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| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-03-08 12:32:06 -0800 |
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MOLMENTI e D. + MANTOVANI, con 119 illustrazioni. + + *9. SIENA d'ART. JAHN RUSCONI. II Ed., con 160 + illustrazioni. + + 10. IL LAGO DI GARDA di GIUSEPPE SOLITRO, con 128 illus. + + 11. S. GIMIGNANO e CERTALDO di ROMUALDO PÀNTINI, con 128 + illustrazioni. + + 12. PRATO di ENRICO CORRADINI; MONTEMURLO e CAMPI di G. A. + BORGESE, con 122 illustrazioni. + + 13. GUBBIO di ARDUINO COLASANTI, con 114 illustrazioni. + + *14. COMACCHIO, ARGENTA E LE BOCCHE DEL PO di ANTONIO BELTRAMELLI, + con 134 illustrazioni. + + *15. PERUGIA di R. A. GALLENGA STUART, con 169 illustraz. + + 16. PISA di I. B. SUPINO, con 147 illustrazioni. + + *17. VICENZA di GIUSEPPE PETTINÀ, con 147 illustrazioni. + + *18. VOLTERRA di CORRADO RICCI, con 166 illustrazioni. + + *19. PARMA di LAUDEDEO TESTI, con 130 illustrazioni. + + *20. IL VALDARNO DA FIRENZE AL MARE di GUIDO CAROCCI, con 138 + illustrazioni. + + *21. L'ANIENE di ARDUINO COLASANTI, con 105 illustrazioni. + + *22. TRIESTE di GIULIO CAPRIN, con 139 illustrazioni. + + *23. CIVIDALE DEL FRIULI di GINO FOGOLARI, con 143 ill. + + 24. VENOSA E LA REGIONE DEL VULTURE di GIUSEPPE DE LORENZO, + con 121 illustrazioni. + + *25. MILANO, Parte I. di F. MALAGUZZI VALERI, con 155 ill. + +Ogni volume L. 3,50, rilegato L. 5--quelli con asterisco L. 4, rilegati +L. 5,50 + +_Indirizzare cartolina-vaglia all'Ist. It. d'Arti Grafiche, Bergamo_ + + + + + F. DE ROBERTO + + + + + CATANIA + + + CON 152 ILLUSTRAZIONI + + + + + BERGAMO + + ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE--EDITORE + + 1907 + + + + +TUTTI I DIRITTI RISERVATI + +Officine dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche. + + + + +INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI + + =Anfiteatro romano= 48 + -- Archi 47 + -- Entrata dell'Arena 46 + -- Restaurazione 52 + =Archivio dei Benedettini=--Suggello dei due Martini + e di Maria d'Aragona 114 + -- -- Suggello del conte di Paternò 35 + -- -- Suggello della regina Eleonora 114 + Autore ignoto: Morte di Catone 137 + =Badia di S. Agata= 96 + -- di S. Placido--Terrazzo di casa Platamone 91 + =Borgo=--Piazza Cavour 17 + -- Fontana di Cerere 16 + ="Candelore"= 53, 88 + =Castello Ursino= 92 + =Cinta di Carlo V= 10 + =Chiesa dei Benedettini= (S. Nicola) 105 + -- -- L'organo di Donato del Piano 110 + -- -- Il coro 111 + -- =dei Crociferi= 98 + -- =di S. Agata alla Fornace= 86 + -- =del Santo Carcere=--La porta 64 + -- -- Interno 65 + -- =di San Domenico=--Antonello Gagini: Madonna col + Bambino 133 + -- =di S. Francesco= 97 + -- -- Porta della Custodia 76 + -- -- Particolare della porta della Custodia 77 + -- =di S. Maria di Gesù=--Antonello Gagini: Madonna + col Bambino 129 + -- -- -- Porta della Cappella di casa Paternò 130 + -- -- -- Particolare della porta della cappella di + casa Paternò 131 + -- -- Interno della cappella di casa Paternò 54 + -- -- Tenerani: Monumento sepolcrale del duca di + Carcaci 132 + -- =di S. Placido= 99 + =Collegiata= (La) 95 + =Collegio Cutelli= 100 + =Darsena= 27 + Desiderato: Ritratto di Donato del Piano 108 + =Duomo=--Absidi normanne 59 + -- -- e cupola moderna 56 + -- Esterno 57 + -- Porta settentrionale 62 + -- Particolare della porta settentrionale 63 + -- Interno 61 + -- Porta della cappella del Crocefisso 66 + -- Il coro 71 + -- Sepolcro di Vincenzo Bellini 69 + -- Cappella di S. Agata--Decorazione soprastante + all'altare 85 + -- -- Porta del sacello 84 + -- -- Mausoleo del vicerè de Acuña 82 + -- -- -- Particolare del mausoleo del vicerè de Acuña 83 + -- Scrigno delle reliquie 73 + -- Ferculo di S. Agata 79 + -- Sacrestia--L'eruzione del 1669, affresco del Mignemi 67 + -- Tesoro--Busto di S. Cataldo 81 + -- -- Teca del braccio di S. Giorgio 74 + -- -- -- Base della teca del braccio di S. Giorgio 75 + -- -- Calici 78 + =Dupré=: Monumento a Giovanni Pacini 143 + =Etna= (L') 9 + =Faro= (Il) 21 + =Ferculo= (Il) di S. Agata 79 + =Festa di S. Agata=--Candelore 53, 88 + -- Processione 90 + -- La "bara" in processione 89 + Finestra della chiesa di S. Giovanni di Fleres, + (casa Leotta) 55 + =Fontana di Cerere= 16 + -- =dell'Elefante= 33, 34 + =Giardino Bellini=--Ingresso 142 + -- Piazzale 145 + -- Chiosco dei concerti 146 + =Gagini Antonello=: Madonna col bambino in S. Domenico 133 + -- -- in S. Maria di Gesù 129 + -- Porta della cappella di casa Paternò 130 + -- -- Particolare della porta della cappella di casa + Paternò 131 + -- Frammenti di una porta nel museo Biscari 121 + Mignemi: L'eruzione del 1669 67 + =Monastero dei Benedettini=--Chiesa di S. Nicola 105 + =Monastero dei Benedettini= e cupola della chiesa + di S. Nicola 106 + -- Facciata principale 103 + -- Primo chiostro e chiosco 107 + -- Sala maggiore della biblioteca 109 + =Monete di Katana= 9, 51 + =Monte= (Il) =di Pietà di S. Agata= 87 + Monteverde Giulio: Monumento a Vincenzo Bellini 139 + =Monumento a Vincenzo Bellini=, del Monteverde 139 + -- =a Giovanni Pacini= del Dupré 143 + =Museo dei Benedettini=--Anfione 112 + -- Antonello Saliba: Madonna col Bambino 135 + -- Autore ignoto: Morte di Catone 137 + -- Bassorilievo di Andromeda 117 + -- Cerere 29 + -- Cofano d'avorio 116 + -- Cristo smaltato 115 + -- Crocefissione 115 + -- Ercole sul monte Oeta 117 + -- Intarsio 116 + -- Processione dionisiaca 36 + -- Ratto d'Europa 112 + -- Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista + al padre 136 + -- Vasi etruschi e greco-siculi 113 + -- Terracotta siceliota 112 + -- Venere di porfido 113 + -- Novelli Pietro: S. Cristoforo 134 + =Odeo= (L') 45 + =Orto botanico= 18 + =Palazzo Biscari=--Finestre 118 + -- Scala interna 119 + -- =Municipale= 101 + =Panorama= dal golfo 11 + -- dal faro 13 + Piante dei sec. XVI-XVIII 19-20 + =Piazza Cavour= 17 + -- =del Duomo=--La fontana dell'Elefante 33 + -- =Mazzini= e Via Garibaldi 32 + -- =Stesicorea= prima degli scavi dell'Anfiteatro 17 + -- -- con l'Anfiteatro 49 + =Piazzale dei Martiri=--Colonna di S. Agata 22 + =Porta Garibaldi= 94 + =Porto= (Il) 24, 26 + -- Entrata 23 + -- (Nel) 25, 28 + =Ritratto= di Donato del Piano, da un quadro del + Desiderato e da una stampa dell'Huot 108 + =Saliba Antonello=: Madonna col Bambino 135 + Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista al Padre 136 + =Sant'Agata alla Fornace= 86 + =S. Carcere=--Porta 64 + -- Interno 65 + =S. Domenico=--Antonello Gagini--Madonna col bambino 133 + =S. Francesco= 97 + -- Porta della custodia 76 + -- -- Particolare della porta della custodia 77 + =S. Maria di Gesù=--Antonello Gagini: Madonna col + bambino 129 + -- Porta della Cappella di casa Paternò 130 + -- -- Particolare della porta della cappella di casa + Paternò 131 + -- Interno della cappella di casa Paternò 54 + -- Tenerani: Monumento sepolcrale del duca Carcaci 132 + =S. Placido=--Badia--Terrazzo di casa Platamone 91 + -- Chiesa 99 + =Teatro antico=--Arco della scala d'accesso e piloni + degli archi del portico 39 + -- Primo corridoio 40 + -- Secondo corridoio 41 + -- Ingresso alla scena 40 + -- Parte centrale della cavea 42 + -- Ultimi cunei di sinistra della cavea 43 + -- =Bellini= 141 + Tenerani: Monumento del duca di Carcaci 132 + =Tesoro del Duomo=--Busto di S. Cataldo 81 + -- Teca del braccio di S. Giorgio 74 + -- -- Base della teca del braccio di S. Giorgio 75 + -- Calici 78 + =Via della Marina= 15 + =Viale Regina Margherita= 14 + + + + +CATANIA + + + + + [Illustrazione: L'ETNA.] + + [Illustrazione: TETRADRAMMA D'ARGENTO, ANNI 476-461 A. C. + (Fot. Pennisi)] + + +«Per iscrivere le glorie d'una Città clarissima, sarìa necessario, che +nella mia penna per inchiostro corressero distemprati i raggi del Sole. +Parlerò di quella Padria de' Tullij, de' Demosteni, e de' più Savij, +ch'omai popolassero i Licei di Minerva; di cospicuo Ariopago delle +virtù, che trà le Ceneri di cinque volte demolita, ha sempre qual fenice +di Eternità impennati i suoi voli al Ciel della Gloria, e del fasto. +Sappij, o mio Leggitore cortese, ch'io non ti descriverò _funditus_ le +di lei preeminenze, poichè gli Annali, e i libri, che parlano d'essa +hanno riempite le Biblioteche; e così quello che hanno scritto gli +Autori d'alta grassa, non conviene à me, che son Pimmeo nello scrivere. +Questo sì, che non averà lette le di lei istorie, potrà dal mio breve +raguaglio discerner dall'ugnia la corporatura del Leone, e misurarne il +solo dito dal piede d'un Gigante. Il mio assunto non è di vergare questi +fogli, col portarti allo sguardo l'antiche moli, diroccate dall'Ira +tremebonda de' tremuoti, e dal focoso sdegno del contiguo Mongibello; +monte gravido di fiamme; mà voglio che la posterità sia in qualche parte +informata, qual sia stata questa Città, ultimamente a nostro tempo +destrutta. + + [Illustrazione: CINTA DI CARLO V. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: PANORAMA DAL GOLFO. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: PANORAMA DAL FARO. (Fot. Brogi).] + + [Illustrazione: VIALE REGINA MARGHERITA. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: VIA DELLA MARINA. (Fot. Gentile).] + +«La Città di Catania situata vedeasi a i lidi del mar Jonio, tra il +mezzogiorno e l'Oriente à piedi del monte Etna...»--e nello stesso +sito preciso si vede ancora, risorta più grande e bella dopo +l'ultimo terribile crollo del 1693, del quale appunto Comeindo +Muglielgini--anagramma di Domenico Guglielmini, «Frà gli Accademici +Infecondi di Roma detto l'Etneo»--diede conto in un volumino, divenuto +ora molto raro, che porta per titolo _La Catania destrutta_. Il bravo +Accademico secentista--della fine del Seicento e della più spagnolesca +Sicilia--esclamava nelle prime pagine del suo libretto: «Miseria delle +Umane pazzie, che quando l'uomo crede di aversi edificata una casa, che +per la vastezza fassi emola coll'aurea di Nerone, allora potrebbe ben +dire d'aversi fabricata una Tomba. Tanto esperimentò o mio Leggitore la +mia infelice patria Catania, che quelle moli, che servirono di Piramidi, +ed Obelischi nella sfoggiatezza de' suoi Teatri, poscia scusarono di +sepolcri, col torre lo spirito a cotanti migliaia di cittadini... Ò +quanta saria stata prudenza, quella che fu stimata milensagine in un +Cinico, che si fabricò un palaggio entro una Botte, che in vero quei che +la facevano d'Alessandri coll'abitar vastissime moli si sarebbero +contentati d'esser cotanti Diogeni, mentre la stanza d'un Cinico, +(ch'era calamita delle sghignazzate), fu più sicura dell'Aule +superbissime d'ogni Prencipe. Ò sè potessero articolar la voce quei +scheletri, che vittima rimassero dalle rovine; al certo, che ad ogni +mortale leggerebbono lezioni di vita su la catreda di morte, acciò +ogn'uno si contentasse meglio d'essere Armentiere, e Colono nel mondo, +acciò la sua città fosse una Capanna, intessuta d'Alghe, ch'essere un +grande trà fastosità di pallaggi. Ò come per fuggire il peso di quei +sassi, che provarono addosso, si sarebbono contentati di stanzare sotto +la leggierezza delle paglie, col far che fosse suo Cortinaggio un +Pagliaio; ò come averebbono lasciati gli origlieri di morbide piume, per +andare a posarsi sovra una stola rusticana; purche le fabriche non gli +avessero servito di sepolcro...» Se i concittadini dello scrittore, +scampati come lui dal terremoto--un terzo soltanto dei ventisettemila +Catanesi--non volsero nella mente questi pensieri tanto filosofici, +furono nondimeno troppo spaventati dall'immane catastrofe. Appena +ventiquattro anni prima, nel 1669, l'Etna aveva fatto sentir loro in +altro modo la sua tremenda potenza, investendo la città dal lato di +ponente col gran fiume di fuoco sceso dai Monti Rossi, ricoprendone un +intero quartiere e colmandone il porto. Dai libri si sapeva che cinque +secoli innanzi, il 4 febbraio 1169, un altro terremoto aveva abbattuto +Catania, seppellendo sotto le macerie quindicimila dei suoi figli; e +che troppe altre volte, nei tempi storici e preistorici, le scosse del +suolo e le inondazioni della lava avevano rovinato la disgraziata città. +A chi mai era dunque venuto in mente di fabbricarla proprio in quel +sito, ai piedi della malferma «colonna del cielo» e sulla stessa +officina del Dio del fuoco?... + + [Illustrazione: BORGO--FONTANA DI CERERE. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: BORGO--PIAZZA CAVOUR. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: PIAZZA STESICOREA PRIMA DEGLI SCAVI DELL'ANFITEATRO. + (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: ORTO BOTANICO. (Fot. Martinez).] + + + + +I. + + [Illustrazione: PIANTA DEL SEC. XVI.] + + +L'avvenimento risale, assicurano, ai tempi di Noè, e in prova ne dànno i +nomi di due quartieri: la Mecca e Zalisa, che sarebbero quelli di +Lamech, padre del gran patriarca enologo, e di Elisa, nipote di +quest'ultimo e quindi pronipote del primo. Chi avesse vaghezza di simili +ed anche più bislacche interpretazioni etimologiche ne troverebbe, in +certi libri, a dovizia; ma ciò che pare credibile è soltanto questo: che +i Calcidesi venuti a fondar Nasso sotto Taormina, nel 758 prima di +Cristo, ed avanzatisi sei od otto anni dopo, con la guida di Evarco, +sino alle falde meridionali dell'Etna, non fondassero Catania, ma +semplicemente mettessero una loro colonia nella città, l'origine della +quale si perde nella notte dei tempi, leggendosi presso gli antichi +scrittori che in un'età remotissima i terremoti dell'Etna fecero +crollare «le muraglie boreali con le torri, prima opera dei Ciclopi». +Ciclopi e Lestrigoni, poste da banda le favole e i miti, sarebbero stati +i più antichi abitatori dell'isola, i predecessori dei Sicani e dei +Sicoli, i quali avrebbero popolato, prima che ogni altra contrada, il +territorio leontino e le falde meridionali dell'Etna. Le fiamme e gli +scotimenti del vulcano non li spaventarono, e li attrassero invece i +vantaggi della situazione e del clima, che l'Accademico Infecondo doveva +più tardi celebrare, scrivendo: «Il sito di sì bellissima Città era sì +ameno, che giusto potevasi dire come dicevano i Mori della di loro +Granata, che a perpendicolo stavasi addosso il Paradiso». Assicurano +anche che il primo nome di Catania fosse quello stesso del monte: Etna, +e che i Fenicii la chiamassero poi Katna per significare che era +piccola. Oggi, dopo trenta secoli di storia fortunosa, chi la scorge +veleggiando verso + + la bella Trinacria che caliga + Tra Pachino e Peloro, + +potrebbe dare ragione ai Fenicii e ricusare di credere che la breve +linea di edifizii sorgenti in mezzo al golfo + + che riceve da Euro maggior briga + Non per Tifeo, ma per nascente solfo, + +sia una gran città di centosessantamila anime; ma ciò dipende dal fatto +che essa si stende dentro terra, ed affaccia appena una punta sul Jonio. +E come dal mare la città non è molto vistosa, reciprocamente dalla città +il mare non si vede se non lo si cerca, al porto od al piazzale dei +Martiri: colpa ancora dell'Etna, vicino grande, ma troppo pericoloso; il +quale, spingendo i suoi fiumi di fuoco sino alle rive, ha investito ora +da levante ora da ponente, e stretta e quasi attanagliata Catania fra +due mandibole di nerigne e ferrigne lave rapprese, facendola paragonare +da Plutarco, per la forma, ad una grattugia--_tyroctesin_--e, quanto al +colore, ad _une église tendue de noir pour un enterrement_ dal primo +Dumas: impressione che Paolo Bourget doveva più tardi condividere ed +esprimere più laconicamente, dando l'epiteto di _sombre_ alla città già +_clarissima_... + + [Illustrazione: PIANTA DEL SEC. XVIII.] + + [Illustrazione: IL FARO.] + + [Illustrazione: PIAZZALE DEI MARTIRI--COLONNA DI S. AGATA. + (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: ENTRATA DEL PORTO. (Fot. Alinari).] + +Tutta la plastica del territorio è stata continuamente mutata dalle +successive eruzioni: il livello del suolo si è innalzato dove le +correnti di liquido fuoco si vennero petrificando; il corso delle acque +dell'ovidiano Amenano è stato fuorviato ed interrato; le vallicelle di +Albanelli e di Nésima sono state colmate, il laghetto di Nícito è +scomparso, i quartieri marittimi si sono trovati da un giorno all'altro +dentro terra, il contorno della costa si è modificato, il porto si è +ristretto ed è poi sparito, nuovi promontorii scabri e desolati si sono +allungati nel mare. Questi secolari giuochi del vulcano, aggiunti ai +sobbalzi della sua crosta tanto più funesti agli abitanti, persuasero +dunque i Catanesi contemporanei del nostro Secentista a mettere fra loro +ed il monte le grandi distese della _Piana_ ed il fosso del Simeto. +Un'altra volta, molti secoli prima, e precisamente l'anno IV della 76ª +Olimpiade, essi avevano dovuto sgombrare la città natale, cacciati non +già dal furore del vulcano, ma da quello di un uomo. Gerone II, tiranno +siracusano, volendo decretare a sè stesso gli onori serbati agli +Oichisti, o fondatori di città, e non avendo l'opportunità di costruirne +una di sana pianta, pensò, conquistata Catania, di confinarne gli +abitanti a Leontino e di ripopolarla di nuova gente; allora le diede--o +le restituì--il nome di Etna, e si qualificò egli stesso Etneo. Così, +memori forse del primo esodo, i Catanesi del 1693 deliberarono di +emigrare dalle parti di Lentini; se non che, alla vecchia città +stendentesi in pianura, nel fitto della malaria, preferirono la nuova +Carlentini, la «città moderna che vantava il suo origine di quel grande +Alcide delle Spagne Carlo V»; e se Pietro Cappero, commissario del +governo spagnuolo, appositamente spedito per distoglierli dal disperato +proposito, non fosse riuscito a compiere il suo ufficio di persuasione, +il nome di Catania si sarebbe una seconda volta perduto, o non avrebbe +più avuto il senso che altri etimologisti vi trovarono: _Kata-Etna_: +sotto l'Etna. + + [Illustrazione: IL PORTO. (Fot. Alinari).] + + [Illustrazione: NEL PORTO. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: IL PORTO. (Fot. Alinari).] + +Nè i soli cataclismi naturali la funestarono così nel corso dei secoli; +ma gli stessi uomini diedero mano a guastarla. Sesto Pompeo, al tempo +del secondo triumvirato, distrusse gran parte dei suoi edifici e +rovesciò tutte le mura. Augusto la ristorò e ne fece, per compenso, una +delle più fiorenti colonie romane; ma alla caduta dell'Impero i vandali +di fuori via e quelli paesani ne buttarono giù i monumenti più insigni; +e se Milano fu distrutta da Federico Barbarossa nel 1162, Catania patì +poco dopo un eguale destino due volte: la prima ad opera del figlio di +lui, Arrigo VI, nel 1194, per essersi dichiarata fautrice di Tancredi, +conte di Lecce; la seconda nel 1232, da Federico II, per avere stretto +lega con le città guelfe e ricusato di riconoscere l'autorità del +Hohenstaufen. Le storie non dicono se fosse sparso sale sulle rovine +catanesi come su quelle della metropoli lombarda; certo però la città fu +rasa al suolo, e fu viceversa innalzato il castello Ursino sugli avanzi +dell'antica rocca Saturnia, per incutere un salutare timore ai cittadini +quando si accordò loro di riedificare le abitazioni--purchè non alte più +di due piani, e quindi sottoposte al luogo forte... + + [Illustrazione: NELLA DARSENA. (Fot. Gentile).] + +Patto, in verità, inutile, poichè non c'era più pericolo che i Catanesi +costruissero grandi palazzi. La paura dei terremoti ne avrebbe già +fatta passar loro la voglia, se non avessero poi dovuto astenersene per +una più persuasiva ragione: la mancanza dei mezzi. A poco a poco, nel +corso dei secoli, la città aveva perduto l'importanza e la prosperità +godute durante l'epoca greca e la romana, quando scrittori come +Tucidide, Pindaro e Cicerone ne lodavano la grandezza e la bellezza. Non +era stata menzionata da Ausonio insieme con Siracusa, allorchè +quest'ultima gareggiava con Atene? Ma gli stessi documenti della prisca +gloria, i sontuosi monumenti che l'avevano un tempo decorata, si +disperdevano per le concomitanti ingiurie del vulcano e degli uomini; +oggi, dopo tanti altri cataclismi e vandalismi, ne resta poco più che il +ricordo. + + [Illustrazione: NEL PORTO. (Fot. Gentile).] + + + + +II. + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CERERE. (Fot. Giuffrida).] + + +A tutti i Numi dell'Olimpo sorsero qui tempii sontuosi, e ad uno ad uno +furono sostituiti--vecchia storia--da altrettante chiese cristiane. +Quello di Bacco, presso le terme Achillee, ricco di dodici altari, +somigliava, assicurano, a quello di Eliopoli: sulle sue ultime rovine, +nel 1400, coi tesori di Ximene e Paolo di Lerida e i doni della regina +Bianca, si fondò il monastero di S. Placido. Sul tempio di Giano, San +Leone II, il ravennate taumaturgo vescovo di Catania, eresse una chiesa +a S. Lucia; caduta questa col terremoto del 1075, fu sostituita dalla +chiesa dell'Annunziata e nel 1200 da quella del Carmine ancora +esistente. Castore e Polluce avevano un sacrario di marmo, di stucco e +d'oro, sul quale, nel 1295, fu costruita la chiesa e la badia di S. +Giuliano. Nel 1329 la regina Eleonora, moglie di Federico II, fece +costruire a proprie spese, ordinando poi che ve la seppellissero, il +convento di S. Francesco sulle rovine del tempio di Minerva. Sedici anni +dopo, nel 1355, fondandosi la chiesa di S. Benedetto, si trovarono e +scomparvero tosto per sempre i ruderi del tempietto d'Esculapio ed il +suo simulacro. Sui rottami del tempio di Proserpina fu eretta, nel 1382, +la Collegiata; nel 1396 un ospedale e nel 1555 la chiesa dei Gesuiti +occuparono l'area del tempio di Ercole, del quale resta una statua +mutilata e rabberciata nel museo Biscari. L'ultima sostituzione avvenne +nel 1558, quando sui vestigi del tempio di Venere, sulle sue colonne +infrante, sui frammenti dei suoi mosaici, i Benedettini costruirono la +loro casa. + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TORSO DI GIOVE. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--STATUA D'ERCOLE. (Fot. Grita).] + +Nè questi furono i soli o i maggiori edifizii sacri dell'antica Katana. +Essa ebbe un tempio di Cibele, distrutto dal terremoto del 1020, dove è +oggi il sobborgo corrottamente chiamato di Cibali; ebbe quello di Ecate +nella contrada detta Ecatea, ed anche ora chiamata Licatìa; ne ebbe un +altro ad Apollo Arcageta sulla collina di S. Marta. Fra i più sontuosi e +magnifici doveva essere quello di Cerere, i vestigi del quale furono +scoperti nel 1772 dal principe di Biscari. Alla Madre Demetria gli +antichi Catanesi avevano eretto un tempio composto di due grandi +edifizii ottagoni, ciascuno dei quali era lungo 150 cubiti, sormontati +da una cupola che venti Atlanti sostenevano. Nei penetrali dodici +colossali cariatidi reggevano il prezioso simulacro della dea, «_signum +perantiquum_, dice Cicerone, _quod viri non modo cuius modi esset, sed +ne esse quidem sciebant; aditus enim in sacrarium non est viris; sacra +per mulieres ac virgines confici solent_»; ma il grande oratore parla di +questa antichissima e misteriosissima statua per narrare che Verre la +fece rubare. Ne restarono, intorno alla seconda metà dell'ottavo +secolo, alcune di quelle che adornavano esternamente il tempio; ma +allora il già citato S. Leone le fece distruggere con tutto l'edifizio: +solo qualche informe rudere, un pezzo di cornicione dorico serbato nel +museo Biscari ed una statuetta custodita nel Benedettino, stanno ad +attestarne l'esistenza. Del tempio di Giove dicesi che facesse parte la +grande statua del Nume, della quale il principe di Biscari serbò il +torso mutilato, senza testa nè braccia, di squisita modellatura, che è +fra le più belle cose della sua raccolta; ma questa supposizione, come +tante altre del genere, non si può più verificare, e resta anzi da +accertare se quel Giove greco non fosse piuttosto un Bacco romano... + + [Illustrazione: PIAZZA MAZZINI E VIA GARIBALDI. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: PIAZZA DEL DUOMO--LA FONTANA DELL'ELEFANTE. + (Fot. Alinari).] + + [Illustrazione: FONTANA DELL'ELEFANTE. (Fot. Martinez).] + +Altri sontuosi edifizii e monumenti ornarono l'antica città, offesi dal +tempo, dalla natura e dagli uomini quanto i delubri, ed anche peggio. +Sorgevano un Foro, una Basilica, una Curia, un Erario, una Zecca, ed +altre costruzioni profane e sacre nel tratto oggi compreso fra il +cortile di S. Pantaleone ed il convento di S. Agostino; ma anche di +queste nulla o troppo poco si vede più sul luogo. Il Foro, secondo +Vitruvio, aveva forma di parallelogramma, con una piazza nel mezzo, +girata da un portico a colonne; secondo il Bolano era di pianta +quadrata, a due piani; al tempo di questo cronista mancava il solo lato +occidentale, e degli altri rimasti in piedi si vedevano ancora molte +stanze dell'ordine superiore, essendo l'edifizio interrato: otto a +mezzogiorno, sette a levante e quattro a settentrione; ora non restano +altro che le vôlte di qualcuna di queste stanze, e per vederle bisogna +scendere sotterra, al lume delle lanterne, in quelle che il popolino +chiama _Grotte di San Pantaleo_, e che sono veri antri dove il piede non +trova più l'antico pavimento a grandi lastre di pietra calcare, per due +ragioni entrambe molto concludenti: la prima è che l'acqua perennemente +stagnante in quei luoghi non permette al visitatore d'inoltrarsi; la +seconda è che l'antico lastricato, quando il monumento scompariva, ne fu +strappato e servì poi a pavimentare il secondo atrio del museo Biscari. +Gli unici avanzi, ormai anch'essi sepolti, della Curia, della Basilica, +della Zecca e via dicendo, sono probabilmente le vôlte e i portici sui +quali fu costruito il convento di S. Agostino: solo le colonne trovate +in questi dintorni esistono ancora, e sono le trentadue che formano i +portici di piazza Mazzini. Catania ebbe anche un Ippodromo o Circo, +decorato di statue, incrostato di marmi, bagnato da due ordini di +canali, i maggiori denominati Nili, i minori Euripi: nulla più ne resta, +ad eccezione degli obelischi che ne segnavano la spina e le mete. Uno +sarebbe quello che si custodisce, rotto, nel museo Biscari; l'altro +quello che sorge in piazza del Duomo, sulla fontana dell'Elefante; +monumento singolare dove sono rappresentate o simboleggiate tre civiltà: +la punica, dall'elefante che i Catanesi tolsero a stemma--come si vede +fin da un suggello del conte di Paternò--per avere respinto gli assalti +dei Cartaginesi, nonostante che la loro cavalleria fosse provveduta +d'uno squadrone di questi spaventosi pachidermi; l'egizia, dall'obelisco +che, o servisse di meta nel circo, o fosse invece qui trasportato al +tempo delle Crociate, viene presumibilmente dalla terra dei Faraoni, e +forse dalle cave di granito di Siene, e ne parla con i geroglifici che +vi sono scolpiti; e da ultimo la cristiana, dal globo, dalle palme, +dall'Epigrafe angelica e dalla croce che lo incoronano. + + [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DEL CONTE DI + PATERNÒ. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--PROCESSIONE DIONISIACA. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--MOSAICO DELLE TERME DIONISIACHE. + (Fot. Grita).] + +La città antica ebbe anche un Ginnasio, che se non fu istituito da +Caronda 680 anni prima dell'Era volgare, fu restaurato da Marcello in +premio della fedeltà serbata dai Catanesi a Roma nella guerra contro +Siracusa; ma non ne resta altra memoria fuorchè nei libri. C'era anche +un grande acquedotto che recava le acque di Licodia, lungo non meno di +sedici miglia; ma non se ne vede altro che qualche altro misero avanzo. +Tanta copia d'acque era necessaria ad alimentare la Naumachia--i cui +ultimi resti sparvero sotto le lave dianzi citate--il Ninfeo eretto da +Ero Apolline e restaurato da Arsinio, prefetto in Sicilia, a cura di +Flavio Ambrosio, e le moltissime Terme, parecchie delle quali si vedono +ancora conservate discretamente. + + [Illustrazione: TEATRO ANTICO--ARCO DELLA SCALA D'ACCESSO E PILONI + DEGLI ARCHI DEL PORTICO. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: TEATRO ANTICO--INGRESSO ALLA SCENA. (Fot. Grita). + PRIMO CORRIDOIO.] + +Le achillee, o dionisiache, così chiamate perchè prossime al tempio di +Bacco, furono restaurate dal proconsole Lucio Liberio e stanno oggi +sotto la cattedrale e il limitrofo Seminario; le fondazioni di questi +edifici impediscono di esplorarle tutte e lasciano vedere solo un +corridoio, una stanza con la vôlta sostenuta da quattro grandi pilastri +e ricoperta di stucchi adorni di figure a bassorilievo: puttini, tralci, +grappoli d'uva ed altri emblemi bacchici; un bassorilievo, piccolo ma +squisito, rappresentante una processione dionisiaca, è serbato nel museo +Benedettino. La chiesetta di S. Maria della Rotonda è anch'essa +l'avanzo e probabilmente l'atrio od il laconico d'una gran terma, molti +cimelii della quale, come pezzi di mosaico, frammenti di lapidi e +d'iscrizioni, si conservano nei due musei cittadini. Altri minori ruderi +di terme si trovarono in altri punti della città; l'avanzo più +ragguardevole, quasi un intero stabilimento termale, esiste ancora sotto +il convento di Santa Maria dell'Indirizzo: da una prima stanza si passa +all'apoditerio o spogliatoio, ad una specie di bagno appartato, ad una +seconda stanza comunicante col laconico e ad una terza di pianta +ottagonale ai lati della quale sono disposti i clipei. Esistono ancora +le fornaci, una conserva d'acqua, varii condotti per l'aria rarefatta, +il sito della sedia stercoraria, l'emissario delle acque luride, +gl'incavi dove erano confitte le condutture di piombo serbate nel museo +Biscari. + + [Illustrazione: TEATRO ANTICO--SECONDO CORRIDOIO. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: TEATRO ANTICO--PARTE CENTRALE DELLA CAVEA. + (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: TEATRO ANTICO--ULTIMI CUNEI DI SINISTRA DELLA CAVEA. + (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--PIEDESTALLO DEL TEATRO ANTICO. + (Fot. Grita).] + +Fra le rovine dei pubblici edifizii nobilitanti l'antica colonia +calcidese altre ve ne sono, ancora più notevoli. Il primo posto per +antichità spetta senza dubbio al teatro, che è detto greco, ma che più +propriamente dovrebbe chiamarsi greco-romano. Di costruzione romana sono +indubbiamente le parti appariscenti; ma è probabile che l'edifizio +romano sorgesse su fondamenta greche, perchè ai tempi greci si legge +nelle storie che Catania ebbe appunto un teatro, dove Alcibiade, come +uno dei comandanti dell'esercito ateniese venuto a conquistar Siracusa, +arringò i cittadini per volgerli al suo partito. Se Diodoro e Cicerone +non fanno più menzione del teatro catanese, la cosa è stata spiegata coi +terremoti e con le lave che probabilmente lo abbatterono e ricopersero: +sugli avanzi è probabile che i Romani erigessero poi la loro mole +sontuosa, della quale anch'oggi si può avere un'idea da ciò che ne +resta, allo scoperto in parte, ed in parte sotterra: tre ordini di +corridoi, le scale per le quali si passa dall'uno all'altro, quelle che +dividono la cavea in cunei, il pavimento dell'orchestra di marmo bianco +e rosso sul quale alzavansi i sedili, ed i frammenti di sculture e di +architetture custoditi nel museo Biscari: una graziosa figura di Musa, +rottami di statue, capitelli e piedistalli, il maggiore dei quali ha +effigiati nel dado una vittoria e due guerrieri senza cimiero nè celata +nè asta; rocchi ed architravi, uno dei quali ha scolpiti nel fregio una +Nereide vinta da un Ercole. Alla scena ed alla loggia appartennero anche +le colonne che furono trasportate in altri punti della città, le sei che +ornano la facciata del Duomo, le due del Palazzo comunale e l'altra +della piazza dei Martiri; i marmi bianchi e rossi dei sedili furono +adoperati per pavimentare il Duomo. Oltre che per la ricchezza degli +ornati, il teatro catanese fu dei più notevoli per ampiezza: conteneva +il doppio degli spettatori dell'ateniese e poco meno di quanti ne +entravano nel siracusano. Ma la maggiore sua importanza è dimostrata +dall'Odeo che gli era ed è ancora annesso. Mario Musumeci, valente +architetto e dotto archeologo fiorito un secolo addietro, diede una +bella illustrazione di questo secondo edifizio e ne rilevò l'importanza. +Mentre di pochissimi altri Odei restano troppo scarsi vestigi, undici +cunei del catanese, su diciassette, si vedono ancora; gli altri sei, +distrutti, sono indicati dal perimetro dell'edifizio. Alla testata di +levante della precinzione, che è allo scoperto, s'appoggiavano tredici +gradini scendenti fino all'orchestra, circoscritta, dalla parte del +pulpito, dal muro oltre il quale non si vedono altre costruzioni. Il +rivestimento esterno è formato da pezzi di lava squadrati e disposti in +file orizzontali e parallele di diseguale altezza, alla maniera +pseudo-isodoma: c'è una sola comunicazione fra l'interno e l'esterno, +attraverso il cuneo centrale: prova che l'Odeo non poteva servire a +grandi riunioni popolari, ma solo a ristrette adunanze, ai concorsi +degli autori drammatici e alle prove dei cori, come è confermato dalla +mancanza della scena. Anche qui terremoti e vandali hanno lasciato i +loro segni: perdute le colonne che ornavano il pulpito, distrutti i +pezzi ornamentali del muro di precinzione e di quello esterno dalla +cimasa in su: solo qualche frammento se ne volle trovare nella +decorazione della porta settentrionale del Duomo, come si dirà a suo +luogo. L'edifizio, pertanto, appena si riconosce: mutilato, squarciato, +convertito nelle parti ancora resistenti in abitazione di umile gente, +con gli archi dei cunei trasformati in orribili terrazzini ed in luride +stamberghe. + + [Illustrazione: L'ODEO.] + + [Illustrazione: L'ANFITEATRO ROMANO--L'ENTRATA DELL'ARENA. + (Fot. Ursino).] + +Mentre qui s'aspetta ancora l'invocata opera del restauratore, si è +posto mano ultimamente al discoprimento di altri avanzi gloriosi: quelli +dell'Anfiteatro, che fu uno dei maggiori di Sicilia. Limitrofo al +palazzo del Proconsole ed alle prigioni, esso aveva forma elittica, con +il grande asse esterno lungo 125 metri e 71 l'interno; con un piccolo +asse esterno di 106 metri e l'interno di 193. Vi si contavano 56 archi, +tre ordini di sedili, due precinzioni; era alto più che 30 metri e +capiva 16 mila spettatori. Ma, fino a poco tempo addietro, la maestà +della mole si desumeva dai libri e da un vecchio quadro del Niger; +perchè, quasi non fossero bastati i terremoti e gli incendii, la mano +dell'uomo ne aveva consumata l'estrema rovina. Non se ne vedevano, fino +all'anno scorso, se non qualche pezzo di muro, qualche arco, qualche +vôlta sotto le fondamenta di case moderne: vestigi che se consentirono +al Garruccio, col sussidio dei libri, di illustrare dottamente il +sontuoso edifizio, non bastavano ad altri scrittori neanche ad +ammetterne l'esistenza. Ora, grazie agli scavi intrapresi in piazza +Stesicorea, gli scettici possono vedere con gli occhi e toccar con le +mani tutto un fianco della gran mole, parte della gradinata, gran parte +dei corridoi, parecchi ordini di archi e la porta che metteva +nell'arena. Quel mutilato scheletro, se accusa la barbarie delle +generazioni che lo ridussero in uno stato così miserando, attesta +ancora, nondimeno, con la severa nobiltà dei suoi profili, con la +maestosa solidità del suo impianto, l'antica grandezza della città. + + [Illustrazione: ARCHI DELL'ANFITEATRO.] + + [Illustrazione: L'ANFITEATRO. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: PIAZZA STESICOREA CON L'ANFITEATRO. (Fot. Martinez).] + +Ma più che dai ruderi di questo e degli altri maestosi edifizii dei +quali si è ragionato, il grado di floridezza e di civiltà di Katana si +desume da più piccole, da veramente minuscole opere d'arte: le monete +che vi furono battute. Nella meravigliosa collezione dei conii +greco-siculi posseduta dal barone di Floristella, in Acireale, i +catanesi sono fra i più abbondanti, contandosene una sessantina, d'oro, +d'argento e di bronzo; e se tutti hanno qualche lor proprio pregio, +alcuni stanno tra i più eccellenti saggi di quest'arte che la Sicilia +greca portò alla perfezione. Il tetradramma con la testa d'Apollo e la +quadriga, lavorato e firmato da Herakleidas, ha ben poco da invidiare +alle Aretuse siracusane. Evainetos, Choirion, Prokles, altri artisti il +cui nome è perduto, diedero a Catania altri conii bellissimi; dove con +le teste dell'Amenano, di satiri, di fauni, di divinità, e con le +spighe, le bighe, le quadrighe, i tori a testa umana, le Vittorie, le +Giustizie, si trovano segni e figure locali, come quelli del gambero +detto imperiale, come i gruppi dei Fratelli Pii, Anapias ed +Anfimos, sollevanti i genitori per salvarli dal fuoco dell'eruzione +etnea chiamata appunto dei Fratelli Pii. Ma forse il conio catanese più +bello, certamente il più raro e interessante, del quale un solo +esemplare si conosce finora, è quello risalente al tempo quando la città +fu chiamata Etna: nell'iscrizione infatti, invece che KATANAION si legge +AITNAION. Non si può dire se è più bello il _retto_, dove si vede la +testa del calvo e barbuto Sileno, con le orecchie caprine e il capo +inghirlandato di edera, o il _verso_, dove dinanzi a un'aquila che sta +con le ali raccolte in cima a un pino, Giove Etneo, indossante un +_imation_ attaccato sulla spalla sinistra, siede sopra un ricco trono, e +mentre s'appoggia con la destra ad un'asta piegata ad uncino, regge con +la sinistra il fulmine alato. + + [Illustrazione: + + 1. TORO ANDROPROSOPO E VITTORIA. + TETRADRAMMA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C. + (Fot. Pennisi). + + 2. TESTA DI SATIRO E TORO COZZANTE. + LIBRA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C. + + 3. TESTA DI AMENANO E DI SATIRO. + DRAMMA D'ARGENTO, ANNI 415-403 A. C. (Fot. Ursino). + + 4. I FRATELLI PII (BRONZO). + + 5. DIONISOS E FRATELLI PII, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO). + (Fot. Ursino). + + 6. APOLLO LAUREATO E QUADRIGA--TETRADRAMMA + D'ARGENTO (ANNI 415, 403 A. C.)--FIRMATA DA + HERAKLEIDAS. (Fot. Pennisi). + + 7. DRAMMA D'ARGENTO FIRMATO «EVAI (METOS)». + TESTA DI AMENANO E QUADRIGA, ANNI 415-403 A. C. + + 8. TESTA DI AMENANO E BIGA, ANNI 415-403 A. C. + (Fot. Pennisi). + + 9. MERCURIO E VITTORIA, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO) + + 10. DIONISOS E CARRO TIRATO DA PANTERE + ANNI 415-403 A. C. (BRONZO) + (Fot. Ursino). + + + MONETE DI KATANA] + + [Illustrazione: L'ANFITEATRO ROMANO--RESTAURAZIONE.] + + + + +III. + + [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--CANDELORA. (Fot. Ursino).] + + +Decaduta, ammiserita, spopolata durante l'età di mezzo, Catania ebbe +nondimeno anche allora qualche nobile opera d'arte, specialmente +cristiana; ma se già degli edifizii pagani restano vestigi tanto scarsi +e malconci, neppure dei tempii cristiani, costruiti a spese delle +classiche architetture, i terremoti hanno lasciato maggiori +testimonianze. Quasi tutto ciò che resta parla di S. Agata, la vergine +martoriata da Quinziano, pretore o proconsole romano in Sicilia verso la +metà del terzo secolo. + + [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--INTERNO DELLA CAPPELLA DI CASA + PATERNÒ. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: FINESTRA DELLA CHIESA DI S. GIOVANNI DI FLERES, ORA + CASA LEOTTA. (Fot. Castorina).] + +Narrano gli Atti latini che, nata da nobili parenti, tra il 237 e il +238, sotto Decio, Agata aveva abbracciato la fede di Gesù e si era a lui +votata, allorchè Quinziano volle farla sua per soddisfare la duplice +cupidigia eccitata nel suo animo pravo dalla bellezza e dalla ricchezza +della giovinetta appena trilustre. Resistendo ella strenuamente alle +lusinghe, alle promesse, agli esempi di corruzione nella casa della +matrona Afrodisia a cui il prepotente Romano l'aveva affidata, costui la +fece tradurre in giudizio quale negatrice dei Numi. Ammonita a venerarli +come era debito, ella li schernì, ed alle minaccie di terreni tormenti +rispose minacciando l'eterna dannazione al suo persecutore. Ricondotta +alla prigione e brutalmente sospinta dai manigoldi, fu vista +prodigiosamente star ferma, immobile, con le piante dei piedi impresse +nella pietra; poscia, entrata spontaneamente nel carcere, vi passò un +giorno pregando; finchè, ancora una volta tratta dinanzi al tiranno, con +tanta forza continuò a resistergli, che l'imbestialito Quinziano ordinò +ai littori di tormentarla con verghe e lame roventi sul durissimo +eculeo, poscia di torcerle e strapparle una mammella, e finalmente di +stenderla sui carboni ardenti; ma nel punto che ella pativa questo +estremo supplizio, un terremoto scosse la città dalle fondamenta, due +assessori del Proconsole, Silvino e Falconio, che si godevano il truce +spettacolo, restarono sepolti sotto le rovine, ed il popolo, vedendo nel +cataclisma un castigo di Dio, insorse contro il tiranno, il quale fu +costretto a sospendere il supplizio ed a fuggire, trovando di lì a poco +la morte al passo del Simeto. Troppo tardi tratta dalla fornace, +l'esausta martire spirò, e i suoi pii correligionarii ne deposero il +corpo in un sepolcro nuovo; allora, nel punto che il sarcofago stava +per esser chiuso, un bellissimo fanciullo, sopravvenuto insieme con +cento compagni, depose presso la salma una tavoletta marmorea con +l'Epigrafe angelica, le iniziali della quale si vedono ora ripetute in +tanti luoghi: _Mentem Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae +Liberacionem_. I Catanesi cominciarono pertanto a venerarla come la loro +celeste protettrice, e quando ebbero fede nella sua divina potenza il +suo culto cominciò a diffondersi oltre i confini della città e +dell'isola, per tutto il mondo. Nel 263 il vescovo Everio le consacrò, +sulle rovine del Pretorio, una prima cripta o edicola; trascorso +ancora mezzo secolo, nei primordi del IV, le fu eretta una chiesa che S. +Leone riedificò od abbellì. Questa chiesa, denominata S. Agata la +Vetere, fu per lungo tempo la cattedrale di Catania; ma i due terremoti +del 1169 e del 1693 la conciarono in modo che quella ricostruita sulle +sue rovine non ne serba più alcuna traccia, fuorchè tre cimelii. Il +primo e più notevole è lo stesso «sepolcro nuovo» dove fu custodita per +tanti secoli la salma preziosa. L'arca propriamente detta è di marmo, +con bassorilievi dove si vedono--o per meglio dire si vedrebbero, se non +l'avessero incastrata e quasi murata nel nuovo altare maggiore--due +grifoni affrontati dinanzi a un candelabro ardente da una parte, e +centauri e combattenti nell'altra faccia. L'architetto Sciuto Patti, che +potè esaminarla, la riferì ai tempi di Roma imperiale, assegnando una +data molto posteriore al coperchio, che è d'altra pietra e porta emblemi +cristiani e la stessa figura del Redentore riferibili all'epoca +bizantina. Gli altri due avanzi dell'antica e veramente _vetere_ chiesa +di S. Agata furono ritrovati nel luglio del 1742: uno è la trascrizione +su marmo e con caratteri gotici dell'Epigrafe angelica, l'originale +della quale fu portato a Cremona: nel primo rigo, prima dei caratteri, è +scolpita una mano senza pollice, con l'indice e il medio distesi, +l'anulare e il mignolo piegati, in atto di benedire; l'altro avanzo, più +notevole, è un bassorilievo di marmo, con gli spigoli arrotondati, nei +quali sono scolpiti due nimbi crociferi terminati da un listello piano e +con le croci bizantine; anch'esso ha un'altra iscrizione dichiarante il +soggetto della scena rappresentata nella parte centrale: la visita, +cioè, di S. Pietro a S. Agata in carcere: figure rozze, semplicemente +abbozzate, ma non senza espressione, e rivelatrici dei caratteri proprii +alla prima età cristiana. I due avanzi sono stati murati uno sull'altro +e raccordati con incorniciature di marmo colorato. + + [Illustrazione: DUOMO--ABSIDI NORMANNE E CUPOLA MODERNA. + (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: IL DUOMO--ESTERNO. (Fot. Alinari).] + + [Illustrazione: DUOMO--ABSIDI NORMANNE. (Fot. Castorina).] + +Contigua a S. Agata la Vetere è l'altra chiesetta del S. Carcere; dove, +insieme con altre reliquie della martire--come l'impronta dei suoi piedi +nel sasso--si trovano altre vestigia della antica Catania dei tempi di +mezzo sfuggite ai terremoti ed ai vandali. A chi guarda esteriormente, +di fianco, la chiesa par che sorga sulle mura di Carlo V, dove il +bastione fa un angolo; ma nell'interno, per una scala buia, si scende in +una parte delle carceri romane. Quel che se ne vede fece giudicare allo +Sciuto Patti che si tratti di quella parte mediana--la _interior_--che +stava tra la superiore, o _custodia communis_, e l'_inferior_, o +_robor_. La costruzione rivela gli stessi caratteri che +contraddistinguono l'anfiteatro, il teatro, l'odeo, le terme e gli altri +monumenti romani; nelle pareti interne si trovano tracce di antichi +affreschi. Ma più singolare è sulla facciata barocca della chiesetta, +rifatta dopo il terremoto del 1693, la magnifica porta, della quale, +come appartenente in origine ad un altro monumento, e qui sovrapposta +nel Settecento, si ragionerà fra poco; intanto, prima di lasciare questo +Santo Carcere, è da notare che non tutta la chiesa crollò nel 1693; che +anzi la vecchia costruzione si rivela ancora nella parte dell'edifizio +rifatto e ingrandito, dove la vôlta a crociera di sesto acuto è decorata +da ogive molto sporgenti, impostate sopra colonne con capitelli di +grazioso disegno. + + [Illustrazione: DUOMO--INTERNO. (Fot. Gentile).] + +La stessa ossatura gotico-normanna, con la vôlta ad archi acuti +impostata sulle colonnette degli angoli, si osserva a S. Maria di Gesù, +nella cappelletta di casa Paternò, che rimase in piedi nel 1693 quando +tutto il resto della chiesa, poscia rifatta, andò in rovina. Il gotico +di questi due avanzi non è molto antico: tanto S. Maria di Gesù quanto +il Santo Carcere sorsero nella prima metà del XV secolo; di data più +remota doveva essere invece quello di S. Giovanni di Fleres, la cui +prima fondazione risale al VI secolo, e precisamente all'anno 532. Gli +avanzi di questa chiesetta che si vedevano ancora fino a pochi anni +addietro, all'angolo delle vie Mancini e Cestai, non avevano nessun +carattere, ridotti com'erano ai semplici muri risorti sui rottami +dell'antico edifizio; quando, abbattendosene ultimamente le rovine per +erigervi la casa Leotta, fu trovata sotto l'intonaco una graziosissima +finestra del più fiorito gotico. Il cimelio fu rispettato ed è +incorporato nel muro della casa moderna. + + [Illustrazione: DUOMO--PORTA SETTENTRIONALE. (Fot. Ursino).] + + [Illustrazione: DUOMO--PARTICOLARE DELLA PORTA SETTENTRIONALE. + (Fot. Ursino).] + + [Illustrazione: CHIESA DEL SANTO CARCERE--LA PORTA. (Fot. Alinari).] + + [Illustrazione: CHIESA DEL SANTO CARCERE--INTERNO. (Fot. Castorina).] + +Ma in fatto di edifizii sacri dei tempi di mezzo, la cattedrale eretta +dal normanno Ruggero nel 1094 fu certamente il più insigne. Anche qui, +disgraziatamente, i due terremoti del 1169 e del 1693 produssero tale +rovina che, a primo aspetto, nel tempio rifatto con altro stile nulla +più parla di quella età. Ad un attento esame, nondimeno, le tracce della +costruzione normanna si svelano. Le tre absidi, resistite ai +cataclismi, ne sono testimonii esternamente, col loro sesto acuto; +all'interno, l'arco gotico si mostra anche nelle cappelle del Crocefisso +e dell'Immacolata, nonchè nelle finestre strette e lunghe, simili a +feritoie, di quest'ultima e del passaggio fra la chiesa e il contiguo +Seminario. Ma il più notevole vestigio architettonico dell'antico Duomo, +la decorazione cioè della sua porta maggiore, non si trova più qui. +Adattata alla Casa comunale dopo la rovina del 1693, forse perchè +giudicata poco conveniente ad un luogo sacro, fu poi trasferita al Santo +Carcere, dove anche oggi attira l'attenzione dei curiosi e degli +studiosi, tra i quali molto si è discusso intorno al suo carattere. È +normanna e contemporanea della primitiva fabbrica del 1094? Oppure è +sveva, e fu poi sovrapposta, due secoli dopo, alla cattedrale? Monsignor +di Marzo, storico e critico egregio dell'arte siciliana nell'evo medio +ed al principio dell'età moderna, le nega il carattere normanno-siculo e +vi trova l'influenza di altri stili. Il normanno-siculo, infatti, porta +con tanta evidenza l'impronta mussulmana, che si suole più precisamente +designare coi nomi di arabo-normanno-siculo; più tardi, invece, +l'orientale profusione degli arabeschi negli intagli e nelle sculture +ornamentali andò scemando a profitto di elementi interamente diversi: +l'ibrido simbolismo e la barbara imitazione del classico che prevalsero +nell'Italia settentrionale, particolarmente in Lombardia, e si +associarono sempre più strettamente alle forme teutoniche. Questa porta +dell'antico Duomo ne è per l'appunto, dichiara il di Marzo, un esempio, +col suo congegno prospettico e simmetrico di quattro ordini di stipiti, +nei tre angoli dei quali stanno tre colonnine per ciascun lato, +faccettate a quadretti e strisce a zig-zag (_chevron_), e sui quali sono +impostati quattro ordini di archi a pieno centro; e particolarmente con +la serie delle figure simboliche che sorgono sulle piccole basi +dell'architrave. Ridotte a cinque, da sei che erano dapprima, +rappresentano un'aquila, una scimmia, un leone, una tigre ed un uomo +seduto in sedia curule, al quale manca da qualche tempo il capo; la +figura scomparsa era quella d'una donna in supplice atteggiamento. Che +cosa significa questo _rebus_ marmoreo? La soluzione che gli fu data +sarebbe una prova storica da aggiungere all'artistica per negare +l'origine normanna della porta ed assegnarla al periodo svevo. +Rammentando la distruzione di Catania ordinata da Federico II, si volle +che la figura dell'uomo seduto rappresentasse lo stesso Imperatore, e +che gli animali simboleggiassero i suoi sentimenti verso amici e nemici, +e che la donna fosse la città impetrante grazia dallo Svevo crudele. +Spiegazione plausibile, la quale non persuade tuttavia i sostenitori +della _normannità_ del monumento; i quali, giudicando che gli emblemi +svevi sono indipendenti dal resto degli adorni, sostengono che furono +sovrapposti sull'architettura di Ruggero ai tempi di Federico. + + [Illustrazione: DUOMO--PORTA DELLA CAPPELLA DEL CROCEFISSO. + (Fot. Franco).] + + [Illustrazione: SACRESTIA DEL DUOMO--L'ERUZIONE DEL 1669. AFFRESCO + DEL MIGNEMI. (Fot. Castorina).] + +Se questa singolare decorazione dell'ingresso principale dell'antico +Duomo dev'essere oggi cercata al Santo Carcere, un'altra porta della +cattedrale rifatta è rimasta al suo posto e possiede anch'essa un suo +proprio valore. Attribuendola ad Antonello Gagini, figlio di quel +Domenico che, trasferitosi da Bissone, «delle parti di Lombardia», in +Palermo, sollevò, con l'opera propria e dei valenti eredi, la scultura +siciliana ad altezze prima ignorate, gli scrittori catanesi credettero +di attribuirle il massimo pregio; ma non s'accorsero di ledere nello +stesso tempo le ragioni della cronologia. L'iscrizione della porta dice +infatti che questa fu eretta nell'anno 1577, ed allora Antonello Gagini +era morto non da sette anni soltanto, come avvertì il già citato +Musumeci, ma da quaranta, come nota il di Marzo, che registra nel 1536 +la morte dello scultore palermitano. Escluso dunque il Gagini come +autore dell'opera, sorge un'altra questione: è essa tutta d'una mano e +d'una età, oppure risulta composta dall'accozzamento di pezzi greci o +romani con altri di moderna fattura? Il Musumeci giudica antichi, e +provenienti probabilmente dalle decorazioni dell'Odeo, il bel fregio del +cornicione e le colonne composite, nei piedistalli delle quali si vedono +scolpiti a mezzo rilievo gruppi di Tritoni e Nereidi di squisito lavoro, +e graziosi Ippocampi nello zoccolo; solo l'architrave e gli stipiti +sarebbero moderni. Oltre che per la differenza del tratto, il Musumeci +giudica antichi i pezzi dianzi mentovati anche perchè hanno un carattere +mitologico poco adatto alla destinazione sacra della porta; ma +l'Hittorf, architetto del re Carlo X venuto a studiare i monumenti +siciliani, nega l'antichità di questi ornamenti, e con lui la nega il di +Marzo, rammentando che il classicismo del Cinquecento ricorse +liberamente a soggetti pagani nella ornamentazione di opere cristiane. +Ad ogni modo, sia tutta cinquecentesca la porta in quistione, o sia +composta di frammenti antichi e di pezzi moderni, sopra un punto non può +cader dubbio: sull'artefice che la eseguì, tutta o parte. La somiglianza +fra gli ornati a risalto e delle mensole di questa porta esterna con +quelli della porta interna per la quale si penetra nella cappella del +Crocefisso, eretta quattordici anni prima, nel 1563, attesta che uno +solo fu lo scultore delle due opere. Ora, se anche questa porta interna +fu indebitamente attribuita al Gagini, il Musumeci dimostrò, coi +documenti trovati nell'archivio della chiesa, che fu eseguita da Gian +Domenico Mazzola; e il di Marzo, confermando il fatto, corregge soltanto +la desinenza del nome e la patria dell'artefice: il Mazzolo o Masolo--e +non Mazzola--figlio di un Battista da Carrara, non fu «Scarpellino +catanese»: nacque invece anch'egli a Carrara e dimorò in Messina donde +venne in Catania procuratore del padre a riscuoterne i crediti, ed a +lavorare questa porta, la quale è giudicata fra le migliori sue opere, +fra le più delicate e perfette. + +Ancora e sempre del Gagini è stato creduto il piccolo lavacro di marmo +della sacrestia: attribuzioni che dimostrano come da quell'artista +geniale o dalla sua scuola uscisse quanto di buono possiede la Sicilia +in fatto di scultura. Di forma rettangolare e simile ad un sarcofago, +questo lavacro ha una decorazione a mezzo rilievo di puttini, cornucopie +ed altri motivi ornamentali. Che sia leggiadra, basta aver occhi per +accertarlo; a chi veramente appartenga non si può dire; e del resto +Catania ha, per buona sorte, opere non dubbie del Gagini, delle quali +sarà tenuto parola più tardi. + +Per ora, restando nella cattedrale, anzi nella stessa sacrestia, il +grande affresco del Mignemi merita una breve menzione, non già perchè +abbia valor d'arte, ma per la scena storica, grandiosa e terribile, che +rappresenta: la spaventosa eruzione del 1669, la più formidabile dei +tempi moderni. In fondo al quadro l'Etna solleva la gigantesca sua mole; +nel secondo piano, ai fianchi del monte, si erge il nuovo cratere dei +Monti Rossi, dal quale un fiume di fuoco scende per le più basse pendici +fino alla città, ne investe e scavalca le muraglie occidentali, ne +invade ed incendia i sottoposti quartieri, ne circuisce e diminuisce il +castello, per gettarsi finalmente in mare, restringendo il porto dal +quale escono a forza di vele e di remi le navi cariche di atterriti +fuggiaschi. + +Tornando dalla sacrestia nella chiesa, le absidi che rivelano dalla +parte esterna l'antica ossatura normanna, attraggono anche all'interno +l'attenzione, non tanto per la decorazione a fresco, eseguita dal romano +Corradino nel 1628, quanto per i sarcofaghi regali murati in quella del +centro. Il meridionale contiene le ceneri di sette personaggi augusti: +Federico II d'Aragona, re di Sicilia; suo figlio Giovanni, Lodovico, +Federico IV, Martino, Maria ed il figliuoletto di lei Federico; nel +sarcofago della parete settentrionale dorme l'eterno sonno, tutta sola, +Costanza, la figlia del quarto Martino aragonese. Ma, come disse +l'epigrafe di Mario Rapisardi quando fu restituita da Parigi alla natale +Catania la salma di Vincenzo Bellini, «questa basilica in cui dormono +dimenticate le ossa di tanti re, diverrà da questo giorno famosa per la +tomba di Vincenzo Bellini». La quale è posta sotto il secondo pilastro +di destra, ed è ornata di un piccolo monumento del fiorentino Tassara. + + [Illustrazione: DUOMO--SEPOLCRO DI VINCENZO BELLINI. (Fot. Gentile).] + +Il maggior Catanese dei tempi moderni, il cantore della _Norma_, della +_Sonnambula_ e dei _Puritani_, era degno, per la soavità dell'anima sua +e per l'universalità della sua gloria, di riposare accanto alla più +gloriosa e soave sua concittadina dei tempi andati, Sant'Agata. La salma +del musicista, morto a Parigi nel 1837, restò sepolta al _Père Lachaise_ +per circa quarant'anni, fino al 1876, quando ne fu tratta e trasportata +in Sicilia e deposta nella terra natale; la martire suppliziata in vita +come già si è narrato, non fu risparmiata neppure dopo morte, e la sua +salma fece più lunghi e travagliosi viaggi, come narrano i bassorilievi +del Coro della sua chiesa. Nella prima metà dei trentacinque scomparti +che lo compongono è sceneggiata la vita ed il supplizio della vergine, +la seconda illustra la storia della sua spoglia terrena: il trasporto a +Costantinopoli ordinato nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace +e compito a dispetto della tempesta scatenatasi il giorno della +partenza; l'apparizione in sogno della santa, una notte dell'aprile +1126, al francese Gisliberto o Giliberto, comandante delle guardie +dell'imperatore Giovanni Comneno, per manifestargli la volontà di essere +restituita alla patria; l'accordo del soldato francese col compagno +calabrese Goscelmo o Goselino; le loro titubanze e i loro nuovi sogni +più chiari; la discesa da entrambi operata in S. Sofia, durante la notte +del 20 maggio; lo scoprimento del sarcofago e il trafugamento della +salma ridotta a pezzi e nascosta nelle faretre per eludere la vigilanza +delle guardie alle porte; il successivo imbarco, l'approdo e l'indugio a +Smirne ed a Corinto; il nuovo sogno e la nuova apparizione di Agata +dolente della loro lentezza; l'arrivo in terra italiana a Taranto e la +perdita, nel trarre dalle faretre e nel ricomporvi le reliquie, di una +mammella; il miracolo del latte che questa diede a una bimbolina che la +ritrovò e la portò alle labbra; l'ultimo sbarco finalmente a Messina; +l'incontro col vescovo Maurizio al castello di Aci e il trionfale +ingresso in Catania, il 17 agosto. Opera della fine del Cinquecento, +eseguita per conto del vescovo Corionero e del suo successore Rebida, +queste sculture del Coro furono scoperte... da Alessandro Dumas, nel +1835. La _Speronare_, come tanti altri libri di viaggio del romanziere +di _Montecristo_, è uno dei più curiosi libri che si possano leggere: +formicolante di errori, zeppo di fiabe da far dormire in piedi, rivela +nondimeno il nativo senso artistico dello straordinario scrittore. Così, +dei bassorilievi del Coro catanese egli ha ragione di dire che «nessuno +vi fa attenzione, nessun libro ne parla, nessun cicerone pensa a +mostrarli, mentre sono una delle cose più notevoli di quella chiesa». +Certo, come osserva il di Marzo, la forma non ne è esente da qualche +libertà, e l'esecuzione ne è qua e là trascurata, ma nell'insieme +riescono _charmans de naïveté_, come dice il Dumas; il quale però, +passando a descriverli, inciampa negli svarioni. Il lavoro della fine +del Cinquecento è attribuito al secolo precedente; il proconsole +Quinziano diventa Quintiliano, Goselino e Giliberto si riducono ad un +solo, Guiberto; nè il romanziere si cura di ricercare se proprio tutti i +libri tacciono di questi bassorilievi, se l'autore ne è addirittura +ignoto. Poca fatica sarebbe occorsa a conoscerne il nome: bastava +cercarlo nelle _Osservazioni sulla storia di Catania_ del Cordaro, dove, +con lo stile tutto suo, questo scrittore mette in evidenza il pregio del +lavoro. «Il vescovo Corionero che la chiesa catanese governò dal 1589 al +1595, i sedili di legno allestì nel coro della cattedrale ove è il +martirio di S. Agata inciso, lavoro del napolitano Scipione Guido»--più +precisamente, di Guido:--«a quale opera tuttora dagli stranieri per la sua +perfezione si ammira». + + [Illustrazione: DUOMO--IL CORO. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: DUOMO--IL BUSTO DI SANT'AGATA.] + + [Illustrazione: DUOMO--SCRIGNO DELLE RELIQUIE DI SANT'AGATA. + (Fot. Castorina).] + + [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--TECA DEL BRACCIO DI S. GIORGIO.] + +Dal momento che il corpo della loro celeste Patrona tornò così +tagliuzzato presso di loro, i Catanesi ripresero a venerare con più +fervore che mai quelle membra recise, e nel secolo XIV provvidero a +serbarle in degne custodie. Il busto fu chiuso in un busto d'argento +dorato, con la faccia e le mani di smalto, sorretto da un basamento +ottagonale e fiancheggiato da due angioletti: la destra regge la croce +accompagnata da gigli, nella sinistra è l'Epigrafe angelica. La base, +che poggia sopra otto foglie rovesciate, di tipo gotico, è ricca di +scorniciature e riquadri e tutta adorna di smalti, tra i quali due +stemmi d'Aragona, quello di Catania ed altri di dubbia attribuzione, +nonchè scene del martirio, figure di S. Agata e di S. Caterina +d'Alessandria, e quelle dei due vescovi catanesi, Marziale e il suo +successore Elia, entrambi francesi, anzi limosini, come è detto +nell'iscrizione che gira attorno alla base: + + VIRGINIS ISTUD OPUS AGATHAE SUB NOMINE COEPTUM + MARTIALIS FUERAT QUO TEMPORE PRAESUL IN URBE + CATANIAE, CUI PASTOR SUCCESSIT HELIAS; + AMBOS LEMOVICUM CLARE PRODUXERAT ARDOR. + +Fin qui i lettori dell'iscrizione sono concordi; la discordia incomincia +per i quattro versi seguenti: + + ARTIFICIS MANUS HOC (HAEC, HANC) FABRICAVIT MARTE (ARTE) JOANNES + BARTOLUS ET GENITOR, CELEBRIS CUI PATRIA CEVE (LEVE) + MILLE TER ET CENTUM POST PARTUM VIRGINIS ALMAE + ET DECIES SEPTEM SEXTOQ. FLUENTIBUS ANNIS. + + [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--BASE DELLA TECA DEL BRACCIO DI S. + GIORGIO.] + + [Illustrazione: S. FRANCESCO--PORTA DELLA CUSTODIA.] + + [Illustrazione: S. FRANCESCO--PARTICOLARE DELLA PORTA DELLA + CUSTODIA.] + + [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--CALICI.] + +La data, sulla quale non cade dubbio, dice chiaramente che l'opera fu +fatta durante il soggiorno della Corte papale ad Avignone, dove il +vescovo catanese Marziale si era recato presso Gregorio XI ad +annunziargli l'assunzione di Federico III al trono di Sicilia, e dove +morì, affidando la diocesi ed il compimento del reliquario al suo +connazionale e successore Elia. Ma chi furono gli artefici della statua? +Eugenio Müntz, poichè i lettori dell'iscrizione non sono d'accordo, +leggendo alcuni _cui patria Ceve_, altri _cui patria leve_, addottò una +terza interpretazione: _cui patria Senam_, identificando l'autore del +busto catanese con Giovanni di Bartolo, senese, orafo per l'appunto alla +Corte pontificia in Avignone, ed autore dell'altro celebre reliquario +racchiudente le teste dei santi Pietro e Paolo. Se non che, c'è una +difficoltà. L'iscrizione non riesce bene decifrabile perchè il busto è +tutto ricoperto di _ex-voto_ offerti dalla pietà dei fedeli--tra i quali +la corona regale che si dice esser dono di Riccardo Cuor di Leone al suo +passaggio da Catania durante la crociata del 1191, la collana d'oro del +vicerè de Acuña, varie insegne del Toson d'oro e dell'Ordine +d'Alcantara, parecchie mammelle d'oro e d'argento, due delle quali +portano incise le armi dei re di Spagna, e molti anelli pastorali e +croci vescovili, tra le quali quella di Leone XIII, e un gran numero di +minutaglie d'oro, d'argento, di corallo, d'ambra, e finanche orologi da +tasca;--ma lo Sciuto Patti, dopo avere esaminato da vicino il +reliquario, escluse assolutamente che si possa leggere _cui patria +Senam_: l'iscrizione dice chiarissimamente _cui patria Ceve_: non regge +quindi l'interpretazione del Müntz, il quale aveva eccitato molto +entusiasmo, lasciando credere che fra i tesori artistici italiani si +trovasse un'altr'opera uscita dalle miracolose mani del Bartoli. E lo +Sciuto Patti lo nega per altre ragioni che sarebbe troppo lungo +riferire; se non che, escluso il Giovanni di Bartolo, resta ancora da +vedere chi furono gli artefici nominati nell'iscrizione: _Johannes +Bartolus et genitor_. Ed è strano come il nostro critico abbia avuto +sotto gli occhi l'identificazione e non l'abbia compita. Glielo impedì +l'aver voluto, contrariamente alle concordi affermazioni dei cronisti, +distinguere gli autori del Busto da coloro che eseguirono lo _Scrigno_ +dove si custodiscono, in sette teche d'argento dorato e cesellalo di +ottimo lavoro, le altre sparse membra della martire. Questo _Scrigno_ è +una cassa a base rettangolare, con gli angoli tagliati e il coperchio a +spigolo, rivestita internamente di velluto trinato d'oro ed all'esterno +di lamine doppie d'argento vermicolato con figurine di santi a rilievo +ed a cesello negli scomparti architettonici di stile gotico +_fiammeggiante_: una fervida fantasia vi ha profuso i motivi +ornamentali. Ora lo Sciuto Patti, leggendo negli _Emailleurs limousins_ +di Maurizio Ardant, che Giovanni e Bartolomeo Vitale «andarono a Catania +in Sicilia per ornare di smalti il reliquario di S. Rosalia», e che il +padre di Bartolomeo, Bernardo, «vi sarebbe stato anteriormente a +cominciare il lavoro», riconosce che questi Vitali, chiamati nell'isola, +eseguirono lo Scrigno: opinione non contrastata dal facile errore nel +quale cadde e--trattandosi di uno scrittore francese che si occupa di +cose italiane--doveva cadere l'Ardant; dallo scambio, cioè, di S. +Rosalia, patrona di Palermo, con la protettrice celeste della minore +Catania. Ma, riconosciuti così in Giovanni, Bartolomeo e Bernardo Vitale +gli autori dello Scrigno, e negato che i nominati _Johannes Bartolus et +genitor_ del Busto fossero Giovanni di Bartolo da Siena e il padre suo, +era ed è molto semplice e quasi necessario identificarli con +Giovanni, Bartolomeo--o Bartolo che è tutt'uno--e Bernardo, padre, +«_genitor_», per l'appunto, di Bartolomeo: tutti della famiglia Vitale, +venuti da Limoges a Catania per attendere a questi lavori sacri. Intento +a dimostrare, contrariamente alle concordi affermazioni di tutti i +cronisti, che Busto e Scrigno non sono della stessa mano nè dello stesso +tempo, lo Sciuto Patti non fece questa identificazione tanto naturale; +alla quale non si oppongono gli argomenti da lui addotti per distinguer +gli autori dello Scrigno da quelli del Busto. Se è vero, infatti, che +esisteva in Catania un _Opus Scrinei_, una istituzione destinata a +raccogliere fondi per la costruzione dello Scrigno, forse che bisogna +perciò escludere come ordinatore del lavoro il vescovo Marziale e il suo +successore Elia? Che cosa impedisce di ammettere che questi prelati, +come ordinarono il Busto, così--coi denari dell'opera dello +Scrigno--ordinassero quest'ultimo? Non è anzi naturale che commettessero +insieme i due lavori--ed agli stessi artisti? Se dall'esame dello stile +risultasse che le due manifatture appartengono a tempi molto distanti, +certo la supposizione cadrebbe; ma lo stesso Sciuto Patti afferma che lo +Scrigno mostra di essere «di alquanti anni posteriore» al Busto; anni +tanto pochi, da far ammettere una «quasi contemporaneità», con la quale, +appunto, egli spiega l'origine dell'opinione che vuole lo Scrigno +eseguito, come il Busto, per commissione ed al tempo dei vescovi +Marziale ed Elia. Di Bartolomeo Vitale è provata l'esistenza fino al +1401: se, dunque, la cassa «mostra chiaro di appartenere, al più tardi, +agli ultimi anni del secolo XIV, ma più probabilmente ancora ai primi +del XV», le date concordano. Il fatto che in questa cassa non c'è +iscrizione o segno che accenni minimamente alla data del lavoro nè a +coloro che lo ordinarono e l'eseguirono, conferma precisamente che esso +nacque ad un tempo con la statua: inscritte nella base di questa tutte +le indicazioni desiderabili in quei bruttissimi distici, gli artefici +dovettero giudicare superfluo ripeterle in quella: se, invece, lo +Scrigno fosse uscito da altre mani in altro tempo, il nuovo orafo +avrebbe rivelato l'esser suo. E se, finalmente, mancando qualunque +iscrizione nello Scrigno, lo Sciuto Patti vi ha trovato lo stemma di +Catania e quello di casa Paternò, ciò vorrà dire che questa famiglia +concorse all'opera, e che il lavoro fu eseguito in Catania: tutte cose +che non escludono l'identificazione dei _Johannes Bartolus et genitor_ +sottoscritti nel Busto coi Giovanni, Bartolomeo e Bernardo Vitale +esecutori dello Scrigno. Una sola parte del quale--per esaurire +l'argomento--è senza dubbio, come dimostra lo Sciuto Patti, di altra +mano: il coperchio, dove si legge la data del _1579_; lavoro molto +probabilmente di quel Paolo Guarna, catanese, a cui si debbono il bel +reliquario del braccio di S. Giorgio serbato nel tesoro del Duomo e la +stupenda porta del Tabernacolo nell'altar maggiore di S. Francesco. + + [Illustrazione: IL FERCULO DI SANT'AGATA. (Fot. Castorina).] + + [Illustrazione: TESORO DEL DUOMO--BUSTO DI S. CATALDO.] + + [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA--MAUSOLEO DEL VICERÈ DE + ACUÑA.] + + [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: PARTICOLARE DEL MAUSOLEO + DEL VICERÈ DE ACUÑA.] + + [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: PORTA DEL SACELLO.] + + [Illustrazione: DUOMO--CAPPELLA DI S. AGATA: DECORAZIONE SOVRASTANTE + ALL'ALTARE.] + +Compiuto lo Scrigno, e continuando le oblazioni all'Opera appositamente +istituita, si pensò, nella seconda metà del Cinquecento, di costruire +una sontuosa macchina per trarvi, nella solenne processione annuale, le +reliquie della Santa. Questa _Bara_, come è volgarmente chiamata, o +Ferculo, ha la forma d'un tempietto, con un basamento dal quale +s'innalzano sei colonne sorreggenti la vôlta o cupola: l'ossatura di +legno ha un rivestimento di lamine d'argento in parte dorate; quelle +della vôlta sono congegnate a scaglie o squame. Attorno allo zoccolo, in +altrettante riquadrature, sono scolpiti a mezzo rilievo, da mano +egregia, le scene del martirio e della traslazione; dagli orli inferiori +della cornice pendono encarpi o festoni e lampade d'argento; sull'orlo +superiore stavano infisse dodici statuette d'argento massiccio +rappresentanti i dodici apostoli, ma una combriccola di ladri le +portarono via, spogliando anche di molta parte dell'antico prezioso +rivestimento la tre volte centenaria macchina, che la pietà dei fedeli +volle poi restaurata. All'opera, compita in diverse età, contribuirono +parecchi artefici, e primo di tutti, fra il 1540 e il 1550, essendo +vescovo un Caracciolo, Antonio Arcifer o Archifel, figlio di Vincenzo, +entrambi rinomati orafi catanesi; del quale Antonio sarebbero anche, +secondo lo Sciuto Patti, i rocchi o terzi inferiori delle colonne, le +specchiature a cesello che stanno fra i riquadri del martirio, e le +graziose cariatidi di rame dorato che ornano lo stilobate. Mezzo secolo +dopo, nel 1592, furono aggiunte le statuette a spese del vescovo +Corionero, per opera d'un artefice di cui s'ignora il nome; più tardi +ancora, intorno al 1638, la decorazione fu compiuta da Paolo Aversa, o +meglio d'Aversa--cioè aversano, e non già catanese, secondo la +correzione proposta dal di Marzo, il quale però attribuisce tutto il +ferculo a questo artefice, facendolo lavorare al tempo del Caracciolo, +quando invece gli sarebbe posteriore di più che un secolo. + + [Illustrazione: SANT'AGATA ALLA FORNACE. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: IL MONTE DI PIETÀ DI S. AGATA. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--CANDELORA. (Fot. Ursino).] + +E da secoli, ogni anno, ricorrendo la festa della Santa, il ferculo è +tratto in processione. Questa festa è uno degli spettacoli catanesi più +singolari: chi ha letto _La coda del diavolo_ di Giovanni Verga +rammenterà ciò che ne dice il maestro novelliere: «A Catania la +quaresima vien senza carnevale; ma c'è in compenso la festa di S. Agata, +gran veglione di cui tutta la città è il teatro». Il giorno 3 febbraio +tutto il clero regolare e secolare, tutte le confraternite e congreghe +pie--un tempo anche tutte le autorità municipali e governative--muovono +dalla chiesa della _Calcarella_, dove i fedeli venerano la fornace dalla +quale la martire uscì illesa, fino alla cattedrale, recando +processionalmente l'offerta dei ceri. In coda al corteo, vistoso per le +variopinte tonache e cotte dei seminaristi, dei preti, dei frati, dei +canonici, dei vescovi, dei caudatarii, vengono le _candelore_, forse +così chiamate dalla festa della Candelora celebratasi il giorno prima: +pesanti macchine scolpite e dorate, colossali candelabri infiorati ed +imbandierati, dove sono confitti gli enormi ceri offerti dalle varie +corporazioni operaie. La sera di quello stesso giorno, schiere di devoti +accompagnate da altrettante musiche scendono dai varii quartieri della +città in piazza del Duomo; dove, dopo un'orgia di fuochi artificiali, +cantano le laudi della Santa, e donde muovono poi a ripetere i cantici +dinanzi alle case dei più ragguardevoli cittadini. Il domani all'alba, +si schiude la cappella della Santa, disposta nell'abside minore di +destra, che è uno dei cantucci della chiesa dove l'amante di cose d'arte +trova da fermarsi più a lungo. La macchina centrale eretta sull'altare, +rappresentante la vergine catanese incoronata dai Ss. Pietro e Paolo; la +porta del sacello scavato nel muro di sinistra, adorna di colonnine +sostenute da arpie ed a loro volta sostenenti una decorazione nel mezzo +della quale è ripetuta la figura della Santa ritta sull'elefante; e nel +lato destro il monumento sepolcrale di don Ferrante de Acuña, vicerè di +Sicilia, sono le sole sculture della fine del Quattrocento che restino +in Catania: opere di squisita fattura, segnatamente le teorie d'angeli +che si svolgono nel fregio della macchina centrale. Dalla porta del +sacello, chiusa da una doppia cancellata, i dignitari ecclesiastici +penetrano nel ricettacolo, dove sono dipinte a fresco le figure di +Giliberto e Goselino, e nella cui più recondita nicchia si custodiscono +il Busto e lo Scrigno: questi sono tratti fuori, e dopo una breve +esposizione sull'altare maggiore, sono disposti nel ferculo che aspetta +alla porta della chiesa: allora al grave suono del campanone, fuso e +rifuso cinque volte dal 1388 al 1614, e pesante più di mille +chilogrammi, una folla di devoti insaccati in grandi tuniche bianche e +col capo coperto da un berretto di velluto nero, trascina la Bara +preceduta dalle _candelore_ per la cerchia delle antiche mura, troppo +poca parte delle quali è ancora visibile qua e là, alla Marina, al Santo +Carcere e in via del Plebiscito. Il giorno dopo, 5 febbraio, che è il +giorno propriamente consacrato dal calendario romano a S. Agata, la +stessa processione è ripetuta per le vie interne; in questa occasione le +signore catanesi di tempi non troppo remoti--poichè ne serbano memoria +anche i non troppo vecchi--esercitavano quel diritto di _'ntuppatedda_, +o imbacuccata, sul quale il Verga impostò la già citata sua novella: +tutte chiuse in grandi manti neri, con la testa anch'essa coperta, col +viso nascosto, e lasciando vedere, per vederci, un occhio solo, esse +andavano attorno e fermavano i loro parenti od amici, o i semplici +conoscenti ai quali volevano giocare qualche tiro; perchè i cavalieri +che le imbacuccate onoravano della loro scelta avevano il dovere di +accompagnarle dovunque e finchè ad esse piacesse, e di soddisfare i loro +capricci nei negozii, nelle botteghe dei confettieri e dei gioiellieri, +senza poter sollevare un lembo del manto, senza poterle seguire quando +si vedevano lasciati in asso, senz'altro mezzo di riconoscerle fuorchè +quello di rivolger loro domande più o meno suggestive, alle quali esse +rispondevano, come al veglione, con voce alterata, o non rispondevano +affatto: singolare usanza, che dovette dar luogo a chi sa quante +commedie e forse anche drammi, e degna di ispirare, prima che +tramontasse, la bellissima novella di uno dei suoi ultimi testimoni. + + [Illustrazione: FESTA DI S. AGATA--LA «BARA» IN PROCESSIONE. + (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: PROCESSIONE DI S. AGATA. (Fot. Martinez).] + + + + +IV. + + +Oltre quelle parti del Duomo e degli altri edifizii sacri delle quali si +è già ragionato, solo due architetture profane dei tempi di mezzo hanno +resistito alle offese della natura e degli uomini. + +Prima che i Lerida e la regina Bianca fondassero sulle rovine del tempio +di Basco la Badia di San Placido, i Platamoni, nobilissima famiglia +catanese oggi spenta, vi eressero nel XIV secolo le loro case: ne avanza +un terrazzo, nel giardino della Badia, decorato esternamente con fasce a +zig-zag (_chevron_), alternate di pietra vulcanica nera e di pietra +calcare bianca. Nel centro, dentro una cornice a fogliami, campeggia lo +stemma dei Platamoni, e sotto ricorrono quattordici piccole ogive +sorrette da altrettante mensole e sotto-mensole: ogni ogiva racchiude +graziose sculture a mezzo rilievo, rappresentanti fiori, frutta, +conchiglie e teste umane. + + [Illustrazione: BADIA DI SAN PLACIDO--TERRAZZO DI CASA PLATAMONE.] + + [Illustrazione: CASTELLO URSINO. (Fot. Gentile).] + +Il cimelio è interessante; ma senza paragone più notevole è un edifizio +rimasto interamente in piedi: quel castello Ursino che Federico II fece +erigere da Riccardo da Lentini, architetto militare, contro la città. La +vecchia rocca è ancora in piedi, ma quanto mutata dai tempi della sua +potenza! La piccola Catania del medio evo ebbe anch'essa qualche giorno +di gloria, quando la Corte angioina e l'aragonese vi si fermarono e +quando vi si raccolsero i parlamenti siciliani: il castello fu appunto +sede dei parlamenti e dei re. Allora esso avanzava in importanza lo +stesso palazzo reale di Palermo; perchè, se il soldo dei due governatori +era eguale, di trenta onze annue, mentre tutti gli altri della rimanente +Sicilia ne riscuotevano soltanto dodici, diciotto o tutt'al più +ventiquattro, i servienti o gente d'arme della reggia palermitana erano +diciotto, quando il mastio catanese ne contava non meno di trenta. Tanta +ne era l'importanza, che i vicerè di Sicilia non ebbero dai re di Spagna +la facoltà di nominarne il comandante: il re personalmente provvedeva. +Altro singolare privilegio era quello di innalzare due bandiere sulle +due torri della fronte settentrionale, una per la val di Noto e l'altra +per la val di Démone. Di queste due torri, quella a destra era chiamata +appunto della _Bandiera_, la seconda del _Martorio_, perchè vi si dava +la tortura; le altre due meridionali si chiamavano una della _Sala_ +perchè contigua alla gran sala dei _Paramenti_ e l'altra del +_Magazzino_, come adiacente al deposito dei congegni guerreschi. Per una +scala cordonata si saliva ai quartieri del piano superiore: dalla porta +_Falsa_ si usciva direttamente al mare, che prima dell'eruzione del 1669 +batteva il fianco orientale della fortezza. Già gagliarda e reputata +addirittura inespugnabile sin dalla fondazione, essa fu ingrandita da +Federico d'Aragona di due battifolli, che più tardi, dopo le +ricostruzioni del 1554, furono detti di S. Croce e di S. Giorgio: a S. +Giorgio era dedicata la cappella costruita sotto la sala dei Paramenti e +solennemente consacrata il 22 dicembre 1391 dall'arcivescovo di +Monreale, alla presenza dei vescovi di Catania e di Nicastro. + +E di quante drammatiche e tragiche vicende furono spettatrici le vecchie +mura! Quanti vagiti di regali infanti e quanti gemiti di non meno +coronati agonizzanti esse raccolsero! E quante torture di prigionieri e +quanti supplizii nella prossima riva del mare, particolarmente ai +sanguinosi giorni del Vespro! Qui pose la sua sede Giacomo d'Aragona, il +re che «_ascutava tutti e si assittava 'ntra lu curtugghiu di lu +casteddu e dava udienza a tutti e facìa la giustizia_». Qui si svolsero +quei romanzi di cappa e spada che furono le vite della regina Maria, +figliuola di Federico III aragonese, e di Bianca di Navarra, vedova del +re Martino: romanzi pieni di innamoramenti, di gelosie, di fughe, di +ratti, di congiure, di sollevazioni.... Finita l'indipendenza siciliana, +ridotta l'isola ad una provincia spagnuola, la gloria del castello andò +rapidamente scemando; poi la natura cospirò contro di lui: le lave del +1669 lo circuirono, ne colmarono i fossi, ne seppellirono le opere +avanzate; il terremoto del 1693 lo rese inabitabile, quello del 1818 gli +diede il colpo di grazia. Restaurato dopo i moti del 1837 contro la +ribelle città, fu purtroppo rovinato come opera d'arte architettonica, e +da allora ad oggi la rovina è continuamente cresciuta. Il primitivo +scheletro, nondimeno, si rivela ancora nei muri grossi circa tre metri, +alti più che 30, lunghi 63 per lato; nelle vôlte a crociera del +vestibolo e delle sale inferiori delle torri; nelle robuste ogive +impostate sui capitelli romanici delle colonne incastonate negli angoli +dei muri; nella bellissima scala a chiocciola che lungo la piccola torre +centrale porta al cammino di ronda. La decorazione esterna è quasi tutta +distrutta; non restano se non, all'entrata, una piccola nicchia con arco +trilobato, nella quale si vede un uccello strozzato--a giudizio dello +Sciuto Patti alludente, come la decorazione della porta del Santo +Carcere, alla punizione inflitta da Federico di Svevia alla città--e +l'intarsio del Pentalfa o Pentagramma sulle finestre di levante: prova, +a giudizio dello stesso archeologo, della cieca fiducia che lo Svevo +riponeva nei cabalisti e nei loro segni, leggendosi nel libro di Saba +Malaspina che il re, «mentre con sottili investigazioni indagava i +segreti della natura, per modo onorava gli astrologi, i negromanti e gli +aruspici, che, secondo le divinazioni ed auspici loro, il suo +leggerissimo pensiero, a guisa di vento, or di qua ed or di là con +celere moto vagava». + + + + +V. + + +E col castello finiscono le vestigia dell'antica Catania: tutto ciò che +si vede in città non risale oltre il principio del Settecento, quando si +pose mano alla ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Non occorre +dunque spiegare perchè il barocco trionfa in queste moderne +architetture: un barocco che sotto l'influenza dello spagnolismo unito +all'enfasi meridionale, gonfia le gote dei suoi mascheroni, moltiplica +le cariatidi ed i puttini, distende ed allaccia i più pesanti festoni, +aduna ed ammonticchia i più vistosi motivi decorativi. Barocche sono +tutte le chiese, fra le quali particolarmente notevoli la Collegiata, +regia cappella degli Aragonesi, l'aquila dei quali spiega ancora le ali +sulla facciata ricca di colonne, di statue e di ornati; la Badia di S. +Agata, con le finestre difese da grate panciute e traforate; la chiesa +dei Crociferi, esempio di architettura gesuitica; quella di S. Placido, +e via dicendo. + + [Illustrazione: PORTA GARIBALDI. (Fot. Brogi).] + + [Illustrazione: LA COLLEGIATA. (Fot. Gentile).] + +Di bell'effetto, con le sue linee mosse, è la porta Garibaldi, più +conosciuta tra i popolani col nome di porta del Fortino, e chiamata +ufficialmente Ferdinanda al tempo della sua costruzione, che avvenne nel +1768, a solenne memoria delle nozze di Ferdinando III, o I che dir si +voglia, con Maria Carolina d'Austria. È d'ordine toscano e dorico, con +otto pilastri geminati, dei quali quattro reggono l'architrave e gli +altri i trofei. + + [Illustrazione: BADIA DI S. AGATA. (Fot. Grita).] + +La _Loggia_, il palazzo comunale che delle antiche logge o pergole, dove +il civico consesso si adunava nei tempi di mezzo, serba il nome +soltanto, sostituì il crollato palazzo senatorio, nel 1741; della metà +del Settecento è anche il collegio Cutelli, ora trasformato in convitto +nazionale: Mario Cutelli, gran signore e giureconsulto egregio, destinò +le sue rendite alla istituzione di questo collegio «all'uso di Spagna», +in un tempo nel quale la moda spagnuola imperava, e lo stesso fondatore +scriveva in castigliano la sua curiosa _Catania restaurada_. + + [Illustrazione: CHIESA DI S. FRANCESCO. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: CHIESA DEI CROCIFERI. (Fot. Gentile).] + +Prima del Cutelli, e dopo la lunga notte del medio evo, i buoni studii +erano rifioriti in Catania, dove sorse la prima università di Sicilia, +il _Siculorum Gimnasium_. Per concessione di Alfonso d'Aragona, il 28 +ottobre 1434 fu decretata la fondazione dello Studio generale, eretto +dieci anni dopo, quando il papa Eugenio IV spedì la bolla accordante +alla scuola catanese tutti i privilegi largiti alle università italiane +e particolarmente alla bolognese. Questo Studio fu per qualche secolo il +solo dove la gioventù siciliana potè addottorarsi: di qui la nuova +reputazione di sapiente che fu goduta dalla città e che il Tasso +confermò nella _Conquistata_: + + O di Catanea, ove ha il sapere albergo... + + [Illustrazione: CHIESA DI S. PLACIDO. (Fot. Grita).] + +Il palazzo universitario, eretto dapprima dove ora s'allarga la piazza +del Duomo, fu poi noi 1684 demolito e ricostruito nella piazza da allora +detta degli Studii; ma dopo nove anni, quando l'interno dell'edifizio +non era ancora assestato, il terremoto lo travolse dalle fondamenta; la +nuova costruzione, di linee molto eleganti, più volte rafforzata ed in +parte rifatta per l'altro terremoto del 1818, non ha ancora un secolo di +esistenza. Ed una quantità d'istituti se ne sono a poco a poco, con +l'accrescersi dei gabinetti, staccati; buona parte hanno posto la loro +sede nel recinto del convento dei Benedettini. + + [Illustrazione: COLLEGIO CUTELLI. (Fot. Martinez).] + + [Illustrazione: PALAZZO MUNICIPALE. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: PIAZZA DEGLI STUDII E PALAZZO DELL'UNIVERSITÀ. + (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--FACCIATA PRINCIPALE. + (Fot. Brogi).] + + [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--CHIESA DI SAN NICOLA.] + +Questo è, o per meglio dire era prima della soppressione, una delle +singolarità di Catania: andati via i Padri per dar luogo ai soldati ed +agli studenti, i lunghi corridoi furono divisi e suddivisi, il più +antico ed elegante chiostro fu trasformato in palestra ginnastica, una +strada fu aperta nei terreni che lo circondavano, un osservatorio ed un +ospedale furono eretti nei suoi giardini. Tutt'insieme, esso si +sviluppava sopra un'area di circa centomila metri quadrati ed era il più +grandioso edifizio monastico d'Europa, dopo quello di Mafra +d'Estremadura in Portogallo. Il già citato Musumeci, nel rispondere +all'Hittorf che glie ne chiedeva notizie, ne ricostruì la storia. +Cominciato nel 1558 in presenza del vicerè La Cerda che ne pose +solennemente la prima pietra, e finito venti anni dopo, il primitivo +edifizio ideato dal cassinese Valeriano de Franchis comprendeva il +chiostro più occidentale decorato di cinquanta colonne di marmo nel +1605, i corridoi e i dormitorii che lo fiancheggiavano e la vecchia +chiesa. Le lave del 1669 sconquassarono quest'ultima e ricopersero i +giardini; allora fu chiamato da Roma l'architetto Giovanni Contini, su +disegno del quale, nel 1687, fu ricominciata la nuova chiesa e il nuovo +monastero; ma, pochi anni dopo, il terremoto del 1693, rinnovando ed +accrescendo le rovine e seppellendo trentadue monaci, fece riprendere il +lavoro di Sisifo. Per colmo di disgrazia, non si trovava allora in +Catania nessun architetto: il solo sopravvissuto al terremoto, Alonzo di +Benedetto, era anch'egli morto di morte naturale. Fu chiamato pertanto +da Messina Tommaso Amato, il quale disegnò i dormitorii di levante e +mezzogiorno; poi, su disegno del palermitano Vaccarini, che non rispettò +l'antica grandiosa unità della iconografia ideata dal de Franchis e +serbata dal Contini, si eressero i due refettorii e la biblioteca, +imponenti per vastità e decorazione. Francesco Battaglia Biondo ideò il +portico del nuovo chiostro, e suo nipote, Francesco Battaglia +Santangelo, lo scalone, che ha le pareti adorne di quadri a stucco +bianco su fondo azzurrino, e la chiesa. Questa, la maggiore di tutta +Sicilia, doveva avere una facciata tanto sontuosa, con colonne tanto +gigantesche, che i Padri, nonostante il loro mezzo milione di rendite, +la lasciarono incompiuta, come oggi si vede. Donato del Piano, abate +calabrese, spese dodici anni della sua vita e dieci mila onze dei +Padri--centoventisette mila e cinquecento lire--per costruirvi uno dei +più celebri organi d'Europa, con settantadue registri, cinque ordini di +tastiere e duemila novecento sedici canne. Il barone Sartorius di +Waltershausen, l'insigne illustratore dell'Etna, vi tracciò, insieme col +Peters, nel 1841, una meridiana, per la quale il Thorwaldsen disegnò le +figure dello zodiaco. Il Coro, situato dietro la tribuna, è composto di +due centinaia di stalli, disposti in due ordini: le sculture di Niccolò +Bagnasco, palermitano, vi rappresentano i fatti del Vecchio Testamento. +Tra i sacri arredi si menzionano l'apparato di seta rossa trapunta d'oro +donato ai monaci benedettini dalla regina Bianca, il reliquario d'oro +gemmato dove i fedeli adorano il chiodo che trafisse la destra di Gesù, +dono del re Martino, che portava sempre addosso quella reliquia; un +ostensorio ed un calice d'oro gemmato, ed altre manifatture dei secoli +XV e XVI. La biblioteca, passata al Comune, ha molte migliaia di volumi +e parecchi codici, alcuni dei quali di molto pregio per il testo e le +miniature; essa è accresciuta dall'archivio, di valore anche più grande, +ricco di diplomi bizantini, normanni ed aragonesi, e di bolle papali; +alcuni di questi documenti portano attaccati suggelli di squisito +lavoro, come quelli della regina Eleonora e dei due re Martini e della +regina Bianca, rispettivamente loro nuora e moglie. + + [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI E CUPOLA DELLA CHIESA DI S. + NICOLA. (Fot. Castorina).] + + [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--PRIMO CHIOSTRO E CHIOSCO. + (Fot. Castorina).] + + [Illustrazione: RITRATTO DI DONATO DEL PIANO, DA UN QUADRO DEL + DESIDERATO E DA UNA STAMPA DELL'HUOT. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: MONASTERO DEI BENEDETTINI--SALA MAGGIORE DELLA + BIBLIOTECA. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: CHIESA DEI BENEDETTINI--L'ORGANO DI DONATO DEL PIANO. + (Fot. Castorina).] + +I Padri Cassinesi avevano anche messo insieme un museo, che divenne +municipale nel 1866 ed è stato ultimamente riordinato da Francesco di +Bartolo. Qui sono adunati parte dei marmi, dei vasi, delle lapidi, dei +mosaici trovati negli scavi cittadini e già menzionati; di alcuni altri +conviene tenere qualche parola, segnatamente d'una stupenda terracotta +siceliota rappresentante una danzatrice, che sarebbe veramente d'un +valore impareggiabile se il corpo, tra il busto ed i piedi intatti, non +fosse un brutto raffazzonamento di gesso; d'un bassorilievo +rappresentante Ercole sul monte Oeta con molte figure intorno; dei +frammenti di decorazione nei quali è intatta la figura della Vergine e +del Bambino. Narra il di Marzo che Antonello Gagini scolpì per il +convento del Carmine minore di Catania una porta, e poichè questi pezzi +appartengono evidentemente alla decorazione d'una porta, della quale si +vede disegnato parte dell'arco, giova supporre che siano stati ritrovati +fra i rottami di quella casa religiosa, dopo il terremoto. Notevoli sono +anche nel museo un Anfione ed un ratto d'Europa scolpiti a mezzo rilievo +su pietra rossa; una Venere di porfido, parecchie urne cinerarie e +ossarie, molte terrecotte, tra le quali diote, cratere, scifi, danarii, +tessere, idrie, lucerne con iscrizioni nel manico, teste votive, vasi +etruschi, tirreno-egizii, greco-siculi. Tra le manifatture dei tempi di +mezzo e moderni, vi sono armi bianche e da sparo, arnesi sacri, lavori +di porcellana, carte da giuoco, due bellissime tavole cinquecentesche di +ebano intarsiato d'avorio nelle quali sono rappresentati i fatti della +storia romana, un cofanetto d'avorio scolpito, lavoro egregio e squisito +degli Imbriachi. Le antiche descrizioni della importante raccolta fanno +menzione di un medagliere, la parte più preziosa del quale, dopo il +1866, brilla, come si dice, per l'assenza. Accresciuto è invece il +numero dei quadri, dei quali si dirà fra poco, dopo aver fatto menzione +dell'altro museo catanese, più volte citato, appartenente a casa +Biscari. + + [Illustrazione: CHIESA DI S. NICOLA--IL CORO. (Fot. Grupi).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--TERRACOTTA SICELIOTA. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: RATTO D'EUROPA. MUSEO DEI BENEDETTINI. ANFIONE. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--VASI ETRUSCHI E GRECO-SICULI. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI: VENERE DI PORFIDO. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DEI DUE MARTINI E + DI MARIA D'ARAGONA. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: ARCHIVIO DEI BENEDETTINI--SUGGELLO DELLA REGINA + ELEONORA. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CRISTO SMALTATO. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--CROCEFISSIONE. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--COFANO D'AVORIO.] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--INTARSIO. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--BASSORILIEVO DI ANDROMEDA. + (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--ERCOLE SUL MONTE OETA. + (Fot. Giuffrida).] + +Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, offerse, nella Catania +feudale dei suoi tempi, un esempio piuttosto unico che raro. La città fu +bensì, allora,--«un fonte inesausto della più fiorita nobiltà, ed una +scaturiggine del sangue più illustre»--a detta del nostro spagnolesco +Muglielgini, il quale è tutto felice di poter citare uno Spagnuolo puro +sangue, don Sebastiano Cabarruvias Orosio, secondo il quale «_en Italia +llaman Catanes, y Valvasores, a los que en España llaman Infanzones_», +essendo Infanzones «_termino antiguo, y vocablo que aora no se usa_», il +quale «_vale tanto come caballero noble hijo de Algo señor de vassallo, +pero no de tanta autoridad, come el titulado, o Señor de titulo_». Ma +l'Accademico Infecondo, se porta al cielo la nobiltà cittadina, non va +fino a sostenere che i signori catanesi si distinguessero nell'età sua +per un eccessivo amore alle lettere ed alle arti. Tanto più notevole fu +quindi che un gran signore come il principe di Biscari le onorasse e ne +facesse lo scopo e la passione della sua vita. Tutte le persone di +riguardo che passarono per questo estremo lembo d'Italia ebbero onesta +ed intelligente accoglienza nel suo palazzo, costruito verso la fine del +Seicento sulla cortina delle vecchie mura, alla Marina; e non dovettero +provare poca meraviglia trovando nella piccola e povera Catania di +quella età una dimora tanto magnifica, ricca di sale sontuose +e d'un salone che per architettura e decorazione è anche oggi +mirabile. Con una profusione di lacche, di ori, di stucchi e di +affreschi rappresentanti la storia di don Chisciotte--opera del catanese +Pastore--, il cielo d'una cupola impostata sul centro della vôlta e +illuminata da finestre invisibili gli dà una luce ed una elevazione +straordinaria; nella loggia coperta sulla quale esso si apre a mezzodì, +una leggiadrissima scala a giorno, leggiera e rabescata come un +merletto, dalla quale par che debba discendere una incipriata marchesa, +porta al quartiere superiore. Nell'ornamentazione esterna delle finestre +il barocco imperante in città è d'una ricchezza straordinaria: le +cariatidi, i puttini, i festoni, tutti i motivi decorativi vi sono +profusi. Il principe aveva anche costruito in casa sua un teatro che +fino ai principii del secolo scorso fu, con la sala degli spettacoli +dell'Università, il solo della città; ma il maggior titolo di questo +signore al rispetto dei posteri fu lo zelo col quale fece scavare a +proprie spese il sottosuolo di Catania e di altri luoghi dell'isola e +del continente, ed il gusto che lo spinse ad acquistare molte opere +d'arte: con gli oggetti ritrovati e comprati egli mise insieme, in un +edifizio appositamente costruito accanto al suo palazzo, un museo ad uso +dell'Accademia degli Etnei e di tutti gli studiosi. Una bella medaglia +fu coniata nell'occasione della solenne cerimonia inaugurale, avvenuta +nella primavera del 1758, ed il principe stesso recitò allora, dinanzi a +una dotta adunanza, una sua canzone: + + Per secondar talun l'innato sdegno + D'irato Re si fa ministro all'ira, + Marte seguendo sanguinoso e fero. + Per serbar d'altri il Regno + Anelante si mira + Sotto il grave cimiero; + Ma da nemica man pugnando offeso, + O vinto, o al suol disteso + Estinto, o prigioniero + Rimane alfin dopo l'altrui vittoria + Senza onore di tomba, e senza gloria. + Io non così; di Giove infra le figlie + Meno di vita lieti i giorni, e l'ore + In bella pace alla virtute amica.... + + [Illustrazione: PALAZZO BISCARI--FINESTRE. (Fot. Castorina).] + + [Illustrazione: PALAZZO BISCARI--SCALA INTERNA. (Fot. Giuffrida).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--ATRIO. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--FRAMMENTI DI UNA PORTA DEL GAGINI. + (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--BRONZI. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--VASI, TERRECOTTE, IDOLI. + (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--GALLERIA DEI MARMI. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TESTE ARCAICHE E VASO ETRUSCO. + (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--TERRACOTTA ARCAICA. (Fot. Grita).] + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CENTAURESSA E FAUNO. (Fot. Grita).] + +La qual cosa non impedì che uno scultore lo rappresentasse vestito +all'eroica, con corazza e lorica, proprio nell'atrio di quel museo dove + + In mirar tra chiusi vetri quanto + Offerse prisco tempo, arte e natura + Trovo larga mercede al sudor mio + +e quando espressamente egli disse: + + Sarà mia gloria e vanto + Appo l'età futura, + Che seppi il suol natìo + Ornar così di pregio illustre; e a Voi + Ben degni figli suoi, + A scorno dell'oblio + Per coltivar le belle Muse, ameno + Campo vi apersi, ed ubertoso appieno. + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CORRIDOIO DELLE TERRECOTTE. + (Fot. Gentile).] + +Non era millanteria: Volfango Goethe, qui venuto il 3 maggio del 1787, +scrisse sul suo Diario: «Le statue, i busti di marmo e di bronzo, i vasi +e le altre antichità raccolte in questo museo, hanno molto slargato il +cerchio delle nostre cognizioni artistiche...». + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--CORRIDOIO DEI VASI ETRUSCHI. + (Fot. Grita).] + +Degli avanzi dell'antica Katana custoditi nel principesco museo già si è +parlato a loro luogo: converrà ora ricordare la raccolta dei bronzi, tra +i quali molti pregevolissimi, e la ricchissima collezione delle +terrecotte e dei vasi etruschi e greco-siculi. Alcuni di essi hanno un +particolare interesse locale, per essere di fabbrica catanese: si +riconoscono al maggior peso, dovuto al fatto che nell'impasto è +mescolata la sabbia vulcanica ricca di silice e ferro, ed a certi +caratteri esterni, come le curve meno pronunziate, il colorito più vivo, +le anse attaccate al labbro e talvolta l'impronta della civetta. Il loro +disegno più rozzo scapita ancora quando si paragona a quello purissimo +di alcuni vasi di altra fabbrica: uno particolarmente, il gioiello della +collezione, ha una quadriga stupenda che rammenta quella di una metopa +selinuntina. Fra le terrecotte è notevole un busto di grandezza +naturale, di stile eginetico e di remota antichità. Ai primi tempi della +scultura appartengono un bassorilievo di lava rappresentante la pugna +di due guerrieri, una testa di granito rosso di stile egiziano ed +un'altra di marmo bianco con capelli ed acini di uva, di stile +eginetico. Un piedestallo, che pare reggesse un'urna, porta scritto in +greco: Diodoro Apollonio, e poichè fu trovato in Agira, dove il grande +storico nacque, da Apollonio per l'appunto, si suppose che reggesse +l'urna contenente le ceneri dello storiografo. + + [Illustrazione: MUSEO BISCARI--BASSORILIEVO DI SANT'AGATA. + (Fot. Grita).] + + + + +VI. + + [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--ANTONELLO GAGINI: STATUA DELLA + MADONNA COL BAMBINO. (Fot. Gentile).] + + +E il discorso di Catania artistica sarebbe così finito, se non restasse, +in qualche chiesa, qualche opera d'arte degna di nota. Per cominciare +dalla più ricca di cose pregevoli, ecco quella di S. Maria di Gesù, dove +sono due opere autentiche del Gagini, e se ne ammirerebbe una terza se +non fosse da più tempo scomparsa. Del valoroso scultore palermitano è +qui la statua della Madonna col Bambino, opera giovanile, ma già +egregia, documento quindi della precocità di quel mirabile ingegno. +Antonello la scolpi a vent'anni, durante il suo soggiorno in Messina; ma +egli non poteva veramente dare alla Vergine un viso più bello, d'una +espressione più pura, nè un'aria più maestosa e divina al Bambino, che +senza la consueta timidezza volge lo sguardo ridente allo spettatore. +Bellissimi sono anche i tre bassorilievi dei piedistalli, dei quali il +centrale rappresenta la Visitazione di Maria ad Elisabetta, e i due +laterali S. Francesco d'Assisi e S. Antonio di Padova. Nella stessa +chiesa è dello stesso Gagini la fiorita e squisita decorazione della +porta che mette nella cappelletta di casa Paternò--quella cappelletta +sepolcrale della quale già si parlò per la sua architettura e dentro +alla quale c'è una bella tavola del messinese Angelo di Chirico (1525) +rappresentante l'Immacolata fra i simboli dei suoi titoli e le figure di +S. Agata e S. Caterina. La porta gaginesca, allogata da don Alvaro +Paternò ad Antonello nel 1518, per il prezzo di onze 30--382 lire e 50 +centesimi--ha due pilastri d'ordine corintio, scanalati, con +contropilastri ornati d'acanto; sull'architrave il frontespizio +semicircolare racchiude un gruppo di mezze figure: il Cristo morto fra +Maria e la Maddalena, con due genietti ai piedi, in tutto tondo, +ciascuno dei quali regge uno scudo di casa Paternò. La terza opera, ora +scomparsa, era, dentro questa cappella, un busto dell'Alvaro già +nominato: lavoro tanto stupendo che fu da taluni attribuito a +Michelangelo, del quale il Paternò, senatore romano, sarebbe stato amico +nella città eterna. Se non che il di Marzo non solo ha negato questa +pretesa dimestichezza, ma avendo veduto, prima che scomparisse, il +celebre busto, afferma che gli mancava qualsiasi carattere dello stile +michelangiolesco, e che rammentava invece, precisamente, la maniera del +Gagini. + + [Illustrazione: CHIESA DI S. MARIA DI GESÙ--PORTA DELLA CAPPELLA DI + CASA PATERNÒ. (Fot. Brogi).] + +Prima di uscire da S. Maria di Gesù merita uno sguardo il gran +Crocefisso scolpito su legno da Frate Umile da Petralia, al secolo +Giovan Francesco Pintorno, morto nel 1639 e _specialista_, come si dice, +in Cristi, che egli diffuse in quasi tutte le chiese di Sicilia, da +Girgenti a Nicosia, da Caltagirone a Salemi, da Milazzo a Randazzo. Il +cronista Francesco Tognoletto narra di lui che «mentre stava lavorando +quelle statue, alzando la sua mente alla contemplazione, pensava gli +intensissimi dolori, che nella morte soffrì l'autor della vita: onde per +tal causa, quand'egli ne lavorava qualcheduna, se ne stava ritirato in +una stanza serrata di dentro, dove gli occhi suoi erano fontane di +lacrime, spargendone in abbondanza per tenerezza e compassione del suo +amato signore». E dalla sua dolorosa cogitazione venivano fuori opere, +come questo Crocefisso, dolorosissime a vedere, e propriamente +spaventose. + + [Illustrazione: PARTICOLARE DELLA PORTA DI ANTONELLO GAGINI. + (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: S. MARIA DI GESÙ--MONUMENTO SEPOLCRALE DEL DUCA DI + CARCACI, DEL TENERANI. (Fot. Gentile).] + +Per tornare al Gagini, mentre in Catania gli si attribuiscono tante +opere non sue, nessuno gli appropria la suissima Madonna di S. Domenico +fuori le mura. La paternità ne è stata dimostrata dal sullodato di +Marzo, il quale ha pubblicato il contratto fra lo scultore e Lodovico +Platamone vescovo di Siracusa, mediante il quale l'artista si obbligava +a scolpire, con altre due statue, una simigliante in bellezza, anzi +ancora più bella che quella da lui stesso lavorata in Palermo nel 1526, +e non ancora consegnata, per commissione dei frati domenicani di S. +Maria la Grande in Catania. Ora, sapendosi che il moderno S. Domenico +era intitolato una volta, per l'appunto, S. Maria la Grande, e notandosi +alla base della Madonna gli stemmi dell'ordine Domenicano, non sarebbe +già possibile dubitare che questa è propriamente la statua del Gagini, +se pure la mano dell'autore non si rivelasse nello stile dell'opera, in +quella soavità dell'espressione cristiana nella quale il Gagini fu +unico--dice il Galeotti--come unico fu Michelangelo nella terribilità. + + [Illustrazione: S. DOMENICO--ANTONELLO GAGINI: MADONNA COL BAMBINO. + (Fot. Ursino).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--PIETRO NOVELLI: S. CRISTOFORO. + (Fot. Brogi).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--ANTONELLO SALIBA: MADONNA COL + BAMBINO. (Fot. Alinari).] + +Altre notevoli opere di scultura non si serbano nelle altre chiese +catanesi; vi abbondano i quadri, ma alla quantità non corrisponde +purtroppo la qualità. Nei primi secoli dell'arte cristiana la Sicilia +tenne un posto onorevolissimo, particolarmente coi mosaici; e se di +Catania non si sa che ne possedesse qualcuno paragonabile a quelli di +Cefalù, di Palermo e di Monreale, certo qui la pittura religiosa dovette +esser tenuta in grande onore, dato che la resistenza di tutta l'isola +all'eresia degli iconoclasti ebbe alle falde dell'Etna i più caldi ed +efficaci propugnatori. Catanesi furono i vescovi S. Giacomo e S. Sabino +che lottarono strenuamente per il culto delle immagini; catanese fu il +vescovo Teodoro che, insieme coi compagni di Palermo, Taormina, Messina, +Lentini, Iccara, Triocala, Lilibeo e Siracusa, sostenne la stessa causa +nel secondo concilio di Nicea, e catanese fu lo stesso diacono Epifanio +che chiuse quella devota adunanza con una sua eloquente orazione. Anche +durante il dominio saraceno in Catania, rimasta lungamente indipendente +con Taormina e Siracusa e tutta la val di Noto e la val Démone, la +pittura cristiana fu salvata; ma delle opere che allora e più tardi qui +furono prodotte o recate, quasi nulla più resta, tranne le tavolette +bizantine del museo Benedettino, le migliori delle quali, menzionate dal +di Marzo, per colmo di sciagura non si trovano più. Più tardi, nell'età +normanna, il Duomo ebbe una decorazione pittorica della quale il nostro +Accademico Infecondo così parla: «Il tetto era fatto a scorniciature di +legnami, ove vedevansi di peritissimo ed antico pennello tutte le +istorie del Testamento vecchio e nuovo»; ma l'opera andò perduta, come +perdute andarono le pitture del Tau e della navata maggiore «a fresco +con stucchi finiti arricchiti d'oro à maggior segno, che pareva giusto +un perù pendolo in quelle mura». Di chi fossero questi affreschi il +Muglielgini non riferisce, e con tutte le sue amplificazioni non si può +nascondere che, mentre Palermo e Messina, fra il Quattrocento ed il +Cinquecento, ebbero due floridissime scuole di pittura, in Catania non +si rivelò nessun maestro del pennello, nè furono portate opere di grandi +pittori forestieri. + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--SCUOLA DEL RIBERA: TOBIA + RESTITUISCE LA VISTA AL PADRE. (Fot. Brogi).] + + [Illustrazione: MUSEO DEI BENEDETTINI--AUTORE IGNOTO (SCUOLA + FIAMMINGA): MORTE DI CATONE.] + +Di Antonello da Messina si sa, narra il di Marzo, che ebbe relazioni con +Catania, essendosi obbligato per contratti a dipingervi opere che alla +sua morte furono assunte dal figlio Jacobello; ma nè delle opere, nè +delle stesse scritture è rimasta traccia. Dell'insigne maestro +messinese è comunemente creduta la perla del museo Benedettino, la +Madonna col Bambino, e _Antonellus Missenius_ firmò infatti lo stesso +autore nel cartellino che si vede nell'angolo inferiore di sinistra; ma, +dopo queste due parole, altre vi si leggono che troppi osservatori hanno +trascurate, forse temendo di scemar valore all'opera d'arte non +attribuendola al glorioso maestro messinese. Dice dunque l'Iscrizione: +_Antonellus Missenius D' Saliba hoc pjecit opus 1497 die 2 julij_. +Questo Antonello non è dunque da confondere col suo più celebre omonimo +e zio: egli visse e lavorò in un tempo alquanto posteriore, dal 1497, +appunto, al 1531. C'era un suo prezioso quadro, ora perduto, nella +parrocchia di Pistunina presso Messina, nel quale il suo nome era così +scritto: _Antonellus Resaliba_; altri due ne esistono ancora, nelle due +maggiori chiese di Monforte e di Milazzo; il primo porta scritto +_Rosaliba 1530_; il secondo _Eu mastru Antonellu Resaliba pinsit 1531_. +Ma se l'ortografia del suo nome è così ambigua, e se troppe cose +s'ignorano dell'esser suo e della sua vita, il valore della sua arte è +evidente, segnatamente nella tavola catanese, della quale il di Marzo +dice con ragione che basta a dimostrare «qual divino artefice sia stato +il Saliba». + +Un altro bel quadro del museo Benedettino è di Pietro Novelli, il +Monrealese, e rappresenta un gigantesco S. Cristoforo, con una clava +nella possente sinistra, la muscolatura michelangiolesca, il petto largo +e gagliardo, le spalle larghe e quadrate sulle quali sta accavalcato, +afferrandosi alla criniera del colosso con la destra, e reggendo con la +sinistra il globo, un adorabile bambino Gesù. Allo stesso Monrealese, od +alla sua scuola, si attribuiscono due altri quadri della pinacoteca +Benedettina: gli Apostoli ed una Sacra Famiglia. + +Di altri artisti isolani non vi sono opere nel museo; vi sono invece una +Deposizione di Polidoro da Caravaggio, in tutto simile a quella di Roma; +un Cristo schernito che si vuole di Gherardo delle Notti, e molti buoni +quadri d'ignoti autori, tra i quali un bellissimo Tobia della scuola del +Ribera, una Maddalena, una S. Cecilia di scuola bolognese, una morte di +Catone fiamminga, e via dicendo. + + [Illustrazione: MONUMENTO A VINCENZO BELLINI, DEL MONTEVERDE. + (Fot. Alinari).] + +Fra gli artisti isolani che lavorarono per le chiese di Catania, si sa +dalle storie che Jacopo Vignerio, uno dei migliori discepoli del +Caldara, diede alla cattedrale le opere così descritte dal Muglielgini: +«In due pilastri si ammiravano dipinti un S. Pietro e Paolo, ch'erano di +tanta eccellenza, quanto se fossero stati pennelleggiati da Raffaello +d'Urbino; ma eglino furono dipinti dal Vignerio antico detto per +Antonomasia». Non occorre quasi avvertire che dell'opera si perdette, +col terremoto, la stessa memoria; a segno che il di Marzo non la +rammenta tra i quadri dell'artista. Lo storico palermitano non parla +neanche d'un altro suo quadro (1541), che esiste ancora a S. Francesco e +rappresenta il viaggio al Calvario. Un'altra delle poche tele importanti +sfuggite al terremoto sta a S. Domenico. Il già citato Musumeci la +additò primo all'attenzione degli studiosi, la descrisse, ne riconobbe +l'argomento e le figure, e fece argute induzioni sull'epoca e l'autore. +Il quadro comprende una parte celeste, nella quale si vedono S. Domenico +ed altri santi della sua religione, in atto di ricevere dalla Madonna la +corona del Rosario; ed una parte terrena, dove stanno raccolti, dopo il +concordato di Bologna, Clemente VII e Carlo V, entrambi genuflessi: il +Papa rivolto supplichevolmente alla Vergine, l'imperatore sul punto di +essere incoronato: tutt'intorno una folla: il cardinale Farnese, più +tardi Paolo IV, allora decano del Sacro Collegio, il quale unse Carlo; +il cardinale Salviati che lo vestì; Francesco Sforza, duca di Milano, +Alessandro de' Medici, il principe d'Orange, il Gattinara cancelliere +imperiale, ed altri nobili personaggi. Come la narrazione del Giovio +servì al Musumeci per ricostruire la scena, così i giudizii del Vasari e +del Lanzi lo spinsero a indicare il possibile autore dell'opera. Era +creduta del Correggio; ma, poichè non ha i caratteri di quell'artista, +poichè dovette esser dipinta fra il 1531 e il 1537, tempo nel quale +l'Allegri era in Parma, poichè l'ignoto autore dovette ritrarre dal +vero in Bologna quei personaggi famosi, e poichè finalmente in Bologna +visse quasi sempre dal 1506 al 1542 Innocenzo Francucci da Imola, alla +cui maniera somiglia quella del dipinto catanese, il Musumeci argomenta +che ad Innocenzo appunto allogassero il quadro i Domenicani catanesi +Giuseppe Platamone ed Aloisio Suppa, che furono in Bologna; al primo dei +quali toccò l'onore di predicare in presenza di Clemente e di Carlo, ed +il secondo, distintosi a Trento, fu tanto bene accetto al papa ed al +cardinale, da esser poi eletto vescovo di Girgenti. Sfuggita al +terremoto, questa pregevole opera va però morendo grazie alla barbara +pietà dei fedeli; la quale, come ha imposto corone di rame dorato alle +Vergini ed ai Bambini del Gagini, così ha conficcato nel quadro due +serti di stelle d'argento e corone votive di corallo. Uno scempio +peggiore è stato consumato sopra un antico S. Michele dei Minoriti, +tutto rivestito di lamine d'oro e d'argento: strazio che fa quasi +preferire la sorte della Resurrezione del Pomaranci, della Circoncisione +di Luca Cambiaso, del quadro del Caravaggio di S. Francesco, delle +quattro tele di Raffaello Vanni della Trinità e della Badia di S. Agata, +totalmente e repentinamente periti sotto le macerie del 1693. Restano +ancora in buono stato alcune antiche Madonne d'ignoti autori, a S. +Gaetano, all'Ogninella, a Nuovaluce, ai Crociferi; ed una serie di +quadri di scuola messinese, tra i quali un martirio di S. Placido del +Campolo ai Benedettini, un S. Pietro che consacra S. Berillo vescovo di +Catania del Suppa alla cattedrale, una Sacra Famiglia a S. Anna, una S. +Maria del Catalano a S. Maria della Lettera, una Madonna della Speranza +del Guascogna ai Cappuccini. + + [Illustrazione: TEATRO BELLINI. (Fot. Brogi).] + +Fra queste tele religiose le catanesi non sono le più belle nè le più +antiche. Per trovare nella storia della pittura siciliana il nome d'un +catanese, bisogna scendere sino alla fine del secolo XVI e contentarsi +di quel Bernardino Negro, o Niger, come latinamente firmavasi, il quale +può passare per catanese, sebbene nascesse nel contado, a Biancavilla, e +si qualificasse di nazione greca, perchè la sua terra natale era stata +fondata un secolo innanzi da una colonia di Epiroti emigrati per +sottrarsi alla persecuzione maomettana. Di questo pittore c'è una +tavola, nella chiesetta del S. Carcere, che rappresenta il martirio di +S. Agata: in mezzo a una gran folla di popolo, fra i truci carnefici, +sotto il palazzo del Proconsole, presso l'anfiteatro, la verginella vede +apprestarsi gli strumenti dello spaventoso supplizio: se fermo è l'animo +suo, gli astanti hanno in volto raccapriccio e pietà, e già la divina +potenza manifesta il suo sdegno scotendo dalle fondamenta la casa del +magistrato iniquo. Il dipinto è considerato come il migliore di questo +artista, del quale in verità non resta se non un'altra opera, il quadro +di S. Giacomo nella chiesa dello stesso nome; e la composizione ne è +certamente pregevole, ma più sarebbe apprezzato se l'orribile restauro +non l'avesse deturpato. + + [Illustrazione: L'INGRESSO DELLA VILLA BELLINI. (Fot. Alinari).] + +E dalla fine del Cinquecento bisogna scendere alla metà del Seicento per +trovare un altro pittore catanese di qualche merito: quell'abate +Pietro Abbatessa, o l'Abbadessa, che studiò a Roma sotto Cristoforo +Roncalli, il Pomaranci, e delle cui molteplici opere sparse nelle chiese +cittadine non restano se non la decorazione a fresco dell'abside della +Badia di S. Giuliano ed una Vergine col Bambino fra un gruppo di santi +nel Duomo, che il solito Accademico Infecondo definisce «uno stupore +colorato». Il quadro ha buone qualità di concetto e di tecnica, e belle +attitudini dimostrano anche le altre opere di pittori catanesi del +Settecento: le tele di Francesco Gramignani rappresentanti la visione di +S. Vincenzo de' Paoli (1778) nella chiesa della Collegiata; lo +Sposalizio di Maria e Giuseppe a S. Francesco; quelle di Giuseppe +Guarnaccia, che da Roma, dove studiò, mandò in patria i due S. +Franceschi di Paola e d'Assisi; e principalmente quelle di Olivio Sozzi, +nato nel 1690, morto nel 1765, dopo aver prodotto alla scuola del +Conca un gran numero di opere: i larghi freschi della cupola dei +Gesuiti, la decorazione della maggior sala della Biblioteca +universitaria--ultimamente distrutta per dar luogo a un nuovo ordine di +palchetti--, il S. Giovanni Battista della Trinità, il ritratto di +Pietro Lauria nella chiesa dell'Aiuto, la S. Apollonia della Collegiata, +il non compiuto S. Elia del Carmine, e via dicendo. + + [Illustrazione: MONUMENTO A GIOVANNI PACINI, DEL DUPRÉ. + (Fot. Martinez).] + +Pochi nomi, come si vede, e scarsa fama, non solo fuori di patria, ma +fra gli stessi concittadini. Nella storia delle arti del disegno, ed +anche in quella delle lettere e delle scienze, Catania tenne, durante +l'età più vicina alla nostra, un posto troppo mediocre. Neanche nella +restante Sicilia la nativa vivacità dell'ingegno isolano potè, per colpa +della secolare oppressione spagnuola e borbonica, esser fecondata. Le +stesse ricchezze naturali della terra non poterono fruttificare. +Catania, che era una cittaduzza di quattordici mila abitanti nel 1501, +mise tre secoli a crescere fino a cinquantamila; ma in questi ultimi +sessanta anni, con uno slancio paragonabile solo a quello di Milano, ha +più che triplicato la sua popolazione. Il porto, aspirazione quattro +volte centenaria dei Catanesi, sei volte iniziato e sei volte +inghiottito dal mare, ha potuto esser compiuto sullo scorcio del secolo +scorso ed è divenuto uno dei primi del regno. La città s'avvia ad +arricchirsi ancora, a crescere sempre più, coi commerci e le industrie. +Tanta prosperità le viene, o per dir meglio le ritorna, dalla situazione +singolarissima, nel bel mezzo della costa orientale dell'isola--la più +fertile, la più ridente--allo sbocco dell'immensa ubertosa pianura, +della _Piana_ per antonomasia, che dal mare si stende per cento +chilometri dentro terra, fino alle montagne zolfifere; e principalmente +dalla vicinanza del feroce ma feracissimo Etna. L'iscrizione posta, a +nome di Carlo II, dal vicerè duca d'Albuquerque dentro la cappella di S. +Agata in Duomo, non mente: «_Clarius iam inde colluces, urbs clarissima, +unde celeberrimi nominis lumen extinctum tremebunda lugebas_»: la città +rifulge per quella stessa cagione dalla quale dipesero le sue sciagure, +per il gran vulcano che fu il suo nemico, che è ancora la sua gran +minaccia, ma che è intanto e sempre fonte della sua ricchezza e della +sua rinomanza. La pietà del vicerè attribuiva ai miracoli della santa +protettrice la fama di Catania nel mondo; ma egli appendeva una lampada +d'argento dinanzi al sepolcro della martire «oltre le perpetue lampade +di fuoco e di fiamme dell'Etna: _praeter perpetuas Aetnae lampades ignis +atque flammarum_». Così, due mila e più anni prima, il fuoco sacro +ardeva nel tempio di Vulcano, alle falde della sua fucina. E l'Etna è la +nota dominante, il motivo fondamentale, così nelle storie della città +come nei quadri che la rappresentano. In nessun punto del suo enorme +perimetro di centocinquanta chilometri la montagna ha un profilo così +puro, da fumante piramide, come da Catania. E come di Catania, essa +forma la prosperità di un gran numero di altre minori città e borghi e +castelli e casali disseminati alle sue falde. L'ottimo Comeindo +Muglielgini ebbe dunque un bell'ammonire: «: O' se l'Uomo considerasse, +che quella casa, ch'egli stima suo paradiso in terra, alle scosse +inclementi d'un Tremuoto può subito in un baleno mutarsi in un inferno +d'orrori; che quella Galleria ov'egli à lascivie di senso si sollazza, +puol divenire una Nitria di sfrantumati macigni. Reflessione in vero da +fare istupidire l'istesso spavento; e pensiero da far mutare pensiere a +tutti quei ch'albergano tra le Città, col far ch'eglino da Cittadini, si +trasformassero in villarecci. E dove sei ò bellissima età dell'oro, che +per essere senza ricchezze, non avevi prezzo nelle tue felicità. Che se +non fosse poi venuto questo secolo di ferro, l'ambizione Umana, non +averebbe fabricati cotanti ordegni fabrili, per edificar le Città; che +divengono poscia tomba degli abitanti...». L'umana attività non bada ai +remoti pericoli, e fa invece suo pro di qualunque prossimo vantaggio. Se +l'Accademico Infecondo potesse rivivere, riconoscerebbe che la sua +predica fu veramente sterile; e forse, e senza forse, dovendo descrivere +la Catania risorta, ricomincerebbe ad accozzare metafore, nel suo stile +ispano-siculo, per sublimarne ogni più piccola gloria. Una, tuttavia, è +tanto grande, che nessun elogio si può dire esagerato: Vincenzo Bellini. +Se la città non ha dato illustri cultori delle arti figurative, è suo +vanto esser patria di egregi musicisti, come Giovanni Pacini, Pietro +Antonio Coppola, ed altri parecchi, fra i quali risplende il +gentilissimo Cigno, alla cui memoria essa ha meritamente dedicato ciò +che ora ha di più attraente: il grazioso giardino pubblico, il monumento +scolpito da Giulio Monteverde, e il teatro dello Scala e del Sada +echeggiante di melodie immortali. + + [Illustrazione: GIARDINO BELLINI--PIAZZALE. (Fot. Gentile).] + + [Illustrazione: GIARDINO BELLINI--CHIOSCO DEI CONCERTI. + (Fot. Grita).] + + + + + + Nota del Trascrittore + + Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo + senza annotazione minimi errori tipografici. Nell'illustrazione a pag. + 51 (Monete di Katana) è stata inserita una legenda numerata per + maggiore chiarezza. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Catania, by Federico De Roberto + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41551 *** |
