluomo napolitano, Colle di Val d'Elsa, Poggibonzi, Poggio
+imperiale, Monte san Savino ed altre piazze di minore importanza. Alla
+fine di marzo del 1481 fece rilasciare ai Fiorentini tutti i luoghi che
+occupava Gennaro, e subito dopo ordinò ai Sienesi di restituire le
+conquiste in cui essi tenevano guarnigione. Un vivo odio prese in allora
+a Siena il luogo dell'affetto che vi si era conservato per la casa di
+Napoli[246].
+
+ [246] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegretto
+ Allegretti Diari San., p. 808. — Diar. Parm., p. 368._
+
+Il papa, che aveva ordinato ai Fiorentini di concorrere alla difesa
+dell'Italia contro i Turchi, volle contribuirvi ancor egli. Fece armare
+una flotta nel Tevere, e scelse per comandarla quello de' suoi prelati
+ch'era più capace di condurre una guerra marittima. Fu quel medesimo
+Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova, quel formidabile capo di parte,
+che vedemmo consacrarsi alla pirateria quando dovette abbandonare la
+città in cui aveva regnato. Sisto IV lo aveva creato cardinale in maggio
+del 1480[247], e gli affidò nella vegnente primavera il comando delle
+sue galere. Paolo Fregoso andò a raggiugnere Galeazzo Caraccioli nelle
+acque di Otranto. Il formidabile gran visir Achmet Giedik aveva di già
+adunati alla Valona venticinque mila uomini, che stava per trasportare
+ad Otranto, onde continuare la conquista dell'Italia, quand'ebbe notizia
+della morte di Maometto II, accaduta il 3 maggio del 1481 presso di
+Nicomedia, alla qual morte dopo pochi mesi tenne dietro la guerra civile
+scoppiata tra i suoi figliuoli Bajazette II e Gemma, ossia Zizim[248].
+Achmet, abbandonando allora ogni progetto di conquista sul regno di
+Napoli, condusse la sua armata in soccorso di Bajazette, sebbene avesse
+motivo di temere il risentimento di questo principe per un'antica
+offesa. Gli si presentò colla sua scimitarra appesa al pomo della sua
+sella, perchè ricordavasi avergli detto: «Se tu diventi sultano, io mai
+non la sguainerò per tua difesa.» Ma quando Bajazette, chiamandolo suo
+padre, lo invitò a scordarsi gli errori della sua gioventù, Achmet
+Giedik combattè contro i nemici del sultano col suo consueto valore: il
+16 giugno del 1482 vinse Zizim a Serviza, presso d'Iconio, lo inseguì
+nella Caramania, ed all'ultimo lo costrinse a ritirarsi a Rodi[249].
+Ariadeno, lasciato in Otranto con una guarnigione che non poteva
+ricevere soccorsi, si difese non pertanto con molto coraggio, ed ebbe
+diversi vantaggi sul duca di Calabria che lo attaccava; ma in ultimo
+accettò un'onorata capitolazione che gli fu offerta, e rese la piazza il
+10 di agosto. Alcune delle compagnie turche che la difendevano passarono
+ai servigj del duca di Calabria, e furono in appresso utilmente
+adoperate nelle guerre d'Italia[250].
+
+ [247] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 122._
+
+ [248] Questa guerra civile appartiene al susseguente anno. Bajazette
+ aveva prima intrapreso il pellegrinaggio della Mecca, durante il
+ quale affidò le redini dell'impero ottomano a suo figlio Corcud.
+ _Demet. Cantemir., l. III, c. II, § 1 al 5, p. 126._
+
+ [249] _Ann. Turcici Leunclavii, p. 259._
+
+ [250] _Epist. Ferdin. ad Xistum de Idrunto recuperando. Jac.
+ Volaterr. Diar., p. 146. — Giannone Ist. Civ. l. XXVIII, p. 613._
+
+La notizia della morte di Maometto II era stata rapidamente portata a
+Venezia, ed il doge Mocenigo la comunicò il 29 maggio a tutti gli stati
+d'Italia[251]. Tutti la risguardarono come un avvenimento che liberava
+la Cristianità dal più grande pericolo che mai avesse corso, e tutti
+allentarono il freno a passioni che avevano per timore fin allora
+rattenute. Ma più che tutti gli altri Sisto IV, risguardandosi oramai
+come uscito dal solo pericolo che potesse raggiugnerlo sul trono, più
+non prescrisse limiti alla sua ambizione, a' suoi progetti di vendetta,
+alle turbolenti sue passioni, che talvolta era stato forzato a
+dissimulare. Cominciò dal richiamare la flotta che aveva spedita ad
+Otranto sotto il comando di Paolo Fregoso, non volendo acconsentire che
+approfittasse delle guerre civili dei Turchi per fare qualche conquista
+in Oriente[252]. Egli voleva in luoghi più a sè vicini impiegare tutte
+le sue forze, destinando l'intera Romagna ad essere l'appannaggio del
+suo favorito nipote. Fino dal 4 settembre del 1480 aveva aggiunto il
+principato di Forlì a quello d'Imola, che di già era posseduto da
+Girolamo Riario. L'aveva tolto, per darglielo, alla casa Ordelaffi, che
+lo aveva posseduto cento cinquant'anni. Pino degli Ordelaffi, l'ultimo
+feudatario di questa famiglia, destinava, morendo, la sua eredità ad un
+figlio naturale che lasciava in tenera età. I suoi due nipoti, Antonio
+Maria e Francesco Maria, figliuoli legittimi di Galeotto, fratello di
+Pino, pretendevano, forse a più giusto titolo, un principato da cui il
+loro zio aveva voluto escluderli, mandandoli in esilio. Sisto IV si fece
+giudice della loro causa, e gli spogliò tutti a profitto del proprio
+nipote, senza che alcuna vicina potenza osasse alzare la voce contro
+così manifesta ingiustizia[253]. Mandò in appresso questo stesso nipote
+a Venezia per istringere più intimamente l'alleanza che l'11 maggio del
+1480 aveva conchiusa con quella potente repubblica, e per meditare
+secolei la divisione di altri stati[254].
+
+ [251] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Jac. Volaterrani,
+ l. II, p. 134._
+
+ [252] _And. Navagero, p. 1168. — Jac. Volaterrani, p. 148-152._
+
+ [253] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 112. — Diar. Parm., t.
+ XXII, p. 345. — Marin Sanuto Vite, p. 1211._
+
+ [254] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 140._
+
+Onde alimentare le guerre che di già aveva sostenute, e le guerre ancora
+più importanti che progettava; onde sostenere lo stravagante lusso de'
+suoi nipoti, e quello della propria casa, Sisto IV aveva bisogno di
+tutti i provventi del fisco; perciò assoggettava a questo sistema tanto
+l'amministrazione ecclesiastica che la secolare. A poco a poco dichiarò
+venali tutte le cariche della corte apostolica, e ne notificò
+preventivamente il prezzo al pubblico[255]. Vendette ancora, ma alquanto
+più riservatamente, onde non essere accusato di simonia, i più ricchi
+beneficj, ed ancora qualche cappello cardinalizio[256]. Spinse più in là
+che tutti i suoi predecessori lo scandaloso traffico delle indulgenze.
+D'altra banda estorse danaro ai suoi sudditi di Roma, come sovrano e non
+come prete, assoggettando tutto il commercio de' grani al più crudele
+monopolio. Nella stagione del raccolto acquistava tutto il frumento al
+prezzo stabilito d'un ducato al rubbio: quando i suoi magazzini erano
+pieni, faceva nascere artificiali carestie, ora con vendite
+considerabili fatte ai Genovesi, ora col pretesto del passaggio delle
+truppe. Non permetteva che si levasse frumento dai suoi magazzini,
+finchè il prezzo de' mercati non ammontava a quattro o cinque ducati per
+rubbio; allora fissava egli stesso il prezzo del suo frumento, e sotto
+pena di prigione proibiva a' fornaj di adoperare altro frumento che il
+suo. Spesso con queste pratiche mancava tutto ad un tratto il pane ne'
+suoi stati, ed in allora comperava a basso prezzo nel regno di Napoli il
+frumento di peggiore qualità, ed obbligava ad adoperare quel solo. Più
+d'una volta i suoi sudditi dovettero mangiare un pane nero, il di cui
+cattivo odore attestava essere corrotto il grano ond'era formato, e si
+attribuirono a questo cattivo alimento le pestilenziali malattie, che
+durante il suo regno afflissero Roma quasi tutti gli anni[257].
+
+ [255] Raffaello da Volterra ne conservò la nota col prezzo, che
+ Raynaldo pubblicò dopo di lui. In tale occasione ardisce di
+ leggermente biasimare il papa. _Ann. Eccl. 1484, § 25, p. 336._
+
+ [256] _Diar. Rom. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1158._
+
+ [257] _Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1183, 1184._
+
+Frattanto Girolamo Riario era giunto a Venezia, ove fu ricevuto con
+infiniti onori, ed inscritto nel libro d'oro della nobiltà
+veneziana[258]. Veniva a proporre alla repubblica d'attaccare a spese
+comuni un principe vicino, per dividerne in appresso le conquiste; e la
+signoria era tanto più disposta ad entrare in questi ambiziosi progetti
+in quanto che essendo il papa vecchissimo, poteva accadere che il suo
+successore tenesse una diversa politica, e non si prendesse pensiero di
+Girolamo Riario; mentre che la repubblica, forte nella sua immortalità,
+poteva sperare di raccogliere un giorno sola tutti i frutti della guerra
+fatta a spese comuni. La casa d'Este era quella che il papa proponevasi
+di trattare nello stesso modo che aveva trattati gli Ordelaffi nel
+precedente anno. I Veneziani avevano veduto con occhio di gelosia Ercole
+d'Este sposare Leonora, figliuola del re Ferdinando. Vero è che questo
+matrimonio non gli aveva impedito di portare le armi contro suo suocero
+nella guerra di Firenze; ma appunto in tale circostanza erasi renduto
+sospetto di segrete intelligenze coi nemici. Ferdinando, sempre
+corrucciato contro Venezia, poteva trovare nelle fortezze di suo genero
+dei punti d'appoggio per ispingere la guerra fino nel centro degli stati
+di terra ferma della repubblica. Altronde questa aveva dilatato il suo
+dominio fino ai confini del ducato di Milano; e per portarlo egualmente
+fino a quelli della Toscana, doveva invadere gli stati del duca di
+Ferrara; e perchè una parte di questi stati dipendeva dall'impero,
+l'altra dalla Chiesa, i confederati convennero che la repubblica di
+Venezia occuperebbe i primi, cioè Modena e Reggio, e cederebbe al Riario
+i secondi, ossia il ducato di Ferrara[259].
+
+ [258] _Jac. Volaterr. Diar. Roman., p. 143. — Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 414._
+
+ [259] _Petri Cyrnei Clerici Aleriensis de bello Ferrariensi, t. XXI,
+ p. 1193._ L'autore visse in Venezia in tutto il tempo di questa
+ guerra. — _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 414. — Marin Sanuto Vite
+ dei Duchi, p. 1214. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 229. —
+ Bernardino Corio, p. VI, p. 1001._
+
+I Veneziani cercavano cagioni di lite col duca di Ferrara, onde dare
+principio alla guerra concertata col Riario e col papa. Avevano con lui
+alcune controversie rispetto all'estensione de' loro confini, e,
+facendosi giustizia da sè medesimi, avevano fabbricati tre ridotti sullo
+stesso territorio del duca. Nominavano un giudice veneziano che
+risiedeva in Ferrara col titolo di _Viadamo_ per fare giustizia a que'
+sudditi veneziani che abitavano negli stati della casa d'Este. La
+giurisdizione di questo _Viadamo_ aveva pure dato luogo a qualche
+dissapore tra i due governi. Finalmente la repubblica, come sovrana
+delle lagune, pretendeva avere diritto al monopolio del sale; non voleva
+permettere agli abitanti di Ferrara nemmeno di raccogliere quello che il
+mare deponeva sul loro territorio, e lagnavasi, come di un'infrazione
+de' trattati, di tutto quanto praticava l'industria de' sudditi della
+casa d'Este per approfittare delle loro paludi salse. Il duca di
+Ferrara, conoscendosi debole, aveva offerto di dare al senato su tutti i
+capi d'accusa pieno soddisfacimento. Nello stesso tempo aveva invocata
+la protezione del papa, suo abituale signore, ignorando tuttavia che
+doveva risguardarlo come suo capitale nemico.
+
+Frattanto per quanti sforzi facesse Ercole d'Este per calmare i
+Veneziani e riconciliarsi con loro, non potè impedire che il 3 maggio
+del 1482 non gli fosse dichiarata la guerra a nome del doge Giovanni
+Mocenigo e della repubblica di Venezia, come a nome di papa Sisto IV e
+di Girolamo Riario, signore di Forlì e d'Imola. Si videro inoltre
+entrare nella stessa lega Guglielmo, marchese di Monferrato, la
+repubblica di Genova e Pietro Maria de' Rossi, conte di san Secondo,
+nello stato di Parma. D'altra parte il re Ferdinando, il duca di Milano
+ed i Fiorentini, dopo avere inutilmente tentato di sconsigliare Sisto IV
+da così ingiusta guerra, richiamarono i loro ambasciatori, che partirono
+da Roma il 14 di maggio. Dichiararono che difenderebbero il duca di
+Ferrara, e ricevettero nella loro alleanza Federico, marchese di
+Mantova, Giovanni Bentivoglio, capo della repubblica di Bologna, e la
+casa Colonna, che ammise guarnigione napolitana ne' suoi feudi di Marino
+e di Genazzano, posti presso alle porte di Roma[260].
+
+ [260] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1195-1201. — Jac. Volaterr.
+ Diar. Rom., p. 171-172. — Diario Romano di Stefano Infessura, t.
+ III, p. II, p. 1149._
+
+E per tal modo l'Italia si trovava divisa in due grandi leghe: la guerra
+scoppiò in ogni luogo nello stesso tempo, e fu tanto più ruinosa per i
+popoli, in quanto che la maggior parte de' più piccoli signori era stata
+ammessa all'alleanza delle grandi potenze. Nello stato della Chiesa i
+Colonna sortivano dalle loro terre murate per guastare tutte le vicine
+campagne, e le stesse strade di Roma venivano spesse volte insanguinate
+dalle zuffe. I Savelli si erano uniti ai Colonna, mentre che gli Orsini,
+non ascoltando che l'antico loro odio per queste due case, avevano
+abbracciata la causa del papa. A non molta distanza di là, i Fiorentini
+avevano armata mano rimesso Niccolò Vitelli nella sua signoria di Città
+di Castello, cacciandone Lorenzo Giustini, creatura del papa, che per
+vendicarsi danneggiava le campagne. Finalmente il duca di Calabria, che
+coll'armata napolitana aveva voluto soccorrere suo cognato, il duca di
+Ferrara, era stato trattenuto nello stato di Roma dall'armata
+pontificia, e contribuiva dal canto suo a ruinare il patrimonio di san
+Pietro[261]. In Romagna, Giovanni Bentivoglio trovavasi coi Bolognesi
+opposto a Girolamo Riario; Ibletto del Fieschi, sceso dalle montagne
+della Liguria, guastava i confini del Milanese; e per ultimo Pietro
+Maria de' Rossi, cui i Veneziani accordavano un annuo sussidio di venti
+mila fiorini per turbare il governo di Milano nello stato di Parma,
+portava la desolazione in tutto il vicinato de' suoi numerosi castelli.
+Sostenne in Torre Chiara, Noceto, Berceto e Preda Balcia, ostinati
+assedj, e quando il 10 settembre del 1482 morì a Torre Chiara in età di
+ottant'anni, prese il suo posto suo figliuolo Guido de' Rossi, che
+mostrò per la medesima causa la stessa ostinazione e lo stesso
+valore[262].
+
+ [261] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 149. — Andrea Navagero Stor.
+ Venez., p. 1171. — Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 416. — Diar. di
+ Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1071._
+
+ [262] La guerra di Pietro Maria de' Rossi viene raccontata con una
+ fastidiosa minutezza ne' Giornali di Parma, composti da un
+ partigiano di questa casa (_Rer. Ital., t. XXII, p. 379-398_).
+ Questi giornali finiscono coll'anno 1482. Sono scritti in un barbaro
+ latino, pieni di dicerie popolari o di minutissime circostanze
+ intorno alla amministrazione della giustizia: ma fanno abbastanza
+ conoscere l'anarchia dei paesi governati a nome del duca di Milano,
+ i continui assassinj cui trovavansi esposti, e l'impossibilità in
+ cui si vedevano i cittadini di ottenere giustizia. Tutte queste
+ circostanze sfuggono alla storia, perchè non sono illustrate da
+ verun tratto grande, perchè niuna virtù, niun sentimento generoso
+ risveglia l'interesse in queste piccole città quando hanno perduta
+ la libertà; ma quando uno ha il coraggio di leggere da capo a fondo
+ uno di questi giornali, si persuade che il silenzio degli storici
+ intorno a questi popoli schiavi non prova nè la loro felicità, nè la
+ loro sicurezza. I Parmigiani erano soggetti di quest'epoca a tutte
+ le turbolenze della più faziosa repubblica, senz'essere compensati
+ da verun sentimento nobile e generoso, senza avere una volontà
+ propria, senza meritare che lo storico si fermasse a raccontare i
+ loro mali.
+
+Ma la guerra principale trattavasi ai confini del Ferrarese. Questa per
+la natura del paese presentava difficoltà che i soldati non sono troppo
+accostumati a superare. Quasi tutta la campagna situata tra Ravenna,
+Venezia e Ferrara, è tagliata da infiniti canali, o inondata da acque
+stagnanti. Tutti i fiumi che scendono dal vasto anfiteatro formato dagli
+Appennini e dalla lunga catena delle Alpi, si riuniscono all'estremità
+del mare Adriatico. La ghiaja e la melma, che strascinano giù dalle
+montagne, alzano il loro letto, ne otturano la foce, gli sforzano a
+dividersi tra migliaja d'isolette ed a rovesciarsi all'ultimo in vaste
+lagune, che mancano di bastante fondo per poterle attraversare colle
+barche, e non pertanto hanno tropp'acqua perchè possano praticarsi dagli
+uomini o dai cavalli. La strada di Bologna a Ferrara attraversa una
+parte di questi stagni, ove l'occhio non trova limiti, sebbene altri
+assai più considerabili stendansi al di sotto di Rovigo intorno a
+Mesola, ad Adria, a Comacchio, piccole città, che come Venezia sorgono
+di mezzo alle acque. Le isole formate dall'Adige, dal Po, dal Tartaro e
+dagli altri fiumi che vi si riuniscono, chiamansi Polesini. Uno de' più
+grandi e de' più fertili è quello di Rovigo, che viene bagnato
+dall'Adige e dal Po, e tagliato da numerosi canali. La conquista di
+questi Polesini, la conquista delle grosse terre poste in mezzo a questi
+immensi stagni era una difficilissima intrapresa[263]. I Veneziani la
+tentarono sotto la direzione di un generale cui avrebbesi piuttosto
+creduto dover combattere per l'opposta lega.
+
+ [263] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 230-231._
+
+Il generale cui affidarono il comando delle loro armate fu quello stesso
+Roberto di Sanseverino, che meno di tre anni prima aveva con felice
+ardimento posto Lodovico il Moro alla testa della reggenza di Milano.
+Ossia che così grande servigio gl'ispirasse troppo grandi pretese, ossia
+che il Moro trovasse pesante ogni riconoscenza, Roberto di Sanseverino
+venne dichiarato ribelle con i suoi sette figli, tutti abili alle armi,
+il 27 gennajo del 1482. Egli occupava in allora il castel nuovo di
+Tortona, dal quale uscì con ottanta cavalieri e molta gente a piedi, e,
+facendosi strada a traverso ad una piccola armata milanese che veniva ad
+assediarlo, guadagnò le montagne di Genova, di dove si affrettò di
+passare a Venezia per offrire i suoi servigj ad una repubblica che
+faceva la guerra al suo ingrato amico[264].
+
+ [264] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 964._
+
+Il Sanseverino seppe in questa difficile campagna sostenere la sua
+riputazione, sebbene la natura del terreno non gli permettesse nè rapide
+marce, nè battaglie, nè luminosi fatti. Per attaccare i Polesini adoperò
+a vicenda, a seconda del bisogno, i battelli e l'infanteria, ora formava
+trincee con fascine a traverso ai laghi del Tartaro tra Legnago e
+Rovigo, e così adoperando molti de' suoi capitani occuparono Mellaria,
+Trecento e Brigantino[265]; ora faceva su per le foci del Po rimontare
+piccole navi che non avevano bisogno di molto fondo, ed in tal modo
+Damiano Moro prese Adria, che saccheggiò con estrema crudeltà, uccidendo
+anche parte degli abitanti. I soldati della repubblica, lungo tempo
+accostumati alla guerra contro i Turchi, recavano in Italia le feroci
+abitudini che avevano contratte in Levante. Damiano Moro occupò ancora
+Comacchio, prendendo d'assalto i tre ridotti che il duca di Ferrara
+aveva innalzati sul Po alla Pelosella[266].
+
+ [265] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 231._
+
+ [266] _M. A. Sabellico Dec. IV. l. I, f. 232._
+
+L'armata che la lega aveva mandata nel Ferrarese per difendere il duca
+Ercole, era comandata da Federico di Montefeltro, duca di Urbino; ma
+ossia che quest'illustre capitano fosse reso debole dall'età, oppure che
+cedesse alla superiorità del Sanseverino, parve che durante tutta la
+campagna rimanesse perdente. Del resto, sebbene numerose fossero le due
+armate, non si fecero agire da ambe le parti che corpi staccati per
+piccole spedizioni. Ogni corpo, separato da tutti gli altri da paludi o
+da canali e da' fiumi, sui quali l'arte non sapeva ancora con facilità
+gettar ponti, doveva dirigersi a norma delle proprie circostanze, e
+senza seguire un piano generale.
+
+In questa guerra il ferro nemico era meno formidabile che il clima
+micidiale cui d'uopo era esporsi in mezzo ai pantani. Perciò spaventosa
+fu la mortalità de' soldati, de' contadini adoperati ne' lavori, ed
+ancora degli ufficiali di alto rango. I soli Veneziani perdettero tre
+supremi generali, Pietro Trivisani, Loredano e Damiano Moro. Assicurasi
+che le febbri pestilenziali avevano rapiti alle due armate più di venti
+mila uomini[267].
+
+ [267] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+Lo stesso duca Ercole cadde gravemente ammalato nel momento in cui
+avrebbe avuto maggior bisogno di tutta la sua forza fisica e morale per
+difendersi. Frattanto la di lui sposa Eleonora d'Arragona supplì col suo
+coraggio a tutto quanto poteva operare il duca. Avrebbe voluto ravvivare
+lo zelo de' suoi sudditi per la casa d'Este con tutti i mezzi che
+potevano agire sull'immaginazione, e non trascurò nemmeno l'entusiasmo
+religioso. Fece venire da Bologna un eremita, il quale co' suoi sermoni
+incoraggiava il popolo a combattere come in una guerra sacra. Costui
+predicò otto volte di seguito innanzi ad un'assemblea sempre più
+numerosa; ma quando i Ferraresi cominciavano ad animarsi per i suoi
+sermoni, dichiarò che si disponeva a creare una flotta di dodici
+galeoni, che romperebbero l'armata veneziana occupata nell'assedio di
+Figheruolo. Tutta la città udì con istupore questa promessa; egli solo
+il buon eremita non dubitava d'avere il potere de' miracoli. Nel giorno
+stabilito spiegò dall'alto del suo pulpito dodici bandiere coperte di
+croci, sulle quali erano dipinti Gesù Cristo, la Vergine e quaranta
+santi. Scese in allora in mezzo alla sua greggia, si fece portare
+innanzi i suoi stendardi, ed uscì di città, accompagnato da tutto il
+popolo. Tenne la destra riva del Po per giugnere al campo della
+Stellata, di dove voleva indirizzare un sermone a Roberto di Sanseverino
+accampato sull'opposta sponda. Durante tutto il cammino aveva sempre
+cantate orazioni ed antifone alle quali rispondeva il popolo. Federico
+d'Urbino, vedendo giugnere questa strana processione, si fece a ridere,
+e conobbe che niuno utile partito poteva cavarsi da un uomo più d'ogni
+altro acciecato dalla sua credula superstizione. «Mio padre, gli disse,
+i Veneziani non sono invasi dal demonio; invece di esorcizzarli,
+tornatevene a Ferrara, e dite a madama Eleonora, che per iscacciare i
+suoi nemici abbiamo bisogno di danaro, d'artiglieria e di uomini, e non
+di preghiere.» L'eremita tornò a Ferrara a capo chino colle sue
+bandiere[268]. Frattanto Figheruolo fu preso il 29 giugno dopo cinquanta
+giorni d'assedio[269]. Vennero ancora in mano de' nemici Lendenara e la
+Badia, ed all'ultimo, il 17 agosto, anche Rovigo, capitale del Polesine
+ed antico patrimonio della casa d'Este[270].
+
+ [268] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1218._
+
+ [269] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1202. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1174. — Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 966. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+ [270] _Marin Sanuto, p. 1220._
+
+Frattanto il duca di Calabria era entrato nello stato romano coll'armata
+napolitana che voleva condurre a Ferrara. Il papa gli aveva da principio
+opposto Girolamo Riario, nominato gonfaloniere della Chiesa; ma non si
+fidando pienamente della capacità del nipote, aveva chiesto ai Veneziani
+e da loro ottenuto Roberto Malatesta, che, venuto a portargli un
+rinforzo di due mila quattrocento cavalli, prese il comando di tutta
+l'armata. Il Malatesta godeva opinione di essere uno de' migliori
+capitani del secolo, e costrinse il duca di Calabria ad accettare la
+battaglia il 21 agosto a Campo Morto presso Velletri. Teneva nella sua
+armata Gian-Giacomo Piccinino, figlio di quel Piccinino che Ferdinando
+aveva con tutta perfidia fatto perire; lo chiamò alla testa delle sue
+truppe: gli disse essere venuto il momento di vendicare la morte di suo
+padre, ucciso a tradimento dal suo nemico; e gli affidò nello stesso
+tempo il comando dell'ala destra, che doveva entrare per la prima in
+battaglia contro i Napolitani. Il valore e lo sdegno del Piccinino e de'
+soldati di suo padre, che aveva sotto le sue insegne, contribuirono
+potentemente alla vittoria[271]. Fu per altro vivamente contrastata; si
+pugnò da ambo le parti con un accanimento poco comune nelle guerre
+d'Italia, e più di mille rimasero sul campo di battaglia,
+ragguardevolissimo numero per piccole armate, e per combattenti coperti
+di ferro. Finalmente i Napolitani furono rotti; il duca di Calabria fu
+salvato dai Turchi che aveva presi al suo soldo ad Otranto, e che per
+lui combattevano valorosamente; ma Roberto Malatesta gli fece moltissimi
+prigionieri, tra i quali si trovarono trecento sessanta
+gentiluomini[272]. Alcune compagnie di Turchi furono pure avviluppate e
+deposero le armi; ma le riebbero poscia dallo stesso papa; e furono
+impiegate a Roma per contenere il popolo in occasione di feste e di
+ceremonie pubbliche; nè pare che siasi pur cercato di convertirle[273].
+Dopo la vittoria di Campo Morto molti castelli dei Colonna, dove i
+Napolitani avevano guarnigioni, furono ripresi dalla armata della
+Chiesa; ma non fu permesso al Malatesta di approfittare lungo tempo de'
+suoi vantaggi: richiamato a Roma, vi morì il 10 o l'11 di settembre,
+meno di un mese dopo la sua vittoria, non senza violenti sospetti che
+fosse stato avvelenato da Girolamo Riario. Questo conte e tutta la corte
+di Roma non dissimularono la loro gioja per tale morte. Veruna
+ricompensa, soleva dire il Riario, sarebbe bastata all'ambizione di
+Roberto, e coloro cui aveva renduto così importante servigio avrebbero
+dovuto sopportare il peso della sua arroganza. Per altro gli fu
+innalzata in Roma una statua di bronzo col motto di Cesare per
+iscrizione: _veni, vidi, vici_. Ma in pari tempo Girolamo Riario si
+accostò a Rimini per togliere quella città alla casa Malatesta. Roberto,
+che aveva quarant'anni quando morì, non aveva avuto prole da sua moglie,
+figlia di Federico, duca d'Urbino. Lasciava soltanto un figliuolo
+naturale, Pandolfo, che destinava suo successore, in conformità del
+diritto di successione ammesso nella sua famiglia, ove l'eredità era
+quasi sempre stata trasmessa di bastardo in bastardo. Morendo, confidò
+questo figlio alla protezione di suo suocero, il duca d'Urbino, sebbene
+questi comandasse l'armata nemica. Ma per una singolare fatalità il duca
+d'Urbino moriva lo stesso giorno a Ferrara, raccomandando a suo genero
+la difesa della sua famiglia, e l'amicizia di suo figliuolo Guid'Ubaldo,
+nominato suo successore. La moglie di Roberto ricevette nello stesso
+tempo a Rimini la notizia della morte del padre e del marito, e trovò
+ne' Fiorentini, contro de' quali questo marito aveva ultimamente
+combattuto, protezione contro la Chiesa per la quale Roberto aveva
+trionfato[274].
+
+ [271] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., l. XX, p. 967._
+
+ [272] _Diar. Rom. Steph. Infessurae, t. III, p. II, p. 1156_ (Questa
+ parte è in latino). _Diario di Roma del notajo di Nantiporto, t.
+ III, p. II, p. 1077. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 178. — Petri
+ Cyrnei de bello Ferrar., p. 1204. — And. Navagero, p. 1176. — Marin
+ Sanuto, p. 1222. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 234. — Scip.
+ Ammirato, l. XXV, p. 151. — Machiavelli, l. VIII, p. 417._
+
+ [273] _Diario del notajo di Nantiporto, p. 1078-1081._
+
+ [274] _Machiavelli, l. VIII, p. 419. — Scip. Ammirato, l. XXV, p.
+ 152. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 179. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1177. — Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1157. — Marin
+ Sanuto Vite, p. 1224. — Diario Rom. del notajo di Nantiporto, p.
+ 1078. — Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 811._
+
+Tutto sembrava riuscire prosperamente alla lega del papa e de'
+Veneziani, perciocchè mentre che il duca di Calabria era battuto a Campo
+Morto, Roberto di Sanseverino aveva passato il Po presso Ferrara; aveva
+fortificato il ponte gettato sul fiume, e si era impadronito del barco
+che Borso d'Este aveva formato e circondato di mura in distanza di un
+miglio dalla capitale. Questo ricinto, con amenissimi boschetti, con
+canali e getti d'acqua, e riempito di bestie selvatiche, era stato
+guastato dai nemici. Tra questo ed il ponte aveva il Sanseverino
+innalzato un fortino i di cui bastioni e rivellini erano circondati di
+fosse, di modo che gli assalitori erano protetti nelle loro scorrerie
+fino alle porte della città da una fortezza[275]. I Fiorentini,
+scoraggiati da così infelici avvenimenti, parevano disposti a ritirarsi
+dalla lega: e Costanzo Sforza, ch'essi avevano chiamato per essere loro
+generale, non aveva mai potuto ridursi ad uscire dalle mura di
+Pesaro[276]. Ma mentre che i Veneziani vedevansi vicini a dividere le
+loro conquiste, il papa aveva di già intavolato un segreto trattato con
+Ferdinando, e mandatogli perciò il 14 d'ottobre a Napoli il cardinale di
+san Pietro _ad vincula_. Pare che Sisto IV si fosse adombrato
+dell'ingrandimento de' Veneziani ai confini dello stato della Chiesa,
+che si avvedesse che la loro ambizione non rispetterebbe lungamente il
+trattato di divisione, ed è probabile che Girolamo Riario avesse di già
+provato dal canto loro qualche mortificazione. Per lo meno questi
+mostrossi dispostissimo a distruggere l'opera fin allora promossa con
+tanto ardore. Le due armate intesero con eguale sorpresa che il 28 di
+novembre era stata conchiusa una tregua tra il papa e Ferdinando, cui
+tenne dietro bentosto una pace sottoscritta il 12 di dicembre nella
+stessa camera del papa. Questo trattato guarentiva lo stato del duca di
+Ferrara, la restituzione di tutte le conquiste reciprocamente fatte, una
+alleanza per vent'anni tra le parti contraenti, alleanza nella quale
+sarebbero ammessi i medesimi Veneziani, purchè vi acconsentissero avanti
+il termine di trenta giorni, e per ultimo un annuo sussidio di quaranta
+mila ducati, da pagarsi in comune a Girolamo Riario a titolo di soldo.
+Le differenze tra i Fiorentini ed il papa venivano poste in arbitrio
+degli ambasciatori di Spagna[277].
+
+ [275] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 235._
+
+ [276] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 153._
+
+ [277] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 181. — Diar. di Roma del notajo
+ di Nantiporto, t. III, p. II, p. 1080. — Machiavelli, l. VIII, p.
+ 420. — Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1225._
+
+Nella conchiusione delle condizioni di questa nuova alleanza, Sisto IV
+mostrò lo stesso calore che aveva mostrato nella precedente. Scrisse
+subito al doge di Venezia per intimargli di accettare la pacificazione
+d'Italia, di restituire le conquiste, e di astenersi dal tormentare più
+oltre la città di Ferrara, dipendente dall'alto dominio della santa
+sede, la quale Sisto prendeva sotto la speciale sua protezione[278].
+Scrisse in pari tempo al duca di Ferrara per accertarlo della sincerità
+della sua riconciliazione, ai Ferraresi per esortarli ad una vigorosa
+difesa, ai Bolognesi ed a Giovanni Bentivoglio per incoraggiarli a
+sostenere la casa d'Este[279]. Prima che potesse aver avuto riscontro
+dal senato di Venezia, permise al duca di Calabria di attraversare il
+territorio della Chiesa per passare a Ferrara, e lasciò che Virginio
+Orsini ed altri capitani dell'armata della Chiesa, che partirono da Roma
+il 30 dicembre, entrassero al di lui servigio[280]. Finalmente il 10
+gennajo del 1483 addirizzò all'imperatore ed a tutti i principi d'Europa
+una specie di manifesto contro i Veneziani, accusandoli di colpevole
+ostinazione nel continuare la guerra, promettendo di punirli con tutte
+le pene ecclesiastiche di sua facoltà, come infatti il 10 giugno
+seguente fulminò la scomunica contro i capi della repubblica, ed
+interdisse tutto il territorio[281].
+
+ [278] _Epist. Pontificis apud Petrum Cyrnaeum de bello Ferrar., p.
+ 1209, 1210. — And. Navagero Stor. Venez., p. 1179._
+
+ [279] _Ann. Eccl. Rayn. 1482, § 17, 18, p. 309._
+
+ [280] _Steph. Infess. Diar. Rom., p. 1157. _
+
+ [281] _Bulla excomun. ap. Rayn. 1483, § 8-16, p. 319._
+
+La maraviglia de' Veneziani non fu minore della loro indignazione,
+vedendo dal papa punita come un delitto la guerra cui erano stati da lui
+medesimo incoraggiati, e ch'egli aveva con loro fin all'ultimo
+sostenuta. Richiamarono da Roma il loro ambasciatore, Francesco Diedo, e
+si apparecchiarono a far testa anche soli a tutta l'Italia[282].
+
+ [282] _And. Nav., p. 1180. — Marin Sanuto, p. 1227. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+L'ultimo giorno di febbrajo erasi adunato in Cremona un congresso de'
+nemici di Venezia sotto la presidenza di Francesco Gonzaga, signore di
+Mantova e legato del papa. Trovaronsi colà il duca di Calabria, il duca
+di Ferrara, Lodovico Sforza il Moro, reggente di Milano, con due dei
+suoi fratelli, Lorenzo de' Medici, Giovanni Bentivoglio, il marchese di
+Mantova, Gian Jacopo Trivulzio e molti altri capitani di minor
+conto[283]. Erasi proposto d'invadere nello stesso tempo i dominj della
+repubblica dalla banda del Milanese, del Mantovano e della Romagna. Ma
+di quei tempi era, per così dire, ammesso nel diritto pubblico di poter
+fare la guerra per conto de' suoi alleati, senza prendervi parte in nome
+proprio; e nè il duca di Milano, nè il marchese di Mantova vollero tra i
+primi dichiararsi direttamente nemici dei Veneziani, di modo che la
+dieta si sciolse senza aver niente conchiuso. Questa riserva per altro
+non impedì che la guerra si stendesse ancora ai confini che si erano
+voluto preservare. Roberto di Sanseverino entrò nel Milanese il 12 di
+luglio, sperando di ravvivare lo zelo de' partigiani della duchessa
+Bona. Lodovico il Moro fece a vicenda guastare i territori di Bergamo e
+di Brescia; ma nè l'una, nè l'altra spedizione ebbero importanti
+risultamenti[284].
+
+ [283] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 155. — Alb. de Ripalta Ann.
+ Placent., t. XX, p. 970. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p.
+ 1004._
+
+ [284] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1184. — Petri Cyrnei de bello
+ Ferrar., t. XXI, p. 1213. — M. A. Sabellico Dec. IV. l. II, f. 257._
+
+Questa guerra, cui vedevansi prender parte le prime potenze d'Italia,
+era da ambidue le parti così mollemente trattata, e con una tale viltà,
+che forma un sorprendente contrapposto colle guerre che i Francesi
+dovevano tra poco portare in Italia. Non ebbero luogo nè battaglie
+generali, nè assedj di città; attaccavansi soltanto deboli castelli, ed
+accadeva qualche leggiere scaramuccia tra piccoli corpi. Le due armate
+chiudevansi ne' loro trinceramenti poco distanti gli uni dagli altri, si
+minacciavano senza mai venire alle mani, e si assoggettavano nel proprio
+campo alla mortalità, inevitabile conseguenza del clima mal sano delle
+foci del Po, senza esporsi ad onorata morte in battaglia. Il popolo di
+Ferrara, oppresso dagli alloggi de' soldati, dalle contribuzioni, dai
+saccheggi, omai più non si mostrava disposto a nuovi sagrificj per la
+casa d'Este, sebbene niuna cosa annunciasse il fine d'una guerra che non
+era illustrata da verun fatto glorioso. Il duca di Calabria aveva
+saccheggiato il territorio di Brescia, ed i Milanesi quello di Bergamo;
+il marchese di Mantova aveva presa Asola, castello sul fiume Chiesa che
+un tempo appartenne ai suoi antenati. Nello stato di Parma, i Rossi, più
+non potendo resistere alle superiori forze mandate contro di loro, si
+erano ritirati verso le montagne di Genova: di là erano passati a
+Venezia, e quel senato, per indennizzarli dei feudi che avevano perduto,
+aveva loro assegnato un grosso soldo. Ma questi piccoli vantaggi della
+lega, che prendeva il titolo di santa perchè aveva alla testa il papa,
+non arrecavano sollievo al duca di Ferrara. Il nemico stava
+costantemente accampato alle porte della sua capitale, ed i suoi sudditi
+erano stati due anni consecutivi privati di ogni raccolto. Per altro il
+Sanseverino non aveva mai osato di aprire le sue batterie contro le mura
+della città; come il duca di Calabria, con un'armata più forte, non
+aveva saputo, nè costringere i Veneziani ad una battaglia per far loro
+levare l'assedio, nè attaccare il ridotto innalzato tra il parco ed il
+fiume. Mancavano in allora all'arte della guerra i mezzi di giugnere ad
+operazioni decisive; non si attaccavano che i luoghi non difesi, e non
+sapevasi sforzare il nemico a venire a battaglia, nè aprire le mura di
+una piazza in cui si chiudeva[285].
+
+ [285] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 239._
+
+In Toscana trattavasi la guerra ancora più mollemente e più vilmente. I
+Fiorentini non avevano verun altro nemico che Agostino Fregoso, nuovo
+signore di Sarzana, che i Genovesi stessi non ajutavano scopertamente.
+Ragguardevole era l'armata destinata contro di lui, e tale da poter
+prendere Sarzana dopo un breve assedio; pure non lo intraprese, e si
+limitò a meschine scaramucce[286]. I Sienesi si erano alleati ai
+Fiorentini, e non avevano altri nemici che i loro emigrati, i quali si
+erano chiusi in Monte Reggioni, ove tentarono invano di forzarli[287].
+Sarebbesi detto che i soldati altro mezzo più non conoscevano per
+entrare in una piazza che quello di aspettare pazientemente l'istante in
+cui piacerebbe al nemico di uscirne.
+
+ [286] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 156._
+
+ [287] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 157. — Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, p. 812._
+
+Cotale maniera di guerreggiare dovette parere assai strana a Renato II,
+duca di Lorena, che i Veneziani chiamarono quest'anno in Italia per
+prendere il comando della loro armata. Il loro trattato con questo
+pretendente al regno di Napoli, ch'essi volevano contrapporre a
+Ferdinando, fu stipulato il 30 aprile, o secondo altri il 9 maggio del
+1483. Renato obbligavasi di condurre mille cinquecento cavalli, e mille
+pedoni, e gli era stato promesso il soldo di diciassette ducati e mezzo
+al mese per ogni lancia, formata secondo l'uso francese di sei uomini a
+cavallo. Vi si era aggiunta una gratificazione di dieci mila ducati
+all'anno _per la tavola_ del principe[288]. Rinaldo non arrivò a Venezia
+che assai tardi e con molta difficoltà. Il papa, informato della sua
+venuta, aveva minacciata la scomunica a tutti i principi della Germania
+che gli accorderebbero il passaggio, onde il Lorenese fu costretto di
+entrare lungo la strada in varj negoziati, e di abbandonare spesse volte
+la via più breve. Era da poco giunto nel campo veneziano, ed appena
+aveva avuto il tempo di studiare questo sistema di guerreggiare, tanto
+diverso dal suo, quando ebbe notizia della morte di Lodovico XI re di
+Francia, accaduta il 30 agosto del 1483. Siccome questo monarca aveva
+cercato di togliergli la successione della casa d'Angiò, ordinando
+ingiusti testamenti al suo avo ed al suo prozio, Renato tornò subito ne'
+suoi stati, per tentar di ricuperare, durante la minorità di Carlo VIII,
+ciò che gli aveva fatto perdere la politica di Lodovico XI[289].
+
+ [288] _Marin Sanuto, t. XXII, p. 1226. — And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1182. — Petri Cyrnæi de bello Ferrar., p. 1213. — M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+ [289] _And. Navagero, p. 1185. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+Un'altra guerra sostenevasi con maggior vigore dalla repubblica di
+Venezia, ed era quella che facevagli il papa coi fulmini della Chiesa.
+Sisto IV aveva pubblicato il 24 maggio, giorno della Pentecoste, una
+bolla contro Venezia, per la quale ordinava a tutti i religiosi di
+uscire tre dì dopo da questa città scomunicata. Il consiglio dei dieci,
+avutone avviso, fece tenere d'occhio tutti coloro che giugnevano da
+Roma, per sorprendere questa bolla nelle loro mani. Pose sotto la
+responsabilità de' parrochi tutte le carte che potrebbero trovarsi alle
+porte delle loro chiese, ed ordinò al patriarca ed a tutti gli
+ecclesiastici veneziani di mandare, senza aprirle, agl'inquisitori di
+stato qualunque bolla fosse loro diretta dalla santa sede. Quest'ordine
+fu scrupolosamente eseguito, e la scomunica non dissuggellata fu mandata
+al consiglio dei dieci dal patriarca, senza che verun Veneziano ne
+avesse contezza[290]. Il consiglio ordinò a tutti i cardinali e prelati
+dipendenti dalla signoria, sotto pena di confisca de' loro beneficj, di
+adunarsi a Venezia il 15 di luglio in concilio provinciale. Nello stesso
+tempo mandò a Girolamo Lando, patriarca titolare di Costantinopoli, un
+appello al futuro concilio della sentenza di scomunica. Il patriarca,
+ammettendo l'appello, sospese l'interdetto, e mandò allo stesso papa una
+citazione al futuro concilio. Si trovarono persone abbastanza coraggiose
+per affiggere questa citazione sul ponte sant'Angelo, ed alle porte del
+Vaticano e della Rotonda. Per altro quest'ardimento costò la vita alle
+guardie notturne, che il papa fece appiccare per avere mancato di
+vigilanza[291]. Tutti i preti veneziani, che si trovavano a Roma, furono
+chiamati, sotto comminatoria di perdere i loro beneficj; ed il papa
+oppose a quest'ordine un editto, in forza del quale i prelati ed i preti
+che abbandonassero Roma, potrebbero essere venduti come schiavi[292].
+
+ [290] _And. Navagero, p. 1183. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+ [291] _And. Navagero, p. 1184._
+
+ [292] _Ivi._
+
+Questa violenta lotta col capo della Chiesa non recava verun biasimo ai
+Veneziani, perciocchè l'impetuoso carattere di Sisto IV, le sue
+ingiustizie, la sua cieca tenerezza per Girolamo Riario, che tutta
+l'Italia risguardava per suo figliuolo, e figliuolo nato da un incesto,
+avevano distrutto ogni rispetto dei popoli per la tiara. Qualunque
+genere di scandalo infamava la sua condotta; vedevasi sempre circondato
+da giovani favoriti, che altro merito non avevano che quello
+dell'avvenenza, ed a cui egli prodigava i tesori della Chiesa. Questo
+stesso anno, il 19 novembre 1483, offese tutto il sacro collegio,
+accordando il vescovado di Parma ed il cappello cardinalizio ad un
+giovanetto che non giugneva ai vent'anni, e che, uscito di bassa
+condizione, era prima stato paggio del conte Girolamo, in appresso
+cameriere del cardinale di san Vitale. Sisto IV, sorpreso dalla sua
+bellezza, lo volle per suo prelato di camera, accumulò sopra di lui i
+più ricchi beneficj, lo creò castellano di Sant'Angelo, ed all'ultimo
+gli conferì la porpora. Pure si trovò che questo Giacomo di Parma era un
+giovane di buon carattere, ed assai costumato, e che altro difetto non
+aveva che di essere sommamente ignorante[293].
+
+ [293] _Stef. Infessura Diario Rom., p. 1158. — Jac. Volaterr., Diar.
+ Roman., p. 191. — Raphael Volaterr. apud Rayn. 1484, § 24, p. 336._
+
+Nel 1484 i guasti della guerra si estesero sopra nuove province: i
+Veneziani vollero farne sentire il peso a Ferdinando, che nulla fin
+allora aveva sofferto, armarono una flotta di trent'una galere, di cui
+diedero il comando a Giacomo Marcello, e la mandarono nel golfo di
+Taranto, ove attaccò Gallipoli. Questo ammiraglio fu ucciso verso la
+fine di maggio in un assalto che diede alla piazza, la quale capitolò lo
+stesso giorno col di lui successore, Domenico Malipieri. Questi
+diligentemente fortificò la nuova conquista, soggiogò in appresso le
+piccole città ed i castelli del vicinato, ed in giugno occupò inoltre
+Policastro e Cero nella Calabria. I suoi soldati, accostumati alla
+guerra dei Turchi, trattavano con orribile barbarie i paesi che
+saccheggiavano, e non pertanto davano infinita pena a Ferdinando, il
+quale conosceva il malcontento de' suoi baroni, e sempre temeva di
+vederli uniti agli stranieri per sottrarsi alla sua autorità[294].
+
+ [294] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1188. — Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrariensi, p. 1217. — Ann. Placent., p. 975. — M. A. Sabellico
+ Dec. IV, l. II, f. 240._
+
+Nello stesso tempo facevasi la guerra nello stato di Roma con estremo
+furore. Da un canto Niccolò Vitelli, abbandonato dai Fiorentini, era
+stato cacciato da Città di Castello, e rimesso in suo luogo Lorenzo
+Giustini; dall'altro canto Sisto IV e Girolamo Riario avevano
+perseguitati i Colonna con un accanimento non appoggiato a verun motivo
+politico. Il Riario rifiutò tutte le offerte di accomodamento fattegli
+da que' potenti signori; e quando gli proposero di porre in mano del
+papa tutte le loro fortezze, il Riario ripose, che non voleva entrarvi
+che per una breccia che avrebbe aperta col suo cannone. Alcuni scrittori
+di un'epoca posteriore supposero questa guerra cagionata dal possesso
+del contado di Tagliacozzo, che la casa Orsini riclamava dalla casa
+Colonna[295]; ma di ciò non trovasi cenno nelle memorie di quel tempo, e
+tutto fa travedere nella condotta del Riario un personale risentimento.
+Durante la state la metà de' palazzi di Roma vennero lordati da
+frequenti assassinj; il papa fece bruciare molte contrade per essergli
+sospetti alcuni de' loro abitanti. Il palazzo del protonotaro, Luigi
+Colonna, e quello del cardinale della stessa famiglia, furono per suo
+ordine inceneriti. Il protonotaro, arrestato nel primo, non erasi arreso
+che sulla fede di Virginio Orsini; e Virginio, conducendolo in prigione,
+potè a stento impedire a Girolamo Riario che non l'uccidesse. Niuna
+confessione poteva da lui esigersi, perciocchè tutta la sua condotta era
+palese; pure il papa ordinò che si assoggettasse alla tortura, soltanto
+per rendere il suo supplicio più crudele; e questa tortura fu talmente
+atroce, che quando ne fu staccato, si trovò moribondo, e gli fu tagliata
+la testa. Intanto la Cava, Marino e gli altri feudi di casa Colonna
+furono conquistati da Girolamo Riario[296].
+
+ [295] _Jo. Mich. Bruti, l. VIII. — Rayn. Ann. Eccl. 1484, § 14, p.
+ 354._
+
+ [296] Stef. Infessura descrive circostanziatamente questa guerra,
+ _p. 1158-1182_: può ancora vedersi _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p.
+ 196-198. — Diario di Roma del notajo di Nantiporto, p. 1086-1087._
+
+In Lombardia la guerra non faceva verun progresso; la lega, avendo assai
+più cavalleria che non i nemici, ne approfittava per guastare i
+territorj di Bergamo, di Brescia e di Verona, fino alle porte di queste
+tre città[297]. Ma non pareva che tali operazioni potessero giovare alla
+liberazione del duca di Ferrara, e questi, spossato dal soggiorno nel
+suo stato di tante armate, bramava la pace a qualunque condizione. La
+lega, che si era formata senza sufficienti motivi, trovavasi divisa da
+mille diversi interessi, ed era facile il prevederne il prossimo
+scioglimento. Il papa in tutte le sue guerre non aveva altra mira che
+l'ingrandimento di Girolamo Riario; meditava allora nuovi progetti sulla
+Romagna, e voleva assicurare al prediletto suo figlio l'eredità di
+Roberto Malatesta, e quella di Costanzo Sforza, morti l'uno e l'altro al
+suo servigio. Il secondo era stato rapito da una malattia il 17 luglio
+del 1483, e suo figlio Giovanni, erede del principato di Pesaro, era
+tuttavia fanciullo[298]. Ma questo possedimento non poteva essere
+assicurato al Riario che dal consentimento de' Veneziani e de'
+Fiorentini; e Sisto IV, che lo sentiva, entrò con loro in segrete
+negoziazioni, per fare una pace a sè solo vantaggiosa.
+
+ [297] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 423. — Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrar., p. 1214-1215. — Marin Sanuto, p. 1229._
+
+ [298] _Jacobi Volaterr. Diar. Rom., t. XXIII, p. 188._
+
+Dall'altro canto il duca di Calabria aveva potuto vedere chiaramente,
+dopo che la guerra di Ferrara lo aveva chiamato in Lombardia, che
+Giovanni Galeazzo Sforza, duca di Milano, cui da lungo tempo era stata
+promessa in matrimonio la sua figlia, non aveva veruna parte nel governo
+del proprio ducato, sebbene non gli mancasse l'età, mentre che
+l'ambizioso Lodovico il Moro, zio di questo duca, si arrogava solo tutta
+l'autorità. Alfonso ne aveva con qualche vivacità manifestato il proprio
+malcontento allo stesso Moro, il quale, avendo perciò concepito una
+segreta diffidenza verso il suo alleato, cercava di ravvicinarsi ai
+Veneziani[299]. D'altra parte i Fiorentini, che da lunga tempo
+contribuivano alla guerra, non potevano sperarne vantaggio, e non vi
+avevano verun reale interesse. Mentre si esaurivano di gente e di danaro
+per mantenere una lontana armata, si acconsentiva che fossero oppressi
+dalle truppe che occupavano Sarzana, non permettendosi loro di
+richiamare in Toscana il conte di Pitigliano, quello dei loro capitani
+in cui più fidavano, e venivano in ogni cosa sagrificati ai loro
+alleati. Per tal modo più non restava tra i coalizzati un interesse
+comune, e tutti erano disposti a separarsi gli uni dagli altri. Teneva
+tuttavia unita questa lega il marchese Federico di Mantova per la
+considerazione che gli dava la sua età ed i suoi talenti; ma questi morì
+il 15 di luglio, ed il maggiore de' suoi figli, Giovanni Francesco II,
+che gli successe, non aveva che diciott'anni[300].
+
+ [299] _Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 423._
+
+ [300] _Marin Sanuto, p. 1231._ Una delle sue figliuole era maritata
+ con Guid'Ubaldo, duca di Urbino, l'altra col conte di Gorizia.
+
+I Veneziani, sebbene più deboli dei loro alleati, avevano il vantaggio
+grandissimo di far muovere a voglia loro tutte le proprie forze; inoltre
+avevano l'altro di avere alla testa delle loro armate Roberto di
+Sanseverino, che si dava a conoscere non meno esperto politico, che
+valoroso generale. Roberto, abbandonando le negoziazioni intavolate col
+conte Riario, s'accostò a Lodovico il Moro, che risguardava come assai
+più potente[301]. Le sue relazioni col Moro cagionarono da principio non
+leggiere sospetto alla signoria, onde il doge propose al consiglio dei
+dieci di far arrestare il Sanseverino. Ma bentosto questo generale diede
+a vedere d'aver saputo ben conoscere i veri interessi della repubblica
+ed i proprj. Un'assemblea, tenutasi a Bagnolo il 7 agosto, conobbe gli
+articoli ch'egli aveva convenuti con Lodovico il Moro, e gli accettò lo
+stesso giorno. Invano il legato del papa e Girolamo Riario vollero
+intorbidare la negoziazione, perchè non conteneva a favore del figlio di
+Sisto IV veruno de' vantaggi che gli erano stati precedentemente
+promessi; invano dichiararono, che la signoria, dopo avere separatamente
+offesi tutti i confederati, l'aveva finalmente presa contro lo stesso
+Dio, allorchè aveva sprezzate le ammonizioni e gl'interdetti del papa e
+confiscati i beneficj ecclesiastici. Con tale condotta, soggiugnevano,
+erasi renduta per sempre indegna di ottenere la pace[302]. Gli altri
+confederati non vollero più oltre continuare le ostilità, da cui non
+isperavano verun vantaggio, e, malgrado gli ottenuti successi,
+acconsentirono che i Veneziani guadagnassero assai più colla pace, che
+non avrebbero potuto perdere continuando la guerra.
+
+ [301] _And. Navagero, p. 1189._
+
+ [302] _And. Navagero, p. 1190._
+
+In forza del trattato di Bagnolo il duca Ercole d'Este fu obbligato a
+ristabilire la repubblica di Venezia in tutte le prerogative che aveva
+precedentemente esercitate in Ferrara e nel suo distretto, ed a cederle
+il Polesine e tutto il territorio di Rovigo. Le altre conquiste che i
+Veneziani avevano fatte nel territorio del duca di Ferrara dovevano
+essergli rendute entro dodici giorni dopo la soscrizione della pace. Dal
+canto loro il duca di Milano ed il marchese di Mantova dovevano rendere
+ai Veneziani tutte le terre da loro occupate ne' dominj della
+repubblica. Le città che i Veneziani tenevano nel regno di Napoli
+dovevano essere riconsegnate a Ferdinando entro un mese, e questi in
+compenso doveva render loro tutti i privilegj mercantili di cui godevano
+ne' suoi stati. Tutte le parti contraenti obbligavansi in ultimo a
+prendere parte in una lega comune per difesa de' loro rispettivi stati,
+Roberto di Sanseverino era dichiarato capitano generale di questa lega;
+per tale titolo doveva ricevere un soldo di cento quaranta mila ducati,
+de' quali cinquanta mila dovevano pagarsi dal duca di Milano,
+altrettanti dalla repubblica di Venezia, e gli altri quaranta mila dal
+papa, dal re di Napoli, dai Fiorentini e dal duca di Ferrara[303].
+
+ [303] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1190. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi di Venezia, p. 1232. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 241.
+ — Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1180. — Bernard.
+ Corio Ist. Milan., p. VI, p. 1014._
+
+I più deboli potentati d'Italia trovaronsi da questo trattato
+sagrificati ai più forti: il duca di Ferrara doveva rinunciare alle
+province che formavano l'antico patrimonio della famiglia d'Este, e
+sulle quali i Veneziani mai non avevano avuto alcun titolo; onde non
+senza estrema ripugnanza si assoggettò a così dura condizione[304]. I
+Rossi, conti di san Secondo, nello stato di Parma, che i Veneziani
+avevano consigliati a prendere le armi contro il duca di Milano, si
+trovarono spogliati di tutti i loro feudi. Il marchese di Mantova non
+aveva preso parte alla lega che per ricuperare Asola e gli altri
+castelli che gli erano stati tolti dai Veneziani; ma dopo essersene
+impadronito, era forzato a restituirli[305]. Nè in questo trattato di
+pace i Fiorentini erano meglio trattati di quel che lo fossero stati
+durante la guerra. Nulla veniva stipulato a loro favore, e nè pure la
+restituzione di Sarzana. Non pertanto il più scontento di tutti era il
+papa; aveva lungamente sperato d'arricchire il figliuolo o colle spoglie
+del duca di Ferrara, o con quelle dei Veneziani; si era in ultimo
+ridotto a fargli assicurare i piccoli principati della Romagna, che
+punto non dubitava che non venissero sagrificati alla sua ambizione;
+sperava in particolare che Girolamo Riario ottenesse il rango che si era
+fatto dare il Sanseverino, di generale della lega; e questo rango e
+questo soldo dovevano indenizzarlo delle pretese cui era forzato di
+rinunciare.
+
+ [304] _Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [305] _De bello Ferrariensi, t. XXI, p. 1218._ — Questo piccolo
+ libro di un prete corso affatto divoto del duca di Ferrara, sebbene
+ durante la guerra sia sempre vissuto in Venezia, contiene molte
+ circostanze relative alla prima campagna; è più breve intorno alla
+ seconda, ed affatto incompleto rispetto alla terza. Termina alla
+ pace.
+
+ Finiscono pure alla pace di Bagnolo del 7 agosto 1484 gli Annali di
+ Piacenza, composti da Antonio e da suo figlio Alberto di Ripalta.
+ Questi due uomini avevano parte nel governo municipale, ma di una
+ città suddita, ove verun sentimento gli affezionava piuttosto ad un
+ partito che ad un altro; onde tutti i loro elogj sono sempre pel
+ vincitore, e la declamazione o la pedanteria vi si trovano invece
+ d'ogni nobile ed elevato sentimento. Pare che i due Ripalta avessero
+ nel loro paese opinione di buoni retori; lo che non ci dà una
+ vantaggiosa idea dello stato delle lettere in Piacenza. Gli Annali
+ di Antonio vanno dal 1401 al 1463, in cui morì. Alberto proseguì da
+ quest'epoca fino al 1484. Questi Annali trovansi nel _t. XX Rer.
+ Ital., p. 839-978._
+
+La notizia di una pace, che tanto male corrispondeva ai suoi ambiziosi
+progetti, fa un colpo di fulmine per questo turbolento pontefice. Da
+qualche tempo era tormentato dai dolori della gotta, che poi lo presero
+al petto. Gli ambasciatori, che portavano le condizioni della pace di
+Bagnolo, vennero introdotti all'udienza del pontefice la sera di
+mercoledì 12 agosto. Dopo aver udita la lettura del trattato, si dolse
+che le condizioni erano meno vantaggiose di quelle che gli erano state
+offerte dai nemici. «Questa, che voi mi annunciate, disse loro, è una
+pace di vergogna e d'ignominia, piena di confusione e di obbrobrio, e
+che coll'andar del tempo sarà più cagione di male che di bene. Io non
+posso, miei figli, nè approvarla, ne benedirla[306].» Gli ambasciatori
+accorgendosi, che il vecchio, afflitto da questa notizia, andava
+perdendo le forze, che oppresso dall'angoscia pareva aver la lingua
+imbarazzata, gli dissero che speravano di trovare altra volta sua
+santità più tranquilla, ma che intanto lo pregavano di benedire una pace
+che più non poteva mutarsi. Il papa, svolgendo allora a stento la sua
+mano gottosa dalla fascia che la sosteneva, fece un movimento che gli
+uni presero per un rifiuto, gli altri per una benedizione degli
+ambasciatori o della pace medesima. Ma egli più non parlò, e morì nella
+susseguente notte del giovedì 13 agosto, poco dopo la mezza notte; mal
+soffrendo di lasciare in pace quell'Italia, che in tempo del suo regno
+aveva costantemente tenuta in guerra[307].
+
+ [306] _Jacobi Volaterrani Diar. Rom., p. 199._ Questo Giornale
+ termina colla vita di Sisto IV. L'autore, ch'era scrivano
+ apostolico, ci somministra frequentemente curiose particolarità
+ intorno alle cerimonie religiose, alla corte, ed ancora ai sermoni
+ dei cardinali, dei quali ci dà quasi sempre una breve analisi. Era
+ affezionato a Sisto IV, e gli si mostra generalmente parziale; pure
+ non fu abbastanza destro per palliare i vizj del suo padrone. Questo
+ Giornale è stampato nel _t. XXIII Rer. Ital., p. 87-200._
+
+ [307] _Diar. Rom. Jacobi Volaterrani, p. 200. — Diario del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1088. — Diario di Stefano Infessura, p. 1182. — Rayn.
+ Ann. Eccl. 1484, § 18-21, p. 335. — Ann. Bonon. Fr. Hieron. de
+ Bursellis, t. XXIII, p. 904. — Machiavelli Istor. Fior., l. VIII, p.
+ 427. — Scipione Ammirato, l. XXV, p. 162. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1234_.
+
+ Questo papa che quasi costantemente tenne l'Italia in guerra amava
+ egli stesso i sanguinosi spettacoli: onde negli ultimi mesi della
+ sua vita ebbe due volte avviso che alcuni soldati della sua guardia
+ a piedi erano convenuti di battersi a steccato chiuso per qualche
+ contesa accaduta tra di loro, e che perciò avevano scelto un luogo
+ rimoto fuori di Roma. Fece loro sapere che voleva essere testimonio
+ del loro duello, onde si battessero presso la scala del suo palazzo
+ nella piazza di san Pietro, e che non cominciassero avanti ch'egli
+ ne dasse loro il segno dalla finestra. Si affacciò infatti alla
+ finestra all'ora destinata, e quando vide che i combattenti erano
+ apparecchiati, stese la destra, diede loro la benedizione, fece il
+ segno della santa croce e gl'invitò a cominciare. Nel primo e più
+ lungo di questi duelli uno de' combattenti fu ucciso in sul luogo
+ dopo aver date e ricevute molte ferite; nel secondo i combattenti
+ furono ambidue feriti così gravemente che non poterono continuare
+ fino alla morte di uno di loro, e si dovette portarli fuori dello
+ steccato. Il papa, dice il giornalista romano, prese molto gusto in
+ questo spettacolo, e mostrò desiderio di vederne degli altri.
+ _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1184._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIX.
+
+ _Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo Fregoso,
+ doge di Genova. — I Fiorentini conquistano Sarzana. — Anarchia e
+ pacificazione di Siena. — Congiure contro Girolamo Riario e
+ contro Galeotto Manfredi_.
+
+1484 = 1488.
+
+
+La costituzione politica della Chiesa romana non era fondata sopra basi
+incontestabili. I diritti e le prerogative del papa, dei cardinali, dei
+vescovi non avevano limiti abbastanza determinati per impedire ogni
+conflitto di giurisdizione. Pure questa costituzione nel suo totale era
+quella d'una monarchia temperata e non di uno stato dispotico.
+L'autorità del papa era bilanciata non solo da quella de' concilj, stati
+generali della Chiesa, che si adunavano assai di rado, ma ancora da
+quello dei cardinali il di cui collegio permanente doveva
+irrevocabilmente essere il consiglio de' pontefici, di modo che
+supponevasi concorrere a tutte le loro importanti determinazioni. Il
+papa sempre li chiamava suoi fratelli; aggiungeva sempre in tutte le
+bolle, talvolta ancora senz'averli consultati, la formola, _col parere
+de' nostri fratelli_, onde dare a tutto quanto egli ordinava l'autorità
+del sacro collegio.
+
+Ma alla fine del decimoquinto secolo, quando la successiva elezione di
+molti pontefici, macchiati di vergognosi vizj, recò danno all'opinione
+della santa sede, e fu in ultimo cagione della rivoluzione che si vide
+scoppiare in principio del secolo decimosesto, la Chiesa potè
+riconoscere che i reciproci diritti de' suoi rappresentanti non erano
+bastantemente stabiliti, o equilibrati con sufficiente saviezza. Non
+erasi mai più vivamente sentito che sotto Sisto IV il bisogno di porre
+limiti all'autorità del pontefice con quella de' cardinali; mai non si
+era fatta più lunga prova di quanto l'influenza di un cattivo pontefice
+sopra il sacro collegio diventava irresistibile qualunque volta voleva
+impiegare tutti i mezzi dell'intrigo e della seduzione. Poteva a voglia
+sua accrescere il numero de' suoi consiglieri, e per tal modo
+guadagnarsi sempre la pluralità de' suffragj; disponeva egli solo di
+tutte le grazie ecclesiastiche, e tutti coloro che non erano superiori
+alla allettatrice seduzione delle ricchezze, degli onori, erano bentosto
+a lui favorevoli. Finalmente poteva ancora valersi della violenza; ed i
+cardinali, non essendo al coperto dalle sue vendette, erano stati più
+volte scomunicati, imprigionati, assoggettati alla tortura, mandati
+ancora sul patibolo in forza di ordini arbitrarj, soltanto per aver
+voluto difendere la libertà del collegio; l'idea della sovranità del
+papa erasi in modo confusa con quella della autorità della Chiesa, che
+alcuni teologi con piena buona fede giustificavano in seguito tali
+violenze, ed affermavano come massima incontrastabile che veruna
+opposizione, neppure quella dell'intero corpo dei cardinali, era
+legittima contro una volontà qualunque del papa.
+
+Pure questo sovrano pontefice, che su tutti i cardinali esercitava una
+così illimitata autorità, era ancor esso loro creatura. S'egli nominava,
+durante il suo regno, i cardinali, essi a vicenda nominavano il suo
+successore: e perchè d'ordinario non si giugneva alla tiara che in età
+avanzata, le elezioni del sovrano erano più frequenti che in qualunque
+altra monarchia elettiva: altronde la podestà pontificia poteva essere
+spesse volte indebolita dalle infermità, dalla vecchiaja mentre il
+senato de' cardinali, in gran parte composto d'uomini versati negli
+affari e negl'intrighi, riuniva le qualità proprie delle aristocrazie,
+la costanza, la saviezza, l'esperienza e lo spirito di corporazione. Ad
+ogni vacanza della santa sede, il conclave, prima di nominare il nuovo
+pontefice, non ommetteva mai di prescrivere limiti alla sua potenza, di
+correggere gli abusi con nuove leggi, d'imporre condizioni ai candidati,
+ratificandole con giuramento. Tenendo press'a poco la medesima pratica
+era stata colle capitolazioni ristretta l'autorità degl'imperatori di
+Germania, e nello stesso modo _i correttori della promission ducale_
+avevano annientate le prerogative dei dogi di Venezia. Ogni vacanza del
+trono di Polonia era sempre stata contraddistinta da alcune conquiste
+della nobiltà sui re; e siccome i cardinali rinnovavano i loro tentativi
+colla medesima costanza, ma più frequentemente; e siccome coloro che,
+essendo più riputati nel cristianesimo, godevano miglior concetto di
+virtù e di santità, erano altresì quelli che davano maggiore importanza
+ai privilegi del loro capo ed alla libertà della Chiesa, doveva credersi
+che il governo della corte di Roma fosse per diventare assolutamente
+aristocratico.
+
+Ma i limiti dell'autorità reale venivano garantiti coi giuramenti dei
+re; e si dovette riconoscere senza dubbio con istupore che questo atto
+religioso non conservava veruna efficacia sui preti[308]. Una delle
+prerogative che i papi si erano attribuite, e che diffendevano con
+maggiore ostinazione era quella di sciogliere i fedeli dagl'imprudenti
+giuramenti; e forse, in una religione che ammette voti eterni, era
+necessario che vi fosse nella Chiesa un'autorità che potesse
+dispensarli. Il papa aveva ricevuto in nome di Dio gli obblighi assunti
+sotto il giuramento verso la sua Chiesa, ed egli solo, e giudice e
+parte, poteva dispensarsi.
+
+ [308] La più notabile diversità tra gli elettori degl'imperatori,
+ dei re di Polonia, ec. ed il collegio de' cardinali, si è che i
+ primi erano potenti anche dopo l'elezione, e potevano colle armi
+ chiamare l'eletto all'osservanza delle giurate promesse, mentre i
+ cardinali, dopo consacrato il papa, perdevano ogni mezzo di
+ opposizione e di resistenza. _N. d. T._
+
+Bentosto suppose di avere ancora il diritto di sciogliere i giuramenti
+che legano gli uomini tra di loro, e fu veduto rompere di propria
+autorità tutti i patti e le alleanze, i giuramenti di fedeltà dei
+sudditi verso i sovrani, ed i giuramenti di guarentigia dei sovrani
+verso i sudditi. In forza di questo diritto, ch'egli pretendeva inerente
+alla sua sede, si dispensò egli stesso il primo da tutto quanto aveva
+promesso. Quanto più i conclavi furono zelanti nel decimoquinto secolo
+di volere da cadaun membro del sacro collegio il giuramento d'osservare
+i patti convenuti qualunque volta dallo Spirito Santo venisse prescelto,
+altrettanto i papi furono più costanti nell'annullare colla loro suprema
+autorità i giuramenti emessi come cardinali, sebbene non si fosse
+ommesso di farglieli rinnovare nell'istante della loro coronazione. Fino
+nel 1353 Innocenzo VI aveva stabilito con una costituzione lo scandaloso
+principio, che veruna promessa, verun giuramento, emesso prima di essere
+papa, poteva limitare l'autorità pontificia, perchè i cardinali, quando
+la Chiesa era priva del suo pastore, altra autorità non avevano che
+quella di crearne un nuovo. Questo principio viene rappresentato come
+una delle invariabili leggi della Chiesa dal suo annalista[309], che
+scriveva nel diciassettesimo secolo; desso è in vigore anche al
+presente.
+
+ [309] _Rayn. Ann. Eccl. 1353, § 29, t. XVI, p. 1484, § 28, t. XIX,
+ p. 337._
+
+Questa sottigliezza, che faceva perdere di mira i doveri di quello che
+aveva emesso il giuramento, per mostrare i limiti dei diritti di coloro
+che lo avevano imposto, non aveva per altro potuto fare ammettere senza
+opposizione, nemmeno in sul declinare del decimoquinto secolo e nella
+totale depravazione in cui era caduta la corte di Roma, l'immorale
+principio che autorizzava lo spergiuro del capo della religione. I
+prelati i più distinti pei loro lumi, la loro pietà ed i loro costumi,
+eransi altamente dichiarati contro tanto scandalo. Giacomo Ammanati,
+cardinale di Pavia, Bessarione, cardinale di Nizza, Giovanni Carvajale,
+cardinale spagnuolo, avevano costantemente riclamati i giuramenti emessi
+da Paolo II avanti di esser papa; e l'ultimo erasi immortalato agli
+occhi della Chiesa colla sua coraggiosa irremovibile opposizione alla
+costituzione, che doveva annullarli[310].
+
+ [310] _Card. Papiens., epist. 182. — Raynald, Ann. Eccl. 1464, §
+ 59-60, p. 167._
+
+Ma il senato de' cardinali partecipava ai vizj di colui che solo aveva
+l'autorità di nominarne i membri; bisognava veramente che Paolo II e
+Sisto IV avessero riempito il sacro collegio di loro creature, perchè si
+potessero in seguito vedere elezioni come quelle d'Innocenzo VIII e di
+Alessandro VI. Se il poco scrupoloso conclave, che si adunò dopo la
+morte di Sisto IV, volle ancor esso imporre condizioni al papa che stava
+per eleggere, lo fece piuttosto per provvedere ai proprj personali
+interessi che a quelli della Chiesa. I cardinali pretesero prima d'ogni
+altra cosa l'accrescimento delle loro proprie entrate. Veruno di loro
+non doveva avere meno di quattro mila fiorini d'entrata, la qual somma
+doveva essere loro completata dalla camera apostolica, se i loro
+beneficj non vi ammontavano. Chiedevano inoltre che niuno di loro non
+potesse essere percosso da censure, da scomunica, o da giudizio
+criminale, se la sentenza che li condannava non veniva sanzionata dai
+due terzi delle voci del loro sacro collegio. Una clausola ancora più
+importante fu quella con cui limitarono il loro numero a ventiquattro.
+Il futuro pontefice non doveva fare veruna promozione, finchè non si
+trovassero ridotti al di sotto di questo numero; non poteva dare il
+cappello a chi non avesse almeno compiuti i trent'anni; non poteva
+nominare che un solo cardinale nella propria famiglia; tutti coloro che
+verrebbero innalzati a così eminente dignità dovevano essere prima stati
+ricevuti dottori in teologia o in diritto, ad eccezione de' soli figli o
+nipoti dei re, ed ancora questi ultimi dovevano dare prova di una
+competente istruzione. Per ultimo il papa non doveva d'ora innanzi
+governare che di concerto coi cardinali; ed in tutte le occasioni
+importanti, ed in ispecie quando si tratterebbe di alienare qualche
+feudo della Chiesa, le sue bolle non dovevano avere forza senza la
+sanzione dei due terzi dei suffragi del sacro collegio[311]. Se le due
+costituzioni che contenevano tutte queste condizioni fossero diventate
+leggi della Chiesa, forse la corte di Roma non sarebbesi comportata nè
+con minore ambizione, nè con minore alterigia, ma fuori di dubbio la sua
+politica avrebbe dovuto essere più prudente ed i suoi capi non avrebbero
+dato coi loro costumi quello scandalo che doveva affrettare la
+riforma[312].
+
+ [311] _Ann. Eccles. 1484, § 28-39, p. 337._
+
+ [312] Intorno alle vere cause della così detta Riforma leggasi
+ l'eccellente _Storia delle Variazioni delle chiese protestanti_ di
+ Bossuet. _N. del T._
+
+Dopo essersi tutti i cardinali vincolati con giuramento all'osservanza
+di queste condizioni, quando fossero chiamati alla sede pontificia,
+procedettero a raccogliere i suffragi. Attivissime pratiche, e
+liberalissime promesse avevano di già predisposta l'elezione[313], ed i
+suffragi si riunirono a favore di Giovanni Battista Cibo, genovese,
+cardinale prete del titolo di santa Cecilia, che fu proclamato il 29
+agosto del 1484 sotto il nome d'Innocenzo VIII[314]. Nel giorno della
+sua installazione confermò con nuovo giuramento il trattato fatto coi
+cardinali, e si obbligò sotto pena di spergiuro e di anatema a non
+assolversi da sè medesimo, nè a farsi da altri assolvere. Pure tostocchè
+si sentì sicuro sul trono, abolì ed il trattato ed i suoi giuramenti,
+come contrarj al diritto della santa sede[315].
+
+ [313] _Diario di Stefano Infessura, p. 1190._
+
+ [314] _Diar. di Roma del Notajo di Nantiporto, p. 1091._
+
+ [315] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 41, p. 340._
+
+Ma Innocenzo VIII andava debitore della tiara a molti segreti trattati
+fatti con ogni cardinale; e questi trattati, perchè dovevano avere
+immediata esecuzione, vennero più scrupolosamente osservati. Quegli de'
+membri del conclave che lo aveva servito con maggiore attività e zelo,
+era il cardinale Giuliano di san Pietro _ad Vincula_, che poi fu papa
+sotto nome di Giulio II. Questo guerriero prelato aveva domandato in
+premio non beneficj ecclesiastici ma fortezze. In fatti ne ottenne molte
+per sè medesimo e per suo fratello Giovanni della Rovere, che Sisto IV
+aveva fatto principe di Sinigaglia e prefetto di Roma: questo stesso
+Giovanni fu da Innocenzo VIII eletto capitano generale della Chiesa, di
+modo che il potere ed il favore della corte di Roma non uscirono dalla
+casa del precedente pontefice. Tutti gli altri cardinali ebbero
+prelature ed abazie per prezzo de' loro suffragi. Gli scrittori
+contemporanei chiamano simoniaca un'elezione apparecchiata con questi
+mercati, che non fu possibile di tenere celati[316]: ma un panegirista
+d'Innocenzo VIII, enumerando queste medesime liberalità, le adduce quali
+testimonianze dell'animo riconoscente del nuovo pontefice[317].
+
+ [316] _Stefano Infessura Diar. Rom., p. 1190._ — Lettere di
+ Guid'Antonio Vespucci a Lorenzo de' Medici, in cui racconta a quale
+ prezzo il cardinale Giuliano aveva acquistati per Giovanni Battista
+ Cibo i voti di varj suoi colleghi. Presso _Roscoe Append., n.º 44,
+ t. IV, p. 7._
+
+ [317] _Onofr. Panvino Vite de' pontefici, p. 466._
+
+Innocenzo VIII non rassomigliava al suo predecessore, e non pertanto il
+confronto con un uomo così odioso, quale fu Sisto IV, non riesce a suo
+vantaggio. Debole, corrotto, senza carattere, senza viste profonde e
+costanti, Innocenzo fa governato da indegni favoriti, e la di lui
+amministrazione fu macchiata da ogni sorta di vizj. Egli aveva sette
+figli naturali avuti da diverse donne, e diede alla Chiesa il nuovo
+scandalo di riconoscerli pubblicamente. Il maggiore de' suoi figli, per
+la piccolezza della statura detto Franceschetto, fu poi la radice dei
+duchi di Massa e di Carrara della casa Cibo. Una delle figliuole
+d'Innocenzo era maritata ad un banchiere, che fu incaricato dell'erario
+della corte: gli altri non figurano nella storia[318]. Non l'ambizione o
+la passione della guerra, ma l'avarizia, la dissolutezza, ed una
+sfacciata venalità caratterizzano la nuova corte. Innocenzo VIII fece da
+sè poco male, ma lasciò tutto fare agli altri, e la sua indolenza non fu
+ai popoli meno fatale di quel che lo fosse stato il turbolento governo
+del suo predecessore.
+
+ [318] _Diar. di Roma di Stef. Infessura, p. 1190._ — Onofrio Panvino
+ non parla che dei due figli maggiori, _p. 466._
+
+Ferdinando, re di Napoli, rallegrossi assai per l'elezione del cardinale
+Giovanni Battista Cibo, ch'egli risguardava come una creatura di suo
+padre e sua: infatti il Cibo, sebbene genovese, era stato allevato alla
+corte di Alfonso, ed aveva da Ferdinando ricevuto il suo primo
+vescovado, quello d'Amalfi[319]. Ma i papi poche volte mostraronsi
+riconoscenti ai sovrani che posero i fondamenti della loro fortuna;
+spesso desiderarono di far sentire il nuovo loro potere a quelli cui
+furono sottomessi, oppure si offesero perchè il rispetto non succedeva
+abbastanza rapidamente al tuono di benevolenza e di protezione.
+
+ [319] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 47, p. 341._
+
+L'odio che nel regno di Napoli erasi manifestato contro Ferdinando,
+quando era salito sul trono, non si era affatto spento nel lungo suo
+regno. Si confessava la destrezza della sua politica, il vigore con cui
+manteneva la propria autorità, l'ordine e la giustizia che faceva
+osservare ne' suoi stati; ma veniva invece accusato di estrema avarizia,
+d'inflessibile crudeltà, ed in particolare della mala fede e della
+perfidia di cui erano stati vittima i suoi vassalli e gli stranieri.
+L'odio, che mantenevasi nel cuore dei Napoletani contro Ferdinando,
+crebbe assai quando il suo primogenito, Alfonso, duca di Calabria,
+cominciò ad avere parte col padre nella pubblica amministrazione. «Niun
+uomo (scrive Filippo di Comines) è stato più crudele, più vizioso, più
+maligno, più goloso di lui. Il padre era più pericoloso, perchè niuno in
+lui conosceva la sua collera, perciocchè accarezzandole tradiva le
+persone.... Da lui non si ottenne giammai nè grazia, nè misericordia,
+come mi raccontarono i prossimi suoi parenti ed amici; e non mai ebbe
+pietà nè compassione del suo povero popolo rispetto al pagare le
+imposte. Egli faceva tutto il commercio del regno, fino a dare in
+custodia al popolo i majali, e glieli faceva ingrassare per venderli a
+miglior prezzo, e se alcuni morivano glieli faceva pagare. Ne' luoghi in
+cui si fa l'olio d'ulivo, come nella Puglia, egli e suo figlio lo
+comperavano, e così il grano prima che si raccogliesse, ed in appresso
+lo rivendevano a più caro prezzo che potevano. E se tale mercanzia
+abbassava di prezzo, obbligavano il popolo a comperarla; nel tempo
+ch'essi volevano vendere le loro derrate verun altro che loro poteva
+vendere[320].»
+
+ [320] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VII, c. XIII. Collect.
+ des Mémoires pour l'Histoire de France, t. XII, p. 208._
+
+Questi monopolj avevano renduta più intima l'amicizia e la confidenza
+tra Ferdinando e Sisto IV; andavano d'accordo nel calpestare i loro
+popoli, nel fare violentemente un commercio ruinoso pei loro sudditi.
+Innocenzo VIII, salendo sul trono, fece cessare questo scandaloso
+traffico, ma in pari tempo ruppe le relazioni d'amicizia e di buona
+vicinanza formate da Sisto; riclamò con alterigia il tributo pecuniario
+che il regno di Napoli doveva alla santa sede, rivocando la grazia
+accordata a Ferdinando di convertire, fin ch'esso viveva, tale tributo
+nella somministrazione d'una cavalla[321]. Manifestò scopertamente il
+suo malcontento verso quella casa d'Arragona, cui andava debitore della
+sua grandezza; fece valere l'alto dominio della santa sede sul regno;
+invitò i baroni napolitani a presentargli le loro lagnanze contro
+Ferdinando, e si eresse in qualche modo giudice delle controversie tra
+il monarca ed i sudditi.
+
+ [321] _Rayn. Ann. Eccl. 1485, § 40, p. 358._
+
+Un atto di violenza, esercitato nel seguente anno (1485) dal duca di
+Calabria, somministrò al papa l'occasione di dispiegare tutte le sue
+pretese. La città dell'Aquila negli Abruzzi, approfittando della sua
+forte posizione in mezzo alle montagne, della ricchezza del suo
+territorio e de' suoi numerosi abitanti, aveva conservati, sotto la
+protezione del re di Napoli, tutti i privilegj di una repubblica;
+nominava i suoi magistrati, riscuoteva le sue imposte; non permetteva
+alle truppe reali d'alloggiare entro le sue mura; e di propria autorità
+faceva trattati ed alleanze ancora coi nemici del re. In tal maniera era
+alleata della casa Colonna, i di cui feudi stendevansi lungo i suoi
+confini; nè questa alleanza era stata distrutta dalla guerra che
+Ferdinando aveva fatta ai Colonna d'accordo con Sisto IV; e perchè
+Innocenzo VIII non aveva che a lodarsi di questa potente casa, e cercava
+di rifarla con tutto il suo credito della passata persecuzione, i
+Colonna davano alla città dell'Aquila un nuovo appoggio presso la corte
+di Roma[322].
+
+ [322] Il Muratori pubblicò una raccolta degli storici originali
+ dell'Aquila. _Antiq. Ital. Med. Aevi, t. VI, p. 485-1032. — Diario
+ di Stef. Infessura, p. 1181-1194._
+
+La famiglia dei Lalli, conti di Montorio, esercitava nell'Aquila da
+oltre un secolo, e fino dai tempi di Giovanna I, un'autorità non minore
+di quella dei Medici in Firenze. Il suo capo era in allora messer Pietro
+Lallo. Meditando il duca di Calabria di spogliare gli abitanti
+dell'Aquila di tutti i loro privilegj, giudicò conveniente di privarli
+in principio del loro primo magistrato. Teneva Alfonso accantonata a
+Cività di Chieti l'armata che aveva ricondotta dalla guerra di Ferrara,
+ed invitò il conte di Montorio a recarsi presso di lui per trattare
+intorno agli affari della provincia. Il conte non aveva mai avuto
+nemmeno il pensiero di nuocere al governo, onde ubbidì senz'alcun
+sospetto. Il duca di Calabria lo fece arrestare il 28 giugno del
+1485[323], obbligò la di lui moglie a recarsi a Napoli, e nello stesso
+tempo fece marciare verso l'Aquila un corpo di truppe, che, entrato un
+poco alla volta, per non dare sospetto, si trovò padrone della piazza,
+prima che gli abitanti incominciassero a diffidare di nulla. Per altro i
+magistrati aquilani supplicarono rispettosamente il duca di richiamare
+le truppe, in conformità dei loro privilegj. Replicarono più volte, ma
+sempre senza effetto le loro istanze; finalmente il 25 ottobre
+ordinarono a tutti i borghesi di prendere le armi; attaccarono nelle
+strade i soldati napolitani, parte ne uccisero, altri posero in fuga, e
+dichiarando allora che il re Ferdinando aveva perduta ogni sovranità
+sopra di loro per averne abusato, si diedero alla Chiesa, a condizione
+che proteggesse la loro libertà[324].
+
+ [323] _Antiq. Ital., t. VI. Cron. Aquilana, § 70, p. 923. — Nicc.
+ Machiavelli, l. VIII, p. 436._
+
+ [324] _Cron. Aquil., § 72, p. 924._
+
+Innocenzo VIII non si mostrò difficile ad accettare l'offerta degli
+abitanti dell'Aquila; prese sotto la sua protezione il conte e la
+contessa di Montorio, fece passare, attraverso ai feudi dei Colonna, de'
+soldati nell'Abruzzo; eccitò i baroni del regno ad unirsi per la difesa
+della loro libertà in una confederazione generale, di cui voleva esser
+egli capo, e si apparecchiò alla guerra. Seppe bentosto che Ferdinando,
+per far dimenticare il malcontento e l'insurrezione dell'Aquila, aveva
+il 16 di novembre ridonata la libertà al conte di Montorio, dopo averlo
+guadagnato al suo partito; ma il papa scrisse a questo signore per
+felicitarlo, senza perciò rinunciare a' suoi apparecchj di guerra[325].
+
+ [325] Lettera d'Innocenzo VIII al conte di Montorio per felicitarlo
+ intorno alla ricuperata libertà. _Ann. Eccl. 1485, § 41, p. 358._
+
+Mentre Innocenzo VIII eccitava i baroni napolitani a prendere le armi
+contro il loro re, questi gl'invitava a Napoli ad una adunanza del suo
+parlamento. Soltanto tre grandi signori ebbero il coraggio
+d'intervenire, il conte di Fondi, il duca d'Amalfi ed il principe di
+Taranto: tutti gli altri ricusarono di porsi tra le mani del re,
+fermamente persuasi che avrebbe fatto a tutti tagliare il capo[326].
+Invece di prendere la strada di Napoli si adunarono tutti presso il duca
+di Melfi nella città dello stesso nome, sotto pretesto di assistere alle
+nozze di Trajano Caracciolo, suo figlio. Si trovò a quest'adunanza il
+grande ammiraglio del regno, Antonio di Sanseverino, principe di
+Salerno; il grande contestabile, Pietro del Balzo, principe d'Altamura;
+il grande siniscalco, Pietro di Guevara, marchese del Vasto; Girolamo
+Sanseverino, principe di Bisignano; Andrea Matteo Acquaviva, duca
+d'Atri; il duca di Melfi; quello di Nardo; i conti di Lauria, di Melito,
+di Nola, ed altri gentiluomini di minore importanza. Questi signori
+erano determinati di non soffrire più oltre l'oppressione in cui
+languivano; erano entrati in corrispondenza con Innocenzo VIII; avevano
+altresì delle intelligenze con due confidenti del vecchio re, di cui il
+duca di Calabria era geloso, e che voleva perdere; uno era Francesco
+Coppola, conte di Sarno, che aveva amministrati i danari del re nel di
+lui commercio di monopolio; l'altro Antonio Petrucci, che il re aveva
+fatto suo segretario. Avevano ambidue ammassate in corte grandi
+ricchezze, che solleticavano la cupidigia d'Alfonso[327].
+
+ [326] _Diario di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1196._
+
+ [327] _Giannone Istor. Civile del Regno di Napoli, l. XXVIII, c. I,
+ p. 610._
+
+Questi, conoscendo l'universale malcontento della nobiltà, tenne per
+indubitato che l'adunanza di Melfi terminerebbe con una ribellione.
+Volle perciò prevenire i faziosi colla rapidità de' suoi attacchi.
+Piombò all'improvviso sul conte di Nola, occupò tutte le sue fortezze, e
+sorprese la consorte e due figli del conte, che mandò prigionieri a
+Napoli. Era sua intenzione di fare lo stesso rispetto agli altri
+malcontenti, prima che avessero riunite le loro forze; ma la ribellione,
+affrettata da questa violenza, scoppiò contemporaneamente in tutto il
+regno, ed il duca di Calabria si vide sforzato ad usare ogni riguardo
+verso nemici assai più numerosi ch'egli non aveva creduto.
+
+Sebbene fosse di già scoppiata la guerra, nè il re, nè i suoi baroni, nè
+il papa trovavansi apparecchiati a combattere; perciò si prese da ogni
+parte a negoziare, piuttosto per guadagnar tempo e per ingannarsi gli
+uni gli altri, che per riconciliarsi. Gli ambasciatori di Ferdinando si
+presentarono alla fine d'agosto a Firenze ed a Milano, per domandare a
+questi due stati i soccorsi che erano obbligati di somministrare in
+forza del loro trattato d'alleanza[328]. Lodovico Sforza, la di cui
+oscura politica pareva non avere altro scopo, che di sorprendere e di
+confondere i suoi alleati, evitò per qualche tempo, sotto diversi
+pretesti, di annunciare ciò che voleva fare. Ma la repubblica
+fiorentina, strascinata da Lorenzo de' Medici, promise al re una
+vigorosa assistenza, e s'incaricò d'attaccare il papa negli stati
+medesimi della Chiesa, mentre che Ferdinando combatterebbe contro i suoi
+baroni. Lo Sforza essendosi in ultimo dichiarato per lo stesso partito,
+assoldarono a comuni spese il conte di Pitigliano, il signore di
+Piombino, e tutti i capitani della casa Orsini; ed in novembre
+attaccarono Innocenzo VIII[329].
+
+ [328] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 169._
+
+ [329] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+Il papa dal canto suo aveva cercati alleati nel restante dell'Italia ed
+in Francia. Per affezionarsi i Veneziani gli aveva assolti da tutte le
+censure pronunciate contro di loro da Sisto IV[330]. Aveva voluto far
+loro sentire essere giunto l'istante di vendicarsi del re di Napoli; ma
+questa saggia repubblica, che cominciava appena a respirare dopo i mali
+sostenuti nelle precedenti guerre, non trovò bastantemente valutabili le
+sue ragioni per entrare in nuove ostilità. Si limitò a cedere al papa il
+suo generale, Roberto di Sanseverino, che passò al servizio della Chiesa
+co' suoi due figli e trentadue squadroni di cavalleria[331]. Nello
+stesso tempo Innocenzo offriva a Renato II, duca di Lorena, che
+risguardava quale rappresentante della casa d'Angiò, l'investitura del
+regno di Napoli. Innocenzo non dubitava di non trovare questo principe
+apparecchiato a tentare un'intrapresa che egli giudicava gloriosa; ma in
+quel tempo Renato era costretto di trattare alla corte di Francia la
+causa di nullità del testamento di suo avo, che l'escludeva dalla sua
+successione. Perciò non ottenne dal re che il meschino soccorso di venti
+mila franchi in danaro, e di cento lance, per tentare la conquista di un
+regno cui pretendeva anche lo stesso Carlo VIII; e perchè non voleva
+depauperare la Lorena per una guerra, da cui probabilmente non isperava
+felici successi, e che in verun caso non sarebbe favorevole a questo
+ducato, egli rinunciò alla sua spedizione[332].
+
+ [330] _Bulla Innoc. VIII apud Raynald, 1485, § 45, p. 359. — And.
+ Navagero, p. 1192._
+
+ [331] _M. A. Sabellico, Dec. IV, t. III, f. 243. — Diar. di Roma del
+ Notajo di Nantiporto, p. 1098. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [332] _Phil. de Comines, l. VII, c. I, p. 155, t. XII. Mém. pour
+ l'Hist. de France._
+
+Frattanto Ferdinando aveva fatto dichiarare ai suoi baroni d'essere
+disposto ad ascoltare le loro lagnanze, ed a riformare gli abusi di cui
+si dolevano. Questi avevano incaricato il conte di Bisignano di esporre
+i loro gravami; ma perchè in allora speravano di essere sostenuti dal
+papa, dai Veneziani e dal duca Renato, fecero al re delle domande
+ch'essi medesimi credevano assolutamente inammissibili. Rispose
+Ferdinando di essere apparecchiato a segnare la pace alle condizioni che
+sarebbero proposte dai baroni, ed il suo secondo figlio, Federico,
+recossi alla loro assemblea con quest'accettazione piena ed intera.
+L'estrema condiscendenza di Ferdinando, invece di agevolare le
+negoziazioni, spaventò i confederati, i quali facilmente conobbero,
+essere intenzione del loro padrone di tutto accordare, di tutto giurare,
+e di non rispettare verun giuramento. Invece d'accettare la pace alle
+condizioni da loro stessi proposte, offrirono la corona a Federico
+d'Arragona, ch'era venuto presso di loro per riconciliarli al re suo
+padre. Questo virtuoso principe aveva loro inspirato tanto affetto e
+tanto rispetto, quanto era l'odio e la diffidenza che nutrivano per suo
+fratello. Se fosse stato il legittimo erede del trono, avrebbe senza
+dubbio salvata la casa di Arragona dalla sventura ond'era minacciata; ma
+egli non poteva accettare colpevoli offerte, e preferì di rimanere
+prigioniere de' ribelli, piuttosto che regnare sopra di loro[333].
+
+ [333] _Giannone Ist. Civ. del regno di Napoli, l. XXVII, c. I, p.
+ 612._
+
+Credeva il re che il numeroso partito formato contro di lui sarebbe
+spinto dalla guerra a vigorose misure, mentre che, continuando a
+negoziare, il rispetto per l'autorità reale fermerebbe tutti gli sforzi
+di una lega mal assodata, e che non tarderebbe e sentire gli effetti
+della discordia. Diede dunque a suo nipote Ferdinando, principe di
+Capoa, un'armata d'osservazione, incaricata soltanto di contenere i
+ribelli, mentre affidò il nerbo delle sue forze al duca di Calabria, che
+marciò verso Roma per unirsi al conte di Pitigliano ed agli Orsini,
+assoldati dal duca di Milano e dalla repubblica di Firenze[334].
+
+ [334] _Giannone Istor. Civ., l. XXVIII, c. I, p. 614._
+
+Niuna segnalata azione ebbe luogo in questa guerra: Roberto di
+Sanseverino volle farsi strada a traverso agli stati della Chiesa per
+raggiugnere nel regno di Napoli i baroni che lo aspettavano; ma il duca
+di Calabria, rinforzato dagli Orsini, si propose di trattenerlo[335]. I
+Fiorentini, sempre lenti a porsi in movimento, non agirono vigorosamente
+che nella campagna del 1486. Allora estesero le loro pratiche a tutte le
+città della Chiesa che confinavano col loro territorio. I Baglioni
+dovevano far ribellare Perugia, e ristabilirvi il governo repubblicano;
+i figli di Niccolò Vitelli, di fresco morto, dovevano coll'ajuto de'
+loro partigiani ricuperare la signoria di Città di Castello; Giovanni
+dei Gatti dovea tentare di far valere i diritti di sua famiglia sopra
+Viterbo; le città d'Assisi, Foligno, Montefalco, Todi, Spoleti ed
+Orvieto avevano tutte nel loro seno un partito che manteneva
+intelligenze coi Fiorentini[336]. Vero è che niuna di queste trame fu
+condotta a felice fine; ma il papa, che n'era informato, costretto per
+tenere tutte queste città in dovere a dividere le sue forze, non potè
+somministrare ai baroni napolitani i promessi sussidj.
+
+ [335] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+ [336] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173._
+
+Frattanto le due armate del duca di Calabria e del Sanseverino, che si
+erano lungo tempo minacciate, scontraronsi all'ultimo l'8 maggio del
+1486 al ponte di Lamentana. Si attaccò la zuffa tra i due corpi di
+cavalleria, ma con tanto poco ardore militare, che, per quanto si disse,
+non vi furono nè morti, nè feriti. Siccome però il duca di Calabria
+aveva fatti dei prigionieri al Sanseverino, e cacciatolo fuori del campo
+di battaglia, si suppose che fosse rimasto vittorioso[337]. Allora
+s'accostò a Roma, e gli Orsini, che tenevano le sue parti, gettarono la
+città in grandissima confusione, perciocchè quanto meno la guerra era
+pericolosa pei soldati, altrettanto riusciva ruinosa per i popoli.
+
+ [337] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173. — M. A. Sabellico, Dec. IV,
+ l. III, f. 243._
+
+Il pericolo di tutto lo stato della Chiesa, il guasto delle campagne, la
+ruina della medesima capitale, facevano di già che il debole Innocenzo
+si pentisse d'essere entrato in una lotta superiore alle sue forze.
+Accendendo un'imprudente guerra, egli non aveva prese le necessarie
+misure per sostenerla; diffidava di tutti, e colla sua irresoluzione
+lasciava sfuggire gli estremi partiti che avrebbe potuto prendere.
+Lorenzo de' Medici accrebbe ancora la sua irrisolutezza ed i suoi timori
+facendogli venire tra le mani false lettere di Roberto di Sanseverino,
+che dovevano farlo sospettare traditore[338]. I cardinali lo andavano
+tutti confortando a metter fine ad una guerra ruinosa; il solo cardinale
+Balue che, come Francese, trovavasi di contrario sentimento a tutto il
+sacro collegio, gli ricordava i passi fatti dalla corte di Roma presso
+il re di Francia, e protestava che il papa non poteva, senza
+disonorarsi, abbandonare un'impresa, per la quale tutta la Francia aveva
+di già prese le armi. Il vice cancelliere, Roderigo Borgia, gli rispose
+con così violenti modi, che a stento si potè impedire che i due
+cardinali non venissero alle mani[339].
+
+ [338] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 16, p. 368._
+
+ [339] Rodrigo Borgia prese a dire che il santo padre non doveva
+ abbadare ad un ubbriaco; rispose il cardinale di Balue a
+ quest'insulto, attaccandolo ancora più direttamente intorno ai
+ costumi, alla nascita ed alla fede del _marrano_, o miscredente
+ spagnuolo. _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, p.
+ 1204-1205._
+
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di Castiglia, cercavano per
+mezzo dei loro ambasciatori di ristabilire la pace nel mezzodì
+dell'Italia. La riunione dei due regni dava loro una grande
+preponderanza nella politica dell'Europa. Ferdinando era inoltre re di
+Sicilia, ed aveva per conseguenza un diretto interesse ad allontanare
+dal regno dell'altro Ferdinando, suo cugino, i pretendenti Francesi, che
+potevano far vacillare il suo proprio dominio. D'altra parte doveva
+temere per la Sicilia un'invasione de' Turchi, che avrebbero così potuto
+fare una potente diversione alla guerra ch'egli portava nel regno
+musulmano di Granata. Premeva dunque ai re di Spagna che l'Italia si
+mantenesse in pace per parer formidabile agli stranieri; quindi
+offrirono la loro mediazione tra il papa ed il re di Napoli. Il vescovo
+d'Oviedo e Francesco di Roxas vennero a Roma per trattare, e furono dopo
+alcun tempo raggiunti da don Inigo de Mendoza, conte di Tendilla, e
+tutte le parti parvero ugualmente premurose di accettare la loro
+mediazione[340].
+
+ [340] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 1, 2, p. 366._
+
+Ferdinando di Napoli accordò al papa tutte le sue domande. Si obbligò di
+pagare alla Chiesa l'annuo tributo con tutti gli arretrati; riconobbe
+come vassalli immediati della Chiesa e le città dell'Aquila e tutti i
+baroni che avevano fatto omaggio al papa de' loro feudi. Convenne
+soltanto che i censi annualmente pagati alla Chiesa da questa città e da
+questi baroni si ricevessero in conto del tributo di cui dichiaravasi
+debitore verso la santa sede. Non solo si accontentò di perdonare a
+tutti i suoi baroni, ma li dispensò ancora di venire a rendergli omaggio
+a Napoli, loro permettendo di trattenersi nelle loro fortezze, in mezzo
+ai proprj vassalli, e non pertanto offrendo garanti della loro sicurezza
+i re di Arragona e di Castiglia, il duca di Milano e Lorenzo de' Medici.
+Questo trattato, senza essere partecipato ai cardinali, fu sottoscritto
+in Roma l'undici agosto, ed immediatamente pubblicato[341].
+
+ [341] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1211. — Diar. del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1103. — Rayn. Ann. Eccl., § 13 e 14, p. 368._
+
+I due confidenti di Ferdinando, che avevano mantenuta coi ribelli una
+segreta corrispondenza, non erano esplicitamente compresi nel trattato.
+Perciò Ferdinando, ricevendo il 13 agosto la notizia della soscrizione
+della pace, per mescolare il terrore alla speranza, fece arrestare
+Francesco Coppola, conte di Sarno, i conti di Carinola e di Policastro
+suoi figliuoli, Antonio Petrucci, suo segretario, e due de' loro
+confidenti. I loro beni, che, per quanto si diceva, ammontavano a
+trecento mila ducati, furono confiscati, e pochi giorni dopo si fecero
+perire tutti questi prigionieri fra i più crudeli supplicj[342]. I
+baroni, ch'erano stati in guerra col re, credettero, per pochi istanti,
+di essere stati dal trattato di pace abbandonati alla sua vendetta,
+fors'anche per una segreta collusione delle stesse potenze che avevano
+guarentita la loro sicurezza. Il gran siniscalco, Pietro di Guevara,
+morì di dolore vedendo l'avvilimento in cui era caduto il suo partito.
+Antonio di Sanseverino, principe di Salerno, troppo ben conoscendo
+Ferdinando per non fidarsi giammai alla sua fede, passò in Francia, e
+dopo lunghe pratiche ottenne finalmente di suscitargli contro un
+vendicatore[343]. Gli altri baroni, ritirati nelle loro terre, furono
+qualche tempo dal re risparmiati, onde cominciarono a lusingarsi che la
+loro causa non fosse agli occhi del re la medesima che quella del conte
+di Sarno e del Petrucci.
+
+ [342] _Ann. Napolitani di Raimo, t. XXIII, p. 238._
+
+ [343] _Mémoires de Philip. de Comines, l. VII, c. II, p. 138._
+
+Frattanto Ferdinando, dopo essersi accertato che il re di Spagna, il
+duca di Milano e Lorenzo de' Medici non si curerebbero punto
+dell'esecuzione delle sue promesse, non tardò a violarle tutte
+sfrontatamente. Nel mese di settembre fece entrare nell'Aquila quello
+stesso conte di Montorio, ch'egli aveva fatto arrestare un anno prima,
+ma che in appresso aveva saputo interamente affezionarsi. Il conte
+piombò all'impensata sui soldati d'Innocenzo VIII, parte ne uccise e
+parte obbligò a fuggire; fece giustiziare l'arcidiacono, capo del
+partito della Chiesa, e rappresentante del papa all'Aquila, e tutta
+senza riserva sottomise la città al potere del re[344].
+
+ [344] _Stef. Infessura Diar. di Roma, t. III, p. II, p. 1214. —
+ Raynald. Ann. Eccl. 1486, § 19, p. 369._
+
+Nè i baroni si sottrassero lungo tempo alla perfidia del re; il 10
+ottobre, o secondo altri il 10 giugno seguente, fece arrestare i
+principi d'Altamura e di Bisignano, i duchi di Melfi e di Nardo, i conti
+di Morcone, di Lauria, di Melito, di Nola, e molti altri gentiluomini. È
+comune opinione che tutti questi signori furono immediatamente uccisi, e
+che i loro corpi, chiusi entro sacchi, vennero gettati in mare. Ma
+Ferdinando, per tenere a freno i loro partigiani, volle far credere che
+li custodiva come ostaggi, e faceva, per accreditare questa voce,
+portare ogni giorno vittovaglie alla loro prigione. Poco dopo vennero
+pure imprigionati le consorti ed i figli di que' signori, e confiscate
+tutte le loro sostanze. La sola principessa di Bisignano potè salvarsi,
+fuggendo, colla sua famiglia. Nello stesso tempo il re fece perire
+Marino Marzano, duca di Suessa, che da circa venticinque anni languiva
+nelle carceri[345].
+
+ [345] _Giannone Ist. Civile, l. XXVIII, c. I, p. 618._
+
+Il re, più non avendo che temere per parte de' suoi baroni, depose ogni
+avanzo di rispetto per il papa. Continuò a disporre, senza consultarlo,
+di tutti i beneficj ecclesiastici de' suoi stati; ricusò l'annuo tributo
+che si era obbligato di pagare, e quando fu da Innocenzo VIII mandato
+alla sua corte il vescovo di Cesena, per lamentarsi intorno a questi due
+punti, rispose Ferdinando, che meglio del papa conosceva i proprj
+sudditi, e che meglio di lui sapeva quali fossero degni di avanzamento;
+soggiunse di essere senza danaro, e che altronde aveva sostenute tante
+spese per la Chiesa, che ben meritava di godere di una più lunga
+esenzione[346]. Roberto di Sanseverino, sapendo che il trattato di pace
+non conteneva veruna clausola a suo favore, si pose in cammino per
+passare colla sua cavalleria nel territorio di Venezia, risoluto di
+farsi strada colle armi. Aveva di già passato Todi e Borgo san Sepolcro,
+quando il duca di Calabria si fece ad inseguirlo; e perchè il duca
+incoraggiava a resistere tutte le città, cui il Sanseverino si
+avvicinava, cominciò bentosto a guadagnare qualche marcia. Giovanni
+Bentivoglio e i Bolognesi chiusero all'ultimo il passaggio al generale
+del papa, il quale fu forzato di abbandonare tutti i suoi equipaggi e la
+maggior parte della sua armata, mentre con soli cento cavalleggeri si
+sottrasse ai suoi nemici, ed entrò nello stato veneziano[347].
+
+ [346] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1218. — Raynald. Ann. Eccl.,
+ 1487, § II, p. 382._
+
+ [347] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 176. — M. A. Sabellico, d. IV, l.
+ III, f. 243. — Hier. de Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 906._
+
+Giammai la santa sede aveva fatta una più vergognosa pace di quella che
+aveva soscritta allora Innocenzo VIII. Senza aver provata veruna grande
+disfatta, che potesse rendere ragione di tanta debolezza, egli aveva
+sagrificato il generale venuto a servirlo dall'altra estremità
+dell'Italia, aveva abbandonati tutti gli obblighi contratti con Renato
+di Lorena e colla corte di Francia, ed aveva fatti strascinare in
+prigione e morire tra i supplicj uomini che d'altro non erano colpevoli
+che di avere sostenuto il suo partito, e ch'egli aveva solennemente
+promesso di difendere. Perdeva il tributo del regno di Napoli, e la
+presentazione ai beneficj che conservava il solo Ferdinando; e per colmo
+di vergogna tutti questi oltraggi gli venivano fatti in onta di un
+trattato solennemente giurato, ed annunciato a tutta l'Europa, senza
+ch'egli osasse manifestare il più leggiere risentimento. Innocenzo VIII,
+che pure fece qualche debole tentativo per farsi pagare da Ferdinando,
+non fece un cenno per salvare gli sgraziati, vittime del loro
+attaccamento alla santa sede. Non perciò ommise di conservare col re di
+Napoli relazioni di buona vicinanza, non invocò la garanzia dei
+mediatori del trattato di Roma, e bentosto gettossi totalmente tra le
+braccia di uno di loro. Egli sentiva la propria debolezza, aveva bisogno
+di trovare della forza, desiderava di essere guidato come un cieco, e
+scelse per suo confidente e per sua guida quello in cui aveva trovata la
+più vigorosa opposizione, Lorenzo de' Medici, l'alleato ed il salvatore
+di Ferdinando.
+
+Questo illustre capo della repubblica fiorentina aveva trovato un
+ragionevole malcontento nello stesso consiglio dei settanta, ch'egli
+aveva creato, quando avea voluto persuadere i Fiorentini ad assecondare
+Ferdinando in una ingiusta oppressione, inimicandosi la Chiesa, la di
+cui nimicizia era sempre formidabile. Il suo storico Valori protesta che
+mai non parlò con tanta eloquenza, come quando trasse nella sua opinione
+i suoi colleghi a favore del re di Napoli[348]. Non aveva altresì avuto
+mai bisogno di maggiore artificio, quanto in questa circostanza, in cui
+voleva al proprio personale vantaggio far sagrificare il vero interesse
+ed i principj della repubblica. Lorenzo riuscì ad ottenere alla sua
+famiglia l'amicizia di Ferdinando coi beneficj, quella d'Innocenzo VIII
+col fargli paura: ma nè l'uno nè l'altro erano i veri alleati che doveva
+procacciarsi Firenze; da nessuno di loro poteva la repubblica
+ripromettersi costanza di affetto o uniformità di politica. Firenze era
+decaduta dalla sua grandezza dopo che aveva abbandonato il sistema degli
+Albizzi, e che più non faceva causa comune con tutti i popoli liberi. I
+Medici umiliati, vedendosi considerati nelle altre repubbliche come
+semplici cittadini, manifestavano della gelosia contro Venezia,
+ispiravano diffidenza verso Genova, Lucca e Siena: finalmente riponevano
+ogni loro arte nel mantenere uno spirito di rivalità tra la loro patria
+e le città libere. Dopo tale epoca Firenze più non ebbe partigiani
+ereditarj nel rimanente dell'Italia; sapevasi ovunque che la sua
+alleanza dipendeva dai segreti intrighi del gabinetto, e che era
+variabile come gl'interessi del giorno, come i favori dei principi;
+coloro che soffrivano per la più giusta causa non erano più sicuri de'
+suoi ajuti; ed a vicenda più non pensarono a soccorrerla che quando
+sentironsi invitati da un interesse presente.
+
+ [348] _Valori in vita Laurenti, p. 53. — Roscoe Life of Lorenzo de
+ Medici, t. II, c. VI, p. 27._
+
+La vanità di Lorenzo de' Medici era soddisfatta, qualunque volta
+trattava coi principi, e Ferdinando aveva per lui tutti i riguardi
+riservati ai sovrani. Suo figlio Pietro venne accolto alle nozze
+d'Isabella d'Arragona con Giovanni Galeazzo con maggiore rispetto assai
+che non gli ambasciatori della repubblica[349]. Dal canto suo Innocenzo
+VIII non istringeva alleanza con Firenze ma coi Medici. Suo figlio,
+Franceschetto Cibo, sposò Maddalena, figliuola di Lorenzo e della
+Clarice Orsini. In quest'occasione Clarice fu pomposamente ricevuta alla
+corte di Roma, come suo padre, Virginio Orsini, sebbene dal principio di
+questo pontificato fosse sempre stato in guerra colla santa sede. Tutti
+gli Orsini, ch'erano stati perseguitati con accanimento, furono
+richiamati al favore ed all'onnipotenza in Roma. Finalmente il papa
+promise al fratello di sua nuora, al secondo figlio di Lorenzo de'
+Medici, un cappello cardinalizio. Questi, la di cui fortuna cominciava
+in tale maniera, doveva un giorno essere il papa Leon X; in allora era
+un fanciullo, nè mai la prima dignità della Chiesa erasi ottenuta in più
+tenera età. Il matrimonio di Franceschetto Cibo con Maddalena de' Medici
+non si celebrò che in novembre del 1487, e la consacrazione di Giovanni
+de' Medici venne differita fino al principio del 1492[350].
+
+ [349] _Istor. di Giovanni Cambi, t. XXIV, p. 39._
+
+ [350] _Machiavelli Ist., t. VIII, p. 435. — Scip. Ammirato, l. XXV,
+ p. 177. — Jo. Mich. Bruti, l. VIII, p. 209. — Diario di Stefano
+ Infessura, t. III, p. II, p. 1215. — Diar. di Roma del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1106._
+
+Lorenzo de' Medici erasi appena riconciliato colla Chiesa, quando
+rendette ad Innocenzo VIII un eminente servigio, terminando per lui
+onorevolmente una piccola guerra, che minacciava di tirarsi dietro
+grandi disastri. La città d'Osimo nella Marca aveva provata una
+rivoluzione, in seguito della quale aveva scosso il giogo del dominio
+ecclesiastico, e Boccolino Guzzoni, uno de' suoi cittadini, erasene
+fatto dichiarare signore. Questo piccolo sovrano, abbandonato alle sole
+piccole sue forze, sarebbe stato facilmente ricondotto all'ubbidienza
+verso la Chiesa, ma di que' tempi Bajazette II, rimasto vincitore nelle
+guerre civili de' Turchi, aveva ripreso il progetto di penetrare in
+Italia. Alcuni branchi di avventurieri musulmani avevano fatti varj
+sbarchi nella Marca d'Ancona, avevano tentato di sorprendere Fano, ed
+avevano trovato negli stati del papa corrispondenti e partigiani, come
+ne avevano prima trovato in quelli di Ferdinando[351]. Boccolino, che
+appena poteva sperare di trovare alleati in Italia, fece offrire a
+Bajazette II di tenere da lui in feudo la città di Osimo, e mandò suo
+fratello a Costantinopoli, mentre che un agente del sultano venne a
+Venezia per condurre a buon termine questo trattato. Giace la città di
+Osimo a qualche distanza dal mare, ed Innocenzo VIII, per comprimere una
+ribellione che poteva avere così funeste conseguenze, aveva subito
+spedito nella Marca il cardinale Giuliano della Rovere, che aveva
+troncate le comunicazioni di Boccolino col mare; in appresso lo aveva
+assediato in Osimo, piazza abbastanza forte e che vigorosamente si
+difendeva: e se la guarnigione turca, che vi si aspettava, fosse entrata
+entro le sue mura, è probabile assai che difficilmente si sarebbero
+scacciati i Turchi dagli stati della Chiesa[352]. Lorenzo de' Medici
+interpose la sua mediazione per terminare questa pericolosa guerra:
+mandò il vescovo di Arezzo a Boccolino, e lo persuase a vendere al papa
+la città di Osimo per sette mila fiorini. Boccolino venne in seguito a
+Firenze, ove fu ben accolto; ma quando passò di là a Milano, fu
+arrestato mentre entrava in questa città, ed appicato senza formalità di
+giudizio, e senza avere riguardo alla protezione di Lorenzo, o forse con
+segreta sua intelligenza[353].
+
+ [351] _Roscoe Life of Lorenzo, c. VI, p. 31._
+
+ [352] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1213. — Marin Sanuto vite dei
+ duchi, p. 1241. — Rayn. An. Eccl., 1486, § 32, p. 371._
+
+ [353] _Stef. Infessura, p. 1217. — Raynald. An. Eccl., 1487, § 7, p.
+ 381._
+
+Omai non restava altra guerra in Italia che quella tra le repubbliche di
+Firenze e di Genova, la quale non era stata terminata dal trattato di
+Bagnolo del 1484, e non lo fu in quello di Roma del 1486. Il primo aveva
+lasciato ai Fiorentini il diritto di procurarsi colle armi la
+restituzione di Sarzana, che loro aveva tolto Agostino Fregoso; e questi
+a tale oggetto avevano preso al loro soldo il conte Antonio di Marciano
+e Rannuccio Farnese, e gli avevano mandati in Lunigiana nel settembre
+del 1484[354].
+
+ [354] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 162._
+
+Aveva allora Genova per doge quello stesso Paolo Fregoso, suo
+arcivescovo, che due volte nel 1464 erasi assiso sul trono ducale; che
+vi si era mantenuto con inauditi assassinj, e che si era dato alla
+pirateria, quando n'era stato discacciato. Era tornato in patria nel
+1479 col resto della sua famiglia. Suo nipote Battista era stato allora
+proclamato doge; lo stesso Paolo era stato decorato da Sisto IV del
+cappello cardinalizio, ed incaricato del comando della flotta, mandata
+contro i Turchi. Ma nè questi onori, nè il rango che occupava nella
+Chiesa e nella patria, nè l'ascendente che aveva sul doge Battista
+Fregoso, suo nipote, erano bastanti a soddisfare l'ambizioso
+arcivescovo. Accusò Battista presso i capi della sua fazione di durezza,
+di arroganza, d'ingiustizia; pretese che questo doge negoziasse
+coll'imperatore per assoggettargli Genova, onde averla in appresso da
+lui in feudo, si associò Lazzaro Doria, il quale aveva come lui molti
+faziosi sotto i suoi ordini, ed essendo il doge suo nipote venuto a
+visitarlo nell'arcivescovado il 25 di novembre del 1483, lo fece
+arrestare, e gli chiese, a nome di tutta la famiglia, di deporre la
+corona imperiale, e nol rilasciò che dopo fattisi consegnare il palazzo
+pubblico e le fortezze. Dopo ciò, avendo Paolo Fregoso adunato un
+consiglio di 300 cittadini, si fece coi loro suffragi proclamare doge di
+Genova[355].
+
+ [355] Battista Fregoso scrisse egli medesimo la storia di questa
+ rivoluzione, e fece il quadro dei delitti e de' vergognosi vizj di
+ suo zio nel suo libro: _de Facti et dictis mirabilibus. — Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 650. Agost. Giustiniani An., l. V, f. 241. —
+ Pietro Bizarro Hist. Genuens., l. XV, p. 356._
+
+Questo capo di faziosi, destro ed intraprendente, era uno de' più
+formidabili avversarj che i Fiorentini potessero avere in tempo che
+cercavano di ricuperare Sarzana. Più non trattavasi di contrastare al
+solo Agostino Fregoso il possesso della piccola città di cui riclamavano
+il dominio, ma al doge, e nello stesso tempo alla banca di san Giorgio.
+Questa compagnia mercantile, sotto colore d'amministrare le entrate de'
+creditori dello stato di Genova, aveva un governo rappresentativo, un
+tesoro, un'armata, ed un sistema di libertà e d'amministrazione migliore
+d'assai che quello della repubblica, nel di cui seno era
+instituita[356]. Agostino Fregoso, che non sentivasi abbastanza forte
+per difendere solo Sarzana, aveva ceduto a questa banca tutti i suoi
+diritti.
+
+ [356] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 428._
+
+La banca di san Giorgio possedeva egualmente il forte castello di Pietra
+santa, che signoreggia il passaggio della Lunigiana sulla strada di
+Firenze a Sarzana[357]. Questo castello è posto in una fertile pianura,
+coperta di uliveti, e chiusa tra le montagne ed il mare. Le acque, che
+non vi trovano facile scolo, vi formano alcuni pantani, che infettano
+l'aria di questa campagna. Pietra Santa era stata fabbricata nel XIII.º
+secolo da un podestà fiorentino; l'avevano posseduta a vicenda i Pisani
+ed i Lucchesi, e dalla repubblica fiorentina era stata venduta l'anno
+1343. La banca di san Giorgio vi teneva allora una guarnigione di
+trecento uomini; ed ai Fiorentini riusciva difficile l'attaccare Sarzana
+senza possedere Pietra Santa. Ma questi, che pure non si risguardavano
+in guerra coi Genovesi, non vollero cominciare le ostilità contro questa
+fortezza. Accadde però che un convoglio, accompagnato da debole scorta,
+passando presso le mura di Pietra Santa, fu svaligiato dalla
+guarnigione. Dopo ciò si credettero in diritto i Fiorentini
+d'assediarla, e la guerra invece di essere diretta contro Agostino
+Fregoso, diventò aperta tra i due stati[358]. Dal canto loro i Genovesi
+mandarono Costantino Doria con una flotta di dieci galere e quattro
+vascelli rotondi per guastare Livorno, Vado e tutte le coste della
+Toscana[359].
+
+ [357] Pietra Santa è la più grossa terra della Versilia, ed ha il
+ nome di città, sebbene, forse a cagione del suo clima insalubre, sia
+ poco popolata. È distante sette miglia da Massa da Carrara, 16 da
+ Lucca, e venti circa da Pisa. _N. d. T._
+
+ [358] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 431. — Scip. Ammirato, l.
+ XXV, p. 163. — I. Mich. Bruti, l. VIII, p. 198._
+
+ [359] _Uberti Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 651. — P. Bizarro, l.
+ XV, p. 357. — Agost. Giustiniani Ann., l. V, f. 241._
+
+Il cattivo aere di Pietra Santa fece nell'assedio di questa piccola
+città, cominciato nella stagione delle febbri, perdere molta gente.
+Furonvi poche azioni militari; non per anco erano state piantate le
+batterie contro le mura, e di già i tre capitani de' Fiorentini, i conti
+di Pitigliano e di Marciano e Rannuccio Farnese, erano ammalati, e la
+maggior parte de' soldati incapaci di servire; onde il 10 ottobre
+stavano omai per levare l'assedio[360], quando i Fiorentini mandarono
+alla loro armata considerabili rinforzi con tre nuovi commissarj. Questi
+si sforzarono di far capire ai soldati che in un clima caldo e malsano
+l'autunno era la stagione di cominciare non di terminare la campagna, e
+li persuasero a restare tuttavia sotto Pietra Santa, ed il 21 e 22
+ottobre li condussero all'assalto di due ridotti, di cui
+s'impadronirono, l'uno al _salto della Cervia_, e l'altro nella valle di
+_Corvara_; per mezzo di questi la guarnigione aveva potuto mantenersi in
+comunicazione colle montagne. In uno di questi attacchi fu per altro
+ucciso il conte di Marciano, i tre nuovi commissari, Guicciardini,
+Gianfigliazzi e Pucci, furono assaliti dalla febbre epidemica, onde fu
+mandato in loro vece Bernardo del Nero. Arrivò questi al campo il 2 di
+novembre, quando la guarnigione era omai ridotta a mancare di
+vittovaglia; si diede l'assalto alla piazza il 5 novembre, ed i
+Fiorentini rimasero padroni di un bastione. Allora Lorenzo de' Medici,
+che non s'avvicinava di buon grado agli accampamenti quando poteva
+esporsi a qualche rischio, recossi a quello di Pietra Santa immantinenti
+per ricevervi la capitolazione, che fu soscritta l'otto di
+novembre[361].
+
+ [360] _Scip. Ammir., l. XXV, p. 163._
+
+ [361] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 164. — Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 434. — P. Bizarro, l. XV, p. 358. — Agost. Giustiniani, l.
+ V, f. 242._
+
+Intanto i Fiorentini avevano assoldate diciotto galere catalane,
+capitanate da Requenseno e da Villa-Marina; avevano formato un partito
+tra gli emigrati genovesi, nemici di Paolo Fregoso, e volevano attaccare
+questo doge nella sua capitale. Bernardo del Nero potè a stento tenere
+riunita l'armata che aveva presa Pietra Santa, e che trovavasi
+indebolita e scoraggiata da sempre rinascenti malattie. Non pertanto
+apparecchiavasi a continuare la campagna, quand'ebbe notizia che gli
+emigrati genovesi erano stati disfatti il 22 di dicembre; onde s'arrese
+alle istanze de' soldati, e li pose ne' quartieri d'inverno[362].
+
+ [362] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 166._
+
+Lodovico il Moro, reggente di Milano, ed il papa offrivano alle due
+repubbliche la loro mediazione: proponevano, o di lasciare ai Genovesi
+il possedimento di Sarzana, ed ai Fiorentini quello di Pietra Santa, o
+di cambiare queste due piazze l'una per l'altra, onde ogni repubblica
+riavesse ciò che le spettava. Nella prima supposizione i Genovesi
+domandavano che i Fiorentini evacuassero Sarzanello, fortezza attigua a
+Sarzana, sempre da loro posseduta. Questi ricusavano di farlo, ove non
+venissero rimborsati del prezzo d'acquisto pagato al Fregoso per
+ambidue. Tali pretese, sebbene opposte, non sembravano difficili ad
+accordarsi, onde in tutto il 1485 le ostilità rimasero sospese, tanto
+più che la guerra di Napoli e della Chiesa richiamava l'attenzione e le
+forze de' Fiorentini[363]. Le nuove negoziazioni intavolate dal papa nel
+1486 tornarono infruttuose; si stracciò il trattato sottoscritto colla
+sua mediazione; i due popoli si accusarono vicendevolmente di mala fede,
+e ripresero nuovamente le armi[364].
+
+ [363] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 167._
+
+ [364] _Ivi, p. 173. — Uberti Folietae, l. XI, p. 652._
+
+In sul finire di maggio del 1487, i Genovesi sorpresero la fortezza di
+Sarzanello; ma non poterono occupare la rocca dove i Fiorentini si erano
+ritirati. Firenze mandò subito in sul luogo tutti i suoi condottieri,
+cioè il conte di Pitigliano, il signore di Piombino, quello di Faenza, e
+gli Orsini. La loro armata rientrò il 15 aprile in Sarzanello, e vi fu
+fatto prigioniero co' suoi nipoti Giovanni Luigi del Fiesco, che
+comandava i Genovesi[365]. Il Pitigliano assediò subito Sarzana; alzò
+tre ridotti fra la città e la Magra; aprì una batteria di otto bombarde,
+che fecero nel corpo della piazza una breccia praticabile; e già stava
+per ordinare l'assalto, quando Lorenzo de' Medici, avvisato che gli
+abitanti erano in procinto di arrendersi, accorse per ricevere la loro
+capitolazione, che fu conchiusa il 22 maggio del 1487, e l'armata
+vittoriosa si obbligò a rispettare le proprietà degli abitanti[366].
+
+ [365] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 178._
+
+ [366] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 179. — Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 653._
+
+Invece di continuare la guerra dopo questa vittoria, o di terminarla con
+una buona pace, Lorenzo de' Medici non lasciò che un migliajo di soldati
+a Sarzana, e si unì a Lodovico il Moro per persuadere Paolo Fregoso ad
+assoggettare di nuovo Genova al duca di Milano. Sebbene l'avanzata età
+del cardinale Fregoso cominciasse a calmare le sue passioni, la duplice
+dignità d'arcivescovo e di doge non aveva potuto ridurlo a rinunciare al
+carattere di capo di fazione. Suo figliuolo naturale, Fregosino,
+camminava come lui, sempre circondato da un branco di banditi, avvezzi a
+disprezzare tutte le leggi per soddisfare a qualunque sua voglia. Un
+consiglio de' dieci, nuovamente instituito in Genova per reprimere tali
+disordini, aveva fatto arrestare Tommaso Fregoso. Il cardinale o suo
+figlio, prendendo le difese del loro congiunto, fecero assassinare
+Angelo Grimaldi, uno de' decemviri e Tobia Lomellini[367]. In pari tempo
+entrarono in trattato con Lodovico il Moro per dargli in mano Genova
+alle stesse condizioni più volte pattuite coi duchi di Milano, e più
+volte violate; ma essi cercarono in questa nuova convenzione per la loro
+famiglia, quella guarenzia che non potevano trovare per la loro patria.
+La figlia naturale dell'ultimo duca, Chiara Sforza, vedova di Pietro del
+Verme, fu data in matrimonio a Fregosino, figliuolo dell'arcivescovo; le
+nozze si celebrarono con regale fasto a Milano, in luglio del 1487, alla
+presenza degli ambasciatori della repubblica: per tal modo la libertà
+della repubblica era per essere sagrificata al vergognoso matrimonio di
+due bastardi[368].
+
+ [367] _Ubert. Folieta Hist. Genuens., l. XI, p. 654._
+
+ [368] _Diario del Notajo di Nantiporto, p. 1105. — Barthol.
+ Senaregae Comment. de reb. Gen., t. XXIV, Rer. Ital., p. 513._
+
+Ma l'alleanza di Paolo Fregoso col duca di Milano eccitò la diffidenza
+di tutti i Genovesi, ed i nemici del doge approfittarono di questa
+pubblica disposizione per riunirsi contro di lui. Ibletto e Giovanni
+Luigi del Fiesco, due fratelli, che avevano contribuito alla sua
+grandezza, apparecchiaronsi ad abbattere l'idolo da loro innalzato, e si
+volsero a Battista Fregoso, che il cardinale, zio, teneva esiliato nel
+Friuli, dopo averlo tradito, e cacciato dal palazzo ducale cinque anni
+prima. Si addirizzarono inoltre a Giovanni e ad Agostino Adorno, capi
+dell'opposta fazione, che vivevano ritirati a Selva, e con questi
+fissarono il giorno in cui attaccherebbero all'impensata l'odiato
+doge[369].
+
+ [369] _Barth. Senaregae, p. 514. — Ubert. Folietae, l. XI, p. 653._
+
+Giovan Luigi del Fiesco s'internò tra le montagne per armare i suoi
+vassalli, ed unire alle milizie tutti i soldati vagabondi che gli
+verrebbe fatto di ritrovare. Ibletto, incaricato di raccogliere truppe
+negli stessi sobborghi di Genova, nascose le sue pratiche cogli
+apparecchi di continue feste, e di un dissipamento che dava a tutti
+nell'occhio. Il doge lo fece interpellare sul conto de' soldati che gli
+si vedevano intorno, ed Ibletto rispose ch'erano antichi suoi compagni
+d'armi, che approfittavano della presente pace d'Italia, per darsi buon
+tempo alcuni giorni con lui. Ma questo sospetto, manifestato da Paolo
+Fregoso, fece sentire ad Ibletto che non poteva protrarre più oltre
+l'esecuzione de' suoi progetti; onde la stessa sera, in agosto del 1488,
+sorprese porta delle Capre presso santo Stefano, vi si fortificò con un
+centinajo di soldati, facendo nello stesso tempo avvisare i suoi
+compagni dell'accaduto, e caldamente pregandoli ad accorrere in suo
+ajuto. Pietro Fregoso non credette di doverlo attaccare prima del
+giorno; ignorava le forze del suo nemico e le disposizioni della città,
+e non voleva spogliare le fortezze di soldati, nell'istante in cui forse
+pensavasi a sorprenderle; questo ritardo fu la salvezza de' congiurati.
+Prima del giorno Gian Luigi del Fiesco entrò in città colla piccola
+armata raccolta nelle montagne. Vi entrarono pure Agostino e Giovanni
+Adorno con tutta la loro fazione da lungo tempo oppressa: e Battista
+Fregoso non aveva tardato ad unirsi co' più inveterati nemici della
+propria casa, per vendicarsi della perfidia di suo zio. La loro armata
+trovavasi di già superiore d'assai a quella del doge, onde in sul fare
+del giorno, attaccò il palazzo del pubblico. Paolo, troppo tardi
+conobbe, che la perdita di una notte era stata cagione della sua ruina;
+fuggì con suo figlio nella cittadella, mentre che il suo amico Paolo
+Doria ritardava la marcia degli aggressori con artificiose proposizioni,
+e lo sottraeva in tal modo al pugnale di Battista Fregoso, infiammato da
+desiderio di vendetta[370].
+
+ [370] _Barthol. Senaregae de reb. Genuens., p. 515. — Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 655._
+
+I nemici del cardinale, poichè si videro padroni del palazzo, cercarono
+di dare una nuova forma alla repubblica. Non vollero nominare il doge,
+perchè questa suprema dignità avrebbe risvegliata la rivalità degli
+Adorni e de' Fregosi, ed avrebbe inoltre scontentati i Fieschi, esclusi
+dalla loro nobiltà da una magistratura popolare. Il senato prescelse
+adunque dodici cittadini, cui diede prima il nome di capitani, poi di
+riformatori della repubblica di Genova. I capi delle due popolari
+fazioni, quelli di tutte le famiglie nobili, e quelli che per qualsiasi
+titolo avevano la confidenza de' loro concittadini, trovaronsi riuniti
+in questo nuovo consiglio[371].
+
+ [371] _Barth. Senaregae, p. 515._
+
+Il primo ordine emanato da questi magistrati fu quello di attaccare la
+fortezza. Il cardinale non erasi accontentato di questa, ma aveva
+alloggiati soldati nelle vicine case, cacciandone gli abitanti; aveva
+barricate le strade, ed erasi posto in istato di sostenere un lungo
+assedio. Le battaglie date all'intorno della fortezza ridussero i
+Genovesi nella più spaventosa desolazione. Ogni palazzo veniva a vicenda
+attaccato e difeso coll'artiglieria; quando l'un partito o l'altro era
+forzato ad evacuarlo, vi appiccava, ritirandosi, il fuoco, ed in mezzo
+alle zuffe ed agl'incendj, vedevansi gli abitanti, le donne ed i
+fanciulli, contrastare ai soldati, che saccheggiavano le case, i loro
+mobili e le loro ricchezze. La devastazione s'andava ogni dì più
+allargando, e questa doviziosa città, così rinomata per la sua
+magnificenza, sembrava minacciata di distruzione dai suoi medesimi
+cittadini[372].
+
+ [372] _Uberti Folietae, l. XI, p. 656. — Barth. Senaregae, p. 516. —
+ P. Bizarri, l. XV, p. 363._
+
+Mentre queste pratiche si andavano prolungando, i magistrati eransi
+rivolti al papa, loro concittadino, per implorarne la protezione, ed al
+re di Francia Carlo VIII, cui offrivano la signoria della loro città a
+quelle medesime condizioni che l'aveva avuta suo padre. Dall'altro canto
+Paolo Fregoso aveva domandato ajuto al duca di Milano, il quale fece
+avanzare verso la Liguria Gian Francesco di Sanseverino, conte di
+Cajazzo, figliuolo di Roberto, ch'era morto nel precedente anno. Nello
+stesso tempo alcuni ambasciatori milanesi arrivarono a Genova, e la loro
+mediazione fu accettata dalle due parti. Proposero di dividere la
+repubblica tra gli Adorni ed i Fregosi; di cedere ai primi Savona con
+tutta la riviera di Ponente; di conservare ai secondi Genova e la
+riviera di Levante; per ultimo di riconoscere la suprema signoria del
+duca di Milano sopra l'una e l'altra parte[373]. Questa proposizione,
+che sagrificava la gloria e l'esistenza stessa della nazione a vantaggio
+dei capi di partito, venne rigettata dall'uno e dall'altro egualmente,
+pure accrebbe la reciproca diffidenza. Ma Battista Fregoso era odioso e
+sospetto a Lodovico il Moro; gli ambasciatori milanesi lavoravano
+nascostamente a staccare da lui i suoi nuovi compagni, e da questi
+ottennero infatti che fosse loro sagrificato. Battista venne arrestato
+nella casa di Agostino Adorno, dov'erasi recato senza verun sospetto, e
+fu portato a bordo di una galera, che partì alla volta d'Antipoli nel
+Friuli, luogo del suo precedente esilio, dal quale era partito poche
+settimane prima. Gli altri capi avevano acconsentito alle nuove
+proposizioni degli ambasciatori milanesi. Agostino Adorno doveva per
+dieci anni tenere in Genova l'autorità ducale, col titolo di
+luogotenente del duca di Milano; Ibletto e Giovan Luigi del Fiesco
+dovevano conservare tutte le loro onorificenze ed il loro credito. Il
+cardinale Paolo Fregoso doveva abdicare la carica ducale, e consegnare
+ai Milanesi il Castelletto e le altre fortezze. Gli si prometteva in
+ricambio un'annua pensione di sei mila fiorini, e mille si promettevano
+a suo figlio Fregosino, finchè il papa gli dasse in beneficj
+ecclesiastici una rendita eguale a questa somma. A tali condizioni
+poteva Paolo Fregoso trattenersi in Genova, purchè si limitasse alle sue
+incumbenze ecclesiastiche; ma costui era troppo orgoglioso per ubbidire
+dove aveva comandato. Uscendo dal Castelletto, in ottobre del 1488,
+s'imbarcò con tutti i suoi effetti sopra due galere che si era fatto
+apparecchiare, delle quali, sopraggiunte da violente burrasca presso le
+coste della Corsica, una perì con tutto il carico, l'altra, dopo avere
+perdute tutte le sue antenne, si sottrasse, può dirsi per miracolo, alla
+tempesta, ed approdò a Cività Vecchia; indi Paolo Fregoso passò a Roma,
+che più non abbandonò fino alla sua morte, accaduta il 2 di marzo del
+1498[374].
+
+ [373] _Uberti Folietae, l. XI, p. 657. — Barth. Senaregae, p. 517._
+
+ [374] _Uber. Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 657. — Barth. Seneragae,
+ t. XXIV, p. 518. — P. Bizarro, l. XV, p. 366._
+
+La repubblica di Firenze non aveva motivo di lodarsi di questa
+rivoluzione, cui aveva contribuito, tenendo viva una piccola guerra nei
+confini della Liguria. Il duca di Milano non fu appena padrone di
+Genova, che manifestò il suo rincrescimento per la perdita di Sarzana e
+di Pietra Santa, e si fece ad apparecchiare i mezzi di riavere quelle
+due città[375]. Ma Lorenzo de' Medici, ostinandosi a diffidare di ogni
+repubblica, temeva assai meno le pratiche e le trame di un vicino
+principe, che l'esempio di libertà e d'indipendenza, che altri cittadini
+potevano dare ai Fiorentini. Oramai Perugia, Bologna e Genova non
+potevano per questo rispetto cagionargli veruna inquietudine. Venezia
+veniva sempre risguardata come una potenza nemica; e per ultimo le due
+repubbliche, che dividevano con Firenze la sovranità della Toscana,
+andavano ogni giorno perdendo la loro importanza. Pareva che quella di
+Lucca non ad altro mirasse che a farsi dimenticare, più non vedevasi
+rammentata da veruno scrittore del secolo: e perchè il suo governo vietò
+con gelosa diffidenza la pubblicazione di tutte le storie nazionali,
+appena ci possiamo accorgere della sua esistenza. In quello stesso tempo
+la repubblica di Siena faceva tristamente parlare di sè, consumando nel
+suo seno le proprie forze.
+
+ [375] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 182._
+
+Poichè il duca di Calabria ebbe abbandonata quella città nel 1480, essa
+fu costantemente agitata dalla più spaventosa anarchia. Furiosi
+demagoghi avevano a vicenda esiliati, proscritti, precipitati dalle
+finestre del palazzo, e fatti morire sul patibolo tutti coloro che per i
+loro natali, per singolare ingegno, o per importanti servigi, renduti
+alla repubblica, si erano distinti in faccia ai loro concittadini. Gli
+ordini, ossia i Monti dei nove, dei dodici, dei riformatori, dei
+gentiluomini, ora gli uni, ora gli altri esposti alla persecuzione,
+erano stati talora affatto esclusi dal supremo governo, talora aboliti o
+proscritti. Nel 1482 la repubblica aveva riconosciuto il solo ordine del
+popolo, cui si erano riuniti tutti gli altri[376]. Ma questa prudente
+risoluzione, che doveva distruggere tutte le distinzioni tendenti
+soltanto a perpetuare i tumulti, era stata abolita nel 1484 dagli stessi
+democratici. Avevano voluto nuovamente segregare dalla loro corporazione
+tutti coloro che avevano qualche pretesa aristocratica, facendo appunto
+che questi aboliti diritti formassero un titolo d'esclusione, e lo
+stabilimento di quest'oligarchia affatto plebea era stato lordato col
+sangue di nuove vittime[377]. Ogni giorno andava crescendo il numero
+degli esiliati da Siena; questi più non vivevano isolati ne' luoghi del
+loro esilio, ma si adunavano negli stati limitrofi in ragguardevoli
+corpi di truppe, e spaventavano il governo rivoluzionario coi frequenti
+tentativi che facevano per tornare in patria, o per forza o per
+sorpresa. Lorenzo de' Medici era alleato di questo governo anarchico;
+egli aveva persuasi i Fiorentini a rinunciare all'antica loro massima di
+non cercare amici che tra gli amici della giustizia, dell'onore e della
+libertà. I suoi trattati venivano sempre suggeriti dall'interesse del
+momento, dalla gelosia, dal desiderio d'indebolire i suoi vicini, e per
+ultimo dalla politica, le di cui viste sono troppo più corte che quelle
+della morale. Nel 1482 aveva sagrificati gli alleati sienesi, padroni di
+Monte Reggioni, i quali, rimasti privi tutt'ad un tratto de' suoi ajuti,
+erano stati costretti di abbandonare quel castello ai loro nemici[378];
+ed egli aveva il 14 di giugno del 1483 conchiusa una lega per
+venticinque anni, a nome de' Fiorentini, col popolaccio che
+tiranneggiava Siena[379]; ma gli emigrati non avevano perciò ommesso di
+cercare di occupare prima il castello di Saturnia, poi la città di
+Chiusi, ed all'ultimo la terra di San Quirico.
+
+ [376] _Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. V, f. 86._
+
+ [377] _Ivi, f. 92._
+
+ [378] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 85. — Alleg. Allegretti
+ Diar. Sanesi, p. 811-813._
+
+ [379] _Orl. Malavolti, l. V, f. 87._
+
+Questi emigrati Sienesi appartenevano a tutti i partiti, a tutti i
+_Monti_, secondo l'abituale linguaggio di Siena. Molti di coloro
+ch'erano stati mandati dopo gli altri in esilio, avevano partecipato
+alla proscrizione, ed ancora al supplicio delle prime vittime. Il giusto
+odio che li teneva divisi, formava la speranza degli oppressori della
+loro patria. Essi lo sentirono, dimenticarono tutte le offese che la
+sorte aveva di già vendicate, e presero la risoluzione di unirsi contro
+i soli nemici, de' quali non devonsi mai scordare le scelleratezze, cioè
+quelli che sono sempre possenti. Nicolò Borghesi e Neri Placidi
+sottoscrissero in Roma, a nome dell'ordine dei Nove, la pace con Lorenzo
+e con Guid'Antonio Boninsegni, rappresentanti del monte dei Riformatori.
+Nello stesso tempo Lionardo, figliuolo di Battista Bellanti,
+appartenente ancor esso all'ordine dei Nove, il di cui padre era perito
+sul patibolo, fece in Pisa la pace con Bartolommeo Sozzini e con Niccolò
+Severini del monte de' Dodici, i quali avevano avuto parte in queste
+crudeli esecuzioni. Obbligaronsi tutti ad operare di concerto pel
+vantaggio di tutti gli esiliati, ed a non avere in avvenire altro scopo,
+che quello di liberare la loro patria del giogo tirannico sotto cui
+gemeva[380].
+
+ [380] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 93._
+
+Dopo ciò gli emigrati si adunarono a Staggia, posta all'estremo confine
+del Fiorentino, di dove partirono il 21 di luglio del 1487 con cento
+fanti, presi al loro soldo, e pochi cavalieri, comandati dal capitano
+Bruno di Cremona. Invece di tenere la strada principale, presero le poco
+frequentate delle foreste: ma non pertanto in Siena si era avuta
+contezza della loro intrapresa, ed erano stati spediti contro di loro
+molti distaccamenti di truppe, che si avanzarono fino a breve distanza
+da Staggia, sicchè poterono assicurarsi che non vi si faceva verun
+movimento. Avevano da prima visitate tutte le macchie presso Siena, e
+nulla vi avevano scoperto. Queste scolte tornarono perciò in città e
+riferirono al governo essere false le notizie dategli, e che non si
+trovavano nemici in verun lato. Un ridicolo accidente aveva sottratta
+alle loro indagini la piccola truppa degli emigrati. Avevano questi
+caricati sopra un mulo gli ordigni di cui volevano valersi per atterrare
+le porte; il mulo si pose in fuga per la foresta, e si trasse dietro
+tutta la piccola armata affatto fuori della via che doveva tenere. La
+bestia venne finalmente raggiunta, dopo due ore di faticoso viaggio, ed
+allora gli emigrati si rimisero in cammino alla volta di Siena, temendo
+per altro che questo ritardo, che fu loro cagione di prospero successo,
+non guastasse ogni loro disegno. Tutte le pattuglie erano rientrate in
+città, eransi levate dalle mura le guardie straordinarie, e dormivano le
+scolte notturne, quando questo drappello di congiurati arrivò, poco
+prima che facesse giorno, alla porta di Fonte Branda. I loro complici,
+che gli aspettavano sulle mura, gli ajutarono a salirle con scale di
+corda, finchè trenta dei più coraggiosi s'impadronirono della porta, e
+l'aprirono al rimanente della truppa.
+
+Si era promesso al capitano Bruno che, appena spiegata la sua bandiera
+in città, verrebbe raggiunto da numerose partite di malcontenti; ma
+invece niuno appariva, onde questo condottiere, scoraggiato, non ardiva
+innoltrarsi per le strade. Gli emigrati quasi soli le corsero, gridando
+i _Nove, popolo, e libertà_. Pochi erano quelli che accorrevano in loro
+ajuto, ma altronde niuno prendeva le armi per opporsi. Il governo era
+troppo detestato per trovare difensori, troppo temuto perchè i cittadini
+ardissero dichiararsi contro di lui. Uno de' suoi capi, Cristoforo di
+Guiduccio, ingannato dalla voce di coloro che lo chiamavano,
+supponendoli suoi partigiani, si diede egli stesso in potere de'
+congiurati che lo uccisero. Altri, non più di quaranta, adunaronsi a
+Camporeggio; essi potevano pure bastare per iscacciare gli emigrati, che
+si trovavano dispersi per le strade di una vasta città, e scoraggiati
+dal vedersi abbandonati, ma quando i partigiani del governo si videro in
+così piccolo numero, non osarono tentar nulla. Molti di loro rientrarono
+celatamente nelle proprie case, e deposero le armi per non essere
+compromessi, ed i capi, trovandosi da tutti abbandonati, uscirono di
+città. Per tal modo due branchi di uomini si contendevano il
+possedimento di così potente e bellicosa città. Ognuno conosceva la
+propria debolezza, e, ignorando quella del nemico, credevasi perduto:
+finalmente dopo essersi molto aggirate, le varie bande d'emigrati
+riunironsi di nuovo sulla piazza, e, trovandosi in numero di ottanta,
+assediarono il palazzo. Matteo Pannilini, capitano del popolo,
+abbandonato da tutte le sue guardie, erasi chiuso solo nella gran torre,
+dove si difese qualche tempo; ma infine fu costrette a rendersi
+prigioniero, cedendo agli emigrati la sede del governo. E per tal modo,
+quasi senza spargimento di sangue, fu condotta a termine la rivoluzione
+che rendeva agli esiliati la loro patria[381].
+
+ [381] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f 92-93. — All. Allegretti
+ Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 822. — Stef. Infessura Diario di Roma, t.
+ III, p. II, p. 1217._
+
+Perchè la rivoluzione di Siena era stata operata da tutti gli ordini,
+tutti furono da principio chiamati a parte dalla suprema autorità. Si
+voleva che la repubblica fosse governata da quattro monti, ognuno de'
+quali darebbe al consiglio generale cent'ottanta consiglieri. Gli ordini
+dei gentiluomini e dei Dodici non furono contati che per un monte
+complessivamente; i Nove, il Popolo ed i Riformatori erano gli altri
+tre[382]. Questa divisione era saggia e press'a poco in ragione del
+numero de' cittadini che ogni monte aveva precedentemente scelto, sotto
+il nome di _riseduti_, per esercitare le magistrature; ma non fu
+lungamente mantenuta: una balìa, formata di ventiquattro cittadini,
+venne autorizzata ad esercitare per cinque anni un potere dittatoriale,
+ed il nuovo governo di Siena, come quello cui succedeva, credette di non
+potere fondare sopra solide basi la sua autorità, se non privando i suoi
+nemici del diritto di cittadinanza, esiliandoli, e mandandone inoltre
+alcuni al supplicio[383].
+
+ [382] _Orland. Malavolti, p. III, l. VI. f. 94._
+
+ [383] _Orl. Malavolti, p. III, l. VI, p. 95._
+
+In questo tempo di pace generale per l'Italia, non furono le sole
+repubbliche travagliate da interne rivoluzioni; anche i piccoli
+principati vennero turbati da congiure; ed in quelle che scoppiarono in
+Romagna, nel 1488, si credette di ravvisare la conseguenza delle
+pratiche di Lorenzo de' Medici, ed il risentimento di un uomo, che dopo
+molti anni, vendicava antiche ingiurie.
+
+Quel Girolamo Riario, figlio o nipote, e favorito di Sisto IV, che dieci
+anni prima era stato l'anima della congiura de' Pazzi, erasi, dopo
+l'elezione d'Innocenzo VIII, ritirato nel suo principato di Forlì e
+d'Imola. Era inoltre rimasto depositario di castel sant'Angelo; ma sua
+moglie aveva consegnata quella fortezza ai cardinali, il 25 agosto del
+1484, contro il pagamento di grossa somma di danaro[384]. Questa
+principessa, figlia naturale dell'ultimo duca di Milano, aveva
+procacciata al Riario la protezione di casa Sforza. Dall'altro canto
+Giuliano della Rovere, cardinale di san Pietro, onnipossente alla corte
+d'Innocenzo VIII, era sommamente interessato alla difesa del principe di
+Forlì, suo cugino. Per tali motivi i molti nemici che questi si era
+fatti in tempo del pontificato di Sisto IV, non osarono di attaccarlo
+scopertamente, ma è probabile che avessero parte in una cospirazione
+formata in casa sua. Cecco dell'Orso, capitano delle sue guardie, Luigi
+Panzero e Giacomo Ronco, suoi ufficiali, determinarono d'ucciderlo,
+sebbene non avessero, che si sappia, verun altro motivo di odio, che
+quello di non aver potuto da lui ottenere il loro soldo arretrato,
+mentre venivano stretti al pagamento delle proprie loro contribuzioni.
+
+ [384] _Stef. Infessura Diar. Romano, t. III, p. II, Rer. Ital. p.
+ 1187._
+
+Il 14 aprile del 1488, mentre stava pranzando la famiglia del Riario, i
+tre congiurati entrarono nella sua camera, sotto colore di parlargli
+delle loro incumbenze, ed avendolo trovato solo, lo pugnalarono, si
+divisero le sue vesti e gittarono giù dalla finestra il suo corpo
+spogliato. Il popolaccio, invitato dalle loro grida a vendicarsi del suo
+tiranno, strascinò questo corpo pei capelli per tutte le strade della
+città. Catarina Sforza sua vedova ed i suoi figliuoli vennero subito
+imprigionati, e la fortezza, di cui aveva il comando un luogotenente
+fedele al Riario, ebbe l'intima di arrendersi. I congiurati scrissero il
+19 aprile a Lorenzo de' Medici di averlo liberato di un uomo che più
+d'ogn'altro meritava il suo odio, ed in pari tempo gli chiedevano
+ajuto[385].
+
+ [385] La loro lettera è stampata in _Roscoe, Appendix n.º 71, p.
+ 101_. Marin Sanuto accusa formalmente Lorenzo de' Medici di essere
+ stato l'istigatore di tale attentato, _p. 1244_.
+
+Il comandante della rocca, non lasciandosi atterrire dalle grida del
+popolo nè dalla morte del suo padrone, ricusò di aprirla agli
+assedianti, se prima non ne aveva l'ordine dalla medesima Catarina
+Sforza, quando si trovasse libera. Dal canto suo questa promise agli
+insorgenti di persuadere il castellano a cedere ad una sorte
+inevitabile, purchè potesse parlargli. Siccome si ritenevano i di lei
+figli in ostaggio, non si ebbe difficoltà di lasciarla entrare nella
+rocca; ma vi fu appena ricevuta, che fece far fuoco contro gli
+assedianti. Si minacciò di far morire i suoi figli; ed essa rispose: «se
+voi gli uccidete, tengo un figlio in Imola, ne porto un altro in seno,
+che cresceranno per essere i vindici di tanto delitto[386];» onde il
+popolaccio atterrito non eseguì la sua minaccia.
+
+ [386] _Bayle, Dictionnaire critique_ alla parola _Sforza_ (Catarina)
+ fa che questa principessa dia un'immodesta risposta, diventata
+ celebre; e si appoggia alle autorità del _Machiavelli, l. VIII, p.
+ 443_; di _G. M. Bruto, l. VIII, p. 213_, e del _Muratori Ann.
+ d'Ital_. che segue una cronaca MS. di Bologna; ma il Bayle, che
+ amava lo scandalo, non fece parola del racconto assai più naturale e
+ più onesto della maggior parte degli storici contemporanei, quali
+ sono _Stefano Infessura_, ch'egli conosceva, _t. III, p. II, Rer.
+ Ital., p. 1220. — All. Allegretti, Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 823. —
+ Hier. de Bursellis, Ann. Bononienses, p. 907. — Bernardino Corio,
+ Stor. di Milano, p. VI, p. 1025. — Diario Ferrarese, t. XXIV, p.
+ 280. — Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 240._
+
+Gli uccisori di Girolamo Riario avevano pure implorata la protezione
+d'Innocenzo VIII; e questo papa, sperando di ricuperare col loro ajuto
+la sovranità d'un'importante città, aveva ordinato al governatore di
+Cesena di condurre loro tutti i soldati che potrebbe adunare, e tutta la
+sua artiglieria. Nello stesso tempo Lodovico Sforza mandava in ajuto di
+sua nipote un'armata milanese, che di già aveva ragunata, di concerto
+con Giovanni Bentivoglio, ai confini della Romagna. Quest'armata,
+entrando in Forlì per la rocca, piombò all'impensata sui soldati della
+Chiesa, e tutti li fece prigionieri. Sei de' principali di loro furono
+tagliata loro la testa, fatti a pezzi per ordine di Bergamino, generale
+de' Milanesi. Il governatore di Cesena ed il restante de' soldati furono
+poi cambiati col figliuolo di Girolamo Riario, che questo governatore
+faceva custodire nella sua rocca di Cesena. I congiurati si rifugiarono
+a Siena con tutti i loro effetti preziosi. Catarina Sforza ebbe, quale
+tutrice de' suoi figli, il governo del principato di Forlì; e papa
+Innocenzo VIII, sempre apparecchiato ad intraprendere progetti arditi, e
+sempre atterrito di continuarli, tostochè incontrava qualche
+opposizione, non osò lagnarsi di ciò ch'era stato fatto ai suoi soldati,
+i quali non avevano altro delitto che di avere eseguiti i suoi
+ordini[387].
+
+ [387] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1219-1220._
+
+Ma le cospirazioni si moltiplicavano in Romagna con una sorprendente
+rapidità. Il 29 di aprile Ottaviano Riario, giovane figlio del conte
+Riario, era stato proclamato signore di Forlì e d'Imola, ed il 31 di
+maggio Galeotto Manfredi, signore di Faenza, perdette la vita per le
+mani di Francesca sua moglie, figlia di Giovanni Bentivoglio. Costei,
+credendosi posposta ad un'amante, e divorata da cupa gelosia, si finse
+ammalata ed invitò Galeotto a venire a trovarla. Stavano nascosti sotto
+il suo letto tre assassini; un quarto si slanciò sopra Manfredi nel
+momento in cui entrava nella camera. Ma perchè questo signore era dotato
+di singolare forza e destrezza, stava per atterrare il suo assalitore,
+prima che gli altri, usciti di sotto al letto, avessero avuto tempo di
+alzarsi in piedi; quando sua moglie balzò dal letto, prese una spada e
+gliela immerse nel seno; poi seco prese i suoi figliuoli e riparossi
+nella rocca[388].
+
+ [388] _Ivi, p. 1221. — Hier. de Bursellis Ann. Bonon., p. 907. —
+ Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 280. — J. Mich. Bruto, l. VIII, p. 214. —
+ P. Bembi, Hist. Venet., l. I, p. 10._
+
+Giovanni Bentivoglio, padre di Francesca, era in allora a Forlì con
+Bergamino, comandante dell'armata milanese. L'uno e l'altro accorsero
+subito in ajuto di questa sposa delinquente, ed entrarono senza trovare
+opposizione in Faenza. Non pertanto quegli abitanti erano affezionati
+alla famiglia di Manfredi, ed avevano veduto con orrore l'assassinio di
+Galeotto. I coraggiosi contadini di Val di Lamone, recaronsi in città, e
+sospettando tutti il Bentivoglio o il Bergamino di aspirare alla
+signoria di Faenza, gli attaccarono furiosamente. Bergamino fu ucciso in
+battaglia, ed il Bentivoglio fatto prigioniere.
+
+Antonio Boscoli, commissario della repubblica fiorentina presso Galeotto
+Manfredi, era in allora a Faenza. Gl'insorgenti gli mostrarono
+grandissimo rispetto, e gli chiesero la protezione del suo governo. I
+Fiorentini avevano veduto con viva inquietudine le negoziazioni di
+Galeotto Manfredi coi Veneziani per la vendita di Faenza; perchè i
+Veneziani, acquistando questa città, sarebbero diventati confinanti con
+Firenze, ed il governo del Medici doveva temere la vicinanza di così
+potenti rivali. Perciò tutta l'armata che stava adunata a Sarzana, fu
+subito spedita in soccorso di Faenza, sotto il comando del conte di
+Pitigliano e di Ranuccio Farnese. Questa trattenne i Bolognesi, che dal
+canto loro si armavano per liberare il capo della loro repubblica.
+Giovanni Bentivoglio fu ritenuto come ostaggio a Modigliana, finchè
+venne ristabilito l'ordine nel principato, che probabilmente egli aveva
+voluto invadere. Sedici cittadini, de' quali otto di Faenza, ed otto di
+Val di Lamone, vennero incaricati della reggenza e della tutela del
+giovanetto Astorre di Manfredi. Allorchè questo governo fu stabilito, il
+Bentivoglio riebbe la libertà, dopo avere avuto un abboccamento con
+Lorenzo de' Medici a Caffaggiuolo. Gli fu renduta la figliuola; e questa
+rivoluzione, mettendo Faenza sotto la protezione de' Fiorentini,
+accrebbe la loro influenza in Romagna[389]. La rivoluzione di Forlì non
+era loro riuscita inutile. In tempo delle turbolenze, prodotte dalla
+morte di Girolamo Riario, i Fiorentini avevano ricuperato Pian Caldoli,
+che il Riario ingiustamente riteneva[390]. Poco dopo riuscirono a fare
+sposare alla di lui vedova Giovanni de' Medici, nato da un fratello del
+vecchio Cosimo, e padre di un altro Giovanni, che si rendette famoso
+nelle guerre d'Italia col suo valore, colla sua ferocia e
+coll'attaccamento ch'ebbero per lui le bande nere. Per tal modo Forlì ed
+Imola si trovarono sotto la dipendenza di un Medici, e Catarina Riario
+entrò in quella stessa famiglia, che il suo primo marito aveva tentato
+di distruggere.
+
+ [389] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 183. — Roscoe, Life of Lorenzo
+ de' Medici chap. VIII, p. 174. — Diari Sanesi di Alleg. Allegretti,
+ p. 823._
+
+ [390] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 241._
+
+
+
+
+CAPITOLO XC.
+
+ _La Regina Catarina Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente tranquillità di tutta
+ l'Italia. — Stato dell'Europa, e pronostici di nuove burrasche.
+ — Morte di Lorenzo de' Medici e di Innocenzo VIII_.
+
+1488 = 1492.
+
+
+La repubblica di Venezia non aveva voluto immischiarsi nelle piccole
+guerre che agitarono l'Italia nel corso del precedente periodo.
+Innocenzo VIII si era mostrato difficile ad assolverla dalle censure
+così ingiustamente contro di lei pronunciate da Sisto IV; aveva voluto
+imporle onerose condizioni, obbligarla a non prendere parte nelle
+presentazioni de' beneficj, e vietarle di percepire verun imposta dagli
+ecclesiastici[391]. Vero è che Innocenzo VIII rinunciò in appresso a
+così fatte pretese, quando volle trarre la repubblica nella guerra di
+Napoli; ma i Veneziani, posti in guardia da una precedente esperienza
+del poco fondamento che potevano fare sull'alleanza di Roma, non vollero
+dare ajuto ai nemici di Ferdinando, qualunque si fosse l'odio che contro
+di lui conservassero per la guerra di Ferrara. Essi continuarono a
+mantenere contro il papa l'indipendenza delle loro prerogative
+ecclesiastiche. Il vescovado di Padova, cui volevano traslocare il
+vescovo di Belluno, essendo stato dalla corte di Roma dato nel 1485 al
+cardinale di Verona, non solo rifiutarono il possesso della nuova sede
+al candidato pontificio, ma lo costrinsero a rinunciarvi
+coll'apprensione delle altre sue entrate[392]. Avendo il loro
+ambasciatore a Roma, Ermolao Barbaro, ottenuto da Innocenzo VIII il
+patriarcato d'Aquilea, il consiglio dei dieci mostrò ancora un maggiore
+malcontento per essersi fatta così importante nomina senza il suo
+parere. Nè la riputazione del nuovo patriarca, il primo letterato di
+Venezia e forse dell'Italia, nè la distinta carica che suo padre aveva
+nello stato, sottrassero l'uno e l'altro a severissime ammonizioni, ed a
+una umiliazione, che fu poco dopo cagione della loro morte[393].
+Finalmente in tempo della guerra di Napoli i Veneziani non
+acconsentirono che il papa riscuotesse decime sul loro clero, e si
+opposero colla stessa fermezza ad ogni usurpazione de' loro diritti.
+
+ [391] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1192._
+
+ [392] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+ [393] _P. Bembi Rer. Venet. Histor., l. I, p. 16. In Thesaur. Antiq.
+ Ital., t. V, p. I._
+
+Questa guerra di Napoli, che durò pochi mesi, avrebbe probabilmente
+guastata lungo tempo l'Italia, se i Veneziani avessero voluto prendervi
+parte, ponendo in tal modo in equilibrio le due parti. Ebbero bentosto
+motivo d'essere contenti della presa risoluzione, quando si trovarono
+impegnati ai confini d'Italia in una piccola guerra, che ben poteva
+diventare egualmente importante. Sigismondo, conte del Tirolo, uno dei
+duchi d'Austria, aveva delle pretese opposte a quelle della signoria
+rispetto ai confini de' suoi stati nella contea d'Arco e nel Cadorino, e
+rispetto ai diritti sulle miniere di ferro di quest'ultimo distretto.
+Avendo determinato di farli valere colle armi, nel 1487 si assicurò di
+tutti i mercanti veneziani venuti alla fiera di Bolzano, e di tutto il
+ferro lavorato in Cadore, dichiarando in pari tempo la guerra alla
+repubblica di Venezia. Sette mila fanti e cinquecento cavalli tedeschi
+bruciarono il distretto di Roveredo, ed assediarono nella rocca Niccolò
+Priuli, che n'era governatore, il quale non si arrese che dopo una
+vigorosa resistenza[394]. In principio i Veneziani opposero a
+quest'invasione Giulio Cesare di Varano, signore di Camerino; in
+appresso diedero il comando della loro armata a quello stesso Roberto di
+Sanseverino, che l'aveva con sì felice successo diretta nella guerra di
+Ferrara. La morte di questo vecchio generale, che tanta parte aveva
+avuto in tutte le rivoluzioni d'Italia, fu il più notabile avvenimento
+della guerra del Tirolo. Dopo avere ottenuto qualche vantaggio sui
+Tedeschi, cadde in un'imboscata, che gli avevano tesa, e fu ucciso il 9
+d'agosto del 1487 in riva all'Adige, che voleva passare per assediar
+Trento[395]. Allora i Veneziani si ritirarono a Serravalle, e, rompendo
+ogni comunicazione colla Germania, costrinsero bentosto i Tirolesi a
+chiedere la pace, necessaria al sostentamento della loro industria.
+Questa fu convenuta il 14 di novembre dello stesso anno, a condizione
+che fosse restituito tutto quanto era stato preso dall'una e dall'altra
+parte[396].
+
+ [394] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1194. — P. Bembi Rer. Venet.,
+ l. I, p. 2. — Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 967._
+
+ [395] _And. Navagero, p. 1195. — P. Bembi Rer. Ven., l. I, p. 8. —
+ Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 968._
+
+ [396] _And. Navagero, p. 1196. — Stef. Infessura Diar. Roman., p.
+ 1217. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 279. — P. Bembi, l. I, p. 16._
+
+Circa lo stesso tempo la sola apparenza d'una guerra turca servì di
+pretesto alla repubblica per assoggettare all'immediato suo dominio
+l'isola di Cipro, che, dopo la morte di Giacomo di Lusignano, altro più
+infatto non era che una provincia veneziana. L'imperatore turco,
+Bajazette II, aveva fino nel 1486 apparecchiato un grosso esercito per
+attaccare Cait-Bay, soldano d'Egitto. E questi, che tutto sentiva il
+pericolo che soprastava al suo regno, se i porti di un'isola, posta in
+faccia alle sue coste, fossero in potere de' suoi nemici, aveva invitata
+la regina Cornaro a porsi in sulle difese. La repubblica le aveva subito
+mandati cinquecento Stradioti dalla Morea, e trecento arcieri di Candia,
+per guardare le sue fortezze[397].
+
+ [397] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+Pure la spedizione turca venne protratta fino al 1488. In quell'anno un
+esercito, che facevasi ammontare ad ottanta mila uomini, andò ad
+attaccare il soldano in Palestina. Mentre attraversava la Caramania,
+dove aveva occupate le città di Adena e di Tarso, fu nel mese di agosto
+sconfitto dai Mamelucchi, alle falde del monte Aman, nella stessa
+angusta valle dell'Isso, renduta celebre dalla vittoria di Alessandro.
+La flotta ottomana venne pure parte dispersa e parte distrutta da una
+burrasca, ed il Turco rinunciò all'impresa d'Egitto[398].
+
+ [398] _And. Navag., p. 1197. — Rayn. Ann. Eccl. 1488, § 9, p. 389._
+
+In tempo di questa breve guerra Francesco Priuli aveva protette le coste
+dell'isola di Cipro con ventisette galere. Quando la vide terminata,
+suppose di potere ricondurre la sua flotta a Venezia, ed era di già
+giunto in Istria, quando ricevette l'ordine di ritornare all'abbandonata
+stazione. Il senato sapeva, che, abusando dell'autorità usurpata in
+Cipro, aveva renduta la sua autorità odiosa non meno ai popoli che alla
+regina, e non ignorava che questa impazientemente soffriva l'esclusione
+da ogni amministrazione governativa, i severissimi ordini, che le
+venivano dati, e la diffidenza che di lei si mostrava. Il senato aveva
+veduti i Ciprioti pronti a sagrificarsi per Carlotta di Lusignano, per
+Luigi di Savoja, per Alfonso, bastardo di Napoli; finalmente per
+qualunque avrebbe cercato di restituire al regno la sua antica
+indipendenza, facendoli entrare nel numero de' popoli liberi, dal quale
+non sapevano tollerare di essere diffalcati. La prima guerra marittima
+poteva rendere ai Ciprioti questa libertà, ed essi erano apparecchiati a
+rivolgersi agli stessi infedeli per ottenerla, se non trovavano
+protezione presso qualche stato cristiano. D'altra parte la regina era
+tuttavia giovane, era bella e poteva portare una ricca dote ad un nuovo
+sposo; si andava dicendo che Federico, secondo figliuolo di Ferdinando,
+ne chiedeva le nozze, e se veniva ad avere figliuoli, tutti i diritti,
+che la repubblica credeva di avere acquistati per mezzo suo, sarebbersi
+perduti. Sostenevano i legisti veneziani, che il figlio di Giacomo
+Lusignano aveva ereditata la corona di suo padre; che, essendo questi
+morto in età fanciullesca, sua madre era stata la di lui erede; che
+finalmente la loro repubblica ereditava dalla madre, perchè questa era
+stata dichiarata figlia di san Marco. Ma se costei passava a seconde
+nozze, tutti gli sforzi fatti per istabilire i diritti di Catarina ad
+altro non avrebbero giovato, che ad assicurare quelli di un altro marito
+e de' suoi figli.
+
+Giorgio Cornaro, fratello della regina, venne dunque spedito in Cipro a
+bordo della flotta del Priuli. Il consiglio dei dieci, i di cui
+formidabili ordini vincevano ogni considerazione di parentela o di
+personale ambizione, l'aveva incaricato, sotto la sua responsabilità, di
+ricondurre sua sorella a Venezia. La flotta era giunta presso l'isola di
+Rodi, ed il Cornaro si recò presso la regina il 24 gennajo del
+1489[399]. Le comunicò gli ordini che aveva avuti, le fece sentire la
+sua dipendenza e la necessità di quest'ultimo sagrificio, conseguenza di
+tutti gli altri; cercò di calmare, come meglio poteva, il suo dolore ed
+il suo rammarico; le fece sentire che sarebbe inutile di giustificare la
+sua condotta in faccia al consiglio dei dieci, com'ella voleva fare, da
+che tutti conoscevano la di lei innocenza; ed all'ultimo da lei ottenne
+la promessa di perfetta sommissione ai voleri della repubblica. Ne spedì
+subito la notizia al capitano generale, che si era trattenuto ad
+Almizza, e che dietro quest'avviso venne a dar fondo nella rada di
+Famagosta il 2 di febbrajo del 1489[400].
+
+ [399] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1197. — P. Bembi Hist. Ven., l.
+ I, p. 12._
+
+ [400] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1198._
+
+Il giorno 15 dello stesso mese la regina si congedò dagli abitanti di
+Nicosia, i quali piansero dirottamente, perchè con lei perdevano perfino
+l'ombra della loro indipendenza. Essi vedevansi privati della sola loro
+protettrice, nello stesso tempo che perdevano i vantaggi pecuniarj, che
+una corte procurava alla loro città, spargendovi qualche danaro.
+Catarina, accompagnata da suo fratello, da un consigliere e dal
+provveditore dell'isola, scortata da tutta la nobiltà cipriota e da un
+corpo di cavalleria, si avviò alla volta di Famagosta. Colà fu ricevuta
+sulle galere di Venezia con rispetto e con reale pompa; ella approfittò
+di questa pubblica cerimonia per raccomandare i suoi sudditi alla
+signoria di Venezia per bocca del conte di Zaffo, suo cugino, e per
+riclamare a favore dei Ciprioti la conservazione delle loro leggi e de'
+loro privilegj. Il 26 di febbrajo l'insegna di san Marco fu posta sul
+palazzo di Famagosta, e su tutte le fortezze. Pure la regina non partì
+colla flotta che il quattordici di maggio. Arrivò a Venezia il sei di
+giugno, ed il venti dello stesso mese le fu ceduto in sovranità la terra
+d'Asolo con un'entrata di otto mila ducati. La piccola corte della
+regina di Cipro in Asolo deve qualche celebrità letteraria ai Dialoghi
+del Bembo. L'elegante finzione degli Asolani rappresentava
+verosimilmente le costumanze di quella corte; è presumibile che Catarina
+dimenticasse le noje, le cure e le umiliazioni della sua reale servitù,
+in mezzo a' ragionamenti di amore e di galanteria, nelle dispute in
+allora di moda intorno alla metafisica della passione amorosa[401].
+
+ [401] _And. Navagero Stor. Ven., p, 1199._ Era cosa ovvia il
+ credere, che nella storia di questo stesso Bembo, di cui si comincia
+ a far uso in quest'epoca, si dovessero trovare molte particolarità
+ intorno alla rivoluzione di Cipro. Ma per lo contrario fu assai
+ conciso, _l. I, p. 13_. La sua politica non gli acconsentì giammai
+ di descrivere con estensione un avvenimento, che poteva procacciare
+ qualche biasimo al suo governo.
+
+Nello stesso anno richiamò a sè gli sguardi dell'Italia un altro
+avvenimento relativo alla politica del Levante ed alle imprese dei
+Turchi[402]. Gem, o Zizim, figlio di Maometto II, fratello e rivale del
+sultano Bajazette II, fece il suo ingresso in Roma, mettendosi sotto la
+protezione del papa. Aveva posto in campo per succedere a suo padre una
+pretesa spesso allegata dai principi greci di Bisanzio. Egli era
+_porfirogeneta_, val a dire, nato mentre suo padre era sul trono, e per
+questo rispetto superiore a suo fratello maggiore, Bajazette, che diceva
+nato da un semplice privato. Questa vana distinzione bastava per uno
+stato dispotico, dove non si riconoscevano che i diritti fondati nella
+forza. Ma questa mancò a Zizim, il quale, vinto in Asia nel 1482 in una
+sanguinosa battaglia, fu costretto ad imbarcarsi in Cilicia, ed a
+rifugiarsi in Rodi, per implorare colà la protezione de' cavalieri di
+san Giovanni[403]. Questi non osarono di tenere in sui confini dell'Asia
+un ospite, che poteva chiamare sopra di loro tutte le forze del gran
+signore; perciò lo mandarono in Francia, facendolo attentamente
+custodire nell'Alvergna in una commenda del loro ordine. Bajazette offrì
+immense somme, reliquie senza numero, ed amplissimi privilegj per averlo
+nelle sue mani; ma i principi cristiani non furono così privi d'onore di
+acconsentire a tanta indegnità: ad ogni modo riesce difficile
+l'intendere, per quali giusti motivi non fu mai permesso a Zizim di
+recarsi alla corte di Cait-Bai, soldano d'Egitto[404], il quale, avendo
+un'accanita guerra con Bajazette, lo chiedeva per procacciare favore
+alle sue armi; e per quale motivo lo negassero egualmente a Mattia
+Corvino, re d'Ungheria, che col di lui mezzo sperava di fare una
+diversione negli stati del suo nemico. Sisto IV scrisse al gran maestro
+di Rodi ed a Lodovico XI, esortandoli a ritenere questo principe in
+Francia ed a non lasciarlo partire per le armate cui veniva
+chiamato[405]. Innocenzo VIII ricusò ancor esso di affidare questo
+principe a Ferdinando, re di Arragona e di Sicilia, all'altro
+Ferdinando, re di Napoli, a Mattia Corvino, al soldano ed al principe di
+Caramania; ma in pari tempo aveva chiesto che fosse a lui consegnato,
+per essere certo che Zizim non entrerebbe ne' paesi turchi senza essere
+spalleggiato da una lega di tutta la Cristianità[406].
+
+ [402] Gem in lingua turca è il nome di una specie di uva
+ squisitissima; e Gemm è un nome magico applicato d'ordinario a
+ Salomone. Demetrio Cantemir pende dubbioso tra le due etimologie, ed
+ osserva che verun altro Turco ebbe questo nome. Zizim, egli dice, è
+ un vocabolo corretto dagli Europei, _l. III, c. II, § 6. Nota._
+
+ [403] _Rayn. Ann. Eccl. 1482, § 35, p. 312. — Turco Graeciae Hist.
+ Politica, l. I, p. 30. — Demet. Cantemir, l. III, c. II, § 7 ed 8,
+ p. 128._
+
+ [404] Cait-Bai, il più accorto e più famoso soldano d'Egitto, era
+ originario della Circassia, ed il suo nome è tartaro. _Cait_ in quel
+ linguaggio significa conversione: e _Bai_ ricco. _Demet. Cantemir,
+ l. III, c. II._
+
+ [405] _Ann. Eccl. 1481, § 36, p. 313._
+
+ [406] _Ivi 1485, § 11 e 12, p. 351._
+
+Bajazette dal canto suo aveva spediti altri ambasciatori a Carlo VIII,
+per ottenere dal re la promessa di ritenere Zizim in Francia. A tal
+patto Bajazette offriva un'assai ragguardevole pensione, e guarentiva
+alla Francia il possedimento di Terra santa, tosto che fosse tolta al
+soldano d'Egitto dalle armi riunite de' Francesi e de' Turchi. Ma Carlo
+VIII, d'accordo col gran maestro Francesco d'Aubusson, aveva di già
+acconsentito alle inchieste del papa, e Zizim era di già in cammino alla
+volta di Roma[407].
+
+ [407] _Ivi 1489, § 1, p. 393._
+
+Vi fece il suo ingresso il 13 di marzo del 1489; era a cavallo col
+turbante in capo, tra Francesco Cibo, figlio del papa, ed il priore
+d'Alvergna, nipote del gran maestro d'Aubusson, ed ambasciatore di
+Francia. Trovavasi in allora in Roma un ambasciatore del soldano
+d'Egitto, per ridurre i principi cristiani ad unirsi col suo signore
+contro Bajazette. Questi andò ad incontrare Zizim; quando lo vide,
+smontò da cavallo, e si prostrò a terra; tre volte baciò il suolo,
+innoltrandosi verso di lui, poi baciò i piedi del suo cavallo e lo seguì
+fino al suo palazzo[408].
+
+ [408] _Diario di Stef. Infessura, p. 1225._
+
+All'indomani il papa tenne concistoro per ricevere Zizim in pubblica
+udienza. Invano era stato questo principe istrutto degli atti rispettosi
+che i monarchi cristiani rendono al sommo loro pontefice, che non volle
+innanzi a lui abbassare l'orgoglio del sangue ottomano. Tenendo in capo
+il suo turbante, che gli Asiatici non sogliono mai deporre, e che
+risguardano come un simbolo della loro religione, attraversò la sala
+senza chinarsi, salì sul trono, ove stava Innocenzo, e lo abbracciò,
+toccando colle sue labbra la spalla destra del papa in segno di
+amicizia, piuttosto che di rispetto, lo che fece in appresso con tutti i
+cardinali. Il suo interprete disse al papa, che si rallegrava di
+trovarsi con lui, ma che avrebbe piacere di conferire seco più
+segretamente intorno ai comuni loro interessi. Il papa rispose
+confortandolo a darsi coraggio, poichè soltanto per il bene di Sua
+Nobiltà (titolo che la corte di Roma giudicò conveniente di dargli) era
+stato condotto in quella capitale[409]. Ma il maggior bene che Zizim
+doveva trovare in Roma, altro non era che una onorevole prigionia.
+Bajazette II pagava ogni anno prima al re di Francia, poi ad Innocenzo
+VIII, quaranta mila ducati per la pensione di suo fratello. Il godimento
+di quest'entrata non era stato l'ultimo de' motivi che aveano persuaso
+Innocenzo a domandare Zizim, comperando in certo qual modo l'assenso del
+gran maestro d'Aubusson col mandargli il cappello cardinalizio[410].
+Pure Bajazette, non credendosi perciò sicuro della sorte di suo
+fratello, sebbene prigioniere, cercò i mezzi di farlo perire. Un
+gentiluomo della Marca d'Ancona, detto Cristoforo Macrino del Castagno,
+promise a Bajazette di avvelenare una fonte, dalla quale attignevasi
+l'acqua per le mense d'Innocenzo e di Zizim; il veleno non doveva
+manifestare i suoi effetti che dopo cinque giorni; ma il reo fu scoperto
+prima che dar potesse esecuzione al suo delitto, in maggio del 1490, e
+fu condannato ad orribile supplicio. Altri attentati simili furono
+egualmente prevenuti, e se non altro la vita di Zizim fu posta in
+salvo[411].
+
+ [409] _Diar. Burchardi ap. Rayn. Ann. Eccl. 1489, § 2 e 13, p. 393.
+ — Stef. Infessura Diar. di Roma, p. 1225. — Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1244. — Diar. Romano del Notajo di Nantiporto, p. 1106._
+
+ [410] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1224._
+
+ [411] _Ann. Eccl. 1490, § 5, p. 498. — Diar. di Stef. Infessura, p.
+ 1231._
+
+Non era difficile il trovare in Roma uomini apparecchiati a commettere
+così esecrande azioni; nè quella città aveva mai avuti tanti scellerati,
+nè era stata giammai travagliata da tanti delitti. Gli assassini
+camminavano a viso scoperto senza avere dato soddisfacimento nè alla
+famiglia di cui avevano versato il sangue, nè alla giustizia. Il papa, o
+i suoi ministri, loro vendevano bolle d'assoluzioni, colle quali le loro
+offese, e quelle di un determinato numero de' loro complici erano
+annullate; e quando rimproveravasi al vicecameriere questa venalità
+della giustizia, rispondeva parodiando le parole del Vangelo: _Il
+Signore non vuole la morte del peccatore, ma piuttosto che paghi e
+viva_[412].
+
+ [412] _Et cum semel interrogaretur vicecamerarius quare de
+ delinquentibus non fieret justitia, sed pecunia exigeretur,
+ respondit me presente, videlicet_: Deus non vult mortem peccatoris,
+ sed magis ut solvat et vivat. _Stef. Infessura Diar. Romano, p.
+ 1226._
+
+Il cattivo esempio dato dal clero era così scandaloso, che Innocenzo
+VIII si vide costretto a rinnovare, il 9 aprile del 1488, una
+costituzione di Pio II, colla quale si vietava ai preti di tenere
+macello, alberghi, case di giuoco e di postribolo, o di fare per danaro
+il mezzano e l'agente delle cortigiane. Se dopo tre ammonizioni non
+abbandonavano una così vergognosa vita, il papa li privava del diritto
+dell'esenzione del foro secolare, e vietava loro d'invocare il beneficio
+del clero nelle cause criminali nelle quali potrebbero trovarsi
+compromessi[413].
+
+ [413] _Constitutio apud Raynaldum Ann. Eccl. 1488, § 21, p. 392._ —
+ Quella di Pio II era del 7 maggio del 1463.
+
+Innocenzo VIII non aveva provveduta di principati la sua numerosa
+famiglia; ma avea diviso tra i suoi figliuoli le immense ricchezze della
+Chiesa, accordandone la maggior parte a Franceschetto Cibo, suo figliuol
+primogenito. Era questo Franceschetto, che, per ammassare più danaro,
+aveva renduta la giustizia così indegnamente venale. Aveva nel 1490
+convenuto coi giudici del papa, che la corte apostolica non riceverebbe
+che il pagamento delle condanne al di sotto di cento cinquanta ducati, e
+che sarebbero a suo profitto tutte le maggiori di questa somma[414].
+
+ [414] _Stef. Infessura Diar. Romano, p. 1232._
+
+Per rendere ancora più ignominiosa la venalità della giustizia della
+corte di Roma, Domenico di Viterbo, scrivano apostolico, d'accordo con
+Francesco Maldente, fabbricarono false bolle, colle quali Innocenzo
+permetteva per danaro i più vergognosi disordini. Per altro la frode
+venne scoperta; furono imprigionati i falsarj e confiscati i loro beni,
+che produssero alla camera apostolica dodici mila ducati. I parenti de'
+colpevoli speravano tuttavia di sottrarli alla pena capitale. Maestro
+Gentile di Viterbo, medico, padre dello scrivano apostolico, offrì col
+mezzo di Franceschetto Cibo cinque mila ducati per salvare la testa di
+suo figlio: aveva offerto tutto ciò che possedeva. Ma il papa rispose,
+che, trovandosi compromesso il suo onore, non poteva fargli grazia a
+meno di sei mila ducati; e perchè non si potè trovare questa somma, i
+due falsarj furono giustiziati[415].
+
+ [415] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. — Rayn. Ann. Eccl. 1490,
+ § 22, p. 402._
+
+Quando gli scrittori contemporanei fanno un così odioso quadro della
+corruzione del clero, quando i medesimi papi prendono parte a tanti
+delitti, quando lo sregolamento de' loro costumi, o i figli naturali che
+essi arricchiscono coi tesori della Chiesa, più non sono oggetti di
+scandalo, accanto a delitti ancora più gravi, si sarebbe tentati di
+supporre che la religione avesse perduto ogni potere, e che i preti, che
+tuttavia l'invocavano, o i sovrani ed i popoli, che la mantenevano colle
+loro leggi, altro non fossero che sfrontati ipocriti, che facevano
+traffico del Cristianesimo pei loro privati interessi. Ma qualora si
+prendano ad esaminare più da vicino le passioni che agitavano l'Italia,
+o i pregiudizj che la signoreggiavano, si comprende bentosto che la
+religione nulla aveva perduto del suo impero, sebbene fosse stata
+interamente staccata dalla morale. La credenza che il papa ed i suoi
+prelati potevano soli disporre delle chiavi dell'inferno e del paradiso
+non si era indebolita; tuttavia universale era l'orrore che si aveva per
+ogni opinione d'indipendenza in materia di fede, perchè dannata come
+eretica; la giustizia di Dio, pervertita tra le mani degli uomini, più
+non era che la guarenzia della fede, non quella della probità e
+dell'onore.
+
+Fu in questo depravato secolo, fu sotto il pontificato di Sisto IV,
+l'istigatore di tanti delitti, che l'inquisizione venne introdotta nella
+Spagna, e che questo sanguinario tribunale ricevette una legislazione
+assai più formidabile ed atroce, che non quella ond'era diretto tre
+secoli prima nella sua prima istituzione contro gli Albigesi. Dal 1478
+al 1482 i tribunali stabiliti in Castiglia per esaminare la fede dei
+nuovi convertiti fecero bruciare due mila persone; altri prevenuti in
+assai più copioso numero perirono nelle prigioni; altri, e questi furono
+trattati con maggiore indulgenza, vennero segnati con una croce color di
+fuoco sul petto e sulle spalle, dichiarati infami, e spogliati d'ogni
+loro avere. I nuovi tribunali non perdonarono neppure ai morti; si
+estrassero le loro ossa dai sepolcri per essere bruciate, si
+confiscarono i loro beni ed i loro figli furono notati d'infamia. Coloro
+che avevano nelle loro famiglie il sangue di qualche Moro o di qualche
+Giudeo, fuggivano da quella terra di proscrizione, sicchè nella sola
+Andalusia rimasero deserte cinque mila case[416]. Cento settanta mila
+famiglie giudee, che formavano ottocento mila individui, furono
+scacciati dal territorio della Spagna; e non pertanto la maggior parte
+dissimulò la propria religione per conservare la patria, mentre altri
+moltissimi vennero dichiarati schiavi, e venduti al pubblico
+incanto[417].
+
+ [416] _Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX, c. 22, p. 481. —
+ Ann. Eccl. Rayn. 1483, § 47-48 e 328. — Mariana, l. XXIV, c. XVII,
+ p. 106._
+
+ [417] _Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI, c. I, p. 142. — Rayn.
+ Ann. 1492, § 8, p. 408._
+
+«Questa severità nel punire gli apostati neofiti della razza giudea,
+dice l'annalista della Chiesa, Raynaldo, ottenne presso alla gente
+dabbene la più alta gloria ad Isabella, regina di Castiglia; altri però
+la calunniarono. Si diede voce che, non per vendicare le ingiurie
+dell'offesa divinità, ma per adunare dell'oro, e per accumulare
+ricchezze, procedevasi ne' giudizj con tanta severità. La stessa regina,
+avendo dato a conoscere di temere che quest'accusa non giugnesse alle
+orecchie del papa, Sisto IV scacciò dal suo cuore così ingiusto
+sospetto, ed applaudì alla di lei pietà colla sua lettera del 25
+febbrajo 1483[418].»
+
+ [418] _Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483, § 49, p. 329._
+
+Gli scrittori italiani del quindicesimo secolo, non meno che quelli del
+diciasettesimo, mai non parlavano di tali persecuzioni senza approvarne
+altamente la massima. I più moderati, i più umani contentavansi soltanto
+di biasimare le circostanze dell'esecuzione. Così Bartolommeo Senarega,
+storico di Genova, che vide trattenersi in quella città molte migliaja
+di giudei, e che fu commosso dai loro patimenti, ci offre nella sua
+narrazione un'adequata misura delle opinioni degli uomini i più filosofi
+e più tolleranti del secolo. «La legge del loro esilio, egli scrive,
+parve a prima vista lodevole, perchè tendente a conservare l'onore della
+nostra religione; ma in sè forse conteneva tanto quanto di crudeltà,
+qualora per lo meno vogliamo considerare i Giudei come uomini creati
+dalla divinità, non quali feroci belve. Non potevansi senza compassione
+osservare le loro miserie: molti di loro perivano di fame, in
+particolare i fanciulli ed i bambini lattanti; le madri, che potevano
+appena reggersi in piedi, portavano nelle loro braccia i bambini
+affamati e perivano assieme; molti soggiacevano al freddo, altri alla
+sete, l'agitazione del mare e la navigazione, cui non erano accostumati,
+aggravavano tutte le loro infermità. Io non dirò con quanta crudeltà ed
+avarizia fossero trattati dai loro condottieri. Molti vennero annegati
+dalla cupidigia dei marinai, molti costretti a vendere i loro figli,
+perchè non avevano onde pagare il noleggio; arrivarono a Genova in
+grosso numero, ma non fu loro permesso di trattenersi lungamente, perchè
+in forza di antiche leggi i Giudei viaggiatori non potevano rimanervi
+più di tre giorni. Pure si diede loro licenza di riparare le navi e di
+rifarsi per alcuni giorni dai patimenti della navigazione. Voi gli
+avreste creduti spettri; tanto eran magri, pallidi, cogli occhi
+sprofondati, e non distinguibili dagli estinti che pel movimento,
+sebbene si reggessero in piedi a stento. Molti di loro spirarono presso
+al molo, perchè questo quartiere, circondato dal mare, era il solo in
+cui fosse ai Giudei permesso di riposarsi. Non si avvertì a bella prima
+che tanti infermi e moribondi dovevano risvegliare il contagio; ma in
+primavera si manifestarono più ulceri, che non s'erano mostrate
+nell'inverno; e questa malattia, lungamente nascosta in città, fece nel
+susseguente anno scoppiare la peste[419].»
+
+ [419] _Barth. Senaregae de Rebus Genuenses, t. XXIV, p. 531._
+
+I preti non avevano risvegliato questo zelo persecutore soltanto nella
+Spagna; anche il clero d'Italia si sforzava di emulare nelle sanguinarie
+sue vendette con quello al di là de' Pirenei. Ogni anno facevasi
+circolare qualche nuova storia di un fanciullo cristiano rubato dai
+Giudei, e fatto lentamente perire sotto il coltello nel giorno di
+Pasqua, bevendo un dopo l'altro il suo sangue; e con queste terribili
+novelle si andava ispirando ai popoli lo stesso furore contro di
+loro[420]. A Firenze fra Bernardino d'Asti, francescano, predicò contro
+i Giudei una non piccola parte della quaresima del 1487. Raccomandò che
+si avesse cura di mandare tutti i fanciulli della città alla predica che
+intendeva di fare il 12 di marzo: e quando n'ebbe raccolti da due in tre
+mila, disse loro che gli aveva prescelti per essere i suoi soldati;
+ordinò loro di andare ad orare ogni mattina al santo Sagramento nella
+cappella della Chiesa, affinchè ispirasse agli adulti la santa
+risoluzione di scacciare i Giudei; dovevano perciò recitare un_ pater
+noster_ e tre _ave Maria_ stando inginocchiati. Il susseguente mattino
+tutti questi fanciulli si affollarono infatti nella chiesa, e ne
+uscirono per mettere a ruba il quartiere de' Giudei. La signoria potè
+difficilmente trattenerli; volle ammonire il predicatore, il quale
+rispose che gli ordini di Dio erano superiori a quelli de' magistrati, e
+che niente potrebbe rimuoverlo dal dire sul pergamo tutto ciò che
+credeva conveniente alla salvezza del popolo. Convenne all'ultimo farlo
+uscire dalla città con grave scandalo dello scrittore, che lasciò
+memoria di quest'avvenimento[421]. Fra Bernardino andò a terminare la
+quaresima a Siena, ove cercò di ammutinare nella stessa maniera il
+popolo contro i Giudei[422].
+
+ [420] _Raynaldi Ann. Eccl._ A Trento nel 1475, § 37; nella Marca nel
+ 1476, § 20; a Megalopoli l'anno 1492, § 9, ec. — _Il continuatore
+ delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195._
+
+ [421] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 238._
+
+ [422] _Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823._
+
+In aprile del 1492 un Francescano, spagnuolo, tentò di eccitare in
+Napoli la stessa persecuzione contro i Giudei. Dopo avere invano
+esaurite tutte le fonti della sua eloquenza ed innanzi alla corte ed
+innanzi al popolo, tentò altresì di far parlare i morti; fece comparire
+l'ombra di san Cataldo, patrono della città di Taranto, che aveva
+vissuto nel quinto secolo; fece dissotterrare una cassetta, entro la
+quale aveva chiuse certe sue profezie scritte sopra lamine di piombo,
+nelle quali erano prenunciate la ruina del regno di Napoli e la vicina
+morte del re, se non si affrettava a cacciare i Giudei dal suo regno; e
+perchè Ferdinando non gli prestava intera fede, diffuse nella corte di
+Roma e per tutta l'Italia queste profezie, che furono bentosto spiegate
+colla espulsione della casa d'Arragona dal trono di Napoli[423].
+
+ [423] _Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult., p. 1623. — Bayle
+ Diction. crit., art. Cataldus. — Mémoires de Philippe de Comines, l.
+ VII, c. XIV, p. 213._
+
+Nello stesso tempo i tribunali ecclesiastici eccheggiavano di accuse di
+sortilegi; e lo spettacolo degli sventurati, che perivano tra le fiamme
+come maghi o come eretici, si faceva ogni dì più frequente[424].
+
+ [424] Difficilmente potrebbe trovarsene un più spaventoso esempio di
+ quello della persecuzione di Arras nel 1459, contro gl'infelici
+ accusati di _vaudoisie_. Ecco il come viene raccontato da
+ Monstrelet. _Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84._ «In
+ quest'anno nella città d'Arras, nel paese d'Artois, avvenne un
+ terribile e compassionevole caso, che chiamossi, non saprei per
+ quale ragione, _vaudoisie_. Ma si dicevano essere alcune persone
+ d'ambo i sessi che si trasportavano, per virtù del demonio, dai
+ luoghi in cui si trovavano, e subito giugnevano in luoghi solitarj,
+ ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in grandissimo numero,
+ uomini e donne, e colà trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui
+ non vedevano mai il volto; e questo diavolo dava loro i suoi comandi
+ ed ordinanze, e come ed in qual modo dovevano essi adorarlo e
+ servirlo. Poi facevasi da ciascuno di loro baciare il deretano, indi
+ contava a ciascheduno un poco di danaro, ed all'ultimo loro
+ somministrava vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi si
+ nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno s'avvicinava ad una, ed in
+ quell'istante spegnevasi la luce, e conoscevansi l'un l'altro
+ carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello stesso luogo di
+ dove erano da prima partiti.»
+
+ «A cagione di questa follìa furono prese ed imprigionate molte
+ persone di qualità della detta città d'Arras, ed altre persone di
+ minor conto; e vennero talmente angustiate e così terribilmente
+ tormentate, che gli uni confessarono essere loro accaduto tal caso,
+ come abbiamo detto, e molti di più confessarono d'avere veduti e
+ conosciuti nelle loro adunanze molti ragguardevoli personaggi,
+ prelati, signori ed altri, governatori di balliagi e di città, val a
+ dire coloro, secondo la fama comune, che gli esaminatori loro
+ nominavano e ponevano in bocca, onde a forza di pene e di tormenti
+ essi gli accusavano e dicevano che veramente gli avevano veduti, e
+ questi, così nominati, venivano subito dopo imprigionati, e posti
+ alla tortura tanto e così lungamente, e tante volte, ch'erano
+ forzati a confessare; e furono quelli che appartenevano al basso
+ popolo giustiziati e bruciati inumanamente. Altre più potenti e
+ ricche persone si ricomperavano a forza di danaro per ischivare le
+ pene e le vergogne che loro si facevano; e tali altri vi furono dei
+ più grandi, che furono ammoniti e sedotti dagli esaminatori, che
+ loro davano ad intendere, e loro promettevano, se confessavano il
+ caso, che non perderebbero nè corpo nè roba. V'ebbero alcuni che
+ soffrirono con maravigliosa pazienza e costanza le pene ed i
+ tormenti, ma nulla confessarono a loro danno... e non devesi qui
+ tacere ciò che molti uomini dabbene hanno abbastanza conosciuto, che
+ questa maniera di accusa fu una cosa inventata da certi scellerati
+ per incolpare, distruggere o disonorare, o per desiderio di
+ vendetta, alcune ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano
+ inveterato odio.»
+
+ Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico ardisce questa volta
+ parlarne liberamente. Quasi ogni anno s'incontrano indizj di
+ somiglianti persecuzioni in uno o in altro luogo; ma i cronicisti,
+ risguardandole come giuste e sante, non le ricordano ordinariamente
+ che con una parola.
+
+I domenicani non volevano acconsentire che la civile autorità
+riconoscesse le loro sentenze, sebbene all'autorità secolare spettasse
+l'esecuzione delle medesime. Innocenzo VIII scriveva, il 30 di settembre
+del 1486, al vescovo di Brescia: «Nostro diletto figlio, frate Antonio
+da Brescia, inquisitore dell'eretica pravità in Lombardia, avendo
+condannati alcuni eretici dei due sessi, come impenitenti, ed avendo
+richiesti gli ufficiali di giustizia di Brescia di eseguire la sua
+sentenza, abbiamo udito con estrema sorpresa che gli ufficiali avevano
+ricusato di fare giustizia, e di eseguire i giudizj della santa
+inquisizione, se loro non facevasi conoscere il processo. In conseguenza
+vi commettiamo ed ordiniamo colle presenti, di ordinare ed ingiungere
+agli ufficiali secolari della città di Brescia, di dare esecuzione ai
+processi che voi avrete giudicati, senza appello e senza che siano
+altrimenti riveduti, nel termine di sei giorni dopo esserne stati
+legittimamente richiesti, sotto pena di scomunica, e di tutte le censure
+ecclesiastiche, che incorreranno per la sola disubbidienza, senza nuova
+promulgazione[425].»
+
+ [425] _Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. — Apud Raynaldum Ann.
+ Eccl. 1486, § 57, t. XIX, p. 377._
+
+Così non fu nè la barbarie de' secoli di mezzo, nè un ardente ed
+entusiasta zelo, in un tempo in cui la religione riscaldava tutti gli
+animi, che accesero i roghi dell'inquisizione. Non fu nè meno la
+necessità di difendere la Chiesa contro i progressi de' novatori, come
+fu da taluno supposto. Le più furiose persecuzioni e le più implacabili,
+che macchiano la storia del clero, sono anteriori di quarant'anni alle
+prime prediche della riforma; esse sono contemporanee del più grande
+incremento delle lettere, della filosofia, della coltura dell'umana
+ragione, prima di quest'epoca memorabile; esse cominciano pure
+dall'istante in cui la corte di Roma era giunta all'estremo grado di
+corruzione, e sono la nuova e spaventosa conseguenza dei compensi, che
+questa stessa corruzione aveva fatto adottare ai credenti. Agli occhi di
+Sisto IV, d'Innocenzo VIII, di Alessandro VI, si cancellava la macchia
+del delitto pel rigore con cui si conservava la purità della fede.
+Bastava una persecuzione per lavare la vergogna di mille spergiuri, di
+mille impurità, di mille delitti. Coloro che in gioventù, o in matura
+età avevano ceduto alla forza del temperamento, o ai furori
+dell'ambizione e della vendetta, potevano di tutto ottenere il perdono,
+se negli estremi istanti della loro vita accendevano il rogo per i
+Giudei, per i Mori, per gli eretici. Questa spaventosa morale, dominante
+in Ispagna, predicata in Italia, sostenuta in tutta la cristianità dalle
+bolle dei papi, stendevasi rapidamente verso i paesi meno illuminati.
+Difficil cosa è il prevedere quale sarebbe stato il termine di questa
+spaventosa progressione, se la rivoluzione di una parte della Germania
+contro la tirannia di Roma non avesse, dopo una lunga lotta, costretti i
+papi a rinunciare a questa sanguinaria intolleranza, ch'era per loro
+diventata lo scopo unico della religione[426].
+
+ [426] A difesa della chiesa romana ho di già indicata la _Storia
+ delle rivoluzioni delle chiese protestanti_ di monsignor Bossuet,
+ cui di nuovo per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico. _N. d.
+ T._
+
+Il collegio de' cardinali, così zelante di mantenere la purità della
+fede, non ebbe appena notato lo spergiuro del capo della Chiesa, che,
+nel mese di marzo del 1489, Innocenzo VIII, in disprezzo de' suoi
+giuramenti, aggiunse sei nuovi cardinali al concistoro, sebbene questo
+collegio non si fosse ridotto al di sotto di ventiquattro membri; per lo
+contrario l'annalista ecclesiastico approva tale condotta, perchè le
+condizioni imposte dai cardinali, mentre la Chiesa era priva del suo
+pastore, sono dichiarate nulle da una costituzione d'Innocenzo VI. Ma lo
+stesso annalista Raynaldi, sempre così affezionato alla santa sede,
+disapprova che «con un vergognoso esempio di disprezzo per la disciplina
+ecclesiastica, Innocenzo VIII avesse nominato cardinale il figlio
+adulterino di suo fratello, ed il cognato ancora fanciullo del suo
+proprio bastardo[427].» La seconda di queste elezioni, che muove
+l'indignazione di così ortodosso scrittore della Chiesa, è quella di
+Giovanni, figliuolo di Lorenzo de' Medici, che fu poi Leon X. In fatti
+non aveva che tredici anni, e lo scandalo di dare alla Chiesa un
+principe così giovane era uno di quelli, contro i quali il giuramento
+d'Innocenzo VIII avrebbe dovuto metterlo in guardia. Per altro provò
+qualche vergogna di un'elezione disapprovata da molti membri del sacro
+collegio, ed impose per condizione al giovanetto Medici di non prendere
+l'abito della sua fresca dignità, e di non venire a Roma per sedere in
+concistoro prima che passassero altri tre anni, ed avesse compiuto il
+sedicesimo anno[428].
+
+ [427] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396._
+
+ [428] _Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489, § 21, p. 397. —
+ Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 63._ — La cerimonia dell'invio del
+ cappello e della consacrazione di Giovanni de' Medici si fece
+ nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. — _Scip. Ammirato, l.
+ XXVI, p. 186_; e più circostanziatamente _Roscoe Life of Lorenzo
+ Appendix, § 65_. — Roscoe ha pure riprodotta una lettera di Lorenzo
+ a suo figlio intorno ai suoi doveri ed alla condotta da tenersi nel
+ sacro collegio, dov'era il più giovane, non solo de' cardinali
+ presenti, ma di quanti cardinali vi erano stati in addietro. _Ivi, §
+ 66, t. IV, p. 89._
+
+La stretta alleanza tra Lorenzo dei Medici ed Innocenzo VIII,
+conseguenza della debolezza del papa, veniva in tal modo ad innalzare
+sopra nuovi fondamenti la grandezza della casa de' Medici. Frattanto
+Lorenzo andava ogni dì più aggravando il giogo de' suoi concittadini: in
+principio del 1489 osò castigare con una ributtante insolenza il
+gonfaloniere Neri Cambi, che usciva allora di carica, per avere
+sostenuti i diritti della sua magistratura, ed ammoniti, senza avere
+prima consultato Lorenzo, alcuni gonfalonieri delle compagnie, che non
+si erano prestati a fare il loro dovere. Si trovò che tale condotta era
+troppo orgogliosa in faccia a Lorenzo, _principe del governo_, e questo
+nome di principe, fin allora sconosciuto ad una libera città, cominciò a
+pronunciarsi in Firenze[429].
+
+ [429] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. — Istorie di Gio. Cambi,
+ t. XX, p. 39._ Questo storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi
+ ammonito in quest'occasione.
+
+La conseguenza di questo cambiamento fu di privare la storia di Firenze
+di ogni movimento e di ogni interesse. Tutta la politica della
+repubblica si concentrò nel gabinetto di Lorenzo de' Medici, e si trovò
+per conseguenza sepolta nel silenzio e nel segreto. I suoi encomiatori
+scrissero, ch'egli aveva mantenuto l'equilibrio d'Italia, che aveva
+dissuaso Innocenzo VIII dal muovere guerra a Ferdinando, dopo averlo
+scomunicato nel 1489, e dichiarato decaduto dal trono[430], che aveva
+impedito al duca di Calabria di prendere colle armi la difesa di
+Giovanni Galeazzo Sforza, suo genero, contro Lodovico il Moro, per
+ultimo che costantemente era stato il garante ed il mediatore della pace
+d'Italia. Quest'azione continua di Lorenzo dei Medici è possibile, non
+improbabile; ma non trovasene indizio negli storici fiorentini. Questa
+repubblica, centro in altri tempi di tutte le negoziazioni d'Italia,
+pareva che si andasse rendendo straniera a tutti i grandi interessi di
+questa contrada. I suoi annali sono vuoti. Scipione Ammirato passa
+rapidamente sui nomi di molti gonfalonieri senza contrassegnare la loro
+amministrazione con veruno avvenimento[431]. Anche gli altri storici
+passano quest'epoca sotto silenzio, più non si sentendo tirati a
+scrivere la storia, quando gl'interessi della patria più non erano
+quelli di ogni cittadino.
+
+ [430] _An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9, p. 394._
+
+ [431] _Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185._
+
+In questo universale silenzio richiama la nostra attenzione un
+avvenimento quasi domestico. Lorenzo de' Medici, sempre impegnato nel
+commercio ch'egli non esercitava personalmente, nè conosceva, lasciava i
+suoi affari nelle mani di commessi e di agenti stabiliti in varie piazze
+dell'Europa. Questi, risguardandosi quali ministri di un principe, si
+trattavano con ridicolo lusso, ed aggiungevano la negligenza alla
+prodigalità. Le immense sostanze che Cosimo aveva lasciate ai suoi
+nipoti furono dissipate da un lusso insensato; ma lungo tempo le
+obbligazioni de' ricevitori della repubblica cuoprirono il vuoto delle
+operazioni della banca. Tutte le entrate dello stato erano così
+distrutte, passavano in totalità nelle mani dei commessi della casa dei
+Medici, e venivano dissipate, come gli altri beni di questa casa, prima
+di essere riscosse. Giunse l'istante in cui tali ruinose operazioni non
+si poterono continuare, e giunse in mezzo alla pace, che avrebbe dovuto
+metter fine alle ristrettezze delle finanze della repubblica. Il 13
+agosto del 1490, la signoria ed i consigli furono costretti a nominare
+una commissione di diciassette membri, onde ristabilire l'equilibrio tra
+le monete, le gabelle e tutte le finanze dello stato. Tale era la
+corruzione in cui caduta era questa nobile città, che questa commissione
+non si vergognò di disonorare la patria con un fallimento, per
+risparmiarlo alla casa Medici. Il debito pubblico, il di cui merito era
+fissato al tre per cento, si ridusse a non rendere che l'uno e mezzo, e,
+la diffidenza accrescendo ancora questa riduzione, i _luoghi di monte_,
+ossia le azioni di cento scudi, che prima di questo editto si vendevano
+a ventisette scudi, caddero ad undici e mezzo. Le pie istituzioni fatte
+dalla repubblica o da moltissime famiglie per pagare doti alle figlie
+che si maritavano, furono soppresse; e soltanto ne fu promesso il frutto
+dopo vent'anni, in ragione del sette per cento[432]. Poco dopo questi
+magistrati, che si facevano chiamare i _Riformatori_, screditarono le
+monete in corso, dichiarando che più non si riceverebbero nelle
+pubbliche casse, che colla perdita del quinto del loro valore. Intanto
+la signoria continuava ella stessa a darle in pagamento al corso
+plateale, onde questo scredito fu una fraudolente invenzione di
+accrescere di un quinto le entrate dello stato, senza che emanasse
+un'apposita legge dai consigli che potevano avere il diritto di
+stabilire le imposte[433]. Essendosi per tal modo salvata a spese della
+patria la fortuna di Lorenzo de' Medici, egli sentì quanto fosse
+imprudente consiglio il lasciarla ancora esposta in un ruinoso
+commercio, ed impiegò i capitali, che gli erano rimasti, nell'acquisto
+di vasti poderi[434].
+
+ [432] _Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54._
+
+ [433] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 185. — Machiavelli, l. VIII, p.
+ 448._
+
+ [434] _Ann. Bononienses Hier. de Bursellis, t. XXIII, p. 906._
+
+Gli annali di Bologna, repubblica per tanti anni alleata di Firenze, e
+che aveva avuto in Italia quasi la stessa considerazione, erano
+egualmente senza interesse, dopo che un potente cittadino aveva abusato
+del credito acquistato con lunghi servigi dalla sua famiglia,
+impadronendosi di tutto il potere. Giovanni Bentivoglio occupava in
+Bologna, fino dal 1462, precisamente lo stesso grado, che Lorenzo de'
+Medici aveva a Firenze. Come Lorenzo, egli era circondato di artisti e
+di distinti letterati, che con un efimero splendore abbagliavano i
+Bolognesi intorno alla perdita della loro libertà. Come Lorenzo, aveva
+contratti parentadi con famiglie sovrane: Annibale, il primogenito de'
+suoi quattro figli, aveva sposata la figliuola di Ercole, duca di
+Ferrara[435]; Violanta, una delle sette sue figlie, sposò, nel 1480,
+Pandolfo Malatesta, signore di Rimini; ed abbiamo di già parlato
+dell'altra sua figlia Francesca, moglie del principe di Faenza, da lei
+assassinato. Come il Medici, anche il Bentivoglio dava ai popoli
+splendide feste, e loro presentava, in cambio dei perduti diritti, lo
+splendore e lo spettacolo di una corte: ornava, come egli, la sua
+residenza di sontuosi edificj, di palazzi e di chiese, unico argomento
+degli annali di Bologna[436]. Il Bentivoglio superava il Medici in virtù
+militari; poteva egli stesso comandare le sue armate; faceva fare ai
+suoi figli il mestiere di condottiere, ed egli non era costretto di
+fidarsi totalmente a braccia mercenarie, per difendere il suo stato; ma
+il Bentivoglio per molti altri rispetti era inferiore al Medici. Egli
+non aveva quel gusto, quell'eleganza, che fecero dimenticare nel Medici
+l'oppressore della repubblica fiorentina, per non ravvisare in lui che
+il protettore delle lettere. Al Bentivoglio mancavano però quella
+facilità di carattere, quella dolcezza nel privato conversare co' suoi
+famigliari, che guadagnarono a Lorenzo tanti illustri amici, la di cui
+testimonianza non lascia di fare illusione anche al presente.
+
+ [435] _Ann. Bonon. Hier. de Bursellis, p. 908._
+
+ [436] _Ivi, p. 903, 906, et passim._
+
+Per altro la grandezza del Bentivoglio risvegliava tanta gelosia in
+Bologna, quanta il Medici in Firenze: la famiglia dei Malvezzi nella
+prima città, siccome quella de' Pazzi nell'altra, non sapeva ridursi a
+scendere al grado di suddita, dopo avere gustata l'eguaglianza. Giulio,
+figlio di Virgilio Malvezzi, e Giovan Filippo e Girolamo, figli di
+Battista Malvezzi, ordirono una congiura per uccidere Giovanni
+Bentivoglio. Furono scoperti, il 27 di novembre del 1488, prima di
+averne tentata l'esecuzione: molti loro compagni fuggirono, come pure
+Girolamo e Filippo Malvezzi, ma Giovanni Malvezzi, Giacomo Barzellini,
+ed altri diciotto loro complici furono appiccati; tutti i membri della
+numerosa famiglia Malvezzi vennero esiliati nella susseguente mattina,
+sebbene non avessero avuto parte nella congiura, ed i loro beni furono
+confiscati. Perfino due monache che trovavansi nel convento di
+sant'Agnese, furono trasportate a Modena, perchè portavano quell'odiato
+nome; e la congiura dei Malvezzi, cagionando la ruina di una casa, che
+in opinione ed in ricchezze aveva in Bologna il secondo posto, non servì
+che ad accrescere la potenza di coloro contro i quali era diretta[437].
+
+ [437] _Hier. de Bursellis, p. 907-908. — Diario Ferrarese, t. XXIV,
+ p. 281. — Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+La città di Perugia, che molto tempo aveva figurato tra le repubbliche
+della Toscana, non andava esente da turbolenze press'a poco simili,
+sebbene avesse perduta la sua indipendenza, la sua popolazione e
+l'antica sua ricchezza. Sempre divisa tra le due fazioni degli Oddi e
+de' Baglioni, la loro guerra civile aveva avuto fine nel 1489
+coll'esilio dei primi, e di tutti i superstiti della famiglia di Braccio
+da Montone[438]. Questi esiliati, coll'ajuto del duca d'Urbino, e col
+segreto assenso d'Innocenzo VIII, trovarono mezzo di tornare in Perugia
+il 6 giugno del 1491, alle quattr'ore di notte. Molto si ripromettevano
+dalle intelligenze che credevano di trovare in città; ma per lo
+contrario, appena scoperti, vennero caldamente attaccati da tutti i
+cittadini. All'incirca cinquanta degli emigrati rientrati furono uccisi
+in questa zuffa, altri cento di già coperti di ferite furono fatti
+prigionieri, e subito appiccati. Il protonotaro Fabricio ed un altro
+prelato, chiamato Ridolfo, principali capi della fazione degli Oddi,
+furono uccisi; ed il papa, udendo la sconfitta della parte ch'egli aveva
+mostrato di spalleggiare, non si mostrò difficile ad accordare ai figli
+dei vincitori i beneficj de' preti morti in questa battaglia[439].
+
+ [438] _Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+ [439] _Ivi, p. 1237. — Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. VI,
+ f. 96._
+
+Per ultimo la città di Genova non era in allora più libera delle altre
+repubbliche sue alleate. La rivoluzione dell'ottobre del 1488 l'aveva
+assoggettata al duca di Milano, ed Agostino Adorno la governava a suo
+nome; ma perchè poco prima una fazione aveva implorata la protezione del
+re di Francia, offrendogli la signoria della loro patria, Lodovico il
+Moro, per conciliare queste pretese con quelle del potente suo vicino,
+aveva domandato di tenere Genova come un feudo mobile della corona di
+Francia, ed infatti ne aveva avuta l'investitura a tal patto nel
+1490[440].
+
+ [440] _Barth. Senaregae de Reb. Genuens., t. XXIV, p. 525. —
+ Philiph. de Comines, Mémoires, l. VII, chap. III, p. 151._
+
+Gli altri stati dell'Europa, distrutti in tale epoca da intestine
+guerre, esercitavano poca influenza sulla politica italiana; quindi il
+riposo che si godeva in sul declinare del quindicesimo secolo, quel
+riposo tanto vantaggioso alle lettere ed alle arti, e che fu celebrato
+da tutti gl'Italiani in confronto alle lunghe e sanguinose guerre che
+dovevano cominciare tra poco, non era altrimenti il frutto della
+politica di un uomo, ma il risultamento di un'unione di circostanze che
+non potevano lungamente durare. La Francia, di dove il turbine doveva
+bentosto piombare sull'Italia, non era per anco apparecchiata a
+sostenere la premeditata guerra. Nella sua giovinezza Carlo VIII aveva
+di già concepito il progetto di conquistare il regno di Napoli, progetto
+che eseguì in breve con un successo affatto sproporzionato alle sue
+forze ed a' suoi talenti[441]. Ma la rivalità fra la signora di Beaujeu,
+sua sorella, governatrice del regno, ed il duca d'Orleans, la guerra
+contro il duca di Bretagna, e l'altra contro Massimiliano, figliuolo di
+Federico III, che per parte di sua moglie aveva ereditata la casa di
+Borgogna, tenevano in allora la Francia occupata in troppo pressanti
+interessi, perchè si potesse prevedere, che tutt'ad un tratto porrebbe
+da banda ogni altro pensiero per iscendere con tutte le sue forze in
+Italia.
+
+ [441] _Phil. de Comines Mémoires, l. VII, chap. V, p. 158._
+
+Massimiliano, che dal canto suo vi doveva portare la guerra ora come
+rivale, ed ora come alleato del monarca francese, trovavasi in allora
+implicato in contese ne' Paesi Bassi. In luglio del 1477 egli aveva
+sposata Maria, erede della Borgogna, l'aveva perduta il 28 marzo del
+1482, e dopo tale epoca i suoi sudditi avevano cominciato a
+contrastargli la reggenza de' suoi stati, ed il diritto di allevare suo
+figliuolo Filippo. Massimiliano fu tenuto nove mesi loro prigioniere a
+Bruges; ed allora poco pensava a far valere i diritti di re de' Romani,
+acquistati nel 1484, od a scendere in Italia per proteggere Innocenzo
+VIII, che caldamente lo invitava nel 1490[442].
+
+ [442] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1490, § 5, 6 e 7, p. 498. — Spiegel der
+ Ehren. B. V, c. XXXII, p. 936, c. XXXV, p. 978._
+
+Federico III, suo padre, giunto all'estrema vecchiaja, dopo
+cinquant'anni di regno, non poteva mostrare quel vigore, di cui non
+aveva nemmeno date prove in gioventù. Egli non aveva saputo nè
+respingere i Turchi, nè farsi rispettare dai Tedeschi, nè conservare i
+diritti della sua corona. Trattando ingiuste guerre contro Mattia
+Corvino, l'eroe dell'Ungheria, non aveva saputo difendere contro il
+medesimo la propria eredità. L'Austria era invasa, ed egli andava
+errando d'una in altra città imperiale, o d'uno in altro convento,
+vivendo alle spese di coloro che gli davano ospitalità[443].
+
+ [443] _Spiegel der Ehren. der Erzhauses von Oesterreich, B. V, c.
+ XXXI, p. 926._ — Il Fugger enumera ventisei diverse guerre fatte da
+ questo sovrano. _Ivi, B. V, c. XLI, p. 1073._
+
+Mattia Corvino, re d'Ungheria, il solo che avesse avuta la gloria di
+fermare Maometto II in mezzo alle sue conquiste, e con ciò forse quella
+di avere salvata la cristianità, si era trovato più implicato nella
+politica d'Italia che verun altro de' suoi predecessori, tranne Luigi il
+Grande della casa d'Angiò. La sua alleanza con Venezia, il suo
+matrimonio con Beatrice d'Arragona, figlia di Ferdinando, e cognata
+d'Ercole, duca di Ferrara, la sua ubbidienza ai voleri del papa, e le
+sue guerre coll'imperatore, aveva moltiplicate le sue relazioni cogli
+Italiani; ma egli morì il 5 d'aprile del 1490[444]. Cinque pretendenti
+si presentarono per avere la sua corona. Giovanni Corvino, suo figlio
+bastardo, era fra tutti quello che per avere ereditate quasi tutte le
+paterne virtù, pareva assistito da migliori diritti: non pertanto gli fu
+preferito Uladislao, re di Boemia, e figlio del re di Polonia. Ma tale
+elezione fu cagione all'Ungheria di estreme ruine. I Tedeschi, i
+Polacchi, i Turchi ed i malcontenti Ungari se ne contesero le province;
+tutte le chiese cristiane furono incenerite fino a Varadino, la Croazia
+e la Transilvania furono saccheggiate nel 1491, e Schabatz, il baluardo
+della Cristianità, fu assediato dai Musulmani. Alba reale e Schabatz non
+vennero per altro in potere dei Turchi; ma Paolo di Kinitz, che fece
+levare l'assedio nel susseguente anno, macchiò la sua vittoria,
+trattando i suoi prigionieri con ispaventose crudeltà[445].
+
+ [444] _Bonfinius de reb. Hung., D. IV, l. VIII, p. 672. — An. Eccl.,
+ 1490, § 10, 11, p. 399. — Marin Sanuto vite dei Duchi di Venezia, p.
+ 1247. — Diar. Ferrar., p. 281. — Spiegel der Ehren, B. V, c.
+ XXXVIII, p. 1023._
+
+ [445] _Bonfinius Rer. Ung., D. V, l. II, p. 717. — An. Eccles., 1491
+ § 14, p. 405. — Spiegel der Ehren, B. V. c. XXXVIII, p. 1024._
+
+Nel 1485 Enrico VII aveva in Inghilterra posto fine alla tirannia di
+Riccardo III, e cercava di consolidare un'autorità tuttavia male
+riconosciuta. Nella Spagna Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di
+Castiglia, avanzavansi assai più rapidamente, che non tutti gli altri
+sovrani, verso la potenza e la considerazione. Essi avevano acquistato
+alla corte del papa un'influenza, che in addietro mai avuta non avevano
+i loro predecessori, e tutti i potentati d'Italia tenevano costantemente
+gli occhi rivolti alla Spagna. In questa stessa epoca essi ponevano i
+fondamenti di una assai più vasta potenza: Cristoforo Colombo scuopriva
+per loro, nel 1492, il nuovo Mondo, mentre che i Portoghesi dilatavano i
+loro stabilimenti su tutte le coste dell'Africa, e mentre Bartolommeo
+Diaz superava nel 1486 il Capo di Buona Speranza. Ma tutte le forze,
+tutte le ricchezze de' sovrani della Spagna erano rivolte contro il
+regno di Granata, il di cui acquisto era di quell'epoca il solo scopo
+della loro ambizione. Soltanto la capitale di quest'ultimo regno de'
+Mori nella Spagna, questa fiaccola da cui si erano sparse in tutto
+l'Occidente i lumi, le arti e le scienze degli Asiatici e degli antichi,
+conservava ancora la sua indipendenza. L'attacco di Ferdinando e di
+Isabella risguardavasi dai Latini come una guerra sacra, sebbene non si
+trattasse pei Cristiani di riconquistare i luoghi consacrati dalla
+religione, come nella Siria, o di difendersi contro le barbare
+invasioni, come in Grecia ed in Ungheria; ma per lo contrario di
+scacciare un popolo più incivilito che i suoi aggressori da un luogo
+ch'essi occupavano già da ottocento anni. La caduta del re Boabdil, e la
+conquista di Granata, fatta il 2 gennajo del 1492, vennero festeggiate
+in tutta l'Europa come il trionfo della Cristianità[446].
+
+ [446] Intorno alle feste d'Italia celebrate in quest'occasione
+ osservinsi _Barthol. Senaregae, de Rebus Genuens., p. 531. — Ann.
+ Eccl. Raynal., 1492, § 1, 2, 3, p. 406._
+
+In tal modo tutto si andava apparecchiando per un'era nuova, non solo in
+Europa, ma in tutto il mondo. Le regioni dell'Oriente e dell'Occidente,
+ravvicinate da una navigazione fin allora creduta impossibile, venivano
+a legarsi all'Europa come al centro della potenza e dell'incivilimento.
+Le nazioni si addestravano nelle ultime guerre civili, sviluppando
+quelle forze che in breve dovevano portare in estranie contrade. La
+Spagna, la Francia, la Germania, l'Inghilterra si apparecchiavano a
+scendere sul campo di battaglia come colossi, contro i quali più lottare
+non potrebbero quelle potenze che fino a tale epoca avevano creduto di
+tenere le bilance dell'Europa. Era giunta l'età in cui doveva mutarsi
+l'antico ordine delle cose; la libertà dei piccoli popoli erasi a poc'a
+poco perduta; tutti i principi di una stessa nazione, che indipendenti
+essendo gli uni dagli altri, non erano uniti che dai deboli vincoli
+della feudalità, erano caduti dal grado di rivali del monarca a quello
+di sudditi. Quella forza di cui avevano tanto tempo fatto uso gli uni
+contro degli altri per appagare le loro passioni, per difendere i loro
+diritti o il loro orgoglio, dovevano in breve con prodigalità consumarla
+sotto gli ordini di un padrone. Dovevano cercare in lontane parti la
+guerra che per sì lungo tempo avevano trovata ai loro confini. Gli
+eserciti erano vicini a contare tante migliaja di soldati, quante erano
+in addietro le centinaja; le guerre dovevano vestire un nuovo carattere
+di ferocia, perchè i popoli belligeranti avevano usanze, costumi,
+opinioni e specialmente un linguaggio affatto diverso, di modo che la
+preghiera e la compassione più non conservavano veruna comunicazione. Il
+desiderio di vendetta delle lunghe privazioni sostenute in lunghi
+viaggi, in lunghi accampamenti, in lunghe malattie, dovea chiudere i
+cuori de' guerrieri alle voci della commiserazione. Gli spedali
+militari, fino a tale epoca sconosciuti, dovevano bentosto consumare
+assai più soldati che non il ferro ed il fuoco; eppure le battaglie
+dovevano in pochi anni macchiare il suolo italiano con assai più di
+sangue che non erasene versato in tutto l'intero ultimo secolo. Tutto
+prendere doveva un più gagliardo e più severo carattere; tutto
+apparecchiava a più dolorose rivoluzioni, a scosse più violenti; ed omai
+più non dipendeva dall'ingegno di un solo uomo il ritardare o
+l'affrettare una crisi, renduta necessaria dalla natura delle cose.
+
+Gl'Italiani, che videro succedere tutto ad un tratto lo sconvolgimento
+della loro patria a un periodo di calma, di ricchezza e di splendore
+letterario, attribuirono le mutazioni di cui ne sperimentavano gli
+effetti agli uomini ch'essi avevano conosciuti. Attribuirono a Lorenzo
+de' Medici l'onore di avere conservata la pace in Italia, perchè la
+terribile invasione che la pose sossopra accadde due soli anni dopo la
+di lui morte. Accusarono Lodovico il Moro d'avere colla sua ambizione
+privata e con una falsa politica, data la patria in mano a quegli
+stranieri, ch'essi chiamavano _barbari_, perchè loro rinnovò l'invito,
+di già fatto venti volte in questo e nel precedente secolo, di prendere
+parte nelle guerre d'Italia. Ma Lorenzo de' Medici non aveva impedito a
+Lodovico XI di dettare il 22 luglio del 1474 il suo testamento al
+vecchio re Renato a favore del conte _du Maine_, o di dettare a
+quest'ultimo il suo testamento del 10 dicembre 1481, a favore della
+corona di Francia. Tutte le pretese dei re francesi sul regno di Napoli
+erano state dunque apparecchiate da molto tempo, e precisamente dodici
+anni prima della morte di Lorenzo. Queste pretese non potevano essere
+cagione di guerra, nè finchè occupava il trono un re vecchio, infermo,
+timido, avaro, sospettoso, nè in tempo della minorità di suo figlio. Ma
+era bensì giunto l'istante in cui una tale ambizione diverrebbe così
+naturale alla Francia, che tre de' suoi re, diversi di carattere,
+d'ingegno, ed ancora pel sangue da cui uscivano, Carlo VIII, Lodovico
+XII e Francesco I, vi si abbandonerebbero con eguale ardore. Nè Lorenzo
+de' Medici avrebbe potuto trattenerli, quand'anche fosse vissuto fino
+all'età cui poteva naturalmente giugnere; nè avrebbe parimenti potuto
+prevenire o impedire l'unione di tutte le corone della Spagna nelle mani
+di Ferdinando e d'Isabella, la riunione delle eredità della Borgogna e
+dell'Austria in quelle di Massimiliano. Egli non aveva eccitata contro i
+primi la guerra di Granata, nè contro il secondo la ribellione de'
+Fiamminghi, onde non poteva appropriarsi il merito nè della loro
+attività nè del loro riposo.
+
+Un solo mezzo poteva esservi di salvare l'Italia, ed era di seguire il
+progetto dei repubblicani Fiorentini, mandato a male da Cosimo de'
+Medici; di mantenere la repubblica di Milano quando ricuperò la sua
+libertà nel 1447, dividendo in tal modo la Lombardia tra due potenti
+stati liberi, Milano e Venezia; di conservare tra loro l'equilibrio col
+peso che Firenze e la Toscana porrebbero nella bilancia; di riunirle per
+un comune interesse qualunque volta si trattasse di difendere la libertà
+e l'indipendenza d'Italia; di spalleggiarle coll'alleanza degli
+Svizzeri, secondo il progetto che alquanto più tardi Sisto IV comunicò
+ai Cantoni; di riunire così, in caso di bisogno, le ricchezze di Firenze
+e di Milano, le flotte di Venezia e di Genova, e l'indomabile milizia
+degli Svizzeri, per la causa della libertà. In allora questa catena di
+repubbliche avrebbe presentato alle straniere potenze uno steccato, che
+non avrebbe potuto essere superato nè da Carlo VIII, nè da Massimiliano,
+nè da Ferdinando e da Isabella. Ma questo progetto, che gli Albizzi
+sarebbero stati degni di formare, che Neri Capponi concepì e
+vigorosamente sostenne, che venne rinnovato da Sisto IV, fu distrutto
+dalla personale ambizione di Cosimo e di suo nipote, i quali per essere
+i primi cittadini della loro patria, e per portare la loro famiglia al
+sovrano potere, abbisognavano di avere l'alleanza di altri principi, non
+di stati liberi. Per la stessa ragione Lorenzo tenne sempre Firenze
+lontana da Venezia, antica di lei alleata; ed ispirò al popolo uno
+spirito di diffidenza e di rivalità, contrario a quell'antica unione che
+aveva all'opportunità posto argine alle conquiste di Mastino della
+Scala, di Barnabò, di Giovanni Galeazzo e di Filippo Maria Visconti. Di
+modo che se della ruina d'Italia può darsene colpa ad un errore
+politico, dobbiam piuttosto incolparne Lorenzo che Lodovico il Moro.
+
+Quest'ultimo, ambizioso tutore di suo nipote, ch'egli voleva privare del
+trono, luogotenente di un despota, ed aspirando alla tirannide, era
+veramente fatto per sagrificare ogni cosa al suo personale interesse.
+Non è già da tale razza d'uomini che possano pretendersi virtù
+pubbliche, nulla potevasi da lui sperare fuorchè un giusto calcolo. A
+dir vero egli s'ingannò, quando invocò l'ajuto degli stranieri, che
+dovevano in breve schiacciarlo; ma il suo errore non era nuovo. Dopo il
+primo Carlo d'Angiò, che viveva alla metà del XIII.º secolo, dopo
+Filippo e Carlo di Valois, i papi, i baroni napolitani, i Toscani, i
+Lombardi, i Veneziani, i Genovesi, avevano tutti ogni dieci anni
+chiamati i Francesi in Italia. Lodovico I, Lodovico II, Lodovico III,
+della seconda casa d'Angiò, il vecchio Renato, suo figlio Giovanni, duca
+di Calabria, e Renato di Lorena, avevano tutti più volte tentato di
+conquistare il regno di Napoli con eserciti francesi. Negli ultimi dieci
+anni Renato II era stato due volte chiamato dai Veneziani e due volte
+dal papa. Quasi nello stesso periodo i Genovesi si erano due volte
+offerti al re di Francia. Per ultimo Innocenzo VIII, l'amico ed il
+confidente di Lorenzo de' Medici, aveva di nuovo dichiarato guerra a
+Ferdinando di Napoli in novembre del 1489, confidando soltanto
+nell'ajuto di Carlo VIII, da lui chiamato a soccorrerlo[447]; e fu
+l'indolenza di Carlo, e non le persuasioni di Lorenzo, che finalmente
+obbligarono il papa a fare la pace nel 28 gennajo del 1492, allorchè
+vide che i suoi brevi, e le sue bolle, sole armi da lui adoperate in tre
+anni, non avevano avuta abbastanza forza di tirare i Francesi in Italia.
+
+ [447] _Raynaldi An. Eccl., 1489, § 7, 8, 9, p. 394. — Diar. Romano
+ di Stef. Infess., p. 1229._
+
+Non pertanto temendo Ferdinando di vedere finalmente eseguirsi
+quest'invasione, rinnovò con quest'ultimo trattato quasi tutte le
+condizioni della precedente sua convenzione col papa. Promise di dare la
+libertà ai figli dei baroni ch'egli aveva fatti morire; promise di
+pagare l'annuo tributo cui si era assoggettato; per ultimo promise di
+non turbare nel suo regno l'esercizio dell'ecclesiastica giurisdizione.
+Mandò il suo nipote, il principe di Capoa, a rendere omaggio al papa, il
+quale investì di nuovo il re del suo regno, siccome di feudo spettante
+alla Chiesa. Innocenzo fissò l'ordine della successione, chiamandovi il
+duca di Calabria, e, se questi premoriva al padre, il principe di Capoa;
+ed infine ricevette il giuramento del re. La bolla, che terminava questa
+contesa, è del 4 di giugno del 1492[448], e il 25 del susseguente luglio
+Innocenzo VIII morì, prima d'avere avuto il tempo di vedere Ferdinando
+mancare, secondo il praticato, a tutte le sue promesse[449]. Innocenzo
+VIII soffriva da gran tempo molte infermità, ed il 27 di settembre del
+1490 era già stato creduto morto per uno svenimento di venti ore. In
+tempo della sua letargia Franceschetto Cibo tentò d'impadronirsi del
+tesoro pontificio, poi di Zizim, che soggiornava nello stesso palazzo
+del papa; ma le guardie dell'uno e dell'altro eransi opposte ai suoi
+tentativi[450]. I cardinali, che in allora si trovavano in Roma, eransi
+portati di buon mattino al palazzo ed avevano cominciato l'inventario
+del tesoro. Sebbene Franceschetto Cibo avesse già da gran tempo deviata
+una parte delle ricchezze della Chiesa, e le avesse mandate a Firenze, i
+cardinali trovarono ancora nella camera apostolica grandissime somme,
+che diedero a custodire al cardinale Savelli. Ma intanto il papa
+rinvenne, e tosto che si sentì rinvigorire, congedò tutti i cardinali,
+loro dicendo che sperava tuttavia di sopravvivere a tutti loro[451].
+
+ [448] _Diploma apud Raynaldum An. 1492, § 11, 12, 13, p. 408-410. —
+ Diar. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1240._
+
+ [449] _Istor. di Gio. Cambi, t. XXI, p. 71. — Il Diario Romano del
+ Nantiporto_ termina alla morte d'Innocenzo VIII, _t. III, p. II, p.
+ 1108_. Il Muratori, pubblicandolo, intese di contrapporlo al
+ giornale di Stefano Infessura, che assume la qualità di segretario,
+ _scriba_, del senato e del popolo romano. Vuole che si richiamino in
+ dubbio le maldicenze dell'Infessura intorno a Sisto IV e ad
+ Innocenzo VIII, perchè nulla trovasi di simile nel giornale del
+ notajo di Nantiporto: ma a dir vero non trovasi in questo giornale,
+ nè la conferma delle cose dette dall'Infessura, nè altre cose,
+ tranne la data affatto nuda degli avvenimenti. I più insignificanti,
+ come i più importanti sono egualmente indicati da una breve frase,
+ non facendovi il notajo veruna diversità. «Il 15 di maggio, egli
+ dice, il cardinale de' Medici fu fatto legato del patrimonio: il 16
+ il duca di Ferrara partì da Roma e se ne andò; il 26 l'ambasciatore
+ di Venezia entrò in Roma con molto onore; il 27 il principe di
+ Capova, figlio del duca di Calabria, fece il suo ingresso in Roma
+ trionfalmente, tra il cardinale di Benevento e quello di Siena; seco
+ condusse molta signoria, ed alloggiò nel palazzo del papa; il 29 il
+ principe andò a visitare i cardinali, cominciando dal vice
+ cancelliere;» e tutta la sua narrazione seguita nello stesso modo.
+ Non si può di buona fede opporre il silenzio di un giornale, scritto
+ in questa maniera, all'autorità d'una storia ragionata e
+ circostanziata, dove si vede la volontà ed il sentimento dello
+ scrittore. Il giornale del notajo di Nantiporto è stampato nel _t.
+ III, p. II, p. 1071-1108_. Quello dell'Infessura trovasi nello
+ stesso volume _p. 1109-1252_. Ma il Muratori soppresse varie
+ circostanze che gli sembrarono scandalose sul conto di Sisto IV. Lo
+ stesso giornale trovasi senza lagune in _Eccardus Hist. Medii Aevi,
+ t. II. Lipsiae, 1723._
+
+ [450] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1233._
+
+ [451] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1234._
+
+Nell'ultima sua malattia Innocenzo VIII si lasciò persuadere da un
+medico giudeo di tentare il rimedio della trasfusione del sangue, spesso
+proposto da certi empirici, ma fin allora non isperimentato che sopra
+animali. Tre fanciulli dell'età di dieci anni furono successivamente,
+mercè una ricompensa data ai loro parenti, assoggettati all'apparecchio
+che doveva far passare il sangue delle loro vene in quelle del vecchio,
+e il sangue di questi nelle vene de' fanciulli. Tutti e tre morirono nel
+cominciamento dell'operazione, probabilmente per l'introduzione di
+qualche bolla d'aria nelle loro vene, ed il medico giudeo si diede alla
+fuga piuttosto che di sagrificare nuove vittime[452]. In tempo della
+malattia d'Innocenzo VIII, precisamente a mezzo luglio, lo sventurato
+Zizim, il di cui capo in certo qual modo era stato da Bajazette II posto
+all'incanto, fu per ordine de' cardinali chiuso in Castel sant'Angelo,
+venendo risguardato come una parte importante dell'eredità del futuro
+pontefice.
+
+ [452] _Ivi, p. 1241. — Raynaldi An. Eccles., 1492, § 9, p. 412, ex
+ Volaterrano, l. XXII, et aliis._
+
+Lorenzo de' Medici non conobbe la morte d'Innocenzo VIII, nè la
+scandalosa elezione di Roderigo Borgia, che gli successe sotto il nome
+d'Alessandro VI. Sorpreso da lenta febbre, che si aggiunse alla gotta,
+ereditaria nella sua famiglia, si era in sul cominciare dell'anno
+ritirato a Careggi, sua villa, per porsi tra le mani de' medici. Pareva
+che questi proporzionassero i loro rimedj alla ricchezza piuttosto che
+ai bisogni del loro ammalato; gli fecero prendere decomposizioni di
+perle e di altre pietre preziose senza verun giovamento. Lorenzo,
+circondato dai suoi amici, morì tra le loro braccia l'otto aprile del
+1492, prima di avere compiuto l'anno 44 dell'età sua[453].
+
+ [453] _Machiavelli, l. VIII, p. 447. — Scip. Ammirato, l. XXVI, p.
+ 186._
+
+Qualunque si fosse la destrezza di Lorenzo de' Medici nel trattare gli
+affari, non può essere come uomo di stato collocato tra i sommi uomini,
+onde va gloriosa l'Italia. Tant'onore non è riservato che a coloro che,
+portando le loro viste al dissopra dell'interesse personale, assicurano
+col lavoro e colla loro vita la pace, la gloria o la libertà del loro
+paese. Per lo contrario Lorenzo tenne quasi sempre una politica
+egoistica; sostenne con sanguinose esecuzioni un usurpato potere; andò
+ogni giorno aggravando il detestato giogo sopra una città libera; privò
+i legittimi magistrati dell'autorità loro attribuita dalla costituzione,
+e deviò i suoi concittadini da questa pubblica carriera, nella quale
+prima di lui avevano mostrato tanto ingegno. Vedremo nell'ultima parte
+di quest'opera le funeste conseguenze della sua ambizione, e del
+rovesciamento delle nazionali istituzioni. Una disastrosa lotta si tenne
+viva trent'otto anni tra la famiglia di Lorenzo e la sua patria, ed ebbe
+soltanto fine collo stabilimento della tirannia di Alessandro dei
+Medici.
+
+Per altro ingiusta cosa sarebbe lo spogliare Lorenzo de' Medici di una
+gloria accordatagli dalla posterità. Per l'attiva ed illuminata
+protezione da lui accordata alle arti, alle lettere, alla filosofia,
+egli meritò di associare il suo nome alla più bella epoca della storia
+letteraria dell'Italia. Colla prontezza e colla perspicacia del suo
+ingegno, colla flessibilità de' suoi talenti, col calore della sua
+anima, diventò il capo ed il promotore di un'associazione di grandi
+uomini intenti a far risorgere le lettere ed il buon gusto. Lorenzo era
+fatto per conoscere tutto, per apprezzar tutto, per sentire tutto. Egli
+mostrava la medesima attitudine per le arti di cui andava ragunando e
+moltiplicando i capi d'opera; per la poesia, cui ritornava l'antica
+armonia del Petrarca; per la filosofia, che riceveva in casa sua una
+nuova vita dallo studio profondo de' Platonici[454]. Lorenzo non era
+forse un uomo di straordinario ingegno, nè come poeta, nè come filosofo,
+nè come artista; ma aveva un così vivo senso del bello e del giusto, che
+metteva in sul buon cammino coloro ch'egli stesso non poteva seguire.
+Così il profondo pensare di Poliziano e di Pico della Mirandola, il
+genio poetico di Marullo e di Pulci, l'erudizione del Landino, dei Scala
+e dei Ficino, sono una parte essenziale della gloria del protettore cui
+dovettero, per così dire, quasi la loro esistenza. Abbiamo creduto che
+in un'epoca così gravida d'avvenimenti, bisognasse separare la storia
+politica da quella della letteratura del mezzogiorno; ed è in un'altra
+opera che abbiamo cercato di dare qualche idea del merito letterario di
+Lorenzo. I signori Ginguenè e Roscoe rendettero un più luminoso omaggio
+all'ingegno di quest'uomo straordinario. Lo rappresentarono in mezzo ai
+suoi amici, agl'illustri letterati che lo amavano[455]; e posero in tal
+modo in piena luce le attrattive del suo carattere, la sua facilità, il
+suo buon umore, la sua costanza, la sua magnanimità. Ma per affezionarsi
+così vivamente a Lorenzo conviene talvolta ammettere con poco scrupolo
+le pie frodi de' suoi amici e de' suoi adulatori: conviene
+particolarmente deviare lo sguardo dall'antica Firenze, e dimenticare,
+se è possibile, ciò ch'ella fu nei giorni della sua vera gloria, ciò
+ch'ella fu sotto la dittatura di Lorenzo, ciò ch'ella diventò dopo di
+lui[456].
+
+ [454] _Machiavelli, Ist., l. VIII, p. 449._
+
+ [455] Il signor Roscoe pubblicò nell'appendice _§ 77, t. IV, p.
+ 122_, una commovente lettera di Angelo Poliziano del 17 di giugno
+ del 1492, nella quale narra gli ultimi istanti e la morte di
+ Lorenzo. I suoi amici nel frenetico dolore per tanta perdita,
+ uccisero il medico Pietro Leoni di Spoleto, che lo aveva curato, o
+ almeno lo minacciarono con tanta violenza, che per disperazione
+ gittossi da sè medesimo in un pozzo, a San Cervagio. _Ricordanze di
+ Tribaldo de' Rossi, Deliz. Erud., t. XXIII, p. 275. — Scip.
+ Ammirato, l. XXVI, p. 187. — Alleg. Allegretti, Diari Sanesi, t.
+ XXIII, p. 825. — Istorie di Giovanni Cambi, t. XXI, p. 67. — Rime di
+ Jacopo Sannazzaro nella morte di Pier Leone medico. — Roscoe,
+ Appendix, § 78-79._
+
+ [456] La storia fiorentina del Machiavelli termina col 1492, alla
+ morte di Lorenzo, ma i suoi frammenti storici, i suoi decennali, ed
+ in particolare le lettere scritte in tempo delle sue legazioni, ci
+ serviranno ancora di guida per gran parte dello spazio che ci rimane
+ a scorrere.
+
+ _La storia fiorentina di Gio. Michele Bruto_, dotto Veneziano, che
+ visse dal 1513 al 1594, termina pure alla morte di Lorenzo de'
+ Medici, dopo avere cominciato con quella del vecchio Cosimo
+ (_Burmannus Thes. Ant. et Hist. Ital., t. VIII, p. II, p. 1-216_.)
+ Bruno viene collocato tra i principali storici latini del sedicesimo
+ secolo; ma ciò soltanto per l'eleganza del dire. Visse in Lione
+ cogli emigrati fiorentini, nemici della casa de' Medici, ed in
+ generale adottò le loro opinioni e l'odio loro: pure pochissimo
+ aggiugne a ciò che già si sapeva. Le sue autorità sono _Machiavelli,
+ i Commentari e le lettere del cardinale di Pavia, e la vita di
+ Lorenzo de' Medici di Niccolò Valori_. Egli disamina le loro
+ opinioni, e sceglie con poca buona critica; ed i lunghi sermoni
+ sparsi nella sua narrazione non sono che amplificazioni di quelli
+ del Machiavelli, cui ha tolto il loro colore originale.
+
+
+FINE DEL TOMO XI.
+
+
+
+
+TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XI.
+
+
+ CAPITOLO LXXXIII. _Lorenzo de' Medici
+ succede al credito di suo padre presso
+ la repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione
+ dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di
+ Giuliano della Rovere, che poi fu Giulio II.
+ Progressi dei Turchi; primo assedio di
+ Scutari; assedio di Lepanto, presa di
+ Caffa._ 1469-1475 _pag._ 3
+
+ La repubblica fiorentina cessa di essere
+ la direttrice dell'Italia 3
+ 1469 I figli di Pietro de' Medici troppo
+ giovani per governare quando morì
+ il loro padre 5
+ La fazione attaccata alla loro famiglia
+ loro deferisce non per tanto l'autorità 6
+ Politica di Tommaso Soderini che conserva
+ il credito dei Medici 7
+ Durante la loro giovinezza la repubblica
+ si mantiene in riposo 9
+ 1471 Fastoso viaggio di Galeazzo Sforza a Firenze 10
+ Influenza fatale della corte dello Sforza
+ sui costumi dei Fiorentini 11
+ 1470 6 aprile. Bernardo Nardi occupa Prato
+ per sorpresa 12
+ Viene fatto prigioniere e condannato
+ co' suoi complici a morte 14
+ 1472 Turbolenze a Volterra in occasione di
+ una miniera d'allume 15
+ 1472 27 aprile. Volterra si rivolta contro Firenze 17
+ Giugno. Volterra presa e saccheggiata
+ da Federico di Montefeltro 17
+ 1471 9 agosto. Elezione di Sisto IV sospetta
+ di simonia 18
+ Il tesoro di Paolo II sottratto da questo
+ papa o da' suoi nipoti 20
+ Quattro nipoti di Sisto IV, cui egli
+ sagrifica gl'interessi della Chiesa 21
+ Grazie che accorda a Leonardo ed a Giuliano
+ della Rovere, ed a Girolamo Riario 21
+ Potenza e stravagante lusso di Pietro
+ Riario, cardinale di san Sisto 24
+ 1473 12 settembre. Giugne a Milano col titolo
+ di legato di tutta l'Italia 26
+ 1474 5 gennajo. Sua morte cagionata dalle
+ sue dissolutezze 27
+ Giovanni della Rovere, altro nipote del
+ papa, sposa Giovanna di Montefeltro 27
+ 21 agosto. Federico di Montefeltro creato
+ dal papa duca d'Urbino 28
+ Campagna del cardinale Giuliano della
+ Rovere contro Todi 29
+ Attacca Niccolò Vitelli, principe di
+ Città di Castello 31
+ I Fiorentini lo difendono 32
+ Diffidenza de' Fiorentini per l'alleanza
+ del papa, del re di Napoli e del duca d'Urbino 33
+ 2 novembre. Alleanza tra i Fiorentini,
+ Venezia ed il duca di Milano 35
+ 1474 Nullità per alcuni anni della storia d'Italia 36
+ Il papa ricusa di prender parte nella
+ guerra coi Turchi 36
+ 17 gennajo. Sconfitta dei Turchi a
+ Rackowieckz data dal vayvoda di Moldavia 37
+ Maggio. Il beglierbey di Romania intraprende
+ l'assedio di Scutari 39
+ Agosto. Leva l'assedio dopo aver molto
+ sofferto per le malattie 40
+ Patimenti degli assediati e dell'armata
+ veneziana 40
+ 1475 I Turchi assediano inutilmente Lepanto 43
+ Importanza della colonia genovese di Caffa 44
+ Soccorsi mandati per terra a Caffa 45
+ Contese de' Genovesi di Caffa con un
+ kan di Tartaria 47
+ Giugno. Caffa presa e ruinata da Maometto II 48
+ Indebolimento di tutte le parti nella
+ guerra dei Turchi 50
+
+ CAPITOLO LXXXIV. _Congiura di Niccolò
+ d'Este a Ferrara, di Girolamo Gentile
+ a Genova, d'Olgiati, Visconti e Lampugnani
+ a Milano. Rivoluzioni nello stato di
+ Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza._ 1476-1477 51
+
+ Tutti gli stati d'Italia travagliati nello
+ stesso tempo dalle congiure 51
+ Un tiranno non può essere rovesciato che
+ da una congiura 52
+ Cosa avvi di nobile e di generoso in
+ ogni congiura 53
+ 1476 Congiura di Niccolò, figliuolo di Lionello
+ d'Este, contro Ercole 56
+ 1476 1.º settembre. Niccolò entra in Ferrara
+ con seicento uomini 57
+ Viene posto in fuga, fatto prigioniero
+ e condannato a morte 59
+ Limitato potere del duca di Milano in
+ Genova dopo le capitolazioni 60
+ Galeazzo Sforza non le mantiene 62
+ Vuol dividere in due la città di Genova
+ per domarla 63
+ Coraggio di Lazzaro Doria, che gli fa
+ abbandonare questo progetto 64
+ Giugno. Girolamo Gentile prende le armi
+ per liberar Genova 65
+ È costretto a rinunciare al suo progetto
+ e ad uscire di città 67
+ Carattere e vizj di Galeazzo Sforza 68
+ Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Giovanni
+ Andrea Lampugnani allievi di Cola Montani,
+ che inspira loro l'odio per la tirannia 69
+ Fa loro insegnare l'arte della guerra 71
+ Irritati dagli oltraggi dello Sforza
+ congiurano contro di lui 72
+ Preghiera de' congiurati nella chiesa
+ di sant'Ambrogio 72
+ 26 dicembre. Uccidono Galeazzo in questa chiesa 75
+ Il Lampugnani ed il Visconti uccisi
+ immediatamente 76
+ Costanza di Girolamo Olgiati in mezzo ad
+ orribili supplicj 77
+ 1477 Giovanni Galeazzo Sforza, figlio di Galeazzo,
+ riconosciuto duca di Milano, sotto la
+ reggenza di sua madre, Bona di Savoja 79
+ 1477 Gelosia tra il Simonetta, suo primo ministro,
+ ed i fratelli di Galeazzo 81
+ 16 marzo. Tumulto in Genova per la notizia
+ della morte del duca di Milano 82
+ Prospero Adorno liberato di prigione dalla
+ reggenza di Milano, ed incaricato di
+ calmare le turbolenze di Genova 83
+ 30 aprile. L'Adorno ristabilisce in Genova
+ la limitata autorità del duca di Milano 83
+ I fratelli Sforza riducono i Fieschi
+ all'ubbidienza 85
+ Maggio. Tornano a Milano, sperando d'occupare
+ la suprema autorità 87
+ 25 maggio. Arresto di Donato Conti loro
+ confidente 88
+ Tentano di sollevare il popolo, ma sono
+ forzati a fuggire 89
+ Morte d'Ottaviano Sforza in riva all'Adda;
+ esilio de' suoi fratelli; compiuta
+ vittoria di Cecco Simonetta 90
+
+ CAPITOLO LXXXV. _Congiura de' Pazzi._ 1478 92
+
+ 1472-1477 La storia fiorentina nel corso di più anni
+ senza interesse 92
+ Potere vessatorio che s'arrogano i Medici 93
+ Consumano le sostanze del pubblico per
+ sostenere il proprio commercio 94
+ Partigiani dei Medici e loro nemici 95
+ Gelosia di Lorenzo contro la famiglia de' Pazzi 97
+ 1472-1477 Priva Giovanni de' Pazzi della eredità
+ dei Borromei 99
+ Francesco Pazzi abbandona Firenze per
+ istabilirsi a Roma 101
+ Associa il suo odio a quello di Sisto IV
+ e di Girolamo Riario 102
+ Conosce di non poter attaccare i Medici
+ che col mezzo di una congiura 103
+ Guadagna al suo partito Francesco Salviati,
+ nominato arcivescovo di Pisa 105
+ 1477 Carlo di Montone attaccando i Sienesi
+ gl'indispone contro Firenze 105
+ Jacopo de' Pazzi entra nella congiura
+ di suo nipote 107
+ Si uniscono ai congiurati altri nemici
+ dei Medici 107
+ 10 dicembre. Raffaello Riario nominato
+ cardinale di 18 anni 109
+ 1478 Il cardinale Riario viene a Firenze, ed i
+ congiurati vogliono attaccare i Medici
+ in occasione delle feste date al cardinale 110
+ 26 aprile. I congiurati assalgono i due
+ fratelli, in tempo della messa,
+ nella cattedrale 112
+ Giuliano è ucciso, Lorenzo sottratto a'
+ suoi uccisori 113
+ Lorenzo si ritira a casa sua, circondato
+ da' suoi amici 114
+ In questo frattempo l'arcivescovo Salviati
+ tenta d'impadronirsi del palazzo pubblico 115
+ Il Gonfaloniere fugge dalle sue mani, lo fa
+ arrestare ed appiccare ad una finestra
+ del palazzo 116
+ 1478 Inutili sforzi di Jacopo de' Pazzi per
+ sollevare il popolo 118
+ Tutti i congiurati uccisi dal popolo furibondo 119
+ Settanta cittadini fatti a pezzi nelle strade 120
+ Carattere dei Pazzi 122
+ Attacco degli alleati contro la
+ repubblica fiorentina 123
+ 4 giugno. Bolla contro di lei di Sisto IV 123
+ 13 giugno. I Fiorentini per difendersi
+ nominano i decemviri della guerra 125
+ Il re di Francia ed altri sovrani vogliono
+ dissuadere Sisto IV dall'intraprendere
+ la guerra 127
+ Il cardinale di Pavia consiglia Sisto IV
+ a dare risposte inconcludenti 128
+ Rappresenta la causa de' congiurati come
+ diventata quella della santa sede 128
+ Il papa differisce fino alla fine dell'anno
+ a rispondere agli ambasciatori francesi,
+ ed intanto si apparecchia alla guerra 130
+
+ CAPITOLO LXXXVI. _Guerra tra Sisto IV,
+ alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. — Genova ricupera la sua
+ libertà. — Continuazione e fine della
+ guerra di Venezia contro i Turchi._ 1478 132
+
+ La dissimulazione de' cospiratori non è
+ scusabile che per il pericolo cui si espongono 132
+ I sovrani, che prendono parte in una
+ cospirazione, scendono alla bassezza
+ di assassini 133
+ Il carattere di Sisto IV corrompeva il
+ suo spirito e disonorava i suoi progetti 135
+ 1478 Suoi apparecchj per la guerra, e quelli
+ de' Fiorentini 135
+ 30 agosto. Il duca Ercole di Ferrara
+ accetta il comando dell'armata fiorentina 137
+ Sospetta condotta di questo duca 137
+ Lascia successivamente prendere le
+ più importanti fortezze dei Fiorentini 138
+ Novembre. Mette le sue truppe ne' quartieri
+ d'inverno 141
+ Lorenzo de' Medici si tiene sempre lontano
+ dall'armata che combatte per lui 141
+ I Fiorentini affrettano i soccorsi delle
+ altre potenze 142
+ Ricorrono a Bona, reggente del ducato di Milano 144
+ Il re di Napoli eccita altri nemici contro
+ Bona per impedirle di soccorrere i Fiorentini 144
+ Eccita Prospero Adorno a sollevare Genova 144
+ Sforzino mandato a Genova con una numerosa
+ armata per sottomettere quella città 147
+ Roberto di Sanseverino s'incarica della
+ difesa di Genova 148
+ 7 agosto. Battaglia sotto _i due gemelli_
+ tra i Milanesi ed i Genovesi 148
+ L'armata dei Milanesi disfatta e spogliata
+ dai contadini 149
+ 26 novembre. Prospero Adorno costretto a
+ cedere il suo posto a Battista Fregoso 150
+ I Fiorentini cercano di tenersi in pace
+ col governo di Genova 152
+ Peste a Firenze ed a Venezia 153
+ Negoziazioni de' Fiorentini con Venezia
+ per avere soccorsi 154
+ 1478 I Veneziani, spossati dalla guerra de'
+ Turchi, non possono soccorrere Firenze 155
+ 1475 Loro sforzi per ottenere la pace da Maometto II 155
+ Fanno condurre a Venezia i figli naturali
+ di Giacomo di Lusignano 156
+ 1477 Achmet, sangiacco d'Albania, assedia Croja 157
+ 2 settembre. Francesco Contarini disfatto
+ sotto Croja 158
+ Ottobre. Il pascià di Bosnia invade il Friuli 159
+ Achmet Giedik s'impadronisce del ponte
+ di Gorizia 160
+ Girolamo Novello battuto sulle rive
+ dell'Isonzo dai Turchi 161
+ Il nord dell'Italia, fino alla Piave,
+ guastato dai Turchi 162
+ 1478 I Veneziani fortificano di nuovo le rive
+ dell'Isonzo 164
+ Gennajo. Fanno nuovi sforzi per avere la pace 164
+ Maggio. Maometto rifiuta le condizioni
+ dettate da lui medesimo 165
+ 15 giugno. Croja s'arrende a Maometto,
+ che viola la capitolazione 166
+ Maometto assedia Scutari 167
+ 27 luglio. Terribile assalto dato a Scutari 168
+ Maometto occupa varie piazze dell'Albania 170
+ Attacca di nuovo il Friuli 171
+ Gli affari di Cipro tengono la repubblica
+ di Venezia inquieta 172
+ 27 agosto. I Veneziani chiudono nella
+ fortezza di Padova i figli di Giacomo
+ di Lusignano 173
+ 1478 Estremità cui trovasi ridotta Scutari 174
+ 18 novembre. Il senato disposto di accettare
+ la pace ad ogni condizione 176
+ 1479 26 gennajo. Giovanni Dario, ambasciatore
+ di Venezia, fa la pace col Sultano 176
+ La repubblica assegna pensioni agli abitanti
+ di Scutari, che abbandonano la loro
+ patria ceduta ai Turchi 178
+ 25 aprile. Si pubblica in Venezia la pace
+ coi Turchi 179
+
+ CAPITOLO LXXXVII. _Sisto IV attira
+ gli Svizzeri in Italia; loro vittoria
+ sui Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico
+ il Moro ad occupare il governo di Milano.
+ Cattivo stato degli affari di Lorenzo de'
+ Medici; passa a Napoli, ove soscrive una
+ pace, che compromette l'indipendenza della
+ Toscana. Progetto del duca di Calabria sopra
+ Siena; rivoluzioni di questa repubblica._ 1478 1480 180
+
+ 1479 Gelosia degl'Italiani contro Venezia dopo
+ la pace di Costantinopoli 180
+ Collera di Sisto IV contro di loro 181
+ Cerca di eccitare nuove guerre in Italia 182
+ 1476-1478 Principj del commercio delle indulgenze
+ in Isvizzera 183
+ Sisto IV invita gli Svizzeri alle
+ guerre d'Italia 184
+ Intrighi nella Svizzera del suo legato
+ Guido di Spoleto 185
+ Novembre. Il cantone d'Uri dichiara la
+ guerra al duca di Milano 185
+ Gli Svizzeri guastano i contorni dei laghi
+ e minacciano Bellinzona 186
+ 1479 gennajo. Battono il conte Torelli a Giornico 187
+ Pace tra il duca di Milano ed i cantoni svizzeri 189
+ Intrighi di Sisto IV col Sanseverino e
+ cogli Sforza 189
+ Debolezza dei Fiorentini nella loro guerra
+ contro Roberto di Sanseverino 190
+ Animosità de' soldati di Braccio contro
+ quelli dello Sforza, che servivano con
+ loro nell'armata fiorentina 191
+ 7 settembre. L'armata fiorentina disfatta
+ a Poggio imperiale, e loro fortezze
+ prese dal duca di Calabria 192
+ I fratelli Sforza passano in Lombardia 194
+ 23 agosto, Tortona s'arrende a Lodovico
+ Sforza, detto il Moro 194
+ 8 settembre. Viene richiamato a Milano dai
+ nemici del conte Cecco Simonetta 195
+ 11 settembre, Lodovico il Moro fa imprigionare
+ il Simonetta ed un anno dopo lo fa perire 196
+ 1480 7 ottobre. Rinvia la duchessa Bona, e dichiara
+ suo figlio maggiore di dodici anni 198
+ 1479 I Veneziani ed i Fiorentini vogliono opporre
+ Renato II di Lorena a Ferdinando 199
+ Diritti di Renato II di rappresentare la
+ casa d'Angiò 200
+ I duchi di Calabria e d'Urbino invitano
+ Lorenzo de' Medici a trattare con Ferdinando 201
+ 1479 Disparere tra il re di Napoli ed il papa
+ intorno alla guerra di Firenze 202
+ Pericolosa situazione di Lorenzo de' Medici 204
+ 5 dicembre. Parte per trattare la pace a Napoli 205
+ 1480 Viene ricevuto in Napoli con grandissimi onori 207
+ Espone a Ferdinando i principj della
+ sua politica 208
+ Ferdinando vuole accertarsi se i nemici
+ di Lorenzo non approfitteranno della
+ sua assenza 210
+ 6 marzo. Ferdinando soscrive la pace colla
+ repubblica fiorentina 211
+ 12 aprile. Lorenzo, tornato a Firenze
+ rende la propria autorità più assoluta 212
+ Magnificenza e prodigalità di Lorenzo 213
+ Progetti di Ferdinando sopra Siena, che
+ l'avevano mosso a fare la pace 214
+ 1403-1480 Siena governata dai tre Monti riuniti,
+ dei Nove, dei Riformatori e del Popolo 215
+ Prosperità della repubblica sotto questo governo 216
+ Scontento delle parti escluse dal governo 217
+ 1480 22 giugno. Il monte dei Riformatori escluso
+ dal governo dal duca di Calabria 219
+ Nuovo governo disposto ad assoggettare
+ Siena al re di Napoli 220
+ Siena salvata dallo sbarco dei Turchi in Otranto 221
+
+ CAPITOLO LXXXVIII. _Maometto II
+ conquista Otranto; Sisto IV, spaventato,
+ fa la pace coi Fiorentini, ed il duca
+ di Calabria lascia Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova
+ guerra accesa in tutta l'Italia da Sisto
+ IV per il ducato di Ferrara. Passa
+ dall'uno all'altro partito, ed all'ultimo
+ muore di rabbia che sia conclusa la pace._ 1480-1484 222
+
+ 1480 Spedizione di Maometto II contro l'isola
+ di Rodi diretta da Mesithes 222
+ 28 luglio. Sbarco dei Turchi, condotti
+ da Ackmet Giedik, ad Otranto 223
+ 11 agosto. Presa d'Otranto ed uccisione
+ degli abitanti 223
+ I Veneziani avevano favoreggiata
+ quest'invasione, ed il papa veniva
+ accusato d'averli acconsentito 225
+ Spavento di Sisto IV vedendo i Turchi in Italia 226
+ Chiama tutti gl'Italiani a difendere la Chiesa 227
+ 7 agosto. Il duca di Calabria parte da
+ Siena per difendere il regno di suo padre 228
+ Il papa, spaventato, acconsente a
+ riconciliarsi coi Fiorentini 229
+ 3 dicembre. Penitenza de' Fiorentini, e
+ discorso che loro fa il papa 230
+ 1481 Marzo. I Fiorentini ricuperano le loro
+ fortezze ai confini dello stato di Siena 233
+ Paolo Fregoso mandato da Sisto IV contro Otranto 234
+ 3 maggio. Morte di Maometto II, che libera
+ l'Italia del concepito terrore 235
+ 1481 10 agosto. Otranto ripreso dal duca di Calabria 236
+ 1480 4 settembre. Il papa spoglia gli Ordelaffi
+ del principato di Forlì, e lo dà a suo
+ nipote Girolamo Riario 237
+ Estorsioni del papa per arricchire la
+ finanza pontificia 238
+ 1481 Manda il Riario a Venezia per fare
+ alleanza con quella repubblica 240
+ Il Riario pensa a dividere con Venezia
+ gli stati del duca di Ferrara 241
+ Querele della repubblica di Venezia
+ contra il duca di Ferrara 242
+ 1482 3 maggio. Il papa e la repubblica dichiarano
+ la guerra al duca di Ferrara 243
+ Alleanza del re di Napoli, del duca di
+ Milano e de' Fiorentini per difenderlo 243
+ Guerra de' signori de' castelli nello stato
+ di Roma 244
+ Guerra de' Fieschi in Liguria, e dei Rossi
+ nello stato di Parma 245
+ Difficoltà della guerra nelle paludi delle
+ bocche del Po 247
+ Roberto di Sanseverino, generale de'
+ Veneziani, occupa molti castelli 248
+ Federico di Montefeltro è nominato generale
+ della lega che difende Ferrara 250
+ Un eremita vuole difendere Figheruolo con
+ un miracolo 251
+ 21 agosto. Il duca di Calabria disfatto
+ a Campomorto, presso Velletri, da Roberto
+ Malatesta generale del papa 253
+ 1482 Ingratitudine del papa verso il Malatesta
+ che muore di veleno l'undici di settembre 253
+ 11 settembre. Morte di Federigo di Montefeltro,
+ duca d'Urbino 255
+ 14 ottobre. Prima apertura di pace tra
+ Sisto IV e Ferdinando 258
+ 12 dicembre. Sisto IV abbandona i Veneziani,
+ e si attacca all'opposta lega 259
+ 1483 10 gennajo. Pubblica un manifesto contro
+ i Veneziani, ed in appresso gli scomunica 260
+ 28 febbrajo. Congresso di Cremona per
+ attaccare i Veneziani 261
+ Si tratta la guerra assai mollemente 262
+ Guerra di Toscana fatta ancora più vilmente 264
+ 9 maggio. Trattato dei Veneziani con Renato
+ II di Lorena, che prendono al loro soldo 265
+ 30 agosto. La morte di Lodovico XI costringe
+ Renato a tornare in Lorena 266
+ 24 maggio. Sisto IV scomunica i Veneziani 266
+ 19 novembre. Fa cardinale un suo cameriere
+ in età di vent'anni 269
+ 1484 Maggio e giugno. La flotta Veneziana prende
+ al re di Napoli Gallipoli e Policastro 270
+ I Colonna perseguitati con accanimento da
+ Riario, in Roma e ne' loro feudi 270
+ 1483 Supplicio del protonotaro Lodovico Colonna 271
+ Negoziazioni di Girolamo Riario per
+ ricuperare Rimini e Pesaro 273
+ 1483 Raffreddamento tra gli alleati 274
+ 15 luglio. Morte di Federico, marchese
+ di Mantova 274
+ Negoziazioni di Roberto di Sanseverino
+ con Lodovico il Moro 275
+ 7 agosto. Pace di Bagnolo tra la lega ed
+ i Veneziani 275
+ I più deboli stati sagrificati dalla pace
+ di Bagnolo 277
+ Malcontento del papa quando conosce le
+ negoziazioni 279
+ 12 agosto. Ricusa di approvare e benedire
+ la pace 280
+ 13 agosto. Muore dopo alcune ore per un
+ accesso di gotta al petto 281
+ Suo gusto pei duelli chiusi 282
+
+ CAPITOLO LXXXIX. _Elezione d'Innocenzo
+ VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il
+ cardinale Paolo Fregoso doge di
+ Genova. — Conquista di Sarzana fatta
+ dai Fiorentini. Anarchia e pacificazione
+ di Siena. — Congiura contra Girolamo Riario
+ e contro Galeotto Manfredi._ 1484-1488 283
+
+ Autorità de' cardinali nella chiesa Romana 283
+ In qual modo i papi li rendevano ligi alle
+ loro volontà 284
+ In ogni elezione i cardinali cercavano di
+ limitare le prerogative del papa 286
+ Ma i papi si scioglievano dai loro giuramenti
+ in virtù della loro supremazia 288
+ Il diritto dello spergiuro guarentito
+ alla santa sede da una bolla d'Innocenzo VI 288
+ Opposizione de' più virtuosi cardinali a
+ questo scandalo 289
+ 1484 Condizioni imposte al futuro papa dopo
+ la morte di Sisto IV 290
+ 29 agosto. Giovan Battista Cibo eletto
+ papa col nome d'Innocenzo VIII 292
+ Aveva comperati i suffragi dei cardinali
+ con segreti contratti 293
+ Carattere d'Innocenzo VIII 294
+ Si mostra nemico di Ferdinando 295
+ Odio de' sudditi di Ferdinando contro di lui 296
+ Innocenzo interrompe il commercio del
+ monopolio, stabilito tra Sisto IV e
+ Ferdinando 297
+ 1485 Indipendenza degli abitanti dell'Aquila 298
+ 28 giugno. Sono privati dei loro diritti
+ dal duca di Calabria 300
+ Ottobre. Innocenzo VIII li prende sotto
+ la sua protezione 301
+ Assemblea a Melfi de' baroni napolitani
+ nemici del re 302
+ Il duca di Calabria attacca i baroni malcontenti 303
+ I Fiorentini e Lodovico Sforza promettono
+ soccorsi a Ferdinando 304
+ Negoziazioni dei baroni di Napoli e
+ d'Innocenzo VIII con Renato II 305
+ Il re manda Federico, suo figlio, per offrire
+ ai baroni le più vantaggiose condizioni 307
+ 1485 Ferdinando fa marciare il duca di Calabria
+ contro Roma 308
+ 1486 Pratiche de' Fiorentini per far ribellare
+ lo stato della Chiesa 309
+ 8 maggio. Vittoria del duca di Calabria al
+ ponte di Lamentana, senza effusione di
+ sangue 309
+ 1486 Innocenzo VIII spaventato vuol fare la pace 310
+ Mediazione di Ferdinando e d'Isabella, re
+ d'Arragona e di Castiglia 311
+ 11 agosto. Trattato di Roma con cui Ferdinando
+ accorda al papa ed ai baroni tutte le
+ loro domande 312
+ 13 agosto. Ferdinando fa perire tutti i
+ suoi nemici che può far arrestare in Napoli 313
+ Settembre. Occupa l'Aquila, e ne scaccia le
+ truppe del papa 315
+ 10 ottobre. Arresta e fa perire tutti i
+ baroni, ai quali aveva accordata la pace 315
+ Roberto di Sanseverino, abbandonato dal papa,
+ viene disfatto 317
+ Il papa si assoggetta alla violazione della
+ pace di Roma 317
+ Si riconcilia con Lorenzo dei Medici,
+ e gli dà tutta la sua confidenza 318
+ 1487 Novembre. Fa sposare a suo figlio una figlia
+ di Lorenzo, e promette al figlio di Lorenzo
+ un cappello di cardinale 321
+ 1486 Mediazione del Medici per terminare la
+ guerra d'Osimo, il di cui signore chiamava
+ i Turchi nello stato della Chiesa 323
+ 1483 25 novembre. Paolo Fregoso arresta suo
+ nipote Battista, e si fa doge di Genova 325
+ 1484 Sarzana e Pietra Santa cedute alla banca
+ di san Giorgio di Genova 326
+ 1484 Ottobre. I Fiorentini assediano Pietra Santa 327
+ Crudeli malattie nel campo degli assedianti 328
+ 8 novembre. Pietra Santa si arrende
+ ai Fiorentini 329
+ 1485-1486 Negoziazioni per la pace tra Paolo Fregoso,
+ e Lorenzo de' Medici 330
+ 1487 22 maggio. I Fiorentini occupano Sarzana 331
+ Luglio. Alleanza di Paolo Fregoso e di
+ Lodovico Sforza 332
+ I vecchi partigiani di Paolo Fregoso si
+ uniscono agli Adorni contro di lui 334
+ 1488 Agosto. Paolo Fregoso, attaccato dai Fieschi
+ e dagli Adorni, si salva nella fortezza 335
+ Guerra civile in Genova 336
+ Progetto di divisione della repubblica
+ tra gli Adorni ed i Fregosi 338
+ Agostino Adorno viene di nuovo esigliato
+ nel Friuli 339
+ Ottobre. Paolo Fregoso si ritira a Roma,
+ ove muore il 2 marzo del 1498 340
+ Lorenzo de' Medici geloso di tutte le
+ repubbliche 341
+ Turbolenze di Siena da lui fomentate ed aizzate 342
+ 1483 14 giugno. Si associa ai demagoghi di Siena 343
+ 1487 Tutti gli emigrati di Siena, sebbene di
+ contraria fazione, fanno tra di loro pace 344
+ 21 luglio. Partono da Staggia, dove si erano
+ adunati, per sorprendere Siena 345
+ Il governo rivoluzionario di Siena viene
+ atterrato da un branco di congiurati 346
+ 1487 Tutti gli ordini vengono ammessi a prendere
+ parte nel governo di Siena 348
+ 1488 Congiure ne' piccoli principati di Romagna 349
+ 14 aprile. Girolamo Riario assassinato a
+ Forlì dalle sue guardie 350
+ Coraggio della sua vedova, Catarina Sforza 351
+ 29 aprile. Ottaviano Riario succede a suo
+ padre, sotto la tutela di Catarina 353
+ 31 maggio. Galeotto Manfredi signore di
+ Faenza, assassinato da sua moglie,
+ Francesca Bentivoglio 354
+ Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna,
+ viene a Faenza per soccorrere sua figlia,
+ ed è fatto prigioniere dagli abitanti 355
+ Vantaggi che Lorenzo de' Medici trae da
+ queste due rivoluzioni 356
+
+ CAPITOLO XC. _La Regina Catarina
+ Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente
+ riposo di tutta l'Italia. — Stato
+ dell'Europa e pronostici di nuove
+ burrasche. — Morte di Lorenzo de' Medici,
+ e d'Innocenzo VIII._ 1488-1492 358
+
+ Fermezza della repubblica veneta nelle sue
+ relazioni col papa 358
+ 1487 Guerra de' Veneziani con Sigismondo, conte
+ del Tirolo 360
+ 9 agosto. Roberto di Sanseverino è ucciso
+ presso l'Adige 361
+ Guerra tra Bajazette II e Cait-Bai, soldano
+ d'Egitto 362
+ 1488 Agosto. L'armata turca sconfitta ad Isso
+ dai Mamelucchi 363
+ Il senato Veneziano ne prende motivo per
+ forzare Caterina Cornaro ad abdicare la
+ corona di Cipro 363
+ 1489 24 gennajo. Giorgio Cornaro si reca da sua
+ sorella per indurla a cedere il suo regno 365
+ 15 febbrajo. La regina si congeda dagli
+ abitanti di Nicosia 366
+ 20 giugno. Si ritira ad Asolo nel Trivigiano 367
+ 1482 Gem o Zizim, fratello di Bajazette II, si
+ rifugia a Rodi 368
+ 1482-1489 Vive nell'Alvergna in una commenda
+ dell'ordine di san Giovanni 369
+ 13 marzo. Entra in Roma in gran pompa 371
+ 1490 Maggio. Trama scoperta a Roma per assassinarlo 373
+ 1484-1492 Malfattori impuniti a Roma. Venalità
+ della giustizia 373
+ 1490 False bolle vendute a nome del papa
+ per autorizzare i delitti 375
+ 1478-1492 Lo spirito di persecuzione cresce
+ coll'immoralità del clero 376
+ 1478-1482 L'inquisizione stabilita in Ispagna da
+ Sisto IV, ne scaccia in tempo del suo
+ regno, 170,000 famiglie giudee 377
+ Isabella scusata per avere confiscati,
+ per cupidigia, i beni de' Giudei 378
+ Tutti gli scrittori del secolo approvano
+ la persecuzione, ed al più biasimano i
+ mezzi adoperati 379
+ I Giudei esiliati portano a Genova la peste
+ nel loro passaggio 381
+ 1487 12 marzo. Tentativi di un monaco per far
+ assassinare i Giudei in Firenze ed in Siena 381
+ 1492 Tentativi di un altro monaco per eccitare
+ la persecuzione in Napoli 383
+ Persecuzione della _vaudoisie_ ad Arras 384
+ 1486 30 settembre. Innocenzo VIII ordina ai
+ magistrati italiani d'eseguire le sentenze
+ dei tribunali dell'inquisizione senza esame 385
+ Le più violenti persecuzioni cominciarono
+ quarant'anni prima della riforma 387
+ 1489 Marzo. Innocenzo VIII nomina cardinale
+ Giovanni de' Medici dell'età di 13 anni 389
+ Arroganza di Lorenzo de' Medici nel governo
+ di Firenze 391
+ Gli annali fiorentini in quest'epoca
+ senza interesse 392
+ 1490 13 agosto. I Fiorentini fanno fallire
+ lo stato per salvare Lorenzo da un fallimento 393
+ 1462-1506 Potenza di Giovan Bentivoglio in Bologna 395
+ 1488 27 novembre. Congiura de' Malvezzi contro
+ Bentivoglio, e loro supplicio 397
+ 1491 6 giugno. Congiura degli Oddi a Perugia
+ contro i Baglioni, e loro sconfitta 398
+ 1490 Il duca di Milano acconsente a tenere Genova
+ in feudo dalla Francia 400
+ 1488-1492 Stato delle altre potenze d'Europa. La
+ Francia governata da madama di Beaujeu 400
+ Massimiliano in guerra coi Fiamminghi, e
+ Federico III scacciato dall'Austria 401
+ 1490 5 aprile. Morte di Mattia Corvino; guerre
+ civili d'Ungheria 403
+ 1486-1492 La strada delle Indie e quella dell'America
+ aperte al Portogallo ed alla Spagna 405
+ 1492 2 gennajo. Granata conquistata dal re di Spagna 405
+ Formazione delle grandi potenze che devono
+ subentrare alle piccole sul teatro
+ della storia 406
+ Doveva necessariamente cominciare una
+ nuova epoca 406
+ Lorenzo de' Medici non ritardò la rivoluzione 408
+ Il progetto di Neri Capponi e di Sisto IV
+ avrebbe solo potuto salvare l'indipendenza
+ italiana 410
+ Lodovico il Moro, chiamando i Francesi in
+ Italia, non fece che ciò che fu fatto
+ venti altre volte 412
+ 4 giugno. Pace di Ferdinando di Napoli
+ colla Chiesa 413
+ 1490 27 settembre. Letargo d'Innocenzo VIII,
+ pel quale viene creduto morto 415
+ 1492 Tentativo di un medico per ringiovenire
+ Innocenzo VIII col mezzo della trasfusione
+ del sangue 416
+ 25 luglio. Morte d'Innocenzo VIII 417
+ 8 aprile. Morte di Lorenzo dei Medici 417
+ Politica di Lorenzo de' Medici 417
+ Somma sua attitudine alle arti, alla poesia
+ e alla filosofia 418
+ Attrattive del suo carattere, che pure
+ contribuisce alla sua fama 420
+
+FINE DELLA TAVOLA.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
+grafie alternative (Rackovieckz/Rackowieckz e simili), correggendo senza
+annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+***** This file should be named 44168-0.txt or 44168-0.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/4/4/1/6/44168/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/old/44168-0.zip b/old/44168-0.zip
new file mode 100644
index 0000000..338060d
--- /dev/null
+++ b/old/44168-0.zip
Binary files differ
diff --git a/old/44168-8.txt b/old/44168-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..099d765
--- /dev/null
+++ b/old/44168-8.txt
@@ -0,0 +1,9385 @@
+The Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+
+Title: Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11
+
+Author: J.C.L. Simondo Sismondi
+
+Release Date: November 12, 2013 [EBook #44168]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ STORIA DELLE
+ REPUBBLICHE ITALIANE
+ DEI
+ SECOLI DI MEZZO
+
+
+ DI
+ J. C. L. SIMONDO SISMONDI
+
+ DELLE ACCADEMIE ITALIANA, DI WILNA, DI CAGLIARI,
+ DEI GEORGOFILI, DI GINEVRA EC.
+
+ _Traduzione dal francese._
+
+
+ _TOMO XI._
+
+
+
+ ITALIA
+ 1818.
+
+
+
+
+STORIA DELLE REPUBBLICHE ITALIANE
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIII.
+
+ _Lorenzo de' Medici subentra nel credito di suo padre sopra la
+ repubblica fiorentina. -- Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto
+ IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che in appressa fu
+ Giulio II. -- Progressi de' Turchi; primo assedio di Scutari;
+ assedio di Lepanto; presa di Caffa._
+
+1469 = 1475.
+
+
+Fin qui abbiamo veduto la repubblica fiorentina collocarsi nel centro di
+tutte le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti, ed avendo per lo
+meno qualche parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le guerre
+d'importanza che agitarono l'Italia. Ma sotto l'amministrazione de'
+Medici, Firenze non si sostenne in così elevato rango; acconsentì di
+essere dimenticata nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni de'
+vicini stati si concatenarono le une colle altre senz'essere da lei
+dirette, o senza che ella si sforzasse di contenerle; e dopo avere
+passate in rivista queste grandi scene della politica, siamo costretti
+di tornare a dietro per vedere ciò che accadeva in questo tempo nella
+sua interna amministrazione. Noi la troviamo languente per la precaria
+sanità del suo capo, o debole per l'estrema giovinezza di quello che gli
+succede; la vediamo partecipare all'infelicità delle reggenze delle
+minorità, e comprendiamo in qual modo con tale cambiamento di spirito
+dovette spegnersi la sua forza.
+
+D'uopo era che l'antico amore dei Fiorentini per la libertà fosse
+estremamente indebolito, perchè la morte di Pietro de' Medici non
+cagionasse una rivoluzione nella repubblica. Di già il vecchio Cosimo,
+dopo avere fondata la sua autorità piuttosto nella superiorità delle
+ricchezze che ne' grandi servigi, l'aveva trasmessa a Piero, suo
+figliuolo, come parte della sua eredità. Ma Piero era giunto a quella
+matura età che richiedevasi, perchè la repubblica potesse ubbidirgli
+senza vergogna. Le sue infermità lo avevano precocemente posto nel
+numero de' vecchi; egli era forse più stimato e meno temuto, perchè
+sembrava che omai non potesse sentire le passioni degli altri uomini.
+L'abituale sua dimora in campagna, le difficoltà e la lentezza con cui
+trasportavasi in lettica, quando tutti viaggiavano a cavallo, dava una
+certa quale apparenza di dignità a colui, che mai non ommettevasi di
+consultare come un oracolo in tutte le più importanti occasioni. Quando
+Piero morì non lasciò per capi della famiglia che i due suoi figli, il
+maggiore dei quali, Lorenzo, non giugneva ai ventunanni[1]. Faceva torto
+all'onore della repubblica, che venerabili magistrati, invecchiati ne'
+pubblici impieghi, rispettati da tutta l'Europa, ed accostumati a
+dirigerne la politica, venissero risguardati quali semplici partigiani
+di due giovinetti, le di cui pretensioni erano smentite dalla
+costituzione e da tutte le leggi dello stato cui non avevano renduto
+alcun servigio, i di cui natali erano più bassi di quelli di tutti i
+loro rivali, ed il di cui merito personale non aveva ancora potuto
+conoscersi. Pure coloro che avevano governata Firenze a nome di Piero,
+imposero silenzio all'amore del loro paese, e ad un'ambizione degna di
+un animo elevato per non ascoltare che circoscritti interessi, lo
+spirito di partito e l'ebbrezza della vittoria. Vollero conservare gli
+abusi di un governo di fazione, perchè essi soli ne approfittavano. Il
+credito personale dei giovani Medici non doveva soverchiare il loro
+proprio che in un'epoca creduta ancora lontana, e credevano inoltre più
+facile il tenere unito il loro partito sotto un antico nome, che
+innalzare ostensibilmente al primo posto quei medesimi che in fatti
+l'occupavano.
+
+ [1] Era nato il primo di gennajo del 1448.
+
+I cittadini, che in allora realmente governavano Firenze, erano Tommaso
+Soderini, fratello di quel Niccolò ch'era stato esiliato nell'ultima
+rivoluzione, Andrea de' Pazzi, che fu fatto cavaliere dalla repubblica
+nel febbrajo del 1468, essendo gonfaloniere di giustizia[2], Luigi
+Guicciardini, Matteo Palmieri e Piero Minerbetti. Questi erano coloro
+che in tempo delle dolorose malattie di Piero de' Medici avevano diretta
+la signoria, e s'erano fatti padroni dell'autorità del popolo per
+nominare i magistrati; erano que' medesimi che Piero de' Medici,
+stomacato dalla loro insolenza, e dalle vessazioni che esercitavano
+sopra tutti i cittadini, aveva minacciati di far rientrare entro i
+confini dell'ordine civile, richiamando in patria gli emigrati. Questi
+dopo la di lui morte si concertarono per continuare, sotto un vano nome,
+una giunta che loro assicurava la distribuzione di tutte le cariche, e
+delle finanze dello stato. Gli ambasciatori, accostumati a trattare con
+Tommaso Soderini, i cittadini, che da lungo tempo sapevano che la loro
+fortuna era dipendente dal suo favore, gli rendettero una specie
+d'omaggio, affrettandosi di visitarlo, tostocchè si ebbe notizia della
+morte di Piero de' Medici. Ma il Soderini temette di risvegliare la
+gelosia de' suoi colleghi, e d'indebolire il suo partito, accettando
+queste dimostrazioni di rispetto. Rinviò perciò i cittadini, che gli
+facevano visita, ai giovani Medici come ai soli capi dello stato; adunò
+nel convento di sant'Antonio tutti gli uomini che avevano maggiore
+influenza nella repubblica, e loro presentando Lorenzo e suo fratello,
+loro raccomandò di conservare a questi giovani il credito di cui la loro
+casa era in possesso da trentacinque anni; e gli avvisò essere più
+agevole cosa il mantenere un potere consolidato dal tempo, che il
+fondarne un nuovo[3].
+
+ [2] _Cronaca di Leonardo Morelli, t. XIX, Deliz. Erud., p. 185._
+
+ [3] _Machiavelli, l. VII, p. 328. -- Scip. Ammirato, l. XXIII, p.
+ 106. -- Jo. Mich. Bruti, l. V, p. 103-106. -- Ricordi di Lorenzo de'
+ Medici p. 45_. -- Roscoe (_Life of Lorenzo. Capit. III, p. 132_)
+ dubita dell'intervento del Soderini, perchè Lorenzo ne' suoi
+ _Ricordi_ non ne parla. Il signor Roscoe suppone che la memoria de'
+ servigi renduti dalla famiglia di Lorenzo, le sue straniere
+ parentele, che pure gli facevano torto agli occhi de' Fiorentini, e
+ l'immensa sua ricchezza, bastassero per dargli senza difficoltà
+ un'autorità così vivamente contrastata al di lui padre. Il signor
+ Roscoe, ingannato dalla proporzione variabile del fiorino alla lira,
+ commette un grave abbaglio rispetto a tale ricchezza, valutando il
+ fiorino d'oro due scellini e sei _pences_, invece di dieci suo vero
+ valore. Secondo il suo conto la sostanza di Piero de' Medici non
+ sarebbe ammontata a 30,000 lire sterline di capitale, locchè non
+ sarebbe al certo bastato per comperare la libertà del più ricco
+ stato dell'Europa. Ma il signor Roscoe, com'è costume di tutti i
+ biografi, tutto fa piegare a vantaggio del suo eroe: allontana più
+ di cent'anni la prima apparizione di un Medici nella _storia
+ fiorentina_; il qual Medici fu all'assedio di Scarperia l'anno 1351,
+ non nel 1251, com'egli dice alla _p. 8_. Dà maggior peso a tutti i
+ servigi di quella famiglia; ne rimpicciolisce, o tace tutti i
+ delitti; per ultimo dissimula lo spirito indipendente e sospettoso
+ de' Fiorentini, ch'erano ancora lontani assai dal sottoporsi
+ volontariamente al giogo di un principe, sebbene permettessero che
+ la libertà loro fosse scossa da una fazione.
+
+I Medici accolsero modestamente gli attestati di attaccamento e di
+considerazione che erano loro dati a nome della repubblica, e per alcuni
+anni essi non tentarono di acquistare un'autorità, che apparentemente
+non esisteva che ne' magistrati, e che non poteva segretamente
+esercitarsi sopra di questi, che da coloro cui i lunghi servigj ed i
+conosciuti talenti davano altissima considerazione. Per lo spazio di
+sette anni Firenze fu internamente abbastanza tranquilla; i Medici,
+occupati ne' loro studj ed in giovanili cure, ora accoglievano in casa
+loro i più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano il popolo con
+clamorose feste. Questi spettacoli si moltiplicarono con troppo maggior
+lusso nel 1471, quando Galeazzo Sforza, duca di Milano, venne a Firenze
+con sua moglie Bona di Savoja, sotto pretesto di soddisfare ad un voto.
+
+Galeazzo, divenuto di già insopportabile a' suoi sudditi per la sua
+vanità, per la sua instabilità e crudeltà, volle ostentare in su gli
+occhi dell'Italia i tesori estorti ai suoi popoli con crudeli
+vessazioni. Non resta memoria di un viaggio intrapreso con maggiore
+ostentazione. Dodici carri coperti di drappi d'oro si trasportarono coi
+muli a traverso agli Appennini per servigio della duchessa; non erasi
+ancora aperta su quelle montagne alcuna strada carreggiabile.
+Precedevano i principi sposi cinquanta palafreni per la duchessa,
+cinquanta cavalli a mano pel duca, tutti bardati a drappi d'oro, cento
+uomini d'armi e cinquecento fanti per guardia, cinquanta staffieri
+vestiti di stoffe di seta con argento, cinquecento coppie di cani per la
+caccia e moltissimi falconi. Il loro seguito, ingrossato da tutti i loro
+cortigiani, era di circa due mila cavalli[4]. Dugento mila fiorini d'oro
+erano stati dal duca destinati a questa insensata pompa: colla metà
+della quale somma, pochi mesi prima, poteva difendersi l'isola di
+Negroponte, ed impedire che cadesse in mano dei Turchi.
+
+ [4] _Antonii de Ripalta Annales Placentini, p. 929._
+
+Lorenzo de' Medici accolse in sua casa il duca di Milano, e dispiegò
+tutta la propria magnificenza per onorare un ospite così splendido.
+Sopra i suoi abiti e ne' suoi palazzi non isplendevano tante gemme, ma
+la pompa delle arti suppliva a quella dell'opulenza; i tanti antichi
+monumenti, i quadri e le stupende statue, che Lorenzo aveva raccolte,
+sorpresero il duca di Milano[5]. Dal canto suo la repubblica rivalizzò
+nel lusso col suo ospite e col suo ricco cittadino. Tutto il numeroso
+corteggio del duca fu alloggiato e mantenuto a spese del pubblico; tre
+sacri spettacoli, rappresentanti misteri, si offrirono ai Lombardi.
+Nella chiesa di san Felice si rappresentò l'Annunciazione della Vergine;
+ne' Carmelitani l'Ascensione di Cristo, ed in santo Spirito la Discesa
+dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, la quale ultima rappresentazione
+fu disturbata dall'incendio della stessa chiesa; perciocchè le fiamme,
+che vi si facevano a guisa di lingue, si appiccarono alle decorazioni, e
+le consumarono col palco e col tetto dell'edifizio[6]. Ma un danno assai
+più reale per Firenze fu la comunicazione dei gusti, del lusso, dei
+piaceri e dei vizj d'una corte corrotta, la comunicazione del suo ozio e
+della sua galanteria ad una repubblica, che mantenevasi co' suoi austeri
+costumi, coll'economia dei capi di famiglia, coll'attività e col
+costante lavoro della gioventù. Fu a' tempi di Lorenzo de' Medici, che
+si videro i Fiorentini accostumarsi alla servitù; eransi prima d'allora
+assoggettati più volte all'autorità vessatoria di una fazione
+vittoriosa; ma la molla delle antiche costumanze, più forte d'ogni
+passaggiera oppressione, riconduceva bentosto il regno delle leggi.
+Quando la mollizie e il libertinaggio ebbero occupato il luogo
+dell'antica energia, i Medici trovarono moltissimi cittadini, che
+preferirono il riposo dell'ubbidienza all'agitazione del comando[7].
+
+ [5] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 108._
+
+ [6] _Ivi._
+
+ [7] _Machiavelli Istor., l. VII, p. 336. -- Jo. Mich. Bruti l. V, p.
+ 114._
+
+L'inconsiderata intrapresa d'un emigrato fiorentino aveva pochi mesi
+prima richiamata l'esistenza e gl'intrighi del partito che era stato
+espulso dalla patria nel 1466. Tutti i figli d'Andrea Nardi, ch'era
+stato gonfaloniere nel 1446, erano esiliati; Bernardo, di tutti il più
+giovane ed il più coraggioso, tentò di ricominciare la guerra, occupando
+la città di Prato. Teneva in questa città molti amici, e ne contava
+ancora molti di più tra i contadini di Pistoja: sapeva inoltre che in
+queste due città non era affatto spento l'amore dell'antica
+indipendenza, e che si accusava il governo fiorentino d'essere ingiusto
+e vessatorio. Comunicò il suo progetto e le sue speranze a Diotisalvi
+Neroni, risguardato dagli emigrati come loro capo, e ne ottenne
+l'assicurazione che gli giugnerebbero soccorsi da Bologna o da Ferrara,
+se poteva occupare Prato e mantenervisi quindici giorni. Dietro tale
+promessa Bernardo Nardi, nella notte del 6 aprile del 1470, adunò un
+centinajo di contadini fuori delle porte di Prato dalla banda di
+Pistoja. Fece in appresso chiedere al podestà di aprire le porte ad un
+viaggiatore, ch'era giunto a notte assai innoltrata. In tempo di pace
+non si negava mai questo favore. Il Nardi gettossi addosso a colui che
+portava le chiavi della città, ed avendogliele tolte, fece entrare tutti
+i suoi compagni, e cominciò a correre le strade, eccitando gli abitanti
+di Prato alle armi ed alla libertà. S'impadronì, senza trovare
+resistenza, di Cesare Petrucci, podestà, del palazzo pubblico e della
+città, senza che per altro verun cittadino prendesse le armi in suo
+favore, osservando tutti sbalorditi un movimento tumultuoso che non
+sapevano comprendere. Intanto, essendosi adunata la signoria di Prato,
+Bernardo si recò innanzi a lei per esortarla a ricuperare la propria
+libertà, ajutando in pari tempo i fuorusciti fiorentini a ricuperare la
+loro. Ma la signoria rispose con calma di non volere altra libertà che
+quella di cui godeva sotto la protezione di Firenze. Mentre ciò
+accadeva, i Pratesi avevano potuto conoscere quanto ristretto fosse il
+numero de' seguaci del Nardi, ed i Fiorentini, che trovavansi in Prato,
+avevano cominciato a riunirsi ed a prendere le armi. Giorgio Ginori,
+cavaliere di Rodi, si pose alla loro testa, attaccò i faziosi, molti ne
+uccise, e gli altri tutti fece prigionieri. Questa sedizione, che si
+terminò in cinque ore, e che non aveva cagionato alcun danno reale, fu
+punita con eccessivo rigore. Si tagliò la testa a Nardi ed a sei de'
+suoi compagni in Firenze, ad altri dodici in Prato; molti erano morti
+difendendosi; di modo che quasi tutti coloro che avevano prese le armi,
+perirono vittime della loro imprudenza[8].
+
+ [8] _Niccolò Machiavelli, l. VII, p. 330-336. -- Scip. Ammirato, l.
+ XXIII, p. 107. -- Filippo de' Nerli Comment., l. III, p. 53. -- Jo.
+ Mich. Bruti, l. V, p. 107._
+
+Due anni dopo una sedizione di assai più grave natura scoppiò nella
+città di Volterra a cagione d'una miniera d'allume ch'erasi scoperta. Un
+Sienese, Benuccio Capacci, l'aveva presa in affitto dalla magistratura
+della città; ma perchè pareva ritrarre da questa miniera maggiore
+vantaggio d'assai che non erasi in principio creduto, e perchè quasi
+tutto l'utile tornava a profitto degli stranieri, gli abitanti di
+Volterra vollero prevalersi di alcune irregolarità del primo contratto
+per annullarlo[9]. Alcuni Volterrani, trovandosi feriti nell'interesse e
+nell'amor proprio, talmente si andarono esacerbando gli spiriti, che
+queste contese dell'allume furono cagione di zuffe, di omicidj e
+dell'esilio di varj cittadini, ed all'ultimo di una totale rivoluzione
+nel governo municipale. Volterra era una città piuttosto alleata che
+suddita de' Fiorentini; erasi soltanto obbligata a pagar loro ogni anno
+mille fiorini, che non formavano la decima parte delle sue entrate, ed a
+ricevere ogni sei mesi un podestà fiorentino. La magistratura estraevasi
+a sorte ogni due mesi, secondo l'antica usanza delle repubbliche
+italiane: governavasi in una maniera indipendente, faceva le sue leggi e
+le abrogava, e nominava i comandanti di una ventina di castelli del suo
+territorio: alcuni decemviri, nominati nel caldo delle dispute cagionate
+dalla scoperta della miniera dell'allume, trovarono ingiusto che la
+repubblica di Firenze s'immischiasse nella sua amministrazione, ed
+avesse fatti rimettere in possesso della miniera gl'intraprenditori che
+n'erano stati scacciati colla forza. Essi dimenticarono nelle loro
+relazioni, fatte ai Fiorentini, que' riguardi e quel rispetto, che i
+loro predecessori avevano sempre mostrato verso questo stato protettore,
+ed all'ultimo rifiutarono di seguire i consigli di Lorenzo de' Medici,
+che cercava di far loro sentire l'imprudente loro condotta, e che,
+offeso da tale arroganza, opinò in appresso, perchè venissero sottomessi
+colle armi[10].
+
+ [9] _Antonii Hyvani Commentar. de Bello Volaterrano, t. XXIII, Rer.
+ It. p. 9._
+
+ [10] _Antonii Hyvani Commentar., p. 14._
+
+I Volterrani avevano di già spediti ambasciatori a diverse potenze
+d'Italia per chiedere la loro protezione; e gli emigrati fiorentini, che
+andavano in cerca di tutte le occasioni d'attaccare il governo, loro
+promisero e danaro e gente. La rivoluzione scoppiò il 27 aprile del
+1472. Frattanto Tommaso Soderini volle ancora tentare la via delle
+negoziazioni; ma i suoi rivali preferirono quella delle armi, e furono
+appoggiati da Lorenzo de' Medici, che desiderava illustrare la sua
+amministrazione con qualche impresa militare. Non già ch'egli si recasse
+personalmente all'armata, la quale si adunò senza di lui sotto gli
+ordini di Federico da Montefeltro, conte d'Urbino, ed in breve ottenne
+una vittoria, accompagnata più che da onore, da vergogna e da rimorso. I
+Volterrani avevano adunato a stento un migliajo di soldati; i loro
+avamposti furono superati con estrema facilità, e le antiche loro mura,
+maravigliosa opera degli etruschi, vennero aperte dall'artiglieria.
+Capitolarono circa la metà di giugno, venticinque giorni dopo cominciato
+l'assedio: ma avendo un soldato, in onta alla capitolazione, percosso e
+spogliato un antico magistrato di Volterra, che aveva in allora deposta
+la carica, quest'esempio di militare licenza fu subito seguito da tutta
+l'armata vincitrice. Volterra fu per un giorno intero abbandonata al
+saccheggio, senza che venissero risparmiati nè i sacri edificj, nè
+l'onore delle donne: il governo municipale fu abolito, s'innalzò una
+fortezza sulla piazza del palazzo vescovile, e dal rango d'alleata la
+città fu ridotta a quello di suddita[11].
+
+ [11] _Ant. Hyvani Comment. de bello Volaterrano, t. XXIII, p. 5-20.
+ -- Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 111. -- Machiavelli Istor., l. VII, p.
+ 338-342. -- Annales Forolivienses, l. XXII, p. 231._
+
+I due tumulti di Prato e di Volterra furono le sole cose che alterassero
+momentaneamente la pace di cui godette Firenze sotto l'amministrazione
+dei tutori e degli amici dei giovani Medici. Omai il loro potere
+trovavasi abbastanza rassodato, perchè le congiure, urtando contro di
+loro, lo consolidassero invece di scuoterlo. Ma di questa stessa epoca
+l'uomo, che doveva mostrarsi il loro più acerbo nemico, quello che
+doveva promettere appoggio e favore a nuove congiure e santificarle
+colle sue benedizioni, Sisto IV, era stato innalzato alla più eminente
+dignità del cristianesimo.
+
+Il pericolo dell'invasione de' Turchi era in Italia così universalmente
+sentito, e tutti gli spiriti erano compresi da tanto terrore, che non
+eravi un sol uomo nel collegio de' cardinali, che non si mostrasse
+determinato ad impiegare tutte le ricchezze della chiesa romana, e tutte
+le forze della cristianità per combattere i barbari. Salendo sul trono
+un nuovo pontefice vi portava sempre questo voto, che aveva formato in
+meno sublime condizione; e le sue prime congregazioni, le prime lettere
+erano tutte piene di quell'ardore che voleva inspirare a tutti i fedeli.
+Ma poichè aveva cominciato ad assaporare il piacere del comando, dopo di
+avere sperimentato alcun tempo, da un canto la sorda ma costante
+opposizione di tutti coloro il cui interesse non si accordava colla
+guerra, dall'altro canto la soddisfazione d'arricchire le sue creature,
+di soddisfare i proprj gusti o quelli degli uomini a lui più cari,
+finalmente d'impiegare i tesori della chiesa nell'appagare le proprie
+passioni piuttosto che nella difesa della Cristianità, tutto il suo zelo
+si agghiacciava, trovava pretesti per dispensarsi dal prendere parte
+alla crociata ch'egli stesso aveva predicata; e coloro cui egli stesso
+aveva poste le armi in mano, dovevano riputarsi felici, s'egli non
+approfittava dell'averli posti in guerra col comune nemico, per
+attaccarli poscia nei loro stati e spogliarli.
+
+Questo progressivo raffreddamento, che si era potuto osservare in
+Calisto III, in Pio II, in Paolo II, si rese più manifesto in Sisto IV.
+Dopo il pontificato di Niccolò V, lo scettro della Chiesa era
+successivamente caduto in mani sempre meno pure, e questo progressivo
+degradamento doveva avere per termine alla fine del secolo lo scandaloso
+papato d'Alessandro VI. Francesco della Rovere, innalzato alla santa
+sede sotto il nome di Sisto IV, vi era giunto, per quanto si disse, col
+mezzo di simoniache pratiche. Il suffragio del cardinale Orsini era
+stato comperato colla promessa dell'impiego di tesoriere o di
+camerlengo, quello del cardinale pro-cancelliere coll'abbadia di
+Subbiaco, e quello del cardinale di Mantova coll'abbadia di san
+Gregorio[12]. In questo modo il cardinale Bessarione, che da principio
+sembrava avere per lui il maggior numero delle voci, ed il cardinale di
+Pavia, che avrebbe egualmente onorata la tiara, furono allontanati, non
+senza ch'essi medesimi si avvedessero delle pratiche, che li privavano
+tutti e due del papato[13].
+
+ [12] _Stefano Infessura Diario Romano, p. 1142._
+
+ [13] _Card. Papiens. Epist. 395, p. 333, et apud Rayn. Ann. Eccles.
+ 1471, § 66, p. 233._
+
+Tutta la Chiesa echeggiava di lagnanze contro l'avarizia di Paolo II,
+che si era veduto accumulare le entrate de' beneficj ecclesiastici,
+lasciandoli molti anni senza possessori; non conoscevasi che avesse
+alcun favorito, nè vedevasi che spendesse in magnificenze, o in altri
+oggetti; sapevasi che il suo gusto era quello d'ammassare tesori, senza
+farne uso, ed eraglisi più volte udito a dire che i suoi forzieri erano
+pieni d'oro. Pure Sisto IV dichiarò di non avervi trovati che cinque
+mila fiorini[14]; ma la subita ricchezza de' suoi nipoti, e lo
+scandaloso lusso che ostentarono bentosto in faccia a tutta l'Europa,
+fecero sospettare che i tesori dell'ultimo pontefice non erano stati
+preservati dal saccheggio.
+
+ [14] _Vita Sixti IV Platinae tributa, t. III, p. II, p. 1057._
+
+Sisto IV aveva quattro nipoti, il di cui rapido innalzamento fu un
+oggetto di scandalo a tutta la Cristianità. Leonardo e Giuliano, che
+portavano come il papa il nome della Rovere, erano figliuoli di suo
+fratello; Pietro e Girolamo Riario erano figli di sua sorella.
+Vergognose vociferazioni ascrivevano la nascita degli ultimi due ad un
+incesto, altri cercavano una causa ancora più infame, se è possibile,
+della insensata predilezione di Sisto IV per questi due giovani:
+l'obbrobrio di tali accuse era universalmente sparso, ed i costumi e la
+condotta del papa contribuirono ad ottener loro credenza.
+
+Frattanto tutti gl'interessi della Chiesa e della Cristianità erano
+sagrificati all'ingrandimento de' nipoti. Leonardo della Rovere fu
+nominato prefetto di Roma, sposò una figlia naturale di Ferdinando, ed
+in occasione di questo matrimonio Sisto IV abbandonò al re di Napoli il
+ducato di Sora, Arpino e tutti i feudi che Pio II aveva acquistati alla
+Chiesa nell'ultima guerra, e che Paolo II aveva così vigorosamente
+difesi. Nello stesso tempo Sisto condonò a Ferdinando, non senza
+eccitare violenti lagnanze nel sacro collegio, quel tributo arretrato
+che aveva fatto temere di guerra tra il re di Napoli e la santa
+sede[15], e lo dispensò da tale obbligo a vita; formò in tale maniera
+con danno della sua Chiesa la più stretta alleanza col governo di
+Napoli. Giuliano della Rovere, che Sisto IV creò cardinale, e che
+arricchì di beneficj ecclesiastici, fu poi papa Giulio II. Girolamo
+Riario sposò, pel credito dello zio, Catarina, figlia naturale di
+Galeazzo Sforza, duca di Milano, che gli portò in dote la contea di
+Bosco, presso alle Alpi liguri, e ciò che più stimavasi dal papa, la
+protezione della casa Sforza[16]. Ma ciò non bastava all'ambizione del
+pontefice; nel 1473 fece comperare per Girolamo, da suo fratello Pietro,
+pel prezzo di quaranta mila ducati d'oro la città ed il principato
+d'Imola, ove Taddeo Manfredi, che in allora sosteneva una guerra civile
+contro sua moglie e suo figlio, a stento si manteneva[17].
+
+ [15] _Vitae Roman, Pont. t. III, p. II, p, 1059. -- Card. Papiens.
+ Epist. 439, p. 760. -- Ann. Eccl. 1472, § 56, p. 247._
+
+ [16] _Hieron. de Bursellis Ann. Bonon., p. 901._
+
+ [17] _Vitae Roman. Pont., t. III, p. II, p. 1060. -- Hier. de
+ Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 900._
+
+Sebbene un tale ingrandimento de' nipoti del papa fosse ancora senza
+esempio negli annali della Chiesa, poteva fin qui spiegarsi per sola
+cupidigia ed ambizione. Ma la predilezione di Sisto IV per suo nipote,
+Pietro Riario, che di semplice frate francescano fu fatto prete
+cardinale del titolo di san Sisto, patriarca di Costantinopoli ed
+arcivescovo di Firenze, diede luogo a più odiosi sospetti. Pietro
+Riario, nella fresca età di 26 anni, non era distinto nè per talenti, nè
+per virtù; e niuno lo conosceva ancora, quando nel quinto mese del
+pontificato di suo zio fu nominato cardinale. «D'allora in poi, dice
+Giacomo Ammanati cardinale di Pavia, fu in corte onnipotente. Il suo
+rango ed il suo fasto sorpassarono tutto quanto creder potranno i nostri
+nipoti, e tutto quanto hanno potuto vedere i nostri padri. Quando andava
+a corte o ne usciva, una quantità di persone d'ogni condizione e d'ogni
+dignità lo accompagnava, ed anguste erano tutte le strade per la folla
+che lo precedeva e lo seguiva. In casa sua assai più frequenti erano le
+udienze che quelle del pontefice. I vescovi, i legati, gli uomini d'ogni
+qualità riempivano sempre la di lui casa. Diede un convito agli
+ambasciatori di Francia, che superò in sontuosità tutto ciò che
+l'antichità ed i gentili conobbero in questo genere. Gli apparecchi si
+continuarono molti giorni; vi si adoperò tutta l'arte degli Etruschi, ed
+il paese dovette contribuire tutto quanto aveva di raro e di squisito;
+ogni cosa facendosi al solo oggetto di ostentare un fasto che non
+potesse superarsi dalla posterità. L'estensione degli apparecchi, la
+loro varietà, gli ordini degli ufficiali, il numero de' coperti, il
+prezzo delle vivande, tutto venne accuratamente notato dagl'ispettori,
+tutto cantato in versi, sparsi poi con profusione non solo nella città,
+ma in tutta l'Italia. Si ebbe perfino cura di mandarne alcuni esemplari
+oltremonti[18].»
+
+ [18] _Papiens. Card. Epist, 548 ad Francis. Gonzagam cardinalem, p.
+ 821. -- Ann. Eccles. 1474, § 22-23, p. 256. -- Onofrio Panvinio Vita
+ di Sisto IV ad calcem Platinae, edit. Ven. 1730, p. 456._
+
+Pochi giorni dopo questo banchetto, il di cui fasto insultava ai voti di
+povertà dell'ordine di san Francesco, in cui era stato allevato il
+cardinale Riario, Eleonora d'Arragona, figlia di Ferdinando, promessa
+sposa al duca di Ferrara, giunse a Roma, accompagnata da Sigismondo,
+fratello d'Ercole, per recarsi presso al consorte; in tale occasione il
+cardinale Riario spiegò un fasto più stravagante. Per ricevere Eleonora
+fece innalzare sulla piazza de' santi Apostoli un palazzo tutto
+risplendente d'oro e di seta. Tutti i vasi destinati al servigio di
+questa corte, e perfino gli utensili più vili erano d'argento o
+dorati[19]. Le feste succedevano alle feste, onde il cardinale Riario
+trovò d'avere spesi in brevissimo tempo cento mila fiorini, e contratti
+debiti per altri sessanta mila. Per supplire a così disordinate spese,
+che uguagliavano o superavano l'entrate de' più ricchi sovrani, Riario
+aveva riunite le più opulenti prelature della Cristianità. Patriarca
+titolare di Costantinopoli, possedeva nello stesso tempo tre
+arcivescovadi ed innumerabili altri beneficj.
+
+ [19] _Diario di Stefano Infessura, p. 1144. -- Gio. Battista Pigna,
+ l. VIII, p. 789._
+
+Bentosto Pietro Riario volle mostrare all'Italia tutta il lusso
+ostentato in Roma. Recossi con real fasto a Milano, ove giunse il 12
+settembre del 1473. Vi fu ricevuto col titolo di legato di tutta
+l'Italia datogli da Sisto IV. Colà volle far prova di magnificenza in
+concorso di Giovanni Galeazzo, che non era di lui meno vano. Fu creduto
+inoltre che si fossero promessi reciproca assistenza nel progetto di
+farsi, uno re d'Italia, e l'altro papa. Di là il Riario andò a Venezia
+per cercarvi non solo lo splendore degli onori che gli si tributavano,
+ma ancora la voluttà. Assicurasi che si abbandonò ad ogni eccesso, oltre
+le forze della sua costituzione. Spossato da scandalosi stravizj, per
+altro meno ruinosi ai popoli del suo fasto, morì pochi giorni dopo il
+suo ritorno a Roma, il 5 gennajo del 1474, dopo di avere dato all'Italia
+nello spazio di diciotto mesi uno spettacolo il di cui scandalo era fin
+allora sconosciuto. Con costui ebbe principio il _Nipotismo_, che per lo
+innanzi si erano avute poche occasioni di rimproverare alla corte di
+Roma[20].
+
+ [20] _Diario di Stef. Infessura, p. 1144. -- Roman. Pont. Vitae, p.
+ 1060. -- Bernard. Corio Hist. Milan., p. VI, p. 976._
+
+Sisto IV pareva che non potesse dispensarsi dall'avere un favorito, onde
+prodigargli tutte le ricchezze della Chiesa. Quando perdette Pietro
+Riario, pianse amaramente, e si affrettò di sostituirgli un altro suo
+nipote, che la sua giovinezza aveva fin allora tenuto lontano dalla
+fortuna. Era questi Giovanni della Rovere, fratello di Leonardo e di
+Giuliano. Sisto IV gli fece sposare Giovanna di Montefeltro, figlia di
+Federico, conte d'Urbino, il più dotto ed il più virtuoso di tutti i
+feudatarj della Chiesa. Perchè questa figlia d'un principe non isposasse
+un semplice particolare, il papa staccò dall'immediato dominio della
+santa sede, e diede in feudo a Giovanni della Rovere, le città di
+Sinigaglia e di Mondavio col loro territorio. Richiedevasi per
+convalidare queste cessioni il consenso del concistoro de' cardinali, e
+non fu facile l'ottenerlo. Il cardinale Giuliano, fratello del nuovo
+principe, adoperò le più vive istanze per persuadere i suoi colleghi; il
+papa acquistò con ricchi beneficj un dopo l'altro i loro voti; onde i
+più caldi sostenitori degl'interessi della Chiesa furono all'ultimo
+strascinati dal voto della pluralità[21]. In appresso volle Sisto IV
+dare nuovo lustro alla dignità del principe che aveva di fresco
+aggregato alla sua famiglia. Federico di Montefeltro, che faceva
+prosperare il suo piccolo stato, risguardavasi come uno de' migliori
+generali d'Italia; aveva sempre sotto i suoi ordini una buona armata,
+che manteneva come un condottiere, ricevendo il soldo da qualche più
+potente sovrano. La posizione de' suoi stati nella vicinanza di Roma
+dava maggior prezzo alla sua alleanza; e il papa per affezionarselo
+maggiormente lo decorò del titolo di duca d'Urbino, il 21 agosto del
+1474, colla pompa medesima e colle cerimonie, che avevano tre anni prima
+accompagnata la nomina di Borso d'Este al ducato di Ferrara[22].
+Bentosto il genero di Federico passò ad una nuova dignità; perchè,
+essendo morto l'11 novembre del 1745 il di lui fratello Leonardo, gli
+successe nella carica di prefetto di Roma.
+
+ [21] _Card. Papiens. Epist. 589-590, p. 838, 839._ Le citazioni del
+ Raynaldi non si riferiscono esattamente a queste lettere. Indica
+ l'ultima come fosse la 588 e 589. -- _Vitae Rom. Pont., t. III, p.
+ II, p. 1062._
+
+ [22] _Card. Papiens. Epist. 568, p. 832. -- Raynal. Ann. Eccl. 1474,
+ § 21, p. 256. -- Vitae Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1062._
+
+L'altro fratello della Rovere, quel cardinale Giuliano, che in età
+avanzata doveva poi mostrarsi il più bellicoso pontefice, apprendeva in
+questi tempi l'arte militare nello stato della Chiesa. La città di Todi
+fu la prima scena delle sue imprese. Erasi veduto ripullulare in questa
+città l'antica discordia de' Guelfi e dei Ghibellini, che doveva
+credersi affatto spenta dopo avere per tre secoli tenuta l'Italia
+divisa. Era stato ucciso Gabriele Castellani, capo de' Guelfi del paese,
+e Matteo Canali, capo de' Ghibellini, erasi in certa maniera fatto
+sovrano di Todi. Tutta la provincia si era sollevata per questo
+avvenimento; e la memoria delle antiche offese aveva risvegliati gli odj
+con tanto furore, come se le due fazioni discutessero tuttavia i diritti
+dell'Impero e della Chiesa. Gli abitanti di Spoleti, il conte Giordano
+Orsini ed il conte di Pitigliano erano accorsi in ajuto de' Guelfi; e
+Giulio da Varano, signore di Camerino, erasi dichiarato pel contrario
+partito. Per altro le opinioni che avevano in addietro dato origine a
+queste fazioni erano affatto dimenticate, ed i Guelfi erano così lontani
+dall'essere i campioni dei diritti della Chiesa, che il legato del papa
+abbracciò la difesa dei Ghibellini. Questi entrò in Todi alla testa
+della sua piccola armata, ne scacciò i contadini che v'erano stati
+introdotti, punì i sediziosi colla prigione o coll'esilio, e ridusse di
+nuovo la provincia nell'assoluta dipendenza della santa sede. Da Todi
+Giuliano condusse la sua armata a Spoleti. Quando lo videro avanzarsi si
+ritirarono l'Orsini ed il Pitigliano, e la città capitolò: ma non furono
+poi osservate le condizioni accordate agli abitanti dal cardinale
+legato; i soldati, a dispetto de' suoi ordini, svaligiarono i cittadini.
+Pure in appresso la Chiesa non punì i soldati per la loro
+insubordinazione, ma insevì contro gli abitanti di Spoleti, cui il
+cardinale non credevasi obbligato a nulla, da che la loro capitolazione
+non era stata osservata. Molti di loro furono posti in prigione, altri
+esiliati, e venne abolita la loro giurisdizione sopra la provincia[23].
+
+ [23] _Roman. Pont. Vitae, t. III, p. II, p. 1061. -- Onofrio Panvino,
+ Vita di Sisto IV, p. 457._
+
+Più non restava a Giuliano della Rovere per ultimare la campagna che di
+sottomettere Niccolò Vitelli, principe di Tiferno, o Città di Castello.
+Il Vitelli non assumeva che il titolo di vicario della santa Chiesa;
+dichiaravasi apparecchiato ad ubbidire agli ordini del papa; ma intanto
+manteneva nella sua piccola sovranità un'indipendenza, che per molte
+generazioni vi avevano mantenuta ed a lui trasmessa i suoi antenati.
+Egli respinse la forza colla forza, ottenne un vantaggio sopra le truppe
+del cardinale Giuliano, e nello stesso tempo chiese ajuto ai Fiorentini.
+Questi non vedevano senza inquietudine il torbido governo del pontefice
+e de' suoi nipoti, e quel cambiamento nell'amministrazione della Chiesa,
+che pareva formarne una monarchia militare. Avevano essi ragione di
+temere per Borgo san Sepolcro, città vicinissima al teatro della guerra,
+che si erano fatta cedere dai papi, e che poteva essere loro ritolta. Vi
+mandarono adunque una piccola armata, comandata da Pietro Nasi; fecero
+in pari tempo passare alcuni soccorsi al Vitelli, ed eccitarono in tal
+modo la collera del pontefice, che più loro non perdonò d'averlo fermato
+nell'esecuzione de' suoi progetti[24]. Il cardinale, perduta la speranza
+di sottomettere il Vitelli colla forza, gli accordò un'onorata
+capitolazione. Duecento soldati della Chiesa vennero ricevuti in Città
+di Castello in segno di sommissione; ma non fu cambiato il governo, e
+venne riconosciuta la sovranità del Vitelli. Del resto tale trattato fu
+altamente biasimato dal sacro collegio. I più virtuosi cardinali erano
+quelli che più s'interessavano per l'ingrandimento del temporale dominio
+della Chiesa. Avevano sperato che Città di Castello sarebbe ridotta
+sotto il diretto dominio della santa sede; e risguardarono la cessione
+fatta al Vitelli, come contraria alla dignità ed alla sovranità del
+papa[25].
+
+ [24] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 113._ Spedirono nello stesso tempo
+ un'ambasciata a Lodovico XI per domandare la sua protezione.
+ _Continuat. de Monstrelet. Chr. Vol. III, f. 179._
+
+ [25] _Epist. Card, Papiens. 570, p. 833. -- Raynald. Ann. 1474, § 17,
+ p. 256._
+
+Se i Fiorentini avevano concepita dell'inquietudine per i movimenti
+dell'armata del cardinale Giuliano ai loro confini, avevano ancora più
+forte motivo di porsi in guardia dell'alleanza strettissima del papa col
+re di Napoli; particolarmente dopo che questi due sovrani eransi
+attaccati a Federico d'Urbino, che fin allora era stato quasi sempre
+capitano della repubblica. I Fiorentini avevano veduto con istupore
+disporsi il duca Federico a fare un viaggio a Napoli, ed avevano cercato
+di ritenerlo, osservandogli che se ponevasi una volta tra le mani di
+Ferdinando, riceverebbe il trattamento fatto al Piccinino[26]. Ma quando
+seppero per lo contrario che Federico era in Napoli festeggiato ed
+onorato assai, ed inoltre nominato generale della lega del re e del
+papa, credettero che fosse tempo di cautelarsi contro l'ambizione di
+così formidabili vicini. Da un canto nominarono loro capitano Roberto
+Malatesta, principe di Rimini, e dall'altro canto spedirono Tommaso
+Soderini a Venezia per conchiudervi una più stretta alleanza con questa
+repubblica[27].
+
+ [26] _Machiavelli, l. VII, p. 345._
+
+ [27] _Scip. Amm., l. XXIV, p. 113._
+
+I Veneziani trovavansi in allora più stretti che mai dalle armi turche,
+e vedevansi in pari tempo compromessi per gli affari di Cipro con i due
+più potenti stati d'Italia. Ferdinando sperava sempre di far ottenere la
+corona di quel regno a suo figlio naturale, don Alfonso, che aveva fatto
+adottare dalla regina Carlotta, legittima sorella di Giacomo, e che
+aveva promesso sposo all'altra Carlotta, figliuola naturale dello stesso
+Giacomo. Inoltre i Genovesi, sudditi del duca di Milano, non potevano
+darsi pace della perdita di Famagosta, e minacciavano d'attaccare
+l'isola di Cipro con truppe milanesi, per ricuperare quella
+fortezza[28]. I Veneziani, inquieti per le pretensioni de' loro rivali,
+colsero avidamente l'occasione di confederarsi con tutto il settentrione
+dell'Italia. In Milano ed in Venezia le negoziazioni furono destramente
+condotte, ed il 2 novembre del 1474 le due repubbliche sottoscrissero
+con Galeazzo Sforza una lega difensiva per venticinque anni. Fu
+convenuto che ognuna delle potenze contraenti manterrebbe anche in tempo
+di pace tre mila cavalli e due mila fanti sul piede di guerra. In una
+guerra continentale dovevano riunire tra di loro ventun mila cavalli e
+quattordici mila fanti, in modo per altro che i Veneziani ed il duca di
+Milano contribuissero ognuno come tre, ed i Fiorentini come due.
+Finalmente nelle guerre marittime, i Fiorentini ed il duca di Milano
+obbligavansi a somministrare ciascheduno ai Veneziani cinque mila
+fiorini al mese. Fu inoltre convenuto che s'inviterebbero il duca di
+Ferrara, il papa ed il re Ferdinando ad entrare in questa alleanza. In
+fatti il primo vi prese parte il 13 febbrajo seguente; ma il papa ed il
+re Ferdinando si limitarono a dare generali assicurazioni di mantenersi
+amici delle parti contraenti, senza voler prendere verun positivo
+impegno[29].
+
+ [28] _Vitae Roman. Pont., l. XXIV, p. 113._
+
+ [29] _Gio. Batt. Pigna Storia de' Principi d'Este, l. VIII, p. 794._
+
+Ma sebbene l'Italia si trovasse divisa tra due leghe rivali, che si
+adocchiavano, e che cercavano vicendevolmente di nuocersi, l'interna sua
+pace non venne altrimenti turbata; le più minacciose negoziazioni non
+ebbero alcun risultato. La storia di Firenze per più anni consecutivi
+non offre niuna interessante memoria, e lo stesso può dirsi press'a poco
+di quella di Milano, essendo tutti gl'interessi e tutta l'attività
+degl'Italiani diretti verso il levante. La guerra de' Turchi teneva
+occupati tutti gli spiriti, ed inattive tutte le forze. Soltanto il
+papa, sempre più alienandosi dai Veneziani, andava a poc'a poco
+ritirandosi dalla lotta. Nel 1472 la flotta pontificia aveva a tutto
+potere ajutata quella della repubblica; nel 1473 non aveva fatta che una
+vana mostra della sua forza ne' mari di Rodi; ed il terzo anno più non
+ebbe parte in una guerra, cui la santa sede era immediatamente
+interessata.
+
+Prima che terminasse il 1473, Maometto II aveva spedito in Moldavia
+un'armata comandata da Solimano, beglierbey di Romania. Il sovrano, che
+aveva i titoli di palatino e di wayvoda della Moldavia, era Stefano,
+degno successore del feroce Blado Dracula. Ma perchè le enormi sue
+crudeltà erano eccitate dal più caldo zelo religioso, Sisto IV,
+mandandogli parte del danaro prodotto dalle indulgenze, chiamavalo in
+tutte le sue lettere _il suo prediletto figlio, il vero atleta di Gesù
+Cristo_[30]. Stefano non si attentò di dare battaglia ai Turchi per
+difendere il suo paese; egli al contrario lo guastò prima di loro con
+tale attività, che i Musulmani, avanzandosi, bentosto mancarono di ogni
+mezzo di sussistenza. Dopo che la loro armata, spossata dalla fame e
+dalla malattia, ebbe perduto il coraggio e le forze, il vayvoda
+l'attaccò il 17 di gennajo presso alla palude di Rackovieckz e
+totalmente la disfece. Ebbe in appresso l'atrocità di far impalare tutti
+i prigionieri, ad eccezione d'alcuni ufficiali generali; e lo stesso
+storico, che racconta tale barbarie, aggiugne immediatamente; «che lungi
+dall'abbandonarsi all'orgoglio per così grande vittoria, egli digiunò
+quattro giorni a pane ed acqua, e fece pubblicare in tutto il suo stato,
+che niuno avesse l'audacia di ascrivergli questo felice avvenimento, ma
+che ognuno ne dasse tutta la gloria a Dio[31].» Il vayvoda continuò la
+guerra ne' due susseguenti anni, senza venire a battaglia; ma la sua
+cavalleria leggiera, volteggiando sempre intorno all'armata musulmana,
+gli tolse migliaja di prigionieri, che Stefano fece scorticare vivi o
+impalare[32].
+
+ [30] Bolla del gennajo 1476. _In Lib. Bullarum, l. XXIII, p. 91. --
+ Ann. Eccl. Rayn. 1476, § 5, p. 265._
+
+ [31] Lo storico Michele Michovias era contemporaneo, e canonico di
+ Cracovia in principio del XVI secolo. _Chron. Polon., l. IV, c. 70.
+ Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 10, p. 254. -- Andrea Navagero Stor. Venez.,
+ p. 1144._ Stefano, Vayvoda di Valacchia e di Moldavia, è uno degli
+ eroi favoriti di Dlugoss, storico polacco, suo contemporaneo. Nel
+ 1467 aveva sconfitto Mattia Corvino (_l. XIII, p. 418_); nel 1469
+ aveva vinto Pietro, suo emulo, ed in appresso i Cosacchi Zaporovi,
+ ed aveva esercitate su gli uni e su gli altri le più orribili
+ crudeltà. Ivi, p. 445-450. Aveva poi fatto la guerra a Radul, figlio
+ di Blado Dracula, vayvoda di Bessarabia, e l'aveva forzato a darsi
+ in braccio ai Turchi, _p. 508, 516_. Finalmente la sua vittoria
+ presso le paludi di Rackowieckz, e presso il fiume Berlad, sopra il
+ Beglierbey di Romania, il supplicio di tutti i prigionieri, il
+ digiuno de' vincitori a pane ed acqua, sono raccontati colle
+ medesime circostanze da Dlugoss e da Michovias. _Hist. Polon., l.
+ XIII, p. 526. -- Demet. Cantemir, l. III, c. 1, § 29, p. 111._
+
+ [32] _Rayn. Ann. Eccl. 1476, § 6 e 7, p. 265._
+
+Il beglierbey di Romania, avendo rifatta la sua armata dopo la disfatta
+di Rackovieckz, venne in principio di maggio del 1474 ad assediare
+Scutari, una delle più forti città che i Veneziani possedessero
+nell'Albania[33]. Assicurano i Latini, che Solimano aveva sotto i suoi
+ordini sessanta mila uomini, capitanati da sette sangiaki. Antonio
+Loredano era incaricato della difesa di Scutari col titolo di capitano e
+di conte della città. Deboli erano le mura di Scutari, onde furono
+bentosto aperte dall'artiglieria turca, che di que' tempi era molto
+superiore a quella de' Cristiani. Ma il Loredano faceva innalzare ripari
+di terra dietro le cadute mura, ed approfittava della vantaggiosa
+posizione del terreno, che in tutte le città dell'Albania è più forte
+delle mura. Il provveditore Lunado Boldù volle gettare un rinforzo nella
+piazza, ma la sua piccola armata fu posta in fuga. Gli assediati avevano
+consumati i loro approvigionamenti, e mancavano talmente di acqua, che
+la piccola razione che davasi ancora ai soldati doveva asciugare in tre
+giorni l'ultima cisterna, quando circa la metà di agosto Solimano diede
+un assalto. Fu valorosamente sostenuto otto ore; i Turchi vi perdettero
+tre mila uomini, e ritirandosi dalla battaglia, risolsero altresì di
+levare l'assedio[34].
+
+ [33] Marino Barlesio, quello che scrisse la vita di Scanderbeg,
+ comincia la sua storia del secondo assedio di Scutari sua patria con
+ una buona descrizione di quella città. Ci fa sapere ch'era stata
+ data in pegno alla signoria di Venezia da Giorgio Balsitsch,
+ principe epirota, contemporaneo d'Amurat II e di Scanderbeg; che la
+ città, ruinata dalle precedenti scorrerie dei Turchi, più non
+ dilatavasi sulle due rive dell'antico lido del Lodrino, che in
+ addietro gettavasi nella Bogiana, e che oggi bagna Lisso, e sbocca
+ in mare dieci miglia al di sotto. Scutari trovavasi in allora chiusa
+ presso al confluente dei due fiumi, nel recinto medesimo che serviva
+ di fortezza alla città nei tempi della sua più grande prosperità.
+ _Marinus Barletius de Scodrensi expugnatione, l. I, p. 391, edit.
+ Basil., f. 1556. Ad calcem Laonici Chalcocondylæ._
+
+ [34] _Marin. Barletius de Scodrensi expugn., l. II, p. 393. -- Coriol
+ Cepio de reb. Venet., l. III, p. 367._
+
+L'armata turca, che tenne assediata Scutari, aveva fatta una prodigiosa
+perdita per le malattie generate dal terreno pantanoso in cui trovavasi
+accampata. Il Sabellico porta tale perdita a sedici mila uomini; ma
+l'armata veneziana non aveva meno sentita l'influenza dell'aria infetta.
+Gritti e Bembo erano stati mandati i primi con sei galere alla foce
+della Bogiana, fiume che, ricevendo le acque del lago Scutari, gettasi
+in mare tra Dulcigno ed Alessio. Pietro Mocenigo era più tardi venuto
+nella stessa rada colla flotta che aveva sottomessa l'isola di Cipro;
+tutti e tre caddero successivamente ammalati, e furono costretti di
+farsi portare a Cattaro. I marinai ed i soldati furono ancora più
+esposti a questa fatale influenza. L'armata che Boldù ragunò in Albania,
+ed alla quale si unì Giovanni Czernowitsch, aveva molti valorosi
+epiroti, ma non trovossi mai abbastanza forte per misurarsi coi Turchi;
+e mentre che stava aspettando rinforzi, la malattia gli rapiva i soldati
+che di già aveva. Finalmente gli abitanti di Scutari, quando fu appena
+partita l'armata musulmana, corsero in folla sulle rive della Bogiana
+per dissetarsi dopo una così lunga e crudele privazione; e molti caddero
+vittima della loro avidità; perchè appena avevano spenta la sete, che le
+loro membra s'irrigidivano, ed essi cadevano di subita morte[35].
+
+ [35] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1141-1143. -- Coriol. Cepio, l.
+ III, p. 363-368. -- Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 12, 13, p. 254. -- M. A.
+ Sabellico, Dec. III, l. X, f. 220-221._
+
+La repubblica di Venezia testificò ai valorosi abitanti di Scutari, ed
+al loro comandante la riconoscenza dovuta alla loro fedeltà. Fece
+appendere l'insegna de' primi nella chiesa di san Marco, come testimonio
+della costanza loro, e creò cavaliere il Loredano, che rapidamente
+promosse poi alle cariche di provveditore e di capitano generale[36].
+
+ [36] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1143. -- M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, p. 222._
+
+Durante l'inverno, che seguì l'assedio di Scutari, i Veneziani cercarono
+di fare qualche trattato coi Turchi; ma le pretese del gran signore
+erano troppo esorbitanti per potervi acconsentire. Chiesero nello stesso
+tempo soccorso ai loro alleati per la prossima campagna. Il duca di
+Milano loro pagò fedelmente il sussidio cui si era obbligato, ma il
+papa, dopo avere nominati dieci cardinali per occuparsi intorno alla
+guerra dei Turchi, ricusò di prendervi parte; onde la repubblica,
+irritata da tale abbandono, richiamò il ministro che teneva a Roma[37].
+
+ [37] _And. Navagero, p. 1144._
+
+La campagna del 1475 venne distinta da pochi avvenimenti. Solimano,
+beglierbey di Romania, venne ad assediare Lepanto fortezza de' Veneziani
+nell'Etolia all'ingresso del golfo di Corinto. Le mura di questa città
+non erano state da lungo tempo ristaurate, e cadevano in ruina; ma la
+sua posizione sopra uno scosceso scoglio, che la chiudeva dalla banda
+del Nord ed era munito di un buon castello, suppliva alle opere
+dell'arte. Tra questi dirupi ed il porto i Veneziani cavarono delle
+fosse dietro le mura, e le sostennero con baluardi di terra. Erano
+entrati in città cinquecento cavalleggeri, le di cui frequenti sortite
+ebbero costantemente prosperi successi. Antonio Loredano occupava il
+golfo colla flotta veneziana, e non lasciava Lepanto sprovveduto nè di
+vittovaglie, nè d'armi, nè di fresche truppe. Dopo quattro mesi di
+inutili attacchi, conoscendo Solimano di non aver fatto alcuno
+avanzamento, abbandonò l'essedio[38]. In sul finire della stessa
+campagna la flotta ottomana fece un tentativo sul castello di Coccino
+nell'isola di Leuno, la sua artiglieria praticò una breccia nelle mura,
+ma l'avvicinamento del Loredano colla flotta veneziana costrinse i
+Turchi a ritirarsi[39].
+
+ [38] _M. A. Sabellici Dec. III, l. X, p. 222. -- And. Navagero, p.
+ 1146_. Ma egli differisce quest'assedio al 1477.
+
+ [39] _M. A. Sabellico. Dec. III, l. X, f. 222._
+
+Frattanto nello stesso anno un'altra repubblica italiana venne suo
+malgrado strascinata nella guerra coi Turchi. I Genovesi possedevano
+tuttavia Caffa nella Crimea, che gli antichi chiamavano _Teodosia_, e
+questa città, la più potente delle loro colonie, era inoltre il più
+famoso mercato di tutto il mar Nero. Caffa, trovandosi già da due secoli
+sotto il governo de' Genovesi, aveva acquistata una popolazione ed una
+ricchezza che quasi la rendevano eguale alla metropoli. Il kan de'
+Tartari, in mezzo ai di cui stati era posta, era convinto che la di lei
+prosperità formava la ricchezza de' suoi sudditi. Caffa era il mercato
+di tutti i prodotti del settentrione; il legno, la cera, le pellatterie,
+sarebbero rimaste senza valore in mano ai Tartari, se non si fossero
+presentati a comperarle i mercanti genovesi. Niuna delizia della vita,
+verun prodotto dell'arte de' popoli inciviliti penetrava in que'
+deserti, che per mezzo de' mercanti d'Italia. L'Europa comunicava
+coll'Oriente per mezzo dei Genovesi di Caffa; le stoffe di seta e di
+cotone, fabbricate in Persia, le derrate e le spezierie dell'India, vi
+giugnevano per le strade d'Astracan, e le miniere del Caucaso venivano
+scavate per conto de' Liguri. Il kan loro aveva accordati straordinarj
+privilegj; aveva permesso che i magistrati genovesi giudicassero tutte
+le cause de' suoi proprj sudditi fino ad una certa distanza da Caffa;
+sempre li consultava nella nomina del governatore della provincia, e
+mostrava una grandissima deferenza per tutte le domande di questa
+potente città. Il governo di quella colonia era composto di un
+consiglio, nominato ogni anno dal senato di Genova, di due assessori e
+di quattro giudici delle campagne[40].
+
+ [40] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 626._
+
+Le conquiste di Maometto II ed il suo odio pel nome latino teneva i
+Genovesi inquieti intorno alla loro colonia. Il mar Nero era chiuso ai
+loro vascelli, o almeno non potevano attraversare l'Ellesponto ed il
+Bosforo, che coll'assoggettarsi alle avanie de' Turchi. Non potevano
+mandar per mare soldati a Caffa, e non pertanto temevano che quella
+piazza ne avesse pressante bisogno. Cerio, capitano d'una compagnia
+d'avventurieri, offrì loro di condurre per terra in Crimea la sua
+compagnia di circa cento cinquanta cavalli purchè gli fosse data una
+paga proporzionata a così difficile spedizione, e che lo sembrava ancora
+di più a motivo delle tenebre ond'era in allora avviluppata la
+geografia. Infatti Cerio uscì d'Italia pel Friuli, attraversò
+l'Ungheria, parte della Polonia, e finalmente parte della Tartaria, e
+dopo un viaggio di più di mille duecento miglia, condusse i suoi
+cavalieri sani e salvi a Caffa[41]. Questo rinforzo era poco
+considerabile, e non pertanto i magistrati di Caffa, giudicando della
+propria importanza e del proprio potere dai riguardi che avevasi per
+loro, avevano provocati i più pericolosi nemici. Alla morte del
+governatore della provincia in cui Caffa è situata, il kan de' Tartari
+gli aveva sostituito Emineces (il Barbaro lo chiama Eminachbi[42]), che
+dai Genovesi era stato riconosciuto. Il suo predecessore aveva lasciato
+un figliuolo, detto Seifaces, che per giugnere alla carica occupata da
+suo padre, sedusse a forza di danaro i magistrati di Caffa, e riuscì ad
+impiegare il loro credito presso il kan: e tanto fece colle loro istanze
+e colle minacce ancora, che l'imperatore tartaro acconsentì a destituire
+Emineces, ed a nominare in sua vece Seifaces. Ma in mezzo a queste
+erranti popolazioni l'autorità del monarca non era molto sentita, e poco
+rispettati i suoi ordini. Emineces, corucciato contro l'imperatore
+tartaro, e più ancora contro i Genovesi, si associò due altri capi della
+nazione, Caraimerza ed Aidar. Col loro ajuto sollevò tutti i Tartari
+della Crimea, e venne ad assediare Caffa, facendo in pari tempo chiedere
+soccorsi a Maometto II. Il sultano, sempre apparecchiato a fare nuove
+conquiste, mandò in faccia a Caffa la formidabile flotta che aveva
+allestita contro Candia. Già durava da sei settimane l'assedio
+cominciato dai Tartari, quando Ahmed, che comandava questa flotta, gettò
+l'ancora avanti a Caffa il primo giugno del 1475, e piantò le sue
+batterie contro le mura della città. Le fortificazioni di Caffa, dalle
+armate tartare credute sempre inespugnabili, perchè non sapevano
+attaccarle che colle loro sciable, colle frecce e colla loro cavalleria
+leggiera, mostrarono dopo pochi giorni larghe brecce aperte
+dall'artiglieria turca. Pure ancora quattro giorni gli abitanti difesero
+le brecce aperte e praticabili, dopo i quali soscrissero una
+capitolazione, che poi non fu osservata. Molti senatori ed antichi
+magistrati furono condannati al supplicio, mille cinquecento fanciulli
+vennero spediti a Costantinopoli per esservi allevati tra i giannizzeri,
+ed il rimanente degli abitanti latini fu trasportato a Pera, e distrutto
+il dominio dei Genovesi sul mar Nero[43].
+
+ [41] _Sansovino Origine ed Imperio de' Turchi, l. II, f. 167._ Un
+ altro tentativo dei Genovesi di Caffa per accrescere la guarnigione
+ aveva avuto men fortunato fine. Galeazzo, uno de' magistrati di
+ quella colonia, era andato in Polonia nel 1463, ed aveva ottenuto
+ dal re Casimiro la licenza di levarvi cinquecento cavalieri; ma nel
+ condurli verso Caffa, nell'attraversare le province russe dipendenti
+ dalla Lituania, questi soldati mal disciplinati bruciarono il borgo
+ di Bracslaw. Michele Czartoryski, signore della provincia, gli
+ inseguì per vendicarsene, ed avendoli raggiunti sulle rive del Bug,
+ gli uccise tutti, ad eccezione di Galeazzo e de' cittadini di Caffa
+ che lo avevano accompagnato. _Dlugossi Hist. Polon., l. XIII, p.
+ 318._
+
+ [42] Giuseppe Barbaro, quello stesso che fu mandato per la Scizia ad
+ Hussun Cassan, descrive questa guerra alquanto confusamente. Pure la
+ sua lunga dimora in Caffa, ed alla Tana, ove aveva vissuto come
+ mercante quasi della sua infanzia, la conoscenza che aveva della
+ lingua tartara, e le sue relazioni in paese, fanno sì che la di lui
+ relazione sia uno de' più curiosi monumenti del secolo. Fu raccolta
+ da Jacopo Gender d'Heroltzberg e stampata in calce alla _Storia di
+ Persia di P. Bizarro_. Francfort, _in fol. 1601_: rispetto alla
+ presa di Caraffa ved. _p. 453_.
+
+ [43] _Laudivius vezanensis, Lunensis Eques Hierosol. Cardinali
+ Papiensi epist. 661, p. 873. -- Ubertus Folieta, l. XI, p. 627-628. --
+ P. Bizarro S. P. Q. Gen. Hist., l. XIV, p. 327. -- Agostino
+ Giustiniani Ann. di Genova, l. V, f. 226. -- Turco Græciæ Hist.
+ Polit., l. I, p. 25. -- Raynald. Ann. 1475, p. 262._ Il kan, ossia
+ imperatore de' Tartari, era allora Nurduwlad, il quale era, nel
+ 1466, succeduto a suo padre Ecziger Gierai. (_Dlugoss. Hist. Polon.,
+ l. XIII, p. 403_). Regnava ancora nel 1478 (_ivi, p. 566_); ma la
+ sua autorità non era abbastanza riconosciuta. Gli abitanti di Caffa
+ avevano persuaso, nel 1469, suo fratello Mengili Gierai a ribellarsi
+ contro di lui (_ivi, p. 438_). L'altro di lui fratello, Aydar,
+ aveva, in disprezzo de' suoi ordini, invasa la Russia e la Podolia
+ con un'armata tartara nel 1474 (_ivi, p. 514_), ed i borghigiani di
+ Caffa eransi avvezzati a riguardarsi quali arbitri dei principi
+ tartari loro vicini. La conquista della Bessarabia, fatta da
+ Maometto II nel 1474, avrebbe dovuto aprir loro gli occhi sul
+ pericolo. L'occupazione di Caffa sparse in tutto il Settentrione la
+ più grande costernazione, perciocchè questa città era il solo punto
+ di comunicazione tra gli Europei ed i Persiani, egualmente nemici
+ de' Turchi, e che sentivano il bisogno di concertare le loro
+ operazioni. _Dlugoss Hist. Polon. l. XIII, p. 533._ Mengili Gierai,
+ il quale fu trovato da Achmet Giedik in Caffa, ove erasi rifugiato
+ sotto la protezione dei Genovesi, e che allora ebbe da Maometto II
+ un'armata con cui vinse suo fratello, fu il primo kan dei Tartari
+ che ricevesse l'investitura dai Turchi, e che facesse recitare nelle
+ pubbliche preghiere il nome del sultano. _Demetrius Kantemir. Hist.
+ Ottom., l. III, c. 1, § 28, p. 111._
+
+Dal canto dell'Ungheria Mattia Corvino non corrispose alle calde premure
+de' Veneziani, e non tentò veruna importante diversione. Pure in questo
+stesso anno prese la fortezza di Schabatz, che minacciava il Sirmio, ma
+non portò più in là le sue armi[44]. Da ogni banda, sia presso i
+Musulmani che presso i Cristiani, i popoli trovavansi estenuati da così
+lunga guerra, e verun vigoroso sforzo prenunciava più grandi
+avvenimenti.
+
+ [44] _Ann. Eccl. 1475, § 28, p. 262._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIV.
+
+ _Congiura di Niccola d'Este a Ferrara; di Girolamo Gentile a
+ Genova; d'Olgiati, Visconti e Lampugnani a Milano. Rivoluzioni
+ nello stato di Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza_.
+
+1476 = 1477.
+
+
+Mentre la guerra si andava al di fuori rallentando, e che i diversi
+stati d'Italia erano uniti da alleanze, che sembravano dover guarentire
+la pace fra di loro, l'interna loro costituzione venne replicatamente
+scossa da molte cospirazioni. In tre anni contansene, una a Ferrara, due
+a Genova, una a Milano ed una a Firenze. Pareva che i popoli, finalmente
+stanchi dell'oppressione sotto la quale tanto avevano sofferto, fossero
+determinati di spezzare un indegno giogo; ma non pertanto ricaddero
+dovunque sotto la catena che gli aveva oppressi. Non mancarono ai
+cospiratori nè segreto, nè ardire, nè fedeltà; tutti eseguirono ciò che
+avevano progettato, niuno ne raccolse il frutto: tanto è difficile di
+rovesciare un governo esistente, e tanto l'abitudine dell'ubbidire
+sostiene la potenza ancora del più odiato tiranno[45]! Odesi spesso
+accusarsi una nazione di debolezza e di pusillanimità, in ragione del
+giogo ond'è stata oppressa. Quando vedonsi migliaja d'uomini ubbidire
+contro l'interesse loro, contro il loro sentimento ad un solo, quando si
+vedono sottostare ai capricci ch'essi detestano, o diventare gli
+strumenti delle passioni che essi hanno in orrore, non possiamo non
+rimproverar loro di servire ove potrebbero comandare, e di non misurare
+le forze loro colla individuale debolezza di colui ch'essi temono.
+Sarebbe infatti vantaggioso che questo pregiudizio si stabilisse
+nell'opinione, e che la vergogna si associasse alla servitù. Forse i
+popoli farebbero allora per l'onore ciò che non fanno per la
+libertà[46]. Pure ingiustizia sarebbe il condannare una nazione soltanto
+a motivo del giogo che ha sopportato. Trovasi tanta potenza
+nell'organizzazione sociale, le forze di tutti sono così ben dirette dal
+despota contro ogni individuo, che per poco che questi o il suo ministro
+sia destro, coraggioso, vigilante, è sempre in tempo d'opprimere i suoi
+scoperti nemici col braccio medesimo de' suoi segreti nemici; in modo
+che la più nobile e più generosa nazione non è bastantemente forte per
+difendersi scopertamente dal suo tiranno. È dato solamente di poter
+congiurare a colui che co' deboli suoi mezzi personali vuole lottare
+coll'uomo che dispone della polizia, dell'armata, del tesoro. Molti,
+cedendo ad una nobile ripugnanza, rifuggono da tale intrapresa, perchè
+vi scorgono qualche apparenza di dissimulazione e di tradimento; non
+riconoscono che l'estremo pericolo nobilita i mezzi meno virtuosi, e che
+l'assassino di un tiranno dev'essere più coraggioso assai, che il
+granatiere che prende una batteria colla bajonetta. Per altro
+quest'opinione indebolisce ancora il partito de' cospiratori; spesso
+allontana da loro, nell'istante del pericolo, quelli che il giorno
+innanzi parevano partecipare ai sentimenti loro; e l'uomo coraggioso,
+che si è fatto l'organo delle volontà di tutto un popolo, e lo strumento
+delle sue vendette, perisce sul patibolo per le mani di quei medesimi
+ch'egli servì[47].
+
+ [45] _Tutti eseguirono ciò che avevano progettato, niuno ne raccolse
+ il frutto_; quale più utile lezione di questa per convincere
+ gl'incauti che pensassero di tentare novità contro uno stato
+ qualunque! _N. d. T._
+
+ [46] L'autore, che altrove conosce per legittime le tre specie di
+ governo ammesse da Aristotele, ed in particolare il governo
+ monarchico che si mantiene con buone e sagge leggi fatte pel bene
+ de' suoi popoli, è cosa manifesta, che qui non parla che de' governi
+ rigorosamente chiamati tirannici; e sarebbe assurdo il credere che
+ chiamasse vergognosa la servitù, o per meglio dire sudditanza verso
+ il pacato governo di una monarchia legittima, e la di cui
+ successione è regolata da leggi riconosciute universalmente; il che
+ certamente non accadeva ne' principati che precedettero il XIV
+ secolo in Italia, tranne quello della santa sede, del Monferrato,
+ ec. _N. d. T._
+
+ [47] Ecco l'indubitata sorte del cospiratore. È stato dai politici
+ osservato, che le congiure dei pochi non riescono, perchè allora le
+ forze dei cospiratori sono deboli, e che le congiure, dove prendono
+ parte molti complici, vengono scoperte prima che abbiano esecuzione.
+ Dunque, dice il nostro autore, non è dato di congiurare che
+ all'individuo. Ma l'individuo non sarà mai il rappresentante della
+ volontà del popolo, che anzi quasi tutti gli esempi di antiche e
+ moderne cospirazioni individuali ci dimostrano, che personale odio e
+ desiderio di privata vendetta pongono il pugnale in mano del
+ cospiratore, non il desiderio di rendersi utile alla patria, che non
+ può non detestare colui che turba l'ordine e la tranquillità del
+ governo. _N. d. T._
+
+La storia d'Italia, ove gli avvenimenti si presentano e si accumulano,
+ove tutte le passioni hanno libero sfogo, ove tutte le instituzioni si
+combinano in mille modi, ci presenta sotto variate forme questi sforzi
+dei popoli e degl'individui per iscuotere il giogo della tirannide. Noi
+vi vediamo a vicenda aperte ribellioni e congiure; vediamo cospirare a
+vicenda a favore d'una stirpe reale, o di un sovrano risguardato come
+più legittimo, ed in favore della repubblica; vi vediamo tutte le lotte,
+quella della sublime lealtà, quella della fiera nobiltà e quella della
+libertà. Malgrado i diversi principj che servono di fondamento alla
+politica d'ogni uomo, non avvene alcuno, che non debba in così vasto
+numero di cospirazioni trovarne una che non gli sembri legittima; non
+avvene alcuno, che non debba associarsi di cuore a qualcuna delle
+intraprese tendenti a rimettere o il governo reale dell'antica dinastia,
+o la vecchia aristocrazia, o la libertà, o il regno glorioso d'un
+condottiere, o il dominio della Chiesa; non avvene alcuno, che ardisca
+considerare il potere, qualunque egli siasi, come sempre ugualmente
+sacro; ed un più liberale sentimento dovrebbe insegnargli, che tutte le
+congiure meritano un certo grado d'ammirazione[48], quando ancora
+appariscono colpevoli ai suoi occhi, per lo scopo che si propongono i
+congiurati; imperciocchè in tutte si trova un grande sagrificio di sè
+medesimo ad un interesse più sublime di sè, un grande sagrificio della
+sua persona ad una nobile causa, un grande spaventoso pericolo, posto in
+non cale a fronte di lontane speranze[49].
+
+ [48] Ciò sarà, quando uno cospira contro un usurpatore a favore del
+ legittimo antico governo, che per secoli aveva formata la felicità
+ d'un popolo, ma non quando la cospirazione tende a rovesciare il
+ legittimo regnante per sostituirvi l'anarchia o un tiranno. _N. d.
+ T._
+
+ [49] Le difficoltà infinite che incontra il cospiratore, l'evidente
+ pericolo di morte, ed anche d'infamia pubblica per le arti del
+ tradimento che è forzato usare, devono ritrarre chiunque da così
+ enorme attentato; ed il nostro autore, ponendo in vista al lettore
+ tutti questi pericoli, le difficoltà e la mala riuscita che le
+ congiure sortono quasi sempre, tende ad incutere un salutare terrore
+ in chiunque osasse soltanto pensare a fare novità contro uno stabile
+ legittimo governo. _N. d. T._
+
+Tra le congiure che scossero l'Italia nel 1476, la prima a scoppiare fu
+quella di Ferrara. Niccolò d'Este, figlio del marchese Lionello, viveva
+in allora a Mantova presso suo cognato; molti emigrati ferraresi lo
+avevano seguito, risguardandolo come il rappresentante ed il legittimo
+erede di Lionello e di Borso, i due più amabili principi che avesse fin
+allora prodotti la casa d'Este, e gli andavano insinuando che tutto il
+popolo era partecipe del loro attaccamento e del loro rammarico. In ciò
+confidando, Niccolò cercava i mezzi di rientrare in Ferrara, non
+dubitando, che, ove giugnesse una volta a superare le mura della città,
+non fosse da tutto il popolo salutato per sovrano. Il marchese di
+Mantova, suo cognato, permettevagli d'adunare soldati nel suo
+territorio, e Galeazzo Sforza, sempre geloso de' suoi vicini, sebbene
+non covasse verun progetto contro di loro, gli somministrava danaro, e
+prometteva soccorsi. Frattanto la città di Ferrara trovavasi
+accidentalmente aperta; eransi in più luoghi atterrate le sue mura, per
+rifabbricarle dietro un nuovo piano; e Niccolò aveva ogni giorno fedeli
+avvisi di ciò che facevasi nella corte di suo zio. Seppe che il primo
+settembre del 1746 Ercole uscirebbe di buon mattino di città per recarsi
+alla sua casa di Belriguardo; e lo stesso giorno giunse da Mantova a
+Ferrara con cinque vascelli aventi a bordo cinquecento uomini
+d'infanteria; entrò per la breccia, che aprivasi nelle mura di mano in
+mano che si andavano rifacendo, e corse subito le strade, facendo
+ripetere innanzi a lui il suo grido di guerra: _La vela!_ In pari tempo
+promise al popolo di rendergli l'abbondanza, mentre che la cattiva
+amministrazione d'Ercole aveva fatto crescere il prezzo del frumento;
+annunciò l'arrivo di quattordici mila uomini, che gli avevano dati per
+quest'intrapresa il duca di Milano ed il marchese di Mantova, ed invitò
+i cittadini a prendere le armi, senza aspettare che le truppe straniere
+gli sforzassero a riconoscerlo per loro legittimo sovrano.
+
+Don Sigismondo, fratello del duca, al primo sentore di questo tumulto,
+erasi frettolosamente chiuso in Castelvecchio con donna Leonora
+d'Arragona sua sposa; ma non vi aveva vittovaglie per tre giorni.
+Ercole, cui alcuni fuggiaschi avevano annunciato l'ingresso in Ferrara
+di una numerosa armata, omai rinunciava alla speranza di riprendere la
+città, ed adunava soltanto i suoi soldati a Reggenta ed a Lugo per
+difendere queste due fortezze. Intanto niun Ferrarese aveva ancora prese
+le armi per unirsi a Niccolò, il quale vedendo d'aver corse invano tutte
+le strade, chiamando il popolo in suo soccorso senza che alcuno si
+muovesse, cominciava a scoraggiarsi. Eransi contati i soldati che lo
+seguivano, e sprezzavasi il loro piccolo numero; non vedevasi giugnere
+l'armata ch'egli aveva annunciata, e cominciavasi a non dare più fede
+alle sue parole. Don Sigismondo, testimonio della mala riuscita del suo
+avversario, si fece ancor egli a chiamare i Ferraresi in ajuto del loro
+sovrano. Corse il borgo del Leone, e la grande strada della Giudecca, e
+tutti gli abitanti presero per lui le armi. Di mano in mano che Niccolò
+vedeva ii popolo attrupparsi, egli abbandonava i quartieri della città
+uno dopo l'altro senza venire alle mani. Finalmente riconoscendo la sua
+impresa disperata, uscì di Ferrara, attraversò il Po e fuggì colla sua
+gente. Ma i contadini, di già contro di lui sollevati, occupavano tutti
+i passaggi per fermarlo. Egli cadde infatti in loro potere colla maggior
+parte di coloro che lo accompagnavano, e fu ricondotto a Ferrara. Il
+duca Ercole, suo zio, lo fece subito decapitare, e la stessa sorte toccò
+ad Azzo d'Este suo cugino. Vennero appiccati venticinque de' suoi
+complici; e così severa giustizia atterrì tutti i nemici del duca
+Ercole, la di cui successione, assicurata lo stesso anno dalla nascita
+di suo figlio Alfonso, più non venne in seguito contrastata[50].
+
+ [50] _Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 250, 251. -- Diario Sanese di
+ Allegretto Allegretti, t. XXIII, p. 776._ -- Gio. Battista Pigna, che
+ nel 1572 dedicò la sua storia dei principi d'Este ad Alfonso II, la
+ chiude col 21 luglio del 1476, epoca della nascita del figlio
+ d'Ercole, che fu poi Alfonso I. Termina cinque settimane prima della
+ morte di Niccolò, ch'egli stesso indubitatamente risguarda come una
+ macchia alla memoria d'Ercole. Il Pigna è un adulatore de' suoi
+ principi, ed uno scrittore credulo; tutta la prima parte della sua
+ storia non è meno favolosa che la genealogia innestata, quasi nella
+ stessa epoca, dall'Ariosto e dal Tasso ne' loro poemi. Ma gli ultimi
+ quattro libri, che comprendono gli anni 1472 al 1476, sono di
+ grandissimo ajuto alla storia d'Italia: sono elegantemente scritti;
+ gli avvenimenti delle altre parti dell'Europa, ed in particolare
+ quelli che si riferiscono alla casa d'Este in Germania sono
+ introdotti con arte; e quando la gloria della casa d'Este non è
+ compromessa, i fatti vengono giudicati con abbastanza di buona
+ critica e d'imparzialità.
+
+I primi movimenti contro Galeazzo Maria Sforza scoppiarono in Genova, e
+furono quasi simultanei colla congiura di Ferrara. In forza del trattato
+che Genova aveva fatto col duca Francesco Sforza, quando si pose sotto
+la sua signoria, questa repubblica, lungi dal rinunciare alla sua
+libertà, pareva averla vie meglio consolidata. Vero è che aveva ammessi
+nelle sue mura un governatore ed una piccola guarnigione; ma questa
+straniera forza era appena bastante per comprimere i tumultuosi
+movimenti delle fazioni, per impedire quelle rivoluzioni, quelle
+frequenti convulsioni, che ne' precedenti anni avevano esaurita la città
+d'uomini e di danaro. Altronde il duca si era obbligato a non accrescere
+il numero dei soldati, nè le fortificazioni della cittadella.
+
+Riceveva annualmente da Genova un tributo di cinquanta mila ducati,
+somma appena bastante al mantenimento della guardia della città e delle
+fortezze. E non solo non aveva il diritto di accrescere questa
+contribuzione, ma non poteva nemmeno immischiarsi nel modo di levarla.
+Così non poteva aver parte alla legislazione, all'amministrazione della
+giustizia, ed al governo interno della città[51].
+
+ [51] _Ant. Galli Comm. Rer. Gen. ab anno 1476 ad an. 1478, Rer.
+ Ital., t. XXII, p. 263._
+
+Finchè visse Francesco Sforza, queste condizioni vennero religiosamente
+mantenute; ma Galeazzo, suo figliuolo, era troppo volubile in tutti i
+suoi progetti, troppo vano, troppo impetuoso per rispettare lungamente
+le leggi cui erasi obbligato. Pure, perchè non era meno pusillanime che
+arrogante, spesse volte si fermava nel corso di un'intrapresa ingiusta
+ed offensiva, e cedeva al timore dopo di avere sprezzate le
+rappresentanze del suo popolo. I Milanesi, tra i quali viveva, non solo
+risentivano danno da' suoi difetti come sovrano, ma ancora da' suoi
+privati vizj. La di lui dissolutezza sconvolgeva tutte le famiglie, e la
+sua crudeltà, eccitata dalla più leggera resistenza, non era soddisfatta
+che da spaventosi supplicj. Genova era, assai meno di Milano, esposta a
+questa spicciolata tirannide, e sebbene fosse violato il contratto fra
+il principe e la repubblica, e che perciò i Genovesi si risguardassero
+come sciolti dai loro giuramenti, i più ricchi temevano una rivoluzione,
+che poteva ruinarli assai più che i passaggeri abusi del potere cui
+speravano di sottrarsi.
+
+Non pertanto l'intera città parve vivamente offesa dal disprezzo che le
+aveva mostrato Galeazzo, quando nel 1471 era passato per Genova,
+tornando da quel suo sontuoso pellegrinaggio di Firenze. Eransi
+apparecchiate per riceverlo splendidissime feste, magnifici regali. Egli
+affettò di dare a questa pompa un'aria di ridicolo presentandosi con
+abiti dimessi, ricusando gli alloggi che gli si erano apparecchiati, e
+chiudendosi in castello, ove pareva rimanersi con timore. Per ultimo
+alla fine dei tre giorni abbandonò Genova senza annunziarlo, come un
+fuggiasco[52].
+
+ [52] _Ant. Galli de Rebus Gen. Comment., p. 265. -- Uberti Folietae
+ Gen. Hist., l. XI, p. 625._
+
+Dopo avere eccitato il malcontento di questa potente città, non
+accostumata a soffrire i dileggi, Galeazzo ad altro non pensava che a
+stringere talmente le di lei catene che vi si spegnesse per sempre ogni
+spirito di libertà. Notabile è il progetto da lui immaginato per
+giugnere a questo fine. Sopra Genova, all'estremità della scoscesa
+montagna che divide le valli di Bisagno e della Polsevera, era situata
+la fortezza del Castelletto, dove il duca di Milano teneva guarnigione.
+Ordinò Galeazzo che una catena di fortificazioni si prolungasse da
+questo castello fino al mare. Un doppio muro guarnito di ridotti doveva
+dividere la città in due parti eguali, le quali, quando piacesse al
+governatore, non avrebbero fra di loro veruna comunicazione, e
+potrebbero essere separatamente oppresse. Di già tracciata sul terreno
+era la linea delle mura e delle torri, e gli operai, sotto gli ordini
+del luogotenente del duca ed alla di lui presenza, cominciavano a cavare
+i fondamenti. Fremevano tutti i cittadini sulla sorte che loro era
+riservata, ma niente facevano per prevenirla, quando Lazzaro Doria
+ordinò agli operai, a nome della repubblica, di sospendere un lavoro
+contrario alle leggi ed ai trattati, e strappò colle proprie mani le
+pertiche del livello, che loro servivano di norma. La folla applaudì con
+trasporto a quest'atto di vigore; gli operai si fermarono, ed il
+luogotenente del duca, temendo una sollevazione, si ritirò nel
+castello[53].
+
+ [53] _Pietro Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV, p. 329. --
+ Agostini Giustiniani Storia di Genova, l. V, f. 228, EE._
+
+Quando giunse a Milano la notizia di quest'avvenimento, Galeazzo Sforza
+scoppiò in minacce ed in imprecazioni, ed ordinò che la città di Genova
+gli mandasse subito gli otto più distinti cittadini dello stato. In
+vista della violenta collera da lui manifestata, tenevasi per indubitato
+che li destinasse al supplicio; ma un subito terrore aveva calmato il
+suo irritamento: gli accolse con bontà e li rimandò senza aver loro
+fatto alcun male. Frattanto aveva adunati trenta mila uomini per
+invadere la Liguria; ed avendo determinato di non lasciare ai Genovesi
+alcun capo, fece sorprendere a Vada Prospero Adorno, e senza accusa e
+senza esame gettare nelle prigioni della fortezza di Cremona; ma tutt'ad
+un tratto rinunciò alla sua spedizione, e licenziò tutte le truppe.
+
+Le diverse risoluzioni a vicenda abbracciate da Galeazzo erano tutte a
+Genova conosciute; conoscevasi la violenza della sua collera, ma non
+avevasi veruna garanzia della durata della presente affettata
+moderazione. Perciò da ogni banda si acquistavano armi, facevansi
+apparecchi di difesa, e tutti si andavano incoraggiando a mantenere la
+libertà qualunque volta fosse attaccata. Mentre tutto il popolo era
+trepidante intorno a ciò che potesse accadere, Girolamo Gentile,
+figliuolo d'Andrea, giovane mercante di non mediocri fortune, che non
+aveva alcun personale motivo di odio contro il governo, risolse di
+esporsi il primo per la libertà della sua patria. Adunò in casa sua nel
+sobborgo, nel mese di giugno del 1476, molte genti armate. Nel cuore
+della notte entrò in città per la porta di san Tommaso, di cui
+s'impadronì, e corse le strade, chiamando i suoi concittadini alle armi
+ed alla libertà. Molti Genovesi si unirono a lui, ed in breve occupò
+tutte le porte; ma fu troppo lento ad attaccare il palazzo del pubblico.
+Intanto i senatori si andavano adunando sotto la presidenza di Guido
+Visconti, governatore della città. Coloro che si erano da principio
+uniti a Gentile, temettero allora di essere condannati, come ribelli,
+dall'autorità che riconoscevano legittima; e tutti, uno dopo l'altro, si
+ritirarono prima che fosse giorno. Dopo la loro diserzione, vedendosi
+Gentile troppo debole, ritirossi in buon ordine verso la porta di san
+Tommaso e vi si fortificò[54].
+
+ [54] _Ant. Galli de Reb. Genuens., p. 267. -- Uberti Folietae
+ Genuens. Hist., l. XI, p. 631. -- P. Bizarri Hist. Genuens., l. XIV,
+ p. 332. -- Agost. Giustinani, l. V, f. 229._
+
+Il senato aveva nominati otto capitani del popolo per cacciare di città
+Girolamo Gentile. Dietro i loro ordini avevano prese le armi circa
+trecento uomini e marciavano ad attaccare porta san Tommaso, difesa da
+Gentile con soli trenta uomini, tutti però determinati a difendersi fino
+alla morte, mentre non era un solo tra i loro avversari che non si
+esponesse di contro genio; quindi poco mancò che non fossero fatti
+prigionieri i capitani del popolo, e dispersa tutta la loro gente: ma in
+tale frangente si offrirono come mediatori i capi delle arti e mestieri.
+Girolamo Gentile accettò la loro mediazione, facendo però sentire ai
+loro compatriotti che non tarderebbero a pentirsi d'avere perduta
+l'occasione di ricuperare la libertà. Chiese che gli si rimborsassero
+settecento ducati, che gli erano costati i suoi apparecchi, fatti,
+secondo egli diceva, pel vantaggio della repubblica. Dopo averli
+ricevuti dal tesoriere del pubblico, consegnò la porta ai capitani del
+popolo e si ritirò[55].
+
+ [55] _Ant. Galli de reb. Genuens. Comment., p. 268. -- Uberti
+ Folietae Gen. Histor., l. XI, p. 632._
+
+Quando conobbesi a Milano questa singolare capitolazione, Galeazzo
+mostrossi fieramente adirato perchè si fosse rimborsato ad un capo di
+faziosi quel danaro ch'egli stesso confessava d'avere impiegato per
+isconvolgere lo stato. Non pertanto ratificò l'amnistia, ch'era stata
+pubblicata dal senato; e se covava in segreto il pensiero di rivocare a
+migliore opportunità questa grazia, non ebbe poi il tempo di farlo.
+Galeazzo non era privo di tutte le qualità che illustrarono suo padre;
+conosceva perfettamente la disciplina militare e la civile
+amministrazione del suo stato; ed aveva saputo stabilire nel Milanese
+una più rigorosa subordinazione che verun altro de' suoi predecessori. I
+tribunali facevano incorrotta giustizia, ed una severa polizia manteneva
+la pubblica sicurezza. Galeazzo parlava eloquentemente, ed aveva gentili
+e disinvolte maniere, e quando lo voleva, sapeva ad un'imponente maestà
+aggiugnere l'esteriore apparenza della bontà: ma ad un fasto stravagante
+univa un'illimitata cupidigia; era naturalmente perfido, e compiacevasi
+di mostrarsi tale particolarmente verso coloro, cui erasi mostrato più
+parziale, abbassandoli tanto più, quanto gli aveva a maggiori dignità
+innalzati; giammai non erasi mantenuto costante ne' suoi affetti, e
+potevasi presagire prossima e terribile la caduta di colui che vedevasi
+più favorito degli altri, ancor che questi non provocasse in verun modo
+il suo sdegno. Avidissimo di tutti i piaceri de' sensi, ed inclinato a
+disprezzare le costumanze e le leggi della società, portava la
+desolazione ed il disonore in tutte le famiglie[56]; e non pareva pago
+delle sue dissolutezze, se non erano condite dalla disperazione de'
+genitori o dei mariti, che aveva disonorati. Compiacevasi singolarmente
+nel farli ministri essi medesimi del loro disonore; abbandonava alle sue
+guardie le consorti rapite ai mariti, e faceva poi pubblico il loro
+oltraggio[57].
+
+ [56] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 268. -- Bern. Corio Ist. Milan., p.
+ VI, p. 982._
+
+ [57] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 777._
+
+Tra coloro, le di cui case erano state da Galeazzo disonorate,
+trovavansi due giovani di nobile schiatta, Carlo Visconti e Girolamo
+Olgiati, di già predisposti dal loro precettore a detestare il giogo
+della tirannide. Erano essi amicissimi di Andrea Lampugnani, che il duca
+aveva ingiustamente spogliato del padronato dell'abbazia di
+Miramondo[58]: tutti e tre avevano udite le lezioni di Cola de' Montani
+di Gaggio, Bolognese, il quale circa il 1466 aveva aperta in Milano
+scuola di eloquenza. Si pretende che fosse stato prima maestro dello
+stesso Galeazzo, e che lo avesse più volte castigato colla severità
+praticata nell'antica educazione. Galeazzo, diventato sovrano, volle
+vendicarsi dei castighi sofferti nella sua infanzia con un'egual pena, e
+fece pubblicamente sferzare il maestro[59][60]. Montano detestava la
+tirannide anche senza quest'affronto. Nodrito nello studio
+dell'antichità, non trascurava veruna occasione di far notare ai suoi
+allievi, che tutte le virtù, ch'essi ammiravano ne' grandi uomini Greci
+e Romani, eransi sviluppate nella libertà; che una libera patria
+incoraggiava tutti i talenti, ogni genere d'energia, ed i progressi
+dello spirito, perchè ogni specie di grandezza ne' suoi cittadini veniva
+sempre impiegata pel vantaggio di tutti; mentre che un tiranno, geloso
+di ogni forza, di cui non potesse egli stesso disporre, occupavasi
+sempre a contenere, a comprimere, a distruggere i talenti, l'energia, la
+sublimità del carattere, che poteva un giorno adoperarsi contro di
+lui[61].
+
+ [58] _Machiavelli, l. VII, p. 349. -- Allegretti Diari Sanesi, l.
+ XXIII, p. 777. -- Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 254._ Ma il Ripamonti
+ attribuisce al Visconti ciò che gli altri attribuiscono al
+ Lampugnani. _Hist. Mediol., l. VI, p. 630._
+
+ [59] _Giovio elogi degli uomini illustri, l. III, p. 179. --
+ Tiraboschi, l. III, c. V, § 28, p. 95._
+
+ [60] Ecco una riprova di quanto ho avvertito in una precedente nota,
+ che le particolari passioni di odio e di vendetta sono d'ordinario
+ la vera causa delle congiure. _N. d. T._
+
+ [61] _Machiavelli, l. VII, p. 348. -- Ubertus Folieta, l. XI, p.
+ 632._
+
+Voleva il Montani che i giovani gentiluomini, per rendersi degni della
+libertà, imparassero a comandare le armate. Aveva perciò persuasi
+l'Olgiati ed alcuni altri ad imparare l'arte della guerra sotto
+Bartolommeo Coleoni. I parenti di questi giovanetti, che più di loro
+temevano le fatiche ed i pericoli, eransi fieramente adirati contro il
+maestro d'eloquenza, che aveva renduti soldati i loro figli. Il Montani,
+perseguitato dai genitori, favoreggiato dagli scolari, era stato a
+vicenda esiliato, e richiamato; imprigionato, indi festeggiato; ma in
+particolar modo renduto caro ai suoi discepoli dalle persecuzioni che
+sostenute aveva per istruirli[62].
+
+ [62] _Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., l. III, c. V, § 28, p.
+ 956._
+
+Frattanto Galeazzo aveva spinto all'estremo l'odio del popolo coi
+crudeli supplicj nuovamente ordinati. Aveva fatte seppellir vive alcune
+sue vittime, altre sforzate ad alimentarsi d'escrementi umani, ed in tal
+modo fatte lentamente morire; aveva aggiunte feroci facezie ai supplicj
+che ordinava, e renduto più infame il disonore delle nobili matrone che
+aveva sedotte, prostituendole pubblicamente[63]. Girolamo Olgiati
+contava una sua in addietro carissima sorella tra le vittime della
+brutalità di Galeazzo. Misurando colla propria l'universale
+indignazione, cercò il Lampugnani, e gli propose di mettere fine ad una
+intollerabile tirannide col punire i delitti dello Sforza. Poco dopo si
+associarono Carlo Visconti, e si obbligarono con vicendevoli giuramenti.
+Tennero la prima loro conferenza ne' giardini di sant'Ambrogio. Tutte le
+circostanze di quest'avvenimento, e ciò che è più notabile, tutti i
+concetti del principale congiurato, ci vennero fedelmente conservati dal
+medesimo Olgiati in una relazione scritta pochi giorni dopo. «Uscendo da
+questa conferenza, egli scrive, entrai in Chiesa; mi gettai ai piedi
+della statua del santo vescovo che vi si venera, e feci questa
+preghiera: Grande sant'Ambrogio, sostegno di questa città, speranza e
+tutela del popolo di Milano, se il progetto che formarono i tuoi
+concittadini, i tuoi figliuoli per cacciare di qui la tirannide,
+l'impurità, la dissolutezza più mostruosa, è degno della tua
+approvazione, non ci manchi il tuo favore in mezzo agli accidenti ed i
+pericoli cui siamo vicini ad esporci per la liberazione della patria.
+Poi ch'ebbi pregato, mi recai di nuovo presso i miei compagni, e gli
+esortai a farsi coraggio, assicurandoli che io sentivo essersi in me
+accresciute la speranza e la forza dopo avere invocato a favore della
+nostra intrapresa il santo protettore della nostra patria[64]. Ne'
+susseguenti giorni ci andavamo esercitando nella scherma coi pugnali per
+acquistare maggiore destrezza, ed avvezzarci all'immagine del pericolo
+cui stavamo per esporci... La sesta ora della notte avanti il giorno di
+santo Stefano, destinato all'esecuzione, ci siamo riuniti un'altra
+volta, potendo accadere che più non fossimo per rivederci. Si fissò
+l'ora in cui entreremmo assieme in Chiesa, la parte che ognuno doveva
+eseguire, e tutte le particolarità dell'esecuzione, per quanto si
+potevano prevedere le cose, che dipendevano in parte dall'eventualità.
+All'indomani di gran mattino ci siamo portati nella chiesa di santo
+Stefano, e colà pregammo questo santo a proteggere la grande azione che
+dovevamo eseguire nel suo santuario, e a non isdegnarsi se lordavamo i
+suoi altari col sangue; poichè questo sangue serviva a liberare la città
+e la patria. In seguito alle preci che si contengono nel rituale di
+questo primo martire, ne recitammo un'altra composta da Carlo Visconti;
+finalmente assistemmo al sagrificio della messa, celebrata
+dall'arciprete di quella basilica, dopo la quale io mi feci dare le
+chiavi della casa dell'arciprete per ritirarci nella medesima[65].»
+
+ [63] _Josephi Ripamontii Hist. Mediol., l. VI, p. 657._
+
+ [64] Così di que' tempi abusavasi maliziosamente o di buona fede
+ della religione, chiamandola in soccorso di un attentato, che il
+ divino autore della medesima aveva altamente disapprovato, ordinando
+ di essere fedeli ed ubbidienti anche ai principi discoli. _N. d. T._
+
+ [65] _Confessio Hieronymi Olgiati morientis, apud Ripamontium
+ Histor. Med., l. VI, p. 649._
+
+I congiurati stavano in questa casa presso al fuoco, perchè un
+acutissimo freddo gli aveva obbligati ad uscire di Chiesa, quando il
+rumore della folla gli avvisò che giugneva il principe. Era il giorno
+dopo il natale 26 dicembre del 1476. Galeazzo, che pareva trattenuto da
+suoi presentimenti, non si era ridotto che di mal animo ad abbandonare
+il suo palazzo[66]. Egli non pertanto andava alla festa tra
+l'ambasciatore di Ferrara e quello di Mantova. Giovan Andrea Lampugnani
+gli si fece innanzi nell'interno della chiesa fino alla pietra
+degl'Innocenti, colla voce e colla mano sgombrando la folla. Quando gli
+fu affatto vicino, portò, quasi in atto di rispetto, la mano sinistra
+verso il berrettone che Galeazzo teneva in mano, pose un ginocchio a
+terra, in atto di chi volesse presentargli una supplica, e nello stesso
+tempo colla destra, nella quale teneva il pugnale nascosto entro la
+manica, lo ferì nel ventre da basso in alto. Nell'istante medesimo
+Girolamo Olgiati lo ferì nella gola e nel petto, e Carlo Visconti nella
+spalla ed in mezzo al dorso. Lo Sforza cadde tra le braccia degli
+ambasciatori che stavano al suo fianco, dicendo _oh Dio_! Così pronti
+erano stati i colpi, che gli ambasciatori medesimi ancora non sapevano
+ciò che fosse accaduto[67].
+
+ [66] Il patetico racconto che alcuni storici hanno fatto del
+ doloroso distacco di Galeazzo dai proprj figli nell'atto di
+ abbandonarli per andare alla chiesa di santo Stefano, ci fa quasi
+ scordare i suoi difetti. _N. d. T._
+
+ [67] _Ant. Galli de rebus Genuens., p. 269. -- Machiavelli Ist., l.
+ VII, p. 354. -- Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 633. -- Ant. de
+ Ripalta An. Placen., t. XX, p. 952. -- Diar. Parm. Anon., t. XVII, p.
+ 247. -- Bern. Corio, p. VI, p. 980._ Era in allora questo storico tra
+ i paggi del seguito di Galeazzo.
+
+Nell'istante in cui fu il duca ucciso si fece nel tempio un violento
+tumulto: molti sguainarono le spade; gli uni fuggivano, altri
+accorrevano, niuno ancora sapeva quali fossero le forze o lo scopo dei
+congiurati. Ma le guardie del duca ed i suoi cortigiani, che avevano
+conosciuti gli uccisori, si fecero subito ad inseguirli. Il Lampugnani,
+volendo uscire di chiesa, entrò in un branco di donne, che stavano
+inginocchiate, e le loro vesti intricandosi ne' suoi speroni lo fecero
+cadere, ed in quell'atto fu raggiunto ed ucciso da uno scudiere moro del
+duca. Girolamo Olgiati uscì di chiesa e si presentò alla propria casa,
+ma suo padre non volle riceverlo, e gli fece chiudere le porte in
+faccia. Lo accolse un amico, in casa del quale non fu a lungo in sicuro:
+stava, com'egli stesso racconta, per uscirne, ad oggetto d'invitare il
+popolo ad una libertà, che i Milanesi da molto tempo più non
+conoscevano, quando udì le voci del popolaccio, che strascinava pel
+fango lo squarciato cadavere del suo amico Lampugnani: compreso da
+orrore, e perduto di coraggio, attese il fatale istante in cui fu
+scoperto. Venne assoggettato ad un'orribile tortura, durante la quale,
+colle lacerate membra e colle ossa slogate, dettò la circostanziata
+confessione che gli fu chiesta, ed a noi conservata dal Ripamonti, della
+sua congiura. Ma questa specie di confessione, scritta tra la tortura ed
+il supplicio per ordine de' suoi giudici e sotto gli occhi de' suoi
+carnefici, non è priva di quel coraggio e di quella fiducia nella
+giustizia della sua causa, che resero famosi i nomi di alcuni personaggi
+dell'antichità. Chiuse la confessione in tal modo. «Adesso, santa madre
+di nostro signore, e voi, o principessa Bona, io v'imploro, affinchè la
+vostra clemenza e la bontà vostra provvedano alla salute dell'anima mia.
+Domando soltanto che si lasci a questo miserabile corpo abbastanza
+vigore, onde possa confessare i miei peccati secondo i riti della
+chiesa, e subire in seguito la sorte che mi è destinata[68].»
+
+ [68] _Confessio Olgiati apud Ripamontium Hist. Med., l. VI, p. 630.
+ In Grævii Thesauro Rer. Ital., t. II._
+
+L'Olgiati contava in allora ventidue anni; fu condannato ad essere
+tenagliato e tagliato vivo a pezzi. In mezzo di così atroci tormenti un
+prete lo andava esortando al pentimento. «Io so, riprese l'Olgiati,
+d'avere meritate per molti falli queste pene, e più grandi ancora, se il
+debole mio corpo potesse sopportarle. Ma rispetto alla bella azione per
+cui muojo, questa solleva la mia coscienza; e lungi dal credere che per
+questa abbia meritata la presente pena, spero anzi che per essa il
+supremo giudice mi perdonerà gli altri miei peccati. Non per una
+colpevole cupidigia ho commessa tale azione, ma per solo desiderio di
+liberarci da un tiranno, che non potevamo più soffrire. Invece di
+esserne pentito, se io dovessi dieci volte rivivere per perire dieci
+volte tra gli stessi tormenti, non lascerei di consacrare le mie forze
+ed il mio sangue per così nobile oggetto[69].» Il carnefice,
+strappandogli la pelle del petto, gli fece mettere un grido; ma si
+rimise all'istante[70]. «Questa morte, disse in latino, è dura, ma
+eterna è la gloria! _mors acerba, fama perpetua; stabit vetus memoria
+facti_[71].»
+
+ [69] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 269. -- Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 777. -- Giovio elogi degli uomini illustri, l.
+ III, p. 180._
+
+ [70] Anche i delitti più atroci perdono l'aspetto loro proprio,
+ quando il fanatismo arriva a soffocare la ragione. _N. d. T._
+
+ [71] _Machiavelli, l. VII, p. 355. -- Uberti Folietae Genuens. Hist.,
+ l. XI, p. 653. -- Agost. Giustiniani Ann., l, V. f. 230._
+
+Il figliuolo primogenito del duca di Milano, Giovanni Galeazzo Sforza,
+non aveva in allora più di otto anni; pure fu riconosciuto senza
+difficoltà. Più non esistevano nel popolo que' sentimenti di libertà che
+i tre congiurati avevano creduto di far rivivere; e non si fece il più
+leggier movimento per rovesciare un governo, che più non era in istato
+di difendersi. I deputati di tutte le città d'Italia vennero a
+complimentare la duchessa Bona di Savoja, vedova di Galeazzo, e ad
+offrirle la loro assistenza per mantenerla sul trono col di lei
+figliuolo. Il papa le mandò due cardinali, incaricati di scomunicare
+coloro, che volessero tentare in Milano qualche novità[72]. Bona fu
+senz'ostacoli riconosciuta reggente. Fin qui il governo non era quasi
+cambiato, perchè l'anima di tutti i consigli continuava tuttavia ad
+essere Cecco Simonetta, calabrese, ch'era stato segretario e consigliere
+di Francesco Sforza, e che, dopo averlo servito con rara fedeltà, era
+pure stato il primo ministro di suo figlio, ed aveva co' suoi talenti e
+colle sue virtù celati i capricci e le stravaganze di questo tiranno.
+Era suo fratello quel Giovanni Simonetta, che scrisse con tanta eleganza
+e precisione la storia di Francesco Sforza. Godevano ambidue come
+letterati una riputazione poco minore di quella che si erano acquistata
+nella carriera politica. Avevano corrispondenza con tutti i dotti
+d'Italia; erano stati i ministri di tutte le grazie, che i due duchi di
+Milano avevano diffuse sui letterati, e conservansi tuttavia tra le
+lettere del Filelfo, del Decembrio, ed in altre scritture di que' tempi,
+i monumenti della protezione ch'essi accordavano agli studj[73].
+
+ [72] Bolla in data del 3 delle calende di marzo. _Annal. Eccl. 1477,
+ § I, p. 268._
+
+ [73] _Tirab. Stor. della Letter., l. I. cap. I, § IV, p. 18, secolo
+ XV._
+
+D'altra parte Galeazzo aveva lasciati cinque fratelli, che, durante la
+minorità di suo figliuolo, potevano pretendere di avere parte alla
+reggenza. I primi quattro, Sforza, duca di Bari, Lodovico il Moro,
+Ottaviano ed Ascanio, avevano di già risvegliata la diffidenza di
+Galeazzo, onde li teneva lontani da Milano. Quando ebbero avviso della
+sua morte, si affrettarono di ritornarvi, cercando di occupare
+un'autorità, cui, dicevano essi, il maggiore della loro casa aveva
+maggiore diritto che una femmina ed un ministro stranieri. Per celare la
+loro rivalità cercavano di far rivivere l'antico spirito del partito
+ghibellino. Dichiararonsi i protettori di quella fazione, cui la casa
+Visconti andava debitrice del suo innalzamento: accusarono la duchessa e
+Cecco Simonetta di parzialità per i Guelfi, e li costrinsero infatti a
+gettarsi tra le loro braccia; imperciocchè le famiglie, in addietro
+divise dalla lite dell'impero e della chiesa, conservavano l'antica
+rivalità, sebbene le cagioni de' vecchi odj più non esistessero. Per
+conciliare, se possibile fosse, le pretese de' fratelli Sforza e quelle
+della duchessa, si convenne, sulla proposizione fatta da Luigi Gonzaga,
+marchese di Mantova, che il consiglio di reggenza sarebbe formato in
+egual parte di Guelfi e di Ghibellini[74].
+
+ [74] _Diarium Parmense Anonym., t. XXII, p. 250._
+
+Quando si seppe in Genova la morte di Galeazzo, Giovan Francesco
+Pallavicini, luogotenente del duca, adunò il senato, onde persuaderlo a
+prevenire colla sua vigilanza le rivoluzioni che potrebbero eccitarsi da
+quest'avvenimento. Furono nominati dalla repubblica otto capitani del
+popolo, secondo praticavasi in tutte le difficili circostanze, e
+ragunate alcune truppe per tener in dovere i malcontenti[75].
+
+ [75] _Ant. Galli de reb. Genuens, p. 271. -- Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. -- P. Bizzarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. -- Agost. Giustiniani, An. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Tutte le fazioni di Genova si mostravano egualmente desiderose di
+ritornare alla repubblica l'antica sua libertà. Gli Sforza per
+contenerle aveano avuta la precauzione di disperdere i loro capi per
+tutta l'Italia. Prospero Adorno trovavasi nelle prigioni di Cremona, i
+Fieschi erano ritenuti in Roma sotto la sopraveglianza del papa,
+esiliati erano i Fregosi e gli altri uomini potenti. Non pertanto i loro
+partigiani, privati di direttori, erano ovunque in movimento. Il 16
+marzo del 1477 gli amici dei Fieschi si avvicinarono alle mura di
+Genova, condotti da due giovani di quella famiglia, Giorgio e Matteo, i
+soli che il governo non avesse ancora allontanati, perchè di poco usciti
+dalla fanciullezza. Questi faziosi scalarono la città dalla banda di
+Carignano[76], chiamarono il popolo alla libertà, e vi eccitarono subito
+un vivissimo movimento; ma caddero nello stesso errore che aveva perduto
+Girolamo Gentile pochi mesi prima, tardarono troppo ad attaccare il
+pubblico palazzo; omai vedevansi da tutti abbandonati, quando Pietro
+Doria, soffocando ogni risentimento di famiglia, esortò coloro che gli
+stavano intorno a non perdere forse l'unica occasione di tornare la
+patria in libertà. Uscì nello stesso tempo dalle file del partito
+milanese e si trasse dietro il popolo genovese, onde la guarnigione si
+ritirò nelle due fortezze, e la città, vedendosi libera, nominò i suoi
+magistrati popolari.
+
+ [76] _Ant. Galli de Reb. Gen. p. 271. -- Uberti Folietae Genuens.
+ Hist., l. XI, p. 635. -- P. Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+ p. 338. -- Agost. Giustin. Ann. di Genova, l. V, f. 231._
+
+Di già, avuta notizia di questa rivoluzione, Ibletto Fieschi, il vero
+capo della famiglia, aveva trovato modo di fuggire da Roma per venire a
+mettersi alla testa del suo partito, ed i Fregosi, con lui d'accordo, si
+andavano avvicinando alla loro patria, senza avere per altro il coraggio
+d'entrar in città. La reggenza di Milano sentì allora che non potrebbe
+salvare la sua autorità in Genova che per mezzo d'un capo di partito
+genovese. Simonetta fece uscire di prigione Prospero Adorno, gli offrì a
+nome del giovane duca di Milano il comando dell'armata destinata a
+soccorrere le due fortezze, purchè promettesse di scordar totalmente le
+sofferte ingiurie e di ristabilire in Genova, non la dispotica autorità
+del duca di Milano, ma la stessa limitata autorità accordata da un
+trattato a Francesco Sforza. Prospero Adorno lo promise[77], si pose
+alla testa d'un'armata di circa dodici mila uomini, adunata da Roberto
+da Sanseverino, da Lodovico il Moro e da Ottaviano Sforza, e marciò alla
+volta di Genova.
+
+ [77] _Ant. Galli p. 273. -- Uberti Folietae, l. XI, p. 638. -- Alb. de
+ Ripalta Annal. Placent., t. XX, p. 954. -- P. Bizarro, l. XIV, p.
+ 340. -- Ag. Giustiniani, l. V, f. 232._ Il Bizarro in questa
+ narrazione condanna l'Adorno, ed il Giustiniani lo difende.
+
+Volendo l'Adorno conciliare gl'interessi della sua patria e quelli del
+duca di Milano, egli ebbe bisogno d'infinite cautele per evitare una
+decisiva battaglia, che avrebbe ruinato o il proprio partito o la
+libertà della patria. Fece passare suo fratello Carlo Adorno nella
+fortezza del Castelletto, commettendogli di scendere in città, per
+iscacciare Ibletto dei Fieschi, nell'istante in cui egli medesimo si
+troverebbe impegnato in una scaramuccia coi Fregosi. I suoi ordini
+vennero rigorosamente eseguiti. Prospero combatteva contro i Fregosi a
+Promontorio ma senza spingere troppo avanti i suoi vantaggi, e suo
+fratello occupava intanto la città, e porta san Tommaso, che poteva
+dargli comunicazione coll'armata milanese[78]. Fu allora in particolare,
+che Prospero Adorno mostrò la sua moderazione e la sua destrezza; fece
+rimanere nell'accampamento le truppe del Sanseverino, ed entrò in città
+accompagnato soltanto dagli uomini della sua fazione. Questi andavano
+crescendo di numero di mano in mano ch'egli s'innoltrava; le strade
+risuonavano delle grida _viva gli Adorni e gli Spinola_, e niuno fra
+tanta gente pronunciava il nome del duca di Milano. Prospero, arrivato
+al palazzo, dichiarò che accordava l'impunità a tutti coloro che avevano
+preso parte alle ultime turbolenze; adunò il senato, che lo riconobbe
+per governatore; chiese un regalo di sei mila fiorini pei capi
+dell'armata; onde i cittadini, che prevedevano di essere aggravati di
+più gagliarde contribuzioni, pagarono lietamente, prima che spirassero
+tre giorni, così leggiera somma[79].
+
+ [78] _Ant. Galli, p. 276. -- Uberti Folietae, l. XI, p. 639._
+
+ [79] _Ant. Galli de reb. Gen. p. 276. -- Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 640. -- P. Bizzarro Hist. Genuens., l. XIV, p. 343. -- Agost.
+ Giustiniani, l. V, f. 223._
+
+E per tal modo il 30 aprile Genova tornò sotto la limitata signoria del
+duca di Milano. Roberto di Sanseverino vi entrò senz'armi con Lodovico
+ed Ottaviano, zii di Giovanni Galeazzo, e coi loro principali ufficiali;
+ne uscirono quasi subito per condurre la loro armata all'assedio di
+Savinione, castello dei Fieschi, posto negli Appennini. Per far levare
+l'assedio, Ibletto de' Fieschi raccolse cinque mila paesani: Giovan
+Battista Goano si affrettava di raggiugnerlo cogli abitanti della
+Polsevera, ma il Sanseverino ritrasse costoro con ingannatrici
+negoziazioni, e disperse l'armata di Goano. Quella d'Ibletto, avendo
+sofferto qualche perdita, ritirossi nelle montagne, e Savinione
+capitolò. Ibletto fece allora la pace coi generali milanesi, ai quali lo
+associarono la stessa attività e la medesima inclinazione per l'intrigo;
+onde, essendo ultimata la spedizione di Genova, Ibletto accompagnò il
+Sanseverino e gli Sforza a Milano[80].
+
+ [80] _Ant. Galli, p. 277. -- Uberti Folietae, l. XI, p. 641. -- P.
+ Bizarro, l. XV, p. 344._
+
+Gli ultimi erano ansiosi di tornare alla corte del loro nipote, per
+attentare alla autorità di Cecco Simonetta. Vedevano essi quest'accorto
+ministro esercitare sotto il nome della duchessa un'assoluta sovranità;
+alla cui volontà tutto era subordinato dalla superiorità de' suoi
+talenti e del suo carattere. Era invalsa sotto i due ultimi duchi
+l'abitudine di non resistergli; altronde i fratelli del duca, che
+manifestavano soltanto il desiderio di limitare il di lui potere,
+avevano forse di già formato il progetto di soppiantare lui ed il suo
+signore. Si assicura, che l'intenzione loro fosse quella di far perire
+la duchessa ed i due suoi figli, di dare a Lodovico il Moro il titolo di
+duca di Milano, ed a ciascheduno de' suoi fratelli la signoria di una
+città, a Roberto Sanseverino quella di Parma, e quella di Genova ad
+Ibletto de' Fieschi[81].
+
+ [81] _Diarium Parmense, t. XXII, p. 259._
+
+Per dare esecuzione a tali progetti avevano precipitosamente terminata
+la guerra della Liguria, e ricondotti a marcie sforzate alla volta di
+Milano la loro armata. Ma il Simonetta, che teneva aperti gli occhi
+sopra di loro, fece il 25 di maggio arrestare Donato de' Conti, il
+principale loro agente ed il depositario di tutti i loro segreti[82].
+
+ [82] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954._
+
+I fratelli Sforza trattenevansi a mensa cogli altri capi del loro
+partito, quando ebbero avviso dell'arresto di Donato dei Conti. Uscirono
+precipitosamente dal loro palazzo, chiamando il popolo alle armi; subito
+molta gente si adunò intorno a loro, e gli ajutò ad impadronirsi di
+porta Tosa. Roberto di Sanseverino ed Ottaviano Sforza vollero attaccare
+il palazzo, ed affezionarsi il popolaccio, abbandonandogli il tesoro ed
+il magazzino del frumento, che trovavansi nel medesimo. Il duca di Bari
+e Lodovico il Moro vi si opposero. Di già la duchessa, ch'erasi
+rifugiata nella cittadella, aveva promesso di lasciare in libertà Donato
+de' Conti; ma in questo frattempo i di lei amici le furono tutti
+intorno, e gli amici dei suoi cognati si andavano scoraggiando. Roberto
+di Sanseverino, Ibletto ed Ottaviano tentarono nuovamente d'ammutinare
+il popolo, scorrendo la città, e facendo gridare: _a morte i
+forestieri!_ Ma i fratelli Simonetta, che venivano indicati sotto tal
+nome, non erano dai Milanesi odiati, e nissuno prese le armi.
+All'indomani tutti questi capi uscirono di buon mattino dalla città per
+la porta di Vercelli. Roberto da Sanseverino ed Ibletto de' Fieschi non
+si fermarono, finchè non si credettero in salvo nel territorio d'Asti.
+Giunti al confine di quello stato, Ibletto, oppresso dalla fatica, entrò
+in un albergo per riposarsi, e vi fu arrestato. Roberto andò più oltre,
+e si pose sotto la protezione del duca d'Orleans. I fratelli Sforza
+erano fuggiti per diverse strade. Ottavio, più degli altri formidabile
+pel suo turbolento carattere, perì nel passaggio dell'Adda, ove si dice
+che annegasse nell'attraversarla a nuoto; ma altri assicurano che fu
+ucciso sulla sponda dai satelliti del Simonetta, che lo inseguivano. I
+suoi fratelli furono condannati all'esilio con sentenza della reggenza;
+il maggiore, Sforza, ebbe ordine di risiedere nel ducato di Bari, di cui
+portava il titolo, Lodovico in Pisa ed il cardinale Ascanio in Perugia.
+A tale condizione venne assegnata a cadauno di loro una pensione di
+dodici mila ducati[83]. Il sesto fratello, Filippo Sforza, rimase solo a
+Milano, perchè non aveva presa parte nelle pratiche de' fratelli, e si
+era anzi posto dalla banda della duchessa e del Simonetta[84].
+
+ [83] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 954, 955. -- Bern.
+ Corio Istor. Milan., p. VI, p. 987. -- Ant. Galli de Reb. Genuens.,
+ p. 278._
+
+ [84] _Ant. Galli, p. 278._
+
+Allorchè si annunciò a Sisto IV la morte di Galeazzo Sforza, aveva
+esclamato: «la pace d'Italia oggi è perita con lui[85]!» Infatti
+quest'imponente potenza, che forzava al riposo tutto il settentrione
+dell'Italia, era distrutta. Genova e Milano si trovavano di bel nuovo in
+balìa delle guerre civili: crollava la lunga alleanza che Francesco
+Sforza aveva contratta colla repubblica fiorentina; più non esisteva il
+contrappeso che il ducato di Milano opponeva all'ambizione di Ferdinando
+re di Napoli; aperto era il campo a nuove politiche combinazioni; e noi
+vedremo in breve quello stesso papa, che lagnavasi della perduta pace
+d'Italia, spargere i semi di una nuova guerra, ed accrescere la generale
+confusione.
+
+ [85] _Jos. Ripamontii, l. VI, p. 750. -- Bernardino Corio, p. 983._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXV.
+
+ _Congiura de' Pazzi._
+
+1478.
+
+
+La repubblica di Firenze andava sempre più scostandosi dalla generale
+politica dell'Italia e dell'Europa. Ella più non pensava a frenare gli
+ambiziosi progetti di Ferdinando e di Sisto IV; non ajutava i Veneziani
+nella loro guerra contro i Turchi, nè i Genovesi a ricuperare la loro
+libertà, oppure la duchessa reggente di Milano o i fratelli Sforza,
+rivali di lei, nella loro lite per il supremo potere. A Firenze si
+andavano succedendo i magistrati senza che la loro amministrazione
+venisse illustrata da verun fatto di qualche importanza; onde il
+minuzioso storico, Scipione Ammirato, appena trova in sei anni da
+riempire quattro pagine, ed il suo silenzio attesta il languore ed il
+turpore universale[86]. I due fratelli Medici, giunti a matura
+giovinezza, riponevano ogni loro ambizione nel sostituire in ogni cosa
+la loro autorità personale a quella della repubblica. I Fiorentini,
+diffidando degl'intrighi che spesso accompagnano le elezioni, avevano
+creduto di ottenere una rappresentanza più eguale, lasciando in arbitrio
+della sorte i loro magistrati; ma a questa forma d'elezione, di tutte la
+più democratica, i Medici avevano sostituita la più arbitraria di tutte
+le oligarchie. Nominavano essi medesimi cinque elettori o
+_accoppiatori_, e questi facevano i gonfalonieri ed i priori senza
+consultare il popolo, e senza che più si conservasse verun legame tra i
+magistrati ed i loro rappresentanti. Siccome la signoria era ancora
+troppo numerosa per essere facilmente mantenuta obbediente, i Medici
+avevano accresciuto il potere del gonfaloniere a spese de' priori, suoi
+colleghi, di cui prima non era che il presidente. I Medici li chiamavano
+soli alle loro deliberazioni, e gl'incaricavano di dare gli ordini a
+nome di un corpo ch'essi omai più non degnavansi di consultare. La
+commissione straordinaria, chiamata _balìa_, non doveva, secondo le
+antiche costumanze, crearsi che ne' tempi di turbolenze, per sottrarre
+la repubblica ad un grande pericolo; ma i Medici l'avevano trasformata
+in un corpo permanente, cui attribuivano il simultaneo potere
+legislativo, amministrativo e giudiziario. Nè ciò bastava; essi la
+collocavano al di sopra della medesima sovranità nazionale; perciocchè
+le attribuivano poteri, che i popoli mai delegati non hanno ai loro
+sovrani. Così la balìa condannava senza processure gl'individui sospetti
+ai Medici, sostituiva alle imposte arbitrarie tasse, promulgava leggi
+retroattive, aggravava le antiche sentenze, assoggettava a nuove pene
+coloro che non avevano commessi nuovi delitti, e disponeva, senza
+renderne conto, di tutte le finanze. Fu veduta impiegare cento mila
+fiorini per salvare da un fallimento la casa di banco che Tommaso dei
+Portinari dirigeva a Bruges per conto di Lorenzo de' Medici. Altre somme
+in altre circostanze furono levate dalle pubbliche casse, per sovvenire
+ai bisogni dei capi dello stato, i quali avevano l'imprudenza di
+continuare, senza volervisi applicare ed ignorandone perfino i principj,
+le grandi speculazioni di banco con cui si era arricchito il loro avo. E
+per tal modo sarebbero stati in breve ruinati dal loro fasto e dalla
+loro incapacità, se non avessero potuto impiegare a loro profitto il
+danaro dello stato[87].
+
+ [86] _Scip. Ammirato Stor. Fior., l. XXIII, p. 111 a 114._
+
+ [87] _Ist. di Gio. Cambi, t. XXI, Deliz. Erud., p. 1-3._
+
+I Medici, innoltrandosi in tale maniera sulla strada della tirannide,
+avevano ciò nullameno in Firenze un numeroso partito, il quale era per
+una parte formato da alcuni cittadini di antiche famiglie, che con loro
+dividevano le magistrature e le pubbliche entrate, e che non si
+assicuravano di conservare senza di loro la propria importanza; in
+secondo luogo da tutti i letterati, poeti ed artefici, che Lorenzo e
+Giuliano attiravano in casa loro, colmandoli di onori e di regali, e
+trattandoli da eguali, mentre pretendevano separarsi da tutti gli altri;
+in ultimo ingrossava il loro partito il basso popolo, sempre allettato
+dai frequenti spettacoli e dalle feste loro date dai Medici. Il popolo
+non si accorgeva che veniva corrotto col suo proprio danaro, e che gli
+si prendeva con una mano ciò che fingevasi donargli coll'altra. Ma
+d'altra banda, malgrado le rivoluzionarie sentenze, che dopo il 1434
+avevano colpite per classe tutte quelle antiche ed illustri famiglie di
+Firenze, che avevano inondato di esiliati la Francia e l'Italia, e
+compresi nelle proscrizioni tutti i nomi storici della repubblica,
+l'intera massa degli antichi cittadini era tuttavia opposta ai Medici.
+Universali trasporti di gioja eransi manifestati dodici anni prima,
+quand'erasi renduto alquanto di libertà alle elezioni, ed un cupo
+abbattimento accompagnava da alcuni anni lo stabilimento della
+tirannide.
+
+Lorenzo de' Medici e suo fratello Giuliano non andavano perfettamente
+d'accordo nel loro sistema d'amministrazione. Il secondo, più dolce, più
+modesto, più disposto a vivere da eguale co' suoi concittadini, non era
+affatto quieto rispetto al calore, all'orgoglio ed alle violenze del
+fratello; onde studiavasi di trattenerlo colle sue esortazioni[88]. Ma
+Lorenzo, vedendo le famiglie dei Ricci, degli Albizzi, dei Barbadori,
+dei Peruzzi, degli Strozzi esiliate fino dal 1434, quella dei
+Machiavelli nel 1458, quelle degli Acciaiuoli, dei Neroni, dei Soderini
+nel 1466; e per ultimo quelle dei Pitti e dei Capponi spogliate del loro
+antico credito, cercava soltanto di adoperare in modo che veruna di
+queste potesse rialzarsi, veruna acquistare tali ricchezze o una tale
+considerazione che potesse adombrarlo; persuaso che fintanto che non
+lascerebbe avere alla moltitudine un capo, potrebbe senz'alcun rischio
+provocare il suo risentimento.
+
+ [88] _Jo. Mich. Brut. Hist. Florent., l. VI, p. 143._ -- Alfieri
+ seppe valersi di quest'opposto carattere nella sua tragedia della
+ _Congiura dei Pazzi_.
+
+Tra le famiglie di cui i Medici potevano temere la rivalità teneva il
+primo luogo quella de' Pazzi. I Pazzi di Val d'Arno, lungo tempo
+compagni degli Ubaldini, degli Ubertini, dei Tarlati, erano antichi
+feudatarj ghibellini ed abitualmente in guerra colla repubblica
+fiorentina. Poichè l'ingrandimento di questa li consigliò ad abbandonare
+le loro fortezze per venire a vivere nella capitale, continuarono ad
+eccitare la diffidenza di una gelosa democrazia; vennero compresi nella
+classe de' magnati, e coll'ordinanza di giustizia esclusi da tutti
+gl'impieghi. Ma quando Cosimo de' Medici ebbe scacciata, nel 1434, la
+nobiltà popolare dal governo, sentì la necessità di rendersi forte
+coll'alleanza dell'antica nobiltà. A ciò mirando accordò a molti magnati
+il privilegio di entrare nella classe del popolo. La famiglia de' Pazzi
+fu una di quelle che accettò questo diritto di essere ascritta tra i
+borghigiani, da molti giudicato un degradamento, ed Andrea fu, nel 1439,
+il primo di questa famiglia che sedesse nella signoria. Ebbe Andrea tre
+figli, Antonio, Pietro e Giacomo, uno de' quali gli diede cinque nipoti,
+l'altro tre, e Giacomo il più giovane non si ammogliò[89]. Questa
+numerosa casa non era soltanto stata ammessa con un decreto nell'ordine
+del popolo, ma aveva inoltre prese le costumanze tutte dei popolani
+fiorentini. Eransi i Pazzi dati al commercio e la loro casa di banco
+veniva annoverata tra le più ricche e più riputate d'Italia. Non meno
+superiori ai Medici come mercanti, che come gentiluomini, non avevano
+bisogno per sostenersi, di volgere a loro profitto il danaro del
+pubblico.
+
+ [89] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 115._
+
+Cosimo de' Medici si era attaccato coi vincoli del sangue questa così
+ricca e numerosa famiglia, il di cui credito poteva riuscire molto utile
+o molto pericoloso. Aveva fatta sposare sua nipote, Bianca, sorella di
+Lorenzo e di Giuliano, a Guglielmo de' Pazzi, figlio di Antonio e nipote
+di Andrea[90]. Lorenzo aveva tenuta una politica tutt'affatto contraria,
+mirando a ruinare quella famiglia, o per lo meno ad impedire
+l'accrescimento della sua fortuna; e perchè Giovanni dei Pazzi, cognato
+di sua sorella, aveva sposata l'unica figlia ed erede di Giovanni
+Borromei, cittadino a dismisura ricco, Lorenzo fece emanare una legge,
+quando venne a morte il Borromei, in forza della quale i nipoti di sesso
+maschile erano preferiti alle figlie nell'eredità di un padre morto _ab
+intestato_, e diede a questa legge un effetto retroattivo, sicchè il
+Pazzi perdette l'eredità di suo suocero, che non aveva creduto
+necessario di fare un testamento in favore dell'unica sua prole[91].
+
+ [90] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 116. -- Jo. Mich. Bruti. Hist.
+ Flor., l. VI, p. 140._
+
+ [91] _Machiavelli Ist., l. VIII, p. 361. -- Jacopo Nardi Istor.
+ Fiorentina, l. I, p. II._ Fa osservare che a' suoi tempi questa
+ legge era tuttavia in vigore. _Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 142._ Il
+ signor Roscoe, dissimulando la precisa natura di quest'ingiustizia,
+ suppone che spetti ad un'epoca in cui Lorenzo, ancora giovinetto,
+ era lontano dalla patria; ed adduce per prova queste frasi d'una
+ lettera di Luigi Pulci a Lorenzo de' Medici, del 22 aprile 1465. «Ho
+ chiamata più volte felicissima questa tua partenza, acciò che tu non
+ abbi commesso peccato ad ajutare nella sua petizione nuovamente
+ affermata quello con che l'_amico di Val d'Arno_ del Corno, voleva
+ entrare nell'orto del Borromeo per le mura; ovvero con che egli pota
+ le pergole, quando non v'aggiugne d'appiè, col suo pennatuzzo.» Io
+ non intendo abbastanza queste facezie in gergo del volgo, ma non so
+ se il signor Roscoe le intendesse meglio di me. In ogni caso
+ quand'anche si supponga che qui si tratti di Giovanni Borromei, che
+ l'amico di Val d'Arno sia un Pazzi, perchè i Pazzi erano stati
+ signori di Val d'Arno, che queste muraglie di giardino da scalarsi,
+ questo pennato da tagliare le viti, abbiano un senso figurato, e non
+ facciano piuttosto allusione ad imprese pur troppo reali di giovani
+ di diciassett'anni, si tratterebbe pur sempre d'una intrapresa,
+ nella quale Lorenzo de' Medici sarebbe stato compagno dell'amico di
+ Val d'Arno, e sarebbe riuscito, per esempio come il suo matrimonio,
+ non già di un'intrapresa diretta a spogliare quest'amico, la di cui
+ petizione, egli dice, è stata confermata. Rendonsi necessarie più
+ fondate supposizioni per distruggere la testimonianza di due storici
+ quasi contemporanei, ed una legge lungo tempo esistente. Dobbiamo
+ metterci in guardia contro un partigiano che scrive per la propria
+ fazione, contro un adulatore di un principe che scrive per il suo
+ sovrano, ed ancora contro un cittadino, che cerca di dare risalto
+ alla gloria della sua patria: ma potevasi sospettare che a
+ trecent'anni ed a trecento leghe di lontananza, un esperto scrittore
+ impiegherebbe la più vasta erudizione per ingannare sè stesso e gli
+ altri intorno all'importanza, ai diritti ed alle virtù del suo
+ 'eroe? _Roscoe Life of Lorenzo, cap. IV. 182._ Merita poi
+ osservazione che un dotto italiano, monsignor Fabroni, non abbia in
+ tanti luoghi raddrizzati i giudizj del biografo inglese.
+
+Di tre figliuoli d'Andrea Pazzi, il solo che ancora vivesse era Jacopo,
+che non aveva avuto moglie. Nel 1469 era stato gonfaloniere di
+giustizia, ed il popolo l'aveva creato cavaliere, ma dopo quest'epoca
+Lorenzo de' Medici erasi adoperato per escludere i Pazzi dalla signoria,
+ad eccezione di Giovanni, cognato di sua sorella, che aveva seduto una
+sol volta tra i priori nel 1472[92]. Quest'esclusione era tanto più
+offensiva, che a quest'epoca eranvi nove uomini di questa famiglia in
+età d'esercitare le magistrature; che questi occupavano il primo rango
+tra i cittadini, e che tutte le elezioni dipendevano unicamente da
+Lorenzo de' Medici.
+
+ [92] Vedasi il Priorato. _Delizie degli Eruditi, t. XX, p. 140 e
+ seguenti._
+
+Francesco Pazzi, il maggiore de' cognati di Bianca de' Medici, non potè
+più oltre soffrire che un uomo prendesse il luogo della patria, che
+accordasse o ricusasse come un favore ciò che a tutti era dovuto, e che
+esigesse riconoscenza da coloro cui egli ne andava debitore, poichè si
+rendeva potente col loro credito e s'arricchiva col loro danaro. Egli
+andò a soggiornare in Roma, ove teneva uno de' principali suoi banchi di
+commercio; papa Sisto IV lo scelse per suo banchiere di preferenza ai
+Medici, e questo pontefice, come suo figlio Girolamo Riario, formarono
+bentosto con lui intime relazioni.
+
+Quanta era la gelosia che i cittadini fiorentini nudrivano contro la
+casa dei Medici, altrettanto era l'odio che covavano contro la medesima
+Sisto IV e Girolamo Riario, risguardandolo quale potente ostacolo ai
+loro progetti d'ingrandimento. Non aveva Sisto dimenticati gli ajuti
+dati a Niccolò Vitelli, signore di Città di Castello, nè la lega formata
+nel nord dell'Italia, nè le negoziazioni intavolate da Lorenzo per
+impedire che Girolamo Riario facesse l'acquisto d'Imola. Girolamo dal
+canto suo temeva che alla morte del papa i Medici non lo spogliassero
+facilmente d'una sovranità che sarebbe mancata d'appoggio; onde
+desiderava rendere a Firenze la sua libertà, per porsi in appresso sotto
+la protezione di questa repubblica. Francesco de' Pazzi, che
+familiarmente conversava con Sisto e col Riario, avvelenava il loro odio
+coll'unione del proprio, ed andava con loro cercando i mezzi di mettere
+fine ad un'usurpazione che ogni giorno acquistava maggior vigore[93].
+
+ [93] _Nic. Macchiavelli, l. VIII, p. 359._
+
+La passata storia della repubblica non permetteva di sperare alcuna
+buona riuscita dai tentativi degli emigrati, che anzi un'esterna
+aggressione, lungi dallo scuotere il governo, lo rendeva più stabile,
+dandogli cagione d'imprigionare o d'esiliare i suoi segreti nemici, e
+d'impiegare le forze dello stato con maggiore energia. Affatto inutile
+vedevasi pure lo sperimento di una riforma legale, perciocchè quando
+pure si fosse trovato fra tanta corruttela de' consiglj un uomo
+abbastanza coraggioso per riclamare a nome delle leggi il mantenimento
+della libertà, il suo attaccamento alla buona causa non avrebbe avuto
+altro risultamento che l'immediata sua ruina. I Medici più non erano
+sottomessi alle leggi, nè a verun tribunale, ed ogni ricorso contro di
+loro non avrebbe servito che ad indicar loro nuove vittime. Un subito
+sollevamento in città riusciva ugualmente impraticabile, perchè la
+vigilanza del governo avrebbe ai Pazzi impedito di adunare armati nella
+propria lor casa i cittadini del loro partito, o i contadini dei loro
+poderi. E quando ancora si fossero potuti celare ai Medici i primi
+movimenti di un ostile attruppamento, trovandosi essi padroni del
+palazzo, delle porte della città e di tutti i luoghi forti, ed essendo
+loro clienti tutti i giudici e tutti i magistrati, sarebbersi rovesciate
+addosso ai loro nemici tutte le forze militari dello stato e tutto
+l'imponente apparato della giustizia. Altra via perciò non restava a
+scegliersi che quella di una congiura; perciocchè si era ben sicuri,
+che, spenti i due Medici, i cittadini, che tremavano innanzi a loro, si
+affretterebbero di condannarne la memoria e di riconoscere come un atto
+della pubblica vendetta l'attentato de' loro uccisori. Il recente
+esempio della congiura di Milano, lungi dallo scoraggiare i cospiratori,
+poteva ispirar loro confidenza, perchè aveva dimostrato come fosse
+facile il privare di vita un tiranno; che se il popolo di Milano non si
+era dopo il fatto sollevato, poteva allegarsi che riconosceva Galeazzo
+Sforza, comunque odioso per i suoi mali portamenti, per suo legittimo
+sovrano, mentre i Medici non osavano essi medesimi di confessare
+apertamente che si credevano di un rango superiore a quello degli altri
+Fiorentini.
+
+Gli spiriti erano di già esacerbati da vicendevoli offese, ed i nemici
+dei Medici di già si disponevano a congiurare, quando recenti ingiurie
+loro procurarono alleati che non isperavano. Dall'una parte essendo
+morto Filippo de' Medici, arcivescovo di Pisa, Sisto IV gli sostituì
+Francesco Salviati, parente di un Jacopo Salviati, che i Medici avevano
+fatto dichiarare ribelle[94]. Essi ricusarono di riconoscere il nuovo
+prelato, e gli negarono il possesso del suo arcivescovado. D'altra parte
+Carlo di Montone, figliuolo di Braccio, uno de' ristauratori dell'arte
+militare in Italia, essendosi egli stesso guadagnata qualche riputazione
+nelle armi, volle tentare di ricuperare l'autorità che suo padre ebbe in
+Perugia. Terminata la sua condotta coi Veneziani, era passato a Firenze,
+dove aveva ragunate alcune compagnie d'uomini d'armi. Ma quando aveva
+saputo che i Fiorentini avevano rinnovata la loro alleanza con Perugia,
+aveva rinunciato alla sua intrapresa contro quella città, e rivolte le
+sue armi contro la repubblica di Siena, colla quale Firenze non era in
+guerra, ma che pure desiderava di vedere umiliata. Carlo di Montone,
+nella state del 1477, prese molti castelli ai Sienesi, dai quali
+riclamava il pagamento di un debito contratto verso suo padre; e perchè
+aveali trovati non apparecchiati a difendersi, erasi lusingato di
+sottomettere questa repubblica; ma i Fiorentini avevano bensì permesso
+di recare qualche danno ai loro vicini che non amavano, ma non volevano
+perciò che si accendesse una guerra ai loro confini: sforzarono quindi
+Montone ad abbandonare la sua intrapresa, ma la repubblica di Siena non
+lasciò per questo di conservare un profondo risentimento per essere
+uscita dagli stati fiorentini l'armata che aveva invaso il loro
+territorio[95]. Per vendicarsi strinse alleanza col papa e col re di
+Napoli[96], mentre dal canto suo Sisto IV adunò una piccola armata ai
+confini dello stato fiorentino, sotto colore di assediare il castello di
+Montone e di castigare in tal modo il capitano, che aveva di fresco
+turbata la tranquillità[97].
+
+ [94] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 359. -- Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 116. -- Conjurationis Pactianae Comm. Politiani, p. 6._
+
+ [95] _Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 114. -- Nic. Machiavelli, l. VII,
+ p. 346._
+
+ [96] _Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 782._
+
+ [97] _Nic. Machiavelli, l. VIII, p. 364. -- Jo. Mich. Bruti, l. VI,
+ p. 146._
+
+Frattanto tra Francesco de' Pazzi e Girolamo Riario si convenne di
+mandare ad esecuzione il progetto del cambiamento del governo di Firenze
+e dell'uccisione dei Medici; e ne diedero parte all'arcivescovo Salviati
+che sapevano irritato da fresche ingiurie, e che realmente abbracciò con
+ardore il mezzo che gli offrivano di vendicarsi. Francesco Pazzi venne
+poscia a Firenze per associare alla congiura suo zio Jacopo, il capo
+della famiglia; ma egli vi trovò più difficoltà che non aveva creduto.
+Giovan Battista di Montesecco, condottiere abbastanza riputato ai
+servigj del papa, e confidente di Girolamo Riario, venne pure spedito
+presso questo vecchio magistrato per persuaderlo. Il Montesecco era
+venuto in Toscana quale incaricato di una finta negoziazione con Lorenzo
+de' Medici, e prima di partire aveva avuto un'udienza dal papa, che
+offriva tutte le sue forze in appoggio della congiura[98]. Fu
+quest'adesione del papa alla trama, che finalmente strascinò Jacopo dei
+Pazzi; acconsentì in allora di stare a quanto per lui farebbe suo nipote
+in Roma. In fatti Francesco vi era tornato per maturare i suoi progetti
+di concerto col papa, col conte Riario e coll'ambasciatore di
+Ferdinando, che dal canto suo prometteva una possente cooperazione. Si
+convenne che sotto pretesto di attaccare Montone, si adunerebbe
+un'armata pontificia nello stato di Perugia; che Lorenzo Giustini di
+Città di Castello, il rivale di Niccolò Vitelli, farebbe leva di
+soldati, sotto colore di proseguire la sua lite; che Gian Francesco di
+Tolentino, uno de' condottieri del papa, passerebbe colla sua truppa in
+Romagna, e che Francesco de' Pazzi, l'arcivescovo Salviati e
+Giambattista di Montone tornerebbero a Firenze per accrescere il numero
+de' congiurati, e trovare l'istante di opprimere nello stesso tempo i
+due fratelli[99].
+
+ [98] _Machiavelli, l. VIII, p. 364. -- Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 146._
+
+ [99] _Machiavelli, l. VIII, p. 366._
+
+Tra coloro che si obbligarono ad assecondare il Pazzi ed il Salviati,
+contavasi Jacopo, figlio di quel Poggio Bracciolini, celebre scrittore,
+cui andiamo debitori di una storia fiorentina; e lo stesso Jacopo era
+autore di alcune erudite opere[100]. Vi si trovavano inoltre due Jacopi
+Salviati, fratello l'uno, l'altro cugino dell'arcivescovo; Bernardo
+Bandini e Napoleone Francesi, giovani audacissimi ed affatto ligi alla
+casa dei Pazzi; Antonio Maffei, prete di Volterra e notajo apostolico, e
+Stefano Bagnoni, altro prete che insegnava la lingua latina ad una
+figlia naturale di Jacopo Pazzi. Tutti i membri della famiglia di
+quest'ultimo non presero parte alla trama; Renato uno de' cinque
+fratelli, figlio di Pietro, ricusò con fermezza di entrarvi e ritirossi
+in campagna onde non essere confuso coi cospiratori[101].
+
+ [100] _W. Roscoe, Life of Lorenzo, c. V, p. 185. nota._
+
+ [101] _Machiavelli, l. VIII, p. 367. -- Politianus Conjur. Pactianae
+ Comment., p. 8-9._
+
+Il papa aveva mandato all'università di Pisa Raffaele Riario, nipote del
+conte Girolamo, giovanetto di soli diciott'anni, che il 10 dicembre del
+1477 fu creato cardinale. Il suo innalzamento a questa nuova dignità
+doveva essere festeggiato. Pensarono i congiurati che ciò appunto
+offrirebbe una facile occasione di unire nello stesso luogo Lorenzo e
+Giuliano de' Medici, onde ucciderli assieme; ed era necessario che i due
+fratelli fossero assaliti nello stesso tempo, altrimenti la morte
+dell'uno avrebbe avvisato l'altro di porsi in guardia. In conseguenza il
+papa scrisse al cardinale Riario di fare tutto quanto gli ordinerebbe
+l'arcivescovo di Pisa, e questi pochi giorni dopo fece venire il
+cardinale a Firenze. Jacopo de' Pazzi gli diede una festa nella sua
+villa di Montughi, lontana un miglio dalla città. Vi aveva invitati i
+due fratelli Medici, ma Giuliano non eravi andato. Non intervenne nè
+meno ad una festa data al cardinale da Lorenzo a Fiesole; all'ultimo si
+seppe che non troverebbesi pure a quella che Lorenzo destinava a Riario
+nella sua casa di città il 26 aprile del 1478. Allora solamente si
+determinò d'assalire lo stesso giorno i due fratelli nella cattedrale,
+dove il cardinale Riario dovea udire la messa, e dove i Medici mal
+potevano dispensarsi d'assistere con lui al divino servigio[102].
+
+ [102] _Machiavelli, l. VIII, p. 368. -- Scip. Ammirato, l. XXIV, p.
+ 117. -- Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 148._
+
+Francesco de' Pazzi e Bernardo Bandini s'incaricarono d'uccidere
+Giuliano. Risguardavasi la parte loro come la più difficile, perchè
+questo giovane, naturalmente timido, portava sempre una corazza sotto le
+vesti; era stata data la commissione di uccidere Lorenzo a Giovan
+Battista Montesecco. Il Montesecco ne aveva di buon grado assunto il
+carico, quando il fatto doveva aver luogo in tempo d'un banchetto, ma
+quando fu cambiato il luogo dell'esecuzione, e seppe che in chiesa ed in
+tempo della messa doveva uccidere un uomo cui era legato da relazioni di
+ospitalità, dichiarò di non sentirsi capace di aggiugnere al tradimento
+il sacrilegio. Gli scrupoli di questo militare furono cagione della
+cattiva riuscita della congiura; perchè più non trovavansi tra i
+congiurati che preti, che l'abitudine del vivere in chiesa rendesse
+indifferenti rispetto al luogo in cui si trovavano, e non fossero
+atterriti dall'idea del sacrilegio[103]. Fu dunque forza d'incaricare di
+ferire Lorenzo lo scrivano apostolico, Antonio di Volterra, e Stefano
+Bagnoni, parroco di Montemurlo. Il momento fissato fu quello in cui il
+prete, alzando l'ostia, le due vittime, stando a ginocchio, chinerebbero
+il capo, e non potrebbero vedere gli assassini. Le campane della messa
+dovevano far conoscere agli altri congiurati, incaricati d'attaccare il
+palazzo del pubblico, l'istante del sagrificio. L'arcivescovo Salviati
+co' suoi, e Giacomo, figlio di Poggio Bracciolini, dovevano rendersi
+padroni della signoria e forzarla ad approvare un assassinio di già
+eseguito[104].
+
+ [103] _Parumper Haesitatum est, cum obtruncando Laurentio miles
+ delectus, et multa emptus mercede, negaret sese in loco sacro caedem
+ ullam perpetraturum, deinde alio negotium suscipiente, qui
+ familiarior, ut pote sacerdos, et ob id minus sacrorum locorum
+ metuens. -- Ant. Galli de reb. Genuens., t. XXIII, p. 282._
+
+ [104] _Machiavelli, l. VIII, p. 369. -- Politiani Comment., p. 11._
+
+I congiurati stavano di già in chiesa, vi erano arrivati Lorenzo ed il
+cardinale, la folla riempiva la chiesa, il divino sagrificio era
+cominciato, ed ancora Giuliano non compariva. Francesco de' Pazzi e
+Bernardo Bandini andarono a cercarlo, e gli fecero sentire che la sua
+presenza era omai necessaria; nello stesso tempo, in atto motteggevole,
+passarono le loro braccia a traverso al suo corpo per verificare se
+aveva la corazza. Ma Giuliano, che soffriva d'un male di gamba, non
+aveva presa veruna armatura, ed aveva pure, contro il suo costume,
+lasciato il suo coltello da caccia, perchè gli batteva contro la gamba
+inferma. Intanto Giuliano, entrato in chiesa, s'accostò all'altare; due
+congiurati tenevansi vicini a lui; due altri presso di suo fratello, e
+la folla che li circondava, dava loro ragionevole pretesto di stringersi
+più presso ai Medici. Il prete alzò l'ostia, ed all'istante Bernardo
+Bandini ferì col suo pugnale Giuliano nel petto, il quale dopo aver
+fatto qualche passo cadde a terra. Francesco de' Pazzi gli fu addosso e
+lo percosse replicatamente con tanto furore, che nello stesso tempo ferì
+sè medesimo gravemente in una coscia. Nel medesimo istante i due preti
+attaccavano Lorenzo: Antonio da Volterra, appoggiando la mano sinistra
+sopra la di lui spalla, volle ferirlo nel collo; ma Lorenzo si distrigò
+rapidamente, ed avviluppatosi il mantello intorno al braccio sinistro
+per farsene scudo, sguainò la spada e si difese coll'ajuto de' suoi due
+scudieri, Andrea e Lorenzo Cavalcanti. L'ultimo fu ferito, e lo stesso
+Lorenzo lo era egli pure leggermente nel collo, quando i due preti si
+scoraggiarono e presero la fuga. Per lo contrario Bernardo Bandini,
+lasciando già morto Giuliano, corse verso Lorenzo, ed uccise Francesco
+Nori, che gli tagliava la strada. Lorenzo erasi ricoverato in sagristia
+co' suoi amici. Il Poliziano ne chiudeva le porte di bronzo, mentre
+Antonio Ridolfi succhiava la ferita del suo padrone e la medicava.
+
+Frattanto gli amici dei Medici dispersi nel tempio adunaronsi colle
+spade sguainate innanzi alla porta della sagristia, chiedendo che si
+aprisse e che Lorenzo si mettesse alla loro testa. Questi, temendo
+d'essere ingannato da queste grida, non ardiva aprire, finchè Sismondi
+della Stufa, giovane a lui affezionatissimo, salito per la scala
+dell'organo ad una finestra di dove poteva vedere l'interno della
+chiesa, osservò da un lato Giuliano, di cui Lorenzo ignorava la sorte,
+steso a terra intriso nel proprio sangue; dall'altro lato potè
+assicurarsi che coloro che chiedevano d'entrare erano i veri amici dei
+Medici. Allora si aprirono le porte, e Lorenzo si pose fra di loro per
+recarsi alla sua casa[105].
+
+ [105] _Conjur. Pactianae Comm., p. 13 e 14. -- Comment. di Ser
+ Filippo Nerli, l. IV, p. 54._
+
+I congiurati non avevano disposte altre forze in chiesa per isnidare le
+vittime dai loro asili, lo che probabilmente non sarebbe stata
+malagevole cosa; ma le avevano disposte tutte per impadronirsi del
+palazzo pubblico. Sapevano in fatti che la moltitudine non giudica che
+all'ingrosso, e che riconoscerebbe per depositarj della sovrana autorità
+i vincitori, qualunque si fossero, tostocchè li vedrebbe circondati
+dalle guardie della signoria e seduti sul tribunale. L'arcivescovo erasi
+portato al palazzo coi Salviati suoi parenti, con Jacopo Bracciolini e
+con una truppa di minori congiurati, quasi tutti Perugini. Lasciò in sul
+primo ingresso parte de' suoi satelliti con ordine di occupare la porta
+principale, tostocchè udirebbero del rumore: altri seco condusse fino
+all'appartamento occupato dai membri della signoria, loro ordinando di
+stare nascosti in cancelleria per non dare sospetto. Ma questi spinsero
+per di dentro la porta, che si trovò chiusa a molla in modo che più non
+poteva aprirsi senza chiave; onde questo corpo di congiurati, il più
+necessario a tutta l'azione, rimase nella impossibilità di prendervi
+parte.
+
+Frattanto l'arcivescovo Salviati era entrato presso il gonfaloniere, col
+pretesto di avergli a comunicare qualche cosa per parte del papa. Questo
+primo magistrato era in allora quello stesso Cesare Petrucci, ch'era
+stato poc'anzi sorpreso a Prato da Bernardo Nardi, ed era stato in
+pericolo di essere ucciso in quella congiura. Dopo questo avvenimento
+era diventato più diffidente d'ogni altro, ed inoltre osservò che
+l'arcivescovo, parlando, era talmente disturbato, che le parole che
+balbettava quasi non avevano senso. Il Salviati mutava spesso colore,
+volgevasi verso la porta, tossiva come volesse dare qualche segno, e non
+sapeva contenere la propria agitazione. Cesare Petrucci lanciossi egli
+stesso alla porta, e vi trovò Giacomo Bracciolini, cui, preso pei
+capelli, rovesciò a terra, e diede in guardia ai suoi sergenti. Chiamò
+nello stesso tempo i priori a difendersi, ed attraversando con loro la
+cucina del palazzo, prese uno spiedo, col quale si pose di guardia alla
+porta della torre, ove la signoria si ritirò. Intanto i sergenti
+chiusero le diverse porte de' corridoj del palazzo, ed attaccarono
+sparsamente i congiurati, la maggior parte de' quali eransi da sè chiusi
+in cancelleria. Tutti coloro che avevano seguito il Salviati nel piano
+superiore, furono bentosto arrestati, ed immediatamente uccisi o gittati
+a basso dalle finestre. Ma l'altra banda de' congiurati, rimasta
+all'ingresso principale, erasene resa padrona; e nel momento del
+tumulto, quando gli amici dei Medici accorsero in folla al palazzo per
+soccorrere la signoria, i congiurati difesero la porta e sostennero per
+qualche tempo una specie d'assedio[106].
+
+ [106] _Machiavelli, l. VIII, p. 373. -- Conjurat. Pactianae Comment.,
+ p. 15. -- Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 118. -- Diar. Parmense, t. XXII,
+ p. 278._
+
+Tra coloro che si erano incaricati dell'uccisione de' Medici, i due
+preti ch'eransi vilmente dati alla fuga, vennero inseguiti dagli amici
+dei Medici e fatti a pezzi. Bernardo Bandini, quando vide in salvo
+Lorenzo e ferito Francesco Pazzi e che il popolo dichiaravasi contro di
+lui, conobbe la sua fazione perdente, ed uscì subito di città e si pose
+in salvo. Francesco Pazzi, tornato a casa sua, si sentì talmente
+indebolito dal sangue che aveva perduto per la ferita fattasi da sè
+medesimo, che non poteva sostenersi a cavallo. Rinunciando adunque a
+correre la città per chiamare il popolo alla libertà, siccome aveva
+ideato di fare, pregò Giacomo Pazzi, suo zio, a fare le sue veci. Questi
+malgrado l'estrema sua vecchiaja si pose alla testa di un centinajo
+d'uomini raccolti in casa sua per tale motivo, e marciò verso la piazza
+del palazzo invitando i cittadini, cui presentavasi l'opportunità di
+tornare liberi, a prendere le armi; ma niuno lo raggiunse, mentre che i
+priori dall'alto del palazzo ch'essi occupavano gli lanciavano addosso
+delle pietre. Suo cognato Serristori, che scontrò solo sulla strada, gli
+rinfacciò il tumulto ch'egli cagionava in Firenze, e lo consigliò a
+ritirarsi. Giacomo de' Pazzi, non ricevendo soccorso da veruna banda, si
+volse colla sua truppa verso una porta della città, ed uscì, prendendo
+la via di Roma[107].
+
+ [107] _Machiavelli, l. VIII, p. 375. -- Jo. Mich. Bruti, l. VI, p.
+ 152._
+
+Lorenzo, ritiratosi nella propria casa, non aveva presa ancora veruna
+misura per fermare i cospiratori; aveva abbandonata la sua vendetta al
+popolo, la quale perciò non fu che più crudele. Il gonfaloniere, Cesare
+Petrucci, irritato pel corso pericolo, fece strozzare alle finestre del
+palazzo l'arcivescovo Salviati, il di lui fratello, il cugino e Jacopo
+Bracciolini. Perirono pure tutti coloro che lo avevano seguito, tranne
+un solo che si era nascosto sotto un mucchio di legni. Quando venne
+scoperto dopo quattro giorni si risguardò come bastantemente punito
+dalla sofferta fame e dalla paura. Intanto il popolo furibondo andava in
+traccia di tutti coloro che avevano mostrata qualche opposizione
+all'ambizione dei Medici, o qualche relazione d'amicizia coi congiurati.
+Tostocchè gli veniva denunciata qualche vittima era subito uccisa e
+strascinato il di lei cadavere per le strade[108]; le squarciate sue
+membra portavansi sulle lance ne' diversi quartieri della città; questa
+frenetica sete di vendetta non si poteva mai spegnere. Il giovane
+cardinale Riario, che nulla sapeva della cospirazione, erasi posto in
+salvo sull'altare, ove a stento era stato difeso dai preti. Francesco
+Pazzi, strappato fuori del letto, su cui dalla sua ferita era stato
+costretto a gettarsi, venne condotto al palazzo senza che gli si
+permettesse di vestirsi, e fu strozzato come l'arcivescovo ad una
+finestra. Lungo la strada tutti gli strappazzi del popolo non gli
+cavarono di bocca una sola parola; guardava con occhio immobile i suoi
+concittadini che tornavano in ischiavitù e sospirava[109]. Guglielmo de'
+Pazzi erasi rifugiato nella casa di Lorenzo, suo cognato, e fu salvato
+dalle preghiere di Bianca de' Medici sua sposa. Renato dei Pazzi,
+ch'erasi più giorni avanti ritirato in villa per non aver parte alcuna
+nella rivoluzione, volle per altro fuggire, quando seppe che la
+rivoluzione era scoppiata; ma conosciuto sotto il mentito abito di
+contadino, che aveva preso, venne arrestato e condotto a Firenze ove fu
+appiccato. Fu pure arrestato Giacomo dei Pazzi dai montanari nel
+passaggio degli Appennini; li supplicò di ucciderlo subito, e gli offrì
+perciò anche un premio, ma li trovò inflessibili e fu appiccato con suo
+nipote Renato. Era già il quarto giorno dopo la congiura, ed in tutto
+questo tempo il popolaccio erasi bagnato nel sangue. Più di settanta
+cittadini, colpevoli o sospetti d'aver avuto parte nella trama, erano
+stati sbranati e le loro membra strascinate per le strade[110]. Il corpo
+di Jacopo de' Pazzi fu più volte esposto a tanta indegnità; era stato
+prima messo nel sepolcro de' suoi antenati, ma perchè si pretese
+d'averlo udito bestemmiare nell'atto di morire, abitudine che aveva da
+lungo tempo contratta, si attribuirono le dirotte pioggie de'
+susseguenti giorni al trovarsi il cadavere di un bestemmiatore in
+terreno sacro. Venne disumato per essere seppellito lungo le mura; ma i
+fanciulli lo trassero ancora da questa seconda sepoltura per
+istrascinarlo molto tempo per le strade, avanti di gettarlo in Arno. A
+Giovan Battista di Montesecco fu troncato il capo dopo un lungo
+interrogatorio, nel quale diede notizia della parte che il papa aveva
+avuta nella cospirazione. Bernardo Bandino, senza fermarsi nella sua
+fuga, aveva cercato ricovero in Costantinopoli, ma colà Lorenzo de'
+Medici ebbe abbastanza influenza per farlo arrestare. Il sultano
+Maometto II lo consegnò, e Bandino, ricondotto in Firenze il 14 dicembre
+del susseguente anno, fu appiccato alle finestre del bargello il 29
+dicembre del 1479[111].
+
+ [108] _Comment. del Nerli, l. III, p. 55._
+
+ [109] _Machiavelli, l. VIII, p. 376._
+
+ [110] Assicura l'Allegretti, che ne' susseguenti giorni si fecero
+ ancora morire più di duecento persone. _Diarj Sanesi, p. 784._
+
+ [111] _Strinatus apud Adimarum, in notis ad Conjurat. Pactianae
+ Comment., p. 56. -- Ann. Bonon. Hieron. de Bursellis, t. XXIII, p.
+ 902._ Questo storico lo chiama Bernardo di Bandino Baroncelli. In
+ fatti Bandino è in Toscana nome di battesimo; pure tutti gli altri
+ prendono Bandini per nome di Famiglia.
+
+Gli storici fiorentini, che scrissero sotto i Medici, fecero de' Pazzi
+il più svantaggioso ritratto. Poliziano loro ascrive tutti i vizj, anche
+i più incompatibili: vengono generalmente accusati d'eccessivo orgoglio;
+Francesco lasciavasi accecare dalla collera, ed appunto in tale
+traviamento si ferì da sè stesso, credendo ferire il suo nemico. Era
+Jacopo dedito al giuoco, ed aveva l'abitudine di bestemmiare, per altro
+era uomo assai caritatevole; e consacrava parte delle sue entrate al
+soccorso de' poveri e ad arricchire le chiese. Per timore di avvolgere
+nella propria sventura coloro che avevano qualche credito verso di lui,
+aveva pagati tutti i suoi debiti la vigilia del giorno fissato
+all'esecuzione della congiura, ed aveva consegnate ai loro proprietarj
+tutte le mercanzie che teneva in dogana per altrui conto[112].
+
+ [112] _Machiavelli, l. VIII, p. 378._
+
+Sebbene i congiurati non avessero ottenuto l'intento loro, la posizione
+di Lorenzo de' Medici era sempre pericolosa assai. Le truppe, adunate
+nella valle del Tevere sotto Lorenzo Giustini, ed in Romagna sotto Gian
+Francesco di Tolentino, erano di già entrate nel territorio di Firenze;
+ma, avendo udito il disastro dei Pazzi, eransi ritirate senza lasciarsi
+raggiugnere dalle truppe della repubblica. Intanto il re Ferdinando
+mandava altre truppe, che di già avevano passato il Tronto, ed aveva
+renduta pubblica la sua alleanza col papa e colla repubblica di Siena.
+Questa lega aveva scelto per suo generale il duca d'Urbino, Federico di
+Montefeltro, ed aveva dichiarata la guerra, non già alla repubblica
+fiorentina, ma al solo Lorenzo de' Medici, che non volevasi confondere
+colla sua patria. Nello stesso tempo il papa intimava la scomunica alla
+repubblica fiorentina, se entro un mese, da incominciarsi col primo di
+giugno, giorno della pubblicazione della bolla, ella non consegnava ai
+tribunali ecclesiastici Lorenzo de' Medici, il gonfaloniere, i priori e
+gli otto della balìa con tutti i loro fautori, ond'essere puniti secondo
+l'enormità del loro delitto[113]. Consisteva questo delitto nell'avere
+portate le mani sopra un ecclesiastico. «Perchè i cittadini, dice il
+papa, erano tra di loro venuti a qualche dissensione civile e privata,
+questo Lorenzo coi priori di libertà ec..... avendo interamente scosso
+il timore di Dio, e trovandosi infiammati di furore, vessati da
+diabolica sugestione, e trasportati come cani da insensata rabbia,
+infierirono con tutta possibile ignominia contro persone ecclesiastiche.
+Oh dolore! oh inaudito delitto! portarono le violenti mani sopra un
+arcivescovo, e lo appiccarono pubblicamente alle finestre del loro
+palazzo[114].»
+
+ [113] _Bulla Sixti IV apud Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 10, p. 273._
+
+ [114] _Ivi, § 9, p. 272._
+
+Il papa non si difese intorno all'aver avuto parte nella congiura, e non
+cercò in alcuna bolla di smentire quest'accusa; per lo contrario i
+Fiorentini confessarono il loro torto d'avere fatto morire l'arcivescovo
+di Pisa ed i preti congiurati, che erano soggetti soltanto alla
+giurisdizione ecclesiastica; cercarono di calmare il papa
+assoggettandosi alle sue censure, e restituirono la libertà al cardinale
+Riario[115]. Tanta moderazione fu inutile; il dieci delle calende di
+luglio una seconda bolla fulminò contro di loro più gravi pene: proibì
+ai fedeli di avere comunicazione di veruna sorta con loro, ruppe le
+precedenti alleanze, vietò a tutti gli stati di contrarne di nuove, ed
+impedì ad ogni militare di mettersi al loro soldo[116].
+
+ [115] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [116] _Ann. Eccl 1478, § 12, p. 273, -- Diarium Parmense, p. 279._
+
+Intanto i Fiorentini si apparecchiavano a respingere colle armi
+l'attacco onde erano minacciati, ed il 13 di giugno crearono, secondo
+l'antica costumanza, i decemviri della guerra[117]. Spedirono nello
+stesso tempo a tutti i principi cristiani una relazione della congiura;
+chiesero col mezzo de' loro ambasciatori i soccorsi del duca di Milano e
+della repubblica di Venezia in forza della loro alleanza[118]: adunarono
+in Firenze un concilio provinciale di tutti i prelati toscani, loro
+domandarono una protesta contro la sentenza di Sisto IV, ed un appello
+della sua scomunica ad un concilio ecumenico[119]. Pubblicarono altresì
+l'autentica confessione del Montesecco, onde togliere qualunque dubbio
+rispetto alla parte che il papa aveva avuta nella cospirazione, e
+mandarono questo documento col loro appello all'imperatore, al re di
+Francia ed ai principi sovrani della Cristianità[120]. Finalmente per
+sottrarre Lorenzo dei Medici ad attentati simili a quello da cui era
+uscito salvo, la signoria accordò alla sua persona una guardia di dodici
+uomini[121]. I monarchi d'Europa potevano difficilmente apprezzare i
+motivi de' cittadini fiorentini per metter fine all'usurpazione della
+casa de' Medici. Essi di già risguardavano i due fratelli come legittimi
+sovrani, ed una congiura contro di loro sembrava un attentato contro la
+maestà dei troni. Altronde senza esaminare i diritti che potevano avere
+i congiurati, la condotta del papa, il quale si associava a costoro per
+soddisfare l'odio e la cupidigia di un nipote, che passava per suo
+figlio, loro sembrava sempre scandalosa. Quindi il re di Francia,
+l'imperatore Federico, i Veneziani, il duca di Milano e quello di
+Ferrara minacciarono Sisto IV di ritirarsi dalla sua ubbidienza, se
+proseguiva a turbare la Cristianità con un'ingiusta guerra. Lodovico XI
+richiamò le dispute intorno alla prammatica sanzione; volle trattenere
+le annate, dacchè i tesori ch'esse portavano a Roma venivano impiegati
+nel fare la guerra ai Cristiani, non a difenderli contro i Turchi. Citò
+inoltre Sisto IV ad un concilio che diede voce di volere adunare in
+Orleans, poi in Lione, ma che non ebbe mai luogo[122]. In ultimo mandò
+ambasciatore a Firenze il celebre storico Filippo di Comines, per dare
+maggiore importanza ai Medici con larga promessa di protezione[123].
+
+ [117] I dieci della guerra nominati in questa occasione furono
+ Lorenzo de' Medici, Tommaso Soderini, Luigi Guicciardini, Bongiani
+ Gianfigliazzi, Piero Minerbetti, Bernardo Buongirolami, Roberto
+ Lioni, Gedo Serristori, Antonio Dini e Niccolò Fedini. _Scip.
+ Ammirato, l. XXIV, p. 120._
+
+ [118] _Machiavelli, l. VIII, p. 385._
+
+ [119] Il signor Roscoe ha pubblicata questa protesta, che forse non
+ venne giammai formalmente sanzionata dal concilio toscano. _Appen.
+ N.º 27, p. 114-153._
+
+ [120] Fu pure pubblicata dal signor Roscoe, _N.º 28, p. 154-172_. M.
+ F. H. Egerton pubblicò in Parigi (il 25 marzo del 1814 in 4.º) una
+ lettera della signoria di Firenze a Sisto IV in data del 21 luglio
+ 1478. Questa lettera è nobile, soda ed elegantemente scritta.
+
+ [121] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 123._
+
+ [122] _Ann. Eccl. 1478, § 13, p. 274._
+
+ [123] _Mémoires de Phil. de Comines, l. VI, ch. V. -- Collect. Univ.
+ des Mémoires, t. XII, p. 40._
+
+I più saggi fra i cardinali vedevano con dolore compromessa l'autorità
+pontificia dall'inconsiderazione di un papa; ma credevano assai più
+importante di salvarla, che di costringere Sisto IV ad ascoltare i
+consiglj della prudenza e della giustizia. In una delle sue ultime
+lettere[124] il cardinale di Pavia scriveva al papa: «So che recasi
+presso di noi per parte del re di Francia un ambasciatore riputato assai
+nelle Gallie, la di cui commissione è oltremodo orgogliosa. È incaricato
+di sottrarre i Francesi all'ubbidienza della santa sede, e di appellare
+ad un concilio se non si revocano le censure pronunciate contro i
+Fiorentini, se coloro che hanno ucciso Giuliano, quegli ancora che
+approvarono questo assassinio, non vengono puniti; e per ultimo se non
+rinunciamo alla guerra da poco cominciata.... Frattanto che potremmo noi
+fare di più vergognoso, qual maggior piaga, qual morte più crudele
+potremmo noi arrecare all'autorità di Roma, che di rivocare la nostra
+sentenza, prima ancora che asciutto sia l'inchiostro con cui fu vergata.
+Il solo flagello accordatoci da Dio per la nostra conservazione ci
+caderebbe di mano, il bastone apostolico più non avrebbe forza di
+rompere i vasi inutili; la potenza secolare avrebbe in allora un rifugio
+contro le censure, e ciò che la debolezza nostra avesse una volta
+abbandonato, più ricuperarlo non potrebbe il nostro coraggio.»
+
+ [124] Il cardinale di Pavia morì l'11 settembre del 1479.
+
+Il cardinale propose in seguito al pontefice di acquistar tempo con
+evasive risposte, di promettere di ricevere i Fiorentini in grazia, ove
+manifestassero pentimento; ma di dichiarare di non lo poter fare che in
+un'assemblea di tutti i cardinali, la quale assemblea era impossibile
+durante la peste; di ritenere sotto lo stesso pretesto della peste gli
+ambasciatori francesi in luogo lontano dalla corte; per ultimo di
+seguire l'esempio dello stesso re di Francia, che talvolta aveva
+differita un anno intero la risposta ai legati di Roma. «Se il re,
+soggiugne egli, acconsente, com'è probabile, a questi indugi, voi avrete
+tempo di atterrare le armi de' vostri nemici, e Dio nella sua
+misericordia spesso ci concede inaspettati soccorsi: se il re non si
+acquieta, saranno a lui imputabili tutte le conseguenze della sua
+impazienza.... Allora vostra santità confidisi interamente in Dio;
+quegli che regna nei cieli è più grande di quegli che vive sulla terra.
+Il primo sostenne i suoi sacerdoti ne' più gravi travagli, non verrà
+loro meno ne' minori pericoli: altronde i nostri nemici combatterebbero
+per il peccato, noi contro il peccato; essi vorrebbero la nostra
+perdita, e noi altro non vogliamo che la loro salute e la loro vita: in
+così diversa situazione, e quando così giusta è la nostra causa, senza
+dubbio che noi dobbiamo tutta in Dio riporre la nostra speranza[125].»
+
+ [125] _Card. Papiensis Epist. 693, 16 julii 1478. -- Ann. Eccl. 1478,
+ § 16, p. 274._
+
+I consiglj del cardinale di Pavia vennero adottati. Sisto IV differì
+fino al 27 gennajo seguente ad accordare la prima udienza agli
+ambasciatori francesi; ed anche allora non diede loro un positivo
+riscontro; disse che avrebbe incaricato un suo legato di portare a
+Lodovico XI l'espressione de' suoi sentimenti; frattanto soggiunse che
+aveva con dispiacere veduto questo monarca prestar fede a Lorenzo ed a'
+suoi complici, piuttosto che a quegli che ha ricevuta la sua autorità da
+Dio medesimo, e che a lui solo deve renderne conto; poichè sta scritto
+nelle sacre carte: «L'orgoglioso, che non vuole ubbidire all'ordine del
+pontefice che rende un culto al suo Dio, deve morire per sentenza del
+giudice. Così tu toglierai il male dalla terra d'Israello; il popolo
+vedendolo rientrerà nel timore, e niuno più non si gonfierà di vano
+orgoglio[126].» Mentre il papa addormentava co' suoi indugi e con
+ambigue risposte la lega che pareva formarsi contro di lui, proseguiva
+vigorosamente la guerra intrapresa in Toscana.
+
+ [126] _Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 18, 19, p. 275. Ex Archiv. MS.
+ Vaticani._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVI.
+
+ _Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. -- Genova ricupera la sua libertà. -- Continuazione e
+ fine della guerra di Venezia contro i Turchi_.
+
+1478.
+
+
+La condotta d'una cospirazione richiede sempre un certo grado di
+dissimulazione, ed ancora di falsità; gli uomini contro i quali vengono
+diretti somiglianti attentati, lagnansi frequentemente con amarezza
+della perfidia di coloro ch'essi avevano risguardati come loro amici;
+essi scordano le loro proprie offese, perchè coloro che sonosene
+vendicati non ne mostrarono risentimento, e chiedono di essere attaccati
+a viso scoperto e con armi eguali, mentre ch'essi medesimi si chiudono
+nelle fortezze, si circondano di guardie, ed armano una intera
+popolazione per difendersi. Ma perchè il rimprovero di dissimulazione
+non faccia torto alla riputazione dei cospiratori conviene che un
+eminente pericolo, un pericolo personale li giustifichi. Coloro che
+scagliano i loro colpi da un luogo sicuro, che potendo combattere colle
+armi dei principi adoperano invece il pugnale degli assassini, meritano
+essi soli l'obbrobrio che deve ricadere sul tradimento. I Pazzi ed i
+Salviati possono parer grandi e degni di rispetto, quand'ancora
+addormentano i Medici con false carezze, e che stringendoseli al seno in
+segno di amicizia, cercano sotto i loro abiti se queste vittime portano
+la corazza[127]; ma Sisto IV che benedice le armi de' cospiratori, e
+Ferdinando di Napoli che fa avanzare le sue armate per assecondarli;
+questo sommo pontefice e questo monarca, che violano essi stessi la
+legislazione, sotto la protezione della quale vivono, non meritano
+maggiore stima di que' vili, che pagano mercenarj assassini per appagare
+le loro vendette. Qualunque volta è aperto l'adito alla pubblica
+vendetta, rimane interdetta la privata. I vindici de' privati sono i
+tribunali, il tribunale de' sovrani è la guerra. I tribunali sono
+impotenti per difendere l'onore, infedeli quando converrebbe di
+difendere la libertà; fu perciò dall'opinione renduta ai cittadini la
+spada per difendere l'onore ne' duelli, e per ricuperare la libertà
+nelle legittime congiure[128]. I duelli, non altrimenti che le congiure,
+sono dall'onore vietati ai sovrani, che hanno un altro giudice
+nell'esperimento delle armi pubbliche.
+
+ [127] Cioè risguardati come cittadini di una patria libera, che
+ credono caduta sotto la tirannide di un privato, e che sperano di
+ ritornare nel primo suo stato colla morte dell'ingiusto oppressore.
+ Ma altri meno nobili motivi si erano ne' Pazzi associati a quelli di
+ amor di patria, ed il loro attentato, ed i mezzi tutti posti in
+ pratica per giugnere al loro fine, perdono quell'illusione che
+ accompagna il disinteressato amor di patria. _N. d. T._
+
+ [128] La cospirazione per essere legittima deve eseguirsi dalla
+ maggiorità della nazione, o dai suoi rappresentanti, contro
+ l'usurpatore del legittimo governo. Rispetto al duello possono
+ consultarsi i pubblicisti che hanno parlato _ex professo_. _N. d.
+ T._
+
+Forse Sisto IV nudriva grandi pensieri e vasti progetti per
+l'indipendenza d'Italia; senza apprezzarne la libertà, conosceva la
+potenza delle repubbliche; voleva assicurare alla penisola tutti i mezzi
+di respingere gli attacchi degli stranieri e de' barbari, riunendo la
+Lombardia alla Toscana sotto l'egida di governi renduti forti dalla
+confidenza e dall'amore dei popoli. Il piano che la sua mente aveva
+concepito, e che noi vedremo svilupparsi, era degno di un uomo di genio,
+e di un vero amico del suo paese; ma il carattere di questo papa
+corrompeva il suo spirito, e frammischiava la falsità e la perfidia a'
+suoi vasti concepimenti. Incapace di distinguere la virtù dal delitto,
+gli erano indifferenti tutti i mezzi d'esecuzione, ed egli disonorava i
+suoi progetti cogli strumenti che sceglieva per eseguirli. E per tal
+modo quando ancora si armava a favore della libertà, rendevasi odioso
+agli stessi repubblicani, facendo uso del potere della Chiesa,
+scandalizzava i cattolici e progettando l'indipendenza dell'Italia, era
+il primo ad esporla alle invasioni dello straniero.
+
+Sisto IV e Ferdinando eransi apparecchiati alla guerra, avanti che i
+Pazzi avessero scagliati i primi colpi contro i Medici. Per lo contrario
+i Fiorentini non avevano ancora un'armata, nè potevano formarla in
+sull'istante. Si andavano per loro assoldando in Lombardia tutti i
+capitani che cercavano di servire; ed avevano di già riuniti sotto i
+loro stendardi Niccolò Orsini, conte di Pitigliano, Corrado Orsini,
+Rodolfo Gonzaga, fratello del marchese di Mantova, i due suoi figliuoli
+ed altri capitani. Rispetto ai piccoli principi di Romagna, che tutti
+facevano il mestiere di _condottieri_, i Fiorentini erano stati
+prevenuti da Sisto IV, il quale aveva assoldati Federico, duca di
+Urbino, Roberto Malatesta, signore di Rimini, e Costanzo Sforza, signore
+di Pesaro. L'armata pontificia, renduta in tal modo assai numerosa,
+entrò con quella del duca di Calabria nelle terre della repubblica, nel
+mese di luglio[129]. I Fiorentini, non potendo tenere la campagna,
+distribuirono i loro soldati nelle terre murate poste ai confini dello
+stato di Siena e del ducato d'Urbino. Formarono inoltre un campo al
+Poggio Imperiale; ma era composto di altrettante truppe indipendenti
+quanti erano i condottieri che le comandavano; niuno voleva riconoscere
+l'autorità di un altro; disprezzati erano gli ordini de' commissari
+nominati dalla repubblica; ogni capitano riputavasi per lo meno eguale
+ai cittadini che sedevano nel consiglio, ed avrebbe creduto di far torto
+al proprio onore, ubbidendo agli ordini di un uomo, che i natali e la
+carica non facevano soprastare agli altri.
+
+ [129] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 121._
+
+Per ristabilire la subordinazione, i Fiorentini offrirono il comando
+dell'armata ad Ercole, duca di Ferrara, colla paga di sessanta mila
+fiorini in tempo di guerra e di quaranta mila in tempo di pace. Essi non
+vollero abbadare ai consiglj della repubblica di Venezia, che loro
+ricordava, che Ercole, avendo sposata una figlia di Ferdinando,
+combatterebbe con poco vigore contro il duca di Calabria suo
+cognato[130]. Lo stesso Ercole si mostrò lungo tempo indeciso, e
+soltanto il 30 agosto segnò il trattato coi commissarj fiorentini[131].
+
+ [130] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1209._
+
+ [131] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126._
+
+Intanto erano in luglio cominciate le ostilità: i duchi d'Urbino e di
+Calabria avevano guastato con estrema crudeltà il territorio fiorentino
+da loro occupato, avevano successivamente assediato Rencina, la
+Castellina, ragguardevole fortezza lontana otto miglia da Siena, e
+Radda. Sebbene si difendessero valorosamente, questi tre castelli
+dovettero capitolare a condizione di aprire le porte ai nemici, se non
+venivano soccorsi avanti un determinato tempo; l'armata fiorentina,
+informata di tale capitolazione, non aveva osato arrischiare una
+battaglia per liberarli[132]. In appresso i nemici avevano preso
+Mortajo, assediavano Brolio e minacciavano Cacchiano, quando finalmente,
+l'otto settembre, giunse a Firenze il duca di Ferrara. Il dodici andò a
+visitare il campo; ma frattanto Brolio s'arrese quasi sotto i suoi occhi
+ai nemici, i quali, in onta alla capitolazione che avevano segnata,
+saccheggiavano e bruciavano questo castello, come avevano poco prima
+saccheggiato e bruciato quello di Radda[133].
+
+ [132] _Diario Sanese di Allegretto Allegretti, p. 785. -- Orlando
+ Malavolti Storia di Siena, p. III, l. III, f. 73._
+
+ [133] _Scipione Ammirato, l. XXIV, p. 127._
+
+Fino alla venuta del duca di Ferrara i Fiorentini avevano potuto dolersi
+di non avere un capo; ma non tardarono a pentirsi di averne scelto uno
+che mancava di talenti o di risolutezza, se pure non era segretamente
+d'accordo coi loro nemici. Erasi aspettato per dargli il bastone del
+comando l'istante fissato dagli astrologi, i quali lo avevano
+dilazionato fino al 27 di settembre, a dieci ore e mezzo, ossia alle
+sedici ore italiane. Aspettando che giugnesse il favorevole istante,
+Ercole aveva lasciato prendere Cacchiano in sua presenza, e lasciava
+assediare in Val di Chiana Monte Sansovino, una delle più importanti
+piazze poste ai confini, poichè signoreggiava l'ingresso del piano
+d'Arezzo e di Cortona, di Val d'Ambra e di Val d'Arno[134].
+
+ [134] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 128._
+
+Il duca di Ferrara ora aveva che dire coi commissarj fiorentini, ora coi
+proprj ufficiali; mai non trovava luogo abbastanza sicuro per
+accamparsi, ricusava di avvicinarsi ai nemici, ed invece affrettavasi di
+fare con loro un armistizio a svantaggiosissime condizioni,
+acconsentendo che, durante l'armistizio, il duca d'Urbino continuasse
+l'assedio di Sansovino. Avendo quest'armistizio cessato alla fine
+d'ottobre, il duca di Ferrara propose di porre Sansovino nelle mani d'un
+terzo, per dar tempo di cominciare altre negoziazioni; suggerì pure
+altri espedienti che tutta disvelavano la debolezza del suo carattere, o
+la sua mala fede, e ricusò costantemente di venire a battaglia per
+liberare gli assediati, sebbene le sue forze fossero press'a poco eguali
+a quelle dei nemici, avendo con lui sette mila uomini di cavalleria e
+sei mila pedoni, mentre il duca d'Urbino aveva mille cavalli di più e
+due mila pedoni di meno[135]. Finalmente Sansovino s'arrese l'otto di
+novembre quasi in sugli occhi del duca di Ferrara; ed i nemici avendo
+presi i quartieri d'inverno tra Fojano, Lucignano ed Asinalunga in sui
+confini dello stato di Siena, il duca terminò dal canto suo questa
+vergognosa campagna, alloggiando le sue truppe tra Olmo e
+Pulicciano[136].
+
+ [135] Si cominciava a que' tempi a contare la cavalleria per
+ isquadroni, o _squadre_, per lo più di 75 uomini. Il duca d'Urbino
+ ne aveva 109, ed i Fiorentini 94. _Diarium Parmense, p. 289._
+
+ [136] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. -- Allegretto Allegretti
+ Diari Sanesi, t. XXIII, p. 784._
+
+Non si può non essere maravigliati vedendo che Lorenzo de' Medici non
+presentossi mai nel campo fiorentino durante una guerra che la sua
+patria sosteneva per suo riguardo. Aveva permesso che l'armata fosse
+prima esposta agli inconvenienti dell'insubordinazione avanti la venuta
+del duca di Ferrara, poi della diffidenza e forse del tradimento dopo la
+di lui venuta, senza tentare di stabilirvi l'ordine, o di affrettarne le
+operazioni. Il governo e forse lo stesso Lorenzo non avevano troppa
+fiducia nei suoi talenti militari; ma i commissarj che la repubblica
+mandava all'armata non erano probabilmente più di lui bellicosi. Quando
+fu portato a Firenze il manifesto di Sisto IV e di Ferdinando, Lorenzo,
+vedendosi indicato come il solo nemico di questi due sovrani, aveva
+convocato un consiglio de' _richiesti_, cui erano stati invitati
+trecento cittadini. Aveva loro dichiarato di essere apparecchiato ad
+andare in esilio, in prigione, ed ancora alla morte, se la sua patria
+credeva doverlo sagrificare per sottrarsi all'attacco de' suoi nemici.
+Ma in pari tempo aveva fatto loro sentire che la loro prudenza e la loro
+perseveranza bastavano sole per resistere al turbine e giugnere al
+termine de' mali ond'erano minacciati. I Fiorentini, chiamati a questo
+consiglio, corrisposero a così generosa interpellazione, giurando di
+consacrare le sostanze loro e la vita in difesa di Lorenzo de'
+Medici[137].
+
+ [137] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 122. -- Nicc. Machiavelli Istor.,
+ l. VIII, p. 380._
+
+Mentre i decemviri della guerra facevano nuove leve di soldati,
+raccoglievano munizioni, e rimontavano il materiale dell'armata, la
+repubblica mandava i suoi più esperti negoziatori alle potenze da cui
+poteva sperare soccorsi. Donato Acciajuoli, uno de' più riputati
+letterati del secolo, era stato incaricato dell'ambasceria di Francia;
+ma infermò e morì a Milano prima d'aver potuto giugnere alla corte di
+Francia, e gli fu dato per successore Guid'Antonio Vespucci[138]. Ma
+tutti gli attestati d'amicizia che Lodovico XI aveva dati alla
+repubblica fiorentina non dovevano avere alcun utile risultato. Questo
+monarca, vecchio ed infermo, temeva sempre che l'Europa si accorgesse
+del suo decadimento, e vi ravvisasse un pronostico dell'imminente suo
+fine; quindi cercava di occuparla con negoziazioni, di sorprenderla
+colle minacce, di mantener viva l'opinione della sua costante attività;
+e frattanto tenevasi lontano dall'entrare in intraprese che non avrebbe
+avuta la forza di condurre a fine[139]. I Sienesi, invano accarezzati
+dai Fiorentini, eransi scopertamente dichiarati pei loro nemici. I
+Lucchesi, sempre gelosi de' potenti loro vicini, erano egualmente
+disposti a dichiararsi contro Firenze, e Pietro Capponi, figliuolo di
+Neri, mandato per ambasciatore a Lucca, potè a stento mantenerli
+neutrali con concessioni d'ogni genere[140]. Giovanni Bentivoglio, che
+in Bologna occupava press'a poco lo stesso rango che il Medici a
+Firenze, restavasi inattivo, sebbene fosse alleato di Lorenzo. Nè di lui
+più attivo era Manfredi, signore di Faenza. Di ciò n'erano forse cagione
+i Veneziani, i quali per non accendere una guerra in Romagna eransi
+formalmente opposti al progetto di questi due signori di attaccare il
+principato d'Imola posseduto da Girolamo Riario.
+
+ [138] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126. -- Jo. Mich. Bruti Hist.
+ Florent., l. VII, p. 167._
+
+ [139] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VI, c. VII, p. 53._
+
+ [140] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. -- Nicc. Machiavelli, l.
+ VIII, p. 392._
+
+Tutta la speranza del Medici e dei Fiorentini stava adunque riposta
+nell'alleanza coi due stati di Milano e di Venezia: ma i Veneziani,
+pretestando la dichiarazione degli alleati di fare la guerra a Lorenzo
+de' Medici, non alla repubblica fiorentina, protestarono di non essere
+tenuti alla difesa di particolari cittadini nelle private loro liti.
+Altronde si trovavano tuttavia impegnati in una disastrosa guerra coi
+Turchi, ed in quest'anno medesimo avevano tremato per una formidabile
+invasione. La reggenza di Milano assecondava di buona fede il governo
+fiorentino, ma il re di Napoli per privarlo di così potente ausiliario
+aveva trovato il modo d'occupare la duchessa Bona più seriamente ne'
+proprj stati.
+
+Ferdinando si fece da principio a trattare con Prospero Adorno, che
+continuava a governare Genova a nome del duca di Milano, ma che nel
+precedente anno si era mostrato quasi non meno diffidente de' suoi
+ausiliarj milanesi che de' proprj nemici. Ferdinando gli offriva
+d'ajutarlo a ristabilire i Genovesi nell'antica loro dipendenza, e gli
+mandava per quest'oggetto due galere con grosse somme di danaro. La
+duchessa Bona, avuto subito avviso di questa pratica, incaricò il
+vescovo di Como di andare a prendere le redini del governo di Genova.
+Questi si portò in quella città senza accompagnamento e travestito; ed
+avendo adunato il senato in san Siro, gli comunicò le lettere del
+principe, che richiamavano Prospero, e lo nominavano in sua vece
+governatore[141]; ma non si attentò di fare la stessa dichiarazione nel
+palazzo pubblico, nè di chiedere l'investitura prima d'avere adunati
+alcuni soldati. Prospero Adorno approfittò di quest'indugio, chiamò i
+suoi partigiani, tutti quegli ancora che nelle precedenti fazioni si
+erano mostrati affezionati alla libertà di Genova; fece da costoro
+nominare sei capitani del popolo, scelti tra i borghesi e gli artigiani
+e, cambiato il titolo di governatore in quello di doge, proclamò
+l'indipendenza della sua patria[142].
+
+ [141] _Anton. Galli de Reb. Gen., p. 284. -- Diar. Parm., t. XXII, p.
+ 281. -- Uberti Folietæ Gen. Hist., l. XI, p. 642. -- P. Bizarri Hist.
+ Gen., l. XV, p. 346. -- Agost. Giustiniani, l. V, f. 237._
+
+ [142] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 285. -- Uberti Folietæ, l. XI, p.
+ 643._
+
+Ma l'armata dei Milanesi non occupava soltanto le fortezze, si era
+inoltre trincerata nelle isole delle case più vicine, di modo che ebbe
+luogo ogni giorno nelle strade qualche scaramuccia. Le famiglie nobili
+parevano tutte favorevoli al dominio dei duchi di Milano; ed i Doria e
+gli Spinola si erano anzi chiusi nelle fortezze, per correre la medesima
+sorte della guarnigione. Cadauno di que' magnifici palazzi, che fin
+d'allora avevano a Genova meritato il titolo di superba, era attaccato e
+difeso coll'artiglieria. Prospero Adorno invitò Roberto di Sanseverino,
+di que' tempi rifugiato in Asti, a venire a mettersi alla testa dei
+Genovesi, e Roberto avidamente colse l'occasione di combattere la
+reggenza di Milano cui erasi a stento sottratto. Dal canto suo Luigi
+Fregoso, che due volte era stato doge di Genova, condusse nel porto
+della sua patria sette galere napolitane con un piccolo numero di
+soldati[143].
+
+ [143] _Ant. Galli de Reb. Gen., p. 286. -- Uberti Folietæ Gen. Hist.,
+ l. XI, p. 644. -- Ann. Placent. Ant. de Ripalta, t. XX, p. 956. -- P.
+ Bizarri Hist. Gen., l. XV, p. 348. -- Agost. Giustiniani, l. V, f.
+ 238._
+
+Sentiva la reggenza di Milano di quanta importanza fosse la difesa di
+Genova, prima che le sue fortezze fossero prese dal popolo; e perchè i
+cavalli non potevano essere di grande utilità nelle montagne della
+Liguria, aveva adunata un'armata di otto mila pedoni armati di corazze
+come gli uomini d'armi, sei mila d'infanteria leggiere e soltanto due
+mila cavalieri[144]. Ma la reggenza ne diede incautamente il comando a
+Sforzino, figliuolo naturale di Francesco I, il quale non aveva nè le
+virtù, nè i talenti di suo padre. Gli furono dati per consiglieri Pietro
+Francesco Visconti e Pietro del Verme: erano uomini di sperimentato
+merito negli affari civili, e si suppose che sarebbero egualmente capaci
+di condurre le armate[145].
+
+ [144] _Uberti Folietæ, l. XI, p. 644._ -- Il giornale anonimo di
+ Parma fa montare l'armata a 20,000 uomini, _t. XXII Rer. Ital., p.
+ 282_; ed altri a 28,000.
+
+ [145] _Ant. Galli de Reb. Cen., p. 290._
+
+Per lo contrario Roberto da Sanseverino era uomo turbolento e fazioso
+nei consiglj, ma eccellente soldato. Lasciando dietro a sè le due
+cittadelle occupate dalla guarnigione milanese, portò le sue linee di
+difesa nelle più anguste gole degli Appennini, alla distanza di sette
+miglia dalla città, in vicinanza delle fortezze, chiamate i _due
+gemelli_. V'innalzò subito trinceramenti renduti dalla posizione assai
+importanti; e la sua poco numerosa armata, e la milizia genovese
+formavano tutta la di lui forza. Per essere più sicuro di riunirla, fece
+leggere innanzi al popolo da un frate domenicano una lettera, che diceva
+d'avere intercettata, colla quale la duchessa di Milano avvisava il
+vescovo di Como dell'imminente arrivo dell'armata che veniva a
+liberarlo. Promettevasi in questa lettera alla guarnigione, in premio
+della sua costanza, il sacco di Genova per tre giorni, poichè era giunto
+il tempo di domare questa inquieta città, che la sola povertà poteva
+ridurre ad una passiva ubbidienza[146]. In fatti, dopo la lettura di
+questa supposta scrittura, quanti eranvi uomini in Genova capaci di
+portare le armi, tutti corsero a porsi sotto le bandiere di Roberto di
+Sanseverino. Ebbe l'avvedutezza di disporli in battaglioni subordinati a
+sperimentati ufficiali, ed in conseguenza della sua savia organizzazione
+questa milizia valeva quasi quanto la truppa assoldata. Si assicurò del
+vantaggio del terreno non solo di fronte, ma ancora in sui fianchi dei
+Milanesi, ed aspettò di essere attaccato.
+
+ [146] _Ant. Galli, l. I, p. 289. -- Ubertus Folieta, l. XI, p. 645._
+
+La battaglia cominciò la mattina del 7 agosto 1478 e si continuò più di
+7 ore con estremo accanimento. Furono successivamente condotte
+all'attacco delle linee genovesi tre divisioni, e furono sempre
+respinte. I Milanesi, avendo avuti seicento uomini uccisi, e moltissimi
+feriti, dovettero in ultimo pensare alla ritirata; ma incautamente si
+erano avanzati entro un'angusta valle, da cui non potevano uscirne che
+per mezzo d'una vittoria. Il Sanseverino non acconsentì che fossero
+immediatamente inseguiti in quegli angusti passi delle montagne per cui
+dovevano ripassare. Temette che fossero ancora in tempo a voltare la
+fronte, e che le milizie, che si staccavano per inseguirli, si
+disordinassero. Ma quando i Milanesi si videro in mezzo a quelle
+pericolose, gole, sentirono essi medesimi con quanta facilità potevano
+essere disfatti, e questo timore bastò a disordinarli; ognuno voleva
+passar oltre per giugnere prima del compagno in luogo più aperto;
+gettarono le armi per essere più agili, e l'armata, che aveva fin allora
+combattuto valorosamente, altro più non sembrò che una timida mandra che
+fuggiva. Allora i Genovesi attaccarono i Milanesi alle spalle senza
+trovare resistenza, e gli alpigiani gli oppressero dall'alto delle
+giogaje, facendo rotolare sopra di loro grossi sassi. Gli assalitori
+erano principalmente attenti a fare de' prigionieri per venderli come
+forzati ai capitani delle galere di Napoli, che in quell'istante erano
+entrate in porto[147]. Pure limitato era il numero di coloro che
+potevano impiegarsi in quest'ufficio, mentre quasi tutta l'armata
+milanese fu costretta ad arrendersi, prima d'avere ripassata la catena
+delle montagne. I contadini, non trovando allora più vantaggio nel fare
+prigionieri, si accontentavano di spogliarli non solo delle armi, ma
+ancora degli abiti e delle camicie, onde si videro tornare in Lombardia
+molte migliaja di soldati, che non avevano altre vesti che una cintura
+di frasche[148]. La reggenza di Milano, perduta ogni speranza di riavere
+Genova, cercò almeno di eccitare una nuova guerra civile, risvegliando
+partiti che omai parevano spenti. Ella rendette ad un tempo la libertà
+ad Ibletto dei Fieschi, e persuase la fazione dei nobili a richiamare a
+Genova Battista Fregoso, figlio del doge Pietro. I Milanesi, assediati
+nelle due fortezze, più non isperando soccorso, la consegnarono a questo
+Battista Fregoso. Alcuni colpi di cannone avendo annunciato ai suoi
+partigiani ch'egli ne aveva preso il possesso, questi pigliarono le armi
+in tutta la città ed attaccarono con accanimento la porta di san
+Tommaso. Pareva che il partito di Prospero Adorno fosse il più
+avvantaggiato, quando Ibletto dei Fieschi, che con tutti i suoi clienti
+erasi posto dalla banda del doge, acconsentì alle proposizioni fattegli
+per parte di Battista Fregoso. Si fece pagare sei mila fiorini per
+abbandonare la causa degli Adorni, e per lo stesso prezzo trasse
+nell'opposto partito il luogotenente del re di Napoli. Nulla montava a
+Ferdinando che un Fregoso, o un Adorno fosse il doge di Genova, purchè
+la città più non ubbidisse al duca di Milano. Prospero, che aveva
+abusato della sua vittoria condannando a pena capitale, come ribelli,
+alcuni suoi nemici, si trovò improvvisamente abbandonato dalla maggior
+parte de' suoi seguaci, e costretto ad uscire di città il 26 novembre
+del 1478, e ad imbarcarsi sopra una galera di Napoli. Pochi giorni dopo
+Battista Fregoso, di già possessore di tutte le fortezze, venne
+proclamato doge e riconosciuto da tutti i partiti[149].
+
+ [147] _Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 646. -- P. Bizarri Hist.
+ Genuens., l. XV, p. 350. -- Agost. Giustiniani, l. V, f. 238._
+
+ [148] _Ant. Galli de reb. Gen., p. 291-292. -- Diar. Parm., t. XXII,
+ p. 284._
+
+ [149] _Ant. Galli de reb. Gen., l. II, p. 296-300._ Qui termina
+ questo breve libro, scritto con calore, con eleganza e con amore
+ grandissimo di libertà. _Diarium Parm., t. XXII, p. 287 e 290. -- Ub.
+ Folietae, l. XI, p. 647-648. -- Ann. Placent., t. XX, p. 977. -- P.
+ Bizarri, l. XV, p. 353. -- Agost. Giustin., l. V, f. 240._
+
+Quando la reggente di Milano avea mandata la sua armata nelle montagne
+di Genova, aveva ordinato a Sforzino, che la comandava, di concentrarsi
+tosto che avesse sottomessi i ribelli Genovesi e di secondare a tutto
+suo potere Lorenzo dei Medici. La disfatta di quest'armata distrusse le
+speranze di Lorenzo, e la rivoluzione di Genova lo minacciava ancora di
+un'altra sventura. I mercanti fiorentini, affidati all'alleanza del duca
+di Milano, signore di Genova, avevano fatto di questa città un grande
+emporeo del loro commercio marittimo. Quattro galere, caricate per loro
+conto, il di cui valore ammontava a più di trecento mila fiorini,
+dovevano entrare in quel porto entro pochi giorni. Se venivano prese e
+confiscate dal nuovo governatore, alleato di Ferdinando, così grossa
+perdita avrebbe scoraggiati i Fiorentini e privatili dei mezzi di
+continuare la guerra. Perciò Lorenzo si trovò costretto ad accarezzare i
+Genovesi, anche a risico di disgustare il duca di Milano. La signoria di
+Firenze felicitò Battista Fregoso intorno alla sua elezione, e gli offrì
+la sua amicizia, scusandosi in pari tempo presso la duchessa Bona di
+questi forzati riguardi verso i suoi nemici[150].
+
+ [150] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130._
+
+Le negoziazioni di Lorenzo de' Medici con Venezia acquistavano tanto
+maggiore importanza in quanto che minori erano i sussidj che gli
+offrivano gli altri alleati. Questa repubblica diventava l'unica
+speranza, l'unico appoggio de' Fiorentini. Ma durante tutto il primo
+anno della guerra, Venezia era stata battuta da tali calamità, che non
+le fu possibile di soccorrere i Medici. La prima e la più grande, comune
+a Venezia ed a Firenze, fu la peste, che pare essere stata prodotta in
+Italia da un'invasione di locuste. In giugno del 1478 un'armata di
+questi formidabili insetti coprì trenta miglia di lunghezza e quattro di
+larghezza ne' territorj di Mantova e di Brescia. Il marchese Lodovico di
+Mantova impiegò migliaja di persone ad ammazzarli, ma non prese la
+precauzione di farli subito sotterrare; e la contagione si manifestò
+bentosto, quale conseguenza della loro decomposizione[151]. L'epidemia
+si comunicò alla Toscana, guastò Firenze ed il suo territorio, e privò
+la repubblica di molti de' suoi più illustri ufficiali; aveva fatto pure
+abbandonare senza difesa alcune terre murate, e rapiti in un mese alle
+due armate più di due mila soldati[152]. A Venezia si era la peste
+manifestata con tanta violenza che più non potevasi adunare il consiglio
+dei Pregadi, essendosi rifugiati in campagna tutti i nobili che lo
+formavano. In questo sempre imminente pericolo d'una atroce morte tutti
+i calcoli di una lontana politica rimanevano senza interesse; onde i
+Veneziani, lungi dal poter somministrare ai Fiorentini que' soccorsi
+d'uomini e di danaro, che dovevano in forza de' trattati, non poterono
+che dopo lunghissimi indugi adunare il senato, per dare i loro ordini
+agli ambasciatori che mandavano a Roma. Furono questi incaricati di
+rappresentare al papa che metteva in pericolo la Cristianità colla
+guerra che eccitava in Italia, che in certo modo era lo stesso che far
+causa comune col gran Turco, dal quale dovevasi ad ogni istante temere
+un'invasione; che se il papa non desisteva da tale condotta, la signoria
+di Venezia, d'accordo coll'imperatore e col re di Francia, gli
+ritirerebbe la sua ubbidienza, e si appellerebbe de' suoi ingiusti
+decreti ad un futuro concilio[153].
+
+ [151] _Diar. Parmense, t. XXII, p. 280._
+
+ [152] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 125. -- Diarium Parm., p. 289._
+
+ [153] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1158._
+
+L'accusa promossa contro il papa di secondare i progetti di Maometto II
+era pur troppo fondata. Giammai gli avanzamenti de' Turchi avevano posta
+l'Italia in maggiore pericolo; la stessa esistenza di Venezia trovavasi
+compromessa, e la più leggiera diversione delle sue forze poteva farla
+soggiacere agli attacchi della Cristianità.
+
+I Veneziani, spossati da così lunghi sforzi, avevano fino dal 1475 fatto
+fare a Maometto proposizioni di pace. Questi aveva domandato che Croja
+venisse rimessa in suo potere, con tutte le fortezze che la signoria
+aveva acquistate dopo il cominciamento della guerra. Inoltre chiedeva il
+pagamento di cento cinquanta mila fiorini a titolo di un debito
+contratto dagli amministratori delle miniere d'allume, e per un furto
+fatto al suo fisco, in certo qual modo autorizzato dalla repubblica.
+Così dure condizioni non vennero accettate, ma fecero luogo ad un
+armistizio di sei mesi[154]. Durante il 1476 i Veneziani non avevano
+agito contro i Turchi, ma non erano perciò rimasti senza inquietudine
+pei loro possedimenti di Levante. La regina Carlotta di Cipro, cercando
+sempre nuovi espedienti per rientrare nel suo regno, aveva adottato don
+Alonzo, figliuolo naturale di Ferdinando. Due galere napolitane dovevano
+prenderla a Rodi per condurla al Cairo, dove voleva guadagnarsi la
+protezione del soldano d'Egitto. Avendone avuto avviso il consiglio dei
+dieci, ordinò ad Antonio Loredano, capitano generale delle sue galere,
+di portar via da Cipro i tre figli naturali dell'ultimo re, e sua madre
+Marietta, sotto la di cui guardia erano stati lasciati. Tutti e quattro
+vennero condotti a Venezia e tenuti sotto buona guardia, abusando in tal
+modo la repubblica della confidenza in lei riposta dall'ultimo dei
+Lusignani; perciocchè o egli medesimo era un usurpatore e non aveva
+potuto trasmettere verun diritto alla sua vedova, o i suoi figli
+naturali avevano i medesimi suoi diritti. Quando si riunivano alla
+regina Carlotta, quando i legittimi figli ed i bastardi del Lusignano
+confondevano assieme i loro interessi, le pretensioni della regina
+Cornaro e della repubblica di Venezia diventavano affatto
+insostenibili[155].
+
+ [154] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1145._
+
+ [155] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1146._
+
+La guerra coi Turchi si rinnovò nel 1477. Acmeto, sangiacco d'Albania,
+venne ad assediare Croja con otto mila cavalli. Le campagne furono
+guastate, e gli abitanti fuggirono nelle montagne; ma così forte era la
+città, non tanto per le opere dell'arte che per la naturale sua
+posizione, che poteva sfidare gli attacchi dei nemici. Ne aveva il
+comando Pietro Vettori, e Francesco Contarini, provveditore d'Albania,
+era incaricato di adunare un'armata nella provincia per far levare
+l'assedio. Durante tutta la state gli abitanti di Croja si difesero
+vigorosamente: in sul finire d'agosto il Contarini giunse ad Alessio con
+due mila uomini di cavalleria veneziana, cinquecento cavalleggeri, ed
+una buona infanteria albanese, che gli aveva condotto Niccolò Ducaini.
+Di là il 2 di settembre si avanzò nella pianura alle falde della
+montagna di Croja, che gli abitanti chiamano la _Tiranna_, ed ove i
+Turchi avevano formato il loro campo in distanza di quattro miglia dalla
+città. La battaglia tra le due armate cominciò verso mezzo giorno, e
+durò fino a sera senza che l'infanteria veneziana si staccasse mai dalla
+cavalleria pesante. L'una e l'altra apponevano ai Turchi una linea che
+le replicate cariche della loro cavalleria non poterono mai rompere. In
+sul declinare del giorno i Turchi fuggirono a briglia sciolta,
+abbandonando ancora il loro campo. Gli abitanti di Croja fecero una
+sortita, rovesciarono i due ridotti che chiudevano il passaggio, e
+vennero a dividere il bottino del campo ottomano, ove trovarono molte
+ricchezze e molti viveri, de' quali Croja cominciava ad aver penuria. Ma
+i Turchi ritiratisi sulle vicine montagne, vedendo al chiaro della luna
+il disordine de' vincitori nel campo da loro abbandonato, piombarono
+improvvisamente sui Veneziani che si contendevano le loro spoglie, ne
+uccisero la maggior parte, tagliarono la testa al Contarini, caduto
+nelle loro mani, dispersero tutta l'armata albanese, ed uccisero più di
+mille uomini del solo corpo delle truppe italiane[156].
+
+ [156] _M. A, Sabellico Dec. III, l. X, f 223. -- And. Navagero, p.
+ 1147._
+
+Venezia non erasi ancora riavuta dallo spavento cagionato da questa
+rotta, quando in ottobre si seppe che il pascià di Bosnia aveva invaso
+il Friuli. Per altro la repubblica, avvertita dalla precedente
+invasione, aveva incaricato il procuratore Francesco Tron di fortificare
+quelle frontiere: ed era stata tirata una linea di trinceramenti dalle
+foci dell'Isonzo presso Aquilea fino a Gorizia. Si era per tale opera
+approfittato delle dighe dei fiumi; si erano alzate lunghe cortine di
+terra coperte di zolle, ed afforzate di tratto in tratto da torri o da
+bastioni della stessa natura. In tutte queste opere eransi piantate
+delle palafitte, o piuttosto tronchi di salci vivi, e così fitti che non
+davano verun passaggio. Questo trinceramento, lungo dodici in quindici
+miglia, pareva un muro di fortezza. Eransi inoltre fortificati due campi
+ne' luoghi in cui l'Isonzo pareva guadabile, l'uno a Gradisca, l'altro a
+Fogliano. Finalmente Gorizia aveva altresì un ponte su questo fiume, il
+quale era stato diligentemente fortificato[157]. Girolamo Novello di
+Verona, vecchio capitano, che aveva con lui suo figlio e molti valorosi
+ufficiali, fu incaricato della custodia di questi trinceramenti con
+circa tre mila fanti e molti corpi di buona cavalleria; onde gli
+abitanti del Friuli riposavano sicuri, non si credendo esposti ad una
+sorpresa del nemico.
+
+ [157] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 223._
+
+Ma i Veneziani non avevano prese le convenienti misure per essere
+preventivamente avvisati de' movimenti de' Turchi. Una sera del mese di
+ottobre videro comparire la cavalleria turca intorno a quello de' due
+campi che trovavasi al di là del fiume, avanti che nemmeno si sapesse
+ch'erano usciti dalla Bosnia. Il giorno era troppo innoltrato per
+combattere; onde dall'una parte e dall'altra i soldati si
+apparecchiarono alla battaglia pel susseguente giorno. Pure nella stessa
+notte i Turchi occuparono il ponte di Gorizia, senza che ciò si sapesse
+nel campo di Gradisca. Per prendere questo ponte il pascià Mar Beg, Amat
+Beg, o piuttosto Achmet Giedick[158], fece passare un migliajo di
+cavalli sull'opposta sponda del fiume, mentre che in un altro luogo la
+cavalleria turca, avendo scoperto un luogo cinto e nascosto da alcune
+piante e da folte macchie sull'altra riva, attraversò a nuoto l'Isonzo,
+e collocò un'imboscata nel luogo in cui voleva attirare i Veneziani.
+All'indomani Achmet fece passare l'Isonzo a tutta la sua armata, ed
+offrì battaglia a Girolamo Novello che l'accettò. Fu sostenuta alcun
+tempo con molto coraggio, ed il figlio di Girolamo, che comandava la
+prima squadra, ributtò valorosamente i nemici; ma malgrado gli avvisi
+del padre, che diffidava della loro facilità a darsi alla fuga, si
+lasciò trasportare dal calore della vittoria ad inseguirli, e cadde
+nell'imboscata che gli era stata tesa, ed il suo corpo venne interamente
+distrutto. La seconda squadra che gli teneva dietro, atterrita da questo
+cambiamento di fortuna, si ritrasse, e la sua fuga, resa nota fino alle
+ultime linee, fu cagione che tutta l'armata si disordinasse; ad altro
+più non si pensò che alla individuale sicurezza. La cavalleria turca,
+formidabile nell'inseguire il nemico, era alle spalle de' fuggitivi, e
+continuò ad abbattere teste fino al di là di Merzano. Girolamo Novello e
+suo figlio furono uccisi in battaglia, come pure Giacomo Badoero,
+Anastasio Flaminio e molti altri ragguardevoli personaggi. Inoltre i
+Turchi fecero molti prigionieri[159].
+
+ [158] Demetrio Cantemirio attribuisce questa spedizione ad Achmet
+ Giedick. l. III, _cap. I, § 32_; ed osserva che i nomi di Alabey,
+ Amatbey, Marbeg non sono Turchi. Anche il Fuggero chiama Achmet il
+ capo di questa spedizione, senza dire che fosse il visir. _Spiegel
+ der Ehren, Buch V, cap. 25, p. 826._
+
+ [159] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 224. -- Marin Sanuto Vite,
+ t. XXII, p. 1205._
+
+Frattanto la cavalleria ottomana si sparse per tutta la campagna tra
+l'Isonzo ed il Tagliamento. Tutto ciò che il fuoco poteva distruggere fu
+dato alle fiamme. Vedevansi nello stesso tempo bruciare i foraggi, il
+raccolto, i boschi, gli abituri, i villaggi ed un centinajo di palazzi
+ossia ville de' nobili veneziani. Lo storico Sabellico, che allora
+trovavasi in un castello non molto lontano da Udine, aveva sotto gli
+occhi questo vasto incendio, che, veduto dalla sommità di una torre,
+pareva in tempo di notte un mare di fuoco. Dopo avere per due interi
+giorni guastato questo piano, i Turchi passarono ancora il Tagliamento e
+bruciarono il paese posto tra questo fiume e la Piave. In tempo di notte
+vedevansi ancora da Venezia le fiamme di quest'incendj, e vi spargevano
+la costernazione. Fu eletto un provveditore generale per l'Istria, fu
+dato ordine a quello d'Albania di recarsi nel Friuli, s'incaricò il
+provveditore di Lombardia di raccogliere le milizie di Verona, di
+Vicenza e di Padova; varj nobili veneziani vennero deputati al comando
+di ogni fortezza, ed il 2 novembre si pose in cammino una nuova armata
+per iscacciare i Turchi dai luoghi che occupavano; ma erano
+spontaneamente partiti ed avevano di già ripassato l'Isonzo[160].
+
+ [160] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1148. -- M. A. Sabellico Dec.
+ III, l. X, f. 225. -- Diarium Parm., t. XXII, p. 268._
+
+Tutte le conquiste dei Turchi erano state precedute da scorrerie
+somiglianti a quelle che avevano adesso fatte nel Friuli. Ruinavano il
+paese con molte consecutive campagne prima di pensare a stabilirvisi; e
+se si fosse loro permesso di penetrar di nuovo nel nord dell'Italia,
+queste ruinate province bentosto non sarebbero più state suscettibili di
+difesa, ed in pochi anni le armi della mezzaluna si sarebbero avanzate
+fino nel cuore della Lombardia. I Veneziani fecero tutto quanto potevano
+per allontanare questo disastro. Avevano conosciuto per prova che non
+avevano bastante cavalleria su questi confini, e vi richiamarono Carlo
+di Montone, figlio di Braccio, che tornava dalla sua spedizione contro
+di Siena. Fortificarono Gradisca, rialzarono i distrutti baluardi,
+descrissero in reggimenti venti mila uomini di milizie delle loro
+province di terra ferma, e distribuirono in compagnie tutti gli abitanti
+di Venezia, obbligandoli ad esercitarsi nelle evoluzioni militari[161].
+
+ [161] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1149. -- M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225._
+
+Frattanto l'assedio di Croja aveva sempre continuato, e questa città
+cominciava a mancare di vittovaglie. La repubblica di Venezia,
+abbandonata dagli altri stati dell'Italia, inquietata dagl'intrighi e
+dalla ambizione del papa e di suo figlio Girolamo Riario, temeva di non
+essere più abbastanza potente per chiudere lungo tempo ai barbari
+l'ingresso della penisola, e cercò di nuovo di ottenere la pace da
+Maometto II. Tommaso Malipieri, provveditore della flotta, fu
+autorizzato, in gennajo del 1478, a passare personalmente a
+Costantinopoli per offrire alla Porta la città di Croja, l'isola di
+Stalimene, il braccio di Maino nel Peloponneso, tutti gli altri luoghi
+che la signoria aveva conquistati in tempo della guerra, e cento mila
+ducati in nome dell'appalto dell'allume contro il quale riclamava
+Maometto. Tutte queste condizioni vennero dal sultano accettate, ma egli
+vi aggiunse quello di un annuo tributo di sei mila ducati. Il Malipieri
+rispose che non era autorizzato a prometterlo, e domandò, per consultare
+i suoi committenti, due mesi dal 15 aprile al 15 giugno. In questo tempo
+seppesi in Venezia che il re d'Ungheria ed il re di Napoli avevano
+trattato col gran signore e riconosciute tutte le sue conquiste. Non
+potevasi sperare veruna diversione dal canto della Persia, perciocchè
+Ussun Cassan era morto ed i quattro suoi figli avevano fra di loro
+divisa la paterna eredità. Croja trovavasi alle più dolorose estremità
+ridotta, e più non poteva difendersi. In così difficili circostanze il
+senato di Venezia risolse il 3 maggio di accettare le condizioni dettate
+dai Turchi, sebbene assai dure. Ma quando fu portata la risposta a
+Maometto, rispose di non essere più tenuto a mantenere la parola. Diceva
+che la situazione delle due parti aveva cambiato dopo le prime
+negoziazioni; risguardava Croja come di già sua, poichè verun umano
+potere poteva salvarla; e se i Veneziani erano pure determinati ad
+acquistare la pace col sagrificio di una città d'Albania, era Scutari e
+non Croja che gli dovevano rilasciare. Il Malipieri, non avendo
+istruzioni rispetto a questa nuova domanda, abbandonò Costantinopoli
+senza aver nulla convenuto[162].
+
+ [162] _And. Navagero, p. 1152._
+
+Gli abitanti di Croja avevano di già sostenuto un anno d'assedio, e
+negli ultimi mesi trovaronsi ridotti a nudrirsi dei più immondi
+alimenti. Seppero intanto che il sultano, preceduto dal sangiacco
+Solimano e dal beglierbey della Romania, era arrivato sotto Scutari con
+un numeroso esercito. Gli spedirono il 15 giugno una deputazione per
+offrirgli di arrendersi a sua altezza, e ne riportarono un firmano da
+lui sottoscritta, colla quale prometteva a tutti di ritirarsi coi loro
+beni, qualora non preferissero di vivere in Croja sotto la protezione a
+favore della sublime Porta. A fronte di quest'alternativa tutti
+dichiararono di rinunciare alla loro patria e di vivere ne' luoghi che
+loro verrebbero assegnati dalla repubblica veneta. Consegnarono la loro
+fortezza, ed uscirono sotto la scorta loro data dal pascià Aaron,
+comandante dell'assedio; ma giunti appena in sul piano, questi li fece
+tutti incatenare per condurli al gran signore, il quale, dopo avere
+prescelti alcuni prigionieri più distinti che potevano pagare la taglia,
+fece decapitare tutti gli altri. Così finirono gli ultimi compagni
+d'arme di Scanderbeg. Tutto il suo popolo doveva in breve seguirlo nel
+sepolcro[163].
+
+ [163] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1153. -- Marinus Barletius de
+ Scodrensi expugnatione. l. II, p. 399._
+
+Intanto Maometto stringeva già d'assedio Scutari, ma gli abitanti di
+questa città, che avevano preveduto quest'attacco, eransi apparecchiati
+ad una vigorosa resistenza. Tutti coloro che non erano abili alle armi
+furono mandati fuori di città, entro la quale non erano rimasti che
+mille seicento cittadini, e dugento cinquanta donne, oltre la
+guarnigione di seicento soldati sotto il comando del provveditore
+Antonio de Lezze. Maometto aveva nel suo campo il beglierbey di Romania,
+il sangiacco Solimano, ed i più distinti ufficiali del suo impero. I
+padiglioni della sua armata coprivano tutto il piano di Scutari, le
+falde delle montagne, e tutto il paese a perdita d'occhio[164].
+
+ [164] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. -- Marin. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione l. II, p. 394._
+
+Erasi aspettato l'arrivo di Maometto al campo musulmano per iscuoprire
+le prime batterie contro Scutari, ma il sultano, lungi dal sapere buon
+grado ai suoi generali di questa deferenza, loro rimproverò di non avere
+fatti maggiori progressi. Una semplice linea di mura chiudeva la città,
+e la formidabile artiglieria de' Turchi vi aprì bentosto una larga
+breccia. Non pertanto il ripidissimo declivio del terreno, e la
+difficoltà di salire la rupe, su cui erano poste le mura, supplirono
+alla loro debolezza. I Turchi diedero l'assalto alla breccia il 22 di
+luglio, ma dopo un'ostinata zuffa vennero con grave danno respinti,
+maltrattati dai sassi e dai fuochi d'artificio che si facevano piovere
+sopra di loro[165].
+
+ [165] _And. Navagero, p. 1154_. -- Mar. Barlezio ci conservò questa
+ data, _l. II, p. 415._
+
+Maometto fece allora piantare le batterie contro un lato delle mura di
+cui gli parve più agevole l'accesso. Non essendo sostenute da un
+terrapieno, furono in breve aperte, onde il sultano ordinò un secondo
+assalto pel 27 luglio. Ma per approfittare dell'infinita superiorità
+delle sue forze, divise il suo esercito, che gli storici veneziani
+portano ad ottanta mila uomini, in più corpi, che dovevano succedersi
+gli uni agli altri senza interrompimento, e rinnovare l'assalto finchè
+gli abitanti di Scutari soggiacessero alla fatica. Avuto avviso di
+quest'ordine, Antonio di Lezze divise pure la sua guarnigione in quattro
+brigate, che dovevano mutarsi ogni sei ore. L'assalto cominciò prima di
+giorno; i giannizzeri montavano alla breccia intrepidamente a traverso
+alle pietre che si facevano rotolare sopra di loro, ai fuochi
+d'artificio ed alle frecce; superavano le ruinate mura e sforzavansi in
+appresso di salire sugli interni baluardi che formavano l'ultima difesa.
+Nuovi assalitori s'innoltravano sempre dietro i primi, sostenendo in
+certo modo la prima linea, e spingendoli per forza fino alla sommità del
+bastione; ma non vi giugnevano mai che traforati da colpi di lance e di
+spade, e prima d'aver potuto combattere cadevano morti sui loro
+camerata, che per altro non si scoraggiavano. Maometto, furibondo per
+così valorosa resistenza, ordinò di continuare l'attacco con sempre
+nuove truppe durante tutta la notte e la metà del susseguente giorno.
+All'ultimo, sia che i soldati, avviliti da tanti inutili sforzi,
+ricusassero di combattere più oltre, o che lo stesso Maometto sentisse
+l'inutilità di così spaventosa carnificina, fece suonare a raccolta dopo
+avere perduto un terzo della sua armata[166].
+
+ [166] _And. Navagero, p. 1155. -- Mar. Barletius de Scodrensi
+ expugnatione, l. II, p. 420-432._
+
+Allora cambiando l'assedio in blocco, il sultano s'occupò nel
+conquistare il rimanente della provincia, onde togliere agli assediati
+ogni speranza di soccorso. E perchè la flotta veneziana avrebbe potuto
+innoltrarsi, rimontando la Bogiana, fin presso a Scutari, chiuse la foce
+di questo fiume con un ponte coperto da due ridotti. Mandò il beglierbey
+di Romania ad assediare varie fortezze del vicinato: quella di Sebenico,
+che apparteneva a Czernowitsch, si arrese senza combattere, e la città
+di Drivas fu presa dopo sei giorni d'assedio. Giacomo del Mosto, che vi
+stava per provveditore, fu condotto con tutti gli abitanti sotto le mura
+di Scutari, ove Maometto lo fece decapitare, onde far conoscere agli
+assediati la sorte che loro preparava se non si affrettavano di calmare
+la sua collera. La città d'Alessio fu abbandonata, ma vennero sorprese
+in quel porto due galere; ed i dugento marinaj, che ne formavano
+l'equipaggio, furono condannati a morte. La sola città d'Antivari
+resistette a tutti gli attacchi dei Turchi. La maggior parte dell'estate
+essendosi consumata in questi diversi assedj, Maometto affidò il comando
+dell'armata che bloccava Scutari al suo visir, Achmet Giedik, e tornò a
+Costantinopoli[167].
+
+ [167] _And. Navagero, t. XXIII, p. 1155. -- M. A. Sabellico Dec. III,
+ l. X, f. 225. -- Mar. Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III, p.
+ 434._
+
+Per tenere nello stesso tempo occupate altrove le forze della
+repubblica, Maometto II aveva ordinato al pascià di Bosnia d'invadere il
+Friuli, e pretendesi che il re d'Ungheria, così persuaso da Ferdinando,
+re di Napoli, di cui nel 1476 aveva sposata la figlia, Beatrice,
+accordasse ai Turchi il passaggio per i suoi stati, affinchè questa
+diversione impedisse ai Veneziani di soccorrere i Fiorentini[168]. Il
+pascià di Bosnia giunse alle rive dell'Isonzo con quindici mila cavalli,
+ma le trovò difese dalle milizie adunate sotto gli ordini di Vittore
+Soranzo, provveditore della provincia, mentre che il conte Carlo da
+Montone comandava gli uomini d'armi chiusi nel campo di Gradisca. Invano
+il pascià provocava Montone alla battaglia, che questi, ammaestrato
+dall'esperienza del precedente anno, vedeva che meglio fermerebbe i
+barbari tenendosi al suo posto. I Turchi, dopo molti inutili tentativi
+per entrare nel Friuli, attraversarono le montagne della Carniola, e
+portarono le loro stragi ai confini della Germania[169].
+
+ [168] _Diarium Parmense, p. 284._
+
+ [169] _M. A. Sabellico Dec, III, l. X, f. 226._
+
+Quest'invasione si eseguì nell'istante in cui la peste infieriva in
+Venezia, onde non si erano potuto armare le barche destinate a custodire
+la foce dell'Isonzo[170]. La guerra d'Albania e quella del Friuli
+desolavano contemporaneamente la repubblica, gli armamenti del papa e di
+Ferdinando, e l'invasione della Toscana ne accrescevano il terrore; per
+ultimo gli affari di Cipro erano cagione di vive inquietudini, mentre
+che la violenza del contagio in Venezia non permetteva nemmeno di
+adunare i consiglj. La regina Carlotta di Lusignano dopo avere
+sollecitato il papa a ristabilirla nel suo regno, erasi finalmente
+determinata a passare in Egitto, ciò che non aveva potuto, o non aveva
+osato di fare nel precedente anno. Il re Ferdinando aveva per lei fatte
+armare quattro galere a Genova, destinate a scortarla nel suo viaggio.
+Nello stesso tempo aveva mandato a Venezia un brigantino catalano, il di
+cui patrone, che fingevasi mercante, erasi incaricato di rapire la
+giovanetta Carlotta, figliuola naturale di Giacomo. Il consiglio dei
+dieci, avvisato di queste pratiche, fece, con decreto del 27 agosto del
+1478, tradurre i tre fanciulli di Giacomo nel castello di Padova, ove la
+fanciulla morì poco dopo, non senza sospetto d'essere stata avvelenata
+da' suoi custodi. Fu spedito un provveditore ne' mari di Candia con
+dieci galere, ordinandogli di star attento al passaggio delle quattro
+navi genovesi, di attaccarle, e di perdere la regina Carlotta, dando
+voce che fosse rimasta uccisa nella battaglia[171]. Questa flotta
+ammontò in seguito fino a 27 galere; ma Carlotta era giunta in
+Alessandria alcun tempo prima, ed il soldano le aveva date buone
+speranze. Per ordine de' Veneziani l'altra regina di Cipro, Catarina
+Cornaro, spedì pure un'ambasciata al soldano, per offrirgli l'annuo
+tributo del regno, che fin allora non era stato pagato; e le due regine
+cristiane trattarono la loro causa innanzi al soldano musulmano
+dell'Egitto. Questi non pronunciò veruna sentenza, ma pareva favorevole
+a Carlotta, e Venezia poteva aspettarsi di avere una nuova guerra coi
+Mamelucchi, per la difesa d'un regno, che altro più non era che una
+colonia veneziana[172].
+
+ [170] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1206._
+
+ [171] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1156._
+
+ [172] _And. Navagero, p. 1157._
+
+I consiglj della repubblica, scossi da tante sciagure, minacciati da
+tanti pericoli, erano incerti intorno al partito da prendersi, quando
+ricevettero una lettera del governatore di Scutari, che gl'informava
+della situazione di quella piazza. Diceva loro di avere perduti
+nell'ultimo assalto otto de' suoi migliori capitani con moltissimi
+soldati; che non aveva viveri che per quattro mesi; e, se prontamente
+non riceveva soccorsi, dichiarava che sarebbe ridotto a capitolare.
+S'incontrò molta difficoltà nell'adunare il senato, disperso dalla
+peste, per comunicargli questo rapporto. Finalmente si adunò il
+quattordici di novembre, e, dopo una vivissima disamina, risolse di
+assoldare sei mila cavalli ed otto mila fanti italiani; di sollevare
+l'Albania coll'ajuto di Giorgio Czernowitsch per aggiugnere questi
+bellicosi popoli all'armata veneziana; di richiamare il capitano
+generale Venieri, che trovavasi colla sua flotta ne' mari di Cipro, e
+d'impiegare in tal modo tutte le forze della repubblica per far levare
+l'assedio di Scutari. Ma il senato si adunò nuovamente quattro giorni
+dopo, e per abbandonarsi allo scoraggiamento. I militari rappresentavano
+che, la Bogiana essendo chiusa da un ponte e da due ridotti, riuscirebbe
+quasi impossibile uno sbarco. I direttori del tesoro fecero conoscere
+l'esaurimento del medesimo e l'universale povertà, inevitabili
+conseguenze di così lunga guerra. Altri facevano sentire che se
+richiamavasi da Cipro la flotta del Venieri, si perderebbe quell'isola,
+che rimarrebbe abbandonata alle pratiche della regina Carlotta e forse
+all'invasione del soldano d'Egitto. Molti, spaventati dai frequenti
+attacchi dei Turchi nel Friuli, dicevano che bentosto la repubblica non
+sarebbe più in caso di respingerli. Gli amici di Lorenzo de' Medici e
+quelli della duchessa di Milano cercavano di persuadere i loro colleghi
+a terminare la guerra del Levante, affinchè Venezia fosse in istato di
+farsi rispettare in Italia. Facevano osservare che i due più potenti
+alleati della repubblica, i Fiorentini ed i Milanesi erano forzati di
+ricorrere alla sua protezione, invece di assisterla nelle sue necessità;
+che il re Ferdinando era scopertamente nemico, che aveva pure fatto coi
+Turchi un trattato di pace e di alleanza; che il papa, in preda ai suoi
+risentimenti, non parlava che minacciando; finalmente che la repubblica
+di Genova aveva contro di loro cominciate le ostilità. In così
+pericolosa posizione sembrava che soltanto la pace coi Turchi potesse
+salvare la repubblica, ed il senato risolse di accettare le condizioni
+che piacerebbe a Maometto di dettare.
+
+Dietro tali deliberazioni Giovanni Dario, segretario di stato, fu
+mandato a Costantinopoli, facendogli attraversare l'Albania. Trovò il
+sultano disposto a mantenere press'a poco le stesse condizioni proposte
+in principio dell'anno. In conseguenza il 26 gennajo del 1479 questo
+ambasciatore soscrisse un trattato di pace tra la Porta e la repubblica
+di Venezia, in forza del quale dovevano essere ceduti al gran signore
+Scutari ed il suo territorio, e restituirsi reciprocamente tutte le
+conquiste fatte in tempo dell'ultima guerra nella Morea, nell'Albania e
+nella Dalmazia. I Veneziani dovevano pagare al Sultano cento mila ducati
+a titolo delle miniere d'allume che avevano fatto fallimento in
+Costantinopoli in principio della guerra, dovevano inoltre pagare un
+annuo tributo di dieci mila ducati; ma questa condizione, che poteva
+sembrare umiliante, non era in fondo che un compenso dei diritti e delle
+gabelle dell'impero ottomano; perciocchè in virtù di tale pagamento i
+Veneziani dovevano godere di un'assoluta franchigia per tutte le loro
+merci in tutti gli stati di sua altezza. L'ambasciatore ebbe pure
+l'accortezza di far comprendere in questo trattato, che se qualche stato
+spiegasse la bandiera di san Marco prima di essere immediatamente
+attaccato dal sultano, questi riconoscerebbe un tale stato per suddito
+della repubblica, e ne rispetterebbe il territorio; di modo che i
+Veneziani conservarono la speranza di fare acquisti col terrore delle
+stesse armi musulmane[173].
+
+ [173] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1159-1160. -- Demet. Cantemir, l.
+ III, c. 1, § 32. -- Callim. Experiens de Venetis contra Turcos, p.
+ 419._
+
+In esecuzione di questo trattato, il provveditore Antonio di Lezze uscì
+da Scutari con quattrocento cinquanta uomini, e centocinquanta donne,
+che soli erano sopravvissuti a questo terribile assedio. Seco portavano
+le reliquie delle loro chiese, i vasi sacri, l'artiglieria e tutto ciò
+che rimaneva delle loro ricchezze. Passarono così in mezzo all'armata
+ottomana, cui pareva che questi valorosi guerrieri incutessero
+rispetto[174]. La repubblica si obbligò a provvedere alla loro
+sussistenza; voleva da principio dar loro dei feudi nell'isola di Cipro,
+ma perchè temevano l'aria insalubre di quel paese, li distribuì nelle
+fortezze dello stato, loro affidandone la guardia, e dando a tutti una
+pensione di due ducati e mezzo al mese[175]. Nello stesso tempo la
+repubblica fece consegnare agli ufficiali del sultano le montagne della
+Chimera, Strimoli, il paese de' Mainoti nella Morea, Castel Rompano,
+Saranfona e l'isola di Stalimene. Tutti i prigionieri fatti dai Turchi
+furono posti in libertà senza taglia, e la pace venne giurata dal doge e
+pubblicata in Venezia con universale allegrezza, il giorno
+dell'evangelista san Marco, 25 aprile 1479, dopo quindici anni della più
+formidabile guerra che la repubblica avesse fin allora sostenuta[176].
+
+ [174] _M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 226. -- Mar. Barletius de
+ Scodrensi expugnatione, l. III, p. 437-440._
+
+ [175] _And. Navagero, p. 1161-1162._
+
+ [176] Giovanni Adlzreitter negli Annali della Baviera, riporta le
+ lettere del doge del 25 febbrajo 1479, colle quali annuncia ai
+ principi cristiani la necessità in cui si era trovato di fare la
+ pace coi Turchi: Adlzreitter fa in pari tempo conoscere lo spavento
+ che comprese tutto l'impero di Germania, quando seppesi che Maometto
+ II non sarebbe più ritenuto dalle armi della repubblica di Venezia.
+ _An. Boicae gentis, p. II, l. IX, c. 35, p. 193._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVII.
+
+ _Sisto IV chiama gli Svizzeri in Italia; loro vittoria sui
+ Milanesi a Giornico. -- Eccita Lodovico il Moro ad usurpare il
+ governo di Milano. Angustie di Lorenzo de' Medici, che va a
+ Napoli, ove soscrive una pace che compromette l'indipendenza
+ della Toscana; progetto del duca di Calabria sopra Siena;
+ rivoluzioni di questa repubblica_.
+
+1478 = 1480.
+
+
+La pace de' Veneziani coi Turchi assicurava l'Italia dalla più
+formidabile invasione, e facendo cessare un pericolo che non era mai
+stato più imminente, avrebbe dovuto essere per que' diversi potentati un
+motivo di confidenza e di riposo. Pure la notizia fu per la maggior
+parte cagione di costernazione. Acciecati dalla loro gelosia, non videro
+che il ristabilimento del credito della potente repubblica che temevano.
+Videro che Venezia poteva oramai disporre di tutte le sue forze in
+Italia come aveva fatto nel 1463; ed il re di Napoli e la repubblica di
+Genova che le avevano dimostrata la loro nimicizia, temevano il suo
+risentimento; e la duchessa di Milano, il duca di Ferrara, il marchese
+di Mantova ed i piccoli principi della Romagna, sebbene alleati di
+Venezia, furono in segreto dolenti di vedere con ciò diminuirsi la loro
+importanza. In tempo della guerra del Levante, il senato avevali
+cautamente accarezzati; ora dovevano a vicenda mostrare al senato veneto
+la loro deferenza. Ma il papa in particolare, quand'ebbe avviso di
+questa pace, non potè contenere il suo rammarico e la sua indignazione.
+Il papa, che non aveva presa veruna parte in una guerra da lui chiamata
+sacra, pretendeva che i Veneziani, come cristiani, non potessero
+terminarla senza tradire la Cristianità. Annunciò all'Europa ch'egli
+aveva in allora intavolato de' negoziati col re di Francia,
+coll'imperatore Federico III e con Massimiliano, duca di Borgogna, di
+lui figliuolo; che il suo scopo era quello di terminare la guerra di
+Firenze, indi di volgere le armi di tutto l'Occidente contro i
+Turchi[177]. In tali circostanze, egli diceva, i Veneziani, abbandonando
+la causa comune, avevano fatta, e solennemente giurata, la pace. «Non
+contenti di questa diserzione, aggiugneva egli in una nuova bolla, si
+resero ancora più colpevoli; non arrossirono di dire alla nostra
+presenza, alla presenza dei nostri venerabili fratelli i cardinali,
+degli ambasciatori dell'imperatore, del re, del duca di Milano, dei
+prelati e di una grande quantità di Cristiani, che fedelmente
+osserverebbero il trattato coi miscredenti, e non vi contravverrebbero
+in verun modo[178]». In fatti erano tornati vani tutti gli sforzi del
+papa per ridurre i Veneziani a ricominciare la guerra.
+
+ [177] _Sixti IV liber Brevium et Bullarum; Epist. 119 apud Rayn.
+ Ann. Eccl. 1478, § 29, p. 277._
+
+ [178] _Bulla Sixti IV, 16 kal. septembris 1479 apud Raynald, § 11,
+ p. 281._
+
+Per altro Sisto IV era ben lontano dal pensare alla riunione de'
+Cristiani, nè a formare una lega contro i Turchi. L'ambizione andava in
+lui crescendo coll'età; la passione della guerra e dell'intrigo erasi
+impadronita del suo animo; la collera, l'odio ed il desiderio di
+accrescere la potenza di Girolamo Riario, suo figliuolo o suo nipote,
+gli ponevano a vicenda le armi in mano. Avrebbe voluto strascinare i
+Veneziani in nuove ostilità per indebolirli e privare i Fiorentini del
+loro appoggio. Nella stessa maniera volle turbare lo stato di Milano,
+perchè ancor esso alleato dei Medici; per riuscirvi s'addirizzò ad un
+popolo più religioso, più docile alla sua voce e più disposto di quello
+che lo fossero i Veneziani a far dipendere le leggi della pubblica
+morale dalle arbitrarie decisioni de' suoi preti. Persuase gli Svizzeri
+a violare i giuramenti che gli univano al duca di Milano, ed a stornare
+con una potente invasione i soccorsi che Lorenzo de' Medici poteva
+sperare dalla famiglia Sforza.
+
+Da circa due anni i venditori d'indulgenze eransi sparsi nella Svizzera,
+in occasione di un giubileo, ed avevano trovato presso quella semplice
+gente, che abitava sulle Alpi, quella fermezza di fede, quella cieca
+confidenza nel papa, quella premura di spogliarsi di tutti i loro beni
+per acquistare grazie spirituali, che più non conoscevano gl'Italiani,
+testimonj dei disordini della corte di Roma. Si stabilì nella Svizzera
+un tribunale di ottanta a cento preti per distribuire le indulgenze
+della bolla, e decidere nei casi dubbiosi; e Roma vide con maraviglia
+quanto danaro poteva trarre da quei cantoni, che credeva tanto poveri.
+Ma quando l'attenzione di Sisto IV fu richiamata sopra gli Svizzeri,
+osservò in quel popolo altra cosa che lo interessava assai più che il
+commercio delle indulgenze. Vide quale profitto potrebbe cavare nelle
+guerre della santa sede da tali fedeli e da tali soldati; loro mandò una
+bandiera rossa, benedetta colle sue mani, e gli esortò a ricordarsi che
+il loro dovere gli obbligava a non risparmiare il loro sangue per la
+libertà della Chiesa. Il suo legato, Guido di Spoleti, vescovo d'Anagni,
+fece adunare una dieta a Lucerna, e colà in una segreta assemblea,
+tenuta il 1.º novembre del 1478, propose agli Svizzeri di ajutare un
+numeroso partito di nobili e di borghesi di Milano, che desideravano di
+ristabilire una repubblica in Lombardia. D'altro non trattavasi che
+d'allontanare un fanciullo incapace di governare che in allora era capo
+della casa Sforza; e Sisto IV, in ricompensa di questa spedizione, loro
+offriva la divisione degl'immensi tesori ammassati ne' castelli di Pavia
+e di Milano, cui Guido aggiugneva il pagamento di dieci mila ducati
+all'anno, per agevolare il loro armamento. Ma i deputati de' cantoni
+confederati non potevano prendere una così importante risoluzione, senza
+il consentimento del popolo, e la cosa non era di tale natura da potersi
+rendere pubblica[179]: perciò il legato, mentre comunicava ai capi i
+suoi progetti politici, cercava in pari tempo d'eccitare il risentimento
+de' contadini. La dieta si chiuse senza avere nulla conchiuso; ma era
+scoppiato il malcontento e l'odio degli uomini d'Uri contro i Milanesi,
+ed il legato ottenne finalmente di accendere la guerra tra la Svizzera e
+la Lombardia in occasione che si tagliò un bosco di castagni, nella
+valle Levantina, di controversa proprietà[180].
+
+ [179] _Jo. Muller Geschichte der Schweiz. Buch. V, c. 11, p. 174._
+
+ [180] _Ivi, p. 175._
+
+Fin dal 1467 un'antica capitolazione legava la Svizzera alla casa
+Sforza; per la destrezza di Francesco Simonetta era stata rinnovata il
+io luglio del 1477 tra Gio. Galeazzo ed i Cantoni. L'antica aveva
+ricevute alcune modificazioni; erano stati pagati gli arretrati dovuti
+agli Svizzeri, e terminate tutte le controversie di confine[181], quando
+nella state del 1478 alcuni sudditi milanesi tagliarono degli alberi in
+un bosco, che gli Svizzeri pretendevano essere di loro proprietà; Cecco
+Simonetta, informato dell'irritamento degli uomini d'Uri, offrì di far
+riconoscere il luogo da arbitri, e dove fosse ritrovata proprietà degli
+Svizzeri, di compensarne il danno. Ma il vescovo d'Anagni riuscì a
+rendere inutile la moderazione di questo vecchio e saggio ministro, ed a
+soffocare le pacifiche rimostranze dei cantoni di Zurigo e di Berna. Il
+cantone d'Uri dichiarò la guerra al duca di Milano; invitò i suoi
+alleati a dargli gli ajuti dovutigli in forza del trattato federativo, e
+tutti i cantoni, sebbene di malavoglia, fecero marciare il loro
+contingente. In novembre del 1478 passò il san Gottardo un'armata di
+dieci mila confederati, quando già cominciava ad essere coperto di nevi.
+Un araldo d'armi era andato a sfidare il duca di Milano, ed il conte
+Marsiglio Torelli con un'armata di diciotto mila uomini aspettava gli
+Svizzeri ai confini[182]. Questi frattanto cominciarono a saccheggiare
+il territorio d'Iragna; avanzaronsi fino a Bellinzona, di cui presero
+d'assalto il primo ricinto; ed avrebbero colla stessa facilità potuto
+occupare il secondo, se i loro stessi capi non avessero temuto di
+esporre al sacco una città che serviva di deposito al loro commercio. I
+confederati attraversarono in appresso il Cenere, montagna che divide i
+due laghi, e minacciarono Lugano. Ma dopo avere atterrita la Lombardia
+con una breve comparsa, perchè un rigorosissimo inverno di già si
+annunciava sulle alte Alpi, essi le ripassarono prima che troppo alte
+nevi ne chiudessero il passaggio[183].
+
+ [181] _Ivi, p. 169._
+
+ [182] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 177. --
+ Diarium Parmense, t. XXII, p. 290._ Muller scrisse Borelli invece di
+ Torelli, errore corso senza dubbio nel copiare i proprj manoscritti.
+
+ [183] _Jo. Muller Geschichte dar Schweiz B. V, c. 11, p. 178._
+
+Gli Svizzeri non avevano lasciati in val Levantina che dugento uomini
+somministrati dai cantoni d'Uri, di Zurigo, di Lucerna e di Schwitz, e
+la milizia della valle, che si univa a così debole guarnigione, non
+eccedeva i quattrocento uomini. Il conte Marsiglio Torelli credette di
+potere facilmente distruggere questa piccola truppa, ed impadronirsi di
+Giornico, fortezza che sarebbe diventata la chiave del passaggio del san
+Gottardo. Avanzossi fino a Poleggio con circa quindici mila uomini;
+Enrico Troger, comandante di Giornico, ritirossi all'avvicinarsi di
+forze tanto superiori, ma ebbe l'avvedutezza di deviare dal proprio
+letto le acque del Ticino, facendo che si spargessero sulle praterie che
+occupano il fondo della valle. L'acutissimo freddo della notte rese
+questo bacino una sola lastra di ghiaccio. Gli Svizzeri, ritiratisi
+sulle alture, eransi tutti provveduti di ferri da ghiaccio, ed
+aspettarono, prima di attaccarla, che la cavalleria milanese si
+avanzasse incautamente su questo piano di ghiaccio. Mentre i cavalli
+cadevano ad ogni passo, che gli uomini, appoggiati alle loro lance,
+potevano a stento reggersi in piedi, i montanari piombarono sopra di
+loro, correndo su quel ghiaccio colla medesima facilità, come se fosse
+stato une prateria. I Milanesi, non potendo valersi delle loro armi,
+rinculavano ed avrebbero voluto fuggire; ma i cavalli, che cadevano
+sotto di loro, chiudevano tutti i passaggi. Più di mille cinquecento
+furono uccisi, e non fu piccolo il numero de' prigionieri: la buona
+artiglieria caduta nelle mani del vincitore servì ad armare i bastioni
+di Giornico, ed i soldati si divisero tra di loro un ricco bottino[184].
+
+ [184] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 181. -- Diar.
+ Parmense, t. XXII, p. 291. -- Albert. de Ripalta An. Plac., t. XX, p.
+ 958. -- Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p. 991._
+
+Frattanto Cecco Simonetta desiderava ardentemente la pace, e fece
+riaprire le negoziazioni: que' cantoni, le di cui città sono sovrane,
+non desideravano meno di lui di terminare una guerra, che danneggiava il
+loro commercio, e costrinsero gli abitanti d'Uri alla moderazione. Il
+bosco controverso fu ceduto agli Svizzeri, loro pagata l'indennizzazione
+di alcune migliaja di fiorini, e ristabilita la buona armonia tra i due
+stati. Ma questa breve spedizione rialzò l'opinione degli Svizzeri in
+tutta l'Italia, ed accrebbe agli occhi di Sisto IV il vantaggio della
+loro alleanza[185].
+
+ [185] _Muller Geschichte der Schweiz Buch. V, c. 11, p. 182. -- Diar.
+ Parmense, p. 303._
+
+Altre pratiche del pontefice avevano nello stesso tempo suscitati nemici
+domestici alla reggenza di Milano ed ai Fiorentini. Sisto aveva fatti
+entrare nella Lunigiana Roberto di Sanseverino, Luigi Fregoso ed Ibletto
+dei Fieschi; e mentre che questi capitani con truppe genovesi prendevano
+de' castelli ai Malaspina ed attaccavano Sarzana[186], i fratelli
+Sforza, zii del giovane duca, lasciavano il luogo del loro esilio,
+scorrevano la Toscana con minaccioso apparato, ed all'ultimo si
+aggiugnevano al Sanseverino[187]. I Fiorentini, adombrati dalla comparsa
+di questi nuovi nemici, chiamarono al loro soldo molti rinomati
+condottieri. I Veneziani loro cedettero Carlo da Montone e Deifobo
+dell'Anguillara. Roberto Malatesta, signore di Rimini, Costanzo Sforza,
+signore di Pesaro, ed uno de' Manfredi, signori di Forlì, abbandonarono
+le bandiere del papa per militare sotto le loro[188].
+
+ [186] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 131. -- Alb. de Ripalta An. Plac.,
+ p. 958._
+
+ [187] Il 27 di gennajo. _Diar. Parm., p. 295. -- Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 132._
+
+ [188] _Ivi, p. 133._
+
+In ragione che lo spirito militare andava in Italia rinascendo, il
+governo fiorentino sentiva ch'eragli pericoloso il rimanervi del tutto
+straniero. Il duca di Ferrara, generale della repubblica, era stato
+incaricato di respingere il Sanseverino, mentre che i suoi avversarj, i
+duchi d'Urbino, e di Calabria, non uscivano dai loro quartieri
+d'inverno. Lo fece effettivamente, ma con tanta lentezza e così
+mollemente e con tanto timore d'un nemico troppo di lui più debole, che
+impiegò tre settimane nello scorrere la costa da Pisa a Sarzana, lunga
+cinquanta sole miglia: egli mai non raggiunse, mai non vide il
+Sanseverino, cui permise di acquistare l'avvantaggio di due o tre marce.
+Dopo questa spedizione, nella quale non fu dato un solo colpo di lancia,
+tornò colla stessa lentezza ad occupare i confini del Sienese. Il duca
+di Ferrara non avrebbe osato tenere una così vergognosa condotta, se
+avesse dovuto darne conto ad un governo militare; ma poco sentiva i
+rimproveri che potevano essergli dati dai Medici, e dal loro consiglio
+di mercanti[189].
+
+ [189] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 134. -- Diar. Parm., p. 303._
+
+Un impreveduto disordine indebolì nell'aprirsi della nuova campagna
+l'armata fiorentina. Vi si vedevano riuniti il conte Carlo di Montone
+cogli ultimi avanzi della scuola di Braccio, suo padre, e Costanzo
+Sforza coi soldati di Sforza Attendolo, suo avo. La loro rivalità aveva
+cominciato da circa un secolo, ed avrebbe dovuto spegnersi per la morte
+de' loro capi e pel cambiamento di tutta la loro organizzazione. Pure fu
+impossibile di farli combattere sotto le medesime insegne. Violenti
+contese, sfide, duelli, facevano temere una generale battaglia tra i due
+corpi. Fu forza separarli[190]: Montone con Roberto Malatesta fu mandato
+nello stato di Perugia, sua patria, ove sperava trovare partigiani, e
+dove effettivamente una ventina di castelli si sottomisero a lui o a suo
+figliuolo Bernardino; ma la sua morte accaduta in Cortona il 17 di
+giugno, distrusse tutte le speranze che cominciavansi a fondare sopra di
+lui[191].
+
+ [190] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 394._
+
+ [191] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+L'altra armata sotto gli ordini di Ercole d'Este fu ancora più
+sgraziata: durante la prima metà della campagna si tenne vergognosamente
+inattiva. Avendola Ercole lasciata il 10 agosto sotto gli ordini di suo
+fratello Sigismondo, per tornare ne' suoi stati, fu dal duca di Calabria
+sorpresa il 7 di settembre al Poggio Imperiale e sgominata totalmente
+quasi senza avere combattuto[192]. I castelli di Poggi Bonzi e di Colle
+di Val d'Elsa trattennero per altro i Napolitani, avendo ambidue
+sostenuto un ostinato assedio. Ma perchè i Fiorentini non fecero veruno
+sforzo, dovettero capitolare prima che terminasse la campagna. Quello di
+Colle fu l'ultimo ad arrendersi il 14 di novembre; e dopo questa
+conquista il duca di Calabria pose le sue truppe ai quartieri
+d'inverno[193].
+
+ [192] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 138. -- Allegretto Allegretti
+ Diar. Sanese, t. XXIII, p. 793. -- Jo. Michaelis Bruti Hist. Flor.,
+ l. VII, p. 170._
+
+ [193] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. -- Allegretto Allegretti, p.
+ 795._
+
+Se due ruinose campagne facevano vacillare la potenza di Lorenzo de'
+Medici, e prevedere l'imminente sua ruina, egli era ancora più
+spaventato dalle rivoluzioni che nello stesso tempo rovesciavano la
+potenza del suo più fedele alleato. Roberto di Sanseverino, dopo la sua
+spedizione di Lunigiana, erasi ritirato nelle montagne che dividono gli
+stati di Parma e di Genova. Colà aveva collocato il suo campo presso
+Borgo di Val di Taro in modo da tenere in iscacco i Fiorentini e la
+duchessa di Milano. I cognati della duchessa stavano presso il
+Sanseverino, ed il suo campo era il centro de' loro segreti maneggi. Uno
+di loro, il duca di Bari, morì subitamente il 27 di luglio, non senza
+sospetto che fosse stato avvelenato dagli altri due[194]. Prima che
+passasse un mese, Lodovico Sforza, che gli succedeva nel ducato di Bari,
+presentossi improvvisamente col Sanseverino e colla sua armata alle
+porte di Tortona, che gli furono aperte il giorno 23 d'agosto[195]; ne
+prese possesso a nome del duca Giovanni Galeazzo, suo nipote, e della
+duchessa Bona; dichiarò ch'era servitore dell'uno e dell'altra, e che,
+lungi dal prendere le armi contro di loro, non avanzavasi che per
+liberarli dai loro nemici, ed in particolare dai loro infedeli ministri.
+I popoli, sempre disposti a dar colpa ai ministri dei mali che soffrono,
+secondavano con piacere una rivoluzione che non sembrava diretta contro
+il loro sovrano; e tutte le terre murate si affrettavano di mandare le
+chiavi a Lodovico. Uno storico contemporaneo assicura che gli si
+arresero in un sol giorno quarantadue castelli[196]: ma, ciò che era più
+importante, era favoreggiato alla corte della duchessa da un partito
+assai potente. Trovavasi questa corte divisa in due fazioni. Da una
+banda Cecco Simonetta, più sovrano che ministro, esercitava un potere
+avvalorato da cinquant'anni di favore sotto tre successivi regni; suo
+figlio Antonio, suo fratello Giovanni, suo amico Orfeo da Ricavo, e
+tutti i vecchi consiglieri, per la maggior parte innalzati alle cariche
+sotto di lui, lo risguardavano quale loro capo e loro oracolo.
+Dall'altra banda Antonio Tassini, nudrito nel favore della nuova corte,
+erasi formato un partito di tutti gl'invidiosi del ministro, di tutti
+coloro che si lusingavano d'ingrandirsi in un cambiamento di cose. Il
+Tassini era un Ferrarese di vile condizione: ricevuto prima come
+cameriere presso il duca Galeazzo, era in appresso passato ai servigj
+della duchessa, di cui aveva saputo in modo guadagnarsi l'animo, ed
+ispirarle tanta confidenza, e forse amore, che altri in fuor di lui più
+non era dalla duchessa consultato negli affari di stato. Il cancelliere
+Simonetta vedeva non senza dispetto innalzarsi sulle proprie ruine così
+indegno rivale; ed il Tassini, forse offeso dal disprezzo del vecchio
+ministro, aveva per lui concepito un implacabile odio. Sperando di
+rovesciarlo, aveva intavolata qualche relazione coi cognati della
+duchessa, e quando Lodovico il Moro presentossi sotto Tortona, il
+Tassini persuase la duchessa a chiamarlo alla sua corte. «Il partito che
+voi prendete, le disse il Simonetta quando n'ebbe sentore, costerà a voi
+l'impero, a me la vita[197]»; e tale profezia non tardò ad avverarsi.
+Lodovico Sforza entrò in Milano il giorno 8 settembre, protestò di
+giugnervi come servitore della duchessa e come suo fedele custode[198],
+ma il giorno 11 Cecco Simonetta venne arrestato col suo figlio, fratello
+ed amici[199].
+
+ [194] _Diar. Parm., p. 315. -- Alb. de Ripalta Ann. Plac., p. 958._
+
+ [195] _Diar. Parm., p. 316. -- Bernard. Corio Ist. Milan., p. VI, p.
+ 992._
+
+ [196] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 959._
+
+ [197] _Machiavelli Istor., l. VIII, p. 402. -- Bern. Corio Ist. Mil.,
+ p. VI, p. 993._
+
+ [198] _Diar. Parm., t. XXII, p. 318._
+
+ [199] _Ivi, p. 319._
+
+Il Simonetta, tradotto al castello di Pavia, vi fu da principio trattato
+con molti riguardi; ma in ottobre Lodovico Sforza gli mandò uno de' suoi
+segretarj ad avvisarlo, che se voleva ricuperare la libertà doveva
+comperarla rilasciandogli circa quaranta mila fiorini, che teneva presso
+alcuni banchieri a Firenze. «Io sono stato illegalmente carcerato,
+rispose il Simonetta, la mia casa è stata saccheggiata, ed io venni
+coperto d'obbrobrj; tale fu la ricompensa ch'io mi ebbi per avere con
+fedeltà e con zelo servito lo stato di Milano. Se ho commesso qualche
+mancamento mi s'infligga il meritato castigo; ma la sostanza che io ho
+ammassata con onorate fatiche e con lunghi risparmj passerà a' miei
+figli. Dio mi ha bastantemente favorito prolungando la mia vita fino a
+questo giorno, altro adesso non bramo che la morte[200]». Dopo ciò il
+Simonetta fu trattato con estremo rigore, assoggettato ad indegna
+tortura per istrappargli la confessione di delitti, dei quali nè pure
+sospettavasi reo: sua moglie, ch'era della casa Visconti, impazzì per
+disperazione, ed, il 30 ottobre del 1480, il Simonetta fu decapitato nel
+castello di Pavia[201].
+
+ [200] _Diar. Parm., t. XXII, p. 343. -- Bern., Corio, p. VI, p. 993,
+ 994._
+
+ [201] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. -- Diar. Parm., p. 354.
+ -- Bern. Corio, p. 997._ Il Corio era presente ed attore in questi
+ avvenimenti; ma egli non li racconta di buona fede, per non far
+ torto alla riputazione di Lodovico il Moro.
+
+La predizione che il Simonetta aveva fatta alla duchessa avverossi a
+puntino, ed il Tassini, che lo aveva soppiantato, non godette lungamente
+del suo trionfo. Il 7 d'ottobre Lodovico il Moro fece dichiarar maggiore
+suo nipote, Giovanni Galeazzo Maria; pretese che questo principe,
+sebbene non ancora giunto ai dodici anni, fosse di già in istato di
+governare, e con questo pretesto privò la duchessa d'ogni partecipazione
+agli affari. Lo stesso giorno venne arrestato Antonio Tassini e chiuso
+nel castello di Porta Zobia: Gabriele, padre del Tassini, ch'era stato
+creato consigliere ducale, fu arrestato nello stesso tempo; e spogliati
+ambidue de' loro beni, furono esiliati dal ducato di Milano. La duchessa
+Bona, irritata ed umiliata, uscì il 2 novembre da Milano per ritirarsi a
+Vercelli; ma in appresso si stabilì in Abbiate Grasso, ove visse
+totalmente lontana dagli affari[202].
+
+ [202] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. -- Diar. Parm., p. 351.
+ -- Bern. Corio Istor. di Milano, p. VI, p. 998. -- Machiavelli Ist.,
+ l. VIII, p. 403._
+
+Lorenzo de' Medici, tanto sventurato nelle sue prime campagne, tanto
+sventurato nell'alleanza su cui aveva fondate le principali sue
+speranze, non si scoraggiava, e cercava nella stessa Italia e fuori
+soccorsi contro la potente lega che lo attaccava. Di concerto coi
+Veneziani tentò di far rivivere l'antico partito d'Angiò per opporlo nel
+regno di Napoli all'eccessiva potenza di Ferdinando. Gl'inviati delle
+due repubbliche andarono a cercare in Lorena l'erede del vecchio re
+Renato, e lo trovarono apparecchiato ad entrare negl'intrighi e nelle
+guerre d'Italia per far rivivere diritti che davano maggior lustro alla
+sua casa.
+
+Viveva tuttavia il vecchio Renato, conte di Provenza, il rivale
+d'Alfonso e di Ferdinando. Egli non morì che il 10 di luglio del
+susseguente anno nella sua contea; ma era sopravvissuto a tutta la sua
+discendenza maschile, ed arrivato ad un'età nella quale mancavagli la
+forza e la volontà di entrare in nuovi travaglj. Il generoso suo figlio,
+Giovanni, duca di Calabria, era morto nel 1470, lasciando, del suo
+matrimonio con Maria di Borbone, due figli, il maggiore dei quali,
+chiamato ancor esso Giovanni, non gli sopravvisse che pochi giorni, e
+l'altro, Niccolò, morì di venticinque anni nel 1473 senza aver avuta
+prole[203]. Ma una figliuola di Renato, Jolanda, erasi maritata con
+Terry, conte di Vaudemont, e gli aveva portati i diritti che aveva sua
+madre sopra la Lorena. Da questo matrimonio, cui Renato aveva di mala
+voglia acconsentito per ricuperare la libertà, era nato Renato II, duca
+di Lorena, che, per la morte de' suoi cugini Giovanni e Niccolò,
+diventava pure l'erede di tutti i diritti della casa d'Angiò sul regno
+di Napoli. Vero è che il vecchio Renato non aveva perdonato a questo suo
+nipote i suoi natali dal sangue di Vaudemont, ed il 22 luglio del 1474
+aveva fatto un testamento per privarlo della propria eredità,
+chiamandovi Carlo del Maine, figliuolo d'un altro conte del Maine, suo
+minor fratello[204]. Questi fu quel Carlo che chiamò erede di tutti i
+suoi diritti Lodovico XI, con suo testamento del 10 dicembre del 1481, e
+che morì nel susseguente giorno.
+
+ [203] _Contin. Monstrelet, vol. III, f. 174._
+
+ [204] _Ivi, f. 187._
+
+Ma il diritto delle genti non accorda ai monarchi la facoltà di disporre
+arbitrariamente della successione de' loro stati; successione regolata
+dalle leggi di ogni popolo; e l'ordine immutabile stabilito per
+l'eredità è la sola garanzia delle monarchie contro le guerre civili.
+Perciò non sogliono vedersi testamenti di tale natura, che quando il
+contratto tra il sovrano ed il suo popolo viene infranto da una
+conquista, e che il monarca spossessato più non trasmette ai suoi eredi
+che un vano titolo. Il regno di Napoli era un feudo femminino, e finchè
+viveva un discendente in linea diretta dell'ultimo sovrano, i
+collaterali non potevano avervi verun diritto. I Veneziani, i Fiorentini
+e tutta l'Italia, riconoscevano in Renato II l'erede della casa d'Angiò,
+e per questo titolo gli offrivano di ajutarlo a conquistare il regno di
+Napoli, e dal canto suo lo trovavano dispostissimo ad adoperarvisi con
+tutte le sue forze.
+
+Mentre che da loro agitavansi quest'importanti negoziazioni, Lorenzo dei
+Medici ricevette inaspettatamente dal duca di Calabria e dal duca
+d'Urbino, suoi avversarj, proposizioni di pace. Lo stesso Lodovico il
+Moro, reggente di Milano, ch'egli credeva suo nemico, vi aveva qualche
+parte. Questi, dopo avere prese le redini del governo, aveva adottate le
+affezioni de' suoi predecessori; voleva salvare Firenze, di cui
+conosceva utile l'alleanza, e staccarla da Venezia; voleva inoltre
+staccare il re di Napoli dal papa, e già vedeva germogliare tra di loro
+i semi della divisione. Il 24 novembre, quando meno si aspettava, andò
+un trombetta ad annunciare a Firenze, ch'era stata sottoscritta una
+tregua tra il re di Napoli, il papa e la repubblica, per trattare la
+pace[205].
+
+ [205] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. -- Alleg. Allegretti Diari
+ Sanesi, t. XXIII, p. 797._
+
+Ferdinando non nudriva verun personale risentimento contro Lorenzo dei
+Medici; la guerra che gli faceva era puramente politica, e poteva
+terminarla senza rancore, tostocchè avesse in vista nuovi progetti
+d'ingrandimento. Padrone dell'Italia meridionale, desiderava di dilatare
+i suoi confini verso l'Italia superiore. La rivoluzione gli aveva di già
+data molta influenza sopra la Lombardia; la repubblica di Genova poteva
+quasi risguardarsi come da lui dipendente; il duca di Calabria formava
+già su quella di Siena progetti cui pareva favoreggiare un potente
+partito, e poteva sperare che entro pochi mesi questo stato lo
+riconoscerebbe per suo sovrano. Non conveniva dunque a Ferdinando di
+continuare d'accordo con Sisto IV una guerra, di cui questi avrebbe per
+lo meno voluto dividere i frutti. Tornava assai meglio al re il lasciare
+a Firenze un governo che s'andava ogni giorno più indebolendo per l'odio
+di una numerosa fazione, di porre frattanto un piede stabile in Toscana,
+aspettare gli avvenimenti, e soprattutto la morte del pontefice. Diverse
+affatto erano le disposizioni di Sisto IV; egli sentivasi umiliato dallo
+stesso male che aveva voluto fare ai Fiorentini, non meno che dai
+rimproveri e dalle minacce di tutta la Cristianità; non poteva perdonare
+a Lorenzo nè la morte di tanti amici di Girolamo Riario, nè gli
+scandalosi processi che avevano palesati all'Europa le loro congiure, nè
+il terrore del giovane cardinale suo nipote. Era stato sforzato a
+dichiarare a quali condizioni farebbe la pace, ed umilianti erano tutte
+quelle che aveva osato di proporre. Voleva che Lorenzo ed i Fiorentini
+fabbricassero una cappella, e che fondassero legati di messe per le
+anime di coloro ch'erano morti nella congiura de' Pazzi; voleva che la
+repubblica domandasse solennemente perdono alla Chiesa per avere
+attentato alla vita di persone sacre, l'arcivescovo ed i suoi preti; e
+finalmente voleva che restituisse alla santa sede Borgo san Sepolcro,
+Modigliana e Castro Caro, sebbene queste città fossero state dai
+Fiorentini legittimamente acquistate molto tempo avanti la presente
+guerra[206].
+
+ [206] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136._
+
+Frattanto la situazione di Lorenzo anche in Firenze rendevasi ogni
+giorno più pericolosa. La città era omai stanca di così disastrosa
+guerra sostenuta con così infelice successo, le sue truppe erano state
+assoldate con gravissimo dispendio, i nemici, padroni delle migliori
+fortezze, avevano successivamente stesi i loro guasti nel Pisano,
+nell'Aretino, in Val d'Elsa, in Val di Nievole, in Val d'Arno, e nella
+Lunigiana: quasi niuna provincia era rimasta intatta; il commercio,
+minacciato nella capitale, era stato ne' più rimoti paesi travagliato
+dalle confische pronunciate dal papa; tutti sentivano che la guerra non
+era sostenuta che per la difesa di Lorenzo, ed affatto estranea ai veri
+interessi dello stato; ognuno voleva porvi fine; e Girolamo Morelli, che
+risguardavasi come uno degli amici e dei più zelanti partigiani de'
+Medici, disse a Lorenzo in pieno consiglio: «La nostra città è oggi
+stanca, più non vuole guerra, più non vuole rimanersi interdetta e
+scomunicata per difendere il vostro credito[207].»
+
+ [207] _Jacopo Nardi Ist. Flor., t. I, p. 12. -- Ist. Mich. Bruti, l.
+ VII, p. 172._
+
+In così difficili circostanze Lorenzo dei Medici prese una risoluzione
+apparentemente ardita, ma che pure era la sola prudente, quella di
+recarsi egli stesso presso di Ferdinando, di conoscere le segrete sue
+disposizioni, e di approfittarne per negoziare con lui; metter fine alle
+lagnanze de' malcontenti di Firenze colla speranza di una prossima pace,
+e di mostrare nello stesso tempo all'Europa, ch'egli non era altrimenti
+il tiranno della sua patria, poichè osava, come ogni altro cittadino,
+porsi tra le mani de' nemici sotto la sola salvaguardia del diritto
+degli ambasciatori. La sorte provata dal Piccinino alla stessa corte di
+Napoli dava agli occhi de' meno veggenti tutto il merito di un grande
+coraggio a cotale condotta, sebbene Lorenzo non si esponesse a verun
+rischio. Il Piccinino, solo capo della sua armata, non lasciava dietro
+di sè nè stati, nè vendicatori; la sua morte costava a Ferdinando un
+delitto e non guerre. Per lo contrario la repubblica di Firenze sarebbe
+tutta intera sopravvissuta a Lorenzo, avrebbe mostrato più zelo nel
+punire gli uccisori di quest'illustre cittadino, che nel difenderlo, e
+Ferdinando non avrebbe raccolto altro frutto da un tradimento, che la
+vergogna di averlo commesso. Lorenzo, invitato a fare questo viaggio dal
+duca di Calabria e dal duca d'Urbino[208], aveva già da Napoli ricevuta
+l'assicurazione di esservi ben accolto, quando il 5 dicembre fece per
+mezzo del gonfaloniere adunare un consiglio dei _Richiesti_ per
+comunicar loro le proprie intenzioni[209]. Egli partì lo stesso giorno,
+ed all'indomani scrisse da Samminiato alla signoria per prendere da lei
+congedo. Rappresentavasi in questa lettera come una vittima che si offre
+in sagrificio per calmare la collera di potenti nemici[210]. Giunto a
+Pisa vi trovò i pieni poteri dei decemviri della guerra per trattare in
+nome della repubblica poteri che i suoi partigiani non avevano osato
+domandare al consiglio dei cento, per timore di trovarvi
+opposizione[211]. Una galera napolitana lo aspettava per ordine di
+Ferdinando a Livorno, ed il capitano lo ricevette a bordo coi più grandi
+onori.
+
+ [208] La lettera di Lorenzo del 6 di dicembre a questi due duchi ci
+ fu conservata dal Malavolti. _Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 76._
+ Il Medici dichiara d'intraprendere questo viaggio dietro i loro
+ consiglj, ed in sua assenza loro raccomanda i proprj interessi.
+
+ [209] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143._
+
+ [210] _Presso Roscoe Life of Lorenzo, t. I, p. 226._
+
+ [211] _Epist. Barthol. Scalae apud Roscoe. Appendix XXX, t. III, p.
+ 174._
+
+L'arrivo di Lorenzo de' Medici a Napoli fu un vero trionfo; il secondo
+figlio del re, Federico, e suo nipote Ferdinando vennero a riceverlo
+alla riva, e lo stesso monarca mostrò di credersi onorato dalla venuta
+di un tale ospite[212]. Ebbe con lui lunghe conferenze intorno alla
+politica d'Italia. Il Medici svelò al re il trattato di già intavolato
+con Renato II di Lorena, in forza del quale obbligavasi questo duca
+verso le due repubbliche a condurre sei mila cavalli in Italia per
+muovere guerra alla casa d'Arragona[213]. Gli comunicò altresì le
+offerte di Lodovico XI, che sembrava voler far valere a vicenda o i
+diritti della casa di Lorena, o i suoi proprj sul regno di Napoli.
+Questo monarca colla sua attività, colle sue complicate negoziazioni,
+colla sua misteriosa politica faceva in allora illusione a tutta
+l'Europa, mentre la sua salute andava declinando. L'invasione francese,
+che rovesciò quindici anni più tardi dal suo trono il re di Napoli,
+pareva di già minacciarlo. L'appoggio che Ferdinando trovava nella corte
+di Roma era troppo incerto per equilibrare questo pericolo. Il papa era
+vecchio ed infermiccio, e, venendo a morte, il di lui successore
+potev'essere egualmente premuroso di dare stato ai proprj nipoti, e
+perciò di gittarsi in un opposto partito, che gli offrisse le spoglie di
+Girolamo Riario e de' suoi amici. Ma Lorenzo de' Medici, presentando
+questo quadro dell'Europa a Ferdinando, convenne che alla repubblica
+fiorentina era più facile il vendicarsi che il difendersi. Convenne che
+quando avesse una volta chiamati gli oltremontani in Italia, non sarebbe
+più in suo potere il fermarne l'impeto, e che probabilmente non verrebbe
+a soffrir meno da una guerra, nella quale la Toscana sarebbe la loro
+piazza d'armi. L'interesse di Ferdinando e de' Fiorentini era troppo
+conforme, perchè essi non dovessero anteporre una fedele alleanza ad una
+guerra senza scopo. Era del comune loro interesse di mantenere l'Italia
+in pace, di chiuderne l'ingresso ai Turchi per mezzo de' Veneziani, ed
+ai Francesi per mezzo del duca di Milano, di consolidare il governo di
+quest'ultimo, che nell'ultima rivoluzione era stato scosso, di tenere
+per lo contrario aperti gli occhi sull'ambizione ed i progressi della
+repubblica di Venezia, che, dopo avere ricuperata la pace ai confini
+d'Oriente, poteva dettare leggi ai suoi vicini; all'ultimo di tenere a
+freno lo spirito turbolento del papa, che per ottenere a suo figlio un
+piccolo principato aveva colle più funeste pratiche compromessa tutta
+l'Italia[214].
+
+ [212] _Valori in vita Laurentii, p. 34._
+
+ [213] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1163. -- Scip. Ammirato, l.
+ XXIV, p. 144._
+
+ [214] _Jo. Mich. Bruti Hist. Flor. l. VII, p. 176._
+
+Queste considerazioni non riuscivano nuove a Ferdinando, e fecero sul di
+lui animo grandissima impressione; ma perchè gli si era sempre parlato
+dell'odio e del malcontento da Lorenzo eccitato in Firenze, prima di
+fare fondamento sull'alleanza di questo capo di parte, premevagli di
+sapere se i Fiorentini non separerebbero i loro interessi da quelli di
+Lorenzo. A tale oggetto Ferdinando lo trattenne lungamente presso di sè,
+e nello stesso tempo osservò attentamente se la di lui lontananza dava
+luogo a qualche movimento. I nemici del Medici colsero quest'occasione
+per manifestare altamente i loro timori intorno alla di lui sorte, e
+ricordavano la crudele morte del Piccinino, sperando di suggerire al re
+il pensiero di trattare nello stesso modo il loro avversario. Nello
+stesso tempo opponevansi ostinatamente ne' consiglj a tutte le domande
+de' suoi amici, deplorando la sorte della repubblica, implicata
+contemporaneamente in due guerre, mentre il suo capo trovavasi assente,
+imperciocchè nello stesso giorno in cui Lorenzo era partito da Firenze
+per trattare col re di Napoli, Agostino, figliuolo di Luigi Fregoso, in
+onta della tregua, si era per sorpresa impadronito di Sarzana, che suo
+padre, molti anni prima, aveva venduta alla repubblica fiorentina[215].
+
+ [215] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143. -- Diar. Parm. p. 327. --
+ Machiavelli Ist., l. VIII, p. 403._
+
+Finalmente Ferdinando acconsentì di sottoscrivere, il 6 marzo del 1480,
+con Lorenzo de' Medici un trattato di pace fra il suo regno e la
+repubblica fiorentina. Richiese che i Pazzi, tenuti prigione nella torre
+di Volterra, sebbene non avessero avuto parte nella congiura, fossero
+liberati; che i Fiorentini pagassero a suo figlio, il duca di Calabria,
+a titolo di soldo l'annua somma di sessanta mila fiorini. Dal canto suo
+prometteva la restituzione delle città e fortezze prese ai Fiorentini
+nella presente guerra, ed i due governi si resero garanti degli stati
+l'uno dell'altro[216]. Per quanti ostacoli frapponesse il papa a questo
+trattato, per quanto si mostrasse scontento di non essere stato
+consultato, per quante premure manifestasse di allearsi colla repubblica
+di Venezia, la quale aveva egualmente motivo di lagnarsi della mancanza
+di riguardi per parte de' suoi precedenti alleati, all'ultimo si lasciò
+comprendere nel trattato di Napoli, e le ostilità, sospese nel
+precedente anno in forza di una tregua, più non si rinnovarono[217]. La
+pace pubblicossi ancora in Siena il 25 marzo del 1480[218].
+
+ [216] _Scip. Ammirato, p. 145. -- Machiavelli l. VIII, p. 405. -- Jac.
+ Nardi., l. I, p. 12._
+
+ [217] _Jacobi Volaterrani Diarium Romanum, t. XXIII, p. 105._
+
+ [218] _Alleg. Allegretti, Diar. Sanesi, p. 799. -- Orlando Malavolti,
+ p. III, l. IV, f. 76._
+
+Questa pace accrebbe in Firenze il credito di Lorenzo de' Medici che
+l'aveva ottenuta. Egli fu ricevuto al suo ritorno come il salvatore
+della patria. Approfittò di questa riconoscenza del popolo per
+consolidare la propria autorità: il 12 aprile fece creare una nuova
+balìa, ma con intenzione di non più crearne all'avvenire, perciocchè il
+nome e l'autorità delle balìe contribuivano a rendere odioso il potere
+de' Medici. Fece dunque attribuire questa superiore autorità, ch'egli
+voleva conservare, ad un corpo permanente nello stato. Fu questo un
+nuovo consiglio di settanta cittadini, che dovevano, primi fra tutti gli
+altri, essere consultati intorno agli affari. Vi dovevano essere ammessi
+i gonfalonieri di mano in mano che uscivano d'ufficio, quando non ne
+fossero esclusi dalla maggiorità dei voti. Il consiglio de' settanta
+cominciò un nuovo scrutinio d'elezione per formare in appresso le
+magistrature, e lo fece durare quattro anni, onde più lungamente
+mantenersi dipendenti coloro che aspiravano agl'impieghi. Nello stesso
+tempo adoperò il danaro dello stato per pagare i debiti contratti da
+Lorenzo de' Medici[219].
+
+ [219] _Ist. di Gio. Cambi. Deliz. degli Eruditi, t. XXI, p. 2, 3._
+
+Lorenzo, cui la posterità accordò il nome di _magnifico_, mentre i suoi
+concittadini e gli scrittori suoi contemporanei non gli davano
+quest'epiteto che come un titolo d'onore comune a tutti i condottieri,
+agli ambasciatori, ed ai principi che non ne avevano un altro, Lorenzo
+meritava questo soprannome, di cui gli diede possesso un errore. La
+magnificenza apparteneva non meno alla sua politica che al suo
+carattere: egli amava di dare l'idea di una infinita ricchezza, per
+sublimare l'opinione del suo potere; e mai non misurava il suo fasto
+sulle sue entrate. In tempo della sua dimora in Napoli, dopo una ruinosa
+guerra per lui e per la patria, distribuì doti a moltissime fanciulle
+della Puglia e della Calabria, che avevano implorata la sua munificenza,
+e dispiegò in sugli occhi de' Napolitani sia nelle compre, sia nel suo
+accompagnamento e negli equipaggi tutta la pompa di una ricchezza che
+non aveva più nulla di reale: sempre egli volle sorprendere ed
+abbagliare[220].
+
+ [220] _Valori in vita Laurent., p. 35. -- Diar. Parmense, t. XXII, p.
+ 335._
+
+Il trattato di pace che assodava la sua potenza non lasciava di esporre
+la sua patria al più terribile pericolo che mai corso avesse. Ferdinando
+vi si era, più che per altro titolo, determinato per dare tempo al duca
+di Calabria di stabilire il suo credito in Siena, riducendo questa
+inquieta repubblica nell'assoluta dipendenza della corona di Napoli.
+Questo progetto era stato segretamente concepito dal re Alfonso quando
+questi era venuto in Toscana nel 1446, e fu dal medesimo ripreso nel
+1452 e 1466; ma non mostrossi mai tanto vicino alla sua esecuzione che
+allora quando Lorenzo, sagrificando la sua patria alla sua personale
+sicurezza e l'interesse dei secoli a quello del momento, aveva
+acconsentito a favoreggiarlo cercando una pace che il duca di Calabria
+desiderava più di lui.
+
+Siena aveva colle sue leggi consacrata l'esistenza di tutti i partiti
+che l'avevano successivamente dominata, ed i suoi cittadini si trovavano
+divisi in molti ordini, che piuttosto erano fazioni, e che portavano il
+nome di _Monti_. Il primo, e quello che aveva risvegliata la più
+costante gelosia, era quello dei nobili, un tempo proprietarj di tutto
+il territorio. Vennero successivamente privati di tutte le loro
+fortezze, ed in pari tempo esclusi da tutte le magistrature. Il seguente
+era il _Monte dei Nove_, che formava a Siena una nobiltà popolare,
+press'a poco uguale a quella degli Albizzi e del loro partito in
+Firenze. Erano uomini cui le antiche ricchezze, acquistate colla
+mercatura, avevano procacciato un'antica riputazione, di cui
+continuavano ad avere il godimento per un diritto ereditario. L'ordine,
+o _Monte dei Dodici_ era il più immediato rivale di quello dei _Nove_,
+ed era composto di ricchi mercanti, contando di quest'epoca circa
+quattrocento uomini atti ad entrare ne' consiglj, dai quali erano però
+costantemente tenuti lontani dalla gelosia del governo. Il restante
+della nazione era diviso tra i due ordini o monti novissimi, dei
+_riformatori_ e del popolo.
+
+Dopo il 27 novembre del 1403 tenevansi coalizzati i tre ordini dei
+_nove_, dei _riformatori_ e del _popolo_. Avevano questi soli parte nel
+governo, dopo l'esclusione degli altri due. La signoria veniva composta
+di nove priori, tre d'ogni monte, e di un gonfaloniere di giustizia,
+somministrato a vicenda dai tre ordini[221]. Questa forma di governo
+erasi mantenuta con maggiore stabilità che verun'altra delle precedenti,
+malgrado le pratiche di Pio II, ch'era nobile sienese della casa
+Piccolomini. Chiesto aveva questo papa che si restituissero in tutti i
+diritti di cittadinanza i nobili ed il monte dei dodici; nel 1458 era
+stata esclusa la sua domanda, ma nello stesso tempo si cercò di
+appagarla, ammettendo i membri della famiglia Piccolomini nell'ordine
+del popolo. Nel susseguente anno eransi accordati alcuni pubblici
+impieghi all'ordine dei nobili[222], ma si era costantemente negato lo
+stesso favore al Monte dei Dodici[223], ed alla morte di Pio II,
+accaduta nel 1464, i nobili erano stati di nuovo privati degli onori
+loro accordati dietro istanza del pontefice[224].
+
+ [221] _Orlan. Malavolti Stor. di Siena, p. II, l. X, f. 194._
+
+ [222] _Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 60-61._
+
+ [223] _Ivi, f. 64._
+
+ [224] _Ivi, f. 69._
+
+Comunque imprudente fosse tale esclusione, i Sienesi non avevano motivo
+di pentirsi d'essersi attenuti a ciò ch'essi chiamavano la _Trinità_ del
+loro governo. Le tre fazioni riunite pareva che avessero confusi tra di
+loro i reciproci interessi; e la loro amministrazione era stata
+bastantemente buona, onde le ricchezze e la popolazione si andassero
+visibilmente accrescendo. Siena intanto si ornava di sontuosi palazzi,
+che mostravano ad un tempo i progressi dell'opulenza, delle arti e del
+gusto; la repubblica non era stata frequentemente agitata da interni
+movimenti, aveva preso parte in poche guerre straniere e sebbene
+ecclissata dalla magnificenza di Firenze, potente vicina, e cagione ai
+Sienesi di continua diffidenza, ella conservava esternamente l'onore
+della sua indipendenza, e nell'interno la pace e la prosperità.
+
+Ma l'esistenza di due partiti, formati di persone che non avevano parte
+nel governo, era necessariamente pericolosa alla repubblica. Fra costoro
+gli ambiziosi stranieri non mancavano mai di partigiani; questi erano i
+segreti agenti del duca di Calabria, e questi egli cercava di far
+rientrare nella signoria. Domandò prima il richiamo di tutti coloro
+ch'erano stati esiliati nel 1456[225]. Non avendo potuto ottenerlo
+seminò la discordia fra i tre ordini che governavano in comune; ne armò
+due contro il terzo, ed il 22 giugno del 1480 i cittadini dei Nove e del
+popolo presero le armi, e furono secondati dalle armi del duca di
+Calabria che occupavano la piazza pubblica. Un consiglio generale, da
+cui esclusero tutti coloro che non erano loro devoti, e che non pertanto
+trovossi tuttavia formato di quattrocento quarantadue membri, dietro
+inchiesta del gonfaloniere di giustizia, escluse per sempre dal governo
+il Monte de' riformatori[226]. Questa violenta rivoluzione, che feriva
+un terzo de' cittadini della repubblica, e gli spogliava di quella
+partecipazione alla sovranità di cui erano in possesso da settantasette
+anni, era stata apparecchiata con tanta segretezza, e così prontamente
+eseguita, che non vi fu effusione di sangue. Il duca di Calabria, che
+l'aveva diretta e sostenuta co' suoi soldati, erasi allontanato da Siena
+il giorno in cui doveva scoppiare, onde non essere accusato di farla da
+padrone nella repubblica; ma al suo ritorno fu dai nuovi magistrati
+accolto quale benefattore dello stato. Aveva con loro convenuto di
+formare un Monte nuovo che tenesse luogo di quello de' riformatori, e
+partecipasse per un terzo alle pubbliche onorificenze. Questo nuovo
+ordine, cui diedesi il nome di _Monte degli aggregati_, fu composto di
+un limitato numero di gentiluomini conosciuti pel loro attaccamento al
+duca di Calabria, di varj membri del Monte dei dodici e di quello dei
+riformatori, che una privata ambizione staccava dai loro confratelli;
+finalmente delle famiglie ch'erano state escluse nel 1456 dal Monte dei
+nove e da quello del popolo, per avere voluto di concerto con Giacomo
+Piccinino assoggettare la repubblica al re Alfonso. Così i cinque
+antichi ordini avevano concorso alla formazione del nuovo Monte[227].
+
+ [225] _Orlando Malavolti, p. III, l. IV, f. 76. -- Allegr. Allegretti
+ Diari Sanesi, p. 800._
+
+ [226] _Orlando Malavolti, f. 97. -- Allegr. Allegretti, p. 803._
+
+ [227] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 78. -- Jacobi Volaterrani
+ Diarium Romanum, p. 108._
+
+Il nuovo governo, stabilito dalla violenza, era circondato di nemici, ed
+aveva perciò maggiore bisogno di tenersi affezionato il duca di
+Calabria, mostrandosi sempre dipendente dalla sua volontà. Malvagi
+cittadini, che si lusingavano di ammassare più grandi ricchezze,
+d'esercitare maggiori poteri, di soddisfare più facilmente tutte le loro
+passioni sotto la protezione di un tiranno, piuttosto che nella loro
+patria ancora libera, non avevano mal calcolato supponendo che questa
+rivoluzione obbligherebbe in breve i Sienesi a darsi da sè stessi al
+duca di Calabria. Tutti gli amici della libertà erano atterriti; nè il
+timore era in Firenze meno grande che in Siena. Se l'acquisto che il re
+di Napoli aveva fatto vent'anni prima di alcuni deboli castelli nelle
+Maremme toscane aveva cagionato tanto spavento, come sperare di salvare
+la libertà di Firenze una volta che tutto intero lo stato di Siena
+sarebbe tra le mani di così formidabile vicino? Ma un inaspettato
+avvenimento, che strinse di terrore il rimanente dell'Italia, liberò
+Siena e Firenze da quasi inevitabile servitù, richiamando il duca di
+Calabria a difendere i proprj focolari.
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXVIII.
+
+ _Maometto II occupa Otranto; Sisto IV spaventato fa la pace col
+ Fiorentini, ed il duca di Calabria abbandona Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova guerra accesa in tutta
+ l'Italia da Sisto IV pel ducato di Ferrara. Passa da uno
+ all'altro partito; e all'ultimo muore di dolore per essersi
+ fatta la pace_.
+
+1480 = 1484.
+
+
+Maometto II mai non faceva la pace con un principe cristiano, che per
+attaccarne più vantaggiosamente un altro; perciò contavasi che nel lungo
+suo regno aveva soggiogati due imperi, dodici regni e più di dugento
+città. Nel 1480 apparecchiò nello stesso tempo due spedizioni: destinata
+era una di queste, sotto gli ordini del pascià Mesithes, di greca
+origine, e della stirpe de' Paleologhi, a togliere Rodi ai cavalieri di
+san Giovanni di Gerusalemme; ma il gran maestro d'Aubusson respinse
+gloriosamente i Turchi, che dopo avere assediata la capitale dal 23
+maggio al 22 agosto, furono costretti a ritirarsi perdenti[228]. L'altra
+armata di Maometto si adunò alla Valona sotto gli ordini del suo gran
+visir Achmet Giediko Breche-Dente, nativo d'Albania. Venne a prenderla a
+bordo una flotta di cento vascelli; quella de' Veneziani, ch'era di
+sessanta vele, la scortava, mostrando d'impedirle che entrasse
+nell'Adriatico[229]; improvvisamente i Turchi sbarcarono sulla costa
+d'Italia presso di Otranto il venerdì 28 luglio dopo avere attraversato
+il mare Adriatico, che in questo luogo non ha più di cinquanta miglia di
+larghezza.
+
+ [228] _Epist. Petri d'Aubusson ad Pontif. 13 septem. 1480. -- Raynald
+ 2-13, p. 286. -- Jacobi Volater. Diar. Rom., p. 106. -- Ann. Turcici
+ Leunclavii, p. 258. -- Diarium Parm. p. 344. -- Turco Graeciae Hist.
+ Polit., l. I. p. 26. _
+
+ [229] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, t. XXII, p. 1213._
+
+Gli abitanti d'Otranto, sebbene non apparecchiati a quest'attacco,
+difesero vigorosamente le loro mura; ma non potevano lungamente
+resistere: Achmet Giedik aveva sbarcata molta artiglieria, che bentosto
+aprì larghe brecce nelle mura, e la città fu presa d'assalto l'11 agosto
+del 1480[230]. La popolazione, secondo il Sanuto, ammontava a ventidue
+mila uomini; dodici mila furono uccisi nel primo furore della vittoria;
+ma i fanciulli che potevano essere vantaggiosamente venduti, e coloro
+che furono creduti abbastanza ricchi per poter pagare una grossa taglia,
+furono fatti schiavi[231]. L'arcivescovo ed i preti, principale oggetto
+dell'odio dei Turchi, furono crudelmente tormentati, ed il culto
+cristiano profanato con ogni sorta d'oltraggi e di vituperi[232].
+
+ [230] _Demetrius Cantemir, l. III, c. I, § 32, p. 111._
+
+ [231] _Marin Sanuto Vita dei Duchi di Venez., t. XXII, p. 1213._
+ Pure il Giannone riduce i morti a soli ottocento, _l. XXVIII.
+ Introd., p. 602_.
+
+ [232] _Jac. Volterrani Diar. Roman.; l. II, p. 110. -- Diar. Parm.,
+ p. 346-352._ Dugento vent'anni dopo quest'avvenimento, la leggenda
+ se ne impossessò, e vi frammischiò il suo maraviglioso; Francesco
+ Maria d'Asti, nel 1700 arcivescovo d'Otranto, scrisse che ottocento
+ martiri preferirono il supplicio all'abjurare, e che condotti in sul
+ luogo in cui dovevano morire, Antonio Primaldi, rimasto capo del
+ clero, dopo la morte dell'arcivescovo Stefano, fu il primo a perdere
+ la testa; ma che il suo corpo, invece di cadere morto, restò in
+ piedi malgrado tutti gli sforzi de' Turchi per atterrarlo, e che coi
+ suoi gesti continuò ad esortare i suoi compagni alla costanza finchè
+ tutti ebbero subito lo stesso supplicio; che allora, dopo gli altri,
+ acconsentì di essere collocato tra gli estinti. _Franc. Mariae de
+ Aste in Memor. Hydrunt. Eccles. Epit., l. II, c. II, p. 11. -- In
+ Burm. Thes. Antiqu. et Hist. Ital., t. IX, p. VIII._
+
+Questo inaspettato attacco, che colmò l'Italia di spavento, era stato
+provocato dai Veneziani. Non dissimulano gli storici della repubblica
+che dopo la pace tra Lorenzo de' Medici ed il re di Napoli, la loro
+patria mandò due ambasciatori, uno al papa, l'altro al gran signore per
+concertare la ruina di Ferdinando. Sebastiano Gritti doveva invitare
+Maometto II a riprendere le province dell'Italia meridionale, che altra
+volta dipendevano dall'impero d'Oriente[233]. Zaccaria Barbaro doveva
+proporre al papa di assoldare in comune coi Veneziani e di nominare
+capitano generale della loro lega Renato II di Lorena, ch'essi
+invitavano a scendere in Italia[234]. È verosimile che i Veneziani non
+comunicassero a Sisto IV il progetto dello sbarco dei Turchi presso
+Otranto, siccome quello ch'era troppo pericoloso per la santa sede; ma
+Ferdinando, che non dubitava dell'inimicizia di Sisto IV, sospettò che
+gli avesse tirato addosso l'invasione dei Turchi, e gli fece dire nel
+mese d'agosto per mezzo del suo ambasciatore, che se non otteneva dalla
+Chiesa pronti e potenti soccorsi, tratterebbe coi Turchi e loro darebbe
+il passaggio a traverso ai suoi stati per recarsi a Roma[235].
+
+ [233] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1165. -- Maria
+ Sanuto, p. 1213. -- Alb. de Ripalta Ann. Plac., t. XX, p. 961._
+
+ [234] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1212._
+
+ [235] _Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1213._
+
+Estremo fu lo spavento di Sisto IV, quand'ebbe notizia di tale
+invasione, e fu in procinto di abbandonare Roma e l'Italia per cercare
+un rifugio in Francia. Sapeva che Maometto portava un particolare odio
+alla sede della religione Cristiana, e ch'egli stesso ed il suo clero
+sarebbero esposti a terribili supplicj se venivano in mano dei
+Turchi[236]. Vero è che Otranto era ancora assai lontano da Roma; ma
+poteva temersi un secondo sbarco sulle coste della Marca, ed assicurasi
+infatti che i Turchi tentassero in quest'anno di rubare il tesoro di
+Loreto[237]. Altronde i Musulmani, le di cui costanti vittorie avevano
+sbalordita l'Europa, contavano in allora de' partigiani in Italia, che
+sembravano apparecchiati ad unirsi loro per rompere il giogo de' loro
+preti e de' loro principi. Bentosto si sparse la voce che Maometto II,
+per approfittare del malcontento de' baroni di Napoli, aveva fatto
+proclamare in Otranto, che per dieci anni andrebbero esenti dalle
+imposte tutti i paesi da lui conquistati; che in appresso non imporrebbe
+che il tributo d'una piastra per testa; che permetterebbe ai Cristiani
+di seguire le loro leggi e la loro religione, come praticavano a
+Costantinopoli, e per ultimo che aveva punite le eccessive crudeltà
+esercitate dai vincitori in Otranto. In febbrajo del 1481 mille
+cinquecento soldati di Ferdinando passarono al soldo dei Turchi, e si
+ebbe timore che loro si dasse tutta la provincia[238].
+
+ [236] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 19, p. 289._
+
+ [237] Soltanto sull'autorità del Tursellino. _Hist. Lauret. Aedis,
+ l. II, c. IV, ap. Rayn., § 32, p. 292._
+
+ [238] _Diar. Parm., p. 365, 366, et passim._
+
+Frattanto Sisto IV spediva bolle a tutti i principi cristiani, e
+particolarmente agli stati d'Italia per esortarli alla pace, ed a
+rivolgere le loro armi contro il nemico della religione. «Se i fedeli di
+Cristo, diceva egli, se gl'Italiani soprattutto vogliono difendere i
+loro campi, le loro case, le loro spose, i loro figli, la libertà, la
+vita; se vogliono conservare quella fede, nella quale siamo stati
+battezzati, e per la quale ricevuta abbiamo una nuova nascita, questo è
+il momento di dar fede alle nostre parole, d'impugnare le armi e di
+marciare alla guerra. Che i più lontani dal regno di Sicilia non pensino
+d'essere altrimenti sicuri; se non vanno contro i Turchi per
+combatterli, questi in breve giugneranno fino a loro[239].»
+
+ [239] _Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 21, p. 290._
+
+Ferdinando si affrettò di richiamare dalla Toscana il duca di Calabria,
+facendogli le più calde istanze di non tardare a venire in suo ajuto. Il
+duca uscì di Siena il 7 agosto, non senza esprimere il profondo
+rincrescimento con cui abbandonava un progetto, lungo tempo accarezzato
+dalla sua famiglia, nell'istante in cui pareva che niente potesse più
+ritardarne l'esecuzione. Mentre partiva, i magistrati di Siena gli
+resero i più grandi onori; ma tutti i buoni cittadini sentivansi con
+gioja liberati da un giogo che credevano omai inevitabile[240]. Il duca
+di Calabria passò il 10 settembre a Napoli, ove incorporò nella sua
+armata moltissimi gentiluomini, che vi si erano adunati, e ricevette
+inoltre un corpo ausiliario di mille settecento fanti e trecento
+cavalieri che gli mandava suo cognato, Mattia Corvino, re d'Ungheria.
+Continuò poscia il suo cammino verso la Puglia. Achmet Giedik era stato
+da Maometto richiamato, ed Ariadeno, in addietro governatore di
+Negroponte, aveva in Otranto sotto i suoi ordini una guarnigione di
+sette mila cinquecento uomini. Aveva estesi i suoi guasti a tutta la
+provincia, e minacciato Brindisi d'assedio[241]. Ma sopraggiugnendo il
+duca di Calabria, dovette chiudersi in Otranto, e poco dopo, avendo
+Galeazzo Caracciolo condotta in faccia al porto una flotta napolitana,
+si trovò preclusa ogni comunicazione colla Turchia[242].
+
+ [240] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. -- Allegr. Allegretti,
+ p. 807._
+
+ [241] _Giannone Istor. Civile del regno di Napoli, l. XXVIII,
+ Introd., p. 602._
+
+ [242] _Ivi, p. 603._
+
+Lo spavento dell'invasione de' Turchi aveva all'ultimo determinato il
+papa a rappacificarsi con Firenze; ma in questa medesima
+riconciliazione, renduta necessaria dalle circostanze, lasciò vedere
+tutta l'alterigia del suo carattere. Dodici ambasciatori, i più illustri
+ed i più riputati cittadini che in allora governassero la repubblica,
+furono nominati in principio di novembre per recarsi a Roma. Vi
+entrarono privatamente la notte del 25 di novembre, senza che veruno
+della famiglia del papa o de' cardinali si muovesse ad incontrarli.
+Francesco Soderini, vescovo di Volterra, capo della legazione, espresse
+all'indomani in una segreta udienza il dispiacere della repubblica, la
+sua sommissione ai giudizj del papa, ed il suo desiderio di essere
+riconciliata alla Chiesa. Le condizioni della pace vennero in più
+conferenze discusse coi cardinali; quando all'ultimo tutto fu regolato
+tra di loro, i deputati vennero invitati a recarsi alla basilica di san
+Pietro il 3 dicembre del 1480, prima domenica dell'avvento. Dopo averli
+fatti aspettare qualche tempo sotto il portico, il pontefice
+sopraggiunse co' suoi cardinali; gli venne innalzato un trono in faccia
+all'ingresso principale, le di cui porte rimasero chiuse: gli
+ambasciatori, col capo scoperto, gittaronsi in allora a' suoi piedi,
+dopo avere baciati i quali, confessarono, stando inginocchiati, che
+avevano peccato contro la Chiesa e contro il pontefice, e implorarono la
+sua compassione verso il popolo che li mandava. Luigi Guicciardini,
+vecchio settuagenario, parlò a nome di tutti, ma a voce bassa ed in
+italiano. Un notajo apostolico lesse in seguito la formola della
+confessione e le condizioni della pace. Allora il pontefice, avendo
+accennato di fare silenzio, pronunciò queste parole: «Voi avete peccato,
+miei figli, primamente contro il Signore Iddio, nostro Salvatore,
+crudelmente uccidendo e criminosamente l'arcivescovo di Pisa, ed i
+sacerdoti del Signore; perciocchè sta scritto: _Voi non toccherete i
+miei unti_. Voi avete peccato contro il romano pontefice, ch'esercita in
+terra le funzioni di N. S. Gesù Cristo, avendolo voi diffamato per tutto
+l'universo. Voi avete peccato contro il santo ordine de' cardinali,
+ritenendo suo malgrado un cardinale legato della santa sede apostolica.
+Voi avete peccato contro l'ordine ecclesiastico, negando i vostri
+tributi al clero del vostro territorio; voi siete stati la causa di
+molte rapine, incendj, saccheggi, per non avere ubbidito agli ordini
+apostolici. Fosse piaciuto a Dio che fino da principio foste venuti a
+noi, padre delle vostre anime; allora non saremmo ricorsi alle armi
+temporali per vendicare le ingiurie inflitte alla Chiesa. Con
+dispiacere, non v'ha dubbio, noi abbiamo insevito contro di voi, pure
+dovemmo farlo per l'onore dell'apostolato di cui siamo incaricati. Ma
+presentemente, miei figliuoli, che voi vi presentate con umiltà, vi
+riceviamo in grazia tra le nostre braccia, vi assolviamo dagli errori e
+dagli eccessi che avete confessati; non vogliate ancora peccare, miei
+figli; _non fate come i cani, che, dopo essere stati gastigati, tornano
+alle loro turpitudini_. Del resto voi avete sperimentata la potenza
+della Chiesa, e dovete sapere quanto sia dura cosa l'opporre la sua
+testa allo scudo di Dio, o il voler rompere la di lui corazza[243].»
+
+ [243] _Jacobi Volaterrani Diar. Roman., l. II, p. 114. -- Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+Dopo avere così parlato, prese alcune bacchette dalle mani del gran
+penitenziere, e percosse leggermente le spalle d'ogni ambasciatore, che
+ad ogni colpo chinava il capo, e rispondeva col versetto del salmo
+_Misere mei Domine_! Dopo ciò vennero nuovamente ammessi al bacio de'
+piedi, e benedetti dal pontefice che, levato dal suo trono, fu portato
+all'altar maggiore. Le porte della Chiesa vennero aperte, e gli
+ambasciatori vi entrarono cogli altri; ma alle condizioni del trattato
+precedentemente stipulato il pontefice aggiunse, per modo di penitenza,
+che i Fiorentini armerebbero a loro spese quindici galere per fare la
+guerra ai Turchi[244]. E così ebbe fine la guerra nata dalla congiura
+dei Pazzi, e tale fu l'orgoglio con cui il pontefice punì, per essere
+rimasti in vita, coloro ch'egli non aveva potuto far assassinare[245].
+
+ [244] _Jac. Volaterrani Diar. Rom., l. II, p. 114. -- Rayn. Ann.
+ Eccl. 1480, § 40, p. 294._
+
+ [245] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 115. -- Scip. Ammirato,
+ l. XXIV, p. 146. -- Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 410. -- Jo. Mich.
+ Bruti, l. VII, p. 184._
+
+I Fiorentini approfittarono pure dello spavento di Ferdinando, e del
+bisogno che di loro aveva, per farsi restituire le fortezze occupate in
+Toscana dal duca di Calabria. Erasi Ferdinando obbligato verso la
+repubblica di Siena a cederle tutte le conquiste fatte sui Fiorentini,
+che sarebbero al di dentro di un raggio di quindici miglia preso dalle
+mura della città. Aveva infatti consegnati ai Sienesi Montedomenichi, la
+Castellina e san Polo; ma aveva ritenuti sotto gli ordini di Prenzivalle
+Gennaro, gentiluomo napolitano, Colle di Val d'Elsa, Poggibonzi, Poggio
+imperiale, Monte san Savino ed altre piazze di minore importanza. Alla
+fine di marzo del 1481 fece rilasciare ai Fiorentini tutti i luoghi che
+occupava Gennaro, e subito dopo ordinò ai Sienesi di restituire le
+conquiste in cui essi tenevano guarnigione. Un vivo odio prese in allora
+a Siena il luogo dell'affetto che vi si era conservato per la casa di
+Napoli[246].
+
+ [246] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. -- Allegretto
+ Allegretti Diari San., p. 808. -- Diar. Parm., p. 368._
+
+Il papa, che aveva ordinato ai Fiorentini di concorrere alla difesa
+dell'Italia contro i Turchi, volle contribuirvi ancor egli. Fece armare
+una flotta nel Tevere, e scelse per comandarla quello de' suoi prelati
+ch'era più capace di condurre una guerra marittima. Fu quel medesimo
+Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova, quel formidabile capo di parte,
+che vedemmo consacrarsi alla pirateria quando dovette abbandonare la
+città in cui aveva regnato. Sisto IV lo aveva creato cardinale in maggio
+del 1480[247], e gli affidò nella vegnente primavera il comando delle
+sue galere. Paolo Fregoso andò a raggiugnere Galeazzo Caraccioli nelle
+acque di Otranto. Il formidabile gran visir Achmet Giedik aveva di già
+adunati alla Valona venticinque mila uomini, che stava per trasportare
+ad Otranto, onde continuare la conquista dell'Italia, quand'ebbe notizia
+della morte di Maometto II, accaduta il 3 maggio del 1481 presso di
+Nicomedia, alla qual morte dopo pochi mesi tenne dietro la guerra civile
+scoppiata tra i suoi figliuoli Bajazette II e Gemma, ossia Zizim[248].
+Achmet, abbandonando allora ogni progetto di conquista sul regno di
+Napoli, condusse la sua armata in soccorso di Bajazette, sebbene avesse
+motivo di temere il risentimento di questo principe per un'antica
+offesa. Gli si presentò colla sua scimitarra appesa al pomo della sua
+sella, perchè ricordavasi avergli detto: «Se tu diventi sultano, io mai
+non la sguainerò per tua difesa.» Ma quando Bajazette, chiamandolo suo
+padre, lo invitò a scordarsi gli errori della sua gioventù, Achmet
+Giedik combattè contro i nemici del sultano col suo consueto valore: il
+16 giugno del 1482 vinse Zizim a Serviza, presso d'Iconio, lo inseguì
+nella Caramania, ed all'ultimo lo costrinse a ritirarsi a Rodi[249].
+Ariadeno, lasciato in Otranto con una guarnigione che non poteva
+ricevere soccorsi, si difese non pertanto con molto coraggio, ed ebbe
+diversi vantaggi sul duca di Calabria che lo attaccava; ma in ultimo
+accettò un'onorata capitolazione che gli fu offerta, e rese la piazza il
+10 di agosto. Alcune delle compagnie turche che la difendevano passarono
+ai servigj del duca di Calabria, e furono in appresso utilmente
+adoperate nelle guerre d'Italia[250].
+
+ [247] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 122._
+
+ [248] Questa guerra civile appartiene al susseguente anno. Bajazette
+ aveva prima intrapreso il pellegrinaggio della Mecca, durante il
+ quale affidò le redini dell'impero ottomano a suo figlio Corcud.
+ _Demet. Cantemir., l. III, c. II, § 1 al 5, p. 126._
+
+ [249] _Ann. Turcici Leunclavii, p. 259._
+
+ [250] _Epist. Ferdin. ad Xistum de Idrunto recuperando. Jac.
+ Volaterr. Diar., p. 146. -- Giannone Ist. Civ. l. XXVIII, p. 613._
+
+La notizia della morte di Maometto II era stata rapidamente portata a
+Venezia, ed il doge Mocenigo la comunicò il 29 maggio a tutti gli stati
+d'Italia[251]. Tutti la risguardarono come un avvenimento che liberava
+la Cristianità dal più grande pericolo che mai avesse corso, e tutti
+allentarono il freno a passioni che avevano per timore fin allora
+rattenute. Ma più che tutti gli altri Sisto IV, risguardandosi oramai
+come uscito dal solo pericolo che potesse raggiugnerlo sul trono, più
+non prescrisse limiti alla sua ambizione, a' suoi progetti di vendetta,
+alle turbolenti sue passioni, che talvolta era stato forzato a
+dissimulare. Cominciò dal richiamare la flotta che aveva spedita ad
+Otranto sotto il comando di Paolo Fregoso, non volendo acconsentire che
+approfittasse delle guerre civili dei Turchi per fare qualche conquista
+in Oriente[252]. Egli voleva in luoghi più a sè vicini impiegare tutte
+le sue forze, destinando l'intera Romagna ad essere l'appannaggio del
+suo favorito nipote. Fino dal 4 settembre del 1480 aveva aggiunto il
+principato di Forlì a quello d'Imola, che di già era posseduto da
+Girolamo Riario. L'aveva tolto, per darglielo, alla casa Ordelaffi, che
+lo aveva posseduto cento cinquant'anni. Pino degli Ordelaffi, l'ultimo
+feudatario di questa famiglia, destinava, morendo, la sua eredità ad un
+figlio naturale che lasciava in tenera età. I suoi due nipoti, Antonio
+Maria e Francesco Maria, figliuoli legittimi di Galeotto, fratello di
+Pino, pretendevano, forse a più giusto titolo, un principato da cui il
+loro zio aveva voluto escluderli, mandandoli in esilio. Sisto IV si fece
+giudice della loro causa, e gli spogliò tutti a profitto del proprio
+nipote, senza che alcuna vicina potenza osasse alzare la voce contro
+così manifesta ingiustizia[253]. Mandò in appresso questo stesso nipote
+a Venezia per istringere più intimamente l'alleanza che l'11 maggio del
+1480 aveva conchiusa con quella potente repubblica, e per meditare
+secolei la divisione di altri stati[254].
+
+ [251] _Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. -- Jac. Volaterrani,
+ l. II, p. 134._
+
+ [252] _And. Navagero, p. 1168. -- Jac. Volaterrani, p. 148-152._
+
+ [253] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 112. -- Diar. Parm., t.
+ XXII, p. 345. -- Marin Sanuto Vite, p. 1211._
+
+ [254] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 140._
+
+Onde alimentare le guerre che di già aveva sostenute, e le guerre ancora
+più importanti che progettava; onde sostenere lo stravagante lusso de'
+suoi nipoti, e quello della propria casa, Sisto IV aveva bisogno di
+tutti i provventi del fisco; perciò assoggettava a questo sistema tanto
+l'amministrazione ecclesiastica che la secolare. A poco a poco dichiarò
+venali tutte le cariche della corte apostolica, e ne notificò
+preventivamente il prezzo al pubblico[255]. Vendette ancora, ma alquanto
+più riservatamente, onde non essere accusato di simonia, i più ricchi
+beneficj, ed ancora qualche cappello cardinalizio[256]. Spinse più in là
+che tutti i suoi predecessori lo scandaloso traffico delle indulgenze.
+D'altra banda estorse danaro ai suoi sudditi di Roma, come sovrano e non
+come prete, assoggettando tutto il commercio de' grani al più crudele
+monopolio. Nella stagione del raccolto acquistava tutto il frumento al
+prezzo stabilito d'un ducato al rubbio: quando i suoi magazzini erano
+pieni, faceva nascere artificiali carestie, ora con vendite
+considerabili fatte ai Genovesi, ora col pretesto del passaggio delle
+truppe. Non permetteva che si levasse frumento dai suoi magazzini,
+finchè il prezzo de' mercati non ammontava a quattro o cinque ducati per
+rubbio; allora fissava egli stesso il prezzo del suo frumento, e sotto
+pena di prigione proibiva a' fornaj di adoperare altro frumento che il
+suo. Spesso con queste pratiche mancava tutto ad un tratto il pane ne'
+suoi stati, ed in allora comperava a basso prezzo nel regno di Napoli il
+frumento di peggiore qualità, ed obbligava ad adoperare quel solo. Più
+d'una volta i suoi sudditi dovettero mangiare un pane nero, il di cui
+cattivo odore attestava essere corrotto il grano ond'era formato, e si
+attribuirono a questo cattivo alimento le pestilenziali malattie, che
+durante il suo regno afflissero Roma quasi tutti gli anni[257].
+
+ [255] Raffaello da Volterra ne conservò la nota col prezzo, che
+ Raynaldo pubblicò dopo di lui. In tale occasione ardisce di
+ leggermente biasimare il papa. _Ann. Eccl. 1484, § 25, p. 336._
+
+ [256] _Diar. Rom. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1158._
+
+ [257] _Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1183, 1184._
+
+Frattanto Girolamo Riario era giunto a Venezia, ove fu ricevuto con
+infiniti onori, ed inscritto nel libro d'oro della nobiltà
+veneziana[258]. Veniva a proporre alla repubblica d'attaccare a spese
+comuni un principe vicino, per dividerne in appresso le conquiste; e la
+signoria era tanto più disposta ad entrare in questi ambiziosi progetti
+in quanto che essendo il papa vecchissimo, poteva accadere che il suo
+successore tenesse una diversa politica, e non si prendesse pensiero di
+Girolamo Riario; mentre che la repubblica, forte nella sua immortalità,
+poteva sperare di raccogliere un giorno sola tutti i frutti della guerra
+fatta a spese comuni. La casa d'Este era quella che il papa proponevasi
+di trattare nello stesso modo che aveva trattati gli Ordelaffi nel
+precedente anno. I Veneziani avevano veduto con occhio di gelosia Ercole
+d'Este sposare Leonora, figliuola del re Ferdinando. Vero è che questo
+matrimonio non gli aveva impedito di portare le armi contro suo suocero
+nella guerra di Firenze; ma appunto in tale circostanza erasi renduto
+sospetto di segrete intelligenze coi nemici. Ferdinando, sempre
+corrucciato contro Venezia, poteva trovare nelle fortezze di suo genero
+dei punti d'appoggio per ispingere la guerra fino nel centro degli stati
+di terra ferma della repubblica. Altronde questa aveva dilatato il suo
+dominio fino ai confini del ducato di Milano; e per portarlo egualmente
+fino a quelli della Toscana, doveva invadere gli stati del duca di
+Ferrara; e perchè una parte di questi stati dipendeva dall'impero,
+l'altra dalla Chiesa, i confederati convennero che la repubblica di
+Venezia occuperebbe i primi, cioè Modena e Reggio, e cederebbe al Riario
+i secondi, ossia il ducato di Ferrara[259].
+
+ [258] _Jac. Volaterr. Diar. Roman., p. 143. -- Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 414._
+
+ [259] _Petri Cyrnei Clerici Aleriensis de bello Ferrariensi, t. XXI,
+ p. 1193._ L'autore visse in Venezia in tutto il tempo di questa
+ guerra. -- _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 414. -- Marin Sanuto Vite
+ dei Duchi, p. 1214. -- M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 229. --
+ Bernardino Corio, p. VI, p. 1001._
+
+I Veneziani cercavano cagioni di lite col duca di Ferrara, onde dare
+principio alla guerra concertata col Riario e col papa. Avevano con lui
+alcune controversie rispetto all'estensione de' loro confini, e,
+facendosi giustizia da sè medesimi, avevano fabbricati tre ridotti sullo
+stesso territorio del duca. Nominavano un giudice veneziano che
+risiedeva in Ferrara col titolo di _Viadamo_ per fare giustizia a que'
+sudditi veneziani che abitavano negli stati della casa d'Este. La
+giurisdizione di questo _Viadamo_ aveva pure dato luogo a qualche
+dissapore tra i due governi. Finalmente la repubblica, come sovrana
+delle lagune, pretendeva avere diritto al monopolio del sale; non voleva
+permettere agli abitanti di Ferrara nemmeno di raccogliere quello che il
+mare deponeva sul loro territorio, e lagnavasi, come di un'infrazione
+de' trattati, di tutto quanto praticava l'industria de' sudditi della
+casa d'Este per approfittare delle loro paludi salse. Il duca di
+Ferrara, conoscendosi debole, aveva offerto di dare al senato su tutti i
+capi d'accusa pieno soddisfacimento. Nello stesso tempo aveva invocata
+la protezione del papa, suo abituale signore, ignorando tuttavia che
+doveva risguardarlo come suo capitale nemico.
+
+Frattanto per quanti sforzi facesse Ercole d'Este per calmare i
+Veneziani e riconciliarsi con loro, non potè impedire che il 3 maggio
+del 1482 non gli fosse dichiarata la guerra a nome del doge Giovanni
+Mocenigo e della repubblica di Venezia, come a nome di papa Sisto IV e
+di Girolamo Riario, signore di Forlì e d'Imola. Si videro inoltre
+entrare nella stessa lega Guglielmo, marchese di Monferrato, la
+repubblica di Genova e Pietro Maria de' Rossi, conte di san Secondo,
+nello stato di Parma. D'altra parte il re Ferdinando, il duca di Milano
+ed i Fiorentini, dopo avere inutilmente tentato di sconsigliare Sisto IV
+da così ingiusta guerra, richiamarono i loro ambasciatori, che partirono
+da Roma il 14 di maggio. Dichiararono che difenderebbero il duca di
+Ferrara, e ricevettero nella loro alleanza Federico, marchese di
+Mantova, Giovanni Bentivoglio, capo della repubblica di Bologna, e la
+casa Colonna, che ammise guarnigione napolitana ne' suoi feudi di Marino
+e di Genazzano, posti presso alle porte di Roma[260].
+
+ [260] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1195-1201. -- Jac. Volaterr.
+ Diar. Rom., p. 171-172. -- Diario Romano di Stefano Infessura, t.
+ III, p. II, p. 1149._
+
+E per tal modo l'Italia si trovava divisa in due grandi leghe: la guerra
+scoppiò in ogni luogo nello stesso tempo, e fu tanto più ruinosa per i
+popoli, in quanto che la maggior parte de' più piccoli signori era stata
+ammessa all'alleanza delle grandi potenze. Nello stato della Chiesa i
+Colonna sortivano dalle loro terre murate per guastare tutte le vicine
+campagne, e le stesse strade di Roma venivano spesse volte insanguinate
+dalle zuffe. I Savelli si erano uniti ai Colonna, mentre che gli Orsini,
+non ascoltando che l'antico loro odio per queste due case, avevano
+abbracciata la causa del papa. A non molta distanza di là, i Fiorentini
+avevano armata mano rimesso Niccolò Vitelli nella sua signoria di Città
+di Castello, cacciandone Lorenzo Giustini, creatura del papa, che per
+vendicarsi danneggiava le campagne. Finalmente il duca di Calabria, che
+coll'armata napolitana aveva voluto soccorrere suo cognato, il duca di
+Ferrara, era stato trattenuto nello stato di Roma dall'armata
+pontificia, e contribuiva dal canto suo a ruinare il patrimonio di san
+Pietro[261]. In Romagna, Giovanni Bentivoglio trovavasi coi Bolognesi
+opposto a Girolamo Riario; Ibletto del Fieschi, sceso dalle montagne
+della Liguria, guastava i confini del Milanese; e per ultimo Pietro
+Maria de' Rossi, cui i Veneziani accordavano un annuo sussidio di venti
+mila fiorini per turbare il governo di Milano nello stato di Parma,
+portava la desolazione in tutto il vicinato de' suoi numerosi castelli.
+Sostenne in Torre Chiara, Noceto, Berceto e Preda Balcia, ostinati
+assedj, e quando il 10 settembre del 1482 morì a Torre Chiara in età di
+ottant'anni, prese il suo posto suo figliuolo Guido de' Rossi, che
+mostrò per la medesima causa la stessa ostinazione e lo stesso
+valore[262].
+
+ [261] _Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 149. -- Andrea Navagero Stor.
+ Venez., p. 1171. -- Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 416. -- Diar. di
+ Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1071._
+
+ [262] La guerra di Pietro Maria de' Rossi viene raccontata con una
+ fastidiosa minutezza ne' Giornali di Parma, composti da un
+ partigiano di questa casa (_Rer. Ital., t. XXII, p. 379-398_).
+ Questi giornali finiscono coll'anno 1482. Sono scritti in un barbaro
+ latino, pieni di dicerie popolari o di minutissime circostanze
+ intorno alla amministrazione della giustizia: ma fanno abbastanza
+ conoscere l'anarchia dei paesi governati a nome del duca di Milano,
+ i continui assassinj cui trovavansi esposti, e l'impossibilità in
+ cui si vedevano i cittadini di ottenere giustizia. Tutte queste
+ circostanze sfuggono alla storia, perchè non sono illustrate da
+ verun tratto grande, perchè niuna virtù, niun sentimento generoso
+ risveglia l'interesse in queste piccole città quando hanno perduta
+ la libertà; ma quando uno ha il coraggio di leggere da capo a fondo
+ uno di questi giornali, si persuade che il silenzio degli storici
+ intorno a questi popoli schiavi non prova nè la loro felicità, nè la
+ loro sicurezza. I Parmigiani erano soggetti di quest'epoca a tutte
+ le turbolenze della più faziosa repubblica, senz'essere compensati
+ da verun sentimento nobile e generoso, senza avere una volontà
+ propria, senza meritare che lo storico si fermasse a raccontare i
+ loro mali.
+
+Ma la guerra principale trattavasi ai confini del Ferrarese. Questa per
+la natura del paese presentava difficoltà che i soldati non sono troppo
+accostumati a superare. Quasi tutta la campagna situata tra Ravenna,
+Venezia e Ferrara, è tagliata da infiniti canali, o inondata da acque
+stagnanti. Tutti i fiumi che scendono dal vasto anfiteatro formato dagli
+Appennini e dalla lunga catena delle Alpi, si riuniscono all'estremità
+del mare Adriatico. La ghiaja e la melma, che strascinano giù dalle
+montagne, alzano il loro letto, ne otturano la foce, gli sforzano a
+dividersi tra migliaja d'isolette ed a rovesciarsi all'ultimo in vaste
+lagune, che mancano di bastante fondo per poterle attraversare colle
+barche, e non pertanto hanno tropp'acqua perchè possano praticarsi dagli
+uomini o dai cavalli. La strada di Bologna a Ferrara attraversa una
+parte di questi stagni, ove l'occhio non trova limiti, sebbene altri
+assai più considerabili stendansi al di sotto di Rovigo intorno a
+Mesola, ad Adria, a Comacchio, piccole città, che come Venezia sorgono
+di mezzo alle acque. Le isole formate dall'Adige, dal Po, dal Tartaro e
+dagli altri fiumi che vi si riuniscono, chiamansi Polesini. Uno de' più
+grandi e de' più fertili è quello di Rovigo, che viene bagnato
+dall'Adige e dal Po, e tagliato da numerosi canali. La conquista di
+questi Polesini, la conquista delle grosse terre poste in mezzo a questi
+immensi stagni era una difficilissima intrapresa[263]. I Veneziani la
+tentarono sotto la direzione di un generale cui avrebbesi piuttosto
+creduto dover combattere per l'opposta lega.
+
+ [263] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 230-231._
+
+Il generale cui affidarono il comando delle loro armate fu quello stesso
+Roberto di Sanseverino, che meno di tre anni prima aveva con felice
+ardimento posto Lodovico il Moro alla testa della reggenza di Milano.
+Ossia che così grande servigio gl'ispirasse troppo grandi pretese, ossia
+che il Moro trovasse pesante ogni riconoscenza, Roberto di Sanseverino
+venne dichiarato ribelle con i suoi sette figli, tutti abili alle armi,
+il 27 gennajo del 1482. Egli occupava in allora il castel nuovo di
+Tortona, dal quale uscì con ottanta cavalieri e molta gente a piedi, e,
+facendosi strada a traverso ad una piccola armata milanese che veniva ad
+assediarlo, guadagnò le montagne di Genova, di dove si affrettò di
+passare a Venezia per offrire i suoi servigj ad una repubblica che
+faceva la guerra al suo ingrato amico[264].
+
+ [264] _Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 964._
+
+Il Sanseverino seppe in questa difficile campagna sostenere la sua
+riputazione, sebbene la natura del terreno non gli permettesse nè rapide
+marce, nè battaglie, nè luminosi fatti. Per attaccare i Polesini adoperò
+a vicenda, a seconda del bisogno, i battelli e l'infanteria, ora formava
+trincee con fascine a traverso ai laghi del Tartaro tra Legnago e
+Rovigo, e così adoperando molti de' suoi capitani occuparono Mellaria,
+Trecento e Brigantino[265]; ora faceva su per le foci del Po rimontare
+piccole navi che non avevano bisogno di molto fondo, ed in tal modo
+Damiano Moro prese Adria, che saccheggiò con estrema crudeltà, uccidendo
+anche parte degli abitanti. I soldati della repubblica, lungo tempo
+accostumati alla guerra contro i Turchi, recavano in Italia le feroci
+abitudini che avevano contratte in Levante. Damiano Moro occupò ancora
+Comacchio, prendendo d'assalto i tre ridotti che il duca di Ferrara
+aveva innalzati sul Po alla Pelosella[266].
+
+ [265] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 231._
+
+ [266] _M. A. Sabellico Dec. IV. l. I, f. 232._
+
+L'armata che la lega aveva mandata nel Ferrarese per difendere il duca
+Ercole, era comandata da Federico di Montefeltro, duca di Urbino; ma
+ossia che quest'illustre capitano fosse reso debole dall'età, oppure che
+cedesse alla superiorità del Sanseverino, parve che durante tutta la
+campagna rimanesse perdente. Del resto, sebbene numerose fossero le due
+armate, non si fecero agire da ambe le parti che corpi staccati per
+piccole spedizioni. Ogni corpo, separato da tutti gli altri da paludi o
+da canali e da' fiumi, sui quali l'arte non sapeva ancora con facilità
+gettar ponti, doveva dirigersi a norma delle proprie circostanze, e
+senza seguire un piano generale.
+
+In questa guerra il ferro nemico era meno formidabile che il clima
+micidiale cui d'uopo era esporsi in mezzo ai pantani. Perciò spaventosa
+fu la mortalità de' soldati, de' contadini adoperati ne' lavori, ed
+ancora degli ufficiali di alto rango. I soli Veneziani perdettero tre
+supremi generali, Pietro Trivisani, Loredano e Damiano Moro. Assicurasi
+che le febbri pestilenziali avevano rapiti alle due armate più di venti
+mila uomini[267].
+
+ [267] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+Lo stesso duca Ercole cadde gravemente ammalato nel momento in cui
+avrebbe avuto maggior bisogno di tutta la sua forza fisica e morale per
+difendersi. Frattanto la di lui sposa Eleonora d'Arragona supplì col suo
+coraggio a tutto quanto poteva operare il duca. Avrebbe voluto ravvivare
+lo zelo de' suoi sudditi per la casa d'Este con tutti i mezzi che
+potevano agire sull'immaginazione, e non trascurò nemmeno l'entusiasmo
+religioso. Fece venire da Bologna un eremita, il quale co' suoi sermoni
+incoraggiava il popolo a combattere come in una guerra sacra. Costui
+predicò otto volte di seguito innanzi ad un'assemblea sempre più
+numerosa; ma quando i Ferraresi cominciavano ad animarsi per i suoi
+sermoni, dichiarò che si disponeva a creare una flotta di dodici
+galeoni, che romperebbero l'armata veneziana occupata nell'assedio di
+Figheruolo. Tutta la città udì con istupore questa promessa; egli solo
+il buon eremita non dubitava d'avere il potere de' miracoli. Nel giorno
+stabilito spiegò dall'alto del suo pulpito dodici bandiere coperte di
+croci, sulle quali erano dipinti Gesù Cristo, la Vergine e quaranta
+santi. Scese in allora in mezzo alla sua greggia, si fece portare
+innanzi i suoi stendardi, ed uscì di città, accompagnato da tutto il
+popolo. Tenne la destra riva del Po per giugnere al campo della
+Stellata, di dove voleva indirizzare un sermone a Roberto di Sanseverino
+accampato sull'opposta sponda. Durante tutto il cammino aveva sempre
+cantate orazioni ed antifone alle quali rispondeva il popolo. Federico
+d'Urbino, vedendo giugnere questa strana processione, si fece a ridere,
+e conobbe che niuno utile partito poteva cavarsi da un uomo più d'ogni
+altro acciecato dalla sua credula superstizione. «Mio padre, gli disse,
+i Veneziani non sono invasi dal demonio; invece di esorcizzarli,
+tornatevene a Ferrara, e dite a madama Eleonora, che per iscacciare i
+suoi nemici abbiamo bisogno di danaro, d'artiglieria e di uomini, e non
+di preghiere.» L'eremita tornò a Ferrara a capo chino colle sue
+bandiere[268]. Frattanto Figheruolo fu preso il 29 giugno dopo cinquanta
+giorni d'assedio[269]. Vennero ancora in mano de' nemici Lendenara e la
+Badia, ed all'ultimo, il 17 agosto, anche Rovigo, capitale del Polesine
+ed antico patrimonio della casa d'Este[270].
+
+ [268] _Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia, p. 1218._
+
+ [269] _Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1202. -- And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1174. -- Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 966. -- M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233._
+
+ [270] _Marin Sanuto, p. 1220._
+
+Frattanto il duca di Calabria era entrato nello stato romano coll'armata
+napolitana che voleva condurre a Ferrara. Il papa gli aveva da principio
+opposto Girolamo Riario, nominato gonfaloniere della Chiesa; ma non si
+fidando pienamente della capacità del nipote, aveva chiesto ai Veneziani
+e da loro ottenuto Roberto Malatesta, che, venuto a portargli un
+rinforzo di due mila quattrocento cavalli, prese il comando di tutta
+l'armata. Il Malatesta godeva opinione di essere uno de' migliori
+capitani del secolo, e costrinse il duca di Calabria ad accettare la
+battaglia il 21 agosto a Campo Morto presso Velletri. Teneva nella sua
+armata Gian-Giacomo Piccinino, figlio di quel Piccinino che Ferdinando
+aveva con tutta perfidia fatto perire; lo chiamò alla testa delle sue
+truppe: gli disse essere venuto il momento di vendicare la morte di suo
+padre, ucciso a tradimento dal suo nemico; e gli affidò nello stesso
+tempo il comando dell'ala destra, che doveva entrare per la prima in
+battaglia contro i Napolitani. Il valore e lo sdegno del Piccinino e de'
+soldati di suo padre, che aveva sotto le sue insegne, contribuirono
+potentemente alla vittoria[271]. Fu per altro vivamente contrastata; si
+pugnò da ambo le parti con un accanimento poco comune nelle guerre
+d'Italia, e più di mille rimasero sul campo di battaglia,
+ragguardevolissimo numero per piccole armate, e per combattenti coperti
+di ferro. Finalmente i Napolitani furono rotti; il duca di Calabria fu
+salvato dai Turchi che aveva presi al suo soldo ad Otranto, e che per
+lui combattevano valorosamente; ma Roberto Malatesta gli fece moltissimi
+prigionieri, tra i quali si trovarono trecento sessanta
+gentiluomini[272]. Alcune compagnie di Turchi furono pure avviluppate e
+deposero le armi; ma le riebbero poscia dallo stesso papa; e furono
+impiegate a Roma per contenere il popolo in occasione di feste e di
+ceremonie pubbliche; nè pare che siasi pur cercato di convertirle[273].
+Dopo la vittoria di Campo Morto molti castelli dei Colonna, dove i
+Napolitani avevano guarnigioni, furono ripresi dalla armata della
+Chiesa; ma non fu permesso al Malatesta di approfittare lungo tempo de'
+suoi vantaggi: richiamato a Roma, vi morì il 10 o l'11 di settembre,
+meno di un mese dopo la sua vittoria, non senza violenti sospetti che
+fosse stato avvelenato da Girolamo Riario. Questo conte e tutta la corte
+di Roma non dissimularono la loro gioja per tale morte. Veruna
+ricompensa, soleva dire il Riario, sarebbe bastata all'ambizione di
+Roberto, e coloro cui aveva renduto così importante servigio avrebbero
+dovuto sopportare il peso della sua arroganza. Per altro gli fu
+innalzata in Roma una statua di bronzo col motto di Cesare per
+iscrizione: _veni, vidi, vici_. Ma in pari tempo Girolamo Riario si
+accostò a Rimini per togliere quella città alla casa Malatesta. Roberto,
+che aveva quarant'anni quando morì, non aveva avuto prole da sua moglie,
+figlia di Federico, duca d'Urbino. Lasciava soltanto un figliuolo
+naturale, Pandolfo, che destinava suo successore, in conformità del
+diritto di successione ammesso nella sua famiglia, ove l'eredità era
+quasi sempre stata trasmessa di bastardo in bastardo. Morendo, confidò
+questo figlio alla protezione di suo suocero, il duca d'Urbino, sebbene
+questi comandasse l'armata nemica. Ma per una singolare fatalità il duca
+d'Urbino moriva lo stesso giorno a Ferrara, raccomandando a suo genero
+la difesa della sua famiglia, e l'amicizia di suo figliuolo Guid'Ubaldo,
+nominato suo successore. La moglie di Roberto ricevette nello stesso
+tempo a Rimini la notizia della morte del padre e del marito, e trovò
+ne' Fiorentini, contro de' quali questo marito aveva ultimamente
+combattuto, protezione contro la Chiesa per la quale Roberto aveva
+trionfato[274].
+
+ [271] _Alb. de Ripalta Ann. Placent., l. XX, p. 967._
+
+ [272] _Diar. Rom. Steph. Infessurae, t. III, p. II, p. 1156_ (Questa
+ parte è in latino). _Diario di Roma del notajo di Nantiporto, t.
+ III, p. II, p. 1077. -- Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 178. -- Petri
+ Cyrnei de bello Ferrar., p. 1204. -- And. Navagero, p. 1176. -- Marin
+ Sanuto, p. 1222. -- M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 234. -- Scip.
+ Ammirato, l. XXV, p. 151. -- Machiavelli, l. VIII, p. 417._
+
+ [273] _Diario del notajo di Nantiporto, p. 1078-1081._
+
+ [274] _Machiavelli, l. VIII, p. 419. -- Scip. Ammirato, l. XXV, p.
+ 152. -- Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 179. -- And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1177. -- Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1157. -- Marin
+ Sanuto Vite, p. 1224. -- Diario Rom. del notajo di Nantiporto, p.
+ 1078. -- Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 811._
+
+Tutto sembrava riuscire prosperamente alla lega del papa e de'
+Veneziani, perciocchè mentre che il duca di Calabria era battuto a Campo
+Morto, Roberto di Sanseverino aveva passato il Po presso Ferrara; aveva
+fortificato il ponte gettato sul fiume, e si era impadronito del barco
+che Borso d'Este aveva formato e circondato di mura in distanza di un
+miglio dalla capitale. Questo ricinto, con amenissimi boschetti, con
+canali e getti d'acqua, e riempito di bestie selvatiche, era stato
+guastato dai nemici. Tra questo ed il ponte aveva il Sanseverino
+innalzato un fortino i di cui bastioni e rivellini erano circondati di
+fosse, di modo che gli assalitori erano protetti nelle loro scorrerie
+fino alle porte della città da una fortezza[275]. I Fiorentini,
+scoraggiati da così infelici avvenimenti, parevano disposti a ritirarsi
+dalla lega: e Costanzo Sforza, ch'essi avevano chiamato per essere loro
+generale, non aveva mai potuto ridursi ad uscire dalle mura di
+Pesaro[276]. Ma mentre che i Veneziani vedevansi vicini a dividere le
+loro conquiste, il papa aveva di già intavolato un segreto trattato con
+Ferdinando, e mandatogli perciò il 14 d'ottobre a Napoli il cardinale di
+san Pietro _ad vincula_. Pare che Sisto IV si fosse adombrato
+dell'ingrandimento de' Veneziani ai confini dello stato della Chiesa,
+che si avvedesse che la loro ambizione non rispetterebbe lungamente il
+trattato di divisione, ed è probabile che Girolamo Riario avesse di già
+provato dal canto loro qualche mortificazione. Per lo meno questi
+mostrossi dispostissimo a distruggere l'opera fin allora promossa con
+tanto ardore. Le due armate intesero con eguale sorpresa che il 28 di
+novembre era stata conchiusa una tregua tra il papa e Ferdinando, cui
+tenne dietro bentosto una pace sottoscritta il 12 di dicembre nella
+stessa camera del papa. Questo trattato guarentiva lo stato del duca di
+Ferrara, la restituzione di tutte le conquiste reciprocamente fatte, una
+alleanza per vent'anni tra le parti contraenti, alleanza nella quale
+sarebbero ammessi i medesimi Veneziani, purchè vi acconsentissero avanti
+il termine di trenta giorni, e per ultimo un annuo sussidio di quaranta
+mila ducati, da pagarsi in comune a Girolamo Riario a titolo di soldo.
+Le differenze tra i Fiorentini ed il papa venivano poste in arbitrio
+degli ambasciatori di Spagna[277].
+
+ [275] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 235._
+
+ [276] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 153._
+
+ [277] _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 181. -- Diar. di Roma del notajo
+ di Nantiporto, t. III, p. II, p. 1080. -- Machiavelli, l. VIII, p.
+ 420. -- Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1225._
+
+Nella conchiusione delle condizioni di questa nuova alleanza, Sisto IV
+mostrò lo stesso calore che aveva mostrato nella precedente. Scrisse
+subito al doge di Venezia per intimargli di accettare la pacificazione
+d'Italia, di restituire le conquiste, e di astenersi dal tormentare più
+oltre la città di Ferrara, dipendente dall'alto dominio della santa
+sede, la quale Sisto prendeva sotto la speciale sua protezione[278].
+Scrisse in pari tempo al duca di Ferrara per accertarlo della sincerità
+della sua riconciliazione, ai Ferraresi per esortarli ad una vigorosa
+difesa, ai Bolognesi ed a Giovanni Bentivoglio per incoraggiarli a
+sostenere la casa d'Este[279]. Prima che potesse aver avuto riscontro
+dal senato di Venezia, permise al duca di Calabria di attraversare il
+territorio della Chiesa per passare a Ferrara, e lasciò che Virginio
+Orsini ed altri capitani dell'armata della Chiesa, che partirono da Roma
+il 30 dicembre, entrassero al di lui servigio[280]. Finalmente il 10
+gennajo del 1483 addirizzò all'imperatore ed a tutti i principi d'Europa
+una specie di manifesto contro i Veneziani, accusandoli di colpevole
+ostinazione nel continuare la guerra, promettendo di punirli con tutte
+le pene ecclesiastiche di sua facoltà, come infatti il 10 giugno
+seguente fulminò la scomunica contro i capi della repubblica, ed
+interdisse tutto il territorio[281].
+
+ [278] _Epist. Pontificis apud Petrum Cyrnaeum de bello Ferrar., p.
+ 1209, 1210. -- And. Navagero Stor. Venez., p. 1179._
+
+ [279] _Ann. Eccl. Rayn. 1482, § 17, 18, p. 309._
+
+ [280] _Steph. Infess. Diar. Rom., p. 1157. _
+
+ [281] _Bulla excomun. ap. Rayn. 1483, § 8-16, p. 319._
+
+La maraviglia de' Veneziani non fu minore della loro indignazione,
+vedendo dal papa punita come un delitto la guerra cui erano stati da lui
+medesimo incoraggiati, e ch'egli aveva con loro fin all'ultimo
+sostenuta. Richiamarono da Roma il loro ambasciatore, Francesco Diedo, e
+si apparecchiarono a far testa anche soli a tutta l'Italia[282].
+
+ [282] _And. Nav., p. 1180. -- Marin Sanuto, p. 1227. -- M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+L'ultimo giorno di febbrajo erasi adunato in Cremona un congresso de'
+nemici di Venezia sotto la presidenza di Francesco Gonzaga, signore di
+Mantova e legato del papa. Trovaronsi colà il duca di Calabria, il duca
+di Ferrara, Lodovico Sforza il Moro, reggente di Milano, con due dei
+suoi fratelli, Lorenzo de' Medici, Giovanni Bentivoglio, il marchese di
+Mantova, Gian Jacopo Trivulzio e molti altri capitani di minor
+conto[283]. Erasi proposto d'invadere nello stesso tempo i dominj della
+repubblica dalla banda del Milanese, del Mantovano e della Romagna. Ma
+di quei tempi era, per così dire, ammesso nel diritto pubblico di poter
+fare la guerra per conto de' suoi alleati, senza prendervi parte in nome
+proprio; e nè il duca di Milano, nè il marchese di Mantova vollero tra i
+primi dichiararsi direttamente nemici dei Veneziani, di modo che la
+dieta si sciolse senza aver niente conchiuso. Questa riserva per altro
+non impedì che la guerra si stendesse ancora ai confini che si erano
+voluto preservare. Roberto di Sanseverino entrò nel Milanese il 12 di
+luglio, sperando di ravvivare lo zelo de' partigiani della duchessa
+Bona. Lodovico il Moro fece a vicenda guastare i territori di Bergamo e
+di Brescia; ma nè l'una, nè l'altra spedizione ebbero importanti
+risultamenti[284].
+
+ [283] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 155. -- Alb. de Ripalta Ann.
+ Placent., t. XX, p. 970. -- Bern. Corio Stor. Milan., p. VI, p.
+ 1004._
+
+ [284] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1184. -- Petri Cyrnei de bello
+ Ferrar., t. XXI, p. 1213. -- M. A. Sabellico Dec. IV. l. II, f. 257._
+
+Questa guerra, cui vedevansi prender parte le prime potenze d'Italia,
+era da ambidue le parti così mollemente trattata, e con una tale viltà,
+che forma un sorprendente contrapposto colle guerre che i Francesi
+dovevano tra poco portare in Italia. Non ebbero luogo nè battaglie
+generali, nè assedj di città; attaccavansi soltanto deboli castelli, ed
+accadeva qualche leggiere scaramuccia tra piccoli corpi. Le due armate
+chiudevansi ne' loro trinceramenti poco distanti gli uni dagli altri, si
+minacciavano senza mai venire alle mani, e si assoggettavano nel proprio
+campo alla mortalità, inevitabile conseguenza del clima mal sano delle
+foci del Po, senza esporsi ad onorata morte in battaglia. Il popolo di
+Ferrara, oppresso dagli alloggi de' soldati, dalle contribuzioni, dai
+saccheggi, omai più non si mostrava disposto a nuovi sagrificj per la
+casa d'Este, sebbene niuna cosa annunciasse il fine d'una guerra che non
+era illustrata da verun fatto glorioso. Il duca di Calabria aveva
+saccheggiato il territorio di Brescia, ed i Milanesi quello di Bergamo;
+il marchese di Mantova aveva presa Asola, castello sul fiume Chiesa che
+un tempo appartenne ai suoi antenati. Nello stato di Parma, i Rossi, più
+non potendo resistere alle superiori forze mandate contro di loro, si
+erano ritirati verso le montagne di Genova: di là erano passati a
+Venezia, e quel senato, per indennizzarli dei feudi che avevano perduto,
+aveva loro assegnato un grosso soldo. Ma questi piccoli vantaggi della
+lega, che prendeva il titolo di santa perchè aveva alla testa il papa,
+non arrecavano sollievo al duca di Ferrara. Il nemico stava
+costantemente accampato alle porte della sua capitale, ed i suoi sudditi
+erano stati due anni consecutivi privati di ogni raccolto. Per altro il
+Sanseverino non aveva mai osato di aprire le sue batterie contro le mura
+della città; come il duca di Calabria, con un'armata più forte, non
+aveva saputo, nè costringere i Veneziani ad una battaglia per far loro
+levare l'assedio, nè attaccare il ridotto innalzato tra il parco ed il
+fiume. Mancavano in allora all'arte della guerra i mezzi di giugnere ad
+operazioni decisive; non si attaccavano che i luoghi non difesi, e non
+sapevasi sforzare il nemico a venire a battaglia, nè aprire le mura di
+una piazza in cui si chiudeva[285].
+
+ [285] _M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 239._
+
+In Toscana trattavasi la guerra ancora più mollemente e più vilmente. I
+Fiorentini non avevano verun altro nemico che Agostino Fregoso, nuovo
+signore di Sarzana, che i Genovesi stessi non ajutavano scopertamente.
+Ragguardevole era l'armata destinata contro di lui, e tale da poter
+prendere Sarzana dopo un breve assedio; pure non lo intraprese, e si
+limitò a meschine scaramucce[286]. I Sienesi si erano alleati ai
+Fiorentini, e non avevano altri nemici che i loro emigrati, i quali si
+erano chiusi in Monte Reggioni, ove tentarono invano di forzarli[287].
+Sarebbesi detto che i soldati altro mezzo più non conoscevano per
+entrare in una piazza che quello di aspettare pazientemente l'istante in
+cui piacerebbe al nemico di uscirne.
+
+ [286] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 156._
+
+ [287] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 157. -- Allegretto Allegretti Diari
+ Sanesi, p. 812._
+
+Cotale maniera di guerreggiare dovette parere assai strana a Renato II,
+duca di Lorena, che i Veneziani chiamarono quest'anno in Italia per
+prendere il comando della loro armata. Il loro trattato con questo
+pretendente al regno di Napoli, ch'essi volevano contrapporre a
+Ferdinando, fu stipulato il 30 aprile, o secondo altri il 9 maggio del
+1483. Renato obbligavasi di condurre mille cinquecento cavalli, e mille
+pedoni, e gli era stato promesso il soldo di diciassette ducati e mezzo
+al mese per ogni lancia, formata secondo l'uso francese di sei uomini a
+cavallo. Vi si era aggiunta una gratificazione di dieci mila ducati
+all'anno _per la tavola_ del principe[288]. Rinaldo non arrivò a Venezia
+che assai tardi e con molta difficoltà. Il papa, informato della sua
+venuta, aveva minacciata la scomunica a tutti i principi della Germania
+che gli accorderebbero il passaggio, onde il Lorenese fu costretto di
+entrare lungo la strada in varj negoziati, e di abbandonare spesse volte
+la via più breve. Era da poco giunto nel campo veneziano, ed appena
+aveva avuto il tempo di studiare questo sistema di guerreggiare, tanto
+diverso dal suo, quando ebbe notizia della morte di Lodovico XI re di
+Francia, accaduta il 30 agosto del 1483. Siccome questo monarca aveva
+cercato di togliergli la successione della casa d'Angiò, ordinando
+ingiusti testamenti al suo avo ed al suo prozio, Renato tornò subito ne'
+suoi stati, per tentar di ricuperare, durante la minorità di Carlo VIII,
+ciò che gli aveva fatto perdere la politica di Lodovico XI[289].
+
+ [288] _Marin Sanuto, t. XXII, p. 1226. -- And. Navagero Stor.
+ Venez., p. 1182. -- Petri Cyrnæi de bello Ferrar., p. 1213. -- M. A.
+ Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236._
+
+ [289] _And. Navagero, p. 1185. -- M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+Un'altra guerra sostenevasi con maggior vigore dalla repubblica di
+Venezia, ed era quella che facevagli il papa coi fulmini della Chiesa.
+Sisto IV aveva pubblicato il 24 maggio, giorno della Pentecoste, una
+bolla contro Venezia, per la quale ordinava a tutti i religiosi di
+uscire tre dì dopo da questa città scomunicata. Il consiglio dei dieci,
+avutone avviso, fece tenere d'occhio tutti coloro che giugnevano da
+Roma, per sorprendere questa bolla nelle loro mani. Pose sotto la
+responsabilità de' parrochi tutte le carte che potrebbero trovarsi alle
+porte delle loro chiese, ed ordinò al patriarca ed a tutti gli
+ecclesiastici veneziani di mandare, senza aprirle, agl'inquisitori di
+stato qualunque bolla fosse loro diretta dalla santa sede. Quest'ordine
+fu scrupolosamente eseguito, e la scomunica non dissuggellata fu mandata
+al consiglio dei dieci dal patriarca, senza che verun Veneziano ne
+avesse contezza[290]. Il consiglio ordinò a tutti i cardinali e prelati
+dipendenti dalla signoria, sotto pena di confisca de' loro beneficj, di
+adunarsi a Venezia il 15 di luglio in concilio provinciale. Nello stesso
+tempo mandò a Girolamo Lando, patriarca titolare di Costantinopoli, un
+appello al futuro concilio della sentenza di scomunica. Il patriarca,
+ammettendo l'appello, sospese l'interdetto, e mandò allo stesso papa una
+citazione al futuro concilio. Si trovarono persone abbastanza coraggiose
+per affiggere questa citazione sul ponte sant'Angelo, ed alle porte del
+Vaticano e della Rotonda. Per altro quest'ardimento costò la vita alle
+guardie notturne, che il papa fece appiccare per avere mancato di
+vigilanza[291]. Tutti i preti veneziani, che si trovavano a Roma, furono
+chiamati, sotto comminatoria di perdere i loro beneficj; ed il papa
+oppose a quest'ordine un editto, in forza del quale i prelati ed i preti
+che abbandonassero Roma, potrebbero essere venduti come schiavi[292].
+
+ [290] _And. Navagero, p. 1183. -- M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f.
+ 237._
+
+ [291] _And. Navagero, p. 1184._
+
+ [292] _Ivi._
+
+Questa violenta lotta col capo della Chiesa non recava verun biasimo ai
+Veneziani, perciocchè l'impetuoso carattere di Sisto IV, le sue
+ingiustizie, la sua cieca tenerezza per Girolamo Riario, che tutta
+l'Italia risguardava per suo figliuolo, e figliuolo nato da un incesto,
+avevano distrutto ogni rispetto dei popoli per la tiara. Qualunque
+genere di scandalo infamava la sua condotta; vedevasi sempre circondato
+da giovani favoriti, che altro merito non avevano che quello
+dell'avvenenza, ed a cui egli prodigava i tesori della Chiesa. Questo
+stesso anno, il 19 novembre 1483, offese tutto il sacro collegio,
+accordando il vescovado di Parma ed il cappello cardinalizio ad un
+giovanetto che non giugneva ai vent'anni, e che, uscito di bassa
+condizione, era prima stato paggio del conte Girolamo, in appresso
+cameriere del cardinale di san Vitale. Sisto IV, sorpreso dalla sua
+bellezza, lo volle per suo prelato di camera, accumulò sopra di lui i
+più ricchi beneficj, lo creò castellano di Sant'Angelo, ed all'ultimo
+gli conferì la porpora. Pure si trovò che questo Giacomo di Parma era un
+giovane di buon carattere, ed assai costumato, e che altro difetto non
+aveva che di essere sommamente ignorante[293].
+
+ [293] _Stef. Infessura Diario Rom., p. 1158. -- Jac. Volaterr., Diar.
+ Roman., p. 191. -- Raphael Volaterr. apud Rayn. 1484, § 24, p. 336._
+
+Nel 1484 i guasti della guerra si estesero sopra nuove province: i
+Veneziani vollero farne sentire il peso a Ferdinando, che nulla fin
+allora aveva sofferto, armarono una flotta di trent'una galere, di cui
+diedero il comando a Giacomo Marcello, e la mandarono nel golfo di
+Taranto, ove attaccò Gallipoli. Questo ammiraglio fu ucciso verso la
+fine di maggio in un assalto che diede alla piazza, la quale capitolò lo
+stesso giorno col di lui successore, Domenico Malipieri. Questi
+diligentemente fortificò la nuova conquista, soggiogò in appresso le
+piccole città ed i castelli del vicinato, ed in giugno occupò inoltre
+Policastro e Cero nella Calabria. I suoi soldati, accostumati alla
+guerra dei Turchi, trattavano con orribile barbarie i paesi che
+saccheggiavano, e non pertanto davano infinita pena a Ferdinando, il
+quale conosceva il malcontento de' suoi baroni, e sempre temeva di
+vederli uniti agli stranieri per sottrarsi alla sua autorità[294].
+
+ [294] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1188. -- Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrariensi, p. 1217. -- Ann. Placent., p. 975. -- M. A. Sabellico
+ Dec. IV, l. II, f. 240._
+
+Nello stesso tempo facevasi la guerra nello stato di Roma con estremo
+furore. Da un canto Niccolò Vitelli, abbandonato dai Fiorentini, era
+stato cacciato da Città di Castello, e rimesso in suo luogo Lorenzo
+Giustini; dall'altro canto Sisto IV e Girolamo Riario avevano
+perseguitati i Colonna con un accanimento non appoggiato a verun motivo
+politico. Il Riario rifiutò tutte le offerte di accomodamento fattegli
+da que' potenti signori; e quando gli proposero di porre in mano del
+papa tutte le loro fortezze, il Riario ripose, che non voleva entrarvi
+che per una breccia che avrebbe aperta col suo cannone. Alcuni scrittori
+di un'epoca posteriore supposero questa guerra cagionata dal possesso
+del contado di Tagliacozzo, che la casa Orsini riclamava dalla casa
+Colonna[295]; ma di ciò non trovasi cenno nelle memorie di quel tempo, e
+tutto fa travedere nella condotta del Riario un personale risentimento.
+Durante la state la metà de' palazzi di Roma vennero lordati da
+frequenti assassinj; il papa fece bruciare molte contrade per essergli
+sospetti alcuni de' loro abitanti. Il palazzo del protonotaro, Luigi
+Colonna, e quello del cardinale della stessa famiglia, furono per suo
+ordine inceneriti. Il protonotaro, arrestato nel primo, non erasi arreso
+che sulla fede di Virginio Orsini; e Virginio, conducendolo in prigione,
+potè a stento impedire a Girolamo Riario che non l'uccidesse. Niuna
+confessione poteva da lui esigersi, perciocchè tutta la sua condotta era
+palese; pure il papa ordinò che si assoggettasse alla tortura, soltanto
+per rendere il suo supplicio più crudele; e questa tortura fu talmente
+atroce, che quando ne fu staccato, si trovò moribondo, e gli fu tagliata
+la testa. Intanto la Cava, Marino e gli altri feudi di casa Colonna
+furono conquistati da Girolamo Riario[296].
+
+ [295] _Jo. Mich. Bruti, l. VIII. -- Rayn. Ann. Eccl. 1484, § 14, p.
+ 354._
+
+ [296] Stef. Infessura descrive circostanziatamente questa guerra,
+ _p. 1158-1182_: può ancora vedersi _Jac. Volaterr. Diar. Rom., p.
+ 196-198. -- Diario di Roma del notajo di Nantiporto, p. 1086-1087._
+
+In Lombardia la guerra non faceva verun progresso; la lega, avendo assai
+più cavalleria che non i nemici, ne approfittava per guastare i
+territorj di Bergamo, di Brescia e di Verona, fino alle porte di queste
+tre città[297]. Ma non pareva che tali operazioni potessero giovare alla
+liberazione del duca di Ferrara, e questi, spossato dal soggiorno nel
+suo stato di tante armate, bramava la pace a qualunque condizione. La
+lega, che si era formata senza sufficienti motivi, trovavasi divisa da
+mille diversi interessi, ed era facile il prevederne il prossimo
+scioglimento. Il papa in tutte le sue guerre non aveva altra mira che
+l'ingrandimento di Girolamo Riario; meditava allora nuovi progetti sulla
+Romagna, e voleva assicurare al prediletto suo figlio l'eredità di
+Roberto Malatesta, e quella di Costanzo Sforza, morti l'uno e l'altro al
+suo servigio. Il secondo era stato rapito da una malattia il 17 luglio
+del 1483, e suo figlio Giovanni, erede del principato di Pesaro, era
+tuttavia fanciullo[298]. Ma questo possedimento non poteva essere
+assicurato al Riario che dal consentimento de' Veneziani e de'
+Fiorentini; e Sisto IV, che lo sentiva, entrò con loro in segrete
+negoziazioni, per fare una pace a sè solo vantaggiosa.
+
+ [297] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 423. -- Petri Cyrnæi de bello
+ Ferrar., p. 1214-1215. -- Marin Sanuto, p. 1229._
+
+ [298] _Jacobi Volaterr. Diar. Rom., t. XXIII, p. 188._
+
+Dall'altro canto il duca di Calabria aveva potuto vedere chiaramente,
+dopo che la guerra di Ferrara lo aveva chiamato in Lombardia, che
+Giovanni Galeazzo Sforza, duca di Milano, cui da lungo tempo era stata
+promessa in matrimonio la sua figlia, non aveva veruna parte nel governo
+del proprio ducato, sebbene non gli mancasse l'età, mentre che
+l'ambizioso Lodovico il Moro, zio di questo duca, si arrogava solo tutta
+l'autorità. Alfonso ne aveva con qualche vivacità manifestato il proprio
+malcontento allo stesso Moro, il quale, avendo perciò concepito una
+segreta diffidenza verso il suo alleato, cercava di ravvicinarsi ai
+Veneziani[299]. D'altra parte i Fiorentini, che da lunga tempo
+contribuivano alla guerra, non potevano sperarne vantaggio, e non vi
+avevano verun reale interesse. Mentre si esaurivano di gente e di danaro
+per mantenere una lontana armata, si acconsentiva che fossero oppressi
+dalle truppe che occupavano Sarzana, non permettendosi loro di
+richiamare in Toscana il conte di Pitigliano, quello dei loro capitani
+in cui più fidavano, e venivano in ogni cosa sagrificati ai loro
+alleati. Per tal modo più non restava tra i coalizzati un interesse
+comune, e tutti erano disposti a separarsi gli uni dagli altri. Teneva
+tuttavia unita questa lega il marchese Federico di Mantova per la
+considerazione che gli dava la sua età ed i suoi talenti; ma questi morì
+il 15 di luglio, ed il maggiore de' suoi figli, Giovanni Francesco II,
+che gli successe, non aveva che diciott'anni[300].
+
+ [299] _Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 423._
+
+ [300] _Marin Sanuto, p. 1231._ Una delle sue figliuole era maritata
+ con Guid'Ubaldo, duca di Urbino, l'altra col conte di Gorizia.
+
+I Veneziani, sebbene più deboli dei loro alleati, avevano il vantaggio
+grandissimo di far muovere a voglia loro tutte le proprie forze; inoltre
+avevano l'altro di avere alla testa delle loro armate Roberto di
+Sanseverino, che si dava a conoscere non meno esperto politico, che
+valoroso generale. Roberto, abbandonando le negoziazioni intavolate col
+conte Riario, s'accostò a Lodovico il Moro, che risguardava come assai
+più potente[301]. Le sue relazioni col Moro cagionarono da principio non
+leggiere sospetto alla signoria, onde il doge propose al consiglio dei
+dieci di far arrestare il Sanseverino. Ma bentosto questo generale diede
+a vedere d'aver saputo ben conoscere i veri interessi della repubblica
+ed i proprj. Un'assemblea, tenutasi a Bagnolo il 7 agosto, conobbe gli
+articoli ch'egli aveva convenuti con Lodovico il Moro, e gli accettò lo
+stesso giorno. Invano il legato del papa e Girolamo Riario vollero
+intorbidare la negoziazione, perchè non conteneva a favore del figlio di
+Sisto IV veruno de' vantaggi che gli erano stati precedentemente
+promessi; invano dichiararono, che la signoria, dopo avere separatamente
+offesi tutti i confederati, l'aveva finalmente presa contro lo stesso
+Dio, allorchè aveva sprezzate le ammonizioni e gl'interdetti del papa e
+confiscati i beneficj ecclesiastici. Con tale condotta, soggiugnevano,
+erasi renduta per sempre indegna di ottenere la pace[302]. Gli altri
+confederati non vollero più oltre continuare le ostilità, da cui non
+isperavano verun vantaggio, e, malgrado gli ottenuti successi,
+acconsentirono che i Veneziani guadagnassero assai più colla pace, che
+non avrebbero potuto perdere continuando la guerra.
+
+ [301] _And. Navagero, p. 1189._
+
+ [302] _And. Navagero, p. 1190._
+
+In forza del trattato di Bagnolo il duca Ercole d'Este fu obbligato a
+ristabilire la repubblica di Venezia in tutte le prerogative che aveva
+precedentemente esercitate in Ferrara e nel suo distretto, ed a cederle
+il Polesine e tutto il territorio di Rovigo. Le altre conquiste che i
+Veneziani avevano fatte nel territorio del duca di Ferrara dovevano
+essergli rendute entro dodici giorni dopo la soscrizione della pace. Dal
+canto loro il duca di Milano ed il marchese di Mantova dovevano rendere
+ai Veneziani tutte le terre da loro occupate ne' dominj della
+repubblica. Le città che i Veneziani tenevano nel regno di Napoli
+dovevano essere riconsegnate a Ferdinando entro un mese, e questi in
+compenso doveva render loro tutti i privilegj mercantili di cui godevano
+ne' suoi stati. Tutte le parti contraenti obbligavansi in ultimo a
+prendere parte in una lega comune per difesa de' loro rispettivi stati,
+Roberto di Sanseverino era dichiarato capitano generale di questa lega;
+per tale titolo doveva ricevere un soldo di cento quaranta mila ducati,
+de' quali cinquanta mila dovevano pagarsi dal duca di Milano,
+altrettanti dalla repubblica di Venezia, e gli altri quaranta mila dal
+papa, dal re di Napoli, dai Fiorentini e dal duca di Ferrara[303].
+
+ [303] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1190. -- Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi di Venezia, p. 1232. -- M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 241.
+ -- Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1180. -- Bernard.
+ Corio Ist. Milan., p. VI, p. 1014._
+
+I più deboli potentati d'Italia trovaronsi da questo trattato
+sagrificati ai più forti: il duca di Ferrara doveva rinunciare alle
+province che formavano l'antico patrimonio della famiglia d'Este, e
+sulle quali i Veneziani mai non avevano avuto alcun titolo; onde non
+senza estrema ripugnanza si assoggettò a così dura condizione[304]. I
+Rossi, conti di san Secondo, nello stato di Parma, che i Veneziani
+avevano consigliati a prendere le armi contro il duca di Milano, si
+trovarono spogliati di tutti i loro feudi. Il marchese di Mantova non
+aveva preso parte alla lega che per ricuperare Asola e gli altri
+castelli che gli erano stati tolti dai Veneziani; ma dopo essersene
+impadronito, era forzato a restituirli[305]. Nè in questo trattato di
+pace i Fiorentini erano meglio trattati di quel che lo fossero stati
+durante la guerra. Nulla veniva stipulato a loro favore, e nè pure la
+restituzione di Sarzana. Non pertanto il più scontento di tutti era il
+papa; aveva lungamente sperato d'arricchire il figliuolo o colle spoglie
+del duca di Ferrara, o con quelle dei Veneziani; si era in ultimo
+ridotto a fargli assicurare i piccoli principati della Romagna, che
+punto non dubitava che non venissero sagrificati alla sua ambizione;
+sperava in particolare che Girolamo Riario ottenesse il rango che si era
+fatto dare il Sanseverino, di generale della lega; e questo rango e
+questo soldo dovevano indenizzarlo delle pretese cui era forzato di
+rinunciare.
+
+ [304] _Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [305] _De bello Ferrariensi, t. XXI, p. 1218._ -- Questo piccolo
+ libro di un prete corso affatto divoto del duca di Ferrara, sebbene
+ durante la guerra sia sempre vissuto in Venezia, contiene molte
+ circostanze relative alla prima campagna; è più breve intorno alla
+ seconda, ed affatto incompleto rispetto alla terza. Termina alla
+ pace.
+
+ Finiscono pure alla pace di Bagnolo del 7 agosto 1484 gli Annali di
+ Piacenza, composti da Antonio e da suo figlio Alberto di Ripalta.
+ Questi due uomini avevano parte nel governo municipale, ma di una
+ città suddita, ove verun sentimento gli affezionava piuttosto ad un
+ partito che ad un altro; onde tutti i loro elogj sono sempre pel
+ vincitore, e la declamazione o la pedanteria vi si trovano invece
+ d'ogni nobile ed elevato sentimento. Pare che i due Ripalta avessero
+ nel loro paese opinione di buoni retori; lo che non ci dà una
+ vantaggiosa idea dello stato delle lettere in Piacenza. Gli Annali
+ di Antonio vanno dal 1401 al 1463, in cui morì. Alberto proseguì da
+ quest'epoca fino al 1484. Questi Annali trovansi nel _t. XX Rer.
+ Ital., p. 839-978._
+
+La notizia di una pace, che tanto male corrispondeva ai suoi ambiziosi
+progetti, fa un colpo di fulmine per questo turbolento pontefice. Da
+qualche tempo era tormentato dai dolori della gotta, che poi lo presero
+al petto. Gli ambasciatori, che portavano le condizioni della pace di
+Bagnolo, vennero introdotti all'udienza del pontefice la sera di
+mercoledì 12 agosto. Dopo aver udita la lettura del trattato, si dolse
+che le condizioni erano meno vantaggiose di quelle che gli erano state
+offerte dai nemici. «Questa, che voi mi annunciate, disse loro, è una
+pace di vergogna e d'ignominia, piena di confusione e di obbrobrio, e
+che coll'andar del tempo sarà più cagione di male che di bene. Io non
+posso, miei figli, nè approvarla, ne benedirla[306].» Gli ambasciatori
+accorgendosi, che il vecchio, afflitto da questa notizia, andava
+perdendo le forze, che oppresso dall'angoscia pareva aver la lingua
+imbarazzata, gli dissero che speravano di trovare altra volta sua
+santità più tranquilla, ma che intanto lo pregavano di benedire una pace
+che più non poteva mutarsi. Il papa, svolgendo allora a stento la sua
+mano gottosa dalla fascia che la sosteneva, fece un movimento che gli
+uni presero per un rifiuto, gli altri per una benedizione degli
+ambasciatori o della pace medesima. Ma egli più non parlò, e morì nella
+susseguente notte del giovedì 13 agosto, poco dopo la mezza notte; mal
+soffrendo di lasciare in pace quell'Italia, che in tempo del suo regno
+aveva costantemente tenuta in guerra[307].
+
+ [306] _Jacobi Volaterrani Diar. Rom., p. 199._ Questo Giornale
+ termina colla vita di Sisto IV. L'autore, ch'era scrivano
+ apostolico, ci somministra frequentemente curiose particolarità
+ intorno alle cerimonie religiose, alla corte, ed ancora ai sermoni
+ dei cardinali, dei quali ci dà quasi sempre una breve analisi. Era
+ affezionato a Sisto IV, e gli si mostra generalmente parziale; pure
+ non fu abbastanza destro per palliare i vizj del suo padrone. Questo
+ Giornale è stampato nel _t. XXIII Rer. Ital., p. 87-200._
+
+ [307] _Diar. Rom. Jacobi Volaterrani, p. 200. -- Diario del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1088. -- Diario di Stefano Infessura, p. 1182. -- Rayn.
+ Ann. Eccl. 1484, § 18-21, p. 335. -- Ann. Bonon. Fr. Hieron. de
+ Bursellis, t. XXIII, p. 904. -- Machiavelli Istor. Fior., l. VIII, p.
+ 427. -- Scipione Ammirato, l. XXV, p. 162. -- Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1234_.
+
+ Questo papa che quasi costantemente tenne l'Italia in guerra amava
+ egli stesso i sanguinosi spettacoli: onde negli ultimi mesi della
+ sua vita ebbe due volte avviso che alcuni soldati della sua guardia
+ a piedi erano convenuti di battersi a steccato chiuso per qualche
+ contesa accaduta tra di loro, e che perciò avevano scelto un luogo
+ rimoto fuori di Roma. Fece loro sapere che voleva essere testimonio
+ del loro duello, onde si battessero presso la scala del suo palazzo
+ nella piazza di san Pietro, e che non cominciassero avanti ch'egli
+ ne dasse loro il segno dalla finestra. Si affacciò infatti alla
+ finestra all'ora destinata, e quando vide che i combattenti erano
+ apparecchiati, stese la destra, diede loro la benedizione, fece il
+ segno della santa croce e gl'invitò a cominciare. Nel primo e più
+ lungo di questi duelli uno de' combattenti fu ucciso in sul luogo
+ dopo aver date e ricevute molte ferite; nel secondo i combattenti
+ furono ambidue feriti così gravemente che non poterono continuare
+ fino alla morte di uno di loro, e si dovette portarli fuori dello
+ steccato. Il papa, dice il giornalista romano, prese molto gusto in
+ questo spettacolo, e mostrò desiderio di vederne degli altri.
+ _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, Rer. Ital., p. 1184._
+
+
+
+
+CAPITOLO LXXXIX.
+
+ _Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. -- Il cardinale Paolo Fregoso,
+ doge di Genova. -- I Fiorentini conquistano Sarzana. -- Anarchia e
+ pacificazione di Siena. -- Congiure contro Girolamo Riario e
+ contro Galeotto Manfredi_.
+
+1484 = 1488.
+
+
+La costituzione politica della Chiesa romana non era fondata sopra basi
+incontestabili. I diritti e le prerogative del papa, dei cardinali, dei
+vescovi non avevano limiti abbastanza determinati per impedire ogni
+conflitto di giurisdizione. Pure questa costituzione nel suo totale era
+quella d'una monarchia temperata e non di uno stato dispotico.
+L'autorità del papa era bilanciata non solo da quella de' concilj, stati
+generali della Chiesa, che si adunavano assai di rado, ma ancora da
+quello dei cardinali il di cui collegio permanente doveva
+irrevocabilmente essere il consiglio de' pontefici, di modo che
+supponevasi concorrere a tutte le loro importanti determinazioni. Il
+papa sempre li chiamava suoi fratelli; aggiungeva sempre in tutte le
+bolle, talvolta ancora senz'averli consultati, la formola, _col parere
+de' nostri fratelli_, onde dare a tutto quanto egli ordinava l'autorità
+del sacro collegio.
+
+Ma alla fine del decimoquinto secolo, quando la successiva elezione di
+molti pontefici, macchiati di vergognosi vizj, recò danno all'opinione
+della santa sede, e fu in ultimo cagione della rivoluzione che si vide
+scoppiare in principio del secolo decimosesto, la Chiesa potè
+riconoscere che i reciproci diritti de' suoi rappresentanti non erano
+bastantemente stabiliti, o equilibrati con sufficiente saviezza. Non
+erasi mai più vivamente sentito che sotto Sisto IV il bisogno di porre
+limiti all'autorità del pontefice con quella de' cardinali; mai non si
+era fatta più lunga prova di quanto l'influenza di un cattivo pontefice
+sopra il sacro collegio diventava irresistibile qualunque volta voleva
+impiegare tutti i mezzi dell'intrigo e della seduzione. Poteva a voglia
+sua accrescere il numero de' suoi consiglieri, e per tal modo
+guadagnarsi sempre la pluralità de' suffragj; disponeva egli solo di
+tutte le grazie ecclesiastiche, e tutti coloro che non erano superiori
+alla allettatrice seduzione delle ricchezze, degli onori, erano bentosto
+a lui favorevoli. Finalmente poteva ancora valersi della violenza; ed i
+cardinali, non essendo al coperto dalle sue vendette, erano stati più
+volte scomunicati, imprigionati, assoggettati alla tortura, mandati
+ancora sul patibolo in forza di ordini arbitrarj, soltanto per aver
+voluto difendere la libertà del collegio; l'idea della sovranità del
+papa erasi in modo confusa con quella della autorità della Chiesa, che
+alcuni teologi con piena buona fede giustificavano in seguito tali
+violenze, ed affermavano come massima incontrastabile che veruna
+opposizione, neppure quella dell'intero corpo dei cardinali, era
+legittima contro una volontà qualunque del papa.
+
+Pure questo sovrano pontefice, che su tutti i cardinali esercitava una
+così illimitata autorità, era ancor esso loro creatura. S'egli nominava,
+durante il suo regno, i cardinali, essi a vicenda nominavano il suo
+successore: e perchè d'ordinario non si giugneva alla tiara che in età
+avanzata, le elezioni del sovrano erano più frequenti che in qualunque
+altra monarchia elettiva: altronde la podestà pontificia poteva essere
+spesse volte indebolita dalle infermità, dalla vecchiaja mentre il
+senato de' cardinali, in gran parte composto d'uomini versati negli
+affari e negl'intrighi, riuniva le qualità proprie delle aristocrazie,
+la costanza, la saviezza, l'esperienza e lo spirito di corporazione. Ad
+ogni vacanza della santa sede, il conclave, prima di nominare il nuovo
+pontefice, non ommetteva mai di prescrivere limiti alla sua potenza, di
+correggere gli abusi con nuove leggi, d'imporre condizioni ai candidati,
+ratificandole con giuramento. Tenendo press'a poco la medesima pratica
+era stata colle capitolazioni ristretta l'autorità degl'imperatori di
+Germania, e nello stesso modo _i correttori della promission ducale_
+avevano annientate le prerogative dei dogi di Venezia. Ogni vacanza del
+trono di Polonia era sempre stata contraddistinta da alcune conquiste
+della nobiltà sui re; e siccome i cardinali rinnovavano i loro tentativi
+colla medesima costanza, ma più frequentemente; e siccome coloro che,
+essendo più riputati nel cristianesimo, godevano miglior concetto di
+virtù e di santità, erano altresì quelli che davano maggiore importanza
+ai privilegi del loro capo ed alla libertà della Chiesa, doveva credersi
+che il governo della corte di Roma fosse per diventare assolutamente
+aristocratico.
+
+Ma i limiti dell'autorità reale venivano garantiti coi giuramenti dei
+re; e si dovette riconoscere senza dubbio con istupore che questo atto
+religioso non conservava veruna efficacia sui preti[308]. Una delle
+prerogative che i papi si erano attribuite, e che diffendevano con
+maggiore ostinazione era quella di sciogliere i fedeli dagl'imprudenti
+giuramenti; e forse, in una religione che ammette voti eterni, era
+necessario che vi fosse nella Chiesa un'autorità che potesse
+dispensarli. Il papa aveva ricevuto in nome di Dio gli obblighi assunti
+sotto il giuramento verso la sua Chiesa, ed egli solo, e giudice e
+parte, poteva dispensarsi.
+
+ [308] La più notabile diversità tra gli elettori degl'imperatori,
+ dei re di Polonia, ec. ed il collegio de' cardinali, si è che i
+ primi erano potenti anche dopo l'elezione, e potevano colle armi
+ chiamare l'eletto all'osservanza delle giurate promesse, mentre i
+ cardinali, dopo consacrato il papa, perdevano ogni mezzo di
+ opposizione e di resistenza. _N. d. T._
+
+Bentosto suppose di avere ancora il diritto di sciogliere i giuramenti
+che legano gli uomini tra di loro, e fu veduto rompere di propria
+autorità tutti i patti e le alleanze, i giuramenti di fedeltà dei
+sudditi verso i sovrani, ed i giuramenti di guarentigia dei sovrani
+verso i sudditi. In forza di questo diritto, ch'egli pretendeva inerente
+alla sua sede, si dispensò egli stesso il primo da tutto quanto aveva
+promesso. Quanto più i conclavi furono zelanti nel decimoquinto secolo
+di volere da cadaun membro del sacro collegio il giuramento d'osservare
+i patti convenuti qualunque volta dallo Spirito Santo venisse prescelto,
+altrettanto i papi furono più costanti nell'annullare colla loro suprema
+autorità i giuramenti emessi come cardinali, sebbene non si fosse
+ommesso di farglieli rinnovare nell'istante della loro coronazione. Fino
+nel 1353 Innocenzo VI aveva stabilito con una costituzione lo scandaloso
+principio, che veruna promessa, verun giuramento, emesso prima di essere
+papa, poteva limitare l'autorità pontificia, perchè i cardinali, quando
+la Chiesa era priva del suo pastore, altra autorità non avevano che
+quella di crearne un nuovo. Questo principio viene rappresentato come
+una delle invariabili leggi della Chiesa dal suo annalista[309], che
+scriveva nel diciassettesimo secolo; desso è in vigore anche al
+presente.
+
+ [309] _Rayn. Ann. Eccl. 1353, § 29, t. XVI, p. 1484, § 28, t. XIX,
+ p. 337._
+
+Questa sottigliezza, che faceva perdere di mira i doveri di quello che
+aveva emesso il giuramento, per mostrare i limiti dei diritti di coloro
+che lo avevano imposto, non aveva per altro potuto fare ammettere senza
+opposizione, nemmeno in sul declinare del decimoquinto secolo e nella
+totale depravazione in cui era caduta la corte di Roma, l'immorale
+principio che autorizzava lo spergiuro del capo della religione. I
+prelati i più distinti pei loro lumi, la loro pietà ed i loro costumi,
+eransi altamente dichiarati contro tanto scandalo. Giacomo Ammanati,
+cardinale di Pavia, Bessarione, cardinale di Nizza, Giovanni Carvajale,
+cardinale spagnuolo, avevano costantemente riclamati i giuramenti emessi
+da Paolo II avanti di esser papa; e l'ultimo erasi immortalato agli
+occhi della Chiesa colla sua coraggiosa irremovibile opposizione alla
+costituzione, che doveva annullarli[310].
+
+ [310] _Card. Papiens., epist. 182. -- Raynald, Ann. Eccl. 1464, §
+ 59-60, p. 167._
+
+Ma il senato de' cardinali partecipava ai vizj di colui che solo aveva
+l'autorità di nominarne i membri; bisognava veramente che Paolo II e
+Sisto IV avessero riempito il sacro collegio di loro creature, perchè si
+potessero in seguito vedere elezioni come quelle d'Innocenzo VIII e di
+Alessandro VI. Se il poco scrupoloso conclave, che si adunò dopo la
+morte di Sisto IV, volle ancor esso imporre condizioni al papa che stava
+per eleggere, lo fece piuttosto per provvedere ai proprj personali
+interessi che a quelli della Chiesa. I cardinali pretesero prima d'ogni
+altra cosa l'accrescimento delle loro proprie entrate. Veruno di loro
+non doveva avere meno di quattro mila fiorini d'entrata, la qual somma
+doveva essere loro completata dalla camera apostolica, se i loro
+beneficj non vi ammontavano. Chiedevano inoltre che niuno di loro non
+potesse essere percosso da censure, da scomunica, o da giudizio
+criminale, se la sentenza che li condannava non veniva sanzionata dai
+due terzi delle voci del loro sacro collegio. Una clausola ancora più
+importante fu quella con cui limitarono il loro numero a ventiquattro.
+Il futuro pontefice non doveva fare veruna promozione, finchè non si
+trovassero ridotti al di sotto di questo numero; non poteva dare il
+cappello a chi non avesse almeno compiuti i trent'anni; non poteva
+nominare che un solo cardinale nella propria famiglia; tutti coloro che
+verrebbero innalzati a così eminente dignità dovevano essere prima stati
+ricevuti dottori in teologia o in diritto, ad eccezione de' soli figli o
+nipoti dei re, ed ancora questi ultimi dovevano dare prova di una
+competente istruzione. Per ultimo il papa non doveva d'ora innanzi
+governare che di concerto coi cardinali; ed in tutte le occasioni
+importanti, ed in ispecie quando si tratterebbe di alienare qualche
+feudo della Chiesa, le sue bolle non dovevano avere forza senza la
+sanzione dei due terzi dei suffragi del sacro collegio[311]. Se le due
+costituzioni che contenevano tutte queste condizioni fossero diventate
+leggi della Chiesa, forse la corte di Roma non sarebbesi comportata nè
+con minore ambizione, nè con minore alterigia, ma fuori di dubbio la sua
+politica avrebbe dovuto essere più prudente ed i suoi capi non avrebbero
+dato coi loro costumi quello scandalo che doveva affrettare la
+riforma[312].
+
+ [311] _Ann. Eccles. 1484, § 28-39, p. 337._
+
+ [312] Intorno alle vere cause della così detta Riforma leggasi
+ l'eccellente _Storia delle Variazioni delle chiese protestanti_ di
+ Bossuet. _N. del T._
+
+Dopo essersi tutti i cardinali vincolati con giuramento all'osservanza
+di queste condizioni, quando fossero chiamati alla sede pontificia,
+procedettero a raccogliere i suffragi. Attivissime pratiche, e
+liberalissime promesse avevano di già predisposta l'elezione[313], ed i
+suffragi si riunirono a favore di Giovanni Battista Cibo, genovese,
+cardinale prete del titolo di santa Cecilia, che fu proclamato il 29
+agosto del 1484 sotto il nome d'Innocenzo VIII[314]. Nel giorno della
+sua installazione confermò con nuovo giuramento il trattato fatto coi
+cardinali, e si obbligò sotto pena di spergiuro e di anatema a non
+assolversi da sè medesimo, nè a farsi da altri assolvere. Pure tostocchè
+si sentì sicuro sul trono, abolì ed il trattato ed i suoi giuramenti,
+come contrarj al diritto della santa sede[315].
+
+ [313] _Diario di Stefano Infessura, p. 1190._
+
+ [314] _Diar. di Roma del Notajo di Nantiporto, p. 1091._
+
+ [315] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 41, p. 340._
+
+Ma Innocenzo VIII andava debitore della tiara a molti segreti trattati
+fatti con ogni cardinale; e questi trattati, perchè dovevano avere
+immediata esecuzione, vennero più scrupolosamente osservati. Quegli de'
+membri del conclave che lo aveva servito con maggiore attività e zelo,
+era il cardinale Giuliano di san Pietro _ad Vincula_, che poi fu papa
+sotto nome di Giulio II. Questo guerriero prelato aveva domandato in
+premio non beneficj ecclesiastici ma fortezze. In fatti ne ottenne molte
+per sè medesimo e per suo fratello Giovanni della Rovere, che Sisto IV
+aveva fatto principe di Sinigaglia e prefetto di Roma: questo stesso
+Giovanni fu da Innocenzo VIII eletto capitano generale della Chiesa, di
+modo che il potere ed il favore della corte di Roma non uscirono dalla
+casa del precedente pontefice. Tutti gli altri cardinali ebbero
+prelature ed abazie per prezzo de' loro suffragi. Gli scrittori
+contemporanei chiamano simoniaca un'elezione apparecchiata con questi
+mercati, che non fu possibile di tenere celati[316]: ma un panegirista
+d'Innocenzo VIII, enumerando queste medesime liberalità, le adduce quali
+testimonianze dell'animo riconoscente del nuovo pontefice[317].
+
+ [316] _Stefano Infessura Diar. Rom., p. 1190._ -- Lettere di
+ Guid'Antonio Vespucci a Lorenzo de' Medici, in cui racconta a quale
+ prezzo il cardinale Giuliano aveva acquistati per Giovanni Battista
+ Cibo i voti di varj suoi colleghi. Presso _Roscoe Append., n.º 44,
+ t. IV, p. 7._
+
+ [317] _Onofr. Panvino Vite de' pontefici, p. 466._
+
+Innocenzo VIII non rassomigliava al suo predecessore, e non pertanto il
+confronto con un uomo così odioso, quale fu Sisto IV, non riesce a suo
+vantaggio. Debole, corrotto, senza carattere, senza viste profonde e
+costanti, Innocenzo fa governato da indegni favoriti, e la di lui
+amministrazione fu macchiata da ogni sorta di vizj. Egli aveva sette
+figli naturali avuti da diverse donne, e diede alla Chiesa il nuovo
+scandalo di riconoscerli pubblicamente. Il maggiore de' suoi figli, per
+la piccolezza della statura detto Franceschetto, fu poi la radice dei
+duchi di Massa e di Carrara della casa Cibo. Una delle figliuole
+d'Innocenzo era maritata ad un banchiere, che fu incaricato dell'erario
+della corte: gli altri non figurano nella storia[318]. Non l'ambizione o
+la passione della guerra, ma l'avarizia, la dissolutezza, ed una
+sfacciata venalità caratterizzano la nuova corte. Innocenzo VIII fece da
+sè poco male, ma lasciò tutto fare agli altri, e la sua indolenza non fu
+ai popoli meno fatale di quel che lo fosse stato il turbolento governo
+del suo predecessore.
+
+ [318] _Diar. di Roma di Stef. Infessura, p. 1190._ -- Onofrio Panvino
+ non parla che dei due figli maggiori, _p. 466._
+
+Ferdinando, re di Napoli, rallegrossi assai per l'elezione del cardinale
+Giovanni Battista Cibo, ch'egli risguardava come una creatura di suo
+padre e sua: infatti il Cibo, sebbene genovese, era stato allevato alla
+corte di Alfonso, ed aveva da Ferdinando ricevuto il suo primo
+vescovado, quello d'Amalfi[319]. Ma i papi poche volte mostraronsi
+riconoscenti ai sovrani che posero i fondamenti della loro fortuna;
+spesso desiderarono di far sentire il nuovo loro potere a quelli cui
+furono sottomessi, oppure si offesero perchè il rispetto non succedeva
+abbastanza rapidamente al tuono di benevolenza e di protezione.
+
+ [319] _Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 47, p. 341._
+
+L'odio che nel regno di Napoli erasi manifestato contro Ferdinando,
+quando era salito sul trono, non si era affatto spento nel lungo suo
+regno. Si confessava la destrezza della sua politica, il vigore con cui
+manteneva la propria autorità, l'ordine e la giustizia che faceva
+osservare ne' suoi stati; ma veniva invece accusato di estrema avarizia,
+d'inflessibile crudeltà, ed in particolare della mala fede e della
+perfidia di cui erano stati vittima i suoi vassalli e gli stranieri.
+L'odio, che mantenevasi nel cuore dei Napoletani contro Ferdinando,
+crebbe assai quando il suo primogenito, Alfonso, duca di Calabria,
+cominciò ad avere parte col padre nella pubblica amministrazione. «Niun
+uomo (scrive Filippo di Comines) è stato più crudele, più vizioso, più
+maligno, più goloso di lui. Il padre era più pericoloso, perchè niuno in
+lui conosceva la sua collera, perciocchè accarezzandole tradiva le
+persone.... Da lui non si ottenne giammai nè grazia, nè misericordia,
+come mi raccontarono i prossimi suoi parenti ed amici; e non mai ebbe
+pietà nè compassione del suo povero popolo rispetto al pagare le
+imposte. Egli faceva tutto il commercio del regno, fino a dare in
+custodia al popolo i majali, e glieli faceva ingrassare per venderli a
+miglior prezzo, e se alcuni morivano glieli faceva pagare. Ne' luoghi in
+cui si fa l'olio d'ulivo, come nella Puglia, egli e suo figlio lo
+comperavano, e così il grano prima che si raccogliesse, ed in appresso
+lo rivendevano a più caro prezzo che potevano. E se tale mercanzia
+abbassava di prezzo, obbligavano il popolo a comperarla; nel tempo
+ch'essi volevano vendere le loro derrate verun altro che loro poteva
+vendere[320].»
+
+ [320] _Mémoires de Philippe de Comines, l. VII, c. XIII. Collect.
+ des Mémoires pour l'Histoire de France, t. XII, p. 208._
+
+Questi monopolj avevano renduta più intima l'amicizia e la confidenza
+tra Ferdinando e Sisto IV; andavano d'accordo nel calpestare i loro
+popoli, nel fare violentemente un commercio ruinoso pei loro sudditi.
+Innocenzo VIII, salendo sul trono, fece cessare questo scandaloso
+traffico, ma in pari tempo ruppe le relazioni d'amicizia e di buona
+vicinanza formate da Sisto; riclamò con alterigia il tributo pecuniario
+che il regno di Napoli doveva alla santa sede, rivocando la grazia
+accordata a Ferdinando di convertire, fin ch'esso viveva, tale tributo
+nella somministrazione d'una cavalla[321]. Manifestò scopertamente il
+suo malcontento verso quella casa d'Arragona, cui andava debitore della
+sua grandezza; fece valere l'alto dominio della santa sede sul regno;
+invitò i baroni napolitani a presentargli le loro lagnanze contro
+Ferdinando, e si eresse in qualche modo giudice delle controversie tra
+il monarca ed i sudditi.
+
+ [321] _Rayn. Ann. Eccl. 1485, § 40, p. 358._
+
+Un atto di violenza, esercitato nel seguente anno (1485) dal duca di
+Calabria, somministrò al papa l'occasione di dispiegare tutte le sue
+pretese. La città dell'Aquila negli Abruzzi, approfittando della sua
+forte posizione in mezzo alle montagne, della ricchezza del suo
+territorio e de' suoi numerosi abitanti, aveva conservati, sotto la
+protezione del re di Napoli, tutti i privilegj di una repubblica;
+nominava i suoi magistrati, riscuoteva le sue imposte; non permetteva
+alle truppe reali d'alloggiare entro le sue mura; e di propria autorità
+faceva trattati ed alleanze ancora coi nemici del re. In tal maniera era
+alleata della casa Colonna, i di cui feudi stendevansi lungo i suoi
+confini; nè questa alleanza era stata distrutta dalla guerra che
+Ferdinando aveva fatta ai Colonna d'accordo con Sisto IV; e perchè
+Innocenzo VIII non aveva che a lodarsi di questa potente casa, e cercava
+di rifarla con tutto il suo credito della passata persecuzione, i
+Colonna davano alla città dell'Aquila un nuovo appoggio presso la corte
+di Roma[322].
+
+ [322] Il Muratori pubblicò una raccolta degli storici originali
+ dell'Aquila. _Antiq. Ital. Med. Aevi, t. VI, p. 485-1032. -- Diario
+ di Stef. Infessura, p. 1181-1194._
+
+La famiglia dei Lalli, conti di Montorio, esercitava nell'Aquila da
+oltre un secolo, e fino dai tempi di Giovanna I, un'autorità non minore
+di quella dei Medici in Firenze. Il suo capo era in allora messer Pietro
+Lallo. Meditando il duca di Calabria di spogliare gli abitanti
+dell'Aquila di tutti i loro privilegj, giudicò conveniente di privarli
+in principio del loro primo magistrato. Teneva Alfonso accantonata a
+Cività di Chieti l'armata che aveva ricondotta dalla guerra di Ferrara,
+ed invitò il conte di Montorio a recarsi presso di lui per trattare
+intorno agli affari della provincia. Il conte non aveva mai avuto
+nemmeno il pensiero di nuocere al governo, onde ubbidì senz'alcun
+sospetto. Il duca di Calabria lo fece arrestare il 28 giugno del
+1485[323], obbligò la di lui moglie a recarsi a Napoli, e nello stesso
+tempo fece marciare verso l'Aquila un corpo di truppe, che, entrato un
+poco alla volta, per non dare sospetto, si trovò padrone della piazza,
+prima che gli abitanti incominciassero a diffidare di nulla. Per altro i
+magistrati aquilani supplicarono rispettosamente il duca di richiamare
+le truppe, in conformità dei loro privilegj. Replicarono più volte, ma
+sempre senza effetto le loro istanze; finalmente il 25 ottobre
+ordinarono a tutti i borghesi di prendere le armi; attaccarono nelle
+strade i soldati napolitani, parte ne uccisero, altri posero in fuga, e
+dichiarando allora che il re Ferdinando aveva perduta ogni sovranità
+sopra di loro per averne abusato, si diedero alla Chiesa, a condizione
+che proteggesse la loro libertà[324].
+
+ [323] _Antiq. Ital., t. VI. Cron. Aquilana, § 70, p. 923. -- Nicc.
+ Machiavelli, l. VIII, p. 436._
+
+ [324] _Cron. Aquil., § 72, p. 924._
+
+Innocenzo VIII non si mostrò difficile ad accettare l'offerta degli
+abitanti dell'Aquila; prese sotto la sua protezione il conte e la
+contessa di Montorio, fece passare, attraverso ai feudi dei Colonna, de'
+soldati nell'Abruzzo; eccitò i baroni del regno ad unirsi per la difesa
+della loro libertà in una confederazione generale, di cui voleva esser
+egli capo, e si apparecchiò alla guerra. Seppe bentosto che Ferdinando,
+per far dimenticare il malcontento e l'insurrezione dell'Aquila, aveva
+il 16 di novembre ridonata la libertà al conte di Montorio, dopo averlo
+guadagnato al suo partito; ma il papa scrisse a questo signore per
+felicitarlo, senza perciò rinunciare a' suoi apparecchj di guerra[325].
+
+ [325] Lettera d'Innocenzo VIII al conte di Montorio per felicitarlo
+ intorno alla ricuperata libertà. _Ann. Eccl. 1485, § 41, p. 358._
+
+Mentre Innocenzo VIII eccitava i baroni napolitani a prendere le armi
+contro il loro re, questi gl'invitava a Napoli ad una adunanza del suo
+parlamento. Soltanto tre grandi signori ebbero il coraggio
+d'intervenire, il conte di Fondi, il duca d'Amalfi ed il principe di
+Taranto: tutti gli altri ricusarono di porsi tra le mani del re,
+fermamente persuasi che avrebbe fatto a tutti tagliare il capo[326].
+Invece di prendere la strada di Napoli si adunarono tutti presso il duca
+di Melfi nella città dello stesso nome, sotto pretesto di assistere alle
+nozze di Trajano Caracciolo, suo figlio. Si trovò a quest'adunanza il
+grande ammiraglio del regno, Antonio di Sanseverino, principe di
+Salerno; il grande contestabile, Pietro del Balzo, principe d'Altamura;
+il grande siniscalco, Pietro di Guevara, marchese del Vasto; Girolamo
+Sanseverino, principe di Bisignano; Andrea Matteo Acquaviva, duca
+d'Atri; il duca di Melfi; quello di Nardo; i conti di Lauria, di Melito,
+di Nola, ed altri gentiluomini di minore importanza. Questi signori
+erano determinati di non soffrire più oltre l'oppressione in cui
+languivano; erano entrati in corrispondenza con Innocenzo VIII; avevano
+altresì delle intelligenze con due confidenti del vecchio re, di cui il
+duca di Calabria era geloso, e che voleva perdere; uno era Francesco
+Coppola, conte di Sarno, che aveva amministrati i danari del re nel di
+lui commercio di monopolio; l'altro Antonio Petrucci, che il re aveva
+fatto suo segretario. Avevano ambidue ammassate in corte grandi
+ricchezze, che solleticavano la cupidigia d'Alfonso[327].
+
+ [326] _Diario di Stef. Infessura, t. III, p. II, p. 1196._
+
+ [327] _Giannone Istor. Civile del Regno di Napoli, l. XXVIII, c. I,
+ p. 610._
+
+Questi, conoscendo l'universale malcontento della nobiltà, tenne per
+indubitato che l'adunanza di Melfi terminerebbe con una ribellione.
+Volle perciò prevenire i faziosi colla rapidità de' suoi attacchi.
+Piombò all'improvviso sul conte di Nola, occupò tutte le sue fortezze, e
+sorprese la consorte e due figli del conte, che mandò prigionieri a
+Napoli. Era sua intenzione di fare lo stesso rispetto agli altri
+malcontenti, prima che avessero riunite le loro forze; ma la ribellione,
+affrettata da questa violenza, scoppiò contemporaneamente in tutto il
+regno, ed il duca di Calabria si vide sforzato ad usare ogni riguardo
+verso nemici assai più numerosi ch'egli non aveva creduto.
+
+Sebbene fosse di già scoppiata la guerra, nè il re, nè i suoi baroni, nè
+il papa trovavansi apparecchiati a combattere; perciò si prese da ogni
+parte a negoziare, piuttosto per guadagnar tempo e per ingannarsi gli
+uni gli altri, che per riconciliarsi. Gli ambasciatori di Ferdinando si
+presentarono alla fine d'agosto a Firenze ed a Milano, per domandare a
+questi due stati i soccorsi che erano obbligati di somministrare in
+forza del loro trattato d'alleanza[328]. Lodovico Sforza, la di cui
+oscura politica pareva non avere altro scopo, che di sorprendere e di
+confondere i suoi alleati, evitò per qualche tempo, sotto diversi
+pretesti, di annunciare ciò che voleva fare. Ma la repubblica
+fiorentina, strascinata da Lorenzo de' Medici, promise al re una
+vigorosa assistenza, e s'incaricò d'attaccare il papa negli stati
+medesimi della Chiesa, mentre che Ferdinando combatterebbe contro i suoi
+baroni. Lo Sforza essendosi in ultimo dichiarato per lo stesso partito,
+assoldarono a comuni spese il conte di Pitigliano, il signore di
+Piombino, e tutti i capitani della casa Orsini; ed in novembre
+attaccarono Innocenzo VIII[329].
+
+ [328] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 169._
+
+ [329] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+Il papa dal canto suo aveva cercati alleati nel restante dell'Italia ed
+in Francia. Per affezionarsi i Veneziani gli aveva assolti da tutte le
+censure pronunciate contro di loro da Sisto IV[330]. Aveva voluto far
+loro sentire essere giunto l'istante di vendicarsi del re di Napoli; ma
+questa saggia repubblica, che cominciava appena a respirare dopo i mali
+sostenuti nelle precedenti guerre, non trovò bastantemente valutabili le
+sue ragioni per entrare in nuove ostilità. Si limitò a cedere al papa il
+suo generale, Roberto di Sanseverino, che passò al servizio della Chiesa
+co' suoi due figli e trentadue squadroni di cavalleria[331]. Nello
+stesso tempo Innocenzo offriva a Renato II, duca di Lorena, che
+risguardava quale rappresentante della casa d'Angiò, l'investitura del
+regno di Napoli. Innocenzo non dubitava di non trovare questo principe
+apparecchiato a tentare un'intrapresa che egli giudicava gloriosa; ma in
+quel tempo Renato era costretto di trattare alla corte di Francia la
+causa di nullità del testamento di suo avo, che l'escludeva dalla sua
+successione. Perciò non ottenne dal re che il meschino soccorso di venti
+mila franchi in danaro, e di cento lance, per tentare la conquista di un
+regno cui pretendeva anche lo stesso Carlo VIII; e perchè non voleva
+depauperare la Lorena per una guerra, da cui probabilmente non isperava
+felici successi, e che in verun caso non sarebbe favorevole a questo
+ducato, egli rinunciò alla sua spedizione[332].
+
+ [330] _Bulla Innoc. VIII apud Raynald, 1485, § 45, p. 359. -- And.
+ Navagero, p. 1192._
+
+ [331] _M. A. Sabellico, Dec. IV, t. III, f. 243. -- Diar. di Roma del
+ Notajo di Nantiporto, p. 1098. -- Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277._
+
+ [332] _Phil. de Comines, l. VII, c. I, p. 155, t. XII. Mém. pour
+ l'Hist. de France._
+
+Frattanto Ferdinando aveva fatto dichiarare ai suoi baroni d'essere
+disposto ad ascoltare le loro lagnanze, ed a riformare gli abusi di cui
+si dolevano. Questi avevano incaricato il conte di Bisignano di esporre
+i loro gravami; ma perchè in allora speravano di essere sostenuti dal
+papa, dai Veneziani e dal duca Renato, fecero al re delle domande
+ch'essi medesimi credevano assolutamente inammissibili. Rispose
+Ferdinando di essere apparecchiato a segnare la pace alle condizioni che
+sarebbero proposte dai baroni, ed il suo secondo figlio, Federico,
+recossi alla loro assemblea con quest'accettazione piena ed intera.
+L'estrema condiscendenza di Ferdinando, invece di agevolare le
+negoziazioni, spaventò i confederati, i quali facilmente conobbero,
+essere intenzione del loro padrone di tutto accordare, di tutto giurare,
+e di non rispettare verun giuramento. Invece d'accettare la pace alle
+condizioni da loro stessi proposte, offrirono la corona a Federico
+d'Arragona, ch'era venuto presso di loro per riconciliarli al re suo
+padre. Questo virtuoso principe aveva loro inspirato tanto affetto e
+tanto rispetto, quanto era l'odio e la diffidenza che nutrivano per suo
+fratello. Se fosse stato il legittimo erede del trono, avrebbe senza
+dubbio salvata la casa di Arragona dalla sventura ond'era minacciata; ma
+egli non poteva accettare colpevoli offerte, e preferì di rimanere
+prigioniere de' ribelli, piuttosto che regnare sopra di loro[333].
+
+ [333] _Giannone Ist. Civ. del regno di Napoli, l. XXVII, c. I, p.
+ 612._
+
+Credeva il re che il numeroso partito formato contro di lui sarebbe
+spinto dalla guerra a vigorose misure, mentre che, continuando a
+negoziare, il rispetto per l'autorità reale fermerebbe tutti gli sforzi
+di una lega mal assodata, e che non tarderebbe e sentire gli effetti
+della discordia. Diede dunque a suo nipote Ferdinando, principe di
+Capoa, un'armata d'osservazione, incaricata soltanto di contenere i
+ribelli, mentre affidò il nerbo delle sue forze al duca di Calabria, che
+marciò verso Roma per unirsi al conte di Pitigliano ed agli Orsini,
+assoldati dal duca di Milano e dalla repubblica di Firenze[334].
+
+ [334] _Giannone Istor. Civ., l. XXVIII, c. I, p. 614._
+
+Niuna segnalata azione ebbe luogo in questa guerra: Roberto di
+Sanseverino volle farsi strada a traverso agli stati della Chiesa per
+raggiugnere nel regno di Napoli i baroni che lo aspettavano; ma il duca
+di Calabria, rinforzato dagli Orsini, si propose di trattenerlo[335]. I
+Fiorentini, sempre lenti a porsi in movimento, non agirono vigorosamente
+che nella campagna del 1486. Allora estesero le loro pratiche a tutte le
+città della Chiesa che confinavano col loro territorio. I Baglioni
+dovevano far ribellare Perugia, e ristabilirvi il governo repubblicano;
+i figli di Niccolò Vitelli, di fresco morto, dovevano coll'ajuto de'
+loro partigiani ricuperare la signoria di Città di Castello; Giovanni
+dei Gatti dovea tentare di far valere i diritti di sua famiglia sopra
+Viterbo; le città d'Assisi, Foligno, Montefalco, Todi, Spoleti ed
+Orvieto avevano tutte nel loro seno un partito che manteneva
+intelligenze coi Fiorentini[336]. Vero è che niuna di queste trame fu
+condotta a felice fine; ma il papa, che n'era informato, costretto per
+tenere tutte queste città in dovere a dividere le sue forze, non potè
+somministrare ai baroni napolitani i promessi sussidj.
+
+ [335] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171._
+
+ [336] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173._
+
+Frattanto le due armate del duca di Calabria e del Sanseverino, che si
+erano lungo tempo minacciate, scontraronsi all'ultimo l'8 maggio del
+1486 al ponte di Lamentana. Si attaccò la zuffa tra i due corpi di
+cavalleria, ma con tanto poco ardore militare, che, per quanto si disse,
+non vi furono nè morti, nè feriti. Siccome però il duca di Calabria
+aveva fatti dei prigionieri al Sanseverino, e cacciatolo fuori del campo
+di battaglia, si suppose che fosse rimasto vittorioso[337]. Allora
+s'accostò a Roma, e gli Orsini, che tenevano le sue parti, gettarono la
+città in grandissima confusione, perciocchè quanto meno la guerra era
+pericolosa pei soldati, altrettanto riusciva ruinosa per i popoli.
+
+ [337] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173. -- M. A. Sabellico, Dec. IV,
+ l. III, f. 243._
+
+Il pericolo di tutto lo stato della Chiesa, il guasto delle campagne, la
+ruina della medesima capitale, facevano di già che il debole Innocenzo
+si pentisse d'essere entrato in una lotta superiore alle sue forze.
+Accendendo un'imprudente guerra, egli non aveva prese le necessarie
+misure per sostenerla; diffidava di tutti, e colla sua irresoluzione
+lasciava sfuggire gli estremi partiti che avrebbe potuto prendere.
+Lorenzo de' Medici accrebbe ancora la sua irrisolutezza ed i suoi timori
+facendogli venire tra le mani false lettere di Roberto di Sanseverino,
+che dovevano farlo sospettare traditore[338]. I cardinali lo andavano
+tutti confortando a metter fine ad una guerra ruinosa; il solo cardinale
+Balue che, come Francese, trovavasi di contrario sentimento a tutto il
+sacro collegio, gli ricordava i passi fatti dalla corte di Roma presso
+il re di Francia, e protestava che il papa non poteva, senza
+disonorarsi, abbandonare un'impresa, per la quale tutta la Francia aveva
+di già prese le armi. Il vice cancelliere, Roderigo Borgia, gli rispose
+con così violenti modi, che a stento si potè impedire che i due
+cardinali non venissero alle mani[339].
+
+ [338] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 16, p. 368._
+
+ [339] Rodrigo Borgia prese a dire che il santo padre non doveva
+ abbadare ad un ubbriaco; rispose il cardinale di Balue a
+ quest'insulto, attaccandolo ancora più direttamente intorno ai
+ costumi, alla nascita ed alla fede del _marrano_, o miscredente
+ spagnuolo. _Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, p.
+ 1204-1205._
+
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di Castiglia, cercavano per
+mezzo dei loro ambasciatori di ristabilire la pace nel mezzodì
+dell'Italia. La riunione dei due regni dava loro una grande
+preponderanza nella politica dell'Europa. Ferdinando era inoltre re di
+Sicilia, ed aveva per conseguenza un diretto interesse ad allontanare
+dal regno dell'altro Ferdinando, suo cugino, i pretendenti Francesi, che
+potevano far vacillare il suo proprio dominio. D'altra parte doveva
+temere per la Sicilia un'invasione de' Turchi, che avrebbero così potuto
+fare una potente diversione alla guerra ch'egli portava nel regno
+musulmano di Granata. Premeva dunque ai re di Spagna che l'Italia si
+mantenesse in pace per parer formidabile agli stranieri; quindi
+offrirono la loro mediazione tra il papa ed il re di Napoli. Il vescovo
+d'Oviedo e Francesco di Roxas vennero a Roma per trattare, e furono dopo
+alcun tempo raggiunti da don Inigo de Mendoza, conte di Tendilla, e
+tutte le parti parvero ugualmente premurose di accettare la loro
+mediazione[340].
+
+ [340] _Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 1, 2, p. 366._
+
+Ferdinando di Napoli accordò al papa tutte le sue domande. Si obbligò di
+pagare alla Chiesa l'annuo tributo con tutti gli arretrati; riconobbe
+come vassalli immediati della Chiesa e le città dell'Aquila e tutti i
+baroni che avevano fatto omaggio al papa de' loro feudi. Convenne
+soltanto che i censi annualmente pagati alla Chiesa da questa città e da
+questi baroni si ricevessero in conto del tributo di cui dichiaravasi
+debitore verso la santa sede. Non solo si accontentò di perdonare a
+tutti i suoi baroni, ma li dispensò ancora di venire a rendergli omaggio
+a Napoli, loro permettendo di trattenersi nelle loro fortezze, in mezzo
+ai proprj vassalli, e non pertanto offrendo garanti della loro sicurezza
+i re di Arragona e di Castiglia, il duca di Milano e Lorenzo de' Medici.
+Questo trattato, senza essere partecipato ai cardinali, fu sottoscritto
+in Roma l'undici agosto, ed immediatamente pubblicato[341].
+
+ [341] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1211. -- Diar. del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1103. -- Rayn. Ann. Eccl., § 13 e 14, p. 368._
+
+I due confidenti di Ferdinando, che avevano mantenuta coi ribelli una
+segreta corrispondenza, non erano esplicitamente compresi nel trattato.
+Perciò Ferdinando, ricevendo il 13 agosto la notizia della soscrizione
+della pace, per mescolare il terrore alla speranza, fece arrestare
+Francesco Coppola, conte di Sarno, i conti di Carinola e di Policastro
+suoi figliuoli, Antonio Petrucci, suo segretario, e due de' loro
+confidenti. I loro beni, che, per quanto si diceva, ammontavano a
+trecento mila ducati, furono confiscati, e pochi giorni dopo si fecero
+perire tutti questi prigionieri fra i più crudeli supplicj[342]. I
+baroni, ch'erano stati in guerra col re, credettero, per pochi istanti,
+di essere stati dal trattato di pace abbandonati alla sua vendetta,
+fors'anche per una segreta collusione delle stesse potenze che avevano
+guarentita la loro sicurezza. Il gran siniscalco, Pietro di Guevara,
+morì di dolore vedendo l'avvilimento in cui era caduto il suo partito.
+Antonio di Sanseverino, principe di Salerno, troppo ben conoscendo
+Ferdinando per non fidarsi giammai alla sua fede, passò in Francia, e
+dopo lunghe pratiche ottenne finalmente di suscitargli contro un
+vendicatore[343]. Gli altri baroni, ritirati nelle loro terre, furono
+qualche tempo dal re risparmiati, onde cominciarono a lusingarsi che la
+loro causa non fosse agli occhi del re la medesima che quella del conte
+di Sarno e del Petrucci.
+
+ [342] _Ann. Napolitani di Raimo, t. XXIII, p. 238._
+
+ [343] _Mémoires de Philip. de Comines, l. VII, c. II, p. 138._
+
+Frattanto Ferdinando, dopo essersi accertato che il re di Spagna, il
+duca di Milano e Lorenzo de' Medici non si curerebbero punto
+dell'esecuzione delle sue promesse, non tardò a violarle tutte
+sfrontatamente. Nel mese di settembre fece entrare nell'Aquila quello
+stesso conte di Montorio, ch'egli aveva fatto arrestare un anno prima,
+ma che in appresso aveva saputo interamente affezionarsi. Il conte
+piombò all'impensata sui soldati d'Innocenzo VIII, parte ne uccise e
+parte obbligò a fuggire; fece giustiziare l'arcidiacono, capo del
+partito della Chiesa, e rappresentante del papa all'Aquila, e tutta
+senza riserva sottomise la città al potere del re[344].
+
+ [344] _Stef. Infessura Diar. di Roma, t. III, p. II, p. 1214. --
+ Raynald. Ann. Eccl. 1486, § 19, p. 369._
+
+Nè i baroni si sottrassero lungo tempo alla perfidia del re; il 10
+ottobre, o secondo altri il 10 giugno seguente, fece arrestare i
+principi d'Altamura e di Bisignano, i duchi di Melfi e di Nardo, i conti
+di Morcone, di Lauria, di Melito, di Nola, e molti altri gentiluomini. È
+comune opinione che tutti questi signori furono immediatamente uccisi, e
+che i loro corpi, chiusi entro sacchi, vennero gettati in mare. Ma
+Ferdinando, per tenere a freno i loro partigiani, volle far credere che
+li custodiva come ostaggi, e faceva, per accreditare questa voce,
+portare ogni giorno vittovaglie alla loro prigione. Poco dopo vennero
+pure imprigionati le consorti ed i figli di que' signori, e confiscate
+tutte le loro sostanze. La sola principessa di Bisignano potè salvarsi,
+fuggendo, colla sua famiglia. Nello stesso tempo il re fece perire
+Marino Marzano, duca di Suessa, che da circa venticinque anni languiva
+nelle carceri[345].
+
+ [345] _Giannone Ist. Civile, l. XXVIII, c. I, p. 618._
+
+Il re, più non avendo che temere per parte de' suoi baroni, depose ogni
+avanzo di rispetto per il papa. Continuò a disporre, senza consultarlo,
+di tutti i beneficj ecclesiastici de' suoi stati; ricusò l'annuo tributo
+che si era obbligato di pagare, e quando fu da Innocenzo VIII mandato
+alla sua corte il vescovo di Cesena, per lamentarsi intorno a questi due
+punti, rispose Ferdinando, che meglio del papa conosceva i proprj
+sudditi, e che meglio di lui sapeva quali fossero degni di avanzamento;
+soggiunse di essere senza danaro, e che altronde aveva sostenute tante
+spese per la Chiesa, che ben meritava di godere di una più lunga
+esenzione[346]. Roberto di Sanseverino, sapendo che il trattato di pace
+non conteneva veruna clausola a suo favore, si pose in cammino per
+passare colla sua cavalleria nel territorio di Venezia, risoluto di
+farsi strada colle armi. Aveva di già passato Todi e Borgo san Sepolcro,
+quando il duca di Calabria si fece ad inseguirlo; e perchè il duca
+incoraggiava a resistere tutte le città, cui il Sanseverino si
+avvicinava, cominciò bentosto a guadagnare qualche marcia. Giovanni
+Bentivoglio e i Bolognesi chiusero all'ultimo il passaggio al generale
+del papa, il quale fu forzato di abbandonare tutti i suoi equipaggi e la
+maggior parte della sua armata, mentre con soli cento cavalleggeri si
+sottrasse ai suoi nemici, ed entrò nello stato veneziano[347].
+
+ [346] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1218. -- Raynald. Ann. Eccl.,
+ 1487, § II, p. 382._
+
+ [347] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 176. -- M. A. Sabellico, d. IV, l.
+ III, f. 243. -- Hier. de Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 906._
+
+Giammai la santa sede aveva fatta una più vergognosa pace di quella che
+aveva soscritta allora Innocenzo VIII. Senza aver provata veruna grande
+disfatta, che potesse rendere ragione di tanta debolezza, egli aveva
+sagrificato il generale venuto a servirlo dall'altra estremità
+dell'Italia, aveva abbandonati tutti gli obblighi contratti con Renato
+di Lorena e colla corte di Francia, ed aveva fatti strascinare in
+prigione e morire tra i supplicj uomini che d'altro non erano colpevoli
+che di avere sostenuto il suo partito, e ch'egli aveva solennemente
+promesso di difendere. Perdeva il tributo del regno di Napoli, e la
+presentazione ai beneficj che conservava il solo Ferdinando; e per colmo
+di vergogna tutti questi oltraggi gli venivano fatti in onta di un
+trattato solennemente giurato, ed annunciato a tutta l'Europa, senza
+ch'egli osasse manifestare il più leggiere risentimento. Innocenzo VIII,
+che pure fece qualche debole tentativo per farsi pagare da Ferdinando,
+non fece un cenno per salvare gli sgraziati, vittime del loro
+attaccamento alla santa sede. Non perciò ommise di conservare col re di
+Napoli relazioni di buona vicinanza, non invocò la garanzia dei
+mediatori del trattato di Roma, e bentosto gettossi totalmente tra le
+braccia di uno di loro. Egli sentiva la propria debolezza, aveva bisogno
+di trovare della forza, desiderava di essere guidato come un cieco, e
+scelse per suo confidente e per sua guida quello in cui aveva trovata la
+più vigorosa opposizione, Lorenzo de' Medici, l'alleato ed il salvatore
+di Ferdinando.
+
+Questo illustre capo della repubblica fiorentina aveva trovato un
+ragionevole malcontento nello stesso consiglio dei settanta, ch'egli
+aveva creato, quando avea voluto persuadere i Fiorentini ad assecondare
+Ferdinando in una ingiusta oppressione, inimicandosi la Chiesa, la di
+cui nimicizia era sempre formidabile. Il suo storico Valori protesta che
+mai non parlò con tanta eloquenza, come quando trasse nella sua opinione
+i suoi colleghi a favore del re di Napoli[348]. Non aveva altresì avuto
+mai bisogno di maggiore artificio, quanto in questa circostanza, in cui
+voleva al proprio personale vantaggio far sagrificare il vero interesse
+ed i principj della repubblica. Lorenzo riuscì ad ottenere alla sua
+famiglia l'amicizia di Ferdinando coi beneficj, quella d'Innocenzo VIII
+col fargli paura: ma nè l'uno nè l'altro erano i veri alleati che doveva
+procacciarsi Firenze; da nessuno di loro poteva la repubblica
+ripromettersi costanza di affetto o uniformità di politica. Firenze era
+decaduta dalla sua grandezza dopo che aveva abbandonato il sistema degli
+Albizzi, e che più non faceva causa comune con tutti i popoli liberi. I
+Medici umiliati, vedendosi considerati nelle altre repubbliche come
+semplici cittadini, manifestavano della gelosia contro Venezia,
+ispiravano diffidenza verso Genova, Lucca e Siena: finalmente riponevano
+ogni loro arte nel mantenere uno spirito di rivalità tra la loro patria
+e le città libere. Dopo tale epoca Firenze più non ebbe partigiani
+ereditarj nel rimanente dell'Italia; sapevasi ovunque che la sua
+alleanza dipendeva dai segreti intrighi del gabinetto, e che era
+variabile come gl'interessi del giorno, come i favori dei principi;
+coloro che soffrivano per la più giusta causa non erano più sicuri de'
+suoi ajuti; ed a vicenda più non pensarono a soccorrerla che quando
+sentironsi invitati da un interesse presente.
+
+ [348] _Valori in vita Laurenti, p. 53. -- Roscoe Life of Lorenzo de
+ Medici, t. II, c. VI, p. 27._
+
+La vanità di Lorenzo de' Medici era soddisfatta, qualunque volta
+trattava coi principi, e Ferdinando aveva per lui tutti i riguardi
+riservati ai sovrani. Suo figlio Pietro venne accolto alle nozze
+d'Isabella d'Arragona con Giovanni Galeazzo con maggiore rispetto assai
+che non gli ambasciatori della repubblica[349]. Dal canto suo Innocenzo
+VIII non istringeva alleanza con Firenze ma coi Medici. Suo figlio,
+Franceschetto Cibo, sposò Maddalena, figliuola di Lorenzo e della
+Clarice Orsini. In quest'occasione Clarice fu pomposamente ricevuta alla
+corte di Roma, come suo padre, Virginio Orsini, sebbene dal principio di
+questo pontificato fosse sempre stato in guerra colla santa sede. Tutti
+gli Orsini, ch'erano stati perseguitati con accanimento, furono
+richiamati al favore ed all'onnipotenza in Roma. Finalmente il papa
+promise al fratello di sua nuora, al secondo figlio di Lorenzo de'
+Medici, un cappello cardinalizio. Questi, la di cui fortuna cominciava
+in tale maniera, doveva un giorno essere il papa Leon X; in allora era
+un fanciullo, nè mai la prima dignità della Chiesa erasi ottenuta in più
+tenera età. Il matrimonio di Franceschetto Cibo con Maddalena de' Medici
+non si celebrò che in novembre del 1487, e la consacrazione di Giovanni
+de' Medici venne differita fino al principio del 1492[350].
+
+ [349] _Istor. di Giovanni Cambi, t. XXIV, p. 39._
+
+ [350] _Machiavelli Ist., t. VIII, p. 435. -- Scip. Ammirato, l. XXV,
+ p. 177. -- Jo. Mich. Bruti, l. VIII, p. 209. -- Diario di Stefano
+ Infessura, t. III, p. II, p. 1215. -- Diar. di Roma del Notajo di
+ Nantiporto, p. 1106._
+
+Lorenzo de' Medici erasi appena riconciliato colla Chiesa, quando
+rendette ad Innocenzo VIII un eminente servigio, terminando per lui
+onorevolmente una piccola guerra, che minacciava di tirarsi dietro
+grandi disastri. La città d'Osimo nella Marca aveva provata una
+rivoluzione, in seguito della quale aveva scosso il giogo del dominio
+ecclesiastico, e Boccolino Guzzoni, uno de' suoi cittadini, erasene
+fatto dichiarare signore. Questo piccolo sovrano, abbandonato alle sole
+piccole sue forze, sarebbe stato facilmente ricondotto all'ubbidienza
+verso la Chiesa, ma di que' tempi Bajazette II, rimasto vincitore nelle
+guerre civili de' Turchi, aveva ripreso il progetto di penetrare in
+Italia. Alcuni branchi di avventurieri musulmani avevano fatti varj
+sbarchi nella Marca d'Ancona, avevano tentato di sorprendere Fano, ed
+avevano trovato negli stati del papa corrispondenti e partigiani, come
+ne avevano prima trovato in quelli di Ferdinando[351]. Boccolino, che
+appena poteva sperare di trovare alleati in Italia, fece offrire a
+Bajazette II di tenere da lui in feudo la città di Osimo, e mandò suo
+fratello a Costantinopoli, mentre che un agente del sultano venne a
+Venezia per condurre a buon termine questo trattato. Giace la città di
+Osimo a qualche distanza dal mare, ed Innocenzo VIII, per comprimere una
+ribellione che poteva avere così funeste conseguenze, aveva subito
+spedito nella Marca il cardinale Giuliano della Rovere, che aveva
+troncate le comunicazioni di Boccolino col mare; in appresso lo aveva
+assediato in Osimo, piazza abbastanza forte e che vigorosamente si
+difendeva: e se la guarnigione turca, che vi si aspettava, fosse entrata
+entro le sue mura, è probabile assai che difficilmente si sarebbero
+scacciati i Turchi dagli stati della Chiesa[352]. Lorenzo de' Medici
+interpose la sua mediazione per terminare questa pericolosa guerra:
+mandò il vescovo di Arezzo a Boccolino, e lo persuase a vendere al papa
+la città di Osimo per sette mila fiorini. Boccolino venne in seguito a
+Firenze, ove fu ben accolto; ma quando passò di là a Milano, fu
+arrestato mentre entrava in questa città, ed appicato senza formalità di
+giudizio, e senza avere riguardo alla protezione di Lorenzo, o forse con
+segreta sua intelligenza[353].
+
+ [351] _Roscoe Life of Lorenzo, c. VI, p. 31._
+
+ [352] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1213. -- Marin Sanuto vite dei
+ duchi, p. 1241. -- Rayn. An. Eccl., 1486, § 32, p. 371._
+
+ [353] _Stef. Infessura, p. 1217. -- Raynald. An. Eccl., 1487, § 7, p.
+ 381._
+
+Omai non restava altra guerra in Italia che quella tra le repubbliche di
+Firenze e di Genova, la quale non era stata terminata dal trattato di
+Bagnolo del 1484, e non lo fu in quello di Roma del 1486. Il primo aveva
+lasciato ai Fiorentini il diritto di procurarsi colle armi la
+restituzione di Sarzana, che loro aveva tolto Agostino Fregoso; e questi
+a tale oggetto avevano preso al loro soldo il conte Antonio di Marciano
+e Rannuccio Farnese, e gli avevano mandati in Lunigiana nel settembre
+del 1484[354].
+
+ [354] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 162._
+
+Aveva allora Genova per doge quello stesso Paolo Fregoso, suo
+arcivescovo, che due volte nel 1464 erasi assiso sul trono ducale; che
+vi si era mantenuto con inauditi assassinj, e che si era dato alla
+pirateria, quando n'era stato discacciato. Era tornato in patria nel
+1479 col resto della sua famiglia. Suo nipote Battista era stato allora
+proclamato doge; lo stesso Paolo era stato decorato da Sisto IV del
+cappello cardinalizio, ed incaricato del comando della flotta, mandata
+contro i Turchi. Ma nè questi onori, nè il rango che occupava nella
+Chiesa e nella patria, nè l'ascendente che aveva sul doge Battista
+Fregoso, suo nipote, erano bastanti a soddisfare l'ambizioso
+arcivescovo. Accusò Battista presso i capi della sua fazione di durezza,
+di arroganza, d'ingiustizia; pretese che questo doge negoziasse
+coll'imperatore per assoggettargli Genova, onde averla in appresso da
+lui in feudo, si associò Lazzaro Doria, il quale aveva come lui molti
+faziosi sotto i suoi ordini, ed essendo il doge suo nipote venuto a
+visitarlo nell'arcivescovado il 25 di novembre del 1483, lo fece
+arrestare, e gli chiese, a nome di tutta la famiglia, di deporre la
+corona imperiale, e nol rilasciò che dopo fattisi consegnare il palazzo
+pubblico e le fortezze. Dopo ciò, avendo Paolo Fregoso adunato un
+consiglio di 300 cittadini, si fece coi loro suffragi proclamare doge di
+Genova[355].
+
+ [355] Battista Fregoso scrisse egli medesimo la storia di questa
+ rivoluzione, e fece il quadro dei delitti e de' vergognosi vizj di
+ suo zio nel suo libro: _de Facti et dictis mirabilibus. -- Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 650. Agost. Giustiniani An., l. V, f. 241. --
+ Pietro Bizarro Hist. Genuens., l. XV, p. 356._
+
+Questo capo di faziosi, destro ed intraprendente, era uno de' più
+formidabili avversarj che i Fiorentini potessero avere in tempo che
+cercavano di ricuperare Sarzana. Più non trattavasi di contrastare al
+solo Agostino Fregoso il possesso della piccola città di cui riclamavano
+il dominio, ma al doge, e nello stesso tempo alla banca di san Giorgio.
+Questa compagnia mercantile, sotto colore d'amministrare le entrate de'
+creditori dello stato di Genova, aveva un governo rappresentativo, un
+tesoro, un'armata, ed un sistema di libertà e d'amministrazione migliore
+d'assai che quello della repubblica, nel di cui seno era
+instituita[356]. Agostino Fregoso, che non sentivasi abbastanza forte
+per difendere solo Sarzana, aveva ceduto a questa banca tutti i suoi
+diritti.
+
+ [356] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 428._
+
+La banca di san Giorgio possedeva egualmente il forte castello di Pietra
+santa, che signoreggia il passaggio della Lunigiana sulla strada di
+Firenze a Sarzana[357]. Questo castello è posto in una fertile pianura,
+coperta di uliveti, e chiusa tra le montagne ed il mare. Le acque, che
+non vi trovano facile scolo, vi formano alcuni pantani, che infettano
+l'aria di questa campagna. Pietra Santa era stata fabbricata nel XIII.º
+secolo da un podestà fiorentino; l'avevano posseduta a vicenda i Pisani
+ed i Lucchesi, e dalla repubblica fiorentina era stata venduta l'anno
+1343. La banca di san Giorgio vi teneva allora una guarnigione di
+trecento uomini; ed ai Fiorentini riusciva difficile l'attaccare Sarzana
+senza possedere Pietra Santa. Ma questi, che pure non si risguardavano
+in guerra coi Genovesi, non vollero cominciare le ostilità contro questa
+fortezza. Accadde però che un convoglio, accompagnato da debole scorta,
+passando presso le mura di Pietra Santa, fu svaligiato dalla
+guarnigione. Dopo ciò si credettero in diritto i Fiorentini
+d'assediarla, e la guerra invece di essere diretta contro Agostino
+Fregoso, diventò aperta tra i due stati[358]. Dal canto loro i Genovesi
+mandarono Costantino Doria con una flotta di dieci galere e quattro
+vascelli rotondi per guastare Livorno, Vado e tutte le coste della
+Toscana[359].
+
+ [357] Pietra Santa è la più grossa terra della Versilia, ed ha il
+ nome di città, sebbene, forse a cagione del suo clima insalubre, sia
+ poco popolata. È distante sette miglia da Massa da Carrara, 16 da
+ Lucca, e venti circa da Pisa. _N. d. T._
+
+ [358] _Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 431. -- Scip. Ammirato, l.
+ XXV, p. 163. -- I. Mich. Bruti, l. VIII, p. 198._
+
+ [359] _Uberti Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 651. -- P. Bizarro, l.
+ XV, p. 357. -- Agost. Giustiniani Ann., l. V, f. 241._
+
+Il cattivo aere di Pietra Santa fece nell'assedio di questa piccola
+città, cominciato nella stagione delle febbri, perdere molta gente.
+Furonvi poche azioni militari; non per anco erano state piantate le
+batterie contro le mura, e di già i tre capitani de' Fiorentini, i conti
+di Pitigliano e di Marciano e Rannuccio Farnese, erano ammalati, e la
+maggior parte de' soldati incapaci di servire; onde il 10 ottobre
+stavano omai per levare l'assedio[360], quando i Fiorentini mandarono
+alla loro armata considerabili rinforzi con tre nuovi commissarj. Questi
+si sforzarono di far capire ai soldati che in un clima caldo e malsano
+l'autunno era la stagione di cominciare non di terminare la campagna, e
+li persuasero a restare tuttavia sotto Pietra Santa, ed il 21 e 22
+ottobre li condussero all'assalto di due ridotti, di cui
+s'impadronirono, l'uno al _salto della Cervia_, e l'altro nella valle di
+_Corvara_; per mezzo di questi la guarnigione aveva potuto mantenersi in
+comunicazione colle montagne. In uno di questi attacchi fu per altro
+ucciso il conte di Marciano, i tre nuovi commissari, Guicciardini,
+Gianfigliazzi e Pucci, furono assaliti dalla febbre epidemica, onde fu
+mandato in loro vece Bernardo del Nero. Arrivò questi al campo il 2 di
+novembre, quando la guarnigione era omai ridotta a mancare di
+vittovaglia; si diede l'assalto alla piazza il 5 novembre, ed i
+Fiorentini rimasero padroni di un bastione. Allora Lorenzo de' Medici,
+che non s'avvicinava di buon grado agli accampamenti quando poteva
+esporsi a qualche rischio, recossi a quello di Pietra Santa immantinenti
+per ricevervi la capitolazione, che fu soscritta l'otto di
+novembre[361].
+
+ [360] _Scip. Ammir., l. XXV, p. 163._
+
+ [361] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 164. -- Machiavelli Istor., l.
+ VIII, p. 434. -- P. Bizarro, l. XV, p. 358. -- Agost. Giustiniani, l.
+ V, f. 242._
+
+Intanto i Fiorentini avevano assoldate diciotto galere catalane,
+capitanate da Requenseno e da Villa-Marina; avevano formato un partito
+tra gli emigrati genovesi, nemici di Paolo Fregoso, e volevano attaccare
+questo doge nella sua capitale. Bernardo del Nero potè a stento tenere
+riunita l'armata che aveva presa Pietra Santa, e che trovavasi
+indebolita e scoraggiata da sempre rinascenti malattie. Non pertanto
+apparecchiavasi a continuare la campagna, quand'ebbe notizia che gli
+emigrati genovesi erano stati disfatti il 22 di dicembre; onde s'arrese
+alle istanze de' soldati, e li pose ne' quartieri d'inverno[362].
+
+ [362] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 166._
+
+Lodovico il Moro, reggente di Milano, ed il papa offrivano alle due
+repubbliche la loro mediazione: proponevano, o di lasciare ai Genovesi
+il possedimento di Sarzana, ed ai Fiorentini quello di Pietra Santa, o
+di cambiare queste due piazze l'una per l'altra, onde ogni repubblica
+riavesse ciò che le spettava. Nella prima supposizione i Genovesi
+domandavano che i Fiorentini evacuassero Sarzanello, fortezza attigua a
+Sarzana, sempre da loro posseduta. Questi ricusavano di farlo, ove non
+venissero rimborsati del prezzo d'acquisto pagato al Fregoso per
+ambidue. Tali pretese, sebbene opposte, non sembravano difficili ad
+accordarsi, onde in tutto il 1485 le ostilità rimasero sospese, tanto
+più che la guerra di Napoli e della Chiesa richiamava l'attenzione e le
+forze de' Fiorentini[363]. Le nuove negoziazioni intavolate dal papa nel
+1486 tornarono infruttuose; si stracciò il trattato sottoscritto colla
+sua mediazione; i due popoli si accusarono vicendevolmente di mala fede,
+e ripresero nuovamente le armi[364].
+
+ [363] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 167._
+
+ [364] _Ivi, p. 173. -- Uberti Folietae, l. XI, p. 652._
+
+In sul finire di maggio del 1487, i Genovesi sorpresero la fortezza di
+Sarzanello; ma non poterono occupare la rocca dove i Fiorentini si erano
+ritirati. Firenze mandò subito in sul luogo tutti i suoi condottieri,
+cioè il conte di Pitigliano, il signore di Piombino, quello di Faenza, e
+gli Orsini. La loro armata rientrò il 15 aprile in Sarzanello, e vi fu
+fatto prigioniero co' suoi nipoti Giovanni Luigi del Fiesco, che
+comandava i Genovesi[365]. Il Pitigliano assediò subito Sarzana; alzò
+tre ridotti fra la città e la Magra; aprì una batteria di otto bombarde,
+che fecero nel corpo della piazza una breccia praticabile; e già stava
+per ordinare l'assalto, quando Lorenzo de' Medici, avvisato che gli
+abitanti erano in procinto di arrendersi, accorse per ricevere la loro
+capitolazione, che fu conchiusa il 22 maggio del 1487, e l'armata
+vittoriosa si obbligò a rispettare le proprietà degli abitanti[366].
+
+ [365] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 178._
+
+ [366] _Scip. Ammirato, l. XXV, p. 179. -- Uberti Folietae, l. XI, p.
+ 653._
+
+Invece di continuare la guerra dopo questa vittoria, o di terminarla con
+una buona pace, Lorenzo de' Medici non lasciò che un migliajo di soldati
+a Sarzana, e si unì a Lodovico il Moro per persuadere Paolo Fregoso ad
+assoggettare di nuovo Genova al duca di Milano. Sebbene l'avanzata età
+del cardinale Fregoso cominciasse a calmare le sue passioni, la duplice
+dignità d'arcivescovo e di doge non aveva potuto ridurlo a rinunciare al
+carattere di capo di fazione. Suo figliuolo naturale, Fregosino,
+camminava come lui, sempre circondato da un branco di banditi, avvezzi a
+disprezzare tutte le leggi per soddisfare a qualunque sua voglia. Un
+consiglio de' dieci, nuovamente instituito in Genova per reprimere tali
+disordini, aveva fatto arrestare Tommaso Fregoso. Il cardinale o suo
+figlio, prendendo le difese del loro congiunto, fecero assassinare
+Angelo Grimaldi, uno de' decemviri e Tobia Lomellini[367]. In pari tempo
+entrarono in trattato con Lodovico il Moro per dargli in mano Genova
+alle stesse condizioni più volte pattuite coi duchi di Milano, e più
+volte violate; ma essi cercarono in questa nuova convenzione per la loro
+famiglia, quella guarenzia che non potevano trovare per la loro patria.
+La figlia naturale dell'ultimo duca, Chiara Sforza, vedova di Pietro del
+Verme, fu data in matrimonio a Fregosino, figliuolo dell'arcivescovo; le
+nozze si celebrarono con regale fasto a Milano, in luglio del 1487, alla
+presenza degli ambasciatori della repubblica: per tal modo la libertà
+della repubblica era per essere sagrificata al vergognoso matrimonio di
+due bastardi[368].
+
+ [367] _Ubert. Folieta Hist. Genuens., l. XI, p. 654._
+
+ [368] _Diario del Notajo di Nantiporto, p. 1105. -- Barthol.
+ Senaregae Comment. de reb. Gen., t. XXIV, Rer. Ital., p. 513._
+
+Ma l'alleanza di Paolo Fregoso col duca di Milano eccitò la diffidenza
+di tutti i Genovesi, ed i nemici del doge approfittarono di questa
+pubblica disposizione per riunirsi contro di lui. Ibletto e Giovanni
+Luigi del Fiesco, due fratelli, che avevano contribuito alla sua
+grandezza, apparecchiaronsi ad abbattere l'idolo da loro innalzato, e si
+volsero a Battista Fregoso, che il cardinale, zio, teneva esiliato nel
+Friuli, dopo averlo tradito, e cacciato dal palazzo ducale cinque anni
+prima. Si addirizzarono inoltre a Giovanni e ad Agostino Adorno, capi
+dell'opposta fazione, che vivevano ritirati a Selva, e con questi
+fissarono il giorno in cui attaccherebbero all'impensata l'odiato
+doge[369].
+
+ [369] _Barth. Senaregae, p. 514. -- Ubert. Folietae, l. XI, p. 653._
+
+Giovan Luigi del Fiesco s'internò tra le montagne per armare i suoi
+vassalli, ed unire alle milizie tutti i soldati vagabondi che gli
+verrebbe fatto di ritrovare. Ibletto, incaricato di raccogliere truppe
+negli stessi sobborghi di Genova, nascose le sue pratiche cogli
+apparecchi di continue feste, e di un dissipamento che dava a tutti
+nell'occhio. Il doge lo fece interpellare sul conto de' soldati che gli
+si vedevano intorno, ed Ibletto rispose ch'erano antichi suoi compagni
+d'armi, che approfittavano della presente pace d'Italia, per darsi buon
+tempo alcuni giorni con lui. Ma questo sospetto, manifestato da Paolo
+Fregoso, fece sentire ad Ibletto che non poteva protrarre più oltre
+l'esecuzione de' suoi progetti; onde la stessa sera, in agosto del 1488,
+sorprese porta delle Capre presso santo Stefano, vi si fortificò con un
+centinajo di soldati, facendo nello stesso tempo avvisare i suoi
+compagni dell'accaduto, e caldamente pregandoli ad accorrere in suo
+ajuto. Pietro Fregoso non credette di doverlo attaccare prima del
+giorno; ignorava le forze del suo nemico e le disposizioni della città,
+e non voleva spogliare le fortezze di soldati, nell'istante in cui forse
+pensavasi a sorprenderle; questo ritardo fu la salvezza de' congiurati.
+Prima del giorno Gian Luigi del Fiesco entrò in città colla piccola
+armata raccolta nelle montagne. Vi entrarono pure Agostino e Giovanni
+Adorno con tutta la loro fazione da lungo tempo oppressa: e Battista
+Fregoso non aveva tardato ad unirsi co' più inveterati nemici della
+propria casa, per vendicarsi della perfidia di suo zio. La loro armata
+trovavasi di già superiore d'assai a quella del doge, onde in sul fare
+del giorno, attaccò il palazzo del pubblico. Paolo, troppo tardi
+conobbe, che la perdita di una notte era stata cagione della sua ruina;
+fuggì con suo figlio nella cittadella, mentre che il suo amico Paolo
+Doria ritardava la marcia degli aggressori con artificiose proposizioni,
+e lo sottraeva in tal modo al pugnale di Battista Fregoso, infiammato da
+desiderio di vendetta[370].
+
+ [370] _Barthol. Senaregae de reb. Genuens., p. 515. -- Uberti
+ Folietae, l. XI, p. 655._
+
+I nemici del cardinale, poichè si videro padroni del palazzo, cercarono
+di dare una nuova forma alla repubblica. Non vollero nominare il doge,
+perchè questa suprema dignità avrebbe risvegliata la rivalità degli
+Adorni e de' Fregosi, ed avrebbe inoltre scontentati i Fieschi, esclusi
+dalla loro nobiltà da una magistratura popolare. Il senato prescelse
+adunque dodici cittadini, cui diede prima il nome di capitani, poi di
+riformatori della repubblica di Genova. I capi delle due popolari
+fazioni, quelli di tutte le famiglie nobili, e quelli che per qualsiasi
+titolo avevano la confidenza de' loro concittadini, trovaronsi riuniti
+in questo nuovo consiglio[371].
+
+ [371] _Barth. Senaregae, p. 515._
+
+Il primo ordine emanato da questi magistrati fu quello di attaccare la
+fortezza. Il cardinale non erasi accontentato di questa, ma aveva
+alloggiati soldati nelle vicine case, cacciandone gli abitanti; aveva
+barricate le strade, ed erasi posto in istato di sostenere un lungo
+assedio. Le battaglie date all'intorno della fortezza ridussero i
+Genovesi nella più spaventosa desolazione. Ogni palazzo veniva a vicenda
+attaccato e difeso coll'artiglieria; quando l'un partito o l'altro era
+forzato ad evacuarlo, vi appiccava, ritirandosi, il fuoco, ed in mezzo
+alle zuffe ed agl'incendj, vedevansi gli abitanti, le donne ed i
+fanciulli, contrastare ai soldati, che saccheggiavano le case, i loro
+mobili e le loro ricchezze. La devastazione s'andava ogni dì più
+allargando, e questa doviziosa città, così rinomata per la sua
+magnificenza, sembrava minacciata di distruzione dai suoi medesimi
+cittadini[372].
+
+ [372] _Uberti Folietae, l. XI, p. 656. -- Barth. Senaregae, p. 516. --
+ P. Bizarri, l. XV, p. 363._
+
+Mentre queste pratiche si andavano prolungando, i magistrati eransi
+rivolti al papa, loro concittadino, per implorarne la protezione, ed al
+re di Francia Carlo VIII, cui offrivano la signoria della loro città a
+quelle medesime condizioni che l'aveva avuta suo padre. Dall'altro canto
+Paolo Fregoso aveva domandato ajuto al duca di Milano, il quale fece
+avanzare verso la Liguria Gian Francesco di Sanseverino, conte di
+Cajazzo, figliuolo di Roberto, ch'era morto nel precedente anno. Nello
+stesso tempo alcuni ambasciatori milanesi arrivarono a Genova, e la loro
+mediazione fu accettata dalle due parti. Proposero di dividere la
+repubblica tra gli Adorni ed i Fregosi; di cedere ai primi Savona con
+tutta la riviera di Ponente; di conservare ai secondi Genova e la
+riviera di Levante; per ultimo di riconoscere la suprema signoria del
+duca di Milano sopra l'una e l'altra parte[373]. Questa proposizione,
+che sagrificava la gloria e l'esistenza stessa della nazione a vantaggio
+dei capi di partito, venne rigettata dall'uno e dall'altro egualmente,
+pure accrebbe la reciproca diffidenza. Ma Battista Fregoso era odioso e
+sospetto a Lodovico il Moro; gli ambasciatori milanesi lavoravano
+nascostamente a staccare da lui i suoi nuovi compagni, e da questi
+ottennero infatti che fosse loro sagrificato. Battista venne arrestato
+nella casa di Agostino Adorno, dov'erasi recato senza verun sospetto, e
+fu portato a bordo di una galera, che partì alla volta d'Antipoli nel
+Friuli, luogo del suo precedente esilio, dal quale era partito poche
+settimane prima. Gli altri capi avevano acconsentito alle nuove
+proposizioni degli ambasciatori milanesi. Agostino Adorno doveva per
+dieci anni tenere in Genova l'autorità ducale, col titolo di
+luogotenente del duca di Milano; Ibletto e Giovan Luigi del Fiesco
+dovevano conservare tutte le loro onorificenze ed il loro credito. Il
+cardinale Paolo Fregoso doveva abdicare la carica ducale, e consegnare
+ai Milanesi il Castelletto e le altre fortezze. Gli si prometteva in
+ricambio un'annua pensione di sei mila fiorini, e mille si promettevano
+a suo figlio Fregosino, finchè il papa gli dasse in beneficj
+ecclesiastici una rendita eguale a questa somma. A tali condizioni
+poteva Paolo Fregoso trattenersi in Genova, purchè si limitasse alle sue
+incumbenze ecclesiastiche; ma costui era troppo orgoglioso per ubbidire
+dove aveva comandato. Uscendo dal Castelletto, in ottobre del 1488,
+s'imbarcò con tutti i suoi effetti sopra due galere che si era fatto
+apparecchiare, delle quali, sopraggiunte da violente burrasca presso le
+coste della Corsica, una perì con tutto il carico, l'altra, dopo avere
+perdute tutte le sue antenne, si sottrasse, può dirsi per miracolo, alla
+tempesta, ed approdò a Cività Vecchia; indi Paolo Fregoso passò a Roma,
+che più non abbandonò fino alla sua morte, accaduta il 2 di marzo del
+1498[374].
+
+ [373] _Uberti Folietae, l. XI, p. 657. -- Barth. Senaregae, p. 517._
+
+ [374] _Uber. Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 657. -- Barth. Seneragae,
+ t. XXIV, p. 518. -- P. Bizarro, l. XV, p. 366._
+
+La repubblica di Firenze non aveva motivo di lodarsi di questa
+rivoluzione, cui aveva contribuito, tenendo viva una piccola guerra nei
+confini della Liguria. Il duca di Milano non fu appena padrone di
+Genova, che manifestò il suo rincrescimento per la perdita di Sarzana e
+di Pietra Santa, e si fece ad apparecchiare i mezzi di riavere quelle
+due città[375]. Ma Lorenzo de' Medici, ostinandosi a diffidare di ogni
+repubblica, temeva assai meno le pratiche e le trame di un vicino
+principe, che l'esempio di libertà e d'indipendenza, che altri cittadini
+potevano dare ai Fiorentini. Oramai Perugia, Bologna e Genova non
+potevano per questo rispetto cagionargli veruna inquietudine. Venezia
+veniva sempre risguardata come una potenza nemica; e per ultimo le due
+repubbliche, che dividevano con Firenze la sovranità della Toscana,
+andavano ogni giorno perdendo la loro importanza. Pareva che quella di
+Lucca non ad altro mirasse che a farsi dimenticare, più non vedevasi
+rammentata da veruno scrittore del secolo: e perchè il suo governo vietò
+con gelosa diffidenza la pubblicazione di tutte le storie nazionali,
+appena ci possiamo accorgere della sua esistenza. In quello stesso tempo
+la repubblica di Siena faceva tristamente parlare di sè, consumando nel
+suo seno le proprie forze.
+
+ [375] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 182._
+
+Poichè il duca di Calabria ebbe abbandonata quella città nel 1480, essa
+fu costantemente agitata dalla più spaventosa anarchia. Furiosi
+demagoghi avevano a vicenda esiliati, proscritti, precipitati dalle
+finestre del palazzo, e fatti morire sul patibolo tutti coloro che per i
+loro natali, per singolare ingegno, o per importanti servigi, renduti
+alla repubblica, si erano distinti in faccia ai loro concittadini. Gli
+ordini, ossia i Monti dei nove, dei dodici, dei riformatori, dei
+gentiluomini, ora gli uni, ora gli altri esposti alla persecuzione,
+erano stati talora affatto esclusi dal supremo governo, talora aboliti o
+proscritti. Nel 1482 la repubblica aveva riconosciuto il solo ordine del
+popolo, cui si erano riuniti tutti gli altri[376]. Ma questa prudente
+risoluzione, che doveva distruggere tutte le distinzioni tendenti
+soltanto a perpetuare i tumulti, era stata abolita nel 1484 dagli stessi
+democratici. Avevano voluto nuovamente segregare dalla loro corporazione
+tutti coloro che avevano qualche pretesa aristocratica, facendo appunto
+che questi aboliti diritti formassero un titolo d'esclusione, e lo
+stabilimento di quest'oligarchia affatto plebea era stato lordato col
+sangue di nuove vittime[377]. Ogni giorno andava crescendo il numero
+degli esiliati da Siena; questi più non vivevano isolati ne' luoghi del
+loro esilio, ma si adunavano negli stati limitrofi in ragguardevoli
+corpi di truppe, e spaventavano il governo rivoluzionario coi frequenti
+tentativi che facevano per tornare in patria, o per forza o per
+sorpresa. Lorenzo de' Medici era alleato di questo governo anarchico;
+egli aveva persuasi i Fiorentini a rinunciare all'antica loro massima di
+non cercare amici che tra gli amici della giustizia, dell'onore e della
+libertà. I suoi trattati venivano sempre suggeriti dall'interesse del
+momento, dalla gelosia, dal desiderio d'indebolire i suoi vicini, e per
+ultimo dalla politica, le di cui viste sono troppo più corte che quelle
+della morale. Nel 1482 aveva sagrificati gli alleati sienesi, padroni di
+Monte Reggioni, i quali, rimasti privi tutt'ad un tratto de' suoi ajuti,
+erano stati costretti di abbandonare quel castello ai loro nemici[378];
+ed egli aveva il 14 di giugno del 1483 conchiusa una lega per
+venticinque anni, a nome de' Fiorentini, col popolaccio che
+tiranneggiava Siena[379]; ma gli emigrati non avevano perciò ommesso di
+cercare di occupare prima il castello di Saturnia, poi la città di
+Chiusi, ed all'ultimo la terra di San Quirico.
+
+ [376] _Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. V, f. 86._
+
+ [377] _Ivi, f. 92._
+
+ [378] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 85. -- Alleg. Allegretti
+ Diar. Sanesi, p. 811-813._
+
+ [379] _Orl. Malavolti, l. V, f. 87._
+
+Questi emigrati Sienesi appartenevano a tutti i partiti, a tutti i
+_Monti_, secondo l'abituale linguaggio di Siena. Molti di coloro
+ch'erano stati mandati dopo gli altri in esilio, avevano partecipato
+alla proscrizione, ed ancora al supplicio delle prime vittime. Il giusto
+odio che li teneva divisi, formava la speranza degli oppressori della
+loro patria. Essi lo sentirono, dimenticarono tutte le offese che la
+sorte aveva di già vendicate, e presero la risoluzione di unirsi contro
+i soli nemici, de' quali non devonsi mai scordare le scelleratezze, cioè
+quelli che sono sempre possenti. Nicolò Borghesi e Neri Placidi
+sottoscrissero in Roma, a nome dell'ordine dei Nove, la pace con Lorenzo
+e con Guid'Antonio Boninsegni, rappresentanti del monte dei Riformatori.
+Nello stesso tempo Lionardo, figliuolo di Battista Bellanti,
+appartenente ancor esso all'ordine dei Nove, il di cui padre era perito
+sul patibolo, fece in Pisa la pace con Bartolommeo Sozzini e con Niccolò
+Severini del monte de' Dodici, i quali avevano avuto parte in queste
+crudeli esecuzioni. Obbligaronsi tutti ad operare di concerto pel
+vantaggio di tutti gli esiliati, ed a non avere in avvenire altro scopo,
+che quello di liberare la loro patria del giogo tirannico sotto cui
+gemeva[380].
+
+ [380] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 93._
+
+Dopo ciò gli emigrati si adunarono a Staggia, posta all'estremo confine
+del Fiorentino, di dove partirono il 21 di luglio del 1487 con cento
+fanti, presi al loro soldo, e pochi cavalieri, comandati dal capitano
+Bruno di Cremona. Invece di tenere la strada principale, presero le poco
+frequentate delle foreste: ma non pertanto in Siena si era avuta
+contezza della loro intrapresa, ed erano stati spediti contro di loro
+molti distaccamenti di truppe, che si avanzarono fino a breve distanza
+da Staggia, sicchè poterono assicurarsi che non vi si faceva verun
+movimento. Avevano da prima visitate tutte le macchie presso Siena, e
+nulla vi avevano scoperto. Queste scolte tornarono perciò in città e
+riferirono al governo essere false le notizie dategli, e che non si
+trovavano nemici in verun lato. Un ridicolo accidente aveva sottratta
+alle loro indagini la piccola truppa degli emigrati. Avevano questi
+caricati sopra un mulo gli ordigni di cui volevano valersi per atterrare
+le porte; il mulo si pose in fuga per la foresta, e si trasse dietro
+tutta la piccola armata affatto fuori della via che doveva tenere. La
+bestia venne finalmente raggiunta, dopo due ore di faticoso viaggio, ed
+allora gli emigrati si rimisero in cammino alla volta di Siena, temendo
+per altro che questo ritardo, che fu loro cagione di prospero successo,
+non guastasse ogni loro disegno. Tutte le pattuglie erano rientrate in
+città, eransi levate dalle mura le guardie straordinarie, e dormivano le
+scolte notturne, quando questo drappello di congiurati arrivò, poco
+prima che facesse giorno, alla porta di Fonte Branda. I loro complici,
+che gli aspettavano sulle mura, gli ajutarono a salirle con scale di
+corda, finchè trenta dei più coraggiosi s'impadronirono della porta, e
+l'aprirono al rimanente della truppa.
+
+Si era promesso al capitano Bruno che, appena spiegata la sua bandiera
+in città, verrebbe raggiunto da numerose partite di malcontenti; ma
+invece niuno appariva, onde questo condottiere, scoraggiato, non ardiva
+innoltrarsi per le strade. Gli emigrati quasi soli le corsero, gridando
+i _Nove, popolo, e libertà_. Pochi erano quelli che accorrevano in loro
+ajuto, ma altronde niuno prendeva le armi per opporsi. Il governo era
+troppo detestato per trovare difensori, troppo temuto perchè i cittadini
+ardissero dichiararsi contro di lui. Uno de' suoi capi, Cristoforo di
+Guiduccio, ingannato dalla voce di coloro che lo chiamavano,
+supponendoli suoi partigiani, si diede egli stesso in potere de'
+congiurati che lo uccisero. Altri, non più di quaranta, adunaronsi a
+Camporeggio; essi potevano pure bastare per iscacciare gli emigrati, che
+si trovavano dispersi per le strade di una vasta città, e scoraggiati
+dal vedersi abbandonati, ma quando i partigiani del governo si videro in
+così piccolo numero, non osarono tentar nulla. Molti di loro rientrarono
+celatamente nelle proprie case, e deposero le armi per non essere
+compromessi, ed i capi, trovandosi da tutti abbandonati, uscirono di
+città. Per tal modo due branchi di uomini si contendevano il
+possedimento di così potente e bellicosa città. Ognuno conosceva la
+propria debolezza, e, ignorando quella del nemico, credevasi perduto:
+finalmente dopo essersi molto aggirate, le varie bande d'emigrati
+riunironsi di nuovo sulla piazza, e, trovandosi in numero di ottanta,
+assediarono il palazzo. Matteo Pannilini, capitano del popolo,
+abbandonato da tutte le sue guardie, erasi chiuso solo nella gran torre,
+dove si difese qualche tempo; ma infine fu costrette a rendersi
+prigioniero, cedendo agli emigrati la sede del governo. E per tal modo,
+quasi senza spargimento di sangue, fu condotta a termine la rivoluzione
+che rendeva agli esiliati la loro patria[381].
+
+ [381] _Orl. Malavolti, p. III, l. V, f 92-93. -- All. Allegretti
+ Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 822. -- Stef. Infessura Diario di Roma, t.
+ III, p. II, p. 1217._
+
+Perchè la rivoluzione di Siena era stata operata da tutti gli ordini,
+tutti furono da principio chiamati a parte dalla suprema autorità. Si
+voleva che la repubblica fosse governata da quattro monti, ognuno de'
+quali darebbe al consiglio generale cent'ottanta consiglieri. Gli ordini
+dei gentiluomini e dei Dodici non furono contati che per un monte
+complessivamente; i Nove, il Popolo ed i Riformatori erano gli altri
+tre[382]. Questa divisione era saggia e press'a poco in ragione del
+numero de' cittadini che ogni monte aveva precedentemente scelto, sotto
+il nome di _riseduti_, per esercitare le magistrature; ma non fu
+lungamente mantenuta: una balìa, formata di ventiquattro cittadini,
+venne autorizzata ad esercitare per cinque anni un potere dittatoriale,
+ed il nuovo governo di Siena, come quello cui succedeva, credette di non
+potere fondare sopra solide basi la sua autorità, se non privando i suoi
+nemici del diritto di cittadinanza, esiliandoli, e mandandone inoltre
+alcuni al supplicio[383].
+
+ [382] _Orland. Malavolti, p. III, l. VI. f. 94._
+
+ [383] _Orl. Malavolti, p. III, l. VI, p. 95._
+
+In questo tempo di pace generale per l'Italia, non furono le sole
+repubbliche travagliate da interne rivoluzioni; anche i piccoli
+principati vennero turbati da congiure; ed in quelle che scoppiarono in
+Romagna, nel 1488, si credette di ravvisare la conseguenza delle
+pratiche di Lorenzo de' Medici, ed il risentimento di un uomo, che dopo
+molti anni, vendicava antiche ingiurie.
+
+Quel Girolamo Riario, figlio o nipote, e favorito di Sisto IV, che dieci
+anni prima era stato l'anima della congiura de' Pazzi, erasi, dopo
+l'elezione d'Innocenzo VIII, ritirato nel suo principato di Forlì e
+d'Imola. Era inoltre rimasto depositario di castel sant'Angelo; ma sua
+moglie aveva consegnata quella fortezza ai cardinali, il 25 agosto del
+1484, contro il pagamento di grossa somma di danaro[384]. Questa
+principessa, figlia naturale dell'ultimo duca di Milano, aveva
+procacciata al Riario la protezione di casa Sforza. Dall'altro canto
+Giuliano della Rovere, cardinale di san Pietro, onnipossente alla corte
+d'Innocenzo VIII, era sommamente interessato alla difesa del principe di
+Forlì, suo cugino. Per tali motivi i molti nemici che questi si era
+fatti in tempo del pontificato di Sisto IV, non osarono di attaccarlo
+scopertamente, ma è probabile che avessero parte in una cospirazione
+formata in casa sua. Cecco dell'Orso, capitano delle sue guardie, Luigi
+Panzero e Giacomo Ronco, suoi ufficiali, determinarono d'ucciderlo,
+sebbene non avessero, che si sappia, verun altro motivo di odio, che
+quello di non aver potuto da lui ottenere il loro soldo arretrato,
+mentre venivano stretti al pagamento delle proprie loro contribuzioni.
+
+ [384] _Stef. Infessura Diar. Romano, t. III, p. II, Rer. Ital. p.
+ 1187._
+
+Il 14 aprile del 1488, mentre stava pranzando la famiglia del Riario, i
+tre congiurati entrarono nella sua camera, sotto colore di parlargli
+delle loro incumbenze, ed avendolo trovato solo, lo pugnalarono, si
+divisero le sue vesti e gittarono giù dalla finestra il suo corpo
+spogliato. Il popolaccio, invitato dalle loro grida a vendicarsi del suo
+tiranno, strascinò questo corpo pei capelli per tutte le strade della
+città. Catarina Sforza sua vedova ed i suoi figliuoli vennero subito
+imprigionati, e la fortezza, di cui aveva il comando un luogotenente
+fedele al Riario, ebbe l'intima di arrendersi. I congiurati scrissero il
+19 aprile a Lorenzo de' Medici di averlo liberato di un uomo che più
+d'ogn'altro meritava il suo odio, ed in pari tempo gli chiedevano
+ajuto[385].
+
+ [385] La loro lettera è stampata in _Roscoe, Appendix n.º 71, p.
+ 101_. Marin Sanuto accusa formalmente Lorenzo de' Medici di essere
+ stato l'istigatore di tale attentato, _p. 1244_.
+
+Il comandante della rocca, non lasciandosi atterrire dalle grida del
+popolo nè dalla morte del suo padrone, ricusò di aprirla agli
+assedianti, se prima non ne aveva l'ordine dalla medesima Catarina
+Sforza, quando si trovasse libera. Dal canto suo questa promise agli
+insorgenti di persuadere il castellano a cedere ad una sorte
+inevitabile, purchè potesse parlargli. Siccome si ritenevano i di lei
+figli in ostaggio, non si ebbe difficoltà di lasciarla entrare nella
+rocca; ma vi fu appena ricevuta, che fece far fuoco contro gli
+assedianti. Si minacciò di far morire i suoi figli; ed essa rispose: «se
+voi gli uccidete, tengo un figlio in Imola, ne porto un altro in seno,
+che cresceranno per essere i vindici di tanto delitto[386];» onde il
+popolaccio atterrito non eseguì la sua minaccia.
+
+ [386] _Bayle, Dictionnaire critique_ alla parola _Sforza_ (Catarina)
+ fa che questa principessa dia un'immodesta risposta, diventata
+ celebre; e si appoggia alle autorità del _Machiavelli, l. VIII, p.
+ 443_; di _G. M. Bruto, l. VIII, p. 213_, e del _Muratori Ann.
+ d'Ital_. che segue una cronaca MS. di Bologna; ma il Bayle, che
+ amava lo scandalo, non fece parola del racconto assai più naturale e
+ più onesto della maggior parte degli storici contemporanei, quali
+ sono _Stefano Infessura_, ch'egli conosceva, _t. III, p. II, Rer.
+ Ital., p. 1220. -- All. Allegretti, Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 823. --
+ Hier. de Bursellis, Ann. Bononienses, p. 907. -- Bernardino Corio,
+ Stor. di Milano, p. VI, p. 1025. -- Diario Ferrarese, t. XXIV, p.
+ 280. -- Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 240._
+
+Gli uccisori di Girolamo Riario avevano pure implorata la protezione
+d'Innocenzo VIII; e questo papa, sperando di ricuperare col loro ajuto
+la sovranità d'un'importante città, aveva ordinato al governatore di
+Cesena di condurre loro tutti i soldati che potrebbe adunare, e tutta la
+sua artiglieria. Nello stesso tempo Lodovico Sforza mandava in ajuto di
+sua nipote un'armata milanese, che di già aveva ragunata, di concerto
+con Giovanni Bentivoglio, ai confini della Romagna. Quest'armata,
+entrando in Forlì per la rocca, piombò all'impensata sui soldati della
+Chiesa, e tutti li fece prigionieri. Sei de' principali di loro furono
+tagliata loro la testa, fatti a pezzi per ordine di Bergamino, generale
+de' Milanesi. Il governatore di Cesena ed il restante de' soldati furono
+poi cambiati col figliuolo di Girolamo Riario, che questo governatore
+faceva custodire nella sua rocca di Cesena. I congiurati si rifugiarono
+a Siena con tutti i loro effetti preziosi. Catarina Sforza ebbe, quale
+tutrice de' suoi figli, il governo del principato di Forlì; e papa
+Innocenzo VIII, sempre apparecchiato ad intraprendere progetti arditi, e
+sempre atterrito di continuarli, tostochè incontrava qualche
+opposizione, non osò lagnarsi di ciò ch'era stato fatto ai suoi soldati,
+i quali non avevano altro delitto che di avere eseguiti i suoi
+ordini[387].
+
+ [387] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1219-1220._
+
+Ma le cospirazioni si moltiplicavano in Romagna con una sorprendente
+rapidità. Il 29 di aprile Ottaviano Riario, giovane figlio del conte
+Riario, era stato proclamato signore di Forlì e d'Imola, ed il 31 di
+maggio Galeotto Manfredi, signore di Faenza, perdette la vita per le
+mani di Francesca sua moglie, figlia di Giovanni Bentivoglio. Costei,
+credendosi posposta ad un'amante, e divorata da cupa gelosia, si finse
+ammalata ed invitò Galeotto a venire a trovarla. Stavano nascosti sotto
+il suo letto tre assassini; un quarto si slanciò sopra Manfredi nel
+momento in cui entrava nella camera. Ma perchè questo signore era dotato
+di singolare forza e destrezza, stava per atterrare il suo assalitore,
+prima che gli altri, usciti di sotto al letto, avessero avuto tempo di
+alzarsi in piedi; quando sua moglie balzò dal letto, prese una spada e
+gliela immerse nel seno; poi seco prese i suoi figliuoli e riparossi
+nella rocca[388].
+
+ [388] _Ivi, p. 1221. -- Hier. de Bursellis Ann. Bonon., p. 907. --
+ Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 280. -- J. Mich. Bruto, l. VIII, p. 214. --
+ P. Bembi, Hist. Venet., l. I, p. 10._
+
+Giovanni Bentivoglio, padre di Francesca, era in allora a Forlì con
+Bergamino, comandante dell'armata milanese. L'uno e l'altro accorsero
+subito in ajuto di questa sposa delinquente, ed entrarono senza trovare
+opposizione in Faenza. Non pertanto quegli abitanti erano affezionati
+alla famiglia di Manfredi, ed avevano veduto con orrore l'assassinio di
+Galeotto. I coraggiosi contadini di Val di Lamone, recaronsi in città, e
+sospettando tutti il Bentivoglio o il Bergamino di aspirare alla
+signoria di Faenza, gli attaccarono furiosamente. Bergamino fu ucciso in
+battaglia, ed il Bentivoglio fatto prigioniere.
+
+Antonio Boscoli, commissario della repubblica fiorentina presso Galeotto
+Manfredi, era in allora a Faenza. Gl'insorgenti gli mostrarono
+grandissimo rispetto, e gli chiesero la protezione del suo governo. I
+Fiorentini avevano veduto con viva inquietudine le negoziazioni di
+Galeotto Manfredi coi Veneziani per la vendita di Faenza; perchè i
+Veneziani, acquistando questa città, sarebbero diventati confinanti con
+Firenze, ed il governo del Medici doveva temere la vicinanza di così
+potenti rivali. Perciò tutta l'armata che stava adunata a Sarzana, fu
+subito spedita in soccorso di Faenza, sotto il comando del conte di
+Pitigliano e di Ranuccio Farnese. Questa trattenne i Bolognesi, che dal
+canto loro si armavano per liberare il capo della loro repubblica.
+Giovanni Bentivoglio fu ritenuto come ostaggio a Modigliana, finchè
+venne ristabilito l'ordine nel principato, che probabilmente egli aveva
+voluto invadere. Sedici cittadini, de' quali otto di Faenza, ed otto di
+Val di Lamone, vennero incaricati della reggenza e della tutela del
+giovanetto Astorre di Manfredi. Allorchè questo governo fu stabilito, il
+Bentivoglio riebbe la libertà, dopo avere avuto un abboccamento con
+Lorenzo de' Medici a Caffaggiuolo. Gli fu renduta la figliuola; e questa
+rivoluzione, mettendo Faenza sotto la protezione de' Fiorentini,
+accrebbe la loro influenza in Romagna[389]. La rivoluzione di Forlì non
+era loro riuscita inutile. In tempo delle turbolenze, prodotte dalla
+morte di Girolamo Riario, i Fiorentini avevano ricuperato Pian Caldoli,
+che il Riario ingiustamente riteneva[390]. Poco dopo riuscirono a fare
+sposare alla di lui vedova Giovanni de' Medici, nato da un fratello del
+vecchio Cosimo, e padre di un altro Giovanni, che si rendette famoso
+nelle guerre d'Italia col suo valore, colla sua ferocia e
+coll'attaccamento ch'ebbero per lui le bande nere. Per tal modo Forlì ed
+Imola si trovarono sotto la dipendenza di un Medici, e Catarina Riario
+entrò in quella stessa famiglia, che il suo primo marito aveva tentato
+di distruggere.
+
+ [389] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 183. -- Roscoe, Life of Lorenzo
+ de' Medici chap. VIII, p. 174. -- Diari Sanesi di Alleg. Allegretti,
+ p. 823._
+
+ [390] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 241._
+
+
+
+
+CAPITOLO XC.
+
+ _La Regina Catarina Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. -- Zizim a Roma. -- Apparente tranquillità di tutta
+ l'Italia. -- Stato dell'Europa, e pronostici di nuove burrasche.
+ -- Morte di Lorenzo de' Medici e di Innocenzo VIII_.
+
+1488 = 1492.
+
+
+La repubblica di Venezia non aveva voluto immischiarsi nelle piccole
+guerre che agitarono l'Italia nel corso del precedente periodo.
+Innocenzo VIII si era mostrato difficile ad assolverla dalle censure
+così ingiustamente contro di lei pronunciate da Sisto IV; aveva voluto
+imporle onerose condizioni, obbligarla a non prendere parte nelle
+presentazioni de' beneficj, e vietarle di percepire verun imposta dagli
+ecclesiastici[391]. Vero è che Innocenzo VIII rinunciò in appresso a
+così fatte pretese, quando volle trarre la repubblica nella guerra di
+Napoli; ma i Veneziani, posti in guardia da una precedente esperienza
+del poco fondamento che potevano fare sull'alleanza di Roma, non vollero
+dare ajuto ai nemici di Ferdinando, qualunque si fosse l'odio che contro
+di lui conservassero per la guerra di Ferrara. Essi continuarono a
+mantenere contro il papa l'indipendenza delle loro prerogative
+ecclesiastiche. Il vescovado di Padova, cui volevano traslocare il
+vescovo di Belluno, essendo stato dalla corte di Roma dato nel 1485 al
+cardinale di Verona, non solo rifiutarono il possesso della nuova sede
+al candidato pontificio, ma lo costrinsero a rinunciarvi
+coll'apprensione delle altre sue entrate[392]. Avendo il loro
+ambasciatore a Roma, Ermolao Barbaro, ottenuto da Innocenzo VIII il
+patriarcato d'Aquilea, il consiglio dei dieci mostrò ancora un maggiore
+malcontento per essersi fatta così importante nomina senza il suo
+parere. Nè la riputazione del nuovo patriarca, il primo letterato di
+Venezia e forse dell'Italia, nè la distinta carica che suo padre aveva
+nello stato, sottrassero l'uno e l'altro a severissime ammonizioni, ed a
+una umiliazione, che fu poco dopo cagione della loro morte[393].
+Finalmente in tempo della guerra di Napoli i Veneziani non
+acconsentirono che il papa riscuotesse decime sul loro clero, e si
+opposero colla stessa fermezza ad ogni usurpazione de' loro diritti.
+
+ [391] _And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII, p. 1192._
+
+ [392] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+ [393] _P. Bembi Rer. Venet. Histor., l. I, p. 16. In Thesaur. Antiq.
+ Ital., t. V, p. I._
+
+Questa guerra di Napoli, che durò pochi mesi, avrebbe probabilmente
+guastata lungo tempo l'Italia, se i Veneziani avessero voluto prendervi
+parte, ponendo in tal modo in equilibrio le due parti. Ebbero bentosto
+motivo d'essere contenti della presa risoluzione, quando si trovarono
+impegnati ai confini d'Italia in una piccola guerra, che ben poteva
+diventare egualmente importante. Sigismondo, conte del Tirolo, uno dei
+duchi d'Austria, aveva delle pretese opposte a quelle della signoria
+rispetto ai confini de' suoi stati nella contea d'Arco e nel Cadorino, e
+rispetto ai diritti sulle miniere di ferro di quest'ultimo distretto.
+Avendo determinato di farli valere colle armi, nel 1487 si assicurò di
+tutti i mercanti veneziani venuti alla fiera di Bolzano, e di tutto il
+ferro lavorato in Cadore, dichiarando in pari tempo la guerra alla
+repubblica di Venezia. Sette mila fanti e cinquecento cavalli tedeschi
+bruciarono il distretto di Roveredo, ed assediarono nella rocca Niccolò
+Priuli, che n'era governatore, il quale non si arrese che dopo una
+vigorosa resistenza[394]. In principio i Veneziani opposero a
+quest'invasione Giulio Cesare di Varano, signore di Camerino; in
+appresso diedero il comando della loro armata a quello stesso Roberto di
+Sanseverino, che l'aveva con sì felice successo diretta nella guerra di
+Ferrara. La morte di questo vecchio generale, che tanta parte aveva
+avuto in tutte le rivoluzioni d'Italia, fu il più notabile avvenimento
+della guerra del Tirolo. Dopo avere ottenuto qualche vantaggio sui
+Tedeschi, cadde in un'imboscata, che gli avevano tesa, e fu ucciso il 9
+d'agosto del 1487 in riva all'Adige, che voleva passare per assediar
+Trento[395]. Allora i Veneziani si ritirarono a Serravalle, e, rompendo
+ogni comunicazione colla Germania, costrinsero bentosto i Tirolesi a
+chiedere la pace, necessaria al sostentamento della loro industria.
+Questa fu convenuta il 14 di novembre dello stesso anno, a condizione
+che fosse restituito tutto quanto era stato preso dall'una e dall'altra
+parte[396].
+
+ [394] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1194. -- P. Bembi Rer. Venet.,
+ l. I, p. 2. -- Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 967._
+
+ [395] _And. Navagero, p. 1195. -- P. Bembi Rer. Ven., l. I, p. 8. --
+ Spiegel der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 968._
+
+ [396] _And. Navagero, p. 1196. -- Stef. Infessura Diar. Roman., p.
+ 1217. -- Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 279. -- P. Bembi, l. I, p. 16._
+
+Circa lo stesso tempo la sola apparenza d'una guerra turca servì di
+pretesto alla repubblica per assoggettare all'immediato suo dominio
+l'isola di Cipro, che, dopo la morte di Giacomo di Lusignano, altro più
+infatto non era che una provincia veneziana. L'imperatore turco,
+Bajazette II, aveva fino nel 1486 apparecchiato un grosso esercito per
+attaccare Cait-Bay, soldano d'Egitto. E questi, che tutto sentiva il
+pericolo che soprastava al suo regno, se i porti di un'isola, posta in
+faccia alle sue coste, fossero in potere de' suoi nemici, aveva invitata
+la regina Cornaro a porsi in sulle difese. La repubblica le aveva subito
+mandati cinquecento Stradioti dalla Morea, e trecento arcieri di Candia,
+per guardare le sue fortezze[397].
+
+ [397] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1193._
+
+Pure la spedizione turca venne protratta fino al 1488. In quell'anno un
+esercito, che facevasi ammontare ad ottanta mila uomini, andò ad
+attaccare il soldano in Palestina. Mentre attraversava la Caramania,
+dove aveva occupate le città di Adena e di Tarso, fu nel mese di agosto
+sconfitto dai Mamelucchi, alle falde del monte Aman, nella stessa
+angusta valle dell'Isso, renduta celebre dalla vittoria di Alessandro.
+La flotta ottomana venne pure parte dispersa e parte distrutta da una
+burrasca, ed il Turco rinunciò all'impresa d'Egitto[398].
+
+ [398] _And. Navag., p. 1197. -- Rayn. Ann. Eccl. 1488, § 9, p. 389._
+
+In tempo di questa breve guerra Francesco Priuli aveva protette le coste
+dell'isola di Cipro con ventisette galere. Quando la vide terminata,
+suppose di potere ricondurre la sua flotta a Venezia, ed era di già
+giunto in Istria, quando ricevette l'ordine di ritornare all'abbandonata
+stazione. Il senato sapeva, che, abusando dell'autorità usurpata in
+Cipro, aveva renduta la sua autorità odiosa non meno ai popoli che alla
+regina, e non ignorava che questa impazientemente soffriva l'esclusione
+da ogni amministrazione governativa, i severissimi ordini, che le
+venivano dati, e la diffidenza che di lei si mostrava. Il senato aveva
+veduti i Ciprioti pronti a sagrificarsi per Carlotta di Lusignano, per
+Luigi di Savoja, per Alfonso, bastardo di Napoli; finalmente per
+qualunque avrebbe cercato di restituire al regno la sua antica
+indipendenza, facendoli entrare nel numero de' popoli liberi, dal quale
+non sapevano tollerare di essere diffalcati. La prima guerra marittima
+poteva rendere ai Ciprioti questa libertà, ed essi erano apparecchiati a
+rivolgersi agli stessi infedeli per ottenerla, se non trovavano
+protezione presso qualche stato cristiano. D'altra parte la regina era
+tuttavia giovane, era bella e poteva portare una ricca dote ad un nuovo
+sposo; si andava dicendo che Federico, secondo figliuolo di Ferdinando,
+ne chiedeva le nozze, e se veniva ad avere figliuoli, tutti i diritti,
+che la repubblica credeva di avere acquistati per mezzo suo, sarebbersi
+perduti. Sostenevano i legisti veneziani, che il figlio di Giacomo
+Lusignano aveva ereditata la corona di suo padre; che, essendo questi
+morto in età fanciullesca, sua madre era stata la di lui erede; che
+finalmente la loro repubblica ereditava dalla madre, perchè questa era
+stata dichiarata figlia di san Marco. Ma se costei passava a seconde
+nozze, tutti gli sforzi fatti per istabilire i diritti di Catarina ad
+altro non avrebbero giovato, che ad assicurare quelli di un altro marito
+e de' suoi figli.
+
+Giorgio Cornaro, fratello della regina, venne dunque spedito in Cipro a
+bordo della flotta del Priuli. Il consiglio dei dieci, i di cui
+formidabili ordini vincevano ogni considerazione di parentela o di
+personale ambizione, l'aveva incaricato, sotto la sua responsabilità, di
+ricondurre sua sorella a Venezia. La flotta era giunta presso l'isola di
+Rodi, ed il Cornaro si recò presso la regina il 24 gennajo del
+1489[399]. Le comunicò gli ordini che aveva avuti, le fece sentire la
+sua dipendenza e la necessità di quest'ultimo sagrificio, conseguenza di
+tutti gli altri; cercò di calmare, come meglio poteva, il suo dolore ed
+il suo rammarico; le fece sentire che sarebbe inutile di giustificare la
+sua condotta in faccia al consiglio dei dieci, com'ella voleva fare, da
+che tutti conoscevano la di lei innocenza; ed all'ultimo da lei ottenne
+la promessa di perfetta sommissione ai voleri della repubblica. Ne spedì
+subito la notizia al capitano generale, che si era trattenuto ad
+Almizza, e che dietro quest'avviso venne a dar fondo nella rada di
+Famagosta il 2 di febbrajo del 1489[400].
+
+ [399] _And. Navagero Stor. Ven., p. 1197. -- P. Bembi Hist. Ven., l.
+ I, p. 12._
+
+ [400] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1198._
+
+Il giorno 15 dello stesso mese la regina si congedò dagli abitanti di
+Nicosia, i quali piansero dirottamente, perchè con lei perdevano perfino
+l'ombra della loro indipendenza. Essi vedevansi privati della sola loro
+protettrice, nello stesso tempo che perdevano i vantaggi pecuniarj, che
+una corte procurava alla loro città, spargendovi qualche danaro.
+Catarina, accompagnata da suo fratello, da un consigliere e dal
+provveditore dell'isola, scortata da tutta la nobiltà cipriota e da un
+corpo di cavalleria, si avviò alla volta di Famagosta. Colà fu ricevuta
+sulle galere di Venezia con rispetto e con reale pompa; ella approfittò
+di questa pubblica cerimonia per raccomandare i suoi sudditi alla
+signoria di Venezia per bocca del conte di Zaffo, suo cugino, e per
+riclamare a favore dei Ciprioti la conservazione delle loro leggi e de'
+loro privilegj. Il 26 di febbrajo l'insegna di san Marco fu posta sul
+palazzo di Famagosta, e su tutte le fortezze. Pure la regina non partì
+colla flotta che il quattordici di maggio. Arrivò a Venezia il sei di
+giugno, ed il venti dello stesso mese le fu ceduto in sovranità la terra
+d'Asolo con un'entrata di otto mila ducati. La piccola corte della
+regina di Cipro in Asolo deve qualche celebrità letteraria ai Dialoghi
+del Bembo. L'elegante finzione degli Asolani rappresentava
+verosimilmente le costumanze di quella corte; è presumibile che Catarina
+dimenticasse le noje, le cure e le umiliazioni della sua reale servitù,
+in mezzo a' ragionamenti di amore e di galanteria, nelle dispute in
+allora di moda intorno alla metafisica della passione amorosa[401].
+
+ [401] _And. Navagero Stor. Ven., p, 1199._ Era cosa ovvia il
+ credere, che nella storia di questo stesso Bembo, di cui si comincia
+ a far uso in quest'epoca, si dovessero trovare molte particolarità
+ intorno alla rivoluzione di Cipro. Ma per lo contrario fu assai
+ conciso, _l. I, p. 13_. La sua politica non gli acconsentì giammai
+ di descrivere con estensione un avvenimento, che poteva procacciare
+ qualche biasimo al suo governo.
+
+Nello stesso anno richiamò a sè gli sguardi dell'Italia un altro
+avvenimento relativo alla politica del Levante ed alle imprese dei
+Turchi[402]. Gem, o Zizim, figlio di Maometto II, fratello e rivale del
+sultano Bajazette II, fece il suo ingresso in Roma, mettendosi sotto la
+protezione del papa. Aveva posto in campo per succedere a suo padre una
+pretesa spesso allegata dai principi greci di Bisanzio. Egli era
+_porfirogeneta_, val a dire, nato mentre suo padre era sul trono, e per
+questo rispetto superiore a suo fratello maggiore, Bajazette, che diceva
+nato da un semplice privato. Questa vana distinzione bastava per uno
+stato dispotico, dove non si riconoscevano che i diritti fondati nella
+forza. Ma questa mancò a Zizim, il quale, vinto in Asia nel 1482 in una
+sanguinosa battaglia, fu costretto ad imbarcarsi in Cilicia, ed a
+rifugiarsi in Rodi, per implorare colà la protezione de' cavalieri di
+san Giovanni[403]. Questi non osarono di tenere in sui confini dell'Asia
+un ospite, che poteva chiamare sopra di loro tutte le forze del gran
+signore; perciò lo mandarono in Francia, facendolo attentamente
+custodire nell'Alvergna in una commenda del loro ordine. Bajazette offrì
+immense somme, reliquie senza numero, ed amplissimi privilegj per averlo
+nelle sue mani; ma i principi cristiani non furono così privi d'onore di
+acconsentire a tanta indegnità: ad ogni modo riesce difficile
+l'intendere, per quali giusti motivi non fu mai permesso a Zizim di
+recarsi alla corte di Cait-Bai, soldano d'Egitto[404], il quale, avendo
+un'accanita guerra con Bajazette, lo chiedeva per procacciare favore
+alle sue armi; e per quale motivo lo negassero egualmente a Mattia
+Corvino, re d'Ungheria, che col di lui mezzo sperava di fare una
+diversione negli stati del suo nemico. Sisto IV scrisse al gran maestro
+di Rodi ed a Lodovico XI, esortandoli a ritenere questo principe in
+Francia ed a non lasciarlo partire per le armate cui veniva
+chiamato[405]. Innocenzo VIII ricusò ancor esso di affidare questo
+principe a Ferdinando, re di Arragona e di Sicilia, all'altro
+Ferdinando, re di Napoli, a Mattia Corvino, al soldano ed al principe di
+Caramania; ma in pari tempo aveva chiesto che fosse a lui consegnato,
+per essere certo che Zizim non entrerebbe ne' paesi turchi senza essere
+spalleggiato da una lega di tutta la Cristianità[406].
+
+ [402] Gem in lingua turca è il nome di una specie di uva
+ squisitissima; e Gemm è un nome magico applicato d'ordinario a
+ Salomone. Demetrio Cantemir pende dubbioso tra le due etimologie, ed
+ osserva che verun altro Turco ebbe questo nome. Zizim, egli dice, è
+ un vocabolo corretto dagli Europei, _l. III, c. II, § 6. Nota._
+
+ [403] _Rayn. Ann. Eccl. 1482, § 35, p. 312. -- Turco Graeciae Hist.
+ Politica, l. I, p. 30. -- Demet. Cantemir, l. III, c. II, § 7 ed 8,
+ p. 128._
+
+ [404] Cait-Bai, il più accorto e più famoso soldano d'Egitto, era
+ originario della Circassia, ed il suo nome è tartaro. _Cait_ in quel
+ linguaggio significa conversione: e _Bai_ ricco. _Demet. Cantemir,
+ l. III, c. II._
+
+ [405] _Ann. Eccl. 1481, § 36, p. 313._
+
+ [406] _Ivi 1485, § 11 e 12, p. 351._
+
+Bajazette dal canto suo aveva spediti altri ambasciatori a Carlo VIII,
+per ottenere dal re la promessa di ritenere Zizim in Francia. A tal
+patto Bajazette offriva un'assai ragguardevole pensione, e guarentiva
+alla Francia il possedimento di Terra santa, tosto che fosse tolta al
+soldano d'Egitto dalle armi riunite de' Francesi e de' Turchi. Ma Carlo
+VIII, d'accordo col gran maestro Francesco d'Aubusson, aveva di già
+acconsentito alle inchieste del papa, e Zizim era di già in cammino alla
+volta di Roma[407].
+
+ [407] _Ivi 1489, § 1, p. 393._
+
+Vi fece il suo ingresso il 13 di marzo del 1489; era a cavallo col
+turbante in capo, tra Francesco Cibo, figlio del papa, ed il priore
+d'Alvergna, nipote del gran maestro d'Aubusson, ed ambasciatore di
+Francia. Trovavasi in allora in Roma un ambasciatore del soldano
+d'Egitto, per ridurre i principi cristiani ad unirsi col suo signore
+contro Bajazette. Questi andò ad incontrare Zizim; quando lo vide,
+smontò da cavallo, e si prostrò a terra; tre volte baciò il suolo,
+innoltrandosi verso di lui, poi baciò i piedi del suo cavallo e lo seguì
+fino al suo palazzo[408].
+
+ [408] _Diario di Stef. Infessura, p. 1225._
+
+All'indomani il papa tenne concistoro per ricevere Zizim in pubblica
+udienza. Invano era stato questo principe istrutto degli atti rispettosi
+che i monarchi cristiani rendono al sommo loro pontefice, che non volle
+innanzi a lui abbassare l'orgoglio del sangue ottomano. Tenendo in capo
+il suo turbante, che gli Asiatici non sogliono mai deporre, e che
+risguardano come un simbolo della loro religione, attraversò la sala
+senza chinarsi, salì sul trono, ove stava Innocenzo, e lo abbracciò,
+toccando colle sue labbra la spalla destra del papa in segno di
+amicizia, piuttosto che di rispetto, lo che fece in appresso con tutti i
+cardinali. Il suo interprete disse al papa, che si rallegrava di
+trovarsi con lui, ma che avrebbe piacere di conferire seco più
+segretamente intorno ai comuni loro interessi. Il papa rispose
+confortandolo a darsi coraggio, poichè soltanto per il bene di Sua
+Nobiltà (titolo che la corte di Roma giudicò conveniente di dargli) era
+stato condotto in quella capitale[409]. Ma il maggior bene che Zizim
+doveva trovare in Roma, altro non era che una onorevole prigionia.
+Bajazette II pagava ogni anno prima al re di Francia, poi ad Innocenzo
+VIII, quaranta mila ducati per la pensione di suo fratello. Il godimento
+di quest'entrata non era stato l'ultimo de' motivi che aveano persuaso
+Innocenzo a domandare Zizim, comperando in certo qual modo l'assenso del
+gran maestro d'Aubusson col mandargli il cappello cardinalizio[410].
+Pure Bajazette, non credendosi perciò sicuro della sorte di suo
+fratello, sebbene prigioniere, cercò i mezzi di farlo perire. Un
+gentiluomo della Marca d'Ancona, detto Cristoforo Macrino del Castagno,
+promise a Bajazette di avvelenare una fonte, dalla quale attignevasi
+l'acqua per le mense d'Innocenzo e di Zizim; il veleno non doveva
+manifestare i suoi effetti che dopo cinque giorni; ma il reo fu scoperto
+prima che dar potesse esecuzione al suo delitto, in maggio del 1490, e
+fu condannato ad orribile supplicio. Altri attentati simili furono
+egualmente prevenuti, e se non altro la vita di Zizim fu posta in
+salvo[411].
+
+ [409] _Diar. Burchardi ap. Rayn. Ann. Eccl. 1489, § 2 e 13, p. 393.
+ -- Stef. Infessura Diar. di Roma, p. 1225. -- Marin Sanuto Vite dei
+ Duchi, p. 1244. -- Diar. Romano del Notajo di Nantiporto, p. 1106._
+
+ [410] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1224._
+
+ [411] _Ann. Eccl. 1490, § 5, p. 498. -- Diar. di Stef. Infessura, p.
+ 1231._
+
+Non era difficile il trovare in Roma uomini apparecchiati a commettere
+così esecrande azioni; nè quella città aveva mai avuti tanti scellerati,
+nè era stata giammai travagliata da tanti delitti. Gli assassini
+camminavano a viso scoperto senza avere dato soddisfacimento nè alla
+famiglia di cui avevano versato il sangue, nè alla giustizia. Il papa, o
+i suoi ministri, loro vendevano bolle d'assoluzioni, colle quali le loro
+offese, e quelle di un determinato numero de' loro complici erano
+annullate; e quando rimproveravasi al vicecameriere questa venalità
+della giustizia, rispondeva parodiando le parole del Vangelo: _Il
+Signore non vuole la morte del peccatore, ma piuttosto che paghi e
+viva_[412].
+
+ [412] _Et cum semel interrogaretur vicecamerarius quare de
+ delinquentibus non fieret justitia, sed pecunia exigeretur,
+ respondit me presente, videlicet_: Deus non vult mortem peccatoris,
+ sed magis ut solvat et vivat. _Stef. Infessura Diar. Romano, p.
+ 1226._
+
+Il cattivo esempio dato dal clero era così scandaloso, che Innocenzo
+VIII si vide costretto a rinnovare, il 9 aprile del 1488, una
+costituzione di Pio II, colla quale si vietava ai preti di tenere
+macello, alberghi, case di giuoco e di postribolo, o di fare per danaro
+il mezzano e l'agente delle cortigiane. Se dopo tre ammonizioni non
+abbandonavano una così vergognosa vita, il papa li privava del diritto
+dell'esenzione del foro secolare, e vietava loro d'invocare il beneficio
+del clero nelle cause criminali nelle quali potrebbero trovarsi
+compromessi[413].
+
+ [413] _Constitutio apud Raynaldum Ann. Eccl. 1488, § 21, p. 392._ --
+ Quella di Pio II era del 7 maggio del 1463.
+
+Innocenzo VIII non aveva provveduta di principati la sua numerosa
+famiglia; ma avea diviso tra i suoi figliuoli le immense ricchezze della
+Chiesa, accordandone la maggior parte a Franceschetto Cibo, suo figliuol
+primogenito. Era questo Franceschetto, che, per ammassare più danaro,
+aveva renduta la giustizia così indegnamente venale. Aveva nel 1490
+convenuto coi giudici del papa, che la corte apostolica non riceverebbe
+che il pagamento delle condanne al di sotto di cento cinquanta ducati, e
+che sarebbero a suo profitto tutte le maggiori di questa somma[414].
+
+ [414] _Stef. Infessura Diar. Romano, p. 1232._
+
+Per rendere ancora più ignominiosa la venalità della giustizia della
+corte di Roma, Domenico di Viterbo, scrivano apostolico, d'accordo con
+Francesco Maldente, fabbricarono false bolle, colle quali Innocenzo
+permetteva per danaro i più vergognosi disordini. Per altro la frode
+venne scoperta; furono imprigionati i falsarj e confiscati i loro beni,
+che produssero alla camera apostolica dodici mila ducati. I parenti de'
+colpevoli speravano tuttavia di sottrarli alla pena capitale. Maestro
+Gentile di Viterbo, medico, padre dello scrivano apostolico, offrì col
+mezzo di Franceschetto Cibo cinque mila ducati per salvare la testa di
+suo figlio: aveva offerto tutto ciò che possedeva. Ma il papa rispose,
+che, trovandosi compromesso il suo onore, non poteva fargli grazia a
+meno di sei mila ducati; e perchè non si potè trovare questa somma, i
+due falsarj furono giustiziati[415].
+
+ [415] _Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. -- Rayn. Ann. Eccl. 1490,
+ § 22, p. 402._
+
+Quando gli scrittori contemporanei fanno un così odioso quadro della
+corruzione del clero, quando i medesimi papi prendono parte a tanti
+delitti, quando lo sregolamento de' loro costumi, o i figli naturali che
+essi arricchiscono coi tesori della Chiesa, più non sono oggetti di
+scandalo, accanto a delitti ancora più gravi, si sarebbe tentati di
+supporre che la religione avesse perduto ogni potere, e che i preti, che
+tuttavia l'invocavano, o i sovrani ed i popoli, che la mantenevano colle
+loro leggi, altro non fossero che sfrontati ipocriti, che facevano
+traffico del Cristianesimo pei loro privati interessi. Ma qualora si
+prendano ad esaminare più da vicino le passioni che agitavano l'Italia,
+o i pregiudizj che la signoreggiavano, si comprende bentosto che la
+religione nulla aveva perduto del suo impero, sebbene fosse stata
+interamente staccata dalla morale. La credenza che il papa ed i suoi
+prelati potevano soli disporre delle chiavi dell'inferno e del paradiso
+non si era indebolita; tuttavia universale era l'orrore che si aveva per
+ogni opinione d'indipendenza in materia di fede, perchè dannata come
+eretica; la giustizia di Dio, pervertita tra le mani degli uomini, più
+non era che la guarenzia della fede, non quella della probità e
+dell'onore.
+
+Fu in questo depravato secolo, fu sotto il pontificato di Sisto IV,
+l'istigatore di tanti delitti, che l'inquisizione venne introdotta nella
+Spagna, e che questo sanguinario tribunale ricevette una legislazione
+assai più formidabile ed atroce, che non quella ond'era diretto tre
+secoli prima nella sua prima istituzione contro gli Albigesi. Dal 1478
+al 1482 i tribunali stabiliti in Castiglia per esaminare la fede dei
+nuovi convertiti fecero bruciare due mila persone; altri prevenuti in
+assai più copioso numero perirono nelle prigioni; altri, e questi furono
+trattati con maggiore indulgenza, vennero segnati con una croce color di
+fuoco sul petto e sulle spalle, dichiarati infami, e spogliati d'ogni
+loro avere. I nuovi tribunali non perdonarono neppure ai morti; si
+estrassero le loro ossa dai sepolcri per essere bruciate, si
+confiscarono i loro beni ed i loro figli furono notati d'infamia. Coloro
+che avevano nelle loro famiglie il sangue di qualche Moro o di qualche
+Giudeo, fuggivano da quella terra di proscrizione, sicchè nella sola
+Andalusia rimasero deserte cinque mila case[416]. Cento settanta mila
+famiglie giudee, che formavano ottocento mila individui, furono
+scacciati dal territorio della Spagna; e non pertanto la maggior parte
+dissimulò la propria religione per conservare la patria, mentre altri
+moltissimi vennero dichiarati schiavi, e venduti al pubblico
+incanto[417].
+
+ [416] _Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX, c. 22, p. 481. --
+ Ann. Eccl. Rayn. 1483, § 47-48 e 328. -- Mariana, l. XXIV, c. XVII,
+ p. 106._
+
+ [417] _Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI, c. I, p. 142. -- Rayn.
+ Ann. 1492, § 8, p. 408._
+
+«Questa severità nel punire gli apostati neofiti della razza giudea,
+dice l'annalista della Chiesa, Raynaldo, ottenne presso alla gente
+dabbene la più alta gloria ad Isabella, regina di Castiglia; altri però
+la calunniarono. Si diede voce che, non per vendicare le ingiurie
+dell'offesa divinità, ma per adunare dell'oro, e per accumulare
+ricchezze, procedevasi ne' giudizj con tanta severità. La stessa regina,
+avendo dato a conoscere di temere che quest'accusa non giugnesse alle
+orecchie del papa, Sisto IV scacciò dal suo cuore così ingiusto
+sospetto, ed applaudì alla di lei pietà colla sua lettera del 25
+febbrajo 1483[418].»
+
+ [418] _Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483, § 49, p. 329._
+
+Gli scrittori italiani del quindicesimo secolo, non meno che quelli del
+diciasettesimo, mai non parlavano di tali persecuzioni senza approvarne
+altamente la massima. I più moderati, i più umani contentavansi soltanto
+di biasimare le circostanze dell'esecuzione. Così Bartolommeo Senarega,
+storico di Genova, che vide trattenersi in quella città molte migliaja
+di giudei, e che fu commosso dai loro patimenti, ci offre nella sua
+narrazione un'adequata misura delle opinioni degli uomini i più filosofi
+e più tolleranti del secolo. «La legge del loro esilio, egli scrive,
+parve a prima vista lodevole, perchè tendente a conservare l'onore della
+nostra religione; ma in sè forse conteneva tanto quanto di crudeltà,
+qualora per lo meno vogliamo considerare i Giudei come uomini creati
+dalla divinità, non quali feroci belve. Non potevansi senza compassione
+osservare le loro miserie: molti di loro perivano di fame, in
+particolare i fanciulli ed i bambini lattanti; le madri, che potevano
+appena reggersi in piedi, portavano nelle loro braccia i bambini
+affamati e perivano assieme; molti soggiacevano al freddo, altri alla
+sete, l'agitazione del mare e la navigazione, cui non erano accostumati,
+aggravavano tutte le loro infermità. Io non dirò con quanta crudeltà ed
+avarizia fossero trattati dai loro condottieri. Molti vennero annegati
+dalla cupidigia dei marinai, molti costretti a vendere i loro figli,
+perchè non avevano onde pagare il noleggio; arrivarono a Genova in
+grosso numero, ma non fu loro permesso di trattenersi lungamente, perchè
+in forza di antiche leggi i Giudei viaggiatori non potevano rimanervi
+più di tre giorni. Pure si diede loro licenza di riparare le navi e di
+rifarsi per alcuni giorni dai patimenti della navigazione. Voi gli
+avreste creduti spettri; tanto eran magri, pallidi, cogli occhi
+sprofondati, e non distinguibili dagli estinti che pel movimento,
+sebbene si reggessero in piedi a stento. Molti di loro spirarono presso
+al molo, perchè questo quartiere, circondato dal mare, era il solo in
+cui fosse ai Giudei permesso di riposarsi. Non si avvertì a bella prima
+che tanti infermi e moribondi dovevano risvegliare il contagio; ma in
+primavera si manifestarono più ulceri, che non s'erano mostrate
+nell'inverno; e questa malattia, lungamente nascosta in città, fece nel
+susseguente anno scoppiare la peste[419].»
+
+ [419] _Barth. Senaregae de Rebus Genuenses, t. XXIV, p. 531._
+
+I preti non avevano risvegliato questo zelo persecutore soltanto nella
+Spagna; anche il clero d'Italia si sforzava di emulare nelle sanguinarie
+sue vendette con quello al di là de' Pirenei. Ogni anno facevasi
+circolare qualche nuova storia di un fanciullo cristiano rubato dai
+Giudei, e fatto lentamente perire sotto il coltello nel giorno di
+Pasqua, bevendo un dopo l'altro il suo sangue; e con queste terribili
+novelle si andava ispirando ai popoli lo stesso furore contro di
+loro[420]. A Firenze fra Bernardino d'Asti, francescano, predicò contro
+i Giudei una non piccola parte della quaresima del 1487. Raccomandò che
+si avesse cura di mandare tutti i fanciulli della città alla predica che
+intendeva di fare il 12 di marzo: e quando n'ebbe raccolti da due in tre
+mila, disse loro che gli aveva prescelti per essere i suoi soldati;
+ordinò loro di andare ad orare ogni mattina al santo Sagramento nella
+cappella della Chiesa, affinchè ispirasse agli adulti la santa
+risoluzione di scacciare i Giudei; dovevano perciò recitare un_ pater
+noster_ e tre _ave Maria_ stando inginocchiati. Il susseguente mattino
+tutti questi fanciulli si affollarono infatti nella chiesa, e ne
+uscirono per mettere a ruba il quartiere de' Giudei. La signoria potè
+difficilmente trattenerli; volle ammonire il predicatore, il quale
+rispose che gli ordini di Dio erano superiori a quelli de' magistrati, e
+che niente potrebbe rimuoverlo dal dire sul pergamo tutto ciò che
+credeva conveniente alla salvezza del popolo. Convenne all'ultimo farlo
+uscire dalla città con grave scandalo dello scrittore, che lasciò
+memoria di quest'avvenimento[421]. Fra Bernardino andò a terminare la
+quaresima a Siena, ove cercò di ammutinare nella stessa maniera il
+popolo contro i Giudei[422].
+
+ [420] _Raynaldi Ann. Eccl._ A Trento nel 1475, § 37; nella Marca nel
+ 1476, § 20; a Megalopoli l'anno 1492, § 9, ec. -- _Il continuatore
+ delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195._
+
+ [421] _Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz. degli Erud., t.
+ XXIII, p. 238._
+
+ [422] _Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823._
+
+In aprile del 1492 un Francescano, spagnuolo, tentò di eccitare in
+Napoli la stessa persecuzione contro i Giudei. Dopo avere invano
+esaurite tutte le fonti della sua eloquenza ed innanzi alla corte ed
+innanzi al popolo, tentò altresì di far parlare i morti; fece comparire
+l'ombra di san Cataldo, patrono della città di Taranto, che aveva
+vissuto nel quinto secolo; fece dissotterrare una cassetta, entro la
+quale aveva chiuse certe sue profezie scritte sopra lamine di piombo,
+nelle quali erano prenunciate la ruina del regno di Napoli e la vicina
+morte del re, se non si affrettava a cacciare i Giudei dal suo regno; e
+perchè Ferdinando non gli prestava intera fede, diffuse nella corte di
+Roma e per tutta l'Italia queste profezie, che furono bentosto spiegate
+colla espulsione della casa d'Arragona dal trono di Napoli[423].
+
+ [423] _Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult., p. 1623. -- Bayle
+ Diction. crit., art. Cataldus. -- Mémoires de Philippe de Comines, l.
+ VII, c. XIV, p. 213._
+
+Nello stesso tempo i tribunali ecclesiastici eccheggiavano di accuse di
+sortilegi; e lo spettacolo degli sventurati, che perivano tra le fiamme
+come maghi o come eretici, si faceva ogni dì più frequente[424].
+
+ [424] Difficilmente potrebbe trovarsene un più spaventoso esempio di
+ quello della persecuzione di Arras nel 1459, contro gl'infelici
+ accusati di _vaudoisie_. Ecco il come viene raccontato da
+ Monstrelet. _Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84._ «In
+ quest'anno nella città d'Arras, nel paese d'Artois, avvenne un
+ terribile e compassionevole caso, che chiamossi, non saprei per
+ quale ragione, _vaudoisie_. Ma si dicevano essere alcune persone
+ d'ambo i sessi che si trasportavano, per virtù del demonio, dai
+ luoghi in cui si trovavano, e subito giugnevano in luoghi solitarj,
+ ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in grandissimo numero,
+ uomini e donne, e colà trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui
+ non vedevano mai il volto; e questo diavolo dava loro i suoi comandi
+ ed ordinanze, e come ed in qual modo dovevano essi adorarlo e
+ servirlo. Poi facevasi da ciascuno di loro baciare il deretano, indi
+ contava a ciascheduno un poco di danaro, ed all'ultimo loro
+ somministrava vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi si
+ nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno s'avvicinava ad una, ed in
+ quell'istante spegnevasi la luce, e conoscevansi l'un l'altro
+ carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello stesso luogo di
+ dove erano da prima partiti.»
+
+ «A cagione di questa follìa furono prese ed imprigionate molte
+ persone di qualità della detta città d'Arras, ed altre persone di
+ minor conto; e vennero talmente angustiate e così terribilmente
+ tormentate, che gli uni confessarono essere loro accaduto tal caso,
+ come abbiamo detto, e molti di più confessarono d'avere veduti e
+ conosciuti nelle loro adunanze molti ragguardevoli personaggi,
+ prelati, signori ed altri, governatori di balliagi e di città, val a
+ dire coloro, secondo la fama comune, che gli esaminatori loro
+ nominavano e ponevano in bocca, onde a forza di pene e di tormenti
+ essi gli accusavano e dicevano che veramente gli avevano veduti, e
+ questi, così nominati, venivano subito dopo imprigionati, e posti
+ alla tortura tanto e così lungamente, e tante volte, ch'erano
+ forzati a confessare; e furono quelli che appartenevano al basso
+ popolo giustiziati e bruciati inumanamente. Altre più potenti e
+ ricche persone si ricomperavano a forza di danaro per ischivare le
+ pene e le vergogne che loro si facevano; e tali altri vi furono dei
+ più grandi, che furono ammoniti e sedotti dagli esaminatori, che
+ loro davano ad intendere, e loro promettevano, se confessavano il
+ caso, che non perderebbero nè corpo nè roba. V'ebbero alcuni che
+ soffrirono con maravigliosa pazienza e costanza le pene ed i
+ tormenti, ma nulla confessarono a loro danno... e non devesi qui
+ tacere ciò che molti uomini dabbene hanno abbastanza conosciuto, che
+ questa maniera di accusa fu una cosa inventata da certi scellerati
+ per incolpare, distruggere o disonorare, o per desiderio di
+ vendetta, alcune ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano
+ inveterato odio.»
+
+ Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico ardisce questa volta
+ parlarne liberamente. Quasi ogni anno s'incontrano indizj di
+ somiglianti persecuzioni in uno o in altro luogo; ma i cronicisti,
+ risguardandole come giuste e sante, non le ricordano ordinariamente
+ che con una parola.
+
+I domenicani non volevano acconsentire che la civile autorità
+riconoscesse le loro sentenze, sebbene all'autorità secolare spettasse
+l'esecuzione delle medesime. Innocenzo VIII scriveva, il 30 di settembre
+del 1486, al vescovo di Brescia: «Nostro diletto figlio, frate Antonio
+da Brescia, inquisitore dell'eretica pravità in Lombardia, avendo
+condannati alcuni eretici dei due sessi, come impenitenti, ed avendo
+richiesti gli ufficiali di giustizia di Brescia di eseguire la sua
+sentenza, abbiamo udito con estrema sorpresa che gli ufficiali avevano
+ricusato di fare giustizia, e di eseguire i giudizj della santa
+inquisizione, se loro non facevasi conoscere il processo. In conseguenza
+vi commettiamo ed ordiniamo colle presenti, di ordinare ed ingiungere
+agli ufficiali secolari della città di Brescia, di dare esecuzione ai
+processi che voi avrete giudicati, senza appello e senza che siano
+altrimenti riveduti, nel termine di sei giorni dopo esserne stati
+legittimamente richiesti, sotto pena di scomunica, e di tutte le censure
+ecclesiastiche, che incorreranno per la sola disubbidienza, senza nuova
+promulgazione[425].»
+
+ [425] _Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. -- Apud Raynaldum Ann.
+ Eccl. 1486, § 57, t. XIX, p. 377._
+
+Così non fu nè la barbarie de' secoli di mezzo, nè un ardente ed
+entusiasta zelo, in un tempo in cui la religione riscaldava tutti gli
+animi, che accesero i roghi dell'inquisizione. Non fu nè meno la
+necessità di difendere la Chiesa contro i progressi de' novatori, come
+fu da taluno supposto. Le più furiose persecuzioni e le più implacabili,
+che macchiano la storia del clero, sono anteriori di quarant'anni alle
+prime prediche della riforma; esse sono contemporanee del più grande
+incremento delle lettere, della filosofia, della coltura dell'umana
+ragione, prima di quest'epoca memorabile; esse cominciano pure
+dall'istante in cui la corte di Roma era giunta all'estremo grado di
+corruzione, e sono la nuova e spaventosa conseguenza dei compensi, che
+questa stessa corruzione aveva fatto adottare ai credenti. Agli occhi di
+Sisto IV, d'Innocenzo VIII, di Alessandro VI, si cancellava la macchia
+del delitto pel rigore con cui si conservava la purità della fede.
+Bastava una persecuzione per lavare la vergogna di mille spergiuri, di
+mille impurità, di mille delitti. Coloro che in gioventù, o in matura
+età avevano ceduto alla forza del temperamento, o ai furori
+dell'ambizione e della vendetta, potevano di tutto ottenere il perdono,
+se negli estremi istanti della loro vita accendevano il rogo per i
+Giudei, per i Mori, per gli eretici. Questa spaventosa morale, dominante
+in Ispagna, predicata in Italia, sostenuta in tutta la cristianità dalle
+bolle dei papi, stendevasi rapidamente verso i paesi meno illuminati.
+Difficil cosa è il prevedere quale sarebbe stato il termine di questa
+spaventosa progressione, se la rivoluzione di una parte della Germania
+contro la tirannia di Roma non avesse, dopo una lunga lotta, costretti i
+papi a rinunciare a questa sanguinaria intolleranza, ch'era per loro
+diventata lo scopo unico della religione[426].
+
+ [426] A difesa della chiesa romana ho di già indicata la _Storia
+ delle rivoluzioni delle chiese protestanti_ di monsignor Bossuet,
+ cui di nuovo per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico. _N. d.
+ T._
+
+Il collegio de' cardinali, così zelante di mantenere la purità della
+fede, non ebbe appena notato lo spergiuro del capo della Chiesa, che,
+nel mese di marzo del 1489, Innocenzo VIII, in disprezzo de' suoi
+giuramenti, aggiunse sei nuovi cardinali al concistoro, sebbene questo
+collegio non si fosse ridotto al di sotto di ventiquattro membri; per lo
+contrario l'annalista ecclesiastico approva tale condotta, perchè le
+condizioni imposte dai cardinali, mentre la Chiesa era priva del suo
+pastore, sono dichiarate nulle da una costituzione d'Innocenzo VI. Ma lo
+stesso annalista Raynaldi, sempre così affezionato alla santa sede,
+disapprova che «con un vergognoso esempio di disprezzo per la disciplina
+ecclesiastica, Innocenzo VIII avesse nominato cardinale il figlio
+adulterino di suo fratello, ed il cognato ancora fanciullo del suo
+proprio bastardo[427].» La seconda di queste elezioni, che muove
+l'indignazione di così ortodosso scrittore della Chiesa, è quella di
+Giovanni, figliuolo di Lorenzo de' Medici, che fu poi Leon X. In fatti
+non aveva che tredici anni, e lo scandalo di dare alla Chiesa un
+principe così giovane era uno di quelli, contro i quali il giuramento
+d'Innocenzo VIII avrebbe dovuto metterlo in guardia. Per altro provò
+qualche vergogna di un'elezione disapprovata da molti membri del sacro
+collegio, ed impose per condizione al giovanetto Medici di non prendere
+l'abito della sua fresca dignità, e di non venire a Roma per sedere in
+concistoro prima che passassero altri tre anni, ed avesse compiuto il
+sedicesimo anno[428].
+
+ [427] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396._
+
+ [428] _Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489, § 21, p. 397. --
+ Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 63._ -- La cerimonia dell'invio del
+ cappello e della consacrazione di Giovanni de' Medici si fece
+ nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. -- _Scip. Ammirato, l.
+ XXVI, p. 186_; e più circostanziatamente _Roscoe Life of Lorenzo
+ Appendix, § 65_. -- Roscoe ha pure riprodotta una lettera di Lorenzo
+ a suo figlio intorno ai suoi doveri ed alla condotta da tenersi nel
+ sacro collegio, dov'era il più giovane, non solo de' cardinali
+ presenti, ma di quanti cardinali vi erano stati in addietro. _Ivi, §
+ 66, t. IV, p. 89._
+
+La stretta alleanza tra Lorenzo dei Medici ed Innocenzo VIII,
+conseguenza della debolezza del papa, veniva in tal modo ad innalzare
+sopra nuovi fondamenti la grandezza della casa de' Medici. Frattanto
+Lorenzo andava ogni dì più aggravando il giogo de' suoi concittadini: in
+principio del 1489 osò castigare con una ributtante insolenza il
+gonfaloniere Neri Cambi, che usciva allora di carica, per avere
+sostenuti i diritti della sua magistratura, ed ammoniti, senza avere
+prima consultato Lorenzo, alcuni gonfalonieri delle compagnie, che non
+si erano prestati a fare il loro dovere. Si trovò che tale condotta era
+troppo orgogliosa in faccia a Lorenzo, _principe del governo_, e questo
+nome di principe, fin allora sconosciuto ad una libera città, cominciò a
+pronunciarsi in Firenze[429].
+
+ [429] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. -- Istorie di Gio. Cambi,
+ t. XX, p. 39._ Questo storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi
+ ammonito in quest'occasione.
+
+La conseguenza di questo cambiamento fu di privare la storia di Firenze
+di ogni movimento e di ogni interesse. Tutta la politica della
+repubblica si concentrò nel gabinetto di Lorenzo de' Medici, e si trovò
+per conseguenza sepolta nel silenzio e nel segreto. I suoi encomiatori
+scrissero, ch'egli aveva mantenuto l'equilibrio d'Italia, che aveva
+dissuaso Innocenzo VIII dal muovere guerra a Ferdinando, dopo averlo
+scomunicato nel 1489, e dichiarato decaduto dal trono[430], che aveva
+impedito al duca di Calabria di prendere colle armi la difesa di
+Giovanni Galeazzo Sforza, suo genero, contro Lodovico il Moro, per
+ultimo che costantemente era stato il garante ed il mediatore della pace
+d'Italia. Quest'azione continua di Lorenzo dei Medici è possibile, non
+improbabile; ma non trovasene indizio negli storici fiorentini. Questa
+repubblica, centro in altri tempi di tutte le negoziazioni d'Italia,
+pareva che si andasse rendendo straniera a tutti i grandi interessi di
+questa contrada. I suoi annali sono vuoti. Scipione Ammirato passa
+rapidamente sui nomi di molti gonfalonieri senza contrassegnare la loro
+amministrazione con veruno avvenimento[431]. Anche gli altri storici
+passano quest'epoca sotto silenzio, più non si sentendo tirati a
+scrivere la storia, quando gl'interessi della patria più non erano
+quelli di ogni cittadino.
+
+ [430] _An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9, p. 394._
+
+ [431] _Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185._
+
+In questo universale silenzio richiama la nostra attenzione un
+avvenimento quasi domestico. Lorenzo de' Medici, sempre impegnato nel
+commercio ch'egli non esercitava personalmente, nè conosceva, lasciava i
+suoi affari nelle mani di commessi e di agenti stabiliti in varie piazze
+dell'Europa. Questi, risguardandosi quali ministri di un principe, si
+trattavano con ridicolo lusso, ed aggiungevano la negligenza alla
+prodigalità. Le immense sostanze che Cosimo aveva lasciate ai suoi
+nipoti furono dissipate da un lusso insensato; ma lungo tempo le
+obbligazioni de' ricevitori della repubblica cuoprirono il vuoto delle
+operazioni della banca. Tutte le entrate dello stato erano così
+distrutte, passavano in totalità nelle mani dei commessi della casa dei
+Medici, e venivano dissipate, come gli altri beni di questa casa, prima
+di essere riscosse. Giunse l'istante in cui tali ruinose operazioni non
+si poterono continuare, e giunse in mezzo alla pace, che avrebbe dovuto
+metter fine alle ristrettezze delle finanze della repubblica. Il 13
+agosto del 1490, la signoria ed i consigli furono costretti a nominare
+una commissione di diciassette membri, onde ristabilire l'equilibrio tra
+le monete, le gabelle e tutte le finanze dello stato. Tale era la
+corruzione in cui caduta era questa nobile città, che questa commissione
+non si vergognò di disonorare la patria con un fallimento, per
+risparmiarlo alla casa Medici. Il debito pubblico, il di cui merito era
+fissato al tre per cento, si ridusse a non rendere che l'uno e mezzo, e,
+la diffidenza accrescendo ancora questa riduzione, i _luoghi di monte_,
+ossia le azioni di cento scudi, che prima di questo editto si vendevano
+a ventisette scudi, caddero ad undici e mezzo. Le pie istituzioni fatte
+dalla repubblica o da moltissime famiglie per pagare doti alle figlie
+che si maritavano, furono soppresse; e soltanto ne fu promesso il frutto
+dopo vent'anni, in ragione del sette per cento[432]. Poco dopo questi
+magistrati, che si facevano chiamare i _Riformatori_, screditarono le
+monete in corso, dichiarando che più non si riceverebbero nelle
+pubbliche casse, che colla perdita del quinto del loro valore. Intanto
+la signoria continuava ella stessa a darle in pagamento al corso
+plateale, onde questo scredito fu una fraudolente invenzione di
+accrescere di un quinto le entrate dello stato, senza che emanasse
+un'apposita legge dai consigli che potevano avere il diritto di
+stabilire le imposte[433]. Essendosi per tal modo salvata a spese della
+patria la fortuna di Lorenzo de' Medici, egli sentì quanto fosse
+imprudente consiglio il lasciarla ancora esposta in un ruinoso
+commercio, ed impiegò i capitali, che gli erano rimasti, nell'acquisto
+di vasti poderi[434].
+
+ [432] _Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54._
+
+ [433] _Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 185. -- Machiavelli, l. VIII, p.
+ 448._
+
+ [434] _Ann. Bononienses Hier. de Bursellis, t. XXIII, p. 906._
+
+Gli annali di Bologna, repubblica per tanti anni alleata di Firenze, e
+che aveva avuto in Italia quasi la stessa considerazione, erano
+egualmente senza interesse, dopo che un potente cittadino aveva abusato
+del credito acquistato con lunghi servigi dalla sua famiglia,
+impadronendosi di tutto il potere. Giovanni Bentivoglio occupava in
+Bologna, fino dal 1462, precisamente lo stesso grado, che Lorenzo de'
+Medici aveva a Firenze. Come Lorenzo, egli era circondato di artisti e
+di distinti letterati, che con un efimero splendore abbagliavano i
+Bolognesi intorno alla perdita della loro libertà. Come Lorenzo, aveva
+contratti parentadi con famiglie sovrane: Annibale, il primogenito de'
+suoi quattro figli, aveva sposata la figliuola di Ercole, duca di
+Ferrara[435]; Violanta, una delle sette sue figlie, sposò, nel 1480,
+Pandolfo Malatesta, signore di Rimini; ed abbiamo di già parlato
+dell'altra sua figlia Francesca, moglie del principe di Faenza, da lei
+assassinato. Come il Medici, anche il Bentivoglio dava ai popoli
+splendide feste, e loro presentava, in cambio dei perduti diritti, lo
+splendore e lo spettacolo di una corte: ornava, come egli, la sua
+residenza di sontuosi edificj, di palazzi e di chiese, unico argomento
+degli annali di Bologna[436]. Il Bentivoglio superava il Medici in virtù
+militari; poteva egli stesso comandare le sue armate; faceva fare ai
+suoi figli il mestiere di condottiere, ed egli non era costretto di
+fidarsi totalmente a braccia mercenarie, per difendere il suo stato; ma
+il Bentivoglio per molti altri rispetti era inferiore al Medici. Egli
+non aveva quel gusto, quell'eleganza, che fecero dimenticare nel Medici
+l'oppressore della repubblica fiorentina, per non ravvisare in lui che
+il protettore delle lettere. Al Bentivoglio mancavano però quella
+facilità di carattere, quella dolcezza nel privato conversare co' suoi
+famigliari, che guadagnarono a Lorenzo tanti illustri amici, la di cui
+testimonianza non lascia di fare illusione anche al presente.
+
+ [435] _Ann. Bonon. Hier. de Bursellis, p. 908._
+
+ [436] _Ivi, p. 903, 906, et passim._
+
+Per altro la grandezza del Bentivoglio risvegliava tanta gelosia in
+Bologna, quanta il Medici in Firenze: la famiglia dei Malvezzi nella
+prima città, siccome quella de' Pazzi nell'altra, non sapeva ridursi a
+scendere al grado di suddita, dopo avere gustata l'eguaglianza. Giulio,
+figlio di Virgilio Malvezzi, e Giovan Filippo e Girolamo, figli di
+Battista Malvezzi, ordirono una congiura per uccidere Giovanni
+Bentivoglio. Furono scoperti, il 27 di novembre del 1488, prima di
+averne tentata l'esecuzione: molti loro compagni fuggirono, come pure
+Girolamo e Filippo Malvezzi, ma Giovanni Malvezzi, Giacomo Barzellini,
+ed altri diciotto loro complici furono appiccati; tutti i membri della
+numerosa famiglia Malvezzi vennero esiliati nella susseguente mattina,
+sebbene non avessero avuto parte nella congiura, ed i loro beni furono
+confiscati. Perfino due monache che trovavansi nel convento di
+sant'Agnese, furono trasportate a Modena, perchè portavano quell'odiato
+nome; e la congiura dei Malvezzi, cagionando la ruina di una casa, che
+in opinione ed in ricchezze aveva in Bologna il secondo posto, non servì
+che ad accrescere la potenza di coloro contro i quali era diretta[437].
+
+ [437] _Hier. de Bursellis, p. 907-908. -- Diario Ferrarese, t. XXIV,
+ p. 281. -- Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+La città di Perugia, che molto tempo aveva figurato tra le repubbliche
+della Toscana, non andava esente da turbolenze press'a poco simili,
+sebbene avesse perduta la sua indipendenza, la sua popolazione e
+l'antica sua ricchezza. Sempre divisa tra le due fazioni degli Oddi e
+de' Baglioni, la loro guerra civile aveva avuto fine nel 1489
+coll'esilio dei primi, e di tutti i superstiti della famiglia di Braccio
+da Montone[438]. Questi esiliati, coll'ajuto del duca d'Urbino, e col
+segreto assenso d'Innocenzo VIII, trovarono mezzo di tornare in Perugia
+il 6 giugno del 1491, alle quattr'ore di notte. Molto si ripromettevano
+dalle intelligenze che credevano di trovare in città; ma per lo
+contrario, appena scoperti, vennero caldamente attaccati da tutti i
+cittadini. All'incirca cinquanta degli emigrati rientrati furono uccisi
+in questa zuffa, altri cento di già coperti di ferite furono fatti
+prigionieri, e subito appiccati. Il protonotaro Fabricio ed un altro
+prelato, chiamato Ridolfo, principali capi della fazione degli Oddi,
+furono uccisi; ed il papa, udendo la sconfitta della parte ch'egli aveva
+mostrato di spalleggiare, non si mostrò difficile ad accordare ai figli
+dei vincitori i beneficj de' preti morti in questa battaglia[439].
+
+ [438] _Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222._
+
+ [439] _Ivi, p. 1237. -- Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. VI,
+ f. 96._
+
+Per ultimo la città di Genova non era in allora più libera delle altre
+repubbliche sue alleate. La rivoluzione dell'ottobre del 1488 l'aveva
+assoggettata al duca di Milano, ed Agostino Adorno la governava a suo
+nome; ma perchè poco prima una fazione aveva implorata la protezione del
+re di Francia, offrendogli la signoria della loro patria, Lodovico il
+Moro, per conciliare queste pretese con quelle del potente suo vicino,
+aveva domandato di tenere Genova come un feudo mobile della corona di
+Francia, ed infatti ne aveva avuta l'investitura a tal patto nel
+1490[440].
+
+ [440] _Barth. Senaregae de Reb. Genuens., t. XXIV, p. 525. --
+ Philiph. de Comines, Mémoires, l. VII, chap. III, p. 151._
+
+Gli altri stati dell'Europa, distrutti in tale epoca da intestine
+guerre, esercitavano poca influenza sulla politica italiana; quindi il
+riposo che si godeva in sul declinare del quindicesimo secolo, quel
+riposo tanto vantaggioso alle lettere ed alle arti, e che fu celebrato
+da tutti gl'Italiani in confronto alle lunghe e sanguinose guerre che
+dovevano cominciare tra poco, non era altrimenti il frutto della
+politica di un uomo, ma il risultamento di un'unione di circostanze che
+non potevano lungamente durare. La Francia, di dove il turbine doveva
+bentosto piombare sull'Italia, non era per anco apparecchiata a
+sostenere la premeditata guerra. Nella sua giovinezza Carlo VIII aveva
+di già concepito il progetto di conquistare il regno di Napoli, progetto
+che eseguì in breve con un successo affatto sproporzionato alle sue
+forze ed a' suoi talenti[441]. Ma la rivalità fra la signora di Beaujeu,
+sua sorella, governatrice del regno, ed il duca d'Orleans, la guerra
+contro il duca di Bretagna, e l'altra contro Massimiliano, figliuolo di
+Federico III, che per parte di sua moglie aveva ereditata la casa di
+Borgogna, tenevano in allora la Francia occupata in troppo pressanti
+interessi, perchè si potesse prevedere, che tutt'ad un tratto porrebbe
+da banda ogni altro pensiero per iscendere con tutte le sue forze in
+Italia.
+
+ [441] _Phil. de Comines Mémoires, l. VII, chap. V, p. 158._
+
+Massimiliano, che dal canto suo vi doveva portare la guerra ora come
+rivale, ed ora come alleato del monarca francese, trovavasi in allora
+implicato in contese ne' Paesi Bassi. In luglio del 1477 egli aveva
+sposata Maria, erede della Borgogna, l'aveva perduta il 28 marzo del
+1482, e dopo tale epoca i suoi sudditi avevano cominciato a
+contrastargli la reggenza de' suoi stati, ed il diritto di allevare suo
+figliuolo Filippo. Massimiliano fu tenuto nove mesi loro prigioniere a
+Bruges; ed allora poco pensava a far valere i diritti di re de' Romani,
+acquistati nel 1484, od a scendere in Italia per proteggere Innocenzo
+VIII, che caldamente lo invitava nel 1490[442].
+
+ [442] _Ann. Eccl. Raynaldi, 1490, § 5, 6 e 7, p. 498. -- Spiegel der
+ Ehren. B. V, c. XXXII, p. 936, c. XXXV, p. 978._
+
+Federico III, suo padre, giunto all'estrema vecchiaja, dopo
+cinquant'anni di regno, non poteva mostrare quel vigore, di cui non
+aveva nemmeno date prove in gioventù. Egli non aveva saputo nè
+respingere i Turchi, nè farsi rispettare dai Tedeschi, nè conservare i
+diritti della sua corona. Trattando ingiuste guerre contro Mattia
+Corvino, l'eroe dell'Ungheria, non aveva saputo difendere contro il
+medesimo la propria eredità. L'Austria era invasa, ed egli andava
+errando d'una in altra città imperiale, o d'uno in altro convento,
+vivendo alle spese di coloro che gli davano ospitalità[443].
+
+ [443] _Spiegel der Ehren. der Erzhauses von Oesterreich, B. V, c.
+ XXXI, p. 926._ -- Il Fugger enumera ventisei diverse guerre fatte da
+ questo sovrano. _Ivi, B. V, c. XLI, p. 1073._
+
+Mattia Corvino, re d'Ungheria, il solo che avesse avuta la gloria di
+fermare Maometto II in mezzo alle sue conquiste, e con ciò forse quella
+di avere salvata la cristianità, si era trovato più implicato nella
+politica d'Italia che verun altro de' suoi predecessori, tranne Luigi il
+Grande della casa d'Angiò. La sua alleanza con Venezia, il suo
+matrimonio con Beatrice d'Arragona, figlia di Ferdinando, e cognata
+d'Ercole, duca di Ferrara, la sua ubbidienza ai voleri del papa, e le
+sue guerre coll'imperatore, aveva moltiplicate le sue relazioni cogli
+Italiani; ma egli morì il 5 d'aprile del 1490[444]. Cinque pretendenti
+si presentarono per avere la sua corona. Giovanni Corvino, suo figlio
+bastardo, era fra tutti quello che per avere ereditate quasi tutte le
+paterne virtù, pareva assistito da migliori diritti: non pertanto gli fu
+preferito Uladislao, re di Boemia, e figlio del re di Polonia. Ma tale
+elezione fu cagione all'Ungheria di estreme ruine. I Tedeschi, i
+Polacchi, i Turchi ed i malcontenti Ungari se ne contesero le province;
+tutte le chiese cristiane furono incenerite fino a Varadino, la Croazia
+e la Transilvania furono saccheggiate nel 1491, e Schabatz, il baluardo
+della Cristianità, fu assediato dai Musulmani. Alba reale e Schabatz non
+vennero per altro in potere dei Turchi; ma Paolo di Kinitz, che fece
+levare l'assedio nel susseguente anno, macchiò la sua vittoria,
+trattando i suoi prigionieri con ispaventose crudeltà[445].
+
+ [444] _Bonfinius de reb. Hung., D. IV, l. VIII, p. 672. -- An. Eccl.,
+ 1490, § 10, 11, p. 399. -- Marin Sanuto vite dei Duchi di Venezia, p.
+ 1247. -- Diar. Ferrar., p. 281. -- Spiegel der Ehren, B. V, c.
+ XXXVIII, p. 1023._
+
+ [445] _Bonfinius Rer. Ung., D. V, l. II, p. 717. -- An. Eccles., 1491
+ § 14, p. 405. -- Spiegel der Ehren, B. V. c. XXXVIII, p. 1024._
+
+Nel 1485 Enrico VII aveva in Inghilterra posto fine alla tirannia di
+Riccardo III, e cercava di consolidare un'autorità tuttavia male
+riconosciuta. Nella Spagna Ferdinando ed Isabella, re di Arragona e di
+Castiglia, avanzavansi assai più rapidamente, che non tutti gli altri
+sovrani, verso la potenza e la considerazione. Essi avevano acquistato
+alla corte del papa un'influenza, che in addietro mai avuta non avevano
+i loro predecessori, e tutti i potentati d'Italia tenevano costantemente
+gli occhi rivolti alla Spagna. In questa stessa epoca essi ponevano i
+fondamenti di una assai più vasta potenza: Cristoforo Colombo scuopriva
+per loro, nel 1492, il nuovo Mondo, mentre che i Portoghesi dilatavano i
+loro stabilimenti su tutte le coste dell'Africa, e mentre Bartolommeo
+Diaz superava nel 1486 il Capo di Buona Speranza. Ma tutte le forze,
+tutte le ricchezze de' sovrani della Spagna erano rivolte contro il
+regno di Granata, il di cui acquisto era di quell'epoca il solo scopo
+della loro ambizione. Soltanto la capitale di quest'ultimo regno de'
+Mori nella Spagna, questa fiaccola da cui si erano sparse in tutto
+l'Occidente i lumi, le arti e le scienze degli Asiatici e degli antichi,
+conservava ancora la sua indipendenza. L'attacco di Ferdinando e di
+Isabella risguardavasi dai Latini come una guerra sacra, sebbene non si
+trattasse pei Cristiani di riconquistare i luoghi consacrati dalla
+religione, come nella Siria, o di difendersi contro le barbare
+invasioni, come in Grecia ed in Ungheria; ma per lo contrario di
+scacciare un popolo più incivilito che i suoi aggressori da un luogo
+ch'essi occupavano già da ottocento anni. La caduta del re Boabdil, e la
+conquista di Granata, fatta il 2 gennajo del 1492, vennero festeggiate
+in tutta l'Europa come il trionfo della Cristianità[446].
+
+ [446] Intorno alle feste d'Italia celebrate in quest'occasione
+ osservinsi _Barthol. Senaregae, de Rebus Genuens., p. 531. -- Ann.
+ Eccl. Raynal., 1492, § 1, 2, 3, p. 406._
+
+In tal modo tutto si andava apparecchiando per un'era nuova, non solo in
+Europa, ma in tutto il mondo. Le regioni dell'Oriente e dell'Occidente,
+ravvicinate da una navigazione fin allora creduta impossibile, venivano
+a legarsi all'Europa come al centro della potenza e dell'incivilimento.
+Le nazioni si addestravano nelle ultime guerre civili, sviluppando
+quelle forze che in breve dovevano portare in estranie contrade. La
+Spagna, la Francia, la Germania, l'Inghilterra si apparecchiavano a
+scendere sul campo di battaglia come colossi, contro i quali più lottare
+non potrebbero quelle potenze che fino a tale epoca avevano creduto di
+tenere le bilance dell'Europa. Era giunta l'età in cui doveva mutarsi
+l'antico ordine delle cose; la libertà dei piccoli popoli erasi a poc'a
+poco perduta; tutti i principi di una stessa nazione, che indipendenti
+essendo gli uni dagli altri, non erano uniti che dai deboli vincoli
+della feudalità, erano caduti dal grado di rivali del monarca a quello
+di sudditi. Quella forza di cui avevano tanto tempo fatto uso gli uni
+contro degli altri per appagare le loro passioni, per difendere i loro
+diritti o il loro orgoglio, dovevano in breve con prodigalità consumarla
+sotto gli ordini di un padrone. Dovevano cercare in lontane parti la
+guerra che per sì lungo tempo avevano trovata ai loro confini. Gli
+eserciti erano vicini a contare tante migliaja di soldati, quante erano
+in addietro le centinaja; le guerre dovevano vestire un nuovo carattere
+di ferocia, perchè i popoli belligeranti avevano usanze, costumi,
+opinioni e specialmente un linguaggio affatto diverso, di modo che la
+preghiera e la compassione più non conservavano veruna comunicazione. Il
+desiderio di vendetta delle lunghe privazioni sostenute in lunghi
+viaggi, in lunghi accampamenti, in lunghe malattie, dovea chiudere i
+cuori de' guerrieri alle voci della commiserazione. Gli spedali
+militari, fino a tale epoca sconosciuti, dovevano bentosto consumare
+assai più soldati che non il ferro ed il fuoco; eppure le battaglie
+dovevano in pochi anni macchiare il suolo italiano con assai più di
+sangue che non erasene versato in tutto l'intero ultimo secolo. Tutto
+prendere doveva un più gagliardo e più severo carattere; tutto
+apparecchiava a più dolorose rivoluzioni, a scosse più violenti; ed omai
+più non dipendeva dall'ingegno di un solo uomo il ritardare o
+l'affrettare una crisi, renduta necessaria dalla natura delle cose.
+
+Gl'Italiani, che videro succedere tutto ad un tratto lo sconvolgimento
+della loro patria a un periodo di calma, di ricchezza e di splendore
+letterario, attribuirono le mutazioni di cui ne sperimentavano gli
+effetti agli uomini ch'essi avevano conosciuti. Attribuirono a Lorenzo
+de' Medici l'onore di avere conservata la pace in Italia, perchè la
+terribile invasione che la pose sossopra accadde due soli anni dopo la
+di lui morte. Accusarono Lodovico il Moro d'avere colla sua ambizione
+privata e con una falsa politica, data la patria in mano a quegli
+stranieri, ch'essi chiamavano _barbari_, perchè loro rinnovò l'invito,
+di già fatto venti volte in questo e nel precedente secolo, di prendere
+parte nelle guerre d'Italia. Ma Lorenzo de' Medici non aveva impedito a
+Lodovico XI di dettare il 22 luglio del 1474 il suo testamento al
+vecchio re Renato a favore del conte _du Maine_, o di dettare a
+quest'ultimo il suo testamento del 10 dicembre 1481, a favore della
+corona di Francia. Tutte le pretese dei re francesi sul regno di Napoli
+erano state dunque apparecchiate da molto tempo, e precisamente dodici
+anni prima della morte di Lorenzo. Queste pretese non potevano essere
+cagione di guerra, nè finchè occupava il trono un re vecchio, infermo,
+timido, avaro, sospettoso, nè in tempo della minorità di suo figlio. Ma
+era bensì giunto l'istante in cui una tale ambizione diverrebbe così
+naturale alla Francia, che tre de' suoi re, diversi di carattere,
+d'ingegno, ed ancora pel sangue da cui uscivano, Carlo VIII, Lodovico
+XII e Francesco I, vi si abbandonerebbero con eguale ardore. Nè Lorenzo
+de' Medici avrebbe potuto trattenerli, quand'anche fosse vissuto fino
+all'età cui poteva naturalmente giugnere; nè avrebbe parimenti potuto
+prevenire o impedire l'unione di tutte le corone della Spagna nelle mani
+di Ferdinando e d'Isabella, la riunione delle eredità della Borgogna e
+dell'Austria in quelle di Massimiliano. Egli non aveva eccitata contro i
+primi la guerra di Granata, nè contro il secondo la ribellione de'
+Fiamminghi, onde non poteva appropriarsi il merito nè della loro
+attività nè del loro riposo.
+
+Un solo mezzo poteva esservi di salvare l'Italia, ed era di seguire il
+progetto dei repubblicani Fiorentini, mandato a male da Cosimo de'
+Medici; di mantenere la repubblica di Milano quando ricuperò la sua
+libertà nel 1447, dividendo in tal modo la Lombardia tra due potenti
+stati liberi, Milano e Venezia; di conservare tra loro l'equilibrio col
+peso che Firenze e la Toscana porrebbero nella bilancia; di riunirle per
+un comune interesse qualunque volta si trattasse di difendere la libertà
+e l'indipendenza d'Italia; di spalleggiarle coll'alleanza degli
+Svizzeri, secondo il progetto che alquanto più tardi Sisto IV comunicò
+ai Cantoni; di riunire così, in caso di bisogno, le ricchezze di Firenze
+e di Milano, le flotte di Venezia e di Genova, e l'indomabile milizia
+degli Svizzeri, per la causa della libertà. In allora questa catena di
+repubbliche avrebbe presentato alle straniere potenze uno steccato, che
+non avrebbe potuto essere superato nè da Carlo VIII, nè da Massimiliano,
+nè da Ferdinando e da Isabella. Ma questo progetto, che gli Albizzi
+sarebbero stati degni di formare, che Neri Capponi concepì e
+vigorosamente sostenne, che venne rinnovato da Sisto IV, fu distrutto
+dalla personale ambizione di Cosimo e di suo nipote, i quali per essere
+i primi cittadini della loro patria, e per portare la loro famiglia al
+sovrano potere, abbisognavano di avere l'alleanza di altri principi, non
+di stati liberi. Per la stessa ragione Lorenzo tenne sempre Firenze
+lontana da Venezia, antica di lei alleata; ed ispirò al popolo uno
+spirito di diffidenza e di rivalità, contrario a quell'antica unione che
+aveva all'opportunità posto argine alle conquiste di Mastino della
+Scala, di Barnabò, di Giovanni Galeazzo e di Filippo Maria Visconti. Di
+modo che se della ruina d'Italia può darsene colpa ad un errore
+politico, dobbiam piuttosto incolparne Lorenzo che Lodovico il Moro.
+
+Quest'ultimo, ambizioso tutore di suo nipote, ch'egli voleva privare del
+trono, luogotenente di un despota, ed aspirando alla tirannide, era
+veramente fatto per sagrificare ogni cosa al suo personale interesse.
+Non è già da tale razza d'uomini che possano pretendersi virtù
+pubbliche, nulla potevasi da lui sperare fuorchè un giusto calcolo. A
+dir vero egli s'ingannò, quando invocò l'ajuto degli stranieri, che
+dovevano in breve schiacciarlo; ma il suo errore non era nuovo. Dopo il
+primo Carlo d'Angiò, che viveva alla metà del XIII.º secolo, dopo
+Filippo e Carlo di Valois, i papi, i baroni napolitani, i Toscani, i
+Lombardi, i Veneziani, i Genovesi, avevano tutti ogni dieci anni
+chiamati i Francesi in Italia. Lodovico I, Lodovico II, Lodovico III,
+della seconda casa d'Angiò, il vecchio Renato, suo figlio Giovanni, duca
+di Calabria, e Renato di Lorena, avevano tutti più volte tentato di
+conquistare il regno di Napoli con eserciti francesi. Negli ultimi dieci
+anni Renato II era stato due volte chiamato dai Veneziani e due volte
+dal papa. Quasi nello stesso periodo i Genovesi si erano due volte
+offerti al re di Francia. Per ultimo Innocenzo VIII, l'amico ed il
+confidente di Lorenzo de' Medici, aveva di nuovo dichiarato guerra a
+Ferdinando di Napoli in novembre del 1489, confidando soltanto
+nell'ajuto di Carlo VIII, da lui chiamato a soccorrerlo[447]; e fu
+l'indolenza di Carlo, e non le persuasioni di Lorenzo, che finalmente
+obbligarono il papa a fare la pace nel 28 gennajo del 1492, allorchè
+vide che i suoi brevi, e le sue bolle, sole armi da lui adoperate in tre
+anni, non avevano avuta abbastanza forza di tirare i Francesi in Italia.
+
+ [447] _Raynaldi An. Eccl., 1489, § 7, 8, 9, p. 394. -- Diar. Romano
+ di Stef. Infess., p. 1229._
+
+Non pertanto temendo Ferdinando di vedere finalmente eseguirsi
+quest'invasione, rinnovò con quest'ultimo trattato quasi tutte le
+condizioni della precedente sua convenzione col papa. Promise di dare la
+libertà ai figli dei baroni ch'egli aveva fatti morire; promise di
+pagare l'annuo tributo cui si era assoggettato; per ultimo promise di
+non turbare nel suo regno l'esercizio dell'ecclesiastica giurisdizione.
+Mandò il suo nipote, il principe di Capoa, a rendere omaggio al papa, il
+quale investì di nuovo il re del suo regno, siccome di feudo spettante
+alla Chiesa. Innocenzo fissò l'ordine della successione, chiamandovi il
+duca di Calabria, e, se questi premoriva al padre, il principe di Capoa;
+ed infine ricevette il giuramento del re. La bolla, che terminava questa
+contesa, è del 4 di giugno del 1492[448], e il 25 del susseguente luglio
+Innocenzo VIII morì, prima d'avere avuto il tempo di vedere Ferdinando
+mancare, secondo il praticato, a tutte le sue promesse[449]. Innocenzo
+VIII soffriva da gran tempo molte infermità, ed il 27 di settembre del
+1490 era già stato creduto morto per uno svenimento di venti ore. In
+tempo della sua letargia Franceschetto Cibo tentò d'impadronirsi del
+tesoro pontificio, poi di Zizim, che soggiornava nello stesso palazzo
+del papa; ma le guardie dell'uno e dell'altro eransi opposte ai suoi
+tentativi[450]. I cardinali, che in allora si trovavano in Roma, eransi
+portati di buon mattino al palazzo ed avevano cominciato l'inventario
+del tesoro. Sebbene Franceschetto Cibo avesse già da gran tempo deviata
+una parte delle ricchezze della Chiesa, e le avesse mandate a Firenze, i
+cardinali trovarono ancora nella camera apostolica grandissime somme,
+che diedero a custodire al cardinale Savelli. Ma intanto il papa
+rinvenne, e tosto che si sentì rinvigorire, congedò tutti i cardinali,
+loro dicendo che sperava tuttavia di sopravvivere a tutti loro[451].
+
+ [448] _Diploma apud Raynaldum An. 1492, § 11, 12, 13, p. 408-410. --
+ Diar. di Stefano Infessura, t. III, p. II, p. 1240._
+
+ [449] _Istor. di Gio. Cambi, t. XXI, p. 71. -- Il Diario Romano del
+ Nantiporto_ termina alla morte d'Innocenzo VIII, _t. III, p. II, p.
+ 1108_. Il Muratori, pubblicandolo, intese di contrapporlo al
+ giornale di Stefano Infessura, che assume la qualità di segretario,
+ _scriba_, del senato e del popolo romano. Vuole che si richiamino in
+ dubbio le maldicenze dell'Infessura intorno a Sisto IV e ad
+ Innocenzo VIII, perchè nulla trovasi di simile nel giornale del
+ notajo di Nantiporto: ma a dir vero non trovasi in questo giornale,
+ nè la conferma delle cose dette dall'Infessura, nè altre cose,
+ tranne la data affatto nuda degli avvenimenti. I più insignificanti,
+ come i più importanti sono egualmente indicati da una breve frase,
+ non facendovi il notajo veruna diversità. «Il 15 di maggio, egli
+ dice, il cardinale de' Medici fu fatto legato del patrimonio: il 16
+ il duca di Ferrara partì da Roma e se ne andò; il 26 l'ambasciatore
+ di Venezia entrò in Roma con molto onore; il 27 il principe di
+ Capova, figlio del duca di Calabria, fece il suo ingresso in Roma
+ trionfalmente, tra il cardinale di Benevento e quello di Siena; seco
+ condusse molta signoria, ed alloggiò nel palazzo del papa; il 29 il
+ principe andò a visitare i cardinali, cominciando dal vice
+ cancelliere;» e tutta la sua narrazione seguita nello stesso modo.
+ Non si può di buona fede opporre il silenzio di un giornale, scritto
+ in questa maniera, all'autorità d'una storia ragionata e
+ circostanziata, dove si vede la volontà ed il sentimento dello
+ scrittore. Il giornale del notajo di Nantiporto è stampato nel _t.
+ III, p. II, p. 1071-1108_. Quello dell'Infessura trovasi nello
+ stesso volume _p. 1109-1252_. Ma il Muratori soppresse varie
+ circostanze che gli sembrarono scandalose sul conto di Sisto IV. Lo
+ stesso giornale trovasi senza lagune in _Eccardus Hist. Medii Aevi,
+ t. II. Lipsiae, 1723._
+
+ [450] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1233._
+
+ [451] _Diar. di Stef. Infessura, p. 1234._
+
+Nell'ultima sua malattia Innocenzo VIII si lasciò persuadere da un
+medico giudeo di tentare il rimedio della trasfusione del sangue, spesso
+proposto da certi empirici, ma fin allora non isperimentato che sopra
+animali. Tre fanciulli dell'età di dieci anni furono successivamente,
+mercè una ricompensa data ai loro parenti, assoggettati all'apparecchio
+che doveva far passare il sangue delle loro vene in quelle del vecchio,
+e il sangue di questi nelle vene de' fanciulli. Tutti e tre morirono nel
+cominciamento dell'operazione, probabilmente per l'introduzione di
+qualche bolla d'aria nelle loro vene, ed il medico giudeo si diede alla
+fuga piuttosto che di sagrificare nuove vittime[452]. In tempo della
+malattia d'Innocenzo VIII, precisamente a mezzo luglio, lo sventurato
+Zizim, il di cui capo in certo qual modo era stato da Bajazette II posto
+all'incanto, fu per ordine de' cardinali chiuso in Castel sant'Angelo,
+venendo risguardato come una parte importante dell'eredità del futuro
+pontefice.
+
+ [452] _Ivi, p. 1241. -- Raynaldi An. Eccles., 1492, § 9, p. 412, ex
+ Volaterrano, l. XXII, et aliis._
+
+Lorenzo de' Medici non conobbe la morte d'Innocenzo VIII, nè la
+scandalosa elezione di Roderigo Borgia, che gli successe sotto il nome
+d'Alessandro VI. Sorpreso da lenta febbre, che si aggiunse alla gotta,
+ereditaria nella sua famiglia, si era in sul cominciare dell'anno
+ritirato a Careggi, sua villa, per porsi tra le mani de' medici. Pareva
+che questi proporzionassero i loro rimedj alla ricchezza piuttosto che
+ai bisogni del loro ammalato; gli fecero prendere decomposizioni di
+perle e di altre pietre preziose senza verun giovamento. Lorenzo,
+circondato dai suoi amici, morì tra le loro braccia l'otto aprile del
+1492, prima di avere compiuto l'anno 44 dell'età sua[453].
+
+ [453] _Machiavelli, l. VIII, p. 447. -- Scip. Ammirato, l. XXVI, p.
+ 186._
+
+Qualunque si fosse la destrezza di Lorenzo de' Medici nel trattare gli
+affari, non può essere come uomo di stato collocato tra i sommi uomini,
+onde va gloriosa l'Italia. Tant'onore non è riservato che a coloro che,
+portando le loro viste al dissopra dell'interesse personale, assicurano
+col lavoro e colla loro vita la pace, la gloria o la libertà del loro
+paese. Per lo contrario Lorenzo tenne quasi sempre una politica
+egoistica; sostenne con sanguinose esecuzioni un usurpato potere; andò
+ogni giorno aggravando il detestato giogo sopra una città libera; privò
+i legittimi magistrati dell'autorità loro attribuita dalla costituzione,
+e deviò i suoi concittadini da questa pubblica carriera, nella quale
+prima di lui avevano mostrato tanto ingegno. Vedremo nell'ultima parte
+di quest'opera le funeste conseguenze della sua ambizione, e del
+rovesciamento delle nazionali istituzioni. Una disastrosa lotta si tenne
+viva trent'otto anni tra la famiglia di Lorenzo e la sua patria, ed ebbe
+soltanto fine collo stabilimento della tirannia di Alessandro dei
+Medici.
+
+Per altro ingiusta cosa sarebbe lo spogliare Lorenzo de' Medici di una
+gloria accordatagli dalla posterità. Per l'attiva ed illuminata
+protezione da lui accordata alle arti, alle lettere, alla filosofia,
+egli meritò di associare il suo nome alla più bella epoca della storia
+letteraria dell'Italia. Colla prontezza e colla perspicacia del suo
+ingegno, colla flessibilità de' suoi talenti, col calore della sua
+anima, diventò il capo ed il promotore di un'associazione di grandi
+uomini intenti a far risorgere le lettere ed il buon gusto. Lorenzo era
+fatto per conoscere tutto, per apprezzar tutto, per sentire tutto. Egli
+mostrava la medesima attitudine per le arti di cui andava ragunando e
+moltiplicando i capi d'opera; per la poesia, cui ritornava l'antica
+armonia del Petrarca; per la filosofia, che riceveva in casa sua una
+nuova vita dallo studio profondo de' Platonici[454]. Lorenzo non era
+forse un uomo di straordinario ingegno, nè come poeta, nè come filosofo,
+nè come artista; ma aveva un così vivo senso del bello e del giusto, che
+metteva in sul buon cammino coloro ch'egli stesso non poteva seguire.
+Così il profondo pensare di Poliziano e di Pico della Mirandola, il
+genio poetico di Marullo e di Pulci, l'erudizione del Landino, dei Scala
+e dei Ficino, sono una parte essenziale della gloria del protettore cui
+dovettero, per così dire, quasi la loro esistenza. Abbiamo creduto che
+in un'epoca così gravida d'avvenimenti, bisognasse separare la storia
+politica da quella della letteratura del mezzogiorno; ed è in un'altra
+opera che abbiamo cercato di dare qualche idea del merito letterario di
+Lorenzo. I signori Ginguenè e Roscoe rendettero un più luminoso omaggio
+all'ingegno di quest'uomo straordinario. Lo rappresentarono in mezzo ai
+suoi amici, agl'illustri letterati che lo amavano[455]; e posero in tal
+modo in piena luce le attrattive del suo carattere, la sua facilità, il
+suo buon umore, la sua costanza, la sua magnanimità. Ma per affezionarsi
+così vivamente a Lorenzo conviene talvolta ammettere con poco scrupolo
+le pie frodi de' suoi amici e de' suoi adulatori: conviene
+particolarmente deviare lo sguardo dall'antica Firenze, e dimenticare,
+se è possibile, ciò ch'ella fu nei giorni della sua vera gloria, ciò
+ch'ella fu sotto la dittatura di Lorenzo, ciò ch'ella diventò dopo di
+lui[456].
+
+ [454] _Machiavelli, Ist., l. VIII, p. 449._
+
+ [455] Il signor Roscoe pubblicò nell'appendice _§ 77, t. IV, p.
+ 122_, una commovente lettera di Angelo Poliziano del 17 di giugno
+ del 1492, nella quale narra gli ultimi istanti e la morte di
+ Lorenzo. I suoi amici nel frenetico dolore per tanta perdita,
+ uccisero il medico Pietro Leoni di Spoleto, che lo aveva curato, o
+ almeno lo minacciarono con tanta violenza, che per disperazione
+ gittossi da sè medesimo in un pozzo, a San Cervagio. _Ricordanze di
+ Tribaldo de' Rossi, Deliz. Erud., t. XXIII, p. 275. -- Scip.
+ Ammirato, l. XXVI, p. 187. -- Alleg. Allegretti, Diari Sanesi, t.
+ XXIII, p. 825. -- Istorie di Giovanni Cambi, t. XXI, p. 67. -- Rime di
+ Jacopo Sannazzaro nella morte di Pier Leone medico. -- Roscoe,
+ Appendix, § 78-79._
+
+ [456] La storia fiorentina del Machiavelli termina col 1492, alla
+ morte di Lorenzo, ma i suoi frammenti storici, i suoi decennali, ed
+ in particolare le lettere scritte in tempo delle sue legazioni, ci
+ serviranno ancora di guida per gran parte dello spazio che ci rimane
+ a scorrere.
+
+ _La storia fiorentina di Gio. Michele Bruto_, dotto Veneziano, che
+ visse dal 1513 al 1594, termina pure alla morte di Lorenzo de'
+ Medici, dopo avere cominciato con quella del vecchio Cosimo
+ (_Burmannus Thes. Ant. et Hist. Ital., t. VIII, p. II, p. 1-216_.)
+ Bruno viene collocato tra i principali storici latini del sedicesimo
+ secolo; ma ciò soltanto per l'eleganza del dire. Visse in Lione
+ cogli emigrati fiorentini, nemici della casa de' Medici, ed in
+ generale adottò le loro opinioni e l'odio loro: pure pochissimo
+ aggiugne a ciò che già si sapeva. Le sue autorità sono _Machiavelli,
+ i Commentari e le lettere del cardinale di Pavia, e la vita di
+ Lorenzo de' Medici di Niccolò Valori_. Egli disamina le loro
+ opinioni, e sceglie con poca buona critica; ed i lunghi sermoni
+ sparsi nella sua narrazione non sono che amplificazioni di quelli
+ del Machiavelli, cui ha tolto il loro colore originale.
+
+
+FINE DEL TOMO XI.
+
+
+
+
+TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XI.
+
+
+ CAPITOLO LXXXIII. _Lorenzo de' Medici
+ succede al credito di suo padre presso
+ la repubblica fiorentina. -- Fasto ed ambizione
+ dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di
+ Giuliano della Rovere, che poi fu Giulio II.
+ Progressi dei Turchi; primo assedio di
+ Scutari; assedio di Lepanto, presa di
+ Caffa._ 1469-1475 _pag._ 3
+
+ La repubblica fiorentina cessa di essere
+ la direttrice dell'Italia 3
+ 1469 I figli di Pietro de' Medici troppo
+ giovani per governare quando morì
+ il loro padre 5
+ La fazione attaccata alla loro famiglia
+ loro deferisce non per tanto l'autorità 6
+ Politica di Tommaso Soderini che conserva
+ il credito dei Medici 7
+ Durante la loro giovinezza la repubblica
+ si mantiene in riposo 9
+ 1471 Fastoso viaggio di Galeazzo Sforza a Firenze 10
+ Influenza fatale della corte dello Sforza
+ sui costumi dei Fiorentini 11
+ 1470 6 aprile. Bernardo Nardi occupa Prato
+ per sorpresa 12
+ Viene fatto prigioniere e condannato
+ co' suoi complici a morte 14
+ 1472 Turbolenze a Volterra in occasione di
+ una miniera d'allume 15
+ 1472 27 aprile. Volterra si rivolta contro Firenze 17
+ Giugno. Volterra presa e saccheggiata
+ da Federico di Montefeltro 17
+ 1471 9 agosto. Elezione di Sisto IV sospetta
+ di simonia 18
+ Il tesoro di Paolo II sottratto da questo
+ papa o da' suoi nipoti 20
+ Quattro nipoti di Sisto IV, cui egli
+ sagrifica gl'interessi della Chiesa 21
+ Grazie che accorda a Leonardo ed a Giuliano
+ della Rovere, ed a Girolamo Riario 21
+ Potenza e stravagante lusso di Pietro
+ Riario, cardinale di san Sisto 24
+ 1473 12 settembre. Giugne a Milano col titolo
+ di legato di tutta l'Italia 26
+ 1474 5 gennajo. Sua morte cagionata dalle
+ sue dissolutezze 27
+ Giovanni della Rovere, altro nipote del
+ papa, sposa Giovanna di Montefeltro 27
+ 21 agosto. Federico di Montefeltro creato
+ dal papa duca d'Urbino 28
+ Campagna del cardinale Giuliano della
+ Rovere contro Todi 29
+ Attacca Niccolò Vitelli, principe di
+ Città di Castello 31
+ I Fiorentini lo difendono 32
+ Diffidenza de' Fiorentini per l'alleanza
+ del papa, del re di Napoli e del duca d'Urbino 33
+ 2 novembre. Alleanza tra i Fiorentini,
+ Venezia ed il duca di Milano 35
+ 1474 Nullità per alcuni anni della storia d'Italia 36
+ Il papa ricusa di prender parte nella
+ guerra coi Turchi 36
+ 17 gennajo. Sconfitta dei Turchi a
+ Rackowieckz data dal vayvoda di Moldavia 37
+ Maggio. Il beglierbey di Romania intraprende
+ l'assedio di Scutari 39
+ Agosto. Leva l'assedio dopo aver molto
+ sofferto per le malattie 40
+ Patimenti degli assediati e dell'armata
+ veneziana 40
+ 1475 I Turchi assediano inutilmente Lepanto 43
+ Importanza della colonia genovese di Caffa 44
+ Soccorsi mandati per terra a Caffa 45
+ Contese de' Genovesi di Caffa con un
+ kan di Tartaria 47
+ Giugno. Caffa presa e ruinata da Maometto II 48
+ Indebolimento di tutte le parti nella
+ guerra dei Turchi 50
+
+ CAPITOLO LXXXIV. _Congiura di Niccolò
+ d'Este a Ferrara, di Girolamo Gentile
+ a Genova, d'Olgiati, Visconti e Lampugnani
+ a Milano. Rivoluzioni nello stato di
+ Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza._ 1476-1477 51
+
+ Tutti gli stati d'Italia travagliati nello
+ stesso tempo dalle congiure 51
+ Un tiranno non può essere rovesciato che
+ da una congiura 52
+ Cosa avvi di nobile e di generoso in
+ ogni congiura 53
+ 1476 Congiura di Niccolò, figliuolo di Lionello
+ d'Este, contro Ercole 56
+ 1476 1.º settembre. Niccolò entra in Ferrara
+ con seicento uomini 57
+ Viene posto in fuga, fatto prigioniero
+ e condannato a morte 59
+ Limitato potere del duca di Milano in
+ Genova dopo le capitolazioni 60
+ Galeazzo Sforza non le mantiene 62
+ Vuol dividere in due la città di Genova
+ per domarla 63
+ Coraggio di Lazzaro Doria, che gli fa
+ abbandonare questo progetto 64
+ Giugno. Girolamo Gentile prende le armi
+ per liberar Genova 65
+ È costretto a rinunciare al suo progetto
+ e ad uscire di città 67
+ Carattere e vizj di Galeazzo Sforza 68
+ Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Giovanni
+ Andrea Lampugnani allievi di Cola Montani,
+ che inspira loro l'odio per la tirannia 69
+ Fa loro insegnare l'arte della guerra 71
+ Irritati dagli oltraggi dello Sforza
+ congiurano contro di lui 72
+ Preghiera de' congiurati nella chiesa
+ di sant'Ambrogio 72
+ 26 dicembre. Uccidono Galeazzo in questa chiesa 75
+ Il Lampugnani ed il Visconti uccisi
+ immediatamente 76
+ Costanza di Girolamo Olgiati in mezzo ad
+ orribili supplicj 77
+ 1477 Giovanni Galeazzo Sforza, figlio di Galeazzo,
+ riconosciuto duca di Milano, sotto la
+ reggenza di sua madre, Bona di Savoja 79
+ 1477 Gelosia tra il Simonetta, suo primo ministro,
+ ed i fratelli di Galeazzo 81
+ 16 marzo. Tumulto in Genova per la notizia
+ della morte del duca di Milano 82
+ Prospero Adorno liberato di prigione dalla
+ reggenza di Milano, ed incaricato di
+ calmare le turbolenze di Genova 83
+ 30 aprile. L'Adorno ristabilisce in Genova
+ la limitata autorità del duca di Milano 83
+ I fratelli Sforza riducono i Fieschi
+ all'ubbidienza 85
+ Maggio. Tornano a Milano, sperando d'occupare
+ la suprema autorità 87
+ 25 maggio. Arresto di Donato Conti loro
+ confidente 88
+ Tentano di sollevare il popolo, ma sono
+ forzati a fuggire 89
+ Morte d'Ottaviano Sforza in riva all'Adda;
+ esilio de' suoi fratelli; compiuta
+ vittoria di Cecco Simonetta 90
+
+ CAPITOLO LXXXV. _Congiura de' Pazzi._ 1478 92
+
+ 1472-1477 La storia fiorentina nel corso di più anni
+ senza interesse 92
+ Potere vessatorio che s'arrogano i Medici 93
+ Consumano le sostanze del pubblico per
+ sostenere il proprio commercio 94
+ Partigiani dei Medici e loro nemici 95
+ Gelosia di Lorenzo contro la famiglia de' Pazzi 97
+ 1472-1477 Priva Giovanni de' Pazzi della eredità
+ dei Borromei 99
+ Francesco Pazzi abbandona Firenze per
+ istabilirsi a Roma 101
+ Associa il suo odio a quello di Sisto IV
+ e di Girolamo Riario 102
+ Conosce di non poter attaccare i Medici
+ che col mezzo di una congiura 103
+ Guadagna al suo partito Francesco Salviati,
+ nominato arcivescovo di Pisa 105
+ 1477 Carlo di Montone attaccando i Sienesi
+ gl'indispone contro Firenze 105
+ Jacopo de' Pazzi entra nella congiura
+ di suo nipote 107
+ Si uniscono ai congiurati altri nemici
+ dei Medici 107
+ 10 dicembre. Raffaello Riario nominato
+ cardinale di 18 anni 109
+ 1478 Il cardinale Riario viene a Firenze, ed i
+ congiurati vogliono attaccare i Medici
+ in occasione delle feste date al cardinale 110
+ 26 aprile. I congiurati assalgono i due
+ fratelli, in tempo della messa,
+ nella cattedrale 112
+ Giuliano è ucciso, Lorenzo sottratto a'
+ suoi uccisori 113
+ Lorenzo si ritira a casa sua, circondato
+ da' suoi amici 114
+ In questo frattempo l'arcivescovo Salviati
+ tenta d'impadronirsi del palazzo pubblico 115
+ Il Gonfaloniere fugge dalle sue mani, lo fa
+ arrestare ed appiccare ad una finestra
+ del palazzo 116
+ 1478 Inutili sforzi di Jacopo de' Pazzi per
+ sollevare il popolo 118
+ Tutti i congiurati uccisi dal popolo furibondo 119
+ Settanta cittadini fatti a pezzi nelle strade 120
+ Carattere dei Pazzi 122
+ Attacco degli alleati contro la
+ repubblica fiorentina 123
+ 4 giugno. Bolla contro di lei di Sisto IV 123
+ 13 giugno. I Fiorentini per difendersi
+ nominano i decemviri della guerra 125
+ Il re di Francia ed altri sovrani vogliono
+ dissuadere Sisto IV dall'intraprendere
+ la guerra 127
+ Il cardinale di Pavia consiglia Sisto IV
+ a dare risposte inconcludenti 128
+ Rappresenta la causa de' congiurati come
+ diventata quella della santa sede 128
+ Il papa differisce fino alla fine dell'anno
+ a rispondere agli ambasciatori francesi,
+ ed intanto si apparecchia alla guerra 130
+
+ CAPITOLO LXXXVI. _Guerra tra Sisto IV,
+ alleato di Ferdinando di Napoli, ed i
+ Fiorentini. -- Genova ricupera la sua
+ libertà. -- Continuazione e fine della
+ guerra di Venezia contro i Turchi._ 1478 132
+
+ La dissimulazione de' cospiratori non è
+ scusabile che per il pericolo cui si espongono 132
+ I sovrani, che prendono parte in una
+ cospirazione, scendono alla bassezza
+ di assassini 133
+ Il carattere di Sisto IV corrompeva il
+ suo spirito e disonorava i suoi progetti 135
+ 1478 Suoi apparecchj per la guerra, e quelli
+ de' Fiorentini 135
+ 30 agosto. Il duca Ercole di Ferrara
+ accetta il comando dell'armata fiorentina 137
+ Sospetta condotta di questo duca 137
+ Lascia successivamente prendere le
+ più importanti fortezze dei Fiorentini 138
+ Novembre. Mette le sue truppe ne' quartieri
+ d'inverno 141
+ Lorenzo de' Medici si tiene sempre lontano
+ dall'armata che combatte per lui 141
+ I Fiorentini affrettano i soccorsi delle
+ altre potenze 142
+ Ricorrono a Bona, reggente del ducato di Milano 144
+ Il re di Napoli eccita altri nemici contro
+ Bona per impedirle di soccorrere i Fiorentini 144
+ Eccita Prospero Adorno a sollevare Genova 144
+ Sforzino mandato a Genova con una numerosa
+ armata per sottomettere quella città 147
+ Roberto di Sanseverino s'incarica della
+ difesa di Genova 148
+ 7 agosto. Battaglia sotto _i due gemelli_
+ tra i Milanesi ed i Genovesi 148
+ L'armata dei Milanesi disfatta e spogliata
+ dai contadini 149
+ 26 novembre. Prospero Adorno costretto a
+ cedere il suo posto a Battista Fregoso 150
+ I Fiorentini cercano di tenersi in pace
+ col governo di Genova 152
+ Peste a Firenze ed a Venezia 153
+ Negoziazioni de' Fiorentini con Venezia
+ per avere soccorsi 154
+ 1478 I Veneziani, spossati dalla guerra de'
+ Turchi, non possono soccorrere Firenze 155
+ 1475 Loro sforzi per ottenere la pace da Maometto II 155
+ Fanno condurre a Venezia i figli naturali
+ di Giacomo di Lusignano 156
+ 1477 Achmet, sangiacco d'Albania, assedia Croja 157
+ 2 settembre. Francesco Contarini disfatto
+ sotto Croja 158
+ Ottobre. Il pascià di Bosnia invade il Friuli 159
+ Achmet Giedik s'impadronisce del ponte
+ di Gorizia 160
+ Girolamo Novello battuto sulle rive
+ dell'Isonzo dai Turchi 161
+ Il nord dell'Italia, fino alla Piave,
+ guastato dai Turchi 162
+ 1478 I Veneziani fortificano di nuovo le rive
+ dell'Isonzo 164
+ Gennajo. Fanno nuovi sforzi per avere la pace 164
+ Maggio. Maometto rifiuta le condizioni
+ dettate da lui medesimo 165
+ 15 giugno. Croja s'arrende a Maometto,
+ che viola la capitolazione 166
+ Maometto assedia Scutari 167
+ 27 luglio. Terribile assalto dato a Scutari 168
+ Maometto occupa varie piazze dell'Albania 170
+ Attacca di nuovo il Friuli 171
+ Gli affari di Cipro tengono la repubblica
+ di Venezia inquieta 172
+ 27 agosto. I Veneziani chiudono nella
+ fortezza di Padova i figli di Giacomo
+ di Lusignano 173
+ 1478 Estremità cui trovasi ridotta Scutari 174
+ 18 novembre. Il senato disposto di accettare
+ la pace ad ogni condizione 176
+ 1479 26 gennajo. Giovanni Dario, ambasciatore
+ di Venezia, fa la pace col Sultano 176
+ La repubblica assegna pensioni agli abitanti
+ di Scutari, che abbandonano la loro
+ patria ceduta ai Turchi 178
+ 25 aprile. Si pubblica in Venezia la pace
+ coi Turchi 179
+
+ CAPITOLO LXXXVII. _Sisto IV attira
+ gli Svizzeri in Italia; loro vittoria
+ sui Milanesi a Giornico. -- Eccita Lodovico
+ il Moro ad occupare il governo di Milano.
+ Cattivo stato degli affari di Lorenzo de'
+ Medici; passa a Napoli, ove soscrive una
+ pace, che compromette l'indipendenza della
+ Toscana. Progetto del duca di Calabria sopra
+ Siena; rivoluzioni di questa repubblica._ 1478 1480 180
+
+ 1479 Gelosia degl'Italiani contro Venezia dopo
+ la pace di Costantinopoli 180
+ Collera di Sisto IV contro di loro 181
+ Cerca di eccitare nuove guerre in Italia 182
+ 1476-1478 Principj del commercio delle indulgenze
+ in Isvizzera 183
+ Sisto IV invita gli Svizzeri alle
+ guerre d'Italia 184
+ Intrighi nella Svizzera del suo legato
+ Guido di Spoleto 185
+ Novembre. Il cantone d'Uri dichiara la
+ guerra al duca di Milano 185
+ Gli Svizzeri guastano i contorni dei laghi
+ e minacciano Bellinzona 186
+ 1479 gennajo. Battono il conte Torelli a Giornico 187
+ Pace tra il duca di Milano ed i cantoni svizzeri 189
+ Intrighi di Sisto IV col Sanseverino e
+ cogli Sforza 189
+ Debolezza dei Fiorentini nella loro guerra
+ contro Roberto di Sanseverino 190
+ Animosità de' soldati di Braccio contro
+ quelli dello Sforza, che servivano con
+ loro nell'armata fiorentina 191
+ 7 settembre. L'armata fiorentina disfatta
+ a Poggio imperiale, e loro fortezze
+ prese dal duca di Calabria 192
+ I fratelli Sforza passano in Lombardia 194
+ 23 agosto, Tortona s'arrende a Lodovico
+ Sforza, detto il Moro 194
+ 8 settembre. Viene richiamato a Milano dai
+ nemici del conte Cecco Simonetta 195
+ 11 settembre, Lodovico il Moro fa imprigionare
+ il Simonetta ed un anno dopo lo fa perire 196
+ 1480 7 ottobre. Rinvia la duchessa Bona, e dichiara
+ suo figlio maggiore di dodici anni 198
+ 1479 I Veneziani ed i Fiorentini vogliono opporre
+ Renato II di Lorena a Ferdinando 199
+ Diritti di Renato II di rappresentare la
+ casa d'Angiò 200
+ I duchi di Calabria e d'Urbino invitano
+ Lorenzo de' Medici a trattare con Ferdinando 201
+ 1479 Disparere tra il re di Napoli ed il papa
+ intorno alla guerra di Firenze 202
+ Pericolosa situazione di Lorenzo de' Medici 204
+ 5 dicembre. Parte per trattare la pace a Napoli 205
+ 1480 Viene ricevuto in Napoli con grandissimi onori 207
+ Espone a Ferdinando i principj della
+ sua politica 208
+ Ferdinando vuole accertarsi se i nemici
+ di Lorenzo non approfitteranno della
+ sua assenza 210
+ 6 marzo. Ferdinando soscrive la pace colla
+ repubblica fiorentina 211
+ 12 aprile. Lorenzo, tornato a Firenze
+ rende la propria autorità più assoluta 212
+ Magnificenza e prodigalità di Lorenzo 213
+ Progetti di Ferdinando sopra Siena, che
+ l'avevano mosso a fare la pace 214
+ 1403-1480 Siena governata dai tre Monti riuniti,
+ dei Nove, dei Riformatori e del Popolo 215
+ Prosperità della repubblica sotto questo governo 216
+ Scontento delle parti escluse dal governo 217
+ 1480 22 giugno. Il monte dei Riformatori escluso
+ dal governo dal duca di Calabria 219
+ Nuovo governo disposto ad assoggettare
+ Siena al re di Napoli 220
+ Siena salvata dallo sbarco dei Turchi in Otranto 221
+
+ CAPITOLO LXXXVIII. _Maometto II
+ conquista Otranto; Sisto IV, spaventato,
+ fa la pace coi Fiorentini, ed il duca
+ di Calabria lascia Siena per liberare
+ Otranto. Morte di Maometto II. Nuova
+ guerra accesa in tutta l'Italia da Sisto
+ IV per il ducato di Ferrara. Passa
+ dall'uno all'altro partito, ed all'ultimo
+ muore di rabbia che sia conclusa la pace._ 1480-1484 222
+
+ 1480 Spedizione di Maometto II contro l'isola
+ di Rodi diretta da Mesithes 222
+ 28 luglio. Sbarco dei Turchi, condotti
+ da Ackmet Giedik, ad Otranto 223
+ 11 agosto. Presa d'Otranto ed uccisione
+ degli abitanti 223
+ I Veneziani avevano favoreggiata
+ quest'invasione, ed il papa veniva
+ accusato d'averli acconsentito 225
+ Spavento di Sisto IV vedendo i Turchi in Italia 226
+ Chiama tutti gl'Italiani a difendere la Chiesa 227
+ 7 agosto. Il duca di Calabria parte da
+ Siena per difendere il regno di suo padre 228
+ Il papa, spaventato, acconsente a
+ riconciliarsi coi Fiorentini 229
+ 3 dicembre. Penitenza de' Fiorentini, e
+ discorso che loro fa il papa 230
+ 1481 Marzo. I Fiorentini ricuperano le loro
+ fortezze ai confini dello stato di Siena 233
+ Paolo Fregoso mandato da Sisto IV contro Otranto 234
+ 3 maggio. Morte di Maometto II, che libera
+ l'Italia del concepito terrore 235
+ 1481 10 agosto. Otranto ripreso dal duca di Calabria 236
+ 1480 4 settembre. Il papa spoglia gli Ordelaffi
+ del principato di Forlì, e lo dà a suo
+ nipote Girolamo Riario 237
+ Estorsioni del papa per arricchire la
+ finanza pontificia 238
+ 1481 Manda il Riario a Venezia per fare
+ alleanza con quella repubblica 240
+ Il Riario pensa a dividere con Venezia
+ gli stati del duca di Ferrara 241
+ Querele della repubblica di Venezia
+ contra il duca di Ferrara 242
+ 1482 3 maggio. Il papa e la repubblica dichiarano
+ la guerra al duca di Ferrara 243
+ Alleanza del re di Napoli, del duca di
+ Milano e de' Fiorentini per difenderlo 243
+ Guerra de' signori de' castelli nello stato
+ di Roma 244
+ Guerra de' Fieschi in Liguria, e dei Rossi
+ nello stato di Parma 245
+ Difficoltà della guerra nelle paludi delle
+ bocche del Po 247
+ Roberto di Sanseverino, generale de'
+ Veneziani, occupa molti castelli 248
+ Federico di Montefeltro è nominato generale
+ della lega che difende Ferrara 250
+ Un eremita vuole difendere Figheruolo con
+ un miracolo 251
+ 21 agosto. Il duca di Calabria disfatto
+ a Campomorto, presso Velletri, da Roberto
+ Malatesta generale del papa 253
+ 1482 Ingratitudine del papa verso il Malatesta
+ che muore di veleno l'undici di settembre 253
+ 11 settembre. Morte di Federigo di Montefeltro,
+ duca d'Urbino 255
+ 14 ottobre. Prima apertura di pace tra
+ Sisto IV e Ferdinando 258
+ 12 dicembre. Sisto IV abbandona i Veneziani,
+ e si attacca all'opposta lega 259
+ 1483 10 gennajo. Pubblica un manifesto contro
+ i Veneziani, ed in appresso gli scomunica 260
+ 28 febbrajo. Congresso di Cremona per
+ attaccare i Veneziani 261
+ Si tratta la guerra assai mollemente 262
+ Guerra di Toscana fatta ancora più vilmente 264
+ 9 maggio. Trattato dei Veneziani con Renato
+ II di Lorena, che prendono al loro soldo 265
+ 30 agosto. La morte di Lodovico XI costringe
+ Renato a tornare in Lorena 266
+ 24 maggio. Sisto IV scomunica i Veneziani 266
+ 19 novembre. Fa cardinale un suo cameriere
+ in età di vent'anni 269
+ 1484 Maggio e giugno. La flotta Veneziana prende
+ al re di Napoli Gallipoli e Policastro 270
+ I Colonna perseguitati con accanimento da
+ Riario, in Roma e ne' loro feudi 270
+ 1483 Supplicio del protonotaro Lodovico Colonna 271
+ Negoziazioni di Girolamo Riario per
+ ricuperare Rimini e Pesaro 273
+ 1483 Raffreddamento tra gli alleati 274
+ 15 luglio. Morte di Federico, marchese
+ di Mantova 274
+ Negoziazioni di Roberto di Sanseverino
+ con Lodovico il Moro 275
+ 7 agosto. Pace di Bagnolo tra la lega ed
+ i Veneziani 275
+ I più deboli stati sagrificati dalla pace
+ di Bagnolo 277
+ Malcontento del papa quando conosce le
+ negoziazioni 279
+ 12 agosto. Ricusa di approvare e benedire
+ la pace 280
+ 13 agosto. Muore dopo alcune ore per un
+ accesso di gotta al petto 281
+ Suo gusto pei duelli chiusi 282
+
+ CAPITOLO LXXXIX. _Elezione d'Innocenzo
+ VIII; questo papa fa scoppiare la guerra
+ tra Ferdinando ed i suoi baroni. -- Il
+ cardinale Paolo Fregoso doge di
+ Genova. -- Conquista di Sarzana fatta
+ dai Fiorentini. Anarchia e pacificazione
+ di Siena. -- Congiura contra Girolamo Riario
+ e contro Galeotto Manfredi._ 1484-1488 283
+
+ Autorità de' cardinali nella chiesa Romana 283
+ In qual modo i papi li rendevano ligi alle
+ loro volontà 284
+ In ogni elezione i cardinali cercavano di
+ limitare le prerogative del papa 286
+ Ma i papi si scioglievano dai loro giuramenti
+ in virtù della loro supremazia 288
+ Il diritto dello spergiuro guarentito
+ alla santa sede da una bolla d'Innocenzo VI 288
+ Opposizione de' più virtuosi cardinali a
+ questo scandalo 289
+ 1484 Condizioni imposte al futuro papa dopo
+ la morte di Sisto IV 290
+ 29 agosto. Giovan Battista Cibo eletto
+ papa col nome d'Innocenzo VIII 292
+ Aveva comperati i suffragi dei cardinali
+ con segreti contratti 293
+ Carattere d'Innocenzo VIII 294
+ Si mostra nemico di Ferdinando 295
+ Odio de' sudditi di Ferdinando contro di lui 296
+ Innocenzo interrompe il commercio del
+ monopolio, stabilito tra Sisto IV e
+ Ferdinando 297
+ 1485 Indipendenza degli abitanti dell'Aquila 298
+ 28 giugno. Sono privati dei loro diritti
+ dal duca di Calabria 300
+ Ottobre. Innocenzo VIII li prende sotto
+ la sua protezione 301
+ Assemblea a Melfi de' baroni napolitani
+ nemici del re 302
+ Il duca di Calabria attacca i baroni malcontenti 303
+ I Fiorentini e Lodovico Sforza promettono
+ soccorsi a Ferdinando 304
+ Negoziazioni dei baroni di Napoli e
+ d'Innocenzo VIII con Renato II 305
+ Il re manda Federico, suo figlio, per offrire
+ ai baroni le più vantaggiose condizioni 307
+ 1485 Ferdinando fa marciare il duca di Calabria
+ contro Roma 308
+ 1486 Pratiche de' Fiorentini per far ribellare
+ lo stato della Chiesa 309
+ 8 maggio. Vittoria del duca di Calabria al
+ ponte di Lamentana, senza effusione di
+ sangue 309
+ 1486 Innocenzo VIII spaventato vuol fare la pace 310
+ Mediazione di Ferdinando e d'Isabella, re
+ d'Arragona e di Castiglia 311
+ 11 agosto. Trattato di Roma con cui Ferdinando
+ accorda al papa ed ai baroni tutte le
+ loro domande 312
+ 13 agosto. Ferdinando fa perire tutti i
+ suoi nemici che può far arrestare in Napoli 313
+ Settembre. Occupa l'Aquila, e ne scaccia le
+ truppe del papa 315
+ 10 ottobre. Arresta e fa perire tutti i
+ baroni, ai quali aveva accordata la pace 315
+ Roberto di Sanseverino, abbandonato dal papa,
+ viene disfatto 317
+ Il papa si assoggetta alla violazione della
+ pace di Roma 317
+ Si riconcilia con Lorenzo dei Medici,
+ e gli dà tutta la sua confidenza 318
+ 1487 Novembre. Fa sposare a suo figlio una figlia
+ di Lorenzo, e promette al figlio di Lorenzo
+ un cappello di cardinale 321
+ 1486 Mediazione del Medici per terminare la
+ guerra d'Osimo, il di cui signore chiamava
+ i Turchi nello stato della Chiesa 323
+ 1483 25 novembre. Paolo Fregoso arresta suo
+ nipote Battista, e si fa doge di Genova 325
+ 1484 Sarzana e Pietra Santa cedute alla banca
+ di san Giorgio di Genova 326
+ 1484 Ottobre. I Fiorentini assediano Pietra Santa 327
+ Crudeli malattie nel campo degli assedianti 328
+ 8 novembre. Pietra Santa si arrende
+ ai Fiorentini 329
+ 1485-1486 Negoziazioni per la pace tra Paolo Fregoso,
+ e Lorenzo de' Medici 330
+ 1487 22 maggio. I Fiorentini occupano Sarzana 331
+ Luglio. Alleanza di Paolo Fregoso e di
+ Lodovico Sforza 332
+ I vecchi partigiani di Paolo Fregoso si
+ uniscono agli Adorni contro di lui 334
+ 1488 Agosto. Paolo Fregoso, attaccato dai Fieschi
+ e dagli Adorni, si salva nella fortezza 335
+ Guerra civile in Genova 336
+ Progetto di divisione della repubblica
+ tra gli Adorni ed i Fregosi 338
+ Agostino Adorno viene di nuovo esigliato
+ nel Friuli 339
+ Ottobre. Paolo Fregoso si ritira a Roma,
+ ove muore il 2 marzo del 1498 340
+ Lorenzo de' Medici geloso di tutte le
+ repubbliche 341
+ Turbolenze di Siena da lui fomentate ed aizzate 342
+ 1483 14 giugno. Si associa ai demagoghi di Siena 343
+ 1487 Tutti gli emigrati di Siena, sebbene di
+ contraria fazione, fanno tra di loro pace 344
+ 21 luglio. Partono da Staggia, dove si erano
+ adunati, per sorprendere Siena 345
+ Il governo rivoluzionario di Siena viene
+ atterrato da un branco di congiurati 346
+ 1487 Tutti gli ordini vengono ammessi a prendere
+ parte nel governo di Siena 348
+ 1488 Congiure ne' piccoli principati di Romagna 349
+ 14 aprile. Girolamo Riario assassinato a
+ Forlì dalle sue guardie 350
+ Coraggio della sua vedova, Catarina Sforza 351
+ 29 aprile. Ottaviano Riario succede a suo
+ padre, sotto la tutela di Catarina 353
+ 31 maggio. Galeotto Manfredi signore di
+ Faenza, assassinato da sua moglie,
+ Francesca Bentivoglio 354
+ Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna,
+ viene a Faenza per soccorrere sua figlia,
+ ed è fatto prigioniere dagli abitanti 355
+ Vantaggi che Lorenzo de' Medici trae da
+ queste due rivoluzioni 356
+
+ CAPITOLO XC. _La Regina Catarina
+ Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai
+ Veneziani. -- Zizim a Roma. -- Apparente
+ riposo di tutta l'Italia. -- Stato
+ dell'Europa e pronostici di nuove
+ burrasche. -- Morte di Lorenzo de' Medici,
+ e d'Innocenzo VIII._ 1488-1492 358
+
+ Fermezza della repubblica veneta nelle sue
+ relazioni col papa 358
+ 1487 Guerra de' Veneziani con Sigismondo, conte
+ del Tirolo 360
+ 9 agosto. Roberto di Sanseverino è ucciso
+ presso l'Adige 361
+ Guerra tra Bajazette II e Cait-Bai, soldano
+ d'Egitto 362
+ 1488 Agosto. L'armata turca sconfitta ad Isso
+ dai Mamelucchi 363
+ Il senato Veneziano ne prende motivo per
+ forzare Caterina Cornaro ad abdicare la
+ corona di Cipro 363
+ 1489 24 gennajo. Giorgio Cornaro si reca da sua
+ sorella per indurla a cedere il suo regno 365
+ 15 febbrajo. La regina si congeda dagli
+ abitanti di Nicosia 366
+ 20 giugno. Si ritira ad Asolo nel Trivigiano 367
+ 1482 Gem o Zizim, fratello di Bajazette II, si
+ rifugia a Rodi 368
+ 1482-1489 Vive nell'Alvergna in una commenda
+ dell'ordine di san Giovanni 369
+ 13 marzo. Entra in Roma in gran pompa 371
+ 1490 Maggio. Trama scoperta a Roma per assassinarlo 373
+ 1484-1492 Malfattori impuniti a Roma. Venalità
+ della giustizia 373
+ 1490 False bolle vendute a nome del papa
+ per autorizzare i delitti 375
+ 1478-1492 Lo spirito di persecuzione cresce
+ coll'immoralità del clero 376
+ 1478-1482 L'inquisizione stabilita in Ispagna da
+ Sisto IV, ne scaccia in tempo del suo
+ regno, 170,000 famiglie giudee 377
+ Isabella scusata per avere confiscati,
+ per cupidigia, i beni de' Giudei 378
+ Tutti gli scrittori del secolo approvano
+ la persecuzione, ed al più biasimano i
+ mezzi adoperati 379
+ I Giudei esiliati portano a Genova la peste
+ nel loro passaggio 381
+ 1487 12 marzo. Tentativi di un monaco per far
+ assassinare i Giudei in Firenze ed in Siena 381
+ 1492 Tentativi di un altro monaco per eccitare
+ la persecuzione in Napoli 383
+ Persecuzione della _vaudoisie_ ad Arras 384
+ 1486 30 settembre. Innocenzo VIII ordina ai
+ magistrati italiani d'eseguire le sentenze
+ dei tribunali dell'inquisizione senza esame 385
+ Le più violenti persecuzioni cominciarono
+ quarant'anni prima della riforma 387
+ 1489 Marzo. Innocenzo VIII nomina cardinale
+ Giovanni de' Medici dell'età di 13 anni 389
+ Arroganza di Lorenzo de' Medici nel governo
+ di Firenze 391
+ Gli annali fiorentini in quest'epoca
+ senza interesse 392
+ 1490 13 agosto. I Fiorentini fanno fallire
+ lo stato per salvare Lorenzo da un fallimento 393
+ 1462-1506 Potenza di Giovan Bentivoglio in Bologna 395
+ 1488 27 novembre. Congiura de' Malvezzi contro
+ Bentivoglio, e loro supplicio 397
+ 1491 6 giugno. Congiura degli Oddi a Perugia
+ contro i Baglioni, e loro sconfitta 398
+ 1490 Il duca di Milano acconsente a tenere Genova
+ in feudo dalla Francia 400
+ 1488-1492 Stato delle altre potenze d'Europa. La
+ Francia governata da madama di Beaujeu 400
+ Massimiliano in guerra coi Fiamminghi, e
+ Federico III scacciato dall'Austria 401
+ 1490 5 aprile. Morte di Mattia Corvino; guerre
+ civili d'Ungheria 403
+ 1486-1492 La strada delle Indie e quella dell'America
+ aperte al Portogallo ed alla Spagna 405
+ 1492 2 gennajo. Granata conquistata dal re di Spagna 405
+ Formazione delle grandi potenze che devono
+ subentrare alle piccole sul teatro
+ della storia 406
+ Doveva necessariamente cominciare una
+ nuova epoca 406
+ Lorenzo de' Medici non ritardò la rivoluzione 408
+ Il progetto di Neri Capponi e di Sisto IV
+ avrebbe solo potuto salvare l'indipendenza
+ italiana 410
+ Lodovico il Moro, chiamando i Francesi in
+ Italia, non fece che ciò che fu fatto
+ venti altre volte 412
+ 4 giugno. Pace di Ferdinando di Napoli
+ colla Chiesa 413
+ 1490 27 settembre. Letargo d'Innocenzo VIII,
+ pel quale viene creduto morto 415
+ 1492 Tentativo di un medico per ringiovenire
+ Innocenzo VIII col mezzo della trasfusione
+ del sangue 416
+ 25 luglio. Morte d'Innocenzo VIII 417
+ 8 aprile. Morte di Lorenzo dei Medici 417
+ Politica di Lorenzo de' Medici 417
+ Somma sua attitudine alle arti, alla poesia
+ e alla filosofia 418
+ Attrattive del suo carattere, che pure
+ contribuisce alla sua fama 420
+
+FINE DELLA TAVOLA.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
+grafie alternative (Rackovieckz/Rackowieckz e simili), correggendo senza
+annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+***** This file should be named 44168-8.txt or 44168-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/4/4/1/6/44168/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/old/44168-8.zip b/old/44168-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..049370a
--- /dev/null
+++ b/old/44168-8.zip
Binary files differ
diff --git a/old/44168-h.zip b/old/44168-h.zip
new file mode 100644
index 0000000..09547ae
--- /dev/null
+++ b/old/44168-h.zip
Binary files differ
diff --git a/old/44168-h/44168-h.htm b/old/44168-h/44168-h.htm
new file mode 100644
index 0000000..a4f9ba9
--- /dev/null
+++ b/old/44168-h/44168-h.htm
@@ -0,0 +1,16857 @@
+<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN"
+"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd">
+
+<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it">
+<head>
+ <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" />
+ <title>
+ Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11, di J.C.L. Simondo Sismondi
+ </title>
+ <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" />
+ <style type="text/css">
+body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;}
+
+p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2;}
+.blockquote {margin: 2em 10% ; font-size: 105%;}
+.center {text-align: center; text-indent: 0;}
+
+div.titlepage {text-align: center; margin: 2em 5%; padding-bottom: 2em; page-break-before: always; page-break-after: always;}
+div.somm {page-break-before: always; padding-top: 3em;}
+div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;}
+div.chapter h2 {page-break-before: avoid;}
+
+h1,h2 {text-align: center; font-style: normal;
+font-weight: normal; line-height: 1.5;}
+h1 {font-size: 200%; margin-top: 2em; margin-bottom: 1em;}
+h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em;}
+
+hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;}
+hr.minor {width: 20%;}
+hr.tiny {width: 10%;}
+
+a.tag {vertical-align: .3em; font-size: .8em; font-style: normal;
+ font-weight: normal; text-decoration: none; padding-left: .1em;
+ line-height: 0em;}
+div.footnotes {page-break-before: always; font-size: 90%; padding-top: 3em;}
+.footnotes h2 {margin-bottom: 2em; font-size: 115%;}
+.footnotes p {padding: 0 1em;}
+.footnotes a {text-decoration: none;}
+
+.pagenum {position: absolute; right: 5%; font-style: normal;
+ font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999;
+ background-color: #ffffff; clear: left;}
+
+.pad4 {margin-top: 4em;}
+.pad2 {margin-top: 2em;}
+
+.xx-small {font-size: 50%;}
+.x-small {font-size: 70%;}
+.small {font-size: 85%;}
+.large {font-size: 115%;}
+.x-large {font-size: 130%;}
+.xx-large {font-size: 150%;}
+.g {letter-spacing: .2em;}
+.smcap {font-variant: small-caps;}
+
+table {margin: auto;}
+
+.crono {width: 80%; line-height: 1em; margin-top: 2em;}
+.crono td {text-align: left; margin-left: 1em; text-indent: -1em; padding-left: 1em;}
+.crono td.anno {text-align: right; vertical-align: top; white-space: nowrap; padding-right: .5em;}
+.crono td.cap {text-align: center; padding-right: 1em;}
+.crono td.pag {text-align: right; vertical-align: bottom; white-space: nowrap; padding-left: .5em;}
+
+.tnote {background-color: #F5F5DC; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em;
+ margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;}
+.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%;}
+.tnote p {padding: 0 1em;}
+.covernote {visibility: hidden; display: none;}
+@media handheld {
+ .covernote {visibility: visible; display: block;}
+}
+
+ </style>
+ </head>
+<body>
+
+
+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+
+Title: Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11
+
+Author: J.C.L. Simondo Sismondi
+
+Release Date: November 12, 2013 [EBook #44168]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: UTF-8
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<div class="titlepage">
+<h1>
+<span class="g">STORIA</span><br />
+<span class="x-small">DELLE</span><br />
+<span class="small">REPUBBLICHE ITALIANE</span><br />
+<span class="xx-small">DEI</span><br />
+<span class="x-small g">SECOLI DI MEZZO</span>
+</h1>
+<p class="small">
+DI
+</p>
+
+<p>
+J. C. L. SIMONDO SISMONDI
+</p>
+
+<p>
+<span class="smcap small">delle Accademie italiana, di Wilna, di Cagliari,<br />
+dei Georgofili, di Ginevra ec.</span>
+</p>
+
+<p class="pad2">
+<i>Traduzione dal francese.</i>
+</p>
+
+<hr class="minor pad2" />
+<p class="large">
+<i>TOMO XI.</i>
+</p>
+<hr class="minor" />
+
+<p class="pad4">
+<span class="g">ITALIA</span><br />
+<span class="small">1818.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="somm">
+<hr />
+<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p>
+<hr />
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_3"></a>[3]</span>
+</p>
+
+<p class="center">
+<span class="xx-large g">STORIA</span><br /><br />
+DELLE<br /><br />
+<span class="x-large">REPUBBLICHE ITALIANE</span>
+</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<h2 class="pad2">
+CAPITOLO LXXXIII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Lorenzo de' Medici subentra nel credito
+di suo padre sopra la repubblica fiorentina. — Fasto
+ed ambizione dei nipoti
+di Sisto IV; prima campagna di
+Giuliano della Rovere, che in appressa
+fu Giulio II. — Progressi de' Turchi;
+primo assedio di Scutari; assedio di
+Lepanto; presa di Caffa.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+1469 = 1475.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Fin qui abbiamo veduto la repubblica
+fiorentina collocarsi nel centro di tutte
+le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti,
+ed avendo per lo meno qualche
+parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le
+guerre d'importanza che agitarono l'Italia.
+Ma sotto l'amministrazione de' Medici,
+Firenze non si sostenne in così elevato
+<span class="pagenum"><a id="Page_4"></a>[4]</span>
+rango; acconsentì di essere dimenticata
+nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni
+de' vicini stati si concatenarono le une
+colle altre senz'essere da lei dirette, o
+senza che ella si sforzasse di contenerle; e
+dopo avere passate in rivista queste grandi
+scene della politica, siamo costretti di
+tornare a dietro per vedere ciò che accadeva
+in questo tempo nella sua interna
+amministrazione. Noi la troviamo languente
+per la precaria sanità del suo capo,
+o debole per l'estrema giovinezza di quello
+che gli succede; la vediamo partecipare
+all'infelicità delle reggenze delle minorità,
+e comprendiamo in qual modo con
+tale cambiamento di spirito dovette spegnersi
+la sua forza.
+</p>
+
+<p>
+D'uopo era che l'antico amore dei
+Fiorentini per la libertà fosse estremamente
+indebolito, perchè la morte di
+Pietro de' Medici non cagionasse una rivoluzione
+nella repubblica. Di già il vecchio
+Cosimo, dopo avere fondata la sua
+autorità piuttosto nella superiorità delle
+ricchezze che ne' grandi servigi, l'aveva
+trasmessa a Piero, suo figliuolo, come
+parte della sua eredità. Ma Piero era
+giunto a quella matura età che richiedevasi,
+perchè la repubblica potesse ubbidirgli
+senza vergogna. Le sue infermità
+<span class="pagenum"><a id="Page_5"></a>[5]</span>
+lo avevano precocemente posto nel numero
+de' vecchi; egli era forse più stimato
+e meno temuto, perchè sembrava che
+omai non potesse sentire le passioni degli
+altri uomini. L'abituale sua dimora in
+campagna, le difficoltà e la lentezza con
+cui trasportavasi in lettica, quando tutti
+viaggiavano a cavallo, dava una certa
+quale apparenza di dignità a colui, che
+mai non ommettevasi di consultare come
+un oracolo in tutte le più importanti occasioni.
+Quando Piero morì non lasciò
+per capi della famiglia che i due suoi
+figli, il maggiore dei quali, Lorenzo,
+non giugneva ai ventunanni<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>. Faceva
+torto all'onore della repubblica, che venerabili
+magistrati, invecchiati ne' pubblici
+impieghi, rispettati da tutta l'Europa,
+ed accostumati a dirigerne la politica,
+venissero risguardati quali semplici partigiani
+di due giovinetti, le di cui pretensioni
+erano smentite dalla costituzione e
+da tutte le leggi dello stato cui non avevano
+renduto alcun servigio, i di cui
+natali erano più bassi di quelli di tutti
+i loro rivali, ed il di cui merito personale
+non aveva ancora potuto conoscersi.
+<span class="pagenum"><a id="Page_6"></a>[6]</span>
+Pure coloro che avevano governata Firenze
+a nome di Piero, imposero silenzio
+all'amore del loro paese, e ad un'ambizione
+degna di un animo elevato per
+non ascoltare che circoscritti interessi,
+lo spirito di partito e l'ebbrezza della
+vittoria. Vollero conservare gli abusi di
+un governo di fazione, perchè essi soli
+ne approfittavano. Il credito personale dei
+giovani Medici non doveva soverchiare
+il loro proprio che in un'epoca creduta
+ancora lontana, e credevano inoltre
+più facile il tenere unito il loro partito
+sotto un antico nome, che innalzare ostensibilmente
+al primo posto quei medesimi
+che in fatti l'occupavano.
+</p>
+
+<p>
+I cittadini, che in allora realmente governavano
+Firenze, erano Tommaso Soderini,
+fratello di quel Niccolò ch'era stato
+esiliato nell'ultima rivoluzione, Andrea
+de' Pazzi, che fu fatto cavaliere dalla repubblica
+nel febbrajo del 1468, essendo
+gonfaloniere di giustizia<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>, Luigi Guicciardini,
+Matteo Palmieri e Piero Minerbetti.
+Questi erano coloro che in tempo
+delle dolorose malattie di Piero de' Medici
+avevano diretta la signoria, e s'erano fatti
+<span class="pagenum"><a id="Page_7"></a>[7]</span>
+padroni dell'autorità del popolo per nominare
+i magistrati; erano que' medesimi
+che Piero de' Medici, stomacato dalla
+loro insolenza, e dalle vessazioni che esercitavano
+sopra tutti i cittadini, aveva minacciati
+di far rientrare entro i confini
+dell'ordine civile, richiamando in patria
+gli emigrati. Questi dopo la di lui morte si
+concertarono per continuare, sotto un
+vano nome, una giunta che loro assicurava
+la distribuzione di tutte le cariche, e
+delle finanze dello stato. Gli ambasciatori,
+accostumati a trattare con Tommaso
+Soderini, i cittadini, che da lungo tempo
+sapevano che la loro fortuna era dipendente
+dal suo favore, gli rendettero una
+specie d'omaggio, affrettandosi di visitarlo,
+tostocchè si ebbe notizia della morte
+di Piero de' Medici. Ma il Soderini temette
+di risvegliare la gelosia de' suoi
+colleghi, e d'indebolire il suo partito, accettando
+queste dimostrazioni di rispetto.
+Rinviò perciò i cittadini, che gli facevano
+visita, ai giovani Medici come ai
+soli capi dello stato; adunò nel convento
+di sant'Antonio tutti gli uomini che
+avevano maggiore influenza nella repubblica,
+e loro presentando Lorenzo e
+suo fratello, loro raccomandò di conservare
+a questi giovani il credito di cui
+<span class="pagenum"><a id="Page_8"></a>[8]</span>
+la loro casa era in possesso da trentacinque
+anni; e gli avvisò essere più agevole
+cosa il mantenere un potere consolidato
+dal tempo, che il fondarne un
+nuovo<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_9"></a>[9]</span>
+</p>
+
+<p>
+I Medici accolsero modestamente gli
+attestati di attaccamento e di considerazione
+che erano loro dati a nome della
+repubblica, e per alcuni anni essi non
+tentarono di acquistare un'autorità, che
+apparentemente non esisteva che ne' magistrati,
+e che non poteva segretamente
+esercitarsi sopra di questi, che da coloro
+cui i lunghi servigj ed i conosciuti talenti
+davano altissima considerazione. Per
+lo spazio di sette anni Firenze fu internamente
+abbastanza tranquilla; i Medici,
+occupati ne' loro studj ed in giovanili
+cure, ora accoglievano in casa loro i
+più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano
+il popolo con clamorose feste.
+Questi spettacoli si moltiplicarono con
+troppo maggior lusso nel 1471, quando Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, venne a
+Firenze con sua moglie Bona di Savoja,
+sotto pretesto di soddisfare ad un voto.
+</p>
+
+<p>
+Galeazzo, divenuto di già insopportabile
+a' suoi sudditi per la sua vanità,
+<span class="pagenum"><a id="Page_10"></a>[10]</span>
+per la sua instabilità e crudeltà, volle
+ostentare in su gli occhi dell'Italia i tesori
+estorti ai suoi popoli con crudeli
+vessazioni. Non resta memoria di un
+viaggio intrapreso con maggiore ostentazione.
+Dodici carri coperti di drappi
+d'oro si trasportarono coi muli a traverso
+agli Appennini per servigio della
+duchessa; non erasi ancora aperta su
+quelle montagne alcuna strada carreggiabile.
+Precedevano i principi sposi cinquanta
+palafreni per la duchessa, cinquanta
+cavalli a mano pel duca, tutti
+bardati a drappi d'oro, cento uomini
+d'armi e cinquecento fanti per guardia,
+cinquanta staffieri vestiti di stoffe di seta
+con argento, cinquecento coppie di cani
+per la caccia e moltissimi falconi. Il loro
+seguito, ingrossato da tutti i loro cortigiani,
+era di circa due mila cavalli<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>.
+Dugento mila fiorini d'oro erano stati
+dal duca destinati a questa insensata pompa:
+colla metà della quale somma, pochi
+mesi prima, poteva difendersi l'isola di
+Negroponte, ed impedire che cadesse in
+mano dei Turchi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_11"></a>[11]</span>
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici accolse in sua casa
+il duca di Milano, e dispiegò tutta la propria
+magnificenza per onorare un ospite
+così splendido. Sopra i suoi abiti e ne' suoi
+palazzi non isplendevano tante gemme,
+ma la pompa delle arti suppliva a quella
+dell'opulenza; i tanti antichi monumenti,
+i quadri e le stupende statue,
+che Lorenzo aveva raccolte, sorpresero
+il duca di Milano<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>. Dal canto suo la
+repubblica rivalizzò nel lusso col suo
+ospite e col suo ricco cittadino. Tutto il
+numeroso corteggio del duca fu alloggiato
+e mantenuto a spese del pubblico;
+tre sacri spettacoli, rappresentanti misteri,
+si offrirono ai Lombardi. Nella chiesa
+di san Felice si rappresentò l'Annunciazione
+della Vergine; ne' Carmelitani
+l'Ascensione di Cristo, ed in santo Spirito
+la Discesa dello Spirito Santo sopra gli
+Apostoli, la quale ultima rappresentazione
+fu disturbata dall'incendio della stessa
+chiesa; perciocchè le fiamme, che vi si
+facevano a guisa di lingue, si appiccarono
+alle decorazioni, e le consumarono
+col palco e col tetto dell'edifizio<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>. Ma
+un danno assai più reale per Firenze fu
+<span class="pagenum"><a id="Page_12"></a>[12]</span>
+la comunicazione dei gusti, del lusso,
+dei piaceri e dei vizj d'una corte corrotta,
+la comunicazione del suo ozio e
+della sua galanteria ad una repubblica,
+che mantenevasi co' suoi austeri costumi,
+coll'economia dei capi di famiglia, coll'attività
+e col costante lavoro della gioventù.
+Fu a' tempi di Lorenzo de' Medici,
+che si videro i Fiorentini accostumarsi
+alla servitù; eransi prima d'allora assoggettati
+più volte all'autorità vessatoria
+di una fazione vittoriosa; ma la molla
+delle antiche costumanze, più forte d'ogni
+passaggiera oppressione, riconduceva bentosto
+il regno delle leggi. Quando la mollizie
+e il libertinaggio ebbero occupato il
+luogo dell'antica energia, i Medici trovarono
+moltissimi cittadini, che preferirono
+il riposo dell'ubbidienza all'agitazione del
+comando<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'inconsiderata intrapresa d'un emigrato
+fiorentino aveva pochi mesi prima
+richiamata l'esistenza e gl'intrighi del
+partito che era stato espulso dalla patria
+nel 1466. Tutti i figli d'Andrea Nardi,
+ch'era stato gonfaloniere nel 1446, erano
+esiliati; Bernardo, di tutti il più giovane
+<span class="pagenum"><a id="Page_13"></a>[13]</span>
+ed il più coraggioso, tentò di ricominciare
+la guerra, occupando la città di
+Prato. Teneva in questa città molti amici,
+e ne contava ancora molti di più
+tra i contadini di Pistoja: sapeva inoltre
+che in queste due città non era affatto
+spento l'amore dell'antica indipendenza,
+e che si accusava il governo fiorentino
+d'essere ingiusto e vessatorio. Comunicò
+il suo progetto e le sue speranze a Diotisalvi
+Neroni, risguardato dagli emigrati
+come loro capo, e ne ottenne l'assicurazione
+che gli giugnerebbero soccorsi
+da Bologna o da Ferrara, se poteva occupare
+Prato e mantenervisi quindici
+giorni. Dietro tale promessa Bernardo
+Nardi, nella notte del 6 aprile del 1470,
+adunò un centinajo di contadini fuori
+delle porte di Prato dalla banda di Pistoja.
+Fece in appresso chiedere al podestà
+di aprire le porte ad un viaggiatore,
+ch'era giunto a notte assai innoltrata.
+In tempo di pace non si negava mai
+questo favore. Il Nardi gettossi addosso
+a colui che portava le chiavi della città,
+ed avendogliele tolte, fece entrare tutti
+i suoi compagni, e cominciò a correre
+le strade, eccitando gli abitanti di Prato
+alle armi ed alla libertà. S'impadronì,
+senza trovare resistenza, di Cesare Petrucci,
+<span class="pagenum"><a id="Page_14"></a>[14]</span>
+podestà, del palazzo pubblico e della
+città, senza che per altro verun cittadino
+prendesse le armi in suo favore, osservando
+tutti sbalorditi un movimento tumultuoso
+che non sapevano comprendere.
+Intanto, essendosi adunata la signoria di
+Prato, Bernardo si recò innanzi a lei
+per esortarla a ricuperare la propria libertà,
+ajutando in pari tempo i fuorusciti
+fiorentini a ricuperare la loro. Ma
+la signoria rispose con calma di non volere
+altra libertà che quella di cui godeva
+sotto la protezione di Firenze. Mentre
+ciò accadeva, i Pratesi avevano potuto
+conoscere quanto ristretto fosse il
+numero de' seguaci del Nardi, ed i Fiorentini,
+che trovavansi in Prato, avevano
+cominciato a riunirsi ed a prendere le
+armi. Giorgio Ginori, cavaliere di Rodi,
+si pose alla loro testa, attaccò i faziosi,
+molti ne uccise, e gli altri tutti fece prigionieri.
+Questa sedizione, che si terminò
+in cinque ore, e che non aveva cagionato
+alcun danno reale, fu punita con
+eccessivo rigore. Si tagliò la testa a Nardi
+ed a sei de' suoi compagni in Firenze,
+ad altri dodici in Prato; molti erano
+morti difendendosi; di modo che quasi
+tutti coloro che avevano prese le armi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_15"></a>[15]</span>
+perirono vittime della loro imprudenza<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Due anni dopo una sedizione di assai
+più grave natura scoppiò nella città di
+Volterra a cagione d'una miniera d'allume
+ch'erasi scoperta. Un Sienese, Benuccio
+Capacci, l'aveva presa in affitto
+dalla magistratura della città; ma perchè
+pareva ritrarre da questa miniera maggiore
+vantaggio d'assai che non erasi in
+principio creduto, e perchè quasi tutto
+l'utile tornava a profitto degli stranieri,
+gli abitanti di Volterra vollero prevalersi
+di alcune irregolarità del primo contratto
+per annullarlo<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>. Alcuni Volterrani, trovandosi
+feriti nell'interesse e nell'amor
+proprio, talmente si andarono esacerbando
+gli spiriti, che queste contese dell'allume
+furono cagione di zuffe, di omicidj e
+dell'esilio di varj cittadini, ed all'ultimo
+di una totale rivoluzione nel governo
+municipale. Volterra era una città piuttosto
+alleata che suddita de' Fiorentini;
+<span class="pagenum"><a id="Page_16"></a>[16]</span>
+erasi soltanto obbligata a pagar loro ogni
+anno mille fiorini, che non formavano
+la decima parte delle sue entrate, ed a
+ricevere ogni sei mesi un podestà fiorentino.
+La magistratura estraevasi a sorte
+ogni due mesi, secondo l'antica usanza
+delle repubbliche italiane: governavasi in
+una maniera indipendente, faceva le sue
+leggi e le abrogava, e nominava i comandanti
+di una ventina di castelli del
+suo territorio: alcuni decemviri, nominati
+nel caldo delle dispute cagionate dalla
+scoperta della miniera dell'allume, trovarono
+ingiusto che la repubblica di Firenze
+s'immischiasse nella sua amministrazione,
+ed avesse fatti rimettere in
+possesso della miniera gl'intraprenditori
+che n'erano stati scacciati colla forza. Essi
+dimenticarono nelle loro relazioni, fatte
+ai Fiorentini, que' riguardi e quel rispetto,
+che i loro predecessori avevano sempre
+mostrato verso questo stato protettore,
+ed all'ultimo rifiutarono di seguire i
+consigli di Lorenzo de' Medici, che cercava
+di far loro sentire l'imprudente
+loro condotta, e che, offeso da tale arroganza,
+opinò in appresso, perchè venissero
+sottomessi colle armi<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_17"></a>[17]</span>
+</p>
+
+<p>
+I Volterrani avevano di già spediti
+ambasciatori a diverse potenze d'Italia
+per chiedere la loro protezione; e gli
+emigrati fiorentini, che andavano in cerca
+di tutte le occasioni d'attaccare il governo,
+loro promisero e danaro e gente. La
+rivoluzione scoppiò il 27 aprile del 1472.
+Frattanto Tommaso Soderini volle ancora
+tentare la via delle negoziazioni; ma
+i suoi rivali preferirono quella delle armi,
+e furono appoggiati da Lorenzo de' Medici,
+che desiderava illustrare la sua amministrazione
+con qualche impresa militare.
+Non già ch'egli si recasse personalmente
+all'armata, la quale si adunò senza
+di lui sotto gli ordini di Federico da
+Montefeltro, conte d'Urbino, ed in breve
+ottenne una vittoria, accompagnata più
+che da onore, da vergogna e da rimorso.
+I Volterrani avevano adunato a stento un
+migliajo di soldati; i loro avamposti furono
+superati con estrema facilità, e le antiche
+loro mura, maravigliosa opera degli etruschi,
+vennero aperte dall'artiglieria. Capitolarono
+circa la metà di giugno, venticinque
+giorni dopo cominciato l'assedio:
+ma avendo un soldato, in onta alla capitolazione,
+percosso e spogliato un antico
+magistrato di Volterra, che aveva
+in allora deposta la carica, quest'esempio
+<span class="pagenum"><a id="Page_18"></a>[18]</span>
+di militare licenza fu subito seguito
+da tutta l'armata vincitrice. Volterra fu
+per un giorno intero abbandonata al
+saccheggio, senza che venissero risparmiati
+nè i sacri edificj, nè l'onore delle
+donne: il governo municipale fu abolito,
+s'innalzò una fortezza sulla piazza del
+palazzo vescovile, e dal rango d'alleata
+la città fu ridotta a quello di suddita<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I due tumulti di Prato e di Volterra
+furono le sole cose che alterassero momentaneamente
+la pace di cui godette
+Firenze sotto l'amministrazione dei tutori
+e degli amici dei giovani Medici.
+Omai il loro potere trovavasi abbastanza
+rassodato, perchè le congiure, urtando contro
+di loro, lo consolidassero invece di
+scuoterlo. Ma di questa stessa epoca
+l'uomo, che doveva mostrarsi il loro più
+acerbo nemico, quello che doveva promettere
+appoggio e favore a nuove congiure
+e santificarle colle sue benedizioni,
+Sisto IV, era stato innalzato alla più eminente
+dignità del cristianesimo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_19"></a>[19]</span>
+Il pericolo dell'invasione de' Turchi
+era in Italia così universalmente sentito,
+e tutti gli spiriti erano compresi da tanto
+terrore, che non eravi un sol uomo nel
+collegio de' cardinali, che non si mostrasse
+determinato ad impiegare tutte le ricchezze
+della chiesa romana, e tutte le
+forze della cristianità per combattere i
+barbari. Salendo sul trono un nuovo pontefice
+vi portava sempre questo voto, che
+aveva formato in meno sublime condizione;
+e le sue prime congregazioni, le
+prime lettere erano tutte piene di quell'ardore
+che voleva inspirare a tutti i
+fedeli. Ma poichè aveva cominciato ad
+assaporare il piacere del comando, dopo
+di avere sperimentato alcun tempo, da
+un canto la sorda ma costante opposizione
+di tutti coloro il cui interesse non
+si accordava colla guerra, dall'altro canto
+la soddisfazione d'arricchire le sue creature,
+di soddisfare i proprj gusti o quelli
+degli uomini a lui più cari, finalmente
+d'impiegare i tesori della chiesa nell'appagare
+le proprie passioni piuttosto che
+nella difesa della Cristianità, tutto il suo
+zelo si agghiacciava, trovava pretesti per
+dispensarsi dal prendere parte alla crociata
+ch'egli stesso aveva predicata; e coloro
+cui egli stesso aveva poste le armi in
+<span class="pagenum"><a id="Page_20"></a>[20]</span>
+mano, dovevano riputarsi felici, s'egli
+non approfittava dell'averli posti in guerra
+col comune nemico, per attaccarli poscia
+nei loro stati e spogliarli.
+</p>
+
+<p>
+Questo progressivo raffreddamento, che
+si era potuto osservare in Calisto III,
+in Pio II, in Paolo II, si rese più manifesto
+in Sisto IV. Dopo il pontificato
+di Niccolò V, lo scettro della Chiesa era
+successivamente caduto in mani sempre
+meno pure, e questo progressivo degradamento
+doveva avere per termine alla
+fine del secolo lo scandaloso papato d'Alessandro
+VI. Francesco della Rovere,
+innalzato alla santa sede sotto il nome
+di Sisto IV, vi era giunto, per quanto
+si disse, col mezzo di simoniache pratiche.
+Il suffragio del cardinale Orsini era stato
+comperato colla promessa dell'impiego
+di tesoriere o di camerlengo, quello del
+cardinale pro-cancelliere coll'abbadia di
+Subbiaco, e quello del cardinale di Mantova
+coll'abbadia di san Gregorio<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. In
+questo modo il cardinale Bessarione, che
+da principio sembrava avere per lui il
+maggior numero delle voci, ed il cardinale
+di Pavia, che avrebbe egualmente onorata
+la tiara, furono allontanati, non senza
+<span class="pagenum"><a id="Page_21"></a>[21]</span>
+ch'essi medesimi si avvedessero delle
+pratiche, che li privavano tutti e due
+del papato<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la Chiesa echeggiava di lagnanze
+contro l'avarizia di Paolo II, che si era
+veduto accumulare le entrate de' beneficj
+ecclesiastici, lasciandoli molti anni senza
+possessori; non conoscevasi che avesse alcun
+favorito, nè vedevasi che spendesse in
+magnificenze, o in altri oggetti; sapevasi
+che il suo gusto era quello d'ammassare
+tesori, senza farne uso, ed eraglisi più
+volte udito a dire che i suoi forzieri erano
+pieni d'oro. Pure Sisto IV dichiarò di
+non avervi trovati che cinque mila fiorini<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>;
+ma la subita ricchezza de' suoi
+nipoti, e lo scandaloso lusso che ostentarono
+bentosto in faccia a tutta l'Europa,
+fecero sospettare che i tesori dell'ultimo
+pontefice non erano stati preservati
+dal saccheggio.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV aveva quattro nipoti, il di cui
+rapido innalzamento fu un oggetto di
+scandalo a tutta la Cristianità. Leonardo
+e Giuliano, che portavano come il papa
+<span class="pagenum"><a id="Page_22"></a>[22]</span>
+il nome della Rovere, erano figliuoli di
+suo fratello; Pietro e Girolamo Riario
+erano figli di sua sorella. Vergognose vociferazioni
+ascrivevano la nascita degli
+ultimi due ad un incesto, altri cercavano
+una causa ancora più infame, se è possibile,
+della insensata predilezione di Sisto
+IV per questi due giovani: l'obbrobrio
+di tali accuse era universalmente
+sparso, ed i costumi e la condotta del papa
+contribuirono ad ottener loro credenza.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto tutti gl'interessi della Chiesa
+e della Cristianità erano sagrificati all'ingrandimento
+de' nipoti. Leonardo della
+Rovere fu nominato prefetto di Roma,
+sposò una figlia naturale di Ferdinando,
+ed in occasione di questo matrimonio
+Sisto IV abbandonò al re di Napoli il
+ducato di Sora, Arpino e tutti i feudi
+che Pio II aveva acquistati alla Chiesa
+nell'ultima guerra, e che Paolo II aveva
+così vigorosamente difesi. Nello stesso
+tempo Sisto condonò a Ferdinando, non
+senza eccitare violenti lagnanze nel sacro
+collegio, quel tributo arretrato che aveva
+fatto temere di guerra tra il re di Napoli
+e la santa sede<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>, e lo dispensò
+<span class="pagenum"><a id="Page_23"></a>[23]</span>
+da tale obbligo a vita; formò in tale
+maniera con danno della sua Chiesa la
+più stretta alleanza col governo di Napoli.
+Giuliano della Rovere, che Sisto IV
+creò cardinale, e che arricchì di beneficj
+ecclesiastici, fu poi papa Giulio II.
+Girolamo Riario sposò, pel credito dello
+zio, Catarina, figlia naturale di Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, che gli
+portò in dote la contea di Bosco, presso
+alle Alpi liguri, e ciò che più stimavasi
+dal papa, la protezione della casa Sforza<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>.
+Ma ciò non bastava all'ambizione del
+pontefice; nel 1473 fece comperare per
+Girolamo, da suo fratello Pietro, pel
+prezzo di quaranta mila ducati d'oro la
+città ed il principato d'Imola, ove Taddeo
+Manfredi, che in allora sosteneva una
+guerra civile contro sua moglie e suo
+figlio, a stento si manteneva<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sebbene un tale ingrandimento de' nipoti
+del papa fosse ancora senza esempio
+negli annali della Chiesa, poteva fin qui
+spiegarsi per sola cupidigia ed ambizione.
+Ma la predilezione di Sisto IV per suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_24"></a>[24]</span>
+nipote, Pietro Riario, che di semplice
+frate francescano fu fatto prete cardinale
+del titolo di san Sisto, patriarca di Costantinopoli
+ed arcivescovo di Firenze,
+diede luogo a più odiosi sospetti. Pietro
+Riario, nella fresca età di 26 anni, non
+era distinto nè per talenti, nè per virtù;
+e niuno lo conosceva ancora, quando nel
+quinto mese del pontificato di suo zio
+fu nominato cardinale. «D'allora in poi,
+dice Giacomo Ammanati cardinale di
+Pavia, fu in corte onnipotente. Il suo
+rango ed il suo fasto sorpassarono tutto
+quanto creder potranno i nostri nipoti,
+e tutto quanto hanno potuto vedere i
+nostri padri. Quando andava a corte
+o ne usciva, una quantità di persone
+d'ogni condizione e d'ogni dignità lo
+accompagnava, ed anguste erano tutte
+le strade per la folla che lo precedeva
+e lo seguiva. In casa sua assai più frequenti
+erano le udienze che quelle del
+pontefice. I vescovi, i legati, gli uomini
+d'ogni qualità riempivano sempre la
+di lui casa. Diede un convito agli ambasciatori
+di Francia, che superò in
+sontuosità tutto ciò che l'antichità ed
+i gentili conobbero in questo genere.
+Gli apparecchi si continuarono molti
+giorni; vi si adoperò tutta l'arte degli
+<span class="pagenum"><a id="Page_25"></a>[25]</span>
+Etruschi, ed il paese dovette contribuire
+tutto quanto aveva di raro e di
+squisito; ogni cosa facendosi al solo oggetto
+di ostentare un fasto che non potesse
+superarsi dalla posterità. L'estensione
+degli apparecchi, la loro varietà, gli
+ordini degli ufficiali, il numero de' coperti,
+il prezzo delle vivande, tutto venne
+accuratamente notato dagl'ispettori, tutto
+cantato in versi, sparsi poi con profusione
+non solo nella città, ma in tutta l'Italia.
+Si ebbe perfino cura di mandarne
+alcuni esemplari oltremonti<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Pochi giorni dopo questo banchetto,
+il di cui fasto insultava ai voti di povertà
+dell'ordine di san Francesco, in cui era
+stato allevato il cardinale Riario, Eleonora
+d'Arragona, figlia di Ferdinando,
+promessa sposa al duca di Ferrara, giunse
+a Roma, accompagnata da Sigismondo,
+fratello d'Ercole, per recarsi presso al
+consorte; in tale occasione il cardinale
+Riario spiegò un fasto più stravagante.
+Per ricevere Eleonora fece innalzare
+sulla piazza de' santi Apostoli un
+<span class="pagenum"><a id="Page_26"></a>[26]</span>
+palazzo tutto risplendente d'oro e di seta.
+Tutti i vasi destinati al servigio di questa
+corte, e perfino gli utensili più vili
+erano d'argento o dorati<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a>. Le feste
+succedevano alle feste, onde il cardinale
+Riario trovò d'avere spesi in brevissimo
+tempo cento mila fiorini, e contratti debiti
+per altri sessanta mila. Per supplire
+a così disordinate spese, che uguagliavano
+o superavano l'entrate de' più ricchi sovrani,
+Riario aveva riunite le più opulenti
+prelature della Cristianità. Patriarca
+titolare di Costantinopoli, possedeva nello
+stesso tempo tre arcivescovadi ed innumerabili
+altri beneficj.
+</p>
+
+<p>
+Bentosto Pietro Riario volle mostrare
+all'Italia tutta il lusso ostentato in Roma.
+Recossi con real fasto a Milano, ove
+giunse il 12 settembre del 1473. Vi fu ricevuto
+col titolo di legato di tutta l'Italia
+datogli da Sisto IV. Colà volle far prova
+di magnificenza in concorso di Giovanni
+Galeazzo, che non era di lui meno vano.
+Fu creduto inoltre che si fossero promessi
+reciproca assistenza nel progetto di farsi,
+uno re d'Italia, e l'altro papa. Di là il
+Riario andò a Venezia per cercarvi non
+<span class="pagenum"><a id="Page_27"></a>[27]</span>
+solo lo splendore degli onori che gli si
+tributavano, ma ancora la voluttà. Assicurasi
+che si abbandonò ad ogni eccesso,
+oltre le forze della sua costituzione. Spossato
+da scandalosi stravizj, per altro meno
+ruinosi ai popoli del suo fasto, morì pochi
+giorni dopo il suo ritorno a Roma,
+il 5 gennajo del 1474, dopo di avere
+dato all'Italia nello spazio di diciotto
+mesi uno spettacolo il di cui scandalo era
+fin allora sconosciuto. Con costui ebbe
+principio il <i>Nipotismo</i>, che per lo innanzi
+si erano avute poche occasioni di
+rimproverare alla corte di Roma<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV pareva che non potesse dispensarsi
+dall'avere un favorito, onde
+prodigargli tutte le ricchezze della Chiesa.
+Quando perdette Pietro Riario, pianse
+amaramente, e si affrettò di sostituirgli
+un altro suo nipote, che la sua giovinezza
+aveva fin allora tenuto lontano
+dalla fortuna. Era questi Giovanni della
+Rovere, fratello di Leonardo e di Giuliano.
+Sisto IV gli fece sposare Giovanna
+di Montefeltro, figlia di Federico, conte
+d'Urbino, il più dotto ed il più virtuoso di
+<span class="pagenum"><a id="Page_28"></a>[28]</span>
+tutti i feudatarj della Chiesa. Perchè questa
+figlia d'un principe non isposasse un
+semplice particolare, il papa staccò dall'immediato
+dominio della santa sede,
+e diede in feudo a Giovanni della Rovere,
+le città di Sinigaglia e di Mondavio
+col loro territorio. Richiedevasi per convalidare
+queste cessioni il consenso del
+concistoro de' cardinali, e non fu facile
+l'ottenerlo. Il cardinale Giuliano, fratello
+del nuovo principe, adoperò le più vive
+istanze per persuadere i suoi colleghi;
+il papa acquistò con ricchi beneficj un
+dopo l'altro i loro voti; onde i più caldi
+sostenitori degl'interessi della Chiesa furono
+all'ultimo strascinati dal voto della
+pluralità<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>. In appresso volle Sisto IV
+dare nuovo lustro alla dignità del principe
+che aveva di fresco aggregato alla
+sua famiglia. Federico di Montefeltro,
+che faceva prosperare il suo piccolo stato,
+risguardavasi come uno de' migliori
+generali d'Italia; aveva sempre sotto i
+suoi ordini una buona armata, che manteneva
+<span class="pagenum"><a id="Page_29"></a>[29]</span>
+come un condottiere, ricevendo
+il soldo da qualche più potente sovrano.
+La posizione de' suoi stati nella vicinanza
+di Roma dava maggior prezzo alla sua
+alleanza; e il papa per affezionarselo
+maggiormente lo decorò del titolo di
+duca d'Urbino, il 21 agosto del 1474,
+colla pompa medesima e colle cerimonie,
+che avevano tre anni prima accompagnata
+la nomina di Borso d'Este al ducato
+di Ferrara<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a>. Bentosto il genero
+di Federico passò ad una nuova dignità;
+perchè, essendo morto l'11 novembre
+del 1745 il di lui fratello Leonardo, gli
+successe nella carica di prefetto di Roma.
+</p>
+
+<p>
+L'altro fratello della Rovere, quel cardinale
+Giuliano, che in età avanzata
+doveva poi mostrarsi il più bellicoso pontefice,
+apprendeva in questi tempi l'arte
+militare nello stato della Chiesa. La città
+di Todi fu la prima scena delle sue imprese.
+Erasi veduto ripullulare in questa
+città l'antica discordia de' Guelfi e dei
+Ghibellini, che doveva credersi affatto
+spenta dopo avere per tre secoli tenuta
+l'Italia divisa. Era stato ucciso Gabriele
+<span class="pagenum"><a id="Page_30"></a>[30]</span>
+Castellani, capo de' Guelfi del paese, e
+Matteo Canali, capo de' Ghibellini, erasi
+in certa maniera fatto sovrano di Todi.
+Tutta la provincia si era sollevata per
+questo avvenimento; e la memoria delle
+antiche offese aveva risvegliati gli odj con
+tanto furore, come se le due fazioni discutessero
+tuttavia i diritti dell'Impero e
+della Chiesa. Gli abitanti di Spoleti, il
+conte Giordano Orsini ed il conte di
+Pitigliano erano accorsi in ajuto de' Guelfi;
+e Giulio da Varano, signore di Camerino,
+erasi dichiarato pel contrario
+partito. Per altro le opinioni che avevano
+in addietro dato origine a queste
+fazioni erano affatto dimenticate, ed i
+Guelfi erano così lontani dall'essere i
+campioni dei diritti della Chiesa, che il
+legato del papa abbracciò la difesa dei
+Ghibellini. Questi entrò in Todi alla testa
+della sua piccola armata, ne scacciò i
+contadini che v'erano stati introdotti, punì
+i sediziosi colla prigione o coll'esilio, e
+ridusse di nuovo la provincia nell'assoluta
+dipendenza della santa sede. Da Todi
+Giuliano condusse la sua armata a Spoleti.
+Quando lo videro avanzarsi si ritirarono
+l'Orsini ed il Pitigliano, e la
+città capitolò: ma non furono poi osservate
+le condizioni accordate agli abitanti
+<span class="pagenum"><a id="Page_31"></a>[31]</span>
+dal cardinale legato; i soldati, a dispetto
+de' suoi ordini, svaligiarono i cittadini.
+Pure in appresso la Chiesa non
+punì i soldati per la loro insubordinazione,
+ma insevì contro gli abitanti di
+Spoleti, cui il cardinale non credevasi
+obbligato a nulla, da che la loro capitolazione
+non era stata osservata. Molti
+di loro furono posti in prigione, altri
+esiliati, e venne abolita la loro giurisdizione
+sopra la provincia<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Più non restava a Giuliano della Rovere
+per ultimare la campagna che di
+sottomettere Niccolò Vitelli, principe di
+Tiferno, o Città di Castello. Il Vitelli
+non assumeva che il titolo di vicario
+della santa Chiesa; dichiaravasi apparecchiato
+ad ubbidire agli ordini del papa;
+ma intanto manteneva nella sua piccola
+sovranità un'indipendenza, che per molte
+generazioni vi avevano mantenuta ed a
+lui trasmessa i suoi antenati. Egli respinse
+la forza colla forza, ottenne un vantaggio
+sopra le truppe del cardinale Giuliano, e
+nello stesso tempo chiese ajuto ai Fiorentini.
+Questi non vedevano senza inquietudine
+il torbido governo del pontefice
+<span class="pagenum"><a id="Page_32"></a>[32]</span>
+e de' suoi nipoti, e quel cambiamento
+nell'amministrazione della Chiesa,
+che pareva formarne una monarchia militare.
+Avevano essi ragione di temere per
+Borgo san Sepolcro, città vicinissima al
+teatro della guerra, che si erano fatta
+cedere dai papi, e che poteva essere loro
+ritolta. Vi mandarono adunque una piccola
+armata, comandata da Pietro Nasi;
+fecero in pari tempo passare alcuni soccorsi
+al Vitelli, ed eccitarono in tal modo
+la collera del pontefice, che più loro non
+perdonò d'averlo fermato nell'esecuzione
+de' suoi progetti<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>. Il cardinale, perduta
+la speranza di sottomettere il Vitelli colla
+forza, gli accordò un'onorata capitolazione.
+Duecento soldati della Chiesa vennero
+ricevuti in Città di Castello in segno
+di sommissione; ma non fu cambiato
+il governo, e venne riconosciuta
+la sovranità del Vitelli. Del resto tale trattato
+fu altamente biasimato dal sacro collegio.
+I più virtuosi cardinali erano quelli
+che più s'interessavano per l'ingrandimento
+del temporale dominio della Chiesa.
+<span class="pagenum"><a id="Page_33"></a>[33]</span>
+Avevano sperato che Città di Castello
+sarebbe ridotta sotto il diretto dominio
+della santa sede; e risguardarono la cessione
+fatta al Vitelli, come contraria alla
+dignità ed alla sovranità del papa<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Se i Fiorentini avevano concepita dell'inquietudine
+per i movimenti dell'armata
+del cardinale Giuliano ai loro confini,
+avevano ancora più forte motivo
+di porsi in guardia dell'alleanza strettissima
+del papa col re di Napoli; particolarmente
+dopo che questi due sovrani
+eransi attaccati a Federico d'Urbino, che
+fin allora era stato quasi sempre capitano
+della repubblica. I Fiorentini avevano veduto
+con istupore disporsi il duca Federico
+a fare un viaggio a Napoli, ed avevano
+cercato di ritenerlo, osservandogli che se
+ponevasi una volta tra le mani di Ferdinando,
+riceverebbe il trattamento fatto
+al Piccinino<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>. Ma quando seppero per
+lo contrario che Federico era in Napoli
+festeggiato ed onorato assai, ed inoltre
+nominato generale della lega del re e
+del papa, credettero che fosse tempo di
+cautelarsi contro l'ambizione di così formidabili
+<span class="pagenum"><a id="Page_34"></a>[34]</span>
+vicini. Da un canto nominarono
+loro capitano Roberto Malatesta, principe
+di Rimini, e dall'altro canto spedirono
+Tommaso Soderini a Venezia per
+conchiudervi una più stretta alleanza con
+questa repubblica<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani trovavansi in allora più
+stretti che mai dalle armi turche, e vedevansi
+in pari tempo compromessi per gli
+affari di Cipro con i due più potenti
+stati d'Italia. Ferdinando sperava sempre
+di far ottenere la corona di quel regno
+a suo figlio naturale, don Alfonso, che
+aveva fatto adottare dalla regina Carlotta,
+legittima sorella di Giacomo, e che aveva
+promesso sposo all'altra Carlotta, figliuola
+naturale dello stesso Giacomo. Inoltre i
+Genovesi, sudditi del duca di Milano,
+non potevano darsi pace della perdita di
+Famagosta, e minacciavano d'attaccare
+l'isola di Cipro con truppe milanesi, per
+ricuperare quella fortezza<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>. I Veneziani,
+inquieti per le pretensioni de' loro
+rivali, colsero avidamente l'occasione di
+confederarsi con tutto il settentrione dell'Italia.
+In Milano ed in Venezia le negoziazioni
+furono destramente condotte,
+<span class="pagenum"><a id="Page_35"></a>[35]</span>
+ed il 2 novembre del 1474 le due repubbliche
+sottoscrissero con Galeazzo Sforza
+una lega difensiva per venticinque anni.
+Fu convenuto che ognuna delle potenze
+contraenti manterrebbe anche in tempo
+di pace tre mila cavalli e due mila fanti
+sul piede di guerra. In una guerra continentale
+dovevano riunire tra di loro ventun
+mila cavalli e quattordici mila fanti, in
+modo per altro che i Veneziani ed il
+duca di Milano contribuissero ognuno
+come tre, ed i Fiorentini come due. Finalmente
+nelle guerre marittime, i Fiorentini
+ed il duca di Milano obbligavansi
+a somministrare ciascheduno ai Veneziani
+cinque mila fiorini al mese. Fu
+inoltre convenuto che s'inviterebbero il
+duca di Ferrara, il papa ed il re Ferdinando
+ad entrare in questa alleanza.
+In fatti il primo vi prese parte il 13
+febbrajo seguente; ma il papa ed il re
+Ferdinando si limitarono a dare generali
+assicurazioni di mantenersi amici delle
+parti contraenti, senza voler prendere
+verun positivo impegno<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma sebbene l'Italia si trovasse divisa
+tra due leghe rivali, che si adocchiavano,
+<span class="pagenum"><a id="Page_36"></a>[36]</span>
+e che cercavano vicendevolmente di nuocersi,
+l'interna sua pace non venne altrimenti
+turbata; le più minacciose negoziazioni
+non ebbero alcun risultato.
+La storia di Firenze per più anni consecutivi
+non offre niuna interessante memoria,
+e lo stesso può dirsi press'a poco
+di quella di Milano, essendo tutti gl'interessi
+e tutta l'attività degl'Italiani diretti
+verso il levante. La guerra de' Turchi
+teneva occupati tutti gli spiriti, ed
+inattive tutte le forze. Soltanto il papa,
+sempre più alienandosi dai Veneziani,
+andava a poc'a poco ritirandosi dalla
+lotta. Nel 1472 la flotta pontificia aveva
+a tutto potere ajutata quella della repubblica;
+nel 1473 non aveva fatta che una
+vana mostra della sua forza ne' mari di
+Rodi; ed il terzo anno più non ebbe
+parte in una guerra, cui la santa sede era
+immediatamente interessata.
+</p>
+
+<p>
+Prima che terminasse il 1473, Maometto
+II aveva spedito in Moldavia un'armata
+comandata da Solimano, beglierbey di
+Romania. Il sovrano, che aveva i titoli
+di palatino e di wayvoda della Moldavia,
+era Stefano, degno successore del feroce
+Blado Dracula. Ma perchè le enormi sue
+crudeltà erano eccitate dal più caldo zelo
+religioso, Sisto IV, mandandogli parte
+<span class="pagenum"><a id="Page_37"></a>[37]</span>
+del danaro prodotto dalle indulgenze, chiamavalo
+in tutte le sue lettere <i>il suo prediletto
+figlio, il vero atleta di Gesù Cristo</i><a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>.
+Stefano non si attentò di dare
+battaglia ai Turchi per difendere il suo
+paese; egli al contrario lo guastò prima
+di loro con tale attività, che i Musulmani,
+avanzandosi, bentosto mancarono
+di ogni mezzo di sussistenza. Dopo che
+la loro armata, spossata dalla fame e dalla
+malattia, ebbe perduto il coraggio e le
+forze, il vayvoda l'attaccò il 17 di gennajo
+presso alla palude di Rackovieckz e
+totalmente la disfece. Ebbe in appresso
+l'atrocità di far impalare tutti i prigionieri,
+ad eccezione d'alcuni ufficiali generali;
+e lo stesso storico, che racconta
+tale barbarie, aggiugne immediatamente;
+«che lungi dall'abbandonarsi all'orgoglio
+per così grande vittoria,
+egli digiunò quattro giorni a pane ed
+acqua, e fece pubblicare in tutto il suo
+stato, che niuno avesse l'audacia di
+ascrivergli questo felice avvenimento,
+ma che ognuno ne dasse tutta la gloria
+<span class="pagenum"><a id="Page_38"></a>[38]</span>
+a Dio<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>.» Il vayvoda continuò la
+guerra ne' due susseguenti anni, senza
+venire a battaglia; ma la sua cavalleria
+leggiera, volteggiando sempre intorno all'armata
+musulmana, gli tolse migliaja di
+prigionieri, che Stefano fece scorticare
+vivi o impalare<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_39"></a>[39]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il beglierbey di Romania, avendo rifatta
+la sua armata dopo la disfatta di Rackovieckz,
+venne in principio di maggio del
+1474 ad assediare Scutari, una delle più
+forti città che i Veneziani possedessero
+nell'Albania<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>. Assicurano i Latini, che
+Solimano aveva sotto i suoi ordini sessanta
+mila uomini, capitanati da sette
+sangiaki. Antonio Loredano era incaricato
+della difesa di Scutari col titolo di capitano
+e di conte della città. Deboli erano
+le mura di Scutari, onde furono bentosto
+aperte dall'artiglieria turca, che di
+<span class="pagenum"><a id="Page_40"></a>[40]</span>
+que' tempi era molto superiore a quella
+de' Cristiani. Ma il Loredano faceva innalzare
+ripari di terra dietro le cadute
+mura, ed approfittava della vantaggiosa
+posizione del terreno, che in tutte le città
+dell'Albania è più forte delle mura. Il
+provveditore Lunado Boldù volle gettare
+un rinforzo nella piazza, ma la sua piccola
+armata fu posta in fuga. Gli assediati
+avevano consumati i loro approvigionamenti,
+e mancavano talmente di
+acqua, che la piccola razione che davasi
+ancora ai soldati doveva asciugare in tre
+giorni l'ultima cisterna, quando circa la
+metà di agosto Solimano diede un assalto.
+Fu valorosamente sostenuto otto ore; i
+Turchi vi perdettero tre mila uomini, e
+ritirandosi dalla battaglia, risolsero altresì
+di levare l'assedio<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'armata turca, che tenne assediata Scutari,
+aveva fatta una prodigiosa perdita
+per le malattie generate dal terreno pantanoso
+in cui trovavasi accampata. Il Sabellico
+porta tale perdita a sedici mila
+uomini; ma l'armata veneziana non aveva
+meno sentita l'influenza dell'aria infetta.
+<span class="pagenum"><a id="Page_41"></a>[41]</span>
+Gritti e Bembo erano stati mandati i primi
+con sei galere alla foce della Bogiana,
+fiume che, ricevendo le acque del lago
+Scutari, gettasi in mare tra Dulcigno ed
+Alessio. Pietro Mocenigo era più tardi
+venuto nella stessa rada colla flotta che
+aveva sottomessa l'isola di Cipro; tutti
+e tre caddero successivamente ammalati,
+e furono costretti di farsi portare a Cattaro.
+I marinai ed i soldati furono ancora
+più esposti a questa fatale influenza. L'armata
+che Boldù ragunò in Albania, ed
+alla quale si unì Giovanni Czernowitsch,
+aveva molti valorosi epiroti, ma non trovossi
+mai abbastanza forte per misurarsi
+coi Turchi; e mentre che stava aspettando
+rinforzi, la malattia gli rapiva i soldati
+che di già aveva. Finalmente gli abitanti
+di Scutari, quando fu appena partita
+l'armata musulmana, corsero in folla
+sulle rive della Bogiana per dissetarsi
+dopo una così lunga e crudele privazione;
+e molti caddero vittima della loro avidità;
+perchè appena avevano spenta la sete,
+che le loro membra s'irrigidivano, ed
+essi cadevano di subita morte<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_42"></a>[42]</span>
+</p>
+
+<p>
+La repubblica di Venezia testificò ai
+valorosi abitanti di Scutari, ed al loro
+comandante la riconoscenza dovuta alla
+loro fedeltà. Fece appendere l'insegna
+de' primi nella chiesa di san Marco, come
+testimonio della costanza loro, e
+creò cavaliere il Loredano, che rapidamente
+promosse poi alle cariche di provveditore
+e di capitano generale<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Durante l'inverno, che seguì l'assedio
+di Scutari, i Veneziani cercarono di
+fare qualche trattato coi Turchi; ma le
+pretese del gran signore erano troppo
+esorbitanti per potervi acconsentire.
+Chiesero nello stesso tempo soccorso ai
+loro alleati per la prossima campagna.
+Il duca di Milano loro pagò fedelmente
+il sussidio cui si era obbligato, ma il
+papa, dopo avere nominati dieci cardinali
+per occuparsi intorno alla guerra
+dei Turchi, ricusò di prendervi parte;
+onde la repubblica, irritata da tale abbandono,
+richiamò il ministro che teneva
+a Roma<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La campagna del 1475 venne distinta da
+pochi avvenimenti. Solimano, beglierbey
+<span class="pagenum"><a id="Page_43"></a>[43]</span>
+di Romania, venne ad assediare Lepanto
+fortezza de' Veneziani nell'Etolia all'ingresso
+del golfo di Corinto. Le mura di
+questa città non erano state da lungo
+tempo ristaurate, e cadevano in ruina;
+ma la sua posizione sopra uno scosceso
+scoglio, che la chiudeva dalla banda del
+Nord ed era munito di un buon castello,
+suppliva alle opere dell'arte. Tra
+questi dirupi ed il porto i Veneziani
+cavarono delle fosse dietro le mura, e
+le sostennero con baluardi di terra. Erano
+entrati in città cinquecento cavalleggeri,
+le di cui frequenti sortite ebbero costantemente
+prosperi successi. Antonio Loredano
+occupava il golfo colla flotta veneziana,
+e non lasciava Lepanto sprovveduto
+nè di vittovaglie, nè d'armi, nè
+di fresche truppe. Dopo quattro mesi di
+inutili attacchi, conoscendo Solimano di
+non aver fatto alcuno avanzamento, abbandonò
+l'essedio<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a>. In sul finire della
+stessa campagna la flotta ottomana fece
+un tentativo sul castello di Coccino nell'isola
+di Leuno, la sua artiglieria praticò
+una breccia nelle mura, ma l'avvicinamento
+<span class="pagenum"><a id="Page_44"></a>[44]</span>
+del Loredano colla flotta veneziana
+costrinse i Turchi a ritirarsi<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto nello stesso anno un'altra
+repubblica italiana venne suo malgrado
+strascinata nella guerra coi Turchi. I Genovesi
+possedevano tuttavia Caffa nella
+Crimea, che gli antichi chiamavano <i>Teodosia</i>,
+e questa città, la più potente delle
+loro colonie, era inoltre il più famoso
+mercato di tutto il mar Nero. Caffa,
+trovandosi già da due secoli sotto il governo
+de' Genovesi, aveva acquistata una
+popolazione ed una ricchezza che quasi
+la rendevano eguale alla metropoli. Il
+kan de' Tartari, in mezzo ai di cui stati
+era posta, era convinto che la di lei
+prosperità formava la ricchezza de' suoi
+sudditi. Caffa era il mercato di tutti i
+prodotti del settentrione; il legno, la
+cera, le pellatterie, sarebbero rimaste
+senza valore in mano ai Tartari, se non
+si fossero presentati a comperarle i mercanti
+genovesi. Niuna delizia della vita,
+verun prodotto dell'arte de' popoli inciviliti
+penetrava in que' deserti, che per
+mezzo de' mercanti d'Italia. L'Europa
+comunicava coll'Oriente per mezzo dei
+Genovesi di Caffa; le stoffe di seta e di
+<span class="pagenum"><a id="Page_45"></a>[45]</span>
+cotone, fabbricate in Persia, le derrate
+e le spezierie dell'India, vi giugnevano
+per le strade d'Astracan, e le miniere
+del Caucaso venivano scavate per conto
+de' Liguri. Il kan loro aveva accordati
+straordinarj privilegj; aveva permesso che
+i magistrati genovesi giudicassero tutte
+le cause de' suoi proprj sudditi fino ad
+una certa distanza da Caffa; sempre li
+consultava nella nomina del governatore
+della provincia, e mostrava una grandissima
+deferenza per tutte le domande di
+questa potente città. Il governo di quella
+colonia era composto di un consiglio, nominato
+ogni anno dal senato di Genova,
+di due assessori e di quattro giudici delle
+campagne<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Le conquiste di Maometto II ed il suo
+odio pel nome latino teneva i Genovesi
+inquieti intorno alla loro colonia. Il mar
+Nero era chiuso ai loro vascelli, o almeno
+non potevano attraversare l'Ellesponto
+ed il Bosforo, che coll'assoggettarsi
+alle avanie de' Turchi. Non potevano
+mandar per mare soldati a Caffa, e non
+pertanto temevano che quella piazza ne
+avesse pressante bisogno. Cerio, capitano
+d'una compagnia d'avventurieri,
+<span class="pagenum"><a id="Page_46"></a>[46]</span>
+offrì loro di condurre per terra in Crimea
+la sua compagnia di circa cento cinquanta
+cavalli purchè gli fosse data una
+paga proporzionata a così difficile spedizione,
+e che lo sembrava ancora di
+più a motivo delle tenebre ond'era in
+allora avviluppata la geografia. Infatti
+Cerio uscì d'Italia pel Friuli, attraversò
+l'Ungheria, parte della Polonia, e finalmente
+parte della Tartaria, e dopo un
+viaggio di più di mille duecento miglia,
+condusse i suoi cavalieri sani e salvi a
+Caffa<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>. Questo rinforzo era poco considerabile,
+e non pertanto i magistrati
+di Caffa, giudicando della propria importanza
+<span class="pagenum"><a id="Page_47"></a>[47]</span>
+e del proprio potere dai riguardi
+che avevasi per loro, avevano provocati
+i più pericolosi nemici. Alla morte del
+governatore della provincia in cui Caffa
+è situata, il kan de' Tartari gli aveva
+sostituito Emineces (il Barbaro lo chiama
+Eminachbi<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>), che dai Genovesi
+era stato riconosciuto. Il suo predecessore
+aveva lasciato un figliuolo, detto Seifaces,
+che per giugnere alla carica occupata
+da suo padre, sedusse a forza di
+danaro i magistrati di Caffa, e riuscì
+ad impiegare il loro credito presso il
+kan: e tanto fece colle loro istanze e
+colle minacce ancora, che l'imperatore
+tartaro acconsentì a destituire Emineces,
+ed a nominare in sua vece Seifaces. Ma
+in mezzo a queste erranti popolazioni
+<span class="pagenum"><a id="Page_48"></a>[48]</span>
+l'autorità del monarca non era molto
+sentita, e poco rispettati i suoi ordini.
+Emineces, corucciato contro l'imperatore
+tartaro, e più ancora contro i Genovesi,
+si associò due altri capi della nazione,
+Caraimerza ed Aidar. Col loro ajuto sollevò
+tutti i Tartari della Crimea, e venne
+ad assediare Caffa, facendo in pari tempo
+chiedere soccorsi a Maometto II. Il sultano,
+sempre apparecchiato a fare nuove
+conquiste, mandò in faccia a Caffa la
+formidabile flotta che aveva allestita contro
+Candia. Già durava da sei settimane
+l'assedio cominciato dai Tartari, quando
+Ahmed, che comandava questa flotta,
+gettò l'ancora avanti a Caffa il primo
+giugno del 1475, e piantò le sue batterie
+contro le mura della città. Le fortificazioni
+di Caffa, dalle armate tartare
+credute sempre inespugnabili, perchè non
+sapevano attaccarle che colle loro sciable,
+colle frecce e colla loro cavalleria leggiera,
+mostrarono dopo pochi giorni larghe
+brecce aperte dall'artiglieria turca.
+Pure ancora quattro giorni gli abitanti
+difesero le brecce aperte e praticabili,
+dopo i quali soscrissero una capitolazione,
+che poi non fu osservata. Molti senatori
+ed antichi magistrati furono condannati
+al supplicio, mille cinquecento fanciulli
+<span class="pagenum"><a id="Page_49"></a>[49]</span>
+vennero spediti a Costantinopoli per esservi
+allevati tra i giannizzeri, ed il rimanente
+degli abitanti latini fu trasportato
+a Pera, e distrutto il dominio dei
+Genovesi sul mar Nero<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_50"></a>[50]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dal canto dell'Ungheria Mattia Corvino
+non corrispose alle calde premure
+de' Veneziani, e non tentò veruna importante
+diversione. Pure in questo stesso
+anno prese la fortezza di Schabatz, che
+minacciava il Sirmio, ma non portò più
+in là le sue armi<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>. Da ogni banda, sia
+presso i Musulmani che presso i Cristiani,
+i popoli trovavansi estenuati da così
+lunga guerra, e verun vigoroso sforzo
+prenunciava più grandi avvenimenti.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_51"></a>[51]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXIV.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Congiura di Niccola d'Este a Ferrara;
+di Girolamo Gentile a Genova; d'Olgiati,
+Visconti e Lampugnani a Milano.
+Rivoluzioni nello stato di Milano
+dopo la morte di Galeazzo Sforza</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1476 = 1477.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Mentre la guerra si andava al di
+fuori rallentando, e che i diversi stati
+d'Italia erano uniti da alleanze, che sembravano
+dover guarentire la pace fra di
+loro, l'interna loro costituzione venne
+replicatamente scossa da molte cospirazioni.
+In tre anni contansene, una a Ferrara,
+due a Genova, una a Milano ed
+una a Firenze. Pareva che i popoli, finalmente
+stanchi dell'oppressione sotto la
+quale tanto avevano sofferto, fossero determinati
+di spezzare un indegno giogo; ma
+non pertanto ricaddero dovunque sotto la
+catena che gli aveva oppressi. Non mancarono
+ai cospiratori nè segreto, nè ardire,
+nè fedeltà; tutti eseguirono ciò che avevano
+progettato, niuno ne raccolse il frutto:
+tanto è difficile di rovesciare un governo
+esistente, e tanto l'abitudine dell'ubbidire
+<span class="pagenum"><a id="Page_52"></a>[52]</span>
+sostiene la potenza ancora del più odiato
+tiranno<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>! Odesi spesso accusarsi una nazione
+di debolezza e di pusillanimità, in
+ragione del giogo ond'è stata oppressa.
+Quando vedonsi migliaja d'uomini ubbidire
+contro l'interesse loro, contro il loro sentimento
+ad un solo, quando si vedono sottostare
+ai capricci ch'essi detestano, o
+diventare gli strumenti delle passioni che
+essi hanno in orrore, non possiamo non
+rimproverar loro di servire ove potrebbero
+comandare, e di non misurare le
+forze loro colla individuale debolezza di
+colui ch'essi temono. Sarebbe infatti vantaggioso
+che questo pregiudizio si stabilisse
+nell'opinione, e che la vergogna si
+associasse alla servitù. Forse i popoli farebbero
+allora per l'onore ciò che non
+fanno per la libertà<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>. Pure ingiustizia
+<span class="pagenum"><a id="Page_53"></a>[53]</span>
+sarebbe il condannare una nazione
+soltanto a motivo del giogo che ha sopportato.
+Trovasi tanta potenza nell'organizzazione
+sociale, le forze di tutti
+sono così ben dirette dal despota contro
+ogni individuo, che per poco che questi
+o il suo ministro sia destro, coraggioso,
+vigilante, è sempre in tempo d'opprimere i
+suoi scoperti nemici col braccio medesimo
+de' suoi segreti nemici; in modo che
+la più nobile e più generosa nazione non
+è bastantemente forte per difendersi scopertamente
+dal suo tiranno. È dato solamente
+di poter congiurare a colui che
+co' deboli suoi mezzi personali vuole lottare
+coll'uomo che dispone della polizia,
+dell'armata, del tesoro. Molti, cedendo
+ad una nobile ripugnanza, rifuggono da
+tale intrapresa, perchè vi scorgono qualche
+apparenza di dissimulazione e di tradimento;
+non riconoscono che l'estremo
+pericolo nobilita i mezzi meno virtuosi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_54"></a>[54]</span>
+e che l'assassino di un tiranno
+dev'essere più coraggioso assai, che il
+granatiere che prende una batteria colla
+bajonetta. Per altro quest'opinione indebolisce
+ancora il partito de' cospiratori;
+spesso allontana da loro, nell'istante del
+pericolo, quelli che il giorno innanzi
+parevano partecipare ai sentimenti loro;
+e l'uomo coraggioso, che si è fatto l'organo
+delle volontà di tutto un popolo,
+e lo strumento delle sue vendette, perisce
+sul patibolo per le mani di quei
+medesimi ch'egli servì<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La storia d'Italia, ove gli avvenimenti
+si presentano e si accumulano, ove tutte
+<span class="pagenum"><a id="Page_55"></a>[55]</span>
+le passioni hanno libero sfogo, ove tutte
+le instituzioni si combinano in mille modi,
+ci presenta sotto variate forme questi
+sforzi dei popoli e degl'individui per
+iscuotere il giogo della tirannide. Noi vi
+vediamo a vicenda aperte ribellioni e
+congiure; vediamo cospirare a vicenda
+a favore d'una stirpe reale, o di un sovrano
+risguardato come più legittimo,
+ed in favore della repubblica; vi vediamo
+tutte le lotte, quella della sublime
+lealtà, quella della fiera nobiltà e quella
+della libertà. Malgrado i diversi principj
+che servono di fondamento alla politica
+d'ogni uomo, non avvene alcuno, che
+non debba in così vasto numero di cospirazioni
+trovarne una che non gli sembri legittima;
+non avvene alcuno, che non debba
+associarsi di cuore a qualcuna delle intraprese
+tendenti a rimettere o il governo
+reale dell'antica dinastia, o la vecchia
+aristocrazia, o la libertà, o il regno
+glorioso d'un condottiere, o il dominio
+della Chiesa; non avvene alcuno, che ardisca
+considerare il potere, qualunque
+egli siasi, come sempre ugualmente sacro;
+ed un più liberale sentimento dovrebbe
+insegnargli, che tutte le congiure
+meritano un certo grado
+<span class="pagenum"><a id="Page_56"></a>[56]</span>
+d'ammirazione<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a>, quando ancora appariscono colpevoli
+ai suoi occhi, per lo scopo che
+si propongono i congiurati; imperciocchè
+in tutte si trova un grande sagrificio di
+sè medesimo ad un interesse più sublime
+di sè, un grande sagrificio della sua persona
+ad una nobile causa, un grande
+spaventoso pericolo, posto in non cale a
+fronte di lontane speranze<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra le congiure che scossero l'Italia
+nel 1476, la prima a scoppiare fu quella
+di Ferrara. Niccolò d'Este, figlio del
+marchese Lionello, viveva in allora a
+Mantova presso suo cognato; molti emigrati
+<span class="pagenum"><a id="Page_57"></a>[57]</span>
+ferraresi lo avevano seguito, risguardandolo
+come il rappresentante ed il legittimo
+erede di Lionello e di Borso, i
+due più amabili principi che avesse fin
+allora prodotti la casa d'Este, e gli andavano
+insinuando che tutto il popolo
+era partecipe del loro attaccamento e del
+loro rammarico. In ciò confidando, Niccolò
+cercava i mezzi di rientrare in Ferrara,
+non dubitando, che, ove giugnesse
+una volta a superare le mura della città,
+non fosse da tutto il popolo salutato per
+sovrano. Il marchese di Mantova, suo
+cognato, permettevagli d'adunare soldati
+nel suo territorio, e Galeazzo Sforza,
+sempre geloso de' suoi vicini, sebbene
+non covasse verun progetto contro di
+loro, gli somministrava danaro, e prometteva
+soccorsi. Frattanto la città di
+Ferrara trovavasi accidentalmente aperta;
+eransi in più luoghi atterrate le sue mura,
+per rifabbricarle dietro un nuovo piano;
+e Niccolò aveva ogni giorno fedeli avvisi
+di ciò che facevasi nella corte di suo
+zio. Seppe che il primo settembre del
+1746 Ercole uscirebbe di buon mattino
+di città per recarsi alla sua casa di Belriguardo;
+e lo stesso giorno giunse da
+Mantova a Ferrara con cinque vascelli
+aventi a bordo cinquecento uomini d'infanteria;
+<span class="pagenum"><a id="Page_58"></a>[58]</span>
+entrò per la breccia, che aprivasi
+nelle mura di mano in mano che si
+andavano rifacendo, e corse subito le strade,
+facendo ripetere innanzi a lui il suo
+grido di guerra: <i>La vela!</i> In pari tempo promise
+al popolo di rendergli l'abbondanza,
+mentre che la cattiva amministrazione
+d'Ercole aveva fatto crescere il prezzo
+del frumento; annunciò l'arrivo di quattordici
+mila uomini, che gli avevano
+dati per quest'intrapresa il duca di Milano
+ed il marchese di Mantova, ed
+invitò i cittadini a prendere le armi,
+senza aspettare che le truppe straniere
+gli sforzassero a riconoscerlo per loro
+legittimo sovrano.
+</p>
+
+<p>
+Don Sigismondo, fratello del duca, al
+primo sentore di questo tumulto, erasi
+frettolosamente chiuso in Castelvecchio
+con donna Leonora d'Arragona sua sposa;
+ma non vi aveva vittovaglie per tre
+giorni. Ercole, cui alcuni fuggiaschi avevano
+annunciato l'ingresso in Ferrara di
+una numerosa armata, omai rinunciava
+alla speranza di riprendere la città, ed
+adunava soltanto i suoi soldati a Reggenta
+ed a Lugo per difendere queste due fortezze.
+Intanto niun Ferrarese aveva ancora
+prese le armi per unirsi a Niccolò,
+il quale vedendo d'aver corse invano
+<span class="pagenum"><a id="Page_59"></a>[59]</span>
+tutte le strade, chiamando il popolo in
+suo soccorso senza che alcuno si muovesse,
+cominciava a scoraggiarsi. Eransi
+contati i soldati che lo seguivano, e sprezzavasi
+il loro piccolo numero; non vedevasi
+giugnere l'armata ch'egli aveva
+annunciata, e cominciavasi a non dare
+più fede alle sue parole. Don Sigismondo,
+testimonio della mala riuscita del suo
+avversario, si fece ancor egli a chiamare
+i Ferraresi in ajuto del loro sovrano.
+Corse il borgo del Leone, e la grande
+strada della Giudecca, e tutti gli abitanti
+presero per lui le armi. Di mano in
+mano che Niccolò vedeva ii popolo attrupparsi,
+egli abbandonava i quartieri della
+città uno dopo l'altro senza venire alle
+mani. Finalmente riconoscendo la sua
+impresa disperata, uscì di Ferrara, attraversò
+il Po e fuggì colla sua gente. Ma
+i contadini, di già contro di lui sollevati,
+occupavano tutti i passaggi per fermarlo.
+Egli cadde infatti in loro potere colla maggior
+parte di coloro che lo accompagnavano,
+e fu ricondotto a Ferrara. Il duca
+Ercole, suo zio, lo fece subito decapitare,
+e la stessa sorte toccò ad Azzo
+d'Este suo cugino. Vennero appiccati venticinque
+de' suoi complici; e così severa
+giustizia atterrì tutti i nemici del duca
+<span class="pagenum"><a id="Page_60"></a>[60]</span>
+Ercole, la di cui successione, assicurata
+lo stesso anno dalla nascita di suo figlio
+Alfonso, più non venne in seguito contrastata<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I primi movimenti contro Galeazzo
+Maria Sforza scoppiarono in Genova, e
+furono quasi simultanei colla congiura
+di Ferrara. In forza del trattato che Genova
+aveva fatto col duca Francesco Sforza,
+<span class="pagenum"><a id="Page_61"></a>[61]</span>
+quando si pose sotto la sua signoria,
+questa repubblica, lungi dal rinunciare alla
+sua libertà, pareva averla vie meglio
+consolidata. Vero è che aveva ammessi
+nelle sue mura un governatore ed una
+piccola guarnigione; ma questa straniera
+forza era appena bastante per comprimere
+i tumultuosi movimenti delle fazioni, per
+impedire quelle rivoluzioni, quelle frequenti
+convulsioni, che ne' precedenti
+anni avevano esaurita la città d'uomini
+e di danaro. Altronde il duca si era obbligato
+a non accrescere il numero dei
+soldati, nè le fortificazioni della cittadella.
+</p>
+
+<p>
+Riceveva annualmente da Genova un
+tributo di cinquanta mila ducati, somma
+appena bastante al mantenimento della
+guardia della città e delle fortezze. E non
+solo non aveva il diritto di accrescere questa
+contribuzione, ma non poteva nemmeno
+immischiarsi nel modo di levarla. Così
+non poteva aver parte alla legislazione,
+all'amministrazione della giustizia, ed al
+governo interno della città<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Finchè visse Francesco Sforza, queste
+condizioni vennero religiosamente mantenute;
+ma Galeazzo, suo figliuolo, era troppo
+<span class="pagenum"><a id="Page_62"></a>[62]</span>
+volubile in tutti i suoi progetti, troppo
+vano, troppo impetuoso per rispettare lungamente
+le leggi cui erasi obbligato. Pure,
+perchè non era meno pusillanime che arrogante,
+spesse volte si fermava nel corso
+di un'intrapresa ingiusta ed offensiva, e
+cedeva al timore dopo di avere sprezzate
+le rappresentanze del suo popolo. I Milanesi,
+tra i quali viveva, non solo risentivano
+danno da' suoi difetti come sovrano,
+ma ancora da' suoi privati vizj.
+La di lui dissolutezza sconvolgeva tutte
+le famiglie, e la sua crudeltà, eccitata dalla
+più leggera resistenza, non era soddisfatta
+che da spaventosi supplicj. Genova era,
+assai meno di Milano, esposta a questa
+spicciolata tirannide, e sebbene fosse violato
+il contratto fra il principe e la repubblica,
+e che perciò i Genovesi si risguardassero
+come sciolti dai loro giuramenti,
+i più ricchi temevano una rivoluzione,
+che poteva ruinarli assai più che
+i passaggeri abusi del potere cui speravano
+di sottrarsi.
+</p>
+
+<p>
+Non pertanto l'intera città parve vivamente
+offesa dal disprezzo che le aveva
+mostrato Galeazzo, quando nel 1471 era
+passato per Genova, tornando da quel
+suo sontuoso pellegrinaggio di Firenze.
+Eransi apparecchiate per riceverlo splendidissime
+<span class="pagenum"><a id="Page_63"></a>[63]</span>
+feste, magnifici regali. Egli affettò
+di dare a questa pompa un'aria di
+ridicolo presentandosi con abiti dimessi,
+ricusando gli alloggi che gli si erano apparecchiati,
+e chiudendosi in castello,
+ove pareva rimanersi con timore. Per ultimo
+alla fine dei tre giorni abbandonò
+Genova senza annunziarlo, come un fuggiasco<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo avere eccitato il malcontento di
+questa potente città, non accostumata a
+soffrire i dileggi, Galeazzo ad altro non
+pensava che a stringere talmente le di
+lei catene che vi si spegnesse per sempre
+ogni spirito di libertà. Notabile è il progetto
+da lui immaginato per giugnere a
+questo fine. Sopra Genova, all'estremità
+della scoscesa montagna che divide le
+valli di Bisagno e della Polsevera, era
+situata la fortezza del Castelletto, dove il
+duca di Milano teneva guarnigione. Ordinò
+Galeazzo che una catena di fortificazioni
+si prolungasse da questo castello
+fino al mare. Un doppio muro
+guarnito di ridotti doveva dividere la
+città in due parti eguali, le quali, quando
+piacesse al governatore, non avrebbero
+<span class="pagenum"><a id="Page_64"></a>[64]</span>
+fra di loro veruna comunicazione, e potrebbero
+essere separatamente oppresse.
+Di già tracciata sul terreno era la linea
+delle mura e delle torri, e gli operai,
+sotto gli ordini del luogotenente del duca
+ed alla di lui presenza, cominciavano a
+cavare i fondamenti. Fremevano tutti i
+cittadini sulla sorte che loro era riservata,
+ma niente facevano per prevenirla, quando
+Lazzaro Doria ordinò agli operai, a
+nome della repubblica, di sospendere un
+lavoro contrario alle leggi ed ai trattati,
+e strappò colle proprie mani le pertiche
+del livello, che loro servivano di norma.
+La folla applaudì con trasporto a quest'atto
+di vigore; gli operai si fermarono, ed il
+luogotenente del duca, temendo una sollevazione,
+si ritirò nel castello<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando giunse a Milano la notizia di
+quest'avvenimento, Galeazzo Sforza scoppiò
+in minacce ed in imprecazioni, ed
+ordinò che la città di Genova gli mandasse
+subito gli otto più distinti cittadini
+dello stato. In vista della violenta collera
+da lui manifestata, tenevasi per indubitato
+che li destinasse al supplicio; ma un subito
+<span class="pagenum"><a id="Page_65"></a>[65]</span>
+terrore aveva calmato il suo irritamento:
+gli accolse con bontà e li rimandò
+senza aver loro fatto alcun male.
+Frattanto aveva adunati trenta mila uomini
+per invadere la Liguria; ed avendo determinato
+di non lasciare ai Genovesi alcun
+capo, fece sorprendere a Vada Prospero
+Adorno, e senza accusa e senza esame
+gettare nelle prigioni della fortezza di
+Cremona; ma tutt'ad un tratto rinunciò
+alla sua spedizione, e licenziò tutte
+le truppe.
+</p>
+
+<p>
+Le diverse risoluzioni a vicenda abbracciate
+da Galeazzo erano tutte a Genova
+conosciute; conoscevasi la violenza
+della sua collera, ma non avevasi veruna
+garanzia della durata della presente affettata
+moderazione. Perciò da ogni banda
+si acquistavano armi, facevansi apparecchi
+di difesa, e tutti si andavano incoraggiando
+a mantenere la libertà qualunque
+volta fosse attaccata. Mentre tutto il
+popolo era trepidante intorno a ciò che
+potesse accadere, Girolamo Gentile, figliuolo
+d'Andrea, giovane mercante di non
+mediocri fortune, che non aveva alcun
+personale motivo di odio contro il governo,
+risolse di esporsi il primo per la
+libertà della sua patria. Adunò in casa
+sua nel sobborgo, nel mese di giugno
+<span class="pagenum"><a id="Page_66"></a>[66]</span>
+del 1476, molte genti armate. Nel cuore
+della notte entrò in città per la porta di
+san Tommaso, di cui s'impadronì, e corse
+le strade, chiamando i suoi concittadini
+alle armi ed alla libertà. Molti Genovesi
+si unirono a lui, ed in breve occupò
+tutte le porte; ma fu troppo lento ad attaccare
+il palazzo del pubblico. Intanto
+i senatori si andavano adunando sotto la
+presidenza di Guido Visconti, governatore
+della città. Coloro che si erano da
+principio uniti a Gentile, temettero allora
+di essere condannati, come ribelli,
+dall'autorità che riconoscevano legittima;
+e tutti, uno dopo l'altro, si ritirarono prima
+che fosse giorno. Dopo la loro diserzione,
+vedendosi Gentile troppo debole, ritirossi
+in buon ordine verso la porta di san
+Tommaso e vi si fortificò<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il senato aveva nominati otto capitani
+del popolo per cacciare di città Girolamo
+Gentile. Dietro i loro ordini avevano prese
+le armi circa trecento uomini e marciavano
+ad attaccare porta san Tommaso,
+difesa da Gentile con soli trenta uomini,
+<span class="pagenum"><a id="Page_67"></a>[67]</span>
+tutti però determinati a difendersi fino
+alla morte, mentre non era un solo tra
+i loro avversari che non si esponesse di
+contro genio; quindi poco mancò che
+non fossero fatti prigionieri i capitani del
+popolo, e dispersa tutta la loro gente:
+ma in tale frangente si offrirono come
+mediatori i capi delle arti e mestieri.
+Girolamo Gentile accettò la loro mediazione,
+facendo però sentire ai loro compatriotti
+che non tarderebbero a pentirsi
+d'avere perduta l'occasione di ricuperare
+la libertà. Chiese che gli si rimborsassero
+settecento ducati, che gli erano costati
+i suoi apparecchi, fatti, secondo
+egli diceva, pel vantaggio della repubblica.
+Dopo averli ricevuti dal tesoriere
+del pubblico, consegnò la porta ai capitani
+del popolo e si ritirò<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando conobbesi a Milano questa
+singolare capitolazione, Galeazzo mostrossi
+fieramente adirato perchè si fosse rimborsato
+ad un capo di faziosi quel danaro
+ch'egli stesso confessava d'avere
+impiegato per isconvolgere lo stato. Non
+pertanto ratificò l'amnistia, ch'era stata
+<span class="pagenum"><a id="Page_68"></a>[68]</span>
+pubblicata dal senato; e se covava in segreto
+il pensiero di rivocare a migliore
+opportunità questa grazia, non ebbe poi il
+tempo di farlo. Galeazzo non era privo
+di tutte le qualità che illustrarono suo
+padre; conosceva perfettamente la disciplina
+militare e la civile amministrazione
+del suo stato; ed aveva saputo stabilire
+nel Milanese una più rigorosa subordinazione
+che verun altro de' suoi
+predecessori. I tribunali facevano incorrotta
+giustizia, ed una severa polizia manteneva
+la pubblica sicurezza. Galeazzo
+parlava eloquentemente, ed aveva gentili
+e disinvolte maniere, e quando lo voleva,
+sapeva ad un'imponente maestà
+aggiugnere l'esteriore apparenza della
+bontà: ma ad un fasto stravagante univa
+un'illimitata cupidigia; era naturalmente
+perfido, e compiacevasi di mostrarsi tale
+particolarmente verso coloro, cui erasi
+mostrato più parziale, abbassandoli tanto
+più, quanto gli aveva a maggiori dignità
+innalzati; giammai non erasi mantenuto
+costante ne' suoi affetti, e potevasi presagire
+prossima e terribile la caduta di
+colui che vedevasi più favorito degli altri,
+ancor che questi non provocasse in verun
+modo il suo sdegno. Avidissimo di tutti i
+piaceri de' sensi, ed inclinato a disprezzare
+<span class="pagenum"><a id="Page_69"></a>[69]</span>
+le costumanze e le leggi della società,
+portava la desolazione ed il disonore in
+tutte le famiglie<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a>; e non pareva pago
+delle sue dissolutezze, se non erano condite
+dalla disperazione de' genitori o dei
+mariti, che aveva disonorati. Compiacevasi
+singolarmente nel farli ministri essi
+medesimi del loro disonore; abbandonava
+alle sue guardie le consorti rapite ai mariti,
+e faceva poi pubblico il loro oltraggio<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro, le di cui case erano state
+da Galeazzo disonorate, trovavansi due
+giovani di nobile schiatta, Carlo Visconti
+e Girolamo Olgiati, di già predisposti
+dal loro precettore a detestare il giogo
+della tirannide. Erano essi amicissimi di
+Andrea Lampugnani, che il duca aveva
+ingiustamente spogliato del padronato dell'abbazia
+di Miramondo<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>: tutti e tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_70"></a>[70]</span>
+avevano udite le lezioni di Cola de' Montani
+di Gaggio, Bolognese, il quale circa
+il 1466 aveva aperta in Milano scuola
+di eloquenza. Si pretende che fosse stato
+prima maestro dello stesso Galeazzo, e
+che lo avesse più volte castigato colla
+severità praticata nell'antica educazione.
+Galeazzo, diventato sovrano, volle vendicarsi
+dei castighi sofferti nella sua infanzia
+con un'egual pena, e fece pubblicamente
+sferzare il maestro<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a><a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a>. Montano detestava
+la tirannide anche senza quest'affronto.
+Nodrito nello studio dell'antichità,
+non trascurava veruna occasione
+di far notare ai suoi allievi, che tutte le
+virtù, ch'essi ammiravano ne' grandi uomini
+Greci e Romani, eransi sviluppate
+nella libertà; che una libera patria incoraggiava
+tutti i talenti, ogni genere
+d'energia, ed i progressi dello spirito,
+perchè ogni specie di grandezza ne' suoi
+cittadini veniva sempre impiegata pel
+vantaggio di tutti; mentre che un tiranno,
+geloso di ogni forza, di cui non potesse
+<span class="pagenum"><a id="Page_71"></a>[71]</span>
+egli stesso disporre, occupavasi sempre
+a contenere, a comprimere, a distruggere
+i talenti, l'energia, la sublimità del
+carattere, che poteva un giorno adoperarsi
+contro di lui<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Voleva il Montani che i giovani gentiluomini,
+per rendersi degni della libertà,
+imparassero a comandare le armate. Aveva
+perciò persuasi l'Olgiati ed alcuni altri
+ad imparare l'arte della guerra sotto Bartolommeo
+Coleoni. I parenti di questi
+giovanetti, che più di loro temevano le
+fatiche ed i pericoli, eransi fieramente
+adirati contro il maestro d'eloquenza, che
+aveva renduti soldati i loro figli. Il Montani,
+perseguitato dai genitori, favoreggiato
+dagli scolari, era stato a vicenda
+esiliato, e richiamato; imprigionato, indi
+festeggiato; ma in particolar modo renduto
+caro ai suoi discepoli dalle persecuzioni
+che sostenute aveva per istruirli<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Galeazzo aveva spinto all'estremo
+l'odio del popolo coi crudeli
+supplicj nuovamente ordinati. Aveva fatte
+<span class="pagenum"><a id="Page_72"></a>[72]</span>
+seppellir vive alcune sue vittime, altre
+sforzate ad alimentarsi d'escrementi umani,
+ed in tal modo fatte lentamente morire;
+aveva aggiunte feroci facezie ai
+supplicj che ordinava, e renduto più infame
+il disonore delle nobili matrone
+che aveva sedotte, prostituendole pubblicamente<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a>.
+Girolamo Olgiati contava
+una sua in addietro carissima sorella tra
+le vittime della brutalità di Galeazzo.
+Misurando colla propria l'universale indignazione,
+cercò il Lampugnani, e gli
+propose di mettere fine ad una intollerabile
+tirannide col punire i delitti dello
+Sforza. Poco dopo si associarono Carlo
+Visconti, e si obbligarono con vicendevoli
+giuramenti. Tennero la prima loro
+conferenza ne' giardini di sant'Ambrogio.
+Tutte le circostanze di quest'avvenimento,
+e ciò che è più notabile, tutti i concetti
+del principale congiurato, ci vennero fedelmente
+conservati dal medesimo Olgiati
+in una relazione scritta pochi giorni
+dopo. «Uscendo da questa conferenza,
+egli scrive, entrai in Chiesa; mi gettai
+ai piedi della statua del santo vescovo
+che vi si venera, e feci questa preghiera:
+<span class="pagenum"><a id="Page_73"></a>[73]</span>
+Grande sant'Ambrogio, sostegno
+di questa città, speranza e tutela
+del popolo di Milano, se il progetto
+che formarono i tuoi concittadini, i
+tuoi figliuoli per cacciare di qui la
+tirannide, l'impurità, la dissolutezza
+più mostruosa, è degno della tua approvazione,
+non ci manchi il tuo favore
+in mezzo agli accidenti ed i pericoli
+cui siamo vicini ad esporci per
+la liberazione della patria. Poi ch'ebbi
+pregato, mi recai di nuovo presso i miei
+compagni, e gli esortai a farsi coraggio,
+assicurandoli che io sentivo essersi in me
+accresciute la speranza e la forza dopo
+avere invocato a favore della nostra intrapresa
+il santo protettore della nostra
+patria<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a>. Ne' susseguenti giorni ci andavamo
+esercitando nella scherma coi
+pugnali per acquistare maggiore destrezza,
+ed avvezzarci all'immagine del
+pericolo cui stavamo per esporci...
+La sesta ora della notte avanti il giorno
+di santo Stefano, destinato all'esecuzione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_74"></a>[74]</span>
+ci siamo riuniti un'altra volta, potendo
+accadere che più non fossimo per rivederci.
+Si fissò l'ora in cui entreremmo
+assieme in Chiesa, la parte che ognuno
+doveva eseguire, e tutte le particolarità
+dell'esecuzione, per quanto si potevano
+prevedere le cose, che dipendevano in
+parte dall'eventualità. All'indomani di
+gran mattino ci siamo portati nella
+chiesa di santo Stefano, e colà pregammo
+questo santo a proteggere la grande
+azione che dovevamo eseguire nel suo
+santuario, e a non isdegnarsi se lordavamo
+i suoi altari col sangue; poichè
+questo sangue serviva a liberare la
+città e la patria. In seguito alle preci
+che si contengono nel rituale di questo
+primo martire, ne recitammo un'altra
+composta da Carlo Visconti; finalmente
+assistemmo al sagrificio della messa,
+celebrata dall'arciprete di quella
+basilica, dopo la quale io mi feci dare
+le chiavi della casa dell'arciprete per
+ritirarci nella medesima<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I congiurati stavano in questa casa
+presso al fuoco, perchè un acutissimo
+freddo gli aveva obbligati ad uscire di
+<span class="pagenum"><a id="Page_75"></a>[75]</span>
+Chiesa, quando il rumore della folla gli
+avvisò che giugneva il principe. Era il
+giorno dopo il natale 26 dicembre del
+1476. Galeazzo, che pareva trattenuto da
+suoi presentimenti, non si era ridotto che
+di mal animo ad abbandonare il suo palazzo<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>.
+Egli non pertanto andava alla
+festa tra l'ambasciatore di Ferrara e
+quello di Mantova. Giovan Andrea Lampugnani
+gli si fece innanzi nell'interno
+della chiesa fino alla pietra degl'Innocenti,
+colla voce e colla mano sgombrando
+la folla. Quando gli fu affatto vicino,
+portò, quasi in atto di rispetto,
+la mano sinistra verso il berrettone che
+Galeazzo teneva in mano, pose un ginocchio
+a terra, in atto di chi volesse
+presentargli una supplica, e nello stesso
+tempo colla destra, nella quale teneva il
+pugnale nascosto entro la manica, lo ferì
+nel ventre da basso in alto. Nell'istante
+medesimo Girolamo Olgiati lo ferì nella
+gola e nel petto, e Carlo Visconti nella
+spalla ed in mezzo al dorso. Lo Sforza
+<span class="pagenum"><a id="Page_76"></a>[76]</span>
+cadde tra le braccia degli ambasciatori
+che stavano al suo fianco, dicendo <i>oh Dio</i>!
+Così pronti erano stati i colpi, che gli
+ambasciatori medesimi ancora non sapevano
+ciò che fosse accaduto<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nell'istante in cui fu il duca ucciso
+si fece nel tempio un violento tumulto:
+molti sguainarono le spade; gli uni fuggivano,
+altri accorrevano, niuno ancora
+sapeva quali fossero le forze o lo scopo
+dei congiurati. Ma le guardie del duca
+ed i suoi cortigiani, che avevano conosciuti
+gli uccisori, si fecero subito ad
+inseguirli. Il Lampugnani, volendo uscire
+di chiesa, entrò in un branco di donne,
+che stavano inginocchiate, e le loro vesti
+intricandosi ne' suoi speroni lo fecero
+cadere, ed in quell'atto fu raggiunto ed
+ucciso da uno scudiere moro del duca.
+Girolamo Olgiati uscì di chiesa e si
+presentò alla propria casa, ma suo padre
+non volle riceverlo, e gli fece chiudere
+le porte in faccia. Lo accolse un amico,
+<span class="pagenum"><a id="Page_77"></a>[77]</span>
+in casa del quale non fu a lungo in sicuro:
+stava, com'egli stesso racconta, per uscirne,
+ad oggetto d'invitare il popolo ad una
+libertà, che i Milanesi da molto tempo
+più non conoscevano, quando udì le
+voci del popolaccio, che strascinava pel
+fango lo squarciato cadavere del suo amico
+Lampugnani: compreso da orrore, e
+perduto di coraggio, attese il fatale istante
+in cui fu scoperto. Venne assoggettato
+ad un'orribile tortura, durante la quale,
+colle lacerate membra e colle ossa slogate,
+dettò la circostanziata confessione che gli
+fu chiesta, ed a noi conservata dal Ripamonti,
+della sua congiura. Ma questa
+specie di confessione, scritta tra la tortura
+ed il supplicio per ordine de' suoi giudici
+e sotto gli occhi de' suoi carnefici,
+non è priva di quel coraggio e di quella
+fiducia nella giustizia della sua causa,
+che resero famosi i nomi di alcuni personaggi
+dell'antichità. Chiuse la confessione
+in tal modo. «Adesso, santa madre
+di nostro signore, e voi, o principessa
+Bona, io v'imploro, affinchè la vostra
+clemenza e la bontà vostra provvedano
+alla salute dell'anima mia. Domando
+soltanto che si lasci a questo miserabile
+corpo abbastanza vigore, onde possa
+confessare i miei peccati secondo i riti
+<span class="pagenum"><a id="Page_78"></a>[78]</span>
+della chiesa, e subire in seguito la sorte
+che mi è destinata<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+L'Olgiati contava in allora ventidue
+anni; fu condannato ad essere tenagliato
+e tagliato vivo a pezzi. In mezzo di così
+atroci tormenti un prete lo andava esortando
+al pentimento. «Io so, riprese l'Olgiati,
+d'avere meritate per molti falli
+queste pene, e più grandi ancora, se
+il debole mio corpo potesse sopportarle.
+Ma rispetto alla bella azione per cui
+muojo, questa solleva la mia coscienza;
+e lungi dal credere che per questa abbia
+meritata la presente pena, spero
+anzi che per essa il supremo giudice
+mi perdonerà gli altri miei peccati.
+Non per una colpevole cupidigia ho
+commessa tale azione, ma per solo desiderio
+di liberarci da un tiranno, che
+non potevamo più soffrire. Invece di
+esserne pentito, se io dovessi dieci volte
+rivivere per perire dieci volte tra gli
+stessi tormenti, non lascerei di consacrare
+le mie forze ed il mio sangue
+per così nobile oggetto<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>.» Il carnefice,
+<span class="pagenum"><a id="Page_79"></a>[79]</span>
+strappandogli la pelle del petto, gli
+fece mettere un grido; ma si rimise all'istante<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>.
+«Questa morte, disse in latino,
+è dura, ma eterna è la gloria! <i>mors
+acerba, fama perpetua; stabit vetus
+memoria facti</i><a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Il figliuolo primogenito del duca di
+Milano, Giovanni Galeazzo Sforza, non
+aveva in allora più di otto anni; pure
+fu riconosciuto senza difficoltà. Più non
+esistevano nel popolo que' sentimenti di
+libertà che i tre congiurati avevano creduto
+di far rivivere; e non si fece il
+più leggier movimento per rovesciare un
+governo, che più non era in istato di
+difendersi. I deputati di tutte le città
+d'Italia vennero a complimentare la duchessa
+Bona di Savoja, vedova di Galeazzo,
+e ad offrirle la loro assistenza
+per mantenerla sul trono col di lei figliuolo.
+Il papa le mandò due cardinali,
+<span class="pagenum"><a id="Page_80"></a>[80]</span>
+incaricati di scomunicare coloro, che
+volessero tentare in Milano qualche novità<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a>.
+Bona fu senz'ostacoli riconosciuta
+reggente. Fin qui il governo non
+era quasi cambiato, perchè l'anima di
+tutti i consigli continuava tuttavia ad
+essere Cecco Simonetta, calabrese, ch'era
+stato segretario e consigliere di Francesco
+Sforza, e che, dopo averlo servito con
+rara fedeltà, era pure stato il primo ministro
+di suo figlio, ed aveva co' suoi
+talenti e colle sue virtù celati i capricci
+e le stravaganze di questo tiranno. Era
+suo fratello quel Giovanni Simonetta, che
+scrisse con tanta eleganza e precisione
+la storia di Francesco Sforza. Godevano
+ambidue come letterati una riputazione
+poco minore di quella che si erano acquistata
+nella carriera politica. Avevano corrispondenza
+con tutti i dotti d'Italia;
+erano stati i ministri di tutte le grazie,
+che i due duchi di Milano avevano diffuse
+sui letterati, e conservansi tuttavia
+tra le lettere del Filelfo, del Decembrio,
+ed in altre scritture di que' tempi, i monumenti
+della protezione ch'essi accordavano
+agli studj<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_81"></a>[81]</span>
+</p>
+
+<p>
+D'altra parte Galeazzo aveva lasciati
+cinque fratelli, che, durante la minorità
+di suo figliuolo, potevano pretendere di
+avere parte alla reggenza. I primi quattro,
+Sforza, duca di Bari, Lodovico il Moro,
+Ottaviano ed Ascanio, avevano di già
+risvegliata la diffidenza di Galeazzo, onde
+li teneva lontani da Milano. Quando ebbero
+avviso della sua morte, si affrettarono
+di ritornarvi, cercando di occupare
+un'autorità, cui, dicevano essi, il maggiore
+della loro casa aveva maggiore diritto
+che una femmina ed un ministro
+stranieri. Per celare la loro rivalità cercavano
+di far rivivere l'antico spirito
+del partito ghibellino. Dichiararonsi i
+protettori di quella fazione, cui la casa
+Visconti andava debitrice del suo innalzamento:
+accusarono la duchessa e
+Cecco Simonetta di parzialità per i Guelfi,
+e li costrinsero infatti a gettarsi tra le
+loro braccia; imperciocchè le famiglie,
+in addietro divise dalla lite dell'impero
+e della chiesa, conservavano l'antica rivalità,
+sebbene le cagioni de' vecchi odj
+più non esistessero. Per conciliare, se
+possibile fosse, le pretese de' fratelli Sforza
+e quelle della duchessa, si convenne,
+sulla proposizione fatta da Luigi Gonzaga,
+marchese di Mantova, che il consiglio
+<span class="pagenum"><a id="Page_82"></a>[82]</span>
+di reggenza sarebbe formato in egual
+parte di Guelfi e di Ghibellini<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando si seppe in Genova la morte
+di Galeazzo, Giovan Francesco Pallavicini,
+luogotenente del duca, adunò il
+senato, onde persuaderlo a prevenire colla
+sua vigilanza le rivoluzioni che potrebbero
+eccitarsi da quest'avvenimento. Furono
+nominati dalla repubblica otto capitani
+del popolo, secondo praticavasi in
+tutte le difficili circostanze, e ragunate
+alcune truppe per tener in dovere i malcontenti<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutte le fazioni di Genova si mostravano
+egualmente desiderose di ritornare alla
+repubblica l'antica sua libertà. Gli Sforza
+per contenerle aveano avuta la precauzione
+di disperdere i loro capi per tutta l'Italia.
+Prospero Adorno trovavasi nelle prigioni
+di Cremona, i Fieschi erano ritenuti
+in Roma sotto la sopraveglianza del papa,
+esiliati erano i Fregosi e gli altri uomini
+<span class="pagenum"><a id="Page_83"></a>[83]</span>
+potenti. Non pertanto i loro partigiani,
+privati di direttori, erano ovunque in
+movimento. Il 16 marzo del 1477 gli
+amici dei Fieschi si avvicinarono alle
+mura di Genova, condotti da due giovani
+di quella famiglia, Giorgio e Matteo,
+i soli che il governo non avesse
+ancora allontanati, perchè di poco usciti
+dalla fanciullezza. Questi faziosi scalarono
+la città dalla banda di Carignano<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a>,
+chiamarono il popolo alla libertà, e vi
+eccitarono subito un vivissimo movimento;
+ma caddero nello stesso errore che
+aveva perduto Girolamo Gentile pochi
+mesi prima, tardarono troppo ad attaccare
+il pubblico palazzo; omai vedevansi
+da tutti abbandonati, quando Pietro
+Doria, soffocando ogni risentimento di
+famiglia, esortò coloro che gli stavano
+intorno a non perdere forse l'unica occasione
+di tornare la patria in libertà.
+Uscì nello stesso tempo dalle file del
+partito milanese e si trasse dietro il popolo
+genovese, onde la guarnigione si
+ritirò nelle due fortezze, e la città, vedendosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_84"></a>[84]</span>
+libera, nominò i suoi magistrati
+popolari.
+</p>
+
+<p>
+Di già, avuta notizia di questa rivoluzione,
+Ibletto Fieschi, il vero capo
+della famiglia, aveva trovato modo di
+fuggire da Roma per venire a mettersi
+alla testa del suo partito, ed i Fregosi,
+con lui d'accordo, si andavano avvicinando
+alla loro patria, senza avere per
+altro il coraggio d'entrar in città. La
+reggenza di Milano sentì allora che non
+potrebbe salvare la sua autorità in Genova
+che per mezzo d'un capo di partito
+genovese. Simonetta fece uscire di
+prigione Prospero Adorno, gli offrì a
+nome del giovane duca di Milano il
+comando dell'armata destinata a soccorrere
+le due fortezze, purchè promettesse
+di scordar totalmente le sofferte ingiurie
+e di ristabilire in Genova, non la dispotica
+autorità del duca di Milano, ma la
+stessa limitata autorità accordata da un
+trattato a Francesco Sforza. Prospero
+Adorno lo promise<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a>, si pose alla testa
+<span class="pagenum"><a id="Page_85"></a>[85]</span>
+d'un'armata di circa dodici mila uomini,
+adunata da Roberto da Sanseverino,
+da Lodovico il Moro e da Ottaviano
+Sforza, e marciò alla volta di Genova.
+</p>
+
+<p>
+Volendo l'Adorno conciliare gl'interessi
+della sua patria e quelli del duca di
+Milano, egli ebbe bisogno d'infinite cautele
+per evitare una decisiva battaglia,
+che avrebbe ruinato o il proprio partito
+o la libertà della patria. Fece passare
+suo fratello Carlo Adorno nella fortezza
+del Castelletto, commettendogli di scendere
+in città, per iscacciare Ibletto dei
+Fieschi, nell'istante in cui egli medesimo si
+troverebbe impegnato in una scaramuccia
+coi Fregosi. I suoi ordini vennero
+rigorosamente eseguiti. Prospero combatteva
+contro i Fregosi a Promontorio ma
+senza spingere troppo avanti i suoi vantaggi,
+e suo fratello occupava intanto la
+città, e porta san Tommaso, che poteva
+dargli comunicazione coll'armata milanese<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a>.
+Fu allora in particolare, che
+Prospero Adorno mostrò la sua moderazione
+e la sua destrezza; fece rimanere
+nell'accampamento le truppe del Sanseverino,
+ed entrò in città accompagnato
+<span class="pagenum"><a id="Page_86"></a>[86]</span>
+soltanto dagli uomini della sua fazione.
+Questi andavano crescendo di numero
+di mano in mano ch'egli s'innoltrava;
+le strade risuonavano delle grida <i>viva
+gli Adorni e gli Spinola</i>, e niuno fra
+tanta gente pronunciava il nome del
+duca di Milano. Prospero, arrivato al
+palazzo, dichiarò che accordava l'impunità
+a tutti coloro che avevano preso
+parte alle ultime turbolenze; adunò il
+senato, che lo riconobbe per governatore;
+chiese un regalo di sei mila fiorini pei
+capi dell'armata; onde i cittadini, che
+prevedevano di essere aggravati di più
+gagliarde contribuzioni, pagarono lietamente,
+prima che spirassero tre giorni,
+così leggiera somma<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a>.
+</p>
+
+<p>
+E per tal modo il 30 aprile Genova
+tornò sotto la limitata signoria del duca
+di Milano. Roberto di Sanseverino vi
+entrò senz'armi con Lodovico ed Ottaviano,
+zii di Giovanni Galeazzo, e coi
+loro principali ufficiali; ne uscirono quasi
+subito per condurre la loro armata
+all'assedio di Savinione, castello dei Fieschi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_87"></a>[87]</span>
+posto negli Appennini. Per far levare
+l'assedio, Ibletto de' Fieschi raccolse
+cinque mila paesani: Giovan Battista
+Goano si affrettava di raggiugnerlo cogli
+abitanti della Polsevera, ma il Sanseverino
+ritrasse costoro con ingannatrici negoziazioni,
+e disperse l'armata di Goano.
+Quella d'Ibletto, avendo sofferto qualche
+perdita, ritirossi nelle montagne, e Savinione
+capitolò. Ibletto fece allora la pace
+coi generali milanesi, ai quali lo associarono
+la stessa attività e la medesima
+inclinazione per l'intrigo; onde, essendo
+ultimata la spedizione di Genova, Ibletto
+accompagnò il Sanseverino e gli Sforza
+a Milano<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli ultimi erano ansiosi di tornare alla
+corte del loro nipote, per attentare alla
+autorità di Cecco Simonetta. Vedevano
+essi quest'accorto ministro esercitare sotto
+il nome della duchessa un'assoluta
+sovranità; alla cui volontà tutto era subordinato
+dalla superiorità de' suoi talenti e
+del suo carattere. Era invalsa sotto i due
+ultimi duchi l'abitudine di non resistergli;
+altronde i fratelli del duca, che manifestavano
+soltanto il desiderio di limitare
+<span class="pagenum"><a id="Page_88"></a>[88]</span>
+il di lui potere, avevano forse di già
+formato il progetto di soppiantare lui ed
+il suo signore. Si assicura, che l'intenzione
+loro fosse quella di far perire la
+duchessa ed i due suoi figli, di dare a
+Lodovico il Moro il titolo di duca di
+Milano, ed a ciascheduno de' suoi fratelli
+la signoria di una città, a Roberto
+Sanseverino quella di Parma, e quella
+di Genova ad Ibletto de' Fieschi<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per dare esecuzione a tali progetti
+avevano precipitosamente terminata la
+guerra della Liguria, e ricondotti a marcie
+sforzate alla volta di Milano la loro armata.
+Ma il Simonetta, che teneva aperti
+gli occhi sopra di loro, fece il 25 di
+maggio arrestare Donato de' Conti, il principale
+loro agente ed il depositario di
+tutti i loro segreti<a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I fratelli Sforza trattenevansi a mensa
+cogli altri capi del loro partito, quando
+ebbero avviso dell'arresto di Donato dei
+Conti. Uscirono precipitosamente dal loro
+palazzo, chiamando il popolo alle armi;
+subito molta gente si adunò intorno a
+loro, e gli ajutò ad impadronirsi di porta
+<span class="pagenum"><a id="Page_89"></a>[89]</span>
+Tosa. Roberto di Sanseverino ed Ottaviano
+Sforza vollero attaccare il palazzo,
+ed affezionarsi il popolaccio, abbandonandogli
+il tesoro ed il magazzino del
+frumento, che trovavansi nel medesimo.
+Il duca di Bari e Lodovico il Moro vi
+si opposero. Di già la duchessa, ch'erasi
+rifugiata nella cittadella, aveva promesso
+di lasciare in libertà Donato de' Conti;
+ma in questo frattempo i di lei amici
+le furono tutti intorno, e gli amici dei
+suoi cognati si andavano scoraggiando.
+Roberto di Sanseverino, Ibletto ed Ottaviano
+tentarono nuovamente d'ammutinare
+il popolo, scorrendo la città, e
+facendo gridare: <i>a morte i forestieri!</i>
+Ma i fratelli Simonetta, che venivano indicati
+sotto tal nome, non erano dai Milanesi
+odiati, e nissuno prese le armi. All'indomani
+tutti questi capi uscirono di
+buon mattino dalla città per la porta di
+Vercelli. Roberto da Sanseverino ed Ibletto
+de' Fieschi non si fermarono, finchè
+non si credettero in salvo nel territorio
+d'Asti. Giunti al confine di quello stato,
+Ibletto, oppresso dalla fatica, entrò in
+un albergo per riposarsi, e vi fu arrestato.
+Roberto andò più oltre, e si pose
+sotto la protezione del duca d'Orleans.
+I fratelli Sforza erano fuggiti per diverse
+<span class="pagenum"><a id="Page_90"></a>[90]</span>
+strade. Ottavio, più degli altri formidabile
+pel suo turbolento carattere, perì nel
+passaggio dell'Adda, ove si dice che annegasse
+nell'attraversarla a nuoto; ma
+altri assicurano che fu ucciso sulla sponda
+dai satelliti del Simonetta, che lo inseguivano.
+I suoi fratelli furono condannati
+all'esilio con sentenza della reggenza;
+il maggiore, Sforza, ebbe ordine di risiedere
+nel ducato di Bari, di cui portava
+il titolo, Lodovico in Pisa ed il cardinale
+Ascanio in Perugia. A tale condizione
+venne assegnata a cadauno di loro una
+pensione di dodici mila ducati<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a>. Il sesto
+fratello, Filippo Sforza, rimase solo a Milano,
+perchè non aveva presa parte nelle
+pratiche de' fratelli, e si era anzi posto
+dalla banda della duchessa e del Simonetta<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè si annunciò a Sisto IV la
+morte di Galeazzo Sforza, aveva esclamato:
+«la pace d'Italia oggi è perita
+con lui<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a>!» Infatti quest'imponente
+<span class="pagenum"><a id="Page_91"></a>[91]</span>
+potenza, che forzava al riposo tutto il
+settentrione dell'Italia, era distrutta. Genova
+e Milano si trovavano di bel nuovo
+in balìa delle guerre civili: crollava la
+lunga alleanza che Francesco Sforza aveva
+contratta colla repubblica fiorentina; più
+non esisteva il contrappeso che il ducato
+di Milano opponeva all'ambizione di Ferdinando
+re di Napoli; aperto era il campo
+a nuove politiche combinazioni; e noi
+vedremo in breve quello stesso papa, che
+lagnavasi della perduta pace d'Italia,
+spargere i semi di una nuova guerra, ed
+accrescere la generale confusione.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_92"></a>[92]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXV.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+<i>Congiura de' Pazzi.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+1478.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La repubblica di Firenze andava sempre
+più scostandosi dalla generale politica
+dell'Italia e dell'Europa. Ella più
+non pensava a frenare gli ambiziosi progetti
+di Ferdinando e di Sisto IV; non
+ajutava i Veneziani nella loro guerra
+contro i Turchi, nè i Genovesi a ricuperare
+la loro libertà, oppure la duchessa
+reggente di Milano o i fratelli
+Sforza, rivali di lei, nella loro lite per il
+supremo potere. A Firenze si andavano
+succedendo i magistrati senza che la loro
+amministrazione venisse illustrata da verun
+fatto di qualche importanza; onde
+il minuzioso storico, Scipione Ammirato,
+appena trova in sei anni da riempire
+quattro pagine, ed il suo silenzio attesta
+il languore ed il turpore universale<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a>.
+I due fratelli Medici, giunti a matura
+giovinezza, riponevano ogni loro ambizione
+<span class="pagenum"><a id="Page_93"></a>[93]</span>
+nel sostituire in ogni cosa la loro
+autorità personale a quella della repubblica.
+I Fiorentini, diffidando degl'intrighi
+che spesso accompagnano le elezioni,
+avevano creduto di ottenere una rappresentanza
+più eguale, lasciando in arbitrio
+della sorte i loro magistrati; ma a
+questa forma d'elezione, di tutte la più
+democratica, i Medici avevano sostituita
+la più arbitraria di tutte le oligarchie.
+Nominavano essi medesimi cinque elettori
+o <i>accoppiatori</i>, e questi facevano i
+gonfalonieri ed i priori senza consultare
+il popolo, e senza che più si conservasse
+verun legame tra i magistrati ed i loro
+rappresentanti. Siccome la signoria era
+ancora troppo numerosa per essere facilmente
+mantenuta obbediente, i Medici
+avevano accresciuto il potere del gonfaloniere
+a spese de' priori, suoi colleghi,
+di cui prima non era che il presidente.
+I Medici li chiamavano soli alle loro
+deliberazioni, e gl'incaricavano di dare
+gli ordini a nome di un corpo ch'essi
+omai più non degnavansi di consultare.
+La commissione straordinaria, chiamata
+<i>balìa</i>, non doveva, secondo le antiche costumanze,
+crearsi che ne' tempi di turbolenze,
+per sottrarre la repubblica ad
+un grande pericolo; ma i Medici l'avevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_94"></a>[94]</span>
+trasformata in un corpo permanente,
+cui attribuivano il simultaneo potere
+legislativo, amministrativo e giudiziario.
+Nè ciò bastava; essi la collocavano
+al di sopra della medesima sovranità nazionale;
+perciocchè le attribuivano poteri,
+che i popoli mai delegati non hanno ai
+loro sovrani. Così la balìa condannava
+senza processure gl'individui sospetti ai
+Medici, sostituiva alle imposte arbitrarie
+tasse, promulgava leggi retroattive, aggravava
+le antiche sentenze, assoggettava
+a nuove pene coloro che non avevano
+commessi nuovi delitti, e disponeva, senza
+renderne conto, di tutte le finanze. Fu
+veduta impiegare cento mila fiorini per
+salvare da un fallimento la casa di banco
+che Tommaso dei Portinari dirigeva a
+Bruges per conto di Lorenzo de' Medici.
+Altre somme in altre circostanze furono
+levate dalle pubbliche casse, per sovvenire
+ai bisogni dei capi dello stato, i
+quali avevano l'imprudenza di continuare,
+senza volervisi applicare ed ignorandone
+perfino i principj, le grandi speculazioni
+di banco con cui si era arricchito
+il loro avo. E per tal modo sarebbero
+stati in breve ruinati dal loro fasto
+e dalla loro incapacità, se non avessero
+<span class="pagenum"><a id="Page_95"></a>[95]</span>
+potuto impiegare a loro profitto il danaro
+dello stato<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Medici, innoltrandosi in tale maniera
+sulla strada della tirannide, avevano ciò
+nullameno in Firenze un numeroso partito,
+il quale era per una parte formato
+da alcuni cittadini di antiche famiglie,
+che con loro dividevano le magistrature
+e le pubbliche entrate, e che non si assicuravano
+di conservare senza di loro
+la propria importanza; in secondo luogo
+da tutti i letterati, poeti ed artefici, che
+Lorenzo e Giuliano attiravano in casa
+loro, colmandoli di onori e di regali, e
+trattandoli da eguali, mentre pretendevano
+separarsi da tutti gli altri; in ultimo
+ingrossava il loro partito il basso popolo,
+sempre allettato dai frequenti spettacoli
+e dalle feste loro date dai Medici. Il
+popolo non si accorgeva che veniva corrotto
+col suo proprio danaro, e che gli si
+prendeva con una mano ciò che fingevasi
+donargli coll'altra. Ma d'altra banda,
+malgrado le rivoluzionarie sentenze, che
+dopo il 1434 avevano colpite per classe
+tutte quelle antiche ed illustri famiglie
+di Firenze, che avevano inondato di esiliati
+<span class="pagenum"><a id="Page_96"></a>[96]</span>
+la Francia e l'Italia, e compresi nelle
+proscrizioni tutti i nomi storici della repubblica,
+l'intera massa degli antichi
+cittadini era tuttavia opposta ai Medici.
+Universali trasporti di gioja eransi manifestati
+dodici anni prima, quand'erasi
+renduto alquanto di libertà alle elezioni,
+ed un cupo abbattimento accompagnava
+da alcuni anni lo stabilimento della tirannide.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici e suo fratello Giuliano
+non andavano perfettamente d'accordo
+nel loro sistema d'amministrazione.
+Il secondo, più dolce, più modesto, più
+disposto a vivere da eguale co' suoi concittadini,
+non era affatto quieto rispetto al
+calore, all'orgoglio ed alle violenze del
+fratello; onde studiavasi di trattenerlo
+colle sue esortazioni<a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a>. Ma Lorenzo,
+vedendo le famiglie dei Ricci, degli Albizzi,
+dei Barbadori, dei Peruzzi, degli
+Strozzi esiliate fino dal 1434, quella dei
+Machiavelli nel 1458, quelle degli Acciaiuoli,
+dei Neroni, dei Soderini nel 1466;
+e per ultimo quelle dei Pitti e dei Capponi
+<span class="pagenum"><a id="Page_97"></a>[97]</span>
+spogliate del loro antico credito,
+cercava soltanto di adoperare in modo
+che veruna di queste potesse rialzarsi,
+veruna acquistare tali ricchezze o una
+tale considerazione che potesse adombrarlo;
+persuaso che fintanto che non
+lascerebbe avere alla moltitudine un capo,
+potrebbe senz'alcun rischio provocare il
+suo risentimento.
+</p>
+
+<p>
+Tra le famiglie di cui i Medici potevano
+temere la rivalità teneva il primo
+luogo quella de' Pazzi. I Pazzi di Val
+d'Arno, lungo tempo compagni degli Ubaldini,
+degli Ubertini, dei Tarlati, erano
+antichi feudatarj ghibellini ed abitualmente
+in guerra colla repubblica fiorentina.
+Poichè l'ingrandimento di questa li
+consigliò ad abbandonare le loro fortezze
+per venire a vivere nella capitale, continuarono
+ad eccitare la diffidenza di una
+gelosa democrazia; vennero compresi nella
+classe de' magnati, e coll'ordinanza
+di giustizia esclusi da tutti gl'impieghi.
+Ma quando Cosimo de' Medici ebbe scacciata,
+nel 1434, la nobiltà popolare dal
+governo, sentì la necessità di rendersi
+forte coll'alleanza dell'antica nobiltà.
+A ciò mirando accordò a molti magnati
+il privilegio di entrare nella classe del
+popolo. La famiglia de' Pazzi fu una
+<span class="pagenum"><a id="Page_98"></a>[98]</span>
+di quelle che accettò questo diritto di
+essere ascritta tra i borghigiani, da molti
+giudicato un degradamento, ed Andrea fu,
+nel 1439, il primo di questa famiglia che
+sedesse nella signoria. Ebbe Andrea tre
+figli, Antonio, Pietro e Giacomo, uno
+de' quali gli diede cinque nipoti, l'altro
+tre, e Giacomo il più giovane non si
+ammogliò<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a>. Questa numerosa casa non
+era soltanto stata ammessa con un decreto
+nell'ordine del popolo, ma aveva inoltre
+prese le costumanze tutte dei popolani
+fiorentini. Eransi i Pazzi dati al commercio
+e la loro casa di banco veniva
+annoverata tra le più ricche e più riputate
+d'Italia. Non meno superiori ai Medici
+come mercanti, che come gentiluomini,
+non avevano bisogno per sostenersi,
+di volgere a loro profitto il danaro
+del pubblico.
+</p>
+
+<p>
+Cosimo de' Medici si era attaccato coi
+vincoli del sangue questa così ricca e numerosa
+famiglia, il di cui credito poteva
+riuscire molto utile o molto pericoloso.
+Aveva fatta sposare sua nipote, Bianca, sorella
+di Lorenzo e di Giuliano, a Guglielmo
+de' Pazzi, figlio di Antonio e nipote di
+<span class="pagenum"><a id="Page_99"></a>[99]</span>
+Andrea<a class="tag" id="tag90" href="#note90">[90]</a>. Lorenzo aveva tenuta una politica
+tutt'affatto contraria, mirando a ruinare
+quella famiglia, o per lo meno ad impedire
+l'accrescimento della sua fortuna; e
+perchè Giovanni dei Pazzi, cognato di sua
+sorella, aveva sposata l'unica figlia ed
+erede di Giovanni Borromei, cittadino a
+dismisura ricco, Lorenzo fece emanare
+una legge, quando venne a morte il Borromei,
+in forza della quale i nipoti di
+sesso maschile erano preferiti alle figlie
+nell'eredità di un padre morto <i>ab intestato</i>,
+e diede a questa legge un effetto
+retroattivo, sicchè il Pazzi perdette l'eredità
+di suo suocero, che non aveva
+creduto necessario di fare un testamento
+in favore dell'unica sua prole<a class="tag" id="tag91" href="#note91">[91]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_100"></a>[100]</span>
+</p>
+
+<p>
+Di tre figliuoli d'Andrea Pazzi, il solo
+che ancora vivesse era Jacopo, che non
+aveva avuto moglie. Nel 1469 era stato
+gonfaloniere di giustizia, ed il popolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_101"></a>[101]</span>
+l'aveva creato cavaliere, ma dopo quest'epoca
+Lorenzo de' Medici erasi adoperato
+per escludere i Pazzi dalla signoria,
+ad eccezione di Giovanni, cognato di
+sua sorella, che aveva seduto una sol
+volta tra i priori nel 1472<a class="tag" id="tag92" href="#note92">[92]</a>. Quest'esclusione
+era tanto più offensiva, che
+a quest'epoca eranvi nove uomini di questa
+famiglia in età d'esercitare le magistrature;
+che questi occupavano il primo
+rango tra i cittadini, e che tutte le elezioni
+dipendevano unicamente da Lorenzo
+de' Medici.
+</p>
+
+<p>
+Francesco Pazzi, il maggiore de' cognati
+di Bianca de' Medici, non potè più oltre
+soffrire che un uomo prendesse il luogo
+della patria, che accordasse o ricusasse
+<span class="pagenum"><a id="Page_102"></a>[102]</span>
+come un favore ciò che a tutti era dovuto,
+e che esigesse riconoscenza da
+coloro cui egli ne andava debitore, poichè
+si rendeva potente col loro credito e s'arricchiva
+col loro danaro. Egli andò a
+soggiornare in Roma, ove teneva uno
+de' principali suoi banchi di commercio;
+papa Sisto IV lo scelse per suo banchiere
+di preferenza ai Medici, e questo
+pontefice, come suo figlio Girolamo Riario,
+formarono bentosto con lui intime
+relazioni.
+</p>
+
+<p>
+Quanta era la gelosia che i cittadini
+fiorentini nudrivano contro la casa dei
+Medici, altrettanto era l'odio che covavano
+contro la medesima Sisto IV e
+Girolamo Riario, risguardandolo quale
+potente ostacolo ai loro progetti d'ingrandimento.
+Non aveva Sisto dimenticati
+gli ajuti dati a Niccolò Vitelli, signore
+di Città di Castello, nè la lega
+formata nel nord dell'Italia, nè le negoziazioni
+intavolate da Lorenzo per impedire
+che Girolamo Riario facesse l'acquisto
+d'Imola. Girolamo dal canto suo temeva
+che alla morte del papa i Medici
+non lo spogliassero facilmente d'una sovranità
+che sarebbe mancata d'appoggio;
+onde desiderava rendere a Firenze la
+sua libertà, per porsi in appresso sotto
+<span class="pagenum"><a id="Page_103"></a>[103]</span>
+la protezione di questa repubblica. Francesco
+de' Pazzi, che familiarmente conversava
+con Sisto e col Riario, avvelenava
+il loro odio coll'unione del proprio,
+ed andava con loro cercando i mezzi di
+mettere fine ad un'usurpazione che ogni
+giorno acquistava maggior vigore<a class="tag" id="tag93" href="#note93">[93]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La passata storia della repubblica non
+permetteva di sperare alcuna buona riuscita
+dai tentativi degli emigrati, che
+anzi un'esterna aggressione, lungi dallo
+scuotere il governo, lo rendeva più stabile,
+dandogli cagione d'imprigionare o
+d'esiliare i suoi segreti nemici, e d'impiegare
+le forze dello stato con maggiore
+energia. Affatto inutile vedevasi pure lo
+sperimento di una riforma legale, perciocchè
+quando pure si fosse trovato fra
+tanta corruttela de' consiglj un uomo abbastanza
+coraggioso per riclamare a nome
+delle leggi il mantenimento della libertà,
+il suo attaccamento alla buona causa
+non avrebbe avuto altro risultamento che
+l'immediata sua ruina. I Medici più non
+erano sottomessi alle leggi, nè a verun
+tribunale, ed ogni ricorso contro di loro
+non avrebbe servito che ad indicar
+loro nuove vittime. Un subito sollevamento
+<span class="pagenum"><a id="Page_104"></a>[104]</span>
+in città riusciva ugualmente impraticabile,
+perchè la vigilanza del governo
+avrebbe ai Pazzi impedito di adunare
+armati nella propria lor casa i cittadini
+del loro partito, o i contadini dei loro
+poderi. E quando ancora si fossero potuti
+celare ai Medici i primi movimenti
+di un ostile attruppamento, trovandosi
+essi padroni del palazzo, delle porte della
+città e di tutti i luoghi forti, ed essendo
+loro clienti tutti i giudici e tutti i magistrati,
+sarebbersi rovesciate addosso ai
+loro nemici tutte le forze militari dello
+stato e tutto l'imponente apparato della
+giustizia. Altra via perciò non restava a
+scegliersi che quella di una congiura;
+perciocchè si era ben sicuri, che,
+spenti i due Medici, i cittadini, che
+tremavano innanzi a loro, si affretterebbero
+di condannarne la memoria e
+di riconoscere come un atto della pubblica
+vendetta l'attentato de' loro uccisori.
+Il recente esempio della congiura
+di Milano, lungi dallo scoraggiare i cospiratori,
+poteva ispirar loro confidenza,
+perchè aveva dimostrato come fosse facile
+il privare di vita un tiranno; che se
+il popolo di Milano non si era dopo il
+fatto sollevato, poteva allegarsi che riconosceva
+Galeazzo Sforza, comunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_105"></a>[105]</span>
+odioso per i suoi mali portamenti, per
+suo legittimo sovrano, mentre i Medici
+non osavano essi medesimi di confessare
+apertamente che si credevano di un rango
+superiore a quello degli altri Fiorentini.
+</p>
+
+<p>
+Gli spiriti erano di già esacerbati da
+vicendevoli offese, ed i nemici dei Medici
+di già si disponevano a congiurare,
+quando recenti ingiurie loro procurarono
+alleati che non isperavano. Dall'una parte
+essendo morto Filippo de' Medici, arcivescovo
+di Pisa, Sisto IV gli sostituì
+Francesco Salviati, parente di un Jacopo
+Salviati, che i Medici avevano fatto dichiarare
+ribelle<a class="tag" id="tag94" href="#note94">[94]</a>. Essi ricusarono di
+riconoscere il nuovo prelato, e gli negarono
+il possesso del suo arcivescovado.
+D'altra parte Carlo di Montone, figliuolo
+di Braccio, uno de' ristauratori dell'arte
+militare in Italia, essendosi egli
+stesso guadagnata qualche riputazione
+nelle armi, volle tentare di ricuperare l'autorità
+che suo padre ebbe in Perugia.
+Terminata la sua condotta coi Veneziani,
+era passato a Firenze, dove aveva
+ragunate alcune compagnie d'uomini
+<span class="pagenum"><a id="Page_106"></a>[106]</span>
+d'armi. Ma quando aveva saputo che i Fiorentini
+avevano rinnovata la loro alleanza
+con Perugia, aveva rinunciato alla sua
+intrapresa contro quella città, e rivolte
+le sue armi contro la repubblica di Siena,
+colla quale Firenze non era in guerra,
+ma che pure desiderava di vedere umiliata.
+Carlo di Montone, nella state del 1477,
+prese molti castelli ai Sienesi, dai quali
+riclamava il pagamento di un debito contratto
+verso suo padre; e perchè aveali
+trovati non apparecchiati a difendersi,
+erasi lusingato di sottomettere questa repubblica;
+ma i Fiorentini avevano bensì
+permesso di recare qualche danno ai loro
+vicini che non amavano, ma non volevano
+perciò che si accendesse una guerra
+ai loro confini: sforzarono quindi Montone
+ad abbandonare la sua intrapresa,
+ma la repubblica di Siena non lasciò per
+questo di conservare un profondo risentimento
+per essere uscita dagli stati fiorentini
+l'armata che aveva invaso il loro territorio<a class="tag" id="tag95" href="#note95">[95]</a>.
+Per vendicarsi strinse alleanza
+col papa e col re di Napoli<a class="tag" id="tag96" href="#note96">[96]</a>, mentre
+dal canto suo Sisto IV adunò una piccola
+<span class="pagenum"><a id="Page_107"></a>[107]</span>
+armata ai confini dello stato fiorentino,
+sotto colore di assediare il castello
+di Montone e di castigare in tal modo
+il capitano, che aveva di fresco turbata
+la tranquillità<a class="tag" id="tag97" href="#note97">[97]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto tra Francesco de' Pazzi e Girolamo
+Riario si convenne di mandare
+ad esecuzione il progetto del cambiamento
+del governo di Firenze e dell'uccisione
+dei Medici; e ne diedero parte
+all'arcivescovo Salviati che sapevano irritato
+da fresche ingiurie, e che realmente
+abbracciò con ardore il mezzo che
+gli offrivano di vendicarsi. Francesco Pazzi
+venne poscia a Firenze per associare alla
+congiura suo zio Jacopo, il capo della
+famiglia; ma egli vi trovò più difficoltà
+che non aveva creduto. Giovan Battista
+di Montesecco, condottiere abbastanza
+riputato ai servigj del papa, e
+confidente di Girolamo Riario, venne
+pure spedito presso questo vecchio magistrato
+per persuaderlo. Il Montesecco
+era venuto in Toscana quale incaricato
+di una finta negoziazione con Lorenzo
+de' Medici, e prima di partire aveva
+avuto un'udienza dal papa, che offriva
+<span class="pagenum"><a id="Page_108"></a>[108]</span>
+tutte le sue forze in appoggio della congiura<a class="tag" id="tag98" href="#note98">[98]</a>.
+Fu quest'adesione del papa
+alla trama, che finalmente strascinò Jacopo
+dei Pazzi; acconsentì in allora di
+stare a quanto per lui farebbe suo nipote
+in Roma. In fatti Francesco vi era
+tornato per maturare i suoi progetti di
+concerto col papa, col conte Riario e
+coll'ambasciatore di Ferdinando, che dal
+canto suo prometteva una possente cooperazione.
+Si convenne che sotto pretesto di
+attaccare Montone, si adunerebbe un'armata
+pontificia nello stato di Perugia;
+che Lorenzo Giustini di Città di Castello,
+il rivale di Niccolò Vitelli, farebbe leva
+di soldati, sotto colore di proseguire la
+sua lite; che Gian Francesco di Tolentino,
+uno de' condottieri del papa, passerebbe
+colla sua truppa in Romagna, e che
+Francesco de' Pazzi, l'arcivescovo Salviati
+e Giambattista di Montone tornerebbero
+a Firenze per accrescere il numero
+de' congiurati, e trovare l'istante
+di opprimere nello stesso tempo i due
+fratelli<a class="tag" id="tag99" href="#note99">[99]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_109"></a>[109]</span>
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro che si obbligarono ad assecondare
+il Pazzi ed il Salviati, contavasi
+Jacopo, figlio di quel Poggio Bracciolini,
+celebre scrittore, cui andiamo
+debitori di una storia fiorentina; e lo
+stesso Jacopo era autore di alcune erudite
+opere<a class="tag" id="tag100" href="#note100">[100]</a>. Vi si trovavano inoltre
+due Jacopi Salviati, fratello l'uno, l'altro
+cugino dell'arcivescovo; Bernardo
+Bandini e Napoleone Francesi, giovani
+audacissimi ed affatto ligi alla casa dei
+Pazzi; Antonio Maffei, prete di Volterra
+e notajo apostolico, e Stefano Bagnoni,
+altro prete che insegnava la lingua latina
+ad una figlia naturale di Jacopo Pazzi.
+Tutti i membri della famiglia di quest'ultimo
+non presero parte alla trama; Renato
+uno de' cinque fratelli, figlio di
+Pietro, ricusò con fermezza di entrarvi
+e ritirossi in campagna onde non essere
+confuso coi cospiratori<a class="tag" id="tag101" href="#note101">[101]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa aveva mandato all'università
+di Pisa Raffaele Riario, nipote del conte
+Girolamo, giovanetto di soli diciott'anni,
+<span class="pagenum"><a id="Page_110"></a>[110]</span>
+che il 10 dicembre del 1477 fu creato
+cardinale. Il suo innalzamento a questa
+nuova dignità doveva essere festeggiato.
+Pensarono i congiurati che ciò appunto
+offrirebbe una facile occasione di unire
+nello stesso luogo Lorenzo e Giuliano
+de' Medici, onde ucciderli assieme; ed
+era necessario che i due fratelli fossero
+assaliti nello stesso tempo, altrimenti
+la morte dell'uno avrebbe avvisato
+l'altro di porsi in guardia. In conseguenza
+il papa scrisse al cardinale Riario
+di fare tutto quanto gli ordinerebbe l'arcivescovo
+di Pisa, e questi pochi giorni
+dopo fece venire il cardinale a Firenze.
+Jacopo de' Pazzi gli diede una festa nella
+sua villa di Montughi, lontana un miglio
+dalla città. Vi aveva invitati i due
+fratelli Medici, ma Giuliano non eravi
+andato. Non intervenne nè meno ad una
+festa data al cardinale da Lorenzo a Fiesole;
+all'ultimo si seppe che non troverebbesi
+pure a quella che Lorenzo destinava
+a Riario nella sua casa di città
+il 26 aprile del 1478. Allora solamente
+si determinò d'assalire lo stesso giorno
+i due fratelli nella cattedrale, dove il
+cardinale Riario dovea udire la messa,
+e dove i Medici mal potevano dispensarsi
+<span class="pagenum"><a id="Page_111"></a>[111]</span>
+d'assistere con lui al divino servigio<a class="tag" id="tag102" href="#note102">[102]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Francesco de' Pazzi e Bernardo Bandini
+s'incaricarono d'uccidere Giuliano.
+Risguardavasi la parte loro come la più
+difficile, perchè questo giovane, naturalmente
+timido, portava sempre una corazza
+sotto le vesti; era stata data la commissione
+di uccidere Lorenzo a Giovan
+Battista Montesecco. Il Montesecco
+ne aveva di buon grado assunto il carico,
+quando il fatto doveva aver luogo in
+tempo d'un banchetto, ma quando fu
+cambiato il luogo dell'esecuzione, e seppe
+che in chiesa ed in tempo della messa
+doveva uccidere un uomo cui era legato
+da relazioni di ospitalità, dichiarò di non
+sentirsi capace di aggiugnere al tradimento
+il sacrilegio. Gli scrupoli di questo
+militare furono cagione della cattiva riuscita
+della congiura; perchè più non trovavansi
+tra i congiurati che preti, che
+l'abitudine del vivere in chiesa rendesse
+indifferenti rispetto al luogo in cui si trovavano,
+e non fossero atterriti dall'idea
+<span class="pagenum"><a id="Page_112"></a>[112]</span>
+del sacrilegio<a class="tag" id="tag103" href="#note103">[103]</a>. Fu dunque forza d'incaricare
+di ferire Lorenzo lo scrivano
+apostolico, Antonio di Volterra, e Stefano
+Bagnoni, parroco di Montemurlo.
+Il momento fissato fu quello in cui il
+prete, alzando l'ostia, le due vittime,
+stando a ginocchio, chinerebbero il capo,
+e non potrebbero vedere gli assassini.
+Le campane della messa dovevano far
+conoscere agli altri congiurati, incaricati
+d'attaccare il palazzo del pubblico, l'istante
+del sagrificio. L'arcivescovo Salviati
+co' suoi, e Giacomo, figlio di Poggio
+Bracciolini, dovevano rendersi padroni
+della signoria e forzarla ad approvare
+un assassinio di già eseguito<a class="tag" id="tag104" href="#note104">[104]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I congiurati stavano di già in chiesa,
+vi erano arrivati Lorenzo ed il cardinale,
+la folla riempiva la chiesa, il divino sagrificio
+era cominciato, ed ancora Giuliano
+non compariva. Francesco de' Pazzi
+<span class="pagenum"><a id="Page_113"></a>[113]</span>
+e Bernardo Bandini andarono a cercarlo,
+e gli fecero sentire che la sua presenza
+era omai necessaria; nello stesso tempo,
+in atto motteggevole, passarono le
+loro braccia a traverso al suo corpo per
+verificare se aveva la corazza. Ma Giuliano,
+che soffriva d'un male di gamba,
+non aveva presa veruna armatura, ed
+aveva pure, contro il suo costume, lasciato
+il suo coltello da caccia, perchè
+gli batteva contro la gamba inferma. Intanto
+Giuliano, entrato in chiesa, s'accostò
+all'altare; due congiurati tenevansi
+vicini a lui; due altri presso di suo fratello,
+e la folla che li circondava, dava
+loro ragionevole pretesto di stringersi più
+presso ai Medici. Il prete alzò l'ostia,
+ed all'istante Bernardo Bandini ferì col
+suo pugnale Giuliano nel petto, il quale
+dopo aver fatto qualche passo cadde a
+terra. Francesco de' Pazzi gli fu addosso
+e lo percosse replicatamente con tanto
+furore, che nello stesso tempo ferì sè
+medesimo gravemente in una coscia. Nel
+medesimo istante i due preti attaccavano
+Lorenzo: Antonio da Volterra, appoggiando
+la mano sinistra sopra la di lui
+spalla, volle ferirlo nel collo; ma Lorenzo
+si distrigò rapidamente, ed avviluppatosi
+il mantello intorno al braccio sinistro per
+<span class="pagenum"><a id="Page_114"></a>[114]</span>
+farsene scudo, sguainò la spada e si difese
+coll'ajuto de' suoi due scudieri, Andrea
+e Lorenzo Cavalcanti. L'ultimo fu
+ferito, e lo stesso Lorenzo lo era egli
+pure leggermente nel collo, quando i due
+preti si scoraggiarono e presero la fuga.
+Per lo contrario Bernardo Bandini, lasciando
+già morto Giuliano, corse verso
+Lorenzo, ed uccise Francesco Nori, che
+gli tagliava la strada. Lorenzo erasi ricoverato
+in sagristia co' suoi amici. Il
+Poliziano ne chiudeva le porte di bronzo,
+mentre Antonio Ridolfi succhiava la ferita
+del suo padrone e la medicava.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto gli amici dei Medici dispersi
+nel tempio adunaronsi colle spade sguainate
+innanzi alla porta della sagristia,
+chiedendo che si aprisse e che Lorenzo
+si mettesse alla loro testa. Questi, temendo
+d'essere ingannato da queste grida, non
+ardiva aprire, finchè Sismondi della Stufa,
+giovane a lui affezionatissimo, salito
+per la scala dell'organo ad una finestra
+di dove poteva vedere l'interno della
+chiesa, osservò da un lato Giuliano, di
+cui Lorenzo ignorava la sorte, steso a
+terra intriso nel proprio sangue; dall'altro
+lato potè assicurarsi che coloro
+che chiedevano d'entrare erano i veri
+amici dei Medici. Allora si aprirono le
+<span class="pagenum"><a id="Page_115"></a>[115]</span>
+porte, e Lorenzo si pose fra di loro per
+recarsi alla sua casa<a class="tag" id="tag105" href="#note105">[105]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I congiurati non avevano disposte altre
+forze in chiesa per isnidare le vittime
+dai loro asili, lo che probabilmente non
+sarebbe stata malagevole cosa; ma le
+avevano disposte tutte per impadronirsi
+del palazzo pubblico. Sapevano in fatti
+che la moltitudine non giudica che all'ingrosso,
+e che riconoscerebbe per
+depositarj della sovrana autorità i vincitori,
+qualunque si fossero, tostocchè li
+vedrebbe circondati dalle guardie della
+signoria e seduti sul tribunale. L'arcivescovo
+erasi portato al palazzo coi Salviati
+suoi parenti, con Jacopo Bracciolini e
+con una truppa di minori congiurati,
+quasi tutti Perugini. Lasciò in sul primo
+ingresso parte de' suoi satelliti con ordine
+di occupare la porta principale, tostocchè
+udirebbero del rumore: altri seco condusse
+fino all'appartamento occupato dai membri
+della signoria, loro ordinando di stare
+nascosti in cancelleria per non dare sospetto.
+Ma questi spinsero per di dentro la
+porta, che si trovò chiusa a molla in modo
+che più non poteva aprirsi senza chiave;
+<span class="pagenum"><a id="Page_116"></a>[116]</span>
+onde questo corpo di congiurati, il più
+necessario a tutta l'azione, rimase nella
+impossibilità di prendervi parte.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto l'arcivescovo Salviati era entrato
+presso il gonfaloniere, col pretesto
+di avergli a comunicare qualche cosa
+per parte del papa. Questo primo magistrato
+era in allora quello stesso Cesare
+Petrucci, ch'era stato poc'anzi sorpreso
+a Prato da Bernardo Nardi, ed era stato
+in pericolo di essere ucciso in quella congiura.
+Dopo questo avvenimento era diventato
+più diffidente d'ogni altro, ed inoltre
+osservò che l'arcivescovo, parlando,
+era talmente disturbato, che le parole che
+balbettava quasi non avevano senso. Il
+Salviati mutava spesso colore, volgevasi
+verso la porta, tossiva come volesse dare
+qualche segno, e non sapeva contenere
+la propria agitazione. Cesare Petrucci
+lanciossi egli stesso alla porta, e vi trovò
+Giacomo Bracciolini, cui, preso pei capelli,
+rovesciò a terra, e diede in guardia
+ai suoi sergenti. Chiamò nello stesso
+tempo i priori a difendersi, ed attraversando
+con loro la cucina del palazzo,
+prese uno spiedo, col quale si pose di
+guardia alla porta della torre, ove la signoria
+si ritirò. Intanto i sergenti chiusero
+le diverse porte de' corridoj del palazzo,
+<span class="pagenum"><a id="Page_117"></a>[117]</span>
+ed attaccarono sparsamente i congiurati,
+la maggior parte de' quali eransi
+da sè chiusi in cancelleria. Tutti coloro
+che avevano seguito il Salviati nel piano
+superiore, furono bentosto arrestati, ed
+immediatamente uccisi o gittati a basso
+dalle finestre. Ma l'altra banda de' congiurati,
+rimasta all'ingresso principale,
+erasene resa padrona; e nel momento
+del tumulto, quando gli amici dei Medici
+accorsero in folla al palazzo per soccorrere
+la signoria, i congiurati difesero
+la porta e sostennero per qualche tempo
+una specie d'assedio<a class="tag" id="tag106" href="#note106">[106]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tra coloro che si erano incaricati dell'uccisione
+de' Medici, i due preti ch'eransi
+vilmente dati alla fuga, vennero
+inseguiti dagli amici dei Medici e fatti
+a pezzi. Bernardo Bandini, quando vide
+in salvo Lorenzo e ferito Francesco Pazzi
+e che il popolo dichiaravasi contro di
+lui, conobbe la sua fazione perdente,
+ed uscì subito di città e si pose in salvo.
+Francesco Pazzi, tornato a casa sua, si
+sentì talmente indebolito dal sangue che
+<span class="pagenum"><a id="Page_118"></a>[118]</span>
+aveva perduto per la ferita fattasi da sè
+medesimo, che non poteva sostenersi a
+cavallo. Rinunciando adunque a correre
+la città per chiamare il popolo alla libertà,
+siccome aveva ideato di fare, pregò
+Giacomo Pazzi, suo zio, a fare le sue
+veci. Questi malgrado l'estrema sua vecchiaja
+si pose alla testa di un centinajo
+d'uomini raccolti in casa sua per tale
+motivo, e marciò verso la piazza del
+palazzo invitando i cittadini, cui presentavasi
+l'opportunità di tornare liberi, a
+prendere le armi; ma niuno lo raggiunse,
+mentre che i priori dall'alto del palazzo
+ch'essi occupavano gli lanciavano addosso
+delle pietre. Suo cognato Serristori, che
+scontrò solo sulla strada, gli rinfacciò il
+tumulto ch'egli cagionava in Firenze, e
+lo consigliò a ritirarsi. Giacomo de' Pazzi,
+non ricevendo soccorso da veruna banda,
+si volse colla sua truppa verso una porta
+della città, ed uscì, prendendo la via di
+Roma<a class="tag" id="tag107" href="#note107">[107]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo, ritiratosi nella propria casa,
+non aveva presa ancora veruna misura per
+fermare i cospiratori; aveva abbandonata
+la sua vendetta al popolo, la quale perciò
+<span class="pagenum"><a id="Page_119"></a>[119]</span>
+non fu che più crudele. Il gonfaloniere,
+Cesare Petrucci, irritato pel corso pericolo,
+fece strozzare alle finestre del palazzo
+l'arcivescovo Salviati, il di lui fratello,
+il cugino e Jacopo Bracciolini. Perirono
+pure tutti coloro che lo avevano seguito,
+tranne un solo che si era nascosto sotto
+un mucchio di legni. Quando venne
+scoperto dopo quattro giorni si risguardò
+come bastantemente punito dalla sofferta
+fame e dalla paura. Intanto il popolo furibondo
+andava in traccia di tutti coloro
+che avevano mostrata qualche opposizione
+all'ambizione dei Medici, o qualche
+relazione d'amicizia coi congiurati. Tostocchè
+gli veniva denunciata qualche
+vittima era subito uccisa e strascinato il di
+lei cadavere per le strade<a class="tag" id="tag108" href="#note108">[108]</a>; le squarciate
+sue membra portavansi sulle lance
+ne' diversi quartieri della città; questa
+frenetica sete di vendetta non si poteva
+mai spegnere. Il giovane cardinale Riario,
+che nulla sapeva della cospirazione, erasi
+posto in salvo sull'altare, ove a stento era
+stato difeso dai preti. Francesco Pazzi,
+strappato fuori del letto, su cui dalla sua
+ferita era stato costretto a gettarsi, venne
+condotto al palazzo senza che gli si permettesse
+<span class="pagenum"><a id="Page_120"></a>[120]</span>
+di vestirsi, e fu strozzato come
+l'arcivescovo ad una finestra. Lungo la
+strada tutti gli strappazzi del popolo non
+gli cavarono di bocca una sola parola;
+guardava con occhio immobile i suoi
+concittadini che tornavano in ischiavitù
+e sospirava<a class="tag" id="tag109" href="#note109">[109]</a>. Guglielmo de' Pazzi erasi
+rifugiato nella casa di Lorenzo, suo cognato,
+e fu salvato dalle preghiere di Bianca
+de' Medici sua sposa. Renato dei Pazzi,
+ch'erasi più giorni avanti ritirato in villa
+per non aver parte alcuna nella rivoluzione,
+volle per altro fuggire, quando
+seppe che la rivoluzione era scoppiata;
+ma conosciuto sotto il mentito abito di
+contadino, che aveva preso, venne arrestato
+e condotto a Firenze ove fu appiccato.
+Fu pure arrestato Giacomo dei
+Pazzi dai montanari nel passaggio degli
+Appennini; li supplicò di ucciderlo subito,
+e gli offrì perciò anche un premio,
+ma li trovò inflessibili e fu appiccato con
+suo nipote Renato. Era già il quarto
+giorno dopo la congiura, ed in tutto questo
+tempo il popolaccio erasi bagnato nel
+sangue. Più di settanta cittadini, colpevoli
+o sospetti d'aver avuto parte nella
+trama, erano stati sbranati e le loro membra
+<span class="pagenum"><a id="Page_121"></a>[121]</span>
+strascinate per le strade<a class="tag" id="tag110" href="#note110">[110]</a>. Il corpo
+di Jacopo de' Pazzi fu più volte esposto
+a tanta indegnità; era stato prima messo
+nel sepolcro de' suoi antenati, ma perchè
+si pretese d'averlo udito bestemmiare
+nell'atto di morire, abitudine che aveva
+da lungo tempo contratta, si attribuirono
+le dirotte pioggie de' susseguenti giorni al
+trovarsi il cadavere di un bestemmiatore
+in terreno sacro. Venne disumato per essere
+seppellito lungo le mura; ma i fanciulli
+lo trassero ancora da questa seconda sepoltura
+per istrascinarlo molto tempo per
+le strade, avanti di gettarlo in Arno. A
+Giovan Battista di Montesecco fu troncato
+il capo dopo un lungo interrogatorio,
+nel quale diede notizia della parte che il
+papa aveva avuta nella cospirazione. Bernardo
+Bandino, senza fermarsi nella sua
+fuga, aveva cercato ricovero in Costantinopoli,
+ma colà Lorenzo de' Medici ebbe
+abbastanza influenza per farlo arrestare. Il
+sultano Maometto II lo consegnò, e Bandino,
+ricondotto in Firenze il 14 dicembre
+del susseguente anno, fu appiccato alle
+<span class="pagenum"><a id="Page_122"></a>[122]</span>
+finestre del bargello il 29 dicembre del
+1479<a class="tag" id="tag111" href="#note111">[111]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli storici fiorentini, che scrissero sotto
+i Medici, fecero de' Pazzi il più svantaggioso
+ritratto. Poliziano loro ascrive
+tutti i vizj, anche i più incompatibili:
+vengono generalmente accusati d'eccessivo
+orgoglio; Francesco lasciavasi accecare
+dalla collera, ed appunto in tale
+traviamento si ferì da sè stesso, credendo
+ferire il suo nemico. Era Jacopo dedito
+al giuoco, ed aveva l'abitudine di bestemmiare,
+per altro era uomo assai caritatevole;
+e consacrava parte delle sue entrate
+al soccorso de' poveri e ad arricchire le
+chiese. Per timore di avvolgere nella
+propria sventura coloro che avevano qualche
+credito verso di lui, aveva pagati
+tutti i suoi debiti la vigilia del giorno
+fissato all'esecuzione della congiura, ed
+aveva consegnate ai loro proprietarj tutte
+le mercanzie che teneva in dogana per
+altrui conto<a class="tag" id="tag112" href="#note112">[112]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_123"></a>[123]</span>
+</p>
+
+<p>
+Sebbene i congiurati non avessero ottenuto
+l'intento loro, la posizione di Lorenzo
+de' Medici era sempre pericolosa
+assai. Le truppe, adunate nella valle del
+Tevere sotto Lorenzo Giustini, ed in
+Romagna sotto Gian Francesco di Tolentino,
+erano di già entrate nel territorio
+di Firenze; ma, avendo udito il disastro
+dei Pazzi, eransi ritirate senza lasciarsi
+raggiugnere dalle truppe della repubblica.
+Intanto il re Ferdinando mandava
+altre truppe, che di già avevano
+passato il Tronto, ed aveva renduta pubblica
+la sua alleanza col papa e colla
+repubblica di Siena. Questa lega aveva
+scelto per suo generale il duca d'Urbino,
+Federico di Montefeltro, ed aveva dichiarata
+la guerra, non già alla repubblica
+fiorentina, ma al solo Lorenzo de' Medici,
+che non volevasi confondere colla sua
+patria. Nello stesso tempo il papa intimava
+la scomunica alla repubblica fiorentina,
+se entro un mese, da incominciarsi col
+primo di giugno, giorno della pubblicazione
+della bolla, ella non consegnava ai
+tribunali ecclesiastici Lorenzo de' Medici,
+il gonfaloniere, i priori e gli otto della
+balìa con tutti i loro fautori, ond'essere
+puniti secondo l'enormità del loro
+<span class="pagenum"><a id="Page_124"></a>[124]</span>
+delitto<a class="tag" id="tag113" href="#note113">[113]</a>. Consisteva questo delitto nell'avere
+portate le mani sopra un ecclesiastico.
+«Perchè i cittadini, dice il papa,
+erano tra di loro venuti a qualche dissensione
+civile e privata, questo Lorenzo
+coi priori di libertà ec.....
+avendo interamente scosso il timore di
+Dio, e trovandosi infiammati di furore,
+vessati da diabolica sugestione, e trasportati
+come cani da insensata rabbia,
+infierirono con tutta possibile ignominia
+contro persone ecclesiastiche. Oh dolore!
+oh inaudito delitto! portarono le
+violenti mani sopra un arcivescovo, e
+lo appiccarono pubblicamente alle finestre
+del loro palazzo<a class="tag" id="tag114" href="#note114">[114]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Il papa non si difese intorno all'aver
+avuto parte nella congiura, e non
+cercò in alcuna bolla di smentire quest'accusa;
+per lo contrario i Fiorentini
+confessarono il loro torto d'avere
+fatto morire l'arcivescovo di Pisa ed i
+preti congiurati, che erano soggetti soltanto
+alla giurisdizione ecclesiastica; cercarono
+di calmare il papa assoggettandosi
+alle sue censure, e restituirono la libertà
+<span class="pagenum"><a id="Page_125"></a>[125]</span>
+al cardinale Riario<a class="tag" id="tag115" href="#note115">[115]</a>. Tanta moderazione
+fu inutile; il dieci delle calende di
+luglio una seconda bolla fulminò contro
+di loro più gravi pene: proibì ai fedeli
+di avere comunicazione di veruna sorta
+con loro, ruppe le precedenti alleanze,
+vietò a tutti gli stati di contrarne di nuove,
+ed impedì ad ogni militare di mettersi
+al loro soldo<a class="tag" id="tag116" href="#note116">[116]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto i Fiorentini si apparecchiavano
+a respingere colle armi l'attacco onde
+erano minacciati, ed il 13 di giugno crearono,
+secondo l'antica costumanza, i decemviri
+della guerra<a class="tag" id="tag117" href="#note117">[117]</a>. Spedirono nello
+stesso tempo a tutti i principi cristiani
+una relazione della congiura; chiesero
+col mezzo de' loro ambasciatori i soccorsi
+del duca di Milano e della repubblica
+di Venezia in forza della loro alleanza<a class="tag" id="tag118" href="#note118">[118]</a>:
+<span class="pagenum"><a id="Page_126"></a>[126]</span>
+adunarono in Firenze un concilio provinciale
+di tutti i prelati toscani, loro
+domandarono una protesta contro la sentenza
+di Sisto IV, ed un appello della
+sua scomunica ad un concilio ecumenico<a class="tag" id="tag119" href="#note119">[119]</a>.
+Pubblicarono altresì l'autentica
+confessione del Montesecco, onde togliere
+qualunque dubbio rispetto alla parte che
+il papa aveva avuta nella cospirazione,
+e mandarono questo documento col loro
+appello all'imperatore, al re di Francia
+ed ai principi sovrani della Cristianità<a class="tag" id="tag120" href="#note120">[120]</a>.
+Finalmente per sottrarre Lorenzo dei
+Medici ad attentati simili a quello da
+cui era uscito salvo, la signoria accordò
+alla sua persona una guardia di dodici
+uomini<a class="tag" id="tag121" href="#note121">[121]</a>. I monarchi d'Europa potevano
+difficilmente apprezzare i motivi
+de' cittadini fiorentini per metter fine all'usurpazione
+<span class="pagenum"><a id="Page_127"></a>[127]</span>
+della casa de' Medici. Essi
+di già risguardavano i due fratelli come
+legittimi sovrani, ed una congiura contro
+di loro sembrava un attentato contro la
+maestà dei troni. Altronde senza esaminare
+i diritti che potevano avere i congiurati,
+la condotta del papa, il quale
+si associava a costoro per soddisfare l'odio
+e la cupidigia di un nipote, che passava
+per suo figlio, loro sembrava sempre
+scandalosa. Quindi il re di Francia,
+l'imperatore Federico, i Veneziani, il
+duca di Milano e quello di Ferrara minacciarono
+Sisto IV di ritirarsi dalla sua
+ubbidienza, se proseguiva a turbare la
+Cristianità con un'ingiusta guerra. Lodovico
+XI richiamò le dispute intorno
+alla prammatica sanzione; volle trattenere
+le annate, dacchè i tesori ch'esse portavano
+a Roma venivano impiegati nel
+fare la guerra ai Cristiani, non a difenderli
+contro i Turchi. Citò inoltre Sisto
+IV ad un concilio che diede voce di
+volere adunare in Orleans, poi in Lione,
+ma che non ebbe mai luogo<a class="tag" id="tag122" href="#note122">[122]</a>. In ultimo
+mandò ambasciatore a Firenze il
+celebre storico Filippo di Comines, per
+<span class="pagenum"><a id="Page_128"></a>[128]</span>
+dare maggiore importanza ai Medici con
+larga promessa di protezione<a class="tag" id="tag123" href="#note123">[123]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I più saggi fra i cardinali vedevano
+con dolore compromessa l'autorità pontificia
+dall'inconsiderazione di un papa;
+ma credevano assai più importante di
+salvarla, che di costringere Sisto IV ad
+ascoltare i consiglj della prudenza e della
+giustizia. In una delle sue ultime lettere<a class="tag" id="tag124" href="#note124">[124]</a>
+il cardinale di Pavia scriveva al
+papa: «So che recasi presso di noi per
+parte del re di Francia un ambasciatore
+riputato assai nelle Gallie, la di
+cui commissione è oltremodo orgogliosa.
+È incaricato di sottrarre i Francesi all'ubbidienza
+della santa sede, e di appellare
+ad un concilio se non si revocano
+le censure pronunciate contro i
+Fiorentini, se coloro che hanno ucciso
+Giuliano, quegli ancora che approvarono
+questo assassinio, non vengono
+puniti; e per ultimo se non rinunciamo
+alla guerra da poco cominciata....
+Frattanto che potremmo noi fare di più
+<span class="pagenum"><a id="Page_129"></a>[129]</span>
+vergognoso, qual maggior piaga, qual
+morte più crudele potremmo noi arrecare
+all'autorità di Roma, che di rivocare
+la nostra sentenza, prima ancora
+che asciutto sia l'inchiostro con cui
+fu vergata. Il solo flagello accordatoci
+da Dio per la nostra conservazione ci
+caderebbe di mano, il bastone apostolico
+più non avrebbe forza di rompere
+i vasi inutili; la potenza secolare avrebbe
+in allora un rifugio contro le censure,
+e ciò che la debolezza nostra
+avesse una volta abbandonato, più ricuperarlo
+non potrebbe il nostro coraggio.»
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale propose in seguito al pontefice
+di acquistar tempo con evasive
+risposte, di promettere di ricevere i Fiorentini
+in grazia, ove manifestassero pentimento;
+ma di dichiarare di non lo poter
+fare che in un'assemblea di tutti i cardinali,
+la quale assemblea era impossibile
+durante la peste; di ritenere sotto
+lo stesso pretesto della peste gli ambasciatori
+francesi in luogo lontano dalla
+corte; per ultimo di seguire l'esempio dello
+stesso re di Francia, che talvolta aveva
+differita un anno intero la risposta ai legati
+di Roma. «Se il re, soggiugne egli,
+acconsente, com'è probabile, a questi
+<span class="pagenum"><a id="Page_130"></a>[130]</span>
+indugi, voi avrete tempo di atterrare
+le armi de' vostri nemici, e Dio nella
+sua misericordia spesso ci concede inaspettati
+soccorsi: se il re non si acquieta,
+saranno a lui imputabili tutte le conseguenze
+della sua impazienza....
+Allora vostra santità confidisi interamente
+in Dio; quegli che regna nei
+cieli è più grande di quegli che vive
+sulla terra. Il primo sostenne i suoi
+sacerdoti ne' più gravi travagli, non
+verrà loro meno ne' minori pericoli:
+altronde i nostri nemici combatterebbero
+per il peccato, noi contro il peccato;
+essi vorrebbero la nostra perdita,
+e noi altro non vogliamo che la loro
+salute e la loro vita: in così diversa
+situazione, e quando così giusta è la
+nostra causa, senza dubbio che noi
+dobbiamo tutta in Dio riporre la nostra
+speranza<a class="tag" id="tag125" href="#note125">[125]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I consiglj del cardinale di Pavia vennero
+adottati. Sisto IV differì fino al 27
+gennajo seguente ad accordare la prima
+udienza agli ambasciatori francesi; ed
+anche allora non diede loro un positivo
+riscontro; disse che avrebbe incaricato
+<span class="pagenum"><a id="Page_131"></a>[131]</span>
+un suo legato di portare a Lodovico XI
+l'espressione de' suoi sentimenti; frattanto
+soggiunse che aveva con dispiacere veduto
+questo monarca prestar fede a Lorenzo
+ed a' suoi complici, piuttosto che
+a quegli che ha ricevuta la sua autorità
+da Dio medesimo, e che a lui solo deve
+renderne conto; poichè sta scritto nelle
+sacre carte: «L'orgoglioso, che non vuole
+ubbidire all'ordine del pontefice che
+rende un culto al suo Dio, deve morire
+per sentenza del giudice. Così tu toglierai
+il male dalla terra d'Israello;
+il popolo vedendolo rientrerà nel timore,
+e niuno più non si gonfierà di
+vano orgoglio<a class="tag" id="tag126" href="#note126">[126]</a>.» Mentre il papa
+addormentava co' suoi indugi e con ambigue
+risposte la lega che pareva formarsi
+contro di lui, proseguiva vigorosamente
+la guerra intrapresa in Toscana.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_132"></a>[132]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVI.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando
+di Napoli, ed i Fiorentini. — Genova
+ricupera la sua libertà. — Continuazione
+e fine della guerra di
+Venezia contro i Turchi</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1478.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La condotta d'una cospirazione richiede
+sempre un certo grado di dissimulazione,
+ed ancora di falsità; gli uomini
+contro i quali vengono diretti somiglianti
+attentati, lagnansi frequentemente
+con amarezza della perfidia di
+coloro ch'essi avevano risguardati come
+loro amici; essi scordano le loro proprie
+offese, perchè coloro che sonosene vendicati
+non ne mostrarono risentimento,
+e chiedono di essere attaccati a viso
+scoperto e con armi eguali, mentre ch'essi
+medesimi si chiudono nelle fortezze, si
+circondano di guardie, ed armano una
+intera popolazione per difendersi. Ma
+perchè il rimprovero di dissimulazione
+non faccia torto alla riputazione dei cospiratori
+conviene che un eminente pericolo,
+un pericolo personale li giustifichi.
+Coloro che scagliano i loro colpi
+<span class="pagenum"><a id="Page_133"></a>[133]</span>
+da un luogo sicuro, che potendo combattere
+colle armi dei principi adoperano
+invece il pugnale degli assassini,
+meritano essi soli l'obbrobrio che deve
+ricadere sul tradimento. I Pazzi ed i
+Salviati possono parer grandi e degni
+di rispetto, quand'ancora addormentano
+i Medici con false carezze, e che stringendoseli
+al seno in segno di amicizia,
+cercano sotto i loro abiti se queste vittime
+portano la corazza<a class="tag" id="tag127" href="#note127">[127]</a>; ma Sisto
+IV che benedice le armi de' cospiratori,
+e Ferdinando di Napoli che fa avanzare
+le sue armate per assecondarli; questo
+sommo pontefice e questo monarca, che
+violano essi stessi la legislazione, sotto
+la protezione della quale vivono, non
+meritano maggiore stima di que' vili, che
+pagano mercenarj assassini per appagare
+le loro vendette. Qualunque volta è aperto
+l'adito alla pubblica vendetta, rimane
+<span class="pagenum"><a id="Page_134"></a>[134]</span>
+interdetta la privata. I vindici de' privati
+sono i tribunali, il tribunale de' sovrani
+è la guerra. I tribunali sono impotenti
+per difendere l'onore, infedeli
+quando converrebbe di difendere la libertà;
+fu perciò dall'opinione renduta
+ai cittadini la spada per difendere l'onore
+ne' duelli, e per ricuperare la libertà nelle
+legittime congiure<a class="tag" id="tag128" href="#note128">[128]</a>. I duelli, non altrimenti
+che le congiure, sono dall'onore
+vietati ai sovrani, che hanno un altro
+giudice nell'esperimento delle armi pubbliche.
+</p>
+
+<p>
+Forse Sisto IV nudriva grandi pensieri
+e vasti progetti per l'indipendenza
+d'Italia; senza apprezzarne la libertà,
+conosceva la potenza delle repubbliche;
+voleva assicurare alla penisola tutti i
+mezzi di respingere gli attacchi degli
+stranieri e de' barbari, riunendo la Lombardia
+alla Toscana sotto l'egida di governi
+renduti forti dalla confidenza e
+dall'amore dei popoli. Il piano che la sua
+mente aveva concepito, e che noi vedremo
+<span class="pagenum"><a id="Page_135"></a>[135]</span>
+svilupparsi, era degno di un uomo
+di genio, e di un vero amico del suo
+paese; ma il carattere di questo papa
+corrompeva il suo spirito, e frammischiava
+la falsità e la perfidia a' suoi vasti
+concepimenti. Incapace di distinguere la
+virtù dal delitto, gli erano indifferenti tutti
+i mezzi d'esecuzione, ed egli disonorava
+i suoi progetti cogli strumenti che sceglieva
+per eseguirli. E per tal modo
+quando ancora si armava a favore della
+libertà, rendevasi odioso agli stessi repubblicani,
+facendo uso del potere della
+Chiesa, scandalizzava i cattolici e progettando
+l'indipendenza dell'Italia, era il primo
+ad esporla alle invasioni dello straniero.
+</p>
+
+<p>
+Sisto IV e Ferdinando eransi apparecchiati
+alla guerra, avanti che i Pazzi
+avessero scagliati i primi colpi contro i
+Medici. Per lo contrario i Fiorentini non
+avevano ancora un'armata, nè potevano
+formarla in sull'istante. Si andavano per
+loro assoldando in Lombardia tutti i
+capitani che cercavano di servire; ed
+avevano di già riuniti sotto i loro stendardi
+Niccolò Orsini, conte di Pitigliano,
+Corrado Orsini, Rodolfo Gonzaga, fratello
+del marchese di Mantova, i due
+suoi figliuoli ed altri capitani. Rispetto
+ai piccoli principi di Romagna, che tutti
+<span class="pagenum"><a id="Page_136"></a>[136]</span>
+facevano il mestiere di <i>condottieri</i>, i Fiorentini
+erano stati prevenuti da Sisto IV,
+il quale aveva assoldati Federico, duca
+di Urbino, Roberto Malatesta, signore
+di Rimini, e Costanzo Sforza, signore
+di Pesaro. L'armata pontificia, renduta in
+tal modo assai numerosa, entrò con
+quella del duca di Calabria nelle terre
+della repubblica, nel mese di luglio<a class="tag" id="tag129" href="#note129">[129]</a>.
+I Fiorentini, non potendo tenere la campagna,
+distribuirono i loro soldati nelle
+terre murate poste ai confini dello stato
+di Siena e del ducato d'Urbino. Formarono
+inoltre un campo al Poggio Imperiale;
+ma era composto di altrettante
+truppe indipendenti quanti erano i condottieri
+che le comandavano; niuno voleva
+riconoscere l'autorità di un altro;
+disprezzati erano gli ordini de' commissari
+nominati dalla repubblica; ogni capitano
+riputavasi per lo meno eguale ai
+cittadini che sedevano nel consiglio, ed
+avrebbe creduto di far torto al proprio
+onore, ubbidendo agli ordini di un uomo,
+che i natali e la carica non facevano
+soprastare agli altri.
+</p>
+
+<p>
+Per ristabilire la subordinazione, i Fiorentini
+offrirono il comando dell'armata
+<span class="pagenum"><a id="Page_137"></a>[137]</span>
+ad Ercole, duca di Ferrara, colla paga
+di sessanta mila fiorini in tempo di guerra
+e di quaranta mila in tempo di pace.
+Essi non vollero abbadare ai consiglj
+della repubblica di Venezia, che loro
+ricordava, che Ercole, avendo sposata una
+figlia di Ferdinando, combatterebbe con
+poco vigore contro il duca di Calabria
+suo cognato<a class="tag" id="tag130" href="#note130">[130]</a>. Lo stesso Ercole si mostrò
+lungo tempo indeciso, e soltanto
+il 30 agosto segnò il trattato coi commissarj
+fiorentini<a class="tag" id="tag131" href="#note131">[131]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto erano in luglio cominciate le
+ostilità: i duchi d'Urbino e di Calabria
+avevano guastato con estrema crudeltà
+il territorio fiorentino da loro occupato,
+avevano successivamente assediato Rencina,
+la Castellina, ragguardevole fortezza
+lontana otto miglia da Siena, e
+Radda. Sebbene si difendessero valorosamente,
+questi tre castelli dovettero capitolare
+a condizione di aprire le porte
+ai nemici, se non venivano soccorsi avanti
+un determinato tempo; l'armata fiorentina,
+informata di tale capitolazione,
+non aveva osato arrischiare una battaglia
+<span class="pagenum"><a id="Page_138"></a>[138]</span>
+per liberarli<a class="tag" id="tag132" href="#note132">[132]</a>. In appresso i nemici
+avevano preso Mortajo, assediavano Brolio
+e minacciavano Cacchiano, quando
+finalmente, l'otto settembre, giunse a
+Firenze il duca di Ferrara. Il dodici
+andò a visitare il campo; ma frattanto
+Brolio s'arrese quasi sotto i suoi occhi
+ai nemici, i quali, in onta alla capitolazione
+che avevano segnata, saccheggiavano
+e bruciavano questo castello, come
+avevano poco prima saccheggiato e bruciato
+quello di Radda<a class="tag" id="tag133" href="#note133">[133]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Fino alla venuta del duca di Ferrara
+i Fiorentini avevano potuto dolersi di
+non avere un capo; ma non tardarono
+a pentirsi di averne scelto uno che mancava
+di talenti o di risolutezza, se pure
+non era segretamente d'accordo coi loro
+nemici. Erasi aspettato per dargli il bastone
+del comando l'istante fissato dagli
+astrologi, i quali lo avevano dilazionato
+fino al 27 di settembre, a dieci ore e
+mezzo, ossia alle sedici ore italiane.
+Aspettando che giugnesse il favorevole
+istante, Ercole aveva lasciato prendere
+<span class="pagenum"><a id="Page_139"></a>[139]</span>
+Cacchiano in sua presenza, e lasciava
+assediare in Val di Chiana Monte Sansovino,
+una delle più importanti piazze
+poste ai confini, poichè signoreggiava
+l'ingresso del piano d'Arezzo e di Cortona,
+di Val d'Ambra e di Val d'Arno<a class="tag" id="tag134" href="#note134">[134]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il duca di Ferrara ora aveva che dire
+coi commissarj fiorentini, ora coi proprj
+ufficiali; mai non trovava luogo abbastanza
+sicuro per accamparsi, ricusava di avvicinarsi
+ai nemici, ed invece affrettavasi
+di fare con loro un armistizio a
+svantaggiosissime condizioni, acconsentendo
+che, durante l'armistizio, il duca d'Urbino
+continuasse l'assedio di Sansovino.
+Avendo quest'armistizio cessato alla fine
+d'ottobre, il duca di Ferrara propose di
+porre Sansovino nelle mani d'un terzo, per
+dar tempo di cominciare altre negoziazioni;
+suggerì pure altri espedienti che tutta
+disvelavano la debolezza del suo carattere,
+o la sua mala fede, e ricusò costantemente
+di venire a battaglia per liberare
+gli assediati, sebbene le sue forze
+fossero press'a poco eguali a quelle dei
+nemici, avendo con lui sette mila uomini
+di cavalleria e sei mila pedoni, mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_140"></a>[140]</span>
+il duca d'Urbino aveva mille cavalli di
+più e due mila pedoni di meno<a class="tag" id="tag135" href="#note135">[135]</a>. Finalmente
+Sansovino s'arrese l'otto di
+novembre quasi in sugli occhi del duca
+di Ferrara; ed i nemici avendo presi i
+quartieri d'inverno tra Fojano, Lucignano
+ed Asinalunga in sui confini dello stato
+di Siena, il duca terminò dal canto
+suo questa vergognosa campagna, alloggiando
+le sue truppe tra Olmo e Pulicciano<a class="tag" id="tag136" href="#note136">[136]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Non si può non essere maravigliati
+vedendo che Lorenzo de' Medici non
+presentossi mai nel campo fiorentino durante
+una guerra che la sua patria sosteneva
+per suo riguardo. Aveva permesso
+che l'armata fosse prima esposta
+agli inconvenienti dell'insubordinazione
+avanti la venuta del duca di Ferrara,
+poi della diffidenza e forse del tradimento
+dopo la di lui venuta, senza tentare di
+stabilirvi l'ordine, o di affrettarne le operazioni.
+Il governo e forse lo stesso Lorenzo
+<span class="pagenum"><a id="Page_141"></a>[141]</span>
+non avevano troppa fiducia nei
+suoi talenti militari; ma i commissarj
+che la repubblica mandava all'armata
+non erano probabilmente più di lui bellicosi.
+Quando fu portato a Firenze il manifesto
+di Sisto IV e di Ferdinando, Lorenzo,
+vedendosi indicato come il solo
+nemico di questi due sovrani, aveva
+convocato un consiglio de' <i>richiesti</i>, cui
+erano stati invitati trecento cittadini. Aveva
+loro dichiarato di essere apparecchiato
+ad andare in esilio, in prigione, ed ancora
+alla morte, se la sua patria credeva
+doverlo sagrificare per sottrarsi all'attacco
+de' suoi nemici. Ma in pari
+tempo aveva fatto loro sentire che la loro
+prudenza e la loro perseveranza bastavano
+sole per resistere al turbine e giugnere
+al termine de' mali ond'erano minacciati.
+I Fiorentini, chiamati a questo
+consiglio, corrisposero a così generosa interpellazione,
+giurando di consacrare le
+sostanze loro e la vita in difesa di Lorenzo
+de' Medici<a class="tag" id="tag137" href="#note137">[137]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Mentre i decemviri della guerra facevano
+nuove leve di soldati, raccoglievano
+munizioni, e rimontavano il materiale
+<span class="pagenum"><a id="Page_142"></a>[142]</span>
+dell'armata, la repubblica mandava i
+suoi più esperti negoziatori alle potenze
+da cui poteva sperare soccorsi. Donato
+Acciajuoli, uno de' più riputati letterati
+del secolo, era stato incaricato dell'ambasceria
+di Francia; ma infermò e morì
+a Milano prima d'aver potuto giugnere
+alla corte di Francia, e gli fu dato per
+successore Guid'Antonio Vespucci<a class="tag" id="tag138" href="#note138">[138]</a>.
+Ma tutti gli attestati d'amicizia che Lodovico
+XI aveva dati alla repubblica
+fiorentina non dovevano avere alcun utile
+risultato. Questo monarca, vecchio ed infermo,
+temeva sempre che l'Europa si
+accorgesse del suo decadimento, e vi
+ravvisasse un pronostico dell'imminente
+suo fine; quindi cercava di occuparla
+con negoziazioni, di sorprenderla colle
+minacce, di mantener viva l'opinione
+della sua costante attività; e frattanto tenevasi
+lontano dall'entrare in intraprese
+che non avrebbe avuta la forza di condurre
+a fine<a class="tag" id="tag139" href="#note139">[139]</a>. I Sienesi, invano accarezzati
+dai Fiorentini, eransi scopertamente
+dichiarati pei loro nemici. I Lucchesi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_143"></a>[143]</span>
+sempre gelosi de' potenti loro vicini,
+erano egualmente disposti a dichiararsi
+contro Firenze, e Pietro Capponi,
+figliuolo di Neri, mandato per ambasciatore
+a Lucca, potè a stento mantenerli
+neutrali con concessioni d'ogni genere<a class="tag" id="tag140" href="#note140">[140]</a>.
+Giovanni Bentivoglio, che in Bologna
+occupava press'a poco lo stesso rango
+che il Medici a Firenze, restavasi inattivo,
+sebbene fosse alleato di Lorenzo.
+Nè di lui più attivo era Manfredi, signore
+di Faenza. Di ciò n'erano forse
+cagione i Veneziani, i quali per non
+accendere una guerra in Romagna eransi
+formalmente opposti al progetto di questi
+due signori di attaccare il principato
+d'Imola posseduto da Girolamo Riario.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la speranza del Medici e dei
+Fiorentini stava adunque riposta nell'alleanza
+coi due stati di Milano e di Venezia:
+ma i Veneziani, pretestando la
+dichiarazione degli alleati di fare la guerra
+a Lorenzo de' Medici, non alla repubblica
+fiorentina, protestarono di non essere
+tenuti alla difesa di particolari cittadini
+nelle private loro liti. Altronde si
+trovavano tuttavia impegnati in una disastrosa
+<span class="pagenum"><a id="Page_144"></a>[144]</span>
+guerra coi Turchi, ed in quest'anno
+medesimo avevano tremato per
+una formidabile invasione. La reggenza
+di Milano assecondava di buona fede il
+governo fiorentino, ma il re di Napoli
+per privarlo di così potente ausiliario
+aveva trovato il modo d'occupare la duchessa
+Bona più seriamente ne' proprj stati.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando si fece da principio a trattare
+con Prospero Adorno, che continuava
+a governare Genova a nome del
+duca di Milano, ma che nel precedente
+anno si era mostrato quasi non meno
+diffidente de' suoi ausiliarj milanesi che
+de' proprj nemici. Ferdinando gli offriva
+d'ajutarlo a ristabilire i Genovesi nell'antica
+loro dipendenza, e gli mandava
+per quest'oggetto due galere con grosse
+somme di danaro. La duchessa Bona,
+avuto subito avviso di questa pratica,
+incaricò il vescovo di Como di andare
+a prendere le redini del governo
+di Genova. Questi si portò in quella città
+senza accompagnamento e travestito; ed
+avendo adunato il senato in san Siro,
+gli comunicò le lettere del principe, che
+richiamavano Prospero, e lo nominavano
+in sua vece governatore<a class="tag" id="tag141" href="#note141">[141]</a>; ma non si
+<span class="pagenum"><a id="Page_145"></a>[145]</span>
+attentò di fare la stessa dichiarazione nel
+palazzo pubblico, nè di chiedere l'investitura
+prima d'avere adunati alcuni soldati.
+Prospero Adorno approfittò di quest'indugio,
+chiamò i suoi partigiani,
+tutti quegli ancora che nelle precedenti
+fazioni si erano mostrati affezionati alla
+libertà di Genova; fece da costoro nominare
+sei capitani del popolo, scelti tra
+i borghesi e gli artigiani e, cambiato il
+titolo di governatore in quello di doge,
+proclamò l'indipendenza della sua patria<a class="tag" id="tag142" href="#note142">[142]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma l'armata dei Milanesi non occupava
+soltanto le fortezze, si era inoltre
+trincerata nelle isole delle case più
+vicine, di modo che ebbe luogo ogni
+giorno nelle strade qualche scaramuccia.
+Le famiglie nobili parevano tutte favorevoli
+al dominio dei duchi di Milano;
+ed i Doria e gli Spinola si erano anzi
+chiusi nelle fortezze, per correre la medesima
+sorte della guarnigione. Cadauno
+di que' magnifici palazzi, che fin d'allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_146"></a>[146]</span>
+avevano a Genova meritato il titolo di
+superba, era attaccato e difeso coll'artiglieria.
+Prospero Adorno invitò Roberto
+di Sanseverino, di que' tempi rifugiato
+in Asti, a venire a mettersi alla testa dei
+Genovesi, e Roberto avidamente colse
+l'occasione di combattere la reggenza di
+Milano cui erasi a stento sottratto. Dal
+canto suo Luigi Fregoso, che due volte
+era stato doge di Genova, condusse nel
+porto della sua patria sette galere napolitane
+con un piccolo numero di soldati<a class="tag" id="tag143" href="#note143">[143]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Sentiva la reggenza di Milano di quanta
+importanza fosse la difesa di Genova,
+prima che le sue fortezze fossero prese
+dal popolo; e perchè i cavalli non potevano
+essere di grande utilità nelle montagne
+della Liguria, aveva adunata un'armata
+di otto mila pedoni armati di corazze
+come gli uomini d'armi, sei mila
+d'infanteria leggiere e soltanto due mila
+cavalieri<a class="tag" id="tag144" href="#note144">[144]</a>. Ma la reggenza ne diede
+<span class="pagenum"><a id="Page_147"></a>[147]</span>
+incautamente il comando a Sforzino, figliuolo
+naturale di Francesco I, il quale
+non aveva nè le virtù, nè i talenti di
+suo padre. Gli furono dati per consiglieri
+Pietro Francesco Visconti e Pietro del
+Verme: erano uomini di sperimentato
+merito negli affari civili, e si suppose
+che sarebbero egualmente capaci di condurre
+le armate<a class="tag" id="tag145" href="#note145">[145]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per lo contrario Roberto da Sanseverino
+era uomo turbolento e fazioso nei
+consiglj, ma eccellente soldato. Lasciando
+dietro a sè le due cittadelle occupate
+dalla guarnigione milanese, portò le sue
+linee di difesa nelle più anguste gole degli
+Appennini, alla distanza di sette miglia
+dalla città, in vicinanza delle fortezze,
+chiamate i <i>due gemelli</i>. V'innalzò subito
+trinceramenti renduti dalla posizione assai
+importanti; e la sua poco numerosa
+armata, e la milizia genovese formavano
+tutta la di lui forza. Per essere più sicuro
+di riunirla, fece leggere innanzi al
+popolo da un frate domenicano una lettera,
+che diceva d'avere intercettata, colla
+quale la duchessa di Milano avvisava il
+vescovo di Como dell'imminente arrivo
+dell'armata che veniva a liberarlo. Promettevasi
+<span class="pagenum"><a id="Page_148"></a>[148]</span>
+in questa lettera alla guarnigione,
+in premio della sua costanza, il
+sacco di Genova per tre giorni, poichè
+era giunto il tempo di domare questa
+inquieta città, che la sola povertà poteva
+ridurre ad una passiva ubbidienza<a class="tag" id="tag146" href="#note146">[146]</a>.
+In fatti, dopo la lettura di questa supposta
+scrittura, quanti eranvi uomini in
+Genova capaci di portare le armi, tutti
+corsero a porsi sotto le bandiere di Roberto
+di Sanseverino. Ebbe l'avvedutezza
+di disporli in battaglioni subordinati a
+sperimentati ufficiali, ed in conseguenza
+della sua savia organizzazione questa milizia
+valeva quasi quanto la truppa assoldata.
+Si assicurò del vantaggio del terreno
+non solo di fronte, ma ancora in sui
+fianchi dei Milanesi, ed aspettò di essere
+attaccato.
+</p>
+
+<p>
+La battaglia cominciò la mattina del 7
+agosto 1478 e si continuò più di 7 ore con
+estremo accanimento. Furono successivamente
+condotte all'attacco delle linee genovesi
+tre divisioni, e furono sempre respinte.
+I Milanesi, avendo avuti seicento
+uomini uccisi, e moltissimi feriti, dovettero
+<span class="pagenum"><a id="Page_149"></a>[149]</span>
+in ultimo pensare alla ritirata;
+ma incautamente si erano avanzati entro
+un'angusta valle, da cui non potevano
+uscirne che per mezzo d'una vittoria.
+Il Sanseverino non acconsentì che fossero
+immediatamente inseguiti in quegli
+angusti passi delle montagne per cui dovevano
+ripassare. Temette che fossero ancora
+in tempo a voltare la fronte, e che
+le milizie, che si staccavano per inseguirli,
+si disordinassero. Ma quando i Milanesi
+si videro in mezzo a quelle pericolose,
+gole, sentirono essi medesimi con quanta
+facilità potevano essere disfatti, e questo
+timore bastò a disordinarli; ognuno
+voleva passar oltre per giugnere prima
+del compagno in luogo più aperto; gettarono
+le armi per essere più agili, e
+l'armata, che aveva fin allora combattuto
+valorosamente, altro più non sembrò
+che una timida mandra che fuggiva. Allora
+i Genovesi attaccarono i Milanesi alle
+spalle senza trovare resistenza, e gli alpigiani
+gli oppressero dall'alto delle giogaje,
+facendo rotolare sopra di loro grossi
+sassi. Gli assalitori erano principalmente
+attenti a fare de' prigionieri per venderli
+come forzati ai capitani delle galere di
+Napoli, che in quell'istante erano entrate
+<span class="pagenum"><a id="Page_150"></a>[150]</span>
+in porto<a class="tag" id="tag147" href="#note147">[147]</a>. Pure limitato era il numero
+di coloro che potevano impiegarsi in quest'ufficio,
+mentre quasi tutta l'armata
+milanese fu costretta ad arrendersi, prima
+d'avere ripassata la catena delle montagne.
+I contadini, non trovando allora più
+vantaggio nel fare prigionieri, si accontentavano
+di spogliarli non solo delle
+armi, ma ancora degli abiti e delle camicie,
+onde si videro tornare in Lombardia
+molte migliaja di soldati, che non
+avevano altre vesti che una cintura di
+frasche<a class="tag" id="tag148" href="#note148">[148]</a>. La reggenza di Milano, perduta
+ogni speranza di riavere Genova,
+cercò almeno di eccitare una nuova guerra
+civile, risvegliando partiti che omai parevano
+spenti. Ella rendette ad un tempo
+la libertà ad Ibletto dei Fieschi, e persuase
+la fazione dei nobili a richiamare
+a Genova Battista Fregoso, figlio del
+doge Pietro. I Milanesi, assediati nelle due
+fortezze, più non isperando soccorso, la
+consegnarono a questo Battista Fregoso.
+Alcuni colpi di cannone avendo annunciato
+<span class="pagenum"><a id="Page_151"></a>[151]</span>
+ai suoi partigiani ch'egli ne aveva
+preso il possesso, questi pigliarono le armi
+in tutta la città ed attaccarono con accanimento
+la porta di san Tommaso. Pareva
+che il partito di Prospero Adorno
+fosse il più avvantaggiato, quando Ibletto
+dei Fieschi, che con tutti i suoi clienti
+erasi posto dalla banda del doge, acconsentì
+alle proposizioni fattegli per parte
+di Battista Fregoso. Si fece pagare sei
+mila fiorini per abbandonare la causa
+degli Adorni, e per lo stesso prezzo trasse
+nell'opposto partito il luogotenente del
+re di Napoli. Nulla montava a Ferdinando
+che un Fregoso, o un Adorno
+fosse il doge di Genova, purchè la città
+più non ubbidisse al duca di Milano.
+Prospero, che aveva abusato della sua
+vittoria condannando a pena capitale,
+come ribelli, alcuni suoi nemici, si trovò
+improvvisamente abbandonato dalla maggior
+parte de' suoi seguaci, e costretto
+ad uscire di città il 26 novembre del
+1478, e ad imbarcarsi sopra una galera
+di Napoli. Pochi giorni dopo Battista
+Fregoso, di già possessore di tutte le
+fortezze, venne proclamato doge e riconosciuto
+da tutti i partiti<a class="tag" id="tag149" href="#note149">[149]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_152"></a>[152]</span>
+</p>
+
+<p>
+Quando la reggente di Milano avea
+mandata la sua armata nelle montagne di
+Genova, aveva ordinato a Sforzino, che
+la comandava, di concentrarsi tosto che
+avesse sottomessi i ribelli Genovesi e di
+secondare a tutto suo potere Lorenzo dei
+Medici. La disfatta di quest'armata distrusse
+le speranze di Lorenzo, e la rivoluzione
+di Genova lo minacciava ancora
+di un'altra sventura. I mercanti fiorentini,
+affidati all'alleanza del duca di
+Milano, signore di Genova, avevano fatto
+di questa città un grande emporeo del
+loro commercio marittimo. Quattro galere,
+caricate per loro conto, il di cui valore
+ammontava a più di trecento mila fiorini,
+dovevano entrare in quel porto entro pochi
+giorni. Se venivano prese e confiscate
+dal nuovo governatore, alleato di
+Ferdinando, così grossa perdita avrebbe
+scoraggiati i Fiorentini e privatili dei
+mezzi di continuare la guerra. Perciò Lorenzo
+si trovò costretto ad accarezzare i
+Genovesi, anche a risico di disgustare il
+<span class="pagenum"><a id="Page_153"></a>[153]</span>
+duca di Milano. La signoria di Firenze
+felicitò Battista Fregoso intorno alla sua
+elezione, e gli offrì la sua amicizia, scusandosi
+in pari tempo presso la duchessa
+Bona di questi forzati riguardi verso i
+suoi nemici<a class="tag" id="tag150" href="#note150">[150]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Le negoziazioni di Lorenzo de' Medici
+con Venezia acquistavano tanto maggiore
+importanza in quanto che minori
+erano i sussidj che gli offrivano gli altri
+alleati. Questa repubblica diventava l'unica
+speranza, l'unico appoggio de' Fiorentini.
+Ma durante tutto il primo anno
+della guerra, Venezia era stata battuta
+da tali calamità, che non le fu possibile
+di soccorrere i Medici. La prima e la
+più grande, comune a Venezia ed a
+Firenze, fu la peste, che pare essere
+stata prodotta in Italia da un'invasione
+di locuste. In giugno del 1478 un'armata
+di questi formidabili insetti coprì
+trenta miglia di lunghezza e quattro di
+larghezza ne' territorj di Mantova e di
+Brescia. Il marchese Lodovico di Mantova
+impiegò migliaja di persone ad ammazzarli,
+ma non prese la precauzione
+di farli subito sotterrare; e la contagione
+si manifestò bentosto, quale conseguenza
+<span class="pagenum"><a id="Page_154"></a>[154]</span>
+della loro decomposizione<a class="tag" id="tag151" href="#note151">[151]</a>. L'epidemia
+si comunicò alla Toscana, guastò
+Firenze ed il suo territorio, e privò la
+repubblica di molti de' suoi più illustri
+ufficiali; aveva fatto pure abbandonare
+senza difesa alcune terre murate, e rapiti
+in un mese alle due armate più di due
+mila soldati<a class="tag" id="tag152" href="#note152">[152]</a>. A Venezia si era la peste
+manifestata con tanta violenza che
+più non potevasi adunare il consiglio dei
+Pregadi, essendosi rifugiati in campagna
+tutti i nobili che lo formavano. In questo
+sempre imminente pericolo d'una atroce
+morte tutti i calcoli di una lontana politica
+rimanevano senza interesse; onde
+i Veneziani, lungi dal poter somministrare
+ai Fiorentini que' soccorsi d'uomini e di
+danaro, che dovevano in forza de' trattati,
+non poterono che dopo lunghissimi
+indugi adunare il senato, per dare i loro
+ordini agli ambasciatori che mandavano
+a Roma. Furono questi incaricati di rappresentare
+al papa che metteva in pericolo
+la Cristianità colla guerra che eccitava
+in Italia, che in certo modo era lo stesso
+che far causa comune col gran Turco,
+<span class="pagenum"><a id="Page_155"></a>[155]</span>
+dal quale dovevasi ad ogni istante temere
+un'invasione; che se il papa non desisteva
+da tale condotta, la signoria di
+Venezia, d'accordo coll'imperatore e
+col re di Francia, gli ritirerebbe la sua
+ubbidienza, e si appellerebbe de' suoi ingiusti
+decreti ad un futuro concilio<a class="tag" id="tag153" href="#note153">[153]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'accusa promossa contro il papa di
+secondare i progetti di Maometto II era
+pur troppo fondata. Giammai gli avanzamenti
+de' Turchi avevano posta l'Italia
+in maggiore pericolo; la stessa esistenza
+di Venezia trovavasi compromessa, e la
+più leggiera diversione delle sue forze
+poteva farla soggiacere agli attacchi della
+Cristianità.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani, spossati da così lunghi
+sforzi, avevano fino dal 1475 fatto fare
+a Maometto proposizioni di pace. Questi
+aveva domandato che Croja venisse rimessa
+in suo potere, con tutte le fortezze
+che la signoria aveva acquistate
+dopo il cominciamento della guerra. Inoltre
+chiedeva il pagamento di cento cinquanta
+mila fiorini a titolo di un debito
+contratto dagli amministratori delle miniere
+d'allume, e per un furto fatto al
+suo fisco, in certo qual modo autorizzato
+<span class="pagenum"><a id="Page_156"></a>[156]</span>
+dalla repubblica. Così dure condizioni
+non vennero accettate, ma fecero
+luogo ad un armistizio di sei mesi<a class="tag" id="tag154" href="#note154">[154]</a>.
+Durante il 1476 i Veneziani non avevano
+agito contro i Turchi, ma non
+erano perciò rimasti senza inquietudine
+pei loro possedimenti di Levante. La regina
+Carlotta di Cipro, cercando sempre
+nuovi espedienti per rientrare nel suo
+regno, aveva adottato don Alonzo, figliuolo
+naturale di Ferdinando. Due galere
+napolitane dovevano prenderla a Rodi
+per condurla al Cairo, dove voleva guadagnarsi
+la protezione del soldano d'Egitto.
+Avendone avuto avviso il consiglio
+dei dieci, ordinò ad Antonio Loredano,
+capitano generale delle sue galere, di
+portar via da Cipro i tre figli naturali
+dell'ultimo re, e sua madre Marietta,
+sotto la di cui guardia erano stati lasciati.
+Tutti e quattro vennero condotti a Venezia
+e tenuti sotto buona guardia, abusando
+in tal modo la repubblica della
+confidenza in lei riposta dall'ultimo dei
+Lusignani; perciocchè o egli medesimo
+era un usurpatore e non aveva potuto
+trasmettere verun diritto alla sua vedova,
+<span class="pagenum"><a id="Page_157"></a>[157]</span>
+o i suoi figli naturali avevano i medesimi
+suoi diritti. Quando si riunivano
+alla regina Carlotta, quando i legittimi
+figli ed i bastardi del Lusignano confondevano
+assieme i loro interessi, le pretensioni
+della regina Cornaro e della repubblica
+di Venezia diventavano affatto
+insostenibili<a class="tag" id="tag155" href="#note155">[155]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La guerra coi Turchi si rinnovò nel
+1477. Acmeto, sangiacco d'Albania, venne
+ad assediare Croja con otto mila cavalli.
+Le campagne furono guastate, e gli abitanti
+fuggirono nelle montagne; ma così
+forte era la città, non tanto per le opere
+dell'arte che per la naturale sua posizione,
+che poteva sfidare gli attacchi dei
+nemici. Ne aveva il comando Pietro Vettori,
+e Francesco Contarini, provveditore
+d'Albania, era incaricato di adunare
+un'armata nella provincia per far levare
+l'assedio. Durante tutta la state gli abitanti
+di Croja si difesero vigorosamente:
+in sul finire d'agosto il Contarini giunse
+ad Alessio con due mila uomini di cavalleria
+veneziana, cinquecento cavalleggeri,
+ed una buona infanteria albanese,
+che gli aveva condotto Niccolò Ducaini.
+<span class="pagenum"><a id="Page_158"></a>[158]</span>
+Di là il 2 di settembre si avanzò nella
+pianura alle falde della montagna di Croja,
+che gli abitanti chiamano la <i>Tiranna</i>,
+ed ove i Turchi avevano formato il loro
+campo in distanza di quattro miglia dalla
+città. La battaglia tra le due armate cominciò
+verso mezzo giorno, e durò fino
+a sera senza che l'infanteria veneziana
+si staccasse mai dalla cavalleria pesante.
+L'una e l'altra apponevano ai Turchi una
+linea che le replicate cariche della loro
+cavalleria non poterono mai rompere. In
+sul declinare del giorno i Turchi fuggirono
+a briglia sciolta, abbandonando ancora
+il loro campo. Gli abitanti di Croja
+fecero una sortita, rovesciarono i due
+ridotti che chiudevano il passaggio, e
+vennero a dividere il bottino del campo
+ottomano, ove trovarono molte ricchezze
+e molti viveri, de' quali Croja cominciava
+ad aver penuria. Ma i Turchi ritiratisi
+sulle vicine montagne, vedendo
+al chiaro della luna il disordine de' vincitori
+nel campo da loro abbandonato,
+piombarono improvvisamente sui Veneziani
+che si contendevano le loro spoglie,
+ne uccisero la maggior parte, tagliarono
+la testa al Contarini, caduto nelle
+loro mani, dispersero tutta l'armata albanese,
+<span class="pagenum"><a id="Page_159"></a>[159]</span>
+ed uccisero più di mille uomini
+del solo corpo delle truppe italiane<a class="tag" id="tag156" href="#note156">[156]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Venezia non erasi ancora riavuta dallo
+spavento cagionato da questa rotta, quando
+in ottobre si seppe che il pascià di
+Bosnia aveva invaso il Friuli. Per altro
+la repubblica, avvertita dalla precedente
+invasione, aveva incaricato il procuratore
+Francesco Tron di fortificare quelle
+frontiere: ed era stata tirata una linea
+di trinceramenti dalle foci dell'Isonzo
+presso Aquilea fino a Gorizia. Si era
+per tale opera approfittato delle dighe
+dei fiumi; si erano alzate lunghe cortine
+di terra coperte di zolle, ed afforzate di
+tratto in tratto da torri o da bastioni
+della stessa natura. In tutte queste opere
+eransi piantate delle palafitte, o piuttosto
+tronchi di salci vivi, e così fitti che
+non davano verun passaggio. Questo trinceramento,
+lungo dodici in quindici miglia,
+pareva un muro di fortezza. Eransi
+inoltre fortificati due campi ne' luoghi
+in cui l'Isonzo pareva guadabile, l'uno
+a Gradisca, l'altro a Fogliano. Finalmente
+Gorizia aveva altresì un ponte su
+questo fiume, il quale era stato diligentemente
+<span class="pagenum"><a id="Page_160"></a>[160]</span>
+fortificato<a class="tag" id="tag157" href="#note157">[157]</a>. Girolamo Novello
+di Verona, vecchio capitano, che aveva
+con lui suo figlio e molti valorosi ufficiali,
+fu incaricato della custodia di questi
+trinceramenti con circa tre mila fanti
+e molti corpi di buona cavalleria; onde
+gli abitanti del Friuli riposavano sicuri,
+non si credendo esposti ad una sorpresa
+del nemico.
+</p>
+
+<p>
+Ma i Veneziani non avevano prese le
+convenienti misure per essere preventivamente
+avvisati de' movimenti de' Turchi.
+Una sera del mese di ottobre videro
+comparire la cavalleria turca intorno a
+quello de' due campi che trovavasi al di là
+del fiume, avanti che nemmeno si sapesse
+ch'erano usciti dalla Bosnia. Il giorno era
+troppo innoltrato per combattere; onde
+dall'una parte e dall'altra i soldati si apparecchiarono
+alla battaglia pel susseguente
+giorno. Pure nella stessa notte i
+Turchi occuparono il ponte di Gorizia,
+senza che ciò si sapesse nel campo di Gradisca.
+Per prendere questo ponte il pascià
+Mar Beg, Amat Beg, o piuttosto Achmet
+Giedick<a class="tag" id="tag158" href="#note158">[158]</a>, fece passare un migliajo
+<span class="pagenum"><a id="Page_161"></a>[161]</span>
+di cavalli sull'opposta sponda del fiume,
+mentre che in un altro luogo la cavalleria
+turca, avendo scoperto un luogo cinto e
+nascosto da alcune piante e da folte macchie
+sull'altra riva, attraversò a nuoto l'Isonzo,
+e collocò un'imboscata nel luogo in
+cui voleva attirare i Veneziani. All'indomani
+Achmet fece passare l'Isonzo a tutta
+la sua armata, ed offrì battaglia a Girolamo
+Novello che l'accettò. Fu sostenuta alcun
+tempo con molto coraggio, ed il figlio di
+Girolamo, che comandava la prima squadra,
+ributtò valorosamente i nemici; ma
+malgrado gli avvisi del padre, che diffidava
+della loro facilità a darsi alla fuga,
+si lasciò trasportare dal calore della vittoria
+ad inseguirli, e cadde nell'imboscata
+che gli era stata tesa, ed il suo corpo
+venne interamente distrutto. La seconda
+squadra che gli teneva dietro, atterrita da
+questo cambiamento di fortuna, si ritrasse,
+e la sua fuga, resa nota fino alle
+ultime linee, fu cagione che tutta l'armata
+si disordinasse; ad altro più non si
+pensò che alla individuale sicurezza. La
+<span class="pagenum"><a id="Page_162"></a>[162]</span>
+cavalleria turca, formidabile nell'inseguire
+il nemico, era alle spalle de' fuggitivi, e
+continuò ad abbattere teste fino al di là
+di Merzano. Girolamo Novello e suo figlio
+furono uccisi in battaglia, come pure
+Giacomo Badoero, Anastasio Flaminio e
+molti altri ragguardevoli personaggi. Inoltre
+i Turchi fecero molti prigionieri<a class="tag" id="tag159" href="#note159">[159]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto la cavalleria ottomana si sparse
+per tutta la campagna tra l'Isonzo ed il
+Tagliamento. Tutto ciò che il fuoco poteva
+distruggere fu dato alle fiamme. Vedevansi
+nello stesso tempo bruciare i foraggi,
+il raccolto, i boschi, gli abituri,
+i villaggi ed un centinajo di palazzi ossia
+ville de' nobili veneziani. Lo storico Sabellico,
+che allora trovavasi in un castello
+non molto lontano da Udine, aveva sotto
+gli occhi questo vasto incendio, che, veduto
+dalla sommità di una torre, pareva
+in tempo di notte un mare di fuoco.
+Dopo avere per due interi giorni guastato
+questo piano, i Turchi passarono
+ancora il Tagliamento e bruciarono il
+paese posto tra questo fiume e la Piave.
+In tempo di notte vedevansi ancora da
+Venezia le fiamme di quest'incendj, e
+<span class="pagenum"><a id="Page_163"></a>[163]</span>
+vi spargevano la costernazione. Fu eletto
+un provveditore generale per l'Istria,
+fu dato ordine a quello d'Albania di recarsi
+nel Friuli, s'incaricò il provveditore
+di Lombardia di raccogliere le milizie
+di Verona, di Vicenza e di Padova;
+varj nobili veneziani vennero deputati
+al comando di ogni fortezza, ed il 2 novembre
+si pose in cammino una nuova
+armata per iscacciare i Turchi dai luoghi
+che occupavano; ma erano spontaneamente
+partiti ed avevano di già ripassato
+l'Isonzo<a class="tag" id="tag160" href="#note160">[160]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutte le conquiste dei Turchi erano
+state precedute da scorrerie somiglianti
+a quelle che avevano adesso fatte nel
+Friuli. Ruinavano il paese con molte consecutive
+campagne prima di pensare a
+stabilirvisi; e se si fosse loro permesso
+di penetrar di nuovo nel nord dell'Italia,
+queste ruinate province bentosto non
+sarebbero più state suscettibili di difesa,
+ed in pochi anni le armi della mezzaluna
+si sarebbero avanzate fino nel cuore
+della Lombardia. I Veneziani fecero tutto
+quanto potevano per allontanare questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_164"></a>[164]</span>
+disastro. Avevano conosciuto per prova che
+non avevano bastante cavalleria su questi
+confini, e vi richiamarono Carlo di Montone,
+figlio di Braccio, che tornava dalla
+sua spedizione contro di Siena. Fortificarono
+Gradisca, rialzarono i distrutti
+baluardi, descrissero in reggimenti venti
+mila uomini di milizie delle loro province
+di terra ferma, e distribuirono in
+compagnie tutti gli abitanti di Venezia,
+obbligandoli ad esercitarsi nelle evoluzioni
+militari<a class="tag" id="tag161" href="#note161">[161]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto l'assedio di Croja aveva sempre
+continuato, e questa città cominciava
+a mancare di vittovaglie. La repubblica
+di Venezia, abbandonata dagli altri stati
+dell'Italia, inquietata dagl'intrighi e dalla
+ambizione del papa e di suo figlio Girolamo
+Riario, temeva di non essere più
+abbastanza potente per chiudere lungo
+tempo ai barbari l'ingresso della penisola,
+e cercò di nuovo di ottenere la pace da
+Maometto II. Tommaso Malipieri, provveditore
+della flotta, fu autorizzato, in
+gennajo del 1478, a passare personalmente
+a Costantinopoli per offrire alla
+Porta la città di Croja, l'isola di Stalimene,
+<span class="pagenum"><a id="Page_165"></a>[165]</span>
+il braccio di Maino nel Peloponneso,
+tutti gli altri luoghi che la signoria
+aveva conquistati in tempo della guerra,
+e cento mila ducati in nome dell'appalto
+dell'allume contro il quale riclamava Maometto.
+Tutte queste condizioni vennero
+dal sultano accettate, ma egli vi aggiunse
+quello di un annuo tributo di sei mila
+ducati. Il Malipieri rispose che non era
+autorizzato a prometterlo, e domandò,
+per consultare i suoi committenti, due
+mesi dal 15 aprile al 15 giugno. In questo
+tempo seppesi in Venezia che il re
+d'Ungheria ed il re di Napoli avevano
+trattato col gran signore e riconosciute
+tutte le sue conquiste. Non potevasi sperare
+veruna diversione dal canto della
+Persia, perciocchè Ussun Cassan era morto
+ed i quattro suoi figli avevano fra di loro
+divisa la paterna eredità. Croja trovavasi
+alle più dolorose estremità ridotta, e più
+non poteva difendersi. In così difficili circostanze
+il senato di Venezia risolse il 3
+maggio di accettare le condizioni dettate
+dai Turchi, sebbene assai dure. Ma quando
+fu portata la risposta a Maometto,
+rispose di non essere più tenuto a mantenere
+la parola. Diceva che la situazione
+delle due parti aveva cambiato dopo le
+prime negoziazioni; risguardava Croja
+<span class="pagenum"><a id="Page_166"></a>[166]</span>
+come di già sua, poichè verun umano
+potere poteva salvarla; e se i Veneziani
+erano pure determinati ad acquistare la
+pace col sagrificio di una città d'Albania,
+era Scutari e non Croja che gli dovevano
+rilasciare. Il Malipieri, non avendo
+istruzioni rispetto a questa nuova domanda,
+abbandonò Costantinopoli senza aver
+nulla convenuto<a class="tag" id="tag162" href="#note162">[162]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli abitanti di Croja avevano di già
+sostenuto un anno d'assedio, e negli ultimi
+mesi trovaronsi ridotti a nudrirsi dei
+più immondi alimenti. Seppero intanto
+che il sultano, preceduto dal sangiacco
+Solimano e dal beglierbey della Romania,
+era arrivato sotto Scutari con un numeroso
+esercito. Gli spedirono il 15 giugno
+una deputazione per offrirgli di arrendersi
+a sua altezza, e ne riportarono un firmano
+da lui sottoscritta, colla quale prometteva
+a tutti di ritirarsi coi loro beni, qualora
+non preferissero di vivere in Croja sotto
+la protezione a favore della sublime Porta.
+A fronte di quest'alternativa tutti dichiararono
+di rinunciare alla loro patria
+e di vivere ne' luoghi che loro verrebbero
+assegnati dalla repubblica veneta.
+Consegnarono la loro fortezza, ed uscirono
+<span class="pagenum"><a id="Page_167"></a>[167]</span>
+sotto la scorta loro data dal pascià Aaron,
+comandante dell'assedio; ma giunti appena
+in sul piano, questi li fece tutti incatenare
+per condurli al gran signore, il
+quale, dopo avere prescelti alcuni prigionieri
+più distinti che potevano pagare la
+taglia, fece decapitare tutti gli altri. Così
+finirono gli ultimi compagni d'arme di
+Scanderbeg. Tutto il suo popolo doveva
+in breve seguirlo nel sepolcro<a class="tag" id="tag163" href="#note163">[163]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Intanto Maometto stringeva già d'assedio
+Scutari, ma gli abitanti di questa
+città, che avevano preveduto quest'attacco,
+eransi apparecchiati ad una vigorosa resistenza.
+Tutti coloro che non erano abili
+alle armi furono mandati fuori di città,
+entro la quale non erano rimasti che mille
+seicento cittadini, e dugento cinquanta
+donne, oltre la guarnigione di seicento
+soldati sotto il comando del provveditore
+Antonio de Lezze. Maometto aveva nel
+suo campo il beglierbey di Romania, il
+sangiacco Solimano, ed i più distinti ufficiali
+del suo impero. I padiglioni della
+sua armata coprivano tutto il piano di
+<span class="pagenum"><a id="Page_168"></a>[168]</span>
+Scutari, le falde delle montagne, e tutto
+il paese a perdita d'occhio<a class="tag" id="tag164" href="#note164">[164]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Erasi aspettato l'arrivo di Maometto
+al campo musulmano per iscuoprire le
+prime batterie contro Scutari, ma il sultano,
+lungi dal sapere buon grado ai suoi
+generali di questa deferenza, loro rimproverò
+di non avere fatti maggiori progressi.
+Una semplice linea di mura chiudeva
+la città, e la formidabile artiglieria
+de' Turchi vi aprì bentosto una larga
+breccia. Non pertanto il ripidissimo declivio
+del terreno, e la difficoltà di salire
+la rupe, su cui erano poste le mura,
+supplirono alla loro debolezza. I Turchi
+diedero l'assalto alla breccia il 22 di
+luglio, ma dopo un'ostinata zuffa vennero
+con grave danno respinti, maltrattati
+dai sassi e dai fuochi d'artificio che
+si facevano piovere sopra di loro<a class="tag" id="tag165" href="#note165">[165]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Maometto fece allora piantare le batterie
+contro un lato delle mura di cui
+gli parve più agevole l'accesso. Non essendo
+sostenute da un terrapieno, furono
+<span class="pagenum"><a id="Page_169"></a>[169]</span>
+in breve aperte, onde il sultano ordinò
+un secondo assalto pel 27 luglio. Ma per
+approfittare dell'infinita superiorità delle
+sue forze, divise il suo esercito, che gli
+storici veneziani portano ad ottanta mila
+uomini, in più corpi, che dovevano succedersi
+gli uni agli altri senza interrompimento,
+e rinnovare l'assalto finchè gli
+abitanti di Scutari soggiacessero alla fatica.
+Avuto avviso di quest'ordine, Antonio
+di Lezze divise pure la sua guarnigione
+in quattro brigate, che dovevano
+mutarsi ogni sei ore. L'assalto cominciò
+prima di giorno; i giannizzeri montavano
+alla breccia intrepidamente a traverso
+alle pietre che si facevano rotolare
+sopra di loro, ai fuochi d'artificio ed alle
+frecce; superavano le ruinate mura e sforzavansi
+in appresso di salire sugli interni
+baluardi che formavano l'ultima difesa.
+Nuovi assalitori s'innoltravano sempre
+dietro i primi, sostenendo in certo modo
+la prima linea, e spingendoli per forza
+fino alla sommità del bastione; ma non
+vi giugnevano mai che traforati da colpi
+di lance e di spade, e prima d'aver potuto
+combattere cadevano morti sui loro
+camerata, che per altro non si scoraggiavano.
+Maometto, furibondo per così
+valorosa resistenza, ordinò di continuare
+<span class="pagenum"><a id="Page_170"></a>[170]</span>
+l'attacco con sempre nuove truppe durante
+tutta la notte e la metà del susseguente
+giorno. All'ultimo, sia che i soldati,
+avviliti da tanti inutili sforzi, ricusassero
+di combattere più oltre, o che
+lo stesso Maometto sentisse l'inutilità di
+così spaventosa carnificina, fece suonare
+a raccolta dopo avere perduto un terzo
+della sua armata<a class="tag" id="tag166" href="#note166">[166]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Allora cambiando l'assedio in blocco, il
+sultano s'occupò nel conquistare il rimanente
+della provincia, onde togliere agli assediati
+ogni speranza di soccorso. E perchè
+la flotta veneziana avrebbe potuto innoltrarsi,
+rimontando la Bogiana, fin
+presso a Scutari, chiuse la foce di questo
+fiume con un ponte coperto da due
+ridotti. Mandò il beglierbey di Romania
+ad assediare varie fortezze del vicinato:
+quella di Sebenico, che apparteneva a
+Czernowitsch, si arrese senza combattere,
+e la città di Drivas fu presa dopo
+sei giorni d'assedio. Giacomo del Mosto,
+che vi stava per provveditore, fu condotto
+con tutti gli abitanti sotto le mura
+di Scutari, ove Maometto lo fece decapitare,
+onde far conoscere agli assediati
+<span class="pagenum"><a id="Page_171"></a>[171]</span>
+la sorte che loro preparava se non si
+affrettavano di calmare la sua collera.
+La città d'Alessio fu abbandonata, ma
+vennero sorprese in quel porto due galere;
+ed i dugento marinaj, che ne formavano
+l'equipaggio, furono condannati a
+morte. La sola città d'Antivari resistette a
+tutti gli attacchi dei Turchi. La maggior
+parte dell'estate essendosi consumata in
+questi diversi assedj, Maometto affidò
+il comando dell'armata che bloccava
+Scutari al suo visir, Achmet Giedik, e
+tornò a Costantinopoli<a class="tag" id="tag167" href="#note167">[167]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per tenere nello stesso tempo occupate
+altrove le forze della repubblica, Maometto
+II aveva ordinato al pascià di
+Bosnia d'invadere il Friuli, e pretendesi
+che il re d'Ungheria, così persuaso da
+Ferdinando, re di Napoli, di cui nel
+1476 aveva sposata la figlia, Beatrice,
+accordasse ai Turchi il passaggio per i
+suoi stati, affinchè questa diversione impedisse
+ai Veneziani di soccorrere i Fiorentini<a class="tag" id="tag168" href="#note168">[168]</a>.
+Il pascià di Bosnia giunse
+alle rive dell'Isonzo con quindici mila
+<span class="pagenum"><a id="Page_172"></a>[172]</span>
+cavalli, ma le trovò difese dalle milizie
+adunate sotto gli ordini di Vittore Soranzo,
+provveditore della provincia, mentre
+che il conte Carlo da Montone comandava
+gli uomini d'armi chiusi nel
+campo di Gradisca. Invano il pascià provocava
+Montone alla battaglia, che questi,
+ammaestrato dall'esperienza del precedente
+anno, vedeva che meglio fermerebbe
+i barbari tenendosi al suo posto.
+I Turchi, dopo molti inutili tentativi per
+entrare nel Friuli, attraversarono le montagne
+della Carniola, e portarono le
+loro stragi ai confini della Germania<a class="tag" id="tag169" href="#note169">[169]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quest'invasione si eseguì nell'istante
+in cui la peste infieriva in Venezia,
+onde non si erano potuto armare le barche
+destinate a custodire la foce dell'Isonzo<a class="tag" id="tag170" href="#note170">[170]</a>.
+La guerra d'Albania e quella del
+Friuli desolavano contemporaneamente la
+repubblica, gli armamenti del papa e
+di Ferdinando, e l'invasione della Toscana
+ne accrescevano il terrore; per
+ultimo gli affari di Cipro erano cagione
+di vive inquietudini, mentre che la violenza
+del contagio in Venezia non permetteva
+<span class="pagenum"><a id="Page_173"></a>[173]</span>
+nemmeno di adunare i consiglj.
+La regina Carlotta di Lusignano dopo
+avere sollecitato il papa a ristabilirla
+nel suo regno, erasi finalmente determinata
+a passare in Egitto, ciò che non
+aveva potuto, o non aveva osato di
+fare nel precedente anno. Il re Ferdinando
+aveva per lei fatte armare quattro
+galere a Genova, destinate a scortarla
+nel suo viaggio. Nello stesso tempo
+aveva mandato a Venezia un brigantino
+catalano, il di cui patrone, che fingevasi
+mercante, erasi incaricato di rapire
+la giovanetta Carlotta, figliuola naturale
+di Giacomo. Il consiglio dei dieci, avvisato
+di queste pratiche, fece, con decreto
+del 27 agosto del 1478, tradurre i tre
+fanciulli di Giacomo nel castello di Padova,
+ove la fanciulla morì poco dopo,
+non senza sospetto d'essere stata avvelenata
+da' suoi custodi. Fu spedito un
+provveditore ne' mari di Candia con
+dieci galere, ordinandogli di star attento
+al passaggio delle quattro navi genovesi,
+di attaccarle, e di perdere la regina
+Carlotta, dando voce che fosse rimasta
+uccisa nella battaglia<a class="tag" id="tag171" href="#note171">[171]</a>. Questa flotta
+ammontò in seguito fino a 27 galere;
+<span class="pagenum"><a id="Page_174"></a>[174]</span>
+ma Carlotta era giunta in Alessandria
+alcun tempo prima, ed il soldano le
+aveva date buone speranze. Per ordine
+de' Veneziani l'altra regina di Cipro,
+Catarina Cornaro, spedì pure un'ambasciata
+al soldano, per offrirgli l'annuo
+tributo del regno, che fin allora
+non era stato pagato; e le due regine
+cristiane trattarono la loro causa innanzi
+al soldano musulmano dell'Egitto. Questi
+non pronunciò veruna sentenza, ma
+pareva favorevole a Carlotta, e Venezia
+poteva aspettarsi di avere una nuova
+guerra coi Mamelucchi, per la difesa
+d'un regno, che altro più non era che
+una colonia veneziana<a class="tag" id="tag172" href="#note172">[172]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I consiglj della repubblica, scossi da
+tante sciagure, minacciati da tanti pericoli,
+erano incerti intorno al partito
+da prendersi, quando ricevettero una
+lettera del governatore di Scutari, che
+gl'informava della situazione di quella
+piazza. Diceva loro di avere perduti nell'ultimo
+assalto otto de' suoi migliori
+capitani con moltissimi soldati; che non
+aveva viveri che per quattro mesi; e,
+se prontamente non riceveva soccorsi,
+dichiarava che sarebbe ridotto a capitolare.
+<span class="pagenum"><a id="Page_175"></a>[175]</span>
+S'incontrò molta difficoltà nell'adunare
+il senato, disperso dalla peste,
+per comunicargli questo rapporto. Finalmente
+si adunò il quattordici di novembre,
+e, dopo una vivissima disamina,
+risolse di assoldare sei mila cavalli
+ed otto mila fanti italiani; di sollevare
+l'Albania coll'ajuto di Giorgio
+Czernowitsch per aggiugnere questi bellicosi
+popoli all'armata veneziana; di richiamare
+il capitano generale Venieri,
+che trovavasi colla sua flotta ne' mari di
+Cipro, e d'impiegare in tal modo tutte
+le forze della repubblica per far levare
+l'assedio di Scutari. Ma il senato si adunò
+nuovamente quattro giorni dopo, e per
+abbandonarsi allo scoraggiamento. I militari
+rappresentavano che, la Bogiana essendo
+chiusa da un ponte e da due ridotti,
+riuscirebbe quasi impossibile uno
+sbarco. I direttori del tesoro fecero conoscere
+l'esaurimento del medesimo e l'universale
+povertà, inevitabili conseguenze
+di così lunga guerra. Altri facevano sentire
+che se richiamavasi da Cipro la flotta
+del Venieri, si perderebbe quell'isola,
+che rimarrebbe abbandonata alle pratiche
+della regina Carlotta e forse all'invasione
+del soldano d'Egitto. Molti, spaventati dai
+frequenti attacchi dei Turchi nel Friuli,
+<span class="pagenum"><a id="Page_176"></a>[176]</span>
+dicevano che bentosto la repubblica non
+sarebbe più in caso di respingerli. Gli
+amici di Lorenzo de' Medici e quelli della
+duchessa di Milano cercavano di persuadere
+i loro colleghi a terminare la guerra
+del Levante, affinchè Venezia fosse in
+istato di farsi rispettare in Italia. Facevano
+osservare che i due più potenti alleati
+della repubblica, i Fiorentini ed i
+Milanesi erano forzati di ricorrere alla sua
+protezione, invece di assisterla nelle sue
+necessità; che il re Ferdinando era scopertamente
+nemico, che aveva pure fatto
+coi Turchi un trattato di pace e di alleanza;
+che il papa, in preda ai suoi risentimenti,
+non parlava che minacciando;
+finalmente che la repubblica di Genova
+aveva contro di loro cominciate le ostilità.
+In così pericolosa posizione sembrava
+che soltanto la pace coi Turchi
+potesse salvare la repubblica, ed il senato
+risolse di accettare le condizioni
+che piacerebbe a Maometto di dettare.
+</p>
+
+<p>
+Dietro tali deliberazioni Giovanni Dario,
+segretario di stato, fu mandato a Costantinopoli,
+facendogli attraversare l'Albania.
+Trovò il sultano disposto a mantenere
+press'a poco le stesse condizioni
+proposte in principio dell'anno. In conseguenza
+il 26 gennajo del 1479 questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_177"></a>[177]</span>
+ambasciatore soscrisse un trattato di pace
+tra la Porta e la repubblica di Venezia,
+in forza del quale dovevano essere ceduti
+al gran signore Scutari ed il suo territorio,
+e restituirsi reciprocamente tutte
+le conquiste fatte in tempo dell'ultima
+guerra nella Morea, nell'Albania e
+nella Dalmazia. I Veneziani dovevano
+pagare al Sultano cento mila ducati a
+titolo delle miniere d'allume che avevano
+fatto fallimento in Costantinopoli
+in principio della guerra, dovevano inoltre
+pagare un annuo tributo di dieci
+mila ducati; ma questa condizione, che
+poteva sembrare umiliante, non era in
+fondo che un compenso dei diritti e
+delle gabelle dell'impero ottomano; perciocchè
+in virtù di tale pagamento i Veneziani
+dovevano godere di un'assoluta
+franchigia per tutte le loro merci in tutti
+gli stati di sua altezza. L'ambasciatore
+ebbe pure l'accortezza di far comprendere
+in questo trattato, che se qualche
+stato spiegasse la bandiera di san Marco
+prima di essere immediatamente attaccato
+dal sultano, questi riconoscerebbe un tale
+stato per suddito della repubblica, e ne
+rispetterebbe il territorio; di modo che
+i Veneziani conservarono la speranza di
+<span class="pagenum"><a id="Page_178"></a>[178]</span>
+fare acquisti col terrore delle stesse armi
+musulmane<a class="tag" id="tag173" href="#note173">[173]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In esecuzione di questo trattato, il
+provveditore Antonio di Lezze uscì da
+Scutari con quattrocento cinquanta uomini,
+e centocinquanta donne, che soli
+erano sopravvissuti a questo terribile assedio.
+Seco portavano le reliquie delle
+loro chiese, i vasi sacri, l'artiglieria e
+tutto ciò che rimaneva delle loro ricchezze.
+Passarono così in mezzo all'armata
+ottomana, cui pareva che questi
+valorosi guerrieri incutessero rispetto<a class="tag" id="tag174" href="#note174">[174]</a>.
+La repubblica si obbligò a provvedere alla
+loro sussistenza; voleva da principio dar
+loro dei feudi nell'isola di Cipro, ma
+perchè temevano l'aria insalubre di quel
+paese, li distribuì nelle fortezze dello stato,
+loro affidandone la guardia, e dando a tutti
+una pensione di due ducati e mezzo al
+mese<a class="tag" id="tag175" href="#note175">[175]</a>. Nello stesso tempo la repubblica
+fece consegnare agli ufficiali del sultano le
+<span class="pagenum"><a id="Page_179"></a>[179]</span>
+montagne della Chimera, Strimoli, il
+paese de' Mainoti nella Morea, Castel
+Rompano, Saranfona e l'isola di Stalimene.
+Tutti i prigionieri fatti dai Turchi
+furono posti in libertà senza taglia,
+e la pace venne giurata dal doge e pubblicata
+in Venezia con universale allegrezza,
+il giorno dell'evangelista san
+Marco, 25 aprile 1479, dopo quindici
+anni della più formidabile guerra che
+la repubblica avesse fin allora sostenuta<a class="tag" id="tag176" href="#note176">[176]</a>.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_180"></a>[180]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Sisto IV chiama gli Svizzeri in Italia;
+loro vittoria sui Milanesi a Giornico. — Eccita
+Lodovico il Moro ad usurpare
+il governo di Milano. Angustie
+di Lorenzo de' Medici, che va a Napoli,
+ove soscrive una pace che compromette
+l'indipendenza della Toscana;
+progetto del duca di Calabria
+sopra Siena; rivoluzioni di questa
+repubblica</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1478 = 1480.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La pace de' Veneziani coi Turchi assicurava
+l'Italia dalla più formidabile invasione,
+e facendo cessare un pericolo che non
+era mai stato più imminente, avrebbe dovuto
+essere per que' diversi potentati un
+motivo di confidenza e di riposo. Pure la
+notizia fu per la maggior parte cagione
+di costernazione. Acciecati dalla loro gelosia,
+non videro che il ristabilimento del
+credito della potente repubblica che temevano.
+Videro che Venezia poteva oramai
+disporre di tutte le sue forze in Italia
+come aveva fatto nel 1463; ed il re
+di Napoli e la repubblica di Genova che
+<span class="pagenum"><a id="Page_181"></a>[181]</span>
+le avevano dimostrata la loro nimicizia,
+temevano il suo risentimento; e la duchessa
+di Milano, il duca di Ferrara, il marchese
+di Mantova ed i piccoli principi
+della Romagna, sebbene alleati di Venezia,
+furono in segreto dolenti di vedere
+con ciò diminuirsi la loro importanza. In
+tempo della guerra del Levante, il senato
+avevali cautamente accarezzati; ora dovevano
+a vicenda mostrare al senato veneto la
+loro deferenza. Ma il papa in particolare,
+quand'ebbe avviso di questa pace, non potè
+contenere il suo rammarico e la sua indignazione.
+Il papa, che non aveva presa
+veruna parte in una guerra da lui chiamata
+sacra, pretendeva che i Veneziani,
+come cristiani, non potessero terminarla
+senza tradire la Cristianità. Annunciò all'Europa
+ch'egli aveva in allora intavolato
+de' negoziati col re di Francia, coll'imperatore
+Federico III e con Massimiliano,
+duca di Borgogna, di lui figliuolo;
+che il suo scopo era quello di terminare
+la guerra di Firenze, indi di
+volgere le armi di tutto l'Occidente contro
+i Turchi<a class="tag" id="tag177" href="#note177">[177]</a>. In tali circostanze, egli diceva,
+i Veneziani, abbandonando la causa
+<span class="pagenum"><a id="Page_182"></a>[182]</span>
+comune, avevano fatta, e solennemente
+giurata, la pace. «Non contenti di questa
+diserzione, aggiugneva egli in una nuova
+bolla, si resero ancora più colpevoli;
+non arrossirono di dire alla nostra
+presenza, alla presenza dei nostri venerabili
+fratelli i cardinali, degli ambasciatori
+dell'imperatore, del re, del
+duca di Milano, dei prelati e di una
+grande quantità di Cristiani, che fedelmente
+osserverebbero il trattato coi miscredenti,
+e non vi contravverrebbero
+in verun modo<a class="tag" id="tag178" href="#note178">[178]</a>». In fatti erano
+tornati vani tutti gli sforzi del papa per
+ridurre i Veneziani a ricominciare la
+guerra.
+</p>
+
+<p>
+Per altro Sisto IV era ben lontano dal
+pensare alla riunione de' Cristiani, nè a
+formare una lega contro i Turchi. L'ambizione
+andava in lui crescendo coll'età;
+la passione della guerra e dell'intrigo
+erasi impadronita del suo animo; la collera,
+l'odio ed il desiderio di accrescere
+la potenza di Girolamo Riario, suo figliuolo
+o suo nipote, gli ponevano a
+vicenda le armi in mano. Avrebbe voluto
+strascinare i Veneziani in nuove
+<span class="pagenum"><a id="Page_183"></a>[183]</span>
+ostilità per indebolirli e privare i Fiorentini
+del loro appoggio. Nella stessa maniera
+volle turbare lo stato di Milano,
+perchè ancor esso alleato dei Medici;
+per riuscirvi s'addirizzò ad un popolo
+più religioso, più docile alla sua voce
+e più disposto di quello che lo fossero i
+Veneziani a far dipendere le leggi della
+pubblica morale dalle arbitrarie decisioni
+de' suoi preti. Persuase gli Svizzeri a violare
+i giuramenti che gli univano al duca
+di Milano, ed a stornare con una potente
+invasione i soccorsi che Lorenzo
+de' Medici poteva sperare dalla famiglia
+Sforza.
+</p>
+
+<p>
+Da circa due anni i venditori d'indulgenze
+eransi sparsi nella Svizzera, in
+occasione di un giubileo, ed avevano
+trovato presso quella semplice gente, che
+abitava sulle Alpi, quella fermezza di
+fede, quella cieca confidenza nel papa,
+quella premura di spogliarsi di tutti i
+loro beni per acquistare grazie spirituali,
+che più non conoscevano gl'Italiani, testimonj
+dei disordini della corte di Roma.
+Si stabilì nella Svizzera un tribunale di
+ottanta a cento preti per distribuire le
+indulgenze della bolla, e decidere nei
+casi dubbiosi; e Roma vide con maraviglia
+quanto danaro poteva trarre da quei
+<span class="pagenum"><a id="Page_184"></a>[184]</span>
+cantoni, che credeva tanto poveri. Ma
+quando l'attenzione di Sisto IV fu richiamata
+sopra gli Svizzeri, osservò in
+quel popolo altra cosa che lo interessava
+assai più che il commercio delle indulgenze.
+Vide quale profitto potrebbe cavare
+nelle guerre della santa sede da tali fedeli
+e da tali soldati; loro mandò una bandiera
+rossa, benedetta colle sue mani, e
+gli esortò a ricordarsi che il loro dovere
+gli obbligava a non risparmiare il loro
+sangue per la libertà della Chiesa. Il suo
+legato, Guido di Spoleti, vescovo d'Anagni,
+fece adunare una dieta a Lucerna,
+e colà in una segreta assemblea, tenuta
+il 1.º novembre del 1478, propose agli
+Svizzeri di ajutare un numeroso partito di
+nobili e di borghesi di Milano, che desideravano
+di ristabilire una repubblica
+in Lombardia. D'altro non trattavasi che
+d'allontanare un fanciullo incapace di
+governare che in allora era capo della
+casa Sforza; e Sisto IV, in ricompensa di
+questa spedizione, loro offriva la divisione
+degl'immensi tesori ammassati ne' castelli
+di Pavia e di Milano, cui Guido
+aggiugneva il pagamento di dieci mila ducati
+all'anno, per agevolare il loro armamento.
+Ma i deputati de' cantoni confederati
+non potevano prendere una così
+<span class="pagenum"><a id="Page_185"></a>[185]</span>
+importante risoluzione, senza il consentimento
+del popolo, e la cosa non era
+di tale natura da potersi rendere pubblica<a class="tag" id="tag179" href="#note179">[179]</a>:
+perciò il legato, mentre comunicava
+ai capi i suoi progetti politici,
+cercava in pari tempo d'eccitare il risentimento
+de' contadini. La dieta si chiuse
+senza avere nulla conchiuso; ma era scoppiato
+il malcontento e l'odio degli uomini
+d'Uri contro i Milanesi, ed il legato
+ottenne finalmente di accendere la
+guerra tra la Svizzera e la Lombardia
+in occasione che si tagliò un bosco
+di castagni, nella valle Levantina, di controversa
+proprietà<a class="tag" id="tag180" href="#note180">[180]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Fin dal 1467 un'antica capitolazione
+legava la Svizzera alla casa Sforza; per
+la destrezza di Francesco Simonetta era
+stata rinnovata il io luglio del 1477 tra
+Gio. Galeazzo ed i Cantoni. L'antica
+aveva ricevute alcune modificazioni; erano
+stati pagati gli arretrati dovuti agli Svizzeri,
+e terminate tutte le controversie di
+confine<a class="tag" id="tag181" href="#note181">[181]</a>, quando nella state del 1478
+alcuni sudditi milanesi tagliarono degli
+<span class="pagenum"><a id="Page_186"></a>[186]</span>
+alberi in un bosco, che gli Svizzeri pretendevano
+essere di loro proprietà; Cecco Simonetta,
+informato dell'irritamento degli
+uomini d'Uri, offrì di far riconoscere il
+luogo da arbitri, e dove fosse ritrovata
+proprietà degli Svizzeri, di compensarne il
+danno. Ma il vescovo d'Anagni riuscì a
+rendere inutile la moderazione di questo
+vecchio e saggio ministro, ed a soffocare
+le pacifiche rimostranze dei cantoni di
+Zurigo e di Berna. Il cantone d'Uri dichiarò
+la guerra al duca di Milano; invitò
+i suoi alleati a dargli gli ajuti dovutigli
+in forza del trattato federativo, e
+tutti i cantoni, sebbene di malavoglia,
+fecero marciare il loro contingente. In
+novembre del 1478 passò il san Gottardo
+un'armata di dieci mila confederati,
+quando già cominciava ad essere coperto
+di nevi. Un araldo d'armi era andato
+a sfidare il duca di Milano, ed il
+conte Marsiglio Torelli con un'armata
+di diciotto mila uomini aspettava gli Svizzeri
+ai confini<a class="tag" id="tag182" href="#note182">[182]</a>. Questi frattanto cominciarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_187"></a>[187]</span>
+a saccheggiare il territorio
+d'Iragna; avanzaronsi fino a Bellinzona,
+di cui presero d'assalto il primo ricinto;
+ed avrebbero colla stessa facilità potuto
+occupare il secondo, se i loro stessi capi
+non avessero temuto di esporre al sacco
+una città che serviva di deposito al loro
+commercio. I confederati attraversarono
+in appresso il Cenere, montagna che divide
+i due laghi, e minacciarono Lugano.
+Ma dopo avere atterrita la Lombardia
+con una breve comparsa, perchè un
+rigorosissimo inverno di già si annunciava
+sulle alte Alpi, essi le ripassarono
+prima che troppo alte nevi ne chiudessero
+il passaggio<a class="tag" id="tag183" href="#note183">[183]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli Svizzeri non avevano lasciati in
+val Levantina che dugento uomini somministrati
+dai cantoni d'Uri, di Zurigo,
+di Lucerna e di Schwitz, e la milizia
+della valle, che si univa a così debole
+guarnigione, non eccedeva i quattrocento
+uomini. Il conte Marsiglio Torelli credette
+di potere facilmente distruggere
+questa piccola truppa, ed impadronirsi
+di Giornico, fortezza che sarebbe diventata
+la chiave del passaggio del san Gottardo.
+<span class="pagenum"><a id="Page_188"></a>[188]</span>
+Avanzossi fino a Poleggio con circa
+quindici mila uomini; Enrico Troger,
+comandante di Giornico, ritirossi all'avvicinarsi
+di forze tanto superiori, ma
+ebbe l'avvedutezza di deviare dal proprio
+letto le acque del Ticino, facendo che si
+spargessero sulle praterie che occupano
+il fondo della valle. L'acutissimo freddo
+della notte rese questo bacino una sola
+lastra di ghiaccio. Gli Svizzeri, ritiratisi
+sulle alture, eransi tutti provveduti di ferri
+da ghiaccio, ed aspettarono, prima di
+attaccarla, che la cavalleria milanese si
+avanzasse incautamente su questo piano
+di ghiaccio. Mentre i cavalli cadevano
+ad ogni passo, che gli uomini, appoggiati
+alle loro lance, potevano a stento reggersi
+in piedi, i montanari piombarono sopra
+di loro, correndo su quel ghiaccio colla
+medesima facilità, come se fosse stato
+une prateria. I Milanesi, non potendo
+valersi delle loro armi, rinculavano ed
+avrebbero voluto fuggire; ma i cavalli,
+che cadevano sotto di loro, chiudevano
+tutti i passaggi. Più di mille cinquecento
+furono uccisi, e non fu piccolo il numero
+de' prigionieri: la buona artiglieria
+caduta nelle mani del vincitore servì ad
+armare i bastioni di Giornico, ed i soldati
+<span class="pagenum"><a id="Page_189"></a>[189]</span>
+si divisero tra di loro un ricco bottino<a class="tag" id="tag184" href="#note184">[184]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Cecco Simonetta desiderava
+ardentemente la pace, e fece riaprire le
+negoziazioni: que' cantoni, le di cui città
+sono sovrane, non desideravano meno di
+lui di terminare una guerra, che danneggiava
+il loro commercio, e costrinsero
+gli abitanti d'Uri alla moderazione.
+Il bosco controverso fu ceduto agli Svizzeri,
+loro pagata l'indennizzazione di alcune
+migliaja di fiorini, e ristabilita la
+buona armonia tra i due stati. Ma questa
+breve spedizione rialzò l'opinione
+degli Svizzeri in tutta l'Italia, ed accrebbe
+agli occhi di Sisto IV il vantaggio della
+loro alleanza<a class="tag" id="tag185" href="#note185">[185]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Altre pratiche del pontefice avevano
+nello stesso tempo suscitati nemici domestici
+alla reggenza di Milano ed ai
+Fiorentini. Sisto aveva fatti entrare nella
+Lunigiana Roberto di Sanseverino, Luigi
+Fregoso ed Ibletto dei Fieschi; e mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_190"></a>[190]</span>
+che questi capitani con truppe genovesi
+prendevano de' castelli ai Malaspina
+ed attaccavano Sarzana<a class="tag" id="tag186" href="#note186">[186]</a>, i fratelli
+Sforza, zii del giovane duca, lasciavano
+il luogo del loro esilio, scorrevano
+la Toscana con minaccioso apparato, ed
+all'ultimo si aggiugnevano al Sanseverino<a class="tag" id="tag187" href="#note187">[187]</a>.
+I Fiorentini, adombrati dalla comparsa
+di questi nuovi nemici, chiamarono
+al loro soldo molti rinomati condottieri.
+I Veneziani loro cedettero Carlo
+da Montone e Deifobo dell'Anguillara.
+Roberto Malatesta, signore di Rimini,
+Costanzo Sforza, signore di Pesaro, ed
+uno de' Manfredi, signori di Forlì, abbandonarono
+le bandiere del papa per
+militare sotto le loro<a class="tag" id="tag188" href="#note188">[188]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In ragione che lo spirito militare andava
+in Italia rinascendo, il governo fiorentino
+sentiva ch'eragli pericoloso il
+rimanervi del tutto straniero. Il duca
+di Ferrara, generale della repubblica,
+era stato incaricato di respingere il
+Sanseverino, mentre che i suoi avversarj,
+<span class="pagenum"><a id="Page_191"></a>[191]</span>
+i duchi d'Urbino, e di Calabria, non
+uscivano dai loro quartieri d'inverno.
+Lo fece effettivamente, ma con tanta
+lentezza e così mollemente e con tanto
+timore d'un nemico troppo di lui più
+debole, che impiegò tre settimane nello
+scorrere la costa da Pisa a Sarzana, lunga
+cinquanta sole miglia: egli mai non raggiunse,
+mai non vide il Sanseverino, cui
+permise di acquistare l'avvantaggio di
+due o tre marce. Dopo questa spedizione,
+nella quale non fu dato un solo colpo
+di lancia, tornò colla stessa lentezza ad
+occupare i confini del Sienese. Il duca
+di Ferrara non avrebbe osato tenere una
+così vergognosa condotta, se avesse dovuto
+darne conto ad un governo militare;
+ma poco sentiva i rimproveri che
+potevano essergli dati dai Medici, e dal
+loro consiglio di mercanti<a class="tag" id="tag189" href="#note189">[189]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Un impreveduto disordine indebolì nell'aprirsi
+della nuova campagna l'armata
+fiorentina. Vi si vedevano riuniti il conte
+Carlo di Montone cogli ultimi avanzi della
+scuola di Braccio, suo padre, e Costanzo
+Sforza coi soldati di Sforza Attendolo,
+suo avo. La loro rivalità aveva cominciato
+<span class="pagenum"><a id="Page_192"></a>[192]</span>
+da circa un secolo, ed avrebbe
+dovuto spegnersi per la morte de' loro
+capi e pel cambiamento di tutta la loro
+organizzazione. Pure fu impossibile di
+farli combattere sotto le medesime insegne.
+Violenti contese, sfide, duelli, facevano
+temere una generale battaglia tra
+i due corpi. Fu forza separarli<a class="tag" id="tag190" href="#note190">[190]</a>: Montone
+con Roberto Malatesta fu mandato
+nello stato di Perugia, sua patria, ove
+sperava trovare partigiani, e dove effettivamente
+una ventina di castelli si sottomisero
+a lui o a suo figliuolo Bernardino;
+ma la sua morte accaduta in
+Cortona il 17 di giugno, distrusse tutte
+le speranze che cominciavansi a fondare
+sopra di lui<a class="tag" id="tag191" href="#note191">[191]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'altra armata sotto gli ordini di Ercole
+d'Este fu ancora più sgraziata: durante
+la prima metà della campagna si tenne
+vergognosamente inattiva. Avendola Ercole
+lasciata il 10 agosto sotto gli ordini
+di suo fratello Sigismondo, per tornare
+ne' suoi stati, fu dal duca di Calabria
+sorpresa il 7 di settembre al Poggio Imperiale
+e sgominata totalmente quasi senza
+<span class="pagenum"><a id="Page_193"></a>[193]</span>
+avere combattuto<a class="tag" id="tag192" href="#note192">[192]</a>. I castelli di Poggi
+Bonzi e di Colle di Val d'Elsa trattennero
+per altro i Napolitani, avendo ambidue
+sostenuto un ostinato assedio. Ma
+perchè i Fiorentini non fecero veruno
+sforzo, dovettero capitolare prima che
+terminasse la campagna. Quello di Colle
+fu l'ultimo ad arrendersi il 14 di novembre;
+e dopo questa conquista il duca
+di Calabria pose le sue truppe ai quartieri
+d'inverno<a class="tag" id="tag193" href="#note193">[193]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Se due ruinose campagne facevano
+vacillare la potenza di Lorenzo de' Medici,
+e prevedere l'imminente sua ruina,
+egli era ancora più spaventato dalle rivoluzioni
+che nello stesso tempo rovesciavano
+la potenza del suo più fedele alleato.
+Roberto di Sanseverino, dopo la sua spedizione
+di Lunigiana, erasi ritirato nelle
+montagne che dividono gli stati di Parma
+e di Genova. Colà aveva collocato
+il suo campo presso Borgo di Val di
+Taro in modo da tenere in iscacco i
+Fiorentini e la duchessa di Milano. I cognati
+<span class="pagenum"><a id="Page_194"></a>[194]</span>
+della duchessa stavano presso il
+Sanseverino, ed il suo campo era il centro
+de' loro segreti maneggi. Uno di loro,
+il duca di Bari, morì subitamente il 27
+di luglio, non senza sospetto che fosse
+stato avvelenato dagli altri due<a class="tag" id="tag194" href="#note194">[194]</a>. Prima
+che passasse un mese, Lodovico
+Sforza, che gli succedeva nel ducato di
+Bari, presentossi improvvisamente col
+Sanseverino e colla sua armata alle porte
+di Tortona, che gli furono aperte il
+giorno 23 d'agosto<a class="tag" id="tag195" href="#note195">[195]</a>; ne prese possesso
+a nome del duca Giovanni Galeazzo,
+suo nipote, e della duchessa Bona;
+dichiarò ch'era servitore dell'uno e
+dell'altra, e che, lungi dal prendere le armi
+contro di loro, non avanzavasi che per
+liberarli dai loro nemici, ed in particolare
+dai loro infedeli ministri. I popoli,
+sempre disposti a dar colpa ai ministri
+dei mali che soffrono, secondavano con
+piacere una rivoluzione che non sembrava
+diretta contro il loro sovrano; e
+tutte le terre murate si affrettavano di
+mandare le chiavi a Lodovico. Uno storico
+<span class="pagenum"><a id="Page_195"></a>[195]</span>
+contemporaneo assicura che gli si
+arresero in un sol giorno quarantadue
+castelli<a class="tag" id="tag196" href="#note196">[196]</a>: ma, ciò che era più importante,
+era favoreggiato alla corte
+della duchessa da un partito assai potente.
+Trovavasi questa corte divisa in
+due fazioni. Da una banda Cecco Simonetta,
+più sovrano che ministro, esercitava
+un potere avvalorato da cinquant'anni
+di favore sotto tre successivi regni;
+suo figlio Antonio, suo fratello Giovanni,
+suo amico Orfeo da Ricavo, e
+tutti i vecchi consiglieri, per la maggior
+parte innalzati alle cariche sotto di lui,
+lo risguardavano quale loro capo e loro
+oracolo. Dall'altra banda Antonio Tassini,
+nudrito nel favore della nuova corte,
+erasi formato un partito di tutti gl'invidiosi
+del ministro, di tutti coloro che si
+lusingavano d'ingrandirsi in un cambiamento
+di cose. Il Tassini era un Ferrarese
+di vile condizione: ricevuto prima
+come cameriere presso il duca Galeazzo,
+era in appresso passato ai servigj
+della duchessa, di cui aveva saputo in
+modo guadagnarsi l'animo, ed ispirarle
+tanta confidenza, e forse amore, che altri
+<span class="pagenum"><a id="Page_196"></a>[196]</span>
+in fuor di lui più non era dalla duchessa
+consultato negli affari di stato. Il cancelliere
+Simonetta vedeva non senza dispetto innalzarsi
+sulle proprie ruine così indegno
+rivale; ed il Tassini, forse offeso dal disprezzo
+del vecchio ministro, aveva per lui concepito
+un implacabile odio. Sperando di
+rovesciarlo, aveva intavolata qualche relazione
+coi cognati della duchessa, e
+quando Lodovico il Moro presentossi
+sotto Tortona, il Tassini persuase la duchessa
+a chiamarlo alla sua corte. «Il
+partito che voi prendete, le disse il
+Simonetta quando n'ebbe sentore, costerà
+a voi l'impero, a me la vita<a class="tag" id="tag197" href="#note197">[197]</a>»;
+e tale profezia non tardò ad avverarsi.
+Lodovico Sforza entrò in Milano il giorno
+8 settembre, protestò di giugnervi come
+servitore della duchessa e come suo fedele
+custode<a class="tag" id="tag198" href="#note198">[198]</a>, ma il giorno 11 Cecco
+Simonetta venne arrestato col suo figlio,
+fratello ed amici<a class="tag" id="tag199" href="#note199">[199]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il Simonetta, tradotto al castello di
+Pavia, vi fu da principio trattato con
+molti riguardi; ma in ottobre Lodovico
+<span class="pagenum"><a id="Page_197"></a>[197]</span>
+Sforza gli mandò uno de' suoi segretarj
+ad avvisarlo, che se voleva ricuperare
+la libertà doveva comperarla rilasciandogli
+circa quaranta mila fiorini, che teneva
+presso alcuni banchieri a Firenze.
+«Io sono stato illegalmente carcerato,
+rispose il Simonetta, la mia casa è stata
+saccheggiata, ed io venni coperto d'obbrobrj;
+tale fu la ricompensa ch'io mi
+ebbi per avere con fedeltà e con zelo
+servito lo stato di Milano. Se ho commesso
+qualche mancamento mi s'infligga
+il meritato castigo; ma la sostanza
+che io ho ammassata con onorate
+fatiche e con lunghi risparmj passerà
+a' miei figli. Dio mi ha bastantemente
+favorito prolungando la mia vita
+fino a questo giorno, altro adesso non
+bramo che la morte<a class="tag" id="tag200" href="#note200">[200]</a>». Dopo ciò
+il Simonetta fu trattato con estremo rigore,
+assoggettato ad indegna tortura per
+istrappargli la confessione di delitti, dei
+quali nè pure sospettavasi reo: sua moglie,
+ch'era della casa Visconti, impazzì
+per disperazione, ed, il 30 ottobre del
+<span class="pagenum"><a id="Page_198"></a>[198]</span>
+1480, il Simonetta fu decapitato nel castello
+di Pavia<a class="tag" id="tag201" href="#note201">[201]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La predizione che il Simonetta aveva
+fatta alla duchessa avverossi a puntino,
+ed il Tassini, che lo aveva soppiantato,
+non godette lungamente del suo trionfo.
+Il 7 d'ottobre Lodovico il Moro fece
+dichiarar maggiore suo nipote, Giovanni
+Galeazzo Maria; pretese che questo principe,
+sebbene non ancora giunto ai dodici
+anni, fosse di già in istato di governare,
+e con questo pretesto privò la
+duchessa d'ogni partecipazione agli affari.
+Lo stesso giorno venne arrestato Antonio
+Tassini e chiuso nel castello di
+Porta Zobia: Gabriele, padre del Tassini,
+ch'era stato creato consigliere ducale,
+fu arrestato nello stesso tempo; e spogliati
+ambidue de' loro beni, furono esiliati
+dal ducato di Milano. La duchessa Bona,
+irritata ed umiliata, uscì il 2 novembre
+da Milano per ritirarsi a Vercelli; ma
+in appresso si stabilì in Abbiate Grasso,
+<span class="pagenum"><a id="Page_199"></a>[199]</span>
+ove visse totalmente lontana dagli affari<a class="tag" id="tag202" href="#note202">[202]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici, tanto sventurato
+nelle sue prime campagne, tanto sventurato
+nell'alleanza su cui aveva fondate
+le principali sue speranze, non si scoraggiava,
+e cercava nella stessa Italia e
+fuori soccorsi contro la potente lega che
+lo attaccava. Di concerto coi Veneziani
+tentò di far rivivere l'antico partito d'Angiò
+per opporlo nel regno di Napoli all'eccessiva
+potenza di Ferdinando. Gl'inviati
+delle due repubbliche andarono a cercare
+in Lorena l'erede del vecchio re
+Renato, e lo trovarono apparecchiato ad
+entrare negl'intrighi e nelle guerre d'Italia
+per far rivivere diritti che davano
+maggior lustro alla sua casa.
+</p>
+
+<p>
+Viveva tuttavia il vecchio Renato,
+conte di Provenza, il rivale d'Alfonso
+e di Ferdinando. Egli non morì che il
+10 di luglio del susseguente anno nella
+sua contea; ma era sopravvissuto a tutta
+la sua discendenza maschile, ed arrivato
+ad un'età nella quale mancavagli la forza
+<span class="pagenum"><a id="Page_200"></a>[200]</span>
+e la volontà di entrare in nuovi travaglj.
+Il generoso suo figlio, Giovanni,
+duca di Calabria, era morto nel 1470,
+lasciando, del suo matrimonio con Maria
+di Borbone, due figli, il maggiore dei
+quali, chiamato ancor esso Giovanni,
+non gli sopravvisse che pochi giorni, e
+l'altro, Niccolò, morì di venticinque anni
+nel 1473 senza aver avuta prole<a class="tag" id="tag203" href="#note203">[203]</a>. Ma
+una figliuola di Renato, Jolanda, erasi
+maritata con Terry, conte di Vaudemont,
+e gli aveva portati i diritti che
+aveva sua madre sopra la Lorena. Da
+questo matrimonio, cui Renato aveva
+di mala voglia acconsentito per ricuperare
+la libertà, era nato Renato II, duca
+di Lorena, che, per la morte de' suoi
+cugini Giovanni e Niccolò, diventava
+pure l'erede di tutti i diritti della casa
+d'Angiò sul regno di Napoli. Vero è
+che il vecchio Renato non aveva perdonato
+a questo suo nipote i suoi natali
+dal sangue di Vaudemont, ed il 22 luglio
+del 1474 aveva fatto un testamento
+per privarlo della propria eredità, chiamandovi
+Carlo del Maine, figliuolo d'un
+altro conte del Maine, suo minor fratello<a class="tag" id="tag204" href="#note204">[204]</a>.
+Questi fu quel Carlo che chiamò
+<span class="pagenum"><a id="Page_201"></a>[201]</span>
+erede di tutti i suoi diritti Lodovico XI,
+con suo testamento del 10 dicembre del
+1481, e che morì nel susseguente giorno.
+</p>
+
+<p>
+Ma il diritto delle genti non accorda
+ai monarchi la facoltà di disporre arbitrariamente
+della successione de' loro stati;
+successione regolata dalle leggi di ogni
+popolo; e l'ordine immutabile stabilito
+per l'eredità è la sola garanzia
+delle monarchie contro le guerre civili.
+Perciò non sogliono vedersi testamenti
+di tale natura, che quando il contratto
+tra il sovrano ed il suo popolo viene
+infranto da una conquista, e che il monarca
+spossessato più non trasmette ai
+suoi eredi che un vano titolo. Il regno
+di Napoli era un feudo femminino, e finchè
+viveva un discendente in linea diretta
+dell'ultimo sovrano, i collaterali non
+potevano avervi verun diritto. I Veneziani,
+i Fiorentini e tutta l'Italia, riconoscevano
+in Renato II l'erede della casa
+d'Angiò, e per questo titolo gli offrivano
+di ajutarlo a conquistare il regno di Napoli,
+e dal canto suo lo trovavano dispostissimo
+ad adoperarvisi con tutte le
+sue forze.
+</p>
+
+<p>
+Mentre che da loro agitavansi quest'importanti
+negoziazioni, Lorenzo dei
+Medici ricevette inaspettatamente dal duca
+<span class="pagenum"><a id="Page_202"></a>[202]</span>
+di Calabria e dal duca d'Urbino, suoi
+avversarj, proposizioni di pace. Lo stesso
+Lodovico il Moro, reggente di Milano,
+ch'egli credeva suo nemico, vi aveva
+qualche parte. Questi, dopo avere prese
+le redini del governo, aveva adottate le
+affezioni de' suoi predecessori; voleva
+salvare Firenze, di cui conosceva utile
+l'alleanza, e staccarla da Venezia;
+voleva inoltre staccare il re di Napoli
+dal papa, e già vedeva germogliare tra
+di loro i semi della divisione. Il 24 novembre,
+quando meno si aspettava, andò
+un trombetta ad annunciare a Firenze,
+ch'era stata sottoscritta una tregua tra
+il re di Napoli, il papa e la repubblica,
+per trattare la pace<a class="tag" id="tag205" href="#note205">[205]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando non nudriva verun personale
+risentimento contro Lorenzo dei
+Medici; la guerra che gli faceva era
+puramente politica, e poteva terminarla
+senza rancore, tostocchè avesse in vista
+nuovi progetti d'ingrandimento. Padrone
+dell'Italia meridionale, desiderava di dilatare
+i suoi confini verso l'Italia superiore.
+La rivoluzione gli aveva di già data
+molta influenza sopra la Lombardia; la
+<span class="pagenum"><a id="Page_203"></a>[203]</span>
+repubblica di Genova poteva quasi risguardarsi
+come da lui dipendente; il
+duca di Calabria formava già su quella
+di Siena progetti cui pareva favoreggiare
+un potente partito, e poteva sperare
+che entro pochi mesi questo stato lo
+riconoscerebbe per suo sovrano. Non conveniva
+dunque a Ferdinando di continuare
+d'accordo con Sisto IV una guerra,
+di cui questi avrebbe per lo meno voluto
+dividere i frutti. Tornava assai meglio
+al re il lasciare a Firenze un governo
+che s'andava ogni giorno più indebolendo
+per l'odio di una numerosa
+fazione, di porre frattanto un piede stabile
+in Toscana, aspettare gli avvenimenti,
+e soprattutto la morte del pontefice. Diverse
+affatto erano le disposizioni di Sisto
+IV; egli sentivasi umiliato dallo stesso
+male che aveva voluto fare ai Fiorentini,
+non meno che dai rimproveri e dalle
+minacce di tutta la Cristianità; non poteva
+perdonare a Lorenzo nè la morte
+di tanti amici di Girolamo Riario, nè
+gli scandalosi processi che avevano palesati
+all'Europa le loro congiure, nè il
+terrore del giovane cardinale suo nipote.
+Era stato sforzato a dichiarare a quali
+condizioni farebbe la pace, ed umilianti
+erano tutte quelle che aveva osato di
+<span class="pagenum"><a id="Page_204"></a>[204]</span>
+proporre. Voleva che Lorenzo ed i Fiorentini
+fabbricassero una cappella, e che
+fondassero legati di messe per le anime
+di coloro ch'erano morti nella congiura
+de' Pazzi; voleva che la repubblica domandasse
+solennemente perdono alla Chiesa
+per avere attentato alla vita di persone
+sacre, l'arcivescovo ed i suoi preti; e
+finalmente voleva che restituisse alla santa
+sede Borgo san Sepolcro, Modigliana e
+Castro Caro, sebbene queste città fossero
+state dai Fiorentini legittimamente acquistate
+molto tempo avanti la presente
+guerra<a class="tag" id="tag206" href="#note206">[206]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto la situazione di Lorenzo anche
+in Firenze rendevasi ogni giorno più
+pericolosa. La città era omai stanca di
+così disastrosa guerra sostenuta con così
+infelice successo, le sue truppe erano
+state assoldate con gravissimo dispendio,
+i nemici, padroni delle migliori fortezze,
+avevano successivamente stesi i loro guasti
+nel Pisano, nell'Aretino, in Val d'Elsa,
+in Val di Nievole, in Val d'Arno, e nella
+Lunigiana: quasi niuna provincia era
+rimasta intatta; il commercio, minacciato
+nella capitale, era stato ne' più rimoti
+paesi travagliato dalle confische pronunciate
+<span class="pagenum"><a id="Page_205"></a>[205]</span>
+dal papa; tutti sentivano che la
+guerra non era sostenuta che per la difesa
+di Lorenzo, ed affatto estranea ai veri
+interessi dello stato; ognuno voleva porvi
+fine; e Girolamo Morelli, che risguardavasi
+come uno degli amici e dei più zelanti
+partigiani de' Medici, disse a Lorenzo
+in pieno consiglio: «La nostra città
+è oggi stanca, più non vuole guerra,
+più non vuole rimanersi interdetta e
+scomunicata per difendere il vostro
+credito<a class="tag" id="tag207" href="#note207">[207]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+In così difficili circostanze Lorenzo dei
+Medici prese una risoluzione apparentemente
+ardita, ma che pure era la sola
+prudente, quella di recarsi egli stesso
+presso di Ferdinando, di conoscere le
+segrete sue disposizioni, e di approfittarne
+per negoziare con lui; metter fine
+alle lagnanze de' malcontenti di Firenze
+colla speranza di una prossima pace,
+e di mostrare nello stesso tempo all'Europa,
+ch'egli non era altrimenti
+il tiranno della sua patria, poichè osava,
+come ogni altro cittadino, porsi tra le
+mani de' nemici sotto la sola salvaguardia
+<span class="pagenum"><a id="Page_206"></a>[206]</span>
+del diritto degli ambasciatori. La sorte
+provata dal Piccinino alla stessa corte di
+Napoli dava agli occhi de' meno veggenti
+tutto il merito di un grande coraggio
+a cotale condotta, sebbene Lorenzo non
+si esponesse a verun rischio. Il Piccinino,
+solo capo della sua armata, non lasciava
+dietro di sè nè stati, nè vendicatori;
+la sua morte costava a Ferdinando
+un delitto e non guerre. Per lo contrario
+la repubblica di Firenze sarebbe
+tutta intera sopravvissuta a Lorenzo, avrebbe
+mostrato più zelo nel punire gli uccisori
+di quest'illustre cittadino, che nel
+difenderlo, e Ferdinando non avrebbe
+raccolto altro frutto da un tradimento,
+che la vergogna di averlo commesso.
+Lorenzo, invitato a fare questo viaggio
+dal duca di Calabria e dal duca d'Urbino<a class="tag" id="tag208" href="#note208">[208]</a>,
+aveva già da Napoli ricevuta
+l'assicurazione di esservi ben accolto,
+quando il 5 dicembre fece per mezzo
+del gonfaloniere adunare un consiglio dei
+<span class="pagenum"><a id="Page_207"></a>[207]</span>
+<i>Richiesti</i> per comunicar loro le proprie
+intenzioni<a class="tag" id="tag209" href="#note209">[209]</a>. Egli partì lo stesso giorno,
+ed all'indomani scrisse da Samminiato
+alla signoria per prendere da lei congedo.
+Rappresentavasi in questa lettera come una
+vittima che si offre in sagrificio per calmare
+la collera di potenti nemici<a class="tag" id="tag210" href="#note210">[210]</a>. Giunto
+a Pisa vi trovò i pieni poteri dei decemviri
+della guerra per trattare in nome
+della repubblica poteri che i suoi partigiani
+non avevano osato domandare al consiglio
+dei cento, per timore di trovarvi
+opposizione<a class="tag" id="tag211" href="#note211">[211]</a>. Una galera napolitana
+lo aspettava per ordine di Ferdinando a
+Livorno, ed il capitano lo ricevette a
+bordo coi più grandi onori.
+</p>
+
+<p>
+L'arrivo di Lorenzo de' Medici a Napoli
+fu un vero trionfo; il secondo figlio
+del re, Federico, e suo nipote Ferdinando
+vennero a riceverlo alla riva, e
+lo stesso monarca mostrò di credersi
+onorato dalla venuta di un tale ospite<a class="tag" id="tag212" href="#note212">[212]</a>.
+Ebbe con lui lunghe conferenze
+<span class="pagenum"><a id="Page_208"></a>[208]</span>
+intorno alla politica d'Italia. Il Medici
+svelò al re il trattato di già intavolato
+con Renato II di Lorena, in forza del
+quale obbligavasi questo duca verso le
+due repubbliche a condurre sei mila cavalli
+in Italia per muovere guerra alla
+casa d'Arragona<a class="tag" id="tag213" href="#note213">[213]</a>. Gli comunicò altresì
+le offerte di Lodovico XI, che sembrava
+voler far valere a vicenda o i diritti della
+casa di Lorena, o i suoi proprj sul regno
+di Napoli. Questo monarca colla
+sua attività, colle sue complicate negoziazioni,
+colla sua misteriosa politica
+faceva in allora illusione a tutta l'Europa,
+mentre la sua salute andava declinando.
+L'invasione francese, che rovesciò quindici
+anni più tardi dal suo trono il re
+di Napoli, pareva di già minacciarlo.
+L'appoggio che Ferdinando trovava nella
+corte di Roma era troppo incerto per
+equilibrare questo pericolo. Il papa era
+vecchio ed infermiccio, e, venendo a morte,
+il di lui successore potev'essere
+egualmente premuroso di dare stato ai
+proprj nipoti, e perciò di gittarsi in un
+opposto partito, che gli offrisse le spoglie
+<span class="pagenum"><a id="Page_209"></a>[209]</span>
+di Girolamo Riario e de' suoi amici. Ma
+Lorenzo de' Medici, presentando questo
+quadro dell'Europa a Ferdinando, convenne
+che alla repubblica fiorentina era
+più facile il vendicarsi che il difendersi.
+Convenne che quando avesse una volta
+chiamati gli oltremontani in Italia, non
+sarebbe più in suo potere il fermarne
+l'impeto, e che probabilmente non verrebbe
+a soffrir meno da una guerra,
+nella quale la Toscana sarebbe la loro
+piazza d'armi. L'interesse di Ferdinando
+e de' Fiorentini era troppo conforme,
+perchè essi non dovessero anteporre una
+fedele alleanza ad una guerra senza scopo.
+Era del comune loro interesse di mantenere
+l'Italia in pace, di chiuderne l'ingresso
+ai Turchi per mezzo de' Veneziani,
+ed ai Francesi per mezzo del duca
+di Milano, di consolidare il governo di
+quest'ultimo, che nell'ultima rivoluzione
+era stato scosso, di tenere per lo contrario
+aperti gli occhi sull'ambizione ed
+i progressi della repubblica di Venezia,
+che, dopo avere ricuperata la pace ai
+confini d'Oriente, poteva dettare leggi ai
+suoi vicini; all'ultimo di tenere a freno
+lo spirito turbolento del papa, che per
+ottenere a suo figlio un piccolo principato
+<span class="pagenum"><a id="Page_210"></a>[210]</span>
+aveva colle più funeste pratiche compromessa
+tutta l'Italia<a class="tag" id="tag214" href="#note214">[214]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Queste considerazioni non riuscivano
+nuove a Ferdinando, e fecero sul di lui
+animo grandissima impressione; ma perchè
+gli si era sempre parlato dell'odio
+e del malcontento da Lorenzo eccitato
+in Firenze, prima di fare fondamento
+sull'alleanza di questo capo di parte,
+premevagli di sapere se i Fiorentini non
+separerebbero i loro interessi da quelli
+di Lorenzo. A tale oggetto Ferdinando
+lo trattenne lungamente presso di sè, e
+nello stesso tempo osservò attentamente
+se la di lui lontananza dava luogo a
+qualche movimento. I nemici del Medici
+colsero quest'occasione per manifestare
+altamente i loro timori intorno alla di
+lui sorte, e ricordavano la crudele morte
+del Piccinino, sperando di suggerire al
+re il pensiero di trattare nello stesso modo
+il loro avversario. Nello stesso tempo
+opponevansi ostinatamente ne' consiglj a
+tutte le domande de' suoi amici, deplorando
+la sorte della repubblica, implicata
+contemporaneamente in due guerre, mentre
+il suo capo trovavasi assente, imperciocchè
+nello stesso giorno in cui
+<span class="pagenum"><a id="Page_211"></a>[211]</span>
+Lorenzo era partito da Firenze per trattare
+col re di Napoli, Agostino, figliuolo
+di Luigi Fregoso, in onta della tregua,
+si era per sorpresa impadronito di Sarzana,
+che suo padre, molti anni prima,
+aveva venduta alla repubblica fiorentina<a class="tag" id="tag215" href="#note215">[215]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente Ferdinando acconsentì di
+sottoscrivere, il 6 marzo del 1480, con
+Lorenzo de' Medici un trattato di pace
+fra il suo regno e la repubblica fiorentina.
+Richiese che i Pazzi, tenuti prigione
+nella torre di Volterra, sebbene non
+avessero avuto parte nella congiura, fossero
+liberati; che i Fiorentini pagassero
+a suo figlio, il duca di Calabria, a titolo
+di soldo l'annua somma di sessanta mila
+fiorini. Dal canto suo prometteva la restituzione
+delle città e fortezze prese ai Fiorentini
+nella presente guerra, ed i due governi
+si resero garanti degli stati l'uno dell'altro<a class="tag" id="tag216" href="#note216">[216]</a>.
+Per quanti ostacoli frapponesse il
+papa a questo trattato, per quanto si mostrasse
+scontento di non essere stato consultato,
+<span class="pagenum"><a id="Page_212"></a>[212]</span>
+per quante premure manifestasse di
+allearsi colla repubblica di Venezia, la
+quale aveva egualmente motivo di lagnarsi
+della mancanza di riguardi per
+parte de' suoi precedenti alleati, all'ultimo
+si lasciò comprendere nel trattato
+di Napoli, e le ostilità, sospese nel
+precedente anno in forza di una tregua,
+più non si rinnovarono<a class="tag" id="tag217" href="#note217">[217]</a>. La pace
+pubblicossi ancora in Siena il 25 marzo
+del 1480<a class="tag" id="tag218" href="#note218">[218]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa pace accrebbe in Firenze il
+credito di Lorenzo de' Medici che l'aveva
+ottenuta. Egli fu ricevuto al suo ritorno
+come il salvatore della patria. Approfittò
+di questa riconoscenza del popolo
+per consolidare la propria autorità: il
+12 aprile fece creare una nuova balìa,
+ma con intenzione di non più crearne
+all'avvenire, perciocchè il nome e l'autorità
+delle balìe contribuivano a rendere
+odioso il potere de' Medici. Fece dunque
+attribuire questa superiore autorità, ch'egli
+voleva conservare, ad un corpo permanente
+nello stato. Fu questo un nuovo
+<span class="pagenum"><a id="Page_213"></a>[213]</span>
+consiglio di settanta cittadini, che dovevano,
+primi fra tutti gli altri, essere
+consultati intorno agli affari. Vi dovevano
+essere ammessi i gonfalonieri di mano
+in mano che uscivano d'ufficio, quando
+non ne fossero esclusi dalla maggiorità
+dei voti. Il consiglio de' settanta cominciò
+un nuovo scrutinio d'elezione per formare
+in appresso le magistrature, e lo
+fece durare quattro anni, onde più lungamente
+mantenersi dipendenti coloro
+che aspiravano agl'impieghi. Nello stesso
+tempo adoperò il danaro dello stato
+per pagare i debiti contratti da Lorenzo
+de' Medici<a class="tag" id="tag219" href="#note219">[219]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo, cui la posterità accordò il
+nome di <i>magnifico</i>, mentre i suoi concittadini
+e gli scrittori suoi contemporanei
+non gli davano quest'epiteto che
+come un titolo d'onore comune a tutti
+i condottieri, agli ambasciatori, ed ai
+principi che non ne avevano un altro,
+Lorenzo meritava questo soprannome, di
+cui gli diede possesso un errore. La magnificenza
+apparteneva non meno alla
+sua politica che al suo carattere: egli
+<span class="pagenum"><a id="Page_214"></a>[214]</span>
+amava di dare l'idea di una infinita ricchezza,
+per sublimare l'opinione del
+suo potere; e mai non misurava il suo
+fasto sulle sue entrate. In tempo della
+sua dimora in Napoli, dopo una ruinosa
+guerra per lui e per la patria, distribuì
+doti a moltissime fanciulle della Puglia
+e della Calabria, che avevano implorata
+la sua munificenza, e dispiegò in sugli
+occhi de' Napolitani sia nelle compre,
+sia nel suo accompagnamento e negli
+equipaggi tutta la pompa di una ricchezza
+che non aveva più nulla di reale:
+sempre egli volle sorprendere ed abbagliare<a class="tag" id="tag220" href="#note220">[220]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il trattato di pace che assodava la
+sua potenza non lasciava di esporre la
+sua patria al più terribile pericolo che
+mai corso avesse. Ferdinando vi si era,
+più che per altro titolo, determinato per
+dare tempo al duca di Calabria di stabilire
+il suo credito in Siena, riducendo
+questa inquieta repubblica nell'assoluta
+dipendenza della corona di Napoli. Questo
+progetto era stato segretamente concepito
+dal re Alfonso quando questi era venuto in
+<span class="pagenum"><a id="Page_215"></a>[215]</span>
+Toscana nel 1446, e fu dal medesimo
+ripreso nel 1452 e 1466; ma non mostrossi
+mai tanto vicino alla sua esecuzione che
+allora quando Lorenzo, sagrificando la
+sua patria alla sua personale sicurezza e
+l'interesse dei secoli a quello del momento,
+aveva acconsentito a favoreggiarlo
+cercando una pace che il duca di Calabria
+desiderava più di lui.
+</p>
+
+<p>
+Siena aveva colle sue leggi consacrata
+l'esistenza di tutti i partiti che l'avevano
+successivamente dominata, ed i suoi cittadini
+si trovavano divisi in molti ordini,
+che piuttosto erano fazioni, e che
+portavano il nome di <i>Monti</i>. Il primo, e
+quello che aveva risvegliata la più costante
+gelosia, era quello dei nobili, un
+tempo proprietarj di tutto il territorio.
+Vennero successivamente privati di tutte
+le loro fortezze, ed in pari tempo esclusi
+da tutte le magistrature. Il seguente era
+il <i>Monte dei Nove</i>, che formava a Siena
+una nobiltà popolare, press'a poco uguale
+a quella degli Albizzi e del loro partito
+in Firenze. Erano uomini cui le antiche
+ricchezze, acquistate colla mercatura,
+avevano procacciato un'antica riputazione,
+di cui continuavano ad avere il
+godimento per un diritto ereditario. L'ordine,
+o <i>Monte dei Dodici</i> era il più
+<span class="pagenum"><a id="Page_216"></a>[216]</span>
+immediato rivale di quello dei <i>Nove</i>, ed
+era composto di ricchi mercanti, contando
+di quest'epoca circa quattrocento
+uomini atti ad entrare ne' consiglj, dai
+quali erano però costantemente tenuti lontani
+dalla gelosia del governo. Il restante
+della nazione era diviso tra i due ordini o
+monti novissimi, dei <i>riformatori</i> e del
+popolo.
+</p>
+
+<p>
+Dopo il 27 novembre del 1403 tenevansi
+coalizzati i tre ordini dei <i>nove</i>,
+dei <i>riformatori</i> e del <i>popolo</i>. Avevano
+questi soli parte nel governo, dopo l'esclusione
+degli altri due. La signoria veniva
+composta di nove priori, tre d'ogni
+monte, e di un gonfaloniere di giustizia,
+somministrato a vicenda dai tre ordini<a class="tag" id="tag221" href="#note221">[221]</a>.
+Questa forma di governo erasi mantenuta
+con maggiore stabilità che verun'altra
+delle precedenti, malgrado le pratiche
+di Pio II, ch'era nobile sienese
+della casa Piccolomini. Chiesto aveva
+questo papa che si restituissero in tutti
+i diritti di cittadinanza i nobili ed il
+monte dei dodici; nel 1458 era stata
+esclusa la sua domanda, ma nello stesso
+tempo si cercò di appagarla, ammettendo
+<span class="pagenum"><a id="Page_217"></a>[217]</span>
+i membri della famiglia Piccolomini nell'ordine
+del popolo. Nel susseguente anno
+eransi accordati alcuni pubblici impieghi
+all'ordine dei nobili<a class="tag" id="tag222" href="#note222">[222]</a>, ma si era costantemente
+negato lo stesso favore al
+Monte dei Dodici<a class="tag" id="tag223" href="#note223">[223]</a>, ed alla morte di
+Pio II, accaduta nel 1464, i nobili erano
+stati di nuovo privati degli onori loro
+accordati dietro istanza del pontefice<a class="tag" id="tag224" href="#note224">[224]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Comunque imprudente fosse tale esclusione,
+i Sienesi non avevano motivo di
+pentirsi d'essersi attenuti a ciò ch'essi
+chiamavano la <i>Trinità</i> del loro governo.
+Le tre fazioni riunite pareva che avessero
+confusi tra di loro i reciproci interessi;
+e la loro amministrazione era
+stata bastantemente buona, onde le ricchezze
+e la popolazione si andassero visibilmente
+accrescendo. Siena intanto si
+ornava di sontuosi palazzi, che mostravano
+ad un tempo i progressi dell'opulenza,
+delle arti e del gusto; la repubblica
+non era stata frequentemente agitata
+da interni movimenti, aveva preso
+parte in poche guerre straniere e sebbene
+<span class="pagenum"><a id="Page_218"></a>[218]</span>
+ecclissata dalla magnificenza di Firenze,
+potente vicina, e cagione ai Sienesi
+di continua diffidenza, ella conservava
+esternamente l'onore della sua indipendenza,
+e nell'interno la pace e la prosperità.
+</p>
+
+<p>
+Ma l'esistenza di due partiti, formati
+di persone che non avevano parte nel
+governo, era necessariamente pericolosa
+alla repubblica. Fra costoro gli ambiziosi
+stranieri non mancavano mai di partigiani;
+questi erano i segreti agenti del
+duca di Calabria, e questi egli cercava
+di far rientrare nella signoria. Domandò
+prima il richiamo di tutti coloro ch'erano
+stati esiliati nel 1456<a class="tag" id="tag225" href="#note225">[225]</a>. Non avendo
+potuto ottenerlo seminò la discordia fra
+i tre ordini che governavano in comune;
+ne armò due contro il terzo, ed il 22
+giugno del 1480 i cittadini dei Nove e
+del popolo presero le armi, e furono secondati
+dalle armi del duca di Calabria
+che occupavano la piazza pubblica. Un
+consiglio generale, da cui esclusero tutti
+coloro che non erano loro devoti, e che
+non pertanto trovossi tuttavia formato di
+quattrocento quarantadue membri, dietro
+<span class="pagenum"><a id="Page_219"></a>[219]</span>
+inchiesta del gonfaloniere di giustizia,
+escluse per sempre dal governo il Monte
+de' riformatori<a class="tag" id="tag226" href="#note226">[226]</a>. Questa violenta rivoluzione,
+che feriva un terzo de' cittadini
+della repubblica, e gli spogliava di quella
+partecipazione alla sovranità di cui erano
+in possesso da settantasette anni, era
+stata apparecchiata con tanta segretezza,
+e così prontamente eseguita, che non vi
+fu effusione di sangue. Il duca di Calabria,
+che l'aveva diretta e sostenuta
+co' suoi soldati, erasi allontanato da Siena
+il giorno in cui doveva scoppiare, onde
+non essere accusato di farla da padrone
+nella repubblica; ma al suo ritorno fu
+dai nuovi magistrati accolto quale benefattore
+dello stato. Aveva con loro convenuto
+di formare un Monte nuovo che
+tenesse luogo di quello de' riformatori,
+e partecipasse per un terzo alle pubbliche
+onorificenze. Questo nuovo ordine,
+cui diedesi il nome di <i>Monte degli aggregati</i>,
+fu composto di un limitato numero
+di gentiluomini conosciuti pel loro
+attaccamento al duca di Calabria, di
+varj membri del Monte dei dodici e di
+quello dei riformatori, che una privata
+<span class="pagenum"><a id="Page_220"></a>[220]</span>
+ambizione staccava dai loro confratelli;
+finalmente delle famiglie ch'erano state
+escluse nel 1456 dal Monte dei nove e
+da quello del popolo, per avere voluto
+di concerto con Giacomo Piccinino assoggettare
+la repubblica al re Alfonso.
+Così i cinque antichi ordini avevano concorso
+alla formazione del nuovo Monte<a class="tag" id="tag227" href="#note227">[227]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il nuovo governo, stabilito dalla violenza,
+era circondato di nemici, ed aveva
+perciò maggiore bisogno di tenersi affezionato
+il duca di Calabria, mostrandosi
+sempre dipendente dalla sua volontà. Malvagi
+cittadini, che si lusingavano di ammassare
+più grandi ricchezze, d'esercitare
+maggiori poteri, di soddisfare più
+facilmente tutte le loro passioni sotto la
+protezione di un tiranno, piuttosto che
+nella loro patria ancora libera, non avevano
+mal calcolato supponendo che questa
+rivoluzione obbligherebbe in breve i
+Sienesi a darsi da sè stessi al duca di
+Calabria. Tutti gli amici della libertà
+erano atterriti; nè il timore era in
+Firenze meno grande che in Siena. Se
+l'acquisto che il re di Napoli aveva fatto
+<span class="pagenum"><a id="Page_221"></a>[221]</span>
+vent'anni prima di alcuni deboli castelli
+nelle Maremme toscane aveva cagionato
+tanto spavento, come sperare di
+salvare la libertà di Firenze una volta
+che tutto intero lo stato di Siena sarebbe
+tra le mani di così formidabile vicino?
+Ma un inaspettato avvenimento, che strinse
+di terrore il rimanente dell'Italia, liberò
+Siena e Firenze da quasi inevitabile servitù,
+richiamando il duca di Calabria a
+difendere i proprj focolari.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_222"></a>[222]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXVIII.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Maometto II occupa Otranto; Sisto IV
+spaventato fa la pace col Fiorentini,
+ed il duca di Calabria abbandona Siena
+per liberare Otranto. Morte di Maometto
+II. Nuova guerra accesa in tutta
+l'Italia da Sisto IV pel ducato di Ferrara.
+Passa da uno all'altro partito;
+e all'ultimo muore di dolore per essersi
+fatta la pace</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1480 = 1484.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Maometto II mai non faceva la pace
+con un principe cristiano, che per attaccarne
+più vantaggiosamente un altro;
+perciò contavasi che nel lungo suo regno
+aveva soggiogati due imperi, dodici regni
+e più di dugento città. Nel 1480 apparecchiò
+nello stesso tempo due spedizioni:
+destinata era una di queste, sotto
+gli ordini del pascià Mesithes, di greca
+origine, e della stirpe de' Paleologhi, a
+togliere Rodi ai cavalieri di san Giovanni
+di Gerusalemme; ma il gran maestro
+d'Aubusson respinse gloriosamente i
+Turchi, che dopo avere assediata la capitale
+dal 23 maggio al 22 agosto, furono
+<span class="pagenum"><a id="Page_223"></a>[223]</span>
+costretti a ritirarsi perdenti<a class="tag" id="tag228" href="#note228">[228]</a>. L'altra
+armata di Maometto si adunò alla Valona
+sotto gli ordini del suo gran visir Achmet
+Giediko Breche-Dente, nativo d'Albania.
+Venne a prenderla a bordo una flotta di
+cento vascelli; quella de' Veneziani, ch'era
+di sessanta vele, la scortava, mostrando
+d'impedirle che entrasse nell'Adriatico<a class="tag" id="tag229" href="#note229">[229]</a>;
+improvvisamente i Turchi sbarcarono sulla
+costa d'Italia presso di Otranto il venerdì
+28 luglio dopo avere attraversato il mare
+Adriatico, che in questo luogo non ha
+più di cinquanta miglia di larghezza.
+</p>
+
+<p>
+Gli abitanti d'Otranto, sebbene non
+apparecchiati a quest'attacco, difesero
+vigorosamente le loro mura; ma non
+potevano lungamente resistere: Achmet
+Giedik aveva sbarcata molta artiglieria,
+che bentosto aprì larghe brecce nelle
+mura, e la città fu presa d'assalto l'11
+agosto del 1480<a class="tag" id="tag230" href="#note230">[230]</a>. La popolazione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_224"></a>[224]</span>
+secondo il Sanuto, ammontava a ventidue
+mila uomini; dodici mila furono uccisi
+nel primo furore della vittoria; ma
+i fanciulli che potevano essere vantaggiosamente
+venduti, e coloro che furono
+creduti abbastanza ricchi per poter pagare
+una grossa taglia, furono fatti schiavi<a class="tag" id="tag231" href="#note231">[231]</a>.
+L'arcivescovo ed i preti, principale
+oggetto dell'odio dei Turchi, furono
+crudelmente tormentati, ed il culto cristiano
+profanato con ogni sorta d'oltraggi
+e di vituperi<a class="tag" id="tag232" href="#note232">[232]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_225"></a>[225]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questo inaspettato attacco, che colmò
+l'Italia di spavento, era stato provocato dai
+Veneziani. Non dissimulano gli storici
+della repubblica che dopo la pace tra
+Lorenzo de' Medici ed il re di Napoli,
+la loro patria mandò due ambasciatori,
+uno al papa, l'altro al gran signore per
+concertare la ruina di Ferdinando. Sebastiano
+Gritti doveva invitare Maometto
+II a riprendere le province dell'Italia
+meridionale, che altra volta dipendevano
+dall'impero d'Oriente<a class="tag" id="tag233" href="#note233">[233]</a>. Zaccaria
+Barbaro doveva proporre al papa di assoldare
+in comune coi Veneziani e di
+nominare capitano generale della loro
+lega Renato II di Lorena, ch'essi invitavano
+a scendere in Italia<a class="tag" id="tag234" href="#note234">[234]</a>. È verosimile
+che i Veneziani non comunicassero
+a Sisto IV il progetto dello sbarco dei
+Turchi presso Otranto, siccome quello
+ch'era troppo pericoloso per la santa
+sede; ma Ferdinando, che non dubitava
+<span class="pagenum"><a id="Page_226"></a>[226]</span>
+dell'inimicizia di Sisto IV, sospettò che
+gli avesse tirato addosso l'invasione dei
+Turchi, e gli fece dire nel mese d'agosto
+per mezzo del suo ambasciatore, che
+se non otteneva dalla Chiesa pronti e
+potenti soccorsi, tratterebbe coi Turchi
+e loro darebbe il passaggio a traverso ai
+suoi stati per recarsi a Roma<a class="tag" id="tag235" href="#note235">[235]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Estremo fu lo spavento di Sisto IV,
+quand'ebbe notizia di tale invasione, e
+fu in procinto di abbandonare Roma e
+l'Italia per cercare un rifugio in Francia.
+Sapeva che Maometto portava un particolare
+odio alla sede della religione Cristiana,
+e ch'egli stesso ed il suo clero
+sarebbero esposti a terribili supplicj se
+venivano in mano dei Turchi<a class="tag" id="tag236" href="#note236">[236]</a>. Vero
+è che Otranto era ancora assai lontano
+da Roma; ma poteva temersi un secondo
+sbarco sulle coste della Marca,
+ed assicurasi infatti che i Turchi tentassero
+in quest'anno di rubare il tesoro
+di Loreto<a class="tag" id="tag237" href="#note237">[237]</a>. Altronde i Musulmani, le
+di cui costanti vittorie avevano sbalordita
+<span class="pagenum"><a id="Page_227"></a>[227]</span>
+l'Europa, contavano in allora de' partigiani
+in Italia, che sembravano apparecchiati
+ad unirsi loro per rompere il
+giogo de' loro preti e de' loro principi.
+Bentosto si sparse la voce che Maometto
+II, per approfittare del malcontento
+de' baroni di Napoli, aveva fatto proclamare
+in Otranto, che per dieci anni andrebbero
+esenti dalle imposte tutti i paesi
+da lui conquistati; che in appresso non
+imporrebbe che il tributo d'una piastra
+per testa; che permetterebbe ai Cristiani
+di seguire le loro leggi e la loro religione,
+come praticavano a Costantinopoli,
+e per ultimo che aveva punite le
+eccessive crudeltà esercitate dai vincitori
+in Otranto. In febbrajo del 1481 mille
+cinquecento soldati di Ferdinando passarono
+al soldo dei Turchi, e si ebbe timore
+che loro si dasse tutta la provincia<a class="tag" id="tag238" href="#note238">[238]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Sisto IV spediva bolle a tutti
+i principi cristiani, e particolarmente agli
+stati d'Italia per esortarli alla pace, ed
+a rivolgere le loro armi contro il nemico
+della religione. «Se i fedeli di
+Cristo, diceva egli, se gl'Italiani soprattutto
+vogliono difendere i loro campi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_228"></a>[228]</span>
+le loro case, le loro spose, i loro figli,
+la libertà, la vita; se vogliono conservare
+quella fede, nella quale siamo
+stati battezzati, e per la quale ricevuta
+abbiamo una nuova nascita, questo è
+il momento di dar fede alle nostre parole,
+d'impugnare le armi e di marciare
+alla guerra. Che i più lontani
+dal regno di Sicilia non pensino d'essere
+altrimenti sicuri; se non vanno
+contro i Turchi per combatterli, questi
+in breve giugneranno fino a loro<a class="tag" id="tag239" href="#note239">[239]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando si affrettò di richiamare
+dalla Toscana il duca di Calabria, facendogli
+le più calde istanze di non tardare
+a venire in suo ajuto. Il duca uscì
+di Siena il 7 agosto, non senza esprimere
+il profondo rincrescimento con cui abbandonava
+un progetto, lungo tempo accarezzato
+dalla sua famiglia, nell'istante
+in cui pareva che niente potesse più ritardarne
+l'esecuzione. Mentre partiva, i
+magistrati di Siena gli resero i più grandi
+onori; ma tutti i buoni cittadini sentivansi
+con gioja liberati da un giogo che
+credevano omai inevitabile<a class="tag" id="tag240" href="#note240">[240]</a>. Il duca di
+<span class="pagenum"><a id="Page_229"></a>[229]</span>
+Calabria passò il 10 settembre a Napoli,
+ove incorporò nella sua armata moltissimi
+gentiluomini, che vi si erano adunati,
+e ricevette inoltre un corpo ausiliario
+di mille settecento fanti e trecento
+cavalieri che gli mandava suo cognato,
+Mattia Corvino, re d'Ungheria. Continuò
+poscia il suo cammino verso la Puglia.
+Achmet Giedik era stato da Maometto
+richiamato, ed Ariadeno, in addietro governatore
+di Negroponte, aveva in Otranto
+sotto i suoi ordini una guarnigione di
+sette mila cinquecento uomini. Aveva
+estesi i suoi guasti a tutta la provincia,
+e minacciato Brindisi d'assedio<a class="tag" id="tag241" href="#note241">[241]</a>. Ma
+sopraggiugnendo il duca di Calabria,
+dovette chiudersi in Otranto, e poco
+dopo, avendo Galeazzo Caracciolo condotta
+in faccia al porto una flotta napolitana,
+si trovò preclusa ogni comunicazione
+colla Turchia<a class="tag" id="tag242" href="#note242">[242]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lo spavento dell'invasione de' Turchi
+aveva all'ultimo determinato il papa a
+rappacificarsi con Firenze; ma in questa
+medesima riconciliazione, renduta necessaria
+dalle circostanze, lasciò vedere tutta
+<span class="pagenum"><a id="Page_230"></a>[230]</span>
+l'alterigia del suo carattere. Dodici ambasciatori,
+i più illustri ed i più riputati cittadini
+che in allora governassero la repubblica,
+furono nominati in principio di novembre
+per recarsi a Roma. Vi entrarono
+privatamente la notte del 25 di novembre,
+senza che veruno della famiglia del papa
+o de' cardinali si muovesse ad incontrarli.
+Francesco Soderini, vescovo di Volterra,
+capo della legazione, espresse all'indomani
+in una segreta udienza il dispiacere
+della repubblica, la sua sommissione ai
+giudizj del papa, ed il suo desiderio di
+essere riconciliata alla Chiesa. Le condizioni
+della pace vennero in più conferenze
+discusse coi cardinali; quando all'ultimo
+tutto fu regolato tra di loro,
+i deputati vennero invitati a recarsi alla
+basilica di san Pietro il 3 dicembre
+del 1480, prima domenica dell'avvento.
+Dopo averli fatti aspettare qualche tempo
+sotto il portico, il pontefice sopraggiunse
+co' suoi cardinali; gli venne innalzato un
+trono in faccia all'ingresso principale,
+le di cui porte rimasero chiuse: gli ambasciatori,
+col capo scoperto, gittaronsi
+in allora a' suoi piedi, dopo avere baciati
+i quali, confessarono, stando inginocchiati,
+che avevano peccato contro
+la Chiesa e contro il pontefice, e implorarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_231"></a>[231]</span>
+la sua compassione verso il
+popolo che li mandava. Luigi Guicciardini,
+vecchio settuagenario, parlò a nome
+di tutti, ma a voce bassa ed in italiano.
+Un notajo apostolico lesse in seguito
+la formola della confessione e le
+condizioni della pace. Allora il pontefice,
+avendo accennato di fare silenzio, pronunciò
+queste parole: «Voi avete peccato,
+miei figli, primamente contro il
+Signore Iddio, nostro Salvatore, crudelmente
+uccidendo e criminosamente
+l'arcivescovo di Pisa, ed i sacerdoti
+del Signore; perciocchè sta scritto:
+<i>Voi non toccherete i miei unti</i>. Voi
+avete peccato contro il romano pontefice,
+ch'esercita in terra le funzioni di
+N. S. Gesù Cristo, avendolo voi diffamato
+per tutto l'universo. Voi avete
+peccato contro il santo ordine de' cardinali,
+ritenendo suo malgrado un cardinale
+legato della santa sede apostolica.
+Voi avete peccato contro l'ordine
+ecclesiastico, negando i vostri tributi
+al clero del vostro territorio; voi siete
+stati la causa di molte rapine, incendj,
+saccheggi, per non avere ubbidito agli
+ordini apostolici. Fosse piaciuto a Dio
+che fino da principio foste venuti a
+noi, padre delle vostre anime; allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_232"></a>[232]</span>
+non saremmo ricorsi alle armi temporali
+per vendicare le ingiurie inflitte
+alla Chiesa. Con dispiacere, non v'ha
+dubbio, noi abbiamo insevito contro
+di voi, pure dovemmo farlo per l'onore
+dell'apostolato di cui siamo incaricati.
+Ma presentemente, miei figliuoli,
+che voi vi presentate con umiltà,
+vi riceviamo in grazia tra le nostre
+braccia, vi assolviamo dagli errori
+e dagli eccessi che avete confessati;
+non vogliate ancora peccare, miei
+figli; <i>non fate come i cani, che, dopo
+essere stati gastigati, tornano alle loro
+turpitudini</i>. Del resto voi avete sperimentata
+la potenza della Chiesa, e dovete
+sapere quanto sia dura cosa l'opporre
+la sua testa allo scudo di Dio,
+o il voler rompere la di lui corazza<a class="tag" id="tag243" href="#note243">[243]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo avere così parlato, prese alcune
+bacchette dalle mani del gran penitenziere,
+e percosse leggermente le spalle d'ogni
+ambasciatore, che ad ogni colpo chinava
+il capo, e rispondeva col versetto del
+salmo <i>Misere mei Domine</i>! Dopo ciò
+vennero nuovamente ammessi al bacio
+<span class="pagenum"><a id="Page_233"></a>[233]</span>
+de' piedi, e benedetti dal pontefice che,
+levato dal suo trono, fu portato all'altar
+maggiore. Le porte della Chiesa
+vennero aperte, e gli ambasciatori vi
+entrarono cogli altri; ma alle condizioni
+del trattato precedentemente stipulato il
+pontefice aggiunse, per modo di penitenza,
+che i Fiorentini armerebbero a
+loro spese quindici galere per fare la
+guerra ai Turchi<a class="tag" id="tag244" href="#note244">[244]</a>. E così ebbe fine
+la guerra nata dalla congiura dei Pazzi,
+e tale fu l'orgoglio con cui il pontefice
+punì, per essere rimasti in vita, coloro
+ch'egli non aveva potuto far assassinare<a class="tag" id="tag245" href="#note245">[245]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Fiorentini approfittarono pure dello
+spavento di Ferdinando, e del bisogno
+che di loro aveva, per farsi restituire
+le fortezze occupate in Toscana dal duca
+di Calabria. Erasi Ferdinando obbligato
+verso la repubblica di Siena a cederle
+tutte le conquiste fatte sui Fiorentini,
+che sarebbero al di dentro di un raggio
+di quindici miglia preso dalle mura della
+<span class="pagenum"><a id="Page_234"></a>[234]</span>
+città. Aveva infatti consegnati ai Sienesi
+Montedomenichi, la Castellina e san Polo;
+ma aveva ritenuti sotto gli ordini di Prenzivalle
+Gennaro, gentiluomo napolitano,
+Colle di Val d'Elsa, Poggibonzi, Poggio
+imperiale, Monte san Savino ed altre
+piazze di minore importanza. Alla fine
+di marzo del 1481 fece rilasciare ai Fiorentini
+tutti i luoghi che occupava Gennaro,
+e subito dopo ordinò ai Sienesi
+di restituire le conquiste in cui essi tenevano
+guarnigione. Un vivo odio prese
+in allora a Siena il luogo dell'affetto che vi
+si era conservato per la casa di Napoli<a class="tag" id="tag246" href="#note246">[246]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa, che aveva ordinato ai Fiorentini
+di concorrere alla difesa dell'Italia
+contro i Turchi, volle contribuirvi ancor
+egli. Fece armare una flotta nel Tevere, e
+scelse per comandarla quello de' suoi prelati
+ch'era più capace di condurre una
+guerra marittima. Fu quel medesimo
+Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova,
+quel formidabile capo di parte, che vedemmo
+consacrarsi alla pirateria quando
+dovette abbandonare la città in cui aveva
+regnato. Sisto IV lo aveva creato cardinale
+<span class="pagenum"><a id="Page_235"></a>[235]</span>
+in maggio del 1480<a class="tag" id="tag247" href="#note247">[247]</a>, e gli affidò
+nella vegnente primavera il comando
+delle sue galere. Paolo Fregoso andò a
+raggiugnere Galeazzo Caraccioli nelle
+acque di Otranto. Il formidabile gran
+visir Achmet Giedik aveva di già adunati
+alla Valona venticinque mila uomini,
+che stava per trasportare ad Otranto,
+onde continuare la conquista dell'Italia,
+quand'ebbe notizia della morte di Maometto
+II, accaduta il 3 maggio del 1481
+presso di Nicomedia, alla qual morte
+dopo pochi mesi tenne dietro la guerra
+civile scoppiata tra i suoi figliuoli Bajazette
+II e Gemma, ossia Zizim<a class="tag" id="tag248" href="#note248">[248]</a>. Achmet,
+abbandonando allora ogni progetto
+di conquista sul regno di Napoli, condusse
+la sua armata in soccorso di Bajazette,
+sebbene avesse motivo di temere
+il risentimento di questo principe per
+un'antica offesa. Gli si presentò colla
+sua scimitarra appesa al pomo della sua
+sella, perchè ricordavasi avergli detto:
+<span class="pagenum"><a id="Page_236"></a>[236]</span>
+«Se tu diventi sultano, io mai non la
+sguainerò per tua difesa.» Ma quando
+Bajazette, chiamandolo suo padre, lo
+invitò a scordarsi gli errori della sua
+gioventù, Achmet Giedik combattè contro
+i nemici del sultano col suo consueto
+valore: il 16 giugno del 1482 vinse Zizim
+a Serviza, presso d'Iconio, lo inseguì
+nella Caramania, ed all'ultimo lo
+costrinse a ritirarsi a Rodi<a class="tag" id="tag249" href="#note249">[249]</a>. Ariadeno,
+lasciato in Otranto con una guarnigione
+che non poteva ricevere soccorsi, si difese
+non pertanto con molto coraggio,
+ed ebbe diversi vantaggi sul duca di
+Calabria che lo attaccava; ma in ultimo
+accettò un'onorata capitolazione che gli
+fu offerta, e rese la piazza il 10 di agosto.
+Alcune delle compagnie turche che
+la difendevano passarono ai servigj del
+duca di Calabria, e furono in appresso
+utilmente adoperate nelle guerre d'Italia<a class="tag" id="tag250" href="#note250">[250]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La notizia della morte di Maometto II
+era stata rapidamente portata a Venezia, ed
+il doge Mocenigo la comunicò il 29 maggio
+<span class="pagenum"><a id="Page_237"></a>[237]</span>
+a tutti gli stati d'Italia<a class="tag" id="tag251" href="#note251">[251]</a>. Tutti la risguardarono
+come un avvenimento che liberava
+la Cristianità dal più grande pericolo che
+mai avesse corso, e tutti allentarono il
+freno a passioni che avevano per timore
+fin allora rattenute. Ma più che tutti
+gli altri Sisto IV, risguardandosi oramai
+come uscito dal solo pericolo che potesse
+raggiugnerlo sul trono, più non prescrisse
+limiti alla sua ambizione, a' suoi progetti
+di vendetta, alle turbolenti sue passioni,
+che talvolta era stato forzato a dissimulare.
+Cominciò dal richiamare la flotta che
+aveva spedita ad Otranto sotto il comando
+di Paolo Fregoso, non volendo
+acconsentire che approfittasse delle guerre
+civili dei Turchi per fare qualche conquista
+in Oriente<a class="tag" id="tag252" href="#note252">[252]</a>. Egli voleva in luoghi
+più a sè vicini impiegare tutte le
+sue forze, destinando l'intera Romagna
+ad essere l'appannaggio del suo favorito
+nipote. Fino dal 4 settembre del 1480
+aveva aggiunto il principato di Forlì a
+quello d'Imola, che di già era posseduto
+da Girolamo Riario. L'aveva tolto, per
+darglielo, alla casa Ordelaffi, che lo aveva
+<span class="pagenum"><a id="Page_238"></a>[238]</span>
+posseduto cento cinquant'anni. Pino degli
+Ordelaffi, l'ultimo feudatario di questa
+famiglia, destinava, morendo, la sua
+eredità ad un figlio naturale che lasciava
+in tenera età. I suoi due nipoti, Antonio
+Maria e Francesco Maria, figliuoli
+legittimi di Galeotto, fratello di Pino,
+pretendevano, forse a più giusto titolo,
+un principato da cui il loro zio aveva
+voluto escluderli, mandandoli in esilio.
+Sisto IV si fece giudice della loro causa,
+e gli spogliò tutti a profitto del proprio
+nipote, senza che alcuna vicina potenza
+osasse alzare la voce contro così manifesta
+ingiustizia<a class="tag" id="tag253" href="#note253">[253]</a>. Mandò in appresso
+questo stesso nipote a Venezia per istringere
+più intimamente l'alleanza che l'11
+maggio del 1480 aveva conchiusa con
+quella potente repubblica, e per meditare
+secolei la divisione di altri stati<a class="tag" id="tag254" href="#note254">[254]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Onde alimentare le guerre che di già
+aveva sostenute, e le guerre ancora più
+importanti che progettava; onde sostenere
+lo stravagante lusso de' suoi nipoti, e
+quello della propria casa, Sisto IV aveva
+<span class="pagenum"><a id="Page_239"></a>[239]</span>
+bisogno di tutti i provventi del fisco; perciò
+assoggettava a questo sistema tanto l'amministrazione
+ecclesiastica che la secolare.
+A poco a poco dichiarò venali tutte
+le cariche della corte apostolica, e ne
+notificò preventivamente il prezzo al pubblico<a class="tag" id="tag255" href="#note255">[255]</a>.
+Vendette ancora, ma alquanto
+più riservatamente, onde non essere accusato
+di simonia, i più ricchi beneficj,
+ed ancora qualche cappello cardinalizio<a class="tag" id="tag256" href="#note256">[256]</a>.
+Spinse più in là che tutti i suoi
+predecessori lo scandaloso traffico delle
+indulgenze. D'altra banda estorse danaro
+ai suoi sudditi di Roma, come sovrano
+e non come prete, assoggettando tutto
+il commercio de' grani al più crudele
+monopolio. Nella stagione del raccolto
+acquistava tutto il frumento al prezzo
+stabilito d'un ducato al rubbio: quando
+i suoi magazzini erano pieni, faceva nascere
+artificiali carestie, ora con vendite
+considerabili fatte ai Genovesi, ora col
+pretesto del passaggio delle truppe. Non
+permetteva che si levasse frumento dai
+<span class="pagenum"><a id="Page_240"></a>[240]</span>
+suoi magazzini, finchè il prezzo de' mercati
+non ammontava a quattro o cinque
+ducati per rubbio; allora fissava egli
+stesso il prezzo del suo frumento, e sotto
+pena di prigione proibiva a' fornaj di
+adoperare altro frumento che il suo.
+Spesso con queste pratiche mancava tutto
+ad un tratto il pane ne' suoi stati, ed in
+allora comperava a basso prezzo nel regno
+di Napoli il frumento di peggiore
+qualità, ed obbligava ad adoperare quel
+solo. Più d'una volta i suoi sudditi dovettero
+mangiare un pane nero, il di cui cattivo
+odore attestava essere corrotto il grano
+ond'era formato, e si attribuirono a questo
+cattivo alimento le pestilenziali malattie,
+che durante il suo regno afflissero
+Roma quasi tutti gli anni<a class="tag" id="tag257" href="#note257">[257]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Girolamo Riario era giunto
+a Venezia, ove fu ricevuto con infiniti
+onori, ed inscritto nel libro d'oro della
+nobiltà veneziana<a class="tag" id="tag258" href="#note258">[258]</a>. Veniva a proporre
+alla repubblica d'attaccare a spese comuni
+un principe vicino, per dividerne
+in appresso le conquiste; e la signoria
+<span class="pagenum"><a id="Page_241"></a>[241]</span>
+era tanto più disposta ad entrare in questi
+ambiziosi progetti in quanto che essendo
+il papa vecchissimo, poteva accadere
+che il suo successore tenesse una
+diversa politica, e non si prendesse pensiero
+di Girolamo Riario; mentre che la
+repubblica, forte nella sua immortalità,
+poteva sperare di raccogliere un giorno
+sola tutti i frutti della guerra fatta a spese
+comuni. La casa d'Este era quella che
+il papa proponevasi di trattare nello stesso
+modo che aveva trattati gli Ordelaffi nel
+precedente anno. I Veneziani avevano
+veduto con occhio di gelosia Ercole d'Este
+sposare Leonora, figliuola del re Ferdinando.
+Vero è che questo matrimonio
+non gli aveva impedito di portare le armi
+contro suo suocero nella guerra di
+Firenze; ma appunto in tale circostanza
+erasi renduto sospetto di segrete intelligenze
+coi nemici. Ferdinando, sempre
+corrucciato contro Venezia, poteva trovare
+nelle fortezze di suo genero dei
+punti d'appoggio per ispingere la guerra
+fino nel centro degli stati di terra ferma
+della repubblica. Altronde questa aveva
+dilatato il suo dominio fino ai confini
+del ducato di Milano; e per portarlo
+egualmente fino a quelli della Toscana,
+doveva invadere gli stati del duca di
+<span class="pagenum"><a id="Page_242"></a>[242]</span>
+Ferrara; e perchè una parte di questi
+stati dipendeva dall'impero, l'altra dalla
+Chiesa, i confederati convennero che la
+repubblica di Venezia occuperebbe i primi,
+cioè Modena e Reggio, e cederebbe
+al Riario i secondi, ossia il ducato di
+Ferrara<a class="tag" id="tag259" href="#note259">[259]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani cercavano cagioni di lite
+col duca di Ferrara, onde dare principio
+alla guerra concertata col Riario e col
+papa. Avevano con lui alcune controversie
+rispetto all'estensione de' loro confini,
+e, facendosi giustizia da sè medesimi,
+avevano fabbricati tre ridotti sullo
+stesso territorio del duca. Nominavano
+un giudice veneziano che risiedeva in
+Ferrara col titolo di <i>Viadamo</i> per fare
+giustizia a que' sudditi veneziani che abitavano
+negli stati della casa d'Este. La
+giurisdizione di questo <i>Viadamo</i> aveva
+pure dato luogo a qualche dissapore tra
+i due governi. Finalmente la repubblica,
+come sovrana delle lagune, pretendeva
+<span class="pagenum"><a id="Page_243"></a>[243]</span>
+avere diritto al monopolio del sale; non
+voleva permettere agli abitanti di Ferrara
+nemmeno di raccogliere quello che
+il mare deponeva sul loro territorio, e
+lagnavasi, come di un'infrazione de' trattati,
+di tutto quanto praticava l'industria
+de' sudditi della casa d'Este per approfittare
+delle loro paludi salse. Il duca di
+Ferrara, conoscendosi debole, aveva offerto
+di dare al senato su tutti i capi
+d'accusa pieno soddisfacimento. Nello
+stesso tempo aveva invocata la protezione
+del papa, suo abituale signore, ignorando
+tuttavia che doveva risguardarlo come
+suo capitale nemico.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto per quanti sforzi facesse Ercole
+d'Este per calmare i Veneziani e
+riconciliarsi con loro, non potè impedire
+che il 3 maggio del 1482 non gli
+fosse dichiarata la guerra a nome del
+doge Giovanni Mocenigo e della repubblica
+di Venezia, come a nome di papa
+Sisto IV e di Girolamo Riario, signore
+di Forlì e d'Imola. Si videro inoltre entrare
+nella stessa lega Guglielmo, marchese
+di Monferrato, la repubblica di
+Genova e Pietro Maria de' Rossi, conte
+di san Secondo, nello stato di Parma.
+D'altra parte il re Ferdinando, il duca
+di Milano ed i Fiorentini, dopo avere
+<span class="pagenum"><a id="Page_244"></a>[244]</span>
+inutilmente tentato di sconsigliare Sisto
+IV da così ingiusta guerra, richiamarono
+i loro ambasciatori, che partirono
+da Roma il 14 di maggio. Dichiararono
+che difenderebbero il duca di
+Ferrara, e ricevettero nella loro alleanza
+Federico, marchese di Mantova, Giovanni
+Bentivoglio, capo della repubblica
+di Bologna, e la casa Colonna, che ammise
+guarnigione napolitana ne' suoi feudi
+di Marino e di Genazzano, posti presso
+alle porte di Roma<a class="tag" id="tag260" href="#note260">[260]</a>.
+</p>
+
+<p>
+E per tal modo l'Italia si trovava divisa
+in due grandi leghe: la guerra scoppiò
+in ogni luogo nello stesso tempo, e fu
+tanto più ruinosa per i popoli, in quanto
+che la maggior parte de' più piccoli signori
+era stata ammessa all'alleanza delle grandi
+potenze. Nello stato della Chiesa i Colonna
+sortivano dalle loro terre murate
+per guastare tutte le vicine campagne,
+e le stesse strade di Roma venivano spesse
+volte insanguinate dalle zuffe. I Savelli
+si erano uniti ai Colonna, mentre che
+gli Orsini, non ascoltando che l'antico
+<span class="pagenum"><a id="Page_245"></a>[245]</span>
+loro odio per queste due case, avevano
+abbracciata la causa del papa. A non
+molta distanza di là, i Fiorentini avevano
+armata mano rimesso Niccolò Vitelli nella
+sua signoria di Città di Castello, cacciandone
+Lorenzo Giustini, creatura del papa,
+che per vendicarsi danneggiava le campagne.
+Finalmente il duca di Calabria,
+che coll'armata napolitana aveva voluto
+soccorrere suo cognato, il duca di
+Ferrara, era stato trattenuto nello stato
+di Roma dall'armata pontificia, e contribuiva
+dal canto suo a ruinare il patrimonio
+di san Pietro<a class="tag" id="tag261" href="#note261">[261]</a>. In Romagna,
+Giovanni Bentivoglio trovavasi coi Bolognesi
+opposto a Girolamo Riario; Ibletto
+del Fieschi, sceso dalle montagne della
+Liguria, guastava i confini del Milanese;
+e per ultimo Pietro Maria de' Rossi, cui
+i Veneziani accordavano un annuo sussidio
+di venti mila fiorini per turbare
+il governo di Milano nello stato di Parma,
+portava la desolazione in tutto il
+vicinato de' suoi numerosi castelli. Sostenne
+<span class="pagenum"><a id="Page_246"></a>[246]</span>
+in Torre Chiara, Noceto, Berceto
+e Preda Balcia, ostinati assedj, e
+quando il 10 settembre del 1482 morì a
+Torre Chiara in età di ottant'anni, prese
+il suo posto suo figliuolo Guido de' Rossi,
+che mostrò per la medesima causa la
+stessa ostinazione e lo stesso valore<a class="tag" id="tag262" href="#note262">[262]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_247"></a>[247]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma la guerra principale trattavasi ai confini
+del Ferrarese. Questa per la natura del
+paese presentava difficoltà che i soldati
+non sono troppo accostumati a superare.
+Quasi tutta la campagna situata tra Ravenna,
+Venezia e Ferrara, è tagliata da
+infiniti canali, o inondata da acque stagnanti.
+Tutti i fiumi che scendono dal
+vasto anfiteatro formato dagli Appennini
+e dalla lunga catena delle Alpi, si riuniscono
+all'estremità del mare Adriatico.
+La ghiaja e la melma, che strascinano
+giù dalle montagne, alzano il loro letto,
+ne otturano la foce, gli sforzano a dividersi
+tra migliaja d'isolette ed a rovesciarsi
+all'ultimo in vaste lagune, che
+mancano di bastante fondo per poterle
+attraversare colle barche, e non pertanto
+hanno tropp'acqua perchè possano praticarsi
+dagli uomini o dai cavalli. La
+strada di Bologna a Ferrara attraversa
+una parte di questi stagni, ove l'occhio
+non trova limiti, sebbene altri assai
+più considerabili stendansi al di sotto di
+Rovigo intorno a Mesola, ad Adria, a
+Comacchio, piccole città, che come Venezia
+sorgono di mezzo alle acque. Le
+isole formate dall'Adige, dal Po, dal
+Tartaro e dagli altri fiumi che vi si riuniscono,
+chiamansi Polesini. Uno de' più
+<span class="pagenum"><a id="Page_248"></a>[248]</span>
+grandi e de' più fertili è quello di Rovigo,
+che viene bagnato dall'Adige e
+dal Po, e tagliato da numerosi canali.
+La conquista di questi Polesini, la conquista
+delle grosse terre poste in mezzo a
+questi immensi stagni era una difficilissima
+intrapresa<a class="tag" id="tag263" href="#note263">[263]</a>. I Veneziani la tentarono
+sotto la direzione di un generale
+cui avrebbesi piuttosto creduto dover combattere
+per l'opposta lega.
+</p>
+
+<p>
+Il generale cui affidarono il comando
+delle loro armate fu quello stesso Roberto
+di Sanseverino, che meno di tre anni
+prima aveva con felice ardimento posto
+Lodovico il Moro alla testa della reggenza
+di Milano. Ossia che così grande
+servigio gl'ispirasse troppo grandi pretese,
+ossia che il Moro trovasse pesante
+ogni riconoscenza, Roberto di Sanseverino
+venne dichiarato ribelle con i suoi
+sette figli, tutti abili alle armi, il 27 gennajo
+del 1482. Egli occupava in allora il
+castel nuovo di Tortona, dal quale uscì
+con ottanta cavalieri e molta gente a
+piedi, e, facendosi strada a traverso ad
+una piccola armata milanese che veniva
+ad assediarlo, guadagnò le montagne di
+<span class="pagenum"><a id="Page_249"></a>[249]</span>
+Genova, di dove si affrettò di passare a
+Venezia per offrire i suoi servigj ad una
+repubblica che faceva la guerra al suo
+ingrato amico<a class="tag" id="tag264" href="#note264">[264]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il Sanseverino seppe in questa difficile
+campagna sostenere la sua riputazione,
+sebbene la natura del terreno non gli
+permettesse nè rapide marce, nè battaglie,
+nè luminosi fatti. Per attaccare i
+Polesini adoperò a vicenda, a seconda del
+bisogno, i battelli e l'infanteria, ora formava
+trincee con fascine a traverso ai
+laghi del Tartaro tra Legnago e Rovigo,
+e così adoperando molti de' suoi capitani
+occuparono Mellaria, Trecento e Brigantino<a class="tag" id="tag265" href="#note265">[265]</a>;
+ora faceva su per le foci
+del Po rimontare piccole navi che non
+avevano bisogno di molto fondo, ed in
+tal modo Damiano Moro prese Adria,
+che saccheggiò con estrema crudeltà,
+uccidendo anche parte degli abitanti. I
+soldati della repubblica, lungo tempo accostumati
+alla guerra contro i Turchi,
+recavano in Italia le feroci abitudini che
+avevano contratte in Levante. Damiano
+Moro occupò ancora Comacchio, prendendo
+<span class="pagenum"><a id="Page_250"></a>[250]</span>
+d'assalto i tre ridotti che il duca
+di Ferrara aveva innalzati sul Po alla
+Pelosella<a class="tag" id="tag266" href="#note266">[266]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'armata che la lega aveva mandata
+nel Ferrarese per difendere il duca Ercole,
+era comandata da Federico di Montefeltro,
+duca di Urbino; ma ossia che
+quest'illustre capitano fosse reso debole
+dall'età, oppure che cedesse alla superiorità
+del Sanseverino, parve che durante
+tutta la campagna rimanesse perdente.
+Del resto, sebbene numerose fossero
+le due armate, non si fecero agire
+da ambe le parti che corpi staccati per
+piccole spedizioni. Ogni corpo, separato
+da tutti gli altri da paludi o da canali e
+da' fiumi, sui quali l'arte non sapeva
+ancora con facilità gettar ponti, doveva
+dirigersi a norma delle proprie circostanze,
+e senza seguire un piano generale.
+</p>
+
+<p>
+In questa guerra il ferro nemico era
+meno formidabile che il clima micidiale
+cui d'uopo era esporsi in mezzo ai pantani.
+Perciò spaventosa fu la mortalità
+de' soldati, de' contadini adoperati ne' lavori,
+ed ancora degli ufficiali di alto
+rango. I soli Veneziani perdettero tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_251"></a>[251]</span>
+supremi generali, Pietro Trivisani, Loredano
+e Damiano Moro. Assicurasi che
+le febbri pestilenziali avevano rapiti alle
+due armate più di venti mila uomini<a class="tag" id="tag267" href="#note267">[267]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lo stesso duca Ercole cadde gravemente
+ammalato nel momento in cui
+avrebbe avuto maggior bisogno di tutta
+la sua forza fisica e morale per difendersi.
+Frattanto la di lui sposa Eleonora
+d'Arragona supplì col suo coraggio a
+tutto quanto poteva operare il duca.
+Avrebbe voluto ravvivare lo zelo de' suoi
+sudditi per la casa d'Este con tutti i
+mezzi che potevano agire sull'immaginazione,
+e non trascurò nemmeno l'entusiasmo
+religioso. Fece venire da Bologna
+un eremita, il quale co' suoi sermoni
+incoraggiava il popolo a combattere
+come in una guerra sacra. Costui
+predicò otto volte di seguito innanzi ad
+un'assemblea sempre più numerosa; ma
+quando i Ferraresi cominciavano ad animarsi
+per i suoi sermoni, dichiarò che
+si disponeva a creare una flotta di dodici
+galeoni, che romperebbero l'armata veneziana
+occupata nell'assedio di Figheruolo.
+Tutta la città udì con istupore questa promessa;
+egli solo il buon eremita non dubitava
+<span class="pagenum"><a id="Page_252"></a>[252]</span>
+d'avere il potere de' miracoli. Nel giorno
+stabilito spiegò dall'alto del suo pulpito
+dodici bandiere coperte di croci, sulle
+quali erano dipinti Gesù Cristo, la Vergine
+e quaranta santi. Scese in allora in
+mezzo alla sua greggia, si fece portare
+innanzi i suoi stendardi, ed uscì di città,
+accompagnato da tutto il popolo. Tenne
+la destra riva del Po per giugnere al campo
+della Stellata, di dove voleva indirizzare
+un sermone a Roberto di Sanseverino accampato
+sull'opposta sponda. Durante tutto
+il cammino aveva sempre cantate orazioni
+ed antifone alle quali rispondeva il popolo.
+Federico d'Urbino, vedendo giugnere
+questa strana processione, si fece
+a ridere, e conobbe che niuno utile partito
+poteva cavarsi da un uomo più d'ogni
+altro acciecato dalla sua credula superstizione.
+«Mio padre, gli disse, i
+Veneziani non sono invasi dal demonio;
+invece di esorcizzarli, tornatevene
+a Ferrara, e dite a madama Eleonora,
+che per iscacciare i suoi nemici abbiamo
+bisogno di danaro, d'artiglieria
+e di uomini, e non di preghiere.»
+L'eremita tornò a Ferrara a capo chino
+colle sue bandiere<a class="tag" id="tag268" href="#note268">[268]</a>. Frattanto Figheruolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_253"></a>[253]</span>
+fu preso il 29 giugno dopo cinquanta
+giorni d'assedio<a class="tag" id="tag269" href="#note269">[269]</a>. Vennero ancora
+in mano de' nemici Lendenara e la
+Badia, ed all'ultimo, il 17 agosto, anche
+Rovigo, capitale del Polesine ed antico
+patrimonio della casa d'Este<a class="tag" id="tag270" href="#note270">[270]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto il duca di Calabria era entrato
+nello stato romano coll'armata napolitana
+che voleva condurre a Ferrara.
+Il papa gli aveva da principio opposto
+Girolamo Riario, nominato gonfaloniere
+della Chiesa; ma non si fidando pienamente
+della capacità del nipote, aveva
+chiesto ai Veneziani e da loro ottenuto
+Roberto Malatesta, che, venuto a portargli
+un rinforzo di due mila quattrocento
+cavalli, prese il comando di tutta l'armata.
+Il Malatesta godeva opinione di
+essere uno de' migliori capitani del secolo,
+e costrinse il duca di Calabria ad
+accettare la battaglia il 21 agosto a Campo
+Morto presso Velletri. Teneva nella
+sua armata Gian-Giacomo Piccinino, figlio
+di quel Piccinino che Ferdinando
+<span class="pagenum"><a id="Page_254"></a>[254]</span>
+aveva con tutta perfidia fatto perire; lo
+chiamò alla testa delle sue truppe: gli
+disse essere venuto il momento di vendicare
+la morte di suo padre, ucciso a
+tradimento dal suo nemico; e gli affidò
+nello stesso tempo il comando dell'ala
+destra, che doveva entrare per la prima
+in battaglia contro i Napolitani. Il valore
+e lo sdegno del Piccinino e de' soldati
+di suo padre, che aveva sotto le sue insegne,
+contribuirono potentemente alla vittoria<a class="tag" id="tag271" href="#note271">[271]</a>.
+Fu per altro vivamente contrastata;
+si pugnò da ambo le parti con
+un accanimento poco comune nelle guerre
+d'Italia, e più di mille rimasero sul
+campo di battaglia, ragguardevolissimo
+numero per piccole armate, e per combattenti
+coperti di ferro. Finalmente i
+Napolitani furono rotti; il duca di Calabria
+fu salvato dai Turchi che aveva
+presi al suo soldo ad Otranto, e che
+per lui combattevano valorosamente; ma
+Roberto Malatesta gli fece moltissimi prigionieri,
+tra i quali si trovarono trecento
+sessanta gentiluomini<a class="tag" id="tag272" href="#note272">[272]</a>. Alcune compagnie
+<span class="pagenum"><a id="Page_255"></a>[255]</span>
+di Turchi furono pure avviluppate
+e deposero le armi; ma le riebbero poscia
+dallo stesso papa; e furono impiegate a Roma
+per contenere il popolo in occasione di
+feste e di ceremonie pubbliche; nè pare
+che siasi pur cercato di convertirle<a class="tag" id="tag273" href="#note273">[273]</a>.
+Dopo la vittoria di Campo Morto molti
+castelli dei Colonna, dove i Napolitani
+avevano guarnigioni, furono ripresi dalla
+armata della Chiesa; ma non fu permesso
+al Malatesta di approfittare lungo tempo
+de' suoi vantaggi: richiamato a Roma,
+vi morì il 10 o l'11 di settembre, meno
+di un mese dopo la sua vittoria, non
+senza violenti sospetti che fosse stato avvelenato
+da Girolamo Riario. Questo conte
+e tutta la corte di Roma non dissimularono
+la loro gioja per tale morte. Veruna
+ricompensa, soleva dire il Riario,
+sarebbe bastata all'ambizione di Roberto,
+<span class="pagenum"><a id="Page_256"></a>[256]</span>
+e coloro cui aveva renduto così importante
+servigio avrebbero dovuto sopportare
+il peso della sua arroganza. Per altro
+gli fu innalzata in Roma una statua
+di bronzo col motto di Cesare per
+iscrizione: <i>veni, vidi, vici</i>. Ma in pari
+tempo Girolamo Riario si accostò a Rimini
+per togliere quella città alla casa
+Malatesta. Roberto, che aveva quarant'anni
+quando morì, non aveva avuto prole da
+sua moglie, figlia di Federico, duca
+d'Urbino. Lasciava soltanto un figliuolo
+naturale, Pandolfo, che destinava suo
+successore, in conformità del diritto di
+successione ammesso nella sua famiglia,
+ove l'eredità era quasi sempre stata trasmessa
+di bastardo in bastardo. Morendo,
+confidò questo figlio alla protezione di
+suo suocero, il duca d'Urbino, sebbene
+questi comandasse l'armata nemica. Ma
+per una singolare fatalità il duca d'Urbino
+moriva lo stesso giorno a Ferrara,
+raccomandando a suo genero la difesa
+della sua famiglia, e l'amicizia di suo
+figliuolo Guid'Ubaldo, nominato suo successore.
+La moglie di Roberto ricevette
+nello stesso tempo a Rimini la notizia
+della morte del padre e del marito, e
+trovò ne' Fiorentini, contro de' quali questo
+marito aveva ultimamente combattuto,
+<span class="pagenum"><a id="Page_257"></a>[257]</span>
+protezione contro la Chiesa per la quale
+Roberto aveva trionfato<a class="tag" id="tag274" href="#note274">[274]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Tutto sembrava riuscire prosperamente
+alla lega del papa e de' Veneziani, perciocchè
+mentre che il duca di Calabria
+era battuto a Campo Morto, Roberto di
+Sanseverino aveva passato il Po presso
+Ferrara; aveva fortificato il ponte gettato
+sul fiume, e si era impadronito del barco
+che Borso d'Este aveva formato e circondato
+di mura in distanza di un miglio
+dalla capitale. Questo ricinto, con
+amenissimi boschetti, con canali e getti
+d'acqua, e riempito di bestie selvatiche,
+era stato guastato dai nemici. Tra
+questo ed il ponte aveva il Sanseverino
+innalzato un fortino i di cui bastioni e
+rivellini erano circondati di fosse, di
+modo che gli assalitori erano protetti nelle
+loro scorrerie fino alle porte della città
+da una fortezza<a class="tag" id="tag275" href="#note275">[275]</a>. I Fiorentini, scoraggiati
+da così infelici avvenimenti, parevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_258"></a>[258]</span>
+disposti a ritirarsi dalla lega: e
+Costanzo Sforza, ch'essi avevano chiamato
+per essere loro generale, non aveva
+mai potuto ridursi ad uscire dalle mura
+di Pesaro<a class="tag" id="tag276" href="#note276">[276]</a>. Ma mentre che i Veneziani
+vedevansi vicini a dividere le loro
+conquiste, il papa aveva di già intavolato
+un segreto trattato con Ferdinando,
+e mandatogli perciò il 14 d'ottobre
+a Napoli il cardinale di san Pietro <i>ad
+vincula</i>. Pare che Sisto IV si fosse adombrato
+dell'ingrandimento de' Veneziani
+ai confini dello stato della Chiesa, che
+si avvedesse che la loro ambizione non
+rispetterebbe lungamente il trattato di divisione,
+ed è probabile che Girolamo
+Riario avesse di già provato dal canto
+loro qualche mortificazione. Per lo meno
+questi mostrossi dispostissimo a distruggere
+l'opera fin allora promossa con
+tanto ardore. Le due armate intesero con
+eguale sorpresa che il 28 di novembre
+era stata conchiusa una tregua tra il
+papa e Ferdinando, cui tenne dietro bentosto
+una pace sottoscritta il 12 di dicembre
+nella stessa camera del papa.
+Questo trattato guarentiva lo stato del
+duca di Ferrara, la restituzione di tutte
+<span class="pagenum"><a id="Page_259"></a>[259]</span>
+le conquiste reciprocamente fatte, una
+alleanza per vent'anni tra le parti contraenti,
+alleanza nella quale sarebbero
+ammessi i medesimi Veneziani, purchè
+vi acconsentissero avanti il termine di
+trenta giorni, e per ultimo un annuo
+sussidio di quaranta mila ducati, da pagarsi
+in comune a Girolamo Riario a
+titolo di soldo. Le differenze tra i Fiorentini
+ed il papa venivano poste in arbitrio
+degli ambasciatori di Spagna<a class="tag" id="tag277" href="#note277">[277]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nella conchiusione delle condizioni di
+questa nuova alleanza, Sisto IV mostrò
+lo stesso calore che aveva mostrato nella
+precedente. Scrisse subito al doge di Venezia
+per intimargli di accettare la pacificazione
+d'Italia, di restituire le conquiste,
+e di astenersi dal tormentare più
+oltre la città di Ferrara, dipendente dall'alto
+dominio della santa sede, la quale
+Sisto prendeva sotto la speciale sua protezione<a class="tag" id="tag278" href="#note278">[278]</a>.
+Scrisse in pari tempo al
+duca di Ferrara per accertarlo della sincerità
+<span class="pagenum"><a id="Page_260"></a>[260]</span>
+della sua riconciliazione, ai Ferraresi
+per esortarli ad una vigorosa difesa,
+ai Bolognesi ed a Giovanni Bentivoglio
+per incoraggiarli a sostenere la
+casa d'Este<a class="tag" id="tag279" href="#note279">[279]</a>. Prima che potesse aver
+avuto riscontro dal senato di Venezia,
+permise al duca di Calabria di attraversare
+il territorio della Chiesa per passare
+a Ferrara, e lasciò che Virginio
+Orsini ed altri capitani dell'armata della
+Chiesa, che partirono da Roma il 30 dicembre,
+entrassero al di lui servigio<a class="tag" id="tag280" href="#note280">[280]</a>.
+Finalmente il 10 gennajo del 1483 addirizzò
+all'imperatore ed a tutti i principi
+d'Europa una specie di manifesto contro i
+Veneziani, accusandoli di colpevole ostinazione
+nel continuare la guerra, promettendo
+di punirli con tutte le pene
+ecclesiastiche di sua facoltà, come infatti
+il 10 giugno seguente fulminò la scomunica
+contro i capi della repubblica,
+ed interdisse tutto il territorio<a class="tag" id="tag281" href="#note281">[281]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La maraviglia de' Veneziani non fu
+minore della loro indignazione, vedendo
+dal papa punita come un delitto la guerra
+<span class="pagenum"><a id="Page_261"></a>[261]</span>
+cui erano stati da lui medesimo incoraggiati,
+e ch'egli aveva con loro fin
+all'ultimo sostenuta. Richiamarono da
+Roma il loro ambasciatore, Francesco
+Diedo, e si apparecchiarono a far testa
+anche soli a tutta l'Italia<a class="tag" id="tag282" href="#note282">[282]</a>.
+</p>
+
+<p>
+L'ultimo giorno di febbrajo erasi adunato
+in Cremona un congresso de' nemici
+di Venezia sotto la presidenza di Francesco
+Gonzaga, signore di Mantova e legato del
+papa. Trovaronsi colà il duca di Calabria,
+il duca di Ferrara, Lodovico Sforza
+il Moro, reggente di Milano, con due dei
+suoi fratelli, Lorenzo de' Medici, Giovanni
+Bentivoglio, il marchese di Mantova,
+Gian Jacopo Trivulzio e molti altri capitani
+di minor conto<a class="tag" id="tag283" href="#note283">[283]</a>. Erasi proposto d'invadere
+nello stesso tempo i dominj della
+repubblica dalla banda del Milanese, del
+Mantovano e della Romagna. Ma di quei
+tempi era, per così dire, ammesso nel
+diritto pubblico di poter fare la guerra
+per conto de' suoi alleati, senza prendervi
+parte in nome proprio; e nè il
+duca di Milano, nè il marchese di Mantova
+<span class="pagenum"><a id="Page_262"></a>[262]</span>
+vollero tra i primi dichiararsi direttamente
+nemici dei Veneziani, di modo
+che la dieta si sciolse senza aver niente
+conchiuso. Questa riserva per altro non
+impedì che la guerra si stendesse ancora
+ai confini che si erano voluto preservare.
+Roberto di Sanseverino entrò nel Milanese
+il 12 di luglio, sperando di ravvivare
+lo zelo de' partigiani della duchessa Bona.
+Lodovico il Moro fece a vicenda guastare
+i territori di Bergamo e di Brescia;
+ma nè l'una, nè l'altra spedizione ebbero
+importanti risultamenti<a class="tag" id="tag284" href="#note284">[284]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa guerra, cui vedevansi prender parte
+le prime potenze d'Italia, era da ambidue
+le parti così mollemente trattata,
+e con una tale viltà, che forma un sorprendente
+contrapposto colle guerre che
+i Francesi dovevano tra poco portare in
+Italia. Non ebbero luogo nè battaglie generali,
+nè assedj di città; attaccavansi
+soltanto deboli castelli, ed accadeva qualche
+leggiere scaramuccia tra piccoli corpi.
+Le due armate chiudevansi ne' loro
+trinceramenti poco distanti gli uni dagli
+altri, si minacciavano senza mai venire
+<span class="pagenum"><a id="Page_263"></a>[263]</span>
+alle mani, e si assoggettavano nel proprio
+campo alla mortalità, inevitabile conseguenza
+del clima mal sano delle foci del
+Po, senza esporsi ad onorata morte in
+battaglia. Il popolo di Ferrara, oppresso
+dagli alloggi de' soldati, dalle contribuzioni,
+dai saccheggi, omai più non si mostrava
+disposto a nuovi sagrificj per la casa d'Este,
+sebbene niuna cosa annunciasse il fine
+d'una guerra che non era illustrata da verun
+fatto glorioso. Il duca di Calabria aveva
+saccheggiato il territorio di Brescia, ed
+i Milanesi quello di Bergamo; il marchese
+di Mantova aveva presa Asola, castello
+sul fiume Chiesa che un tempo appartenne
+ai suoi antenati. Nello stato di
+Parma, i Rossi, più non potendo resistere
+alle superiori forze mandate contro di
+loro, si erano ritirati verso le montagne
+di Genova: di là erano passati a
+Venezia, e quel senato, per indennizzarli
+dei feudi che avevano perduto, aveva
+loro assegnato un grosso soldo. Ma questi
+piccoli vantaggi della lega, che prendeva
+il titolo di santa perchè aveva alla
+testa il papa, non arrecavano sollievo al
+duca di Ferrara. Il nemico stava costantemente
+accampato alle porte della sua
+capitale, ed i suoi sudditi erano stati due
+anni consecutivi privati di ogni raccolto.
+<span class="pagenum"><a id="Page_264"></a>[264]</span>
+Per altro il Sanseverino non aveva mai
+osato di aprire le sue batterie contro le
+mura della città; come il duca di Calabria,
+con un'armata più forte, non aveva
+saputo, nè costringere i Veneziani ad una
+battaglia per far loro levare l'assedio, nè
+attaccare il ridotto innalzato tra il parco
+ed il fiume. Mancavano in allora all'arte
+della guerra i mezzi di giugnere ad operazioni
+decisive; non si attaccavano che
+i luoghi non difesi, e non sapevasi sforzare
+il nemico a venire a battaglia, nè
+aprire le mura di una piazza in cui si
+chiudeva<a class="tag" id="tag285" href="#note285">[285]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In Toscana trattavasi la guerra ancora
+più mollemente e più vilmente. I Fiorentini
+non avevano verun altro nemico
+che Agostino Fregoso, nuovo signore di
+Sarzana, che i Genovesi stessi non ajutavano
+scopertamente. Ragguardevole era
+l'armata destinata contro di lui, e tale
+da poter prendere Sarzana dopo un breve
+assedio; pure non lo intraprese, e si limitò
+a meschine scaramucce<a class="tag" id="tag286" href="#note286">[286]</a>. I Sienesi
+si erano alleati ai Fiorentini, e
+non avevano altri nemici che i loro emigrati,
+i quali si erano chiusi in Monte
+<span class="pagenum"><a id="Page_265"></a>[265]</span>
+Reggioni, ove tentarono invano di forzarli<a class="tag" id="tag287" href="#note287">[287]</a>.
+Sarebbesi detto che i soldati
+altro mezzo più non conoscevano per
+entrare in una piazza che quello di aspettare
+pazientemente l'istante in cui piacerebbe
+al nemico di uscirne.
+</p>
+
+<p>
+Cotale maniera di guerreggiare dovette
+parere assai strana a Renato II, duca di
+Lorena, che i Veneziani chiamarono quest'anno
+in Italia per prendere il comando
+della loro armata. Il loro trattato con
+questo pretendente al regno di Napoli,
+ch'essi volevano contrapporre a Ferdinando,
+fu stipulato il 30 aprile, o secondo
+altri il 9 maggio del 1483. Renato obbligavasi
+di condurre mille cinquecento cavalli,
+e mille pedoni, e gli era stato promesso
+il soldo di diciassette ducati e
+mezzo al mese per ogni lancia, formata
+secondo l'uso francese di sei uomini a
+cavallo. Vi si era aggiunta una gratificazione
+di dieci mila ducati all'anno <i>per
+la tavola</i> del principe<a class="tag" id="tag288" href="#note288">[288]</a>. Rinaldo non
+arrivò a Venezia che assai tardi e con
+<span class="pagenum"><a id="Page_266"></a>[266]</span>
+molta difficoltà. Il papa, informato della
+sua venuta, aveva minacciata la scomunica
+a tutti i principi della Germania
+che gli accorderebbero il passaggio, onde
+il Lorenese fu costretto di entrare lungo
+la strada in varj negoziati, e di abbandonare
+spesse volte la via più breve. Era da
+poco giunto nel campo veneziano, ed appena
+aveva avuto il tempo di studiare questo
+sistema di guerreggiare, tanto diverso
+dal suo, quando ebbe notizia della morte
+di Lodovico XI re di Francia, accaduta
+il 30 agosto del 1483. Siccome questo
+monarca aveva cercato di togliergli la
+successione della casa d'Angiò, ordinando
+ingiusti testamenti al suo avo ed al suo
+prozio, Renato tornò subito ne' suoi stati,
+per tentar di ricuperare, durante la minorità
+di Carlo VIII, ciò che gli aveva
+fatto perdere la politica di Lodovico XI<a class="tag" id="tag289" href="#note289">[289]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Un'altra guerra sostenevasi con maggior
+vigore dalla repubblica di Venezia,
+ed era quella che facevagli il papa coi
+fulmini della Chiesa. Sisto IV aveva pubblicato
+il 24 maggio, giorno della Pentecoste,
+una bolla contro Venezia, per
+la quale ordinava a tutti i religiosi di
+<span class="pagenum"><a id="Page_267"></a>[267]</span>
+uscire tre dì dopo da questa città scomunicata.
+Il consiglio dei dieci, avutone
+avviso, fece tenere d'occhio tutti coloro
+che giugnevano da Roma, per sorprendere
+questa bolla nelle loro mani. Pose
+sotto la responsabilità de' parrochi tutte
+le carte che potrebbero trovarsi alle porte
+delle loro chiese, ed ordinò al patriarca
+ed a tutti gli ecclesiastici veneziani di
+mandare, senza aprirle, agl'inquisitori
+di stato qualunque bolla fosse loro diretta
+dalla santa sede. Quest'ordine fu scrupolosamente
+eseguito, e la scomunica non
+dissuggellata fu mandata al consiglio dei
+dieci dal patriarca, senza che verun Veneziano
+ne avesse contezza<a class="tag" id="tag290" href="#note290">[290]</a>. Il consiglio
+ordinò a tutti i cardinali e prelati
+dipendenti dalla signoria, sotto pena di
+confisca de' loro beneficj, di adunarsi a
+Venezia il 15 di luglio in concilio provinciale.
+Nello stesso tempo mandò a
+Girolamo Lando, patriarca titolare di
+Costantinopoli, un appello al futuro concilio
+della sentenza di scomunica. Il patriarca,
+ammettendo l'appello, sospese
+l'interdetto, e mandò allo stesso papa una
+citazione al futuro concilio. Si trovarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_268"></a>[268]</span>
+persone abbastanza coraggiose per affiggere
+questa citazione sul ponte sant'Angelo,
+ed alle porte del Vaticano e
+della Rotonda. Per altro quest'ardimento
+costò la vita alle guardie notturne, che
+il papa fece appiccare per avere mancato
+di vigilanza<a class="tag" id="tag291" href="#note291">[291]</a>. Tutti i preti veneziani,
+che si trovavano a Roma, furono
+chiamati, sotto comminatoria di perdere
+i loro beneficj; ed il papa oppose a quest'ordine
+un editto, in forza del quale i
+prelati ed i preti che abbandonassero
+Roma, potrebbero essere venduti come
+schiavi<a class="tag" id="tag292" href="#note292">[292]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questa violenta lotta col capo della
+Chiesa non recava verun biasimo ai Veneziani,
+perciocchè l'impetuoso carattere
+di Sisto IV, le sue ingiustizie, la sua
+cieca tenerezza per Girolamo Riario, che
+tutta l'Italia risguardava per suo figliuolo,
+e figliuolo nato da un incesto, avevano
+distrutto ogni rispetto dei popoli per la
+tiara. Qualunque genere di scandalo infamava
+la sua condotta; vedevasi sempre
+circondato da giovani favoriti, che
+altro merito non avevano che quello dell'avvenenza,
+ed a cui egli prodigava i
+<span class="pagenum"><a id="Page_269"></a>[269]</span>
+tesori della Chiesa. Questo stesso anno,
+il 19 novembre 1483, offese tutto il sacro
+collegio, accordando il vescovado di
+Parma ed il cappello cardinalizio ad un
+giovanetto che non giugneva ai vent'anni,
+e che, uscito di bassa condizione, era
+prima stato paggio del conte Girolamo,
+in appresso cameriere del cardinale di
+san Vitale. Sisto IV, sorpreso dalla sua
+bellezza, lo volle per suo prelato di camera,
+accumulò sopra di lui i più ricchi
+beneficj, lo creò castellano di Sant'Angelo,
+ed all'ultimo gli conferì la porpora.
+Pure si trovò che questo Giacomo
+di Parma era un giovane di buon carattere,
+ed assai costumato, e che altro
+difetto non aveva che di essere sommamente
+ignorante<a class="tag" id="tag293" href="#note293">[293]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1484 i guasti della guerra si estesero
+sopra nuove province: i Veneziani
+vollero farne sentire il peso a Ferdinando,
+che nulla fin allora aveva sofferto,
+armarono una flotta di trent'una galere,
+di cui diedero il comando a Giacomo
+Marcello, e la mandarono nel golfo di
+Taranto, ove attaccò Gallipoli. Questo
+<span class="pagenum"><a id="Page_270"></a>[270]</span>
+ammiraglio fu ucciso verso la fine di
+maggio in un assalto che diede alla piazza,
+la quale capitolò lo stesso giorno col
+di lui successore, Domenico Malipieri.
+Questi diligentemente fortificò la nuova
+conquista, soggiogò in appresso le piccole
+città ed i castelli del vicinato, ed
+in giugno occupò inoltre Policastro e Cero
+nella Calabria. I suoi soldati, accostumati
+alla guerra dei Turchi, trattavano con
+orribile barbarie i paesi che saccheggiavano,
+e non pertanto davano infinita pena
+a Ferdinando, il quale conosceva il malcontento
+de' suoi baroni, e sempre temeva
+di vederli uniti agli stranieri per
+sottrarsi alla sua autorità<a class="tag" id="tag294" href="#note294">[294]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso tempo facevasi la guerra
+nello stato di Roma con estremo furore.
+Da un canto Niccolò Vitelli, abbandonato
+dai Fiorentini, era stato cacciato da
+Città di Castello, e rimesso in suo luogo
+Lorenzo Giustini; dall'altro canto Sisto
+IV e Girolamo Riario avevano perseguitati
+i Colonna con un accanimento
+non appoggiato a verun motivo politico.
+<span class="pagenum"><a id="Page_271"></a>[271]</span>
+Il Riario rifiutò tutte le offerte di accomodamento
+fattegli da que' potenti signori;
+e quando gli proposero di porre
+in mano del papa tutte le loro fortezze,
+il Riario ripose, che non voleva entrarvi
+che per una breccia che avrebbe
+aperta col suo cannone. Alcuni scrittori
+di un'epoca posteriore supposero questa
+guerra cagionata dal possesso del contado
+di Tagliacozzo, che la casa Orsini riclamava
+dalla casa Colonna<a class="tag" id="tag295" href="#note295">[295]</a>; ma di ciò
+non trovasi cenno nelle memorie di quel
+tempo, e tutto fa travedere nella condotta
+del Riario un personale risentimento.
+Durante la state la metà de' palazzi
+di Roma vennero lordati da frequenti assassinj;
+il papa fece bruciare molte contrade
+per essergli sospetti alcuni de' loro
+abitanti. Il palazzo del protonotaro, Luigi
+Colonna, e quello del cardinale della
+stessa famiglia, furono per suo ordine inceneriti.
+Il protonotaro, arrestato nel primo,
+non erasi arreso che sulla fede di
+Virginio Orsini; e Virginio, conducendolo
+in prigione, potè a stento impedire a Girolamo
+Riario che non l'uccidesse. Niuna
+confessione poteva da lui esigersi, perciocchè
+<span class="pagenum"><a id="Page_272"></a>[272]</span>
+tutta la sua condotta era palese;
+pure il papa ordinò che si assoggettasse
+alla tortura, soltanto per rendere il suo
+supplicio più crudele; e questa tortura
+fu talmente atroce, che quando ne fu
+staccato, si trovò moribondo, e gli fu
+tagliata la testa. Intanto la Cava, Marino
+e gli altri feudi di casa Colonna furono
+conquistati da Girolamo Riario<a class="tag" id="tag296" href="#note296">[296]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In Lombardia la guerra non faceva
+verun progresso; la lega, avendo assai
+più cavalleria che non i nemici, ne approfittava
+per guastare i territorj di Bergamo,
+di Brescia e di Verona, fino alle
+porte di queste tre città<a class="tag" id="tag297" href="#note297">[297]</a>. Ma non
+pareva che tali operazioni potessero giovare
+alla liberazione del duca di Ferrara,
+e questi, spossato dal soggiorno nel suo
+stato di tante armate, bramava la pace
+a qualunque condizione. La lega, che si
+era formata senza sufficienti motivi, trovavasi
+divisa da mille diversi interessi,
+ed era facile il prevederne il prossimo
+<span class="pagenum"><a id="Page_273"></a>[273]</span>
+scioglimento. Il papa in tutte le sue
+guerre non aveva altra mira che l'ingrandimento
+di Girolamo Riario; meditava
+allora nuovi progetti sulla Romagna,
+e voleva assicurare al prediletto suo
+figlio l'eredità di Roberto Malatesta, e
+quella di Costanzo Sforza, morti l'uno e
+l'altro al suo servigio. Il secondo era
+stato rapito da una malattia il 17 luglio
+del 1483, e suo figlio Giovanni, erede
+del principato di Pesaro, era tuttavia fanciullo<a class="tag" id="tag298" href="#note298">[298]</a>.
+Ma questo possedimento non
+poteva essere assicurato al Riario che dal
+consentimento de' Veneziani e de' Fiorentini;
+e Sisto IV, che lo sentiva, entrò
+con loro in segrete negoziazioni, per
+fare una pace a sè solo vantaggiosa.
+</p>
+
+<p>
+Dall'altro canto il duca di Calabria
+aveva potuto vedere chiaramente, dopo
+che la guerra di Ferrara lo aveva chiamato
+in Lombardia, che Giovanni Galeazzo
+Sforza, duca di Milano, cui da
+lungo tempo era stata promessa in matrimonio
+la sua figlia, non aveva veruna
+parte nel governo del proprio ducato,
+sebbene non gli mancasse l'età, mentre
+<span class="pagenum"><a id="Page_274"></a>[274]</span>
+che l'ambizioso Lodovico il Moro, zio
+di questo duca, si arrogava solo tutta
+l'autorità. Alfonso ne aveva con qualche
+vivacità manifestato il proprio malcontento
+allo stesso Moro, il quale, avendo perciò
+concepito una segreta diffidenza verso il
+suo alleato, cercava di ravvicinarsi ai
+Veneziani<a class="tag" id="tag299" href="#note299">[299]</a>. D'altra parte i Fiorentini,
+che da lunga tempo contribuivano alla
+guerra, non potevano sperarne vantaggio,
+e non vi avevano verun reale interesse.
+Mentre si esaurivano di gente e di danaro
+per mantenere una lontana armata,
+si acconsentiva che fossero oppressi dalle
+truppe che occupavano Sarzana, non
+permettendosi loro di richiamare in Toscana
+il conte di Pitigliano, quello dei
+loro capitani in cui più fidavano, e venivano
+in ogni cosa sagrificati ai loro
+alleati. Per tal modo più non restava
+tra i coalizzati un interesse comune, e
+tutti erano disposti a separarsi gli uni
+dagli altri. Teneva tuttavia unita questa
+lega il marchese Federico di Mantova
+per la considerazione che gli dava la sua
+età ed i suoi talenti; ma questi morì il
+15 di luglio, ed il maggiore de' suoi figli,
+<span class="pagenum"><a id="Page_275"></a>[275]</span>
+Giovanni Francesco II, che gli successe,
+non aveva che diciott'anni<a class="tag" id="tag300" href="#note300">[300]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I Veneziani, sebbene più deboli dei
+loro alleati, avevano il vantaggio grandissimo
+di far muovere a voglia loro tutte
+le proprie forze; inoltre avevano l'altro
+di avere alla testa delle loro armate Roberto
+di Sanseverino, che si dava a conoscere
+non meno esperto politico, che
+valoroso generale. Roberto, abbandonando
+le negoziazioni intavolate col conte Riario,
+s'accostò a Lodovico il Moro, che
+risguardava come assai più potente<a class="tag" id="tag301" href="#note301">[301]</a>. Le
+sue relazioni col Moro cagionarono da
+principio non leggiere sospetto alla signoria,
+onde il doge propose al consiglio
+dei dieci di far arrestare il Sanseverino.
+Ma bentosto questo generale diede a
+vedere d'aver saputo ben conoscere i
+veri interessi della repubblica ed i proprj.
+Un'assemblea, tenutasi a Bagnolo il 7
+agosto, conobbe gli articoli ch'egli aveva
+convenuti con Lodovico il Moro, e gli
+accettò lo stesso giorno. Invano il legato
+del papa e Girolamo Riario vollero intorbidare
+<span class="pagenum"><a id="Page_276"></a>[276]</span>
+la negoziazione, perchè non
+conteneva a favore del figlio di Sisto IV
+veruno de' vantaggi che gli erano stati
+precedentemente promessi; invano dichiararono,
+che la signoria, dopo avere
+separatamente offesi tutti i confederati,
+l'aveva finalmente presa contro lo stesso
+Dio, allorchè aveva sprezzate le ammonizioni
+e gl'interdetti del papa e confiscati
+i beneficj ecclesiastici. Con tale condotta,
+soggiugnevano, erasi renduta per sempre
+indegna di ottenere la pace<a class="tag" id="tag302" href="#note302">[302]</a>. Gli altri
+confederati non vollero più oltre continuare
+le ostilità, da cui non isperavano
+verun vantaggio, e, malgrado gli ottenuti
+successi, acconsentirono che i Veneziani
+guadagnassero assai più colla pace, che
+non avrebbero potuto perdere continuando
+la guerra.
+</p>
+
+<p>
+In forza del trattato di Bagnolo il duca
+Ercole d'Este fu obbligato a ristabilire la
+repubblica di Venezia in tutte le prerogative
+che aveva precedentemente esercitate
+in Ferrara e nel suo distretto, ed
+a cederle il Polesine e tutto il territorio di
+Rovigo. Le altre conquiste che i Veneziani
+avevano fatte nel territorio del duca
+di Ferrara dovevano essergli rendute entro
+<span class="pagenum"><a id="Page_277"></a>[277]</span>
+dodici giorni dopo la soscrizione della pace.
+Dal canto loro il duca di Milano ed il
+marchese di Mantova dovevano rendere
+ai Veneziani tutte le terre da loro occupate
+ne' dominj della repubblica. Le città che
+i Veneziani tenevano nel regno di Napoli
+dovevano essere riconsegnate a Ferdinando
+entro un mese, e questi in compenso
+doveva render loro tutti i privilegj
+mercantili di cui godevano ne' suoi stati.
+Tutte le parti contraenti obbligavansi in
+ultimo a prendere parte in una lega comune
+per difesa de' loro rispettivi stati,
+Roberto di Sanseverino era dichiarato
+capitano generale di questa lega; per tale
+titolo doveva ricevere un soldo di cento
+quaranta mila ducati, de' quali cinquanta
+mila dovevano pagarsi dal duca di Milano,
+altrettanti dalla repubblica di Venezia,
+e gli altri quaranta mila dal papa,
+dal re di Napoli, dai Fiorentini e dal
+duca di Ferrara<a class="tag" id="tag303" href="#note303">[303]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I più deboli potentati d'Italia trovaronsi
+da questo trattato sagrificati ai più
+<span class="pagenum"><a id="Page_278"></a>[278]</span>
+forti: il duca di Ferrara doveva rinunciare
+alle province che formavano l'antico
+patrimonio della famiglia d'Este, e sulle
+quali i Veneziani mai non avevano avuto
+alcun titolo; onde non senza estrema ripugnanza
+si assoggettò a così dura condizione<a class="tag" id="tag304" href="#note304">[304]</a>.
+I Rossi, conti di san Secondo,
+nello stato di Parma, che i Veneziani
+avevano consigliati a prendere le
+armi contro il duca di Milano, si trovarono
+spogliati di tutti i loro feudi. Il
+marchese di Mantova non aveva preso
+parte alla lega che per ricuperare Asola
+e gli altri castelli che gli erano stati tolti
+dai Veneziani; ma dopo essersene impadronito,
+era forzato a restituirli<a class="tag" id="tag305" href="#note305">[305]</a>. Nè in
+<span class="pagenum"><a id="Page_279"></a>[279]</span>
+questo trattato di pace i Fiorentini erano meglio
+trattati di quel che lo fossero stati durante
+la guerra. Nulla veniva stipulato a loro favore,
+e nè pure la restituzione di Sarzana. Non
+pertanto il più scontento di tutti era il papa;
+aveva lungamente sperato d'arricchire
+il figliuolo o colle spoglie del duca di
+Ferrara, o con quelle dei Veneziani; si
+era in ultimo ridotto a fargli assicurare
+i piccoli principati della Romagna, che
+punto non dubitava che non venissero
+sagrificati alla sua ambizione; sperava in
+particolare che Girolamo Riario ottenesse
+il rango che si era fatto dare il Sanseverino,
+di generale della lega; e questo
+rango e questo soldo dovevano indenizzarlo
+delle pretese cui era forzato di rinunciare.
+</p>
+
+<p>
+La notizia di una pace, che tanto male
+corrispondeva ai suoi ambiziosi progetti,
+<span class="pagenum"><a id="Page_280"></a>[280]</span>
+fa un colpo di fulmine per questo turbolento
+pontefice. Da qualche tempo era
+tormentato dai dolori della gotta, che poi lo
+presero al petto. Gli ambasciatori, che portavano
+le condizioni della pace di Bagnolo,
+vennero introdotti all'udienza del pontefice
+la sera di mercoledì 12 agosto. Dopo
+aver udita la lettura del trattato, si dolse
+che le condizioni erano meno vantaggiose
+di quelle che gli erano state offerte dai
+nemici. «Questa, che voi mi annunciate,
+disse loro, è una pace di vergogna e
+d'ignominia, piena di confusione e di
+obbrobrio, e che coll'andar del tempo
+sarà più cagione di male che di bene.
+Io non posso, miei figli, nè approvarla,
+ne benedirla<a class="tag" id="tag306" href="#note306">[306]</a>.» Gli ambasciatori
+accorgendosi, che il vecchio, afflitto da
+questa notizia, andava perdendo le forze,
+<span class="pagenum"><a id="Page_281"></a>[281]</span>
+che oppresso dall'angoscia pareva aver
+la lingua imbarazzata, gli dissero che
+speravano di trovare altra volta sua santità
+più tranquilla, ma che intanto lo
+pregavano di benedire una pace che più
+non poteva mutarsi. Il papa, svolgendo
+allora a stento la sua mano gottosa dalla
+fascia che la sosteneva, fece un movimento
+che gli uni presero per un rifiuto,
+gli altri per una benedizione degli ambasciatori
+o della pace medesima. Ma
+egli più non parlò, e morì nella susseguente
+notte del giovedì 13 agosto, poco
+dopo la mezza notte; mal soffrendo di
+lasciare in pace quell'Italia, che in tempo
+del suo regno aveva costantemente tenuta
+in guerra<a class="tag" id="tag307" href="#note307">[307]</a>.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_283"></a>[283]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO LXXXIX.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa
+fa scoppiare la guerra tra Ferdinando
+ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo
+Fregoso, doge di Genova. — I Fiorentini
+conquistano Sarzana. — Anarchia
+e pacificazione di Siena. — Congiure
+contro Girolamo Riario e contro Galeotto
+Manfredi</i>.
+</p>
+
+<p>
+1484 = 1488.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La costituzione politica della Chiesa
+romana non era fondata sopra basi incontestabili.
+I diritti e le prerogative
+del papa, dei cardinali, dei vescovi
+non avevano limiti abbastanza determinati
+per impedire ogni conflitto di giurisdizione.
+Pure questa costituzione nel
+suo totale era quella d'una monarchia
+temperata e non di uno stato dispotico.
+L'autorità del papa era bilanciata non
+solo da quella de' concilj, stati generali
+della Chiesa, che si adunavano assai
+di rado, ma ancora da quello dei
+cardinali il di cui collegio permanente
+doveva irrevocabilmente essere il consiglio
+de' pontefici, di modo che supponevasi
+<span class="pagenum"><a id="Page_284"></a>[284]</span>
+concorrere a tutte le loro importanti
+determinazioni. Il papa sempre li
+chiamava suoi fratelli; aggiungeva sempre
+in tutte le bolle, talvolta ancora
+senz'averli consultati, la formola, <i>col
+parere de' nostri fratelli</i>, onde dare a
+tutto quanto egli ordinava l'autorità del
+sacro collegio.
+</p>
+
+<p>
+Ma alla fine del decimoquinto secolo,
+quando la successiva elezione di molti
+pontefici, macchiati di vergognosi vizj,
+recò danno all'opinione della santa sede,
+e fu in ultimo cagione della rivoluzione
+che si vide scoppiare in principio del
+secolo decimosesto, la Chiesa potè riconoscere
+che i reciproci diritti de' suoi
+rappresentanti non erano bastantemente
+stabiliti, o equilibrati con sufficiente saviezza.
+Non erasi mai più vivamente
+sentito che sotto Sisto IV il bisogno di
+porre limiti all'autorità del pontefice
+con quella de' cardinali; mai non si era
+fatta più lunga prova di quanto l'influenza
+di un cattivo pontefice sopra il
+sacro collegio diventava irresistibile qualunque
+volta voleva impiegare tutti i
+mezzi dell'intrigo e della seduzione. Poteva
+a voglia sua accrescere il numero
+de' suoi consiglieri, e per tal modo
+guadagnarsi sempre la pluralità de' suffragj;
+<span class="pagenum"><a id="Page_285"></a>[285]</span>
+disponeva egli solo di tutte le
+grazie ecclesiastiche, e tutti coloro che
+non erano superiori alla allettatrice seduzione
+delle ricchezze, degli onori, erano
+bentosto a lui favorevoli. Finalmente poteva
+ancora valersi della violenza; ed i
+cardinali, non essendo al coperto dalle
+sue vendette, erano stati più volte scomunicati,
+imprigionati, assoggettati alla
+tortura, mandati ancora sul patibolo in
+forza di ordini arbitrarj, soltanto per
+aver voluto difendere la libertà del collegio;
+l'idea della sovranità del papa
+erasi in modo confusa con quella della
+autorità della Chiesa, che alcuni teologi
+con piena buona fede giustificavano in
+seguito tali violenze, ed affermavano
+come massima incontrastabile che veruna
+opposizione, neppure quella dell'intero
+corpo dei cardinali, era legittima contro
+una volontà qualunque del papa.
+</p>
+
+<p>
+Pure questo sovrano pontefice, che su
+tutti i cardinali esercitava una così illimitata
+autorità, era ancor esso loro creatura.
+S'egli nominava, durante il suo regno,
+i cardinali, essi a vicenda nominavano
+il suo successore: e perchè d'ordinario
+non si giugneva alla tiara che in
+età avanzata, le elezioni del sovrano
+erano più frequenti che in qualunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_286"></a>[286]</span>
+altra monarchia elettiva: altronde la podestà
+pontificia poteva essere spesse volte
+indebolita dalle infermità, dalla vecchiaja
+mentre il senato de' cardinali, in
+gran parte composto d'uomini versati
+negli affari e negl'intrighi, riuniva le
+qualità proprie delle aristocrazie, la costanza,
+la saviezza, l'esperienza e lo
+spirito di corporazione. Ad ogni vacanza
+della santa sede, il conclave,
+prima di nominare il nuovo pontefice,
+non ommetteva mai di prescrivere limiti
+alla sua potenza, di correggere gli
+abusi con nuove leggi, d'imporre condizioni
+ai candidati, ratificandole con
+giuramento. Tenendo press'a poco la
+medesima pratica era stata colle capitolazioni
+ristretta l'autorità degl'imperatori
+di Germania, e nello stesso modo
+<i>i correttori della promission ducale</i> avevano
+annientate le prerogative dei dogi
+di Venezia. Ogni vacanza del trono di
+Polonia era sempre stata contraddistinta
+da alcune conquiste della nobiltà sui
+re; e siccome i cardinali rinnovavano i
+loro tentativi colla medesima costanza,
+ma più frequentemente; e siccome coloro
+che, essendo più riputati nel cristianesimo,
+godevano miglior concetto
+di virtù e di santità, erano altresì quelli
+<span class="pagenum"><a id="Page_287"></a>[287]</span>
+che davano maggiore importanza ai privilegi
+del loro capo ed alla libertà della
+Chiesa, doveva credersi che il governo
+della corte di Roma fosse per diventare
+assolutamente aristocratico.
+</p>
+
+<p>
+Ma i limiti dell'autorità reale venivano
+garantiti coi giuramenti dei re; e si
+dovette riconoscere senza dubbio con
+istupore che questo atto religioso non
+conservava veruna efficacia sui preti<a class="tag" id="tag308" href="#note308">[308]</a>.
+Una delle prerogative che i papi si erano
+attribuite, e che diffendevano con maggiore
+ostinazione era quella di sciogliere
+i fedeli dagl'imprudenti giuramenti; e
+forse, in una religione che ammette voti
+eterni, era necessario che vi fosse nella
+Chiesa un'autorità che potesse dispensarli.
+Il papa aveva ricevuto in nome
+di Dio gli obblighi assunti sotto il giuramento
+verso la sua Chiesa, ed egli
+solo, e giudice e parte, poteva dispensarsi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_288"></a>[288]</span>
+</p>
+
+<p>
+Bentosto suppose di avere ancora
+il diritto di sciogliere i giuramenti che
+legano gli uomini tra di loro, e fu veduto
+rompere di propria autorità tutti i
+patti e le alleanze, i giuramenti di fedeltà
+dei sudditi verso i sovrani, ed i
+giuramenti di guarentigia dei sovrani
+verso i sudditi. In forza di questo diritto,
+ch'egli pretendeva inerente alla
+sua sede, si dispensò egli stesso il primo
+da tutto quanto aveva promesso. Quanto
+più i conclavi furono zelanti nel decimoquinto
+secolo di volere da cadaun
+membro del sacro collegio il giuramento
+d'osservare i patti convenuti qualunque
+volta dallo Spirito Santo venisse prescelto,
+altrettanto i papi furono più costanti
+nell'annullare colla loro suprema
+autorità i giuramenti emessi come cardinali,
+sebbene non si fosse ommesso di
+farglieli rinnovare nell'istante della loro
+coronazione. Fino nel 1353 Innocenzo
+VI aveva stabilito con una costituzione
+lo scandaloso principio, che veruna
+promessa, verun giuramento, emesso
+prima di essere papa, poteva limitare
+l'autorità pontificia, perchè i cardinali,
+quando la Chiesa era priva del suo
+pastore, altra autorità non avevano che
+quella di crearne un nuovo. Questo principio
+<span class="pagenum"><a id="Page_289"></a>[289]</span>
+viene rappresentato come una delle
+invariabili leggi della Chiesa dal suo
+annalista<a class="tag" id="tag309" href="#note309">[309]</a>, che scriveva nel diciassettesimo
+secolo; desso è in vigore anche
+al presente.
+</p>
+
+<p>
+Questa sottigliezza, che faceva perdere
+di mira i doveri di quello che aveva
+emesso il giuramento, per mostrare i
+limiti dei diritti di coloro che lo avevano
+imposto, non aveva per altro potuto
+fare ammettere senza opposizione,
+nemmeno in sul declinare del decimoquinto
+secolo e nella totale depravazione
+in cui era caduta la corte di Roma,
+l'immorale principio che autorizzava lo
+spergiuro del capo della religione. I prelati
+i più distinti pei loro lumi, la loro
+pietà ed i loro costumi, eransi altamente
+dichiarati contro tanto scandalo. Giacomo
+Ammanati, cardinale di Pavia, Bessarione,
+cardinale di Nizza, Giovanni
+Carvajale, cardinale spagnuolo, avevano
+costantemente riclamati i giuramenti
+emessi da Paolo II avanti di esser papa;
+e l'ultimo erasi immortalato agli occhi
+della Chiesa colla sua coraggiosa irremovibile
+<span class="pagenum"><a id="Page_290"></a>[290]</span>
+opposizione alla costituzione,
+che doveva annullarli<a class="tag" id="tag310" href="#note310">[310]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma il senato de' cardinali partecipava
+ai vizj di colui che solo aveva
+l'autorità di nominarne i membri; bisognava
+veramente che Paolo II e Sisto IV
+avessero riempito il sacro collegio di loro
+creature, perchè si potessero in seguito
+vedere elezioni come quelle d'Innocenzo
+VIII e di Alessandro VI. Se il poco
+scrupoloso conclave, che si adunò dopo la
+morte di Sisto IV, volle ancor esso imporre
+condizioni al papa che stava per
+eleggere, lo fece piuttosto per provvedere
+ai proprj personali interessi che a quelli
+della Chiesa. I cardinali pretesero prima
+d'ogni altra cosa l'accrescimento delle loro
+proprie entrate. Veruno di loro non doveva
+avere meno di quattro mila fiorini d'entrata,
+la qual somma doveva essere loro
+completata dalla camera apostolica, se
+i loro beneficj non vi ammontavano.
+Chiedevano inoltre che niuno di loro non
+potesse essere percosso da censure, da
+scomunica, o da giudizio criminale, se
+la sentenza che li condannava non veniva
+sanzionata dai due terzi delle voci
+<span class="pagenum"><a id="Page_291"></a>[291]</span>
+del loro sacro collegio. Una clausola
+ancora più importante fu quella con
+cui limitarono il loro numero a ventiquattro.
+Il futuro pontefice non doveva
+fare veruna promozione, finchè non
+si trovassero ridotti al di sotto di questo
+numero; non poteva dare il cappello a
+chi non avesse almeno compiuti i trent'anni;
+non poteva nominare che un solo
+cardinale nella propria famiglia; tutti coloro
+che verrebbero innalzati a così eminente
+dignità dovevano essere prima stati
+ricevuti dottori in teologia o in diritto,
+ad eccezione de' soli figli o nipoti dei re,
+ed ancora questi ultimi dovevano dare
+prova di una competente istruzione. Per
+ultimo il papa non doveva d'ora innanzi
+governare che di concerto coi cardinali;
+ed in tutte le occasioni importanti, ed
+in ispecie quando si tratterebbe di alienare
+qualche feudo della Chiesa, le sue
+bolle non dovevano avere forza senza
+la sanzione dei due terzi dei suffragi
+del sacro collegio<a class="tag" id="tag311" href="#note311">[311]</a>. Se le due costituzioni
+che contenevano tutte queste condizioni
+fossero diventate leggi della Chiesa,
+forse la corte di Roma non sarebbesi
+comportata nè con minore ambizione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_292"></a>[292]</span>
+nè con minore alterigia, ma fuori di
+dubbio la sua politica avrebbe dovuto
+essere più prudente ed i suoi capi non
+avrebbero dato coi loro costumi quello
+scandalo che doveva affrettare la riforma<a class="tag" id="tag312" href="#note312">[312]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo essersi tutti i cardinali vincolati
+con giuramento all'osservanza di queste
+condizioni, quando fossero chiamati alla
+sede pontificia, procedettero a raccogliere
+i suffragi. Attivissime pratiche, e liberalissime
+promesse avevano di già predisposta
+l'elezione<a class="tag" id="tag313" href="#note313">[313]</a>, ed i suffragi si riunirono
+a favore di Giovanni Battista Cibo,
+genovese, cardinale prete del titolo
+di santa Cecilia, che fu proclamato il
+29 agosto del 1484 sotto il nome d'Innocenzo
+VIII<a class="tag" id="tag314" href="#note314">[314]</a>. Nel giorno della sua
+installazione confermò con nuovo giuramento
+il trattato fatto coi cardinali, e
+si obbligò sotto pena di spergiuro e di
+anatema a non assolversi da sè medesimo,
+nè a farsi da altri assolvere. Pure
+<span class="pagenum"><a id="Page_293"></a>[293]</span>
+tostocchè si sentì sicuro sul trono, abolì
+ed il trattato ed i suoi giuramenti, come
+contrarj al diritto della santa sede<a class="tag" id="tag315" href="#note315">[315]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma Innocenzo VIII andava debitore
+della tiara a molti segreti trattati fatti
+con ogni cardinale; e questi trattati, perchè
+dovevano avere immediata esecuzione,
+vennero più scrupolosamente osservati.
+Quegli de' membri del conclave che
+lo aveva servito con maggiore attività e
+zelo, era il cardinale Giuliano di san
+Pietro <i>ad Vincula</i>, che poi fu papa sotto
+nome di Giulio II. Questo guerriero
+prelato aveva domandato in premio non
+beneficj ecclesiastici ma fortezze. In fatti
+ne ottenne molte per sè medesimo e per
+suo fratello Giovanni della Rovere, che
+Sisto IV aveva fatto principe di Sinigaglia
+e prefetto di Roma: questo stesso
+Giovanni fu da Innocenzo VIII eletto
+capitano generale della Chiesa, di modo
+che il potere ed il favore della corte di
+Roma non uscirono dalla casa del precedente
+pontefice. Tutti gli altri cardinali
+ebbero prelature ed abazie per prezzo
+de' loro suffragi. Gli scrittori contemporanei
+chiamano simoniaca un'elezione
+apparecchiata con questi mercati, che
+<span class="pagenum"><a id="Page_294"></a>[294]</span>
+non fu possibile di tenere celati<a class="tag" id="tag316" href="#note316">[316]</a>:
+ma un panegirista d'Innocenzo VIII,
+enumerando queste medesime liberalità,
+le adduce quali testimonianze dell'animo
+riconoscente del nuovo pontefice<a class="tag" id="tag317" href="#note317">[317]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non rassomigliava al
+suo predecessore, e non pertanto il confronto
+con un uomo così odioso, quale
+fu Sisto IV, non riesce a suo vantaggio.
+Debole, corrotto, senza carattere,
+senza viste profonde e costanti, Innocenzo
+fa governato da indegni favoriti,
+e la di lui amministrazione fu macchiata
+da ogni sorta di vizj. Egli aveva
+sette figli naturali avuti da diverse donne,
+e diede alla Chiesa il nuovo scandalo
+di riconoscerli pubblicamente. Il
+maggiore de' suoi figli, per la piccolezza
+della statura detto Franceschetto,
+fu poi la radice dei duchi di Massa e
+di Carrara della casa Cibo. Una delle
+figliuole d'Innocenzo era maritata ad un
+<span class="pagenum"><a id="Page_295"></a>[295]</span>
+banchiere, che fu incaricato dell'erario
+della corte: gli altri non figurano nella
+storia<a class="tag" id="tag318" href="#note318">[318]</a>. Non l'ambizione o la passione
+della guerra, ma l'avarizia, la
+dissolutezza, ed una sfacciata venalità
+caratterizzano la nuova corte. Innocenzo
+VIII fece da sè poco male, ma lasciò
+tutto fare agli altri, e la sua indolenza
+non fu ai popoli meno fatale di quel
+che lo fosse stato il turbolento governo
+del suo predecessore.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando, re di Napoli, rallegrossi
+assai per l'elezione del cardinale Giovanni
+Battista Cibo, ch'egli risguardava
+come una creatura di suo padre e sua:
+infatti il Cibo, sebbene genovese, era
+stato allevato alla corte di Alfonso, ed
+aveva da Ferdinando ricevuto il suo
+primo vescovado, quello d'Amalfi<a class="tag" id="tag319" href="#note319">[319]</a>.
+Ma i papi poche volte mostraronsi riconoscenti
+ai sovrani che posero i fondamenti
+della loro fortuna; spesso desiderarono
+di far sentire il nuovo loro
+potere a quelli cui furono sottomessi,
+oppure si offesero perchè il rispetto
+<span class="pagenum"><a id="Page_296"></a>[296]</span>
+non succedeva abbastanza rapidamente
+al tuono di benevolenza e di protezione.
+</p>
+
+<p>
+L'odio che nel regno di Napoli erasi
+manifestato contro Ferdinando, quando
+era salito sul trono, non si era affatto
+spento nel lungo suo regno. Si confessava
+la destrezza della sua politica, il vigore
+con cui manteneva la propria autorità,
+l'ordine e la giustizia che faceva osservare
+ne' suoi stati; ma veniva invece
+accusato di estrema avarizia, d'inflessibile
+crudeltà, ed in particolare della mala
+fede e della perfidia di cui erano stati
+vittima i suoi vassalli e gli stranieri.
+L'odio, che mantenevasi nel cuore dei
+Napoletani contro Ferdinando, crebbe
+assai quando il suo primogenito, Alfonso,
+duca di Calabria, cominciò ad
+avere parte col padre nella pubblica
+amministrazione. «Niun uomo (scrive
+Filippo di Comines) è stato più crudele,
+più vizioso, più maligno, più
+goloso di lui. Il padre era più pericoloso,
+perchè niuno in lui conosceva
+la sua collera, perciocchè accarezzandole
+tradiva le persone....
+Da lui non si ottenne giammai nè
+grazia, nè misericordia, come mi raccontarono
+i prossimi suoi parenti ed
+<span class="pagenum"><a id="Page_297"></a>[297]</span>
+amici; e non mai ebbe pietà nè compassione
+del suo povero popolo rispetto
+al pagare le imposte. Egli faceva
+tutto il commercio del regno, fino a
+dare in custodia al popolo i majali,
+e glieli faceva ingrassare per venderli
+a miglior prezzo, e se alcuni morivano
+glieli faceva pagare. Ne' luoghi
+in cui si fa l'olio d'ulivo, come
+nella Puglia, egli e suo figlio lo comperavano,
+e così il grano prima che si
+raccogliesse, ed in appresso lo rivendevano
+a più caro prezzo che potevano.
+E se tale mercanzia abbassava
+di prezzo, obbligavano il popolo a
+comperarla; nel tempo ch'essi volevano
+vendere le loro derrate verun
+altro che loro poteva vendere<a class="tag" id="tag320" href="#note320">[320]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Questi monopolj avevano renduta più
+intima l'amicizia e la confidenza tra
+Ferdinando e Sisto IV; andavano d'accordo
+nel calpestare i loro popoli, nel
+fare violentemente un commercio ruinoso
+pei loro sudditi. Innocenzo VIII,
+salendo sul trono, fece cessare questo
+scandaloso traffico, ma in pari tempo
+<span class="pagenum"><a id="Page_298"></a>[298]</span>
+ruppe le relazioni d'amicizia e di buona
+vicinanza formate da Sisto; riclamò con
+alterigia il tributo pecuniario che il regno
+di Napoli doveva alla santa sede, rivocando
+la grazia accordata a Ferdinando
+di convertire, fin ch'esso viveva, tale
+tributo nella somministrazione d'una cavalla<a class="tag" id="tag321" href="#note321">[321]</a>.
+Manifestò scopertamente il suo
+malcontento verso quella casa d'Arragona,
+cui andava debitore della sua grandezza;
+fece valere l'alto dominio della
+santa sede sul regno; invitò i baroni
+napolitani a presentargli le loro lagnanze
+contro Ferdinando, e si eresse in qualche
+modo giudice delle controversie tra il
+monarca ed i sudditi.
+</p>
+
+<p>
+Un atto di violenza, esercitato nel seguente
+anno (1485) dal duca di Calabria,
+somministrò al papa l'occasione di dispiegare
+tutte le sue pretese. La città
+dell'Aquila negli Abruzzi, approfittando
+della sua forte posizione in mezzo alle
+montagne, della ricchezza del suo territorio
+e de' suoi numerosi abitanti,
+aveva conservati, sotto la protezione del
+re di Napoli, tutti i privilegj di una
+repubblica; nominava i suoi magistrati,
+<span class="pagenum"><a id="Page_299"></a>[299]</span>
+riscuoteva le sue imposte; non permetteva
+alle truppe reali d'alloggiare entro
+le sue mura; e di propria autorità faceva
+trattati ed alleanze ancora coi nemici
+del re. In tal maniera era alleata
+della casa Colonna, i di cui feudi stendevansi
+lungo i suoi confini; nè questa
+alleanza era stata distrutta dalla guerra
+che Ferdinando aveva fatta ai Colonna
+d'accordo con Sisto IV; e perchè Innocenzo
+VIII non aveva che a lodarsi
+di questa potente casa, e cercava di
+rifarla con tutto il suo credito della passata
+persecuzione, i Colonna davano alla città
+dell'Aquila un nuovo appoggio presso
+la corte di Roma<a class="tag" id="tag322" href="#note322">[322]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La famiglia dei Lalli, conti di Montorio,
+esercitava nell'Aquila da oltre un
+secolo, e fino dai tempi di Giovanna I,
+un'autorità non minore di quella dei
+Medici in Firenze. Il suo capo era in
+allora messer Pietro Lallo. Meditando il
+duca di Calabria di spogliare gli abitanti
+dell'Aquila di tutti i loro privilegj, giudicò
+conveniente di privarli in principio
+<span class="pagenum"><a id="Page_300"></a>[300]</span>
+del loro primo magistrato. Teneva Alfonso
+accantonata a Cività di Chieti l'armata
+che aveva ricondotta dalla guerra
+di Ferrara, ed invitò il conte di Montorio
+a recarsi presso di lui per trattare
+intorno agli affari della provincia. Il
+conte non aveva mai avuto nemmeno
+il pensiero di nuocere al governo, onde
+ubbidì senz'alcun sospetto. Il duca di
+Calabria lo fece arrestare il 28 giugno
+del 1485<a class="tag" id="tag323" href="#note323">[323]</a>, obbligò la di lui moglie
+a recarsi a Napoli, e nello stesso tempo
+fece marciare verso l'Aquila un corpo
+di truppe, che, entrato un poco alla
+volta, per non dare sospetto, si trovò
+padrone della piazza, prima che gli abitanti
+incominciassero a diffidare di nulla.
+Per altro i magistrati aquilani supplicarono
+rispettosamente il duca di richiamare le
+truppe, in conformità dei loro privilegj.
+Replicarono più volte, ma sempre senza
+effetto le loro istanze; finalmente il 25
+ottobre ordinarono a tutti i borghesi di
+prendere le armi; attaccarono nelle strade
+i soldati napolitani, parte ne uccisero,
+altri posero in fuga, e dichiarando allora
+<span class="pagenum"><a id="Page_301"></a>[301]</span>
+che il re Ferdinando aveva perduta
+ogni sovranità sopra di loro per averne
+abusato, si diedero alla Chiesa, a condizione
+che proteggesse la loro libertà<a class="tag" id="tag324" href="#note324">[324]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non si mostrò difficile
+ad accettare l'offerta degli abitanti dell'Aquila;
+prese sotto la sua protezione
+il conte e la contessa di Montorio,
+fece passare, attraverso ai feudi dei Colonna,
+de' soldati nell'Abruzzo; eccitò i
+baroni del regno ad unirsi per la difesa
+della loro libertà in una confederazione
+generale, di cui voleva esser egli capo,
+e si apparecchiò alla guerra. Seppe bentosto
+che Ferdinando, per far dimenticare
+il malcontento e l'insurrezione dell'Aquila,
+aveva il 16 di novembre ridonata
+la libertà al conte di Montorio,
+dopo averlo guadagnato al suo partito;
+ma il papa scrisse a questo signore per
+felicitarlo, senza perciò rinunciare a' suoi
+apparecchj di guerra<a class="tag" id="tag325" href="#note325">[325]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Mentre Innocenzo VIII eccitava i baroni
+napolitani a prendere le armi contro
+il loro re, questi gl'invitava a Napoli
+<span class="pagenum"><a id="Page_302"></a>[302]</span>
+ad una adunanza del suo parlamento.
+Soltanto tre grandi signori ebbero il
+coraggio d'intervenire, il conte di Fondi,
+il duca d'Amalfi ed il principe di
+Taranto: tutti gli altri ricusarono di
+porsi tra le mani del re, fermamente
+persuasi che avrebbe fatto a tutti tagliare
+il capo<a class="tag" id="tag326" href="#note326">[326]</a>. Invece di prendere
+la strada di Napoli si adunarono tutti
+presso il duca di Melfi nella città dello
+stesso nome, sotto pretesto di assistere
+alle nozze di Trajano Caracciolo, suo
+figlio. Si trovò a quest'adunanza il grande
+ammiraglio del regno, Antonio di Sanseverino,
+principe di Salerno; il grande
+contestabile, Pietro del Balzo, principe
+d'Altamura; il grande siniscalco, Pietro
+di Guevara, marchese del Vasto; Girolamo
+Sanseverino, principe di Bisignano;
+Andrea Matteo Acquaviva, duca
+d'Atri; il duca di Melfi; quello di Nardo;
+i conti di Lauria, di Melito, di
+Nola, ed altri gentiluomini di minore
+importanza. Questi signori erano determinati
+di non soffrire più oltre l'oppressione
+in cui languivano; erano entrati
+in corrispondenza con Innocenzo VIII;
+<span class="pagenum"><a id="Page_303"></a>[303]</span>
+avevano altresì delle intelligenze con due
+confidenti del vecchio re, di cui il duca
+di Calabria era geloso, e che voleva
+perdere; uno era Francesco Coppola, conte
+di Sarno, che aveva amministrati i danari
+del re nel di lui commercio di monopolio;
+l'altro Antonio Petrucci, che il re aveva
+fatto suo segretario. Avevano ambidue
+ammassate in corte grandi ricchezze, che
+solleticavano la cupidigia d'Alfonso<a class="tag" id="tag327" href="#note327">[327]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Questi, conoscendo l'universale malcontento
+della nobiltà, tenne per indubitato
+che l'adunanza di Melfi terminerebbe
+con una ribellione. Volle perciò
+prevenire i faziosi colla rapidità de' suoi
+attacchi. Piombò all'improvviso sul conte
+di Nola, occupò tutte le sue fortezze, e
+sorprese la consorte e due figli del conte,
+che mandò prigionieri a Napoli. Era sua
+intenzione di fare lo stesso rispetto agli
+altri malcontenti, prima che avessero
+riunite le loro forze; ma la ribellione,
+affrettata da questa violenza, scoppiò
+contemporaneamente in tutto il regno,
+ed il duca di Calabria si vide sforzato
+ad usare ogni riguardo verso nemici assai
+più numerosi ch'egli non aveva creduto.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_304"></a>[304]</span>
+Sebbene fosse di già scoppiata la guerra,
+nè il re, nè i suoi baroni, nè il
+papa trovavansi apparecchiati a combattere;
+perciò si prese da ogni parte a
+negoziare, piuttosto per guadagnar tempo
+e per ingannarsi gli uni gli altri, che
+per riconciliarsi. Gli ambasciatori di Ferdinando
+si presentarono alla fine d'agosto
+a Firenze ed a Milano, per domandare
+a questi due stati i soccorsi che
+erano obbligati di somministrare in forza
+del loro trattato d'alleanza<a class="tag" id="tag328" href="#note328">[328]</a>. Lodovico
+Sforza, la di cui oscura politica pareva
+non avere altro scopo, che di sorprendere
+e di confondere i suoi alleati, evitò
+per qualche tempo, sotto diversi pretesti,
+di annunciare ciò che voleva fare. Ma
+la repubblica fiorentina, strascinata da
+Lorenzo de' Medici, promise al re una
+vigorosa assistenza, e s'incaricò d'attaccare
+il papa negli stati medesimi della
+Chiesa, mentre che Ferdinando combatterebbe
+contro i suoi baroni. Lo Sforza
+essendosi in ultimo dichiarato per lo
+stesso partito, assoldarono a comuni spese
+il conte di Pitigliano, il signore di Piombino,
+e tutti i capitani della casa Orsini;
+<span class="pagenum"><a id="Page_305"></a>[305]</span>
+ed in novembre attaccarono Innocenzo
+VIII<a class="tag" id="tag329" href="#note329">[329]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il papa dal canto suo aveva cercati
+alleati nel restante dell'Italia ed in Francia.
+Per affezionarsi i Veneziani gli aveva
+assolti da tutte le censure pronunciate contro
+di loro da Sisto IV<a class="tag" id="tag330" href="#note330">[330]</a>. Aveva voluto
+far loro sentire essere giunto l'istante
+di vendicarsi del re di Napoli; ma questa
+saggia repubblica, che cominciava
+appena a respirare dopo i mali sostenuti
+nelle precedenti guerre, non trovò bastantemente
+valutabili le sue ragioni per
+entrare in nuove ostilità. Si limitò a cedere
+al papa il suo generale, Roberto di
+Sanseverino, che passò al servizio della
+Chiesa co' suoi due figli e trentadue squadroni
+di cavalleria<a class="tag" id="tag331" href="#note331">[331]</a>. Nello stesso tempo
+Innocenzo offriva a Renato II, duca
+di Lorena, che risguardava quale rappresentante
+della casa d'Angiò, l'investitura
+del regno di Napoli. Innocenzo non
+dubitava di non trovare questo principe
+apparecchiato a tentare un'intrapresa che
+<span class="pagenum"><a id="Page_306"></a>[306]</span>
+egli giudicava gloriosa; ma in quel tempo
+Renato era costretto di trattare alla corte
+di Francia la causa di nullità del testamento
+di suo avo, che l'escludeva dalla
+sua successione. Perciò non ottenne dal
+re che il meschino soccorso di venti
+mila franchi in danaro, e di cento lance,
+per tentare la conquista di un regno cui
+pretendeva anche lo stesso Carlo VIII;
+e perchè non voleva depauperare la Lorena
+per una guerra, da cui probabilmente
+non isperava felici successi, e
+che in verun caso non sarebbe favorevole
+a questo ducato, egli rinunciò alla sua
+spedizione<a class="tag" id="tag332" href="#note332">[332]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Ferdinando aveva fatto dichiarare
+ai suoi baroni d'essere disposto
+ad ascoltare le loro lagnanze, ed a riformare
+gli abusi di cui si dolevano.
+Questi avevano incaricato il conte di Bisignano
+di esporre i loro gravami; ma
+perchè in allora speravano di essere sostenuti
+dal papa, dai Veneziani e dal
+duca Renato, fecero al re delle domande
+ch'essi medesimi credevano assolutamente
+inammissibili. Rispose Ferdinando di essere
+apparecchiato a segnare la pace alle
+<span class="pagenum"><a id="Page_307"></a>[307]</span>
+condizioni che sarebbero proposte dai
+baroni, ed il suo secondo figlio, Federico,
+recossi alla loro assemblea con
+quest'accettazione piena ed intera. L'estrema
+condiscendenza di Ferdinando,
+invece di agevolare le negoziazioni, spaventò
+i confederati, i quali facilmente
+conobbero, essere intenzione del loro
+padrone di tutto accordare, di tutto giurare,
+e di non rispettare verun giuramento.
+Invece d'accettare la pace alle
+condizioni da loro stessi proposte, offrirono
+la corona a Federico d'Arragona,
+ch'era venuto presso di loro per riconciliarli
+al re suo padre. Questo virtuoso
+principe aveva loro inspirato tanto affetto
+e tanto rispetto, quanto era l'odio e la
+diffidenza che nutrivano per suo fratello.
+Se fosse stato il legittimo erede del trono,
+avrebbe senza dubbio salvata la casa di
+Arragona dalla sventura ond'era minacciata;
+ma egli non poteva accettare colpevoli
+offerte, e preferì di rimanere prigioniere
+de' ribelli, piuttosto che regnare
+sopra di loro<a class="tag" id="tag333" href="#note333">[333]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Credeva il re che il numeroso partito
+formato contro di lui sarebbe spinto dalla
+<span class="pagenum"><a id="Page_308"></a>[308]</span>
+guerra a vigorose misure, mentre che, continuando
+a negoziare, il rispetto per l'autorità
+reale fermerebbe tutti gli sforzi di
+una lega mal assodata, e che non tarderebbe
+e sentire gli effetti della discordia.
+Diede dunque a suo nipote Ferdinando,
+principe di Capoa, un'armata
+d'osservazione, incaricata soltanto di contenere
+i ribelli, mentre affidò il nerbo
+delle sue forze al duca di Calabria, che
+marciò verso Roma per unirsi al conte
+di Pitigliano ed agli Orsini, assoldati dal
+duca di Milano e dalla repubblica di Firenze<a class="tag" id="tag334" href="#note334">[334]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Niuna segnalata azione ebbe luogo in
+questa guerra: Roberto di Sanseverino
+volle farsi strada a traverso agli stati
+della Chiesa per raggiugnere nel regno
+di Napoli i baroni che lo aspettavano;
+ma il duca di Calabria, rinforzato dagli
+Orsini, si propose di trattenerlo<a class="tag" id="tag335" href="#note335">[335]</a>. I
+Fiorentini, sempre lenti a porsi in movimento,
+non agirono vigorosamente che
+nella campagna del 1486. Allora estesero
+le loro pratiche a tutte le città della
+Chiesa che confinavano col loro territorio.
+<span class="pagenum"><a id="Page_309"></a>[309]</span>
+I Baglioni dovevano far ribellare
+Perugia, e ristabilirvi il governo repubblicano;
+i figli di Niccolò Vitelli, di fresco
+morto, dovevano coll'ajuto de' loro
+partigiani ricuperare la signoria di Città
+di Castello; Giovanni dei Gatti dovea
+tentare di far valere i diritti di sua famiglia
+sopra Viterbo; le città d'Assisi, Foligno,
+Montefalco, Todi, Spoleti ed Orvieto
+avevano tutte nel loro seno un partito
+che manteneva intelligenze coi Fiorentini<a class="tag" id="tag336" href="#note336">[336]</a>.
+Vero è che niuna di queste
+trame fu condotta a felice fine; ma il
+papa, che n'era informato, costretto per
+tenere tutte queste città in dovere a dividere
+le sue forze, non potè somministrare
+ai baroni napolitani i promessi sussidj.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto le due armate del duca di Calabria
+e del Sanseverino, che si erano
+lungo tempo minacciate, scontraronsi all'ultimo
+l'8 maggio del 1486 al ponte
+di Lamentana. Si attaccò la zuffa tra i
+due corpi di cavalleria, ma con tanto
+poco ardore militare, che, per quanto
+si disse, non vi furono nè morti, nè
+feriti. Siccome però il duca di Calabria
+aveva fatti dei prigionieri al Sanseverino,
+e cacciatolo fuori del campo di battaglia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_310"></a>[310]</span>
+si suppose che fosse rimasto vittorioso<a class="tag" id="tag337" href="#note337">[337]</a>.
+Allora s'accostò a Roma, e gli Orsini,
+che tenevano le sue parti, gettarono la
+città in grandissima confusione, perciocchè
+quanto meno la guerra era pericolosa
+pei soldati, altrettanto riusciva ruinosa
+per i popoli.
+</p>
+
+<p>
+Il pericolo di tutto lo stato della Chiesa,
+il guasto delle campagne, la ruina
+della medesima capitale, facevano di già
+che il debole Innocenzo si pentisse d'essere
+entrato in una lotta superiore alle
+sue forze. Accendendo un'imprudente
+guerra, egli non aveva prese le necessarie
+misure per sostenerla; diffidava di
+tutti, e colla sua irresoluzione lasciava
+sfuggire gli estremi partiti che avrebbe
+potuto prendere. Lorenzo de' Medici accrebbe
+ancora la sua irrisolutezza ed i
+suoi timori facendogli venire tra le mani
+false lettere di Roberto di Sanseverino,
+che dovevano farlo sospettare traditore<a class="tag" id="tag338" href="#note338">[338]</a>.
+I cardinali lo andavano tutti confortando
+a metter fine ad una guerra ruinosa; il
+solo cardinale Balue che, come Francese,
+trovavasi di contrario sentimento a
+<span class="pagenum"><a id="Page_311"></a>[311]</span>
+tutto il sacro collegio, gli ricordava i
+passi fatti dalla corte di Roma presso il
+re di Francia, e protestava che il papa
+non poteva, senza disonorarsi, abbandonare
+un'impresa, per la quale tutta la
+Francia aveva di già prese le armi. Il
+vice cancelliere, Roderigo Borgia, gli
+rispose con così violenti modi, che a
+stento si potè impedire che i due cardinali
+non venissero alle mani<a class="tag" id="tag339" href="#note339">[339]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona
+e di Castiglia, cercavano per mezzo
+dei loro ambasciatori di ristabilire la
+pace nel mezzodì dell'Italia. La riunione
+dei due regni dava loro una grande preponderanza
+nella politica dell'Europa.
+Ferdinando era inoltre re di Sicilia, ed
+aveva per conseguenza un diretto interesse
+ad allontanare dal regno dell'altro
+Ferdinando, suo cugino, i pretendenti
+Francesi, che potevano far vacillare il
+suo proprio dominio. D'altra parte doveva
+temere per la Sicilia un'invasione
+<span class="pagenum"><a id="Page_312"></a>[312]</span>
+de' Turchi, che avrebbero così potuto
+fare una potente diversione alla guerra
+ch'egli portava nel regno musulmano di
+Granata. Premeva dunque ai re di Spagna
+che l'Italia si mantenesse in pace
+per parer formidabile agli stranieri; quindi
+offrirono la loro mediazione tra il papa
+ed il re di Napoli. Il vescovo d'Oviedo
+e Francesco di Roxas vennero a Roma
+per trattare, e furono dopo alcun tempo
+raggiunti da don Inigo de Mendoza,
+conte di Tendilla, e tutte le parti parvero
+ugualmente premurose di accettare
+la loro mediazione<a class="tag" id="tag340" href="#note340">[340]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando di Napoli accordò al papa
+tutte le sue domande. Si obbligò di pagare
+alla Chiesa l'annuo tributo con
+tutti gli arretrati; riconobbe come vassalli
+immediati della Chiesa e le città
+dell'Aquila e tutti i baroni che avevano
+fatto omaggio al papa de' loro feudi. Convenne
+soltanto che i censi annualmente
+pagati alla Chiesa da questa città e da
+questi baroni si ricevessero in conto del
+tributo di cui dichiaravasi debitore verso
+la santa sede. Non solo si accontentò di
+perdonare a tutti i suoi baroni, ma li
+dispensò ancora di venire a rendergli
+<span class="pagenum"><a id="Page_313"></a>[313]</span>
+omaggio a Napoli, loro permettendo di
+trattenersi nelle loro fortezze, in mezzo
+ai proprj vassalli, e non pertanto offrendo
+garanti della loro sicurezza i re di
+Arragona e di Castiglia, il duca di Milano
+e Lorenzo de' Medici. Questo trattato,
+senza essere partecipato ai cardinali,
+fu sottoscritto in Roma l'undici
+agosto, ed immediatamente pubblicato<a class="tag" id="tag341" href="#note341">[341]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I due confidenti di Ferdinando, che
+avevano mantenuta coi ribelli una segreta
+corrispondenza, non erano esplicitamente
+compresi nel trattato. Perciò Ferdinando,
+ricevendo il 13 agosto la notizia della
+soscrizione della pace, per mescolare il
+terrore alla speranza, fece arrestare Francesco
+Coppola, conte di Sarno, i conti
+di Carinola e di Policastro suoi figliuoli,
+Antonio Petrucci, suo segretario, e due
+de' loro confidenti. I loro beni, che,
+per quanto si diceva, ammontavano a
+trecento mila ducati, furono confiscati, e
+pochi giorni dopo si fecero perire tutti
+questi prigionieri fra i più crudeli
+<span class="pagenum"><a id="Page_314"></a>[314]</span>
+supplicj<a class="tag" id="tag342" href="#note342">[342]</a>. I baroni, ch'erano stati in
+guerra col re, credettero, per pochi
+istanti, di essere stati dal trattato di pace
+abbandonati alla sua vendetta, fors'anche
+per una segreta collusione delle stesse potenze
+che avevano guarentita la loro sicurezza.
+Il gran siniscalco, Pietro di
+Guevara, morì di dolore vedendo l'avvilimento
+in cui era caduto il suo partito.
+Antonio di Sanseverino, principe di
+Salerno, troppo ben conoscendo Ferdinando
+per non fidarsi giammai alla sua
+fede, passò in Francia, e dopo lunghe
+pratiche ottenne finalmente di suscitargli
+contro un vendicatore<a class="tag" id="tag343" href="#note343">[343]</a>. Gli altri baroni,
+ritirati nelle loro terre, furono qualche
+tempo dal re risparmiati, onde cominciarono
+a lusingarsi che la loro causa non
+fosse agli occhi del re la medesima che
+quella del conte di Sarno e del Petrucci.
+</p>
+
+<p>
+Frattanto Ferdinando, dopo essersi accertato
+che il re di Spagna, il duca di
+Milano e Lorenzo de' Medici non si curerebbero
+punto dell'esecuzione delle sue
+promesse, non tardò a violarle tutte sfrontatamente.
+<span class="pagenum"><a id="Page_315"></a>[315]</span>
+Nel mese di settembre fece
+entrare nell'Aquila quello stesso conte
+di Montorio, ch'egli aveva fatto arrestare
+un anno prima, ma che in appresso
+aveva saputo interamente affezionarsi. Il
+conte piombò all'impensata sui soldati
+d'Innocenzo VIII, parte ne uccise e
+parte obbligò a fuggire; fece giustiziare
+l'arcidiacono, capo del partito della Chiesa,
+e rappresentante del papa all'Aquila,
+e tutta senza riserva sottomise la città
+al potere del re<a class="tag" id="tag344" href="#note344">[344]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nè i baroni si sottrassero lungo tempo
+alla perfidia del re; il 10 ottobre, o secondo
+altri il 10 giugno seguente, fece
+arrestare i principi d'Altamura e di Bisignano,
+i duchi di Melfi e di Nardo,
+i conti di Morcone, di Lauria, di Melito,
+di Nola, e molti altri gentiluomini.
+È comune opinione che tutti questi signori
+furono immediatamente uccisi, e
+che i loro corpi, chiusi entro sacchi,
+vennero gettati in mare. Ma Ferdinando,
+per tenere a freno i loro partigiani, volle
+far credere che li custodiva come ostaggi,
+e faceva, per accreditare questa voce,
+<span class="pagenum"><a id="Page_316"></a>[316]</span>
+portare ogni giorno vittovaglie alla loro
+prigione. Poco dopo vennero pure imprigionati
+le consorti ed i figli di que' signori,
+e confiscate tutte le loro sostanze. La sola
+principessa di Bisignano potè salvarsi,
+fuggendo, colla sua famiglia. Nello stesso
+tempo il re fece perire Marino Marzano,
+duca di Suessa, che da circa venticinque
+anni languiva nelle carceri<a class="tag" id="tag345" href="#note345">[345]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il re, più non avendo che temere per
+parte de' suoi baroni, depose ogni avanzo
+di rispetto per il papa. Continuò a disporre,
+senza consultarlo, di tutti i beneficj
+ecclesiastici de' suoi stati; ricusò
+l'annuo tributo che si era obbligato di
+pagare, e quando fu da Innocenzo VIII
+mandato alla sua corte il vescovo di Cesena,
+per lamentarsi intorno a questi due
+punti, rispose Ferdinando, che meglio
+del papa conosceva i proprj sudditi, e
+che meglio di lui sapeva quali fossero
+degni di avanzamento; soggiunse di essere
+senza danaro, e che altronde aveva
+sostenute tante spese per la Chiesa, che
+ben meritava di godere di una più lunga
+esenzione<a class="tag" id="tag346" href="#note346">[346]</a>.
+<span class="pagenum"><a id="Page_317"></a>[317]</span>
+Roberto di Sanseverino, sapendo che
+il trattato di pace non conteneva veruna
+clausola a suo favore, si pose in cammino
+per passare colla sua cavalleria
+nel territorio di Venezia, risoluto di farsi
+strada colle armi. Aveva di già passato
+Todi e Borgo san Sepolcro, quando il
+duca di Calabria si fece ad inseguirlo;
+e perchè il duca incoraggiava a resistere
+tutte le città, cui il Sanseverino si avvicinava,
+cominciò bentosto a guadagnare
+qualche marcia. Giovanni Bentivoglio e i
+Bolognesi chiusero all'ultimo il passaggio al
+generale del papa, il quale fu forzato di
+abbandonare tutti i suoi equipaggi e la
+maggior parte della sua armata, mentre
+con soli cento cavalleggeri si sottrasse
+ai suoi nemici, ed entrò nello stato veneziano<a class="tag" id="tag347" href="#note347">[347]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Giammai la santa sede aveva fatta una
+più vergognosa pace di quella che aveva
+soscritta allora Innocenzo VIII. Senza
+aver provata veruna grande disfatta, che
+potesse rendere ragione di tanta debolezza,
+egli aveva sagrificato il generale
+venuto a servirlo dall'altra estremità dell'Italia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_318"></a>[318]</span>
+aveva abbandonati tutti gli obblighi
+contratti con Renato di Lorena e
+colla corte di Francia, ed aveva fatti strascinare
+in prigione e morire tra i supplicj
+uomini che d'altro non erano colpevoli
+che di avere sostenuto il suo partito,
+e ch'egli aveva solennemente promesso
+di difendere. Perdeva il tributo
+del regno di Napoli, e la presentazione
+ai beneficj che conservava il solo Ferdinando;
+e per colmo di vergogna tutti
+questi oltraggi gli venivano fatti in onta
+di un trattato solennemente giurato, ed
+annunciato a tutta l'Europa, senza ch'egli
+osasse manifestare il più leggiere risentimento.
+Innocenzo VIII, che pure fece
+qualche debole tentativo per farsi pagare
+da Ferdinando, non fece un cenno per
+salvare gli sgraziati, vittime del loro attaccamento
+alla santa sede. Non perciò
+ommise di conservare col re di Napoli
+relazioni di buona vicinanza, non invocò
+la garanzia dei mediatori del trattato
+di Roma, e bentosto gettossi totalmente
+tra le braccia di uno di loro.
+Egli sentiva la propria debolezza, aveva
+bisogno di trovare della forza, desiderava
+di essere guidato come un cieco, e scelse
+per suo confidente e per sua guida quello
+in cui aveva trovata la più vigorosa opposizione,
+<span class="pagenum"><a id="Page_319"></a>[319]</span>
+Lorenzo de' Medici, l'alleato
+ed il salvatore di Ferdinando.
+</p>
+
+<p>
+Questo illustre capo della repubblica
+fiorentina aveva trovato un ragionevole
+malcontento nello stesso consiglio dei settanta,
+ch'egli aveva creato, quando avea voluto
+persuadere i Fiorentini ad assecondare
+Ferdinando in una ingiusta oppressione,
+inimicandosi la Chiesa, la di cui nimicizia
+era sempre formidabile. Il suo storico
+Valori protesta che mai non parlò con
+tanta eloquenza, come quando trasse nella
+sua opinione i suoi colleghi a favore del
+re di Napoli<a class="tag" id="tag348" href="#note348">[348]</a>. Non aveva altresì avuto
+mai bisogno di maggiore artificio, quanto
+in questa circostanza, in cui voleva al
+proprio personale vantaggio far sagrificare
+il vero interesse ed i principj della
+repubblica. Lorenzo riuscì ad ottenere
+alla sua famiglia l'amicizia di Ferdinando
+coi beneficj, quella d'Innocenzo VIII
+col fargli paura: ma nè l'uno nè l'altro
+erano i veri alleati che doveva procacciarsi
+Firenze; da nessuno di loro poteva
+la repubblica ripromettersi costanza
+di affetto o uniformità di politica. Firenze
+era decaduta dalla sua grandezza
+<span class="pagenum"><a id="Page_320"></a>[320]</span>
+dopo che aveva abbandonato il sistema
+degli Albizzi, e che più non faceva causa
+comune con tutti i popoli liberi. I Medici
+umiliati, vedendosi considerati nelle
+altre repubbliche come semplici cittadini,
+manifestavano della gelosia contro Venezia,
+ispiravano diffidenza verso Genova,
+Lucca e Siena: finalmente riponevano
+ogni loro arte nel mantenere uno
+spirito di rivalità tra la loro patria e le
+città libere. Dopo tale epoca Firenze più
+non ebbe partigiani ereditarj nel rimanente
+dell'Italia; sapevasi ovunque che
+la sua alleanza dipendeva dai segreti intrighi
+del gabinetto, e che era variabile
+come gl'interessi del giorno, come i favori
+dei principi; coloro che soffrivano
+per la più giusta causa non erano più
+sicuri de' suoi ajuti; ed a vicenda più
+non pensarono a soccorrerla che quando
+sentironsi invitati da un interesse presente.
+</p>
+
+<p>
+La vanità di Lorenzo de' Medici era
+soddisfatta, qualunque volta trattava coi
+principi, e Ferdinando aveva per lui
+tutti i riguardi riservati ai sovrani.
+Suo figlio Pietro venne accolto alle nozze
+d'Isabella d'Arragona con Giovanni Galeazzo
+con maggiore rispetto assai che
+<span class="pagenum"><a id="Page_321"></a>[321]</span>
+non gli ambasciatori della repubblica<a class="tag" id="tag349" href="#note349">[349]</a>.
+Dal canto suo Innocenzo VIII non istringeva
+alleanza con Firenze ma coi Medici.
+Suo figlio, Franceschetto Cibo, sposò
+Maddalena, figliuola di Lorenzo e della
+Clarice Orsini. In quest'occasione Clarice
+fu pomposamente ricevuta alla corte
+di Roma, come suo padre, Virginio Orsini,
+sebbene dal principio di questo pontificato
+fosse sempre stato in guerra colla
+santa sede. Tutti gli Orsini, ch'erano stati
+perseguitati con accanimento, furono richiamati
+al favore ed all'onnipotenza in
+Roma. Finalmente il papa promise al
+fratello di sua nuora, al secondo figlio
+di Lorenzo de' Medici, un cappello cardinalizio.
+Questi, la di cui fortuna cominciava
+in tale maniera, doveva un giorno
+essere il papa Leon X; in allora era un
+fanciullo, nè mai la prima dignità della
+Chiesa erasi ottenuta in più tenera età.
+Il matrimonio di Franceschetto Cibo con
+Maddalena de' Medici non si celebrò che
+in novembre del 1487, e la consacrazione
+di Giovanni de' Medici venne differita
+fino al principio del 1492<a class="tag" id="tag350" href="#note350">[350]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_322"></a>[322]</span>
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici erasi appena riconciliato
+colla Chiesa, quando rendette
+ad Innocenzo VIII un eminente servigio,
+terminando per lui onorevolmente una
+piccola guerra, che minacciava di tirarsi
+dietro grandi disastri. La città d'Osimo
+nella Marca aveva provata una rivoluzione,
+in seguito della quale aveva scosso
+il giogo del dominio ecclesiastico, e Boccolino
+Guzzoni, uno de' suoi cittadini,
+erasene fatto dichiarare signore. Questo
+piccolo sovrano, abbandonato alle sole
+piccole sue forze, sarebbe stato facilmente
+ricondotto all'ubbidienza verso la Chiesa,
+ma di que' tempi Bajazette II, rimasto
+vincitore nelle guerre civili de' Turchi,
+aveva ripreso il progetto di penetrare in
+Italia. Alcuni branchi di avventurieri musulmani
+avevano fatti varj sbarchi nella
+Marca d'Ancona, avevano tentato di sorprendere
+Fano, ed avevano trovato negli
+stati del papa corrispondenti e partigiani,
+come ne avevano prima trovato in quelli
+di Ferdinando<a class="tag" id="tag351" href="#note351">[351]</a>. Boccolino, che appena
+poteva sperare di trovare alleati in
+<span class="pagenum"><a id="Page_323"></a>[323]</span>
+Italia, fece offrire a Bajazette II di tenere
+da lui in feudo la città di Osimo,
+e mandò suo fratello a Costantinopoli,
+mentre che un agente del sultano venne
+a Venezia per condurre a buon termine
+questo trattato. Giace la città di Osimo
+a qualche distanza dal mare, ed Innocenzo
+VIII, per comprimere una ribellione
+che poteva avere così funeste conseguenze,
+aveva subito spedito nella Marca
+il cardinale Giuliano della Rovere, che
+aveva troncate le comunicazioni di Boccolino
+col mare; in appresso lo aveva assediato
+in Osimo, piazza abbastanza forte
+e che vigorosamente si difendeva: e se la
+guarnigione turca, che vi si aspettava, fosse
+entrata entro le sue mura, è probabile
+assai che difficilmente si sarebbero scacciati
+i Turchi dagli stati della Chiesa<a class="tag" id="tag352" href="#note352">[352]</a>.
+Lorenzo de' Medici interpose la sua mediazione
+per terminare questa pericolosa
+guerra: mandò il vescovo di Arezzo a
+Boccolino, e lo persuase a vendere al
+papa la città di Osimo per sette mila
+fiorini. Boccolino venne in seguito a Firenze,
+ove fu ben accolto; ma quando
+<span class="pagenum"><a id="Page_324"></a>[324]</span>
+passò di là a Milano, fu arrestato mentre
+entrava in questa città, ed appicato
+senza formalità di giudizio, e senza avere
+riguardo alla protezione di Lorenzo, o
+forse con segreta sua intelligenza<a class="tag" id="tag353" href="#note353">[353]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Omai non restava altra guerra in Italia
+che quella tra le repubbliche di Firenze
+e di Genova, la quale non era stata terminata
+dal trattato di Bagnolo del 1484,
+e non lo fu in quello di Roma del 1486.
+Il primo aveva lasciato ai Fiorentini il
+diritto di procurarsi colle armi la restituzione
+di Sarzana, che loro aveva tolto
+Agostino Fregoso; e questi a tale oggetto
+avevano preso al loro soldo il conte Antonio
+di Marciano e Rannuccio Farnese,
+e gli avevano mandati in Lunigiana nel
+settembre del 1484<a class="tag" id="tag354" href="#note354">[354]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Aveva allora Genova per doge quello
+stesso Paolo Fregoso, suo arcivescovo, che
+due volte nel 1464 erasi assiso sul trono
+ducale; che vi si era mantenuto con inauditi
+assassinj, e che si era dato alla pirateria,
+quando n'era stato discacciato. Era
+tornato in patria nel 1479 col resto della
+sua famiglia. Suo nipote Battista era stato
+<span class="pagenum"><a id="Page_325"></a>[325]</span>
+allora proclamato doge; lo stesso Paolo
+era stato decorato da Sisto IV del cappello
+cardinalizio, ed incaricato del comando
+della flotta, mandata contro i Turchi.
+Ma nè questi onori, nè il rango
+che occupava nella Chiesa e nella patria,
+nè l'ascendente che aveva sul doge Battista
+Fregoso, suo nipote, erano bastanti
+a soddisfare l'ambizioso arcivescovo. Accusò
+Battista presso i capi della sua fazione
+di durezza, di arroganza, d'ingiustizia;
+pretese che questo doge negoziasse
+coll'imperatore per assoggettargli
+Genova, onde averla in appresso da lui
+in feudo, si associò Lazzaro Doria, il
+quale aveva come lui molti faziosi sotto
+i suoi ordini, ed essendo il doge suo
+nipote venuto a visitarlo nell'arcivescovado
+il 25 di novembre del 1483, lo
+fece arrestare, e gli chiese, a nome
+di tutta la famiglia, di deporre la corona
+imperiale, e nol rilasciò che dopo
+fattisi consegnare il palazzo pubblico e
+le fortezze. Dopo ciò, avendo Paolo Fregoso
+adunato un consiglio di 300 cittadini,
+si fece coi loro suffragi proclamare
+doge di Genova<a class="tag" id="tag355" href="#note355">[355]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_326"></a>[326]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questo capo di faziosi, destro ed intraprendente,
+era uno de' più formidabili
+avversarj che i Fiorentini potessero avere
+in tempo che cercavano di ricuperare Sarzana.
+Più non trattavasi di contrastare al
+solo Agostino Fregoso il possesso della
+piccola città di cui riclamavano il dominio,
+ma al doge, e nello stesso tempo
+alla banca di san Giorgio. Questa
+compagnia mercantile, sotto colore d'amministrare
+le entrate de' creditori dello
+stato di Genova, aveva un governo
+rappresentativo, un tesoro, un'armata,
+ed un sistema di libertà e d'amministrazione
+migliore d'assai che quello della
+repubblica, nel di cui seno era instituita<a class="tag" id="tag356" href="#note356">[356]</a>.
+Agostino Fregoso, che non sentivasi
+abbastanza forte per difendere solo
+Sarzana, aveva ceduto a questa banca
+tutti i suoi diritti.
+</p>
+
+<p>
+La banca di san Giorgio possedeva
+egualmente il forte castello di Pietra santa,
+che signoreggia il passaggio della Lunigiana
+<span class="pagenum"><a id="Page_327"></a>[327]</span>
+sulla strada di Firenze a Sarzana<a class="tag" id="tag357" href="#note357">[357]</a>.
+Questo castello è posto in una
+fertile pianura, coperta di uliveti, e chiusa
+tra le montagne ed il mare. Le acque,
+che non vi trovano facile scolo, vi formano
+alcuni pantani, che infettano l'aria
+di questa campagna. Pietra Santa era stata
+fabbricata nel XIII.º secolo da un podestà
+fiorentino; l'avevano posseduta a vicenda
+i Pisani ed i Lucchesi, e dalla repubblica
+fiorentina era stata venduta l'anno
+1343. La banca di san Giorgio vi teneva
+allora una guarnigione di trecento uomini;
+ed ai Fiorentini riusciva difficile
+l'attaccare Sarzana senza possedere Pietra
+Santa. Ma questi, che pure non si
+risguardavano in guerra coi Genovesi,
+non vollero cominciare le ostilità contro
+questa fortezza. Accadde però che un convoglio,
+accompagnato da debole scorta,
+passando presso le mura di Pietra Santa,
+fu svaligiato dalla guarnigione. Dopo ciò
+si credettero in diritto i Fiorentini d'assediarla,
+e la guerra invece di essere diretta
+<span class="pagenum"><a id="Page_328"></a>[328]</span>
+contro Agostino Fregoso, diventò aperta
+tra i due stati<a class="tag" id="tag358" href="#note358">[358]</a>. Dal canto loro i Genovesi
+mandarono Costantino Doria con
+una flotta di dieci galere e quattro vascelli
+rotondi per guastare Livorno, Vado
+e tutte le coste della Toscana<a class="tag" id="tag359" href="#note359">[359]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il cattivo aere di Pietra Santa fece
+nell'assedio di questa piccola città, cominciato
+nella stagione delle febbri, perdere
+molta gente. Furonvi poche azioni
+militari; non per anco erano state piantate
+le batterie contro le mura, e di già
+i tre capitani de' Fiorentini, i conti di
+Pitigliano e di Marciano e Rannuccio
+Farnese, erano ammalati, e la maggior
+parte de' soldati incapaci di servire; onde
+il 10 ottobre stavano omai per levare
+l'assedio<a class="tag" id="tag360" href="#note360">[360]</a>, quando i Fiorentini mandarono
+alla loro armata considerabili rinforzi
+con tre nuovi commissarj. Questi si
+sforzarono di far capire ai soldati che
+in un clima caldo e malsano l'autunno
+era la stagione di cominciare non di terminare
+<span class="pagenum"><a id="Page_329"></a>[329]</span>
+la campagna, e li persuasero a
+restare tuttavia sotto Pietra Santa, ed il
+21 e 22 ottobre li condussero all'assalto
+di due ridotti, di cui s'impadronirono, l'uno
+al <i>salto della Cervia</i>, e l'altro nella valle
+di <i>Corvara</i>; per mezzo di questi la guarnigione
+aveva potuto mantenersi in comunicazione
+colle montagne. In uno di
+questi attacchi fu per altro ucciso il
+conte di Marciano, i tre nuovi commissari,
+Guicciardini, Gianfigliazzi e Pucci,
+furono assaliti dalla febbre epidemica,
+onde fu mandato in loro vece Bernardo
+del Nero. Arrivò questi al campo il 2
+di novembre, quando la guarnigione era
+omai ridotta a mancare di vittovaglia;
+si diede l'assalto alla piazza il 5 novembre,
+ed i Fiorentini rimasero padroni di
+un bastione. Allora Lorenzo de' Medici,
+che non s'avvicinava di buon grado agli
+accampamenti quando poteva esporsi a
+qualche rischio, recossi a quello di
+Pietra Santa immantinenti per ricevervi
+la capitolazione, che fu soscritta l'otto
+di novembre<a class="tag" id="tag361" href="#note361">[361]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_330"></a>[330]</span>
+</p>
+
+<p>
+Intanto i Fiorentini avevano assoldate
+diciotto galere catalane, capitanate da Requenseno
+e da Villa-Marina; avevano formato
+un partito tra gli emigrati genovesi,
+nemici di Paolo Fregoso, e volevano
+attaccare questo doge nella sua capitale.
+Bernardo del Nero potè a stento
+tenere riunita l'armata che aveva presa
+Pietra Santa, e che trovavasi indebolita
+e scoraggiata da sempre rinascenti malattie.
+Non pertanto apparecchiavasi a
+continuare la campagna, quand'ebbe notizia
+che gli emigrati genovesi erano stati
+disfatti il 22 di dicembre; onde s'arrese
+alle istanze de' soldati, e li pose ne' quartieri
+d'inverno<a class="tag" id="tag362" href="#note362">[362]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Lodovico il Moro, reggente di Milano,
+ed il papa offrivano alle due repubbliche
+la loro mediazione: proponevano, o di
+lasciare ai Genovesi il possedimento di
+Sarzana, ed ai Fiorentini quello di Pietra
+Santa, o di cambiare queste due piazze
+l'una per l'altra, onde ogni repubblica
+riavesse ciò che le spettava. Nella prima
+supposizione i Genovesi domandavano
+che i Fiorentini evacuassero Sarzanello,
+fortezza attigua a Sarzana, sempre da loro
+posseduta. Questi ricusavano di farlo, ove
+<span class="pagenum"><a id="Page_331"></a>[331]</span>
+non venissero rimborsati del prezzo d'acquisto
+pagato al Fregoso per ambidue.
+Tali pretese, sebbene opposte, non sembravano
+difficili ad accordarsi, onde in
+tutto il 1485 le ostilità rimasero sospese,
+tanto più che la guerra di Napoli e della
+Chiesa richiamava l'attenzione e le forze
+de' Fiorentini<a class="tag" id="tag363" href="#note363">[363]</a>. Le nuove negoziazioni
+intavolate dal papa nel 1486 tornarono
+infruttuose; si stracciò il trattato sottoscritto
+colla sua mediazione; i due popoli
+si accusarono vicendevolmente di
+mala fede, e ripresero nuovamente le
+armi<a class="tag" id="tag364" href="#note364">[364]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In sul finire di maggio del 1487, i Genovesi
+sorpresero la fortezza di Sarzanello;
+ma non poterono occupare la
+rocca dove i Fiorentini si erano ritirati.
+Firenze mandò subito in sul luogo tutti
+i suoi condottieri, cioè il conte di Pitigliano,
+il signore di Piombino, quello
+di Faenza, e gli Orsini. La loro armata
+rientrò il 15 aprile in Sarzanello, e vi
+fu fatto prigioniero co' suoi nipoti Giovanni
+Luigi del Fiesco, che comandava
+i Genovesi<a class="tag" id="tag365" href="#note365">[365]</a>. Il Pitigliano assediò subito
+<span class="pagenum"><a id="Page_332"></a>[332]</span>
+Sarzana; alzò tre ridotti fra la città
+e la Magra; aprì una batteria di otto
+bombarde, che fecero nel corpo della
+piazza una breccia praticabile; e già stava
+per ordinare l'assalto, quando Lorenzo
+de' Medici, avvisato che gli abitanti erano
+in procinto di arrendersi, accorse per
+ricevere la loro capitolazione, che fu
+conchiusa il 22 maggio del 1487, e l'armata
+vittoriosa si obbligò a rispettare le
+proprietà degli abitanti<a class="tag" id="tag366" href="#note366">[366]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Invece di continuare la guerra dopo
+questa vittoria, o di terminarla con una
+buona pace, Lorenzo de' Medici non
+lasciò che un migliajo di soldati a Sarzana,
+e si unì a Lodovico il Moro per
+persuadere Paolo Fregoso ad assoggettare
+di nuovo Genova al duca di Milano.
+Sebbene l'avanzata età del cardinale Fregoso
+cominciasse a calmare le sue passioni,
+la duplice dignità d'arcivescovo e
+di doge non aveva potuto ridurlo a rinunciare
+al carattere di capo di fazione.
+Suo figliuolo naturale, Fregosino, camminava
+come lui, sempre circondato da un
+branco di banditi, avvezzi a disprezzare
+tutte le leggi per soddisfare a qualunque
+<span class="pagenum"><a id="Page_333"></a>[333]</span>
+sua voglia. Un consiglio de' dieci, nuovamente
+instituito in Genova per reprimere
+tali disordini, aveva fatto arrestare Tommaso
+Fregoso. Il cardinale o suo figlio,
+prendendo le difese del loro congiunto,
+fecero assassinare Angelo Grimaldi, uno
+de' decemviri e Tobia Lomellini<a class="tag" id="tag367" href="#note367">[367]</a>. In
+pari tempo entrarono in trattato con Lodovico
+il Moro per dargli in mano Genova
+alle stesse condizioni più volte pattuite
+coi duchi di Milano, e più volte
+violate; ma essi cercarono in questa nuova
+convenzione per la loro famiglia, quella
+guarenzia che non potevano trovare per la
+loro patria. La figlia naturale dell'ultimo
+duca, Chiara Sforza, vedova di Pietro
+del Verme, fu data in matrimonio a
+Fregosino, figliuolo dell'arcivescovo; le
+nozze si celebrarono con regale fasto
+a Milano, in luglio del 1487, alla presenza
+degli ambasciatori della repubblica:
+per tal modo la libertà della repubblica
+era per essere sagrificata al vergognoso
+matrimonio di due bastardi<a class="tag" id="tag368" href="#note368">[368]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_334"></a>[334]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma l'alleanza di Paolo Fregoso col
+duca di Milano eccitò la diffidenza di
+tutti i Genovesi, ed i nemici del doge
+approfittarono di questa pubblica disposizione
+per riunirsi contro di lui. Ibletto
+e Giovanni Luigi del Fiesco, due fratelli,
+che avevano contribuito alla sua
+grandezza, apparecchiaronsi ad abbattere
+l'idolo da loro innalzato, e si volsero
+a Battista Fregoso, che il cardinale,
+zio, teneva esiliato nel Friuli, dopo
+averlo tradito, e cacciato dal palazzo
+ducale cinque anni prima. Si addirizzarono
+inoltre a Giovanni e ad Agostino
+Adorno, capi dell'opposta fazione, che
+vivevano ritirati a Selva, e con questi
+fissarono il giorno in cui attaccherebbero
+all'impensata l'odiato doge<a class="tag" id="tag369" href="#note369">[369]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Giovan Luigi del Fiesco s'internò tra
+le montagne per armare i suoi vassalli,
+ed unire alle milizie tutti i soldati vagabondi
+che gli verrebbe fatto di ritrovare.
+Ibletto, incaricato di raccogliere truppe
+negli stessi sobborghi di Genova, nascose
+le sue pratiche cogli apparecchi di continue
+feste, e di un dissipamento che
+dava a tutti nell'occhio. Il doge lo fece
+<span class="pagenum"><a id="Page_335"></a>[335]</span>
+interpellare sul conto de' soldati che gli
+si vedevano intorno, ed Ibletto rispose
+ch'erano antichi suoi compagni d'armi,
+che approfittavano della presente pace
+d'Italia, per darsi buon tempo alcuni
+giorni con lui. Ma questo sospetto, manifestato
+da Paolo Fregoso, fece sentire
+ad Ibletto che non poteva protrarre più
+oltre l'esecuzione de' suoi progetti; onde
+la stessa sera, in agosto del 1488, sorprese
+porta delle Capre presso santo Stefano,
+vi si fortificò con un centinajo di
+soldati, facendo nello stesso tempo avvisare
+i suoi compagni dell'accaduto, e
+caldamente pregandoli ad accorrere in
+suo ajuto. Pietro Fregoso non credette
+di doverlo attaccare prima del giorno;
+ignorava le forze del suo nemico e le
+disposizioni della città, e non voleva spogliare
+le fortezze di soldati, nell'istante
+in cui forse pensavasi a sorprenderle;
+questo ritardo fu la salvezza de' congiurati.
+Prima del giorno Gian Luigi del Fiesco
+entrò in città colla piccola armata
+raccolta nelle montagne. Vi entrarono
+pure Agostino e Giovanni Adorno con
+tutta la loro fazione da lungo tempo oppressa:
+e Battista Fregoso non aveva tardato
+ad unirsi co' più inveterati nemici
+della propria casa, per vendicarsi della
+<span class="pagenum"><a id="Page_336"></a>[336]</span>
+perfidia di suo zio. La loro armata trovavasi
+di già superiore d'assai a quella
+del doge, onde in sul fare del giorno,
+attaccò il palazzo del pubblico. Paolo,
+troppo tardi conobbe, che la perdita
+di una notte era stata cagione della sua
+ruina; fuggì con suo figlio nella cittadella,
+mentre che il suo amico Paolo
+Doria ritardava la marcia degli aggressori
+con artificiose proposizioni, e lo sottraeva
+in tal modo al pugnale di Battista
+Fregoso, infiammato da desiderio di vendetta<a class="tag" id="tag370" href="#note370">[370]</a>.
+</p>
+
+<p>
+I nemici del cardinale, poichè si videro
+padroni del palazzo, cercarono di
+dare una nuova forma alla repubblica.
+Non vollero nominare il doge, perchè
+questa suprema dignità avrebbe risvegliata
+la rivalità degli Adorni e de' Fregosi,
+ed avrebbe inoltre scontentati i Fieschi,
+esclusi dalla loro nobiltà da una magistratura
+popolare. Il senato prescelse adunque
+dodici cittadini, cui diede prima il
+nome di capitani, poi di riformatori della
+repubblica di Genova. I capi delle due
+popolari fazioni, quelli di tutte le famiglie
+nobili, e quelli che per qualsiasi titolo
+<span class="pagenum"><a id="Page_337"></a>[337]</span>
+avevano la confidenza de' loro concittadini,
+trovaronsi riuniti in questo nuovo
+consiglio<a class="tag" id="tag371" href="#note371">[371]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il primo ordine emanato da questi magistrati
+fu quello di attaccare la fortezza.
+Il cardinale non erasi accontentato di questa,
+ma aveva alloggiati soldati nelle vicine
+case, cacciandone gli abitanti; aveva barricate
+le strade, ed erasi posto in istato
+di sostenere un lungo assedio. Le battaglie
+date all'intorno della fortezza ridussero
+i Genovesi nella più spaventosa desolazione.
+Ogni palazzo veniva a vicenda
+attaccato e difeso coll'artiglieria; quando
+l'un partito o l'altro era forzato ad evacuarlo,
+vi appiccava, ritirandosi, il fuoco,
+ed in mezzo alle zuffe ed agl'incendj,
+vedevansi gli abitanti, le donne ed i fanciulli,
+contrastare ai soldati, che saccheggiavano
+le case, i loro mobili e le loro
+ricchezze. La devastazione s'andava ogni
+dì più allargando, e questa doviziosa città,
+così rinomata per la sua magnificenza,
+sembrava minacciata di distruzione dai
+suoi medesimi cittadini<a class="tag" id="tag372" href="#note372">[372]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_338"></a>[338]</span>
+</p>
+
+<p>
+Mentre queste pratiche si andavano
+prolungando, i magistrati eransi rivolti
+al papa, loro concittadino, per implorarne
+la protezione, ed al re di Francia Carlo
+VIII, cui offrivano la signoria della loro
+città a quelle medesime condizioni che
+l'aveva avuta suo padre. Dall'altro canto
+Paolo Fregoso aveva domandato ajuto
+al duca di Milano, il quale fece avanzare
+verso la Liguria Gian Francesco
+di Sanseverino, conte di Cajazzo, figliuolo
+di Roberto, ch'era morto nel precedente
+anno. Nello stesso tempo alcuni ambasciatori
+milanesi arrivarono a Genova,
+e la loro mediazione fu accettata dalle
+due parti. Proposero di dividere la repubblica
+tra gli Adorni ed i Fregosi; di
+cedere ai primi Savona con tutta la riviera
+di Ponente; di conservare ai secondi
+Genova e la riviera di Levante;
+per ultimo di riconoscere la suprema signoria
+del duca di Milano sopra l'una
+e l'altra parte<a class="tag" id="tag373" href="#note373">[373]</a>. Questa proposizione,
+che sagrificava la gloria e l'esistenza
+stessa della nazione a vantaggio dei capi
+di partito, venne rigettata dall'uno e
+dall'altro egualmente, pure accrebbe la
+reciproca diffidenza. Ma Battista Fregoso
+<span class="pagenum"><a id="Page_339"></a>[339]</span>
+era odioso e sospetto a Lodovico il Moro;
+gli ambasciatori milanesi lavoravano
+nascostamente a staccare da lui i suoi
+nuovi compagni, e da questi ottennero
+infatti che fosse loro sagrificato. Battista
+venne arrestato nella casa di Agostino
+Adorno, dov'erasi recato senza verun
+sospetto, e fu portato a bordo di una
+galera, che partì alla volta d'Antipoli nel
+Friuli, luogo del suo precedente esilio,
+dal quale era partito poche settimane
+prima. Gli altri capi avevano acconsentito
+alle nuove proposizioni degli ambasciatori
+milanesi. Agostino Adorno doveva
+per dieci anni tenere in Genova
+l'autorità ducale, col titolo di luogotenente
+del duca di Milano; Ibletto e Giovan
+Luigi del Fiesco dovevano conservare
+tutte le loro onorificenze ed il
+loro credito. Il cardinale Paolo Fregoso
+doveva abdicare la carica ducale, e consegnare
+ai Milanesi il Castelletto e le
+altre fortezze. Gli si prometteva in ricambio
+un'annua pensione di sei mila fiorini,
+e mille si promettevano a suo figlio
+Fregosino, finchè il papa gli dasse in
+beneficj ecclesiastici una rendita eguale
+a questa somma. A tali condizioni poteva
+Paolo Fregoso trattenersi in Genova,
+purchè si limitasse alle sue incumbenze
+<span class="pagenum"><a id="Page_340"></a>[340]</span>
+ecclesiastiche; ma costui era troppo orgoglioso
+per ubbidire dove aveva comandato.
+Uscendo dal Castelletto, in ottobre
+del 1488, s'imbarcò con tutti i
+suoi effetti sopra due galere che si era
+fatto apparecchiare, delle quali, sopraggiunte
+da violente burrasca presso le coste
+della Corsica, una perì con tutto il carico,
+l'altra, dopo avere perdute tutte
+le sue antenne, si sottrasse, può dirsi per
+miracolo, alla tempesta, ed approdò a
+Cività Vecchia; indi Paolo Fregoso passò
+a Roma, che più non abbandonò fino
+alla sua morte, accaduta il 2 di marzo
+del 1498<a class="tag" id="tag374" href="#note374">[374]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La repubblica di Firenze non aveva
+motivo di lodarsi di questa rivoluzione,
+cui aveva contribuito, tenendo viva una
+piccola guerra nei confini della Liguria.
+Il duca di Milano non fu appena padrone
+di Genova, che manifestò il suo
+rincrescimento per la perdita di Sarzana
+e di Pietra Santa, e si fece ad apparecchiare
+i mezzi di riavere quelle due
+città<a class="tag" id="tag375" href="#note375">[375]</a>. Ma Lorenzo de' Medici, ostinandosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_341"></a>[341]</span>
+a diffidare di ogni repubblica,
+temeva assai meno le pratiche e le trame
+di un vicino principe, che l'esempio di
+libertà e d'indipendenza, che altri cittadini
+potevano dare ai Fiorentini. Oramai
+Perugia, Bologna e Genova non potevano
+per questo rispetto cagionargli veruna
+inquietudine. Venezia veniva sempre
+risguardata come una potenza nemica;
+e per ultimo le due repubbliche,
+che dividevano con Firenze la sovranità
+della Toscana, andavano ogni giorno
+perdendo la loro importanza. Pareva che
+quella di Lucca non ad altro mirasse
+che a farsi dimenticare, più non vedevasi
+rammentata da veruno scrittore del
+secolo: e perchè il suo governo vietò
+con gelosa diffidenza la pubblicazione
+di tutte le storie nazionali, appena ci
+possiamo accorgere della sua esistenza.
+In quello stesso tempo la repubblica di
+Siena faceva tristamente parlare di sè,
+consumando nel suo seno le proprie
+forze.
+</p>
+
+<p>
+Poichè il duca di Calabria ebbe abbandonata
+quella città nel 1480, essa fu
+costantemente agitata dalla più spaventosa
+anarchia. Furiosi demagoghi avevano a
+vicenda esiliati, proscritti, precipitati dalle
+finestre del palazzo, e fatti morire sul
+<span class="pagenum"><a id="Page_342"></a>[342]</span>
+patibolo tutti coloro che per i loro natali,
+per singolare ingegno, o per importanti
+servigi, renduti alla repubblica,
+si erano distinti in faccia ai loro concittadini.
+Gli ordini, ossia i Monti dei
+nove, dei dodici, dei riformatori, dei
+gentiluomini, ora gli uni, ora gli altri
+esposti alla persecuzione, erano stati talora
+affatto esclusi dal supremo governo,
+talora aboliti o proscritti. Nel 1482 la repubblica
+aveva riconosciuto il solo ordine
+del popolo, cui si erano riuniti tutti gli
+altri<a class="tag" id="tag376" href="#note376">[376]</a>. Ma questa prudente risoluzione,
+che doveva distruggere tutte le distinzioni
+tendenti soltanto a perpetuare i tumulti,
+era stata abolita nel 1484 dagli
+stessi democratici. Avevano voluto nuovamente
+segregare dalla loro corporazione
+tutti coloro che avevano qualche pretesa
+aristocratica, facendo appunto che questi
+aboliti diritti formassero un titolo d'esclusione,
+e lo stabilimento di quest'oligarchia
+affatto plebea era stato lordato
+col sangue di nuove vittime<a class="tag" id="tag377" href="#note377">[377]</a>. Ogni
+giorno andava crescendo il numero degli
+esiliati da Siena; questi più non vivevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_343"></a>[343]</span>
+isolati ne' luoghi del loro esilio,
+ma si adunavano negli stati limitrofi in
+ragguardevoli corpi di truppe, e spaventavano
+il governo rivoluzionario coi
+frequenti tentativi che facevano per tornare
+in patria, o per forza o per sorpresa.
+Lorenzo de' Medici era alleato di questo
+governo anarchico; egli aveva persuasi
+i Fiorentini a rinunciare all'antica loro
+massima di non cercare amici che tra
+gli amici della giustizia, dell'onore e
+della libertà. I suoi trattati venivano sempre
+suggeriti dall'interesse del momento,
+dalla gelosia, dal desiderio d'indebolire
+i suoi vicini, e per ultimo dalla politica,
+le di cui viste sono troppo più corte che
+quelle della morale. Nel 1482 aveva sagrificati
+gli alleati sienesi, padroni di
+Monte Reggioni, i quali, rimasti privi
+tutt'ad un tratto de' suoi ajuti, erano stati
+costretti di abbandonare quel castello ai
+loro nemici<a class="tag" id="tag378" href="#note378">[378]</a>; ed egli aveva il 14 di
+giugno del 1483 conchiusa una lega per
+venticinque anni, a nome de' Fiorentini,
+col popolaccio che tiranneggiava Siena<a class="tag" id="tag379" href="#note379">[379]</a>;
+ma gli emigrati non avevano perciò ommesso
+<span class="pagenum"><a id="Page_344"></a>[344]</span>
+di cercare di occupare prima il
+castello di Saturnia, poi la città di Chiusi,
+ed all'ultimo la terra di San Quirico.
+</p>
+
+<p>
+Questi emigrati Sienesi appartenevano
+a tutti i partiti, a tutti i <i>Monti</i>, secondo
+l'abituale linguaggio di Siena. Molti di
+coloro ch'erano stati mandati dopo gli
+altri in esilio, avevano partecipato alla
+proscrizione, ed ancora al supplicio delle
+prime vittime. Il giusto odio che li teneva
+divisi, formava la speranza degli
+oppressori della loro patria. Essi lo sentirono,
+dimenticarono tutte le offese che
+la sorte aveva di già vendicate, e presero
+la risoluzione di unirsi contro i
+soli nemici, de' quali non devonsi mai
+scordare le scelleratezze, cioè quelli che
+sono sempre possenti. Nicolò Borghesi e
+Neri Placidi sottoscrissero in Roma, a
+nome dell'ordine dei Nove, la pace con
+Lorenzo e con Guid'Antonio Boninsegni,
+rappresentanti del monte dei Riformatori.
+Nello stesso tempo Lionardo, figliuolo
+di Battista Bellanti, appartenente ancor
+esso all'ordine dei Nove, il di cui padre
+era perito sul patibolo, fece in Pisa la
+pace con Bartolommeo Sozzini e con
+Niccolò Severini del monte de' Dodici,
+i quali avevano avuto parte in queste
+crudeli esecuzioni. Obbligaronsi tutti ad
+<span class="pagenum"><a id="Page_345"></a>[345]</span>
+operare di concerto pel vantaggio di tutti
+gli esiliati, ed a non avere in avvenire
+altro scopo, che quello di liberare la loro
+patria del giogo tirannico sotto cui gemeva<a class="tag" id="tag380" href="#note380">[380]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Dopo ciò gli emigrati si adunarono a
+Staggia, posta all'estremo confine del Fiorentino,
+di dove partirono il 21 di luglio
+del 1487 con cento fanti, presi al
+loro soldo, e pochi cavalieri, comandati
+dal capitano Bruno di Cremona. Invece
+di tenere la strada principale, presero le
+poco frequentate delle foreste: ma non
+pertanto in Siena si era avuta contezza
+della loro intrapresa, ed erano stati spediti
+contro di loro molti distaccamenti
+di truppe, che si avanzarono fino a breve
+distanza da Staggia, sicchè poterono assicurarsi
+che non vi si faceva verun movimento.
+Avevano da prima visitate tutte
+le macchie presso Siena, e nulla vi avevano
+scoperto. Queste scolte tornarono
+perciò in città e riferirono al governo
+essere false le notizie dategli, e che
+non si trovavano nemici in verun lato.
+Un ridicolo accidente aveva sottratta
+alle loro indagini la piccola truppa
+degli emigrati. Avevano questi caricati
+<span class="pagenum"><a id="Page_346"></a>[346]</span>
+sopra un mulo gli ordigni di cui volevano
+valersi per atterrare le porte; il
+mulo si pose in fuga per la foresta, e
+si trasse dietro tutta la piccola armata
+affatto fuori della via che doveva tenere.
+La bestia venne finalmente raggiunta, dopo
+due ore di faticoso viaggio, ed allora gli
+emigrati si rimisero in cammino alla
+volta di Siena, temendo per altro che
+questo ritardo, che fu loro cagione di
+prospero successo, non guastasse ogni loro
+disegno. Tutte le pattuglie erano rientrate
+in città, eransi levate dalle mura le guardie
+straordinarie, e dormivano le scolte
+notturne, quando questo drappello di congiurati
+arrivò, poco prima che facesse
+giorno, alla porta di Fonte Branda. I loro
+complici, che gli aspettavano sulle mura,
+gli ajutarono a salirle con scale di corda,
+finchè trenta dei più coraggiosi s'impadronirono
+della porta, e l'aprirono al
+rimanente della truppa.
+</p>
+
+<p>
+Si era promesso al capitano Bruno
+che, appena spiegata la sua bandiera in
+città, verrebbe raggiunto da numerose
+partite di malcontenti; ma invece niuno
+appariva, onde questo condottiere, scoraggiato,
+non ardiva innoltrarsi per le
+strade. Gli emigrati quasi soli le corsero,
+gridando i <i>Nove, popolo, e libertà</i>. Pochi
+<span class="pagenum"><a id="Page_347"></a>[347]</span>
+erano quelli che accorrevano in loro
+ajuto, ma altronde niuno prendeva le
+armi per opporsi. Il governo era troppo
+detestato per trovare difensori, troppo
+temuto perchè i cittadini ardissero dichiararsi
+contro di lui. Uno de' suoi capi,
+Cristoforo di Guiduccio, ingannato dalla
+voce di coloro che lo chiamavano, supponendoli
+suoi partigiani, si diede egli
+stesso in potere de' congiurati che lo uccisero.
+Altri, non più di quaranta, adunaronsi
+a Camporeggio; essi potevano pure
+bastare per iscacciare gli emigrati, che
+si trovavano dispersi per le strade di una
+vasta città, e scoraggiati dal vedersi abbandonati,
+ma quando i partigiani del
+governo si videro in così piccolo numero,
+non osarono tentar nulla. Molti di loro
+rientrarono celatamente nelle proprie case,
+e deposero le armi per non essere compromessi,
+ed i capi, trovandosi da tutti
+abbandonati, uscirono di città. Per tal
+modo due branchi di uomini si contendevano
+il possedimento di così potente
+e bellicosa città. Ognuno conosceva la
+propria debolezza, e, ignorando quella
+del nemico, credevasi perduto: finalmente
+dopo essersi molto aggirate, le varie bande
+d'emigrati riunironsi di nuovo sulla piazza,
+e, trovandosi in numero di ottanta,
+<span class="pagenum"><a id="Page_348"></a>[348]</span>
+assediarono il palazzo. Matteo Pannilini,
+capitano del popolo, abbandonato da tutte
+le sue guardie, erasi chiuso solo nella
+gran torre, dove si difese qualche tempo;
+ma infine fu costrette a rendersi prigioniero,
+cedendo agli emigrati la sede del
+governo. E per tal modo, quasi senza
+spargimento di sangue, fu condotta a termine
+la rivoluzione che rendeva agli esiliati
+la loro patria<a class="tag" id="tag381" href="#note381">[381]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Perchè la rivoluzione di Siena era stata
+operata da tutti gli ordini, tutti furono
+da principio chiamati a parte dalla suprema
+autorità. Si voleva che la repubblica
+fosse governata da quattro monti,
+ognuno de' quali darebbe al consiglio generale
+cent'ottanta consiglieri. Gli ordini
+dei gentiluomini e dei Dodici non furono
+contati che per un monte complessivamente;
+i Nove, il Popolo ed i Riformatori
+erano gli altri tre<a class="tag" id="tag382" href="#note382">[382]</a>. Questa divisione
+era saggia e press'a poco in ragione
+del numero de' cittadini che ogni
+monte aveva precedentemente scelto, sotto
+<span class="pagenum"><a id="Page_349"></a>[349]</span>
+il nome di <i>riseduti</i>, per esercitare le magistrature;
+ma non fu lungamente mantenuta:
+una balìa, formata di ventiquattro
+cittadini, venne autorizzata ad esercitare
+per cinque anni un potere dittatoriale,
+ed il nuovo governo di Siena,
+come quello cui succedeva, credette di
+non potere fondare sopra solide basi la
+sua autorità, se non privando i suoi nemici
+del diritto di cittadinanza, esiliandoli, e
+mandandone inoltre alcuni al supplicio<a class="tag" id="tag383" href="#note383">[383]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In questo tempo di pace generale per
+l'Italia, non furono le sole repubbliche
+travagliate da interne rivoluzioni; anche
+i piccoli principati vennero turbati da
+congiure; ed in quelle che scoppiarono
+in Romagna, nel 1488, si credette di
+ravvisare la conseguenza delle pratiche
+di Lorenzo de' Medici, ed il risentimento
+di un uomo, che dopo molti anni, vendicava
+antiche ingiurie.
+</p>
+
+<p>
+Quel Girolamo Riario, figlio o nipote,
+e favorito di Sisto IV, che dieci anni
+prima era stato l'anima della congiura
+de' Pazzi, erasi, dopo l'elezione d'Innocenzo
+VIII, ritirato nel suo principato di
+Forlì e d'Imola. Era inoltre rimasto depositario
+<span class="pagenum"><a id="Page_350"></a>[350]</span>
+di castel sant'Angelo; ma sua
+moglie aveva consegnata quella fortezza
+ai cardinali, il 25 agosto del 1484, contro
+il pagamento di grossa somma di danaro<a class="tag" id="tag384" href="#note384">[384]</a>.
+Questa principessa, figlia naturale
+dell'ultimo duca di Milano, aveva
+procacciata al Riario la protezione di casa
+Sforza. Dall'altro canto Giuliano della
+Rovere, cardinale di san Pietro, onnipossente
+alla corte d'Innocenzo VIII,
+era sommamente interessato alla difesa
+del principe di Forlì, suo cugino. Per tali
+motivi i molti nemici che questi si era fatti
+in tempo del pontificato di Sisto IV,
+non osarono di attaccarlo scopertamente,
+ma è probabile che avessero parte in
+una cospirazione formata in casa sua.
+Cecco dell'Orso, capitano delle sue guardie,
+Luigi Panzero e Giacomo Ronco,
+suoi ufficiali, determinarono d'ucciderlo,
+sebbene non avessero, che si sappia, verun
+altro motivo di odio, che quello di non
+aver potuto da lui ottenere il loro soldo
+arretrato, mentre venivano stretti al pagamento
+delle proprie loro contribuzioni.
+</p>
+
+<p>
+Il 14 aprile del 1488, mentre stava
+pranzando la famiglia del Riario, i tre
+<span class="pagenum"><a id="Page_351"></a>[351]</span>
+congiurati entrarono nella sua camera,
+sotto colore di parlargli delle loro incumbenze,
+ed avendolo trovato solo, lo
+pugnalarono, si divisero le sue vesti e
+gittarono giù dalla finestra il suo corpo
+spogliato. Il popolaccio, invitato dalle loro
+grida a vendicarsi del suo tiranno, strascinò
+questo corpo pei capelli per tutte
+le strade della città. Catarina Sforza sua
+vedova ed i suoi figliuoli vennero subito
+imprigionati, e la fortezza, di cui aveva
+il comando un luogotenente fedele al
+Riario, ebbe l'intima di arrendersi. I congiurati
+scrissero il 19 aprile a Lorenzo
+de' Medici di averlo liberato di un uomo
+che più d'ogn'altro meritava il suo odio,
+ed in pari tempo gli chiedevano ajuto<a class="tag" id="tag385" href="#note385">[385]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il comandante della rocca, non lasciandosi
+atterrire dalle grida del popolo nè dalla
+morte del suo padrone, ricusò di aprirla
+agli assedianti, se prima non ne aveva
+l'ordine dalla medesima Catarina Sforza,
+quando si trovasse libera. Dal canto suo
+questa promise agli insorgenti di persuadere
+il castellano a cedere ad una
+<span class="pagenum"><a id="Page_352"></a>[352]</span>
+sorte inevitabile, purchè potesse parlargli.
+Siccome si ritenevano i di lei figli in ostaggio,
+non si ebbe difficoltà di lasciarla
+entrare nella rocca; ma vi fu appena
+ricevuta, che fece far fuoco contro gli
+assedianti. Si minacciò di far morire i
+suoi figli; ed essa rispose: «se voi gli
+uccidete, tengo un figlio in Imola, ne
+porto un altro in seno, che cresceranno
+per essere i vindici di tanto delitto<a class="tag" id="tag386" href="#note386">[386]</a>;»
+onde il popolaccio atterrito non eseguì
+la sua minaccia.
+</p>
+
+<p>
+Gli uccisori di Girolamo Riario avevano
+pure implorata la protezione d'Innocenzo VIII;
+<span class="pagenum"><a id="Page_353"></a>[353]</span>
+e questo papa, sperando
+di ricuperare col loro ajuto la sovranità
+d'un'importante città, aveva ordinato al
+governatore di Cesena di condurre loro
+tutti i soldati che potrebbe adunare, e
+tutta la sua artiglieria. Nello stesso tempo
+Lodovico Sforza mandava in ajuto di
+sua nipote un'armata milanese, che di
+già aveva ragunata, di concerto con Giovanni
+Bentivoglio, ai confini della Romagna.
+Quest'armata, entrando in Forlì
+per la rocca, piombò all'impensata sui
+soldati della Chiesa, e tutti li fece prigionieri.
+Sei de' principali di loro furono
+tagliata loro la testa, fatti a pezzi per
+ordine di Bergamino, generale de' Milanesi.
+Il governatore di Cesena ed il restante
+de' soldati furono poi cambiati col
+figliuolo di Girolamo Riario, che questo
+governatore faceva custodire nella sua
+rocca di Cesena. I congiurati si rifugiarono
+a Siena con tutti i loro effetti
+preziosi. Catarina Sforza ebbe, quale
+tutrice de' suoi figli, il governo del principato
+di Forlì; e papa Innocenzo VIII,
+sempre apparecchiato ad intraprendere
+progetti arditi, e sempre atterrito di continuarli,
+tostochè incontrava qualche opposizione,
+non osò lagnarsi di ciò ch'era
+stato fatto ai suoi soldati, i quali non
+<span class="pagenum"><a id="Page_354"></a>[354]</span>
+avevano altro delitto che di avere eseguiti
+i suoi ordini<a class="tag" id="tag387" href="#note387">[387]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Ma le cospirazioni si moltiplicavano in
+Romagna con una sorprendente rapidità.
+Il 29 di aprile Ottaviano Riario, giovane
+figlio del conte Riario, era stato proclamato
+signore di Forlì e d'Imola, ed il
+31 di maggio Galeotto Manfredi, signore
+di Faenza, perdette la vita per le mani
+di Francesca sua moglie, figlia di Giovanni
+Bentivoglio. Costei, credendosi posposta
+ad un'amante, e divorata da cupa
+gelosia, si finse ammalata ed invitò Galeotto
+a venire a trovarla. Stavano nascosti
+sotto il suo letto tre assassini; un
+quarto si slanciò sopra Manfredi nel momento
+in cui entrava nella camera. Ma
+perchè questo signore era dotato di singolare
+forza e destrezza, stava per atterrare
+il suo assalitore, prima che gli altri,
+usciti di sotto al letto, avessero avuto
+tempo di alzarsi in piedi; quando sua
+moglie balzò dal letto, prese una spada
+e gliela immerse nel seno; poi seco
+prese i suoi figliuoli e riparossi nella
+rocca<a class="tag" id="tag388" href="#note388">[388]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_355"></a>[355]</span>
+</p>
+
+<p>
+Giovanni Bentivoglio, padre di Francesca,
+era in allora a Forlì con Bergamino,
+comandante dell'armata milanese.
+L'uno e l'altro accorsero subito in ajuto
+di questa sposa delinquente, ed entrarono
+senza trovare opposizione in Faenza. Non
+pertanto quegli abitanti erano affezionati
+alla famiglia di Manfredi, ed avevano
+veduto con orrore l'assassinio di Galeotto.
+I coraggiosi contadini di Val di Lamone,
+recaronsi in città, e sospettando tutti il Bentivoglio
+o il Bergamino di aspirare alla
+signoria di Faenza, gli attaccarono furiosamente.
+Bergamino fu ucciso in battaglia,
+ed il Bentivoglio fatto prigioniere.
+</p>
+
+<p>
+Antonio Boscoli, commissario della repubblica
+fiorentina presso Galeotto Manfredi,
+era in allora a Faenza. Gl'insorgenti
+gli mostrarono grandissimo rispetto,
+e gli chiesero la protezione del suo governo.
+I Fiorentini avevano veduto con
+viva inquietudine le negoziazioni di Galeotto
+Manfredi coi Veneziani per la vendita
+di Faenza; perchè i Veneziani, acquistando
+questa città, sarebbero diventati
+confinanti con Firenze, ed il governo del
+Medici doveva temere la vicinanza di così
+potenti rivali. Perciò tutta l'armata che
+stava adunata a Sarzana, fu subito spedita
+in soccorso di Faenza, sotto il comando
+<span class="pagenum"><a id="Page_356"></a>[356]</span>
+del conte di Pitigliano e di Ranuccio
+Farnese. Questa trattenne i Bolognesi,
+che dal canto loro si armavano per
+liberare il capo della loro repubblica.
+Giovanni Bentivoglio fu ritenuto come
+ostaggio a Modigliana, finchè venne ristabilito
+l'ordine nel principato, che probabilmente
+egli aveva voluto invadere. Sedici
+cittadini, de' quali otto di Faenza, ed
+otto di Val di Lamone, vennero incaricati
+della reggenza e della tutela del
+giovanetto Astorre di Manfredi. Allorchè
+questo governo fu stabilito, il Bentivoglio
+riebbe la libertà, dopo avere avuto
+un abboccamento con Lorenzo de' Medici
+a Caffaggiuolo. Gli fu renduta la
+figliuola; e questa rivoluzione, mettendo
+Faenza sotto la protezione de' Fiorentini,
+accrebbe la loro influenza in Romagna<a class="tag" id="tag389" href="#note389">[389]</a>.
+La rivoluzione di Forlì non
+era loro riuscita inutile. In tempo delle
+turbolenze, prodotte dalla morte di Girolamo
+Riario, i Fiorentini avevano ricuperato
+Pian Caldoli, che il Riario ingiustamente
+riteneva<a class="tag" id="tag390" href="#note390">[390]</a>. Poco dopo riuscirono
+<span class="pagenum"><a id="Page_357"></a>[357]</span>
+a fare sposare alla di lui vedova
+Giovanni de' Medici, nato da un
+fratello del vecchio Cosimo, e padre di
+un altro Giovanni, che si rendette famoso
+nelle guerre d'Italia col suo valore,
+colla sua ferocia e coll'attaccamento
+ch'ebbero per lui le bande nere. Per
+tal modo Forlì ed Imola si trovarono
+sotto la dipendenza di un Medici, e Catarina
+Riario entrò in quella stessa famiglia,
+che il suo primo marito aveva
+tentato di distruggere.
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_358"></a>[358]</span>
+</p>
+
+<h2>
+CAPITOLO XC.
+</h2>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+<i>La Regina Catarina Cornaro abbandona
+l'isola di Cipro ai Veneziani. — Zizim
+a Roma. — Apparente tranquillità
+di tutta l'Italia. — Stato dell'Europa,
+e pronostici di nuove burrasche. — Morte
+di Lorenzo de' Medici
+e di Innocenzo VIII</i>.
+</p>
+
+<p class="center">
+1488 = 1492.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La repubblica di Venezia non aveva
+voluto immischiarsi nelle piccole guerre
+che agitarono l'Italia nel corso del precedente
+periodo. Innocenzo VIII si era
+mostrato difficile ad assolverla dalle censure
+così ingiustamente contro di lei pronunciate
+da Sisto IV; aveva voluto imporle
+onerose condizioni, obbligarla a
+non prendere parte nelle presentazioni
+de' beneficj, e vietarle di percepire verun
+imposta dagli ecclesiastici<a class="tag" id="tag391" href="#note391">[391]</a>. Vero è che
+Innocenzo VIII rinunciò in appresso a così
+fatte pretese, quando volle trarre la repubblica
+nella guerra di Napoli; ma i Veneziani,
+<span class="pagenum"><a id="Page_359"></a>[359]</span>
+posti in guardia da una precedente
+esperienza del poco fondamento
+che potevano fare sull'alleanza di Roma,
+non vollero dare ajuto ai nemici di Ferdinando,
+qualunque si fosse l'odio che
+contro di lui conservassero per la guerra
+di Ferrara. Essi continuarono a mantenere
+contro il papa l'indipendenza delle
+loro prerogative ecclesiastiche. Il vescovado
+di Padova, cui volevano traslocare
+il vescovo di Belluno, essendo stato dalla
+corte di Roma dato nel 1485 al cardinale
+di Verona, non solo rifiutarono il
+possesso della nuova sede al candidato
+pontificio, ma lo costrinsero a rinunciarvi
+coll'apprensione delle altre sue entrate<a class="tag" id="tag392" href="#note392">[392]</a>.
+Avendo il loro ambasciatore a Roma,
+Ermolao Barbaro, ottenuto da Innocenzo
+VIII il patriarcato d'Aquilea, il consiglio
+dei dieci mostrò ancora un maggiore
+malcontento per essersi fatta così importante
+nomina senza il suo parere. Nè
+la riputazione del nuovo patriarca, il primo
+letterato di Venezia e forse dell'Italia,
+nè la distinta carica che suo padre
+aveva nello stato, sottrassero l'uno e l'altro
+a severissime ammonizioni, ed a
+una umiliazione, che fu poco dopo cagione
+<span class="pagenum"><a id="Page_360"></a>[360]</span>
+della loro morte<a class="tag" id="tag393" href="#note393">[393]</a>. Finalmente
+in tempo della guerra di Napoli i Veneziani
+non acconsentirono che il papa
+riscuotesse decime sul loro clero, e si
+opposero colla stessa fermezza ad ogni
+usurpazione de' loro diritti.
+</p>
+
+<p>
+Questa guerra di Napoli, che durò pochi
+mesi, avrebbe probabilmente guastata
+lungo tempo l'Italia, se i Veneziani avessero
+voluto prendervi parte, ponendo in
+tal modo in equilibrio le due parti. Ebbero
+bentosto motivo d'essere contenti
+della presa risoluzione, quando si trovarono
+impegnati ai confini d'Italia in una
+piccola guerra, che ben poteva diventare
+egualmente importante. Sigismondo, conte
+del Tirolo, uno dei duchi d'Austria,
+aveva delle pretese opposte a quelle della
+signoria rispetto ai confini de' suoi stati
+nella contea d'Arco e nel Cadorino, e
+rispetto ai diritti sulle miniere di ferro
+di quest'ultimo distretto. Avendo determinato
+di farli valere colle armi, nel
+1487 si assicurò di tutti i mercanti veneziani
+venuti alla fiera di Bolzano, e di
+tutto il ferro lavorato in Cadore, dichiarando
+in pari tempo la guerra alla repubblica
+<span class="pagenum"><a id="Page_361"></a>[361]</span>
+di Venezia. Sette mila fanti e
+cinquecento cavalli tedeschi bruciarono il
+distretto di Roveredo, ed assediarono nella
+rocca Niccolò Priuli, che n'era governatore,
+il quale non si arrese che dopo
+una vigorosa resistenza<a class="tag" id="tag394" href="#note394">[394]</a>. In principio
+i Veneziani opposero a quest'invasione
+Giulio Cesare di Varano, signore di Camerino;
+in appresso diedero il comando
+della loro armata a quello stesso Roberto
+di Sanseverino, che l'aveva con sì felice
+successo diretta nella guerra di Ferrara.
+La morte di questo vecchio generale,
+che tanta parte aveva avuto in tutte
+le rivoluzioni d'Italia, fu il più notabile
+avvenimento della guerra del Tirolo. Dopo
+avere ottenuto qualche vantaggio sui Tedeschi,
+cadde in un'imboscata, che gli
+avevano tesa, e fu ucciso il 9 d'agosto
+del 1487 in riva all'Adige, che voleva
+passare per assediar Trento<a class="tag" id="tag395" href="#note395">[395]</a>. Allora
+i Veneziani si ritirarono a Serravalle, e,
+rompendo ogni comunicazione colla Germania,
+<span class="pagenum"><a id="Page_362"></a>[362]</span>
+costrinsero bentosto i Tirolesi a
+chiedere la pace, necessaria al sostentamento
+della loro industria. Questa fu convenuta
+il 14 di novembre dello stesso anno, a
+condizione che fosse restituito tutto quanto
+era stato preso dall'una e dall'altra parte<a class="tag" id="tag396" href="#note396">[396]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Circa lo stesso tempo la sola apparenza
+d'una guerra turca servì di pretesto alla
+repubblica per assoggettare all'immediato
+suo dominio l'isola di Cipro, che, dopo
+la morte di Giacomo di Lusignano, altro
+più infatto non era che una provincia
+veneziana. L'imperatore turco, Bajazette
+II, aveva fino nel 1486 apparecchiato
+un grosso esercito per attaccare Cait-Bay,
+soldano d'Egitto. E questi, che tutto sentiva
+il pericolo che soprastava al suo
+regno, se i porti di un'isola, posta in
+faccia alle sue coste, fossero in potere
+de' suoi nemici, aveva invitata la regina
+Cornaro a porsi in sulle difese. La repubblica
+le aveva subito mandati cinquecento
+Stradioti dalla Morea, e trecento
+arcieri di Candia, per guardare le sue
+fortezze<a class="tag" id="tag397" href="#note397">[397]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_363"></a>[363]</span>
+</p>
+
+<p>
+Pure la spedizione turca venne protratta
+fino al 1488. In quell'anno un
+esercito, che facevasi ammontare ad ottanta
+mila uomini, andò ad attaccare il
+soldano in Palestina. Mentre attraversava
+la Caramania, dove aveva occupate le
+città di Adena e di Tarso, fu nel mese
+di agosto sconfitto dai Mamelucchi, alle
+falde del monte Aman, nella stessa angusta
+valle dell'Isso, renduta celebre dalla
+vittoria di Alessandro. La flotta ottomana
+venne pure parte dispersa e parte distrutta
+da una burrasca, ed il Turco rinunciò
+all'impresa d'Egitto<a class="tag" id="tag398" href="#note398">[398]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In tempo di questa breve guerra Francesco
+Priuli aveva protette le coste dell'isola
+di Cipro con ventisette galere.
+Quando la vide terminata, suppose di
+potere ricondurre la sua flotta a Venezia,
+ed era di già giunto in Istria, quando
+ricevette l'ordine di ritornare all'abbandonata
+stazione. Il senato sapeva, che, abusando
+dell'autorità usurpata in Cipro,
+aveva renduta la sua autorità odiosa non
+meno ai popoli che alla regina, e non
+ignorava che questa impazientemente soffriva
+l'esclusione da ogni amministrazione
+<span class="pagenum"><a id="Page_364"></a>[364]</span>
+governativa, i severissimi ordini, che le
+venivano dati, e la diffidenza che di lei
+si mostrava. Il senato aveva veduti i Ciprioti
+pronti a sagrificarsi per Carlotta
+di Lusignano, per Luigi di Savoja, per
+Alfonso, bastardo di Napoli; finalmente
+per qualunque avrebbe cercato di restituire
+al regno la sua antica indipendenza,
+facendoli entrare nel numero de' popoli
+liberi, dal quale non sapevano tollerare
+di essere diffalcati. La prima guerra marittima
+poteva rendere ai Ciprioti questa
+libertà, ed essi erano apparecchiati
+a rivolgersi agli stessi infedeli per ottenerla,
+se non trovavano protezione presso
+qualche stato cristiano. D'altra parte la
+regina era tuttavia giovane, era bella e
+poteva portare una ricca dote ad un
+nuovo sposo; si andava dicendo che Federico,
+secondo figliuolo di Ferdinando,
+ne chiedeva le nozze, e se veniva ad
+avere figliuoli, tutti i diritti, che la repubblica
+credeva di avere acquistati per
+mezzo suo, sarebbersi perduti. Sostenevano
+i legisti veneziani, che il figlio di
+Giacomo Lusignano aveva ereditata la
+corona di suo padre; che, essendo questi
+morto in età fanciullesca, sua madre
+era stata la di lui erede; che finalmente
+la loro repubblica ereditava dalla madre,
+<span class="pagenum"><a id="Page_365"></a>[365]</span>
+perchè questa era stata dichiarata figlia
+di san Marco. Ma se costei passava a seconde
+nozze, tutti gli sforzi fatti per istabilire
+i diritti di Catarina ad altro non
+avrebbero giovato, che ad assicurare quelli
+di un altro marito e de' suoi figli.
+</p>
+
+<p>
+Giorgio Cornaro, fratello della regina,
+venne dunque spedito in Cipro a bordo
+della flotta del Priuli. Il consiglio dei
+dieci, i di cui formidabili ordini vincevano
+ogni considerazione di parentela o
+di personale ambizione, l'aveva incaricato,
+sotto la sua responsabilità, di ricondurre
+sua sorella a Venezia. La flotta
+era giunta presso l'isola di Rodi, ed il
+Cornaro si recò presso la regina il 24
+gennajo del 1489<a class="tag" id="tag399" href="#note399">[399]</a>. Le comunicò gli
+ordini che aveva avuti, le fece sentire la sua
+dipendenza e la necessità di quest'ultimo
+sagrificio, conseguenza di tutti gli altri;
+cercò di calmare, come meglio poteva, il
+suo dolore ed il suo rammarico; le fece
+sentire che sarebbe inutile di giustificare
+la sua condotta in faccia al consiglio dei
+dieci, com'ella voleva fare, da che tutti
+conoscevano la di lei innocenza; ed all'ultimo
+da lei ottenne la promessa di
+<span class="pagenum"><a id="Page_366"></a>[366]</span>
+perfetta sommissione ai voleri della repubblica.
+Ne spedì subito la notizia al
+capitano generale, che si era trattenuto
+ad Almizza, e che dietro quest'avviso
+venne a dar fondo nella rada di Famagosta
+il 2 di febbrajo del 1489<a class="tag" id="tag400" href="#note400">[400]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno 15 dello stesso mese la regina
+si congedò dagli abitanti di Nicosia,
+i quali piansero dirottamente, perchè
+con lei perdevano perfino l'ombra della
+loro indipendenza. Essi vedevansi privati
+della sola loro protettrice, nello stesso
+tempo che perdevano i vantaggi pecuniarj,
+che una corte procurava alla loro
+città, spargendovi qualche danaro. Catarina,
+accompagnata da suo fratello, da
+un consigliere e dal provveditore dell'isola,
+scortata da tutta la nobiltà cipriota
+e da un corpo di cavalleria, si avviò alla
+volta di Famagosta. Colà fu ricevuta
+sulle galere di Venezia con rispetto e
+con reale pompa; ella approfittò di questa
+pubblica cerimonia per raccomandare
+i suoi sudditi alla signoria di Venezia
+per bocca del conte di Zaffo, suo
+cugino, e per riclamare a favore dei
+Ciprioti la conservazione delle loro leggi
+e de' loro privilegj. Il 26 di febbrajo l'insegna
+<span class="pagenum"><a id="Page_367"></a>[367]</span>
+di san Marco fu posta sul palazzo
+di Famagosta, e su tutte le fortezze.
+Pure la regina non partì colla flotta che
+il quattordici di maggio. Arrivò a Venezia
+il sei di giugno, ed il venti dello
+stesso mese le fu ceduto in sovranità la
+terra d'Asolo con un'entrata di otto mila
+ducati. La piccola corte della regina di
+Cipro in Asolo deve qualche celebrità
+letteraria ai Dialoghi del Bembo. L'elegante
+finzione degli Asolani rappresentava
+verosimilmente le costumanze di
+quella corte; è presumibile che Catarina
+dimenticasse le noje, le cure e le
+umiliazioni della sua reale servitù, in
+mezzo a' ragionamenti di amore e di galanteria,
+nelle dispute in allora di moda
+intorno alla metafisica della passione amorosa<a class="tag" id="tag401" href="#note401">[401]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso anno richiamò a sè gli
+sguardi dell'Italia un altro avvenimento
+<span class="pagenum"><a id="Page_368"></a>[368]</span>
+relativo alla politica del Levante ed alle
+imprese dei Turchi<a class="tag" id="tag402" href="#note402">[402]</a>. Gem, o Zizim,
+figlio di Maometto II, fratello e rivale
+del sultano Bajazette II, fece il suo ingresso
+in Roma, mettendosi sotto la protezione
+del papa. Aveva posto in campo
+per succedere a suo padre una pretesa
+spesso allegata dai principi greci di Bisanzio.
+Egli era <i>porfirogeneta</i>, val a dire,
+nato mentre suo padre era sul trono, e
+per questo rispetto superiore a suo fratello
+maggiore, Bajazette, che diceva
+nato da un semplice privato. Questa vana
+distinzione bastava per uno stato dispotico,
+dove non si riconoscevano che i diritti
+fondati nella forza. Ma questa mancò
+a Zizim, il quale, vinto in Asia nel 1482
+in una sanguinosa battaglia, fu costretto
+ad imbarcarsi in Cilicia, ed a rifugiarsi in
+Rodi, per implorare colà la protezione
+de' cavalieri di san Giovanni<a class="tag" id="tag403" href="#note403">[403]</a>. Questi
+<span class="pagenum"><a id="Page_369"></a>[369]</span>
+non osarono di tenere in sui confini dell'Asia
+un ospite, che poteva chiamare
+sopra di loro tutte le forze del gran signore;
+perciò lo mandarono in Francia,
+facendolo attentamente custodire nell'Alvergna
+in una commenda del loro ordine.
+Bajazette offrì immense somme, reliquie
+senza numero, ed amplissimi privilegj
+per averlo nelle sue mani; ma i principi
+cristiani non furono così privi d'onore
+di acconsentire a tanta indegnità: ad
+ogni modo riesce difficile l'intendere,
+per quali giusti motivi non fu mai permesso
+a Zizim di recarsi alla corte di
+Cait-Bai, soldano d'Egitto<a class="tag" id="tag404" href="#note404">[404]</a>, il quale,
+avendo un'accanita guerra con Bajazette,
+lo chiedeva per procacciare favore alle
+sue armi; e per quale motivo lo negassero
+egualmente a Mattia Corvino, re d'Ungheria,
+che col di lui mezzo sperava di
+fare una diversione negli stati del suo
+nemico. Sisto IV scrisse al gran maestro
+di Rodi ed a Lodovico XI, esortandoli
+a ritenere questo principe in Francia ed
+<span class="pagenum"><a id="Page_370"></a>[370]</span>
+a non lasciarlo partire per le armate cui
+veniva chiamato<a class="tag" id="tag405" href="#note405">[405]</a>. Innocenzo VIII ricusò
+ancor esso di affidare questo principe
+a Ferdinando, re di Arragona e di
+Sicilia, all'altro Ferdinando, re di Napoli,
+a Mattia Corvino, al soldano ed
+al principe di Caramania; ma in pari
+tempo aveva chiesto che fosse a lui consegnato,
+per essere certo che Zizim non
+entrerebbe ne' paesi turchi senza essere
+spalleggiato da una lega di tutta la Cristianità<a class="tag" id="tag406" href="#note406">[406]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Bajazette dal canto suo aveva spediti
+altri ambasciatori a Carlo VIII, per ottenere
+dal re la promessa di ritenere Zizim
+in Francia. A tal patto Bajazette offriva
+un'assai ragguardevole pensione, e
+guarentiva alla Francia il possedimento
+di Terra santa, tosto che fosse tolta al soldano
+d'Egitto dalle armi riunite de' Francesi
+e de' Turchi. Ma Carlo VIII, d'accordo
+col gran maestro Francesco d'Aubusson,
+aveva di già acconsentito alle inchieste
+del papa, e Zizim era di già in
+cammino alla volta di Roma<a class="tag" id="tag407" href="#note407">[407]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_371"></a>[371]</span>
+</p>
+
+<p>
+Vi fece il suo ingresso il 13 di marzo
+del 1489; era a cavallo col turbante in
+capo, tra Francesco Cibo, figlio del papa,
+ed il priore d'Alvergna, nipote del gran
+maestro d'Aubusson, ed ambasciatore di
+Francia. Trovavasi in allora in Roma
+un ambasciatore del soldano d'Egitto, per
+ridurre i principi cristiani ad unirsi col
+suo signore contro Bajazette. Questi andò
+ad incontrare Zizim; quando lo vide,
+smontò da cavallo, e si prostrò a terra;
+tre volte baciò il suolo, innoltrandosi verso
+di lui, poi baciò i piedi del suo cavallo
+e lo seguì fino al suo palazzo<a class="tag" id="tag408" href="#note408">[408]</a>.
+</p>
+
+<p>
+All'indomani il papa tenne concistoro
+per ricevere Zizim in pubblica udienza.
+Invano era stato questo principe istrutto
+degli atti rispettosi che i monarchi cristiani
+rendono al sommo loro pontefice,
+che non volle innanzi a lui abbassare
+l'orgoglio del sangue ottomano. Tenendo
+in capo il suo turbante, che gli Asiatici
+non sogliono mai deporre, e che risguardano
+come un simbolo della loro religione,
+attraversò la sala senza chinarsi,
+salì sul trono, ove stava Innocenzo, e lo
+abbracciò, toccando colle sue labbra la
+spalla destra del papa in segno di amicizia,
+<span class="pagenum"><a id="Page_372"></a>[372]</span>
+piuttosto che di rispetto, lo che fece
+in appresso con tutti i cardinali. Il suo
+interprete disse al papa, che si rallegrava
+di trovarsi con lui, ma che avrebbe piacere
+di conferire seco più segretamente
+intorno ai comuni loro interessi. Il papa
+rispose confortandolo a darsi coraggio,
+poichè soltanto per il bene di Sua Nobiltà
+(titolo che la corte di Roma giudicò
+conveniente di dargli) era stato
+condotto in quella capitale<a class="tag" id="tag409" href="#note409">[409]</a>. Ma il
+maggior bene che Zizim doveva trovare
+in Roma, altro non era che una onorevole
+prigionia. Bajazette II pagava ogni
+anno prima al re di Francia, poi ad Innocenzo
+VIII, quaranta mila ducati per
+la pensione di suo fratello. Il godimento
+di quest'entrata non era stato l'ultimo de'
+motivi che aveano persuaso Innocenzo a
+domandare Zizim, comperando in certo
+qual modo l'assenso del gran maestro
+d'Aubusson col mandargli il cappello
+cardinalizio<a class="tag" id="tag410" href="#note410">[410]</a>. Pure Bajazette, non credendosi
+perciò sicuro della sorte di suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_373"></a>[373]</span>
+fratello, sebbene prigioniere, cercò i
+mezzi di farlo perire. Un gentiluomo
+della Marca d'Ancona, detto Cristoforo
+Macrino del Castagno, promise a Bajazette
+di avvelenare una fonte, dalla quale
+attignevasi l'acqua per le mense d'Innocenzo
+e di Zizim; il veleno non doveva
+manifestare i suoi effetti che dopo
+cinque giorni; ma il reo fu scoperto
+prima che dar potesse esecuzione al suo
+delitto, in maggio del 1490, e fu condannato
+ad orribile supplicio. Altri attentati
+simili furono egualmente prevenuti,
+e se non altro la vita di Zizim fu
+posta in salvo<a class="tag" id="tag411" href="#note411">[411]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Non era difficile il trovare in Roma
+uomini apparecchiati a commettere così
+esecrande azioni; nè quella città aveva
+mai avuti tanti scellerati, nè era stata
+giammai travagliata da tanti delitti. Gli
+assassini camminavano a viso scoperto
+senza avere dato soddisfacimento nè alla
+famiglia di cui avevano versato il sangue,
+nè alla giustizia. Il papa, o i suoi
+ministri, loro vendevano bolle d'assoluzioni,
+colle quali le loro offese, e quelle
+di un determinato numero de' loro complici
+<span class="pagenum"><a id="Page_374"></a>[374]</span>
+erano annullate; e quando rimproveravasi
+al vicecameriere questa venalità
+della giustizia, rispondeva parodiando le
+parole del Vangelo: <i>Il Signore non vuole
+la morte del peccatore, ma piuttosto che
+paghi e viva</i><a class="tag" id="tag412" href="#note412">[412]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il cattivo esempio dato dal clero era
+così scandaloso, che Innocenzo VIII si
+vide costretto a rinnovare, il 9 aprile
+del 1488, una costituzione di Pio II, colla
+quale si vietava ai preti di tenere macello,
+alberghi, case di giuoco e di postribolo,
+o di fare per danaro il mezzano
+e l'agente delle cortigiane. Se dopo
+tre ammonizioni non abbandonavano una
+così vergognosa vita, il papa li privava del
+diritto dell'esenzione del foro secolare, e
+vietava loro d'invocare il beneficio del
+clero nelle cause criminali nelle quali
+potrebbero trovarsi compromessi<a class="tag" id="tag413" href="#note413">[413]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_375"></a>[375]</span>
+</p>
+
+<p>
+Innocenzo VIII non aveva provveduta
+di principati la sua numerosa famiglia; ma
+avea diviso tra i suoi figliuoli le immense
+ricchezze della Chiesa, accordandone la
+maggior parte a Franceschetto Cibo, suo
+figliuol primogenito. Era questo Franceschetto,
+che, per ammassare più danaro, aveva
+renduta la giustizia così indegnamente
+venale. Aveva nel 1490 convenuto coi
+giudici del papa, che la corte apostolica
+non riceverebbe che il pagamento delle
+condanne al di sotto di cento cinquanta
+ducati, e che sarebbero a suo profitto
+tutte le maggiori di questa somma<a class="tag" id="tag414" href="#note414">[414]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per rendere ancora più ignominiosa
+la venalità della giustizia della corte di
+Roma, Domenico di Viterbo, scrivano
+apostolico, d'accordo con Francesco Maldente,
+fabbricarono false bolle, colle quali
+Innocenzo permetteva per danaro i più
+vergognosi disordini. Per altro la frode
+venne scoperta; furono imprigionati i
+falsarj e confiscati i loro beni, che produssero
+alla camera apostolica dodici mila
+ducati. I parenti de' colpevoli speravano
+tuttavia di sottrarli alla pena capitale.
+Maestro Gentile di Viterbo, medico,
+padre dello scrivano apostolico, offrì col
+<span class="pagenum"><a id="Page_376"></a>[376]</span>
+mezzo di Franceschetto Cibo cinque mila
+ducati per salvare la testa di suo figlio:
+aveva offerto tutto ciò che possedeva.
+Ma il papa rispose, che, trovandosi compromesso
+il suo onore, non poteva fargli
+grazia a meno di sei mila ducati; e perchè
+non si potè trovare questa somma, i
+due falsarj furono giustiziati<a class="tag" id="tag415" href="#note415">[415]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Quando gli scrittori contemporanei fanno
+un così odioso quadro della corruzione
+del clero, quando i medesimi papi prendono
+parte a tanti delitti, quando lo sregolamento
+de' loro costumi, o i figli naturali
+che essi arricchiscono coi tesori della Chiesa,
+più non sono oggetti di scandalo, accanto
+a delitti ancora più gravi, si sarebbe
+tentati di supporre che la religione
+avesse perduto ogni potere, e che i preti,
+che tuttavia l'invocavano, o i sovrani
+ed i popoli, che la mantenevano colle
+loro leggi, altro non fossero che sfrontati
+ipocriti, che facevano traffico del Cristianesimo
+pei loro privati interessi. Ma qualora
+si prendano ad esaminare più da
+vicino le passioni che agitavano l'Italia,
+o i pregiudizj che la signoreggiavano,
+si comprende bentosto che la religione
+<span class="pagenum"><a id="Page_377"></a>[377]</span>
+nulla aveva perduto del suo impero,
+sebbene fosse stata interamente staccata
+dalla morale. La credenza che il papa
+ed i suoi prelati potevano soli disporre
+delle chiavi dell'inferno e del paradiso
+non si era indebolita; tuttavia universale
+era l'orrore che si aveva per ogni opinione
+d'indipendenza in materia di fede,
+perchè dannata come eretica; la giustizia
+di Dio, pervertita tra le mani degli
+uomini, più non era che la guarenzia della
+fede, non quella della probità e dell'onore.
+</p>
+
+<p>
+Fu in questo depravato secolo, fu sotto
+il pontificato di Sisto IV, l'istigatore di
+tanti delitti, che l'inquisizione venne introdotta
+nella Spagna, e che questo sanguinario
+tribunale ricevette una legislazione
+assai più formidabile ed atroce, che non
+quella ond'era diretto tre secoli prima nella
+sua prima istituzione contro gli Albigesi.
+Dal 1478 al 1482 i tribunali stabiliti in
+Castiglia per esaminare la fede dei nuovi
+convertiti fecero bruciare due mila persone;
+altri prevenuti in assai più copioso
+numero perirono nelle prigioni; altri, e
+questi furono trattati con maggiore indulgenza,
+vennero segnati con una croce
+color di fuoco sul petto e sulle spalle,
+dichiarati infami, e spogliati d'ogni loro
+avere. I nuovi tribunali non perdonarono
+<span class="pagenum"><a id="Page_378"></a>[378]</span>
+neppure ai morti; si estrassero le loro
+ossa dai sepolcri per essere bruciate, si
+confiscarono i loro beni ed i loro figli
+furono notati d'infamia. Coloro che avevano
+nelle loro famiglie il sangue di qualche
+Moro o di qualche Giudeo, fuggivano
+da quella terra di proscrizione, sicchè
+nella sola Andalusia rimasero deserte cinque
+mila case<a class="tag" id="tag416" href="#note416">[416]</a>. Cento settanta mila famiglie
+giudee, che formavano ottocento mila
+individui, furono scacciati dal territorio
+della Spagna; e non pertanto la maggior
+parte dissimulò la propria religione per
+conservare la patria, mentre altri moltissimi
+vennero dichiarati schiavi, e venduti
+al pubblico incanto<a class="tag" id="tag417" href="#note417">[417]</a>.
+</p>
+
+<p>
+«Questa severità nel punire gli apostati
+neofiti della razza giudea, dice
+l'annalista della Chiesa, Raynaldo, ottenne
+presso alla gente dabbene la più
+alta gloria ad Isabella, regina di Castiglia;
+altri però la calunniarono. Si
+diede voce che, non per vendicare le
+<span class="pagenum"><a id="Page_379"></a>[379]</span>
+ingiurie dell'offesa divinità, ma per
+adunare dell'oro, e per accumulare
+ricchezze, procedevasi ne' giudizj
+con tanta severità. La stessa regina,
+avendo dato a conoscere di temere che
+quest'accusa non giugnesse alle orecchie
+del papa, Sisto IV scacciò dal
+suo cuore così ingiusto sospetto, ed
+applaudì alla di lei pietà colla sua lettera
+del 25 febbrajo 1483<a class="tag" id="tag418" href="#note418">[418]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Gli scrittori italiani del quindicesimo
+secolo, non meno che quelli del diciasettesimo,
+mai non parlavano di tali persecuzioni
+senza approvarne altamente la
+massima. I più moderati, i più umani
+contentavansi soltanto di biasimare le
+circostanze dell'esecuzione. Così Bartolommeo
+Senarega, storico di Genova,
+che vide trattenersi in quella città molte
+migliaja di giudei, e che fu commosso
+dai loro patimenti, ci offre nella sua narrazione
+un'adequata misura delle opinioni
+degli uomini i più filosofi e più
+tolleranti del secolo. «La legge del loro
+esilio, egli scrive, parve a prima vista
+lodevole, perchè tendente a conservare
+l'onore della nostra religione; ma in
+<span class="pagenum"><a id="Page_380"></a>[380]</span>
+sè forse conteneva tanto quanto di crudeltà,
+qualora per lo meno vogliamo
+considerare i Giudei come uomini creati
+dalla divinità, non quali feroci belve.
+Non potevansi senza compassione osservare
+le loro miserie: molti di loro perivano
+di fame, in particolare i fanciulli
+ed i bambini lattanti; le madri, che
+potevano appena reggersi in piedi,
+portavano nelle loro braccia i bambini
+affamati e perivano assieme; molti soggiacevano
+al freddo, altri alla sete,
+l'agitazione del mare e la navigazione,
+cui non erano accostumati, aggravavano
+tutte le loro infermità. Io non
+dirò con quanta crudeltà ed avarizia
+fossero trattati dai loro condottieri. Molti
+vennero annegati dalla cupidigia dei
+marinai, molti costretti a vendere i loro
+figli, perchè non avevano onde pagare
+il noleggio; arrivarono a Genova in
+grosso numero, ma non fu loro permesso
+di trattenersi lungamente, perchè
+in forza di antiche leggi i Giudei viaggiatori
+non potevano rimanervi più di
+tre giorni. Pure si diede loro licenza
+di riparare le navi e di rifarsi per alcuni
+giorni dai patimenti della navigazione.
+Voi gli avreste creduti spettri;
+tanto eran magri, pallidi, cogli occhi
+<span class="pagenum"><a id="Page_381"></a>[381]</span>
+sprofondati, e non distinguibili dagli
+estinti che pel movimento, sebbene si
+reggessero in piedi a stento. Molti di
+loro spirarono presso al molo, perchè
+questo quartiere, circondato dal mare,
+era il solo in cui fosse ai Giudei permesso
+di riposarsi. Non si avvertì a
+bella prima che tanti infermi e moribondi
+dovevano risvegliare il contagio;
+ma in primavera si manifestarono più
+ulceri, che non s'erano mostrate nell'inverno;
+e questa malattia, lungamente
+nascosta in città, fece nel susseguente
+anno scoppiare la peste<a class="tag" id="tag419" href="#note419">[419]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+I preti non avevano risvegliato questo
+zelo persecutore soltanto nella Spagna;
+anche il clero d'Italia si sforzava di emulare
+nelle sanguinarie sue vendette con
+quello al di là de' Pirenei. Ogni anno facevasi
+circolare qualche nuova storia di
+un fanciullo cristiano rubato dai Giudei,
+e fatto lentamente perire sotto il coltello
+nel giorno di Pasqua, bevendo un dopo
+l'altro il suo sangue; e con queste terribili
+novelle si andava ispirando ai popoli
+lo stesso furore contro di loro<a class="tag" id="tag420" href="#note420">[420]</a>.
+<span class="pagenum"><a id="Page_382"></a>[382]</span>
+A Firenze fra Bernardino d'Asti, francescano,
+predicò contro i Giudei una
+non piccola parte della quaresima del 1487.
+Raccomandò che si avesse cura di mandare
+tutti i fanciulli della città alla predica
+che intendeva di fare il 12 di marzo:
+e quando n'ebbe raccolti da due in tre
+mila, disse loro che gli aveva prescelti
+per essere i suoi soldati; ordinò loro di
+andare ad orare ogni mattina al santo
+Sagramento nella cappella della Chiesa,
+affinchè ispirasse agli adulti la santa risoluzione
+di scacciare i Giudei; dovevano
+perciò recitare un<i> pater noster</i> e tre <i>ave
+Maria</i> stando inginocchiati. Il susseguente
+mattino tutti questi fanciulli si affollarono
+infatti nella chiesa, e ne uscirono per
+mettere a ruba il quartiere de' Giudei.
+La signoria potè difficilmente trattenerli;
+volle ammonire il predicatore, il quale
+rispose che gli ordini di Dio erano superiori
+a quelli de' magistrati, e che
+niente potrebbe rimuoverlo dal dire sul
+pergamo tutto ciò che credeva conveniente
+alla salvezza del popolo. Convenne
+all'ultimo farlo uscire dalla città con grave
+<span class="pagenum"><a id="Page_383"></a>[383]</span>
+scandalo dello scrittore, che lasciò memoria
+di quest'avvenimento<a class="tag" id="tag421" href="#note421">[421]</a>. Fra Bernardino
+andò a terminare la quaresima
+a Siena, ove cercò di ammutinare nella
+stessa maniera il popolo contro i Giudei<a class="tag" id="tag422" href="#note422">[422]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In aprile del 1492 un Francescano,
+spagnuolo, tentò di eccitare in Napoli la
+stessa persecuzione contro i Giudei. Dopo
+avere invano esaurite tutte le fonti della
+sua eloquenza ed innanzi alla corte ed
+innanzi al popolo, tentò altresì di far parlare
+i morti; fece comparire l'ombra di
+san Cataldo, patrono della città di Taranto,
+che aveva vissuto nel quinto secolo;
+fece dissotterrare una cassetta, entro
+la quale aveva chiuse certe sue profezie
+scritte sopra lamine di piombo, nelle
+quali erano prenunciate la ruina del regno
+di Napoli e la vicina morte del re,
+se non si affrettava a cacciare i Giudei
+dal suo regno; e perchè Ferdinando non
+gli prestava intera fede, diffuse nella corte
+di Roma e per tutta l'Italia queste profezie,
+che furono bentosto spiegate colla
+<span class="pagenum"><a id="Page_384"></a>[384]</span>
+espulsione della casa d'Arragona dal trono
+di Napoli<a class="tag" id="tag423" href="#note423">[423]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso tempo i tribunali ecclesiastici
+eccheggiavano di accuse di sortilegi;
+e lo spettacolo degli sventurati, che
+perivano tra le fiamme come maghi o
+come eretici, si faceva ogni dì più frequente<a class="tag" id="tag424" href="#note424">[424]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_385"></a>[385]</span>
+</p>
+
+<p>
+I domenicani non volevano acconsentire
+che la civile autorità riconoscesse le
+loro sentenze, sebbene all'autorità secolare
+spettasse l'esecuzione delle medesime.
+Innocenzo VIII scriveva, il 30 di settembre
+del 1486, al vescovo di Brescia:
+«Nostro diletto figlio, frate Antonio da
+<span class="pagenum"><a id="Page_386"></a>[386]</span>
+Brescia, inquisitore dell'eretica pravità
+in Lombardia, avendo condannati alcuni
+eretici dei due sessi, come impenitenti,
+ed avendo richiesti gli ufficiali
+di giustizia di Brescia di eseguire la
+sua sentenza, abbiamo udito con estrema
+sorpresa che gli ufficiali avevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_387"></a>[387]</span>
+ricusato di fare giustizia, e di eseguire
+i giudizj della santa inquisizione, se
+loro non facevasi conoscere il processo.
+In conseguenza vi commettiamo ed
+ordiniamo colle presenti, di ordinare
+ed ingiungere agli ufficiali secolari della
+città di Brescia, di dare esecuzione ai
+processi che voi avrete giudicati, senza
+appello e senza che siano altrimenti
+riveduti, nel termine di sei giorni dopo
+esserne stati legittimamente richiesti,
+sotto pena di scomunica, e di tutte le
+censure ecclesiastiche, che incorreranno
+per la sola disubbidienza, senza nuova
+promulgazione<a class="tag" id="tag425" href="#note425">[425]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Così non fu nè la barbarie de' secoli
+di mezzo, nè un ardente ed entusiasta
+zelo, in un tempo in cui la religione
+riscaldava tutti gli animi, che
+accesero i roghi dell'inquisizione. Non
+fu nè meno la necessità di difendere la
+Chiesa contro i progressi de' novatori,
+come fu da taluno supposto. Le più furiose
+persecuzioni e le più implacabili,
+che macchiano la storia del clero, sono
+anteriori di quarant'anni alle prime prediche
+<span class="pagenum"><a id="Page_388"></a>[388]</span>
+della riforma; esse sono contemporanee
+del più grande incremento delle
+lettere, della filosofia, della coltura dell'umana
+ragione, prima di quest'epoca
+memorabile; esse cominciano pure dall'istante
+in cui la corte di Roma era
+giunta all'estremo grado di corruzione,
+e sono la nuova e spaventosa conseguenza
+dei compensi, che questa stessa corruzione
+aveva fatto adottare ai credenti.
+Agli occhi di Sisto IV, d'Innocenzo VIII,
+di Alessandro VI, si cancellava la macchia
+del delitto pel rigore con cui si
+conservava la purità della fede. Bastava
+una persecuzione per lavare la vergogna
+di mille spergiuri, di mille impurità, di
+mille delitti. Coloro che in gioventù, o
+in matura età avevano ceduto alla forza
+del temperamento, o ai furori dell'ambizione
+e della vendetta, potevano di
+tutto ottenere il perdono, se negli estremi
+istanti della loro vita accendevano il rogo
+per i Giudei, per i Mori, per gli eretici.
+Questa spaventosa morale, dominante in
+Ispagna, predicata in Italia, sostenuta
+in tutta la cristianità dalle bolle dei papi,
+stendevasi rapidamente verso i paesi meno
+illuminati. Difficil cosa è il prevedere
+quale sarebbe stato il termine di questa
+spaventosa progressione, se la rivoluzione
+<span class="pagenum"><a id="Page_389"></a>[389]</span>
+di una parte della Germania contro la
+tirannia di Roma non avesse, dopo una
+lunga lotta, costretti i papi a rinunciare
+a questa sanguinaria intolleranza, ch'era
+per loro diventata lo scopo unico della
+religione<a class="tag" id="tag426" href="#note426">[426]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Il collegio de' cardinali, così zelante
+di mantenere la purità della fede, non
+ebbe appena notato lo spergiuro del capo
+della Chiesa, che, nel mese di marzo
+del 1489, Innocenzo VIII, in disprezzo
+de' suoi giuramenti, aggiunse sei nuovi
+cardinali al concistoro, sebbene questo
+collegio non si fosse ridotto al di sotto
+di ventiquattro membri; per lo contrario
+l'annalista ecclesiastico approva tale
+condotta, perchè le condizioni imposte
+dai cardinali, mentre la Chiesa era priva
+del suo pastore, sono dichiarate nulle da
+una costituzione d'Innocenzo VI. Ma lo
+stesso annalista Raynaldi, sempre così
+affezionato alla santa sede, disapprova
+che «con un vergognoso esempio di
+disprezzo per la disciplina ecclesiastica,
+<span class="pagenum"><a id="Page_390"></a>[390]</span>
+Innocenzo VIII avesse nominato cardinale
+il figlio adulterino di suo fratello,
+ed il cognato ancora fanciullo
+del suo proprio bastardo<a class="tag" id="tag427" href="#note427">[427]</a>.» La seconda
+di queste elezioni, che muove l'indignazione
+di così ortodosso scrittore della
+Chiesa, è quella di Giovanni, figliuolo
+di Lorenzo de' Medici, che fu poi Leon X.
+In fatti non aveva che tredici anni, e
+lo scandalo di dare alla Chiesa un principe
+così giovane era uno di quelli,
+contro i quali il giuramento d'Innocenzo
+VIII avrebbe dovuto metterlo in
+guardia. Per altro provò qualche vergogna
+di un'elezione disapprovata da molti
+membri del sacro collegio, ed impose
+per condizione al giovanetto Medici di
+non prendere l'abito della sua fresca
+dignità, e di non venire a Roma per
+sedere in concistoro prima che passassero
+altri tre anni, ed avesse compiuto
+il sedicesimo anno<a class="tag" id="tag428" href="#note428">[428]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_391"></a>[391]</span>
+</p>
+
+<p>
+La stretta alleanza tra Lorenzo dei
+Medici ed Innocenzo VIII, conseguenza
+della debolezza del papa, veniva in tal
+modo ad innalzare sopra nuovi fondamenti
+la grandezza della casa de' Medici.
+Frattanto Lorenzo andava ogni dì più
+aggravando il giogo de' suoi concittadini:
+in principio del 1489 osò castigare con
+una ributtante insolenza il gonfaloniere
+Neri Cambi, che usciva allora di carica,
+per avere sostenuti i diritti della sua magistratura,
+ed ammoniti, senza avere
+prima consultato Lorenzo, alcuni gonfalonieri
+delle compagnie, che non si
+erano prestati a fare il loro dovere. Si
+trovò che tale condotta era troppo orgogliosa
+in faccia a Lorenzo, <i>principe del
+governo</i>, e questo nome di principe, fin
+allora sconosciuto ad una libera città,
+cominciò a pronunciarsi in Firenze<a class="tag" id="tag429" href="#note429">[429]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_392"></a>[392]</span>
+</p>
+
+<p>
+La conseguenza di questo cambiamento
+fu di privare la storia di Firenze di
+ogni movimento e di ogni interesse.
+Tutta la politica della repubblica si concentrò
+nel gabinetto di Lorenzo de' Medici,
+e si trovò per conseguenza sepolta
+nel silenzio e nel segreto. I suoi encomiatori
+scrissero, ch'egli aveva mantenuto
+l'equilibrio d'Italia, che aveva dissuaso
+Innocenzo VIII dal muovere guerra
+a Ferdinando, dopo averlo scomunicato
+nel 1489, e dichiarato decaduto dal
+trono<a class="tag" id="tag430" href="#note430">[430]</a>, che aveva impedito al duca
+di Calabria di prendere colle armi la
+difesa di Giovanni Galeazzo Sforza, suo
+genero, contro Lodovico il Moro, per
+ultimo che costantemente era stato il garante
+ed il mediatore della pace d'Italia.
+Quest'azione continua di Lorenzo dei
+Medici è possibile, non improbabile;
+ma non trovasene indizio negli storici
+fiorentini. Questa repubblica, centro in
+altri tempi di tutte le negoziazioni d'Italia,
+pareva che si andasse rendendo straniera
+a tutti i grandi interessi di questa
+contrada. I suoi annali sono vuoti. Scipione
+Ammirato passa rapidamente sui
+<span class="pagenum"><a id="Page_393"></a>[393]</span>
+nomi di molti gonfalonieri senza contrassegnare
+la loro amministrazione con
+veruno avvenimento<a class="tag" id="tag431" href="#note431">[431]</a>. Anche gli altri
+storici passano quest'epoca sotto silenzio,
+più non si sentendo tirati a scrivere la
+storia, quando gl'interessi della patria più
+non erano quelli di ogni cittadino.
+</p>
+
+<p>
+In questo universale silenzio richiama la
+nostra attenzione un avvenimento quasi domestico.
+Lorenzo de' Medici, sempre impegnato
+nel commercio ch'egli non esercitava
+personalmente, nè conosceva, lasciava
+i suoi affari nelle mani di commessi
+e di agenti stabiliti in varie piazze
+dell'Europa. Questi, risguardandosi quali
+ministri di un principe, si trattavano con
+ridicolo lusso, ed aggiungevano la negligenza
+alla prodigalità. Le immense
+sostanze che Cosimo aveva lasciate ai
+suoi nipoti furono dissipate da un lusso
+insensato; ma lungo tempo le obbligazioni
+de' ricevitori della repubblica cuoprirono
+il vuoto delle operazioni della
+banca. Tutte le entrate dello stato erano
+così distrutte, passavano in totalità
+nelle mani dei commessi della casa dei
+Medici, e venivano dissipate, come
+gli altri beni di questa casa, prima
+<span class="pagenum"><a id="Page_394"></a>[394]</span>
+di essere riscosse. Giunse l'istante in cui
+tali ruinose operazioni non si poterono
+continuare, e giunse in mezzo alla pace,
+che avrebbe dovuto metter fine alle ristrettezze
+delle finanze della repubblica.
+Il 13 agosto del 1490, la signoria ed i
+consigli furono costretti a nominare una
+commissione di diciassette membri, onde
+ristabilire l'equilibrio tra le monete, le
+gabelle e tutte le finanze dello stato. Tale
+era la corruzione in cui caduta era questa
+nobile città, che questa commissione non
+si vergognò di disonorare la patria con
+un fallimento, per risparmiarlo alla casa
+Medici. Il debito pubblico, il di cui
+merito era fissato al tre per cento, si
+ridusse a non rendere che l'uno e mezzo,
+e, la diffidenza accrescendo ancora questa
+riduzione, i <i>luoghi di monte</i>, ossia le
+azioni di cento scudi, che prima di questo
+editto si vendevano a ventisette scudi,
+caddero ad undici e mezzo. Le pie istituzioni
+fatte dalla repubblica o da moltissime
+famiglie per pagare doti alle figlie
+che si maritavano, furono soppresse;
+e soltanto ne fu promesso il frutto dopo
+vent'anni, in ragione del sette per cento<a class="tag" id="tag432" href="#note432">[432]</a>.
+Poco dopo questi magistrati, che
+<span class="pagenum"><a id="Page_395"></a>[395]</span>
+si facevano chiamare i <i>Riformatori</i>, screditarono
+le monete in corso, dichiarando
+che più non si riceverebbero nelle pubbliche
+casse, che colla perdita del quinto
+del loro valore. Intanto la signoria continuava
+ella stessa a darle in pagamento
+al corso plateale, onde questo scredito
+fu una fraudolente invenzione di accrescere
+di un quinto le entrate dello stato,
+senza che emanasse un'apposita legge
+dai consigli che potevano avere il diritto
+di stabilire le imposte<a class="tag" id="tag433" href="#note433">[433]</a>. Essendosi per
+tal modo salvata a spese della patria la
+fortuna di Lorenzo de' Medici, egli sentì
+quanto fosse imprudente consiglio il lasciarla
+ancora esposta in un ruinoso commercio,
+ed impiegò i capitali, che gli erano
+rimasti, nell'acquisto di vasti poderi<a class="tag" id="tag434" href="#note434">[434]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli annali di Bologna, repubblica per
+tanti anni alleata di Firenze, e che aveva
+avuto in Italia quasi la stessa considerazione,
+erano egualmente senza interesse,
+dopo che un potente cittadino aveva
+abusato del credito acquistato con lunghi
+servigi dalla sua famiglia, impadronendosi
+<span class="pagenum"><a id="Page_396"></a>[396]</span>
+di tutto il potere. Giovanni Bentivoglio
+occupava in Bologna, fino dal
+1462, precisamente lo stesso grado, che
+Lorenzo de' Medici aveva a Firenze.
+Come Lorenzo, egli era circondato di artisti
+e di distinti letterati, che con un efimero
+splendore abbagliavano i Bolognesi intorno
+alla perdita della loro libertà. Come Lorenzo,
+aveva contratti parentadi con famiglie
+sovrane: Annibale, il primogenito
+de' suoi quattro figli, aveva sposata la figliuola
+di Ercole, duca di Ferrara<a class="tag" id="tag435" href="#note435">[435]</a>;
+Violanta, una delle sette sue figlie, sposò,
+nel 1480, Pandolfo Malatesta, signore di
+Rimini; ed abbiamo di già parlato dell'altra
+sua figlia Francesca, moglie del
+principe di Faenza, da lei assassinato.
+Come il Medici, anche il Bentivoglio dava
+ai popoli splendide feste, e loro presentava,
+in cambio dei perduti diritti, lo splendore
+e lo spettacolo di una corte: ornava, come
+egli, la sua residenza di sontuosi edificj,
+di palazzi e di chiese, unico argomento
+degli annali di Bologna<a class="tag" id="tag436" href="#note436">[436]</a>. Il Bentivoglio
+superava il Medici in virtù militari;
+poteva egli stesso comandare le sue armate;
+faceva fare ai suoi figli il mestiere
+<span class="pagenum"><a id="Page_397"></a>[397]</span>
+di condottiere, ed egli non era costretto
+di fidarsi totalmente a braccia mercenarie,
+per difendere il suo stato; ma il
+Bentivoglio per molti altri rispetti era
+inferiore al Medici. Egli non aveva quel
+gusto, quell'eleganza, che fecero dimenticare
+nel Medici l'oppressore della repubblica
+fiorentina, per non ravvisare
+in lui che il protettore delle lettere. Al
+Bentivoglio mancavano però quella facilità
+di carattere, quella dolcezza nel privato
+conversare co' suoi famigliari, che
+guadagnarono a Lorenzo tanti illustri
+amici, la di cui testimonianza non lascia
+di fare illusione anche al presente.
+</p>
+
+<p>
+Per altro la grandezza del Bentivoglio
+risvegliava tanta gelosia in Bologna, quanta
+il Medici in Firenze: la famiglia dei
+Malvezzi nella prima città, siccome quella
+de' Pazzi nell'altra, non sapeva ridursi
+a scendere al grado di suddita, dopo
+avere gustata l'eguaglianza. Giulio, figlio
+di Virgilio Malvezzi, e Giovan Filippo
+e Girolamo, figli di Battista Malvezzi,
+ordirono una congiura per uccidere Giovanni
+Bentivoglio. Furono scoperti, il 27
+di novembre del 1488, prima di averne
+tentata l'esecuzione: molti loro compagni
+fuggirono, come pure Girolamo e Filippo
+Malvezzi, ma Giovanni Malvezzi, Giacomo
+<span class="pagenum"><a id="Page_398"></a>[398]</span>
+Barzellini, ed altri diciotto loro
+complici furono appiccati; tutti i membri
+della numerosa famiglia Malvezzi vennero
+esiliati nella susseguente mattina,
+sebbene non avessero avuto parte nella
+congiura, ed i loro beni furono confiscati.
+Perfino due monache che trovavansi nel
+convento di sant'Agnese, furono trasportate
+a Modena, perchè portavano quell'odiato
+nome; e la congiura dei Malvezzi,
+cagionando la ruina di una casa,
+che in opinione ed in ricchezze aveva
+in Bologna il secondo posto, non servì
+che ad accrescere la potenza di coloro
+contro i quali era diretta<a class="tag" id="tag437" href="#note437">[437]</a>.
+</p>
+
+<p>
+La città di Perugia, che molto tempo
+aveva figurato tra le repubbliche della
+Toscana, non andava esente da turbolenze
+press'a poco simili, sebbene avesse
+perduta la sua indipendenza, la sua popolazione
+e l'antica sua ricchezza. Sempre
+divisa tra le due fazioni degli Oddi
+e de' Baglioni, la loro guerra civile aveva
+avuto fine nel 1489 coll'esilio dei primi,
+e di tutti i superstiti della famiglia di
+<span class="pagenum"><a id="Page_399"></a>[399]</span>
+Braccio da Montone<a class="tag" id="tag438" href="#note438">[438]</a>. Questi esiliati,
+coll'ajuto del duca d'Urbino, e col segreto
+assenso d'Innocenzo VIII, trovarono
+mezzo di tornare in Perugia il 6
+giugno del 1491, alle quattr'ore di notte.
+Molto si ripromettevano dalle intelligenze
+che credevano di trovare in città; ma
+per lo contrario, appena scoperti, vennero
+caldamente attaccati da tutti i cittadini.
+All'incirca cinquanta degli emigrati rientrati
+furono uccisi in questa zuffa, altri
+cento di già coperti di ferite furono fatti
+prigionieri, e subito appiccati. Il protonotaro
+Fabricio ed un altro prelato, chiamato
+Ridolfo, principali capi della fazione
+degli Oddi, furono uccisi; ed il
+papa, udendo la sconfitta della parte ch'egli
+aveva mostrato di spalleggiare, non si
+mostrò difficile ad accordare ai figli dei
+vincitori i beneficj de' preti morti in
+questa battaglia<a class="tag" id="tag439" href="#note439">[439]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Per ultimo la città di Genova non
+era in allora più libera delle altre repubbliche
+sue alleate. La rivoluzione dell'ottobre
+del 1488 l'aveva assoggettata
+al duca di Milano, ed Agostino Adorno
+<span class="pagenum"><a id="Page_400"></a>[400]</span>
+la governava a suo nome; ma perchè
+poco prima una fazione aveva implorata
+la protezione del re di Francia, offrendogli
+la signoria della loro patria, Lodovico
+il Moro, per conciliare queste pretese
+con quelle del potente suo vicino,
+aveva domandato di tenere Genova come
+un feudo mobile della corona di Francia,
+ed infatti ne aveva avuta l'investitura
+a tal patto nel 1490<a class="tag" id="tag440" href="#note440">[440]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Gli altri stati dell'Europa, distrutti
+in tale epoca da intestine guerre, esercitavano
+poca influenza sulla politica italiana;
+quindi il riposo che si godeva in
+sul declinare del quindicesimo secolo,
+quel riposo tanto vantaggioso alle lettere
+ed alle arti, e che fu celebrato da tutti
+gl'Italiani in confronto alle lunghe e sanguinose
+guerre che dovevano cominciare
+tra poco, non era altrimenti il frutto
+della politica di un uomo, ma il risultamento
+di un'unione di circostanze che
+non potevano lungamente durare. La Francia,
+di dove il turbine doveva bentosto
+piombare sull'Italia, non era per anco apparecchiata
+a sostenere la premeditata
+<span class="pagenum"><a id="Page_401"></a>[401]</span>
+guerra. Nella sua giovinezza Carlo VIII
+aveva di già concepito il progetto di conquistare
+il regno di Napoli, progetto che
+eseguì in breve con un successo affatto
+sproporzionato alle sue forze ed a' suoi
+talenti<a class="tag" id="tag441" href="#note441">[441]</a>. Ma la rivalità fra la signora
+di Beaujeu, sua sorella, governatrice del
+regno, ed il duca d'Orleans, la guerra
+contro il duca di Bretagna, e l'altra
+contro Massimiliano, figliuolo di Federico
+III, che per parte di sua moglie
+aveva ereditata la casa di Borgogna,
+tenevano in allora la Francia occupata
+in troppo pressanti interessi, perchè si
+potesse prevedere, che tutt'ad un tratto
+porrebbe da banda ogni altro pensiero
+per iscendere con tutte le sue forze in
+Italia.
+</p>
+
+<p>
+Massimiliano, che dal canto suo vi doveva
+portare la guerra ora come rivale,
+ed ora come alleato del monarca francese,
+trovavasi in allora implicato in contese
+ne' Paesi Bassi. In luglio del 1477
+egli aveva sposata Maria, erede della
+Borgogna, l'aveva perduta il 28 marzo
+del 1482, e dopo tale epoca i suoi sudditi
+avevano cominciato a contrastargli
+<span class="pagenum"><a id="Page_402"></a>[402]</span>
+la reggenza de' suoi stati, ed il diritto di
+allevare suo figliuolo Filippo. Massimiliano
+fu tenuto nove mesi loro prigioniere
+a Bruges; ed allora poco pensava
+a far valere i diritti di re de' Romani,
+acquistati nel 1484, od a scendere in
+Italia per proteggere Innocenzo VIII,
+che caldamente lo invitava nel 1490<a class="tag" id="tag442" href="#note442">[442]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Federico III, suo padre, giunto all'estrema
+vecchiaja, dopo cinquant'anni di
+regno, non poteva mostrare quel vigore,
+di cui non aveva nemmeno date prove
+in gioventù. Egli non aveva saputo nè
+respingere i Turchi, nè farsi rispettare
+dai Tedeschi, nè conservare i diritti della
+sua corona. Trattando ingiuste guerre
+contro Mattia Corvino, l'eroe dell'Ungheria,
+non aveva saputo difendere contro
+il medesimo la propria eredità. L'Austria
+era invasa, ed egli andava errando
+d'una in altra città imperiale, o d'uno
+in altro convento, vivendo alle spese di
+coloro che gli davano ospitalità<a class="tag" id="tag443" href="#note443">[443]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_403"></a>[403]</span>
+</p>
+
+<p>
+Mattia Corvino, re d'Ungheria, il solo
+che avesse avuta la gloria di fermare
+Maometto II in mezzo alle sue conquiste,
+e con ciò forse quella di avere salvata
+la cristianità, si era trovato più
+implicato nella politica d'Italia che verun
+altro de' suoi predecessori, tranne
+Luigi il Grande della casa d'Angiò. La
+sua alleanza con Venezia, il suo matrimonio
+con Beatrice d'Arragona, figlia
+di Ferdinando, e cognata d'Ercole, duca
+di Ferrara, la sua ubbidienza ai voleri
+del papa, e le sue guerre coll'imperatore,
+aveva moltiplicate le sue relazioni cogli
+Italiani; ma egli morì il 5 d'aprile del
+1490<a class="tag" id="tag444" href="#note444">[444]</a>. Cinque pretendenti si presentarono
+per avere la sua corona. Giovanni
+Corvino, suo figlio bastardo, era fra tutti
+quello che per avere ereditate quasi tutte
+le paterne virtù, pareva assistito da migliori
+diritti: non pertanto gli fu preferito
+Uladislao, re di Boemia, e figlio del re
+di Polonia. Ma tale elezione fu cagione
+all'Ungheria di estreme ruine. I Tedeschi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_404"></a>[404]</span>
+i Polacchi, i Turchi ed i malcontenti
+Ungari se ne contesero le province; tutte
+le chiese cristiane furono incenerite fino
+a Varadino, la Croazia e la Transilvania
+furono saccheggiate nel 1491, e Schabatz,
+il baluardo della Cristianità, fu assediato
+dai Musulmani. Alba reale e
+Schabatz non vennero per altro in potere
+dei Turchi; ma Paolo di Kinitz, che
+fece levare l'assedio nel susseguente anno,
+macchiò la sua vittoria, trattando i suoi
+prigionieri con ispaventose crudeltà<a class="tag" id="tag445" href="#note445">[445]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1485 Enrico VII aveva in Inghilterra
+posto fine alla tirannia di Riccardo
+III, e cercava di consolidare un'autorità
+tuttavia male riconosciuta. Nella Spagna
+Ferdinando ed Isabella, re di Arragona
+e di Castiglia, avanzavansi assai
+più rapidamente, che non tutti gli altri
+sovrani, verso la potenza e la considerazione.
+Essi avevano acquistato alla corte
+del papa un'influenza, che in addietro
+mai avuta non avevano i loro predecessori,
+e tutti i potentati d'Italia tenevano
+costantemente gli occhi rivolti alla Spagna.
+In questa stessa epoca essi ponevano
+<span class="pagenum"><a id="Page_405"></a>[405]</span>
+i fondamenti di una assai più vasta potenza:
+Cristoforo Colombo scuopriva per
+loro, nel 1492, il nuovo Mondo, mentre
+che i Portoghesi dilatavano i loro stabilimenti
+su tutte le coste dell'Africa, e
+mentre Bartolommeo Diaz superava nel
+1486 il Capo di Buona Speranza. Ma
+tutte le forze, tutte le ricchezze de' sovrani
+della Spagna erano rivolte contro
+il regno di Granata, il di cui acquisto era
+di quell'epoca il solo scopo della loro
+ambizione. Soltanto la capitale di quest'ultimo
+regno de' Mori nella Spagna,
+questa fiaccola da cui si erano sparse in
+tutto l'Occidente i lumi, le arti e le
+scienze degli Asiatici e degli antichi,
+conservava ancora la sua indipendenza.
+L'attacco di Ferdinando e di Isabella risguardavasi
+dai Latini come una guerra
+sacra, sebbene non si trattasse pei Cristiani
+di riconquistare i luoghi consacrati
+dalla religione, come nella Siria, o di
+difendersi contro le barbare invasioni,
+come in Grecia ed in Ungheria; ma per
+lo contrario di scacciare un popolo più
+incivilito che i suoi aggressori da un
+luogo ch'essi occupavano già da ottocento
+anni. La caduta del re Boabdil, e la conquista
+di Granata, fatta il 2 gennajo
+<span class="pagenum"><a id="Page_406"></a>[406]</span>
+del 1492, vennero festeggiate in tutta l'Europa
+come il trionfo della Cristianità<a class="tag" id="tag446" href="#note446">[446]</a>.
+</p>
+
+<p>
+In tal modo tutto si andava apparecchiando
+per un'era nuova, non solo in
+Europa, ma in tutto il mondo. Le regioni
+dell'Oriente e dell'Occidente, ravvicinate
+da una navigazione fin allora
+creduta impossibile, venivano a legarsi
+all'Europa come al centro della potenza
+e dell'incivilimento. Le nazioni si addestravano
+nelle ultime guerre civili,
+sviluppando quelle forze che in breve
+dovevano portare in estranie contrade.
+La Spagna, la Francia, la Germania,
+l'Inghilterra si apparecchiavano a scendere
+sul campo di battaglia come colossi,
+contro i quali più lottare non potrebbero
+quelle potenze che fino a tale epoca
+avevano creduto di tenere le bilance dell'Europa.
+Era giunta l'età in cui doveva
+mutarsi l'antico ordine delle cose; la
+libertà dei piccoli popoli erasi a poc'a
+poco perduta; tutti i principi di una stessa
+nazione, che indipendenti essendo gli uni
+dagli altri, non erano uniti che dai deboli
+<span class="pagenum"><a id="Page_407"></a>[407]</span>
+vincoli della feudalità, erano caduti dal
+grado di rivali del monarca a quello di
+sudditi. Quella forza di cui avevano tanto
+tempo fatto uso gli uni contro degli altri
+per appagare le loro passioni, per difendere
+i loro diritti o il loro orgoglio, dovevano
+in breve con prodigalità consumarla
+sotto gli ordini di un padrone.
+Dovevano cercare in lontane parti la
+guerra che per sì lungo tempo avevano
+trovata ai loro confini. Gli eserciti erano
+vicini a contare tante migliaja di soldati,
+quante erano in addietro le centinaja; le
+guerre dovevano vestire un nuovo carattere
+di ferocia, perchè i popoli belligeranti
+avevano usanze, costumi, opinioni e specialmente
+un linguaggio affatto diverso,
+di modo che la preghiera e la compassione
+più non conservavano veruna comunicazione.
+Il desiderio di vendetta
+delle lunghe privazioni sostenute in lunghi
+viaggi, in lunghi accampamenti, in
+lunghe malattie, dovea chiudere i cuori
+de' guerrieri alle voci della commiserazione.
+Gli spedali militari, fino a tale
+epoca sconosciuti, dovevano bentosto consumare
+assai più soldati che non il ferro
+ed il fuoco; eppure le battaglie dovevano
+in pochi anni macchiare il suolo
+italiano con assai più di sangue che non
+<span class="pagenum"><a id="Page_408"></a>[408]</span>
+erasene versato in tutto l'intero ultimo
+secolo. Tutto prendere doveva un più
+gagliardo e più severo carattere; tutto
+apparecchiava a più dolorose rivoluzioni,
+a scosse più violenti; ed omai più non
+dipendeva dall'ingegno di un solo uomo
+il ritardare o l'affrettare una crisi, renduta
+necessaria dalla natura delle cose.
+</p>
+
+<p>
+Gl'Italiani, che videro succedere tutto
+ad un tratto lo sconvolgimento della loro
+patria a un periodo di calma, di ricchezza
+e di splendore letterario, attribuirono
+le mutazioni di cui ne sperimentavano
+gli effetti agli uomini ch'essi
+avevano conosciuti. Attribuirono a Lorenzo
+de' Medici l'onore di avere conservata
+la pace in Italia, perchè la terribile
+invasione che la pose sossopra accadde
+due soli anni dopo la di lui morte. Accusarono
+Lodovico il Moro d'avere colla sua
+ambizione privata e con una falsa politica,
+data la patria in mano a quegli stranieri,
+ch'essi chiamavano <i>barbari</i>, perchè loro
+rinnovò l'invito, di già fatto venti volte
+in questo e nel precedente secolo, di
+prendere parte nelle guerre d'Italia. Ma
+Lorenzo de' Medici non aveva impedito
+a Lodovico XI di dettare il 22 luglio
+del 1474 il suo testamento al vecchio re
+Renato a favore del conte <i>du Maine</i>, o
+<span class="pagenum"><a id="Page_409"></a>[409]</span>
+di dettare a quest'ultimo il suo testamento
+del 10 dicembre 1481, a favore
+della corona di Francia. Tutte le pretese
+dei re francesi sul regno di Napoli
+erano state dunque apparecchiate da molto
+tempo, e precisamente dodici anni prima
+della morte di Lorenzo. Queste pretese
+non potevano essere cagione di guerra, nè
+finchè occupava il trono un re vecchio,
+infermo, timido, avaro, sospettoso, nè
+in tempo della minorità di suo figlio.
+Ma era bensì giunto l'istante in cui una
+tale ambizione diverrebbe così naturale
+alla Francia, che tre de' suoi re, diversi
+di carattere, d'ingegno, ed ancora pel
+sangue da cui uscivano, Carlo VIII,
+Lodovico XII e Francesco I, vi si abbandonerebbero
+con eguale ardore. Nè
+Lorenzo de' Medici avrebbe potuto trattenerli,
+quand'anche fosse vissuto fino
+all'età cui poteva naturalmente giugnere;
+nè avrebbe parimenti potuto prevenire
+o impedire l'unione di tutte le corone
+della Spagna nelle mani di Ferdinando e
+d'Isabella, la riunione delle eredità della
+Borgogna e dell'Austria in quelle di Massimiliano.
+Egli non aveva eccitata contro i
+primi la guerra di Granata, nè contro
+il secondo la ribellione de' Fiamminghi,
+<span class="pagenum"><a id="Page_410"></a>[410]</span>
+onde non poteva appropriarsi il merito
+nè della loro attività nè del loro riposo.
+</p>
+
+<p>
+Un solo mezzo poteva esservi di salvare
+l'Italia, ed era di seguire il progetto dei
+repubblicani Fiorentini, mandato a male
+da Cosimo de' Medici; di mantenere la
+repubblica di Milano quando ricuperò la
+sua libertà nel 1447, dividendo in tal
+modo la Lombardia tra due potenti stati
+liberi, Milano e Venezia; di conservare
+tra loro l'equilibrio col peso che Firenze
+e la Toscana porrebbero nella bilancia;
+di riunirle per un comune interesse qualunque
+volta si trattasse di difendere la
+libertà e l'indipendenza d'Italia; di spalleggiarle
+coll'alleanza degli Svizzeri, secondo
+il progetto che alquanto più tardi
+Sisto IV comunicò ai Cantoni; di riunire
+così, in caso di bisogno, le ricchezze di
+Firenze e di Milano, le flotte di Venezia
+e di Genova, e l'indomabile milizia
+degli Svizzeri, per la causa della libertà.
+In allora questa catena di repubbliche
+avrebbe presentato alle straniere potenze
+uno steccato, che non avrebbe potuto
+essere superato nè da Carlo VIII, nè
+da Massimiliano, nè da Ferdinando e
+da Isabella. Ma questo progetto, che gli
+Albizzi sarebbero stati degni di formare,
+che Neri Capponi concepì e vigorosamente
+<span class="pagenum"><a id="Page_411"></a>[411]</span>
+sostenne, che venne rinnovato da
+Sisto IV, fu distrutto dalla personale ambizione
+di Cosimo e di suo nipote, i quali
+per essere i primi cittadini della loro
+patria, e per portare la loro famiglia al
+sovrano potere, abbisognavano di avere
+l'alleanza di altri principi, non di stati
+liberi. Per la stessa ragione Lorenzo tenne
+sempre Firenze lontana da Venezia, antica
+di lei alleata; ed ispirò al popolo uno spirito
+di diffidenza e di rivalità, contrario
+a quell'antica unione che aveva all'opportunità
+posto argine alle conquiste di
+Mastino della Scala, di Barnabò, di Giovanni
+Galeazzo e di Filippo Maria Visconti.
+Di modo che se della ruina d'Italia
+può darsene colpa ad un errore politico,
+dobbiam piuttosto incolparne Lorenzo che
+Lodovico il Moro.
+</p>
+
+<p>
+Quest'ultimo, ambizioso tutore di suo
+nipote, ch'egli voleva privare del trono,
+luogotenente di un despota, ed aspirando
+alla tirannide, era veramente fatto per
+sagrificare ogni cosa al suo personale interesse.
+Non è già da tale razza d'uomini
+che possano pretendersi virtù pubbliche,
+nulla potevasi da lui sperare fuorchè un
+giusto calcolo. A dir vero egli s'ingannò,
+quando invocò l'ajuto degli stranieri, che
+dovevano in breve schiacciarlo; ma il suo
+<span class="pagenum"><a id="Page_412"></a>[412]</span>
+errore non era nuovo. Dopo il primo
+Carlo d'Angiò, che viveva alla metà del
+XIII.º secolo, dopo Filippo e Carlo di
+Valois, i papi, i baroni napolitani, i
+Toscani, i Lombardi, i Veneziani, i
+Genovesi, avevano tutti ogni dieci anni
+chiamati i Francesi in Italia. Lodovico I,
+Lodovico II, Lodovico III, della seconda
+casa d'Angiò, il vecchio Renato, suo
+figlio Giovanni, duca di Calabria, e Renato
+di Lorena, avevano tutti più volte
+tentato di conquistare il regno di Napoli
+con eserciti francesi. Negli ultimi dieci
+anni Renato II era stato due volte chiamato
+dai Veneziani e due volte dal papa.
+Quasi nello stesso periodo i Genovesi si
+erano due volte offerti al re di Francia.
+Per ultimo Innocenzo VIII, l'amico ed
+il confidente di Lorenzo de' Medici, aveva
+di nuovo dichiarato guerra a Ferdinando
+di Napoli in novembre del 1489, confidando
+soltanto nell'ajuto di Carlo VIII,
+da lui chiamato a soccorrerlo<a class="tag" id="tag447" href="#note447">[447]</a>; e fu
+l'indolenza di Carlo, e non le persuasioni
+di Lorenzo, che finalmente obbligarono
+il papa a fare la pace nel 28 gennajo
+del 1492, allorchè vide che i suoi
+<span class="pagenum"><a id="Page_413"></a>[413]</span>
+brevi, e le sue bolle, sole armi da lui
+adoperate in tre anni, non avevano
+avuta abbastanza forza di tirare i Francesi
+in Italia.
+</p>
+
+<p>
+Non pertanto temendo Ferdinando di
+vedere finalmente eseguirsi quest'invasione,
+rinnovò con quest'ultimo trattato
+quasi tutte le condizioni della precedente
+sua convenzione col papa. Promise
+di dare la libertà ai figli dei baroni ch'egli
+aveva fatti morire; promise di pagare
+l'annuo tributo cui si era assoggettato;
+per ultimo promise di non turbare nel
+suo regno l'esercizio dell'ecclesiastica
+giurisdizione. Mandò il suo nipote, il
+principe di Capoa, a rendere omaggio al
+papa, il quale investì di nuovo il re del
+suo regno, siccome di feudo spettante
+alla Chiesa. Innocenzo fissò l'ordine della
+successione, chiamandovi il duca di Calabria,
+e, se questi premoriva al padre, il
+principe di Capoa; ed infine ricevette
+il giuramento del re. La bolla, che terminava
+questa contesa, è del 4 di giugno
+del 1492<a class="tag" id="tag448" href="#note448">[448]</a>, e il 25 del susseguente luglio
+Innocenzo VIII morì, prima d'avere avuto
+<span class="pagenum"><a id="Page_414"></a>[414]</span>
+il tempo di vedere Ferdinando mancare,
+secondo il praticato, a tutte le sue promesse<a class="tag" id="tag449" href="#note449">[449]</a>.
+Innocenzo VIII soffriva da
+<span class="pagenum"><a id="Page_415"></a>[415]</span>
+gran tempo molte infermità, ed il 27 di
+settembre del 1490 era già stato creduto
+morto per uno svenimento di venti
+ore. In tempo della sua letargia Franceschetto
+Cibo tentò d'impadronirsi del
+tesoro pontificio, poi di Zizim, che soggiornava
+nello stesso palazzo del papa;
+ma le guardie dell'uno e dell'altro eransi
+opposte ai suoi tentativi<a class="tag" id="tag450" href="#note450">[450]</a>. I cardinali,
+che in allora si trovavano in Roma, eransi
+portati di buon mattino al palazzo ed
+avevano cominciato l'inventario del tesoro.
+Sebbene Franceschetto Cibo avesse
+già da gran tempo deviata una parte
+delle ricchezze della Chiesa, e le avesse
+mandate a Firenze, i cardinali trovarono
+ancora nella camera apostolica grandissime
+somme, che diedero a custodire al
+cardinale Savelli. Ma intanto il papa
+rinvenne, e tosto che si sentì rinvigorire,
+<span class="pagenum"><a id="Page_416"></a>[416]</span>
+congedò tutti i cardinali, loro dicendo
+che sperava tuttavia di sopravvivere
+a tutti loro<a class="tag" id="tag451" href="#note451">[451]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Nell'ultima sua malattia Innocenzo VIII
+si lasciò persuadere da un medico giudeo
+di tentare il rimedio della trasfusione
+del sangue, spesso proposto da
+certi empirici, ma fin allora non isperimentato
+che sopra animali. Tre fanciulli
+dell'età di dieci anni furono successivamente,
+mercè una ricompensa data
+ai loro parenti, assoggettati all'apparecchio
+che doveva far passare il sangue delle loro
+vene in quelle del vecchio, e il sangue di
+questi nelle vene de' fanciulli. Tutti e tre morirono
+nel cominciamento dell'operazione,
+probabilmente per l'introduzione di qualche
+bolla d'aria nelle loro vene, ed il medico
+giudeo si diede alla fuga piuttosto che
+di sagrificare nuove vittime<a class="tag" id="tag452" href="#note452">[452]</a>. In tempo
+della malattia d'Innocenzo VIII, precisamente
+a mezzo luglio, lo sventurato
+Zizim, il di cui capo in certo qual
+modo era stato da Bajazette II posto
+all'incanto, fu per ordine de' cardinali
+<span class="pagenum"><a id="Page_417"></a>[417]</span>
+chiuso in Castel sant'Angelo, venendo
+risguardato come una parte importante
+dell'eredità del futuro pontefice.
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo de' Medici non conobbe la
+morte d'Innocenzo VIII, nè la scandalosa
+elezione di Roderigo Borgia, che gli
+successe sotto il nome d'Alessandro VI.
+Sorpreso da lenta febbre, che si aggiunse
+alla gotta, ereditaria nella sua famiglia,
+si era in sul cominciare dell'anno ritirato
+a Careggi, sua villa, per porsi tra
+le mani de' medici. Pareva che questi
+proporzionassero i loro rimedj alla ricchezza
+piuttosto che ai bisogni del loro
+ammalato; gli fecero prendere decomposizioni
+di perle e di altre pietre preziose
+senza verun giovamento. Lorenzo,
+circondato dai suoi amici, morì tra le
+loro braccia l'otto aprile del 1492, prima
+di avere compiuto l'anno 44 dell'età
+sua<a class="tag" id="tag453" href="#note453">[453]</a>.
+</p>
+
+<p>
+Qualunque si fosse la destrezza di Lorenzo
+de' Medici nel trattare gli affari,
+non può essere come uomo di stato collocato
+tra i sommi uomini, onde va gloriosa
+l'Italia. Tant'onore non è riservato
+che a coloro che, portando le loro viste
+<span class="pagenum"><a id="Page_418"></a>[418]</span>
+al dissopra dell'interesse personale, assicurano
+col lavoro e colla loro vita la pace,
+la gloria o la libertà del loro paese. Per
+lo contrario Lorenzo tenne quasi sempre
+una politica egoistica; sostenne con sanguinose
+esecuzioni un usurpato potere;
+andò ogni giorno aggravando il detestato
+giogo sopra una città libera; privò i legittimi
+magistrati dell'autorità loro attribuita
+dalla costituzione, e deviò i suoi
+concittadini da questa pubblica carriera,
+nella quale prima di lui avevano mostrato
+tanto ingegno. Vedremo nell'ultima
+parte di quest'opera le funeste conseguenze
+della sua ambizione, e del rovesciamento
+delle nazionali istituzioni. Una
+disastrosa lotta si tenne viva trent'otto
+anni tra la famiglia di Lorenzo e la sua
+patria, ed ebbe soltanto fine collo stabilimento
+della tirannia di Alessandro dei
+Medici.
+</p>
+
+<p>
+Per altro ingiusta cosa sarebbe lo spogliare
+Lorenzo de' Medici di una gloria
+accordatagli dalla posterità. Per l'attiva
+ed illuminata protezione da lui accordata
+alle arti, alle lettere, alla filosofia, egli
+meritò di associare il suo nome alla
+più bella epoca della storia letteraria dell'Italia.
+Colla prontezza e colla perspicacia
+del suo ingegno, colla flessibilità de'
+<span class="pagenum"><a id="Page_419"></a>[419]</span>
+suoi talenti, col calore della sua anima,
+diventò il capo ed il promotore di un'associazione
+di grandi uomini intenti a
+far risorgere le lettere ed il buon gusto.
+Lorenzo era fatto per conoscere tutto,
+per apprezzar tutto, per sentire tutto.
+Egli mostrava la medesima attitudine per
+le arti di cui andava ragunando e moltiplicando
+i capi d'opera; per la poesia,
+cui ritornava l'antica armonia del Petrarca;
+per la filosofia, che riceveva in
+casa sua una nuova vita dallo studio
+profondo de' Platonici<a class="tag" id="tag454" href="#note454">[454]</a>. Lorenzo non
+era forse un uomo di straordinario ingegno,
+nè come poeta, nè come filosofo, nè
+come artista; ma aveva un così vivo senso
+del bello e del giusto, che metteva in
+sul buon cammino coloro ch'egli stesso
+non poteva seguire. Così il profondo pensare
+di Poliziano e di Pico della Mirandola,
+il genio poetico di Marullo e di
+Pulci, l'erudizione del Landino, dei Scala
+e dei Ficino, sono una parte essenziale
+della gloria del protettore cui dovettero,
+per così dire, quasi la loro esistenza.
+Abbiamo creduto che in un'epoca così
+gravida d'avvenimenti, bisognasse separare
+la storia politica da quella della
+<span class="pagenum"><a id="Page_420"></a>[420]</span>
+letteratura del mezzogiorno; ed è in un'altra
+opera che abbiamo cercato di dare
+qualche idea del merito letterario di Lorenzo.
+I signori Ginguenè e Roscoe rendettero
+un più luminoso omaggio all'ingegno
+di quest'uomo straordinario. Lo
+rappresentarono in mezzo ai suoi amici,
+agl'illustri letterati che lo amavano<a class="tag" id="tag455" href="#note455">[455]</a>;
+e posero in tal modo in piena luce le
+attrattive del suo carattere, la sua facilità,
+il suo buon umore, la sua costanza,
+la sua magnanimità. Ma per affezionarsi
+così vivamente a Lorenzo conviene talvolta
+ammettere con poco scrupolo le
+pie frodi de' suoi amici e de' suoi adulatori:
+<span class="pagenum"><a id="Page_421"></a>[421]</span>
+conviene particolarmente deviare
+lo sguardo dall'antica Firenze, e dimenticare,
+se è possibile, ciò ch'ella fu nei
+giorni della sua vera gloria, ciò ch'ella
+fu sotto la dittatura di Lorenzo, ciò
+ch'ella diventò dopo di lui<a class="tag" id="tag456" href="#note456">[456]</a>.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE DEL TOMO XI.
+</p>
+</div>
+
+<div class="somm">
+<p>
+<span class="pagenum"><a id="Page_422"></a>[422]</span>
+</p>
+
+<p class="center x-large">
+<a href="#indfront" id="indice">TAVOLA CRONOLOGICA
+DEL TOMO XI.</a>
+</p>
+
+<table class="crono" summary="Tavola cronologica">
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIII.</span> <i>Lorenzo de' Medici succede al credito di suo padre presso la repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che poi fu Giulio II. Progressi dei Turchi; primo assedio di Scutari; assedio di Lepanto, presa di Caffa.</i> 1469-1475 </td> <td class="pag"><a href="#Page_3"><i>pag.</i> 3</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La repubblica fiorentina cessa di essere la direttrice dell'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_3">3</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1469</td> <td>I figli di Pietro de' Medici troppo giovani per governare quando morì il loro padre</td> <td class="pag"><a href="#Page_5">5</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La fazione attaccata alla loro famiglia loro deferisce non per tanto l'autorità</td> <td class="pag"><a href="#Page_6">6</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Politica di Tommaso Soderini che conserva il credito dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_7">7</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Durante la loro giovinezza la repubblica si mantiene in riposo</td> <td class="pag"><a href="#Page_9">9</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1471</td> <td>Fastoso viaggio di Galeazzo Sforza a Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_10">10</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Influenza fatale della corte dello Sforza sui costumi dei Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_11">11</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1470</td> <td>6 aprile. Bernardo Nardi occupa Prato per sorpresa</td> <td class="pag"><a href="#Page_12">12</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Viene fatto prigioniere e condannato co' suoi complici a morte</td> <td class="pag"><a href="#Page_14">14</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472</td> <td>Turbolenze a Volterra in occasione di una miniera d'allume</td> <td class="pag"><a href="#Page_15">15</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_423"></a>[423]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472</td> <td>27 aprile. Volterra si rivolta contro Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_17">17</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Volterra presa e saccheggiata da Federico di Montefeltro</td> <td class="pag"><a href="#Page_17">17</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1471</td> <td>9 agosto. Elezione di Sisto IV sospetta di simonia</td> <td class="pag"><a href="#Page_18">18</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il tesoro di Paolo II sottratto da questo papa o da' suoi nipoti</td> <td class="pag"><a href="#Page_20">20</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Quattro nipoti di Sisto IV, cui egli sagrifica gl'interessi della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_21">21</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Grazie che accorda a Leonardo ed a Giuliano della Rovere, ed a Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_21">21</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Potenza e stravagante lusso di Pietro Riario, cardinale di san Sisto</td> <td class="pag"><a href="#Page_24">24</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1473</td> <td>12 settembre. Giugne a Milano col titolo di legato di tutta l'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_26">26</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1474</td> <td>5 gennajo. Sua morte cagionata dalle sue dissolutezze</td> <td class="pag"><a href="#Page_27">27</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giovanni della Rovere, altro nipote del papa, sposa Giovanna di Montefeltro</td> <td class="pag"><a href="#Page_27">27</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 agosto. Federico di Montefeltro creato dal papa duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_28">28</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Campagna del cardinale Giuliano della Rovere contro Todi</td> <td class="pag"><a href="#Page_29">29</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacca Niccolò Vitelli, principe di Città di Castello</td> <td class="pag"><a href="#Page_31">31</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini lo difendono</td> <td class="pag"><a href="#Page_32">32</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Diffidenza de' Fiorentini per l'alleanza del papa, del re di Napoli e del duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_33">33</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>2 novembre. Alleanza tra i Fiorentini, Venezia ed il duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_35">35</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_424"></a>[424]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1474</td> <td>Nullità per alcuni anni della storia d'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_36">36</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa ricusa di prender parte nella guerra coi Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_36">36</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>17 gennajo. Sconfitta dei Turchi a Rackowieckz data dal vayvoda di Moldavia</td> <td class="pag"><a href="#Page_37">37</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Il beglierbey di Romania intraprende l'assedio di Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_39">39</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Agosto. Leva l'assedio dopo aver molto sofferto per le malattie</td> <td class="pag"><a href="#Page_40">40</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Patimenti degli assediati e dell'armata veneziana</td> <td class="pag"><a href="#Page_40">40</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1475</td> <td>I Turchi assediano inutilmente Lepanto</td> <td class="pag"><a href="#Page_43">43</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Importanza della colonia genovese di Caffa</td> <td class="pag"><a href="#Page_44">44</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Soccorsi mandati per terra a Caffa</td> <td class="pag"><a href="#Page_45">45</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Contese de' Genovesi di Caffa con un kan di Tartaria</td> <td class="pag"><a href="#Page_47">47</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Caffa presa e ruinata da Maometto II</td> <td class="pag"><a href="#Page_48">48</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Indebolimento di tutte le parti nella guerra dei Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_50">50</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIV.</span> <i>Congiura di Niccolò d'Este a Ferrara, di Girolamo Gentile a Genova, d'Olgiati, Visconti e Lampugnani a Milano. Rivoluzioni nello stato di Milano dopo la morte di Galeazzo Sforza.</i> 1476-1477</td> <td class="pag"><a href="#Page_51">51</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti gli stati d'Italia travagliati nello stesso tempo dalle congiure</td> <td class="pag"><a href="#Page_51">51</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Un tiranno non può essere rovesciato che da una congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_52">52</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Cosa avvi di nobile e di generoso in ogni congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_53">53</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_425"></a>[425]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476</td> <td>Congiura di Niccolò, figliuolo di Lionello d'Este, contro Ercole</td> <td class="pag"><a href="#Page_56">56</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476</td> <td>1.º settembre. Niccolò entra in Ferrara con seicento uomini</td> <td class="pag"><a href="#Page_57">57</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Viene posto in fuga, fatto prigioniero e condannato a morte</td> <td class="pag"><a href="#Page_59">59</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Limitato potere del duca di Milano in Genova dopo le capitolazioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_60">60</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Galeazzo Sforza non le mantiene</td> <td class="pag"><a href="#Page_62">62</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Vuol dividere in due la città di Genova per domarla</td> <td class="pag"><a href="#Page_63">63</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Coraggio di Lazzaro Doria, che gli fa abbandonare questo progetto</td> <td class="pag"><a href="#Page_64">64</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giugno. Girolamo Gentile prende le armi per liberar Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_65">65</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>È costretto a rinunciare al suo progetto e ad uscire di città</td> <td class="pag"><a href="#Page_67">67</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere e vizj di Galeazzo Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_68">68</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Giovanni Andrea Lampugnani allievi di Cola Montani, che inspira loro l'odio per la tirannia</td> <td class="pag"><a href="#Page_69">69</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fa loro insegnare l'arte della guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_71">71</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Irritati dagli oltraggi dello Sforza congiurano contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_72">72</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Preghiera de' congiurati nella chiesa di sant'Ambrogio</td> <td class="pag"><a href="#Page_72">72</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 dicembre. Uccidono Galeazzo in questa chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_75">75</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Lampugnani ed il Visconti uccisi immediatamente</td> <td class="pag"><a href="#Page_76">76</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Costanza di Girolamo Olgiati in mezzo ad orribili supplicj</td> <td class="pag"><a href="#Page_77">77</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_426"></a>[426]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Giovanni Galeazzo Sforza, figlio di Galeazzo, riconosciuto duca di Milano, sotto la reggenza di sua madre, Bona di Savoja</td> <td class="pag"><a href="#Page_79">79</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Gelosia tra il Simonetta, suo primo ministro, ed i fratelli di Galeazzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_81">81</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>16 marzo. Tumulto in Genova per la notizia della morte del duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_82">82</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Prospero Adorno liberato di prigione dalla reggenza di Milano, ed incaricato di calmare le turbolenze di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_83">83</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 aprile. L'Adorno ristabilisce in Genova la limitata autorità del duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_83">83</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I fratelli Sforza riducono i Fieschi all'ubbidienza</td> <td class="pag"><a href="#Page_85">85</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Tornano a Milano, sperando d'occupare la suprema autorità</td> <td class="pag"><a href="#Page_87">87</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 maggio. Arresto di Donato Conti loro confidente</td> <td class="pag"><a href="#Page_88">88</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tentano di sollevare il popolo, ma sono forzati a fuggire</td> <td class="pag"><a href="#Page_89">89</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Morte d'Ottaviano Sforza in riva all'Adda; esilio de' suoi fratelli; compiuta vittoria di Cecco Simonetta</td> <td class="pag"><a href="#Page_90">90</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXV.</span> <i>Congiura de' Pazzi.</i> 1478</td> <td class="pag"><a href="#Page_92">92</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472-1477</td> <td>La storia fiorentina nel corso di più anni senza interesse</td> <td class="pag"><a href="#Page_92">92</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Potere vessatorio che s'arrogano i Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_93">93</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Consumano le sostanze del pubblico per sostenere il proprio commercio</td> <td class="pag"><a href="#Page_94">94</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Partigiani dei Medici e loro nemici</td> <td class="pag"><a href="#Page_95">95</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gelosia di Lorenzo contro la famiglia de' Pazzi</td> <td class="pag"><a href="#Page_97">97</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_427"></a>[427]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1472-1477</td> <td>Priva Giovanni de' Pazzi della eredità dei Borromei</td> <td class="pag"><a href="#Page_99">99</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Francesco Pazzi abbandona Firenze per istabilirsi a Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_101">101</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Associa il suo odio a quello di Sisto IV e di Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_102">102</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Conosce di non poter attaccare i Medici che col mezzo di una congiura</td> <td class="pag"><a href="#Page_103">103</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guadagna al suo partito Francesco Salviati, nominato arcivescovo di Pisa</td> <td class="pag"><a href="#Page_105">105</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Carlo di Montone attaccando i Sienesi gl'indispone contro Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_105">105</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Jacopo de' Pazzi entra nella congiura di suo nipote</td> <td class="pag"><a href="#Page_107">107</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si uniscono ai congiurati altri nemici dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_107">107</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>10 dicembre. Raffaello Riario nominato cardinale di 18 anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_109">109</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Il cardinale Riario viene a Firenze, ed i congiurati vogliono attaccare i Medici in occasione delle feste date al cardinale</td> <td class="pag"><a href="#Page_110">110</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 aprile. I congiurati assalgono i due fratelli, in tempo della messa, nella cattedrale</td> <td class="pag"><a href="#Page_112">112</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giuliano è ucciso, Lorenzo sottratto a' suoi uccisori</td> <td class="pag"><a href="#Page_113">113</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo si ritira a casa sua, circondato da' suoi amici</td> <td class="pag"><a href="#Page_114">114</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In questo frattempo l'arcivescovo Salviati tenta d'impadronirsi del palazzo pubblico</td> <td class="pag"><a href="#Page_115">115</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Gonfaloniere fugge dalle sue mani, lo fa arrestare ed appiccare ad una finestra del palazzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_116">116</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_428"></a>[428]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Inutili sforzi di Jacopo de' Pazzi per sollevare il popolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_118">118</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti i congiurati uccisi dal popolo furibondo</td> <td class="pag"><a href="#Page_119">119</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Settanta cittadini fatti a pezzi nelle strade</td> <td class="pag"><a href="#Page_120">120</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere dei Pazzi</td> <td class="pag"><a href="#Page_122">122</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacco degli alleati contro la repubblica fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_123">123</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>4 giugno. Bolla contro di lei di Sisto IV</td> <td class="pag"><a href="#Page_123">123</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 giugno. I Fiorentini per difendersi nominano i decemviri della guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_125">125</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re di Francia ed altri sovrani vogliono dissuadere Sisto IV dall'intraprendere la guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_127">127</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il cardinale di Pavia consiglia Sisto IV a dare risposte inconcludenti</td> <td class="pag"><a href="#Page_128">128</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Rappresenta la causa de' congiurati come diventata quella della santa sede</td> <td class="pag"><a href="#Page_128">128</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa differisce fino alla fine dell'anno a rispondere agli ambasciatori francesi, ed intanto si apparecchia alla guerra</td> <td class="pag"><a href="#Page_130">130</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVI.</span> <i>Guerra tra Sisto IV, alleato di Ferdinando di Napoli, ed i Fiorentini. — Genova ricupera la sua libertà. — Continuazione e fine della guerra di Venezia contro i Turchi.</i> 1478</td> <td class="pag"><a href="#Page_132">132</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La dissimulazione de' cospiratori non è scusabile che per il pericolo cui si espongono</td> <td class="pag"><a href="#Page_132">132</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I sovrani, che prendono parte in una cospirazione, scendono alla bassezza di assassini</td> <td class="pag"><a href="#Page_133">133</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il carattere di Sisto IV corrompeva il suo spirito e disonorava i suoi progetti</td> <td class="pag"><a href="#Page_135">135</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_429"></a>[429]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Suoi apparecchj per la guerra, e quelli de' Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_135">135</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 agosto. Il duca Ercole di Ferrara accetta il comando dell'armata fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_137">137</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sospetta condotta di questo duca</td> <td class="pag"><a href="#Page_137">137</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lascia successivamente prendere le più importanti fortezze dei Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_138">138</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Novembre. Mette le sue truppe ne' quartieri d'inverno</td> <td class="pag"><a href="#Page_141">141</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici si tiene sempre lontano dall'armata che combatte per lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_141">141</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini affrettano i soccorsi delle altre potenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_142">142</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ricorrono a Bona, reggente del ducato di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re di Napoli eccita altri nemici contro Bona per impedirle di soccorrere i Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Eccita Prospero Adorno a sollevare Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_144">144</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sforzino mandato a Genova con una numerosa armata per sottomettere quella città</td> <td class="pag"><a href="#Page_147">147</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino s'incarica della difesa di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_148">148</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Battaglia sotto <i>i due gemelli</i></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>tra i Milanesi ed i Genovesi</td> <td class="pag"><a href="#Page_148">148</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>L'armata dei Milanesi disfatta e spogliata dai contadini</td> <td class="pag"><a href="#Page_149">149</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>26 novembre. Prospero Adorno costretto a cedere il suo posto a Battista Fregoso</td> <td class="pag"><a href="#Page_150">150</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini cercano di tenersi in pace col governo di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_152">152</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Peste a Firenze ed a Venezia</td> <td class="pag"><a href="#Page_153">153</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni de' Fiorentini con Venezia per avere soccorsi</td> <td class="pag"><a href="#Page_154">154</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_430"></a>[430]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>I Veneziani, spossati dalla guerra de' Turchi, non possono soccorrere Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_155">155</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1475</td> <td>Loro sforzi per ottenere la pace da Maometto II</td> <td class="pag"><a href="#Page_155">155</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fanno condurre a Venezia i figli naturali di Giacomo di Lusignano</td> <td class="pag"><a href="#Page_156">156</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1477</td> <td>Achmet, sangiacco d'Albania, assedia Croja</td> <td class="pag"><a href="#Page_157">157</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>2 settembre. Francesco Contarini disfatto sotto Croja</td> <td class="pag"><a href="#Page_158">158</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Il pascià di Bosnia invade il Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_159">159</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Achmet Giedik s'impadronisce del ponte di Gorizia</td> <td class="pag"><a href="#Page_160">160</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Girolamo Novello battuto sulle rive dell'Isonzo dai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_161">161</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il nord dell'Italia, fino alla Piave, guastato dai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_162">162</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>I Veneziani fortificano di nuovo le rive dell'Isonzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_164">164</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gennajo. Fanno nuovi sforzi per avere la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_164">164</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maggio. Maometto rifiuta le condizioni dettate da lui medesimo</td> <td class="pag"><a href="#Page_165">165</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 giugno. Croja s'arrende a Maometto, che viola la capitolazione</td> <td class="pag"><a href="#Page_166">166</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maometto assedia Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_167">167</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>27 luglio. Terribile assalto dato a Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_168">168</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Maometto occupa varie piazze dell'Albania</td> <td class="pag"><a href="#Page_170">170</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attacca di nuovo il Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_171">171</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli affari di Cipro tengono la repubblica di Venezia inquieta</td> <td class="pag"><a href="#Page_172">172</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>27 agosto. I Veneziani chiudono nella fortezza di Padova i figli di Giacomo di Lusignano</td> <td class="pag"><a href="#Page_173">173</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_431"></a>[431]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478</td> <td>Estremità cui trovasi ridotta Scutari</td> <td class="pag"><a href="#Page_174">174</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>18 novembre. Il senato disposto di accettare la pace ad ogni condizione</td> <td class="pag"><a href="#Page_176">176</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>26 gennajo. Giovanni Dario, ambasciatore di Venezia, fa la pace col Sultano</td> <td class="pag"><a href="#Page_176">176</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>La repubblica assegna pensioni agli abitanti di Scutari, che abbandonano la loro patria ceduta ai Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_178">178</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 aprile. Si pubblica in Venezia la pace coi Turchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_179">179</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVII.</span> <i>Sisto IV attira gli Svizzeri in Italia; loro vittoria sui Milanesi a Giornico. — Eccita Lodovico il Moro ad occupare il governo di Milano. Cattivo stato degli affari di Lorenzo de' Medici; passa a Napoli, ove soscrive una pace, che compromette l'indipendenza della Toscana. Progetto del duca di Calabria sopra Siena; rivoluzioni di questa repubblica.</i> 1478 1480</td> <td class="pag"><a href="#Page_180">180</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>Gelosia degl'Italiani contro Venezia dopo la pace di Costantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_180">180</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Collera di Sisto IV contro di loro</td> <td class="pag"><a href="#Page_181">181</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Cerca di eccitare nuove guerre in Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_182">182</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1476-1478</td> <td>Principj del commercio delle indulgenze in Isvizzera</td> <td class="pag"><a href="#Page_183">183</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Sisto IV invita gli Svizzeri alle guerre d'Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_184">184</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Intrighi nella Svizzera del suo legato Guido di Spoleto</td> <td class="pag"><a href="#Page_185">185</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Novembre. Il cantone d'Uri dichiara la guerra al duca di Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_185">185</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_432"></a>[432]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli Svizzeri guastano i contorni dei laghi e minacciano Bellinzona</td> <td class="pag"><a href="#Page_186">186</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>gennajo. Battono il conte Torelli a Giornico</td> <td class="pag"><a href="#Page_187">187</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Pace tra il duca di Milano ed i cantoni svizzeri</td> <td class="pag"><a href="#Page_189">189</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Intrighi di Sisto IV col Sanseverino e cogli Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_189">189</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Debolezza dei Fiorentini nella loro guerra contro Roberto di Sanseverino</td> <td class="pag"><a href="#Page_190">190</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Animosità de' soldati di Braccio contro quelli dello Sforza, che servivano con loro nell'armata fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_191">191</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 settembre. L'armata fiorentina disfatta a Poggio imperiale, e loro fortezze prese dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_192">192</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I fratelli Sforza passano in Lombardia</td> <td class="pag"><a href="#Page_194">194</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>23 agosto, Tortona s'arrende a Lodovico Sforza, detto il Moro</td> <td class="pag"><a href="#Page_194">194</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 settembre. Viene richiamato a Milano dai nemici del conte Cecco Simonetta</td> <td class="pag"><a href="#Page_195">195</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 settembre, Lodovico il Moro fa imprigionare il Simonetta ed un anno dopo lo fa perire</td> <td class="pag"><a href="#Page_196">196</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>7 ottobre. Rinvia la duchessa Bona, e dichiara suo figlio maggiore di dodici anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_198">198</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>I Veneziani ed i Fiorentini vogliono opporre Renato II di Lorena a Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_199">199</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Diritti di Renato II di rappresentare la casa d'Angiò</td> <td class="pag"><a href="#Page_200">200</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I duchi di Calabria e d'Urbino invitano Lorenzo de' Medici a trattare con Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_201">201</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_433"></a>[433]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1479</td> <td>Disparere tra il re di Napoli ed il papa intorno alla guerra di Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_202">202</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Pericolosa situazione di Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_204">204</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>5 dicembre. Parte per trattare la pace a Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_205">205</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>Viene ricevuto in Napoli con grandissimi onori</td> <td class="pag"><a href="#Page_207">207</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Espone a Ferdinando i principj della sua politica</td> <td class="pag"><a href="#Page_208">208</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ferdinando vuole accertarsi se i nemici di Lorenzo non approfitteranno della sua assenza</td> <td class="pag"><a href="#Page_210">210</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>6 marzo. Ferdinando soscrive la pace colla repubblica fiorentina</td> <td class="pag"><a href="#Page_211">211</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 aprile. Lorenzo, tornato a Firenze rende la propria autorità più assoluta</td> <td class="pag"><a href="#Page_212">212</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Magnificenza e prodigalità di Lorenzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_213">213</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Progetti di Ferdinando sopra Siena, che l'avevano mosso a fare la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_214">214</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1403-1480</td> <td>Siena governata dai tre Monti riuniti, dei Nove, dei Riformatori e del Popolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_215">215</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Prosperità della repubblica sotto questo governo</td> <td class="pag"><a href="#Page_216">216</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Scontento delle parti escluse dal governo</td> <td class="pag"><a href="#Page_217">217</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>22 giugno. Il monte dei Riformatori escluso dal governo dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_219">219</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Nuovo governo disposto ad assoggettare Siena al re di Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_220">220</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Siena salvata dallo sbarco dei Turchi in Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_221">221</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_434"></a>[434]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXVIII.</span> <i>Maometto II conquista Otranto; Sisto IV, spaventato, fa la pace coi Fiorentini, ed il duca di Calabria lascia Siena per liberare Otranto. Morte di Maometto II. Nuova guerra accesa in tutta l'Italia da Sisto IV per il ducato di Ferrara. Passa dall'uno all'altro partito, ed all'ultimo muore di rabbia che sia conclusa la pace.</i> 1480-1484</td> <td class="pag"><a href="#Page_222">222</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>Spedizione di Maometto II contro l'isola di Rodi diretta da Mesithes</td> <td class="pag"><a href="#Page_222">222</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 luglio. Sbarco dei Turchi, condotti da Ackmet Giedik, ad Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_223">223</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 agosto. Presa d'Otranto ed uccisione degli abitanti</td> <td class="pag"><a href="#Page_223">223</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Veneziani avevano favoreggiata quest'invasione, ed il papa veniva accusato d'averli acconsentito</td> <td class="pag"><a href="#Page_225">225</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Spavento di Sisto IV vedendo i Turchi in Italia</td> <td class="pag"><a href="#Page_226">226</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Chiama tutti gl'Italiani a difendere la Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_227">227</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Il duca di Calabria parte da Siena per difendere il regno di suo padre</td> <td class="pag"><a href="#Page_228">228</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa, spaventato, acconsente a riconciliarsi coi Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_229">229</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>3 dicembre. Penitenza de' Fiorentini, e discorso che loro fa il papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_230">230</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>Marzo. I Fiorentini ricuperano le loro fortezze ai confini dello stato di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_233">233</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Paolo Fregoso mandato da Sisto IV contro Otranto</td> <td class="pag"><a href="#Page_234">234</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>3 maggio. Morte di Maometto II, che libera l'Italia del concepito terrore</td> <td class="pag"><a href="#Page_235">235</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_435"></a>[435]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>10 agosto. Otranto ripreso dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_236">236</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1480</td> <td>4 settembre. Il papa spoglia gli Ordelaffi del principato di Forlì, e lo dà a suo nipote Girolamo Riario</td> <td class="pag"><a href="#Page_237">237</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Estorsioni del papa per arricchire la finanza pontificia</td> <td class="pag"><a href="#Page_238">238</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1481</td> <td>Manda il Riario a Venezia per fare alleanza con quella repubblica</td> <td class="pag"><a href="#Page_240">240</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il Riario pensa a dividere con Venezia gli stati del duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_241">241</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Querele della repubblica di Venezia contra il duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_242">242</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>3 maggio. Il papa e la repubblica dichiarano la guerra al duca di Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_243">243</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Alleanza del re di Napoli, del duca di Milano e de' Fiorentini per difenderlo</td> <td class="pag"><a href="#Page_243">243</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra de' signori de' castelli nello stato di Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_244">244</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra de' Fieschi in Liguria, e dei Rossi nello stato di Parma</td> <td class="pag"><a href="#Page_245">245</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Difficoltà della guerra nelle paludi delle bocche del Po</td> <td class="pag"><a href="#Page_247">247</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino, generale de' Veneziani, occupa molti castelli</td> <td class="pag"><a href="#Page_248">248</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Federico di Montefeltro è nominato generale della lega che difende Ferrara</td> <td class="pag"><a href="#Page_250">250</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Un eremita vuole difendere Figheruolo con un miracolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_251">251</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 agosto. Il duca di Calabria disfatto a Campomorto, presso Velletri, da Roberto Malatesta generale del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_253">253</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_436"></a>[436]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>Ingratitudine del papa verso il Malatesta che muore di veleno l'undici di settembre</td> <td class="pag"><a href="#Page_253">253</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 settembre. Morte di Federigo di Montefeltro, duca d'Urbino</td> <td class="pag"><a href="#Page_255">255</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>14 ottobre. Prima apertura di pace tra Sisto IV e Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_258">258</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 dicembre. Sisto IV abbandona i Veneziani, e si attacca all'opposta lega</td> <td class="pag"><a href="#Page_259">259</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>10 gennajo. Pubblica un manifesto contro i Veneziani, ed in appresso gli scomunica</td> <td class="pag"><a href="#Page_260">260</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 febbrajo. Congresso di Cremona per attaccare i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_261">261</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si tratta la guerra assai mollemente</td> <td class="pag"><a href="#Page_262">262</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra di Toscana fatta ancora più vilmente</td> <td class="pag"><a href="#Page_264">264</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>9 maggio. Trattato dei Veneziani con Renato II di Lorena, che prendono al loro soldo</td> <td class="pag"><a href="#Page_265">265</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>30 agosto. La morte di Lodovico XI costringe Renato a tornare in Lorena</td> <td class="pag"><a href="#Page_266">266</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>24 maggio. Sisto IV scomunica i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_266">266</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>19 novembre. Fa cardinale un suo cameriere in età di vent'anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_269">269</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Maggio e giugno. La flotta Veneziana prende al re di Napoli Gallipoli e Policastro</td> <td class="pag"><a href="#Page_270">270</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Colonna perseguitati con accanimento da Riario, in Roma e ne' loro feudi</td> <td class="pag"><a href="#Page_270">270</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>Supplicio del protonotaro Lodovico Colonna</td> <td class="pag"><a href="#Page_271">271</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni di Girolamo Riario per ricuperare Rimini e Pesaro</td> <td class="pag"><a href="#Page_273">273</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_437"></a>[437]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>Raffreddamento tra gli alleati</td> <td class="pag"><a href="#Page_274">274</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 luglio. Morte di Federico, marchese di Mantova</td> <td class="pag"><a href="#Page_274">274</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni di Roberto di Sanseverino con Lodovico il Moro</td> <td class="pag"><a href="#Page_275">275</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>7 agosto. Pace di Bagnolo tra la lega ed i Veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_275">275</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I più deboli stati sagrificati dalla pace di Bagnolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_277">277</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Malcontento del papa quando conosce le negoziazioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_279">279</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>12 agosto. Ricusa di approvare e benedire la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_280">280</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 agosto. Muore dopo alcune ore per un accesso di gotta al petto</td> <td class="pag"><a href="#Page_281">281</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Suo gusto pei duelli chiusi</td> <td class="pag"><a href="#Page_281">281</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo LXXXIX.</span> <i>Elezione d'Innocenzo VIII; questo papa fa scoppiare la guerra tra Ferdinando ed i suoi baroni. — Il cardinale Paolo Fregoso doge di Genova. — Conquista di Sarzana fatta dai Fiorentini. Anarchia e pacificazione di Siena. — Congiura contra Girolamo Riario e contro Galeotto Manfredi.</i> 1484-1488</td> <td class="pag"><a href="#Page_283">283</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Autorità de' cardinali nella chiesa Romana</td> <td class="pag"><a href="#Page_283">283</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In qual modo i papi li rendevano ligi alle loro volontà</td> <td class="pag"><a href="#Page_284">284</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>In ogni elezione i cardinali cercavano di limitare le prerogative del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_286">286</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ma i papi si scioglievano dai loro giuramenti in virtù della loro supremazia</td> <td class="pag"><a href="#Page_288">288</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il diritto dello spergiuro guarentito alla santa sede da una bolla d'Innocenzo VI</td> <td class="pag"><a href="#Page_288">288</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Opposizione de' più virtuosi cardinali a questo scandalo</td> <td class="pag"><a href="#Page_289">289</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_438"></a>[438]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Condizioni imposte al futuro papa dopo la morte di Sisto IV</td> <td class="pag"><a href="#Page_290">290</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>29 agosto. Giovan Battista Cibo eletto papa col nome d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_292">292</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Aveva comperati i suffragi dei cardinali con segreti contratti</td> <td class="pag"><a href="#Page_293">293</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Carattere d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_294">294</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si mostra nemico di Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_295">295</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Odio de' sudditi di Ferdinando contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_296">296</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Innocenzo interrompe il commercio del monopolio, stabilito tra Sisto IV e Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_297">297</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485</td> <td>Indipendenza degli abitanti dell'Aquila</td> <td class="pag"><a href="#Page_298">298</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>28 giugno. Sono privati dei loro diritti dal duca di Calabria</td> <td class="pag"><a href="#Page_300">300</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Innocenzo VIII li prende sotto la sua protezione</td> <td class="pag"><a href="#Page_301">301</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Assemblea a Melfi de' baroni napolitani nemici del re</td> <td class="pag"><a href="#Page_302">302</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il duca di Calabria attacca i baroni malcontenti</td> <td class="pag"><a href="#Page_303">303</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Fiorentini e Lodovico Sforza promettono soccorsi a Ferdinando</td> <td class="pag"><a href="#Page_304">304</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Negoziazioni dei baroni di Napoli e d'Innocenzo VIII con Renato II</td> <td class="pag"><a href="#Page_305">305</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il re manda Federico, suo figlio, per offrire ai baroni le più vantaggiose condizioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_307">307</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485</td> <td>Ferdinando fa marciare il duca di Calabria contro Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_308">308</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Pratiche de' Fiorentini per far ribellare lo stato della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_309">309</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_439"></a>[439]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 maggio. Vittoria del duca di Calabria al ponte di Lamentana, senza effusione di sangue</td> <td class="pag"><a href="#Page_309">309</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Innocenzo VIII spaventato vuol fare la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_310">310</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Mediazione di Ferdinando e d'Isabella, re d'Arragona e di Castiglia</td> <td class="pag"><a href="#Page_311">311</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>11 agosto. Trattato di Roma con cui Ferdinando accorda al papa ed ai baroni tutte le loro domande</td> <td class="pag"><a href="#Page_312">312</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 agosto. Ferdinando fa perire tutti i suoi nemici che può far arrestare in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_313">313</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Settembre. Occupa l'Aquila, e ne scaccia le truppe del papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_315">315</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>10 ottobre. Arresta e fa perire tutti i baroni, ai quali aveva accordata la pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_315">315</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Roberto di Sanseverino, abbandonato dal papa, viene disfatto</td> <td class="pag"><a href="#Page_317">317</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il papa si assoggetta alla violazione della pace di Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_317">317</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Si riconcilia con Lorenzo dei Medici, e gli dà tutta la sua confidenza</td> <td class="pag"><a href="#Page_318">318</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Novembre. Fa sposare a suo figlio una figlia di Lorenzo, e promette al figlio di Lorenzo un cappello di cardinale</td> <td class="pag"><a href="#Page_321">321</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>Mediazione del Medici per terminare la guerra d'Osimo, il di cui signore chiamava i Turchi nello stato della Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_323">323</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>25 novembre. Paolo Fregoso arresta suo nipote Battista, e si fa doge di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_325">325</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Sarzana e Pietra Santa cedute alla banca di san Giorgio di Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_326">326</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_440"></a>[440]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484</td> <td>Ottobre. I Fiorentini assediano Pietra Santa</td> <td class="pag"><a href="#Page_327">327</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Crudeli malattie nel campo degli assedianti</td> <td class="pag"><a href="#Page_328">328</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 novembre. Pietra Santa si arrende ai Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#Page_329">329</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1485-1486</td> <td>Negoziazioni per la pace tra Paolo Fregoso, e Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_330">330</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>22 maggio. I Fiorentini occupano Sarzana</td> <td class="pag"><a href="#Page_331">331</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Luglio. Alleanza di Paolo Fregoso e di Lodovico Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_332">332</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I vecchi partigiani di Paolo Fregoso si uniscono agli Adorni contro di lui</td> <td class="pag"><a href="#Page_334">334</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Agosto. Paolo Fregoso, attaccato dai Fieschi e dagli Adorni, si salva nella fortezza</td> <td class="pag"><a href="#Page_335">335</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra civile in Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_336">336</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Progetto di divisione della repubblica tra gli Adorni ed i Fregosi</td> <td class="pag"><a href="#Page_338">338</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Agostino Adorno viene di nuovo esigliato nel Friuli</td> <td class="pag"><a href="#Page_339">339</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Ottobre. Paolo Fregoso si ritira a Roma, ove muore il 2 marzo del 1498</td> <td class="pag"><a href="#Page_340">340</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici geloso di tutte le repubbliche</td> <td class="pag"><a href="#Page_341">341</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Turbolenze di Siena da lui fomentate ed aizzate</td> <td class="pag"><a href="#Page_342">342</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1483</td> <td>14 giugno. Si associa ai demagoghi di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_343">343</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Tutti gli emigrati di Siena, sebbene di contraria fazione, fanno tra di loro pace</td> <td class="pag"><a href="#Page_344">344</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>21 luglio. Partono da Staggia, dove si erano adunati, per sorprendere Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_345">345</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il governo rivoluzionario di Siena viene atterrato da un branco di congiurati</td> <td class="pag"><a href="#Page_346">346</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_441"></a>[441]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Tutti gli ordini vengono ammessi a prendere parte nel governo di Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_348">348</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Congiure ne' piccoli principati di Romagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_349">349</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>14 aprile. Girolamo Riario assassinato a Forlì dalle sue guardie</td> <td class="pag"><a href="#Page_350">350</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Coraggio della sua vedova, Catarina Sforza</td> <td class="pag"><a href="#Page_351">351</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>29 aprile. Ottaviano Riario succede a suo padre, sotto la tutela di Catarina</td> <td class="pag"><a href="#Page_353">353</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>31 maggio. Galeotto Manfredi signore di Faenza, assassinato da sua moglie, Francesca Bentivoglio</td> <td class="pag"><a href="#Page_354">354</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna, viene a Faenza per soccorrere sua figlia, ed è fatto prigioniere dagli abitanti</td> <td class="pag"><a href="#Page_355">355</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Vantaggi che Lorenzo de' Medici trae da queste due rivoluzioni</td> <td class="pag"><a href="#Page_356">356</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="cap"><span class="smcap">Capitolo XC.</span> <i>La Regina Catarina Cornaro abbandona l'isola di Cipro ai Veneziani. — Zizim a Roma. — Apparente riposo di tutta l'Italia. — Stato dell'Europa e pronostici di nuove burrasche. — Morte di Lorenzo de' Medici, e d'Innocenzo VIII.</i> 1488-1492</td> <td class="pag"><a href="#Page_358">358</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Fermezza della repubblica veneta nelle sue relazioni col papa</td> <td class="pag"><a href="#Page_358">358</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>Guerra de' Veneziani con Sigismondo, conte del Tirolo</td> <td class="pag"><a href="#Page_360">360</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>9 agosto. Roberto di Sanseverino è ucciso presso l'Adige</td> <td class="pag"><a href="#Page_361">361</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Guerra tra Bajazette II e Cait-Bai, soldano d'Egitto</td> <td class="pag"><a href="#Page_362">362</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>Agosto. L'armata turca sconfitta ad Isso dai Mamelucchi</td> <td class="pag"><a href="#Page_363">363</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_442"></a>[442]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il senato Veneziano ne prende motivo per forzare Caterina Cornaro ad abdicare la corona di Cipro</td> <td class="pag"><a href="#Page_363">363</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1489</td> <td>24 gennajo. Giorgio Cornaro si reca da sua sorella per indurla a cedere il suo regno</td> <td class="pag"><a href="#Page_365">365</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>15 febbrajo. La regina si congeda dagli abitanti di Nicosia</td> <td class="pag"><a href="#Page_366">366</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>20 giugno. Si ritira ad Asolo nel Trivigiano</td> <td class="pag"><a href="#Page_367">367</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482</td> <td>Gem o Zizim, fratello di Bajazette II, si rifugia a Rodi</td> <td class="pag"><a href="#Page_368">368</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1482-1489</td> <td>Vive nell'Alvergna in una commenda dell'ordine di san Giovanni</td> <td class="pag"><a href="#Page_369">369</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>13 marzo. Entra in Roma in gran pompa</td> <td class="pag"><a href="#Page_371">371</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>Maggio. Trama scoperta a Roma per assassinarlo</td> <td class="pag"><a href="#Page_373">373</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1484-1492</td> <td>Malfattori impuniti a Roma. Venalità della giustizia</td> <td class="pag"><a href="#Page_373">373</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>False bolle vendute a nome del papa per autorizzare i delitti</td> <td class="pag"><a href="#Page_375">375</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478-1492</td> <td>Lo spirito di persecuzione cresce coll'immoralità del clero</td> <td class="pag"><a href="#Page_376">376</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1478-1482</td> <td>L'inquisizione stabilita in Ispagna da Sisto IV, ne scaccia in tempo del suo regno, 170,000 famiglie giudee</td> <td class="pag"><a href="#Page_377">377</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Isabella scusata per avere confiscati, per cupidigia, i beni de' Giudei</td> <td class="pag"><a href="#Page_378">378</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Tutti gli scrittori del secolo approvano la persecuzione, ed al più biasimano i mezzi adoperati</td> <td class="pag"><a href="#Page_379">379</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>I Giudei esiliati portano a Genova la peste nel loro passaggio</td> <td class="pag"><a href="#Page_381">381</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1487</td> <td>12 marzo. Tentativi di un monaco per far assassinare i Giudei in Firenze ed in Siena</td> <td class="pag"><a href="#Page_381">381</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_443"></a>[443]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>Tentativi di un altro monaco per eccitare la persecuzione in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_383">383</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Persecuzione della <i>vaudoisie</i> ad Arras</td> <td class="pag"><a href="#Page_384">384</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486</td> <td>30 settembre. Innocenzo VIII ordina ai magistrati italiani d'eseguire le sentenze dei tribunali dell'inquisizione senza esame</td> <td class="pag"><a href="#Page_385">385</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Le più violenti persecuzioni cominciarono quarant'anni prima della riforma</td> <td class="pag"><a href="#Page_387">387</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1489</td> <td>Marzo. Innocenzo VIII nomina cardinale Giovanni de' Medici dell'età di 13 anni</td> <td class="pag"><a href="#Page_389">389</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Arroganza di Lorenzo de' Medici nel governo di Firenze</td> <td class="pag"><a href="#Page_391">391</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Gli annali fiorentini in quest'epoca senza interesse</td> <td class="pag"><a href="#Page_392">392</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>13 agosto. I Fiorentini fanno fallire lo stato per salvare Lorenzo da un fallimento</td> <td class="pag"><a href="#Page_393">393</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1462-1506</td> <td>Potenza di Giovan Bentivoglio in Bologna</td> <td class="pag"><a href="#Page_395">395</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488</td> <td>27 novembre. Congiura de' Malvezzi contro Bentivoglio, e loro supplicio</td> <td class="pag"><a href="#Page_397">397</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1491</td> <td>6 giugno. Congiura degli Oddi a Perugia contro i Baglioni, e loro sconfitta</td> <td class="pag"><a href="#Page_398">398</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>Il duca di Milano acconsente a tenere Genova in feudo dalla Francia</td> <td class="pag"><a href="#Page_400">400</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1488-1492</td> <td>Stato delle altre potenze d'Europa. La Francia governata da madama di Beaujeu</td> <td class="pag"><a href="#Page_400">400</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Massimiliano in guerra coi Fiamminghi, e Federico III scacciato dall'Austria</td> <td class="pag"><a href="#Page_401">401</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>5 aprile. Morte di Mattia Corvino; guerre civili d'Ungheria</td> <td class="pag"><a href="#Page_403">403</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="pagenum"><a id="Page_444"></a>[444]</span></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1486-1492</td> <td>La strada delle Indie e quella dell'America aperte al Portogallo ed alla Spagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_405">405</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>2 gennajo. Granata conquistata dal re di Spagna</td> <td class="pag"><a href="#Page_405">405</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Formazione delle grandi potenze che devono subentrare alle piccole sul teatro della storia</td> <td class="pag"><a href="#Page_406">406</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Doveva necessariamente cominciare una nuova epoca</td> <td class="pag"><a href="#Page_406">406</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lorenzo de' Medici non ritardò la rivoluzione</td> <td class="pag"><a href="#Page_408">408</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Il progetto di Neri Capponi e di Sisto IV avrebbe solo potuto salvare l'indipendenza italiana</td> <td class="pag"><a href="#Page_410">410</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Lodovico il Moro, chiamando i Francesi in Italia, non fece che ciò che fu fatto venti altre volte</td> <td class="pag"><a href="#Page_412">412</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>4 giugno. Pace di Ferdinando di Napoli colla Chiesa</td> <td class="pag"><a href="#Page_413">413</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1490</td> <td>27 settembre. Letargo d'Innocenzo VIII, pel quale viene creduto morto</td> <td class="pag"><a href="#Page_415">415</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="anno">1492</td> <td>Tentativo di un medico per ringiovenire Innocenzo VIII col mezzo della trasfusione del sangue</td> <td class="pag"><a href="#Page_416">416</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>25 luglio. Morte d'Innocenzo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>8 aprile. Morte di Lorenzo dei Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Politica di Lorenzo de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_417">417</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Somma sua attitudine alle arti, alla poesia e alla filosofia</td> <td class="pag"><a href="#Page_418">418</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td> <td>Attrattive del suo carattere, che pure contribuisce alla sua fama</td> <td class="pag"><a href="#Page_420">420</a></td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p class="pad2 center large">
+<span class="smcap">Fine della Tavola.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<p>
+<a id="note1" href="#tag1">1.</a> Era nato il primo di gennajo del 1448.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note2" href="#tag2">2.</a> <i>Cronaca di Leonardo Morelli, t. XIX,
+Deliz. Erud., p. 185.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note3" href="#tag3">3.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 328. — Scip. Ammirato,
+l. XXIII, p. 106. — Jo. Mich. Bruti,
+l. V, p. 103-106. — Ricordi di Lorenzo de' Medici
+p. 45</i>. — Roscoe (<i>Life of Lorenzo. Capit.
+III, p. 132</i>) dubita dell'intervento del Soderini,
+perchè Lorenzo ne' suoi <i>Ricordi</i> non ne parla. Il
+signor Roscoe suppone che la memoria de' servigi
+renduti dalla famiglia di Lorenzo, le sue straniere
+parentele, che pure gli facevano torto agli occhi
+de' Fiorentini, e l'immensa sua ricchezza, bastassero
+per dargli senza difficoltà un'autorità così
+vivamente contrastata al di lui padre. Il signor
+Roscoe, ingannato dalla proporzione variabile del
+fiorino alla lira, commette un grave abbaglio
+rispetto a tale ricchezza, valutando il fiorino
+d'oro due scellini e sei <i>pences</i>, invece di dieci suo
+vero valore. Secondo il suo conto la sostanza di
+Piero de' Medici non sarebbe ammontata a 30,000
+lire sterline di capitale, locchè non sarebbe al
+certo bastato per comperare la libertà del più
+ricco stato dell'Europa. Ma il signor Roscoe,
+com'è costume di tutti i biografi, tutto fa piegare
+a vantaggio del suo eroe: allontana più di cent'anni
+la prima apparizione di un Medici nella
+<i>storia fiorentina</i>; il qual Medici fu all'assedio di
+Scarperia l'anno 1351, non nel 1251, com'egli
+dice alla <i>p. 8</i>. Dà maggior peso a tutti i servigi
+di quella famiglia; ne rimpicciolisce, o tace tutti
+i delitti; per ultimo dissimula lo spirito indipendente
+e sospettoso de' Fiorentini, ch'erano
+ancora lontani assai dal sottoporsi volontariamente
+al giogo di un principe, sebbene permettessero
+che la libertà loro fosse scossa da una fazione.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note4" href="#tag4">4.</a> <i>Antonii de Ripalta Annales Placentini,
+p. 929.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note5" href="#tag5">5.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 108.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note6" href="#tag6">6.</a> <i>Ivi.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note7" href="#tag7">7.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VII, p. 336. — Jo.
+Mich. Bruti l. V, p. 114.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note8" href="#tag8">8.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VII, p. 330-336. — Scip.
+Ammirato, l. XXIII, p. 107. — Filippo
+de' Nerli Comment., l. III, p. 53. — Jo.
+Mich. Bruti, l. V, p. 107.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note9" href="#tag9">9.</a> <i>Antonii Hyvani Commentar. de Bello Volaterrano,
+t. XXIII, Rer. It. p. 9.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note10" href="#tag10">10.</a> <i>Antonii Hyvani Commentar., p. 14.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note11" href="#tag11">11.</a> <i>Ant. Hyvani Comment. de bello Volaterrano,
+t. XXIII, p. 5-20. — Scip. Ammirato,
+l. XXIII, p. 111. — Machiavelli Istor., l. VII,
+p. 338-342. — Annales Forolivienses, l. XXII,
+p. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note12" href="#tag12">12.</a> <i>Stefano Infessura Diario Romano, p. 1142.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note13" href="#tag13">13.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 395, p. 333, et apud
+Rayn. Ann. Eccles. 1471, § 66, p. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note14" href="#tag14">14.</a> <i>Vita Sixti IV Platinae tributa, t. III,
+p. II, p. 1057.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note15" href="#tag15">15.</a> <i>Vitae Roman, Pont. t. III, p. II, p, 1059. — Card.
+Papiens. Epist. 439, p. 760. — Ann.
+Eccl. 1472, § 56, p. 247.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note16" href="#tag16">16.</a> <i>Hieron. de Bursellis Ann. Bonon., p. 901.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note17" href="#tag17">17.</a> <i>Vitae Roman. Pont., t. III, p. II, p. 1060. — Hier.
+de Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII,
+p. 900.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note18" href="#tag18">18.</a> <i>Papiens. Card. Epist, 548 ad Francis.
+Gonzagam cardinalem, p. 821. — Ann. Eccles.
+1474, § 22-23, p. 256. — Onofrio Panvinio
+Vita di Sisto IV ad calcem Platinae, edit. Ven.
+1730, p. 456.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note19" href="#tag19">19.</a> <i>Diario di Stefano Infessura, p. 1144. — Gio.
+Battista Pigna, l. VIII, p. 789.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note20" href="#tag20">20.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, p. 1144. — Roman.
+Pont. Vitae, p. 1060. — Bernard. Corio
+Hist. Milan., p. VI, p. 976.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note21" href="#tag21">21.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 589-590, p. 838,
+839.</i> Le citazioni del Raynaldi non si riferiscono
+esattamente a queste lettere. Indica l'ultima
+come fosse la 588 e 589. — <i>Vitae Rom. Pont.,
+t. III, p. II, p. 1062.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note22" href="#tag22">22.</a> <i>Card. Papiens. Epist. 568, p. 832. — Raynal.
+Ann. Eccl. 1474, § 21, p. 256. — Vitae
+Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1062.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note23" href="#tag23">23.</a> <i>Roman. Pont. Vitae, t. III, p. II, p. 1061. — Onofrio
+Panvino, Vita di Sisto IV, p. 457.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note24" href="#tag24">24.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 113.</i> Spedirono
+nello stesso tempo un'ambasciata a Lodovico
+XI per domandare la sua protezione. <i>Continuat.
+de Monstrelet. Chr. Vol. III, f. 179.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note25" href="#tag25">25.</a> <i>Epist. Card, Papiens. 570, p. 833. — Raynald.
+Ann. 1474, § 17, p. 256.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note26" href="#tag26">26.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 345.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note27" href="#tag27">27.</a> <i>Scip. Amm., l. XXIV, p. 113.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note28" href="#tag28">28.</a> <i>Vitae Roman. Pont., l. XXIV, p. 113.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note29" href="#tag29">29.</a> <i>Gio. Batt. Pigna Storia de' Principi d'Este,
+l. VIII, p. 794.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note30" href="#tag30">30.</a> Bolla del gennajo 1476. <i>In Lib. Bullarum,
+l. XXIII, p. 91. — Ann. Eccl. Rayn. 1476,
+§ 5, p. 265.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note31" href="#tag31">31.</a> Lo storico Michele Michovias era contemporaneo,
+e canonico di Cracovia in principio
+del XVI secolo. <i>Chron. Polon., l. IV, c. 70.
+Rayn. Ann. Eccl. 1474, § 10, p. 254. — Andrea
+Navagero Stor. Venez., p. 1144.</i> Stefano,
+Vayvoda di Valacchia e di Moldavia, è uno degli
+eroi favoriti di Dlugoss, storico polacco, suo
+contemporaneo. Nel 1467 aveva sconfitto Mattia
+Corvino (<i>l. XIII, p. 418</i>); nel 1469 aveva
+vinto Pietro, suo emulo, ed in appresso i Cosacchi
+Zaporovi, ed aveva esercitate su gli uni
+e su gli altri le più orribili crudeltà. Ivi, p. 445-450.
+Aveva poi fatto la guerra a Radul, figlio
+di Blado Dracula, vayvoda di Bessarabia, e
+l'aveva forzato a darsi in braccio ai Turchi,
+<i>p. 508, 516</i>. Finalmente la sua vittoria presso
+le paludi di Rackowieckz, e presso il fiume
+Berlad, sopra il Beglierbey di Romania, il supplicio
+di tutti i prigionieri, il digiuno de' vincitori
+a pane ed acqua, sono raccontati colle
+medesime circostanze da Dlugoss e da Michovias.
+<i>Hist. Polon., l. XIII, p. 526. — Demet. Cantemir,
+l. III, c. 1, § 29, p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note32" href="#tag32">32.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1476, § 6 e 7, p. 265.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note33" href="#tag33">33.</a> Marino Barlesio, quello che scrisse la vita
+di Scanderbeg, comincia la sua storia del secondo
+assedio di Scutari sua patria con una
+buona descrizione di quella città. Ci fa sapere
+ch'era stata data in pegno alla signoria di Venezia
+da Giorgio Balsitsch, principe epirota,
+contemporaneo d'Amurat II e di Scanderbeg;
+che la città, ruinata dalle precedenti scorrerie dei
+Turchi, più non dilatavasi sulle due rive dell'antico
+lido del Lodrino, che in addietro gettavasi
+nella Bogiana, e che oggi bagna Lisso, e sbocca
+in mare dieci miglia al di sotto. Scutari trovavasi
+in allora chiusa presso al confluente dei due
+fiumi, nel recinto medesimo che serviva di fortezza
+alla città nei tempi della sua più grande
+prosperità. <i>Marinus Barletius de Scodrensi expugnatione,
+l. I, p. 391, edit. Basil., f. 1556.
+Ad calcem Laonici Chalcocondylæ.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note34" href="#tag34">34.</a> <i>Marin. Barletius de Scodrensi expugn.,
+l. II, p. 393. — Coriol Cepio de reb. Venet.,
+l. III, p. 367.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note35" href="#tag35">35.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1141-1143. — Coriol.
+Cepio, l. III, p. 363-368. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1474, § 12, 13, p. 254. — M.
+A. Sabellico, Dec. III, l. X, f. 220-221.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note36" href="#tag36">36.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1143. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, p. 222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note37" href="#tag37">37.</a> <i>And. Navagero, p. 1144.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note38" href="#tag38">38.</a> <i>M. A. Sabellici Dec. III, l. X, p. 222. — And.
+Navagero, p. 1146</i>. Ma egli differisce
+quest'assedio al 1477.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note39" href="#tag39">39.</a> <i>M. A. Sabellico. Dec. III, l. X, f. 222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note40" href="#tag40">40.</a> <i>Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 626.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note41" href="#tag41">41.</a> <i>Sansovino Origine ed Imperio de' Turchi,
+l. II, f. 167.</i> Un altro tentativo dei Genovesi
+di Caffa per accrescere la guarnigione aveva
+avuto men fortunato fine. Galeazzo, uno de' magistrati
+di quella colonia, era andato in Polonia
+nel 1463, ed aveva ottenuto dal re Casimiro
+la licenza di levarvi cinquecento cavalieri; ma
+nel condurli verso Caffa, nell'attraversare le
+province russe dipendenti dalla Lituania, questi
+soldati mal disciplinati bruciarono il borgo di
+Bracslaw. Michele Czartoryski, signore della provincia,
+gli inseguì per vendicarsene, ed avendoli
+raggiunti sulle rive del Bug, gli uccise tutti, ad
+eccezione di Galeazzo e de' cittadini di Caffa che
+lo avevano accompagnato. <i>Dlugossi Hist. Polon.,
+l. XIII, p. 318.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note42" href="#tag42">42.</a> Giuseppe Barbaro, quello stesso che fu
+mandato per la Scizia ad Hussun Cassan, descrive
+questa guerra alquanto confusamente. Pure
+la sua lunga dimora in Caffa, ed alla Tana, ove
+aveva vissuto come mercante quasi della sua infanzia,
+la conoscenza che aveva della lingua tartara,
+e le sue relazioni in paese, fanno sì che
+la di lui relazione sia uno de' più curiosi monumenti
+del secolo. Fu raccolta da Jacopo Gender
+d'Heroltzberg e stampata in calce alla <i>Storia di
+Persia di P. Bizarro</i>. Francfort, <i>in fol. 1601</i>:
+rispetto alla presa di Caraffa ved. <i>p. 453</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note43" href="#tag43">43.</a> <i>Laudivius vezanensis, Lunensis Eques Hierosol.
+Cardinali Papiensi epist. 661, p. 873. — Ubertus
+Folieta, l. XI, p. 627-628. — P. Bizarro
+S. P. Q. Gen. Hist., l. XIV, p. 327. — Agostino
+Giustiniani Ann. di Genova, l. V,
+f. 226. — Turco Græciæ Hist. Polit., l. I,
+p. 25. — Raynald. Ann. 1475, p. 262.</i> Il kan,
+ossia imperatore de' Tartari, era allora Nurduwlad,
+il quale era, nel 1466, succeduto a suo padre
+Ecziger Gierai. (<i>Dlugoss. Hist. Polon., l. XIII,
+p. 403</i>). Regnava ancora nel 1478 (<i>ivi, p. 566</i>);
+ma la sua autorità non era abbastanza riconosciuta.
+Gli abitanti di Caffa avevano persuaso,
+nel 1469, suo fratello Mengili Gierai a ribellarsi
+contro di lui (<i>ivi, p. 438</i>). L'altro di lui fratello,
+Aydar, aveva, in disprezzo de' suoi ordini,
+invasa la Russia e la Podolia con un'armata
+tartara nel 1474 (<i>ivi, p. 514</i>), ed i borghigiani
+di Caffa eransi avvezzati a riguardarsi quali arbitri
+dei principi tartari loro vicini. La conquista
+della Bessarabia, fatta da Maometto II nel 1474,
+avrebbe dovuto aprir loro gli occhi sul pericolo.
+L'occupazione di Caffa sparse in tutto il Settentrione
+la più grande costernazione, perciocchè
+questa città era il solo punto di comunicazione
+tra gli Europei ed i Persiani, egualmente nemici
+de' Turchi, e che sentivano il bisogno di concertare
+le loro operazioni. <i>Dlugoss Hist. Polon.
+l. XIII, p. 533.</i> Mengili Gierai, il quale fu
+trovato da Achmet Giedik in Caffa, ove erasi
+rifugiato sotto la protezione dei Genovesi, e che
+allora ebbe da Maometto II un'armata con cui
+vinse suo fratello, fu il primo kan dei Tartari
+che ricevesse l'investitura dai Turchi, e che
+facesse recitare nelle pubbliche preghiere il nome
+del sultano. <i>Demetrius Kantemir. Hist. Ottom.,
+l. III, c. 1, § 28, p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note44" href="#tag44">44.</a> <i>Ann. Eccl. 1475, § 28, p. 262.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note45" href="#tag45">45.</a> <i>Tutti eseguirono ciò che avevano progettato,
+niuno ne raccolse il frutto</i>; quale più utile lezione
+di questa per convincere gl'incauti che
+pensassero di tentare novità contro uno stato
+qualunque! <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note46" href="#tag46">46.</a> L'autore, che altrove conosce per legittime
+le tre specie di governo ammesse da Aristotele,
+ed in particolare il governo monarchico che si
+mantiene con buone e sagge leggi fatte pel bene
+de' suoi popoli, è cosa manifesta, che qui non
+parla che de' governi rigorosamente chiamati tirannici;
+e sarebbe assurdo il credere che chiamasse
+vergognosa la servitù, o per meglio dire
+sudditanza verso il pacato governo di una monarchia
+legittima, e la di cui successione è regolata
+da leggi riconosciute universalmente; il
+che certamente non accadeva ne' principati che
+precedettero il XIV secolo in Italia, tranne
+quello della santa sede, del Monferrato, ec.
+<i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note47" href="#tag47">47.</a> Ecco l'indubitata sorte del cospiratore. È
+stato dai politici osservato, che le congiure dei
+pochi non riescono, perchè allora le forze dei cospiratori
+sono deboli, e che le congiure, dove
+prendono parte molti complici, vengono scoperte
+prima che abbiano esecuzione. Dunque, dice il
+nostro autore, non è dato di congiurare che all'individuo.
+Ma l'individuo non sarà mai il rappresentante
+della volontà del popolo, che anzi
+quasi tutti gli esempi di antiche e moderne cospirazioni
+individuali ci dimostrano, che personale
+odio e desiderio di privata vendetta pongono
+il pugnale in mano del cospiratore, non
+il desiderio di rendersi utile alla patria, che non
+può non detestare colui che turba l'ordine e la
+tranquillità del governo. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note48" href="#tag48">48.</a> Ciò sarà, quando uno cospira contro un
+usurpatore a favore del legittimo antico governo,
+che per secoli aveva formata la felicità d'un popolo,
+ma non quando la cospirazione tende a
+rovesciare il legittimo regnante per sostituirvi
+l'anarchia o un tiranno. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note49" href="#tag49">49.</a> Le difficoltà infinite che incontra il cospiratore,
+l'evidente pericolo di morte, ed anche
+d'infamia pubblica per le arti del tradimento che
+è forzato usare, devono ritrarre chiunque da
+così enorme attentato; ed il nostro autore, ponendo
+in vista al lettore tutti questi pericoli,
+le difficoltà e la mala riuscita che le congiure
+sortono quasi sempre, tende ad incutere un
+salutare terrore in chiunque osasse soltanto pensare
+a fare novità contro uno stabile legittimo
+governo. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note50" href="#tag50">50.</a> <i>Diario Ferrarese, t. XXIV, p. 250, 251. — Diario
+Sanese di Allegretto Allegretti, t.
+XXIII, p. 776.</i> — Gio. Battista Pigna, che nel
+1572 dedicò la sua storia dei principi d'Este ad
+Alfonso II, la chiude col 21 luglio del 1476, epoca
+della nascita del figlio d'Ercole, che fu poi Alfonso
+I. Termina cinque settimane prima della
+morte di Niccolò, ch'egli stesso indubitatamente
+risguarda come una macchia alla memoria d'Ercole.
+Il Pigna è un adulatore de' suoi principi, ed
+uno scrittore credulo; tutta la prima parte della
+sua storia non è meno favolosa che la genealogia
+innestata, quasi nella stessa epoca, dall'Ariosto
+e dal Tasso ne' loro poemi. Ma gli ultimi quattro
+libri, che comprendono gli anni 1472 al 1476,
+sono di grandissimo ajuto alla storia d'Italia:
+sono elegantemente scritti; gli avvenimenti delle
+altre parti dell'Europa, ed in particolare quelli
+che si riferiscono alla casa d'Este in Germania
+sono introdotti con arte; e quando la gloria
+della casa d'Este non è compromessa, i fatti
+vengono giudicati con abbastanza di buona critica
+e d'imparzialità.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note51" href="#tag51">51.</a> <i>Ant. Galli Comm. Rer. Gen. ab anno
+1476 ad an. 1478, Rer. Ital., t. XXII, p. 263.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note52" href="#tag52">52.</a> <i>Ant. Galli de Rebus Gen. Comment., p. 265. — Uberti
+Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 625.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note53" href="#tag53">53.</a> <i>Pietro Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist.,
+l. XIV, p. 329. — Agostini Giustiniani Storia
+di Genova, l. V, f. 228, EE.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note54" href="#tag54">54.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Genuens., p. 267. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 631. — P.
+Bizarri Hist. Genuens., l. XIV, p. 332. — Agost.
+Giustinani, l. V, f. 229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note55" href="#tag55">55.</a> <i>Ant. Galli de reb. Genuens. Comment.,
+p. 268. — Uberti Folietae Gen. Histor., l. XI,
+p. 632.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note56" href="#tag56">56.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 268. — Bern.
+Corio Ist. Milan., p. VI, p. 982.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note57" href="#tag57">57.</a> <i>Allegretto Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII,
+p. 777.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note58" href="#tag58">58.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 349. — Allegretti
+Diari Sanesi, l. XXIII, p. 777. — Diario Ferrarese,
+t. XXIV, p. 254.</i> Ma il Ripamonti attribuisce
+al Visconti ciò che gli altri attribuiscono
+al Lampugnani. <i>Hist. Mediol., l. VI,
+p. 630.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note59" href="#tag59">59.</a> <i>Giovio elogi degli uomini illustri, l. III,
+p. 179. — Tiraboschi, l. III, c. V, § 28, p. 95.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note60" href="#tag60">60.</a> Ecco una riprova di quanto ho avvertito in
+una precedente nota, che le particolari passioni
+di odio e di vendetta sono d'ordinario la vera
+causa delle congiure. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note61" href="#tag61">61.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 348. — Ubertus
+Folieta, l. XI, p. 632.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note62" href="#tag62">62.</a> <i>Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., l. III,
+c. V, § 28, p. 956.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note63" href="#tag63">63.</a> <i>Josephi Ripamontii Hist. Mediol., l. VI,
+p. 657.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note64" href="#tag64">64.</a> Così di que' tempi abusavasi maliziosamente
+o di buona fede della religione, chiamandola in
+soccorso di un attentato, che il divino autore
+della medesima aveva altamente disapprovato, ordinando
+di essere fedeli ed ubbidienti anche ai
+principi discoli. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note65" href="#tag65">65.</a> <i>Confessio Hieronymi Olgiati morientis, apud
+Ripamontium Histor. Med., l. VI, p. 649.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note66" href="#tag66">66.</a> Il patetico racconto che alcuni storici hanno
+fatto del doloroso distacco di Galeazzo dai proprj
+figli nell'atto di abbandonarli per andare alla
+chiesa di santo Stefano, ci fa quasi scordare i suoi
+difetti. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note67" href="#tag67">67.</a> <i>Ant. Galli de rebus Genuens., p. 269. — Machiavelli
+Ist., l. VII, p. 354. — Ubertus Folieta
+Gen. Hist., l. XI, p. 633. — Ant. de Ripalta
+An. Placen., t. XX, p. 952. — Diar. Parm.
+Anon., t. XVII, p. 247. — Bern. Corio, p. VI,
+p. 980.</i> Era in allora questo storico tra i paggi
+del seguito di Galeazzo.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note68" href="#tag68">68.</a> <i>Confessio Olgiati apud Ripamontium Hist.
+Med., l. VI, p. 630. In Grævii Thesauro Rer.
+Ital., t. II.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note69" href="#tag69">69.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 269. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 777. — Giovio
+elogi degli uomini illustri, l. III,
+p. 180.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note70" href="#tag70">70.</a> Anche i delitti più atroci perdono l'aspetto
+loro proprio, quando il fanatismo arriva a soffocare
+la ragione. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note71" href="#tag71">71.</a> <i>Machiavelli, l. VII, p. 355. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 653. — Agost.
+Giustiniani Ann., l, V. f. 230.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note72" href="#tag72">72.</a> Bolla in data del 3 delle calende di marzo.
+<i>Annal. Eccl. 1477, § I, p. 268.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note73" href="#tag73">73.</a> <i>Tirab. Stor. della Letter., l. I. cap. I, §
+IV, p. 18, secolo XV.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note74" href="#tag74">74.</a> <i>Diarium Parmense Anonym., t. XXII, p.
+250.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note75" href="#tag75">75.</a> <i>Ant. Galli de reb. Genuens, p. 271. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 635. — P.
+Bizzarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV,
+p. 338. — Agost. Giustiniani, An. di Genova,
+l. V, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note76" href="#tag76">76.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen. p. 271. — Uberti
+Folietae Genuens. Hist., l. XI, p. 635. — P.
+Bizarro S. P. Q. Genuens. Hist., l. XIV, p. 338. — Agost.
+Giustin. Ann. di Genova, l. V, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note77" href="#tag77">77.</a> <i>Ant. Galli p. 273. — Uberti Folietae, l.
+XI, p. 638. — Alb. de Ripalta Annal. Placent.,
+t. XX, p. 954. — P. Bizarro, l. XIV, p. 340. — Ag.
+Giustiniani, l. V, f. 232.</i> Il Bizarro in
+questa narrazione condanna l'Adorno, ed il Giustiniani
+lo difende.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note78" href="#tag78">78.</a> <i>Ant. Galli, p. 276. — Uberti Folietae,
+l. XI, p. 639.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note79" href="#tag79">79.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen. p. 276. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 640. — P. Bizzarro Hist.
+Genuens., l. XIV, p. 343. — Agost. Giustiniani,
+l. V, f. 223.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note80" href="#tag80">80.</a> <i>Ant. Galli, p. 277. — Uberti Folietae,
+l. XI, p. 641. — P. Bizarro, l. XV, p. 344.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note81" href="#tag81">81.</a> <i>Diarium Parmense, t. XXII, p. 259.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note82" href="#tag82">82.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 954.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note83" href="#tag83">83.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 954, 955. — Bern. Corio Istor. Milan., p.
+VI, p. 987. — Ant. Galli de Reb. Genuens.,
+p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note84" href="#tag84">84.</a> <i>Ant. Galli, p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note85" href="#tag85">85.</a> <i>Jos. Ripamontii, l. VI, p. 750. — Bernardino
+Corio, p. 983.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note86" href="#tag86">86.</a> <i>Scip. Ammirato Stor. Fior., l. XXIII,
+p. 111 a 114.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note87" href="#tag87">87.</a> <i>Ist. di Gio. Cambi, t. XXI, Deliz. Erud.,
+p. 1-3.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note88" href="#tag88">88.</a> <i>Jo. Mich. Brut. Hist. Florent., l. VI,
+p. 143.</i> — Alfieri seppe valersi di quest'opposto
+carattere nella sua tragedia della <i>Congiura dei
+Pazzi</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note89" href="#tag89">89.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 115.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note90" href="#tag90">90.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Jo.
+Mich. Bruti. Hist. Flor., l. VI, p. 140.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note91" href="#tag91">91.</a> <i>Machiavelli Ist., l. VIII, p. 361. — Jacopo
+Nardi Istor. Fiorentina, l. I, p. II.</i> Fa osservare
+che a' suoi tempi questa legge era tuttavia
+in vigore. <i>Jo. Mich. Bruti, l. VI, p. 142.</i>
+Il signor Roscoe, dissimulando la precisa natura
+di quest'ingiustizia, suppone che spetti ad un'epoca
+in cui Lorenzo, ancora giovinetto, era lontano
+dalla patria; ed adduce per prova queste
+frasi d'una lettera di Luigi Pulci a Lorenzo de'
+Medici, del 22 aprile 1465. «Ho chiamata più
+volte felicissima questa tua partenza, acciò che
+tu non abbi commesso peccato ad ajutare nella
+sua petizione nuovamente affermata quello con
+che l'<i>amico di Val d'Arno</i> del Corno, voleva
+entrare nell'orto del Borromeo per le mura;
+ovvero con che egli pota le pergole, quando
+non v'aggiugne d'appiè, col suo pennatuzzo.»
+Io non intendo abbastanza queste facezie in gergo
+del volgo, ma non so se il signor Roscoe le intendesse
+meglio di me. In ogni caso quand'anche
+si supponga che qui si tratti di Giovanni Borromei,
+che l'amico di Val d'Arno sia un Pazzi,
+perchè i Pazzi erano stati signori di Val
+d'Arno, che queste muraglie di giardino da
+scalarsi, questo pennato da tagliare le viti, abbiano
+un senso figurato, e non facciano piuttosto
+allusione ad imprese pur troppo reali di giovani
+di diciassett'anni, si tratterebbe pur sempre d'una
+intrapresa, nella quale Lorenzo de' Medici sarebbe
+stato compagno dell'amico di Val d'Arno, e sarebbe
+riuscito, per esempio come il suo matrimonio, non
+già di un'intrapresa diretta a spogliare quest'amico,
+la di cui petizione, egli dice, è stata confermata.
+Rendonsi necessarie più fondate supposizioni per
+distruggere la testimonianza di due storici quasi
+contemporanei, ed una legge lungo tempo esistente.
+Dobbiamo metterci in guardia contro un
+partigiano che scrive per la propria fazione, contro
+un adulatore di un principe che scrive per
+il suo sovrano, ed ancora contro un cittadino, che
+cerca di dare risalto alla gloria della sua patria:
+ma potevasi sospettare che a trecent'anni ed a
+trecento leghe di lontananza, un esperto scrittore
+impiegherebbe la più vasta erudizione per
+ingannare sè stesso e gli altri intorno all'importanza,
+ai diritti ed alle virtù del suo 'eroe?
+<i>Roscoe Life of Lorenzo, cap. IV. 182.</i> Merita
+poi osservazione che un dotto italiano, monsignor
+Fabroni, non abbia in tanti luoghi raddrizzati i
+giudizj del biografo inglese.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note92" href="#tag92">92.</a> Vedasi il Priorato. <i>Delizie degli Eruditi,
+t. XX, p. 140 e seguenti.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note93" href="#tag93">93.</a> <i>Nic. Macchiavelli, l. VIII, p. 359.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note94" href="#tag94">94.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 359. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 116. — Conjurationis
+Pactianae Comm. Politiani, p. 6.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note95" href="#tag95">95.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIII, p. 114. — Nic.
+Machiavelli, l. VII, p. 346.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note96" href="#tag96">96.</a> <i>Allegretto Allegretti Diari Sanesi, p. 782.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note97" href="#tag97">97.</a> <i>Nic. Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo.
+Mich. Bruti, l. VI, p. 146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note98" href="#tag98">98.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 364. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VI, p. 146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note99" href="#tag99">99.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note100" href="#tag100">100.</a> <i>W. Roscoe, Life of Lorenzo, c. V, p. 185.
+nota.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note101" href="#tag101">101.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 367. — Politianus
+Conjur. Pactianae Comment., p. 8-9.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note102" href="#tag102">102.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 368. — Scip. Ammirato,
+l. XXIV, p. 117. — Jo. Mich. Bruti,
+l. VI, p. 148.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note103" href="#tag103">103.</a> <i>Parumper Haesitatum est, cum obtruncando
+Laurentio miles delectus, et multa emptus
+mercede, negaret sese in loco sacro caedem ullam
+perpetraturum, deinde alio negotium suscipiente,
+qui familiarior, ut pote sacerdos, et
+ob id minus sacrorum locorum metuens. — Ant.
+Galli de reb. Genuens., t. XXIII, p. 282.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note104" href="#tag104">104.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 369. — Politiani
+Comment., p. 11.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note105" href="#tag105">105.</a> <i>Conjur. Pactianae Comm., p. 13 e 14. — Comment.
+di Ser Filippo Nerli, l. IV, p. 54.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note106" href="#tag106">106.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 373. — Conjurat.
+Pactianae Comment., p. 15. — Scip. Ammirato,
+l. XXIV, p. 118. — Diar. Parmense, t. XXII,
+p. 278.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note107" href="#tag107">107.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 375. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VI, p. 152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note108" href="#tag108">108.</a> <i>Comment. del Nerli, l. III, p. 55.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note109" href="#tag109">109.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 376.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note110" href="#tag110">110.</a> Assicura l'Allegretti, che ne' susseguenti
+giorni si fecero ancora morire più di duecento
+persone. <i>Diarj Sanesi, p. 784.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note111" href="#tag111">111.</a> <i>Strinatus apud Adimarum, in notis ad
+Conjurat. Pactianae Comment., p. 56. — Ann.
+Bonon. Hieron. de Bursellis, t. XXIII, p. 902.</i>
+Questo storico lo chiama Bernardo di Bandino
+Baroncelli. In fatti Bandino è in Toscana nome
+di battesimo; pure tutti gli altri prendono Bandini
+per nome di Famiglia.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note112" href="#tag112">112.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 378.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note113" href="#tag113">113.</a> <i>Bulla Sixti IV apud Raynald. Ann. Eccl.
+1478, § 10, p. 273.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note114" href="#tag114">114.</a> <i>Ivi, § 9, p. 272.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note115" href="#tag115">115.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 120.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note116" href="#tag116">116.</a> <i>Ann. Eccl 1478, § 12, p. 273, — Diarium
+Parmense, p. 279.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note117" href="#tag117">117.</a> I dieci della guerra nominati in questa
+occasione furono Lorenzo de' Medici, Tommaso
+Soderini, Luigi Guicciardini, Bongiani Gianfigliazzi,
+Piero Minerbetti, Bernardo Buongirolami,
+Roberto Lioni, Gedo Serristori, Antonio
+Dini e Niccolò Fedini. <i>Scip. Ammirato, l. XXIV,
+p. 120.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note118" href="#tag118">118.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 385.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note119" href="#tag119">119.</a> Il signor Roscoe ha pubblicata questa protesta,
+che forse non venne giammai formalmente
+sanzionata dal concilio toscano. <i>Appen. N.º 27,
+p. 114-153.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note120" href="#tag120">120.</a> Fu pure pubblicata dal signor Roscoe,
+<i>N.º 28, p. 154-172</i>. M. F. H. Egerton pubblicò
+in Parigi (il 25 marzo del 1814 in 4.º) una
+lettera della signoria di Firenze a Sisto IV in
+data del 21 luglio 1478. Questa lettera è nobile,
+soda ed elegantemente scritta.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note121" href="#tag121">121.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 123.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note122" href="#tag122">122.</a> <i>Ann. Eccl. 1478, § 13, p. 274.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note123" href="#tag123">123.</a> <i>Mémoires de Phil. de Comines, l. VI,
+ch. V. — Collect. Univ. des Mémoires, t. XII,
+p. 40.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note124" href="#tag124">124.</a> Il cardinale di Pavia morì l'11 settembre
+del 1479.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note125" href="#tag125">125.</a> <i>Card. Papiensis Epist. 693, 16 julii 1478. — Ann.
+Eccl. 1478, § 16, p. 274.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note126" href="#tag126">126.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1478, § 18, 19,
+p. 275. Ex Archiv. MS. Vaticani.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note127" href="#tag127">127.</a> Cioè risguardati come cittadini di una patria
+libera, che credono caduta sotto la tirannide di un
+privato, e che sperano di ritornare nel primo suo
+stato colla morte dell'ingiusto oppressore. Ma
+altri meno nobili motivi si erano ne' Pazzi associati
+a quelli di amor di patria, ed il loro attentato,
+ed i mezzi tutti posti in pratica per
+giugnere al loro fine, perdono quell'illusione che
+accompagna il disinteressato amor di patria. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note128" href="#tag128">128.</a> La cospirazione per essere legittima deve
+eseguirsi dalla maggiorità della nazione, o dai
+suoi rappresentanti, contro l'usurpatore del legittimo
+governo. Rispetto al duello possono consultarsi
+i pubblicisti che hanno parlato <i>ex professo</i>. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note129" href="#tag129">129.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 121.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note130" href="#tag130">130.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+t. XXII, p. 1209.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note131" href="#tag131">131.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note132" href="#tag132">132.</a> <i>Diario Sanese di Allegretto Allegretti,
+p. 785. — Orlando Malavolti Storia di Siena,
+p. III, l. III, f. 73.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note133" href="#tag133">133.</a> <i>Scipione Ammirato, l. XXIV, p. 127.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note134" href="#tag134">134.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 128.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note135" href="#tag135">135.</a> Si cominciava a que' tempi a contare la
+cavalleria per isquadroni, o <i>squadre</i>, per lo più
+di 75 uomini. Il duca d'Urbino ne aveva 109,
+ed i Fiorentini 94. <i>Diarium Parmense, p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note136" href="#tag136">136.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII,
+p. 784.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note137" href="#tag137">137.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 122. — Nicc.
+Machiavelli Istor., l. VIII, p. 380.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note138" href="#tag138">138.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 126. — Jo.
+Mich. Bruti Hist. Florent., l. VII, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note139" href="#tag139">139.</a> <i>Mémoires de Philippe de Comines, l. VI,
+c. VII, p. 53.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note140" href="#tag140">140.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130. — Nicc.
+Machiavelli, l. VIII, p. 392.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note141" href="#tag141">141.</a> <i>Anton. Galli de Reb. Gen., p. 284. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 281. — Uberti Folietæ Gen.
+Hist., l. XI, p. 642. — P. Bizarri Hist. Gen.,
+l. XV, p. 346. — Agost. Giustiniani, l. V,
+f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note142" href="#tag142">142.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen., p. 285. — Uberti
+Folietæ, l. XI, p. 643.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note143" href="#tag143">143.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Gen., p. 286. — Uberti
+Folietæ Gen. Hist., l. XI, p. 644. — Ann.
+Placent. Ant. de Ripalta, t. XX, p. 956. — P.
+Bizarri Hist. Gen., l. XV, p. 348. — Agost.
+Giustiniani, l. V, f. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note144" href="#tag144">144.</a> <i>Uberti Folietæ, l. XI, p. 644.</i> — Il giornale
+anonimo di Parma fa montare l'armata a
+20,000 uomini, <i>t. XXII Rer. Ital., p. 282</i>; ed
+altri a 28,000.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note145" href="#tag145">145.</a> <i>Ant. Galli de Reb. Cen., p. 290.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note146" href="#tag146">146.</a> <i>Ant. Galli, l. I, p. 289. — Ubertus Folieta,
+l. XI, p. 645.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note147" href="#tag147">147.</a> <i>Ubertus Folieta Gen. Hist., l. XI, p. 646. — P.
+Bizarri Hist. Genuens., l. XV, p. 350. — Agost.
+Giustiniani, l. V, f. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note148" href="#tag148">148.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., p. 291-292. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 284.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note149" href="#tag149">149.</a> <i>Ant. Galli de reb. Gen., l. II, p. 296-300.</i>
+Qui termina questo breve libro, scritto con calore,
+con eleganza e con amore grandissimo di
+libertà. <i>Diarium Parm., t. XXII, p. 287 e 290. — Ub.
+Folietae, l. XI, p. 647-648. — Ann.
+Placent., t. XX, p. 977. — P. Bizarri, l. XV,
+p. 353. — Agost. Giustin., l. V, f. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note150" href="#tag150">150.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 130.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note151" href="#tag151">151.</a> <i>Diar. Parmense, t. XXII, p. 280.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note152" href="#tag152">152.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 125. — Diarium
+Parm., p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note153" href="#tag153">153.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note154" href="#tag154">154.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1145.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note155" href="#tag155">155.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1146.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note156" href="#tag156">156.</a> <i>M. A, Sabellico Dec. III, l. X, f 223. — And.
+Navagero, p. 1147.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note157" href="#tag157">157.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 223.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note158" href="#tag158">158.</a> Demetrio Cantemirio attribuisce questa spedizione
+ad Achmet Giedick. l. III, <i>cap. I, § 32</i>;
+ed osserva che i nomi di Alabey, Amatbey, Marbeg
+non sono Turchi. Anche il Fuggero chiama Achmet
+il capo di questa spedizione, senza dire che
+fosse il visir. <i>Spiegel der Ehren, Buch V, cap. 25,
+p. 826.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note159" href="#tag159">159.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 224. — Marin
+Sanuto Vite, t. XXII, p. 1205.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note160" href="#tag160">160.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1148. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Diarium
+Parm., t. XXII, p. 268.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note161" href="#tag161">161.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1149. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note162" href="#tag162">162.</a> <i>And. Navagero, p. 1152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note163" href="#tag163">163.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1153. — Marinus
+Barletius de Scodrensi expugnatione.
+l. II, p. 399.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note164" href="#tag164">164.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Marin.
+Barletius de Scodrensi expugnatione
+l. II, p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note165" href="#tag165">165.</a> <i>And. Navagero, p. 1154</i>. — Mar. Barlezio
+ci conservò questa data, <i>l. II, p. 415.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note166" href="#tag166">166.</a> <i>And. Navagero, p. 1155. — Mar. Barletius
+de Scodrensi expugnatione, l. II, p. 420-432.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note167" href="#tag167">167.</a> <i>And. Navagero, t. XXIII, p. 1155. — M.
+A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 225. — Mar.
+Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III, p. 434.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note168" href="#tag168">168.</a> <i>Diarium Parmense, p. 284.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note169" href="#tag169">169.</a> <i>M. A. Sabellico Dec, III, l. X, f. 226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note170" href="#tag170">170.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1206.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note171" href="#tag171">171.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1156.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note172" href="#tag172">172.</a> <i>And. Navagero, p. 1157.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note173" href="#tag173">173.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1159-1160. — Demet.
+Cantemir, l. III, c. 1, § 32. — Callim.
+Experiens de Venetis contra Turcos,
+p. 419.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note174" href="#tag174">174.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. III, l. X, f. 226. — Mar.
+Barletius de Scodrensi expugnatione, l. III,
+p. 437-440.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note175" href="#tag175">175.</a> <i>And. Navagero, p. 1161-1162.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note176" href="#tag176">176.</a> Giovanni Adlzreitter negli Annali della
+Baviera, riporta le lettere del doge del 25 febbrajo
+1479, colle quali annuncia ai principi cristiani
+la necessità in cui si era trovato di fare la
+pace coi Turchi: Adlzreitter fa in pari tempo
+conoscere lo spavento che comprese tutto l'impero
+di Germania, quando seppesi che Maometto
+II non sarebbe più ritenuto dalle armi
+della repubblica di Venezia. <i>An. Boicae gentis,
+p. II, l. IX, c. 35, p. 193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note177" href="#tag177">177.</a> <i>Sixti IV liber Brevium et Bullarum; Epist.
+119 apud Rayn. Ann. Eccl. 1478, § 29, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note178" href="#tag178">178.</a> <i>Bulla Sixti IV, 16 kal. septembris 1479
+apud Raynald, § 11, p. 281.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note179" href="#tag179">179.</a> <i>Jo. Muller Geschichte der Schweiz. Buch. V,
+c. 11, p. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note180" href="#tag180">180.</a> <i>Ivi, p. 175.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note181" href="#tag181">181.</a> <i>Ivi, p. 169.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note182" href="#tag182">182.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 177. — Diarium Parmense, t. XXII,
+p. 290.</i> Muller scrisse Borelli invece di Torelli,
+errore corso senza dubbio nel copiare i proprj
+manoscritti.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note183" href="#tag183">183.</a> <i>Jo. Muller Geschichte dar Schweiz B. V,
+c. 11, p. 178.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note184" href="#tag184">184.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 181. — Diar. Parmense, t. XXII,
+p. 291. — Albert. de Ripalta An. Plac., t. XX,
+p. 958. — Bern. Corio Stor. Milan., p. VI,
+p. 991.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note185" href="#tag185">185.</a> <i>Muller Geschichte der Schweiz Buch. V,
+c. 11, p. 182. — Diar. Parmense, p. 303.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note186" href="#tag186">186.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 131. — Alb.
+de Ripalta An. Plac., p. 958.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note187" href="#tag187">187.</a> Il 27 di gennajo. <i>Diar. Parm., p. 295. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 132.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note188" href="#tag188">188.</a> <i>Ivi, p. 133.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note189" href="#tag189">189.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 134. — Diar.
+Parm., p. 303.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note190" href="#tag190">190.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VIII, p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note191" href="#tag191">191.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note192" href="#tag192">192.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 138. — Allegretto
+Allegretti Diar. Sanese, t. XXIII,
+p. 793. — Jo. Michaelis Bruti Hist. Flor.,
+l. VII, p. 170.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note193" href="#tag193">193.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Allegretto
+Allegretti, p. 795.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note194" href="#tag194">194.</a> <i>Diar. Parm., p. 315. — Alb. de Ripalta
+Ann. Plac., p. 958.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note195" href="#tag195">195.</a> <i>Diar. Parm., p. 316. — Bernard. Corio
+Ist. Milan., p. VI, p. 992.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note196" href="#tag196">196.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 959.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note197" href="#tag197">197.</a> <i>Machiavelli Istor., l. VIII, p. 402. — Bern.
+Corio Ist. Mil., p. VI, p. 993.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note198" href="#tag198">198.</a> <i>Diar. Parm., t. XXII, p. 318.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note199" href="#tag199">199.</a> <i>Ivi, p. 319.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note200" href="#tag200">200.</a> <i>Diar. Parm., t. XXII, p. 343. — Bern.,
+Corio, p. VI, p. 993, 994.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note201" href="#tag201">201.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar.
+Parm., p. 354. — Bern. Corio, p. 997.</i>
+Il Corio era presente ed attore in questi avvenimenti;
+ma egli non li racconta di buona fede,
+per non far torto alla riputazione di Lodovico
+il Moro.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note202" href="#tag202">202.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., p. 961. — Diar.
+Parm., p. 351. — Bern. Corio Istor. di
+Milano, p. VI, p. 998. — Machiavelli Ist.,
+l. VIII, p. 403.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note203" href="#tag203">203.</a> <i>Contin. Monstrelet, vol. III, f. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note204" href="#tag204">204.</a> <i>Ivi, f. 187.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note205" href="#tag205">205.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 142. — Alleg.
+Allegretti Diari Sanesi, t. XXIII, p. 797.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note206" href="#tag206">206.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 136.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note207" href="#tag207">207.</a> <i>Jacopo Nardi Ist. Flor., t. I, p. 12. — Ist.
+Mich. Bruti, l. VII, p. 172.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note208" href="#tag208">208.</a> La lettera di Lorenzo del 6 di dicembre
+a questi due duchi ci fu conservata dal Malavolti.
+<i>Stor. di Siena, p. III, l. IV, f. 76.</i> Il Medici
+dichiara d'intraprendere questo viaggio dietro i
+loro consiglj, ed in sua assenza loro raccomanda
+i proprj interessi.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note209" href="#tag209">209.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note210" href="#tag210">210.</a> <i>Presso Roscoe Life of Lorenzo, t. I,
+p. 226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note211" href="#tag211">211.</a> <i>Epist. Barthol. Scalae apud Roscoe. Appendix
+XXX, t. III, p. 174.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note212" href="#tag212">212.</a> <i>Valori in vita Laurentii, p. 34.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note213" href="#tag213">213.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1163. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 144.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note214" href="#tag214">214.</a> <i>Jo. Mich. Bruti Hist. Flor. l. VII, p. 176.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note215" href="#tag215">215.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 143. — Diar.
+Parm. p. 327. — Machiavelli Ist., l. VIII,
+p. 403.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note216" href="#tag216">216.</a> <i>Scip. Ammirato, p. 145. — Machiavelli
+l. VIII, p. 405. — Jac. Nardi., l. I, p. 12.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note217" href="#tag217">217.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diarium Romanum,
+t. XXIII, p. 105.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note218" href="#tag218">218.</a> <i>Alleg. Allegretti, Diar. Sanesi, p. 799. — Orlando
+Malavolti, p. III, l. IV, f. 76.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note219" href="#tag219">219.</a> <i>Ist. di Gio. Cambi. Deliz. degli Eruditi,
+t. XXI, p. 2, 3.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note220" href="#tag220">220.</a> <i>Valori in vita Laurent., p. 35. — Diar.
+Parmense, t. XXII, p. 335.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note221" href="#tag221">221.</a> <i>Orlan. Malavolti Stor. di Siena, p. II,
+l. X, f. 194.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note222" href="#tag222">222.</a> <i>Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III,
+l. IV, f. 60-61.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note223" href="#tag223">223.</a> <i>Ivi, f. 64.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note224" href="#tag224">224.</a> <i>Ivi, f. 69.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note225" href="#tag225">225.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. IV, f. 76. — Allegr.
+Allegretti Diari Sanesi, p. 800.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note226" href="#tag226">226.</a> <i>Orlando Malavolti, f. 97. — Allegr. Allegretti,
+p. 803.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note227" href="#tag227">227.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 78. — Jacobi
+Volaterrani Diarium Romanum, p. 108.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note228" href="#tag228">228.</a> <i>Epist. Petri d'Aubusson ad Pontif. 13
+septem. 1480. — Raynald 2-13, p. 286. — Jacobi
+Volater. Diar. Rom., p. 106. — Ann.
+Turcici Leunclavii, p. 258. — Diarium Parm.
+p. 344. — Turco Graeciae Hist. Polit., l. I.
+p. 26. </i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note229" href="#tag229">229.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+t. XXII, p. 1213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note230" href="#tag230">230.</a> <i>Demetrius Cantemir, l. III, c. I, § 32,
+p. 111.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note231" href="#tag231">231.</a> <i>Marin Sanuto Vita dei Duchi di Venez.,
+t. XXII, p. 1213.</i> Pure il Giannone riduce i
+morti a soli ottocento, <i>l. XXVIII. Introd., p. 602</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note232" href="#tag232">232.</a> <i>Jac. Volterrani Diar. Roman.; l. II,
+p. 110. — Diar. Parm., p. 346-352.</i> Dugento
+vent'anni dopo quest'avvenimento, la leggenda
+se ne impossessò, e vi frammischiò il suo maraviglioso;
+Francesco Maria d'Asti, nel 1700
+arcivescovo d'Otranto, scrisse che ottocento martiri
+preferirono il supplicio all'abjurare, e che
+condotti in sul luogo in cui dovevano morire,
+Antonio Primaldi, rimasto capo del clero, dopo la
+morte dell'arcivescovo Stefano, fu il primo a perdere
+la testa; ma che il suo corpo, invece di cadere
+morto, restò in piedi malgrado tutti gli sforzi de'
+Turchi per atterrarlo, e che coi suoi gesti continuò
+ad esortare i suoi compagni alla costanza
+finchè tutti ebbero subito lo stesso supplicio;
+che allora, dopo gli altri, acconsentì di essere
+collocato tra gli estinti. <i>Franc. Mariae de Aste
+in Memor. Hydrunt. Eccles. Epit., l. II, c. II,
+p. 11. — In Burm. Thes. Antiqu. et Hist. Ital.,
+t. IX, p. VIII.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note233" href="#tag233">233.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII,
+p. 1165. — Maria Sanuto, p. 1213. — Alb.
+de Ripalta Ann. Plac., t. XX, p. 961.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note234" href="#tag234">234.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1212.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note235" href="#tag235">235.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note236" href="#tag236">236.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 19, p. 289.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note237" href="#tag237">237.</a> Soltanto sull'autorità del Tursellino. <i>Hist.
+Lauret. Aedis, l. II, c. IV, ap. Rayn., § 32,
+p. 292.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note238" href="#tag238">238.</a> <i>Diar. Parm., p. 365, 366, et passim.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note239" href="#tag239">239.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 21, p. 290.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note240" href="#tag240">240.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegr.
+Allegretti, p. 807.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note241" href="#tag241">241.</a> <i>Giannone Istor. Civile del regno di Napoli,
+l. XXVIII, Introd., p. 602.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note242" href="#tag242">242.</a> <i>Ivi, p. 603.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note243" href="#tag243">243.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diar. Roman., l. II,
+p. 114. — Rayn. Ann. Eccl. 1480, § 40, p. 294.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note244" href="#tag244">244.</a> <i>Jac. Volaterrani Diar. Rom., l. II, p. 114. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1480, § 40, p. 294.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note245" href="#tag245">245.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 115. — Scip.
+Ammirato, l. XXIV, p. 146. — Nicc.
+Machiavelli, l. VIII, p. 410. — Jo. Mich.
+Bruti, l. VII, p. 184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note246" href="#tag246">246.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Allegretto
+Allegretti Diari San., p. 808. — Diar.
+Parm., p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note247" href="#tag247">247.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 122.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note248" href="#tag248">248.</a> Questa guerra civile appartiene al susseguente
+anno. Bajazette aveva prima intrapreso il
+pellegrinaggio della Mecca, durante il quale affidò
+le redini dell'impero ottomano a suo figlio Corcud.
+<i>Demet. Cantemir., l. III, c. II, § 1 al 5,
+p. 126.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note249" href="#tag249">249.</a> <i>Ann. Turcici Leunclavii, p. 259.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note250" href="#tag250">250.</a> <i>Epist. Ferdin. ad Xistum de Idrunto recuperando.
+Jac. Volaterr. Diar., p. 146. — Giannone
+Ist. Civ. l. XXVIII, p. 613.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note251" href="#tag251">251.</a> <i>Orlando Malavolti, p. III, l. V, f. 79. — Jac.
+Volaterrani, l. II, p. 134.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note252" href="#tag252">252.</a> <i>And. Navagero, p. 1168. — Jac. Volaterrani,
+p. 148-152.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note253" href="#tag253">253.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., l. II, p. 112. — Diar.
+Parm., t. XXII, p. 345. — Marin
+Sanuto Vite, p. 1211.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note254" href="#tag254">254.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 140.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note255" href="#tag255">255.</a> Raffaello da Volterra ne conservò la nota
+col prezzo, che Raynaldo pubblicò dopo di lui.
+In tale occasione ardisce di leggermente biasimare
+il papa. <i>Ann. Eccl. 1484, § 25, p. 336.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note256" href="#tag256">256.</a> <i>Diar. Rom. di Stefano Infessura, t. III,
+p. II, p. 1158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note257" href="#tag257">257.</a> <i>Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III, p. II,
+p. 1183, 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note258" href="#tag258">258.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Roman., p. 143. — Machiavelli
+Istor., l. VIII, p. 414.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note259" href="#tag259">259.</a> <i>Petri Cyrnei Clerici Aleriensis de bello
+Ferrariensi, t. XXI, p. 1193.</i> L'autore visse
+in Venezia in tutto il tempo di questa guerra. — <i>Niccolò
+Machiavelli, l. VIII, p. 414. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1214. — M. A.
+Sabellico Dec. IV, l. I, f. 229. — Bernardino
+Corio, p. VI, p. 1001.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note260" href="#tag260">260.</a> <i>Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1195-1201. — Jac.
+Volaterr. Diar. Rom., p. 171-172. — Diario
+Romano di Stefano Infessura,
+t. III, p. II, p. 1149.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note261" href="#tag261">261.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXIV, p. 149. — Andrea
+Navagero Stor. Venez., p. 1171. — Niccolò
+Machiavelli, l. VIII, p. 416. — Diar. di
+Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II,
+Rer. Ital., p. 1071.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note262" href="#tag262">262.</a> La guerra di Pietro Maria de' Rossi viene
+raccontata con una fastidiosa minutezza ne' Giornali
+di Parma, composti da un partigiano di
+questa casa (<i>Rer. Ital., t. XXII, p. 379-398</i>).
+Questi giornali finiscono coll'anno 1482. Sono
+scritti in un barbaro latino, pieni di dicerie popolari
+o di minutissime circostanze intorno alla
+amministrazione della giustizia: ma fanno abbastanza
+conoscere l'anarchia dei paesi governati
+a nome del duca di Milano, i continui assassinj
+cui trovavansi esposti, e l'impossibilità in cui
+si vedevano i cittadini di ottenere giustizia. Tutte
+queste circostanze sfuggono alla storia, perchè
+non sono illustrate da verun tratto grande, perchè
+niuna virtù, niun sentimento generoso risveglia
+l'interesse in queste piccole città quando
+hanno perduta la libertà; ma quando uno ha il
+coraggio di leggere da capo a fondo uno di questi
+giornali, si persuade che il silenzio degli storici
+intorno a questi popoli schiavi non prova nè
+la loro felicità, nè la loro sicurezza. I Parmigiani
+erano soggetti di quest'epoca a tutte le turbolenze
+della più faziosa repubblica, senz'essere compensati
+da verun sentimento nobile e generoso,
+senza avere una volontà propria, senza meritare
+che lo storico si fermasse a raccontare i loro mali.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note263" href="#tag263">263.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 230-231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note264" href="#tag264">264.</a> <i>Alberti de Ripalta Ann. Placent., t. XX,
+p. 964.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note265" href="#tag265">265.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note266" href="#tag266">266.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV. l. I, f. 232.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note267" href="#tag267">267.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note268" href="#tag268">268.</a> <i>Marin Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1218.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note269" href="#tag269">269.</a> <i>Petri Cyrnei de bello Ferrar., p. 1202. — And.
+Navagero Stor. Venez., p. 1174. — Alb.
+de Ripalta Ann. Placent., p. 966. — M.
+A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note270" href="#tag270">270.</a> <i>Marin Sanuto, p. 1220.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note271" href="#tag271">271.</a> <i>Alb. de Ripalta Ann. Placent., l. XX,
+p. 967.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note272" href="#tag272">272.</a> <i>Diar. Rom. Steph. Infessurae, t. III, p. II,
+p. 1156</i> (Questa parte è in latino). <i>Diario di
+Roma del notajo di Nantiporto, t. III, p. II,
+p. 1077. — Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 178. — Petri
+Cyrnei de bello Ferrar., p. 1204. — And.
+Navagero, p. 1176. — Marin Sanuto,
+p. 1222. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. I,
+f. 234. — Scip. Ammirato, l. XXV, p. 151. — Machiavelli,
+l. VIII, p. 417.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note273" href="#tag273">273.</a> <i>Diario del notajo di Nantiporto, p. 1078-1081.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note274" href="#tag274">274.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 419. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 152. — Jac. Volaterr.
+Diar. Rom., p. 179. — And. Navagero Stor.
+Venez., p. 1177. — Stef. Infessura Diar. Rom.,
+p. 1157. — Marin Sanuto Vite, p. 1224. — Diario
+Rom. del notajo di Nantiporto, p. 1078. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, p. 811.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note275" href="#tag275">275.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. I, f. 235.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note276" href="#tag276">276.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 153.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note277" href="#tag277">277.</a> <i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 181. — Diar.
+di Roma del notajo di Nantiporto, t. III,
+p. II, p. 1080. — Machiavelli, l. VIII, p. 420. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note278" href="#tag278">278.</a> <i>Epist. Pontificis apud Petrum Cyrnaeum
+de bello Ferrar., p. 1209, 1210. — And. Navagero
+Stor. Venez., p. 1179.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note279" href="#tag279">279.</a> <i>Ann. Eccl. Rayn. 1482, § 17, 18, p. 309.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note280" href="#tag280">280.</a> <i>Steph. Infess. Diar. Rom., p. 1157. </i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note281" href="#tag281">281.</a> <i>Bulla excomun. ap. Rayn. 1483, § 8-16,
+p. 319.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note282" href="#tag282">282.</a> <i>And. Nav., p. 1180. — Marin Sanuto, p.
+1227. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 236.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note283" href="#tag283">283.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 155. — Alb.
+de Ripalta Ann. Placent., t. XX, p. 970. — Bern.
+Corio Stor. Milan., p. VI, p. 1004.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note284" href="#tag284">284.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1184. — Petri
+Cyrnei de bello Ferrar., t. XXI, p. 1213. — M.
+A. Sabellico Dec. IV. l. II, f. 257.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note285" href="#tag285">285.</a> <i>M. A. Sabellico Dec. IV, l. II, f. 239.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note286" href="#tag286">286.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 156.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note287" href="#tag287">287.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 157. — Allegretto
+Allegretti Diari Sanesi, p. 812.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note288" href="#tag288">288.</a> <i>Marin Sanuto, t. XXII, p. 1226. — And.
+Navagero Stor. Venez., p. 1182. — Petri Cyrnæi
+de bello Ferrar., p. 1213. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 236.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note289" href="#tag289">289.</a> <i>And. Navagero, p. 1185. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note290" href="#tag290">290.</a> <i>And. Navagero, p. 1183. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 237.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note291" href="#tag291">291.</a> <i>And. Navagero, p. 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note292" href="#tag292">292.</a> <i>Ivi.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note293" href="#tag293">293.</a> <i>Stef. Infessura Diario Rom., p. 1158. — Jac.
+Volaterr., Diar. Roman., p. 191. — Raphael
+Volaterr. apud Rayn. 1484, § 24, p. 336.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note294" href="#tag294">294.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1188. — Petri
+Cyrnæi de bello Ferrariensi, p. 1217. — Ann.
+Placent., p. 975. — M. A. Sabellico
+Dec. IV, l. II, f. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note295" href="#tag295">295.</a> <i>Jo. Mich. Bruti, l. VIII. — Rayn. Ann.
+Eccl. 1484, § 14, p. 354.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note296" href="#tag296">296.</a> Stef. Infessura descrive circostanziatamente
+questa guerra, <i>p. 1158-1182</i>: può ancora vedersi
+<i>Jac. Volaterr. Diar. Rom., p. 196-198. — Diario
+di Roma del notajo di Nantiporto, p. 1086-1087.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note297" href="#tag297">297.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 423. — Petri
+Cyrnæi de bello Ferrar., p. 1214-1215. — Marin
+Sanuto, p. 1229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note298" href="#tag298">298.</a> <i>Jacobi Volaterr. Diar. Rom., t. XXIII,
+p. 188.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note299" href="#tag299">299.</a> <i>Nicc. Machiavelli, l. VIII, p. 423.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note300" href="#tag300">300.</a> <i>Marin Sanuto, p. 1231.</i> Una delle sue figliuole
+era maritata con Guid'Ubaldo, duca di
+Urbino, l'altra col conte di Gorizia.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note301" href="#tag301">301.</a> <i>And. Navagero, p. 1189.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note302" href="#tag302">302.</a> <i>And. Navagero, p. 1190.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note303" href="#tag303">303.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1190. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi di Venezia,
+p. 1232. — M. A. Sabellico Dec. IV, l. II,
+f. 241. — Diar. Rom. di Stef. Infessura, t. III,
+p. II, p. 1180. — Bernard. Corio Ist. Milan.,
+p. VI, p. 1014.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note304" href="#tag304">304.</a> <i>Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note305" href="#tag305">305.</a> <i>De bello Ferrariensi, t. XXI, p. 1218.</i> — Questo
+piccolo libro di un prete corso affatto
+divoto del duca di Ferrara, sebbene durante la
+guerra sia sempre vissuto in Venezia, contiene
+molte circostanze relative alla prima campagna;
+è più breve intorno alla seconda, ed affatto incompleto
+rispetto alla terza. Termina alla pace.
+</p>
+
+<p>
+Finiscono pure alla pace di Bagnolo del 7
+agosto 1484 gli Annali di Piacenza, composti
+da Antonio e da suo figlio Alberto di Ripalta.
+Questi due uomini avevano parte nel governo
+municipale, ma di una città suddita, ove verun
+sentimento gli affezionava piuttosto ad un partito
+che ad un altro; onde tutti i loro elogj
+sono sempre pel vincitore, e la declamazione o
+la pedanteria vi si trovano invece d'ogni nobile
+ed elevato sentimento. Pare che i due Ripalta
+avessero nel loro paese opinione di buoni retori;
+lo che non ci dà una vantaggiosa idea dello
+stato delle lettere in Piacenza. Gli Annali di
+Antonio vanno dal 1401 al 1463, in cui morì.
+Alberto proseguì da quest'epoca fino al 1484.
+Questi Annali trovansi nel <i>t. XX Rer. Ital.,
+p. 839-978.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note306" href="#tag306">306.</a> <i>Jacobi Volaterrani Diar. Rom., p. 199.</i>
+Questo Giornale termina colla vita di Sisto IV.
+L'autore, ch'era scrivano apostolico, ci somministra
+frequentemente curiose particolarità intorno
+alle cerimonie religiose, alla corte, ed
+ancora ai sermoni dei cardinali, dei quali ci dà
+quasi sempre una breve analisi. Era affezionato
+a Sisto IV, e gli si mostra generalmente parziale;
+pure non fu abbastanza destro per palliare
+i vizj del suo padrone. Questo Giornale è stampato
+nel <i>t. XXIII Rer. Ital., p. 87-200.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note307" href="#tag307">307.</a> <i>Diar. Rom. Jacobi Volaterrani, p. 200. — Diario
+del Notajo di Nantiporto, p. 1088. — Diario
+di Stefano Infessura, p. 1182. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1484, § 18-21, p. 335. — Ann.
+Bonon. Fr. Hieron. de Bursellis, t. XXIII,
+p. 904. — Machiavelli Istor. Fior., l. VIII, p. 427. — Scipione
+Ammirato, l. XXV, p. 162. — Marin
+Sanuto Vite dei Duchi, p. 1234</i>.
+</p>
+
+<p>
+Questo papa che quasi costantemente tenne
+l'Italia in guerra amava egli stesso i sanguinosi
+spettacoli: onde negli ultimi mesi della sua vita
+ebbe due volte avviso che alcuni soldati della sua
+guardia a piedi erano convenuti di battersi a
+steccato chiuso per qualche contesa accaduta tra
+di loro, e che perciò avevano scelto un luogo
+rimoto fuori di Roma. Fece loro sapere che voleva
+essere testimonio del loro duello, onde si
+battessero presso la scala del suo palazzo nella
+piazza di san Pietro, e che non cominciassero
+avanti ch'egli ne dasse loro il segno dalla finestra.
+Si affacciò infatti alla finestra all'ora destinata,
+e quando vide che i combattenti erano
+apparecchiati, stese la destra, diede loro la
+benedizione, fece il segno della santa croce e
+gl'invitò a cominciare. Nel primo e più lungo
+di questi duelli uno de' combattenti fu ucciso
+in sul luogo dopo aver date e ricevute molte
+ferite; nel secondo i combattenti furono ambidue
+feriti così gravemente che non poterono continuare
+fino alla morte di uno di loro, e si dovette
+portarli fuori dello steccato. Il papa, dice
+il giornalista romano, prese molto gusto in questo
+spettacolo, e mostrò desiderio di vederne degli
+altri. <i>Stefano Infessura Diar. Rom., t. III,
+p. II, Rer. Ital., p. 1184.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note308" href="#tag308">308.</a> La più notabile diversità tra gli elettori
+degl'imperatori, dei re di Polonia, ec. ed il
+collegio de' cardinali, si è che i primi erano
+potenti anche dopo l'elezione, e potevano colle
+armi chiamare l'eletto all'osservanza delle giurate
+promesse, mentre i cardinali, dopo consacrato
+il papa, perdevano ogni mezzo di opposizione
+e di resistenza. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note309" href="#tag309">309.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1353, § 29, t. XVI,
+p. 1484, § 28, t. XIX, p. 337.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note310" href="#tag310">310.</a> <i>Card. Papiens., epist. 182. — Raynald,
+Ann. Eccl. 1464, § 59-60, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note311" href="#tag311">311.</a> <i>Ann. Eccles. 1484, § 28-39, p. 337.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note312" href="#tag312">312.</a> Intorno alle vere cause della così detta
+Riforma leggasi l'eccellente <i>Storia delle Variazioni
+delle chiese protestanti</i> di Bossuet. <i>N.
+del T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note313" href="#tag313">313.</a> <i>Diario di Stefano Infessura, p. 1190.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note314" href="#tag314">314.</a> <i>Diar. di Roma del Notajo di Nantiporto,
+p. 1091.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note315" href="#tag315">315.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 41, p. 340.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note316" href="#tag316">316.</a> <i>Stefano Infessura Diar. Rom., p. 1190.</i> — Lettere
+di Guid'Antonio Vespucci a Lorenzo
+de' Medici, in cui racconta a quale prezzo il cardinale
+Giuliano aveva acquistati per Giovanni
+Battista Cibo i voti di varj suoi colleghi. Presso
+<i>Roscoe Append., n.º 44, t. IV, p. 7.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note317" href="#tag317">317.</a> <i>Onofr. Panvino Vite de' pontefici, p. 466.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note318" href="#tag318">318.</a> <i>Diar. di Roma di Stef. Infessura, p. 1190.</i> — Onofrio
+Panvino non parla che dei due figli
+maggiori, <i>p. 466.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note319" href="#tag319">319.</a> <i>Raynald. Ann. Eccl. 1484, § 47, p. 341.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note320" href="#tag320">320.</a> <i>Mémoires de Philippe de Comines, l. VII,
+c. XIII. Collect. des Mémoires pour l'Histoire
+de France, t. XII, p. 208.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note321" href="#tag321">321.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1485, § 40, p. 358.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note322" href="#tag322">322.</a> Il Muratori pubblicò una raccolta degli
+storici originali dell'Aquila. <i>Antiq. Ital. Med.
+Aevi, t. VI, p. 485-1032. — Diario di Stef.
+Infessura, p. 1181-1194.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note323" href="#tag323">323.</a> <i>Antiq. Ital., t. VI. Cron. Aquilana,
+§ 70, p. 923. — Nicc. Machiavelli, l. VIII,
+p. 436.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note324" href="#tag324">324.</a> <i>Cron. Aquil., § 72, p. 924.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note325" href="#tag325">325.</a> Lettera d'Innocenzo VIII al conte di
+Montorio per felicitarlo intorno alla ricuperata
+libertà. <i>Ann. Eccl. 1485, § 41, p. 358.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note326" href="#tag326">326.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, t. III, p. II,
+p. 1196.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note327" href="#tag327">327.</a> <i>Giannone Istor. Civile del Regno di Napoli,
+l. XXVIII, c. I, p. 610.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note328" href="#tag328">328.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 169.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note329" href="#tag329">329.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note330" href="#tag330">330.</a> <i>Bulla Innoc. VIII apud Raynald, 1485,
+§ 45, p. 359. — And. Navagero, p. 1192.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note331" href="#tag331">331.</a> <i>M. A. Sabellico, Dec. IV, t. III, f. 243. — Diar.
+di Roma del Notajo di Nantiporto,
+p. 1098. — Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 277.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note332" href="#tag332">332.</a> <i>Phil. de Comines, l. VII, c. I, p. 155,
+t. XII. Mém. pour l'Hist. de France.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note333" href="#tag333">333.</a> <i>Giannone Ist. Civ. del regno di Napoli,
+l. XXVII, c. I, p. 612.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note334" href="#tag334">334.</a> <i>Giannone Istor. Civ., l. XXVIII, c. I,
+p. 614.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note335" href="#tag335">335.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 171.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note336" href="#tag336">336.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note337" href="#tag337">337.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 173. — M.
+A. Sabellico, Dec. IV, l. III, f. 243.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note338" href="#tag338">338.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 16, p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note339" href="#tag339">339.</a> Rodrigo Borgia prese a dire che il santo
+padre non doveva abbadare ad un ubbriaco;
+rispose il cardinale di Balue a quest'insulto,
+attaccandolo ancora più direttamente intorno ai
+costumi, alla nascita ed alla fede del <i>marrano</i>, o
+miscredente spagnuolo. <i>Stefano Infessura Diar.
+Rom., t. III, p. II, p. 1204-1205.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note340" href="#tag340">340.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1486, § 1, 2, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note341" href="#tag341">341.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1211. — Diar.
+del Notajo di Nantiporto, p. 1103. — Rayn.
+Ann. Eccl., § 13 e 14, p. 368.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note342" href="#tag342">342.</a> <i>Ann. Napolitani di Raimo, t. XXIII,
+p. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note343" href="#tag343">343.</a> <i>Mémoires de Philip. de Comines, l. VII,
+c. II, p. 138.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note344" href="#tag344">344.</a> <i>Stef. Infessura Diar. di Roma, t. III,
+p. II, p. 1214. — Raynald. Ann. Eccl. 1486,
+§ 19, p. 369.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note345" href="#tag345">345.</a> <i>Giannone Ist. Civile, l. XXVIII, c. I,
+p. 618.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note346" href="#tag346">346.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1218. — Raynald.
+Ann. Eccl., 1487, § II, p. 382.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note347" href="#tag347">347.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 176. — M.
+A. Sabellico, d. IV, l. III, f. 243. — Hier. de
+Bursellis Ann. Bonon., t. XXIII, p. 906.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note348" href="#tag348">348.</a> <i>Valori in vita Laurenti, p. 53. — Roscoe
+Life of Lorenzo de Medici, t. II, c. VI, p. 27.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note349" href="#tag349">349.</a> <i>Istor. di Giovanni Cambi, t. XXIV, p. 39.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note350" href="#tag350">350.</a> <i>Machiavelli Ist., t. VIII, p. 435. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 177. — Jo. Mich. Bruti,
+l. VIII, p. 209. — Diario di Stefano Infessura,
+t. III, p. II, p. 1215. — Diar. di Roma del Notajo
+di Nantiporto, p. 1106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note351" href="#tag351">351.</a> <i>Roscoe Life of Lorenzo, c. VI, p. 31.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note352" href="#tag352">352.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1213. — Marin
+Sanuto vite dei duchi, p. 1241. — Rayn.
+An. Eccl., 1486, § 32, p. 371.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note353" href="#tag353">353.</a> <i>Stef. Infessura, p. 1217. — Raynald. An.
+Eccl., 1487, § 7, p. 381.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note354" href="#tag354">354.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 162.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note355" href="#tag355">355.</a> Battista Fregoso scrisse egli medesimo la
+storia di questa rivoluzione, e fece il quadro dei
+delitti e de' vergognosi vizj di suo zio nel suo
+libro: <i>de Facti et dictis mirabilibus. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 650. Agost. Giustiniani An.,
+l. V, f. 241. — Pietro Bizarro Hist. Genuens.,
+l. XV, p. 356.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note356" href="#tag356">356.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 428.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note357" href="#tag357">357.</a> Pietra Santa è la più grossa terra della
+Versilia, ed ha il nome di città, sebbene, forse
+a cagione del suo clima insalubre, sia poco popolata.
+È distante sette miglia da Massa da Carrara,
+16 da Lucca, e venti circa da Pisa. <i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note358" href="#tag358">358.</a> <i>Niccolò Machiavelli, l. VIII, p. 431. — Scip.
+Ammirato, l. XXV, p. 163. — I. Mich.
+Bruti, l. VIII, p. 198.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note359" href="#tag359">359.</a> <i>Uberti Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 651. — P.
+Bizarro, l. XV, p. 357. — Agost. Giustiniani
+Ann., l. V, f. 241.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note360" href="#tag360">360.</a> <i>Scip. Ammir., l. XXV, p. 163.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note361" href="#tag361">361.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 164. — Machiavelli
+Istor., l. VIII, p. 434. — P. Bizarro,
+l. XV, p. 358. — Agost. Giustiniani,
+l. V, f. 242.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note362" href="#tag362">362.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 166.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note363" href="#tag363">363.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 167.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note364" href="#tag364">364.</a> <i>Ivi, p. 173. — Uberti Folietae, l. XI,
+p. 652.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note365" href="#tag365">365.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 178.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note366" href="#tag366">366.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXV, p. 179. — Uberti
+Folietae, l. XI, p. 653.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note367" href="#tag367">367.</a> <i>Ubert. Folieta Hist. Genuens., l. XI, p. 654.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note368" href="#tag368">368.</a> <i>Diario del Notajo di Nantiporto, p. 1105. — Barthol.
+Senaregae Comment. de reb. Gen.,
+t. XXIV, Rer. Ital., p. 513.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note369" href="#tag369">369.</a> <i>Barth. Senaregae, p. 514. — Ubert. Folietae,
+l. XI, p. 653.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note370" href="#tag370">370.</a> <i>Barthol. Senaregae de reb. Genuens., p.
+515. — Uberti Folietae, l. XI, p. 655.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note371" href="#tag371">371.</a> <i>Barth. Senaregae, p. 515.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note372" href="#tag372">372.</a> <i>Uberti Folietae, l. XI, p. 656. — Barth.
+Senaregae, p. 516. — P. Bizarri, l. XV,
+p. 363.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note373" href="#tag373">373.</a> <i>Uberti Folietae, l. XI, p. 657. — Barth.
+Senaregae, p. 517.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note374" href="#tag374">374.</a> <i>Uber. Folietae Gen. Hist., l. XI, p. 657. — Barth.
+Seneragae, t. XXIV, p. 518. — P. Bizarro,
+l. XV, p. 366.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note375" href="#tag375">375.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 182.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note376" href="#tag376">376.</a> <i>Orl. Malavolti Stor. di Siena, p. III,
+l. V, f. 86.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note377" href="#tag377">377.</a> <i>Ivi, f. 92.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note378" href="#tag378">378.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 85. — Alleg.
+Allegretti Diar. Sanesi, p. 811-813.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note379" href="#tag379">379.</a> <i>Orl. Malavolti, l. V, f. 87.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note380" href="#tag380">380.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f. 93.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note381" href="#tag381">381.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. V, f 92-93. — All.
+Allegretti Diar. Sanesi, t. XXIII, p. 822. — Stef.
+Infessura Diario di Roma, t. III, p. II,
+p. 1217.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note382" href="#tag382">382.</a> <i>Orland. Malavolti, p. III, l. VI. f. 94.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note383" href="#tag383">383.</a> <i>Orl. Malavolti, p. III, l. VI, p. 95.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note384" href="#tag384">384.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Romano, t. III, p. II,
+Rer. Ital. p. 1187.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note385" href="#tag385">385.</a> La loro lettera è stampata in <i>Roscoe, Appendix
+n.º 71, p. 101</i>. Marin Sanuto accusa formalmente
+Lorenzo de' Medici di essere stato
+l'istigatore di tale attentato, <i>p. 1244</i>.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note386" href="#tag386">386.</a> <i>Bayle, Dictionnaire critique</i> alla parola
+<i>Sforza</i> (Catarina) fa che questa principessa dia
+un'immodesta risposta, diventata celebre; e si
+appoggia alle autorità del <i>Machiavelli, l. VIII,
+p. 443</i>; di <i>G. M. Bruto, l. VIII, p. 213</i>, e del
+<i>Muratori Ann. d'Ital</i>. che segue una cronaca
+MS. di Bologna; ma il Bayle, che amava lo
+scandalo, non fece parola del racconto assai più
+naturale e più onesto della maggior parte degli
+storici contemporanei, quali sono <i>Stefano Infessura</i>,
+ch'egli conosceva, <i>t. III, p. II, Rer. Ital.,
+p. 1220. — All. Allegretti, Diar. Sanesi, t. XXIII,
+p. 823. — Hier. de Bursellis, Ann. Bononienses,
+p. 907. — Bernardino Corio, Stor. di Milano,
+p. VI, p. 1025. — Diario Ferrarese, t. XXIV,
+p. 280. — Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note387" href="#tag387">387.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1219-1220.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note388" href="#tag388">388.</a> <i>Ivi, p. 1221. — Hier. de Bursellis Ann.
+Bonon., p. 907. — Diar. Ferrar., t. XXIV,
+p. 280. — J. Mich. Bruto, l. VIII, p. 214. — P.
+Bembi, Hist. Venet., l. I, p. 10.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note389" href="#tag389">389.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 183. — Roscoe,
+Life of Lorenzo de' Medici chap. VIII,
+p. 174. — Diari Sanesi di Alleg. Allegretti, p. 823.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note390" href="#tag390">390.</a> <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi, Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 241.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note391" href="#tag391">391.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., t. XXIII,
+p. 1192.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note392" href="#tag392">392.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note393" href="#tag393">393.</a> <i>P. Bembi Rer. Venet. Histor., l. I, p. 16.
+In Thesaur. Antiq. Ital., t. V, p. I.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note394" href="#tag394">394.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1194. — P.
+Bembi Rer. Venet., l. I, p. 2. — Spiegel
+der Ehren B. V, c. XXXIV, p. 967.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note395" href="#tag395">395.</a> <i>And. Navagero, p. 1195. — P. Bembi
+Rer. Ven., l. I, p. 8. — Spiegel der Ehren
+B. V, c. XXXIV, p. 968.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note396" href="#tag396">396.</a> <i>And. Navagero, p. 1196. — Stef. Infessura
+Diar. Roman., p. 1217. — Diar. Ferrar.,
+t. XXIV, p. 279. — P. Bembi, l. I, p. 16.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note397" href="#tag397">397.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1193.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note398" href="#tag398">398.</a> <i>And. Navag., p. 1197. — Rayn. Ann. Eccl.
+1488, § 9, p. 389.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note399" href="#tag399">399.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p. 1197. — P.
+Bembi Hist. Ven., l. I, p. 12.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note400" href="#tag400">400.</a> <i>And. Navagero Stor. Venez., p. 1198.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note401" href="#tag401">401.</a> <i>And. Navagero Stor. Ven., p, 1199.</i> Era
+cosa ovvia il credere, che nella storia di questo
+stesso Bembo, di cui si comincia a far uso in quest'epoca,
+si dovessero trovare molte particolarità
+intorno alla rivoluzione di Cipro. Ma per lo contrario
+fu assai conciso, <i>l. I, p. 13</i>. La sua politica
+non gli acconsentì giammai di descrivere con
+estensione un avvenimento, che poteva procacciare
+qualche biasimo al suo governo.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note402" href="#tag402">402.</a> Gem in lingua turca è il nome di una
+specie di uva squisitissima; e Gemm è un nome
+magico applicato d'ordinario a Salomone. Demetrio
+Cantemir pende dubbioso tra le due etimologie,
+ed osserva che verun altro Turco ebbe
+questo nome. Zizim, egli dice, è un vocabolo
+corretto dagli Europei, <i>l. III, c. II, § 6. Nota.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note403" href="#tag403">403.</a> <i>Rayn. Ann. Eccl. 1482, § 35, p. 312. — Turco
+Graeciae Hist. Politica, l. I, p. 30. — Demet.
+Cantemir, l. III, c. II, § 7 ed 8, p. 128.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note404" href="#tag404">404.</a> Cait-Bai, il più accorto e più famoso soldano
+d'Egitto, era originario della Circassia,
+ed il suo nome è tartaro. <i>Cait</i> in quel linguaggio
+significa conversione: e <i>Bai</i> ricco. <i>Demet.
+Cantemir, l. III, c. II.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note405" href="#tag405">405.</a> <i>Ann. Eccl. 1481, § 36, p. 313.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note406" href="#tag406">406.</a> <i>Ivi 1485, § 11 e 12, p. 351.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note407" href="#tag407">407.</a> <i>Ivi 1489, § 1, p. 393.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note408" href="#tag408">408.</a> <i>Diario di Stef. Infessura, p. 1225.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note409" href="#tag409">409.</a> <i>Diar. Burchardi ap. Rayn. Ann. Eccl. 1489,
+§ 2 e 13, p. 393. — Stef. Infessura Diar. di
+Roma, p. 1225. — Marin Sanuto Vite dei
+Duchi, p. 1244. — Diar. Romano del Notajo
+di Nantiporto, p. 1106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note410" href="#tag410">410.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1224.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note411" href="#tag411">411.</a> <i>Ann. Eccl. 1490, § 5, p. 498. — Diar.
+di Stef. Infessura, p. 1231.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note412" href="#tag412">412.</a> <i>Et cum semel interrogaretur vicecamerarius
+quare de delinquentibus non fieret justitia,
+sed pecunia exigeretur, respondit me presente,
+videlicet</i>: Deus non vult mortem peccatoris,
+sed magis ut solvat et vivat. <i>Stef. Infessura
+Diar. Romano, p. 1226.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note413" href="#tag413">413.</a> <i>Constitutio apud Raynaldum Ann. Eccl.
+1488, § 21, p. 392.</i> — Quella di Pio II era
+del 7 maggio del 1463.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note414" href="#tag414">414.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Romano, p. 1232.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note415" href="#tag415">415.</a> <i>Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. — Rayn.
+Ann. Eccl. 1490, § 22, p. 402.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note416" href="#tag416">416.</a> <i>Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX,
+c. 22, p. 481. — Ann. Eccl. Rayn. 1483,
+§ 47-48 e 328. — Mariana, l. XXIV, c. XVII,
+p. 106.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note417" href="#tag417">417.</a> <i>Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI,
+c. I, p. 142. — Rayn. Ann. 1492, § 8, p. 408.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note418" href="#tag418">418.</a> <i>Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483,
+§ 49, p. 329.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note419" href="#tag419">419.</a> <i>Barth. Senaregae de Rebus Genuenses,
+t. XXIV, p. 531.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note420" href="#tag420">420.</a> <i>Raynaldi Ann. Eccl.</i> A Trento nel 1475,
+§ 37; nella Marca nel 1476, § 20; a Megalopoli
+l'anno 1492, § 9, ec. — <i>Il continuatore
+delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note421" href="#tag421">421.</a> <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz.
+degli Erud., t. XXIII, p. 238.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note422" href="#tag422">422.</a> <i>Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note423" href="#tag423">423.</a> <i>Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult.,
+p. 1623. — Bayle Diction. crit., art. Cataldus. — Mémoires
+de Philippe de Comines, l. VII,
+c. XIV, p. 213.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note424" href="#tag424">424.</a> Difficilmente potrebbe trovarsene un più
+spaventoso esempio di quello della persecuzione
+di Arras nel 1459, contro gl'infelici accusati di
+<i>vaudoisie</i>. Ecco il come viene raccontato da Monstrelet.
+<i>Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84.</i>
+«In quest'anno nella città d'Arras, nel paese
+d'Artois, avvenne un terribile e compassionevole
+caso, che chiamossi, non saprei per quale ragione,
+<i>vaudoisie</i>. Ma si dicevano essere alcune
+persone d'ambo i sessi che si trasportavano, per
+virtù del demonio, dai luoghi in cui si trovavano,
+e subito giugnevano in luoghi solitarj,
+ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in
+grandissimo numero, uomini e donne, e colà
+trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui
+non vedevano mai il volto; e questo diavolo
+dava loro i suoi comandi ed ordinanze, e come
+ed in qual modo dovevano essi adorarlo e servirlo.
+Poi facevasi da ciascuno di loro baciare
+il deretano, indi contava a ciascheduno un poco
+di danaro, ed all'ultimo loro somministrava
+vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi
+si nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno
+s'avvicinava ad una, ed in quell'istante spegnevasi
+la luce, e conoscevansi l'un l'altro
+carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello
+stesso luogo di dove erano da prima partiti.»
+</p>
+
+<p>
+«A cagione di questa follìa furono prese ed
+imprigionate molte persone di qualità della detta
+città d'Arras, ed altre persone di minor conto;
+e vennero talmente angustiate e così terribilmente
+tormentate, che gli uni confessarono
+essere loro accaduto tal caso, come abbiamo
+detto, e molti di più confessarono d'avere
+veduti e conosciuti nelle loro adunanze molti
+ragguardevoli personaggi, prelati, signori ed
+altri, governatori di balliagi e di città, val a
+dire coloro, secondo la fama comune, che gli
+esaminatori loro nominavano e ponevano in
+bocca, onde a forza di pene e di tormenti essi
+gli accusavano e dicevano che veramente gli
+avevano veduti, e questi, così nominati, venivano
+subito dopo imprigionati, e posti alla
+tortura tanto e così lungamente, e tante volte,
+ch'erano forzati a confessare; e furono quelli
+che appartenevano al basso popolo giustiziati
+e bruciati inumanamente. Altre più potenti e
+ricche persone si ricomperavano a forza di danaro
+per ischivare le pene e le vergogne che
+loro si facevano; e tali altri vi furono dei
+più grandi, che furono ammoniti e sedotti
+dagli esaminatori, che loro davano ad intendere,
+e loro promettevano, se confessavano il
+caso, che non perderebbero nè corpo nè roba.
+V'ebbero alcuni che soffrirono con maravigliosa
+pazienza e costanza le pene ed i tormenti,
+ma nulla confessarono a loro danno...
+e non devesi qui tacere ciò che molti uomini
+dabbene hanno abbastanza conosciuto, che questa
+maniera di accusa fu una cosa inventata
+da certi scellerati per incolpare, distruggere o
+disonorare, o per desiderio di vendetta, alcune
+ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano
+inveterato odio.»
+</p>
+
+<p>
+Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico
+ardisce questa volta parlarne liberamente. Quasi
+ogni anno s'incontrano indizj di somiglianti persecuzioni
+in uno o in altro luogo; ma i cronicisti,
+risguardandole come giuste e sante, non le
+ricordano ordinariamente che con una parola.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note425" href="#tag425">425.</a> <i>Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. — Apud
+Raynaldum Ann. Eccl. 1486, § 57,
+t. XIX, p. 377.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note426" href="#tag426">426.</a> A difesa della chiesa romana ho di già
+indicata la <i>Storia delle rivoluzioni delle chiese
+protestanti</i> di monsignor Bossuet, cui di nuovo
+per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico.
+<i>N. d. T.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note427" href="#tag427">427.</a> <i>Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note428" href="#tag428">428.</a> <i>Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489,
+§ 21, p. 397. — Istorie di Gio. Cambi, t. XXI,
+p. 63.</i> — La cerimonia dell'invio del cappello
+e della consacrazione di Giovanni de' Medici si
+fece nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. — <i>Scip.
+Ammirato, l. XXVI, p. 186</i>; e più
+circostanziatamente <i>Roscoe Life of Lorenzo Appendix, § 65</i>. — Roscoe ha pure riprodotta una
+lettera di Lorenzo a suo figlio intorno ai suoi
+doveri ed alla condotta da tenersi nel sacro collegio,
+dov'era il più giovane, non solo de' cardinali
+presenti, ma di quanti cardinali vi erano
+stati in addietro. <i>Ivi, § 66, t. IV, p. 89.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note429" href="#tag429">429.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. — Istorie
+di Gio. Cambi, t. XX, p. 39.</i> Questo
+storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi
+ammonito in quest'occasione.
+</p>
+
+<p>
+<a id="note430" href="#tag430">430.</a> <i>An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9,
+p. 394.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note431" href="#tag431">431.</a> <i>Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note432" href="#tag432">432.</a> <i>Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note433" href="#tag433">433.</a> <i>Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 185. — Machiavelli,
+l. VIII, p. 448.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note434" href="#tag434">434.</a> <i>Ann. Bononienses Hier. de Bursellis, t.
+XXIII, p. 906.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note435" href="#tag435">435.</a> <i>Ann. Bonon. Hier. de Bursellis, p. 908.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note436" href="#tag436">436.</a> <i>Ivi, p. 903, 906, et passim.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note437" href="#tag437">437.</a> <i>Hier. de Bursellis, p. 907-908. — Diario
+Ferrarese, t. XXIV, p. 281. — Stef. Infessura,
+Diario di Roma, p. 1222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note438" href="#tag438">438.</a> <i>Stef. Infessura, Diario di Roma, p. 1222.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note439" href="#tag439">439.</a> <i>Ivi, p. 1237. — Orl. Malavolti Stor. di
+Siena, p. III, l. VI, f. 96.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note440" href="#tag440">440.</a> <i>Barth. Senaregae de Reb. Genuens., t.
+XXIV, p. 525. — Philiph. de Comines, Mémoires,
+l. VII, chap. III, p. 151.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note441" href="#tag441">441.</a> <i>Phil. de Comines Mémoires, l. VII, chap.
+V, p. 158.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note442" href="#tag442">442.</a> <i>Ann. Eccl. Raynaldi, 1490, § 5, 6 e 7,
+p. 498. — Spiegel der Ehren. B. V, c. XXXII,
+p. 936, c. XXXV, p. 978.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note443" href="#tag443">443.</a> <i>Spiegel der Ehren. der Erzhauses von
+Oesterreich, B. V, c. XXXI, p. 926.</i> — Il
+Fugger enumera ventisei diverse guerre fatte da
+questo sovrano. <i>Ivi, B. V, c. XLI, p. 1073.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note444" href="#tag444">444.</a> <i>Bonfinius de reb. Hung., D. IV, l. VIII,
+p. 672. — An. Eccl., 1490, § 10, 11, p. 399. — Marin
+Sanuto vite dei Duchi di Venezia, p. 1247. — Diar.
+Ferrar., p. 281. — Spiegel der Ehren,
+B. V, c. XXXVIII, p. 1023.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note445" href="#tag445">445.</a> <i>Bonfinius Rer. Ung., D. V, l. II, p. 717. — An.
+Eccles., 1491 § 14, p. 405. — Spiegel
+der Ehren, B. V. c. XXXVIII, p. 1024.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note446" href="#tag446">446.</a> Intorno alle feste d'Italia celebrate in quest'occasione
+osservinsi <i>Barthol. Senaregae, de
+Rebus Genuens., p. 531. — Ann. Eccl. Raynal.,
+1492, § 1, 2, 3, p. 406.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note447" href="#tag447">447.</a> <i>Raynaldi An. Eccl., 1489, § 7, 8, 9,
+p. 394. — Diar. Romano di Stef. Infess., p. 1229.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note448" href="#tag448">448.</a> <i>Diploma apud Raynaldum An. 1492,
+§ 11, 12, 13, p. 408-410. — Diar. di Stefano
+Infessura, t. III, p. II, p. 1240.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note449" href="#tag449">449.</a> <i>Istor. di Gio. Cambi, t. XXI, p. 71. — Il
+Diario Romano del Nantiporto</i> termina alla
+morte d'Innocenzo VIII, <i>t. III, p. II, p. 1108</i>.
+Il Muratori, pubblicandolo, intese di contrapporlo
+al giornale di Stefano Infessura, che assume la
+qualità di segretario, <i>scriba</i>, del senato e del
+popolo romano. Vuole che si richiamino in dubbio
+le maldicenze dell'Infessura intorno a Sisto IV
+e ad Innocenzo VIII, perchè nulla trovasi di simile
+nel giornale del notajo di Nantiporto: ma
+a dir vero non trovasi in questo giornale, nè la
+conferma delle cose dette dall'Infessura, nè altre
+cose, tranne la data affatto nuda degli avvenimenti.
+I più insignificanti, come i più importanti
+sono egualmente indicati da una breve frase, non
+facendovi il notajo veruna diversità. «Il 15 di
+maggio, egli dice, il cardinale de' Medici fu
+fatto legato del patrimonio: il 16 il duca di
+Ferrara partì da Roma e se ne andò; il 26
+l'ambasciatore di Venezia entrò in Roma con
+molto onore; il 27 il principe di Capova, figlio
+del duca di Calabria, fece il suo ingresso
+in Roma trionfalmente, tra il cardinale di Benevento
+e quello di Siena; seco condusse molta
+signoria, ed alloggiò nel palazzo del papa; il
+29 il principe andò a visitare i cardinali, cominciando
+dal vice cancelliere;» e tutta la
+sua narrazione seguita nello stesso modo. Non si
+può di buona fede opporre il silenzio di un giornale,
+scritto in questa maniera, all'autorità d'una
+storia ragionata e circostanziata, dove si vede
+la volontà ed il sentimento dello scrittore. Il
+giornale del notajo di Nantiporto è stampato nel
+<i>t. III, p. II, p. 1071-1108</i>. Quello dell'Infessura
+trovasi nello stesso volume <i>p. 1109-1252</i>.
+Ma il Muratori soppresse varie circostanze
+che gli sembrarono scandalose sul conto di Sisto
+IV. Lo stesso giornale trovasi senza lagune in
+<i>Eccardus Hist. Medii Aevi, t. II. Lipsiae, 1723.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note450" href="#tag450">450.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1233.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note451" href="#tag451">451.</a> <i>Diar. di Stef. Infessura, p. 1234.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note452" href="#tag452">452.</a> <i>Ivi, p. 1241. — Raynaldi An. Eccles.,
+1492, § 9, p. 412, ex Volaterrano, l. XXII,
+et aliis.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note453" href="#tag453">453.</a> <i>Machiavelli, l. VIII, p. 447. — Scip.
+Ammirato, l. XXVI, p. 186.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note454" href="#tag454">454.</a> <i>Machiavelli, Ist., l. VIII, p. 449.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note455" href="#tag455">455.</a> Il signor Roscoe pubblicò nell'appendice
+<i>§ 77, t. IV, p. 122</i>, una commovente lettera
+di Angelo Poliziano del 17 di giugno del 1492,
+nella quale narra gli ultimi istanti e la morte
+di Lorenzo. I suoi amici nel frenetico dolore per
+tanta perdita, uccisero il medico Pietro Leoni
+di Spoleto, che lo aveva curato, o almeno lo
+minacciarono con tanta violenza, che per disperazione
+gittossi da sè medesimo in un pozzo, a
+San Cervagio. <i>Ricordanze di Tribaldo de' Rossi,
+Deliz. Erud., t. XXIII, p. 275. — Scip. Ammirato,
+l. XXVI, p. 187. — Alleg. Allegretti,
+Diari Sanesi, t. XXIII, p. 825. — Istorie di
+Giovanni Cambi, t. XXI, p. 67. — Rime di
+Jacopo Sannazzaro nella morte di Pier Leone
+medico. — Roscoe, Appendix, § 78-79.</i>
+</p>
+
+<p>
+<a id="note456" href="#tag456">456.</a> La storia fiorentina del Machiavelli termina
+col 1492, alla morte di Lorenzo, ma i suoi
+frammenti storici, i suoi decennali, ed in particolare
+le lettere scritte in tempo delle sue legazioni,
+ci serviranno ancora di guida per gran
+parte dello spazio che ci rimane a scorrere.
+</p>
+
+<p>
+<i>La storia fiorentina di Gio. Michele Bruto</i>,
+dotto Veneziano, che visse dal 1513 al 1594,
+termina pure alla morte di Lorenzo de' Medici,
+dopo avere cominciato con quella del vecchio
+Cosimo (<i>Burmannus Thes. Ant. et Hist. Ital.,
+t. VIII, p. II, p. 1-216</i>.) Bruno viene collocato
+tra i principali storici latini del sedicesimo secolo;
+ma ciò soltanto per l'eleganza del dire. Visse in
+Lione cogli emigrati fiorentini, nemici della casa
+de' Medici, ed in generale adottò le loro opinioni
+e l'odio loro: pure pochissimo aggiugne a
+ciò che già si sapeva. Le sue autorità sono <i>Machiavelli,
+i Commentari e le lettere del cardinale
+di Pavia, e la vita di Lorenzo de' Medici
+di Niccolò Valori</i>. Egli disamina le loro opinioni,
+e sceglie con poca buona critica; ed i lunghi
+sermoni sparsi nella sua narrazione non sono che
+amplificazioni di quelli del Machiavelli, cui ha
+tolto il loro colore originale.
+</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come
+le grafie alternative (Rackovieckz/Rackowieckz e simili), correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p class="covernote">
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei
+secoli di mezzo, v. 11, by J.C.L. Simondo Sismondi
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLE REPUBBLICHE ***
+
+***** This file should be named 44168-h.htm or 44168-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/4/4/1/6/44168/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
+
+</body>
+</html>
diff --git a/old/44168-h/images/cover.jpg b/old/44168-h/images/cover.jpg
new file mode 100644
index 0000000..66f6006
--- /dev/null
+++ b/old/44168-h/images/cover.jpg
Binary files differ