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Le +feste popolari sono scomparse, o quasi; il carnevale è in piena +decadenza; e persino le feste di ottobre, un tempo sì allegre fuori +delle porte, fra i bicchieri di vino dei Castelli e il saltarello, sono +presso che dimenticate. Roma è oggi una grande rovina della civiltà: non +vi si vedono che processioni di preti e di frati, non vi si sente che +suono di campane o musica chiesastica, e tutta la vita sembra essersi +rifugiata fra i curiali, fra i cardinali, fra i monaci, fra i preti. Il +popolo non è che un semplice spettatore che non lavora, che non +commercia e si contenta soltanto di contemplare, e contempla le rovine +antiche, le gallerie del Vaticano, le funzioni in S. Pietro o nella +Cappella Sistina, dove il Papa e i cardinali stanno disposti in gruppi, +sempre nello stesso ordine, sì da parere un gran quadro. Persino nel +Corso, per cui il Romano passeggia gravemente nel pomeriggio ed alla +sera, la gente vi si reca non per muoversi, ma per ammirare le belle +signore che corrono in su e in giù in carrozza. + +Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove il vivace, febbrile e continuo +chiassoso movimento di tutto quel popolo, ha del fantastico. Si direbbe +una città in rivoluzione, perchè tutti si muovono, tutti si agitano, +tutti gridano e schiamazzano. Nel porto, sulle rive del mare, nei +mercati, in via Toledo, persino a Capodimonte, al Vomero, a Posillipo, +lo stesso movimento, lo stesso chiasso. A Napoli non si riesce a far +nulla, e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque bisogna guardarsi +senza posa contro gli urti e gli spintoni. La stessa viva luce del mare +e delle rive mantiene in continua agitazione, eccita la vista e la +fantasia; e il frastuono delle voci umane e delle carrozze non cessa +nemmeno nel cuore della notte. + +Da Castel Sant'Elmo salii fino al monastero di S. Margherita, un +edificio principesco dei Benedettini senza l'uguale per magnificenza +architettonica e per posizione, il quale domina Napoli dal Vomero, con +la vista insuperabile dell'ampio golfo, delle sue isole e dell'immensa +città, distendentesi da Posillipo sino alle falde del Vesuvio. Ebbene, +anche a quell'altezza arriva confuso il rumore della città e pare quasi +che la popolazione in basso sia impegnata in una lotta terribile, sia in +piena rivoluzione. Chi volesse ricercare perchè tutta quella gente +grida, che cosa offrano tutte quelle voci, troverebbe che tutto ciò è +per il popolo napoletano un piacere, un godimento. Mi diceva un frate +benedettino di distinguere fra tutta quella confusione la voce di alcune +donne che vendevano frutta. Che cosa non si offre in vendita qui ad alta +voce? Tutto quello che sorge su questo suolo benedetto, tutto quello che +l'industria dell'uomo produce, ha il suo grido particolare: i pesci, le +frutta, i pulcinella, le statue dei santi in legno. L'unica cosa che non +si offre ad alta voce sono le belle ragazze; ma v'è pure il ruffiano +pallido, che come serpe striscia per via Toledo e va susurrando a mezza +voce, al passante: «Una ragazza fresca, bella, bellissima, di tredici +anni...». + +Rimasi a lungo sulla terrazza di S. Martino appoggiato al parapetto ad +ascoltare le voci che salivano da Napoli. Se questo popolo, pensavo, fa +tanto chiasso nella sua vita comune, quanto ne farà quando è agitato da +passioni, durante le lotte, quando vuole il saccheggio, come fecero il +15 maggio 1848 i lazzaroni a migliaia dietro la carrozza di re +Ferdinando! + +Il frastuono napoletano ha però di solito un carattere pacifico: è +allegro ed in fondo è ordinato nel suo apparente disordine. Tutta quella +gente, che brulica come formiche, si muove in certe direzioni fisse, con +uno scopo determinato. In questo popolo la vita circola come il sangue +nel corpo umano, e quelle sue pulsazioni febbrili in apparenza, sono in +realtà regolari e normali. + +La rivoluzione e le sconfitte morali di questi ultimi anni non hanno +lasciato tracce profonde nella città partenopea. La vita ha ripreso il +suo corso, come nulla fosse accaduto, e non ci si accorgerebbe nemmeno +di quello che accadde, se le persone prudenti non ci avvertissero di +parlare con molta cautela, di guardarci dalle spie, ovunque sparse, e se +qua e là, in specie a Medina e a Monte Oliveto, non si vedessero case e +palazzi ancora danneggiati dalle artiglierie di Castel Nuovo. Ora, ai +forestieri è concesso di portare il cappello alla calabrese ed il pizzo +al mento, avendo l'ambasciatore francese chiesta ed ottenuta +soddisfazione per lo sfregio fatto ad un suo connazionale arrestato per +istrada e senz'altra formalità trascinato in una bottega di barbiere, +dove, per ragioni di Stato, gli si erano rase le basette ed il pizzo. Mi +ha narrato un prigioniero di Stato a Pozzuoli che alcuni giovani +napoletani hanno dovuto scontare nel carcere il grande delitto di aver +portato un cappello od una barba rivoluzionaria... + +L'armonia regna in questo paese: non un volto grave, melanconico: tutto +qui sorride; a migliaia scivolano nel porto le barche, a migliaia +passano per Chiaia e S. Lucia le carrozze; ad ogni passo s'incontrano +persone intente a mangiare maccheroni, o frutti di mare; in terra si +canta e si suona; tutti i teatri sono aperti; oggi, come prima, il +sangue di S. Gennaro bolle e si discioglie; nessuna bomba ha ucciso +pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri che lasciano cospicue +mancie. Questo popolo vive alla giornata: non ha passioni politiche, non +ama le cose gravi, le passioni virili, senza le quali un paese non ha +una storia propria. Dalle sue origini Napoli ha sempre avuto per padroni +gli stranieri: i Bizantini prima, poi i Normanni, gli Svevi, gli +Angioini, gli Spagnuoli, i Borboni e Gioacchino Murat. Un popolo, che è +privo di carattere, che non ha sentimento nazionale, si piega a +qualunque signoria. Fa senso vedere ancora oggi in corso le monete +coll'effigie di Murat, accanto a quelle di re Ferdinando. Gli uomini +assennati, che scusano il carattere di questo popolo e non se ne +adontano, mancano di perspicacia e di prudenza. + +Tornavo una sera a Napoli da Portici, e per istrada salì nella carrozza +in cui mi trovavo un medico, ancor giovane, spiritoso e gentile. Egli +scandagliò da prima il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente +sulle condizioni presenti di Napoli. Le sue osservazioni erano così +serene che io rimasi stupito che egli si arrischiasse a farle ad uno +sconosciuto. Gl'Italiani parlano volentieri di politica con i forestieri +e con essi non fanno misteri del loro modo di pensare. Quel medico era +stato perseguitato per aver avuto in tempo passato relazioni con Poerio. +Lo interruppi nel suo discorso per additargli una grande quantità di +lumi che si erano accesi alla Marinella, certo per una festa. + +Come è stupenda questa vista--dissi--con tutti quei lumi che fan corona +al porto! + +E' vero--rispose quegli--è proprio stupendo. Così è il nostro popolo! È +lieto ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo, una illuminazione. +Come potrà mai questa folla ignorante nutrire idee serie? + +I Napoletani sono irritati, ma ridono. Non vi è in tutto il mondo un +paese in cui il dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè è +impossibile distruggere i tesori di questa splendida natura, ridurre +sterile questo fertile suolo. Sotto questo cielo ognuno può sempre +liberamente muoversi, tutti quanti i sensi provano la loro +soddisfazione. La natura eguaglia tutto: non vi è luogo più democratico +di Napoli. Chi potrebbe mai annullare questa _magna charta_ della +libertà? + +Io ho trovato sempre straordinariamente caratteristico questo +spettacolo. Nelle ore calde del pomeriggio, sotto il porticato di una +delle principali chiese, quella di S. Francesco di Paola, si vedono +centinaia di lazzaroni sdraiati che dormono, sudici e cenciosi, +decorazione poco armoniosa e decorosa con quell'opera architettonica. Ho +ripensato a quegli altri lazzaroni dell'antica Roma, i quali facevano +essi pure la siesta sotto il portico di Augusto e di Pompeo, se non che +quelli tenevano in tasca le tessere per la distribuzione del grano, e +questi non l'hanno. In qualunque altra capitale d'Europa la polizia +caccerebbe via tutti quei dormienti dal portico di una chiesa dinanzi +al palazzo reale. Qui, invece, dormono a loro bell'agio, e le sentinelle +che passeggiano distratte in su e in giù presso le statue equestri di +Carlo III e di Ferdinando I, li guardano come la cosa più naturale del +mondo. + +Questa Piazza Reale, vicinissima al mare, di cui però non si gode la +vista, mirabilmente selciata, tanto che potrebbe servire benissimo da +sala da ballo, circondata di eleganti edifici, è uno dei punti più +eleganti della città. Vi risiedono il Re, la Corte e le principali +amministrazioni; si potrebbe chiamare questa piazza, non il cuore di +Napoli, chè questo titolo spetta al porto, ma il cervello. La piazza non +ha carattere storico e mostra piuttosto un inespressivo aspetto moderno, +sia nel palazzo reale, un edificio dalla facciata liscia, dalle mura +tinte di rosso, simmetrico, monotono, sia nei due palazzi uguali che +fiancheggiano la piazza stessa, sia infine nella chiesa di S. Francesco +di Paola, un'imitazione del Pantheon di Roma, senza carattere proprio, +inespressiva come tutte le copie senz'anima. Anche le statue equestri di +bronzo di Carlo III, fondatore della dinastia, e di Ferdinando I, opere +pregevoli del Canova e di Antonio Calì, con la loro tinta allegra e +chiara, svelte e liscie, non hanno niente di storicamente monumentale: +si direbbero piuttosto decorazioni transitorie. Tutto qui ha del resto, +lo stesso carattere di modernità e di gaiezza. Il palazzo reale potrebbe +benissimo trasportarsi, senza che il suo stile vi si opponesse, in mezzo +ad un grandioso giardino, o ad un parco, e sarebbe allora una villa +principesca come quella di Caserta e di Capodimonte, alle quali +moltissimo assomiglia. Il famoso teatro di S. Carlo, il più vasto fra i +teatri, è attaccato al palazzo, di cui anzi forma un'ala. Le muse della +musica e del ballo dimorano dunque sotto lo stesso tetto del capo dello +Stato, e in una corte laterale, che si vede anche dalla strada, fanno +ogni mattina gli esercizi i soldati svizzeri, molto semplicemente +vestiti di tela grigia, che armonizza perfettamente con l'architettura +fredda ed inespressiva del palazzo. + +Re Ferdinando è tuttora imbronciato con Napoli. Il suo palazzo è +deserto, la Corte trovandosi nella deliziosa isola d'Ischia. Un giorno +però il Re è venuto in città per assistere alla festa della Madonna del +Mercato, che gode tanta fama quanto quella di Piedigrotta. Io ho avuto +occasione di vedere la famiglia reale e la Corte al Mercato, e poi per +istrada, quando faceva ritorno al palazzo. Il corteo, composto di varie +berline dorate, era splendido e faceva bella mostra nel Largo di +Castello, mentre il palazzo reale, che avevo visto sempre muto e +silenzioso, riacquistava anima e vita. Non un sol grido di _Viva il Re!_ +si levò da quella folla, che si accontentò di scoprirsi la testa, come +fa quando suonano le campane dell'_Ave Maria_. + +Le truppe si presentavano bene: bellissimi specialmente gli usseri, +dalla pittoresca divisa a colori vivaci e dagli eccellenti cavalli. +Abituato a non vedere in Roma che soldati francesi, ho provato un vero +godimento nel trovarmi di nuovo dinanzi a truppa italiana. I Napoletani +sono bei soldati, ben vestiti, abbastanza istruiti, ma, si capisce +facilmente, in essi di militare è soltanto l'apparenza. + +A Roma, per le vie, s'incontrano spesso corporazioni che vanno in lunghe +file, a due a due, portando un po' di vita nei quartieri silenziosi e +deserti, e dànno insieme un'idea della vita del paese, governato e +disciplinato esclusivamente da preti: sono lunghe file di monache, di +frati, di ragazzi appartenenti a questo o a quell'istituto, di poveri +orfani, di colleggiali vestiti in rosso, in nero, in turchino, in +bianco; sono confraternite della Morte con i cappucci neri, od altre dal +cappuccio verde, bianco, violetto, e sono anche file di soldati. A +Napoli tutte queste comparse, più o meno clericali, non vi sono, o si +perdono fra le masse del popolo; si distinguono però i militari e più +ancora i galeotti che camminano scortati dalla truppa, incatenati a due +a due, e vestiti di vario colore, a seconda della categoria a cui +appartengono per i delitti commessi. Se ne incontrano in città e fuori, +a Portici e a Torre del Greco, e la vista di quei disgraziati, in mezzo +a quella natura così raggiante, che dà gaiezza al cuore e all'anima, che +invita al piacere, produce un'impressione infinitamente dolorosa. A +Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni che attraggono tanto +l'attenzione in Roma, e i monaci stessi, numerosissimi ovunque la vita è +facile ed agevole la vegetazione alle piante parassite, si confondono +nella folla, dando a questa un nuovo contributo di varietà. + +Tanto nella festa della Madonna del Mercato, quanto in altre occasioni, +il popolo non pensa che a divertirsi e a stare allegro. I Napoletani non +vanno ad una festa per assistere alle funzioni religiose, per ammirare +le fonti del culto, ma per stare all'aria aperta, per godere le bellezze +naturali, cui la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho visto migliaia +e migliaia di Napoletani alla festa per il centenario della Madonna di +Posillipo. Non avevo mai assistito ad uno spettacolo così teatrale: la +folla variopinta ingombrava la splendida riviera di Chiaia, la Villa +Reale, tutta la strada sino a Posillipo: ovunque bandiere, festoni, +fiori; il golfo splendeva di luce; sei navi da guerra, ancorate fra +Chiaia e il porto, facevano senza posa fuoco dalle loro artiglierie; il +rumore ed il chiasso erano indescrivibili; la processione non aveva +niente di dignitoso, di solenne, d'imponente, per chi arrivava da Roma. +A Roma, anche le processioni più meschine presentano un carattere +artistico, il che mostra avere le arti esercitato la loro benefica +influenza persino sulle minime cose del culto, quali sono gli emblemi, +le allegorie, le immagini dei santi. Il senso del bello ivi regna +dovunque, in ogni cosa; si direbbe che gli Dei della Grecia, i quali +stanno al Vaticano e al Campidoglio, non tollerino il brutto e il +barocco neanche nei santi. Il Museo Borbonico non ha esercitata affatto +quest'influenza sul popolo di Napoli. L'arte plastica ha pochi aderenti, +pochi cultori; quivi ha fatto sentire la sua influenza la sola pittura, +quella allegra e brillante degli affreschi di Pompei, dei quali si +vedono imitazioni ad ogni passo le quali quanto più sono fantastiche +tanto più piacciono. + +Non potrei descrivere quali brutte immagini di santi io abbia visto +portare in processione a Napoli; prodotti di un'arte senza principî, +senza gusto e di una fantasia bizzarra che, in quanto a stranezza, ha +poco da invidiare all'arte indiana. Per formarsi un'idea di quanto sia +disposto questo popolo ad essere tollerante in materia d'arte, basta +osservare bene quelle barocche statue di santi per le strade e quei +Cristi in legno di orribile fattura, sorgenti qua e là nelle piazze. + +E' necessario entrare a Napoli in una di quelle botteghe dove si vendono +statue di santi, per comprendere quale sia il modo con cui questo popolo +meridionale sente ed esprime la religione e l'arte. Un giorno capitai in +una di quelle strade, brutte e strette, che dal porto salgono alla +collina; ad un tratto, la mia attenzione fu richiamata dalla vista di +alcuni artefici occupati a lavorare assiduamente in una stanza aperta. +Gettai lo sguardo in quell'ambiente lungo e profondo, che si andava +oscurando verso la fine, e vidi disposti lungo le pareti due file di +santi già ultimati e in mezzo una S. Agnese, col suo agnellino, vestita +di bianco, con le gote colorite in rosso da fare invidia a due ciliege. +Sulla porta d'ingresso lavoravano parecchi giovanotti, uno dei quali era +intento ad ornare una statuetta in legno, con pagliuzze d'oro. Vi +saranno state nella bottega per lo meno cento statue di santi, di tutte +le dimensioni, dall'altezza di un fantoccio alla grandezza naturale, +tutte dipinte coi colori più vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e +d'argento, in tutte le posizioni, in tutte le attitudini. Impossibile +descrivere la penosa impressione prodotta dall'accozzo di tutti quei +colori, dalla stranezza di quelle attitudini, dalla quantità di amuleti, +di simboli superstiziosi, di cui sono ricoperte quelle immagini. + +Si direbbe che questi scultori, se pure meritano un tal nome, +fabbrichino divinità per il popolo, come le crearono Esiodo ed Omero. + +Nel contemplare tutte quelle statue, credetti di essermi fatta un'idea +della natura della religione di questo popolo, e, stanco e nauseato, mi +affrettai a recarmi sul molo, per respirare l'aria libera e ricreare il +mio spirito nella vista della natura sempre pura, bella e santa. Pur +troppo, l'uomo qui non corrisponde, alla natura che lo circonda; +diversamente, in vista di questo mare, di questi monti, di questo cielo, +non potrebbe pregare davanti a quegli orribili fantocci. + + + II. + +Una breve dimora in Napoli è sufficiente per dimostrare che non tutta la +vita si concentra nella città, bensì si riversa grandemente nei +dintorni. La città in sè è tutt'altro che piacevole; quell'enorme +frastuono, quelle case altissime ed architettonicamente barocche, quel +sudicio ovunque, quel gridare incessante ed assordante, finiscono con lo +stancare. A Napoli si dimora soltanto perchè ha dintorni di bellezza +meravigliosa e perchè da questo centro si può andare in breve tempo a +Pompei, ad Ischia, a Sorrento, a Portici, a Pozzuoli, a Baia, al +Vesuvio, a Capri. + +La gente va continuamente fuori della città per tre direzioni, che +formano propriamente la topografia della città: per la via Toledo, la +massima arteria di Napoli, che porta alla bella collina di Capo di +Monte, ai colli circostanti cosparsi di ville, ed al romitaggio +delizioso di Camaldoli; e per le due vie che partono insieme +dall'estremità di via Toledo e vanno lungo il mare, una attorno il +porto, sino a Marinella, a Portici, a Pompei, e al Vesuvio; l'altra per +Chiaia, a Posillipo, e, oltre la grotta di questa, a Pozzuoli e a Baia. +Queste sono le tre maggiori strade di Napoli, per le quali senza posa +passa un fiume di gente, in ispecie nel pomeriggio e nella sera. Vi si +vedono lunghe file di carrozze, di carretti, e di carri a due ruote +tirati da muli; vi si vedono tutto il lusso, tutte le industrie, tutto +quello che occorre nella vita. I magazzini e le botteghe più eleganti +sono in Toledo; nelle altre due vie si trovano specialmente gli oggetti +di prima necessità; il quartiere più elegante di Napoli è però +costituito dalla via Toledo, sino lungo Chiaia e verso la grotta di +Posillipo. Chiaia è una strada meravigliosa; i suoi palazzi moderni sono +occupati dai più ricchi cittadini, dai rappresentanti delle potenze +straniere e dai principali alberghi. Di fronte sorge la Villa Reale, i +cui giardini non sono aperti che alle persone decentemente vestite; +soltanto alle classi superiori ne è permesso l'accesso; il popolo ne è +escluso. Sulla spiaggia non vi sono che pochi pescatori; i bagni colà +costruiti non sono alla portata delle borse moderne. Le botteghe di +oggetti di prima necessità, i modesti mercati di pesce, di legumi, e le +taverne ricominciano là dove la via si divide e mena alla grotta di +Posillipo e a Margellina. + +Tutte queste vie hanno un aspetto ordinario e tranquillo; ma la scena +muta non appena, oltrepassato il Castello, si giunge a S. Lucia. Qui +pullula tutta la vita popolare, non interrotta per breve spazio che dal +palazzo reale e dal castello, per raggiungere la massima intensità al +molo, al porto, a Marinella ed al mercato; al di là, nei sobborghi fino +a Portici, diminuisce. S. Lucia, il luogo di carattere più svariato e +dove sono le locande di secondo ordine, è la linea di confine fra la +parte aristocratica di Napoli e quella popolare. Il porto è il punto del +maggior movimento popolare e del commercio; ivi si lavora, si traffica +senza posa, e ivi è tutto quello che è necessario alla vita del popolo. +V'è un movimento continuo; le calate sono sempre ingombre di carbone e +di altri materiali; vi si affollano continuamente pescatori, barcaiuoli, +lazzaroni, piccoli mercanti. Gli abitanti delle campagne, i popolani +vengono qui ad acquistare gli abiti e le scarpe, che empiono case da +cima a fondo. Qui si vendono tutte le masserizie casalinghe, qui sono +caffè, liquorerie, spacci di tabacco, unicamente frequentati dal popolo, +fruttaioli i quali tengono gli aranci e le angurie già tagliate a fette +che essi vendono per un tornese e che vengono mangiate dai compratori in +piedi. Qui si vedono vere montagne di fichi d'India, di cui la gente più +misera si nutre; questo è il luogo di riunione, si potrebbe dire la sala +di conversazione del popolo. Nel pomeriggio, agli angoli di certe vie, +si vedono lettori pubblici di storie cavalleresche e di storie di +briganti. Qui lo scrivano pubblico tiene il suo tavolo e scrive lettere +amorose. A Marinella vi sono teatri con pulcinella, il quale di su la +porta invita la gente ad entrare. Vicino al porto esiste pure il +principale teatro popolare detto di S. Carlino, e nei dintorni vi sono +altre capanne per chi vuol fare i bagni di mare a poco prezzo. + +La folla e il movimento che regnano sul porto, sono un nulla in +confronto a quanto si vede nei due maggiori mercati, vicini a Marinella: +il Porto Nuovo e il Mercato. Il Porto Nuovo è sempre ingombro da una +folla immensa; si direbbe che l'intera Campania abbia mandato le sue +frutta e il golfo tutti i suoi pesci su questa piazza. Il popolo vi si +reca per comprare, per mangiare; lo si potrebbe dunque definire come il +ventricolo di Napoli. È veramente interessante osservare tutta quella +folla, tutto quel frastuono, ed uno lo può fare a suo bell'agio, +rifugiandosi in una di quelle cucine all'aperto, costituite da quattro +tavole, dove si preparano e vengono mangiate le _pizze_, specie di torte +schiacciate, rotonde, condite con formaggio, o con prosciutto. Si +ordinano e in cinque minuti sono pronte; per digerirle, però, è +necessario avere i succhi gastrici di un lazzarone. + +I mercati settimanali hanno pure luogo su quella piazza, per un Tedesco +di triste memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo degli +Hohenstaufen; è del pari caratteristica per essere stato il teatro di +uno storico episodio, quello di Masaniello, su quella piazza dai lazzari +eletto loro re, e ivi trucidato. + +Questo luogo è storico per il popolo napoletano; è come la sua piazza +della Bastiglia, sanguinosa per le scene terribili di giustizia +popolare; il popolo vi troncò il capo a nobili cittadini e li espose +all'oltraggio. È rimasta terribile anche per i ricordi della peste. + +Interessante, ma difficile insieme, sarebbe descrivere tutto questo caos +di persone e classificarle in tanti gruppi ben distinti. Sono stati +fatti infiniti quadri e disegni della vita popolare a Napoli; si sono +scritte su ciò numerose opere, profonde e vivaci, ma nessuna ne dà +un'idea precisa a chi non la potè mai vedere coi propri occhi. Pertanto, +vo' provarmi a dare uno schizzo della strada di S. Lucia, più di ogni +altra interessante. Ho pur già detto che questa via, sita in uno dei +punti più belli di Napoli, è quella dove vennero a contatto le classi +superiori ed inferiori della popolazione e dove la vittoria rimase al +ceto medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta a sinistra dal +mare, dal palazzo reale e a destra dal pittoresco Castel dell'Ovo. +Distendendosi quasi al centro del grande arco del golfo, si trova aperta +sul mare, di cui si gode liberamente la vista, non intercettata come +pel porto dalle alberature dei bastimenti. La sua posizione è +meravigliosa ed invita molti forestieri a stabilirsi nei suoi alberghi +di second'ordine, dai quali si può godere alla sera la bellezza +insuperabile del mare e la frescura della brezza marina. + +Io dimorai a S. Lucia quaranta giorni, e dalla mia finestra vedevasi +tutto il golfo raggiante di luce: le due cime del Vesuvio dominanti la +bianca città, le pittoresche spiaggie di Castellammare, di Sorrento, +fino a Capo Minerva, e l'isola di Capri. Ogni mattino, quando la rosea +luce del golfo veniva a svegliarmi nella mia camera, mi abbandonavo alla +contemplazione di quel fantastico spettacolo che è colà il levare del +sole, e guardavo le tinte di fuoco dei monti e del mare, che parevano +avvolgere in un incendio colossale la grandiosa città. Ma più magico +ancora era lo spettacolo che mi si parava dinanzi allorchè la luna nel +suo pieno, sorgeva sul Vesuvio, e spandeva la sua luce argentea sui +monti, sul mare, sulla città, illuminando l'intero golfo. La cupa +foresta degli alberi delle navi nel porto si distaccava allora sopra un +fondo di brillante bianchezza; la luce dei fanali impallidiva; infinite +barche scivolavano sulle onde, e sparivano, e tosto ricomparivano +all'orizzonte; lo scoglio gigantesco di Capri appariva, e Somma, il +Vesuvio, i monti di Castellammare e di Sorrento, quasi forme +fantastiche, s'illuminavano. Chi avrebbe potuto dormire in quelle notti? +Io prendevo una barca a S. Lucia e navigavo su quelle onde +fosforescenti, oppure rimanevo seduto sulla spiaggia, insieme con +popolani a mangiare frutti di mare. + +Quei luoghi anche di notte sono animati, pieni di vita. + +Nel quartiere di S. Lucia è concentrato specialmente il commercio dei +frutti marini, disposti in buon ordine, con le ostriche, nelle piccole +botteghe, ciascuna delle quali porta un numero e il nome del +proprietario. Sono incessanti le grida per invitare la gente ad entrare; +le botteghe sono illuminate, e tutti quei prodotti del mare rilucono dei +colori più svariati: sono ricci, stelle di mare, coralli, araguste, +dalle forme più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il mistero delle +profondità marine è ivi svelato e quel piccolo mercato presenta ogni +sera il lieto aspetto quasi di una notte di Natale marittima. + +Chi scende la gradinata che porta al mare, ad un tratto si trova come in +una specie di grande sala illuminata a cielo scoperto. Intorno a piccole +tavole i popolani mangiano ostriche e maccheroni; è uno spettacolo +stupefacente vedere come quegli esseri divorino, pagandoli un paio di +grani ad un pescatore o ad un lazzarone, i maccheroni, e con quanta +velocità li facciano scivolare nella gola. Là dove termina il frastuono +di questi divoratori, incomincia un'altra scena assai caratteristica: +sotto una specie di volta, presso una fonte sulfurea, da mane a sera +donne e fanciulli gridano, schiamazzano con bicchieri in mano, invitando +a bere l'acqua salubre. Si prende posto su una sedia, si beve un +bicchiere di quest'acqua minerale e si mangiano alcune piccole +ciambelle. Con pochi soldi la gente modesta vi trova uno spasso; +difatti, vi accorrono intiere famiglie e chi non mangia i maccheroni, +prende almeno l'acqua sulfurea e le ciambelle. Ivi il movimento, +l'andare e venire della gente dalla terra, dal mare, nelle barche, è +incessante, ed ivi le ninfe notturne tendono le loro reti ai forestieri: +sono fanciulle di facili costumi, accompagnate di solito dalla madre o +da una canuta matrona, custode apparente del loro cuore. Più di una +tenera relazione nasce a S. Lucia, fra un bicchiere e l'altro d'acqua +sulfurea. + +Di giorno il movimento in questo quartiere non è minore. Vi si prendono +bagni in pubblico, alla presenza di tutti, ed io ho visto presso Castel +dell'Uovo, nell'intiera giornata, schiere di ragazzi e di giovanotti +saltare in mare, tuffarvisi e far mostra delle loro prodezze acquatiche. +I Napoletani nuotano come tanti delfini. Il clima contribuisce a +mantenerli in uno stato primitivo di natura; la temperatura calda +mantiene in onore il nudo, il cui studio si può fare liberamente per le +strade, ad ogni ora. Napoli è la città dei contrasti: corrono per le vie +carrozze di lusso, appartenenti alle famiglie più aristocratiche, e alla +presenza dei principi coperti di decorazioni scintillanti, di dame della +più insigne nobiltà parigina e londinese, stuoli d'uomini, come se nulla +fosse, si gettano in mare in costume adamitico. Io mi son concesso +spesso il diletto di chiamare dalla mia finestra al quarto piano, quei +ragazzi nudi della strada e di far loro vedere una moneta: in un atto +essi si tuffavano nelle onde, vi compivano le loro prodezze e quindi +tornavano nella strada, grondanti acqua per ricevere la mercede +promessa. Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo; sulle stesse +cancellate di ferro del porto si vedono di continuo arrampicarsi ragazzi +intieramente spogli e precipitarsi di lassù a capo fitto in mare. + +Il 18 maggio, per dare sfogo a questa immensa popolazione, fu aperta +verso la campagna una nuova via, quella di S. Teresa, secondo il nome +dal Re impostole in onore della Regina sua consorte. Questa strada +domina la città e sopra Castel S. Elmo fa una parabola verso il Vomero, +traversando colline e valli, per sboccare quindi a Chiaia. Ancora non è +compiuta, nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare fossati +sopra a tavole; vi si incontrano però già cavalli, asini, muli e una +folla di gente che, sopratutto, nelle domeniche e nelle feste, si reca a +visitare i lavori. A quanto sembra le tre grandi arterie non bastavano +più alla numerosa popolazione della città ed è stato necessario +procurarle uno sbocco sul Vomero, ponendo Chiaia in comunicazione con +questo. La nuova via sarà fiancheggiata da ville con giardini, secondo +il gusto di coloro che ricercano l'aria pura, il verde, quasi la +campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente una delle più +deliziose strade di Europa. + +Ad ogni svolto di collina e di piccola valle, lo spettacolo della città +sottostante, del golfo e delle isole varia, e tu non sapresti dove è +meglio rivolgere lo sguardo nell'insuperabile bellezza di +quell'orizzonte, sulla città, su quegli aranceti profumati, su quei +giardini cosparsi di fiori o su quelle pittoresche macchie di pini, di +palme, di cipressi. Chi non si sentisse rapito qui d'incanto per le +bellezze che natura offre, non potrebbe che essere privo del senso del +bello. + +Si ascende alla nuova strada dagli Studi, dove vengono dati a nolo +asinelli; io, però, preferii recarmici a piedi, da solo, onde meglio +goderla ed arrestarmi qua e là a mio piacere. Vidi così successivamente +Castel S. Elmo, dalle bianche mura, sorgente sopra un nero scoglio, +circondato di captus, di aloe, di piante rampicanti; vidi, in basso, +verdeggianti giardini, rocce calcaree dinanzi ad un'osteria quasi +sperduta nella lussureggiante vegetazione di una vigna; vidi una +valletta di limoni, di aranci, di melagrani, che mandavano nell'aria +profumi deliziosi; e poi un sobborgo formato di fabbriche industriali, e +amene e ridenti collinette, e case rustiche, e una gola piena di captus +e di palme; e poi, ad un tratto, a sinistra, scorsi la città, il golfo, +l'isola di Capri, ed una foresta di pini ai piedi del Vesuvio, che si +staccava sullo splendido azzurro del cielo, tinto di violaceo; poi nuove +rocce, nuovi giardini, nuove casette rustiche: una vera scena campestre, +popolata da pastori, i quali portavano le loro capre al pascolo; un +convento animato da monaci, alte colline rivestite di pini. Quante, +quante bellezze! Mare, cielo, terra, tutto immerso nella splendida luce, +ed un'aria finissima olezzante di profumi, ristoratrice! + +Mi sedetti sotto un cipresso e rivolsi ancora lo sguardo ai giardini +sottostanti, dove i tralci delle viti, agitati lievemente dalla brezza +marina, pendevano a foggia di festoni dagli alberi, come nelle pitture +di Pompei rappresentanti le baccanti. Avevo letto un libro in cui non +ricordo quale erudito non sapeva darsi pace che quelle giovani donne +ballassero per aria, affermando che ciò era contro natura, poichè +avrebbero dovuto posare sul suolo i loro piedi e sostenendo che tali +affreschi erano soltanto dei capricci di una fantasia sbrigliata. Povere +cose, invero, l'erudizione e l'archeologia! In questo angolo di paradiso +le cose si sentono e si comprendono oggi come le sentivano e le +comprendevano gli antichi. Qui regna ancora l'idea del culto di Bacco e +l'immaginazione si solleva in alto come una baccante col tirso; qui ci +sembra di staccarci dal suolo e, sciolti da ogni vincolo terreno, di +spaziare nell'atmosfera. + +Le bellezze della natura e i sentimenti cristiani, alla presenza delle +più grandi meraviglie della creazione, risvegliano sempre idee tristi. +Ero giunto su di una altura dove alcuni soldati svizzeri stavano bevendo +fuori di una piccola bettola, una capanna di paglia. Di lassù si +dominavano il mare, le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia, tutte +avvolte nel manto meraviglioso del sole al tramonto. Uno di quei +soldati mi si avvicinò e, gettando uno sguardo su quello spettacolo +meraviglioso, con tono di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo +bello!... rende melanconici...» + + + III. + +Ho visitato le tre più belle città marittime d'Italia: Napoli, Palermo e +Genova, che gareggiano fra loro per magnificenza di posizione. Senza +dubbio il primato spetta a Napoli, nessun'altra città potendo vantare un +panorama naturale così classicamente grandioso, un Vesuvio, un golfo +così bello, spiagge come quella di Castellammare e di Sorrento, isole +così pittoresche. Le svariate tinte, la grandiosità, l'ampiezza di tutto +questo non hanno le uguali al mondo; tutto qui ha il carattere +dell'immenso, tanto l'opera dell'uomo quanto quella della natura, e +tutto qui è avvolto in un mare di luce. L'occhio non riesce ad afferrare +in una sol volta tutto il quadro, a meno di non restringere la +prospettiva, di salire sopra una collina, oppure di inoltrarsi in mare, +da dove le forme della città si perdono e rimangono visibili soltanto +quelle della natura. + +Genova, invece, ed anche Palermo si possono abbracciare con un sol colpo +d'occhio; la prima, disposta ad anfiteatro co' suoi splendidi palagi, +con le sue ville sui monti; la seconda distesa nella fertile vallata, +con le sue cupole, co' suoi campanili, incoronata di monti dall'aspetto +severo, che si estendono ai due lati, dal monte Pellegrino al capo +Zafferano, lasciando fra essi breve spazio di mare. Entrambe, come ho +detto, formano un quadro meraviglioso, visibile, apprezzabile con un +solo sguardo. A Napoli, invece, tutto è grande, sterminato ed immerso in +una luce in cui l'occhio si smarrisce ed in cui non può contemplare che +una cosa alla volta. Salendo, per avere una idea di Napoli, sino a +Castel S. Elmo, ai Camaldoli, o sul Vesuvio, i quali sono i punti più +adatti per ammirare il panorama, ovunque Napoli si presenta come +un'ampia città indefinita, dove prevale l'aspetto della campagna, la +vista del mare. Le infinite case che sorgono attorno al golfo, non +presentano caratteri architettonici, non dànno altra idea che +d'un'immensa popolazione colà agglomerata. Si direbbe quasi che a quella +gente basti il luogo e la vista, che dinanzi a tante meraviglie di +natura, abbiano incrociato le braccia e rinunziato a gareggiare con +quella natura stessa. Nessuna di quelle case emerge sulle altre; non si +vedono che tetti a forma di terrazze, fatti a bella posta per godere il +panorama; poche cupole di chiese, e queste poche bassissime ed appena +visibili; quasi nessun campanile su quella monotona distesa. +Costantinopoli è almeno assai più pittoresca, con le sue cupole, i suoi +arditi minareti che sorgono fra i pini e i cipressi, dando alla città un +aspetto caratteristico, simpatico. La mancanza di carattere +architettonico in Napoli, la sua uniformità monotona, mi hanno sempre +colpito ed io le ho spiegate per mezzo della sua storia, delle varie sue +signorie, tutte passeggere, della inazione del suo popolo, della +mancanza di attività diretta ad un dato scopo, della sua tendenza a +vivere alla giornata, della sua cura del presente soltanto e di vivere +il più gaiamente possibile. La storia non ha lasciato sulla città +un'importanza e perciò questa città monumentalmente non ha veruna +importanza. Nè le dinastie succedutesi rapidamente le une alle altre, nè +il popolo espressero le loro idee per mezzo di quei monumenti che sono i +ricordi più tangibili delle varie fasi di civiltà, la rappresentazione +più visibile delle idee che predominarono per un dato tempo, o che +tuttora sussistono. + +Nota veramente caratteristica di Napoli è che quasi tutte le sue glorie +sono glorie musicali: Scarlatti, il suo discepolo Porpora, Leonardo, +Leo, Francesco Durante, Pergolese, Paisiello, Cimarosa, e tutti quei +maestri che fino a Bellini, a Mercatante uscirono dal Conservatorio di +Napoli, sono le più belle illustrazioni della città. Con questo non +voglio dire che Napoli non abbia avuto altri uomini illustri; soltanto +furono celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza o disciplina fu +tenuta mai in grande onore. + +Lascio da parte la descrizione e torno al carattere architettonico di +Napoli, dove l'assoluta mancanza di opere monumentali colpisce in +special modo chi, come me, giunge da Roma, la città più monumentale del +mondo ed essa stessa monumento della storia universale. Anche +indipendentemente da questo carattere monumentale, che è proprio di +Roma, io credo che non vi sia altra città dove l'architettura e il +paesaggio siano in tanta armonia e dove, indipendentemente dalle +bellezze naturali, i monumenti portino da sè a suscitare l'ammirazione. +Per cogliere queste perfette armonie, basta salire sul Monte Testaccio, +sul Monte Mario, a San Pietro Montorio, sulla torre del Campidoglio; e +per convincersi dell'imponenza architettonica di Roma, basta gettare uno +sguardo su questa dal Pincio, da dove la città si presenta +maestosamente, in linee grandiose e severe, come un monumento storico +colossale. + +Di là si scorgono i vari periodi di civiltà, le rovine del paganesimo, +la cupola trionfante del cristianesimo, e le vicende del papato ci +sfilano dinanzi, e tutto il significato di Roma si presenta alla nostra +mente. + +A Napoli, invece, in questa città di vita lieta, senza pensieri, i +monumenti architettonici che attirano la nostra attenzione non sono +nelle rovine, nelle chiese. Le reliquie dell'antichità sono scomparse; +qui non si costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo monumento che +Napoli possegga dei tempi antichi sono le catacombe, più vaste forse di +quelle di Siracusa, alle quali devesi aggiungere la meravigliosa grotta +di Posillipo. Quanto a chiese Napoli ne possiede un bel numero, ma +nessuna veramente pregevole: la noncuranza tutta democratica con la +quale vengono lasciate nascoste fra le strade e le case, senza +campanili, con orribili facciate, provano sufficientemente quanto il +popolo napoletano, che pure formicola di preti e di frati, sia stato in +ogni tempo indifferente nella religione. Qui non vi furono mai grandi +ardori per la fede di Cristo, per la grandezza della Chiesa, e sotto gli +Hohenstaufen anzi lunga ed accanita fu la lotta fra Napoli e il papato. +La tendenza a vivere lietamente e piacevolmente, ha impresso un +carattere di mondanità anche alle cose di religione; per convincersi di +questo basta visitare la più bella chiesa moderna della città, S. +Francesco di Paola, edificata da Ferdinando I per sciôrre un voto dopo +la sua restaurazione nel trono. E' un'imitazione del Pantheon di Roma e +serve principalmente di decorazione alla Piazza Reale; per convincersi +poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica presenti, basta guardare +il suo porticato, dove sono sempre negozi di spinette, che vengono +suonate per prova continuamente. + +A Napoli anche i palazzi, che dopo le chiese sono gli edifici più +notevoli in ogni città italiana, sono sperduti fra dedali di casupole e +per lo più sono grandi edifici di pessimo gusto, ed anche quando hanno +qualche cosa d'imponente, come il superbo palazzo Maddaloni, simile ad +una fortezza, non si possono osservare sufficientemente, perchè mancano +di aria libera intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio evo; tutto +è moderno. + +Osservando Napoli sotto l'aspetto architettonico, si finisce per +convincersi che le sole abitazioni degne di attenzione, di ricordo, sono +le amene ville che popolano le colline, l'arsenale, gli edifici che +circondano il porto, il palazzo reale ed in special modo i tre grandi +castelli che dominano da ogni parte il panorama della città. Da Castel +S. Elmo, sul pittoresco Vomero, si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo +magico, soprattutto nell'ora indecisa del crepuscolo. + +Nel golfo sorgono poi Castel Nuovo e Castel dell'Uovo, le due bizzarre +moli di roccia, di color grigio e di aspetto cupo e minaccioso: sono le +briglie del cavallo focoso di Napoli. + +Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è uno degli edifici più antichi di +Napoli, poichè risale a Lucullo e fra le sue mura perì Romolo Augustolo, +ultimo degli imperatori romani, ma non mi fu concesso. Federico II +ultimò il Castello nel 1221, non immaginando certo che quello sarebbe +stato il carcere degli ultimi suoi discendenti; giacchè qui, dopo +l'infelice battaglia di Benevento, nella quale re Manfredi perdette +regno e vita, per molti anni languirono i miseri figli suoi, e l'unica +sua figliuola, Beatrice, dovette la sua liberazione da quelle mura +soltanto al Vespro Siciliano. + +Era il 5 giugno 1284, quando i Siciliani al comando dell'illustre +ammiraglio Ruggero di Lauria, sostennero la famosa battaglia navale +dinanzi a Napoli. + +Dagli spalti del castello la figlia di Carlo d'Angiò ne fu spettattrice +e con ansia ne attese l'esito; con non minore ansia dovette contemplarla +attraverso l'inferriata del suo carcere l'infelice figlia di Manfredi; +la principessa vide la flotta napoletana ripiegarsi da prima, poi +sbaragliata e posta in fuga. Suo fratello Carlo fu fatto prigione e due +galere siciliane gettarono l'ancora dinanzi al Castello, e Lauria chiese +che venisse subito consegnata la figlia di Manfredi, minacciando in caso +di rifiuto di far decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo del suo +legno, innanzi a tutta Napoli. La misera fu tolta dal carcere, +consegnata ai Siciliani e soltanto diciotto anni dopo, quando già aveva +trascorsa tutta la sua giovinezza in prigione, riacquistò la sua +libertà, fu condotta trionfalmente a Messina, dove sua sorella Costanza, +moglie di Pietro d'Aragona, l'accolse nelle sue braccia, come una morta +risuscitata. Nello stesso castello morirono pure i figli di Manfredi. + +Castel Nuovo è ancora più imponente, e rappresenta senza dubbio il +maggior monumento architettonico di Napoli. Di esso è famoso il +bell'arco trionfale che Alfonso I di Napoli vi fece costruire nel 1470, +su disegno di Giuliano Da Murano, o secondo altri, di Pietro Di Martino. +Sorge sopra a colonne corinzie, fra due torri, ed ha numerosi +bassorilievi di gran pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso del Re +vittorioso di Napoli. Le sue porte in bronzo sono opera di Guglielmo +Monaco. Disgraziatamente quest'arco, veramente pregevole monumento, si +trova nascosto come in un castello ed è sottratto quindi alla vista del +pubblico. Si era parlato di trasportarlo davanti alla Cattedrale, ma +l'idea non ebbe più seguito.[1] + +Castel Nuovo venne edificato da Carlo d'Angiò nel 1283 e i più cospicui +edifici di Napoli furono opera degli Angioini, come parimenti risalgono +a quel periodo le chiese più importanti della città. Queste sono i veri +monumenti storici di Napoli, non solo per le tombe che racchiudono, ma +perchè la maggior parte di esse attinge la loro origine da fatti +storici, come si vedrà quando ci tratterremo a parlarne. + +La cattedrale fu incominciata da Carlo I sulle rovine di un antico +tempio dedicato a Nettuno, e venne ultimata da Roberto I. Essa segna +l'inizio dell'epoca degli Angioini. S. Domenico Maggiore venne eretta da +Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre un voto da esso fatto quando +cadde prigione nelle mani di Ruggiero Lauria. L'altra chiesa di S. +Lorenzo Maggiore venne fondata nel 1265 da Carlo I, ugualmente per +sciôrre un voto da esso fatto dopo la battaglia di Benevento. S. Pietro +Martire fu edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara, da Re Roberto nel +1310; l'Immacolata, abbellita da affreschi di Giotto, venne fondata da +Giovanna I, per ricordare le sue nozze con Ludovico di Taranto; S. +Giovanni a Carbonara, Monteoliveto e S. Antonio Abate, tutte chiese +edificate da Ladislao e da Giovanna. Anche lo stupendo monastero di S. +Martino, sopra S. Elmo, ripete la sua origine dagli Angioini; e da +ultimo il Carmine Maggiore ed il Purgatorio sul Mercato che segnò la +caduta degli Hohenstaufen. Infatti, nella prima di queste due ultime +chiese trovasi la tomba di Corradino e la statua erettagli nel 1847 dal +re Massimiliano di Baviera; e nella seconda cappella sorge la colonna di +porfido innalzata da Carlo I, sul punto dove vennero decapitati +Corradino e Lodovico di Baviera. In essa si legge la seguente epigrafe: + + ASTURIS UNGUE, LEO PULLUM + RAPIENS AQUILINUM + HIC DEPLUMAVIT, ACEPHALUMQUE DEDIT. + +Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono edifici in Napoli e +sarebbe inutile ricercare gli avanzi di quella architettura +moresco-normanna, i quali, al contrario, si trovano abbondantemente in +Sicilia. Lo stabilirsi della dinastia degli Angioini a Napoli, dopo +perduta la Sicilia, procurò a questa città l'unica epoca in cui +fiorirono la scultura e l'architettura, facendo subentrare allo stile +romano delle basiliche, quello germanico. Questo periodo di rifiorimento +durò fin verso gli ultimi tempi del secolo XIV e raggiunse il suo apogeo +sotto il regno di re Roberto, fautore ed amante delle arti belle. Napoli +diede allora i natali ai due Masuccio, il secondo dei quali fu pure +scultore distinto. Egli fece le tombe di Carlo di Durazzo, di Caterina +d'Austria, di Roberto di Artois, e di Giovanni di Durazzo, nella +grandiosa chiesa di S. Lorenzo, da lui ultimata sugli antichi disegni; +costrusse pure la chiesa gotica di S. Chiara, collocando in quella, a +tergo dell'altar maggiore, il capolavoro della scultura napoletana, la +tomba di re Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile gotico, ed è +ornata di parecchie statue. Sebbene le forme non si presentino +all'occhio ancora purissime, il complesso della composizione è artistico +ed ha una semplicità di buon gusto. S. Chiara è ricca di monumenti +sepolcrali, perchè riposano in questa chiesa parecchi altri Angioini, +fra i quali Carlo di Calabria, figlio di Roberto, Giovanna I, ed altre +principesse. + +In generale, però, tutte le tombe degli Angioini fanno l'effetto di +mancare di serietà e di dignità. Nella stessa maniera che le tombe di +questa stirpe, passata senza alcuna influenza nella civiltà e vissuta +nel piacere e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione di +sorta, nè la più lontana riflessione, parimenti l'arte non riuscì ad +acquistare una forma espressiva e a dar loro un carattere netto. Il loro +stile gotico è ricco, talvolta bizzarro, tal altra ingenuo, ma il più +comunemente è di gusto assai equivoco. Anche dinanzi a questi monumenti +ci si accorge di essere a Napoli, dove, non per la caduta degli +Angioini, non per colpa dei tempi, l'arte cadde nel manierismo, nel +barocco, nell'esagerazione, come appare entro e fuori a molte chiese, +come quella del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca che ad un tempio +cristiano. Qui gli stessi edifici gotici furono indegnamente deturpati +dai numerosi restauri, resi necessari dai frequenti terremoti, ed +eseguiti senza spirito, senza sentimento artistico. + +Ma dove questo pessimo gusto veramente trionfa, è nei tre obelischi +della Concezione, di S. Gennaro e di S. Domenico, che reggono in cima la +statua adorata del santo, e sono sopracarichi di statue, di figure, di +ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne. In questi monumenti +si rivela grandemente l'influenza spagnola, la quale regnò per molti +anni e di cui non è rimasta un'unica memoria pregevole, giacchè governò +queste belle contrade per mezzo dei suoi vicerè. Gli Spagnuoli +lasciarono però alcuni ricordi di quel periodo, fra i quali la grandiosa +Fontana Medina, opera di Domenico Auria, eseguita per ordine del vicerè +Olivares nel 1593. Poi, la fontana fu per tre volte mutata di posto, +sotto i vicerè Carlo Alba e Montery fino a tanto che donna Anna Caraffa, +moglie del vicerè Medina, la fece collocare là dove attualmente si +trova.[2] + +E' opera grandiosa, ma di poco effetto, sopraccarica di figure, di +tritoni, di delfini e di mostri marittimi tra i quali si leva la statua +di Nettuno, in una conchiglia sostenuta da tre satiri. L'acqua assai +genialmente sgorga dalle punte del suo tridente; ma il miglior ricordo +dei vicerè spagnuoli rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla metà del +secolo XVI dal vicerè don Pietro di Toledo. + +Ho visitato anche le meravigliose catacombe napoletane e ne sono uscito +con una impressione di terrore e di ammirazione insieme, sopratutto di +viva curiosità per quei tempi oscuri nei quali quei sotterranei furono +costruiti ed abbelliti onde servire da dimore. Le catacombe di Siracusa +hanno un aspetto assai men cupo, le loro gallerie essendo disposte +simmetricamente. Al contrario, le catacombe romane, nelle parti almeno +fino ad oggi rese praticabili, sono strette e basse. Sono semplici +corridoi e stanzucce di modeste dimensioni, che non cessano con questo +di apparire meno meravigliose, quando si ricordi che colà i cristiani +celebravano di notte i loro misteri, e di là il cristianesimo uscì, per +prendere possesso prima di Roma, quindi del mondo intero. + +Le catacombe di Napoli furono scavate nel tufo, nelle colline a +settentrione della città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene che +si estendano fin verso Pozzuoli. Non potevasi rinvenire una qualità di +pietra più facile ad essere scavata per tali abitazioni sotterranee di +questo tufo vulcanico, di colore gialliccio; ed uno può farsi +agevolmente un'idea esatta e chiara del modo in cui vennero aperte +quelle caverne e quelle grotte, osservando le pareti di quel tufo +stesso, che si lasciano in piedi per servire di ponti, nelle case in +costruzione. Anche nelle strade nuove di Posillipo si trovano grotte e +caverne scavate nella roccia, le quali non servono soltanto di +magazzini, ma ancora di abitazioni. + +I grandiosi scavi fatti in tal guisa sotto terra, i quali a poco a poco +formarono un laberinto troglodito, dovevano avere uno scopo e servire a +qualche uso. Sembra inverosimile che i Cimméri, primi abitatori delle +sponde del golfo di Napoli, avessero fissata in quei sotterranei la loro +dimora, perchè non è possibile immaginare una razza d'uomini capace da +volersi cacciar nelle tenebre, nelle viscere della terra, in presenza di +una natura così splendida e di un cielo così sereno. Nelle abitazioni di +tal natura dei popoli primitivi, che si trovano nella valle Ispica e a +Malta penetra sempre la luce nel giorno. Da principio quelle catacombe +poterono servire di ricovero in caso di pericoli contro assalti di +nemici, e quando si ampliarono, togliendo di colà i materiali che +servirono alla costruzione della città, è naturale che sia sorto il +pensiero di farle servire ad uso di sepolture. È accertato poi che non +furono i cristiani a seppellire per primi i loro morti nelle catacombe +di Napoli, bensì i Greci e i Romani, e basta osservarle per +persuadersene. In una di queste vaste stanze trovasi oggidì ancora una +piccola colonna, sulla quale sta scritto il nome _Priapos_ in caratteri +greci. + +L'epoca nella quale le catacombe cominciarono a servire di sepolture è +incerta. Furono certamente ridotte a tale uso per la natura dei luoghi, +ma non vennero scavate appositamente per questo scopo. I Romani, per +esempio, i quali abitavano la pianura, collocavano le loro tombe +all'aperto, mentre gli Etruschi, abitatori dei paesi montuosi, le +aprivano nelle rupi. Però, fin dai tempi della Repubblica, si scavarono +camere mortuarie nel tufo vulcanico, onde collocarvi i sarcofagi; e +oggigiorno le tombe degli Scipioni possono dare una piccola idea della +catacomba. + +In origine queste non dovettero servire di sepoltura che alle classi +povere, impossibilitate a sostenere la spesa di sontuosi monumenti +all'aperto e che dovevano scavare nel tufo i così detti _loculi_, dove +deponevano le urne cinerarie dei loro cari. Nelle catacombe di Napoli si +conservano avanzi di pitture le quali risalgono ai tempi dei pagani; la +maggior parte però appartengono all'èra cristiana. I primi cristiani, +infatti, dopo aver cercato in quelle dimore sotterranee rifugio contro +le persecuzioni e luoghi adatti alla celebrazione del loro culto, +cominciarono ad ornare le tombe dei loro cari in quell'asilo con +immagini e simboli riferentesi alla fede. + +Nelle catacombe di Napoli questi avanzi di pitture rivestono quasi un +carattere pagano e si riconosce sulle pareti di queste tombe cristiane +il carattere gaio degli affreschi di Pompei, e gli stessi simboli sono +in qualche punto pagani, per esempio quelli della vendemmia e del +torchio, tolti dal culto di Bacco. Vi si scorgono tralci di viti e +grappoli d'uva, dei quali si cibano genî ed uccelli, ed il Cristo si +vede rappresentato sotto le spoglie di Orfeo. I simboli cristiani però +vanno acquistando a poco a poco il loro predominio e si cominciano a +vedere: Cristo, il buon pastore che pasce le pecore e porta un agnello +sulle spalle, il cervo, il pesce, il pavone, la colomba, la croce e gli +angeli. Produce una profonda impressione vedere questi antichi affreschi +cristiani, anneriti dal fumo delle fiaccole, ed osservare in questi +luoghi tenebrosi i principî dell'arte cristiana, che tengono dietro allo +stile pompeiano ed assumono a mano a mano il carattere bizantino, +succedendo i simboli cristiani alla mitologia pagana, mentre la novella +religione si preparava ad uscire alla luce del giorno ed a popolare le +chiese. + +Nelle catacombe si riscontrano propriamente le origini del culto +cristiano e non deve far meraviglia se questo ha serbato, uscendo +all'aria libera, un carattere severo, quale si rivela nelle +rappresentazioni della morte, nella maestà terribile dei santi bizantini +e de' suoi Cristi. Chi sa se il modo cristiano di considerare la morte, +l'abnegazione ascetica, l'idea del martirio, del disprezzo della vita, +del dolore; se finalmente l'intolleranza, il fanatismo, si sarebbero +radicati così profondamente nella religione cristiana, quando questa si +fosse sviluppata liberamente sulla terra, alla luce del sole, in +presenza delle bellezze della natura, invece di esser costretta a cercar +ricovero in quelle regioni sotterranee, alla luce delle fiaccole, +relegata e costretta ad abitare presso le tombe dei martiri, col timore +continuo di novelle persecuzioni? + +Nessuna cosa mi ha prodotto in Napoli tanta viva impressione quanto la +visita di queste catacombe e di quelle di Pompei. Sono preziosi ricordi +della storia del genere umano che giacciono sotto terra; quelle +catacombe si potrebbero a buon diritto chiamare la Pompei del +cristianesimo. Segnano quelle e questa una grande epoca dell'umanità, ma +fra esse vi è pure un grande contrasto. Nelle dimore abbandonate dagli +antichi cristiani tutto è severo; mentre nella città pagana tutto è +sorridente, i templi, le abitazioni le pitture; e tutto rivela una +popolazione portata al vivere lieto, che si compiaceva della bellezza +delle forme e che aveva tolti tutti i suoi Dei dalle regioni della +poesia. E qui si trovano anche le delizie di altre generazioni di uomini +appartenenti però alla stessa razza. Sono Greci e Romani come quelli di +Pompei, che appartengono ad uno stesso periodo, ma molto diversi da +quelli. Sembra che non abbiano dimenticato lo spirito pompeiano, allegro +e vivace. + +Coi ricordi di Pompei hanno trasportato pure su quelle oscure pareti gli +affreschi, i graziosi rabeschi, il torchio di Bacco per ornamento delle +tombe. I novelli abitatori, seduti presso le tombe, celebrano con i +defunti le loro agapi e fanno risuonare quei luoghi del canto monotono +delle loro preghiere. Verrà però il giorno in cui essi usciranno alla +luce, portando fuori la loro religione devota alla morte e diffonderanno +per tutto il mondo le reliquie dei loro martiri, offrendole +all'adorazione dei fedeli sugli altari infranti, dove sorgevano le +statue degli Dei bellissimi dell'antica Grecia. Pompei fu sepolta dalle +ceneri del Vesuvio; dalle catacombe usciranno le ceneri che copriranno +il mondo di mestizia. + +Queste mie idee saranno considerate quali sogni fantastici di +catacombe? Ognuno penserà come crederà più opportuno. Certo è però, che +non si potrebbe trovare luogo più adatto alla teologia speculativa di +quelle regioni sotterranee, dove regnano cupe tenebre, aria pesante e un +odore nauseabondo. In quei laberinti di stanze, di gallerie e di +corridoi, che occupano tanta estensione; fra mezzo a quelle pareti +fiancheggiate da tombe, da ossami, da nicchie, da loculi non si cammina, +bensì si passa, si striscia, come altrettante ombre. + +Le fiaccole stentano a mandare la luce e a quel chiarore fioco e debole, +le figure dipinte sulle pareti con le mani sollevate in alto, quasi +mirassero ad uscire dai loro abissi e a volare alla luce del giorno, +assumono l'aspetto di spettri. Iscrizioni greche, latine ed anche +ebraiche, in parte cancellate e in parte ancor oggi decifrabili, fanno +comprendere essere quello un mondo dove tutto è simbolo, mistero e +allegoria. Due vecchi ricoverati dell'ospedale di S. Giovanni dei +Poveri, sono mantenuti nel convento alla porta delle catacombe per +accompagnare in quelle i forestieri. Tengono fiaccole e guidano i passi +del visitatore. _Ciceroni_ più adatti di essi non si sarebbero potuti +trovare. Non camminano, strisciano con la loro lunga tonaca di colore +turchino, con la fiaccola in mano, come spettri. Nel considerare quei +due poveri vecchi incurvati per gli anni, canuti e col viso pallido del +pallor della morte, mi sembravano morti essi pure al pari degli +scheletri sui quali proiettavano la luce incerta delle loro fiaccole ed +avrei detto che da ben mille anni si aggirassero fra le catacombe. In +una delle sotterranee stanze lessi sotto due figure, in una nicchia: +_Votum solvimus, nos quorum nomina Deus scit_, e mi parve che quelle +parole misteriose, di cui rimane nascosto il significato, si potessero +porre in bocca delle mie due vecchie guide, quasi non fossero più due +viventi. Le guardai in faccia, ed al vederle così pallide, con +quell'aspetto di spettri, mi colse tanto ribrezzo e terrore che non +volli saperne più di catacombe. + +Ne avevo oramai abbastanza di tutti quei misteri, di quelle regioni +sotterranee, di quella profonda e continua notte e di quelle scene di +morte, e provai un desiderio irresistibile di tornare alla luce del +sole, tra i vivi. Pregai le mie due guide di tornare indietro, di +condurmi fuori di quelle caverne ed esse sorrisero e subito rifacemmo la +strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi campo di persuadermi che i miei +_ciceroni_ erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono di cuore della +moneta che diedi loro onde potessero andare a bere alla mia salute. + +Non v'è modo migliore per conciliarsi con l'idea della morte, uscendo +dalle catacombe di Napoli, che recandosi a visitare il nuovo camposanto +di quella città. Dicono che sia il più bello d'Europa, ed io non ho +difficoltà a crederlo, imperocchè la sua posizione è stupenda, ed i +monumenti che vi sorgono, come in un ameno giardino, ricreano la vista. +Si trova collocato al di sotto di Poggio Reale, sopra una piccola +collina, la quale domina la strada di Nola e dalla quale si gode il +panorama magnifico della città, del golfo, della spiaggia di Sorrento, +del Vesuvio e della ricca vegetazione che si estende ai suoi piedi. + +Quasi tutta questa collinetta è ricoperta di monumenti, la maggior parte +dei quali ha la forma di tempietti, sostenuti da colonne. In certi punti +ve ne sono moltissimi che fiancheggiano le strade, e nel percorrer +queste si ha una lontana idea di quello che fosse la via Appia ai tempi +antichi. Altri monumenti sorgono isolati, altri in gruppi e formano +tutti tante piccole necropoli. In cima alla collina si trovano un +porticato a colonne ed una chiesa assai grande, dove si celebrano le +messe per i morti. La maggior parte dei tempietti appartengono alle +confraternite della città, e queste istituzioni benefiche, le quali +senza distinzione di classi sociali hanno scopo non solo di dar +sepoltura ai morti, ma anche di soccorrere i poveri e di assistere gli +ammalati, sono in numero di centosettantaquattro, ed i nomi di esse si +leggono sui frontoni di alcuni monumenti. Altri di questi tempietti sono +tombe di famiglie; in essi vi sono piccoli spazî per una cappella, +chiusa da un'inferriata, in cui si vedono o un piccolo altare, od una +statua della Madonna, o una lampada eterna e il più delle volte i +ritratti, o i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a pregare per i +propri defunti, che in tal guisa, non diventano totalmente estranei alla +pia associazione alla quale appartennero in vita. Questi monumenti sono +quasi tutti di stile antico, di gusto puro, semplici, di forme graziose, +taluni ornati di pitture di genere pompeiano, e producono in complesso +grata e soave impressione. Vi sono fiori da per tutto, cespugli di +oleandri, di amaranti, di tulipani, di ortensie, di mirti, che +bandiscono, nell'armonia dei loro colori, totalmente la desolazione. +Stando fra tutti quei fiori e gettando lo sguardo sulla Campania felice, +sul mare illuminato dai raggi del sole cadente, non si può fare a meno +di riconoscere che qui si è molto bene e lodevolmente pensato anche ai +morti. Questo bel camposanto venne aperto nell'anno 1845. + + + IV. + +Pochi sono coloro che partono da Napoli senza aver compiuto l'ascensione +del Vesuvio, ma pochi prima di partire hanno fatta quella dell'altro +monte gemello, del bellissimo Somma. Il vulcano, che fuma tuttora, +attrae intera l'attenzione del visitatore, il quale non pensa di onorare +di una sua visita il monte Somma con le sue pendici riccamente vestite +di foreste verso le pianure della Campania. + +Mi decisi pertanto di farne l'ascensione, anche perchè il cratere del +Vesuvio, considerato dall'alto ed in vicinanza, doveva presentarsi sotto +nuovo aspetto, tale da compensare la fatica della salita. Eravamo +un'allegra brigata di sette persone, fra le quali due naturalisti, un +zoologo francese, ed un medico russo. Uscimmo di città alle sei del +mattino, e dopo aver oltrepassato S. Giovanni, prendemmo a sinistra per +gli ameni campi di S. Anastasia, ai piedi del Somma. Ivi cercammo guide +pratiche del luogo. Una donna robusta portava la cesta contenente i +nostri viveri; ci precedevano due uomini dalla bella figura, uno dei +quali portava uno schioppo in spalla, ed al fianco un lungo pugnale +nella sua guaina. + +La piccola carovana si pose in cammino di buonissimo umore, rallegrata +da uno splendido sole di luglio, e dall'ampia vista delle fertili +pianure della Campania, le quali si estendono ai piedi del monte. +Cominciammo a salire attraverso alle vigne, che forniscono il rinomato +vino di Somma, e quindi entrammo nella regione ombrosa dei castagni, +mentre, a misura che salivamo, le pendici diventavano più erte e la +salita più faticosa. I fianchi del monte, fin verso la sommità, +continuavano ad essere popolati di castagni e di una flora veramente +splendida. I fiori stupendi, particolarmente i gigli purpurei, i +garofani, il licno, il trifoglio purpureo, l'antirrino, la valeriana +medicinale, traevano a sè tutta quanta l'attenzione del botanico, mentre +il zoologo dava la caccia alle farfalle variopinte. + +A misura che si saliva, andavano scomparendo le strade e finimmo per non +trovare nemmeno più sentieri di pastori e per camminare su tracce di +passi, attraverso cespugli, entro gole e sull'orlo di precipizi. +Incontrammo rivi che scendevano quasi a picco, letti di torrenti quasi +disseccati, le cui sponde, di carattere interamente vulcanico, erano +formate ora di ceneri, ora di lapilli, ora di lava impietrita. + +Tre della nostra comitiva scesero in una di quelle gole vulcaniche, +provvisti di martelli e di scalpelli, per raccogliere cristallazioni. +Ne trovarono una discreta quantità nelle grotte formate dalla lava +basaltica e dalle ceneri indurite. Le varie qualità di cristalli e la +stupenda pietra vulcanica si trovano parte a fior di terra e parte +sepolte nel suolo, e chi non si lasciasse spaventare dalla fatica, ed +anche dal pericolo delle frane di quelle pareti di lava, potrebbe +formarne una bella collezione mineralogica. + +I tre compagni, più o meno carichi di pietre, si riunirono a noi che +eravamo rimasti ad attenderli in un bosco, all'ombra. Proseguimmo la +nostra ascensione, resa faticosa dalla mancanza di strade e dall'ardore +del sole, fino ad una fonte che trovammo ad un terzo circa della salita. +Sul monte Somma le sorgenti sono scarse e a quella dove ci fermammo, le +cui acque non erano abbondanti, però fresche e di buona qualità, le +nostre guide diedero il nome di fontana di Mennone. Tutti i sassi di +quella regione sono sonori, perchè stati soggetti all'azione del fuoco +e, percuotendoli con un ferro, o con un bastone, mandano un suono +metallico, come le colonne di Pompei. + +A misura che si sale, la vista diviene più bella, ma il monte più arido, +perchè crescono le ceneri, i lapilli, e la salita diviene per +conseguenza più faticosa. + +Ancora non scorgevamo affatto il Vesuvio, perchè rimaneva nascosto dalla +vetta del monte Somma, mentre invece l'orizzonte si allargava sempre +più, stendendosi da Baia all'isola d'Ischia; si scorgevano Napoli, il +golfo, la pianura di Caserta e tutta quanta la fertile regione della +Campania centrale, fin verso i monti di Sarno. Tutta la stupenda pianura +si estende dalle colline che circondano il golfo, sulle quali sorge in +parte Napoli, fino agli Appennini e ai monti del Matese. Si direbbe un +immenso parco cosparso di castelli, di ville, di chiese, di monasteri, +di città che spiccano biancheggianti sulla verzura della campagna, +frastagliate dalle vie di comunicazione. Ci fermammo quasi estatici +sull'ultimo contrafforte, al disotto della vetta del Somma, perchè da +quel punto potevamo spaziare la vista e scorgere da una parte Napoli ed +il mare e dall'altra la pianura campana. + +Potemmo riconoscere le seguenti città: S. Anastasia e Somma; più in là +Poncigliano d'Arco, Acerra, Afragola, S. Maria e Capua; a destra Caserta +ed il suo palazzo; Maddaloni ai piedi dei monti; in faccia a noi, +Marigliano; più in là ancora Nola, Ottaiano, Palma e Sarno situate +propriamente a destra di Nocera, dove i monti chiudono la pianura. Era +il giorno della Madonna delle Grazie; noi udivamo il rombo dei cannoni +della sottostante città; e quando fummo giunti presso al cratere ora +spento del Somma, ci parve che quei colpi provenissero dalle profondità +del vulcano. + +Contemplando da quell'altura, la stupenda regione e lo splendido mare, +si comprende che chi ne fu una volta padrone, preferì la morte alla +perdita della signoria. Così avvenne alla stirpe sveva, a quella di +Aragona e a Gioacchino Murat. Si può allora comprendere l'esclamazione, +per dir vero, non molto ortodossa, di Federico II imperatore, il quale +diceva che «se il Dio d'Israello avesse veduta Napoli, non avrebbe tanto +vantata a Mosè la terra promessa». A noi però era riservato uno +spettacolo più grandioso; non avevamo ancora veduto il Vesuvio. Ci +avvicinammo alla vetta del Somma, la quale è segnata al suo punto +culminante da una croce in legno, e, fatti ancora pochi passi sulla +cresta sottile, ci trovammo tutto ad un tratto di fronte, e vicinissimi +al vulcano, che sembrava balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi +quale fosse il contrasto fra la vista delle pianure ridenti e fertili +della Campania e quella regione arida, morta, sepolta tutta sotto un +denso strato di ceneri di color grigio. Non è possibile esprimere con +parole la profonda impressione di quella mole imponente che fuma; si +sarebbe detto un demone uscito tutto ad un tratto dagli abissi +dell'interno. + +Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio produrre un tale effetto, +come dal vertice del monte Somma, che quasi lo eguaglia in altezza. +Quando si sale sul Vesuvio per la strada di Resina, si vede il vulcano +dal basso in alto; qui invece si contempla dall'alto in basso e si può +benissimo guardare nel suo cratere e vederlo campeggiare in tutta la sua +imponenza, sul fondo del cielo e del mare; inoltre si ha davanti agli +occhi il cratere del Somma, con le sue pareti scoscese di lava, che +scendono quasi a picco. Coloro che salgono invece dai piedi del Vesuvio +alla sua sommità, non scorgono mai la sua forma e non ne vedono altro +che i campi coperti di lava e di cenere. + +Tre soltanto di noi ci avventurammo sulla cresta affilata del Somma, +fino alla punta più esterna dove si vede il monte a tre punte inclinate +verso il Vesuvio. A sinistra e a destra si scorgono gli antichi crateri +spenti delle nere cavità, frastagliate in ogni senso, con intorno un +terreno cosparso di pietre rosse e grige e di massi di lava eruttati dal +vulcano. A metà del margine del Somma, il terreno appare inclinato a +forma piramidale, ed a semicerchio verso il Vesuvio, dal quale lo +disgiunge un vero precipizio. Innanzi agli occhi si erge il cono +imponente del Vesuvio, coperto tutto di ceneri dalla base fino +all'estremità, di un colore fra il grigio e il giallo e con strisce di +tinta nera dove colò la lava. I margini del cratere sono di colore +giallo cupo, circondati da una striscia bianca, e dal suo interno si +sprigionano leggieri vortici di fumo. A poco a poco l'osservatore si va +rimettendo dalla prima impressione prodotta da quella vista imponente ed +allora non può fare a meno di osservare le linee armoniche, le belle +forme di quel cono, e la varietà delle sue tinte. Non ho visto nessuno +spettacolo naturale simile a questo, dove il severo ed il grazioso siano +così armoniosamente uniti. Anche dopo salito sull'Etna, debbo affermare +che questa fusione di aspetti tanto diversi, è tutta particolare del +Vesuvio. Questo è propriamente di una maestà tranquilla, quieta e +melanconica; la tinta bruna od azzurra delle ceneri si armonizza in modo +stupendo con le belle forme del cono, e se si aggiunge a questo +l'aspetto del mare, della pianura e dei monti circostanti, il tutto +irradiato da uno splendido sole, s'immagina facilmente quanta debba +essere la bellezza di quella visuale, dalla quale uno non riesce a +staccarsi. Vedevamo le barche nel golfo, e all'orizzonte le forme +strane dell'isola di Capri. A sinistra scorgevamo la spiaggia di +Castellamare, e la regione vitifera di Boscotrecase, Boscoreale, di +Scafati e di Lettere. + +Ci fermammo un bel po' sulla vetta del Somma, godendo di tutte quelle +bellezze di cielo, di terra, di mare. + +Il Vesuvio era tranquillo; non usciva dal suo cratere che una leggera +colonna di fumo, quasi ad additare che in mezzo a tante delizie, +albergava il demonio della distruzione. Le sue strisce nere a traverso +le ceneri erano formate dai torrenti di lava delle due ultime eruzioni, +e quella a sinistra datava solo dal 1850. Si erano aperti allora sul +cono cinque piccoli crateri, tuttora visibilissimi. Ci fu additato il +punto preciso dove, durante l'eruzione del 1847, perdettero miseramente +la vita un Tedesco ed un Americano. Costoro, inoltratisi +imprudentemente, furono colpiti dai sassi infuocati eruttati dal monte; +il Tedesco, il quale ebbe le gambe rotte, morì ai piedi dello stesso +Vesuvio; l'Americano, colpito in un braccio, perì poco dopo +nell'ospedale di Napoli. + +Un caso assai strano toccò nel 1822 ad un calzolaio di Sorrento, che si +era recato a visitare il Vesuvio senza una guida. Il cratere +dell'eruzione del 1820 era libero, e l'imprudente calzolaio volle +scendervi con l'animo non solo di sorprendere gli spiriti infernali, ma +quasi di prenderli a dileggio. Colto da una vertigine in questa sua +temeraria impresa, precipitò nel cratere e fortuna volle che fosse +trattenuto, nella caduta, da una sporgenza di lava. Riportò la rottura +di un braccio e di una gamba, e stette per ben due giorni in quella +posizione, sospeso sull'abisso, fintanto che i suoi lamenti giunsero +all'orecchio delle guide che avevano accompagnato sul monte altri +forestieri. L'infelice fu tratto fuori per mezzo di corde, e bisogna +dire che discendesse dalla natura immortale di Alasvero, imperocchè, +portato all'ospedale di Napoli, finì per guarire e per tornare a +Sorrento, sano e salvo come nulla fosse stato. Questa avventura +terribile e lieta ad un tempo ci venne narrata da don Michele, +cappellano del romitaggio sul Vesuvio, dove scendemmo dopo esserci +trattenuti più di un'ora sulla vetta del Somma. + +Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena. Il Vesuvio si velò di nebbia, +ed un forte vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando vortici +di ceneri e facendoci assistere a una stupenda lotta di elementi, che +dava novella vita e nuovo carattere a questa contrada selvaggia. La +nebbia non tardò però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di noi Napoli, +lo splendido golfo, Capri, Ischia, Miseno, e a destra i piani della +Campania. + +«_Voilà la Cléopatre!_» Questa strana ed inaspettata esclamazione ci +fece volgere a tutti. Era il nostro naturalista francese, uomo di +sessantasette anni, il quale a furia di correre e di saltare, era +riuscito, benchè vecchio, quasi novello Antonio, a fare la conquista di +Cleopatra. Quel vecchietto allegro, pieno di vivacità e di brio, di una +forza sorprendente per la sua età, non degnava di uno sguardo nè il +Vesuvio, nè lo stupendo panorama; non aveva pensiero che per le sue +farfalle. + +La ripida discesa della sommità del monte, non avvenne senza qualche +pericolo; dopo aver camminato a stento sulle ceneri e sulle lave +dell'eruzione del 1850, le quali si sarebbero potute benissimo +paragonare ad una cascata nera pietrificata, arrivammo, stanchi assai, +al romitaggio. Questo sorge in vicinanza dell'Osservatorio, edificio +abbastanza elegante, collocato in amenissima posizione, di dove si +scopre un'estesa vista. Attorno, attorno sorgono colossali tigli, i +quali avranno almeno duecento anni, e la cui vegetazione così +rigogliosa, a tanta prossimità del vulcano, dimostra che la località è +molto sicura. Difatti le pietre e le scorie eruttate dal cratere, +descrivendo una parabola, passano di sopra al romitaggio, e la collina +su cui sorge la chiesa, trovandosi separata da una profonda gola del +Vesuvio, è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre, una lastra nera, +con caratteri gialli di ottone, ci fece conoscere che l'edificio era +assicurato contro l'incendio, da una compagnia di Magdenburgo. Noi +certamente non ci aspettavamo di trovare questo semplice ricordo della +patria lontana alle falde del Vesuvio. + +Negli ultimi anni abitava un romito presso la chiesetta di S. Salvatore; +ma il parroco di Resina lo allontanò da quel posto che dava un certo +reddito, ed ora sale egli stesso, di quando in quando, a celebrarvi la +santa messa e a trattare gli ospiti, che gli capitano, con eccellente +_lacrima Christi_. Il piccolo villaggio si compone di alcuni coloni, i +quali si sono stabiliti ai piedi del monte, di impiegati +dell'Osservatorio e di una stazione di carabinieri. Nel giorno della +Pentecoste vi si celebra una festa, ed allora vengono dalle città vicine +forse undicimila persone, le quali si recano devotamente in processione +dalla chiesa di S. Salvatore fino alla Croce ai piedi del Vesuvio, per +scongiurare con le loro preghiere il terribile flagello; Ora il vulcano +tace, dal 1850, ed anche in quell'ultima eruzione non produsse gravi +danni; il torrente di lava, di discreta ampiezza, prese la direzione di +Ottaiano, devastò i giardini del principe di quel nome, e rovinò il +convento di S. Teresa ed alcune case.[3] + +Dopo una buona refezione presso il parroco don Michele, il quale ci fece +stupenda accoglienza, essendo amico di uno della nostra comitiva, +salimmo a Resina sul fiume di lava, che, con il suo nero aspetto, +produce una malinconica impressione. Anche qui si può ammirare di quanto +sia capace l'industria umana, imperocchè, non appena la lava è +raffreddata, si cerca di trarne partito. Avevo già veduto +nell'Osservatorio certe grotte bizzarre e chiusure di giardino lavorate +artisticamente in lava, e nel romitaggio avevamo preso il caffè sopra un +tavolo di lava stupendamente lavorato. Con questa si formano pure busti; +ed a Catania, rimasi sorpreso nel vedere la varietà e la bellezza di +tinte della lava dell'Etna, ed ebbi campo di osservare e riconoscere +quanto bella diventi dopo la politura. + +Scendemmo da Resina; ivi il torrente di lava disseccata era +fiancheggiato da vigne stupende, ed a contatto della stessa lava, quasi +nelle ceneri, vegetavano belle piante di melagrani, con i loro fiori +purpurei che sembravano di fuoco. + +Fummo talmente soddisfatti della nostra bella gita, che ci decidemmo +farne presto un'altra. Dopo pochi giorni muovemmo, difatti, in carrozza, +per il monte della Maddalena, verso il Vesuvio. + +Era nostra intenzione di contemplarlo, questa volta, dal lato opposto, e +prendemmo perciò la direzione del fiume di lava del 1850, il quale si +stende sopra Boscotrecase e Boscoreale. Osservai allora per la prima +volta questi strani villaggi, collocati nel punto più pericoloso del +Vesuvio. La loro posizione, in mezzo alla ricca vegetazione del suolo, +composto tutto di detriti vulcanici, è amenissima quanto quella dei +villaggi che sorgono alle falde dell'Etna, con la differenza che hanno +un carattere tutto orientale più ancora di quelli. Le case piccole e a +volta come quelle dell'isola di Capri e gli stessi campanili delle +chiese sono costruiti di lava bruna. La popolazione è rozza, timida, +povera; non sono riuscito a vedere una bella fisionomia. Eravamo scesi +in una bettola a Boscoreale, per proseguire di là il nostro cammino sui +campi di lava. Domandammo inutilmente delle frutta, ed il nostro +desiderio di averne fu accresciuto dall'impossibilità di trovarne, +quando, ad un tratto, vedemmo, presso la nostra tavola, un cavallo che +si stava mangiando tranquillamente un secchio pieno di carrubbe. +Accadde allora una scena gustosa, imperocchè ci precipitammo tutti al +secchio per disputare al cavallo quel cibo saporito e fu in +quest'occasione che seppi per la prima volta che a Napoli si nutrivano +di carrubbe i cavalli. + +Visitammo il fiume di lava, a cui le vigne sono tanto vicine e a +contatto di queste vedemmo annosi olmi, da cui pendono ghirlande di +tralci, e quell'allegro aspetto di vita, presso tanto spettacolo di +desolazione, mi parve pieno di contrasto. Vidi pure gli avanzi del +palazzo del duca Miranda e le ruine di altre abitazioni distrutte dalla +lava. Anche da questa parte il cono del monte produce uno splendido +effetto. + +Mi trovavo abbastanza inoltrato nei misteri del vulcano per visitare il +suo cratere. Avevo udito ripetere, le mille volte, che l'ascensione del +Vesuvio fosse molto più faticosa di quella dell'Etna, ma dopo aver fatto +anche quest'ultima, posso assicurare che arrampicarsi sul Vesuvio non è +che una semplice passeggiata in paragone agli sforzi che costa +l'ascensione dell'Etna, sopratutto per la grande rarefazione dell'aria, +e per le continue emanazioni di gas dal suolo caldo e oscillante. Anzi, +dopo aver camminato a lungo sui neri campi flegrei dell'Etna, +sconfinati, il Vesuvio, che pure ha distrutto popoli e città, non sembra +più che un fuoco d'artifizio, destinato a divertire i Napoletani. Non si +può negare, però, che nella sua piccolezza il cratere dia un'idea più +viva e più animata delle regioni infernali, che non il cratere +dell'Etna. + +Era una bellissima notte quando scendemmo dal Vesuvio; il sole era +scomparso in mare, dietro l'isola di Ponza e, a misura che crescevano le +tenebre, Napoli e le città della pianura campana si andavano +illuminando. L'azzurra volta del cielo era rischiarata dalla cometa +annunziatrice di guerra e tutto insieme lo spettacolo, commoveva +profondamente l'animo, già impressionato dall'aspetto del vulcano. + + + V. + +Mi si era parlato a Napoli della festa di S. Paolino a Nola e mi si era +anche assicurato che meritava di essere veduta. A questa festa accorreva +tutta la popolazione della Campania, porgendo uno spettacolo che non ha +l'uguale. Mi recai pertanto colà il 26 giugno, anche bramoso di +conoscere Nola, la quale racchiude più di un ricordo storico. Alle porte +di questa città, Marcello aveva inflitto la prima sconfitta ad Annibale; +ivi era morto l'imperatore Augusto e ivi Tiberio era salito all'impero. +È noto pure quale sorgente inesauribile di vasi preziosissimi sia stata +Nola; i più belli fra tutti quei che si trovano nel museo borbonico, +furono scoperti quivi, in Ruvo e in S. Agata dei Goti. Chiunque li abbia +veduti, non può certo aver dimenticato il vaso grandioso di Nola, che +rappresenta, in una composizione ricca di figure, la distruzione di +Troia. Conviene pure ricordare l'invenzione delle campane di cui mena +vanto questa città ed il suo Vescovo, S. Paolino, buon poeta e dotto +padre della Chiesa, che fece molto onore alla sua città natale. + +Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema epico latino, ad imitazione di +Virgilio, dal titolo la _Paolineide_. Lo acquistai un giorno nel porto +di Napoli, dove lo vidi in vendita sopra un muricciolo; ma, sebbene +quanto avevo udito intorno alla festa del santo m'ispirasse curiosità, +non mi bastò però il coraggio per leggere tutto quanto quel lungo poema. +Non sarà tuttavia fuor di luogo accennare che il santo nacque nell'anno +351 in Guascogna, dove suo padre, prefetto della Gallia, era tuttora +gentile, ed aveva educato il suo figliuolo al paganesimo. Se non che, +convertitosi Paolino al cristianesimo in Bordeaux, non tardò molto a +divenire zelantissimo della novella religione. Ottenuto il consolato, +venne mandato ad amministrare la provincia della Campania e quivi giunto +trasferì la sua dimora dal capoluogo Capua a Nola, per la ragione che in +questa trovavasi sepolto il santo vescovo Felice, e che i molti miracoli +da esso operati traevano gran folla alla sua tomba. Paolino, rinunciò al +mondo, e le proprie convinzioni e le tristi esperienze fatte della vita +lo portarono a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè accusato +nientemeno che dell'uccisione di suo fratello, non aveva potuto provare +la sua innocenza che grazie all'intercessione del santo suo protettore +Felice. Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare grande +rinomanza per il suo ingegno e per la sua dottrina nelle scienze +ecclesiastiche, mentre la santità della sua vita gli procurò +l'universale venerazione. Venne chiamato a succedere a Felice nella +cattedra vescovile di Nola, e quando morì, nel 431, fu sepolto nella +stessa cattedrale, di dove il suo corpo venne trasportato prima a +Benevento, poscia a Roma, nella chiesa di S. Bartolomeo. + +Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono maggiormente però a +mantenere viva nel popolo la memoria di S. Paolino, bensì una sua buona +azione, un suo atto generoso. Mentre era vescovo, l'unico figliuolo di +una vedova di Nola fu preso dai Vandali e portato come schiavo in +Africa. Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana, si portò colà +per riscattare il giovane, sottoponendosi in vece sua alla schiavitù +africana. Compiuta questa santa opera, tornò dalla Libia, ed i Nolani si +recarono ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo al suo +vescovato, con musica, danze e con le più solenni manifestazioni di +gioia. Questo ingresso trionfale ebbe luogo il 26 di giugno di non si sa +quale anno e ogni anno si celebra la memoria di quel giorno, con +straordinario intervento di persone, le quali accorrono da tutte le +contrade della Campania, per prendere parte a divertimenti curiosi e +originali. + +Mi recai di buon mattino a Nola con la ferrovia. I prezzi dei biglietti +erano stati ridotti e alla stazione vi era una grande ressa di gente, +mentre tutte le altre strade che portano a Nola erano piene di carrozze +di ogni specie, le quali, movevano verso la città in festa. Il mio +viaggio durò poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime contrade, +tutte coltivate a viti. Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana +di gente che entrava in città. + +In vicinanza della porta si teneva la tradizionale fiera; le antiche +mura della città ed una torre aderente, erano tappezzate di cartelloni +giganteschi, dipinti bizzarramente; nella torre stessa si faceva vedere +la gran foca marina e sulla porta un uomo con una tromba faceva un +fracasso del diavolo, ora suonando l'istrumento ed ora vantando i pregi +del curioso animale. In una casa di fronte si faceva pure una musica +infernale, interrotta di quando in quando dalle voci stentoree di una +compagnia di giocolieri, i quali invitavano il pubblico ad ammirare le +loro prodezze. Non è possibile descrivere la varietà delle merci che +venivano offerte con alte grida nelle botteghe; nè il chiasso assordante +della folla, la quale irrompeva nella città; nè la varietà dei colori +dei vestiti che il popolo indossava e delle bandiere che quasi tutti i +popolani agitavano in mano. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la +vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece +dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in +Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta +ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d'argento, portata sulle +spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, +decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e +coperta ai due lati di numerose bandiere. Le colonne erano rosse, +lucide, le nicchie dorate all'interno e guarnite di rabeschi assai +originali; le figure rappresentavano geni, angeli, santi, guerrieri, +tutti vestiti nelle foggie più strane ed erano collocati gli uni sopra +gli altri, e tenevano, in mano corni, mazzi di fiori, ghirlande e +bandiere. Tutto si moveva, tremava e svolazzava, e la torre stessa, +portata da circa una trentina d'uomini robusti, oscillava essa pure. Nel +piano inferiore stavano sedute alcune ragazze, incoronate di fiori, in +mezzo ai suonatori, i quali facevano un chiasso indescrivibile con +trombe, tamburi e triangoli. + +La torre si avanzava lentamente nella strada, superando l'altezza delle +case, ed era sormontata in cima dalla statua di un santo. Da altre parti +si udivano nuove musiche e si vedevano consimili torri. + +«Dio mio!--dissi ad un uomo che mi stava vicino--che cosa significa +tutto questo?» Mi rispose alcune parole in un dialetto incomprensibile, +fra le quali, uniche che riuscii ad afferrare, quelle di _guglie di S. +Paolino_. «Dovete sapere--mi disse allora un Napoletano--che queste +torri e questi obelischi sono dedicati al santo, perchè quando egli +ritornò dall'Africa, gli abitanti di Nola gli andarono incontro +facendogli grandi feste e portando fra le altre cose tali obelischi. Di +qui potrete vederli passare tutti, mentre si avviano alla cattedrale». + +Preferii recarmi senza indugio sulla piazza stessa, davanti al duomo, +dove dovevano prender posto tutte le torri. + +Ne arrivarono subito nove da diverse parti ed erano quasi tutte della +stessa altezza, ad eccezione di una più elevata delle altre, che +raggiungeva i centodue palmi d'altezza appartenente alla corporazione +degli agricoltori. Ogni corporazione, od arte di una certa importanza, +prepara simili torri per la festa del santo. Le spese sono sostenute +dall'arte e ascendono per ogni torre a circa novantasei ducati +napoletani. + +Nell'esaminare più da vicino quelle strane apparizioni che tanto mi +avevano colpito, a prima vista rilevai che riproducevano l'architettura +bizzarra e barocca degli obelischi che sorgono sopra alcune piazze di +Napoli, e che, sopracarichi di sculture e di ornati, non dànno un'idea +molto favorevole del buon gusto artistico dei Napoletani. + +Ogni obelisco è fabbricato in istrada, presso la casa di qualche +distinto maestro d'arte, sotto una grande e alta tenda destinata a +proteggere contro le intemperie l'opera stessa e gli artisti che la +stanno componendo. + +Lo scheletro delle torri è formato di antenne e di travicelli; un piano +si sovrapone all'altro e la parte anteriore e i due lati si ricoprono +di carta, mentre la parte posteriore è formata tutta da foglie di rami +di mirto e da una quantità di piccole bandiere. Sulle pareti di carta +dei due lati sono dipinti geni i quali portano ghirlande. La parte +anteriore è la più ricca di ornamenti, perchè a questa lavorano pittori +ed architetti. Ogni piano è formato di colonne di ordine corinzio, +sormontate da una cornice con una nicchia ed in questa sono collocate +figure e statue. Le persone vive stanno al piano inferiore, e sono +ragazze e giovanetti che vestono una gonnella corta e portano in testa +elmi di carta dorata. Nella nicchia, a metà della torre, si trova la +figura principale. In quella degli agricoltori, o mietitori, io vidi una +Giuditta colossale stupendamente vestita, la quale teneva in mano la +testa di Oloferne; in altre torri scorsi santi, o protettori, o patroni +dei varî mestieri. A fianco di queste figure principali si trovano ad +ogni piano emblemi di varia natura, angeli che tengono in mano bandiere, +od arpe, e geni con corone di fiori e trombe. Nella nicchia del piano +superiore sta un angelo con un incensorio, e sulla cupola dorata, o +sull'ornamento a foggia di giglio, che forma l'estremità della torre, +sorge un santo. Sulla torre degli agricoltori si vedeva S. Gregorio +vestito da cavaliere dell'ordine di Malta, con una bandiera in mano. + +Un emblema posto sulla cornice che sormonta la nicchia a metà della +torre, indica la corporazione, o il mestiere a cui quella appartiene. Su +quella degli agricoltori stava una falce; su quella dei pastai stavano +due grossi pani; su quella dei macellai era un pezzo di carne; su quella +dei sarti una bianca veste; su quella dei calzolai una scarpa; su quella +dei pizzicagnoli una forma di cacio; su quella dei negozianti di vino un +fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da un giovanetto, il quale porta +un altro emblema: quello dei giardinieri portava un corno di abbondanza; +gli albergatori e i bettolieri erano preceduti da un barile di vino +sostenuto da due giovani, vestiti in guisa da raffigurare S. Pietro e S. +Paolo. + +Al suono delle loro bande musicali, tutte le torri si avviarono verso la +cattedrale. Tutto quel chiasso, tutta quella gente dai costumi più +svariati, tutte quelle bandiere, i balconi delle case gremiti di fiori e +di belle ragazze, tutte quelle torri bizzarre che oscillavano, sotto il +sole abbagliante del mezzogiorno, formavano uno spettacolo così vivace, +così singolare che ne rimasi assordito, allibito: credetti di essere +tornato ai tempi del paganesimo. + +La marcia delle torri era aperta da due di queste, assai piccole, al +piano inferiore delle quali erano ragazzi coronati di fiori; poi veniva +una barca, in cui stava un giovanetto vestito alla turca, con in mano un +fiore di granata. Dietro la barca veniva un grandioso legno da guerra, +benissimo rappresentato, con a prua un giovane vestito da moro, che se +ne stava fumando un sigaro, mentre sul ponte eravi la statua di S. +Paolino, inginocchiata in atto di preghiera, davanti ad un altare. + +Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano +spettacolo, imperocchè ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare +a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale +batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e +sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere; +tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo +d'occhio fantastico. Ogni torre incominciava a danzare davanti al duomo, +e poi ballavano tutte insieme per quasi cinque minuti. Appena ogni torre +si era fermata davanti alla cattedrale e aveva ripreso il suo posto, una +ventina di giovani e di uomini si disponevano in circolo intorno ad +essa, tenendosi le mani sulla spalla e ballavano. Intanto due ballerini +facevano in mezzo a questi una danza particolare, finchè sopraggiungeva +un terzo che veniva da questi sollevato per aria, dove si dimenava con +tutte le membra. A poco a poco cominciava a divenir pallido e, quasi +colpito da vertigine, cadeva a terra come morto. Gli altri continuavano +a ballargli intorno, in circolo, mentre il morto si rialzava sorridendo +e al suono di nacchere esso pure si rimetteva a girare. Quelle danze +strane e originali, mi ricordarono il culto di Adone, ma non trovai +nemmeno chi potesse fornirmi un'esatta spiegazione di quel ballo +mistico. Davanti ad una torre, invece di ballare, si facevano giuochi di +forza e un uomo faceva esercizi sulla testa di un altro. Ballò +perfino il grosso legno da guerra. In alcuni momenti suonavano +contemporaneamente le musiche di quattro di quelle torri, che insieme +con gli urli, con gli schiamazzi e con le grida di migliaia di persone, +facevano un baccano indiavolato. + +Tutto questo chiasso avveniva sulla piazza, davanti alla cattedrale, +mentre nell'interno della chiesa il vescovo cantava tranquillamente +messa solenne che i fedeli in ginocchio stavano ad ascoltare +devotamente. + +Terminata la messa e finito il ballo delle torri, si chiuse la funzione +religiosa con una processione a cui presero parte tutto il clero +secolare, e tutte le corporazioni di frati; non vidi mai in Italia +frati di un aspetto così imponente e così florido come questi e non so +se ciò dipendesse dalla bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità del +paese, o dalla libertà con cui vivono i frati nel regno di Napoli. La +processione con dietro tutte le torri, fece il giro di tutta la città +accompagnata dallo scoppio incessante di razzi e di mortaletti. + +Era intanto passato mezzogiorno; le funzioni religiose erano terminate e +la popolazione cominciava ad andarsene per i fatti suoi. Stordito da +tutto quel baccano, stanco di tutta quella folla, cercai rifugio in una +trattoria, che trovai già piena di gente. In questi paesi tutto è +allegro e chiaro, ed anche le pareti di quella bettola erano dipinte a +colori vivaci. In un batter d'occhio vidi recare e scomparire piatti +enormi di maccheroni, e di carne di agnello arrosto. Il vino rosso e +denso era servito in brocche di terra cotta, a doppio manico, e non si +beveva, come nell'Italia superiore e centrale, in bicchieri di vetro, ma +alla brocca stessa, come nei tempi antichi. Il vino mi parve assai +migliore, bevuto in una brocca la quale per la forma mi ricordava i vasi +antichi e quelle brocche scoperte a Pompei, ora a Napoli nel Museo +Borbonico e che hanno del pari doppio manico e la brocca a foggia di +trifoglio. Oggigiorno, tutte queste brocche, nella Campania, sono +verniciate in bianco con alcuni ornati che però non conservano più nulla +dello stile greco. + +Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò tutte le persone nei +caffè, i quali prendono il nome di _Caffè nobile_, non appena cominciano +a presentare una certa apparenza. Cercai il migliore di tutti, che +trovai però già pieno zeppo di persone; vi si soffocava per il caldo. +V'erano contadini che cantavano ritornelli, improvvisatori, signori e +dame elegantemente vestite, gli uni seduti, gli altri in piedi, e altri +ancora che giravano attorno ai tavoli. Si prendevano gelati in +abbondanza e di gusto squisito. Non ho mai provato come in quel caffè la +voluttà di sorbire un buon gelato, tanto era soffocante il calore, e non +tardai molto in mezzo a tutta quella folla, ad addormentarmi e sognai +Marcello, Annibale, Augusto morente, Livia, Tiberio, le baccanti, gli +affreschi di Pompei, i vasi di Nola, S. Paolino e la sua festa, e le +torri che ballavano. Al di fuori la folla continuava a gridare e a far +chiasso, ma siccome il rumore era continuato, si poteva benissimo +dormire come si dorme sulla spiaggia del mare, al muggito delle onde. + +La città, che visitai tutta quanta, non ha nulla di notevole, ma è +abbastanza pulita e resa gaia dai molti e bei giardini. Nei tempi +antichi Nola non era affatto inferiore a Pompei con la quale manteneva +grandi relazioni commerciali. Le tre città più fiorenti della Campania +erano infatti: Nola, Aceria e Nocera, che avevano il loro porto a +Pompei, sulla foce del Sarno, ricoprendo allora il mare, che di poi si +ritirò da Pompei, buona parte di quella fertile pianura. + +Ero uscito di città per salire al convento di S. Angelo, appartenente ai +monaci di S. Francesco, il quale sorge con un porticato aperto in una +bella posizione ed è attorniato da una splendida vegetazione, quando +incontrai per istrada una famiglia che tornava già dalla festa e che era +composta di una matrona di forse ottant'anni, con le sue figliuole e +nipoti. Non vidi mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era +della persona e d'imponenza tragica. + +Vestiva un abito di seta color chermisino, con ampio bordo di broccato +d'oro, stretto alla vita alla foggia greca, e sopra questo portava un +farsetto tutto rosso, ricamato in oro. I suoi capelli canuti erano +trattenuti sulla fronte da un nastro alla pompeiana. Procedeva +coll'imponenza e con la dignità di una principessa, o di una regina dei +tempi antichi, ed avrebbe potuto rappresentare benissimo nei _Persiani_ +di Eschilo la parte di Atossa, consorte sublime di Dario e madre di +Serse. Mi ero unito a quella piccola brigata e, sebbene una delle nepoti +della vecchia fosse di non comune bellezza, pur non potevo staccare gli +occhi da quella imponente matrona. Le giovani che l'accompagnavano, non +erano vestite riccamente come quella; portavano invece abiti a larghe +maniche, di colori chiari ed avevano in capo, alla moda del paese, il +_muccador_, specie di velo fissato poco sopra la nuca, in maniera da +lasciar visibili i capelli sulle tempie, antica usanza che si può +osservare anche negli affreschi di Pompei. Provavo molta fatica a +comprendere qualche cosa, qualche parola del dialetto che quelle donne +parlavano. Compresi però che mi invitavano ad accompagnarle a casa loro, +la quale, mi dissero, che si trovava a poca distanza. Per curiosità ci +sarei andato molto volentieri, ma il giorno era già inoltrato, mi +premeva vedere S. Angelo, godere del panorama che di là si osserva e +perciò ringraziai, declinando il cortese invito. + +La vista che si gode dal convento è veramente bella. Si scoprono, a +sinistra il monte Somma ed il Vesuvio, a destra i monti di Maddaloni, e +sopra il monastero, in cima ad una collina, le rovine pittoresche del +castello di Cicala. In mezzo a quei monti si stende la campagna di +Nola, riccamente popolata di pioppi, di olmi, di alberi da frutta, da +cui pendono, a guisa di festoni, le viti. In mezzo a tutte queste piante +crescono rigogliosi il frumento ed il grano turco, e dovunque brillano +gli aranci e i melagrani, e la città, irradiata da un sole abbagliante, +trovasi come immersa in un mare di verzura, di vigneti e di fiori. È +davvero una contrada adatta per continue feste: la stessa natura, +eminentemente voluttuosa, invita senza posa al piacere. + +Partii da Nola verso sera, quando stavano per cominciare le corse dei +cavalli; più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione generale. +Quando a sera inoltrata mi trovai a Napoli, alla finestra della mia +abitazione a S. Lucia, vidi la folla che tornava dalla festa e si +avviava verso Chiaia; i cavalli erano guarniti di nastri e di fiori, la +gente faceva sventolare le piccole bandiere; tutti, carrozze, cavalli, e +uomini erano coperti di polvere. Gridando e schiamazzando la folla si +recava a Chiaia a prendere parte alla sfilata per il corso. + + + VI. + +Chiunque si sia recato da Salerno ad Amalfi, seguendo la strada lungo il +mare, deve ricordare questa gita con vera soddisfazione. Non ve ne è +un'altra ugualmente bella in tutto il regno di Napoli, e di tante +escursioni che ho fatto in tutta quanta l'Italia, questa è quella che mi +ha lasciata più grata impressione di tutte le altre. + +La strada segue sempre la spiaggia del mare, mantenendosi ad una certa +altezza, e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo. Si hanno a +sinistra i monti e le fresche valli, popolate di villaggi, le quali +scendono al mare che rimane disotto, mentre lo sguardo può intanto +benissimo abbracciare Pesto, i monti delle Calabrie, il capo Licosa e il +golfo Policastro. + +Il primo abitato che s'incontra in vicinanza di Salerno è Vietri; la +posizione di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli. Giace in una +gola ampia e grandiosa, sulla riva di un torrente, il quale fornisce +l'energia necessaria a parecchi molini, ed è un paese bruno, d'aspetto +bizzarro, con parecchie chiese e cappelle. Sulla spiaggia del mare +possiede il suo piccolo porto popolato di barche. Quasi tutti i paesi +situati in alto hanno un piccolo borgo alla marina, dove si possono +godere scene di vita marinaresca con maggior evidenza che nei quadri. +Quando dall'alto di quelle rupi si contemplano le barchette, che ora +compaiono sulle onde e ora spariscono, si direbbe che siano sospese per +aria. + +Tutte le torri che ancora si scorgono sulla spiaggia del mare, tutti i +castelli situati sulle alture, fanno pensare ai tempi in cui i Normanni +fondarono in queste contrade il loro meraviglioso regno, quel regno che +segnò un'epoca nella storia della civiltà ed esercitò una grande +influenza nell'Occidente e nell'Oriente. + +In quel tempo erano, a dire il vero, assai strane le condizioni +dell'Italia meridionale; aspre signorie di Greci e di Longobardi, +scorrerie continue degli Arabi e repubbliche fiorenti come quelle di +Amalfi, di Gaeta e di Napoli. + +In questa bella Salerno, che oggi riposa tranquilla in riva al suo mare, +regnava allora il principe longobardo Guaimaro, quando comparve davanti +alla città una flotta saracena e gl'infedeli diedero l'assalto alle +mura. I Salernitani erano infiacchiti al pari dei Sibariti e dei +Bizantini e la città, male guardata, stava in pericolo di cadere. +Fortuna volle che si trovassero per caso in quel momento a Salerno +quaranta pellegrini normanni che tornavano di Terra Santa, a bordo di un +legno amalfitano. Domandarono subito armi, si precipitarono fuori della +porta ed attaccarono con impeto i mussulmani. I Salernitani, animati +dall'esempio, tennero lor dietro, e dopo un sanguinoso combattimento i +Saraceni furono sbaragliati e costretti a levar l'assedio. Guaimaro +ricompensò generosamente i pellegrini, i quali, ritornati in patria, +eccitarono la fantasia dei loro compaesani con le narrazioni delle +bellezze della spiaggia di Salerno, dei prodotti di quel suolo +fertilissimo, della primavera perpetua che vi regnava e dei tesori che +colà, uomini arditi e coraggiosi avrebbero potuto acquistare. + +Gli avventurosi Normanni s'imbarcarono allora pel mezzodì d'Italia, +guidati da Dragut. Ciò avvenne in principio del secolo XI e la stirpe +dei Normanni fu più fortunata di quella dei napoleonidi e di Murat. + +Sismondi osserva che da quell'epoca, nella lingua dell'Irlanda, si +mantenne dell'antico dialetto scandinavo la voce _figiakasta_, vale a +dire _desiderî di fichi_, locuzione figurata per esprimere un desiderio +intenso. + +Giungemmo frattanto a Cetara, luogo delizioso quanto mai sulla spiaggia +del mare, una vera e fertile oasi in mezzo ai monti. Di questo paese mi +colpì l'architettura tutta moresca. Le case sono piccole e ad un sol +piano, con logge e verande circondate di viti; i tetti sono convessi e +tinti di nero. La chiesa piccola e di architettura bizzarra, sorge in un +boschetto di aranci. Tutto l'insieme del paese aveva un carattere così +esotico, che non si sarebbe mai pensato di essere nel centro d'Europa. +Allo splendore di un magnifico sole, le piante e i fiori sembravano +sorridere e le piccole case con le loro verande, parevano sepolte nella +verzura. Tutto era pulito, bello; v'eran piante di aranci, di carrubbe e +di gelsi; stupendi cactus in fiore e magnifiche piante di aloe +contribuivano a dare un carattere esotico al paesaggio. + +Cetara fu il primo punto occupato dai Saraceni su questa riviera. Quivi +essi si fermarono e in seguito estesero i loro dominî, fondando colonie +ad Amalfi, Minori, Maiori, Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano +scorrerie continue su queste spiaggie, prima ancora di conquistare la +Sicilia. Costoro erano attirati e indotti su questi lidi, dalle continue +lotte dei Greci, con le città e con i Longobardi. La stessa città di +Napoli ne diede l'esempio in principio dell'anno 836, quando si rivolse, +per mezzo del suo console Andrea, agli Arabi, onde avere soccorso e +liberarsi dalla signoria di Sicardo principe di Benevento, e quella +repubblica, allora fiorente, strinse lega con i Saraceni senza tener +conto nè degli anatemi del sommo pontefice, nè delle minacce degli +imperatori greco-romani. Tale lega durò circa un mezzo secolo e si narra +che a quei tempi il porto di Napoli presentasse un aspetto addirittura +saraceno. Quando, dopo la morte di Sicardo avenuta nell'839, la +signoria longobarda cadde a Salerno e a Benevento, e pugnavano per +questa fra di loro Radelchi e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda +di Saraceni e prese ai suoi servizi il mussulmano Apolofar con un certo +numero di Cretesi. Gli Arabi presero liberamente stanza in Salerno e vi +si stabilirono definitivamente, fabbricando case nei dintorni della +città. + +Finalmente, nell'anno 871, Radelchi e Siconulfo fecero la pace, +dividendosi gli stati di Salerno e di Benevento e stabilirono la +condizione che non si dovesse permettere più agli Arabi il soggiorno +nella costa fra Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti si fecero +battezzare e vi rimasero. Costoro avevano già data a quella località +un'impronta tutta moresca che non si è più cancellata. Altri Arabi +vennero poi dalla Sicilia, di modo che nel corso del secolo IX tutta +quanta la Calabria si trovò in pericolo di diventare mussulmana; a Bari +regnava un sultano, Taranto cadeva nelle loro mani e minacciavano di +prendere Roma stessa, dove i Saraceni sorpresero e saccheggiarono le +chiese di S. Pietro e di S. Paolo, mentre Napoli continuava a stare con +loro in buone relazioni, ad onta degli sforzi dell'imperatore Ludovico +II. + +Si stabilirono nuovamente in Cetara nell'anno 880 e la repubblica di +Napoli assegnò loro alcune terre sulle sponde del Sebeto. Essi presero +pure dimora alle falde del Vesuvio, nei dintorni classici di Pompei, non +che sul Garigliano, donde partivano per fare scorrerie in tutta quanta +la Campania. Fondarono parimenti la loro colonia di Agropoli, nelle +vicinanze di Pesto. + +Ai tempi del dominio dei Normanni si ritirarono più di una volta da +queste contrade e molti abbracciarono il cristianesimo, altri rimasero +al servizio di Ruggero, portando nella bella provincia di Salerno le +costumanze e la civiltà orientale. Lo stesso nome di Cetara sembra che +sia di origine orientale. + +Il sole intanto si era fatto cocentissimo, riflettendosi sulle nude +rocce dove camminavamo in fretta, e noi eravamo ancora a buona distanza +da Amalfi. L'aspetto della riviera si faceva a mano a mano sempre più +bello. Al nostro fianco sorgevano monti altissimi, le cui cime si +perdevano nelle nubi, mentre la loro tinta oscura, sotto la sferza del +sole che rendeva sempre più azzurre le onde del mare, faceva un grande +contrasto con lo splendore di questo e con la limpidezza del cielo. +Sorgevano qua e là, sul pendio dei monti, rovine di antichi castelli dei +tempi normanni indicanti i luoghi dove un giorno esistettero villaggi. +Stupenda ci apparve la posizione di Maiori e di Minori nei due punti +più belli della riviera, due piccole città al pari di Cetara, appoggiate +al monte e circondate da giardini amenissimi. + +Le spiagge di Minori e di Maiori sono quanto c'è di più ridente in +questo golfo, da Salerno ad Amalfi e Sorrento, ed io non esito a +dichiarare che superano in bellezza la stessa spiaggia di Sorrento, a +costo anche di esser tacciato di un'eresia. Sono due punti di una magica +tranquillità, ristretti in breve spazio, freschi, ombreggiati e ridenti; +si direbbero appartati da tutto il resto del mondo. Non ho veduto luoghi +più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori, fondato da Siccardo di +Benevento nel secolo IX; il paese giace quasi in riva al mare. Il monte +situato dietro l'abitato, ridotto a foggia di terrazzi, è coltivato a +giardini nei quali sorgono casette bianche e pulite che hanno l'aspetto +di altrettante ville. Più in alto torreggia pittorescamente un antico +castello. + +Le strade ed i sentieri solitari e tranquilli si addentrano nei monti +dai quali scaturiscono acque limpide e fresche. Tanta solitudine +romantica ricrea l'animo e fa nascere il desiderio di vivere colà +tranquilli, o almeno di trascorrervi un'estate. Ivi davvero l'abitante +dei paesi settentrionali comprende che cosa significhi la _figiakasta_. + +Trovammo colà, in riva al mare, una locanda graziosa, dipinta a colori +vivaci, dove ci procurammo vino, ottimi fichi neri e aranci stupendi. Il +sole che splendeva di fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi +delle onde sulla spiaggia e l'atmosfera pregna di profumi, conciliavano +il sonno. + +Poco dopo ci trovammo mezzo addormentati in un caffè del vicino borgo di +Minori. Quivi le case sono piccole e basse quanto quelle di Pompei e le +stanze così piccole che appena possono contenere quattro persone. Alla +tavola della locanda il padrone ci girava attorno con un ventaglio in +mano smovendo l'aria, cacciando le mosche e narrando nel suo dialetto +una quantità di storie, parlando sopratutto della fabbricazione dei +maccheroni, industria speciale della riviera di Amalfi, la quale ne +provvede tutto il regno di Napoli. + +Partimmo da Minori nelle ore calde del pomeriggio e, girato che avemmo +un promontorio, ci trovammo di fronte ad Atrani, il quale è separato da +Amalfi da una gigantesca rupe. La posizione di Atrani è imponente. Sorge +a foggia di piramide sulla riva del mare, che in quel punto è altissima +e scende assai ripida, addirittura a picco. L'architettura delle case, +le quali hanno tutte la propria loggia, produce un aspetto +piacevolissimo per il bianco delle mura che si stacca sul fondo nero +della rupe. Questa, forma vicino al paese una verde valletta ed alla sua +sommità si presenta il paesetto di Pontone. Sulla sommità delle falde di +quei monti tutte rivestite di pini marittimi sorgono antiche torri e +castelli. Si scorgono intorno villaggi che giacciono ancora più alti fra +vigne e castagneti e dove sarebbe molto faticoso l'arrampicarsi. Oltre +Pontone, soprastano Atrani gli altri paesetti di Minuto, Scala, e +Ravello. Quest'ultimo è particolarmente notevole per i ricordi dei +Saraceni. Vi si sale da Atrani percorrendo una ripida e faticosa strada, +ma romantica, attraversando gallerie coperte e camminando fra vigneti, +castagni e boschi di carrubbe. A misura che si sale, la vista del mare +si fa più bella. Dalla cima delle nere rupi, coronate di torri, si getta +lo sguardo sull'azzurro delle onde che si direbbero sgorgare dalla gola +di Pontone. Si vedono pure verdeggianti pendici, seminate di case, dove +per buona ventura gli abitanti non hanno più a temere le scorrerie +saracene. + +Arrivammo all'abbandonato monastero delle Clarisse e ivi trovammo le +prime tracce dell'architettura moresca. Salimmo quindi alla villa +Cembrano, casa di campagna di un ricco signore napoletano, la quale +sorge tra le rose e gli oleandri, su di un altipiano da dove lo sguardo +spazia nel mare. Questa villa è propriamente bella e sopra tutto +attrasse la mia attenzione il pergolato, il quale forma un rettangolo +attorno al magnifico giardino. Esso è sostenuto da pilastri bianchi, sui +quali corre un tetto di verdi tralci, da cui pendono i grappoli in +abbondanza; nel giardino poi, tenuto con molta cura, crescono i più bei +fiori, e tutte le piante meridionali, nella vegetazione rigogliosa del +mese di luglio. Sul margine dell'altipiano sorge un belvedere, +circondato di statue, invero orribili, le quali però in distanza +producono buon effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza del mare, +delle coste delle Calabrie con le cime dei loro monti coperte di neve, +dell'imponente punta di Conca e del bel capo d'Orso, presso Maggiori, +tutte vedute severe che bisogna ammirare e tacere, anzichè provarsi a +farne la descrizione. Nel contemplare da quegli orti di Armida, fra le +rose e le ortensie, il mare magico nel quale si riflette l'azzurra tinta +di un cielo limpidissimo, nasce il desiderio di poter volare. Io credo +che a Dedalo ed a Icaro venne desiderio di poter spaziare per l'aria in +una bella sera d'estate, sedendo su di un promontorio dell'isola di +Creta. + +Salimmo ancora più in alto, al convento di S. Antonio; anche questo è +collocato in amenissima posizione ed è di stile interamente moresco, con +archi spezzati e colonnette graziose. Raggiungemmo quindi l'antica +Ravello e ci trovammo tutto ad un tratto in una città moresca, con torri +e case di stile arabo, fabbricata di tufo nero solitaria e tranquilla, +abbandonata, quasi morta, sopra una verde pendice del monte. Si direbbe +che è segregata da tutto il resto del mondo; non si vedono che alberi e +rocce e da qualche punto il mare in lontananza. Nei giardini si +osservano alte torri nere, case di stile moresco con arabeschi in parte +rovinati, finestre ad arco con piccole colonne. + +Sulla piazza del Mercato, presso la chiesa, sorge un antico edificio di +architettura araba, con ornati di gusto fantastico e con colonne +meravigliosamente lavorate negli angoli. Il tetto riposa sopra una +graziosissima cornice. Questo edificio è designato col nome di teatro +moresco e non vi è dubbio che era il palazzo degli antichi signori di +Ravello, imperocchè questa città, ora deserta e derelitta, fu un tempo +una colonia fiorente di Amalfi che contava trentaseimila abitanti. +Ricche famiglie vi avevano introdotto il lusso a cui davano origine le +loro relazioni con l'Oriente e il continuo commercio con i Saraceni +stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri erano annoverate le famiglie +degli Afflitti, dei Ragadei, dei Castaldi e sopratutto dei Ruffoli. Si +erano fabbricate tutte palazzi di stile moresco, con vasche, con getti +d'acqua di vero gusto arabo, su disegni e sotto la direzione di artisti +arabi. E' noto che Ravello si mantenne in relazione continua con i +Saraceni, molti dei quali vi avevano presa dimora e gli Arabi vi tennero +il presidio fino ai tempi di Manfredo. Avvenne perciò che questa piccola +città fu una delle prime che accolse nell'Italia meridionale +l'architettura araba ed oggidì è una delle poche che ne conservi ancora +gli avanzi. + +Trovai in Ravello maggiori avanzi di architettura moresca che in Palermo +stesso, dove i castelli di Cuba e della Zisa sono per la massima parte +distrutti. Il palazzo Ruffoli in Ravello è una vera miniera di +architettura moresca di quei tempi, e di queste contrade. Esso trovasi +in un giardino, ed appartiene da tre anni all'inglese sir Nevil Reed, il +quale lo ha fatto per primo sgombrare dalle macerie. E' addirittura un +piccolo Alhambra, uno stupendo edificio a tre piani, che conta più di +trecento stanze sostenute tutte da colonne moresche. Le sale sono ornate +di rabeschi in puro stile arabo-siculo e un tempo debbono essere state +magnifiche. Esistono ancora nei giardini una rotonda di stile moresco, +alcuni avanzi di mura, fra le quali una torre quadrata di gusto +bizzarro, rovine di porticati, di bagni, di archi e di cortili, i quali +debbono aver fatto parte di una specie di castello cinto di mura, e da +questi ruderi è agevole farsi un'idea delle grandi ricchezze che +dovevano aver accumulato un tempo le famiglie distinte di Ravello. + +In tutte le città impoverite del regno di Napoli, queste reliquie di +tempi migliori provano la triste decadenza delle contrade. Due volte +furono in fiore queste regioni predilette dalla natura: la prima +nell'antichità greca, come lo attestano le rovine di Pesto; la seconda +durante le Repubbliche del medio evo, allorquando Napoli, Gaeta, Amalfi, +Sorrento, riempivano i mari delle loro flotte, ben molti anni prima che +lo spirito repubblicano, avanzo degli ordinamenti politici greci e +romani, risorgesse nell'Italia settentrionale e desse origine alle +repubbliche di Pisa, di Genova e di Venezia. Nella prima epoca furono i +Romani quelli che spensero il fiore della civiltà nell'Italia +meridionale; nella seconda epoca cominciò a venir meno sotto il dominio +dei Normanni; e quindi, a poco a poco, quelle contrade si vennero +riducendo alla misera condizione in cui si trovano attualmente. Manca +tuttora una buona storia di quelle Repubbliche dell'Italia meridionale +dal secolo VII ai tempi di re Ruggiero di Sicilia, e gli archivi di +Napoli potrebbero fornire tutti gli elementi necessari, se non fossero +chiusi, ed impenetrabili più della sfinge egiziana.[4] + +Vidi intanto, mentre mi trovavo nei giardini del palazzo Ruffoli, un +meraviglioso fenomeno di luce in mare. Il sole stava per tramontare, ed +i monti di Pesto e di Salerno cominciavano ad oscurarsi, assumendo una +tinta dolce di verde cupo, mentre sopra a Pesto stava un'ampia nuvola +bianca, la quale non tardò a tingersi in rosso acceso. Si sarebbe detto +che divampasse in cielo un immenso incendio, la cui luce si proiettasse +in mare, sembrando fosse in fiamme tutto quanto il golfo di Salerno; a +poco a poco il mare assunse prima un color d'oro, quindi verde pallido, +violaceo, gialliccio, finalmente grigio, finchè vennero le tenebre. +Colpito da quegli scherzi indescrivibili di luce, non potei più muovermi +finchè fu notte. + +Potrei ancora narrare molte cose di Ravello, particolarmente +dell'antico duomo edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI, il quale +possiede un pulpito raro in mosaico ed antiche porte di bronzo e dove si +conserva in un'ampolla il sangue di S. Pantaleo, che bolle al pari di +quello di S. Gennaro; ma non conviene vedere tante cose, e sopratutto +descriverle molto a lungo. + + + + + L'ISOLA DI CAPRI + + + + + L'isola di Capri. + + +Un mese intiero ho vissuto nell'isola di Capri ed ho goduto, in tutta la +sua pienezza, la solitudine magica di quella marina. Così potessi io +riprodurre le sensazioni ivi provate! Ma è impossibile descrivere con +parole la bellezza e la tranquillità di quella romita solitudine. +Giampaolo Richter, contemplandola dalla terra ferma, ha paragonato Capri +ad una sfinge; la bella isola a me è apparsa simile ad un sarcofago +antico, fiancheggiato dalle Eumenidi scarmigliate, su cui campeggiasse +la figura di Tiberio. La vista dell'isola ha sempre esercitato su me un +vero fascino per la sua conformazione monumentale, per la sua +solitudine, e per i cupi ricordi di quell'imperatore romano, che, +signore del mondo intiero, considerava quello scoglio come sua unica e +vera proprietà. + +Una domenica, di buon mattino, con un tempo stupendo, andammo a +Sorrento, in barca, e di là ci dirigemmo verso Capri. Il mare non era +meno tranquillo del cielo; le linee del paesaggio si perdevano +all'orizzonte in una luce vaga ed indecisa; Capri però ci appariva +davanti imponente, grave, rocciosa, severa, con i suoi monti selvaggi, +con le sue rupi rossastre di roccia calcarea, tagliate a picco. +Sull'altura si scorgeva un bruno castello rovinato; qua e là avanzi di +batterie e gole aperte di cannoni abbandonati, solitari, già quasi +ricoperti dal ginestro selvaggio dai fiori gialli; scogli aspri e +ripidi, in cima ai quali svolazzavano falchi di mare e uccelli indigeni, +assuefatti al sole, come dice Eschilo; in basso caverne, grotte oscure, +misteriose; sul dorso del colle una piccola città di aspetto gaio, con +case bianche, mura alte e una cupola di chiesa; più in basso ancora, +sulla zona ristretta della spiaggia, un piccolo porto per i pescatori ed +una fila di barche tirate in secco. + +Suonavano le campane allorquando approdammo; una graziosa fanciulla, +figlia di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò la barca e, +tenendola ferma alla riva, ci permise di scendere a piedi asciutti. +Nello spiccare un salto sul suolo dell'isola di Capri, che io mi ero +raffigurata tante volte sotto il nordico cielo natio, mi parve di +trovarmi nella stessa mia casa. Tutto era silenzio e tranquillità; non +si vedevano che un pescatore e due ragazzi intenti a bagnarsi presso uno +scoglio, due giovanette sulla spiaggia, e tutto all'intorno rupi severe. +Ero dunque giunto in una solitudine selvaggia e romantica insieme. Da +quel punto della marina partiva un sentiero ripido e scosceso, che, fra +mura di giardini, conduceva alla piccola città. Quei giardini aperti nei +seni della rupe erano coltivati a viti, a olivi e ad agrumi, ma la +vegetazione ne era meschina, specialmente per chi ne veniva dalla +lussureggiante Campania. Anche gli alberi a Capri sembrano eremiti. Si +accede alla cittadina per un ponte di legno e per una vecchia porta, +dall'aspetto romito, in cui par che regni la pace e s'ignorino le umane +necessità. Alcuni abitanti, vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti +sui gradini della chiesa. Parecchi ragazzi giocavano allegramente sulla +piccola piazza, davanti al tempio, che pareva fatta appositamente per i +loro giuochi. Le case, piccole, con i tetti a terrazza, avevano quasi +tutte una pianta di vite arrampicantesi per le mura. Un'angusta +stradicciuola, non mai percorsa da nessun veicolo, ci condusse alla +locanda di Don Michele Pagano, di fronte alla quale sorgeva una stupenda +palma. Anche quivi sembrava di arrivare in un eremo ridotto ad albergo +per i pellegrini. + +Eravamo appena entrati nella nostra camera, che un canto, giù nella +strada, ci chiamò alla finestra. Era di domenica: una processione +strana, caratteristica attraversava il paese. Seguivano la croce uomini +e donne, quelli con cappucci bianchi, queste con bianchi veli. I +cappucci erano circondati di una corona formata di foglie di roveto +spinoso. Gli uomini ai fianchi portavano una fune, certo in segno di +penitenza. La processione era dedicata alla crittogama. Tutte quelle +teste coronate di frondi offrivano un quadro pagano: si sarebbe detta +una processione di sacerdoti di Bacco coronati di pampini e diretti ad +un tempio di Dionisio. Quasi tutti gli uomini portavano la corona di +spine, compresi quelli che non rivestivano l'abito della confraternita. +Mi colpì in modo particolare la figura di un vecchio invalido, canuto di +capelli e di barba, il quale, con quella corona, aveva davvero l'aspetto +di un satiro. Dopo gli uomini venivano le donne e le fanciulle con +bianchi veli. Le strade essendo tanto strette da dare il passaggio a +stento a due persone per volta, erano stipate da un muro all'altro. + +Questa processione fu la prima cosa che vidi a Capri. Siccome poi vissi +colà felicissimi giorni e nessuna località al mondo così completamente +visitai, perlustrando ogni suo angolo più remoto, ogni sua grotta +accessibile, e posi affetto a Capri e ai suoi abitanti, voglio usare a +quest'isoletta il trattamento di quei navigatori riconoscenti, che +appendevano una tabella votiva e sotto vi scrivevano: _Votum fecit; +gratiam recepit_. + +Il nome dell'isola, presso i Greci ed i Romani, era _Caprea_. Spiegando +la parola latinamente, significherebbe isola delle capre; ma altri la +derivarono dalla lingua fenicia, nella quale _Caprain_ significa due +città. I Greci la considerarono quale isola delle sirene, e tuttora un +punto della spiaggia si chiama la Sirena. Se non che, le isole delle +Sirene di Omero giacevano di fronte a Capri, verso Amalfi ed il Capo +Minerva; e quella denominata oggi Capo di Campanella, è ritenuta per +l'isola di Circe. Tuttavia, tutto il tratto di mare all'intorno è +mitologico e ricorda l'_Odissea_ ed il canto delle sirene, le quali +traevano alla rovina i naviganti, allorquando dal golfo di Posidonia si +accostavano a questi ripidi scogli, sorgenti appena sulle onde. S'ignora +di dove vennero i primi abitatori dell'isola, ma molto probabilmente +dalla terra ferma e furono i vicini Osci. Si ritiene pure che vi +approdassero i Fenici, e ad essi si è attribuita la fondazione delle due +città, imperocchè l'isola, parte piana e parte montuosa, dovette di +necessità avere due centri di popolazione. Strabone ha difatti lasciato +scritto: «Capri ebbe anticamente due città, ma ora non ne possiede che +una». Più tardi vennero i Greci nel bel golfo di Napoli, nel _cratere_, +come lo chiamano gli antichi geografi, e presero stanza lungo le coste e +nelle isole. Secondo quanto asseriscono poi Tacito e Virgilio, si +stabilirono in seguito a Capri i Telebori, gente di stirpe arcanica. Il +primo Greco signore dell'isola si chiamava Telone. + +In quel periodo, circa otto secoli prima della nascita di Cristo, i +Greci si stabilirono nei due golfi di Posidonia e di Napoli, edificarono +Cuma e Napoli, s'impossessarono delle isole di questo stupendo mare, e +imposero all'alto abitato di Capri il nome che ancor oggi conserva di +Anacapri, che è quanto dire Capri superiore. Prestando attenzione al +linguaggio che oggi parlano quei di Capri, si ritrovano parole di +origine greca, e di tipo greco sono le fisonomie distinte e nobili delle +donne, di foggia greca i paramenti, l'acconciatura dei loro capelli, ed +il modo con cui dispongono il _mucadore_, sorta di velo col quale +sogliono ricoprirsi il capo. Sebbene più tardi i Romani abbiano essi +pure posseduta l'isola, tuttora, come a Napoli, in gran parte è sangue +greco quello che scorre nelle vene de' suoi abitatori e dei Greci; essi +hanno la grazia e la dolcezza che li rendono accetti allo straniero e +che rendono idilliache persino le loro nude rocce e fanno dimenticare +anche quel demone che fu Tiberio. In quell'epoca i Greci costrussero +nell'isola dei templi, dei quali rimangono parecchie vestigia. Si e +detto pure che la gioventù di Capri fosse valentissima nei ludi +ginnastici che allora si praticavano nella palestra greca. + +Augusto s'innamorò di Capri, diede ai Napoletani l'isola fiorita +d'Ischia e prese possesso del classico scoglio. Narrasi che sbarcando la +prima volta su questa spiaggia, gli si annunciasse, quale felice +presagio, che un vecchio elce disseccato avesse preso tutto ad un tratto +a rinverdire, e che l'imperatore ne avesse provato cotanto piacere da +decidersi al cambio dell'isola. + +Augusto, quando per gli anni gli venne meno la salute, si recava a +respirare l'aria pura della Campania. Il clima balsamico della fresca +isola, la rara bellezza naturale delle sue rupi, il carattere tutto +greco degli abitanti, gli andarono a genio ed egli si fece costruire a +Capri una villa con magnifici giardini. Sorgeva questa, secondo le +ricerche degli archeologi, in quel punto dove si trovano attualmente i +ruderi grandiosi della villa di Giove, ai quali il popolo dà di +preferenza il nome di «villa di Tiberio». La località è stupenda. +Situata nel punto più elevato della spiaggia orientale, vi si gode la +vista dei due golfi e dell'ampio mare di Sicilia. I ricordi spaventosi +di Tiberio hanno però spento nell'isola la memoria di Augusto, e non si +sa più nè dove abbia questi abitato, nè dove sia stato, nè che cosa vi +abbia fatto. Fu senza dubbio negli ultimi anni che soleva venire a +Capri. Poco tempo prima di morire, vi trascorse quattro giorni in +compagnia di Tiberio e dell'astronomo Trasillo, abbandonandosi +interamente al riposo e acquistandovi un ottimo umore, secondo quanto +narra Svetonio: «Allorquando approdò nel golfo di Pozzuoli, era giunto +pure colà un legno di Alessandria d'Egitto. I passeggeri e la ciurma +indossarono abiti candidi, offrirono sacrifici, cantarono le lodi +dell'imperatore, augurandogli lunga vita, commercio, libertà e +benessere. Questa cosa gli procurò tanta soddisfazione da fargli +distribuire alle persone del suo seguito quattrocento monete d'oro, dopo +essersi fatto promettere d'impiegarle unicamente nel fare acquisto di +merci provenienti da Alessandria. Anche nei giorni seguenti continuò a +far loro doni, particolarmente di toghe e di palli, e ordinò che i +Romani parlassero greco e vestissero alla foggia greca ed i Greci alla +romana e parlassero latino. Volle assistere pure ai riti degli Efebi e +diede loro un banchetto, cui assistè. Accordò loro facoltà infine di +portar via pomi, altre frutta ed ogni specie di doni. Si prese in una +parola ogni ameno sollazzo. Diede ad un isola vicina a Capri il nome di +Agrapopoli, a motivo dell'ozio in cui vivevano le persone del suo +seguito che colà si recavano e si compiacque di dare ad un suo favorito, +Masgaba, il nome di Ktiste, quasi lo ritenesse il fondatore dell'isola, +e nel vedere, al sorgere delle mense, circondata da una folla di lumi la +tomba di quel Masgaba, il quale era morto un anno prima, improvvisò ad +alta voce un verso greco che diceva: + + Veggo in fiamme la tomba del fondatore. + +Domandò di poi a Trasillo, compagno di Tiberio, che gli stava di fronte, +se sapesse di qual poeta fosse il verso; e non avendo questi saputo +dirlo, improvvisò un secondo verso dicendo: + + Non vedi Masgaba onorato di fiaccole? + +e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo Trasillo risposto che di +chiunque fossero, i due versi erano eccellenti, l'imperatore proruppe in +uno scoppio di risa, e non cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò a +Napoli, quindi a Nola, dove morì». + +Tali sono i particolari narrati da Svetonio intorno all'ultimo soggiorno +di Augusto a Capri. Per quanto scarsi, bastano a dare un'idea della +vecchiaia serena dell'imperatore, il quale si compiaceva scherzare con +gli abitanti dell'isola. E questa serenità appare tanto più notevole, +ponendola a confronto di Tiberio, che pure a Capri invecchiò. + +La piccola isola fu durante undici anni il centro di Roma e di tutto il +mondo. I tempi erano diventati cupi al pari dell'eremita che viveva su +quello scoglio; la storia stessa del mondo non era più che un cupo +monologo dell'uomo dalla testa di Medusa. + +Mentre io stavo seduto sulle rovine della villa di Giove, contemplando +lo splendido golfo irradiato dal sole, il Vesuvio che fumava mi parve +quasi il Tiberio della natura, e pensai che spesso da questo punto +Tiberio lo contemplasse cupo e pensoso, ravvisando la sua stessa +immagine personificata nel demonio della distruzione. Nel contemplare il +vulcano e ai suoi piedi la fertile Campania e il mare avvolto di luce, +il monte solitario che terribile signoreggia quella felice regione mi +sembrò quasi un simbolo della storia dell'umanità ed il vasto anfiteatro +di Napoli la più profonda poesia della natura. Cupo, solitario, maligno +verso la terra beata che si stende a' suoi piedi, al pari del vulcano, +l'eremita di Capri dominava un giorno sopra il mondo intero che obbediva +alle sue leggi. L'animo suo mostruoso, invaso dal demone della +distruzione, non sognava che sentenze di morte, ruine di città, +proscrizioni, esilî. La memoria ne dura ancora nel popolo; i secoli non +l'hanno spenta giacchè più tenace si mantiene la ricordanza del male che +quella del bene. Quei di Capri danno a Tiberio il nome di _Timberio_, +come dicono _Crapi_ invece di Capri. Ad ogni passo nell'isola +s'incontrano traccie del terribile imperatore. Il vino più prezioso ha +nome _Lacrima di Tiberio_, come quello del Vesuvio porta il nome di +_Lacrima Christi_. E a dire il vero, rara cosa dovettero essere le +lacrime di un uomo qual fu Tiberio. + +Appresi nell'isola una credenza popolare che mi ha profondamente +stupito. Il popolo ritiene che nelle viscere della terra, dove esistono +i ruderi della villa di Tiberio, sia sepolta una statua colossale in +bronzo dell'imperatore a cavallo e che tanto esso quanto il destriero +abbiano gli occhi di diamante. Si narra che lo vedesse un giovanetto +caduto per caso in una fessura della roccia, ma che si sia perduta la +traccia del luogo. Raccolsi questa favola dalla bocca un frate +francescano, che abita quale eremita alla villa di Tiberio e la trovai +pure riportata nel libro di Mangone sull'isola. Essa ricorda la +tradizione tedesca molto simile dell'imperatore Barbarossa, se non che +dubito assai che il popolo desideri vedere tornare in vita Tiberio. Egli +venne a Capri nell'anno XXVI dopo la nascita di Cristo, e vi dimorò +undici anni, finchè venne a morte a Capo Miseno, dove si era recato per +breve tempo. Aveva dedicata l'isola a Venere e l'aveva ornata +magnificamente di tutte le divinità dell'Olimpo. Le ville da lui erette +alle dodici divinità maggiori, i molti altri edifici, congiunti alla +forma caratteristica delle rocce, dovevano produrre un colpo d'occhio +fantastico. Oggi, rimangono ancora numerose vestigia di tutte quelle +costruzioni, e molte ancora stanno sepolte sotto terra; nelle vigne si +scorgono fra le macerie l'aperture delle volte e degli archi come +reliquie di una festa selvaggia e producono sinistra impressione, poichè +la fantasia le popola di cupe figure, bizzarre ed orribili. + +Morto il tiranno, rimase deserto il teatro delle sue orgie, e la +magnificenza di Capri tramontò. + +Il popolo narra che i Romani vennero nell'isola e ne atterrarono tutti +gli edifici; ma questo fatto, per dire il vero, non è confermato dalla +storia, la quale del pari non dice se i successori di Tiberio visitarono +Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola: ivi si fece radere per la prima +volta la barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola di suo zio. +Anche Vitellio, l'imperatore crapulone, fu da giovanetto nell'isola, e +più tardi, sotto il regno di Commodo, vi vennero mandati in esilio +Crispino, la sua consorte e Lucilla sua sorella, secondo quanto narra +Dione Cassio e come venne confermato da un bassorilievo scoperto a Capri +nel secolo scorso, bassorilievo che rappresenta le due principesse nella +mesta attitudine di chi domanda protezione. + +Le sorti dell'isola divennero in seguito eguali a quelle delle spiagge +vicine. Dopo la caduta dell'Impero romano, passò, come Napoli, in +possesso prima dei barbari, poscia dei Greci, e nel secolo IX sotto la +signoria della fiorente repubblica di Amalfi, che l'ebbe in dono +dall'imperatore Ludovico. + +Al principio della signoria dei Normanni sull'Italia meridionale, Capri +fu tolta agli Amalfitani dal prode Ruggero; quindi fu posseduta dai +Normanni, dagli Hohenstaufen, dagli Angioini, dagli Aragonesi, e retta +da capitani. Nel 1806 gl'Inglesi la tolsero ai Napoletani, la occuparono +in nome di Ferdinando re di Sicilia, vi si fortificarono validamente e +vi posero a comandante quell'Hudson Lowe che doveva più tardi acquistare +sì triste celebrità, come carceriere di Napoleone a S. Elena. Gl'Inglesi +tennero l'isola quasi tre anni, fino a che se ne impadronirono i soldati +di Murat con un ardito colpo di mano. Lo storico Pietro Colletta, allora +ufficiale del Genio, fu quegli che, dopo aver esplorata accuratamente +Capri, segnò il punto dove era possibile dare l'assalto; e l'isola fu +presa il 4 ottobre 1808, dopo viva lotta, ed Hudson Lowe, fatto +prigioniero, fu portato a Napoli. + +Basteranno questi brevi cenni a dare un'idea delle vicende storiche di +Capri. Se non che, di tutti questi avvenimenti più recenti, nella +popolazione dell'isola si serba scarsa ricordanza. Colui che vive ancora +di più nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio, di cui spesso, non +senza stupore, ho udito ripetere il nome terribile sulle labbra di +allegri ragazzi, intenti a giuocare. Lo si sente ad ogni istante, in +qualunque punto dell'isola; si è ormai immedesimato con questa. La +storia di quell'uomo la stringe da ogni lato, ed ha aggiunto alla natura +già di per sè severa, il carattere tragico della storia, rendendola +accetta a quanti sono capaci di apprezzare questo senso della natura, +come nella storia. Il terribile ed il piacevole vi producono un +singolare contrasto. + +Le valli ridenti sono circoscritte da rupi tagliate a picco, prive di +ogni vegetazione, nude, gigantesche. Ad ogni momento s'incontrano uomini +semplici, rispettabili per la loro povertà e per la loro fede, +nobilitati dal lavoro; in essi nulla ricorda quel Tiberio che fu mostro +umano di diabolica corruzione. Il continuo contrasto che regna a Capri +mi ha sempre procurato un grande stupore. L'isola ha tante rocce nude da +dare l'impressione di un deserto; ma ha pure grande varietà di tinte, +verdura di piante e splendore di fiori. Da questo complesso di deserto e +di rocce ne deriva un insieme che ha un aspetto imponente e grazioso ad +un tempo. L'animo si sente sereno, inclinato ai pensieri tranquilli; la +solitudine invita alla vita romita. Monti, rocce, valli esercitano +un'influenza magica; racchiudono lo spirito come dietro ad +un'inferriata, attraverso la quale si può contemplare il più bel golfo +della terra, circoscritto dalle più amene spiagge. + +Le somiglianze tra il suolo di Capri ed il suolo di Sicilia sono molte e +sorprendenti: la stessa tinta rossiccia delle rocce calcaree, lo stesso +quadro grandioso e fantastico di monti, la stessa vegetazione. Questa è +tutta meridionale, ma scarsa. Nelle fessure delle rocce, sulle pendici +dei monti, crescono tutte le piante delle isole meridionali di Europa ed +imbalsamano l'atmosfera dei loro profumi aromatici. Crescono colà il +mirto, il rosmarino, la ruta, il citiso, l'albatro; i roveti, l'edera, +la clematite si avviticchiano alle rovine, le ricoprono, ed il ginestro +con i suoi fiori gialli d'oro occupa tutte le alture. La più bella +pianta dell'isola, quella per avventura alla quale va debitrice del suo +nome, non è affatto il caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero, +che sorge contro ogni muro, contro ogni rupe, che rallegra co' suoi +abbondanti fiori bianchi dai lunghi pistilli violacei. Sulle pendici +stesse, gli abitanti con grande lavoro hanno formato a forza di muri +piccoli piani, i quali costituiscono i loro campi ed i loro giardini. +Ivi crescono abbondanti tutte le piante e tutti i fiori della Campania: +gli elci, i gelsi e gli olivi; scarseggiano i pini ed i cipressi, ma vi +abbondano per contro le carrubbe, i fichi, i mandorli; vi sono anche, ma +più scarsi, i noci ed i castagni; abbondantissimi invece e di una +inarrivabile bellezza gli aranci ed i limoni, i cui frutti raggiungono +non di rado il volume di una testa di bambino. La vite non è +lussureggiante di fronde come nella Campania, ma ricca di grappoli, che +maturati da quel sole ardentissimo, producono un vino eccellente. +Quelli che poi danno alla piccola isola un aspetto tutto siciliano sono +i fichi d'India, che vi crescono in quantità enorme. La loro forma +bizzarra, africana, corrisponde meravigliosamente alla severità delle +rocce e allo splendore di quel sole tropicale. + + + II. + +Nella stessa maniera che la natura con le sue forme, con le sue tinte +contribuisce a rendere eminentemente poetica quest'isola magica, +fantastici parimenti e degni di un idillio vi appaiono gli abitanti. La +cittadina di Capri, la quale giace sopra una depressione del monte fra +le colline di S. Michele e del Castello, ha un aspetto assai +caratteristico. Le case piccole e bianche hanno i tetti a foggia di +terrazzo ricurvi alquanto nel mezzo. Sono questi per la maggior parte +ornati di vasi di fiori ed ivi si stanno la sera le fanciulle a godere +il fresco e a contemplare la vastità del mare tinto di rosa. Le case +sono attorniate per lo più da un terrazzino o da una loggia coperta o +veranda, resa più graziosa di solito da una pianta di vite e da vasi di +ortensie, garofani e oleandri. Quando il giardino è aderente alla casa, +vi dà accesso per lo più un pergolato che congiunge questo a quella. +Ciò forma il più bell'ornamento delle abitazioni dell'isola, imperocchè +consiste in un basamento in muratura a doppia fila, sul quale sorgono i +pilastri che sostengono le traverse in legno a cui si appoggia la vite. +Tutti quei pilastri e quelle colonne dànno alle case, anche alle più +povere, un certo aspetto grandioso ed alla loro architettura un +carattere antico e ideale. Si direbbero i portici di un tempio; +ricordano più di una volta le colonne delle case di Pompei. + +Sorgono qua e là nei giardini alcune palme, ma la più bella è quella del +giardino del nostro albergatore, la cui casa, a paragone delle altre di +Capri, può meritare il nome di palazzo. Abitano pure fuori della città i +vignaiuoli, che sono sparsi nelle loro masserie, sulle alture od ai +piedi delle rupi, nascoste e quasi sepolte fra le viti e gli oleandri. +In tutte le casette par che risieda la felicità, la tranquillità, +v'abbia dimora la vita solitaria e romita. + +I Capresi, duemila circa, sono il popolo più pacifico della terra: umani +di sensi, dolci d'indole, svegliati d'ingegno, dolorosamente poveri e +straordinariamente operosi, fanno i bifolchi, i vignaiuoli, i pescatori +e soltanto questi ultimi posseggono qualche cosa di proprio: la loro +barca e il pesce che raccolgono. Gli altri non sono in generale che +semplici fittaiuoli o mezzadri, imperocchè le masserie appartengono per +la maggior parte ai Napoletani. Il fittaiuolo paga per lo più dagli +ottanta ai centoventi ducati di fitto che deve ricavare, oltre il suo +sostentamento, dal vino, dall'olio e dalle frutta. Quando viene a +mancare il vino, come ora accade da ben tre anni, il contadino cade +nella miseria; stringe davvero il cuore vedere tutte le vigne spoglie di +grappoli e udire le lamentele di quella povera gente. Alcune donne mi +narrarono, sospirando amaramente, di aver dovuto vendere tutti i loro +ori, anelli, orecchini, segno questo della loro maggior miseria, +imperocchè soltanto in casi disperati una donna si spoglia delle sue +gioie. Qui le portano di continuo, ed è strano vedere povere ragazze +occupate ai lavori più gravi della campagna, portare grandi orecchini +d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti i loro gioielli, spesso +tutto quanto posseggono. + +A Capri il bestiame non è abbondante, però se ne asportano annualmente +duecento capi nel Napolitano; anche il cacio dell'isola è tenuto in +pregio. Nell'autunno e nella primavera gli isolani si nutrono in massima +parte di cacciagione, passando in quest'epoca stormi di volatili, +particolarmente di quaglie, dirette dal mezzogiorno al settentrione, e +dal settentrione al mezzodì. I poveri uccelli, spossati dal lungo +viaggio, cercano riposo su gli scogli infidi e vengono uccisi a frotte, +o presi vivi nei lacci. + +L'isola, del resto, non ha selvaggina o altri animali da cacciare; non +vi sono nè volpi, nè martore; v'è soltanto una sterminata quantità di +conigli, i quali, di nottetempo, escono dalle fessure delle rocce e +rubano ai campi larga messe a danno dei poveri coloni. I conigli sono il +flagello dell'isola. Il mare è quello che procura reddito più sicuro +agli abitanti di Capri. I pescatori vi trovano pesci di ogni sorta, +persino tonni, pesci spada, murene bellissime, ma sopratutto le sardelle +e le seppie, dette volgarmente calamai. La pesca viene fatta per lo più +di notte. I pescatori escono in mare alla sera; i pesci, allettati a +salire alla superfice delle acque dal chiarore di una fiaccola, sono +afferrati da una rete sostenuta da legni leggeri galleggianti, e in tal +maniera tirati su nella barca. Tutta quanta la notte i pescatori +rimangono in mare; tornano a terra col levare del sole, pongono ad +asciugare le loro reti, ne racconciano i guasti, dormono un paio d'ore, +e quindi si alzano, pronti a ricominciare la sera. E' dura e faticosa la +loro vita, poichè il mare è spesso infido e spesso la preda d'una +intera compagnia di pescatori non raggiunge il valore di un _carlino_. +La vita animata della Marina grande, unico porto dell'isola, dove sorge +una fila di case, porge in ogni tempo uno spettacolo pieno d'interesse. +I pescatori sono uomini nerboruti, spesso di forme erculee, e le loro +figure, abbronzate ed energiche, spiccano anche pel berretto frigio che +portano costantemente. Quando il mare è agitato, è bellissimo vederli +occupati a trarre frettolosi le loro barche all'asciutto, sulla +spiaggia, una spiaggia ristretta e poco riparata dall'urto delle onde. +Le barche hanno però i loro ripari murati per quando più impetuosa +infierisce la tempesta. Stanno sulla spiaggia un centinaio circa di +barche, fra le quali tre di maggior portata, adibite pel commercio con +Napoli, dove si recano il lunedì e il giovedì, e ne ritornano il martedì +e il venerdì. Regna allora una grande animazione sulla spiaggia, +imperocchè anche le ragazze e le donne di Anacapri scendono dalla loro +altura a ritirare gli oggetti recati dalle barche. Allorquando il mare è +agitato, i pescatori più giovani si buttano in mare con la testa in giù, +come tanti marangoni: coloro che stanno nella barca cacciano loro i remi +ed i cordami, ed il peso di questa riesce per tal guisa attenuato +finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a terra. Giunti colà, tirano la +barca sulla spiaggia con funi, gridando a squarciagola e più possente di +tutte risuona la voce del padrone della barca, il quale comanda e regola +i movimenti dell'intera turba, piena di febbrile attività. Le donne si +affollano attorno al carico, che si compone di cibi per la vita +quotidiana, legumi, poponi, biscotti, e di oggetti di vestiario e +masserizie di casa. Giungono pure da Napoli vaghi mazzi di fiori e le +canzoni stampate di recente sulla riviera di S. Lucia. Intanto lo +straniero siede sopra uno scoglio presso la riva, ed apre le lettere +allora allora ricevute. + +Quasi tutte le barche della marina appartengono a pescatori di Capri; +pochi ve ne sono ad Anacapri. La natura ha isolato questa cittadina dal +mare; essa sorge in alto, verso la metà dell'isola, alla base del +Solaro. Molti giovani robusti si recano però con quelli di Capri alla +pesca del corallo; ne partono ogni anno non meno di duecento, che si +portano per conto dei mercanti di corallo ad esercitare la loro +industria nello stretto di Bonifazio e sulle coste d'Africa. Partono +insieme e tornano in ottobre, trovando in famiglia tuttociò che il +destino ha loro preparato durante l'assenza: piaceri e dolori, fedeltà +ed oblio, nascite e morti. Quando hanno guadagnato cento ducati, si +accasano, sposando la propria innamorata. Un centinaio di ducati sono +ritenuti necessari a Capri per contrarre il matrimonio e metter su +famiglia. + +Un pittore mi narrava un giorno il dialogo seguente da lui tenuto con un +giovane che gli portava il cavalletto. Il giovane disse: «Signore, avete +voi moglie?» Il pittore: «No» e il giovane: «Non avete voi dunque cento +ducati?» «Sì che li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente +attonito: «Come, avete cento ducati e non prendete moglie?» Ripensavo a +questo pescatore di corallo scapolo un giorno in cui una fanciulla mi +offrì alcune monete arabe, sulla salita che porta ad Anacapri; suo +fratello le aveva recate l'anno precedente dal paese degl'infedeli. Le +acquistai quale ricordo e come talismani, pensando che dovessero +riferirsi ad una storia misteriosa. + +Anche sulla spiaggia di Capri si trovano coralli. Li colgono i ragazzi +dei pescatori e le giovanette che tessono poi piccole ceste di paglia, +vi pongono i pezzetti preziosi, oltre a frutti di mare e a conchiglie e, +quando v'incontrano sulla spiaggia, vi presentano le loro cestelline con +un sorriso così grazioso, che bisogna per forza fare qualche acquisto. +Tutto qui è grazioso, piacevole, in miniatura, e fa davvero piacere +osservare le ragazze nelle loro piccole case occupate a dipanare le +matasse di seta color d'oro od a tessere nastri di variopinti colori. +L'industria delle donne, sia di Capri che di Anacapri, consiste nella +coltivazione di poca quantità di seta e particolarmente nella tessitura +dei nastri. I telai sono continuamente in moto. Il cotone e la seta +vengono forniti dai mercanti di Napoli, i quali retribuiscono magramente +l'opera delle assidue lavoratrici. Esse tessono nastri di ogni colore; +bisogna vederle, intente in quel lavoro omerico, nelle loro camerette o +su i terrazzi, in mezzo ai fiori, dinanzi al mare; offrono uno +spettacolo graziosissimo ed è un piacere scambiare alcune parole con +quelle piccole Circi, dalla chioma corvina. + +Sorge in Capri, sopra una collina, una casuccia solitaria, occupata da +quattro ragazze, snelle, intente senza posa a filar seta e ad +intrecciare paglia da cappelli. Le quattro fanciulle sono il fior fiore +del mondo femminile di Capri e la loro stanzuccia è il punto di ritrovo +più frequentato dell'isola. Vi si recano pure talvolta i forestieri, gli +artisti, che chiamano Dee quelle fanciulle per i continui sacrifici che +si offrono loro. Il mio albergatore le chiamava le quattro stagioni. Un +giorno io mi recai lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio che una +delle sorelle teneva appeso al suo telaio. Rappresentava un ramo d'edera +e sotto vi stava scritto il primo verso dell'_Edipo Tiranno_ di Sofocle + + Ôtekna, Kadmou ton neo trophê + (O fanciulli, giovane progenie del vecchio Cadmo). + +La tessitrice mi pregò di spiegarle che cosa volessero significare +quelle parole in lingua ignota; mi aggiunse di avergliele scritte un +Inglese. Le risposi che volevano dire: «Ragazza, di giorno sei il mio +fiore, di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente e rimase +soddisfatta. + +Parecchie volte avevo precedentemente osservato nelle montagne d'Italia +l'ingenuità del popolo, ma non avevo mai trovato un popolo tanto ingenuo +quanto questo. La sua segregazione dal mondo ha mantenuta la dolcezza +dei suoi costumi e la naturalezza attraente de' suoi modi. Il forestiero +viene accolto come fosse un'antica conoscenza e vi si trova come a casa +sua. Non si potrebbe immaginare un maggior contrasto di quello che +esiste tra la popolazione di Capri e quella di Napoli. Le donne non sono +tanto belle, per quanto siano piacevoli e graziose. I loro tratti hanno +sovente un qualche cosa di originale, e le linee del loro viso, +sormontato da una piccola fronte, sono regolari; il loro profilo è +spesso distinto, i loro occhi sono di un nero ardente o di un grigio +verdognolo; il colorito bruno, la foggia dell'acconciatura del capo, i +coralli e gli orecchini d'oro che portano costantemente, dànno loro un +aspetto orientale. Vidi spesso, specialmente nel paese di Capri, +fisonomie di vera e rara bellezza e nell'osservarle coi capelli +scarmigliati, gli occhi nerissimi e grandi che parevano lanciare fiamme, +sorgere nelle camere oscure dai loro telai e venir fuori, mi sembrò di +vedermi comparire dinanzi tante Danaidi. In Capri s'incontrano di +frequente figure che si direbbero staccate da una tela del Perugino o +del Pinturicchio, di una soavità incomparabile. Le donne portano, +particolarmente in Capri, i capelli disposti con gusto artistico nella +sua semplicità, scendenti al basso, e trattenuti da uno spillo +d'argento. Talvolta fissano il _mucadore_ alla testa con una catenella +ed allora hanno davvero l'aspetto di donne di paesi remoti. Il pregio +comune però delle donne di Capri, più prezioso dell'oro, sono i denti, +in tutti gli abitanti dell'isola stupendi, forse perchè non sempre hanno +di che mangiare. Bisogna vederle, quelle belle figure riunite in gruppi, +quando scendono dalla montagna, portando sul capo brocche d'acqua di +forme antiche, o ceste ripiene di terra, ovvero pietre, dal quale +faticoso lavoro traggono il loro misero sostentamento. Le donne a Capri +compiono, pur troppo, un vero officio di bestie da soma, e anche le più +belle, fra i quattordici e i vent'anni: Gabriella, Costanziella, +Mariantonia, Concetta, Teresa e tante altre, le cui fisonomie in +Inghilterra, in Francia ed in Germania sarebbero ammirate in un quadro, +portano alla spiaggia, sulle loro testine, pesi che in altri paesi +apparirebbero troppo gravi per un uomo. + +Due settimane fa approdò all'isola un legno napoletano e sbarcò sulla +spiaggia un carico di massi calcarei, destinati alla ricostruzione di un +antico convento. Tutto quel pesante materiale fu, nello spazio di cinque +giorni, trasportato alla sua destinazione dalle ragazze dell'isola, +sulla testa. La strada ne è talmente ripida che, quando la percorrevo +tornando dal bagno e da questo ristorato, giungevo alla sommità ansante +e spossato di forze. Eppure io vidi una trentina di quelle ragazze +cariche dei loro macigni fare per cinque giorni consecutivi e più di una +volta al giorno la stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare +persino due massi. Per avere un'idea del peso di quelle pietre, provai a +sollevarne una e mi ci volle tutta la mia forza per riuscire a +collocarla sul capo di una di quelle povere fanciulle, cui mi parve di +aver reso un non lieve servigio. Esse pregavano ingenuamente le persone +che incontravano per strada di dar loro aiuto in quel penoso lavoro, a +cui attendevano dal levare del sole fino a quando s'immergeva in mare, +tingendo del più stupendo colore di porpora la lontana isola di Ponza. +Le poverette, sotto la sferza del sole meridionale, per ben sedici volte +percorrevano la dura strada. Mentre raccoglievano i massi alla marina, +uno scrivano ne pigliava nota e sopra, alla Certosa, un altro li +registrava in un libro, con tutta serietà. Gabriella ne aveva portati +venti, e la bella Costanziella, poverina, non ne aveva recati che dieci! +Il loro guadagno era di circa dieci carlini al giorno. Nella loro +ingenuità, non avevano fatto nessun contratto con l'impresario, e quando +si domandava loro quanto avrebbero guadagnato in quel penoso lavoro, +rispondevano: «Crediamo un _carlino_ al giorno o tanto pane di +Castellamare di quel valore; sabbato sarà fatta la paga». In quel giorno +l'isola presentava uno spettacolo stupendo, che i pittori non +trascurarono di riprodurre sulle loro tele. La roccia calcarea di +Ercolano essendo di un bel grigio, posata sul _mucadore_ di colore rosso +di quelle teste giovanili, sostenuta da un braccio o da entrambi, +produceva un bellissimo effetto; la lunga fila delle ragazze cariche di +massi mi ricordò la figura delle antiche canofore, o meglio delle +fanciulle d'Egitto che recavano materiali per la costruzione delle +piramidi. Non potevo saziarmi dal contemplarle, dall'ammirarle. Esse +scherzavano, ridevano, sotto il grave peso, sempre allegre e graziose. +Talvolta le vedevo verso il mezzogiorno, sedute in circolo per terra, +all'ombra di una pianta di carrubba, intente a consumarsi il loro +pranzo, se pur si potevano così chiamare quelle poche prugne mature e il +loro pane asciutto. Dopo questa refezione, ciarlavano, scherzavano e +correvano a riprendere, leggere al pari di gazzelle, il loro faticoso +lavoro. Se dovessi rappresentare in un quadro la povertà tranquilla ed +allegra, prenderei a modello la figura della bella Costanziella. Dopo di +aver portato sotto la sferza del sole, una piramide di macigni al +monastero così pittorescamente collocato, sedeva la sera sulla porta +della sua casetta, deliziandosi con la musica. Mi fece udire parecchi +pezzi eseguiti con molta grazia e con rara espressione: fantasie marine, +canzoni delle sirene e della Grotta Azzurra; poesie senza parole, arie +squisite non mai udite finora e senza nome. Suonava tuttociò con una +rara perfezione, mentre i suoi occhi nerissimi scintillavano come quelli +delle sirene e la sua bruna capigliatura incolta scherzava sulla sua +fronte. Dopo aver suonato, Costanziella m'invitava col suo fare più +disinvolto ad entrare in casa ed a prendere parte alla sua cena insieme +con la mamma: mi porgeva fichi d'India maturi, che sapeva staccare con +molta destrezza col coltello dall'unica pianta che sorgeva davanti alla +casa, senza pungersi le dita della piccola mano. Non si parlò mai di +letteratura, perchè Costanziella non conosceva i nomi di Goethe, di +Schiller e non sapeva del pari che cosa fosse la letteratura francese od +inglese; le sue cognizioni letterarie non si estendevano al di là di +poche canzoni del porto di Napoli. Sua madre era una donna come suol +dirsi alla buona, ed i suoi discorsi si aggiravano per lo più intorno ai +cibi e ai mezzi di sussistenza. Costanziella non aveva mai mangiato +carne; portava sassi, si ricreava con la musica e si cibava di pane +asciutto, di patate con un po' d'olio e di sale. Rise assai di cuore una +volta che le domandai se avesse mangiato mai l'arrosto. Intanto, però, +con tutta la sua vita di stenti, essa era fresca, ricciuta quanto Ebe, o +Circe, o Diana cacciatrice, e non vidi mai nessuna più gaia di lei e +più esperta nel suonare lo _scacciapensieri_. + +Ad ogni momento, a Capri, vi si domanda un grano, un baiocco, o, come +dicono, _la bottiglia_. Sono per lo più i ragazzi o le bambine che fanno +questa domanda, a cui non potrei dare il nome di mendicità, imperocchè +essi non hanno affatto l'idea di chiedere l'elemosina. Trovano naturale, +essendo poveri, di domandare a quei che posseggono qualche cosa, e +quando ottengono un rifiuto, vi fan buon viso ugualmente, dicendovi: +«Addi', signoria». Vi si domanda sempre e dovunque. Un giorno che entrai +nella scuola di Anacapri, tutta la scolaresca sorse da' suoi banchi +esclamando: «Signore, la butiglia!» e per un momento pensai che me la +chiedesse persino il maestro. Entrando poi in una casa, si è certi di +vedersi venire incontro una ragazza, la quale vi porge alcune foglie di +maggiorana od un garofano, e questo dono bisogna in qualche modo +contraccambiarlo. E' una specie di mendicità esercitata per mezzo di +fiori, ma non sempre, perchè anche senza di questi si domanda +francamente e liberamente il grano. Si possono rendere felici con il più +piccolo regalo, ed io ho visto anche adulti rallegrarsi per la più +piccola cosa al pari dei ragazzi. Nasce allora il desiderio di possedere +i tesori, anche di un solo dei liberti di Tiberio, per farne parte a +questo popolo buono e riconoscente. + +Ora si parla molto nell'isola di un matrimonio. Un ricco Inglese si è +innamorato di una povera ragazza, al punto di convertirsi per amore di +lei alla religione cattolica. La bella fanciulla si trova presentemente +in un monastero di Napoli, ma nell'autunno tornerà qui gran dama a +prendere possesso della nuova casa costruita appositamente per lei sul +monte Tuoro. La sorte toccata alla bella Annarella non eccita nessuna +invidia, anzi, non si considera neanche come un avvenimento +straordinario. V'è pure a Capri un altro Inglese, che vi si è stabilito +definitivamente. + +Capri è un luogo fatto apposta per gli uomini stanchi della vita; non +saprei indicarne un altro in cui coloro i quali ebbero a soffrire +dispiaceri, potessero finire più tranquillamente i loro giorni. Lo +attestano i soldati invalidi ai quali fu assegnata per dimora. Trecento +di essi, inabili alla vita militare per infermità o per vecchiaia, +occupano la caserma posta al limite estremo della città. Essi dànno +all'isola l'aspetto di un asilo: si vedono girellare in ogni angolo, o +seduti, intenti a cantare le loro canzoni. Alcuni sono veterani delle +guerre napoleoniche; altri presero parte ai fatti che seguirono la +rivoluzione del quarantotto, in gran parte ciechi. Siccome nell'isola +non vi sono nè bestie, nè carri, nè carrozze, non corrono verun +pericolo. + +Nella festa di S. Anna ne ho visti una schiera aprire una processione ed +entrare in buon ordine in chiesa, ed ho ricordato il versetto biblico: +«Beati coloro i quali non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero +al fuoco d'artificio, godendo, in mancanza di meglio, lo scoppio delle +bombe e dei razzi. In nessun posto, io credo, si deve sentire tanto la +sventura di esser ciechi, quanto a Capri, dove la natura fa mostra di +tutte le sue bellezze, di tutta la magica varietà e lo splendore delle +sue tinte! Aggirarsi in questa contrada senza il beneficio della vista, +mi è parso un'amara ironia. Quei poveri ciechi si muovono però molto e +volentieri: hanno la loro passeggiata favorita, l'unica alquanto piana, +la bella strada nella valle Tragara, in mezzo agli olivi. Ne ho visti +spesso alcuni seduti sui banchi di pietra, sotto la porta della città, +quasi spianti i passi delle persone che entrano ed escono, ed anche al +di fuori della porta stessa, dove si gode la stupenda vista da una parte +del golfo di Napoli e del Vesuvio, dall'altra delle ripide pendici del +monte Solaro e della triplice sua vetta. Nel calore della giornata +queste rupi splendono di una tinta incomparabile, ed al lume di luna si +perdono in una luce magica. + +Quei poveri ciechi si dilettano pure di musica, ed ogni sera dànno un +piccolo concerto: due invalidi prendono posto sul terrazzo del +quartiere, ed uno suona la chitarra, mentre l'altro l'accompagna col +fischio. E' una musica singolare, che risuona in modo tutto particolare +nel silenzio della notte, e di frequente è accompagnata dalle voci di +un'aria melanconica. I due invalidi suonano anche al mattino, sulla +piazza, e radunano intorno tutti i compagni, quelli che vedono e quelli +ciechi, quelli che possono camminare e gli storpi. In quest'isola +innocente, perciò, la fisica infermità come la povertà, assume un +aspetto lieto, ed appare rassegnata alla sua sorte. + + + III. + +Ogni cosa a Capri porta un'impronta per così dire fanciullesca; persino +nelle fisonomie di parecchi vecchi, tanto uomini quanto donne, si scorge +questo segno caratteristico di puerilità. I ragazzi, maschi e femmine, +sono in generale bellissimi, e, sebbene crescano senza istruzione, la +loro intelligenza è straordinariamente sveglia. Portano tutti al collo +un amuleto: i bambini, piccoli corni benedetti, destinati a proteggerli +contro lo spirito maligno; i più grandicelli, una medaglia della Madonna +o un'immagine della Beata Vergine del Carmine, impressa sopra un pezzo +di stoffa. Ho visto un giorno esposto nella chiesa il cadavere di un +bambino. Era coperto di un velo bianco, ornato di fiori, ed aveva +attorno a sè mandorle inzuccherate: il poverino non ne aveva mai +assaporate in vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno ai ragazzi +dei pescatori che allorquando sono morti. Il cadavere fu deposto senza +cerimonie nella sepoltura nell'interno della chiesa, dove, secondo +l'usanza antica, si eseguiscono tutte le tumulazioni. Soltanto coloro +che non sono cristiani--così si esprimono per intendere i non +cattolici--vengono sepolti in qualche punto ameno e solitario della +spiaggia. + +A Capri tutti si conoscono, e il forastiero non tarda del pari a +divenire amico degli isolani e a formare con quelli una sola famiglia. +Non tarda molto per conseguenza a non sentirsi più straniero, e a +considerarsi quale membro di quella specie di comunità. + +La vita pubblica si concentra tutta quanta sulla piazza, presso la porta +della città; ivi si vendono i pochi oggetti che rispondono agli scarsi +bisogni della popolazione; ivi hanno luogo le feste religiose e si +radunano gli abitanti a riposarsi dell'incessante lavoro. La vita +solitaria è interrotta di quando in quando dall'arrivo di qualche +forastiero, il quale prende alloggio nella locanda di don Michele, +visita rapidamente le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un certo +numero di forestieri si ferma però qualche tempo alla locanda, sedendo a +mensa comune, per lo più pittori, i quali formano una società +caratteristica e si vedono in ogni angolo occupati a disegnare ora una +di quelle casuccie ridenti col suo pergolato, ora qualche roccia di +forma bizzarra, ora un gruppo di alberi od una marina. + +Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi per i colli, +dell'arrampicarsi su per gli scogli, del vagabondare lungo la riva del +mare, dove le onde mugghiano e si frangono senza posa. La tranquillità +profonda, la vista dell'ampio golfo, delle amene sue rive, delle isole +lontane, sono davvero incantevoli: si rimane lunghe ore seduti su di uno +scoglio a contemplare gli effetti mirabili e sempre vari di luce sulle +coste e sulla liquida pianura. + +Voglio ora condurre il lettore attraverso l'isola, che io ho percorsa da +un capo all'altro. Ci recheremo da prima dove sorgeva Capri, l'antica +Capri, scomparsa da quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove sorge +la rupe scoscesa di Anacapri, stanno ancora, quasi fra i giardini, i +ruderi dell'antica città e la piccola e vetusta chiesa di S. Costanzo, +l'antica parrocchia dell'isola e sede del vescovo fin dal secolo X, +Capri essendo stata innalzata a sede vescovile sotto la dipendenza +dell'arcivescovo di Amalfi. Tale rimase lino al 1799; dopo di allora, la +sede vescovile non venne più occupata e la chiesa venne ridotta a +monastero, dipendente dall'arcivescovo di Sorrento. L'oratorio di S. +Costanzo è piccolo, pesante, ed ha tutto l'aspetto di una chiesa di +campagna. All'intorno si scorgono sotterranei e nella terra avanzi di +antiche mura. Si rinvennero pure colà urne sepolcrali, bassorilievi, +monete, e si scorge tuttora, in una vigna, un grande sarcofago di marmo, +disotterrato da alcuni anni. + +Del resto, le antichità scavate nell'isola, statue, bassorilievi, +mosaici, urne ed avanzi di colonne, furono parte vendute dai contadini a +vile prezzo, parte regalate a privati dagli ufficiali pubblici +incaricati degli scavi, e parte ancora trafugate di nascosto. Molte ne +portarono via gl'Inglesi, durante i tre anni che occuparono l'isola; +pochi oggetti quindi giunsero al Museo di Napoli, loro sede naturale. +In nessuna parte del mondo, io credo, si sia fatto tanto spreco di +antichità quanto a Napoli. + +Gli scavi e le scoperte fatte a Pompei furono quelle che richiamarono +per la prima volta l'attenzione degli archeologi sull'isola di Capri. Il +primo, per quanto io sappia, a praticarvi ricerche fu Luigi Gilardi da +Ferrara, nel 1777, a cui tenne dietro Hadrava e, al principio di questo +secolo, Giuseppe Romanelli; vennero quindi Giuseppe Maria Secondo ed il +conte della Torre Rezzonico, i quali tutti pubblicarono scritti intorno +all'isola. Nel 1830 venne incaricato Feola di compiere altri scavi e vi +si trattenne molto tempo. Si scoprirono allora avanzi di antiche +abitazioni e parecchie sculture dell'aurea epoca romana. Scarseggiando +però la terra, gli agricoltori riempirono di bel nuovo gli scavi e ne +disparvero le tracce sotto recenti piantagioni. Molti oggetti si trovano +ancora nascosti e verranno certo un giorno in luce. Ciò che di tanto in +tanto casualmente si scopre, sono le monete degl'imperatori e i +frammenti di marmo. Nei pavimenti di Capri, nella pianura di Domecuta, +presso Anacapri, si notano molti avanzi di marmi antichi ed anche, qua e +là, si vedono adattati ad uso di soglie sulle porte delle case pezzi di +marmo con avanzi d'iscrizioni diventate inintelligibili. + +Molti marmi antichi vennero parimenti impiegati nelle fondazioni delle +case e non vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano memorie e resti +dei tempi trascorsi. + +Non molto lontano da S. Costanzo, vicino al mare, su di un'altura, +sorgeva l'antica villa di Tiberio, detta oggi _Palazzo al mare_. Hadrava +vi fece praticare scavi nel 1790, e nonostante la trovasse in gran parte +devastata, vi fece però ancora scoperte importanti, fra cui due colonne +di cipollino, due di portasanta, uno stupendo capitello corinzio, oggi +esposto al Municipio di Napoli, due magnifici mosaici, passati in +possesso l'uno di un Inglese e l'altro della contessa Woronzow, e +finalmente un bell'altare di Cibele, che il cavaliere Hamilton acquistò +pel Museo britannico. Ora il palazzo presenta l'aspetto di una +distruzione completa. Gran parte delle mura rovinarono in mare, altre +giacciono disperse sul pendio dell'altura che scende alla spiaggia; si +possono scorgere però ancora le vestigia di un certo numero di sale +circolari, avanzo forse del tempio della divinità alla quale era +dedicata la villa, e sorge ancor oggi, fra tutte quelle rovine, l'avanzo +di un fusto di colonna di granito rosso orientale. + +Più scarsi ancora sono gli avanzi della villa che sorgeva un dì sulla +bella collina di Castello, che sta a cavalcioni della città verso +mezzogiorno. Dal lato del mare la rupe sorge tagliata a picco, ed a metà +si apre l'apertura di una grotta. Verso terra stanno molte vigne e sulla +sommità torreggia, in istato ancora di buona conservazione, il castello +di Capri, piccola fortezza con mura merlate e torri, che dà all'isola +un'impronta medioevale. Hadrava eseguì scavi anche in questa località, +nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale e di bagni già devastati, +alcuni pavimenti, statue, un bel vaso di marmo bianco, un bassorilievo +rappresentante Tiberio nell'atto di offrire un sacrificio, un cammeo con +ritratto di Germanico e busti di marmo e di gesso. Anche tutti questi +oggetti vennero dispersi e regalati parte ad Hamilton, al pittore +Tischbein, al principe Schwarzenberg, parte a Russi ed Inglesi ignoti. +Nel 1791 gli scavi furono nuovamente riempiti di terra. Tutte le rarità +antiche però scompaiono di fronte alla vista stupenda che si gode dalla +collina di Castello, sul mare di Sicilia, sul golfo azzurro di Napoli e +sulla rupe maestosa di Anacapri. Si vedono pure di là la rupe scoscesa +che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi che si slanciano verso il cielo a +foggia di obelischi granitici, denominati i Faraglioni. + +Ai piedi della collina, trovasi una delle località più romantiche +dell'isola, la _Marina piccola_, spiaggia angusta, esposta a +mezzogiorno, incassata nelle rocce, i cui massi rotolati in mare si +avanzano a foggia di penisola. Sorgono ivi, quasi scavate nella roccia, +due casette solitarie di pescatori; in quel punto la spiaggia può +ricettare a mala pena due barche. Seduto colà, uno si può credere solo +al mondo. Il golfo di Napoli, le sue spiagge, le sue isole, le sue vele, +sono scomparse quasi non esistessero; la vista spazia unicamente +sull'immensità del mare nella direzione della Sicilia e più lontano +dell'Africa. Non si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi +ugualmente a Palermo, a Cagliari ed a Cartagine. Non si hanno +all'intorno che nude rocce, scogli deserti, caverne che si aprono sulla +riva ad ambo i lati; a destra il capo Marcellino, rupe erta gigantesca, +la quale si avanza in mare; a sinistra, dentellato e merlato, come un +castello antico, il capo Tragara, ed in vicinanza a questo i Faraglioni, +scogli giganteschi, inaccessibili, d'oltre cento piedi di altezza, +emergenti dal mare come piramidi, di forma conica, uno levigato, l'altro +frastagliato in modo fantastico e bizzarro. La loro ombra si estende sul +mare, a cui dà un aspetto melanconico. Più in là si apre in uno scoglio +l'arco di una caverna, in cui possono entrare anche le barche, e sulla +loro sommità, agitati dal vento, ondeggiano vaghi arbusti e piante +selvatiche. Di tanto in tanto l'alcione che ammaestra la giovane prole +al volo, fa udire il suo rauco grido. Non si può fare a meno di +ricordare il passo del _Prometeo incatenato_ di Eschilo e par quasi che +all'orecchio giunga lo sbatter d'ali delle Oceanidi e l'eco dei loro +canti. Più di una volta, di buon mattino, io son rimasto ad ascoltare il +canto degli uccelli marini quando scendono sugli scogli e svolazzano +sulle onde, ed alla sera la loro voce m'è apparsa più lamentosa, simile +al suono delle arpi eoliche, che riportano inconsciamente ai desiderî +del passato. Sapevo che su i Faraglioni si trovano pure alcioni venuti +dall'isola di Ustica e dalla grotta d'Alghero in Sardegna, e se io +avessi avuto vent'anni di meno, avrei domandato loro di portarmi in +quella rara grotta, o nella foresta di Milis, dove cinquecento mila +piante di aranci fan mostra dei lor fiori e dei lor frutti, e dove notte +e giorno risuona il canto dell'usignolo. Colà mi avrebbero potuto +deporre un mattino, ai piedi della pianta di aranci più alta d'Europa, +grande quanto un'elce, dove il marchese Boyl fa ai suoi ospiti gli onori +della sua villa. + +Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere qualche istante sulla Marina +piccola di Capri senza lasciare sciolta la briglia alla propria +fantasia? La solitudine e l'aspetto deserto della spiaggia sono magici, +in ispecie nel silenzio della notte, al lume di luna, quando non si ode +altro che il frangere delle onde che incessantemente si succedono le une +alle altre, quando gli scogli e i capi si perdono nell'ombra, e le +fiaccole delle barche pescherecce ora brillano sulla superficie del +mare, ora scompaiono. Pochi sono i pescatori che tengono ivi le loro +barche: io li ho visti seduti sulla sabbia bianca, intenti a racconciare +le reti, silenziosi, immersi in profondi pensieri come gente che sa +mirabili cose delle profondità marine e delle sirene che vi abitano. Uno +degli scogli porta appunto il nome di scoglio delle Sirene. +L'immaginazione del popolo sa sempre dare ai luoghi le denominazioni che +più vi si adattano; certo, sarebbe impossibile trovare in Capri un luogo +migliore per collocarvi le Sirene. Quivi si possono passare lunghe ore a +godere la brezza marina ed a contemplare gli effetti di luce sul mare: +tutto è tranquillo e tutto risplende; scintillano le onde, e gli scogli +nel calore della giornata; non si ode altro che il canto monotono delle +cicale. Luce, aria, profumi, tutto vive sotto il regno dell'armonia, e +l'animo si inebria di solitudine. + +Tra la Marina piccola ed i Faraglioni, si apre una delle più vaste +grotte dell'isola, la grotta dell'Arsenale. L'acqua non vi penetra, +perchè trovasi entro terra. Vi si scorgono vestigia di costruzioni +romane. Il suo nome dice già che dovette un tempo servire di magazzino +alla gente di mare, se pure non fu un ricovero per le galere di Tiberio, +imperocchè la sua entrata è abbastanza grande per dar loro accesso, e +sono tutt'ora visibili le impronte dello scalpello che l'allargarono e +resero più regolare. Il punto della spiaggia dove essa si trova, porta +il nome di Unghia Marina, ed ivi pure, tanto al mare quanto in alto, si +scorgono vestigia di antichi muri. Anche al capo Tragara, presso il +quale sorgono in mare i Faraglioni e lo scoglio detto il Monacone, si +scorgono avanzi di antiche mura; difatti ai tempi di Tiberio ivi era un +piccolo porto, cui probabilmente si accedeva per una strada coperta +dalla villa sorgente sul monte Tuoro. + +Al capo Tragara si può discendere a terra dalla barca e salire sul monte +Tuoro, dal quale si scopre un bellissimo panorama. Sorge colà, sopra un +antico muro, un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola che +quasi ogni punto elevato sia occupato da un solitario, da un monaco o da +un ufficiale telegrafico. Quello del monte Tuoro abita una piccola casa +bianca. La sua stanza ha due piccole finestre ed in ognuna trovasi +fissato un telescopio. L'ufficiale telegrafico, piccolo vecchietto dalla +vista stanca, sta seduto ad un tavolo collocato fra le due finestre, sul +quale tiene aperto un voluminoso registro. Ad ogni istante sorge dalla +sua sedia, va all'una o all'altra finestra, pone l'occhio ai due +cannocchiali, quindi torna a sedere, con tranquillità filosofica, +dinanzi al suo registro, per portarsi di nuovo dopo pochi istanti alle +finestre; e questo dura dalla mattina alla sera. Il suo cane sta seduto +avanti alla porta e spia esso pure il mare, ma... senza cannocchiale. In +cima al Solaro, sopra Anacapri, dimora un altro ufficiale telegrafico +per la segnalazione dei legni che compaiono nel mare di Sicilia. +Allorquando scorge qualche cosa degna di osservazione, la comunica al +suo collega del monte, il quale ne dà avviso all'ufficio telegrafico di +Massa, che si trova al di là dello stretto di mare, sul promontorio +della Minerva; questi manda l'avviso a Castellamare, e di là lo si +trasmette infine a Castello S. Elmo di Napoli, da dove la notizia viene +tosto spedita al palazzo reale, vera sede di novello Atreo. L'ufficiale +telegrafico del monte Solaro è quegli che dà origine a tutto questo +movimento. Quando io lo vidi intento al suo ufficio di vigilanza, mi +venne in mente la sentinella del castello di Atreo, nell'_Agamennone_ +d'Eschilo, che sta aspettando la fiammata che deve annunciargli la presa +di Troia: + + Theous men aitô ton apallagen ponon + (Supplico gli Dei di volere por termine alla mia fatica). + +e mi sovvennero pure i versi di Clitennestra, quelli che descrivono con +rara evidenza il modo di trasmissione dei segnali con le fiammate. La +fiamma si accendeva sul monte Ida, giungeva su quello di Lemno, arrivava +al monte Athos dedicato a Giove, e, varcando le onde dell'Euripo, +svegliava il guardiano di Mesapio, passava il fiume Asopo, giungeva +sulla rupe di Ciotaro e, per lo stretto di Gargopi, per la vetta di +Agiplanco, per il mare Saronico e per la rupe Aracnea, arrivava +finalmente al castello degli Atridi. + +Se i Greci avessero comunicato con Troia per via di un telegrafo +elettrico sottomarino, saremmo privi del piacere di leggere nei versi +stupendi di Eschilo una descrizione così vivace piena di verità. + +Era venuta intanto la sera. L'ufficiale telegrafico del monte Solaro +fece un segnale, che quello del monte Tuoro trasmise tosto a Massa. +Domandai che cosa volesse esso significare. «Oggi nulla di nuovo», mi +rispose tutto soddisfatto il vecchietto; si stropicciò gli occhi, pose +in ordine i suoi istrumenti, diede un fischio al suo cane e cominciò a +scendere dal monte. Egli abitava in Anacapri, ed ogni sera doveva +discendere cinquecento sessanta gradini, per risalirne il mattino +appresso altrettanti. Da dieci anni egli compie quel solitario ufficio, +compresi i giorni di feste, compreso quello di Pasqua: si potrebbe +dunque calcolare matematicamente quante centinaia di volte il brav'uomo +abbia fatto l'ascensione del Chimborazo, e ciò per la paga di trenta +carlini al giorno!... + +Ad eccezione di questo guardiano, che mi ricordò Eschilo, non ho trovata +alcuna antichità sul monte Tuoro. Però, anche su quell'altura Tiberio +ebbe una villa. Fra il monte Tuoro e quello di Castello, scende al mare +la valle Tragara, tutta coltivata a viti e ad olivi. Giace in questa +l'edificio medioevale più ragguardevole dell'isola, la Certosa, ora +deserta, ma un giorno abitata dai monaci dell'ordine di S. Bruno. Occupa +questa un grande spazio; la sua architettura originale, i suoi portici, +i suoi i campanili bizzarramente istoriati, le sue terrazze, i suoi +tetti fatti a volta, sorgenti in mezzo alla verzura e specchiantisi in +mare, le dànno un'impronta tutta magica, che è appunto la caratteristica +dell'isola. + +La navata angusta della chiesa senza cupola è parimenti l'unico edificio +di Capri che possegga un tetto a forma gotica ricoperto di tegole. Le +sue linee, delicate e nette, offrono un vivo contrasto coi tetti a volta +delle celle e coi portici ad arco tondo del cortile. Nell'interno, la +chiesa è semplice, ed ha solo qualche affresco sulle mura. Entrando, +tutto l'insieme produce una favorevole impressione. Le celle sparse qua +e là, le piccole corti, i giardini deserti ed invasi da lussureggiante +vegetazione, dànno al monastero abbandonato l'aspetto di un laberinto +romantico. La Certosa è dedicata a S. Giacomo e venne fondata nel 1363 +dal nobile caprese Giacomo Arcucci. Sua moglie era rimasta sterile al +par di Sara ed egli aveva fatto voto di fondare un monastero se Dio gli +avesse _concesso_ un figliuolo; la preghiera fu esaudita e il gentiluomo +mantenne la promessa facendo edificare il convento sul disegno della +stupenda Certosa del Vomero a Napoli, dedicata a S. Martino; e nel 1374, +terminato l'edificio, vi chiamò i padri di S. Martino. Col tempo, la +Certosa diventò ricca e le migliori terre dell'isola passarono in sua +proprietà. La Repubblica Partenopea però la soppresse, fondendola con i +due conventi di Toresiani, che si trovavano pure nell'isola, e +incamerandone gli averi. Ora, questi son venuti in possesso della +cattedrale d'Ischia e la povera popolazione di Capri va soggetta alla +grande ingiustizia di vedersi tolte le sue terre migliori per arricchire +il clero ozioso di un'isola straniera. Durante l'occupazione inglese, la +Certosa fu il quartiere generale di Hudson Lowe, ed anche i Francesi +l'adibirono ad usi militari. Oggidì vi ha sede un ospedale militare. + + + IV. + +Anche nella valle Tragara esistono avanzi di antiche costruzioni. Gli +archeologi pretendono che ivi esistessero l'antico collegio degli Efebi +e la villa Giulia, eretta da Augusto in onore della figlia sua +dilettissima. Ivi sorgeva pure la Sellaria, quella vergognosa villa di +Tiberio, dedicata alla Venere impudica, che, secondo Svetonio, era +ornata delle imagini più oscene. Tali congetture però hanno poco +fondamento, perchè è facile riconoscere la destinazione di tutti quegli +avanzi di mura denominati camerelle e che corrono in una linea ad arco +sul Tragara fino al di là del Tuoro. Portano il nome di camerelle come +alcuni avanzi della Villa Adriana a Tivoli, e sono costruite parte di +roccia calcarea dell'isola, parte di mattoni. Nella loro fronte +esteriore presentano una serie di camere, le cui volte sono in parte +ancora in piedi. Rosario Mangone afferma che queste camerelle +sostenessero una strada che doveva portare alla villa di Tiberio e si +divideva in tre rami: l'uno diretto al monte Tuoro, l'altro alla villa +di San Michele, il terzo alla villa di Giove. + +Sopra le camerelle sorge la collina di S. Michele, una delle più +graziose dell'isola, e da cui si gode la vista stupenda della +sottostante città. A cavallo di questa s'innalza il forte Castello, +sopra le ripide pendici del Solaro, e ai due lati si aprono vallette +ricche di vegetazione che scendono al mare ceruleo. La stupenda +posizione di questo colle dice da sè che lassù doveva sorgere uno dei +palazzi di Tiberio. Si vedono infatti ai piedi del monte rovine +grandiose ed una serie di volte che sostenevano senza dubbio la strada +che portava al monte. Sulla sommità stanno giardini, case di +agricoltori. Percuotendo col piede il suolo, questo manda un suono cupo, +il che indica chiaramente esservi al disotto delle volte, di cui, del +resto, ancora oggi si scorgono gli avanzi ad opera reticolata. In una +di queste stanze io scoprii tracce di un'antica cappella dedicata a S. +Michele, _da cui il monte ha preso il nome_. Oggi sorge solitaria sulla +collina una chiesetta del santo, curiosa assai per la sua architettura +moresca: circondata com'è da un muro, sulla roccia deserta, ricorda i +templi della Mecca. + +Si fecero pure scavi sul monte di S. Michele, ma le ricerche diedero uno +scarso risultato. Gli agricoltori ridussero tutto il terreno d'intorno a +terrazzi piantati ad olivi, e le case della città sono addossate al +monte in guisa che da questo si può scendere benissimo su i tetti. Una +sera, difatti, presi questa strada per rientrare in città e passando da +un tetto all'altro, riuscii ad entrare in casa mia. + +La costa orientale dell'isola s'innalza ripida sul mare per un'altezza +di novecento settanta piedi, di guisa che la villa di Giove trovasi al +punto più elevato della spiaggia, d'aspetto veramente selvaggio. + +Scendendo dal Tuoro per la piccola valle di Matromania, verso la +spiaggia a mezzogiorno, si giunge ad un punto in cui la costa si apre in +uno spazio circondato da rupi tagliate a picco, dove regna una +confusione fantastica di scogli, uno dei quali, aperto a foggia di +portico, ha nome d'Arco Naturale. Questo è il punto più solitario +dell'isola. Ai piedi giace il cupo mare, in alto si scorge il cielo +limpido ed azzurro, tutto all'intorno stanno rupi rossastre, e la vista +si estende fino al capo di Minerva, ed alle spiagge di Amalfi e di +Salerno. + +Scendendo per un ripido sentiero, si giunge alla grotta enigmatica di +Matromania, piena di rovine, ed a cui si accede per un ampio arco, che +dà in una caverna larga circa cinquantacinque piedi e profonda circa +cento. La grotta è opera della natura, ma la mano dell'uomo l'ha +migliorata: tanto all'ingresso quanto nell'interno si vedono difatti +ancora avanzi di mura romane. Dentro stanno disposti a forma di +semicerchio due rialzi bianchicci, dei sedili; alcuni gradini portano ad +una nicchia, dove probabilmente stava la statua del nume. + +Tutto là fa pensare che la grotta sia stata ridotta ad uso di tempio. Il +nome di Matromania, che il popolo con innocente ironia ha convertito in +quello di _Matrimonio_, quasi Tiberio avesse celebrato ivi le sue nozze, +si pensa che derivi da _Magnae Matris antrum_, oppure da _magnum Mithrae +antrum_. + +Si dice che il tempio fosse dedicato a Mitra, non tanto perchè il dio +persiano del Sole fosse venerato nella caverna, quanto per essersi +scoperto in questa uno dei bassorilievi rappresentanti il mistico +sacrificio di Mitra, tanto numerosi nel museo Vaticano. Io ne ho visti +due negli Studi a Napoli, uno dei quali venne scoperto appunto in questa +grotta, l'altro nella grotta di Posillipo. Rappresentano Mitra in +ginocchio dinanzi al toro, nell'atto di piantargli il coltello nel +collo, mentre la bestia viene ferita da un serpente, da uno scorpione e +da un cane. Non è addirittura inammissibile che la grotta fosse dedicata +a Mitra, essendo anche adatta al culto del sole, la sua apertura +guardando verso oriente. Dalla sua profondità io potei vedere il sole +che nasceva, imporporando i lontani monti ed illuminando il mare. La +posizione romantica e selvaggia della grotta, le rovine dell'antico +tempio, il culto mistico di Mitra, il profondo silenzio, la luce +crepuscolare, lo stillare dell'acqua a goccia a goccia, e infine la +vista stupenda del mare e della campagna, tutto contribuisce a produrre +una profonda impressione di mistero, anche su chi nulla sa del culto di +Mitra e della vita di Tiberio. In questa caverna misteriosa fu fatta la +rara scoperta di una tavola di marmo con la seguente iscrizione in versi +greci: «O regione dello Stige, spirti propizi che qui avete la vostra +stanza, accogliete me pure, infelice, che morte repentina colse nel +fiore degli anni e dell'innocenza. Me pure aspettavano i favori di +Cesare; ma ora per me, per i miei genitori, non avvi più speranza. Non +avevo ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di quindici anni: non godrò +più la splendida vista del sole. Ipato fu il mio nome. Fratello, io mi +rivolgo ancora a te! Genitori, ve ne scongiuro, non piangete più a lungo +me poveretto». + +A quale orribile fatto possono alludere le parole misteriose di questa +iscrizione? Vi è in questo un romanzo di Capri. La storia del povero +Ipato è ignota, ma si può facilmente indovinare. In un'ora indemoniata, +Tiberio sacrificò al sole il suo favorito, un giovanetto, qui, in questa +caverna, davanti all'imagine del Dio, nella stessa guisa che più tardi +Adriano sacrificò al Nilo il bellissimo Antinoo. In quei tempi i +sacrifici umani, sebbene non frequenti, erano ancora in uso e venivano +dedicati per lo più a Mitra. + +Se questa grotta, questi scogli potessero parlare, quanti orrendi fatti +dell'antichità noi apprenderemmo! La tradizione accenna a questa +selvaggia riva, quale sito prediletto di Tiberio e quale teatro delle +immani sue crudeltà. E' il luogo più diabolico dell'isola; procedendo +sulla spiaggia, verso mezzogiorno, si arriva ad un punto denommato +Salto di Tiberio. La riva cade ivi a picco sul mare dall'altezza di più +di ottocento piedi. Si dice che di là il mostro precipitasse le sue +vittime. Narra Svetonio: «Si fa vedere in Capri il punto dove Tiberio +spiegava tutta la sua crudeltà, facendo precipitare in mare alla sua +presenza le vittime, dopo averle a lungo martoriate con ogni sorta di +tormenti. Cadevano in mezzo ad una squadra di marinai, i quali le +percuotevano barbaramente con bastoni e con i remi, fino a tanto che non +fosse spento in esse ogni alito di vita.» Doveva essere per dir vero un +piacere diabolico quello di precipitare disgraziate creature da +quell'altezza, vederle balzare di scoglio in scoglio, ed udire il tonfo +dei loro corpi in mare. + +A pochi passi dal Salto crudele, sorge ora una casetta, sulla cui porta +sta scritto _Restaurant_. Nella stanza trovasi ad ogni ora apparecchiata +una tavola con frutta, pane ed un fiasco di _lacrime di Tiberio_. +L'albergatore ha fatto costruire sul margine del Salto un piccolo muro +ed offre così di che ristorarsi, a chi piace, sul teatro stesso di tanti +orrori. + +Si passa da questa casa per arrivare all'antico faro di Capri, il quale +non dista che una trentina di passi dal Salto. Questo faro è in gran +parte rovinato ed i suoi neri avanzi vennero alcuni anni or sono +colpiti dalla folgore. I materiali giacciono all'intorno dispersi fra le +vigne. Si trovano ancora in piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali +bastano a far comprendere che il faro era un edificio ampio e notevole, +che poteva benissimo competere con quello di Alessandria e con quello di +Pozzuoli. Il poeta Stazio in un verso lo paragona alla luna, splendore +delle notti. Svetonio narra che quella torre fu atterrata da un +terremoto pochi giorni prima della morte di Tiberio; ma dopo di allora è +da ritenersi che sia stata ricostruita, altrimenti Stazio non ne avrebbe +potuto far parola. Attualmente la sua altezza non supera i sessanta +piedi. + +Nel 1800 Hadrava fece in quel luogo eseguire scavi e vi rinvenne avanzi +di un piano sotterraneo, alcuni marmi ed anche un bassorilievo, che +rappresentava Lucilla e Crispina in atto di pregare. + +Dal faro, salendo ancora pochi passi, si arriva alla rinomata villa di +Giove, la quale, secondo Svetonio, era propriamente l'abitazione +ordinaria di Tiberio; anzi, il tiranno, dopo l'esecuzione di Seiano, vi +si tenne rinchiuso per ben nove mesi, per il timore di una congiura. Le +rovine che si scorgono al capo della spiaggia a settentrione-levante +dell'isola, appartengono alla villa: lo confermano la tradizione, la +quale addita quella località come la più importante dell'isola; +l'estensione del palazzo, le cui rovine sono le più importanti di tutta +Capri, e la natura delle costruzioni, appartenenti all'epoca migliore +dell'architettura romana. + +Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto di volte, di gallerie +sotterranee, di infinite stanze, in massima parte ridotte poi ad uso di +cantine e di stalle per il bestiame. Giacciono qua e là dispersi sul +suolo capitelli, piedistalli, fusti di colonne, frammenti di marmo; +alcune stanze presentano ancora avanzi di stucco e in qualche punto si +osservano tracce di pitture gialle e rosse, simili a quelle di Pompei. +Sul suolo sono pure frammenti di pavimenti a mosaico di marmo bianco, +inquadrati da una fascia nera, come pure sono tuttora visibilissime le +scale che portavano ai piani superiori. + +Sembra che la villa avesse parecchi piani; l'inferiore è intieramente +sepolto sotto il suolo. Nel piano superiore invece si può ancora +riconoscere la distribuzione delle stanze, e, dal lato verso il mare, la +pianta di un semicircolo, probabilmente di un teatro. In altro punto, +nicchie e mura circolari dimostrano l'esistenza di un tempio. La villa +riuniva in sè tutto quanto apparteneva allo splendore della vita +principesca di allora, ed essendo stata così a lungo la sede della corte +imperiale, doveva, prima che Nerone ed Adriano innalzassero i loro +sontuosi palazzi, sorpassare in bellezza tutte le altre ville romane. +Certo contribuiva a renderla ancora più bella la sua incomparabile +posizione sul mare e la vista dei due golfi. Da questo punto Tiberio +dominava tutta l'isola come un avvoltoio e scorgeva anche le navi che +traversavano il golfo, provenienti dall'Ellade, dall'Asia, dall'Africa, +o da Roma. + +Più bella però doveva essere la vista dell'isola dal mare, veleggiando +fra Capri ed il capo di Minerva e contemplando i palazzi marmorei, il +faro ed i templi, imperocchè Tiberio, in cima ad ogni vetta, aveva +innalzata una torre, od un tempio, fra cui quelli famosi di Minerva, +delle Sirene e di Eracleo. + +Rimasi lunghe ore seduto sulle rovine, cercando raffigurarmi l'antica +Capri. Pensavo che dovesse essere stupenda con ogni sua sommità coronata +da un tempio, con i suoi portici, teatri e ville e le strade popolate di +tutto quel mondo romano, dalla corte di Cesare, da senatori, da +ambasciatori d'ogni parte del mondo, dalle più belle donne della Ionia, +delle Etari seducenti dell'Asia, da squadre scapigliate di baccanti, da +ninfe, da dee, da tutto un popolo di figure mitologiche. Qui regnava +Bacco, e la sua corte era composta di baccanti e di satiri. + +Il lungo soggiorno di Tiberio a Capri non fu che una satira dell'uman +genere e probabilmente la più terribile: si può facilmente indovinare +contemplando i tratti del principale attore, giacchè a Napoli esistono +busti e figure colossali di Tiberio. Il suo miglior ritratto però +trovasi nel Museo Vaticano a Roma; quelli di Napoli lo rappresentano già +avanzato negli anni; quello di Roma, al contrario, nel fiore della sua +giovinezza, probabilmente perchè la maggior parte dei busti disotterrati +ad Ercolano ed a Pompei appartengono all'epoca del suo soggiorno in +Capri. Nella galleria Chiaramonti del Museo Vaticano esiste la sua +figura colossale, scoperta a Veia, in cui è rappresentato giovane, +divinizzato, ma con i suoi lineamenti reali. La sua testa appare +intelligente, ben formata, la bocca regolare e di una finezza +indicibile; tutti i suoi lineamenti giovanili hanno qualche cosa di +dionisiaco ed anche le forme del corpo sono piene, voluttuose, in certa +guisa femminili. + +Questo mostro reale era, al pari di Cesare Borgia, l'uomo più bello de' +suoi tempi, e, fra tutti gl'imperatori romani, Augusto solo fu di +bellezza più classica. Non si dimentica la figura di Tiberio dopo averla +veduta una sola volta; ognuno si aspetta di trovarsi dinanzi un mostro, +una specie di demone, ed invece rimane addirittura stupito dalla +bellezza de' suoi lineamenti feminei, che gli dànno piuttosto l'aspetto +di un Sardanapalo. Soltanto con gli anni la bocca acquistò +un'espressione di sarcasmo, d'ironia, e tutta la sua fisonomia qualche +cosa di duro, di crudele e di volgare insieme, come si rivela nella +testa colossale di Napoli e nel suo busto in Campidoglio. Volendo avere +una rappresentazione plastica della scelleratezza bestiale, fa d'uopo +contemplare la testa diabolica di Caracalla, che è la rappresentazione +più perfetta di un carattere diabolico a cui sia potuta giungere la +scultura. Ritengo che quell'uomo scellerato fosse davvero tale e quale +la storia ce lo ha descritto. Fu il solo monarca, dopo Augusto, che +abbia regnato con le forme repubblicane. Ebbe in retaggio un popolo +divenuto spregevole, e trovato un mondo pessimo e proclive ad ogni sorta +di abbiettezza vi si abbandonò interamente. Caligola vaneggiava di +divenire il padrone del mondo e la sua potenza durò pochi anni. Egli che +avrebbe voluto sorbirsi il mondo come si sorbe un uovo, fu un giorno +atterrato dal caso, con tutti i suoi godimenti, che non eran che pazzie. + +Dopo le guerre civili e dopo Augusto, regnò un silenzio spaventoso nella +storia del mondo e quella fu l'epoca più cupa dell'umanità. Augusto fu +grande e felice perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria; i suoi +successori, invece, furono miseri per non aver più nulla da conquistare. +Venuti ad un tratto in possesso di un dominio già affermato, non seppero +quale impiego fare del loro tempo, imperocchè anche i piaceri diventano +insopportabili quando non l'interrompono il lavoro e le difficoltà. +Caligola nella sua pazzia volle gettare un ponte sul mare; Claudio fu un +pedante; Nerone incendiò Roma, e mentre questa era in fiamme suonò la +cetra; faceva versi e voleva aver fama di abile guidatore di cocchi, e +di commediante. In quel periodo di generale sonnolenza del genere umano, +noi troviamo l'uno dopo l'altro, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone, +demoni e scellerati: la storia taceva. + +Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio confondendolo co' suoi +successori, i quali furono soltanto scellerati volgari, senza pudore e +senz'ombra di vergogna nel rivelare la loro bestiale natura; Tiberio, +superiore per ingegno alla sua epoca, fu uomo fiero, diplomatico, della +scuola dell'ipocrita Augusto. Tutta la sua fisonomia rivela la finezza, +la dissimulazione, particolarmente il taglio della sua bocca gesuitica, +la bocca più perfetta di diplomatico che la natura abbia creato: si +direbbe che pronunci la sentenza di Talleyrand, che, cioè, la parola fu +data all'uomo per nascondere i suoi pensieri. Infatti poi sappiamo da +Tacito quanta fosse l'arte di Tiberio nel parlare: egli fu veramente +l'inventore della grammatica e della logica diplomatica. Non prometteva, +non giurava, non mentiva: egli era un impasto di menzogna continua. +Quanto sembrano grossolani, di fronte a questo despota finissimo e +signore classico della storia nuova, quegli avventurieri venuti in +possesso di un trono e quei re che rompono pubblicamente i loro +giuramenti! Tiberio, certamente, li avrebbe cacciati, con un sorriso di +disprezzo, fra i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare, nemmeno +una sol volta, che cosa avesse in animo di fare governando, non col +mezzo ruvido dei colpi di stato, bensì padroneggiando sopra gli +avvenimenti. Non lasciò mai trapelare nè la sua volontà, nè i suoi +disegni; basta ricordare la caduta di Seiano. + +Il proscritto dell'isola dell'Elba prese una volta a difendere +calorosamente il carattere di Tiberio contro le accuse di Tacito e della +storia. Dopo di aver ridotta la diplomazia di Augusto a sistema del +gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta la sua opera e sazio +della vita, si ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri +materiali, e non lasciò venir meno il terrore che aveva incusso fin dal +principio del suo governo, e provò i piaceri di ogni sorta. L'umana +natura però è costituita in modo che non può godere in una volta poca +parte di piaceri, e ciò lo dimostrano lo scoglio di Capri e la villa di +Giove, nella quale erasi ritirato il signore del mondo che considerava +questi luoghi come una specie di esilio. Fa orrore il pensare alle scene +di cui furono testimoni queste mura, agli eccessi di rabbia di un animo +che non conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono un giorno le +armonie dei flauti della Lidia, e splenderono i sorrisi di donne +superbe, mugghiano ora le mandrie dei poveri contadini. A tanto vennero +ridotte le sale di Tiberio. L'edera, i fichi d'India, le malve, le rose, +le cinerarie e il melagrano riempiono della loro vegetazione +lussureggiante le stanze in ruina. Pendono dall'alto i festoni delle +viti, discendenti dall'antico Bacco di Capri, quasi fossero gli spirti +di quelle etère che quivi praticavano, un tempo, alla presenza di +Tiberio, le loro danze oscene. + +Sorge attualmente fra le rovine, sul punto più elevato della villa, una +cappella dedicata a S. Maria del Soccorso. Vi abita un eremita. Nessun +luogo mi è apparso più adatto per la penitenza, dei ruderi della villa +di Tiberio, sotto il regno del quale, e durante il suo soggiorno in +Capri, venne Cristo posto in croce. La cappella sorge quivi, come il +cristianesimo stesso, sulle rovine del mondo pagano. Questa coincidenza +è singolare, e pochi luoghi, io credo, possono ritenersi adatti del pari +alla meditazione. Qui si presentano contemporaneamente all'immaginazione +due figure rappresentanti i due periodi della storia del genere umano: +ad occidente, il demone canuto, Tiberio, signore della terra, +rappresentante del mondo pagano che sta per tramontare, ed immagine di +tutti i mali; ad oriente, la figura giovanile dell'uomo Dio, di Cristo +appeso alla croce, circondato di profeti ispirati di una rigenerazione +novella dell'umanità. Queste due figure sorgono una di fronte all'altra, +come Arimano ed Arzmud, il Dio della luce e quello delle tenebre. Come +non ricordare qui la figura di Giovanni di Patmos, inondata di luce +accanto alla quale l'aquila di Giove compare tutt'ora come simbolo +pagano? + +Seduto sopra quelle rovine, in mezzo a tali pensieri, nella meditazione +del cristianesimo primitivo, vidi tutto ad un tratto il rappresentante +storico di quella religione ideale nella persona dell'eremita, sudicio +frate francescano, e poco mancò non mi ritraessi dallo spavento. Era un +vecchio monaco, dalla lunga barba bianca, vestito di una tonaca nera, +zoppo, brutto, con due occhi da falco. Mi parve che sorgessero davanti a +me Tiberio o Mefistofele, e mi dicessero, con sorriso beffardo: +«Redivivo! soltanto mutato d'aspetto». Tale è la storia del +cristianesimo. + +Il vecchio frate mi condusse zoppicando nella sua cella. Diedi uno +sguardo ai suoi libri, e su di uno lessi il titolo seguente: _Leggende +delle sante vergini che vollero morire per Nostro Signore Gesù Cristo_. +Anche il solitario Tiberio leggeva libri che parlavano di vergini; non +erano però di quelle che volevano morire per il suo contemporaneo, bensì +i libri della etéra greca Elefantide, i quali insegnavano la scienza del +piacere, ed erano allora di moda in Roma. Svetonio narra che Tiberio +teneva quei libri nella sua stanza a Capri. Trovai, del resto, qualche +cosa di lascivo anche presso l'eremita; egli mi fece vedere la copia di +un bassorilievo esistente nel Museo di Napoli: un vecchio nudo, a +cavallo, che portava in sella, davanti a sè, una ragazza parimenti nuda +con una fiaccola in mano; un giovanetto, esso pure nudo, guidava il +cavallo verso la statua di un Dio. La somiglianza del vecchio con +Tiberio mi parve così sorprendente, che io credetti che quel +bassorilievo rappresentasse una scena notturna nella sua villa di +Capri, forse un sacrificio a Priapo. La catena sola, che il vecchio +portava al collo, era quella stessa dei gladiatori combattenti e degli +altri condannati, e non si addiceva affatto all'imperatore Tiberio. +L'eremita aveva copiato il bassorilievo ad acquarello, con somma +diligenza e con vera intelligenza del nudo. L'opera apparteneva alla sua +abitazione, imperocchè era stata scoperta fra le rovine della villa. +Sebbene in modo incompleto, due volte furono praticati scavi intorno a +questa: la prima volta da Hadrava nel 1804, la seconda da Feola nel +1827. Vi si trovarono bei pavimenti di marmo, uno dei quali venne +adattato davanti all'altare maggiore nella cattedrale di Capri; +parecchie belle statue, fra cui una piccola in lapislazzuli acquistata +poi da un Inglese; varî busti, che andarono dispersi, e mosaici, +attualmente raccolti nel Museo di Napoli. + +Nessun imperatore può vantare una villa da cui si goda una vista pari a +quella che ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella. Dalla sua finestra +ei vede i due golfi di Napoli e di Salerno, e le più belle coste e le +isole d'Italia. + +L'aria quel giorno era limpidissima, ed io vidi distintamente Pesto, +Castel Baro e la lontana punta di Licosa. Al cadere del sole i monti e +il mare rivestirono dei colori dell'iride, ed io mi chiesi sorpreso se +ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria di sogno. + + + V. + +Una sera, mentre stavo seduto sulle rovine della villa e contemplavo il +magico panorama, il mio sguardo cadde sulla testa argentea di una serpe, +che doveva avere mutata di recente la pelle e che stava ai miei piedi. +La considerai quale un felice presagio, riferendosi a qualche mia +memoria dei giorni trascorsi, e ricordai che Tiberio pure possedeva una +serpe favorita, a cui porgeva il cibo di sua mano e con la quale soleva +scherzare. Scesi dal monte con la lucente bestia e per istrada incontrai +il mio Mefistofele che saliva a cavalcioni di un asinello. Gli feci +vedere la mia piccola serpe, ed allora egli mi disse di essere un grande +incantatore di serpenti. Mi narrò anzi che prendeva e maneggiava a sua +volontà qualsiasi specie di rettile, ed avendogli domandato in qual modo +facesse ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver loro comandato di stare +tranquilli, li attorciglio intorno al mio braccio, e poi li chiudo in un +vaso e li mando a Napoli a dei farmacisti».--«Ma come mai voi potete +comandar loro di rimanere tranquilli?» Mi rispose subito con un sorriso +diabolico: «Dico loro una parola, ed il nome di S. Paolo, ed allora non +si muovono più!»--«Non potreste insegnarmi quella parola?» gli +chiesi.--«Impossibile--mi rispose-; io l'ho appresa da un altro eremita, +ed ho giurato solennemente di non rivelarla a nessuno». Quando gli +domandai perchè aggiungesse alla parola il nome di S. Paolo, mi rispose +che S. Paolo era il patrono dei serpenti, e che tutti gli animali +avevano il loro protettore. Gli domandai ancora quali fossero i patroni +di alcuni altri animali, ed appresi che S. Geltrude è la protettrice +delle lucertole, e S. Antonio è patrono dei pesci, S. Agata dei leoni e +S. Agnese degli agnelli. Non mi era affatto ingannato nel ritenere a +prima vista quel frate per una specie di negromante, e chi sa che non +praticasse ancora altre arti occulte, di notte, al lume di luna in mezzo +alle rovine, con erbe, radici e animali velenosi. + +Ho dimenticato fino ad ora di accennare che nell'isola vi è un'altra +piccola città, Anacapri, e la cosa non è strana, perchè vivendo in Capri +inferiore non si vede e non se ne sente neanche parlare a cagione della +sua posizione solitaria e appartata. Si scorgono, è vero, i molti +gradini tagliati nella roccia che bisogna salire per giungervi, ma la +loro ripidezza non invita davvero il visitatore a salire. + +È singolarissimo trovare in una stessa piccola isola, alla distanza di +poco più di un quarto d'ora, due paesi tanto estranei l'uno dall'altro, +e i cui abitanti abbiano così scarsi rapporti e non prendano parte gli +uni alle feste degli altri, e parlino perfino un dialetto diverso. + +Secondo la tradizione, Anacapri deve la sua origine all'amore. Nei tempi +antichi un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore, si arrampicò su +per gli scogli e si costruì una capanna in mezzo ai cespugli, alla base +del monte Solaro. Altri innamorati, col tempo, li seguirono e ne nacque +quella colonia di amanti, che oggi porta il nome di Anacapri. Ancor +oggi, Amore alato vola come un falco di montagna su e giù da Capri ad +Anacapri, e dà le sue ali in prestito al giovanetto della città +inferiore, il quale ama una di quelle belle e ritrose ragazze che lassù, +nella loro casetta circondata da tralci di viti, siedono al telaio e +tesseno nastri, cantando canzoni d'amore, come Circe nell'_Odissea_. +Anacapri si trova talmente lontana da tutto il rimanente dell'isola, che +non v'è altra strada per giungervi all'infuori dei cinquecento sessanta +gradini di quell'eterna scala di Giacobbe. Gli scogli scendono a picco, +verticali, quasi un muro di cinta sulla città inferiore, avendo alla +loro sommità, simile al tetto di una basilica, il monte Solaro. La +scala, scavata nel vivo della roccia, sale in ripidissimo zig-zag. + +Si attribuisce quest'opera singolare ai tempi remoti, allorquando i +Fenici ed i Greci costrussero la città superiore, allora in +comunicazione con l'inferiore solamente per questa via. Si vedono ancora +tracce di più antica salita: a metà della strada s'incontra una piccola +cappella di forma bizzarra, dedicata a S. Antonio, dove uno può fermarsi +a prender fiato; quindi si sale di bel nuovo e si arriva spossati alla +sommità. Giunti al piano denominato Capo di Monte, si trova ampia +ricompensa della fatica sofferta nella vista di quell'altura coltivata, +la quale ricorda gli orti pensili di Semiramide, della parte +sottostante, dell'isola e dell'immensità del mare. Sulla pianura +s'innalza ancora d'alcune centinaia di piedi il monte Solaro, che è +d'aspetto bruno e selvaggio e presenta in cima a uno de' suoi picchi le +belle rovine del castello di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro +che sorprese un giorno Capri. + +Fatti appena pochi passi sul piano, si apre davanti agli occhi una +novella vista. Non si vede più Capri in basso e si entra in una +solitudine di bellezza inarrivabile. Sorge di fronte il monte Solaro, +della stessa forma del monte Pellegrino di Palermo, nudo, nero, cosparso +di massi staccati. Verso ponente e settentrione, scende alla pianura più +ampia di tutta l'isola; e su quella ripida pendice, ad altezza notevole +sopra il mare, fra le piante verdeggianti ed i cespugli, giace Anacapri. +La piccola città può dirsi un complesso di eremi, imperocchè le case +piccoline, di costruzione originale, sorgono sparse in mezzo ai +giardini, la cui vegetazione è più rigogliosa di quella di Capri, +particolarmente per gli olivi e per le vigne che pendono in festoni +dagli alberi, come nelle pianure della Campania. Nel contemplare la +pittoresca cittadina, la profonda solitudine, non che la vista del mare +ceruleo, nasce il desiderio di deporre il bastone di pellegrino, dare un +addio al mondo, e costruire lassù una cella. + +La tranquillità regna ancor più solenne che a Capri; non si vedono altro +che uomini seduti sulla porta delle loro case, i quali cantano davanti +al telaio od all'arcolaio, da cui dipanano una seta color dell'oro, +ovvero intenti nei giardini a vangare e a raccogliere la foglia dei +gelsi per i bachi, o diretti alla fonte, con le loro brocche sul capo. +Siccome quando io mi recai lassù tutti gli uomini stavano in campagna e +molti giovani erano partiti per la pesca del corallo, non vidi in paese +che donne; sembrava di essere a Lemno, dove le femmine sole, sedute +sulle rupi, lavorano indefessamente davanti ai loro telai. + +Nei giorni e nelle ore in cui sogliono arrivare da Napoli le barche, +trovai spesse volte sedute sulla lunga gradinata più di trenta +fanciulle, alcune delle quali di rara bellezza; cinguettavano fra loro +ed aspettavano che comparissero le vele per scendere sulla spiaggia. +Sedevo in mezzo ad esse, ed io pure aspettavo con non minore desiderio +la barca, che doveva recarmi la posta. Quelle fanciulle avevano in mano +quasi tutte un mazzolino di fiori od un ramo di maggiorana, che +offrivano ai visitatori. Antonietta aveva uno stupendo mazzo di +garofani, di rose, di maggiorana e di mirto legato con un bel nastro. +Questo mazzo fu l'intermediario della nostra amicizia; esso m'introdusse +in una delle più linde e graziose casette di Anacapri, dove trascorsi +molte ore simpatiche. Antonietta tesseva in giardino, sotto un +pergolato, fra le viti e i leandri, nastri di molteplici colori: era una +tessitrice disinvolta quanto Aracne; sua sorella maggiore non tesseva +che nastri di un colore solo. Essa non suonava lo scacciapensieri, ma +era abilissima nel battere il tamburello. I fratelli delle due ragazze +si trovavano in mare. L'attività di quelle donne, che attendono inoltre +a tutte le cure di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal levare del +sole seggono al loro telaio, e vi rimangono con brevi interruzioni fino +a sera, e questo dura tutto l'anno. Per vero dire, non sono condannate +alle dure e gravose fatiche delle sorelle di Capri, ad eccezione di +quando viene a mancare l'acqua nelle cisterne; allora sono costrette a +scendere a Capri, dove esistono quattro povere fonti, e recar l'acqua +nelle brocche su per la lunga gradinata. Portano quasi tutte un qualche +gioiello d'oro o di corallo, spilloni d'argento nelle trecce. + +La città possiede un bel cimitero, piantato di cipressi e popolato di +fiori; ma il più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono nel +cosiddetto _paradiso terrestre_, vale a dire nel pavimento della loro +chiesa, sui quadrelli del quale è rappresentato in ismalto il Paradiso, +opera di buon disegno del Chiaese, e che risale al secolo XVII. Anche in +Anacapri l'architettura moresca è bizzarra ed originale, e vi sono case +col loro pergolato, veramente belle a vedersi. Sono poche nel paese le +rovine di Tiberio; i coltivatori di vigne le hanno quasi tutte +distrutte; del resto, gli edifici romani erano qui in minor numero che a +Capri. I ruderi romani di maggior momento si rinvengono nella pianura +di Damecuta, fertile regione che scende dolcemente al mare, e sulla cui +riva trovasi la Grotta Azzurra. Capri superiore, nonostante la sua +altezza, possiede coste più basse che Capri inferiore, imperocchè la +montagna degrada dolcemente verso il mare, quantunque la spiaggia non +sia accessibile nè alle barche, nè alle persone, e si trovi senza +sabbie, senza porto, ed irta di scogli. + +La torre di Damecuta indica ad un dipresso il punto dove, sotto la +spiaggia, trovasi la famosa Grotta Azzurra, la meraviglia di Capri, ma +non la sola che si rinvenga in quest'isola delle sirene. Il mio +albergatore, don Michele, mi narrò quando e come venne fatta la +scoperta, alla quale prese parte ei pure, da ragazzo. Suo padre +Giuseppe, Augusto Kopisch, il pittore Fries ed il barcaiuolo Angelo +Ferraro, furono i primi ad arrischiarsi nella grotta. Ora sono morti +tutti quanti, e solo don Michele può ancora narrare la scoperta. Un suo +zio sacerdote ammonì la compagnia di non voler tentare l'impresa, +asserendo che la grotta era sede di spiriti maligni e di mostri marini, +e che era pericoloso avvicinarvisi, perchè a quell'epoca non esisteva in +Capri nessuna barca adatta. Angelo pertanto si servì di una tinozza, e +Kopisch e Fries vi penetrarono a nuoto. Il mio albergatore mi descrisse +con vivacità la gioia dei due pittori quando riuscirono a penetrare +nella grotta e mi disse che Fries particolarmente pareva fuori di sè, e +che entrava e usciva nuotando e mandando continue grida d'allegria. +Augusto non ebbe riposo, finchè non partì per Napoli, onde far parte ai +suoi amici della scoperta. Pagano conserva un vecchio registro dei +forestieri, il quale è una vera reliquia, ed in questo Kopisch ha fatto +menzione, sotto la data del 17 agosto 1826, della scoperta nei termini +seguenti: «Raccomando agli amanti di curiosità naturali la scoperta da +noi fatta, insieme col nostro albergatore Giuseppe Pagano e col signor +Fries, della grotta, nella quale da secoli nessuno si arrischiava a +penetrare, per timori superstiziosi. Finora è accessibile appena ai +buoni nuotatori; quando il mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare +con una piccola barca, però la cosa sarebbe sommamente pericolosa, +imperocchè il più leggiero soffio d'aria, basterebbe ad impedirne +l'uscita. Abbiamo dato il nome di Azzurra a questa grotta, perchè le +acque del mare sotto l'azione della luce vi assumono il più bel colore +ceruleo. Recherà stupore trovare che ogni onda del mare presenta +l'aspetto quasi di una fiamma azzurrina. In fondo trovasi un antico +sentiero fra gli scogli, il quale porta probabilmente alla pianura +superiore di Damecuta dove, secondo la tradizione, Tiberio manteneva una +fanciulla; ed è possibile che questa grotta sia stato un tempo un punto +segreto d'approdo. Fino ad ora un marinaio soltanto ed un conduttore di +somari furono dotati di bastante coraggio per accompagnarmi nella +grotta, sul conto della quale si spacciano le favole più assurde. +Consiglio però ad ognuno di contrattare prima il prezzo. L'albergatore, +che raccomando a tutti per la sua conoscenza dell'isola, ha in animo di +far costruire una piccola barca per agevolare l'accesso alla grotta. +Finchè non sia costruita l'imbarcazione, la visita alla grotta non la +consiglio che ai bravi nuotatori. Le ore migliori sono quelle del +mattino; nel pomeriggio la soverchia luce che scende perpendicolarmente, +ne menoma l'effetto magico. L'impressione pittoresca sarà maggiore +ancora se si entrerà nella grotta nuotando con una torcia a vento accesa +nella mano, come abbiamo fatto noi». + +Tali sono le parole di Kopisch. Il dabben uomo assicurò con questa +scoperta la sua memoria nell'isola, e la meravigliosa grotta mi parve in +certo modo proprietà tedesca e simbolo tedesco. Non rimane soltanto il +ricordo di Kopisch nell'isola; vi si rammentano pure Tieck, Novalis, +Fouqué, Arnim, Brentano, i quali tutti sono morti; l'eccellente +Fichendorff ed Heine, l'ultimo scomparso di quella scuola poetica +floridissima. + +Mandiamo pertanto, dalle onde azzurre di questa grotta, un saluto alla +loro memoria, imperocchè tutti l'hanno vagheggiata, ed era degna +veramente di essere scoperta da un pittore e da un poeta, ai tempi di +coloro i quali cercavano il fiore della poesia nelle acque con le +Ondine, nei monti con Venere e nelle grotte sotterranee d'Iside. Essi +furono tutti graziosi ed amabili, giovani e vecchi, con il loro corno +magico. Il loro gran sacerdote Novalis compare quasi un bel giovanotto +pallido, il quale abbia rivestito la lunga tonaca del defunto suo nonno +e che stia ragionando di una saviezza mistica, che nessuno sa dove il +giovanetto abbia potuto imparare. La loro musa è una sirena che abita la +bella Grotta Azzurra nell'isola del crudele e lascivo Tiberio. Tutti +udirono il suo canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti la cercarono e +morirono col desiderio vivo di quel fiore azzurro e misterioso. Goethe +lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo chiamava a sè, ora si tuffava +nelle onde e non si lasciava vedere». Ed ora che il misterioso fiore +azzurro, vale a dire la meravigliosa Grotta Azzurra, il mistero ignorato +venne scoperto, il prestigio è scomparso, ed il canto dei romantici ha +cessato di risuonare nelle regioni germaniche. + +Intanto, nella grotta mi sovvennero tutte le storie delle fate ascoltate +avidamente da bambino. Il mondo ed il giorno erano scomparsi; mi trovavo +tutto ad un tratto in un elemento nuovo di luce cerulea. Le onde si +muovevano appena e scintillavano con tutta la varietà dei colori, con +tutto lo splendore delle pietre preziose; le pareti erano rivestite di +una misteriosa tinta azzurra, quasi fossero quelle di un palazzo di +fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso. Il silenzio era così +profondo che nessuno osava aprir bocca. Provammo a dire qualche parola, +ma tacemmo subito di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo del remo +ed il frangersi delle onde contro le pareti, dalle quali si +sprigionavano sprazzi di luce fosforescente. Avrei voluto tuffarmi, +immergermi in quella specie di bagno di luce. Secondo me, da quello che +narra Svetonio, ivi si doveva bagnare Tiberio e nuotare con le belle +fanciulle del suo _harem_. Fra quelle onde fosforescenti, quei corpi +giovanili dovevano splendere di luce magica, nè dovevano mancare allora +il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti, a rendere quel bagno più +voluttuoso. Vidi dipinta sopra un vaso greco una sirena, in atto di +sollevare due bianche braccia, sorridere e battere l'un contro l'altro +due cembali d'argento. Tali dovevano essere le sirene della magica +grotta, che solo gli uomini prediletti dalla fortuna ed i bambini +possono ancor oggi vedere. + +L'abbondanza di grotte, di caverne, in quest'isola è straordinaria. Vi +sono grotte marine, caverne sotto terra, tutte belle, dalle forme più +bizzarre, ed in così gran numero che rimane impossibile visitarle tutte. +Io entrai in più di quindici e ne trovai sulla riva, a mezzogiorno, una +piccola con effetti di luce molto simili a quelli della Grotta Azzurra. +In altre invece rinvenni una luce verdognola, particolarmente in quella +detta appunto la Grotta Verde, per la vastità e per le forme grandiose +della sua architettura, fuor di dubbio la più notevole dell'isola. +Questa non è intieramente sotterranea e vi si può entrare ed uscire da +due grandi aperture. Alcune grotte hanno un nome, come la Marmolata e la +Marinella; altre invece no. Mi procurai la soddisfazione di battezzare +tutte quelle da me visitate e senza nome. Unica e veramente bella mi +parve la grotta Stella di Mare popolata di piante acquatiche; ammirai +pure la grotta Euforio e quella dalle pareti variopinte dei più vivaci +colori, detta la grotta dei Ragni di mare. Ne trovai una anche dove le +onde erano di continuo agitate e la dedicai alle Eumenidi. + +Quasi tutte queste cavità si trovano lungo la riva dal Solaro ai +Faraglioni; sono però poco visibili al di fuori. All'interno sono alte, +oscure, popolate da ragni, da uccelli e da ogni specie d'animali marini. + +Una bella passeggiata in mare è quella del giro dell'intera isola; vi +s'impiegano circa tre ore. La costa a ponente non offre di simili +cavità, imperocchè ivi le pendici del Solaro scendono dolcemente in +mare, fra i due capi denominati Punta di Visareto, e Punta di Carena. Si +avanzano colà in mare tre promontori, bassi ma ripidi, detti: +Campitello, Pino, ed Orica, muniti di alcune fortificazioni. Fu in +quella località che i soldati di Murat sorpresero di notte tempo +l'isola, arrampicandosi su per gli scogli. Procedendo oltre la Carena, +la sponda meridionale si presenta ad un tratto altissima e tagliata a +picco. Le rupi sono gigantesche e selvaggie e si specchiano in mare, +innalzandosi verso il cielo. La riva presenta lo stesso aspetto sino +alla punta di Tragara e non è meno gigantesca e bizzarra tutta la costa +di levante fino al promontorio di Lo Capo, a settentrione levante +dell'isola, dove abbondano le grotte ricche di stallattiti. + +Rimane ora da parlare della vetta più alta dell'isola, del monte +Solaro. Partendo da Anacapri e salendo a stento per un malagevole +sentiero, si arriva sul dorso del monte. La sua forma e il suo aspetto +sono strani, imperocchè alla sommità la montagna presenta una pianura +arida, nericcia, quasi a foggia di terrazzo sulle rupi che scendono +sopra Capri. Si cammina colà in un labirinto di macigni, facendo sorgere +ad ogni passo sciami di locuste nere, le quali, innumerevoli, ricoprono +tutto il suolo. All'orlo di questa pianura, sopra una rupe severa che +piomba in mare, sorge la cella dell'eremita di Anacapri; io non vidi mai +romitaggio più degno di questo nome. Per entrare nella cella, bisogna +attraversare un'antica cappella. Trovai tutte le porte aperte e +l'eremita assente; la sua tonaca era gettata sul muricciolo del giardino +e sopra il suo letto stavano appesi un'immagine di S. Antonio di Padova, +un ramoscello d'olivo ed un rosario. Nella stanza stavano derrate, una +Madonna Addolorata era appesa sopra un mucchio di cipolle, presso una +cesta piena di pane e di piatti vuoti. + +Vidi nel camposanto di Pisa quella pittura ad affresco, originalissima, +di Ambrogio e di Pier Lorenzetti, la quale rappresenta la vita degli +anacoreti nel deserto e posso dire di averla veduta qui riprodotta al +vero. Credo che il vecchio eremita di Capri facesse ivi, ogni venerdì, +la sua predica ai pesci, come si vede, in un dipinto a Roma, S. Antonio +seduto sur uno scoglio predicare verso il mare, brulicante di pesci con +la testa fuori dell'acqua, a bocca aperta. Mentre stavo girando attorno +alla casetta, comparve il vecchio frate laico, con un fardelletto di +legna sulle spalle. + +Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò il suo dispiacere di non +avere vino da offrirmi. Egli abitava da ben trentadue anni su +quell'altura; zoppicava esso pure nell'arrampicarsi, ma non aveva +affatto l'aspetto mefistofelico dell'eremita zoppo della villa di +Tiberio; in lui era anzi qualcosa di quell'ingenua bontà propria dei +santi e delle statue degli idoli indiani. Sopra la sua casa sorgeva la +vetta del Solaro, il punto più elevato dell'isola, con la stazione del +telegrafista, di cui ho già fatto parola. Saliti colassù, si ottiene +giusta ricompensa della fatica sostenuta, imperocchè si scopre tutta +l'isola e si gode una vista insuperabilmente bella: all'orizzonte, verso +mezzodì, il mare senza limiti; a ponente e a settentrione l'isola di +Ponza, quella torreggiante d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più +lontani, perduti nelle nebbie, i monti di Gaeta, di Terracina, il +promontorio di Miseno, ai cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi +Elisi e Cimmeri, le spiagge azzurre di Baia, Pozzuoli e Cuma, il monte +Gauro, la Solfatara, l'isola di Nisida col suo castello, Posillipo, la +vetta dei Camaldoli, i monti di Capua, la splendida spiaggia di Napoli +con una collana di città fino a Torre del Greco, la punta del Vesuvio +montata da una colonna di fumo; verso il basso, Pompei; al di là i monti +frastagliati di Sarno e di Nocera; a levante la spiaggia bruna di Massa +coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là il gigantesco monte S. +Angelo, più oltre gli scogli delle Sirene e tutta la regione montuosa +dei golfi di Amalfi e di Salerno; finalmente, in lontananza, i monti +delle Calabrie biancheggianti per le nevi, e la spiaggia di Pesto, al +capo Licosia in Lucania. + +A tale altura e con tale vista dinanzi agli occhi, uno si sente quasi +vivere doppiamente. Imperocchè è assai ristretta la cerchia dell'umana +vita, tante sono le cose che quotidianamente ci stringono, ci +contrastano da ogni parte, ci condannano ad una lotta penosa, meschina, +in un orizzonte che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è bello; bello è +contemplare dall'altezza della civiltà l'orizzonte del pensiero, delle +scienze, delle arti, l'armonia che presiede all'ordine di tutte le cose +create. Io, in cima al monte Solaro, pensava ad Humboldt, al cui genio, +credo, andiamo debitori di trovare il mondo così bello, così +mirabilmente ordinato, e, fissando poi lo sguardo sul capo Miseno e sul +Vesuvio, pensavo pure a Plinio, l'Humboldt dei Romani, non che ad +Aristotile, genio veramente universale ed ordinatore dell'umano sapere. + +Lieto di aver potuto contemplare tanto spettacolo delle armonie della +natura, scesi di lassù quando il sole verso Ischia volgeva al tramonto. +Il mare s'imporporava già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale +emergeva lontana e bella dalle onde, quasi giacesse in una sfera di +luce, rosseggiava come se fosse in fiamme. + +Addio pertanto, bella e romita isola di Capri. + + + + + PALERMO + + (1855) + + + + + Palermo. + + (1855). + + + I. + +La Sicilia fu il primo paese europeo ove sbarcarono i Saraceni dopo che +la signoria araba ebbe allargati i suoi confini sui lidi settentrionali +dell'Africa. Le loro prime scorrerie nell'isola risalgono al VII secolo: +provenivano dall'Asia, in seguito dall'Africa, da Candia, dalla Spagna, +come corsari, senza un fine prestabilito. Solo nell'827 iniziarono un +piano regolare di conquista. + +Michele Amari, nella sua _Storia dei Mussulmani in Sicilia_, ricostruì +dalle fonti originali, con fedeltà storica, le vicende dell'invasione +araba. Egli si servì per ciò delle cronache di Giovanni Diacono di +Napoli, dell'830, e delle cronache dettate dall'Anonimo Salernitano, +della fine del x secolo; nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di +Costantino Porfirogenito e del suo continuatore, e presso gli Arabi, +delle storie di Ibn-el-Athir Nowairi e di Ibn-Kaldum. + +Una rivoluzione militare era scoppiata in Sicilia, che mal sopportava il +giogo bizantino; il duca Eufemio decise allora di strappare l'isola +all'odiosa dominazione di Costantinopoli; ma le truppe non erano +siciliane e ben presto passarono al partito bizantino, costringendo i +ribelli a cercare scampo in Africa ed a gettarsi fra le braccia degli +Aglabiti. Per odio e per desiderio di personale vendetta, Eufemio +divenne allora traditore della sua fede e della sua patria: fece in +Kairewan la proposta a Ziadeth-Allah d'inviare nell'isola un esercito, +perchè, con l'aiuto dei Siciliani insorti, la conquistasse. + +Nel suo atto Eufemio sperava anche di conseguire un sogno ambizioso: +quello di divenire imperatore. Le opinioni in Kairewan erano discordi: +gli uni protendevano per l'impresa, gli altri la ritenevano troppo +arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì settuagenario della città, stimato +da tutti per la sua sapienza, riuscì a persuadere i recalcitranti ed +egli stesso volle assumere il comando della spedizione. + +Il 13 giugno dell'827, in un centinaio d'imbarcazioni, 10.000 fanti, +composti di Arabi, Berberi, Saraceni fuggiti dalla Spagna, Persiani e +sopra tutto Africani, salparono dal porto di Susa e quattro giorni dopo +sbarcarono presso Mazzara e sconfissero in un sanguinoso scontro il +duce Palata, mentre Ased, durante la mischia, seguendo l'esempio di Alì +e di Maometto, stava in preghiere e recitava il capitolo la-Sin del +Corano. + +Poscia i Saraceni mossero contro Siracusa e si accamparono, come narra +lo storico arabo, in alcune grotte intorno alla città, cioè nelle famose +_latomie_. Per un anno rimasero dinanzi alla città, dove i Greci, +incoraggiati dalle promesse di soccorso fatte dal doge di Venezia +Giustiniano Partecipazio, opposero gagliarda resistenza. I Saraceni +furono decimati dalla peste, come era avvenuto a tutti gli eserciti che, +nei tempi anteriori, avevan stretto d'assedio Siracusa, particolarmente +ai Cartaginesi ed agli Ateniesi. Lo stesso Ased-ben-Forad vi perdette la +vita, per malattia, nell'828. Si dovette eleggere un nuovo condottiero, +che fu Mohamed-ibn-el-Gewari. Ma presto, ridotto a mal partito, come un +tempo quello di Nicia, l'esercito saraceno dovette nella stessa +direzione battere in ritirata, inseguito dai nemici. + +Guidati da Eufemio, gl'infedeli si arrestarono a Minoa e, rinforzati di +nuove truppe, poterono impadronirsi di Agrigento. Panormo cadde +nell'831. Questa città veniva dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi +prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì Ibrahim-ibn-Abdallah-ibn-el +Aglab, che fu il primo _valì_ (governatore) della Sicilia. Sotto il suo +successore anche Castrogiovanni, l'antica Ema, passò in potere dei +Saraceni. Siracusa e Taormina continuarono a resistere, difendendosi con +grande valore: di quel memorabile assedio rimangono documenti che +attestano l'eroismo dei Siracusani ai tempi di Nicia e di Marcello. +Tutti i viveri erano consumati; i miseri abitanti dovevano nutrirsi di +ossa triturate e di cadaveri; essi speravano sempre negli aiuti +dell'imperatore Basilio, che avea appunto inviato il suo ammiraglio +Adriano con una flotta in soccorso della città. + +Per dimostrare il culto che ancora a quei tempi inspirava l'antica +Siracusa, basta riportare la singolare tradizione la quale narra che, +nel mentre Adriano se ne stava inoperoso sulle coste dell'Elide nel +Peloponneso, vennero alcuni pastori ad annunziargli l'apparizione avuta +nelle paludi di alcuni demoni, che avevan annunziata loro la caduta di +Siracusa pel giorno appresso. I pastori vollero inoltre condurre +l'ammiraglio sul luogo indicato, ed egli udì le voci che annunziavano la +resa dell'eroica città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878 Siracusa +dovette arrendersi; i Saraceni, entrati nella città, compirono gesta +vandaliche, trucidarono gli abitanti, saccheggiarono le case, vi +appiccarono poscia il fuoco, e largo bottino vi fecero, perchè il paese +anche allora era un centro di grande commercio bizantino. + +Di quell'epoca esiste un prezioso documento, una lettera del monaco +Teodosio all'arcidiacono Leone, nella quale egli descrive l'assedio e la +sua prigionia, nonchè quella dell'arcivescovo. Dopo che la città fu +presa e ne fu trucidata la maggior parte degli abitanti, i Saraceni +trascinarono l'arcivescovo e l'autore della lettera a Palermo, davanti +al grande emiro. Allorchè gl'infedeli comparvero dinanzi alla città col +bottino raccolto, i loro correligionari andarono ad incontrarli, +cantando inni di vittoria. Si sarebbe detto--scrive il monaco,--che colà +si fosse dato appuntamento tutto il popolo d'Islam, da oriente a +ponente, da settentrione a mezzogiorno. I prigionieri furono condotti +dinanzi all'emiro, che stava seduto a terra. E sembrava fiero del suo +potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo il disprezzo che i +cristiani nutrivano per Maometto, rimprovero a cui il degno sacerdote +rispose con l'energia e la sincerità di un martire, così che gli valse, +e valse al monaco suo compagno, il carcere. Di là quest'ultimo scrisse +la lettera. + +Il 1^o agosto del 901 anche Taormina si arrese e così l'intera Sicilia +passò in potere della mezza luna maomettana ed ebbe, da quel momento, +leggi mussulmane, lingua e costumi arabi. Quella Sicilia che aveva dato +a Roma ben quattro papi (Agatone nel 679, Leone II nel 682, Sergio nel +687 e Stefano III nel 768), correva ormai il rischio di andare perduta +per la cristianità, tanto più che gli Arabi non si comportavano da +popolo fanatico, ma si sforzavano piuttosto d'indurre i Siciliani ad +abbracciare la fede di Maometto. Narra Albufeda che Achmed, governatore +dell'isola nel 959, portò seco in Africa trenta giovani della nobiltà +siciliana e li costrinse ad abbracciare l'islamismo. Parecchie chiese e +parecchi monasteri cristiani furono però distrutti, molte corporazioni +religiose soppresse; altre ottennero la tolleranza mediante il pagamento +di forti tributi, riuscendo così a sopravvivere anche sotto questa +dominazione. Allorquando i Normanni discesero nell'isola, trovarono +valido appoggio nei cristiani in Val Demone e nella Valle di Mazzara; a +Palermo trovarono un vescovo greco, Nicodemo, che compiva il suo ufficio +nella chiesa di S. Ciriaco. + +La signoria degli Arabi fu, secondo la natura di quel popolo, irrequieta +e agitata: mentre la minacciavano la guerra con i Greci delle Calabrie e +di Bisanzio, era travagliata all'interno dalle fazioni; più di una volta +le ribellioni di Siracusa, di Agrigento, d'Imera, di Lentini, di +Taormina ne minacciarono la sicurezza. + +Fino a che durò la dominazione degli Aglabiti di Kairewan, l'isola fu +governata dai loro valì; ma quando, sui primi del x secolo, successero a +quella dinastia i Fatimidi, e il califato di Tunisi fu riunito a quello +egiziano, la Sicilia divenne del pari egiziana, senza lotta sanguinosa +fra gli antichi e i nuovi signori. + +La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più fortunata della dominazione +araba in Sicilia: l'isola fu elevata a dignità di emirato, indipendente +dall'Egitto, e Palermo ne divenne la capitale. Primo emiro ne fu +Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato della sua stirpe divenne +ereditario. La sapienza di Hassan non fu meno apprezzata della sua +energia; egli seppe domare i varî partiti, restituire all'isola la +tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie ed all'intera Italia, +Roma compresa. Invano contro di lui tentò una spedizione l'imperatore +greco Costantino Porfirogineta; il suo esercito fu battuto, la sua +flotta distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore di Hassan, diede da +fare all'Italia con le sue scorrerie, e per poco lo stesso imperatore +Ottone II non cadde nelle sue mani. Frattanto i continui bottini che gli +Arabi portavano a Palermo, rendevano ricca la città; nuove continue +schiere di arabi veniano a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò a +rifiorire, come la Spagna era rifiorita sotto i Mori. + +I regni di Jussuf, dal 990 al 998, quello di Giaffar, al principio +dell'xi secolo, e quello del suo successore Al-Achals furono del pari +felici. Questo stato di cose durò circa ottant'anni, finchè le +sollevazioni africane si estesero anche nell'isola e generarono la +scissione del governo in tante piccole signorie, le quali portarono alla +caduta finale della dominazione araba in Sicilia. + +L'ultimo emiro dell'intera isola fu Hassan-Samsan-Eddaula, contro il +quale insorse il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a cacciarlo in Egitto +nel 1036. Cominciarono così a sorgere nelle varie città dei piccoli +tirannelli arabi, ed altri, approfittando del movimento, ne vennero +dall'Africa, per impadronirsi della signoria. L'imperatore Michele +Paflagonio capì che era giunto il momento per la riconquista dell'isola +e vi spedì il valoroso Giorgio Maniace con un esercito; ma questi non +riuscì nell'intento e vi riuscirono invece, nel 1072, i Normanni. + +Come abbiam detto, la dominazione degli Arabi in Sicilia fu assai +diversa da quella dei Mori in Spagna; le due regioni, fra le più belle +dell'Europa meridionale, furono conquistate dagli Arabi africani, ma in +condizioni assai diverse: i Mori in Spagna distrussero un possente +impero cristiano, che già possedeva i suoi buoni ordinamenti di governo +e di amministrazione, ai quali dovettero sostituirne altri. La loro +signoria, sorta dal califfato degli Ommiadi, assunse carattere regolare +ed ortodosso di fronte a quello degli Abassidi d'Asia; il passaggio si +compì con eroismo cavalleresco, a contatto della cristianità, che +dovette nella lotta raddoppiare di energia. Ed infine, la Spagna era una +vasta e ricca contrada. In Sicilia, invece, gli Arabi non ebbero da +distruggere una grande potenza indigena, ma solo dovettero cacciare i +Greci-bizantini indeboliti e quasi imbarbariti. La conquista per essi fu +facile: trovarono delle città in piena decadenza e non dovettero lottare +col cristianesimo, col quale piuttosto si confusero, ristretti essendo i +confini dell'isola e non offrendo i suoi monti quel rifugio che avevano +dato i Pirenei agli Spagnuoli. + +I Mori raggiunsero in breve in Spagna uno splendore che abbagliò +l'intera Europa; illustrarono il loro regno con meravigliosi monumenti +architettonici e con una cultura scientifica che fece epoca nella +civiltà europea; e poterono così mantenersi per ben settecento anni +nella terra conquistata. Gli Arabi in Sicilia invece non riusciron +durante i duecento anni di dominazione ad uscire da loro stato caotico. +Ad onta dell'opinione dei Siciliani d'oggi, i quali guardano con una +certa compiacenza romantica il periodo della dominazione araba +nell'isola, si può affermare che il regno dei grandi emiri di Sicilia +non differì gran che dagli stati barbareschi d'Africa. + +I Saraceni, del resto, non erano affatto rozzi, nè barbari. Tutti +presero parte alla cultura scientifica d'Oriente, sviluppatasi con +grande rapidità. Anche la poesia, le arti, le scienze orientali +piantarono le loro radici nell'antico suolo dorico di Sicilia. La storia +moderna della letteratura dell'isola accolse anche gli Arabi-siculi nel +catalogo de' suoi scrittori compilato dall'Amari. Ma noi regaleremmo +assai volentieri tutti quei verseggiatori dai nomi ampollosi per +un'opera sola, la storia araba di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò +perduta; per questa rinunceremmo del pari al _Divano_ di Ibn-Hamdis di +Siracusa. + +I monumenti che soli rimangono della loro presenza in Sicilia, sono +quelli dell'architettura Kairewan, la città donde pervennero, rinomata +per la moschea fondata da Akbah nel VII secolo, e quale sede del +califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto della buona architettura, +ma non costruirono nelle sicule contrade notevoli edifici come i Mori in +Spagna. Nessuna traccia di qualche loro bella moschea rimane a Palermo, +e lo stesso Alcazar, divenuto più tardi castello dei Normanni e degli +Svevi, non conserva niente della parte dagli Arabi edificata. Palermo +fra tutte le città si distinse per lusso e ricchezza, e divenne presto +un centro voluttuoso, tutto orientale. Ivi e in altre città gli Arabi +edificarono i loro mercati, le loro ville cinte di giardini. Nel periodo +più florido della loro dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì e +di Kasem, dei quali ci e stato tramandato che costruirono città e +castelli, l'architettura moresca necessariamente si estese. Nessun +contrasto doveva esser maggiore di quello offerto allora dallo stile +grazioso e fantastico dell'Oriente con quello severo e maestoso dei +tempi dorici in Sicilia. L'architettura moresca si mantenne anche nei +periodi posteriori; fu, come la scrittura e la lingua araba, usata +talvolta anche dai Normanni e dagli Svevi, e dalla fusione del tipo +saraceno col tipo bizantino-romano nacque quello stile misto che prese +il nome di arabo-normanno: dal che si può argomentare che i Saraceni in +Sicilia dovettero elevare splendidi edifici. Ma il tempo ha distrutto +tutti i palazzi degli emiri, la cui magnificenza produsse tanto stupore +nel principe normanno Ruggero, e dei monumenti di architettura araba non +rimangono più che la Cuba e la Zisa, due ville presso Palermo, costruite +senza dubbio dai Saraceni, ma poi alterate grandemente e restaurate e in +tempi posteriori ampliate. + +Le due ville stanno fuori della Porta Nuova, sulla strada che mette a +Monreale. La Cuba (parola che in arabo significa arco o vòlta) è stata +da parecchi anni adibita a caserma di cavalleria ed ha subito tali +rovine e alterazioni che ben poco ormai si riconosce dell'antica +disposizione. All'esterno è un edificio quadrato, regolare, costruito +con pietre ben lavorate, proporzionato e diviso da archi e da finestre, +in parte finte e soltanto ornamentali, secondo l'usanza araba. Sulla +cornice in cima all'edificio si scorge ancora un'iscrizione araba, +indecifrabile. L'interno fu completamente devastato e trasformato; +soltanto nella sala centrale, in origine molto probabilmente sormontata +da una cupola, sono avanzi di pittura e bellissimi rabeschi di stucco. + +Boccaccio collocò in questo palazzo la scena della V novella della sesta +giornata del suo _Decamerone_, e lo storico Fazello ne descrisse la +magnificenza, riportando quello che ne avevano detto scrittori antichi, +imperocchè a quel tempo--secolo XVI--il castello era già rovinato. Così +egli ce lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura della città verso +ponente, trovasi un pomario di duemila passi di circonferenza, detto +parco, ossia Circo reale. In questo giardino, rallegrato da acque +perenni, crescono meravigliose specie di piante e qua e là si vedono +cespugli di alloro e di mirto odoroso. Colà, dall'entrata all'uscita, si +stendeva un lungo portico, con parecchi padiglioni aperti a forma +circolare, adibiti per gli svaghi del re, uno dei quali tuttora rimane +in buone condizioni, con nel mezzo una grande vasca fatta con pietre +regolari e commesse con mirabile arte. La vasca esiste ancora, ma priva +d'acqua e di pesci. In questo pomario sorgeva lo stupendo palazzo dei re +saraceni, in un angolo del quale si tenevano raccolte fiere d'ogni +sorta. Oggi tutto è rovinato; i giardini sono stati ridotti a vigne di +privati e solo se ne giudica l'estensione dai muri di cinta in massima +parte ancora in piedi. I Palermitani continuano ancora a dare a questo +luogo l'antico nome saraceno di Cuba». + +Il palazzo nelle sue parti principali esiste ancor oggi, tale e quale ci +fu descritto da Fazello, ed in particolare si possono ancor vedere le +mura di cinta del giardino ed in questo gli avanzi dell'antica vasca. + +La Zisa era una villa ancor più bella, più vasta. La famiglia spagnuola +di Sandoval, di poi proprietaria, l'alterò grandemente con nuove +costruzioni, ma la preservò anche in tal modo dalla sua completa rovina. +Lo stile è lo stesso della villa Cuba; ha la forma ben proporzionata di +un dado, semplice, costruita con pietre regolarmente lavorate, divisa in +tre parti da cornici, archi e finestre. Guglielmo il Malo la fece +restaurare e probabilmente anche l'ampliò, poichè non potrebbesi +spiegare altrimenti l'asserzione di Romualdo da Salerno: che quel re +cioè avesse fatto costruire un palazzo chiamato la Zisa. «In quel +tempo--ha lasciato scritto Romualdo--re Guglielmo fece edificare presso +Palermo un palazzo di meravigliosa architettura, cui diede nome Zisa e +che circondò di ameni giardini e arricchì questi con appositi +acquedotti, di grandi vasche in cui si allevavano dei pesci». La Zisa +mantenne sempre il suo carattere arabo, nonostante che re Guglielmo vi +facesse notevoli modificazioni. Il suo interno, interamente restaurato, +contiene parecchie sale e appartamenti, che niente conservano del loro +carattere arabo; soltanto il portico d'ingresso ha serbato un certo +aspetto di antichità. Ivi, nel muro, sono nicchie ed archi sostenuti da +colonne, fra le quali sgorga in una vasca di marmo una fonte, tappezzata +di muschio e di piante rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di +stile arabo ed ha notevoli ornati e rabeschi originalissimi e +fantastici. Gli affreschi e i mosaici, rappresentanti palme, ramoscelli +d'olivo, pavoni e figure di arceri, sono di origine normanna, e normanna +è pure l'iscrizione cufica sulla parete, riprodotta anche +dall'orientalista Morso nella sua opera _Palermo antica_, nonchè dal de +Sacy. La già nominata iscrizione, ora illeggibile, in cima al palazzo, è +invece araba. + +La fonte dal portico sgorgava in una bella vasca, ancora esistente nel +1626, come ne fa parola il monaco bolognese Leandro Alberti nella sua +descrizione dell'Italia e delle sue isole. La vasca era sita di fronte +al portico, aveva forma regolare, lunga cinquanta passi ed era rivestita +tutta di muratura. Nel mezzo vi sorgeva un grazioso e piccolo edificio, +al quale si accedeva per mezzo di un ponticello di pietra, ed in cui +esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici passi e larga sei, con due +finestre; di là, dice l'Alberti, si passava in una bella stanza +destinata alle donne, con tre finestre a duplice arco, sostenuto nel +mezzo da una colonnetta di marmo. + +Parecchie scale portavano al piano superiore del palazzo, ove erano +varie camere a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo; e +nell'interno c'era un cortile a porticato. Tutto quanto l'edificio era +coronato di merli. Le sale, con le pareti rivestite di mosaici, coi +pavimenti di marmo e di porfido nei colori più svariati, dovevano essere +indubbiamente stupende. Ma l'Alberti trovò già la Zisa ridotta in tale +stato di ruina da fargli esclamare melanconicamente: + +«In verità, io non credo possa esistere animo gentile che, dinanzi a +quest'edificio già così bello e in parte ora caduto, in parte +minacciante rovina, non provi un senso di profonda compassione». Quanto +bella doveva essere questa villa ai tempi degli emiri, dei Normanni, di +Federigo, sotto questo splendido cielo, in quelle notti serene di questa +amena contrada che fa pompa, dal lido del mare ai piedi del monte, de' +più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!... + +Ho visto pochi panorami simili a quello che si gode dal tetto a foggia +di terrazzo di questo castello; di là si scorgono tutti i dintorni di +Palermo, dalla spiaggia ai monti, dintorni di una bellezza che la parola +non sa, nè può descrivere. Basti dire che si abbraccia con lo sguardo +tutta la _Conca d'oro_, co' suoi neri monti, maestosi e severi, tali da +sembrar tagliati dallo scalpello greco, co' suoi giardini ricchi +d'aranci, cosparsi di ville, con la sua città turrita e piena di cupole, +col suo mare sempre meraviglioso, con la mole gigantesca e imponente da +una parte del monte Pellegrino, dall'altra del capo Zafferano, che si +protende in mare, co' suoi monti coronati di neve nel lontano orizzonte, +perduti in una atmosfera pura, serena, tranquilla. Terra, mare, aria, +luce, colà tutto ricorda l'Oriente. Nel fissare dal tetto della Zisa i +giardini, vien fatto di attendere l'uscita delle belle odalische al +suono di una mandola, e di un emiro dalla lunga barba, in caftano rosso +e pantofole gialle. Là si prova quasi il desiderio di vivere secondo i +precetti del Corano. + +Non è errato credere che, specie ai tempi della dominazione spagnuola, +il fanatismo religioso abbia cercato di distruggere l'antica dimora dei +Saraceni. I principi normanni, invece, rimasero colpiti dallo splendore +dei palagi e dei giardini arabi e l'imitarono nelle loro costruzioni. +Ruggero pel primo edificò delle ville in quello stile, Favara Mimnermo +ed altre, come ha lasciato scritto Ugo Falcando, contemporaneo degli +ultimi principi normanni. Le fontane sopratutto furono da questi imitate +e le vasche di foggia orientale; molte ne costruì difatti Federigo II, +giovandosi della ricchezza d'acqua di cui Palermo godeva sin dai tempi +più antichi. A prova della passione che gli Arabi dimostrarono nel +costruire vasche, basta citare la descrizione che Leonardo Alberti fa di +quella della Zisa, e la descrizione che l'ebreo Beniamino di Tudela, +nella sua breve opera su Palermo, fa della vasca Albehira. Beniamino di +Tudela venne in Sicilia nel 1172, ai tempi di Guglielmo il Buono, per +visitarvi le corporazioni israelitiche, e così descrisse l'Albehira: +«Nel centro della città sgorga la più copiosa delle fontane, quella +circondata da mura cui gli Arabi diedero il nome di Albehira. Vi si +mantengono pesci di varie specie e vi navigano le barche reali, ornate +d'oro, d'argento ed elegantemente dipinte; il re con le sue dame vi si +reca spesso per diletto. Nei giardini reali trovasi inoltre un castello, +le cui pareti son rivestite d'oro e d'argento, e i pavimenti sono +formati di marmi rarissimi; contiene statue d'ogni sorta. Non vidi mai +altrove edifici paragonabili ai palagi di questa città». + +S'ignora ove sorgesse l'Albehira; Morso ha cercato di provare che +Beniamino alludesse al così detto _Mar Dolce_, nome dato alle rovine +arabe del castello di Favara, presso il pittoresco convento del Gesù, +fuori le porte della città, sotto la grotta famosa per i suoi fossili. +Queste rovine presero il nome di _Mar Dolce_ perchè si trovavano di +fronte ad una vasca; gli Arabi però le dicevano _Case Djiafar_. + +Fuori di Palermo esiste ancora una quarta villa o palazzo saraceno, +quello di Ainsenin, dal popolo soprannominato _Torre del Diavolo_, le +cui rovine giacciono nella pittoresca valle Guadagna, attraversata +dall'Oreto e dominata dal monte Grifone. + +Questi sono gli unici monumenti di costruzione saracena che, a ricordo +della dominazione araba, rimangono in Palermo. Con l'invasione spagnuola +scomparve la graziosa architettura orientale e cominciarono anche a +venir meno ai tempi di Federigo II le tradizioni dell'islamismo, +sopratutto allorquando, nel 1220, gli Arabi ancor rimasti nell'isola +furono trasportati a Nocera nelle Puglie, avendo durante l'assenza di +Federigo, guidati da Mirabet, tentato di riacquistare la loro +indipendenza. D'allora in poi il linguaggio e i costumi arabi andarono +perdendosi in Sicilia ed una nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò +di stabilirvisi, cominciando col cancellare ogni traccia dei +predecessori. + +Nell'ultimo secolo, quando la scoperta di Pompei riaccese in tutta +Italia lo studio dell'antichità, si prese a indagare pure con ardore le +vicende della dominazione araba in Sicilia. Le iscrizioni esistenti +nelle chiese e nei palazzi portarono allo studio della lingua araba ed +in Palermo sorse anzi una cattedra speciale per l'insegnamento di +questa. Ma la cosa non avvenne senza grottesca soperchieria, la quale +valse a provare sino a qual segno ogni tradizione araba fosse scomparsa +dall'isola in cui un tempo gli stessi re cristiani avevano parlato +quella lingua. Il maltese Giuseppe Vella venne a Palermo e si spacciò +per dotto orientalista, falsificando anche un codice contenente +parecchie corrispondenze degli Arabi in Sicilia. L'abile falsario seppe +ingannare tutta quanta l'Europa erudita, fintanto che, smascherato, +venne rimosso dalla cattedra e imprigionato. + +Frattanto però presero a dedicarsi allo studio dell'arabo parecchi +Siciliani, fra i quali Airoldi, Rosario e Morso, quest'ultimo in special +modo, che successe al Vella nella cattedra e fu in relazione con i +maggiori orientalisti, col Tichsen, col Silvestre, col Sacy, con +l'Hammer e col Frahn, e molto si adoperò nell'interpretazione delle +iscrizioni cufiche esistenti in Palermo. Ne risultarono opere veramente +utili, come la _Rerum Arabicarum quae ad historiam siculam spectant +ampla collectio_ di Gregorio, pubblicata a Palermo nel 1790; le _Notizie +storiche dei Saraceni siciliani_ del Martorana, pubblicate del pari a +Palermo, nel 1833; ed infine la _Storia dei Mussulmani in Sicilia_, +dovuta all'insigne Michele Amari, ma di cui furono editi soltanto i due +primi volumi. + +Lo studio delle antichità arabe risvegliò anche l'amore per +l'architettura saraceno-normanna, e divenne così generale, che molte +botteghe della bella via Toledo di Palermo sono oggi ornate alla foggia +araba e in stile arabo sono costruite molte ville di ricchi possidenti +nella campagna. + +Il gusto corrotto dei palazzi e delle ville siciliane è noto a tutti per +la sua straordinaria bizzarria. Mentre si avevano sott'occhio dei +modelli graziosissimi e si avevano alle porte di Palermo la Cuba e la +Zisa, mentre esistevano nella stessa città edifici dell'epoca normanna o +posteriori, come, per esempio, il palazzo del tribunale, che insegnavano +come anche in edifici grandiosi si potesse unire la semplicità +all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà della decorazione, si +preferì innalzare costruzioni di gusto esageratamente barocco, come la +villa del principe di Palagonia, o ricorrere al gusto cinese, come nella +regale villa della Favorita. + +In questi ultimi tempi veramente si è fatto ritorno allo stile +arabo-normanno, e farà epoca fra le moderne costruzioni la villa Serra +di Falco, innalzata a poca distanza dalla Zisa da quel duca che è +altamente benemerito per lo studio delle antichità siciliane. I +magnifici giardini di questa palazzina dànno l'illusione di rivivere ai +tempi di Hassan. + +In Palermo, il marchese Forcella innalzò pure un bel palazzo di stile +arabo-normanno, nel quale sono però alcune cose grottesche come in tutte +le imitazioni di architettura passata. Questo palazzo sorge in piazza +Teresa, presso la porta dei Greci; il proprietario vi spese ingenti +somme e i lavori non ne sono peranco ultimati. All'esterno le finestre +sono a doppio arco di sesto acuto, divise da una colonnetta, guarnite +con vetri colorati. Le sale sono parecchie e ricche, in specie quelle +centrali, di gusto tutt'altro che arabo, con le pareti rivestite di +marmi e di pietre dure, preziosi quelli e queste, di vario colore, a +disegni graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente, e il pavimento +è in marmo di vario colore; questa profusione di marmi prova la +ricchezza mineralogica dell'isola. A rendere quest'edificio simile ad +un'Alhambra non manca nemmeno una fontana. Altre stanze furono dal ricco +marchese decorate in stile romano e pompeiano e dimostrano l'abilità dei +Siciliani nell'affresco, imperocchè tutte le imitazioni di pitture +antiche furono colà eseguite unicamente da artisti nati e vissuti +nell'isola. + + + II. + +Due isole molto distanti fra loro, l'Inghilterra e la Sicilia furono ad +uno stesso tempo conquistate da una razza audace e avventuriera, quella +dei Normanni, che, dopo avervi per poco brillato, vi si spense. Nell'una +e nell'altra isola venne introdotto il governo feudale, con baronie e +maggioraschi, i quali durano ancor oggi[5]. In entrambe le isole si +formò una costituzione aristocratica, che si sviluppò possente in +Inghilterra e di cui rimangono ancora vestigia in Sicilia, ove più +presto si estinse. + +Questa similitudine di destini fra le due isole è abbastanza singolare e +potrebbe servire a spiegare altri fatti storici avvenuti dopo la +Rivoluzione francese, fra i quali la costituzione introdotta dagli +Inglesi in Sicilia nel 1812. + +La signoria dei Normanni in Sicilia fu di breve durata; brillò appena un +secolo e ne furono caratteri distintivi l'intelligenza, la costanza, +l'audacia quasi feroce, una politica vasta e intraprendente, una grande +vastità di disegni e di imprese. Tutto ciò soggiacque al contatto della +vita voluttuosa dei Saraceni, al clima, alla libidine sfrenata delle +partigianerie. + +Nel 1038 Giorgio Maniace era stato invitato in Sicilia dall'Imperatore +greco per cacciarne i Saraceni. Egli si rivolse a Guaimaro perchè gli +concedesse una piccola schiera di Normanni che teneva al suo servizio; +Guaimaro gli mandò circa trecento uomini al comando di Guglielmo dal +braccio di ferro, di Dragone e di Umfrido. Greci e Normanni si +precipitarono sull'isola, posero in fuga gli Arabi, s'impadronirono di +Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità del bottino portò fra loro +la discordia; i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora i Normanni, +offesi, partirono, passarono in Italia e cercarono quivi qualche altro +compenso. Sorpresero Melfi ed altri paesi delle Puglie, cominciarono per +questa via a stabilire la propria indipendenza. Ma non appena i Greci +seppero questo, abbandonarono la Sicilia per cacciarli dalle Puglie, ma +non vi riuscirono, e le città da loro conquistate in breve tornarono in +potere dei Saraceni. + +Trascorsero così varî anni senza speciali avvenimenti; i Normanni +riaffermarono il loro prestigio nelle Puglie, Guglielmo ne divenne +conte, più tardi Drogone ne ereditò i possessi, e Umfrido, dopo la morte +di quest'ultimo, costrinse papa Leone IX a concedergli l'investitura +della provincia. Novelle schiere vennero dalla Normandia, sotto il +comando di Ruggero Guiscardo, il quale, dopo la morte di Umfrido, +avvenuta nel 1056, si fece proclamare duca delle Puglie e delle +Calabrie. Più tardi discese anche suo fratello minore, Roberto, per +dividerne le sorti. I due valorosi fratelli nel 1060 occuparono Reggio +ed una notte, Ruggero, accompagnato da soli sessanta soldati, mosse alla +volta di Messina, per conoscere le condizioni del paese; attaccò +audacemente sulla spiaggia i Saraceni, quindi s'imbarcò di nuovo e fece +ritorno a Reggio. Poco dopo, la fortuna volle favorirlo ed egli si +accinse seriamente all'arrischiata impresa. A lui si presentò l'emiro di +Siracusa, Bencumen, scacciato dal fratello Belcamend, e lo informò delle +lotte che travagliavano l'isola e lo persuase di tôrre agli Arabi il +possesso della Sicilia. + +L'impresa non fu certo facile. I Saraceni opposero la più viva +resistenza e nuove truppe vennero dall'Africa per respingere Ruggero, +che, dopo una sanguinosa battaglia, si era impadronito di Messina. +Roberto lo raggiunse allora a Castrogiovanni; l'esercito principale dei +Saraceni fu posto in fuga, dopo di che i Normanni fecero ritorno nelle +Calabrie per rafforzare le proprie file e prepararsi ad una più seria +lotta. Almocz, califfo d'Egitto, aveva frattanto spedito in Sicilia una +flotta, la quale però fu dispersa da una tempesta e distrutta presso +l'isola di Pantelleria. La fortuna aveva arriso agli arditi +avventurieri, ma la discordia minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo +cominciò ad avere invidia dei successi del fratello Ruggero, pretendendo +il possesso di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia; l'altro non +volle aderirvi e i due eroi ricorsero alle armi, e, senza curarsi dei +Greci e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle recenti conquiste, +presero a straziarsi fra loro in una guerra feroce. Ruggero cadde nelle +mani di suo fratello, che, però, cedendo all'influenza di quell'uomo +straordinario, lo lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli si +rivolsero verso la Sicilia e due volte si spinsero sino a Palermo, ma +dovettero quindi far ritorno nelle Calabrie per sistemare la loro +posizione in quel dominio. Soltanto nel 1071 poterono stringere di +regolare assedio la capitale dell'isola. A quell'epoca Palermo era forse +la città più popolosa d'Italia, senza dubbio la più florida, la più +ricca: in essa era tutto lo splendore della vita orientale. Gli Arabi +opposero fiera resistenza e narra la tradizione che, per dimostrare la +loro fiducia nell'esito della lotta, essi non chiudessero neppure le +porte della città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse un +giorno da solo, di galoppo, con la lancia in resta. Finalmente Roberto +penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre Ruggero entrava per quella +di ponente. I Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono, +cedendo Palermo al fortunato vincitore, a condizione che fosse loro +garantita salva la vita e libero l'esercizio del loro culto. + +Venti anni appresso i cristiani entrarono in Gerusalemme, conquistata +pure a forza, e si portarono quali orde selvagge. I Normanni, invece, +essi pure valorosi crociati, furono più clementi e risparmiarono Palermo +maomettana. Presero possesso della splendida città senza versare sangue, +senza commettere devastazioni, quali vincitori soddisfatti, che non +avevano altro scopo che cacciare il nemico dalle sue voluttuose dimore +per alloggiarvisi. Nessuno di quegli scoppi d'odio di cui diedero prova +più tardi i cristiani contro i maomettani avvenne; i Saraceni furono +lasciati liberi di vivere come volevano e di esercitare la loro +religione. Il cristianesimo, languente, riprese forza e in breve si +sostituì all'islamismo, che soltanto sopravvisse, per quasi +centocinquant'anni ancora, fra i monti. + +I Normanni furono per ragioni politiche tolleranti verso i Saraceni e +vissero con questi in perfetto accordo; i conquistatori, in picciol +numero, presto scomparvero quasi in mezzo alla popolazione saracena, che +seppero guadagnare a sè, trattandola con dolcezza. Accettarono le arti e +le scienze degli Arabi; nei loro edifici usarono lo stile arabo e la +stessa corte cristiana prese un carattere arabo, circondandosi di +guardie saracene, di eunuchi, ed adottando pure la foggia turca di +vestire. Allorquando Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la Sicilia, +sullo scorcio del secolo XII, lodò re Guglielmo pel suo amore verso +l'islamismo. «Il re--scrisse--legge e scrive l'arabo, e il suo _harem_ è +composto di donne mussulmane, e mussulmani sono i suoi paggi e i suoi +eunuchi». Il visitatore trovò le donne di Palermo belle, voluttuose, +vestite completamente alla turca, e nel vederle, nei giorni di festa, in +chiesa, con abiti di seta gialla, con veli dai vivaci colori, con +catenelle d'oro e grandi orecchini, dipinte e profumate come le femmine +orientali, ricordò i versi del poeta: «In verità, quando si entra in un +giorno di festa nella moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi». + +La lingua araba continuò ad essere insegnata, ed usata anche negli atti +governativi; ed anche le iscrizioni arabe, visibili tuttora nei mosaici +delle chiese cristiane, furono dai re e dai vescovi cristiani dettate. I +Normanni in Sicilia trovarono la lingua greca degli antichi Elleni, dei +Bizantini e la lingua latina degli antichi Romani; nella bocca del +popolo il linguaggio volgare, che divenne poi l'italiano; ed infine, gli +idiomi arabo ed ebraico, tutti contemporaneamente in uso e tutti usati +nei diplomi, in sulle prime scritti in greco con la traduzione araba. + +Caduta Palermo, l'isola fu suddivisa: Roberto Guiscardo prese per sè la +capitale e metà della Sicilia; Ruggero ebbe l'altra metà; al prode +nipote Serlo furon date grandi baronie e l'altro nipote Tancredi fu +creato conte di Siracusa. Roberto prese il titolo di duca di Sicilia, +Ruggero quello di conte. Ma l'isola non era ancora tutta soggiogata; +Siracusa, difatti, si arrese solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più +tardi anche Castrogiovanni, Noto e Butera. Fino al 1127 i ducati delle +Puglie e di Sicilia si mantennero in questo stato di cose; ma nel 1127, +estintosi il ramo di Roberto Guiscardo, il figlio di Ruggero ereditò +pure gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero II, il principe più +insigne della stirpe normanna. Suo padre, che valorosamente aveva +conquistato la Sicilia, era morto nel 1011; gli era succeduto il figlio +maggiore Simone per cinque anni; poi, ancora minorenne, sotto la tutela +della madre Adelasia e dell'ammiraglio Giorgio Antiocheno, Ruggero era +salito sul trono. + +Ruggero, possessore di tutte le virtù necessarie in un fondatore di +dinastia, sollevò il regno normanno a grande splendore. Nel 1127 ereditò +il ducato delle Puglie, come abbiamo detto, e ciò spaventò il papa, +l'imperatore tedesco e quello bizantino; ma Ruggero combattè con fortuna +contro tutti e tre, e poi contro i principi di Salerno, di Capua, di +Napoli, di Avellino e costrinse il papa a concedergli l'investitura +delle Puglie ed infine si cinse della corona reale. Non potè però far +questo senza il consenso del Parlamento, dei baroni e dell'alto clero, +poichè, seguendo l'usanza dei conquistatori normanni, per creare una +nobiltà novella era stata stabilita una certa forma di costituzione +aristocratica. Il Parlamento, convocato a Salerno, decretò al principe +la corona regale, che gli fu solennemente posta in testa nella +cattedrale di Palermo, il dì di Natale del 1130. Così sorse il regno +delle Due Sicilie. + +Subito Ruggero si die' a ordinare la sua monarchia, in modo grandioso e +sicuro: creò sette grandi ufficiali della corona, un connestabile, un +grande ammiraglio, un cancelliere, un giudice, un ciambellano, un +pronotario, un maresciallo, che formarono il suo consiglio. Si circondò +di un cerimoniale orientale, affidò la custodia del palazzo ad eunuchi e +a guardie saracene. Il suo regno trascorse fra continue lotte, in +continua guerra; ma seppe tener fronte a tutti i suoi nemici, interni ed +esterni; ispirò vivo terrore nella stessa Costantinopoli all'imperatore +greco, il quale non intendeva rinunziare a' suoi diritti sulla Sicilia; +s'impadronì di Corinto, di Atene e di Tebe; portò dalla Grecia a Palermo +molti operai abili nel filare e nel tessere la seta, contribuendo a +propagarla così nell'Occidente, e da questi fece fabbricare il pallio +famoso che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi nell'atto della +loro incoronazione; conquistò poscia Malta, inviò centocinquanta +bastimenti in Africa e punì quello stesso regno di Kairewan che aveva +conquistato la Sicilia. Durante la sua signoria la potenza normanna +raggiunse l'apogeo. Egli morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne. Fu +principe di grande prudenza, valore, giustizia e ingegno: fu bello di +persona, disinvolto e distinto. Verso gli Arabi si dimostrò tollerante e +tenne in gran conto la loro scienza e la loro arte. Fra gli altri, +accolse onorevolmente alla sua corte Edris Edscheriff, esiliato +dall'Africa, che gli costruì una sfera terrestre d'argento, sulla quale +erano disegnate tutte le contrade allora note, con la loro denominazione +in lingua araba, e scrisse una geografia nota generalmente sotto il nome +di re Ruggero, un estratto della quale, la _Geografia Nubiense_, venne +più volte stampata a Roma, a Parigi e per ultimo a Palermo nel 1790. + +Segno veramente espressivo del carattere di Ruggero era l'iscrizione +incisa sulla lama della sua spada: _Apulus et Calaber, Siculus mihi +servit et Afer_. + +Gli successe Guglielmo I, per le sue cattive qualità detto il Malo. Egli +era l'unico figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli altri quattro, +Ruggero, Anfuso, Tancredi ed Enrico precedettero tutti il padre nella +tomba. Fu sorprendente la rapida decadenza di una stirpe tanto forte e +numerosa: in pochi anni si ridusse ad un unico discendente collaterale, +ed insieme il Regno di Sicilia decadde rapidamente dall'altezza a cui +Ruggero aveva saputo portarlo. Morto questi, si dovette riconoscere che +tutta la forza del nuovo regno riposava esclusivamente nella sua +persona. Sotto il governo di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia a +ricadere in tali condizioni da ricordare gli emirati dei Saraceni, sotto +l'influenza di un favorito del re, avventuriero straniero al paese, il +grande ammiraglio del regno Maione di Bari, il quale attentò alla +corona. Non vi furono che congiure, rivoluzioni di palazzo, ribellioni +di nobili, un caos ovunque. L'odioso re Guglielmo, dopo una vita +travagliata, ma non senza qualche successo in guerra, morì nel 1166, in +età di quarantacinque anni. + +Con suo figlio Guglielmo II, detto il Buono, salito sul trono a soli +undici anni, si estinse la linea diretta della stirpe normanna. I primi +anni del suo regno furono agitatissimi, a motivo delle contestazioni +sulla tutela, delle ribellioni dei baroni e degli intrighi di corte. I +Normanni avevano saputo magnificare e conquistare un regno, ma non se lo +seppero mantenere. Non appena il clima ed il lusso orientale +cominciarono ad infiacchire in essi la nordica forza, decaddero, ed +infine il feudalismo e la prepotenza indomabile dei nobili li vinsero. +Nessuna dinastia, del resto, avrebbe potuto mantenersi a lungo sul +vulcanico suolo di Napoli e di Sicilia; tutte furono d'origine +straniera, tutte vennero in possesso dell'isola in modo avventuroso, +tutte finirono miseramente e per lo più per tradimento. Guglielmo II, +del resto, fu molto dissimile dal padre, e la posterità gli confermò il +titolo di Buono che il clero, per gratitudine, avevagli dato. Mentre +Guglielmo il Malo viveva come un maomettano e si fabbricava sontuosi +palazzi e giardini, Guglielmo il Buono fondava monasteri e conventi. A +lui sono dovuti parecchi monumenti d'architettura religiosa, in ispecie +il famoso duomo di Monreale e la cattedrale di Palermo. Morì il 1^o +novembre 1189, in età di soli trentasei anni. + +Della stirpe di Ruggero I non rimaneva più che un bastardo, Tancredi +conte di Lecce, figlio naturale di Ruggero, primogenito di re Ruggero, +premorto al padre; inoltre, l'altra figlia Costanza aveva sposato +l'imperatore Arrigo VI; erede legittimo delle Due Sicilie sarebbe dunque +stato l'imperatore. Ma il partito nazionale si rivolse a Tancredi, conte +di Lecce, che venne a Palermo nel 1190 e si fece incoronare. Questo +prode bastardo ebbe molti punti di somiglianza con re Manfredi, vissuto +dopo di lui; come questo fu uomo d'ingegno, poeta, musico, versato nelle +matematiche e nell'astronomia, che gli Arabi avevano allora diffuse, e +come questo fu generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei primordi +della guerra che ebbe a sostenere contro i Tedeschi di Arrigo, per +assicurarsi il possesso del regno, e quando Costanza cadde nelle sue +mani, la trattò con grande cavalleria, restituendole la libertà. Pareva +che la nobile stirpe dei Normanni dovesse rifiorire in Tancredi, che +aveva, ei pure, due figli, Ruggero e Guglielmo, al primo dei quali, +bellissimo giovane, aveva dato in isposa Irene, la figlia +dell'imperatore greco Isacco Angelo ed avevalo già fatto incoronare re, +quando il giovane repentinamente morì nel 1193. Tancredi provò gran +dolore alla perdita di questo figlio, tanto che presto, il 20 febbraio +1194, lo raggiunse nella tomba. Rimase suo unico erede Guglielmo, ancor +minorenne, che fu incoronato a Palermo. La reggenza venne assunta dalla +vedova di Tancredi, Sibilla, che aveva pure tre figlie: Albina, Costanza +e Mandonia. + +In questo stato di cose, facile fu ad Arrigo conquistare la Sicilia. +L'esercito di Sibilla fu sconfitto; Messina, Catania e Siracusa caddero +nelle mani dell'imperatore e i baroni passarono dalla parte di questo. +L'infelice regina si era ritirata co' figli suoi nella rocca di +Caltabellotta ed attendeva colà il corso degli avvenimenti. Il 30 +novembre 1194, Arrigo era entrato in Palermo, che avevagli fatto festosa +accoglienza, salutando con musica ed inni di gioia la nuova signoria +degli Svevi. Sibilla, allora, vistasi da tutti tradita, si decise a +trattare, ed il giovane principe Guglielmo, cui l'imperatore aveva +promesso solennemente la contea di Lecce e il principato di Taranto, +venne a deporre a' suoi piedi la corona. Ma gl'infelici erano caduti in +un tranello: Arrigo, non appena incoronato, col pretesto di una falsa +congiura, dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua selvaggia passione +di vendetta contro i partigiani della stirpe normanna e contro la misera +famiglia regale. Molti baroni e sacerdoti furono tormentati e condannati +a morte; Sibilla e i suoi figli furon cacciati in carcere, e Guglielmo, +l'ultimo campione della sua gente, venne accecato. Indi la regina e le +figlie furono trasportate nel monastero di Hoenburgo, in Alsazia, ove a +lungo vissero in prigionia. S'ignora qual fine facesse Guglielmo; una +vaga leggenda vuole che ei fuggisse dal carcere e vivesse a lungo da +eremita a S. Giacomo, presso Chiavenna. + +Così tragicamente si spense la stirpe normanna, cui la fortuna aveva +fatto dono di una fra le più belle contrade del mondo, e la sua fine fu +tanto più notevole in quanto che non tardò a tenergli dietro quella +degli Hohenstaufen. La Nemesi vendicativa colpì questa pure. Come erasi +impadronita della signoria di Sicilia col sangue e la crudeltà, così +ebbe a patire la stessa sorte, raccogliendo quel che aveva seminato. +Secondo la tradizione, Federigo nacque lo stesso giorno in cui suo padre +Arrigo macchiava la sua mano di sangue, il 26 dicembre 1194. Arrigo morì +tre anni dopo in Messina, di soli 32 anni. Manfredi, bastardo al pari di +Tancredi ed al pari di Tancredi prode e generoso, fu tradito e cadde +nella battaglia di Benevento; Elena, sua moglie, ricoveratasi nella +rocca di Trani, come un dì Sibilla co' suoi figli in quella di +Caltabellotta, al pari di lei si vide tradita e fu rinchiusa insieme con +i figli in carcere, dove morì di dolore; sua figlia Beatrice visse per +ben diciotto anni nel Castel dell'Uovo a Napoli; i tre figli minori, +Enrico, Federigo e Anselmo rimasero per trenta anni in carcere, e +Corradino, infine, lasciò la vita sul patibolo. Tanto sangue versato +suscitò novella sete di vendetta che poi si sfogò sopra gli Angioini, +nei Vespri siciliani. + +Gli Hohenstaufen trovarono, del resto, l'isola in floride condizioni; +paese dalla natura prediletto, la Sicilia era divenuta durante la +signoria normanna ricca, mercè l'industria e il commercio. Nessun nemico +esterno in quel periodo era entrato nella città, mentre dall'Oriente e +dall'Africa erano stati portati in grande quantità oggetti preziosi. + +Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo, rimase impressionato dallo +splendore della città, e trovò nel palazzo dei re normanni grandi +tesori, oro, gemme, rare stoffe di seta, che fece imbarcare. + +Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato Arrigo nella dimora del +morto Tancredi, vi trovò letti, sedili, tavole d'argento, vasellame +d'oro finissimo, tesori nascosti, gemme, meravigliosi gioielli sì da +caricarne centocinquanta bestie da soma, facendo ritorno in patria ricco +e glorioso». + +Fu in questa occasione che venne portato in Germania il prezioso manto, +tessuto con seta, ornato di caratteri arabi, che aveva servito +all'incoronazione di Ruggero I, e che, nel 1424, per volere +dell'imperatore Sigismondo, fu riunito con altri gioielli dell'Impero a +Norimberga, tanto che poi lo si credette il pallio di Carlomagno. + +Reynaud recentemente ha dato questa traduzione dell'iscrizione araba +ricamata sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella fabbrica reale, nella +sede della felicità, della nobiltà, della gloria, del conseguimento +duraturo del benessere, della buona accoglienza, della fortuna, dello +splendore, della reputazione, della bellezza, del compimento di ogni +desiderio, di ogni speranza; del piacere del giorno e della notte, senza +tregua, della devozione, della conservazione, della simpatia, della +felicità, della salute, dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di +Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare). Questa orgogliosa ed +ampollosa iscrizione in stile orientale, sul manto solenne di un re +normanno, basta a provare quanto i Normanni si compiacessero di +conformarsi agli usi ed ai costumi arabi. + +Di quei tempi ci rimane una delle più antiche descrizioni di Palermo, +quella del normanno Ugo Falcando, che visse in quella città durante il +regno di Guglielmo il Malo, e che poi fece ritorno nella sua patria. +Mentre la dinastia di Ruggero stava per estinguersi, egli scrisse +un'epistola a Pietro, tesoriere della cattedrale di Palermo, lamentando +i mali che stavano per cadere sopra la città e dando un'idea della sua +bellezza. La sua lettera rivela un odio feroce contro i Tedeschi. Dopo +aver rivolto apostrofi piene di entusiasmo verso i Normanni che a +Messina ed a Catania stavano allora lottando coi barbari, si rivolge a +Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi a servire i barbari l'antica +nobiltà di Corinto che, abbandonata la propria patria, venne in Sicilia +per edificare una città, e finì per stabilirsi sulla costa più amena +dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti che non hanno gli eguali? +A che ti vale ora l'antico splendore de' tuoi filosofi, dei poeti che +s'inspirarono alla tua fonte profetica? A che ti vale avere scosso il +giogo del tiranno Dionigi e de' suoi eguali? Minor danno sarebbe per te +stato sopportare il furore dei despoti siciliani, piuttosto che la +tirannia di un popolo barbaro e crudele. Guai a te, guai a te, Aretusa, +fonte cantata da uomini illustri che, dopo aver offerto ai vati +l'ispirazione, devi saziare l'ebbrezza dei Tedeschi e soffrire le loro +turpitudini!» + +La lettera di Falcando è un documento importantissimo per la conoscenza +delle condizioni di Palermo al tempo dei Normanni. A questo proposito, +l'autore ad un certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente +esaltare la bellezza degli edifici di questa nobile città? Chi +l'abbondanza delle fontane sgorganti d'ogni parte? Chi lo splendore +della lussureggiante vegetazione? Chi gli acquedotti, che in tanta +abbondanza forniscono alla città il salutare elemento?» + +Ancora prima di Falcando, Ibn-Hankal di Bagdad, verso la metà del secolo +X, aveva dato una descrizione di Palermo in un'opera geografica, +descrizione che venne pubblicata, tradotta in francese da Michele Amari, +a Parigi nel 1845. Il lavoro non è di gran mole, ma ha un certo valore. +L'autore divide Palermo in cinque quartieri, e nell'Alcazar (la +Paleopoli di Polibio) fa menzione della grandiosa moschea, l'antica +cattedrale dei cristiani, nella quale eravi una cappella in cui stava +sospesa per aria la tomba di Aristotile. Ivi, nei tempi anteriori, +venivano i cristiani a pregare per implorare la pioggia. + +Nel Khalessah stava la dimora dell'emiro; nel Sakalibah (secondo +l'Amari, quartiere degli Schiavoni) c'era il porto; il quarto quartiere +era quello della moschea di Ibn-Saktab; a mezzogiorno della città si +stendeva il quartiere di El-Jadid, l'attuale Albergaria. + +Ibn-Hankal accenna anche ai mercanti, alle loro botteghe, specie quella +dei macellai, alla preparazione dei papiri, ed ancor più descrive le +fontane, sopratutto quella di Favara. + +Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair, che contiene pure +una pregevole descrizione della città sotto i Normanni: egli paragona +Palermo, specialmente la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei palazzi +e le sue torri, a Cordova. «La città, egli scrive, è fabbricata +mirabilmente sullo stesso tipo di Cordova, tutta in pietra lavorata, +della cosidetta El-Kiddan. I palazzi reali stanno all'intorno e la +circondano come una collana posta sul bel collo di una fanciulla». + +Le notizie di questi due Arabi e dell'ebreo Beniamino di Tudela +completano la breve descrizione del normanno Falcando, il quale descrive +pure i principali edifici di Palermo ed afferma che la città al suo +tempo si era mantenuta divisa in quartieri, come sotto la dominazione +araba, e che parecchie piazze e strade e porte avevano conservato i loro +antichi nomi arabi. Da quanto egli narra si arguisce che la città a quel +tempo si trovava nel suo massimo splendore. Per la ricchezza e la +bellezza dell'architettura indubbiamente il periodo normanno fu il più +felice e normanni sono difatti i monumenti più notevoli che ancora +rimangono. Gli Svevi, compreso Federico, non hanno lasciato alcun +ricordo architettonico. Per varie ragioni essi dimorarono sempre fuori +dell'isola, mentre i principi normanni stabilirono colà la loro dimora e +cercarono di dare alla città lo splendore necessario alla capitale di +una nuova e possente monarchia. + +Ci resta ora da parlare dei principali monumenti dell'epoca normanna, +primo fra tutti il palazzo reale. Questo castello, così +straordinariamente interessante in special modo pei Tedeschi, poichè fra +le sue mura trascorse la poetica giovinezza uno dei più grandi +imperatori di Germania, e del pari interessante per gl'Italiani, che lo +considerano quale culla della poesia nazionale,--sorge in fondo alla +via detta Cassero, sulla piazza da cui si domina tutta la città. A +quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo, non risalendo soltanto +ai Saraceni, ma ai Cartaginesi, ai Romani ed ai Goti, che vi stabilirono +la loro sede principale. Ivi sorgeva indubbiamente il palazzo degli +emiri, da cui si farebbe derivare il nome di Cassero, che fui poi esteso +a tutta la città e finì per rimanere alla strada principale. Si vuole +che il palazzo sia stato costruito dal saraceno Adelkam. Ruggero I e il +suo successore lo ampliarono; ivi vissero Federico, Manfredi e i suoi +successori, che lo resero sempre più vasto, riducendolo nella forma +irregolare di palazzo e di fortezza che attualmente presenta. + +Falcando così ce lo descrive ai tempi di Guglielmo il Malo: «Lo stupendo +edificio è costruito con pietre lavorate con grande cura ed arte +squisita; è circondato da solide mura ed è pieno di ori e di argenti. +Alle estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata a custodire i +tesori regali, e la Greca, dominante la parte della città chiamata +Khemonia. Nel centro sorge una sala straordinariamente decorata, per +nome _Ioaria_, in cui si trattengono in udienze segrete il re e i suoi +confidenti, ed in cui il re concede udienza ai baroni, per discutere +degli affari più importanti del regno». + +Quasi ogni traccia di quelle antiche costruzioni è ormai andata perduta; +solo rimane la torre di S. Ninfa, che doveva essere la parte più antica +del castello, e la famosa cappella palatina. In cima alla torre sorge +l'osservatorio, da cui padre Piazzi, il 1^o giugno 1801, scoprì Cerere, +la stella dal nome della Dea protettrice dell'isola. Il cortile ha tre +ordini di portici, che lo circondano; al primo piano trovasi la celebre +cappella palatina, uno dei più bei monumenti dell'epoca normanna, +costruita da re Ruggero nel 1132 e dedicata a S. Pietro. Essa è connessa +al palazzo e non ha una vera facciata; vi si accede da un portico +sostenuto da otto colonne di granito egiziano, con mosaici nelle parti +superiori, illustranti i fatti dell'antico Testamento e l'incoronazione +di Ruggero. Sull'ingresso sta un'iscrizione in lingua greca, araba e +latina, che indica come il re avesse fatto disegnare con somma cura nel +palazzo un orologio solare. L'iscrizione in lingua araba è stata così +tradotta: «Fu dato ordine dalla maestà reale, il magnifico ed illustre +re Ruggero, che Iddio protegga ed eterni, di costruire questo strumento +per segnare le ore, nella metropoli di Sicilia, protetta da Dio, l'anno +536» (dell'Egira). + +La basilica, davvero caratteristica, fantastica e misteriosa, non +paragonabile a nessun altro tempio italiano dello stesso genere, +scarsamente illuminata dal sole, ha le pareti rivestite di marmi e di +mosaici a figure su fondo d'oro, che a momenti si perdono nella dubbia +luce e a momenti, colpite da un raggio improvviso e passeggero, balzano +fuori violentemente. Quando io vi entrai, si stava celebrando una messa +solenne da morto per l'ultimo re defunto. Nella navata centrale sorgeva +un alto catafalco coperto di velluto nero, su cui posava una regale +corona d'oro; tutt'intorno ardevano ceri e sotto le volte risuonavano i +canti dei sacerdoti e si elevavano nubi d'incenso. Lo spettacolo, fra lo +splendore misterioso dei mosaici e le decorazioni arabe, riportava la +fantasia ai tempi di re Ruggero. + +La cappella ha forma di basilica, con una tribuna e superiormente una +cupola d'oro. Dieci colonne corinzie, sulle quali riposano gli archi, la +dividono in tre navate. Le pareti, all'intorno, sono del pari rivestite, +sino all'altezza di dodici palmi, di marmi diversi, e al disopra, +ovunque, sono mosaici, che illustrano gli episodi dell'antico e del +nuovo Testamento. Sull'arco della tribuna vi è rappresentata +l'Annunciazione e sulla tribuna stessa una mezza figura gigantesca di +Cristo, con la mano sollevata in atto di benedire. Sotto le figure +stanno iscrizioni greche e latine. Questi mosaici non risalgono a +Ruggero I, ma a Guglielmo I, secondo quanto afferma Romualdo da Salerno, +il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo fece ornare di pitture +preziose la cappella di S. Pietro, nel palazzo, e ne fece rivestire le +pareti di marmi preziosi». Ciò non esclude però che tali lavori fossero +stati iniziati, come pare, da Ruggero. + +A quel che sembra, in Sicilia e nell'Italia meridionale esisteva una +scuola di mosaicisti greci, i quali allo stile bizantino diedero una più +vivace espressione. Infatti, i mosaici siciliani sono di una dolcezza +tutta speciale, non hanno nulla della durezza e dell'angolosità della +scuola bizantina. Mentre i Veneziani chiamavano mosaicisti da +Costantinopoli per la decorazione del S. Marco, i Normanni, allorchè +edificarono in Sicilia le loro chiese, vi trovarono già una scuola, che +era in fiore al tempo dei Greci, come ne fa fede il tempio grandioso di +Gerone a Siracusa, ove era rappresentata in mosaico l'_Iliade_. La +pratica di quest'arte non venne mai meno: sul finire del secolo IV +dell'èra cristiana gli artefici del mosaico in Sicilia erano superiori a +quelli di Roma, da quel che si rileva dall'epistola che papa Simmaco +scrisse ad un certo Antioco di Sicilia per avere dei modelli per i +mosaicisti romani: «L'eleganza del tuo ingegno--dice la lettera--e la +squisitezza delle tue invenzioni meritano di essere tenute in gran +conto, poichè tu hai trovato nell'arte tua mezzi nuovi, prima +sconosciuti, e ci piacerebbe poter ornare con qualcosa di tuo i nostri +appartamenti: inviaci dunque una tavola, o una lastra di marmo con un +modello dei metodi nuovi da te escogitati». + +L'arte del mosaico non si perdette nell'isola, neppure sotto la +dominazione degli Arabi; la Sicilia si era mantenuta sempre in relazioni +continue con Costantinopoli, e gli Arabi si valsero dell'opera loro per +ornare le proprie case, con figure e sopratutto con disegni capricciosi +e con arabeschi. Molto probabilmente i lavori in mosaico del duomo di +Salerno, di quello di Palermo, di quello di Monreale, sono opera di +scuola indigena dell'Italia meridionale. Ruggero stesso fece eseguire +notevoli lavori in mosaico nel suo palazzo e la cappella palatina è +adorna di dorature, pitture e arabeschi, che conferiscono ancor più al +tempio un carattere misterioso. + +Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa cappella una lunga iscrizione +araba, in caratteri cufici, compresa in venti grandi compartimenti, +che, per quanto si potè decifrarla, si riferiva al fondatore della +cappella ed al tempio stesso, con parole esagerate di lode e invocazioni +di durata. Siccome poi quest'iscrizione, al pari di tutte le altre arabe +che sono nelle chiese palermitane, era di origine cristiana, si rimane +davvero stupiti nel trovare adoperata con tanta ingenuità nei tempi +cristiani la lingua e le parole del Corano, specie in un'epoca in cui il +fanatismo religioso dei crociati aveva raggiunto l'apogèo. Come +facilmente si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è tolta +testualmente dal Corano, ma coi caratteri serba anche una certa impronta +mussulmana. L'idioma arabo a quel tempo non era ritenuto da meno del +greco, e l'Oriente, per intelligenza e per civiltà, era grandemente +superiore all'Occidente, e buona parte della letteratura greca era pure +stata rivelata all'Occidente per mezzo della lingua araba che divenne +quasi una lingua ufficiale. Del resto, i caratteri orientali avevano un +non so che di enigmatico, di misterioso; avevano già in sè delle linee +geometriche e si prestavano quindi mirabilmente all'ornamento delle +pareti e delle colonne delle basiliche siciliane, che formano quasi un +nesso tra il cristianesimo e l'Oriente, nella stessa guisa che quelle +di Roma lo formano tra il paganesimo e il cristianesimo. + +Negli archivi della cappella palatina sono conservati parecchi diplomi +greci, latini ed arabi del periodo normanno ed un prezioso cofano +circondato d'iscrizioni in caratteri cufici. + +Uscito dall'antica cappella, salii al piano superiore del palazzo e vidi +i ricchi e belli appartamenti, che hanno un valore storico, poichè vi si +ammira ancora la sala del Parlamento, la sala del trono e quella delle +udienze, ove si conserva ancora uno dei due famosi arieti di bronzo, che +ornavano un tempo una delle porte di Siracusa; l'altro andò distrutto in +un incendio. La sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal 1488 ai +giorni nostri. + +Più interessante di tutte queste sale mi parve la stanza di re Ruggero, +ornata di mirabili mosaici, che rappresentano una lotta di centauri, una +caccia e degli uccelli. Non si sa veramente perchè questa stanza porti +il nome di Ruggero: i mosaici appartengono al XII secolo. Tutti i locali +subirono trasformazioni, ed invano io ricercai l'appartamento di +Federico II, o almeno una stanza che portasse il suo nome. Qual nome +avrebbe del resto potuto dar lustro al palazzo quanto quello di +Federigo? Molti principi di diversi paesi, Saraceni, Normanni, Svevi, +Spagnuoli, Angioini, Borboni, abitarono questo palagio nella prospera ed +avversa fortuna; ma il ricordo di tutti questi scompare quando il nostro +pensiero va a quel grande imperatore che vi trascorse la sua giovinezza. + + + III. + +Molte cause contribuirono a far sorgere in Sicilia un'eccellente +architettura ecclesiastica ed a darle un'impronta tutta speciale, e +sopratutto il carattere di quel secolo in cui il cristianesimo venne in +lotta con l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo era vissuto, +specie quando la dominazione dei Normanni si trovò di fronte alla +religione di Maometto. Trionfante, allora, risorse in Sicilia la fede di +Cristo e riacquistò il terreno perduto: chiese stupende, capolavori in +cui l'ispirazione orientale sopravviveva, monumenti della vittoria della +religione cristiana su quella di Maometto, sorsero ovunque. + +Qualcosa di simile era già avvenuto quando gli Elleni avevano sconfitto +nella battaglia d'Imera i Cartaginesi, che avevano invasa tutta quanta +l'isola: essi, nell'ebbrezza della vittoria, avevano disseminato il +suolo conquistato delle loro magnifiche costruzioni. Gli Dei della +Grecia, Giove, Apollo, Cerere e Venere, avevano atterrato il Moloch +africano, e il contrasto della civiltà e della religione greca con la +barbarie africana si era pronunciato meravigliosamente, avendo Gelone di +Siracusa, fra le altre condizioni di pace, imposto ai Cartaginesi di +cessare del tutto, qualsiasi sacrificio umano. + +Dopo oltre quindici secoli, nel secondo grande periodo architettonico +siculo, un fatto quasi identico si ripetè, fatto degno di osservazione, +unico, che prova ad un tempo come la civiltà umana si svolga secondo le +leggi esterne immutabili nella sostanza, varie nella forma. Nella stessa +guisa che i Greci nel primo periodo innalzarono i famosi templi di +Segesta, di Selinunte, di Agrigento e di Siracusa, i Normanni, una volta +liberata l'isola dai novelli Cartaginesi, innalzarono le splendide +cattedrali di Monreale, di Palermo, di Cefalù e di Messina. Nel primo +periodo la civiltà si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo invece +si estese nel settentrione, mentre le contrade di mezzodì e di levante +decadevano. + +A lato del tempio greco a colonne sorse la cattedrale cristiana; a lato +del tempio marmoreo, maestoso, severo di Giunone ad Agrigento, sorse il +duomo scintillante d'ori dedicato alla Vergine Maria di Monreale: +ambedue segnarono un'epoca di florido rinnovamento nella storia dello +spirito umano; ambedue avevano un carattere originale diverso e diversa +è quindi l'impressione che oggi suscitano. Chi può esprimere la +commozione che si prova nel contemplare, in mezzo alla solitudine della +campagna siciliana, uno dei templi maestosi di Agrigento? Si direbbe +impossibile poter trovare cosa più perfetta, più bella, più armonica +nelle forme. Ma anche entrando in una cappella normanna, nella sua +semioscurità, fra le sue navate, sotto i suoi archi, fra quelle pareti +splendenti di mosaici, non si può fare a meno, dimentichi +dell'antichità, di persuadersi di essere entrati in una novella sfera di +beltà e d'armonia. + +Il sentimento religioso suscitato da questa architettura normanna, che +io volentieri, per la sua origine orientale, chiamerei architettura +delle Crociate, fu profondo. Da ciò nacquero altre conseguenze. La +Chiesa romana di fronte a Bisanzio che sosteneva esser la Sicilia sua +proprietà, dovette dare alla conquista dei Normanni quasi un diritto +sacro, un'alta consacrazione. Il papa aveva nominato i conti Normanni +suoi legati apostolici, aveva concesso a re Ruggero le sacre insegne, +quasi a testimonianza della conferma data dalla Chiesa alla sua +signoria; i re, inoltre, si ritenevano eletti, non per concessione del +papa, ma per grazia di Dio, e difatti rappresentavano nei mosaici delle +loro chiese Ruggero e Guglielmo nell'atto di venire incoronati da Cristo +stesso. Era dunque necessario che fossero zelanti nel promuovere il +risorgimento del cristianesimo nel loro nuovo regno, e tali furono. + +Malaterra, storico dei due Ruggeri, così parla del conquistatore della +Sicilia: + +«Allorchè il conte Ruggero vide che per la grazia di Dio, tutta quanta +la Sicilia faceva omaggio alla sua signoria, non volle mostrarsi ingrato +a così gran beneficio e cominciò a render grazia a Dio, ad esser giusto, +a ricercare la verità, a frequentare le chiese, a prendere devotamente +parte ai sacri uffizi, a concedere alle chiese il decimo de' suoi +redditi, a soccorrere le vedove, gli orfanelli, i derelitti, e in molti +luoghi dell'isola innalzò basiliche». + +Altre ragioni politiche, in quel tempo di Crociate, si unirono allo +spirito religioso per indurre i Normanni a favorire gl'interessi della +Chiesa; una stirpe principesca, salita di recente e soltanto per forza +di conquista su uno dei più bei troni d'Europa, aveva bisogno dell'aiuto +del papa e del clero per affermarsi. Senza quest'appoggio, sarebbero +stati perduti, come avvenne di poi agli Hohenstaufen, i quali, entrati +in lotta con la Chiesa, cominciarono dal perdere Napoli, poi la Sicilia +e quindi ogni dominio. + +A queste influenze aggiungasi il desiderio naturale in una dinastia +sorgente di affermare per mezzo di splendidi monumenti la sua +dominazione, e si capirà facilmente perchè l'architettura ecclesiastica +in Sicilia abbia preso rapidamente piede. Si voleva superare tutto +quello che si era fatto, rivestire le chiese per intero d'oro, far cosa +ancor più bella della basilica di S. Sofia e di quella di Bisanzio, al +cui imperatore era stato tolto il regno: e Ruggero edificò +rapidissimamente, in un anno si dice, il duomo di Cefalù, la cattedrale +di Messina e la cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo dell'arte +fu altrettanto rapido quanto quello della dominazione stessa dei +Normanni. + +Tutte queste costruzioni furono però superate da Guglielmo II, ultimo +principe legittimo della stirpe normanna, il quale eresse nel duomo di +Monreale il più bel monumento alla sua famiglia e contemporaneamente uno +dei più bei monumenti dell'architettura medioevale. Fu compiuto in sei +anni, fra il 1170 e il 1176 e la fama della sua magnificenza si propagò +rapidamente sin nei più lontani paesi. Nel 1182, papa Lucio III innalzò +Monreale alla dignità di arcivescovado e parlando nella bolla di re +Guglielmo, così scrisse: «In brevissimo volgere di tempo seppe elevare +al Signore Iddio un tempio meraviglioso, lo dotò di castella, di +rendite, di libri, di arredi sacri, riccamente ornati d'oro e di +argento, vi chiamò buon numero di monaci dalla Cava, li fornì di +abitazioni e di ogni cosa occorrente, di guisa che non vi fu dai tempi +più remoti altro re che compisse opera altrettanto grande, la cui sola +descrizione riempie di stupore». + +La chiesa di Monreale ha veramente qualche cosa di singolare; si direbbe +che ivi, nelle vicinanze dei lidi africani, fra quelle piante aromatiche +e bizzarre, fra le palme gli agavi, gli aloe, sotto quel luminoso sole +meridionale, il cristianesimo abbia ricevuto una speciale, quasi +fantastica impronta. + +L'architettura della basilica è un capolavoro dello stile ecclesiastico +normanno-siculo e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino, latino ed +arabo. I Normanni, che veniano dall'Occidente, ove predominavano le +forme romane, trovarono in Sicilia tanto le tradizioni bizantine, quanto +quelle saracene. L'isola era stata posseduta varî secoli dai Bizantini, +la lingua usata in Sicilia era greca, greco il loro culto, greci i +caratteri architettonici delle loro chiese, caratteristiche per la +pianta quadrata e per l'abbondanza delle cupole. In esse il Santuario +veniva elevato in forma di triplice ovale, simbolo della Santissima +Trinità, imperocchè di fianco del coro stavano due cappelle meno +elevate, di forma emisferica, a sinistra la _protesi_ per la +preparazione al sacrificio, a destra il _diaconico_, destinato ai +diaconi ed alle loro letture. Anche i Bizantini solevano ornare di +mosaici le vòlte, gli archi e le pareti delle loro chiese. + +I Normanni accettarono quest'architettura e dai Saraceni presero l'arco +a sesto acuto e i rabeschi per le pitture murali. Conservarono inoltre +il tipo della basilica romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a dire +una navata lunga, divisa da due file di colonne sostenenti il tetto a +solaio, e collocarono questa navata davanti al santuario, ma invece di +destinare, come nelle antiche chiese le colonne a sopportare un +architrave, portarono sopra quelle gli archi a sesto acuto, riunendo in +una le tre forme architettoniche e dando origine a quel tipo che fu in +uso in tutta quanta la Sicilia e che a poco a poco si accostò a quello +gotico, e finì per confondersi con questo. + +Si possono consultare utilmente a questo riguardo l'opera di Serra di +Falco intorno a Monreale ed altre chiese sicule-normanne, quelle di +Hittorf e di Zanth sull'architettura moderna della Sicilia, e le +descrizioni di Monreale fatte dal Lelli e dal Del Giudice. + +Il duomo misura 372 palmi di lunghezza, 174 di larghezza; il suo +campanile è alto 154 palmi. Ha bellissime porte di bronzo, sulle quali +sono scolpiti parecchi archi semispezzati ed ornati di ricchi arabeschi, +sostenuti da pilastri con mosaici, e sculture nel vano: un'iscrizione +latina dice che fonditore di esse fu Bonanno da Pisa, lo stesso che +gittò le porte di bronzo del duomo di quest'ultima città. Gli +altorilievi, divisi in quarantadue campi, rappresentano le gesta +dell'antico e del nuovo Testamento, e per valore artistico possono stare +a fronte dei mosaici bizantini. Le figure sono forse dure, sono un po' +magre, ma colpiscono pel loro carattere d'ingenuità quasi puerile. Le +iscrizioni in lingua volgare dell'epoca che accompagnano le figure, +corrispondono perfettamente all'idioma usato dai poeti siciliani +contemporanei. Ad un lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di +bronzo, opera di Barisano da Trani. + +Nell'interno il duomo si presenta grandioso, stupendo, ma non con quel +carattere severo delle antiche cattedrali gotiche, ove l'anima quasi si +sperde nell'idea dell'infinito, e non ha neppure l'imponenza maestosa +di S. Pietro, in cui lo splendore del papato s'impone, e nemmeno ha la +severa maestà delle basiliche bizantine: ivi la grandezza è minore e la +severità è temperata dalla grazia dell'arte. Gli archi snelli a sesto +acuto, poggianti sopra nove colonne di granito orientale, dànno belle +proporzioni alla navata centrale e lasciano penetrare e spaziare lo +sguardo in quelle laterali. Il pavimento di marmi rari, di vario colore +e a disegni, lo splendore delle travi dorate, le pitture dei +compartimenti del solaio, i mosaici e gli arabeschi che cuoprono tutti +gli archi e le pareti delle tre navate, tanta profusione di sculture e +d'oro, producono un'impressione indimenticabile. Pel Dio delle terre +nordiche un tempio così luminoso e così gaio non parrebbe conveniente, +ma pel Dio del mezzogiorno indubbiamente sì. Entrando in questo tempio +dalla meravigliosa campagna di Monreale, pare piuttosto di trovarsi in +un vasto e regale palazzo. + +Nella navata centrale i mosaici cominciano sopra il piccolo architrave +che posa sui capitelli delle colonne. La parete superiore è divisa in +due parti da una cornice, l'inferiore è ornata di arabeschi che seguono +la forma degli archi; nei campi intermedi fra questi sono rappresentate, +su fondo d'oro, scene bibliche. Nella parte superiore si trovano le +finestre, aperte nel centro degli archi, e gl'intervalli sono tutti +quanti riempiti di mosaici. Sotto il solaio corre una larga fascia, +coperta di arabeschi, con spazi circolari di tanto in tanto, nei quali +stanno mezze figure d'angeli. Ovunque lo sguardo si volge, verso le +cappelle, le navate, le pareti, ovunque trova mosaici, che rappresentano +fatti della sacra Scrittura, oppure figure isolate di Dio, di angeli, di +santi greci o latini; tutto l'antico e novello Testamento contribuì alla +decorazione di questa meravigliosa chiesa; tutto il ciclo della +religione mosaica e di quella cristiana venne svolto sulle pareti di +questo duomo; e concorsero ad arricchirlo perfino le due comunioni +cristiane in disaccordo, quella dei Greci e quella dei Latini: i santi +dell'una e i santi dell'altra vi trovarono ospitalità. + +Grande è la meraviglia che desta questo fatto, l'aver l'arte potuto +nello stesso luogo concentrare, radunare e rappresentare tutto quanto il +sistema e l'ordinamento della religione cristiana. L'arte moderna non è +più capace di riprodurre, come allora, le varie fasi dello svolgimento +dello spirito umano; tutti i tentativi recentemente fatti con la pittura +ad affresco, son riusciti fredde allegorie, incapaci di suscitare veruna +commozione. + +I mosaici, le sculture di Giotto sul campanile di Firenze, +rappresentanti la storia della civiltà umana, e il poema di Dante, si +possono considerare come monumenti di quel periodo in cui l'idea +cristiana si rese padrona dell'arte e la costrinse a farsi riprodurre +sotto tutte le più svariate forme. Bisogna però ricordare che il ciclo +di mosaici di Monreale è anteriore di circa un secolo a Dante e a +Giotto; e quando si pensi che la _Divina Commedia_ non esercitò la sua +vera e positiva influenza sull'arte che ai tempi di Michelangelo, e non +indusse fino a quell'epoca i pittori a rappresentare il ciclo epico di +quella, sembrerà ancor più meraviglioso che fin da allora si potesse +rappresentare con tanta grandiosa unità nei mosaici di Monreale, +l'intera storia del cristianesimo. + +Non si sa bene a chi si debba attribuire questo pensiero; ma osservando +in altre chiese di Palermo del periodo normanno la stessa idea, +quantunque in esse svolta con minori proporzioni nella loro decorazione, +si può arguire che avesse origine da tradizioni bizantine. Del pari non +sappiamo chi dirigesse i lavori, ma si sa che furono impiegati tre anni +nell'esecuzione dei mosaici, e il duca Serra di Falco ha calcolato che +vi dovettero essere adibiti non meno di cinquanta artefici. + +L'idea della ripartizione è la seguente: il ciclo comincia con la +creazione del mondo ed arriva sino alla lotta di Giacobbe con l'angelo; +ogni quadro ed ogni soggetto ha il suo fine in Cristo, la cui immagine è +rappresentata nella tribuna. La navata centrale è riservata all'antico +Testamento; nel santuario, nelle cappelle e nelle navate laterali è +tracciata la vita di Cristo e sono rappresentati anche i profeti e i +patriarchi che annunziarono la sua venuta; infine vi è tutta la storia, +forse soverchia, dei martiri e dei santi. S. Pietro e S. Paolo, come +principi della Chiesa, stanno a fianco della cappella di Cristo: S. +Pietro a destra, seduto sul trono, con la mano sinistra appoggiata ad un +libro, e con la destra sollevata in atto di dare la benedizione; al +disopra ed ai lati sono rappresentate le gesta della sua vita. S. Paolo +si trova a sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata la sua +decapitazione. In mezzo alla tribuna campeggia il colossale Cristo. Una +croce greca splende sul suo capo, lunghe ciocche di capelli gli scendono +sulle spalle ed una barba lunga e folta gli copre il mento. Egli solleva +la mano destra in atto d'insegnare e con la sinistra tiene un libro: +un'iscrizione in lingua greca gli dà il nome di _Gesù Cristo +pantocrate_. Questa figura colossale fa l'impressione di una potenza +soprannaturale; è di una cupa solennità e, come tutte le immagini di +Cristo d'origine bizantina, rivela un'espressione tutt'altro che divina; +come le immagini degli Dei dell'antico Egitto, rivela tradizioni ancora +pagane. Il tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più lontane da noi +della stessa antichità pagana; esso rappresenta un'astrazione terribile +che esclude ogni idea di umanità, d'immaginazione, di vita. Tali +immagini di Cristo producono in certo modo l'impressione che suscita la +testa di Medusa. Io non le ho mai potute guardare senza vedervi, quasi +in uno specchio, riflessa la storia della Chiesa, cioè l'ascetismo +fanatico, il monachismo, l'odio contro gli ebrei, la persecuzione degli +eretici, le lotte dogmatiche, la supremazia dei papi. Nessun'altra cosa +ha mai rappresentato meglio, sotto forma simbolica, la potenza positiva +e negativa della religione cristiana, e nessuna cosa potrebbe meglio +spiegare lo sviluppo dell'arte cristiana nel progresso dei tempi, quanto +il confronto di un Cristo bizantino con le teste del Salvatore di +Raffaello, o del Tiziano, che esprimono i limiti estremi del modo di +comprendere e di rappresentare il tipo religioso. + +Non parlerò degli altri mosaici, come quello della Vergine col bambino, +in mezzo alla cappella centrale, e dei fatti della vita di Cristo. In +genere si osserva nel santuario il predominio del carattere patetico, +soprannaturale, religioso ed astratto. Nel riprodurre invece i fatti +dell'antico Testamento, l'arte si fa più umana, assume un carattere meno +severo, e talvolta anzi quasi ridente; essa, spesso, rappresenta anche +piante ed animali. Con molti di questi quadri, che sono di un'ingenuità +primitiva, si entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità. Il +sacrificio di Isacco, per esempio, è rappresentato con una semplicità +caratteristica: Isacco è disteso sopra una catasta di legno; Abramo lo +ha afferrato pel capo e solleva un coltellaccio lungo quanto la metà del +corpo del ragazzo; dietro a lui stanno due uomini che impugnano nodosi +bastoni, e al di sotto un cavallo sellato, e in alto un angelo in atto +di volare. Il disegno è spesso difettoso, specialmente negli animali; i +dromedari a cui Rebecca porge da bere, sono addirittura grotteschi. +Nell'insieme però tutti questi mosaici producono una buona impressione, +per quanto le loro tinte si siano di molto annerite pel fumo, giacchè +l'11 novembre 1811 lo stupendo tempio di Monreale corse rischio di +rimanere preda delle fiamme. Un chierichetto aveva collocata una candela +accesa in un armadio, e il fuoco si era appiccato ad alcune stoffe ivi +riposte; egli aveva tentato di soffocarlo, chiudendo l'armadio, ed era +fuggito senza dir nulla, per timore di una punizione. Nel pomeriggio si +vide uscire un denso fumo dalle porte e dalle finestre della chiesa; il +popolo si precipitò dentro e trovò il coro in fiamme. Dopo quattr'ore di +alacre lavoro si riuscì a spegnere il fuoco, ma il danno era stato +grave; i due organi erano rimasti distrutti, il solaio in gran parte +rovinato, le travi nella caduta avevano infranto le tombe di Guglielmo I +e di Guglielmo II, ed i mosaici erano stati in parte devastati. Fin dal +1816 si diede principio al restauro dei guasti, e fu fortuna che le +tribune e le navate fossero rimaste illese dalle fiamme. + +Le tombe dei due Guglielmi e della loro famiglia, a quell'epoca rimaste +danneggiate, si trovano oggi nell'ala destra del coro. Guglielmo il Malo +riposa in un sarcofago di porfido, e presso di questo sono pure sepolti +i suoi tre figli: Ruggero, duca delle Puglie, morto nel 1164; Enrico +principe di Capua, morto nel 1179; Guglielmo il Buono, e Margherita loro +madre. Così, di tutta la stirpe normanna di Sicilia non mancano che +Ruggero I, Simone e Tancredi. Guglielmo il Buono, che costruì la bella +chiesa, si vede rappresentato due volte nei mosaici, in uno seduto su +di un trono, dove Cristo gli pone sul capo la corona, e nell'altro +assiso sulla cattedra vescovile, in atto di presentare alla Vergine il +disegno del tempio. Egli riposa ora in un sarcofago di marmo bianco, +ornato di graziosi arabeschi, su fondoni d'oro. Il monumento gli venne +innalzato solo nel 1575 dall'arcivescovo Ludovico de Torres, perchè il +pio re aveva voluto che la sua salma fosse deposta in una semplice fossa +murata, a fianco dello stupendo sarcofago del padre. + +Guglielmo II non si contentò di costruire il duomo, ma volle anche +erigere al suo fianco uno stupendo monastero, dove chiamò dalla Cava i +padri Benedettini; e spesso si compiaceva di trattenersi con essi, +rallegrandosi dei lavori degli edifici grandiosi, che in quell'epoca +andavano sorgendo in Monreale. Il monastero edificato da re Guglielmo, +cadde poi in rovina, ma uno nuovo ne venne innalzato sullo stesso luogo, +veramente splendido, come del resto lo sono in Italia tutti i conventi +dell'Ordine di S. Benedetto, rassomiglianti più a palagi principeschi +che a monasteri. + +L'antico convento doveva essere assai bello, più bello certo di quello +di S. Martino. Sorgeva, come si è detto, di fianco al duomo e dominava +tutta la pianura di Palermo. Guglielmo aveva circondato il convento di +mura e di torri, delle quali rimangono oggi alcuni avanzi; del resto, +dell'antico convento poche rovine rimangono, ad eccezione del +meraviglioso chiostro, ancora ben conservato. Questo è un ampio +quadrato, circondato da portici; duecentosedici colonnette fantastiche, +accoppiate a due a due, reggono gli archi a sesto acuto, ricchi di +ornamenti bizzarri; negli angoli si trovano riunite quattro di queste +colonnette, ed i loro capitelli sono lavorati con grande cura e +perfezione. Meraviglioso è l'effetto che produce questa selva di +colonnette graziose, i cui fusti sono tutti lavorati in modo diverso; ve +ne sono degli scanalati, degli striati, dei lisci, ed anche a spirale. +L'arte prese qui la varietà per legge e si abbandonò interamente al suo +capriccio; tutto vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico. La +piccolezza delle forme si prestò a questo slancio ardito +dell'immaginazione. Il porticato del chiostro offre il più grande +contrasto dei colonnati greci, e difficilmente si possono trovare, negli +ordini architettonici, due cose più dissimili. + +Meritano poi grande attenzione i capitelli di tutte queste colonnette. +Anche in essi regna la varietà; non v'è un capitello simile ad un altro; +sembra inoltre che gli scultori abbiano voluto gareggiare con la natura +nel riprodurre la varietà delle sue forme. Dalle foglie di acanto, che +disposte in varî modi formano la base dei capitelli, sorgono imagini +fantastiche, ora di un fiore, ora di un animale, ora di una pianta, ora +di una figura umana, le quali sembrano rappresentare un piccolo poema. +In alcuni capitelli si scorgono intiere figure che, a guisa di +cariatidi, sostengono l'abaco; in altri si vedono imagini bizzarre di +leoni, di cavalli, di delfini, di geni alati, di arpie, di dragoni, di +grifoni, di esseri fantastici, che balzano fuori dai fiori, e sostengono +la tavola che forma l'estremità superiore del capitello. Molti di questi +rappresentano fatti dell'antico e del nuovo Testamento; se per il +disegno non sempre sono pregevoli, meritano purtuttavia l'attenzione per +la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra uno dei capitelli si +scorge, come sopra un mosaico di cui abbiamo parlato, re Guglielmo che +presenta alla Vergine il disegno del duomo, e in un altro i re Magi che +offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono poi lotte di guerrieri, che muovono +gli uni contro gli altri armati, e scene del tiro all'arco, esercizio +molto gradito ai Normanni e in genere a tutti i popoli del Nord. Vi si +vedono dunque riuniti argomenti sacri e profani, biblici e scientifici. +Come spesso nella natura umana si trovano a contatto il serio e il +giocoso, così in Monreale si trova ad ogni passo il contrasto del +sublime e dell'umile; la qual cosa è caratteristica dell'architettura +gotica, molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione delle idee +che le diedero vita, perchè maggiormente è rivolta a riprodurre sotto i +suoi varî aspetti la natura. + +Il chiostro di Monreale è uno dei migliori monumenti di quei primi tempi +del medioevo, in cui lo spirito umano nell'architettura, nella scultura +e nella poesia cominciava a prodursi con infinite varietà di forme. E +poichè tutti i rami di civiltà sono uniti gli uni con gli altri, si può +dire che nella poesia i sonetti, le canzoni, le terzine, i madrigali, +corrispondessero ai mosaici, agli arabeschi, agli ornati architettonici, +alle sculture di quell'epoca di risorgimento delle arti e delle lettere. +Come meglio si comprende il senso intimo delle tragedie di Eschilo, dopo +aver contemplato i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così meglio si +comprendono e si apprezzano i poemi di Dante e di Wolfram di Eschenbach, +dopo aver visitato le cattedrali d'Italia e i monasteri della Germania. + + * + * * + +Il duomo di Palermo era, anche prima della venuta dei Saraceni, la +chiesa principale della città e della arcidiocesi; esso era dedicato a +Maria Assunta in cielo. Gli Arabi lo avevano ridotto a moschea, i +Normanni lo restituirono al culto cristiano, togliendovi tutto quanto +sapeva di Saraceno. È rimasta solo sopra una colonna del portico +un'iscrizione araba tolta dal Corano, la quale così si può tradurre: «Il +nostro Dio ha creato il giorno, al quale segue la notte, e la luna e le +stelle si muovono secondo i suoi cenni. Non è sua la creatura, non è sua +la signoria? Sia lodato Dio, il Signore dei secoli». + +L'antica chiesa fu eretta dall'arcivescovo Gualtiero di Offamil, parente +di Ruggero, dal 1170 al 1194, secondo lo stile gotico, che il duomo ha +ancora conservato, nonostante le molte ed infelici mutazioni a cui andò +soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò che la cappella di S. Maria +Incoronata, nella quale furono incoronati Ruggero e tutti i suoi +successori, come accenna l'iscrizione _hic regi corona datur_. Nel 1781 +il duomo fu restaurato, o per dir meglio fu deturpato, per opera +dell'architetto napoletano Ferdinando Fuga, il quale eresse una barocca +cupola e fece molti altri lavori che ne alterarono completamente +l'antico stile. Però, nonostante questi non felici restauri, il duomo di +Palermo produce ancora una grande impressione, perchè riunisce in sè la +semplicità dell'architettura gotica, e la grazia degli archi e degli +arabeschi saraceni, e non v'è altro edificio a Palermo che mostri con +tanta evidenza i contrasti di cui è ricca la storia dell'isola. + +Il duomo sorge libero, su una piazza di discreta ampiezza, circondata da +una balaustra con barocche statue. In mezzo, sopra un piedistallo +triangolare s'innalza la statua di S. Rosalia, protettrice della città; +questa santa è per i Palermitani quello che per i Napoletani è S. +Gennaro. + +Ai quattro angoli del duomo si levano quattro torri e sopra le navate +laterali delle piccole cupole. L'antico campanile quadrato, per fortuna, +non fu restaurato; secondo l'uso toscano sorge accanto alla chiesa ed è +a questa unito per mezzo di archi. La tribuna, di forma semicircolare, è +ornata con arabeschi in nero. Sulle pareti esteriori, nelle porte, nelle +finestre, nelle fasce, nelle cornici si vedono graziose sculture dalle +forme fantastiche di colonne e di merli. Sulle porte sta il maggiore +ornamento; soprattutto sono da ammirarsi i ricchi arabeschi della porta +maggiore e lo stile della porta laterale. Il portico, del 1430, è +formato da tre archi a sesto acuto, i quali riposano sopra quattro +colonne. Sulle pareti interne dell'altro si vedono due sculture moderne, +rappresentanti l'incoronazione di Carlo III e di Vittorio Amedeo di +Sardegna, che fu per pochi anni re di Sicilia. + +L'interno della chiesa, interamente rimodernata, appare semplice e di +piacevole aspetto; ha tre navate a forma di croce latina, con archi a +sesto tondo, sostenuti da pilastri. Le cappelle e gli altari sono +sopraccarichi di ornati di gusto assai barocco. V'abbondano il marmo e +il porfido, ma non vi sono sculture, nè pitture di pregio, eccezione +fatta di due acquasantiere di marmo, una delle quali appartiene alla +scuola di Antonio Gagini, discepolo di Michelangelo ed uno dei migliori +scultori della Sicilia. Nel duomo ci sono pure molte opere di questo +chiaro artista, mirabili sopratutto alcuni monumenti sepolcrali nella +cripta sotterranea, edificata al tempo dei Normanni e conservante tutto +il suo antico carattere di basilica ad archi a sesto acuto sostenuti da +gigantesche colonne di granito. Lungo le pareti si allineano le tombe +degli arcivescovi di Palermo, consistenti per la maggior parte in +sarcofaghi di mediocre lavoro romano. L'aspetto semplice e severo di +questo edificio produce una profonda impressione. + +La cosa però più pregevole del duomo sono le tombe dei re della stirpe +normanna, e di quella degli Hohenstaufen: monumenti non solo della +storia siciliana, ma anche di quella tedesca. Queste tombe sono +collocate in una cappella della navata di destra; sono dei sarcofaghi di +puro e severo stile, di porfido rosso cupo o di marmo. Non ho visto mai +nessuna tomba dei tempi cristiani che abbia un carattere così semplice e +severo come queste, e che sembri come queste fatta per durare +eternamente. Gli stessi due sarcofaghi di porfido del tempo di +Costantino, che si ammirano in Vaticano, non producono un'eguale +impressione, perchè i loro bassorilievi distraggono alquanto +l'attenzione. Tombe di una così grandiosa semplicità e di una maestà +così severa potrebbero servire anche per i re dei Nibelungi. In esse si +riconosce l'impronta grandiosa del secolo XIII. Attestano che in +quell'epoca i Siciliani avevano conservata l'arte di lavorare il +porfido, arte che nel resto della penisola era andata perduta e non fu +ritrovata, narra il Vasari, che alla metà del secolo XVI da Francesco +del Todda. + +In queste tombe sono sepolti il gran re Ruggero, Costanza sua figlia, il +marito di lei Arrigo VI, Federico II, il principe più geniale che abbia +avuto la Germania, e la sua prima moglie Costanza d'Aragona. + +La tomba di Federico è quella che più colpisce la nostra attenzione. +Egli morì a Firenzuola, presso Luceria, nelle Puglie, il 13 dicembre +1250, in età di soli cinquantasei anni; e la sua salma fu trasportata in +Sicilia da sei squadroni di cavalleria e dalle guardie saracene, e venne +deposta nella stessa chiesa dove aveva da ragazzo ricevuta la corona e +dove aveva fatto incoronare suo figlio Manfredi. Questi aveva incaricato +Arnolfo di Lapo, discepolo dell'illustre Nicola Pisano, d'innalzare uno +stupendo monumento all'imperatore suo padre, che però non fu eseguito. +Non si sa bene chi sia stato l'autore del monumento attuale, se un +Toscano od un Siciliano. Il sarcofago, col coperchio ornato di aquile e +di grifoni, posa sopra quattro leoni, i quali tengono fra le loro zanne +degli schiavi; al di sopra si erige un tempietto, sostenuto da colonne. + +Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando di Acunta si arrischiò ad aprire +quelle tombe: alla presenza degli arcivescovi di Palermo e di Messina e +del Senato Palermitano, fece scoperchiare i sarcofaghi di Arrigo VI e di +Costanza di Aragona, e, solo per la disapprovazione manifesta di tutti +gli astanti, si trattenne dall'aprire anche le altre tombe. Quando nel +1781 il duomo fu restaurato, le tombe che si trovavano in una cappella +di fianco al coro, vennero trasportate dove ora si vedono, e in quella +occasione vennero tutte aperte. Il principe di Torremuzza, che si trovò +presente, l'11 agosto, alla loro apertura, narra nella sua vita: «I +cadaveri di Ruggero I, di Arrigo VI e di Costanza si trovarono quasi +completamente distrutti e nulla di notevole si potè osservare nei loro +ornamenti; invece, le salme di Federico II e di Costanza II, suscitarono +grande ammirazione per la ricchezza dei loro abbigliamenti e per la +qualità delle gemme che insieme con i due principi erano state sepolte. +Sulla corona di Arrigo VI e sulla camicia che Federico II portava sotto +le altre sue vesti, si trovarono ricamati parecchi caratteri arabi, che +furono esattamente ricopiati e spediti, per mio suggerimento, al +professore Tichsen, in Butzow, per averne la traduzione». + +Le parole del principe non concordano esattamente con la notizia +pubblicata dallo storiografo napoletano Daniele, intitolata: _I sepolcri +del duomo di Palermo illustrati_. Secondo questa, il cadavere di +Federico II si sarebbe trovato rivestito di magnifici abiti, quantunque +con poco decoro si fossero collocati nella stessa tomba due altri +cadaveri, uno dei quali fu ritenuto per Pietro II di Aragona, morto nel +1342. La corona dell'imperatore, ornata di perle, posava sopra un +guanciale di cuoio, ed a sinistra del suo capo stava lo scettro. Portava +in dito un anello con uno smeraldo; al suo fianco stava la spada; aveva +attorno al corpo una cintura di seta, con fibbie d'argento; era calzato +con stivali di seta, ricamati a colori, ed aveva speroni d'oro. + +Disgraziatamente, di questo gran principe non ci è pervenuto nessun +ritratto autentico; non possediamo che quelli delle sue monete, e +quello, scolpito in un anello, che lo storico Daniele fece incidere con +l'aiuto di una maschera in gesso di Federico. Gli abitanti di Capua +avevano eretto sul ponte del Volturno una statua all'imperatore Federico +e a' suoi due consiglieri, Taddeo di Sessa e Pier della Vigna; oggi +rimane solo la statua dell'imperatore ed in assai cattivo stato, perchè, +secondo quanto narra Raumer, una soldatesca sfrenata le ruppe le braccia +e i piedi e ne buttò a terra la testa. Prima che la statua fosse così +mutilata, Daniele aveva preso l'impronta della fisonomia e con questa +aveva inciso l'anello. + +Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco davanti alla tomba di questo +grande imperatore, sepolto in terra straniera! + +La tomba suscita molti pensieri, e nessuno certo vi si può accostare +senza sentirsi commosso. + +Altri principi proiettano sul mondo ancora dopo molti secoli un'ombra +cupa; questi invece getta tuttora sull'Italia e sulla Germania un raggio +di vivida luce. Un grande impulso partì da lui, impulso che si andò poi +allargando e che fece sentire per molti secoli la sua influenza, +quantunque sembri che nella lotta Federico sia stato vinto. Egli fu il +primo ad indebolire il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua morte +non rimase senza frutto. Federico fu un precursore della Riforma; egli +prese a propugnare i diritti dell'umanità, della civiltà e della +ragione, contrastati dalle barbarie feudali e sacerdotali del medioevo. +Egli dette a' suoi popoli leggi piene di saviezza e di umanità, come mai +prima di lui erano state concesse; fu il primo a render ragione al +popolo nel diritto di essere rappresentato, chiamando il terzo stato a +sedere a parlamento; favorì le scienze, in cui era dotto e per le quali +nutriva profondo affetto; amò in sommo grado la poesia e si studiò di +farla risorgere in Italia. Federico II fu insomma uno dei più grandi +fautori della civiltà, della quale gettò semi che dovevano poi +germogliare nel corso dei secoli. + +Ora voglio descrivere altre chiese di Palermo, pure dell'epoca normanna; +alcune fra le più antiche sono molto graziose, come, per esempio, quella +della Martorana, detta anche S. Maria dell'Ammiraglio. Questa venne +costruita nel 1143 dal grande ammiraglio Giorgio, in uno stile +antichissimo e puro. A fianco della chiesa sorge un campanile di +carattere arabo-normanno, ornato di piccole colonne. Si entra nella +chiesa per un portico, e subito produce grande impressione la +magnificenza dei mosaici, assai simili a quelli della cappella palatina. +Il coro ha otto colonne di granito con capitelli dorati che sopportano +gli archi. Questi, la cupola, le pareti sino a mezza altezza, sono +rivestiti interamente di mosaici su fondo d'oro; il pavimento è formato +di marmi rari e di porfido; molte sono in questa chiesa le iscrizioni +arabe sopra alcune colonnette. + +Fra i quadri a mosaico, due meritano una speciale attenzione; in uno si +vede il grande ammiraglio inginocchiato ai piedi della Madonna, e sopra +di lui sta scritto in greco: «_Preghiera di tuo servo Giorgio +Ammiraglio_». La Vergine, modestamente vestita, tiene in mano un foglio +arrotolato; in alto sta un Cristo con lo scettro. Sul rotolo si legge la +seguente iscrizione: «_Proteggi e libera da ogni male Giorgio, primo fra +tutti i principi, il quale mi abbia costruito questo tempio dalle +fondamenta, e concedi a lui il perdono dei suoi peccati, chè tu solo, +come Dio, lo puoi_». Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta +re Ruggero incoronato da Cristo. Il re ha una bella testa, con i capelli +lunghi che gli scendono sulle spalle e con la barba a pizzo; porta un +abito lungo di colore turchino, con sopra una tunica del medesimo +colore, ricamata d'oro, e sulle spalle una fascia pure d'oro, che, dopo +essersi incrociata sul petto, gli ricade sotto il braccio sinistro. + +In capo tiene la corona, o meglio un berretto quadrato, ed ai piedi le +scarpe color di rosa. A questa maniera fu trovato vestito Federico II, +quando fu aperta la sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI e +Guglielmo I. Marso sostiene che questi abiti regali fossero insegne +della podestà sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa Lucio II per dare +maggiore consacrazione alla sua nuova signoria. Infatti, come narra +Ottone da Frisinga, egli ottenne lo scettro, l'anello, la dalmatica e i +sandali. + +Disgraziatamente i mosaici della tribuna furono distrutti quando si +fecero i restauri alla chiesa, nel secolo XVI, e la tribuna stessa fu +trasformata in stile barocco. Oltre il pregio artistico, la chiesa della +Martorana ha pure quello storico, poichè essa fu, dopo il Vespro, sede +del Parlamento che elesse re Pietro di Aragona. + +La piccola chiesa di S. Giovanni degli Eremiti è più antica, essendo +stata edificata da re Ruggero nel 1132. Ha quattro cupole di stile +prettamente arabo, nell'interno è piccola, ed essendo abbandonata da +lungo tempo, non presenta che nude pareti. Vicino alla chiesa si vedono +le rovine di un piccolo chiostro, di stile arabo-normanno, +graziosissimo. + +La terza chiesa dei primi tempi normanni è S. Cataldo, di carattere +greco, con tre cupole emisferiche sostenute da archi a sesto acuto. Essa +è di forma quasi quadrata, e si dice che sia stata eretta +dall'ammiraglio Maione. + +Di altre chiese normanne, come quella di S. Giacomo la Magara e di S. +Pietro la Bagnara, non rimangono quasi più traccie; altre furono in +tempi più recenti dagli Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli +Hohenstaufen non costruirono chiese in Sicilia. Sembra invece che +l'architettura religiosa sia tornata a fiorire al tempo degli Aragonesi, +e ne fanno prova S. Agostino e S. Francesco; di quest'ultima non si +conosce l'anno preciso della fondazione. La sua porta maggiore è ornata +di colonne che sembrano di origine araba, e che debbono aver appartenuto +prima ad una moschea, poichè sopra una di esse si legge ancora la +seguente iscrizione maomettana in caratteri cufici: «Nel nome di Dio +misericordioso, misericordia. Non vi è altro Dio che Dio, e Maometto è +il suo profeta». + +Bella e pittoresca è la facciata della piccola chiesa di S. Maria della +Catena, che risale al secolo XVI; il suo portico a tre archi, sostenuto +ognuno da due colonne, è molto bello, e sopra di esso corre una fascia +con arabeschi graziosissimi. Anche S. Maria Nuova possiede un simile +portico. Potrei descrivere molte altre belle chiese, come quella +dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe in altri tempi, nei quali +l'architettura non ebbe più un carattere deciso, poichè col secolo XV +l'arco normanno andò in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo, +sostenuto da gravi pilastri. Il mosaico artistico è scomparso, le pareti +non sono più che sovraccariche di marmi di vario colore, disposti senza +gusto: l'unico capolavoro di pittura di cui Palermo potesse essere +orgogliosa, lo Spasimo di Raffaello, che si trovava in S. Maria dello +Spasimo, è ora il principale ornamento del museo di Madrid. + + + + + SIRACUSA + + (1855) + + + + + Siracusa. + + (1855). + +Il meraviglioso paesaggio siracusano mi apparve, la prima volta, mentre +il sole volgeva al tramonto, illuminando il mar Ionio e la ricurva +costiera fino ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde che sono quasi un +segreto e un prodigio del cielo siciliano. + +Nessuna parola varrebbe ad esprimere le sensazioni che quella vista mi +produsse io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi fu di molto +superiore a quella che avevo provata sulla cima dell'Etna, di dove si +scorgono tutta quanta l'isola, i tre mari che la recingono e, più +lontano, le coste del continente italiano. La storia parla all'anima più +che gli spettacoli della natura e l'uomo non vive che di _memorie_. +Giunsi a Lentini (Leonzio), patria del sofista Gorgia, seguendo la via +di Catania e passando dinanzi alla deserta penisola di Magnisi--l'antica +Tapso--e per il porto Trogilo. + +Tra queste località s'innalza, per sessantacinque metri circa sul +livello del mare, un vasto altipiano, dalla forma triangolare, e col +vertice segnato dalla vetta del monte Eurialo. Su questo altipiano +sorgeva l'antica Siracusa che si prolungava fino all'isola di Ortigia, +congiungendo questa alla terra ferma per mezzo di una diga. + +Oggi dal sommo dell'altipiano si vede l'isola con la povera Siracusa +moderna, ai lati di essa i due stupendi porti e a tergo il capo +Plemmirio: paesaggio classicamente severo, paragonabile soltanto alla +campagna romana. Verso terra si aggruppano neri ed imponenti i monti +d'Ibla ed ai loro piedi il mar Ionio, solcato una volta da vittoriose +moltitudini di galee, s'inargenta di spume. Da tutti questi luoghi +deserti e sassosi, dalle pianure ove crescono magri oliveti, dai ruderi +da cui sbucano a frotte gli uccelli di rapina, dovunque si volga lo +sguardo, sorgono in folla le memorie di tempi trascorsi, di generazioni +distrutte, di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti storici. +Dalla parte opposta appare il capo Plemmirio, anch'esso arido e pietroso +e l'isola di Ortigia che formano i due bracci di quel porto che i +Siracusani avevano sbarrato a Nicia con navi e con catene; in fondo +l'Anapo scorre fra i suoi papiri; qualche capanna di pescatore +biancheggia su quella solitudine e niente più della maravigliosa corona +di giardini e di ville che anticamente facevano superba la contrada. + +Proseguii la strada deserta verso l'isola, osservando i numerosi +sepolcri scavati nelle rocce ed i bizzarri accidenti di cave +abbandonate. Vicino al piccolo porto si cominciano a vedere alcuni +giardini e parecchie vigne, le quali forniscono il rinomato vino di +Siracusa che una volta procurava molta ebbrezza a Gelone, a Yerone ed a +Pindaro. Dinanzi all'isola s'innalza una colonna bellissima, unico +avanzo di quella città ricca di industrie e popolata di un milione di +abitanti. + +Cercherò di dare un'idea approssimativa dell'antica città della Magna +Grecia, descrivendola sul luogo. Essa era composta di cinque città; +Cicerone non ne annoverò che quattro, poichè non tenne conto di quella +parte superiore di Epipola, la quale non constava che di castella e di +fortificazioni. Le cinque città erano pertanto: Ortigia (isola), +Achradina, Neapoli, Tycha ed Epipola. Le ricerche di Fazello, di +Cluverio e di Mirabella e quelle più recenti di Serra di Falco, +permettono di assegnare a ciascuna città la propria località di un tempo +e di precisare a quali edifici debbano riferirsi le rovine che ancora +esistono. + + + I. + + Ortigia. + +L'isola di Ortigia ha, anch'essa, la forma di un triangolo, col vertice +in direzione del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita tutta la +moderna Siracusa e le fortificazioni la cingono di alte muraglie. Essa +era la parte più vecchia della città ed anche la più importante per le +sue tradizioni favolose. Artemio vi dimorò molto tempo e fu denominata +Artigia, nome appartenente pure all'isola di Delo. Fu da prima abitata +dai Sicani; quindi i Corinzi, sotto la guida di Archia, la conquistarono +e edificarono Siracusa. + +In Ortigia si trovano i monumenti sacri più antichi di Siracusa, fra i +quali notevolissimi i templi di Giunone, di Diana e di Minerva. L'isola +era validamente fortificata già sotto il primo Dionigi, che costruì +sull'istmo un muro con torri e con un castello, nel punto ove prima +sorgeva lo stupendo palazzo di Yerone. Da Dionigi furono pure innalzate +le fortificazioni dell'isola e la darsena del piccolo porto, che dopo di +lui ebbe nome di Porto Marmoreo. Ortigia in seguito subì parecchie e +notevoli vicende: Timoleone atterrò la rocca edificata da Dionigi e vi +costruì i tribunali; ivi egli stesso fu sepolto e presso la sua tomba fu +edificato il Timoleonzio, ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando +però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo sorgeva di nuovo una +fortezza. + +Dell'antica Ortigia poche rovine oggi rimangono. La città moderna occupa +tutta quanta l'isola. Essa fu, per le sue opere di difesa, compiute nei +tempi bizantini e sotto i regni di Carlo V e di Carlo III di Borbone, +una delle fortezze più possenti del regno delle Due Sicilie. Al vertice +del triangolo s'innalza la torre del greco Giorgio Maniace, generale +dell'imperatore Costantino Paflagonio, il quale, avendo tolto sul +principio del secolo XI ai Saraceni Siracusa, edificò la fortezza. Sulla +porta di questa collocò i due famosi arieti di bronzo, fusi al tempo di +Diocleziano e più tardi trasportati a Palermo, nel palazzo reale, dove +ancor oggi uno si trova, essendo stato l'altro consumato in un incendio. + +Vicino a questa fortezza sgorga la famosa fonte d'Aretusa, che ha +origine in due antiche grotte a vòlta. Visitando queste sacre fonti, si +rimane fortemente impressionati nel vedere la quantità di mendicanti che +ivi domandano l'elemosina, e la turba di donne seminude che vi guazzano +dentro, in modo schifoso, offrendo l'acqua ai forestieri, vera parodia +delle ninfe che un dì si tuffavano in quelle onde. Nel punto dove la +fonte sbocca dalla grotta, tempo addietro fu costruito un semicircolo in +muratura, nel centro del quale sorge un piedistallo che aspetta ancora +la statua della ninfa. Mi fu mostrato non molto distante da terra +l'_Occhio della Zilica_, una polla d'acqua dolce che sorge nel mare nel +punto dove, secondo la leggenda, Alfeo raggiunse la ninfa fuggiasca. + +La più bella rovina, non solo di Ortigia, ma di tutta l'antica Siracusa, +è il tempio di Minerva, salvatosi da completa distruzione pel fatto che +fu ridotto a tempio cristiano. Se ne ammirano ancora le ventidue colonne +del peristilio; tredici a settentrione, e nove a mezzogiorno, quantunque +miseramente rinchiuse nelle pareti della chiesa. Sono stupende colonne +doriche, con magnifici capitelli di otto palmi di diametro e trentadue +di altezza. La forma del tempio era quella di un _hexastylos +peripteros_, con trentasei colonne, lungo duecento diciotto palmi e +largo ottantasei e mezzo. Dalla leggenda narrata da Diodoro, che i +Geomori di Siracusa confiscarono i beni dell'appaltatore della +costruzione, Agatocle, per essersi costruita una casa con materiali +destinati al pubblico edificio, si può dedurre che il tempio di Minerva +risalga all'epoca in cui i Geomori non erano stati scacciati dai plebei. +Cicerone nelle sue _Verrinae_ fa una bella descrizione del tempio, +affermando che era il più bello che avesse mai visto. Bella e sontuosa +era la sua decorazione, in cui abbondavano preziose sculture d'oro e +d'avorio; nell'interno, sulle pareti, erano scolpite le guerre di re +Agatocle contro i Cartaginesi ed i ritratti di ventisette re di Sicilia +disposti come i ritratti dei Papi in S. Paolo fuori delle mura, a Roma. +In cima al frontone del tempio, secondo quanto narra Ateneo, sorgeva una +statua d'oro di Minerva, la quale, pel suo grande splendore, si scorgeva +dal mare a grande distanza. I naviganti che salpavano dal porto di +Siracusa toglievano dall'altare di Giove Olimpico un vaso di carbone +acceso e lo tenevano in mano finchè potevano vedere la statua di +Minerva. Marcello risparmiò il tempio, le sue statue e i suoi tesori; +Verre, invece, rubò tutto quanto vi era di valore, e non ebbe nessun +rispetto per l'opera d'arte. + +Del tempio di Diana, in Ortigia, si sono scoperti alcuni avanzi, due +colonne doriche con sedici scannellature, oggi visibili nella corte di +una casa Santoro. + +Questi sono gli unici avanzi dell'antica città insulare; di tutti i suoi +splendidi edifici nulla più rimane; la città presenta oggi un aspetto +melanconico e triste ancor più di Girgenti. Le sue strade, strette, +sudicie rivelano ad ogni passo la miseria; nessun altro paese mi ha +fatto tanta e così triste impressione. I due bei porti, una volta così +attivi, sono morti come la città e i campi sassosi di Achradina, e le +onde si frangono mestamente sulla spiaggia deserta e silenziosa. Per +avere un'idea precisa della tristezza del passato, bisogna contemplare +quel panorama da dove sgorga la fonte d'Aretusa, in una notte serena. +Ivi la notte mi parve più mesta e più fantastica che fra le ruine del +palazzo dei Cesari dell'antica Roma. Io provai una vera nostalgia per +l'antica Grecia, patria di ogni eletto ingegno. + +Nella notte, presso il porto più grande, splendono alcuni fanali fra gli +alberi dell'unica passeggiata dei moderni Siracusani, ove s'inalzano due +meschine statue di Yerone, e di Archimede. Per questa passeggiata +passano lentamente i Siracusani, poveri, melanconici, senza cultura, +senz'arti, senza industria, ridotti alla misera vita di abitatori di una +povera terra sotto l'esecrato dispotismo di Napoli. Non ricordo di aver +veduto una bella fisonomia in tutta la città; solo lo sguardo di una +signora che mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi richiamò ai +tempi di Aristippo e della siciliana Laide. + +Contemplando il bel porto deserto, in cui erano ancorati soltanto due +piccoli legni mercantili turchi, mi tornarono alla memoria le parole di +Cicerone: _Nihil pulchrius quam Syracusanorum portus, et moenia videre +potuisse_. Infatti, l'attività commerciale dell'antica Siracusa non fu +inferiore a quella di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli. + +Quanta mestizia si prova anche visitando il museo! Ivi sono radunati +tutti gli avanzi dei capolavori dell'arte antica di Siracusa, +ammonticchiati in una povera stanza, quasi fossero rottami di nessun +valore. Tra questi scorsi la famosa Venere Siracusana, priva della testa +e mutilata del braccio destro, rappresentata nell'atto di uscire dal +bagno, mentre con la mano sinistra raduna il drappo attorno al corpo e +tiene la destra ripiegata sul seno. Fra le varie statue più famose della +Dea dell'amore, quella di Milo, di Capua, del Campidoglio, di Firenze, +la Venere di Siracusa si distingue più che per la grazia, per il pieno +sviluppo della bellezza femminile. La sua posa non ha quella grazia che +mostrano la Venere di Firenze e quella di Roma; essa riposa quieta nella +coscienza della sua sensualità divina. Non si comprende come la statua +stupenda abbia potuto sfuggire allo sguardo rapace di Verre. Essa fu +scoperta dal cavaliere Landolina in un giardino della famiglia Bonavia, +a Siracusa, nel 1804, e diede occasione alla fondazione di questo museo, +pel quale molto lavorarono fin dal 1809 lo stesso cavaliere Landolina, +degno emulo del Mirabello, ed il vescovo Filippo Maria Trigona. La +Sicilia non possiede un museo nazionale, e se si riunissero le +collezioni di Noto, di Girgenti, di Siracusa, del museo Biscari di +Catania e di quello di Palermo, si potrebbe formare una collezione +nazionale che, specialmente per le monete, difficilmente potrebbe avere +l'eguale. + + + II. + + Achradina. + +La seconda e la più bella parte di Siracusa era Achradina, sita presso +Ortigia; vi si accedeva dall'isola, passando sulla diga che portava pure +allo stupendo faro. Achradina si estendeva lungo la costa di levante, +poichè a settentrione il suo territorio confinava col mare, a ponente +con Tycha e con Neapoli e a mezzogiorno con l'isola e con i due porti. +Da ogni parte era cinta da mura che dovevano, in verità, essere molto +resistenti perchè Marcello, dopo essersi reso padrone di Tycha, di +Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina una grande resistenza, e forse +senza il tradimento dello spagnuolo Merico, che cedette per denaro +l'isola ai Romani, rendendo inutile la difesa di Achradina, mai sarebbe +riuscito ad impadronirsene. Verso il mare era protetta da quelle mura +nelle quali Archimede aveva fatto delle feritoie per poter far +funzionare le sue meravigliose macchine. + +Cicerone, in una delle sue opere, così scrive: «La seconda città di +Siracusa ha nome Achradina; in essa si trovano il faro principale, +bellissimi portici, una vasta curva, ed un tempio magnifico dedicato a +Giove Olimpico; gli altri quartieri della città sono occupati da +un'ampia via maestra, in senso longitudinale, da varie strade +trasversali e da private abitazioni». + +In Achradina oggi si trovano le più vaste rovine di Siracusa; è un +altipiano di roccia calcarea, di tinta nera, in cui si scorgono traccie +di numerose strade, vestigia di passaggio di carri, sepolcri, ponti di +pietra, fondamenta di case e piazze. + +Per andare dall'isola ad Achradina vi sono due vie: si può passare per i +tre ponti levatoi delle fortificazioni che tagliano l'istmo, ovvero per +mare, imbarcandosi nel piccolo porto e scendendo a terra al disotto del +convento dei Cappuccini. + +Al di là dell'argine si trova la fonte degli Ingegneri, presso la quale +sorge quella colonna isolata, unico segno dell'antica città, di cui già +parlai. La colonna ha una base attica, è senza scannellature; non si può +quindi dire dorica; Serra di Falco sostiene che abbia appartenuto al +tempio di Giove, che Yerone II fece costruire nel fòro; ma questa +ipotesi è assai dubbia per le dimensioni piuttosto piccole che essa +presenta. Si sa invece con certezza che il fòro si trovava in quella +località, poichè nessun'altra ve ne era adatta a servire alle due città +di Ortigia e di Achradina. Nel fòro si entrava per una porta a cinque +archi, ed esso era tutto contornato da portici; e vi si trovavano il +pritaneo, la curia, della quale non rimane nessuna traccia, e anche la +così detta _Casa dei sessanta letti_, avanzo di un antico edificio, che +viene senza fondamento ritenuto come rudero del palazzo di Agatocle. + +In mezzo ad Achradina, sul punto culminante dell'altipiano, si trovano +le famose latomie o cave di pietra, che oggi portano il nome dei +Cappuccini, avendole quei monaci ridotte a giardini per adornare il loro +solitario convento che sorge all'ingresso di quelle. All'intorno si +estende la pianura deserta e morta di Achradina, e sembra quasi che la +natura colpita dallo sguardo di Gorgona, sia stata convertita ad un +tratto in pietra. + +La campagna di Roma è bella, con la sua lussureggiante vegetazione, con +le sue graziose colline, con i suoi sepolcri e con le sue torri +solitarie circondate da edera e non si potrebbe trovare teatro più +adatto per i grandi fatti della storia antica. Qui invece tutto ha +l'aspetto di decadenza, di abbandono, e per quella pianura sassosa non +si vedono aggirarsi che i solitarii cappuccini. Avendo molto sentito +parlare di queste latomie, credevo che mi avessero fatto molta +impressione, non mai che mi commovessero come mi hanno commosso. Un +monaco mi aprì la porta, e mi trovai in un ampio recinto, scavato nella +viva roccia. + +Vi erano stanze della grandezza di una piccola piazza, con pareti +tagliate a picco, dell'altezza di 26 metri, alcune di una tinta +giallognola propria delle rovine greche, altre rossicce. L'edera le +copriva in gran parte, arrampicata in cerca del sole e della luce, e +ricadente in graziosi festoni. Il piano era tutto smaltato di fiori, e +qua e là, nelle fessure della roccia, crescevano allori, oleandri e +pini. Queste latomie un tempo erano coperte; poi le intemperie ne +ruinarono il tetto, ed i massi giacciono oggi ammonticchiati, formando +gole, valli, così da dare l'imagine di una catena di monti in +miniatura. Gli spazi di terreno esposti alla luce furono dai cappuccini +ridotti ad orti e a giardini, che sono tutto l'opposto degli orti +pensili di Semiramide, perchè si trovano alla profondità di venti ed +anche venticinque metri sotto il livello del suolo; in queste cavità +vegetano stupende piante di aranci, di melagrani, viti, cipressi, mirti +e vi si vedono anche erbaggi e legumi, che i monaci coltivano per la +loro parca mensa. Nell'osservare queste latomie si dimentica che esse +furono orribili prigioni e che dopo la sconfitta toccata a Nicia e a +Demostene, vi furono rinchiusi gli Ateniesi. Molti di questi morirono di +febbre, per lo scarso nutrimento, altri invece si salvarono in grazia +dei versi di Euripide. Potevano contenere ben seimila uomini; nessuna +prigione presentava certo peggiori difficoltà di evasione. Trovandosi +proprio nel mezzo di Achradina, si comprende che furono anteriori alla +fondazione della città. Si crede che ivi abbiano lavorato i prigionieri +cartaginesi dopo la battaglia d'Imera, per estrarre il materiale +occorrente alla fabbricazione delle case e dei templi di Siracusa. Le +rovine e la terra cadutavi hanno rialzato il suolo di circa dieci metri, +diminuendone di molto la primitiva profondità. Ancora si osservano molte +gallerie, anditi coperti, portici, stanze quadrate e a volta, che non +sono però di origine greca, poichè presentano lo stesso carattere delle +catacombe cristiane. + +Sul suolo dell'antica Achradina, oltre le latomie, si vedono ovunque +tracce di antiche strade e impronte di ruote di carri, come a Pompei, in +grandissimo numero e visibilissime, essendo il suolo di Siracusa di +calcare e non di tufo come quello di Roma. Vicino alle latomie trovai +queste tracce più abbondanti, dal che argomentai che fossero state +impresse dai carri che trasportavano i materiali di costruzione estratti +da quelle. Certamente anche nei tempi più belli di Achradina, queste +cave aperte nel centro della città dovevano deturparla, dandole +l'aspetto di un vasto cantiere occupato da una folla di lavoratori. Le +latomie erano le galere di Siracusa. La roccia si trova scavata e +lavorata per parecchie miglia, e molte sono le fosse sepolcrali, della +stessa forma delle nostre cripte. Certamente il lavoro dell'uomo in +questa parte della Sicilia fu immenso, poichè, oltre le tombe, che sono +innumerevoli, sotto il suolo di Siracusa si estendono vaste catacombe +tutte scavate nella viva roccia. + +Vidi molti spazi quadrati che segnavano certo l'area di antiche case, +poichè queste in Achradina sorgevano sulla nuda roccia, senza +fondamenta. Si cammina per ore intere per questo campo pietroso, lungo +il mare, cercando la località e la direzione delle antiche mura, a +ponente verso Tycha, dove la città si congiungeva anche a Neapoli, e +dovunque si trovano traccie del passaggio dei carri e del lavoro +dell'uomo. + +È strano come tutta questa immensa città piena di mura e di templi, di +portici e di fori, di edifizi colossali, abbia potuto sparire, quasi +fosse un monticello di sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo non si +costruì in Siracusa che con questo materiale, e che le città moderne di +levante asportarono per mare grandi quantità di rovine dell'antica +Siracusa; purtuttavia la completa scomparsa dei ruderi rimane sempre un +enigma. + +A mezzodì l'altipiano di Achradina si abbassa e anche colà si trovano +degli scavi, delle tombe, quasi tutte a forma di colombari, e dei loculi +di tipo romano. Ivi si trovano pure le maravigliose catacombe +estendentisi sotto Neapoli, il cui accesso è sito presso la più antica +chiesa cristiana della Sicilia, quella di S. Giovanni. Questa chiesa è +un edificio piccolo bizzarro, preceduto da un portico con archi +bizantini, ergentisi sopra colonne addossate a pilastri con capitelli +del medio evo. Disgraziatamente la chiesa è ormai quasi una rovina. Si +accede alle catacombe da una porta presso la chiesa; queste catacombe +sono meno vaste e meno imponenti di quelle di Napoli, ma assai più +regolari e formano una vera città di morti, con strade, gallerie, +corridoi, stanze, nicchie, piazze. Ivi i morti dormono da secoli, mentre +al disopra di essi si agita e si evolve un mondo pieno di passioni. +Quanti siano ogni giorno i morti di una grande città ce lo dicono le +catacombe di Napoli; da ciò si arguisce quale immenso numero ne abbiano +accolto i sotterranei di Siracusa, un tempo così popolosa. + +Le catacombe, come le altre, erano in origine cave di pietre; in seguito +vennero ridotte ad uso di necropoli, e per molti secoli vi si +seppellirono i morti secondo un sistema regolare, poichè tutte le +gallerie sono di tanto in tanto interrotte da una stanza centrale, a +forma di circolo, ampia e piena di nicchie, con una o tre porte a vòlta, +posteriori all'epoca greca. Fino ad oggi se ne sono aperte quattro, ma +la tradizione vuole che siano trecentosessanta e che arrivino sino al +Sebeto e si estendano sotto il suolo fino a Catania. Per la maggior +parte appaiono ingombre, specialmente nel piano inferiore; nonostante +questo, furono esplorate per l'estensione di parecchie miglia. Venti +anni or sono in esse si perdette un maestro con sei scolari, che da +soli vollero visitare la necropoli. Si smarrirono in quel laberinto, e +invano cercarono un'uscita, finchè, spossati dalla fatica, vi perirono +di fame e di paura. I loro corpi furono poi rinvenuti alla distanza di +quattro miglia dall'ingresso: si può facilmente immaginare di quale +terribile morte gl'infelici perirono. Da allora si sono praticate di +quando in quando alcune aperture, per le quali un po' di luce penetra in +quei tenebrosi corridoi. La larghezza di questi è, in genere, dai dodici +ai sedici palmi, e la loro altezza dagli otto ai dodici; per la +lunghezza sembrano non aver fine; si continua a camminare per ore ed ore +fra le tenebre in questi canali sterminati ed uniformi quanto +l'eternità. Solo di quando in quando la monotonia è interrotta da +sepolcri ornati di orribili pitture e rivestiti di stucco rossiccio come +quelli di Pompei. In molti punti i sepolcri si succedono gli uni agli +altri, quasi celle di un alveare. Si direbbe fossero tante che un verme +sepolto nella terra abbia scavato tutte queste gallerie, tutti questi +corridoi; e che le generazioni si siano succedute le une alle altre, e +milioni di uomini vi abbiano trovato la pace eterna. Oggi non vi si +vedono più nè ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto ogni vestigia +dell'antica Achradina, ha fatto scomparire anche le reliquie dei morti. +I Greci, i Romani, i Cristiani vi trovarono, gli uni dopo gli altri, il +gran riposo: vi sono stati scoperti difatti idoli pagani, piccoli +bronzi, lacrimari, simboli cristiani ed un bassorilievo rappresentante i +dodici apostoli, trasportato poi nella cattedrale di Siracusa. L'uso di +seppellire i morti nelle catacombe è anteriore ai tempi cristiani; lo +provano i sepolcri scavati nella pietra e ritrovati nella città +troglodita di Ispeca, e le tombe rinvenute in Egitto, nelle Indie e +nella stessa America, risalenti a tempi preistorici. Nel punto in cui +Achradina confinava con Neapoli e dove sorgevano tanti stupendi +monumenti, si vede oggi l'antica strada dei sepolcri, con tombe di stile +greco, scavate nella pietra. La stessa strada, della larghezza di circa +sette metri, si trova scavata nella roccia, ed a poco minore altezza +s'innalzano le pareti che la fiancheggiano. Le tombe aperte nelle pareti +sono di varia grandezza e dimensione; in molte si scorgono traccia +d'iscrizioni. In genere sono di stile greco, ma in completa rovina; in +parecchi si vede ancora un frontone sostenuto da due colonne +scannellate. Ricostruendo la strada nella sua forma primitiva, con tutti +i suoi monumenti, si avrebbe da ambedue le parti una serie di +tempietti, interrotta da tombe più meschine e di povero aspetto; poichè +in questa via, sita fuor delle mura di Achradina, si seppellivano +persone di varia condizione. + +La strada però non doveva produrre la stessa grande impressione della +via dei sepolcri a Pompei. Anche il campo che si estende fra Achradina, +Tycha e Neapoli, un tempo comune alle tre città e non fabbricato, appare +oggi pieno di fosse e di tombe, il cui straordinario numero dice quanto +grande e popolosa dovesse essere Siracusa. + +Alcuni di questi sepolcri attirano sopratutto l'attenzione per la loro +architettura, ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora visibili: +senza dubbio erano destinate a personaggi illustri. In questi paraggi +sorgevano pure le meravigliose tombe che il popolo siracusano innalzò a +Gelone e a Demarata, sua moglie; s'ignora però il luogo preciso ove si +trovavano. Di tutti i sepolcri che rimangono, due meritano di essere +segnalati: si trovano a poca distanza fra loro, in una bella e piccola +cava di pietra gialla, fra numerose altre tombe, presso l'antico +acquedotto di Tycha, e sono formati da massi sferici, ammonticchiati gli +uni sopra gli altri a forma di piramide. Molto, certo, ebbero a soffrire +dal tempo, a giudicare dalla presente disposizione delle pietre, non +più regolare. Fra mezzo vi si scorge ancora però un frontone dorico, +sostenuto da due colonne doriche, di cui una è ancora in piedi. Per +quanto lo stile greco e l'altezza delle colonne e del frontone, +superiori alle proporzioni dell'ordine dorico, dicano che questo +sepolcro è posteriore ai tempi greci, i Siracusani, con pietoso +pensiero, gli diedero il nome di _Tomba di Archimede_, forse per la +stessa ragione che indusse gli Agrigentini a battezzare un antico +monumento col nome di _Sepolcro di Yerone_. + +Il grande matematico aveva ordinato che sulla sua tomba fosse innalzata +una colonna, su cui dovevano essere incise le proporzioni del cilindro +con la sfera, a ricordo de' suoi studi prediletti. Cicerone, quando era +questore a Siracusa, fece ricerca della tomba di Archimede, e sotto la +scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla, quasi perduta in mezzo a +folti cespugli. Il grande oratore fu orgoglioso della scoperta ed +esclamò vanitosamente: «Il Destino ha voluto che la tomba del più grande +dei Siracusani fosse scoperta da un uomo di Arpino». A quel tempo non +erano trascorsi che cento cinquanta anni dalla conquista di Marcello, +eppure la città era già decaduta, tanto che la tomba del più illustre +fra' suoi cittadini stava sepolta fra cardi selvatici e spine. Cicerone, +che sotto la guida dei Siracusani e della tradizione municipale, va +cercando fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la imagine di un erudito +archeologo romano dei nostri giorni. + +Forse dovremo anche noi rinunciare a scoprire la tomba di Archimede e +verrà un giorno in cui si cercherà invano quella di Humboldt;[6] ma il +ricordo degli uomini illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava, +nella commemorazione degli Ateniesi caduti in guerra: «A gli uomini +grandi è tomba il mondo!» + +Enorme è l'impressione che producono le tombe siracusane, in quella +regione deserta, inondata di luce e popolata solo di grandi memorie. +Seduto colà, nel silenzio del mezzogiorno, o nella tranquillità +dell'infuocato tramonto, ovvero vagante fra quelle tombe, che a +centinaia si aprono nel suolo, sembra che debbano sorgerci dinanzi, come +ad Ulisse nell'inferno, le ombre di una stirpe di uomini più grande +della presente, le ombre dei magni della Grecia. Allorchè io visitai i +venerandi sepolcri, stavano seduti sui loro gradini uomini e ragazzi di +povero aspetto, logori dalla febbre, con gli occhi infiammati, i capelli +ispidi, coperti a mala pena da pochi luridi cenci. Nelle loro fisionomie +si leggeva tutta la storia della moderna Sicilia, le sevizie della +polizia borbonica, il predominio corruttore del clero, e l'animo mio, +amareggiato, non potè fare a meno d'imprecare contro la sorte degli +sventurati discendenti di Archimede. Non verrà mai il giorno della +redenzione per questa stupenda contrada? Che Dio la renda piuttosto ai +Saraceni!... + +Ci vorrebbe un novello Archimede per scacciare con le sue macchine e +ridurre in cenere tutto il pretismo ed il monachismo che infestano la +sventurata isola! + +Ancora di una tomba mi resta a parlare. Non lontano dalla via dei +Sepolcri, in un giardino di viti e di olivi, si trova sepolto il nostro +concittadino Platen.[7] Mentre stavo sui gradini della sua tomba, dopo +avervi depositato una corona di tralci di vite, mi ricordai, in quella +pura atmosfera ellenica, le relazioni di Platen con Heine, e questi +pensieri mi portarono nella malsana atmosfera della letteratura patria, +nei tempi falsi, tendenti all'ebraismo, che fecero tanto male alla +nostra poesia, generando una razza di uomini snervati, incuranti di Dio +e dei loro simili. Come fu diversa la sorte di Heine e di Platen! Se Dio +avesse concesso al primo di poter esprimere quanto soffriva nel suo +animo, invece di farsi beffe di tutto, sarebbe stato un uomo veramente +grande, chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore al povero +Platen. Eppure l'accanito nemico di Platen si dovè rassegnare a vedere +che a questi fosse innalzata una statua. + +Fu ventura per Platen il morire a Siracusa. Poco tempo prima della mia +venuta, il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere, aveva visitato +la tomba del poeta e deciso di farla restaurare, poichè già cominciava a +cadere in rovina. + + AGUSTO COMITI PLATEN HALLERMUNDE AUSPACHIENSI + GERMANIAE HORATIO. + +Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina fece incidere sulla +tomba. Meritò quel freddo versificatore di Platen di riposare solitario +fra i monti di Siracusa, in mezzo a Yerone, ad Archimede, a Timoleone, +quale unico rappresentante del popolo che più di ogni altro era versato +negli studi ellenici? Questo dubbio mi rimpiccioliva quella tomba +poetica quanto i cipressi che presso la piramide di Caio Cestio +ombreggiano la tomba di Schelley, uno dei pochi veri poeti dei tempi +moderni. + + + III. + + Neapoli. + +Mi resta ora da descrivere Neapoli, la parte di Siracusa che fu, come lo +dice il suo nome, l'ultima ad essere costruita. Negli inizi Neapoli fu, +come Tycha, un sobborgo di Achradina; si estendeva fra il porto maggiore +e l'altipiano su cui sorgeva Siracusa; dalla parte di Tycha era protetta +da mura e da rupi naturali. La porta Menetide, o Temenetide, conduceva +dalla città alla campagna; questa parte di Siracusa era chiamata +Temenide da una statua di Apollo che portava questo nome. Cicerone ne +descrive un teatro e due templi, uno dedicato a Cerere e uno a +Proserpina, innalzati da Gelone col bottino fatto sui Cartaginesi. In +questo luogo sorgevano anche i sepolcri di lui e della sua consorte, che +più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese. + +Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano tante memorie e tanti +monumenti quanto nell'angolo che confinava con Achradina, poichè in quel +breve spazio vi erano le latomie di Dionigi, il teatro, la strada, +l'anfiteatro e l'acquedotto. + +Le famose latomie, che portano il nome di Orecchio di Dionigi, non sono +vaste come quelle di Achradina, ma sono più pittoresche e, in certi +punti, più belle e più singolari. Esse formano un vasto quadrato, nella +cui profondità si trova un giardino sempre verde. Nel centro s'innalza +un pilastro di roccia naturale, dell'altezza di circa ventisette metri, +sulla cui cima, tra una lussureggiante vegetazione di piante rampicanti, +si elevano gli avanzi di una torre. + +Può sembrare sulle prime che questo fosse il luogo ove stava il +guardiano del carcere, ma osservando meglio si vede che era invece una +colonna del tetto, ora crollato. A destra, entrando, si trovano le +stanze di appartamenti scavati nella roccia, una delle quali porta il +nome di Orecchio di Dionigi. Questo nome le fu dato da Michelangiolo da +Caravaggio che, visitando le latomie in compagnia dell'erudito +siracusano Mirabella, fu indotto a darle questo nome dalla forma della +cavità, dando così in seguito origine a innumerevoli leggende. + +Tutte le pareti verticali di questa grotta sono rivestite di edera e di +capelvenere; in cima, sul margine della cava, sorge un pino solitario. +La forma strana e singolare della latomia dà luogo a quei fenomeni +acustici, per i quali si formò la leggenda che ivi Dionigi stesse in +agguato a spiare i discorsi de' suoi prigionieri. Serra di Falco scoprì +nel 1340 un'apertura in alto, dalla quale, come da una specie di loggia, +si poteva vedere tutta la latomia e udire le parole che ivi si +pronunciano. Una parola sussurrata a voce bassissima, la lacerazione di +un pezzo di carta si sentono distintamente di lassù, e le guide non +tralasciano di darsi il piacere innocente di far ripetere all'eco: +«Dionigi era un tiranno!» Un colpo di pistola viene ripetuto cento +volte, col fragore di un tuono. + +Un'altra parte delle latomie, vicino all'Orecchio di Dionigi, si chiama +il Paradiso ed è di una bellezza straordinaria. Ha la forma di un ampio +quadrato, col suolo piano; e le pareti di color roseo, o nero cupo, o +giallo carico sono in certi punti angolose, in altri di aspetto bizzarro +per i massi rovinati nella caduta del tetto. In un angolo si apre una +specie di grotta sostenuta da pilastri naturali e a traverso a questi si +vedono il verde cupo degli aranci, i fiori infuocati del melagrano ed il +limpido cielo di Siracusa. + +Nel tratto della latomia ancora coperta, da lungo tempo è stata +costruita una fabbrica di cordami: uomini, donne, ragazze, poveri, +cenciosi, pallidi, di aspetto malaticcio, guadagnano stentatamente la +vita filando in quell'antica prigione. + +Spesse volte mi sono trattenuto ad osservare il lavoro stando seduto +all'ingresso dell'oscura galleria, e nel vederli girare di continuo le +ruote e andare su e giù, filando i loro cordami, mi è parso di trovarmi +nell'Averno ed ho creduto che quelle donne pallide e smunte fossero le +Parche intente a filare lo stame della mia solitaria vita. Donai alcune +monete a quella povera gente, che le accettò con l'espressione di +gratitudine di chi non si aspetta di essere soccorsa, ed uscito di là, +tornato alla luce del giorno, mi trovai ancora sotto l'impressione di +quelle misere esistenze. + +In Sicilia tutto ha l'aspetto di favola e di mito: Girgenti al pari di +Siracusa, l'Etna e l'Enne, ogni spiaggia della sua marina. La fantasia +ci riporta a tempi più antichi, ancor più della campagna romana; quivi +regna severa la storia, in Sicilia la leggenda. Non è difatti la terra +di Tifone, dei Ciclopi, di Dedalo? + +Per quanto le latomie di Achradina e di Neapoli siano imponenti per la +loro vastità, ve ne sono altre a Siracusa, più piccole, ma che pure +hanno un carattere più romantico: quella del conte Casale, simile ad un +piccolo Paradiso, per esempio. Io non ho mai visto un giardino così +bello; è diviso in due parti, riunite da una galleria coperta, +dell'altezza di circa due metri. Nel fondo si trova una sala, alta cento +otto palmi e larga sessantadue, le cui pareti sono tinte di rosso e +paiono rischiarate dai raggi del sole nascente. Nelle pareti vi sono +molti fori i quali salgono in alto, in linea curva: forse colà si +trovavano uncini di ferro per servire di scala agli schiavi che +scavavano le pietre. La pianta della sala è abbastanza regolare e certo +anche in origine ebbe la stessa forma. I terremoti rovinarono molte sale +di questa latomia, e ultimamente, nel 1853, crollarono dall'alto varî +massi, che ora ingombrano gran parte del giardino. Lo spazio libero è +ammirabile per la splendida vegetazione; le foglie di fico, per esempio, +hanno una larghezza tale che potrebbero servire da piatti; vi si trovano +pure piante e fiori delle Indie. + +Le palme, contornate di pianticelle rampicanti, vi crescono +rigogliosissime; l'aria è tutta impregnata del profumo degli aranci, del +mirto, e gli aloe, le agave vi crescono giganteschi. Il giardino, con le +sue mura rivestite d'edera e di muschio, con tutti i suoi corridoi, con +le sue rovine, presenta un aspetto così fantastico da farlo credere il +giardino di Titania e di Oberone. Non un soffio di vento, non un atomo +di polvere turba la tranquillità del luogo. + +Presso l'Orecchio di Dionigi si trovano i notevoli avanzi del teatro di +Siracusa, uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone chiamava +_maximum_. Serra di Falco crede che fosse contemporaneo al teatro di +Bacco in Atene, edificato da Temistocle, ed il primo che sia stato +costruito con pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un aspetto +mirabile per la sua semplicità ed eleganza, nonostante che sia in gran +parte rovinato e che della scena rimanga soltanto un mucchio di rovine +coperte di cespugli. Il semicircolo oblungo degli ordini dei gradini è +scavato nella roccia della collina di Neapoli; si contano quarantasei +gradini interrotti da una larga fascia, e tagliati da otto scale +diagonali. + +Con quarantasei file di sedili non si ottiene che un diametro di +quattrocento palmi, ma Serra di Falco ritiene che il teatro avesse un +maggior numero di ordini e che perciò si allargasse a misura che saliva. + +Egli crede pure che il suo diametro fosse di cinquecento palmi, cosicchè +sarebbe stato il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione di +quello di Mileto. Non comprendo del resto perchè nel passo di Cicerone: +_quam ad summum theatrum est maximum_, la parola _maximum_ si traduca +per «maggiore di tutti» e non soltanto per molto ampio. + +Nell'orchestra sboccano due corridoi: la scena, che è fiancheggiata da +due edifici quadrati, è attraversata da un piccolo canale d'acqua, +proveniente dal vicino acquedotto. Molto si è discusso intorno alle due +iscrizioni greche _Basillissas Nereidos_ e _Basillissas Philisdos_, che +si leggono sulla cornice che circonda il teatro, non conoscendosi nella +storia di Siracusa questi nomi di regine. Secondo alcuni, Nereide era la +figlia di Pirro re dell'Epiro, che aveva sposato il figlio di Gelone II, +e Philiste era la figlia di Leptine e moglie di Gelone. Del teatro non +rimangono altri avanzi degni di attenzione: pochi sono i frammenti di +sculture, ed uno solo pregevole per quello che esso rappresenta: è un +cippo di marmo bianco, sul quale è scolpita la favola omerica del serpe +e del nido di passero in Aulide, che presagì a Calcante la durata della +guerra di Troia. + +Quello che più fa impressione è l'importanza avuta da questo teatro, che +fu uno dei centri più belli della civiltà umana, poichè su quei gradini, +quasi sepolti oggi nell'erba, sedettero un tempo Platone, Eschilo, +Aristippo, Pindaro; nella sua orchestra furono messi i prigionieri +Ateniesi, e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco, quando prese parte +alla discussione degli affari pubblici. Tutta quanta la storia di +Siracusa s'intrecciò con l'azione drammatica di questo teatro, poichè in +esso si trattavano gli affari di Stato e si declamavano i versi dei +sommi poeti. L'importanza nazionale del teatro era accresciuta anche dal +luogo in cui sorgeva, fra Neapoli, Tycha e Achradina, e non molto +distante da Ortigia. + +Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso, il più bello certo +che si gode da Siracusa: di là si vedono i due porti, il mare, la +spiaggia fino ai monti d'Ibla e in lontananza la mole imponente +dell'Etna ed i contorni del mar Ionio fino alla rocca di Taormina. Come +doveva essere più bella la vista quando davanti si estendeva l'immensa +città, co' suoi templi, i suoi portici, i suoi meravigliosi edifici e il +porto pieno di una selva di antenne! + +Su quelle scene l'orgoglio patrio era legittimo; e qual effetto +dovessero suscitare _I Persiani_ di Eschilo, con i quali i Siracusani +festeggiavano la vittoria d'Imera, si può facilmente immaginarlo. + +Non meno bello e pittoresco appare il teatro veduto dai gradini più +elevati, con tutti i giardini smaltati di fiori che lo circondano. Anche +di là la semplicità dell'architettura rivela la purezza del gusto +ellenico. + +In alto, là dove i gradini del teatro confinano con la collina, vi è un +Ninfeo rivestito di muschio e di licheni, dal quale sgorga una fonte: +esso mi ha fatto ricordare la grotta della ninfa Egeria a Roma. + +Vicino a questa si trovano altre due piccole grotte, nelle quali le +donne lavano i loro panni, aumentando col loro canto melanconico la +tristezza del paesaggio. A destra vi è la strada dei sepolcri, a +sinistra un braccio dell'antico acquedotto di Tycha, che oggi mette in +movimento un mulino; perciò il luogo vien chiamato _Mulino di Galerone_. +Il paesaggio è reso ancora più bello dalla parte dell'acquedotto moderno +che, sostenuto da archi, corre per un certo tratto all'aperto. Nelle +altre parti l'acqua scorre in canali sotterranei, che furono scavati +probabilmente dai Cartaginesi. In alcuni punti il canale si trova +scoperto, e si vede l'acqua discendere alla distanza di sei miglia dai +monti, e correre rapida e gorgogliante. + +A levante del teatro, in un bosco di melagrane, sorge l'anfiteatro di +Siracusa, assai ben conservato e più vasto di quelli di Verona, di Pola +e di Pompei, giacchè misura duecentosessantatre palmi nel suo asse +maggiore, e centocinquantaquattro nel minore. Per la maggior parte è +costruito di pietra; alle quattro estremità dei due assi si trovano +quattro porte, corrispondenti alle quattro parti della città. Serra di +Falco lo fece sgombrare nel 1840 dalle macerie. Nonostante che in alcuni +punti le mura siano in completa ruina, nel suo complesso l'edificio può +dirsi assai ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine romana, +perchè i Greci non si dilettarono mai al barbaro spettacolo delle lotte +fra gladiatori e fiere. Cicerone non ne parla; ne fa menzione invece +Tacito. La sua costruzione prova che Siracusa, sede di un pretore romano +ai tempi di Augusto e di Tiberio, aveva riacquistato una certa +prosperità. + +L'ultima rovina antica che esista vicino al teatro, sono le fondamenta +di un edificio lungo e stretto, del quale non rimangono che alcuni +frammenti di cornici con teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste +rovine nel 1839: egli dice che dovessero appartenere all'altare di +Yerone, per grandezza superiore a quello di Olimpia. + + + IV. + + Tycha ed Epipola. + +Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa si trovano radunati in +uno spazio relativamente ristretto. Verso settentrione, vicino +all'acquedotto, c'è una pianura deserta e sassosa, attraversata dalla +strada che conduce a Catania; qui sorgeva Tycha, ricca un tempo di +notevoli monumenti, fra i quali primeggiava il Ticheio, o tempio alla +dèa Fortuna. + +Tycha, a settentrione, presso il porto Trogilo, confinava col mare, +cinta da forti mura, a ponente con la fortezza di Epipola. Cicerone +ricorda di questa un ginnasio _amplissimum_ e molti templi; oggi non +rimangono che i sepolcri scavati orizzontalmente nella roccia, nei quali +si scorgono ancora le scanalature per adattarvi le lapidi e le impronte +di carri, prova questa della loro antichità. + +La gita da Neapoli o da Tycha per la strada di Floridia ad Epipola è +malagevole e bisogna farla a piedi o a cavallo, poichè appena si arriva +sull'antico territorio di Epipola, è necessario arrampicarsi per +un'orribile strada sassosa ingombra di rovine e di massi di roccia +calcarea. Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano e +confinava col colle Eurialo, mentre più in basso s'innalzava un'altro +colle, il Labdalo. Anche oggi, queste due caratteristiche alture +dell'antica Siracusa sono riconoscibili e portano il nome di Belvedere e +di Mongibellesi. + +Il Labdalo era stato fortificato dagli Ateniesi sotto Nicia per +dominare la città; essi avevano fortificato anche Epipola, ma ne furono +presto cacciati dai Siracusani comandati da Gelippo, i quali, come narra +Diodoro, atterrarono tutte le mura. Rimase così soltanto il Labdalo +fortificato. Ma Dionigi fece atterrare anche queste fortificazioni +quando costruì le sue famose mura a settentrione di Epipola. In queste +mura vi erano di tanto in tanto delle torri costruite con massi così +grandi che sarebbe stato assai arduo abbattere. S'ignora se Dionigi +abbia costruito fortezze sull'Eurialo e sul Labdalo; certo è che +l'Esapilo, per il quale i Romani entrarono nella città, si trovava a +settentrione di Epipola; e senza dubbio, nelle stesse mura s'innalzava +la torre Gallagra, che i Romani assalirono durante le feste di Diana. +Gli avanzi che oggi rimangono del Labdalo, i massi enormi della +lunghezza di quattordici a sedici palmi, le fondamenta delle torri, i +fossi, le gallerie sotterranee, provano che ivi sorse un giorno una +fortezza e non già opere provvisorie fatte dagli Ateniesi in vista +dell'assedio. Tutti gli enormi massi, secondo il sistema antico dei +Greci, erano sovrapposti gli uni agli altri, ma senza cemento; ancor +oggi formano una mole gigantesca. Nella roccia si vedono scavate +catacombe e gallerie dell'altezza di nove e dieci palmi, e della +larghezza di otto piedi, formanti quasi coi loro corridoi e coi loro +antri sotterranei una seconda fortezza. Probabilmente questa era in +comunicazione con la porta di soccorso che dalla città metteva nella +campagna. La mancanza di volte e l'uso della linea retta ne attestano +l'origine greca. + +Dalle rovine di Labdalo si scorgono i dintorni di Epipola, cosparsi di +massi delle mura di Dionigi, di rovine della fortezza, di pietre. Vi si +vedono pure latomie di bizzarra struttura, dove si dice che Dionigi +tenesse prigioniero Filesseno. Di qui furono tolti i materiali di +costruzione per molte città, e tutte le fortificazioni moderne di +Siracusa vennero costruite coi ruderi delle mura di Dionigi. Nel +visitare queste caverne e queste rovine si rimane stupiti della grande +quantità di materiale eccellente da costruzione estratto dal suolo. + +Per un ripido sentiero si sale in cima all'Eurialo, che domina tutta la +pianura siracusana. Lassù non si trovano altre rovine, se non una +cisterna e alcune mura antiche d'origine incerta. Esaminando però il +luogo, da cui si domina tutta quanta l'area occupata dall'antica città, +non si può fare a meno di persuadersi che ivi dovesse sorgere una +fortezza. Non essendo ricordata all'epoca dell'assedio degli Ateniesi, +non sappiamo se la costruisse Dionigi; certo però, quando Marcello prese +Siracusa, essa doveva avere un'importanza grandissima. Impadronitosi di +Tycha e di Neapoli, Marcello dovette trovarsi l'Eurialo, cui Tito Livio +dette il nome di colle e di fortezza, alle spalle, e minacciantegli la +sua posizione. Egli era dunque come rinchiuso fra queste mura, e siccome +dovevano arrivare Ippocrate e Imilcone, correva un grande pericolo, +quando il comandante della fortezza Filodemo, perduta ogni speranza di +soccorso, si arrese. + +Oggi a buon diritto l'Eurialo porta il nome di Belvedere, giacche di +lassù si gode una vista magnifica. Di fronte ha il mare Ionio, di dietro +l'Etna «colonna del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla costa orientale +dell'isola, ricca di magnifici golfi e di promontorî, fin oltre Augusta, +fino a Catania, che si perde fra le nebbie. Sul davanti appare tutta +quanta la pianura siracusana. + +Imaginando tutto questo ampio spazio ricoperto di abitazioni, ed il +golfo seminato di villaggi, di ville, si ha una pallida idea +dell'aspetto che doveva avere questa grande città. Ora la pianura è +deserta e arida, e solo al confine del territorio di Neapoli, verso +mezzogiorno, una linea di vegetazione segna il corso dei fiumi Ciane e +Anapo. + + + V. + + L'Anapo e l'Olimpo. + +Da Neapoli si diramava la via Elorica, che attraversava le paludi +Lisimelia e Siraca e varcava, sopra un ponte, l'Anapo. Sulla riva +opposta di questo sorge il colle Poliene ed in cima a questo si trova il +tempio di Giove Olimpico, ed un luogo chiamato Olimpio. Tutta questa +contrada è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè tanto gli +Ateniesi quanto i Cartaginesi si accamparono spesso ai piedi +dell'Olimpio, e sempre furono decimati dalle esalazioni di quei terreni +paludosi. Le poche colonne, unici avanzi dell'Olimpio, che ancora +esistano su quell'altura, si scorgono dalla distanza di molte miglia; e +queste, con le colonne che vi sono presso la fonte degl'Ingegneri, sono +le sole che rimangano in piedi dell'antica Siracusa. + +Per giungere fin lassù e seguire il corso dell'Anapo, il mezzo migliore +è quello d'imbarcarsi nel porto più grande e di risalire il fiume +attraverso le paludi. Questo sbocca in mare passando sotto un ponte, e a +misura che lo si risale, il suo letto si va sempre più restringendo, +fino a che la barca a stento può aprirsi un passaggio. + +Allora si abbandonano i remi, e i barcaiuoli spingono la navicella con +l'aiuto di una pertica, o la rimorchiano con una fune. La navigazione +dell'Anapo è una gita assai romantica. Sulle due sponde crescono folti +giunchi, dell'altezza di sei metri, e canne palustri di una +straordinaria grossezza, tutte rivestite di piante rampicanti, che +ricadono in graziosi festoni. La profonda solitudine, la tranquillità +dell'atmosfera e il silenzio quasi misterioso del luogo, producono una +magica impressione. Oltrepassata la via Elorica, l'Anapo si divide in +due rami, o per dir meglio in esso s'immette un torrente azzurro, il +classico Ciane, che sgorga da un limpido stagno circolare, chiamato la +Pisma. In questo fiume, secondo la leggenda, si gettò la ninfa Ciane che +fuggiva Plutone, allorchè questi portò Proserpina all'inferno, e venne +trasformata in fonte azzurra. I Siracusani venivano ogni anno in questo +luogo a festeggiare la memoria di Proserpina, sacrificandole un toro ed +una vacca, che precipitavano nello stagno. Questo luogo è meraviglioso; +riporta con la fantasia ai tempi mitologici e fa comprendere pienamente +il significato delle sculture degli antichi sarcofaghi, là dove è +rappresentato il ratto di Proserpina. + +Cerere ricompensò la sua ninfa delle lacrime versate per Proserpina, +facendo crescere sulle sponde di questo torrente la pianta rara che +produce il papiro. + +È l'unico luogo in cui questa pianta cresce ancora in Europa, dopo la +sua scomparsa dalle sponde dell'Oreto presso Palermo. + +Questo giunco sorge dalle acque all'altezza di circa cinque metri, +graziosamente incurvato, triangolare, liscio e di un bellissimo verde +cupo; ha in cima una ricca chioma di filamenti verdi, fini, sottili, che +ricadono quasi come una folta capigliatura, a cui il popolo ha dato +l'appropriato nome di «parrucca». La vista di questa pianta, vera ninfa +dell'erudizione, produce una grata sorpresa in tutti coloro che vengono +dalle regioni nordiche; sembra quasi un'apparizione favolosa. Ogni +ricordo greco scompare, e la fantasia vola sulle sponde di quel Nilo +solenne, enigmatico, alle piramidi, alle sfingi, ai rotoli dei +meravigliosi papiri. La rara pianta, sulle rive del Ciane siracusano, in +questa terra ellenica, mi sembrò un mito rappresentante la tradizione, +secondo la quale ogni civiltà, ogni scienza ha avuto origine +dall'Egitto. Guardando alternativamente le piante del papiro e le +colonne spezzate del tempio di Giove Olimpico, mi sembrò di avere +davanti agli occhi i simboli della civiltà orientale ed occidentale. + +Landolina e Politi provarono ad estrarre da queste piante il papiro, e +la loro prova riuscì perfettamente; essi ne fecero delle striscie che +non differenziavano da quelle egiziane che per maggior freschezza di +tinta. + +Lasciai la barca nel Ciane per salire sulla vicina collina di Poliene. +Le colonne scannellate dell'Olimpio hanno piedistallo, ma mancano di +capitelli. Il tempio è molto antico, fu costruito prima della battaglia +d'Imera; era piccolo. + +Gelone rivestì la statua di Giove di un mantello d'oro, ma Dionigi lo +tolse dalle spalle del Dio, dicendo, da libero pensatore, che un +mantello d'oro era troppo pesante per l'estate e troppo leggero per +l'inverno. Verre s'impadronì poi di questa statua di Giove e la portò a +Roma. Nell'Olimpio si conservavano i registri coi nomi di tutti i +cittadini di Siracusa, che caddero nelle mani degli Ateniesi, quando +questi occuparono l'Olimpio. La veduta di Siracusa da questa altura è +molto bella; al disotto si estende tutta la pianura verde, irrigata +dalle acque del Ciane. Dopo avere attraversato la pianura arida e +sassosa, che si estende da Achradine ad Epipola, l'occhio si riposa +sulle verdi sponde dell'Anapo, sui meandri del Ciane, e i nomi di +Teocrito e di Pindaro ritornano alla mente. Dove sono andati i bei tempi +dell'antica Grecia? + +La pioggia mi cacciò da quell'altura e mi costrinse, appena fui sulle +rive dell'Anapo, a ricoverarmi sotto un ponte, ove dovetti rimanere a +lungo, come un'anima sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone, non v'è +giorno in cui il sole non splenda a Siracusa, dopo una mezz'ora il cielo +si rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace, stendere il suo arco sul +mare, mentre un raggio di sole rischiarava Ortigia. + +Così, nelle stesse condizioni di luce, per l'ultima volta, potei +contemplare il Vesuvio, allorchè nel ritornare a Napoli fui colto dalla +pioggia. Auguro a tutti coloro che visiteranno Napoli e Siracusa di +poter godere lo stesso spettacolo, veramente superbo. + +Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè dovevo partire l'indomani, e +volli ancora una volta salire sino al teatro per contemplare la città. + +Ed ora, addio, Aretusa! Addio, rive del Timbro, volgenti le vostre acque +poetiche senza posa! + + + + + NAPOLI E SICILIA + + (Dal 1830 al 1852) + + + + + Napoli e Sicilia. + + (Dal 1830 al 1852). + + +Ferdinando II aveva vent'anni, quando l'8 novembre 1830 successe al +padre Francesco I sul trono delle Due Sicilie, in mezzo alle agitazioni +che le giornate di luglio avevano suscitato in tutta Europa. Nove anni +prima, la rivoluzione dei Carbonari del 1820 era stata distrutta per +l'intervento austriaco e per lo spergiuro di suo nonno, e solo nel 1827 +gli Austriaci avevano lasciato il regno di Napoli, dopo che erano +costati al paese 74 milioni di ducati. I partiti si guardavano con +diffidenza; i Carbonari preparavano una nuova sollevazione che, con +l'aiuto dei cospiratori dell'Italia centrale, doveva assumere un +generale carattere nazionale. Mentre l'Italia di mezzo si sollevava, nel +regno di Napoli si ebbero solo dei moti fugaci, fino a che la rapida +soffocazione dei tentativi rivoluzionari di Modena e delle Legazioni +non scoraggiò del tutto i ribelli. + +Frattanto Ferdinando II cercava di ingraziarsi il popolo con delle +concessioni; ma quantunque alleggerisse alquanto il giogo, allontanasse +impiegati odiati, amnistiasse alcuni esiliati e condannati del 1821 e +del 1828, pure il governo continuava a trovare una speciale contrarietà +in tutti. Quindi ben presto fu nominato ministro dell'interno il +marchese Pietracatella, una creatura dell'odiato Canosa; e l'intendente +di Cosenza, De Matteis, condannato precedentemente per vergognosi atti +di violenza, non solo fu graziato, ma ricevette, con meraviglia di +tutti, una pensione dal giovine re. + +Era ministro della polizia Intonti, un uomo odiato dal popolo e ritenuto +per ambizioso e crudele. Mentre egli osservava con timore il fermento +del paese, faceva al giovane re la proposta di modificare in senso +liberale il sistema di governo, di creare un Gabinetto nazionale ed un +Consiglio di Stato con poteri più estesi di quelli di un Senato e di +istituire una guardia nazionale. Intonti supponeva nel re, data la sua +giovanile età, inclinazioni liberali che egli sperava di volgere a suo +personale profitto; ed infatti Ferdinando II non si mostrò alieno dal +seguire i consigli del suo ministro di polizia. Ma appena monsignor +Olivieri, che era il precettore ed il consigliere del re, ebbe sentore +di ciò, fece causa comune con i ministri e fece credere al re che +Intonti non fosse che un intrigante, e che spinto dall'ambizione, si +fosse messo d'accordo col governo francese per fare scoppiare una nuova +rivoluzione nel reame. Ferdinando dette senz'altro 24 ore di tempo al +suo ministro di polizia per lasciare il paese, e con ciò abortì ogni +tentativo di riforma. + +La caduta d'Intonti fu accolta con giubilo in Napoli, ma ben presto la +gioia si mutò in spavento quando si seppe che il suo posto era preso da +Del Carretto, il capo della gendarmeria, del quale si diceva che fosse +nato per la forca, e che già nel 1828 s'era segnalato per la sua +crudeltà, radendo al suolo Bosco, dove i Carbonari avevano tentato una +sommossa e mandando a morte o alle galere gran numero di disgraziati. +Del Carretto, da questo momento tino al 1848, fu il demonio di Napoli ed +il fondatore di un abominevole sistema poliziesco. + +Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria Cristina di Savoia, figlia di +Vittorio Emanuele I. Questa principessa si fece subito amare per le sue +virtù e per la sua pietà, ma le sue idee troppo bigotte ebbero +un'influenza dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio 1836, pochi giorni +dopo d'aver dato alla luce l'erede al trono, Francesco Maria Leopoldo, +duca di Calabria. Un anno dopo, nel 1837, il re sposò in seconde nozze +la principessa Maria Teresa, figlia dell'arciduca d'Austria Carlo, +rinforzando così in Napoli la politica di Metternich. Fu questo un anno +funesto per l'inaudita violenza con cui il colera fece strage in tutto +il reame. In pochissimo tempo nella sola Napoli morirono 13.798 persone; +nella calda Sicilia la strage fu ancora più terribile: a Palermo +morirono 24.000 persone, a Catania 5360 ed in tutta l'isola 69.250. Da +quando la _morte nera_ aveva visitato l'Europa, non si erano più vedute +simili scene di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio e Manzoni +avevano raccontato nelle loro descrizioni della peste e ciò che Spadaro +aveva illustrato col suo pennello. L'orrore crebbe per il furore del +popolo, il quale, credendo che fossero state avvelenate le fontane e le +vettovaglie, uccideva, bruciava o seppelliva vivi, impiegati, medici e +privati. A Siracusa ci fu una vera sommossa contro il governo locale e +l'intendente, e molte altre persone furono uccise. In seguito a questi +eccessi il re nominò Commissioni militari con l'incarico di punire i +colpevoli e mandò in Calabria l'intendente di Catanzaro, Giuseppe de +Liguori, ed in Sicilia Del Carretto, come _alter ego_. Siracusa, per +punizione, tu privata della sede dell'intendenza, così che la patria di +Yerone e di Archimede precipitò sempre più in basso. + +Sommosse, terremoti e pestilenze riempiono la storia recentissima delle +Due Sicilie. Da quando la setta dei Carbonari aveva ceduto il posto alla +«Giovane Italia» di Mazzini, i rivoluzionari d'Italia avevano +raddoppiato i loro sforzi in tutte le provincie. I moti furono più +frequenti nel Sud che altrove, perchè quantunque il Reame disponesse di +un esercito numeroso, aumentato negli ultimi tempi anche con qualche +reggimento di Svizzeri, pure esso era lontano dall'influenza diretta +dell'Austria, ed inoltre i radicali erano sicuri di poter contare sul +temperamento infiammabile dei Calabresi e sull'odio dei Siciliani per +tutti i loro diritti manomessi. E una sommossa generale era attesa nel +1840. La questione orientale cominciava già allora a conturbare +l'Europa, e gravi avvenimenti potevano derivare da una generale +sollevazione degli animi. Napoli era minacciata di guerra +dall'Inghilterra per la così detta questione dello zolfo, ed il governo, +come nel 1830, cominciò a prendere atteggiamenti liberali. La voce che +il re volesse concedere la costituzione e la libertà di stampa non era +che l'espressione del desiderio di tutti. Frattanto avvenivano qua e là +isolate levate di scudi. Nel 1841, in Aquila si proclamò la costituzione +ed il popolo uccise l'intendente Tanfano, un tempo creatura del cardinal +Ruffo ed aborrito per le sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe ebbero +rapidamente ragione del movimento. Il generale Casella, inviato ad +Aquila come commissario del governo, condannò 56 persone alle galere ed +altre alla pena capitale. + +Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno. Questi moti isolati tenevano +desto l'odio, ma mostravano anche l'impotenza di simili esplosioni, +dalle quali soltanto menti esaltate potevano aspettarsi la caduta di uno +Stato. Di tutte queste imprese avventurose, di carattere così +meridionale, nessuna ha l'impronta caratteristica del tempo e nessuna +sollevò tanta dolorosa simpatia in tutta l'Europa come quella dei due +fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, i giovani e generosi figli +dell'ammiraglio austriaco, i quali partirono per le Calabrie da Corfù +dove erano in esilio, non rattenuti da Mazzini stesso che li +sconsigliava, non dalle lagrime della madre loro, nè dalla evidente +follia della loro impresa. L'Inghilterra aveva informato il governo di +Napoli di tutti i piani degli esiliati, e quindi le Calabrie furono +sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti non si poterono neppure +riunire, e quei giovani arditi andarono incontro ad una morte +inevitabile. Un traditore attirò i due fratelli e quindici loro compagni +verso S. Giovanni in Fiore, dove furono fatti prigionieri, ed il 25 +giugno 1844 fucilati a Cosenza. Il mondo rimase stupito della debolezza +e della crudeltà del governo napoletano, mentre l'esempio dei Bandiera +non fece altro che infiammare ancora di più la gioventù italiana. E +specialmente in Romagna le cose presero un carattere minaccioso; gli +emissari della «Giovane Italia» sollevarono il popolo, le provincie +furono inondate di scritti volanti, si formarono comitati e venne +raccolto molto denaro. In Bologna sedeva ancora la Commissione militare; +si era verso la fine del regno di Gregorio XVI. + +Il cardinale legato, Massimo, aveva convocato la Commissione a Ravenna e +fatti imprigionare molti cittadini sotto l'accusa d'alto tradimento. +Questi ed altri atti di violenza avevano esasperato gli animi, e +sembrava che, dopo falliti i tentativi di Napoli, il centro +rivoluzionario si fosse portato negli Stati della Chiesa, che a fatica +riuscivano a tenere soggette le popolazioni. Ma intanto si faceva +strada un nuovo orientamento; per rendere nazionale il movimento e +trascinare il popolo era necessaria la cooperazione anche di forze +legali e morali. Si prese la via delle riforme e si cercò di dare tale +una forza all'opinione pubblica, da obbligare i governi a tenerne conto. + +Un tale mutamento di tendenze si rivela già dal notevole manifesto di +Rimini (_Manifesto delle popolazioni dello Stato Romano ai principi ed +ai popoli d'Europa_), nel quale i liberali nel 1845 formularono con +parole temperate il loro programma. Si chiedeva qui, come in tutti i +paesi, la costituzione con grande fermezza. In Italia, allora, +l'opinione pubblica non poteva esprimere i suoi desiderî come in +Germania avveniva per opera degli Stati provinciali, e quindi solo la +stampa, e specialmente dall'estero, esprimeva la volontà del popolo. La +stampa aveva allora in Italia una forza trascinante ed universale. + +Meritano d'essere ricordati, come esempio di grande efficacia +letteraria, _Il primato morale e civile degli Italiani_ di Gioberti, _Le +speranze d'Italia_ di Cesare Balbo e gli scritti di Massimo d'Azeglio, +di Giacomo Durando e di altri. Mentre il partito delle riforme dal +Piemonte allargava i suoi piani politici e faceva una rapida e +vittoriosa propaganda per l'unità e per la confederazione, venivano +anche prognosticati i due perni intorno a cui si doveva aggirare la +rivoluzione generale oramai imminente; il papa (secondo Gioberti) ed il +re di Sardegna (secondo Balbo), l'uno come centro morale, l'altro +politico; e quindi sembrava che il regno delle Due Sicilie dovesse +rimanere in disparte. Perchè nè da questa parte del Faro, nè tanto meno +dall'altra, il nazionalismo italiano ha per base il popolo. L'isolamento +geografico, il movimento commerciale tendente verso l'Oriente, costumi e +linguaggio, la storia quasi non italiana dividevano i Siciliani ed i +Napoletani dal resto d'Italia, come anche questi due popoli sono divisi +tra loro. E il movimento rivoluzionario assunse nel Sud un carattere +particolare e regionale, mentre nella rimanente Italia diventava +nazionale e generale. + +E come ora in Italia gli scritti di Gioberti e di Cesare Balbo +rappresentavano un momento decisivo, così nel regno delle Due Sicilie +due scrittori, Colletta ed Amari, avevano dato corpo al movimento +riformista. Il primo, il noto generale di Murat, che aveva conchiusa la +convenzione di Casa Lanza, era stato esiliato a Firenze, dove morì nel +1831. Ed in esilio aveva scritto la sua _Storia di Napoli_, libro +notevolissimo per forma e per contenuto, che partendo da Carlo III, per +giungere fino alla rivoluzione dei Carbonari, pone in evidenza con +l'artistica concisione di un Tacito, il cattivo governo dello Stato, la +precarietà dell'assolutismo e la necessità di un governo costituzionale +e popolare. Questo libro fu una delle vittorie più segnalate del partito +delle riforme; esso aprì gli occhi al popolo con argomenti storicamente +fondati. + +La storia del Colletta esercitò la sua influenza anche nella Sicilia. +Senza dubbio il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò ad essa nello +scrivere la _Storia dei Vespri Siciliani_, che apparve nel 1842; un +libro di forma tacitiana, ma più ricercata che quella di Colletta. +Michele Amari rappresenta con drammatica vivacità la mirabile +rivoluzione siciliana, fa conoscere ai Siciliani i loro diritti +costituzionali e pel contrasto, il miserevole stato del suo tempo. + +Amari, che più recentemente si è fatto molto apprezzare per uno +splendido libro sulla storia dei Musulmani in Sicilia, con il_ Vespro +Siciliano_ aveva senz'altro sposato la causa liberale. Egli era spinto +da vedute nazionali e siciliane nel dare alla figura ben nota di +Giovanni da Procida un rilievo più leggendario che storico, onde +apparisse come opera di popolo la liberazione della Sicilia dal giogo di +Napoli. + +Si può dire che le opere di Colletta e di Amari preannunziassero la +rivoluzione che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che a Palermo. Tutte e +due le opere furono proteste storiche contro l'assolutismo del governo e +contro la dispotica violazione dei diritti del popolo; ma tutte e due, +senza volerlo, militando in campi avversari, l'una, la napoletana, +rappresenta il programma del costituzionalismo, l'altra, la siciliana, +sostiene il separatismo e quindi la repubblica. In tutte e due lo scopo +patente si è rifugiato entro l'asilo di un'opera strettamente +scientifica. + +Mentre questi libri abitavano le menti colte della popolazione, la +stampa segreta non rimaneva inoperosa a Napoli, e venivano divulgati a +migliaia di copie fogli volanti, proteste, appelli, violenti ed +eccentrici nel contenuto, e senza riguardi nel giudicare il re ed i +ministri. La stampa pubblica poi subiva una censura delle più feroci. Le +parole, _popolo, cittadino, nazione_, venivano regolarmente soppresse; +le paure del governo erano assolutamente ridicole. Al contrario i +gesuiti avevano la libertà più completa di stampare ciò che volevano; +prima che venisse fondata in Napoli la _Civiltà Cattolica_, essi +pubblicavano la rivista _Scienza e Fede_, sotto la direzione del padre +Curci, un battagliero avversario di Gioberti, con la protezione di +monsignor Cocle che era il potentissimo consigliere del re. I preti +esercitavano la censura anche su tutti i libri e tutte le riviste che +venivano dall'estero e sulle rappresentazioni teatrali e sui balli. + +A corte regnava una grande bigotteria ed il re ne dava il primo esempio. + +È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia sempre affidato alle cure dei +preti, mostrava un grande ossequio verso la religione ed i santi. +Ascoltava la messa ogni mattina, digiunava rigorosamente il venerdì ed +il sabato, recitava l'_Angelus_ tre volte al giorno, non mancava mai +alle solenni funzioni della Chiesa. Celestino Cocle, dell'ordine di S. +Alfonso, era il suo confessore, ed il suo potere non era meno temuto e +meno odiato di quello di Del Carretto. Il re era circondato anche da +altri preti; don Claudio, che era un focoso e bigotto predicatore e che +in Napoli faceva molto chiasso, specialmente tra le donne, era uno dei +suoi beniamini. Dopo gli avvenimenti del febbraio 1848, Ferdinando II +ebbe fama di feroce tiranno e fu chiamato un secondo Attila, ma le +passioni gli dettero delle qualità che non aveva. Dotato di nessuna +intelligenza, nè in bene nè in male, questo principe molto mediocre subì +lo stesso destino di molti altri in tempi più antichi e più recenti: le +circostanze e gli uomini che lo circondavano lo avevano formato; la +paura lo spingeva a qualunque estremo. Era troppo debole per vincere +questa paura, e troppo ignorante per avere dello Stato un concetto +diverso da quello che egli si era formato, cioè che esso fosse sua +esclusiva proprietà. Era avaro ed ammonticchiava milioni spremuti dal +suo popolo. + +Si dice non senza fondamento che in nessun altro Stato regnasse nel +trattamento degli affari tanta diffidenza e tanta paura come a Napoli; +il re non solo viveva in continuo timore della rivoluzione nelle +provincie, ma diffidava dei suoi stessi ministri. Sembra che avesse per +principio di comporre il suo Gabinetto di elementi avversi, di modo che +l'uno diventasse controllo dell'altro. Nel 1846 era presidente dei +ministri il marchese di Pietracatella, un partigiano accanito +dell'assolutismo e delle idee austriache. Ministro dell'Interno era +Niccolò Santangelo; ministro della Polizia Francesco Saverio Del +Carretto; delle Finanze Ferdinando Ferri, un vecchio liberale del 1799; +degli Esteri il principe di Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò +Parisio, uomo molto dotto ma senza energia; ministro della Guerra e +della Marina era lo stesso re con il generale Giuseppe Garzia come +direttore generale. Vicerè di Sicilia era il duca Luigi di Maio, un +uomo spregiato dai Siciliani per la sua nullità. + +Di tutti questi ministri erano potenti solo Del Carretto e Santangelo; +dietro di loro stava monsignor Cocle per mezzo del quale dominavano +l'animo del Re e si potevano permettere tutto, sia pubblicamente +nell'indirizzo di governo, sia privatamente vendendo impieghi e favori. +Una protesta stampata clandestinamente nel 1846, suonava così: «Tra i +ministri non regna nemmeno quell'unione che c'è tra briganti, perchè si +conoscono, si odiano e si insidiano; il Re li tiene uniti con la forza e +crede che, quanto più si odiino tra loro, tanto più si mantengano fedeli +a lui. Se uno di loro propone qualche cosa di buono, gli altri vi si +oppongono per malvagità e fanno prevalere il partito peggiore; se uno +propone una cosa cattiva, gli altri diventano eroi di virtù e la +impediscono, e così non si fa niente, nè di buono nè di cattivo, ma +ognuno fa nel suo ministero ciò che vuole. Del Carretto s'atteggia a +Nerone, Santangelo ruba, Ferri fa economia, Parisio sogna la giustizia, +il Re dice orazioni, monsignore apre le porte del cielo e della terra. +Nessuna meraviglia quindi se non c'è un consiglio di Stato e se il +governo è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e vergognoso tanto per +gli oppressori come per gli oppressi». + +In fatti le condizioni di Napoli prima della rivoluzione del 1848 erano +spaventevoli. Ogni giorno avvenivano nuovi imprigionamenti; la polizia +riempiva le prigioni, violando continuamente le leggi e la sicurezza +personale e facendo regola di ogni sua licenza. I processi si +accumulavano perchè al minimo sospetto o al più leggero cenno di spioni, +seguivano processi in massa, istruiti dalla stessa polizia; gli avvocati +non osavano più difendere gli arrestati, perchè temevano la vendetta del +governo, che toglieva loro le cariche. Questa sorte toccò tra gli altri +a Giuseppe Macarelli, presidente della Corte criminale di Napoli, per +aver difeso strenuamente alcuni giovani accusati di far parte della +«Giovane Italia». Nello stesso tempo il governo non si vergognava di +mostrare la sua impotenza contro i briganti e di fare con loro dei veri +e propri trattati d'alleanza. Così fece per esempio con Talarico, un +brigante che per ben dodici anni aveva scorazzato per il Sila. Si +capitolò con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò personalmente il +decreto di grazia a Cosenza, e dopo che il terribile capitano si fu +sottomesso, fu inviato insieme con i suoi compagni a Lipari, con una +pensione di 18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato, che era +forte solamente contro gli inermi, non poteva non essere odiato e +disprezzato. Il fermento cresceva in ogni provincia; in Calabria, dove +l'odio contro Napoli uguagliava quello dei Siciliani, in ogni paese si +preparava una rivolta con l'accordo con i capi del partito liberale di +Napoli. + +Il movimento fu arrestato un momento dalla morte di Gregorio XVI e dalla +elezione di Pio IX avvenuta il 16 giugno 1846 e dal meraviglioso +cambiamento, che come per incanto, commosse gli animi di tutti. Mentre +il rimanente d'Italia s'abbandonava ad un entusiasmo indicibile ed il +popolo si ridestava a nuova vita nell'irresistibile impulso verso le +riforme e l'indipendenza nazionale, Napoli assumeva un aspetto sempre +più doloroso, perchè il governo raddoppiava le misure di rigore. Il re +si mostrava senza cuore e senza testa, incapace come era di comprendere +i nuovi tempi, e il potere di Del Carretto giunse a limiti che sembrano +incredibili. Napoli si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti +non si contavano più e nessuna concessione in senso liberale venne fatta +fino all'estate del 1847. Nella stupida illusione che un esercito pronto +a sparare ed una numerosa gendarmeria fossero sufficienti a comprimere +l'odio sempre maggiore del popolo, alimentato per diecine e diecine +d'anni con odiosi spargimenti di sangue, il governo lasciò che +l'amarezza crescesse senza limiti, incoraggiato anche dalle nuove +relazioni di amicizia con la Russia, annodatesi durante la visita che +nel 1845 lo czar Nicola aveva fatta alla Corte di Napoli. Oramai si +erano abituati da lungo tempo a reprimere i numerosi tentativi di +rivolta che venivano considerati come romantiche ed inconcludenti +pazzie. Ed ogni nuova impresa di questo genere sarebbe stata impedita +con tutte le forze, e frattanto si mandava il generale Statella con +numerose truppe in Calabria, che era il focolare di tutte le aspirazioni +rivoluzionarie, al di qua dello stretto. + +Ma la prima rivolta ebbe luogo in Sicilia, a Messina. Un gruppo di +giovani audaci e fanatici aveva deciso di sorprendere e di catturare il +comandante e gli ufficiali ad una festa dove si dovevano recare. Il +movimento, dopo una breve lotta per le strade, finì con l'arresto o con +la fuga di tutti i congiurati. Questo tentativo non era isolato, ma era +in rapporto con le altre sollevazioni che nell'estate del 1847 ebbero +luogo in Calabria ed in Sicilia, le quali in breve tempo trascinarono +tutto il Reame. In Calabria erano stati nominati capi del movimento i +fratelli Domenico e Gian Andrea Romeo, di Reggio. Dopo essersi messi +d'accordo con i congiurati di Napoli, questi due uomini ardimentosi, +alla testa di un gruppo di insorti, s'impadronirono di Reggio e +costrinsero la piccola guarnigione a deporre le armi. Questi fatti +avvennero verso la fine del mese di agosto. Il moto non era +repubblicano; si voleva il re costituzionale e Pio IX, e nella +cittadella venne inalberata la bandiera pontificia. Ma il moto rimase +locale. Vi prese parte solamente la popolazione di Reggio e dei +dintorni; quindi la resistenza non poteva durare a lungo, e tutto doveva +finire come qualche tempo prima ad Aquila, Salerno e Cosenza. Difatti +apparvero ben presto nel porto di Reggio alcune navi della marina +napoletana e dopo una breve resistenza, la città si arrese. I capi degli +insorti si rifugiarono nelle montagne per cercare di scuotere le +provincie: ma le truppe li inseguirono e dopo che Domenico Romeo, un +uomo di grande coraggio e di nobile cuore, cadde con l'arme in mano, suo +fratello si consegnò spontaneamente alle autorità. Più fortunato dei +suoi predecessori, fu condannato alle galere e qualche tempo dopo potè +di nuovo prendere una parte attiva ai casi della sua patria. + +Questo moto era stato più importante di quanti altri ne erano avvenuti +dal 1820. Pur senza nessuna consistenza, una città era caduta in mano +degli insorti, era stato proclamato un governo provvisorio e solamente +dopo due mesi di lotta accanita, il governo aveva potuto ottenere +vittoria completa. + +Al governo questa impresa apparve doppiamente minacciosa, pel fatto che +era in relazione con tutto il movimento rivoluzionario italiano e perchè +gli insorti avevano inalberato la bandiera di Pio IX. E quindi la +repressione fu più crudele che mai, e si arrivò perfino a far subire la +tortura agli insorti ed ai liberali arrestati e rinchiusi in prigioni +orribili; innumerevoli cittadini, nella capitale e nelle provincie +furono strappati alle loro famiglie e la ferocia di Del Carretto e di +Campobasso non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla fine. +L'eccitazione oramai non più frenabile delle popolazioni doveva +scoppiare nella capitale. Le convulsioni che finora avevano agitato le +provincie, avevano un carattere locale, ma ben diversa era la cosa se la +capitale stessa del Reame forzava la mano al governo. + +E così accadde. Tanto più numerose si seguivano le riforme che concedeva +Pio IX, tanto più ardente se ne accendeva il desiderio a Napoli. + +La notizia che il papa aveva concessa una Consulta di Stato cadde su +Napoli e su Palermo come una scintilla in mezzo alla polvere. La polizia +oramai non arrivava più in tempo negli arresti; ogni giorno per tutte le +piazze e per tutte le strade si rinnovavano dimostrazioni di migliaia di +persone. Il moto si faceva ogni giorno più intenso; indirizzi, +petizioni, manifesti d'ogni genere, deputazioni di Siciliani, di +Calabresi, di Napoletani si seguirono ininterrottamente, e per le strade +non si udiva più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i Siciliani! +Costituzione!» + +Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto il re aveva abolito la +penosa tassa sul macinato e diminuita quella sul sale; da ultimo si +decise a cambiare il Ministero. Ne uscirono Niccolò Santangelo e +Ferdinando Ferri; vi rimasero Del Carretto e l'austriacante +Pietracatella. Ma il popolo continuava a circondare ogni giorno il +palazzo reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni giorno continuavano a +giungere deputazioni da tutte le parti del Reame; ogni giorno i rapporti +che venivano dalla provincia, parlavano di movimenti sempre più +pericolosi. Napoli era in uno stato di agitazione convulsa. Il 14 +dicembre il popolo si affollò in piazza della Carità. Schiere +innumerevoli di gente di tutte le condizioni, con numerose bandiere dai +tre colori nazionali, gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo di Toscana e i +Siciliani», e invocavano ad alta voce le riforme. La truppa, rinforzata +con le guarnigioni di Salerno e di Nola, era tutta sotto le armi, ed il +palazzo era guardato dall'artiglieria con i cannoni carichi. Di nuovo +ebbero luogo arresti in massa, e poichè tra gli arrestati vi erano +numerosi giovani dell'aristocrazia, quali il principe Caracciolo, il +duca di San Donato, il duca di Albaneto ed altri, il popolo poteva +convincersi che le idee liberali erano penetrate anche nella più alta +nobiltà. Si chiusero l'Università e le scuole superiori e alcune +migliaia di studenti appartenenti alla provincia furono costretti ad +abbandonare Napoli. E l'agitazione cresceva, da un momento all'altro +poteva scoppiare la tempesta. Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò +in Sicilia, e Palermo dette con la sua coraggiosa rivolta il segnale a +tutta l'Europa per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità +elettrica, per poi finire con mettere in evidenza in tutti i paesi la +debolezza della razza moderna. + +Tra tutte le nazioni che allora si sollevarono in nome del diritto e +della libertà, poche erano più degne di simpatia e nessuna più +conculcata nei suoi diritti della Sicilia. Nessuna aveva davanti agli +occhi una meta così chiara e così reale: l'indipendenza nazionale e la +costituzione del 1812. Mentre in tutto il resto d'Europa ed anche in +Italia, una quantità di idee di natura politica o sociale prodotte da +scuole teoriche o da evoluzioni storiche, confondevano la mente del +popolo, sminuzzavano le forze e gli interessi e rendevano impossibile un +risultato generale, la Sicilia era rimasta nel suo patriottico +isolamento in disparte da ogni indirizzo moderno. Era stato abolito il +feudalismo senza che sorgessero tendenze socialistiche; la nobiltà +alleata col clero, insigne per cultura, mentre tutto il resto della +popolazione rimaneva indietro, e per meriti patriottici nelle scienze, +era senza contrasti alla testa nel chiedere il riconoscimento dei +diritti nazionali. È noto che la costituzione del 1812 concessa da lord +Bentich fu abrogata da Ferdinando I. L'ultimo Parlamento siciliano fu +disciolto il 15 maggio 1815. Quando il re nel 1816 si preparava a +modificare sostanzialmente quella costituzione di cui l'Inghilterra si +era resa garante, lord Castelreagh lo minacciò di un intervento inglese. +Ma la minaccia rimase allo stato di nota diplomatica ed il re potè +indisturbato conculcare i diritti della Sicilia e riunire l'11 dicembre +1816 l'isola a Napoli. L'esercito nazionale fu disciolto, +l'amministrazione tornò napoletana e le imposte furono aumentate +arbitrariamente. I Siciliani con la rivoluzione del 20 fecero di nuovo +trionfare la loro indipendenza e la loro costituzione; ma dopo che +Palermo fu costretta ad aprire le porte al generale Florestano Pepe, ed +il generale Colletta ebbe domata l'insurrezione, il governo di Napoli si +mise di nuovo nella via che s'era prefissa, quella cioè di rendere la +Sicilia una semplice provincia del Reame. L'isola, angariata in modo +incredibile dalle imposte, cadde in una profonda miseria; le città +perdettero ogni animazione, ed il governo sperò che in questo stato di +cose ed incoraggiando premeditatamente l'ignoranza, le forze +patriottiche si sarebbero sempre più indebolite. + +Nel 1837, dopo l'insurrezione provocata dal colera, Ferdinando II aveva +con un decreto del 31 ottobre compiuto un ulteriore atto di violenza +contro i Siciliani; venne stabilita la reciprocità degli impieghi fra +Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza di paese, qua potevano +venir assunti i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il disagio +finanziario contribuì ad inasprire l'animo dei Siciliani, poichè +quantunque per legge del Parlamento del 1813 il governo non potesse +ricavare dalla Sicilia una somma superiore a 1.847.685 oncie, pure +questa cifra era stata di molto superata, specialmente per la tassa sul +macinato e l'imposta fondiaria. S'aggiunsero poi altre tasse, tanto che +la piccola proprietà era oberata del 32 per cento. + +E la miseria divenne sempre più spaventosa. Due flagelli avevano +devastata l'isola: il colera e Del Carretto, l'_alter ego_ del re. +Questo uomo, che lo stesso Tiberio non avrebbe sdegnato di nominare +ministro di polizia, si comportava in una maniera inaudita. I Siciliani +soffocavano sotto la triplice compressione delle tasse, degli sbirri e +dei soldati. Perfino il governatorato, quest'ultima larva di +riconoscimento nazionale, pel quale la Sicilia si distingueva dalle +altre provincie di terra ferma, venne dato in mano a dei militari. Il +conte di Siracusa, fratello del re, noto pel suo umore bizzarro che +ricordava quello del granduca Costantino di Russia, fu l'ultimo +governatore di sangue reale. Dopo il suo richiamo, avvenuto nel 1835, +non furono nominati che generali. Nel 1839 il re nominò luogotenente +dell'isola perfino uno Svizzero, il generale Tschudy; gli successe il +generale Vial e nel 1840 il De Maio. + +Le relazioni della Sicilia con Napoli e con la dinastia dei Borboni alla +fine del 1847, somigliavano a quelle prima dei Vespri Siciliani. A +tanta distanza di tempo si trattava ugualmente della stessa oppressione +e dello stesso sforzo di Napoli per togliere alla Sicilia ogni carattere +nazionale, e tutte e due le volte una costituzione, prima esistente, e +poi tolta con la violenza, causava e giustificava la rivoluzione. Vi +sono anche altre somiglianze: tutte e due le volte venne proclamata la +decadenza della dinastia regnante e nominato un re straniero. Ma i +risultati invece furono ben differenti. La rivoluzione del 1848 +intrapresa con entusiasmo, fu da principio mirabile per unanime +concordia di animi, ebbe favorevoli le circostanze di tempo, e pure in +poco tempo finì miseramente con grande meraviglia di tutti. Quasi +ventimila uomini in armi potevano combattere per lei e si può dire che +due reggimenti svizzeri ne ebbero ragione senza fatica. + +Esaminiamo un poco l'andamento delle cose. + +Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo di Napoli si agitava +violentemente, anche quello di Palermo era in grande fermento. +Governatore del re era Maio (un nome che ai tempi di Guglielmo il +Normanno aveva avuto un periodo di rinomanza molto sgradita) e +comandante delle truppe reali era Vial. La popolazione, con alla testa +uomini della più antica nobiltà, il marchese Ruggiero Settimo, il +marchese Spedalotto, il principe Serra di Falco, Scordia, Pallagonia, +Grammonte, Pantellaria, aveva mandato a Napoli numerose deputazioni +chiedenti il riconoscimento degli antichi diritti. In Palermo avevano +luogo le stesse dimostrazioni che a Napoli, gli stessi arresti in massa +e lo stesso atteggiamento minaccioso delle truppe. Non venendo nessuna +concessione da parte del governo, i Siciliani annunziarono la lotta con +cavalleresca franchezza ad alta voce; la rivoluzione, infatti, venne +proclamata con manifesti, discorsi e deputazioni. Essa non doveva avere +nessuno dei caratteri di una cospirazione, nè assumere l'aspetto di una +rivolta o di una sedizione; no, era la popolazione che si sollevava +tutta intiera. Si stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848, giorno +natalizio di Ferdinando: se per quel giorno i desiderî del popolo non +venissero soddisfatti, si sarebbe dato principio alla lotta. E la +mattina di quel giorno il popolo infatti si ribellò. Le campane +suonarono a stormo, tutta la popolazione, nobili, frati, preti, +borghesi, operai e pescatori, senza distinzione di casta, gli uni bene +armati, gli altri impugnando armi d'occasione, spiedi, ramponi e +coltelli da caccia, si riversò sulle piazze. Si gridava: _Evviva Pio IX! +Evviva la Lega Italiana! Evviva Santa Rosalia_. Le truppe si ritirano; +l'artiglieria circonda il palazzo reale, il quale domina il Cassaro che +è la strada principale della città. Alle due dopo mezzogiorno Palermo +era piena di barricate, senza che si venisse alle mani. Si stava pronti +da una parte e dall'altra; tutta la notte passò in silenzio, interrotto +solo da qualche voce di comando, da qualche lumicino nelle strade e dai +fuochi accesi sulle piazze. La mattina dopo i cannoni che circondavano +il palazzo reale cominciarono a fare fuoco e nel dopo pranzo dal forte +di Castellammare si prese a tirar granate. Questo forte era comandato da +uno Svizzero risoluto, il colonnello Gros, che aveva ordine di lanciare +ogni cinque minuti una bomba sulla città; egli tirò solamente ogni +quarto d'ora. Per le strade si combattè con ardore; le campane, che +suonavano a stormo, confondevano il loro frastuono con le grida dei +combattenti e con il crepitío delle armi. I consoli di tutte le potenze +estere ed il comandante della nave inglese ancorata nel porto, +formularono una protesta in cui si chiedeva di moderare almeno il +bombardamento della città e che si interrompessero le ostilità per +ventiquattr'ore, onde dar tempo agli stranieri di rifugiarsi sulle navi. +Trascorso questo termine, che fu concesso, la lotta cominciò di nuovo. +Il coraggio dei Palermitani fu degno dei loro antenati; si videro +gruppi capitanati perfino da frati benedettini e preti, che, in mezzo al +grandinar delle palle, tenevano in alto una croce o una bandiera. +Meraviglioso l'ordine; non fu commesso nessun eccesso e nessun furto +senza che non venisse immediatamente punito dalla stessa giustizia +popolare. Nessun atto di crudeltà fu commesso da parte del popolo nei +primi giorni della rivolta; gli insorti stessi trasportavano al +lazzaretto i soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete di vendetta, +e gli odî personali e politici vollero le loro vittime; avvennero scene +di terribile furore popolare; anche i soldati, e forse per i primi, +divennero feroci, inaspriti dalla situazione insostenibile e dallo +sforzo disperato che dovettero sostenere. Essi assaltarono i conventi, +uccisero tutti i frati benedettini, e gettarono dalle finestre sul +selciato delle strade, morti e viventi. + +Mentre il popolo combatteva sulle strade, i capi emanarono un proclama +in cui si enumeravano le cause della rivoluzione. Da trent'anni, si +diceva in esso, il Parlamento siciliano non viene più convocato; +l'assolutismo, che ha violato le leggi e conculcato tutti i diritti, ha +prodotto la miseria nelle campagne e nelle industrie. Invano il popolo +ha nel 1816 protestato presso l'Inghilterra, che pure nel 1812 aveva +garantito l'applicazione dello Statuto di Federico II d'Aragona nella +sua nuova forma; invano le sollevazioni del 1831, 1837, 1847! Ma con le +riforme di Pio IX è venuta l'ora della liberazione, ed ora i Siciliani +si sono armati per riconquistare i loro diritti, per ricondurre di nuovo +la loro patria nel numero delle nazioni viventi. Siciliani, non hanno +forse i nostri antenati cacciato via il tirannico Carlo d'Anjou? Non +hanno sostenuto Ferdinando d'Aragona contro tutta l'Europa? Che cosa +possono le armi di Ferdinando II, se tutto un popolo persiste nel suo +volere? Il dado è tratto, completiamo noi la santa impresa. Viva Pio IX! +Viva la Sicilia! Viva i nostri fratelli d'Italia! + +Frattanto la nave _Vesuvio_ aveva portato a Napoli la notizia dello +scoppio della rivoluzione. Il governo spaventato fece imbarcare su dieci +navi, sei mila uomini agli ordini del generale Desauget. E quando queste +truppe giunsero a Palermo il 15 gennaio (ci vogliono sedici ore di +navigazione da Napoli a Palermo) tutta la città, meno i forti ed il +palazzo reale, era in mano degli insorti. La rivolta era organizzata +splendidamente; si era formato un governo provvisorio composto di trenta +persone scelte tra le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla +rivoluzione; che essa fosse una sollevazione vera e propria e non, come +si disse poi, un semplice colpo di mano del clero desideroso di potere e +della nobiltà gelosa dei suoi diritti, lo dimostra il fatto che vi +parteciparono tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti, +Catania, Trapani, Noto, Milazzo e Caltanissetta le truppe napoletane +furono sbaragliate; fu nominata una Giunta provvisoria e proclamato di +procedere d'accordo con Palermo. Il governo provvisorio di Palermo si +suddivise in quattro Giunte, la prima per la difesa, presieduta dal +principe di Pantellaria, la seconda per il vettovagliamento, presieduta +dal marchese Spedalotto, la terza per le finanze, presieduta dal +marchese di Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato, presieduta da +Ruggiero Settimo, un nobile e degno vecchio, che era stato ministro e +che godeva una grandissima popolarità per le sue idee liberali. + +Le truppe di Desauget si unirono agli assediati e formarono un corpo di +novemila uomini, coi quali fu possibile ricominciare la lotta. Il duca +Maio e Spedalotto, pretore della città, vale a dire presidente del +Senato di Palermo, si scambiarono delle note: il popolo chiedeva la +costituzione del 1812 e l'immediata convocazione del Parlamento. Il +conte d'Aquila, fratello del re, che era giunto il 15 insieme con le +truppe, ventiquattr'ore dopo ripartì per Napoli con due fregate, per +esporre al re lo stato delle cose ed esortarlo a cedere. Il 25 era già +di ritorno portando seco il decreto di riforme che il re, spaventato +dalla piega degli avvenimenti, si era lasciato strappare. Con questo +decreto veniva concessa ai Siciliani un'amministrazione separata oltre +che per tutti gli affari anche per la giustizia, veniva abrogato il +decreto del 31 ottobre 1837; il conte d'Aquila veniva nominato +governatore, e si creava un nuovo Ministero presieduto da Lucchesi, +Palli. + +Ma il governo provvisorio rifiutò queste concessioni; esso voleva +l'allontanamento delle truppe, la consegna di tutti i forti e la +convocazione del Parlamento in base alla costituzione del 1812. +L'entusiasmo non permetteva più di riflettere, si voleva ottenere tutto +e la lotta ricominciò con nuovo ardore da tutte e due le parti. I +soldati soffrivano enormemente; mancavano di pane e amareggiati da una +lotta ininterrotta, cominciarono a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio +anche il palazzo reale cadde in mano del popolo, Desauget vide +l'impossibilità non solo di domare Palermo, ma di resistere ancora, e +domandò un armistizio per imbarcare gli avanzi delle sue truppe e +rimandarli a Napoli. Ma il popolo mise come condizione assoluta per +l'armistizio, la consegna del forte di Castellammare ed allora le +truppe regie nella notte del 29 gennaio si portarono a Solanto passando +per Bagaria, dove, stremate di forze, riuscirono ad imbarcarsi. Quando +furono giunti a Napoli, laceri scalzi e istupiditi come dopo una lunga +campagna, apparve chiaro che i Siciliani erano riusciti vittoriosi e che +il governo era incapace di resistere anche adoperando senza riguardo le +armi. + +Ed infatti la rivoluzione faceva, in Sicilia, passi da gigante. La +resistenza delle truppe restate nell'isola era oramai ridotta a nulla; +eran rimaste nelle loro mani, solo la cittadella di Palermo e quella di +Messina, difesa dal generale Pronio: tutto il resto dell'isola era +perfettamente libero ed in condizione di organizzarsi in senso +nazionale. + +In Napoli questi avvenimenti venivano ingrossati, ed il popolo si +abbandonava ad una gioia irrefrenabile; le strade rintronavano +continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!» Già in Castel +Sant'Elmo sventolava la bandiera rossa ed in tutte le caserme +risuonavano segnali d'allarme. Chi poteva più frenare una città come +Napoli? Il re, assediato dai suoi consiglieri e dal corpo diplomatico, +tentannava, ma alla fine si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio +Del Carretto fu allontanato, ed allorchè in compagnia del duca +Filangieri scendeva le scale del palazzo reale, venne arrestato e poi +silenziosamente e di notte, come si usava un tempo a Venezia, condotto +su di una nave già pronta che partì immediatamente per Livorno. Non gli +fu concessa nessuna dilazione e non potè salutare nè amici, nè parenti; +solamente il re gli mandò 3000 ducati. + +Tutti i ministri presentarono le loro dimissioni. A presiedere il nuovo +gabinetto fu chiamato il duca Serracapriola che era stato ambasciatore +in Francia; gli altri ministri furono scelti tra le persone bene accette +al popolo, come Borelli, che aveva partecipato alla rivoluzione del '20 +e che aveva sofferto il carcere e l'esilio; Bonanni, Dentice, e Carlo +Cianciulli che andò agli Interni. Si disse che costoro avevano accettato +il portafogli solo alla condizione che il re concedesse la costituzione; +altri dicevano che il re stesso avesse preso l'iniziativa di concedere +la costituzione. Ed il decreto venne il 29 gennaio 1848. Si creava una +Camera Alta, i di cui componenti venivano scelti dal re, ed una Camera +di Deputati eletti dal popolo; si annunziava inoltre la responsabilità +dei ministri, la fondazione di una Banca nazionale; e si riconcedeva la +libertà di stampa. Così il re assoluto di Napoli era stato condotto +dalla forza degli avvenimenti a concedere la costituzione prima ancora +che in Toscana ed in Piemonte. In un baleno le cose cambiarono +d'aspetto: la polizia scomparve come gli uccelli notturni che la luce +del sole spaventa; gli esiliati tornarono in patria; le carceri +restituirono le loro vittime; la libertà di stampa fece piovere +giornali, fogli volanti, e specialmente satire atroci contro i passati +ministri. Il popolo però nei suoi strati più bassi contemplava queste +novità con sfiducia; i lazzaroni, questi amici del re assoluto, che si +erano abituati alle esortazioni dei frati fanatici ed alle distribuzioni +di denaro che faceva loro Del Carretto, cominciarono ad agitarsi ed a +riunirsi al Mercato e nel porto per difendere il re; ma la guardia +nazionale li costrinse a mantenersi tranquilli. La concessione della +costituzione creò per prima cosa la divisione degli animi in vari +partiti, e mentre da una parte si schieravano radicali ed avvocati, +scrittori e principi e si univano in un lavoro appassionato, si vide +dall'altra parte il popolo in grande maggioranza, per quanto commosso +dalla novità della cosa, incapace di afferrare un principio politico e +di partecipare efficacemente al nuovo stato di cose. I Napolitani sono +dei grandi fanciulli, anche la storia universale diventa per loro una +cosa decorativa come la natura, e si risolve in una rappresentazione +teatrale, mentre la polizia pensa a sgombrare il palcoscenico. + +Si fecero dei saturnali d'una incredibile vivacità; partirono emissari +per tutte le provincie con la formola di giuramento della costituzione. +Una nave salpò in gran fretta per Palermo onde calmare i Siciliani che +ancora combattevano e per ordinare al comandante di Castellammare di +consegnare il forte nelle mani del popolo. E ciò accadde il 5 febbraio. +Tre giorni prima il governo provvisorio aveva assunto una forma più +stabile sotto la presidenza di Ruggiero Settimo e mentre tutta l'isola +si rafforzava sempre più nel nuovo stato, cresceva anche la fiducia +nelle proprie forze e la convinzione della debolezza di Napoli. E pure +Messina era ancora nelle mani delle truppe regie; perchè la poderosa +fortezza resisteva a tutte le tempeste di popolo e dalle mura di essa +Pronio rovesciava sugli insorti una pioggia di bombe. Quello che +sorprende è che i Siciliani non sieno stati in grado d'impadronirsi di +quella fortezza nel primo impeto della loro rivolta. Costretti ad +abbandonare questo posto così importante, essi lasciarono in vita il +primo germe di rovina della loro impresa; Messina fu il tallone +d'Achille della loro libertà. + +Frattanto il governo di Napoli si trovava nella peggiore delle +situazioni. Incapace di riprendere la Sicilia con la forza ed ancor +meno disposto a riconoscere le pretese del popolo, fu costretto ad +accettare la proposta mediazione dell'Inghilterra. + +Il Gabinetto di Palmerston profittò con prontezza dell'interna +confusione di Napoli per indebolire il Regno, per intromettersi +attivamente nei suoi affari e conquistarsi una stabile posizione in +Sicilia. Tutti gli occhi erano rivolti sull'Inghilterra. Essa aveva +garantito la costituzione di Bentick e quindi era considerata come la +naturale alleata dell'insurrezione siciliana; la sua flotta apparve +dinanzi a Palermo, altre navi sue incrociavano nelle acque di Messina ed +armi e munizioni inglesi erano state distribuite in gran copia a +Palermo. La diplomazia inglese spingeva il re a fare le maggiori +concessioni e ad accettare la mediazione di lord Munto. Allorchè poi la +rivoluzione di febbraio in Francia minacciò di sconvolgere la situazione +di tutta l'Europa e dette nuova energia alle richieste dei popoli, il +governo di Napoli concesse ai Siciliani tutto quello che era possibile +concedere senza arrivare ad una definitiva rinunzia. + +Il 6 marzo, il re dette il suo assenso ad un'immediata convocazione del +Parlamento siciliano e alla revisione della costituzione del 1812 +«adattandola ai nuovi tempi». Contemporaneamente Ruggiero Settimo venne +nominato vicerè e venne creato un Ministero siciliano; tuttavia, +Siracusa e Messina dovevano, come garanzia, permettere una guarnigione +di truppe napolitane. + +Se i Siciliani nella calma avessero esaminato la debolezza della loro +forza di resistenza e quella ancora maggiore dei loro mezzi di guerra ed +avessero accettata la proposta mediazione, paghi di un Parlamento e di +una costituzione propria, forse avrebbero potuto sotto la garanzia +dell'Inghilterra e della Francia, conservare le fatte conquiste. Ma la +facile vittoria del gennaio, la spregevole debolezza della dinastia dei +Borboni, a cui il popolo rimproverava sempre i precedenti spergiuri, la +passione patriottica, l'odio, l'orgoglio nazionale e finalmente lo stato +di convulsione in cui si trovava l'Europa e che sembrava presagire una +nuova èra, soffocarono ogni voce di moderazione. Lord Munto venne +accolto in Palermo con fredda sostenutezza, si diffidò dell'Inghilterra +non meno che dei Napolitani, si reclamò la indipendenza più completa, si +accettò solamente un governatore di sangue reale purchè riconosciuto dal +Parlamento nazionale e come procuratore di esso. Tutti gli impiegati +dovevano essere siciliani e dovevano venir nominati senza la +convalidazione del re; la flotta doveva essere siciliana. Si chiedeva +inoltre la consegna di Messina e di Siracusa e che la quarta parte della +marina da guerra e degli approviggionamenti militari fossero dichiarati +proprietà nazionale della Sicilia. Da ultimo la Sicilia doveva avere una +rappresentanza autonoma nella Lega italiana. + +Si concedeva al monarca di Napoli di assumere il titolo di re di +Sicilia, ma allo stesso modo come ha ancora il titolo di re di +Gerusalemme. I Siciliani, dato il trattamento che avevano fino allora +subíto, potevano bene assumersi il diritto di fare queste richieste, ma +disgraziatamente mancava loro il più efficace dei diritti, quello della +forza che è l'unica che possa mutare in fatti la sola volontà. + +Il re protestò solennemente contro ogni atto che tendeva a diminuire la +situazione creatagli dal Congresso di Vienna, come re delle Due Sicilie. +Dietro di lui si agitava il rappresentante dello Czar a Napoli, +Chreptowitsch, di fronte a lui stava lord Munto. Ed intanto si andava +avanti con le trattative senza concludere nulla, mentre da una parte i +Siciliani si governavano da sè stessi e dall'altra a Napoli si +rappresentava una nuova opera intitolata: _La Costituzione_. + +La costituzione venne annunziata il 10 febbraio ed il re, il 24 febbraio +la giurò nella chiesa di S. Francesco di Paola, sopra il Vangelo, con +grande pompa, in mezzo all'entusiasmo del popolo, così come aveva fatto +suo nonno Ferdinando I. Ancora una volta Napoli diventava uno Stato +costituzionale. + +Subito dopo, il 2 marzo, cadeva il ministero Serracapriola, e ne veniva +formato un altro sotto la presidenza di Cariati. Che trasformazione +avveniva! Carlo Poerio, l'avvocato liberale, appena liberato dalle +catene messegli da Del Carretto, diventava ministro della pubblica +Istruzione; Gian Andrea Romeo, pochi giorni prima mandato in gran fretta +in galera, godeva ora del favore della Corte e veniva nominato +Intendente del Principato Citeriore, e come difensore della monarchia +costituzionale veniva posto contro il radicalismo che diventava sempre +più irrequieto. L'11 marzo i Napoletani godettero uno spettacolo +eccezionalissimo: Nella piazza davanti a Castel Nuovo, passavano trenta +carrozze con entro i gesuiti mandati in esilio. Monsignor Cocle, il +potentissimo confessore del re, era già scappato via e si era rifugiato +a Malta. Del resto l'allontanamento dei gesuiti mise in luce lo stato +morale del popolo. Appena essi avevano abbandonata la città, i +lazzaroni, sobillati da frati e preti, si radunarono in gran numero e +cominciarono a chiedere a grandi gridi il richiamo dei seguaci della +Compagnia di Gesù. Acclamavano il re e la Madonna del Carmine, ma +gridavano morte alla costituzione ed ai liberali che volevan togliere +loro, come essi dicevano, i loro santi e la loro religione, e +distruggere le loro chiese. La guardia nazionale dovette penare non poco +per sedare il tumulto. Questi lazzaroni, povere creature del momento e +pure ardenti sostenitori del passato, non avevano la più lontana idea di +ciò che fosse costituzione. Essi rimanevano fedeli al re; appena questi +si mostrava in pubblico, essi lo circondavano e gli chiedevano le armi +per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo armi, dicevano, prenderemo +le pietre delle strade e ti difenderemo, come i nostri padri hanno +difeso tuo nonno». + +Mentre la Sicilia, che il 25 marzo aveva solennemente inaugurato il suo +Parlamento, si apparecchiava alla completa indipendenza e alla +deposizione del re, così che il governo si trovava in grandi imbarazzi +tanto da una parte che dall'altra del faro, sopraggiunse anche il +movimento che si era propagato in tutta Italia e che costrinse Napoli ad +uscir fuori dei propri confini. Si trattava della _Lega d'Italia:_ si +doveva tenere il Congresso italiano a Roma, inviare un esercito a +cooperare alla guerra dì Lombardia in favore dell'indipendenza +italiana. Si preparò tutto con grande abilità. Già il 28 marzo il +principe Schwarzenberg, ambasciatore austriaco a Napoli fu costretto a +partire; il 7 aprile salì al potere un nuovo Ministero sotto la +presidenza di Carlo Troia ed il re pubblicò un pomposo manifesto in cui +invitava il suo popolo a cooperare all'unione d'Italia. Immediatamente +partirono i reggimenti per la Lombardia sotto il comando del generale +Guglielmo Pepe, il celebre capo dei Carbonari del 1820. Numerosi +volontari erano già partiti, accompagnati dall'entusiastica principessa +Belgioioso. + +Erano appena accaduti questi fatti e gli occhi di tutti erano rivolti +verso una patria più grande, quando giunse da Palermo la notizia che il +Parlamento siciliano aveva all'unanimità deposto Ferdinando II e l'aveva +dichiarato decaduto da tutti i suoi diritti sulla Sicilia. Il 13 aprile +fu redatto questo atto straordinario e lo sottoscrissero il marchese +Torrearsa, come Presidente della Camera dei Deputati, il duca Serra di +Falco, come presidente della Camera Alta, Ruggero Settimo, presidente +del Consiglio, e Calvi ministro dell'Interno. La Sicilia si era resa +indipendente e nel suo trono doveva esser chiamato un principe italiano, +appena la costituzione fosse stata completata in tutte le sue parti. + +Questi provvedimenti estremi non ottennero un consenso unanime nel +popolo. I radicali esultarono; Palermo s'illuminò a festa per tre sere +consecutive; furono spezzate tutte le statue dei re, eccetto quella di +Carlo III; ma i moderati ne rimasero spaventati; oramai era inevitabile +una maggiore divisione di partiti e quindi un principio di reazione. Odî +sconfinati e passioni fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la +speranza nell'Inghilterra e nella Francia ed anche nel Piemonte, al cui +re si era spontaneamente offerta la corona, avevano contribuito a far +prendere quelle decisioni; si volevano ripetere i giorni gloriosi dei +Vespri e si contava, oltre che nelle proprie forze, anche +nell'intervento straniero. + +Il re di Napoli rispose con una protesta, nella quale dichiarava che +quel decreto non aveva nessun valore. Il Parlamento frattanto aveva +nominato una Commissione con l'incarico di redigere un manifesto a tutte +le Nazioni civili, nel quale si spiegassero i motivi della deposizione +del re, e nello stesso tempo di rivedere la costituzione del 1812. Ma +non con la stessa energia si procedeva alla creazione di una flotta +nazionale. Pronio rimaneva sempre chiuso nella cittadella di Messina, +respingendo con successo ogni tentativo del popolo di impadronirsene. +Da ultimo Giannandrea Romeo, mandato in Sicilia dal re, ottenne la +conclusione di un armistizio fino al 15 maggio. + +Le cose stavano a questo punto, quando il 15 maggio avvenne un colpo di +scena che ferì a morte la rivoluzione di Napoli. Era il giorno destinato +all'apertura del Parlamento; i deputati erano già giunti dalla +provincia, ed il re aveva nominato le 50 persone che dovevano far parte +della Camera Alta. Il giorno prima nel giornale ufficiale era stato +pubblicato anche il cerimoniale da seguirsi per l'inaugurazione. I +deputati ed i senatori dovevano riunirsi nella chiesa di S. Lorenzo +dove, dopo ascoltata la Messa, il re avrebbe pronunciato il discorso +d'apertura, a cui avrebbe seguito il giuramento di fedeltà al trono ed +alla costituzione. Appena questo programma fu pubblicato, cominciò +un'agitazione violenta. I deputati si rifiutavano di prestare un +giuramento che veniva a limitare i poteri della futura Camera; i +radicali non volevano sentir parlare di una Camera Alta. Questi ultimi, +in numero di 99, tra i quali Ricciardi, Camaldoli e La Cecilia, +appartenenti alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto, sedendo in +permanenza tutta la notte dal 14 al 15 e mandando una deputazione al +presidente dei ministri perchè rinunziasse a quel programma. Il re vi si +rifiutò. Ed i radicali allora, forse tra loro vi era qualche agente del +governo, eccitarono il popolo: si proruppe in minaccie, si disse che +giungevano in rinforzo i Calabresi di Romeo, che sarebbero intervenuti i +Francesi che già tenevano pronta una flotta nelle acque di Napoli, e si +gridò che bisognava deporre il re e proclamare la repubblica. Nelle +strade laterali di Toledo, occupate dalla guardia nazionale, si +innalzarono numerose barricate, mentre le truppe circondarono in fretta +il palazzo reale. Il furore e la confusione crescevano di minuto in +minuto. La mattina del 15 i deputati si costituirono nel Parlamento in +governo provvisorio e nominarono un Comitato di salute pubblica. E così +si rese impossibile una soluzione incruenta. Fu la sfiducia verso la +dinastia dei Borboni che spinse le cose a questi estremi; più a questa +sfiducia che al partito repubblicano si deve ascrivere la catastrofe del +15 maggio; perchè i repubblicani erano poco numerosi e senza alcun +seguito nel popolo. Il re poi la mattina fece ancora delle altre +concessioni: la Camera Alta non si sarebbe radunata e la formola del +giuramento sarebbe stata mutata, e sembrava da principio che il tumulto +si calmasse; alcune barricate furono abbandonate ed i reggimenti +svizzeri tornarono nelle loro caserme. Ma i radicali non si fidarono di +queste promesse; i tumultuanti nelle piazze che in gran parte erano +venuti a Napoli dagli Abbruzzi, dal Principato e dalle Calabrie, +attizzavano il fuoco, impedivano la demolizione delle barricate e ne +innalzavano delle nuove. Di nuovo i deputati posero al re le seguenti +condizioni come garanzia della sua buona intenzione di mantenere la +costituzione: abolizione della Camera Alta, consegna di tutti i forti +alla guardia nazionale, allontanamento di tutte le truppe dieci miglia +dalla città. Il re di rimando si riportò alla costituzione da lui +giurata e che la Camera dei Deputati aveva apertamente violata con le +sue deliberazioni illegali e che egli invece difendeva. E' fuor di +dubbio che a questo momento erano i deputati che avevano violato la +costituzione del 10 febbraio, mentre finora il governo aveva agito +legalmente. Esso conosceva la debolezza del partito popolare e poteva +contare sulla fedeltà delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare la +lotta con risolutezza. Il re stesso alla fine si mostrò risoluto di +andare fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti i comandanti dei +forti di bombardare la città al primo inizio delle ostilità. + +Alle 11 del mattino si sparò il primo colpo di fucile. Una guardia +nazionale uccise un soldato e la lotta cominciò. Le truppe si +slanciarono subito contro le barricate e i quattro reggimenti svizzeri +si avanzarono con le baionette inastate. Contemporaneamente da Castel +Nuovo si cominciò a bombardare a mitraglia la città senza riguardi. Si +combattè per lungo tempo con grande accanimento; ma quantunque i +radicali avessero trasformato in fortezze molte case e dalle finestre e +dai balconi sparassero come da feritoie, pure tutte le barricate caddero +davanti all'impeto degli Svizzeri, i quali poi si precipitarono entro i +palazzi ed uccisero a colpi di spada chiunque trovarono in armi. Nel +pomeriggio la mischia era già finita sotto Toledo, ma si combatteva +ancora a S. Brigida in Mercadello. Molti palazzi bruciavano o cadevano +in rovina. Dietro gli Svizzeri infuriavano schiere sfrenate di lazzaroni +venuti per saccheggiare la città e che si precipitavano in ogni casa +rimasta libera per prendere quanto capitava loro nelle mani. La notte +del 15 trascorse illuminata dai bagliori degli incendi e l'alba sorse su +di un quadro spaventevole; palazzi in rovina, barricate distrutte, morti +e feriti confusi insieme, marmaglia vagante con aria sospetta e carica +di mobili e di cose di valore; gruppi di prigionieri che venivano +spinti a piattonate verso Castel Nuovo. I deputati dispersi o +prigionieri, alcuni come Romeo, Pellicano, Scialoia, Saliceti, avevano +potuto fuggire; altri tentarono d'imbarcarsi sulle navi francesi +ancorate nel porto. + +Il trono era stato salvato dagli Svizzeri. Si è rimproverato a questi +mercenari del dispotismo la loro crudeltà verso il popolo ed anche di +aver partecipato al saccheggio dei palazzi nella giornata del 15 maggio; +ed i quattro comandanti a nome dei loro reggimenti pubblicarono una +dichiarazione (Napoli, 7 giugno 1848) dove si respingeva questa accusa e +si affermava che avevano combattuto non contro il popolo, ma per il +popolo e per la costituzione del 10 febbraio che anch'essi avevano +giurato di difendere. + +Il 16 maggio il re comparve sul balcone del suo palazzo per ringraziare +i suoi salvatori ed il 17 fece una passeggiata in carrozza per le strade +devastate della sua città. I lazzaroni lo circondarono subito, +sventolando bandiere borboniche, con in mezzo la Madonna del Carmine, e +gridando: «Santa fede!» Pretendevano anche che il re desse loro il +permesso di saccheggiare la città. + +Il giorno 16 era stata disciolta la guardia nazionale ed una ragazzaglia +cenciosa portò le armi al Comando generale con urli di gioia. Napoli +venne posta in stato d'assedio e contemporaneamente apparve un decreto +reale che conteneva la formale assicurazione che la costituzione giurata +sarebbe stata fedelmente mantenuta e che, mentre scioglieva la Camera, +ne convocava un'altra pel primo giugno. Si formò anche un nuovo +Ministero nel quale Cariati ebbe la presidenza, Bozzelli l'interno, il +principe Ischitella la guerra e la marina, Torella l'agricoltura e il +commercio, il generale Carascosa i lavori pubblici, Paolo Ruggiero le +finanze e Serracapriola la presidenza del Consiglio di Stato. + +Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta del 15 maggio, più +fortunato di suo nonno che potè liberarsi dalla costituzione solo con un +aperto spergiuro e con l'aiuto delle armi straniere. I giudizi sulla +giornata del 15 maggio sono assai discordi; se si pensa però che +l'assolutismo non può mai essere benevolo verso la costituzione, si deve +riconoscere che il governo napoletano mostrò carattere e che in +principio agì anche con moderazione. I radicali, male organizzati, senza +essere sostenuti dal popolo, audaci fino alla pazzia e nella grande +maggioranza uomini visionari, come in tutta l'Europa, offrirono essi +stessi al governo una splendida occasione. Ed il governo naturalmente +l'afferrò con furberia e con prontezza, fece sì che il popolo si +sollevasse contro di loro, e si atteggiò a difensore della costituzione. +Si paragonino gli avvenimenti del 1848 con quelli del 1820 e si vedrà +che la rivoluzione dei Carbonari fu più pronta al principio e più +efficace nel seguito. Allora si voleva una cosa sola; nel 1848, a +Napoli, come in Germania ed in Francia, si perdette di vista il punto +principale per correre dietro a mille questioni. Da ciò quella +straordinaria debolezza del partito del popolo e l'esempio di una +rivoluzione cominciata così felicemente e così dolorosamente terminata, +come mai era avvenuto in precedenza. + +La giornata del 15 maggio ebbe conseguenze importantissime per tutta +l'Italia; ed il contraccolpo se ne fece sentire subito in Lombardia. +Mentre Ferdinando II richiamava il suo corpo di spedizione, la guerra +con l'Austria subiva una nuova crisi e le aspirazioni degli Italiani +venivano colpite a morte. La flotta napoletana che il 5 maggio era +apparsa davanti ad Ancona ed ora, incrociando davanti a Venezia, +bloccava Trieste e teneva in iscacco la flotta austriaca, tornò indietro +e lasciò Venezia indifesa. + +La milizia territoriale, comandata da Pepe, venne anch'essa richiamata. +Già nell'andata, ed appena entrata nel territorio pontificio, essa +aveva proceduto lentissimamente, secondo ordini segreti ricevuti; +infatti molti ufficiali che godevano la fiducia del re, frapponevano una +quantità di ostacoli alla marcia, così che si raggiunse Bologna solo +dopo moltissimo tempo. A Bologna comparve un ufficiale dello Stato +maggiore napoletano, con l'ordine di tornare immediatamente indietro. +Pepe vi si rifiutò e con una piccola schiera continuò ad avanzare fin +sotto il Po; ma la grande maggioranza delle truppe tornò indietro sotto +gli ordini del generale Statella, per andare a domare l'insurrezione in +Calabria. Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si faceva calcolo in +Lombardia, tornavano indietro, accadde anche che il generale Durando, +romano, non potè più mantenere le sue posizioni contro gli Austriaci di +Nugent e quindi anche da quest'altro lato i piani dei Piemontesi +venivano scompigliati. + +I Napoletani marciarono molto più sollecitamente contro le Calabrie che +contro la Lombardia. Perchè in Calabria doveva continuare ancora la +lotta infelice; la disciolta Camera dei Deputati voleva radunarsi là e +stabilire a Cosenza il centro delle operazioni. Quattro deputati, +Ricciardi, Eugenio di Riso, Raffaele Valentini e Domenico Mauro, +dovevano radunarsi a Cosenza e di là convocare i loro colleghi. Mentre +essi si costituivano in Comitato di salute pubblica, accorrevano i +radicali da tutti i paesi e si distribuivano armi al popolo. Si +radunarono alcune migliaia di Calabresi, da Messina giunse il valoroso +Ignazio Ribotti con alcune centinaia di isolani. Ma appena il generale +Lanza marciò su Cosenza, i Calabresi si ritrassero ed il comitato di +salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente Nunziante sbarcava a +Pizzo e ottenuti rinforzi a Monteleone, si diresse verso Campo Longo, +dove i Calabresi lo respinsero con grande energia. I Napoletani +ripiegarono su Pizzo, dove si abbandonarono ad ogni sorta di eccessi. +Ma, sfortunatamente, tra i capi del popolo regnava una grande discordia, +specialmente tra Ribotti e Mauro. I Calabresi si disciolsero, i +Siciliani che tentavano di imbarcarsi furono fatti prigionieri: pure il +Comitato riuscì a riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono in +banditi, si gettarono sui monti e resero malsicura tutta la Calabria. +Una terribile anarchia fu la conseguenza della guerra calabrese, così +che in ogni provincia abbondarono orrori barbarici, furti ed uccisioni. + +Nelle altre provincie il movimento non ebbe importanza; la causa del +popolo oramai era perduta. Si cullò il popolo con una parvenza di +costituzione; ma solo perchè il partito della reazione ebbe paura di +osare tutto in una volta. Il 14 giugno fu tolto lo stato d'assedio; +venne riorganizzata la guardia nazionale, e le elezioni per la nuova +Camera si svolsero tranquillamente e riuscirono una totale sconfitta del +governo. Il primo luglio Serracapriola inaugurò la sessione in nome del +re con un discorso in cui esprimeva il dolore del sovrano per i +sanguinosi avvenimenti del 15 maggio e richiamava l'attenzione e la cura +dei deputati sull'amministrazione dei comuni e delle provincie, sulla +guardia nazionale e sulla pubblica istruzione. + +Il governo, padrone della situazione da questa parte del faro, rivolgeva +tutte le sue forze contro la Sicilia. Disinteressatosi interamente degli +avvenimenti dell'alta Italia, ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già +Nunziante radunava il suo esercito a Reggio, dirimpetto a Messina e la +flotta si preparava a trasportare in Sicilia i reggimenti svizzeri. +Allora il Parlamento di Sicilia decise l'11 luglio di offrire la corona +dell'isola al valoroso Duca di Genova, secondogenito del re di Sardegna, +che avrebbe assunto il titolo di Alberto Amedeo re di Sicilia, con una +lista civile di 243.030 ducati. Una deputazione si recò in Torino a +portare al duca la corona, ma venne accolta con parole incerte. Il +principe (che morì sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà +della situazione in Sicilia, e la Sardegna doveva guardarsi allora da un +passo troppo ardito. + +Si era giunti così alla fine del mese di agosto; le truppe reali, forti +di 10.000 uomini si erano imbarcate sotto il comando di Filangieri su +tredici vapori e venti cannoniere, e, dopo aver toccato Reggio, +apparvero nelle acque di Messina il 2 settembre. Questa città, nella +quale funzionava un governo provvisorio, era difesa da 16.000 uomini +della guardia nazionale che non erano certo sufficienti a respingere due +assalti contemporaneamente, quello del castello e quello di soldati di +sbarco. Mentre Pronio la mattina apriva il bombardamento e copriva di +proiettili questa città che, come poche in Europa, era da tanti secoli +provata da terremoti, pestilenze e guerre, le truppe effettuavano il +loro sbarco. I Messinesi sono un popolo assai coraggioso e noncurante di +morte, forse i più energici tra i Siciliani, ed anche questa volta si +difesero con grande ardore. Ma essi furono costretti a cedere un posto +dopo l'altro e, dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde in potere +dei nemici. + +Il 7 settembre Filangieri si impadronì definitivamente di Messina che ne +rimase assai danneggiata, dopo tre giorni di accanita resistenza. Anche +qui il pensiero ricorre ai Vespri siciliani. Allora tutte le forze +riunite di Carlo d'Anjou, che comandava in persona le sue truppe, non +riuscirono a piegare Messina, e, dall'aprile fino al 2 settembre 1282, +il grande eroe Alaimo riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme, +nonostante che la fame travagliasse la città in modo orribile ed i +difensori fossero ridotti agli estremi. + +La caduta di Messina produsse un'impressione enorme in Palermo. Il +Parlamento si rivolse di nuovo all'Inghilterra nella speranza di essere +riconosciuti indipendenti da quella nazione. Il Gabinetto di Londra +sconsigliò il re di Napoli da una guerra con la Sicilia, e +all'Inghilterra si unì anche la Francia per mezzo del suo ambasciatore +Rayneval. Le trattative furono condotte innanzi dagli ammiragli Baudin e +Parker che con le loro flotte incrociavano nelle acque di Sicilia ed +ebbero per risultato la stipulazione di un armistizio. + +Mentre le armi tacevano da una parte e dall'altra, in Napoli non +accadeva niente notevole all'infuori dell'aggiornamento della Camera e +della sua nuova convocazione, specie di commedia che il popolo oramai +seguiva senza nessun interesse. Di nove mila elettori iscritti solo +mille andarono a votare, e la Camera appena aperta fu immediatamente +aggiornata fino al primo febbraio 1849. La città aveva ripreso in +tutto la fisonomia di una volta; la polizia riempiva di nuovo le +strade; la Commissione militare che doveva giudicare gli arrestati +del 15 maggio, si era messa all'opera con grande energia, ed anche +monsignor Cocle il 2 settembre era tornato ridendo a Napoli dal suo +esilio di Malta. + +Ma ben presto uno strano avvenimento doveva di nuovo convergere gli +occhi del mondo su Napoli, un avvenimento che non si ripeteva più da +secoli e che prometteva ora di avere conseguenze molto durevoli. Il 27 +novembre giunse in Napoli il conte Spaur, ambasciatore di Baviera presso +la Santa Sede, per consegnare nelle mani del re la seguente lettera: + +«_Sire!_ Il momentaneo trionfo dei nemici della Santa Sede e della +religione hanno costretto il Capo della Chiesa cattolica di lasciare +Roma. Io non so in quale punto della terra la volontà del Signore, al +quale io affido umilmente l'anima mia, vorrà dirigere i miei passi; +frattanto io mi sono rifugiato con alcune persone fedeli negli Stati di +V. M. Io non so quali possano essere le vedute di V. M. a mio riguardo e +non sapendolo, reputo mio dovere farle conoscere per mezzo del conte +Spaur, ministro di Baviera presso la Santa Sede, che io sono pronto a +lasciare il territorio napoletano se la mia presenza negli Stati di V. +M. può diventare causa di timore o di difficoltà politiche. Pio IX». + +Alle sette del mattino dopo, il re con tutta la sua famiglia s'imbarcò +su di una nave per andare a Gaeta. Lo stesso papa che con le sue riforme +aveva infiammato il movimento italiano e il di cui nome era stato +gridato come un simbolo di rivoluzione in tutte le città in rivolta, +veniva ora a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte di Napoli. La +Corte l'accolse con entusiasmo, lo fece alloggiare nel palazzo del +governo di Gaeta e questa Gibilterra di Napoli divenne la Coblenza +d'Italia, il centro della reazione. + +Frattanto erano continuate le trattative per risolvere la questione di +Sicilia. Ferdinando si piegò talmente alle pressioni della Francia e +dell'Inghilterra che offrì il seguente _ultimatum:_ la costituzione +sulle basi di quella del 1812; il governatore siciliano o di sangue +reale; l'amministrazione interna del tutto separata da quella di Napoli; +ma esercito e flotta in comune e tutti i rapporti con l'estero trattati +solo da Napoli. Concedeva inoltre un'amnistia, eccetto che per 45 +persone, che dovevano abbandonare l'isola. + +Gli ammiragli stranieri consegnarono a Palermo questo _ultimatum_ assai +benevolo. Ma le cose erano già andate troppo oltre, e per di più i +Siciliani non avevano nessuna fiducia in quel re falso che già aveva +violato la costituzione di Napoli. In quelle concessioni vi erano +parecchi punti che dovevano col tempo rendere illusoria la costituzione. +Tra gli altri il fatto che la nobiltà siciliana era minacciata di +perdere i suoi diritti, perchè il re si riservava il diritto di nominare +i membri della Camera Alta. E il Parlamento rispose all'_ultimatum_ con +un invito all'insurrezione generale (20 marzo 1849): + +«_Siciliani!_ Per noi il grido di guerra è grido di gioia! Il 29 marzo, +giorno in cui cominceranno le ostilità con il despota di Napoli, sarà +salutato con la stessa gioia, con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè +ci sarà possibile conquistare la libertà col prezzo del nostro sangue. +La pace che vi si offre è vergognosa. Distrugge in un colpo tutto il +bene che ci è venuto dalla rivoluzione. Voi avete meritato l'attenzione +di tutta l'Europa; ma che avrebbe detto l'Europa, se vi foste mostrati +poco gelosi dei nostri diritti, se vi foste piegati al fraudolento +despotismo di un tiranno? Siciliani, quantunque la vittoria sia incerta, +pure una Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha, come un individuo, il +sacrosanto diritto di sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le +rovine della patria, che dare all'Europa lo spettacolo di una inaudita +viltà. La morte è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi vinceremo, +noi confidiamo nella santità della nostra causa e nella forza delle +nostre armi. Pensate alla disperazione e alle rovine di Messina! La +guerra è per noi simbolo di vendetta e di pietà. Un'unica città di +Sicilia geme sotto il giogo del nemico della libertà. Alle armi! Alle +armi! Vittoria o morte!» + +Che cosa dava efficacia a questo manifesto? Quali erano i mezzi di +difesa? quali i generali ed i capi del popolo? Quando i Magiari si +sollevarono in circostanze simili, l'Europa attonita vide sorgere in un +baleno una schiera di talenti organizzati e di generali, che in ogni +epoca avrebbero potuto figurare come geni militari. Ma i Siciliani non +avevano nessun uomo veramente superiore. Questo popolo appassionato ed +intelligente era troppo indebolito dalla lunga schiavitù in cui i +Borboni l'avevano tenuto; quella nobiltà feudale, così vigorosa nel +medioevo, aveva perduto le qualità guerresche e brillava solo nelle arti +della pace e del lusso. + +Mieroslawoski, un Polacco di un talento molto dubbio, comandava il così +detto esercito nazionale siciliano, 20.000 uomini appena di truppe +regolari, tra i quali si trovavano parecchi Francesi e Polacchi. +Nessuna meraviglia quindi che la guerra dell'indipendenza finisse così +miseramente. Niente altro che scaramuccie e qualche scontro un po' più +serio. Le ostilità cominciarono il 4 aprile, ed anche questa volta +furono gli Svizzeri che fecero trionfare il partito dell'assolutismo. +Filangieri da Messina si portò verso Taormina, la famosa città quasi +imprendibile che domina la grande strada, tanto che egli si aspettava di +trovarvi una resitenza assai pericolosa. Ma quantunque difesa da 4000 +uomini e da nove cannoni, quella importante posizione fu conquistata in +poche ore. Filangieri proseguì subito la sua avanzata verso Catania, +occupando Aci Reale, accolto con simpatia dalla popolazione. Di qui a +Catania, la bella città ai piedi dell'Etna, non vi sono che poche ore di +marcia. Poichè a Catania si era riunito il grosso delle truppe +siciliane, era da aspettarsi una battaglia campale. Il 5 aprile la città +venne circondata per mare e per terra; le navi da guerra si ancorarono +davanti al porto, la cui entrata era difesa da tre batterie. Il giorno +dopo le truppe e le navi si avanzarono contemporaneamente, e la lotta +incominciò. La legione straniera combattè valorosamente, ed anche i +Catanesi si comportarono da eroi, ma la resistenza ebbe poca durata. +Gli Svizzeri forzarono porta S. Agata, e penetrarono nella città dopo +una breve lotta per le strade; si ripetettero le uccisioni, i saccheggi +e gli incendi di Napoli e di Messina. La strada Etnea, la più bella di +Catania, venne interamente devastata; anche il museo Biscari fu +saccheggiato, e molte opere di gran pregio andarono perdute o distrutte. + +Caduta Catania, Mieroslawoski fece da Regalbutto ancora un tentativo di +sopraffare i Napoletani, ma respinto, dovette con gli avanzi delle sue +truppe rifugiarsi nell'interno dell'isola. Siracusa, Augusta e Noto +caddero senza colpo ferire. Tutta la costa orientale era stata +riconquistata in pochi giorni, e oramai Filangieri poteva marciare +tranquillamente su Palermo. + +Il Parlamento, alla notizia che quei luoghi così importanti erano caduti +in mano del nemico, era piombato in un grande sgomento. Il popolo +cominciò ad agitarsi e a lamentarsi, e ben pochi pensarono ad una seria +resistenza. Non venne nemmeno presidiato Castrogiovanni, l'antica Enna +che i Bizantini ed i Saraceni avevano per tanti anni occupata. +L'imprevidenza di tutti non aveva confine; mancava insomma il Garibaldi +di quella lotta. E così accadde che il Ministero propose al Parlamento +di sottomettersi. La Camera Alta accettò la proposta all'unanimità, la +Camera dei Deputati con 60 voti favorevoli contro 30, e subito dopo si +tentò di ottenere la mediazione dell'ammiraglio Baudin. Filangieri aveva +raggiunto già Caltanissetta insieme con le sue truppe, quando fu +raggiunto da una deputazione, della quale facevano parte il conte +Lucchesi Galli, il principe di Pallagonia ed il marchese di Rudinì, con +la notizia che Palermo si arrendeva senza condizioni. A dire il vero, i +radicali, capitanati da Scordati si erano ribellati, avevano formato un +governo provvisorio e si preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9 +maggio avvennero anche combattimenti con le truppe. + +In Palermo regnava un'anarchia selvaggia; era scoppiata una contesa tra +i Siciliani e la legione straniera; il Parlamento si era disciolto, e +più di 3000 persone si erano rifugiate nelle navi francesi ed inglesi. +Filangieri rimase alcuni giorni fermo davanti a Palermo, annunziando +un'amnistia generale, ad eccezione solo di 45 persone, tra le quali +Ruggiero Settimo, Serra di Falco, il marchese Torrearsa, Mariano +Stabile, il principe Scordia; ed alla fine, il 15 maggio, un anno giusto +dalla controrivoluzione di Napoli, entrò nella città. + +Così finì la rivoluzione di Sicilia; in modo veramente lamentevole se si +pensa al modo come cominciò. Anche i Siciliani avevano calcolato male; +quando le cose presero il 15 maggio un'altra piega, l'Inghilterra li +abbandonò a loro stessi, ed il popolo ben presto si stancò della +rivoluzione. La nobiltà ed il clero suscitarono viva diffidenza a causa +delle loro mire egoistiche; mancavano inoltre i capi e i mezzi, perchè +le campagne e le città erano esauste. E l'isola ripiombò più miseramente +di prima sotto il giogo dell'odiata Napoli. + +Lo stesso giorno in cui cadeva Palermo, re Ferdinando--così stranamente +si svolgevano gli avvenimenti--si accampava col suo esercito ad Albano, +nel territorio del papa ed in vista di Roma. + +Nella primavera il papa aveva da Gaeta ordinato a tutte le potenze +cattoliche di concorrere a domare Roma ribelle, e a rimetterlo nel suo +trono. + +Mentre i Francesi, in contradizione con la loro costituzione +repubblicana, si accampavano davanti a Roma, sotto il comando di +Oudinot, e gli Austriaci occupavano Bologna, e gli Spagnuoli sbarcavano +a Porto d'Anzio, il re di Napoli si era avanzato con 16,000 uomini e 72 +cannoni. + +Questa campagna cominciò e finì tuttavia senza gloria; mancò poco che il +valore di Garibaldi non annientasse del tutto l'esercito napolitano nei +due scontri di Palestrina e di Velletri, il 9 ed il 19 maggio. Dopo la +giornata di Velletri, il re si affrettò a ritirarsi nei suoi Stati, +inseguito dai repubblicani romani che, più arditi e perseveranti dei +Siciliani, furono costretti a tornare indietro per prepararsi ad una più +seria difesa contro i Francesi. + +Con la caduta della Sicilia il 15 maggio e quella di Roma il 3 luglio +1849, ebbe fine la rivoluzione nell'Italia meridionale, ed ora a noi non +resta altro che accennare alle dolorose conseguenze che ne seguirono, +come giudizi marziali, processi e misure di reazione. + +Per quel che riguarda la Sicilia, non venne mantenuta nessuna delle +promesse fatte da Filangieri ai Palermitani. Il re non volle sentir +parlare di un principe reale come governatore di Sicilia; ma nominò +invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli il titolo di duca di +Taormina in premio delle sue benemerenze militari. Nunziante, il +vincitore in Calabria e Statella, che aveva ricondotto indietro dal Po +le truppe, rimase agli ordini del vicerè. Tuttavia un Siciliano, don +Giovanni Carrisi, venne nominato ministro per gli affari dell'isola, con +residenza presso il re, e per di più, conforme alla decisione presa il +27 settembre 1849, venne creata una Consulta siciliana che tenne la sua +prima seduta il 28 febbraio 1850. Una terribile oppressione pesava ora +sul popolo; non solo vennero ripristinate le antiche tasse, ma ne +vennero imposte anche delle nuove, come una tassa generale di bollo, e +perfino una sulle finestre. Tutti i commerci cadevano in rovina, le +strade erano rese malsicure da numerosi briganti; l'agricoltura mancava +di braccia, perchè quei che la guerra non aveva uccisi, dovevano fuggire +o andare in carcere. Gran parte dei capi del movimento si era rifugiata +nelle navi inglesi o francesi; Ruggieri Settimo era riuscito a fuggire a +Malta, altri a Parigi, a Londra o a Corfù; ma molti furono raggiunti +dalla polizia, che rovistava tutte le case e le campagne e perseguitava +i deputati per costringerli ad emettere una dichiarazione in cui +revocavano la deliberazione con la quale i Borboni erano stati +dichiarati decaduti dal trono di Sicilia. Anche tutte le armi furono +sequestrate senza misericordia. Le misere condizioni dell'isola durante +il 1837 erano un nulla in confronto di quelle sotto cui gemeva ora, dopo +l'ultima rivoluzione. Dopo che furono violate tutte le promesse, +compresa quella dell'amnistia, la Sicilia divenne una semplice provincia +del Regno di Napoli. + +Anche a Napoli la costituzione finì miseramente; dopo che la Camera fu +sciolta il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata. La +costituzione figurava oramai solo nel titolo del giornale ufficiale +_Giornale costituzionale delle Due Sicilie;_ ma il 21 maggio 1850, anche +quella parola _costituzionale_ disparve. Nonostante il solenne +giuramento del 14 febbraio 1848, le cose tornarono allo stato di prima. +Ci furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria, strascichi rivoluzionari, +ma la polizia teneva gli occhi aperti e li soffocò. + +Il governo assoluto riprese silenziosamente il suo sopravvento. Il re +non dimorò più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX rimase fino al 4 +settembre 1849; giorno in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli +della permanenza del papa a Gaeta e a Napoli sono state già registrate +negli annali ecclesiastici; noi accenneremo solo alla fondazione di un +istituto che avvenne sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si era venuti +nella decisione di fondare un organo universale della Chiesa che +servisse di baluardo contro la stampa democratica e contro ogni tendenza +sovversiva. E così nel 1850 sorse in Napoli la _Civiltà Cattolica_ sotto +la direzione del gesuita Curci, che già prima della rivoluzione +pubblicava la rivista _Scienza e Fede_ e dei gesuiti Bresciani e +Trapello. Questo giornale, che l'anno dopo fu trasportato a Roma, vive +ancora e combatte con tutte le armi contro la rivoluzione. È redatto con +abilità e contiene corrispondenze da tutte le parti del mondo e si +pubblica il primo ed il terzo sabato di ogni mese, ed ogni fascicolo +contiene svariati argomenti, considerazioni di politica generale, una +cronaca contemporanea degli affari del mondo ed anche romanzi, come +_L'Ebreo di Verona_ (il primo che vi apparve) del padre Bresciani, che +ha per soggetto la rivoluzione del 1848. Sui primi del 1855 questa +rivista dispiacque al re di Napoli, si dice, per un certo articolo, che +fu stampato solo in poche copie, e di cui si ignora il contenuto. Il +padre Curci dovette dare le dimissioni e per un momento parve che i +gesuiti stessero per essere espulsi da Napoli; ma poi la cosa venne +accomodata. + +Dopo che Pio IX ebbe battezzato e cresimato alcuni principi e +principesse della Corte napoletana ed ebbe conferito la rosa d'oro alla +regina, il 4 aprile lasciò Portici per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta +innalzandone il Duomo a chiesa metropolitana e quindi, accompagnato dal +re e dal duca delle Calabrie, raggiunse il confine a Fondi dove, con +lagrime ed abbracci, prese congedo dai suoi ospiti che l'avevano +assistito nei giorni tristi. Poi proseguì il suo viaggio ed il 12 aprile +rientrò in Roma da quella stessa porta S. Giovanni da cui era fuggito +il 24 novembre 1848. + +Il re tornò a Caserta dove aveva fissato la sua dimora, mentre nella +capitale si svolgevano avvenimenti che riempivano di dolore tutto il +paese. Perchè ora erano cominciate le persecuzioni in massa contro +deputati e liberali, e tutta quella serie di processi colossali che si +prolungarono fino all'anno 1853. Nove ministri dei precedenti Gabinetti +e cinquantaquattro deputati erano in carcere o in esilio; si diceva che +il numero dei carcerati salisse a molte migliaia; secondo alcuni +rapporti autentici, nel 1851 nelle prigioni di Stato vi erano 2024 +liberali. + +Tra tutti questi processi ce ne fu uno che sollevò l'indignazione di +tutta l'Europa, quello contro la setta detta dell'_Unità Italiana_. +L'accusa era connessa con un fatto avvenuto a Portici, dove il 16 +settembre 1849, davanti al palazzo reale, mentre il papa dava la +benedizione, lo scoppio di un petardo aveva causato un grande +scompiglio. Questa sciocchezza venne considerata come una dimostrazione +da parte di una setta segreta, che si organizzava sotto il titolo +accennato per diffondere le idee di Mazzini e per attentare alla vita +dei principi. Anonime delazioni di agenti di polizia dettero i seguenti +dettagli: la setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha un gran +Consiglio, alla testa del quale si trova il conte Mamiani, un Comitato +generale, e poi Comitati provinciali, distrettuali e comunali, +corrispondenti ai corpi amministrativi del reame. Esisteva in realtà una +associazione che aveva per scopo di promuovere l'unità d'Italia, che un +tempo era stata appoggiata anche dal governo napoletano; ma gli agenti +di polizia denunziarono molte personalità spiccate come appartenenti ad +una setta segreta, che si prefiggeva di sopprimere i sovrani; tra cui +inclusero anche Carlo Poerio, quell'avvocato che nel 1848 era stato +nominato prima direttore della polizia e poi ministro dell'istruzione, +un uomo dalle idee assai temperate e che non aveva preso parte nemmeno +al moto repubblicano del 15 maggio. In quella lista furono compresi +anche Dragonetti ed il duca Caraffa d'Andria; gli accusati furono in +tutto quaranta. La polizia era l'accusatrice, una speciale corte +criminale, sotto la presidenza di Navarro, istruì il processo e giudicò. +Il dibattimento cominciò il 1^o giugno 1850, e la sentenza fu emanata il +5 dicembre: furono assolte solo quattro persone; tre, Francittano, +Settembrini ed Agresti furono condannati a morte, tutti gli altri alle +galere. I tre condannati a morte solo poche ore prima della esecuzione +ebbero commutata la pena nelle galere. E' vero sì che il governo +napoletano non mandava mai a morte i rei politici, ma bisogna anche dire +che le prigioni napoletane erano assai peggiori di una morte rapida. +Quei disgraziati, fra i quali Poerio che era stato condannato a 24 anni, +legati coi ferri a due a due come volgari delinquenti, furono condotti +al porto e trasportati su di una nave al carcere di Nisida. Da tutto il +mondo si sollevò un grido d'indignazione per la barbarie con cui +venivano trattati quei disgraziati. Il _Risorgimento_ di Torino +descrisse con grande esattezza di particolari le orribili prigioni +sotterranee di Nisida, Ventotene e Tremiti, dove i condannati politici, +uomini di grande mente e cultura, un tempo ministri, duchi e conti, +furono rinchiusi in locali infetti e confusi con i malfattori comuni. Le +note lettere di Gladstone a lord Aberdeen che confermavano le notizie +del _Risorgimento_, sollevarono una vera tempesta. Il governo napoletano +tentò, è vero, di giustificare con pubbliche dichiarazioni, ma anche se +si tiene conto dell'esagerazione di quei rapporti, rimane pur sempre che +la sorte di quei condannati politici era terribile. Legati due a due ad +una catena lunga sei piedi, oltre le sofferenze fisiche, essi +sopportavano entro quelle mura fetide, una ancor più insopportabile +pena morale. Un giorno il mondo avrà da questa o quella vittima della +rivoluzione napoletana del 1848 un libro di memorie dal carcere, che non +rimarranno indietro per l'orrore che desteranno a quelle che Silvio +Pellico scrisse sullo Spielberg. + +Ed intanto i processi continuavano. Quelli che si facevano in provincia, +più numerosi in Calabria che altrove, passavano inosservati agli occhi +del mondo; solo quelli che avevano luogo a Napoli, facevano parlare di +sè, come quello di cui abbiamo già parlato e l'altro contro la _Setta +carbonara militare_. Ai condannati alle galere bisogna poi aggiungere +altre migliaia di cittadini che, o venivano posti sotto la diretta +sorveglianza della polizia, o venivano strappati dalle loro famiglie e +esiliati in qualche isola lontanissima. Bastava per provocare queste +misure, qualche parola sospetta o poco cauta, e perfino portare un +cappello alla calabrese, o la barba a pizzo. Nel 1852 per le strade di +Napoli venivano fermati perfino gli stranieri e si imponeva loro di +farsi radere la barba se la portavano _à la Napoléon_. + +Nuovo motivo di paura per il governo napoletano furono, nel 1852, il +_giuseppinismo_ e il _murattismo_. Dopo il successo del colpo di Stato a +Parigi, e dopo la proclamazione dell'impero, che Napoli si affrettò a +riconoscere prima delle altre Potenze, ogni manifestazione in questo +senso creava nuovi timori. La situazione del Regno di Napoli è in vero +terribile; esso si trova in continue apprensioni di sbarchi di +mazziniani, di pretese murattiane e di permanenti agitazioni in Calabria +ed in Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a Messina, a Palermo, a +Girgenti sorgono società segrete, si tentano sollevazioni, e non è +nemmeno il caso di pensare ad una pacificazione degli animi. Nel +febbraio 1852 il governo tentò di calmare almeno Messina con la +concessione di un porto franco; il re stesso facendo un viaggio in +Sicilia, promise l'apertura di nuove strade, poi concesse un'amnistia +per la quale furono liberate duecento persone e si cominciava di nuovo a +vociferare che egli avesse in animo di concedere di nuovo la +costituzione. Ma l'odio dei Siciliani è implacabile ed i partiti +radicali di tutto il Reame sono indomabili. La situazione di Napoli è +oggi la stessa se non peggiore di quella dopo il 1837. Il governo +trascurando di soddisfare i bisogni di quella città ed accendendo sempre +più le passioni politiche con la violenza della reazione, va incontro ad +una nuova e più terribile rivoluzione che non può tardare. + + +NOTE: + +[1] Nel 1906 lo storico monumento, nei di cui sotterranei tanti martiri +dell'Indipendenza italiana languirono e morirono, fu liberato da quella +cinta ibrida di vecchie e sporche casupole, e il meraviglioso arco di +Ferdinando d'Aragona, intieramente restaurato, fu restituito +all'ammirazione del pubblico. Oggi il maschio angioino è interamente +isolato, mercè l'opera sapiente dell'architetto Adolfo Avena. +_(N. d. T.)_. + +[2] La Fontana Medina mutò di posto cinque volte, e non già tre come +affermò il Gregorovius. L'Auria la situò nell'Arsenale, da dove, essendo +rimasta priva d'acqua, il duca d'Alba la fece trasferire nella piazza +del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza di S. Lucia presso +Castel dell'Uovo. Nel 1659 l'architetto Cosimo Fansaga trasportò ed ornò +la storica fontana presso la chiesa di S. Gioacchino; nel 1664 fu +innalzata in Piazza Medina, e di qui, in questi ultimi anni, per i +lavori del risanamento edilizio di Napoli, nella nuova piazza della +Borsa. _(N. d. T.)_. + +[3] Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata, come è noto, nel +1906. Ne rimase quasi distrutto il territorio di Ottaiano e +Boscotrecase. _(N. d. T)_. + +[4] Giova ricordare che Gregorovius scriveva queste righe nel 1854. Da +allora molti e pregevoli studi sono stati fatti sulla storia dell'Italia +meridionale, e gli archivi di Napoli non sono dopo la rivoluzione che +concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili. _(N. d. T.)._ + +[5] Giova ricordare che Ferdinando Gregorovius scriveva queste note +prima della rivoluzione siciliana del 1855. + +[6] Von Alexander Humboldt, celebre naturalista, geografo, archeologo, +statista, etnologo, nacque a Berlino nel 1769, morì nel 1859. + +[7] Von Hallermund Platen, nobile poeta tedesco, nacque ad Ansbach nel +1796, morì a Siracusa nel 1835. _(N. d. T.)._ + + + + + INDICE + + +Napoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1 + +L'isola di Capri . . . . . . . . . . . . . » 97 + +Palermo . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 183 + +Siracusa . . . . . . . . . . . . . . . . . » 265 + + _Ortigia_ . . . . . . . . . . . . . . » 270 + + _Achradina_ . . . . . . . . . . . . . » 276 + + _Neapoli_ . . . . . . . . . . . . . . » 291 + + _L'Anapo e l'Olimpo_ . . . . . . . . .» 305 + +Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852) . . . . » 311 + + + +Nota del Trascrittore + + +L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, +correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le parole in +greco a pag. 123 e 144 sono state traslitterate. Tutte le +occorrenze dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state +normalizzate in (N. d. T.). + +Grafie alternative mantenute: + + desideri/desiderî + promontori/promontorî + vari/varî + + +Altre correzioni: + + pag. 70 cartelloni giganteschi, dipinti bizzarramente [bizzaramente] + pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita + pag. 86 fra Amalfi e [a] Salerno + pag. 90 una verde [verda] valletta + pag. 156 in cima [cime] ad ogni vetta + pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì] + pag. 201 con la mole [mola] gigantesca + pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà] + pag. 258 esattamente con la notizia pubblicata [publicata] + pag. 278 si trovava in quella [quelle] località + pag. 326 pubblicamente [publicamente] nell'indirizzo + pag. 384 aggiunto il riferimento al paragrafo IV del Capitolo "Siracusa" + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by +Ferdinando Gregorovius + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 *** |
