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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41551 ***
+
+ COLLEZIONE
+
+ DI
+
+ MONOGRAFIE ILLUSTRATE
+
+
+ Serie I.ª--ITALIA ARTISTICA
+
+ 27.
+
+
+ CATANIA
+
+
+
+
+Collezione di Monografie illustrate
+
+
+Serie ITALIA ARTISTICA
+
+DIRETTA DA CORRADO RICCI.
+
+
+_Volumi pubblicati:_
+
+ *1. RAVENNA di CORRADO RICCI. VI Edizione, con 156 illus.
+
+ 2. FERRARA e POMPOSA di GIUSEPPE AGNELLI. III Ediz., con
+ 138 illustrazioni.
+
+ 3. VENEZIA di POMPEO MOLMENTI, con 132 illustrazioni.
+
+ 4. GIRGENTI di SERAFINO ROCCO; da SEGESTA a SELINUNTE di
+ ENRICO MAUCERI, con 101 illustrazioni.
+
+ 5. LA REPUBBLICA DI SAN MARINO di CORRADO RICCI.
+ II Edizione, con 96 illustrazioni.
+
+ 6. URBINO di GIUSEPPE LIPPARINI. II Ediz., con 116 illus.
+
+ 7. LA CAMPAGNA ROMANA di UGO FLERES, con 112 illus.
+
+ 8. LE ISOLE DELLA LAGUNA VENETA di P. MOLMENTI e D.
+ MANTOVANI, con 119 illustrazioni.
+
+ *9. SIENA d'ART. JAHN RUSCONI. II Ed., con 160
+ illustrazioni.
+
+ 10. IL LAGO DI GARDA di GIUSEPPE SOLITRO, con 128 illus.
+
+ 11. S. GIMIGNANO e CERTALDO di ROMUALDO PÀNTINI, con 128
+ illustrazioni.
+
+ 12. PRATO di ENRICO CORRADINI; MONTEMURLO e CAMPI di G. A.
+ BORGESE, con 122 illustrazioni.
+
+ 13. GUBBIO di ARDUINO COLASANTI, con 114 illustrazioni.
+
+ *14. COMACCHIO, ARGENTA E LE BOCCHE DEL PO di ANTONIO BELTRAMELLI,
+ con 134 illustrazioni.
+
+ *15. PERUGIA di R. A. GALLENGA STUART, con 169 illustraz.
+
+ 16. PISA di I. B. SUPINO, con 147 illustrazioni.
+
+ *17. VICENZA di GIUSEPPE PETTINÀ, con 147 illustrazioni.
+
+ *18. VOLTERRA di CORRADO RICCI, con 166 illustrazioni.
+
+ *19. PARMA di LAUDEDEO TESTI, con 130 illustrazioni.
+
+ *20. IL VALDARNO DA FIRENZE AL MARE di GUIDO CAROCCI, con 138
+ illustrazioni.
+
+ *21. L'ANIENE di ARDUINO COLASANTI, con 105 illustrazioni.
+
+ *22. TRIESTE di GIULIO CAPRIN, con 139 illustrazioni.
+
+ *23. CIVIDALE DEL FRIULI di GINO FOGOLARI, con 143 ill.
+
+ 24. VENOSA E LA REGIONE DEL VULTURE di GIUSEPPE DE LORENZO,
+ con 121 illustrazioni.
+
+ *25. MILANO, Parte I. di F. MALAGUZZI VALERI, con 155 ill.
+
+Ogni volume L. 3,50, rilegato L. 5--quelli con asterisco L. 4, rilegati
+L. 5,50
+
+_Indirizzare cartolina-vaglia all'Ist. It. d'Arti Grafiche, Bergamo_
+
+
+
+
+ F. DE ROBERTO
+
+
+
+
+ CATANIA
+
+
+ CON 152 ILLUSTRAZIONI
+
+
+
+
+ BERGAMO
+
+ ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE--EDITORE
+
+ 1907
+
+
+
+
+TUTTI I DIRITTI RISERVATI
+
+Officine dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche.
+
+
+
+
+INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI
+
+ =Anfiteatro romano= 48
+ -- Archi 47
+ -- Entrata dell'Arena 46
+ -- Restaurazione 52
+ =Archivio dei Benedettini=--Suggello dei due Martini
+ e di Maria d'Aragona 114
+ -- -- Suggello del conte di Paternò 35
+ -- -- Suggello della regina Eleonora 114
+ Autore ignoto: Morte di Catone 137
+ =Badia di S. Agata= 96
+ -- di S. Placido--Terrazzo di casa Platamone 91
+ =Borgo=--Piazza Cavour 17
+ -- Fontana di Cerere 16
+ ="Candelore"= 53, 88
+ =Castello Ursino= 92
+ =Cinta di Carlo V= 10
+ =Chiesa dei Benedettini= (S. Nicola) 105
+ -- -- L'organo di Donato del Piano 110
+ -- -- Il coro 111
+ -- =dei Crociferi= 98
+ -- =di S. Agata alla Fornace= 86
+ -- =del Santo Carcere=--La porta 64
+ -- -- Interno 65
+ -- =di San Domenico=--Antonello Gagini: Madonna col
+ Bambino 133
+ -- =di S. Francesco= 97
+ -- -- Porta della Custodia 76
+ -- -- Particolare della porta della Custodia 77
+ -- =di S. Maria di Gesù=--Antonello Gagini: Madonna
+ col Bambino 129
+ -- -- -- Porta della Cappella di casa Paternò 130
+ -- -- -- Particolare della porta della cappella di
+ casa Paternò 131
+ -- -- Interno della cappella di casa Paternò 54
+ -- -- Tenerani: Monumento sepolcrale del duca di
+ Carcaci 132
+ -- =di S. Placido= 99
+ =Collegiata= (La) 95
+ =Collegio Cutelli= 100
+ =Darsena= 27
+ Desiderato: Ritratto di Donato del Piano 108
+ =Duomo=--Absidi normanne 59
+ -- -- e cupola moderna 56
+ -- Esterno 57
+ -- Porta settentrionale 62
+ -- Particolare della porta settentrionale 63
+ -- Interno 61
+ -- Porta della cappella del Crocefisso 66
+ -- Il coro 71
+ -- Sepolcro di Vincenzo Bellini 69
+ -- Cappella di S. Agata--Decorazione soprastante
+ all'altare 85
+ -- -- Porta del sacello 84
+ -- -- Mausoleo del vicerè de Acuña 82
+ -- -- -- Particolare del mausoleo del vicerè de Acuña 83
+ -- Scrigno delle reliquie 73
+ -- Ferculo di S. Agata 79
+ -- Sacrestia--L'eruzione del 1669, affresco del Mignemi 67
+ -- Tesoro--Busto di S. Cataldo 81
+ -- -- Teca del braccio di S. Giorgio 74
+ -- -- -- Base della teca del braccio di S. Giorgio 75
+ -- -- Calici 78
+ =Dupré=: Monumento a Giovanni Pacini 143
+ =Etna= (L') 9
+ =Faro= (Il) 21
+ =Ferculo= (Il) di S. Agata 79
+ =Festa di S. Agata=--Candelore 53, 88
+ -- Processione 90
+ -- La "bara" in processione 89
+ Finestra della chiesa di S. Giovanni di Fleres,
+ (casa Leotta) 55
+ =Fontana di Cerere= 16
+ -- =dell'Elefante= 33, 34
+ =Giardino Bellini=--Ingresso 142
+ -- Piazzale 145
+ -- Chiosco dei concerti 146
+ =Gagini Antonello=: Madonna col bambino in S. Domenico 133
+ -- -- in S. Maria di Gesù 129
+ -- Porta della cappella di casa Paternò 130
+ -- -- Particolare della porta della cappella di casa
+ Paternò 131
+ -- Frammenti di una porta nel museo Biscari 121
+ Mignemi: L'eruzione del 1669 67
+ =Monastero dei Benedettini=--Chiesa di S. Nicola 105
+ =Monastero dei Benedettini= e cupola della chiesa
+ di S. Nicola 106
+ -- Facciata principale 103
+ -- Primo chiostro e chiosco 107
+ -- Sala maggiore della biblioteca 109
+ =Monete di Katana= 9, 51
+ =Monte= (Il) =di Pietà di S. Agata= 87
+ Monteverde Giulio: Monumento a Vincenzo Bellini 139
+ =Monumento a Vincenzo Bellini=, del Monteverde 139
+ -- =a Giovanni Pacini= del Dupré 143
+ =Museo dei Benedettini=--Anfione 112
+ -- Antonello Saliba: Madonna col Bambino 135
+ -- Autore ignoto: Morte di Catone 137
+ -- Bassorilievo di Andromeda 117
+ -- Cerere 29
+ -- Cofano d'avorio 116
+ -- Cristo smaltato 115
+ -- Crocefissione 115
+ -- Ercole sul monte Oeta 117
+ -- Intarsio 116
+ -- Processione dionisiaca 36
+ -- Ratto d'Europa 112
+ -- Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista
+ al padre 136
+ -- Vasi etruschi e greco-siculi 113
+ -- Terracotta siceliota 112
+ -- Venere di porfido 113
+ -- Novelli Pietro: S. Cristoforo 134
+ =Odeo= (L') 45
+ =Orto botanico= 18
+ =Palazzo Biscari=--Finestre 118
+ -- Scala interna 119
+ -- =Municipale= 101
+ =Panorama= dal golfo 11
+ -- dal faro 13
+ Piante dei sec. XVI-XVIII 19-20
+ =Piazza Cavour= 17
+ -- =del Duomo=--La fontana dell'Elefante 33
+ -- =Mazzini= e Via Garibaldi 32
+ -- =Stesicorea= prima degli scavi dell'Anfiteatro 17
+ -- -- con l'Anfiteatro 49
+ =Piazzale dei Martiri=--Colonna di S. Agata 22
+ =Porta Garibaldi= 94
+ =Porto= (Il) 24, 26
+ -- Entrata 23
+ -- (Nel) 25, 28
+ =Ritratto= di Donato del Piano, da un quadro del
+ Desiderato e da una stampa dell'Huot 108
+ =Saliba Antonello=: Madonna col Bambino 135
+ Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista al Padre 136
+ =Sant'Agata alla Fornace= 86
+ =S. Carcere=--Porta 64
+ -- Interno 65
+ =S. Domenico=--Antonello Gagini--Madonna col bambino 133
+ =S. Francesco= 97
+ -- Porta della custodia 76
+ -- -- Particolare della porta della custodia 77
+ =S. Maria di Gesù=--Antonello Gagini: Madonna col
+ bambino 129
+ -- Porta della Cappella di casa Paternò 130
+ -- -- Particolare della porta della cappella di casa
+ Paternò 131
+ -- Interno della cappella di casa Paternò 54
+ -- Tenerani: Monumento sepolcrale del duca Carcaci 132
+ =S. Placido=--Badia--Terrazzo di casa Platamone 91
+ -- Chiesa 99
+ =Teatro antico=--Arco della scala d'accesso e piloni
+ degli archi del portico 39
+ -- Primo corridoio 40
+ -- Secondo corridoio 41
+ -- Ingresso alla scena 40
+ -- Parte centrale della cavea 42
+ -- Ultimi cunei di sinistra della cavea 43
+ -- =Bellini= 141
+ Tenerani: Monumento del duca di Carcaci 132
+ =Tesoro del Duomo=--Busto di S. Cataldo 81
+ -- Teca del braccio di S. Giorgio 74
+ -- -- Base della teca del braccio di S. Giorgio 75
+ -- Calici 78
+ =Via della Marina= 15
+ =Viale Regina Margherita= 14
+
+
+
+
+CATANIA
+
+
+
+
+ [Illustrazione: L'ETNA.]
+
+ [Illustrazione: TETRADRAMMA D'ARGENTO, ANNI 476-461 A. C.
+ (Fot. Pennisi)]
+
+
+«Per iscrivere le glorie d'una Città clarissima, sarìa necessario, che
+nella mia penna per inchiostro corressero distemprati i raggi del Sole.
+Parlerò di quella Padria de' Tullij, de' Demosteni, e de' più Savij,
+ch'omai popolassero i Licei di Minerva; di cospicuo Ariopago delle
+virtù, che trà le Ceneri di cinque volte demolita, ha sempre qual fenice
+di Eternità impennati i suoi voli al Ciel della Gloria, e del fasto.
+Sappij, o mio Leggitore cortese, ch'io non ti descriverò _funditus_ le
+di lei preeminenze, poichè gli Annali, e i libri, che parlano d'essa
+hanno riempite le Biblioteche; e così quello che hanno scritto gli
+Autori d'alta grassa, non conviene à me, che son Pimmeo nello scrivere.
+Questo sì, che non averà lette le di lei istorie, potrà dal mio breve
+raguaglio discerner dall'ugnia la corporatura del Leone, e misurarne il
+solo dito dal piede d'un Gigante. Il mio assunto non è di vergare questi
+fogli, col portarti allo sguardo l'antiche moli, diroccate dall'Ira
+tremebonda de' tremuoti, e dal focoso sdegno del contiguo Mongibello;
+monte gravido di fiamme; mà voglio che la posterità sia in qualche parte
+informata, qual sia stata questa Città, ultimamente a nostro tempo
+destrutta.
+
+ [Illustrazione: CINTA DI CARLO V. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: PANORAMA DAL GOLFO. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: PANORAMA DAL FARO. (Fot. Brogi).]
+
+ [Illustrazione: VIALE REGINA MARGHERITA. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: VIA DELLA MARINA. (Fot. Gentile).]
+
+«La Città di Catania situata vedeasi a i lidi del mar Jonio, tra il
+mezzogiorno e l'Oriente à piedi del monte Etna...»--e nello stesso
+sito preciso si vede ancora, risorta più grande e bella dopo
+l'ultimo terribile crollo del 1693, del quale appunto Comeindo
+Muglielgini--anagramma di Domenico Guglielmini, «Frà gli Accademici
+Infecondi di Roma detto l'Etneo»--diede conto in un volumino, divenuto
+ora molto raro, che porta per titolo _La Catania destrutta_. Il bravo
+Accademico secentista--della fine del Seicento e della più spagnolesca
+Sicilia--esclamava nelle prime pagine del suo libretto: «Miseria delle
+Umane pazzie, che quando l'uomo crede di aversi edificata una casa, che
+per la vastezza fassi emola coll'aurea di Nerone, allora potrebbe ben
+dire d'aversi fabricata una Tomba. Tanto esperimentò o mio Leggitore la
+mia infelice patria Catania, che quelle moli, che servirono di Piramidi,
+ed Obelischi nella sfoggiatezza de' suoi Teatri, poscia scusarono di
+sepolcri, col torre lo spirito a cotanti migliaia di cittadini... Ò
+quanta saria stata prudenza, quella che fu stimata milensagine in un
+Cinico, che si fabricò un palaggio entro una Botte, che in vero quei che
+la facevano d'Alessandri coll'abitar vastissime moli si sarebbero
+contentati d'esser cotanti Diogeni, mentre la stanza d'un Cinico,
+(ch'era calamita delle sghignazzate), fu più sicura dell'Aule
+superbissime d'ogni Prencipe. Ò sè potessero articolar la voce quei
+scheletri, che vittima rimassero dalle rovine; al certo, che ad ogni
+mortale leggerebbono lezioni di vita su la catreda di morte, acciò
+ogn'uno si contentasse meglio d'essere Armentiere, e Colono nel mondo,
+acciò la sua città fosse una Capanna, intessuta d'Alghe, ch'essere un
+grande trà fastosità di pallaggi. Ò come per fuggire il peso di quei
+sassi, che provarono addosso, si sarebbono contentati di stanzare sotto
+la leggierezza delle paglie, col far che fosse suo Cortinaggio un
+Pagliaio; ò come averebbono lasciati gli origlieri di morbide piume, per
+andare a posarsi sovra una stola rusticana; purche le fabriche non gli
+avessero servito di sepolcro...» Se i concittadini dello scrittore,
+scampati come lui dal terremoto--un terzo soltanto dei ventisettemila
+Catanesi--non volsero nella mente questi pensieri tanto filosofici,
+furono nondimeno troppo spaventati dall'immane catastrofe. Appena
+ventiquattro anni prima, nel 1669, l'Etna aveva fatto sentir loro in
+altro modo la sua tremenda potenza, investendo la città dal lato di
+ponente col gran fiume di fuoco sceso dai Monti Rossi, ricoprendone un
+intero quartiere e colmandone il porto. Dai libri si sapeva che cinque
+secoli innanzi, il 4 febbraio 1169, un altro terremoto aveva abbattuto
+Catania, seppellendo sotto le macerie quindicimila dei suoi figli; e
+che troppe altre volte, nei tempi storici e preistorici, le scosse del
+suolo e le inondazioni della lava avevano rovinato la disgraziata città.
+A chi mai era dunque venuto in mente di fabbricarla proprio in quel
+sito, ai piedi della malferma «colonna del cielo» e sulla stessa
+officina del Dio del fuoco?...
+
+ [Illustrazione: BORGO--FONTANA DI CERERE. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: BORGO--PIAZZA CAVOUR. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: PIAZZA STESICOREA PRIMA DEGLI SCAVI DELL'ANFITEATRO.
+ (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: ORTO BOTANICO. (Fot. Martinez).]
+
+
+
+
+I.
+
+ [Illustrazione: PIANTA DEL SEC. XVI.]
+
+
+L'avvenimento risale, assicurano, ai tempi di Noè, e in prova ne dànno i
+nomi di due quartieri: la Mecca e Zalisa, che sarebbero quelli di
+Lamech, padre del gran patriarca enologo, e di Elisa, nipote di
+quest'ultimo e quindi pronipote del primo. Chi avesse vaghezza di simili
+ed anche più bislacche interpretazioni etimologiche ne troverebbe, in
+certi libri, a dovizia; ma ciò che pare credibile è soltanto questo: che
+i Calcidesi venuti a fondar Nasso sotto Taormina, nel 758 prima di
+Cristo, ed avanzatisi sei od otto anni dopo, con la guida di Evarco,
+sino alle falde meridionali dell'Etna, non fondassero Catania, ma
+semplicemente mettessero una loro colonia nella città, l'origine della
+quale si perde nella notte dei tempi, leggendosi presso gli antichi
+scrittori che in un'età remotissima i terremoti dell'Etna fecero
+crollare «le muraglie boreali con le torri, prima opera dei Ciclopi».
+Ciclopi e Lestrigoni, poste da banda le favole e i miti, sarebbero stati
+i più antichi abitatori dell'isola, i predecessori dei Sicani e dei
+Sicoli, i quali avrebbero popolato, prima che ogni altra contrada, il
+territorio leontino e le falde meridionali dell'Etna. Le fiamme e gli
+scotimenti del vulcano non li spaventarono, e li attrassero invece i
+vantaggi della situazione e del clima, che l'Accademico Infecondo doveva
+più tardi celebrare, scrivendo: «Il sito di sì bellissima Città era sì
+ameno, che giusto potevasi dire come dicevano i Mori della di loro
+Granata, che a perpendicolo stavasi addosso il Paradiso». Assicurano
+anche che il primo nome di Catania fosse quello stesso del monte: Etna,
+e che i Fenicii la chiamassero poi Katna per significare che era
+piccola. Oggi, dopo trenta secoli di storia fortunosa, chi la scorge
+veleggiando verso
+
+ la bella Trinacria che caliga
+ Tra Pachino e Peloro,
+
+potrebbe dare ragione ai Fenicii e ricusare di credere che la breve
+linea di edifizii sorgenti in mezzo al golfo
+
+ che riceve da Euro maggior briga
+ Non per Tifeo, ma per nascente solfo,
+
+sia una gran città di centosessantamila anime; ma ciò dipende dal fatto
+che essa si stende dentro terra, ed affaccia appena una punta sul Jonio.
+E come dal mare la città non è molto vistosa, reciprocamente dalla città
+il mare non si vede se non lo si cerca, al porto od al piazzale dei
+Martiri: colpa ancora dell'Etna, vicino grande, ma troppo pericoloso; il
+quale, spingendo i suoi fiumi di fuoco sino alle rive, ha investito ora
+da levante ora da ponente, e stretta e quasi attanagliata Catania fra
+due mandibole di nerigne e ferrigne lave rapprese, facendola paragonare
+da Plutarco, per la forma, ad una grattugia--_tyroctesin_--e, quanto al
+colore, ad _une église tendue de noir pour un enterrement_ dal primo
+Dumas: impressione che Paolo Bourget doveva più tardi condividere ed
+esprimere più laconicamente, dando l'epiteto di _sombre_ alla città già
+_clarissima_...
+
+ [Illustrazione: PIANTA DEL SEC. XVIII.]
+
+ [Illustrazione: IL FARO.]
+
+ [Illustrazione: PIAZZALE DEI MARTIRI--COLONNA DI S. AGATA.
+ (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: ENTRATA DEL PORTO. (Fot. Alinari).]
+
+Tutta la plastica del territorio è stata continuamente mutata dalle
+successive eruzioni: il livello del suolo si è innalzato dove le
+correnti di liquido fuoco si vennero petrificando; il corso delle acque
+dell'ovidiano Amenano è stato fuorviato ed interrato; le vallicelle di
+Albanelli e di Nésima sono state colmate, il laghetto di Nícito è
+scomparso, i quartieri marittimi si sono trovati da un giorno all'altro
+dentro terra, il contorno della costa si è modificato, il porto si è
+ristretto ed è poi sparito, nuovi promontorii scabri e desolati si sono
+allungati nel mare. Questi secolari giuochi del vulcano, aggiunti ai
+sobbalzi della sua crosta tanto più funesti agli abitanti, persuasero
+dunque i Catanesi contemporanei del nostro Secentista a mettere fra loro
+ed il monte le grandi distese della _Piana_ ed il fosso del Simeto.
+Un'altra volta, molti secoli prima, e precisamente l'anno IV della 76ª
+Olimpiade, essi avevano dovuto sgombrare la città natale, cacciati non
+già dal furore del vulcano, ma da quello di un uomo. Gerone II, tiranno
+siracusano, volendo decretare a sè stesso gli onori serbati agli
+Oichisti, o fondatori di città, e non avendo l'opportunità di costruirne
+una di sana pianta, pensò, conquistata Catania, di confinarne gli
+abitanti a Leontino e di ripopolarla di nuova gente; allora le diede--o
+le restituì--il nome di Etna, e si qualificò egli stesso Etneo. Così,
+memori forse del primo esodo, i Catanesi del 1693 deliberarono di
+emigrare dalle parti di Lentini; se non che, alla vecchia città
+stendentesi in pianura, nel fitto della malaria, preferirono la nuova
+Carlentini, la «città moderna che vantava il suo origine di quel grande
+Alcide delle Spagne Carlo V»; e se Pietro Cappero, commissario del
+governo spagnuolo, appositamente spedito per distoglierli dal disperato
+proposito, non fosse riuscito a compiere il suo ufficio di persuasione,
+il nome di Catania si sarebbe una seconda volta perduto, o non avrebbe
+più avuto il senso che altri etimologisti vi trovarono: _Kata-Etna_:
+sotto l'Etna.
+
+ [Illustrazione: IL PORTO. (Fot. Alinari).]
+
+ [Illustrazione: NEL PORTO. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: IL PORTO. (Fot. Alinari).]
+
+Nè i soli cataclismi naturali la funestarono così nel corso dei secoli;
+ma gli stessi uomini diedero mano a guastarla. Sesto Pompeo, al tempo
+del secondo triumvirato, distrusse gran parte dei suoi edifici e
+rovesciò tutte le mura. Augusto la ristorò e ne fece, per compenso, una
+delle più fiorenti colonie romane; ma alla caduta dell'Impero i vandali
+di fuori via e quelli paesani ne buttarono giù i monumenti più insigni;
+e se Milano fu distrutta da Federico Barbarossa nel 1162, Catania patì
+poco dopo un eguale destino due volte: la prima ad opera del figlio di
+lui, Arrigo VI, nel 1194, per essersi dichiarata fautrice di Tancredi,
+conte di Lecce; la seconda nel 1232, da Federico II, per avere stretto
+lega con le città guelfe e ricusato di riconoscere l'autorità del
+Hohenstaufen. Le storie non dicono se fosse sparso sale sulle rovine
+catanesi come su quelle della metropoli lombarda; certo però la città fu
+rasa al suolo, e fu viceversa innalzato il castello Ursino sugli avanzi
+dell'antica rocca Saturnia, per incutere un salutare timore ai cittadini
+quando si accordò loro di riedificare le abitazioni--purchè non alte più
+di due piani, e quindi sottoposte al luogo forte...
+
+ [Illustrazione: NELLA DARSENA. (Fot. Gentile).]
+
+Patto, in verità, inutile, poichè non c'era più pericolo che i Catanesi
+costruissero grandi palazzi. La paura dei terremoti ne avrebbe già
+fatta passar loro la voglia, se non avessero poi dovuto astenersene per
+una più persuasiva ragione: la mancanza dei mezzi. A poco a poco, nel
+corso dei secoli, la città aveva perduto l'importanza e la prosperità
+godute durante l'epoca greca e la romana, quando scrittori come
+Tucidide, Pindaro e Cicerone ne lodavano la grandezza e la bellezza. Non
+era stata menzionata da Ausonio insieme con Siracusa, allorchè
+quest'ultima gareggiava con Atene? Ma gli stessi documenti della prisca
+gloria, i sontuosi monumenti che l'avevano un tempo decorata, si
+disperdevano per le concomitanti ingiurie del vulcano e degli uomini;
+oggi, dopo tanti altri cataclismi e vandalismi, ne resta poco più che il
+ricordo.
+
+ [Illustrazione: NEL PORTO. (Fot. Gentile).]
+
+
+
+
+II.
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CERERE. (Fot. Giuffrida).]
+
+
+A tutti i Numi dell'Olimpo sorsero qui tempii sontuosi, e ad uno ad uno
+furono sostituiti--vecchia storia--da altrettante chiese cristiane.
+Quello di Bacco, presso le terme Achillee, ricco di dodici altari,
+somigliava, assicurano, a quello di Eliopoli: sulle sue ultime rovine,
+nel 1400, coi tesori di Ximene e Paolo di Lerida e i doni della regina
+Bianca, si fondò il monastero di S. Placido. Sul tempio di Giano, San
+Leone II, il ravennate taumaturgo vescovo di Catania, eresse una chiesa
+a S. Lucia; caduta questa col terremoto del 1075, fu sostituita dalla
+chiesa dell'Annunziata e nel 1200 da quella del Carmine ancora
+esistente. Castore e Polluce avevano un sacrario di marmo, di stucco e
+d'oro, sul quale, nel 1295, fu costruita la chiesa e la badia di S.
+Giuliano. Nel 1329 la regina Eleonora, moglie di Federico II, fece
+costruire a proprie spese, ordinando poi che ve la seppellissero, il
+convento di S. Francesco sulle rovine del tempio di Minerva. Sedici anni
+dopo, nel 1355, fondandosi la chiesa di S. Benedetto, si trovarono e
+scomparvero tosto per sempre i ruderi del tempietto d'Esculapio ed il
+suo simulacro. Sui rottami del tempio di Proserpina fu eretta, nel 1382,
+la Collegiata; nel 1396 un ospedale e nel 1555 la chiesa dei Gesuiti
+occuparono l'area del tempio di Ercole, del quale resta una statua
+mutilata e rabberciata nel museo Biscari. L'ultima sostituzione avvenne
+nel 1558, quando sui vestigi del tempio di Venere, sulle sue colonne
+infrante, sui frammenti dei suoi mosaici, i Benedettini costruirono la
+loro casa.
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TORSO DI GIOVE. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--STATUA D'ERCOLE. (Fot. Grita).]
+
+Nè questi furono i soli o i maggiori edifizii sacri dell'antica Katana.
+Essa ebbe un tempio di Cibele, distrutto dal terremoto del 1020, dove è
+oggi il sobborgo corrottamente chiamato di Cibali; ebbe quello di Ecate
+nella contrada detta Ecatea, ed anche ora chiamata Licatìa; ne ebbe un
+altro ad Apollo Arcageta sulla collina di S. Marta. Fra i più sontuosi e
+magnifici doveva essere quello di Cerere, i vestigi del quale furono
+scoperti nel 1772 dal principe di Biscari. Alla Madre Demetria gli
+antichi Catanesi avevano eretto un tempio composto di due grandi
+edifizii ottagoni, ciascuno dei quali era lungo 150 cubiti, sormontati
+da una cupola che venti Atlanti sostenevano. Nei penetrali dodici
+colossali cariatidi reggevano il prezioso simulacro della dea, «_signum
+perantiquum_, dice Cicerone, _quod viri non modo cuius modi esset, sed
+ne esse quidem sciebant; aditus enim in sacrarium non est viris; sacra
+per mulieres ac virgines confici solent_»; ma il grande oratore parla di
+questa antichissima e misteriosissima statua per narrare che Verre la
+fece rubare. Ne restarono, intorno alla seconda metà dell'ottavo
+secolo, alcune di quelle che adornavano esternamente il tempio; ma
+allora il già citato S. Leone le fece distruggere con tutto l'edifizio:
+solo qualche informe rudere, un pezzo di cornicione dorico serbato nel
+museo Biscari ed una statuetta custodita nel Benedettino, stanno ad
+attestarne l'esistenza. Del tempio di Giove dicesi che facesse parte la
+grande statua del Nume, della quale il principe di Biscari serbò il
+torso mutilato, senza testa nè braccia, di squisita modellatura, che è
+fra le più belle cose della sua raccolta; ma questa supposizione, come
+tante altre del genere, non si può più verificare, e resta anzi da
+accertare se quel Giove greco non fosse piuttosto un Bacco romano...
+
+ [Illustrazione: PIAZZA MAZZINI E VIA GARIBALDI. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: PIAZZA DEL DUOMO--LA FONTANA DELL'ELEFANTE.
+ (Fot. Alinari).]
+
+ [Illustrazione: FONTANA DELL'ELEFANTE. (Fot. Martinez).]
+
+Altri sontuosi edifizii e monumenti ornarono l'antica città, offesi dal
+tempo, dalla natura e dagli uomini quanto i delubri, ed anche peggio.
+Sorgevano un Foro, una Basilica, una Curia, un Erario, una Zecca, ed
+altre costruzioni profane e sacre nel tratto oggi compreso fra il
+cortile di S. Pantaleone ed il convento di S. Agostino; ma anche di
+queste nulla o troppo poco si vede più sul luogo. Il Foro, secondo
+Vitruvio, aveva forma di parallelogramma, con una piazza nel mezzo,
+girata da un portico a colonne; secondo il Bolano era di pianta
+quadrata, a due piani; al tempo di questo cronista mancava il solo lato
+occidentale, e degli altri rimasti in piedi si vedevano ancora molte
+stanze dell'ordine superiore, essendo l'edifizio interrato: otto a
+mezzogiorno, sette a levante e quattro a settentrione; ora non restano
+altro che le vôlte di qualcuna di queste stanze, e per vederle bisogna
+scendere sotterra, al lume delle lanterne, in quelle che il popolino
+chiama _Grotte di San Pantaleo_, e che sono veri antri dove il piede non
+trova più l'antico pavimento a grandi lastre di pietra calcare, per due
+ragioni entrambe molto concludenti: la prima è che l'acqua perennemente
+stagnante in quei luoghi non permette al visitatore d'inoltrarsi; la
+seconda è che l'antico lastricato, quando il monumento scompariva, ne fu
+strappato e servì poi a pavimentare il secondo atrio del museo Biscari.
+Gli unici avanzi, ormai anch'essi sepolti, della Curia, della Basilica,
+della Zecca e via dicendo, sono probabilmente le vôlte e i portici sui
+quali fu costruito il convento di S. Agostino: solo le colonne trovate
+in questi dintorni esistono ancora, e sono le trentadue che formano i
+portici di piazza Mazzini. Catania ebbe anche un Ippodromo o Circo,
+decorato di statue, incrostato di marmi, bagnato da due ordini di
+canali, i maggiori denominati Nili, i minori Euripi: nulla più ne resta,
+ad eccezione degli obelischi che ne segnavano la spina e le mete. Uno
+sarebbe quello che si custodisce, rotto, nel museo Biscari; l'altro
+quello che sorge in piazza del Duomo, sulla fontana dell'Elefante;
+monumento singolare dove sono rappresentate o simboleggiate tre civiltà:
+la punica, dall'elefante che i Catanesi tolsero a stemma--come si vede
+fin da un suggello del conte di Paternò--per avere respinto gli assalti
+dei Cartaginesi, nonostante che la loro cavalleria fosse provveduta
+d'uno squadrone di questi spaventosi pachidermi; l'egizia, dall'obelisco
+che, o servisse di meta nel circo, o fosse invece qui trasportato al
+tempo delle Crociate, viene presumibilmente dalla terra dei Faraoni, e
+forse dalle cave di granito di Siene, e ne parla con i geroglifici che
+vi sono scolpiti; e da ultimo la cristiana, dal globo, dalle palme,
+dall'Epigrafe angelica e dalla croce che lo incoronano.
+
+ [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DEL CONTE DI
+ PATERNÒ. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--PROCESSIONE DIONISIACA.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--MOSAICO DELLE TERME DIONISIACHE.
+ (Fot. Grita).]
+
+La città antica ebbe anche un Ginnasio, che se non fu istituito da
+Caronda 680 anni prima dell'Era volgare, fu restaurato da Marcello in
+premio della fedeltà serbata dai Catanesi a Roma nella guerra contro
+Siracusa; ma non ne resta altra memoria fuorchè nei libri. C'era anche
+un grande acquedotto che recava le acque di Licodia, lungo non meno di
+sedici miglia; ma non se ne vede altro che qualche altro misero avanzo.
+Tanta copia d'acque era necessaria ad alimentare la Naumachia--i cui
+ultimi resti sparvero sotto le lave dianzi citate--il Ninfeo eretto da
+Ero Apolline e restaurato da Arsinio, prefetto in Sicilia, a cura di
+Flavio Ambrosio, e le moltissime Terme, parecchie delle quali si vedono
+ancora conservate discretamente.
+
+ [Illustrazione: TEATRO ANTICO--ARCO DELLA SCALA D'ACCESSO E PILONI
+ DEGLI ARCHI DEL PORTICO. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: TEATRO ANTICO--INGRESSO ALLA SCENA. (Fot. Grita).
+ PRIMO CORRIDOIO.]
+
+Le achillee, o dionisiache, così chiamate perchè prossime al tempio di
+Bacco, furono restaurate dal proconsole Lucio Liberio e stanno oggi
+sotto la cattedrale e il limitrofo Seminario; le fondazioni di questi
+edifici impediscono di esplorarle tutte e lasciano vedere solo un
+corridoio, una stanza con la vôlta sostenuta da quattro grandi pilastri
+e ricoperta di stucchi adorni di figure a bassorilievo: puttini, tralci,
+grappoli d'uva ed altri emblemi bacchici; un bassorilievo, piccolo ma
+squisito, rappresentante una processione dionisiaca, è serbato nel museo
+Benedettino. La chiesetta di S. Maria della Rotonda è anch'essa
+l'avanzo e probabilmente l'atrio od il laconico d'una gran terma, molti
+cimelii della quale, come pezzi di mosaico, frammenti di lapidi e
+d'iscrizioni, si conservano nei due musei cittadini. Altri minori ruderi
+di terme si trovarono in altri punti della città; l'avanzo più
+ragguardevole, quasi un intero stabilimento termale, esiste ancora sotto
+il convento di Santa Maria dell'Indirizzo: da una prima stanza si passa
+all'apoditerio o spogliatoio, ad una specie di bagno appartato, ad una
+seconda stanza comunicante col laconico e ad una terza di pianta
+ottagonale ai lati della quale sono disposti i clipei. Esistono ancora
+le fornaci, una conserva d'acqua, varii condotti per l'aria rarefatta,
+il sito della sedia stercoraria, l'emissario delle acque luride,
+gl'incavi dove erano confitte le condutture di piombo serbate nel museo
+Biscari.
+
+ [Illustrazione: TEATRO ANTICO--SECONDO CORRIDOIO. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: TEATRO ANTICO--PARTE CENTRALE DELLA CAVEA.
+ (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: TEATRO ANTICO--ULTIMI CUNEI DI SINISTRA DELLA CAVEA.
+ (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--PIEDESTALLO DEL TEATRO ANTICO.
+ (Fot. Grita).]
+
+Fra le rovine dei pubblici edifizii nobilitanti l'antica colonia
+calcidese altre ve ne sono, ancora più notevoli. Il primo posto per
+antichità spetta senza dubbio al teatro, che è detto greco, ma che più
+propriamente dovrebbe chiamarsi greco-romano. Di costruzione romana sono
+indubbiamente le parti appariscenti; ma è probabile che l'edifizio
+romano sorgesse su fondamenta greche, perchè ai tempi greci si legge
+nelle storie che Catania ebbe appunto un teatro, dove Alcibiade, come
+uno dei comandanti dell'esercito ateniese venuto a conquistar Siracusa,
+arringò i cittadini per volgerli al suo partito. Se Diodoro e Cicerone
+non fanno più menzione del teatro catanese, la cosa è stata spiegata coi
+terremoti e con le lave che probabilmente lo abbatterono e ricopersero:
+sugli avanzi è probabile che i Romani erigessero poi la loro mole
+sontuosa, della quale anch'oggi si può avere un'idea da ciò che ne
+resta, allo scoperto in parte, ed in parte sotterra: tre ordini di
+corridoi, le scale per le quali si passa dall'uno all'altro, quelle che
+dividono la cavea in cunei, il pavimento dell'orchestra di marmo bianco
+e rosso sul quale alzavansi i sedili, ed i frammenti di sculture e di
+architetture custoditi nel museo Biscari: una graziosa figura di Musa,
+rottami di statue, capitelli e piedistalli, il maggiore dei quali ha
+effigiati nel dado una vittoria e due guerrieri senza cimiero nè celata
+nè asta; rocchi ed architravi, uno dei quali ha scolpiti nel fregio una
+Nereide vinta da un Ercole. Alla scena ed alla loggia appartennero anche
+le colonne che furono trasportate in altri punti della città, le sei che
+ornano la facciata del Duomo, le due del Palazzo comunale e l'altra
+della piazza dei Martiri; i marmi bianchi e rossi dei sedili furono
+adoperati per pavimentare il Duomo. Oltre che per la ricchezza degli
+ornati, il teatro catanese fu dei più notevoli per ampiezza: conteneva
+il doppio degli spettatori dell'ateniese e poco meno di quanti ne
+entravano nel siracusano. Ma la maggiore sua importanza è dimostrata
+dall'Odeo che gli era ed è ancora annesso. Mario Musumeci, valente
+architetto e dotto archeologo fiorito un secolo addietro, diede una
+bella illustrazione di questo secondo edifizio e ne rilevò l'importanza.
+Mentre di pochissimi altri Odei restano troppo scarsi vestigi, undici
+cunei del catanese, su diciassette, si vedono ancora; gli altri sei,
+distrutti, sono indicati dal perimetro dell'edifizio. Alla testata di
+levante della precinzione, che è allo scoperto, s'appoggiavano tredici
+gradini scendenti fino all'orchestra, circoscritta, dalla parte del
+pulpito, dal muro oltre il quale non si vedono altre costruzioni. Il
+rivestimento esterno è formato da pezzi di lava squadrati e disposti in
+file orizzontali e parallele di diseguale altezza, alla maniera
+pseudo-isodoma: c'è una sola comunicazione fra l'interno e l'esterno,
+attraverso il cuneo centrale: prova che l'Odeo non poteva servire a
+grandi riunioni popolari, ma solo a ristrette adunanze, ai concorsi
+degli autori drammatici e alle prove dei cori, come è confermato dalla
+mancanza della scena. Anche qui terremoti e vandali hanno lasciato i
+loro segni: perdute le colonne che ornavano il pulpito, distrutti i
+pezzi ornamentali del muro di precinzione e di quello esterno dalla
+cimasa in su: solo qualche frammento se ne volle trovare nella
+decorazione della porta settentrionale del Duomo, come si dirà a suo
+luogo. L'edifizio, pertanto, appena si riconosce: mutilato, squarciato,
+convertito nelle parti ancora resistenti in abitazione di umile gente,
+con gli archi dei cunei trasformati in orribili terrazzini ed in luride
+stamberghe.
+
+ [Illustrazione: L'ODEO.]
+
+ [Illustrazione: L'ANFITEATRO ROMANO--L'ENTRATA DELL'ARENA.
+ (Fot. Ursino).]
+
+Mentre qui s'aspetta ancora l'invocata opera del restauratore, si è
+posto mano ultimamente al discoprimento di altri avanzi gloriosi: quelli
+dell'Anfiteatro, che fu uno dei maggiori di Sicilia. Limitrofo al
+palazzo del Proconsole ed alle prigioni, esso aveva forma elittica, con
+il grande asse esterno lungo 125 metri e 71 l'interno; con un piccolo
+asse esterno di 106 metri e l'interno di 193. Vi si contavano 56 archi,
+tre ordini di sedili, due precinzioni; era alto più che 30 metri e
+capiva 16 mila spettatori. Ma, fino a poco tempo addietro, la maestà
+della mole si desumeva dai libri e da un vecchio quadro del Niger;
+perchè, quasi non fossero bastati i terremoti e gli incendii, la mano
+dell'uomo ne aveva consumata l'estrema rovina. Non se ne vedevano, fino
+all'anno scorso, se non qualche pezzo di muro, qualche arco, qualche
+vôlta sotto le fondamenta di case moderne: vestigi che se consentirono
+al Garruccio, col sussidio dei libri, di illustrare dottamente il
+sontuoso edifizio, non bastavano ad altri scrittori neanche ad
+ammetterne l'esistenza. Ora, grazie agli scavi intrapresi in piazza
+Stesicorea, gli scettici possono vedere con gli occhi e toccar con le
+mani tutto un fianco della gran mole, parte della gradinata, gran parte
+dei corridoi, parecchi ordini di archi e la porta che metteva
+nell'arena. Quel mutilato scheletro, se accusa la barbarie delle
+generazioni che lo ridussero in uno stato così miserando, attesta
+ancora, nondimeno, con la severa nobiltà dei suoi profili, con la
+maestosa solidità del suo impianto, l'antica grandezza della città.
+
+ [Illustrazione: ARCHI DELL'ANFITEATRO.]
+
+ [Illustrazione: L'ANFITEATRO. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: PIAZZA STESICOREA CON L'ANFITEATRO. (Fot. Martinez).]
+
+Ma più che dai ruderi di questo e degli altri maestosi edifizii dei
+quali si è ragionato, il grado di floridezza e di civiltà di Katana si
+desume da più piccole, da veramente minuscole opere d'arte: le monete
+che vi furono battute. Nella meravigliosa collezione dei conii
+greco-siculi posseduta dal barone di Floristella, in Acireale, i
+catanesi sono fra i più abbondanti, contandosene una sessantina, d'oro,
+d'argento e di bronzo; e se tutti hanno qualche lor proprio pregio,
+alcuni stanno tra i più eccellenti saggi di quest'arte che la Sicilia
+greca portò alla perfezione. Il tetradramma con la testa d'Apollo e la
+quadriga, lavorato e firmato da Herakleidas, ha ben poco da invidiare
+alle Aretuse siracusane. Evainetos, Choirion, Prokles, altri artisti il
+cui nome è perduto, diedero a Catania altri conii bellissimi; dove con
+le teste dell'Amenano, di satiri, di fauni, di divinità, e con le
+spighe, le bighe, le quadrighe, i tori a testa umana, le Vittorie, le
+Giustizie, si trovano segni e figure locali, come quelli del gambero
+detto imperiale, come i gruppi dei Fratelli Pii, Anapias ed
+Anfimos, sollevanti i genitori per salvarli dal fuoco dell'eruzione
+etnea chiamata appunto dei Fratelli Pii. Ma forse il conio catanese più
+bello, certamente il più raro e interessante, del quale un solo
+esemplare si conosce finora, è quello risalente al tempo quando la città
+fu chiamata Etna: nell'iscrizione infatti, invece che KATANAION si legge
+AITNAION. Non si può dire se è più bello il _retto_, dove si vede la
+testa del calvo e barbuto Sileno, con le orecchie caprine e il capo
+inghirlandato di edera, o il _verso_, dove dinanzi a un'aquila che sta
+con le ali raccolte in cima a un pino, Giove Etneo, indossante un
+_imation_ attaccato sulla spalla sinistra, siede sopra un ricco trono, e
+mentre s'appoggia con la destra ad un'asta piegata ad uncino, regge con
+la sinistra il fulmine alato.
+
+ [Illustrazione:
+
+ 1. TORO ANDROPROSOPO E VITTORIA.
+ TETRADRAMMA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C.
+ (Fot. Pennisi).
+
+ 2. TESTA DI SATIRO E TORO COZZANTE.
+ LIBRA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C.
+
+ 3. TESTA DI AMENANO E DI SATIRO.
+ DRAMMA D'ARGENTO, ANNI 415-403 A. C. (Fot. Ursino).
+
+ 4. I FRATELLI PII (BRONZO).
+
+ 5. DIONISOS E FRATELLI PII, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO).
+ (Fot. Ursino).
+
+ 6. APOLLO LAUREATO E QUADRIGA--TETRADRAMMA
+ D'ARGENTO (ANNI 415, 403 A. C.)--FIRMATA DA
+ HERAKLEIDAS. (Fot. Pennisi).
+
+ 7. DRAMMA D'ARGENTO FIRMATO «EVAI (METOS)».
+ TESTA DI AMENANO E QUADRIGA, ANNI 415-403 A. C.
+
+ 8. TESTA DI AMENANO E BIGA, ANNI 415-403 A. C.
+ (Fot. Pennisi).
+
+ 9. MERCURIO E VITTORIA, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO)
+
+ 10. DIONISOS E CARRO TIRATO DA PANTERE
+ ANNI 415-403 A. C. (BRONZO)
+ (Fot. Ursino).
+
+
+ MONETE DI KATANA]
+
+ [Illustrazione: L'ANFITEATRO ROMANO--RESTAURAZIONE.]
+
+
+
+
+III.
+
+ [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--CANDELORA. (Fot. Ursino).]
+
+
+Decaduta, ammiserita, spopolata durante l'età di mezzo, Catania ebbe
+nondimeno anche allora qualche nobile opera d'arte, specialmente
+cristiana; ma se già degli edifizii pagani restano vestigi tanto scarsi
+e malconci, neppure dei tempii cristiani, costruiti a spese delle
+classiche architetture, i terremoti hanno lasciato maggiori
+testimonianze. Quasi tutto ciò che resta parla di S. Agata, la vergine
+martoriata da Quinziano, pretore o proconsole romano in Sicilia verso la
+metà del terzo secolo.
+
+ [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--INTERNO DELLA CAPPELLA DI CASA
+ PATERNÒ. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: FINESTRA DELLA CHIESA DI S. GIOVANNI DI FLERES, ORA
+ CASA LEOTTA. (Fot. Castorina).]
+
+Narrano gli Atti latini che, nata da nobili parenti, tra il 237 e il
+238, sotto Decio, Agata aveva abbracciato la fede di Gesù e si era a lui
+votata, allorchè Quinziano volle farla sua per soddisfare la duplice
+cupidigia eccitata nel suo animo pravo dalla bellezza e dalla ricchezza
+della giovinetta appena trilustre. Resistendo ella strenuamente alle
+lusinghe, alle promesse, agli esempi di corruzione nella casa della
+matrona Afrodisia a cui il prepotente Romano l'aveva affidata, costui la
+fece tradurre in giudizio quale negatrice dei Numi. Ammonita a venerarli
+come era debito, ella li schernì, ed alle minaccie di terreni tormenti
+rispose minacciando l'eterna dannazione al suo persecutore. Ricondotta
+alla prigione e brutalmente sospinta dai manigoldi, fu vista
+prodigiosamente star ferma, immobile, con le piante dei piedi impresse
+nella pietra; poscia, entrata spontaneamente nel carcere, vi passò un
+giorno pregando; finchè, ancora una volta tratta dinanzi al tiranno, con
+tanta forza continuò a resistergli, che l'imbestialito Quinziano ordinò
+ai littori di tormentarla con verghe e lame roventi sul durissimo
+eculeo, poscia di torcerle e strapparle una mammella, e finalmente di
+stenderla sui carboni ardenti; ma nel punto che ella pativa questo
+estremo supplizio, un terremoto scosse la città dalle fondamenta, due
+assessori del Proconsole, Silvino e Falconio, che si godevano il truce
+spettacolo, restarono sepolti sotto le rovine, ed il popolo, vedendo nel
+cataclisma un castigo di Dio, insorse contro il tiranno, il quale fu
+costretto a sospendere il supplizio ed a fuggire, trovando di lì a poco
+la morte al passo del Simeto. Troppo tardi tratta dalla fornace,
+l'esausta martire spirò, e i suoi pii correligionarii ne deposero il
+corpo in un sepolcro nuovo; allora, nel punto che il sarcofago stava
+per esser chiuso, un bellissimo fanciullo, sopravvenuto insieme con
+cento compagni, depose presso la salma una tavoletta marmorea con
+l'Epigrafe angelica, le iniziali della quale si vedono ora ripetute in
+tanti luoghi: _Mentem Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae
+Liberacionem_. I Catanesi cominciarono pertanto a venerarla come la loro
+celeste protettrice, e quando ebbero fede nella sua divina potenza il
+suo culto cominciò a diffondersi oltre i confini della città e
+dell'isola, per tutto il mondo. Nel 263 il vescovo Everio le consacrò,
+sulle rovine del Pretorio, una prima cripta o edicola; trascorso
+ancora mezzo secolo, nei primordi del IV, le fu eretta una chiesa che S.
+Leone riedificò od abbellì. Questa chiesa, denominata S. Agata la
+Vetere, fu per lungo tempo la cattedrale di Catania; ma i due terremoti
+del 1169 e del 1693 la conciarono in modo che quella ricostruita sulle
+sue rovine non ne serba più alcuna traccia, fuorchè tre cimelii. Il
+primo e più notevole è lo stesso «sepolcro nuovo» dove fu custodita per
+tanti secoli la salma preziosa. L'arca propriamente detta è di marmo,
+con bassorilievi dove si vedono--o per meglio dire si vedrebbero, se non
+l'avessero incastrata e quasi murata nel nuovo altare maggiore--due
+grifoni affrontati dinanzi a un candelabro ardente da una parte, e
+centauri e combattenti nell'altra faccia. L'architetto Sciuto Patti, che
+potè esaminarla, la riferì ai tempi di Roma imperiale, assegnando una
+data molto posteriore al coperchio, che è d'altra pietra e porta emblemi
+cristiani e la stessa figura del Redentore riferibili all'epoca
+bizantina. Gli altri due avanzi dell'antica e veramente _vetere_ chiesa
+di S. Agata furono ritrovati nel luglio del 1742: uno è la trascrizione
+su marmo e con caratteri gotici dell'Epigrafe angelica, l'originale
+della quale fu portato a Cremona: nel primo rigo, prima dei caratteri, è
+scolpita una mano senza pollice, con l'indice e il medio distesi,
+l'anulare e il mignolo piegati, in atto di benedire; l'altro avanzo, più
+notevole, è un bassorilievo di marmo, con gli spigoli arrotondati, nei
+quali sono scolpiti due nimbi crociferi terminati da un listello piano e
+con le croci bizantine; anch'esso ha un'altra iscrizione dichiarante il
+soggetto della scena rappresentata nella parte centrale: la visita,
+cioè, di S. Pietro a S. Agata in carcere: figure rozze, semplicemente
+abbozzate, ma non senza espressione, e rivelatrici dei caratteri proprii
+alla prima età cristiana. I due avanzi sono stati murati uno sull'altro
+e raccordati con incorniciature di marmo colorato.
+
+ [Illustrazione: DUOMO--ABSIDI NORMANNE E CUPOLA MODERNA.
+ (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: IL DUOMO--ESTERNO. (Fot. Alinari).]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--ABSIDI NORMANNE. (Fot. Castorina).]
+
+Contigua a S. Agata la Vetere è l'altra chiesetta del S. Carcere; dove,
+insieme con altre reliquie della martire--come l'impronta dei suoi piedi
+nel sasso--si trovano altre vestigia della antica Catania dei tempi di
+mezzo sfuggite ai terremoti ed ai vandali. A chi guarda esteriormente,
+di fianco, la chiesa par che sorga sulle mura di Carlo V, dove il
+bastione fa un angolo; ma nell'interno, per una scala buia, si scende in
+una parte delle carceri romane. Quel che se ne vede fece giudicare allo
+Sciuto Patti che si tratti di quella parte mediana--la _interior_--che
+stava tra la superiore, o _custodia communis_, e l'_inferior_, o
+_robor_. La costruzione rivela gli stessi caratteri che
+contraddistinguono l'anfiteatro, il teatro, l'odeo, le terme e gli altri
+monumenti romani; nelle pareti interne si trovano tracce di antichi
+affreschi. Ma più singolare è sulla facciata barocca della chiesetta,
+rifatta dopo il terremoto del 1693, la magnifica porta, della quale,
+come appartenente in origine ad un altro monumento, e qui sovrapposta
+nel Settecento, si ragionerà fra poco; intanto, prima di lasciare questo
+Santo Carcere, è da notare che non tutta la chiesa crollò nel 1693; che
+anzi la vecchia costruzione si rivela ancora nella parte dell'edifizio
+rifatto e ingrandito, dove la vôlta a crociera di sesto acuto è decorata
+da ogive molto sporgenti, impostate sopra colonne con capitelli di
+grazioso disegno.
+
+ [Illustrazione: DUOMO--INTERNO. (Fot. Gentile).]
+
+La stessa ossatura gotico-normanna, con la vôlta ad archi acuti
+impostata sulle colonnette degli angoli, si osserva a S. Maria di Gesù,
+nella cappelletta di casa Paternò, che rimase in piedi nel 1693 quando
+tutto il resto della chiesa, poscia rifatta, andò in rovina. Il gotico
+di questi due avanzi non è molto antico: tanto S. Maria di Gesù quanto
+il Santo Carcere sorsero nella prima metà del XV secolo; di data più
+remota doveva essere invece quello di S. Giovanni di Fleres, la cui
+prima fondazione risale al VI secolo, e precisamente all'anno 532. Gli
+avanzi di questa chiesetta che si vedevano ancora fino a pochi anni
+addietro, all'angolo delle vie Mancini e Cestai, non avevano nessun
+carattere, ridotti com'erano ai semplici muri risorti sui rottami
+dell'antico edifizio; quando, abbattendosene ultimamente le rovine per
+erigervi la casa Leotta, fu trovata sotto l'intonaco una graziosissima
+finestra del più fiorito gotico. Il cimelio fu rispettato ed è
+incorporato nel muro della casa moderna.
+
+ [Illustrazione: DUOMO--PORTA SETTENTRIONALE. (Fot. Ursino).]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--PARTICOLARE DELLA PORTA SETTENTRIONALE.
+ (Fot. Ursino).]
+
+ [Illustrazione: CHIESA DEL SANTO CARCERE--LA PORTA. (Fot. Alinari).]
+
+ [Illustrazione: CHIESA DEL SANTO CARCERE--INTERNO. (Fot. Castorina).]
+
+Ma in fatto di edifizii sacri dei tempi di mezzo, la cattedrale eretta
+dal normanno Ruggero nel 1094 fu certamente il più insigne. Anche qui,
+disgraziatamente, i due terremoti del 1169 e del 1693 produssero tale
+rovina che, a primo aspetto, nel tempio rifatto con altro stile nulla
+più parla di quella età. Ad un attento esame, nondimeno, le tracce della
+costruzione normanna si svelano. Le tre absidi, resistite ai
+cataclismi, ne sono testimonii esternamente, col loro sesto acuto;
+all'interno, l'arco gotico si mostra anche nelle cappelle del Crocefisso
+e dell'Immacolata, nonchè nelle finestre strette e lunghe, simili a
+feritoie, di quest'ultima e del passaggio fra la chiesa e il contiguo
+Seminario. Ma il più notevole vestigio architettonico dell'antico Duomo,
+la decorazione cioè della sua porta maggiore, non si trova più qui.
+Adattata alla Casa comunale dopo la rovina del 1693, forse perchè
+giudicata poco conveniente ad un luogo sacro, fu poi trasferita al Santo
+Carcere, dove anche oggi attira l'attenzione dei curiosi e degli
+studiosi, tra i quali molto si è discusso intorno al suo carattere. È
+normanna e contemporanea della primitiva fabbrica del 1094? Oppure è
+sveva, e fu poi sovrapposta, due secoli dopo, alla cattedrale? Monsignor
+di Marzo, storico e critico egregio dell'arte siciliana nell'evo medio
+ed al principio dell'età moderna, le nega il carattere normanno-siculo e
+vi trova l'influenza di altri stili. Il normanno-siculo, infatti, porta
+con tanta evidenza l'impronta mussulmana, che si suole più precisamente
+designare coi nomi di arabo-normanno-siculo; più tardi, invece,
+l'orientale profusione degli arabeschi negli intagli e nelle sculture
+ornamentali andò scemando a profitto di elementi interamente diversi:
+l'ibrido simbolismo e la barbara imitazione del classico che prevalsero
+nell'Italia settentrionale, particolarmente in Lombardia, e si
+associarono sempre più strettamente alle forme teutoniche. Questa porta
+dell'antico Duomo ne è per l'appunto, dichiara il di Marzo, un esempio,
+col suo congegno prospettico e simmetrico di quattro ordini di stipiti,
+nei tre angoli dei quali stanno tre colonnine per ciascun lato,
+faccettate a quadretti e strisce a zig-zag (_chevron_), e sui quali sono
+impostati quattro ordini di archi a pieno centro; e particolarmente con
+la serie delle figure simboliche che sorgono sulle piccole basi
+dell'architrave. Ridotte a cinque, da sei che erano dapprima,
+rappresentano un'aquila, una scimmia, un leone, una tigre ed un uomo
+seduto in sedia curule, al quale manca da qualche tempo il capo; la
+figura scomparsa era quella d'una donna in supplice atteggiamento. Che
+cosa significa questo _rebus_ marmoreo? La soluzione che gli fu data
+sarebbe una prova storica da aggiungere all'artistica per negare
+l'origine normanna della porta ed assegnarla al periodo svevo.
+Rammentando la distruzione di Catania ordinata da Federico II, si volle
+che la figura dell'uomo seduto rappresentasse lo stesso Imperatore, e
+che gli animali simboleggiassero i suoi sentimenti verso amici e nemici,
+e che la donna fosse la città impetrante grazia dallo Svevo crudele.
+Spiegazione plausibile, la quale non persuade tuttavia i sostenitori
+della _normannità_ del monumento; i quali, giudicando che gli emblemi
+svevi sono indipendenti dal resto degli adorni, sostengono che furono
+sovrapposti sull'architettura di Ruggero ai tempi di Federico.
+
+ [Illustrazione: DUOMO--PORTA DELLA CAPPELLA DEL CROCEFISSO.
+ (Fot. Franco).]
+
+ [Illustrazione: SACRESTIA DEL DUOMO--L'ERUZIONE DEL 1669. AFFRESCO
+ DEL MIGNEMI. (Fot. Castorina).]
+
+Se questa singolare decorazione dell'ingresso principale dell'antico
+Duomo dev'essere oggi cercata al Santo Carcere, un'altra porta della
+cattedrale rifatta è rimasta al suo posto e possiede anch'essa un suo
+proprio valore. Attribuendola ad Antonello Gagini, figlio di quel
+Domenico che, trasferitosi da Bissone, «delle parti di Lombardia», in
+Palermo, sollevò, con l'opera propria e dei valenti eredi, la scultura
+siciliana ad altezze prima ignorate, gli scrittori catanesi credettero
+di attribuirle il massimo pregio; ma non s'accorsero di ledere nello
+stesso tempo le ragioni della cronologia. L'iscrizione della porta dice
+infatti che questa fu eretta nell'anno 1577, ed allora Antonello Gagini
+era morto non da sette anni soltanto, come avvertì il già citato
+Musumeci, ma da quaranta, come nota il di Marzo, che registra nel 1536
+la morte dello scultore palermitano. Escluso dunque il Gagini come
+autore dell'opera, sorge un'altra questione: è essa tutta d'una mano e
+d'una età, oppure risulta composta dall'accozzamento di pezzi greci o
+romani con altri di moderna fattura? Il Musumeci giudica antichi, e
+provenienti probabilmente dalle decorazioni dell'Odeo, il bel fregio del
+cornicione e le colonne composite, nei piedistalli delle quali si vedono
+scolpiti a mezzo rilievo gruppi di Tritoni e Nereidi di squisito lavoro,
+e graziosi Ippocampi nello zoccolo; solo l'architrave e gli stipiti
+sarebbero moderni. Oltre che per la differenza del tratto, il Musumeci
+giudica antichi i pezzi dianzi mentovati anche perchè hanno un carattere
+mitologico poco adatto alla destinazione sacra della porta; ma
+l'Hittorf, architetto del re Carlo X venuto a studiare i monumenti
+siciliani, nega l'antichità di questi ornamenti, e con lui la nega il di
+Marzo, rammentando che il classicismo del Cinquecento ricorse
+liberamente a soggetti pagani nella ornamentazione di opere cristiane.
+Ad ogni modo, sia tutta cinquecentesca la porta in quistione, o sia
+composta di frammenti antichi e di pezzi moderni, sopra un punto non può
+cader dubbio: sull'artefice che la eseguì, tutta o parte. La somiglianza
+fra gli ornati a risalto e delle mensole di questa porta esterna con
+quelli della porta interna per la quale si penetra nella cappella del
+Crocefisso, eretta quattordici anni prima, nel 1563, attesta che uno
+solo fu lo scultore delle due opere. Ora, se anche questa porta interna
+fu indebitamente attribuita al Gagini, il Musumeci dimostrò, coi
+documenti trovati nell'archivio della chiesa, che fu eseguita da Gian
+Domenico Mazzola; e il di Marzo, confermando il fatto, corregge soltanto
+la desinenza del nome e la patria dell'artefice: il Mazzolo o Masolo--e
+non Mazzola--figlio di un Battista da Carrara, non fu «Scarpellino
+catanese»: nacque invece anch'egli a Carrara e dimorò in Messina donde
+venne in Catania procuratore del padre a riscuoterne i crediti, ed a
+lavorare questa porta, la quale è giudicata fra le migliori sue opere,
+fra le più delicate e perfette.
+
+Ancora e sempre del Gagini è stato creduto il piccolo lavacro di marmo
+della sacrestia: attribuzioni che dimostrano come da quell'artista
+geniale o dalla sua scuola uscisse quanto di buono possiede la Sicilia
+in fatto di scultura. Di forma rettangolare e simile ad un sarcofago,
+questo lavacro ha una decorazione a mezzo rilievo di puttini, cornucopie
+ed altri motivi ornamentali. Che sia leggiadra, basta aver occhi per
+accertarlo; a chi veramente appartenga non si può dire; e del resto
+Catania ha, per buona sorte, opere non dubbie del Gagini, delle quali
+sarà tenuto parola più tardi.
+
+Per ora, restando nella cattedrale, anzi nella stessa sacrestia, il
+grande affresco del Mignemi merita una breve menzione, non già perchè
+abbia valor d'arte, ma per la scena storica, grandiosa e terribile, che
+rappresenta: la spaventosa eruzione del 1669, la più formidabile dei
+tempi moderni. In fondo al quadro l'Etna solleva la gigantesca sua mole;
+nel secondo piano, ai fianchi del monte, si erge il nuovo cratere dei
+Monti Rossi, dal quale un fiume di fuoco scende per le più basse pendici
+fino alla città, ne investe e scavalca le muraglie occidentali, ne
+invade ed incendia i sottoposti quartieri, ne circuisce e diminuisce il
+castello, per gettarsi finalmente in mare, restringendo il porto dal
+quale escono a forza di vele e di remi le navi cariche di atterriti
+fuggiaschi.
+
+Tornando dalla sacrestia nella chiesa, le absidi che rivelano dalla
+parte esterna l'antica ossatura normanna, attraggono anche all'interno
+l'attenzione, non tanto per la decorazione a fresco, eseguita dal romano
+Corradino nel 1628, quanto per i sarcofaghi regali murati in quella del
+centro. Il meridionale contiene le ceneri di sette personaggi augusti:
+Federico II d'Aragona, re di Sicilia; suo figlio Giovanni, Lodovico,
+Federico IV, Martino, Maria ed il figliuoletto di lei Federico; nel
+sarcofago della parete settentrionale dorme l'eterno sonno, tutta sola,
+Costanza, la figlia del quarto Martino aragonese. Ma, come disse
+l'epigrafe di Mario Rapisardi quando fu restituita da Parigi alla natale
+Catania la salma di Vincenzo Bellini, «questa basilica in cui dormono
+dimenticate le ossa di tanti re, diverrà da questo giorno famosa per la
+tomba di Vincenzo Bellini». La quale è posta sotto il secondo pilastro
+di destra, ed è ornata di un piccolo monumento del fiorentino Tassara.
+
+ [Illustrazione: DUOMO--SEPOLCRO DI VINCENZO BELLINI. (Fot. Gentile).]
+
+Il maggior Catanese dei tempi moderni, il cantore della _Norma_, della
+_Sonnambula_ e dei _Puritani_, era degno, per la soavità dell'anima sua
+e per l'universalità della sua gloria, di riposare accanto alla più
+gloriosa e soave sua concittadina dei tempi andati, Sant'Agata. La salma
+del musicista, morto a Parigi nel 1837, restò sepolta al _Père Lachaise_
+per circa quarant'anni, fino al 1876, quando ne fu tratta e trasportata
+in Sicilia e deposta nella terra natale; la martire suppliziata in vita
+come già si è narrato, non fu risparmiata neppure dopo morte, e la sua
+salma fece più lunghi e travagliosi viaggi, come narrano i bassorilievi
+del Coro della sua chiesa. Nella prima metà dei trentacinque scomparti
+che lo compongono è sceneggiata la vita ed il supplizio della vergine,
+la seconda illustra la storia della sua spoglia terrena: il trasporto a
+Costantinopoli ordinato nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace
+e compito a dispetto della tempesta scatenatasi il giorno della
+partenza; l'apparizione in sogno della santa, una notte dell'aprile
+1126, al francese Gisliberto o Giliberto, comandante delle guardie
+dell'imperatore Giovanni Comneno, per manifestargli la volontà di essere
+restituita alla patria; l'accordo del soldato francese col compagno
+calabrese Goscelmo o Goselino; le loro titubanze e i loro nuovi sogni
+più chiari; la discesa da entrambi operata in S. Sofia, durante la notte
+del 20 maggio; lo scoprimento del sarcofago e il trafugamento della
+salma ridotta a pezzi e nascosta nelle faretre per eludere la vigilanza
+delle guardie alle porte; il successivo imbarco, l'approdo e l'indugio a
+Smirne ed a Corinto; il nuovo sogno e la nuova apparizione di Agata
+dolente della loro lentezza; l'arrivo in terra italiana a Taranto e la
+perdita, nel trarre dalle faretre e nel ricomporvi le reliquie, di una
+mammella; il miracolo del latte che questa diede a una bimbolina che la
+ritrovò e la portò alle labbra; l'ultimo sbarco finalmente a Messina;
+l'incontro col vescovo Maurizio al castello di Aci e il trionfale
+ingresso in Catania, il 17 agosto. Opera della fine del Cinquecento,
+eseguita per conto del vescovo Corionero e del suo successore Rebida,
+queste sculture del Coro furono scoperte... da Alessandro Dumas, nel
+1835. La _Speronare_, come tanti altri libri di viaggio del romanziere
+di _Montecristo_, è uno dei più curiosi libri che si possano leggere:
+formicolante di errori, zeppo di fiabe da far dormire in piedi, rivela
+nondimeno il nativo senso artistico dello straordinario scrittore. Così,
+dei bassorilievi del Coro catanese egli ha ragione di dire che «nessuno
+vi fa attenzione, nessun libro ne parla, nessun cicerone pensa a
+mostrarli, mentre sono una delle cose più notevoli di quella chiesa».
+Certo, come osserva il di Marzo, la forma non ne è esente da qualche
+libertà, e l'esecuzione ne è qua e là trascurata, ma nell'insieme
+riescono _charmans de naïveté_, come dice il Dumas; il quale però,
+passando a descriverli, inciampa negli svarioni. Il lavoro della fine
+del Cinquecento è attribuito al secolo precedente; il proconsole
+Quinziano diventa Quintiliano, Goselino e Giliberto si riducono ad un
+solo, Guiberto; nè il romanziere si cura di ricercare se proprio tutti i
+libri tacciono di questi bassorilievi, se l'autore ne è addirittura
+ignoto. Poca fatica sarebbe occorsa a conoscerne il nome: bastava
+cercarlo nelle _Osservazioni sulla storia di Catania_ del Cordaro, dove,
+con lo stile tutto suo, questo scrittore mette in evidenza il pregio del
+lavoro. «Il vescovo Corionero che la chiesa catanese governò dal 1589 al
+1595, i sedili di legno allestì nel coro della cattedrale ove è il
+martirio di S. Agata inciso, lavoro del napolitano Scipione Guido»--più
+precisamente, di Guido:--«a quale opera tuttora dagli stranieri per la sua
+perfezione si ammira».
+
+ [Illustrazione: DUOMO--IL CORO. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--IL BUSTO DI SANT'AGATA.]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--SCRIGNO DELLE RELIQUIE DI SANT'AGATA.
+ (Fot. Castorina).]
+
+ [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--TECA DEL BRACCIO DI S. GIORGIO.]
+
+Dal momento che il corpo della loro celeste Patrona tornò così
+tagliuzzato presso di loro, i Catanesi ripresero a venerare con più
+fervore che mai quelle membra recise, e nel secolo XIV provvidero a
+serbarle in degne custodie. Il busto fu chiuso in un busto d'argento
+dorato, con la faccia e le mani di smalto, sorretto da un basamento
+ottagonale e fiancheggiato da due angioletti: la destra regge la croce
+accompagnata da gigli, nella sinistra è l'Epigrafe angelica. La base,
+che poggia sopra otto foglie rovesciate, di tipo gotico, è ricca di
+scorniciature e riquadri e tutta adorna di smalti, tra i quali due
+stemmi d'Aragona, quello di Catania ed altri di dubbia attribuzione,
+nonchè scene del martirio, figure di S. Agata e di S. Caterina
+d'Alessandria, e quelle dei due vescovi catanesi, Marziale e il suo
+successore Elia, entrambi francesi, anzi limosini, come è detto
+nell'iscrizione che gira attorno alla base:
+
+ VIRGINIS ISTUD OPUS AGATHAE SUB NOMINE COEPTUM
+ MARTIALIS FUERAT QUO TEMPORE PRAESUL IN URBE
+ CATANIAE, CUI PASTOR SUCCESSIT HELIAS;
+ AMBOS LEMOVICUM CLARE PRODUXERAT ARDOR.
+
+Fin qui i lettori dell'iscrizione sono concordi; la discordia incomincia
+per i quattro versi seguenti:
+
+ ARTIFICIS MANUS HOC (HAEC, HANC) FABRICAVIT MARTE (ARTE) JOANNES
+ BARTOLUS ET GENITOR, CELEBRIS CUI PATRIA CEVE (LEVE)
+ MILLE TER ET CENTUM POST PARTUM VIRGINIS ALMAE
+ ET DECIES SEPTEM SEXTOQ. FLUENTIBUS ANNIS.
+
+ [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--BASE DELLA TECA DEL BRACCIO DI S.
+ GIORGIO.]
+
+ [Illustrazione: S. FRANCESCO--PORTA DELLA CUSTODIA.]
+
+ [Illustrazione: S. FRANCESCO--PARTICOLARE DELLA PORTA DELLA
+ CUSTODIA.]
+
+ [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--CALICI.]
+
+La data, sulla quale non cade dubbio, dice chiaramente che l'opera fu
+fatta durante il soggiorno della Corte papale ad Avignone, dove il
+vescovo catanese Marziale si era recato presso Gregorio XI ad
+annunziargli l'assunzione di Federico III al trono di Sicilia, e dove
+morì, affidando la diocesi ed il compimento del reliquario al suo
+connazionale e successore Elia. Ma chi furono gli artefici della statua?
+Eugenio Müntz, poichè i lettori dell'iscrizione non sono d'accordo,
+leggendo alcuni _cui patria Ceve_, altri _cui patria leve_, addottò una
+terza interpretazione: _cui patria Senam_, identificando l'autore del
+busto catanese con Giovanni di Bartolo, senese, orafo per l'appunto alla
+Corte pontificia in Avignone, ed autore dell'altro celebre reliquario
+racchiudente le teste dei santi Pietro e Paolo. Se non che, c'è una
+difficoltà. L'iscrizione non riesce bene decifrabile perchè il busto è
+tutto ricoperto di _ex-voto_ offerti dalla pietà dei fedeli--tra i quali
+la corona regale che si dice esser dono di Riccardo Cuor di Leone al suo
+passaggio da Catania durante la crociata del 1191, la collana d'oro del
+vicerè de Acuña, varie insegne del Toson d'oro e dell'Ordine
+d'Alcantara, parecchie mammelle d'oro e d'argento, due delle quali
+portano incise le armi dei re di Spagna, e molti anelli pastorali e
+croci vescovili, tra le quali quella di Leone XIII, e un gran numero di
+minutaglie d'oro, d'argento, di corallo, d'ambra, e finanche orologi da
+tasca;--ma lo Sciuto Patti, dopo avere esaminato da vicino il
+reliquario, escluse assolutamente che si possa leggere _cui patria
+Senam_: l'iscrizione dice chiarissimamente _cui patria Ceve_: non regge
+quindi l'interpretazione del Müntz, il quale aveva eccitato molto
+entusiasmo, lasciando credere che fra i tesori artistici italiani si
+trovasse un'altr'opera uscita dalle miracolose mani del Bartoli. E lo
+Sciuto Patti lo nega per altre ragioni che sarebbe troppo lungo
+riferire; se non che, escluso il Giovanni di Bartolo, resta ancora da
+vedere chi furono gli artefici nominati nell'iscrizione: _Johannes
+Bartolus et genitor_. Ed è strano come il nostro critico abbia avuto
+sotto gli occhi l'identificazione e non l'abbia compita. Glielo impedì
+l'aver voluto, contrariamente alle concordi affermazioni dei cronisti,
+distinguere gli autori del Busto da coloro che eseguirono lo _Scrigno_
+dove si custodiscono, in sette teche d'argento dorato e cesellalo di
+ottimo lavoro, le altre sparse membra della martire. Questo _Scrigno_ è
+una cassa a base rettangolare, con gli angoli tagliati e il coperchio a
+spigolo, rivestita internamente di velluto trinato d'oro ed all'esterno
+di lamine doppie d'argento vermicolato con figurine di santi a rilievo
+ed a cesello negli scomparti architettonici di stile gotico
+_fiammeggiante_: una fervida fantasia vi ha profuso i motivi
+ornamentali. Ora lo Sciuto Patti, leggendo negli _Emailleurs limousins_
+di Maurizio Ardant, che Giovanni e Bartolomeo Vitale «andarono a Catania
+in Sicilia per ornare di smalti il reliquario di S. Rosalia», e che il
+padre di Bartolomeo, Bernardo, «vi sarebbe stato anteriormente a
+cominciare il lavoro», riconosce che questi Vitali, chiamati nell'isola,
+eseguirono lo Scrigno: opinione non contrastata dal facile errore nel
+quale cadde e--trattandosi di uno scrittore francese che si occupa di
+cose italiane--doveva cadere l'Ardant; dallo scambio, cioè, di S.
+Rosalia, patrona di Palermo, con la protettrice celeste della minore
+Catania. Ma, riconosciuti così in Giovanni, Bartolomeo e Bernardo Vitale
+gli autori dello Scrigno, e negato che i nominati _Johannes Bartolus et
+genitor_ del Busto fossero Giovanni di Bartolo da Siena e il padre suo,
+era ed è molto semplice e quasi necessario identificarli con
+Giovanni, Bartolomeo--o Bartolo che è tutt'uno--e Bernardo, padre,
+«_genitor_», per l'appunto, di Bartolomeo: tutti della famiglia Vitale,
+venuti da Limoges a Catania per attendere a questi lavori sacri. Intento
+a dimostrare, contrariamente alle concordi affermazioni di tutti i
+cronisti, che Busto e Scrigno non sono della stessa mano nè dello stesso
+tempo, lo Sciuto Patti non fece questa identificazione tanto naturale;
+alla quale non si oppongono gli argomenti da lui addotti per distinguer
+gli autori dello Scrigno da quelli del Busto. Se è vero, infatti, che
+esisteva in Catania un _Opus Scrinei_, una istituzione destinata a
+raccogliere fondi per la costruzione dello Scrigno, forse che bisogna
+perciò escludere come ordinatore del lavoro il vescovo Marziale e il suo
+successore Elia? Che cosa impedisce di ammettere che questi prelati,
+come ordinarono il Busto, così--coi denari dell'opera dello
+Scrigno--ordinassero quest'ultimo? Non è anzi naturale che commettessero
+insieme i due lavori--ed agli stessi artisti? Se dall'esame dello stile
+risultasse che le due manifatture appartengono a tempi molto distanti,
+certo la supposizione cadrebbe; ma lo stesso Sciuto Patti afferma che lo
+Scrigno mostra di essere «di alquanti anni posteriore» al Busto; anni
+tanto pochi, da far ammettere una «quasi contemporaneità», con la quale,
+appunto, egli spiega l'origine dell'opinione che vuole lo Scrigno
+eseguito, come il Busto, per commissione ed al tempo dei vescovi
+Marziale ed Elia. Di Bartolomeo Vitale è provata l'esistenza fino al
+1401: se, dunque, la cassa «mostra chiaro di appartenere, al più tardi,
+agli ultimi anni del secolo XIV, ma più probabilmente ancora ai primi
+del XV», le date concordano. Il fatto che in questa cassa non c'è
+iscrizione o segno che accenni minimamente alla data del lavoro nè a
+coloro che lo ordinarono e l'eseguirono, conferma precisamente che esso
+nacque ad un tempo con la statua: inscritte nella base di questa tutte
+le indicazioni desiderabili in quei bruttissimi distici, gli artefici
+dovettero giudicare superfluo ripeterle in quella: se, invece, lo
+Scrigno fosse uscito da altre mani in altro tempo, il nuovo orafo
+avrebbe rivelato l'esser suo. E se, finalmente, mancando qualunque
+iscrizione nello Scrigno, lo Sciuto Patti vi ha trovato lo stemma di
+Catania e quello di casa Paternò, ciò vorrà dire che questa famiglia
+concorse all'opera, e che il lavoro fu eseguito in Catania: tutte cose
+che non escludono l'identificazione dei _Johannes Bartolus et genitor_
+sottoscritti nel Busto coi Giovanni, Bartolomeo e Bernardo Vitale
+esecutori dello Scrigno. Una sola parte del quale--per esaurire
+l'argomento--è senza dubbio, come dimostra lo Sciuto Patti, di altra
+mano: il coperchio, dove si legge la data del _1579_; lavoro molto
+probabilmente di quel Paolo Guarna, catanese, a cui si debbono il bel
+reliquario del braccio di S. Giorgio serbato nel tesoro del Duomo e la
+stupenda porta del Tabernacolo nell'altar maggiore di S. Francesco.
+
+ [Illustrazione: IL FERCULO DI SANT'AGATA. (Fot. Castorina).]
+
+ [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--BUSTO DI S. CATALDO.]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA--MAUSOLEO DEL VICERÈ DE
+ ACUÑA.]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: PARTICOLARE DEL MAUSOLEO
+ DEL VICERÈ DE ACUÑA.]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: PORTA DEL SACELLO.]
+
+ [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: DECORAZIONE SOVRASTANTE
+ ALL'ALTARE.]
+
+Compiuto lo Scrigno, e continuando le oblazioni all'Opera appositamente
+istituita, si pensò, nella seconda metà del Cinquecento, di costruire
+una sontuosa macchina per trarvi, nella solenne processione annuale, le
+reliquie della Santa. Questa _Bara_, come è volgarmente chiamata, o
+Ferculo, ha la forma d'un tempietto, con un basamento dal quale
+s'innalzano sei colonne sorreggenti la vôlta o cupola: l'ossatura di
+legno ha un rivestimento di lamine d'argento in parte dorate; quelle
+della vôlta sono congegnate a scaglie o squame. Attorno allo zoccolo, in
+altrettante riquadrature, sono scolpiti a mezzo rilievo, da mano
+egregia, le scene del martirio e della traslazione; dagli orli inferiori
+della cornice pendono encarpi o festoni e lampade d'argento; sull'orlo
+superiore stavano infisse dodici statuette d'argento massiccio
+rappresentanti i dodici apostoli, ma una combriccola di ladri le
+portarono via, spogliando anche di molta parte dell'antico prezioso
+rivestimento la tre volte centenaria macchina, che la pietà dei fedeli
+volle poi restaurata. All'opera, compita in diverse età, contribuirono
+parecchi artefici, e primo di tutti, fra il 1540 e il 1550, essendo
+vescovo un Caracciolo, Antonio Arcifer o Archifel, figlio di Vincenzo,
+entrambi rinomati orafi catanesi; del quale Antonio sarebbero anche,
+secondo lo Sciuto Patti, i rocchi o terzi inferiori delle colonne, le
+specchiature a cesello che stanno fra i riquadri del martirio, e le
+graziose cariatidi di rame dorato che ornano lo stilobate. Mezzo secolo
+dopo, nel 1592, furono aggiunte le statuette a spese del vescovo
+Corionero, per opera d'un artefice di cui s'ignora il nome; più tardi
+ancora, intorno al 1638, la decorazione fu compiuta da Paolo Aversa, o
+meglio d'Aversa--cioè aversano, e non già catanese, secondo la
+correzione proposta dal di Marzo, il quale però attribuisce tutto il
+ferculo a questo artefice, facendolo lavorare al tempo del Caracciolo,
+quando invece gli sarebbe posteriore di più che un secolo.
+
+ [Illustrazione: SANT'AGATA ALLA FORNACE. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: IL MONTE DI PIETÀ DI S. AGATA. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--CANDELORA. (Fot. Ursino).]
+
+E da secoli, ogni anno, ricorrendo la festa della Santa, il ferculo è
+tratto in processione. Questa festa è uno degli spettacoli catanesi più
+singolari: chi ha letto _La coda del diavolo_ di Giovanni Verga
+rammenterà ciò che ne dice il maestro novelliere: «A Catania la
+quaresima vien senza carnevale; ma c'è in compenso la festa di S. Agata,
+gran veglione di cui tutta la città è il teatro». Il giorno 3 febbraio
+tutto il clero regolare e secolare, tutte le confraternite e congreghe
+pie--un tempo anche tutte le autorità municipali e governative--muovono
+dalla chiesa della _Calcarella_, dove i fedeli venerano la fornace dalla
+quale la martire uscì illesa, fino alla cattedrale, recando
+processionalmente l'offerta dei ceri. In coda al corteo, vistoso per le
+variopinte tonache e cotte dei seminaristi, dei preti, dei frati, dei
+canonici, dei vescovi, dei caudatarii, vengono le _candelore_, forse
+così chiamate dalla festa della Candelora celebratasi il giorno prima:
+pesanti macchine scolpite e dorate, colossali candelabri infiorati ed
+imbandierati, dove sono confitti gli enormi ceri offerti dalle varie
+corporazioni operaie. La sera di quello stesso giorno, schiere di devoti
+accompagnate da altrettante musiche scendono dai varii quartieri della
+città in piazza del Duomo; dove, dopo un'orgia di fuochi artificiali,
+cantano le laudi della Santa, e donde muovono poi a ripetere i cantici
+dinanzi alle case dei più ragguardevoli cittadini. Il domani all'alba,
+si schiude la cappella della Santa, disposta nell'abside minore di
+destra, che è uno dei cantucci della chiesa dove l'amante di cose d'arte
+trova da fermarsi più a lungo. La macchina centrale eretta sull'altare,
+rappresentante la vergine catanese incoronata dai Ss. Pietro e Paolo; la
+porta del sacello scavato nel muro di sinistra, adorna di colonnine
+sostenute da arpie ed a loro volta sostenenti una decorazione nel mezzo
+della quale è ripetuta la figura della Santa ritta sull'elefante; e nel
+lato destro il monumento sepolcrale di don Ferrante de Acuña, vicerè di
+Sicilia, sono le sole sculture della fine del Quattrocento che restino
+in Catania: opere di squisita fattura, segnatamente le teorie d'angeli
+che si svolgono nel fregio della macchina centrale. Dalla porta del
+sacello, chiusa da una doppia cancellata, i dignitari ecclesiastici
+penetrano nel ricettacolo, dove sono dipinte a fresco le figure di
+Giliberto e Goselino, e nella cui più recondita nicchia si custodiscono
+il Busto e lo Scrigno: questi sono tratti fuori, e dopo una breve
+esposizione sull'altare maggiore, sono disposti nel ferculo che aspetta
+alla porta della chiesa: allora al grave suono del campanone, fuso e
+rifuso cinque volte dal 1388 al 1614, e pesante più di mille
+chilogrammi, una folla di devoti insaccati in grandi tuniche bianche e
+col capo coperto da un berretto di velluto nero, trascina la Bara
+preceduta dalle _candelore_ per la cerchia delle antiche mura, troppo
+poca parte delle quali è ancora visibile qua e là, alla Marina, al Santo
+Carcere e in via del Plebiscito. Il giorno dopo, 5 febbraio, che è il
+giorno propriamente consacrato dal calendario romano a S. Agata, la
+stessa processione è ripetuta per le vie interne; in questa occasione le
+signore catanesi di tempi non troppo remoti--poichè ne serbano memoria
+anche i non troppo vecchi--esercitavano quel diritto di _'ntuppatedda_,
+o imbacuccata, sul quale il Verga impostò la già citata sua novella:
+tutte chiuse in grandi manti neri, con la testa anch'essa coperta, col
+viso nascosto, e lasciando vedere, per vederci, un occhio solo, esse
+andavano attorno e fermavano i loro parenti od amici, o i semplici
+conoscenti ai quali volevano giocare qualche tiro; perchè i cavalieri
+che le imbacuccate onoravano della loro scelta avevano il dovere di
+accompagnarle dovunque e finchè ad esse piacesse, e di soddisfare i loro
+capricci nei negozii, nelle botteghe dei confettieri e dei gioiellieri,
+senza poter sollevare un lembo del manto, senza poterle seguire quando
+si vedevano lasciati in asso, senz'altro mezzo di riconoscerle fuorchè
+quello di rivolger loro domande più o meno suggestive, alle quali esse
+rispondevano, come al veglione, con voce alterata, o non rispondevano
+affatto: singolare usanza, che dovette dar luogo a chi sa quante
+commedie e forse anche drammi, e degna di ispirare, prima che
+tramontasse, la bellissima novella di uno dei suoi ultimi testimoni.
+
+ [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--LA «BARA» IN PROCESSIONE.
+ (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: PROCESSIONE DI S. AGATA. (Fot. Martinez).]
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Oltre quelle parti del Duomo e degli altri edifizii sacri delle quali si
+è già ragionato, solo due architetture profane dei tempi di mezzo hanno
+resistito alle offese della natura e degli uomini.
+
+Prima che i Lerida e la regina Bianca fondassero sulle rovine del tempio
+di Basco la Badia di San Placido, i Platamoni, nobilissima famiglia
+catanese oggi spenta, vi eressero nel XIV secolo le loro case: ne avanza
+un terrazzo, nel giardino della Badia, decorato esternamente con fasce a
+zig-zag (_chevron_), alternate di pietra vulcanica nera e di pietra
+calcare bianca. Nel centro, dentro una cornice a fogliami, campeggia lo
+stemma dei Platamoni, e sotto ricorrono quattordici piccole ogive
+sorrette da altrettante mensole e sotto-mensole: ogni ogiva racchiude
+graziose sculture a mezzo rilievo, rappresentanti fiori, frutta,
+conchiglie e teste umane.
+
+ [Illustrazione: BADIA DI SAN PLACIDO--TERRAZZO DI CASA PLATAMONE.]
+
+ [Illustrazione: CASTELLO URSINO. (Fot. Gentile).]
+
+Il cimelio è interessante; ma senza paragone più notevole è un edifizio
+rimasto interamente in piedi: quel castello Ursino che Federico II fece
+erigere da Riccardo da Lentini, architetto militare, contro la città. La
+vecchia rocca è ancora in piedi, ma quanto mutata dai tempi della sua
+potenza! La piccola Catania del medio evo ebbe anch'essa qualche giorno
+di gloria, quando la Corte angioina e l'aragonese vi si fermarono e
+quando vi si raccolsero i parlamenti siciliani: il castello fu appunto
+sede dei parlamenti e dei re. Allora esso avanzava in importanza lo
+stesso palazzo reale di Palermo; perchè, se il soldo dei due governatori
+era eguale, di trenta onze annue, mentre tutti gli altri della rimanente
+Sicilia ne riscuotevano soltanto dodici, diciotto o tutt'al più
+ventiquattro, i servienti o gente d'arme della reggia palermitana erano
+diciotto, quando il mastio catanese ne contava non meno di trenta. Tanta
+ne era l'importanza, che i vicerè di Sicilia non ebbero dai re di Spagna
+la facoltà di nominarne il comandante: il re personalmente provvedeva.
+Altro singolare privilegio era quello di innalzare due bandiere sulle
+due torri della fronte settentrionale, una per la val di Noto e l'altra
+per la val di Démone. Di queste due torri, quella a destra era chiamata
+appunto della _Bandiera_, la seconda del _Martorio_, perchè vi si dava
+la tortura; le altre due meridionali si chiamavano una della _Sala_
+perchè contigua alla gran sala dei _Paramenti_ e l'altra del
+_Magazzino_, come adiacente al deposito dei congegni guerreschi. Per una
+scala cordonata si saliva ai quartieri del piano superiore: dalla porta
+_Falsa_ si usciva direttamente al mare, che prima dell'eruzione del 1669
+batteva il fianco orientale della fortezza. Già gagliarda e reputata
+addirittura inespugnabile sin dalla fondazione, essa fu ingrandita da
+Federico d'Aragona di due battifolli, che più tardi, dopo le
+ricostruzioni del 1554, furono detti di S. Croce e di S. Giorgio: a S.
+Giorgio era dedicata la cappella costruita sotto la sala dei Paramenti e
+solennemente consacrata il 22 dicembre 1391 dall'arcivescovo di
+Monreale, alla presenza dei vescovi di Catania e di Nicastro.
+
+E di quante drammatiche e tragiche vicende furono spettatrici le vecchie
+mura! Quanti vagiti di regali infanti e quanti gemiti di non meno
+coronati agonizzanti esse raccolsero! E quante torture di prigionieri e
+quanti supplizii nella prossima riva del mare, particolarmente ai
+sanguinosi giorni del Vespro! Qui pose la sua sede Giacomo d'Aragona, il
+re che «_ascutava tutti e si assittava 'ntra lu curtugghiu di lu
+casteddu e dava udienza a tutti e facìa la giustizia_». Qui si svolsero
+quei romanzi di cappa e spada che furono le vite della regina Maria,
+figliuola di Federico III aragonese, e di Bianca di Navarra, vedova del
+re Martino: romanzi pieni di innamoramenti, di gelosie, di fughe, di
+ratti, di congiure, di sollevazioni.... Finita l'indipendenza siciliana,
+ridotta l'isola ad una provincia spagnuola, la gloria del castello andò
+rapidamente scemando; poi la natura cospirò contro di lui: le lave del
+1669 lo circuirono, ne colmarono i fossi, ne seppellirono le opere
+avanzate; il terremoto del 1693 lo rese inabitabile, quello del 1818 gli
+diede il colpo di grazia. Restaurato dopo i moti del 1837 contro la
+ribelle città, fu purtroppo rovinato come opera d'arte architettonica, e
+da allora ad oggi la rovina è continuamente cresciuta. Il primitivo
+scheletro, nondimeno, si rivela ancora nei muri grossi circa tre metri,
+alti più che 30, lunghi 63 per lato; nelle vôlte a crociera del
+vestibolo e delle sale inferiori delle torri; nelle robuste ogive
+impostate sui capitelli romanici delle colonne incastonate negli angoli
+dei muri; nella bellissima scala a chiocciola che lungo la piccola torre
+centrale porta al cammino di ronda. La decorazione esterna è quasi tutta
+distrutta; non restano se non, all'entrata, una piccola nicchia con arco
+trilobato, nella quale si vede un uccello strozzato--a giudizio dello
+Sciuto Patti alludente, come la decorazione della porta del Santo
+Carcere, alla punizione inflitta da Federico di Svevia alla città--e
+l'intarsio del Pentalfa o Pentagramma sulle finestre di levante: prova,
+a giudizio dello stesso archeologo, della cieca fiducia che lo Svevo
+riponeva nei cabalisti e nei loro segni, leggendosi nel libro di Saba
+Malaspina che il re, «mentre con sottili investigazioni indagava i
+segreti della natura, per modo onorava gli astrologi, i negromanti e gli
+aruspici, che, secondo le divinazioni ed auspici loro, il suo
+leggerissimo pensiero, a guisa di vento, or di qua ed or di là con
+celere moto vagava».
+
+
+
+
+V.
+
+
+E col castello finiscono le vestigia dell'antica Catania: tutto ciò che
+si vede in città non risale oltre il principio del Settecento, quando si
+pose mano alla ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Non occorre
+dunque spiegare perchè il barocco trionfa in queste moderne
+architetture: un barocco che sotto l'influenza dello spagnolismo unito
+all'enfasi meridionale, gonfia le gote dei suoi mascheroni, moltiplica
+le cariatidi ed i puttini, distende ed allaccia i più pesanti festoni,
+aduna ed ammonticchia i più vistosi motivi decorativi. Barocche sono
+tutte le chiese, fra le quali particolarmente notevoli la Collegiata,
+regia cappella degli Aragonesi, l'aquila dei quali spiega ancora le ali
+sulla facciata ricca di colonne, di statue e di ornati; la Badia di S.
+Agata, con le finestre difese da grate panciute e traforate; la chiesa
+dei Crociferi, esempio di architettura gesuitica; quella di S. Placido,
+e via dicendo.
+
+ [Illustrazione: PORTA GARIBALDI. (Fot. Brogi).]
+
+ [Illustrazione: LA COLLEGIATA. (Fot. Gentile).]
+
+Di bell'effetto, con le sue linee mosse, è la porta Garibaldi, più
+conosciuta tra i popolani col nome di porta del Fortino, e chiamata
+ufficialmente Ferdinanda al tempo della sua costruzione, che avvenne nel
+1768, a solenne memoria delle nozze di Ferdinando III, o I che dir si
+voglia, con Maria Carolina d'Austria. È d'ordine toscano e dorico, con
+otto pilastri geminati, dei quali quattro reggono l'architrave e gli
+altri i trofei.
+
+ [Illustrazione: BADIA DI S. AGATA. (Fot. Grita).]
+
+La _Loggia_, il palazzo comunale che delle antiche logge o pergole, dove
+il civico consesso si adunava nei tempi di mezzo, serba il nome
+soltanto, sostituì il crollato palazzo senatorio, nel 1741; della metà
+del Settecento è anche il collegio Cutelli, ora trasformato in convitto
+nazionale: Mario Cutelli, gran signore e giureconsulto egregio, destinò
+le sue rendite alla istituzione di questo collegio «all'uso di Spagna»,
+in un tempo nel quale la moda spagnuola imperava, e lo stesso fondatore
+scriveva in castigliano la sua curiosa _Catania restaurada_.
+
+ [Illustrazione: CHIESA DI S. FRANCESCO. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: CHIESA DEI CROCIFERI. (Fot. Gentile).]
+
+Prima del Cutelli, e dopo la lunga notte del medio evo, i buoni studii
+erano rifioriti in Catania, dove sorse la prima università di Sicilia,
+il _Siculorum Gimnasium_. Per concessione di Alfonso d'Aragona, il 28
+ottobre 1434 fu decretata la fondazione dello Studio generale, eretto
+dieci anni dopo, quando il papa Eugenio IV spedì la bolla accordante
+alla scuola catanese tutti i privilegi largiti alle università italiane
+e particolarmente alla bolognese. Questo Studio fu per qualche secolo il
+solo dove la gioventù siciliana potè addottorarsi: di qui la nuova
+reputazione di sapiente che fu goduta dalla città e che il Tasso
+confermò nella _Conquistata_:
+
+ O di Catanea, ove ha il sapere albergo...
+
+ [Illustrazione: CHIESA DI S. PLACIDO. (Fot. Grita).]
+
+Il palazzo universitario, eretto dapprima dove ora s'allarga la piazza
+del Duomo, fu poi noi 1684 demolito e ricostruito nella piazza da allora
+detta degli Studii; ma dopo nove anni, quando l'interno dell'edifizio
+non era ancora assestato, il terremoto lo travolse dalle fondamenta; la
+nuova costruzione, di linee molto eleganti, più volte rafforzata ed in
+parte rifatta per l'altro terremoto del 1818, non ha ancora un secolo di
+esistenza. Ed una quantità d'istituti se ne sono a poco a poco, con
+l'accrescersi dei gabinetti, staccati; buona parte hanno posto la loro
+sede nel recinto del convento dei Benedettini.
+
+ [Illustrazione: COLLEGIO CUTELLI. (Fot. Martinez).]
+
+ [Illustrazione: PALAZZO MUNICIPALE. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: PIAZZA DEGLI STUDII E PALAZZO DELL'UNIVERSITÀ.
+ (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--FACCIATA PRINCIPALE.
+ (Fot. Brogi).]
+
+ [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--CHIESA DI SAN NICOLA.]
+
+Questo è, o per meglio dire era prima della soppressione, una delle
+singolarità di Catania: andati via i Padri per dar luogo ai soldati ed
+agli studenti, i lunghi corridoi furono divisi e suddivisi, il più
+antico ed elegante chiostro fu trasformato in palestra ginnastica, una
+strada fu aperta nei terreni che lo circondavano, un osservatorio ed un
+ospedale furono eretti nei suoi giardini. Tutt'insieme, esso si
+sviluppava sopra un'area di circa centomila metri quadrati ed era il più
+grandioso edifizio monastico d'Europa, dopo quello di Mafra
+d'Estremadura in Portogallo. Il già citato Musumeci, nel rispondere
+all'Hittorf che glie ne chiedeva notizie, ne ricostruì la storia.
+Cominciato nel 1558 in presenza del vicerè La Cerda che ne pose
+solennemente la prima pietra, e finito venti anni dopo, il primitivo
+edifizio ideato dal cassinese Valeriano de Franchis comprendeva il
+chiostro più occidentale decorato di cinquanta colonne di marmo nel
+1605, i corridoi e i dormitorii che lo fiancheggiavano e la vecchia
+chiesa. Le lave del 1669 sconquassarono quest'ultima e ricopersero i
+giardini; allora fu chiamato da Roma l'architetto Giovanni Contini, su
+disegno del quale, nel 1687, fu ricominciata la nuova chiesa e il nuovo
+monastero; ma, pochi anni dopo, il terremoto del 1693, rinnovando ed
+accrescendo le rovine e seppellendo trentadue monaci, fece riprendere il
+lavoro di Sisifo. Per colmo di disgrazia, non si trovava allora in
+Catania nessun architetto: il solo sopravvissuto al terremoto, Alonzo di
+Benedetto, era anch'egli morto di morte naturale. Fu chiamato pertanto
+da Messina Tommaso Amato, il quale disegnò i dormitorii di levante e
+mezzogiorno; poi, su disegno del palermitano Vaccarini, che non rispettò
+l'antica grandiosa unità della iconografia ideata dal de Franchis e
+serbata dal Contini, si eressero i due refettorii e la biblioteca,
+imponenti per vastità e decorazione. Francesco Battaglia Biondo ideò il
+portico del nuovo chiostro, e suo nipote, Francesco Battaglia
+Santangelo, lo scalone, che ha le pareti adorne di quadri a stucco
+bianco su fondo azzurrino, e la chiesa. Questa, la maggiore di tutta
+Sicilia, doveva avere una facciata tanto sontuosa, con colonne tanto
+gigantesche, che i Padri, nonostante il loro mezzo milione di rendite,
+la lasciarono incompiuta, come oggi si vede. Donato del Piano, abate
+calabrese, spese dodici anni della sua vita e dieci mila onze dei
+Padri--centoventisette mila e cinquecento lire--per costruirvi uno dei
+più celebri organi d'Europa, con settantadue registri, cinque ordini di
+tastiere e duemila novecento sedici canne. Il barone Sartorius di
+Waltershausen, l'insigne illustratore dell'Etna, vi tracciò, insieme col
+Peters, nel 1841, una meridiana, per la quale il Thorwaldsen disegnò le
+figure dello zodiaco. Il Coro, situato dietro la tribuna, è composto di
+due centinaia di stalli, disposti in due ordini: le sculture di Niccolò
+Bagnasco, palermitano, vi rappresentano i fatti del Vecchio Testamento.
+Tra i sacri arredi si menzionano l'apparato di seta rossa trapunta d'oro
+donato ai monaci benedettini dalla regina Bianca, il reliquario d'oro
+gemmato dove i fedeli adorano il chiodo che trafisse la destra di Gesù,
+dono del re Martino, che portava sempre addosso quella reliquia; un
+ostensorio ed un calice d'oro gemmato, ed altre manifatture dei secoli
+XV e XVI. La biblioteca, passata al Comune, ha molte migliaia di volumi
+e parecchi codici, alcuni dei quali di molto pregio per il testo e le
+miniature; essa è accresciuta dall'archivio, di valore anche più grande,
+ricco di diplomi bizantini, normanni ed aragonesi, e di bolle papali;
+alcuni di questi documenti portano attaccati suggelli di squisito
+lavoro, come quelli della regina Eleonora e dei due re Martini e della
+regina Bianca, rispettivamente loro nuora e moglie.
+
+ [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI E CUPOLA DELLA CHIESA DI S.
+ NICOLA. (Fot. Castorina).]
+
+ [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--PRIMO CHIOSTRO E CHIOSCO.
+ (Fot. Castorina).]
+
+ [Illustrazione: RITRATTO DI DONATO DEL PIANO, DA UN QUADRO DEL
+ DESIDERATO E DA UNA STAMPA DELL'HUOT. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--SALA MAGGIORE DELLA
+ BIBLIOTECA. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: CHIESA DEI BENEDETTINI--L'ORGANO DI DONATO DEL PIANO.
+ (Fot. Castorina).]
+
+I Padri Cassinesi avevano anche messo insieme un museo, che divenne
+municipale nel 1866 ed è stato ultimamente riordinato da Francesco di
+Bartolo. Qui sono adunati parte dei marmi, dei vasi, delle lapidi, dei
+mosaici trovati negli scavi cittadini e già menzionati; di alcuni altri
+conviene tenere qualche parola, segnatamente d'una stupenda terracotta
+siceliota rappresentante una danzatrice, che sarebbe veramente d'un
+valore impareggiabile se il corpo, tra il busto ed i piedi intatti, non
+fosse un brutto raffazzonamento di gesso; d'un bassorilievo
+rappresentante Ercole sul monte Oeta con molte figure intorno; dei
+frammenti di decorazione nei quali è intatta la figura della Vergine e
+del Bambino. Narra il di Marzo che Antonello Gagini scolpì per il
+convento del Carmine minore di Catania una porta, e poichè questi pezzi
+appartengono evidentemente alla decorazione d'una porta, della quale si
+vede disegnato parte dell'arco, giova supporre che siano stati ritrovati
+fra i rottami di quella casa religiosa, dopo il terremoto. Notevoli sono
+anche nel museo un Anfione ed un ratto d'Europa scolpiti a mezzo rilievo
+su pietra rossa; una Venere di porfido, parecchie urne cinerarie e
+ossarie, molte terrecotte, tra le quali diote, cratere, scifi, danarii,
+tessere, idrie, lucerne con iscrizioni nel manico, teste votive, vasi
+etruschi, tirreno-egizii, greco-siculi. Tra le manifatture dei tempi di
+mezzo e moderni, vi sono armi bianche e da sparo, arnesi sacri, lavori
+di porcellana, carte da giuoco, due bellissime tavole cinquecentesche di
+ebano intarsiato d'avorio nelle quali sono rappresentati i fatti della
+storia romana, un cofanetto d'avorio scolpito, lavoro egregio e squisito
+degli Imbriachi. Le antiche descrizioni della importante raccolta fanno
+menzione di un medagliere, la parte più preziosa del quale, dopo il
+1866, brilla, come si dice, per l'assenza. Accresciuto è invece il
+numero dei quadri, dei quali si dirà fra poco, dopo aver fatto menzione
+dell'altro museo catanese, più volte citato, appartenente a casa
+Biscari.
+
+ [Illustrazione: CHIESA DI S. NICOLA--IL CORO. (Fot. Grupi).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--TERRACOTTA SICELIOTA.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: RATTO D'EUROPA. MUSEO DEI BENEDETTINI. ANFIONE.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--VASI ETRUSCHI E GRECO-SICULI.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI: VENERE DI PORFIDO.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DEI DUE MARTINI E
+ DI MARIA D'ARAGONA. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DELLA REGINA
+ ELEONORA. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CRISTO SMALTATO.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CROCEFISSIONE.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--COFANO D'AVORIO.]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--INTARSIO. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--BASSORILIEVO DI ANDROMEDA.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--ERCOLE SUL MONTE OETA.
+ (Fot. Giuffrida).]
+
+Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, offerse, nella Catania
+feudale dei suoi tempi, un esempio piuttosto unico che raro. La città fu
+bensì, allora,--«un fonte inesausto della più fiorita nobiltà, ed una
+scaturiggine del sangue più illustre»--a detta del nostro spagnolesco
+Muglielgini, il quale è tutto felice di poter citare uno Spagnuolo puro
+sangue, don Sebastiano Cabarruvias Orosio, secondo il quale «_en Italia
+llaman Catanes, y Valvasores, a los que en España llaman Infanzones_»,
+essendo Infanzones «_termino antiguo, y vocablo que aora no se usa_», il
+quale «_vale tanto come caballero noble hijo de Algo señor de vassallo,
+pero no de tanta autoridad, come el titulado, o Señor de titulo_». Ma
+l'Accademico Infecondo, se porta al cielo la nobiltà cittadina, non va
+fino a sostenere che i signori catanesi si distinguessero nell'età sua
+per un eccessivo amore alle lettere ed alle arti. Tanto più notevole fu
+quindi che un gran signore come il principe di Biscari le onorasse e ne
+facesse lo scopo e la passione della sua vita. Tutte le persone di
+riguardo che passarono per questo estremo lembo d'Italia ebbero onesta
+ed intelligente accoglienza nel suo palazzo, costruito verso la fine del
+Seicento sulla cortina delle vecchie mura, alla Marina; e non dovettero
+provare poca meraviglia trovando nella piccola e povera Catania di
+quella età una dimora tanto magnifica, ricca di sale sontuose
+e d'un salone che per architettura e decorazione è anche oggi
+mirabile. Con una profusione di lacche, di ori, di stucchi e di
+affreschi rappresentanti la storia di don Chisciotte--opera del catanese
+Pastore--, il cielo d'una cupola impostata sul centro della vôlta e
+illuminata da finestre invisibili gli dà una luce ed una elevazione
+straordinaria; nella loggia coperta sulla quale esso si apre a mezzodì,
+una leggiadrissima scala a giorno, leggiera e rabescata come un
+merletto, dalla quale par che debba discendere una incipriata marchesa,
+porta al quartiere superiore. Nell'ornamentazione esterna delle finestre
+il barocco imperante in città è d'una ricchezza straordinaria: le
+cariatidi, i puttini, i festoni, tutti i motivi decorativi vi sono
+profusi. Il principe aveva anche costruito in casa sua un teatro che
+fino ai principii del secolo scorso fu, con la sala degli spettacoli
+dell'Università, il solo della città; ma il maggior titolo di questo
+signore al rispetto dei posteri fu lo zelo col quale fece scavare a
+proprie spese il sottosuolo di Catania e di altri luoghi dell'isola e
+del continente, ed il gusto che lo spinse ad acquistare molte opere
+d'arte: con gli oggetti ritrovati e comprati egli mise insieme, in un
+edifizio appositamente costruito accanto al suo palazzo, un museo ad uso
+dell'Accademia degli Etnei e di tutti gli studiosi. Una bella medaglia
+fu coniata nell'occasione della solenne cerimonia inaugurale, avvenuta
+nella primavera del 1758, ed il principe stesso recitò allora, dinanzi a
+una dotta adunanza, una sua canzone:
+
+ Per secondar talun l'innato sdegno
+ D'irato Re si fa ministro all'ira,
+ Marte seguendo sanguinoso e fero.
+ Per serbar d'altri il Regno
+ Anelante si mira
+ Sotto il grave cimiero;
+ Ma da nemica man pugnando offeso,
+ O vinto, o al suol disteso
+ Estinto, o prigioniero
+ Rimane alfin dopo l'altrui vittoria
+ Senza onore di tomba, e senza gloria.
+ Io non così; di Giove infra le figlie
+ Meno di vita lieti i giorni, e l'ore
+ In bella pace alla virtute amica....
+
+ [Illustrazione: PALAZZO BISCARI--FINESTRE. (Fot. Castorina).]
+
+ [Illustrazione: PALAZZO BISCARI--SCALA INTERNA. (Fot. Giuffrida).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--ATRIO. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--FRAMMENTI DI UNA PORTA DEL GAGINI.
+ (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--BRONZI. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--VASI, TERRECOTTE, IDOLI.
+ (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--GALLERIA DEI MARMI. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TESTE ARCAICHE E VASO ETRUSCO.
+ (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TERRACOTTA ARCAICA. (Fot. Grita).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CENTAURESSA E FAUNO. (Fot. Grita).]
+
+La qual cosa non impedì che uno scultore lo rappresentasse vestito
+all'eroica, con corazza e lorica, proprio nell'atrio di quel museo dove
+
+ In mirar tra chiusi vetri quanto
+ Offerse prisco tempo, arte e natura
+ Trovo larga mercede al sudor mio
+
+e quando espressamente egli disse:
+
+ Sarà mia gloria e vanto
+ Appo l'età futura,
+ Che seppi il suol natìo
+ Ornar così di pregio illustre; e a Voi
+ Ben degni figli suoi,
+ A scorno dell'oblio
+ Per coltivar le belle Muse, ameno
+ Campo vi apersi, ed ubertoso appieno.
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CORRIDOIO DELLE TERRECOTTE.
+ (Fot. Gentile).]
+
+Non era millanteria: Volfango Goethe, qui venuto il 3 maggio del 1787,
+scrisse sul suo Diario: «Le statue, i busti di marmo e di bronzo, i vasi
+e le altre antichità raccolte in questo museo, hanno molto slargato il
+cerchio delle nostre cognizioni artistiche...».
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CORRIDOIO DEI VASI ETRUSCHI.
+ (Fot. Grita).]
+
+Degli avanzi dell'antica Katana custoditi nel principesco museo già si è
+parlato a loro luogo: converrà ora ricordare la raccolta dei bronzi, tra
+i quali molti pregevolissimi, e la ricchissima collezione delle
+terrecotte e dei vasi etruschi e greco-siculi. Alcuni di essi hanno un
+particolare interesse locale, per essere di fabbrica catanese: si
+riconoscono al maggior peso, dovuto al fatto che nell'impasto è
+mescolata la sabbia vulcanica ricca di silice e ferro, ed a certi
+caratteri esterni, come le curve meno pronunziate, il colorito più vivo,
+le anse attaccate al labbro e talvolta l'impronta della civetta. Il loro
+disegno più rozzo scapita ancora quando si paragona a quello purissimo
+di alcuni vasi di altra fabbrica: uno particolarmente, il gioiello della
+collezione, ha una quadriga stupenda che rammenta quella di una metopa
+selinuntina. Fra le terrecotte è notevole un busto di grandezza
+naturale, di stile eginetico e di remota antichità. Ai primi tempi della
+scultura appartengono un bassorilievo di lava rappresentante la pugna
+di due guerrieri, una testa di granito rosso di stile egiziano ed
+un'altra di marmo bianco con capelli ed acini di uva, di stile
+eginetico. Un piedestallo, che pare reggesse un'urna, porta scritto in
+greco: Diodoro Apollonio, e poichè fu trovato in Agira, dove il grande
+storico nacque, da Apollonio per l'appunto, si suppose che reggesse
+l'urna contenente le ceneri dello storiografo.
+
+ [Illustrazione: MUSEO BISCARI--BASSORILIEVO DI SANT'AGATA.
+ (Fot. Grita).]
+
+
+
+
+VI.
+
+ [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--ANTONELLO GAGINI: STATUA DELLA
+ MADONNA COL BAMBINO. (Fot. Gentile).]
+
+
+E il discorso di Catania artistica sarebbe così finito, se non restasse,
+in qualche chiesa, qualche opera d'arte degna di nota. Per cominciare
+dalla più ricca di cose pregevoli, ecco quella di S. Maria di Gesù, dove
+sono due opere autentiche del Gagini, e se ne ammirerebbe una terza se
+non fosse da più tempo scomparsa. Del valoroso scultore palermitano è
+qui la statua della Madonna col Bambino, opera giovanile, ma già
+egregia, documento quindi della precocità di quel mirabile ingegno.
+Antonello la scolpi a vent'anni, durante il suo soggiorno in Messina; ma
+egli non poteva veramente dare alla Vergine un viso più bello, d'una
+espressione più pura, nè un'aria più maestosa e divina al Bambino, che
+senza la consueta timidezza volge lo sguardo ridente allo spettatore.
+Bellissimi sono anche i tre bassorilievi dei piedistalli, dei quali il
+centrale rappresenta la Visitazione di Maria ad Elisabetta, e i due
+laterali S. Francesco d'Assisi e S. Antonio di Padova. Nella stessa
+chiesa è dello stesso Gagini la fiorita e squisita decorazione della
+porta che mette nella cappelletta di casa Paternò--quella cappelletta
+sepolcrale della quale già si parlò per la sua architettura e dentro
+alla quale c'è una bella tavola del messinese Angelo di Chirico (1525)
+rappresentante l'Immacolata fra i simboli dei suoi titoli e le figure di
+S. Agata e S. Caterina. La porta gaginesca, allogata da don Alvaro
+Paternò ad Antonello nel 1518, per il prezzo di onze 30--382 lire e 50
+centesimi--ha due pilastri d'ordine corintio, scanalati, con
+contropilastri ornati d'acanto; sull'architrave il frontespizio
+semicircolare racchiude un gruppo di mezze figure: il Cristo morto fra
+Maria e la Maddalena, con due genietti ai piedi, in tutto tondo,
+ciascuno dei quali regge uno scudo di casa Paternò. La terza opera, ora
+scomparsa, era, dentro questa cappella, un busto dell'Alvaro già
+nominato: lavoro tanto stupendo che fu da taluni attribuito a
+Michelangelo, del quale il Paternò, senatore romano, sarebbe stato amico
+nella città eterna. Se non che il di Marzo non solo ha negato questa
+pretesa dimestichezza, ma avendo veduto, prima che scomparisse, il
+celebre busto, afferma che gli mancava qualsiasi carattere dello stile
+michelangiolesco, e che rammentava invece, precisamente, la maniera del
+Gagini.
+
+ [Illustrazione: CHIESA DI S. MARIA DI GESÙ--PORTA DELLA CAPPELLA DI
+ CASA PATERNÒ. (Fot. Brogi).]
+
+Prima di uscire da S. Maria di Gesù merita uno sguardo il gran
+Crocefisso scolpito su legno da Frate Umile da Petralia, al secolo
+Giovan Francesco Pintorno, morto nel 1639 e _specialista_, come si dice,
+in Cristi, che egli diffuse in quasi tutte le chiese di Sicilia, da
+Girgenti a Nicosia, da Caltagirone a Salemi, da Milazzo a Randazzo. Il
+cronista Francesco Tognoletto narra di lui che «mentre stava lavorando
+quelle statue, alzando la sua mente alla contemplazione, pensava gli
+intensissimi dolori, che nella morte soffrì l'autor della vita: onde per
+tal causa, quand'egli ne lavorava qualcheduna, se ne stava ritirato in
+una stanza serrata di dentro, dove gli occhi suoi erano fontane di
+lacrime, spargendone in abbondanza per tenerezza e compassione del suo
+amato signore». E dalla sua dolorosa cogitazione venivano fuori opere,
+come questo Crocefisso, dolorosissime a vedere, e propriamente
+spaventose.
+
+ [Illustrazione: PARTICOLARE DELLA PORTA DI ANTONELLO GAGINI.
+ (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--MONUMENTO SEPOLCRALE DEL DUCA DI
+ CARCACI, DEL TENERANI. (Fot. Gentile).]
+
+Per tornare al Gagini, mentre in Catania gli si attribuiscono tante
+opere non sue, nessuno gli appropria la suissima Madonna di S. Domenico
+fuori le mura. La paternità ne è stata dimostrata dal sullodato di
+Marzo, il quale ha pubblicato il contratto fra lo scultore e Lodovico
+Platamone vescovo di Siracusa, mediante il quale l'artista si obbligava
+a scolpire, con altre due statue, una simigliante in bellezza, anzi
+ancora più bella che quella da lui stesso lavorata in Palermo nel 1526,
+e non ancora consegnata, per commissione dei frati domenicani di S.
+Maria la Grande in Catania. Ora, sapendosi che il moderno S. Domenico
+era intitolato una volta, per l'appunto, S. Maria la Grande, e notandosi
+alla base della Madonna gli stemmi dell'ordine Domenicano, non sarebbe
+già possibile dubitare che questa è propriamente la statua del Gagini,
+se pure la mano dell'autore non si rivelasse nello stile dell'opera, in
+quella soavità dell'espressione cristiana nella quale il Gagini fu
+unico--dice il Galeotti--come unico fu Michelangelo nella terribilità.
+
+ [Illustrazione: S. DOMENICO--ANTONELLO GAGINI: MADONNA COL BAMBINO.
+ (Fot. Ursino).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--PIETRO NOVELLI: S. CRISTOFORO.
+ (Fot. Brogi).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--ANTONELLO SALIBA: MADONNA COL
+ BAMBINO. (Fot. Alinari).]
+
+Altre notevoli opere di scultura non si serbano nelle altre chiese
+catanesi; vi abbondano i quadri, ma alla quantità non corrisponde
+purtroppo la qualità. Nei primi secoli dell'arte cristiana la Sicilia
+tenne un posto onorevolissimo, particolarmente coi mosaici; e se di
+Catania non si sa che ne possedesse qualcuno paragonabile a quelli di
+Cefalù, di Palermo e di Monreale, certo qui la pittura religiosa dovette
+esser tenuta in grande onore, dato che la resistenza di tutta l'isola
+all'eresia degli iconoclasti ebbe alle falde dell'Etna i più caldi ed
+efficaci propugnatori. Catanesi furono i vescovi S. Giacomo e S. Sabino
+che lottarono strenuamente per il culto delle immagini; catanese fu il
+vescovo Teodoro che, insieme coi compagni di Palermo, Taormina, Messina,
+Lentini, Iccara, Triocala, Lilibeo e Siracusa, sostenne la stessa causa
+nel secondo concilio di Nicea, e catanese fu lo stesso diacono Epifanio
+che chiuse quella devota adunanza con una sua eloquente orazione. Anche
+durante il dominio saraceno in Catania, rimasta lungamente indipendente
+con Taormina e Siracusa e tutta la val di Noto e la val Démone, la
+pittura cristiana fu salvata; ma delle opere che allora e più tardi qui
+furono prodotte o recate, quasi nulla più resta, tranne le tavolette
+bizantine del museo Benedettino, le migliori delle quali, menzionate dal
+di Marzo, per colmo di sciagura non si trovano più. Più tardi, nell'età
+normanna, il Duomo ebbe una decorazione pittorica della quale il nostro
+Accademico Infecondo così parla: «Il tetto era fatto a scorniciature di
+legnami, ove vedevansi di peritissimo ed antico pennello tutte le
+istorie del Testamento vecchio e nuovo»; ma l'opera andò perduta, come
+perdute andarono le pitture del Tau e della navata maggiore «a fresco
+con stucchi finiti arricchiti d'oro à maggior segno, che pareva giusto
+un perù pendolo in quelle mura». Di chi fossero questi affreschi il
+Muglielgini non riferisce, e con tutte le sue amplificazioni non si può
+nascondere che, mentre Palermo e Messina, fra il Quattrocento ed il
+Cinquecento, ebbero due floridissime scuole di pittura, in Catania non
+si rivelò nessun maestro del pennello, nè furono portate opere di grandi
+pittori forestieri.
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--SCUOLA DEL RIBERA: TOBIA
+ RESTITUISCE LA VISTA AL PADRE. (Fot. Brogi).]
+
+ [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--AUTORE IGNOTO (SCUOLA
+ FIAMMINGA): MORTE DI CATONE.]
+
+Di Antonello da Messina si sa, narra il di Marzo, che ebbe relazioni con
+Catania, essendosi obbligato per contratti a dipingervi opere che alla
+sua morte furono assunte dal figlio Jacobello; ma nè delle opere, nè
+delle stesse scritture è rimasta traccia. Dell'insigne maestro
+messinese è comunemente creduta la perla del museo Benedettino, la
+Madonna col Bambino, e _Antonellus Missenius_ firmò infatti lo stesso
+autore nel cartellino che si vede nell'angolo inferiore di sinistra; ma,
+dopo queste due parole, altre vi si leggono che troppi osservatori hanno
+trascurate, forse temendo di scemar valore all'opera d'arte non
+attribuendola al glorioso maestro messinese. Dice dunque l'Iscrizione:
+_Antonellus Missenius D' Saliba hoc pjecit opus 1497 die 2 julij_.
+Questo Antonello non è dunque da confondere col suo più celebre omonimo
+e zio: egli visse e lavorò in un tempo alquanto posteriore, dal 1497,
+appunto, al 1531. C'era un suo prezioso quadro, ora perduto, nella
+parrocchia di Pistunina presso Messina, nel quale il suo nome era così
+scritto: _Antonellus Resaliba_; altri due ne esistono ancora, nelle due
+maggiori chiese di Monforte e di Milazzo; il primo porta scritto
+_Rosaliba 1530_; il secondo _Eu mastru Antonellu Resaliba pinsit 1531_.
+Ma se l'ortografia del suo nome è così ambigua, e se troppe cose
+s'ignorano dell'esser suo e della sua vita, il valore della sua arte è
+evidente, segnatamente nella tavola catanese, della quale il di Marzo
+dice con ragione che basta a dimostrare «qual divino artefice sia stato
+il Saliba».
+
+Un altro bel quadro del museo Benedettino è di Pietro Novelli, il
+Monrealese, e rappresenta un gigantesco S. Cristoforo, con una clava
+nella possente sinistra, la muscolatura michelangiolesca, il petto largo
+e gagliardo, le spalle larghe e quadrate sulle quali sta accavalcato,
+afferrandosi alla criniera del colosso con la destra, e reggendo con la
+sinistra il globo, un adorabile bambino Gesù. Allo stesso Monrealese, od
+alla sua scuola, si attribuiscono due altri quadri della pinacoteca
+Benedettina: gli Apostoli ed una Sacra Famiglia.
+
+Di altri artisti isolani non vi sono opere nel museo; vi sono invece una
+Deposizione di Polidoro da Caravaggio, in tutto simile a quella di Roma;
+un Cristo schernito che si vuole di Gherardo delle Notti, e molti buoni
+quadri d'ignoti autori, tra i quali un bellissimo Tobia della scuola del
+Ribera, una Maddalena, una S. Cecilia di scuola bolognese, una morte di
+Catone fiamminga, e via dicendo.
+
+ [Illustrazione: MONUMENTO A VINCENZO BELLINI, DEL MONTEVERDE.
+ (Fot. Alinari).]
+
+Fra gli artisti isolani che lavorarono per le chiese di Catania, si sa
+dalle storie che Jacopo Vignerio, uno dei migliori discepoli del
+Caldara, diede alla cattedrale le opere così descritte dal Muglielgini:
+«In due pilastri si ammiravano dipinti un S. Pietro e Paolo, ch'erano di
+tanta eccellenza, quanto se fossero stati pennelleggiati da Raffaello
+d'Urbino; ma eglino furono dipinti dal Vignerio antico detto per
+Antonomasia». Non occorre quasi avvertire che dell'opera si perdette,
+col terremoto, la stessa memoria; a segno che il di Marzo non la
+rammenta tra i quadri dell'artista. Lo storico palermitano non parla
+neanche d'un altro suo quadro (1541), che esiste ancora a S. Francesco e
+rappresenta il viaggio al Calvario. Un'altra delle poche tele importanti
+sfuggite al terremoto sta a S. Domenico. Il già citato Musumeci la
+additò primo all'attenzione degli studiosi, la descrisse, ne riconobbe
+l'argomento e le figure, e fece argute induzioni sull'epoca e l'autore.
+Il quadro comprende una parte celeste, nella quale si vedono S. Domenico
+ed altri santi della sua religione, in atto di ricevere dalla Madonna la
+corona del Rosario; ed una parte terrena, dove stanno raccolti, dopo il
+concordato di Bologna, Clemente VII e Carlo V, entrambi genuflessi: il
+Papa rivolto supplichevolmente alla Vergine, l'imperatore sul punto di
+essere incoronato: tutt'intorno una folla: il cardinale Farnese, più
+tardi Paolo IV, allora decano del Sacro Collegio, il quale unse Carlo;
+il cardinale Salviati che lo vestì; Francesco Sforza, duca di Milano,
+Alessandro de' Medici, il principe d'Orange, il Gattinara cancelliere
+imperiale, ed altri nobili personaggi. Come la narrazione del Giovio
+servì al Musumeci per ricostruire la scena, così i giudizii del Vasari e
+del Lanzi lo spinsero a indicare il possibile autore dell'opera. Era
+creduta del Correggio; ma, poichè non ha i caratteri di quell'artista,
+poichè dovette esser dipinta fra il 1531 e il 1537, tempo nel quale
+l'Allegri era in Parma, poichè l'ignoto autore dovette ritrarre dal
+vero in Bologna quei personaggi famosi, e poichè finalmente in Bologna
+visse quasi sempre dal 1506 al 1542 Innocenzo Francucci da Imola, alla
+cui maniera somiglia quella del dipinto catanese, il Musumeci argomenta
+che ad Innocenzo appunto allogassero il quadro i Domenicani catanesi
+Giuseppe Platamone ed Aloisio Suppa, che furono in Bologna; al primo dei
+quali toccò l'onore di predicare in presenza di Clemente e di Carlo, ed
+il secondo, distintosi a Trento, fu tanto bene accetto al papa ed al
+cardinale, da esser poi eletto vescovo di Girgenti. Sfuggita al
+terremoto, questa pregevole opera va però morendo grazie alla barbara
+pietà dei fedeli; la quale, come ha imposto corone di rame dorato alle
+Vergini ed ai Bambini del Gagini, così ha conficcato nel quadro due
+serti di stelle d'argento e corone votive di corallo. Uno scempio
+peggiore è stato consumato sopra un antico S. Michele dei Minoriti,
+tutto rivestito di lamine d'oro e d'argento: strazio che fa quasi
+preferire la sorte della Resurrezione del Pomaranci, della Circoncisione
+di Luca Cambiaso, del quadro del Caravaggio di S. Francesco, delle
+quattro tele di Raffaello Vanni della Trinità e della Badia di S. Agata,
+totalmente e repentinamente periti sotto le macerie del 1693. Restano
+ancora in buono stato alcune antiche Madonne d'ignoti autori, a S.
+Gaetano, all'Ogninella, a Nuovaluce, ai Crociferi; ed una serie di
+quadri di scuola messinese, tra i quali un martirio di S. Placido del
+Campolo ai Benedettini, un S. Pietro che consacra S. Berillo vescovo di
+Catania del Suppa alla cattedrale, una Sacra Famiglia a S. Anna, una S.
+Maria del Catalano a S. Maria della Lettera, una Madonna della Speranza
+del Guascogna ai Cappuccini.
+
+ [Illustrazione: TEATRO BELLINI. (Fot. Brogi).]
+
+Fra queste tele religiose le catanesi non sono le più belle nè le più
+antiche. Per trovare nella storia della pittura siciliana il nome d'un
+catanese, bisogna scendere sino alla fine del secolo XVI e contentarsi
+di quel Bernardino Negro, o Niger, come latinamente firmavasi, il quale
+può passare per catanese, sebbene nascesse nel contado, a Biancavilla, e
+si qualificasse di nazione greca, perchè la sua terra natale era stata
+fondata un secolo innanzi da una colonia di Epiroti emigrati per
+sottrarsi alla persecuzione maomettana. Di questo pittore c'è una
+tavola, nella chiesetta del S. Carcere, che rappresenta il martirio di
+S. Agata: in mezzo a una gran folla di popolo, fra i truci carnefici,
+sotto il palazzo del Proconsole, presso l'anfiteatro, la verginella vede
+apprestarsi gli strumenti dello spaventoso supplizio: se fermo è l'animo
+suo, gli astanti hanno in volto raccapriccio e pietà, e già la divina
+potenza manifesta il suo sdegno scotendo dalle fondamenta la casa del
+magistrato iniquo. Il dipinto è considerato come il migliore di questo
+artista, del quale in verità non resta se non un'altra opera, il quadro
+di S. Giacomo nella chiesa dello stesso nome; e la composizione ne è
+certamente pregevole, ma più sarebbe apprezzato se l'orribile restauro
+non l'avesse deturpato.
+
+ [Illustrazione: L'INGRESSO DELLA VILLA BELLINI. (Fot. Alinari).]
+
+E dalla fine del Cinquecento bisogna scendere alla metà del Seicento per
+trovare un altro pittore catanese di qualche merito: quell'abate
+Pietro Abbatessa, o l'Abbadessa, che studiò a Roma sotto Cristoforo
+Roncalli, il Pomaranci, e delle cui molteplici opere sparse nelle chiese
+cittadine non restano se non la decorazione a fresco dell'abside della
+Badia di S. Giuliano ed una Vergine col Bambino fra un gruppo di santi
+nel Duomo, che il solito Accademico Infecondo definisce «uno stupore
+colorato». Il quadro ha buone qualità di concetto e di tecnica, e belle
+attitudini dimostrano anche le altre opere di pittori catanesi del
+Settecento: le tele di Francesco Gramignani rappresentanti la visione di
+S. Vincenzo de' Paoli (1778) nella chiesa della Collegiata; lo
+Sposalizio di Maria e Giuseppe a S. Francesco; quelle di Giuseppe
+Guarnaccia, che da Roma, dove studiò, mandò in patria i due S.
+Franceschi di Paola e d'Assisi; e principalmente quelle di Olivio Sozzi,
+nato nel 1690, morto nel 1765, dopo aver prodotto alla scuola del
+Conca un gran numero di opere: i larghi freschi della cupola dei
+Gesuiti, la decorazione della maggior sala della Biblioteca
+universitaria--ultimamente distrutta per dar luogo a un nuovo ordine di
+palchetti--, il S. Giovanni Battista della Trinità, il ritratto di
+Pietro Lauria nella chiesa dell'Aiuto, la S. Apollonia della Collegiata,
+il non compiuto S. Elia del Carmine, e via dicendo.
+
+ [Illustrazione: MONUMENTO A GIOVANNI PACINI, DEL DUPRÉ.
+ (Fot. Martinez).]
+
+Pochi nomi, come si vede, e scarsa fama, non solo fuori di patria, ma
+fra gli stessi concittadini. Nella storia delle arti del disegno, ed
+anche in quella delle lettere e delle scienze, Catania tenne, durante
+l'età più vicina alla nostra, un posto troppo mediocre. Neanche nella
+restante Sicilia la nativa vivacità dell'ingegno isolano potè, per colpa
+della secolare oppressione spagnuola e borbonica, esser fecondata. Le
+stesse ricchezze naturali della terra non poterono fruttificare.
+Catania, che era una cittaduzza di quattordici mila abitanti nel 1501,
+mise tre secoli a crescere fino a cinquantamila; ma in questi ultimi
+sessanta anni, con uno slancio paragonabile solo a quello di Milano, ha
+più che triplicato la sua popolazione. Il porto, aspirazione quattro
+volte centenaria dei Catanesi, sei volte iniziato e sei volte
+inghiottito dal mare, ha potuto esser compiuto sullo scorcio del secolo
+scorso ed è divenuto uno dei primi del regno. La città s'avvia ad
+arricchirsi ancora, a crescere sempre più, coi commerci e le industrie.
+Tanta prosperità le viene, o per dir meglio le ritorna, dalla situazione
+singolarissima, nel bel mezzo della costa orientale dell'isola--la più
+fertile, la più ridente--allo sbocco dell'immensa ubertosa pianura,
+della _Piana_ per antonomasia, che dal mare si stende per cento
+chilometri dentro terra, fino alle montagne zolfifere; e principalmente
+dalla vicinanza del feroce ma feracissimo Etna. L'iscrizione posta, a
+nome di Carlo II, dal vicerè duca d'Albuquerque dentro la cappella di S.
+Agata in Duomo, non mente: «_Clarius iam inde colluces, urbs clarissima,
+unde celeberrimi nominis lumen extinctum tremebunda lugebas_»: la città
+rifulge per quella stessa cagione dalla quale dipesero le sue sciagure,
+per il gran vulcano che fu il suo nemico, che è ancora la sua gran
+minaccia, ma che è intanto e sempre fonte della sua ricchezza e della
+sua rinomanza. La pietà del vicerè attribuiva ai miracoli della santa
+protettrice la fama di Catania nel mondo; ma egli appendeva una lampada
+d'argento dinanzi al sepolcro della martire «oltre le perpetue lampade
+di fuoco e di fiamme dell'Etna: _praeter perpetuas Aetnae lampades ignis
+atque flammarum_». Così, due mila e più anni prima, il fuoco sacro
+ardeva nel tempio di Vulcano, alle falde della sua fucina. E l'Etna è la
+nota dominante, il motivo fondamentale, così nelle storie della città
+come nei quadri che la rappresentano. In nessun punto del suo enorme
+perimetro di centocinquanta chilometri la montagna ha un profilo così
+puro, da fumante piramide, come da Catania. E come di Catania, essa
+forma la prosperità di un gran numero di altre minori città e borghi e
+castelli e casali disseminati alle sue falde. L'ottimo Comeindo
+Muglielgini ebbe dunque un bell'ammonire: «: O' se l'Uomo considerasse,
+che quella casa, ch'egli stima suo paradiso in terra, alle scosse
+inclementi d'un Tremuoto può subito in un baleno mutarsi in un inferno
+d'orrori; che quella Galleria ov'egli à lascivie di senso si sollazza,
+puol divenire una Nitria di sfrantumati macigni. Reflessione in vero da
+fare istupidire l'istesso spavento; e pensiero da far mutare pensiere a
+tutti quei ch'albergano tra le Città, col far ch'eglino da Cittadini, si
+trasformassero in villarecci. E dove sei ò bellissima età dell'oro, che
+per essere senza ricchezze, non avevi prezzo nelle tue felicità. Che se
+non fosse poi venuto questo secolo di ferro, l'ambizione Umana, non
+averebbe fabricati cotanti ordegni fabrili, per edificar le Città; che
+divengono poscia tomba degli abitanti...». L'umana attività non bada ai
+remoti pericoli, e fa invece suo pro di qualunque prossimo vantaggio. Se
+l'Accademico Infecondo potesse rivivere, riconoscerebbe che la sua
+predica fu veramente sterile; e forse, e senza forse, dovendo descrivere
+la Catania risorta, ricomincerebbe ad accozzare metafore, nel suo stile
+ispano-siculo, per sublimarne ogni più piccola gloria. Una, tuttavia, è
+tanto grande, che nessun elogio si può dire esagerato: Vincenzo Bellini.
+Se la città non ha dato illustri cultori delle arti figurative, è suo
+vanto esser patria di egregi musicisti, come Giovanni Pacini, Pietro
+Antonio Coppola, ed altri parecchi, fra i quali risplende il
+gentilissimo Cigno, alla cui memoria essa ha meritamente dedicato ciò
+che ora ha di più attraente: il grazioso giardino pubblico, il monumento
+scolpito da Giulio Monteverde, e il teatro dello Scala e del Sada
+echeggiante di melodie immortali.
+
+ [Illustrazione: GIARDINO BELLINI--PIAZZALE. (Fot. Gentile).]
+
+ [Illustrazione: GIARDINO BELLINI--CHIOSCO DEI CONCERTI.
+ (Fot. Grita).]
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+ senza annotazione minimi errori tipografici. Nell'illustrazione a pag.
+ 51 (Monete di Katana) è stata inserita una legenda numerata per
+ maggiore chiarezza.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Catania, by Federico De Roberto
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41551 ***