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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***
+
+ FERDINANDO GREGOROVIUS
+
+
+ Passeggiate per l'Italia
+
+
+ Napoli
+ L'isola di Capri
+ Palermo-Siracusa
+ Napoli e la Sicilia dal 1830
+ al 1852
+
+
+ _Versione dal tedesco di Mario Corsi_
+
+
+ ULISSE CARBONI--LIBRAIO EDITORE
+ ROMA
+ _Via delle Muratte, 77_
+ 1909
+
+
+
+
+ NAPOLI
+
+ (1854)
+
+
+
+
+ Napoli.
+
+ (1854).
+
+
+ I.
+
+Roma, da dopo la rivoluzione del 1848, appare ancor più silenziosa che
+nel passato; tutta la vivacità del popolo è scomparsa e le classi agiate
+si tengono paurosamente nascoste, guardandosi bene di far parlare di sè;
+e le classi infime sono ancora più misere e più oppresse di prima. Le
+feste popolari sono scomparse, o quasi; il carnevale è in piena
+decadenza; e persino le feste di ottobre, un tempo sì allegre fuori
+delle porte, fra i bicchieri di vino dei Castelli e il saltarello, sono
+presso che dimenticate. Roma è oggi una grande rovina della civiltà: non
+vi si vedono che processioni di preti e di frati, non vi si sente che
+suono di campane o musica chiesastica, e tutta la vita sembra essersi
+rifugiata fra i curiali, fra i cardinali, fra i monaci, fra i preti. Il
+popolo non è che un semplice spettatore che non lavora, che non
+commercia e si contenta soltanto di contemplare, e contempla le rovine
+antiche, le gallerie del Vaticano, le funzioni in S. Pietro o nella
+Cappella Sistina, dove il Papa e i cardinali stanno disposti in gruppi,
+sempre nello stesso ordine, sì da parere un gran quadro. Persino nel
+Corso, per cui il Romano passeggia gravemente nel pomeriggio ed alla
+sera, la gente vi si reca non per muoversi, ma per ammirare le belle
+signore che corrono in su e in giù in carrozza.
+
+Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove il vivace, febbrile e continuo
+chiassoso movimento di tutto quel popolo, ha del fantastico. Si direbbe
+una città in rivoluzione, perchè tutti si muovono, tutti si agitano,
+tutti gridano e schiamazzano. Nel porto, sulle rive del mare, nei
+mercati, in via Toledo, persino a Capodimonte, al Vomero, a Posillipo,
+lo stesso movimento, lo stesso chiasso. A Napoli non si riesce a far
+nulla, e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque bisogna guardarsi
+senza posa contro gli urti e gli spintoni. La stessa viva luce del mare
+e delle rive mantiene in continua agitazione, eccita la vista e la
+fantasia; e il frastuono delle voci umane e delle carrozze non cessa
+nemmeno nel cuore della notte.
+
+Da Castel Sant'Elmo salii fino al monastero di S. Margherita, un
+edificio principesco dei Benedettini senza l'uguale per magnificenza
+architettonica e per posizione, il quale domina Napoli dal Vomero, con
+la vista insuperabile dell'ampio golfo, delle sue isole e dell'immensa
+città, distendentesi da Posillipo sino alle falde del Vesuvio. Ebbene,
+anche a quell'altezza arriva confuso il rumore della città e pare quasi
+che la popolazione in basso sia impegnata in una lotta terribile, sia in
+piena rivoluzione. Chi volesse ricercare perchè tutta quella gente
+grida, che cosa offrano tutte quelle voci, troverebbe che tutto ciò è
+per il popolo napoletano un piacere, un godimento. Mi diceva un frate
+benedettino di distinguere fra tutta quella confusione la voce di alcune
+donne che vendevano frutta. Che cosa non si offre in vendita qui ad alta
+voce? Tutto quello che sorge su questo suolo benedetto, tutto quello che
+l'industria dell'uomo produce, ha il suo grido particolare: i pesci, le
+frutta, i pulcinella, le statue dei santi in legno. L'unica cosa che non
+si offre ad alta voce sono le belle ragazze; ma v'è pure il ruffiano
+pallido, che come serpe striscia per via Toledo e va susurrando a mezza
+voce, al passante: «Una ragazza fresca, bella, bellissima, di tredici
+anni...».
+
+Rimasi a lungo sulla terrazza di S. Martino appoggiato al parapetto ad
+ascoltare le voci che salivano da Napoli. Se questo popolo, pensavo, fa
+tanto chiasso nella sua vita comune, quanto ne farà quando è agitato da
+passioni, durante le lotte, quando vuole il saccheggio, come fecero il
+15 maggio 1848 i lazzaroni a migliaia dietro la carrozza di re
+Ferdinando!
+
+Il frastuono napoletano ha però di solito un carattere pacifico: è
+allegro ed in fondo è ordinato nel suo apparente disordine. Tutta quella
+gente, che brulica come formiche, si muove in certe direzioni fisse, con
+uno scopo determinato. In questo popolo la vita circola come il sangue
+nel corpo umano, e quelle sue pulsazioni febbrili in apparenza, sono in
+realtà regolari e normali.
+
+La rivoluzione e le sconfitte morali di questi ultimi anni non hanno
+lasciato tracce profonde nella città partenopea. La vita ha ripreso il
+suo corso, come nulla fosse accaduto, e non ci si accorgerebbe nemmeno
+di quello che accadde, se le persone prudenti non ci avvertissero di
+parlare con molta cautela, di guardarci dalle spie, ovunque sparse, e se
+qua e là, in specie a Medina e a Monte Oliveto, non si vedessero case e
+palazzi ancora danneggiati dalle artiglierie di Castel Nuovo. Ora, ai
+forestieri è concesso di portare il cappello alla calabrese ed il pizzo
+al mento, avendo l'ambasciatore francese chiesta ed ottenuta
+soddisfazione per lo sfregio fatto ad un suo connazionale arrestato per
+istrada e senz'altra formalità trascinato in una bottega di barbiere,
+dove, per ragioni di Stato, gli si erano rase le basette ed il pizzo. Mi
+ha narrato un prigioniero di Stato a Pozzuoli che alcuni giovani
+napoletani hanno dovuto scontare nel carcere il grande delitto di aver
+portato un cappello od una barba rivoluzionaria...
+
+L'armonia regna in questo paese: non un volto grave, melanconico: tutto
+qui sorride; a migliaia scivolano nel porto le barche, a migliaia
+passano per Chiaia e S. Lucia le carrozze; ad ogni passo s'incontrano
+persone intente a mangiare maccheroni, o frutti di mare; in terra si
+canta e si suona; tutti i teatri sono aperti; oggi, come prima, il
+sangue di S. Gennaro bolle e si discioglie; nessuna bomba ha ucciso
+pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri che lasciano cospicue
+mancie. Questo popolo vive alla giornata: non ha passioni politiche, non
+ama le cose gravi, le passioni virili, senza le quali un paese non ha
+una storia propria. Dalle sue origini Napoli ha sempre avuto per padroni
+gli stranieri: i Bizantini prima, poi i Normanni, gli Svevi, gli
+Angioini, gli Spagnuoli, i Borboni e Gioacchino Murat. Un popolo, che è
+privo di carattere, che non ha sentimento nazionale, si piega a
+qualunque signoria. Fa senso vedere ancora oggi in corso le monete
+coll'effigie di Murat, accanto a quelle di re Ferdinando. Gli uomini
+assennati, che scusano il carattere di questo popolo e non se ne
+adontano, mancano di perspicacia e di prudenza.
+
+Tornavo una sera a Napoli da Portici, e per istrada salì nella carrozza
+in cui mi trovavo un medico, ancor giovane, spiritoso e gentile. Egli
+scandagliò da prima il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente
+sulle condizioni presenti di Napoli. Le sue osservazioni erano così
+serene che io rimasi stupito che egli si arrischiasse a farle ad uno
+sconosciuto. Gl'Italiani parlano volentieri di politica con i forestieri
+e con essi non fanno misteri del loro modo di pensare. Quel medico era
+stato perseguitato per aver avuto in tempo passato relazioni con Poerio.
+Lo interruppi nel suo discorso per additargli una grande quantità di
+lumi che si erano accesi alla Marinella, certo per una festa.
+
+Come è stupenda questa vista--dissi--con tutti quei lumi che fan corona
+al porto!
+
+E' vero--rispose quegli--è proprio stupendo. Così è il nostro popolo! È
+lieto ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo, una illuminazione.
+Come potrà mai questa folla ignorante nutrire idee serie?
+
+I Napoletani sono irritati, ma ridono. Non vi è in tutto il mondo un
+paese in cui il dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè è
+impossibile distruggere i tesori di questa splendida natura, ridurre
+sterile questo fertile suolo. Sotto questo cielo ognuno può sempre
+liberamente muoversi, tutti quanti i sensi provano la loro
+soddisfazione. La natura eguaglia tutto: non vi è luogo più democratico
+di Napoli. Chi potrebbe mai annullare questa _magna charta_ della
+libertà?
+
+Io ho trovato sempre straordinariamente caratteristico questo
+spettacolo. Nelle ore calde del pomeriggio, sotto il porticato di una
+delle principali chiese, quella di S. Francesco di Paola, si vedono
+centinaia di lazzaroni sdraiati che dormono, sudici e cenciosi,
+decorazione poco armoniosa e decorosa con quell'opera architettonica. Ho
+ripensato a quegli altri lazzaroni dell'antica Roma, i quali facevano
+essi pure la siesta sotto il portico di Augusto e di Pompeo, se non che
+quelli tenevano in tasca le tessere per la distribuzione del grano, e
+questi non l'hanno. In qualunque altra capitale d'Europa la polizia
+caccerebbe via tutti quei dormienti dal portico di una chiesa dinanzi
+al palazzo reale. Qui, invece, dormono a loro bell'agio, e le sentinelle
+che passeggiano distratte in su e in giù presso le statue equestri di
+Carlo III e di Ferdinando I, li guardano come la cosa più naturale del
+mondo.
+
+Questa Piazza Reale, vicinissima al mare, di cui però non si gode la
+vista, mirabilmente selciata, tanto che potrebbe servire benissimo da
+sala da ballo, circondata di eleganti edifici, è uno dei punti più
+eleganti della città. Vi risiedono il Re, la Corte e le principali
+amministrazioni; si potrebbe chiamare questa piazza, non il cuore di
+Napoli, chè questo titolo spetta al porto, ma il cervello. La piazza non
+ha carattere storico e mostra piuttosto un inespressivo aspetto moderno,
+sia nel palazzo reale, un edificio dalla facciata liscia, dalle mura
+tinte di rosso, simmetrico, monotono, sia nei due palazzi uguali che
+fiancheggiano la piazza stessa, sia infine nella chiesa di S. Francesco
+di Paola, un'imitazione del Pantheon di Roma, senza carattere proprio,
+inespressiva come tutte le copie senz'anima. Anche le statue equestri di
+bronzo di Carlo III, fondatore della dinastia, e di Ferdinando I, opere
+pregevoli del Canova e di Antonio Calì, con la loro tinta allegra e
+chiara, svelte e liscie, non hanno niente di storicamente monumentale:
+si direbbero piuttosto decorazioni transitorie. Tutto qui ha del resto,
+lo stesso carattere di modernità e di gaiezza. Il palazzo reale potrebbe
+benissimo trasportarsi, senza che il suo stile vi si opponesse, in mezzo
+ad un grandioso giardino, o ad un parco, e sarebbe allora una villa
+principesca come quella di Caserta e di Capodimonte, alle quali
+moltissimo assomiglia. Il famoso teatro di S. Carlo, il più vasto fra i
+teatri, è attaccato al palazzo, di cui anzi forma un'ala. Le muse della
+musica e del ballo dimorano dunque sotto lo stesso tetto del capo dello
+Stato, e in una corte laterale, che si vede anche dalla strada, fanno
+ogni mattina gli esercizi i soldati svizzeri, molto semplicemente
+vestiti di tela grigia, che armonizza perfettamente con l'architettura
+fredda ed inespressiva del palazzo.
+
+Re Ferdinando è tuttora imbronciato con Napoli. Il suo palazzo è
+deserto, la Corte trovandosi nella deliziosa isola d'Ischia. Un giorno
+però il Re è venuto in città per assistere alla festa della Madonna del
+Mercato, che gode tanta fama quanto quella di Piedigrotta. Io ho avuto
+occasione di vedere la famiglia reale e la Corte al Mercato, e poi per
+istrada, quando faceva ritorno al palazzo. Il corteo, composto di varie
+berline dorate, era splendido e faceva bella mostra nel Largo di
+Castello, mentre il palazzo reale, che avevo visto sempre muto e
+silenzioso, riacquistava anima e vita. Non un sol grido di _Viva il Re!_
+si levò da quella folla, che si accontentò di scoprirsi la testa, come
+fa quando suonano le campane dell'_Ave Maria_.
+
+Le truppe si presentavano bene: bellissimi specialmente gli usseri,
+dalla pittoresca divisa a colori vivaci e dagli eccellenti cavalli.
+Abituato a non vedere in Roma che soldati francesi, ho provato un vero
+godimento nel trovarmi di nuovo dinanzi a truppa italiana. I Napoletani
+sono bei soldati, ben vestiti, abbastanza istruiti, ma, si capisce
+facilmente, in essi di militare è soltanto l'apparenza.
+
+A Roma, per le vie, s'incontrano spesso corporazioni che vanno in lunghe
+file, a due a due, portando un po' di vita nei quartieri silenziosi e
+deserti, e dànno insieme un'idea della vita del paese, governato e
+disciplinato esclusivamente da preti: sono lunghe file di monache, di
+frati, di ragazzi appartenenti a questo o a quell'istituto, di poveri
+orfani, di colleggiali vestiti in rosso, in nero, in turchino, in
+bianco; sono confraternite della Morte con i cappucci neri, od altre dal
+cappuccio verde, bianco, violetto, e sono anche file di soldati. A
+Napoli tutte queste comparse, più o meno clericali, non vi sono, o si
+perdono fra le masse del popolo; si distinguono però i militari e più
+ancora i galeotti che camminano scortati dalla truppa, incatenati a due
+a due, e vestiti di vario colore, a seconda della categoria a cui
+appartengono per i delitti commessi. Se ne incontrano in città e fuori,
+a Portici e a Torre del Greco, e la vista di quei disgraziati, in mezzo
+a quella natura così raggiante, che dà gaiezza al cuore e all'anima, che
+invita al piacere, produce un'impressione infinitamente dolorosa. A
+Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni che attraggono tanto
+l'attenzione in Roma, e i monaci stessi, numerosissimi ovunque la vita è
+facile ed agevole la vegetazione alle piante parassite, si confondono
+nella folla, dando a questa un nuovo contributo di varietà.
+
+Tanto nella festa della Madonna del Mercato, quanto in altre occasioni,
+il popolo non pensa che a divertirsi e a stare allegro. I Napoletani non
+vanno ad una festa per assistere alle funzioni religiose, per ammirare
+le fonti del culto, ma per stare all'aria aperta, per godere le bellezze
+naturali, cui la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho visto migliaia
+e migliaia di Napoletani alla festa per il centenario della Madonna di
+Posillipo. Non avevo mai assistito ad uno spettacolo così teatrale: la
+folla variopinta ingombrava la splendida riviera di Chiaia, la Villa
+Reale, tutta la strada sino a Posillipo: ovunque bandiere, festoni,
+fiori; il golfo splendeva di luce; sei navi da guerra, ancorate fra
+Chiaia e il porto, facevano senza posa fuoco dalle loro artiglierie; il
+rumore ed il chiasso erano indescrivibili; la processione non aveva
+niente di dignitoso, di solenne, d'imponente, per chi arrivava da Roma.
+A Roma, anche le processioni più meschine presentano un carattere
+artistico, il che mostra avere le arti esercitato la loro benefica
+influenza persino sulle minime cose del culto, quali sono gli emblemi,
+le allegorie, le immagini dei santi. Il senso del bello ivi regna
+dovunque, in ogni cosa; si direbbe che gli Dei della Grecia, i quali
+stanno al Vaticano e al Campidoglio, non tollerino il brutto e il
+barocco neanche nei santi. Il Museo Borbonico non ha esercitata affatto
+quest'influenza sul popolo di Napoli. L'arte plastica ha pochi aderenti,
+pochi cultori; quivi ha fatto sentire la sua influenza la sola pittura,
+quella allegra e brillante degli affreschi di Pompei, dei quali si
+vedono imitazioni ad ogni passo le quali quanto più sono fantastiche
+tanto più piacciono.
+
+Non potrei descrivere quali brutte immagini di santi io abbia visto
+portare in processione a Napoli; prodotti di un'arte senza principî,
+senza gusto e di una fantasia bizzarra che, in quanto a stranezza, ha
+poco da invidiare all'arte indiana. Per formarsi un'idea di quanto sia
+disposto questo popolo ad essere tollerante in materia d'arte, basta
+osservare bene quelle barocche statue di santi per le strade e quei
+Cristi in legno di orribile fattura, sorgenti qua e là nelle piazze.
+
+E' necessario entrare a Napoli in una di quelle botteghe dove si vendono
+statue di santi, per comprendere quale sia il modo con cui questo popolo
+meridionale sente ed esprime la religione e l'arte. Un giorno capitai in
+una di quelle strade, brutte e strette, che dal porto salgono alla
+collina; ad un tratto, la mia attenzione fu richiamata dalla vista di
+alcuni artefici occupati a lavorare assiduamente in una stanza aperta.
+Gettai lo sguardo in quell'ambiente lungo e profondo, che si andava
+oscurando verso la fine, e vidi disposti lungo le pareti due file di
+santi già ultimati e in mezzo una S. Agnese, col suo agnellino, vestita
+di bianco, con le gote colorite in rosso da fare invidia a due ciliege.
+Sulla porta d'ingresso lavoravano parecchi giovanotti, uno dei quali era
+intento ad ornare una statuetta in legno, con pagliuzze d'oro. Vi
+saranno state nella bottega per lo meno cento statue di santi, di tutte
+le dimensioni, dall'altezza di un fantoccio alla grandezza naturale,
+tutte dipinte coi colori più vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e
+d'argento, in tutte le posizioni, in tutte le attitudini. Impossibile
+descrivere la penosa impressione prodotta dall'accozzo di tutti quei
+colori, dalla stranezza di quelle attitudini, dalla quantità di amuleti,
+di simboli superstiziosi, di cui sono ricoperte quelle immagini.
+
+Si direbbe che questi scultori, se pure meritano un tal nome,
+fabbrichino divinità per il popolo, come le crearono Esiodo ed Omero.
+
+Nel contemplare tutte quelle statue, credetti di essermi fatta un'idea
+della natura della religione di questo popolo, e, stanco e nauseato, mi
+affrettai a recarmi sul molo, per respirare l'aria libera e ricreare il
+mio spirito nella vista della natura sempre pura, bella e santa. Pur
+troppo, l'uomo qui non corrisponde, alla natura che lo circonda;
+diversamente, in vista di questo mare, di questi monti, di questo cielo,
+non potrebbe pregare davanti a quegli orribili fantocci.
+
+
+ II.
+
+Una breve dimora in Napoli è sufficiente per dimostrare che non tutta la
+vita si concentra nella città, bensì si riversa grandemente nei
+dintorni. La città in sè è tutt'altro che piacevole; quell'enorme
+frastuono, quelle case altissime ed architettonicamente barocche, quel
+sudicio ovunque, quel gridare incessante ed assordante, finiscono con lo
+stancare. A Napoli si dimora soltanto perchè ha dintorni di bellezza
+meravigliosa e perchè da questo centro si può andare in breve tempo a
+Pompei, ad Ischia, a Sorrento, a Portici, a Pozzuoli, a Baia, al
+Vesuvio, a Capri.
+
+La gente va continuamente fuori della città per tre direzioni, che
+formano propriamente la topografia della città: per la via Toledo, la
+massima arteria di Napoli, che porta alla bella collina di Capo di
+Monte, ai colli circostanti cosparsi di ville, ed al romitaggio
+delizioso di Camaldoli; e per le due vie che partono insieme
+dall'estremità di via Toledo e vanno lungo il mare, una attorno il
+porto, sino a Marinella, a Portici, a Pompei, e al Vesuvio; l'altra per
+Chiaia, a Posillipo, e, oltre la grotta di questa, a Pozzuoli e a Baia.
+Queste sono le tre maggiori strade di Napoli, per le quali senza posa
+passa un fiume di gente, in ispecie nel pomeriggio e nella sera. Vi si
+vedono lunghe file di carrozze, di carretti, e di carri a due ruote
+tirati da muli; vi si vedono tutto il lusso, tutte le industrie, tutto
+quello che occorre nella vita. I magazzini e le botteghe più eleganti
+sono in Toledo; nelle altre due vie si trovano specialmente gli oggetti
+di prima necessità; il quartiere più elegante di Napoli è però
+costituito dalla via Toledo, sino lungo Chiaia e verso la grotta di
+Posillipo. Chiaia è una strada meravigliosa; i suoi palazzi moderni sono
+occupati dai più ricchi cittadini, dai rappresentanti delle potenze
+straniere e dai principali alberghi. Di fronte sorge la Villa Reale, i
+cui giardini non sono aperti che alle persone decentemente vestite;
+soltanto alle classi superiori ne è permesso l'accesso; il popolo ne è
+escluso. Sulla spiaggia non vi sono che pochi pescatori; i bagni colà
+costruiti non sono alla portata delle borse moderne. Le botteghe di
+oggetti di prima necessità, i modesti mercati di pesce, di legumi, e le
+taverne ricominciano là dove la via si divide e mena alla grotta di
+Posillipo e a Margellina.
+
+Tutte queste vie hanno un aspetto ordinario e tranquillo; ma la scena
+muta non appena, oltrepassato il Castello, si giunge a S. Lucia. Qui
+pullula tutta la vita popolare, non interrotta per breve spazio che dal
+palazzo reale e dal castello, per raggiungere la massima intensità al
+molo, al porto, a Marinella ed al mercato; al di là, nei sobborghi fino
+a Portici, diminuisce. S. Lucia, il luogo di carattere più svariato e
+dove sono le locande di secondo ordine, è la linea di confine fra la
+parte aristocratica di Napoli e quella popolare. Il porto è il punto del
+maggior movimento popolare e del commercio; ivi si lavora, si traffica
+senza posa, e ivi è tutto quello che è necessario alla vita del popolo.
+V'è un movimento continuo; le calate sono sempre ingombre di carbone e
+di altri materiali; vi si affollano continuamente pescatori, barcaiuoli,
+lazzaroni, piccoli mercanti. Gli abitanti delle campagne, i popolani
+vengono qui ad acquistare gli abiti e le scarpe, che empiono case da
+cima a fondo. Qui si vendono tutte le masserizie casalinghe, qui sono
+caffè, liquorerie, spacci di tabacco, unicamente frequentati dal popolo,
+fruttaioli i quali tengono gli aranci e le angurie già tagliate a fette
+che essi vendono per un tornese e che vengono mangiate dai compratori in
+piedi. Qui si vedono vere montagne di fichi d'India, di cui la gente più
+misera si nutre; questo è il luogo di riunione, si potrebbe dire la sala
+di conversazione del popolo. Nel pomeriggio, agli angoli di certe vie,
+si vedono lettori pubblici di storie cavalleresche e di storie di
+briganti. Qui lo scrivano pubblico tiene il suo tavolo e scrive lettere
+amorose. A Marinella vi sono teatri con pulcinella, il quale di su la
+porta invita la gente ad entrare. Vicino al porto esiste pure il
+principale teatro popolare detto di S. Carlino, e nei dintorni vi sono
+altre capanne per chi vuol fare i bagni di mare a poco prezzo.
+
+La folla e il movimento che regnano sul porto, sono un nulla in
+confronto a quanto si vede nei due maggiori mercati, vicini a Marinella:
+il Porto Nuovo e il Mercato. Il Porto Nuovo è sempre ingombro da una
+folla immensa; si direbbe che l'intera Campania abbia mandato le sue
+frutta e il golfo tutti i suoi pesci su questa piazza. Il popolo vi si
+reca per comprare, per mangiare; lo si potrebbe dunque definire come il
+ventricolo di Napoli. È veramente interessante osservare tutta quella
+folla, tutto quel frastuono, ed uno lo può fare a suo bell'agio,
+rifugiandosi in una di quelle cucine all'aperto, costituite da quattro
+tavole, dove si preparano e vengono mangiate le _pizze_, specie di torte
+schiacciate, rotonde, condite con formaggio, o con prosciutto. Si
+ordinano e in cinque minuti sono pronte; per digerirle, però, è
+necessario avere i succhi gastrici di un lazzarone.
+
+I mercati settimanali hanno pure luogo su quella piazza, per un Tedesco
+di triste memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo degli
+Hohenstaufen; è del pari caratteristica per essere stato il teatro di
+uno storico episodio, quello di Masaniello, su quella piazza dai lazzari
+eletto loro re, e ivi trucidato.
+
+Questo luogo è storico per il popolo napoletano; è come la sua piazza
+della Bastiglia, sanguinosa per le scene terribili di giustizia
+popolare; il popolo vi troncò il capo a nobili cittadini e li espose
+all'oltraggio. È rimasta terribile anche per i ricordi della peste.
+
+Interessante, ma difficile insieme, sarebbe descrivere tutto questo caos
+di persone e classificarle in tanti gruppi ben distinti. Sono stati
+fatti infiniti quadri e disegni della vita popolare a Napoli; si sono
+scritte su ciò numerose opere, profonde e vivaci, ma nessuna ne dà
+un'idea precisa a chi non la potè mai vedere coi propri occhi. Pertanto,
+vo' provarmi a dare uno schizzo della strada di S. Lucia, più di ogni
+altra interessante. Ho pur già detto che questa via, sita in uno dei
+punti più belli di Napoli, è quella dove vennero a contatto le classi
+superiori ed inferiori della popolazione e dove la vittoria rimase al
+ceto medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta a sinistra dal
+mare, dal palazzo reale e a destra dal pittoresco Castel dell'Ovo.
+Distendendosi quasi al centro del grande arco del golfo, si trova aperta
+sul mare, di cui si gode liberamente la vista, non intercettata come
+pel porto dalle alberature dei bastimenti. La sua posizione è
+meravigliosa ed invita molti forestieri a stabilirsi nei suoi alberghi
+di second'ordine, dai quali si può godere alla sera la bellezza
+insuperabile del mare e la frescura della brezza marina.
+
+Io dimorai a S. Lucia quaranta giorni, e dalla mia finestra vedevasi
+tutto il golfo raggiante di luce: le due cime del Vesuvio dominanti la
+bianca città, le pittoresche spiaggie di Castellammare, di Sorrento,
+fino a Capo Minerva, e l'isola di Capri. Ogni mattino, quando la rosea
+luce del golfo veniva a svegliarmi nella mia camera, mi abbandonavo alla
+contemplazione di quel fantastico spettacolo che è colà il levare del
+sole, e guardavo le tinte di fuoco dei monti e del mare, che parevano
+avvolgere in un incendio colossale la grandiosa città. Ma più magico
+ancora era lo spettacolo che mi si parava dinanzi allorchè la luna nel
+suo pieno, sorgeva sul Vesuvio, e spandeva la sua luce argentea sui
+monti, sul mare, sulla città, illuminando l'intero golfo. La cupa
+foresta degli alberi delle navi nel porto si distaccava allora sopra un
+fondo di brillante bianchezza; la luce dei fanali impallidiva; infinite
+barche scivolavano sulle onde, e sparivano, e tosto ricomparivano
+all'orizzonte; lo scoglio gigantesco di Capri appariva, e Somma, il
+Vesuvio, i monti di Castellammare e di Sorrento, quasi forme
+fantastiche, s'illuminavano. Chi avrebbe potuto dormire in quelle notti?
+Io prendevo una barca a S. Lucia e navigavo su quelle onde
+fosforescenti, oppure rimanevo seduto sulla spiaggia, insieme con
+popolani a mangiare frutti di mare.
+
+Quei luoghi anche di notte sono animati, pieni di vita.
+
+Nel quartiere di S. Lucia è concentrato specialmente il commercio dei
+frutti marini, disposti in buon ordine, con le ostriche, nelle piccole
+botteghe, ciascuna delle quali porta un numero e il nome del
+proprietario. Sono incessanti le grida per invitare la gente ad entrare;
+le botteghe sono illuminate, e tutti quei prodotti del mare rilucono dei
+colori più svariati: sono ricci, stelle di mare, coralli, araguste,
+dalle forme più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il mistero delle
+profondità marine è ivi svelato e quel piccolo mercato presenta ogni
+sera il lieto aspetto quasi di una notte di Natale marittima.
+
+Chi scende la gradinata che porta al mare, ad un tratto si trova come in
+una specie di grande sala illuminata a cielo scoperto. Intorno a piccole
+tavole i popolani mangiano ostriche e maccheroni; è uno spettacolo
+stupefacente vedere come quegli esseri divorino, pagandoli un paio di
+grani ad un pescatore o ad un lazzarone, i maccheroni, e con quanta
+velocità li facciano scivolare nella gola. Là dove termina il frastuono
+di questi divoratori, incomincia un'altra scena assai caratteristica:
+sotto una specie di volta, presso una fonte sulfurea, da mane a sera
+donne e fanciulli gridano, schiamazzano con bicchieri in mano, invitando
+a bere l'acqua salubre. Si prende posto su una sedia, si beve un
+bicchiere di quest'acqua minerale e si mangiano alcune piccole
+ciambelle. Con pochi soldi la gente modesta vi trova uno spasso;
+difatti, vi accorrono intiere famiglie e chi non mangia i maccheroni,
+prende almeno l'acqua sulfurea e le ciambelle. Ivi il movimento,
+l'andare e venire della gente dalla terra, dal mare, nelle barche, è
+incessante, ed ivi le ninfe notturne tendono le loro reti ai forestieri:
+sono fanciulle di facili costumi, accompagnate di solito dalla madre o
+da una canuta matrona, custode apparente del loro cuore. Più di una
+tenera relazione nasce a S. Lucia, fra un bicchiere e l'altro d'acqua
+sulfurea.
+
+Di giorno il movimento in questo quartiere non è minore. Vi si prendono
+bagni in pubblico, alla presenza di tutti, ed io ho visto presso Castel
+dell'Uovo, nell'intiera giornata, schiere di ragazzi e di giovanotti
+saltare in mare, tuffarvisi e far mostra delle loro prodezze acquatiche.
+I Napoletani nuotano come tanti delfini. Il clima contribuisce a
+mantenerli in uno stato primitivo di natura; la temperatura calda
+mantiene in onore il nudo, il cui studio si può fare liberamente per le
+strade, ad ogni ora. Napoli è la città dei contrasti: corrono per le vie
+carrozze di lusso, appartenenti alle famiglie più aristocratiche, e alla
+presenza dei principi coperti di decorazioni scintillanti, di dame della
+più insigne nobiltà parigina e londinese, stuoli d'uomini, come se nulla
+fosse, si gettano in mare in costume adamitico. Io mi son concesso
+spesso il diletto di chiamare dalla mia finestra al quarto piano, quei
+ragazzi nudi della strada e di far loro vedere una moneta: in un atto
+essi si tuffavano nelle onde, vi compivano le loro prodezze e quindi
+tornavano nella strada, grondanti acqua per ricevere la mercede
+promessa. Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo; sulle stesse
+cancellate di ferro del porto si vedono di continuo arrampicarsi ragazzi
+intieramente spogli e precipitarsi di lassù a capo fitto in mare.
+
+Il 18 maggio, per dare sfogo a questa immensa popolazione, fu aperta
+verso la campagna una nuova via, quella di S. Teresa, secondo il nome
+dal Re impostole in onore della Regina sua consorte. Questa strada
+domina la città e sopra Castel S. Elmo fa una parabola verso il Vomero,
+traversando colline e valli, per sboccare quindi a Chiaia. Ancora non è
+compiuta, nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare fossati
+sopra a tavole; vi si incontrano però già cavalli, asini, muli e una
+folla di gente che, sopratutto, nelle domeniche e nelle feste, si reca a
+visitare i lavori. A quanto sembra le tre grandi arterie non bastavano
+più alla numerosa popolazione della città ed è stato necessario
+procurarle uno sbocco sul Vomero, ponendo Chiaia in comunicazione con
+questo. La nuova via sarà fiancheggiata da ville con giardini, secondo
+il gusto di coloro che ricercano l'aria pura, il verde, quasi la
+campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente una delle più
+deliziose strade di Europa.
+
+Ad ogni svolto di collina e di piccola valle, lo spettacolo della città
+sottostante, del golfo e delle isole varia, e tu non sapresti dove è
+meglio rivolgere lo sguardo nell'insuperabile bellezza di
+quell'orizzonte, sulla città, su quegli aranceti profumati, su quei
+giardini cosparsi di fiori o su quelle pittoresche macchie di pini, di
+palme, di cipressi. Chi non si sentisse rapito qui d'incanto per le
+bellezze che natura offre, non potrebbe che essere privo del senso del
+bello.
+
+Si ascende alla nuova strada dagli Studi, dove vengono dati a nolo
+asinelli; io, però, preferii recarmici a piedi, da solo, onde meglio
+goderla ed arrestarmi qua e là a mio piacere. Vidi così successivamente
+Castel S. Elmo, dalle bianche mura, sorgente sopra un nero scoglio,
+circondato di captus, di aloe, di piante rampicanti; vidi, in basso,
+verdeggianti giardini, rocce calcaree dinanzi ad un'osteria quasi
+sperduta nella lussureggiante vegetazione di una vigna; vidi una
+valletta di limoni, di aranci, di melagrani, che mandavano nell'aria
+profumi deliziosi; e poi un sobborgo formato di fabbriche industriali, e
+amene e ridenti collinette, e case rustiche, e una gola piena di captus
+e di palme; e poi, ad un tratto, a sinistra, scorsi la città, il golfo,
+l'isola di Capri, ed una foresta di pini ai piedi del Vesuvio, che si
+staccava sullo splendido azzurro del cielo, tinto di violaceo; poi nuove
+rocce, nuovi giardini, nuove casette rustiche: una vera scena campestre,
+popolata da pastori, i quali portavano le loro capre al pascolo; un
+convento animato da monaci, alte colline rivestite di pini. Quante,
+quante bellezze! Mare, cielo, terra, tutto immerso nella splendida luce,
+ed un'aria finissima olezzante di profumi, ristoratrice!
+
+Mi sedetti sotto un cipresso e rivolsi ancora lo sguardo ai giardini
+sottostanti, dove i tralci delle viti, agitati lievemente dalla brezza
+marina, pendevano a foggia di festoni dagli alberi, come nelle pitture
+di Pompei rappresentanti le baccanti. Avevo letto un libro in cui non
+ricordo quale erudito non sapeva darsi pace che quelle giovani donne
+ballassero per aria, affermando che ciò era contro natura, poichè
+avrebbero dovuto posare sul suolo i loro piedi e sostenendo che tali
+affreschi erano soltanto dei capricci di una fantasia sbrigliata. Povere
+cose, invero, l'erudizione e l'archeologia! In questo angolo di paradiso
+le cose si sentono e si comprendono oggi come le sentivano e le
+comprendevano gli antichi. Qui regna ancora l'idea del culto di Bacco e
+l'immaginazione si solleva in alto come una baccante col tirso; qui ci
+sembra di staccarci dal suolo e, sciolti da ogni vincolo terreno, di
+spaziare nell'atmosfera.
+
+Le bellezze della natura e i sentimenti cristiani, alla presenza delle
+più grandi meraviglie della creazione, risvegliano sempre idee tristi.
+Ero giunto su di una altura dove alcuni soldati svizzeri stavano bevendo
+fuori di una piccola bettola, una capanna di paglia. Di lassù si
+dominavano il mare, le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia, tutte
+avvolte nel manto meraviglioso del sole al tramonto. Uno di quei
+soldati mi si avvicinò e, gettando uno sguardo su quello spettacolo
+meraviglioso, con tono di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo
+bello!... rende melanconici...»
+
+
+ III.
+
+Ho visitato le tre più belle città marittime d'Italia: Napoli, Palermo e
+Genova, che gareggiano fra loro per magnificenza di posizione. Senza
+dubbio il primato spetta a Napoli, nessun'altra città potendo vantare un
+panorama naturale così classicamente grandioso, un Vesuvio, un golfo
+così bello, spiagge come quella di Castellammare e di Sorrento, isole
+così pittoresche. Le svariate tinte, la grandiosità, l'ampiezza di tutto
+questo non hanno le uguali al mondo; tutto qui ha il carattere
+dell'immenso, tanto l'opera dell'uomo quanto quella della natura, e
+tutto qui è avvolto in un mare di luce. L'occhio non riesce ad afferrare
+in una sol volta tutto il quadro, a meno di non restringere la
+prospettiva, di salire sopra una collina, oppure di inoltrarsi in mare,
+da dove le forme della città si perdono e rimangono visibili soltanto
+quelle della natura.
+
+Genova, invece, ed anche Palermo si possono abbracciare con un sol colpo
+d'occhio; la prima, disposta ad anfiteatro co' suoi splendidi palagi,
+con le sue ville sui monti; la seconda distesa nella fertile vallata,
+con le sue cupole, co' suoi campanili, incoronata di monti dall'aspetto
+severo, che si estendono ai due lati, dal monte Pellegrino al capo
+Zafferano, lasciando fra essi breve spazio di mare. Entrambe, come ho
+detto, formano un quadro meraviglioso, visibile, apprezzabile con un
+solo sguardo. A Napoli, invece, tutto è grande, sterminato ed immerso in
+una luce in cui l'occhio si smarrisce ed in cui non può contemplare che
+una cosa alla volta. Salendo, per avere una idea di Napoli, sino a
+Castel S. Elmo, ai Camaldoli, o sul Vesuvio, i quali sono i punti più
+adatti per ammirare il panorama, ovunque Napoli si presenta come
+un'ampia città indefinita, dove prevale l'aspetto della campagna, la
+vista del mare. Le infinite case che sorgono attorno al golfo, non
+presentano caratteri architettonici, non dànno altra idea che
+d'un'immensa popolazione colà agglomerata. Si direbbe quasi che a quella
+gente basti il luogo e la vista, che dinanzi a tante meraviglie di
+natura, abbiano incrociato le braccia e rinunziato a gareggiare con
+quella natura stessa. Nessuna di quelle case emerge sulle altre; non si
+vedono che tetti a forma di terrazze, fatti a bella posta per godere il
+panorama; poche cupole di chiese, e queste poche bassissime ed appena
+visibili; quasi nessun campanile su quella monotona distesa.
+Costantinopoli è almeno assai più pittoresca, con le sue cupole, i suoi
+arditi minareti che sorgono fra i pini e i cipressi, dando alla città un
+aspetto caratteristico, simpatico. La mancanza di carattere
+architettonico in Napoli, la sua uniformità monotona, mi hanno sempre
+colpito ed io le ho spiegate per mezzo della sua storia, delle varie sue
+signorie, tutte passeggere, della inazione del suo popolo, della
+mancanza di attività diretta ad un dato scopo, della sua tendenza a
+vivere alla giornata, della sua cura del presente soltanto e di vivere
+il più gaiamente possibile. La storia non ha lasciato sulla città
+un'importanza e perciò questa città monumentalmente non ha veruna
+importanza. Nè le dinastie succedutesi rapidamente le une alle altre, nè
+il popolo espressero le loro idee per mezzo di quei monumenti che sono i
+ricordi più tangibili delle varie fasi di civiltà, la rappresentazione
+più visibile delle idee che predominarono per un dato tempo, o che
+tuttora sussistono.
+
+Nota veramente caratteristica di Napoli è che quasi tutte le sue glorie
+sono glorie musicali: Scarlatti, il suo discepolo Porpora, Leonardo,
+Leo, Francesco Durante, Pergolese, Paisiello, Cimarosa, e tutti quei
+maestri che fino a Bellini, a Mercatante uscirono dal Conservatorio di
+Napoli, sono le più belle illustrazioni della città. Con questo non
+voglio dire che Napoli non abbia avuto altri uomini illustri; soltanto
+furono celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza o disciplina fu
+tenuta mai in grande onore.
+
+Lascio da parte la descrizione e torno al carattere architettonico di
+Napoli, dove l'assoluta mancanza di opere monumentali colpisce in
+special modo chi, come me, giunge da Roma, la città più monumentale del
+mondo ed essa stessa monumento della storia universale. Anche
+indipendentemente da questo carattere monumentale, che è proprio di
+Roma, io credo che non vi sia altra città dove l'architettura e il
+paesaggio siano in tanta armonia e dove, indipendentemente dalle
+bellezze naturali, i monumenti portino da sè a suscitare l'ammirazione.
+Per cogliere queste perfette armonie, basta salire sul Monte Testaccio,
+sul Monte Mario, a San Pietro Montorio, sulla torre del Campidoglio; e
+per convincersi dell'imponenza architettonica di Roma, basta gettare uno
+sguardo su questa dal Pincio, da dove la città si presenta
+maestosamente, in linee grandiose e severe, come un monumento storico
+colossale.
+
+Di là si scorgono i vari periodi di civiltà, le rovine del paganesimo,
+la cupola trionfante del cristianesimo, e le vicende del papato ci
+sfilano dinanzi, e tutto il significato di Roma si presenta alla nostra
+mente.
+
+A Napoli, invece, in questa città di vita lieta, senza pensieri, i
+monumenti architettonici che attirano la nostra attenzione non sono
+nelle rovine, nelle chiese. Le reliquie dell'antichità sono scomparse;
+qui non si costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo monumento che
+Napoli possegga dei tempi antichi sono le catacombe, più vaste forse di
+quelle di Siracusa, alle quali devesi aggiungere la meravigliosa grotta
+di Posillipo. Quanto a chiese Napoli ne possiede un bel numero, ma
+nessuna veramente pregevole: la noncuranza tutta democratica con la
+quale vengono lasciate nascoste fra le strade e le case, senza
+campanili, con orribili facciate, provano sufficientemente quanto il
+popolo napoletano, che pure formicola di preti e di frati, sia stato in
+ogni tempo indifferente nella religione. Qui non vi furono mai grandi
+ardori per la fede di Cristo, per la grandezza della Chiesa, e sotto gli
+Hohenstaufen anzi lunga ed accanita fu la lotta fra Napoli e il papato.
+La tendenza a vivere lietamente e piacevolmente, ha impresso un
+carattere di mondanità anche alle cose di religione; per convincersi di
+questo basta visitare la più bella chiesa moderna della città, S.
+Francesco di Paola, edificata da Ferdinando I per sciôrre un voto dopo
+la sua restaurazione nel trono. E' un'imitazione del Pantheon di Roma e
+serve principalmente di decorazione alla Piazza Reale; per convincersi
+poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica presenti, basta guardare
+il suo porticato, dove sono sempre negozi di spinette, che vengono
+suonate per prova continuamente.
+
+A Napoli anche i palazzi, che dopo le chiese sono gli edifici più
+notevoli in ogni città italiana, sono sperduti fra dedali di casupole e
+per lo più sono grandi edifici di pessimo gusto, ed anche quando hanno
+qualche cosa d'imponente, come il superbo palazzo Maddaloni, simile ad
+una fortezza, non si possono osservare sufficientemente, perchè mancano
+di aria libera intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio evo; tutto
+è moderno.
+
+Osservando Napoli sotto l'aspetto architettonico, si finisce per
+convincersi che le sole abitazioni degne di attenzione, di ricordo, sono
+le amene ville che popolano le colline, l'arsenale, gli edifici che
+circondano il porto, il palazzo reale ed in special modo i tre grandi
+castelli che dominano da ogni parte il panorama della città. Da Castel
+S. Elmo, sul pittoresco Vomero, si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo
+magico, soprattutto nell'ora indecisa del crepuscolo.
+
+Nel golfo sorgono poi Castel Nuovo e Castel dell'Uovo, le due bizzarre
+moli di roccia, di color grigio e di aspetto cupo e minaccioso: sono le
+briglie del cavallo focoso di Napoli.
+
+Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è uno degli edifici più antichi di
+Napoli, poichè risale a Lucullo e fra le sue mura perì Romolo Augustolo,
+ultimo degli imperatori romani, ma non mi fu concesso. Federico II
+ultimò il Castello nel 1221, non immaginando certo che quello sarebbe
+stato il carcere degli ultimi suoi discendenti; giacchè qui, dopo
+l'infelice battaglia di Benevento, nella quale re Manfredi perdette
+regno e vita, per molti anni languirono i miseri figli suoi, e l'unica
+sua figliuola, Beatrice, dovette la sua liberazione da quelle mura
+soltanto al Vespro Siciliano.
+
+Era il 5 giugno 1284, quando i Siciliani al comando dell'illustre
+ammiraglio Ruggero di Lauria, sostennero la famosa battaglia navale
+dinanzi a Napoli.
+
+Dagli spalti del castello la figlia di Carlo d'Angiò ne fu spettattrice
+e con ansia ne attese l'esito; con non minore ansia dovette contemplarla
+attraverso l'inferriata del suo carcere l'infelice figlia di Manfredi;
+la principessa vide la flotta napoletana ripiegarsi da prima, poi
+sbaragliata e posta in fuga. Suo fratello Carlo fu fatto prigione e due
+galere siciliane gettarono l'ancora dinanzi al Castello, e Lauria chiese
+che venisse subito consegnata la figlia di Manfredi, minacciando in caso
+di rifiuto di far decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo del suo
+legno, innanzi a tutta Napoli. La misera fu tolta dal carcere,
+consegnata ai Siciliani e soltanto diciotto anni dopo, quando già aveva
+trascorsa tutta la sua giovinezza in prigione, riacquistò la sua
+libertà, fu condotta trionfalmente a Messina, dove sua sorella Costanza,
+moglie di Pietro d'Aragona, l'accolse nelle sue braccia, come una morta
+risuscitata. Nello stesso castello morirono pure i figli di Manfredi.
+
+Castel Nuovo è ancora più imponente, e rappresenta senza dubbio il
+maggior monumento architettonico di Napoli. Di esso è famoso il
+bell'arco trionfale che Alfonso I di Napoli vi fece costruire nel 1470,
+su disegno di Giuliano Da Murano, o secondo altri, di Pietro Di Martino.
+Sorge sopra a colonne corinzie, fra due torri, ed ha numerosi
+bassorilievi di gran pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso del Re
+vittorioso di Napoli. Le sue porte in bronzo sono opera di Guglielmo
+Monaco. Disgraziatamente quest'arco, veramente pregevole monumento, si
+trova nascosto come in un castello ed è sottratto quindi alla vista del
+pubblico. Si era parlato di trasportarlo davanti alla Cattedrale, ma
+l'idea non ebbe più seguito.[1]
+
+Castel Nuovo venne edificato da Carlo d'Angiò nel 1283 e i più cospicui
+edifici di Napoli furono opera degli Angioini, come parimenti risalgono
+a quel periodo le chiese più importanti della città. Queste sono i veri
+monumenti storici di Napoli, non solo per le tombe che racchiudono, ma
+perchè la maggior parte di esse attinge la loro origine da fatti
+storici, come si vedrà quando ci tratterremo a parlarne.
+
+La cattedrale fu incominciata da Carlo I sulle rovine di un antico
+tempio dedicato a Nettuno, e venne ultimata da Roberto I. Essa segna
+l'inizio dell'epoca degli Angioini. S. Domenico Maggiore venne eretta da
+Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre un voto da esso fatto quando
+cadde prigione nelle mani di Ruggiero Lauria. L'altra chiesa di S.
+Lorenzo Maggiore venne fondata nel 1265 da Carlo I, ugualmente per
+sciôrre un voto da esso fatto dopo la battaglia di Benevento. S. Pietro
+Martire fu edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara, da Re Roberto nel
+1310; l'Immacolata, abbellita da affreschi di Giotto, venne fondata da
+Giovanna I, per ricordare le sue nozze con Ludovico di Taranto; S.
+Giovanni a Carbonara, Monteoliveto e S. Antonio Abate, tutte chiese
+edificate da Ladislao e da Giovanna. Anche lo stupendo monastero di S.
+Martino, sopra S. Elmo, ripete la sua origine dagli Angioini; e da
+ultimo il Carmine Maggiore ed il Purgatorio sul Mercato che segnò la
+caduta degli Hohenstaufen. Infatti, nella prima di queste due ultime
+chiese trovasi la tomba di Corradino e la statua erettagli nel 1847 dal
+re Massimiliano di Baviera; e nella seconda cappella sorge la colonna di
+porfido innalzata da Carlo I, sul punto dove vennero decapitati
+Corradino e Lodovico di Baviera. In essa si legge la seguente epigrafe:
+
+ ASTURIS UNGUE, LEO PULLUM
+ RAPIENS AQUILINUM
+ HIC DEPLUMAVIT, ACEPHALUMQUE DEDIT.
+
+Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono edifici in Napoli e
+sarebbe inutile ricercare gli avanzi di quella architettura
+moresco-normanna, i quali, al contrario, si trovano abbondantemente in
+Sicilia. Lo stabilirsi della dinastia degli Angioini a Napoli, dopo
+perduta la Sicilia, procurò a questa città l'unica epoca in cui
+fiorirono la scultura e l'architettura, facendo subentrare allo stile
+romano delle basiliche, quello germanico. Questo periodo di rifiorimento
+durò fin verso gli ultimi tempi del secolo XIV e raggiunse il suo apogeo
+sotto il regno di re Roberto, fautore ed amante delle arti belle. Napoli
+diede allora i natali ai due Masuccio, il secondo dei quali fu pure
+scultore distinto. Egli fece le tombe di Carlo di Durazzo, di Caterina
+d'Austria, di Roberto di Artois, e di Giovanni di Durazzo, nella
+grandiosa chiesa di S. Lorenzo, da lui ultimata sugli antichi disegni;
+costrusse pure la chiesa gotica di S. Chiara, collocando in quella, a
+tergo dell'altar maggiore, il capolavoro della scultura napoletana, la
+tomba di re Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile gotico, ed è
+ornata di parecchie statue. Sebbene le forme non si presentino
+all'occhio ancora purissime, il complesso della composizione è artistico
+ed ha una semplicità di buon gusto. S. Chiara è ricca di monumenti
+sepolcrali, perchè riposano in questa chiesa parecchi altri Angioini,
+fra i quali Carlo di Calabria, figlio di Roberto, Giovanna I, ed altre
+principesse.
+
+In generale, però, tutte le tombe degli Angioini fanno l'effetto di
+mancare di serietà e di dignità. Nella stessa maniera che le tombe di
+questa stirpe, passata senza alcuna influenza nella civiltà e vissuta
+nel piacere e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione di
+sorta, nè la più lontana riflessione, parimenti l'arte non riuscì ad
+acquistare una forma espressiva e a dar loro un carattere netto. Il loro
+stile gotico è ricco, talvolta bizzarro, tal altra ingenuo, ma il più
+comunemente è di gusto assai equivoco. Anche dinanzi a questi monumenti
+ci si accorge di essere a Napoli, dove, non per la caduta degli
+Angioini, non per colpa dei tempi, l'arte cadde nel manierismo, nel
+barocco, nell'esagerazione, come appare entro e fuori a molte chiese,
+come quella del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca che ad un tempio
+cristiano. Qui gli stessi edifici gotici furono indegnamente deturpati
+dai numerosi restauri, resi necessari dai frequenti terremoti, ed
+eseguiti senza spirito, senza sentimento artistico.
+
+Ma dove questo pessimo gusto veramente trionfa, è nei tre obelischi
+della Concezione, di S. Gennaro e di S. Domenico, che reggono in cima la
+statua adorata del santo, e sono sopracarichi di statue, di figure, di
+ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne. In questi monumenti
+si rivela grandemente l'influenza spagnola, la quale regnò per molti
+anni e di cui non è rimasta un'unica memoria pregevole, giacchè governò
+queste belle contrade per mezzo dei suoi vicerè. Gli Spagnuoli
+lasciarono però alcuni ricordi di quel periodo, fra i quali la grandiosa
+Fontana Medina, opera di Domenico Auria, eseguita per ordine del vicerè
+Olivares nel 1593. Poi, la fontana fu per tre volte mutata di posto,
+sotto i vicerè Carlo Alba e Montery fino a tanto che donna Anna Caraffa,
+moglie del vicerè Medina, la fece collocare là dove attualmente si
+trova.[2]
+
+E' opera grandiosa, ma di poco effetto, sopraccarica di figure, di
+tritoni, di delfini e di mostri marittimi tra i quali si leva la statua
+di Nettuno, in una conchiglia sostenuta da tre satiri. L'acqua assai
+genialmente sgorga dalle punte del suo tridente; ma il miglior ricordo
+dei vicerè spagnuoli rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla metà del
+secolo XVI dal vicerè don Pietro di Toledo.
+
+Ho visitato anche le meravigliose catacombe napoletane e ne sono uscito
+con una impressione di terrore e di ammirazione insieme, sopratutto di
+viva curiosità per quei tempi oscuri nei quali quei sotterranei furono
+costruiti ed abbelliti onde servire da dimore. Le catacombe di Siracusa
+hanno un aspetto assai men cupo, le loro gallerie essendo disposte
+simmetricamente. Al contrario, le catacombe romane, nelle parti almeno
+fino ad oggi rese praticabili, sono strette e basse. Sono semplici
+corridoi e stanzucce di modeste dimensioni, che non cessano con questo
+di apparire meno meravigliose, quando si ricordi che colà i cristiani
+celebravano di notte i loro misteri, e di là il cristianesimo uscì, per
+prendere possesso prima di Roma, quindi del mondo intero.
+
+Le catacombe di Napoli furono scavate nel tufo, nelle colline a
+settentrione della città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene che
+si estendano fin verso Pozzuoli. Non potevasi rinvenire una qualità di
+pietra più facile ad essere scavata per tali abitazioni sotterranee di
+questo tufo vulcanico, di colore gialliccio; ed uno può farsi
+agevolmente un'idea esatta e chiara del modo in cui vennero aperte
+quelle caverne e quelle grotte, osservando le pareti di quel tufo
+stesso, che si lasciano in piedi per servire di ponti, nelle case in
+costruzione. Anche nelle strade nuove di Posillipo si trovano grotte e
+caverne scavate nella roccia, le quali non servono soltanto di
+magazzini, ma ancora di abitazioni.
+
+I grandiosi scavi fatti in tal guisa sotto terra, i quali a poco a poco
+formarono un laberinto troglodito, dovevano avere uno scopo e servire a
+qualche uso. Sembra inverosimile che i Cimméri, primi abitatori delle
+sponde del golfo di Napoli, avessero fissata in quei sotterranei la loro
+dimora, perchè non è possibile immaginare una razza d'uomini capace da
+volersi cacciar nelle tenebre, nelle viscere della terra, in presenza di
+una natura così splendida e di un cielo così sereno. Nelle abitazioni di
+tal natura dei popoli primitivi, che si trovano nella valle Ispica e a
+Malta penetra sempre la luce nel giorno. Da principio quelle catacombe
+poterono servire di ricovero in caso di pericoli contro assalti di
+nemici, e quando si ampliarono, togliendo di colà i materiali che
+servirono alla costruzione della città, è naturale che sia sorto il
+pensiero di farle servire ad uso di sepolture. È accertato poi che non
+furono i cristiani a seppellire per primi i loro morti nelle catacombe
+di Napoli, bensì i Greci e i Romani, e basta osservarle per
+persuadersene. In una di queste vaste stanze trovasi oggidì ancora una
+piccola colonna, sulla quale sta scritto il nome _Priapos_ in caratteri
+greci.
+
+L'epoca nella quale le catacombe cominciarono a servire di sepolture è
+incerta. Furono certamente ridotte a tale uso per la natura dei luoghi,
+ma non vennero scavate appositamente per questo scopo. I Romani, per
+esempio, i quali abitavano la pianura, collocavano le loro tombe
+all'aperto, mentre gli Etruschi, abitatori dei paesi montuosi, le
+aprivano nelle rupi. Però, fin dai tempi della Repubblica, si scavarono
+camere mortuarie nel tufo vulcanico, onde collocarvi i sarcofagi; e
+oggigiorno le tombe degli Scipioni possono dare una piccola idea della
+catacomba.
+
+In origine queste non dovettero servire di sepoltura che alle classi
+povere, impossibilitate a sostenere la spesa di sontuosi monumenti
+all'aperto e che dovevano scavare nel tufo i così detti _loculi_, dove
+deponevano le urne cinerarie dei loro cari. Nelle catacombe di Napoli si
+conservano avanzi di pitture le quali risalgono ai tempi dei pagani; la
+maggior parte però appartengono all'èra cristiana. I primi cristiani,
+infatti, dopo aver cercato in quelle dimore sotterranee rifugio contro
+le persecuzioni e luoghi adatti alla celebrazione del loro culto,
+cominciarono ad ornare le tombe dei loro cari in quell'asilo con
+immagini e simboli riferentesi alla fede.
+
+Nelle catacombe di Napoli questi avanzi di pitture rivestono quasi un
+carattere pagano e si riconosce sulle pareti di queste tombe cristiane
+il carattere gaio degli affreschi di Pompei, e gli stessi simboli sono
+in qualche punto pagani, per esempio quelli della vendemmia e del
+torchio, tolti dal culto di Bacco. Vi si scorgono tralci di viti e
+grappoli d'uva, dei quali si cibano genî ed uccelli, ed il Cristo si
+vede rappresentato sotto le spoglie di Orfeo. I simboli cristiani però
+vanno acquistando a poco a poco il loro predominio e si cominciano a
+vedere: Cristo, il buon pastore che pasce le pecore e porta un agnello
+sulle spalle, il cervo, il pesce, il pavone, la colomba, la croce e gli
+angeli. Produce una profonda impressione vedere questi antichi affreschi
+cristiani, anneriti dal fumo delle fiaccole, ed osservare in questi
+luoghi tenebrosi i principî dell'arte cristiana, che tengono dietro allo
+stile pompeiano ed assumono a mano a mano il carattere bizantino,
+succedendo i simboli cristiani alla mitologia pagana, mentre la novella
+religione si preparava ad uscire alla luce del giorno ed a popolare le
+chiese.
+
+Nelle catacombe si riscontrano propriamente le origini del culto
+cristiano e non deve far meraviglia se questo ha serbato, uscendo
+all'aria libera, un carattere severo, quale si rivela nelle
+rappresentazioni della morte, nella maestà terribile dei santi bizantini
+e de' suoi Cristi. Chi sa se il modo cristiano di considerare la morte,
+l'abnegazione ascetica, l'idea del martirio, del disprezzo della vita,
+del dolore; se finalmente l'intolleranza, il fanatismo, si sarebbero
+radicati così profondamente nella religione cristiana, quando questa si
+fosse sviluppata liberamente sulla terra, alla luce del sole, in
+presenza delle bellezze della natura, invece di esser costretta a cercar
+ricovero in quelle regioni sotterranee, alla luce delle fiaccole,
+relegata e costretta ad abitare presso le tombe dei martiri, col timore
+continuo di novelle persecuzioni?
+
+Nessuna cosa mi ha prodotto in Napoli tanta viva impressione quanto la
+visita di queste catacombe e di quelle di Pompei. Sono preziosi ricordi
+della storia del genere umano che giacciono sotto terra; quelle
+catacombe si potrebbero a buon diritto chiamare la Pompei del
+cristianesimo. Segnano quelle e questa una grande epoca dell'umanità, ma
+fra esse vi è pure un grande contrasto. Nelle dimore abbandonate dagli
+antichi cristiani tutto è severo; mentre nella città pagana tutto è
+sorridente, i templi, le abitazioni le pitture; e tutto rivela una
+popolazione portata al vivere lieto, che si compiaceva della bellezza
+delle forme e che aveva tolti tutti i suoi Dei dalle regioni della
+poesia. E qui si trovano anche le delizie di altre generazioni di uomini
+appartenenti però alla stessa razza. Sono Greci e Romani come quelli di
+Pompei, che appartengono ad uno stesso periodo, ma molto diversi da
+quelli. Sembra che non abbiano dimenticato lo spirito pompeiano, allegro
+e vivace.
+
+Coi ricordi di Pompei hanno trasportato pure su quelle oscure pareti gli
+affreschi, i graziosi rabeschi, il torchio di Bacco per ornamento delle
+tombe. I novelli abitatori, seduti presso le tombe, celebrano con i
+defunti le loro agapi e fanno risuonare quei luoghi del canto monotono
+delle loro preghiere. Verrà però il giorno in cui essi usciranno alla
+luce, portando fuori la loro religione devota alla morte e diffonderanno
+per tutto il mondo le reliquie dei loro martiri, offrendole
+all'adorazione dei fedeli sugli altari infranti, dove sorgevano le
+statue degli Dei bellissimi dell'antica Grecia. Pompei fu sepolta dalle
+ceneri del Vesuvio; dalle catacombe usciranno le ceneri che copriranno
+il mondo di mestizia.
+
+Queste mie idee saranno considerate quali sogni fantastici di
+catacombe? Ognuno penserà come crederà più opportuno. Certo è però, che
+non si potrebbe trovare luogo più adatto alla teologia speculativa di
+quelle regioni sotterranee, dove regnano cupe tenebre, aria pesante e un
+odore nauseabondo. In quei laberinti di stanze, di gallerie e di
+corridoi, che occupano tanta estensione; fra mezzo a quelle pareti
+fiancheggiate da tombe, da ossami, da nicchie, da loculi non si cammina,
+bensì si passa, si striscia, come altrettante ombre.
+
+Le fiaccole stentano a mandare la luce e a quel chiarore fioco e debole,
+le figure dipinte sulle pareti con le mani sollevate in alto, quasi
+mirassero ad uscire dai loro abissi e a volare alla luce del giorno,
+assumono l'aspetto di spettri. Iscrizioni greche, latine ed anche
+ebraiche, in parte cancellate e in parte ancor oggi decifrabili, fanno
+comprendere essere quello un mondo dove tutto è simbolo, mistero e
+allegoria. Due vecchi ricoverati dell'ospedale di S. Giovanni dei
+Poveri, sono mantenuti nel convento alla porta delle catacombe per
+accompagnare in quelle i forestieri. Tengono fiaccole e guidano i passi
+del visitatore. _Ciceroni_ più adatti di essi non si sarebbero potuti
+trovare. Non camminano, strisciano con la loro lunga tonaca di colore
+turchino, con la fiaccola in mano, come spettri. Nel considerare quei
+due poveri vecchi incurvati per gli anni, canuti e col viso pallido del
+pallor della morte, mi sembravano morti essi pure al pari degli
+scheletri sui quali proiettavano la luce incerta delle loro fiaccole ed
+avrei detto che da ben mille anni si aggirassero fra le catacombe. In
+una delle sotterranee stanze lessi sotto due figure, in una nicchia:
+_Votum solvimus, nos quorum nomina Deus scit_, e mi parve che quelle
+parole misteriose, di cui rimane nascosto il significato, si potessero
+porre in bocca delle mie due vecchie guide, quasi non fossero più due
+viventi. Le guardai in faccia, ed al vederle così pallide, con
+quell'aspetto di spettri, mi colse tanto ribrezzo e terrore che non
+volli saperne più di catacombe.
+
+Ne avevo oramai abbastanza di tutti quei misteri, di quelle regioni
+sotterranee, di quella profonda e continua notte e di quelle scene di
+morte, e provai un desiderio irresistibile di tornare alla luce del
+sole, tra i vivi. Pregai le mie due guide di tornare indietro, di
+condurmi fuori di quelle caverne ed esse sorrisero e subito rifacemmo la
+strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi campo di persuadermi che i miei
+_ciceroni_ erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono di cuore della
+moneta che diedi loro onde potessero andare a bere alla mia salute.
+
+Non v'è modo migliore per conciliarsi con l'idea della morte, uscendo
+dalle catacombe di Napoli, che recandosi a visitare il nuovo camposanto
+di quella città. Dicono che sia il più bello d'Europa, ed io non ho
+difficoltà a crederlo, imperocchè la sua posizione è stupenda, ed i
+monumenti che vi sorgono, come in un ameno giardino, ricreano la vista.
+Si trova collocato al di sotto di Poggio Reale, sopra una piccola
+collina, la quale domina la strada di Nola e dalla quale si gode il
+panorama magnifico della città, del golfo, della spiaggia di Sorrento,
+del Vesuvio e della ricca vegetazione che si estende ai suoi piedi.
+
+Quasi tutta questa collinetta è ricoperta di monumenti, la maggior parte
+dei quali ha la forma di tempietti, sostenuti da colonne. In certi punti
+ve ne sono moltissimi che fiancheggiano le strade, e nel percorrer
+queste si ha una lontana idea di quello che fosse la via Appia ai tempi
+antichi. Altri monumenti sorgono isolati, altri in gruppi e formano
+tutti tante piccole necropoli. In cima alla collina si trovano un
+porticato a colonne ed una chiesa assai grande, dove si celebrano le
+messe per i morti. La maggior parte dei tempietti appartengono alle
+confraternite della città, e queste istituzioni benefiche, le quali
+senza distinzione di classi sociali hanno scopo non solo di dar
+sepoltura ai morti, ma anche di soccorrere i poveri e di assistere gli
+ammalati, sono in numero di centosettantaquattro, ed i nomi di esse si
+leggono sui frontoni di alcuni monumenti. Altri di questi tempietti sono
+tombe di famiglie; in essi vi sono piccoli spazî per una cappella,
+chiusa da un'inferriata, in cui si vedono o un piccolo altare, od una
+statua della Madonna, o una lampada eterna e il più delle volte i
+ritratti, o i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a pregare per i
+propri defunti, che in tal guisa, non diventano totalmente estranei alla
+pia associazione alla quale appartennero in vita. Questi monumenti sono
+quasi tutti di stile antico, di gusto puro, semplici, di forme graziose,
+taluni ornati di pitture di genere pompeiano, e producono in complesso
+grata e soave impressione. Vi sono fiori da per tutto, cespugli di
+oleandri, di amaranti, di tulipani, di ortensie, di mirti, che
+bandiscono, nell'armonia dei loro colori, totalmente la desolazione.
+Stando fra tutti quei fiori e gettando lo sguardo sulla Campania felice,
+sul mare illuminato dai raggi del sole cadente, non si può fare a meno
+di riconoscere che qui si è molto bene e lodevolmente pensato anche ai
+morti. Questo bel camposanto venne aperto nell'anno 1845.
+
+
+ IV.
+
+Pochi sono coloro che partono da Napoli senza aver compiuto l'ascensione
+del Vesuvio, ma pochi prima di partire hanno fatta quella dell'altro
+monte gemello, del bellissimo Somma. Il vulcano, che fuma tuttora,
+attrae intera l'attenzione del visitatore, il quale non pensa di onorare
+di una sua visita il monte Somma con le sue pendici riccamente vestite
+di foreste verso le pianure della Campania.
+
+Mi decisi pertanto di farne l'ascensione, anche perchè il cratere del
+Vesuvio, considerato dall'alto ed in vicinanza, doveva presentarsi sotto
+nuovo aspetto, tale da compensare la fatica della salita. Eravamo
+un'allegra brigata di sette persone, fra le quali due naturalisti, un
+zoologo francese, ed un medico russo. Uscimmo di città alle sei del
+mattino, e dopo aver oltrepassato S. Giovanni, prendemmo a sinistra per
+gli ameni campi di S. Anastasia, ai piedi del Somma. Ivi cercammo guide
+pratiche del luogo. Una donna robusta portava la cesta contenente i
+nostri viveri; ci precedevano due uomini dalla bella figura, uno dei
+quali portava uno schioppo in spalla, ed al fianco un lungo pugnale
+nella sua guaina.
+
+La piccola carovana si pose in cammino di buonissimo umore, rallegrata
+da uno splendido sole di luglio, e dall'ampia vista delle fertili
+pianure della Campania, le quali si estendono ai piedi del monte.
+Cominciammo a salire attraverso alle vigne, che forniscono il rinomato
+vino di Somma, e quindi entrammo nella regione ombrosa dei castagni,
+mentre, a misura che salivamo, le pendici diventavano più erte e la
+salita più faticosa. I fianchi del monte, fin verso la sommità,
+continuavano ad essere popolati di castagni e di una flora veramente
+splendida. I fiori stupendi, particolarmente i gigli purpurei, i
+garofani, il licno, il trifoglio purpureo, l'antirrino, la valeriana
+medicinale, traevano a sè tutta quanta l'attenzione del botanico, mentre
+il zoologo dava la caccia alle farfalle variopinte.
+
+A misura che si saliva, andavano scomparendo le strade e finimmo per non
+trovare nemmeno più sentieri di pastori e per camminare su tracce di
+passi, attraverso cespugli, entro gole e sull'orlo di precipizi.
+Incontrammo rivi che scendevano quasi a picco, letti di torrenti quasi
+disseccati, le cui sponde, di carattere interamente vulcanico, erano
+formate ora di ceneri, ora di lapilli, ora di lava impietrita.
+
+Tre della nostra comitiva scesero in una di quelle gole vulcaniche,
+provvisti di martelli e di scalpelli, per raccogliere cristallazioni.
+Ne trovarono una discreta quantità nelle grotte formate dalla lava
+basaltica e dalle ceneri indurite. Le varie qualità di cristalli e la
+stupenda pietra vulcanica si trovano parte a fior di terra e parte
+sepolte nel suolo, e chi non si lasciasse spaventare dalla fatica, ed
+anche dal pericolo delle frane di quelle pareti di lava, potrebbe
+formarne una bella collezione mineralogica.
+
+I tre compagni, più o meno carichi di pietre, si riunirono a noi che
+eravamo rimasti ad attenderli in un bosco, all'ombra. Proseguimmo la
+nostra ascensione, resa faticosa dalla mancanza di strade e dall'ardore
+del sole, fino ad una fonte che trovammo ad un terzo circa della salita.
+Sul monte Somma le sorgenti sono scarse e a quella dove ci fermammo, le
+cui acque non erano abbondanti, però fresche e di buona qualità, le
+nostre guide diedero il nome di fontana di Mennone. Tutti i sassi di
+quella regione sono sonori, perchè stati soggetti all'azione del fuoco
+e, percuotendoli con un ferro, o con un bastone, mandano un suono
+metallico, come le colonne di Pompei.
+
+A misura che si sale, la vista diviene più bella, ma il monte più arido,
+perchè crescono le ceneri, i lapilli, e la salita diviene per
+conseguenza più faticosa.
+
+Ancora non scorgevamo affatto il Vesuvio, perchè rimaneva nascosto dalla
+vetta del monte Somma, mentre invece l'orizzonte si allargava sempre
+più, stendendosi da Baia all'isola d'Ischia; si scorgevano Napoli, il
+golfo, la pianura di Caserta e tutta quanta la fertile regione della
+Campania centrale, fin verso i monti di Sarno. Tutta la stupenda pianura
+si estende dalle colline che circondano il golfo, sulle quali sorge in
+parte Napoli, fino agli Appennini e ai monti del Matese. Si direbbe un
+immenso parco cosparso di castelli, di ville, di chiese, di monasteri,
+di città che spiccano biancheggianti sulla verzura della campagna,
+frastagliate dalle vie di comunicazione. Ci fermammo quasi estatici
+sull'ultimo contrafforte, al disotto della vetta del Somma, perchè da
+quel punto potevamo spaziare la vista e scorgere da una parte Napoli ed
+il mare e dall'altra la pianura campana.
+
+Potemmo riconoscere le seguenti città: S. Anastasia e Somma; più in là
+Poncigliano d'Arco, Acerra, Afragola, S. Maria e Capua; a destra Caserta
+ed il suo palazzo; Maddaloni ai piedi dei monti; in faccia a noi,
+Marigliano; più in là ancora Nola, Ottaiano, Palma e Sarno situate
+propriamente a destra di Nocera, dove i monti chiudono la pianura. Era
+il giorno della Madonna delle Grazie; noi udivamo il rombo dei cannoni
+della sottostante città; e quando fummo giunti presso al cratere ora
+spento del Somma, ci parve che quei colpi provenissero dalle profondità
+del vulcano.
+
+Contemplando da quell'altura, la stupenda regione e lo splendido mare,
+si comprende che chi ne fu una volta padrone, preferì la morte alla
+perdita della signoria. Così avvenne alla stirpe sveva, a quella di
+Aragona e a Gioacchino Murat. Si può allora comprendere l'esclamazione,
+per dir vero, non molto ortodossa, di Federico II imperatore, il quale
+diceva che «se il Dio d'Israello avesse veduta Napoli, non avrebbe tanto
+vantata a Mosè la terra promessa». A noi però era riservato uno
+spettacolo più grandioso; non avevamo ancora veduto il Vesuvio. Ci
+avvicinammo alla vetta del Somma, la quale è segnata al suo punto
+culminante da una croce in legno, e, fatti ancora pochi passi sulla
+cresta sottile, ci trovammo tutto ad un tratto di fronte, e vicinissimi
+al vulcano, che sembrava balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi
+quale fosse il contrasto fra la vista delle pianure ridenti e fertili
+della Campania e quella regione arida, morta, sepolta tutta sotto un
+denso strato di ceneri di color grigio. Non è possibile esprimere con
+parole la profonda impressione di quella mole imponente che fuma; si
+sarebbe detto un demone uscito tutto ad un tratto dagli abissi
+dell'interno.
+
+Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio produrre un tale effetto,
+come dal vertice del monte Somma, che quasi lo eguaglia in altezza.
+Quando si sale sul Vesuvio per la strada di Resina, si vede il vulcano
+dal basso in alto; qui invece si contempla dall'alto in basso e si può
+benissimo guardare nel suo cratere e vederlo campeggiare in tutta la sua
+imponenza, sul fondo del cielo e del mare; inoltre si ha davanti agli
+occhi il cratere del Somma, con le sue pareti scoscese di lava, che
+scendono quasi a picco. Coloro che salgono invece dai piedi del Vesuvio
+alla sua sommità, non scorgono mai la sua forma e non ne vedono altro
+che i campi coperti di lava e di cenere.
+
+Tre soltanto di noi ci avventurammo sulla cresta affilata del Somma,
+fino alla punta più esterna dove si vede il monte a tre punte inclinate
+verso il Vesuvio. A sinistra e a destra si scorgono gli antichi crateri
+spenti delle nere cavità, frastagliate in ogni senso, con intorno un
+terreno cosparso di pietre rosse e grige e di massi di lava eruttati dal
+vulcano. A metà del margine del Somma, il terreno appare inclinato a
+forma piramidale, ed a semicerchio verso il Vesuvio, dal quale lo
+disgiunge un vero precipizio. Innanzi agli occhi si erge il cono
+imponente del Vesuvio, coperto tutto di ceneri dalla base fino
+all'estremità, di un colore fra il grigio e il giallo e con strisce di
+tinta nera dove colò la lava. I margini del cratere sono di colore
+giallo cupo, circondati da una striscia bianca, e dal suo interno si
+sprigionano leggieri vortici di fumo. A poco a poco l'osservatore si va
+rimettendo dalla prima impressione prodotta da quella vista imponente ed
+allora non può fare a meno di osservare le linee armoniche, le belle
+forme di quel cono, e la varietà delle sue tinte. Non ho visto nessuno
+spettacolo naturale simile a questo, dove il severo ed il grazioso siano
+così armoniosamente uniti. Anche dopo salito sull'Etna, debbo affermare
+che questa fusione di aspetti tanto diversi, è tutta particolare del
+Vesuvio. Questo è propriamente di una maestà tranquilla, quieta e
+melanconica; la tinta bruna od azzurra delle ceneri si armonizza in modo
+stupendo con le belle forme del cono, e se si aggiunge a questo
+l'aspetto del mare, della pianura e dei monti circostanti, il tutto
+irradiato da uno splendido sole, s'immagina facilmente quanta debba
+essere la bellezza di quella visuale, dalla quale uno non riesce a
+staccarsi. Vedevamo le barche nel golfo, e all'orizzonte le forme
+strane dell'isola di Capri. A sinistra scorgevamo la spiaggia di
+Castellamare, e la regione vitifera di Boscotrecase, Boscoreale, di
+Scafati e di Lettere.
+
+Ci fermammo un bel po' sulla vetta del Somma, godendo di tutte quelle
+bellezze di cielo, di terra, di mare.
+
+Il Vesuvio era tranquillo; non usciva dal suo cratere che una leggera
+colonna di fumo, quasi ad additare che in mezzo a tante delizie,
+albergava il demonio della distruzione. Le sue strisce nere a traverso
+le ceneri erano formate dai torrenti di lava delle due ultime eruzioni,
+e quella a sinistra datava solo dal 1850. Si erano aperti allora sul
+cono cinque piccoli crateri, tuttora visibilissimi. Ci fu additato il
+punto preciso dove, durante l'eruzione del 1847, perdettero miseramente
+la vita un Tedesco ed un Americano. Costoro, inoltratisi
+imprudentemente, furono colpiti dai sassi infuocati eruttati dal monte;
+il Tedesco, il quale ebbe le gambe rotte, morì ai piedi dello stesso
+Vesuvio; l'Americano, colpito in un braccio, perì poco dopo
+nell'ospedale di Napoli.
+
+Un caso assai strano toccò nel 1822 ad un calzolaio di Sorrento, che si
+era recato a visitare il Vesuvio senza una guida. Il cratere
+dell'eruzione del 1820 era libero, e l'imprudente calzolaio volle
+scendervi con l'animo non solo di sorprendere gli spiriti infernali, ma
+quasi di prenderli a dileggio. Colto da una vertigine in questa sua
+temeraria impresa, precipitò nel cratere e fortuna volle che fosse
+trattenuto, nella caduta, da una sporgenza di lava. Riportò la rottura
+di un braccio e di una gamba, e stette per ben due giorni in quella
+posizione, sospeso sull'abisso, fintanto che i suoi lamenti giunsero
+all'orecchio delle guide che avevano accompagnato sul monte altri
+forestieri. L'infelice fu tratto fuori per mezzo di corde, e bisogna
+dire che discendesse dalla natura immortale di Alasvero, imperocchè,
+portato all'ospedale di Napoli, finì per guarire e per tornare a
+Sorrento, sano e salvo come nulla fosse stato. Questa avventura
+terribile e lieta ad un tempo ci venne narrata da don Michele,
+cappellano del romitaggio sul Vesuvio, dove scendemmo dopo esserci
+trattenuti più di un'ora sulla vetta del Somma.
+
+Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena. Il Vesuvio si velò di nebbia,
+ed un forte vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando vortici
+di ceneri e facendoci assistere a una stupenda lotta di elementi, che
+dava novella vita e nuovo carattere a questa contrada selvaggia. La
+nebbia non tardò però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di noi Napoli,
+lo splendido golfo, Capri, Ischia, Miseno, e a destra i piani della
+Campania.
+
+«_Voilà la Cléopatre!_» Questa strana ed inaspettata esclamazione ci
+fece volgere a tutti. Era il nostro naturalista francese, uomo di
+sessantasette anni, il quale a furia di correre e di saltare, era
+riuscito, benchè vecchio, quasi novello Antonio, a fare la conquista di
+Cleopatra. Quel vecchietto allegro, pieno di vivacità e di brio, di una
+forza sorprendente per la sua età, non degnava di uno sguardo nè il
+Vesuvio, nè lo stupendo panorama; non aveva pensiero che per le sue
+farfalle.
+
+La ripida discesa della sommità del monte, non avvenne senza qualche
+pericolo; dopo aver camminato a stento sulle ceneri e sulle lave
+dell'eruzione del 1850, le quali si sarebbero potute benissimo
+paragonare ad una cascata nera pietrificata, arrivammo, stanchi assai,
+al romitaggio. Questo sorge in vicinanza dell'Osservatorio, edificio
+abbastanza elegante, collocato in amenissima posizione, di dove si
+scopre un'estesa vista. Attorno, attorno sorgono colossali tigli, i
+quali avranno almeno duecento anni, e la cui vegetazione così
+rigogliosa, a tanta prossimità del vulcano, dimostra che la località è
+molto sicura. Difatti le pietre e le scorie eruttate dal cratere,
+descrivendo una parabola, passano di sopra al romitaggio, e la collina
+su cui sorge la chiesa, trovandosi separata da una profonda gola del
+Vesuvio, è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre, una lastra nera,
+con caratteri gialli di ottone, ci fece conoscere che l'edificio era
+assicurato contro l'incendio, da una compagnia di Magdenburgo. Noi
+certamente non ci aspettavamo di trovare questo semplice ricordo della
+patria lontana alle falde del Vesuvio.
+
+Negli ultimi anni abitava un romito presso la chiesetta di S. Salvatore;
+ma il parroco di Resina lo allontanò da quel posto che dava un certo
+reddito, ed ora sale egli stesso, di quando in quando, a celebrarvi la
+santa messa e a trattare gli ospiti, che gli capitano, con eccellente
+_lacrima Christi_. Il piccolo villaggio si compone di alcuni coloni, i
+quali si sono stabiliti ai piedi del monte, di impiegati
+dell'Osservatorio e di una stazione di carabinieri. Nel giorno della
+Pentecoste vi si celebra una festa, ed allora vengono dalle città vicine
+forse undicimila persone, le quali si recano devotamente in processione
+dalla chiesa di S. Salvatore fino alla Croce ai piedi del Vesuvio, per
+scongiurare con le loro preghiere il terribile flagello; Ora il vulcano
+tace, dal 1850, ed anche in quell'ultima eruzione non produsse gravi
+danni; il torrente di lava, di discreta ampiezza, prese la direzione di
+Ottaiano, devastò i giardini del principe di quel nome, e rovinò il
+convento di S. Teresa ed alcune case.[3]
+
+Dopo una buona refezione presso il parroco don Michele, il quale ci fece
+stupenda accoglienza, essendo amico di uno della nostra comitiva,
+salimmo a Resina sul fiume di lava, che, con il suo nero aspetto,
+produce una malinconica impressione. Anche qui si può ammirare di quanto
+sia capace l'industria umana, imperocchè, non appena la lava è
+raffreddata, si cerca di trarne partito. Avevo già veduto
+nell'Osservatorio certe grotte bizzarre e chiusure di giardino lavorate
+artisticamente in lava, e nel romitaggio avevamo preso il caffè sopra un
+tavolo di lava stupendamente lavorato. Con questa si formano pure busti;
+ed a Catania, rimasi sorpreso nel vedere la varietà e la bellezza di
+tinte della lava dell'Etna, ed ebbi campo di osservare e riconoscere
+quanto bella diventi dopo la politura.
+
+Scendemmo da Resina; ivi il torrente di lava disseccata era
+fiancheggiato da vigne stupende, ed a contatto della stessa lava, quasi
+nelle ceneri, vegetavano belle piante di melagrani, con i loro fiori
+purpurei che sembravano di fuoco.
+
+Fummo talmente soddisfatti della nostra bella gita, che ci decidemmo
+farne presto un'altra. Dopo pochi giorni muovemmo, difatti, in carrozza,
+per il monte della Maddalena, verso il Vesuvio.
+
+Era nostra intenzione di contemplarlo, questa volta, dal lato opposto, e
+prendemmo perciò la direzione del fiume di lava del 1850, il quale si
+stende sopra Boscotrecase e Boscoreale. Osservai allora per la prima
+volta questi strani villaggi, collocati nel punto più pericoloso del
+Vesuvio. La loro posizione, in mezzo alla ricca vegetazione del suolo,
+composto tutto di detriti vulcanici, è amenissima quanto quella dei
+villaggi che sorgono alle falde dell'Etna, con la differenza che hanno
+un carattere tutto orientale più ancora di quelli. Le case piccole e a
+volta come quelle dell'isola di Capri e gli stessi campanili delle
+chiese sono costruiti di lava bruna. La popolazione è rozza, timida,
+povera; non sono riuscito a vedere una bella fisionomia. Eravamo scesi
+in una bettola a Boscoreale, per proseguire di là il nostro cammino sui
+campi di lava. Domandammo inutilmente delle frutta, ed il nostro
+desiderio di averne fu accresciuto dall'impossibilità di trovarne,
+quando, ad un tratto, vedemmo, presso la nostra tavola, un cavallo che
+si stava mangiando tranquillamente un secchio pieno di carrubbe.
+Accadde allora una scena gustosa, imperocchè ci precipitammo tutti al
+secchio per disputare al cavallo quel cibo saporito e fu in
+quest'occasione che seppi per la prima volta che a Napoli si nutrivano
+di carrubbe i cavalli.
+
+Visitammo il fiume di lava, a cui le vigne sono tanto vicine e a
+contatto di queste vedemmo annosi olmi, da cui pendono ghirlande di
+tralci, e quell'allegro aspetto di vita, presso tanto spettacolo di
+desolazione, mi parve pieno di contrasto. Vidi pure gli avanzi del
+palazzo del duca Miranda e le ruine di altre abitazioni distrutte dalla
+lava. Anche da questa parte il cono del monte produce uno splendido
+effetto.
+
+Mi trovavo abbastanza inoltrato nei misteri del vulcano per visitare il
+suo cratere. Avevo udito ripetere, le mille volte, che l'ascensione del
+Vesuvio fosse molto più faticosa di quella dell'Etna, ma dopo aver fatto
+anche quest'ultima, posso assicurare che arrampicarsi sul Vesuvio non è
+che una semplice passeggiata in paragone agli sforzi che costa
+l'ascensione dell'Etna, sopratutto per la grande rarefazione dell'aria,
+e per le continue emanazioni di gas dal suolo caldo e oscillante. Anzi,
+dopo aver camminato a lungo sui neri campi flegrei dell'Etna,
+sconfinati, il Vesuvio, che pure ha distrutto popoli e città, non sembra
+più che un fuoco d'artifizio, destinato a divertire i Napoletani. Non si
+può negare, però, che nella sua piccolezza il cratere dia un'idea più
+viva e più animata delle regioni infernali, che non il cratere
+dell'Etna.
+
+Era una bellissima notte quando scendemmo dal Vesuvio; il sole era
+scomparso in mare, dietro l'isola di Ponza e, a misura che crescevano le
+tenebre, Napoli e le città della pianura campana si andavano
+illuminando. L'azzurra volta del cielo era rischiarata dalla cometa
+annunziatrice di guerra e tutto insieme lo spettacolo, commoveva
+profondamente l'animo, già impressionato dall'aspetto del vulcano.
+
+
+ V.
+
+Mi si era parlato a Napoli della festa di S. Paolino a Nola e mi si era
+anche assicurato che meritava di essere veduta. A questa festa accorreva
+tutta la popolazione della Campania, porgendo uno spettacolo che non ha
+l'uguale. Mi recai pertanto colà il 26 giugno, anche bramoso di
+conoscere Nola, la quale racchiude più di un ricordo storico. Alle porte
+di questa città, Marcello aveva inflitto la prima sconfitta ad Annibale;
+ivi era morto l'imperatore Augusto e ivi Tiberio era salito all'impero.
+È noto pure quale sorgente inesauribile di vasi preziosissimi sia stata
+Nola; i più belli fra tutti quei che si trovano nel museo borbonico,
+furono scoperti quivi, in Ruvo e in S. Agata dei Goti. Chiunque li abbia
+veduti, non può certo aver dimenticato il vaso grandioso di Nola, che
+rappresenta, in una composizione ricca di figure, la distruzione di
+Troia. Conviene pure ricordare l'invenzione delle campane di cui mena
+vanto questa città ed il suo Vescovo, S. Paolino, buon poeta e dotto
+padre della Chiesa, che fece molto onore alla sua città natale.
+
+Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema epico latino, ad imitazione di
+Virgilio, dal titolo la _Paolineide_. Lo acquistai un giorno nel porto
+di Napoli, dove lo vidi in vendita sopra un muricciolo; ma, sebbene
+quanto avevo udito intorno alla festa del santo m'ispirasse curiosità,
+non mi bastò però il coraggio per leggere tutto quanto quel lungo poema.
+Non sarà tuttavia fuor di luogo accennare che il santo nacque nell'anno
+351 in Guascogna, dove suo padre, prefetto della Gallia, era tuttora
+gentile, ed aveva educato il suo figliuolo al paganesimo. Se non che,
+convertitosi Paolino al cristianesimo in Bordeaux, non tardò molto a
+divenire zelantissimo della novella religione. Ottenuto il consolato,
+venne mandato ad amministrare la provincia della Campania e quivi giunto
+trasferì la sua dimora dal capoluogo Capua a Nola, per la ragione che in
+questa trovavasi sepolto il santo vescovo Felice, e che i molti miracoli
+da esso operati traevano gran folla alla sua tomba. Paolino, rinunciò al
+mondo, e le proprie convinzioni e le tristi esperienze fatte della vita
+lo portarono a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè accusato
+nientemeno che dell'uccisione di suo fratello, non aveva potuto provare
+la sua innocenza che grazie all'intercessione del santo suo protettore
+Felice. Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare grande
+rinomanza per il suo ingegno e per la sua dottrina nelle scienze
+ecclesiastiche, mentre la santità della sua vita gli procurò
+l'universale venerazione. Venne chiamato a succedere a Felice nella
+cattedra vescovile di Nola, e quando morì, nel 431, fu sepolto nella
+stessa cattedrale, di dove il suo corpo venne trasportato prima a
+Benevento, poscia a Roma, nella chiesa di S. Bartolomeo.
+
+Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono maggiormente però a
+mantenere viva nel popolo la memoria di S. Paolino, bensì una sua buona
+azione, un suo atto generoso. Mentre era vescovo, l'unico figliuolo di
+una vedova di Nola fu preso dai Vandali e portato come schiavo in
+Africa. Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana, si portò colà
+per riscattare il giovane, sottoponendosi in vece sua alla schiavitù
+africana. Compiuta questa santa opera, tornò dalla Libia, ed i Nolani si
+recarono ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo al suo
+vescovato, con musica, danze e con le più solenni manifestazioni di
+gioia. Questo ingresso trionfale ebbe luogo il 26 di giugno di non si sa
+quale anno e ogni anno si celebra la memoria di quel giorno, con
+straordinario intervento di persone, le quali accorrono da tutte le
+contrade della Campania, per prendere parte a divertimenti curiosi e
+originali.
+
+Mi recai di buon mattino a Nola con la ferrovia. I prezzi dei biglietti
+erano stati ridotti e alla stazione vi era una grande ressa di gente,
+mentre tutte le altre strade che portano a Nola erano piene di carrozze
+di ogni specie, le quali, movevano verso la città in festa. Il mio
+viaggio durò poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime contrade,
+tutte coltivate a viti. Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana
+di gente che entrava in città.
+
+In vicinanza della porta si teneva la tradizionale fiera; le antiche
+mura della città ed una torre aderente, erano tappezzate di cartelloni
+giganteschi, dipinti bizzarramente; nella torre stessa si faceva vedere
+la gran foca marina e sulla porta un uomo con una tromba faceva un
+fracasso del diavolo, ora suonando l'istrumento ed ora vantando i pregi
+del curioso animale. In una casa di fronte si faceva pure una musica
+infernale, interrotta di quando in quando dalle voci stentoree di una
+compagnia di giocolieri, i quali invitavano il pubblico ad ammirare le
+loro prodezze. Non è possibile descrivere la varietà delle merci che
+venivano offerte con alte grida nelle botteghe; nè il chiasso assordante
+della folla, la quale irrompeva nella città; nè la varietà dei colori
+dei vestiti che il popolo indossava e delle bandiere che quasi tutti i
+popolani agitavano in mano. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la
+vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece
+dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in
+Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta
+ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d'argento, portata sulle
+spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne,
+decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e
+coperta ai due lati di numerose bandiere. Le colonne erano rosse,
+lucide, le nicchie dorate all'interno e guarnite di rabeschi assai
+originali; le figure rappresentavano geni, angeli, santi, guerrieri,
+tutti vestiti nelle foggie più strane ed erano collocati gli uni sopra
+gli altri, e tenevano, in mano corni, mazzi di fiori, ghirlande e
+bandiere. Tutto si moveva, tremava e svolazzava, e la torre stessa,
+portata da circa una trentina d'uomini robusti, oscillava essa pure. Nel
+piano inferiore stavano sedute alcune ragazze, incoronate di fiori, in
+mezzo ai suonatori, i quali facevano un chiasso indescrivibile con
+trombe, tamburi e triangoli.
+
+La torre si avanzava lentamente nella strada, superando l'altezza delle
+case, ed era sormontata in cima dalla statua di un santo. Da altre parti
+si udivano nuove musiche e si vedevano consimili torri.
+
+«Dio mio!--dissi ad un uomo che mi stava vicino--che cosa significa
+tutto questo?» Mi rispose alcune parole in un dialetto incomprensibile,
+fra le quali, uniche che riuscii ad afferrare, quelle di _guglie di S.
+Paolino_. «Dovete sapere--mi disse allora un Napoletano--che queste
+torri e questi obelischi sono dedicati al santo, perchè quando egli
+ritornò dall'Africa, gli abitanti di Nola gli andarono incontro
+facendogli grandi feste e portando fra le altre cose tali obelischi. Di
+qui potrete vederli passare tutti, mentre si avviano alla cattedrale».
+
+Preferii recarmi senza indugio sulla piazza stessa, davanti al duomo,
+dove dovevano prender posto tutte le torri.
+
+Ne arrivarono subito nove da diverse parti ed erano quasi tutte della
+stessa altezza, ad eccezione di una più elevata delle altre, che
+raggiungeva i centodue palmi d'altezza appartenente alla corporazione
+degli agricoltori. Ogni corporazione, od arte di una certa importanza,
+prepara simili torri per la festa del santo. Le spese sono sostenute
+dall'arte e ascendono per ogni torre a circa novantasei ducati
+napoletani.
+
+Nell'esaminare più da vicino quelle strane apparizioni che tanto mi
+avevano colpito, a prima vista rilevai che riproducevano l'architettura
+bizzarra e barocca degli obelischi che sorgono sopra alcune piazze di
+Napoli, e che, sopracarichi di sculture e di ornati, non dànno un'idea
+molto favorevole del buon gusto artistico dei Napoletani.
+
+Ogni obelisco è fabbricato in istrada, presso la casa di qualche
+distinto maestro d'arte, sotto una grande e alta tenda destinata a
+proteggere contro le intemperie l'opera stessa e gli artisti che la
+stanno componendo.
+
+Lo scheletro delle torri è formato di antenne e di travicelli; un piano
+si sovrapone all'altro e la parte anteriore e i due lati si ricoprono
+di carta, mentre la parte posteriore è formata tutta da foglie di rami
+di mirto e da una quantità di piccole bandiere. Sulle pareti di carta
+dei due lati sono dipinti geni i quali portano ghirlande. La parte
+anteriore è la più ricca di ornamenti, perchè a questa lavorano pittori
+ed architetti. Ogni piano è formato di colonne di ordine corinzio,
+sormontate da una cornice con una nicchia ed in questa sono collocate
+figure e statue. Le persone vive stanno al piano inferiore, e sono
+ragazze e giovanetti che vestono una gonnella corta e portano in testa
+elmi di carta dorata. Nella nicchia, a metà della torre, si trova la
+figura principale. In quella degli agricoltori, o mietitori, io vidi una
+Giuditta colossale stupendamente vestita, la quale teneva in mano la
+testa di Oloferne; in altre torri scorsi santi, o protettori, o patroni
+dei varî mestieri. A fianco di queste figure principali si trovano ad
+ogni piano emblemi di varia natura, angeli che tengono in mano bandiere,
+od arpe, e geni con corone di fiori e trombe. Nella nicchia del piano
+superiore sta un angelo con un incensorio, e sulla cupola dorata, o
+sull'ornamento a foggia di giglio, che forma l'estremità della torre,
+sorge un santo. Sulla torre degli agricoltori si vedeva S. Gregorio
+vestito da cavaliere dell'ordine di Malta, con una bandiera in mano.
+
+Un emblema posto sulla cornice che sormonta la nicchia a metà della
+torre, indica la corporazione, o il mestiere a cui quella appartiene. Su
+quella degli agricoltori stava una falce; su quella dei pastai stavano
+due grossi pani; su quella dei macellai era un pezzo di carne; su quella
+dei sarti una bianca veste; su quella dei calzolai una scarpa; su quella
+dei pizzicagnoli una forma di cacio; su quella dei negozianti di vino un
+fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da un giovanetto, il quale porta
+un altro emblema: quello dei giardinieri portava un corno di abbondanza;
+gli albergatori e i bettolieri erano preceduti da un barile di vino
+sostenuto da due giovani, vestiti in guisa da raffigurare S. Pietro e S.
+Paolo.
+
+Al suono delle loro bande musicali, tutte le torri si avviarono verso la
+cattedrale. Tutto quel chiasso, tutta quella gente dai costumi più
+svariati, tutte quelle bandiere, i balconi delle case gremiti di fiori e
+di belle ragazze, tutte quelle torri bizzarre che oscillavano, sotto il
+sole abbagliante del mezzogiorno, formavano uno spettacolo così vivace,
+così singolare che ne rimasi assordito, allibito: credetti di essere
+tornato ai tempi del paganesimo.
+
+La marcia delle torri era aperta da due di queste, assai piccole, al
+piano inferiore delle quali erano ragazzi coronati di fiori; poi veniva
+una barca, in cui stava un giovanetto vestito alla turca, con in mano un
+fiore di granata. Dietro la barca veniva un grandioso legno da guerra,
+benissimo rappresentato, con a prua un giovane vestito da moro, che se
+ne stava fumando un sigaro, mentre sul ponte eravi la statua di S.
+Paolino, inginocchiata in atto di preghiera, davanti ad un altare.
+
+Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano
+spettacolo, imperocchè ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare
+a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale
+batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e
+sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere;
+tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo
+d'occhio fantastico. Ogni torre incominciava a danzare davanti al duomo,
+e poi ballavano tutte insieme per quasi cinque minuti. Appena ogni torre
+si era fermata davanti alla cattedrale e aveva ripreso il suo posto, una
+ventina di giovani e di uomini si disponevano in circolo intorno ad
+essa, tenendosi le mani sulla spalla e ballavano. Intanto due ballerini
+facevano in mezzo a questi una danza particolare, finchè sopraggiungeva
+un terzo che veniva da questi sollevato per aria, dove si dimenava con
+tutte le membra. A poco a poco cominciava a divenir pallido e, quasi
+colpito da vertigine, cadeva a terra come morto. Gli altri continuavano
+a ballargli intorno, in circolo, mentre il morto si rialzava sorridendo
+e al suono di nacchere esso pure si rimetteva a girare. Quelle danze
+strane e originali, mi ricordarono il culto di Adone, ma non trovai
+nemmeno chi potesse fornirmi un'esatta spiegazione di quel ballo
+mistico. Davanti ad una torre, invece di ballare, si facevano giuochi di
+forza e un uomo faceva esercizi sulla testa di un altro. Ballò
+perfino il grosso legno da guerra. In alcuni momenti suonavano
+contemporaneamente le musiche di quattro di quelle torri, che insieme
+con gli urli, con gli schiamazzi e con le grida di migliaia di persone,
+facevano un baccano indiavolato.
+
+Tutto questo chiasso avveniva sulla piazza, davanti alla cattedrale,
+mentre nell'interno della chiesa il vescovo cantava tranquillamente
+messa solenne che i fedeli in ginocchio stavano ad ascoltare
+devotamente.
+
+Terminata la messa e finito il ballo delle torri, si chiuse la funzione
+religiosa con una processione a cui presero parte tutto il clero
+secolare, e tutte le corporazioni di frati; non vidi mai in Italia
+frati di un aspetto così imponente e così florido come questi e non so
+se ciò dipendesse dalla bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità del
+paese, o dalla libertà con cui vivono i frati nel regno di Napoli. La
+processione con dietro tutte le torri, fece il giro di tutta la città
+accompagnata dallo scoppio incessante di razzi e di mortaletti.
+
+Era intanto passato mezzogiorno; le funzioni religiose erano terminate e
+la popolazione cominciava ad andarsene per i fatti suoi. Stordito da
+tutto quel baccano, stanco di tutta quella folla, cercai rifugio in una
+trattoria, che trovai già piena di gente. In questi paesi tutto è
+allegro e chiaro, ed anche le pareti di quella bettola erano dipinte a
+colori vivaci. In un batter d'occhio vidi recare e scomparire piatti
+enormi di maccheroni, e di carne di agnello arrosto. Il vino rosso e
+denso era servito in brocche di terra cotta, a doppio manico, e non si
+beveva, come nell'Italia superiore e centrale, in bicchieri di vetro, ma
+alla brocca stessa, come nei tempi antichi. Il vino mi parve assai
+migliore, bevuto in una brocca la quale per la forma mi ricordava i vasi
+antichi e quelle brocche scoperte a Pompei, ora a Napoli nel Museo
+Borbonico e che hanno del pari doppio manico e la brocca a foggia di
+trifoglio. Oggigiorno, tutte queste brocche, nella Campania, sono
+verniciate in bianco con alcuni ornati che però non conservano più nulla
+dello stile greco.
+
+Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò tutte le persone nei
+caffè, i quali prendono il nome di _Caffè nobile_, non appena cominciano
+a presentare una certa apparenza. Cercai il migliore di tutti, che
+trovai però già pieno zeppo di persone; vi si soffocava per il caldo.
+V'erano contadini che cantavano ritornelli, improvvisatori, signori e
+dame elegantemente vestite, gli uni seduti, gli altri in piedi, e altri
+ancora che giravano attorno ai tavoli. Si prendevano gelati in
+abbondanza e di gusto squisito. Non ho mai provato come in quel caffè la
+voluttà di sorbire un buon gelato, tanto era soffocante il calore, e non
+tardai molto in mezzo a tutta quella folla, ad addormentarmi e sognai
+Marcello, Annibale, Augusto morente, Livia, Tiberio, le baccanti, gli
+affreschi di Pompei, i vasi di Nola, S. Paolino e la sua festa, e le
+torri che ballavano. Al di fuori la folla continuava a gridare e a far
+chiasso, ma siccome il rumore era continuato, si poteva benissimo
+dormire come si dorme sulla spiaggia del mare, al muggito delle onde.
+
+La città, che visitai tutta quanta, non ha nulla di notevole, ma è
+abbastanza pulita e resa gaia dai molti e bei giardini. Nei tempi
+antichi Nola non era affatto inferiore a Pompei con la quale manteneva
+grandi relazioni commerciali. Le tre città più fiorenti della Campania
+erano infatti: Nola, Aceria e Nocera, che avevano il loro porto a
+Pompei, sulla foce del Sarno, ricoprendo allora il mare, che di poi si
+ritirò da Pompei, buona parte di quella fertile pianura.
+
+Ero uscito di città per salire al convento di S. Angelo, appartenente ai
+monaci di S. Francesco, il quale sorge con un porticato aperto in una
+bella posizione ed è attorniato da una splendida vegetazione, quando
+incontrai per istrada una famiglia che tornava già dalla festa e che era
+composta di una matrona di forse ottant'anni, con le sue figliuole e
+nipoti. Non vidi mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era
+della persona e d'imponenza tragica.
+
+Vestiva un abito di seta color chermisino, con ampio bordo di broccato
+d'oro, stretto alla vita alla foggia greca, e sopra questo portava un
+farsetto tutto rosso, ricamato in oro. I suoi capelli canuti erano
+trattenuti sulla fronte da un nastro alla pompeiana. Procedeva
+coll'imponenza e con la dignità di una principessa, o di una regina dei
+tempi antichi, ed avrebbe potuto rappresentare benissimo nei _Persiani_
+di Eschilo la parte di Atossa, consorte sublime di Dario e madre di
+Serse. Mi ero unito a quella piccola brigata e, sebbene una delle nepoti
+della vecchia fosse di non comune bellezza, pur non potevo staccare gli
+occhi da quella imponente matrona. Le giovani che l'accompagnavano, non
+erano vestite riccamente come quella; portavano invece abiti a larghe
+maniche, di colori chiari ed avevano in capo, alla moda del paese, il
+_muccador_, specie di velo fissato poco sopra la nuca, in maniera da
+lasciar visibili i capelli sulle tempie, antica usanza che si può
+osservare anche negli affreschi di Pompei. Provavo molta fatica a
+comprendere qualche cosa, qualche parola del dialetto che quelle donne
+parlavano. Compresi però che mi invitavano ad accompagnarle a casa loro,
+la quale, mi dissero, che si trovava a poca distanza. Per curiosità ci
+sarei andato molto volentieri, ma il giorno era già inoltrato, mi
+premeva vedere S. Angelo, godere del panorama che di là si osserva e
+perciò ringraziai, declinando il cortese invito.
+
+La vista che si gode dal convento è veramente bella. Si scoprono, a
+sinistra il monte Somma ed il Vesuvio, a destra i monti di Maddaloni, e
+sopra il monastero, in cima ad una collina, le rovine pittoresche del
+castello di Cicala. In mezzo a quei monti si stende la campagna di
+Nola, riccamente popolata di pioppi, di olmi, di alberi da frutta, da
+cui pendono, a guisa di festoni, le viti. In mezzo a tutte queste piante
+crescono rigogliosi il frumento ed il grano turco, e dovunque brillano
+gli aranci e i melagrani, e la città, irradiata da un sole abbagliante,
+trovasi come immersa in un mare di verzura, di vigneti e di fiori. È
+davvero una contrada adatta per continue feste: la stessa natura,
+eminentemente voluttuosa, invita senza posa al piacere.
+
+Partii da Nola verso sera, quando stavano per cominciare le corse dei
+cavalli; più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione generale.
+Quando a sera inoltrata mi trovai a Napoli, alla finestra della mia
+abitazione a S. Lucia, vidi la folla che tornava dalla festa e si
+avviava verso Chiaia; i cavalli erano guarniti di nastri e di fiori, la
+gente faceva sventolare le piccole bandiere; tutti, carrozze, cavalli, e
+uomini erano coperti di polvere. Gridando e schiamazzando la folla si
+recava a Chiaia a prendere parte alla sfilata per il corso.
+
+
+ VI.
+
+Chiunque si sia recato da Salerno ad Amalfi, seguendo la strada lungo il
+mare, deve ricordare questa gita con vera soddisfazione. Non ve ne è
+un'altra ugualmente bella in tutto il regno di Napoli, e di tante
+escursioni che ho fatto in tutta quanta l'Italia, questa è quella che mi
+ha lasciata più grata impressione di tutte le altre.
+
+La strada segue sempre la spiaggia del mare, mantenendosi ad una certa
+altezza, e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo. Si hanno a
+sinistra i monti e le fresche valli, popolate di villaggi, le quali
+scendono al mare che rimane disotto, mentre lo sguardo può intanto
+benissimo abbracciare Pesto, i monti delle Calabrie, il capo Licosa e il
+golfo Policastro.
+
+Il primo abitato che s'incontra in vicinanza di Salerno è Vietri; la
+posizione di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli. Giace in una
+gola ampia e grandiosa, sulla riva di un torrente, il quale fornisce
+l'energia necessaria a parecchi molini, ed è un paese bruno, d'aspetto
+bizzarro, con parecchie chiese e cappelle. Sulla spiaggia del mare
+possiede il suo piccolo porto popolato di barche. Quasi tutti i paesi
+situati in alto hanno un piccolo borgo alla marina, dove si possono
+godere scene di vita marinaresca con maggior evidenza che nei quadri.
+Quando dall'alto di quelle rupi si contemplano le barchette, che ora
+compaiono sulle onde e ora spariscono, si direbbe che siano sospese per
+aria.
+
+Tutte le torri che ancora si scorgono sulla spiaggia del mare, tutti i
+castelli situati sulle alture, fanno pensare ai tempi in cui i Normanni
+fondarono in queste contrade il loro meraviglioso regno, quel regno che
+segnò un'epoca nella storia della civiltà ed esercitò una grande
+influenza nell'Occidente e nell'Oriente.
+
+In quel tempo erano, a dire il vero, assai strane le condizioni
+dell'Italia meridionale; aspre signorie di Greci e di Longobardi,
+scorrerie continue degli Arabi e repubbliche fiorenti come quelle di
+Amalfi, di Gaeta e di Napoli.
+
+In questa bella Salerno, che oggi riposa tranquilla in riva al suo mare,
+regnava allora il principe longobardo Guaimaro, quando comparve davanti
+alla città una flotta saracena e gl'infedeli diedero l'assalto alle
+mura. I Salernitani erano infiacchiti al pari dei Sibariti e dei
+Bizantini e la città, male guardata, stava in pericolo di cadere.
+Fortuna volle che si trovassero per caso in quel momento a Salerno
+quaranta pellegrini normanni che tornavano di Terra Santa, a bordo di un
+legno amalfitano. Domandarono subito armi, si precipitarono fuori della
+porta ed attaccarono con impeto i mussulmani. I Salernitani, animati
+dall'esempio, tennero lor dietro, e dopo un sanguinoso combattimento i
+Saraceni furono sbaragliati e costretti a levar l'assedio. Guaimaro
+ricompensò generosamente i pellegrini, i quali, ritornati in patria,
+eccitarono la fantasia dei loro compaesani con le narrazioni delle
+bellezze della spiaggia di Salerno, dei prodotti di quel suolo
+fertilissimo, della primavera perpetua che vi regnava e dei tesori che
+colà, uomini arditi e coraggiosi avrebbero potuto acquistare.
+
+Gli avventurosi Normanni s'imbarcarono allora pel mezzodì d'Italia,
+guidati da Dragut. Ciò avvenne in principio del secolo XI e la stirpe
+dei Normanni fu più fortunata di quella dei napoleonidi e di Murat.
+
+Sismondi osserva che da quell'epoca, nella lingua dell'Irlanda, si
+mantenne dell'antico dialetto scandinavo la voce _figiakasta_, vale a
+dire _desiderî di fichi_, locuzione figurata per esprimere un desiderio
+intenso.
+
+Giungemmo frattanto a Cetara, luogo delizioso quanto mai sulla spiaggia
+del mare, una vera e fertile oasi in mezzo ai monti. Di questo paese mi
+colpì l'architettura tutta moresca. Le case sono piccole e ad un sol
+piano, con logge e verande circondate di viti; i tetti sono convessi e
+tinti di nero. La chiesa piccola e di architettura bizzarra, sorge in un
+boschetto di aranci. Tutto l'insieme del paese aveva un carattere così
+esotico, che non si sarebbe mai pensato di essere nel centro d'Europa.
+Allo splendore di un magnifico sole, le piante e i fiori sembravano
+sorridere e le piccole case con le loro verande, parevano sepolte nella
+verzura. Tutto era pulito, bello; v'eran piante di aranci, di carrubbe e
+di gelsi; stupendi cactus in fiore e magnifiche piante di aloe
+contribuivano a dare un carattere esotico al paesaggio.
+
+Cetara fu il primo punto occupato dai Saraceni su questa riviera. Quivi
+essi si fermarono e in seguito estesero i loro dominî, fondando colonie
+ad Amalfi, Minori, Maiori, Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano
+scorrerie continue su queste spiaggie, prima ancora di conquistare la
+Sicilia. Costoro erano attirati e indotti su questi lidi, dalle continue
+lotte dei Greci, con le città e con i Longobardi. La stessa città di
+Napoli ne diede l'esempio in principio dell'anno 836, quando si rivolse,
+per mezzo del suo console Andrea, agli Arabi, onde avere soccorso e
+liberarsi dalla signoria di Sicardo principe di Benevento, e quella
+repubblica, allora fiorente, strinse lega con i Saraceni senza tener
+conto nè degli anatemi del sommo pontefice, nè delle minacce degli
+imperatori greco-romani. Tale lega durò circa un mezzo secolo e si narra
+che a quei tempi il porto di Napoli presentasse un aspetto addirittura
+saraceno. Quando, dopo la morte di Sicardo avenuta nell'839, la
+signoria longobarda cadde a Salerno e a Benevento, e pugnavano per
+questa fra di loro Radelchi e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda
+di Saraceni e prese ai suoi servizi il mussulmano Apolofar con un certo
+numero di Cretesi. Gli Arabi presero liberamente stanza in Salerno e vi
+si stabilirono definitivamente, fabbricando case nei dintorni della
+città.
+
+Finalmente, nell'anno 871, Radelchi e Siconulfo fecero la pace,
+dividendosi gli stati di Salerno e di Benevento e stabilirono la
+condizione che non si dovesse permettere più agli Arabi il soggiorno
+nella costa fra Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti si fecero
+battezzare e vi rimasero. Costoro avevano già data a quella località
+un'impronta tutta moresca che non si è più cancellata. Altri Arabi
+vennero poi dalla Sicilia, di modo che nel corso del secolo IX tutta
+quanta la Calabria si trovò in pericolo di diventare mussulmana; a Bari
+regnava un sultano, Taranto cadeva nelle loro mani e minacciavano di
+prendere Roma stessa, dove i Saraceni sorpresero e saccheggiarono le
+chiese di S. Pietro e di S. Paolo, mentre Napoli continuava a stare con
+loro in buone relazioni, ad onta degli sforzi dell'imperatore Ludovico
+II.
+
+Si stabilirono nuovamente in Cetara nell'anno 880 e la repubblica di
+Napoli assegnò loro alcune terre sulle sponde del Sebeto. Essi presero
+pure dimora alle falde del Vesuvio, nei dintorni classici di Pompei, non
+che sul Garigliano, donde partivano per fare scorrerie in tutta quanta
+la Campania. Fondarono parimenti la loro colonia di Agropoli, nelle
+vicinanze di Pesto.
+
+Ai tempi del dominio dei Normanni si ritirarono più di una volta da
+queste contrade e molti abbracciarono il cristianesimo, altri rimasero
+al servizio di Ruggero, portando nella bella provincia di Salerno le
+costumanze e la civiltà orientale. Lo stesso nome di Cetara sembra che
+sia di origine orientale.
+
+Il sole intanto si era fatto cocentissimo, riflettendosi sulle nude
+rocce dove camminavamo in fretta, e noi eravamo ancora a buona distanza
+da Amalfi. L'aspetto della riviera si faceva a mano a mano sempre più
+bello. Al nostro fianco sorgevano monti altissimi, le cui cime si
+perdevano nelle nubi, mentre la loro tinta oscura, sotto la sferza del
+sole che rendeva sempre più azzurre le onde del mare, faceva un grande
+contrasto con lo splendore di questo e con la limpidezza del cielo.
+Sorgevano qua e là, sul pendio dei monti, rovine di antichi castelli dei
+tempi normanni indicanti i luoghi dove un giorno esistettero villaggi.
+Stupenda ci apparve la posizione di Maiori e di Minori nei due punti
+più belli della riviera, due piccole città al pari di Cetara, appoggiate
+al monte e circondate da giardini amenissimi.
+
+Le spiagge di Minori e di Maiori sono quanto c'è di più ridente in
+questo golfo, da Salerno ad Amalfi e Sorrento, ed io non esito a
+dichiarare che superano in bellezza la stessa spiaggia di Sorrento, a
+costo anche di esser tacciato di un'eresia. Sono due punti di una magica
+tranquillità, ristretti in breve spazio, freschi, ombreggiati e ridenti;
+si direbbero appartati da tutto il resto del mondo. Non ho veduto luoghi
+più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori, fondato da Siccardo di
+Benevento nel secolo IX; il paese giace quasi in riva al mare. Il monte
+situato dietro l'abitato, ridotto a foggia di terrazzi, è coltivato a
+giardini nei quali sorgono casette bianche e pulite che hanno l'aspetto
+di altrettante ville. Più in alto torreggia pittorescamente un antico
+castello.
+
+Le strade ed i sentieri solitari e tranquilli si addentrano nei monti
+dai quali scaturiscono acque limpide e fresche. Tanta solitudine
+romantica ricrea l'animo e fa nascere il desiderio di vivere colà
+tranquilli, o almeno di trascorrervi un'estate. Ivi davvero l'abitante
+dei paesi settentrionali comprende che cosa significhi la _figiakasta_.
+
+Trovammo colà, in riva al mare, una locanda graziosa, dipinta a colori
+vivaci, dove ci procurammo vino, ottimi fichi neri e aranci stupendi. Il
+sole che splendeva di fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi
+delle onde sulla spiaggia e l'atmosfera pregna di profumi, conciliavano
+il sonno.
+
+Poco dopo ci trovammo mezzo addormentati in un caffè del vicino borgo di
+Minori. Quivi le case sono piccole e basse quanto quelle di Pompei e le
+stanze così piccole che appena possono contenere quattro persone. Alla
+tavola della locanda il padrone ci girava attorno con un ventaglio in
+mano smovendo l'aria, cacciando le mosche e narrando nel suo dialetto
+una quantità di storie, parlando sopratutto della fabbricazione dei
+maccheroni, industria speciale della riviera di Amalfi, la quale ne
+provvede tutto il regno di Napoli.
+
+Partimmo da Minori nelle ore calde del pomeriggio e, girato che avemmo
+un promontorio, ci trovammo di fronte ad Atrani, il quale è separato da
+Amalfi da una gigantesca rupe. La posizione di Atrani è imponente. Sorge
+a foggia di piramide sulla riva del mare, che in quel punto è altissima
+e scende assai ripida, addirittura a picco. L'architettura delle case,
+le quali hanno tutte la propria loggia, produce un aspetto
+piacevolissimo per il bianco delle mura che si stacca sul fondo nero
+della rupe. Questa, forma vicino al paese una verde valletta ed alla sua
+sommità si presenta il paesetto di Pontone. Sulla sommità delle falde di
+quei monti tutte rivestite di pini marittimi sorgono antiche torri e
+castelli. Si scorgono intorno villaggi che giacciono ancora più alti fra
+vigne e castagneti e dove sarebbe molto faticoso l'arrampicarsi. Oltre
+Pontone, soprastano Atrani gli altri paesetti di Minuto, Scala, e
+Ravello. Quest'ultimo è particolarmente notevole per i ricordi dei
+Saraceni. Vi si sale da Atrani percorrendo una ripida e faticosa strada,
+ma romantica, attraversando gallerie coperte e camminando fra vigneti,
+castagni e boschi di carrubbe. A misura che si sale, la vista del mare
+si fa più bella. Dalla cima delle nere rupi, coronate di torri, si getta
+lo sguardo sull'azzurro delle onde che si direbbero sgorgare dalla gola
+di Pontone. Si vedono pure verdeggianti pendici, seminate di case, dove
+per buona ventura gli abitanti non hanno più a temere le scorrerie
+saracene.
+
+Arrivammo all'abbandonato monastero delle Clarisse e ivi trovammo le
+prime tracce dell'architettura moresca. Salimmo quindi alla villa
+Cembrano, casa di campagna di un ricco signore napoletano, la quale
+sorge tra le rose e gli oleandri, su di un altipiano da dove lo sguardo
+spazia nel mare. Questa villa è propriamente bella e sopra tutto
+attrasse la mia attenzione il pergolato, il quale forma un rettangolo
+attorno al magnifico giardino. Esso è sostenuto da pilastri bianchi, sui
+quali corre un tetto di verdi tralci, da cui pendono i grappoli in
+abbondanza; nel giardino poi, tenuto con molta cura, crescono i più bei
+fiori, e tutte le piante meridionali, nella vegetazione rigogliosa del
+mese di luglio. Sul margine dell'altipiano sorge un belvedere,
+circondato di statue, invero orribili, le quali però in distanza
+producono buon effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza del mare,
+delle coste delle Calabrie con le cime dei loro monti coperte di neve,
+dell'imponente punta di Conca e del bel capo d'Orso, presso Maggiori,
+tutte vedute severe che bisogna ammirare e tacere, anzichè provarsi a
+farne la descrizione. Nel contemplare da quegli orti di Armida, fra le
+rose e le ortensie, il mare magico nel quale si riflette l'azzurra tinta
+di un cielo limpidissimo, nasce il desiderio di poter volare. Io credo
+che a Dedalo ed a Icaro venne desiderio di poter spaziare per l'aria in
+una bella sera d'estate, sedendo su di un promontorio dell'isola di
+Creta.
+
+Salimmo ancora più in alto, al convento di S. Antonio; anche questo è
+collocato in amenissima posizione ed è di stile interamente moresco, con
+archi spezzati e colonnette graziose. Raggiungemmo quindi l'antica
+Ravello e ci trovammo tutto ad un tratto in una città moresca, con torri
+e case di stile arabo, fabbricata di tufo nero solitaria e tranquilla,
+abbandonata, quasi morta, sopra una verde pendice del monte. Si direbbe
+che è segregata da tutto il resto del mondo; non si vedono che alberi e
+rocce e da qualche punto il mare in lontananza. Nei giardini si
+osservano alte torri nere, case di stile moresco con arabeschi in parte
+rovinati, finestre ad arco con piccole colonne.
+
+Sulla piazza del Mercato, presso la chiesa, sorge un antico edificio di
+architettura araba, con ornati di gusto fantastico e con colonne
+meravigliosamente lavorate negli angoli. Il tetto riposa sopra una
+graziosissima cornice. Questo edificio è designato col nome di teatro
+moresco e non vi è dubbio che era il palazzo degli antichi signori di
+Ravello, imperocchè questa città, ora deserta e derelitta, fu un tempo
+una colonia fiorente di Amalfi che contava trentaseimila abitanti.
+Ricche famiglie vi avevano introdotto il lusso a cui davano origine le
+loro relazioni con l'Oriente e il continuo commercio con i Saraceni
+stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri erano annoverate le famiglie
+degli Afflitti, dei Ragadei, dei Castaldi e sopratutto dei Ruffoli. Si
+erano fabbricate tutte palazzi di stile moresco, con vasche, con getti
+d'acqua di vero gusto arabo, su disegni e sotto la direzione di artisti
+arabi. E' noto che Ravello si mantenne in relazione continua con i
+Saraceni, molti dei quali vi avevano presa dimora e gli Arabi vi tennero
+il presidio fino ai tempi di Manfredo. Avvenne perciò che questa piccola
+città fu una delle prime che accolse nell'Italia meridionale
+l'architettura araba ed oggidì è una delle poche che ne conservi ancora
+gli avanzi.
+
+Trovai in Ravello maggiori avanzi di architettura moresca che in Palermo
+stesso, dove i castelli di Cuba e della Zisa sono per la massima parte
+distrutti. Il palazzo Ruffoli in Ravello è una vera miniera di
+architettura moresca di quei tempi, e di queste contrade. Esso trovasi
+in un giardino, ed appartiene da tre anni all'inglese sir Nevil Reed, il
+quale lo ha fatto per primo sgombrare dalle macerie. E' addirittura un
+piccolo Alhambra, uno stupendo edificio a tre piani, che conta più di
+trecento stanze sostenute tutte da colonne moresche. Le sale sono ornate
+di rabeschi in puro stile arabo-siculo e un tempo debbono essere state
+magnifiche. Esistono ancora nei giardini una rotonda di stile moresco,
+alcuni avanzi di mura, fra le quali una torre quadrata di gusto
+bizzarro, rovine di porticati, di bagni, di archi e di cortili, i quali
+debbono aver fatto parte di una specie di castello cinto di mura, e da
+questi ruderi è agevole farsi un'idea delle grandi ricchezze che
+dovevano aver accumulato un tempo le famiglie distinte di Ravello.
+
+In tutte le città impoverite del regno di Napoli, queste reliquie di
+tempi migliori provano la triste decadenza delle contrade. Due volte
+furono in fiore queste regioni predilette dalla natura: la prima
+nell'antichità greca, come lo attestano le rovine di Pesto; la seconda
+durante le Repubbliche del medio evo, allorquando Napoli, Gaeta, Amalfi,
+Sorrento, riempivano i mari delle loro flotte, ben molti anni prima che
+lo spirito repubblicano, avanzo degli ordinamenti politici greci e
+romani, risorgesse nell'Italia settentrionale e desse origine alle
+repubbliche di Pisa, di Genova e di Venezia. Nella prima epoca furono i
+Romani quelli che spensero il fiore della civiltà nell'Italia
+meridionale; nella seconda epoca cominciò a venir meno sotto il dominio
+dei Normanni; e quindi, a poco a poco, quelle contrade si vennero
+riducendo alla misera condizione in cui si trovano attualmente. Manca
+tuttora una buona storia di quelle Repubbliche dell'Italia meridionale
+dal secolo VII ai tempi di re Ruggiero di Sicilia, e gli archivi di
+Napoli potrebbero fornire tutti gli elementi necessari, se non fossero
+chiusi, ed impenetrabili più della sfinge egiziana.[4]
+
+Vidi intanto, mentre mi trovavo nei giardini del palazzo Ruffoli, un
+meraviglioso fenomeno di luce in mare. Il sole stava per tramontare, ed
+i monti di Pesto e di Salerno cominciavano ad oscurarsi, assumendo una
+tinta dolce di verde cupo, mentre sopra a Pesto stava un'ampia nuvola
+bianca, la quale non tardò a tingersi in rosso acceso. Si sarebbe detto
+che divampasse in cielo un immenso incendio, la cui luce si proiettasse
+in mare, sembrando fosse in fiamme tutto quanto il golfo di Salerno; a
+poco a poco il mare assunse prima un color d'oro, quindi verde pallido,
+violaceo, gialliccio, finalmente grigio, finchè vennero le tenebre.
+Colpito da quegli scherzi indescrivibili di luce, non potei più muovermi
+finchè fu notte.
+
+Potrei ancora narrare molte cose di Ravello, particolarmente
+dell'antico duomo edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI, il quale
+possiede un pulpito raro in mosaico ed antiche porte di bronzo e dove si
+conserva in un'ampolla il sangue di S. Pantaleo, che bolle al pari di
+quello di S. Gennaro; ma non conviene vedere tante cose, e sopratutto
+descriverle molto a lungo.
+
+
+
+
+ L'ISOLA DI CAPRI
+
+
+
+
+ L'isola di Capri.
+
+
+Un mese intiero ho vissuto nell'isola di Capri ed ho goduto, in tutta la
+sua pienezza, la solitudine magica di quella marina. Così potessi io
+riprodurre le sensazioni ivi provate! Ma è impossibile descrivere con
+parole la bellezza e la tranquillità di quella romita solitudine.
+Giampaolo Richter, contemplandola dalla terra ferma, ha paragonato Capri
+ad una sfinge; la bella isola a me è apparsa simile ad un sarcofago
+antico, fiancheggiato dalle Eumenidi scarmigliate, su cui campeggiasse
+la figura di Tiberio. La vista dell'isola ha sempre esercitato su me un
+vero fascino per la sua conformazione monumentale, per la sua
+solitudine, e per i cupi ricordi di quell'imperatore romano, che,
+signore del mondo intiero, considerava quello scoglio come sua unica e
+vera proprietà.
+
+Una domenica, di buon mattino, con un tempo stupendo, andammo a
+Sorrento, in barca, e di là ci dirigemmo verso Capri. Il mare non era
+meno tranquillo del cielo; le linee del paesaggio si perdevano
+all'orizzonte in una luce vaga ed indecisa; Capri però ci appariva
+davanti imponente, grave, rocciosa, severa, con i suoi monti selvaggi,
+con le sue rupi rossastre di roccia calcarea, tagliate a picco.
+Sull'altura si scorgeva un bruno castello rovinato; qua e là avanzi di
+batterie e gole aperte di cannoni abbandonati, solitari, già quasi
+ricoperti dal ginestro selvaggio dai fiori gialli; scogli aspri e
+ripidi, in cima ai quali svolazzavano falchi di mare e uccelli indigeni,
+assuefatti al sole, come dice Eschilo; in basso caverne, grotte oscure,
+misteriose; sul dorso del colle una piccola città di aspetto gaio, con
+case bianche, mura alte e una cupola di chiesa; più in basso ancora,
+sulla zona ristretta della spiaggia, un piccolo porto per i pescatori ed
+una fila di barche tirate in secco.
+
+Suonavano le campane allorquando approdammo; una graziosa fanciulla,
+figlia di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò la barca e,
+tenendola ferma alla riva, ci permise di scendere a piedi asciutti.
+Nello spiccare un salto sul suolo dell'isola di Capri, che io mi ero
+raffigurata tante volte sotto il nordico cielo natio, mi parve di
+trovarmi nella stessa mia casa. Tutto era silenzio e tranquillità; non
+si vedevano che un pescatore e due ragazzi intenti a bagnarsi presso uno
+scoglio, due giovanette sulla spiaggia, e tutto all'intorno rupi severe.
+Ero dunque giunto in una solitudine selvaggia e romantica insieme. Da
+quel punto della marina partiva un sentiero ripido e scosceso, che, fra
+mura di giardini, conduceva alla piccola città. Quei giardini aperti nei
+seni della rupe erano coltivati a viti, a olivi e ad agrumi, ma la
+vegetazione ne era meschina, specialmente per chi ne veniva dalla
+lussureggiante Campania. Anche gli alberi a Capri sembrano eremiti. Si
+accede alla cittadina per un ponte di legno e per una vecchia porta,
+dall'aspetto romito, in cui par che regni la pace e s'ignorino le umane
+necessità. Alcuni abitanti, vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti
+sui gradini della chiesa. Parecchi ragazzi giocavano allegramente sulla
+piccola piazza, davanti al tempio, che pareva fatta appositamente per i
+loro giuochi. Le case, piccole, con i tetti a terrazza, avevano quasi
+tutte una pianta di vite arrampicantesi per le mura. Un'angusta
+stradicciuola, non mai percorsa da nessun veicolo, ci condusse alla
+locanda di Don Michele Pagano, di fronte alla quale sorgeva una stupenda
+palma. Anche quivi sembrava di arrivare in un eremo ridotto ad albergo
+per i pellegrini.
+
+Eravamo appena entrati nella nostra camera, che un canto, giù nella
+strada, ci chiamò alla finestra. Era di domenica: una processione
+strana, caratteristica attraversava il paese. Seguivano la croce uomini
+e donne, quelli con cappucci bianchi, queste con bianchi veli. I
+cappucci erano circondati di una corona formata di foglie di roveto
+spinoso. Gli uomini ai fianchi portavano una fune, certo in segno di
+penitenza. La processione era dedicata alla crittogama. Tutte quelle
+teste coronate di frondi offrivano un quadro pagano: si sarebbe detta
+una processione di sacerdoti di Bacco coronati di pampini e diretti ad
+un tempio di Dionisio. Quasi tutti gli uomini portavano la corona di
+spine, compresi quelli che non rivestivano l'abito della confraternita.
+Mi colpì in modo particolare la figura di un vecchio invalido, canuto di
+capelli e di barba, il quale, con quella corona, aveva davvero l'aspetto
+di un satiro. Dopo gli uomini venivano le donne e le fanciulle con
+bianchi veli. Le strade essendo tanto strette da dare il passaggio a
+stento a due persone per volta, erano stipate da un muro all'altro.
+
+Questa processione fu la prima cosa che vidi a Capri. Siccome poi vissi
+colà felicissimi giorni e nessuna località al mondo così completamente
+visitai, perlustrando ogni suo angolo più remoto, ogni sua grotta
+accessibile, e posi affetto a Capri e ai suoi abitanti, voglio usare a
+quest'isoletta il trattamento di quei navigatori riconoscenti, che
+appendevano una tabella votiva e sotto vi scrivevano: _Votum fecit;
+gratiam recepit_.
+
+Il nome dell'isola, presso i Greci ed i Romani, era _Caprea_. Spiegando
+la parola latinamente, significherebbe isola delle capre; ma altri la
+derivarono dalla lingua fenicia, nella quale _Caprain_ significa due
+città. I Greci la considerarono quale isola delle sirene, e tuttora un
+punto della spiaggia si chiama la Sirena. Se non che, le isole delle
+Sirene di Omero giacevano di fronte a Capri, verso Amalfi ed il Capo
+Minerva; e quella denominata oggi Capo di Campanella, è ritenuta per
+l'isola di Circe. Tuttavia, tutto il tratto di mare all'intorno è
+mitologico e ricorda l'_Odissea_ ed il canto delle sirene, le quali
+traevano alla rovina i naviganti, allorquando dal golfo di Posidonia si
+accostavano a questi ripidi scogli, sorgenti appena sulle onde. S'ignora
+di dove vennero i primi abitatori dell'isola, ma molto probabilmente
+dalla terra ferma e furono i vicini Osci. Si ritiene pure che vi
+approdassero i Fenici, e ad essi si è attribuita la fondazione delle due
+città, imperocchè l'isola, parte piana e parte montuosa, dovette di
+necessità avere due centri di popolazione. Strabone ha difatti lasciato
+scritto: «Capri ebbe anticamente due città, ma ora non ne possiede che
+una». Più tardi vennero i Greci nel bel golfo di Napoli, nel _cratere_,
+come lo chiamano gli antichi geografi, e presero stanza lungo le coste e
+nelle isole. Secondo quanto asseriscono poi Tacito e Virgilio, si
+stabilirono in seguito a Capri i Telebori, gente di stirpe arcanica. Il
+primo Greco signore dell'isola si chiamava Telone.
+
+In quel periodo, circa otto secoli prima della nascita di Cristo, i
+Greci si stabilirono nei due golfi di Posidonia e di Napoli, edificarono
+Cuma e Napoli, s'impossessarono delle isole di questo stupendo mare, e
+imposero all'alto abitato di Capri il nome che ancor oggi conserva di
+Anacapri, che è quanto dire Capri superiore. Prestando attenzione al
+linguaggio che oggi parlano quei di Capri, si ritrovano parole di
+origine greca, e di tipo greco sono le fisonomie distinte e nobili delle
+donne, di foggia greca i paramenti, l'acconciatura dei loro capelli, ed
+il modo con cui dispongono il _mucadore_, sorta di velo col quale
+sogliono ricoprirsi il capo. Sebbene più tardi i Romani abbiano essi
+pure posseduta l'isola, tuttora, come a Napoli, in gran parte è sangue
+greco quello che scorre nelle vene de' suoi abitatori e dei Greci; essi
+hanno la grazia e la dolcezza che li rendono accetti allo straniero e
+che rendono idilliache persino le loro nude rocce e fanno dimenticare
+anche quel demone che fu Tiberio. In quell'epoca i Greci costrussero
+nell'isola dei templi, dei quali rimangono parecchie vestigia. Si e
+detto pure che la gioventù di Capri fosse valentissima nei ludi
+ginnastici che allora si praticavano nella palestra greca.
+
+Augusto s'innamorò di Capri, diede ai Napoletani l'isola fiorita
+d'Ischia e prese possesso del classico scoglio. Narrasi che sbarcando la
+prima volta su questa spiaggia, gli si annunciasse, quale felice
+presagio, che un vecchio elce disseccato avesse preso tutto ad un tratto
+a rinverdire, e che l'imperatore ne avesse provato cotanto piacere da
+decidersi al cambio dell'isola.
+
+Augusto, quando per gli anni gli venne meno la salute, si recava a
+respirare l'aria pura della Campania. Il clima balsamico della fresca
+isola, la rara bellezza naturale delle sue rupi, il carattere tutto
+greco degli abitanti, gli andarono a genio ed egli si fece costruire a
+Capri una villa con magnifici giardini. Sorgeva questa, secondo le
+ricerche degli archeologi, in quel punto dove si trovano attualmente i
+ruderi grandiosi della villa di Giove, ai quali il popolo dà di
+preferenza il nome di «villa di Tiberio». La località è stupenda.
+Situata nel punto più elevato della spiaggia orientale, vi si gode la
+vista dei due golfi e dell'ampio mare di Sicilia. I ricordi spaventosi
+di Tiberio hanno però spento nell'isola la memoria di Augusto, e non si
+sa più nè dove abbia questi abitato, nè dove sia stato, nè che cosa vi
+abbia fatto. Fu senza dubbio negli ultimi anni che soleva venire a
+Capri. Poco tempo prima di morire, vi trascorse quattro giorni in
+compagnia di Tiberio e dell'astronomo Trasillo, abbandonandosi
+interamente al riposo e acquistandovi un ottimo umore, secondo quanto
+narra Svetonio: «Allorquando approdò nel golfo di Pozzuoli, era giunto
+pure colà un legno di Alessandria d'Egitto. I passeggeri e la ciurma
+indossarono abiti candidi, offrirono sacrifici, cantarono le lodi
+dell'imperatore, augurandogli lunga vita, commercio, libertà e
+benessere. Questa cosa gli procurò tanta soddisfazione da fargli
+distribuire alle persone del suo seguito quattrocento monete d'oro, dopo
+essersi fatto promettere d'impiegarle unicamente nel fare acquisto di
+merci provenienti da Alessandria. Anche nei giorni seguenti continuò a
+far loro doni, particolarmente di toghe e di palli, e ordinò che i
+Romani parlassero greco e vestissero alla foggia greca ed i Greci alla
+romana e parlassero latino. Volle assistere pure ai riti degli Efebi e
+diede loro un banchetto, cui assistè. Accordò loro facoltà infine di
+portar via pomi, altre frutta ed ogni specie di doni. Si prese in una
+parola ogni ameno sollazzo. Diede ad un isola vicina a Capri il nome di
+Agrapopoli, a motivo dell'ozio in cui vivevano le persone del suo
+seguito che colà si recavano e si compiacque di dare ad un suo favorito,
+Masgaba, il nome di Ktiste, quasi lo ritenesse il fondatore dell'isola,
+e nel vedere, al sorgere delle mense, circondata da una folla di lumi la
+tomba di quel Masgaba, il quale era morto un anno prima, improvvisò ad
+alta voce un verso greco che diceva:
+
+ Veggo in fiamme la tomba del fondatore.
+
+Domandò di poi a Trasillo, compagno di Tiberio, che gli stava di fronte,
+se sapesse di qual poeta fosse il verso; e non avendo questi saputo
+dirlo, improvvisò un secondo verso dicendo:
+
+ Non vedi Masgaba onorato di fiaccole?
+
+e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo Trasillo risposto che di
+chiunque fossero, i due versi erano eccellenti, l'imperatore proruppe in
+uno scoppio di risa, e non cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò a
+Napoli, quindi a Nola, dove morì».
+
+Tali sono i particolari narrati da Svetonio intorno all'ultimo soggiorno
+di Augusto a Capri. Per quanto scarsi, bastano a dare un'idea della
+vecchiaia serena dell'imperatore, il quale si compiaceva scherzare con
+gli abitanti dell'isola. E questa serenità appare tanto più notevole,
+ponendola a confronto di Tiberio, che pure a Capri invecchiò.
+
+La piccola isola fu durante undici anni il centro di Roma e di tutto il
+mondo. I tempi erano diventati cupi al pari dell'eremita che viveva su
+quello scoglio; la storia stessa del mondo non era più che un cupo
+monologo dell'uomo dalla testa di Medusa.
+
+Mentre io stavo seduto sulle rovine della villa di Giove, contemplando
+lo splendido golfo irradiato dal sole, il Vesuvio che fumava mi parve
+quasi il Tiberio della natura, e pensai che spesso da questo punto
+Tiberio lo contemplasse cupo e pensoso, ravvisando la sua stessa
+immagine personificata nel demonio della distruzione. Nel contemplare il
+vulcano e ai suoi piedi la fertile Campania e il mare avvolto di luce,
+il monte solitario che terribile signoreggia quella felice regione mi
+sembrò quasi un simbolo della storia dell'umanità ed il vasto anfiteatro
+di Napoli la più profonda poesia della natura. Cupo, solitario, maligno
+verso la terra beata che si stende a' suoi piedi, al pari del vulcano,
+l'eremita di Capri dominava un giorno sopra il mondo intero che obbediva
+alle sue leggi. L'animo suo mostruoso, invaso dal demone della
+distruzione, non sognava che sentenze di morte, ruine di città,
+proscrizioni, esilî. La memoria ne dura ancora nel popolo; i secoli non
+l'hanno spenta giacchè più tenace si mantiene la ricordanza del male che
+quella del bene. Quei di Capri danno a Tiberio il nome di _Timberio_,
+come dicono _Crapi_ invece di Capri. Ad ogni passo nell'isola
+s'incontrano traccie del terribile imperatore. Il vino più prezioso ha
+nome _Lacrima di Tiberio_, come quello del Vesuvio porta il nome di
+_Lacrima Christi_. E a dire il vero, rara cosa dovettero essere le
+lacrime di un uomo qual fu Tiberio.
+
+Appresi nell'isola una credenza popolare che mi ha profondamente
+stupito. Il popolo ritiene che nelle viscere della terra, dove esistono
+i ruderi della villa di Tiberio, sia sepolta una statua colossale in
+bronzo dell'imperatore a cavallo e che tanto esso quanto il destriero
+abbiano gli occhi di diamante. Si narra che lo vedesse un giovanetto
+caduto per caso in una fessura della roccia, ma che si sia perduta la
+traccia del luogo. Raccolsi questa favola dalla bocca un frate
+francescano, che abita quale eremita alla villa di Tiberio e la trovai
+pure riportata nel libro di Mangone sull'isola. Essa ricorda la
+tradizione tedesca molto simile dell'imperatore Barbarossa, se non che
+dubito assai che il popolo desideri vedere tornare in vita Tiberio. Egli
+venne a Capri nell'anno XXVI dopo la nascita di Cristo, e vi dimorò
+undici anni, finchè venne a morte a Capo Miseno, dove si era recato per
+breve tempo. Aveva dedicata l'isola a Venere e l'aveva ornata
+magnificamente di tutte le divinità dell'Olimpo. Le ville da lui erette
+alle dodici divinità maggiori, i molti altri edifici, congiunti alla
+forma caratteristica delle rocce, dovevano produrre un colpo d'occhio
+fantastico. Oggi, rimangono ancora numerose vestigia di tutte quelle
+costruzioni, e molte ancora stanno sepolte sotto terra; nelle vigne si
+scorgono fra le macerie l'aperture delle volte e degli archi come
+reliquie di una festa selvaggia e producono sinistra impressione, poichè
+la fantasia le popola di cupe figure, bizzarre ed orribili.
+
+Morto il tiranno, rimase deserto il teatro delle sue orgie, e la
+magnificenza di Capri tramontò.
+
+Il popolo narra che i Romani vennero nell'isola e ne atterrarono tutti
+gli edifici; ma questo fatto, per dire il vero, non è confermato dalla
+storia, la quale del pari non dice se i successori di Tiberio visitarono
+Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola: ivi si fece radere per la prima
+volta la barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola di suo zio.
+Anche Vitellio, l'imperatore crapulone, fu da giovanetto nell'isola, e
+più tardi, sotto il regno di Commodo, vi vennero mandati in esilio
+Crispino, la sua consorte e Lucilla sua sorella, secondo quanto narra
+Dione Cassio e come venne confermato da un bassorilievo scoperto a Capri
+nel secolo scorso, bassorilievo che rappresenta le due principesse nella
+mesta attitudine di chi domanda protezione.
+
+Le sorti dell'isola divennero in seguito eguali a quelle delle spiagge
+vicine. Dopo la caduta dell'Impero romano, passò, come Napoli, in
+possesso prima dei barbari, poscia dei Greci, e nel secolo IX sotto la
+signoria della fiorente repubblica di Amalfi, che l'ebbe in dono
+dall'imperatore Ludovico.
+
+Al principio della signoria dei Normanni sull'Italia meridionale, Capri
+fu tolta agli Amalfitani dal prode Ruggero; quindi fu posseduta dai
+Normanni, dagli Hohenstaufen, dagli Angioini, dagli Aragonesi, e retta
+da capitani. Nel 1806 gl'Inglesi la tolsero ai Napoletani, la occuparono
+in nome di Ferdinando re di Sicilia, vi si fortificarono validamente e
+vi posero a comandante quell'Hudson Lowe che doveva più tardi acquistare
+sì triste celebrità, come carceriere di Napoleone a S. Elena. Gl'Inglesi
+tennero l'isola quasi tre anni, fino a che se ne impadronirono i soldati
+di Murat con un ardito colpo di mano. Lo storico Pietro Colletta, allora
+ufficiale del Genio, fu quegli che, dopo aver esplorata accuratamente
+Capri, segnò il punto dove era possibile dare l'assalto; e l'isola fu
+presa il 4 ottobre 1808, dopo viva lotta, ed Hudson Lowe, fatto
+prigioniero, fu portato a Napoli.
+
+Basteranno questi brevi cenni a dare un'idea delle vicende storiche di
+Capri. Se non che, di tutti questi avvenimenti più recenti, nella
+popolazione dell'isola si serba scarsa ricordanza. Colui che vive ancora
+di più nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio, di cui spesso, non
+senza stupore, ho udito ripetere il nome terribile sulle labbra di
+allegri ragazzi, intenti a giuocare. Lo si sente ad ogni istante, in
+qualunque punto dell'isola; si è ormai immedesimato con questa. La
+storia di quell'uomo la stringe da ogni lato, ed ha aggiunto alla natura
+già di per sè severa, il carattere tragico della storia, rendendola
+accetta a quanti sono capaci di apprezzare questo senso della natura,
+come nella storia. Il terribile ed il piacevole vi producono un
+singolare contrasto.
+
+Le valli ridenti sono circoscritte da rupi tagliate a picco, prive di
+ogni vegetazione, nude, gigantesche. Ad ogni momento s'incontrano uomini
+semplici, rispettabili per la loro povertà e per la loro fede,
+nobilitati dal lavoro; in essi nulla ricorda quel Tiberio che fu mostro
+umano di diabolica corruzione. Il continuo contrasto che regna a Capri
+mi ha sempre procurato un grande stupore. L'isola ha tante rocce nude da
+dare l'impressione di un deserto; ma ha pure grande varietà di tinte,
+verdura di piante e splendore di fiori. Da questo complesso di deserto e
+di rocce ne deriva un insieme che ha un aspetto imponente e grazioso ad
+un tempo. L'animo si sente sereno, inclinato ai pensieri tranquilli; la
+solitudine invita alla vita romita. Monti, rocce, valli esercitano
+un'influenza magica; racchiudono lo spirito come dietro ad
+un'inferriata, attraverso la quale si può contemplare il più bel golfo
+della terra, circoscritto dalle più amene spiagge.
+
+Le somiglianze tra il suolo di Capri ed il suolo di Sicilia sono molte e
+sorprendenti: la stessa tinta rossiccia delle rocce calcaree, lo stesso
+quadro grandioso e fantastico di monti, la stessa vegetazione. Questa è
+tutta meridionale, ma scarsa. Nelle fessure delle rocce, sulle pendici
+dei monti, crescono tutte le piante delle isole meridionali di Europa ed
+imbalsamano l'atmosfera dei loro profumi aromatici. Crescono colà il
+mirto, il rosmarino, la ruta, il citiso, l'albatro; i roveti, l'edera,
+la clematite si avviticchiano alle rovine, le ricoprono, ed il ginestro
+con i suoi fiori gialli d'oro occupa tutte le alture. La più bella
+pianta dell'isola, quella per avventura alla quale va debitrice del suo
+nome, non è affatto il caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero,
+che sorge contro ogni muro, contro ogni rupe, che rallegra co' suoi
+abbondanti fiori bianchi dai lunghi pistilli violacei. Sulle pendici
+stesse, gli abitanti con grande lavoro hanno formato a forza di muri
+piccoli piani, i quali costituiscono i loro campi ed i loro giardini.
+Ivi crescono abbondanti tutte le piante e tutti i fiori della Campania:
+gli elci, i gelsi e gli olivi; scarseggiano i pini ed i cipressi, ma vi
+abbondano per contro le carrubbe, i fichi, i mandorli; vi sono anche, ma
+più scarsi, i noci ed i castagni; abbondantissimi invece e di una
+inarrivabile bellezza gli aranci ed i limoni, i cui frutti raggiungono
+non di rado il volume di una testa di bambino. La vite non è
+lussureggiante di fronde come nella Campania, ma ricca di grappoli, che
+maturati da quel sole ardentissimo, producono un vino eccellente.
+Quelli che poi danno alla piccola isola un aspetto tutto siciliano sono
+i fichi d'India, che vi crescono in quantità enorme. La loro forma
+bizzarra, africana, corrisponde meravigliosamente alla severità delle
+rocce e allo splendore di quel sole tropicale.
+
+
+ II.
+
+Nella stessa maniera che la natura con le sue forme, con le sue tinte
+contribuisce a rendere eminentemente poetica quest'isola magica,
+fantastici parimenti e degni di un idillio vi appaiono gli abitanti. La
+cittadina di Capri, la quale giace sopra una depressione del monte fra
+le colline di S. Michele e del Castello, ha un aspetto assai
+caratteristico. Le case piccole e bianche hanno i tetti a foggia di
+terrazzo ricurvi alquanto nel mezzo. Sono questi per la maggior parte
+ornati di vasi di fiori ed ivi si stanno la sera le fanciulle a godere
+il fresco e a contemplare la vastità del mare tinto di rosa. Le case
+sono attorniate per lo più da un terrazzino o da una loggia coperta o
+veranda, resa più graziosa di solito da una pianta di vite e da vasi di
+ortensie, garofani e oleandri. Quando il giardino è aderente alla casa,
+vi dà accesso per lo più un pergolato che congiunge questo a quella.
+Ciò forma il più bell'ornamento delle abitazioni dell'isola, imperocchè
+consiste in un basamento in muratura a doppia fila, sul quale sorgono i
+pilastri che sostengono le traverse in legno a cui si appoggia la vite.
+Tutti quei pilastri e quelle colonne dànno alle case, anche alle più
+povere, un certo aspetto grandioso ed alla loro architettura un
+carattere antico e ideale. Si direbbero i portici di un tempio;
+ricordano più di una volta le colonne delle case di Pompei.
+
+Sorgono qua e là nei giardini alcune palme, ma la più bella è quella del
+giardino del nostro albergatore, la cui casa, a paragone delle altre di
+Capri, può meritare il nome di palazzo. Abitano pure fuori della città i
+vignaiuoli, che sono sparsi nelle loro masserie, sulle alture od ai
+piedi delle rupi, nascoste e quasi sepolte fra le viti e gli oleandri.
+In tutte le casette par che risieda la felicità, la tranquillità,
+v'abbia dimora la vita solitaria e romita.
+
+I Capresi, duemila circa, sono il popolo più pacifico della terra: umani
+di sensi, dolci d'indole, svegliati d'ingegno, dolorosamente poveri e
+straordinariamente operosi, fanno i bifolchi, i vignaiuoli, i pescatori
+e soltanto questi ultimi posseggono qualche cosa di proprio: la loro
+barca e il pesce che raccolgono. Gli altri non sono in generale che
+semplici fittaiuoli o mezzadri, imperocchè le masserie appartengono per
+la maggior parte ai Napoletani. Il fittaiuolo paga per lo più dagli
+ottanta ai centoventi ducati di fitto che deve ricavare, oltre il suo
+sostentamento, dal vino, dall'olio e dalle frutta. Quando viene a
+mancare il vino, come ora accade da ben tre anni, il contadino cade
+nella miseria; stringe davvero il cuore vedere tutte le vigne spoglie di
+grappoli e udire le lamentele di quella povera gente. Alcune donne mi
+narrarono, sospirando amaramente, di aver dovuto vendere tutti i loro
+ori, anelli, orecchini, segno questo della loro maggior miseria,
+imperocchè soltanto in casi disperati una donna si spoglia delle sue
+gioie. Qui le portano di continuo, ed è strano vedere povere ragazze
+occupate ai lavori più gravi della campagna, portare grandi orecchini
+d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti i loro gioielli, spesso
+tutto quanto posseggono.
+
+A Capri il bestiame non è abbondante, però se ne asportano annualmente
+duecento capi nel Napolitano; anche il cacio dell'isola è tenuto in
+pregio. Nell'autunno e nella primavera gli isolani si nutrono in massima
+parte di cacciagione, passando in quest'epoca stormi di volatili,
+particolarmente di quaglie, dirette dal mezzogiorno al settentrione, e
+dal settentrione al mezzodì. I poveri uccelli, spossati dal lungo
+viaggio, cercano riposo su gli scogli infidi e vengono uccisi a frotte,
+o presi vivi nei lacci.
+
+L'isola, del resto, non ha selvaggina o altri animali da cacciare; non
+vi sono nè volpi, nè martore; v'è soltanto una sterminata quantità di
+conigli, i quali, di nottetempo, escono dalle fessure delle rocce e
+rubano ai campi larga messe a danno dei poveri coloni. I conigli sono il
+flagello dell'isola. Il mare è quello che procura reddito più sicuro
+agli abitanti di Capri. I pescatori vi trovano pesci di ogni sorta,
+persino tonni, pesci spada, murene bellissime, ma sopratutto le sardelle
+e le seppie, dette volgarmente calamai. La pesca viene fatta per lo più
+di notte. I pescatori escono in mare alla sera; i pesci, allettati a
+salire alla superfice delle acque dal chiarore di una fiaccola, sono
+afferrati da una rete sostenuta da legni leggeri galleggianti, e in tal
+maniera tirati su nella barca. Tutta quanta la notte i pescatori
+rimangono in mare; tornano a terra col levare del sole, pongono ad
+asciugare le loro reti, ne racconciano i guasti, dormono un paio d'ore,
+e quindi si alzano, pronti a ricominciare la sera. E' dura e faticosa la
+loro vita, poichè il mare è spesso infido e spesso la preda d'una
+intera compagnia di pescatori non raggiunge il valore di un _carlino_.
+La vita animata della Marina grande, unico porto dell'isola, dove sorge
+una fila di case, porge in ogni tempo uno spettacolo pieno d'interesse.
+I pescatori sono uomini nerboruti, spesso di forme erculee, e le loro
+figure, abbronzate ed energiche, spiccano anche pel berretto frigio che
+portano costantemente. Quando il mare è agitato, è bellissimo vederli
+occupati a trarre frettolosi le loro barche all'asciutto, sulla
+spiaggia, una spiaggia ristretta e poco riparata dall'urto delle onde.
+Le barche hanno però i loro ripari murati per quando più impetuosa
+infierisce la tempesta. Stanno sulla spiaggia un centinaio circa di
+barche, fra le quali tre di maggior portata, adibite pel commercio con
+Napoli, dove si recano il lunedì e il giovedì, e ne ritornano il martedì
+e il venerdì. Regna allora una grande animazione sulla spiaggia,
+imperocchè anche le ragazze e le donne di Anacapri scendono dalla loro
+altura a ritirare gli oggetti recati dalle barche. Allorquando il mare è
+agitato, i pescatori più giovani si buttano in mare con la testa in giù,
+come tanti marangoni: coloro che stanno nella barca cacciano loro i remi
+ed i cordami, ed il peso di questa riesce per tal guisa attenuato
+finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a terra. Giunti colà, tirano la
+barca sulla spiaggia con funi, gridando a squarciagola e più possente di
+tutte risuona la voce del padrone della barca, il quale comanda e regola
+i movimenti dell'intera turba, piena di febbrile attività. Le donne si
+affollano attorno al carico, che si compone di cibi per la vita
+quotidiana, legumi, poponi, biscotti, e di oggetti di vestiario e
+masserizie di casa. Giungono pure da Napoli vaghi mazzi di fiori e le
+canzoni stampate di recente sulla riviera di S. Lucia. Intanto lo
+straniero siede sopra uno scoglio presso la riva, ed apre le lettere
+allora allora ricevute.
+
+Quasi tutte le barche della marina appartengono a pescatori di Capri;
+pochi ve ne sono ad Anacapri. La natura ha isolato questa cittadina dal
+mare; essa sorge in alto, verso la metà dell'isola, alla base del
+Solaro. Molti giovani robusti si recano però con quelli di Capri alla
+pesca del corallo; ne partono ogni anno non meno di duecento, che si
+portano per conto dei mercanti di corallo ad esercitare la loro
+industria nello stretto di Bonifazio e sulle coste d'Africa. Partono
+insieme e tornano in ottobre, trovando in famiglia tuttociò che il
+destino ha loro preparato durante l'assenza: piaceri e dolori, fedeltà
+ed oblio, nascite e morti. Quando hanno guadagnato cento ducati, si
+accasano, sposando la propria innamorata. Un centinaio di ducati sono
+ritenuti necessari a Capri per contrarre il matrimonio e metter su
+famiglia.
+
+Un pittore mi narrava un giorno il dialogo seguente da lui tenuto con un
+giovane che gli portava il cavalletto. Il giovane disse: «Signore, avete
+voi moglie?» Il pittore: «No» e il giovane: «Non avete voi dunque cento
+ducati?» «Sì che li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente
+attonito: «Come, avete cento ducati e non prendete moglie?» Ripensavo a
+questo pescatore di corallo scapolo un giorno in cui una fanciulla mi
+offrì alcune monete arabe, sulla salita che porta ad Anacapri; suo
+fratello le aveva recate l'anno precedente dal paese degl'infedeli. Le
+acquistai quale ricordo e come talismani, pensando che dovessero
+riferirsi ad una storia misteriosa.
+
+Anche sulla spiaggia di Capri si trovano coralli. Li colgono i ragazzi
+dei pescatori e le giovanette che tessono poi piccole ceste di paglia,
+vi pongono i pezzetti preziosi, oltre a frutti di mare e a conchiglie e,
+quando v'incontrano sulla spiaggia, vi presentano le loro cestelline con
+un sorriso così grazioso, che bisogna per forza fare qualche acquisto.
+Tutto qui è grazioso, piacevole, in miniatura, e fa davvero piacere
+osservare le ragazze nelle loro piccole case occupate a dipanare le
+matasse di seta color d'oro od a tessere nastri di variopinti colori.
+L'industria delle donne, sia di Capri che di Anacapri, consiste nella
+coltivazione di poca quantità di seta e particolarmente nella tessitura
+dei nastri. I telai sono continuamente in moto. Il cotone e la seta
+vengono forniti dai mercanti di Napoli, i quali retribuiscono magramente
+l'opera delle assidue lavoratrici. Esse tessono nastri di ogni colore;
+bisogna vederle, intente in quel lavoro omerico, nelle loro camerette o
+su i terrazzi, in mezzo ai fiori, dinanzi al mare; offrono uno
+spettacolo graziosissimo ed è un piacere scambiare alcune parole con
+quelle piccole Circi, dalla chioma corvina.
+
+Sorge in Capri, sopra una collina, una casuccia solitaria, occupata da
+quattro ragazze, snelle, intente senza posa a filar seta e ad
+intrecciare paglia da cappelli. Le quattro fanciulle sono il fior fiore
+del mondo femminile di Capri e la loro stanzuccia è il punto di ritrovo
+più frequentato dell'isola. Vi si recano pure talvolta i forestieri, gli
+artisti, che chiamano Dee quelle fanciulle per i continui sacrifici che
+si offrono loro. Il mio albergatore le chiamava le quattro stagioni. Un
+giorno io mi recai lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio che una
+delle sorelle teneva appeso al suo telaio. Rappresentava un ramo d'edera
+e sotto vi stava scritto il primo verso dell'_Edipo Tiranno_ di Sofocle
+
+ Ôtekna, Kadmou ton neo trophê
+ (O fanciulli, giovane progenie del vecchio Cadmo).
+
+La tessitrice mi pregò di spiegarle che cosa volessero significare
+quelle parole in lingua ignota; mi aggiunse di avergliele scritte un
+Inglese. Le risposi che volevano dire: «Ragazza, di giorno sei il mio
+fiore, di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente e rimase
+soddisfatta.
+
+Parecchie volte avevo precedentemente osservato nelle montagne d'Italia
+l'ingenuità del popolo, ma non avevo mai trovato un popolo tanto ingenuo
+quanto questo. La sua segregazione dal mondo ha mantenuta la dolcezza
+dei suoi costumi e la naturalezza attraente de' suoi modi. Il forestiero
+viene accolto come fosse un'antica conoscenza e vi si trova come a casa
+sua. Non si potrebbe immaginare un maggior contrasto di quello che
+esiste tra la popolazione di Capri e quella di Napoli. Le donne non sono
+tanto belle, per quanto siano piacevoli e graziose. I loro tratti hanno
+sovente un qualche cosa di originale, e le linee del loro viso,
+sormontato da una piccola fronte, sono regolari; il loro profilo è
+spesso distinto, i loro occhi sono di un nero ardente o di un grigio
+verdognolo; il colorito bruno, la foggia dell'acconciatura del capo, i
+coralli e gli orecchini d'oro che portano costantemente, dànno loro un
+aspetto orientale. Vidi spesso, specialmente nel paese di Capri,
+fisonomie di vera e rara bellezza e nell'osservarle coi capelli
+scarmigliati, gli occhi nerissimi e grandi che parevano lanciare fiamme,
+sorgere nelle camere oscure dai loro telai e venir fuori, mi sembrò di
+vedermi comparire dinanzi tante Danaidi. In Capri s'incontrano di
+frequente figure che si direbbero staccate da una tela del Perugino o
+del Pinturicchio, di una soavità incomparabile. Le donne portano,
+particolarmente in Capri, i capelli disposti con gusto artistico nella
+sua semplicità, scendenti al basso, e trattenuti da uno spillo
+d'argento. Talvolta fissano il _mucadore_ alla testa con una catenella
+ed allora hanno davvero l'aspetto di donne di paesi remoti. Il pregio
+comune però delle donne di Capri, più prezioso dell'oro, sono i denti,
+in tutti gli abitanti dell'isola stupendi, forse perchè non sempre hanno
+di che mangiare. Bisogna vederle, quelle belle figure riunite in gruppi,
+quando scendono dalla montagna, portando sul capo brocche d'acqua di
+forme antiche, o ceste ripiene di terra, ovvero pietre, dal quale
+faticoso lavoro traggono il loro misero sostentamento. Le donne a Capri
+compiono, pur troppo, un vero officio di bestie da soma, e anche le più
+belle, fra i quattordici e i vent'anni: Gabriella, Costanziella,
+Mariantonia, Concetta, Teresa e tante altre, le cui fisonomie in
+Inghilterra, in Francia ed in Germania sarebbero ammirate in un quadro,
+portano alla spiaggia, sulle loro testine, pesi che in altri paesi
+apparirebbero troppo gravi per un uomo.
+
+Due settimane fa approdò all'isola un legno napoletano e sbarcò sulla
+spiaggia un carico di massi calcarei, destinati alla ricostruzione di un
+antico convento. Tutto quel pesante materiale fu, nello spazio di cinque
+giorni, trasportato alla sua destinazione dalle ragazze dell'isola,
+sulla testa. La strada ne è talmente ripida che, quando la percorrevo
+tornando dal bagno e da questo ristorato, giungevo alla sommità ansante
+e spossato di forze. Eppure io vidi una trentina di quelle ragazze
+cariche dei loro macigni fare per cinque giorni consecutivi e più di una
+volta al giorno la stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare
+persino due massi. Per avere un'idea del peso di quelle pietre, provai a
+sollevarne una e mi ci volle tutta la mia forza per riuscire a
+collocarla sul capo di una di quelle povere fanciulle, cui mi parve di
+aver reso un non lieve servigio. Esse pregavano ingenuamente le persone
+che incontravano per strada di dar loro aiuto in quel penoso lavoro, a
+cui attendevano dal levare del sole fino a quando s'immergeva in mare,
+tingendo del più stupendo colore di porpora la lontana isola di Ponza.
+Le poverette, sotto la sferza del sole meridionale, per ben sedici volte
+percorrevano la dura strada. Mentre raccoglievano i massi alla marina,
+uno scrivano ne pigliava nota e sopra, alla Certosa, un altro li
+registrava in un libro, con tutta serietà. Gabriella ne aveva portati
+venti, e la bella Costanziella, poverina, non ne aveva recati che dieci!
+Il loro guadagno era di circa dieci carlini al giorno. Nella loro
+ingenuità, non avevano fatto nessun contratto con l'impresario, e quando
+si domandava loro quanto avrebbero guadagnato in quel penoso lavoro,
+rispondevano: «Crediamo un _carlino_ al giorno o tanto pane di
+Castellamare di quel valore; sabbato sarà fatta la paga». In quel giorno
+l'isola presentava uno spettacolo stupendo, che i pittori non
+trascurarono di riprodurre sulle loro tele. La roccia calcarea di
+Ercolano essendo di un bel grigio, posata sul _mucadore_ di colore rosso
+di quelle teste giovanili, sostenuta da un braccio o da entrambi,
+produceva un bellissimo effetto; la lunga fila delle ragazze cariche di
+massi mi ricordò la figura delle antiche canofore, o meglio delle
+fanciulle d'Egitto che recavano materiali per la costruzione delle
+piramidi. Non potevo saziarmi dal contemplarle, dall'ammirarle. Esse
+scherzavano, ridevano, sotto il grave peso, sempre allegre e graziose.
+Talvolta le vedevo verso il mezzogiorno, sedute in circolo per terra,
+all'ombra di una pianta di carrubba, intente a consumarsi il loro
+pranzo, se pur si potevano così chiamare quelle poche prugne mature e il
+loro pane asciutto. Dopo questa refezione, ciarlavano, scherzavano e
+correvano a riprendere, leggere al pari di gazzelle, il loro faticoso
+lavoro. Se dovessi rappresentare in un quadro la povertà tranquilla ed
+allegra, prenderei a modello la figura della bella Costanziella. Dopo di
+aver portato sotto la sferza del sole, una piramide di macigni al
+monastero così pittorescamente collocato, sedeva la sera sulla porta
+della sua casetta, deliziandosi con la musica. Mi fece udire parecchi
+pezzi eseguiti con molta grazia e con rara espressione: fantasie marine,
+canzoni delle sirene e della Grotta Azzurra; poesie senza parole, arie
+squisite non mai udite finora e senza nome. Suonava tuttociò con una
+rara perfezione, mentre i suoi occhi nerissimi scintillavano come quelli
+delle sirene e la sua bruna capigliatura incolta scherzava sulla sua
+fronte. Dopo aver suonato, Costanziella m'invitava col suo fare più
+disinvolto ad entrare in casa ed a prendere parte alla sua cena insieme
+con la mamma: mi porgeva fichi d'India maturi, che sapeva staccare con
+molta destrezza col coltello dall'unica pianta che sorgeva davanti alla
+casa, senza pungersi le dita della piccola mano. Non si parlò mai di
+letteratura, perchè Costanziella non conosceva i nomi di Goethe, di
+Schiller e non sapeva del pari che cosa fosse la letteratura francese od
+inglese; le sue cognizioni letterarie non si estendevano al di là di
+poche canzoni del porto di Napoli. Sua madre era una donna come suol
+dirsi alla buona, ed i suoi discorsi si aggiravano per lo più intorno ai
+cibi e ai mezzi di sussistenza. Costanziella non aveva mai mangiato
+carne; portava sassi, si ricreava con la musica e si cibava di pane
+asciutto, di patate con un po' d'olio e di sale. Rise assai di cuore una
+volta che le domandai se avesse mangiato mai l'arrosto. Intanto, però,
+con tutta la sua vita di stenti, essa era fresca, ricciuta quanto Ebe, o
+Circe, o Diana cacciatrice, e non vidi mai nessuna più gaia di lei e
+più esperta nel suonare lo _scacciapensieri_.
+
+Ad ogni momento, a Capri, vi si domanda un grano, un baiocco, o, come
+dicono, _la bottiglia_. Sono per lo più i ragazzi o le bambine che fanno
+questa domanda, a cui non potrei dare il nome di mendicità, imperocchè
+essi non hanno affatto l'idea di chiedere l'elemosina. Trovano naturale,
+essendo poveri, di domandare a quei che posseggono qualche cosa, e
+quando ottengono un rifiuto, vi fan buon viso ugualmente, dicendovi:
+«Addi', signoria». Vi si domanda sempre e dovunque. Un giorno che entrai
+nella scuola di Anacapri, tutta la scolaresca sorse da' suoi banchi
+esclamando: «Signore, la butiglia!» e per un momento pensai che me la
+chiedesse persino il maestro. Entrando poi in una casa, si è certi di
+vedersi venire incontro una ragazza, la quale vi porge alcune foglie di
+maggiorana od un garofano, e questo dono bisogna in qualche modo
+contraccambiarlo. E' una specie di mendicità esercitata per mezzo di
+fiori, ma non sempre, perchè anche senza di questi si domanda
+francamente e liberamente il grano. Si possono rendere felici con il più
+piccolo regalo, ed io ho visto anche adulti rallegrarsi per la più
+piccola cosa al pari dei ragazzi. Nasce allora il desiderio di possedere
+i tesori, anche di un solo dei liberti di Tiberio, per farne parte a
+questo popolo buono e riconoscente.
+
+Ora si parla molto nell'isola di un matrimonio. Un ricco Inglese si è
+innamorato di una povera ragazza, al punto di convertirsi per amore di
+lei alla religione cattolica. La bella fanciulla si trova presentemente
+in un monastero di Napoli, ma nell'autunno tornerà qui gran dama a
+prendere possesso della nuova casa costruita appositamente per lei sul
+monte Tuoro. La sorte toccata alla bella Annarella non eccita nessuna
+invidia, anzi, non si considera neanche come un avvenimento
+straordinario. V'è pure a Capri un altro Inglese, che vi si è stabilito
+definitivamente.
+
+Capri è un luogo fatto apposta per gli uomini stanchi della vita; non
+saprei indicarne un altro in cui coloro i quali ebbero a soffrire
+dispiaceri, potessero finire più tranquillamente i loro giorni. Lo
+attestano i soldati invalidi ai quali fu assegnata per dimora. Trecento
+di essi, inabili alla vita militare per infermità o per vecchiaia,
+occupano la caserma posta al limite estremo della città. Essi dànno
+all'isola l'aspetto di un asilo: si vedono girellare in ogni angolo, o
+seduti, intenti a cantare le loro canzoni. Alcuni sono veterani delle
+guerre napoleoniche; altri presero parte ai fatti che seguirono la
+rivoluzione del quarantotto, in gran parte ciechi. Siccome nell'isola
+non vi sono nè bestie, nè carri, nè carrozze, non corrono verun
+pericolo.
+
+Nella festa di S. Anna ne ho visti una schiera aprire una processione ed
+entrare in buon ordine in chiesa, ed ho ricordato il versetto biblico:
+«Beati coloro i quali non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero
+al fuoco d'artificio, godendo, in mancanza di meglio, lo scoppio delle
+bombe e dei razzi. In nessun posto, io credo, si deve sentire tanto la
+sventura di esser ciechi, quanto a Capri, dove la natura fa mostra di
+tutte le sue bellezze, di tutta la magica varietà e lo splendore delle
+sue tinte! Aggirarsi in questa contrada senza il beneficio della vista,
+mi è parso un'amara ironia. Quei poveri ciechi si muovono però molto e
+volentieri: hanno la loro passeggiata favorita, l'unica alquanto piana,
+la bella strada nella valle Tragara, in mezzo agli olivi. Ne ho visti
+spesso alcuni seduti sui banchi di pietra, sotto la porta della città,
+quasi spianti i passi delle persone che entrano ed escono, ed anche al
+di fuori della porta stessa, dove si gode la stupenda vista da una parte
+del golfo di Napoli e del Vesuvio, dall'altra delle ripide pendici del
+monte Solaro e della triplice sua vetta. Nel calore della giornata
+queste rupi splendono di una tinta incomparabile, ed al lume di luna si
+perdono in una luce magica.
+
+Quei poveri ciechi si dilettano pure di musica, ed ogni sera dànno un
+piccolo concerto: due invalidi prendono posto sul terrazzo del
+quartiere, ed uno suona la chitarra, mentre l'altro l'accompagna col
+fischio. E' una musica singolare, che risuona in modo tutto particolare
+nel silenzio della notte, e di frequente è accompagnata dalle voci di
+un'aria melanconica. I due invalidi suonano anche al mattino, sulla
+piazza, e radunano intorno tutti i compagni, quelli che vedono e quelli
+ciechi, quelli che possono camminare e gli storpi. In quest'isola
+innocente, perciò, la fisica infermità come la povertà, assume un
+aspetto lieto, ed appare rassegnata alla sua sorte.
+
+
+ III.
+
+Ogni cosa a Capri porta un'impronta per così dire fanciullesca; persino
+nelle fisonomie di parecchi vecchi, tanto uomini quanto donne, si scorge
+questo segno caratteristico di puerilità. I ragazzi, maschi e femmine,
+sono in generale bellissimi, e, sebbene crescano senza istruzione, la
+loro intelligenza è straordinariamente sveglia. Portano tutti al collo
+un amuleto: i bambini, piccoli corni benedetti, destinati a proteggerli
+contro lo spirito maligno; i più grandicelli, una medaglia della Madonna
+o un'immagine della Beata Vergine del Carmine, impressa sopra un pezzo
+di stoffa. Ho visto un giorno esposto nella chiesa il cadavere di un
+bambino. Era coperto di un velo bianco, ornato di fiori, ed aveva
+attorno a sè mandorle inzuccherate: il poverino non ne aveva mai
+assaporate in vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno ai ragazzi
+dei pescatori che allorquando sono morti. Il cadavere fu deposto senza
+cerimonie nella sepoltura nell'interno della chiesa, dove, secondo
+l'usanza antica, si eseguiscono tutte le tumulazioni. Soltanto coloro
+che non sono cristiani--così si esprimono per intendere i non
+cattolici--vengono sepolti in qualche punto ameno e solitario della
+spiaggia.
+
+A Capri tutti si conoscono, e il forastiero non tarda del pari a
+divenire amico degli isolani e a formare con quelli una sola famiglia.
+Non tarda molto per conseguenza a non sentirsi più straniero, e a
+considerarsi quale membro di quella specie di comunità.
+
+La vita pubblica si concentra tutta quanta sulla piazza, presso la porta
+della città; ivi si vendono i pochi oggetti che rispondono agli scarsi
+bisogni della popolazione; ivi hanno luogo le feste religiose e si
+radunano gli abitanti a riposarsi dell'incessante lavoro. La vita
+solitaria è interrotta di quando in quando dall'arrivo di qualche
+forastiero, il quale prende alloggio nella locanda di don Michele,
+visita rapidamente le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un certo
+numero di forestieri si ferma però qualche tempo alla locanda, sedendo a
+mensa comune, per lo più pittori, i quali formano una società
+caratteristica e si vedono in ogni angolo occupati a disegnare ora una
+di quelle casuccie ridenti col suo pergolato, ora qualche roccia di
+forma bizzarra, ora un gruppo di alberi od una marina.
+
+Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi per i colli,
+dell'arrampicarsi su per gli scogli, del vagabondare lungo la riva del
+mare, dove le onde mugghiano e si frangono senza posa. La tranquillità
+profonda, la vista dell'ampio golfo, delle amene sue rive, delle isole
+lontane, sono davvero incantevoli: si rimane lunghe ore seduti su di uno
+scoglio a contemplare gli effetti mirabili e sempre vari di luce sulle
+coste e sulla liquida pianura.
+
+Voglio ora condurre il lettore attraverso l'isola, che io ho percorsa da
+un capo all'altro. Ci recheremo da prima dove sorgeva Capri, l'antica
+Capri, scomparsa da quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove sorge
+la rupe scoscesa di Anacapri, stanno ancora, quasi fra i giardini, i
+ruderi dell'antica città e la piccola e vetusta chiesa di S. Costanzo,
+l'antica parrocchia dell'isola e sede del vescovo fin dal secolo X,
+Capri essendo stata innalzata a sede vescovile sotto la dipendenza
+dell'arcivescovo di Amalfi. Tale rimase lino al 1799; dopo di allora, la
+sede vescovile non venne più occupata e la chiesa venne ridotta a
+monastero, dipendente dall'arcivescovo di Sorrento. L'oratorio di S.
+Costanzo è piccolo, pesante, ed ha tutto l'aspetto di una chiesa di
+campagna. All'intorno si scorgono sotterranei e nella terra avanzi di
+antiche mura. Si rinvennero pure colà urne sepolcrali, bassorilievi,
+monete, e si scorge tuttora, in una vigna, un grande sarcofago di marmo,
+disotterrato da alcuni anni.
+
+Del resto, le antichità scavate nell'isola, statue, bassorilievi,
+mosaici, urne ed avanzi di colonne, furono parte vendute dai contadini a
+vile prezzo, parte regalate a privati dagli ufficiali pubblici
+incaricati degli scavi, e parte ancora trafugate di nascosto. Molte ne
+portarono via gl'Inglesi, durante i tre anni che occuparono l'isola;
+pochi oggetti quindi giunsero al Museo di Napoli, loro sede naturale.
+In nessuna parte del mondo, io credo, si sia fatto tanto spreco di
+antichità quanto a Napoli.
+
+Gli scavi e le scoperte fatte a Pompei furono quelle che richiamarono
+per la prima volta l'attenzione degli archeologi sull'isola di Capri. Il
+primo, per quanto io sappia, a praticarvi ricerche fu Luigi Gilardi da
+Ferrara, nel 1777, a cui tenne dietro Hadrava e, al principio di questo
+secolo, Giuseppe Romanelli; vennero quindi Giuseppe Maria Secondo ed il
+conte della Torre Rezzonico, i quali tutti pubblicarono scritti intorno
+all'isola. Nel 1830 venne incaricato Feola di compiere altri scavi e vi
+si trattenne molto tempo. Si scoprirono allora avanzi di antiche
+abitazioni e parecchie sculture dell'aurea epoca romana. Scarseggiando
+però la terra, gli agricoltori riempirono di bel nuovo gli scavi e ne
+disparvero le tracce sotto recenti piantagioni. Molti oggetti si trovano
+ancora nascosti e verranno certo un giorno in luce. Ciò che di tanto in
+tanto casualmente si scopre, sono le monete degl'imperatori e i
+frammenti di marmo. Nei pavimenti di Capri, nella pianura di Domecuta,
+presso Anacapri, si notano molti avanzi di marmi antichi ed anche, qua e
+là, si vedono adattati ad uso di soglie sulle porte delle case pezzi di
+marmo con avanzi d'iscrizioni diventate inintelligibili.
+
+Molti marmi antichi vennero parimenti impiegati nelle fondazioni delle
+case e non vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano memorie e resti
+dei tempi trascorsi.
+
+Non molto lontano da S. Costanzo, vicino al mare, su di un'altura,
+sorgeva l'antica villa di Tiberio, detta oggi _Palazzo al mare_. Hadrava
+vi fece praticare scavi nel 1790, e nonostante la trovasse in gran parte
+devastata, vi fece però ancora scoperte importanti, fra cui due colonne
+di cipollino, due di portasanta, uno stupendo capitello corinzio, oggi
+esposto al Municipio di Napoli, due magnifici mosaici, passati in
+possesso l'uno di un Inglese e l'altro della contessa Woronzow, e
+finalmente un bell'altare di Cibele, che il cavaliere Hamilton acquistò
+pel Museo britannico. Ora il palazzo presenta l'aspetto di una
+distruzione completa. Gran parte delle mura rovinarono in mare, altre
+giacciono disperse sul pendio dell'altura che scende alla spiaggia; si
+possono scorgere però ancora le vestigia di un certo numero di sale
+circolari, avanzo forse del tempio della divinità alla quale era
+dedicata la villa, e sorge ancor oggi, fra tutte quelle rovine, l'avanzo
+di un fusto di colonna di granito rosso orientale.
+
+Più scarsi ancora sono gli avanzi della villa che sorgeva un dì sulla
+bella collina di Castello, che sta a cavalcioni della città verso
+mezzogiorno. Dal lato del mare la rupe sorge tagliata a picco, ed a metà
+si apre l'apertura di una grotta. Verso terra stanno molte vigne e sulla
+sommità torreggia, in istato ancora di buona conservazione, il castello
+di Capri, piccola fortezza con mura merlate e torri, che dà all'isola
+un'impronta medioevale. Hadrava eseguì scavi anche in questa località,
+nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale e di bagni già devastati,
+alcuni pavimenti, statue, un bel vaso di marmo bianco, un bassorilievo
+rappresentante Tiberio nell'atto di offrire un sacrificio, un cammeo con
+ritratto di Germanico e busti di marmo e di gesso. Anche tutti questi
+oggetti vennero dispersi e regalati parte ad Hamilton, al pittore
+Tischbein, al principe Schwarzenberg, parte a Russi ed Inglesi ignoti.
+Nel 1791 gli scavi furono nuovamente riempiti di terra. Tutte le rarità
+antiche però scompaiono di fronte alla vista stupenda che si gode dalla
+collina di Castello, sul mare di Sicilia, sul golfo azzurro di Napoli e
+sulla rupe maestosa di Anacapri. Si vedono pure di là la rupe scoscesa
+che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi che si slanciano verso il cielo a
+foggia di obelischi granitici, denominati i Faraglioni.
+
+Ai piedi della collina, trovasi una delle località più romantiche
+dell'isola, la _Marina piccola_, spiaggia angusta, esposta a
+mezzogiorno, incassata nelle rocce, i cui massi rotolati in mare si
+avanzano a foggia di penisola. Sorgono ivi, quasi scavate nella roccia,
+due casette solitarie di pescatori; in quel punto la spiaggia può
+ricettare a mala pena due barche. Seduto colà, uno si può credere solo
+al mondo. Il golfo di Napoli, le sue spiagge, le sue isole, le sue vele,
+sono scomparse quasi non esistessero; la vista spazia unicamente
+sull'immensità del mare nella direzione della Sicilia e più lontano
+dell'Africa. Non si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi
+ugualmente a Palermo, a Cagliari ed a Cartagine. Non si hanno
+all'intorno che nude rocce, scogli deserti, caverne che si aprono sulla
+riva ad ambo i lati; a destra il capo Marcellino, rupe erta gigantesca,
+la quale si avanza in mare; a sinistra, dentellato e merlato, come un
+castello antico, il capo Tragara, ed in vicinanza a questo i Faraglioni,
+scogli giganteschi, inaccessibili, d'oltre cento piedi di altezza,
+emergenti dal mare come piramidi, di forma conica, uno levigato, l'altro
+frastagliato in modo fantastico e bizzarro. La loro ombra si estende sul
+mare, a cui dà un aspetto melanconico. Più in là si apre in uno scoglio
+l'arco di una caverna, in cui possono entrare anche le barche, e sulla
+loro sommità, agitati dal vento, ondeggiano vaghi arbusti e piante
+selvatiche. Di tanto in tanto l'alcione che ammaestra la giovane prole
+al volo, fa udire il suo rauco grido. Non si può fare a meno di
+ricordare il passo del _Prometeo incatenato_ di Eschilo e par quasi che
+all'orecchio giunga lo sbatter d'ali delle Oceanidi e l'eco dei loro
+canti. Più di una volta, di buon mattino, io son rimasto ad ascoltare il
+canto degli uccelli marini quando scendono sugli scogli e svolazzano
+sulle onde, ed alla sera la loro voce m'è apparsa più lamentosa, simile
+al suono delle arpi eoliche, che riportano inconsciamente ai desiderî
+del passato. Sapevo che su i Faraglioni si trovano pure alcioni venuti
+dall'isola di Ustica e dalla grotta d'Alghero in Sardegna, e se io
+avessi avuto vent'anni di meno, avrei domandato loro di portarmi in
+quella rara grotta, o nella foresta di Milis, dove cinquecento mila
+piante di aranci fan mostra dei lor fiori e dei lor frutti, e dove notte
+e giorno risuona il canto dell'usignolo. Colà mi avrebbero potuto
+deporre un mattino, ai piedi della pianta di aranci più alta d'Europa,
+grande quanto un'elce, dove il marchese Boyl fa ai suoi ospiti gli onori
+della sua villa.
+
+Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere qualche istante sulla Marina
+piccola di Capri senza lasciare sciolta la briglia alla propria
+fantasia? La solitudine e l'aspetto deserto della spiaggia sono magici,
+in ispecie nel silenzio della notte, al lume di luna, quando non si ode
+altro che il frangere delle onde che incessantemente si succedono le une
+alle altre, quando gli scogli e i capi si perdono nell'ombra, e le
+fiaccole delle barche pescherecce ora brillano sulla superficie del
+mare, ora scompaiono. Pochi sono i pescatori che tengono ivi le loro
+barche: io li ho visti seduti sulla sabbia bianca, intenti a racconciare
+le reti, silenziosi, immersi in profondi pensieri come gente che sa
+mirabili cose delle profondità marine e delle sirene che vi abitano. Uno
+degli scogli porta appunto il nome di scoglio delle Sirene.
+L'immaginazione del popolo sa sempre dare ai luoghi le denominazioni che
+più vi si adattano; certo, sarebbe impossibile trovare in Capri un luogo
+migliore per collocarvi le Sirene. Quivi si possono passare lunghe ore a
+godere la brezza marina ed a contemplare gli effetti di luce sul mare:
+tutto è tranquillo e tutto risplende; scintillano le onde, e gli scogli
+nel calore della giornata; non si ode altro che il canto monotono delle
+cicale. Luce, aria, profumi, tutto vive sotto il regno dell'armonia, e
+l'animo si inebria di solitudine.
+
+Tra la Marina piccola ed i Faraglioni, si apre una delle più vaste
+grotte dell'isola, la grotta dell'Arsenale. L'acqua non vi penetra,
+perchè trovasi entro terra. Vi si scorgono vestigia di costruzioni
+romane. Il suo nome dice già che dovette un tempo servire di magazzino
+alla gente di mare, se pure non fu un ricovero per le galere di Tiberio,
+imperocchè la sua entrata è abbastanza grande per dar loro accesso, e
+sono tutt'ora visibili le impronte dello scalpello che l'allargarono e
+resero più regolare. Il punto della spiaggia dove essa si trova, porta
+il nome di Unghia Marina, ed ivi pure, tanto al mare quanto in alto, si
+scorgono vestigia di antichi muri. Anche al capo Tragara, presso il
+quale sorgono in mare i Faraglioni e lo scoglio detto il Monacone, si
+scorgono avanzi di antiche mura; difatti ai tempi di Tiberio ivi era un
+piccolo porto, cui probabilmente si accedeva per una strada coperta
+dalla villa sorgente sul monte Tuoro.
+
+Al capo Tragara si può discendere a terra dalla barca e salire sul monte
+Tuoro, dal quale si scopre un bellissimo panorama. Sorge colà, sopra un
+antico muro, un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola che
+quasi ogni punto elevato sia occupato da un solitario, da un monaco o da
+un ufficiale telegrafico. Quello del monte Tuoro abita una piccola casa
+bianca. La sua stanza ha due piccole finestre ed in ognuna trovasi
+fissato un telescopio. L'ufficiale telegrafico, piccolo vecchietto dalla
+vista stanca, sta seduto ad un tavolo collocato fra le due finestre, sul
+quale tiene aperto un voluminoso registro. Ad ogni istante sorge dalla
+sua sedia, va all'una o all'altra finestra, pone l'occhio ai due
+cannocchiali, quindi torna a sedere, con tranquillità filosofica,
+dinanzi al suo registro, per portarsi di nuovo dopo pochi istanti alle
+finestre; e questo dura dalla mattina alla sera. Il suo cane sta seduto
+avanti alla porta e spia esso pure il mare, ma... senza cannocchiale. In
+cima al Solaro, sopra Anacapri, dimora un altro ufficiale telegrafico
+per la segnalazione dei legni che compaiono nel mare di Sicilia.
+Allorquando scorge qualche cosa degna di osservazione, la comunica al
+suo collega del monte, il quale ne dà avviso all'ufficio telegrafico di
+Massa, che si trova al di là dello stretto di mare, sul promontorio
+della Minerva; questi manda l'avviso a Castellamare, e di là lo si
+trasmette infine a Castello S. Elmo di Napoli, da dove la notizia viene
+tosto spedita al palazzo reale, vera sede di novello Atreo. L'ufficiale
+telegrafico del monte Solaro è quegli che dà origine a tutto questo
+movimento. Quando io lo vidi intento al suo ufficio di vigilanza, mi
+venne in mente la sentinella del castello di Atreo, nell'_Agamennone_
+d'Eschilo, che sta aspettando la fiammata che deve annunciargli la presa
+di Troia:
+
+ Theous men aitô ton apallagen ponon
+ (Supplico gli Dei di volere por termine alla mia fatica).
+
+e mi sovvennero pure i versi di Clitennestra, quelli che descrivono con
+rara evidenza il modo di trasmissione dei segnali con le fiammate. La
+fiamma si accendeva sul monte Ida, giungeva su quello di Lemno, arrivava
+al monte Athos dedicato a Giove, e, varcando le onde dell'Euripo,
+svegliava il guardiano di Mesapio, passava il fiume Asopo, giungeva
+sulla rupe di Ciotaro e, per lo stretto di Gargopi, per la vetta di
+Agiplanco, per il mare Saronico e per la rupe Aracnea, arrivava
+finalmente al castello degli Atridi.
+
+Se i Greci avessero comunicato con Troia per via di un telegrafo
+elettrico sottomarino, saremmo privi del piacere di leggere nei versi
+stupendi di Eschilo una descrizione così vivace piena di verità.
+
+Era venuta intanto la sera. L'ufficiale telegrafico del monte Solaro
+fece un segnale, che quello del monte Tuoro trasmise tosto a Massa.
+Domandai che cosa volesse esso significare. «Oggi nulla di nuovo», mi
+rispose tutto soddisfatto il vecchietto; si stropicciò gli occhi, pose
+in ordine i suoi istrumenti, diede un fischio al suo cane e cominciò a
+scendere dal monte. Egli abitava in Anacapri, ed ogni sera doveva
+discendere cinquecento sessanta gradini, per risalirne il mattino
+appresso altrettanti. Da dieci anni egli compie quel solitario ufficio,
+compresi i giorni di feste, compreso quello di Pasqua: si potrebbe
+dunque calcolare matematicamente quante centinaia di volte il brav'uomo
+abbia fatto l'ascensione del Chimborazo, e ciò per la paga di trenta
+carlini al giorno!...
+
+Ad eccezione di questo guardiano, che mi ricordò Eschilo, non ho trovata
+alcuna antichità sul monte Tuoro. Però, anche su quell'altura Tiberio
+ebbe una villa. Fra il monte Tuoro e quello di Castello, scende al mare
+la valle Tragara, tutta coltivata a viti e ad olivi. Giace in questa
+l'edificio medioevale più ragguardevole dell'isola, la Certosa, ora
+deserta, ma un giorno abitata dai monaci dell'ordine di S. Bruno. Occupa
+questa un grande spazio; la sua architettura originale, i suoi portici,
+i suoi i campanili bizzarramente istoriati, le sue terrazze, i suoi
+tetti fatti a volta, sorgenti in mezzo alla verzura e specchiantisi in
+mare, le dànno un'impronta tutta magica, che è appunto la caratteristica
+dell'isola.
+
+La navata angusta della chiesa senza cupola è parimenti l'unico edificio
+di Capri che possegga un tetto a forma gotica ricoperto di tegole. Le
+sue linee, delicate e nette, offrono un vivo contrasto coi tetti a volta
+delle celle e coi portici ad arco tondo del cortile. Nell'interno, la
+chiesa è semplice, ed ha solo qualche affresco sulle mura. Entrando,
+tutto l'insieme produce una favorevole impressione. Le celle sparse qua
+e là, le piccole corti, i giardini deserti ed invasi da lussureggiante
+vegetazione, dànno al monastero abbandonato l'aspetto di un laberinto
+romantico. La Certosa è dedicata a S. Giacomo e venne fondata nel 1363
+dal nobile caprese Giacomo Arcucci. Sua moglie era rimasta sterile al
+par di Sara ed egli aveva fatto voto di fondare un monastero se Dio gli
+avesse _concesso_ un figliuolo; la preghiera fu esaudita e il gentiluomo
+mantenne la promessa facendo edificare il convento sul disegno della
+stupenda Certosa del Vomero a Napoli, dedicata a S. Martino; e nel 1374,
+terminato l'edificio, vi chiamò i padri di S. Martino. Col tempo, la
+Certosa diventò ricca e le migliori terre dell'isola passarono in sua
+proprietà. La Repubblica Partenopea però la soppresse, fondendola con i
+due conventi di Toresiani, che si trovavano pure nell'isola, e
+incamerandone gli averi. Ora, questi son venuti in possesso della
+cattedrale d'Ischia e la povera popolazione di Capri va soggetta alla
+grande ingiustizia di vedersi tolte le sue terre migliori per arricchire
+il clero ozioso di un'isola straniera. Durante l'occupazione inglese, la
+Certosa fu il quartiere generale di Hudson Lowe, ed anche i Francesi
+l'adibirono ad usi militari. Oggidì vi ha sede un ospedale militare.
+
+
+ IV.
+
+Anche nella valle Tragara esistono avanzi di antiche costruzioni. Gli
+archeologi pretendono che ivi esistessero l'antico collegio degli Efebi
+e la villa Giulia, eretta da Augusto in onore della figlia sua
+dilettissima. Ivi sorgeva pure la Sellaria, quella vergognosa villa di
+Tiberio, dedicata alla Venere impudica, che, secondo Svetonio, era
+ornata delle imagini più oscene. Tali congetture però hanno poco
+fondamento, perchè è facile riconoscere la destinazione di tutti quegli
+avanzi di mura denominati camerelle e che corrono in una linea ad arco
+sul Tragara fino al di là del Tuoro. Portano il nome di camerelle come
+alcuni avanzi della Villa Adriana a Tivoli, e sono costruite parte di
+roccia calcarea dell'isola, parte di mattoni. Nella loro fronte
+esteriore presentano una serie di camere, le cui volte sono in parte
+ancora in piedi. Rosario Mangone afferma che queste camerelle
+sostenessero una strada che doveva portare alla villa di Tiberio e si
+divideva in tre rami: l'uno diretto al monte Tuoro, l'altro alla villa
+di San Michele, il terzo alla villa di Giove.
+
+Sopra le camerelle sorge la collina di S. Michele, una delle più
+graziose dell'isola, e da cui si gode la vista stupenda della
+sottostante città. A cavallo di questa s'innalza il forte Castello,
+sopra le ripide pendici del Solaro, e ai due lati si aprono vallette
+ricche di vegetazione che scendono al mare ceruleo. La stupenda
+posizione di questo colle dice da sè che lassù doveva sorgere uno dei
+palazzi di Tiberio. Si vedono infatti ai piedi del monte rovine
+grandiose ed una serie di volte che sostenevano senza dubbio la strada
+che portava al monte. Sulla sommità stanno giardini, case di
+agricoltori. Percuotendo col piede il suolo, questo manda un suono cupo,
+il che indica chiaramente esservi al disotto delle volte, di cui, del
+resto, ancora oggi si scorgono gli avanzi ad opera reticolata. In una
+di queste stanze io scoprii tracce di un'antica cappella dedicata a S.
+Michele, _da cui il monte ha preso il nome_. Oggi sorge solitaria sulla
+collina una chiesetta del santo, curiosa assai per la sua architettura
+moresca: circondata com'è da un muro, sulla roccia deserta, ricorda i
+templi della Mecca.
+
+Si fecero pure scavi sul monte di S. Michele, ma le ricerche diedero uno
+scarso risultato. Gli agricoltori ridussero tutto il terreno d'intorno a
+terrazzi piantati ad olivi, e le case della città sono addossate al
+monte in guisa che da questo si può scendere benissimo su i tetti. Una
+sera, difatti, presi questa strada per rientrare in città e passando da
+un tetto all'altro, riuscii ad entrare in casa mia.
+
+La costa orientale dell'isola s'innalza ripida sul mare per un'altezza
+di novecento settanta piedi, di guisa che la villa di Giove trovasi al
+punto più elevato della spiaggia, d'aspetto veramente selvaggio.
+
+Scendendo dal Tuoro per la piccola valle di Matromania, verso la
+spiaggia a mezzogiorno, si giunge ad un punto in cui la costa si apre in
+uno spazio circondato da rupi tagliate a picco, dove regna una
+confusione fantastica di scogli, uno dei quali, aperto a foggia di
+portico, ha nome d'Arco Naturale. Questo è il punto più solitario
+dell'isola. Ai piedi giace il cupo mare, in alto si scorge il cielo
+limpido ed azzurro, tutto all'intorno stanno rupi rossastre, e la vista
+si estende fino al capo di Minerva, ed alle spiagge di Amalfi e di
+Salerno.
+
+Scendendo per un ripido sentiero, si giunge alla grotta enigmatica di
+Matromania, piena di rovine, ed a cui si accede per un ampio arco, che
+dà in una caverna larga circa cinquantacinque piedi e profonda circa
+cento. La grotta è opera della natura, ma la mano dell'uomo l'ha
+migliorata: tanto all'ingresso quanto nell'interno si vedono difatti
+ancora avanzi di mura romane. Dentro stanno disposti a forma di
+semicerchio due rialzi bianchicci, dei sedili; alcuni gradini portano ad
+una nicchia, dove probabilmente stava la statua del nume.
+
+Tutto là fa pensare che la grotta sia stata ridotta ad uso di tempio. Il
+nome di Matromania, che il popolo con innocente ironia ha convertito in
+quello di _Matrimonio_, quasi Tiberio avesse celebrato ivi le sue nozze,
+si pensa che derivi da _Magnae Matris antrum_, oppure da _magnum Mithrae
+antrum_.
+
+Si dice che il tempio fosse dedicato a Mitra, non tanto perchè il dio
+persiano del Sole fosse venerato nella caverna, quanto per essersi
+scoperto in questa uno dei bassorilievi rappresentanti il mistico
+sacrificio di Mitra, tanto numerosi nel museo Vaticano. Io ne ho visti
+due negli Studi a Napoli, uno dei quali venne scoperto appunto in questa
+grotta, l'altro nella grotta di Posillipo. Rappresentano Mitra in
+ginocchio dinanzi al toro, nell'atto di piantargli il coltello nel
+collo, mentre la bestia viene ferita da un serpente, da uno scorpione e
+da un cane. Non è addirittura inammissibile che la grotta fosse dedicata
+a Mitra, essendo anche adatta al culto del sole, la sua apertura
+guardando verso oriente. Dalla sua profondità io potei vedere il sole
+che nasceva, imporporando i lontani monti ed illuminando il mare. La
+posizione romantica e selvaggia della grotta, le rovine dell'antico
+tempio, il culto mistico di Mitra, il profondo silenzio, la luce
+crepuscolare, lo stillare dell'acqua a goccia a goccia, e infine la
+vista stupenda del mare e della campagna, tutto contribuisce a produrre
+una profonda impressione di mistero, anche su chi nulla sa del culto di
+Mitra e della vita di Tiberio. In questa caverna misteriosa fu fatta la
+rara scoperta di una tavola di marmo con la seguente iscrizione in versi
+greci: «O regione dello Stige, spirti propizi che qui avete la vostra
+stanza, accogliete me pure, infelice, che morte repentina colse nel
+fiore degli anni e dell'innocenza. Me pure aspettavano i favori di
+Cesare; ma ora per me, per i miei genitori, non avvi più speranza. Non
+avevo ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di quindici anni: non godrò
+più la splendida vista del sole. Ipato fu il mio nome. Fratello, io mi
+rivolgo ancora a te! Genitori, ve ne scongiuro, non piangete più a lungo
+me poveretto».
+
+A quale orribile fatto possono alludere le parole misteriose di questa
+iscrizione? Vi è in questo un romanzo di Capri. La storia del povero
+Ipato è ignota, ma si può facilmente indovinare. In un'ora indemoniata,
+Tiberio sacrificò al sole il suo favorito, un giovanetto, qui, in questa
+caverna, davanti all'imagine del Dio, nella stessa guisa che più tardi
+Adriano sacrificò al Nilo il bellissimo Antinoo. In quei tempi i
+sacrifici umani, sebbene non frequenti, erano ancora in uso e venivano
+dedicati per lo più a Mitra.
+
+Se questa grotta, questi scogli potessero parlare, quanti orrendi fatti
+dell'antichità noi apprenderemmo! La tradizione accenna a questa
+selvaggia riva, quale sito prediletto di Tiberio e quale teatro delle
+immani sue crudeltà. E' il luogo più diabolico dell'isola; procedendo
+sulla spiaggia, verso mezzogiorno, si arriva ad un punto denommato
+Salto di Tiberio. La riva cade ivi a picco sul mare dall'altezza di più
+di ottocento piedi. Si dice che di là il mostro precipitasse le sue
+vittime. Narra Svetonio: «Si fa vedere in Capri il punto dove Tiberio
+spiegava tutta la sua crudeltà, facendo precipitare in mare alla sua
+presenza le vittime, dopo averle a lungo martoriate con ogni sorta di
+tormenti. Cadevano in mezzo ad una squadra di marinai, i quali le
+percuotevano barbaramente con bastoni e con i remi, fino a tanto che non
+fosse spento in esse ogni alito di vita.» Doveva essere per dir vero un
+piacere diabolico quello di precipitare disgraziate creature da
+quell'altezza, vederle balzare di scoglio in scoglio, ed udire il tonfo
+dei loro corpi in mare.
+
+A pochi passi dal Salto crudele, sorge ora una casetta, sulla cui porta
+sta scritto _Restaurant_. Nella stanza trovasi ad ogni ora apparecchiata
+una tavola con frutta, pane ed un fiasco di _lacrime di Tiberio_.
+L'albergatore ha fatto costruire sul margine del Salto un piccolo muro
+ed offre così di che ristorarsi, a chi piace, sul teatro stesso di tanti
+orrori.
+
+Si passa da questa casa per arrivare all'antico faro di Capri, il quale
+non dista che una trentina di passi dal Salto. Questo faro è in gran
+parte rovinato ed i suoi neri avanzi vennero alcuni anni or sono
+colpiti dalla folgore. I materiali giacciono all'intorno dispersi fra le
+vigne. Si trovano ancora in piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali
+bastano a far comprendere che il faro era un edificio ampio e notevole,
+che poteva benissimo competere con quello di Alessandria e con quello di
+Pozzuoli. Il poeta Stazio in un verso lo paragona alla luna, splendore
+delle notti. Svetonio narra che quella torre fu atterrata da un
+terremoto pochi giorni prima della morte di Tiberio; ma dopo di allora è
+da ritenersi che sia stata ricostruita, altrimenti Stazio non ne avrebbe
+potuto far parola. Attualmente la sua altezza non supera i sessanta
+piedi.
+
+Nel 1800 Hadrava fece in quel luogo eseguire scavi e vi rinvenne avanzi
+di un piano sotterraneo, alcuni marmi ed anche un bassorilievo, che
+rappresentava Lucilla e Crispina in atto di pregare.
+
+Dal faro, salendo ancora pochi passi, si arriva alla rinomata villa di
+Giove, la quale, secondo Svetonio, era propriamente l'abitazione
+ordinaria di Tiberio; anzi, il tiranno, dopo l'esecuzione di Seiano, vi
+si tenne rinchiuso per ben nove mesi, per il timore di una congiura. Le
+rovine che si scorgono al capo della spiaggia a settentrione-levante
+dell'isola, appartengono alla villa: lo confermano la tradizione, la
+quale addita quella località come la più importante dell'isola;
+l'estensione del palazzo, le cui rovine sono le più importanti di tutta
+Capri, e la natura delle costruzioni, appartenenti all'epoca migliore
+dell'architettura romana.
+
+Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto di volte, di gallerie
+sotterranee, di infinite stanze, in massima parte ridotte poi ad uso di
+cantine e di stalle per il bestiame. Giacciono qua e là dispersi sul
+suolo capitelli, piedistalli, fusti di colonne, frammenti di marmo;
+alcune stanze presentano ancora avanzi di stucco e in qualche punto si
+osservano tracce di pitture gialle e rosse, simili a quelle di Pompei.
+Sul suolo sono pure frammenti di pavimenti a mosaico di marmo bianco,
+inquadrati da una fascia nera, come pure sono tuttora visibilissime le
+scale che portavano ai piani superiori.
+
+Sembra che la villa avesse parecchi piani; l'inferiore è intieramente
+sepolto sotto il suolo. Nel piano superiore invece si può ancora
+riconoscere la distribuzione delle stanze, e, dal lato verso il mare, la
+pianta di un semicircolo, probabilmente di un teatro. In altro punto,
+nicchie e mura circolari dimostrano l'esistenza di un tempio. La villa
+riuniva in sè tutto quanto apparteneva allo splendore della vita
+principesca di allora, ed essendo stata così a lungo la sede della corte
+imperiale, doveva, prima che Nerone ed Adriano innalzassero i loro
+sontuosi palazzi, sorpassare in bellezza tutte le altre ville romane.
+Certo contribuiva a renderla ancora più bella la sua incomparabile
+posizione sul mare e la vista dei due golfi. Da questo punto Tiberio
+dominava tutta l'isola come un avvoltoio e scorgeva anche le navi che
+traversavano il golfo, provenienti dall'Ellade, dall'Asia, dall'Africa,
+o da Roma.
+
+Più bella però doveva essere la vista dell'isola dal mare, veleggiando
+fra Capri ed il capo di Minerva e contemplando i palazzi marmorei, il
+faro ed i templi, imperocchè Tiberio, in cima ad ogni vetta, aveva
+innalzata una torre, od un tempio, fra cui quelli famosi di Minerva,
+delle Sirene e di Eracleo.
+
+Rimasi lunghe ore seduto sulle rovine, cercando raffigurarmi l'antica
+Capri. Pensavo che dovesse essere stupenda con ogni sua sommità coronata
+da un tempio, con i suoi portici, teatri e ville e le strade popolate di
+tutto quel mondo romano, dalla corte di Cesare, da senatori, da
+ambasciatori d'ogni parte del mondo, dalle più belle donne della Ionia,
+delle Etari seducenti dell'Asia, da squadre scapigliate di baccanti, da
+ninfe, da dee, da tutto un popolo di figure mitologiche. Qui regnava
+Bacco, e la sua corte era composta di baccanti e di satiri.
+
+Il lungo soggiorno di Tiberio a Capri non fu che una satira dell'uman
+genere e probabilmente la più terribile: si può facilmente indovinare
+contemplando i tratti del principale attore, giacchè a Napoli esistono
+busti e figure colossali di Tiberio. Il suo miglior ritratto però
+trovasi nel Museo Vaticano a Roma; quelli di Napoli lo rappresentano già
+avanzato negli anni; quello di Roma, al contrario, nel fiore della sua
+giovinezza, probabilmente perchè la maggior parte dei busti disotterrati
+ad Ercolano ed a Pompei appartengono all'epoca del suo soggiorno in
+Capri. Nella galleria Chiaramonti del Museo Vaticano esiste la sua
+figura colossale, scoperta a Veia, in cui è rappresentato giovane,
+divinizzato, ma con i suoi lineamenti reali. La sua testa appare
+intelligente, ben formata, la bocca regolare e di una finezza
+indicibile; tutti i suoi lineamenti giovanili hanno qualche cosa di
+dionisiaco ed anche le forme del corpo sono piene, voluttuose, in certa
+guisa femminili.
+
+Questo mostro reale era, al pari di Cesare Borgia, l'uomo più bello de'
+suoi tempi, e, fra tutti gl'imperatori romani, Augusto solo fu di
+bellezza più classica. Non si dimentica la figura di Tiberio dopo averla
+veduta una sola volta; ognuno si aspetta di trovarsi dinanzi un mostro,
+una specie di demone, ed invece rimane addirittura stupito dalla
+bellezza de' suoi lineamenti feminei, che gli dànno piuttosto l'aspetto
+di un Sardanapalo. Soltanto con gli anni la bocca acquistò
+un'espressione di sarcasmo, d'ironia, e tutta la sua fisonomia qualche
+cosa di duro, di crudele e di volgare insieme, come si rivela nella
+testa colossale di Napoli e nel suo busto in Campidoglio. Volendo avere
+una rappresentazione plastica della scelleratezza bestiale, fa d'uopo
+contemplare la testa diabolica di Caracalla, che è la rappresentazione
+più perfetta di un carattere diabolico a cui sia potuta giungere la
+scultura. Ritengo che quell'uomo scellerato fosse davvero tale e quale
+la storia ce lo ha descritto. Fu il solo monarca, dopo Augusto, che
+abbia regnato con le forme repubblicane. Ebbe in retaggio un popolo
+divenuto spregevole, e trovato un mondo pessimo e proclive ad ogni sorta
+di abbiettezza vi si abbandonò interamente. Caligola vaneggiava di
+divenire il padrone del mondo e la sua potenza durò pochi anni. Egli che
+avrebbe voluto sorbirsi il mondo come si sorbe un uovo, fu un giorno
+atterrato dal caso, con tutti i suoi godimenti, che non eran che pazzie.
+
+Dopo le guerre civili e dopo Augusto, regnò un silenzio spaventoso nella
+storia del mondo e quella fu l'epoca più cupa dell'umanità. Augusto fu
+grande e felice perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria; i suoi
+successori, invece, furono miseri per non aver più nulla da conquistare.
+Venuti ad un tratto in possesso di un dominio già affermato, non seppero
+quale impiego fare del loro tempo, imperocchè anche i piaceri diventano
+insopportabili quando non l'interrompono il lavoro e le difficoltà.
+Caligola nella sua pazzia volle gettare un ponte sul mare; Claudio fu un
+pedante; Nerone incendiò Roma, e mentre questa era in fiamme suonò la
+cetra; faceva versi e voleva aver fama di abile guidatore di cocchi, e
+di commediante. In quel periodo di generale sonnolenza del genere umano,
+noi troviamo l'uno dopo l'altro, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone,
+demoni e scellerati: la storia taceva.
+
+Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio confondendolo co' suoi
+successori, i quali furono soltanto scellerati volgari, senza pudore e
+senz'ombra di vergogna nel rivelare la loro bestiale natura; Tiberio,
+superiore per ingegno alla sua epoca, fu uomo fiero, diplomatico, della
+scuola dell'ipocrita Augusto. Tutta la sua fisonomia rivela la finezza,
+la dissimulazione, particolarmente il taglio della sua bocca gesuitica,
+la bocca più perfetta di diplomatico che la natura abbia creato: si
+direbbe che pronunci la sentenza di Talleyrand, che, cioè, la parola fu
+data all'uomo per nascondere i suoi pensieri. Infatti poi sappiamo da
+Tacito quanta fosse l'arte di Tiberio nel parlare: egli fu veramente
+l'inventore della grammatica e della logica diplomatica. Non prometteva,
+non giurava, non mentiva: egli era un impasto di menzogna continua.
+Quanto sembrano grossolani, di fronte a questo despota finissimo e
+signore classico della storia nuova, quegli avventurieri venuti in
+possesso di un trono e quei re che rompono pubblicamente i loro
+giuramenti! Tiberio, certamente, li avrebbe cacciati, con un sorriso di
+disprezzo, fra i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare, nemmeno
+una sol volta, che cosa avesse in animo di fare governando, non col
+mezzo ruvido dei colpi di stato, bensì padroneggiando sopra gli
+avvenimenti. Non lasciò mai trapelare nè la sua volontà, nè i suoi
+disegni; basta ricordare la caduta di Seiano.
+
+Il proscritto dell'isola dell'Elba prese una volta a difendere
+calorosamente il carattere di Tiberio contro le accuse di Tacito e della
+storia. Dopo di aver ridotta la diplomazia di Augusto a sistema del
+gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta la sua opera e sazio
+della vita, si ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri
+materiali, e non lasciò venir meno il terrore che aveva incusso fin dal
+principio del suo governo, e provò i piaceri di ogni sorta. L'umana
+natura però è costituita in modo che non può godere in una volta poca
+parte di piaceri, e ciò lo dimostrano lo scoglio di Capri e la villa di
+Giove, nella quale erasi ritirato il signore del mondo che considerava
+questi luoghi come una specie di esilio. Fa orrore il pensare alle scene
+di cui furono testimoni queste mura, agli eccessi di rabbia di un animo
+che non conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono un giorno le
+armonie dei flauti della Lidia, e splenderono i sorrisi di donne
+superbe, mugghiano ora le mandrie dei poveri contadini. A tanto vennero
+ridotte le sale di Tiberio. L'edera, i fichi d'India, le malve, le rose,
+le cinerarie e il melagrano riempiono della loro vegetazione
+lussureggiante le stanze in ruina. Pendono dall'alto i festoni delle
+viti, discendenti dall'antico Bacco di Capri, quasi fossero gli spirti
+di quelle etère che quivi praticavano, un tempo, alla presenza di
+Tiberio, le loro danze oscene.
+
+Sorge attualmente fra le rovine, sul punto più elevato della villa, una
+cappella dedicata a S. Maria del Soccorso. Vi abita un eremita. Nessun
+luogo mi è apparso più adatto per la penitenza, dei ruderi della villa
+di Tiberio, sotto il regno del quale, e durante il suo soggiorno in
+Capri, venne Cristo posto in croce. La cappella sorge quivi, come il
+cristianesimo stesso, sulle rovine del mondo pagano. Questa coincidenza
+è singolare, e pochi luoghi, io credo, possono ritenersi adatti del pari
+alla meditazione. Qui si presentano contemporaneamente all'immaginazione
+due figure rappresentanti i due periodi della storia del genere umano:
+ad occidente, il demone canuto, Tiberio, signore della terra,
+rappresentante del mondo pagano che sta per tramontare, ed immagine di
+tutti i mali; ad oriente, la figura giovanile dell'uomo Dio, di Cristo
+appeso alla croce, circondato di profeti ispirati di una rigenerazione
+novella dell'umanità. Queste due figure sorgono una di fronte all'altra,
+come Arimano ed Arzmud, il Dio della luce e quello delle tenebre. Come
+non ricordare qui la figura di Giovanni di Patmos, inondata di luce
+accanto alla quale l'aquila di Giove compare tutt'ora come simbolo
+pagano?
+
+Seduto sopra quelle rovine, in mezzo a tali pensieri, nella meditazione
+del cristianesimo primitivo, vidi tutto ad un tratto il rappresentante
+storico di quella religione ideale nella persona dell'eremita, sudicio
+frate francescano, e poco mancò non mi ritraessi dallo spavento. Era un
+vecchio monaco, dalla lunga barba bianca, vestito di una tonaca nera,
+zoppo, brutto, con due occhi da falco. Mi parve che sorgessero davanti a
+me Tiberio o Mefistofele, e mi dicessero, con sorriso beffardo:
+«Redivivo! soltanto mutato d'aspetto». Tale è la storia del
+cristianesimo.
+
+Il vecchio frate mi condusse zoppicando nella sua cella. Diedi uno
+sguardo ai suoi libri, e su di uno lessi il titolo seguente: _Leggende
+delle sante vergini che vollero morire per Nostro Signore Gesù Cristo_.
+Anche il solitario Tiberio leggeva libri che parlavano di vergini; non
+erano però di quelle che volevano morire per il suo contemporaneo, bensì
+i libri della etéra greca Elefantide, i quali insegnavano la scienza del
+piacere, ed erano allora di moda in Roma. Svetonio narra che Tiberio
+teneva quei libri nella sua stanza a Capri. Trovai, del resto, qualche
+cosa di lascivo anche presso l'eremita; egli mi fece vedere la copia di
+un bassorilievo esistente nel Museo di Napoli: un vecchio nudo, a
+cavallo, che portava in sella, davanti a sè, una ragazza parimenti nuda
+con una fiaccola in mano; un giovanetto, esso pure nudo, guidava il
+cavallo verso la statua di un Dio. La somiglianza del vecchio con
+Tiberio mi parve così sorprendente, che io credetti che quel
+bassorilievo rappresentasse una scena notturna nella sua villa di
+Capri, forse un sacrificio a Priapo. La catena sola, che il vecchio
+portava al collo, era quella stessa dei gladiatori combattenti e degli
+altri condannati, e non si addiceva affatto all'imperatore Tiberio.
+L'eremita aveva copiato il bassorilievo ad acquarello, con somma
+diligenza e con vera intelligenza del nudo. L'opera apparteneva alla sua
+abitazione, imperocchè era stata scoperta fra le rovine della villa.
+Sebbene in modo incompleto, due volte furono praticati scavi intorno a
+questa: la prima volta da Hadrava nel 1804, la seconda da Feola nel
+1827. Vi si trovarono bei pavimenti di marmo, uno dei quali venne
+adattato davanti all'altare maggiore nella cattedrale di Capri;
+parecchie belle statue, fra cui una piccola in lapislazzuli acquistata
+poi da un Inglese; varî busti, che andarono dispersi, e mosaici,
+attualmente raccolti nel Museo di Napoli.
+
+Nessun imperatore può vantare una villa da cui si goda una vista pari a
+quella che ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella. Dalla sua finestra
+ei vede i due golfi di Napoli e di Salerno, e le più belle coste e le
+isole d'Italia.
+
+L'aria quel giorno era limpidissima, ed io vidi distintamente Pesto,
+Castel Baro e la lontana punta di Licosa. Al cadere del sole i monti e
+il mare rivestirono dei colori dell'iride, ed io mi chiesi sorpreso se
+ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria di sogno.
+
+
+ V.
+
+Una sera, mentre stavo seduto sulle rovine della villa e contemplavo il
+magico panorama, il mio sguardo cadde sulla testa argentea di una serpe,
+che doveva avere mutata di recente la pelle e che stava ai miei piedi.
+La considerai quale un felice presagio, riferendosi a qualche mia
+memoria dei giorni trascorsi, e ricordai che Tiberio pure possedeva una
+serpe favorita, a cui porgeva il cibo di sua mano e con la quale soleva
+scherzare. Scesi dal monte con la lucente bestia e per istrada incontrai
+il mio Mefistofele che saliva a cavalcioni di un asinello. Gli feci
+vedere la mia piccola serpe, ed allora egli mi disse di essere un grande
+incantatore di serpenti. Mi narrò anzi che prendeva e maneggiava a sua
+volontà qualsiasi specie di rettile, ed avendogli domandato in qual modo
+facesse ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver loro comandato di stare
+tranquilli, li attorciglio intorno al mio braccio, e poi li chiudo in un
+vaso e li mando a Napoli a dei farmacisti».--«Ma come mai voi potete
+comandar loro di rimanere tranquilli?» Mi rispose subito con un sorriso
+diabolico: «Dico loro una parola, ed il nome di S. Paolo, ed allora non
+si muovono più!»--«Non potreste insegnarmi quella parola?» gli
+chiesi.--«Impossibile--mi rispose-; io l'ho appresa da un altro eremita,
+ed ho giurato solennemente di non rivelarla a nessuno». Quando gli
+domandai perchè aggiungesse alla parola il nome di S. Paolo, mi rispose
+che S. Paolo era il patrono dei serpenti, e che tutti gli animali
+avevano il loro protettore. Gli domandai ancora quali fossero i patroni
+di alcuni altri animali, ed appresi che S. Geltrude è la protettrice
+delle lucertole, e S. Antonio è patrono dei pesci, S. Agata dei leoni e
+S. Agnese degli agnelli. Non mi era affatto ingannato nel ritenere a
+prima vista quel frate per una specie di negromante, e chi sa che non
+praticasse ancora altre arti occulte, di notte, al lume di luna in mezzo
+alle rovine, con erbe, radici e animali velenosi.
+
+Ho dimenticato fino ad ora di accennare che nell'isola vi è un'altra
+piccola città, Anacapri, e la cosa non è strana, perchè vivendo in Capri
+inferiore non si vede e non se ne sente neanche parlare a cagione della
+sua posizione solitaria e appartata. Si scorgono, è vero, i molti
+gradini tagliati nella roccia che bisogna salire per giungervi, ma la
+loro ripidezza non invita davvero il visitatore a salire.
+
+È singolarissimo trovare in una stessa piccola isola, alla distanza di
+poco più di un quarto d'ora, due paesi tanto estranei l'uno dall'altro,
+e i cui abitanti abbiano così scarsi rapporti e non prendano parte gli
+uni alle feste degli altri, e parlino perfino un dialetto diverso.
+
+Secondo la tradizione, Anacapri deve la sua origine all'amore. Nei tempi
+antichi un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore, si arrampicò su
+per gli scogli e si costruì una capanna in mezzo ai cespugli, alla base
+del monte Solaro. Altri innamorati, col tempo, li seguirono e ne nacque
+quella colonia di amanti, che oggi porta il nome di Anacapri. Ancor
+oggi, Amore alato vola come un falco di montagna su e giù da Capri ad
+Anacapri, e dà le sue ali in prestito al giovanetto della città
+inferiore, il quale ama una di quelle belle e ritrose ragazze che lassù,
+nella loro casetta circondata da tralci di viti, siedono al telaio e
+tesseno nastri, cantando canzoni d'amore, come Circe nell'_Odissea_.
+Anacapri si trova talmente lontana da tutto il rimanente dell'isola, che
+non v'è altra strada per giungervi all'infuori dei cinquecento sessanta
+gradini di quell'eterna scala di Giacobbe. Gli scogli scendono a picco,
+verticali, quasi un muro di cinta sulla città inferiore, avendo alla
+loro sommità, simile al tetto di una basilica, il monte Solaro. La
+scala, scavata nel vivo della roccia, sale in ripidissimo zig-zag.
+
+Si attribuisce quest'opera singolare ai tempi remoti, allorquando i
+Fenici ed i Greci costrussero la città superiore, allora in
+comunicazione con l'inferiore solamente per questa via. Si vedono ancora
+tracce di più antica salita: a metà della strada s'incontra una piccola
+cappella di forma bizzarra, dedicata a S. Antonio, dove uno può fermarsi
+a prender fiato; quindi si sale di bel nuovo e si arriva spossati alla
+sommità. Giunti al piano denominato Capo di Monte, si trova ampia
+ricompensa della fatica sofferta nella vista di quell'altura coltivata,
+la quale ricorda gli orti pensili di Semiramide, della parte
+sottostante, dell'isola e dell'immensità del mare. Sulla pianura
+s'innalza ancora d'alcune centinaia di piedi il monte Solaro, che è
+d'aspetto bruno e selvaggio e presenta in cima a uno de' suoi picchi le
+belle rovine del castello di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro
+che sorprese un giorno Capri.
+
+Fatti appena pochi passi sul piano, si apre davanti agli occhi una
+novella vista. Non si vede più Capri in basso e si entra in una
+solitudine di bellezza inarrivabile. Sorge di fronte il monte Solaro,
+della stessa forma del monte Pellegrino di Palermo, nudo, nero, cosparso
+di massi staccati. Verso ponente e settentrione, scende alla pianura più
+ampia di tutta l'isola; e su quella ripida pendice, ad altezza notevole
+sopra il mare, fra le piante verdeggianti ed i cespugli, giace Anacapri.
+La piccola città può dirsi un complesso di eremi, imperocchè le case
+piccoline, di costruzione originale, sorgono sparse in mezzo ai
+giardini, la cui vegetazione è più rigogliosa di quella di Capri,
+particolarmente per gli olivi e per le vigne che pendono in festoni
+dagli alberi, come nelle pianure della Campania. Nel contemplare la
+pittoresca cittadina, la profonda solitudine, non che la vista del mare
+ceruleo, nasce il desiderio di deporre il bastone di pellegrino, dare un
+addio al mondo, e costruire lassù una cella.
+
+La tranquillità regna ancor più solenne che a Capri; non si vedono altro
+che uomini seduti sulla porta delle loro case, i quali cantano davanti
+al telaio od all'arcolaio, da cui dipanano una seta color dell'oro,
+ovvero intenti nei giardini a vangare e a raccogliere la foglia dei
+gelsi per i bachi, o diretti alla fonte, con le loro brocche sul capo.
+Siccome quando io mi recai lassù tutti gli uomini stavano in campagna e
+molti giovani erano partiti per la pesca del corallo, non vidi in paese
+che donne; sembrava di essere a Lemno, dove le femmine sole, sedute
+sulle rupi, lavorano indefessamente davanti ai loro telai.
+
+Nei giorni e nelle ore in cui sogliono arrivare da Napoli le barche,
+trovai spesse volte sedute sulla lunga gradinata più di trenta
+fanciulle, alcune delle quali di rara bellezza; cinguettavano fra loro
+ed aspettavano che comparissero le vele per scendere sulla spiaggia.
+Sedevo in mezzo ad esse, ed io pure aspettavo con non minore desiderio
+la barca, che doveva recarmi la posta. Quelle fanciulle avevano in mano
+quasi tutte un mazzolino di fiori od un ramo di maggiorana, che
+offrivano ai visitatori. Antonietta aveva uno stupendo mazzo di
+garofani, di rose, di maggiorana e di mirto legato con un bel nastro.
+Questo mazzo fu l'intermediario della nostra amicizia; esso m'introdusse
+in una delle più linde e graziose casette di Anacapri, dove trascorsi
+molte ore simpatiche. Antonietta tesseva in giardino, sotto un
+pergolato, fra le viti e i leandri, nastri di molteplici colori: era una
+tessitrice disinvolta quanto Aracne; sua sorella maggiore non tesseva
+che nastri di un colore solo. Essa non suonava lo scacciapensieri, ma
+era abilissima nel battere il tamburello. I fratelli delle due ragazze
+si trovavano in mare. L'attività di quelle donne, che attendono inoltre
+a tutte le cure di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal levare del
+sole seggono al loro telaio, e vi rimangono con brevi interruzioni fino
+a sera, e questo dura tutto l'anno. Per vero dire, non sono condannate
+alle dure e gravose fatiche delle sorelle di Capri, ad eccezione di
+quando viene a mancare l'acqua nelle cisterne; allora sono costrette a
+scendere a Capri, dove esistono quattro povere fonti, e recar l'acqua
+nelle brocche su per la lunga gradinata. Portano quasi tutte un qualche
+gioiello d'oro o di corallo, spilloni d'argento nelle trecce.
+
+La città possiede un bel cimitero, piantato di cipressi e popolato di
+fiori; ma il più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono nel
+cosiddetto _paradiso terrestre_, vale a dire nel pavimento della loro
+chiesa, sui quadrelli del quale è rappresentato in ismalto il Paradiso,
+opera di buon disegno del Chiaese, e che risale al secolo XVII. Anche in
+Anacapri l'architettura moresca è bizzarra ed originale, e vi sono case
+col loro pergolato, veramente belle a vedersi. Sono poche nel paese le
+rovine di Tiberio; i coltivatori di vigne le hanno quasi tutte
+distrutte; del resto, gli edifici romani erano qui in minor numero che a
+Capri. I ruderi romani di maggior momento si rinvengono nella pianura
+di Damecuta, fertile regione che scende dolcemente al mare, e sulla cui
+riva trovasi la Grotta Azzurra. Capri superiore, nonostante la sua
+altezza, possiede coste più basse che Capri inferiore, imperocchè la
+montagna degrada dolcemente verso il mare, quantunque la spiaggia non
+sia accessibile nè alle barche, nè alle persone, e si trovi senza
+sabbie, senza porto, ed irta di scogli.
+
+La torre di Damecuta indica ad un dipresso il punto dove, sotto la
+spiaggia, trovasi la famosa Grotta Azzurra, la meraviglia di Capri, ma
+non la sola che si rinvenga in quest'isola delle sirene. Il mio
+albergatore, don Michele, mi narrò quando e come venne fatta la
+scoperta, alla quale prese parte ei pure, da ragazzo. Suo padre
+Giuseppe, Augusto Kopisch, il pittore Fries ed il barcaiuolo Angelo
+Ferraro, furono i primi ad arrischiarsi nella grotta. Ora sono morti
+tutti quanti, e solo don Michele può ancora narrare la scoperta. Un suo
+zio sacerdote ammonì la compagnia di non voler tentare l'impresa,
+asserendo che la grotta era sede di spiriti maligni e di mostri marini,
+e che era pericoloso avvicinarvisi, perchè a quell'epoca non esisteva in
+Capri nessuna barca adatta. Angelo pertanto si servì di una tinozza, e
+Kopisch e Fries vi penetrarono a nuoto. Il mio albergatore mi descrisse
+con vivacità la gioia dei due pittori quando riuscirono a penetrare
+nella grotta e mi disse che Fries particolarmente pareva fuori di sè, e
+che entrava e usciva nuotando e mandando continue grida d'allegria.
+Augusto non ebbe riposo, finchè non partì per Napoli, onde far parte ai
+suoi amici della scoperta. Pagano conserva un vecchio registro dei
+forestieri, il quale è una vera reliquia, ed in questo Kopisch ha fatto
+menzione, sotto la data del 17 agosto 1826, della scoperta nei termini
+seguenti: «Raccomando agli amanti di curiosità naturali la scoperta da
+noi fatta, insieme col nostro albergatore Giuseppe Pagano e col signor
+Fries, della grotta, nella quale da secoli nessuno si arrischiava a
+penetrare, per timori superstiziosi. Finora è accessibile appena ai
+buoni nuotatori; quando il mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare
+con una piccola barca, però la cosa sarebbe sommamente pericolosa,
+imperocchè il più leggiero soffio d'aria, basterebbe ad impedirne
+l'uscita. Abbiamo dato il nome di Azzurra a questa grotta, perchè le
+acque del mare sotto l'azione della luce vi assumono il più bel colore
+ceruleo. Recherà stupore trovare che ogni onda del mare presenta
+l'aspetto quasi di una fiamma azzurrina. In fondo trovasi un antico
+sentiero fra gli scogli, il quale porta probabilmente alla pianura
+superiore di Damecuta dove, secondo la tradizione, Tiberio manteneva una
+fanciulla; ed è possibile che questa grotta sia stato un tempo un punto
+segreto d'approdo. Fino ad ora un marinaio soltanto ed un conduttore di
+somari furono dotati di bastante coraggio per accompagnarmi nella
+grotta, sul conto della quale si spacciano le favole più assurde.
+Consiglio però ad ognuno di contrattare prima il prezzo. L'albergatore,
+che raccomando a tutti per la sua conoscenza dell'isola, ha in animo di
+far costruire una piccola barca per agevolare l'accesso alla grotta.
+Finchè non sia costruita l'imbarcazione, la visita alla grotta non la
+consiglio che ai bravi nuotatori. Le ore migliori sono quelle del
+mattino; nel pomeriggio la soverchia luce che scende perpendicolarmente,
+ne menoma l'effetto magico. L'impressione pittoresca sarà maggiore
+ancora se si entrerà nella grotta nuotando con una torcia a vento accesa
+nella mano, come abbiamo fatto noi».
+
+Tali sono le parole di Kopisch. Il dabben uomo assicurò con questa
+scoperta la sua memoria nell'isola, e la meravigliosa grotta mi parve in
+certo modo proprietà tedesca e simbolo tedesco. Non rimane soltanto il
+ricordo di Kopisch nell'isola; vi si rammentano pure Tieck, Novalis,
+Fouqué, Arnim, Brentano, i quali tutti sono morti; l'eccellente
+Fichendorff ed Heine, l'ultimo scomparso di quella scuola poetica
+floridissima.
+
+Mandiamo pertanto, dalle onde azzurre di questa grotta, un saluto alla
+loro memoria, imperocchè tutti l'hanno vagheggiata, ed era degna
+veramente di essere scoperta da un pittore e da un poeta, ai tempi di
+coloro i quali cercavano il fiore della poesia nelle acque con le
+Ondine, nei monti con Venere e nelle grotte sotterranee d'Iside. Essi
+furono tutti graziosi ed amabili, giovani e vecchi, con il loro corno
+magico. Il loro gran sacerdote Novalis compare quasi un bel giovanotto
+pallido, il quale abbia rivestito la lunga tonaca del defunto suo nonno
+e che stia ragionando di una saviezza mistica, che nessuno sa dove il
+giovanetto abbia potuto imparare. La loro musa è una sirena che abita la
+bella Grotta Azzurra nell'isola del crudele e lascivo Tiberio. Tutti
+udirono il suo canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti la cercarono e
+morirono col desiderio vivo di quel fiore azzurro e misterioso. Goethe
+lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo chiamava a sè, ora si tuffava
+nelle onde e non si lasciava vedere». Ed ora che il misterioso fiore
+azzurro, vale a dire la meravigliosa Grotta Azzurra, il mistero ignorato
+venne scoperto, il prestigio è scomparso, ed il canto dei romantici ha
+cessato di risuonare nelle regioni germaniche.
+
+Intanto, nella grotta mi sovvennero tutte le storie delle fate ascoltate
+avidamente da bambino. Il mondo ed il giorno erano scomparsi; mi trovavo
+tutto ad un tratto in un elemento nuovo di luce cerulea. Le onde si
+muovevano appena e scintillavano con tutta la varietà dei colori, con
+tutto lo splendore delle pietre preziose; le pareti erano rivestite di
+una misteriosa tinta azzurra, quasi fossero quelle di un palazzo di
+fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso. Il silenzio era così
+profondo che nessuno osava aprir bocca. Provammo a dire qualche parola,
+ma tacemmo subito di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo del remo
+ed il frangersi delle onde contro le pareti, dalle quali si
+sprigionavano sprazzi di luce fosforescente. Avrei voluto tuffarmi,
+immergermi in quella specie di bagno di luce. Secondo me, da quello che
+narra Svetonio, ivi si doveva bagnare Tiberio e nuotare con le belle
+fanciulle del suo _harem_. Fra quelle onde fosforescenti, quei corpi
+giovanili dovevano splendere di luce magica, nè dovevano mancare allora
+il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti, a rendere quel bagno più
+voluttuoso. Vidi dipinta sopra un vaso greco una sirena, in atto di
+sollevare due bianche braccia, sorridere e battere l'un contro l'altro
+due cembali d'argento. Tali dovevano essere le sirene della magica
+grotta, che solo gli uomini prediletti dalla fortuna ed i bambini
+possono ancor oggi vedere.
+
+L'abbondanza di grotte, di caverne, in quest'isola è straordinaria. Vi
+sono grotte marine, caverne sotto terra, tutte belle, dalle forme più
+bizzarre, ed in così gran numero che rimane impossibile visitarle tutte.
+Io entrai in più di quindici e ne trovai sulla riva, a mezzogiorno, una
+piccola con effetti di luce molto simili a quelli della Grotta Azzurra.
+In altre invece rinvenni una luce verdognola, particolarmente in quella
+detta appunto la Grotta Verde, per la vastità e per le forme grandiose
+della sua architettura, fuor di dubbio la più notevole dell'isola.
+Questa non è intieramente sotterranea e vi si può entrare ed uscire da
+due grandi aperture. Alcune grotte hanno un nome, come la Marmolata e la
+Marinella; altre invece no. Mi procurai la soddisfazione di battezzare
+tutte quelle da me visitate e senza nome. Unica e veramente bella mi
+parve la grotta Stella di Mare popolata di piante acquatiche; ammirai
+pure la grotta Euforio e quella dalle pareti variopinte dei più vivaci
+colori, detta la grotta dei Ragni di mare. Ne trovai una anche dove le
+onde erano di continuo agitate e la dedicai alle Eumenidi.
+
+Quasi tutte queste cavità si trovano lungo la riva dal Solaro ai
+Faraglioni; sono però poco visibili al di fuori. All'interno sono alte,
+oscure, popolate da ragni, da uccelli e da ogni specie d'animali marini.
+
+Una bella passeggiata in mare è quella del giro dell'intera isola; vi
+s'impiegano circa tre ore. La costa a ponente non offre di simili
+cavità, imperocchè ivi le pendici del Solaro scendono dolcemente in
+mare, fra i due capi denominati Punta di Visareto, e Punta di Carena. Si
+avanzano colà in mare tre promontori, bassi ma ripidi, detti:
+Campitello, Pino, ed Orica, muniti di alcune fortificazioni. Fu in
+quella località che i soldati di Murat sorpresero di notte tempo
+l'isola, arrampicandosi su per gli scogli. Procedendo oltre la Carena,
+la sponda meridionale si presenta ad un tratto altissima e tagliata a
+picco. Le rupi sono gigantesche e selvaggie e si specchiano in mare,
+innalzandosi verso il cielo. La riva presenta lo stesso aspetto sino
+alla punta di Tragara e non è meno gigantesca e bizzarra tutta la costa
+di levante fino al promontorio di Lo Capo, a settentrione levante
+dell'isola, dove abbondano le grotte ricche di stallattiti.
+
+Rimane ora da parlare della vetta più alta dell'isola, del monte
+Solaro. Partendo da Anacapri e salendo a stento per un malagevole
+sentiero, si arriva sul dorso del monte. La sua forma e il suo aspetto
+sono strani, imperocchè alla sommità la montagna presenta una pianura
+arida, nericcia, quasi a foggia di terrazzo sulle rupi che scendono
+sopra Capri. Si cammina colà in un labirinto di macigni, facendo sorgere
+ad ogni passo sciami di locuste nere, le quali, innumerevoli, ricoprono
+tutto il suolo. All'orlo di questa pianura, sopra una rupe severa che
+piomba in mare, sorge la cella dell'eremita di Anacapri; io non vidi mai
+romitaggio più degno di questo nome. Per entrare nella cella, bisogna
+attraversare un'antica cappella. Trovai tutte le porte aperte e
+l'eremita assente; la sua tonaca era gettata sul muricciolo del giardino
+e sopra il suo letto stavano appesi un'immagine di S. Antonio di Padova,
+un ramoscello d'olivo ed un rosario. Nella stanza stavano derrate, una
+Madonna Addolorata era appesa sopra un mucchio di cipolle, presso una
+cesta piena di pane e di piatti vuoti.
+
+Vidi nel camposanto di Pisa quella pittura ad affresco, originalissima,
+di Ambrogio e di Pier Lorenzetti, la quale rappresenta la vita degli
+anacoreti nel deserto e posso dire di averla veduta qui riprodotta al
+vero. Credo che il vecchio eremita di Capri facesse ivi, ogni venerdì,
+la sua predica ai pesci, come si vede, in un dipinto a Roma, S. Antonio
+seduto sur uno scoglio predicare verso il mare, brulicante di pesci con
+la testa fuori dell'acqua, a bocca aperta. Mentre stavo girando attorno
+alla casetta, comparve il vecchio frate laico, con un fardelletto di
+legna sulle spalle.
+
+Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò il suo dispiacere di non
+avere vino da offrirmi. Egli abitava da ben trentadue anni su
+quell'altura; zoppicava esso pure nell'arrampicarsi, ma non aveva
+affatto l'aspetto mefistofelico dell'eremita zoppo della villa di
+Tiberio; in lui era anzi qualcosa di quell'ingenua bontà propria dei
+santi e delle statue degli idoli indiani. Sopra la sua casa sorgeva la
+vetta del Solaro, il punto più elevato dell'isola, con la stazione del
+telegrafista, di cui ho già fatto parola. Saliti colassù, si ottiene
+giusta ricompensa della fatica sostenuta, imperocchè si scopre tutta
+l'isola e si gode una vista insuperabilmente bella: all'orizzonte, verso
+mezzodì, il mare senza limiti; a ponente e a settentrione l'isola di
+Ponza, quella torreggiante d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più
+lontani, perduti nelle nebbie, i monti di Gaeta, di Terracina, il
+promontorio di Miseno, ai cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi
+Elisi e Cimmeri, le spiagge azzurre di Baia, Pozzuoli e Cuma, il monte
+Gauro, la Solfatara, l'isola di Nisida col suo castello, Posillipo, la
+vetta dei Camaldoli, i monti di Capua, la splendida spiaggia di Napoli
+con una collana di città fino a Torre del Greco, la punta del Vesuvio
+montata da una colonna di fumo; verso il basso, Pompei; al di là i monti
+frastagliati di Sarno e di Nocera; a levante la spiaggia bruna di Massa
+coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là il gigantesco monte S.
+Angelo, più oltre gli scogli delle Sirene e tutta la regione montuosa
+dei golfi di Amalfi e di Salerno; finalmente, in lontananza, i monti
+delle Calabrie biancheggianti per le nevi, e la spiaggia di Pesto, al
+capo Licosia in Lucania.
+
+A tale altura e con tale vista dinanzi agli occhi, uno si sente quasi
+vivere doppiamente. Imperocchè è assai ristretta la cerchia dell'umana
+vita, tante sono le cose che quotidianamente ci stringono, ci
+contrastano da ogni parte, ci condannano ad una lotta penosa, meschina,
+in un orizzonte che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è bello; bello è
+contemplare dall'altezza della civiltà l'orizzonte del pensiero, delle
+scienze, delle arti, l'armonia che presiede all'ordine di tutte le cose
+create. Io, in cima al monte Solaro, pensava ad Humboldt, al cui genio,
+credo, andiamo debitori di trovare il mondo così bello, così
+mirabilmente ordinato, e, fissando poi lo sguardo sul capo Miseno e sul
+Vesuvio, pensavo pure a Plinio, l'Humboldt dei Romani, non che ad
+Aristotile, genio veramente universale ed ordinatore dell'umano sapere.
+
+Lieto di aver potuto contemplare tanto spettacolo delle armonie della
+natura, scesi di lassù quando il sole verso Ischia volgeva al tramonto.
+Il mare s'imporporava già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale
+emergeva lontana e bella dalle onde, quasi giacesse in una sfera di
+luce, rosseggiava come se fosse in fiamme.
+
+Addio pertanto, bella e romita isola di Capri.
+
+
+
+
+ PALERMO
+
+ (1855)
+
+
+
+
+ Palermo.
+
+ (1855).
+
+
+ I.
+
+La Sicilia fu il primo paese europeo ove sbarcarono i Saraceni dopo che
+la signoria araba ebbe allargati i suoi confini sui lidi settentrionali
+dell'Africa. Le loro prime scorrerie nell'isola risalgono al VII secolo:
+provenivano dall'Asia, in seguito dall'Africa, da Candia, dalla Spagna,
+come corsari, senza un fine prestabilito. Solo nell'827 iniziarono un
+piano regolare di conquista.
+
+Michele Amari, nella sua _Storia dei Mussulmani in Sicilia_, ricostruì
+dalle fonti originali, con fedeltà storica, le vicende dell'invasione
+araba. Egli si servì per ciò delle cronache di Giovanni Diacono di
+Napoli, dell'830, e delle cronache dettate dall'Anonimo Salernitano,
+della fine del x secolo; nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di
+Costantino Porfirogenito e del suo continuatore, e presso gli Arabi,
+delle storie di Ibn-el-Athir Nowairi e di Ibn-Kaldum.
+
+Una rivoluzione militare era scoppiata in Sicilia, che mal sopportava il
+giogo bizantino; il duca Eufemio decise allora di strappare l'isola
+all'odiosa dominazione di Costantinopoli; ma le truppe non erano
+siciliane e ben presto passarono al partito bizantino, costringendo i
+ribelli a cercare scampo in Africa ed a gettarsi fra le braccia degli
+Aglabiti. Per odio e per desiderio di personale vendetta, Eufemio
+divenne allora traditore della sua fede e della sua patria: fece in
+Kairewan la proposta a Ziadeth-Allah d'inviare nell'isola un esercito,
+perchè, con l'aiuto dei Siciliani insorti, la conquistasse.
+
+Nel suo atto Eufemio sperava anche di conseguire un sogno ambizioso:
+quello di divenire imperatore. Le opinioni in Kairewan erano discordi:
+gli uni protendevano per l'impresa, gli altri la ritenevano troppo
+arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì settuagenario della città, stimato
+da tutti per la sua sapienza, riuscì a persuadere i recalcitranti ed
+egli stesso volle assumere il comando della spedizione.
+
+Il 13 giugno dell'827, in un centinaio d'imbarcazioni, 10.000 fanti,
+composti di Arabi, Berberi, Saraceni fuggiti dalla Spagna, Persiani e
+sopra tutto Africani, salparono dal porto di Susa e quattro giorni dopo
+sbarcarono presso Mazzara e sconfissero in un sanguinoso scontro il
+duce Palata, mentre Ased, durante la mischia, seguendo l'esempio di Alì
+e di Maometto, stava in preghiere e recitava il capitolo la-Sin del
+Corano.
+
+Poscia i Saraceni mossero contro Siracusa e si accamparono, come narra
+lo storico arabo, in alcune grotte intorno alla città, cioè nelle famose
+_latomie_. Per un anno rimasero dinanzi alla città, dove i Greci,
+incoraggiati dalle promesse di soccorso fatte dal doge di Venezia
+Giustiniano Partecipazio, opposero gagliarda resistenza. I Saraceni
+furono decimati dalla peste, come era avvenuto a tutti gli eserciti che,
+nei tempi anteriori, avevan stretto d'assedio Siracusa, particolarmente
+ai Cartaginesi ed agli Ateniesi. Lo stesso Ased-ben-Forad vi perdette la
+vita, per malattia, nell'828. Si dovette eleggere un nuovo condottiero,
+che fu Mohamed-ibn-el-Gewari. Ma presto, ridotto a mal partito, come un
+tempo quello di Nicia, l'esercito saraceno dovette nella stessa
+direzione battere in ritirata, inseguito dai nemici.
+
+Guidati da Eufemio, gl'infedeli si arrestarono a Minoa e, rinforzati di
+nuove truppe, poterono impadronirsi di Agrigento. Panormo cadde
+nell'831. Questa città veniva dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi
+prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì Ibrahim-ibn-Abdallah-ibn-el
+Aglab, che fu il primo _valì_ (governatore) della Sicilia. Sotto il suo
+successore anche Castrogiovanni, l'antica Ema, passò in potere dei
+Saraceni. Siracusa e Taormina continuarono a resistere, difendendosi con
+grande valore: di quel memorabile assedio rimangono documenti che
+attestano l'eroismo dei Siracusani ai tempi di Nicia e di Marcello.
+Tutti i viveri erano consumati; i miseri abitanti dovevano nutrirsi di
+ossa triturate e di cadaveri; essi speravano sempre negli aiuti
+dell'imperatore Basilio, che avea appunto inviato il suo ammiraglio
+Adriano con una flotta in soccorso della città.
+
+Per dimostrare il culto che ancora a quei tempi inspirava l'antica
+Siracusa, basta riportare la singolare tradizione la quale narra che,
+nel mentre Adriano se ne stava inoperoso sulle coste dell'Elide nel
+Peloponneso, vennero alcuni pastori ad annunziargli l'apparizione avuta
+nelle paludi di alcuni demoni, che avevan annunziata loro la caduta di
+Siracusa pel giorno appresso. I pastori vollero inoltre condurre
+l'ammiraglio sul luogo indicato, ed egli udì le voci che annunziavano la
+resa dell'eroica città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878 Siracusa
+dovette arrendersi; i Saraceni, entrati nella città, compirono gesta
+vandaliche, trucidarono gli abitanti, saccheggiarono le case, vi
+appiccarono poscia il fuoco, e largo bottino vi fecero, perchè il paese
+anche allora era un centro di grande commercio bizantino.
+
+Di quell'epoca esiste un prezioso documento, una lettera del monaco
+Teodosio all'arcidiacono Leone, nella quale egli descrive l'assedio e la
+sua prigionia, nonchè quella dell'arcivescovo. Dopo che la città fu
+presa e ne fu trucidata la maggior parte degli abitanti, i Saraceni
+trascinarono l'arcivescovo e l'autore della lettera a Palermo, davanti
+al grande emiro. Allorchè gl'infedeli comparvero dinanzi alla città col
+bottino raccolto, i loro correligionari andarono ad incontrarli,
+cantando inni di vittoria. Si sarebbe detto--scrive il monaco,--che colà
+si fosse dato appuntamento tutto il popolo d'Islam, da oriente a
+ponente, da settentrione a mezzogiorno. I prigionieri furono condotti
+dinanzi all'emiro, che stava seduto a terra. E sembrava fiero del suo
+potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo il disprezzo che i
+cristiani nutrivano per Maometto, rimprovero a cui il degno sacerdote
+rispose con l'energia e la sincerità di un martire, così che gli valse,
+e valse al monaco suo compagno, il carcere. Di là quest'ultimo scrisse
+la lettera.
+
+Il 1^o agosto del 901 anche Taormina si arrese e così l'intera Sicilia
+passò in potere della mezza luna maomettana ed ebbe, da quel momento,
+leggi mussulmane, lingua e costumi arabi. Quella Sicilia che aveva dato
+a Roma ben quattro papi (Agatone nel 679, Leone II nel 682, Sergio nel
+687 e Stefano III nel 768), correva ormai il rischio di andare perduta
+per la cristianità, tanto più che gli Arabi non si comportavano da
+popolo fanatico, ma si sforzavano piuttosto d'indurre i Siciliani ad
+abbracciare la fede di Maometto. Narra Albufeda che Achmed, governatore
+dell'isola nel 959, portò seco in Africa trenta giovani della nobiltà
+siciliana e li costrinse ad abbracciare l'islamismo. Parecchie chiese e
+parecchi monasteri cristiani furono però distrutti, molte corporazioni
+religiose soppresse; altre ottennero la tolleranza mediante il pagamento
+di forti tributi, riuscendo così a sopravvivere anche sotto questa
+dominazione. Allorquando i Normanni discesero nell'isola, trovarono
+valido appoggio nei cristiani in Val Demone e nella Valle di Mazzara; a
+Palermo trovarono un vescovo greco, Nicodemo, che compiva il suo ufficio
+nella chiesa di S. Ciriaco.
+
+La signoria degli Arabi fu, secondo la natura di quel popolo, irrequieta
+e agitata: mentre la minacciavano la guerra con i Greci delle Calabrie e
+di Bisanzio, era travagliata all'interno dalle fazioni; più di una volta
+le ribellioni di Siracusa, di Agrigento, d'Imera, di Lentini, di
+Taormina ne minacciarono la sicurezza.
+
+Fino a che durò la dominazione degli Aglabiti di Kairewan, l'isola fu
+governata dai loro valì; ma quando, sui primi del x secolo, successero a
+quella dinastia i Fatimidi, e il califato di Tunisi fu riunito a quello
+egiziano, la Sicilia divenne del pari egiziana, senza lotta sanguinosa
+fra gli antichi e i nuovi signori.
+
+La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più fortunata della dominazione
+araba in Sicilia: l'isola fu elevata a dignità di emirato, indipendente
+dall'Egitto, e Palermo ne divenne la capitale. Primo emiro ne fu
+Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato della sua stirpe divenne
+ereditario. La sapienza di Hassan non fu meno apprezzata della sua
+energia; egli seppe domare i varî partiti, restituire all'isola la
+tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie ed all'intera Italia,
+Roma compresa. Invano contro di lui tentò una spedizione l'imperatore
+greco Costantino Porfirogineta; il suo esercito fu battuto, la sua
+flotta distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore di Hassan, diede da
+fare all'Italia con le sue scorrerie, e per poco lo stesso imperatore
+Ottone II non cadde nelle sue mani. Frattanto i continui bottini che gli
+Arabi portavano a Palermo, rendevano ricca la città; nuove continue
+schiere di arabi veniano a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò a
+rifiorire, come la Spagna era rifiorita sotto i Mori.
+
+I regni di Jussuf, dal 990 al 998, quello di Giaffar, al principio
+dell'xi secolo, e quello del suo successore Al-Achals furono del pari
+felici. Questo stato di cose durò circa ottant'anni, finchè le
+sollevazioni africane si estesero anche nell'isola e generarono la
+scissione del governo in tante piccole signorie, le quali portarono alla
+caduta finale della dominazione araba in Sicilia.
+
+L'ultimo emiro dell'intera isola fu Hassan-Samsan-Eddaula, contro il
+quale insorse il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a cacciarlo in Egitto
+nel 1036. Cominciarono così a sorgere nelle varie città dei piccoli
+tirannelli arabi, ed altri, approfittando del movimento, ne vennero
+dall'Africa, per impadronirsi della signoria. L'imperatore Michele
+Paflagonio capì che era giunto il momento per la riconquista dell'isola
+e vi spedì il valoroso Giorgio Maniace con un esercito; ma questi non
+riuscì nell'intento e vi riuscirono invece, nel 1072, i Normanni.
+
+Come abbiam detto, la dominazione degli Arabi in Sicilia fu assai
+diversa da quella dei Mori in Spagna; le due regioni, fra le più belle
+dell'Europa meridionale, furono conquistate dagli Arabi africani, ma in
+condizioni assai diverse: i Mori in Spagna distrussero un possente
+impero cristiano, che già possedeva i suoi buoni ordinamenti di governo
+e di amministrazione, ai quali dovettero sostituirne altri. La loro
+signoria, sorta dal califfato degli Ommiadi, assunse carattere regolare
+ed ortodosso di fronte a quello degli Abassidi d'Asia; il passaggio si
+compì con eroismo cavalleresco, a contatto della cristianità, che
+dovette nella lotta raddoppiare di energia. Ed infine, la Spagna era una
+vasta e ricca contrada. In Sicilia, invece, gli Arabi non ebbero da
+distruggere una grande potenza indigena, ma solo dovettero cacciare i
+Greci-bizantini indeboliti e quasi imbarbariti. La conquista per essi fu
+facile: trovarono delle città in piena decadenza e non dovettero lottare
+col cristianesimo, col quale piuttosto si confusero, ristretti essendo i
+confini dell'isola e non offrendo i suoi monti quel rifugio che avevano
+dato i Pirenei agli Spagnuoli.
+
+I Mori raggiunsero in breve in Spagna uno splendore che abbagliò
+l'intera Europa; illustrarono il loro regno con meravigliosi monumenti
+architettonici e con una cultura scientifica che fece epoca nella
+civiltà europea; e poterono così mantenersi per ben settecento anni
+nella terra conquistata. Gli Arabi in Sicilia invece non riusciron
+durante i duecento anni di dominazione ad uscire da loro stato caotico.
+Ad onta dell'opinione dei Siciliani d'oggi, i quali guardano con una
+certa compiacenza romantica il periodo della dominazione araba
+nell'isola, si può affermare che il regno dei grandi emiri di Sicilia
+non differì gran che dagli stati barbareschi d'Africa.
+
+I Saraceni, del resto, non erano affatto rozzi, nè barbari. Tutti
+presero parte alla cultura scientifica d'Oriente, sviluppatasi con
+grande rapidità. Anche la poesia, le arti, le scienze orientali
+piantarono le loro radici nell'antico suolo dorico di Sicilia. La storia
+moderna della letteratura dell'isola accolse anche gli Arabi-siculi nel
+catalogo de' suoi scrittori compilato dall'Amari. Ma noi regaleremmo
+assai volentieri tutti quei verseggiatori dai nomi ampollosi per
+un'opera sola, la storia araba di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò
+perduta; per questa rinunceremmo del pari al _Divano_ di Ibn-Hamdis di
+Siracusa.
+
+I monumenti che soli rimangono della loro presenza in Sicilia, sono
+quelli dell'architettura Kairewan, la città donde pervennero, rinomata
+per la moschea fondata da Akbah nel VII secolo, e quale sede del
+califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto della buona architettura,
+ma non costruirono nelle sicule contrade notevoli edifici come i Mori in
+Spagna. Nessuna traccia di qualche loro bella moschea rimane a Palermo,
+e lo stesso Alcazar, divenuto più tardi castello dei Normanni e degli
+Svevi, non conserva niente della parte dagli Arabi edificata. Palermo
+fra tutte le città si distinse per lusso e ricchezza, e divenne presto
+un centro voluttuoso, tutto orientale. Ivi e in altre città gli Arabi
+edificarono i loro mercati, le loro ville cinte di giardini. Nel periodo
+più florido della loro dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì e
+di Kasem, dei quali ci e stato tramandato che costruirono città e
+castelli, l'architettura moresca necessariamente si estese. Nessun
+contrasto doveva esser maggiore di quello offerto allora dallo stile
+grazioso e fantastico dell'Oriente con quello severo e maestoso dei
+tempi dorici in Sicilia. L'architettura moresca si mantenne anche nei
+periodi posteriori; fu, come la scrittura e la lingua araba, usata
+talvolta anche dai Normanni e dagli Svevi, e dalla fusione del tipo
+saraceno col tipo bizantino-romano nacque quello stile misto che prese
+il nome di arabo-normanno: dal che si può argomentare che i Saraceni in
+Sicilia dovettero elevare splendidi edifici. Ma il tempo ha distrutto
+tutti i palazzi degli emiri, la cui magnificenza produsse tanto stupore
+nel principe normanno Ruggero, e dei monumenti di architettura araba non
+rimangono più che la Cuba e la Zisa, due ville presso Palermo, costruite
+senza dubbio dai Saraceni, ma poi alterate grandemente e restaurate e in
+tempi posteriori ampliate.
+
+Le due ville stanno fuori della Porta Nuova, sulla strada che mette a
+Monreale. La Cuba (parola che in arabo significa arco o vòlta) è stata
+da parecchi anni adibita a caserma di cavalleria ed ha subito tali
+rovine e alterazioni che ben poco ormai si riconosce dell'antica
+disposizione. All'esterno è un edificio quadrato, regolare, costruito
+con pietre ben lavorate, proporzionato e diviso da archi e da finestre,
+in parte finte e soltanto ornamentali, secondo l'usanza araba. Sulla
+cornice in cima all'edificio si scorge ancora un'iscrizione araba,
+indecifrabile. L'interno fu completamente devastato e trasformato;
+soltanto nella sala centrale, in origine molto probabilmente sormontata
+da una cupola, sono avanzi di pittura e bellissimi rabeschi di stucco.
+
+Boccaccio collocò in questo palazzo la scena della V novella della sesta
+giornata del suo _Decamerone_, e lo storico Fazello ne descrisse la
+magnificenza, riportando quello che ne avevano detto scrittori antichi,
+imperocchè a quel tempo--secolo XVI--il castello era già rovinato. Così
+egli ce lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura della città verso
+ponente, trovasi un pomario di duemila passi di circonferenza, detto
+parco, ossia Circo reale. In questo giardino, rallegrato da acque
+perenni, crescono meravigliose specie di piante e qua e là si vedono
+cespugli di alloro e di mirto odoroso. Colà, dall'entrata all'uscita, si
+stendeva un lungo portico, con parecchi padiglioni aperti a forma
+circolare, adibiti per gli svaghi del re, uno dei quali tuttora rimane
+in buone condizioni, con nel mezzo una grande vasca fatta con pietre
+regolari e commesse con mirabile arte. La vasca esiste ancora, ma priva
+d'acqua e di pesci. In questo pomario sorgeva lo stupendo palazzo dei re
+saraceni, in un angolo del quale si tenevano raccolte fiere d'ogni
+sorta. Oggi tutto è rovinato; i giardini sono stati ridotti a vigne di
+privati e solo se ne giudica l'estensione dai muri di cinta in massima
+parte ancora in piedi. I Palermitani continuano ancora a dare a questo
+luogo l'antico nome saraceno di Cuba».
+
+Il palazzo nelle sue parti principali esiste ancor oggi, tale e quale ci
+fu descritto da Fazello, ed in particolare si possono ancor vedere le
+mura di cinta del giardino ed in questo gli avanzi dell'antica vasca.
+
+La Zisa era una villa ancor più bella, più vasta. La famiglia spagnuola
+di Sandoval, di poi proprietaria, l'alterò grandemente con nuove
+costruzioni, ma la preservò anche in tal modo dalla sua completa rovina.
+Lo stile è lo stesso della villa Cuba; ha la forma ben proporzionata di
+un dado, semplice, costruita con pietre regolarmente lavorate, divisa in
+tre parti da cornici, archi e finestre. Guglielmo il Malo la fece
+restaurare e probabilmente anche l'ampliò, poichè non potrebbesi
+spiegare altrimenti l'asserzione di Romualdo da Salerno: che quel re
+cioè avesse fatto costruire un palazzo chiamato la Zisa. «In quel
+tempo--ha lasciato scritto Romualdo--re Guglielmo fece edificare presso
+Palermo un palazzo di meravigliosa architettura, cui diede nome Zisa e
+che circondò di ameni giardini e arricchì questi con appositi
+acquedotti, di grandi vasche in cui si allevavano dei pesci». La Zisa
+mantenne sempre il suo carattere arabo, nonostante che re Guglielmo vi
+facesse notevoli modificazioni. Il suo interno, interamente restaurato,
+contiene parecchie sale e appartamenti, che niente conservano del loro
+carattere arabo; soltanto il portico d'ingresso ha serbato un certo
+aspetto di antichità. Ivi, nel muro, sono nicchie ed archi sostenuti da
+colonne, fra le quali sgorga in una vasca di marmo una fonte, tappezzata
+di muschio e di piante rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di
+stile arabo ed ha notevoli ornati e rabeschi originalissimi e
+fantastici. Gli affreschi e i mosaici, rappresentanti palme, ramoscelli
+d'olivo, pavoni e figure di arceri, sono di origine normanna, e normanna
+è pure l'iscrizione cufica sulla parete, riprodotta anche
+dall'orientalista Morso nella sua opera _Palermo antica_, nonchè dal de
+Sacy. La già nominata iscrizione, ora illeggibile, in cima al palazzo, è
+invece araba.
+
+La fonte dal portico sgorgava in una bella vasca, ancora esistente nel
+1626, come ne fa parola il monaco bolognese Leandro Alberti nella sua
+descrizione dell'Italia e delle sue isole. La vasca era sita di fronte
+al portico, aveva forma regolare, lunga cinquanta passi ed era rivestita
+tutta di muratura. Nel mezzo vi sorgeva un grazioso e piccolo edificio,
+al quale si accedeva per mezzo di un ponticello di pietra, ed in cui
+esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici passi e larga sei, con due
+finestre; di là, dice l'Alberti, si passava in una bella stanza
+destinata alle donne, con tre finestre a duplice arco, sostenuto nel
+mezzo da una colonnetta di marmo.
+
+Parecchie scale portavano al piano superiore del palazzo, ove erano
+varie camere a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo; e
+nell'interno c'era un cortile a porticato. Tutto quanto l'edificio era
+coronato di merli. Le sale, con le pareti rivestite di mosaici, coi
+pavimenti di marmo e di porfido nei colori più svariati, dovevano essere
+indubbiamente stupende. Ma l'Alberti trovò già la Zisa ridotta in tale
+stato di ruina da fargli esclamare melanconicamente:
+
+«In verità, io non credo possa esistere animo gentile che, dinanzi a
+quest'edificio già così bello e in parte ora caduto, in parte
+minacciante rovina, non provi un senso di profonda compassione». Quanto
+bella doveva essere questa villa ai tempi degli emiri, dei Normanni, di
+Federigo, sotto questo splendido cielo, in quelle notti serene di questa
+amena contrada che fa pompa, dal lido del mare ai piedi del monte, de'
+più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!...
+
+Ho visto pochi panorami simili a quello che si gode dal tetto a foggia
+di terrazzo di questo castello; di là si scorgono tutti i dintorni di
+Palermo, dalla spiaggia ai monti, dintorni di una bellezza che la parola
+non sa, nè può descrivere. Basti dire che si abbraccia con lo sguardo
+tutta la _Conca d'oro_, co' suoi neri monti, maestosi e severi, tali da
+sembrar tagliati dallo scalpello greco, co' suoi giardini ricchi
+d'aranci, cosparsi di ville, con la sua città turrita e piena di cupole,
+col suo mare sempre meraviglioso, con la mole gigantesca e imponente da
+una parte del monte Pellegrino, dall'altra del capo Zafferano, che si
+protende in mare, co' suoi monti coronati di neve nel lontano orizzonte,
+perduti in una atmosfera pura, serena, tranquilla. Terra, mare, aria,
+luce, colà tutto ricorda l'Oriente. Nel fissare dal tetto della Zisa i
+giardini, vien fatto di attendere l'uscita delle belle odalische al
+suono di una mandola, e di un emiro dalla lunga barba, in caftano rosso
+e pantofole gialle. Là si prova quasi il desiderio di vivere secondo i
+precetti del Corano.
+
+Non è errato credere che, specie ai tempi della dominazione spagnuola,
+il fanatismo religioso abbia cercato di distruggere l'antica dimora dei
+Saraceni. I principi normanni, invece, rimasero colpiti dallo splendore
+dei palagi e dei giardini arabi e l'imitarono nelle loro costruzioni.
+Ruggero pel primo edificò delle ville in quello stile, Favara Mimnermo
+ed altre, come ha lasciato scritto Ugo Falcando, contemporaneo degli
+ultimi principi normanni. Le fontane sopratutto furono da questi imitate
+e le vasche di foggia orientale; molte ne costruì difatti Federigo II,
+giovandosi della ricchezza d'acqua di cui Palermo godeva sin dai tempi
+più antichi. A prova della passione che gli Arabi dimostrarono nel
+costruire vasche, basta citare la descrizione che Leonardo Alberti fa di
+quella della Zisa, e la descrizione che l'ebreo Beniamino di Tudela,
+nella sua breve opera su Palermo, fa della vasca Albehira. Beniamino di
+Tudela venne in Sicilia nel 1172, ai tempi di Guglielmo il Buono, per
+visitarvi le corporazioni israelitiche, e così descrisse l'Albehira:
+«Nel centro della città sgorga la più copiosa delle fontane, quella
+circondata da mura cui gli Arabi diedero il nome di Albehira. Vi si
+mantengono pesci di varie specie e vi navigano le barche reali, ornate
+d'oro, d'argento ed elegantemente dipinte; il re con le sue dame vi si
+reca spesso per diletto. Nei giardini reali trovasi inoltre un castello,
+le cui pareti son rivestite d'oro e d'argento, e i pavimenti sono
+formati di marmi rarissimi; contiene statue d'ogni sorta. Non vidi mai
+altrove edifici paragonabili ai palagi di questa città».
+
+S'ignora ove sorgesse l'Albehira; Morso ha cercato di provare che
+Beniamino alludesse al così detto _Mar Dolce_, nome dato alle rovine
+arabe del castello di Favara, presso il pittoresco convento del Gesù,
+fuori le porte della città, sotto la grotta famosa per i suoi fossili.
+Queste rovine presero il nome di _Mar Dolce_ perchè si trovavano di
+fronte ad una vasca; gli Arabi però le dicevano _Case Djiafar_.
+
+Fuori di Palermo esiste ancora una quarta villa o palazzo saraceno,
+quello di Ainsenin, dal popolo soprannominato _Torre del Diavolo_, le
+cui rovine giacciono nella pittoresca valle Guadagna, attraversata
+dall'Oreto e dominata dal monte Grifone.
+
+Questi sono gli unici monumenti di costruzione saracena che, a ricordo
+della dominazione araba, rimangono in Palermo. Con l'invasione spagnuola
+scomparve la graziosa architettura orientale e cominciarono anche a
+venir meno ai tempi di Federigo II le tradizioni dell'islamismo,
+sopratutto allorquando, nel 1220, gli Arabi ancor rimasti nell'isola
+furono trasportati a Nocera nelle Puglie, avendo durante l'assenza di
+Federigo, guidati da Mirabet, tentato di riacquistare la loro
+indipendenza. D'allora in poi il linguaggio e i costumi arabi andarono
+perdendosi in Sicilia ed una nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò
+di stabilirvisi, cominciando col cancellare ogni traccia dei
+predecessori.
+
+Nell'ultimo secolo, quando la scoperta di Pompei riaccese in tutta
+Italia lo studio dell'antichità, si prese a indagare pure con ardore le
+vicende della dominazione araba in Sicilia. Le iscrizioni esistenti
+nelle chiese e nei palazzi portarono allo studio della lingua araba ed
+in Palermo sorse anzi una cattedra speciale per l'insegnamento di
+questa. Ma la cosa non avvenne senza grottesca soperchieria, la quale
+valse a provare sino a qual segno ogni tradizione araba fosse scomparsa
+dall'isola in cui un tempo gli stessi re cristiani avevano parlato
+quella lingua. Il maltese Giuseppe Vella venne a Palermo e si spacciò
+per dotto orientalista, falsificando anche un codice contenente
+parecchie corrispondenze degli Arabi in Sicilia. L'abile falsario seppe
+ingannare tutta quanta l'Europa erudita, fintanto che, smascherato,
+venne rimosso dalla cattedra e imprigionato.
+
+Frattanto però presero a dedicarsi allo studio dell'arabo parecchi
+Siciliani, fra i quali Airoldi, Rosario e Morso, quest'ultimo in special
+modo, che successe al Vella nella cattedra e fu in relazione con i
+maggiori orientalisti, col Tichsen, col Silvestre, col Sacy, con
+l'Hammer e col Frahn, e molto si adoperò nell'interpretazione delle
+iscrizioni cufiche esistenti in Palermo. Ne risultarono opere veramente
+utili, come la _Rerum Arabicarum quae ad historiam siculam spectant
+ampla collectio_ di Gregorio, pubblicata a Palermo nel 1790; le _Notizie
+storiche dei Saraceni siciliani_ del Martorana, pubblicate del pari a
+Palermo, nel 1833; ed infine la _Storia dei Mussulmani in Sicilia_,
+dovuta all'insigne Michele Amari, ma di cui furono editi soltanto i due
+primi volumi.
+
+Lo studio delle antichità arabe risvegliò anche l'amore per
+l'architettura saraceno-normanna, e divenne così generale, che molte
+botteghe della bella via Toledo di Palermo sono oggi ornate alla foggia
+araba e in stile arabo sono costruite molte ville di ricchi possidenti
+nella campagna.
+
+Il gusto corrotto dei palazzi e delle ville siciliane è noto a tutti per
+la sua straordinaria bizzarria. Mentre si avevano sott'occhio dei
+modelli graziosissimi e si avevano alle porte di Palermo la Cuba e la
+Zisa, mentre esistevano nella stessa città edifici dell'epoca normanna o
+posteriori, come, per esempio, il palazzo del tribunale, che insegnavano
+come anche in edifici grandiosi si potesse unire la semplicità
+all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà della decorazione, si
+preferì innalzare costruzioni di gusto esageratamente barocco, come la
+villa del principe di Palagonia, o ricorrere al gusto cinese, come nella
+regale villa della Favorita.
+
+In questi ultimi tempi veramente si è fatto ritorno allo stile
+arabo-normanno, e farà epoca fra le moderne costruzioni la villa Serra
+di Falco, innalzata a poca distanza dalla Zisa da quel duca che è
+altamente benemerito per lo studio delle antichità siciliane. I
+magnifici giardini di questa palazzina dànno l'illusione di rivivere ai
+tempi di Hassan.
+
+In Palermo, il marchese Forcella innalzò pure un bel palazzo di stile
+arabo-normanno, nel quale sono però alcune cose grottesche come in tutte
+le imitazioni di architettura passata. Questo palazzo sorge in piazza
+Teresa, presso la porta dei Greci; il proprietario vi spese ingenti
+somme e i lavori non ne sono peranco ultimati. All'esterno le finestre
+sono a doppio arco di sesto acuto, divise da una colonnetta, guarnite
+con vetri colorati. Le sale sono parecchie e ricche, in specie quelle
+centrali, di gusto tutt'altro che arabo, con le pareti rivestite di
+marmi e di pietre dure, preziosi quelli e queste, di vario colore, a
+disegni graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente, e il pavimento
+è in marmo di vario colore; questa profusione di marmi prova la
+ricchezza mineralogica dell'isola. A rendere quest'edificio simile ad
+un'Alhambra non manca nemmeno una fontana. Altre stanze furono dal ricco
+marchese decorate in stile romano e pompeiano e dimostrano l'abilità dei
+Siciliani nell'affresco, imperocchè tutte le imitazioni di pitture
+antiche furono colà eseguite unicamente da artisti nati e vissuti
+nell'isola.
+
+
+ II.
+
+Due isole molto distanti fra loro, l'Inghilterra e la Sicilia furono ad
+uno stesso tempo conquistate da una razza audace e avventuriera, quella
+dei Normanni, che, dopo avervi per poco brillato, vi si spense. Nell'una
+e nell'altra isola venne introdotto il governo feudale, con baronie e
+maggioraschi, i quali durano ancor oggi[5]. In entrambe le isole si
+formò una costituzione aristocratica, che si sviluppò possente in
+Inghilterra e di cui rimangono ancora vestigia in Sicilia, ove più
+presto si estinse.
+
+Questa similitudine di destini fra le due isole è abbastanza singolare e
+potrebbe servire a spiegare altri fatti storici avvenuti dopo la
+Rivoluzione francese, fra i quali la costituzione introdotta dagli
+Inglesi in Sicilia nel 1812.
+
+La signoria dei Normanni in Sicilia fu di breve durata; brillò appena un
+secolo e ne furono caratteri distintivi l'intelligenza, la costanza,
+l'audacia quasi feroce, una politica vasta e intraprendente, una grande
+vastità di disegni e di imprese. Tutto ciò soggiacque al contatto della
+vita voluttuosa dei Saraceni, al clima, alla libidine sfrenata delle
+partigianerie.
+
+Nel 1038 Giorgio Maniace era stato invitato in Sicilia dall'Imperatore
+greco per cacciarne i Saraceni. Egli si rivolse a Guaimaro perchè gli
+concedesse una piccola schiera di Normanni che teneva al suo servizio;
+Guaimaro gli mandò circa trecento uomini al comando di Guglielmo dal
+braccio di ferro, di Dragone e di Umfrido. Greci e Normanni si
+precipitarono sull'isola, posero in fuga gli Arabi, s'impadronirono di
+Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità del bottino portò fra loro
+la discordia; i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora i Normanni,
+offesi, partirono, passarono in Italia e cercarono quivi qualche altro
+compenso. Sorpresero Melfi ed altri paesi delle Puglie, cominciarono per
+questa via a stabilire la propria indipendenza. Ma non appena i Greci
+seppero questo, abbandonarono la Sicilia per cacciarli dalle Puglie, ma
+non vi riuscirono, e le città da loro conquistate in breve tornarono in
+potere dei Saraceni.
+
+Trascorsero così varî anni senza speciali avvenimenti; i Normanni
+riaffermarono il loro prestigio nelle Puglie, Guglielmo ne divenne
+conte, più tardi Drogone ne ereditò i possessi, e Umfrido, dopo la morte
+di quest'ultimo, costrinse papa Leone IX a concedergli l'investitura
+della provincia. Novelle schiere vennero dalla Normandia, sotto il
+comando di Ruggero Guiscardo, il quale, dopo la morte di Umfrido,
+avvenuta nel 1056, si fece proclamare duca delle Puglie e delle
+Calabrie. Più tardi discese anche suo fratello minore, Roberto, per
+dividerne le sorti. I due valorosi fratelli nel 1060 occuparono Reggio
+ed una notte, Ruggero, accompagnato da soli sessanta soldati, mosse alla
+volta di Messina, per conoscere le condizioni del paese; attaccò
+audacemente sulla spiaggia i Saraceni, quindi s'imbarcò di nuovo e fece
+ritorno a Reggio. Poco dopo, la fortuna volle favorirlo ed egli si
+accinse seriamente all'arrischiata impresa. A lui si presentò l'emiro di
+Siracusa, Bencumen, scacciato dal fratello Belcamend, e lo informò delle
+lotte che travagliavano l'isola e lo persuase di tôrre agli Arabi il
+possesso della Sicilia.
+
+L'impresa non fu certo facile. I Saraceni opposero la più viva
+resistenza e nuove truppe vennero dall'Africa per respingere Ruggero,
+che, dopo una sanguinosa battaglia, si era impadronito di Messina.
+Roberto lo raggiunse allora a Castrogiovanni; l'esercito principale dei
+Saraceni fu posto in fuga, dopo di che i Normanni fecero ritorno nelle
+Calabrie per rafforzare le proprie file e prepararsi ad una più seria
+lotta. Almocz, califfo d'Egitto, aveva frattanto spedito in Sicilia una
+flotta, la quale però fu dispersa da una tempesta e distrutta presso
+l'isola di Pantelleria. La fortuna aveva arriso agli arditi
+avventurieri, ma la discordia minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo
+cominciò ad avere invidia dei successi del fratello Ruggero, pretendendo
+il possesso di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia; l'altro non
+volle aderirvi e i due eroi ricorsero alle armi, e, senza curarsi dei
+Greci e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle recenti conquiste,
+presero a straziarsi fra loro in una guerra feroce. Ruggero cadde nelle
+mani di suo fratello, che, però, cedendo all'influenza di quell'uomo
+straordinario, lo lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli si
+rivolsero verso la Sicilia e due volte si spinsero sino a Palermo, ma
+dovettero quindi far ritorno nelle Calabrie per sistemare la loro
+posizione in quel dominio. Soltanto nel 1071 poterono stringere di
+regolare assedio la capitale dell'isola. A quell'epoca Palermo era forse
+la città più popolosa d'Italia, senza dubbio la più florida, la più
+ricca: in essa era tutto lo splendore della vita orientale. Gli Arabi
+opposero fiera resistenza e narra la tradizione che, per dimostrare la
+loro fiducia nell'esito della lotta, essi non chiudessero neppure le
+porte della città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse un
+giorno da solo, di galoppo, con la lancia in resta. Finalmente Roberto
+penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre Ruggero entrava per quella
+di ponente. I Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono,
+cedendo Palermo al fortunato vincitore, a condizione che fosse loro
+garantita salva la vita e libero l'esercizio del loro culto.
+
+Venti anni appresso i cristiani entrarono in Gerusalemme, conquistata
+pure a forza, e si portarono quali orde selvagge. I Normanni, invece,
+essi pure valorosi crociati, furono più clementi e risparmiarono Palermo
+maomettana. Presero possesso della splendida città senza versare sangue,
+senza commettere devastazioni, quali vincitori soddisfatti, che non
+avevano altro scopo che cacciare il nemico dalle sue voluttuose dimore
+per alloggiarvisi. Nessuno di quegli scoppi d'odio di cui diedero prova
+più tardi i cristiani contro i maomettani avvenne; i Saraceni furono
+lasciati liberi di vivere come volevano e di esercitare la loro
+religione. Il cristianesimo, languente, riprese forza e in breve si
+sostituì all'islamismo, che soltanto sopravvisse, per quasi
+centocinquant'anni ancora, fra i monti.
+
+I Normanni furono per ragioni politiche tolleranti verso i Saraceni e
+vissero con questi in perfetto accordo; i conquistatori, in picciol
+numero, presto scomparvero quasi in mezzo alla popolazione saracena, che
+seppero guadagnare a sè, trattandola con dolcezza. Accettarono le arti e
+le scienze degli Arabi; nei loro edifici usarono lo stile arabo e la
+stessa corte cristiana prese un carattere arabo, circondandosi di
+guardie saracene, di eunuchi, ed adottando pure la foggia turca di
+vestire. Allorquando Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la Sicilia,
+sullo scorcio del secolo XII, lodò re Guglielmo pel suo amore verso
+l'islamismo. «Il re--scrisse--legge e scrive l'arabo, e il suo _harem_ è
+composto di donne mussulmane, e mussulmani sono i suoi paggi e i suoi
+eunuchi». Il visitatore trovò le donne di Palermo belle, voluttuose,
+vestite completamente alla turca, e nel vederle, nei giorni di festa, in
+chiesa, con abiti di seta gialla, con veli dai vivaci colori, con
+catenelle d'oro e grandi orecchini, dipinte e profumate come le femmine
+orientali, ricordò i versi del poeta: «In verità, quando si entra in un
+giorno di festa nella moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi».
+
+La lingua araba continuò ad essere insegnata, ed usata anche negli atti
+governativi; ed anche le iscrizioni arabe, visibili tuttora nei mosaici
+delle chiese cristiane, furono dai re e dai vescovi cristiani dettate. I
+Normanni in Sicilia trovarono la lingua greca degli antichi Elleni, dei
+Bizantini e la lingua latina degli antichi Romani; nella bocca del
+popolo il linguaggio volgare, che divenne poi l'italiano; ed infine, gli
+idiomi arabo ed ebraico, tutti contemporaneamente in uso e tutti usati
+nei diplomi, in sulle prime scritti in greco con la traduzione araba.
+
+Caduta Palermo, l'isola fu suddivisa: Roberto Guiscardo prese per sè la
+capitale e metà della Sicilia; Ruggero ebbe l'altra metà; al prode
+nipote Serlo furon date grandi baronie e l'altro nipote Tancredi fu
+creato conte di Siracusa. Roberto prese il titolo di duca di Sicilia,
+Ruggero quello di conte. Ma l'isola non era ancora tutta soggiogata;
+Siracusa, difatti, si arrese solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più
+tardi anche Castrogiovanni, Noto e Butera. Fino al 1127 i ducati delle
+Puglie e di Sicilia si mantennero in questo stato di cose; ma nel 1127,
+estintosi il ramo di Roberto Guiscardo, il figlio di Ruggero ereditò
+pure gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero II, il principe più
+insigne della stirpe normanna. Suo padre, che valorosamente aveva
+conquistato la Sicilia, era morto nel 1011; gli era succeduto il figlio
+maggiore Simone per cinque anni; poi, ancora minorenne, sotto la tutela
+della madre Adelasia e dell'ammiraglio Giorgio Antiocheno, Ruggero era
+salito sul trono.
+
+Ruggero, possessore di tutte le virtù necessarie in un fondatore di
+dinastia, sollevò il regno normanno a grande splendore. Nel 1127 ereditò
+il ducato delle Puglie, come abbiamo detto, e ciò spaventò il papa,
+l'imperatore tedesco e quello bizantino; ma Ruggero combattè con fortuna
+contro tutti e tre, e poi contro i principi di Salerno, di Capua, di
+Napoli, di Avellino e costrinse il papa a concedergli l'investitura
+delle Puglie ed infine si cinse della corona reale. Non potè però far
+questo senza il consenso del Parlamento, dei baroni e dell'alto clero,
+poichè, seguendo l'usanza dei conquistatori normanni, per creare una
+nobiltà novella era stata stabilita una certa forma di costituzione
+aristocratica. Il Parlamento, convocato a Salerno, decretò al principe
+la corona regale, che gli fu solennemente posta in testa nella
+cattedrale di Palermo, il dì di Natale del 1130. Così sorse il regno
+delle Due Sicilie.
+
+Subito Ruggero si die' a ordinare la sua monarchia, in modo grandioso e
+sicuro: creò sette grandi ufficiali della corona, un connestabile, un
+grande ammiraglio, un cancelliere, un giudice, un ciambellano, un
+pronotario, un maresciallo, che formarono il suo consiglio. Si circondò
+di un cerimoniale orientale, affidò la custodia del palazzo ad eunuchi e
+a guardie saracene. Il suo regno trascorse fra continue lotte, in
+continua guerra; ma seppe tener fronte a tutti i suoi nemici, interni ed
+esterni; ispirò vivo terrore nella stessa Costantinopoli all'imperatore
+greco, il quale non intendeva rinunziare a' suoi diritti sulla Sicilia;
+s'impadronì di Corinto, di Atene e di Tebe; portò dalla Grecia a Palermo
+molti operai abili nel filare e nel tessere la seta, contribuendo a
+propagarla così nell'Occidente, e da questi fece fabbricare il pallio
+famoso che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi nell'atto della
+loro incoronazione; conquistò poscia Malta, inviò centocinquanta
+bastimenti in Africa e punì quello stesso regno di Kairewan che aveva
+conquistato la Sicilia. Durante la sua signoria la potenza normanna
+raggiunse l'apogeo. Egli morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne. Fu
+principe di grande prudenza, valore, giustizia e ingegno: fu bello di
+persona, disinvolto e distinto. Verso gli Arabi si dimostrò tollerante e
+tenne in gran conto la loro scienza e la loro arte. Fra gli altri,
+accolse onorevolmente alla sua corte Edris Edscheriff, esiliato
+dall'Africa, che gli costruì una sfera terrestre d'argento, sulla quale
+erano disegnate tutte le contrade allora note, con la loro denominazione
+in lingua araba, e scrisse una geografia nota generalmente sotto il nome
+di re Ruggero, un estratto della quale, la _Geografia Nubiense_, venne
+più volte stampata a Roma, a Parigi e per ultimo a Palermo nel 1790.
+
+Segno veramente espressivo del carattere di Ruggero era l'iscrizione
+incisa sulla lama della sua spada: _Apulus et Calaber, Siculus mihi
+servit et Afer_.
+
+Gli successe Guglielmo I, per le sue cattive qualità detto il Malo. Egli
+era l'unico figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli altri quattro,
+Ruggero, Anfuso, Tancredi ed Enrico precedettero tutti il padre nella
+tomba. Fu sorprendente la rapida decadenza di una stirpe tanto forte e
+numerosa: in pochi anni si ridusse ad un unico discendente collaterale,
+ed insieme il Regno di Sicilia decadde rapidamente dall'altezza a cui
+Ruggero aveva saputo portarlo. Morto questi, si dovette riconoscere che
+tutta la forza del nuovo regno riposava esclusivamente nella sua
+persona. Sotto il governo di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia a
+ricadere in tali condizioni da ricordare gli emirati dei Saraceni, sotto
+l'influenza di un favorito del re, avventuriero straniero al paese, il
+grande ammiraglio del regno Maione di Bari, il quale attentò alla
+corona. Non vi furono che congiure, rivoluzioni di palazzo, ribellioni
+di nobili, un caos ovunque. L'odioso re Guglielmo, dopo una vita
+travagliata, ma non senza qualche successo in guerra, morì nel 1166, in
+età di quarantacinque anni.
+
+Con suo figlio Guglielmo II, detto il Buono, salito sul trono a soli
+undici anni, si estinse la linea diretta della stirpe normanna. I primi
+anni del suo regno furono agitatissimi, a motivo delle contestazioni
+sulla tutela, delle ribellioni dei baroni e degli intrighi di corte. I
+Normanni avevano saputo magnificare e conquistare un regno, ma non se lo
+seppero mantenere. Non appena il clima ed il lusso orientale
+cominciarono ad infiacchire in essi la nordica forza, decaddero, ed
+infine il feudalismo e la prepotenza indomabile dei nobili li vinsero.
+Nessuna dinastia, del resto, avrebbe potuto mantenersi a lungo sul
+vulcanico suolo di Napoli e di Sicilia; tutte furono d'origine
+straniera, tutte vennero in possesso dell'isola in modo avventuroso,
+tutte finirono miseramente e per lo più per tradimento. Guglielmo II,
+del resto, fu molto dissimile dal padre, e la posterità gli confermò il
+titolo di Buono che il clero, per gratitudine, avevagli dato. Mentre
+Guglielmo il Malo viveva come un maomettano e si fabbricava sontuosi
+palazzi e giardini, Guglielmo il Buono fondava monasteri e conventi. A
+lui sono dovuti parecchi monumenti d'architettura religiosa, in ispecie
+il famoso duomo di Monreale e la cattedrale di Palermo. Morì il 1^o
+novembre 1189, in età di soli trentasei anni.
+
+Della stirpe di Ruggero I non rimaneva più che un bastardo, Tancredi
+conte di Lecce, figlio naturale di Ruggero, primogenito di re Ruggero,
+premorto al padre; inoltre, l'altra figlia Costanza aveva sposato
+l'imperatore Arrigo VI; erede legittimo delle Due Sicilie sarebbe dunque
+stato l'imperatore. Ma il partito nazionale si rivolse a Tancredi, conte
+di Lecce, che venne a Palermo nel 1190 e si fece incoronare. Questo
+prode bastardo ebbe molti punti di somiglianza con re Manfredi, vissuto
+dopo di lui; come questo fu uomo d'ingegno, poeta, musico, versato nelle
+matematiche e nell'astronomia, che gli Arabi avevano allora diffuse, e
+come questo fu generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei primordi
+della guerra che ebbe a sostenere contro i Tedeschi di Arrigo, per
+assicurarsi il possesso del regno, e quando Costanza cadde nelle sue
+mani, la trattò con grande cavalleria, restituendole la libertà. Pareva
+che la nobile stirpe dei Normanni dovesse rifiorire in Tancredi, che
+aveva, ei pure, due figli, Ruggero e Guglielmo, al primo dei quali,
+bellissimo giovane, aveva dato in isposa Irene, la figlia
+dell'imperatore greco Isacco Angelo ed avevalo già fatto incoronare re,
+quando il giovane repentinamente morì nel 1193. Tancredi provò gran
+dolore alla perdita di questo figlio, tanto che presto, il 20 febbraio
+1194, lo raggiunse nella tomba. Rimase suo unico erede Guglielmo, ancor
+minorenne, che fu incoronato a Palermo. La reggenza venne assunta dalla
+vedova di Tancredi, Sibilla, che aveva pure tre figlie: Albina, Costanza
+e Mandonia.
+
+In questo stato di cose, facile fu ad Arrigo conquistare la Sicilia.
+L'esercito di Sibilla fu sconfitto; Messina, Catania e Siracusa caddero
+nelle mani dell'imperatore e i baroni passarono dalla parte di questo.
+L'infelice regina si era ritirata co' figli suoi nella rocca di
+Caltabellotta ed attendeva colà il corso degli avvenimenti. Il 30
+novembre 1194, Arrigo era entrato in Palermo, che avevagli fatto festosa
+accoglienza, salutando con musica ed inni di gioia la nuova signoria
+degli Svevi. Sibilla, allora, vistasi da tutti tradita, si decise a
+trattare, ed il giovane principe Guglielmo, cui l'imperatore aveva
+promesso solennemente la contea di Lecce e il principato di Taranto,
+venne a deporre a' suoi piedi la corona. Ma gl'infelici erano caduti in
+un tranello: Arrigo, non appena incoronato, col pretesto di una falsa
+congiura, dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua selvaggia passione
+di vendetta contro i partigiani della stirpe normanna e contro la misera
+famiglia regale. Molti baroni e sacerdoti furono tormentati e condannati
+a morte; Sibilla e i suoi figli furon cacciati in carcere, e Guglielmo,
+l'ultimo campione della sua gente, venne accecato. Indi la regina e le
+figlie furono trasportate nel monastero di Hoenburgo, in Alsazia, ove a
+lungo vissero in prigionia. S'ignora qual fine facesse Guglielmo; una
+vaga leggenda vuole che ei fuggisse dal carcere e vivesse a lungo da
+eremita a S. Giacomo, presso Chiavenna.
+
+Così tragicamente si spense la stirpe normanna, cui la fortuna aveva
+fatto dono di una fra le più belle contrade del mondo, e la sua fine fu
+tanto più notevole in quanto che non tardò a tenergli dietro quella
+degli Hohenstaufen. La Nemesi vendicativa colpì questa pure. Come erasi
+impadronita della signoria di Sicilia col sangue e la crudeltà, così
+ebbe a patire la stessa sorte, raccogliendo quel che aveva seminato.
+Secondo la tradizione, Federigo nacque lo stesso giorno in cui suo padre
+Arrigo macchiava la sua mano di sangue, il 26 dicembre 1194. Arrigo morì
+tre anni dopo in Messina, di soli 32 anni. Manfredi, bastardo al pari di
+Tancredi ed al pari di Tancredi prode e generoso, fu tradito e cadde
+nella battaglia di Benevento; Elena, sua moglie, ricoveratasi nella
+rocca di Trani, come un dì Sibilla co' suoi figli in quella di
+Caltabellotta, al pari di lei si vide tradita e fu rinchiusa insieme con
+i figli in carcere, dove morì di dolore; sua figlia Beatrice visse per
+ben diciotto anni nel Castel dell'Uovo a Napoli; i tre figli minori,
+Enrico, Federigo e Anselmo rimasero per trenta anni in carcere, e
+Corradino, infine, lasciò la vita sul patibolo. Tanto sangue versato
+suscitò novella sete di vendetta che poi si sfogò sopra gli Angioini,
+nei Vespri siciliani.
+
+Gli Hohenstaufen trovarono, del resto, l'isola in floride condizioni;
+paese dalla natura prediletto, la Sicilia era divenuta durante la
+signoria normanna ricca, mercè l'industria e il commercio. Nessun nemico
+esterno in quel periodo era entrato nella città, mentre dall'Oriente e
+dall'Africa erano stati portati in grande quantità oggetti preziosi.
+
+Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo, rimase impressionato dallo
+splendore della città, e trovò nel palazzo dei re normanni grandi
+tesori, oro, gemme, rare stoffe di seta, che fece imbarcare.
+
+Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato Arrigo nella dimora del
+morto Tancredi, vi trovò letti, sedili, tavole d'argento, vasellame
+d'oro finissimo, tesori nascosti, gemme, meravigliosi gioielli sì da
+caricarne centocinquanta bestie da soma, facendo ritorno in patria ricco
+e glorioso».
+
+Fu in questa occasione che venne portato in Germania il prezioso manto,
+tessuto con seta, ornato di caratteri arabi, che aveva servito
+all'incoronazione di Ruggero I, e che, nel 1424, per volere
+dell'imperatore Sigismondo, fu riunito con altri gioielli dell'Impero a
+Norimberga, tanto che poi lo si credette il pallio di Carlomagno.
+
+Reynaud recentemente ha dato questa traduzione dell'iscrizione araba
+ricamata sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella fabbrica reale, nella
+sede della felicità, della nobiltà, della gloria, del conseguimento
+duraturo del benessere, della buona accoglienza, della fortuna, dello
+splendore, della reputazione, della bellezza, del compimento di ogni
+desiderio, di ogni speranza; del piacere del giorno e della notte, senza
+tregua, della devozione, della conservazione, della simpatia, della
+felicità, della salute, dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di
+Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare). Questa orgogliosa ed
+ampollosa iscrizione in stile orientale, sul manto solenne di un re
+normanno, basta a provare quanto i Normanni si compiacessero di
+conformarsi agli usi ed ai costumi arabi.
+
+Di quei tempi ci rimane una delle più antiche descrizioni di Palermo,
+quella del normanno Ugo Falcando, che visse in quella città durante il
+regno di Guglielmo il Malo, e che poi fece ritorno nella sua patria.
+Mentre la dinastia di Ruggero stava per estinguersi, egli scrisse
+un'epistola a Pietro, tesoriere della cattedrale di Palermo, lamentando
+i mali che stavano per cadere sopra la città e dando un'idea della sua
+bellezza. La sua lettera rivela un odio feroce contro i Tedeschi. Dopo
+aver rivolto apostrofi piene di entusiasmo verso i Normanni che a
+Messina ed a Catania stavano allora lottando coi barbari, si rivolge a
+Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi a servire i barbari l'antica
+nobiltà di Corinto che, abbandonata la propria patria, venne in Sicilia
+per edificare una città, e finì per stabilirsi sulla costa più amena
+dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti che non hanno gli eguali?
+A che ti vale ora l'antico splendore de' tuoi filosofi, dei poeti che
+s'inspirarono alla tua fonte profetica? A che ti vale avere scosso il
+giogo del tiranno Dionigi e de' suoi eguali? Minor danno sarebbe per te
+stato sopportare il furore dei despoti siciliani, piuttosto che la
+tirannia di un popolo barbaro e crudele. Guai a te, guai a te, Aretusa,
+fonte cantata da uomini illustri che, dopo aver offerto ai vati
+l'ispirazione, devi saziare l'ebbrezza dei Tedeschi e soffrire le loro
+turpitudini!»
+
+La lettera di Falcando è un documento importantissimo per la conoscenza
+delle condizioni di Palermo al tempo dei Normanni. A questo proposito,
+l'autore ad un certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente
+esaltare la bellezza degli edifici di questa nobile città? Chi
+l'abbondanza delle fontane sgorganti d'ogni parte? Chi lo splendore
+della lussureggiante vegetazione? Chi gli acquedotti, che in tanta
+abbondanza forniscono alla città il salutare elemento?»
+
+Ancora prima di Falcando, Ibn-Hankal di Bagdad, verso la metà del secolo
+X, aveva dato una descrizione di Palermo in un'opera geografica,
+descrizione che venne pubblicata, tradotta in francese da Michele Amari,
+a Parigi nel 1845. Il lavoro non è di gran mole, ma ha un certo valore.
+L'autore divide Palermo in cinque quartieri, e nell'Alcazar (la
+Paleopoli di Polibio) fa menzione della grandiosa moschea, l'antica
+cattedrale dei cristiani, nella quale eravi una cappella in cui stava
+sospesa per aria la tomba di Aristotile. Ivi, nei tempi anteriori,
+venivano i cristiani a pregare per implorare la pioggia.
+
+Nel Khalessah stava la dimora dell'emiro; nel Sakalibah (secondo
+l'Amari, quartiere degli Schiavoni) c'era il porto; il quarto quartiere
+era quello della moschea di Ibn-Saktab; a mezzogiorno della città si
+stendeva il quartiere di El-Jadid, l'attuale Albergaria.
+
+Ibn-Hankal accenna anche ai mercanti, alle loro botteghe, specie quella
+dei macellai, alla preparazione dei papiri, ed ancor più descrive le
+fontane, sopratutto quella di Favara.
+
+Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair, che contiene pure
+una pregevole descrizione della città sotto i Normanni: egli paragona
+Palermo, specialmente la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei palazzi
+e le sue torri, a Cordova. «La città, egli scrive, è fabbricata
+mirabilmente sullo stesso tipo di Cordova, tutta in pietra lavorata,
+della cosidetta El-Kiddan. I palazzi reali stanno all'intorno e la
+circondano come una collana posta sul bel collo di una fanciulla».
+
+Le notizie di questi due Arabi e dell'ebreo Beniamino di Tudela
+completano la breve descrizione del normanno Falcando, il quale descrive
+pure i principali edifici di Palermo ed afferma che la città al suo
+tempo si era mantenuta divisa in quartieri, come sotto la dominazione
+araba, e che parecchie piazze e strade e porte avevano conservato i loro
+antichi nomi arabi. Da quanto egli narra si arguisce che la città a quel
+tempo si trovava nel suo massimo splendore. Per la ricchezza e la
+bellezza dell'architettura indubbiamente il periodo normanno fu il più
+felice e normanni sono difatti i monumenti più notevoli che ancora
+rimangono. Gli Svevi, compreso Federico, non hanno lasciato alcun
+ricordo architettonico. Per varie ragioni essi dimorarono sempre fuori
+dell'isola, mentre i principi normanni stabilirono colà la loro dimora e
+cercarono di dare alla città lo splendore necessario alla capitale di
+una nuova e possente monarchia.
+
+Ci resta ora da parlare dei principali monumenti dell'epoca normanna,
+primo fra tutti il palazzo reale. Questo castello, così
+straordinariamente interessante in special modo pei Tedeschi, poichè fra
+le sue mura trascorse la poetica giovinezza uno dei più grandi
+imperatori di Germania, e del pari interessante per gl'Italiani, che lo
+considerano quale culla della poesia nazionale,--sorge in fondo alla
+via detta Cassero, sulla piazza da cui si domina tutta la città. A
+quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo, non risalendo soltanto
+ai Saraceni, ma ai Cartaginesi, ai Romani ed ai Goti, che vi stabilirono
+la loro sede principale. Ivi sorgeva indubbiamente il palazzo degli
+emiri, da cui si farebbe derivare il nome di Cassero, che fui poi esteso
+a tutta la città e finì per rimanere alla strada principale. Si vuole
+che il palazzo sia stato costruito dal saraceno Adelkam. Ruggero I e il
+suo successore lo ampliarono; ivi vissero Federico, Manfredi e i suoi
+successori, che lo resero sempre più vasto, riducendolo nella forma
+irregolare di palazzo e di fortezza che attualmente presenta.
+
+Falcando così ce lo descrive ai tempi di Guglielmo il Malo: «Lo stupendo
+edificio è costruito con pietre lavorate con grande cura ed arte
+squisita; è circondato da solide mura ed è pieno di ori e di argenti.
+Alle estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata a custodire i
+tesori regali, e la Greca, dominante la parte della città chiamata
+Khemonia. Nel centro sorge una sala straordinariamente decorata, per
+nome _Ioaria_, in cui si trattengono in udienze segrete il re e i suoi
+confidenti, ed in cui il re concede udienza ai baroni, per discutere
+degli affari più importanti del regno».
+
+Quasi ogni traccia di quelle antiche costruzioni è ormai andata perduta;
+solo rimane la torre di S. Ninfa, che doveva essere la parte più antica
+del castello, e la famosa cappella palatina. In cima alla torre sorge
+l'osservatorio, da cui padre Piazzi, il 1^o giugno 1801, scoprì Cerere,
+la stella dal nome della Dea protettrice dell'isola. Il cortile ha tre
+ordini di portici, che lo circondano; al primo piano trovasi la celebre
+cappella palatina, uno dei più bei monumenti dell'epoca normanna,
+costruita da re Ruggero nel 1132 e dedicata a S. Pietro. Essa è connessa
+al palazzo e non ha una vera facciata; vi si accede da un portico
+sostenuto da otto colonne di granito egiziano, con mosaici nelle parti
+superiori, illustranti i fatti dell'antico Testamento e l'incoronazione
+di Ruggero. Sull'ingresso sta un'iscrizione in lingua greca, araba e
+latina, che indica come il re avesse fatto disegnare con somma cura nel
+palazzo un orologio solare. L'iscrizione in lingua araba è stata così
+tradotta: «Fu dato ordine dalla maestà reale, il magnifico ed illustre
+re Ruggero, che Iddio protegga ed eterni, di costruire questo strumento
+per segnare le ore, nella metropoli di Sicilia, protetta da Dio, l'anno
+536» (dell'Egira).
+
+La basilica, davvero caratteristica, fantastica e misteriosa, non
+paragonabile a nessun altro tempio italiano dello stesso genere,
+scarsamente illuminata dal sole, ha le pareti rivestite di marmi e di
+mosaici a figure su fondo d'oro, che a momenti si perdono nella dubbia
+luce e a momenti, colpite da un raggio improvviso e passeggero, balzano
+fuori violentemente. Quando io vi entrai, si stava celebrando una messa
+solenne da morto per l'ultimo re defunto. Nella navata centrale sorgeva
+un alto catafalco coperto di velluto nero, su cui posava una regale
+corona d'oro; tutt'intorno ardevano ceri e sotto le volte risuonavano i
+canti dei sacerdoti e si elevavano nubi d'incenso. Lo spettacolo, fra lo
+splendore misterioso dei mosaici e le decorazioni arabe, riportava la
+fantasia ai tempi di re Ruggero.
+
+La cappella ha forma di basilica, con una tribuna e superiormente una
+cupola d'oro. Dieci colonne corinzie, sulle quali riposano gli archi, la
+dividono in tre navate. Le pareti, all'intorno, sono del pari rivestite,
+sino all'altezza di dodici palmi, di marmi diversi, e al disopra,
+ovunque, sono mosaici, che illustrano gli episodi dell'antico e del
+nuovo Testamento. Sull'arco della tribuna vi è rappresentata
+l'Annunciazione e sulla tribuna stessa una mezza figura gigantesca di
+Cristo, con la mano sollevata in atto di benedire. Sotto le figure
+stanno iscrizioni greche e latine. Questi mosaici non risalgono a
+Ruggero I, ma a Guglielmo I, secondo quanto afferma Romualdo da Salerno,
+il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo fece ornare di pitture
+preziose la cappella di S. Pietro, nel palazzo, e ne fece rivestire le
+pareti di marmi preziosi». Ciò non esclude però che tali lavori fossero
+stati iniziati, come pare, da Ruggero.
+
+A quel che sembra, in Sicilia e nell'Italia meridionale esisteva una
+scuola di mosaicisti greci, i quali allo stile bizantino diedero una più
+vivace espressione. Infatti, i mosaici siciliani sono di una dolcezza
+tutta speciale, non hanno nulla della durezza e dell'angolosità della
+scuola bizantina. Mentre i Veneziani chiamavano mosaicisti da
+Costantinopoli per la decorazione del S. Marco, i Normanni, allorchè
+edificarono in Sicilia le loro chiese, vi trovarono già una scuola, che
+era in fiore al tempo dei Greci, come ne fa fede il tempio grandioso di
+Gerone a Siracusa, ove era rappresentata in mosaico l'_Iliade_. La
+pratica di quest'arte non venne mai meno: sul finire del secolo IV
+dell'èra cristiana gli artefici del mosaico in Sicilia erano superiori a
+quelli di Roma, da quel che si rileva dall'epistola che papa Simmaco
+scrisse ad un certo Antioco di Sicilia per avere dei modelli per i
+mosaicisti romani: «L'eleganza del tuo ingegno--dice la lettera--e la
+squisitezza delle tue invenzioni meritano di essere tenute in gran
+conto, poichè tu hai trovato nell'arte tua mezzi nuovi, prima
+sconosciuti, e ci piacerebbe poter ornare con qualcosa di tuo i nostri
+appartamenti: inviaci dunque una tavola, o una lastra di marmo con un
+modello dei metodi nuovi da te escogitati».
+
+L'arte del mosaico non si perdette nell'isola, neppure sotto la
+dominazione degli Arabi; la Sicilia si era mantenuta sempre in relazioni
+continue con Costantinopoli, e gli Arabi si valsero dell'opera loro per
+ornare le proprie case, con figure e sopratutto con disegni capricciosi
+e con arabeschi. Molto probabilmente i lavori in mosaico del duomo di
+Salerno, di quello di Palermo, di quello di Monreale, sono opera di
+scuola indigena dell'Italia meridionale. Ruggero stesso fece eseguire
+notevoli lavori in mosaico nel suo palazzo e la cappella palatina è
+adorna di dorature, pitture e arabeschi, che conferiscono ancor più al
+tempio un carattere misterioso.
+
+Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa cappella una lunga iscrizione
+araba, in caratteri cufici, compresa in venti grandi compartimenti,
+che, per quanto si potè decifrarla, si riferiva al fondatore della
+cappella ed al tempio stesso, con parole esagerate di lode e invocazioni
+di durata. Siccome poi quest'iscrizione, al pari di tutte le altre arabe
+che sono nelle chiese palermitane, era di origine cristiana, si rimane
+davvero stupiti nel trovare adoperata con tanta ingenuità nei tempi
+cristiani la lingua e le parole del Corano, specie in un'epoca in cui il
+fanatismo religioso dei crociati aveva raggiunto l'apogèo. Come
+facilmente si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è tolta
+testualmente dal Corano, ma coi caratteri serba anche una certa impronta
+mussulmana. L'idioma arabo a quel tempo non era ritenuto da meno del
+greco, e l'Oriente, per intelligenza e per civiltà, era grandemente
+superiore all'Occidente, e buona parte della letteratura greca era pure
+stata rivelata all'Occidente per mezzo della lingua araba che divenne
+quasi una lingua ufficiale. Del resto, i caratteri orientali avevano un
+non so che di enigmatico, di misterioso; avevano già in sè delle linee
+geometriche e si prestavano quindi mirabilmente all'ornamento delle
+pareti e delle colonne delle basiliche siciliane, che formano quasi un
+nesso tra il cristianesimo e l'Oriente, nella stessa guisa che quelle
+di Roma lo formano tra il paganesimo e il cristianesimo.
+
+Negli archivi della cappella palatina sono conservati parecchi diplomi
+greci, latini ed arabi del periodo normanno ed un prezioso cofano
+circondato d'iscrizioni in caratteri cufici.
+
+Uscito dall'antica cappella, salii al piano superiore del palazzo e vidi
+i ricchi e belli appartamenti, che hanno un valore storico, poichè vi si
+ammira ancora la sala del Parlamento, la sala del trono e quella delle
+udienze, ove si conserva ancora uno dei due famosi arieti di bronzo, che
+ornavano un tempo una delle porte di Siracusa; l'altro andò distrutto in
+un incendio. La sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal 1488 ai
+giorni nostri.
+
+Più interessante di tutte queste sale mi parve la stanza di re Ruggero,
+ornata di mirabili mosaici, che rappresentano una lotta di centauri, una
+caccia e degli uccelli. Non si sa veramente perchè questa stanza porti
+il nome di Ruggero: i mosaici appartengono al XII secolo. Tutti i locali
+subirono trasformazioni, ed invano io ricercai l'appartamento di
+Federico II, o almeno una stanza che portasse il suo nome. Qual nome
+avrebbe del resto potuto dar lustro al palazzo quanto quello di
+Federigo? Molti principi di diversi paesi, Saraceni, Normanni, Svevi,
+Spagnuoli, Angioini, Borboni, abitarono questo palagio nella prospera ed
+avversa fortuna; ma il ricordo di tutti questi scompare quando il nostro
+pensiero va a quel grande imperatore che vi trascorse la sua giovinezza.
+
+
+ III.
+
+Molte cause contribuirono a far sorgere in Sicilia un'eccellente
+architettura ecclesiastica ed a darle un'impronta tutta speciale, e
+sopratutto il carattere di quel secolo in cui il cristianesimo venne in
+lotta con l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo era vissuto,
+specie quando la dominazione dei Normanni si trovò di fronte alla
+religione di Maometto. Trionfante, allora, risorse in Sicilia la fede di
+Cristo e riacquistò il terreno perduto: chiese stupende, capolavori in
+cui l'ispirazione orientale sopravviveva, monumenti della vittoria della
+religione cristiana su quella di Maometto, sorsero ovunque.
+
+Qualcosa di simile era già avvenuto quando gli Elleni avevano sconfitto
+nella battaglia d'Imera i Cartaginesi, che avevano invasa tutta quanta
+l'isola: essi, nell'ebbrezza della vittoria, avevano disseminato il
+suolo conquistato delle loro magnifiche costruzioni. Gli Dei della
+Grecia, Giove, Apollo, Cerere e Venere, avevano atterrato il Moloch
+africano, e il contrasto della civiltà e della religione greca con la
+barbarie africana si era pronunciato meravigliosamente, avendo Gelone di
+Siracusa, fra le altre condizioni di pace, imposto ai Cartaginesi di
+cessare del tutto, qualsiasi sacrificio umano.
+
+Dopo oltre quindici secoli, nel secondo grande periodo architettonico
+siculo, un fatto quasi identico si ripetè, fatto degno di osservazione,
+unico, che prova ad un tempo come la civiltà umana si svolga secondo le
+leggi esterne immutabili nella sostanza, varie nella forma. Nella stessa
+guisa che i Greci nel primo periodo innalzarono i famosi templi di
+Segesta, di Selinunte, di Agrigento e di Siracusa, i Normanni, una volta
+liberata l'isola dai novelli Cartaginesi, innalzarono le splendide
+cattedrali di Monreale, di Palermo, di Cefalù e di Messina. Nel primo
+periodo la civiltà si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo invece
+si estese nel settentrione, mentre le contrade di mezzodì e di levante
+decadevano.
+
+A lato del tempio greco a colonne sorse la cattedrale cristiana; a lato
+del tempio marmoreo, maestoso, severo di Giunone ad Agrigento, sorse il
+duomo scintillante d'ori dedicato alla Vergine Maria di Monreale:
+ambedue segnarono un'epoca di florido rinnovamento nella storia dello
+spirito umano; ambedue avevano un carattere originale diverso e diversa
+è quindi l'impressione che oggi suscitano. Chi può esprimere la
+commozione che si prova nel contemplare, in mezzo alla solitudine della
+campagna siciliana, uno dei templi maestosi di Agrigento? Si direbbe
+impossibile poter trovare cosa più perfetta, più bella, più armonica
+nelle forme. Ma anche entrando in una cappella normanna, nella sua
+semioscurità, fra le sue navate, sotto i suoi archi, fra quelle pareti
+splendenti di mosaici, non si può fare a meno, dimentichi
+dell'antichità, di persuadersi di essere entrati in una novella sfera di
+beltà e d'armonia.
+
+Il sentimento religioso suscitato da questa architettura normanna, che
+io volentieri, per la sua origine orientale, chiamerei architettura
+delle Crociate, fu profondo. Da ciò nacquero altre conseguenze. La
+Chiesa romana di fronte a Bisanzio che sosteneva esser la Sicilia sua
+proprietà, dovette dare alla conquista dei Normanni quasi un diritto
+sacro, un'alta consacrazione. Il papa aveva nominato i conti Normanni
+suoi legati apostolici, aveva concesso a re Ruggero le sacre insegne,
+quasi a testimonianza della conferma data dalla Chiesa alla sua
+signoria; i re, inoltre, si ritenevano eletti, non per concessione del
+papa, ma per grazia di Dio, e difatti rappresentavano nei mosaici delle
+loro chiese Ruggero e Guglielmo nell'atto di venire incoronati da Cristo
+stesso. Era dunque necessario che fossero zelanti nel promuovere il
+risorgimento del cristianesimo nel loro nuovo regno, e tali furono.
+
+Malaterra, storico dei due Ruggeri, così parla del conquistatore della
+Sicilia:
+
+«Allorchè il conte Ruggero vide che per la grazia di Dio, tutta quanta
+la Sicilia faceva omaggio alla sua signoria, non volle mostrarsi ingrato
+a così gran beneficio e cominciò a render grazia a Dio, ad esser giusto,
+a ricercare la verità, a frequentare le chiese, a prendere devotamente
+parte ai sacri uffizi, a concedere alle chiese il decimo de' suoi
+redditi, a soccorrere le vedove, gli orfanelli, i derelitti, e in molti
+luoghi dell'isola innalzò basiliche».
+
+Altre ragioni politiche, in quel tempo di Crociate, si unirono allo
+spirito religioso per indurre i Normanni a favorire gl'interessi della
+Chiesa; una stirpe principesca, salita di recente e soltanto per forza
+di conquista su uno dei più bei troni d'Europa, aveva bisogno dell'aiuto
+del papa e del clero per affermarsi. Senza quest'appoggio, sarebbero
+stati perduti, come avvenne di poi agli Hohenstaufen, i quali, entrati
+in lotta con la Chiesa, cominciarono dal perdere Napoli, poi la Sicilia
+e quindi ogni dominio.
+
+A queste influenze aggiungasi il desiderio naturale in una dinastia
+sorgente di affermare per mezzo di splendidi monumenti la sua
+dominazione, e si capirà facilmente perchè l'architettura ecclesiastica
+in Sicilia abbia preso rapidamente piede. Si voleva superare tutto
+quello che si era fatto, rivestire le chiese per intero d'oro, far cosa
+ancor più bella della basilica di S. Sofia e di quella di Bisanzio, al
+cui imperatore era stato tolto il regno: e Ruggero edificò
+rapidissimamente, in un anno si dice, il duomo di Cefalù, la cattedrale
+di Messina e la cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo dell'arte
+fu altrettanto rapido quanto quello della dominazione stessa dei
+Normanni.
+
+Tutte queste costruzioni furono però superate da Guglielmo II, ultimo
+principe legittimo della stirpe normanna, il quale eresse nel duomo di
+Monreale il più bel monumento alla sua famiglia e contemporaneamente uno
+dei più bei monumenti dell'architettura medioevale. Fu compiuto in sei
+anni, fra il 1170 e il 1176 e la fama della sua magnificenza si propagò
+rapidamente sin nei più lontani paesi. Nel 1182, papa Lucio III innalzò
+Monreale alla dignità di arcivescovado e parlando nella bolla di re
+Guglielmo, così scrisse: «In brevissimo volgere di tempo seppe elevare
+al Signore Iddio un tempio meraviglioso, lo dotò di castella, di
+rendite, di libri, di arredi sacri, riccamente ornati d'oro e di
+argento, vi chiamò buon numero di monaci dalla Cava, li fornì di
+abitazioni e di ogni cosa occorrente, di guisa che non vi fu dai tempi
+più remoti altro re che compisse opera altrettanto grande, la cui sola
+descrizione riempie di stupore».
+
+La chiesa di Monreale ha veramente qualche cosa di singolare; si direbbe
+che ivi, nelle vicinanze dei lidi africani, fra quelle piante aromatiche
+e bizzarre, fra le palme gli agavi, gli aloe, sotto quel luminoso sole
+meridionale, il cristianesimo abbia ricevuto una speciale, quasi
+fantastica impronta.
+
+L'architettura della basilica è un capolavoro dello stile ecclesiastico
+normanno-siculo e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino, latino ed
+arabo. I Normanni, che veniano dall'Occidente, ove predominavano le
+forme romane, trovarono in Sicilia tanto le tradizioni bizantine, quanto
+quelle saracene. L'isola era stata posseduta varî secoli dai Bizantini,
+la lingua usata in Sicilia era greca, greco il loro culto, greci i
+caratteri architettonici delle loro chiese, caratteristiche per la
+pianta quadrata e per l'abbondanza delle cupole. In esse il Santuario
+veniva elevato in forma di triplice ovale, simbolo della Santissima
+Trinità, imperocchè di fianco del coro stavano due cappelle meno
+elevate, di forma emisferica, a sinistra la _protesi_ per la
+preparazione al sacrificio, a destra il _diaconico_, destinato ai
+diaconi ed alle loro letture. Anche i Bizantini solevano ornare di
+mosaici le vòlte, gli archi e le pareti delle loro chiese.
+
+I Normanni accettarono quest'architettura e dai Saraceni presero l'arco
+a sesto acuto e i rabeschi per le pitture murali. Conservarono inoltre
+il tipo della basilica romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a dire
+una navata lunga, divisa da due file di colonne sostenenti il tetto a
+solaio, e collocarono questa navata davanti al santuario, ma invece di
+destinare, come nelle antiche chiese le colonne a sopportare un
+architrave, portarono sopra quelle gli archi a sesto acuto, riunendo in
+una le tre forme architettoniche e dando origine a quel tipo che fu in
+uso in tutta quanta la Sicilia e che a poco a poco si accostò a quello
+gotico, e finì per confondersi con questo.
+
+Si possono consultare utilmente a questo riguardo l'opera di Serra di
+Falco intorno a Monreale ed altre chiese sicule-normanne, quelle di
+Hittorf e di Zanth sull'architettura moderna della Sicilia, e le
+descrizioni di Monreale fatte dal Lelli e dal Del Giudice.
+
+Il duomo misura 372 palmi di lunghezza, 174 di larghezza; il suo
+campanile è alto 154 palmi. Ha bellissime porte di bronzo, sulle quali
+sono scolpiti parecchi archi semispezzati ed ornati di ricchi arabeschi,
+sostenuti da pilastri con mosaici, e sculture nel vano: un'iscrizione
+latina dice che fonditore di esse fu Bonanno da Pisa, lo stesso che
+gittò le porte di bronzo del duomo di quest'ultima città. Gli
+altorilievi, divisi in quarantadue campi, rappresentano le gesta
+dell'antico e del nuovo Testamento, e per valore artistico possono stare
+a fronte dei mosaici bizantini. Le figure sono forse dure, sono un po'
+magre, ma colpiscono pel loro carattere d'ingenuità quasi puerile. Le
+iscrizioni in lingua volgare dell'epoca che accompagnano le figure,
+corrispondono perfettamente all'idioma usato dai poeti siciliani
+contemporanei. Ad un lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di
+bronzo, opera di Barisano da Trani.
+
+Nell'interno il duomo si presenta grandioso, stupendo, ma non con quel
+carattere severo delle antiche cattedrali gotiche, ove l'anima quasi si
+sperde nell'idea dell'infinito, e non ha neppure l'imponenza maestosa
+di S. Pietro, in cui lo splendore del papato s'impone, e nemmeno ha la
+severa maestà delle basiliche bizantine: ivi la grandezza è minore e la
+severità è temperata dalla grazia dell'arte. Gli archi snelli a sesto
+acuto, poggianti sopra nove colonne di granito orientale, dànno belle
+proporzioni alla navata centrale e lasciano penetrare e spaziare lo
+sguardo in quelle laterali. Il pavimento di marmi rari, di vario colore
+e a disegni, lo splendore delle travi dorate, le pitture dei
+compartimenti del solaio, i mosaici e gli arabeschi che cuoprono tutti
+gli archi e le pareti delle tre navate, tanta profusione di sculture e
+d'oro, producono un'impressione indimenticabile. Pel Dio delle terre
+nordiche un tempio così luminoso e così gaio non parrebbe conveniente,
+ma pel Dio del mezzogiorno indubbiamente sì. Entrando in questo tempio
+dalla meravigliosa campagna di Monreale, pare piuttosto di trovarsi in
+un vasto e regale palazzo.
+
+Nella navata centrale i mosaici cominciano sopra il piccolo architrave
+che posa sui capitelli delle colonne. La parete superiore è divisa in
+due parti da una cornice, l'inferiore è ornata di arabeschi che seguono
+la forma degli archi; nei campi intermedi fra questi sono rappresentate,
+su fondo d'oro, scene bibliche. Nella parte superiore si trovano le
+finestre, aperte nel centro degli archi, e gl'intervalli sono tutti
+quanti riempiti di mosaici. Sotto il solaio corre una larga fascia,
+coperta di arabeschi, con spazi circolari di tanto in tanto, nei quali
+stanno mezze figure d'angeli. Ovunque lo sguardo si volge, verso le
+cappelle, le navate, le pareti, ovunque trova mosaici, che rappresentano
+fatti della sacra Scrittura, oppure figure isolate di Dio, di angeli, di
+santi greci o latini; tutto l'antico e novello Testamento contribuì alla
+decorazione di questa meravigliosa chiesa; tutto il ciclo della
+religione mosaica e di quella cristiana venne svolto sulle pareti di
+questo duomo; e concorsero ad arricchirlo perfino le due comunioni
+cristiane in disaccordo, quella dei Greci e quella dei Latini: i santi
+dell'una e i santi dell'altra vi trovarono ospitalità.
+
+Grande è la meraviglia che desta questo fatto, l'aver l'arte potuto
+nello stesso luogo concentrare, radunare e rappresentare tutto quanto il
+sistema e l'ordinamento della religione cristiana. L'arte moderna non è
+più capace di riprodurre, come allora, le varie fasi dello svolgimento
+dello spirito umano; tutti i tentativi recentemente fatti con la pittura
+ad affresco, son riusciti fredde allegorie, incapaci di suscitare veruna
+commozione.
+
+I mosaici, le sculture di Giotto sul campanile di Firenze,
+rappresentanti la storia della civiltà umana, e il poema di Dante, si
+possono considerare come monumenti di quel periodo in cui l'idea
+cristiana si rese padrona dell'arte e la costrinse a farsi riprodurre
+sotto tutte le più svariate forme. Bisogna però ricordare che il ciclo
+di mosaici di Monreale è anteriore di circa un secolo a Dante e a
+Giotto; e quando si pensi che la _Divina Commedia_ non esercitò la sua
+vera e positiva influenza sull'arte che ai tempi di Michelangelo, e non
+indusse fino a quell'epoca i pittori a rappresentare il ciclo epico di
+quella, sembrerà ancor più meraviglioso che fin da allora si potesse
+rappresentare con tanta grandiosa unità nei mosaici di Monreale,
+l'intera storia del cristianesimo.
+
+Non si sa bene a chi si debba attribuire questo pensiero; ma osservando
+in altre chiese di Palermo del periodo normanno la stessa idea,
+quantunque in esse svolta con minori proporzioni nella loro decorazione,
+si può arguire che avesse origine da tradizioni bizantine. Del pari non
+sappiamo chi dirigesse i lavori, ma si sa che furono impiegati tre anni
+nell'esecuzione dei mosaici, e il duca Serra di Falco ha calcolato che
+vi dovettero essere adibiti non meno di cinquanta artefici.
+
+L'idea della ripartizione è la seguente: il ciclo comincia con la
+creazione del mondo ed arriva sino alla lotta di Giacobbe con l'angelo;
+ogni quadro ed ogni soggetto ha il suo fine in Cristo, la cui immagine è
+rappresentata nella tribuna. La navata centrale è riservata all'antico
+Testamento; nel santuario, nelle cappelle e nelle navate laterali è
+tracciata la vita di Cristo e sono rappresentati anche i profeti e i
+patriarchi che annunziarono la sua venuta; infine vi è tutta la storia,
+forse soverchia, dei martiri e dei santi. S. Pietro e S. Paolo, come
+principi della Chiesa, stanno a fianco della cappella di Cristo: S.
+Pietro a destra, seduto sul trono, con la mano sinistra appoggiata ad un
+libro, e con la destra sollevata in atto di dare la benedizione; al
+disopra ed ai lati sono rappresentate le gesta della sua vita. S. Paolo
+si trova a sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata la sua
+decapitazione. In mezzo alla tribuna campeggia il colossale Cristo. Una
+croce greca splende sul suo capo, lunghe ciocche di capelli gli scendono
+sulle spalle ed una barba lunga e folta gli copre il mento. Egli solleva
+la mano destra in atto d'insegnare e con la sinistra tiene un libro:
+un'iscrizione in lingua greca gli dà il nome di _Gesù Cristo
+pantocrate_. Questa figura colossale fa l'impressione di una potenza
+soprannaturale; è di una cupa solennità e, come tutte le immagini di
+Cristo d'origine bizantina, rivela un'espressione tutt'altro che divina;
+come le immagini degli Dei dell'antico Egitto, rivela tradizioni ancora
+pagane. Il tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più lontane da noi
+della stessa antichità pagana; esso rappresenta un'astrazione terribile
+che esclude ogni idea di umanità, d'immaginazione, di vita. Tali
+immagini di Cristo producono in certo modo l'impressione che suscita la
+testa di Medusa. Io non le ho mai potute guardare senza vedervi, quasi
+in uno specchio, riflessa la storia della Chiesa, cioè l'ascetismo
+fanatico, il monachismo, l'odio contro gli ebrei, la persecuzione degli
+eretici, le lotte dogmatiche, la supremazia dei papi. Nessun'altra cosa
+ha mai rappresentato meglio, sotto forma simbolica, la potenza positiva
+e negativa della religione cristiana, e nessuna cosa potrebbe meglio
+spiegare lo sviluppo dell'arte cristiana nel progresso dei tempi, quanto
+il confronto di un Cristo bizantino con le teste del Salvatore di
+Raffaello, o del Tiziano, che esprimono i limiti estremi del modo di
+comprendere e di rappresentare il tipo religioso.
+
+Non parlerò degli altri mosaici, come quello della Vergine col bambino,
+in mezzo alla cappella centrale, e dei fatti della vita di Cristo. In
+genere si osserva nel santuario il predominio del carattere patetico,
+soprannaturale, religioso ed astratto. Nel riprodurre invece i fatti
+dell'antico Testamento, l'arte si fa più umana, assume un carattere meno
+severo, e talvolta anzi quasi ridente; essa, spesso, rappresenta anche
+piante ed animali. Con molti di questi quadri, che sono di un'ingenuità
+primitiva, si entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità. Il
+sacrificio di Isacco, per esempio, è rappresentato con una semplicità
+caratteristica: Isacco è disteso sopra una catasta di legno; Abramo lo
+ha afferrato pel capo e solleva un coltellaccio lungo quanto la metà del
+corpo del ragazzo; dietro a lui stanno due uomini che impugnano nodosi
+bastoni, e al di sotto un cavallo sellato, e in alto un angelo in atto
+di volare. Il disegno è spesso difettoso, specialmente negli animali; i
+dromedari a cui Rebecca porge da bere, sono addirittura grotteschi.
+Nell'insieme però tutti questi mosaici producono una buona impressione,
+per quanto le loro tinte si siano di molto annerite pel fumo, giacchè
+l'11 novembre 1811 lo stupendo tempio di Monreale corse rischio di
+rimanere preda delle fiamme. Un chierichetto aveva collocata una candela
+accesa in un armadio, e il fuoco si era appiccato ad alcune stoffe ivi
+riposte; egli aveva tentato di soffocarlo, chiudendo l'armadio, ed era
+fuggito senza dir nulla, per timore di una punizione. Nel pomeriggio si
+vide uscire un denso fumo dalle porte e dalle finestre della chiesa; il
+popolo si precipitò dentro e trovò il coro in fiamme. Dopo quattr'ore di
+alacre lavoro si riuscì a spegnere il fuoco, ma il danno era stato
+grave; i due organi erano rimasti distrutti, il solaio in gran parte
+rovinato, le travi nella caduta avevano infranto le tombe di Guglielmo I
+e di Guglielmo II, ed i mosaici erano stati in parte devastati. Fin dal
+1816 si diede principio al restauro dei guasti, e fu fortuna che le
+tribune e le navate fossero rimaste illese dalle fiamme.
+
+Le tombe dei due Guglielmi e della loro famiglia, a quell'epoca rimaste
+danneggiate, si trovano oggi nell'ala destra del coro. Guglielmo il Malo
+riposa in un sarcofago di porfido, e presso di questo sono pure sepolti
+i suoi tre figli: Ruggero, duca delle Puglie, morto nel 1164; Enrico
+principe di Capua, morto nel 1179; Guglielmo il Buono, e Margherita loro
+madre. Così, di tutta la stirpe normanna di Sicilia non mancano che
+Ruggero I, Simone e Tancredi. Guglielmo il Buono, che costruì la bella
+chiesa, si vede rappresentato due volte nei mosaici, in uno seduto su
+di un trono, dove Cristo gli pone sul capo la corona, e nell'altro
+assiso sulla cattedra vescovile, in atto di presentare alla Vergine il
+disegno del tempio. Egli riposa ora in un sarcofago di marmo bianco,
+ornato di graziosi arabeschi, su fondoni d'oro. Il monumento gli venne
+innalzato solo nel 1575 dall'arcivescovo Ludovico de Torres, perchè il
+pio re aveva voluto che la sua salma fosse deposta in una semplice fossa
+murata, a fianco dello stupendo sarcofago del padre.
+
+Guglielmo II non si contentò di costruire il duomo, ma volle anche
+erigere al suo fianco uno stupendo monastero, dove chiamò dalla Cava i
+padri Benedettini; e spesso si compiaceva di trattenersi con essi,
+rallegrandosi dei lavori degli edifici grandiosi, che in quell'epoca
+andavano sorgendo in Monreale. Il monastero edificato da re Guglielmo,
+cadde poi in rovina, ma uno nuovo ne venne innalzato sullo stesso luogo,
+veramente splendido, come del resto lo sono in Italia tutti i conventi
+dell'Ordine di S. Benedetto, rassomiglianti più a palagi principeschi
+che a monasteri.
+
+L'antico convento doveva essere assai bello, più bello certo di quello
+di S. Martino. Sorgeva, come si è detto, di fianco al duomo e dominava
+tutta la pianura di Palermo. Guglielmo aveva circondato il convento di
+mura e di torri, delle quali rimangono oggi alcuni avanzi; del resto,
+dell'antico convento poche rovine rimangono, ad eccezione del
+meraviglioso chiostro, ancora ben conservato. Questo è un ampio
+quadrato, circondato da portici; duecentosedici colonnette fantastiche,
+accoppiate a due a due, reggono gli archi a sesto acuto, ricchi di
+ornamenti bizzarri; negli angoli si trovano riunite quattro di queste
+colonnette, ed i loro capitelli sono lavorati con grande cura e
+perfezione. Meraviglioso è l'effetto che produce questa selva di
+colonnette graziose, i cui fusti sono tutti lavorati in modo diverso; ve
+ne sono degli scanalati, degli striati, dei lisci, ed anche a spirale.
+L'arte prese qui la varietà per legge e si abbandonò interamente al suo
+capriccio; tutto vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico. La
+piccolezza delle forme si prestò a questo slancio ardito
+dell'immaginazione. Il porticato del chiostro offre il più grande
+contrasto dei colonnati greci, e difficilmente si possono trovare, negli
+ordini architettonici, due cose più dissimili.
+
+Meritano poi grande attenzione i capitelli di tutte queste colonnette.
+Anche in essi regna la varietà; non v'è un capitello simile ad un altro;
+sembra inoltre che gli scultori abbiano voluto gareggiare con la natura
+nel riprodurre la varietà delle sue forme. Dalle foglie di acanto, che
+disposte in varî modi formano la base dei capitelli, sorgono imagini
+fantastiche, ora di un fiore, ora di un animale, ora di una pianta, ora
+di una figura umana, le quali sembrano rappresentare un piccolo poema.
+In alcuni capitelli si scorgono intiere figure che, a guisa di
+cariatidi, sostengono l'abaco; in altri si vedono imagini bizzarre di
+leoni, di cavalli, di delfini, di geni alati, di arpie, di dragoni, di
+grifoni, di esseri fantastici, che balzano fuori dai fiori, e sostengono
+la tavola che forma l'estremità superiore del capitello. Molti di questi
+rappresentano fatti dell'antico e del nuovo Testamento; se per il
+disegno non sempre sono pregevoli, meritano purtuttavia l'attenzione per
+la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra uno dei capitelli si
+scorge, come sopra un mosaico di cui abbiamo parlato, re Guglielmo che
+presenta alla Vergine il disegno del duomo, e in un altro i re Magi che
+offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono poi lotte di guerrieri, che muovono
+gli uni contro gli altri armati, e scene del tiro all'arco, esercizio
+molto gradito ai Normanni e in genere a tutti i popoli del Nord. Vi si
+vedono dunque riuniti argomenti sacri e profani, biblici e scientifici.
+Come spesso nella natura umana si trovano a contatto il serio e il
+giocoso, così in Monreale si trova ad ogni passo il contrasto del
+sublime e dell'umile; la qual cosa è caratteristica dell'architettura
+gotica, molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione delle idee
+che le diedero vita, perchè maggiormente è rivolta a riprodurre sotto i
+suoi varî aspetti la natura.
+
+Il chiostro di Monreale è uno dei migliori monumenti di quei primi tempi
+del medioevo, in cui lo spirito umano nell'architettura, nella scultura
+e nella poesia cominciava a prodursi con infinite varietà di forme. E
+poichè tutti i rami di civiltà sono uniti gli uni con gli altri, si può
+dire che nella poesia i sonetti, le canzoni, le terzine, i madrigali,
+corrispondessero ai mosaici, agli arabeschi, agli ornati architettonici,
+alle sculture di quell'epoca di risorgimento delle arti e delle lettere.
+Come meglio si comprende il senso intimo delle tragedie di Eschilo, dopo
+aver contemplato i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così meglio si
+comprendono e si apprezzano i poemi di Dante e di Wolfram di Eschenbach,
+dopo aver visitato le cattedrali d'Italia e i monasteri della Germania.
+
+ *
+ * *
+
+Il duomo di Palermo era, anche prima della venuta dei Saraceni, la
+chiesa principale della città e della arcidiocesi; esso era dedicato a
+Maria Assunta in cielo. Gli Arabi lo avevano ridotto a moschea, i
+Normanni lo restituirono al culto cristiano, togliendovi tutto quanto
+sapeva di Saraceno. È rimasta solo sopra una colonna del portico
+un'iscrizione araba tolta dal Corano, la quale così si può tradurre: «Il
+nostro Dio ha creato il giorno, al quale segue la notte, e la luna e le
+stelle si muovono secondo i suoi cenni. Non è sua la creatura, non è sua
+la signoria? Sia lodato Dio, il Signore dei secoli».
+
+L'antica chiesa fu eretta dall'arcivescovo Gualtiero di Offamil, parente
+di Ruggero, dal 1170 al 1194, secondo lo stile gotico, che il duomo ha
+ancora conservato, nonostante le molte ed infelici mutazioni a cui andò
+soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò che la cappella di S. Maria
+Incoronata, nella quale furono incoronati Ruggero e tutti i suoi
+successori, come accenna l'iscrizione _hic regi corona datur_. Nel 1781
+il duomo fu restaurato, o per dir meglio fu deturpato, per opera
+dell'architetto napoletano Ferdinando Fuga, il quale eresse una barocca
+cupola e fece molti altri lavori che ne alterarono completamente
+l'antico stile. Però, nonostante questi non felici restauri, il duomo di
+Palermo produce ancora una grande impressione, perchè riunisce in sè la
+semplicità dell'architettura gotica, e la grazia degli archi e degli
+arabeschi saraceni, e non v'è altro edificio a Palermo che mostri con
+tanta evidenza i contrasti di cui è ricca la storia dell'isola.
+
+Il duomo sorge libero, su una piazza di discreta ampiezza, circondata da
+una balaustra con barocche statue. In mezzo, sopra un piedistallo
+triangolare s'innalza la statua di S. Rosalia, protettrice della città;
+questa santa è per i Palermitani quello che per i Napoletani è S.
+Gennaro.
+
+Ai quattro angoli del duomo si levano quattro torri e sopra le navate
+laterali delle piccole cupole. L'antico campanile quadrato, per fortuna,
+non fu restaurato; secondo l'uso toscano sorge accanto alla chiesa ed è
+a questa unito per mezzo di archi. La tribuna, di forma semicircolare, è
+ornata con arabeschi in nero. Sulle pareti esteriori, nelle porte, nelle
+finestre, nelle fasce, nelle cornici si vedono graziose sculture dalle
+forme fantastiche di colonne e di merli. Sulle porte sta il maggiore
+ornamento; soprattutto sono da ammirarsi i ricchi arabeschi della porta
+maggiore e lo stile della porta laterale. Il portico, del 1430, è
+formato da tre archi a sesto acuto, i quali riposano sopra quattro
+colonne. Sulle pareti interne dell'altro si vedono due sculture moderne,
+rappresentanti l'incoronazione di Carlo III e di Vittorio Amedeo di
+Sardegna, che fu per pochi anni re di Sicilia.
+
+L'interno della chiesa, interamente rimodernata, appare semplice e di
+piacevole aspetto; ha tre navate a forma di croce latina, con archi a
+sesto tondo, sostenuti da pilastri. Le cappelle e gli altari sono
+sopraccarichi di ornati di gusto assai barocco. V'abbondano il marmo e
+il porfido, ma non vi sono sculture, nè pitture di pregio, eccezione
+fatta di due acquasantiere di marmo, una delle quali appartiene alla
+scuola di Antonio Gagini, discepolo di Michelangelo ed uno dei migliori
+scultori della Sicilia. Nel duomo ci sono pure molte opere di questo
+chiaro artista, mirabili sopratutto alcuni monumenti sepolcrali nella
+cripta sotterranea, edificata al tempo dei Normanni e conservante tutto
+il suo antico carattere di basilica ad archi a sesto acuto sostenuti da
+gigantesche colonne di granito. Lungo le pareti si allineano le tombe
+degli arcivescovi di Palermo, consistenti per la maggior parte in
+sarcofaghi di mediocre lavoro romano. L'aspetto semplice e severo di
+questo edificio produce una profonda impressione.
+
+La cosa però più pregevole del duomo sono le tombe dei re della stirpe
+normanna, e di quella degli Hohenstaufen: monumenti non solo della
+storia siciliana, ma anche di quella tedesca. Queste tombe sono
+collocate in una cappella della navata di destra; sono dei sarcofaghi di
+puro e severo stile, di porfido rosso cupo o di marmo. Non ho visto mai
+nessuna tomba dei tempi cristiani che abbia un carattere così semplice e
+severo come queste, e che sembri come queste fatta per durare
+eternamente. Gli stessi due sarcofaghi di porfido del tempo di
+Costantino, che si ammirano in Vaticano, non producono un'eguale
+impressione, perchè i loro bassorilievi distraggono alquanto
+l'attenzione. Tombe di una così grandiosa semplicità e di una maestà
+così severa potrebbero servire anche per i re dei Nibelungi. In esse si
+riconosce l'impronta grandiosa del secolo XIII. Attestano che in
+quell'epoca i Siciliani avevano conservata l'arte di lavorare il
+porfido, arte che nel resto della penisola era andata perduta e non fu
+ritrovata, narra il Vasari, che alla metà del secolo XVI da Francesco
+del Todda.
+
+In queste tombe sono sepolti il gran re Ruggero, Costanza sua figlia, il
+marito di lei Arrigo VI, Federico II, il principe più geniale che abbia
+avuto la Germania, e la sua prima moglie Costanza d'Aragona.
+
+La tomba di Federico è quella che più colpisce la nostra attenzione.
+Egli morì a Firenzuola, presso Luceria, nelle Puglie, il 13 dicembre
+1250, in età di soli cinquantasei anni; e la sua salma fu trasportata in
+Sicilia da sei squadroni di cavalleria e dalle guardie saracene, e venne
+deposta nella stessa chiesa dove aveva da ragazzo ricevuta la corona e
+dove aveva fatto incoronare suo figlio Manfredi. Questi aveva incaricato
+Arnolfo di Lapo, discepolo dell'illustre Nicola Pisano, d'innalzare uno
+stupendo monumento all'imperatore suo padre, che però non fu eseguito.
+Non si sa bene chi sia stato l'autore del monumento attuale, se un
+Toscano od un Siciliano. Il sarcofago, col coperchio ornato di aquile e
+di grifoni, posa sopra quattro leoni, i quali tengono fra le loro zanne
+degli schiavi; al di sopra si erige un tempietto, sostenuto da colonne.
+
+Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando di Acunta si arrischiò ad aprire
+quelle tombe: alla presenza degli arcivescovi di Palermo e di Messina e
+del Senato Palermitano, fece scoperchiare i sarcofaghi di Arrigo VI e di
+Costanza di Aragona, e, solo per la disapprovazione manifesta di tutti
+gli astanti, si trattenne dall'aprire anche le altre tombe. Quando nel
+1781 il duomo fu restaurato, le tombe che si trovavano in una cappella
+di fianco al coro, vennero trasportate dove ora si vedono, e in quella
+occasione vennero tutte aperte. Il principe di Torremuzza, che si trovò
+presente, l'11 agosto, alla loro apertura, narra nella sua vita: «I
+cadaveri di Ruggero I, di Arrigo VI e di Costanza si trovarono quasi
+completamente distrutti e nulla di notevole si potè osservare nei loro
+ornamenti; invece, le salme di Federico II e di Costanza II, suscitarono
+grande ammirazione per la ricchezza dei loro abbigliamenti e per la
+qualità delle gemme che insieme con i due principi erano state sepolte.
+Sulla corona di Arrigo VI e sulla camicia che Federico II portava sotto
+le altre sue vesti, si trovarono ricamati parecchi caratteri arabi, che
+furono esattamente ricopiati e spediti, per mio suggerimento, al
+professore Tichsen, in Butzow, per averne la traduzione».
+
+Le parole del principe non concordano esattamente con la notizia
+pubblicata dallo storiografo napoletano Daniele, intitolata: _I sepolcri
+del duomo di Palermo illustrati_. Secondo questa, il cadavere di
+Federico II si sarebbe trovato rivestito di magnifici abiti, quantunque
+con poco decoro si fossero collocati nella stessa tomba due altri
+cadaveri, uno dei quali fu ritenuto per Pietro II di Aragona, morto nel
+1342. La corona dell'imperatore, ornata di perle, posava sopra un
+guanciale di cuoio, ed a sinistra del suo capo stava lo scettro. Portava
+in dito un anello con uno smeraldo; al suo fianco stava la spada; aveva
+attorno al corpo una cintura di seta, con fibbie d'argento; era calzato
+con stivali di seta, ricamati a colori, ed aveva speroni d'oro.
+
+Disgraziatamente, di questo gran principe non ci è pervenuto nessun
+ritratto autentico; non possediamo che quelli delle sue monete, e
+quello, scolpito in un anello, che lo storico Daniele fece incidere con
+l'aiuto di una maschera in gesso di Federico. Gli abitanti di Capua
+avevano eretto sul ponte del Volturno una statua all'imperatore Federico
+e a' suoi due consiglieri, Taddeo di Sessa e Pier della Vigna; oggi
+rimane solo la statua dell'imperatore ed in assai cattivo stato, perchè,
+secondo quanto narra Raumer, una soldatesca sfrenata le ruppe le braccia
+e i piedi e ne buttò a terra la testa. Prima che la statua fosse così
+mutilata, Daniele aveva preso l'impronta della fisonomia e con questa
+aveva inciso l'anello.
+
+Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco davanti alla tomba di questo
+grande imperatore, sepolto in terra straniera!
+
+La tomba suscita molti pensieri, e nessuno certo vi si può accostare
+senza sentirsi commosso.
+
+Altri principi proiettano sul mondo ancora dopo molti secoli un'ombra
+cupa; questi invece getta tuttora sull'Italia e sulla Germania un raggio
+di vivida luce. Un grande impulso partì da lui, impulso che si andò poi
+allargando e che fece sentire per molti secoli la sua influenza,
+quantunque sembri che nella lotta Federico sia stato vinto. Egli fu il
+primo ad indebolire il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua morte
+non rimase senza frutto. Federico fu un precursore della Riforma; egli
+prese a propugnare i diritti dell'umanità, della civiltà e della
+ragione, contrastati dalle barbarie feudali e sacerdotali del medioevo.
+Egli dette a' suoi popoli leggi piene di saviezza e di umanità, come mai
+prima di lui erano state concesse; fu il primo a render ragione al
+popolo nel diritto di essere rappresentato, chiamando il terzo stato a
+sedere a parlamento; favorì le scienze, in cui era dotto e per le quali
+nutriva profondo affetto; amò in sommo grado la poesia e si studiò di
+farla risorgere in Italia. Federico II fu insomma uno dei più grandi
+fautori della civiltà, della quale gettò semi che dovevano poi
+germogliare nel corso dei secoli.
+
+Ora voglio descrivere altre chiese di Palermo, pure dell'epoca normanna;
+alcune fra le più antiche sono molto graziose, come, per esempio, quella
+della Martorana, detta anche S. Maria dell'Ammiraglio. Questa venne
+costruita nel 1143 dal grande ammiraglio Giorgio, in uno stile
+antichissimo e puro. A fianco della chiesa sorge un campanile di
+carattere arabo-normanno, ornato di piccole colonne. Si entra nella
+chiesa per un portico, e subito produce grande impressione la
+magnificenza dei mosaici, assai simili a quelli della cappella palatina.
+Il coro ha otto colonne di granito con capitelli dorati che sopportano
+gli archi. Questi, la cupola, le pareti sino a mezza altezza, sono
+rivestiti interamente di mosaici su fondo d'oro; il pavimento è formato
+di marmi rari e di porfido; molte sono in questa chiesa le iscrizioni
+arabe sopra alcune colonnette.
+
+Fra i quadri a mosaico, due meritano una speciale attenzione; in uno si
+vede il grande ammiraglio inginocchiato ai piedi della Madonna, e sopra
+di lui sta scritto in greco: «_Preghiera di tuo servo Giorgio
+Ammiraglio_». La Vergine, modestamente vestita, tiene in mano un foglio
+arrotolato; in alto sta un Cristo con lo scettro. Sul rotolo si legge la
+seguente iscrizione: «_Proteggi e libera da ogni male Giorgio, primo fra
+tutti i principi, il quale mi abbia costruito questo tempio dalle
+fondamenta, e concedi a lui il perdono dei suoi peccati, chè tu solo,
+come Dio, lo puoi_». Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta
+re Ruggero incoronato da Cristo. Il re ha una bella testa, con i capelli
+lunghi che gli scendono sulle spalle e con la barba a pizzo; porta un
+abito lungo di colore turchino, con sopra una tunica del medesimo
+colore, ricamata d'oro, e sulle spalle una fascia pure d'oro, che, dopo
+essersi incrociata sul petto, gli ricade sotto il braccio sinistro.
+
+In capo tiene la corona, o meglio un berretto quadrato, ed ai piedi le
+scarpe color di rosa. A questa maniera fu trovato vestito Federico II,
+quando fu aperta la sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI e
+Guglielmo I. Marso sostiene che questi abiti regali fossero insegne
+della podestà sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa Lucio II per dare
+maggiore consacrazione alla sua nuova signoria. Infatti, come narra
+Ottone da Frisinga, egli ottenne lo scettro, l'anello, la dalmatica e i
+sandali.
+
+Disgraziatamente i mosaici della tribuna furono distrutti quando si
+fecero i restauri alla chiesa, nel secolo XVI, e la tribuna stessa fu
+trasformata in stile barocco. Oltre il pregio artistico, la chiesa della
+Martorana ha pure quello storico, poichè essa fu, dopo il Vespro, sede
+del Parlamento che elesse re Pietro di Aragona.
+
+La piccola chiesa di S. Giovanni degli Eremiti è più antica, essendo
+stata edificata da re Ruggero nel 1132. Ha quattro cupole di stile
+prettamente arabo, nell'interno è piccola, ed essendo abbandonata da
+lungo tempo, non presenta che nude pareti. Vicino alla chiesa si vedono
+le rovine di un piccolo chiostro, di stile arabo-normanno,
+graziosissimo.
+
+La terza chiesa dei primi tempi normanni è S. Cataldo, di carattere
+greco, con tre cupole emisferiche sostenute da archi a sesto acuto. Essa
+è di forma quasi quadrata, e si dice che sia stata eretta
+dall'ammiraglio Maione.
+
+Di altre chiese normanne, come quella di S. Giacomo la Magara e di S.
+Pietro la Bagnara, non rimangono quasi più traccie; altre furono in
+tempi più recenti dagli Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli
+Hohenstaufen non costruirono chiese in Sicilia. Sembra invece che
+l'architettura religiosa sia tornata a fiorire al tempo degli Aragonesi,
+e ne fanno prova S. Agostino e S. Francesco; di quest'ultima non si
+conosce l'anno preciso della fondazione. La sua porta maggiore è ornata
+di colonne che sembrano di origine araba, e che debbono aver appartenuto
+prima ad una moschea, poichè sopra una di esse si legge ancora la
+seguente iscrizione maomettana in caratteri cufici: «Nel nome di Dio
+misericordioso, misericordia. Non vi è altro Dio che Dio, e Maometto è
+il suo profeta».
+
+Bella e pittoresca è la facciata della piccola chiesa di S. Maria della
+Catena, che risale al secolo XVI; il suo portico a tre archi, sostenuto
+ognuno da due colonne, è molto bello, e sopra di esso corre una fascia
+con arabeschi graziosissimi. Anche S. Maria Nuova possiede un simile
+portico. Potrei descrivere molte altre belle chiese, come quella
+dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe in altri tempi, nei quali
+l'architettura non ebbe più un carattere deciso, poichè col secolo XV
+l'arco normanno andò in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo,
+sostenuto da gravi pilastri. Il mosaico artistico è scomparso, le pareti
+non sono più che sovraccariche di marmi di vario colore, disposti senza
+gusto: l'unico capolavoro di pittura di cui Palermo potesse essere
+orgogliosa, lo Spasimo di Raffaello, che si trovava in S. Maria dello
+Spasimo, è ora il principale ornamento del museo di Madrid.
+
+
+
+
+ SIRACUSA
+
+ (1855)
+
+
+
+
+ Siracusa.
+
+ (1855).
+
+Il meraviglioso paesaggio siracusano mi apparve, la prima volta, mentre
+il sole volgeva al tramonto, illuminando il mar Ionio e la ricurva
+costiera fino ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde che sono quasi un
+segreto e un prodigio del cielo siciliano.
+
+Nessuna parola varrebbe ad esprimere le sensazioni che quella vista mi
+produsse io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi fu di molto
+superiore a quella che avevo provata sulla cima dell'Etna, di dove si
+scorgono tutta quanta l'isola, i tre mari che la recingono e, più
+lontano, le coste del continente italiano. La storia parla all'anima più
+che gli spettacoli della natura e l'uomo non vive che di _memorie_.
+Giunsi a Lentini (Leonzio), patria del sofista Gorgia, seguendo la via
+di Catania e passando dinanzi alla deserta penisola di Magnisi--l'antica
+Tapso--e per il porto Trogilo.
+
+Tra queste località s'innalza, per sessantacinque metri circa sul
+livello del mare, un vasto altipiano, dalla forma triangolare, e col
+vertice segnato dalla vetta del monte Eurialo. Su questo altipiano
+sorgeva l'antica Siracusa che si prolungava fino all'isola di Ortigia,
+congiungendo questa alla terra ferma per mezzo di una diga.
+
+Oggi dal sommo dell'altipiano si vede l'isola con la povera Siracusa
+moderna, ai lati di essa i due stupendi porti e a tergo il capo
+Plemmirio: paesaggio classicamente severo, paragonabile soltanto alla
+campagna romana. Verso terra si aggruppano neri ed imponenti i monti
+d'Ibla ed ai loro piedi il mar Ionio, solcato una volta da vittoriose
+moltitudini di galee, s'inargenta di spume. Da tutti questi luoghi
+deserti e sassosi, dalle pianure ove crescono magri oliveti, dai ruderi
+da cui sbucano a frotte gli uccelli di rapina, dovunque si volga lo
+sguardo, sorgono in folla le memorie di tempi trascorsi, di generazioni
+distrutte, di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti storici.
+Dalla parte opposta appare il capo Plemmirio, anch'esso arido e pietroso
+e l'isola di Ortigia che formano i due bracci di quel porto che i
+Siracusani avevano sbarrato a Nicia con navi e con catene; in fondo
+l'Anapo scorre fra i suoi papiri; qualche capanna di pescatore
+biancheggia su quella solitudine e niente più della maravigliosa corona
+di giardini e di ville che anticamente facevano superba la contrada.
+
+Proseguii la strada deserta verso l'isola, osservando i numerosi
+sepolcri scavati nelle rocce ed i bizzarri accidenti di cave
+abbandonate. Vicino al piccolo porto si cominciano a vedere alcuni
+giardini e parecchie vigne, le quali forniscono il rinomato vino di
+Siracusa che una volta procurava molta ebbrezza a Gelone, a Yerone ed a
+Pindaro. Dinanzi all'isola s'innalza una colonna bellissima, unico
+avanzo di quella città ricca di industrie e popolata di un milione di
+abitanti.
+
+Cercherò di dare un'idea approssimativa dell'antica città della Magna
+Grecia, descrivendola sul luogo. Essa era composta di cinque città;
+Cicerone non ne annoverò che quattro, poichè non tenne conto di quella
+parte superiore di Epipola, la quale non constava che di castella e di
+fortificazioni. Le cinque città erano pertanto: Ortigia (isola),
+Achradina, Neapoli, Tycha ed Epipola. Le ricerche di Fazello, di
+Cluverio e di Mirabella e quelle più recenti di Serra di Falco,
+permettono di assegnare a ciascuna città la propria località di un tempo
+e di precisare a quali edifici debbano riferirsi le rovine che ancora
+esistono.
+
+
+ I.
+
+ Ortigia.
+
+L'isola di Ortigia ha, anch'essa, la forma di un triangolo, col vertice
+in direzione del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita tutta la
+moderna Siracusa e le fortificazioni la cingono di alte muraglie. Essa
+era la parte più vecchia della città ed anche la più importante per le
+sue tradizioni favolose. Artemio vi dimorò molto tempo e fu denominata
+Artigia, nome appartenente pure all'isola di Delo. Fu da prima abitata
+dai Sicani; quindi i Corinzi, sotto la guida di Archia, la conquistarono
+e edificarono Siracusa.
+
+In Ortigia si trovano i monumenti sacri più antichi di Siracusa, fra i
+quali notevolissimi i templi di Giunone, di Diana e di Minerva. L'isola
+era validamente fortificata già sotto il primo Dionigi, che costruì
+sull'istmo un muro con torri e con un castello, nel punto ove prima
+sorgeva lo stupendo palazzo di Yerone. Da Dionigi furono pure innalzate
+le fortificazioni dell'isola e la darsena del piccolo porto, che dopo di
+lui ebbe nome di Porto Marmoreo. Ortigia in seguito subì parecchie e
+notevoli vicende: Timoleone atterrò la rocca edificata da Dionigi e vi
+costruì i tribunali; ivi egli stesso fu sepolto e presso la sua tomba fu
+edificato il Timoleonzio, ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando
+però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo sorgeva di nuovo una
+fortezza.
+
+Dell'antica Ortigia poche rovine oggi rimangono. La città moderna occupa
+tutta quanta l'isola. Essa fu, per le sue opere di difesa, compiute nei
+tempi bizantini e sotto i regni di Carlo V e di Carlo III di Borbone,
+una delle fortezze più possenti del regno delle Due Sicilie. Al vertice
+del triangolo s'innalza la torre del greco Giorgio Maniace, generale
+dell'imperatore Costantino Paflagonio, il quale, avendo tolto sul
+principio del secolo XI ai Saraceni Siracusa, edificò la fortezza. Sulla
+porta di questa collocò i due famosi arieti di bronzo, fusi al tempo di
+Diocleziano e più tardi trasportati a Palermo, nel palazzo reale, dove
+ancor oggi uno si trova, essendo stato l'altro consumato in un incendio.
+
+Vicino a questa fortezza sgorga la famosa fonte d'Aretusa, che ha
+origine in due antiche grotte a vòlta. Visitando queste sacre fonti, si
+rimane fortemente impressionati nel vedere la quantità di mendicanti che
+ivi domandano l'elemosina, e la turba di donne seminude che vi guazzano
+dentro, in modo schifoso, offrendo l'acqua ai forestieri, vera parodia
+delle ninfe che un dì si tuffavano in quelle onde. Nel punto dove la
+fonte sbocca dalla grotta, tempo addietro fu costruito un semicircolo in
+muratura, nel centro del quale sorge un piedistallo che aspetta ancora
+la statua della ninfa. Mi fu mostrato non molto distante da terra
+l'_Occhio della Zilica_, una polla d'acqua dolce che sorge nel mare nel
+punto dove, secondo la leggenda, Alfeo raggiunse la ninfa fuggiasca.
+
+La più bella rovina, non solo di Ortigia, ma di tutta l'antica Siracusa,
+è il tempio di Minerva, salvatosi da completa distruzione pel fatto che
+fu ridotto a tempio cristiano. Se ne ammirano ancora le ventidue colonne
+del peristilio; tredici a settentrione, e nove a mezzogiorno, quantunque
+miseramente rinchiuse nelle pareti della chiesa. Sono stupende colonne
+doriche, con magnifici capitelli di otto palmi di diametro e trentadue
+di altezza. La forma del tempio era quella di un _hexastylos
+peripteros_, con trentasei colonne, lungo duecento diciotto palmi e
+largo ottantasei e mezzo. Dalla leggenda narrata da Diodoro, che i
+Geomori di Siracusa confiscarono i beni dell'appaltatore della
+costruzione, Agatocle, per essersi costruita una casa con materiali
+destinati al pubblico edificio, si può dedurre che il tempio di Minerva
+risalga all'epoca in cui i Geomori non erano stati scacciati dai plebei.
+Cicerone nelle sue _Verrinae_ fa una bella descrizione del tempio,
+affermando che era il più bello che avesse mai visto. Bella e sontuosa
+era la sua decorazione, in cui abbondavano preziose sculture d'oro e
+d'avorio; nell'interno, sulle pareti, erano scolpite le guerre di re
+Agatocle contro i Cartaginesi ed i ritratti di ventisette re di Sicilia
+disposti come i ritratti dei Papi in S. Paolo fuori delle mura, a Roma.
+In cima al frontone del tempio, secondo quanto narra Ateneo, sorgeva una
+statua d'oro di Minerva, la quale, pel suo grande splendore, si scorgeva
+dal mare a grande distanza. I naviganti che salpavano dal porto di
+Siracusa toglievano dall'altare di Giove Olimpico un vaso di carbone
+acceso e lo tenevano in mano finchè potevano vedere la statua di
+Minerva. Marcello risparmiò il tempio, le sue statue e i suoi tesori;
+Verre, invece, rubò tutto quanto vi era di valore, e non ebbe nessun
+rispetto per l'opera d'arte.
+
+Del tempio di Diana, in Ortigia, si sono scoperti alcuni avanzi, due
+colonne doriche con sedici scannellature, oggi visibili nella corte di
+una casa Santoro.
+
+Questi sono gli unici avanzi dell'antica città insulare; di tutti i suoi
+splendidi edifici nulla più rimane; la città presenta oggi un aspetto
+melanconico e triste ancor più di Girgenti. Le sue strade, strette,
+sudicie rivelano ad ogni passo la miseria; nessun altro paese mi ha
+fatto tanta e così triste impressione. I due bei porti, una volta così
+attivi, sono morti come la città e i campi sassosi di Achradina, e le
+onde si frangono mestamente sulla spiaggia deserta e silenziosa. Per
+avere un'idea precisa della tristezza del passato, bisogna contemplare
+quel panorama da dove sgorga la fonte d'Aretusa, in una notte serena.
+Ivi la notte mi parve più mesta e più fantastica che fra le ruine del
+palazzo dei Cesari dell'antica Roma. Io provai una vera nostalgia per
+l'antica Grecia, patria di ogni eletto ingegno.
+
+Nella notte, presso il porto più grande, splendono alcuni fanali fra gli
+alberi dell'unica passeggiata dei moderni Siracusani, ove s'inalzano due
+meschine statue di Yerone, e di Archimede. Per questa passeggiata
+passano lentamente i Siracusani, poveri, melanconici, senza cultura,
+senz'arti, senza industria, ridotti alla misera vita di abitatori di una
+povera terra sotto l'esecrato dispotismo di Napoli. Non ricordo di aver
+veduto una bella fisonomia in tutta la città; solo lo sguardo di una
+signora che mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi richiamò ai
+tempi di Aristippo e della siciliana Laide.
+
+Contemplando il bel porto deserto, in cui erano ancorati soltanto due
+piccoli legni mercantili turchi, mi tornarono alla memoria le parole di
+Cicerone: _Nihil pulchrius quam Syracusanorum portus, et moenia videre
+potuisse_. Infatti, l'attività commerciale dell'antica Siracusa non fu
+inferiore a quella di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli.
+
+Quanta mestizia si prova anche visitando il museo! Ivi sono radunati
+tutti gli avanzi dei capolavori dell'arte antica di Siracusa,
+ammonticchiati in una povera stanza, quasi fossero rottami di nessun
+valore. Tra questi scorsi la famosa Venere Siracusana, priva della testa
+e mutilata del braccio destro, rappresentata nell'atto di uscire dal
+bagno, mentre con la mano sinistra raduna il drappo attorno al corpo e
+tiene la destra ripiegata sul seno. Fra le varie statue più famose della
+Dea dell'amore, quella di Milo, di Capua, del Campidoglio, di Firenze,
+la Venere di Siracusa si distingue più che per la grazia, per il pieno
+sviluppo della bellezza femminile. La sua posa non ha quella grazia che
+mostrano la Venere di Firenze e quella di Roma; essa riposa quieta nella
+coscienza della sua sensualità divina. Non si comprende come la statua
+stupenda abbia potuto sfuggire allo sguardo rapace di Verre. Essa fu
+scoperta dal cavaliere Landolina in un giardino della famiglia Bonavia,
+a Siracusa, nel 1804, e diede occasione alla fondazione di questo museo,
+pel quale molto lavorarono fin dal 1809 lo stesso cavaliere Landolina,
+degno emulo del Mirabello, ed il vescovo Filippo Maria Trigona. La
+Sicilia non possiede un museo nazionale, e se si riunissero le
+collezioni di Noto, di Girgenti, di Siracusa, del museo Biscari di
+Catania e di quello di Palermo, si potrebbe formare una collezione
+nazionale che, specialmente per le monete, difficilmente potrebbe avere
+l'eguale.
+
+
+ II.
+
+ Achradina.
+
+La seconda e la più bella parte di Siracusa era Achradina, sita presso
+Ortigia; vi si accedeva dall'isola, passando sulla diga che portava pure
+allo stupendo faro. Achradina si estendeva lungo la costa di levante,
+poichè a settentrione il suo territorio confinava col mare, a ponente
+con Tycha e con Neapoli e a mezzogiorno con l'isola e con i due porti.
+Da ogni parte era cinta da mura che dovevano, in verità, essere molto
+resistenti perchè Marcello, dopo essersi reso padrone di Tycha, di
+Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina una grande resistenza, e forse
+senza il tradimento dello spagnuolo Merico, che cedette per denaro
+l'isola ai Romani, rendendo inutile la difesa di Achradina, mai sarebbe
+riuscito ad impadronirsene. Verso il mare era protetta da quelle mura
+nelle quali Archimede aveva fatto delle feritoie per poter far
+funzionare le sue meravigliose macchine.
+
+Cicerone, in una delle sue opere, così scrive: «La seconda città di
+Siracusa ha nome Achradina; in essa si trovano il faro principale,
+bellissimi portici, una vasta curva, ed un tempio magnifico dedicato a
+Giove Olimpico; gli altri quartieri della città sono occupati da
+un'ampia via maestra, in senso longitudinale, da varie strade
+trasversali e da private abitazioni».
+
+In Achradina oggi si trovano le più vaste rovine di Siracusa; è un
+altipiano di roccia calcarea, di tinta nera, in cui si scorgono traccie
+di numerose strade, vestigia di passaggio di carri, sepolcri, ponti di
+pietra, fondamenta di case e piazze.
+
+Per andare dall'isola ad Achradina vi sono due vie: si può passare per i
+tre ponti levatoi delle fortificazioni che tagliano l'istmo, ovvero per
+mare, imbarcandosi nel piccolo porto e scendendo a terra al disotto del
+convento dei Cappuccini.
+
+Al di là dell'argine si trova la fonte degli Ingegneri, presso la quale
+sorge quella colonna isolata, unico segno dell'antica città, di cui già
+parlai. La colonna ha una base attica, è senza scannellature; non si può
+quindi dire dorica; Serra di Falco sostiene che abbia appartenuto al
+tempio di Giove, che Yerone II fece costruire nel fòro; ma questa
+ipotesi è assai dubbia per le dimensioni piuttosto piccole che essa
+presenta. Si sa invece con certezza che il fòro si trovava in quella
+località, poichè nessun'altra ve ne era adatta a servire alle due città
+di Ortigia e di Achradina. Nel fòro si entrava per una porta a cinque
+archi, ed esso era tutto contornato da portici; e vi si trovavano il
+pritaneo, la curia, della quale non rimane nessuna traccia, e anche la
+così detta _Casa dei sessanta letti_, avanzo di un antico edificio, che
+viene senza fondamento ritenuto come rudero del palazzo di Agatocle.
+
+In mezzo ad Achradina, sul punto culminante dell'altipiano, si trovano
+le famose latomie o cave di pietra, che oggi portano il nome dei
+Cappuccini, avendole quei monaci ridotte a giardini per adornare il loro
+solitario convento che sorge all'ingresso di quelle. All'intorno si
+estende la pianura deserta e morta di Achradina, e sembra quasi che la
+natura colpita dallo sguardo di Gorgona, sia stata convertita ad un
+tratto in pietra.
+
+La campagna di Roma è bella, con la sua lussureggiante vegetazione, con
+le sue graziose colline, con i suoi sepolcri e con le sue torri
+solitarie circondate da edera e non si potrebbe trovare teatro più
+adatto per i grandi fatti della storia antica. Qui invece tutto ha
+l'aspetto di decadenza, di abbandono, e per quella pianura sassosa non
+si vedono aggirarsi che i solitarii cappuccini. Avendo molto sentito
+parlare di queste latomie, credevo che mi avessero fatto molta
+impressione, non mai che mi commovessero come mi hanno commosso. Un
+monaco mi aprì la porta, e mi trovai in un ampio recinto, scavato nella
+viva roccia.
+
+Vi erano stanze della grandezza di una piccola piazza, con pareti
+tagliate a picco, dell'altezza di 26 metri, alcune di una tinta
+giallognola propria delle rovine greche, altre rossicce. L'edera le
+copriva in gran parte, arrampicata in cerca del sole e della luce, e
+ricadente in graziosi festoni. Il piano era tutto smaltato di fiori, e
+qua e là, nelle fessure della roccia, crescevano allori, oleandri e
+pini. Queste latomie un tempo erano coperte; poi le intemperie ne
+ruinarono il tetto, ed i massi giacciono oggi ammonticchiati, formando
+gole, valli, così da dare l'imagine di una catena di monti in
+miniatura. Gli spazi di terreno esposti alla luce furono dai cappuccini
+ridotti ad orti e a giardini, che sono tutto l'opposto degli orti
+pensili di Semiramide, perchè si trovano alla profondità di venti ed
+anche venticinque metri sotto il livello del suolo; in queste cavità
+vegetano stupende piante di aranci, di melagrani, viti, cipressi, mirti
+e vi si vedono anche erbaggi e legumi, che i monaci coltivano per la
+loro parca mensa. Nell'osservare queste latomie si dimentica che esse
+furono orribili prigioni e che dopo la sconfitta toccata a Nicia e a
+Demostene, vi furono rinchiusi gli Ateniesi. Molti di questi morirono di
+febbre, per lo scarso nutrimento, altri invece si salvarono in grazia
+dei versi di Euripide. Potevano contenere ben seimila uomini; nessuna
+prigione presentava certo peggiori difficoltà di evasione. Trovandosi
+proprio nel mezzo di Achradina, si comprende che furono anteriori alla
+fondazione della città. Si crede che ivi abbiano lavorato i prigionieri
+cartaginesi dopo la battaglia d'Imera, per estrarre il materiale
+occorrente alla fabbricazione delle case e dei templi di Siracusa. Le
+rovine e la terra cadutavi hanno rialzato il suolo di circa dieci metri,
+diminuendone di molto la primitiva profondità. Ancora si osservano molte
+gallerie, anditi coperti, portici, stanze quadrate e a volta, che non
+sono però di origine greca, poichè presentano lo stesso carattere delle
+catacombe cristiane.
+
+Sul suolo dell'antica Achradina, oltre le latomie, si vedono ovunque
+tracce di antiche strade e impronte di ruote di carri, come a Pompei, in
+grandissimo numero e visibilissime, essendo il suolo di Siracusa di
+calcare e non di tufo come quello di Roma. Vicino alle latomie trovai
+queste tracce più abbondanti, dal che argomentai che fossero state
+impresse dai carri che trasportavano i materiali di costruzione estratti
+da quelle. Certamente anche nei tempi più belli di Achradina, queste
+cave aperte nel centro della città dovevano deturparla, dandole
+l'aspetto di un vasto cantiere occupato da una folla di lavoratori. Le
+latomie erano le galere di Siracusa. La roccia si trova scavata e
+lavorata per parecchie miglia, e molte sono le fosse sepolcrali, della
+stessa forma delle nostre cripte. Certamente il lavoro dell'uomo in
+questa parte della Sicilia fu immenso, poichè, oltre le tombe, che sono
+innumerevoli, sotto il suolo di Siracusa si estendono vaste catacombe
+tutte scavate nella viva roccia.
+
+Vidi molti spazi quadrati che segnavano certo l'area di antiche case,
+poichè queste in Achradina sorgevano sulla nuda roccia, senza
+fondamenta. Si cammina per ore intere per questo campo pietroso, lungo
+il mare, cercando la località e la direzione delle antiche mura, a
+ponente verso Tycha, dove la città si congiungeva anche a Neapoli, e
+dovunque si trovano traccie del passaggio dei carri e del lavoro
+dell'uomo.
+
+È strano come tutta questa immensa città piena di mura e di templi, di
+portici e di fori, di edifizi colossali, abbia potuto sparire, quasi
+fosse un monticello di sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo non si
+costruì in Siracusa che con questo materiale, e che le città moderne di
+levante asportarono per mare grandi quantità di rovine dell'antica
+Siracusa; purtuttavia la completa scomparsa dei ruderi rimane sempre un
+enigma.
+
+A mezzodì l'altipiano di Achradina si abbassa e anche colà si trovano
+degli scavi, delle tombe, quasi tutte a forma di colombari, e dei loculi
+di tipo romano. Ivi si trovano pure le maravigliose catacombe
+estendentisi sotto Neapoli, il cui accesso è sito presso la più antica
+chiesa cristiana della Sicilia, quella di S. Giovanni. Questa chiesa è
+un edificio piccolo bizzarro, preceduto da un portico con archi
+bizantini, ergentisi sopra colonne addossate a pilastri con capitelli
+del medio evo. Disgraziatamente la chiesa è ormai quasi una rovina. Si
+accede alle catacombe da una porta presso la chiesa; queste catacombe
+sono meno vaste e meno imponenti di quelle di Napoli, ma assai più
+regolari e formano una vera città di morti, con strade, gallerie,
+corridoi, stanze, nicchie, piazze. Ivi i morti dormono da secoli, mentre
+al disopra di essi si agita e si evolve un mondo pieno di passioni.
+Quanti siano ogni giorno i morti di una grande città ce lo dicono le
+catacombe di Napoli; da ciò si arguisce quale immenso numero ne abbiano
+accolto i sotterranei di Siracusa, un tempo così popolosa.
+
+Le catacombe, come le altre, erano in origine cave di pietre; in seguito
+vennero ridotte ad uso di necropoli, e per molti secoli vi si
+seppellirono i morti secondo un sistema regolare, poichè tutte le
+gallerie sono di tanto in tanto interrotte da una stanza centrale, a
+forma di circolo, ampia e piena di nicchie, con una o tre porte a vòlta,
+posteriori all'epoca greca. Fino ad oggi se ne sono aperte quattro, ma
+la tradizione vuole che siano trecentosessanta e che arrivino sino al
+Sebeto e si estendano sotto il suolo fino a Catania. Per la maggior
+parte appaiono ingombre, specialmente nel piano inferiore; nonostante
+questo, furono esplorate per l'estensione di parecchie miglia. Venti
+anni or sono in esse si perdette un maestro con sei scolari, che da
+soli vollero visitare la necropoli. Si smarrirono in quel laberinto, e
+invano cercarono un'uscita, finchè, spossati dalla fatica, vi perirono
+di fame e di paura. I loro corpi furono poi rinvenuti alla distanza di
+quattro miglia dall'ingresso: si può facilmente immaginare di quale
+terribile morte gl'infelici perirono. Da allora si sono praticate di
+quando in quando alcune aperture, per le quali un po' di luce penetra in
+quei tenebrosi corridoi. La larghezza di questi è, in genere, dai dodici
+ai sedici palmi, e la loro altezza dagli otto ai dodici; per la
+lunghezza sembrano non aver fine; si continua a camminare per ore ed ore
+fra le tenebre in questi canali sterminati ed uniformi quanto
+l'eternità. Solo di quando in quando la monotonia è interrotta da
+sepolcri ornati di orribili pitture e rivestiti di stucco rossiccio come
+quelli di Pompei. In molti punti i sepolcri si succedono gli uni agli
+altri, quasi celle di un alveare. Si direbbe fossero tante che un verme
+sepolto nella terra abbia scavato tutte queste gallerie, tutti questi
+corridoi; e che le generazioni si siano succedute le une alle altre, e
+milioni di uomini vi abbiano trovato la pace eterna. Oggi non vi si
+vedono più nè ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto ogni vestigia
+dell'antica Achradina, ha fatto scomparire anche le reliquie dei morti.
+I Greci, i Romani, i Cristiani vi trovarono, gli uni dopo gli altri, il
+gran riposo: vi sono stati scoperti difatti idoli pagani, piccoli
+bronzi, lacrimari, simboli cristiani ed un bassorilievo rappresentante i
+dodici apostoli, trasportato poi nella cattedrale di Siracusa. L'uso di
+seppellire i morti nelle catacombe è anteriore ai tempi cristiani; lo
+provano i sepolcri scavati nella pietra e ritrovati nella città
+troglodita di Ispeca, e le tombe rinvenute in Egitto, nelle Indie e
+nella stessa America, risalenti a tempi preistorici. Nel punto in cui
+Achradina confinava con Neapoli e dove sorgevano tanti stupendi
+monumenti, si vede oggi l'antica strada dei sepolcri, con tombe di stile
+greco, scavate nella pietra. La stessa strada, della larghezza di circa
+sette metri, si trova scavata nella roccia, ed a poco minore altezza
+s'innalzano le pareti che la fiancheggiano. Le tombe aperte nelle pareti
+sono di varia grandezza e dimensione; in molte si scorgono traccia
+d'iscrizioni. In genere sono di stile greco, ma in completa rovina; in
+parecchi si vede ancora un frontone sostenuto da due colonne
+scannellate. Ricostruendo la strada nella sua forma primitiva, con tutti
+i suoi monumenti, si avrebbe da ambedue le parti una serie di
+tempietti, interrotta da tombe più meschine e di povero aspetto; poichè
+in questa via, sita fuor delle mura di Achradina, si seppellivano
+persone di varia condizione.
+
+La strada però non doveva produrre la stessa grande impressione della
+via dei sepolcri a Pompei. Anche il campo che si estende fra Achradina,
+Tycha e Neapoli, un tempo comune alle tre città e non fabbricato, appare
+oggi pieno di fosse e di tombe, il cui straordinario numero dice quanto
+grande e popolosa dovesse essere Siracusa.
+
+Alcuni di questi sepolcri attirano sopratutto l'attenzione per la loro
+architettura, ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora visibili:
+senza dubbio erano destinate a personaggi illustri. In questi paraggi
+sorgevano pure le meravigliose tombe che il popolo siracusano innalzò a
+Gelone e a Demarata, sua moglie; s'ignora però il luogo preciso ove si
+trovavano. Di tutti i sepolcri che rimangono, due meritano di essere
+segnalati: si trovano a poca distanza fra loro, in una bella e piccola
+cava di pietra gialla, fra numerose altre tombe, presso l'antico
+acquedotto di Tycha, e sono formati da massi sferici, ammonticchiati gli
+uni sopra gli altri a forma di piramide. Molto, certo, ebbero a soffrire
+dal tempo, a giudicare dalla presente disposizione delle pietre, non
+più regolare. Fra mezzo vi si scorge ancora però un frontone dorico,
+sostenuto da due colonne doriche, di cui una è ancora in piedi. Per
+quanto lo stile greco e l'altezza delle colonne e del frontone,
+superiori alle proporzioni dell'ordine dorico, dicano che questo
+sepolcro è posteriore ai tempi greci, i Siracusani, con pietoso
+pensiero, gli diedero il nome di _Tomba di Archimede_, forse per la
+stessa ragione che indusse gli Agrigentini a battezzare un antico
+monumento col nome di _Sepolcro di Yerone_.
+
+Il grande matematico aveva ordinato che sulla sua tomba fosse innalzata
+una colonna, su cui dovevano essere incise le proporzioni del cilindro
+con la sfera, a ricordo de' suoi studi prediletti. Cicerone, quando era
+questore a Siracusa, fece ricerca della tomba di Archimede, e sotto la
+scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla, quasi perduta in mezzo a
+folti cespugli. Il grande oratore fu orgoglioso della scoperta ed
+esclamò vanitosamente: «Il Destino ha voluto che la tomba del più grande
+dei Siracusani fosse scoperta da un uomo di Arpino». A quel tempo non
+erano trascorsi che cento cinquanta anni dalla conquista di Marcello,
+eppure la città era già decaduta, tanto che la tomba del più illustre
+fra' suoi cittadini stava sepolta fra cardi selvatici e spine. Cicerone,
+che sotto la guida dei Siracusani e della tradizione municipale, va
+cercando fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la imagine di un erudito
+archeologo romano dei nostri giorni.
+
+Forse dovremo anche noi rinunciare a scoprire la tomba di Archimede e
+verrà un giorno in cui si cercherà invano quella di Humboldt;[6] ma il
+ricordo degli uomini illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava,
+nella commemorazione degli Ateniesi caduti in guerra: «A gli uomini
+grandi è tomba il mondo!»
+
+Enorme è l'impressione che producono le tombe siracusane, in quella
+regione deserta, inondata di luce e popolata solo di grandi memorie.
+Seduto colà, nel silenzio del mezzogiorno, o nella tranquillità
+dell'infuocato tramonto, ovvero vagante fra quelle tombe, che a
+centinaia si aprono nel suolo, sembra che debbano sorgerci dinanzi, come
+ad Ulisse nell'inferno, le ombre di una stirpe di uomini più grande
+della presente, le ombre dei magni della Grecia. Allorchè io visitai i
+venerandi sepolcri, stavano seduti sui loro gradini uomini e ragazzi di
+povero aspetto, logori dalla febbre, con gli occhi infiammati, i capelli
+ispidi, coperti a mala pena da pochi luridi cenci. Nelle loro fisionomie
+si leggeva tutta la storia della moderna Sicilia, le sevizie della
+polizia borbonica, il predominio corruttore del clero, e l'animo mio,
+amareggiato, non potè fare a meno d'imprecare contro la sorte degli
+sventurati discendenti di Archimede. Non verrà mai il giorno della
+redenzione per questa stupenda contrada? Che Dio la renda piuttosto ai
+Saraceni!...
+
+Ci vorrebbe un novello Archimede per scacciare con le sue macchine e
+ridurre in cenere tutto il pretismo ed il monachismo che infestano la
+sventurata isola!
+
+Ancora di una tomba mi resta a parlare. Non lontano dalla via dei
+Sepolcri, in un giardino di viti e di olivi, si trova sepolto il nostro
+concittadino Platen.[7] Mentre stavo sui gradini della sua tomba, dopo
+avervi depositato una corona di tralci di vite, mi ricordai, in quella
+pura atmosfera ellenica, le relazioni di Platen con Heine, e questi
+pensieri mi portarono nella malsana atmosfera della letteratura patria,
+nei tempi falsi, tendenti all'ebraismo, che fecero tanto male alla
+nostra poesia, generando una razza di uomini snervati, incuranti di Dio
+e dei loro simili. Come fu diversa la sorte di Heine e di Platen! Se Dio
+avesse concesso al primo di poter esprimere quanto soffriva nel suo
+animo, invece di farsi beffe di tutto, sarebbe stato un uomo veramente
+grande, chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore al povero
+Platen. Eppure l'accanito nemico di Platen si dovè rassegnare a vedere
+che a questi fosse innalzata una statua.
+
+Fu ventura per Platen il morire a Siracusa. Poco tempo prima della mia
+venuta, il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere, aveva visitato
+la tomba del poeta e deciso di farla restaurare, poichè già cominciava a
+cadere in rovina.
+
+ AGUSTO COMITI PLATEN HALLERMUNDE AUSPACHIENSI
+ GERMANIAE HORATIO.
+
+Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina fece incidere sulla
+tomba. Meritò quel freddo versificatore di Platen di riposare solitario
+fra i monti di Siracusa, in mezzo a Yerone, ad Archimede, a Timoleone,
+quale unico rappresentante del popolo che più di ogni altro era versato
+negli studi ellenici? Questo dubbio mi rimpiccioliva quella tomba
+poetica quanto i cipressi che presso la piramide di Caio Cestio
+ombreggiano la tomba di Schelley, uno dei pochi veri poeti dei tempi
+moderni.
+
+
+ III.
+
+ Neapoli.
+
+Mi resta ora da descrivere Neapoli, la parte di Siracusa che fu, come lo
+dice il suo nome, l'ultima ad essere costruita. Negli inizi Neapoli fu,
+come Tycha, un sobborgo di Achradina; si estendeva fra il porto maggiore
+e l'altipiano su cui sorgeva Siracusa; dalla parte di Tycha era protetta
+da mura e da rupi naturali. La porta Menetide, o Temenetide, conduceva
+dalla città alla campagna; questa parte di Siracusa era chiamata
+Temenide da una statua di Apollo che portava questo nome. Cicerone ne
+descrive un teatro e due templi, uno dedicato a Cerere e uno a
+Proserpina, innalzati da Gelone col bottino fatto sui Cartaginesi. In
+questo luogo sorgevano anche i sepolcri di lui e della sua consorte, che
+più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese.
+
+Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano tante memorie e tanti
+monumenti quanto nell'angolo che confinava con Achradina, poichè in quel
+breve spazio vi erano le latomie di Dionigi, il teatro, la strada,
+l'anfiteatro e l'acquedotto.
+
+Le famose latomie, che portano il nome di Orecchio di Dionigi, non sono
+vaste come quelle di Achradina, ma sono più pittoresche e, in certi
+punti, più belle e più singolari. Esse formano un vasto quadrato, nella
+cui profondità si trova un giardino sempre verde. Nel centro s'innalza
+un pilastro di roccia naturale, dell'altezza di circa ventisette metri,
+sulla cui cima, tra una lussureggiante vegetazione di piante rampicanti,
+si elevano gli avanzi di una torre.
+
+Può sembrare sulle prime che questo fosse il luogo ove stava il
+guardiano del carcere, ma osservando meglio si vede che era invece una
+colonna del tetto, ora crollato. A destra, entrando, si trovano le
+stanze di appartamenti scavati nella roccia, una delle quali porta il
+nome di Orecchio di Dionigi. Questo nome le fu dato da Michelangiolo da
+Caravaggio che, visitando le latomie in compagnia dell'erudito
+siracusano Mirabella, fu indotto a darle questo nome dalla forma della
+cavità, dando così in seguito origine a innumerevoli leggende.
+
+Tutte le pareti verticali di questa grotta sono rivestite di edera e di
+capelvenere; in cima, sul margine della cava, sorge un pino solitario.
+La forma strana e singolare della latomia dà luogo a quei fenomeni
+acustici, per i quali si formò la leggenda che ivi Dionigi stesse in
+agguato a spiare i discorsi de' suoi prigionieri. Serra di Falco scoprì
+nel 1340 un'apertura in alto, dalla quale, come da una specie di loggia,
+si poteva vedere tutta la latomia e udire le parole che ivi si
+pronunciano. Una parola sussurrata a voce bassissima, la lacerazione di
+un pezzo di carta si sentono distintamente di lassù, e le guide non
+tralasciano di darsi il piacere innocente di far ripetere all'eco:
+«Dionigi era un tiranno!» Un colpo di pistola viene ripetuto cento
+volte, col fragore di un tuono.
+
+Un'altra parte delle latomie, vicino all'Orecchio di Dionigi, si chiama
+il Paradiso ed è di una bellezza straordinaria. Ha la forma di un ampio
+quadrato, col suolo piano; e le pareti di color roseo, o nero cupo, o
+giallo carico sono in certi punti angolose, in altri di aspetto bizzarro
+per i massi rovinati nella caduta del tetto. In un angolo si apre una
+specie di grotta sostenuta da pilastri naturali e a traverso a questi si
+vedono il verde cupo degli aranci, i fiori infuocati del melagrano ed il
+limpido cielo di Siracusa.
+
+Nel tratto della latomia ancora coperta, da lungo tempo è stata
+costruita una fabbrica di cordami: uomini, donne, ragazze, poveri,
+cenciosi, pallidi, di aspetto malaticcio, guadagnano stentatamente la
+vita filando in quell'antica prigione.
+
+Spesse volte mi sono trattenuto ad osservare il lavoro stando seduto
+all'ingresso dell'oscura galleria, e nel vederli girare di continuo le
+ruote e andare su e giù, filando i loro cordami, mi è parso di trovarmi
+nell'Averno ed ho creduto che quelle donne pallide e smunte fossero le
+Parche intente a filare lo stame della mia solitaria vita. Donai alcune
+monete a quella povera gente, che le accettò con l'espressione di
+gratitudine di chi non si aspetta di essere soccorsa, ed uscito di là,
+tornato alla luce del giorno, mi trovai ancora sotto l'impressione di
+quelle misere esistenze.
+
+In Sicilia tutto ha l'aspetto di favola e di mito: Girgenti al pari di
+Siracusa, l'Etna e l'Enne, ogni spiaggia della sua marina. La fantasia
+ci riporta a tempi più antichi, ancor più della campagna romana; quivi
+regna severa la storia, in Sicilia la leggenda. Non è difatti la terra
+di Tifone, dei Ciclopi, di Dedalo?
+
+Per quanto le latomie di Achradina e di Neapoli siano imponenti per la
+loro vastità, ve ne sono altre a Siracusa, più piccole, ma che pure
+hanno un carattere più romantico: quella del conte Casale, simile ad un
+piccolo Paradiso, per esempio. Io non ho mai visto un giardino così
+bello; è diviso in due parti, riunite da una galleria coperta,
+dell'altezza di circa due metri. Nel fondo si trova una sala, alta cento
+otto palmi e larga sessantadue, le cui pareti sono tinte di rosso e
+paiono rischiarate dai raggi del sole nascente. Nelle pareti vi sono
+molti fori i quali salgono in alto, in linea curva: forse colà si
+trovavano uncini di ferro per servire di scala agli schiavi che
+scavavano le pietre. La pianta della sala è abbastanza regolare e certo
+anche in origine ebbe la stessa forma. I terremoti rovinarono molte sale
+di questa latomia, e ultimamente, nel 1853, crollarono dall'alto varî
+massi, che ora ingombrano gran parte del giardino. Lo spazio libero è
+ammirabile per la splendida vegetazione; le foglie di fico, per esempio,
+hanno una larghezza tale che potrebbero servire da piatti; vi si trovano
+pure piante e fiori delle Indie.
+
+Le palme, contornate di pianticelle rampicanti, vi crescono
+rigogliosissime; l'aria è tutta impregnata del profumo degli aranci, del
+mirto, e gli aloe, le agave vi crescono giganteschi. Il giardino, con le
+sue mura rivestite d'edera e di muschio, con tutti i suoi corridoi, con
+le sue rovine, presenta un aspetto così fantastico da farlo credere il
+giardino di Titania e di Oberone. Non un soffio di vento, non un atomo
+di polvere turba la tranquillità del luogo.
+
+Presso l'Orecchio di Dionigi si trovano i notevoli avanzi del teatro di
+Siracusa, uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone chiamava
+_maximum_. Serra di Falco crede che fosse contemporaneo al teatro di
+Bacco in Atene, edificato da Temistocle, ed il primo che sia stato
+costruito con pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un aspetto
+mirabile per la sua semplicità ed eleganza, nonostante che sia in gran
+parte rovinato e che della scena rimanga soltanto un mucchio di rovine
+coperte di cespugli. Il semicircolo oblungo degli ordini dei gradini è
+scavato nella roccia della collina di Neapoli; si contano quarantasei
+gradini interrotti da una larga fascia, e tagliati da otto scale
+diagonali.
+
+Con quarantasei file di sedili non si ottiene che un diametro di
+quattrocento palmi, ma Serra di Falco ritiene che il teatro avesse un
+maggior numero di ordini e che perciò si allargasse a misura che saliva.
+
+Egli crede pure che il suo diametro fosse di cinquecento palmi, cosicchè
+sarebbe stato il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione di
+quello di Mileto. Non comprendo del resto perchè nel passo di Cicerone:
+_quam ad summum theatrum est maximum_, la parola _maximum_ si traduca
+per «maggiore di tutti» e non soltanto per molto ampio.
+
+Nell'orchestra sboccano due corridoi: la scena, che è fiancheggiata da
+due edifici quadrati, è attraversata da un piccolo canale d'acqua,
+proveniente dal vicino acquedotto. Molto si è discusso intorno alle due
+iscrizioni greche _Basillissas Nereidos_ e _Basillissas Philisdos_, che
+si leggono sulla cornice che circonda il teatro, non conoscendosi nella
+storia di Siracusa questi nomi di regine. Secondo alcuni, Nereide era la
+figlia di Pirro re dell'Epiro, che aveva sposato il figlio di Gelone II,
+e Philiste era la figlia di Leptine e moglie di Gelone. Del teatro non
+rimangono altri avanzi degni di attenzione: pochi sono i frammenti di
+sculture, ed uno solo pregevole per quello che esso rappresenta: è un
+cippo di marmo bianco, sul quale è scolpita la favola omerica del serpe
+e del nido di passero in Aulide, che presagì a Calcante la durata della
+guerra di Troia.
+
+Quello che più fa impressione è l'importanza avuta da questo teatro, che
+fu uno dei centri più belli della civiltà umana, poichè su quei gradini,
+quasi sepolti oggi nell'erba, sedettero un tempo Platone, Eschilo,
+Aristippo, Pindaro; nella sua orchestra furono messi i prigionieri
+Ateniesi, e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco, quando prese parte
+alla discussione degli affari pubblici. Tutta quanta la storia di
+Siracusa s'intrecciò con l'azione drammatica di questo teatro, poichè in
+esso si trattavano gli affari di Stato e si declamavano i versi dei
+sommi poeti. L'importanza nazionale del teatro era accresciuta anche dal
+luogo in cui sorgeva, fra Neapoli, Tycha e Achradina, e non molto
+distante da Ortigia.
+
+Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso, il più bello certo
+che si gode da Siracusa: di là si vedono i due porti, il mare, la
+spiaggia fino ai monti d'Ibla e in lontananza la mole imponente
+dell'Etna ed i contorni del mar Ionio fino alla rocca di Taormina. Come
+doveva essere più bella la vista quando davanti si estendeva l'immensa
+città, co' suoi templi, i suoi portici, i suoi meravigliosi edifici e il
+porto pieno di una selva di antenne!
+
+Su quelle scene l'orgoglio patrio era legittimo; e qual effetto
+dovessero suscitare _I Persiani_ di Eschilo, con i quali i Siracusani
+festeggiavano la vittoria d'Imera, si può facilmente immaginarlo.
+
+Non meno bello e pittoresco appare il teatro veduto dai gradini più
+elevati, con tutti i giardini smaltati di fiori che lo circondano. Anche
+di là la semplicità dell'architettura rivela la purezza del gusto
+ellenico.
+
+In alto, là dove i gradini del teatro confinano con la collina, vi è un
+Ninfeo rivestito di muschio e di licheni, dal quale sgorga una fonte:
+esso mi ha fatto ricordare la grotta della ninfa Egeria a Roma.
+
+Vicino a questa si trovano altre due piccole grotte, nelle quali le
+donne lavano i loro panni, aumentando col loro canto melanconico la
+tristezza del paesaggio. A destra vi è la strada dei sepolcri, a
+sinistra un braccio dell'antico acquedotto di Tycha, che oggi mette in
+movimento un mulino; perciò il luogo vien chiamato _Mulino di Galerone_.
+Il paesaggio è reso ancora più bello dalla parte dell'acquedotto moderno
+che, sostenuto da archi, corre per un certo tratto all'aperto. Nelle
+altre parti l'acqua scorre in canali sotterranei, che furono scavati
+probabilmente dai Cartaginesi. In alcuni punti il canale si trova
+scoperto, e si vede l'acqua discendere alla distanza di sei miglia dai
+monti, e correre rapida e gorgogliante.
+
+A levante del teatro, in un bosco di melagrane, sorge l'anfiteatro di
+Siracusa, assai ben conservato e più vasto di quelli di Verona, di Pola
+e di Pompei, giacchè misura duecentosessantatre palmi nel suo asse
+maggiore, e centocinquantaquattro nel minore. Per la maggior parte è
+costruito di pietra; alle quattro estremità dei due assi si trovano
+quattro porte, corrispondenti alle quattro parti della città. Serra di
+Falco lo fece sgombrare nel 1840 dalle macerie. Nonostante che in alcuni
+punti le mura siano in completa ruina, nel suo complesso l'edificio può
+dirsi assai ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine romana,
+perchè i Greci non si dilettarono mai al barbaro spettacolo delle lotte
+fra gladiatori e fiere. Cicerone non ne parla; ne fa menzione invece
+Tacito. La sua costruzione prova che Siracusa, sede di un pretore romano
+ai tempi di Augusto e di Tiberio, aveva riacquistato una certa
+prosperità.
+
+L'ultima rovina antica che esista vicino al teatro, sono le fondamenta
+di un edificio lungo e stretto, del quale non rimangono che alcuni
+frammenti di cornici con teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste
+rovine nel 1839: egli dice che dovessero appartenere all'altare di
+Yerone, per grandezza superiore a quello di Olimpia.
+
+
+ IV.
+
+ Tycha ed Epipola.
+
+Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa si trovano radunati in
+uno spazio relativamente ristretto. Verso settentrione, vicino
+all'acquedotto, c'è una pianura deserta e sassosa, attraversata dalla
+strada che conduce a Catania; qui sorgeva Tycha, ricca un tempo di
+notevoli monumenti, fra i quali primeggiava il Ticheio, o tempio alla
+dèa Fortuna.
+
+Tycha, a settentrione, presso il porto Trogilo, confinava col mare,
+cinta da forti mura, a ponente con la fortezza di Epipola. Cicerone
+ricorda di questa un ginnasio _amplissimum_ e molti templi; oggi non
+rimangono che i sepolcri scavati orizzontalmente nella roccia, nei quali
+si scorgono ancora le scanalature per adattarvi le lapidi e le impronte
+di carri, prova questa della loro antichità.
+
+La gita da Neapoli o da Tycha per la strada di Floridia ad Epipola è
+malagevole e bisogna farla a piedi o a cavallo, poichè appena si arriva
+sull'antico territorio di Epipola, è necessario arrampicarsi per
+un'orribile strada sassosa ingombra di rovine e di massi di roccia
+calcarea. Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano e
+confinava col colle Eurialo, mentre più in basso s'innalzava un'altro
+colle, il Labdalo. Anche oggi, queste due caratteristiche alture
+dell'antica Siracusa sono riconoscibili e portano il nome di Belvedere e
+di Mongibellesi.
+
+Il Labdalo era stato fortificato dagli Ateniesi sotto Nicia per
+dominare la città; essi avevano fortificato anche Epipola, ma ne furono
+presto cacciati dai Siracusani comandati da Gelippo, i quali, come narra
+Diodoro, atterrarono tutte le mura. Rimase così soltanto il Labdalo
+fortificato. Ma Dionigi fece atterrare anche queste fortificazioni
+quando costruì le sue famose mura a settentrione di Epipola. In queste
+mura vi erano di tanto in tanto delle torri costruite con massi così
+grandi che sarebbe stato assai arduo abbattere. S'ignora se Dionigi
+abbia costruito fortezze sull'Eurialo e sul Labdalo; certo è che
+l'Esapilo, per il quale i Romani entrarono nella città, si trovava a
+settentrione di Epipola; e senza dubbio, nelle stesse mura s'innalzava
+la torre Gallagra, che i Romani assalirono durante le feste di Diana.
+Gli avanzi che oggi rimangono del Labdalo, i massi enormi della
+lunghezza di quattordici a sedici palmi, le fondamenta delle torri, i
+fossi, le gallerie sotterranee, provano che ivi sorse un giorno una
+fortezza e non già opere provvisorie fatte dagli Ateniesi in vista
+dell'assedio. Tutti gli enormi massi, secondo il sistema antico dei
+Greci, erano sovrapposti gli uni agli altri, ma senza cemento; ancor
+oggi formano una mole gigantesca. Nella roccia si vedono scavate
+catacombe e gallerie dell'altezza di nove e dieci palmi, e della
+larghezza di otto piedi, formanti quasi coi loro corridoi e coi loro
+antri sotterranei una seconda fortezza. Probabilmente questa era in
+comunicazione con la porta di soccorso che dalla città metteva nella
+campagna. La mancanza di volte e l'uso della linea retta ne attestano
+l'origine greca.
+
+Dalle rovine di Labdalo si scorgono i dintorni di Epipola, cosparsi di
+massi delle mura di Dionigi, di rovine della fortezza, di pietre. Vi si
+vedono pure latomie di bizzarra struttura, dove si dice che Dionigi
+tenesse prigioniero Filesseno. Di qui furono tolti i materiali di
+costruzione per molte città, e tutte le fortificazioni moderne di
+Siracusa vennero costruite coi ruderi delle mura di Dionigi. Nel
+visitare queste caverne e queste rovine si rimane stupiti della grande
+quantità di materiale eccellente da costruzione estratto dal suolo.
+
+Per un ripido sentiero si sale in cima all'Eurialo, che domina tutta la
+pianura siracusana. Lassù non si trovano altre rovine, se non una
+cisterna e alcune mura antiche d'origine incerta. Esaminando però il
+luogo, da cui si domina tutta quanta l'area occupata dall'antica città,
+non si può fare a meno di persuadersi che ivi dovesse sorgere una
+fortezza. Non essendo ricordata all'epoca dell'assedio degli Ateniesi,
+non sappiamo se la costruisse Dionigi; certo però, quando Marcello prese
+Siracusa, essa doveva avere un'importanza grandissima. Impadronitosi di
+Tycha e di Neapoli, Marcello dovette trovarsi l'Eurialo, cui Tito Livio
+dette il nome di colle e di fortezza, alle spalle, e minacciantegli la
+sua posizione. Egli era dunque come rinchiuso fra queste mura, e siccome
+dovevano arrivare Ippocrate e Imilcone, correva un grande pericolo,
+quando il comandante della fortezza Filodemo, perduta ogni speranza di
+soccorso, si arrese.
+
+Oggi a buon diritto l'Eurialo porta il nome di Belvedere, giacche di
+lassù si gode una vista magnifica. Di fronte ha il mare Ionio, di dietro
+l'Etna «colonna del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla costa orientale
+dell'isola, ricca di magnifici golfi e di promontorî, fin oltre Augusta,
+fino a Catania, che si perde fra le nebbie. Sul davanti appare tutta
+quanta la pianura siracusana.
+
+Imaginando tutto questo ampio spazio ricoperto di abitazioni, ed il
+golfo seminato di villaggi, di ville, si ha una pallida idea
+dell'aspetto che doveva avere questa grande città. Ora la pianura è
+deserta e arida, e solo al confine del territorio di Neapoli, verso
+mezzogiorno, una linea di vegetazione segna il corso dei fiumi Ciane e
+Anapo.
+
+
+ V.
+
+ L'Anapo e l'Olimpo.
+
+Da Neapoli si diramava la via Elorica, che attraversava le paludi
+Lisimelia e Siraca e varcava, sopra un ponte, l'Anapo. Sulla riva
+opposta di questo sorge il colle Poliene ed in cima a questo si trova il
+tempio di Giove Olimpico, ed un luogo chiamato Olimpio. Tutta questa
+contrada è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè tanto gli
+Ateniesi quanto i Cartaginesi si accamparono spesso ai piedi
+dell'Olimpio, e sempre furono decimati dalle esalazioni di quei terreni
+paludosi. Le poche colonne, unici avanzi dell'Olimpio, che ancora
+esistano su quell'altura, si scorgono dalla distanza di molte miglia; e
+queste, con le colonne che vi sono presso la fonte degl'Ingegneri, sono
+le sole che rimangano in piedi dell'antica Siracusa.
+
+Per giungere fin lassù e seguire il corso dell'Anapo, il mezzo migliore
+è quello d'imbarcarsi nel porto più grande e di risalire il fiume
+attraverso le paludi. Questo sbocca in mare passando sotto un ponte, e a
+misura che lo si risale, il suo letto si va sempre più restringendo,
+fino a che la barca a stento può aprirsi un passaggio.
+
+Allora si abbandonano i remi, e i barcaiuoli spingono la navicella con
+l'aiuto di una pertica, o la rimorchiano con una fune. La navigazione
+dell'Anapo è una gita assai romantica. Sulle due sponde crescono folti
+giunchi, dell'altezza di sei metri, e canne palustri di una
+straordinaria grossezza, tutte rivestite di piante rampicanti, che
+ricadono in graziosi festoni. La profonda solitudine, la tranquillità
+dell'atmosfera e il silenzio quasi misterioso del luogo, producono una
+magica impressione. Oltrepassata la via Elorica, l'Anapo si divide in
+due rami, o per dir meglio in esso s'immette un torrente azzurro, il
+classico Ciane, che sgorga da un limpido stagno circolare, chiamato la
+Pisma. In questo fiume, secondo la leggenda, si gettò la ninfa Ciane che
+fuggiva Plutone, allorchè questi portò Proserpina all'inferno, e venne
+trasformata in fonte azzurra. I Siracusani venivano ogni anno in questo
+luogo a festeggiare la memoria di Proserpina, sacrificandole un toro ed
+una vacca, che precipitavano nello stagno. Questo luogo è meraviglioso;
+riporta con la fantasia ai tempi mitologici e fa comprendere pienamente
+il significato delle sculture degli antichi sarcofaghi, là dove è
+rappresentato il ratto di Proserpina.
+
+Cerere ricompensò la sua ninfa delle lacrime versate per Proserpina,
+facendo crescere sulle sponde di questo torrente la pianta rara che
+produce il papiro.
+
+È l'unico luogo in cui questa pianta cresce ancora in Europa, dopo la
+sua scomparsa dalle sponde dell'Oreto presso Palermo.
+
+Questo giunco sorge dalle acque all'altezza di circa cinque metri,
+graziosamente incurvato, triangolare, liscio e di un bellissimo verde
+cupo; ha in cima una ricca chioma di filamenti verdi, fini, sottili, che
+ricadono quasi come una folta capigliatura, a cui il popolo ha dato
+l'appropriato nome di «parrucca». La vista di questa pianta, vera ninfa
+dell'erudizione, produce una grata sorpresa in tutti coloro che vengono
+dalle regioni nordiche; sembra quasi un'apparizione favolosa. Ogni
+ricordo greco scompare, e la fantasia vola sulle sponde di quel Nilo
+solenne, enigmatico, alle piramidi, alle sfingi, ai rotoli dei
+meravigliosi papiri. La rara pianta, sulle rive del Ciane siracusano, in
+questa terra ellenica, mi sembrò un mito rappresentante la tradizione,
+secondo la quale ogni civiltà, ogni scienza ha avuto origine
+dall'Egitto. Guardando alternativamente le piante del papiro e le
+colonne spezzate del tempio di Giove Olimpico, mi sembrò di avere
+davanti agli occhi i simboli della civiltà orientale ed occidentale.
+
+Landolina e Politi provarono ad estrarre da queste piante il papiro, e
+la loro prova riuscì perfettamente; essi ne fecero delle striscie che
+non differenziavano da quelle egiziane che per maggior freschezza di
+tinta.
+
+Lasciai la barca nel Ciane per salire sulla vicina collina di Poliene.
+Le colonne scannellate dell'Olimpio hanno piedistallo, ma mancano di
+capitelli. Il tempio è molto antico, fu costruito prima della battaglia
+d'Imera; era piccolo.
+
+Gelone rivestì la statua di Giove di un mantello d'oro, ma Dionigi lo
+tolse dalle spalle del Dio, dicendo, da libero pensatore, che un
+mantello d'oro era troppo pesante per l'estate e troppo leggero per
+l'inverno. Verre s'impadronì poi di questa statua di Giove e la portò a
+Roma. Nell'Olimpio si conservavano i registri coi nomi di tutti i
+cittadini di Siracusa, che caddero nelle mani degli Ateniesi, quando
+questi occuparono l'Olimpio. La veduta di Siracusa da questa altura è
+molto bella; al disotto si estende tutta la pianura verde, irrigata
+dalle acque del Ciane. Dopo avere attraversato la pianura arida e
+sassosa, che si estende da Achradine ad Epipola, l'occhio si riposa
+sulle verdi sponde dell'Anapo, sui meandri del Ciane, e i nomi di
+Teocrito e di Pindaro ritornano alla mente. Dove sono andati i bei tempi
+dell'antica Grecia?
+
+La pioggia mi cacciò da quell'altura e mi costrinse, appena fui sulle
+rive dell'Anapo, a ricoverarmi sotto un ponte, ove dovetti rimanere a
+lungo, come un'anima sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone, non v'è
+giorno in cui il sole non splenda a Siracusa, dopo una mezz'ora il cielo
+si rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace, stendere il suo arco sul
+mare, mentre un raggio di sole rischiarava Ortigia.
+
+Così, nelle stesse condizioni di luce, per l'ultima volta, potei
+contemplare il Vesuvio, allorchè nel ritornare a Napoli fui colto dalla
+pioggia. Auguro a tutti coloro che visiteranno Napoli e Siracusa di
+poter godere lo stesso spettacolo, veramente superbo.
+
+Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè dovevo partire l'indomani, e
+volli ancora una volta salire sino al teatro per contemplare la città.
+
+Ed ora, addio, Aretusa! Addio, rive del Timbro, volgenti le vostre acque
+poetiche senza posa!
+
+
+
+
+ NAPOLI E SICILIA
+
+ (Dal 1830 al 1852)
+
+
+
+
+ Napoli e Sicilia.
+
+ (Dal 1830 al 1852).
+
+
+Ferdinando II aveva vent'anni, quando l'8 novembre 1830 successe al
+padre Francesco I sul trono delle Due Sicilie, in mezzo alle agitazioni
+che le giornate di luglio avevano suscitato in tutta Europa. Nove anni
+prima, la rivoluzione dei Carbonari del 1820 era stata distrutta per
+l'intervento austriaco e per lo spergiuro di suo nonno, e solo nel 1827
+gli Austriaci avevano lasciato il regno di Napoli, dopo che erano
+costati al paese 74 milioni di ducati. I partiti si guardavano con
+diffidenza; i Carbonari preparavano una nuova sollevazione che, con
+l'aiuto dei cospiratori dell'Italia centrale, doveva assumere un
+generale carattere nazionale. Mentre l'Italia di mezzo si sollevava, nel
+regno di Napoli si ebbero solo dei moti fugaci, fino a che la rapida
+soffocazione dei tentativi rivoluzionari di Modena e delle Legazioni
+non scoraggiò del tutto i ribelli.
+
+Frattanto Ferdinando II cercava di ingraziarsi il popolo con delle
+concessioni; ma quantunque alleggerisse alquanto il giogo, allontanasse
+impiegati odiati, amnistiasse alcuni esiliati e condannati del 1821 e
+del 1828, pure il governo continuava a trovare una speciale contrarietà
+in tutti. Quindi ben presto fu nominato ministro dell'interno il
+marchese Pietracatella, una creatura dell'odiato Canosa; e l'intendente
+di Cosenza, De Matteis, condannato precedentemente per vergognosi atti
+di violenza, non solo fu graziato, ma ricevette, con meraviglia di
+tutti, una pensione dal giovine re.
+
+Era ministro della polizia Intonti, un uomo odiato dal popolo e ritenuto
+per ambizioso e crudele. Mentre egli osservava con timore il fermento
+del paese, faceva al giovane re la proposta di modificare in senso
+liberale il sistema di governo, di creare un Gabinetto nazionale ed un
+Consiglio di Stato con poteri più estesi di quelli di un Senato e di
+istituire una guardia nazionale. Intonti supponeva nel re, data la sua
+giovanile età, inclinazioni liberali che egli sperava di volgere a suo
+personale profitto; ed infatti Ferdinando II non si mostrò alieno dal
+seguire i consigli del suo ministro di polizia. Ma appena monsignor
+Olivieri, che era il precettore ed il consigliere del re, ebbe sentore
+di ciò, fece causa comune con i ministri e fece credere al re che
+Intonti non fosse che un intrigante, e che spinto dall'ambizione, si
+fosse messo d'accordo col governo francese per fare scoppiare una nuova
+rivoluzione nel reame. Ferdinando dette senz'altro 24 ore di tempo al
+suo ministro di polizia per lasciare il paese, e con ciò abortì ogni
+tentativo di riforma.
+
+La caduta d'Intonti fu accolta con giubilo in Napoli, ma ben presto la
+gioia si mutò in spavento quando si seppe che il suo posto era preso da
+Del Carretto, il capo della gendarmeria, del quale si diceva che fosse
+nato per la forca, e che già nel 1828 s'era segnalato per la sua
+crudeltà, radendo al suolo Bosco, dove i Carbonari avevano tentato una
+sommossa e mandando a morte o alle galere gran numero di disgraziati.
+Del Carretto, da questo momento tino al 1848, fu il demonio di Napoli ed
+il fondatore di un abominevole sistema poliziesco.
+
+Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria Cristina di Savoia, figlia di
+Vittorio Emanuele I. Questa principessa si fece subito amare per le sue
+virtù e per la sua pietà, ma le sue idee troppo bigotte ebbero
+un'influenza dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio 1836, pochi giorni
+dopo d'aver dato alla luce l'erede al trono, Francesco Maria Leopoldo,
+duca di Calabria. Un anno dopo, nel 1837, il re sposò in seconde nozze
+la principessa Maria Teresa, figlia dell'arciduca d'Austria Carlo,
+rinforzando così in Napoli la politica di Metternich. Fu questo un anno
+funesto per l'inaudita violenza con cui il colera fece strage in tutto
+il reame. In pochissimo tempo nella sola Napoli morirono 13.798 persone;
+nella calda Sicilia la strage fu ancora più terribile: a Palermo
+morirono 24.000 persone, a Catania 5360 ed in tutta l'isola 69.250. Da
+quando la _morte nera_ aveva visitato l'Europa, non si erano più vedute
+simili scene di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio e Manzoni
+avevano raccontato nelle loro descrizioni della peste e ciò che Spadaro
+aveva illustrato col suo pennello. L'orrore crebbe per il furore del
+popolo, il quale, credendo che fossero state avvelenate le fontane e le
+vettovaglie, uccideva, bruciava o seppelliva vivi, impiegati, medici e
+privati. A Siracusa ci fu una vera sommossa contro il governo locale e
+l'intendente, e molte altre persone furono uccise. In seguito a questi
+eccessi il re nominò Commissioni militari con l'incarico di punire i
+colpevoli e mandò in Calabria l'intendente di Catanzaro, Giuseppe de
+Liguori, ed in Sicilia Del Carretto, come _alter ego_. Siracusa, per
+punizione, tu privata della sede dell'intendenza, così che la patria di
+Yerone e di Archimede precipitò sempre più in basso.
+
+Sommosse, terremoti e pestilenze riempiono la storia recentissima delle
+Due Sicilie. Da quando la setta dei Carbonari aveva ceduto il posto alla
+«Giovane Italia» di Mazzini, i rivoluzionari d'Italia avevano
+raddoppiato i loro sforzi in tutte le provincie. I moti furono più
+frequenti nel Sud che altrove, perchè quantunque il Reame disponesse di
+un esercito numeroso, aumentato negli ultimi tempi anche con qualche
+reggimento di Svizzeri, pure esso era lontano dall'influenza diretta
+dell'Austria, ed inoltre i radicali erano sicuri di poter contare sul
+temperamento infiammabile dei Calabresi e sull'odio dei Siciliani per
+tutti i loro diritti manomessi. E una sommossa generale era attesa nel
+1840. La questione orientale cominciava già allora a conturbare
+l'Europa, e gravi avvenimenti potevano derivare da una generale
+sollevazione degli animi. Napoli era minacciata di guerra
+dall'Inghilterra per la così detta questione dello zolfo, ed il governo,
+come nel 1830, cominciò a prendere atteggiamenti liberali. La voce che
+il re volesse concedere la costituzione e la libertà di stampa non era
+che l'espressione del desiderio di tutti. Frattanto avvenivano qua e là
+isolate levate di scudi. Nel 1841, in Aquila si proclamò la costituzione
+ed il popolo uccise l'intendente Tanfano, un tempo creatura del cardinal
+Ruffo ed aborrito per le sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe ebbero
+rapidamente ragione del movimento. Il generale Casella, inviato ad
+Aquila come commissario del governo, condannò 56 persone alle galere ed
+altre alla pena capitale.
+
+Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno. Questi moti isolati tenevano
+desto l'odio, ma mostravano anche l'impotenza di simili esplosioni,
+dalle quali soltanto menti esaltate potevano aspettarsi la caduta di uno
+Stato. Di tutte queste imprese avventurose, di carattere così
+meridionale, nessuna ha l'impronta caratteristica del tempo e nessuna
+sollevò tanta dolorosa simpatia in tutta l'Europa come quella dei due
+fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, i giovani e generosi figli
+dell'ammiraglio austriaco, i quali partirono per le Calabrie da Corfù
+dove erano in esilio, non rattenuti da Mazzini stesso che li
+sconsigliava, non dalle lagrime della madre loro, nè dalla evidente
+follia della loro impresa. L'Inghilterra aveva informato il governo di
+Napoli di tutti i piani degli esiliati, e quindi le Calabrie furono
+sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti non si poterono neppure
+riunire, e quei giovani arditi andarono incontro ad una morte
+inevitabile. Un traditore attirò i due fratelli e quindici loro compagni
+verso S. Giovanni in Fiore, dove furono fatti prigionieri, ed il 25
+giugno 1844 fucilati a Cosenza. Il mondo rimase stupito della debolezza
+e della crudeltà del governo napoletano, mentre l'esempio dei Bandiera
+non fece altro che infiammare ancora di più la gioventù italiana. E
+specialmente in Romagna le cose presero un carattere minaccioso; gli
+emissari della «Giovane Italia» sollevarono il popolo, le provincie
+furono inondate di scritti volanti, si formarono comitati e venne
+raccolto molto denaro. In Bologna sedeva ancora la Commissione militare;
+si era verso la fine del regno di Gregorio XVI.
+
+Il cardinale legato, Massimo, aveva convocato la Commissione a Ravenna e
+fatti imprigionare molti cittadini sotto l'accusa d'alto tradimento.
+Questi ed altri atti di violenza avevano esasperato gli animi, e
+sembrava che, dopo falliti i tentativi di Napoli, il centro
+rivoluzionario si fosse portato negli Stati della Chiesa, che a fatica
+riuscivano a tenere soggette le popolazioni. Ma intanto si faceva
+strada un nuovo orientamento; per rendere nazionale il movimento e
+trascinare il popolo era necessaria la cooperazione anche di forze
+legali e morali. Si prese la via delle riforme e si cercò di dare tale
+una forza all'opinione pubblica, da obbligare i governi a tenerne conto.
+
+Un tale mutamento di tendenze si rivela già dal notevole manifesto di
+Rimini (_Manifesto delle popolazioni dello Stato Romano ai principi ed
+ai popoli d'Europa_), nel quale i liberali nel 1845 formularono con
+parole temperate il loro programma. Si chiedeva qui, come in tutti i
+paesi, la costituzione con grande fermezza. In Italia, allora,
+l'opinione pubblica non poteva esprimere i suoi desiderî come in
+Germania avveniva per opera degli Stati provinciali, e quindi solo la
+stampa, e specialmente dall'estero, esprimeva la volontà del popolo. La
+stampa aveva allora in Italia una forza trascinante ed universale.
+
+Meritano d'essere ricordati, come esempio di grande efficacia
+letteraria, _Il primato morale e civile degli Italiani_ di Gioberti, _Le
+speranze d'Italia_ di Cesare Balbo e gli scritti di Massimo d'Azeglio,
+di Giacomo Durando e di altri. Mentre il partito delle riforme dal
+Piemonte allargava i suoi piani politici e faceva una rapida e
+vittoriosa propaganda per l'unità e per la confederazione, venivano
+anche prognosticati i due perni intorno a cui si doveva aggirare la
+rivoluzione generale oramai imminente; il papa (secondo Gioberti) ed il
+re di Sardegna (secondo Balbo), l'uno come centro morale, l'altro
+politico; e quindi sembrava che il regno delle Due Sicilie dovesse
+rimanere in disparte. Perchè nè da questa parte del Faro, nè tanto meno
+dall'altra, il nazionalismo italiano ha per base il popolo. L'isolamento
+geografico, il movimento commerciale tendente verso l'Oriente, costumi e
+linguaggio, la storia quasi non italiana dividevano i Siciliani ed i
+Napoletani dal resto d'Italia, come anche questi due popoli sono divisi
+tra loro. E il movimento rivoluzionario assunse nel Sud un carattere
+particolare e regionale, mentre nella rimanente Italia diventava
+nazionale e generale.
+
+E come ora in Italia gli scritti di Gioberti e di Cesare Balbo
+rappresentavano un momento decisivo, così nel regno delle Due Sicilie
+due scrittori, Colletta ed Amari, avevano dato corpo al movimento
+riformista. Il primo, il noto generale di Murat, che aveva conchiusa la
+convenzione di Casa Lanza, era stato esiliato a Firenze, dove morì nel
+1831. Ed in esilio aveva scritto la sua _Storia di Napoli_, libro
+notevolissimo per forma e per contenuto, che partendo da Carlo III, per
+giungere fino alla rivoluzione dei Carbonari, pone in evidenza con
+l'artistica concisione di un Tacito, il cattivo governo dello Stato, la
+precarietà dell'assolutismo e la necessità di un governo costituzionale
+e popolare. Questo libro fu una delle vittorie più segnalate del partito
+delle riforme; esso aprì gli occhi al popolo con argomenti storicamente
+fondati.
+
+La storia del Colletta esercitò la sua influenza anche nella Sicilia.
+Senza dubbio il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò ad essa nello
+scrivere la _Storia dei Vespri Siciliani_, che apparve nel 1842; un
+libro di forma tacitiana, ma più ricercata che quella di Colletta.
+Michele Amari rappresenta con drammatica vivacità la mirabile
+rivoluzione siciliana, fa conoscere ai Siciliani i loro diritti
+costituzionali e pel contrasto, il miserevole stato del suo tempo.
+
+Amari, che più recentemente si è fatto molto apprezzare per uno
+splendido libro sulla storia dei Musulmani in Sicilia, con il_ Vespro
+Siciliano_ aveva senz'altro sposato la causa liberale. Egli era spinto
+da vedute nazionali e siciliane nel dare alla figura ben nota di
+Giovanni da Procida un rilievo più leggendario che storico, onde
+apparisse come opera di popolo la liberazione della Sicilia dal giogo di
+Napoli.
+
+Si può dire che le opere di Colletta e di Amari preannunziassero la
+rivoluzione che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che a Palermo. Tutte e
+due le opere furono proteste storiche contro l'assolutismo del governo e
+contro la dispotica violazione dei diritti del popolo; ma tutte e due,
+senza volerlo, militando in campi avversari, l'una, la napoletana,
+rappresenta il programma del costituzionalismo, l'altra, la siciliana,
+sostiene il separatismo e quindi la repubblica. In tutte e due lo scopo
+patente si è rifugiato entro l'asilo di un'opera strettamente
+scientifica.
+
+Mentre questi libri abitavano le menti colte della popolazione, la
+stampa segreta non rimaneva inoperosa a Napoli, e venivano divulgati a
+migliaia di copie fogli volanti, proteste, appelli, violenti ed
+eccentrici nel contenuto, e senza riguardi nel giudicare il re ed i
+ministri. La stampa pubblica poi subiva una censura delle più feroci. Le
+parole, _popolo, cittadino, nazione_, venivano regolarmente soppresse;
+le paure del governo erano assolutamente ridicole. Al contrario i
+gesuiti avevano la libertà più completa di stampare ciò che volevano;
+prima che venisse fondata in Napoli la _Civiltà Cattolica_, essi
+pubblicavano la rivista _Scienza e Fede_, sotto la direzione del padre
+Curci, un battagliero avversario di Gioberti, con la protezione di
+monsignor Cocle che era il potentissimo consigliere del re. I preti
+esercitavano la censura anche su tutti i libri e tutte le riviste che
+venivano dall'estero e sulle rappresentazioni teatrali e sui balli.
+
+A corte regnava una grande bigotteria ed il re ne dava il primo esempio.
+
+È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia sempre affidato alle cure dei
+preti, mostrava un grande ossequio verso la religione ed i santi.
+Ascoltava la messa ogni mattina, digiunava rigorosamente il venerdì ed
+il sabato, recitava l'_Angelus_ tre volte al giorno, non mancava mai
+alle solenni funzioni della Chiesa. Celestino Cocle, dell'ordine di S.
+Alfonso, era il suo confessore, ed il suo potere non era meno temuto e
+meno odiato di quello di Del Carretto. Il re era circondato anche da
+altri preti; don Claudio, che era un focoso e bigotto predicatore e che
+in Napoli faceva molto chiasso, specialmente tra le donne, era uno dei
+suoi beniamini. Dopo gli avvenimenti del febbraio 1848, Ferdinando II
+ebbe fama di feroce tiranno e fu chiamato un secondo Attila, ma le
+passioni gli dettero delle qualità che non aveva. Dotato di nessuna
+intelligenza, nè in bene nè in male, questo principe molto mediocre subì
+lo stesso destino di molti altri in tempi più antichi e più recenti: le
+circostanze e gli uomini che lo circondavano lo avevano formato; la
+paura lo spingeva a qualunque estremo. Era troppo debole per vincere
+questa paura, e troppo ignorante per avere dello Stato un concetto
+diverso da quello che egli si era formato, cioè che esso fosse sua
+esclusiva proprietà. Era avaro ed ammonticchiava milioni spremuti dal
+suo popolo.
+
+Si dice non senza fondamento che in nessun altro Stato regnasse nel
+trattamento degli affari tanta diffidenza e tanta paura come a Napoli;
+il re non solo viveva in continuo timore della rivoluzione nelle
+provincie, ma diffidava dei suoi stessi ministri. Sembra che avesse per
+principio di comporre il suo Gabinetto di elementi avversi, di modo che
+l'uno diventasse controllo dell'altro. Nel 1846 era presidente dei
+ministri il marchese di Pietracatella, un partigiano accanito
+dell'assolutismo e delle idee austriache. Ministro dell'Interno era
+Niccolò Santangelo; ministro della Polizia Francesco Saverio Del
+Carretto; delle Finanze Ferdinando Ferri, un vecchio liberale del 1799;
+degli Esteri il principe di Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò
+Parisio, uomo molto dotto ma senza energia; ministro della Guerra e
+della Marina era lo stesso re con il generale Giuseppe Garzia come
+direttore generale. Vicerè di Sicilia era il duca Luigi di Maio, un
+uomo spregiato dai Siciliani per la sua nullità.
+
+Di tutti questi ministri erano potenti solo Del Carretto e Santangelo;
+dietro di loro stava monsignor Cocle per mezzo del quale dominavano
+l'animo del Re e si potevano permettere tutto, sia pubblicamente
+nell'indirizzo di governo, sia privatamente vendendo impieghi e favori.
+Una protesta stampata clandestinamente nel 1846, suonava così: «Tra i
+ministri non regna nemmeno quell'unione che c'è tra briganti, perchè si
+conoscono, si odiano e si insidiano; il Re li tiene uniti con la forza e
+crede che, quanto più si odiino tra loro, tanto più si mantengano fedeli
+a lui. Se uno di loro propone qualche cosa di buono, gli altri vi si
+oppongono per malvagità e fanno prevalere il partito peggiore; se uno
+propone una cosa cattiva, gli altri diventano eroi di virtù e la
+impediscono, e così non si fa niente, nè di buono nè di cattivo, ma
+ognuno fa nel suo ministero ciò che vuole. Del Carretto s'atteggia a
+Nerone, Santangelo ruba, Ferri fa economia, Parisio sogna la giustizia,
+il Re dice orazioni, monsignore apre le porte del cielo e della terra.
+Nessuna meraviglia quindi se non c'è un consiglio di Stato e se il
+governo è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e vergognoso tanto per
+gli oppressori come per gli oppressi».
+
+In fatti le condizioni di Napoli prima della rivoluzione del 1848 erano
+spaventevoli. Ogni giorno avvenivano nuovi imprigionamenti; la polizia
+riempiva le prigioni, violando continuamente le leggi e la sicurezza
+personale e facendo regola di ogni sua licenza. I processi si
+accumulavano perchè al minimo sospetto o al più leggero cenno di spioni,
+seguivano processi in massa, istruiti dalla stessa polizia; gli avvocati
+non osavano più difendere gli arrestati, perchè temevano la vendetta del
+governo, che toglieva loro le cariche. Questa sorte toccò tra gli altri
+a Giuseppe Macarelli, presidente della Corte criminale di Napoli, per
+aver difeso strenuamente alcuni giovani accusati di far parte della
+«Giovane Italia». Nello stesso tempo il governo non si vergognava di
+mostrare la sua impotenza contro i briganti e di fare con loro dei veri
+e propri trattati d'alleanza. Così fece per esempio con Talarico, un
+brigante che per ben dodici anni aveva scorazzato per il Sila. Si
+capitolò con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò personalmente il
+decreto di grazia a Cosenza, e dopo che il terribile capitano si fu
+sottomesso, fu inviato insieme con i suoi compagni a Lipari, con una
+pensione di 18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato, che era
+forte solamente contro gli inermi, non poteva non essere odiato e
+disprezzato. Il fermento cresceva in ogni provincia; in Calabria, dove
+l'odio contro Napoli uguagliava quello dei Siciliani, in ogni paese si
+preparava una rivolta con l'accordo con i capi del partito liberale di
+Napoli.
+
+Il movimento fu arrestato un momento dalla morte di Gregorio XVI e dalla
+elezione di Pio IX avvenuta il 16 giugno 1846 e dal meraviglioso
+cambiamento, che come per incanto, commosse gli animi di tutti. Mentre
+il rimanente d'Italia s'abbandonava ad un entusiasmo indicibile ed il
+popolo si ridestava a nuova vita nell'irresistibile impulso verso le
+riforme e l'indipendenza nazionale, Napoli assumeva un aspetto sempre
+più doloroso, perchè il governo raddoppiava le misure di rigore. Il re
+si mostrava senza cuore e senza testa, incapace come era di comprendere
+i nuovi tempi, e il potere di Del Carretto giunse a limiti che sembrano
+incredibili. Napoli si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti
+non si contavano più e nessuna concessione in senso liberale venne fatta
+fino all'estate del 1847. Nella stupida illusione che un esercito pronto
+a sparare ed una numerosa gendarmeria fossero sufficienti a comprimere
+l'odio sempre maggiore del popolo, alimentato per diecine e diecine
+d'anni con odiosi spargimenti di sangue, il governo lasciò che
+l'amarezza crescesse senza limiti, incoraggiato anche dalle nuove
+relazioni di amicizia con la Russia, annodatesi durante la visita che
+nel 1845 lo czar Nicola aveva fatta alla Corte di Napoli. Oramai si
+erano abituati da lungo tempo a reprimere i numerosi tentativi di
+rivolta che venivano considerati come romantiche ed inconcludenti
+pazzie. Ed ogni nuova impresa di questo genere sarebbe stata impedita
+con tutte le forze, e frattanto si mandava il generale Statella con
+numerose truppe in Calabria, che era il focolare di tutte le aspirazioni
+rivoluzionarie, al di qua dello stretto.
+
+Ma la prima rivolta ebbe luogo in Sicilia, a Messina. Un gruppo di
+giovani audaci e fanatici aveva deciso di sorprendere e di catturare il
+comandante e gli ufficiali ad una festa dove si dovevano recare. Il
+movimento, dopo una breve lotta per le strade, finì con l'arresto o con
+la fuga di tutti i congiurati. Questo tentativo non era isolato, ma era
+in rapporto con le altre sollevazioni che nell'estate del 1847 ebbero
+luogo in Calabria ed in Sicilia, le quali in breve tempo trascinarono
+tutto il Reame. In Calabria erano stati nominati capi del movimento i
+fratelli Domenico e Gian Andrea Romeo, di Reggio. Dopo essersi messi
+d'accordo con i congiurati di Napoli, questi due uomini ardimentosi,
+alla testa di un gruppo di insorti, s'impadronirono di Reggio e
+costrinsero la piccola guarnigione a deporre le armi. Questi fatti
+avvennero verso la fine del mese di agosto. Il moto non era
+repubblicano; si voleva il re costituzionale e Pio IX, e nella
+cittadella venne inalberata la bandiera pontificia. Ma il moto rimase
+locale. Vi prese parte solamente la popolazione di Reggio e dei
+dintorni; quindi la resistenza non poteva durare a lungo, e tutto doveva
+finire come qualche tempo prima ad Aquila, Salerno e Cosenza. Difatti
+apparvero ben presto nel porto di Reggio alcune navi della marina
+napoletana e dopo una breve resistenza, la città si arrese. I capi degli
+insorti si rifugiarono nelle montagne per cercare di scuotere le
+provincie: ma le truppe li inseguirono e dopo che Domenico Romeo, un
+uomo di grande coraggio e di nobile cuore, cadde con l'arme in mano, suo
+fratello si consegnò spontaneamente alle autorità. Più fortunato dei
+suoi predecessori, fu condannato alle galere e qualche tempo dopo potè
+di nuovo prendere una parte attiva ai casi della sua patria.
+
+Questo moto era stato più importante di quanti altri ne erano avvenuti
+dal 1820. Pur senza nessuna consistenza, una città era caduta in mano
+degli insorti, era stato proclamato un governo provvisorio e solamente
+dopo due mesi di lotta accanita, il governo aveva potuto ottenere
+vittoria completa.
+
+Al governo questa impresa apparve doppiamente minacciosa, pel fatto che
+era in relazione con tutto il movimento rivoluzionario italiano e perchè
+gli insorti avevano inalberato la bandiera di Pio IX. E quindi la
+repressione fu più crudele che mai, e si arrivò perfino a far subire la
+tortura agli insorti ed ai liberali arrestati e rinchiusi in prigioni
+orribili; innumerevoli cittadini, nella capitale e nelle provincie
+furono strappati alle loro famiglie e la ferocia di Del Carretto e di
+Campobasso non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla fine.
+L'eccitazione oramai non più frenabile delle popolazioni doveva
+scoppiare nella capitale. Le convulsioni che finora avevano agitato le
+provincie, avevano un carattere locale, ma ben diversa era la cosa se la
+capitale stessa del Reame forzava la mano al governo.
+
+E così accadde. Tanto più numerose si seguivano le riforme che concedeva
+Pio IX, tanto più ardente se ne accendeva il desiderio a Napoli.
+
+La notizia che il papa aveva concessa una Consulta di Stato cadde su
+Napoli e su Palermo come una scintilla in mezzo alla polvere. La polizia
+oramai non arrivava più in tempo negli arresti; ogni giorno per tutte le
+piazze e per tutte le strade si rinnovavano dimostrazioni di migliaia di
+persone. Il moto si faceva ogni giorno più intenso; indirizzi,
+petizioni, manifesti d'ogni genere, deputazioni di Siciliani, di
+Calabresi, di Napoletani si seguirono ininterrottamente, e per le strade
+non si udiva più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i Siciliani!
+Costituzione!»
+
+Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto il re aveva abolito la
+penosa tassa sul macinato e diminuita quella sul sale; da ultimo si
+decise a cambiare il Ministero. Ne uscirono Niccolò Santangelo e
+Ferdinando Ferri; vi rimasero Del Carretto e l'austriacante
+Pietracatella. Ma il popolo continuava a circondare ogni giorno il
+palazzo reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni giorno continuavano a
+giungere deputazioni da tutte le parti del Reame; ogni giorno i rapporti
+che venivano dalla provincia, parlavano di movimenti sempre più
+pericolosi. Napoli era in uno stato di agitazione convulsa. Il 14
+dicembre il popolo si affollò in piazza della Carità. Schiere
+innumerevoli di gente di tutte le condizioni, con numerose bandiere dai
+tre colori nazionali, gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo di Toscana e i
+Siciliani», e invocavano ad alta voce le riforme. La truppa, rinforzata
+con le guarnigioni di Salerno e di Nola, era tutta sotto le armi, ed il
+palazzo era guardato dall'artiglieria con i cannoni carichi. Di nuovo
+ebbero luogo arresti in massa, e poichè tra gli arrestati vi erano
+numerosi giovani dell'aristocrazia, quali il principe Caracciolo, il
+duca di San Donato, il duca di Albaneto ed altri, il popolo poteva
+convincersi che le idee liberali erano penetrate anche nella più alta
+nobiltà. Si chiusero l'Università e le scuole superiori e alcune
+migliaia di studenti appartenenti alla provincia furono costretti ad
+abbandonare Napoli. E l'agitazione cresceva, da un momento all'altro
+poteva scoppiare la tempesta. Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò
+in Sicilia, e Palermo dette con la sua coraggiosa rivolta il segnale a
+tutta l'Europa per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità
+elettrica, per poi finire con mettere in evidenza in tutti i paesi la
+debolezza della razza moderna.
+
+Tra tutte le nazioni che allora si sollevarono in nome del diritto e
+della libertà, poche erano più degne di simpatia e nessuna più
+conculcata nei suoi diritti della Sicilia. Nessuna aveva davanti agli
+occhi una meta così chiara e così reale: l'indipendenza nazionale e la
+costituzione del 1812. Mentre in tutto il resto d'Europa ed anche in
+Italia, una quantità di idee di natura politica o sociale prodotte da
+scuole teoriche o da evoluzioni storiche, confondevano la mente del
+popolo, sminuzzavano le forze e gli interessi e rendevano impossibile un
+risultato generale, la Sicilia era rimasta nel suo patriottico
+isolamento in disparte da ogni indirizzo moderno. Era stato abolito il
+feudalismo senza che sorgessero tendenze socialistiche; la nobiltà
+alleata col clero, insigne per cultura, mentre tutto il resto della
+popolazione rimaneva indietro, e per meriti patriottici nelle scienze,
+era senza contrasti alla testa nel chiedere il riconoscimento dei
+diritti nazionali. È noto che la costituzione del 1812 concessa da lord
+Bentich fu abrogata da Ferdinando I. L'ultimo Parlamento siciliano fu
+disciolto il 15 maggio 1815. Quando il re nel 1816 si preparava a
+modificare sostanzialmente quella costituzione di cui l'Inghilterra si
+era resa garante, lord Castelreagh lo minacciò di un intervento inglese.
+Ma la minaccia rimase allo stato di nota diplomatica ed il re potè
+indisturbato conculcare i diritti della Sicilia e riunire l'11 dicembre
+1816 l'isola a Napoli. L'esercito nazionale fu disciolto,
+l'amministrazione tornò napoletana e le imposte furono aumentate
+arbitrariamente. I Siciliani con la rivoluzione del 20 fecero di nuovo
+trionfare la loro indipendenza e la loro costituzione; ma dopo che
+Palermo fu costretta ad aprire le porte al generale Florestano Pepe, ed
+il generale Colletta ebbe domata l'insurrezione, il governo di Napoli si
+mise di nuovo nella via che s'era prefissa, quella cioè di rendere la
+Sicilia una semplice provincia del Reame. L'isola, angariata in modo
+incredibile dalle imposte, cadde in una profonda miseria; le città
+perdettero ogni animazione, ed il governo sperò che in questo stato di
+cose ed incoraggiando premeditatamente l'ignoranza, le forze
+patriottiche si sarebbero sempre più indebolite.
+
+Nel 1837, dopo l'insurrezione provocata dal colera, Ferdinando II aveva
+con un decreto del 31 ottobre compiuto un ulteriore atto di violenza
+contro i Siciliani; venne stabilita la reciprocità degli impieghi fra
+Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza di paese, qua potevano
+venir assunti i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il disagio
+finanziario contribuì ad inasprire l'animo dei Siciliani, poichè
+quantunque per legge del Parlamento del 1813 il governo non potesse
+ricavare dalla Sicilia una somma superiore a 1.847.685 oncie, pure
+questa cifra era stata di molto superata, specialmente per la tassa sul
+macinato e l'imposta fondiaria. S'aggiunsero poi altre tasse, tanto che
+la piccola proprietà era oberata del 32 per cento.
+
+E la miseria divenne sempre più spaventosa. Due flagelli avevano
+devastata l'isola: il colera e Del Carretto, l'_alter ego_ del re.
+Questo uomo, che lo stesso Tiberio non avrebbe sdegnato di nominare
+ministro di polizia, si comportava in una maniera inaudita. I Siciliani
+soffocavano sotto la triplice compressione delle tasse, degli sbirri e
+dei soldati. Perfino il governatorato, quest'ultima larva di
+riconoscimento nazionale, pel quale la Sicilia si distingueva dalle
+altre provincie di terra ferma, venne dato in mano a dei militari. Il
+conte di Siracusa, fratello del re, noto pel suo umore bizzarro che
+ricordava quello del granduca Costantino di Russia, fu l'ultimo
+governatore di sangue reale. Dopo il suo richiamo, avvenuto nel 1835,
+non furono nominati che generali. Nel 1839 il re nominò luogotenente
+dell'isola perfino uno Svizzero, il generale Tschudy; gli successe il
+generale Vial e nel 1840 il De Maio.
+
+Le relazioni della Sicilia con Napoli e con la dinastia dei Borboni alla
+fine del 1847, somigliavano a quelle prima dei Vespri Siciliani. A
+tanta distanza di tempo si trattava ugualmente della stessa oppressione
+e dello stesso sforzo di Napoli per togliere alla Sicilia ogni carattere
+nazionale, e tutte e due le volte una costituzione, prima esistente, e
+poi tolta con la violenza, causava e giustificava la rivoluzione. Vi
+sono anche altre somiglianze: tutte e due le volte venne proclamata la
+decadenza della dinastia regnante e nominato un re straniero. Ma i
+risultati invece furono ben differenti. La rivoluzione del 1848
+intrapresa con entusiasmo, fu da principio mirabile per unanime
+concordia di animi, ebbe favorevoli le circostanze di tempo, e pure in
+poco tempo finì miseramente con grande meraviglia di tutti. Quasi
+ventimila uomini in armi potevano combattere per lei e si può dire che
+due reggimenti svizzeri ne ebbero ragione senza fatica.
+
+Esaminiamo un poco l'andamento delle cose.
+
+Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo di Napoli si agitava
+violentemente, anche quello di Palermo era in grande fermento.
+Governatore del re era Maio (un nome che ai tempi di Guglielmo il
+Normanno aveva avuto un periodo di rinomanza molto sgradita) e
+comandante delle truppe reali era Vial. La popolazione, con alla testa
+uomini della più antica nobiltà, il marchese Ruggiero Settimo, il
+marchese Spedalotto, il principe Serra di Falco, Scordia, Pallagonia,
+Grammonte, Pantellaria, aveva mandato a Napoli numerose deputazioni
+chiedenti il riconoscimento degli antichi diritti. In Palermo avevano
+luogo le stesse dimostrazioni che a Napoli, gli stessi arresti in massa
+e lo stesso atteggiamento minaccioso delle truppe. Non venendo nessuna
+concessione da parte del governo, i Siciliani annunziarono la lotta con
+cavalleresca franchezza ad alta voce; la rivoluzione, infatti, venne
+proclamata con manifesti, discorsi e deputazioni. Essa non doveva avere
+nessuno dei caratteri di una cospirazione, nè assumere l'aspetto di una
+rivolta o di una sedizione; no, era la popolazione che si sollevava
+tutta intiera. Si stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848, giorno
+natalizio di Ferdinando: se per quel giorno i desiderî del popolo non
+venissero soddisfatti, si sarebbe dato principio alla lotta. E la
+mattina di quel giorno il popolo infatti si ribellò. Le campane
+suonarono a stormo, tutta la popolazione, nobili, frati, preti,
+borghesi, operai e pescatori, senza distinzione di casta, gli uni bene
+armati, gli altri impugnando armi d'occasione, spiedi, ramponi e
+coltelli da caccia, si riversò sulle piazze. Si gridava: _Evviva Pio IX!
+Evviva la Lega Italiana! Evviva Santa Rosalia_. Le truppe si ritirano;
+l'artiglieria circonda il palazzo reale, il quale domina il Cassaro che
+è la strada principale della città. Alle due dopo mezzogiorno Palermo
+era piena di barricate, senza che si venisse alle mani. Si stava pronti
+da una parte e dall'altra; tutta la notte passò in silenzio, interrotto
+solo da qualche voce di comando, da qualche lumicino nelle strade e dai
+fuochi accesi sulle piazze. La mattina dopo i cannoni che circondavano
+il palazzo reale cominciarono a fare fuoco e nel dopo pranzo dal forte
+di Castellammare si prese a tirar granate. Questo forte era comandato da
+uno Svizzero risoluto, il colonnello Gros, che aveva ordine di lanciare
+ogni cinque minuti una bomba sulla città; egli tirò solamente ogni
+quarto d'ora. Per le strade si combattè con ardore; le campane, che
+suonavano a stormo, confondevano il loro frastuono con le grida dei
+combattenti e con il crepitío delle armi. I consoli di tutte le potenze
+estere ed il comandante della nave inglese ancorata nel porto,
+formularono una protesta in cui si chiedeva di moderare almeno il
+bombardamento della città e che si interrompessero le ostilità per
+ventiquattr'ore, onde dar tempo agli stranieri di rifugiarsi sulle navi.
+Trascorso questo termine, che fu concesso, la lotta cominciò di nuovo.
+Il coraggio dei Palermitani fu degno dei loro antenati; si videro
+gruppi capitanati perfino da frati benedettini e preti, che, in mezzo al
+grandinar delle palle, tenevano in alto una croce o una bandiera.
+Meraviglioso l'ordine; non fu commesso nessun eccesso e nessun furto
+senza che non venisse immediatamente punito dalla stessa giustizia
+popolare. Nessun atto di crudeltà fu commesso da parte del popolo nei
+primi giorni della rivolta; gli insorti stessi trasportavano al
+lazzaretto i soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete di vendetta,
+e gli odî personali e politici vollero le loro vittime; avvennero scene
+di terribile furore popolare; anche i soldati, e forse per i primi,
+divennero feroci, inaspriti dalla situazione insostenibile e dallo
+sforzo disperato che dovettero sostenere. Essi assaltarono i conventi,
+uccisero tutti i frati benedettini, e gettarono dalle finestre sul
+selciato delle strade, morti e viventi.
+
+Mentre il popolo combatteva sulle strade, i capi emanarono un proclama
+in cui si enumeravano le cause della rivoluzione. Da trent'anni, si
+diceva in esso, il Parlamento siciliano non viene più convocato;
+l'assolutismo, che ha violato le leggi e conculcato tutti i diritti, ha
+prodotto la miseria nelle campagne e nelle industrie. Invano il popolo
+ha nel 1816 protestato presso l'Inghilterra, che pure nel 1812 aveva
+garantito l'applicazione dello Statuto di Federico II d'Aragona nella
+sua nuova forma; invano le sollevazioni del 1831, 1837, 1847! Ma con le
+riforme di Pio IX è venuta l'ora della liberazione, ed ora i Siciliani
+si sono armati per riconquistare i loro diritti, per ricondurre di nuovo
+la loro patria nel numero delle nazioni viventi. Siciliani, non hanno
+forse i nostri antenati cacciato via il tirannico Carlo d'Anjou? Non
+hanno sostenuto Ferdinando d'Aragona contro tutta l'Europa? Che cosa
+possono le armi di Ferdinando II, se tutto un popolo persiste nel suo
+volere? Il dado è tratto, completiamo noi la santa impresa. Viva Pio IX!
+Viva la Sicilia! Viva i nostri fratelli d'Italia!
+
+Frattanto la nave _Vesuvio_ aveva portato a Napoli la notizia dello
+scoppio della rivoluzione. Il governo spaventato fece imbarcare su dieci
+navi, sei mila uomini agli ordini del generale Desauget. E quando queste
+truppe giunsero a Palermo il 15 gennaio (ci vogliono sedici ore di
+navigazione da Napoli a Palermo) tutta la città, meno i forti ed il
+palazzo reale, era in mano degli insorti. La rivolta era organizzata
+splendidamente; si era formato un governo provvisorio composto di trenta
+persone scelte tra le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla
+rivoluzione; che essa fosse una sollevazione vera e propria e non, come
+si disse poi, un semplice colpo di mano del clero desideroso di potere e
+della nobiltà gelosa dei suoi diritti, lo dimostra il fatto che vi
+parteciparono tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti,
+Catania, Trapani, Noto, Milazzo e Caltanissetta le truppe napoletane
+furono sbaragliate; fu nominata una Giunta provvisoria e proclamato di
+procedere d'accordo con Palermo. Il governo provvisorio di Palermo si
+suddivise in quattro Giunte, la prima per la difesa, presieduta dal
+principe di Pantellaria, la seconda per il vettovagliamento, presieduta
+dal marchese Spedalotto, la terza per le finanze, presieduta dal
+marchese di Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato, presieduta da
+Ruggiero Settimo, un nobile e degno vecchio, che era stato ministro e
+che godeva una grandissima popolarità per le sue idee liberali.
+
+Le truppe di Desauget si unirono agli assediati e formarono un corpo di
+novemila uomini, coi quali fu possibile ricominciare la lotta. Il duca
+Maio e Spedalotto, pretore della città, vale a dire presidente del
+Senato di Palermo, si scambiarono delle note: il popolo chiedeva la
+costituzione del 1812 e l'immediata convocazione del Parlamento. Il
+conte d'Aquila, fratello del re, che era giunto il 15 insieme con le
+truppe, ventiquattr'ore dopo ripartì per Napoli con due fregate, per
+esporre al re lo stato delle cose ed esortarlo a cedere. Il 25 era già
+di ritorno portando seco il decreto di riforme che il re, spaventato
+dalla piega degli avvenimenti, si era lasciato strappare. Con questo
+decreto veniva concessa ai Siciliani un'amministrazione separata oltre
+che per tutti gli affari anche per la giustizia, veniva abrogato il
+decreto del 31 ottobre 1837; il conte d'Aquila veniva nominato
+governatore, e si creava un nuovo Ministero presieduto da Lucchesi,
+Palli.
+
+Ma il governo provvisorio rifiutò queste concessioni; esso voleva
+l'allontanamento delle truppe, la consegna di tutti i forti e la
+convocazione del Parlamento in base alla costituzione del 1812.
+L'entusiasmo non permetteva più di riflettere, si voleva ottenere tutto
+e la lotta ricominciò con nuovo ardore da tutte e due le parti. I
+soldati soffrivano enormemente; mancavano di pane e amareggiati da una
+lotta ininterrotta, cominciarono a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio
+anche il palazzo reale cadde in mano del popolo, Desauget vide
+l'impossibilità non solo di domare Palermo, ma di resistere ancora, e
+domandò un armistizio per imbarcare gli avanzi delle sue truppe e
+rimandarli a Napoli. Ma il popolo mise come condizione assoluta per
+l'armistizio, la consegna del forte di Castellammare ed allora le
+truppe regie nella notte del 29 gennaio si portarono a Solanto passando
+per Bagaria, dove, stremate di forze, riuscirono ad imbarcarsi. Quando
+furono giunti a Napoli, laceri scalzi e istupiditi come dopo una lunga
+campagna, apparve chiaro che i Siciliani erano riusciti vittoriosi e che
+il governo era incapace di resistere anche adoperando senza riguardo le
+armi.
+
+Ed infatti la rivoluzione faceva, in Sicilia, passi da gigante. La
+resistenza delle truppe restate nell'isola era oramai ridotta a nulla;
+eran rimaste nelle loro mani, solo la cittadella di Palermo e quella di
+Messina, difesa dal generale Pronio: tutto il resto dell'isola era
+perfettamente libero ed in condizione di organizzarsi in senso
+nazionale.
+
+In Napoli questi avvenimenti venivano ingrossati, ed il popolo si
+abbandonava ad una gioia irrefrenabile; le strade rintronavano
+continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!» Già in Castel
+Sant'Elmo sventolava la bandiera rossa ed in tutte le caserme
+risuonavano segnali d'allarme. Chi poteva più frenare una città come
+Napoli? Il re, assediato dai suoi consiglieri e dal corpo diplomatico,
+tentannava, ma alla fine si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio
+Del Carretto fu allontanato, ed allorchè in compagnia del duca
+Filangieri scendeva le scale del palazzo reale, venne arrestato e poi
+silenziosamente e di notte, come si usava un tempo a Venezia, condotto
+su di una nave già pronta che partì immediatamente per Livorno. Non gli
+fu concessa nessuna dilazione e non potè salutare nè amici, nè parenti;
+solamente il re gli mandò 3000 ducati.
+
+Tutti i ministri presentarono le loro dimissioni. A presiedere il nuovo
+gabinetto fu chiamato il duca Serracapriola che era stato ambasciatore
+in Francia; gli altri ministri furono scelti tra le persone bene accette
+al popolo, come Borelli, che aveva partecipato alla rivoluzione del '20
+e che aveva sofferto il carcere e l'esilio; Bonanni, Dentice, e Carlo
+Cianciulli che andò agli Interni. Si disse che costoro avevano accettato
+il portafogli solo alla condizione che il re concedesse la costituzione;
+altri dicevano che il re stesso avesse preso l'iniziativa di concedere
+la costituzione. Ed il decreto venne il 29 gennaio 1848. Si creava una
+Camera Alta, i di cui componenti venivano scelti dal re, ed una Camera
+di Deputati eletti dal popolo; si annunziava inoltre la responsabilità
+dei ministri, la fondazione di una Banca nazionale; e si riconcedeva la
+libertà di stampa. Così il re assoluto di Napoli era stato condotto
+dalla forza degli avvenimenti a concedere la costituzione prima ancora
+che in Toscana ed in Piemonte. In un baleno le cose cambiarono
+d'aspetto: la polizia scomparve come gli uccelli notturni che la luce
+del sole spaventa; gli esiliati tornarono in patria; le carceri
+restituirono le loro vittime; la libertà di stampa fece piovere
+giornali, fogli volanti, e specialmente satire atroci contro i passati
+ministri. Il popolo però nei suoi strati più bassi contemplava queste
+novità con sfiducia; i lazzaroni, questi amici del re assoluto, che si
+erano abituati alle esortazioni dei frati fanatici ed alle distribuzioni
+di denaro che faceva loro Del Carretto, cominciarono ad agitarsi ed a
+riunirsi al Mercato e nel porto per difendere il re; ma la guardia
+nazionale li costrinse a mantenersi tranquilli. La concessione della
+costituzione creò per prima cosa la divisione degli animi in vari
+partiti, e mentre da una parte si schieravano radicali ed avvocati,
+scrittori e principi e si univano in un lavoro appassionato, si vide
+dall'altra parte il popolo in grande maggioranza, per quanto commosso
+dalla novità della cosa, incapace di afferrare un principio politico e
+di partecipare efficacemente al nuovo stato di cose. I Napolitani sono
+dei grandi fanciulli, anche la storia universale diventa per loro una
+cosa decorativa come la natura, e si risolve in una rappresentazione
+teatrale, mentre la polizia pensa a sgombrare il palcoscenico.
+
+Si fecero dei saturnali d'una incredibile vivacità; partirono emissari
+per tutte le provincie con la formola di giuramento della costituzione.
+Una nave salpò in gran fretta per Palermo onde calmare i Siciliani che
+ancora combattevano e per ordinare al comandante di Castellammare di
+consegnare il forte nelle mani del popolo. E ciò accadde il 5 febbraio.
+Tre giorni prima il governo provvisorio aveva assunto una forma più
+stabile sotto la presidenza di Ruggiero Settimo e mentre tutta l'isola
+si rafforzava sempre più nel nuovo stato, cresceva anche la fiducia
+nelle proprie forze e la convinzione della debolezza di Napoli. E pure
+Messina era ancora nelle mani delle truppe regie; perchè la poderosa
+fortezza resisteva a tutte le tempeste di popolo e dalle mura di essa
+Pronio rovesciava sugli insorti una pioggia di bombe. Quello che
+sorprende è che i Siciliani non sieno stati in grado d'impadronirsi di
+quella fortezza nel primo impeto della loro rivolta. Costretti ad
+abbandonare questo posto così importante, essi lasciarono in vita il
+primo germe di rovina della loro impresa; Messina fu il tallone
+d'Achille della loro libertà.
+
+Frattanto il governo di Napoli si trovava nella peggiore delle
+situazioni. Incapace di riprendere la Sicilia con la forza ed ancor
+meno disposto a riconoscere le pretese del popolo, fu costretto ad
+accettare la proposta mediazione dell'Inghilterra.
+
+Il Gabinetto di Palmerston profittò con prontezza dell'interna
+confusione di Napoli per indebolire il Regno, per intromettersi
+attivamente nei suoi affari e conquistarsi una stabile posizione in
+Sicilia. Tutti gli occhi erano rivolti sull'Inghilterra. Essa aveva
+garantito la costituzione di Bentick e quindi era considerata come la
+naturale alleata dell'insurrezione siciliana; la sua flotta apparve
+dinanzi a Palermo, altre navi sue incrociavano nelle acque di Messina ed
+armi e munizioni inglesi erano state distribuite in gran copia a
+Palermo. La diplomazia inglese spingeva il re a fare le maggiori
+concessioni e ad accettare la mediazione di lord Munto. Allorchè poi la
+rivoluzione di febbraio in Francia minacciò di sconvolgere la situazione
+di tutta l'Europa e dette nuova energia alle richieste dei popoli, il
+governo di Napoli concesse ai Siciliani tutto quello che era possibile
+concedere senza arrivare ad una definitiva rinunzia.
+
+Il 6 marzo, il re dette il suo assenso ad un'immediata convocazione del
+Parlamento siciliano e alla revisione della costituzione del 1812
+«adattandola ai nuovi tempi». Contemporaneamente Ruggiero Settimo venne
+nominato vicerè e venne creato un Ministero siciliano; tuttavia,
+Siracusa e Messina dovevano, come garanzia, permettere una guarnigione
+di truppe napolitane.
+
+Se i Siciliani nella calma avessero esaminato la debolezza della loro
+forza di resistenza e quella ancora maggiore dei loro mezzi di guerra ed
+avessero accettata la proposta mediazione, paghi di un Parlamento e di
+una costituzione propria, forse avrebbero potuto sotto la garanzia
+dell'Inghilterra e della Francia, conservare le fatte conquiste. Ma la
+facile vittoria del gennaio, la spregevole debolezza della dinastia dei
+Borboni, a cui il popolo rimproverava sempre i precedenti spergiuri, la
+passione patriottica, l'odio, l'orgoglio nazionale e finalmente lo stato
+di convulsione in cui si trovava l'Europa e che sembrava presagire una
+nuova èra, soffocarono ogni voce di moderazione. Lord Munto venne
+accolto in Palermo con fredda sostenutezza, si diffidò dell'Inghilterra
+non meno che dei Napolitani, si reclamò la indipendenza più completa, si
+accettò solamente un governatore di sangue reale purchè riconosciuto dal
+Parlamento nazionale e come procuratore di esso. Tutti gli impiegati
+dovevano essere siciliani e dovevano venir nominati senza la
+convalidazione del re; la flotta doveva essere siciliana. Si chiedeva
+inoltre la consegna di Messina e di Siracusa e che la quarta parte della
+marina da guerra e degli approviggionamenti militari fossero dichiarati
+proprietà nazionale della Sicilia. Da ultimo la Sicilia doveva avere una
+rappresentanza autonoma nella Lega italiana.
+
+Si concedeva al monarca di Napoli di assumere il titolo di re di
+Sicilia, ma allo stesso modo come ha ancora il titolo di re di
+Gerusalemme. I Siciliani, dato il trattamento che avevano fino allora
+subíto, potevano bene assumersi il diritto di fare queste richieste, ma
+disgraziatamente mancava loro il più efficace dei diritti, quello della
+forza che è l'unica che possa mutare in fatti la sola volontà.
+
+Il re protestò solennemente contro ogni atto che tendeva a diminuire la
+situazione creatagli dal Congresso di Vienna, come re delle Due Sicilie.
+Dietro di lui si agitava il rappresentante dello Czar a Napoli,
+Chreptowitsch, di fronte a lui stava lord Munto. Ed intanto si andava
+avanti con le trattative senza concludere nulla, mentre da una parte i
+Siciliani si governavano da sè stessi e dall'altra a Napoli si
+rappresentava una nuova opera intitolata: _La Costituzione_.
+
+La costituzione venne annunziata il 10 febbraio ed il re, il 24 febbraio
+la giurò nella chiesa di S. Francesco di Paola, sopra il Vangelo, con
+grande pompa, in mezzo all'entusiasmo del popolo, così come aveva fatto
+suo nonno Ferdinando I. Ancora una volta Napoli diventava uno Stato
+costituzionale.
+
+Subito dopo, il 2 marzo, cadeva il ministero Serracapriola, e ne veniva
+formato un altro sotto la presidenza di Cariati. Che trasformazione
+avveniva! Carlo Poerio, l'avvocato liberale, appena liberato dalle
+catene messegli da Del Carretto, diventava ministro della pubblica
+Istruzione; Gian Andrea Romeo, pochi giorni prima mandato in gran fretta
+in galera, godeva ora del favore della Corte e veniva nominato
+Intendente del Principato Citeriore, e come difensore della monarchia
+costituzionale veniva posto contro il radicalismo che diventava sempre
+più irrequieto. L'11 marzo i Napoletani godettero uno spettacolo
+eccezionalissimo: Nella piazza davanti a Castel Nuovo, passavano trenta
+carrozze con entro i gesuiti mandati in esilio. Monsignor Cocle, il
+potentissimo confessore del re, era già scappato via e si era rifugiato
+a Malta. Del resto l'allontanamento dei gesuiti mise in luce lo stato
+morale del popolo. Appena essi avevano abbandonata la città, i
+lazzaroni, sobillati da frati e preti, si radunarono in gran numero e
+cominciarono a chiedere a grandi gridi il richiamo dei seguaci della
+Compagnia di Gesù. Acclamavano il re e la Madonna del Carmine, ma
+gridavano morte alla costituzione ed ai liberali che volevan togliere
+loro, come essi dicevano, i loro santi e la loro religione, e
+distruggere le loro chiese. La guardia nazionale dovette penare non poco
+per sedare il tumulto. Questi lazzaroni, povere creature del momento e
+pure ardenti sostenitori del passato, non avevano la più lontana idea di
+ciò che fosse costituzione. Essi rimanevano fedeli al re; appena questi
+si mostrava in pubblico, essi lo circondavano e gli chiedevano le armi
+per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo armi, dicevano, prenderemo
+le pietre delle strade e ti difenderemo, come i nostri padri hanno
+difeso tuo nonno».
+
+Mentre la Sicilia, che il 25 marzo aveva solennemente inaugurato il suo
+Parlamento, si apparecchiava alla completa indipendenza e alla
+deposizione del re, così che il governo si trovava in grandi imbarazzi
+tanto da una parte che dall'altra del faro, sopraggiunse anche il
+movimento che si era propagato in tutta Italia e che costrinse Napoli ad
+uscir fuori dei propri confini. Si trattava della _Lega d'Italia:_ si
+doveva tenere il Congresso italiano a Roma, inviare un esercito a
+cooperare alla guerra dì Lombardia in favore dell'indipendenza
+italiana. Si preparò tutto con grande abilità. Già il 28 marzo il
+principe Schwarzenberg, ambasciatore austriaco a Napoli fu costretto a
+partire; il 7 aprile salì al potere un nuovo Ministero sotto la
+presidenza di Carlo Troia ed il re pubblicò un pomposo manifesto in cui
+invitava il suo popolo a cooperare all'unione d'Italia. Immediatamente
+partirono i reggimenti per la Lombardia sotto il comando del generale
+Guglielmo Pepe, il celebre capo dei Carbonari del 1820. Numerosi
+volontari erano già partiti, accompagnati dall'entusiastica principessa
+Belgioioso.
+
+Erano appena accaduti questi fatti e gli occhi di tutti erano rivolti
+verso una patria più grande, quando giunse da Palermo la notizia che il
+Parlamento siciliano aveva all'unanimità deposto Ferdinando II e l'aveva
+dichiarato decaduto da tutti i suoi diritti sulla Sicilia. Il 13 aprile
+fu redatto questo atto straordinario e lo sottoscrissero il marchese
+Torrearsa, come Presidente della Camera dei Deputati, il duca Serra di
+Falco, come presidente della Camera Alta, Ruggero Settimo, presidente
+del Consiglio, e Calvi ministro dell'Interno. La Sicilia si era resa
+indipendente e nel suo trono doveva esser chiamato un principe italiano,
+appena la costituzione fosse stata completata in tutte le sue parti.
+
+Questi provvedimenti estremi non ottennero un consenso unanime nel
+popolo. I radicali esultarono; Palermo s'illuminò a festa per tre sere
+consecutive; furono spezzate tutte le statue dei re, eccetto quella di
+Carlo III; ma i moderati ne rimasero spaventati; oramai era inevitabile
+una maggiore divisione di partiti e quindi un principio di reazione. Odî
+sconfinati e passioni fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la
+speranza nell'Inghilterra e nella Francia ed anche nel Piemonte, al cui
+re si era spontaneamente offerta la corona, avevano contribuito a far
+prendere quelle decisioni; si volevano ripetere i giorni gloriosi dei
+Vespri e si contava, oltre che nelle proprie forze, anche
+nell'intervento straniero.
+
+Il re di Napoli rispose con una protesta, nella quale dichiarava che
+quel decreto non aveva nessun valore. Il Parlamento frattanto aveva
+nominato una Commissione con l'incarico di redigere un manifesto a tutte
+le Nazioni civili, nel quale si spiegassero i motivi della deposizione
+del re, e nello stesso tempo di rivedere la costituzione del 1812. Ma
+non con la stessa energia si procedeva alla creazione di una flotta
+nazionale. Pronio rimaneva sempre chiuso nella cittadella di Messina,
+respingendo con successo ogni tentativo del popolo di impadronirsene.
+Da ultimo Giannandrea Romeo, mandato in Sicilia dal re, ottenne la
+conclusione di un armistizio fino al 15 maggio.
+
+Le cose stavano a questo punto, quando il 15 maggio avvenne un colpo di
+scena che ferì a morte la rivoluzione di Napoli. Era il giorno destinato
+all'apertura del Parlamento; i deputati erano già giunti dalla
+provincia, ed il re aveva nominato le 50 persone che dovevano far parte
+della Camera Alta. Il giorno prima nel giornale ufficiale era stato
+pubblicato anche il cerimoniale da seguirsi per l'inaugurazione. I
+deputati ed i senatori dovevano riunirsi nella chiesa di S. Lorenzo
+dove, dopo ascoltata la Messa, il re avrebbe pronunciato il discorso
+d'apertura, a cui avrebbe seguito il giuramento di fedeltà al trono ed
+alla costituzione. Appena questo programma fu pubblicato, cominciò
+un'agitazione violenta. I deputati si rifiutavano di prestare un
+giuramento che veniva a limitare i poteri della futura Camera; i
+radicali non volevano sentir parlare di una Camera Alta. Questi ultimi,
+in numero di 99, tra i quali Ricciardi, Camaldoli e La Cecilia,
+appartenenti alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto, sedendo in
+permanenza tutta la notte dal 14 al 15 e mandando una deputazione al
+presidente dei ministri perchè rinunziasse a quel programma. Il re vi si
+rifiutò. Ed i radicali allora, forse tra loro vi era qualche agente del
+governo, eccitarono il popolo: si proruppe in minaccie, si disse che
+giungevano in rinforzo i Calabresi di Romeo, che sarebbero intervenuti i
+Francesi che già tenevano pronta una flotta nelle acque di Napoli, e si
+gridò che bisognava deporre il re e proclamare la repubblica. Nelle
+strade laterali di Toledo, occupate dalla guardia nazionale, si
+innalzarono numerose barricate, mentre le truppe circondarono in fretta
+il palazzo reale. Il furore e la confusione crescevano di minuto in
+minuto. La mattina del 15 i deputati si costituirono nel Parlamento in
+governo provvisorio e nominarono un Comitato di salute pubblica. E così
+si rese impossibile una soluzione incruenta. Fu la sfiducia verso la
+dinastia dei Borboni che spinse le cose a questi estremi; più a questa
+sfiducia che al partito repubblicano si deve ascrivere la catastrofe del
+15 maggio; perchè i repubblicani erano poco numerosi e senza alcun
+seguito nel popolo. Il re poi la mattina fece ancora delle altre
+concessioni: la Camera Alta non si sarebbe radunata e la formola del
+giuramento sarebbe stata mutata, e sembrava da principio che il tumulto
+si calmasse; alcune barricate furono abbandonate ed i reggimenti
+svizzeri tornarono nelle loro caserme. Ma i radicali non si fidarono di
+queste promesse; i tumultuanti nelle piazze che in gran parte erano
+venuti a Napoli dagli Abbruzzi, dal Principato e dalle Calabrie,
+attizzavano il fuoco, impedivano la demolizione delle barricate e ne
+innalzavano delle nuove. Di nuovo i deputati posero al re le seguenti
+condizioni come garanzia della sua buona intenzione di mantenere la
+costituzione: abolizione della Camera Alta, consegna di tutti i forti
+alla guardia nazionale, allontanamento di tutte le truppe dieci miglia
+dalla città. Il re di rimando si riportò alla costituzione da lui
+giurata e che la Camera dei Deputati aveva apertamente violata con le
+sue deliberazioni illegali e che egli invece difendeva. E' fuor di
+dubbio che a questo momento erano i deputati che avevano violato la
+costituzione del 10 febbraio, mentre finora il governo aveva agito
+legalmente. Esso conosceva la debolezza del partito popolare e poteva
+contare sulla fedeltà delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare la
+lotta con risolutezza. Il re stesso alla fine si mostrò risoluto di
+andare fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti i comandanti dei
+forti di bombardare la città al primo inizio delle ostilità.
+
+Alle 11 del mattino si sparò il primo colpo di fucile. Una guardia
+nazionale uccise un soldato e la lotta cominciò. Le truppe si
+slanciarono subito contro le barricate e i quattro reggimenti svizzeri
+si avanzarono con le baionette inastate. Contemporaneamente da Castel
+Nuovo si cominciò a bombardare a mitraglia la città senza riguardi. Si
+combattè per lungo tempo con grande accanimento; ma quantunque i
+radicali avessero trasformato in fortezze molte case e dalle finestre e
+dai balconi sparassero come da feritoie, pure tutte le barricate caddero
+davanti all'impeto degli Svizzeri, i quali poi si precipitarono entro i
+palazzi ed uccisero a colpi di spada chiunque trovarono in armi. Nel
+pomeriggio la mischia era già finita sotto Toledo, ma si combatteva
+ancora a S. Brigida in Mercadello. Molti palazzi bruciavano o cadevano
+in rovina. Dietro gli Svizzeri infuriavano schiere sfrenate di lazzaroni
+venuti per saccheggiare la città e che si precipitavano in ogni casa
+rimasta libera per prendere quanto capitava loro nelle mani. La notte
+del 15 trascorse illuminata dai bagliori degli incendi e l'alba sorse su
+di un quadro spaventevole; palazzi in rovina, barricate distrutte, morti
+e feriti confusi insieme, marmaglia vagante con aria sospetta e carica
+di mobili e di cose di valore; gruppi di prigionieri che venivano
+spinti a piattonate verso Castel Nuovo. I deputati dispersi o
+prigionieri, alcuni come Romeo, Pellicano, Scialoia, Saliceti, avevano
+potuto fuggire; altri tentarono d'imbarcarsi sulle navi francesi
+ancorate nel porto.
+
+Il trono era stato salvato dagli Svizzeri. Si è rimproverato a questi
+mercenari del dispotismo la loro crudeltà verso il popolo ed anche di
+aver partecipato al saccheggio dei palazzi nella giornata del 15 maggio;
+ed i quattro comandanti a nome dei loro reggimenti pubblicarono una
+dichiarazione (Napoli, 7 giugno 1848) dove si respingeva questa accusa e
+si affermava che avevano combattuto non contro il popolo, ma per il
+popolo e per la costituzione del 10 febbraio che anch'essi avevano
+giurato di difendere.
+
+Il 16 maggio il re comparve sul balcone del suo palazzo per ringraziare
+i suoi salvatori ed il 17 fece una passeggiata in carrozza per le strade
+devastate della sua città. I lazzaroni lo circondarono subito,
+sventolando bandiere borboniche, con in mezzo la Madonna del Carmine, e
+gridando: «Santa fede!» Pretendevano anche che il re desse loro il
+permesso di saccheggiare la città.
+
+Il giorno 16 era stata disciolta la guardia nazionale ed una ragazzaglia
+cenciosa portò le armi al Comando generale con urli di gioia. Napoli
+venne posta in stato d'assedio e contemporaneamente apparve un decreto
+reale che conteneva la formale assicurazione che la costituzione giurata
+sarebbe stata fedelmente mantenuta e che, mentre scioglieva la Camera,
+ne convocava un'altra pel primo giugno. Si formò anche un nuovo
+Ministero nel quale Cariati ebbe la presidenza, Bozzelli l'interno, il
+principe Ischitella la guerra e la marina, Torella l'agricoltura e il
+commercio, il generale Carascosa i lavori pubblici, Paolo Ruggiero le
+finanze e Serracapriola la presidenza del Consiglio di Stato.
+
+Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta del 15 maggio, più
+fortunato di suo nonno che potè liberarsi dalla costituzione solo con un
+aperto spergiuro e con l'aiuto delle armi straniere. I giudizi sulla
+giornata del 15 maggio sono assai discordi; se si pensa però che
+l'assolutismo non può mai essere benevolo verso la costituzione, si deve
+riconoscere che il governo napoletano mostrò carattere e che in
+principio agì anche con moderazione. I radicali, male organizzati, senza
+essere sostenuti dal popolo, audaci fino alla pazzia e nella grande
+maggioranza uomini visionari, come in tutta l'Europa, offrirono essi
+stessi al governo una splendida occasione. Ed il governo naturalmente
+l'afferrò con furberia e con prontezza, fece sì che il popolo si
+sollevasse contro di loro, e si atteggiò a difensore della costituzione.
+Si paragonino gli avvenimenti del 1848 con quelli del 1820 e si vedrà
+che la rivoluzione dei Carbonari fu più pronta al principio e più
+efficace nel seguito. Allora si voleva una cosa sola; nel 1848, a
+Napoli, come in Germania ed in Francia, si perdette di vista il punto
+principale per correre dietro a mille questioni. Da ciò quella
+straordinaria debolezza del partito del popolo e l'esempio di una
+rivoluzione cominciata così felicemente e così dolorosamente terminata,
+come mai era avvenuto in precedenza.
+
+La giornata del 15 maggio ebbe conseguenze importantissime per tutta
+l'Italia; ed il contraccolpo se ne fece sentire subito in Lombardia.
+Mentre Ferdinando II richiamava il suo corpo di spedizione, la guerra
+con l'Austria subiva una nuova crisi e le aspirazioni degli Italiani
+venivano colpite a morte. La flotta napoletana che il 5 maggio era
+apparsa davanti ad Ancona ed ora, incrociando davanti a Venezia,
+bloccava Trieste e teneva in iscacco la flotta austriaca, tornò indietro
+e lasciò Venezia indifesa.
+
+La milizia territoriale, comandata da Pepe, venne anch'essa richiamata.
+Già nell'andata, ed appena entrata nel territorio pontificio, essa
+aveva proceduto lentissimamente, secondo ordini segreti ricevuti;
+infatti molti ufficiali che godevano la fiducia del re, frapponevano una
+quantità di ostacoli alla marcia, così che si raggiunse Bologna solo
+dopo moltissimo tempo. A Bologna comparve un ufficiale dello Stato
+maggiore napoletano, con l'ordine di tornare immediatamente indietro.
+Pepe vi si rifiutò e con una piccola schiera continuò ad avanzare fin
+sotto il Po; ma la grande maggioranza delle truppe tornò indietro sotto
+gli ordini del generale Statella, per andare a domare l'insurrezione in
+Calabria. Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si faceva calcolo in
+Lombardia, tornavano indietro, accadde anche che il generale Durando,
+romano, non potè più mantenere le sue posizioni contro gli Austriaci di
+Nugent e quindi anche da quest'altro lato i piani dei Piemontesi
+venivano scompigliati.
+
+I Napoletani marciarono molto più sollecitamente contro le Calabrie che
+contro la Lombardia. Perchè in Calabria doveva continuare ancora la
+lotta infelice; la disciolta Camera dei Deputati voleva radunarsi là e
+stabilire a Cosenza il centro delle operazioni. Quattro deputati,
+Ricciardi, Eugenio di Riso, Raffaele Valentini e Domenico Mauro,
+dovevano radunarsi a Cosenza e di là convocare i loro colleghi. Mentre
+essi si costituivano in Comitato di salute pubblica, accorrevano i
+radicali da tutti i paesi e si distribuivano armi al popolo. Si
+radunarono alcune migliaia di Calabresi, da Messina giunse il valoroso
+Ignazio Ribotti con alcune centinaia di isolani. Ma appena il generale
+Lanza marciò su Cosenza, i Calabresi si ritrassero ed il comitato di
+salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente Nunziante sbarcava a
+Pizzo e ottenuti rinforzi a Monteleone, si diresse verso Campo Longo,
+dove i Calabresi lo respinsero con grande energia. I Napoletani
+ripiegarono su Pizzo, dove si abbandonarono ad ogni sorta di eccessi.
+Ma, sfortunatamente, tra i capi del popolo regnava una grande discordia,
+specialmente tra Ribotti e Mauro. I Calabresi si disciolsero, i
+Siciliani che tentavano di imbarcarsi furono fatti prigionieri: pure il
+Comitato riuscì a riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono in
+banditi, si gettarono sui monti e resero malsicura tutta la Calabria.
+Una terribile anarchia fu la conseguenza della guerra calabrese, così
+che in ogni provincia abbondarono orrori barbarici, furti ed uccisioni.
+
+Nelle altre provincie il movimento non ebbe importanza; la causa del
+popolo oramai era perduta. Si cullò il popolo con una parvenza di
+costituzione; ma solo perchè il partito della reazione ebbe paura di
+osare tutto in una volta. Il 14 giugno fu tolto lo stato d'assedio;
+venne riorganizzata la guardia nazionale, e le elezioni per la nuova
+Camera si svolsero tranquillamente e riuscirono una totale sconfitta del
+governo. Il primo luglio Serracapriola inaugurò la sessione in nome del
+re con un discorso in cui esprimeva il dolore del sovrano per i
+sanguinosi avvenimenti del 15 maggio e richiamava l'attenzione e la cura
+dei deputati sull'amministrazione dei comuni e delle provincie, sulla
+guardia nazionale e sulla pubblica istruzione.
+
+Il governo, padrone della situazione da questa parte del faro, rivolgeva
+tutte le sue forze contro la Sicilia. Disinteressatosi interamente degli
+avvenimenti dell'alta Italia, ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già
+Nunziante radunava il suo esercito a Reggio, dirimpetto a Messina e la
+flotta si preparava a trasportare in Sicilia i reggimenti svizzeri.
+Allora il Parlamento di Sicilia decise l'11 luglio di offrire la corona
+dell'isola al valoroso Duca di Genova, secondogenito del re di Sardegna,
+che avrebbe assunto il titolo di Alberto Amedeo re di Sicilia, con una
+lista civile di 243.030 ducati. Una deputazione si recò in Torino a
+portare al duca la corona, ma venne accolta con parole incerte. Il
+principe (che morì sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà
+della situazione in Sicilia, e la Sardegna doveva guardarsi allora da un
+passo troppo ardito.
+
+Si era giunti così alla fine del mese di agosto; le truppe reali, forti
+di 10.000 uomini si erano imbarcate sotto il comando di Filangieri su
+tredici vapori e venti cannoniere, e, dopo aver toccato Reggio,
+apparvero nelle acque di Messina il 2 settembre. Questa città, nella
+quale funzionava un governo provvisorio, era difesa da 16.000 uomini
+della guardia nazionale che non erano certo sufficienti a respingere due
+assalti contemporaneamente, quello del castello e quello di soldati di
+sbarco. Mentre Pronio la mattina apriva il bombardamento e copriva di
+proiettili questa città che, come poche in Europa, era da tanti secoli
+provata da terremoti, pestilenze e guerre, le truppe effettuavano il
+loro sbarco. I Messinesi sono un popolo assai coraggioso e noncurante di
+morte, forse i più energici tra i Siciliani, ed anche questa volta si
+difesero con grande ardore. Ma essi furono costretti a cedere un posto
+dopo l'altro e, dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde in potere
+dei nemici.
+
+Il 7 settembre Filangieri si impadronì definitivamente di Messina che ne
+rimase assai danneggiata, dopo tre giorni di accanita resistenza. Anche
+qui il pensiero ricorre ai Vespri siciliani. Allora tutte le forze
+riunite di Carlo d'Anjou, che comandava in persona le sue truppe, non
+riuscirono a piegare Messina, e, dall'aprile fino al 2 settembre 1282,
+il grande eroe Alaimo riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme,
+nonostante che la fame travagliasse la città in modo orribile ed i
+difensori fossero ridotti agli estremi.
+
+La caduta di Messina produsse un'impressione enorme in Palermo. Il
+Parlamento si rivolse di nuovo all'Inghilterra nella speranza di essere
+riconosciuti indipendenti da quella nazione. Il Gabinetto di Londra
+sconsigliò il re di Napoli da una guerra con la Sicilia, e
+all'Inghilterra si unì anche la Francia per mezzo del suo ambasciatore
+Rayneval. Le trattative furono condotte innanzi dagli ammiragli Baudin e
+Parker che con le loro flotte incrociavano nelle acque di Sicilia ed
+ebbero per risultato la stipulazione di un armistizio.
+
+Mentre le armi tacevano da una parte e dall'altra, in Napoli non
+accadeva niente notevole all'infuori dell'aggiornamento della Camera e
+della sua nuova convocazione, specie di commedia che il popolo oramai
+seguiva senza nessun interesse. Di nove mila elettori iscritti solo
+mille andarono a votare, e la Camera appena aperta fu immediatamente
+aggiornata fino al primo febbraio 1849. La città aveva ripreso in
+tutto la fisonomia di una volta; la polizia riempiva di nuovo le
+strade; la Commissione militare che doveva giudicare gli arrestati
+del 15 maggio, si era messa all'opera con grande energia, ed anche
+monsignor Cocle il 2 settembre era tornato ridendo a Napoli dal suo
+esilio di Malta.
+
+Ma ben presto uno strano avvenimento doveva di nuovo convergere gli
+occhi del mondo su Napoli, un avvenimento che non si ripeteva più da
+secoli e che prometteva ora di avere conseguenze molto durevoli. Il 27
+novembre giunse in Napoli il conte Spaur, ambasciatore di Baviera presso
+la Santa Sede, per consegnare nelle mani del re la seguente lettera:
+
+«_Sire!_ Il momentaneo trionfo dei nemici della Santa Sede e della
+religione hanno costretto il Capo della Chiesa cattolica di lasciare
+Roma. Io non so in quale punto della terra la volontà del Signore, al
+quale io affido umilmente l'anima mia, vorrà dirigere i miei passi;
+frattanto io mi sono rifugiato con alcune persone fedeli negli Stati di
+V. M. Io non so quali possano essere le vedute di V. M. a mio riguardo e
+non sapendolo, reputo mio dovere farle conoscere per mezzo del conte
+Spaur, ministro di Baviera presso la Santa Sede, che io sono pronto a
+lasciare il territorio napoletano se la mia presenza negli Stati di V.
+M. può diventare causa di timore o di difficoltà politiche. Pio IX».
+
+Alle sette del mattino dopo, il re con tutta la sua famiglia s'imbarcò
+su di una nave per andare a Gaeta. Lo stesso papa che con le sue riforme
+aveva infiammato il movimento italiano e il di cui nome era stato
+gridato come un simbolo di rivoluzione in tutte le città in rivolta,
+veniva ora a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte di Napoli. La
+Corte l'accolse con entusiasmo, lo fece alloggiare nel palazzo del
+governo di Gaeta e questa Gibilterra di Napoli divenne la Coblenza
+d'Italia, il centro della reazione.
+
+Frattanto erano continuate le trattative per risolvere la questione di
+Sicilia. Ferdinando si piegò talmente alle pressioni della Francia e
+dell'Inghilterra che offrì il seguente _ultimatum:_ la costituzione
+sulle basi di quella del 1812; il governatore siciliano o di sangue
+reale; l'amministrazione interna del tutto separata da quella di Napoli;
+ma esercito e flotta in comune e tutti i rapporti con l'estero trattati
+solo da Napoli. Concedeva inoltre un'amnistia, eccetto che per 45
+persone, che dovevano abbandonare l'isola.
+
+Gli ammiragli stranieri consegnarono a Palermo questo _ultimatum_ assai
+benevolo. Ma le cose erano già andate troppo oltre, e per di più i
+Siciliani non avevano nessuna fiducia in quel re falso che già aveva
+violato la costituzione di Napoli. In quelle concessioni vi erano
+parecchi punti che dovevano col tempo rendere illusoria la costituzione.
+Tra gli altri il fatto che la nobiltà siciliana era minacciata di
+perdere i suoi diritti, perchè il re si riservava il diritto di nominare
+i membri della Camera Alta. E il Parlamento rispose all'_ultimatum_ con
+un invito all'insurrezione generale (20 marzo 1849):
+
+«_Siciliani!_ Per noi il grido di guerra è grido di gioia! Il 29 marzo,
+giorno in cui cominceranno le ostilità con il despota di Napoli, sarà
+salutato con la stessa gioia, con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè
+ci sarà possibile conquistare la libertà col prezzo del nostro sangue.
+La pace che vi si offre è vergognosa. Distrugge in un colpo tutto il
+bene che ci è venuto dalla rivoluzione. Voi avete meritato l'attenzione
+di tutta l'Europa; ma che avrebbe detto l'Europa, se vi foste mostrati
+poco gelosi dei nostri diritti, se vi foste piegati al fraudolento
+despotismo di un tiranno? Siciliani, quantunque la vittoria sia incerta,
+pure una Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha, come un individuo, il
+sacrosanto diritto di sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le
+rovine della patria, che dare all'Europa lo spettacolo di una inaudita
+viltà. La morte è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi vinceremo,
+noi confidiamo nella santità della nostra causa e nella forza delle
+nostre armi. Pensate alla disperazione e alle rovine di Messina! La
+guerra è per noi simbolo di vendetta e di pietà. Un'unica città di
+Sicilia geme sotto il giogo del nemico della libertà. Alle armi! Alle
+armi! Vittoria o morte!»
+
+Che cosa dava efficacia a questo manifesto? Quali erano i mezzi di
+difesa? quali i generali ed i capi del popolo? Quando i Magiari si
+sollevarono in circostanze simili, l'Europa attonita vide sorgere in un
+baleno una schiera di talenti organizzati e di generali, che in ogni
+epoca avrebbero potuto figurare come geni militari. Ma i Siciliani non
+avevano nessun uomo veramente superiore. Questo popolo appassionato ed
+intelligente era troppo indebolito dalla lunga schiavitù in cui i
+Borboni l'avevano tenuto; quella nobiltà feudale, così vigorosa nel
+medioevo, aveva perduto le qualità guerresche e brillava solo nelle arti
+della pace e del lusso.
+
+Mieroslawoski, un Polacco di un talento molto dubbio, comandava il così
+detto esercito nazionale siciliano, 20.000 uomini appena di truppe
+regolari, tra i quali si trovavano parecchi Francesi e Polacchi.
+Nessuna meraviglia quindi che la guerra dell'indipendenza finisse così
+miseramente. Niente altro che scaramuccie e qualche scontro un po' più
+serio. Le ostilità cominciarono il 4 aprile, ed anche questa volta
+furono gli Svizzeri che fecero trionfare il partito dell'assolutismo.
+Filangieri da Messina si portò verso Taormina, la famosa città quasi
+imprendibile che domina la grande strada, tanto che egli si aspettava di
+trovarvi una resitenza assai pericolosa. Ma quantunque difesa da 4000
+uomini e da nove cannoni, quella importante posizione fu conquistata in
+poche ore. Filangieri proseguì subito la sua avanzata verso Catania,
+occupando Aci Reale, accolto con simpatia dalla popolazione. Di qui a
+Catania, la bella città ai piedi dell'Etna, non vi sono che poche ore di
+marcia. Poichè a Catania si era riunito il grosso delle truppe
+siciliane, era da aspettarsi una battaglia campale. Il 5 aprile la città
+venne circondata per mare e per terra; le navi da guerra si ancorarono
+davanti al porto, la cui entrata era difesa da tre batterie. Il giorno
+dopo le truppe e le navi si avanzarono contemporaneamente, e la lotta
+incominciò. La legione straniera combattè valorosamente, ed anche i
+Catanesi si comportarono da eroi, ma la resistenza ebbe poca durata.
+Gli Svizzeri forzarono porta S. Agata, e penetrarono nella città dopo
+una breve lotta per le strade; si ripetettero le uccisioni, i saccheggi
+e gli incendi di Napoli e di Messina. La strada Etnea, la più bella di
+Catania, venne interamente devastata; anche il museo Biscari fu
+saccheggiato, e molte opere di gran pregio andarono perdute o distrutte.
+
+Caduta Catania, Mieroslawoski fece da Regalbutto ancora un tentativo di
+sopraffare i Napoletani, ma respinto, dovette con gli avanzi delle sue
+truppe rifugiarsi nell'interno dell'isola. Siracusa, Augusta e Noto
+caddero senza colpo ferire. Tutta la costa orientale era stata
+riconquistata in pochi giorni, e oramai Filangieri poteva marciare
+tranquillamente su Palermo.
+
+Il Parlamento, alla notizia che quei luoghi così importanti erano caduti
+in mano del nemico, era piombato in un grande sgomento. Il popolo
+cominciò ad agitarsi e a lamentarsi, e ben pochi pensarono ad una seria
+resistenza. Non venne nemmeno presidiato Castrogiovanni, l'antica Enna
+che i Bizantini ed i Saraceni avevano per tanti anni occupata.
+L'imprevidenza di tutti non aveva confine; mancava insomma il Garibaldi
+di quella lotta. E così accadde che il Ministero propose al Parlamento
+di sottomettersi. La Camera Alta accettò la proposta all'unanimità, la
+Camera dei Deputati con 60 voti favorevoli contro 30, e subito dopo si
+tentò di ottenere la mediazione dell'ammiraglio Baudin. Filangieri aveva
+raggiunto già Caltanissetta insieme con le sue truppe, quando fu
+raggiunto da una deputazione, della quale facevano parte il conte
+Lucchesi Galli, il principe di Pallagonia ed il marchese di Rudinì, con
+la notizia che Palermo si arrendeva senza condizioni. A dire il vero, i
+radicali, capitanati da Scordati si erano ribellati, avevano formato un
+governo provvisorio e si preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9
+maggio avvennero anche combattimenti con le truppe.
+
+In Palermo regnava un'anarchia selvaggia; era scoppiata una contesa tra
+i Siciliani e la legione straniera; il Parlamento si era disciolto, e
+più di 3000 persone si erano rifugiate nelle navi francesi ed inglesi.
+Filangieri rimase alcuni giorni fermo davanti a Palermo, annunziando
+un'amnistia generale, ad eccezione solo di 45 persone, tra le quali
+Ruggiero Settimo, Serra di Falco, il marchese Torrearsa, Mariano
+Stabile, il principe Scordia; ed alla fine, il 15 maggio, un anno giusto
+dalla controrivoluzione di Napoli, entrò nella città.
+
+Così finì la rivoluzione di Sicilia; in modo veramente lamentevole se si
+pensa al modo come cominciò. Anche i Siciliani avevano calcolato male;
+quando le cose presero il 15 maggio un'altra piega, l'Inghilterra li
+abbandonò a loro stessi, ed il popolo ben presto si stancò della
+rivoluzione. La nobiltà ed il clero suscitarono viva diffidenza a causa
+delle loro mire egoistiche; mancavano inoltre i capi e i mezzi, perchè
+le campagne e le città erano esauste. E l'isola ripiombò più miseramente
+di prima sotto il giogo dell'odiata Napoli.
+
+Lo stesso giorno in cui cadeva Palermo, re Ferdinando--così stranamente
+si svolgevano gli avvenimenti--si accampava col suo esercito ad Albano,
+nel territorio del papa ed in vista di Roma.
+
+Nella primavera il papa aveva da Gaeta ordinato a tutte le potenze
+cattoliche di concorrere a domare Roma ribelle, e a rimetterlo nel suo
+trono.
+
+Mentre i Francesi, in contradizione con la loro costituzione
+repubblicana, si accampavano davanti a Roma, sotto il comando di
+Oudinot, e gli Austriaci occupavano Bologna, e gli Spagnuoli sbarcavano
+a Porto d'Anzio, il re di Napoli si era avanzato con 16,000 uomini e 72
+cannoni.
+
+Questa campagna cominciò e finì tuttavia senza gloria; mancò poco che il
+valore di Garibaldi non annientasse del tutto l'esercito napolitano nei
+due scontri di Palestrina e di Velletri, il 9 ed il 19 maggio. Dopo la
+giornata di Velletri, il re si affrettò a ritirarsi nei suoi Stati,
+inseguito dai repubblicani romani che, più arditi e perseveranti dei
+Siciliani, furono costretti a tornare indietro per prepararsi ad una più
+seria difesa contro i Francesi.
+
+Con la caduta della Sicilia il 15 maggio e quella di Roma il 3 luglio
+1849, ebbe fine la rivoluzione nell'Italia meridionale, ed ora a noi non
+resta altro che accennare alle dolorose conseguenze che ne seguirono,
+come giudizi marziali, processi e misure di reazione.
+
+Per quel che riguarda la Sicilia, non venne mantenuta nessuna delle
+promesse fatte da Filangieri ai Palermitani. Il re non volle sentir
+parlare di un principe reale come governatore di Sicilia; ma nominò
+invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli il titolo di duca di
+Taormina in premio delle sue benemerenze militari. Nunziante, il
+vincitore in Calabria e Statella, che aveva ricondotto indietro dal Po
+le truppe, rimase agli ordini del vicerè. Tuttavia un Siciliano, don
+Giovanni Carrisi, venne nominato ministro per gli affari dell'isola, con
+residenza presso il re, e per di più, conforme alla decisione presa il
+27 settembre 1849, venne creata una Consulta siciliana che tenne la sua
+prima seduta il 28 febbraio 1850. Una terribile oppressione pesava ora
+sul popolo; non solo vennero ripristinate le antiche tasse, ma ne
+vennero imposte anche delle nuove, come una tassa generale di bollo, e
+perfino una sulle finestre. Tutti i commerci cadevano in rovina, le
+strade erano rese malsicure da numerosi briganti; l'agricoltura mancava
+di braccia, perchè quei che la guerra non aveva uccisi, dovevano fuggire
+o andare in carcere. Gran parte dei capi del movimento si era rifugiata
+nelle navi inglesi o francesi; Ruggieri Settimo era riuscito a fuggire a
+Malta, altri a Parigi, a Londra o a Corfù; ma molti furono raggiunti
+dalla polizia, che rovistava tutte le case e le campagne e perseguitava
+i deputati per costringerli ad emettere una dichiarazione in cui
+revocavano la deliberazione con la quale i Borboni erano stati
+dichiarati decaduti dal trono di Sicilia. Anche tutte le armi furono
+sequestrate senza misericordia. Le misere condizioni dell'isola durante
+il 1837 erano un nulla in confronto di quelle sotto cui gemeva ora, dopo
+l'ultima rivoluzione. Dopo che furono violate tutte le promesse,
+compresa quella dell'amnistia, la Sicilia divenne una semplice provincia
+del Regno di Napoli.
+
+Anche a Napoli la costituzione finì miseramente; dopo che la Camera fu
+sciolta il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata. La
+costituzione figurava oramai solo nel titolo del giornale ufficiale
+_Giornale costituzionale delle Due Sicilie;_ ma il 21 maggio 1850, anche
+quella parola _costituzionale_ disparve. Nonostante il solenne
+giuramento del 14 febbraio 1848, le cose tornarono allo stato di prima.
+Ci furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria, strascichi rivoluzionari,
+ma la polizia teneva gli occhi aperti e li soffocò.
+
+Il governo assoluto riprese silenziosamente il suo sopravvento. Il re
+non dimorò più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX rimase fino al 4
+settembre 1849; giorno in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli
+della permanenza del papa a Gaeta e a Napoli sono state già registrate
+negli annali ecclesiastici; noi accenneremo solo alla fondazione di un
+istituto che avvenne sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si era venuti
+nella decisione di fondare un organo universale della Chiesa che
+servisse di baluardo contro la stampa democratica e contro ogni tendenza
+sovversiva. E così nel 1850 sorse in Napoli la _Civiltà Cattolica_ sotto
+la direzione del gesuita Curci, che già prima della rivoluzione
+pubblicava la rivista _Scienza e Fede_ e dei gesuiti Bresciani e
+Trapello. Questo giornale, che l'anno dopo fu trasportato a Roma, vive
+ancora e combatte con tutte le armi contro la rivoluzione. È redatto con
+abilità e contiene corrispondenze da tutte le parti del mondo e si
+pubblica il primo ed il terzo sabato di ogni mese, ed ogni fascicolo
+contiene svariati argomenti, considerazioni di politica generale, una
+cronaca contemporanea degli affari del mondo ed anche romanzi, come
+_L'Ebreo di Verona_ (il primo che vi apparve) del padre Bresciani, che
+ha per soggetto la rivoluzione del 1848. Sui primi del 1855 questa
+rivista dispiacque al re di Napoli, si dice, per un certo articolo, che
+fu stampato solo in poche copie, e di cui si ignora il contenuto. Il
+padre Curci dovette dare le dimissioni e per un momento parve che i
+gesuiti stessero per essere espulsi da Napoli; ma poi la cosa venne
+accomodata.
+
+Dopo che Pio IX ebbe battezzato e cresimato alcuni principi e
+principesse della Corte napoletana ed ebbe conferito la rosa d'oro alla
+regina, il 4 aprile lasciò Portici per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta
+innalzandone il Duomo a chiesa metropolitana e quindi, accompagnato dal
+re e dal duca delle Calabrie, raggiunse il confine a Fondi dove, con
+lagrime ed abbracci, prese congedo dai suoi ospiti che l'avevano
+assistito nei giorni tristi. Poi proseguì il suo viaggio ed il 12 aprile
+rientrò in Roma da quella stessa porta S. Giovanni da cui era fuggito
+il 24 novembre 1848.
+
+Il re tornò a Caserta dove aveva fissato la sua dimora, mentre nella
+capitale si svolgevano avvenimenti che riempivano di dolore tutto il
+paese. Perchè ora erano cominciate le persecuzioni in massa contro
+deputati e liberali, e tutta quella serie di processi colossali che si
+prolungarono fino all'anno 1853. Nove ministri dei precedenti Gabinetti
+e cinquantaquattro deputati erano in carcere o in esilio; si diceva che
+il numero dei carcerati salisse a molte migliaia; secondo alcuni
+rapporti autentici, nel 1851 nelle prigioni di Stato vi erano 2024
+liberali.
+
+Tra tutti questi processi ce ne fu uno che sollevò l'indignazione di
+tutta l'Europa, quello contro la setta detta dell'_Unità Italiana_.
+L'accusa era connessa con un fatto avvenuto a Portici, dove il 16
+settembre 1849, davanti al palazzo reale, mentre il papa dava la
+benedizione, lo scoppio di un petardo aveva causato un grande
+scompiglio. Questa sciocchezza venne considerata come una dimostrazione
+da parte di una setta segreta, che si organizzava sotto il titolo
+accennato per diffondere le idee di Mazzini e per attentare alla vita
+dei principi. Anonime delazioni di agenti di polizia dettero i seguenti
+dettagli: la setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha un gran
+Consiglio, alla testa del quale si trova il conte Mamiani, un Comitato
+generale, e poi Comitati provinciali, distrettuali e comunali,
+corrispondenti ai corpi amministrativi del reame. Esisteva in realtà una
+associazione che aveva per scopo di promuovere l'unità d'Italia, che un
+tempo era stata appoggiata anche dal governo napoletano; ma gli agenti
+di polizia denunziarono molte personalità spiccate come appartenenti ad
+una setta segreta, che si prefiggeva di sopprimere i sovrani; tra cui
+inclusero anche Carlo Poerio, quell'avvocato che nel 1848 era stato
+nominato prima direttore della polizia e poi ministro dell'istruzione,
+un uomo dalle idee assai temperate e che non aveva preso parte nemmeno
+al moto repubblicano del 15 maggio. In quella lista furono compresi
+anche Dragonetti ed il duca Caraffa d'Andria; gli accusati furono in
+tutto quaranta. La polizia era l'accusatrice, una speciale corte
+criminale, sotto la presidenza di Navarro, istruì il processo e giudicò.
+Il dibattimento cominciò il 1^o giugno 1850, e la sentenza fu emanata il
+5 dicembre: furono assolte solo quattro persone; tre, Francittano,
+Settembrini ed Agresti furono condannati a morte, tutti gli altri alle
+galere. I tre condannati a morte solo poche ore prima della esecuzione
+ebbero commutata la pena nelle galere. E' vero sì che il governo
+napoletano non mandava mai a morte i rei politici, ma bisogna anche dire
+che le prigioni napoletane erano assai peggiori di una morte rapida.
+Quei disgraziati, fra i quali Poerio che era stato condannato a 24 anni,
+legati coi ferri a due a due come volgari delinquenti, furono condotti
+al porto e trasportati su di una nave al carcere di Nisida. Da tutto il
+mondo si sollevò un grido d'indignazione per la barbarie con cui
+venivano trattati quei disgraziati. Il _Risorgimento_ di Torino
+descrisse con grande esattezza di particolari le orribili prigioni
+sotterranee di Nisida, Ventotene e Tremiti, dove i condannati politici,
+uomini di grande mente e cultura, un tempo ministri, duchi e conti,
+furono rinchiusi in locali infetti e confusi con i malfattori comuni. Le
+note lettere di Gladstone a lord Aberdeen che confermavano le notizie
+del _Risorgimento_, sollevarono una vera tempesta. Il governo napoletano
+tentò, è vero, di giustificare con pubbliche dichiarazioni, ma anche se
+si tiene conto dell'esagerazione di quei rapporti, rimane pur sempre che
+la sorte di quei condannati politici era terribile. Legati due a due ad
+una catena lunga sei piedi, oltre le sofferenze fisiche, essi
+sopportavano entro quelle mura fetide, una ancor più insopportabile
+pena morale. Un giorno il mondo avrà da questa o quella vittima della
+rivoluzione napoletana del 1848 un libro di memorie dal carcere, che non
+rimarranno indietro per l'orrore che desteranno a quelle che Silvio
+Pellico scrisse sullo Spielberg.
+
+Ed intanto i processi continuavano. Quelli che si facevano in provincia,
+più numerosi in Calabria che altrove, passavano inosservati agli occhi
+del mondo; solo quelli che avevano luogo a Napoli, facevano parlare di
+sè, come quello di cui abbiamo già parlato e l'altro contro la _Setta
+carbonara militare_. Ai condannati alle galere bisogna poi aggiungere
+altre migliaia di cittadini che, o venivano posti sotto la diretta
+sorveglianza della polizia, o venivano strappati dalle loro famiglie e
+esiliati in qualche isola lontanissima. Bastava per provocare queste
+misure, qualche parola sospetta o poco cauta, e perfino portare un
+cappello alla calabrese, o la barba a pizzo. Nel 1852 per le strade di
+Napoli venivano fermati perfino gli stranieri e si imponeva loro di
+farsi radere la barba se la portavano _à la Napoléon_.
+
+Nuovo motivo di paura per il governo napoletano furono, nel 1852, il
+_giuseppinismo_ e il _murattismo_. Dopo il successo del colpo di Stato a
+Parigi, e dopo la proclamazione dell'impero, che Napoli si affrettò a
+riconoscere prima delle altre Potenze, ogni manifestazione in questo
+senso creava nuovi timori. La situazione del Regno di Napoli è in vero
+terribile; esso si trova in continue apprensioni di sbarchi di
+mazziniani, di pretese murattiane e di permanenti agitazioni in Calabria
+ed in Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a Messina, a Palermo, a
+Girgenti sorgono società segrete, si tentano sollevazioni, e non è
+nemmeno il caso di pensare ad una pacificazione degli animi. Nel
+febbraio 1852 il governo tentò di calmare almeno Messina con la
+concessione di un porto franco; il re stesso facendo un viaggio in
+Sicilia, promise l'apertura di nuove strade, poi concesse un'amnistia
+per la quale furono liberate duecento persone e si cominciava di nuovo a
+vociferare che egli avesse in animo di concedere di nuovo la
+costituzione. Ma l'odio dei Siciliani è implacabile ed i partiti
+radicali di tutto il Reame sono indomabili. La situazione di Napoli è
+oggi la stessa se non peggiore di quella dopo il 1837. Il governo
+trascurando di soddisfare i bisogni di quella città ed accendendo sempre
+più le passioni politiche con la violenza della reazione, va incontro ad
+una nuova e più terribile rivoluzione che non può tardare.
+
+
+NOTE:
+
+[1] Nel 1906 lo storico monumento, nei di cui sotterranei tanti martiri
+dell'Indipendenza italiana languirono e morirono, fu liberato da quella
+cinta ibrida di vecchie e sporche casupole, e il meraviglioso arco di
+Ferdinando d'Aragona, intieramente restaurato, fu restituito
+all'ammirazione del pubblico. Oggi il maschio angioino è interamente
+isolato, mercè l'opera sapiente dell'architetto Adolfo Avena.
+_(N. d. T.)_.
+
+[2] La Fontana Medina mutò di posto cinque volte, e non già tre come
+affermò il Gregorovius. L'Auria la situò nell'Arsenale, da dove, essendo
+rimasta priva d'acqua, il duca d'Alba la fece trasferire nella piazza
+del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza di S. Lucia presso
+Castel dell'Uovo. Nel 1659 l'architetto Cosimo Fansaga trasportò ed ornò
+la storica fontana presso la chiesa di S. Gioacchino; nel 1664 fu
+innalzata in Piazza Medina, e di qui, in questi ultimi anni, per i
+lavori del risanamento edilizio di Napoli, nella nuova piazza della
+Borsa. _(N. d. T.)_.
+
+[3] Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata, come è noto, nel
+1906. Ne rimase quasi distrutto il territorio di Ottaiano e
+Boscotrecase. _(N. d. T)_.
+
+[4] Giova ricordare che Gregorovius scriveva queste righe nel 1854. Da
+allora molti e pregevoli studi sono stati fatti sulla storia dell'Italia
+meridionale, e gli archivi di Napoli non sono dopo la rivoluzione che
+concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili. _(N. d. T.)._
+
+[5] Giova ricordare che Ferdinando Gregorovius scriveva queste note
+prima della rivoluzione siciliana del 1855.
+
+[6] Von Alexander Humboldt, celebre naturalista, geografo, archeologo,
+statista, etnologo, nacque a Berlino nel 1769, morì nel 1859.
+
+[7] Von Hallermund Platen, nobile poeta tedesco, nacque ad Ansbach nel
+1796, morì a Siracusa nel 1835. _(N. d. T.)._
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+Napoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1
+
+L'isola di Capri . . . . . . . . . . . . . » 97
+
+Palermo . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 183
+
+Siracusa . . . . . . . . . . . . . . . . . » 265
+
+ _Ortigia_ . . . . . . . . . . . . . . » 270
+
+ _Achradina_ . . . . . . . . . . . . . » 276
+
+ _Neapoli_ . . . . . . . . . . . . . . » 291
+
+ _L'Anapo e l'Olimpo_ . . . . . . . . .» 305
+
+Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852) . . . . » 311
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+
+L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le parole in
+greco a pag. 123 e 144 sono state traslitterate. Tutte le
+occorrenze dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state
+normalizzate in (N. d. T.).
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ desideri/desiderî
+ promontori/promontorî
+ vari/varî
+
+
+Altre correzioni:
+
+ pag. 70 cartelloni giganteschi, dipinti bizzarramente [bizzaramente]
+ pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita
+ pag. 86 fra Amalfi e [a] Salerno
+ pag. 90 una verde [verda] valletta
+ pag. 156 in cima [cime] ad ogni vetta
+ pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì]
+ pag. 201 con la mole [mola] gigantesca
+ pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà]
+ pag. 258 esattamente con la notizia pubblicata [publicata]
+ pag. 278 si trovava in quella [quelle] località
+ pag. 326 pubblicamente [publicamente] nell'indirizzo
+ pag. 384 aggiunto il riferimento al paragrafo IV del Capitolo "Siracusa"
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by
+Ferdinando Gregorovius
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***