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-The Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by
-Ferdinando Gregorovius
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
-almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
-re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
-with this eBook or online at www.gutenberg.org
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-
-Title: Passeggiate per l'Italia, vol. 4
-
-Author: Ferdinando Gregorovius
-
-Translator: Mario Corsi
-
-Release Date: October 17, 2012 [EBook #41088]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOL. 4 ***
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-Produced by Carlo Traverso, Leonardo Palladino and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
-(This file was produced from images generously made
-available by The Internet Archive)
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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***
FERDINANDO GREGOROVIUS
@@ -75,33 +38,33 @@ available by The Internet Archive)
I.
-Roma, da dopo la rivoluzione del 1848, appare ancor più silenziosa che
-nel passato; tutta la vivacità del popolo è scomparsa e le classi agiate
-si tengono paurosamente nascoste, guardandosi bene di far parlare di sè;
-e le classi infime sono ancora più misere e più oppresse di prima. Le
-feste popolari sono scomparse, o quasi; il carnevale è in piena
-decadenza; e persino le feste di ottobre, un tempo sì allegre fuori
+Roma, da dopo la rivoluzione del 1848, appare ancor più silenziosa che
+nel passato; tutta la vivacità del popolo è scomparsa e le classi agiate
+si tengono paurosamente nascoste, guardandosi bene di far parlare di sè;
+e le classi infime sono ancora più misere e più oppresse di prima. Le
+feste popolari sono scomparse, o quasi; il carnevale è in piena
+decadenza; e persino le feste di ottobre, un tempo sì allegre fuori
delle porte, fra i bicchieri di vino dei Castelli e il saltarello, sono
-presso che dimenticate. Roma è oggi una grande rovina della civiltà: non
+presso che dimenticate. Roma è oggi una grande rovina della civiltà: non
vi si vedono che processioni di preti e di frati, non vi si sente che
suono di campane o musica chiesastica, e tutta la vita sembra essersi
rifugiata fra i curiali, fra i cardinali, fra i monaci, fra i preti. Il
-popolo non è che un semplice spettatore che non lavora, che non
+popolo non è che un semplice spettatore che non lavora, che non
commercia e si contenta soltanto di contemplare, e contempla le rovine
antiche, le gallerie del Vaticano, le funzioni in S. Pietro o nella
Cappella Sistina, dove il Papa e i cardinali stanno disposti in gruppi,
-sempre nello stesso ordine, sì da parere un gran quadro. Persino nel
+sempre nello stesso ordine, sì da parere un gran quadro. Persino nel
Corso, per cui il Romano passeggia gravemente nel pomeriggio ed alla
sera, la gente vi si reca non per muoversi, ma per ammirare le belle
-signore che corrono in su e in giù in carrozza.
+signore che corrono in su e in giù in carrozza.
-Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove il vivace, febbrile e continuo
+Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove il vivace, febbrile e continuo
chiassoso movimento di tutto quel popolo, ha del fantastico. Si direbbe
-una città in rivoluzione, perchè tutti si muovono, tutti si agitano,
+una città in rivoluzione, perchè tutti si muovono, tutti si agitano,
tutti gridano e schiamazzano. Nel porto, sulle rive del mare, nei
mercati, in via Toledo, persino a Capodimonte, al Vomero, a Posillipo,
lo stesso movimento, lo stesso chiasso. A Napoli non si riesce a far
-nulla, e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque bisogna guardarsi
+nulla, e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque bisogna guardarsi
senza posa contro gli urti e gli spintoni. La stessa viva luce del mare
e delle rive mantiene in continua agitazione, eccita la vista e la
fantasia; e il frastuono delle voci umane e delle carrozze non cessa
@@ -111,47 +74,47 @@ Da Castel Sant'Elmo salii fino al monastero di S. Margherita, un
edificio principesco dei Benedettini senza l'uguale per magnificenza
architettonica e per posizione, il quale domina Napoli dal Vomero, con
la vista insuperabile dell'ampio golfo, delle sue isole e dell'immensa
-città, distendentesi da Posillipo sino alle falde del Vesuvio. Ebbene,
-anche a quell'altezza arriva confuso il rumore della città e pare quasi
+città, distendentesi da Posillipo sino alle falde del Vesuvio. Ebbene,
+anche a quell'altezza arriva confuso il rumore della città e pare quasi
che la popolazione in basso sia impegnata in una lotta terribile, sia in
-piena rivoluzione. Chi volesse ricercare perchè tutta quella gente
-grida, che cosa offrano tutte quelle voci, troverebbe che tutto ciò è
+piena rivoluzione. Chi volesse ricercare perchè tutta quella gente
+grida, che cosa offrano tutte quelle voci, troverebbe che tutto ciò è
per il popolo napoletano un piacere, un godimento. Mi diceva un frate
benedettino di distinguere fra tutta quella confusione la voce di alcune
donne che vendevano frutta. Che cosa non si offre in vendita qui ad alta
voce? Tutto quello che sorge su questo suolo benedetto, tutto quello che
l'industria dell'uomo produce, ha il suo grido particolare: i pesci, le
frutta, i pulcinella, le statue dei santi in legno. L'unica cosa che non
-si offre ad alta voce sono le belle ragazze; ma v'è pure il ruffiano
+si offre ad alta voce sono le belle ragazze; ma v'è pure il ruffiano
pallido, che come serpe striscia per via Toledo e va susurrando a mezza
-voce, al passante: «Una ragazza fresca, bella, bellissima, di tredici
-anni...».
+voce, al passante: «Una ragazza fresca, bella, bellissima, di tredici
+anni...».
Rimasi a lungo sulla terrazza di S. Martino appoggiato al parapetto ad
ascoltare le voci che salivano da Napoli. Se questo popolo, pensavo, fa
-tanto chiasso nella sua vita comune, quanto ne farà quando è agitato da
+tanto chiasso nella sua vita comune, quanto ne farà quando è agitato da
passioni, durante le lotte, quando vuole il saccheggio, come fecero il
15 maggio 1848 i lazzaroni a migliaia dietro la carrozza di re
Ferdinando!
-Il frastuono napoletano ha però di solito un carattere pacifico: è
-allegro ed in fondo è ordinato nel suo apparente disordine. Tutta quella
+Il frastuono napoletano ha però di solito un carattere pacifico: è
+allegro ed in fondo è ordinato nel suo apparente disordine. Tutta quella
gente, che brulica come formiche, si muove in certe direzioni fisse, con
uno scopo determinato. In questo popolo la vita circola come il sangue
nel corpo umano, e quelle sue pulsazioni febbrili in apparenza, sono in
-realtà regolari e normali.
+realtà regolari e normali.
La rivoluzione e le sconfitte morali di questi ultimi anni non hanno
-lasciato tracce profonde nella città partenopea. La vita ha ripreso il
+lasciato tracce profonde nella città partenopea. La vita ha ripreso il
suo corso, come nulla fosse accaduto, e non ci si accorgerebbe nemmeno
di quello che accadde, se le persone prudenti non ci avvertissero di
parlare con molta cautela, di guardarci dalle spie, ovunque sparse, e se
-qua e là, in specie a Medina e a Monte Oliveto, non si vedessero case e
+qua e là, in specie a Medina e a Monte Oliveto, non si vedessero case e
palazzi ancora danneggiati dalle artiglierie di Castel Nuovo. Ora, ai
-forestieri è concesso di portare il cappello alla calabrese ed il pizzo
+forestieri è concesso di portare il cappello alla calabrese ed il pizzo
al mento, avendo l'ambasciatore francese chiesta ed ottenuta
soddisfazione per lo sfregio fatto ad un suo connazionale arrestato per
-istrada e senz'altra formalità trascinato in una bottega di barbiere,
+istrada e senz'altra formalità trascinato in una bottega di barbiere,
dove, per ragioni di Stato, gli si erano rase le basette ed il pizzo. Mi
ha narrato un prigioniero di Stato a Pozzuoli che alcuni giovani
napoletani hanno dovuto scontare nel carcere il grande delitto di aver
@@ -163,44 +126,44 @@ passano per Chiaia e S. Lucia le carrozze; ad ogni passo s'incontrano
persone intente a mangiare maccheroni, o frutti di mare; in terra si
canta e si suona; tutti i teatri sono aperti; oggi, come prima, il
sangue di S. Gennaro bolle e si discioglie; nessuna bomba ha ucciso
-pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri che lasciano cospicue
+pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri che lasciano cospicue
mancie. Questo popolo vive alla giornata: non ha passioni politiche, non
ama le cose gravi, le passioni virili, senza le quali un paese non ha
una storia propria. Dalle sue origini Napoli ha sempre avuto per padroni
gli stranieri: i Bizantini prima, poi i Normanni, gli Svevi, gli
-Angioini, gli Spagnuoli, i Borboni e Gioacchino Murat. Un popolo, che è
+Angioini, gli Spagnuoli, i Borboni e Gioacchino Murat. Un popolo, che è
privo di carattere, che non ha sentimento nazionale, si piega a
qualunque signoria. Fa senso vedere ancora oggi in corso le monete
coll'effigie di Murat, accanto a quelle di re Ferdinando. Gli uomini
assennati, che scusano il carattere di questo popolo e non se ne
adontano, mancano di perspicacia e di prudenza.
-Tornavo una sera a Napoli da Portici, e per istrada salì nella carrozza
+Tornavo una sera a Napoli da Portici, e per istrada salì nella carrozza
in cui mi trovavo un medico, ancor giovane, spiritoso e gentile. Egli
-scandagliò da prima il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente
-sulle condizioni presenti di Napoli. Le sue osservazioni erano così
+scandagliò da prima il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente
+sulle condizioni presenti di Napoli. Le sue osservazioni erano così
serene che io rimasi stupito che egli si arrischiasse a farle ad uno
sconosciuto. Gl'Italiani parlano volentieri di politica con i forestieri
e con essi non fanno misteri del loro modo di pensare. Quel medico era
stato perseguitato per aver avuto in tempo passato relazioni con Poerio.
-Lo interruppi nel suo discorso per additargli una grande quantità di
+Lo interruppi nel suo discorso per additargli una grande quantità di
lumi che si erano accesi alla Marinella, certo per una festa.
-Come è stupenda questa vista--dissi--con tutti quei lumi che fan corona
+Come è stupenda questa vista--dissi--con tutti quei lumi che fan corona
al porto!
-E' vero--rispose quegli--è proprio stupendo. Così è il nostro popolo! È
-lieto ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo, una illuminazione.
-Come potrà mai questa folla ignorante nutrire idee serie?
+E' vero--rispose quegli--è proprio stupendo. Così è il nostro popolo! È
+lieto ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo, una illuminazione.
+Come potrà mai questa folla ignorante nutrire idee serie?
-I Napoletani sono irritati, ma ridono. Non vi è in tutto il mondo un
-paese in cui il dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè è
+I Napoletani sono irritati, ma ridono. Non vi è in tutto il mondo un
+paese in cui il dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè è
impossibile distruggere i tesori di questa splendida natura, ridurre
-sterile questo fertile suolo. Sotto questo cielo ognuno può sempre
+sterile questo fertile suolo. Sotto questo cielo ognuno può sempre
liberamente muoversi, tutti quanti i sensi provano la loro
-soddisfazione. La natura eguaglia tutto: non vi è luogo più democratico
+soddisfazione. La natura eguaglia tutto: non vi è luogo più democratico
di Napoli. Chi potrebbe mai annullare questa _magna charta_ della
-libertà?
+libertà?
Io ho trovato sempre straordinariamente caratteristico questo
spettacolo. Nelle ore calde del pomeriggio, sotto il porticato di una
@@ -213,16 +176,16 @@ quelli tenevano in tasca le tessere per la distribuzione del grano, e
questi non l'hanno. In qualunque altra capitale d'Europa la polizia
caccerebbe via tutti quei dormienti dal portico di una chiesa dinanzi
al palazzo reale. Qui, invece, dormono a loro bell'agio, e le sentinelle
-che passeggiano distratte in su e in giù presso le statue equestri di
-Carlo III e di Ferdinando I, li guardano come la cosa più naturale del
+che passeggiano distratte in su e in giù presso le statue equestri di
+Carlo III e di Ferdinando I, li guardano come la cosa più naturale del
mondo.
-Questa Piazza Reale, vicinissima al mare, di cui però non si gode la
+Questa Piazza Reale, vicinissima al mare, di cui però non si gode la
vista, mirabilmente selciata, tanto che potrebbe servire benissimo da
-sala da ballo, circondata di eleganti edifici, è uno dei punti più
-eleganti della città. Vi risiedono il Re, la Corte e le principali
+sala da ballo, circondata di eleganti edifici, è uno dei punti più
+eleganti della città. Vi risiedono il Re, la Corte e le principali
amministrazioni; si potrebbe chiamare questa piazza, non il cuore di
-Napoli, chè questo titolo spetta al porto, ma il cervello. La piazza non
+Napoli, chè questo titolo spetta al porto, ma il cervello. La piazza non
ha carattere storico e mostra piuttosto un inespressivo aspetto moderno,
sia nel palazzo reale, un edificio dalla facciata liscia, dalle mura
tinte di rosso, simmetrico, monotono, sia nei due palazzi uguali che
@@ -230,31 +193,31 @@ fiancheggiano la piazza stessa, sia infine nella chiesa di S. Francesco
di Paola, un'imitazione del Pantheon di Roma, senza carattere proprio,
inespressiva come tutte le copie senz'anima. Anche le statue equestri di
bronzo di Carlo III, fondatore della dinastia, e di Ferdinando I, opere
-pregevoli del Canova e di Antonio Calì, con la loro tinta allegra e
+pregevoli del Canova e di Antonio Calì, con la loro tinta allegra e
chiara, svelte e liscie, non hanno niente di storicamente monumentale:
si direbbero piuttosto decorazioni transitorie. Tutto qui ha del resto,
-lo stesso carattere di modernità e di gaiezza. Il palazzo reale potrebbe
+lo stesso carattere di modernità e di gaiezza. Il palazzo reale potrebbe
benissimo trasportarsi, senza che il suo stile vi si opponesse, in mezzo
ad un grandioso giardino, o ad un parco, e sarebbe allora una villa
principesca come quella di Caserta e di Capodimonte, alle quali
-moltissimo assomiglia. Il famoso teatro di S. Carlo, il più vasto fra i
-teatri, è attaccato al palazzo, di cui anzi forma un'ala. Le muse della
+moltissimo assomiglia. Il famoso teatro di S. Carlo, il più vasto fra i
+teatri, è attaccato al palazzo, di cui anzi forma un'ala. Le muse della
musica e del ballo dimorano dunque sotto lo stesso tetto del capo dello
Stato, e in una corte laterale, che si vede anche dalla strada, fanno
ogni mattina gli esercizi i soldati svizzeri, molto semplicemente
vestiti di tela grigia, che armonizza perfettamente con l'architettura
fredda ed inespressiva del palazzo.
-Re Ferdinando è tuttora imbronciato con Napoli. Il suo palazzo è
+Re Ferdinando è tuttora imbronciato con Napoli. Il suo palazzo è
deserto, la Corte trovandosi nella deliziosa isola d'Ischia. Un giorno
-però il Re è venuto in città per assistere alla festa della Madonna del
+però il Re è venuto in città per assistere alla festa della Madonna del
Mercato, che gode tanta fama quanto quella di Piedigrotta. Io ho avuto
occasione di vedere la famiglia reale e la Corte al Mercato, e poi per
istrada, quando faceva ritorno al palazzo. Il corteo, composto di varie
berline dorate, era splendido e faceva bella mostra nel Largo di
Castello, mentre il palazzo reale, che avevo visto sempre muto e
silenzioso, riacquistava anima e vita. Non un sol grido di _Viva il Re!_
-si levò da quella folla, che si accontentò di scoprirsi la testa, come
+si levò da quella folla, che si accontentò di scoprirsi la testa, come
fa quando suonano le campane dell'_Ave Maria_.
Le truppe si presentavano bene: bellissimi specialmente gli usseri,
@@ -262,43 +225,43 @@ dalla pittoresca divisa a colori vivaci e dagli eccellenti cavalli.
Abituato a non vedere in Roma che soldati francesi, ho provato un vero
godimento nel trovarmi di nuovo dinanzi a truppa italiana. I Napoletani
sono bei soldati, ben vestiti, abbastanza istruiti, ma, si capisce
-facilmente, in essi di militare è soltanto l'apparenza.
+facilmente, in essi di militare è soltanto l'apparenza.
A Roma, per le vie, s'incontrano spesso corporazioni che vanno in lunghe
file, a due a due, portando un po' di vita nei quartieri silenziosi e
-deserti, e dànno insieme un'idea della vita del paese, governato e
+deserti, e dànno insieme un'idea della vita del paese, governato e
disciplinato esclusivamente da preti: sono lunghe file di monache, di
frati, di ragazzi appartenenti a questo o a quell'istituto, di poveri
orfani, di colleggiali vestiti in rosso, in nero, in turchino, in
bianco; sono confraternite della Morte con i cappucci neri, od altre dal
cappuccio verde, bianco, violetto, e sono anche file di soldati. A
-Napoli tutte queste comparse, più o meno clericali, non vi sono, o si
-perdono fra le masse del popolo; si distinguono però i militari e più
+Napoli tutte queste comparse, più o meno clericali, non vi sono, o si
+perdono fra le masse del popolo; si distinguono però i militari e più
ancora i galeotti che camminano scortati dalla truppa, incatenati a due
a due, e vestiti di vario colore, a seconda della categoria a cui
-appartengono per i delitti commessi. Se ne incontrano in città e fuori,
+appartengono per i delitti commessi. Se ne incontrano in città e fuori,
a Portici e a Torre del Greco, e la vista di quei disgraziati, in mezzo
-a quella natura così raggiante, che dà gaiezza al cuore e all'anima, che
+a quella natura così raggiante, che dà gaiezza al cuore e all'anima, che
invita al piacere, produce un'impressione infinitamente dolorosa. A
-Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni che attraggono tanto
-l'attenzione in Roma, e i monaci stessi, numerosissimi ovunque la vita è
+Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni che attraggono tanto
+l'attenzione in Roma, e i monaci stessi, numerosissimi ovunque la vita è
facile ed agevole la vegetazione alle piante parassite, si confondono
-nella folla, dando a questa un nuovo contributo di varietà.
+nella folla, dando a questa un nuovo contributo di varietà.
Tanto nella festa della Madonna del Mercato, quanto in altre occasioni,
il popolo non pensa che a divertirsi e a stare allegro. I Napoletani non
vanno ad una festa per assistere alle funzioni religiose, per ammirare
le fonti del culto, ma per stare all'aria aperta, per godere le bellezze
-naturali, cui la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho visto migliaia
+naturali, cui la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho visto migliaia
e migliaia di Napoletani alla festa per il centenario della Madonna di
-Posillipo. Non avevo mai assistito ad uno spettacolo così teatrale: la
+Posillipo. Non avevo mai assistito ad uno spettacolo così teatrale: la
folla variopinta ingombrava la splendida riviera di Chiaia, la Villa
Reale, tutta la strada sino a Posillipo: ovunque bandiere, festoni,
fiori; il golfo splendeva di luce; sei navi da guerra, ancorate fra
Chiaia e il porto, facevano senza posa fuoco dalle loro artiglierie; il
rumore ed il chiasso erano indescrivibili; la processione non aveva
niente di dignitoso, di solenne, d'imponente, per chi arrivava da Roma.
-A Roma, anche le processioni più meschine presentano un carattere
+A Roma, anche le processioni più meschine presentano un carattere
artistico, il che mostra avere le arti esercitato la loro benefica
influenza persino sulle minime cose del culto, quali sono gli emblemi,
le allegorie, le immagini dei santi. Il senso del bello ivi regna
@@ -308,16 +271,16 @@ barocco neanche nei santi. Il Museo Borbonico non ha esercitata affatto
quest'influenza sul popolo di Napoli. L'arte plastica ha pochi aderenti,
pochi cultori; quivi ha fatto sentire la sua influenza la sola pittura,
quella allegra e brillante degli affreschi di Pompei, dei quali si
-vedono imitazioni ad ogni passo le quali quanto più sono fantastiche
-tanto più piacciono.
+vedono imitazioni ad ogni passo le quali quanto più sono fantastiche
+tanto più piacciono.
Non potrei descrivere quali brutte immagini di santi io abbia visto
-portare in processione a Napoli; prodotti di un'arte senza principî,
+portare in processione a Napoli; prodotti di un'arte senza principî,
senza gusto e di una fantasia bizzarra che, in quanto a stranezza, ha
poco da invidiare all'arte indiana. Per formarsi un'idea di quanto sia
disposto questo popolo ad essere tollerante in materia d'arte, basta
osservare bene quelle barocche statue di santi per le strade e quei
-Cristi in legno di orribile fattura, sorgenti qua e là nelle piazze.
+Cristi in legno di orribile fattura, sorgenti qua e là nelle piazze.
E' necessario entrare a Napoli in una di quelle botteghe dove si vendono
statue di santi, per comprendere quale sia il modo con cui questo popolo
@@ -327,20 +290,20 @@ collina; ad un tratto, la mia attenzione fu richiamata dalla vista di
alcuni artefici occupati a lavorare assiduamente in una stanza aperta.
Gettai lo sguardo in quell'ambiente lungo e profondo, che si andava
oscurando verso la fine, e vidi disposti lungo le pareti due file di
-santi già ultimati e in mezzo una S. Agnese, col suo agnellino, vestita
+santi già ultimati e in mezzo una S. Agnese, col suo agnellino, vestita
di bianco, con le gote colorite in rosso da fare invidia a due ciliege.
Sulla porta d'ingresso lavoravano parecchi giovanotti, uno dei quali era
intento ad ornare una statuetta in legno, con pagliuzze d'oro. Vi
saranno state nella bottega per lo meno cento statue di santi, di tutte
le dimensioni, dall'altezza di un fantoccio alla grandezza naturale,
-tutte dipinte coi colori più vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e
+tutte dipinte coi colori più vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e
d'argento, in tutte le posizioni, in tutte le attitudini. Impossibile
descrivere la penosa impressione prodotta dall'accozzo di tutti quei
-colori, dalla stranezza di quelle attitudini, dalla quantità di amuleti,
+colori, dalla stranezza di quelle attitudini, dalla quantità di amuleti,
di simboli superstiziosi, di cui sono ricoperte quelle immagini.
Si direbbe che questi scultori, se pure meritano un tal nome,
-fabbrichino divinità per il popolo, come le crearono Esiodo ed Omero.
+fabbrichino divinità per il popolo, come le crearono Esiodo ed Omero.
Nel contemplare tutte quelle statue, credetti di essermi fatta un'idea
della natura della religione di questo popolo, e, stanco e nauseato, mi
@@ -353,63 +316,63 @@ non potrebbe pregare davanti a quegli orribili fantocci.
II.
-Una breve dimora in Napoli è sufficiente per dimostrare che non tutta la
-vita si concentra nella città, bensì si riversa grandemente nei
-dintorni. La città in sè è tutt'altro che piacevole; quell'enorme
+Una breve dimora in Napoli è sufficiente per dimostrare che non tutta la
+vita si concentra nella città, bensì si riversa grandemente nei
+dintorni. La città in sè è tutt'altro che piacevole; quell'enorme
frastuono, quelle case altissime ed architettonicamente barocche, quel
sudicio ovunque, quel gridare incessante ed assordante, finiscono con lo
-stancare. A Napoli si dimora soltanto perchè ha dintorni di bellezza
-meravigliosa e perchè da questo centro si può andare in breve tempo a
+stancare. A Napoli si dimora soltanto perchè ha dintorni di bellezza
+meravigliosa e perchè da questo centro si può andare in breve tempo a
Pompei, ad Ischia, a Sorrento, a Portici, a Pozzuoli, a Baia, al
Vesuvio, a Capri.
-La gente va continuamente fuori della città per tre direzioni, che
-formano propriamente la topografia della città: per la via Toledo, la
+La gente va continuamente fuori della città per tre direzioni, che
+formano propriamente la topografia della città: per la via Toledo, la
massima arteria di Napoli, che porta alla bella collina di Capo di
Monte, ai colli circostanti cosparsi di ville, ed al romitaggio
delizioso di Camaldoli; e per le due vie che partono insieme
-dall'estremità di via Toledo e vanno lungo il mare, una attorno il
+dall'estremità di via Toledo e vanno lungo il mare, una attorno il
porto, sino a Marinella, a Portici, a Pompei, e al Vesuvio; l'altra per
Chiaia, a Posillipo, e, oltre la grotta di questa, a Pozzuoli e a Baia.
Queste sono le tre maggiori strade di Napoli, per le quali senza posa
passa un fiume di gente, in ispecie nel pomeriggio e nella sera. Vi si
vedono lunghe file di carrozze, di carretti, e di carri a due ruote
tirati da muli; vi si vedono tutto il lusso, tutte le industrie, tutto
-quello che occorre nella vita. I magazzini e le botteghe più eleganti
+quello che occorre nella vita. I magazzini e le botteghe più eleganti
sono in Toledo; nelle altre due vie si trovano specialmente gli oggetti
-di prima necessità; il quartiere più elegante di Napoli è però
+di prima necessità; il quartiere più elegante di Napoli è però
costituito dalla via Toledo, sino lungo Chiaia e verso la grotta di
-Posillipo. Chiaia è una strada meravigliosa; i suoi palazzi moderni sono
-occupati dai più ricchi cittadini, dai rappresentanti delle potenze
+Posillipo. Chiaia è una strada meravigliosa; i suoi palazzi moderni sono
+occupati dai più ricchi cittadini, dai rappresentanti delle potenze
straniere e dai principali alberghi. Di fronte sorge la Villa Reale, i
cui giardini non sono aperti che alle persone decentemente vestite;
-soltanto alle classi superiori ne è permesso l'accesso; il popolo ne è
-escluso. Sulla spiaggia non vi sono che pochi pescatori; i bagni colà
+soltanto alle classi superiori ne è permesso l'accesso; il popolo ne è
+escluso. Sulla spiaggia non vi sono che pochi pescatori; i bagni colà
costruiti non sono alla portata delle borse moderne. Le botteghe di
-oggetti di prima necessità, i modesti mercati di pesce, di legumi, e le
-taverne ricominciano là dove la via si divide e mena alla grotta di
+oggetti di prima necessità, i modesti mercati di pesce, di legumi, e le
+taverne ricominciano là dove la via si divide e mena alla grotta di
Posillipo e a Margellina.
Tutte queste vie hanno un aspetto ordinario e tranquillo; ma la scena
muta non appena, oltrepassato il Castello, si giunge a S. Lucia. Qui
pullula tutta la vita popolare, non interrotta per breve spazio che dal
-palazzo reale e dal castello, per raggiungere la massima intensità al
-molo, al porto, a Marinella ed al mercato; al di là, nei sobborghi fino
-a Portici, diminuisce. S. Lucia, il luogo di carattere più svariato e
-dove sono le locande di secondo ordine, è la linea di confine fra la
-parte aristocratica di Napoli e quella popolare. Il porto è il punto del
+palazzo reale e dal castello, per raggiungere la massima intensità al
+molo, al porto, a Marinella ed al mercato; al di là, nei sobborghi fino
+a Portici, diminuisce. S. Lucia, il luogo di carattere più svariato e
+dove sono le locande di secondo ordine, è la linea di confine fra la
+parte aristocratica di Napoli e quella popolare. Il porto è il punto del
maggior movimento popolare e del commercio; ivi si lavora, si traffica
-senza posa, e ivi è tutto quello che è necessario alla vita del popolo.
-V'è un movimento continuo; le calate sono sempre ingombre di carbone e
+senza posa, e ivi è tutto quello che è necessario alla vita del popolo.
+V'è un movimento continuo; le calate sono sempre ingombre di carbone e
di altri materiali; vi si affollano continuamente pescatori, barcaiuoli,
lazzaroni, piccoli mercanti. Gli abitanti delle campagne, i popolani
vengono qui ad acquistare gli abiti e le scarpe, che empiono case da
cima a fondo. Qui si vendono tutte le masserizie casalinghe, qui sono
-caffè, liquorerie, spacci di tabacco, unicamente frequentati dal popolo,
-fruttaioli i quali tengono gli aranci e le angurie già tagliate a fette
+caffè, liquorerie, spacci di tabacco, unicamente frequentati dal popolo,
+fruttaioli i quali tengono gli aranci e le angurie già tagliate a fette
che essi vendono per un tornese e che vengono mangiate dai compratori in
-piedi. Qui si vedono vere montagne di fichi d'India, di cui la gente più
-misera si nutre; questo è il luogo di riunione, si potrebbe dire la sala
+piedi. Qui si vedono vere montagne di fichi d'India, di cui la gente più
+misera si nutre; questo è il luogo di riunione, si potrebbe dire la sala
di conversazione del popolo. Nel pomeriggio, agli angoli di certe vie,
si vedono lettori pubblici di storie cavalleresche e di storie di
briganti. Qui lo scrivano pubblico tiene il suo tavolo e scrive lettere
@@ -420,58 +383,58 @@ altre capanne per chi vuol fare i bagni di mare a poco prezzo.
La folla e il movimento che regnano sul porto, sono un nulla in
confronto a quanto si vede nei due maggiori mercati, vicini a Marinella:
-il Porto Nuovo e il Mercato. Il Porto Nuovo è sempre ingombro da una
+il Porto Nuovo e il Mercato. Il Porto Nuovo è sempre ingombro da una
folla immensa; si direbbe che l'intera Campania abbia mandato le sue
frutta e il golfo tutti i suoi pesci su questa piazza. Il popolo vi si
reca per comprare, per mangiare; lo si potrebbe dunque definire come il
-ventricolo di Napoli. È veramente interessante osservare tutta quella
-folla, tutto quel frastuono, ed uno lo può fare a suo bell'agio,
+ventricolo di Napoli. È veramente interessante osservare tutta quella
+folla, tutto quel frastuono, ed uno lo può fare a suo bell'agio,
rifugiandosi in una di quelle cucine all'aperto, costituite da quattro
tavole, dove si preparano e vengono mangiate le _pizze_, specie di torte
schiacciate, rotonde, condite con formaggio, o con prosciutto. Si
-ordinano e in cinque minuti sono pronte; per digerirle, però, è
+ordinano e in cinque minuti sono pronte; per digerirle, però, è
necessario avere i succhi gastrici di un lazzarone.
I mercati settimanali hanno pure luogo su quella piazza, per un Tedesco
-di triste memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo degli
-Hohenstaufen; è del pari caratteristica per essere stato il teatro di
+di triste memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo degli
+Hohenstaufen; è del pari caratteristica per essere stato il teatro di
uno storico episodio, quello di Masaniello, su quella piazza dai lazzari
eletto loro re, e ivi trucidato.
-Questo luogo è storico per il popolo napoletano; è come la sua piazza
+Questo luogo è storico per il popolo napoletano; è come la sua piazza
della Bastiglia, sanguinosa per le scene terribili di giustizia
-popolare; il popolo vi troncò il capo a nobili cittadini e li espose
-all'oltraggio. È rimasta terribile anche per i ricordi della peste.
+popolare; il popolo vi troncò il capo a nobili cittadini e li espose
+all'oltraggio. È rimasta terribile anche per i ricordi della peste.
Interessante, ma difficile insieme, sarebbe descrivere tutto questo caos
di persone e classificarle in tanti gruppi ben distinti. Sono stati
fatti infiniti quadri e disegni della vita popolare a Napoli; si sono
-scritte su ciò numerose opere, profonde e vivaci, ma nessuna ne dà
-un'idea precisa a chi non la potè mai vedere coi propri occhi. Pertanto,
-vo' provarmi a dare uno schizzo della strada di S. Lucia, più di ogni
-altra interessante. Ho pur già detto che questa via, sita in uno dei
-punti più belli di Napoli, è quella dove vennero a contatto le classi
+scritte su ciò numerose opere, profonde e vivaci, ma nessuna ne dà
+un'idea precisa a chi non la potè mai vedere coi propri occhi. Pertanto,
+vo' provarmi a dare uno schizzo della strada di S. Lucia, più di ogni
+altra interessante. Ho pur già detto che questa via, sita in uno dei
+punti più belli di Napoli, è quella dove vennero a contatto le classi
superiori ed inferiori della popolazione e dove la vittoria rimase al
-ceto medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta a sinistra dal
+ceto medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta a sinistra dal
mare, dal palazzo reale e a destra dal pittoresco Castel dell'Ovo.
Distendendosi quasi al centro del grande arco del golfo, si trova aperta
sul mare, di cui si gode liberamente la vista, non intercettata come
-pel porto dalle alberature dei bastimenti. La sua posizione è
+pel porto dalle alberature dei bastimenti. La sua posizione è
meravigliosa ed invita molti forestieri a stabilirsi nei suoi alberghi
-di second'ordine, dai quali si può godere alla sera la bellezza
+di second'ordine, dai quali si può godere alla sera la bellezza
insuperabile del mare e la frescura della brezza marina.
Io dimorai a S. Lucia quaranta giorni, e dalla mia finestra vedevasi
tutto il golfo raggiante di luce: le due cime del Vesuvio dominanti la
-bianca città, le pittoresche spiaggie di Castellammare, di Sorrento,
+bianca città, le pittoresche spiaggie di Castellammare, di Sorrento,
fino a Capo Minerva, e l'isola di Capri. Ogni mattino, quando la rosea
luce del golfo veniva a svegliarmi nella mia camera, mi abbandonavo alla
-contemplazione di quel fantastico spettacolo che è colà il levare del
+contemplazione di quel fantastico spettacolo che è colà il levare del
sole, e guardavo le tinte di fuoco dei monti e del mare, che parevano
-avvolgere in un incendio colossale la grandiosa città. Ma più magico
-ancora era lo spettacolo che mi si parava dinanzi allorchè la luna nel
+avvolgere in un incendio colossale la grandiosa città. Ma più magico
+ancora era lo spettacolo che mi si parava dinanzi allorchè la luna nel
suo pieno, sorgeva sul Vesuvio, e spandeva la sua luce argentea sui
-monti, sul mare, sulla città, illuminando l'intero golfo. La cupa
+monti, sul mare, sulla città, illuminando l'intero golfo. La cupa
foresta degli alberi delle navi nel porto si distaccava allora sopra un
fondo di brillante bianchezza; la luce dei fanali impallidiva; infinite
barche scivolavano sulle onde, e sparivano, e tosto ricomparivano
@@ -484,22 +447,22 @@ popolani a mangiare frutti di mare.
Quei luoghi anche di notte sono animati, pieni di vita.
-Nel quartiere di S. Lucia è concentrato specialmente il commercio dei
+Nel quartiere di S. Lucia è concentrato specialmente il commercio dei
frutti marini, disposti in buon ordine, con le ostriche, nelle piccole
botteghe, ciascuna delle quali porta un numero e il nome del
proprietario. Sono incessanti le grida per invitare la gente ad entrare;
le botteghe sono illuminate, e tutti quei prodotti del mare rilucono dei
-colori più svariati: sono ricci, stelle di mare, coralli, araguste,
-dalle forme più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il mistero delle
-profondità marine è ivi svelato e quel piccolo mercato presenta ogni
+colori più svariati: sono ricci, stelle di mare, coralli, araguste,
+dalle forme più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il mistero delle
+profondità marine è ivi svelato e quel piccolo mercato presenta ogni
sera il lieto aspetto quasi di una notte di Natale marittima.
Chi scende la gradinata che porta al mare, ad un tratto si trova come in
una specie di grande sala illuminata a cielo scoperto. Intorno a piccole
-tavole i popolani mangiano ostriche e maccheroni; è uno spettacolo
+tavole i popolani mangiano ostriche e maccheroni; è uno spettacolo
stupefacente vedere come quegli esseri divorino, pagandoli un paio di
grani ad un pescatore o ad un lazzarone, i maccheroni, e con quanta
-velocità li facciano scivolare nella gola. Là dove termina il frastuono
+velocità li facciano scivolare nella gola. Là dove termina il frastuono
di questi divoratori, incomincia un'altra scena assai caratteristica:
sotto una specie di volta, presso una fonte sulfurea, da mane a sera
donne e fanciulli gridano, schiamazzano con bicchieri in mano, invitando
@@ -508,61 +471,61 @@ bicchiere di quest'acqua minerale e si mangiano alcune piccole
ciambelle. Con pochi soldi la gente modesta vi trova uno spasso;
difatti, vi accorrono intiere famiglie e chi non mangia i maccheroni,
prende almeno l'acqua sulfurea e le ciambelle. Ivi il movimento,
-l'andare e venire della gente dalla terra, dal mare, nelle barche, è
+l'andare e venire della gente dalla terra, dal mare, nelle barche, è
incessante, ed ivi le ninfe notturne tendono le loro reti ai forestieri:
sono fanciulle di facili costumi, accompagnate di solito dalla madre o
-da una canuta matrona, custode apparente del loro cuore. Più di una
+da una canuta matrona, custode apparente del loro cuore. Più di una
tenera relazione nasce a S. Lucia, fra un bicchiere e l'altro d'acqua
sulfurea.
-Di giorno il movimento in questo quartiere non è minore. Vi si prendono
+Di giorno il movimento in questo quartiere non è minore. Vi si prendono
bagni in pubblico, alla presenza di tutti, ed io ho visto presso Castel
dell'Uovo, nell'intiera giornata, schiere di ragazzi e di giovanotti
saltare in mare, tuffarvisi e far mostra delle loro prodezze acquatiche.
I Napoletani nuotano come tanti delfini. Il clima contribuisce a
mantenerli in uno stato primitivo di natura; la temperatura calda
-mantiene in onore il nudo, il cui studio si può fare liberamente per le
-strade, ad ogni ora. Napoli è la città dei contrasti: corrono per le vie
-carrozze di lusso, appartenenti alle famiglie più aristocratiche, e alla
+mantiene in onore il nudo, il cui studio si può fare liberamente per le
+strade, ad ogni ora. Napoli è la città dei contrasti: corrono per le vie
+carrozze di lusso, appartenenti alle famiglie più aristocratiche, e alla
presenza dei principi coperti di decorazioni scintillanti, di dame della
-più insigne nobiltà parigina e londinese, stuoli d'uomini, come se nulla
+più insigne nobiltà parigina e londinese, stuoli d'uomini, come se nulla
fosse, si gettano in mare in costume adamitico. Io mi son concesso
spesso il diletto di chiamare dalla mia finestra al quarto piano, quei
ragazzi nudi della strada e di far loro vedere una moneta: in un atto
essi si tuffavano nelle onde, vi compivano le loro prodezze e quindi
tornavano nella strada, grondanti acqua per ricevere la mercede
-promessa. Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo; sulle stesse
+promessa. Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo; sulle stesse
cancellate di ferro del porto si vedono di continuo arrampicarsi ragazzi
-intieramente spogli e precipitarsi di lassù a capo fitto in mare.
+intieramente spogli e precipitarsi di lassù a capo fitto in mare.
Il 18 maggio, per dare sfogo a questa immensa popolazione, fu aperta
verso la campagna una nuova via, quella di S. Teresa, secondo il nome
dal Re impostole in onore della Regina sua consorte. Questa strada
-domina la città e sopra Castel S. Elmo fa una parabola verso il Vomero,
-traversando colline e valli, per sboccare quindi a Chiaia. Ancora non è
-compiuta, nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare fossati
-sopra a tavole; vi si incontrano però già cavalli, asini, muli e una
+domina la città e sopra Castel S. Elmo fa una parabola verso il Vomero,
+traversando colline e valli, per sboccare quindi a Chiaia. Ancora non è
+compiuta, nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare fossati
+sopra a tavole; vi si incontrano però già cavalli, asini, muli e una
folla di gente che, sopratutto, nelle domeniche e nelle feste, si reca a
visitare i lavori. A quanto sembra le tre grandi arterie non bastavano
-più alla numerosa popolazione della città ed è stato necessario
+più alla numerosa popolazione della città ed è stato necessario
procurarle uno sbocco sul Vomero, ponendo Chiaia in comunicazione con
-questo. La nuova via sarà fiancheggiata da ville con giardini, secondo
+questo. La nuova via sarà fiancheggiata da ville con giardini, secondo
il gusto di coloro che ricercano l'aria pura, il verde, quasi la
-campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente una delle più
+campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente una delle più
deliziose strade di Europa.
-Ad ogni svolto di collina e di piccola valle, lo spettacolo della città
-sottostante, del golfo e delle isole varia, e tu non sapresti dove è
+Ad ogni svolto di collina e di piccola valle, lo spettacolo della città
+sottostante, del golfo e delle isole varia, e tu non sapresti dove è
meglio rivolgere lo sguardo nell'insuperabile bellezza di
-quell'orizzonte, sulla città, su quegli aranceti profumati, su quei
+quell'orizzonte, sulla città, su quegli aranceti profumati, su quei
giardini cosparsi di fiori o su quelle pittoresche macchie di pini, di
palme, di cipressi. Chi non si sentisse rapito qui d'incanto per le
bellezze che natura offre, non potrebbe che essere privo del senso del
bello.
Si ascende alla nuova strada dagli Studi, dove vengono dati a nolo
-asinelli; io, però, preferii recarmici a piedi, da solo, onde meglio
-goderla ed arrestarmi qua e là a mio piacere. Vidi così successivamente
+asinelli; io, però, preferii recarmici a piedi, da solo, onde meglio
+goderla ed arrestarmi qua e là a mio piacere. Vidi così successivamente
Castel S. Elmo, dalle bianche mura, sorgente sopra un nero scoglio,
circondato di captus, di aloe, di piante rampicanti; vidi, in basso,
verdeggianti giardini, rocce calcaree dinanzi ad un'osteria quasi
@@ -570,7 +533,7 @@ sperduta nella lussureggiante vegetazione di una vigna; vidi una
valletta di limoni, di aranci, di melagrani, che mandavano nell'aria
profumi deliziosi; e poi un sobborgo formato di fabbriche industriali, e
amene e ridenti collinette, e case rustiche, e una gola piena di captus
-e di palme; e poi, ad un tratto, a sinistra, scorsi la città, il golfo,
+e di palme; e poi, ad un tratto, a sinistra, scorsi la città, il golfo,
l'isola di Capri, ed una foresta di pini ai piedi del Vesuvio, che si
staccava sullo splendido azzurro del cielo, tinto di violaceo; poi nuove
rocce, nuovi giardini, nuove casette rustiche: una vera scena campestre,
@@ -584,7 +547,7 @@ sottostanti, dove i tralci delle viti, agitati lievemente dalla brezza
marina, pendevano a foggia di festoni dagli alberi, come nelle pitture
di Pompei rappresentanti le baccanti. Avevo letto un libro in cui non
ricordo quale erudito non sapeva darsi pace che quelle giovani donne
-ballassero per aria, affermando che ciò era contro natura, poichè
+ballassero per aria, affermando che ciò era contro natura, poichè
avrebbero dovuto posare sul suolo i loro piedi e sostenendo che tali
affreschi erano soltanto dei capricci di una fantasia sbrigliata. Povere
cose, invero, l'erudizione e l'archeologia! In questo angolo di paradiso
@@ -595,30 +558,30 @@ sembra di staccarci dal suolo e, sciolti da ogni vincolo terreno, di
spaziare nell'atmosfera.
Le bellezze della natura e i sentimenti cristiani, alla presenza delle
-più grandi meraviglie della creazione, risvegliano sempre idee tristi.
+più grandi meraviglie della creazione, risvegliano sempre idee tristi.
Ero giunto su di una altura dove alcuni soldati svizzeri stavano bevendo
-fuori di una piccola bettola, una capanna di paglia. Di lassù si
+fuori di una piccola bettola, una capanna di paglia. Di lassù si
dominavano il mare, le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia, tutte
avvolte nel manto meraviglioso del sole al tramonto. Uno di quei
-soldati mi si avvicinò e, gettando uno sguardo su quello spettacolo
-meraviglioso, con tono di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo
-bello!... rende melanconici...»
+soldati mi si avvicinò e, gettando uno sguardo su quello spettacolo
+meraviglioso, con tono di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo
+bello!... rende melanconici...»
III.
-Ho visitato le tre più belle città marittime d'Italia: Napoli, Palermo e
+Ho visitato le tre più belle città marittime d'Italia: Napoli, Palermo e
Genova, che gareggiano fra loro per magnificenza di posizione. Senza
-dubbio il primato spetta a Napoli, nessun'altra città potendo vantare un
-panorama naturale così classicamente grandioso, un Vesuvio, un golfo
-così bello, spiagge come quella di Castellammare e di Sorrento, isole
-così pittoresche. Le svariate tinte, la grandiosità, l'ampiezza di tutto
+dubbio il primato spetta a Napoli, nessun'altra città potendo vantare un
+panorama naturale così classicamente grandioso, un Vesuvio, un golfo
+così bello, spiagge come quella di Castellammare e di Sorrento, isole
+così pittoresche. Le svariate tinte, la grandiosità, l'ampiezza di tutto
questo non hanno le uguali al mondo; tutto qui ha il carattere
dell'immenso, tanto l'opera dell'uomo quanto quella della natura, e
-tutto qui è avvolto in un mare di luce. L'occhio non riesce ad afferrare
+tutto qui è avvolto in un mare di luce. L'occhio non riesce ad afferrare
in una sol volta tutto il quadro, a meno di non restringere la
prospettiva, di salire sopra una collina, oppure di inoltrarsi in mare,
-da dove le forme della città si perdono e rimangono visibili soltanto
+da dove le forme della città si perdono e rimangono visibili soltanto
quelle della natura.
Genova, invece, ed anche Palermo si possono abbracciare con un sol colpo
@@ -628,71 +591,71 @@ con le sue cupole, co' suoi campanili, incoronata di monti dall'aspetto
severo, che si estendono ai due lati, dal monte Pellegrino al capo
Zafferano, lasciando fra essi breve spazio di mare. Entrambe, come ho
detto, formano un quadro meraviglioso, visibile, apprezzabile con un
-solo sguardo. A Napoli, invece, tutto è grande, sterminato ed immerso in
-una luce in cui l'occhio si smarrisce ed in cui non può contemplare che
+solo sguardo. A Napoli, invece, tutto è grande, sterminato ed immerso in
+una luce in cui l'occhio si smarrisce ed in cui non può contemplare che
una cosa alla volta. Salendo, per avere una idea di Napoli, sino a
-Castel S. Elmo, ai Camaldoli, o sul Vesuvio, i quali sono i punti più
+Castel S. Elmo, ai Camaldoli, o sul Vesuvio, i quali sono i punti più
adatti per ammirare il panorama, ovunque Napoli si presenta come
-un'ampia città indefinita, dove prevale l'aspetto della campagna, la
+un'ampia città indefinita, dove prevale l'aspetto della campagna, la
vista del mare. Le infinite case che sorgono attorno al golfo, non
-presentano caratteri architettonici, non dànno altra idea che
-d'un'immensa popolazione colà agglomerata. Si direbbe quasi che a quella
+presentano caratteri architettonici, non dànno altra idea che
+d'un'immensa popolazione colà agglomerata. Si direbbe quasi che a quella
gente basti il luogo e la vista, che dinanzi a tante meraviglie di
natura, abbiano incrociato le braccia e rinunziato a gareggiare con
quella natura stessa. Nessuna di quelle case emerge sulle altre; non si
vedono che tetti a forma di terrazze, fatti a bella posta per godere il
panorama; poche cupole di chiese, e queste poche bassissime ed appena
visibili; quasi nessun campanile su quella monotona distesa.
-Costantinopoli è almeno assai più pittoresca, con le sue cupole, i suoi
-arditi minareti che sorgono fra i pini e i cipressi, dando alla città un
+Costantinopoli è almeno assai più pittoresca, con le sue cupole, i suoi
+arditi minareti che sorgono fra i pini e i cipressi, dando alla città un
aspetto caratteristico, simpatico. La mancanza di carattere
-architettonico in Napoli, la sua uniformità monotona, mi hanno sempre
+architettonico in Napoli, la sua uniformità monotona, mi hanno sempre
colpito ed io le ho spiegate per mezzo della sua storia, delle varie sue
signorie, tutte passeggere, della inazione del suo popolo, della
-mancanza di attività diretta ad un dato scopo, della sua tendenza a
+mancanza di attività diretta ad un dato scopo, della sua tendenza a
vivere alla giornata, della sua cura del presente soltanto e di vivere
-il più gaiamente possibile. La storia non ha lasciato sulla città
-un'importanza e perciò questa città monumentalmente non ha veruna
-importanza. Nè le dinastie succedutesi rapidamente le une alle altre, nè
+il più gaiamente possibile. La storia non ha lasciato sulla città
+un'importanza e perciò questa città monumentalmente non ha veruna
+importanza. Nè le dinastie succedutesi rapidamente le une alle altre, nè
il popolo espressero le loro idee per mezzo di quei monumenti che sono i
-ricordi più tangibili delle varie fasi di civiltà, la rappresentazione
-più visibile delle idee che predominarono per un dato tempo, o che
+ricordi più tangibili delle varie fasi di civiltà, la rappresentazione
+più visibile delle idee che predominarono per un dato tempo, o che
tuttora sussistono.
-Nota veramente caratteristica di Napoli è che quasi tutte le sue glorie
+Nota veramente caratteristica di Napoli è che quasi tutte le sue glorie
sono glorie musicali: Scarlatti, il suo discepolo Porpora, Leonardo,
Leo, Francesco Durante, Pergolese, Paisiello, Cimarosa, e tutti quei
maestri che fino a Bellini, a Mercatante uscirono dal Conservatorio di
-Napoli, sono le più belle illustrazioni della città. Con questo non
+Napoli, sono le più belle illustrazioni della città. Con questo non
voglio dire che Napoli non abbia avuto altri uomini illustri; soltanto
-furono celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza o disciplina fu
+furono celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza o disciplina fu
tenuta mai in grande onore.
Lascio da parte la descrizione e torno al carattere architettonico di
Napoli, dove l'assoluta mancanza di opere monumentali colpisce in
-special modo chi, come me, giunge da Roma, la città più monumentale del
+special modo chi, come me, giunge da Roma, la città più monumentale del
mondo ed essa stessa monumento della storia universale. Anche
-indipendentemente da questo carattere monumentale, che è proprio di
-Roma, io credo che non vi sia altra città dove l'architettura e il
+indipendentemente da questo carattere monumentale, che è proprio di
+Roma, io credo che non vi sia altra città dove l'architettura e il
paesaggio siano in tanta armonia e dove, indipendentemente dalle
-bellezze naturali, i monumenti portino da sè a suscitare l'ammirazione.
+bellezze naturali, i monumenti portino da sè a suscitare l'ammirazione.
Per cogliere queste perfette armonie, basta salire sul Monte Testaccio,
sul Monte Mario, a San Pietro Montorio, sulla torre del Campidoglio; e
per convincersi dell'imponenza architettonica di Roma, basta gettare uno
-sguardo su questa dal Pincio, da dove la città si presenta
+sguardo su questa dal Pincio, da dove la città si presenta
maestosamente, in linee grandiose e severe, come un monumento storico
colossale.
-Di là si scorgono i vari periodi di civiltà, le rovine del paganesimo,
+Di là si scorgono i vari periodi di civiltà, le rovine del paganesimo,
la cupola trionfante del cristianesimo, e le vicende del papato ci
sfilano dinanzi, e tutto il significato di Roma si presenta alla nostra
mente.
-A Napoli, invece, in questa città di vita lieta, senza pensieri, i
+A Napoli, invece, in questa città di vita lieta, senza pensieri, i
monumenti architettonici che attirano la nostra attenzione non sono
-nelle rovine, nelle chiese. Le reliquie dell'antichità sono scomparse;
-qui non si costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo monumento che
-Napoli possegga dei tempi antichi sono le catacombe, più vaste forse di
+nelle rovine, nelle chiese. Le reliquie dell'antichità sono scomparse;
+qui non si costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo monumento che
+Napoli possegga dei tempi antichi sono le catacombe, più vaste forse di
quelle di Siracusa, alle quali devesi aggiungere la meravigliosa grotta
di Posillipo. Quanto a chiese Napoli ne possiede un bel numero, ma
nessuna veramente pregevole: la noncuranza tutta democratica con la
@@ -703,40 +666,40 @@ ogni tempo indifferente nella religione. Qui non vi furono mai grandi
ardori per la fede di Cristo, per la grandezza della Chiesa, e sotto gli
Hohenstaufen anzi lunga ed accanita fu la lotta fra Napoli e il papato.
La tendenza a vivere lietamente e piacevolmente, ha impresso un
-carattere di mondanità anche alle cose di religione; per convincersi di
-questo basta visitare la più bella chiesa moderna della città, S.
-Francesco di Paola, edificata da Ferdinando I per sciôrre un voto dopo
+carattere di mondanità anche alle cose di religione; per convincersi di
+questo basta visitare la più bella chiesa moderna della città, S.
+Francesco di Paola, edificata da Ferdinando I per sciôrre un voto dopo
la sua restaurazione nel trono. E' un'imitazione del Pantheon di Roma e
serve principalmente di decorazione alla Piazza Reale; per convincersi
-poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica presenti, basta guardare
+poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica presenti, basta guardare
il suo porticato, dove sono sempre negozi di spinette, che vengono
suonate per prova continuamente.
-A Napoli anche i palazzi, che dopo le chiese sono gli edifici più
-notevoli in ogni città italiana, sono sperduti fra dedali di casupole e
-per lo più sono grandi edifici di pessimo gusto, ed anche quando hanno
+A Napoli anche i palazzi, che dopo le chiese sono gli edifici più
+notevoli in ogni città italiana, sono sperduti fra dedali di casupole e
+per lo più sono grandi edifici di pessimo gusto, ed anche quando hanno
qualche cosa d'imponente, come il superbo palazzo Maddaloni, simile ad
-una fortezza, non si possono osservare sufficientemente, perchè mancano
-di aria libera intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio evo; tutto
-è moderno.
+una fortezza, non si possono osservare sufficientemente, perchè mancano
+di aria libera intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio evo; tutto
+è moderno.
Osservando Napoli sotto l'aspetto architettonico, si finisce per
convincersi che le sole abitazioni degne di attenzione, di ricordo, sono
le amene ville che popolano le colline, l'arsenale, gli edifici che
circondano il porto, il palazzo reale ed in special modo i tre grandi
-castelli che dominano da ogni parte il panorama della città. Da Castel
-S. Elmo, sul pittoresco Vomero, si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo
+castelli che dominano da ogni parte il panorama della città. Da Castel
+S. Elmo, sul pittoresco Vomero, si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo
magico, soprattutto nell'ora indecisa del crepuscolo.
Nel golfo sorgono poi Castel Nuovo e Castel dell'Uovo, le due bizzarre
moli di roccia, di color grigio e di aspetto cupo e minaccioso: sono le
briglie del cavallo focoso di Napoli.
-Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è uno degli edifici più antichi di
-Napoli, poichè risale a Lucullo e fra le sue mura perì Romolo Augustolo,
+Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è uno degli edifici più antichi di
+Napoli, poichè risale a Lucullo e fra le sue mura perì Romolo Augustolo,
ultimo degli imperatori romani, ma non mi fu concesso. Federico II
-ultimò il Castello nel 1221, non immaginando certo che quello sarebbe
-stato il carcere degli ultimi suoi discendenti; giacchè qui, dopo
+ultimò il Castello nel 1221, non immaginando certo che quello sarebbe
+stato il carcere degli ultimi suoi discendenti; giacchè qui, dopo
l'infelice battaglia di Benevento, nella quale re Manfredi perdette
regno e vita, per molti anni languirono i miseri figli suoi, e l'unica
sua figliuola, Beatrice, dovette la sua liberazione da quelle mura
@@ -746,54 +709,54 @@ Era il 5 giugno 1284, quando i Siciliani al comando dell'illustre
ammiraglio Ruggero di Lauria, sostennero la famosa battaglia navale
dinanzi a Napoli.
-Dagli spalti del castello la figlia di Carlo d'Angiò ne fu spettattrice
+Dagli spalti del castello la figlia di Carlo d'Angiò ne fu spettattrice
e con ansia ne attese l'esito; con non minore ansia dovette contemplarla
attraverso l'inferriata del suo carcere l'infelice figlia di Manfredi;
la principessa vide la flotta napoletana ripiegarsi da prima, poi
sbaragliata e posta in fuga. Suo fratello Carlo fu fatto prigione e due
galere siciliane gettarono l'ancora dinanzi al Castello, e Lauria chiese
che venisse subito consegnata la figlia di Manfredi, minacciando in caso
-di rifiuto di far decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo del suo
+di rifiuto di far decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo del suo
legno, innanzi a tutta Napoli. La misera fu tolta dal carcere,
-consegnata ai Siciliani e soltanto diciotto anni dopo, quando già aveva
-trascorsa tutta la sua giovinezza in prigione, riacquistò la sua
-libertà, fu condotta trionfalmente a Messina, dove sua sorella Costanza,
+consegnata ai Siciliani e soltanto diciotto anni dopo, quando già aveva
+trascorsa tutta la sua giovinezza in prigione, riacquistò la sua
+libertà, fu condotta trionfalmente a Messina, dove sua sorella Costanza,
moglie di Pietro d'Aragona, l'accolse nelle sue braccia, come una morta
risuscitata. Nello stesso castello morirono pure i figli di Manfredi.
-Castel Nuovo è ancora più imponente, e rappresenta senza dubbio il
-maggior monumento architettonico di Napoli. Di esso è famoso il
+Castel Nuovo è ancora più imponente, e rappresenta senza dubbio il
+maggior monumento architettonico di Napoli. Di esso è famoso il
bell'arco trionfale che Alfonso I di Napoli vi fece costruire nel 1470,
su disegno di Giuliano Da Murano, o secondo altri, di Pietro Di Martino.
Sorge sopra a colonne corinzie, fra due torri, ed ha numerosi
-bassorilievi di gran pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso del Re
+bassorilievi di gran pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso del Re
vittorioso di Napoli. Le sue porte in bronzo sono opera di Guglielmo
Monaco. Disgraziatamente quest'arco, veramente pregevole monumento, si
-trova nascosto come in un castello ed è sottratto quindi alla vista del
+trova nascosto come in un castello ed è sottratto quindi alla vista del
pubblico. Si era parlato di trasportarlo davanti alla Cattedrale, ma
-l'idea non ebbe più seguito.[1]
+l'idea non ebbe più seguito.[1]
-Castel Nuovo venne edificato da Carlo d'Angiò nel 1283 e i più cospicui
+Castel Nuovo venne edificato da Carlo d'Angiò nel 1283 e i più cospicui
edifici di Napoli furono opera degli Angioini, come parimenti risalgono
-a quel periodo le chiese più importanti della città. Queste sono i veri
+a quel periodo le chiese più importanti della città. Queste sono i veri
monumenti storici di Napoli, non solo per le tombe che racchiudono, ma
-perchè la maggior parte di esse attinge la loro origine da fatti
-storici, come si vedrà quando ci tratterremo a parlarne.
+perchè la maggior parte di esse attinge la loro origine da fatti
+storici, come si vedrà quando ci tratterremo a parlarne.
La cattedrale fu incominciata da Carlo I sulle rovine di un antico
tempio dedicato a Nettuno, e venne ultimata da Roberto I. Essa segna
l'inizio dell'epoca degli Angioini. S. Domenico Maggiore venne eretta da
-Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre un voto da esso fatto quando
+Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre un voto da esso fatto quando
cadde prigione nelle mani di Ruggiero Lauria. L'altra chiesa di S.
Lorenzo Maggiore venne fondata nel 1265 da Carlo I, ugualmente per
-sciôrre un voto da esso fatto dopo la battaglia di Benevento. S. Pietro
-Martire fu edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara, da Re Roberto nel
+sciôrre un voto da esso fatto dopo la battaglia di Benevento. S. Pietro
+Martire fu edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara, da Re Roberto nel
1310; l'Immacolata, abbellita da affreschi di Giotto, venne fondata da
Giovanna I, per ricordare le sue nozze con Ludovico di Taranto; S.
Giovanni a Carbonara, Monteoliveto e S. Antonio Abate, tutte chiese
edificate da Ladislao e da Giovanna. Anche lo stupendo monastero di S.
Martino, sopra S. Elmo, ripete la sua origine dagli Angioini; e da
-ultimo il Carmine Maggiore ed il Purgatorio sul Mercato che segnò la
+ultimo il Carmine Maggiore ed il Purgatorio sul Mercato che segnò la
caduta degli Hohenstaufen. Infatti, nella prima di queste due ultime
chiese trovasi la tomba di Corradino e la statua erettagli nel 1847 dal
re Massimiliano di Baviera; e nella seconda cappella sorge la colonna di
@@ -804,14 +767,14 @@ Corradino e Lodovico di Baviera. In essa si legge la seguente epigrafe:
RAPIENS AQUILINUM
HIC DEPLUMAVIT, ACEPHALUMQUE DEDIT.
-Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono edifici in Napoli e
+Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono edifici in Napoli e
sarebbe inutile ricercare gli avanzi di quella architettura
moresco-normanna, i quali, al contrario, si trovano abbondantemente in
Sicilia. Lo stabilirsi della dinastia degli Angioini a Napoli, dopo
-perduta la Sicilia, procurò a questa città l'unica epoca in cui
+perduta la Sicilia, procurò a questa città l'unica epoca in cui
fiorirono la scultura e l'architettura, facendo subentrare allo stile
romano delle basiliche, quello germanico. Questo periodo di rifiorimento
-durò fin verso gli ultimi tempi del secolo XIV e raggiunse il suo apogeo
+durò fin verso gli ultimi tempi del secolo XIV e raggiunse il suo apogeo
sotto il regno di re Roberto, fautore ed amante delle arti belle. Napoli
diede allora i natali ai due Masuccio, il secondo dei quali fu pure
scultore distinto. Egli fece le tombe di Carlo di Durazzo, di Caterina
@@ -819,68 +782,68 @@ d'Austria, di Roberto di Artois, e di Giovanni di Durazzo, nella
grandiosa chiesa di S. Lorenzo, da lui ultimata sugli antichi disegni;
costrusse pure la chiesa gotica di S. Chiara, collocando in quella, a
tergo dell'altar maggiore, il capolavoro della scultura napoletana, la
-tomba di re Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile gotico, ed è
+tomba di re Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile gotico, ed è
ornata di parecchie statue. Sebbene le forme non si presentino
-all'occhio ancora purissime, il complesso della composizione è artistico
-ed ha una semplicità di buon gusto. S. Chiara è ricca di monumenti
-sepolcrali, perchè riposano in questa chiesa parecchi altri Angioini,
+all'occhio ancora purissime, il complesso della composizione è artistico
+ed ha una semplicità di buon gusto. S. Chiara è ricca di monumenti
+sepolcrali, perchè riposano in questa chiesa parecchi altri Angioini,
fra i quali Carlo di Calabria, figlio di Roberto, Giovanna I, ed altre
principesse.
-In generale, però, tutte le tombe degli Angioini fanno l'effetto di
-mancare di serietà e di dignità. Nella stessa maniera che le tombe di
-questa stirpe, passata senza alcuna influenza nella civiltà e vissuta
-nel piacere e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione di
-sorta, nè la più lontana riflessione, parimenti l'arte non riuscì ad
+In generale, però, tutte le tombe degli Angioini fanno l'effetto di
+mancare di serietà e di dignità. Nella stessa maniera che le tombe di
+questa stirpe, passata senza alcuna influenza nella civiltà e vissuta
+nel piacere e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione di
+sorta, nè la più lontana riflessione, parimenti l'arte non riuscì ad
acquistare una forma espressiva e a dar loro un carattere netto. Il loro
-stile gotico è ricco, talvolta bizzarro, tal altra ingenuo, ma il più
-comunemente è di gusto assai equivoco. Anche dinanzi a questi monumenti
+stile gotico è ricco, talvolta bizzarro, tal altra ingenuo, ma il più
+comunemente è di gusto assai equivoco. Anche dinanzi a questi monumenti
ci si accorge di essere a Napoli, dove, non per la caduta degli
Angioini, non per colpa dei tempi, l'arte cadde nel manierismo, nel
barocco, nell'esagerazione, come appare entro e fuori a molte chiese,
-come quella del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca che ad un tempio
+come quella del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca che ad un tempio
cristiano. Qui gli stessi edifici gotici furono indegnamente deturpati
dai numerosi restauri, resi necessari dai frequenti terremoti, ed
eseguiti senza spirito, senza sentimento artistico.
-Ma dove questo pessimo gusto veramente trionfa, è nei tre obelischi
+Ma dove questo pessimo gusto veramente trionfa, è nei tre obelischi
della Concezione, di S. Gennaro e di S. Domenico, che reggono in cima la
statua adorata del santo, e sono sopracarichi di statue, di figure, di
-ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne. In questi monumenti
-si rivela grandemente l'influenza spagnola, la quale regnò per molti
-anni e di cui non è rimasta un'unica memoria pregevole, giacchè governò
-queste belle contrade per mezzo dei suoi vicerè. Gli Spagnuoli
-lasciarono però alcuni ricordi di quel periodo, fra i quali la grandiosa
-Fontana Medina, opera di Domenico Auria, eseguita per ordine del vicerè
+ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne. In questi monumenti
+si rivela grandemente l'influenza spagnola, la quale regnò per molti
+anni e di cui non è rimasta un'unica memoria pregevole, giacchè governò
+queste belle contrade per mezzo dei suoi vicerè. Gli Spagnuoli
+lasciarono però alcuni ricordi di quel periodo, fra i quali la grandiosa
+Fontana Medina, opera di Domenico Auria, eseguita per ordine del vicerè
Olivares nel 1593. Poi, la fontana fu per tre volte mutata di posto,
-sotto i vicerè Carlo Alba e Montery fino a tanto che donna Anna Caraffa,
-moglie del vicerè Medina, la fece collocare là dove attualmente si
+sotto i vicerè Carlo Alba e Montery fino a tanto che donna Anna Caraffa,
+moglie del vicerè Medina, la fece collocare là dove attualmente si
trova.[2]
E' opera grandiosa, ma di poco effetto, sopraccarica di figure, di
tritoni, di delfini e di mostri marittimi tra i quali si leva la statua
di Nettuno, in una conchiglia sostenuta da tre satiri. L'acqua assai
genialmente sgorga dalle punte del suo tridente; ma il miglior ricordo
-dei vicerè spagnuoli rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla metà del
-secolo XVI dal vicerè don Pietro di Toledo.
+dei vicerè spagnuoli rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla metà del
+secolo XVI dal vicerè don Pietro di Toledo.
Ho visitato anche le meravigliose catacombe napoletane e ne sono uscito
con una impressione di terrore e di ammirazione insieme, sopratutto di
-viva curiosità per quei tempi oscuri nei quali quei sotterranei furono
+viva curiosità per quei tempi oscuri nei quali quei sotterranei furono
costruiti ed abbelliti onde servire da dimore. Le catacombe di Siracusa
hanno un aspetto assai men cupo, le loro gallerie essendo disposte
simmetricamente. Al contrario, le catacombe romane, nelle parti almeno
fino ad oggi rese praticabili, sono strette e basse. Sono semplici
corridoi e stanzucce di modeste dimensioni, che non cessano con questo
-di apparire meno meravigliose, quando si ricordi che colà i cristiani
-celebravano di notte i loro misteri, e di là il cristianesimo uscì, per
+di apparire meno meravigliose, quando si ricordi che colà i cristiani
+celebravano di notte i loro misteri, e di là il cristianesimo uscì, per
prendere possesso prima di Roma, quindi del mondo intero.
Le catacombe di Napoli furono scavate nel tufo, nelle colline a
-settentrione della città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene che
-si estendano fin verso Pozzuoli. Non potevasi rinvenire una qualità di
-pietra più facile ad essere scavata per tali abitazioni sotterranee di
-questo tufo vulcanico, di colore gialliccio; ed uno può farsi
+settentrione della città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene che
+si estendano fin verso Pozzuoli. Non potevasi rinvenire una qualità di
+pietra più facile ad essere scavata per tali abitazioni sotterranee di
+questo tufo vulcanico, di colore gialliccio; ed uno può farsi
agevolmente un'idea esatta e chiara del modo in cui vennero aperte
quelle caverne e quelle grotte, osservando le pareti di quel tufo
stesso, che si lasciano in piedi per servire di ponti, nelle case in
@@ -890,39 +853,39 @@ magazzini, ma ancora di abitazioni.
I grandiosi scavi fatti in tal guisa sotto terra, i quali a poco a poco
formarono un laberinto troglodito, dovevano avere uno scopo e servire a
-qualche uso. Sembra inverosimile che i Cimméri, primi abitatori delle
+qualche uso. Sembra inverosimile che i Cimméri, primi abitatori delle
sponde del golfo di Napoli, avessero fissata in quei sotterranei la loro
-dimora, perchè non è possibile immaginare una razza d'uomini capace da
+dimora, perchè non è possibile immaginare una razza d'uomini capace da
volersi cacciar nelle tenebre, nelle viscere della terra, in presenza di
-una natura così splendida e di un cielo così sereno. Nelle abitazioni di
+una natura così splendida e di un cielo così sereno. Nelle abitazioni di
tal natura dei popoli primitivi, che si trovano nella valle Ispica e a
Malta penetra sempre la luce nel giorno. Da principio quelle catacombe
poterono servire di ricovero in caso di pericoli contro assalti di
-nemici, e quando si ampliarono, togliendo di colà i materiali che
-servirono alla costruzione della città, è naturale che sia sorto il
-pensiero di farle servire ad uso di sepolture. È accertato poi che non
+nemici, e quando si ampliarono, togliendo di colà i materiali che
+servirono alla costruzione della città, è naturale che sia sorto il
+pensiero di farle servire ad uso di sepolture. È accertato poi che non
furono i cristiani a seppellire per primi i loro morti nelle catacombe
-di Napoli, bensì i Greci e i Romani, e basta osservarle per
-persuadersene. In una di queste vaste stanze trovasi oggidì ancora una
+di Napoli, bensì i Greci e i Romani, e basta osservarle per
+persuadersene. In una di queste vaste stanze trovasi oggidì ancora una
piccola colonna, sulla quale sta scritto il nome _Priapos_ in caratteri
greci.
-L'epoca nella quale le catacombe cominciarono a servire di sepolture è
+L'epoca nella quale le catacombe cominciarono a servire di sepolture è
incerta. Furono certamente ridotte a tale uso per la natura dei luoghi,
ma non vennero scavate appositamente per questo scopo. I Romani, per
esempio, i quali abitavano la pianura, collocavano le loro tombe
all'aperto, mentre gli Etruschi, abitatori dei paesi montuosi, le
-aprivano nelle rupi. Però, fin dai tempi della Repubblica, si scavarono
+aprivano nelle rupi. Però, fin dai tempi della Repubblica, si scavarono
camere mortuarie nel tufo vulcanico, onde collocarvi i sarcofagi; e
oggigiorno le tombe degli Scipioni possono dare una piccola idea della
catacomba.
In origine queste non dovettero servire di sepoltura che alle classi
povere, impossibilitate a sostenere la spesa di sontuosi monumenti
-all'aperto e che dovevano scavare nel tufo i così detti _loculi_, dove
+all'aperto e che dovevano scavare nel tufo i così detti _loculi_, dove
deponevano le urne cinerarie dei loro cari. Nelle catacombe di Napoli si
conservano avanzi di pitture le quali risalgono ai tempi dei pagani; la
-maggior parte però appartengono all'èra cristiana. I primi cristiani,
+maggior parte però appartengono all'èra cristiana. I primi cristiani,
infatti, dopo aver cercato in quelle dimore sotterranee rifugio contro
le persecuzioni e luoghi adatti alla celebrazione del loro culto,
cominciarono ad ornare le tombe dei loro cari in quell'asilo con
@@ -933,14 +896,14 @@ carattere pagano e si riconosce sulle pareti di queste tombe cristiane
il carattere gaio degli affreschi di Pompei, e gli stessi simboli sono
in qualche punto pagani, per esempio quelli della vendemmia e del
torchio, tolti dal culto di Bacco. Vi si scorgono tralci di viti e
-grappoli d'uva, dei quali si cibano genî ed uccelli, ed il Cristo si
-vede rappresentato sotto le spoglie di Orfeo. I simboli cristiani però
+grappoli d'uva, dei quali si cibano genî ed uccelli, ed il Cristo si
+vede rappresentato sotto le spoglie di Orfeo. I simboli cristiani però
vanno acquistando a poco a poco il loro predominio e si cominciano a
vedere: Cristo, il buon pastore che pasce le pecore e porta un agnello
sulle spalle, il cervo, il pesce, il pavone, la colomba, la croce e gli
angeli. Produce una profonda impressione vedere questi antichi affreschi
cristiani, anneriti dal fumo delle fiaccole, ed osservare in questi
-luoghi tenebrosi i principî dell'arte cristiana, che tengono dietro allo
+luoghi tenebrosi i principî dell'arte cristiana, che tengono dietro allo
stile pompeiano ed assumono a mano a mano il carattere bizantino,
succedendo i simboli cristiani alla mitologia pagana, mentre la novella
religione si preparava ad uscire alla luce del giorno ed a popolare le
@@ -949,11 +912,11 @@ chiese.
Nelle catacombe si riscontrano propriamente le origini del culto
cristiano e non deve far meraviglia se questo ha serbato, uscendo
all'aria libera, un carattere severo, quale si rivela nelle
-rappresentazioni della morte, nella maestà terribile dei santi bizantini
+rappresentazioni della morte, nella maestà terribile dei santi bizantini
e de' suoi Cristi. Chi sa se il modo cristiano di considerare la morte,
l'abnegazione ascetica, l'idea del martirio, del disprezzo della vita,
del dolore; se finalmente l'intolleranza, il fanatismo, si sarebbero
-radicati così profondamente nella religione cristiana, quando questa si
+radicati così profondamente nella religione cristiana, quando questa si
fosse sviluppata liberamente sulla terra, alla luce del sole, in
presenza delle bellezze della natura, invece di esser costretta a cercar
ricovero in quelle regioni sotterranee, alla luce delle fiaccole,
@@ -964,14 +927,14 @@ Nessuna cosa mi ha prodotto in Napoli tanta viva impressione quanto la
visita di queste catacombe e di quelle di Pompei. Sono preziosi ricordi
della storia del genere umano che giacciono sotto terra; quelle
catacombe si potrebbero a buon diritto chiamare la Pompei del
-cristianesimo. Segnano quelle e questa una grande epoca dell'umanità, ma
-fra esse vi è pure un grande contrasto. Nelle dimore abbandonate dagli
-antichi cristiani tutto è severo; mentre nella città pagana tutto è
+cristianesimo. Segnano quelle e questa una grande epoca dell'umanità, ma
+fra esse vi è pure un grande contrasto. Nelle dimore abbandonate dagli
+antichi cristiani tutto è severo; mentre nella città pagana tutto è
sorridente, i templi, le abitazioni le pitture; e tutto rivela una
popolazione portata al vivere lieto, che si compiaceva della bellezza
delle forme e che aveva tolti tutti i suoi Dei dalle regioni della
poesia. E qui si trovano anche le delizie di altre generazioni di uomini
-appartenenti però alla stessa razza. Sono Greci e Romani come quelli di
+appartenenti però alla stessa razza. Sono Greci e Romani come quelli di
Pompei, che appartengono ad uno stesso periodo, ma molto diversi da
quelli. Sembra che non abbiano dimenticato lo spirito pompeiano, allegro
e vivace.
@@ -980,7 +943,7 @@ Coi ricordi di Pompei hanno trasportato pure su quelle oscure pareti gli
affreschi, i graziosi rabeschi, il torchio di Bacco per ornamento delle
tombe. I novelli abitatori, seduti presso le tombe, celebrano con i
defunti le loro agapi e fanno risuonare quei luoghi del canto monotono
-delle loro preghiere. Verrà però il giorno in cui essi usciranno alla
+delle loro preghiere. Verrà però il giorno in cui essi usciranno alla
luce, portando fuori la loro religione devota alla morte e diffonderanno
per tutto il mondo le reliquie dei loro martiri, offrendole
all'adorazione dei fedeli sugli altari infranti, dove sorgevano le
@@ -989,24 +952,24 @@ ceneri del Vesuvio; dalle catacombe usciranno le ceneri che copriranno
il mondo di mestizia.
Queste mie idee saranno considerate quali sogni fantastici di
-catacombe? Ognuno penserà come crederà più opportuno. Certo è però, che
-non si potrebbe trovare luogo più adatto alla teologia speculativa di
+catacombe? Ognuno penserà come crederà più opportuno. Certo è però, che
+non si potrebbe trovare luogo più adatto alla teologia speculativa di
quelle regioni sotterranee, dove regnano cupe tenebre, aria pesante e un
odore nauseabondo. In quei laberinti di stanze, di gallerie e di
corridoi, che occupano tanta estensione; fra mezzo a quelle pareti
fiancheggiate da tombe, da ossami, da nicchie, da loculi non si cammina,
-bensì si passa, si striscia, come altrettante ombre.
+bensì si passa, si striscia, come altrettante ombre.
Le fiaccole stentano a mandare la luce e a quel chiarore fioco e debole,
le figure dipinte sulle pareti con le mani sollevate in alto, quasi
mirassero ad uscire dai loro abissi e a volare alla luce del giorno,
assumono l'aspetto di spettri. Iscrizioni greche, latine ed anche
ebraiche, in parte cancellate e in parte ancor oggi decifrabili, fanno
-comprendere essere quello un mondo dove tutto è simbolo, mistero e
+comprendere essere quello un mondo dove tutto è simbolo, mistero e
allegoria. Due vecchi ricoverati dell'ospedale di S. Giovanni dei
Poveri, sono mantenuti nel convento alla porta delle catacombe per
accompagnare in quelle i forestieri. Tengono fiaccole e guidano i passi
-del visitatore. _Ciceroni_ più adatti di essi non si sarebbero potuti
+del visitatore. _Ciceroni_ più adatti di essi non si sarebbero potuti
trovare. Non camminano, strisciano con la loro lunga tonaca di colore
turchino, con la fiaccola in mano, come spettri. Nel considerare quei
due poveri vecchi incurvati per gli anni, canuti e col viso pallido del
@@ -1016,31 +979,31 @@ avrei detto che da ben mille anni si aggirassero fra le catacombe. In
una delle sotterranee stanze lessi sotto due figure, in una nicchia:
_Votum solvimus, nos quorum nomina Deus scit_, e mi parve che quelle
parole misteriose, di cui rimane nascosto il significato, si potessero
-porre in bocca delle mie due vecchie guide, quasi non fossero più due
-viventi. Le guardai in faccia, ed al vederle così pallide, con
+porre in bocca delle mie due vecchie guide, quasi non fossero più due
+viventi. Le guardai in faccia, ed al vederle così pallide, con
quell'aspetto di spettri, mi colse tanto ribrezzo e terrore che non
-volli saperne più di catacombe.
+volli saperne più di catacombe.
Ne avevo oramai abbastanza di tutti quei misteri, di quelle regioni
sotterranee, di quella profonda e continua notte e di quelle scene di
morte, e provai un desiderio irresistibile di tornare alla luce del
sole, tra i vivi. Pregai le mie due guide di tornare indietro, di
condurmi fuori di quelle caverne ed esse sorrisero e subito rifacemmo la
-strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi campo di persuadermi che i miei
-_ciceroni_ erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono di cuore della
+strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi campo di persuadermi che i miei
+_ciceroni_ erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono di cuore della
moneta che diedi loro onde potessero andare a bere alla mia salute.
-Non v'è modo migliore per conciliarsi con l'idea della morte, uscendo
+Non v'è modo migliore per conciliarsi con l'idea della morte, uscendo
dalle catacombe di Napoli, che recandosi a visitare il nuovo camposanto
-di quella città. Dicono che sia il più bello d'Europa, ed io non ho
-difficoltà a crederlo, imperocchè la sua posizione è stupenda, ed i
+di quella città. Dicono che sia il più bello d'Europa, ed io non ho
+difficoltà a crederlo, imperocchè la sua posizione è stupenda, ed i
monumenti che vi sorgono, come in un ameno giardino, ricreano la vista.
Si trova collocato al di sotto di Poggio Reale, sopra una piccola
collina, la quale domina la strada di Nola e dalla quale si gode il
-panorama magnifico della città, del golfo, della spiaggia di Sorrento,
+panorama magnifico della città, del golfo, della spiaggia di Sorrento,
del Vesuvio e della ricca vegetazione che si estende ai suoi piedi.
-Quasi tutta questa collinetta è ricoperta di monumenti, la maggior parte
+Quasi tutta questa collinetta è ricoperta di monumenti, la maggior parte
dei quali ha la forma di tempietti, sostenuti da colonne. In certi punti
ve ne sono moltissimi che fiancheggiano le strade, e nel percorrer
queste si ha una lontana idea di quello che fosse la via Appia ai tempi
@@ -1048,15 +1011,15 @@ antichi. Altri monumenti sorgono isolati, altri in gruppi e formano
tutti tante piccole necropoli. In cima alla collina si trovano un
porticato a colonne ed una chiesa assai grande, dove si celebrano le
messe per i morti. La maggior parte dei tempietti appartengono alle
-confraternite della città, e queste istituzioni benefiche, le quali
+confraternite della città, e queste istituzioni benefiche, le quali
senza distinzione di classi sociali hanno scopo non solo di dar
sepoltura ai morti, ma anche di soccorrere i poveri e di assistere gli
ammalati, sono in numero di centosettantaquattro, ed i nomi di esse si
leggono sui frontoni di alcuni monumenti. Altri di questi tempietti sono
-tombe di famiglie; in essi vi sono piccoli spazî per una cappella,
+tombe di famiglie; in essi vi sono piccoli spazî per una cappella,
chiusa da un'inferriata, in cui si vedono o un piccolo altare, od una
-statua della Madonna, o una lampada eterna e il più delle volte i
-ritratti, o i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a pregare per i
+statua della Madonna, o una lampada eterna e il più delle volte i
+ritratti, o i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a pregare per i
propri defunti, che in tal guisa, non diventano totalmente estranei alla
pia associazione alla quale appartennero in vita. Questi monumenti sono
quasi tutti di stile antico, di gusto puro, semplici, di forme graziose,
@@ -1065,8 +1028,8 @@ grata e soave impressione. Vi sono fiori da per tutto, cespugli di
oleandri, di amaranti, di tulipani, di ortensie, di mirti, che
bandiscono, nell'armonia dei loro colori, totalmente la desolazione.
Stando fra tutti quei fiori e gettando lo sguardo sulla Campania felice,
-sul mare illuminato dai raggi del sole cadente, non si può fare a meno
-di riconoscere che qui si è molto bene e lodevolmente pensato anche ai
+sul mare illuminato dai raggi del sole cadente, non si può fare a meno
+di riconoscere che qui si è molto bene e lodevolmente pensato anche ai
morti. Questo bel camposanto venne aperto nell'anno 1845.
@@ -1079,11 +1042,11 @@ attrae intera l'attenzione del visitatore, il quale non pensa di onorare
di una sua visita il monte Somma con le sue pendici riccamente vestite
di foreste verso le pianure della Campania.
-Mi decisi pertanto di farne l'ascensione, anche perchè il cratere del
+Mi decisi pertanto di farne l'ascensione, anche perchè il cratere del
Vesuvio, considerato dall'alto ed in vicinanza, doveva presentarsi sotto
nuovo aspetto, tale da compensare la fatica della salita. Eravamo
un'allegra brigata di sette persone, fra le quali due naturalisti, un
-zoologo francese, ed un medico russo. Uscimmo di città alle sei del
+zoologo francese, ed un medico russo. Uscimmo di città alle sei del
mattino, e dopo aver oltrepassato S. Giovanni, prendemmo a sinistra per
gli ameni campi di S. Anastasia, ai piedi del Somma. Ivi cercammo guide
pratiche del luogo. Una donna robusta portava la cesta contenente i
@@ -1096,16 +1059,16 @@ da uno splendido sole di luglio, e dall'ampia vista delle fertili
pianure della Campania, le quali si estendono ai piedi del monte.
Cominciammo a salire attraverso alle vigne, che forniscono il rinomato
vino di Somma, e quindi entrammo nella regione ombrosa dei castagni,
-mentre, a misura che salivamo, le pendici diventavano più erte e la
-salita più faticosa. I fianchi del monte, fin verso la sommità,
+mentre, a misura che salivamo, le pendici diventavano più erte e la
+salita più faticosa. I fianchi del monte, fin verso la sommità,
continuavano ad essere popolati di castagni e di una flora veramente
splendida. I fiori stupendi, particolarmente i gigli purpurei, i
garofani, il licno, il trifoglio purpureo, l'antirrino, la valeriana
-medicinale, traevano a sè tutta quanta l'attenzione del botanico, mentre
+medicinale, traevano a sè tutta quanta l'attenzione del botanico, mentre
il zoologo dava la caccia alle farfalle variopinte.
A misura che si saliva, andavano scomparendo le strade e finimmo per non
-trovare nemmeno più sentieri di pastori e per camminare su tracce di
+trovare nemmeno più sentieri di pastori e per camminare su tracce di
passi, attraverso cespugli, entro gole e sull'orlo di precipizi.
Incontrammo rivi che scendevano quasi a picco, letti di torrenti quasi
disseccati, le cui sponde, di carattere interamente vulcanico, erano
@@ -1113,102 +1076,102 @@ formate ora di ceneri, ora di lapilli, ora di lava impietrita.
Tre della nostra comitiva scesero in una di quelle gole vulcaniche,
provvisti di martelli e di scalpelli, per raccogliere cristallazioni.
-Ne trovarono una discreta quantità nelle grotte formate dalla lava
-basaltica e dalle ceneri indurite. Le varie qualità di cristalli e la
+Ne trovarono una discreta quantità nelle grotte formate dalla lava
+basaltica e dalle ceneri indurite. Le varie qualità di cristalli e la
stupenda pietra vulcanica si trovano parte a fior di terra e parte
sepolte nel suolo, e chi non si lasciasse spaventare dalla fatica, ed
anche dal pericolo delle frane di quelle pareti di lava, potrebbe
formarne una bella collezione mineralogica.
-I tre compagni, più o meno carichi di pietre, si riunirono a noi che
+I tre compagni, più o meno carichi di pietre, si riunirono a noi che
eravamo rimasti ad attenderli in un bosco, all'ombra. Proseguimmo la
nostra ascensione, resa faticosa dalla mancanza di strade e dall'ardore
del sole, fino ad una fonte che trovammo ad un terzo circa della salita.
Sul monte Somma le sorgenti sono scarse e a quella dove ci fermammo, le
-cui acque non erano abbondanti, però fresche e di buona qualità, le
+cui acque non erano abbondanti, però fresche e di buona qualità, le
nostre guide diedero il nome di fontana di Mennone. Tutti i sassi di
-quella regione sono sonori, perchè stati soggetti all'azione del fuoco
+quella regione sono sonori, perchè stati soggetti all'azione del fuoco
e, percuotendoli con un ferro, o con un bastone, mandano un suono
metallico, come le colonne di Pompei.
-A misura che si sale, la vista diviene più bella, ma il monte più arido,
-perchè crescono le ceneri, i lapilli, e la salita diviene per
-conseguenza più faticosa.
+A misura che si sale, la vista diviene più bella, ma il monte più arido,
+perchè crescono le ceneri, i lapilli, e la salita diviene per
+conseguenza più faticosa.
-Ancora non scorgevamo affatto il Vesuvio, perchè rimaneva nascosto dalla
+Ancora non scorgevamo affatto il Vesuvio, perchè rimaneva nascosto dalla
vetta del monte Somma, mentre invece l'orizzonte si allargava sempre
-più, stendendosi da Baia all'isola d'Ischia; si scorgevano Napoli, il
+più, stendendosi da Baia all'isola d'Ischia; si scorgevano Napoli, il
golfo, la pianura di Caserta e tutta quanta la fertile regione della
Campania centrale, fin verso i monti di Sarno. Tutta la stupenda pianura
si estende dalle colline che circondano il golfo, sulle quali sorge in
parte Napoli, fino agli Appennini e ai monti del Matese. Si direbbe un
immenso parco cosparso di castelli, di ville, di chiese, di monasteri,
-di città che spiccano biancheggianti sulla verzura della campagna,
+di città che spiccano biancheggianti sulla verzura della campagna,
frastagliate dalle vie di comunicazione. Ci fermammo quasi estatici
-sull'ultimo contrafforte, al disotto della vetta del Somma, perchè da
+sull'ultimo contrafforte, al disotto della vetta del Somma, perchè da
quel punto potevamo spaziare la vista e scorgere da una parte Napoli ed
il mare e dall'altra la pianura campana.
-Potemmo riconoscere le seguenti città: S. Anastasia e Somma; più in là
+Potemmo riconoscere le seguenti città: S. Anastasia e Somma; più in là
Poncigliano d'Arco, Acerra, Afragola, S. Maria e Capua; a destra Caserta
ed il suo palazzo; Maddaloni ai piedi dei monti; in faccia a noi,
-Marigliano; più in là ancora Nola, Ottaiano, Palma e Sarno situate
+Marigliano; più in là ancora Nola, Ottaiano, Palma e Sarno situate
propriamente a destra di Nocera, dove i monti chiudono la pianura. Era
il giorno della Madonna delle Grazie; noi udivamo il rombo dei cannoni
-della sottostante città; e quando fummo giunti presso al cratere ora
-spento del Somma, ci parve che quei colpi provenissero dalle profondità
+della sottostante città; e quando fummo giunti presso al cratere ora
+spento del Somma, ci parve che quei colpi provenissero dalle profondità
del vulcano.
Contemplando da quell'altura, la stupenda regione e lo splendido mare,
-si comprende che chi ne fu una volta padrone, preferì la morte alla
-perdita della signoria. Così avvenne alla stirpe sveva, a quella di
-Aragona e a Gioacchino Murat. Si può allora comprendere l'esclamazione,
+si comprende che chi ne fu una volta padrone, preferì la morte alla
+perdita della signoria. Così avvenne alla stirpe sveva, a quella di
+Aragona e a Gioacchino Murat. Si può allora comprendere l'esclamazione,
per dir vero, non molto ortodossa, di Federico II imperatore, il quale
-diceva che «se il Dio d'Israello avesse veduta Napoli, non avrebbe tanto
-vantata a Mosè la terra promessa». A noi però era riservato uno
-spettacolo più grandioso; non avevamo ancora veduto il Vesuvio. Ci
-avvicinammo alla vetta del Somma, la quale è segnata al suo punto
+diceva che «se il Dio d'Israello avesse veduta Napoli, non avrebbe tanto
+vantata a Mosè la terra promessa». A noi però era riservato uno
+spettacolo più grandioso; non avevamo ancora veduto il Vesuvio. Ci
+avvicinammo alla vetta del Somma, la quale è segnata al suo punto
culminante da una croce in legno, e, fatti ancora pochi passi sulla
cresta sottile, ci trovammo tutto ad un tratto di fronte, e vicinissimi
-al vulcano, che sembrava balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi
+al vulcano, che sembrava balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi
quale fosse il contrasto fra la vista delle pianure ridenti e fertili
della Campania e quella regione arida, morta, sepolta tutta sotto un
-denso strato di ceneri di color grigio. Non è possibile esprimere con
+denso strato di ceneri di color grigio. Non è possibile esprimere con
parole la profonda impressione di quella mole imponente che fuma; si
sarebbe detto un demone uscito tutto ad un tratto dagli abissi
dell'interno.
-Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio produrre un tale effetto,
+Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio produrre un tale effetto,
come dal vertice del monte Somma, che quasi lo eguaglia in altezza.
Quando si sale sul Vesuvio per la strada di Resina, si vede il vulcano
-dal basso in alto; qui invece si contempla dall'alto in basso e si può
+dal basso in alto; qui invece si contempla dall'alto in basso e si può
benissimo guardare nel suo cratere e vederlo campeggiare in tutta la sua
imponenza, sul fondo del cielo e del mare; inoltre si ha davanti agli
occhi il cratere del Somma, con le sue pareti scoscese di lava, che
scendono quasi a picco. Coloro che salgono invece dai piedi del Vesuvio
-alla sua sommità, non scorgono mai la sua forma e non ne vedono altro
+alla sua sommità, non scorgono mai la sua forma e non ne vedono altro
che i campi coperti di lava e di cenere.
Tre soltanto di noi ci avventurammo sulla cresta affilata del Somma,
-fino alla punta più esterna dove si vede il monte a tre punte inclinate
+fino alla punta più esterna dove si vede il monte a tre punte inclinate
verso il Vesuvio. A sinistra e a destra si scorgono gli antichi crateri
-spenti delle nere cavità, frastagliate in ogni senso, con intorno un
+spenti delle nere cavità, frastagliate in ogni senso, con intorno un
terreno cosparso di pietre rosse e grige e di massi di lava eruttati dal
-vulcano. A metà del margine del Somma, il terreno appare inclinato a
+vulcano. A metà del margine del Somma, il terreno appare inclinato a
forma piramidale, ed a semicerchio verso il Vesuvio, dal quale lo
disgiunge un vero precipizio. Innanzi agli occhi si erge il cono
imponente del Vesuvio, coperto tutto di ceneri dalla base fino
-all'estremità, di un colore fra il grigio e il giallo e con strisce di
-tinta nera dove colò la lava. I margini del cratere sono di colore
+all'estremità, di un colore fra il grigio e il giallo e con strisce di
+tinta nera dove colò la lava. I margini del cratere sono di colore
giallo cupo, circondati da una striscia bianca, e dal suo interno si
sprigionano leggieri vortici di fumo. A poco a poco l'osservatore si va
rimettendo dalla prima impressione prodotta da quella vista imponente ed
-allora non può fare a meno di osservare le linee armoniche, le belle
-forme di quel cono, e la varietà delle sue tinte. Non ho visto nessuno
+allora non può fare a meno di osservare le linee armoniche, le belle
+forme di quel cono, e la varietà delle sue tinte. Non ho visto nessuno
spettacolo naturale simile a questo, dove il severo ed il grazioso siano
-così armoniosamente uniti. Anche dopo salito sull'Etna, debbo affermare
-che questa fusione di aspetti tanto diversi, è tutta particolare del
-Vesuvio. Questo è propriamente di una maestà tranquilla, quieta e
+così armoniosamente uniti. Anche dopo salito sull'Etna, debbo affermare
+che questa fusione di aspetti tanto diversi, è tutta particolare del
+Vesuvio. Questo è propriamente di una maestà tranquilla, quieta e
melanconica; la tinta bruna od azzurra delle ceneri si armonizza in modo
stupendo con le belle forme del cono, e se si aggiunge a questo
l'aspetto del mare, della pianura e dei monti circostanti, il tutto
@@ -1231,89 +1194,89 @@ cono cinque piccoli crateri, tuttora visibilissimi. Ci fu additato il
punto preciso dove, durante l'eruzione del 1847, perdettero miseramente
la vita un Tedesco ed un Americano. Costoro, inoltratisi
imprudentemente, furono colpiti dai sassi infuocati eruttati dal monte;
-il Tedesco, il quale ebbe le gambe rotte, morì ai piedi dello stesso
-Vesuvio; l'Americano, colpito in un braccio, perì poco dopo
+il Tedesco, il quale ebbe le gambe rotte, morì ai piedi dello stesso
+Vesuvio; l'Americano, colpito in un braccio, perì poco dopo
nell'ospedale di Napoli.
-Un caso assai strano toccò nel 1822 ad un calzolaio di Sorrento, che si
+Un caso assai strano toccò nel 1822 ad un calzolaio di Sorrento, che si
era recato a visitare il Vesuvio senza una guida. Il cratere
dell'eruzione del 1820 era libero, e l'imprudente calzolaio volle
scendervi con l'animo non solo di sorprendere gli spiriti infernali, ma
quasi di prenderli a dileggio. Colto da una vertigine in questa sua
-temeraria impresa, precipitò nel cratere e fortuna volle che fosse
-trattenuto, nella caduta, da una sporgenza di lava. Riportò la rottura
+temeraria impresa, precipitò nel cratere e fortuna volle che fosse
+trattenuto, nella caduta, da una sporgenza di lava. Riportò la rottura
di un braccio e di una gamba, e stette per ben due giorni in quella
posizione, sospeso sull'abisso, fintanto che i suoi lamenti giunsero
all'orecchio delle guide che avevano accompagnato sul monte altri
forestieri. L'infelice fu tratto fuori per mezzo di corde, e bisogna
-dire che discendesse dalla natura immortale di Alasvero, imperocchè,
-portato all'ospedale di Napoli, finì per guarire e per tornare a
+dire che discendesse dalla natura immortale di Alasvero, imperocchè,
+portato all'ospedale di Napoli, finì per guarire e per tornare a
Sorrento, sano e salvo come nulla fosse stato. Questa avventura
terribile e lieta ad un tempo ci venne narrata da don Michele,
cappellano del romitaggio sul Vesuvio, dove scendemmo dopo esserci
-trattenuti più di un'ora sulla vetta del Somma.
+trattenuti più di un'ora sulla vetta del Somma.
-Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena. Il Vesuvio si velò di nebbia,
-ed un forte vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando vortici
+Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena. Il Vesuvio si velò di nebbia,
+ed un forte vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando vortici
di ceneri e facendoci assistere a una stupenda lotta di elementi, che
dava novella vita e nuovo carattere a questa contrada selvaggia. La
-nebbia non tardò però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di noi Napoli,
+nebbia non tardò però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di noi Napoli,
lo splendido golfo, Capri, Ischia, Miseno, e a destra i piani della
Campania.
-«_Voilà la Cléopatre!_» Questa strana ed inaspettata esclamazione ci
+«_Voilà la Cléopatre!_» Questa strana ed inaspettata esclamazione ci
fece volgere a tutti. Era il nostro naturalista francese, uomo di
sessantasette anni, il quale a furia di correre e di saltare, era
-riuscito, benchè vecchio, quasi novello Antonio, a fare la conquista di
-Cleopatra. Quel vecchietto allegro, pieno di vivacità e di brio, di una
-forza sorprendente per la sua età, non degnava di uno sguardo nè il
-Vesuvio, nè lo stupendo panorama; non aveva pensiero che per le sue
+riuscito, benchè vecchio, quasi novello Antonio, a fare la conquista di
+Cleopatra. Quel vecchietto allegro, pieno di vivacità e di brio, di una
+forza sorprendente per la sua età, non degnava di uno sguardo nè il
+Vesuvio, nè lo stupendo panorama; non aveva pensiero che per le sue
farfalle.
-La ripida discesa della sommità del monte, non avvenne senza qualche
+La ripida discesa della sommità del monte, non avvenne senza qualche
pericolo; dopo aver camminato a stento sulle ceneri e sulle lave
dell'eruzione del 1850, le quali si sarebbero potute benissimo
paragonare ad una cascata nera pietrificata, arrivammo, stanchi assai,
al romitaggio. Questo sorge in vicinanza dell'Osservatorio, edificio
abbastanza elegante, collocato in amenissima posizione, di dove si
scopre un'estesa vista. Attorno, attorno sorgono colossali tigli, i
-quali avranno almeno duecento anni, e la cui vegetazione così
-rigogliosa, a tanta prossimità del vulcano, dimostra che la località è
+quali avranno almeno duecento anni, e la cui vegetazione così
+rigogliosa, a tanta prossimità del vulcano, dimostra che la località è
molto sicura. Difatti le pietre e le scorie eruttate dal cratere,
descrivendo una parabola, passano di sopra al romitaggio, e la collina
su cui sorge la chiesa, trovandosi separata da una profonda gola del
-Vesuvio, è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre, una lastra nera,
+Vesuvio, è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre, una lastra nera,
con caratteri gialli di ottone, ci fece conoscere che l'edificio era
assicurato contro l'incendio, da una compagnia di Magdenburgo. Noi
certamente non ci aspettavamo di trovare questo semplice ricordo della
patria lontana alle falde del Vesuvio.
Negli ultimi anni abitava un romito presso la chiesetta di S. Salvatore;
-ma il parroco di Resina lo allontanò da quel posto che dava un certo
+ma il parroco di Resina lo allontanò da quel posto che dava un certo
reddito, ed ora sale egli stesso, di quando in quando, a celebrarvi la
santa messa e a trattare gli ospiti, che gli capitano, con eccellente
_lacrima Christi_. Il piccolo villaggio si compone di alcuni coloni, i
quali si sono stabiliti ai piedi del monte, di impiegati
dell'Osservatorio e di una stazione di carabinieri. Nel giorno della
-Pentecoste vi si celebra una festa, ed allora vengono dalle città vicine
+Pentecoste vi si celebra una festa, ed allora vengono dalle città vicine
forse undicimila persone, le quali si recano devotamente in processione
dalla chiesa di S. Salvatore fino alla Croce ai piedi del Vesuvio, per
scongiurare con le loro preghiere il terribile flagello; Ora il vulcano
tace, dal 1850, ed anche in quell'ultima eruzione non produsse gravi
danni; il torrente di lava, di discreta ampiezza, prese la direzione di
-Ottaiano, devastò i giardini del principe di quel nome, e rovinò il
+Ottaiano, devastò i giardini del principe di quel nome, e rovinò il
convento di S. Teresa ed alcune case.[3]
Dopo una buona refezione presso il parroco don Michele, il quale ci fece
stupenda accoglienza, essendo amico di uno della nostra comitiva,
salimmo a Resina sul fiume di lava, che, con il suo nero aspetto,
-produce una malinconica impressione. Anche qui si può ammirare di quanto
-sia capace l'industria umana, imperocchè, non appena la lava è
-raffreddata, si cerca di trarne partito. Avevo già veduto
+produce una malinconica impressione. Anche qui si può ammirare di quanto
+sia capace l'industria umana, imperocchè, non appena la lava è
+raffreddata, si cerca di trarne partito. Avevo già veduto
nell'Osservatorio certe grotte bizzarre e chiusure di giardino lavorate
-artisticamente in lava, e nel romitaggio avevamo preso il caffè sopra un
+artisticamente in lava, e nel romitaggio avevamo preso il caffè sopra un
tavolo di lava stupendamente lavorato. Con questa si formano pure busti;
-ed a Catania, rimasi sorpreso nel vedere la varietà e la bellezza di
+ed a Catania, rimasi sorpreso nel vedere la varietà e la bellezza di
tinte della lava dell'Etna, ed ebbi campo di osservare e riconoscere
quanto bella diventi dopo la politura.
@@ -1327,22 +1290,22 @@ farne presto un'altra. Dopo pochi giorni muovemmo, difatti, in carrozza,
per il monte della Maddalena, verso il Vesuvio.
Era nostra intenzione di contemplarlo, questa volta, dal lato opposto, e
-prendemmo perciò la direzione del fiume di lava del 1850, il quale si
+prendemmo perciò la direzione del fiume di lava del 1850, il quale si
stende sopra Boscotrecase e Boscoreale. Osservai allora per la prima
-volta questi strani villaggi, collocati nel punto più pericoloso del
+volta questi strani villaggi, collocati nel punto più pericoloso del
Vesuvio. La loro posizione, in mezzo alla ricca vegetazione del suolo,
-composto tutto di detriti vulcanici, è amenissima quanto quella dei
+composto tutto di detriti vulcanici, è amenissima quanto quella dei
villaggi che sorgono alle falde dell'Etna, con la differenza che hanno
-un carattere tutto orientale più ancora di quelli. Le case piccole e a
+un carattere tutto orientale più ancora di quelli. Le case piccole e a
volta come quelle dell'isola di Capri e gli stessi campanili delle
-chiese sono costruiti di lava bruna. La popolazione è rozza, timida,
+chiese sono costruiti di lava bruna. La popolazione è rozza, timida,
povera; non sono riuscito a vedere una bella fisionomia. Eravamo scesi
-in una bettola a Boscoreale, per proseguire di là il nostro cammino sui
+in una bettola a Boscoreale, per proseguire di là il nostro cammino sui
campi di lava. Domandammo inutilmente delle frutta, ed il nostro
-desiderio di averne fu accresciuto dall'impossibilità di trovarne,
+desiderio di averne fu accresciuto dall'impossibilità di trovarne,
quando, ad un tratto, vedemmo, presso la nostra tavola, un cavallo che
si stava mangiando tranquillamente un secchio pieno di carrubbe.
-Accadde allora una scena gustosa, imperocchè ci precipitammo tutti al
+Accadde allora una scena gustosa, imperocchè ci precipitammo tutti al
secchio per disputare al cavallo quel cibo saporito e fu in
quest'occasione che seppi per la prima volta che a Napoli si nutrivano
di carrubbe i cavalli.
@@ -1357,24 +1320,24 @@ effetto.
Mi trovavo abbastanza inoltrato nei misteri del vulcano per visitare il
suo cratere. Avevo udito ripetere, le mille volte, che l'ascensione del
-Vesuvio fosse molto più faticosa di quella dell'Etna, ma dopo aver fatto
-anche quest'ultima, posso assicurare che arrampicarsi sul Vesuvio non è
+Vesuvio fosse molto più faticosa di quella dell'Etna, ma dopo aver fatto
+anche quest'ultima, posso assicurare che arrampicarsi sul Vesuvio non è
che una semplice passeggiata in paragone agli sforzi che costa
l'ascensione dell'Etna, sopratutto per la grande rarefazione dell'aria,
e per le continue emanazioni di gas dal suolo caldo e oscillante. Anzi,
dopo aver camminato a lungo sui neri campi flegrei dell'Etna,
-sconfinati, il Vesuvio, che pure ha distrutto popoli e città, non sembra
-più che un fuoco d'artifizio, destinato a divertire i Napoletani. Non si
-può negare, però, che nella sua piccolezza il cratere dia un'idea più
-viva e più animata delle regioni infernali, che non il cratere
+sconfinati, il Vesuvio, che pure ha distrutto popoli e città, non sembra
+più che un fuoco d'artifizio, destinato a divertire i Napoletani. Non si
+può negare, però, che nella sua piccolezza il cratere dia un'idea più
+viva e più animata delle regioni infernali, che non il cratere
dell'Etna.
Era una bellissima notte quando scendemmo dal Vesuvio; il sole era
scomparso in mare, dietro l'isola di Ponza e, a misura che crescevano le
-tenebre, Napoli e le città della pianura campana si andavano
+tenebre, Napoli e le città della pianura campana si andavano
illuminando. L'azzurra volta del cielo era rischiarata dalla cometa
annunziatrice di guerra e tutto insieme lo spettacolo, commoveva
-profondamente l'animo, già impressionato dall'aspetto del vulcano.
+profondamente l'animo, già impressionato dall'aspetto del vulcano.
V.
@@ -1382,54 +1345,54 @@ profondamente l'animo, già impressionato dall'aspetto del vulcano.
Mi si era parlato a Napoli della festa di S. Paolino a Nola e mi si era
anche assicurato che meritava di essere veduta. A questa festa accorreva
tutta la popolazione della Campania, porgendo uno spettacolo che non ha
-l'uguale. Mi recai pertanto colà il 26 giugno, anche bramoso di
-conoscere Nola, la quale racchiude più di un ricordo storico. Alle porte
-di questa città, Marcello aveva inflitto la prima sconfitta ad Annibale;
+l'uguale. Mi recai pertanto colà il 26 giugno, anche bramoso di
+conoscere Nola, la quale racchiude più di un ricordo storico. Alle porte
+di questa città, Marcello aveva inflitto la prima sconfitta ad Annibale;
ivi era morto l'imperatore Augusto e ivi Tiberio era salito all'impero.
-È noto pure quale sorgente inesauribile di vasi preziosissimi sia stata
-Nola; i più belli fra tutti quei che si trovano nel museo borbonico,
+È noto pure quale sorgente inesauribile di vasi preziosissimi sia stata
+Nola; i più belli fra tutti quei che si trovano nel museo borbonico,
furono scoperti quivi, in Ruvo e in S. Agata dei Goti. Chiunque li abbia
-veduti, non può certo aver dimenticato il vaso grandioso di Nola, che
+veduti, non può certo aver dimenticato il vaso grandioso di Nola, che
rappresenta, in una composizione ricca di figure, la distruzione di
Troia. Conviene pure ricordare l'invenzione delle campane di cui mena
-vanto questa città ed il suo Vescovo, S. Paolino, buon poeta e dotto
-padre della Chiesa, che fece molto onore alla sua città natale.
+vanto questa città ed il suo Vescovo, S. Paolino, buon poeta e dotto
+padre della Chiesa, che fece molto onore alla sua città natale.
-Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema epico latino, ad imitazione di
+Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema epico latino, ad imitazione di
Virgilio, dal titolo la _Paolineide_. Lo acquistai un giorno nel porto
di Napoli, dove lo vidi in vendita sopra un muricciolo; ma, sebbene
-quanto avevo udito intorno alla festa del santo m'ispirasse curiosità,
-non mi bastò però il coraggio per leggere tutto quanto quel lungo poema.
-Non sarà tuttavia fuor di luogo accennare che il santo nacque nell'anno
+quanto avevo udito intorno alla festa del santo m'ispirasse curiosità,
+non mi bastò però il coraggio per leggere tutto quanto quel lungo poema.
+Non sarà tuttavia fuor di luogo accennare che il santo nacque nell'anno
351 in Guascogna, dove suo padre, prefetto della Gallia, era tuttora
gentile, ed aveva educato il suo figliuolo al paganesimo. Se non che,
-convertitosi Paolino al cristianesimo in Bordeaux, non tardò molto a
+convertitosi Paolino al cristianesimo in Bordeaux, non tardò molto a
divenire zelantissimo della novella religione. Ottenuto il consolato,
venne mandato ad amministrare la provincia della Campania e quivi giunto
-trasferì la sua dimora dal capoluogo Capua a Nola, per la ragione che in
+trasferì la sua dimora dal capoluogo Capua a Nola, per la ragione che in
questa trovavasi sepolto il santo vescovo Felice, e che i molti miracoli
-da esso operati traevano gran folla alla sua tomba. Paolino, rinunciò al
+da esso operati traevano gran folla alla sua tomba. Paolino, rinunciò al
mondo, e le proprie convinzioni e le tristi esperienze fatte della vita
-lo portarono a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè accusato
+lo portarono a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè accusato
nientemeno che dell'uccisione di suo fratello, non aveva potuto provare
la sua innocenza che grazie all'intercessione del santo suo protettore
-Felice. Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare grande
+Felice. Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare grande
rinomanza per il suo ingegno e per la sua dottrina nelle scienze
-ecclesiastiche, mentre la santità della sua vita gli procurò
+ecclesiastiche, mentre la santità della sua vita gli procurò
l'universale venerazione. Venne chiamato a succedere a Felice nella
-cattedra vescovile di Nola, e quando morì, nel 431, fu sepolto nella
+cattedra vescovile di Nola, e quando morì, nel 431, fu sepolto nella
stessa cattedrale, di dove il suo corpo venne trasportato prima a
Benevento, poscia a Roma, nella chiesa di S. Bartolomeo.
-Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono maggiormente però a
-mantenere viva nel popolo la memoria di S. Paolino, bensì una sua buona
+Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono maggiormente però a
+mantenere viva nel popolo la memoria di S. Paolino, bensì una sua buona
azione, un suo atto generoso. Mentre era vescovo, l'unico figliuolo di
una vedova di Nola fu preso dai Vandali e portato come schiavo in
-Africa. Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana, si portò colà
-per riscattare il giovane, sottoponendosi in vece sua alla schiavitù
-africana. Compiuta questa santa opera, tornò dalla Libia, ed i Nolani si
-recarono ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo al suo
-vescovato, con musica, danze e con le più solenni manifestazioni di
+Africa. Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana, si portò colà
+per riscattare il giovane, sottoponendosi in vece sua alla schiavitù
+africana. Compiuta questa santa opera, tornò dalla Libia, ed i Nolani si
+recarono ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo al suo
+vescovato, con musica, danze e con le più solenni manifestazioni di
gioia. Questo ingresso trionfale ebbe luogo il 26 di giugno di non si sa
quale anno e ogni anno si celebra la memoria di quel giorno, con
straordinario intervento di persone, le quali accorrono da tutte le
@@ -1439,24 +1402,24 @@ originali.
Mi recai di buon mattino a Nola con la ferrovia. I prezzi dei biglietti
erano stati ridotti e alla stazione vi era una grande ressa di gente,
mentre tutte le altre strade che portano a Nola erano piene di carrozze
-di ogni specie, le quali, movevano verso la città in festa. Il mio
-viaggio durò poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime contrade,
-tutte coltivate a viti. Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana
-di gente che entrava in città.
+di ogni specie, le quali, movevano verso la città in festa. Il mio
+viaggio durò poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime contrade,
+tutte coltivate a viti. Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana
+di gente che entrava in città.
In vicinanza della porta si teneva la tradizionale fiera; le antiche
-mura della città ed una torre aderente, erano tappezzate di cartelloni
+mura della città ed una torre aderente, erano tappezzate di cartelloni
giganteschi, dipinti bizzarramente; nella torre stessa si faceva vedere
la gran foca marina e sulla porta un uomo con una tromba faceva un
fracasso del diavolo, ora suonando l'istrumento ed ora vantando i pregi
del curioso animale. In una casa di fronte si faceva pure una musica
infernale, interrotta di quando in quando dalle voci stentoree di una
compagnia di giocolieri, i quali invitavano il pubblico ad ammirare le
-loro prodezze. Non è possibile descrivere la varietà delle merci che
-venivano offerte con alte grida nelle botteghe; nè il chiasso assordante
-della folla, la quale irrompeva nella città; nè la varietà dei colori
+loro prodezze. Non è possibile descrivere la varietà delle merci che
+venivano offerte con alte grida nelle botteghe; nè il chiasso assordante
+della folla, la quale irrompeva nella città; nè la varietà dei colori
dei vestiti che il popolo indossava e delle bandiere che quasi tutti i
-popolani agitavano in mano. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la
+popolani agitavano in mano. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la
vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece
dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in
Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta
@@ -1466,7 +1429,7 @@ decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e
coperta ai due lati di numerose bandiere. Le colonne erano rosse,
lucide, le nicchie dorate all'interno e guarnite di rabeschi assai
originali; le figure rappresentavano geni, angeli, santi, guerrieri,
-tutti vestiti nelle foggie più strane ed erano collocati gli uni sopra
+tutti vestiti nelle foggie più strane ed erano collocati gli uni sopra
gli altri, e tenevano, in mano corni, mazzi di fiori, ghirlande e
bandiere. Tutto si moveva, tremava e svolazzava, e la torre stessa,
portata da circa una trentina d'uomini robusti, oscillava essa pure. Nel
@@ -1478,77 +1441,77 @@ La torre si avanzava lentamente nella strada, superando l'altezza delle
case, ed era sormontata in cima dalla statua di un santo. Da altre parti
si udivano nuove musiche e si vedevano consimili torri.
-«Dio mio!--dissi ad un uomo che mi stava vicino--che cosa significa
-tutto questo?» Mi rispose alcune parole in un dialetto incomprensibile,
+«Dio mio!--dissi ad un uomo che mi stava vicino--che cosa significa
+tutto questo?» Mi rispose alcune parole in un dialetto incomprensibile,
fra le quali, uniche che riuscii ad afferrare, quelle di _guglie di S.
-Paolino_. «Dovete sapere--mi disse allora un Napoletano--che queste
-torri e questi obelischi sono dedicati al santo, perchè quando egli
-ritornò dall'Africa, gli abitanti di Nola gli andarono incontro
+Paolino_. «Dovete sapere--mi disse allora un Napoletano--che queste
+torri e questi obelischi sono dedicati al santo, perchè quando egli
+ritornò dall'Africa, gli abitanti di Nola gli andarono incontro
facendogli grandi feste e portando fra le altre cose tali obelischi. Di
-qui potrete vederli passare tutti, mentre si avviano alla cattedrale».
+qui potrete vederli passare tutti, mentre si avviano alla cattedrale».
Preferii recarmi senza indugio sulla piazza stessa, davanti al duomo,
dove dovevano prender posto tutte le torri.
Ne arrivarono subito nove da diverse parti ed erano quasi tutte della
-stessa altezza, ad eccezione di una più elevata delle altre, che
+stessa altezza, ad eccezione di una più elevata delle altre, che
raggiungeva i centodue palmi d'altezza appartenente alla corporazione
degli agricoltori. Ogni corporazione, od arte di una certa importanza,
prepara simili torri per la festa del santo. Le spese sono sostenute
dall'arte e ascendono per ogni torre a circa novantasei ducati
napoletani.
-Nell'esaminare più da vicino quelle strane apparizioni che tanto mi
+Nell'esaminare più da vicino quelle strane apparizioni che tanto mi
avevano colpito, a prima vista rilevai che riproducevano l'architettura
bizzarra e barocca degli obelischi che sorgono sopra alcune piazze di
-Napoli, e che, sopracarichi di sculture e di ornati, non dànno un'idea
+Napoli, e che, sopracarichi di sculture e di ornati, non dànno un'idea
molto favorevole del buon gusto artistico dei Napoletani.
-Ogni obelisco è fabbricato in istrada, presso la casa di qualche
+Ogni obelisco è fabbricato in istrada, presso la casa di qualche
distinto maestro d'arte, sotto una grande e alta tenda destinata a
proteggere contro le intemperie l'opera stessa e gli artisti che la
stanno componendo.
-Lo scheletro delle torri è formato di antenne e di travicelli; un piano
+Lo scheletro delle torri è formato di antenne e di travicelli; un piano
si sovrapone all'altro e la parte anteriore e i due lati si ricoprono
-di carta, mentre la parte posteriore è formata tutta da foglie di rami
-di mirto e da una quantità di piccole bandiere. Sulle pareti di carta
+di carta, mentre la parte posteriore è formata tutta da foglie di rami
+di mirto e da una quantità di piccole bandiere. Sulle pareti di carta
dei due lati sono dipinti geni i quali portano ghirlande. La parte
-anteriore è la più ricca di ornamenti, perchè a questa lavorano pittori
-ed architetti. Ogni piano è formato di colonne di ordine corinzio,
+anteriore è la più ricca di ornamenti, perchè a questa lavorano pittori
+ed architetti. Ogni piano è formato di colonne di ordine corinzio,
sormontate da una cornice con una nicchia ed in questa sono collocate
figure e statue. Le persone vive stanno al piano inferiore, e sono
ragazze e giovanetti che vestono una gonnella corta e portano in testa
-elmi di carta dorata. Nella nicchia, a metà della torre, si trova la
+elmi di carta dorata. Nella nicchia, a metà della torre, si trova la
figura principale. In quella degli agricoltori, o mietitori, io vidi una
Giuditta colossale stupendamente vestita, la quale teneva in mano la
testa di Oloferne; in altre torri scorsi santi, o protettori, o patroni
-dei varî mestieri. A fianco di queste figure principali si trovano ad
+dei varî mestieri. A fianco di queste figure principali si trovano ad
ogni piano emblemi di varia natura, angeli che tengono in mano bandiere,
od arpe, e geni con corone di fiori e trombe. Nella nicchia del piano
superiore sta un angelo con un incensorio, e sulla cupola dorata, o
-sull'ornamento a foggia di giglio, che forma l'estremità della torre,
+sull'ornamento a foggia di giglio, che forma l'estremità della torre,
sorge un santo. Sulla torre degli agricoltori si vedeva S. Gregorio
vestito da cavaliere dell'ordine di Malta, con una bandiera in mano.
-Un emblema posto sulla cornice che sormonta la nicchia a metà della
+Un emblema posto sulla cornice che sormonta la nicchia a metà della
torre, indica la corporazione, o il mestiere a cui quella appartiene. Su
quella degli agricoltori stava una falce; su quella dei pastai stavano
due grossi pani; su quella dei macellai era un pezzo di carne; su quella
dei sarti una bianca veste; su quella dei calzolai una scarpa; su quella
dei pizzicagnoli una forma di cacio; su quella dei negozianti di vino un
-fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da un giovanetto, il quale porta
+fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da un giovanetto, il quale porta
un altro emblema: quello dei giardinieri portava un corno di abbondanza;
gli albergatori e i bettolieri erano preceduti da un barile di vino
sostenuto da due giovani, vestiti in guisa da raffigurare S. Pietro e S.
Paolo.
Al suono delle loro bande musicali, tutte le torri si avviarono verso la
-cattedrale. Tutto quel chiasso, tutta quella gente dai costumi più
+cattedrale. Tutto quel chiasso, tutta quella gente dai costumi più
svariati, tutte quelle bandiere, i balconi delle case gremiti di fiori e
di belle ragazze, tutte quelle torri bizzarre che oscillavano, sotto il
-sole abbagliante del mezzogiorno, formavano uno spettacolo così vivace,
-così singolare che ne rimasi assordito, allibito: credetti di essere
+sole abbagliante del mezzogiorno, formavano uno spettacolo così vivace,
+così singolare che ne rimasi assordito, allibito: credetti di essere
tornato ai tempi del paganesimo.
La marcia delle torri era aperta da due di queste, assai piccole, al
@@ -1560,7 +1523,7 @@ ne stava fumando un sigaro, mentre sul ponte eravi la statua di S.
Paolino, inginocchiata in atto di preghiera, davanti ad un altare.
Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano
-spettacolo, imperocchè ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare
+spettacolo, imperocchè ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare
a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale
batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e
sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere;
@@ -1570,7 +1533,7 @@ e poi ballavano tutte insieme per quasi cinque minuti. Appena ogni torre
si era fermata davanti alla cattedrale e aveva ripreso il suo posto, una
ventina di giovani e di uomini si disponevano in circolo intorno ad
essa, tenendosi le mani sulla spalla e ballavano. Intanto due ballerini
-facevano in mezzo a questi una danza particolare, finchè sopraggiungeva
+facevano in mezzo a questi una danza particolare, finchè sopraggiungeva
un terzo che veniva da questi sollevato per aria, dove si dimenava con
tutte le membra. A poco a poco cominciava a divenir pallido e, quasi
colpito da vertigine, cadeva a terra come morto. Gli altri continuavano
@@ -1579,7 +1542,7 @@ e al suono di nacchere esso pure si rimetteva a girare. Quelle danze
strane e originali, mi ricordarono il culto di Adone, ma non trovai
nemmeno chi potesse fornirmi un'esatta spiegazione di quel ballo
mistico. Davanti ad una torre, invece di ballare, si facevano giuochi di
-forza e un uomo faceva esercizi sulla testa di un altro. Ballò
+forza e un uomo faceva esercizi sulla testa di un altro. Ballò
perfino il grosso legno da guerra. In alcuni momenti suonavano
contemporaneamente le musiche di quattro di quelle torri, che insieme
con gli urli, con gli schiamazzi e con le grida di migliaia di persone,
@@ -1593,16 +1556,16 @@ devotamente.
Terminata la messa e finito il ballo delle torri, si chiuse la funzione
religiosa con una processione a cui presero parte tutto il clero
secolare, e tutte le corporazioni di frati; non vidi mai in Italia
-frati di un aspetto così imponente e così florido come questi e non so
-se ciò dipendesse dalla bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità del
-paese, o dalla libertà con cui vivono i frati nel regno di Napoli. La
-processione con dietro tutte le torri, fece il giro di tutta la città
+frati di un aspetto così imponente e così florido come questi e non so
+se ciò dipendesse dalla bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità del
+paese, o dalla libertà con cui vivono i frati nel regno di Napoli. La
+processione con dietro tutte le torri, fece il giro di tutta la città
accompagnata dallo scoppio incessante di razzi e di mortaletti.
Era intanto passato mezzogiorno; le funzioni religiose erano terminate e
la popolazione cominciava ad andarsene per i fatti suoi. Stordito da
tutto quel baccano, stanco di tutta quella folla, cercai rifugio in una
-trattoria, che trovai già piena di gente. In questi paesi tutto è
+trattoria, che trovai già piena di gente. In questi paesi tutto è
allegro e chiaro, ed anche le pareti di quella bettola erano dipinte a
colori vivaci. In un batter d'occhio vidi recare e scomparire piatti
enormi di maccheroni, e di carne di agnello arrosto. Il vino rosso e
@@ -1613,18 +1576,18 @@ migliore, bevuto in una brocca la quale per la forma mi ricordava i vasi
antichi e quelle brocche scoperte a Pompei, ora a Napoli nel Museo
Borbonico e che hanno del pari doppio manico e la brocca a foggia di
trifoglio. Oggigiorno, tutte queste brocche, nella Campania, sono
-verniciate in bianco con alcuni ornati che però non conservano più nulla
+verniciate in bianco con alcuni ornati che però non conservano più nulla
dello stile greco.
-Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò tutte le persone nei
-caffè, i quali prendono il nome di _Caffè nobile_, non appena cominciano
+Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò tutte le persone nei
+caffè, i quali prendono il nome di _Caffè nobile_, non appena cominciano
a presentare una certa apparenza. Cercai il migliore di tutti, che
-trovai però già pieno zeppo di persone; vi si soffocava per il caldo.
+trovai però già pieno zeppo di persone; vi si soffocava per il caldo.
V'erano contadini che cantavano ritornelli, improvvisatori, signori e
dame elegantemente vestite, gli uni seduti, gli altri in piedi, e altri
ancora che giravano attorno ai tavoli. Si prendevano gelati in
-abbondanza e di gusto squisito. Non ho mai provato come in quel caffè la
-voluttà di sorbire un buon gelato, tanto era soffocante il calore, e non
+abbondanza e di gusto squisito. Non ho mai provato come in quel caffè la
+voluttà di sorbire un buon gelato, tanto era soffocante il calore, e non
tardai molto in mezzo a tutta quella folla, ad addormentarmi e sognai
Marcello, Annibale, Augusto morente, Livia, Tiberio, le baccanti, gli
affreschi di Pompei, i vasi di Nola, S. Paolino e la sua festa, e le
@@ -1632,27 +1595,27 @@ torri che ballavano. Al di fuori la folla continuava a gridare e a far
chiasso, ma siccome il rumore era continuato, si poteva benissimo
dormire come si dorme sulla spiaggia del mare, al muggito delle onde.
-La città, che visitai tutta quanta, non ha nulla di notevole, ma è
+La città, che visitai tutta quanta, non ha nulla di notevole, ma è
abbastanza pulita e resa gaia dai molti e bei giardini. Nei tempi
antichi Nola non era affatto inferiore a Pompei con la quale manteneva
-grandi relazioni commerciali. Le tre città più fiorenti della Campania
+grandi relazioni commerciali. Le tre città più fiorenti della Campania
erano infatti: Nola, Aceria e Nocera, che avevano il loro porto a
Pompei, sulla foce del Sarno, ricoprendo allora il mare, che di poi si
-ritirò da Pompei, buona parte di quella fertile pianura.
+ritirò da Pompei, buona parte di quella fertile pianura.
-Ero uscito di città per salire al convento di S. Angelo, appartenente ai
+Ero uscito di città per salire al convento di S. Angelo, appartenente ai
monaci di S. Francesco, il quale sorge con un porticato aperto in una
-bella posizione ed è attorniato da una splendida vegetazione, quando
-incontrai per istrada una famiglia che tornava già dalla festa e che era
+bella posizione ed è attorniato da una splendida vegetazione, quando
+incontrai per istrada una famiglia che tornava già dalla festa e che era
composta di una matrona di forse ottant'anni, con le sue figliuole e
-nipoti. Non vidi mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era
+nipoti. Non vidi mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era
della persona e d'imponenza tragica.
Vestiva un abito di seta color chermisino, con ampio bordo di broccato
d'oro, stretto alla vita alla foggia greca, e sopra questo portava un
farsetto tutto rosso, ricamato in oro. I suoi capelli canuti erano
trattenuti sulla fronte da un nastro alla pompeiana. Procedeva
-coll'imponenza e con la dignità di una principessa, o di una regina dei
+coll'imponenza e con la dignità di una principessa, o di una regina dei
tempi antichi, ed avrebbe potuto rappresentare benissimo nei _Persiani_
di Eschilo la parte di Atossa, consorte sublime di Dario e madre di
Serse. Mi ero unito a quella piccola brigata e, sebbene una delle nepoti
@@ -1661,29 +1624,29 @@ occhi da quella imponente matrona. Le giovani che l'accompagnavano, non
erano vestite riccamente come quella; portavano invece abiti a larghe
maniche, di colori chiari ed avevano in capo, alla moda del paese, il
_muccador_, specie di velo fissato poco sopra la nuca, in maniera da
-lasciar visibili i capelli sulle tempie, antica usanza che si può
+lasciar visibili i capelli sulle tempie, antica usanza che si può
osservare anche negli affreschi di Pompei. Provavo molta fatica a
comprendere qualche cosa, qualche parola del dialetto che quelle donne
-parlavano. Compresi però che mi invitavano ad accompagnarle a casa loro,
-la quale, mi dissero, che si trovava a poca distanza. Per curiosità ci
-sarei andato molto volentieri, ma il giorno era già inoltrato, mi
-premeva vedere S. Angelo, godere del panorama che di là si osserva e
-perciò ringraziai, declinando il cortese invito.
+parlavano. Compresi però che mi invitavano ad accompagnarle a casa loro,
+la quale, mi dissero, che si trovava a poca distanza. Per curiosità ci
+sarei andato molto volentieri, ma il giorno era già inoltrato, mi
+premeva vedere S. Angelo, godere del panorama che di là si osserva e
+perciò ringraziai, declinando il cortese invito.
-La vista che si gode dal convento è veramente bella. Si scoprono, a
+La vista che si gode dal convento è veramente bella. Si scoprono, a
sinistra il monte Somma ed il Vesuvio, a destra i monti di Maddaloni, e
sopra il monastero, in cima ad una collina, le rovine pittoresche del
castello di Cicala. In mezzo a quei monti si stende la campagna di
Nola, riccamente popolata di pioppi, di olmi, di alberi da frutta, da
cui pendono, a guisa di festoni, le viti. In mezzo a tutte queste piante
crescono rigogliosi il frumento ed il grano turco, e dovunque brillano
-gli aranci e i melagrani, e la città, irradiata da un sole abbagliante,
-trovasi come immersa in un mare di verzura, di vigneti e di fiori. È
+gli aranci e i melagrani, e la città, irradiata da un sole abbagliante,
+trovasi come immersa in un mare di verzura, di vigneti e di fiori. È
davvero una contrada adatta per continue feste: la stessa natura,
eminentemente voluttuosa, invita senza posa al piacere.
Partii da Nola verso sera, quando stavano per cominciare le corse dei
-cavalli; più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione generale.
+cavalli; più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione generale.
Quando a sera inoltrata mi trovai a Napoli, alla finestra della mia
abitazione a S. Lucia, vidi la folla che tornava dalla festa e si
avviava verso Chiaia; i cavalli erano guarniti di nastri e di fiori, la
@@ -1695,22 +1658,22 @@ recava a Chiaia a prendere parte alla sfilata per il corso.
VI.
Chiunque si sia recato da Salerno ad Amalfi, seguendo la strada lungo il
-mare, deve ricordare questa gita con vera soddisfazione. Non ve ne è
+mare, deve ricordare questa gita con vera soddisfazione. Non ve ne è
un'altra ugualmente bella in tutto il regno di Napoli, e di tante
-escursioni che ho fatto in tutta quanta l'Italia, questa è quella che mi
-ha lasciata più grata impressione di tutte le altre.
+escursioni che ho fatto in tutta quanta l'Italia, questa è quella che mi
+ha lasciata più grata impressione di tutte le altre.
La strada segue sempre la spiaggia del mare, mantenendosi ad una certa
-altezza, e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo. Si hanno a
+altezza, e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo. Si hanno a
sinistra i monti e le fresche valli, popolate di villaggi, le quali
-scendono al mare che rimane disotto, mentre lo sguardo può intanto
+scendono al mare che rimane disotto, mentre lo sguardo può intanto
benissimo abbracciare Pesto, i monti delle Calabrie, il capo Licosa e il
golfo Policastro.
-Il primo abitato che s'incontra in vicinanza di Salerno è Vietri; la
-posizione di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli. Giace in una
+Il primo abitato che s'incontra in vicinanza di Salerno è Vietri; la
+posizione di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli. Giace in una
gola ampia e grandiosa, sulla riva di un torrente, il quale fornisce
-l'energia necessaria a parecchi molini, ed è un paese bruno, d'aspetto
+l'energia necessaria a parecchi molini, ed è un paese bruno, d'aspetto
bizzarro, con parecchie chiese e cappelle. Sulla spiaggia del mare
possiede il suo piccolo porto popolato di barche. Quasi tutti i paesi
situati in alto hanno un piccolo borgo alla marina, dove si possono
@@ -1722,7 +1685,7 @@ aria.
Tutte le torri che ancora si scorgono sulla spiaggia del mare, tutti i
castelli situati sulle alture, fanno pensare ai tempi in cui i Normanni
fondarono in queste contrade il loro meraviglioso regno, quel regno che
-segnò un'epoca nella storia della civiltà ed esercitò una grande
+segnò un'epoca nella storia della civiltà ed esercitò una grande
influenza nell'Occidente e nell'Oriente.
In quel tempo erano, a dire il vero, assai strane le condizioni
@@ -1732,36 +1695,36 @@ Amalfi, di Gaeta e di Napoli.
In questa bella Salerno, che oggi riposa tranquilla in riva al suo mare,
regnava allora il principe longobardo Guaimaro, quando comparve davanti
-alla città una flotta saracena e gl'infedeli diedero l'assalto alle
+alla città una flotta saracena e gl'infedeli diedero l'assalto alle
mura. I Salernitani erano infiacchiti al pari dei Sibariti e dei
-Bizantini e la città, male guardata, stava in pericolo di cadere.
+Bizantini e la città, male guardata, stava in pericolo di cadere.
Fortuna volle che si trovassero per caso in quel momento a Salerno
quaranta pellegrini normanni che tornavano di Terra Santa, a bordo di un
legno amalfitano. Domandarono subito armi, si precipitarono fuori della
porta ed attaccarono con impeto i mussulmani. I Salernitani, animati
dall'esempio, tennero lor dietro, e dopo un sanguinoso combattimento i
Saraceni furono sbaragliati e costretti a levar l'assedio. Guaimaro
-ricompensò generosamente i pellegrini, i quali, ritornati in patria,
+ricompensò generosamente i pellegrini, i quali, ritornati in patria,
eccitarono la fantasia dei loro compaesani con le narrazioni delle
bellezze della spiaggia di Salerno, dei prodotti di quel suolo
fertilissimo, della primavera perpetua che vi regnava e dei tesori che
-colà, uomini arditi e coraggiosi avrebbero potuto acquistare.
+colà, uomini arditi e coraggiosi avrebbero potuto acquistare.
-Gli avventurosi Normanni s'imbarcarono allora pel mezzodì d'Italia,
-guidati da Dragut. Ciò avvenne in principio del secolo XI e la stirpe
-dei Normanni fu più fortunata di quella dei napoleonidi e di Murat.
+Gli avventurosi Normanni s'imbarcarono allora pel mezzodì d'Italia,
+guidati da Dragut. Ciò avvenne in principio del secolo XI e la stirpe
+dei Normanni fu più fortunata di quella dei napoleonidi e di Murat.
Sismondi osserva che da quell'epoca, nella lingua dell'Irlanda, si
mantenne dell'antico dialetto scandinavo la voce _figiakasta_, vale a
-dire _desiderî di fichi_, locuzione figurata per esprimere un desiderio
+dire _desiderî di fichi_, locuzione figurata per esprimere un desiderio
intenso.
Giungemmo frattanto a Cetara, luogo delizioso quanto mai sulla spiaggia
del mare, una vera e fertile oasi in mezzo ai monti. Di questo paese mi
-colpì l'architettura tutta moresca. Le case sono piccole e ad un sol
+colpì l'architettura tutta moresca. Le case sono piccole e ad un sol
piano, con logge e verande circondate di viti; i tetti sono convessi e
tinti di nero. La chiesa piccola e di architettura bizzarra, sorge in un
-boschetto di aranci. Tutto l'insieme del paese aveva un carattere così
+boschetto di aranci. Tutto l'insieme del paese aveva un carattere così
esotico, che non si sarebbe mai pensato di essere nel centro d'Europa.
Allo splendore di un magnifico sole, le piante e i fiori sembravano
sorridere e le piccole case con le loro verande, parevano sepolte nella
@@ -1770,34 +1733,34 @@ di gelsi; stupendi cactus in fiore e magnifiche piante di aloe
contribuivano a dare un carattere esotico al paesaggio.
Cetara fu il primo punto occupato dai Saraceni su questa riviera. Quivi
-essi si fermarono e in seguito estesero i loro dominî, fondando colonie
-ad Amalfi, Minori, Maiori, Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano
+essi si fermarono e in seguito estesero i loro dominî, fondando colonie
+ad Amalfi, Minori, Maiori, Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano
scorrerie continue su queste spiaggie, prima ancora di conquistare la
Sicilia. Costoro erano attirati e indotti su questi lidi, dalle continue
-lotte dei Greci, con le città e con i Longobardi. La stessa città di
+lotte dei Greci, con le città e con i Longobardi. La stessa città di
Napoli ne diede l'esempio in principio dell'anno 836, quando si rivolse,
per mezzo del suo console Andrea, agli Arabi, onde avere soccorso e
liberarsi dalla signoria di Sicardo principe di Benevento, e quella
repubblica, allora fiorente, strinse lega con i Saraceni senza tener
-conto nè degli anatemi del sommo pontefice, nè delle minacce degli
-imperatori greco-romani. Tale lega durò circa un mezzo secolo e si narra
+conto nè degli anatemi del sommo pontefice, nè delle minacce degli
+imperatori greco-romani. Tale lega durò circa un mezzo secolo e si narra
che a quei tempi il porto di Napoli presentasse un aspetto addirittura
saraceno. Quando, dopo la morte di Sicardo avenuta nell'839, la
signoria longobarda cadde a Salerno e a Benevento, e pugnavano per
-questa fra di loro Radelchi e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda
+questa fra di loro Radelchi e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda
di Saraceni e prese ai suoi servizi il mussulmano Apolofar con un certo
numero di Cretesi. Gli Arabi presero liberamente stanza in Salerno e vi
si stabilirono definitivamente, fabbricando case nei dintorni della
-città.
+città.
Finalmente, nell'anno 871, Radelchi e Siconulfo fecero la pace,
dividendosi gli stati di Salerno e di Benevento e stabilirono la
-condizione che non si dovesse permettere più agli Arabi il soggiorno
-nella costa fra Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti si fecero
-battezzare e vi rimasero. Costoro avevano già data a quella località
-un'impronta tutta moresca che non si è più cancellata. Altri Arabi
+condizione che non si dovesse permettere più agli Arabi il soggiorno
+nella costa fra Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti si fecero
+battezzare e vi rimasero. Costoro avevano già data a quella località
+un'impronta tutta moresca che non si è più cancellata. Altri Arabi
vennero poi dalla Sicilia, di modo che nel corso del secolo IX tutta
-quanta la Calabria si trovò in pericolo di diventare mussulmana; a Bari
+quanta la Calabria si trovò in pericolo di diventare mussulmana; a Bari
regnava un sultano, Taranto cadeva nelle loro mani e minacciavano di
prendere Roma stessa, dove i Saraceni sorpresero e saccheggiarono le
chiese di S. Pietro e di S. Paolo, mentre Napoli continuava a stare con
@@ -1805,104 +1768,104 @@ loro in buone relazioni, ad onta degli sforzi dell'imperatore Ludovico
II.
Si stabilirono nuovamente in Cetara nell'anno 880 e la repubblica di
-Napoli assegnò loro alcune terre sulle sponde del Sebeto. Essi presero
+Napoli assegnò loro alcune terre sulle sponde del Sebeto. Essi presero
pure dimora alle falde del Vesuvio, nei dintorni classici di Pompei, non
che sul Garigliano, donde partivano per fare scorrerie in tutta quanta
la Campania. Fondarono parimenti la loro colonia di Agropoli, nelle
vicinanze di Pesto.
-Ai tempi del dominio dei Normanni si ritirarono più di una volta da
+Ai tempi del dominio dei Normanni si ritirarono più di una volta da
queste contrade e molti abbracciarono il cristianesimo, altri rimasero
al servizio di Ruggero, portando nella bella provincia di Salerno le
-costumanze e la civiltà orientale. Lo stesso nome di Cetara sembra che
+costumanze e la civiltà orientale. Lo stesso nome di Cetara sembra che
sia di origine orientale.
Il sole intanto si era fatto cocentissimo, riflettendosi sulle nude
rocce dove camminavamo in fretta, e noi eravamo ancora a buona distanza
-da Amalfi. L'aspetto della riviera si faceva a mano a mano sempre più
+da Amalfi. L'aspetto della riviera si faceva a mano a mano sempre più
bello. Al nostro fianco sorgevano monti altissimi, le cui cime si
perdevano nelle nubi, mentre la loro tinta oscura, sotto la sferza del
-sole che rendeva sempre più azzurre le onde del mare, faceva un grande
+sole che rendeva sempre più azzurre le onde del mare, faceva un grande
contrasto con lo splendore di questo e con la limpidezza del cielo.
-Sorgevano qua e là, sul pendio dei monti, rovine di antichi castelli dei
+Sorgevano qua e là, sul pendio dei monti, rovine di antichi castelli dei
tempi normanni indicanti i luoghi dove un giorno esistettero villaggi.
Stupenda ci apparve la posizione di Maiori e di Minori nei due punti
-più belli della riviera, due piccole città al pari di Cetara, appoggiate
+più belli della riviera, due piccole città al pari di Cetara, appoggiate
al monte e circondate da giardini amenissimi.
-Le spiagge di Minori e di Maiori sono quanto c'è di più ridente in
+Le spiagge di Minori e di Maiori sono quanto c'è di più ridente in
questo golfo, da Salerno ad Amalfi e Sorrento, ed io non esito a
dichiarare che superano in bellezza la stessa spiaggia di Sorrento, a
costo anche di esser tacciato di un'eresia. Sono due punti di una magica
-tranquillità, ristretti in breve spazio, freschi, ombreggiati e ridenti;
+tranquillità, ristretti in breve spazio, freschi, ombreggiati e ridenti;
si direbbero appartati da tutto il resto del mondo. Non ho veduto luoghi
-più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori, fondato da Siccardo di
+più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori, fondato da Siccardo di
Benevento nel secolo IX; il paese giace quasi in riva al mare. Il monte
-situato dietro l'abitato, ridotto a foggia di terrazzi, è coltivato a
+situato dietro l'abitato, ridotto a foggia di terrazzi, è coltivato a
giardini nei quali sorgono casette bianche e pulite che hanno l'aspetto
-di altrettante ville. Più in alto torreggia pittorescamente un antico
+di altrettante ville. Più in alto torreggia pittorescamente un antico
castello.
Le strade ed i sentieri solitari e tranquilli si addentrano nei monti
dai quali scaturiscono acque limpide e fresche. Tanta solitudine
-romantica ricrea l'animo e fa nascere il desiderio di vivere colà
+romantica ricrea l'animo e fa nascere il desiderio di vivere colà
tranquilli, o almeno di trascorrervi un'estate. Ivi davvero l'abitante
dei paesi settentrionali comprende che cosa significhi la _figiakasta_.
-Trovammo colà, in riva al mare, una locanda graziosa, dipinta a colori
+Trovammo colà, in riva al mare, una locanda graziosa, dipinta a colori
vivaci, dove ci procurammo vino, ottimi fichi neri e aranci stupendi. Il
-sole che splendeva di fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi
+sole che splendeva di fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi
delle onde sulla spiaggia e l'atmosfera pregna di profumi, conciliavano
il sonno.
-Poco dopo ci trovammo mezzo addormentati in un caffè del vicino borgo di
+Poco dopo ci trovammo mezzo addormentati in un caffè del vicino borgo di
Minori. Quivi le case sono piccole e basse quanto quelle di Pompei e le
-stanze così piccole che appena possono contenere quattro persone. Alla
+stanze così piccole che appena possono contenere quattro persone. Alla
tavola della locanda il padrone ci girava attorno con un ventaglio in
mano smovendo l'aria, cacciando le mosche e narrando nel suo dialetto
-una quantità di storie, parlando sopratutto della fabbricazione dei
+una quantità di storie, parlando sopratutto della fabbricazione dei
maccheroni, industria speciale della riviera di Amalfi, la quale ne
provvede tutto il regno di Napoli.
Partimmo da Minori nelle ore calde del pomeriggio e, girato che avemmo
-un promontorio, ci trovammo di fronte ad Atrani, il quale è separato da
-Amalfi da una gigantesca rupe. La posizione di Atrani è imponente. Sorge
-a foggia di piramide sulla riva del mare, che in quel punto è altissima
+un promontorio, ci trovammo di fronte ad Atrani, il quale è separato da
+Amalfi da una gigantesca rupe. La posizione di Atrani è imponente. Sorge
+a foggia di piramide sulla riva del mare, che in quel punto è altissima
e scende assai ripida, addirittura a picco. L'architettura delle case,
le quali hanno tutte la propria loggia, produce un aspetto
piacevolissimo per il bianco delle mura che si stacca sul fondo nero
della rupe. Questa, forma vicino al paese una verde valletta ed alla sua
-sommità si presenta il paesetto di Pontone. Sulla sommità delle falde di
+sommità si presenta il paesetto di Pontone. Sulla sommità delle falde di
quei monti tutte rivestite di pini marittimi sorgono antiche torri e
-castelli. Si scorgono intorno villaggi che giacciono ancora più alti fra
+castelli. Si scorgono intorno villaggi che giacciono ancora più alti fra
vigne e castagneti e dove sarebbe molto faticoso l'arrampicarsi. Oltre
Pontone, soprastano Atrani gli altri paesetti di Minuto, Scala, e
-Ravello. Quest'ultimo è particolarmente notevole per i ricordi dei
+Ravello. Quest'ultimo è particolarmente notevole per i ricordi dei
Saraceni. Vi si sale da Atrani percorrendo una ripida e faticosa strada,
ma romantica, attraversando gallerie coperte e camminando fra vigneti,
castagni e boschi di carrubbe. A misura che si sale, la vista del mare
-si fa più bella. Dalla cima delle nere rupi, coronate di torri, si getta
+si fa più bella. Dalla cima delle nere rupi, coronate di torri, si getta
lo sguardo sull'azzurro delle onde che si direbbero sgorgare dalla gola
di Pontone. Si vedono pure verdeggianti pendici, seminate di case, dove
-per buona ventura gli abitanti non hanno più a temere le scorrerie
+per buona ventura gli abitanti non hanno più a temere le scorrerie
saracene.
Arrivammo all'abbandonato monastero delle Clarisse e ivi trovammo le
prime tracce dell'architettura moresca. Salimmo quindi alla villa
Cembrano, casa di campagna di un ricco signore napoletano, la quale
sorge tra le rose e gli oleandri, su di un altipiano da dove lo sguardo
-spazia nel mare. Questa villa è propriamente bella e sopra tutto
+spazia nel mare. Questa villa è propriamente bella e sopra tutto
attrasse la mia attenzione il pergolato, il quale forma un rettangolo
-attorno al magnifico giardino. Esso è sostenuto da pilastri bianchi, sui
+attorno al magnifico giardino. Esso è sostenuto da pilastri bianchi, sui
quali corre un tetto di verdi tralci, da cui pendono i grappoli in
-abbondanza; nel giardino poi, tenuto con molta cura, crescono i più bei
+abbondanza; nel giardino poi, tenuto con molta cura, crescono i più bei
fiori, e tutte le piante meridionali, nella vegetazione rigogliosa del
mese di luglio. Sul margine dell'altipiano sorge un belvedere,
-circondato di statue, invero orribili, le quali però in distanza
-producono buon effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza del mare,
+circondato di statue, invero orribili, le quali però in distanza
+producono buon effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza del mare,
delle coste delle Calabrie con le cime dei loro monti coperte di neve,
dell'imponente punta di Conca e del bel capo d'Orso, presso Maggiori,
-tutte vedute severe che bisogna ammirare e tacere, anzichè provarsi a
+tutte vedute severe che bisogna ammirare e tacere, anzichè provarsi a
farne la descrizione. Nel contemplare da quegli orti di Armida, fra le
rose e le ortensie, il mare magico nel quale si riflette l'azzurra tinta
di un cielo limpidissimo, nasce il desiderio di poter volare. Io credo
@@ -1910,13 +1873,13 @@ che a Dedalo ed a Icaro venne desiderio di poter spaziare per l'aria in
una bella sera d'estate, sedendo su di un promontorio dell'isola di
Creta.
-Salimmo ancora più in alto, al convento di S. Antonio; anche questo è
-collocato in amenissima posizione ed è di stile interamente moresco, con
+Salimmo ancora più in alto, al convento di S. Antonio; anche questo è
+collocato in amenissima posizione ed è di stile interamente moresco, con
archi spezzati e colonnette graziose. Raggiungemmo quindi l'antica
-Ravello e ci trovammo tutto ad un tratto in una città moresca, con torri
+Ravello e ci trovammo tutto ad un tratto in una città moresca, con torri
e case di stile arabo, fabbricata di tufo nero solitaria e tranquilla,
abbandonata, quasi morta, sopra una verde pendice del monte. Si direbbe
-che è segregata da tutto il resto del mondo; non si vedono che alberi e
+che è segregata da tutto il resto del mondo; non si vedono che alberi e
rocce e da qualche punto il mare in lontananza. Nei giardini si
osservano alte torri nere, case di stile moresco con arabeschi in parte
rovinati, finestre ad arco con piccole colonne.
@@ -1924,71 +1887,71 @@ rovinati, finestre ad arco con piccole colonne.
Sulla piazza del Mercato, presso la chiesa, sorge un antico edificio di
architettura araba, con ornati di gusto fantastico e con colonne
meravigliosamente lavorate negli angoli. Il tetto riposa sopra una
-graziosissima cornice. Questo edificio è designato col nome di teatro
-moresco e non vi è dubbio che era il palazzo degli antichi signori di
-Ravello, imperocchè questa città, ora deserta e derelitta, fu un tempo
+graziosissima cornice. Questo edificio è designato col nome di teatro
+moresco e non vi è dubbio che era il palazzo degli antichi signori di
+Ravello, imperocchè questa città, ora deserta e derelitta, fu un tempo
una colonia fiorente di Amalfi che contava trentaseimila abitanti.
Ricche famiglie vi avevano introdotto il lusso a cui davano origine le
loro relazioni con l'Oriente e il continuo commercio con i Saraceni
-stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri erano annoverate le famiglie
+stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri erano annoverate le famiglie
degli Afflitti, dei Ragadei, dei Castaldi e sopratutto dei Ruffoli. Si
erano fabbricate tutte palazzi di stile moresco, con vasche, con getti
d'acqua di vero gusto arabo, su disegni e sotto la direzione di artisti
arabi. E' noto che Ravello si mantenne in relazione continua con i
Saraceni, molti dei quali vi avevano presa dimora e gli Arabi vi tennero
-il presidio fino ai tempi di Manfredo. Avvenne perciò che questa piccola
-città fu una delle prime che accolse nell'Italia meridionale
-l'architettura araba ed oggidì è una delle poche che ne conservi ancora
+il presidio fino ai tempi di Manfredo. Avvenne perciò che questa piccola
+città fu una delle prime che accolse nell'Italia meridionale
+l'architettura araba ed oggidì è una delle poche che ne conservi ancora
gli avanzi.
Trovai in Ravello maggiori avanzi di architettura moresca che in Palermo
stesso, dove i castelli di Cuba e della Zisa sono per la massima parte
-distrutti. Il palazzo Ruffoli in Ravello è una vera miniera di
+distrutti. Il palazzo Ruffoli in Ravello è una vera miniera di
architettura moresca di quei tempi, e di queste contrade. Esso trovasi
in un giardino, ed appartiene da tre anni all'inglese sir Nevil Reed, il
quale lo ha fatto per primo sgombrare dalle macerie. E' addirittura un
-piccolo Alhambra, uno stupendo edificio a tre piani, che conta più di
+piccolo Alhambra, uno stupendo edificio a tre piani, che conta più di
trecento stanze sostenute tutte da colonne moresche. Le sale sono ornate
di rabeschi in puro stile arabo-siculo e un tempo debbono essere state
magnifiche. Esistono ancora nei giardini una rotonda di stile moresco,
alcuni avanzi di mura, fra le quali una torre quadrata di gusto
bizzarro, rovine di porticati, di bagni, di archi e di cortili, i quali
debbono aver fatto parte di una specie di castello cinto di mura, e da
-questi ruderi è agevole farsi un'idea delle grandi ricchezze che
+questi ruderi è agevole farsi un'idea delle grandi ricchezze che
dovevano aver accumulato un tempo le famiglie distinte di Ravello.
-In tutte le città impoverite del regno di Napoli, queste reliquie di
+In tutte le città impoverite del regno di Napoli, queste reliquie di
tempi migliori provano la triste decadenza delle contrade. Due volte
furono in fiore queste regioni predilette dalla natura: la prima
-nell'antichità greca, come lo attestano le rovine di Pesto; la seconda
+nell'antichità greca, come lo attestano le rovine di Pesto; la seconda
durante le Repubbliche del medio evo, allorquando Napoli, Gaeta, Amalfi,
Sorrento, riempivano i mari delle loro flotte, ben molti anni prima che
lo spirito repubblicano, avanzo degli ordinamenti politici greci e
romani, risorgesse nell'Italia settentrionale e desse origine alle
repubbliche di Pisa, di Genova e di Venezia. Nella prima epoca furono i
-Romani quelli che spensero il fiore della civiltà nell'Italia
-meridionale; nella seconda epoca cominciò a venir meno sotto il dominio
+Romani quelli che spensero il fiore della civiltà nell'Italia
+meridionale; nella seconda epoca cominciò a venir meno sotto il dominio
dei Normanni; e quindi, a poco a poco, quelle contrade si vennero
riducendo alla misera condizione in cui si trovano attualmente. Manca
tuttora una buona storia di quelle Repubbliche dell'Italia meridionale
dal secolo VII ai tempi di re Ruggiero di Sicilia, e gli archivi di
Napoli potrebbero fornire tutti gli elementi necessari, se non fossero
-chiusi, ed impenetrabili più della sfinge egiziana.[4]
+chiusi, ed impenetrabili più della sfinge egiziana.[4]
Vidi intanto, mentre mi trovavo nei giardini del palazzo Ruffoli, un
meraviglioso fenomeno di luce in mare. Il sole stava per tramontare, ed
i monti di Pesto e di Salerno cominciavano ad oscurarsi, assumendo una
tinta dolce di verde cupo, mentre sopra a Pesto stava un'ampia nuvola
-bianca, la quale non tardò a tingersi in rosso acceso. Si sarebbe detto
+bianca, la quale non tardò a tingersi in rosso acceso. Si sarebbe detto
che divampasse in cielo un immenso incendio, la cui luce si proiettasse
in mare, sembrando fosse in fiamme tutto quanto il golfo di Salerno; a
poco a poco il mare assunse prima un color d'oro, quindi verde pallido,
-violaceo, gialliccio, finalmente grigio, finchè vennero le tenebre.
-Colpito da quegli scherzi indescrivibili di luce, non potei più muovermi
-finchè fu notte.
+violaceo, gialliccio, finalmente grigio, finchè vennero le tenebre.
+Colpito da quegli scherzi indescrivibili di luce, non potei più muovermi
+finchè fu notte.
Potrei ancora narrare molte cose di Ravello, particolarmente
-dell'antico duomo edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI, il quale
+dell'antico duomo edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI, il quale
possiede un pulpito raro in mosaico ed antiche porte di bronzo e dove si
conserva in un'ampolla il sangue di S. Pantaleo, che bolle al pari di
quello di S. Gennaro; ma non conviene vedere tante cose, e sopratutto
@@ -2006,51 +1969,51 @@ descriverle molto a lungo.
Un mese intiero ho vissuto nell'isola di Capri ed ho goduto, in tutta la
-sua pienezza, la solitudine magica di quella marina. Così potessi io
-riprodurre le sensazioni ivi provate! Ma è impossibile descrivere con
-parole la bellezza e la tranquillità di quella romita solitudine.
+sua pienezza, la solitudine magica di quella marina. Così potessi io
+riprodurre le sensazioni ivi provate! Ma è impossibile descrivere con
+parole la bellezza e la tranquillità di quella romita solitudine.
Giampaolo Richter, contemplandola dalla terra ferma, ha paragonato Capri
-ad una sfinge; la bella isola a me è apparsa simile ad un sarcofago
+ad una sfinge; la bella isola a me è apparsa simile ad un sarcofago
antico, fiancheggiato dalle Eumenidi scarmigliate, su cui campeggiasse
la figura di Tiberio. La vista dell'isola ha sempre esercitato su me un
vero fascino per la sua conformazione monumentale, per la sua
solitudine, e per i cupi ricordi di quell'imperatore romano, che,
signore del mondo intiero, considerava quello scoglio come sua unica e
-vera proprietà.
+vera proprietà.
Una domenica, di buon mattino, con un tempo stupendo, andammo a
-Sorrento, in barca, e di là ci dirigemmo verso Capri. Il mare non era
+Sorrento, in barca, e di là ci dirigemmo verso Capri. Il mare non era
meno tranquillo del cielo; le linee del paesaggio si perdevano
-all'orizzonte in una luce vaga ed indecisa; Capri però ci appariva
+all'orizzonte in una luce vaga ed indecisa; Capri però ci appariva
davanti imponente, grave, rocciosa, severa, con i suoi monti selvaggi,
con le sue rupi rossastre di roccia calcarea, tagliate a picco.
-Sull'altura si scorgeva un bruno castello rovinato; qua e là avanzi di
-batterie e gole aperte di cannoni abbandonati, solitari, già quasi
+Sull'altura si scorgeva un bruno castello rovinato; qua e là avanzi di
+batterie e gole aperte di cannoni abbandonati, solitari, già quasi
ricoperti dal ginestro selvaggio dai fiori gialli; scogli aspri e
ripidi, in cima ai quali svolazzavano falchi di mare e uccelli indigeni,
assuefatti al sole, come dice Eschilo; in basso caverne, grotte oscure,
-misteriose; sul dorso del colle una piccola città di aspetto gaio, con
-case bianche, mura alte e una cupola di chiesa; più in basso ancora,
+misteriose; sul dorso del colle una piccola città di aspetto gaio, con
+case bianche, mura alte e una cupola di chiesa; più in basso ancora,
sulla zona ristretta della spiaggia, un piccolo porto per i pescatori ed
una fila di barche tirate in secco.
Suonavano le campane allorquando approdammo; una graziosa fanciulla,
-figlia di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò la barca e,
+figlia di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò la barca e,
tenendola ferma alla riva, ci permise di scendere a piedi asciutti.
Nello spiccare un salto sul suolo dell'isola di Capri, che io mi ero
raffigurata tante volte sotto il nordico cielo natio, mi parve di
-trovarmi nella stessa mia casa. Tutto era silenzio e tranquillità; non
+trovarmi nella stessa mia casa. Tutto era silenzio e tranquillità; non
si vedevano che un pescatore e due ragazzi intenti a bagnarsi presso uno
scoglio, due giovanette sulla spiaggia, e tutto all'intorno rupi severe.
Ero dunque giunto in una solitudine selvaggia e romantica insieme. Da
quel punto della marina partiva un sentiero ripido e scosceso, che, fra
-mura di giardini, conduceva alla piccola città. Quei giardini aperti nei
+mura di giardini, conduceva alla piccola città. Quei giardini aperti nei
seni della rupe erano coltivati a viti, a olivi e ad agrumi, ma la
vegetazione ne era meschina, specialmente per chi ne veniva dalla
lussureggiante Campania. Anche gli alberi a Capri sembrano eremiti. Si
accede alla cittadina per un ponte di legno e per una vecchia porta,
dall'aspetto romito, in cui par che regni la pace e s'ignorino le umane
-necessità. Alcuni abitanti, vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti
+necessità. Alcuni abitanti, vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti
sui gradini della chiesa. Parecchi ragazzi giocavano allegramente sulla
piccola piazza, davanti al tempio, che pareva fatta appositamente per i
loro giuochi. Le case, piccole, con i tetti a terrazza, avevano quasi
@@ -2060,8 +2023,8 @@ locanda di Don Michele Pagano, di fronte alla quale sorgeva una stupenda
palma. Anche quivi sembrava di arrivare in un eremo ridotto ad albergo
per i pellegrini.
-Eravamo appena entrati nella nostra camera, che un canto, giù nella
-strada, ci chiamò alla finestra. Era di domenica: una processione
+Eravamo appena entrati nella nostra camera, che un canto, giù nella
+strada, ci chiamò alla finestra. Era di domenica: una processione
strana, caratteristica attraversava il paese. Seguivano la croce uomini
e donne, quelli con cappucci bianchi, queste con bianchi veli. I
cappucci erano circondati di una corona formata di foglie di roveto
@@ -2071,15 +2034,15 @@ teste coronate di frondi offrivano un quadro pagano: si sarebbe detta
una processione di sacerdoti di Bacco coronati di pampini e diretti ad
un tempio di Dionisio. Quasi tutti gli uomini portavano la corona di
spine, compresi quelli che non rivestivano l'abito della confraternita.
-Mi colpì in modo particolare la figura di un vecchio invalido, canuto di
+Mi colpì in modo particolare la figura di un vecchio invalido, canuto di
capelli e di barba, il quale, con quella corona, aveva davvero l'aspetto
di un satiro. Dopo gli uomini venivano le donne e le fanciulle con
bianchi veli. Le strade essendo tanto strette da dare il passaggio a
stento a due persone per volta, erano stipate da un muro all'altro.
Questa processione fu la prima cosa che vidi a Capri. Siccome poi vissi
-colà felicissimi giorni e nessuna località al mondo così completamente
-visitai, perlustrando ogni suo angolo più remoto, ogni sua grotta
+colà felicissimi giorni e nessuna località al mondo così completamente
+visitai, perlustrando ogni suo angolo più remoto, ogni sua grotta
accessibile, e posi affetto a Capri e ai suoi abitanti, voglio usare a
quest'isoletta il trattamento di quei navigatori riconoscenti, che
appendevano una tabella votiva e sotto vi scrivevano: _Votum fecit;
@@ -2088,21 +2051,21 @@ gratiam recepit_.
Il nome dell'isola, presso i Greci ed i Romani, era _Caprea_. Spiegando
la parola latinamente, significherebbe isola delle capre; ma altri la
derivarono dalla lingua fenicia, nella quale _Caprain_ significa due
-città. I Greci la considerarono quale isola delle sirene, e tuttora un
+città. I Greci la considerarono quale isola delle sirene, e tuttora un
punto della spiaggia si chiama la Sirena. Se non che, le isole delle
Sirene di Omero giacevano di fronte a Capri, verso Amalfi ed il Capo
-Minerva; e quella denominata oggi Capo di Campanella, è ritenuta per
-l'isola di Circe. Tuttavia, tutto il tratto di mare all'intorno è
+Minerva; e quella denominata oggi Capo di Campanella, è ritenuta per
+l'isola di Circe. Tuttavia, tutto il tratto di mare all'intorno è
mitologico e ricorda l'_Odissea_ ed il canto delle sirene, le quali
traevano alla rovina i naviganti, allorquando dal golfo di Posidonia si
accostavano a questi ripidi scogli, sorgenti appena sulle onde. S'ignora
di dove vennero i primi abitatori dell'isola, ma molto probabilmente
dalla terra ferma e furono i vicini Osci. Si ritiene pure che vi
-approdassero i Fenici, e ad essi si è attribuita la fondazione delle due
-città, imperocchè l'isola, parte piana e parte montuosa, dovette di
-necessità avere due centri di popolazione. Strabone ha difatti lasciato
-scritto: «Capri ebbe anticamente due città, ma ora non ne possiede che
-una». Più tardi vennero i Greci nel bel golfo di Napoli, nel _cratere_,
+approdassero i Fenici, e ad essi si è attribuita la fondazione delle due
+città, imperocchè l'isola, parte piana e parte montuosa, dovette di
+necessità avere due centri di popolazione. Strabone ha difatti lasciato
+scritto: «Capri ebbe anticamente due città, ma ora non ne possiede che
+una». Più tardi vennero i Greci nel bel golfo di Napoli, nel _cratere_,
come lo chiamano gli antichi geografi, e presero stanza lungo le coste e
nelle isole. Secondo quanto asseriscono poi Tacito e Virgilio, si
stabilirono in seguito a Capri i Telebori, gente di stirpe arcanica. Il
@@ -2112,22 +2075,22 @@ In quel periodo, circa otto secoli prima della nascita di Cristo, i
Greci si stabilirono nei due golfi di Posidonia e di Napoli, edificarono
Cuma e Napoli, s'impossessarono delle isole di questo stupendo mare, e
imposero all'alto abitato di Capri il nome che ancor oggi conserva di
-Anacapri, che è quanto dire Capri superiore. Prestando attenzione al
+Anacapri, che è quanto dire Capri superiore. Prestando attenzione al
linguaggio che oggi parlano quei di Capri, si ritrovano parole di
origine greca, e di tipo greco sono le fisonomie distinte e nobili delle
donne, di foggia greca i paramenti, l'acconciatura dei loro capelli, ed
il modo con cui dispongono il _mucadore_, sorta di velo col quale
-sogliono ricoprirsi il capo. Sebbene più tardi i Romani abbiano essi
-pure posseduta l'isola, tuttora, come a Napoli, in gran parte è sangue
+sogliono ricoprirsi il capo. Sebbene più tardi i Romani abbiano essi
+pure posseduta l'isola, tuttora, come a Napoli, in gran parte è sangue
greco quello che scorre nelle vene de' suoi abitatori e dei Greci; essi
hanno la grazia e la dolcezza che li rendono accetti allo straniero e
che rendono idilliache persino le loro nude rocce e fanno dimenticare
anche quel demone che fu Tiberio. In quell'epoca i Greci costrussero
nell'isola dei templi, dei quali rimangono parecchie vestigia. Si e
-detto pure che la gioventù di Capri fosse valentissima nei ludi
+detto pure che la gioventù di Capri fosse valentissima nei ludi
ginnastici che allora si praticavano nella palestra greca.
-Augusto s'innamorò di Capri, diede ai Napoletani l'isola fiorita
+Augusto s'innamorò di Capri, diede ai Napoletani l'isola fiorita
d'Ischia e prese possesso del classico scoglio. Narrasi che sbarcando la
prima volta su questa spiaggia, gli si annunciasse, quale felice
presagio, che un vecchio elce disseccato avesse preso tutto ad un tratto
@@ -2140,59 +2103,59 @@ isola, la rara bellezza naturale delle sue rupi, il carattere tutto
greco degli abitanti, gli andarono a genio ed egli si fece costruire a
Capri una villa con magnifici giardini. Sorgeva questa, secondo le
ricerche degli archeologi, in quel punto dove si trovano attualmente i
-ruderi grandiosi della villa di Giove, ai quali il popolo dà di
-preferenza il nome di «villa di Tiberio». La località è stupenda.
-Situata nel punto più elevato della spiaggia orientale, vi si gode la
+ruderi grandiosi della villa di Giove, ai quali il popolo dà di
+preferenza il nome di «villa di Tiberio». La località è stupenda.
+Situata nel punto più elevato della spiaggia orientale, vi si gode la
vista dei due golfi e dell'ampio mare di Sicilia. I ricordi spaventosi
-di Tiberio hanno però spento nell'isola la memoria di Augusto, e non si
-sa più nè dove abbia questi abitato, nè dove sia stato, nè che cosa vi
+di Tiberio hanno però spento nell'isola la memoria di Augusto, e non si
+sa più nè dove abbia questi abitato, nè dove sia stato, nè che cosa vi
abbia fatto. Fu senza dubbio negli ultimi anni che soleva venire a
Capri. Poco tempo prima di morire, vi trascorse quattro giorni in
compagnia di Tiberio e dell'astronomo Trasillo, abbandonandosi
interamente al riposo e acquistandovi un ottimo umore, secondo quanto
-narra Svetonio: «Allorquando approdò nel golfo di Pozzuoli, era giunto
-pure colà un legno di Alessandria d'Egitto. I passeggeri e la ciurma
+narra Svetonio: «Allorquando approdò nel golfo di Pozzuoli, era giunto
+pure colà un legno di Alessandria d'Egitto. I passeggeri e la ciurma
indossarono abiti candidi, offrirono sacrifici, cantarono le lodi
-dell'imperatore, augurandogli lunga vita, commercio, libertà e
-benessere. Questa cosa gli procurò tanta soddisfazione da fargli
+dell'imperatore, augurandogli lunga vita, commercio, libertà e
+benessere. Questa cosa gli procurò tanta soddisfazione da fargli
distribuire alle persone del suo seguito quattrocento monete d'oro, dopo
essersi fatto promettere d'impiegarle unicamente nel fare acquisto di
-merci provenienti da Alessandria. Anche nei giorni seguenti continuò a
-far loro doni, particolarmente di toghe e di palli, e ordinò che i
+merci provenienti da Alessandria. Anche nei giorni seguenti continuò a
+far loro doni, particolarmente di toghe e di palli, e ordinò che i
Romani parlassero greco e vestissero alla foggia greca ed i Greci alla
romana e parlassero latino. Volle assistere pure ai riti degli Efebi e
-diede loro un banchetto, cui assistè. Accordò loro facoltà infine di
+diede loro un banchetto, cui assistè. Accordò loro facoltà infine di
portar via pomi, altre frutta ed ogni specie di doni. Si prese in una
parola ogni ameno sollazzo. Diede ad un isola vicina a Capri il nome di
Agrapopoli, a motivo dell'ozio in cui vivevano le persone del suo
-seguito che colà si recavano e si compiacque di dare ad un suo favorito,
+seguito che colà si recavano e si compiacque di dare ad un suo favorito,
Masgaba, il nome di Ktiste, quasi lo ritenesse il fondatore dell'isola,
e nel vedere, al sorgere delle mense, circondata da una folla di lumi la
-tomba di quel Masgaba, il quale era morto un anno prima, improvvisò ad
+tomba di quel Masgaba, il quale era morto un anno prima, improvvisò ad
alta voce un verso greco che diceva:
Veggo in fiamme la tomba del fondatore.
-Domandò di poi a Trasillo, compagno di Tiberio, che gli stava di fronte,
+Domandò di poi a Trasillo, compagno di Tiberio, che gli stava di fronte,
se sapesse di qual poeta fosse il verso; e non avendo questi saputo
-dirlo, improvvisò un secondo verso dicendo:
+dirlo, improvvisò un secondo verso dicendo:
Non vedi Masgaba onorato di fiaccole?
-e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo Trasillo risposto che di
+e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo Trasillo risposto che di
chiunque fossero, i due versi erano eccellenti, l'imperatore proruppe in
-uno scoppio di risa, e non cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò a
-Napoli, quindi a Nola, dove morì».
+uno scoppio di risa, e non cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò a
+Napoli, quindi a Nola, dove morì».
Tali sono i particolari narrati da Svetonio intorno all'ultimo soggiorno
di Augusto a Capri. Per quanto scarsi, bastano a dare un'idea della
vecchiaia serena dell'imperatore, il quale si compiaceva scherzare con
-gli abitanti dell'isola. E questa serenità appare tanto più notevole,
-ponendola a confronto di Tiberio, che pure a Capri invecchiò.
+gli abitanti dell'isola. E questa serenità appare tanto più notevole,
+ponendola a confronto di Tiberio, che pure a Capri invecchiò.
La piccola isola fu durante undici anni il centro di Roma e di tutto il
mondo. I tempi erano diventati cupi al pari dell'eremita che viveva su
-quello scoglio; la storia stessa del mondo non era più che un cupo
+quello scoglio; la storia stessa del mondo non era più che un cupo
monologo dell'uomo dalla testa di Medusa.
Mentre io stavo seduto sulle rovine della villa di Giove, contemplando
@@ -2202,17 +2165,17 @@ Tiberio lo contemplasse cupo e pensoso, ravvisando la sua stessa
immagine personificata nel demonio della distruzione. Nel contemplare il
vulcano e ai suoi piedi la fertile Campania e il mare avvolto di luce,
il monte solitario che terribile signoreggia quella felice regione mi
-sembrò quasi un simbolo della storia dell'umanità ed il vasto anfiteatro
-di Napoli la più profonda poesia della natura. Cupo, solitario, maligno
+sembrò quasi un simbolo della storia dell'umanità ed il vasto anfiteatro
+di Napoli la più profonda poesia della natura. Cupo, solitario, maligno
verso la terra beata che si stende a' suoi piedi, al pari del vulcano,
l'eremita di Capri dominava un giorno sopra il mondo intero che obbediva
alle sue leggi. L'animo suo mostruoso, invaso dal demone della
-distruzione, non sognava che sentenze di morte, ruine di città,
-proscrizioni, esilî. La memoria ne dura ancora nel popolo; i secoli non
-l'hanno spenta giacchè più tenace si mantiene la ricordanza del male che
+distruzione, non sognava che sentenze di morte, ruine di città,
+proscrizioni, esilî. La memoria ne dura ancora nel popolo; i secoli non
+l'hanno spenta giacchè più tenace si mantiene la ricordanza del male che
quella del bene. Quei di Capri danno a Tiberio il nome di _Timberio_,
come dicono _Crapi_ invece di Capri. Ad ogni passo nell'isola
-s'incontrano traccie del terribile imperatore. Il vino più prezioso ha
+s'incontrano traccie del terribile imperatore. Il vino più prezioso ha
nome _Lacrima di Tiberio_, come quello del Vesuvio porta il nome di
_Lacrima Christi_. E a dire il vero, rara cosa dovettero essere le
lacrime di un uomo qual fu Tiberio.
@@ -2228,35 +2191,35 @@ francescano, che abita quale eremita alla villa di Tiberio e la trovai
pure riportata nel libro di Mangone sull'isola. Essa ricorda la
tradizione tedesca molto simile dell'imperatore Barbarossa, se non che
dubito assai che il popolo desideri vedere tornare in vita Tiberio. Egli
-venne a Capri nell'anno XXVI dopo la nascita di Cristo, e vi dimorò
-undici anni, finchè venne a morte a Capo Miseno, dove si era recato per
+venne a Capri nell'anno XXVI dopo la nascita di Cristo, e vi dimorò
+undici anni, finchè venne a morte a Capo Miseno, dove si era recato per
breve tempo. Aveva dedicata l'isola a Venere e l'aveva ornata
-magnificamente di tutte le divinità dell'Olimpo. Le ville da lui erette
-alle dodici divinità maggiori, i molti altri edifici, congiunti alla
+magnificamente di tutte le divinità dell'Olimpo. Le ville da lui erette
+alle dodici divinità maggiori, i molti altri edifici, congiunti alla
forma caratteristica delle rocce, dovevano produrre un colpo d'occhio
fantastico. Oggi, rimangono ancora numerose vestigia di tutte quelle
costruzioni, e molte ancora stanno sepolte sotto terra; nelle vigne si
scorgono fra le macerie l'aperture delle volte e degli archi come
-reliquie di una festa selvaggia e producono sinistra impressione, poichè
+reliquie di una festa selvaggia e producono sinistra impressione, poichè
la fantasia le popola di cupe figure, bizzarre ed orribili.
Morto il tiranno, rimase deserto il teatro delle sue orgie, e la
-magnificenza di Capri tramontò.
+magnificenza di Capri tramontò.
Il popolo narra che i Romani vennero nell'isola e ne atterrarono tutti
-gli edifici; ma questo fatto, per dire il vero, non è confermato dalla
+gli edifici; ma questo fatto, per dire il vero, non è confermato dalla
storia, la quale del pari non dice se i successori di Tiberio visitarono
-Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola: ivi si fece radere per la prima
-volta la barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola di suo zio.
+Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola: ivi si fece radere per la prima
+volta la barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola di suo zio.
Anche Vitellio, l'imperatore crapulone, fu da giovanetto nell'isola, e
-più tardi, sotto il regno di Commodo, vi vennero mandati in esilio
+più tardi, sotto il regno di Commodo, vi vennero mandati in esilio
Crispino, la sua consorte e Lucilla sua sorella, secondo quanto narra
Dione Cassio e come venne confermato da un bassorilievo scoperto a Capri
nel secolo scorso, bassorilievo che rappresenta le due principesse nella
mesta attitudine di chi domanda protezione.
Le sorti dell'isola divennero in seguito eguali a quelle delle spiagge
-vicine. Dopo la caduta dell'Impero romano, passò, come Napoli, in
+vicine. Dopo la caduta dell'Impero romano, passò, come Napoli, in
possesso prima dei barbari, poscia dei Greci, e nel secolo IX sotto la
signoria della fiorente repubblica di Amalfi, che l'ebbe in dono
dall'imperatore Ludovico.
@@ -2266,54 +2229,54 @@ fu tolta agli Amalfitani dal prode Ruggero; quindi fu posseduta dai
Normanni, dagli Hohenstaufen, dagli Angioini, dagli Aragonesi, e retta
da capitani. Nel 1806 gl'Inglesi la tolsero ai Napoletani, la occuparono
in nome di Ferdinando re di Sicilia, vi si fortificarono validamente e
-vi posero a comandante quell'Hudson Lowe che doveva più tardi acquistare
-sì triste celebrità, come carceriere di Napoleone a S. Elena. Gl'Inglesi
+vi posero a comandante quell'Hudson Lowe che doveva più tardi acquistare
+sì triste celebrità, come carceriere di Napoleone a S. Elena. Gl'Inglesi
tennero l'isola quasi tre anni, fino a che se ne impadronirono i soldati
di Murat con un ardito colpo di mano. Lo storico Pietro Colletta, allora
ufficiale del Genio, fu quegli che, dopo aver esplorata accuratamente
-Capri, segnò il punto dove era possibile dare l'assalto; e l'isola fu
+Capri, segnò il punto dove era possibile dare l'assalto; e l'isola fu
presa il 4 ottobre 1808, dopo viva lotta, ed Hudson Lowe, fatto
prigioniero, fu portato a Napoli.
Basteranno questi brevi cenni a dare un'idea delle vicende storiche di
-Capri. Se non che, di tutti questi avvenimenti più recenti, nella
+Capri. Se non che, di tutti questi avvenimenti più recenti, nella
popolazione dell'isola si serba scarsa ricordanza. Colui che vive ancora
-di più nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio, di cui spesso, non
+di più nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio, di cui spesso, non
senza stupore, ho udito ripetere il nome terribile sulle labbra di
allegri ragazzi, intenti a giuocare. Lo si sente ad ogni istante, in
-qualunque punto dell'isola; si è ormai immedesimato con questa. La
+qualunque punto dell'isola; si è ormai immedesimato con questa. La
storia di quell'uomo la stringe da ogni lato, ed ha aggiunto alla natura
-già di per sè severa, il carattere tragico della storia, rendendola
+già di per sè severa, il carattere tragico della storia, rendendola
accetta a quanti sono capaci di apprezzare questo senso della natura,
come nella storia. Il terribile ed il piacevole vi producono un
singolare contrasto.
Le valli ridenti sono circoscritte da rupi tagliate a picco, prive di
ogni vegetazione, nude, gigantesche. Ad ogni momento s'incontrano uomini
-semplici, rispettabili per la loro povertà e per la loro fede,
+semplici, rispettabili per la loro povertà e per la loro fede,
nobilitati dal lavoro; in essi nulla ricorda quel Tiberio che fu mostro
umano di diabolica corruzione. Il continuo contrasto che regna a Capri
mi ha sempre procurato un grande stupore. L'isola ha tante rocce nude da
-dare l'impressione di un deserto; ma ha pure grande varietà di tinte,
+dare l'impressione di un deserto; ma ha pure grande varietà di tinte,
verdura di piante e splendore di fiori. Da questo complesso di deserto e
di rocce ne deriva un insieme che ha un aspetto imponente e grazioso ad
un tempo. L'animo si sente sereno, inclinato ai pensieri tranquilli; la
solitudine invita alla vita romita. Monti, rocce, valli esercitano
un'influenza magica; racchiudono lo spirito come dietro ad
-un'inferriata, attraverso la quale si può contemplare il più bel golfo
-della terra, circoscritto dalle più amene spiagge.
+un'inferriata, attraverso la quale si può contemplare il più bel golfo
+della terra, circoscritto dalle più amene spiagge.
Le somiglianze tra il suolo di Capri ed il suolo di Sicilia sono molte e
sorprendenti: la stessa tinta rossiccia delle rocce calcaree, lo stesso
-quadro grandioso e fantastico di monti, la stessa vegetazione. Questa è
+quadro grandioso e fantastico di monti, la stessa vegetazione. Questa è
tutta meridionale, ma scarsa. Nelle fessure delle rocce, sulle pendici
dei monti, crescono tutte le piante delle isole meridionali di Europa ed
-imbalsamano l'atmosfera dei loro profumi aromatici. Crescono colà il
+imbalsamano l'atmosfera dei loro profumi aromatici. Crescono colà il
mirto, il rosmarino, la ruta, il citiso, l'albatro; i roveti, l'edera,
la clematite si avviticchiano alle rovine, le ricoprono, ed il ginestro
-con i suoi fiori gialli d'oro occupa tutte le alture. La più bella
+con i suoi fiori gialli d'oro occupa tutte le alture. La più bella
pianta dell'isola, quella per avventura alla quale va debitrice del suo
-nome, non è affatto il caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero,
+nome, non è affatto il caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero,
che sorge contro ogni muro, contro ogni rupe, che rallegra co' suoi
abbondanti fiori bianchi dai lunghi pistilli violacei. Sulle pendici
stesse, gli abitanti con grande lavoro hanno formato a forza di muri
@@ -2321,14 +2284,14 @@ piccoli piani, i quali costituiscono i loro campi ed i loro giardini.
Ivi crescono abbondanti tutte le piante e tutti i fiori della Campania:
gli elci, i gelsi e gli olivi; scarseggiano i pini ed i cipressi, ma vi
abbondano per contro le carrubbe, i fichi, i mandorli; vi sono anche, ma
-più scarsi, i noci ed i castagni; abbondantissimi invece e di una
+più scarsi, i noci ed i castagni; abbondantissimi invece e di una
inarrivabile bellezza gli aranci ed i limoni, i cui frutti raggiungono
-non di rado il volume di una testa di bambino. La vite non è
+non di rado il volume di una testa di bambino. La vite non è
lussureggiante di fronde come nella Campania, ma ricca di grappoli, che
maturati da quel sole ardentissimo, producono un vino eccellente.
Quelli che poi danno alla piccola isola un aspetto tutto siciliano sono
-i fichi d'India, che vi crescono in quantità enorme. La loro forma
-bizzarra, africana, corrisponde meravigliosamente alla severità delle
+i fichi d'India, che vi crescono in quantità enorme. La loro forma
+bizzarra, africana, corrisponde meravigliosamente alla severità delle
rocce e allo splendore di quel sole tropicale.
@@ -2342,34 +2305,34 @@ le colline di S. Michele e del Castello, ha un aspetto assai
caratteristico. Le case piccole e bianche hanno i tetti a foggia di
terrazzo ricurvi alquanto nel mezzo. Sono questi per la maggior parte
ornati di vasi di fiori ed ivi si stanno la sera le fanciulle a godere
-il fresco e a contemplare la vastità del mare tinto di rosa. Le case
-sono attorniate per lo più da un terrazzino o da una loggia coperta o
-veranda, resa più graziosa di solito da una pianta di vite e da vasi di
-ortensie, garofani e oleandri. Quando il giardino è aderente alla casa,
-vi dà accesso per lo più un pergolato che congiunge questo a quella.
-Ciò forma il più bell'ornamento delle abitazioni dell'isola, imperocchè
+il fresco e a contemplare la vastità del mare tinto di rosa. Le case
+sono attorniate per lo più da un terrazzino o da una loggia coperta o
+veranda, resa più graziosa di solito da una pianta di vite e da vasi di
+ortensie, garofani e oleandri. Quando il giardino è aderente alla casa,
+vi dà accesso per lo più un pergolato che congiunge questo a quella.
+Ciò forma il più bell'ornamento delle abitazioni dell'isola, imperocchè
consiste in un basamento in muratura a doppia fila, sul quale sorgono i
pilastri che sostengono le traverse in legno a cui si appoggia la vite.
-Tutti quei pilastri e quelle colonne dànno alle case, anche alle più
+Tutti quei pilastri e quelle colonne dànno alle case, anche alle più
povere, un certo aspetto grandioso ed alla loro architettura un
carattere antico e ideale. Si direbbero i portici di un tempio;
-ricordano più di una volta le colonne delle case di Pompei.
+ricordano più di una volta le colonne delle case di Pompei.
-Sorgono qua e là nei giardini alcune palme, ma la più bella è quella del
+Sorgono qua e là nei giardini alcune palme, ma la più bella è quella del
giardino del nostro albergatore, la cui casa, a paragone delle altre di
-Capri, può meritare il nome di palazzo. Abitano pure fuori della città i
+Capri, può meritare il nome di palazzo. Abitano pure fuori della città i
vignaiuoli, che sono sparsi nelle loro masserie, sulle alture od ai
piedi delle rupi, nascoste e quasi sepolte fra le viti e gli oleandri.
-In tutte le casette par che risieda la felicità, la tranquillità,
+In tutte le casette par che risieda la felicità, la tranquillità,
v'abbia dimora la vita solitaria e romita.
-I Capresi, duemila circa, sono il popolo più pacifico della terra: umani
+I Capresi, duemila circa, sono il popolo più pacifico della terra: umani
di sensi, dolci d'indole, svegliati d'ingegno, dolorosamente poveri e
straordinariamente operosi, fanno i bifolchi, i vignaiuoli, i pescatori
e soltanto questi ultimi posseggono qualche cosa di proprio: la loro
barca e il pesce che raccolgono. Gli altri non sono in generale che
-semplici fittaiuoli o mezzadri, imperocchè le masserie appartengono per
-la maggior parte ai Napoletani. Il fittaiuolo paga per lo più dagli
+semplici fittaiuoli o mezzadri, imperocchè le masserie appartengono per
+la maggior parte ai Napoletani. Il fittaiuolo paga per lo più dagli
ottanta ai centoventi ducati di fitto che deve ricavare, oltre il suo
sostentamento, dal vino, dall'olio e dalle frutta. Quando viene a
mancare il vino, come ora accade da ben tre anni, il contadino cade
@@ -2377,29 +2340,29 @@ nella miseria; stringe davvero il cuore vedere tutte le vigne spoglie di
grappoli e udire le lamentele di quella povera gente. Alcune donne mi
narrarono, sospirando amaramente, di aver dovuto vendere tutti i loro
ori, anelli, orecchini, segno questo della loro maggior miseria,
-imperocchè soltanto in casi disperati una donna si spoglia delle sue
-gioie. Qui le portano di continuo, ed è strano vedere povere ragazze
-occupate ai lavori più gravi della campagna, portare grandi orecchini
-d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti i loro gioielli, spesso
+imperocchè soltanto in casi disperati una donna si spoglia delle sue
+gioie. Qui le portano di continuo, ed è strano vedere povere ragazze
+occupate ai lavori più gravi della campagna, portare grandi orecchini
+d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti i loro gioielli, spesso
tutto quanto posseggono.
-A Capri il bestiame non è abbondante, però se ne asportano annualmente
-duecento capi nel Napolitano; anche il cacio dell'isola è tenuto in
+A Capri il bestiame non è abbondante, però se ne asportano annualmente
+duecento capi nel Napolitano; anche il cacio dell'isola è tenuto in
pregio. Nell'autunno e nella primavera gli isolani si nutrono in massima
parte di cacciagione, passando in quest'epoca stormi di volatili,
particolarmente di quaglie, dirette dal mezzogiorno al settentrione, e
-dal settentrione al mezzodì. I poveri uccelli, spossati dal lungo
+dal settentrione al mezzodì. I poveri uccelli, spossati dal lungo
viaggio, cercano riposo su gli scogli infidi e vengono uccisi a frotte,
o presi vivi nei lacci.
L'isola, del resto, non ha selvaggina o altri animali da cacciare; non
-vi sono nè volpi, nè martore; v'è soltanto una sterminata quantità di
+vi sono nè volpi, nè martore; v'è soltanto una sterminata quantità di
conigli, i quali, di nottetempo, escono dalle fessure delle rocce e
rubano ai campi larga messe a danno dei poveri coloni. I conigli sono il
-flagello dell'isola. Il mare è quello che procura reddito più sicuro
+flagello dell'isola. Il mare è quello che procura reddito più sicuro
agli abitanti di Capri. I pescatori vi trovano pesci di ogni sorta,
persino tonni, pesci spada, murene bellissime, ma sopratutto le sardelle
-e le seppie, dette volgarmente calamai. La pesca viene fatta per lo più
+e le seppie, dette volgarmente calamai. La pesca viene fatta per lo più
di notte. I pescatori escono in mare alla sera; i pesci, allettati a
salire alla superfice delle acque dal chiarore di una fiaccola, sono
afferrati da una rete sostenuta da legni leggeri galleggianti, e in tal
@@ -2407,29 +2370,29 @@ maniera tirati su nella barca. Tutta quanta la notte i pescatori
rimangono in mare; tornano a terra col levare del sole, pongono ad
asciugare le loro reti, ne racconciano i guasti, dormono un paio d'ore,
e quindi si alzano, pronti a ricominciare la sera. E' dura e faticosa la
-loro vita, poichè il mare è spesso infido e spesso la preda d'una
+loro vita, poichè il mare è spesso infido e spesso la preda d'una
intera compagnia di pescatori non raggiunge il valore di un _carlino_.
La vita animata della Marina grande, unico porto dell'isola, dove sorge
una fila di case, porge in ogni tempo uno spettacolo pieno d'interesse.
I pescatori sono uomini nerboruti, spesso di forme erculee, e le loro
figure, abbronzate ed energiche, spiccano anche pel berretto frigio che
-portano costantemente. Quando il mare è agitato, è bellissimo vederli
+portano costantemente. Quando il mare è agitato, è bellissimo vederli
occupati a trarre frettolosi le loro barche all'asciutto, sulla
spiaggia, una spiaggia ristretta e poco riparata dall'urto delle onde.
-Le barche hanno però i loro ripari murati per quando più impetuosa
+Le barche hanno però i loro ripari murati per quando più impetuosa
infierisce la tempesta. Stanno sulla spiaggia un centinaio circa di
barche, fra le quali tre di maggior portata, adibite pel commercio con
-Napoli, dove si recano il lunedì e il giovedì, e ne ritornano il martedì
-e il venerdì. Regna allora una grande animazione sulla spiaggia,
-imperocchè anche le ragazze e le donne di Anacapri scendono dalla loro
-altura a ritirare gli oggetti recati dalle barche. Allorquando il mare è
-agitato, i pescatori più giovani si buttano in mare con la testa in giù,
+Napoli, dove si recano il lunedì e il giovedì, e ne ritornano il martedì
+e il venerdì. Regna allora una grande animazione sulla spiaggia,
+imperocchè anche le ragazze e le donne di Anacapri scendono dalla loro
+altura a ritirare gli oggetti recati dalle barche. Allorquando il mare è
+agitato, i pescatori più giovani si buttano in mare con la testa in giù,
come tanti marangoni: coloro che stanno nella barca cacciano loro i remi
ed i cordami, ed il peso di questa riesce per tal guisa attenuato
-finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a terra. Giunti colà, tirano la
-barca sulla spiaggia con funi, gridando a squarciagola e più possente di
+finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a terra. Giunti colà, tirano la
+barca sulla spiaggia con funi, gridando a squarciagola e più possente di
tutte risuona la voce del padrone della barca, il quale comanda e regola
-i movimenti dell'intera turba, piena di febbrile attività. Le donne si
+i movimenti dell'intera turba, piena di febbrile attività. Le donne si
affollano attorno al carico, che si compone di cibi per la vita
quotidiana, legumi, poponi, biscotti, e di oggetti di vestiario e
masserizie di casa. Giungono pure da Napoli vaghi mazzi di fiori e le
@@ -2439,25 +2402,25 @@ allora allora ricevute.
Quasi tutte le barche della marina appartengono a pescatori di Capri;
pochi ve ne sono ad Anacapri. La natura ha isolato questa cittadina dal
-mare; essa sorge in alto, verso la metà dell'isola, alla base del
-Solaro. Molti giovani robusti si recano però con quelli di Capri alla
+mare; essa sorge in alto, verso la metà dell'isola, alla base del
+Solaro. Molti giovani robusti si recano però con quelli di Capri alla
pesca del corallo; ne partono ogni anno non meno di duecento, che si
portano per conto dei mercanti di corallo ad esercitare la loro
industria nello stretto di Bonifazio e sulle coste d'Africa. Partono
-insieme e tornano in ottobre, trovando in famiglia tuttociò che il
-destino ha loro preparato durante l'assenza: piaceri e dolori, fedeltà
+insieme e tornano in ottobre, trovando in famiglia tuttociò che il
+destino ha loro preparato durante l'assenza: piaceri e dolori, fedeltà
ed oblio, nascite e morti. Quando hanno guadagnato cento ducati, si
accasano, sposando la propria innamorata. Un centinaio di ducati sono
ritenuti necessari a Capri per contrarre il matrimonio e metter su
famiglia.
Un pittore mi narrava un giorno il dialogo seguente da lui tenuto con un
-giovane che gli portava il cavalletto. Il giovane disse: «Signore, avete
-voi moglie?» Il pittore: «No» e il giovane: «Non avete voi dunque cento
-ducati?» «Sì che li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente
-attonito: «Come, avete cento ducati e non prendete moglie?» Ripensavo a
+giovane che gli portava il cavalletto. Il giovane disse: «Signore, avete
+voi moglie?» Il pittore: «No» e il giovane: «Non avete voi dunque cento
+ducati?» «Sì che li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente
+attonito: «Come, avete cento ducati e non prendete moglie?» Ripensavo a
questo pescatore di corallo scapolo un giorno in cui una fanciulla mi
-offrì alcune monete arabe, sulla salita che porta ad Anacapri; suo
+offrì alcune monete arabe, sulla salita che porta ad Anacapri; suo
fratello le aveva recate l'anno precedente dal paese degl'infedeli. Le
acquistai quale ricordo e come talismani, pensando che dovessero
riferirsi ad una storia misteriosa.
@@ -2466,42 +2429,42 @@ Anche sulla spiaggia di Capri si trovano coralli. Li colgono i ragazzi
dei pescatori e le giovanette che tessono poi piccole ceste di paglia,
vi pongono i pezzetti preziosi, oltre a frutti di mare e a conchiglie e,
quando v'incontrano sulla spiaggia, vi presentano le loro cestelline con
-un sorriso così grazioso, che bisogna per forza fare qualche acquisto.
-Tutto qui è grazioso, piacevole, in miniatura, e fa davvero piacere
+un sorriso così grazioso, che bisogna per forza fare qualche acquisto.
+Tutto qui è grazioso, piacevole, in miniatura, e fa davvero piacere
osservare le ragazze nelle loro piccole case occupate a dipanare le
matasse di seta color d'oro od a tessere nastri di variopinti colori.
L'industria delle donne, sia di Capri che di Anacapri, consiste nella
-coltivazione di poca quantità di seta e particolarmente nella tessitura
+coltivazione di poca quantità di seta e particolarmente nella tessitura
dei nastri. I telai sono continuamente in moto. Il cotone e la seta
vengono forniti dai mercanti di Napoli, i quali retribuiscono magramente
l'opera delle assidue lavoratrici. Esse tessono nastri di ogni colore;
bisogna vederle, intente in quel lavoro omerico, nelle loro camerette o
su i terrazzi, in mezzo ai fiori, dinanzi al mare; offrono uno
-spettacolo graziosissimo ed è un piacere scambiare alcune parole con
+spettacolo graziosissimo ed è un piacere scambiare alcune parole con
quelle piccole Circi, dalla chioma corvina.
Sorge in Capri, sopra una collina, una casuccia solitaria, occupata da
quattro ragazze, snelle, intente senza posa a filar seta e ad
intrecciare paglia da cappelli. Le quattro fanciulle sono il fior fiore
-del mondo femminile di Capri e la loro stanzuccia è il punto di ritrovo
-più frequentato dell'isola. Vi si recano pure talvolta i forestieri, gli
+del mondo femminile di Capri e la loro stanzuccia è il punto di ritrovo
+più frequentato dell'isola. Vi si recano pure talvolta i forestieri, gli
artisti, che chiamano Dee quelle fanciulle per i continui sacrifici che
si offrono loro. Il mio albergatore le chiamava le quattro stagioni. Un
-giorno io mi recai lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio che una
+giorno io mi recai lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio che una
delle sorelle teneva appeso al suo telaio. Rappresentava un ramo d'edera
e sotto vi stava scritto il primo verso dell'_Edipo Tiranno_ di Sofocle
- Ôtekna, Kadmou ton neo trophê
+ Ôtekna, Kadmou ton neo trophê
(O fanciulli, giovane progenie del vecchio Cadmo).
-La tessitrice mi pregò di spiegarle che cosa volessero significare
+La tessitrice mi pregò di spiegarle che cosa volessero significare
quelle parole in lingua ignota; mi aggiunse di avergliele scritte un
-Inglese. Le risposi che volevano dire: «Ragazza, di giorno sei il mio
-fiore, di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente e rimase
+Inglese. Le risposi che volevano dire: «Ragazza, di giorno sei il mio
+fiore, di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente e rimase
soddisfatta.
Parecchie volte avevo precedentemente osservato nelle montagne d'Italia
-l'ingenuità del popolo, ma non avevo mai trovato un popolo tanto ingenuo
+l'ingenuità del popolo, ma non avevo mai trovato un popolo tanto ingenuo
quanto questo. La sua segregazione dal mondo ha mantenuta la dolcezza
dei suoi costumi e la naturalezza attraente de' suoi modi. Il forestiero
viene accolto come fosse un'antica conoscenza e vi si trova come a casa
@@ -2509,157 +2472,157 @@ sua. Non si potrebbe immaginare un maggior contrasto di quello che
esiste tra la popolazione di Capri e quella di Napoli. Le donne non sono
tanto belle, per quanto siano piacevoli e graziose. I loro tratti hanno
sovente un qualche cosa di originale, e le linee del loro viso,
-sormontato da una piccola fronte, sono regolari; il loro profilo è
+sormontato da una piccola fronte, sono regolari; il loro profilo è
spesso distinto, i loro occhi sono di un nero ardente o di un grigio
verdognolo; il colorito bruno, la foggia dell'acconciatura del capo, i
-coralli e gli orecchini d'oro che portano costantemente, dànno loro un
+coralli e gli orecchini d'oro che portano costantemente, dànno loro un
aspetto orientale. Vidi spesso, specialmente nel paese di Capri,
fisonomie di vera e rara bellezza e nell'osservarle coi capelli
scarmigliati, gli occhi nerissimi e grandi che parevano lanciare fiamme,
-sorgere nelle camere oscure dai loro telai e venir fuori, mi sembrò di
+sorgere nelle camere oscure dai loro telai e venir fuori, mi sembrò di
vedermi comparire dinanzi tante Danaidi. In Capri s'incontrano di
frequente figure che si direbbero staccate da una tela del Perugino o
-del Pinturicchio, di una soavità incomparabile. Le donne portano,
+del Pinturicchio, di una soavità incomparabile. Le donne portano,
particolarmente in Capri, i capelli disposti con gusto artistico nella
-sua semplicità, scendenti al basso, e trattenuti da uno spillo
+sua semplicità, scendenti al basso, e trattenuti da uno spillo
d'argento. Talvolta fissano il _mucadore_ alla testa con una catenella
ed allora hanno davvero l'aspetto di donne di paesi remoti. Il pregio
-comune però delle donne di Capri, più prezioso dell'oro, sono i denti,
-in tutti gli abitanti dell'isola stupendi, forse perchè non sempre hanno
+comune però delle donne di Capri, più prezioso dell'oro, sono i denti,
+in tutti gli abitanti dell'isola stupendi, forse perchè non sempre hanno
di che mangiare. Bisogna vederle, quelle belle figure riunite in gruppi,
quando scendono dalla montagna, portando sul capo brocche d'acqua di
forme antiche, o ceste ripiene di terra, ovvero pietre, dal quale
faticoso lavoro traggono il loro misero sostentamento. Le donne a Capri
-compiono, pur troppo, un vero officio di bestie da soma, e anche le più
+compiono, pur troppo, un vero officio di bestie da soma, e anche le più
belle, fra i quattordici e i vent'anni: Gabriella, Costanziella,
Mariantonia, Concetta, Teresa e tante altre, le cui fisonomie in
Inghilterra, in Francia ed in Germania sarebbero ammirate in un quadro,
portano alla spiaggia, sulle loro testine, pesi che in altri paesi
apparirebbero troppo gravi per un uomo.
-Due settimane fa approdò all'isola un legno napoletano e sbarcò sulla
+Due settimane fa approdò all'isola un legno napoletano e sbarcò sulla
spiaggia un carico di massi calcarei, destinati alla ricostruzione di un
antico convento. Tutto quel pesante materiale fu, nello spazio di cinque
giorni, trasportato alla sua destinazione dalle ragazze dell'isola,
-sulla testa. La strada ne è talmente ripida che, quando la percorrevo
-tornando dal bagno e da questo ristorato, giungevo alla sommità ansante
+sulla testa. La strada ne è talmente ripida che, quando la percorrevo
+tornando dal bagno e da questo ristorato, giungevo alla sommità ansante
e spossato di forze. Eppure io vidi una trentina di quelle ragazze
-cariche dei loro macigni fare per cinque giorni consecutivi e più di una
-volta al giorno la stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare
+cariche dei loro macigni fare per cinque giorni consecutivi e più di una
+volta al giorno la stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare
persino due massi. Per avere un'idea del peso di quelle pietre, provai a
sollevarne una e mi ci volle tutta la mia forza per riuscire a
collocarla sul capo di una di quelle povere fanciulle, cui mi parve di
aver reso un non lieve servigio. Esse pregavano ingenuamente le persone
che incontravano per strada di dar loro aiuto in quel penoso lavoro, a
cui attendevano dal levare del sole fino a quando s'immergeva in mare,
-tingendo del più stupendo colore di porpora la lontana isola di Ponza.
+tingendo del più stupendo colore di porpora la lontana isola di Ponza.
Le poverette, sotto la sferza del sole meridionale, per ben sedici volte
percorrevano la dura strada. Mentre raccoglievano i massi alla marina,
uno scrivano ne pigliava nota e sopra, alla Certosa, un altro li
-registrava in un libro, con tutta serietà. Gabriella ne aveva portati
+registrava in un libro, con tutta serietà. Gabriella ne aveva portati
venti, e la bella Costanziella, poverina, non ne aveva recati che dieci!
Il loro guadagno era di circa dieci carlini al giorno. Nella loro
-ingenuità, non avevano fatto nessun contratto con l'impresario, e quando
+ingenuità, non avevano fatto nessun contratto con l'impresario, e quando
si domandava loro quanto avrebbero guadagnato in quel penoso lavoro,
-rispondevano: «Crediamo un _carlino_ al giorno o tanto pane di
-Castellamare di quel valore; sabbato sarà fatta la paga». In quel giorno
+rispondevano: «Crediamo un _carlino_ al giorno o tanto pane di
+Castellamare di quel valore; sabbato sarà fatta la paga». In quel giorno
l'isola presentava uno spettacolo stupendo, che i pittori non
trascurarono di riprodurre sulle loro tele. La roccia calcarea di
Ercolano essendo di un bel grigio, posata sul _mucadore_ di colore rosso
di quelle teste giovanili, sostenuta da un braccio o da entrambi,
produceva un bellissimo effetto; la lunga fila delle ragazze cariche di
-massi mi ricordò la figura delle antiche canofore, o meglio delle
+massi mi ricordò la figura delle antiche canofore, o meglio delle
fanciulle d'Egitto che recavano materiali per la costruzione delle
piramidi. Non potevo saziarmi dal contemplarle, dall'ammirarle. Esse
scherzavano, ridevano, sotto il grave peso, sempre allegre e graziose.
Talvolta le vedevo verso il mezzogiorno, sedute in circolo per terra,
all'ombra di una pianta di carrubba, intente a consumarsi il loro
-pranzo, se pur si potevano così chiamare quelle poche prugne mature e il
+pranzo, se pur si potevano così chiamare quelle poche prugne mature e il
loro pane asciutto. Dopo questa refezione, ciarlavano, scherzavano e
correvano a riprendere, leggere al pari di gazzelle, il loro faticoso
-lavoro. Se dovessi rappresentare in un quadro la povertà tranquilla ed
+lavoro. Se dovessi rappresentare in un quadro la povertà tranquilla ed
allegra, prenderei a modello la figura della bella Costanziella. Dopo di
aver portato sotto la sferza del sole, una piramide di macigni al
-monastero così pittorescamente collocato, sedeva la sera sulla porta
+monastero così pittorescamente collocato, sedeva la sera sulla porta
della sua casetta, deliziandosi con la musica. Mi fece udire parecchi
pezzi eseguiti con molta grazia e con rara espressione: fantasie marine,
canzoni delle sirene e della Grotta Azzurra; poesie senza parole, arie
-squisite non mai udite finora e senza nome. Suonava tuttociò con una
+squisite non mai udite finora e senza nome. Suonava tuttociò con una
rara perfezione, mentre i suoi occhi nerissimi scintillavano come quelli
delle sirene e la sua bruna capigliatura incolta scherzava sulla sua
-fronte. Dopo aver suonato, Costanziella m'invitava col suo fare più
+fronte. Dopo aver suonato, Costanziella m'invitava col suo fare più
disinvolto ad entrare in casa ed a prendere parte alla sua cena insieme
con la mamma: mi porgeva fichi d'India maturi, che sapeva staccare con
molta destrezza col coltello dall'unica pianta che sorgeva davanti alla
-casa, senza pungersi le dita della piccola mano. Non si parlò mai di
-letteratura, perchè Costanziella non conosceva i nomi di Goethe, di
+casa, senza pungersi le dita della piccola mano. Non si parlò mai di
+letteratura, perchè Costanziella non conosceva i nomi di Goethe, di
Schiller e non sapeva del pari che cosa fosse la letteratura francese od
-inglese; le sue cognizioni letterarie non si estendevano al di là di
+inglese; le sue cognizioni letterarie non si estendevano al di là di
poche canzoni del porto di Napoli. Sua madre era una donna come suol
-dirsi alla buona, ed i suoi discorsi si aggiravano per lo più intorno ai
+dirsi alla buona, ed i suoi discorsi si aggiravano per lo più intorno ai
cibi e ai mezzi di sussistenza. Costanziella non aveva mai mangiato
carne; portava sassi, si ricreava con la musica e si cibava di pane
asciutto, di patate con un po' d'olio e di sale. Rise assai di cuore una
-volta che le domandai se avesse mangiato mai l'arrosto. Intanto, però,
+volta che le domandai se avesse mangiato mai l'arrosto. Intanto, però,
con tutta la sua vita di stenti, essa era fresca, ricciuta quanto Ebe, o
-Circe, o Diana cacciatrice, e non vidi mai nessuna più gaia di lei e
-più esperta nel suonare lo _scacciapensieri_.
+Circe, o Diana cacciatrice, e non vidi mai nessuna più gaia di lei e
+più esperta nel suonare lo _scacciapensieri_.
Ad ogni momento, a Capri, vi si domanda un grano, un baiocco, o, come
-dicono, _la bottiglia_. Sono per lo più i ragazzi o le bambine che fanno
-questa domanda, a cui non potrei dare il nome di mendicità, imperocchè
+dicono, _la bottiglia_. Sono per lo più i ragazzi o le bambine che fanno
+questa domanda, a cui non potrei dare il nome di mendicità, imperocchè
essi non hanno affatto l'idea di chiedere l'elemosina. Trovano naturale,
essendo poveri, di domandare a quei che posseggono qualche cosa, e
quando ottengono un rifiuto, vi fan buon viso ugualmente, dicendovi:
-«Addi', signoria». Vi si domanda sempre e dovunque. Un giorno che entrai
+«Addi', signoria». Vi si domanda sempre e dovunque. Un giorno che entrai
nella scuola di Anacapri, tutta la scolaresca sorse da' suoi banchi
-esclamando: «Signore, la butiglia!» e per un momento pensai che me la
-chiedesse persino il maestro. Entrando poi in una casa, si è certi di
+esclamando: «Signore, la butiglia!» e per un momento pensai che me la
+chiedesse persino il maestro. Entrando poi in una casa, si è certi di
vedersi venire incontro una ragazza, la quale vi porge alcune foglie di
maggiorana od un garofano, e questo dono bisogna in qualche modo
-contraccambiarlo. E' una specie di mendicità esercitata per mezzo di
-fiori, ma non sempre, perchè anche senza di questi si domanda
-francamente e liberamente il grano. Si possono rendere felici con il più
-piccolo regalo, ed io ho visto anche adulti rallegrarsi per la più
+contraccambiarlo. E' una specie di mendicità esercitata per mezzo di
+fiori, ma non sempre, perchè anche senza di questi si domanda
+francamente e liberamente il grano. Si possono rendere felici con il più
+piccolo regalo, ed io ho visto anche adulti rallegrarsi per la più
piccola cosa al pari dei ragazzi. Nasce allora il desiderio di possedere
i tesori, anche di un solo dei liberti di Tiberio, per farne parte a
questo popolo buono e riconoscente.
-Ora si parla molto nell'isola di un matrimonio. Un ricco Inglese si è
+Ora si parla molto nell'isola di un matrimonio. Un ricco Inglese si è
innamorato di una povera ragazza, al punto di convertirsi per amore di
lei alla religione cattolica. La bella fanciulla si trova presentemente
-in un monastero di Napoli, ma nell'autunno tornerà qui gran dama a
+in un monastero di Napoli, ma nell'autunno tornerà qui gran dama a
prendere possesso della nuova casa costruita appositamente per lei sul
monte Tuoro. La sorte toccata alla bella Annarella non eccita nessuna
invidia, anzi, non si considera neanche come un avvenimento
-straordinario. V'è pure a Capri un altro Inglese, che vi si è stabilito
+straordinario. V'è pure a Capri un altro Inglese, che vi si è stabilito
definitivamente.
-Capri è un luogo fatto apposta per gli uomini stanchi della vita; non
+Capri è un luogo fatto apposta per gli uomini stanchi della vita; non
saprei indicarne un altro in cui coloro i quali ebbero a soffrire
-dispiaceri, potessero finire più tranquillamente i loro giorni. Lo
+dispiaceri, potessero finire più tranquillamente i loro giorni. Lo
attestano i soldati invalidi ai quali fu assegnata per dimora. Trecento
-di essi, inabili alla vita militare per infermità o per vecchiaia,
-occupano la caserma posta al limite estremo della città. Essi dànno
+di essi, inabili alla vita militare per infermità o per vecchiaia,
+occupano la caserma posta al limite estremo della città. Essi dànno
all'isola l'aspetto di un asilo: si vedono girellare in ogni angolo, o
seduti, intenti a cantare le loro canzoni. Alcuni sono veterani delle
guerre napoleoniche; altri presero parte ai fatti che seguirono la
rivoluzione del quarantotto, in gran parte ciechi. Siccome nell'isola
-non vi sono nè bestie, nè carri, nè carrozze, non corrono verun
+non vi sono nè bestie, nè carri, nè carrozze, non corrono verun
pericolo.
Nella festa di S. Anna ne ho visti una schiera aprire una processione ed
entrare in buon ordine in chiesa, ed ho ricordato il versetto biblico:
-«Beati coloro i quali non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero
+«Beati coloro i quali non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero
al fuoco d'artificio, godendo, in mancanza di meglio, lo scoppio delle
bombe e dei razzi. In nessun posto, io credo, si deve sentire tanto la
sventura di esser ciechi, quanto a Capri, dove la natura fa mostra di
-tutte le sue bellezze, di tutta la magica varietà e lo splendore delle
+tutte le sue bellezze, di tutta la magica varietà e lo splendore delle
sue tinte! Aggirarsi in questa contrada senza il beneficio della vista,
-mi è parso un'amara ironia. Quei poveri ciechi si muovono però molto e
+mi è parso un'amara ironia. Quei poveri ciechi si muovono però molto e
volentieri: hanno la loro passeggiata favorita, l'unica alquanto piana,
la bella strada nella valle Tragara, in mezzo agli olivi. Ne ho visti
-spesso alcuni seduti sui banchi di pietra, sotto la porta della città,
+spesso alcuni seduti sui banchi di pietra, sotto la porta della città,
quasi spianti i passi delle persone che entrano ed escono, ed anche al
di fuori della porta stessa, dove si gode la stupenda vista da una parte
del golfo di Napoli e del Vesuvio, dall'altra delle ripide pendici del
@@ -2667,60 +2630,60 @@ monte Solaro e della triplice sua vetta. Nel calore della giornata
queste rupi splendono di una tinta incomparabile, ed al lume di luna si
perdono in una luce magica.
-Quei poveri ciechi si dilettano pure di musica, ed ogni sera dànno un
+Quei poveri ciechi si dilettano pure di musica, ed ogni sera dànno un
piccolo concerto: due invalidi prendono posto sul terrazzo del
quartiere, ed uno suona la chitarra, mentre l'altro l'accompagna col
fischio. E' una musica singolare, che risuona in modo tutto particolare
-nel silenzio della notte, e di frequente è accompagnata dalle voci di
+nel silenzio della notte, e di frequente è accompagnata dalle voci di
un'aria melanconica. I due invalidi suonano anche al mattino, sulla
piazza, e radunano intorno tutti i compagni, quelli che vedono e quelli
ciechi, quelli che possono camminare e gli storpi. In quest'isola
-innocente, perciò, la fisica infermità come la povertà, assume un
+innocente, perciò, la fisica infermità come la povertà, assume un
aspetto lieto, ed appare rassegnata alla sua sorte.
III.
-Ogni cosa a Capri porta un'impronta per così dire fanciullesca; persino
+Ogni cosa a Capri porta un'impronta per così dire fanciullesca; persino
nelle fisonomie di parecchi vecchi, tanto uomini quanto donne, si scorge
-questo segno caratteristico di puerilità. I ragazzi, maschi e femmine,
+questo segno caratteristico di puerilità. I ragazzi, maschi e femmine,
sono in generale bellissimi, e, sebbene crescano senza istruzione, la
-loro intelligenza è straordinariamente sveglia. Portano tutti al collo
+loro intelligenza è straordinariamente sveglia. Portano tutti al collo
un amuleto: i bambini, piccoli corni benedetti, destinati a proteggerli
-contro lo spirito maligno; i più grandicelli, una medaglia della Madonna
+contro lo spirito maligno; i più grandicelli, una medaglia della Madonna
o un'immagine della Beata Vergine del Carmine, impressa sopra un pezzo
di stoffa. Ho visto un giorno esposto nella chiesa il cadavere di un
bambino. Era coperto di un velo bianco, ornato di fiori, ed aveva
-attorno a sè mandorle inzuccherate: il poverino non ne aveva mai
-assaporate in vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno ai ragazzi
+attorno a sè mandorle inzuccherate: il poverino non ne aveva mai
+assaporate in vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno ai ragazzi
dei pescatori che allorquando sono morti. Il cadavere fu deposto senza
cerimonie nella sepoltura nell'interno della chiesa, dove, secondo
l'usanza antica, si eseguiscono tutte le tumulazioni. Soltanto coloro
-che non sono cristiani--così si esprimono per intendere i non
+che non sono cristiani--così si esprimono per intendere i non
cattolici--vengono sepolti in qualche punto ameno e solitario della
spiaggia.
A Capri tutti si conoscono, e il forastiero non tarda del pari a
divenire amico degli isolani e a formare con quelli una sola famiglia.
-Non tarda molto per conseguenza a non sentirsi più straniero, e a
-considerarsi quale membro di quella specie di comunità.
+Non tarda molto per conseguenza a non sentirsi più straniero, e a
+considerarsi quale membro di quella specie di comunità.
La vita pubblica si concentra tutta quanta sulla piazza, presso la porta
-della città; ivi si vendono i pochi oggetti che rispondono agli scarsi
+della città; ivi si vendono i pochi oggetti che rispondono agli scarsi
bisogni della popolazione; ivi hanno luogo le feste religiose e si
radunano gli abitanti a riposarsi dell'incessante lavoro. La vita
-solitaria è interrotta di quando in quando dall'arrivo di qualche
+solitaria è interrotta di quando in quando dall'arrivo di qualche
forastiero, il quale prende alloggio nella locanda di don Michele,
-visita rapidamente le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un certo
-numero di forestieri si ferma però qualche tempo alla locanda, sedendo a
-mensa comune, per lo più pittori, i quali formano una società
+visita rapidamente le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un certo
+numero di forestieri si ferma però qualche tempo alla locanda, sedendo a
+mensa comune, per lo più pittori, i quali formano una società
caratteristica e si vedono in ogni angolo occupati a disegnare ora una
di quelle casuccie ridenti col suo pergolato, ora qualche roccia di
forma bizzarra, ora un gruppo di alberi od una marina.
-Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi per i colli,
+Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi per i colli,
dell'arrampicarsi su per gli scogli, del vagabondare lungo la riva del
-mare, dove le onde mugghiano e si frangono senza posa. La tranquillità
+mare, dove le onde mugghiano e si frangono senza posa. La tranquillità
profonda, la vista dell'ampio golfo, delle amene sue rive, delle isole
lontane, sono davvero incantevoli: si rimane lunghe ore seduti su di uno
scoglio a contemplare gli effetti mirabili e sempre vari di luce sulle
@@ -2728,28 +2691,28 @@ coste e sulla liquida pianura.
Voglio ora condurre il lettore attraverso l'isola, che io ho percorsa da
un capo all'altro. Ci recheremo da prima dove sorgeva Capri, l'antica
-Capri, scomparsa da quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove sorge
+Capri, scomparsa da quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove sorge
la rupe scoscesa di Anacapri, stanno ancora, quasi fra i giardini, i
-ruderi dell'antica città e la piccola e vetusta chiesa di S. Costanzo,
+ruderi dell'antica città e la piccola e vetusta chiesa di S. Costanzo,
l'antica parrocchia dell'isola e sede del vescovo fin dal secolo X,
Capri essendo stata innalzata a sede vescovile sotto la dipendenza
dell'arcivescovo di Amalfi. Tale rimase lino al 1799; dopo di allora, la
-sede vescovile non venne più occupata e la chiesa venne ridotta a
+sede vescovile non venne più occupata e la chiesa venne ridotta a
monastero, dipendente dall'arcivescovo di Sorrento. L'oratorio di S.
-Costanzo è piccolo, pesante, ed ha tutto l'aspetto di una chiesa di
+Costanzo è piccolo, pesante, ed ha tutto l'aspetto di una chiesa di
campagna. All'intorno si scorgono sotterranei e nella terra avanzi di
-antiche mura. Si rinvennero pure colà urne sepolcrali, bassorilievi,
+antiche mura. Si rinvennero pure colà urne sepolcrali, bassorilievi,
monete, e si scorge tuttora, in una vigna, un grande sarcofago di marmo,
disotterrato da alcuni anni.
-Del resto, le antichità scavate nell'isola, statue, bassorilievi,
+Del resto, le antichità scavate nell'isola, statue, bassorilievi,
mosaici, urne ed avanzi di colonne, furono parte vendute dai contadini a
vile prezzo, parte regalate a privati dagli ufficiali pubblici
incaricati degli scavi, e parte ancora trafugate di nascosto. Molte ne
portarono via gl'Inglesi, durante i tre anni che occuparono l'isola;
pochi oggetti quindi giunsero al Museo di Napoli, loro sede naturale.
In nessuna parte del mondo, io credo, si sia fatto tanto spreco di
-antichità quanto a Napoli.
+antichità quanto a Napoli.
Gli scavi e le scoperte fatte a Pompei furono quelle che richiamarono
per la prima volta l'attenzione degli archeologi sull'isola di Capri. Il
@@ -2760,65 +2723,65 @@ conte della Torre Rezzonico, i quali tutti pubblicarono scritti intorno
all'isola. Nel 1830 venne incaricato Feola di compiere altri scavi e vi
si trattenne molto tempo. Si scoprirono allora avanzi di antiche
abitazioni e parecchie sculture dell'aurea epoca romana. Scarseggiando
-però la terra, gli agricoltori riempirono di bel nuovo gli scavi e ne
+però la terra, gli agricoltori riempirono di bel nuovo gli scavi e ne
disparvero le tracce sotto recenti piantagioni. Molti oggetti si trovano
-ancora nascosti e verranno certo un giorno in luce. Ciò che di tanto in
+ancora nascosti e verranno certo un giorno in luce. Ciò che di tanto in
tanto casualmente si scopre, sono le monete degl'imperatori e i
frammenti di marmo. Nei pavimenti di Capri, nella pianura di Domecuta,
presso Anacapri, si notano molti avanzi di marmi antichi ed anche, qua e
-là, si vedono adattati ad uso di soglie sulle porte delle case pezzi di
+là, si vedono adattati ad uso di soglie sulle porte delle case pezzi di
marmo con avanzi d'iscrizioni diventate inintelligibili.
Molti marmi antichi vennero parimenti impiegati nelle fondazioni delle
-case e non vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano memorie e resti
+case e non vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano memorie e resti
dei tempi trascorsi.
Non molto lontano da S. Costanzo, vicino al mare, su di un'altura,
sorgeva l'antica villa di Tiberio, detta oggi _Palazzo al mare_. Hadrava
vi fece praticare scavi nel 1790, e nonostante la trovasse in gran parte
-devastata, vi fece però ancora scoperte importanti, fra cui due colonne
+devastata, vi fece però ancora scoperte importanti, fra cui due colonne
di cipollino, due di portasanta, uno stupendo capitello corinzio, oggi
esposto al Municipio di Napoli, due magnifici mosaici, passati in
possesso l'uno di un Inglese e l'altro della contessa Woronzow, e
-finalmente un bell'altare di Cibele, che il cavaliere Hamilton acquistò
+finalmente un bell'altare di Cibele, che il cavaliere Hamilton acquistò
pel Museo britannico. Ora il palazzo presenta l'aspetto di una
distruzione completa. Gran parte delle mura rovinarono in mare, altre
giacciono disperse sul pendio dell'altura che scende alla spiaggia; si
-possono scorgere però ancora le vestigia di un certo numero di sale
-circolari, avanzo forse del tempio della divinità alla quale era
+possono scorgere però ancora le vestigia di un certo numero di sale
+circolari, avanzo forse del tempio della divinità alla quale era
dedicata la villa, e sorge ancor oggi, fra tutte quelle rovine, l'avanzo
di un fusto di colonna di granito rosso orientale.
-Più scarsi ancora sono gli avanzi della villa che sorgeva un dì sulla
-bella collina di Castello, che sta a cavalcioni della città verso
-mezzogiorno. Dal lato del mare la rupe sorge tagliata a picco, ed a metà
+Più scarsi ancora sono gli avanzi della villa che sorgeva un dì sulla
+bella collina di Castello, che sta a cavalcioni della città verso
+mezzogiorno. Dal lato del mare la rupe sorge tagliata a picco, ed a metà
si apre l'apertura di una grotta. Verso terra stanno molte vigne e sulla
-sommità torreggia, in istato ancora di buona conservazione, il castello
-di Capri, piccola fortezza con mura merlate e torri, che dà all'isola
-un'impronta medioevale. Hadrava eseguì scavi anche in questa località,
-nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale e di bagni già devastati,
+sommità torreggia, in istato ancora di buona conservazione, il castello
+di Capri, piccola fortezza con mura merlate e torri, che dà all'isola
+un'impronta medioevale. Hadrava eseguì scavi anche in questa località,
+nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale e di bagni già devastati,
alcuni pavimenti, statue, un bel vaso di marmo bianco, un bassorilievo
rappresentante Tiberio nell'atto di offrire un sacrificio, un cammeo con
ritratto di Germanico e busti di marmo e di gesso. Anche tutti questi
oggetti vennero dispersi e regalati parte ad Hamilton, al pittore
Tischbein, al principe Schwarzenberg, parte a Russi ed Inglesi ignoti.
-Nel 1791 gli scavi furono nuovamente riempiti di terra. Tutte le rarità
-antiche però scompaiono di fronte alla vista stupenda che si gode dalla
+Nel 1791 gli scavi furono nuovamente riempiti di terra. Tutte le rarità
+antiche però scompaiono di fronte alla vista stupenda che si gode dalla
collina di Castello, sul mare di Sicilia, sul golfo azzurro di Napoli e
-sulla rupe maestosa di Anacapri. Si vedono pure di là la rupe scoscesa
-che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi che si slanciano verso il cielo a
+sulla rupe maestosa di Anacapri. Si vedono pure di là la rupe scoscesa
+che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi che si slanciano verso il cielo a
foggia di obelischi granitici, denominati i Faraglioni.
-Ai piedi della collina, trovasi una delle località più romantiche
+Ai piedi della collina, trovasi una delle località più romantiche
dell'isola, la _Marina piccola_, spiaggia angusta, esposta a
mezzogiorno, incassata nelle rocce, i cui massi rotolati in mare si
avanzano a foggia di penisola. Sorgono ivi, quasi scavate nella roccia,
-due casette solitarie di pescatori; in quel punto la spiaggia può
-ricettare a mala pena due barche. Seduto colà, uno si può credere solo
+due casette solitarie di pescatori; in quel punto la spiaggia può
+ricettare a mala pena due barche. Seduto colà, uno si può credere solo
al mondo. Il golfo di Napoli, le sue spiagge, le sue isole, le sue vele,
sono scomparse quasi non esistessero; la vista spazia unicamente
-sull'immensità del mare nella direzione della Sicilia e più lontano
-dell'Africa. Non si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi
+sull'immensità del mare nella direzione della Sicilia e più lontano
+dell'Africa. Non si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi
ugualmente a Palermo, a Cagliari ed a Cartagine. Non si hanno
all'intorno che nude rocce, scogli deserti, caverne che si aprono sulla
riva ad ambo i lati; a destra il capo Marcellino, rupe erta gigantesca,
@@ -2827,28 +2790,28 @@ castello antico, il capo Tragara, ed in vicinanza a questo i Faraglioni,
scogli giganteschi, inaccessibili, d'oltre cento piedi di altezza,
emergenti dal mare come piramidi, di forma conica, uno levigato, l'altro
frastagliato in modo fantastico e bizzarro. La loro ombra si estende sul
-mare, a cui dà un aspetto melanconico. Più in là si apre in uno scoglio
+mare, a cui dà un aspetto melanconico. Più in là si apre in uno scoglio
l'arco di una caverna, in cui possono entrare anche le barche, e sulla
-loro sommità, agitati dal vento, ondeggiano vaghi arbusti e piante
+loro sommità, agitati dal vento, ondeggiano vaghi arbusti e piante
selvatiche. Di tanto in tanto l'alcione che ammaestra la giovane prole
-al volo, fa udire il suo rauco grido. Non si può fare a meno di
+al volo, fa udire il suo rauco grido. Non si può fare a meno di
ricordare il passo del _Prometeo incatenato_ di Eschilo e par quasi che
all'orecchio giunga lo sbatter d'ali delle Oceanidi e l'eco dei loro
-canti. Più di una volta, di buon mattino, io son rimasto ad ascoltare il
+canti. Più di una volta, di buon mattino, io son rimasto ad ascoltare il
canto degli uccelli marini quando scendono sugli scogli e svolazzano
-sulle onde, ed alla sera la loro voce m'è apparsa più lamentosa, simile
-al suono delle arpi eoliche, che riportano inconsciamente ai desiderî
+sulle onde, ed alla sera la loro voce m'è apparsa più lamentosa, simile
+al suono delle arpi eoliche, che riportano inconsciamente ai desiderî
del passato. Sapevo che su i Faraglioni si trovano pure alcioni venuti
dall'isola di Ustica e dalla grotta d'Alghero in Sardegna, e se io
avessi avuto vent'anni di meno, avrei domandato loro di portarmi in
quella rara grotta, o nella foresta di Milis, dove cinquecento mila
piante di aranci fan mostra dei lor fiori e dei lor frutti, e dove notte
-e giorno risuona il canto dell'usignolo. Colà mi avrebbero potuto
-deporre un mattino, ai piedi della pianta di aranci più alta d'Europa,
+e giorno risuona il canto dell'usignolo. Colà mi avrebbero potuto
+deporre un mattino, ai piedi della pianta di aranci più alta d'Europa,
grande quanto un'elce, dove il marchese Boyl fa ai suoi ospiti gli onori
della sua villa.
-Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere qualche istante sulla Marina
+Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere qualche istante sulla Marina
piccola di Capri senza lasciare sciolta la briglia alla propria
fantasia? La solitudine e l'aspetto deserto della spiaggia sono magici,
in ispecie nel silenzio della notte, al lume di luna, quando non si ode
@@ -2858,25 +2821,25 @@ fiaccole delle barche pescherecce ora brillano sulla superficie del
mare, ora scompaiono. Pochi sono i pescatori che tengono ivi le loro
barche: io li ho visti seduti sulla sabbia bianca, intenti a racconciare
le reti, silenziosi, immersi in profondi pensieri come gente che sa
-mirabili cose delle profondità marine e delle sirene che vi abitano. Uno
+mirabili cose delle profondità marine e delle sirene che vi abitano. Uno
degli scogli porta appunto il nome di scoglio delle Sirene.
L'immaginazione del popolo sa sempre dare ai luoghi le denominazioni che
-più vi si adattano; certo, sarebbe impossibile trovare in Capri un luogo
+più vi si adattano; certo, sarebbe impossibile trovare in Capri un luogo
migliore per collocarvi le Sirene. Quivi si possono passare lunghe ore a
godere la brezza marina ed a contemplare gli effetti di luce sul mare:
-tutto è tranquillo e tutto risplende; scintillano le onde, e gli scogli
+tutto è tranquillo e tutto risplende; scintillano le onde, e gli scogli
nel calore della giornata; non si ode altro che il canto monotono delle
cicale. Luce, aria, profumi, tutto vive sotto il regno dell'armonia, e
l'animo si inebria di solitudine.
-Tra la Marina piccola ed i Faraglioni, si apre una delle più vaste
+Tra la Marina piccola ed i Faraglioni, si apre una delle più vaste
grotte dell'isola, la grotta dell'Arsenale. L'acqua non vi penetra,
-perchè trovasi entro terra. Vi si scorgono vestigia di costruzioni
-romane. Il suo nome dice già che dovette un tempo servire di magazzino
+perchè trovasi entro terra. Vi si scorgono vestigia di costruzioni
+romane. Il suo nome dice già che dovette un tempo servire di magazzino
alla gente di mare, se pure non fu un ricovero per le galere di Tiberio,
-imperocchè la sua entrata è abbastanza grande per dar loro accesso, e
+imperocchè la sua entrata è abbastanza grande per dar loro accesso, e
sono tutt'ora visibili le impronte dello scalpello che l'allargarono e
-resero più regolare. Il punto della spiaggia dove essa si trova, porta
+resero più regolare. Il punto della spiaggia dove essa si trova, porta
il nome di Unghia Marina, ed ivi pure, tanto al mare quanto in alto, si
scorgono vestigia di antichi muri. Anche al capo Tragara, presso il
quale sorgono in mare i Faraglioni e lo scoglio detto il Monacone, si
@@ -2884,9 +2847,9 @@ scorgono avanzi di antiche mura; difatti ai tempi di Tiberio ivi era un
piccolo porto, cui probabilmente si accedeva per una strada coperta
dalla villa sorgente sul monte Tuoro.
-Al capo Tragara si può discendere a terra dalla barca e salire sul monte
-Tuoro, dal quale si scopre un bellissimo panorama. Sorge colà, sopra un
-antico muro, un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola che
+Al capo Tragara si può discendere a terra dalla barca e salire sul monte
+Tuoro, dal quale si scopre un bellissimo panorama. Sorge colà, sopra un
+antico muro, un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola che
quasi ogni punto elevato sia occupato da un solitario, da un monaco o da
un ufficiale telegrafico. Quello del monte Tuoro abita una piccola casa
bianca. La sua stanza ha due piccole finestre ed in ognuna trovasi
@@ -2894,25 +2857,25 @@ fissato un telescopio. L'ufficiale telegrafico, piccolo vecchietto dalla
vista stanca, sta seduto ad un tavolo collocato fra le due finestre, sul
quale tiene aperto un voluminoso registro. Ad ogni istante sorge dalla
sua sedia, va all'una o all'altra finestra, pone l'occhio ai due
-cannocchiali, quindi torna a sedere, con tranquillità filosofica,
+cannocchiali, quindi torna a sedere, con tranquillità filosofica,
dinanzi al suo registro, per portarsi di nuovo dopo pochi istanti alle
finestre; e questo dura dalla mattina alla sera. Il suo cane sta seduto
avanti alla porta e spia esso pure il mare, ma... senza cannocchiale. In
cima al Solaro, sopra Anacapri, dimora un altro ufficiale telegrafico
per la segnalazione dei legni che compaiono nel mare di Sicilia.
Allorquando scorge qualche cosa degna di osservazione, la comunica al
-suo collega del monte, il quale ne dà avviso all'ufficio telegrafico di
-Massa, che si trova al di là dello stretto di mare, sul promontorio
-della Minerva; questi manda l'avviso a Castellamare, e di là lo si
+suo collega del monte, il quale ne dà avviso all'ufficio telegrafico di
+Massa, che si trova al di là dello stretto di mare, sul promontorio
+della Minerva; questi manda l'avviso a Castellamare, e di là lo si
trasmette infine a Castello S. Elmo di Napoli, da dove la notizia viene
tosto spedita al palazzo reale, vera sede di novello Atreo. L'ufficiale
-telegrafico del monte Solaro è quegli che dà origine a tutto questo
+telegrafico del monte Solaro è quegli che dà origine a tutto questo
movimento. Quando io lo vidi intento al suo ufficio di vigilanza, mi
venne in mente la sentinella del castello di Atreo, nell'_Agamennone_
d'Eschilo, che sta aspettando la fiammata che deve annunciargli la presa
di Troia:
- Theous men aitô ton apallagen ponon
+ Theous men aitô ton apallagen ponon
(Supplico gli Dei di volere por termine alla mia fatica).
e mi sovvennero pure i versi di Clitennestra, quelli che descrivono con
@@ -2926,57 +2889,57 @@ finalmente al castello degli Atridi.
Se i Greci avessero comunicato con Troia per via di un telegrafo
elettrico sottomarino, saremmo privi del piacere di leggere nei versi
-stupendi di Eschilo una descrizione così vivace piena di verità.
+stupendi di Eschilo una descrizione così vivace piena di verità.
Era venuta intanto la sera. L'ufficiale telegrafico del monte Solaro
fece un segnale, che quello del monte Tuoro trasmise tosto a Massa.
-Domandai che cosa volesse esso significare. «Oggi nulla di nuovo», mi
-rispose tutto soddisfatto il vecchietto; si stropicciò gli occhi, pose
-in ordine i suoi istrumenti, diede un fischio al suo cane e cominciò a
+Domandai che cosa volesse esso significare. «Oggi nulla di nuovo», mi
+rispose tutto soddisfatto il vecchietto; si stropicciò gli occhi, pose
+in ordine i suoi istrumenti, diede un fischio al suo cane e cominciò a
scendere dal monte. Egli abitava in Anacapri, ed ogni sera doveva
discendere cinquecento sessanta gradini, per risalirne il mattino
appresso altrettanti. Da dieci anni egli compie quel solitario ufficio,
compresi i giorni di feste, compreso quello di Pasqua: si potrebbe
dunque calcolare matematicamente quante centinaia di volte il brav'uomo
-abbia fatto l'ascensione del Chimborazo, e ciò per la paga di trenta
+abbia fatto l'ascensione del Chimborazo, e ciò per la paga di trenta
carlini al giorno!...
-Ad eccezione di questo guardiano, che mi ricordò Eschilo, non ho trovata
-alcuna antichità sul monte Tuoro. Però, anche su quell'altura Tiberio
+Ad eccezione di questo guardiano, che mi ricordò Eschilo, non ho trovata
+alcuna antichità sul monte Tuoro. Però, anche su quell'altura Tiberio
ebbe una villa. Fra il monte Tuoro e quello di Castello, scende al mare
la valle Tragara, tutta coltivata a viti e ad olivi. Giace in questa
-l'edificio medioevale più ragguardevole dell'isola, la Certosa, ora
+l'edificio medioevale più ragguardevole dell'isola, la Certosa, ora
deserta, ma un giorno abitata dai monaci dell'ordine di S. Bruno. Occupa
questa un grande spazio; la sua architettura originale, i suoi portici,
i suoi i campanili bizzarramente istoriati, le sue terrazze, i suoi
tetti fatti a volta, sorgenti in mezzo alla verzura e specchiantisi in
-mare, le dànno un'impronta tutta magica, che è appunto la caratteristica
+mare, le dànno un'impronta tutta magica, che è appunto la caratteristica
dell'isola.
-La navata angusta della chiesa senza cupola è parimenti l'unico edificio
+La navata angusta della chiesa senza cupola è parimenti l'unico edificio
di Capri che possegga un tetto a forma gotica ricoperto di tegole. Le
sue linee, delicate e nette, offrono un vivo contrasto coi tetti a volta
delle celle e coi portici ad arco tondo del cortile. Nell'interno, la
-chiesa è semplice, ed ha solo qualche affresco sulle mura. Entrando,
+chiesa è semplice, ed ha solo qualche affresco sulle mura. Entrando,
tutto l'insieme produce una favorevole impressione. Le celle sparse qua
-e là, le piccole corti, i giardini deserti ed invasi da lussureggiante
-vegetazione, dànno al monastero abbandonato l'aspetto di un laberinto
-romantico. La Certosa è dedicata a S. Giacomo e venne fondata nel 1363
+e là, le piccole corti, i giardini deserti ed invasi da lussureggiante
+vegetazione, dànno al monastero abbandonato l'aspetto di un laberinto
+romantico. La Certosa è dedicata a S. Giacomo e venne fondata nel 1363
dal nobile caprese Giacomo Arcucci. Sua moglie era rimasta sterile al
par di Sara ed egli aveva fatto voto di fondare un monastero se Dio gli
avesse _concesso_ un figliuolo; la preghiera fu esaudita e il gentiluomo
mantenne la promessa facendo edificare il convento sul disegno della
stupenda Certosa del Vomero a Napoli, dedicata a S. Martino; e nel 1374,
-terminato l'edificio, vi chiamò i padri di S. Martino. Col tempo, la
-Certosa diventò ricca e le migliori terre dell'isola passarono in sua
-proprietà. La Repubblica Partenopea però la soppresse, fondendola con i
+terminato l'edificio, vi chiamò i padri di S. Martino. Col tempo, la
+Certosa diventò ricca e le migliori terre dell'isola passarono in sua
+proprietà. La Repubblica Partenopea però la soppresse, fondendola con i
due conventi di Toresiani, che si trovavano pure nell'isola, e
incamerandone gli averi. Ora, questi son venuti in possesso della
cattedrale d'Ischia e la povera popolazione di Capri va soggetta alla
grande ingiustizia di vedersi tolte le sue terre migliori per arricchire
il clero ozioso di un'isola straniera. Durante l'occupazione inglese, la
Certosa fu il quartiere generale di Hudson Lowe, ed anche i Francesi
-l'adibirono ad usi militari. Oggidì vi ha sede un ospedale militare.
+l'adibirono ad usi militari. Oggidì vi ha sede un ospedale militare.
IV.
@@ -2986,10 +2949,10 @@ archeologi pretendono che ivi esistessero l'antico collegio degli Efebi
e la villa Giulia, eretta da Augusto in onore della figlia sua
dilettissima. Ivi sorgeva pure la Sellaria, quella vergognosa villa di
Tiberio, dedicata alla Venere impudica, che, secondo Svetonio, era
-ornata delle imagini più oscene. Tali congetture però hanno poco
-fondamento, perchè è facile riconoscere la destinazione di tutti quegli
+ornata delle imagini più oscene. Tali congetture però hanno poco
+fondamento, perchè è facile riconoscere la destinazione di tutti quegli
avanzi di mura denominati camerelle e che corrono in una linea ad arco
-sul Tragara fino al di là del Tuoro. Portano il nome di camerelle come
+sul Tragara fino al di là del Tuoro. Portano il nome di camerelle come
alcuni avanzi della Villa Adriana a Tivoli, e sono costruite parte di
roccia calcarea dell'isola, parte di mattoni. Nella loro fronte
esteriore presentano una serie di camere, le cui volte sono in parte
@@ -2998,40 +2961,40 @@ sostenessero una strada che doveva portare alla villa di Tiberio e si
divideva in tre rami: l'uno diretto al monte Tuoro, l'altro alla villa
di San Michele, il terzo alla villa di Giove.
-Sopra le camerelle sorge la collina di S. Michele, una delle più
+Sopra le camerelle sorge la collina di S. Michele, una delle più
graziose dell'isola, e da cui si gode la vista stupenda della
-sottostante città. A cavallo di questa s'innalza il forte Castello,
+sottostante città. A cavallo di questa s'innalza il forte Castello,
sopra le ripide pendici del Solaro, e ai due lati si aprono vallette
ricche di vegetazione che scendono al mare ceruleo. La stupenda
-posizione di questo colle dice da sè che lassù doveva sorgere uno dei
+posizione di questo colle dice da sè che lassù doveva sorgere uno dei
palazzi di Tiberio. Si vedono infatti ai piedi del monte rovine
grandiose ed una serie di volte che sostenevano senza dubbio la strada
-che portava al monte. Sulla sommità stanno giardini, case di
+che portava al monte. Sulla sommità stanno giardini, case di
agricoltori. Percuotendo col piede il suolo, questo manda un suono cupo,
il che indica chiaramente esservi al disotto delle volte, di cui, del
resto, ancora oggi si scorgono gli avanzi ad opera reticolata. In una
di queste stanze io scoprii tracce di un'antica cappella dedicata a S.
Michele, _da cui il monte ha preso il nome_. Oggi sorge solitaria sulla
collina una chiesetta del santo, curiosa assai per la sua architettura
-moresca: circondata com'è da un muro, sulla roccia deserta, ricorda i
+moresca: circondata com'è da un muro, sulla roccia deserta, ricorda i
templi della Mecca.
Si fecero pure scavi sul monte di S. Michele, ma le ricerche diedero uno
scarso risultato. Gli agricoltori ridussero tutto il terreno d'intorno a
-terrazzi piantati ad olivi, e le case della città sono addossate al
-monte in guisa che da questo si può scendere benissimo su i tetti. Una
-sera, difatti, presi questa strada per rientrare in città e passando da
+terrazzi piantati ad olivi, e le case della città sono addossate al
+monte in guisa che da questo si può scendere benissimo su i tetti. Una
+sera, difatti, presi questa strada per rientrare in città e passando da
un tetto all'altro, riuscii ad entrare in casa mia.
La costa orientale dell'isola s'innalza ripida sul mare per un'altezza
di novecento settanta piedi, di guisa che la villa di Giove trovasi al
-punto più elevato della spiaggia, d'aspetto veramente selvaggio.
+punto più elevato della spiaggia, d'aspetto veramente selvaggio.
Scendendo dal Tuoro per la piccola valle di Matromania, verso la
spiaggia a mezzogiorno, si giunge ad un punto in cui la costa si apre in
uno spazio circondato da rupi tagliate a picco, dove regna una
confusione fantastica di scogli, uno dei quali, aperto a foggia di
-portico, ha nome d'Arco Naturale. Questo è il punto più solitario
+portico, ha nome d'Arco Naturale. Questo è il punto più solitario
dell'isola. Ai piedi giace il cupo mare, in alto si scorge il cielo
limpido ed azzurro, tutto all'intorno stanno rupi rossastre, e la vista
si estende fino al capo di Minerva, ed alle spiagge di Amalfi e di
@@ -3039,20 +3002,20 @@ Salerno.
Scendendo per un ripido sentiero, si giunge alla grotta enigmatica di
Matromania, piena di rovine, ed a cui si accede per un ampio arco, che
-dà in una caverna larga circa cinquantacinque piedi e profonda circa
-cento. La grotta è opera della natura, ma la mano dell'uomo l'ha
+dà in una caverna larga circa cinquantacinque piedi e profonda circa
+cento. La grotta è opera della natura, ma la mano dell'uomo l'ha
migliorata: tanto all'ingresso quanto nell'interno si vedono difatti
ancora avanzi di mura romane. Dentro stanno disposti a forma di
semicerchio due rialzi bianchicci, dei sedili; alcuni gradini portano ad
una nicchia, dove probabilmente stava la statua del nume.
-Tutto là fa pensare che la grotta sia stata ridotta ad uso di tempio. Il
+Tutto là fa pensare che la grotta sia stata ridotta ad uso di tempio. Il
nome di Matromania, che il popolo con innocente ironia ha convertito in
quello di _Matrimonio_, quasi Tiberio avesse celebrato ivi le sue nozze,
si pensa che derivi da _Magnae Matris antrum_, oppure da _magnum Mithrae
antrum_.
-Si dice che il tempio fosse dedicato a Mitra, non tanto perchè il dio
+Si dice che il tempio fosse dedicato a Mitra, non tanto perchè il dio
persiano del Sole fosse venerato nella caverna, quanto per essersi
scoperto in questa uno dei bassorilievi rappresentanti il mistico
sacrificio di Mitra, tanto numerosi nel museo Vaticano. Io ne ho visti
@@ -3060,9 +3023,9 @@ due negli Studi a Napoli, uno dei quali venne scoperto appunto in questa
grotta, l'altro nella grotta di Posillipo. Rappresentano Mitra in
ginocchio dinanzi al toro, nell'atto di piantargli il coltello nel
collo, mentre la bestia viene ferita da un serpente, da uno scorpione e
-da un cane. Non è addirittura inammissibile che la grotta fosse dedicata
+da un cane. Non è addirittura inammissibile che la grotta fosse dedicata
a Mitra, essendo anche adatta al culto del sole, la sua apertura
-guardando verso oriente. Dalla sua profondità io potei vedere il sole
+guardando verso oriente. Dalla sua profondità io potei vedere il sole
che nasceva, imporporando i lontani monti ed illuminando il mare. La
posizione romantica e selvaggia della grotta, le rovine dell'antico
tempio, il culto mistico di Mitra, il profondo silenzio, la luce
@@ -3071,37 +3034,37 @@ vista stupenda del mare e della campagna, tutto contribuisce a produrre
una profonda impressione di mistero, anche su chi nulla sa del culto di
Mitra e della vita di Tiberio. In questa caverna misteriosa fu fatta la
rara scoperta di una tavola di marmo con la seguente iscrizione in versi
-greci: «O regione dello Stige, spirti propizi che qui avete la vostra
+greci: «O regione dello Stige, spirti propizi che qui avete la vostra
stanza, accogliete me pure, infelice, che morte repentina colse nel
fiore degli anni e dell'innocenza. Me pure aspettavano i favori di
-Cesare; ma ora per me, per i miei genitori, non avvi più speranza. Non
-avevo ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di quindici anni: non godrò
-più la splendida vista del sole. Ipato fu il mio nome. Fratello, io mi
-rivolgo ancora a te! Genitori, ve ne scongiuro, non piangete più a lungo
-me poveretto».
+Cesare; ma ora per me, per i miei genitori, non avvi più speranza. Non
+avevo ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di quindici anni: non godrò
+più la splendida vista del sole. Ipato fu il mio nome. Fratello, io mi
+rivolgo ancora a te! Genitori, ve ne scongiuro, non piangete più a lungo
+me poveretto».
A quale orribile fatto possono alludere le parole misteriose di questa
-iscrizione? Vi è in questo un romanzo di Capri. La storia del povero
-Ipato è ignota, ma si può facilmente indovinare. In un'ora indemoniata,
-Tiberio sacrificò al sole il suo favorito, un giovanetto, qui, in questa
-caverna, davanti all'imagine del Dio, nella stessa guisa che più tardi
-Adriano sacrificò al Nilo il bellissimo Antinoo. In quei tempi i
+iscrizione? Vi è in questo un romanzo di Capri. La storia del povero
+Ipato è ignota, ma si può facilmente indovinare. In un'ora indemoniata,
+Tiberio sacrificò al sole il suo favorito, un giovanetto, qui, in questa
+caverna, davanti all'imagine del Dio, nella stessa guisa che più tardi
+Adriano sacrificò al Nilo il bellissimo Antinoo. In quei tempi i
sacrifici umani, sebbene non frequenti, erano ancora in uso e venivano
-dedicati per lo più a Mitra.
+dedicati per lo più a Mitra.
Se questa grotta, questi scogli potessero parlare, quanti orrendi fatti
-dell'antichità noi apprenderemmo! La tradizione accenna a questa
+dell'antichità noi apprenderemmo! La tradizione accenna a questa
selvaggia riva, quale sito prediletto di Tiberio e quale teatro delle
-immani sue crudeltà. E' il luogo più diabolico dell'isola; procedendo
+immani sue crudeltà. E' il luogo più diabolico dell'isola; procedendo
sulla spiaggia, verso mezzogiorno, si arriva ad un punto denommato
-Salto di Tiberio. La riva cade ivi a picco sul mare dall'altezza di più
-di ottocento piedi. Si dice che di là il mostro precipitasse le sue
-vittime. Narra Svetonio: «Si fa vedere in Capri il punto dove Tiberio
-spiegava tutta la sua crudeltà, facendo precipitare in mare alla sua
+Salto di Tiberio. La riva cade ivi a picco sul mare dall'altezza di più
+di ottocento piedi. Si dice che di là il mostro precipitasse le sue
+vittime. Narra Svetonio: «Si fa vedere in Capri il punto dove Tiberio
+spiegava tutta la sua crudeltà, facendo precipitare in mare alla sua
presenza le vittime, dopo averle a lungo martoriate con ogni sorta di
tormenti. Cadevano in mezzo ad una squadra di marinai, i quali le
percuotevano barbaramente con bastoni e con i remi, fino a tanto che non
-fosse spento in esse ogni alito di vita.» Doveva essere per dir vero un
+fosse spento in esse ogni alito di vita.» Doveva essere per dir vero un
piacere diabolico quello di precipitare disgraziate creature da
quell'altezza, vederle balzare di scoglio in scoglio, ed udire il tonfo
dei loro corpi in mare.
@@ -3110,19 +3073,19 @@ A pochi passi dal Salto crudele, sorge ora una casetta, sulla cui porta
sta scritto _Restaurant_. Nella stanza trovasi ad ogni ora apparecchiata
una tavola con frutta, pane ed un fiasco di _lacrime di Tiberio_.
L'albergatore ha fatto costruire sul margine del Salto un piccolo muro
-ed offre così di che ristorarsi, a chi piace, sul teatro stesso di tanti
+ed offre così di che ristorarsi, a chi piace, sul teatro stesso di tanti
orrori.
Si passa da questa casa per arrivare all'antico faro di Capri, il quale
-non dista che una trentina di passi dal Salto. Questo faro è in gran
+non dista che una trentina di passi dal Salto. Questo faro è in gran
parte rovinato ed i suoi neri avanzi vennero alcuni anni or sono
colpiti dalla folgore. I materiali giacciono all'intorno dispersi fra le
-vigne. Si trovano ancora in piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali
+vigne. Si trovano ancora in piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali
bastano a far comprendere che il faro era un edificio ampio e notevole,
che poteva benissimo competere con quello di Alessandria e con quello di
Pozzuoli. Il poeta Stazio in un verso lo paragona alla luna, splendore
delle notti. Svetonio narra che quella torre fu atterrata da un
-terremoto pochi giorni prima della morte di Tiberio; ma dopo di allora è
+terremoto pochi giorni prima della morte di Tiberio; ma dopo di allora è
da ritenersi che sia stata ricostruita, altrimenti Stazio non ne avrebbe
potuto far parola. Attualmente la sua altezza non supera i sessanta
piedi.
@@ -3137,14 +3100,14 @@ ordinaria di Tiberio; anzi, il tiranno, dopo l'esecuzione di Seiano, vi
si tenne rinchiuso per ben nove mesi, per il timore di una congiura. Le
rovine che si scorgono al capo della spiaggia a settentrione-levante
dell'isola, appartengono alla villa: lo confermano la tradizione, la
-quale addita quella località come la più importante dell'isola;
-l'estensione del palazzo, le cui rovine sono le più importanti di tutta
+quale addita quella località come la più importante dell'isola;
+l'estensione del palazzo, le cui rovine sono le più importanti di tutta
Capri, e la natura delle costruzioni, appartenenti all'epoca migliore
dell'architettura romana.
-Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto di volte, di gallerie
+Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto di volte, di gallerie
sotterranee, di infinite stanze, in massima parte ridotte poi ad uso di
-cantine e di stalle per il bestiame. Giacciono qua e là dispersi sul
+cantine e di stalle per il bestiame. Giacciono qua e là dispersi sul
suolo capitelli, piedistalli, fusti di colonne, frammenti di marmo;
alcune stanze presentano ancora avanzi di stucco e in qualche punto si
osservano tracce di pitture gialle e rosse, simili a quelle di Pompei.
@@ -3152,96 +3115,96 @@ Sul suolo sono pure frammenti di pavimenti a mosaico di marmo bianco,
inquadrati da una fascia nera, come pure sono tuttora visibilissime le
scale che portavano ai piani superiori.
-Sembra che la villa avesse parecchi piani; l'inferiore è intieramente
-sepolto sotto il suolo. Nel piano superiore invece si può ancora
+Sembra che la villa avesse parecchi piani; l'inferiore è intieramente
+sepolto sotto il suolo. Nel piano superiore invece si può ancora
riconoscere la distribuzione delle stanze, e, dal lato verso il mare, la
pianta di un semicircolo, probabilmente di un teatro. In altro punto,
nicchie e mura circolari dimostrano l'esistenza di un tempio. La villa
-riuniva in sè tutto quanto apparteneva allo splendore della vita
-principesca di allora, ed essendo stata così a lungo la sede della corte
+riuniva in sè tutto quanto apparteneva allo splendore della vita
+principesca di allora, ed essendo stata così a lungo la sede della corte
imperiale, doveva, prima che Nerone ed Adriano innalzassero i loro
sontuosi palazzi, sorpassare in bellezza tutte le altre ville romane.
-Certo contribuiva a renderla ancora più bella la sua incomparabile
+Certo contribuiva a renderla ancora più bella la sua incomparabile
posizione sul mare e la vista dei due golfi. Da questo punto Tiberio
dominava tutta l'isola come un avvoltoio e scorgeva anche le navi che
traversavano il golfo, provenienti dall'Ellade, dall'Asia, dall'Africa,
o da Roma.
-Più bella però doveva essere la vista dell'isola dal mare, veleggiando
+Più bella però doveva essere la vista dell'isola dal mare, veleggiando
fra Capri ed il capo di Minerva e contemplando i palazzi marmorei, il
-faro ed i templi, imperocchè Tiberio, in cima ad ogni vetta, aveva
+faro ed i templi, imperocchè Tiberio, in cima ad ogni vetta, aveva
innalzata una torre, od un tempio, fra cui quelli famosi di Minerva,
delle Sirene e di Eracleo.
Rimasi lunghe ore seduto sulle rovine, cercando raffigurarmi l'antica
-Capri. Pensavo che dovesse essere stupenda con ogni sua sommità coronata
+Capri. Pensavo che dovesse essere stupenda con ogni sua sommità coronata
da un tempio, con i suoi portici, teatri e ville e le strade popolate di
tutto quel mondo romano, dalla corte di Cesare, da senatori, da
-ambasciatori d'ogni parte del mondo, dalle più belle donne della Ionia,
+ambasciatori d'ogni parte del mondo, dalle più belle donne della Ionia,
delle Etari seducenti dell'Asia, da squadre scapigliate di baccanti, da
ninfe, da dee, da tutto un popolo di figure mitologiche. Qui regnava
Bacco, e la sua corte era composta di baccanti e di satiri.
Il lungo soggiorno di Tiberio a Capri non fu che una satira dell'uman
-genere e probabilmente la più terribile: si può facilmente indovinare
-contemplando i tratti del principale attore, giacchè a Napoli esistono
-busti e figure colossali di Tiberio. Il suo miglior ritratto però
-trovasi nel Museo Vaticano a Roma; quelli di Napoli lo rappresentano già
+genere e probabilmente la più terribile: si può facilmente indovinare
+contemplando i tratti del principale attore, giacchè a Napoli esistono
+busti e figure colossali di Tiberio. Il suo miglior ritratto però
+trovasi nel Museo Vaticano a Roma; quelli di Napoli lo rappresentano già
avanzato negli anni; quello di Roma, al contrario, nel fiore della sua
-giovinezza, probabilmente perchè la maggior parte dei busti disotterrati
+giovinezza, probabilmente perchè la maggior parte dei busti disotterrati
ad Ercolano ed a Pompei appartengono all'epoca del suo soggiorno in
Capri. Nella galleria Chiaramonti del Museo Vaticano esiste la sua
-figura colossale, scoperta a Veia, in cui è rappresentato giovane,
+figura colossale, scoperta a Veia, in cui è rappresentato giovane,
divinizzato, ma con i suoi lineamenti reali. La sua testa appare
intelligente, ben formata, la bocca regolare e di una finezza
indicibile; tutti i suoi lineamenti giovanili hanno qualche cosa di
dionisiaco ed anche le forme del corpo sono piene, voluttuose, in certa
guisa femminili.
-Questo mostro reale era, al pari di Cesare Borgia, l'uomo più bello de'
+Questo mostro reale era, al pari di Cesare Borgia, l'uomo più bello de'
suoi tempi, e, fra tutti gl'imperatori romani, Augusto solo fu di
-bellezza più classica. Non si dimentica la figura di Tiberio dopo averla
+bellezza più classica. Non si dimentica la figura di Tiberio dopo averla
veduta una sola volta; ognuno si aspetta di trovarsi dinanzi un mostro,
una specie di demone, ed invece rimane addirittura stupito dalla
-bellezza de' suoi lineamenti feminei, che gli dànno piuttosto l'aspetto
-di un Sardanapalo. Soltanto con gli anni la bocca acquistò
+bellezza de' suoi lineamenti feminei, che gli dànno piuttosto l'aspetto
+di un Sardanapalo. Soltanto con gli anni la bocca acquistò
un'espressione di sarcasmo, d'ironia, e tutta la sua fisonomia qualche
cosa di duro, di crudele e di volgare insieme, come si rivela nella
testa colossale di Napoli e nel suo busto in Campidoglio. Volendo avere
una rappresentazione plastica della scelleratezza bestiale, fa d'uopo
-contemplare la testa diabolica di Caracalla, che è la rappresentazione
-più perfetta di un carattere diabolico a cui sia potuta giungere la
+contemplare la testa diabolica di Caracalla, che è la rappresentazione
+più perfetta di un carattere diabolico a cui sia potuta giungere la
scultura. Ritengo che quell'uomo scellerato fosse davvero tale e quale
la storia ce lo ha descritto. Fu il solo monarca, dopo Augusto, che
abbia regnato con le forme repubblicane. Ebbe in retaggio un popolo
divenuto spregevole, e trovato un mondo pessimo e proclive ad ogni sorta
-di abbiettezza vi si abbandonò interamente. Caligola vaneggiava di
-divenire il padrone del mondo e la sua potenza durò pochi anni. Egli che
+di abbiettezza vi si abbandonò interamente. Caligola vaneggiava di
+divenire il padrone del mondo e la sua potenza durò pochi anni. Egli che
avrebbe voluto sorbirsi il mondo come si sorbe un uovo, fu un giorno
atterrato dal caso, con tutti i suoi godimenti, che non eran che pazzie.
-Dopo le guerre civili e dopo Augusto, regnò un silenzio spaventoso nella
-storia del mondo e quella fu l'epoca più cupa dell'umanità. Augusto fu
-grande e felice perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria; i suoi
-successori, invece, furono miseri per non aver più nulla da conquistare.
-Venuti ad un tratto in possesso di un dominio già affermato, non seppero
-quale impiego fare del loro tempo, imperocchè anche i piaceri diventano
-insopportabili quando non l'interrompono il lavoro e le difficoltà.
+Dopo le guerre civili e dopo Augusto, regnò un silenzio spaventoso nella
+storia del mondo e quella fu l'epoca più cupa dell'umanità. Augusto fu
+grande e felice perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria; i suoi
+successori, invece, furono miseri per non aver più nulla da conquistare.
+Venuti ad un tratto in possesso di un dominio già affermato, non seppero
+quale impiego fare del loro tempo, imperocchè anche i piaceri diventano
+insopportabili quando non l'interrompono il lavoro e le difficoltà.
Caligola nella sua pazzia volle gettare un ponte sul mare; Claudio fu un
-pedante; Nerone incendiò Roma, e mentre questa era in fiamme suonò la
+pedante; Nerone incendiò Roma, e mentre questa era in fiamme suonò la
cetra; faceva versi e voleva aver fama di abile guidatore di cocchi, e
di commediante. In quel periodo di generale sonnolenza del genere umano,
noi troviamo l'uno dopo l'altro, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone,
demoni e scellerati: la storia taceva.
-Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio confondendolo co' suoi
+Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio confondendolo co' suoi
successori, i quali furono soltanto scellerati volgari, senza pudore e
senz'ombra di vergogna nel rivelare la loro bestiale natura; Tiberio,
superiore per ingegno alla sua epoca, fu uomo fiero, diplomatico, della
scuola dell'ipocrita Augusto. Tutta la sua fisonomia rivela la finezza,
la dissimulazione, particolarmente il taglio della sua bocca gesuitica,
-la bocca più perfetta di diplomatico che la natura abbia creato: si
-direbbe che pronunci la sentenza di Talleyrand, che, cioè, la parola fu
+la bocca più perfetta di diplomatico che la natura abbia creato: si
+direbbe che pronunci la sentenza di Talleyrand, che, cioè, la parola fu
data all'uomo per nascondere i suoi pensieri. Infatti poi sappiamo da
Tacito quanta fosse l'arte di Tiberio nel parlare: egli fu veramente
l'inventore della grammatica e della logica diplomatica. Non prometteva,
@@ -3250,48 +3213,48 @@ Quanto sembrano grossolani, di fronte a questo despota finissimo e
signore classico della storia nuova, quegli avventurieri venuti in
possesso di un trono e quei re che rompono pubblicamente i loro
giuramenti! Tiberio, certamente, li avrebbe cacciati, con un sorriso di
-disprezzo, fra i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare, nemmeno
+disprezzo, fra i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare, nemmeno
una sol volta, che cosa avesse in animo di fare governando, non col
-mezzo ruvido dei colpi di stato, bensì padroneggiando sopra gli
-avvenimenti. Non lasciò mai trapelare nè la sua volontà, nè i suoi
+mezzo ruvido dei colpi di stato, bensì padroneggiando sopra gli
+avvenimenti. Non lasciò mai trapelare nè la sua volontà, nè i suoi
disegni; basta ricordare la caduta di Seiano.
Il proscritto dell'isola dell'Elba prese una volta a difendere
calorosamente il carattere di Tiberio contro le accuse di Tacito e della
storia. Dopo di aver ridotta la diplomazia di Augusto a sistema del
-gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta la sua opera e sazio
-della vita, si ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri
-materiali, e non lasciò venir meno il terrore che aveva incusso fin dal
-principio del suo governo, e provò i piaceri di ogni sorta. L'umana
-natura però è costituita in modo che non può godere in una volta poca
-parte di piaceri, e ciò lo dimostrano lo scoglio di Capri e la villa di
+gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta la sua opera e sazio
+della vita, si ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri
+materiali, e non lasciò venir meno il terrore che aveva incusso fin dal
+principio del suo governo, e provò i piaceri di ogni sorta. L'umana
+natura però è costituita in modo che non può godere in una volta poca
+parte di piaceri, e ciò lo dimostrano lo scoglio di Capri e la villa di
Giove, nella quale erasi ritirato il signore del mondo che considerava
questi luoghi come una specie di esilio. Fa orrore il pensare alle scene
di cui furono testimoni queste mura, agli eccessi di rabbia di un animo
-che non conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono un giorno le
+che non conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono un giorno le
armonie dei flauti della Lidia, e splenderono i sorrisi di donne
superbe, mugghiano ora le mandrie dei poveri contadini. A tanto vennero
ridotte le sale di Tiberio. L'edera, i fichi d'India, le malve, le rose,
le cinerarie e il melagrano riempiono della loro vegetazione
lussureggiante le stanze in ruina. Pendono dall'alto i festoni delle
viti, discendenti dall'antico Bacco di Capri, quasi fossero gli spirti
-di quelle etère che quivi praticavano, un tempo, alla presenza di
+di quelle etère che quivi praticavano, un tempo, alla presenza di
Tiberio, le loro danze oscene.
-Sorge attualmente fra le rovine, sul punto più elevato della villa, una
+Sorge attualmente fra le rovine, sul punto più elevato della villa, una
cappella dedicata a S. Maria del Soccorso. Vi abita un eremita. Nessun
-luogo mi è apparso più adatto per la penitenza, dei ruderi della villa
+luogo mi è apparso più adatto per la penitenza, dei ruderi della villa
di Tiberio, sotto il regno del quale, e durante il suo soggiorno in
Capri, venne Cristo posto in croce. La cappella sorge quivi, come il
cristianesimo stesso, sulle rovine del mondo pagano. Questa coincidenza
-è singolare, e pochi luoghi, io credo, possono ritenersi adatti del pari
+è singolare, e pochi luoghi, io credo, possono ritenersi adatti del pari
alla meditazione. Qui si presentano contemporaneamente all'immaginazione
due figure rappresentanti i due periodi della storia del genere umano:
ad occidente, il demone canuto, Tiberio, signore della terra,
rappresentante del mondo pagano che sta per tramontare, ed immagine di
tutti i mali; ad oriente, la figura giovanile dell'uomo Dio, di Cristo
appeso alla croce, circondato di profeti ispirati di una rigenerazione
-novella dell'umanità. Queste due figure sorgono una di fronte all'altra,
+novella dell'umanità. Queste due figure sorgono una di fronte all'altra,
come Arimano ed Arzmud, il Dio della luce e quello delle tenebre. Come
non ricordare qui la figura di Giovanni di Patmos, inondata di luce
accanto alla quale l'aquila di Giove compare tutt'ora come simbolo
@@ -3300,51 +3263,51 @@ pagano?
Seduto sopra quelle rovine, in mezzo a tali pensieri, nella meditazione
del cristianesimo primitivo, vidi tutto ad un tratto il rappresentante
storico di quella religione ideale nella persona dell'eremita, sudicio
-frate francescano, e poco mancò non mi ritraessi dallo spavento. Era un
+frate francescano, e poco mancò non mi ritraessi dallo spavento. Era un
vecchio monaco, dalla lunga barba bianca, vestito di una tonaca nera,
zoppo, brutto, con due occhi da falco. Mi parve che sorgessero davanti a
me Tiberio o Mefistofele, e mi dicessero, con sorriso beffardo:
-«Redivivo! soltanto mutato d'aspetto». Tale è la storia del
+«Redivivo! soltanto mutato d'aspetto». Tale è la storia del
cristianesimo.
Il vecchio frate mi condusse zoppicando nella sua cella. Diedi uno
sguardo ai suoi libri, e su di uno lessi il titolo seguente: _Leggende
-delle sante vergini che vollero morire per Nostro Signore Gesù Cristo_.
+delle sante vergini che vollero morire per Nostro Signore Gesù Cristo_.
Anche il solitario Tiberio leggeva libri che parlavano di vergini; non
-erano però di quelle che volevano morire per il suo contemporaneo, bensì
-i libri della etéra greca Elefantide, i quali insegnavano la scienza del
+erano però di quelle che volevano morire per il suo contemporaneo, bensì
+i libri della etéra greca Elefantide, i quali insegnavano la scienza del
piacere, ed erano allora di moda in Roma. Svetonio narra che Tiberio
teneva quei libri nella sua stanza a Capri. Trovai, del resto, qualche
cosa di lascivo anche presso l'eremita; egli mi fece vedere la copia di
un bassorilievo esistente nel Museo di Napoli: un vecchio nudo, a
-cavallo, che portava in sella, davanti a sè, una ragazza parimenti nuda
+cavallo, che portava in sella, davanti a sè, una ragazza parimenti nuda
con una fiaccola in mano; un giovanetto, esso pure nudo, guidava il
cavallo verso la statua di un Dio. La somiglianza del vecchio con
-Tiberio mi parve così sorprendente, che io credetti che quel
+Tiberio mi parve così sorprendente, che io credetti che quel
bassorilievo rappresentasse una scena notturna nella sua villa di
Capri, forse un sacrificio a Priapo. La catena sola, che il vecchio
portava al collo, era quella stessa dei gladiatori combattenti e degli
altri condannati, e non si addiceva affatto all'imperatore Tiberio.
L'eremita aveva copiato il bassorilievo ad acquarello, con somma
diligenza e con vera intelligenza del nudo. L'opera apparteneva alla sua
-abitazione, imperocchè era stata scoperta fra le rovine della villa.
+abitazione, imperocchè era stata scoperta fra le rovine della villa.
Sebbene in modo incompleto, due volte furono praticati scavi intorno a
questa: la prima volta da Hadrava nel 1804, la seconda da Feola nel
1827. Vi si trovarono bei pavimenti di marmo, uno dei quali venne
adattato davanti all'altare maggiore nella cattedrale di Capri;
parecchie belle statue, fra cui una piccola in lapislazzuli acquistata
-poi da un Inglese; varî busti, che andarono dispersi, e mosaici,
+poi da un Inglese; varî busti, che andarono dispersi, e mosaici,
attualmente raccolti nel Museo di Napoli.
-Nessun imperatore può vantare una villa da cui si goda una vista pari a
-quella che ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella. Dalla sua finestra
-ei vede i due golfi di Napoli e di Salerno, e le più belle coste e le
+Nessun imperatore può vantare una villa da cui si goda una vista pari a
+quella che ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella. Dalla sua finestra
+ei vede i due golfi di Napoli e di Salerno, e le più belle coste e le
isole d'Italia.
L'aria quel giorno era limpidissima, ed io vidi distintamente Pesto,
Castel Baro e la lontana punta di Licosa. Al cadere del sole i monti e
il mare rivestirono dei colori dell'iride, ed io mi chiesi sorpreso se
-ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria di sogno.
+ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria di sogno.
V.
@@ -3358,98 +3321,98 @@ serpe favorita, a cui porgeva il cibo di sua mano e con la quale soleva
scherzare. Scesi dal monte con la lucente bestia e per istrada incontrai
il mio Mefistofele che saliva a cavalcioni di un asinello. Gli feci
vedere la mia piccola serpe, ed allora egli mi disse di essere un grande
-incantatore di serpenti. Mi narrò anzi che prendeva e maneggiava a sua
-volontà qualsiasi specie di rettile, ed avendogli domandato in qual modo
-facesse ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver loro comandato di stare
+incantatore di serpenti. Mi narrò anzi che prendeva e maneggiava a sua
+volontà qualsiasi specie di rettile, ed avendogli domandato in qual modo
+facesse ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver loro comandato di stare
tranquilli, li attorciglio intorno al mio braccio, e poi li chiudo in un
-vaso e li mando a Napoli a dei farmacisti».--«Ma come mai voi potete
-comandar loro di rimanere tranquilli?» Mi rispose subito con un sorriso
-diabolico: «Dico loro una parola, ed il nome di S. Paolo, ed allora non
-si muovono più!»--«Non potreste insegnarmi quella parola?» gli
-chiesi.--«Impossibile--mi rispose-; io l'ho appresa da un altro eremita,
-ed ho giurato solennemente di non rivelarla a nessuno». Quando gli
-domandai perchè aggiungesse alla parola il nome di S. Paolo, mi rispose
+vaso e li mando a Napoli a dei farmacisti».--«Ma come mai voi potete
+comandar loro di rimanere tranquilli?» Mi rispose subito con un sorriso
+diabolico: «Dico loro una parola, ed il nome di S. Paolo, ed allora non
+si muovono più!»--«Non potreste insegnarmi quella parola?» gli
+chiesi.--«Impossibile--mi rispose-; io l'ho appresa da un altro eremita,
+ed ho giurato solennemente di non rivelarla a nessuno». Quando gli
+domandai perchè aggiungesse alla parola il nome di S. Paolo, mi rispose
che S. Paolo era il patrono dei serpenti, e che tutti gli animali
avevano il loro protettore. Gli domandai ancora quali fossero i patroni
-di alcuni altri animali, ed appresi che S. Geltrude è la protettrice
-delle lucertole, e S. Antonio è patrono dei pesci, S. Agata dei leoni e
+di alcuni altri animali, ed appresi che S. Geltrude è la protettrice
+delle lucertole, e S. Antonio è patrono dei pesci, S. Agata dei leoni e
S. Agnese degli agnelli. Non mi era affatto ingannato nel ritenere a
prima vista quel frate per una specie di negromante, e chi sa che non
praticasse ancora altre arti occulte, di notte, al lume di luna in mezzo
alle rovine, con erbe, radici e animali velenosi.
-Ho dimenticato fino ad ora di accennare che nell'isola vi è un'altra
-piccola città, Anacapri, e la cosa non è strana, perchè vivendo in Capri
+Ho dimenticato fino ad ora di accennare che nell'isola vi è un'altra
+piccola città, Anacapri, e la cosa non è strana, perchè vivendo in Capri
inferiore non si vede e non se ne sente neanche parlare a cagione della
-sua posizione solitaria e appartata. Si scorgono, è vero, i molti
+sua posizione solitaria e appartata. Si scorgono, è vero, i molti
gradini tagliati nella roccia che bisogna salire per giungervi, ma la
loro ripidezza non invita davvero il visitatore a salire.
-È singolarissimo trovare in una stessa piccola isola, alla distanza di
-poco più di un quarto d'ora, due paesi tanto estranei l'uno dall'altro,
-e i cui abitanti abbiano così scarsi rapporti e non prendano parte gli
+È singolarissimo trovare in una stessa piccola isola, alla distanza di
+poco più di un quarto d'ora, due paesi tanto estranei l'uno dall'altro,
+e i cui abitanti abbiano così scarsi rapporti e non prendano parte gli
uni alle feste degli altri, e parlino perfino un dialetto diverso.
Secondo la tradizione, Anacapri deve la sua origine all'amore. Nei tempi
-antichi un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore, si arrampicò su
-per gli scogli e si costruì una capanna in mezzo ai cespugli, alla base
+antichi un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore, si arrampicò su
+per gli scogli e si costruì una capanna in mezzo ai cespugli, alla base
del monte Solaro. Altri innamorati, col tempo, li seguirono e ne nacque
quella colonia di amanti, che oggi porta il nome di Anacapri. Ancor
-oggi, Amore alato vola come un falco di montagna su e giù da Capri ad
-Anacapri, e dà le sue ali in prestito al giovanetto della città
-inferiore, il quale ama una di quelle belle e ritrose ragazze che lassù,
+oggi, Amore alato vola come un falco di montagna su e giù da Capri ad
+Anacapri, e dà le sue ali in prestito al giovanetto della città
+inferiore, il quale ama una di quelle belle e ritrose ragazze che lassù,
nella loro casetta circondata da tralci di viti, siedono al telaio e
tesseno nastri, cantando canzoni d'amore, come Circe nell'_Odissea_.
Anacapri si trova talmente lontana da tutto il rimanente dell'isola, che
-non v'è altra strada per giungervi all'infuori dei cinquecento sessanta
+non v'è altra strada per giungervi all'infuori dei cinquecento sessanta
gradini di quell'eterna scala di Giacobbe. Gli scogli scendono a picco,
-verticali, quasi un muro di cinta sulla città inferiore, avendo alla
-loro sommità, simile al tetto di una basilica, il monte Solaro. La
+verticali, quasi un muro di cinta sulla città inferiore, avendo alla
+loro sommità, simile al tetto di una basilica, il monte Solaro. La
scala, scavata nel vivo della roccia, sale in ripidissimo zig-zag.
Si attribuisce quest'opera singolare ai tempi remoti, allorquando i
-Fenici ed i Greci costrussero la città superiore, allora in
+Fenici ed i Greci costrussero la città superiore, allora in
comunicazione con l'inferiore solamente per questa via. Si vedono ancora
-tracce di più antica salita: a metà della strada s'incontra una piccola
-cappella di forma bizzarra, dedicata a S. Antonio, dove uno può fermarsi
+tracce di più antica salita: a metà della strada s'incontra una piccola
+cappella di forma bizzarra, dedicata a S. Antonio, dove uno può fermarsi
a prender fiato; quindi si sale di bel nuovo e si arriva spossati alla
-sommità. Giunti al piano denominato Capo di Monte, si trova ampia
+sommità. Giunti al piano denominato Capo di Monte, si trova ampia
ricompensa della fatica sofferta nella vista di quell'altura coltivata,
la quale ricorda gli orti pensili di Semiramide, della parte
-sottostante, dell'isola e dell'immensità del mare. Sulla pianura
-s'innalza ancora d'alcune centinaia di piedi il monte Solaro, che è
+sottostante, dell'isola e dell'immensità del mare. Sulla pianura
+s'innalza ancora d'alcune centinaia di piedi il monte Solaro, che è
d'aspetto bruno e selvaggio e presenta in cima a uno de' suoi picchi le
-belle rovine del castello di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro
+belle rovine del castello di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro
che sorprese un giorno Capri.
Fatti appena pochi passi sul piano, si apre davanti agli occhi una
-novella vista. Non si vede più Capri in basso e si entra in una
+novella vista. Non si vede più Capri in basso e si entra in una
solitudine di bellezza inarrivabile. Sorge di fronte il monte Solaro,
della stessa forma del monte Pellegrino di Palermo, nudo, nero, cosparso
-di massi staccati. Verso ponente e settentrione, scende alla pianura più
+di massi staccati. Verso ponente e settentrione, scende alla pianura più
ampia di tutta l'isola; e su quella ripida pendice, ad altezza notevole
sopra il mare, fra le piante verdeggianti ed i cespugli, giace Anacapri.
-La piccola città può dirsi un complesso di eremi, imperocchè le case
+La piccola città può dirsi un complesso di eremi, imperocchè le case
piccoline, di costruzione originale, sorgono sparse in mezzo ai
-giardini, la cui vegetazione è più rigogliosa di quella di Capri,
+giardini, la cui vegetazione è più rigogliosa di quella di Capri,
particolarmente per gli olivi e per le vigne che pendono in festoni
dagli alberi, come nelle pianure della Campania. Nel contemplare la
pittoresca cittadina, la profonda solitudine, non che la vista del mare
ceruleo, nasce il desiderio di deporre il bastone di pellegrino, dare un
-addio al mondo, e costruire lassù una cella.
+addio al mondo, e costruire lassù una cella.
-La tranquillità regna ancor più solenne che a Capri; non si vedono altro
+La tranquillità regna ancor più solenne che a Capri; non si vedono altro
che uomini seduti sulla porta delle loro case, i quali cantano davanti
al telaio od all'arcolaio, da cui dipanano una seta color dell'oro,
ovvero intenti nei giardini a vangare e a raccogliere la foglia dei
gelsi per i bachi, o diretti alla fonte, con le loro brocche sul capo.
-Siccome quando io mi recai lassù tutti gli uomini stavano in campagna e
+Siccome quando io mi recai lassù tutti gli uomini stavano in campagna e
molti giovani erano partiti per la pesca del corallo, non vidi in paese
che donne; sembrava di essere a Lemno, dove le femmine sole, sedute
sulle rupi, lavorano indefessamente davanti ai loro telai.
Nei giorni e nelle ore in cui sogliono arrivare da Napoli le barche,
-trovai spesse volte sedute sulla lunga gradinata più di trenta
+trovai spesse volte sedute sulla lunga gradinata più di trenta
fanciulle, alcune delle quali di rara bellezza; cinguettavano fra loro
ed aspettavano che comparissero le vele per scendere sulla spiaggia.
Sedevo in mezzo ad esse, ed io pure aspettavo con non minore desiderio
@@ -3458,14 +3421,14 @@ quasi tutte un mazzolino di fiori od un ramo di maggiorana, che
offrivano ai visitatori. Antonietta aveva uno stupendo mazzo di
garofani, di rose, di maggiorana e di mirto legato con un bel nastro.
Questo mazzo fu l'intermediario della nostra amicizia; esso m'introdusse
-in una delle più linde e graziose casette di Anacapri, dove trascorsi
+in una delle più linde e graziose casette di Anacapri, dove trascorsi
molte ore simpatiche. Antonietta tesseva in giardino, sotto un
pergolato, fra le viti e i leandri, nastri di molteplici colori: era una
tessitrice disinvolta quanto Aracne; sua sorella maggiore non tesseva
che nastri di un colore solo. Essa non suonava lo scacciapensieri, ma
era abilissima nel battere il tamburello. I fratelli delle due ragazze
-si trovavano in mare. L'attività di quelle donne, che attendono inoltre
-a tutte le cure di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal levare del
+si trovavano in mare. L'attività di quelle donne, che attendono inoltre
+a tutte le cure di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal levare del
sole seggono al loro telaio, e vi rimangono con brevi interruzioni fino
a sera, e questo dura tutto l'anno. Per vero dire, non sono condannate
alle dure e gravose fatiche delle sorelle di Capri, ad eccezione di
@@ -3474,80 +3437,80 @@ scendere a Capri, dove esistono quattro povere fonti, e recar l'acqua
nelle brocche su per la lunga gradinata. Portano quasi tutte un qualche
gioiello d'oro o di corallo, spilloni d'argento nelle trecce.
-La città possiede un bel cimitero, piantato di cipressi e popolato di
-fiori; ma il più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono nel
+La città possiede un bel cimitero, piantato di cipressi e popolato di
+fiori; ma il più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono nel
cosiddetto _paradiso terrestre_, vale a dire nel pavimento della loro
-chiesa, sui quadrelli del quale è rappresentato in ismalto il Paradiso,
+chiesa, sui quadrelli del quale è rappresentato in ismalto il Paradiso,
opera di buon disegno del Chiaese, e che risale al secolo XVII. Anche in
-Anacapri l'architettura moresca è bizzarra ed originale, e vi sono case
+Anacapri l'architettura moresca è bizzarra ed originale, e vi sono case
col loro pergolato, veramente belle a vedersi. Sono poche nel paese le
rovine di Tiberio; i coltivatori di vigne le hanno quasi tutte
distrutte; del resto, gli edifici romani erano qui in minor numero che a
Capri. I ruderi romani di maggior momento si rinvengono nella pianura
di Damecuta, fertile regione che scende dolcemente al mare, e sulla cui
riva trovasi la Grotta Azzurra. Capri superiore, nonostante la sua
-altezza, possiede coste più basse che Capri inferiore, imperocchè la
+altezza, possiede coste più basse che Capri inferiore, imperocchè la
montagna degrada dolcemente verso il mare, quantunque la spiaggia non
-sia accessibile nè alle barche, nè alle persone, e si trovi senza
+sia accessibile nè alle barche, nè alle persone, e si trovi senza
sabbie, senza porto, ed irta di scogli.
La torre di Damecuta indica ad un dipresso il punto dove, sotto la
spiaggia, trovasi la famosa Grotta Azzurra, la meraviglia di Capri, ma
non la sola che si rinvenga in quest'isola delle sirene. Il mio
-albergatore, don Michele, mi narrò quando e come venne fatta la
+albergatore, don Michele, mi narrò quando e come venne fatta la
scoperta, alla quale prese parte ei pure, da ragazzo. Suo padre
Giuseppe, Augusto Kopisch, il pittore Fries ed il barcaiuolo Angelo
Ferraro, furono i primi ad arrischiarsi nella grotta. Ora sono morti
-tutti quanti, e solo don Michele può ancora narrare la scoperta. Un suo
-zio sacerdote ammonì la compagnia di non voler tentare l'impresa,
+tutti quanti, e solo don Michele può ancora narrare la scoperta. Un suo
+zio sacerdote ammonì la compagnia di non voler tentare l'impresa,
asserendo che la grotta era sede di spiriti maligni e di mostri marini,
-e che era pericoloso avvicinarvisi, perchè a quell'epoca non esisteva in
-Capri nessuna barca adatta. Angelo pertanto si servì di una tinozza, e
+e che era pericoloso avvicinarvisi, perchè a quell'epoca non esisteva in
+Capri nessuna barca adatta. Angelo pertanto si servì di una tinozza, e
Kopisch e Fries vi penetrarono a nuoto. Il mio albergatore mi descrisse
-con vivacità la gioia dei due pittori quando riuscirono a penetrare
-nella grotta e mi disse che Fries particolarmente pareva fuori di sè, e
+con vivacità la gioia dei due pittori quando riuscirono a penetrare
+nella grotta e mi disse che Fries particolarmente pareva fuori di sè, e
che entrava e usciva nuotando e mandando continue grida d'allegria.
-Augusto non ebbe riposo, finchè non partì per Napoli, onde far parte ai
+Augusto non ebbe riposo, finchè non partì per Napoli, onde far parte ai
suoi amici della scoperta. Pagano conserva un vecchio registro dei
-forestieri, il quale è una vera reliquia, ed in questo Kopisch ha fatto
+forestieri, il quale è una vera reliquia, ed in questo Kopisch ha fatto
menzione, sotto la data del 17 agosto 1826, della scoperta nei termini
-seguenti: «Raccomando agli amanti di curiosità naturali la scoperta da
+seguenti: «Raccomando agli amanti di curiosità naturali la scoperta da
noi fatta, insieme col nostro albergatore Giuseppe Pagano e col signor
Fries, della grotta, nella quale da secoli nessuno si arrischiava a
-penetrare, per timori superstiziosi. Finora è accessibile appena ai
-buoni nuotatori; quando il mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare
-con una piccola barca, però la cosa sarebbe sommamente pericolosa,
-imperocchè il più leggiero soffio d'aria, basterebbe ad impedirne
-l'uscita. Abbiamo dato il nome di Azzurra a questa grotta, perchè le
-acque del mare sotto l'azione della luce vi assumono il più bel colore
-ceruleo. Recherà stupore trovare che ogni onda del mare presenta
+penetrare, per timori superstiziosi. Finora è accessibile appena ai
+buoni nuotatori; quando il mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare
+con una piccola barca, però la cosa sarebbe sommamente pericolosa,
+imperocchè il più leggiero soffio d'aria, basterebbe ad impedirne
+l'uscita. Abbiamo dato il nome di Azzurra a questa grotta, perchè le
+acque del mare sotto l'azione della luce vi assumono il più bel colore
+ceruleo. Recherà stupore trovare che ogni onda del mare presenta
l'aspetto quasi di una fiamma azzurrina. In fondo trovasi un antico
sentiero fra gli scogli, il quale porta probabilmente alla pianura
superiore di Damecuta dove, secondo la tradizione, Tiberio manteneva una
-fanciulla; ed è possibile che questa grotta sia stato un tempo un punto
+fanciulla; ed è possibile che questa grotta sia stato un tempo un punto
segreto d'approdo. Fino ad ora un marinaio soltanto ed un conduttore di
somari furono dotati di bastante coraggio per accompagnarmi nella
-grotta, sul conto della quale si spacciano le favole più assurde.
-Consiglio però ad ognuno di contrattare prima il prezzo. L'albergatore,
+grotta, sul conto della quale si spacciano le favole più assurde.
+Consiglio però ad ognuno di contrattare prima il prezzo. L'albergatore,
che raccomando a tutti per la sua conoscenza dell'isola, ha in animo di
far costruire una piccola barca per agevolare l'accesso alla grotta.
-Finchè non sia costruita l'imbarcazione, la visita alla grotta non la
+Finchè non sia costruita l'imbarcazione, la visita alla grotta non la
consiglio che ai bravi nuotatori. Le ore migliori sono quelle del
mattino; nel pomeriggio la soverchia luce che scende perpendicolarmente,
-ne menoma l'effetto magico. L'impressione pittoresca sarà maggiore
-ancora se si entrerà nella grotta nuotando con una torcia a vento accesa
-nella mano, come abbiamo fatto noi».
+ne menoma l'effetto magico. L'impressione pittoresca sarà maggiore
+ancora se si entrerà nella grotta nuotando con una torcia a vento accesa
+nella mano, come abbiamo fatto noi».
-Tali sono le parole di Kopisch. Il dabben uomo assicurò con questa
+Tali sono le parole di Kopisch. Il dabben uomo assicurò con questa
scoperta la sua memoria nell'isola, e la meravigliosa grotta mi parve in
-certo modo proprietà tedesca e simbolo tedesco. Non rimane soltanto il
+certo modo proprietà tedesca e simbolo tedesco. Non rimane soltanto il
ricordo di Kopisch nell'isola; vi si rammentano pure Tieck, Novalis,
-Fouqué, Arnim, Brentano, i quali tutti sono morti; l'eccellente
+Fouqué, Arnim, Brentano, i quali tutti sono morti; l'eccellente
Fichendorff ed Heine, l'ultimo scomparso di quella scuola poetica
floridissima.
Mandiamo pertanto, dalle onde azzurre di questa grotta, un saluto alla
-loro memoria, imperocchè tutti l'hanno vagheggiata, ed era degna
+loro memoria, imperocchè tutti l'hanno vagheggiata, ed era degna
veramente di essere scoperta da un pittore e da un poeta, ai tempi di
coloro i quali cercavano il fiore della poesia nelle acque con le
Ondine, nei monti con Venere e nelle grotte sotterranee d'Iside. Essi
@@ -3555,84 +3518,84 @@ furono tutti graziosi ed amabili, giovani e vecchi, con il loro corno
magico. Il loro gran sacerdote Novalis compare quasi un bel giovanotto
pallido, il quale abbia rivestito la lunga tonaca del defunto suo nonno
e che stia ragionando di una saviezza mistica, che nessuno sa dove il
-giovanetto abbia potuto imparare. La loro musa è una sirena che abita la
+giovanetto abbia potuto imparare. La loro musa è una sirena che abita la
bella Grotta Azzurra nell'isola del crudele e lascivo Tiberio. Tutti
-udirono il suo canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti la cercarono e
+udirono il suo canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti la cercarono e
morirono col desiderio vivo di quel fiore azzurro e misterioso. Goethe
-lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo chiamava a sè, ora si tuffava
-nelle onde e non si lasciava vedere». Ed ora che il misterioso fiore
+lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo chiamava a sè, ora si tuffava
+nelle onde e non si lasciava vedere». Ed ora che il misterioso fiore
azzurro, vale a dire la meravigliosa Grotta Azzurra, il mistero ignorato
-venne scoperto, il prestigio è scomparso, ed il canto dei romantici ha
+venne scoperto, il prestigio è scomparso, ed il canto dei romantici ha
cessato di risuonare nelle regioni germaniche.
Intanto, nella grotta mi sovvennero tutte le storie delle fate ascoltate
avidamente da bambino. Il mondo ed il giorno erano scomparsi; mi trovavo
tutto ad un tratto in un elemento nuovo di luce cerulea. Le onde si
-muovevano appena e scintillavano con tutta la varietà dei colori, con
+muovevano appena e scintillavano con tutta la varietà dei colori, con
tutto lo splendore delle pietre preziose; le pareti erano rivestite di
una misteriosa tinta azzurra, quasi fossero quelle di un palazzo di
-fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso. Il silenzio era così
+fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso. Il silenzio era così
profondo che nessuno osava aprir bocca. Provammo a dire qualche parola,
-ma tacemmo subito di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo del remo
+ma tacemmo subito di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo del remo
ed il frangersi delle onde contro le pareti, dalle quali si
sprigionavano sprazzi di luce fosforescente. Avrei voluto tuffarmi,
immergermi in quella specie di bagno di luce. Secondo me, da quello che
narra Svetonio, ivi si doveva bagnare Tiberio e nuotare con le belle
fanciulle del suo _harem_. Fra quelle onde fosforescenti, quei corpi
-giovanili dovevano splendere di luce magica, nè dovevano mancare allora
-il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti, a rendere quel bagno più
+giovanili dovevano splendere di luce magica, nè dovevano mancare allora
+il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti, a rendere quel bagno più
voluttuoso. Vidi dipinta sopra un vaso greco una sirena, in atto di
sollevare due bianche braccia, sorridere e battere l'un contro l'altro
due cembali d'argento. Tali dovevano essere le sirene della magica
grotta, che solo gli uomini prediletti dalla fortuna ed i bambini
possono ancor oggi vedere.
-L'abbondanza di grotte, di caverne, in quest'isola è straordinaria. Vi
-sono grotte marine, caverne sotto terra, tutte belle, dalle forme più
-bizzarre, ed in così gran numero che rimane impossibile visitarle tutte.
-Io entrai in più di quindici e ne trovai sulla riva, a mezzogiorno, una
+L'abbondanza di grotte, di caverne, in quest'isola è straordinaria. Vi
+sono grotte marine, caverne sotto terra, tutte belle, dalle forme più
+bizzarre, ed in così gran numero che rimane impossibile visitarle tutte.
+Io entrai in più di quindici e ne trovai sulla riva, a mezzogiorno, una
piccola con effetti di luce molto simili a quelli della Grotta Azzurra.
In altre invece rinvenni una luce verdognola, particolarmente in quella
-detta appunto la Grotta Verde, per la vastità e per le forme grandiose
-della sua architettura, fuor di dubbio la più notevole dell'isola.
-Questa non è intieramente sotterranea e vi si può entrare ed uscire da
+detta appunto la Grotta Verde, per la vastità e per le forme grandiose
+della sua architettura, fuor di dubbio la più notevole dell'isola.
+Questa non è intieramente sotterranea e vi si può entrare ed uscire da
due grandi aperture. Alcune grotte hanno un nome, come la Marmolata e la
Marinella; altre invece no. Mi procurai la soddisfazione di battezzare
tutte quelle da me visitate e senza nome. Unica e veramente bella mi
parve la grotta Stella di Mare popolata di piante acquatiche; ammirai
-pure la grotta Euforio e quella dalle pareti variopinte dei più vivaci
+pure la grotta Euforio e quella dalle pareti variopinte dei più vivaci
colori, detta la grotta dei Ragni di mare. Ne trovai una anche dove le
onde erano di continuo agitate e la dedicai alle Eumenidi.
-Quasi tutte queste cavità si trovano lungo la riva dal Solaro ai
-Faraglioni; sono però poco visibili al di fuori. All'interno sono alte,
+Quasi tutte queste cavità si trovano lungo la riva dal Solaro ai
+Faraglioni; sono però poco visibili al di fuori. All'interno sono alte,
oscure, popolate da ragni, da uccelli e da ogni specie d'animali marini.
-Una bella passeggiata in mare è quella del giro dell'intera isola; vi
+Una bella passeggiata in mare è quella del giro dell'intera isola; vi
s'impiegano circa tre ore. La costa a ponente non offre di simili
-cavità, imperocchè ivi le pendici del Solaro scendono dolcemente in
+cavità, imperocchè ivi le pendici del Solaro scendono dolcemente in
mare, fra i due capi denominati Punta di Visareto, e Punta di Carena. Si
-avanzano colà in mare tre promontori, bassi ma ripidi, detti:
+avanzano colà in mare tre promontori, bassi ma ripidi, detti:
Campitello, Pino, ed Orica, muniti di alcune fortificazioni. Fu in
-quella località che i soldati di Murat sorpresero di notte tempo
+quella località che i soldati di Murat sorpresero di notte tempo
l'isola, arrampicandosi su per gli scogli. Procedendo oltre la Carena,
la sponda meridionale si presenta ad un tratto altissima e tagliata a
picco. Le rupi sono gigantesche e selvaggie e si specchiano in mare,
innalzandosi verso il cielo. La riva presenta lo stesso aspetto sino
-alla punta di Tragara e non è meno gigantesca e bizzarra tutta la costa
+alla punta di Tragara e non è meno gigantesca e bizzarra tutta la costa
di levante fino al promontorio di Lo Capo, a settentrione levante
dell'isola, dove abbondano le grotte ricche di stallattiti.
-Rimane ora da parlare della vetta più alta dell'isola, del monte
+Rimane ora da parlare della vetta più alta dell'isola, del monte
Solaro. Partendo da Anacapri e salendo a stento per un malagevole
sentiero, si arriva sul dorso del monte. La sua forma e il suo aspetto
-sono strani, imperocchè alla sommità la montagna presenta una pianura
+sono strani, imperocchè alla sommità la montagna presenta una pianura
arida, nericcia, quasi a foggia di terrazzo sulle rupi che scendono
-sopra Capri. Si cammina colà in un labirinto di macigni, facendo sorgere
+sopra Capri. Si cammina colà in un labirinto di macigni, facendo sorgere
ad ogni passo sciami di locuste nere, le quali, innumerevoli, ricoprono
tutto il suolo. All'orlo di questa pianura, sopra una rupe severa che
piomba in mare, sorge la cella dell'eremita di Anacapri; io non vidi mai
-romitaggio più degno di questo nome. Per entrare nella cella, bisogna
+romitaggio più degno di questo nome. Per entrare nella cella, bisogna
attraversare un'antica cappella. Trovai tutte le porte aperte e
l'eremita assente; la sua tonaca era gettata sul muricciolo del giardino
e sopra il suo letto stavano appesi un'immagine di S. Antonio di Padova,
@@ -3643,55 +3606,55 @@ cesta piena di pane e di piatti vuoti.
Vidi nel camposanto di Pisa quella pittura ad affresco, originalissima,
di Ambrogio e di Pier Lorenzetti, la quale rappresenta la vita degli
anacoreti nel deserto e posso dire di averla veduta qui riprodotta al
-vero. Credo che il vecchio eremita di Capri facesse ivi, ogni venerdì,
+vero. Credo che il vecchio eremita di Capri facesse ivi, ogni venerdì,
la sua predica ai pesci, come si vede, in un dipinto a Roma, S. Antonio
seduto sur uno scoglio predicare verso il mare, brulicante di pesci con
la testa fuori dell'acqua, a bocca aperta. Mentre stavo girando attorno
alla casetta, comparve il vecchio frate laico, con un fardelletto di
legna sulle spalle.
-Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò il suo dispiacere di non
+Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò il suo dispiacere di non
avere vino da offrirmi. Egli abitava da ben trentadue anni su
quell'altura; zoppicava esso pure nell'arrampicarsi, ma non aveva
affatto l'aspetto mefistofelico dell'eremita zoppo della villa di
-Tiberio; in lui era anzi qualcosa di quell'ingenua bontà propria dei
+Tiberio; in lui era anzi qualcosa di quell'ingenua bontà propria dei
santi e delle statue degli idoli indiani. Sopra la sua casa sorgeva la
-vetta del Solaro, il punto più elevato dell'isola, con la stazione del
-telegrafista, di cui ho già fatto parola. Saliti colassù, si ottiene
-giusta ricompensa della fatica sostenuta, imperocchè si scopre tutta
+vetta del Solaro, il punto più elevato dell'isola, con la stazione del
+telegrafista, di cui ho già fatto parola. Saliti colassù, si ottiene
+giusta ricompensa della fatica sostenuta, imperocchè si scopre tutta
l'isola e si gode una vista insuperabilmente bella: all'orizzonte, verso
-mezzodì, il mare senza limiti; a ponente e a settentrione l'isola di
-Ponza, quella torreggiante d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più
+mezzodì, il mare senza limiti; a ponente e a settentrione l'isola di
+Ponza, quella torreggiante d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più
lontani, perduti nelle nebbie, i monti di Gaeta, di Terracina, il
-promontorio di Miseno, ai cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi
+promontorio di Miseno, ai cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi
Elisi e Cimmeri, le spiagge azzurre di Baia, Pozzuoli e Cuma, il monte
Gauro, la Solfatara, l'isola di Nisida col suo castello, Posillipo, la
vetta dei Camaldoli, i monti di Capua, la splendida spiaggia di Napoli
-con una collana di città fino a Torre del Greco, la punta del Vesuvio
-montata da una colonna di fumo; verso il basso, Pompei; al di là i monti
+con una collana di città fino a Torre del Greco, la punta del Vesuvio
+montata da una colonna di fumo; verso il basso, Pompei; al di là i monti
frastagliati di Sarno e di Nocera; a levante la spiaggia bruna di Massa
-coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là il gigantesco monte S.
-Angelo, più oltre gli scogli delle Sirene e tutta la regione montuosa
+coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là il gigantesco monte S.
+Angelo, più oltre gli scogli delle Sirene e tutta la regione montuosa
dei golfi di Amalfi e di Salerno; finalmente, in lontananza, i monti
delle Calabrie biancheggianti per le nevi, e la spiaggia di Pesto, al
capo Licosia in Lucania.
A tale altura e con tale vista dinanzi agli occhi, uno si sente quasi
-vivere doppiamente. Imperocchè è assai ristretta la cerchia dell'umana
+vivere doppiamente. Imperocchè è assai ristretta la cerchia dell'umana
vita, tante sono le cose che quotidianamente ci stringono, ci
contrastano da ogni parte, ci condannano ad una lotta penosa, meschina,
-in un orizzonte che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è bello; bello è
-contemplare dall'altezza della civiltà l'orizzonte del pensiero, delle
+in un orizzonte che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è bello; bello è
+contemplare dall'altezza della civiltà l'orizzonte del pensiero, delle
scienze, delle arti, l'armonia che presiede all'ordine di tutte le cose
create. Io, in cima al monte Solaro, pensava ad Humboldt, al cui genio,
-credo, andiamo debitori di trovare il mondo così bello, così
+credo, andiamo debitori di trovare il mondo così bello, così
mirabilmente ordinato, e, fissando poi lo sguardo sul capo Miseno e sul
Vesuvio, pensavo pure a Plinio, l'Humboldt dei Romani, non che ad
Aristotile, genio veramente universale ed ordinatore dell'umano sapere.
Lieto di aver potuto contemplare tanto spettacolo delle armonie della
-natura, scesi di lassù quando il sole verso Ischia volgeva al tramonto.
-Il mare s'imporporava già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale
+natura, scesi di lassù quando il sole verso Ischia volgeva al tramonto.
+Il mare s'imporporava già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale
emergeva lontana e bella dalle onde, quasi giacesse in una sfera di
luce, rosseggiava come se fosse in fiamme.
@@ -3721,11 +3684,11 @@ provenivano dall'Asia, in seguito dall'Africa, da Candia, dalla Spagna,
come corsari, senza un fine prestabilito. Solo nell'827 iniziarono un
piano regolare di conquista.
-Michele Amari, nella sua _Storia dei Mussulmani in Sicilia_, ricostruì
-dalle fonti originali, con fedeltà storica, le vicende dell'invasione
-araba. Egli si servì per ciò delle cronache di Giovanni Diacono di
+Michele Amari, nella sua _Storia dei Mussulmani in Sicilia_, ricostruì
+dalle fonti originali, con fedeltà storica, le vicende dell'invasione
+araba. Egli si servì per ciò delle cronache di Giovanni Diacono di
Napoli, dell'830, e delle cronache dettate dall'Anonimo Salernitano,
-della fine del x secolo; nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di
+della fine del x secolo; nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di
Costantino Porfirogenito e del suo continuatore, e presso gli Arabi,
delle storie di Ibn-el-Athir Nowairi e di Ibn-Kaldum.
@@ -3737,26 +3700,26 @@ ribelli a cercare scampo in Africa ed a gettarsi fra le braccia degli
Aglabiti. Per odio e per desiderio di personale vendetta, Eufemio
divenne allora traditore della sua fede e della sua patria: fece in
Kairewan la proposta a Ziadeth-Allah d'inviare nell'isola un esercito,
-perchè, con l'aiuto dei Siciliani insorti, la conquistasse.
+perchè, con l'aiuto dei Siciliani insorti, la conquistasse.
Nel suo atto Eufemio sperava anche di conseguire un sogno ambizioso:
quello di divenire imperatore. Le opinioni in Kairewan erano discordi:
gli uni protendevano per l'impresa, gli altri la ritenevano troppo
-arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì settuagenario della città, stimato
-da tutti per la sua sapienza, riuscì a persuadere i recalcitranti ed
+arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì settuagenario della città, stimato
+da tutti per la sua sapienza, riuscì a persuadere i recalcitranti ed
egli stesso volle assumere il comando della spedizione.
Il 13 giugno dell'827, in un centinaio d'imbarcazioni, 10.000 fanti,
composti di Arabi, Berberi, Saraceni fuggiti dalla Spagna, Persiani e
sopra tutto Africani, salparono dal porto di Susa e quattro giorni dopo
sbarcarono presso Mazzara e sconfissero in un sanguinoso scontro il
-duce Palata, mentre Ased, durante la mischia, seguendo l'esempio di Alì
+duce Palata, mentre Ased, durante la mischia, seguendo l'esempio di Alì
e di Maometto, stava in preghiere e recitava il capitolo la-Sin del
Corano.
Poscia i Saraceni mossero contro Siracusa e si accamparono, come narra
-lo storico arabo, in alcune grotte intorno alla città, cioè nelle famose
-_latomie_. Per un anno rimasero dinanzi alla città, dove i Greci,
+lo storico arabo, in alcune grotte intorno alla città, cioè nelle famose
+_latomie_. Per un anno rimasero dinanzi alla città, dove i Greci,
incoraggiati dalle promesse di soccorso fatte dal doge di Venezia
Giustiniano Partecipazio, opposero gagliarda resistenza. I Saraceni
furono decimati dalla peste, come era avvenuto a tutti gli eserciti che,
@@ -3769,17 +3732,17 @@ direzione battere in ritirata, inseguito dai nemici.
Guidati da Eufemio, gl'infedeli si arrestarono a Minoa e, rinforzati di
nuove truppe, poterono impadronirsi di Agrigento. Panormo cadde
-nell'831. Questa città veniva dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi
-prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì Ibrahim-ibn-Abdallah-ibn-el
-Aglab, che fu il primo _valì_ (governatore) della Sicilia. Sotto il suo
-successore anche Castrogiovanni, l'antica Ema, passò in potere dei
+nell'831. Questa città veniva dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi
+prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì Ibrahim-ibn-Abdallah-ibn-el
+Aglab, che fu il primo _valì_ (governatore) della Sicilia. Sotto il suo
+successore anche Castrogiovanni, l'antica Ema, passò in potere dei
Saraceni. Siracusa e Taormina continuarono a resistere, difendendosi con
grande valore: di quel memorabile assedio rimangono documenti che
attestano l'eroismo dei Siracusani ai tempi di Nicia e di Marcello.
Tutti i viveri erano consumati; i miseri abitanti dovevano nutrirsi di
ossa triturate e di cadaveri; essi speravano sempre negli aiuti
dell'imperatore Basilio, che avea appunto inviato il suo ammiraglio
-Adriano con una flotta in soccorso della città.
+Adriano con una flotta in soccorso della città.
Per dimostrare il culto che ancora a quei tempi inspirava l'antica
Siracusa, basta riportare la singolare tradizione la quale narra che,
@@ -3787,43 +3750,43 @@ nel mentre Adriano se ne stava inoperoso sulle coste dell'Elide nel
Peloponneso, vennero alcuni pastori ad annunziargli l'apparizione avuta
nelle paludi di alcuni demoni, che avevan annunziata loro la caduta di
Siracusa pel giorno appresso. I pastori vollero inoltre condurre
-l'ammiraglio sul luogo indicato, ed egli udì le voci che annunziavano la
-resa dell'eroica città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878 Siracusa
-dovette arrendersi; i Saraceni, entrati nella città, compirono gesta
+l'ammiraglio sul luogo indicato, ed egli udì le voci che annunziavano la
+resa dell'eroica città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878 Siracusa
+dovette arrendersi; i Saraceni, entrati nella città, compirono gesta
vandaliche, trucidarono gli abitanti, saccheggiarono le case, vi
-appiccarono poscia il fuoco, e largo bottino vi fecero, perchè il paese
+appiccarono poscia il fuoco, e largo bottino vi fecero, perchè il paese
anche allora era un centro di grande commercio bizantino.
Di quell'epoca esiste un prezioso documento, una lettera del monaco
Teodosio all'arcidiacono Leone, nella quale egli descrive l'assedio e la
-sua prigionia, nonchè quella dell'arcivescovo. Dopo che la città fu
+sua prigionia, nonchè quella dell'arcivescovo. Dopo che la città fu
presa e ne fu trucidata la maggior parte degli abitanti, i Saraceni
trascinarono l'arcivescovo e l'autore della lettera a Palermo, davanti
-al grande emiro. Allorchè gl'infedeli comparvero dinanzi alla città col
+al grande emiro. Allorchè gl'infedeli comparvero dinanzi alla città col
bottino raccolto, i loro correligionari andarono ad incontrarli,
-cantando inni di vittoria. Si sarebbe detto--scrive il monaco,--che colà
+cantando inni di vittoria. Si sarebbe detto--scrive il monaco,--che colà
si fosse dato appuntamento tutto il popolo d'Islam, da oriente a
ponente, da settentrione a mezzogiorno. I prigionieri furono condotti
dinanzi all'emiro, che stava seduto a terra. E sembrava fiero del suo
-potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo il disprezzo che i
+potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo il disprezzo che i
cristiani nutrivano per Maometto, rimprovero a cui il degno sacerdote
-rispose con l'energia e la sincerità di un martire, così che gli valse,
-e valse al monaco suo compagno, il carcere. Di là quest'ultimo scrisse
+rispose con l'energia e la sincerità di un martire, così che gli valse,
+e valse al monaco suo compagno, il carcere. Di là quest'ultimo scrisse
la lettera.
-Il 1^o agosto del 901 anche Taormina si arrese e così l'intera Sicilia
-passò in potere della mezza luna maomettana ed ebbe, da quel momento,
+Il 1^o agosto del 901 anche Taormina si arrese e così l'intera Sicilia
+passò in potere della mezza luna maomettana ed ebbe, da quel momento,
leggi mussulmane, lingua e costumi arabi. Quella Sicilia che aveva dato
a Roma ben quattro papi (Agatone nel 679, Leone II nel 682, Sergio nel
687 e Stefano III nel 768), correva ormai il rischio di andare perduta
-per la cristianità, tanto più che gli Arabi non si comportavano da
+per la cristianità, tanto più che gli Arabi non si comportavano da
popolo fanatico, ma si sforzavano piuttosto d'indurre i Siciliani ad
abbracciare la fede di Maometto. Narra Albufeda che Achmed, governatore
-dell'isola nel 959, portò seco in Africa trenta giovani della nobiltà
+dell'isola nel 959, portò seco in Africa trenta giovani della nobiltà
siciliana e li costrinse ad abbracciare l'islamismo. Parecchie chiese e
-parecchi monasteri cristiani furono però distrutti, molte corporazioni
+parecchi monasteri cristiani furono però distrutti, molte corporazioni
religiose soppresse; altre ottennero la tolleranza mediante il pagamento
-di forti tributi, riuscendo così a sopravvivere anche sotto questa
+di forti tributi, riuscendo così a sopravvivere anche sotto questa
dominazione. Allorquando i Normanni discesero nell'isola, trovarono
valido appoggio nei cristiani in Val Demone e nella Valle di Mazzara; a
Palermo trovarono un vescovo greco, Nicodemo, che compiva il suo ufficio
@@ -3831,101 +3794,101 @@ nella chiesa di S. Ciriaco.
La signoria degli Arabi fu, secondo la natura di quel popolo, irrequieta
e agitata: mentre la minacciavano la guerra con i Greci delle Calabrie e
-di Bisanzio, era travagliata all'interno dalle fazioni; più di una volta
+di Bisanzio, era travagliata all'interno dalle fazioni; più di una volta
le ribellioni di Siracusa, di Agrigento, d'Imera, di Lentini, di
Taormina ne minacciarono la sicurezza.
-Fino a che durò la dominazione degli Aglabiti di Kairewan, l'isola fu
-governata dai loro valì; ma quando, sui primi del x secolo, successero a
+Fino a che durò la dominazione degli Aglabiti di Kairewan, l'isola fu
+governata dai loro valì; ma quando, sui primi del x secolo, successero a
quella dinastia i Fatimidi, e il califato di Tunisi fu riunito a quello
egiziano, la Sicilia divenne del pari egiziana, senza lotta sanguinosa
fra gli antichi e i nuovi signori.
-La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più fortunata della dominazione
-araba in Sicilia: l'isola fu elevata a dignità di emirato, indipendente
+La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più fortunata della dominazione
+araba in Sicilia: l'isola fu elevata a dignità di emirato, indipendente
dall'Egitto, e Palermo ne divenne la capitale. Primo emiro ne fu
-Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato della sua stirpe divenne
+Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato della sua stirpe divenne
ereditario. La sapienza di Hassan non fu meno apprezzata della sua
-energia; egli seppe domare i varî partiti, restituire all'isola la
-tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie ed all'intera Italia,
-Roma compresa. Invano contro di lui tentò una spedizione l'imperatore
+energia; egli seppe domare i varî partiti, restituire all'isola la
+tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie ed all'intera Italia,
+Roma compresa. Invano contro di lui tentò una spedizione l'imperatore
greco Costantino Porfirogineta; il suo esercito fu battuto, la sua
-flotta distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore di Hassan, diede da
+flotta distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore di Hassan, diede da
fare all'Italia con le sue scorrerie, e per poco lo stesso imperatore
Ottone II non cadde nelle sue mani. Frattanto i continui bottini che gli
-Arabi portavano a Palermo, rendevano ricca la città; nuove continue
-schiere di arabi veniano a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò a
+Arabi portavano a Palermo, rendevano ricca la città; nuove continue
+schiere di arabi veniano a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò a
rifiorire, come la Spagna era rifiorita sotto i Mori.
I regni di Jussuf, dal 990 al 998, quello di Giaffar, al principio
dell'xi secolo, e quello del suo successore Al-Achals furono del pari
-felici. Questo stato di cose durò circa ottant'anni, finchè le
+felici. Questo stato di cose durò circa ottant'anni, finchè le
sollevazioni africane si estesero anche nell'isola e generarono la
scissione del governo in tante piccole signorie, le quali portarono alla
caduta finale della dominazione araba in Sicilia.
L'ultimo emiro dell'intera isola fu Hassan-Samsan-Eddaula, contro il
-quale insorse il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a cacciarlo in Egitto
-nel 1036. Cominciarono così a sorgere nelle varie città dei piccoli
+quale insorse il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a cacciarlo in Egitto
+nel 1036. Cominciarono così a sorgere nelle varie città dei piccoli
tirannelli arabi, ed altri, approfittando del movimento, ne vennero
dall'Africa, per impadronirsi della signoria. L'imperatore Michele
-Paflagonio capì che era giunto il momento per la riconquista dell'isola
-e vi spedì il valoroso Giorgio Maniace con un esercito; ma questi non
-riuscì nell'intento e vi riuscirono invece, nel 1072, i Normanni.
+Paflagonio capì che era giunto il momento per la riconquista dell'isola
+e vi spedì il valoroso Giorgio Maniace con un esercito; ma questi non
+riuscì nell'intento e vi riuscirono invece, nel 1072, i Normanni.
Come abbiam detto, la dominazione degli Arabi in Sicilia fu assai
-diversa da quella dei Mori in Spagna; le due regioni, fra le più belle
+diversa da quella dei Mori in Spagna; le due regioni, fra le più belle
dell'Europa meridionale, furono conquistate dagli Arabi africani, ma in
condizioni assai diverse: i Mori in Spagna distrussero un possente
-impero cristiano, che già possedeva i suoi buoni ordinamenti di governo
+impero cristiano, che già possedeva i suoi buoni ordinamenti di governo
e di amministrazione, ai quali dovettero sostituirne altri. La loro
signoria, sorta dal califfato degli Ommiadi, assunse carattere regolare
ed ortodosso di fronte a quello degli Abassidi d'Asia; il passaggio si
-compì con eroismo cavalleresco, a contatto della cristianità, che
+compì con eroismo cavalleresco, a contatto della cristianità, che
dovette nella lotta raddoppiare di energia. Ed infine, la Spagna era una
vasta e ricca contrada. In Sicilia, invece, gli Arabi non ebbero da
distruggere una grande potenza indigena, ma solo dovettero cacciare i
Greci-bizantini indeboliti e quasi imbarbariti. La conquista per essi fu
-facile: trovarono delle città in piena decadenza e non dovettero lottare
+facile: trovarono delle città in piena decadenza e non dovettero lottare
col cristianesimo, col quale piuttosto si confusero, ristretti essendo i
confini dell'isola e non offrendo i suoi monti quel rifugio che avevano
dato i Pirenei agli Spagnuoli.
-I Mori raggiunsero in breve in Spagna uno splendore che abbagliò
+I Mori raggiunsero in breve in Spagna uno splendore che abbagliò
l'intera Europa; illustrarono il loro regno con meravigliosi monumenti
architettonici e con una cultura scientifica che fece epoca nella
-civiltà europea; e poterono così mantenersi per ben settecento anni
+civiltà europea; e poterono così mantenersi per ben settecento anni
nella terra conquistata. Gli Arabi in Sicilia invece non riusciron
durante i duecento anni di dominazione ad uscire da loro stato caotico.
Ad onta dell'opinione dei Siciliani d'oggi, i quali guardano con una
certa compiacenza romantica il periodo della dominazione araba
-nell'isola, si può affermare che il regno dei grandi emiri di Sicilia
-non differì gran che dagli stati barbareschi d'Africa.
+nell'isola, si può affermare che il regno dei grandi emiri di Sicilia
+non differì gran che dagli stati barbareschi d'Africa.
-I Saraceni, del resto, non erano affatto rozzi, nè barbari. Tutti
+I Saraceni, del resto, non erano affatto rozzi, nè barbari. Tutti
presero parte alla cultura scientifica d'Oriente, sviluppatasi con
-grande rapidità. Anche la poesia, le arti, le scienze orientali
+grande rapidità. Anche la poesia, le arti, le scienze orientali
piantarono le loro radici nell'antico suolo dorico di Sicilia. La storia
moderna della letteratura dell'isola accolse anche gli Arabi-siculi nel
catalogo de' suoi scrittori compilato dall'Amari. Ma noi regaleremmo
assai volentieri tutti quei verseggiatori dai nomi ampollosi per
-un'opera sola, la storia araba di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò
+un'opera sola, la storia araba di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò
perduta; per questa rinunceremmo del pari al _Divano_ di Ibn-Hamdis di
Siracusa.
I monumenti che soli rimangono della loro presenza in Sicilia, sono
-quelli dell'architettura Kairewan, la città donde pervennero, rinomata
+quelli dell'architettura Kairewan, la città donde pervennero, rinomata
per la moschea fondata da Akbah nel VII secolo, e quale sede del
-califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto della buona architettura,
+califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto della buona architettura,
ma non costruirono nelle sicule contrade notevoli edifici come i Mori in
Spagna. Nessuna traccia di qualche loro bella moschea rimane a Palermo,
-e lo stesso Alcazar, divenuto più tardi castello dei Normanni e degli
+e lo stesso Alcazar, divenuto più tardi castello dei Normanni e degli
Svevi, non conserva niente della parte dagli Arabi edificata. Palermo
-fra tutte le città si distinse per lusso e ricchezza, e divenne presto
-un centro voluttuoso, tutto orientale. Ivi e in altre città gli Arabi
+fra tutte le città si distinse per lusso e ricchezza, e divenne presto
+un centro voluttuoso, tutto orientale. Ivi e in altre città gli Arabi
edificarono i loro mercati, le loro ville cinte di giardini. Nel periodo
-più florido della loro dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì e
-di Kasem, dei quali ci e stato tramandato che costruirono città e
+più florido della loro dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì e
+di Kasem, dei quali ci e stato tramandato che costruirono città e
castelli, l'architettura moresca necessariamente si estese. Nessun
contrasto doveva esser maggiore di quello offerto allora dallo stile
grazioso e fantastico dell'Oriente con quello severo e maestoso dei
@@ -3933,19 +3896,19 @@ tempi dorici in Sicilia. L'architettura moresca si mantenne anche nei
periodi posteriori; fu, come la scrittura e la lingua araba, usata
talvolta anche dai Normanni e dagli Svevi, e dalla fusione del tipo
saraceno col tipo bizantino-romano nacque quello stile misto che prese
-il nome di arabo-normanno: dal che si può argomentare che i Saraceni in
+il nome di arabo-normanno: dal che si può argomentare che i Saraceni in
Sicilia dovettero elevare splendidi edifici. Ma il tempo ha distrutto
tutti i palazzi degli emiri, la cui magnificenza produsse tanto stupore
nel principe normanno Ruggero, e dei monumenti di architettura araba non
-rimangono più che la Cuba e la Zisa, due ville presso Palermo, costruite
+rimangono più che la Cuba e la Zisa, due ville presso Palermo, costruite
senza dubbio dai Saraceni, ma poi alterate grandemente e restaurate e in
tempi posteriori ampliate.
Le due ville stanno fuori della Porta Nuova, sulla strada che mette a
-Monreale. La Cuba (parola che in arabo significa arco o vòlta) è stata
+Monreale. La Cuba (parola che in arabo significa arco o vòlta) è stata
da parecchi anni adibita a caserma di cavalleria ed ha subito tali
rovine e alterazioni che ben poco ormai si riconosce dell'antica
-disposizione. All'esterno è un edificio quadrato, regolare, costruito
+disposizione. All'esterno è un edificio quadrato, regolare, costruito
con pietre ben lavorate, proporzionato e diviso da archi e da finestre,
in parte finte e soltanto ornamentali, secondo l'usanza araba. Sulla
cornice in cima all'edificio si scorge ancora un'iscrizione araba,
@@ -3953,56 +3916,56 @@ indecifrabile. L'interno fu completamente devastato e trasformato;
soltanto nella sala centrale, in origine molto probabilmente sormontata
da una cupola, sono avanzi di pittura e bellissimi rabeschi di stucco.
-Boccaccio collocò in questo palazzo la scena della V novella della sesta
+Boccaccio collocò in questo palazzo la scena della V novella della sesta
giornata del suo _Decamerone_, e lo storico Fazello ne descrisse la
magnificenza, riportando quello che ne avevano detto scrittori antichi,
-imperocchè a quel tempo--secolo XVI--il castello era già rovinato. Così
-egli ce lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura della città verso
+imperocchè a quel tempo--secolo XVI--il castello era già rovinato. Così
+egli ce lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura della città verso
ponente, trovasi un pomario di duemila passi di circonferenza, detto
parco, ossia Circo reale. In questo giardino, rallegrato da acque
-perenni, crescono meravigliose specie di piante e qua e là si vedono
-cespugli di alloro e di mirto odoroso. Colà, dall'entrata all'uscita, si
+perenni, crescono meravigliose specie di piante e qua e là si vedono
+cespugli di alloro e di mirto odoroso. Colà, dall'entrata all'uscita, si
stendeva un lungo portico, con parecchi padiglioni aperti a forma
circolare, adibiti per gli svaghi del re, uno dei quali tuttora rimane
in buone condizioni, con nel mezzo una grande vasca fatta con pietre
regolari e commesse con mirabile arte. La vasca esiste ancora, ma priva
d'acqua e di pesci. In questo pomario sorgeva lo stupendo palazzo dei re
saraceni, in un angolo del quale si tenevano raccolte fiere d'ogni
-sorta. Oggi tutto è rovinato; i giardini sono stati ridotti a vigne di
+sorta. Oggi tutto è rovinato; i giardini sono stati ridotti a vigne di
privati e solo se ne giudica l'estensione dai muri di cinta in massima
parte ancora in piedi. I Palermitani continuano ancora a dare a questo
-luogo l'antico nome saraceno di Cuba».
+luogo l'antico nome saraceno di Cuba».
Il palazzo nelle sue parti principali esiste ancor oggi, tale e quale ci
fu descritto da Fazello, ed in particolare si possono ancor vedere le
mura di cinta del giardino ed in questo gli avanzi dell'antica vasca.
-La Zisa era una villa ancor più bella, più vasta. La famiglia spagnuola
-di Sandoval, di poi proprietaria, l'alterò grandemente con nuove
-costruzioni, ma la preservò anche in tal modo dalla sua completa rovina.
-Lo stile è lo stesso della villa Cuba; ha la forma ben proporzionata di
+La Zisa era una villa ancor più bella, più vasta. La famiglia spagnuola
+di Sandoval, di poi proprietaria, l'alterò grandemente con nuove
+costruzioni, ma la preservò anche in tal modo dalla sua completa rovina.
+Lo stile è lo stesso della villa Cuba; ha la forma ben proporzionata di
un dado, semplice, costruita con pietre regolarmente lavorate, divisa in
tre parti da cornici, archi e finestre. Guglielmo il Malo la fece
-restaurare e probabilmente anche l'ampliò, poichè non potrebbesi
+restaurare e probabilmente anche l'ampliò, poichè non potrebbesi
spiegare altrimenti l'asserzione di Romualdo da Salerno: che quel re
-cioè avesse fatto costruire un palazzo chiamato la Zisa. «In quel
+cioè avesse fatto costruire un palazzo chiamato la Zisa. «In quel
tempo--ha lasciato scritto Romualdo--re Guglielmo fece edificare presso
Palermo un palazzo di meravigliosa architettura, cui diede nome Zisa e
-che circondò di ameni giardini e arricchì questi con appositi
-acquedotti, di grandi vasche in cui si allevavano dei pesci». La Zisa
+che circondò di ameni giardini e arricchì questi con appositi
+acquedotti, di grandi vasche in cui si allevavano dei pesci». La Zisa
mantenne sempre il suo carattere arabo, nonostante che re Guglielmo vi
facesse notevoli modificazioni. Il suo interno, interamente restaurato,
contiene parecchie sale e appartamenti, che niente conservano del loro
carattere arabo; soltanto il portico d'ingresso ha serbato un certo
-aspetto di antichità. Ivi, nel muro, sono nicchie ed archi sostenuti da
+aspetto di antichità. Ivi, nel muro, sono nicchie ed archi sostenuti da
colonne, fra le quali sgorga in una vasca di marmo una fonte, tappezzata
-di muschio e di piante rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di
+di muschio e di piante rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di
stile arabo ed ha notevoli ornati e rabeschi originalissimi e
fantastici. Gli affreschi e i mosaici, rappresentanti palme, ramoscelli
d'olivo, pavoni e figure di arceri, sono di origine normanna, e normanna
-è pure l'iscrizione cufica sulla parete, riprodotta anche
-dall'orientalista Morso nella sua opera _Palermo antica_, nonchè dal de
-Sacy. La già nominata iscrizione, ora illeggibile, in cima al palazzo, è
+è pure l'iscrizione cufica sulla parete, riprodotta anche
+dall'orientalista Morso nella sua opera _Palermo antica_, nonchè dal de
+Sacy. La già nominata iscrizione, ora illeggibile, in cima al palazzo, è
invece araba.
La fonte dal portico sgorgava in una bella vasca, ancora esistente nel
@@ -4011,74 +3974,74 @@ descrizione dell'Italia e delle sue isole. La vasca era sita di fronte
al portico, aveva forma regolare, lunga cinquanta passi ed era rivestita
tutta di muratura. Nel mezzo vi sorgeva un grazioso e piccolo edificio,
al quale si accedeva per mezzo di un ponticello di pietra, ed in cui
-esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici passi e larga sei, con due
-finestre; di là, dice l'Alberti, si passava in una bella stanza
+esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici passi e larga sei, con due
+finestre; di là, dice l'Alberti, si passava in una bella stanza
destinata alle donne, con tre finestre a duplice arco, sostenuto nel
mezzo da una colonnetta di marmo.
Parecchie scale portavano al piano superiore del palazzo, ove erano
-varie camere a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo; e
+varie camere a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo; e
nell'interno c'era un cortile a porticato. Tutto quanto l'edificio era
coronato di merli. Le sale, con le pareti rivestite di mosaici, coi
-pavimenti di marmo e di porfido nei colori più svariati, dovevano essere
-indubbiamente stupende. Ma l'Alberti trovò già la Zisa ridotta in tale
+pavimenti di marmo e di porfido nei colori più svariati, dovevano essere
+indubbiamente stupende. Ma l'Alberti trovò già la Zisa ridotta in tale
stato di ruina da fargli esclamare melanconicamente:
-«In verità, io non credo possa esistere animo gentile che, dinanzi a
-quest'edificio già così bello e in parte ora caduto, in parte
-minacciante rovina, non provi un senso di profonda compassione». Quanto
+«In verità, io non credo possa esistere animo gentile che, dinanzi a
+quest'edificio già così bello e in parte ora caduto, in parte
+minacciante rovina, non provi un senso di profonda compassione». Quanto
bella doveva essere questa villa ai tempi degli emiri, dei Normanni, di
Federigo, sotto questo splendido cielo, in quelle notti serene di questa
amena contrada che fa pompa, dal lido del mare ai piedi del monte, de'
-più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!...
+più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!...
Ho visto pochi panorami simili a quello che si gode dal tetto a foggia
-di terrazzo di questo castello; di là si scorgono tutti i dintorni di
+di terrazzo di questo castello; di là si scorgono tutti i dintorni di
Palermo, dalla spiaggia ai monti, dintorni di una bellezza che la parola
-non sa, nè può descrivere. Basti dire che si abbraccia con lo sguardo
+non sa, nè può descrivere. Basti dire che si abbraccia con lo sguardo
tutta la _Conca d'oro_, co' suoi neri monti, maestosi e severi, tali da
sembrar tagliati dallo scalpello greco, co' suoi giardini ricchi
-d'aranci, cosparsi di ville, con la sua città turrita e piena di cupole,
+d'aranci, cosparsi di ville, con la sua città turrita e piena di cupole,
col suo mare sempre meraviglioso, con la mole gigantesca e imponente da
una parte del monte Pellegrino, dall'altra del capo Zafferano, che si
protende in mare, co' suoi monti coronati di neve nel lontano orizzonte,
perduti in una atmosfera pura, serena, tranquilla. Terra, mare, aria,
-luce, colà tutto ricorda l'Oriente. Nel fissare dal tetto della Zisa i
+luce, colà tutto ricorda l'Oriente. Nel fissare dal tetto della Zisa i
giardini, vien fatto di attendere l'uscita delle belle odalische al
suono di una mandola, e di un emiro dalla lunga barba, in caftano rosso
-e pantofole gialle. Là si prova quasi il desiderio di vivere secondo i
+e pantofole gialle. Là si prova quasi il desiderio di vivere secondo i
precetti del Corano.
-Non è errato credere che, specie ai tempi della dominazione spagnuola,
+Non è errato credere che, specie ai tempi della dominazione spagnuola,
il fanatismo religioso abbia cercato di distruggere l'antica dimora dei
Saraceni. I principi normanni, invece, rimasero colpiti dallo splendore
dei palagi e dei giardini arabi e l'imitarono nelle loro costruzioni.
-Ruggero pel primo edificò delle ville in quello stile, Favara Mimnermo
+Ruggero pel primo edificò delle ville in quello stile, Favara Mimnermo
ed altre, come ha lasciato scritto Ugo Falcando, contemporaneo degli
ultimi principi normanni. Le fontane sopratutto furono da questi imitate
-e le vasche di foggia orientale; molte ne costruì difatti Federigo II,
+e le vasche di foggia orientale; molte ne costruì difatti Federigo II,
giovandosi della ricchezza d'acqua di cui Palermo godeva sin dai tempi
-più antichi. A prova della passione che gli Arabi dimostrarono nel
+più antichi. A prova della passione che gli Arabi dimostrarono nel
costruire vasche, basta citare la descrizione che Leonardo Alberti fa di
quella della Zisa, e la descrizione che l'ebreo Beniamino di Tudela,
nella sua breve opera su Palermo, fa della vasca Albehira. Beniamino di
Tudela venne in Sicilia nel 1172, ai tempi di Guglielmo il Buono, per
-visitarvi le corporazioni israelitiche, e così descrisse l'Albehira:
-«Nel centro della città sgorga la più copiosa delle fontane, quella
+visitarvi le corporazioni israelitiche, e così descrisse l'Albehira:
+«Nel centro della città sgorga la più copiosa delle fontane, quella
circondata da mura cui gli Arabi diedero il nome di Albehira. Vi si
mantengono pesci di varie specie e vi navigano le barche reali, ornate
d'oro, d'argento ed elegantemente dipinte; il re con le sue dame vi si
reca spesso per diletto. Nei giardini reali trovasi inoltre un castello,
le cui pareti son rivestite d'oro e d'argento, e i pavimenti sono
formati di marmi rarissimi; contiene statue d'ogni sorta. Non vidi mai
-altrove edifici paragonabili ai palagi di questa città».
+altrove edifici paragonabili ai palagi di questa città».
S'ignora ove sorgesse l'Albehira; Morso ha cercato di provare che
-Beniamino alludesse al così detto _Mar Dolce_, nome dato alle rovine
-arabe del castello di Favara, presso il pittoresco convento del Gesù,
-fuori le porte della città, sotto la grotta famosa per i suoi fossili.
-Queste rovine presero il nome di _Mar Dolce_ perchè si trovavano di
-fronte ad una vasca; gli Arabi però le dicevano _Case Djiafar_.
+Beniamino alludesse al così detto _Mar Dolce_, nome dato alle rovine
+arabe del castello di Favara, presso il pittoresco convento del Gesù,
+fuori le porte della città, sotto la grotta famosa per i suoi fossili.
+Queste rovine presero il nome di _Mar Dolce_ perchè si trovavano di
+fronte ad una vasca; gli Arabi però le dicevano _Case Djiafar_.
Fuori di Palermo esiste ancora una quarta villa o palazzo saraceno,
quello di Ainsenin, dal popolo soprannominato _Torre del Diavolo_, le
@@ -4093,29 +4056,29 @@ sopratutto allorquando, nel 1220, gli Arabi ancor rimasti nell'isola
furono trasportati a Nocera nelle Puglie, avendo durante l'assenza di
Federigo, guidati da Mirabet, tentato di riacquistare la loro
indipendenza. D'allora in poi il linguaggio e i costumi arabi andarono
-perdendosi in Sicilia ed una nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò
+perdendosi in Sicilia ed una nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò
di stabilirvisi, cominciando col cancellare ogni traccia dei
predecessori.
Nell'ultimo secolo, quando la scoperta di Pompei riaccese in tutta
-Italia lo studio dell'antichità, si prese a indagare pure con ardore le
+Italia lo studio dell'antichità, si prese a indagare pure con ardore le
vicende della dominazione araba in Sicilia. Le iscrizioni esistenti
nelle chiese e nei palazzi portarono allo studio della lingua araba ed
in Palermo sorse anzi una cattedra speciale per l'insegnamento di
questa. Ma la cosa non avvenne senza grottesca soperchieria, la quale
valse a provare sino a qual segno ogni tradizione araba fosse scomparsa
dall'isola in cui un tempo gli stessi re cristiani avevano parlato
-quella lingua. Il maltese Giuseppe Vella venne a Palermo e si spacciò
+quella lingua. Il maltese Giuseppe Vella venne a Palermo e si spacciò
per dotto orientalista, falsificando anche un codice contenente
parecchie corrispondenze degli Arabi in Sicilia. L'abile falsario seppe
ingannare tutta quanta l'Europa erudita, fintanto che, smascherato,
venne rimosso dalla cattedra e imprigionato.
-Frattanto però presero a dedicarsi allo studio dell'arabo parecchi
+Frattanto però presero a dedicarsi allo studio dell'arabo parecchi
Siciliani, fra i quali Airoldi, Rosario e Morso, quest'ultimo in special
modo, che successe al Vella nella cattedra e fu in relazione con i
maggiori orientalisti, col Tichsen, col Silvestre, col Sacy, con
-l'Hammer e col Frahn, e molto si adoperò nell'interpretazione delle
+l'Hammer e col Frahn, e molto si adoperò nell'interpretazione delle
iscrizioni cufiche esistenti in Palermo. Ne risultarono opere veramente
utili, come la _Rerum Arabicarum quae ad historiam siculam spectant
ampla collectio_ di Gregorio, pubblicata a Palermo nel 1790; le _Notizie
@@ -4124,32 +4087,32 @@ Palermo, nel 1833; ed infine la _Storia dei Mussulmani in Sicilia_,
dovuta all'insigne Michele Amari, ma di cui furono editi soltanto i due
primi volumi.
-Lo studio delle antichità arabe risvegliò anche l'amore per
-l'architettura saraceno-normanna, e divenne così generale, che molte
+Lo studio delle antichità arabe risvegliò anche l'amore per
+l'architettura saraceno-normanna, e divenne così generale, che molte
botteghe della bella via Toledo di Palermo sono oggi ornate alla foggia
araba e in stile arabo sono costruite molte ville di ricchi possidenti
nella campagna.
-Il gusto corrotto dei palazzi e delle ville siciliane è noto a tutti per
+Il gusto corrotto dei palazzi e delle ville siciliane è noto a tutti per
la sua straordinaria bizzarria. Mentre si avevano sott'occhio dei
modelli graziosissimi e si avevano alle porte di Palermo la Cuba e la
-Zisa, mentre esistevano nella stessa città edifici dell'epoca normanna o
+Zisa, mentre esistevano nella stessa città edifici dell'epoca normanna o
posteriori, come, per esempio, il palazzo del tribunale, che insegnavano
-come anche in edifici grandiosi si potesse unire la semplicità
-all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà della decorazione, si
-preferì innalzare costruzioni di gusto esageratamente barocco, come la
+come anche in edifici grandiosi si potesse unire la semplicità
+all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà della decorazione, si
+preferì innalzare costruzioni di gusto esageratamente barocco, come la
villa del principe di Palagonia, o ricorrere al gusto cinese, come nella
regale villa della Favorita.
-In questi ultimi tempi veramente si è fatto ritorno allo stile
-arabo-normanno, e farà epoca fra le moderne costruzioni la villa Serra
-di Falco, innalzata a poca distanza dalla Zisa da quel duca che è
-altamente benemerito per lo studio delle antichità siciliane. I
-magnifici giardini di questa palazzina dànno l'illusione di rivivere ai
+In questi ultimi tempi veramente si è fatto ritorno allo stile
+arabo-normanno, e farà epoca fra le moderne costruzioni la villa Serra
+di Falco, innalzata a poca distanza dalla Zisa da quel duca che è
+altamente benemerito per lo studio delle antichità siciliane. I
+magnifici giardini di questa palazzina dànno l'illusione di rivivere ai
tempi di Hassan.
-In Palermo, il marchese Forcella innalzò pure un bel palazzo di stile
-arabo-normanno, nel quale sono però alcune cose grottesche come in tutte
+In Palermo, il marchese Forcella innalzò pure un bel palazzo di stile
+arabo-normanno, nel quale sono però alcune cose grottesche come in tutte
le imitazioni di architettura passata. Questo palazzo sorge in piazza
Teresa, presso la porta dei Greci; il proprietario vi spese ingenti
somme e i lavori non ne sono peranco ultimati. All'esterno le finestre
@@ -4157,13 +4120,13 @@ sono a doppio arco di sesto acuto, divise da una colonnetta, guarnite
con vetri colorati. Le sale sono parecchie e ricche, in specie quelle
centrali, di gusto tutt'altro che arabo, con le pareti rivestite di
marmi e di pietre dure, preziosi quelli e queste, di vario colore, a
-disegni graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente, e il pavimento
-è in marmo di vario colore; questa profusione di marmi prova la
+disegni graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente, e il pavimento
+è in marmo di vario colore; questa profusione di marmi prova la
ricchezza mineralogica dell'isola. A rendere quest'edificio simile ad
un'Alhambra non manca nemmeno una fontana. Altre stanze furono dal ricco
-marchese decorate in stile romano e pompeiano e dimostrano l'abilità dei
-Siciliani nell'affresco, imperocchè tutte le imitazioni di pitture
-antiche furono colà eseguite unicamente da artisti nati e vissuti
+marchese decorate in stile romano e pompeiano e dimostrano l'abilità dei
+Siciliani nell'affresco, imperocchè tutte le imitazioni di pitture
+antiche furono colà eseguite unicamente da artisti nati e vissuti
nell'isola.
@@ -4174,119 +4137,119 @@ uno stesso tempo conquistate da una razza audace e avventuriera, quella
dei Normanni, che, dopo avervi per poco brillato, vi si spense. Nell'una
e nell'altra isola venne introdotto il governo feudale, con baronie e
maggioraschi, i quali durano ancor oggi[5]. In entrambe le isole si
-formò una costituzione aristocratica, che si sviluppò possente in
-Inghilterra e di cui rimangono ancora vestigia in Sicilia, ove più
+formò una costituzione aristocratica, che si sviluppò possente in
+Inghilterra e di cui rimangono ancora vestigia in Sicilia, ove più
presto si estinse.
-Questa similitudine di destini fra le due isole è abbastanza singolare e
+Questa similitudine di destini fra le due isole è abbastanza singolare e
potrebbe servire a spiegare altri fatti storici avvenuti dopo la
Rivoluzione francese, fra i quali la costituzione introdotta dagli
Inglesi in Sicilia nel 1812.
-La signoria dei Normanni in Sicilia fu di breve durata; brillò appena un
+La signoria dei Normanni in Sicilia fu di breve durata; brillò appena un
secolo e ne furono caratteri distintivi l'intelligenza, la costanza,
l'audacia quasi feroce, una politica vasta e intraprendente, una grande
-vastità di disegni e di imprese. Tutto ciò soggiacque al contatto della
+vastità di disegni e di imprese. Tutto ciò soggiacque al contatto della
vita voluttuosa dei Saraceni, al clima, alla libidine sfrenata delle
partigianerie.
Nel 1038 Giorgio Maniace era stato invitato in Sicilia dall'Imperatore
-greco per cacciarne i Saraceni. Egli si rivolse a Guaimaro perchè gli
+greco per cacciarne i Saraceni. Egli si rivolse a Guaimaro perchè gli
concedesse una piccola schiera di Normanni che teneva al suo servizio;
-Guaimaro gli mandò circa trecento uomini al comando di Guglielmo dal
+Guaimaro gli mandò circa trecento uomini al comando di Guglielmo dal
braccio di ferro, di Dragone e di Umfrido. Greci e Normanni si
precipitarono sull'isola, posero in fuga gli Arabi, s'impadronirono di
-Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità del bottino portò fra loro
-la discordia; i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora i Normanni,
+Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità del bottino portò fra loro
+la discordia; i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora i Normanni,
offesi, partirono, passarono in Italia e cercarono quivi qualche altro
compenso. Sorpresero Melfi ed altri paesi delle Puglie, cominciarono per
questa via a stabilire la propria indipendenza. Ma non appena i Greci
seppero questo, abbandonarono la Sicilia per cacciarli dalle Puglie, ma
-non vi riuscirono, e le città da loro conquistate in breve tornarono in
+non vi riuscirono, e le città da loro conquistate in breve tornarono in
potere dei Saraceni.
-Trascorsero così varî anni senza speciali avvenimenti; i Normanni
+Trascorsero così varî anni senza speciali avvenimenti; i Normanni
riaffermarono il loro prestigio nelle Puglie, Guglielmo ne divenne
-conte, più tardi Drogone ne ereditò i possessi, e Umfrido, dopo la morte
+conte, più tardi Drogone ne ereditò i possessi, e Umfrido, dopo la morte
di quest'ultimo, costrinse papa Leone IX a concedergli l'investitura
della provincia. Novelle schiere vennero dalla Normandia, sotto il
comando di Ruggero Guiscardo, il quale, dopo la morte di Umfrido,
avvenuta nel 1056, si fece proclamare duca delle Puglie e delle
-Calabrie. Più tardi discese anche suo fratello minore, Roberto, per
+Calabrie. Più tardi discese anche suo fratello minore, Roberto, per
dividerne le sorti. I due valorosi fratelli nel 1060 occuparono Reggio
ed una notte, Ruggero, accompagnato da soli sessanta soldati, mosse alla
-volta di Messina, per conoscere le condizioni del paese; attaccò
-audacemente sulla spiaggia i Saraceni, quindi s'imbarcò di nuovo e fece
+volta di Messina, per conoscere le condizioni del paese; attaccò
+audacemente sulla spiaggia i Saraceni, quindi s'imbarcò di nuovo e fece
ritorno a Reggio. Poco dopo, la fortuna volle favorirlo ed egli si
-accinse seriamente all'arrischiata impresa. A lui si presentò l'emiro di
-Siracusa, Bencumen, scacciato dal fratello Belcamend, e lo informò delle
-lotte che travagliavano l'isola e lo persuase di tôrre agli Arabi il
+accinse seriamente all'arrischiata impresa. A lui si presentò l'emiro di
+Siracusa, Bencumen, scacciato dal fratello Belcamend, e lo informò delle
+lotte che travagliavano l'isola e lo persuase di tôrre agli Arabi il
possesso della Sicilia.
-L'impresa non fu certo facile. I Saraceni opposero la più viva
+L'impresa non fu certo facile. I Saraceni opposero la più viva
resistenza e nuove truppe vennero dall'Africa per respingere Ruggero,
che, dopo una sanguinosa battaglia, si era impadronito di Messina.
Roberto lo raggiunse allora a Castrogiovanni; l'esercito principale dei
Saraceni fu posto in fuga, dopo di che i Normanni fecero ritorno nelle
-Calabrie per rafforzare le proprie file e prepararsi ad una più seria
+Calabrie per rafforzare le proprie file e prepararsi ad una più seria
lotta. Almocz, califfo d'Egitto, aveva frattanto spedito in Sicilia una
-flotta, la quale però fu dispersa da una tempesta e distrutta presso
+flotta, la quale però fu dispersa da una tempesta e distrutta presso
l'isola di Pantelleria. La fortuna aveva arriso agli arditi
-avventurieri, ma la discordia minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo
-cominciò ad avere invidia dei successi del fratello Ruggero, pretendendo
-il possesso di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia; l'altro non
+avventurieri, ma la discordia minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo
+cominciò ad avere invidia dei successi del fratello Ruggero, pretendendo
+il possesso di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia; l'altro non
volle aderirvi e i due eroi ricorsero alle armi, e, senza curarsi dei
-Greci e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle recenti conquiste,
+Greci e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle recenti conquiste,
presero a straziarsi fra loro in una guerra feroce. Ruggero cadde nelle
-mani di suo fratello, che, però, cedendo all'influenza di quell'uomo
-straordinario, lo lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli si
+mani di suo fratello, che, però, cedendo all'influenza di quell'uomo
+straordinario, lo lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli si
rivolsero verso la Sicilia e due volte si spinsero sino a Palermo, ma
dovettero quindi far ritorno nelle Calabrie per sistemare la loro
posizione in quel dominio. Soltanto nel 1071 poterono stringere di
regolare assedio la capitale dell'isola. A quell'epoca Palermo era forse
-la città più popolosa d'Italia, senza dubbio la più florida, la più
+la città più popolosa d'Italia, senza dubbio la più florida, la più
ricca: in essa era tutto lo splendore della vita orientale. Gli Arabi
opposero fiera resistenza e narra la tradizione che, per dimostrare la
loro fiducia nell'esito della lotta, essi non chiudessero neppure le
-porte della città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse un
+porte della città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse un
giorno da solo, di galoppo, con la lancia in resta. Finalmente Roberto
-penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre Ruggero entrava per quella
-di ponente. I Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono,
+penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre Ruggero entrava per quella
+di ponente. I Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono,
cedendo Palermo al fortunato vincitore, a condizione che fosse loro
garantita salva la vita e libero l'esercizio del loro culto.
Venti anni appresso i cristiani entrarono in Gerusalemme, conquistata
pure a forza, e si portarono quali orde selvagge. I Normanni, invece,
-essi pure valorosi crociati, furono più clementi e risparmiarono Palermo
-maomettana. Presero possesso della splendida città senza versare sangue,
+essi pure valorosi crociati, furono più clementi e risparmiarono Palermo
+maomettana. Presero possesso della splendida città senza versare sangue,
senza commettere devastazioni, quali vincitori soddisfatti, che non
avevano altro scopo che cacciare il nemico dalle sue voluttuose dimore
per alloggiarvisi. Nessuno di quegli scoppi d'odio di cui diedero prova
-più tardi i cristiani contro i maomettani avvenne; i Saraceni furono
+più tardi i cristiani contro i maomettani avvenne; i Saraceni furono
lasciati liberi di vivere come volevano e di esercitare la loro
religione. Il cristianesimo, languente, riprese forza e in breve si
-sostituì all'islamismo, che soltanto sopravvisse, per quasi
+sostituì all'islamismo, che soltanto sopravvisse, per quasi
centocinquant'anni ancora, fra i monti.
I Normanni furono per ragioni politiche tolleranti verso i Saraceni e
vissero con questi in perfetto accordo; i conquistatori, in picciol
numero, presto scomparvero quasi in mezzo alla popolazione saracena, che
-seppero guadagnare a sè, trattandola con dolcezza. Accettarono le arti e
+seppero guadagnare a sè, trattandola con dolcezza. Accettarono le arti e
le scienze degli Arabi; nei loro edifici usarono lo stile arabo e la
stessa corte cristiana prese un carattere arabo, circondandosi di
guardie saracene, di eunuchi, ed adottando pure la foggia turca di
-vestire. Allorquando Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la Sicilia,
-sullo scorcio del secolo XII, lodò re Guglielmo pel suo amore verso
-l'islamismo. «Il re--scrisse--legge e scrive l'arabo, e il suo _harem_ è
+vestire. Allorquando Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la Sicilia,
+sullo scorcio del secolo XII, lodò re Guglielmo pel suo amore verso
+l'islamismo. «Il re--scrisse--legge e scrive l'arabo, e il suo _harem_ è
composto di donne mussulmane, e mussulmani sono i suoi paggi e i suoi
-eunuchi». Il visitatore trovò le donne di Palermo belle, voluttuose,
+eunuchi». Il visitatore trovò le donne di Palermo belle, voluttuose,
vestite completamente alla turca, e nel vederle, nei giorni di festa, in
chiesa, con abiti di seta gialla, con veli dai vivaci colori, con
catenelle d'oro e grandi orecchini, dipinte e profumate come le femmine
-orientali, ricordò i versi del poeta: «In verità, quando si entra in un
-giorno di festa nella moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi».
+orientali, ricordò i versi del poeta: «In verità, quando si entra in un
+giorno di festa nella moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi».
-La lingua araba continuò ad essere insegnata, ed usata anche negli atti
+La lingua araba continuò ad essere insegnata, ed usata anche negli atti
governativi; ed anche le iscrizioni arabe, visibili tuttora nei mosaici
delle chiese cristiane, furono dai re e dai vescovi cristiani dettate. I
Normanni in Sicilia trovarono la lingua greca degli antichi Elleni, dei
@@ -4295,84 +4258,84 @@ popolo il linguaggio volgare, che divenne poi l'italiano; ed infine, gli
idiomi arabo ed ebraico, tutti contemporaneamente in uso e tutti usati
nei diplomi, in sulle prime scritti in greco con la traduzione araba.
-Caduta Palermo, l'isola fu suddivisa: Roberto Guiscardo prese per sè la
-capitale e metà della Sicilia; Ruggero ebbe l'altra metà; al prode
+Caduta Palermo, l'isola fu suddivisa: Roberto Guiscardo prese per sè la
+capitale e metà della Sicilia; Ruggero ebbe l'altra metà; al prode
nipote Serlo furon date grandi baronie e l'altro nipote Tancredi fu
creato conte di Siracusa. Roberto prese il titolo di duca di Sicilia,
Ruggero quello di conte. Ma l'isola non era ancora tutta soggiogata;
-Siracusa, difatti, si arrese solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più
+Siracusa, difatti, si arrese solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più
tardi anche Castrogiovanni, Noto e Butera. Fino al 1127 i ducati delle
Puglie e di Sicilia si mantennero in questo stato di cose; ma nel 1127,
-estintosi il ramo di Roberto Guiscardo, il figlio di Ruggero ereditò
-pure gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero II, il principe più
+estintosi il ramo di Roberto Guiscardo, il figlio di Ruggero ereditò
+pure gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero II, il principe più
insigne della stirpe normanna. Suo padre, che valorosamente aveva
conquistato la Sicilia, era morto nel 1011; gli era succeduto il figlio
maggiore Simone per cinque anni; poi, ancora minorenne, sotto la tutela
della madre Adelasia e dell'ammiraglio Giorgio Antiocheno, Ruggero era
salito sul trono.
-Ruggero, possessore di tutte le virtù necessarie in un fondatore di
-dinastia, sollevò il regno normanno a grande splendore. Nel 1127 ereditò
-il ducato delle Puglie, come abbiamo detto, e ciò spaventò il papa,
-l'imperatore tedesco e quello bizantino; ma Ruggero combattè con fortuna
+Ruggero, possessore di tutte le virtù necessarie in un fondatore di
+dinastia, sollevò il regno normanno a grande splendore. Nel 1127 ereditò
+il ducato delle Puglie, come abbiamo detto, e ciò spaventò il papa,
+l'imperatore tedesco e quello bizantino; ma Ruggero combattè con fortuna
contro tutti e tre, e poi contro i principi di Salerno, di Capua, di
Napoli, di Avellino e costrinse il papa a concedergli l'investitura
-delle Puglie ed infine si cinse della corona reale. Non potè però far
+delle Puglie ed infine si cinse della corona reale. Non potè però far
questo senza il consenso del Parlamento, dei baroni e dell'alto clero,
-poichè, seguendo l'usanza dei conquistatori normanni, per creare una
-nobiltà novella era stata stabilita una certa forma di costituzione
-aristocratica. Il Parlamento, convocato a Salerno, decretò al principe
+poichè, seguendo l'usanza dei conquistatori normanni, per creare una
+nobiltà novella era stata stabilita una certa forma di costituzione
+aristocratica. Il Parlamento, convocato a Salerno, decretò al principe
la corona regale, che gli fu solennemente posta in testa nella
-cattedrale di Palermo, il dì di Natale del 1130. Così sorse il regno
+cattedrale di Palermo, il dì di Natale del 1130. Così sorse il regno
delle Due Sicilie.
Subito Ruggero si die' a ordinare la sua monarchia, in modo grandioso e
-sicuro: creò sette grandi ufficiali della corona, un connestabile, un
+sicuro: creò sette grandi ufficiali della corona, un connestabile, un
grande ammiraglio, un cancelliere, un giudice, un ciambellano, un
-pronotario, un maresciallo, che formarono il suo consiglio. Si circondò
-di un cerimoniale orientale, affidò la custodia del palazzo ad eunuchi e
+pronotario, un maresciallo, che formarono il suo consiglio. Si circondò
+di un cerimoniale orientale, affidò la custodia del palazzo ad eunuchi e
a guardie saracene. Il suo regno trascorse fra continue lotte, in
continua guerra; ma seppe tener fronte a tutti i suoi nemici, interni ed
-esterni; ispirò vivo terrore nella stessa Costantinopoli all'imperatore
+esterni; ispirò vivo terrore nella stessa Costantinopoli all'imperatore
greco, il quale non intendeva rinunziare a' suoi diritti sulla Sicilia;
-s'impadronì di Corinto, di Atene e di Tebe; portò dalla Grecia a Palermo
+s'impadronì di Corinto, di Atene e di Tebe; portò dalla Grecia a Palermo
molti operai abili nel filare e nel tessere la seta, contribuendo a
-propagarla così nell'Occidente, e da questi fece fabbricare il pallio
-famoso che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi nell'atto della
-loro incoronazione; conquistò poscia Malta, inviò centocinquanta
-bastimenti in Africa e punì quello stesso regno di Kairewan che aveva
+propagarla così nell'Occidente, e da questi fece fabbricare il pallio
+famoso che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi nell'atto della
+loro incoronazione; conquistò poscia Malta, inviò centocinquanta
+bastimenti in Africa e punì quello stesso regno di Kairewan che aveva
conquistato la Sicilia. Durante la sua signoria la potenza normanna
-raggiunse l'apogeo. Egli morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne. Fu
+raggiunse l'apogeo. Egli morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne. Fu
principe di grande prudenza, valore, giustizia e ingegno: fu bello di
-persona, disinvolto e distinto. Verso gli Arabi si dimostrò tollerante e
+persona, disinvolto e distinto. Verso gli Arabi si dimostrò tollerante e
tenne in gran conto la loro scienza e la loro arte. Fra gli altri,
accolse onorevolmente alla sua corte Edris Edscheriff, esiliato
-dall'Africa, che gli costruì una sfera terrestre d'argento, sulla quale
+dall'Africa, che gli costruì una sfera terrestre d'argento, sulla quale
erano disegnate tutte le contrade allora note, con la loro denominazione
in lingua araba, e scrisse una geografia nota generalmente sotto il nome
di re Ruggero, un estratto della quale, la _Geografia Nubiense_, venne
-più volte stampata a Roma, a Parigi e per ultimo a Palermo nel 1790.
+più volte stampata a Roma, a Parigi e per ultimo a Palermo nel 1790.
Segno veramente espressivo del carattere di Ruggero era l'iscrizione
incisa sulla lama della sua spada: _Apulus et Calaber, Siculus mihi
servit et Afer_.
-Gli successe Guglielmo I, per le sue cattive qualità detto il Malo. Egli
-era l'unico figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli altri quattro,
+Gli successe Guglielmo I, per le sue cattive qualità detto il Malo. Egli
+era l'unico figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli altri quattro,
Ruggero, Anfuso, Tancredi ed Enrico precedettero tutti il padre nella
tomba. Fu sorprendente la rapida decadenza di una stirpe tanto forte e
numerosa: in pochi anni si ridusse ad un unico discendente collaterale,
ed insieme il Regno di Sicilia decadde rapidamente dall'altezza a cui
Ruggero aveva saputo portarlo. Morto questi, si dovette riconoscere che
tutta la forza del nuovo regno riposava esclusivamente nella sua
-persona. Sotto il governo di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia a
+persona. Sotto il governo di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia a
ricadere in tali condizioni da ricordare gli emirati dei Saraceni, sotto
l'influenza di un favorito del re, avventuriero straniero al paese, il
-grande ammiraglio del regno Maione di Bari, il quale attentò alla
+grande ammiraglio del regno Maione di Bari, il quale attentò alla
corona. Non vi furono che congiure, rivoluzioni di palazzo, ribellioni
di nobili, un caos ovunque. L'odioso re Guglielmo, dopo una vita
-travagliata, ma non senza qualche successo in guerra, morì nel 1166, in
-età di quarantacinque anni.
+travagliata, ma non senza qualche successo in guerra, morì nel 1166, in
+età di quarantacinque anni.
Con suo figlio Guglielmo II, detto il Buono, salito sul trono a soli
undici anni, si estinse la linea diretta della stirpe normanna. I primi
@@ -4385,16 +4348,16 @@ infine il feudalismo e la prepotenza indomabile dei nobili li vinsero.
Nessuna dinastia, del resto, avrebbe potuto mantenersi a lungo sul
vulcanico suolo di Napoli e di Sicilia; tutte furono d'origine
straniera, tutte vennero in possesso dell'isola in modo avventuroso,
-tutte finirono miseramente e per lo più per tradimento. Guglielmo II,
-del resto, fu molto dissimile dal padre, e la posterità gli confermò il
+tutte finirono miseramente e per lo più per tradimento. Guglielmo II,
+del resto, fu molto dissimile dal padre, e la posterità gli confermò il
titolo di Buono che il clero, per gratitudine, avevagli dato. Mentre
Guglielmo il Malo viveva come un maomettano e si fabbricava sontuosi
palazzi e giardini, Guglielmo il Buono fondava monasteri e conventi. A
lui sono dovuti parecchi monumenti d'architettura religiosa, in ispecie
-il famoso duomo di Monreale e la cattedrale di Palermo. Morì il 1^o
-novembre 1189, in età di soli trentasei anni.
+il famoso duomo di Monreale e la cattedrale di Palermo. Morì il 1^o
+novembre 1189, in età di soli trentasei anni.
-Della stirpe di Ruggero I non rimaneva più che un bastardo, Tancredi
+Della stirpe di Ruggero I non rimaneva più che un bastardo, Tancredi
conte di Lecce, figlio naturale di Ruggero, primogenito di re Ruggero,
premorto al padre; inoltre, l'altra figlia Costanza aveva sposato
l'imperatore Arrigo VI; erede legittimo delle Due Sicilie sarebbe dunque
@@ -4403,15 +4366,15 @@ di Lecce, che venne a Palermo nel 1190 e si fece incoronare. Questo
prode bastardo ebbe molti punti di somiglianza con re Manfredi, vissuto
dopo di lui; come questo fu uomo d'ingegno, poeta, musico, versato nelle
matematiche e nell'astronomia, che gli Arabi avevano allora diffuse, e
-come questo fu generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei primordi
+come questo fu generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei primordi
della guerra che ebbe a sostenere contro i Tedeschi di Arrigo, per
assicurarsi il possesso del regno, e quando Costanza cadde nelle sue
-mani, la trattò con grande cavalleria, restituendole la libertà. Pareva
+mani, la trattò con grande cavalleria, restituendole la libertà. Pareva
che la nobile stirpe dei Normanni dovesse rifiorire in Tancredi, che
aveva, ei pure, due figli, Ruggero e Guglielmo, al primo dei quali,
bellissimo giovane, aveva dato in isposa Irene, la figlia
-dell'imperatore greco Isacco Angelo ed avevalo già fatto incoronare re,
-quando il giovane repentinamente morì nel 1193. Tancredi provò gran
+dell'imperatore greco Isacco Angelo ed avevalo già fatto incoronare re,
+quando il giovane repentinamente morì nel 1193. Tancredi provò gran
dolore alla perdita di questo figlio, tanto che presto, il 20 febbraio
1194, lo raggiunse nella tomba. Rimase suo unico erede Guglielmo, ancor
minorenne, che fu incoronato a Palermo. La reggenza venne assunta dalla
@@ -4422,7 +4385,7 @@ In questo stato di cose, facile fu ad Arrigo conquistare la Sicilia.
L'esercito di Sibilla fu sconfitto; Messina, Catania e Siracusa caddero
nelle mani dell'imperatore e i baroni passarono dalla parte di questo.
L'infelice regina si era ritirata co' figli suoi nella rocca di
-Caltabellotta ed attendeva colà il corso degli avvenimenti. Il 30
+Caltabellotta ed attendeva colà il corso degli avvenimenti. Il 30
novembre 1194, Arrigo era entrato in Palermo, che avevagli fatto festosa
accoglienza, salutando con musica ed inni di gioia la nuova signoria
degli Svevi. Sibilla, allora, vistasi da tutti tradita, si decise a
@@ -4430,7 +4393,7 @@ trattare, ed il giovane principe Guglielmo, cui l'imperatore aveva
promesso solennemente la contea di Lecce e il principato di Taranto,
venne a deporre a' suoi piedi la corona. Ma gl'infelici erano caduti in
un tranello: Arrigo, non appena incoronato, col pretesto di una falsa
-congiura, dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua selvaggia passione
+congiura, dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua selvaggia passione
di vendetta contro i partigiani della stirpe normanna e contro la misera
famiglia regale. Molti baroni e sacerdoti furono tormentati e condannati
a morte; Sibilla e i suoi figli furon cacciati in carcere, e Guglielmo,
@@ -4440,41 +4403,41 @@ lungo vissero in prigionia. S'ignora qual fine facesse Guglielmo; una
vaga leggenda vuole che ei fuggisse dal carcere e vivesse a lungo da
eremita a S. Giacomo, presso Chiavenna.
-Così tragicamente si spense la stirpe normanna, cui la fortuna aveva
-fatto dono di una fra le più belle contrade del mondo, e la sua fine fu
-tanto più notevole in quanto che non tardò a tenergli dietro quella
-degli Hohenstaufen. La Nemesi vendicativa colpì questa pure. Come erasi
-impadronita della signoria di Sicilia col sangue e la crudeltà, così
+Così tragicamente si spense la stirpe normanna, cui la fortuna aveva
+fatto dono di una fra le più belle contrade del mondo, e la sua fine fu
+tanto più notevole in quanto che non tardò a tenergli dietro quella
+degli Hohenstaufen. La Nemesi vendicativa colpì questa pure. Come erasi
+impadronita della signoria di Sicilia col sangue e la crudeltà, così
ebbe a patire la stessa sorte, raccogliendo quel che aveva seminato.
Secondo la tradizione, Federigo nacque lo stesso giorno in cui suo padre
-Arrigo macchiava la sua mano di sangue, il 26 dicembre 1194. Arrigo morì
+Arrigo macchiava la sua mano di sangue, il 26 dicembre 1194. Arrigo morì
tre anni dopo in Messina, di soli 32 anni. Manfredi, bastardo al pari di
Tancredi ed al pari di Tancredi prode e generoso, fu tradito e cadde
nella battaglia di Benevento; Elena, sua moglie, ricoveratasi nella
-rocca di Trani, come un dì Sibilla co' suoi figli in quella di
+rocca di Trani, come un dì Sibilla co' suoi figli in quella di
Caltabellotta, al pari di lei si vide tradita e fu rinchiusa insieme con
-i figli in carcere, dove morì di dolore; sua figlia Beatrice visse per
+i figli in carcere, dove morì di dolore; sua figlia Beatrice visse per
ben diciotto anni nel Castel dell'Uovo a Napoli; i tre figli minori,
Enrico, Federigo e Anselmo rimasero per trenta anni in carcere, e
-Corradino, infine, lasciò la vita sul patibolo. Tanto sangue versato
-suscitò novella sete di vendetta che poi si sfogò sopra gli Angioini,
+Corradino, infine, lasciò la vita sul patibolo. Tanto sangue versato
+suscitò novella sete di vendetta che poi si sfogò sopra gli Angioini,
nei Vespri siciliani.
Gli Hohenstaufen trovarono, del resto, l'isola in floride condizioni;
paese dalla natura prediletto, la Sicilia era divenuta durante la
-signoria normanna ricca, mercè l'industria e il commercio. Nessun nemico
-esterno in quel periodo era entrato nella città, mentre dall'Oriente e
-dall'Africa erano stati portati in grande quantità oggetti preziosi.
+signoria normanna ricca, mercè l'industria e il commercio. Nessun nemico
+esterno in quel periodo era entrato nella città, mentre dall'Oriente e
+dall'Africa erano stati portati in grande quantità oggetti preziosi.
-Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo, rimase impressionato dallo
-splendore della città, e trovò nel palazzo dei re normanni grandi
+Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo, rimase impressionato dallo
+splendore della città, e trovò nel palazzo dei re normanni grandi
tesori, oro, gemme, rare stoffe di seta, che fece imbarcare.
-Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato Arrigo nella dimora del
-morto Tancredi, vi trovò letti, sedili, tavole d'argento, vasellame
-d'oro finissimo, tesori nascosti, gemme, meravigliosi gioielli sì da
+Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato Arrigo nella dimora del
+morto Tancredi, vi trovò letti, sedili, tavole d'argento, vasellame
+d'oro finissimo, tesori nascosti, gemme, meravigliosi gioielli sì da
caricarne centocinquanta bestie da soma, facendo ritorno in patria ricco
-e glorioso».
+e glorioso».
Fu in questa occasione che venne portato in Germania il prezioso manto,
tessuto con seta, ornato di caratteri arabi, che aveva servito
@@ -4483,31 +4446,31 @@ dell'imperatore Sigismondo, fu riunito con altri gioielli dell'Impero a
Norimberga, tanto che poi lo si credette il pallio di Carlomagno.
Reynaud recentemente ha dato questa traduzione dell'iscrizione araba
-ricamata sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella fabbrica reale, nella
-sede della felicità, della nobiltà, della gloria, del conseguimento
+ricamata sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella fabbrica reale, nella
+sede della felicità, della nobiltà, della gloria, del conseguimento
duraturo del benessere, della buona accoglienza, della fortuna, dello
splendore, della reputazione, della bellezza, del compimento di ogni
desiderio, di ogni speranza; del piacere del giorno e della notte, senza
tregua, della devozione, della conservazione, della simpatia, della
-felicità, della salute, dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di
-Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare). Questa orgogliosa ed
+felicità, della salute, dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di
+Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare). Questa orgogliosa ed
ampollosa iscrizione in stile orientale, sul manto solenne di un re
normanno, basta a provare quanto i Normanni si compiacessero di
conformarsi agli usi ed ai costumi arabi.
-Di quei tempi ci rimane una delle più antiche descrizioni di Palermo,
-quella del normanno Ugo Falcando, che visse in quella città durante il
+Di quei tempi ci rimane una delle più antiche descrizioni di Palermo,
+quella del normanno Ugo Falcando, che visse in quella città durante il
regno di Guglielmo il Malo, e che poi fece ritorno nella sua patria.
Mentre la dinastia di Ruggero stava per estinguersi, egli scrisse
un'epistola a Pietro, tesoriere della cattedrale di Palermo, lamentando
-i mali che stavano per cadere sopra la città e dando un'idea della sua
+i mali che stavano per cadere sopra la città e dando un'idea della sua
bellezza. La sua lettera rivela un odio feroce contro i Tedeschi. Dopo
aver rivolto apostrofi piene di entusiasmo verso i Normanni che a
Messina ed a Catania stavano allora lottando coi barbari, si rivolge a
-Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi a servire i barbari l'antica
-nobiltà di Corinto che, abbandonata la propria patria, venne in Sicilia
-per edificare una città, e finì per stabilirsi sulla costa più amena
-dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti che non hanno gli eguali?
+Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi a servire i barbari l'antica
+nobiltà di Corinto che, abbandonata la propria patria, venne in Sicilia
+per edificare una città, e finì per stabilirsi sulla costa più amena
+dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti che non hanno gli eguali?
A che ti vale ora l'antico splendore de' tuoi filosofi, dei poeti che
s'inspirarono alla tua fonte profetica? A che ti vale avere scosso il
giogo del tiranno Dionigi e de' suoi eguali? Minor danno sarebbe per te
@@ -4515,20 +4478,20 @@ stato sopportare il furore dei despoti siciliani, piuttosto che la
tirannia di un popolo barbaro e crudele. Guai a te, guai a te, Aretusa,
fonte cantata da uomini illustri che, dopo aver offerto ai vati
l'ispirazione, devi saziare l'ebbrezza dei Tedeschi e soffrire le loro
-turpitudini!»
+turpitudini!»
-La lettera di Falcando è un documento importantissimo per la conoscenza
+La lettera di Falcando è un documento importantissimo per la conoscenza
delle condizioni di Palermo al tempo dei Normanni. A questo proposito,
-l'autore ad un certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente
-esaltare la bellezza degli edifici di questa nobile città? Chi
+l'autore ad un certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente
+esaltare la bellezza degli edifici di questa nobile città? Chi
l'abbondanza delle fontane sgorganti d'ogni parte? Chi lo splendore
della lussureggiante vegetazione? Chi gli acquedotti, che in tanta
-abbondanza forniscono alla città il salutare elemento?»
+abbondanza forniscono alla città il salutare elemento?»
-Ancora prima di Falcando, Ibn-Hankal di Bagdad, verso la metà del secolo
+Ancora prima di Falcando, Ibn-Hankal di Bagdad, verso la metà del secolo
X, aveva dato una descrizione di Palermo in un'opera geografica,
descrizione che venne pubblicata, tradotta in francese da Michele Amari,
-a Parigi nel 1845. Il lavoro non è di gran mole, ma ha un certo valore.
+a Parigi nel 1845. Il lavoro non è di gran mole, ma ha un certo valore.
L'autore divide Palermo in cinque quartieri, e nell'Alcazar (la
Paleopoli di Polibio) fa menzione della grandiosa moschea, l'antica
cattedrale dei cristiani, nella quale eravi una cappella in cui stava
@@ -4537,81 +4500,81 @@ venivano i cristiani a pregare per implorare la pioggia.
Nel Khalessah stava la dimora dell'emiro; nel Sakalibah (secondo
l'Amari, quartiere degli Schiavoni) c'era il porto; il quarto quartiere
-era quello della moschea di Ibn-Saktab; a mezzogiorno della città si
+era quello della moschea di Ibn-Saktab; a mezzogiorno della città si
stendeva il quartiere di El-Jadid, l'attuale Albergaria.
Ibn-Hankal accenna anche ai mercanti, alle loro botteghe, specie quella
-dei macellai, alla preparazione dei papiri, ed ancor più descrive le
+dei macellai, alla preparazione dei papiri, ed ancor più descrive le
fontane, sopratutto quella di Favara.
-Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair, che contiene pure
-una pregevole descrizione della città sotto i Normanni: egli paragona
-Palermo, specialmente la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei palazzi
-e le sue torri, a Cordova. «La città, egli scrive, è fabbricata
+Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair, che contiene pure
+una pregevole descrizione della città sotto i Normanni: egli paragona
+Palermo, specialmente la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei palazzi
+e le sue torri, a Cordova. «La città, egli scrive, è fabbricata
mirabilmente sullo stesso tipo di Cordova, tutta in pietra lavorata,
della cosidetta El-Kiddan. I palazzi reali stanno all'intorno e la
-circondano come una collana posta sul bel collo di una fanciulla».
+circondano come una collana posta sul bel collo di una fanciulla».
Le notizie di questi due Arabi e dell'ebreo Beniamino di Tudela
completano la breve descrizione del normanno Falcando, il quale descrive
-pure i principali edifici di Palermo ed afferma che la città al suo
+pure i principali edifici di Palermo ed afferma che la città al suo
tempo si era mantenuta divisa in quartieri, come sotto la dominazione
araba, e che parecchie piazze e strade e porte avevano conservato i loro
-antichi nomi arabi. Da quanto egli narra si arguisce che la città a quel
+antichi nomi arabi. Da quanto egli narra si arguisce che la città a quel
tempo si trovava nel suo massimo splendore. Per la ricchezza e la
-bellezza dell'architettura indubbiamente il periodo normanno fu il più
-felice e normanni sono difatti i monumenti più notevoli che ancora
+bellezza dell'architettura indubbiamente il periodo normanno fu il più
+felice e normanni sono difatti i monumenti più notevoli che ancora
rimangono. Gli Svevi, compreso Federico, non hanno lasciato alcun
ricordo architettonico. Per varie ragioni essi dimorarono sempre fuori
-dell'isola, mentre i principi normanni stabilirono colà la loro dimora e
-cercarono di dare alla città lo splendore necessario alla capitale di
+dell'isola, mentre i principi normanni stabilirono colà la loro dimora e
+cercarono di dare alla città lo splendore necessario alla capitale di
una nuova e possente monarchia.
Ci resta ora da parlare dei principali monumenti dell'epoca normanna,
-primo fra tutti il palazzo reale. Questo castello, così
-straordinariamente interessante in special modo pei Tedeschi, poichè fra
-le sue mura trascorse la poetica giovinezza uno dei più grandi
+primo fra tutti il palazzo reale. Questo castello, così
+straordinariamente interessante in special modo pei Tedeschi, poichè fra
+le sue mura trascorse la poetica giovinezza uno dei più grandi
imperatori di Germania, e del pari interessante per gl'Italiani, che lo
considerano quale culla della poesia nazionale,--sorge in fondo alla
-via detta Cassero, sulla piazza da cui si domina tutta la città. A
-quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo, non risalendo soltanto
+via detta Cassero, sulla piazza da cui si domina tutta la città. A
+quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo, non risalendo soltanto
ai Saraceni, ma ai Cartaginesi, ai Romani ed ai Goti, che vi stabilirono
la loro sede principale. Ivi sorgeva indubbiamente il palazzo degli
emiri, da cui si farebbe derivare il nome di Cassero, che fui poi esteso
-a tutta la città e finì per rimanere alla strada principale. Si vuole
+a tutta la città e finì per rimanere alla strada principale. Si vuole
che il palazzo sia stato costruito dal saraceno Adelkam. Ruggero I e il
suo successore lo ampliarono; ivi vissero Federico, Manfredi e i suoi
-successori, che lo resero sempre più vasto, riducendolo nella forma
+successori, che lo resero sempre più vasto, riducendolo nella forma
irregolare di palazzo e di fortezza che attualmente presenta.
-Falcando così ce lo descrive ai tempi di Guglielmo il Malo: «Lo stupendo
-edificio è costruito con pietre lavorate con grande cura ed arte
-squisita; è circondato da solide mura ed è pieno di ori e di argenti.
-Alle estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata a custodire i
-tesori regali, e la Greca, dominante la parte della città chiamata
+Falcando così ce lo descrive ai tempi di Guglielmo il Malo: «Lo stupendo
+edificio è costruito con pietre lavorate con grande cura ed arte
+squisita; è circondato da solide mura ed è pieno di ori e di argenti.
+Alle estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata a custodire i
+tesori regali, e la Greca, dominante la parte della città chiamata
Khemonia. Nel centro sorge una sala straordinariamente decorata, per
nome _Ioaria_, in cui si trattengono in udienze segrete il re e i suoi
confidenti, ed in cui il re concede udienza ai baroni, per discutere
-degli affari più importanti del regno».
+degli affari più importanti del regno».
-Quasi ogni traccia di quelle antiche costruzioni è ormai andata perduta;
-solo rimane la torre di S. Ninfa, che doveva essere la parte più antica
+Quasi ogni traccia di quelle antiche costruzioni è ormai andata perduta;
+solo rimane la torre di S. Ninfa, che doveva essere la parte più antica
del castello, e la famosa cappella palatina. In cima alla torre sorge
-l'osservatorio, da cui padre Piazzi, il 1^o giugno 1801, scoprì Cerere,
+l'osservatorio, da cui padre Piazzi, il 1^o giugno 1801, scoprì Cerere,
la stella dal nome della Dea protettrice dell'isola. Il cortile ha tre
ordini di portici, che lo circondano; al primo piano trovasi la celebre
-cappella palatina, uno dei più bei monumenti dell'epoca normanna,
-costruita da re Ruggero nel 1132 e dedicata a S. Pietro. Essa è connessa
+cappella palatina, uno dei più bei monumenti dell'epoca normanna,
+costruita da re Ruggero nel 1132 e dedicata a S. Pietro. Essa è connessa
al palazzo e non ha una vera facciata; vi si accede da un portico
sostenuto da otto colonne di granito egiziano, con mosaici nelle parti
superiori, illustranti i fatti dell'antico Testamento e l'incoronazione
di Ruggero. Sull'ingresso sta un'iscrizione in lingua greca, araba e
latina, che indica come il re avesse fatto disegnare con somma cura nel
-palazzo un orologio solare. L'iscrizione in lingua araba è stata così
-tradotta: «Fu dato ordine dalla maestà reale, il magnifico ed illustre
+palazzo un orologio solare. L'iscrizione in lingua araba è stata così
+tradotta: «Fu dato ordine dalla maestà reale, il magnifico ed illustre
re Ruggero, che Iddio protegga ed eterni, di costruire questo strumento
per segnare le ore, nella metropoli di Sicilia, protetta da Dio, l'anno
-536» (dell'Egira).
+536» (dell'Egira).
La basilica, davvero caratteristica, fantastica e misteriosa, non
paragonabile a nessun altro tempio italiano dello stesso genere,
@@ -4631,35 +4594,35 @@ cupola d'oro. Dieci colonne corinzie, sulle quali riposano gli archi, la
dividono in tre navate. Le pareti, all'intorno, sono del pari rivestite,
sino all'altezza di dodici palmi, di marmi diversi, e al disopra,
ovunque, sono mosaici, che illustrano gli episodi dell'antico e del
-nuovo Testamento. Sull'arco della tribuna vi è rappresentata
+nuovo Testamento. Sull'arco della tribuna vi è rappresentata
l'Annunciazione e sulla tribuna stessa una mezza figura gigantesca di
Cristo, con la mano sollevata in atto di benedire. Sotto le figure
stanno iscrizioni greche e latine. Questi mosaici non risalgono a
Ruggero I, ma a Guglielmo I, secondo quanto afferma Romualdo da Salerno,
-il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo fece ornare di pitture
+il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo fece ornare di pitture
preziose la cappella di S. Pietro, nel palazzo, e ne fece rivestire le
-pareti di marmi preziosi». Ciò non esclude però che tali lavori fossero
+pareti di marmi preziosi». Ciò non esclude però che tali lavori fossero
stati iniziati, come pare, da Ruggero.
A quel che sembra, in Sicilia e nell'Italia meridionale esisteva una
-scuola di mosaicisti greci, i quali allo stile bizantino diedero una più
+scuola di mosaicisti greci, i quali allo stile bizantino diedero una più
vivace espressione. Infatti, i mosaici siciliani sono di una dolcezza
-tutta speciale, non hanno nulla della durezza e dell'angolosità della
+tutta speciale, non hanno nulla della durezza e dell'angolosità della
scuola bizantina. Mentre i Veneziani chiamavano mosaicisti da
-Costantinopoli per la decorazione del S. Marco, i Normanni, allorchè
-edificarono in Sicilia le loro chiese, vi trovarono già una scuola, che
+Costantinopoli per la decorazione del S. Marco, i Normanni, allorchè
+edificarono in Sicilia le loro chiese, vi trovarono già una scuola, che
era in fiore al tempo dei Greci, come ne fa fede il tempio grandioso di
Gerone a Siracusa, ove era rappresentata in mosaico l'_Iliade_. La
pratica di quest'arte non venne mai meno: sul finire del secolo IV
-dell'èra cristiana gli artefici del mosaico in Sicilia erano superiori a
+dell'èra cristiana gli artefici del mosaico in Sicilia erano superiori a
quelli di Roma, da quel che si rileva dall'epistola che papa Simmaco
scrisse ad un certo Antioco di Sicilia per avere dei modelli per i
-mosaicisti romani: «L'eleganza del tuo ingegno--dice la lettera--e la
+mosaicisti romani: «L'eleganza del tuo ingegno--dice la lettera--e la
squisitezza delle tue invenzioni meritano di essere tenute in gran
-conto, poichè tu hai trovato nell'arte tua mezzi nuovi, prima
+conto, poichè tu hai trovato nell'arte tua mezzi nuovi, prima
sconosciuti, e ci piacerebbe poter ornare con qualcosa di tuo i nostri
appartamenti: inviaci dunque una tavola, o una lastra di marmo con un
-modello dei metodi nuovi da te escogitati».
+modello dei metodi nuovi da te escogitati».
L'arte del mosaico non si perdette nell'isola, neppure sotto la
dominazione degli Arabi; la Sicilia si era mantenuta sempre in relazioni
@@ -4668,27 +4631,27 @@ ornare le proprie case, con figure e sopratutto con disegni capricciosi
e con arabeschi. Molto probabilmente i lavori in mosaico del duomo di
Salerno, di quello di Palermo, di quello di Monreale, sono opera di
scuola indigena dell'Italia meridionale. Ruggero stesso fece eseguire
-notevoli lavori in mosaico nel suo palazzo e la cappella palatina è
-adorna di dorature, pitture e arabeschi, che conferiscono ancor più al
+notevoli lavori in mosaico nel suo palazzo e la cappella palatina è
+adorna di dorature, pitture e arabeschi, che conferiscono ancor più al
tempio un carattere misterioso.
-Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa cappella una lunga iscrizione
+Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa cappella una lunga iscrizione
araba, in caratteri cufici, compresa in venti grandi compartimenti,
-che, per quanto si potè decifrarla, si riferiva al fondatore della
+che, per quanto si potè decifrarla, si riferiva al fondatore della
cappella ed al tempio stesso, con parole esagerate di lode e invocazioni
di durata. Siccome poi quest'iscrizione, al pari di tutte le altre arabe
che sono nelle chiese palermitane, era di origine cristiana, si rimane
-davvero stupiti nel trovare adoperata con tanta ingenuità nei tempi
+davvero stupiti nel trovare adoperata con tanta ingenuità nei tempi
cristiani la lingua e le parole del Corano, specie in un'epoca in cui il
-fanatismo religioso dei crociati aveva raggiunto l'apogèo. Come
-facilmente si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è tolta
+fanatismo religioso dei crociati aveva raggiunto l'apogèo. Come
+facilmente si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è tolta
testualmente dal Corano, ma coi caratteri serba anche una certa impronta
mussulmana. L'idioma arabo a quel tempo non era ritenuto da meno del
-greco, e l'Oriente, per intelligenza e per civiltà, era grandemente
+greco, e l'Oriente, per intelligenza e per civiltà, era grandemente
superiore all'Occidente, e buona parte della letteratura greca era pure
stata rivelata all'Occidente per mezzo della lingua araba che divenne
quasi una lingua ufficiale. Del resto, i caratteri orientali avevano un
-non so che di enigmatico, di misterioso; avevano già in sè delle linee
+non so che di enigmatico, di misterioso; avevano già in sè delle linee
geometriche e si prestavano quindi mirabilmente all'ornamento delle
pareti e delle colonne delle basiliche siciliane, che formano quasi un
nesso tra il cristianesimo e l'Oriente, nella stessa guisa che quelle
@@ -4699,16 +4662,16 @@ greci, latini ed arabi del periodo normanno ed un prezioso cofano
circondato d'iscrizioni in caratteri cufici.
Uscito dall'antica cappella, salii al piano superiore del palazzo e vidi
-i ricchi e belli appartamenti, che hanno un valore storico, poichè vi si
+i ricchi e belli appartamenti, che hanno un valore storico, poichè vi si
ammira ancora la sala del Parlamento, la sala del trono e quella delle
udienze, ove si conserva ancora uno dei due famosi arieti di bronzo, che
-ornavano un tempo una delle porte di Siracusa; l'altro andò distrutto in
-un incendio. La sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal 1488 ai
+ornavano un tempo una delle porte di Siracusa; l'altro andò distrutto in
+un incendio. La sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal 1488 ai
giorni nostri.
-Più interessante di tutte queste sale mi parve la stanza di re Ruggero,
+Più interessante di tutte queste sale mi parve la stanza di re Ruggero,
ornata di mirabili mosaici, che rappresentano una lotta di centauri, una
-caccia e degli uccelli. Non si sa veramente perchè questa stanza porti
+caccia e degli uccelli. Non si sa veramente perchè questa stanza porti
il nome di Ruggero: i mosaici appartengono al XII secolo. Tutti i locali
subirono trasformazioni, ed invano io ricercai l'appartamento di
Federico II, o almeno una stanza che portasse il suo nome. Qual nome
@@ -4724,33 +4687,33 @@ pensiero va a quel grande imperatore che vi trascorse la sua giovinezza.
Molte cause contribuirono a far sorgere in Sicilia un'eccellente
architettura ecclesiastica ed a darle un'impronta tutta speciale, e
sopratutto il carattere di quel secolo in cui il cristianesimo venne in
-lotta con l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo era vissuto,
-specie quando la dominazione dei Normanni si trovò di fronte alla
+lotta con l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo era vissuto,
+specie quando la dominazione dei Normanni si trovò di fronte alla
religione di Maometto. Trionfante, allora, risorse in Sicilia la fede di
-Cristo e riacquistò il terreno perduto: chiese stupende, capolavori in
+Cristo e riacquistò il terreno perduto: chiese stupende, capolavori in
cui l'ispirazione orientale sopravviveva, monumenti della vittoria della
religione cristiana su quella di Maometto, sorsero ovunque.
-Qualcosa di simile era già avvenuto quando gli Elleni avevano sconfitto
+Qualcosa di simile era già avvenuto quando gli Elleni avevano sconfitto
nella battaglia d'Imera i Cartaginesi, che avevano invasa tutta quanta
l'isola: essi, nell'ebbrezza della vittoria, avevano disseminato il
suolo conquistato delle loro magnifiche costruzioni. Gli Dei della
Grecia, Giove, Apollo, Cerere e Venere, avevano atterrato il Moloch
-africano, e il contrasto della civiltà e della religione greca con la
+africano, e il contrasto della civiltà e della religione greca con la
barbarie africana si era pronunciato meravigliosamente, avendo Gelone di
Siracusa, fra le altre condizioni di pace, imposto ai Cartaginesi di
cessare del tutto, qualsiasi sacrificio umano.
Dopo oltre quindici secoli, nel secondo grande periodo architettonico
-siculo, un fatto quasi identico si ripetè, fatto degno di osservazione,
-unico, che prova ad un tempo come la civiltà umana si svolga secondo le
+siculo, un fatto quasi identico si ripetè, fatto degno di osservazione,
+unico, che prova ad un tempo come la civiltà umana si svolga secondo le
leggi esterne immutabili nella sostanza, varie nella forma. Nella stessa
guisa che i Greci nel primo periodo innalzarono i famosi templi di
Segesta, di Selinunte, di Agrigento e di Siracusa, i Normanni, una volta
liberata l'isola dai novelli Cartaginesi, innalzarono le splendide
-cattedrali di Monreale, di Palermo, di Cefalù e di Messina. Nel primo
-periodo la civiltà si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo invece
-si estese nel settentrione, mentre le contrade di mezzodì e di levante
+cattedrali di Monreale, di Palermo, di Cefalù e di Messina. Nel primo
+periodo la civiltà si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo invece
+si estese nel settentrione, mentre le contrade di mezzodì e di levante
decadevano.
A lato del tempio greco a colonne sorse la cattedrale cristiana; a lato
@@ -4758,21 +4721,21 @@ del tempio marmoreo, maestoso, severo di Giunone ad Agrigento, sorse il
duomo scintillante d'ori dedicato alla Vergine Maria di Monreale:
ambedue segnarono un'epoca di florido rinnovamento nella storia dello
spirito umano; ambedue avevano un carattere originale diverso e diversa
-è quindi l'impressione che oggi suscitano. Chi può esprimere la
+è quindi l'impressione che oggi suscitano. Chi può esprimere la
commozione che si prova nel contemplare, in mezzo alla solitudine della
campagna siciliana, uno dei templi maestosi di Agrigento? Si direbbe
-impossibile poter trovare cosa più perfetta, più bella, più armonica
+impossibile poter trovare cosa più perfetta, più bella, più armonica
nelle forme. Ma anche entrando in una cappella normanna, nella sua
-semioscurità, fra le sue navate, sotto i suoi archi, fra quelle pareti
-splendenti di mosaici, non si può fare a meno, dimentichi
-dell'antichità, di persuadersi di essere entrati in una novella sfera di
-beltà e d'armonia.
+semioscurità, fra le sue navate, sotto i suoi archi, fra quelle pareti
+splendenti di mosaici, non si può fare a meno, dimentichi
+dell'antichità, di persuadersi di essere entrati in una novella sfera di
+beltà e d'armonia.
Il sentimento religioso suscitato da questa architettura normanna, che
io volentieri, per la sua origine orientale, chiamerei architettura
-delle Crociate, fu profondo. Da ciò nacquero altre conseguenze. La
+delle Crociate, fu profondo. Da ciò nacquero altre conseguenze. La
Chiesa romana di fronte a Bisanzio che sosteneva esser la Sicilia sua
-proprietà, dovette dare alla conquista dei Normanni quasi un diritto
+proprietà, dovette dare alla conquista dei Normanni quasi un diritto
sacro, un'alta consacrazione. Il papa aveva nominato i conti Normanni
suoi legati apostolici, aveva concesso a re Ruggero le sacre insegne,
quasi a testimonianza della conferma data dalla Chiesa alla sua
@@ -4782,21 +4745,21 @@ loro chiese Ruggero e Guglielmo nell'atto di venire incoronati da Cristo
stesso. Era dunque necessario che fossero zelanti nel promuovere il
risorgimento del cristianesimo nel loro nuovo regno, e tali furono.
-Malaterra, storico dei due Ruggeri, così parla del conquistatore della
+Malaterra, storico dei due Ruggeri, così parla del conquistatore della
Sicilia:
-«Allorchè il conte Ruggero vide che per la grazia di Dio, tutta quanta
+«Allorchè il conte Ruggero vide che per la grazia di Dio, tutta quanta
la Sicilia faceva omaggio alla sua signoria, non volle mostrarsi ingrato
-a così gran beneficio e cominciò a render grazia a Dio, ad esser giusto,
-a ricercare la verità, a frequentare le chiese, a prendere devotamente
+a così gran beneficio e cominciò a render grazia a Dio, ad esser giusto,
+a ricercare la verità, a frequentare le chiese, a prendere devotamente
parte ai sacri uffizi, a concedere alle chiese il decimo de' suoi
redditi, a soccorrere le vedove, gli orfanelli, i derelitti, e in molti
-luoghi dell'isola innalzò basiliche».
+luoghi dell'isola innalzò basiliche».
Altre ragioni politiche, in quel tempo di Crociate, si unirono allo
spirito religioso per indurre i Normanni a favorire gl'interessi della
Chiesa; una stirpe principesca, salita di recente e soltanto per forza
-di conquista su uno dei più bei troni d'Europa, aveva bisogno dell'aiuto
+di conquista su uno dei più bei troni d'Europa, aveva bisogno dell'aiuto
del papa e del clero per affermarsi. Senza quest'appoggio, sarebbero
stati perduti, come avvenne di poi agli Hohenstaufen, i quali, entrati
in lotta con la Chiesa, cominciarono dal perdere Napoli, poi la Sicilia
@@ -4804,30 +4767,30 @@ e quindi ogni dominio.
A queste influenze aggiungasi il desiderio naturale in una dinastia
sorgente di affermare per mezzo di splendidi monumenti la sua
-dominazione, e si capirà facilmente perchè l'architettura ecclesiastica
+dominazione, e si capirà facilmente perchè l'architettura ecclesiastica
in Sicilia abbia preso rapidamente piede. Si voleva superare tutto
quello che si era fatto, rivestire le chiese per intero d'oro, far cosa
-ancor più bella della basilica di S. Sofia e di quella di Bisanzio, al
-cui imperatore era stato tolto il regno: e Ruggero edificò
-rapidissimamente, in un anno si dice, il duomo di Cefalù, la cattedrale
-di Messina e la cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo dell'arte
+ancor più bella della basilica di S. Sofia e di quella di Bisanzio, al
+cui imperatore era stato tolto il regno: e Ruggero edificò
+rapidissimamente, in un anno si dice, il duomo di Cefalù, la cattedrale
+di Messina e la cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo dell'arte
fu altrettanto rapido quanto quello della dominazione stessa dei
Normanni.
-Tutte queste costruzioni furono però superate da Guglielmo II, ultimo
+Tutte queste costruzioni furono però superate da Guglielmo II, ultimo
principe legittimo della stirpe normanna, il quale eresse nel duomo di
-Monreale il più bel monumento alla sua famiglia e contemporaneamente uno
-dei più bei monumenti dell'architettura medioevale. Fu compiuto in sei
-anni, fra il 1170 e il 1176 e la fama della sua magnificenza si propagò
-rapidamente sin nei più lontani paesi. Nel 1182, papa Lucio III innalzò
-Monreale alla dignità di arcivescovado e parlando nella bolla di re
-Guglielmo, così scrisse: «In brevissimo volgere di tempo seppe elevare
-al Signore Iddio un tempio meraviglioso, lo dotò di castella, di
+Monreale il più bel monumento alla sua famiglia e contemporaneamente uno
+dei più bei monumenti dell'architettura medioevale. Fu compiuto in sei
+anni, fra il 1170 e il 1176 e la fama della sua magnificenza si propagò
+rapidamente sin nei più lontani paesi. Nel 1182, papa Lucio III innalzò
+Monreale alla dignità di arcivescovado e parlando nella bolla di re
+Guglielmo, così scrisse: «In brevissimo volgere di tempo seppe elevare
+al Signore Iddio un tempio meraviglioso, lo dotò di castella, di
rendite, di libri, di arredi sacri, riccamente ornati d'oro e di
-argento, vi chiamò buon numero di monaci dalla Cava, li fornì di
+argento, vi chiamò buon numero di monaci dalla Cava, li fornì di
abitazioni e di ogni cosa occorrente, di guisa che non vi fu dai tempi
-più remoti altro re che compisse opera altrettanto grande, la cui sola
-descrizione riempie di stupore».
+più remoti altro re che compisse opera altrettanto grande, la cui sola
+descrizione riempie di stupore».
La chiesa di Monreale ha veramente qualche cosa di singolare; si direbbe
che ivi, nelle vicinanze dei lidi africani, fra quelle piante aromatiche
@@ -4835,31 +4798,31 @@ e bizzarre, fra le palme gli agavi, gli aloe, sotto quel luminoso sole
meridionale, il cristianesimo abbia ricevuto una speciale, quasi
fantastica impronta.
-L'architettura della basilica è un capolavoro dello stile ecclesiastico
-normanno-siculo e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino, latino ed
+L'architettura della basilica è un capolavoro dello stile ecclesiastico
+normanno-siculo e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino, latino ed
arabo. I Normanni, che veniano dall'Occidente, ove predominavano le
forme romane, trovarono in Sicilia tanto le tradizioni bizantine, quanto
-quelle saracene. L'isola era stata posseduta varî secoli dai Bizantini,
+quelle saracene. L'isola era stata posseduta varî secoli dai Bizantini,
la lingua usata in Sicilia era greca, greco il loro culto, greci i
caratteri architettonici delle loro chiese, caratteristiche per la
pianta quadrata e per l'abbondanza delle cupole. In esse il Santuario
veniva elevato in forma di triplice ovale, simbolo della Santissima
-Trinità, imperocchè di fianco del coro stavano due cappelle meno
+Trinità, imperocchè di fianco del coro stavano due cappelle meno
elevate, di forma emisferica, a sinistra la _protesi_ per la
preparazione al sacrificio, a destra il _diaconico_, destinato ai
diaconi ed alle loro letture. Anche i Bizantini solevano ornare di
-mosaici le vòlte, gli archi e le pareti delle loro chiese.
+mosaici le vòlte, gli archi e le pareti delle loro chiese.
I Normanni accettarono quest'architettura e dai Saraceni presero l'arco
a sesto acuto e i rabeschi per le pitture murali. Conservarono inoltre
-il tipo della basilica romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a dire
+il tipo della basilica romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a dire
una navata lunga, divisa da due file di colonne sostenenti il tetto a
solaio, e collocarono questa navata davanti al santuario, ma invece di
destinare, come nelle antiche chiese le colonne a sopportare un
architrave, portarono sopra quelle gli archi a sesto acuto, riunendo in
una le tre forme architettoniche e dando origine a quel tipo che fu in
-uso in tutta quanta la Sicilia e che a poco a poco si accostò a quello
-gotico, e finì per confondersi con questo.
+uso in tutta quanta la Sicilia e che a poco a poco si accostò a quello
+gotico, e finì per confondersi con questo.
Si possono consultare utilmente a questo riguardo l'opera di Serra di
Falco intorno a Monreale ed altre chiese sicule-normanne, quelle di
@@ -4867,41 +4830,41 @@ Hittorf e di Zanth sull'architettura moderna della Sicilia, e le
descrizioni di Monreale fatte dal Lelli e dal Del Giudice.
Il duomo misura 372 palmi di lunghezza, 174 di larghezza; il suo
-campanile è alto 154 palmi. Ha bellissime porte di bronzo, sulle quali
+campanile è alto 154 palmi. Ha bellissime porte di bronzo, sulle quali
sono scolpiti parecchi archi semispezzati ed ornati di ricchi arabeschi,
sostenuti da pilastri con mosaici, e sculture nel vano: un'iscrizione
latina dice che fonditore di esse fu Bonanno da Pisa, lo stesso che
-gittò le porte di bronzo del duomo di quest'ultima città. Gli
+gittò le porte di bronzo del duomo di quest'ultima città. Gli
altorilievi, divisi in quarantadue campi, rappresentano le gesta
dell'antico e del nuovo Testamento, e per valore artistico possono stare
a fronte dei mosaici bizantini. Le figure sono forse dure, sono un po'
-magre, ma colpiscono pel loro carattere d'ingenuità quasi puerile. Le
+magre, ma colpiscono pel loro carattere d'ingenuità quasi puerile. Le
iscrizioni in lingua volgare dell'epoca che accompagnano le figure,
corrispondono perfettamente all'idioma usato dai poeti siciliani
-contemporanei. Ad un lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di
+contemporanei. Ad un lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di
bronzo, opera di Barisano da Trani.
Nell'interno il duomo si presenta grandioso, stupendo, ma non con quel
carattere severo delle antiche cattedrali gotiche, ove l'anima quasi si
sperde nell'idea dell'infinito, e non ha neppure l'imponenza maestosa
di S. Pietro, in cui lo splendore del papato s'impone, e nemmeno ha la
-severa maestà delle basiliche bizantine: ivi la grandezza è minore e la
-severità è temperata dalla grazia dell'arte. Gli archi snelli a sesto
-acuto, poggianti sopra nove colonne di granito orientale, dànno belle
+severa maestà delle basiliche bizantine: ivi la grandezza è minore e la
+severità è temperata dalla grazia dell'arte. Gli archi snelli a sesto
+acuto, poggianti sopra nove colonne di granito orientale, dànno belle
proporzioni alla navata centrale e lasciano penetrare e spaziare lo
sguardo in quelle laterali. Il pavimento di marmi rari, di vario colore
e a disegni, lo splendore delle travi dorate, le pitture dei
compartimenti del solaio, i mosaici e gli arabeschi che cuoprono tutti
gli archi e le pareti delle tre navate, tanta profusione di sculture e
d'oro, producono un'impressione indimenticabile. Pel Dio delle terre
-nordiche un tempio così luminoso e così gaio non parrebbe conveniente,
-ma pel Dio del mezzogiorno indubbiamente sì. Entrando in questo tempio
+nordiche un tempio così luminoso e così gaio non parrebbe conveniente,
+ma pel Dio del mezzogiorno indubbiamente sì. Entrando in questo tempio
dalla meravigliosa campagna di Monreale, pare piuttosto di trovarsi in
un vasto e regale palazzo.
Nella navata centrale i mosaici cominciano sopra il piccolo architrave
-che posa sui capitelli delle colonne. La parete superiore è divisa in
-due parti da una cornice, l'inferiore è ornata di arabeschi che seguono
+che posa sui capitelli delle colonne. La parete superiore è divisa in
+due parti da una cornice, l'inferiore è ornata di arabeschi che seguono
la forma degli archi; nei campi intermedi fra questi sono rappresentate,
su fondo d'oro, scene bibliche. Nella parte superiore si trovano le
finestre, aperte nel centro degli archi, e gl'intervalli sono tutti
@@ -4910,70 +4873,70 @@ coperta di arabeschi, con spazi circolari di tanto in tanto, nei quali
stanno mezze figure d'angeli. Ovunque lo sguardo si volge, verso le
cappelle, le navate, le pareti, ovunque trova mosaici, che rappresentano
fatti della sacra Scrittura, oppure figure isolate di Dio, di angeli, di
-santi greci o latini; tutto l'antico e novello Testamento contribuì alla
+santi greci o latini; tutto l'antico e novello Testamento contribuì alla
decorazione di questa meravigliosa chiesa; tutto il ciclo della
religione mosaica e di quella cristiana venne svolto sulle pareti di
questo duomo; e concorsero ad arricchirlo perfino le due comunioni
cristiane in disaccordo, quella dei Greci e quella dei Latini: i santi
-dell'una e i santi dell'altra vi trovarono ospitalità.
+dell'una e i santi dell'altra vi trovarono ospitalità.
-Grande è la meraviglia che desta questo fatto, l'aver l'arte potuto
+Grande è la meraviglia che desta questo fatto, l'aver l'arte potuto
nello stesso luogo concentrare, radunare e rappresentare tutto quanto il
-sistema e l'ordinamento della religione cristiana. L'arte moderna non è
-più capace di riprodurre, come allora, le varie fasi dello svolgimento
+sistema e l'ordinamento della religione cristiana. L'arte moderna non è
+più capace di riprodurre, come allora, le varie fasi dello svolgimento
dello spirito umano; tutti i tentativi recentemente fatti con la pittura
ad affresco, son riusciti fredde allegorie, incapaci di suscitare veruna
commozione.
I mosaici, le sculture di Giotto sul campanile di Firenze,
-rappresentanti la storia della civiltà umana, e il poema di Dante, si
+rappresentanti la storia della civiltà umana, e il poema di Dante, si
possono considerare come monumenti di quel periodo in cui l'idea
cristiana si rese padrona dell'arte e la costrinse a farsi riprodurre
-sotto tutte le più svariate forme. Bisogna però ricordare che il ciclo
-di mosaici di Monreale è anteriore di circa un secolo a Dante e a
-Giotto; e quando si pensi che la _Divina Commedia_ non esercitò la sua
+sotto tutte le più svariate forme. Bisogna però ricordare che il ciclo
+di mosaici di Monreale è anteriore di circa un secolo a Dante e a
+Giotto; e quando si pensi che la _Divina Commedia_ non esercitò la sua
vera e positiva influenza sull'arte che ai tempi di Michelangelo, e non
indusse fino a quell'epoca i pittori a rappresentare il ciclo epico di
-quella, sembrerà ancor più meraviglioso che fin da allora si potesse
-rappresentare con tanta grandiosa unità nei mosaici di Monreale,
+quella, sembrerà ancor più meraviglioso che fin da allora si potesse
+rappresentare con tanta grandiosa unità nei mosaici di Monreale,
l'intera storia del cristianesimo.
Non si sa bene a chi si debba attribuire questo pensiero; ma osservando
in altre chiese di Palermo del periodo normanno la stessa idea,
quantunque in esse svolta con minori proporzioni nella loro decorazione,
-si può arguire che avesse origine da tradizioni bizantine. Del pari non
+si può arguire che avesse origine da tradizioni bizantine. Del pari non
sappiamo chi dirigesse i lavori, ma si sa che furono impiegati tre anni
nell'esecuzione dei mosaici, e il duca Serra di Falco ha calcolato che
vi dovettero essere adibiti non meno di cinquanta artefici.
-L'idea della ripartizione è la seguente: il ciclo comincia con la
+L'idea della ripartizione è la seguente: il ciclo comincia con la
creazione del mondo ed arriva sino alla lotta di Giacobbe con l'angelo;
-ogni quadro ed ogni soggetto ha il suo fine in Cristo, la cui immagine è
-rappresentata nella tribuna. La navata centrale è riservata all'antico
-Testamento; nel santuario, nelle cappelle e nelle navate laterali è
+ogni quadro ed ogni soggetto ha il suo fine in Cristo, la cui immagine è
+rappresentata nella tribuna. La navata centrale è riservata all'antico
+Testamento; nel santuario, nelle cappelle e nelle navate laterali è
tracciata la vita di Cristo e sono rappresentati anche i profeti e i
-patriarchi che annunziarono la sua venuta; infine vi è tutta la storia,
+patriarchi che annunziarono la sua venuta; infine vi è tutta la storia,
forse soverchia, dei martiri e dei santi. S. Pietro e S. Paolo, come
principi della Chiesa, stanno a fianco della cappella di Cristo: S.
Pietro a destra, seduto sul trono, con la mano sinistra appoggiata ad un
libro, e con la destra sollevata in atto di dare la benedizione; al
disopra ed ai lati sono rappresentate le gesta della sua vita. S. Paolo
-si trova a sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata la sua
+si trova a sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata la sua
decapitazione. In mezzo alla tribuna campeggia il colossale Cristo. Una
croce greca splende sul suo capo, lunghe ciocche di capelli gli scendono
sulle spalle ed una barba lunga e folta gli copre il mento. Egli solleva
la mano destra in atto d'insegnare e con la sinistra tiene un libro:
-un'iscrizione in lingua greca gli dà il nome di _Gesù Cristo
+un'iscrizione in lingua greca gli dà il nome di _Gesù Cristo
pantocrate_. Questa figura colossale fa l'impressione di una potenza
-soprannaturale; è di una cupa solennità e, come tutte le immagini di
+soprannaturale; è di una cupa solennità e, come tutte le immagini di
Cristo d'origine bizantina, rivela un'espressione tutt'altro che divina;
come le immagini degli Dei dell'antico Egitto, rivela tradizioni ancora
-pagane. Il tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più lontane da noi
-della stessa antichità pagana; esso rappresenta un'astrazione terribile
-che esclude ogni idea di umanità, d'immaginazione, di vita. Tali
+pagane. Il tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più lontane da noi
+della stessa antichità pagana; esso rappresenta un'astrazione terribile
+che esclude ogni idea di umanità, d'immaginazione, di vita. Tali
immagini di Cristo producono in certo modo l'impressione che suscita la
testa di Medusa. Io non le ho mai potute guardare senza vedervi, quasi
-in uno specchio, riflessa la storia della Chiesa, cioè l'ascetismo
+in uno specchio, riflessa la storia della Chiesa, cioè l'ascetismo
fanatico, il monachismo, l'odio contro gli ebrei, la persecuzione degli
eretici, le lotte dogmatiche, la supremazia dei papi. Nessun'altra cosa
ha mai rappresentato meglio, sotto forma simbolica, la potenza positiva
@@ -4983,31 +4946,31 @@ il confronto di un Cristo bizantino con le teste del Salvatore di
Raffaello, o del Tiziano, che esprimono i limiti estremi del modo di
comprendere e di rappresentare il tipo religioso.
-Non parlerò degli altri mosaici, come quello della Vergine col bambino,
+Non parlerò degli altri mosaici, come quello della Vergine col bambino,
in mezzo alla cappella centrale, e dei fatti della vita di Cristo. In
genere si osserva nel santuario il predominio del carattere patetico,
soprannaturale, religioso ed astratto. Nel riprodurre invece i fatti
-dell'antico Testamento, l'arte si fa più umana, assume un carattere meno
+dell'antico Testamento, l'arte si fa più umana, assume un carattere meno
severo, e talvolta anzi quasi ridente; essa, spesso, rappresenta anche
-piante ed animali. Con molti di questi quadri, che sono di un'ingenuità
-primitiva, si entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità. Il
-sacrificio di Isacco, per esempio, è rappresentato con una semplicità
-caratteristica: Isacco è disteso sopra una catasta di legno; Abramo lo
-ha afferrato pel capo e solleva un coltellaccio lungo quanto la metà del
+piante ed animali. Con molti di questi quadri, che sono di un'ingenuità
+primitiva, si entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità. Il
+sacrificio di Isacco, per esempio, è rappresentato con una semplicità
+caratteristica: Isacco è disteso sopra una catasta di legno; Abramo lo
+ha afferrato pel capo e solleva un coltellaccio lungo quanto la metà del
corpo del ragazzo; dietro a lui stanno due uomini che impugnano nodosi
bastoni, e al di sotto un cavallo sellato, e in alto un angelo in atto
-di volare. Il disegno è spesso difettoso, specialmente negli animali; i
+di volare. Il disegno è spesso difettoso, specialmente negli animali; i
dromedari a cui Rebecca porge da bere, sono addirittura grotteschi.
-Nell'insieme però tutti questi mosaici producono una buona impressione,
-per quanto le loro tinte si siano di molto annerite pel fumo, giacchè
+Nell'insieme però tutti questi mosaici producono una buona impressione,
+per quanto le loro tinte si siano di molto annerite pel fumo, giacchè
l'11 novembre 1811 lo stupendo tempio di Monreale corse rischio di
rimanere preda delle fiamme. Un chierichetto aveva collocata una candela
accesa in un armadio, e il fuoco si era appiccato ad alcune stoffe ivi
riposte; egli aveva tentato di soffocarlo, chiudendo l'armadio, ed era
fuggito senza dir nulla, per timore di una punizione. Nel pomeriggio si
vide uscire un denso fumo dalle porte e dalle finestre della chiesa; il
-popolo si precipitò dentro e trovò il coro in fiamme. Dopo quattr'ore di
-alacre lavoro si riuscì a spegnere il fuoco, ma il danno era stato
+popolo si precipitò dentro e trovò il coro in fiamme. Dopo quattr'ore di
+alacre lavoro si riuscì a spegnere il fuoco, ma il danno era stato
grave; i due organi erano rimasti distrutti, il solaio in gran parte
rovinato, le travi nella caduta avevano infranto le tombe di Guglielmo I
e di Guglielmo II, ed i mosaici erano stati in parte devastati. Fin dal
@@ -5019,84 +4982,84 @@ danneggiate, si trovano oggi nell'ala destra del coro. Guglielmo il Malo
riposa in un sarcofago di porfido, e presso di questo sono pure sepolti
i suoi tre figli: Ruggero, duca delle Puglie, morto nel 1164; Enrico
principe di Capua, morto nel 1179; Guglielmo il Buono, e Margherita loro
-madre. Così, di tutta la stirpe normanna di Sicilia non mancano che
-Ruggero I, Simone e Tancredi. Guglielmo il Buono, che costruì la bella
+madre. Così, di tutta la stirpe normanna di Sicilia non mancano che
+Ruggero I, Simone e Tancredi. Guglielmo il Buono, che costruì la bella
chiesa, si vede rappresentato due volte nei mosaici, in uno seduto su
di un trono, dove Cristo gli pone sul capo la corona, e nell'altro
assiso sulla cattedra vescovile, in atto di presentare alla Vergine il
disegno del tempio. Egli riposa ora in un sarcofago di marmo bianco,
ornato di graziosi arabeschi, su fondoni d'oro. Il monumento gli venne
-innalzato solo nel 1575 dall'arcivescovo Ludovico de Torres, perchè il
+innalzato solo nel 1575 dall'arcivescovo Ludovico de Torres, perchè il
pio re aveva voluto che la sua salma fosse deposta in una semplice fossa
murata, a fianco dello stupendo sarcofago del padre.
-Guglielmo II non si contentò di costruire il duomo, ma volle anche
-erigere al suo fianco uno stupendo monastero, dove chiamò dalla Cava i
+Guglielmo II non si contentò di costruire il duomo, ma volle anche
+erigere al suo fianco uno stupendo monastero, dove chiamò dalla Cava i
padri Benedettini; e spesso si compiaceva di trattenersi con essi,
rallegrandosi dei lavori degli edifici grandiosi, che in quell'epoca
andavano sorgendo in Monreale. Il monastero edificato da re Guglielmo,
cadde poi in rovina, ma uno nuovo ne venne innalzato sullo stesso luogo,
veramente splendido, come del resto lo sono in Italia tutti i conventi
-dell'Ordine di S. Benedetto, rassomiglianti più a palagi principeschi
+dell'Ordine di S. Benedetto, rassomiglianti più a palagi principeschi
che a monasteri.
-L'antico convento doveva essere assai bello, più bello certo di quello
-di S. Martino. Sorgeva, come si è detto, di fianco al duomo e dominava
+L'antico convento doveva essere assai bello, più bello certo di quello
+di S. Martino. Sorgeva, come si è detto, di fianco al duomo e dominava
tutta la pianura di Palermo. Guglielmo aveva circondato il convento di
mura e di torri, delle quali rimangono oggi alcuni avanzi; del resto,
dell'antico convento poche rovine rimangono, ad eccezione del
-meraviglioso chiostro, ancora ben conservato. Questo è un ampio
+meraviglioso chiostro, ancora ben conservato. Questo è un ampio
quadrato, circondato da portici; duecentosedici colonnette fantastiche,
accoppiate a due a due, reggono gli archi a sesto acuto, ricchi di
ornamenti bizzarri; negli angoli si trovano riunite quattro di queste
colonnette, ed i loro capitelli sono lavorati con grande cura e
-perfezione. Meraviglioso è l'effetto che produce questa selva di
+perfezione. Meraviglioso è l'effetto che produce questa selva di
colonnette graziose, i cui fusti sono tutti lavorati in modo diverso; ve
ne sono degli scanalati, degli striati, dei lisci, ed anche a spirale.
-L'arte prese qui la varietà per legge e si abbandonò interamente al suo
-capriccio; tutto vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico. La
-piccolezza delle forme si prestò a questo slancio ardito
-dell'immaginazione. Il porticato del chiostro offre il più grande
+L'arte prese qui la varietà per legge e si abbandonò interamente al suo
+capriccio; tutto vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico. La
+piccolezza delle forme si prestò a questo slancio ardito
+dell'immaginazione. Il porticato del chiostro offre il più grande
contrasto dei colonnati greci, e difficilmente si possono trovare, negli
-ordini architettonici, due cose più dissimili.
+ordini architettonici, due cose più dissimili.
Meritano poi grande attenzione i capitelli di tutte queste colonnette.
-Anche in essi regna la varietà; non v'è un capitello simile ad un altro;
+Anche in essi regna la varietà; non v'è un capitello simile ad un altro;
sembra inoltre che gli scultori abbiano voluto gareggiare con la natura
-nel riprodurre la varietà delle sue forme. Dalle foglie di acanto, che
-disposte in varî modi formano la base dei capitelli, sorgono imagini
+nel riprodurre la varietà delle sue forme. Dalle foglie di acanto, che
+disposte in varî modi formano la base dei capitelli, sorgono imagini
fantastiche, ora di un fiore, ora di un animale, ora di una pianta, ora
di una figura umana, le quali sembrano rappresentare un piccolo poema.
In alcuni capitelli si scorgono intiere figure che, a guisa di
cariatidi, sostengono l'abaco; in altri si vedono imagini bizzarre di
leoni, di cavalli, di delfini, di geni alati, di arpie, di dragoni, di
grifoni, di esseri fantastici, che balzano fuori dai fiori, e sostengono
-la tavola che forma l'estremità superiore del capitello. Molti di questi
+la tavola che forma l'estremità superiore del capitello. Molti di questi
rappresentano fatti dell'antico e del nuovo Testamento; se per il
disegno non sempre sono pregevoli, meritano purtuttavia l'attenzione per
-la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra uno dei capitelli si
+la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra uno dei capitelli si
scorge, come sopra un mosaico di cui abbiamo parlato, re Guglielmo che
presenta alla Vergine il disegno del duomo, e in un altro i re Magi che
-offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono poi lotte di guerrieri, che muovono
+offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono poi lotte di guerrieri, che muovono
gli uni contro gli altri armati, e scene del tiro all'arco, esercizio
molto gradito ai Normanni e in genere a tutti i popoli del Nord. Vi si
vedono dunque riuniti argomenti sacri e profani, biblici e scientifici.
Come spesso nella natura umana si trovano a contatto il serio e il
-giocoso, così in Monreale si trova ad ogni passo il contrasto del
-sublime e dell'umile; la qual cosa è caratteristica dell'architettura
-gotica, molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione delle idee
-che le diedero vita, perchè maggiormente è rivolta a riprodurre sotto i
-suoi varî aspetti la natura.
+giocoso, così in Monreale si trova ad ogni passo il contrasto del
+sublime e dell'umile; la qual cosa è caratteristica dell'architettura
+gotica, molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione delle idee
+che le diedero vita, perchè maggiormente è rivolta a riprodurre sotto i
+suoi varî aspetti la natura.
-Il chiostro di Monreale è uno dei migliori monumenti di quei primi tempi
+Il chiostro di Monreale è uno dei migliori monumenti di quei primi tempi
del medioevo, in cui lo spirito umano nell'architettura, nella scultura
-e nella poesia cominciava a prodursi con infinite varietà di forme. E
-poichè tutti i rami di civiltà sono uniti gli uni con gli altri, si può
+e nella poesia cominciava a prodursi con infinite varietà di forme. E
+poichè tutti i rami di civiltà sono uniti gli uni con gli altri, si può
dire che nella poesia i sonetti, le canzoni, le terzine, i madrigali,
corrispondessero ai mosaici, agli arabeschi, agli ornati architettonici,
alle sculture di quell'epoca di risorgimento delle arti e delle lettere.
Come meglio si comprende il senso intimo delle tragedie di Eschilo, dopo
-aver contemplato i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così meglio si
+aver contemplato i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così meglio si
comprendono e si apprezzano i poemi di Dante e di Wolfram di Eschenbach,
dopo aver visitato le cattedrali d'Italia e i monasteri della Germania.
@@ -5104,45 +5067,45 @@ dopo aver visitato le cattedrali d'Italia e i monasteri della Germania.
* *
Il duomo di Palermo era, anche prima della venuta dei Saraceni, la
-chiesa principale della città e della arcidiocesi; esso era dedicato a
+chiesa principale della città e della arcidiocesi; esso era dedicato a
Maria Assunta in cielo. Gli Arabi lo avevano ridotto a moschea, i
Normanni lo restituirono al culto cristiano, togliendovi tutto quanto
-sapeva di Saraceno. È rimasta solo sopra una colonna del portico
-un'iscrizione araba tolta dal Corano, la quale così si può tradurre: «Il
+sapeva di Saraceno. È rimasta solo sopra una colonna del portico
+un'iscrizione araba tolta dal Corano, la quale così si può tradurre: «Il
nostro Dio ha creato il giorno, al quale segue la notte, e la luna e le
-stelle si muovono secondo i suoi cenni. Non è sua la creatura, non è sua
-la signoria? Sia lodato Dio, il Signore dei secoli».
+stelle si muovono secondo i suoi cenni. Non è sua la creatura, non è sua
+la signoria? Sia lodato Dio, il Signore dei secoli».
L'antica chiesa fu eretta dall'arcivescovo Gualtiero di Offamil, parente
di Ruggero, dal 1170 al 1194, secondo lo stile gotico, che il duomo ha
-ancora conservato, nonostante le molte ed infelici mutazioni a cui andò
-soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò che la cappella di S. Maria
+ancora conservato, nonostante le molte ed infelici mutazioni a cui andò
+soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò che la cappella di S. Maria
Incoronata, nella quale furono incoronati Ruggero e tutti i suoi
successori, come accenna l'iscrizione _hic regi corona datur_. Nel 1781
il duomo fu restaurato, o per dir meglio fu deturpato, per opera
dell'architetto napoletano Ferdinando Fuga, il quale eresse una barocca
cupola e fece molti altri lavori che ne alterarono completamente
-l'antico stile. Però, nonostante questi non felici restauri, il duomo di
-Palermo produce ancora una grande impressione, perchè riunisce in sè la
-semplicità dell'architettura gotica, e la grazia degli archi e degli
-arabeschi saraceni, e non v'è altro edificio a Palermo che mostri con
-tanta evidenza i contrasti di cui è ricca la storia dell'isola.
+l'antico stile. Però, nonostante questi non felici restauri, il duomo di
+Palermo produce ancora una grande impressione, perchè riunisce in sè la
+semplicità dell'architettura gotica, e la grazia degli archi e degli
+arabeschi saraceni, e non v'è altro edificio a Palermo che mostri con
+tanta evidenza i contrasti di cui è ricca la storia dell'isola.
Il duomo sorge libero, su una piazza di discreta ampiezza, circondata da
una balaustra con barocche statue. In mezzo, sopra un piedistallo
-triangolare s'innalza la statua di S. Rosalia, protettrice della città;
-questa santa è per i Palermitani quello che per i Napoletani è S.
+triangolare s'innalza la statua di S. Rosalia, protettrice della città;
+questa santa è per i Palermitani quello che per i Napoletani è S.
Gennaro.
Ai quattro angoli del duomo si levano quattro torri e sopra le navate
laterali delle piccole cupole. L'antico campanile quadrato, per fortuna,
-non fu restaurato; secondo l'uso toscano sorge accanto alla chiesa ed è
-a questa unito per mezzo di archi. La tribuna, di forma semicircolare, è
+non fu restaurato; secondo l'uso toscano sorge accanto alla chiesa ed è
+a questa unito per mezzo di archi. La tribuna, di forma semicircolare, è
ornata con arabeschi in nero. Sulle pareti esteriori, nelle porte, nelle
finestre, nelle fasce, nelle cornici si vedono graziose sculture dalle
forme fantastiche di colonne e di merli. Sulle porte sta il maggiore
ornamento; soprattutto sono da ammirarsi i ricchi arabeschi della porta
-maggiore e lo stile della porta laterale. Il portico, del 1430, è
+maggiore e lo stile della porta laterale. Il portico, del 1430, è
formato da tre archi a sesto acuto, i quali riposano sopra quattro
colonne. Sulle pareti interne dell'altro si vedono due sculture moderne,
rappresentanti l'incoronazione di Carlo III e di Vittorio Amedeo di
@@ -5152,7 +5115,7 @@ L'interno della chiesa, interamente rimodernata, appare semplice e di
piacevole aspetto; ha tre navate a forma di croce latina, con archi a
sesto tondo, sostenuti da pilastri. Le cappelle e gli altari sono
sopraccarichi di ornati di gusto assai barocco. V'abbondano il marmo e
-il porfido, ma non vi sono sculture, nè pitture di pregio, eccezione
+il porfido, ma non vi sono sculture, nè pitture di pregio, eccezione
fatta di due acquasantiere di marmo, una delle quali appartiene alla
scuola di Antonio Gagini, discepolo di Michelangelo ed uno dei migliori
scultori della Sicilia. Nel duomo ci sono pure molte opere di questo
@@ -5164,59 +5127,59 @@ degli arcivescovi di Palermo, consistenti per la maggior parte in
sarcofaghi di mediocre lavoro romano. L'aspetto semplice e severo di
questo edificio produce una profonda impressione.
-La cosa però più pregevole del duomo sono le tombe dei re della stirpe
+La cosa però più pregevole del duomo sono le tombe dei re della stirpe
normanna, e di quella degli Hohenstaufen: monumenti non solo della
storia siciliana, ma anche di quella tedesca. Queste tombe sono
collocate in una cappella della navata di destra; sono dei sarcofaghi di
puro e severo stile, di porfido rosso cupo o di marmo. Non ho visto mai
-nessuna tomba dei tempi cristiani che abbia un carattere così semplice e
+nessuna tomba dei tempi cristiani che abbia un carattere così semplice e
severo come queste, e che sembri come queste fatta per durare
eternamente. Gli stessi due sarcofaghi di porfido del tempo di
Costantino, che si ammirano in Vaticano, non producono un'eguale
-impressione, perchè i loro bassorilievi distraggono alquanto
-l'attenzione. Tombe di una così grandiosa semplicità e di una maestà
-così severa potrebbero servire anche per i re dei Nibelungi. In esse si
+impressione, perchè i loro bassorilievi distraggono alquanto
+l'attenzione. Tombe di una così grandiosa semplicità e di una maestà
+così severa potrebbero servire anche per i re dei Nibelungi. In esse si
riconosce l'impronta grandiosa del secolo XIII. Attestano che in
quell'epoca i Siciliani avevano conservata l'arte di lavorare il
porfido, arte che nel resto della penisola era andata perduta e non fu
-ritrovata, narra il Vasari, che alla metà del secolo XVI da Francesco
+ritrovata, narra il Vasari, che alla metà del secolo XVI da Francesco
del Todda.
In queste tombe sono sepolti il gran re Ruggero, Costanza sua figlia, il
-marito di lei Arrigo VI, Federico II, il principe più geniale che abbia
+marito di lei Arrigo VI, Federico II, il principe più geniale che abbia
avuto la Germania, e la sua prima moglie Costanza d'Aragona.
-La tomba di Federico è quella che più colpisce la nostra attenzione.
-Egli morì a Firenzuola, presso Luceria, nelle Puglie, il 13 dicembre
-1250, in età di soli cinquantasei anni; e la sua salma fu trasportata in
+La tomba di Federico è quella che più colpisce la nostra attenzione.
+Egli morì a Firenzuola, presso Luceria, nelle Puglie, il 13 dicembre
+1250, in età di soli cinquantasei anni; e la sua salma fu trasportata in
Sicilia da sei squadroni di cavalleria e dalle guardie saracene, e venne
deposta nella stessa chiesa dove aveva da ragazzo ricevuta la corona e
dove aveva fatto incoronare suo figlio Manfredi. Questi aveva incaricato
Arnolfo di Lapo, discepolo dell'illustre Nicola Pisano, d'innalzare uno
-stupendo monumento all'imperatore suo padre, che però non fu eseguito.
+stupendo monumento all'imperatore suo padre, che però non fu eseguito.
Non si sa bene chi sia stato l'autore del monumento attuale, se un
Toscano od un Siciliano. Il sarcofago, col coperchio ornato di aquile e
di grifoni, posa sopra quattro leoni, i quali tengono fra le loro zanne
degli schiavi; al di sopra si erige un tempietto, sostenuto da colonne.
-Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando di Acunta si arrischiò ad aprire
+Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando di Acunta si arrischiò ad aprire
quelle tombe: alla presenza degli arcivescovi di Palermo e di Messina e
del Senato Palermitano, fece scoperchiare i sarcofaghi di Arrigo VI e di
Costanza di Aragona, e, solo per la disapprovazione manifesta di tutti
gli astanti, si trattenne dall'aprire anche le altre tombe. Quando nel
1781 il duomo fu restaurato, le tombe che si trovavano in una cappella
di fianco al coro, vennero trasportate dove ora si vedono, e in quella
-occasione vennero tutte aperte. Il principe di Torremuzza, che si trovò
-presente, l'11 agosto, alla loro apertura, narra nella sua vita: «I
+occasione vennero tutte aperte. Il principe di Torremuzza, che si trovò
+presente, l'11 agosto, alla loro apertura, narra nella sua vita: «I
cadaveri di Ruggero I, di Arrigo VI e di Costanza si trovarono quasi
-completamente distrutti e nulla di notevole si potè osservare nei loro
+completamente distrutti e nulla di notevole si potè osservare nei loro
ornamenti; invece, le salme di Federico II e di Costanza II, suscitarono
grande ammirazione per la ricchezza dei loro abbigliamenti e per la
-qualità delle gemme che insieme con i due principi erano state sepolte.
+qualità delle gemme che insieme con i due principi erano state sepolte.
Sulla corona di Arrigo VI e sulla camicia che Federico II portava sotto
le altre sue vesti, si trovarono ricamati parecchi caratteri arabi, che
furono esattamente ricopiati e spediti, per mio suggerimento, al
-professore Tichsen, in Butzow, per averne la traduzione».
+professore Tichsen, in Butzow, per averne la traduzione».
Le parole del principe non concordano esattamente con la notizia
pubblicata dallo storiografo napoletano Daniele, intitolata: _I sepolcri
@@ -5230,44 +5193,44 @@ in dito un anello con uno smeraldo; al suo fianco stava la spada; aveva
attorno al corpo una cintura di seta, con fibbie d'argento; era calzato
con stivali di seta, ricamati a colori, ed aveva speroni d'oro.
-Disgraziatamente, di questo gran principe non ci è pervenuto nessun
+Disgraziatamente, di questo gran principe non ci è pervenuto nessun
ritratto autentico; non possediamo che quelli delle sue monete, e
quello, scolpito in un anello, che lo storico Daniele fece incidere con
l'aiuto di una maschera in gesso di Federico. Gli abitanti di Capua
avevano eretto sul ponte del Volturno una statua all'imperatore Federico
e a' suoi due consiglieri, Taddeo di Sessa e Pier della Vigna; oggi
-rimane solo la statua dell'imperatore ed in assai cattivo stato, perchè,
+rimane solo la statua dell'imperatore ed in assai cattivo stato, perchè,
secondo quanto narra Raumer, una soldatesca sfrenata le ruppe le braccia
-e i piedi e ne buttò a terra la testa. Prima che la statua fosse così
+e i piedi e ne buttò a terra la testa. Prima che la statua fosse così
mutilata, Daniele aveva preso l'impronta della fisonomia e con questa
aveva inciso l'anello.
-Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco davanti alla tomba di questo
+Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco davanti alla tomba di questo
grande imperatore, sepolto in terra straniera!
-La tomba suscita molti pensieri, e nessuno certo vi si può accostare
+La tomba suscita molti pensieri, e nessuno certo vi si può accostare
senza sentirsi commosso.
Altri principi proiettano sul mondo ancora dopo molti secoli un'ombra
cupa; questi invece getta tuttora sull'Italia e sulla Germania un raggio
-di vivida luce. Un grande impulso partì da lui, impulso che si andò poi
+di vivida luce. Un grande impulso partì da lui, impulso che si andò poi
allargando e che fece sentire per molti secoli la sua influenza,
quantunque sembri che nella lotta Federico sia stato vinto. Egli fu il
-primo ad indebolire il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua morte
+primo ad indebolire il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua morte
non rimase senza frutto. Federico fu un precursore della Riforma; egli
-prese a propugnare i diritti dell'umanità, della civiltà e della
+prese a propugnare i diritti dell'umanità, della civiltà e della
ragione, contrastati dalle barbarie feudali e sacerdotali del medioevo.
-Egli dette a' suoi popoli leggi piene di saviezza e di umanità, come mai
+Egli dette a' suoi popoli leggi piene di saviezza e di umanità, come mai
prima di lui erano state concesse; fu il primo a render ragione al
popolo nel diritto di essere rappresentato, chiamando il terzo stato a
-sedere a parlamento; favorì le scienze, in cui era dotto e per le quali
-nutriva profondo affetto; amò in sommo grado la poesia e si studiò di
-farla risorgere in Italia. Federico II fu insomma uno dei più grandi
-fautori della civiltà, della quale gettò semi che dovevano poi
+sedere a parlamento; favorì le scienze, in cui era dotto e per le quali
+nutriva profondo affetto; amò in sommo grado la poesia e si studiò di
+farla risorgere in Italia. Federico II fu insomma uno dei più grandi
+fautori della civiltà, della quale gettò semi che dovevano poi
germogliare nel corso dei secoli.
Ora voglio descrivere altre chiese di Palermo, pure dell'epoca normanna;
-alcune fra le più antiche sono molto graziose, come, per esempio, quella
+alcune fra le più antiche sono molto graziose, come, per esempio, quella
della Martorana, detta anche S. Maria dell'Ammiraglio. Questa venne
costruita nel 1143 dal grande ammiraglio Giorgio, in uno stile
antichissimo e puro. A fianco della chiesa sorge un campanile di
@@ -5276,19 +5239,19 @@ chiesa per un portico, e subito produce grande impressione la
magnificenza dei mosaici, assai simili a quelli della cappella palatina.
Il coro ha otto colonne di granito con capitelli dorati che sopportano
gli archi. Questi, la cupola, le pareti sino a mezza altezza, sono
-rivestiti interamente di mosaici su fondo d'oro; il pavimento è formato
+rivestiti interamente di mosaici su fondo d'oro; il pavimento è formato
di marmi rari e di porfido; molte sono in questa chiesa le iscrizioni
arabe sopra alcune colonnette.
Fra i quadri a mosaico, due meritano una speciale attenzione; in uno si
vede il grande ammiraglio inginocchiato ai piedi della Madonna, e sopra
-di lui sta scritto in greco: «_Preghiera di tuo servo Giorgio
-Ammiraglio_». La Vergine, modestamente vestita, tiene in mano un foglio
+di lui sta scritto in greco: «_Preghiera di tuo servo Giorgio
+Ammiraglio_». La Vergine, modestamente vestita, tiene in mano un foglio
arrotolato; in alto sta un Cristo con lo scettro. Sul rotolo si legge la
-seguente iscrizione: «_Proteggi e libera da ogni male Giorgio, primo fra
+seguente iscrizione: «_Proteggi e libera da ogni male Giorgio, primo fra
tutti i principi, il quale mi abbia costruito questo tempio dalle
-fondamenta, e concedi a lui il perdono dei suoi peccati, chè tu solo,
-come Dio, lo puoi_». Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta
+fondamenta, e concedi a lui il perdono dei suoi peccati, chè tu solo,
+come Dio, lo puoi_». Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta
re Ruggero incoronato da Cristo. Il re ha una bella testa, con i capelli
lunghi che gli scendono sulle spalle e con la barba a pizzo; porta un
abito lungo di colore turchino, con sopra una tunica del medesimo
@@ -5297,9 +5260,9 @@ essersi incrociata sul petto, gli ricade sotto il braccio sinistro.
In capo tiene la corona, o meglio un berretto quadrato, ed ai piedi le
scarpe color di rosa. A questa maniera fu trovato vestito Federico II,
-quando fu aperta la sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI e
+quando fu aperta la sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI e
Guglielmo I. Marso sostiene che questi abiti regali fossero insegne
-della podestà sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa Lucio II per dare
+della podestà sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa Lucio II per dare
maggiore consacrazione alla sua nuova signoria. Infatti, come narra
Ottone da Frisinga, egli ottenne lo scettro, l'anello, la dalmatica e i
sandali.
@@ -5307,47 +5270,47 @@ sandali.
Disgraziatamente i mosaici della tribuna furono distrutti quando si
fecero i restauri alla chiesa, nel secolo XVI, e la tribuna stessa fu
trasformata in stile barocco. Oltre il pregio artistico, la chiesa della
-Martorana ha pure quello storico, poichè essa fu, dopo il Vespro, sede
+Martorana ha pure quello storico, poichè essa fu, dopo il Vespro, sede
del Parlamento che elesse re Pietro di Aragona.
-La piccola chiesa di S. Giovanni degli Eremiti è più antica, essendo
+La piccola chiesa di S. Giovanni degli Eremiti è più antica, essendo
stata edificata da re Ruggero nel 1132. Ha quattro cupole di stile
-prettamente arabo, nell'interno è piccola, ed essendo abbandonata da
+prettamente arabo, nell'interno è piccola, ed essendo abbandonata da
lungo tempo, non presenta che nude pareti. Vicino alla chiesa si vedono
le rovine di un piccolo chiostro, di stile arabo-normanno,
graziosissimo.
-La terza chiesa dei primi tempi normanni è S. Cataldo, di carattere
+La terza chiesa dei primi tempi normanni è S. Cataldo, di carattere
greco, con tre cupole emisferiche sostenute da archi a sesto acuto. Essa
-è di forma quasi quadrata, e si dice che sia stata eretta
+è di forma quasi quadrata, e si dice che sia stata eretta
dall'ammiraglio Maione.
Di altre chiese normanne, come quella di S. Giacomo la Magara e di S.
-Pietro la Bagnara, non rimangono quasi più traccie; altre furono in
-tempi più recenti dagli Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli
+Pietro la Bagnara, non rimangono quasi più traccie; altre furono in
+tempi più recenti dagli Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli
Hohenstaufen non costruirono chiese in Sicilia. Sembra invece che
l'architettura religiosa sia tornata a fiorire al tempo degli Aragonesi,
e ne fanno prova S. Agostino e S. Francesco; di quest'ultima non si
-conosce l'anno preciso della fondazione. La sua porta maggiore è ornata
+conosce l'anno preciso della fondazione. La sua porta maggiore è ornata
di colonne che sembrano di origine araba, e che debbono aver appartenuto
-prima ad una moschea, poichè sopra una di esse si legge ancora la
-seguente iscrizione maomettana in caratteri cufici: «Nel nome di Dio
-misericordioso, misericordia. Non vi è altro Dio che Dio, e Maometto è
-il suo profeta».
+prima ad una moschea, poichè sopra una di esse si legge ancora la
+seguente iscrizione maomettana in caratteri cufici: «Nel nome di Dio
+misericordioso, misericordia. Non vi è altro Dio che Dio, e Maometto è
+il suo profeta».
-Bella e pittoresca è la facciata della piccola chiesa di S. Maria della
+Bella e pittoresca è la facciata della piccola chiesa di S. Maria della
Catena, che risale al secolo XVI; il suo portico a tre archi, sostenuto
-ognuno da due colonne, è molto bello, e sopra di esso corre una fascia
+ognuno da due colonne, è molto bello, e sopra di esso corre una fascia
con arabeschi graziosissimi. Anche S. Maria Nuova possiede un simile
portico. Potrei descrivere molte altre belle chiese, come quella
-dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe in altri tempi, nei quali
-l'architettura non ebbe più un carattere deciso, poichè col secolo XV
-l'arco normanno andò in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo,
-sostenuto da gravi pilastri. Il mosaico artistico è scomparso, le pareti
-non sono più che sovraccariche di marmi di vario colore, disposti senza
+dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe in altri tempi, nei quali
+l'architettura non ebbe più un carattere deciso, poichè col secolo XV
+l'arco normanno andò in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo,
+sostenuto da gravi pilastri. Il mosaico artistico è scomparso, le pareti
+non sono più che sovraccariche di marmi di vario colore, disposti senza
gusto: l'unico capolavoro di pittura di cui Palermo potesse essere
orgogliosa, lo Spasimo di Raffaello, che si trovava in S. Maria dello
-Spasimo, è ora il principale ornamento del museo di Madrid.
+Spasimo, è ora il principale ornamento del museo di Madrid.
@@ -5369,16 +5332,16 @@ costiera fino ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde che sono quasi un
segreto e un prodigio del cielo siciliano.
Nessuna parola varrebbe ad esprimere le sensazioni che quella vista mi
-produsse io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi fu di molto
+produsse io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi fu di molto
superiore a quella che avevo provata sulla cima dell'Etna, di dove si
-scorgono tutta quanta l'isola, i tre mari che la recingono e, più
-lontano, le coste del continente italiano. La storia parla all'anima più
+scorgono tutta quanta l'isola, i tre mari che la recingono e, più
+lontano, le coste del continente italiano. La storia parla all'anima più
che gli spettacoli della natura e l'uomo non vive che di _memorie_.
Giunsi a Lentini (Leonzio), patria del sofista Gorgia, seguendo la via
di Catania e passando dinanzi alla deserta penisola di Magnisi--l'antica
Tapso--e per il porto Trogilo.
-Tra queste località s'innalza, per sessantacinque metri circa sul
+Tra queste località s'innalza, per sessantacinque metri circa sul
livello del mare, un vasto altipiano, dalla forma triangolare, e col
vertice segnato dalla vetta del monte Eurialo. Su questo altipiano
sorgeva l'antica Siracusa che si prolungava fino all'isola di Ortigia,
@@ -5393,12 +5356,12 @@ moltitudini di galee, s'inargenta di spume. Da tutti questi luoghi
deserti e sassosi, dalle pianure ove crescono magri oliveti, dai ruderi
da cui sbucano a frotte gli uccelli di rapina, dovunque si volga lo
sguardo, sorgono in folla le memorie di tempi trascorsi, di generazioni
-distrutte, di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti storici.
+distrutte, di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti storici.
Dalla parte opposta appare il capo Plemmirio, anch'esso arido e pietroso
e l'isola di Ortigia che formano i due bracci di quel porto che i
Siracusani avevano sbarrato a Nicia con navi e con catene; in fondo
l'Anapo scorre fra i suoi papiri; qualche capanna di pescatore
-biancheggia su quella solitudine e niente più della maravigliosa corona
+biancheggia su quella solitudine e niente più della maravigliosa corona
di giardini e di ville che anticamente facevano superba la contrada.
Proseguii la strada deserta verso l'isola, osservando i numerosi
@@ -5407,17 +5370,17 @@ abbandonate. Vicino al piccolo porto si cominciano a vedere alcuni
giardini e parecchie vigne, le quali forniscono il rinomato vino di
Siracusa che una volta procurava molta ebbrezza a Gelone, a Yerone ed a
Pindaro. Dinanzi all'isola s'innalza una colonna bellissima, unico
-avanzo di quella città ricca di industrie e popolata di un milione di
+avanzo di quella città ricca di industrie e popolata di un milione di
abitanti.
-Cercherò di dare un'idea approssimativa dell'antica città della Magna
-Grecia, descrivendola sul luogo. Essa era composta di cinque città;
-Cicerone non ne annoverò che quattro, poichè non tenne conto di quella
+Cercherò di dare un'idea approssimativa dell'antica città della Magna
+Grecia, descrivendola sul luogo. Essa era composta di cinque città;
+Cicerone non ne annoverò che quattro, poichè non tenne conto di quella
parte superiore di Epipola, la quale non constava che di castella e di
-fortificazioni. Le cinque città erano pertanto: Ortigia (isola),
+fortificazioni. Le cinque città erano pertanto: Ortigia (isola),
Achradina, Neapoli, Tycha ed Epipola. Le ricerche di Fazello, di
-Cluverio e di Mirabella e quelle più recenti di Serra di Falco,
-permettono di assegnare a ciascuna città la propria località di un tempo
+Cluverio e di Mirabella e quelle più recenti di Serra di Falco,
+permettono di assegnare a ciascuna città la propria località di un tempo
e di precisare a quali edifici debbano riferirsi le rovine che ancora
esistono.
@@ -5427,52 +5390,52 @@ esistono.
Ortigia.
L'isola di Ortigia ha, anch'essa, la forma di un triangolo, col vertice
-in direzione del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita tutta la
+in direzione del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita tutta la
moderna Siracusa e le fortificazioni la cingono di alte muraglie. Essa
-era la parte più vecchia della città ed anche la più importante per le
-sue tradizioni favolose. Artemio vi dimorò molto tempo e fu denominata
+era la parte più vecchia della città ed anche la più importante per le
+sue tradizioni favolose. Artemio vi dimorò molto tempo e fu denominata
Artigia, nome appartenente pure all'isola di Delo. Fu da prima abitata
dai Sicani; quindi i Corinzi, sotto la guida di Archia, la conquistarono
e edificarono Siracusa.
-In Ortigia si trovano i monumenti sacri più antichi di Siracusa, fra i
+In Ortigia si trovano i monumenti sacri più antichi di Siracusa, fra i
quali notevolissimi i templi di Giunone, di Diana e di Minerva. L'isola
-era validamente fortificata già sotto il primo Dionigi, che costruì
+era validamente fortificata già sotto il primo Dionigi, che costruì
sull'istmo un muro con torri e con un castello, nel punto ove prima
sorgeva lo stupendo palazzo di Yerone. Da Dionigi furono pure innalzate
le fortificazioni dell'isola e la darsena del piccolo porto, che dopo di
-lui ebbe nome di Porto Marmoreo. Ortigia in seguito subì parecchie e
-notevoli vicende: Timoleone atterrò la rocca edificata da Dionigi e vi
-costruì i tribunali; ivi egli stesso fu sepolto e presso la sua tomba fu
-edificato il Timoleonzio, ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando
-però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo sorgeva di nuovo una
+lui ebbe nome di Porto Marmoreo. Ortigia in seguito subì parecchie e
+notevoli vicende: Timoleone atterrò la rocca edificata da Dionigi e vi
+costruì i tribunali; ivi egli stesso fu sepolto e presso la sua tomba fu
+edificato il Timoleonzio, ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando
+però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo sorgeva di nuovo una
fortezza.
-Dell'antica Ortigia poche rovine oggi rimangono. La città moderna occupa
+Dell'antica Ortigia poche rovine oggi rimangono. La città moderna occupa
tutta quanta l'isola. Essa fu, per le sue opere di difesa, compiute nei
tempi bizantini e sotto i regni di Carlo V e di Carlo III di Borbone,
-una delle fortezze più possenti del regno delle Due Sicilie. Al vertice
+una delle fortezze più possenti del regno delle Due Sicilie. Al vertice
del triangolo s'innalza la torre del greco Giorgio Maniace, generale
dell'imperatore Costantino Paflagonio, il quale, avendo tolto sul
-principio del secolo XI ai Saraceni Siracusa, edificò la fortezza. Sulla
-porta di questa collocò i due famosi arieti di bronzo, fusi al tempo di
-Diocleziano e più tardi trasportati a Palermo, nel palazzo reale, dove
+principio del secolo XI ai Saraceni Siracusa, edificò la fortezza. Sulla
+porta di questa collocò i due famosi arieti di bronzo, fusi al tempo di
+Diocleziano e più tardi trasportati a Palermo, nel palazzo reale, dove
ancor oggi uno si trova, essendo stato l'altro consumato in un incendio.
Vicino a questa fortezza sgorga la famosa fonte d'Aretusa, che ha
-origine in due antiche grotte a vòlta. Visitando queste sacre fonti, si
-rimane fortemente impressionati nel vedere la quantità di mendicanti che
+origine in due antiche grotte a vòlta. Visitando queste sacre fonti, si
+rimane fortemente impressionati nel vedere la quantità di mendicanti che
ivi domandano l'elemosina, e la turba di donne seminude che vi guazzano
dentro, in modo schifoso, offrendo l'acqua ai forestieri, vera parodia
-delle ninfe che un dì si tuffavano in quelle onde. Nel punto dove la
+delle ninfe che un dì si tuffavano in quelle onde. Nel punto dove la
fonte sbocca dalla grotta, tempo addietro fu costruito un semicircolo in
muratura, nel centro del quale sorge un piedistallo che aspetta ancora
la statua della ninfa. Mi fu mostrato non molto distante da terra
l'_Occhio della Zilica_, una polla d'acqua dolce che sorge nel mare nel
punto dove, secondo la leggenda, Alfeo raggiunse la ninfa fuggiasca.
-La più bella rovina, non solo di Ortigia, ma di tutta l'antica Siracusa,
-è il tempio di Minerva, salvatosi da completa distruzione pel fatto che
+La più bella rovina, non solo di Ortigia, ma di tutta l'antica Siracusa,
+è il tempio di Minerva, salvatosi da completa distruzione pel fatto che
fu ridotto a tempio cristiano. Se ne ammirano ancora le ventidue colonne
del peristilio; tredici a settentrione, e nove a mezzogiorno, quantunque
miseramente rinchiuse nelle pareti della chiesa. Sono stupende colonne
@@ -5482,10 +5445,10 @@ peripteros_, con trentasei colonne, lungo duecento diciotto palmi e
largo ottantasei e mezzo. Dalla leggenda narrata da Diodoro, che i
Geomori di Siracusa confiscarono i beni dell'appaltatore della
costruzione, Agatocle, per essersi costruita una casa con materiali
-destinati al pubblico edificio, si può dedurre che il tempio di Minerva
+destinati al pubblico edificio, si può dedurre che il tempio di Minerva
risalga all'epoca in cui i Geomori non erano stati scacciati dai plebei.
Cicerone nelle sue _Verrinae_ fa una bella descrizione del tempio,
-affermando che era il più bello che avesse mai visto. Bella e sontuosa
+affermando che era il più bello che avesse mai visto. Bella e sontuosa
era la sua decorazione, in cui abbondavano preziose sculture d'oro e
d'avorio; nell'interno, sulle pareti, erano scolpite le guerre di re
Agatocle contro i Cartaginesi ed i ritratti di ventisette re di Sicilia
@@ -5494,43 +5457,43 @@ In cima al frontone del tempio, secondo quanto narra Ateneo, sorgeva una
statua d'oro di Minerva, la quale, pel suo grande splendore, si scorgeva
dal mare a grande distanza. I naviganti che salpavano dal porto di
Siracusa toglievano dall'altare di Giove Olimpico un vaso di carbone
-acceso e lo tenevano in mano finchè potevano vedere la statua di
-Minerva. Marcello risparmiò il tempio, le sue statue e i suoi tesori;
-Verre, invece, rubò tutto quanto vi era di valore, e non ebbe nessun
+acceso e lo tenevano in mano finchè potevano vedere la statua di
+Minerva. Marcello risparmiò il tempio, le sue statue e i suoi tesori;
+Verre, invece, rubò tutto quanto vi era di valore, e non ebbe nessun
rispetto per l'opera d'arte.
Del tempio di Diana, in Ortigia, si sono scoperti alcuni avanzi, due
colonne doriche con sedici scannellature, oggi visibili nella corte di
una casa Santoro.
-Questi sono gli unici avanzi dell'antica città insulare; di tutti i suoi
-splendidi edifici nulla più rimane; la città presenta oggi un aspetto
-melanconico e triste ancor più di Girgenti. Le sue strade, strette,
+Questi sono gli unici avanzi dell'antica città insulare; di tutti i suoi
+splendidi edifici nulla più rimane; la città presenta oggi un aspetto
+melanconico e triste ancor più di Girgenti. Le sue strade, strette,
sudicie rivelano ad ogni passo la miseria; nessun altro paese mi ha
-fatto tanta e così triste impressione. I due bei porti, una volta così
-attivi, sono morti come la città e i campi sassosi di Achradina, e le
+fatto tanta e così triste impressione. I due bei porti, una volta così
+attivi, sono morti come la città e i campi sassosi di Achradina, e le
onde si frangono mestamente sulla spiaggia deserta e silenziosa. Per
avere un'idea precisa della tristezza del passato, bisogna contemplare
quel panorama da dove sgorga la fonte d'Aretusa, in una notte serena.
-Ivi la notte mi parve più mesta e più fantastica che fra le ruine del
+Ivi la notte mi parve più mesta e più fantastica che fra le ruine del
palazzo dei Cesari dell'antica Roma. Io provai una vera nostalgia per
l'antica Grecia, patria di ogni eletto ingegno.
-Nella notte, presso il porto più grande, splendono alcuni fanali fra gli
+Nella notte, presso il porto più grande, splendono alcuni fanali fra gli
alberi dell'unica passeggiata dei moderni Siracusani, ove s'inalzano due
meschine statue di Yerone, e di Archimede. Per questa passeggiata
passano lentamente i Siracusani, poveri, melanconici, senza cultura,
senz'arti, senza industria, ridotti alla misera vita di abitatori di una
povera terra sotto l'esecrato dispotismo di Napoli. Non ricordo di aver
-veduto una bella fisonomia in tutta la città; solo lo sguardo di una
-signora che mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi richiamò ai
+veduto una bella fisonomia in tutta la città; solo lo sguardo di una
+signora che mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi richiamò ai
tempi di Aristippo e della siciliana Laide.
Contemplando il bel porto deserto, in cui erano ancorati soltanto due
piccoli legni mercantili turchi, mi tornarono alla memoria le parole di
Cicerone: _Nihil pulchrius quam Syracusanorum portus, et moenia videre
-potuisse_. Infatti, l'attività commerciale dell'antica Siracusa non fu
-inferiore a quella di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli.
+potuisse_. Infatti, l'attività commerciale dell'antica Siracusa non fu
+inferiore a quella di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli.
Quanta mestizia si prova anche visitando il museo! Ivi sono radunati
tutti gli avanzi dei capolavori dell'arte antica di Siracusa,
@@ -5538,12 +5501,12 @@ ammonticchiati in una povera stanza, quasi fossero rottami di nessun
valore. Tra questi scorsi la famosa Venere Siracusana, priva della testa
e mutilata del braccio destro, rappresentata nell'atto di uscire dal
bagno, mentre con la mano sinistra raduna il drappo attorno al corpo e
-tiene la destra ripiegata sul seno. Fra le varie statue più famose della
+tiene la destra ripiegata sul seno. Fra le varie statue più famose della
Dea dell'amore, quella di Milo, di Capua, del Campidoglio, di Firenze,
-la Venere di Siracusa si distingue più che per la grazia, per il pieno
+la Venere di Siracusa si distingue più che per la grazia, per il pieno
sviluppo della bellezza femminile. La sua posa non ha quella grazia che
mostrano la Venere di Firenze e quella di Roma; essa riposa quieta nella
-coscienza della sua sensualità divina. Non si comprende come la statua
+coscienza della sua sensualità divina. Non si comprende come la statua
stupenda abbia potuto sfuggire allo sguardo rapace di Verre. Essa fu
scoperta dal cavaliere Landolina in un giardino della famiglia Bonavia,
a Siracusa, nel 1804, e diede occasione alla fondazione di questo museo,
@@ -5560,49 +5523,49 @@ l'eguale.
Achradina.
-La seconda e la più bella parte di Siracusa era Achradina, sita presso
+La seconda e la più bella parte di Siracusa era Achradina, sita presso
Ortigia; vi si accedeva dall'isola, passando sulla diga che portava pure
allo stupendo faro. Achradina si estendeva lungo la costa di levante,
-poichè a settentrione il suo territorio confinava col mare, a ponente
+poichè a settentrione il suo territorio confinava col mare, a ponente
con Tycha e con Neapoli e a mezzogiorno con l'isola e con i due porti.
-Da ogni parte era cinta da mura che dovevano, in verità, essere molto
-resistenti perchè Marcello, dopo essersi reso padrone di Tycha, di
-Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina una grande resistenza, e forse
+Da ogni parte era cinta da mura che dovevano, in verità, essere molto
+resistenti perchè Marcello, dopo essersi reso padrone di Tycha, di
+Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina una grande resistenza, e forse
senza il tradimento dello spagnuolo Merico, che cedette per denaro
l'isola ai Romani, rendendo inutile la difesa di Achradina, mai sarebbe
riuscito ad impadronirsene. Verso il mare era protetta da quelle mura
nelle quali Archimede aveva fatto delle feritoie per poter far
funzionare le sue meravigliose macchine.
-Cicerone, in una delle sue opere, così scrive: «La seconda città di
+Cicerone, in una delle sue opere, così scrive: «La seconda città di
Siracusa ha nome Achradina; in essa si trovano il faro principale,
bellissimi portici, una vasta curva, ed un tempio magnifico dedicato a
-Giove Olimpico; gli altri quartieri della città sono occupati da
+Giove Olimpico; gli altri quartieri della città sono occupati da
un'ampia via maestra, in senso longitudinale, da varie strade
-trasversali e da private abitazioni».
+trasversali e da private abitazioni».
-In Achradina oggi si trovano le più vaste rovine di Siracusa; è un
+In Achradina oggi si trovano le più vaste rovine di Siracusa; è un
altipiano di roccia calcarea, di tinta nera, in cui si scorgono traccie
di numerose strade, vestigia di passaggio di carri, sepolcri, ponti di
pietra, fondamenta di case e piazze.
-Per andare dall'isola ad Achradina vi sono due vie: si può passare per i
+Per andare dall'isola ad Achradina vi sono due vie: si può passare per i
tre ponti levatoi delle fortificazioni che tagliano l'istmo, ovvero per
mare, imbarcandosi nel piccolo porto e scendendo a terra al disotto del
convento dei Cappuccini.
-Al di là dell'argine si trova la fonte degli Ingegneri, presso la quale
-sorge quella colonna isolata, unico segno dell'antica città, di cui già
-parlai. La colonna ha una base attica, è senza scannellature; non si può
+Al di là dell'argine si trova la fonte degli Ingegneri, presso la quale
+sorge quella colonna isolata, unico segno dell'antica città, di cui già
+parlai. La colonna ha una base attica, è senza scannellature; non si può
quindi dire dorica; Serra di Falco sostiene che abbia appartenuto al
-tempio di Giove, che Yerone II fece costruire nel fòro; ma questa
-ipotesi è assai dubbia per le dimensioni piuttosto piccole che essa
-presenta. Si sa invece con certezza che il fòro si trovava in quella
-località, poichè nessun'altra ve ne era adatta a servire alle due città
-di Ortigia e di Achradina. Nel fòro si entrava per una porta a cinque
+tempio di Giove, che Yerone II fece costruire nel fòro; ma questa
+ipotesi è assai dubbia per le dimensioni piuttosto piccole che essa
+presenta. Si sa invece con certezza che il fòro si trovava in quella
+località, poichè nessun'altra ve ne era adatta a servire alle due città
+di Ortigia e di Achradina. Nel fòro si entrava per una porta a cinque
archi, ed esso era tutto contornato da portici; e vi si trovavano il
pritaneo, la curia, della quale non rimane nessuna traccia, e anche la
-così detta _Casa dei sessanta letti_, avanzo di un antico edificio, che
+così detta _Casa dei sessanta letti_, avanzo di un antico edificio, che
viene senza fondamento ritenuto come rudero del palazzo di Agatocle.
In mezzo ad Achradina, sul punto culminante dell'altipiano, si trovano
@@ -5613,15 +5576,15 @@ estende la pianura deserta e morta di Achradina, e sembra quasi che la
natura colpita dallo sguardo di Gorgona, sia stata convertita ad un
tratto in pietra.
-La campagna di Roma è bella, con la sua lussureggiante vegetazione, con
+La campagna di Roma è bella, con la sua lussureggiante vegetazione, con
le sue graziose colline, con i suoi sepolcri e con le sue torri
-solitarie circondate da edera e non si potrebbe trovare teatro più
+solitarie circondate da edera e non si potrebbe trovare teatro più
adatto per i grandi fatti della storia antica. Qui invece tutto ha
l'aspetto di decadenza, di abbandono, e per quella pianura sassosa non
si vedono aggirarsi che i solitarii cappuccini. Avendo molto sentito
parlare di queste latomie, credevo che mi avessero fatto molta
impressione, non mai che mi commovessero come mi hanno commosso. Un
-monaco mi aprì la porta, e mi trovai in un ampio recinto, scavato nella
+monaco mi aprì la porta, e mi trovai in un ampio recinto, scavato nella
viva roccia.
Vi erano stanze della grandezza di una piccola piazza, con pareti
@@ -5629,14 +5592,14 @@ tagliate a picco, dell'altezza di 26 metri, alcune di una tinta
giallognola propria delle rovine greche, altre rossicce. L'edera le
copriva in gran parte, arrampicata in cerca del sole e della luce, e
ricadente in graziosi festoni. Il piano era tutto smaltato di fiori, e
-qua e là, nelle fessure della roccia, crescevano allori, oleandri e
+qua e là, nelle fessure della roccia, crescevano allori, oleandri e
pini. Queste latomie un tempo erano coperte; poi le intemperie ne
ruinarono il tetto, ed i massi giacciono oggi ammonticchiati, formando
-gole, valli, così da dare l'imagine di una catena di monti in
+gole, valli, così da dare l'imagine di una catena di monti in
miniatura. Gli spazi di terreno esposti alla luce furono dai cappuccini
ridotti ad orti e a giardini, che sono tutto l'opposto degli orti
-pensili di Semiramide, perchè si trovano alla profondità di venti ed
-anche venticinque metri sotto il livello del suolo; in queste cavità
+pensili di Semiramide, perchè si trovano alla profondità di venti ed
+anche venticinque metri sotto il livello del suolo; in queste cavità
vegetano stupende piante di aranci, di melagrani, viti, cipressi, mirti
e vi si vedono anche erbaggi e legumi, che i monaci coltivano per la
loro parca mensa. Nell'osservare queste latomie si dimentica che esse
@@ -5644,71 +5607,71 @@ furono orribili prigioni e che dopo la sconfitta toccata a Nicia e a
Demostene, vi furono rinchiusi gli Ateniesi. Molti di questi morirono di
febbre, per lo scarso nutrimento, altri invece si salvarono in grazia
dei versi di Euripide. Potevano contenere ben seimila uomini; nessuna
-prigione presentava certo peggiori difficoltà di evasione. Trovandosi
+prigione presentava certo peggiori difficoltà di evasione. Trovandosi
proprio nel mezzo di Achradina, si comprende che furono anteriori alla
-fondazione della città. Si crede che ivi abbiano lavorato i prigionieri
+fondazione della città. Si crede che ivi abbiano lavorato i prigionieri
cartaginesi dopo la battaglia d'Imera, per estrarre il materiale
occorrente alla fabbricazione delle case e dei templi di Siracusa. Le
rovine e la terra cadutavi hanno rialzato il suolo di circa dieci metri,
-diminuendone di molto la primitiva profondità. Ancora si osservano molte
+diminuendone di molto la primitiva profondità. Ancora si osservano molte
gallerie, anditi coperti, portici, stanze quadrate e a volta, che non
-sono però di origine greca, poichè presentano lo stesso carattere delle
+sono però di origine greca, poichè presentano lo stesso carattere delle
catacombe cristiane.
Sul suolo dell'antica Achradina, oltre le latomie, si vedono ovunque
tracce di antiche strade e impronte di ruote di carri, come a Pompei, in
grandissimo numero e visibilissime, essendo il suolo di Siracusa di
calcare e non di tufo come quello di Roma. Vicino alle latomie trovai
-queste tracce più abbondanti, dal che argomentai che fossero state
+queste tracce più abbondanti, dal che argomentai che fossero state
impresse dai carri che trasportavano i materiali di costruzione estratti
-da quelle. Certamente anche nei tempi più belli di Achradina, queste
-cave aperte nel centro della città dovevano deturparla, dandole
+da quelle. Certamente anche nei tempi più belli di Achradina, queste
+cave aperte nel centro della città dovevano deturparla, dandole
l'aspetto di un vasto cantiere occupato da una folla di lavoratori. Le
latomie erano le galere di Siracusa. La roccia si trova scavata e
lavorata per parecchie miglia, e molte sono le fosse sepolcrali, della
stessa forma delle nostre cripte. Certamente il lavoro dell'uomo in
-questa parte della Sicilia fu immenso, poichè, oltre le tombe, che sono
+questa parte della Sicilia fu immenso, poichè, oltre le tombe, che sono
innumerevoli, sotto il suolo di Siracusa si estendono vaste catacombe
tutte scavate nella viva roccia.
Vidi molti spazi quadrati che segnavano certo l'area di antiche case,
-poichè queste in Achradina sorgevano sulla nuda roccia, senza
+poichè queste in Achradina sorgevano sulla nuda roccia, senza
fondamenta. Si cammina per ore intere per questo campo pietroso, lungo
-il mare, cercando la località e la direzione delle antiche mura, a
-ponente verso Tycha, dove la città si congiungeva anche a Neapoli, e
+il mare, cercando la località e la direzione delle antiche mura, a
+ponente verso Tycha, dove la città si congiungeva anche a Neapoli, e
dovunque si trovano traccie del passaggio dei carri e del lavoro
dell'uomo.
-È strano come tutta questa immensa città piena di mura e di templi, di
+È strano come tutta questa immensa città piena di mura e di templi, di
portici e di fori, di edifizi colossali, abbia potuto sparire, quasi
-fosse un monticello di sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo non si
-costruì in Siracusa che con questo materiale, e che le città moderne di
-levante asportarono per mare grandi quantità di rovine dell'antica
+fosse un monticello di sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo non si
+costruì in Siracusa che con questo materiale, e che le città moderne di
+levante asportarono per mare grandi quantità di rovine dell'antica
Siracusa; purtuttavia la completa scomparsa dei ruderi rimane sempre un
enigma.
-A mezzodì l'altipiano di Achradina si abbassa e anche colà si trovano
+A mezzodì l'altipiano di Achradina si abbassa e anche colà si trovano
degli scavi, delle tombe, quasi tutte a forma di colombari, e dei loculi
di tipo romano. Ivi si trovano pure le maravigliose catacombe
-estendentisi sotto Neapoli, il cui accesso è sito presso la più antica
-chiesa cristiana della Sicilia, quella di S. Giovanni. Questa chiesa è
+estendentisi sotto Neapoli, il cui accesso è sito presso la più antica
+chiesa cristiana della Sicilia, quella di S. Giovanni. Questa chiesa è
un edificio piccolo bizzarro, preceduto da un portico con archi
bizantini, ergentisi sopra colonne addossate a pilastri con capitelli
-del medio evo. Disgraziatamente la chiesa è ormai quasi una rovina. Si
+del medio evo. Disgraziatamente la chiesa è ormai quasi una rovina. Si
accede alle catacombe da una porta presso la chiesa; queste catacombe
-sono meno vaste e meno imponenti di quelle di Napoli, ma assai più
-regolari e formano una vera città di morti, con strade, gallerie,
+sono meno vaste e meno imponenti di quelle di Napoli, ma assai più
+regolari e formano una vera città di morti, con strade, gallerie,
corridoi, stanze, nicchie, piazze. Ivi i morti dormono da secoli, mentre
al disopra di essi si agita e si evolve un mondo pieno di passioni.
-Quanti siano ogni giorno i morti di una grande città ce lo dicono le
-catacombe di Napoli; da ciò si arguisce quale immenso numero ne abbiano
-accolto i sotterranei di Siracusa, un tempo così popolosa.
+Quanti siano ogni giorno i morti di una grande città ce lo dicono le
+catacombe di Napoli; da ciò si arguisce quale immenso numero ne abbiano
+accolto i sotterranei di Siracusa, un tempo così popolosa.
Le catacombe, come le altre, erano in origine cave di pietre; in seguito
vennero ridotte ad uso di necropoli, e per molti secoli vi si
-seppellirono i morti secondo un sistema regolare, poichè tutte le
+seppellirono i morti secondo un sistema regolare, poichè tutte le
gallerie sono di tanto in tanto interrotte da una stanza centrale, a
-forma di circolo, ampia e piena di nicchie, con una o tre porte a vòlta,
+forma di circolo, ampia e piena di nicchie, con una o tre porte a vòlta,
posteriori all'epoca greca. Fino ad oggi se ne sono aperte quattro, ma
la tradizione vuole che siano trecentosessanta e che arrivino sino al
Sebeto e si estendano sotto il suolo fino a Catania. Per la maggior
@@ -5716,30 +5679,30 @@ parte appaiono ingombre, specialmente nel piano inferiore; nonostante
questo, furono esplorate per l'estensione di parecchie miglia. Venti
anni or sono in esse si perdette un maestro con sei scolari, che da
soli vollero visitare la necropoli. Si smarrirono in quel laberinto, e
-invano cercarono un'uscita, finchè, spossati dalla fatica, vi perirono
+invano cercarono un'uscita, finchè, spossati dalla fatica, vi perirono
di fame e di paura. I loro corpi furono poi rinvenuti alla distanza di
-quattro miglia dall'ingresso: si può facilmente immaginare di quale
+quattro miglia dall'ingresso: si può facilmente immaginare di quale
terribile morte gl'infelici perirono. Da allora si sono praticate di
quando in quando alcune aperture, per le quali un po' di luce penetra in
-quei tenebrosi corridoi. La larghezza di questi è, in genere, dai dodici
+quei tenebrosi corridoi. La larghezza di questi è, in genere, dai dodici
ai sedici palmi, e la loro altezza dagli otto ai dodici; per la
lunghezza sembrano non aver fine; si continua a camminare per ore ed ore
fra le tenebre in questi canali sterminati ed uniformi quanto
-l'eternità. Solo di quando in quando la monotonia è interrotta da
+l'eternità. Solo di quando in quando la monotonia è interrotta da
sepolcri ornati di orribili pitture e rivestiti di stucco rossiccio come
quelli di Pompei. In molti punti i sepolcri si succedono gli uni agli
altri, quasi celle di un alveare. Si direbbe fossero tante che un verme
sepolto nella terra abbia scavato tutte queste gallerie, tutti questi
corridoi; e che le generazioni si siano succedute le une alle altre, e
milioni di uomini vi abbiano trovato la pace eterna. Oggi non vi si
-vedono più nè ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto ogni vestigia
+vedono più nè ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto ogni vestigia
dell'antica Achradina, ha fatto scomparire anche le reliquie dei morti.
I Greci, i Romani, i Cristiani vi trovarono, gli uni dopo gli altri, il
gran riposo: vi sono stati scoperti difatti idoli pagani, piccoli
bronzi, lacrimari, simboli cristiani ed un bassorilievo rappresentante i
dodici apostoli, trasportato poi nella cattedrale di Siracusa. L'uso di
-seppellire i morti nelle catacombe è anteriore ai tempi cristiani; lo
-provano i sepolcri scavati nella pietra e ritrovati nella città
+seppellire i morti nelle catacombe è anteriore ai tempi cristiani; lo
+provano i sepolcri scavati nella pietra e ritrovati nella città
troglodita di Ispeca, e le tombe rinvenute in Egitto, nelle Indie e
nella stessa America, risalenti a tempi preistorici. Nel punto in cui
Achradina confinava con Neapoli e dove sorgevano tanti stupendi
@@ -5752,32 +5715,32 @@ d'iscrizioni. In genere sono di stile greco, ma in completa rovina; in
parecchi si vede ancora un frontone sostenuto da due colonne
scannellate. Ricostruendo la strada nella sua forma primitiva, con tutti
i suoi monumenti, si avrebbe da ambedue le parti una serie di
-tempietti, interrotta da tombe più meschine e di povero aspetto; poichè
+tempietti, interrotta da tombe più meschine e di povero aspetto; poichè
in questa via, sita fuor delle mura di Achradina, si seppellivano
persone di varia condizione.
-La strada però non doveva produrre la stessa grande impressione della
+La strada però non doveva produrre la stessa grande impressione della
via dei sepolcri a Pompei. Anche il campo che si estende fra Achradina,
-Tycha e Neapoli, un tempo comune alle tre città e non fabbricato, appare
+Tycha e Neapoli, un tempo comune alle tre città e non fabbricato, appare
oggi pieno di fosse e di tombe, il cui straordinario numero dice quanto
grande e popolosa dovesse essere Siracusa.
Alcuni di questi sepolcri attirano sopratutto l'attenzione per la loro
-architettura, ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora visibili:
+architettura, ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora visibili:
senza dubbio erano destinate a personaggi illustri. In questi paraggi
-sorgevano pure le meravigliose tombe che il popolo siracusano innalzò a
-Gelone e a Demarata, sua moglie; s'ignora però il luogo preciso ove si
+sorgevano pure le meravigliose tombe che il popolo siracusano innalzò a
+Gelone e a Demarata, sua moglie; s'ignora però il luogo preciso ove si
trovavano. Di tutti i sepolcri che rimangono, due meritano di essere
segnalati: si trovano a poca distanza fra loro, in una bella e piccola
cava di pietra gialla, fra numerose altre tombe, presso l'antico
acquedotto di Tycha, e sono formati da massi sferici, ammonticchiati gli
uni sopra gli altri a forma di piramide. Molto, certo, ebbero a soffrire
dal tempo, a giudicare dalla presente disposizione delle pietre, non
-più regolare. Fra mezzo vi si scorge ancora però un frontone dorico,
-sostenuto da due colonne doriche, di cui una è ancora in piedi. Per
+più regolare. Fra mezzo vi si scorge ancora però un frontone dorico,
+sostenuto da due colonne doriche, di cui una è ancora in piedi. Per
quanto lo stile greco e l'altezza delle colonne e del frontone,
superiori alle proporzioni dell'ordine dorico, dicano che questo
-sepolcro è posteriore ai tempi greci, i Siracusani, con pietoso
+sepolcro è posteriore ai tempi greci, i Siracusani, con pietoso
pensiero, gli diedero il nome di _Tomba di Archimede_, forse per la
stessa ragione che indusse gli Agrigentini a battezzare un antico
monumento col nome di _Sepolcro di Yerone_.
@@ -5786,37 +5749,37 @@ Il grande matematico aveva ordinato che sulla sua tomba fosse innalzata
una colonna, su cui dovevano essere incise le proporzioni del cilindro
con la sfera, a ricordo de' suoi studi prediletti. Cicerone, quando era
questore a Siracusa, fece ricerca della tomba di Archimede, e sotto la
-scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla, quasi perduta in mezzo a
+scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla, quasi perduta in mezzo a
folti cespugli. Il grande oratore fu orgoglioso della scoperta ed
-esclamò vanitosamente: «Il Destino ha voluto che la tomba del più grande
-dei Siracusani fosse scoperta da un uomo di Arpino». A quel tempo non
+esclamò vanitosamente: «Il Destino ha voluto che la tomba del più grande
+dei Siracusani fosse scoperta da un uomo di Arpino». A quel tempo non
erano trascorsi che cento cinquanta anni dalla conquista di Marcello,
-eppure la città era già decaduta, tanto che la tomba del più illustre
+eppure la città era già decaduta, tanto che la tomba del più illustre
fra' suoi cittadini stava sepolta fra cardi selvatici e spine. Cicerone,
che sotto la guida dei Siracusani e della tradizione municipale, va
-cercando fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la imagine di un erudito
+cercando fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la imagine di un erudito
archeologo romano dei nostri giorni.
Forse dovremo anche noi rinunciare a scoprire la tomba di Archimede e
-verrà un giorno in cui si cercherà invano quella di Humboldt;[6] ma il
-ricordo degli uomini illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava,
-nella commemorazione degli Ateniesi caduti in guerra: «A gli uomini
-grandi è tomba il mondo!»
+verrà un giorno in cui si cercherà invano quella di Humboldt;[6] ma il
+ricordo degli uomini illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava,
+nella commemorazione degli Ateniesi caduti in guerra: «A gli uomini
+grandi è tomba il mondo!»
-Enorme è l'impressione che producono le tombe siracusane, in quella
+Enorme è l'impressione che producono le tombe siracusane, in quella
regione deserta, inondata di luce e popolata solo di grandi memorie.
-Seduto colà, nel silenzio del mezzogiorno, o nella tranquillità
+Seduto colà, nel silenzio del mezzogiorno, o nella tranquillità
dell'infuocato tramonto, ovvero vagante fra quelle tombe, che a
centinaia si aprono nel suolo, sembra che debbano sorgerci dinanzi, come
-ad Ulisse nell'inferno, le ombre di una stirpe di uomini più grande
-della presente, le ombre dei magni della Grecia. Allorchè io visitai i
+ad Ulisse nell'inferno, le ombre di una stirpe di uomini più grande
+della presente, le ombre dei magni della Grecia. Allorchè io visitai i
venerandi sepolcri, stavano seduti sui loro gradini uomini e ragazzi di
povero aspetto, logori dalla febbre, con gli occhi infiammati, i capelli
ispidi, coperti a mala pena da pochi luridi cenci. Nelle loro fisionomie
si leggeva tutta la storia della moderna Sicilia, le sevizie della
polizia borbonica, il predominio corruttore del clero, e l'animo mio,
-amareggiato, non potè fare a meno d'imprecare contro la sorte degli
-sventurati discendenti di Archimede. Non verrà mai il giorno della
+amareggiato, non potè fare a meno d'imprecare contro la sorte degli
+sventurati discendenti di Archimede. Non verrà mai il giorno della
redenzione per questa stupenda contrada? Che Dio la renda piuttosto ai
Saraceni!...
@@ -5835,22 +5798,22 @@ nostra poesia, generando una razza di uomini snervati, incuranti di Dio
e dei loro simili. Come fu diversa la sorte di Heine e di Platen! Se Dio
avesse concesso al primo di poter esprimere quanto soffriva nel suo
animo, invece di farsi beffe di tutto, sarebbe stato un uomo veramente
-grande, chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore al povero
-Platen. Eppure l'accanito nemico di Platen si dovè rassegnare a vedere
+grande, chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore al povero
+Platen. Eppure l'accanito nemico di Platen si dovè rassegnare a vedere
che a questi fosse innalzata una statua.
Fu ventura per Platen il morire a Siracusa. Poco tempo prima della mia
-venuta, il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere, aveva visitato
-la tomba del poeta e deciso di farla restaurare, poichè già cominciava a
+venuta, il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere, aveva visitato
+la tomba del poeta e deciso di farla restaurare, poichè già cominciava a
cadere in rovina.
AGUSTO COMITI PLATEN HALLERMUNDE AUSPACHIENSI
GERMANIAE HORATIO.
-Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina fece incidere sulla
-tomba. Meritò quel freddo versificatore di Platen di riposare solitario
+Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina fece incidere sulla
+tomba. Meritò quel freddo versificatore di Platen di riposare solitario
fra i monti di Siracusa, in mezzo a Yerone, ad Archimede, a Timoleone,
-quale unico rappresentante del popolo che più di ogni altro era versato
+quale unico rappresentante del popolo che più di ogni altro era versato
negli studi ellenici? Questo dubbio mi rimpiccioliva quella tomba
poetica quanto i cipressi che presso la piramide di Caio Cestio
ombreggiano la tomba di Schelley, uno dei pochi veri poeti dei tempi
@@ -5866,50 +5829,50 @@ dice il suo nome, l'ultima ad essere costruita. Negli inizi Neapoli fu,
come Tycha, un sobborgo di Achradina; si estendeva fra il porto maggiore
e l'altipiano su cui sorgeva Siracusa; dalla parte di Tycha era protetta
da mura e da rupi naturali. La porta Menetide, o Temenetide, conduceva
-dalla città alla campagna; questa parte di Siracusa era chiamata
+dalla città alla campagna; questa parte di Siracusa era chiamata
Temenide da una statua di Apollo che portava questo nome. Cicerone ne
descrive un teatro e due templi, uno dedicato a Cerere e uno a
Proserpina, innalzati da Gelone col bottino fatto sui Cartaginesi. In
questo luogo sorgevano anche i sepolcri di lui e della sua consorte, che
-più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese.
+più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese.
-Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano tante memorie e tanti
-monumenti quanto nell'angolo che confinava con Achradina, poichè in quel
+Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano tante memorie e tanti
+monumenti quanto nell'angolo che confinava con Achradina, poichè in quel
breve spazio vi erano le latomie di Dionigi, il teatro, la strada,
l'anfiteatro e l'acquedotto.
Le famose latomie, che portano il nome di Orecchio di Dionigi, non sono
-vaste come quelle di Achradina, ma sono più pittoresche e, in certi
-punti, più belle e più singolari. Esse formano un vasto quadrato, nella
-cui profondità si trova un giardino sempre verde. Nel centro s'innalza
+vaste come quelle di Achradina, ma sono più pittoresche e, in certi
+punti, più belle e più singolari. Esse formano un vasto quadrato, nella
+cui profondità si trova un giardino sempre verde. Nel centro s'innalza
un pilastro di roccia naturale, dell'altezza di circa ventisette metri,
sulla cui cima, tra una lussureggiante vegetazione di piante rampicanti,
si elevano gli avanzi di una torre.
-Può sembrare sulle prime che questo fosse il luogo ove stava il
+Può sembrare sulle prime che questo fosse il luogo ove stava il
guardiano del carcere, ma osservando meglio si vede che era invece una
colonna del tetto, ora crollato. A destra, entrando, si trovano le
stanze di appartamenti scavati nella roccia, una delle quali porta il
nome di Orecchio di Dionigi. Questo nome le fu dato da Michelangiolo da
Caravaggio che, visitando le latomie in compagnia dell'erudito
siracusano Mirabella, fu indotto a darle questo nome dalla forma della
-cavità, dando così in seguito origine a innumerevoli leggende.
+cavità, dando così in seguito origine a innumerevoli leggende.
Tutte le pareti verticali di questa grotta sono rivestite di edera e di
capelvenere; in cima, sul margine della cava, sorge un pino solitario.
-La forma strana e singolare della latomia dà luogo a quei fenomeni
-acustici, per i quali si formò la leggenda che ivi Dionigi stesse in
-agguato a spiare i discorsi de' suoi prigionieri. Serra di Falco scoprì
+La forma strana e singolare della latomia dà luogo a quei fenomeni
+acustici, per i quali si formò la leggenda che ivi Dionigi stesse in
+agguato a spiare i discorsi de' suoi prigionieri. Serra di Falco scoprì
nel 1340 un'apertura in alto, dalla quale, come da una specie di loggia,
si poteva vedere tutta la latomia e udire le parole che ivi si
pronunciano. Una parola sussurrata a voce bassissima, la lacerazione di
-un pezzo di carta si sentono distintamente di lassù, e le guide non
+un pezzo di carta si sentono distintamente di lassù, e le guide non
tralasciano di darsi il piacere innocente di far ripetere all'eco:
-«Dionigi era un tiranno!» Un colpo di pistola viene ripetuto cento
+«Dionigi era un tiranno!» Un colpo di pistola viene ripetuto cento
volte, col fragore di un tuono.
Un'altra parte delle latomie, vicino all'Orecchio di Dionigi, si chiama
-il Paradiso ed è di una bellezza straordinaria. Ha la forma di un ampio
+il Paradiso ed è di una bellezza straordinaria. Ha la forma di un ampio
quadrato, col suolo piano; e le pareti di color roseo, o nero cupo, o
giallo carico sono in certi punti angolose, in altri di aspetto bizzarro
per i massi rovinati nella caduta del tetto. In un angolo si apre una
@@ -5917,128 +5880,128 @@ specie di grotta sostenuta da pilastri naturali e a traverso a questi si
vedono il verde cupo degli aranci, i fiori infuocati del melagrano ed il
limpido cielo di Siracusa.
-Nel tratto della latomia ancora coperta, da lungo tempo è stata
+Nel tratto della latomia ancora coperta, da lungo tempo è stata
costruita una fabbrica di cordami: uomini, donne, ragazze, poveri,
cenciosi, pallidi, di aspetto malaticcio, guadagnano stentatamente la
vita filando in quell'antica prigione.
Spesse volte mi sono trattenuto ad osservare il lavoro stando seduto
all'ingresso dell'oscura galleria, e nel vederli girare di continuo le
-ruote e andare su e giù, filando i loro cordami, mi è parso di trovarmi
+ruote e andare su e giù, filando i loro cordami, mi è parso di trovarmi
nell'Averno ed ho creduto che quelle donne pallide e smunte fossero le
Parche intente a filare lo stame della mia solitaria vita. Donai alcune
-monete a quella povera gente, che le accettò con l'espressione di
-gratitudine di chi non si aspetta di essere soccorsa, ed uscito di là,
+monete a quella povera gente, che le accettò con l'espressione di
+gratitudine di chi non si aspetta di essere soccorsa, ed uscito di là,
tornato alla luce del giorno, mi trovai ancora sotto l'impressione di
quelle misere esistenze.
In Sicilia tutto ha l'aspetto di favola e di mito: Girgenti al pari di
Siracusa, l'Etna e l'Enne, ogni spiaggia della sua marina. La fantasia
-ci riporta a tempi più antichi, ancor più della campagna romana; quivi
-regna severa la storia, in Sicilia la leggenda. Non è difatti la terra
+ci riporta a tempi più antichi, ancor più della campagna romana; quivi
+regna severa la storia, in Sicilia la leggenda. Non è difatti la terra
di Tifone, dei Ciclopi, di Dedalo?
Per quanto le latomie di Achradina e di Neapoli siano imponenti per la
-loro vastità, ve ne sono altre a Siracusa, più piccole, ma che pure
-hanno un carattere più romantico: quella del conte Casale, simile ad un
-piccolo Paradiso, per esempio. Io non ho mai visto un giardino così
-bello; è diviso in due parti, riunite da una galleria coperta,
+loro vastità, ve ne sono altre a Siracusa, più piccole, ma che pure
+hanno un carattere più romantico: quella del conte Casale, simile ad un
+piccolo Paradiso, per esempio. Io non ho mai visto un giardino così
+bello; è diviso in due parti, riunite da una galleria coperta,
dell'altezza di circa due metri. Nel fondo si trova una sala, alta cento
otto palmi e larga sessantadue, le cui pareti sono tinte di rosso e
paiono rischiarate dai raggi del sole nascente. Nelle pareti vi sono
-molti fori i quali salgono in alto, in linea curva: forse colà si
+molti fori i quali salgono in alto, in linea curva: forse colà si
trovavano uncini di ferro per servire di scala agli schiavi che
-scavavano le pietre. La pianta della sala è abbastanza regolare e certo
+scavavano le pietre. La pianta della sala è abbastanza regolare e certo
anche in origine ebbe la stessa forma. I terremoti rovinarono molte sale
-di questa latomia, e ultimamente, nel 1853, crollarono dall'alto varî
-massi, che ora ingombrano gran parte del giardino. Lo spazio libero è
+di questa latomia, e ultimamente, nel 1853, crollarono dall'alto varî
+massi, che ora ingombrano gran parte del giardino. Lo spazio libero è
ammirabile per la splendida vegetazione; le foglie di fico, per esempio,
hanno una larghezza tale che potrebbero servire da piatti; vi si trovano
pure piante e fiori delle Indie.
Le palme, contornate di pianticelle rampicanti, vi crescono
-rigogliosissime; l'aria è tutta impregnata del profumo degli aranci, del
+rigogliosissime; l'aria è tutta impregnata del profumo degli aranci, del
mirto, e gli aloe, le agave vi crescono giganteschi. Il giardino, con le
sue mura rivestite d'edera e di muschio, con tutti i suoi corridoi, con
-le sue rovine, presenta un aspetto così fantastico da farlo credere il
+le sue rovine, presenta un aspetto così fantastico da farlo credere il
giardino di Titania e di Oberone. Non un soffio di vento, non un atomo
-di polvere turba la tranquillità del luogo.
+di polvere turba la tranquillità del luogo.
Presso l'Orecchio di Dionigi si trovano i notevoli avanzi del teatro di
-Siracusa, uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone chiamava
+Siracusa, uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone chiamava
_maximum_. Serra di Falco crede che fosse contemporaneo al teatro di
Bacco in Atene, edificato da Temistocle, ed il primo che sia stato
-costruito con pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un aspetto
-mirabile per la sua semplicità ed eleganza, nonostante che sia in gran
+costruito con pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un aspetto
+mirabile per la sua semplicità ed eleganza, nonostante che sia in gran
parte rovinato e che della scena rimanga soltanto un mucchio di rovine
-coperte di cespugli. Il semicircolo oblungo degli ordini dei gradini è
+coperte di cespugli. Il semicircolo oblungo degli ordini dei gradini è
scavato nella roccia della collina di Neapoli; si contano quarantasei
gradini interrotti da una larga fascia, e tagliati da otto scale
diagonali.
Con quarantasei file di sedili non si ottiene che un diametro di
quattrocento palmi, ma Serra di Falco ritiene che il teatro avesse un
-maggior numero di ordini e che perciò si allargasse a misura che saliva.
+maggior numero di ordini e che perciò si allargasse a misura che saliva.
-Egli crede pure che il suo diametro fosse di cinquecento palmi, cosicchè
-sarebbe stato il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione di
-quello di Mileto. Non comprendo del resto perchè nel passo di Cicerone:
+Egli crede pure che il suo diametro fosse di cinquecento palmi, cosicchè
+sarebbe stato il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione di
+quello di Mileto. Non comprendo del resto perchè nel passo di Cicerone:
_quam ad summum theatrum est maximum_, la parola _maximum_ si traduca
-per «maggiore di tutti» e non soltanto per molto ampio.
+per «maggiore di tutti» e non soltanto per molto ampio.
-Nell'orchestra sboccano due corridoi: la scena, che è fiancheggiata da
-due edifici quadrati, è attraversata da un piccolo canale d'acqua,
-proveniente dal vicino acquedotto. Molto si è discusso intorno alle due
+Nell'orchestra sboccano due corridoi: la scena, che è fiancheggiata da
+due edifici quadrati, è attraversata da un piccolo canale d'acqua,
+proveniente dal vicino acquedotto. Molto si è discusso intorno alle due
iscrizioni greche _Basillissas Nereidos_ e _Basillissas Philisdos_, che
si leggono sulla cornice che circonda il teatro, non conoscendosi nella
storia di Siracusa questi nomi di regine. Secondo alcuni, Nereide era la
figlia di Pirro re dell'Epiro, che aveva sposato il figlio di Gelone II,
e Philiste era la figlia di Leptine e moglie di Gelone. Del teatro non
rimangono altri avanzi degni di attenzione: pochi sono i frammenti di
-sculture, ed uno solo pregevole per quello che esso rappresenta: è un
-cippo di marmo bianco, sul quale è scolpita la favola omerica del serpe
-e del nido di passero in Aulide, che presagì a Calcante la durata della
+sculture, ed uno solo pregevole per quello che esso rappresenta: è un
+cippo di marmo bianco, sul quale è scolpita la favola omerica del serpe
+e del nido di passero in Aulide, che presagì a Calcante la durata della
guerra di Troia.
-Quello che più fa impressione è l'importanza avuta da questo teatro, che
-fu uno dei centri più belli della civiltà umana, poichè su quei gradini,
+Quello che più fa impressione è l'importanza avuta da questo teatro, che
+fu uno dei centri più belli della civiltà umana, poichè su quei gradini,
quasi sepolti oggi nell'erba, sedettero un tempo Platone, Eschilo,
Aristippo, Pindaro; nella sua orchestra furono messi i prigionieri
-Ateniesi, e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco, quando prese parte
+Ateniesi, e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco, quando prese parte
alla discussione degli affari pubblici. Tutta quanta la storia di
-Siracusa s'intrecciò con l'azione drammatica di questo teatro, poichè in
+Siracusa s'intrecciò con l'azione drammatica di questo teatro, poichè in
esso si trattavano gli affari di Stato e si declamavano i versi dei
sommi poeti. L'importanza nazionale del teatro era accresciuta anche dal
luogo in cui sorgeva, fra Neapoli, Tycha e Achradina, e non molto
distante da Ortigia.
-Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso, il più bello certo
-che si gode da Siracusa: di là si vedono i due porti, il mare, la
+Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso, il più bello certo
+che si gode da Siracusa: di là si vedono i due porti, il mare, la
spiaggia fino ai monti d'Ibla e in lontananza la mole imponente
dell'Etna ed i contorni del mar Ionio fino alla rocca di Taormina. Come
-doveva essere più bella la vista quando davanti si estendeva l'immensa
-città, co' suoi templi, i suoi portici, i suoi meravigliosi edifici e il
+doveva essere più bella la vista quando davanti si estendeva l'immensa
+città, co' suoi templi, i suoi portici, i suoi meravigliosi edifici e il
porto pieno di una selva di antenne!
Su quelle scene l'orgoglio patrio era legittimo; e qual effetto
dovessero suscitare _I Persiani_ di Eschilo, con i quali i Siracusani
-festeggiavano la vittoria d'Imera, si può facilmente immaginarlo.
+festeggiavano la vittoria d'Imera, si può facilmente immaginarlo.
-Non meno bello e pittoresco appare il teatro veduto dai gradini più
+Non meno bello e pittoresco appare il teatro veduto dai gradini più
elevati, con tutti i giardini smaltati di fiori che lo circondano. Anche
-di là la semplicità dell'architettura rivela la purezza del gusto
+di là la semplicità dell'architettura rivela la purezza del gusto
ellenico.
-In alto, là dove i gradini del teatro confinano con la collina, vi è un
+In alto, là dove i gradini del teatro confinano con la collina, vi è un
Ninfeo rivestito di muschio e di licheni, dal quale sgorga una fonte:
esso mi ha fatto ricordare la grotta della ninfa Egeria a Roma.
Vicino a questa si trovano altre due piccole grotte, nelle quali le
donne lavano i loro panni, aumentando col loro canto melanconico la
-tristezza del paesaggio. A destra vi è la strada dei sepolcri, a
+tristezza del paesaggio. A destra vi è la strada dei sepolcri, a
sinistra un braccio dell'antico acquedotto di Tycha, che oggi mette in
-movimento un mulino; perciò il luogo vien chiamato _Mulino di Galerone_.
-Il paesaggio è reso ancora più bello dalla parte dell'acquedotto moderno
+movimento un mulino; perciò il luogo vien chiamato _Mulino di Galerone_.
+Il paesaggio è reso ancora più bello dalla parte dell'acquedotto moderno
che, sostenuto da archi, corre per un certo tratto all'aperto. Nelle
altre parti l'acqua scorre in canali sotterranei, che furono scavati
probabilmente dai Cartaginesi. In alcuni punti il canale si trova
@@ -6046,23 +6009,23 @@ scoperto, e si vede l'acqua discendere alla distanza di sei miglia dai
monti, e correre rapida e gorgogliante.
A levante del teatro, in un bosco di melagrane, sorge l'anfiteatro di
-Siracusa, assai ben conservato e più vasto di quelli di Verona, di Pola
-e di Pompei, giacchè misura duecentosessantatre palmi nel suo asse
-maggiore, e centocinquantaquattro nel minore. Per la maggior parte è
-costruito di pietra; alle quattro estremità dei due assi si trovano
-quattro porte, corrispondenti alle quattro parti della città. Serra di
+Siracusa, assai ben conservato e più vasto di quelli di Verona, di Pola
+e di Pompei, giacchè misura duecentosessantatre palmi nel suo asse
+maggiore, e centocinquantaquattro nel minore. Per la maggior parte è
+costruito di pietra; alle quattro estremità dei due assi si trovano
+quattro porte, corrispondenti alle quattro parti della città. Serra di
Falco lo fece sgombrare nel 1840 dalle macerie. Nonostante che in alcuni
-punti le mura siano in completa ruina, nel suo complesso l'edificio può
-dirsi assai ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine romana,
-perchè i Greci non si dilettarono mai al barbaro spettacolo delle lotte
+punti le mura siano in completa ruina, nel suo complesso l'edificio può
+dirsi assai ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine romana,
+perchè i Greci non si dilettarono mai al barbaro spettacolo delle lotte
fra gladiatori e fiere. Cicerone non ne parla; ne fa menzione invece
Tacito. La sua costruzione prova che Siracusa, sede di un pretore romano
ai tempi di Augusto e di Tiberio, aveva riacquistato una certa
-prosperità.
+prosperità.
L'ultima rovina antica che esista vicino al teatro, sono le fondamenta
di un edificio lungo e stretto, del quale non rimangono che alcuni
-frammenti di cornici con teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste
+frammenti di cornici con teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste
rovine nel 1839: egli dice che dovessero appartenere all'altare di
Yerone, per grandezza superiore a quello di Olimpia.
@@ -6071,53 +6034,53 @@ Yerone, per grandezza superiore a quello di Olimpia.
Tycha ed Epipola.
-Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa si trovano radunati in
+Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa si trovano radunati in
uno spazio relativamente ristretto. Verso settentrione, vicino
-all'acquedotto, c'è una pianura deserta e sassosa, attraversata dalla
+all'acquedotto, c'è una pianura deserta e sassosa, attraversata dalla
strada che conduce a Catania; qui sorgeva Tycha, ricca un tempo di
notevoli monumenti, fra i quali primeggiava il Ticheio, o tempio alla
-dèa Fortuna.
+dèa Fortuna.
Tycha, a settentrione, presso il porto Trogilo, confinava col mare,
cinta da forti mura, a ponente con la fortezza di Epipola. Cicerone
ricorda di questa un ginnasio _amplissimum_ e molti templi; oggi non
rimangono che i sepolcri scavati orizzontalmente nella roccia, nei quali
si scorgono ancora le scanalature per adattarvi le lapidi e le impronte
-di carri, prova questa della loro antichità.
+di carri, prova questa della loro antichità.
-La gita da Neapoli o da Tycha per la strada di Floridia ad Epipola è
-malagevole e bisogna farla a piedi o a cavallo, poichè appena si arriva
-sull'antico territorio di Epipola, è necessario arrampicarsi per
+La gita da Neapoli o da Tycha per la strada di Floridia ad Epipola è
+malagevole e bisogna farla a piedi o a cavallo, poichè appena si arriva
+sull'antico territorio di Epipola, è necessario arrampicarsi per
un'orribile strada sassosa ingombra di rovine e di massi di roccia
-calcarea. Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano e
-confinava col colle Eurialo, mentre più in basso s'innalzava un'altro
+calcarea. Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano e
+confinava col colle Eurialo, mentre più in basso s'innalzava un'altro
colle, il Labdalo. Anche oggi, queste due caratteristiche alture
dell'antica Siracusa sono riconoscibili e portano il nome di Belvedere e
di Mongibellesi.
Il Labdalo era stato fortificato dagli Ateniesi sotto Nicia per
-dominare la città; essi avevano fortificato anche Epipola, ma ne furono
+dominare la città; essi avevano fortificato anche Epipola, ma ne furono
presto cacciati dai Siracusani comandati da Gelippo, i quali, come narra
-Diodoro, atterrarono tutte le mura. Rimase così soltanto il Labdalo
+Diodoro, atterrarono tutte le mura. Rimase così soltanto il Labdalo
fortificato. Ma Dionigi fece atterrare anche queste fortificazioni
-quando costruì le sue famose mura a settentrione di Epipola. In queste
-mura vi erano di tanto in tanto delle torri costruite con massi così
+quando costruì le sue famose mura a settentrione di Epipola. In queste
+mura vi erano di tanto in tanto delle torri costruite con massi così
grandi che sarebbe stato assai arduo abbattere. S'ignora se Dionigi
-abbia costruito fortezze sull'Eurialo e sul Labdalo; certo è che
-l'Esapilo, per il quale i Romani entrarono nella città, si trovava a
+abbia costruito fortezze sull'Eurialo e sul Labdalo; certo è che
+l'Esapilo, per il quale i Romani entrarono nella città, si trovava a
settentrione di Epipola; e senza dubbio, nelle stesse mura s'innalzava
la torre Gallagra, che i Romani assalirono durante le feste di Diana.
Gli avanzi che oggi rimangono del Labdalo, i massi enormi della
lunghezza di quattordici a sedici palmi, le fondamenta delle torri, i
fossi, le gallerie sotterranee, provano che ivi sorse un giorno una
-fortezza e non già opere provvisorie fatte dagli Ateniesi in vista
+fortezza e non già opere provvisorie fatte dagli Ateniesi in vista
dell'assedio. Tutti gli enormi massi, secondo il sistema antico dei
Greci, erano sovrapposti gli uni agli altri, ma senza cemento; ancor
oggi formano una mole gigantesca. Nella roccia si vedono scavate
catacombe e gallerie dell'altezza di nove e dieci palmi, e della
larghezza di otto piedi, formanti quasi coi loro corridoi e coi loro
antri sotterranei una seconda fortezza. Probabilmente questa era in
-comunicazione con la porta di soccorso che dalla città metteva nella
+comunicazione con la porta di soccorso che dalla città metteva nella
campagna. La mancanza di volte e l'uso della linea retta ne attestano
l'origine greca.
@@ -6125,18 +6088,18 @@ Dalle rovine di Labdalo si scorgono i dintorni di Epipola, cosparsi di
massi delle mura di Dionigi, di rovine della fortezza, di pietre. Vi si
vedono pure latomie di bizzarra struttura, dove si dice che Dionigi
tenesse prigioniero Filesseno. Di qui furono tolti i materiali di
-costruzione per molte città, e tutte le fortificazioni moderne di
+costruzione per molte città, e tutte le fortificazioni moderne di
Siracusa vennero costruite coi ruderi delle mura di Dionigi. Nel
visitare queste caverne e queste rovine si rimane stupiti della grande
-quantità di materiale eccellente da costruzione estratto dal suolo.
+quantità di materiale eccellente da costruzione estratto dal suolo.
Per un ripido sentiero si sale in cima all'Eurialo, che domina tutta la
-pianura siracusana. Lassù non si trovano altre rovine, se non una
-cisterna e alcune mura antiche d'origine incerta. Esaminando però il
-luogo, da cui si domina tutta quanta l'area occupata dall'antica città,
-non si può fare a meno di persuadersi che ivi dovesse sorgere una
+pianura siracusana. Lassù non si trovano altre rovine, se non una
+cisterna e alcune mura antiche d'origine incerta. Esaminando però il
+luogo, da cui si domina tutta quanta l'area occupata dall'antica città,
+non si può fare a meno di persuadersi che ivi dovesse sorgere una
fortezza. Non essendo ricordata all'epoca dell'assedio degli Ateniesi,
-non sappiamo se la costruisse Dionigi; certo però, quando Marcello prese
+non sappiamo se la costruisse Dionigi; certo però, quando Marcello prese
Siracusa, essa doveva avere un'importanza grandissima. Impadronitosi di
Tycha e di Neapoli, Marcello dovette trovarsi l'Eurialo, cui Tito Livio
dette il nome di colle e di fortezza, alle spalle, e minacciantegli la
@@ -6146,15 +6109,15 @@ quando il comandante della fortezza Filodemo, perduta ogni speranza di
soccorso, si arrese.
Oggi a buon diritto l'Eurialo porta il nome di Belvedere, giacche di
-lassù si gode una vista magnifica. Di fronte ha il mare Ionio, di dietro
-l'Etna «colonna del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla costa orientale
-dell'isola, ricca di magnifici golfi e di promontorî, fin oltre Augusta,
+lassù si gode una vista magnifica. Di fronte ha il mare Ionio, di dietro
+l'Etna «colonna del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla costa orientale
+dell'isola, ricca di magnifici golfi e di promontorî, fin oltre Augusta,
fino a Catania, che si perde fra le nebbie. Sul davanti appare tutta
quanta la pianura siracusana.
Imaginando tutto questo ampio spazio ricoperto di abitazioni, ed il
golfo seminato di villaggi, di ville, si ha una pallida idea
-dell'aspetto che doveva avere questa grande città. Ora la pianura è
+dell'aspetto che doveva avere questa grande città. Ora la pianura è
deserta e arida, e solo al confine del territorio di Neapoli, verso
mezzogiorno, una linea di vegetazione segna il corso dei fiumi Ciane e
Anapo.
@@ -6168,7 +6131,7 @@ Da Neapoli si diramava la via Elorica, che attraversava le paludi
Lisimelia e Siraca e varcava, sopra un ponte, l'Anapo. Sulla riva
opposta di questo sorge il colle Poliene ed in cima a questo si trova il
tempio di Giove Olimpico, ed un luogo chiamato Olimpio. Tutta questa
-contrada è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè tanto gli
+contrada è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè tanto gli
Ateniesi quanto i Cartaginesi si accamparono spesso ai piedi
dell'Olimpio, e sempre furono decimati dalle esalazioni di quei terreni
paludosi. Le poche colonne, unici avanzi dell'Olimpio, che ancora
@@ -6176,71 +6139,71 @@ esistano su quell'altura, si scorgono dalla distanza di molte miglia; e
queste, con le colonne che vi sono presso la fonte degl'Ingegneri, sono
le sole che rimangano in piedi dell'antica Siracusa.
-Per giungere fin lassù e seguire il corso dell'Anapo, il mezzo migliore
-è quello d'imbarcarsi nel porto più grande e di risalire il fiume
+Per giungere fin lassù e seguire il corso dell'Anapo, il mezzo migliore
+è quello d'imbarcarsi nel porto più grande e di risalire il fiume
attraverso le paludi. Questo sbocca in mare passando sotto un ponte, e a
-misura che lo si risale, il suo letto si va sempre più restringendo,
-fino a che la barca a stento può aprirsi un passaggio.
+misura che lo si risale, il suo letto si va sempre più restringendo,
+fino a che la barca a stento può aprirsi un passaggio.
Allora si abbandonano i remi, e i barcaiuoli spingono la navicella con
l'aiuto di una pertica, o la rimorchiano con una fune. La navigazione
-dell'Anapo è una gita assai romantica. Sulle due sponde crescono folti
+dell'Anapo è una gita assai romantica. Sulle due sponde crescono folti
giunchi, dell'altezza di sei metri, e canne palustri di una
straordinaria grossezza, tutte rivestite di piante rampicanti, che
-ricadono in graziosi festoni. La profonda solitudine, la tranquillità
+ricadono in graziosi festoni. La profonda solitudine, la tranquillità
dell'atmosfera e il silenzio quasi misterioso del luogo, producono una
magica impressione. Oltrepassata la via Elorica, l'Anapo si divide in
due rami, o per dir meglio in esso s'immette un torrente azzurro, il
classico Ciane, che sgorga da un limpido stagno circolare, chiamato la
-Pisma. In questo fiume, secondo la leggenda, si gettò la ninfa Ciane che
-fuggiva Plutone, allorchè questi portò Proserpina all'inferno, e venne
+Pisma. In questo fiume, secondo la leggenda, si gettò la ninfa Ciane che
+fuggiva Plutone, allorchè questi portò Proserpina all'inferno, e venne
trasformata in fonte azzurra. I Siracusani venivano ogni anno in questo
luogo a festeggiare la memoria di Proserpina, sacrificandole un toro ed
-una vacca, che precipitavano nello stagno. Questo luogo è meraviglioso;
+una vacca, che precipitavano nello stagno. Questo luogo è meraviglioso;
riporta con la fantasia ai tempi mitologici e fa comprendere pienamente
-il significato delle sculture degli antichi sarcofaghi, là dove è
+il significato delle sculture degli antichi sarcofaghi, là dove è
rappresentato il ratto di Proserpina.
-Cerere ricompensò la sua ninfa delle lacrime versate per Proserpina,
+Cerere ricompensò la sua ninfa delle lacrime versate per Proserpina,
facendo crescere sulle sponde di questo torrente la pianta rara che
produce il papiro.
-È l'unico luogo in cui questa pianta cresce ancora in Europa, dopo la
+È l'unico luogo in cui questa pianta cresce ancora in Europa, dopo la
sua scomparsa dalle sponde dell'Oreto presso Palermo.
Questo giunco sorge dalle acque all'altezza di circa cinque metri,
graziosamente incurvato, triangolare, liscio e di un bellissimo verde
cupo; ha in cima una ricca chioma di filamenti verdi, fini, sottili, che
ricadono quasi come una folta capigliatura, a cui il popolo ha dato
-l'appropriato nome di «parrucca». La vista di questa pianta, vera ninfa
+l'appropriato nome di «parrucca». La vista di questa pianta, vera ninfa
dell'erudizione, produce una grata sorpresa in tutti coloro che vengono
dalle regioni nordiche; sembra quasi un'apparizione favolosa. Ogni
ricordo greco scompare, e la fantasia vola sulle sponde di quel Nilo
solenne, enigmatico, alle piramidi, alle sfingi, ai rotoli dei
meravigliosi papiri. La rara pianta, sulle rive del Ciane siracusano, in
-questa terra ellenica, mi sembrò un mito rappresentante la tradizione,
-secondo la quale ogni civiltà, ogni scienza ha avuto origine
+questa terra ellenica, mi sembrò un mito rappresentante la tradizione,
+secondo la quale ogni civiltà, ogni scienza ha avuto origine
dall'Egitto. Guardando alternativamente le piante del papiro e le
-colonne spezzate del tempio di Giove Olimpico, mi sembrò di avere
-davanti agli occhi i simboli della civiltà orientale ed occidentale.
+colonne spezzate del tempio di Giove Olimpico, mi sembrò di avere
+davanti agli occhi i simboli della civiltà orientale ed occidentale.
Landolina e Politi provarono ad estrarre da queste piante il papiro, e
-la loro prova riuscì perfettamente; essi ne fecero delle striscie che
+la loro prova riuscì perfettamente; essi ne fecero delle striscie che
non differenziavano da quelle egiziane che per maggior freschezza di
tinta.
Lasciai la barca nel Ciane per salire sulla vicina collina di Poliene.
Le colonne scannellate dell'Olimpio hanno piedistallo, ma mancano di
-capitelli. Il tempio è molto antico, fu costruito prima della battaglia
+capitelli. Il tempio è molto antico, fu costruito prima della battaglia
d'Imera; era piccolo.
-Gelone rivestì la statua di Giove di un mantello d'oro, ma Dionigi lo
+Gelone rivestì la statua di Giove di un mantello d'oro, ma Dionigi lo
tolse dalle spalle del Dio, dicendo, da libero pensatore, che un
mantello d'oro era troppo pesante per l'estate e troppo leggero per
-l'inverno. Verre s'impadronì poi di questa statua di Giove e la portò a
+l'inverno. Verre s'impadronì poi di questa statua di Giove e la portò a
Roma. Nell'Olimpio si conservavano i registri coi nomi di tutti i
cittadini di Siracusa, che caddero nelle mani degli Ateniesi, quando
-questi occuparono l'Olimpio. La veduta di Siracusa da questa altura è
+questi occuparono l'Olimpio. La veduta di Siracusa da questa altura è
molto bella; al disotto si estende tutta la pianura verde, irrigata
dalle acque del Ciane. Dopo avere attraversato la pianura arida e
sassosa, che si estende da Achradine ad Epipola, l'occhio si riposa
@@ -6248,20 +6211,20 @@ sulle verdi sponde dell'Anapo, sui meandri del Ciane, e i nomi di
Teocrito e di Pindaro ritornano alla mente. Dove sono andati i bei tempi
dell'antica Grecia?
-La pioggia mi cacciò da quell'altura e mi costrinse, appena fui sulle
+La pioggia mi cacciò da quell'altura e mi costrinse, appena fui sulle
rive dell'Anapo, a ricoverarmi sotto un ponte, ove dovetti rimanere a
-lungo, come un'anima sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone, non v'è
+lungo, come un'anima sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone, non v'è
giorno in cui il sole non splenda a Siracusa, dopo una mezz'ora il cielo
-si rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace, stendere il suo arco sul
+si rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace, stendere il suo arco sul
mare, mentre un raggio di sole rischiarava Ortigia.
-Così, nelle stesse condizioni di luce, per l'ultima volta, potei
-contemplare il Vesuvio, allorchè nel ritornare a Napoli fui colto dalla
+Così, nelle stesse condizioni di luce, per l'ultima volta, potei
+contemplare il Vesuvio, allorchè nel ritornare a Napoli fui colto dalla
pioggia. Auguro a tutti coloro che visiteranno Napoli e Siracusa di
poter godere lo stesso spettacolo, veramente superbo.
-Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè dovevo partire l'indomani, e
-volli ancora una volta salire sino al teatro per contemplare la città.
+Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè dovevo partire l'indomani, e
+volli ancora una volta salire sino al teatro per contemplare la città.
Ed ora, addio, Aretusa! Addio, rive del Timbro, volgenti le vostre acque
poetiche senza posa!
@@ -6293,12 +6256,12 @@ l'aiuto dei cospiratori dell'Italia centrale, doveva assumere un
generale carattere nazionale. Mentre l'Italia di mezzo si sollevava, nel
regno di Napoli si ebbero solo dei moti fugaci, fino a che la rapida
soffocazione dei tentativi rivoluzionari di Modena e delle Legazioni
-non scoraggiò del tutto i ribelli.
+non scoraggiò del tutto i ribelli.
Frattanto Ferdinando II cercava di ingraziarsi il popolo con delle
concessioni; ma quantunque alleggerisse alquanto il giogo, allontanasse
impiegati odiati, amnistiasse alcuni esiliati e condannati del 1821 e
-del 1828, pure il governo continuava a trovare una speciale contrarietà
+del 1828, pure il governo continuava a trovare una speciale contrarietà
in tutti. Quindi ben presto fu nominato ministro dell'interno il
marchese Pietracatella, una creatura dell'odiato Canosa; e l'intendente
di Cosenza, De Matteis, condannato precedentemente per vergognosi atti
@@ -6309,99 +6272,99 @@ Era ministro della polizia Intonti, un uomo odiato dal popolo e ritenuto
per ambizioso e crudele. Mentre egli osservava con timore il fermento
del paese, faceva al giovane re la proposta di modificare in senso
liberale il sistema di governo, di creare un Gabinetto nazionale ed un
-Consiglio di Stato con poteri più estesi di quelli di un Senato e di
+Consiglio di Stato con poteri più estesi di quelli di un Senato e di
istituire una guardia nazionale. Intonti supponeva nel re, data la sua
-giovanile età, inclinazioni liberali che egli sperava di volgere a suo
-personale profitto; ed infatti Ferdinando II non si mostrò alieno dal
+giovanile età, inclinazioni liberali che egli sperava di volgere a suo
+personale profitto; ed infatti Ferdinando II non si mostrò alieno dal
seguire i consigli del suo ministro di polizia. Ma appena monsignor
Olivieri, che era il precettore ed il consigliere del re, ebbe sentore
-di ciò, fece causa comune con i ministri e fece credere al re che
+di ciò, fece causa comune con i ministri e fece credere al re che
Intonti non fosse che un intrigante, e che spinto dall'ambizione, si
fosse messo d'accordo col governo francese per fare scoppiare una nuova
rivoluzione nel reame. Ferdinando dette senz'altro 24 ore di tempo al
-suo ministro di polizia per lasciare il paese, e con ciò abortì ogni
+suo ministro di polizia per lasciare il paese, e con ciò abortì ogni
tentativo di riforma.
La caduta d'Intonti fu accolta con giubilo in Napoli, ma ben presto la
-gioia si mutò in spavento quando si seppe che il suo posto era preso da
+gioia si mutò in spavento quando si seppe che il suo posto era preso da
Del Carretto, il capo della gendarmeria, del quale si diceva che fosse
-nato per la forca, e che già nel 1828 s'era segnalato per la sua
-crudeltà, radendo al suolo Bosco, dove i Carbonari avevano tentato una
+nato per la forca, e che già nel 1828 s'era segnalato per la sua
+crudeltà, radendo al suolo Bosco, dove i Carbonari avevano tentato una
sommossa e mandando a morte o alle galere gran numero di disgraziati.
Del Carretto, da questo momento tino al 1848, fu il demonio di Napoli ed
il fondatore di un abominevole sistema poliziesco.
-Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria Cristina di Savoia, figlia di
+Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria Cristina di Savoia, figlia di
Vittorio Emanuele I. Questa principessa si fece subito amare per le sue
-virtù e per la sua pietà, ma le sue idee troppo bigotte ebbero
-un'influenza dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio 1836, pochi giorni
+virtù e per la sua pietà, ma le sue idee troppo bigotte ebbero
+un'influenza dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio 1836, pochi giorni
dopo d'aver dato alla luce l'erede al trono, Francesco Maria Leopoldo,
-duca di Calabria. Un anno dopo, nel 1837, il re sposò in seconde nozze
+duca di Calabria. Un anno dopo, nel 1837, il re sposò in seconde nozze
la principessa Maria Teresa, figlia dell'arciduca d'Austria Carlo,
-rinforzando così in Napoli la politica di Metternich. Fu questo un anno
+rinforzando così in Napoli la politica di Metternich. Fu questo un anno
funesto per l'inaudita violenza con cui il colera fece strage in tutto
il reame. In pochissimo tempo nella sola Napoli morirono 13.798 persone;
-nella calda Sicilia la strage fu ancora più terribile: a Palermo
+nella calda Sicilia la strage fu ancora più terribile: a Palermo
morirono 24.000 persone, a Catania 5360 ed in tutta l'isola 69.250. Da
-quando la _morte nera_ aveva visitato l'Europa, non si erano più vedute
-simili scene di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio e Manzoni
-avevano raccontato nelle loro descrizioni della peste e ciò che Spadaro
+quando la _morte nera_ aveva visitato l'Europa, non si erano più vedute
+simili scene di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio e Manzoni
+avevano raccontato nelle loro descrizioni della peste e ciò che Spadaro
aveva illustrato col suo pennello. L'orrore crebbe per il furore del
popolo, il quale, credendo che fossero state avvelenate le fontane e le
vettovaglie, uccideva, bruciava o seppelliva vivi, impiegati, medici e
privati. A Siracusa ci fu una vera sommossa contro il governo locale e
l'intendente, e molte altre persone furono uccise. In seguito a questi
-eccessi il re nominò Commissioni militari con l'incarico di punire i
-colpevoli e mandò in Calabria l'intendente di Catanzaro, Giuseppe de
+eccessi il re nominò Commissioni militari con l'incarico di punire i
+colpevoli e mandò in Calabria l'intendente di Catanzaro, Giuseppe de
Liguori, ed in Sicilia Del Carretto, come _alter ego_. Siracusa, per
-punizione, tu privata della sede dell'intendenza, così che la patria di
-Yerone e di Archimede precipitò sempre più in basso.
+punizione, tu privata della sede dell'intendenza, così che la patria di
+Yerone e di Archimede precipitò sempre più in basso.
Sommosse, terremoti e pestilenze riempiono la storia recentissima delle
Due Sicilie. Da quando la setta dei Carbonari aveva ceduto il posto alla
-«Giovane Italia» di Mazzini, i rivoluzionari d'Italia avevano
-raddoppiato i loro sforzi in tutte le provincie. I moti furono più
-frequenti nel Sud che altrove, perchè quantunque il Reame disponesse di
+«Giovane Italia» di Mazzini, i rivoluzionari d'Italia avevano
+raddoppiato i loro sforzi in tutte le provincie. I moti furono più
+frequenti nel Sud che altrove, perchè quantunque il Reame disponesse di
un esercito numeroso, aumentato negli ultimi tempi anche con qualche
reggimento di Svizzeri, pure esso era lontano dall'influenza diretta
dell'Austria, ed inoltre i radicali erano sicuri di poter contare sul
temperamento infiammabile dei Calabresi e sull'odio dei Siciliani per
tutti i loro diritti manomessi. E una sommossa generale era attesa nel
-1840. La questione orientale cominciava già allora a conturbare
+1840. La questione orientale cominciava già allora a conturbare
l'Europa, e gravi avvenimenti potevano derivare da una generale
sollevazione degli animi. Napoli era minacciata di guerra
-dall'Inghilterra per la così detta questione dello zolfo, ed il governo,
-come nel 1830, cominciò a prendere atteggiamenti liberali. La voce che
-il re volesse concedere la costituzione e la libertà di stampa non era
-che l'espressione del desiderio di tutti. Frattanto avvenivano qua e là
-isolate levate di scudi. Nel 1841, in Aquila si proclamò la costituzione
+dall'Inghilterra per la così detta questione dello zolfo, ed il governo,
+come nel 1830, cominciò a prendere atteggiamenti liberali. La voce che
+il re volesse concedere la costituzione e la libertà di stampa non era
+che l'espressione del desiderio di tutti. Frattanto avvenivano qua e là
+isolate levate di scudi. Nel 1841, in Aquila si proclamò la costituzione
ed il popolo uccise l'intendente Tanfano, un tempo creatura del cardinal
-Ruffo ed aborrito per le sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe ebbero
+Ruffo ed aborrito per le sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe ebbero
rapidamente ragione del movimento. Il generale Casella, inviato ad
-Aquila come commissario del governo, condannò 56 persone alle galere ed
+Aquila come commissario del governo, condannò 56 persone alle galere ed
altre alla pena capitale.
-Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno. Questi moti isolati tenevano
+Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno. Questi moti isolati tenevano
desto l'odio, ma mostravano anche l'impotenza di simili esplosioni,
dalle quali soltanto menti esaltate potevano aspettarsi la caduta di uno
-Stato. Di tutte queste imprese avventurose, di carattere così
+Stato. Di tutte queste imprese avventurose, di carattere così
meridionale, nessuna ha l'impronta caratteristica del tempo e nessuna
-sollevò tanta dolorosa simpatia in tutta l'Europa come quella dei due
+sollevò tanta dolorosa simpatia in tutta l'Europa come quella dei due
fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, i giovani e generosi figli
-dell'ammiraglio austriaco, i quali partirono per le Calabrie da Corfù
+dell'ammiraglio austriaco, i quali partirono per le Calabrie da Corfù
dove erano in esilio, non rattenuti da Mazzini stesso che li
-sconsigliava, non dalle lagrime della madre loro, nè dalla evidente
+sconsigliava, non dalle lagrime della madre loro, nè dalla evidente
follia della loro impresa. L'Inghilterra aveva informato il governo di
Napoli di tutti i piani degli esiliati, e quindi le Calabrie furono
-sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti non si poterono neppure
+sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti non si poterono neppure
riunire, e quei giovani arditi andarono incontro ad una morte
-inevitabile. Un traditore attirò i due fratelli e quindici loro compagni
+inevitabile. Un traditore attirò i due fratelli e quindici loro compagni
verso S. Giovanni in Fiore, dove furono fatti prigionieri, ed il 25
giugno 1844 fucilati a Cosenza. Il mondo rimase stupito della debolezza
-e della crudeltà del governo napoletano, mentre l'esempio dei Bandiera
-non fece altro che infiammare ancora di più la gioventù italiana. E
+e della crudeltà del governo napoletano, mentre l'esempio dei Bandiera
+non fece altro che infiammare ancora di più la gioventù italiana. E
specialmente in Romagna le cose presero un carattere minaccioso; gli
-emissari della «Giovane Italia» sollevarono il popolo, le provincie
+emissari della «Giovane Italia» sollevarono il popolo, le provincie
furono inondate di scritti volanti, si formarono comitati e venne
raccolto molto denaro. In Bologna sedeva ancora la Commissione militare;
si era verso la fine del regno di Gregorio XVI.
@@ -6414,17 +6377,17 @@ rivoluzionario si fosse portato negli Stati della Chiesa, che a fatica
riuscivano a tenere soggette le popolazioni. Ma intanto si faceva
strada un nuovo orientamento; per rendere nazionale il movimento e
trascinare il popolo era necessaria la cooperazione anche di forze
-legali e morali. Si prese la via delle riforme e si cercò di dare tale
+legali e morali. Si prese la via delle riforme e si cercò di dare tale
una forza all'opinione pubblica, da obbligare i governi a tenerne conto.
-Un tale mutamento di tendenze si rivela già dal notevole manifesto di
+Un tale mutamento di tendenze si rivela già dal notevole manifesto di
Rimini (_Manifesto delle popolazioni dello Stato Romano ai principi ed
ai popoli d'Europa_), nel quale i liberali nel 1845 formularono con
parole temperate il loro programma. Si chiedeva qui, come in tutti i
paesi, la costituzione con grande fermezza. In Italia, allora,
-l'opinione pubblica non poteva esprimere i suoi desiderî come in
+l'opinione pubblica non poteva esprimere i suoi desiderî come in
Germania avveniva per opera degli Stati provinciali, e quindi solo la
-stampa, e specialmente dall'estero, esprimeva la volontà del popolo. La
+stampa, e specialmente dall'estero, esprimeva la volontà del popolo. La
stampa aveva allora in Italia una forza trascinante ed universale.
Meritano d'essere ricordati, come esempio di grande efficacia
@@ -6432,12 +6395,12 @@ letteraria, _Il primato morale e civile degli Italiani_ di Gioberti, _Le
speranze d'Italia_ di Cesare Balbo e gli scritti di Massimo d'Azeglio,
di Giacomo Durando e di altri. Mentre il partito delle riforme dal
Piemonte allargava i suoi piani politici e faceva una rapida e
-vittoriosa propaganda per l'unità e per la confederazione, venivano
+vittoriosa propaganda per l'unità e per la confederazione, venivano
anche prognosticati i due perni intorno a cui si doveva aggirare la
rivoluzione generale oramai imminente; il papa (secondo Gioberti) ed il
re di Sardegna (secondo Balbo), l'uno come centro morale, l'altro
politico; e quindi sembrava che il regno delle Due Sicilie dovesse
-rimanere in disparte. Perchè nè da questa parte del Faro, nè tanto meno
+rimanere in disparte. Perchè nè da questa parte del Faro, nè tanto meno
dall'altra, il nazionalismo italiano ha per base il popolo. L'isolamento
geografico, il movimento commerciale tendente verso l'Oriente, costumi e
linguaggio, la storia quasi non italiana dividevano i Siciliani ed i
@@ -6447,54 +6410,54 @@ particolare e regionale, mentre nella rimanente Italia diventava
nazionale e generale.
E come ora in Italia gli scritti di Gioberti e di Cesare Balbo
-rappresentavano un momento decisivo, così nel regno delle Due Sicilie
+rappresentavano un momento decisivo, così nel regno delle Due Sicilie
due scrittori, Colletta ed Amari, avevano dato corpo al movimento
riformista. Il primo, il noto generale di Murat, che aveva conchiusa la
-convenzione di Casa Lanza, era stato esiliato a Firenze, dove morì nel
+convenzione di Casa Lanza, era stato esiliato a Firenze, dove morì nel
1831. Ed in esilio aveva scritto la sua _Storia di Napoli_, libro
notevolissimo per forma e per contenuto, che partendo da Carlo III, per
giungere fino alla rivoluzione dei Carbonari, pone in evidenza con
l'artistica concisione di un Tacito, il cattivo governo dello Stato, la
-precarietà dell'assolutismo e la necessità di un governo costituzionale
-e popolare. Questo libro fu una delle vittorie più segnalate del partito
-delle riforme; esso aprì gli occhi al popolo con argomenti storicamente
+precarietà dell'assolutismo e la necessità di un governo costituzionale
+e popolare. Questo libro fu una delle vittorie più segnalate del partito
+delle riforme; esso aprì gli occhi al popolo con argomenti storicamente
fondati.
-La storia del Colletta esercitò la sua influenza anche nella Sicilia.
-Senza dubbio il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò ad essa nello
+La storia del Colletta esercitò la sua influenza anche nella Sicilia.
+Senza dubbio il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò ad essa nello
scrivere la _Storia dei Vespri Siciliani_, che apparve nel 1842; un
-libro di forma tacitiana, ma più ricercata che quella di Colletta.
-Michele Amari rappresenta con drammatica vivacità la mirabile
+libro di forma tacitiana, ma più ricercata che quella di Colletta.
+Michele Amari rappresenta con drammatica vivacità la mirabile
rivoluzione siciliana, fa conoscere ai Siciliani i loro diritti
costituzionali e pel contrasto, il miserevole stato del suo tempo.
-Amari, che più recentemente si è fatto molto apprezzare per uno
+Amari, che più recentemente si è fatto molto apprezzare per uno
splendido libro sulla storia dei Musulmani in Sicilia, con il_ Vespro
Siciliano_ aveva senz'altro sposato la causa liberale. Egli era spinto
da vedute nazionali e siciliane nel dare alla figura ben nota di
-Giovanni da Procida un rilievo più leggendario che storico, onde
+Giovanni da Procida un rilievo più leggendario che storico, onde
apparisse come opera di popolo la liberazione della Sicilia dal giogo di
Napoli.
-Si può dire che le opere di Colletta e di Amari preannunziassero la
-rivoluzione che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che a Palermo. Tutte e
+Si può dire che le opere di Colletta e di Amari preannunziassero la
+rivoluzione che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che a Palermo. Tutte e
due le opere furono proteste storiche contro l'assolutismo del governo e
contro la dispotica violazione dei diritti del popolo; ma tutte e due,
senza volerlo, militando in campi avversari, l'una, la napoletana,
rappresenta il programma del costituzionalismo, l'altra, la siciliana,
sostiene il separatismo e quindi la repubblica. In tutte e due lo scopo
-patente si è rifugiato entro l'asilo di un'opera strettamente
+patente si è rifugiato entro l'asilo di un'opera strettamente
scientifica.
Mentre questi libri abitavano le menti colte della popolazione, la
stampa segreta non rimaneva inoperosa a Napoli, e venivano divulgati a
migliaia di copie fogli volanti, proteste, appelli, violenti ed
eccentrici nel contenuto, e senza riguardi nel giudicare il re ed i
-ministri. La stampa pubblica poi subiva una censura delle più feroci. Le
+ministri. La stampa pubblica poi subiva una censura delle più feroci. Le
parole, _popolo, cittadino, nazione_, venivano regolarmente soppresse;
le paure del governo erano assolutamente ridicole. Al contrario i
-gesuiti avevano la libertà più completa di stampare ciò che volevano;
-prima che venisse fondata in Napoli la _Civiltà Cattolica_, essi
+gesuiti avevano la libertà più completa di stampare ciò che volevano;
+prima che venisse fondata in Napoli la _Civiltà Cattolica_, essi
pubblicavano la rivista _Scienza e Fede_, sotto la direzione del padre
Curci, un battagliero avversario di Gioberti, con la protezione di
monsignor Cocle che era il potentissimo consigliere del re. I preti
@@ -6503,9 +6466,9 @@ venivano dall'estero e sulle rappresentazioni teatrali e sui balli.
A corte regnava una grande bigotteria ed il re ne dava il primo esempio.
-È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia sempre affidato alle cure dei
+È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia sempre affidato alle cure dei
preti, mostrava un grande ossequio verso la religione ed i santi.
-Ascoltava la messa ogni mattina, digiunava rigorosamente il venerdì ed
+Ascoltava la messa ogni mattina, digiunava rigorosamente il venerdì ed
il sabato, recitava l'_Angelus_ tre volte al giorno, non mancava mai
alle solenni funzioni della Chiesa. Celestino Cocle, dell'ordine di S.
Alfonso, era il suo confessore, ed il suo potere non era meno temuto e
@@ -6514,14 +6477,14 @@ altri preti; don Claudio, che era un focoso e bigotto predicatore e che
in Napoli faceva molto chiasso, specialmente tra le donne, era uno dei
suoi beniamini. Dopo gli avvenimenti del febbraio 1848, Ferdinando II
ebbe fama di feroce tiranno e fu chiamato un secondo Attila, ma le
-passioni gli dettero delle qualità che non aveva. Dotato di nessuna
-intelligenza, nè in bene nè in male, questo principe molto mediocre subì
-lo stesso destino di molti altri in tempi più antichi e più recenti: le
+passioni gli dettero delle qualità che non aveva. Dotato di nessuna
+intelligenza, nè in bene nè in male, questo principe molto mediocre subì
+lo stesso destino di molti altri in tempi più antichi e più recenti: le
circostanze e gli uomini che lo circondavano lo avevano formato; la
paura lo spingeva a qualunque estremo. Era troppo debole per vincere
questa paura, e troppo ignorante per avere dello Stato un concetto
-diverso da quello che egli si era formato, cioè che esso fosse sua
-esclusiva proprietà. Era avaro ed ammonticchiava milioni spremuti dal
+diverso da quello che egli si era formato, cioè che esso fosse sua
+esclusiva proprietà. Era avaro ed ammonticchiava milioni spremuti dal
suo popolo.
Si dice non senza fondamento che in nessun altro Stato regnasse nel
@@ -6532,51 +6495,51 @@ principio di comporre il suo Gabinetto di elementi avversi, di modo che
l'uno diventasse controllo dell'altro. Nel 1846 era presidente dei
ministri il marchese di Pietracatella, un partigiano accanito
dell'assolutismo e delle idee austriache. Ministro dell'Interno era
-Niccolò Santangelo; ministro della Polizia Francesco Saverio Del
+Niccolò Santangelo; ministro della Polizia Francesco Saverio Del
Carretto; delle Finanze Ferdinando Ferri, un vecchio liberale del 1799;
-degli Esteri il principe di Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò
+degli Esteri il principe di Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò
Parisio, uomo molto dotto ma senza energia; ministro della Guerra e
della Marina era lo stesso re con il generale Giuseppe Garzia come
-direttore generale. Vicerè di Sicilia era il duca Luigi di Maio, un
-uomo spregiato dai Siciliani per la sua nullità.
+direttore generale. Vicerè di Sicilia era il duca Luigi di Maio, un
+uomo spregiato dai Siciliani per la sua nullità.
Di tutti questi ministri erano potenti solo Del Carretto e Santangelo;
dietro di loro stava monsignor Cocle per mezzo del quale dominavano
l'animo del Re e si potevano permettere tutto, sia pubblicamente
nell'indirizzo di governo, sia privatamente vendendo impieghi e favori.
-Una protesta stampata clandestinamente nel 1846, suonava così: «Tra i
-ministri non regna nemmeno quell'unione che c'è tra briganti, perchè si
+Una protesta stampata clandestinamente nel 1846, suonava così: «Tra i
+ministri non regna nemmeno quell'unione che c'è tra briganti, perchè si
conoscono, si odiano e si insidiano; il Re li tiene uniti con la forza e
-crede che, quanto più si odiino tra loro, tanto più si mantengano fedeli
+crede che, quanto più si odiino tra loro, tanto più si mantengano fedeli
a lui. Se uno di loro propone qualche cosa di buono, gli altri vi si
-oppongono per malvagità e fanno prevalere il partito peggiore; se uno
-propone una cosa cattiva, gli altri diventano eroi di virtù e la
-impediscono, e così non si fa niente, nè di buono nè di cattivo, ma
-ognuno fa nel suo ministero ciò che vuole. Del Carretto s'atteggia a
+oppongono per malvagità e fanno prevalere il partito peggiore; se uno
+propone una cosa cattiva, gli altri diventano eroi di virtù e la
+impediscono, e così non si fa niente, nè di buono nè di cattivo, ma
+ognuno fa nel suo ministero ciò che vuole. Del Carretto s'atteggia a
Nerone, Santangelo ruba, Ferri fa economia, Parisio sogna la giustizia,
il Re dice orazioni, monsignore apre le porte del cielo e della terra.
-Nessuna meraviglia quindi se non c'è un consiglio di Stato e se il
-governo è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e vergognoso tanto per
-gli oppressori come per gli oppressi».
+Nessuna meraviglia quindi se non c'è un consiglio di Stato e se il
+governo è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e vergognoso tanto per
+gli oppressori come per gli oppressi».
In fatti le condizioni di Napoli prima della rivoluzione del 1848 erano
spaventevoli. Ogni giorno avvenivano nuovi imprigionamenti; la polizia
riempiva le prigioni, violando continuamente le leggi e la sicurezza
personale e facendo regola di ogni sua licenza. I processi si
-accumulavano perchè al minimo sospetto o al più leggero cenno di spioni,
+accumulavano perchè al minimo sospetto o al più leggero cenno di spioni,
seguivano processi in massa, istruiti dalla stessa polizia; gli avvocati
-non osavano più difendere gli arrestati, perchè temevano la vendetta del
-governo, che toglieva loro le cariche. Questa sorte toccò tra gli altri
+non osavano più difendere gli arrestati, perchè temevano la vendetta del
+governo, che toglieva loro le cariche. Questa sorte toccò tra gli altri
a Giuseppe Macarelli, presidente della Corte criminale di Napoli, per
aver difeso strenuamente alcuni giovani accusati di far parte della
-«Giovane Italia». Nello stesso tempo il governo non si vergognava di
+«Giovane Italia». Nello stesso tempo il governo non si vergognava di
mostrare la sua impotenza contro i briganti e di fare con loro dei veri
-e propri trattati d'alleanza. Così fece per esempio con Talarico, un
+e propri trattati d'alleanza. Così fece per esempio con Talarico, un
brigante che per ben dodici anni aveva scorazzato per il Sila. Si
-capitolò con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò personalmente il
+capitolò con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò personalmente il
decreto di grazia a Cosenza, e dopo che il terribile capitano si fu
sottomesso, fu inviato insieme con i suoi compagni a Lipari, con una
-pensione di 18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato, che era
+pensione di 18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato, che era
forte solamente contro gli inermi, non poteva non essere odiato e
disprezzato. Il fermento cresceva in ogni provincia; in Calabria, dove
l'odio contro Napoli uguagliava quello dei Siciliani, in ogni paese si
@@ -6589,15 +6552,15 @@ cambiamento, che come per incanto, commosse gli animi di tutti. Mentre
il rimanente d'Italia s'abbandonava ad un entusiasmo indicibile ed il
popolo si ridestava a nuova vita nell'irresistibile impulso verso le
riforme e l'indipendenza nazionale, Napoli assumeva un aspetto sempre
-più doloroso, perchè il governo raddoppiava le misure di rigore. Il re
+più doloroso, perchè il governo raddoppiava le misure di rigore. Il re
si mostrava senza cuore e senza testa, incapace come era di comprendere
i nuovi tempi, e il potere di Del Carretto giunse a limiti che sembrano
-incredibili. Napoli si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti
-non si contavano più e nessuna concessione in senso liberale venne fatta
+incredibili. Napoli si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti
+non si contavano più e nessuna concessione in senso liberale venne fatta
fino all'estate del 1847. Nella stupida illusione che un esercito pronto
a sparare ed una numerosa gendarmeria fossero sufficienti a comprimere
l'odio sempre maggiore del popolo, alimentato per diecine e diecine
-d'anni con odiosi spargimenti di sangue, il governo lasciò che
+d'anni con odiosi spargimenti di sangue, il governo lasciò che
l'amarezza crescesse senza limiti, incoraggiato anche dalle nuove
relazioni di amicizia con la Russia, annodatesi durante la visita che
nel 1845 lo czar Nicola aveva fatta alla Corte di Napoli. Oramai si
@@ -6611,7 +6574,7 @@ rivoluzionarie, al di qua dello stretto.
Ma la prima rivolta ebbe luogo in Sicilia, a Messina. Un gruppo di
giovani audaci e fanatici aveva deciso di sorprendere e di catturare il
comandante e gli ufficiali ad una festa dove si dovevano recare. Il
-movimento, dopo una breve lotta per le strade, finì con l'arresto o con
+movimento, dopo una breve lotta per le strade, finì con l'arresto o con
la fuga di tutti i congiurati. Questo tentativo non era isolato, ma era
in rapporto con le altre sollevazioni che nell'estate del 1847 ebbero
luogo in Calabria ed in Sicilia, le quali in breve tempo trascinarono
@@ -6627,121 +6590,121 @@ locale. Vi prese parte solamente la popolazione di Reggio e dei
dintorni; quindi la resistenza non poteva durare a lungo, e tutto doveva
finire come qualche tempo prima ad Aquila, Salerno e Cosenza. Difatti
apparvero ben presto nel porto di Reggio alcune navi della marina
-napoletana e dopo una breve resistenza, la città si arrese. I capi degli
+napoletana e dopo una breve resistenza, la città si arrese. I capi degli
insorti si rifugiarono nelle montagne per cercare di scuotere le
provincie: ma le truppe li inseguirono e dopo che Domenico Romeo, un
uomo di grande coraggio e di nobile cuore, cadde con l'arme in mano, suo
-fratello si consegnò spontaneamente alle autorità. Più fortunato dei
-suoi predecessori, fu condannato alle galere e qualche tempo dopo potè
+fratello si consegnò spontaneamente alle autorità. Più fortunato dei
+suoi predecessori, fu condannato alle galere e qualche tempo dopo potè
di nuovo prendere una parte attiva ai casi della sua patria.
-Questo moto era stato più importante di quanti altri ne erano avvenuti
-dal 1820. Pur senza nessuna consistenza, una città era caduta in mano
+Questo moto era stato più importante di quanti altri ne erano avvenuti
+dal 1820. Pur senza nessuna consistenza, una città era caduta in mano
degli insorti, era stato proclamato un governo provvisorio e solamente
dopo due mesi di lotta accanita, il governo aveva potuto ottenere
vittoria completa.
Al governo questa impresa apparve doppiamente minacciosa, pel fatto che
-era in relazione con tutto il movimento rivoluzionario italiano e perchè
+era in relazione con tutto il movimento rivoluzionario italiano e perchè
gli insorti avevano inalberato la bandiera di Pio IX. E quindi la
-repressione fu più crudele che mai, e si arrivò perfino a far subire la
+repressione fu più crudele che mai, e si arrivò perfino a far subire la
tortura agli insorti ed ai liberali arrestati e rinchiusi in prigioni
orribili; innumerevoli cittadini, nella capitale e nelle provincie
furono strappati alle loro famiglie e la ferocia di Del Carretto e di
-Campobasso non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla fine.
-L'eccitazione oramai non più frenabile delle popolazioni doveva
+Campobasso non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla fine.
+L'eccitazione oramai non più frenabile delle popolazioni doveva
scoppiare nella capitale. Le convulsioni che finora avevano agitato le
provincie, avevano un carattere locale, ma ben diversa era la cosa se la
capitale stessa del Reame forzava la mano al governo.
-E così accadde. Tanto più numerose si seguivano le riforme che concedeva
-Pio IX, tanto più ardente se ne accendeva il desiderio a Napoli.
+E così accadde. Tanto più numerose si seguivano le riforme che concedeva
+Pio IX, tanto più ardente se ne accendeva il desiderio a Napoli.
La notizia che il papa aveva concessa una Consulta di Stato cadde su
Napoli e su Palermo come una scintilla in mezzo alla polvere. La polizia
-oramai non arrivava più in tempo negli arresti; ogni giorno per tutte le
+oramai non arrivava più in tempo negli arresti; ogni giorno per tutte le
piazze e per tutte le strade si rinnovavano dimostrazioni di migliaia di
-persone. Il moto si faceva ogni giorno più intenso; indirizzi,
+persone. Il moto si faceva ogni giorno più intenso; indirizzi,
petizioni, manifesti d'ogni genere, deputazioni di Siciliani, di
Calabresi, di Napoletani si seguirono ininterrottamente, e per le strade
-non si udiva più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i Siciliani!
-Costituzione!»
+non si udiva più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i Siciliani!
+Costituzione!»
-Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto il re aveva abolito la
+Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto il re aveva abolito la
penosa tassa sul macinato e diminuita quella sul sale; da ultimo si
-decise a cambiare il Ministero. Ne uscirono Niccolò Santangelo e
+decise a cambiare il Ministero. Ne uscirono Niccolò Santangelo e
Ferdinando Ferri; vi rimasero Del Carretto e l'austriacante
Pietracatella. Ma il popolo continuava a circondare ogni giorno il
-palazzo reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni giorno continuavano a
+palazzo reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni giorno continuavano a
giungere deputazioni da tutte le parti del Reame; ogni giorno i rapporti
-che venivano dalla provincia, parlavano di movimenti sempre più
+che venivano dalla provincia, parlavano di movimenti sempre più
pericolosi. Napoli era in uno stato di agitazione convulsa. Il 14
-dicembre il popolo si affollò in piazza della Carità. Schiere
+dicembre il popolo si affollò in piazza della Carità. Schiere
innumerevoli di gente di tutte le condizioni, con numerose bandiere dai
-tre colori nazionali, gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo di Toscana e i
-Siciliani», e invocavano ad alta voce le riforme. La truppa, rinforzata
+tre colori nazionali, gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo di Toscana e i
+Siciliani», e invocavano ad alta voce le riforme. La truppa, rinforzata
con le guarnigioni di Salerno e di Nola, era tutta sotto le armi, ed il
palazzo era guardato dall'artiglieria con i cannoni carichi. Di nuovo
-ebbero luogo arresti in massa, e poichè tra gli arrestati vi erano
+ebbero luogo arresti in massa, e poichè tra gli arrestati vi erano
numerosi giovani dell'aristocrazia, quali il principe Caracciolo, il
duca di San Donato, il duca di Albaneto ed altri, il popolo poteva
-convincersi che le idee liberali erano penetrate anche nella più alta
-nobiltà. Si chiusero l'Università e le scuole superiori e alcune
+convincersi che le idee liberali erano penetrate anche nella più alta
+nobiltà. Si chiusero l'Università e le scuole superiori e alcune
migliaia di studenti appartenenti alla provincia furono costretti ad
abbandonare Napoli. E l'agitazione cresceva, da un momento all'altro
-poteva scoppiare la tempesta. Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò
+poteva scoppiare la tempesta. Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò
in Sicilia, e Palermo dette con la sua coraggiosa rivolta il segnale a
-tutta l'Europa per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità
+tutta l'Europa per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità
elettrica, per poi finire con mettere in evidenza in tutti i paesi la
debolezza della razza moderna.
Tra tutte le nazioni che allora si sollevarono in nome del diritto e
-della libertà, poche erano più degne di simpatia e nessuna più
+della libertà, poche erano più degne di simpatia e nessuna più
conculcata nei suoi diritti della Sicilia. Nessuna aveva davanti agli
-occhi una meta così chiara e così reale: l'indipendenza nazionale e la
+occhi una meta così chiara e così reale: l'indipendenza nazionale e la
costituzione del 1812. Mentre in tutto il resto d'Europa ed anche in
-Italia, una quantità di idee di natura politica o sociale prodotte da
+Italia, una quantità di idee di natura politica o sociale prodotte da
scuole teoriche o da evoluzioni storiche, confondevano la mente del
popolo, sminuzzavano le forze e gli interessi e rendevano impossibile un
risultato generale, la Sicilia era rimasta nel suo patriottico
isolamento in disparte da ogni indirizzo moderno. Era stato abolito il
-feudalismo senza che sorgessero tendenze socialistiche; la nobiltà
+feudalismo senza che sorgessero tendenze socialistiche; la nobiltà
alleata col clero, insigne per cultura, mentre tutto il resto della
popolazione rimaneva indietro, e per meriti patriottici nelle scienze,
era senza contrasti alla testa nel chiedere il riconoscimento dei
-diritti nazionali. È noto che la costituzione del 1812 concessa da lord
+diritti nazionali. È noto che la costituzione del 1812 concessa da lord
Bentich fu abrogata da Ferdinando I. L'ultimo Parlamento siciliano fu
disciolto il 15 maggio 1815. Quando il re nel 1816 si preparava a
modificare sostanzialmente quella costituzione di cui l'Inghilterra si
-era resa garante, lord Castelreagh lo minacciò di un intervento inglese.
-Ma la minaccia rimase allo stato di nota diplomatica ed il re potè
+era resa garante, lord Castelreagh lo minacciò di un intervento inglese.
+Ma la minaccia rimase allo stato di nota diplomatica ed il re potè
indisturbato conculcare i diritti della Sicilia e riunire l'11 dicembre
1816 l'isola a Napoli. L'esercito nazionale fu disciolto,
-l'amministrazione tornò napoletana e le imposte furono aumentate
+l'amministrazione tornò napoletana e le imposte furono aumentate
arbitrariamente. I Siciliani con la rivoluzione del 20 fecero di nuovo
trionfare la loro indipendenza e la loro costituzione; ma dopo che
Palermo fu costretta ad aprire le porte al generale Florestano Pepe, ed
il generale Colletta ebbe domata l'insurrezione, il governo di Napoli si
-mise di nuovo nella via che s'era prefissa, quella cioè di rendere la
+mise di nuovo nella via che s'era prefissa, quella cioè di rendere la
Sicilia una semplice provincia del Reame. L'isola, angariata in modo
-incredibile dalle imposte, cadde in una profonda miseria; le città
-perdettero ogni animazione, ed il governo sperò che in questo stato di
+incredibile dalle imposte, cadde in una profonda miseria; le città
+perdettero ogni animazione, ed il governo sperò che in questo stato di
cose ed incoraggiando premeditatamente l'ignoranza, le forze
-patriottiche si sarebbero sempre più indebolite.
+patriottiche si sarebbero sempre più indebolite.
Nel 1837, dopo l'insurrezione provocata dal colera, Ferdinando II aveva
con un decreto del 31 ottobre compiuto un ulteriore atto di violenza
-contro i Siciliani; venne stabilita la reciprocità degli impieghi fra
-Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza di paese, qua potevano
-venir assunti i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il disagio
-finanziario contribuì ad inasprire l'animo dei Siciliani, poichè
+contro i Siciliani; venne stabilita la reciprocità degli impieghi fra
+Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza di paese, qua potevano
+venir assunti i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il disagio
+finanziario contribuì ad inasprire l'animo dei Siciliani, poichè
quantunque per legge del Parlamento del 1813 il governo non potesse
ricavare dalla Sicilia una somma superiore a 1.847.685 oncie, pure
questa cifra era stata di molto superata, specialmente per la tassa sul
macinato e l'imposta fondiaria. S'aggiunsero poi altre tasse, tanto che
-la piccola proprietà era oberata del 32 per cento.
+la piccola proprietà era oberata del 32 per cento.
-E la miseria divenne sempre più spaventosa. Due flagelli avevano
+E la miseria divenne sempre più spaventosa. Due flagelli avevano
devastata l'isola: il colera e Del Carretto, l'_alter ego_ del re.
Questo uomo, che lo stesso Tiberio non avrebbe sdegnato di nominare
ministro di polizia, si comportava in una maniera inaudita. I Siciliani
@@ -6752,7 +6715,7 @@ altre provincie di terra ferma, venne dato in mano a dei militari. Il
conte di Siracusa, fratello del re, noto pel suo umore bizzarro che
ricordava quello del granduca Costantino di Russia, fu l'ultimo
governatore di sangue reale. Dopo il suo richiamo, avvenuto nel 1835,
-non furono nominati che generali. Nel 1839 il re nominò luogotenente
+non furono nominati che generali. Nel 1839 il re nominò luogotenente
dell'isola perfino uno Svizzero, il generale Tschudy; gli successe il
generale Vial e nel 1840 il De Maio.
@@ -6767,18 +6730,18 @@ decadenza della dinastia regnante e nominato un re straniero. Ma i
risultati invece furono ben differenti. La rivoluzione del 1848
intrapresa con entusiasmo, fu da principio mirabile per unanime
concordia di animi, ebbe favorevoli le circostanze di tempo, e pure in
-poco tempo finì miseramente con grande meraviglia di tutti. Quasi
-ventimila uomini in armi potevano combattere per lei e si può dire che
+poco tempo finì miseramente con grande meraviglia di tutti. Quasi
+ventimila uomini in armi potevano combattere per lei e si può dire che
due reggimenti svizzeri ne ebbero ragione senza fatica.
Esaminiamo un poco l'andamento delle cose.
-Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo di Napoli si agitava
+Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo di Napoli si agitava
violentemente, anche quello di Palermo era in grande fermento.
Governatore del re era Maio (un nome che ai tempi di Guglielmo il
Normanno aveva avuto un periodo di rinomanza molto sgradita) e
comandante delle truppe reali era Vial. La popolazione, con alla testa
-uomini della più antica nobiltà, il marchese Ruggiero Settimo, il
+uomini della più antica nobiltà, il marchese Ruggiero Settimo, il
marchese Spedalotto, il principe Serra di Falco, Scordia, Pallagonia,
Grammonte, Pantellaria, aveva mandato a Napoli numerose deputazioni
chiedenti il riconoscimento degli antichi diritti. In Palermo avevano
@@ -6787,44 +6750,44 @@ e lo stesso atteggiamento minaccioso delle truppe. Non venendo nessuna
concessione da parte del governo, i Siciliani annunziarono la lotta con
cavalleresca franchezza ad alta voce; la rivoluzione, infatti, venne
proclamata con manifesti, discorsi e deputazioni. Essa non doveva avere
-nessuno dei caratteri di una cospirazione, nè assumere l'aspetto di una
+nessuno dei caratteri di una cospirazione, nè assumere l'aspetto di una
rivolta o di una sedizione; no, era la popolazione che si sollevava
-tutta intiera. Si stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848, giorno
-natalizio di Ferdinando: se per quel giorno i desiderî del popolo non
+tutta intiera. Si stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848, giorno
+natalizio di Ferdinando: se per quel giorno i desiderî del popolo non
venissero soddisfatti, si sarebbe dato principio alla lotta. E la
-mattina di quel giorno il popolo infatti si ribellò. Le campane
+mattina di quel giorno il popolo infatti si ribellò. Le campane
suonarono a stormo, tutta la popolazione, nobili, frati, preti,
borghesi, operai e pescatori, senza distinzione di casta, gli uni bene
armati, gli altri impugnando armi d'occasione, spiedi, ramponi e
-coltelli da caccia, si riversò sulle piazze. Si gridava: _Evviva Pio IX!
+coltelli da caccia, si riversò sulle piazze. Si gridava: _Evviva Pio IX!
Evviva la Lega Italiana! Evviva Santa Rosalia_. Le truppe si ritirano;
l'artiglieria circonda il palazzo reale, il quale domina il Cassaro che
-è la strada principale della città. Alle due dopo mezzogiorno Palermo
+è la strada principale della città. Alle due dopo mezzogiorno Palermo
era piena di barricate, senza che si venisse alle mani. Si stava pronti
-da una parte e dall'altra; tutta la notte passò in silenzio, interrotto
+da una parte e dall'altra; tutta la notte passò in silenzio, interrotto
solo da qualche voce di comando, da qualche lumicino nelle strade e dai
fuochi accesi sulle piazze. La mattina dopo i cannoni che circondavano
il palazzo reale cominciarono a fare fuoco e nel dopo pranzo dal forte
di Castellammare si prese a tirar granate. Questo forte era comandato da
uno Svizzero risoluto, il colonnello Gros, che aveva ordine di lanciare
-ogni cinque minuti una bomba sulla città; egli tirò solamente ogni
-quarto d'ora. Per le strade si combattè con ardore; le campane, che
+ogni cinque minuti una bomba sulla città; egli tirò solamente ogni
+quarto d'ora. Per le strade si combattè con ardore; le campane, che
suonavano a stormo, confondevano il loro frastuono con le grida dei
-combattenti e con il crepitío delle armi. I consoli di tutte le potenze
+combattenti e con il crepitío delle armi. I consoli di tutte le potenze
estere ed il comandante della nave inglese ancorata nel porto,
formularono una protesta in cui si chiedeva di moderare almeno il
-bombardamento della città e che si interrompessero le ostilità per
+bombardamento della città e che si interrompessero le ostilità per
ventiquattr'ore, onde dar tempo agli stranieri di rifugiarsi sulle navi.
-Trascorso questo termine, che fu concesso, la lotta cominciò di nuovo.
+Trascorso questo termine, che fu concesso, la lotta cominciò di nuovo.
Il coraggio dei Palermitani fu degno dei loro antenati; si videro
gruppi capitanati perfino da frati benedettini e preti, che, in mezzo al
grandinar delle palle, tenevano in alto una croce o una bandiera.
Meraviglioso l'ordine; non fu commesso nessun eccesso e nessun furto
senza che non venisse immediatamente punito dalla stessa giustizia
-popolare. Nessun atto di crudeltà fu commesso da parte del popolo nei
+popolare. Nessun atto di crudeltà fu commesso da parte del popolo nei
primi giorni della rivolta; gli insorti stessi trasportavano al
-lazzaretto i soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete di vendetta,
-e gli odî personali e politici vollero le loro vittime; avvennero scene
+lazzaretto i soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete di vendetta,
+e gli odî personali e politici vollero le loro vittime; avvennero scene
di terribile furore popolare; anche i soldati, e forse per i primi,
divennero feroci, inaspriti dalla situazione insostenibile e dallo
sforzo disperato che dovettero sostenere. Essi assaltarono i conventi,
@@ -6833,51 +6796,51 @@ selciato delle strade, morti e viventi.
Mentre il popolo combatteva sulle strade, i capi emanarono un proclama
in cui si enumeravano le cause della rivoluzione. Da trent'anni, si
-diceva in esso, il Parlamento siciliano non viene più convocato;
+diceva in esso, il Parlamento siciliano non viene più convocato;
l'assolutismo, che ha violato le leggi e conculcato tutti i diritti, ha
prodotto la miseria nelle campagne e nelle industrie. Invano il popolo
ha nel 1816 protestato presso l'Inghilterra, che pure nel 1812 aveva
garantito l'applicazione dello Statuto di Federico II d'Aragona nella
sua nuova forma; invano le sollevazioni del 1831, 1837, 1847! Ma con le
-riforme di Pio IX è venuta l'ora della liberazione, ed ora i Siciliani
+riforme di Pio IX è venuta l'ora della liberazione, ed ora i Siciliani
si sono armati per riconquistare i loro diritti, per ricondurre di nuovo
la loro patria nel numero delle nazioni viventi. Siciliani, non hanno
forse i nostri antenati cacciato via il tirannico Carlo d'Anjou? Non
hanno sostenuto Ferdinando d'Aragona contro tutta l'Europa? Che cosa
possono le armi di Ferdinando II, se tutto un popolo persiste nel suo
-volere? Il dado è tratto, completiamo noi la santa impresa. Viva Pio IX!
+volere? Il dado è tratto, completiamo noi la santa impresa. Viva Pio IX!
Viva la Sicilia! Viva i nostri fratelli d'Italia!
Frattanto la nave _Vesuvio_ aveva portato a Napoli la notizia dello
scoppio della rivoluzione. Il governo spaventato fece imbarcare su dieci
navi, sei mila uomini agli ordini del generale Desauget. E quando queste
truppe giunsero a Palermo il 15 gennaio (ci vogliono sedici ore di
-navigazione da Napoli a Palermo) tutta la città, meno i forti ed il
+navigazione da Napoli a Palermo) tutta la città, meno i forti ed il
palazzo reale, era in mano degli insorti. La rivolta era organizzata
splendidamente; si era formato un governo provvisorio composto di trenta
-persone scelte tra le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla
+persone scelte tra le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla
rivoluzione; che essa fosse una sollevazione vera e propria e non, come
si disse poi, un semplice colpo di mano del clero desideroso di potere e
-della nobiltà gelosa dei suoi diritti, lo dimostra il fatto che vi
-parteciparono tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti,
+della nobiltà gelosa dei suoi diritti, lo dimostra il fatto che vi
+parteciparono tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti,
Catania, Trapani, Noto, Milazzo e Caltanissetta le truppe napoletane
furono sbaragliate; fu nominata una Giunta provvisoria e proclamato di
procedere d'accordo con Palermo. Il governo provvisorio di Palermo si
suddivise in quattro Giunte, la prima per la difesa, presieduta dal
principe di Pantellaria, la seconda per il vettovagliamento, presieduta
dal marchese Spedalotto, la terza per le finanze, presieduta dal
-marchese di Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato, presieduta da
+marchese di Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato, presieduta da
Ruggiero Settimo, un nobile e degno vecchio, che era stato ministro e
-che godeva una grandissima popolarità per le sue idee liberali.
+che godeva una grandissima popolarità per le sue idee liberali.
Le truppe di Desauget si unirono agli assediati e formarono un corpo di
novemila uomini, coi quali fu possibile ricominciare la lotta. Il duca
-Maio e Spedalotto, pretore della città, vale a dire presidente del
+Maio e Spedalotto, pretore della città, vale a dire presidente del
Senato di Palermo, si scambiarono delle note: il popolo chiedeva la
costituzione del 1812 e l'immediata convocazione del Parlamento. Il
conte d'Aquila, fratello del re, che era giunto il 15 insieme con le
-truppe, ventiquattr'ore dopo ripartì per Napoli con due fregate, per
-esporre al re lo stato delle cose ed esortarlo a cedere. Il 25 era già
+truppe, ventiquattr'ore dopo ripartì per Napoli con due fregate, per
+esporre al re lo stato delle cose ed esortarlo a cedere. Il 25 era già
di ritorno portando seco il decreto di riforme che il re, spaventato
dalla piega degli avvenimenti, si era lasciato strappare. Con questo
decreto veniva concessa ai Siciliani un'amministrazione separata oltre
@@ -6886,16 +6849,16 @@ decreto del 31 ottobre 1837; il conte d'Aquila veniva nominato
governatore, e si creava un nuovo Ministero presieduto da Lucchesi,
Palli.
-Ma il governo provvisorio rifiutò queste concessioni; esso voleva
+Ma il governo provvisorio rifiutò queste concessioni; esso voleva
l'allontanamento delle truppe, la consegna di tutti i forti e la
convocazione del Parlamento in base alla costituzione del 1812.
-L'entusiasmo non permetteva più di riflettere, si voleva ottenere tutto
-e la lotta ricominciò con nuovo ardore da tutte e due le parti. I
+L'entusiasmo non permetteva più di riflettere, si voleva ottenere tutto
+e la lotta ricominciò con nuovo ardore da tutte e due le parti. I
soldati soffrivano enormemente; mancavano di pane e amareggiati da una
-lotta ininterrotta, cominciarono a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio
+lotta ininterrotta, cominciarono a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio
anche il palazzo reale cadde in mano del popolo, Desauget vide
-l'impossibilità non solo di domare Palermo, ma di resistere ancora, e
-domandò un armistizio per imbarcare gli avanzi delle sue truppe e
+l'impossibilità non solo di domare Palermo, ma di resistere ancora, e
+domandò un armistizio per imbarcare gli avanzi delle sue truppe e
rimandarli a Napoli. Ma il popolo mise come condizione assoluta per
l'armistizio, la consegna del forte di Castellammare ed allora le
truppe regie nella notte del 29 gennaio si portarono a Solanto passando
@@ -6914,77 +6877,77 @@ nazionale.
In Napoli questi avvenimenti venivano ingrossati, ed il popolo si
abbandonava ad una gioia irrefrenabile; le strade rintronavano
-continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!» Già in Castel
+continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!» Già in Castel
Sant'Elmo sventolava la bandiera rossa ed in tutte le caserme
-risuonavano segnali d'allarme. Chi poteva più frenare una città come
+risuonavano segnali d'allarme. Chi poteva più frenare una città come
Napoli? Il re, assediato dai suoi consiglieri e dal corpo diplomatico,
-tentannava, ma alla fine si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio
-Del Carretto fu allontanato, ed allorchè in compagnia del duca
+tentannava, ma alla fine si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio
+Del Carretto fu allontanato, ed allorchè in compagnia del duca
Filangieri scendeva le scale del palazzo reale, venne arrestato e poi
silenziosamente e di notte, come si usava un tempo a Venezia, condotto
-su di una nave già pronta che partì immediatamente per Livorno. Non gli
-fu concessa nessuna dilazione e non potè salutare nè amici, nè parenti;
-solamente il re gli mandò 3000 ducati.
+su di una nave già pronta che partì immediatamente per Livorno. Non gli
+fu concessa nessuna dilazione e non potè salutare nè amici, nè parenti;
+solamente il re gli mandò 3000 ducati.
Tutti i ministri presentarono le loro dimissioni. A presiedere il nuovo
gabinetto fu chiamato il duca Serracapriola che era stato ambasciatore
in Francia; gli altri ministri furono scelti tra le persone bene accette
al popolo, come Borelli, che aveva partecipato alla rivoluzione del '20
e che aveva sofferto il carcere e l'esilio; Bonanni, Dentice, e Carlo
-Cianciulli che andò agli Interni. Si disse che costoro avevano accettato
+Cianciulli che andò agli Interni. Si disse che costoro avevano accettato
il portafogli solo alla condizione che il re concedesse la costituzione;
altri dicevano che il re stesso avesse preso l'iniziativa di concedere
la costituzione. Ed il decreto venne il 29 gennaio 1848. Si creava una
Camera Alta, i di cui componenti venivano scelti dal re, ed una Camera
-di Deputati eletti dal popolo; si annunziava inoltre la responsabilità
+di Deputati eletti dal popolo; si annunziava inoltre la responsabilità
dei ministri, la fondazione di una Banca nazionale; e si riconcedeva la
-libertà di stampa. Così il re assoluto di Napoli era stato condotto
+libertà di stampa. Così il re assoluto di Napoli era stato condotto
dalla forza degli avvenimenti a concedere la costituzione prima ancora
che in Toscana ed in Piemonte. In un baleno le cose cambiarono
d'aspetto: la polizia scomparve come gli uccelli notturni che la luce
del sole spaventa; gli esiliati tornarono in patria; le carceri
-restituirono le loro vittime; la libertà di stampa fece piovere
+restituirono le loro vittime; la libertà di stampa fece piovere
giornali, fogli volanti, e specialmente satire atroci contro i passati
-ministri. Il popolo però nei suoi strati più bassi contemplava queste
-novità con sfiducia; i lazzaroni, questi amici del re assoluto, che si
+ministri. Il popolo però nei suoi strati più bassi contemplava queste
+novità con sfiducia; i lazzaroni, questi amici del re assoluto, che si
erano abituati alle esortazioni dei frati fanatici ed alle distribuzioni
di denaro che faceva loro Del Carretto, cominciarono ad agitarsi ed a
riunirsi al Mercato e nel porto per difendere il re; ma la guardia
nazionale li costrinse a mantenersi tranquilli. La concessione della
-costituzione creò per prima cosa la divisione degli animi in vari
+costituzione creò per prima cosa la divisione degli animi in vari
partiti, e mentre da una parte si schieravano radicali ed avvocati,
scrittori e principi e si univano in un lavoro appassionato, si vide
dall'altra parte il popolo in grande maggioranza, per quanto commosso
-dalla novità della cosa, incapace di afferrare un principio politico e
+dalla novità della cosa, incapace di afferrare un principio politico e
di partecipare efficacemente al nuovo stato di cose. I Napolitani sono
dei grandi fanciulli, anche la storia universale diventa per loro una
cosa decorativa come la natura, e si risolve in una rappresentazione
teatrale, mentre la polizia pensa a sgombrare il palcoscenico.
-Si fecero dei saturnali d'una incredibile vivacità; partirono emissari
+Si fecero dei saturnali d'una incredibile vivacità; partirono emissari
per tutte le provincie con la formola di giuramento della costituzione.
-Una nave salpò in gran fretta per Palermo onde calmare i Siciliani che
+Una nave salpò in gran fretta per Palermo onde calmare i Siciliani che
ancora combattevano e per ordinare al comandante di Castellammare di
-consegnare il forte nelle mani del popolo. E ciò accadde il 5 febbraio.
-Tre giorni prima il governo provvisorio aveva assunto una forma più
+consegnare il forte nelle mani del popolo. E ciò accadde il 5 febbraio.
+Tre giorni prima il governo provvisorio aveva assunto una forma più
stabile sotto la presidenza di Ruggiero Settimo e mentre tutta l'isola
-si rafforzava sempre più nel nuovo stato, cresceva anche la fiducia
+si rafforzava sempre più nel nuovo stato, cresceva anche la fiducia
nelle proprie forze e la convinzione della debolezza di Napoli. E pure
-Messina era ancora nelle mani delle truppe regie; perchè la poderosa
+Messina era ancora nelle mani delle truppe regie; perchè la poderosa
fortezza resisteva a tutte le tempeste di popolo e dalle mura di essa
Pronio rovesciava sugli insorti una pioggia di bombe. Quello che
-sorprende è che i Siciliani non sieno stati in grado d'impadronirsi di
+sorprende è che i Siciliani non sieno stati in grado d'impadronirsi di
quella fortezza nel primo impeto della loro rivolta. Costretti ad
-abbandonare questo posto così importante, essi lasciarono in vita il
+abbandonare questo posto così importante, essi lasciarono in vita il
primo germe di rovina della loro impresa; Messina fu il tallone
-d'Achille della loro libertà.
+d'Achille della loro libertà.
Frattanto il governo di Napoli si trovava nella peggiore delle
situazioni. Incapace di riprendere la Sicilia con la forza ed ancor
meno disposto a riconoscere le pretese del popolo, fu costretto ad
accettare la proposta mediazione dell'Inghilterra.
-Il Gabinetto di Palmerston profittò con prontezza dell'interna
+Il Gabinetto di Palmerston profittò con prontezza dell'interna
confusione di Napoli per indebolire il Regno, per intromettersi
attivamente nei suoi affari e conquistarsi una stabile posizione in
Sicilia. Tutti gli occhi erano rivolti sull'Inghilterra. Essa aveva
@@ -6993,16 +6956,16 @@ naturale alleata dell'insurrezione siciliana; la sua flotta apparve
dinanzi a Palermo, altre navi sue incrociavano nelle acque di Messina ed
armi e munizioni inglesi erano state distribuite in gran copia a
Palermo. La diplomazia inglese spingeva il re a fare le maggiori
-concessioni e ad accettare la mediazione di lord Munto. Allorchè poi la
-rivoluzione di febbraio in Francia minacciò di sconvolgere la situazione
+concessioni e ad accettare la mediazione di lord Munto. Allorchè poi la
+rivoluzione di febbraio in Francia minacciò di sconvolgere la situazione
di tutta l'Europa e dette nuova energia alle richieste dei popoli, il
governo di Napoli concesse ai Siciliani tutto quello che era possibile
concedere senza arrivare ad una definitiva rinunzia.
Il 6 marzo, il re dette il suo assenso ad un'immediata convocazione del
Parlamento siciliano e alla revisione della costituzione del 1812
-«adattandola ai nuovi tempi». Contemporaneamente Ruggiero Settimo venne
-nominato vicerè e venne creato un Ministero siciliano; tuttavia,
+«adattandola ai nuovi tempi». Contemporaneamente Ruggiero Settimo venne
+nominato vicerè e venne creato un Ministero siciliano; tuttavia,
Siracusa e Messina dovevano, come garanzia, permettere una guarnigione
di truppe napolitane.
@@ -7015,36 +6978,36 @@ facile vittoria del gennaio, la spregevole debolezza della dinastia dei
Borboni, a cui il popolo rimproverava sempre i precedenti spergiuri, la
passione patriottica, l'odio, l'orgoglio nazionale e finalmente lo stato
di convulsione in cui si trovava l'Europa e che sembrava presagire una
-nuova èra, soffocarono ogni voce di moderazione. Lord Munto venne
-accolto in Palermo con fredda sostenutezza, si diffidò dell'Inghilterra
-non meno che dei Napolitani, si reclamò la indipendenza più completa, si
-accettò solamente un governatore di sangue reale purchè riconosciuto dal
+nuova èra, soffocarono ogni voce di moderazione. Lord Munto venne
+accolto in Palermo con fredda sostenutezza, si diffidò dell'Inghilterra
+non meno che dei Napolitani, si reclamò la indipendenza più completa, si
+accettò solamente un governatore di sangue reale purchè riconosciuto dal
Parlamento nazionale e come procuratore di esso. Tutti gli impiegati
dovevano essere siciliani e dovevano venir nominati senza la
convalidazione del re; la flotta doveva essere siciliana. Si chiedeva
inoltre la consegna di Messina e di Siracusa e che la quarta parte della
marina da guerra e degli approviggionamenti militari fossero dichiarati
-proprietà nazionale della Sicilia. Da ultimo la Sicilia doveva avere una
+proprietà nazionale della Sicilia. Da ultimo la Sicilia doveva avere una
rappresentanza autonoma nella Lega italiana.
Si concedeva al monarca di Napoli di assumere il titolo di re di
Sicilia, ma allo stesso modo come ha ancora il titolo di re di
Gerusalemme. I Siciliani, dato il trattamento che avevano fino allora
-subíto, potevano bene assumersi il diritto di fare queste richieste, ma
-disgraziatamente mancava loro il più efficace dei diritti, quello della
-forza che è l'unica che possa mutare in fatti la sola volontà.
+subíto, potevano bene assumersi il diritto di fare queste richieste, ma
+disgraziatamente mancava loro il più efficace dei diritti, quello della
+forza che è l'unica che possa mutare in fatti la sola volontà.
-Il re protestò solennemente contro ogni atto che tendeva a diminuire la
+Il re protestò solennemente contro ogni atto che tendeva a diminuire la
situazione creatagli dal Congresso di Vienna, come re delle Due Sicilie.
Dietro di lui si agitava il rappresentante dello Czar a Napoli,
Chreptowitsch, di fronte a lui stava lord Munto. Ed intanto si andava
avanti con le trattative senza concludere nulla, mentre da una parte i
-Siciliani si governavano da sè stessi e dall'altra a Napoli si
+Siciliani si governavano da sè stessi e dall'altra a Napoli si
rappresentava una nuova opera intitolata: _La Costituzione_.
La costituzione venne annunziata il 10 febbraio ed il re, il 24 febbraio
-la giurò nella chiesa di S. Francesco di Paola, sopra il Vangelo, con
-grande pompa, in mezzo all'entusiasmo del popolo, così come aveva fatto
+la giurò nella chiesa di S. Francesco di Paola, sopra il Vangelo, con
+grande pompa, in mezzo all'entusiasmo del popolo, così come aveva fatto
suo nonno Ferdinando I. Ancora una volta Napoli diventava uno Stato
costituzionale.
@@ -7056,47 +7019,47 @@ Istruzione; Gian Andrea Romeo, pochi giorni prima mandato in gran fretta
in galera, godeva ora del favore della Corte e veniva nominato
Intendente del Principato Citeriore, e come difensore della monarchia
costituzionale veniva posto contro il radicalismo che diventava sempre
-più irrequieto. L'11 marzo i Napoletani godettero uno spettacolo
+più irrequieto. L'11 marzo i Napoletani godettero uno spettacolo
eccezionalissimo: Nella piazza davanti a Castel Nuovo, passavano trenta
carrozze con entro i gesuiti mandati in esilio. Monsignor Cocle, il
-potentissimo confessore del re, era già scappato via e si era rifugiato
+potentissimo confessore del re, era già scappato via e si era rifugiato
a Malta. Del resto l'allontanamento dei gesuiti mise in luce lo stato
-morale del popolo. Appena essi avevano abbandonata la città, i
+morale del popolo. Appena essi avevano abbandonata la città, i
lazzaroni, sobillati da frati e preti, si radunarono in gran numero e
cominciarono a chiedere a grandi gridi il richiamo dei seguaci della
-Compagnia di Gesù. Acclamavano il re e la Madonna del Carmine, ma
+Compagnia di Gesù. Acclamavano il re e la Madonna del Carmine, ma
gridavano morte alla costituzione ed ai liberali che volevan togliere
loro, come essi dicevano, i loro santi e la loro religione, e
distruggere le loro chiese. La guardia nazionale dovette penare non poco
per sedare il tumulto. Questi lazzaroni, povere creature del momento e
-pure ardenti sostenitori del passato, non avevano la più lontana idea di
-ciò che fosse costituzione. Essi rimanevano fedeli al re; appena questi
+pure ardenti sostenitori del passato, non avevano la più lontana idea di
+ciò che fosse costituzione. Essi rimanevano fedeli al re; appena questi
si mostrava in pubblico, essi lo circondavano e gli chiedevano le armi
-per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo armi, dicevano, prenderemo
+per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo armi, dicevano, prenderemo
le pietre delle strade e ti difenderemo, come i nostri padri hanno
-difeso tuo nonno».
+difeso tuo nonno».
Mentre la Sicilia, che il 25 marzo aveva solennemente inaugurato il suo
Parlamento, si apparecchiava alla completa indipendenza e alla
-deposizione del re, così che il governo si trovava in grandi imbarazzi
+deposizione del re, così che il governo si trovava in grandi imbarazzi
tanto da una parte che dall'altra del faro, sopraggiunse anche il
movimento che si era propagato in tutta Italia e che costrinse Napoli ad
uscir fuori dei propri confini. Si trattava della _Lega d'Italia:_ si
doveva tenere il Congresso italiano a Roma, inviare un esercito a
-cooperare alla guerra dì Lombardia in favore dell'indipendenza
-italiana. Si preparò tutto con grande abilità. Già il 28 marzo il
+cooperare alla guerra dì Lombardia in favore dell'indipendenza
+italiana. Si preparò tutto con grande abilità. Già il 28 marzo il
principe Schwarzenberg, ambasciatore austriaco a Napoli fu costretto a
-partire; il 7 aprile salì al potere un nuovo Ministero sotto la
-presidenza di Carlo Troia ed il re pubblicò un pomposo manifesto in cui
+partire; il 7 aprile salì al potere un nuovo Ministero sotto la
+presidenza di Carlo Troia ed il re pubblicò un pomposo manifesto in cui
invitava il suo popolo a cooperare all'unione d'Italia. Immediatamente
partirono i reggimenti per la Lombardia sotto il comando del generale
Guglielmo Pepe, il celebre capo dei Carbonari del 1820. Numerosi
-volontari erano già partiti, accompagnati dall'entusiastica principessa
+volontari erano già partiti, accompagnati dall'entusiastica principessa
Belgioioso.
Erano appena accaduti questi fatti e gli occhi di tutti erano rivolti
-verso una patria più grande, quando giunse da Palermo la notizia che il
-Parlamento siciliano aveva all'unanimità deposto Ferdinando II e l'aveva
+verso una patria più grande, quando giunse da Palermo la notizia che il
+Parlamento siciliano aveva all'unanimità deposto Ferdinando II e l'aveva
dichiarato decaduto da tutti i suoi diritti sulla Sicilia. Il 13 aprile
fu redatto questo atto straordinario e lo sottoscrissero il marchese
Torrearsa, come Presidente della Camera dei Deputati, il duca Serra di
@@ -7106,11 +7069,11 @@ indipendente e nel suo trono doveva esser chiamato un principe italiano,
appena la costituzione fosse stata completata in tutte le sue parti.
Questi provvedimenti estremi non ottennero un consenso unanime nel
-popolo. I radicali esultarono; Palermo s'illuminò a festa per tre sere
+popolo. I radicali esultarono; Palermo s'illuminò a festa per tre sere
consecutive; furono spezzate tutte le statue dei re, eccetto quella di
Carlo III; ma i moderati ne rimasero spaventati; oramai era inevitabile
-una maggiore divisione di partiti e quindi un principio di reazione. Odî
-sconfinati e passioni fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la
+una maggiore divisione di partiti e quindi un principio di reazione. Odî
+sconfinati e passioni fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la
speranza nell'Inghilterra e nella Francia ed anche nel Piemonte, al cui
re si era spontaneamente offerta la corona, avevano contribuito a far
prendere quelle decisioni; si volevano ripetere i giorni gloriosi dei
@@ -7129,36 +7092,36 @@ Da ultimo Giannandrea Romeo, mandato in Sicilia dal re, ottenne la
conclusione di un armistizio fino al 15 maggio.
Le cose stavano a questo punto, quando il 15 maggio avvenne un colpo di
-scena che ferì a morte la rivoluzione di Napoli. Era il giorno destinato
-all'apertura del Parlamento; i deputati erano già giunti dalla
+scena che ferì a morte la rivoluzione di Napoli. Era il giorno destinato
+all'apertura del Parlamento; i deputati erano già giunti dalla
provincia, ed il re aveva nominato le 50 persone che dovevano far parte
della Camera Alta. Il giorno prima nel giornale ufficiale era stato
pubblicato anche il cerimoniale da seguirsi per l'inaugurazione. I
deputati ed i senatori dovevano riunirsi nella chiesa di S. Lorenzo
dove, dopo ascoltata la Messa, il re avrebbe pronunciato il discorso
-d'apertura, a cui avrebbe seguito il giuramento di fedeltà al trono ed
-alla costituzione. Appena questo programma fu pubblicato, cominciò
+d'apertura, a cui avrebbe seguito il giuramento di fedeltà al trono ed
+alla costituzione. Appena questo programma fu pubblicato, cominciò
un'agitazione violenta. I deputati si rifiutavano di prestare un
giuramento che veniva a limitare i poteri della futura Camera; i
radicali non volevano sentir parlare di una Camera Alta. Questi ultimi,
in numero di 99, tra i quali Ricciardi, Camaldoli e La Cecilia,
-appartenenti alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto, sedendo in
+appartenenti alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto, sedendo in
permanenza tutta la notte dal 14 al 15 e mandando una deputazione al
-presidente dei ministri perchè rinunziasse a quel programma. Il re vi si
-rifiutò. Ed i radicali allora, forse tra loro vi era qualche agente del
+presidente dei ministri perchè rinunziasse a quel programma. Il re vi si
+rifiutò. Ed i radicali allora, forse tra loro vi era qualche agente del
governo, eccitarono il popolo: si proruppe in minaccie, si disse che
giungevano in rinforzo i Calabresi di Romeo, che sarebbero intervenuti i
-Francesi che già tenevano pronta una flotta nelle acque di Napoli, e si
-gridò che bisognava deporre il re e proclamare la repubblica. Nelle
+Francesi che già tenevano pronta una flotta nelle acque di Napoli, e si
+gridò che bisognava deporre il re e proclamare la repubblica. Nelle
strade laterali di Toledo, occupate dalla guardia nazionale, si
innalzarono numerose barricate, mentre le truppe circondarono in fretta
il palazzo reale. Il furore e la confusione crescevano di minuto in
minuto. La mattina del 15 i deputati si costituirono nel Parlamento in
-governo provvisorio e nominarono un Comitato di salute pubblica. E così
+governo provvisorio e nominarono un Comitato di salute pubblica. E così
si rese impossibile una soluzione incruenta. Fu la sfiducia verso la
-dinastia dei Borboni che spinse le cose a questi estremi; più a questa
+dinastia dei Borboni che spinse le cose a questi estremi; più a questa
sfiducia che al partito repubblicano si deve ascrivere la catastrofe del
-15 maggio; perchè i repubblicani erano poco numerosi e senza alcun
+15 maggio; perchè i repubblicani erano poco numerosi e senza alcun
seguito nel popolo. Il re poi la mattina fece ancora delle altre
concessioni: la Camera Alta non si sarebbe radunata e la formola del
giuramento sarebbe stata mutata, e sembrava da principio che il tumulto
@@ -7171,31 +7134,31 @@ innalzavano delle nuove. Di nuovo i deputati posero al re le seguenti
condizioni come garanzia della sua buona intenzione di mantenere la
costituzione: abolizione della Camera Alta, consegna di tutti i forti
alla guardia nazionale, allontanamento di tutte le truppe dieci miglia
-dalla città. Il re di rimando si riportò alla costituzione da lui
+dalla città. Il re di rimando si riportò alla costituzione da lui
giurata e che la Camera dei Deputati aveva apertamente violata con le
sue deliberazioni illegali e che egli invece difendeva. E' fuor di
dubbio che a questo momento erano i deputati che avevano violato la
costituzione del 10 febbraio, mentre finora il governo aveva agito
legalmente. Esso conosceva la debolezza del partito popolare e poteva
-contare sulla fedeltà delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare la
-lotta con risolutezza. Il re stesso alla fine si mostrò risoluto di
-andare fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti i comandanti dei
-forti di bombardare la città al primo inizio delle ostilità.
+contare sulla fedeltà delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare la
+lotta con risolutezza. Il re stesso alla fine si mostrò risoluto di
+andare fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti i comandanti dei
+forti di bombardare la città al primo inizio delle ostilità.
-Alle 11 del mattino si sparò il primo colpo di fucile. Una guardia
-nazionale uccise un soldato e la lotta cominciò. Le truppe si
+Alle 11 del mattino si sparò il primo colpo di fucile. Una guardia
+nazionale uccise un soldato e la lotta cominciò. Le truppe si
slanciarono subito contro le barricate e i quattro reggimenti svizzeri
si avanzarono con le baionette inastate. Contemporaneamente da Castel
-Nuovo si cominciò a bombardare a mitraglia la città senza riguardi. Si
-combattè per lungo tempo con grande accanimento; ma quantunque i
+Nuovo si cominciò a bombardare a mitraglia la città senza riguardi. Si
+combattè per lungo tempo con grande accanimento; ma quantunque i
radicali avessero trasformato in fortezze molte case e dalle finestre e
dai balconi sparassero come da feritoie, pure tutte le barricate caddero
davanti all'impeto degli Svizzeri, i quali poi si precipitarono entro i
palazzi ed uccisero a colpi di spada chiunque trovarono in armi. Nel
-pomeriggio la mischia era già finita sotto Toledo, ma si combatteva
+pomeriggio la mischia era già finita sotto Toledo, ma si combatteva
ancora a S. Brigida in Mercadello. Molti palazzi bruciavano o cadevano
in rovina. Dietro gli Svizzeri infuriavano schiere sfrenate di lazzaroni
-venuti per saccheggiare la città e che si precipitavano in ogni casa
+venuti per saccheggiare la città e che si precipitavano in ogni casa
rimasta libera per prendere quanto capitava loro nelle mani. La notte
del 15 trascorse illuminata dai bagliori degli incendi e l'alba sorse su
di un quadro spaventevole; palazzi in rovina, barricate distrutte, morti
@@ -7206,8 +7169,8 @@ prigionieri, alcuni come Romeo, Pellicano, Scialoia, Saliceti, avevano
potuto fuggire; altri tentarono d'imbarcarsi sulle navi francesi
ancorate nel porto.
-Il trono era stato salvato dagli Svizzeri. Si è rimproverato a questi
-mercenari del dispotismo la loro crudeltà verso il popolo ed anche di
+Il trono era stato salvato dagli Svizzeri. Si è rimproverato a questi
+mercenari del dispotismo la loro crudeltà verso il popolo ed anche di
aver partecipato al saccheggio dei palazzi nella giornata del 15 maggio;
ed i quattro comandanti a nome dei loro reggimenti pubblicarono una
dichiarazione (Napoli, 7 giugno 1848) dove si respingeva questa accusa e
@@ -7217,41 +7180,41 @@ giurato di difendere.
Il 16 maggio il re comparve sul balcone del suo palazzo per ringraziare
i suoi salvatori ed il 17 fece una passeggiata in carrozza per le strade
-devastate della sua città. I lazzaroni lo circondarono subito,
+devastate della sua città. I lazzaroni lo circondarono subito,
sventolando bandiere borboniche, con in mezzo la Madonna del Carmine, e
-gridando: «Santa fede!» Pretendevano anche che il re desse loro il
-permesso di saccheggiare la città.
+gridando: «Santa fede!» Pretendevano anche che il re desse loro il
+permesso di saccheggiare la città.
Il giorno 16 era stata disciolta la guardia nazionale ed una ragazzaglia
-cenciosa portò le armi al Comando generale con urli di gioia. Napoli
+cenciosa portò le armi al Comando generale con urli di gioia. Napoli
venne posta in stato d'assedio e contemporaneamente apparve un decreto
reale che conteneva la formale assicurazione che la costituzione giurata
sarebbe stata fedelmente mantenuta e che, mentre scioglieva la Camera,
-ne convocava un'altra pel primo giugno. Si formò anche un nuovo
+ne convocava un'altra pel primo giugno. Si formò anche un nuovo
Ministero nel quale Cariati ebbe la presidenza, Bozzelli l'interno, il
principe Ischitella la guerra e la marina, Torella l'agricoltura e il
commercio, il generale Carascosa i lavori pubblici, Paolo Ruggiero le
finanze e Serracapriola la presidenza del Consiglio di Stato.
-Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta del 15 maggio, più
-fortunato di suo nonno che potè liberarsi dalla costituzione solo con un
+Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta del 15 maggio, più
+fortunato di suo nonno che potè liberarsi dalla costituzione solo con un
aperto spergiuro e con l'aiuto delle armi straniere. I giudizi sulla
-giornata del 15 maggio sono assai discordi; se si pensa però che
-l'assolutismo non può mai essere benevolo verso la costituzione, si deve
-riconoscere che il governo napoletano mostrò carattere e che in
-principio agì anche con moderazione. I radicali, male organizzati, senza
+giornata del 15 maggio sono assai discordi; se si pensa però che
+l'assolutismo non può mai essere benevolo verso la costituzione, si deve
+riconoscere che il governo napoletano mostrò carattere e che in
+principio agì anche con moderazione. I radicali, male organizzati, senza
essere sostenuti dal popolo, audaci fino alla pazzia e nella grande
maggioranza uomini visionari, come in tutta l'Europa, offrirono essi
stessi al governo una splendida occasione. Ed il governo naturalmente
-l'afferrò con furberia e con prontezza, fece sì che il popolo si
-sollevasse contro di loro, e si atteggiò a difensore della costituzione.
-Si paragonino gli avvenimenti del 1848 con quelli del 1820 e si vedrà
-che la rivoluzione dei Carbonari fu più pronta al principio e più
+l'afferrò con furberia e con prontezza, fece sì che il popolo si
+sollevasse contro di loro, e si atteggiò a difensore della costituzione.
+Si paragonino gli avvenimenti del 1848 con quelli del 1820 e si vedrà
+che la rivoluzione dei Carbonari fu più pronta al principio e più
efficace nel seguito. Allora si voleva una cosa sola; nel 1848, a
Napoli, come in Germania ed in Francia, si perdette di vista il punto
-principale per correre dietro a mille questioni. Da ciò quella
+principale per correre dietro a mille questioni. Da ciò quella
straordinaria debolezza del partito del popolo e l'esempio di una
-rivoluzione cominciata così felicemente e così dolorosamente terminata,
+rivoluzione cominciata così felicemente e così dolorosamente terminata,
come mai era avvenuto in precedenza.
La giornata del 15 maggio ebbe conseguenze importantissime per tutta
@@ -7260,55 +7223,55 @@ Mentre Ferdinando II richiamava il suo corpo di spedizione, la guerra
con l'Austria subiva una nuova crisi e le aspirazioni degli Italiani
venivano colpite a morte. La flotta napoletana che il 5 maggio era
apparsa davanti ad Ancona ed ora, incrociando davanti a Venezia,
-bloccava Trieste e teneva in iscacco la flotta austriaca, tornò indietro
-e lasciò Venezia indifesa.
+bloccava Trieste e teneva in iscacco la flotta austriaca, tornò indietro
+e lasciò Venezia indifesa.
La milizia territoriale, comandata da Pepe, venne anch'essa richiamata.
-Già nell'andata, ed appena entrata nel territorio pontificio, essa
+Già nell'andata, ed appena entrata nel territorio pontificio, essa
aveva proceduto lentissimamente, secondo ordini segreti ricevuti;
infatti molti ufficiali che godevano la fiducia del re, frapponevano una
-quantità di ostacoli alla marcia, così che si raggiunse Bologna solo
+quantità di ostacoli alla marcia, così che si raggiunse Bologna solo
dopo moltissimo tempo. A Bologna comparve un ufficiale dello Stato
maggiore napoletano, con l'ordine di tornare immediatamente indietro.
-Pepe vi si rifiutò e con una piccola schiera continuò ad avanzare fin
-sotto il Po; ma la grande maggioranza delle truppe tornò indietro sotto
+Pepe vi si rifiutò e con una piccola schiera continuò ad avanzare fin
+sotto il Po; ma la grande maggioranza delle truppe tornò indietro sotto
gli ordini del generale Statella, per andare a domare l'insurrezione in
-Calabria. Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si faceva calcolo in
+Calabria. Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si faceva calcolo in
Lombardia, tornavano indietro, accadde anche che il generale Durando,
-romano, non potè più mantenere le sue posizioni contro gli Austriaci di
+romano, non potè più mantenere le sue posizioni contro gli Austriaci di
Nugent e quindi anche da quest'altro lato i piani dei Piemontesi
venivano scompigliati.
-I Napoletani marciarono molto più sollecitamente contro le Calabrie che
-contro la Lombardia. Perchè in Calabria doveva continuare ancora la
-lotta infelice; la disciolta Camera dei Deputati voleva radunarsi là e
+I Napoletani marciarono molto più sollecitamente contro le Calabrie che
+contro la Lombardia. Perchè in Calabria doveva continuare ancora la
+lotta infelice; la disciolta Camera dei Deputati voleva radunarsi là e
stabilire a Cosenza il centro delle operazioni. Quattro deputati,
Ricciardi, Eugenio di Riso, Raffaele Valentini e Domenico Mauro,
-dovevano radunarsi a Cosenza e di là convocare i loro colleghi. Mentre
+dovevano radunarsi a Cosenza e di là convocare i loro colleghi. Mentre
essi si costituivano in Comitato di salute pubblica, accorrevano i
radicali da tutti i paesi e si distribuivano armi al popolo. Si
radunarono alcune migliaia di Calabresi, da Messina giunse il valoroso
Ignazio Ribotti con alcune centinaia di isolani. Ma appena il generale
-Lanza marciò su Cosenza, i Calabresi si ritrassero ed il comitato di
-salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente Nunziante sbarcava a
+Lanza marciò su Cosenza, i Calabresi si ritrassero ed il comitato di
+salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente Nunziante sbarcava a
Pizzo e ottenuti rinforzi a Monteleone, si diresse verso Campo Longo,
dove i Calabresi lo respinsero con grande energia. I Napoletani
ripiegarono su Pizzo, dove si abbandonarono ad ogni sorta di eccessi.
Ma, sfortunatamente, tra i capi del popolo regnava una grande discordia,
specialmente tra Ribotti e Mauro. I Calabresi si disciolsero, i
Siciliani che tentavano di imbarcarsi furono fatti prigionieri: pure il
-Comitato riuscì a riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono in
+Comitato riuscì a riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono in
banditi, si gettarono sui monti e resero malsicura tutta la Calabria.
-Una terribile anarchia fu la conseguenza della guerra calabrese, così
+Una terribile anarchia fu la conseguenza della guerra calabrese, così
che in ogni provincia abbondarono orrori barbarici, furti ed uccisioni.
Nelle altre provincie il movimento non ebbe importanza; la causa del
-popolo oramai era perduta. Si cullò il popolo con una parvenza di
-costituzione; ma solo perchè il partito della reazione ebbe paura di
+popolo oramai era perduta. Si cullò il popolo con una parvenza di
+costituzione; ma solo perchè il partito della reazione ebbe paura di
osare tutto in una volta. Il 14 giugno fu tolto lo stato d'assedio;
venne riorganizzata la guardia nazionale, e le elezioni per la nuova
Camera si svolsero tranquillamente e riuscirono una totale sconfitta del
-governo. Il primo luglio Serracapriola inaugurò la sessione in nome del
+governo. Il primo luglio Serracapriola inaugurò la sessione in nome del
re con un discorso in cui esprimeva il dolore del sovrano per i
sanguinosi avvenimenti del 15 maggio e richiamava l'attenzione e la cura
dei deputati sull'amministrazione dei comuni e delle provincie, sulla
@@ -7316,48 +7279,48 @@ guardia nazionale e sulla pubblica istruzione.
Il governo, padrone della situazione da questa parte del faro, rivolgeva
tutte le sue forze contro la Sicilia. Disinteressatosi interamente degli
-avvenimenti dell'alta Italia, ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già
+avvenimenti dell'alta Italia, ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già
Nunziante radunava il suo esercito a Reggio, dirimpetto a Messina e la
flotta si preparava a trasportare in Sicilia i reggimenti svizzeri.
Allora il Parlamento di Sicilia decise l'11 luglio di offrire la corona
dell'isola al valoroso Duca di Genova, secondogenito del re di Sardegna,
che avrebbe assunto il titolo di Alberto Amedeo re di Sicilia, con una
-lista civile di 243.030 ducati. Una deputazione si recò in Torino a
+lista civile di 243.030 ducati. Una deputazione si recò in Torino a
portare al duca la corona, ma venne accolta con parole incerte. Il
-principe (che morì sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà
+principe (che morì sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà
della situazione in Sicilia, e la Sardegna doveva guardarsi allora da un
passo troppo ardito.
-Si era giunti così alla fine del mese di agosto; le truppe reali, forti
+Si era giunti così alla fine del mese di agosto; le truppe reali, forti
di 10.000 uomini si erano imbarcate sotto il comando di Filangieri su
tredici vapori e venti cannoniere, e, dopo aver toccato Reggio,
-apparvero nelle acque di Messina il 2 settembre. Questa città, nella
+apparvero nelle acque di Messina il 2 settembre. Questa città, nella
quale funzionava un governo provvisorio, era difesa da 16.000 uomini
della guardia nazionale che non erano certo sufficienti a respingere due
assalti contemporaneamente, quello del castello e quello di soldati di
sbarco. Mentre Pronio la mattina apriva il bombardamento e copriva di
-proiettili questa città che, come poche in Europa, era da tanti secoli
+proiettili questa città che, come poche in Europa, era da tanti secoli
provata da terremoti, pestilenze e guerre, le truppe effettuavano il
loro sbarco. I Messinesi sono un popolo assai coraggioso e noncurante di
-morte, forse i più energici tra i Siciliani, ed anche questa volta si
+morte, forse i più energici tra i Siciliani, ed anche questa volta si
difesero con grande ardore. Ma essi furono costretti a cedere un posto
-dopo l'altro e, dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde in potere
+dopo l'altro e, dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde in potere
dei nemici.
-Il 7 settembre Filangieri si impadronì definitivamente di Messina che ne
+Il 7 settembre Filangieri si impadronì definitivamente di Messina che ne
rimase assai danneggiata, dopo tre giorni di accanita resistenza. Anche
qui il pensiero ricorre ai Vespri siciliani. Allora tutte le forze
riunite di Carlo d'Anjou, che comandava in persona le sue truppe, non
riuscirono a piegare Messina, e, dall'aprile fino al 2 settembre 1282,
-il grande eroe Alaimo riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme,
-nonostante che la fame travagliasse la città in modo orribile ed i
+il grande eroe Alaimo riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme,
+nonostante che la fame travagliasse la città in modo orribile ed i
difensori fossero ridotti agli estremi.
La caduta di Messina produsse un'impressione enorme in Palermo. Il
Parlamento si rivolse di nuovo all'Inghilterra nella speranza di essere
riconosciuti indipendenti da quella nazione. Il Gabinetto di Londra
-sconsigliò il re di Napoli da una guerra con la Sicilia, e
-all'Inghilterra si unì anche la Francia per mezzo del suo ambasciatore
+sconsigliò il re di Napoli da una guerra con la Sicilia, e
+all'Inghilterra si unì anche la Francia per mezzo del suo ambasciatore
Rayneval. Le trattative furono condotte innanzi dagli ammiragli Baudin e
Parker che con le loro flotte incrociavano nelle acque di Sicilia ed
ebbero per risultato la stipulazione di un armistizio.
@@ -7367,7 +7330,7 @@ accadeva niente notevole all'infuori dell'aggiornamento della Camera e
della sua nuova convocazione, specie di commedia che il popolo oramai
seguiva senza nessun interesse. Di nove mila elettori iscritti solo
mille andarono a votare, e la Camera appena aperta fu immediatamente
-aggiornata fino al primo febbraio 1849. La città aveva ripreso in
+aggiornata fino al primo febbraio 1849. La città aveva ripreso in
tutto la fisonomia di una volta; la polizia riempiva di nuovo le
strade; la Commissione militare che doveva giudicare gli arrestati
del 15 maggio, si era messa all'opera con grande energia, ed anche
@@ -7375,34 +7338,34 @@ monsignor Cocle il 2 settembre era tornato ridendo a Napoli dal suo
esilio di Malta.
Ma ben presto uno strano avvenimento doveva di nuovo convergere gli
-occhi del mondo su Napoli, un avvenimento che non si ripeteva più da
+occhi del mondo su Napoli, un avvenimento che non si ripeteva più da
secoli e che prometteva ora di avere conseguenze molto durevoli. Il 27
novembre giunse in Napoli il conte Spaur, ambasciatore di Baviera presso
la Santa Sede, per consegnare nelle mani del re la seguente lettera:
-«_Sire!_ Il momentaneo trionfo dei nemici della Santa Sede e della
+«_Sire!_ Il momentaneo trionfo dei nemici della Santa Sede e della
religione hanno costretto il Capo della Chiesa cattolica di lasciare
-Roma. Io non so in quale punto della terra la volontà del Signore, al
-quale io affido umilmente l'anima mia, vorrà dirigere i miei passi;
+Roma. Io non so in quale punto della terra la volontà del Signore, al
+quale io affido umilmente l'anima mia, vorrà dirigere i miei passi;
frattanto io mi sono rifugiato con alcune persone fedeli negli Stati di
V. M. Io non so quali possano essere le vedute di V. M. a mio riguardo e
non sapendolo, reputo mio dovere farle conoscere per mezzo del conte
Spaur, ministro di Baviera presso la Santa Sede, che io sono pronto a
lasciare il territorio napoletano se la mia presenza negli Stati di V.
-M. può diventare causa di timore o di difficoltà politiche. Pio IX».
+M. può diventare causa di timore o di difficoltà politiche. Pio IX».
-Alle sette del mattino dopo, il re con tutta la sua famiglia s'imbarcò
+Alle sette del mattino dopo, il re con tutta la sua famiglia s'imbarcò
su di una nave per andare a Gaeta. Lo stesso papa che con le sue riforme
aveva infiammato il movimento italiano e il di cui nome era stato
-gridato come un simbolo di rivoluzione in tutte le città in rivolta,
-veniva ora a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte di Napoli. La
+gridato come un simbolo di rivoluzione in tutte le città in rivolta,
+veniva ora a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte di Napoli. La
Corte l'accolse con entusiasmo, lo fece alloggiare nel palazzo del
governo di Gaeta e questa Gibilterra di Napoli divenne la Coblenza
d'Italia, il centro della reazione.
Frattanto erano continuate le trattative per risolvere la questione di
-Sicilia. Ferdinando si piegò talmente alle pressioni della Francia e
-dell'Inghilterra che offrì il seguente _ultimatum:_ la costituzione
+Sicilia. Ferdinando si piegò talmente alle pressioni della Francia e
+dell'Inghilterra che offrì il seguente _ultimatum:_ la costituzione
sulle basi di quella del 1812; il governatore siciliano o di sangue
reale; l'amministrazione interna del tutto separata da quella di Napoli;
ma esercito e flotta in comune e tutti i rapporti con l'estero trattati
@@ -7410,33 +7373,33 @@ solo da Napoli. Concedeva inoltre un'amnistia, eccetto che per 45
persone, che dovevano abbandonare l'isola.
Gli ammiragli stranieri consegnarono a Palermo questo _ultimatum_ assai
-benevolo. Ma le cose erano già andate troppo oltre, e per di più i
-Siciliani non avevano nessuna fiducia in quel re falso che già aveva
+benevolo. Ma le cose erano già andate troppo oltre, e per di più i
+Siciliani non avevano nessuna fiducia in quel re falso che già aveva
violato la costituzione di Napoli. In quelle concessioni vi erano
parecchi punti che dovevano col tempo rendere illusoria la costituzione.
-Tra gli altri il fatto che la nobiltà siciliana era minacciata di
-perdere i suoi diritti, perchè il re si riservava il diritto di nominare
+Tra gli altri il fatto che la nobiltà siciliana era minacciata di
+perdere i suoi diritti, perchè il re si riservava il diritto di nominare
i membri della Camera Alta. E il Parlamento rispose all'_ultimatum_ con
un invito all'insurrezione generale (20 marzo 1849):
-«_Siciliani!_ Per noi il grido di guerra è grido di gioia! Il 29 marzo,
-giorno in cui cominceranno le ostilità con il despota di Napoli, sarà
-salutato con la stessa gioia, con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè
-ci sarà possibile conquistare la libertà col prezzo del nostro sangue.
-La pace che vi si offre è vergognosa. Distrugge in un colpo tutto il
-bene che ci è venuto dalla rivoluzione. Voi avete meritato l'attenzione
+«_Siciliani!_ Per noi il grido di guerra è grido di gioia! Il 29 marzo,
+giorno in cui cominceranno le ostilità con il despota di Napoli, sarà
+salutato con la stessa gioia, con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè
+ci sarà possibile conquistare la libertà col prezzo del nostro sangue.
+La pace che vi si offre è vergognosa. Distrugge in un colpo tutto il
+bene che ci è venuto dalla rivoluzione. Voi avete meritato l'attenzione
di tutta l'Europa; ma che avrebbe detto l'Europa, se vi foste mostrati
poco gelosi dei nostri diritti, se vi foste piegati al fraudolento
despotismo di un tiranno? Siciliani, quantunque la vittoria sia incerta,
-pure una Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha, come un individuo, il
-sacrosanto diritto di sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le
+pure una Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha, come un individuo, il
+sacrosanto diritto di sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le
rovine della patria, che dare all'Europa lo spettacolo di una inaudita
-viltà. La morte è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi vinceremo,
-noi confidiamo nella santità della nostra causa e nella forza delle
+viltà. La morte è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi vinceremo,
+noi confidiamo nella santità della nostra causa e nella forza delle
nostre armi. Pensate alla disperazione e alle rovine di Messina! La
-guerra è per noi simbolo di vendetta e di pietà. Un'unica città di
-Sicilia geme sotto il giogo del nemico della libertà. Alle armi! Alle
-armi! Vittoria o morte!»
+guerra è per noi simbolo di vendetta e di pietà. Un'unica città di
+Sicilia geme sotto il giogo del nemico della libertà. Alle armi! Alle
+armi! Vittoria o morte!»
Che cosa dava efficacia a questo manifesto? Quali erano i mezzi di
difesa? quali i generali ed i capi del popolo? Quando i Magiari si
@@ -7444,35 +7407,35 @@ sollevarono in circostanze simili, l'Europa attonita vide sorgere in un
baleno una schiera di talenti organizzati e di generali, che in ogni
epoca avrebbero potuto figurare come geni militari. Ma i Siciliani non
avevano nessun uomo veramente superiore. Questo popolo appassionato ed
-intelligente era troppo indebolito dalla lunga schiavitù in cui i
-Borboni l'avevano tenuto; quella nobiltà feudale, così vigorosa nel
-medioevo, aveva perduto le qualità guerresche e brillava solo nelle arti
+intelligente era troppo indebolito dalla lunga schiavitù in cui i
+Borboni l'avevano tenuto; quella nobiltà feudale, così vigorosa nel
+medioevo, aveva perduto le qualità guerresche e brillava solo nelle arti
della pace e del lusso.
-Mieroslawoski, un Polacco di un talento molto dubbio, comandava il così
+Mieroslawoski, un Polacco di un talento molto dubbio, comandava il così
detto esercito nazionale siciliano, 20.000 uomini appena di truppe
regolari, tra i quali si trovavano parecchi Francesi e Polacchi.
-Nessuna meraviglia quindi che la guerra dell'indipendenza finisse così
-miseramente. Niente altro che scaramuccie e qualche scontro un po' più
-serio. Le ostilità cominciarono il 4 aprile, ed anche questa volta
+Nessuna meraviglia quindi che la guerra dell'indipendenza finisse così
+miseramente. Niente altro che scaramuccie e qualche scontro un po' più
+serio. Le ostilità cominciarono il 4 aprile, ed anche questa volta
furono gli Svizzeri che fecero trionfare il partito dell'assolutismo.
-Filangieri da Messina si portò verso Taormina, la famosa città quasi
+Filangieri da Messina si portò verso Taormina, la famosa città quasi
imprendibile che domina la grande strada, tanto che egli si aspettava di
trovarvi una resitenza assai pericolosa. Ma quantunque difesa da 4000
uomini e da nove cannoni, quella importante posizione fu conquistata in
-poche ore. Filangieri proseguì subito la sua avanzata verso Catania,
+poche ore. Filangieri proseguì subito la sua avanzata verso Catania,
occupando Aci Reale, accolto con simpatia dalla popolazione. Di qui a
-Catania, la bella città ai piedi dell'Etna, non vi sono che poche ore di
-marcia. Poichè a Catania si era riunito il grosso delle truppe
-siciliane, era da aspettarsi una battaglia campale. Il 5 aprile la città
+Catania, la bella città ai piedi dell'Etna, non vi sono che poche ore di
+marcia. Poichè a Catania si era riunito il grosso delle truppe
+siciliane, era da aspettarsi una battaglia campale. Il 5 aprile la città
venne circondata per mare e per terra; le navi da guerra si ancorarono
davanti al porto, la cui entrata era difesa da tre batterie. Il giorno
dopo le truppe e le navi si avanzarono contemporaneamente, e la lotta
-incominciò. La legione straniera combattè valorosamente, ed anche i
+incominciò. La legione straniera combattè valorosamente, ed anche i
Catanesi si comportarono da eroi, ma la resistenza ebbe poca durata.
-Gli Svizzeri forzarono porta S. Agata, e penetrarono nella città dopo
+Gli Svizzeri forzarono porta S. Agata, e penetrarono nella città dopo
una breve lotta per le strade; si ripetettero le uccisioni, i saccheggi
-e gli incendi di Napoli e di Messina. La strada Etnea, la più bella di
+e gli incendi di Napoli e di Messina. La strada Etnea, la più bella di
Catania, venne interamente devastata; anche il museo Biscari fu
saccheggiato, e molte opere di gran pregio andarono perdute o distrutte.
@@ -7483,43 +7446,43 @@ caddero senza colpo ferire. Tutta la costa orientale era stata
riconquistata in pochi giorni, e oramai Filangieri poteva marciare
tranquillamente su Palermo.
-Il Parlamento, alla notizia che quei luoghi così importanti erano caduti
+Il Parlamento, alla notizia che quei luoghi così importanti erano caduti
in mano del nemico, era piombato in un grande sgomento. Il popolo
-cominciò ad agitarsi e a lamentarsi, e ben pochi pensarono ad una seria
+cominciò ad agitarsi e a lamentarsi, e ben pochi pensarono ad una seria
resistenza. Non venne nemmeno presidiato Castrogiovanni, l'antica Enna
che i Bizantini ed i Saraceni avevano per tanti anni occupata.
L'imprevidenza di tutti non aveva confine; mancava insomma il Garibaldi
-di quella lotta. E così accadde che il Ministero propose al Parlamento
-di sottomettersi. La Camera Alta accettò la proposta all'unanimità, la
+di quella lotta. E così accadde che il Ministero propose al Parlamento
+di sottomettersi. La Camera Alta accettò la proposta all'unanimità, la
Camera dei Deputati con 60 voti favorevoli contro 30, e subito dopo si
-tentò di ottenere la mediazione dell'ammiraglio Baudin. Filangieri aveva
-raggiunto già Caltanissetta insieme con le sue truppe, quando fu
+tentò di ottenere la mediazione dell'ammiraglio Baudin. Filangieri aveva
+raggiunto già Caltanissetta insieme con le sue truppe, quando fu
raggiunto da una deputazione, della quale facevano parte il conte
-Lucchesi Galli, il principe di Pallagonia ed il marchese di Rudinì, con
+Lucchesi Galli, il principe di Pallagonia ed il marchese di Rudinì, con
la notizia che Palermo si arrendeva senza condizioni. A dire il vero, i
radicali, capitanati da Scordati si erano ribellati, avevano formato un
-governo provvisorio e si preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9
+governo provvisorio e si preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9
maggio avvennero anche combattimenti con le truppe.
In Palermo regnava un'anarchia selvaggia; era scoppiata una contesa tra
i Siciliani e la legione straniera; il Parlamento si era disciolto, e
-più di 3000 persone si erano rifugiate nelle navi francesi ed inglesi.
+più di 3000 persone si erano rifugiate nelle navi francesi ed inglesi.
Filangieri rimase alcuni giorni fermo davanti a Palermo, annunziando
un'amnistia generale, ad eccezione solo di 45 persone, tra le quali
Ruggiero Settimo, Serra di Falco, il marchese Torrearsa, Mariano
Stabile, il principe Scordia; ed alla fine, il 15 maggio, un anno giusto
-dalla controrivoluzione di Napoli, entrò nella città.
+dalla controrivoluzione di Napoli, entrò nella città.
-Così finì la rivoluzione di Sicilia; in modo veramente lamentevole se si
-pensa al modo come cominciò. Anche i Siciliani avevano calcolato male;
+Così finì la rivoluzione di Sicilia; in modo veramente lamentevole se si
+pensa al modo come cominciò. Anche i Siciliani avevano calcolato male;
quando le cose presero il 15 maggio un'altra piega, l'Inghilterra li
-abbandonò a loro stessi, ed il popolo ben presto si stancò della
-rivoluzione. La nobiltà ed il clero suscitarono viva diffidenza a causa
-delle loro mire egoistiche; mancavano inoltre i capi e i mezzi, perchè
-le campagne e le città erano esauste. E l'isola ripiombò più miseramente
+abbandonò a loro stessi, ed il popolo ben presto si stancò della
+rivoluzione. La nobiltà ed il clero suscitarono viva diffidenza a causa
+delle loro mire egoistiche; mancavano inoltre i capi e i mezzi, perchè
+le campagne e le città erano esauste. E l'isola ripiombò più miseramente
di prima sotto il giogo dell'odiata Napoli.
-Lo stesso giorno in cui cadeva Palermo, re Ferdinando--così stranamente
+Lo stesso giorno in cui cadeva Palermo, re Ferdinando--così stranamente
si svolgevano gli avvenimenti--si accampava col suo esercito ad Albano,
nel territorio del papa ed in vista di Roma.
@@ -7533,12 +7496,12 @@ Oudinot, e gli Austriaci occupavano Bologna, e gli Spagnuoli sbarcavano
a Porto d'Anzio, il re di Napoli si era avanzato con 16,000 uomini e 72
cannoni.
-Questa campagna cominciò e finì tuttavia senza gloria; mancò poco che il
+Questa campagna cominciò e finì tuttavia senza gloria; mancò poco che il
valore di Garibaldi non annientasse del tutto l'esercito napolitano nei
due scontri di Palestrina e di Velletri, il 9 ed il 19 maggio. Dopo la
-giornata di Velletri, il re si affrettò a ritirarsi nei suoi Stati,
-inseguito dai repubblicani romani che, più arditi e perseveranti dei
-Siciliani, furono costretti a tornare indietro per prepararsi ad una più
+giornata di Velletri, il re si affrettò a ritirarsi nei suoi Stati,
+inseguito dai repubblicani romani che, più arditi e perseveranti dei
+Siciliani, furono costretti a tornare indietro per prepararsi ad una più
seria difesa contro i Francesi.
Con la caduta della Sicilia il 15 maggio e quella di Roma il 3 luglio
@@ -7548,23 +7511,23 @@ come giudizi marziali, processi e misure di reazione.
Per quel che riguarda la Sicilia, non venne mantenuta nessuna delle
promesse fatte da Filangieri ai Palermitani. Il re non volle sentir
-parlare di un principe reale come governatore di Sicilia; ma nominò
-invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli il titolo di duca di
+parlare di un principe reale come governatore di Sicilia; ma nominò
+invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli il titolo di duca di
Taormina in premio delle sue benemerenze militari. Nunziante, il
vincitore in Calabria e Statella, che aveva ricondotto indietro dal Po
-le truppe, rimase agli ordini del vicerè. Tuttavia un Siciliano, don
+le truppe, rimase agli ordini del vicerè. Tuttavia un Siciliano, don
Giovanni Carrisi, venne nominato ministro per gli affari dell'isola, con
-residenza presso il re, e per di più, conforme alla decisione presa il
+residenza presso il re, e per di più, conforme alla decisione presa il
27 settembre 1849, venne creata una Consulta siciliana che tenne la sua
prima seduta il 28 febbraio 1850. Una terribile oppressione pesava ora
sul popolo; non solo vennero ripristinate le antiche tasse, ma ne
vennero imposte anche delle nuove, come una tassa generale di bollo, e
perfino una sulle finestre. Tutti i commerci cadevano in rovina, le
strade erano rese malsicure da numerosi briganti; l'agricoltura mancava
-di braccia, perchè quei che la guerra non aveva uccisi, dovevano fuggire
+di braccia, perchè quei che la guerra non aveva uccisi, dovevano fuggire
o andare in carcere. Gran parte dei capi del movimento si era rifugiata
nelle navi inglesi o francesi; Ruggieri Settimo era riuscito a fuggire a
-Malta, altri a Parigi, a Londra o a Corfù; ma molti furono raggiunti
+Malta, altri a Parigi, a Londra o a Corfù; ma molti furono raggiunti
dalla polizia, che rovistava tutte le case e le campagne e perseguitava
i deputati per costringerli ad emettere una dichiarazione in cui
revocavano la deliberazione con la quale i Borboni erano stati
@@ -7575,29 +7538,29 @@ l'ultima rivoluzione. Dopo che furono violate tutte le promesse,
compresa quella dell'amnistia, la Sicilia divenne una semplice provincia
del Regno di Napoli.
-Anche a Napoli la costituzione finì miseramente; dopo che la Camera fu
-sciolta il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata. La
+Anche a Napoli la costituzione finì miseramente; dopo che la Camera fu
+sciolta il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata. La
costituzione figurava oramai solo nel titolo del giornale ufficiale
_Giornale costituzionale delle Due Sicilie;_ ma il 21 maggio 1850, anche
quella parola _costituzionale_ disparve. Nonostante il solenne
giuramento del 14 febbraio 1848, le cose tornarono allo stato di prima.
-Ci furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria, strascichi rivoluzionari,
-ma la polizia teneva gli occhi aperti e li soffocò.
+Ci furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria, strascichi rivoluzionari,
+ma la polizia teneva gli occhi aperti e li soffocò.
Il governo assoluto riprese silenziosamente il suo sopravvento. Il re
-non dimorò più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX rimase fino al 4
-settembre 1849; giorno in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli
-della permanenza del papa a Gaeta e a Napoli sono state già registrate
+non dimorò più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX rimase fino al 4
+settembre 1849; giorno in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli
+della permanenza del papa a Gaeta e a Napoli sono state già registrate
negli annali ecclesiastici; noi accenneremo solo alla fondazione di un
-istituto che avvenne sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si era venuti
+istituto che avvenne sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si era venuti
nella decisione di fondare un organo universale della Chiesa che
servisse di baluardo contro la stampa democratica e contro ogni tendenza
-sovversiva. E così nel 1850 sorse in Napoli la _Civiltà Cattolica_ sotto
-la direzione del gesuita Curci, che già prima della rivoluzione
+sovversiva. E così nel 1850 sorse in Napoli la _Civiltà Cattolica_ sotto
+la direzione del gesuita Curci, che già prima della rivoluzione
pubblicava la rivista _Scienza e Fede_ e dei gesuiti Bresciani e
Trapello. Questo giornale, che l'anno dopo fu trasportato a Roma, vive
-ancora e combatte con tutte le armi contro la rivoluzione. È redatto con
-abilità e contiene corrispondenze da tutte le parti del mondo e si
+ancora e combatte con tutte le armi contro la rivoluzione. È redatto con
+abilità e contiene corrispondenze da tutte le parti del mondo e si
pubblica il primo ed il terzo sabato di ogni mese, ed ogni fascicolo
contiene svariati argomenti, considerazioni di politica generale, una
cronaca contemporanea degli affari del mondo ed anche romanzi, come
@@ -7611,17 +7574,17 @@ accomodata.
Dopo che Pio IX ebbe battezzato e cresimato alcuni principi e
principesse della Corte napoletana ed ebbe conferito la rosa d'oro alla
-regina, il 4 aprile lasciò Portici per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta
+regina, il 4 aprile lasciò Portici per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta
innalzandone il Duomo a chiesa metropolitana e quindi, accompagnato dal
re e dal duca delle Calabrie, raggiunse il confine a Fondi dove, con
lagrime ed abbracci, prese congedo dai suoi ospiti che l'avevano
-assistito nei giorni tristi. Poi proseguì il suo viaggio ed il 12 aprile
-rientrò in Roma da quella stessa porta S. Giovanni da cui era fuggito
+assistito nei giorni tristi. Poi proseguì il suo viaggio ed il 12 aprile
+rientrò in Roma da quella stessa porta S. Giovanni da cui era fuggito
il 24 novembre 1848.
-Il re tornò a Caserta dove aveva fissato la sua dimora, mentre nella
+Il re tornò a Caserta dove aveva fissato la sua dimora, mentre nella
capitale si svolgevano avvenimenti che riempivano di dolore tutto il
-paese. Perchè ora erano cominciate le persecuzioni in massa contro
+paese. Perchè ora erano cominciate le persecuzioni in massa contro
deputati e liberali, e tutta quella serie di processi colossali che si
prolungarono fino all'anno 1853. Nove ministri dei precedenti Gabinetti
e cinquantaquattro deputati erano in carcere o in esilio; si diceva che
@@ -7629,8 +7592,8 @@ il numero dei carcerati salisse a molte migliaia; secondo alcuni
rapporti autentici, nel 1851 nelle prigioni di Stato vi erano 2024
liberali.
-Tra tutti questi processi ce ne fu uno che sollevò l'indignazione di
-tutta l'Europa, quello contro la setta detta dell'_Unità Italiana_.
+Tra tutti questi processi ce ne fu uno che sollevò l'indignazione di
+tutta l'Europa, quello contro la setta detta dell'_Unità Italiana_.
L'accusa era connessa con un fatto avvenuto a Portici, dove il 16
settembre 1849, davanti al palazzo reale, mentre il papa dava la
benedizione, lo scoppio di un petardo aveva causato un grande
@@ -7638,13 +7601,13 @@ scompiglio. Questa sciocchezza venne considerata come una dimostrazione
da parte di una setta segreta, che si organizzava sotto il titolo
accennato per diffondere le idee di Mazzini e per attentare alla vita
dei principi. Anonime delazioni di agenti di polizia dettero i seguenti
-dettagli: la setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha un gran
+dettagli: la setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha un gran
Consiglio, alla testa del quale si trova il conte Mamiani, un Comitato
generale, e poi Comitati provinciali, distrettuali e comunali,
-corrispondenti ai corpi amministrativi del reame. Esisteva in realtà una
-associazione che aveva per scopo di promuovere l'unità d'Italia, che un
+corrispondenti ai corpi amministrativi del reame. Esisteva in realtà una
+associazione che aveva per scopo di promuovere l'unità d'Italia, che un
tempo era stata appoggiata anche dal governo napoletano; ma gli agenti
-di polizia denunziarono molte personalità spiccate come appartenenti ad
+di polizia denunziarono molte personalità spiccate come appartenenti ad
una setta segreta, che si prefiggeva di sopprimere i sovrani; tra cui
inclusero anche Carlo Poerio, quell'avvocato che nel 1848 era stato
nominato prima direttore della polizia e poi ministro dell'istruzione,
@@ -7652,18 +7615,18 @@ un uomo dalle idee assai temperate e che non aveva preso parte nemmeno
al moto repubblicano del 15 maggio. In quella lista furono compresi
anche Dragonetti ed il duca Caraffa d'Andria; gli accusati furono in
tutto quaranta. La polizia era l'accusatrice, una speciale corte
-criminale, sotto la presidenza di Navarro, istruì il processo e giudicò.
-Il dibattimento cominciò il 1^o giugno 1850, e la sentenza fu emanata il
+criminale, sotto la presidenza di Navarro, istruì il processo e giudicò.
+Il dibattimento cominciò il 1^o giugno 1850, e la sentenza fu emanata il
5 dicembre: furono assolte solo quattro persone; tre, Francittano,
Settembrini ed Agresti furono condannati a morte, tutti gli altri alle
galere. I tre condannati a morte solo poche ore prima della esecuzione
-ebbero commutata la pena nelle galere. E' vero sì che il governo
+ebbero commutata la pena nelle galere. E' vero sì che il governo
napoletano non mandava mai a morte i rei politici, ma bisogna anche dire
che le prigioni napoletane erano assai peggiori di una morte rapida.
Quei disgraziati, fra i quali Poerio che era stato condannato a 24 anni,
legati coi ferri a due a due come volgari delinquenti, furono condotti
al porto e trasportati su di una nave al carcere di Nisida. Da tutto il
-mondo si sollevò un grido d'indignazione per la barbarie con cui
+mondo si sollevò un grido d'indignazione per la barbarie con cui
venivano trattati quei disgraziati. Il _Risorgimento_ di Torino
descrisse con grande esattezza di particolari le orribili prigioni
sotterranee di Nisida, Ventotene e Tremiti, dove i condannati politici,
@@ -7671,20 +7634,20 @@ uomini di grande mente e cultura, un tempo ministri, duchi e conti,
furono rinchiusi in locali infetti e confusi con i malfattori comuni. Le
note lettere di Gladstone a lord Aberdeen che confermavano le notizie
del _Risorgimento_, sollevarono una vera tempesta. Il governo napoletano
-tentò, è vero, di giustificare con pubbliche dichiarazioni, ma anche se
+tentò, è vero, di giustificare con pubbliche dichiarazioni, ma anche se
si tiene conto dell'esagerazione di quei rapporti, rimane pur sempre che
la sorte di quei condannati politici era terribile. Legati due a due ad
una catena lunga sei piedi, oltre le sofferenze fisiche, essi
-sopportavano entro quelle mura fetide, una ancor più insopportabile
-pena morale. Un giorno il mondo avrà da questa o quella vittima della
+sopportavano entro quelle mura fetide, una ancor più insopportabile
+pena morale. Un giorno il mondo avrà da questa o quella vittima della
rivoluzione napoletana del 1848 un libro di memorie dal carcere, che non
rimarranno indietro per l'orrore che desteranno a quelle che Silvio
Pellico scrisse sullo Spielberg.
Ed intanto i processi continuavano. Quelli che si facevano in provincia,
-più numerosi in Calabria che altrove, passavano inosservati agli occhi
+più numerosi in Calabria che altrove, passavano inosservati agli occhi
del mondo; solo quelli che avevano luogo a Napoli, facevano parlare di
-sè, come quello di cui abbiamo già parlato e l'altro contro la _Setta
+sè, come quello di cui abbiamo già parlato e l'altro contro la _Setta
carbonara militare_. Ai condannati alle galere bisogna poi aggiungere
altre migliaia di cittadini che, o venivano posti sotto la diretta
sorveglianza della polizia, o venivano strappati dalle loro famiglie e
@@ -7692,29 +7655,29 @@ esiliati in qualche isola lontanissima. Bastava per provocare queste
misure, qualche parola sospetta o poco cauta, e perfino portare un
cappello alla calabrese, o la barba a pizzo. Nel 1852 per le strade di
Napoli venivano fermati perfino gli stranieri e si imponeva loro di
-farsi radere la barba se la portavano _à la Napoléon_.
+farsi radere la barba se la portavano _à la Napoléon_.
Nuovo motivo di paura per il governo napoletano furono, nel 1852, il
_giuseppinismo_ e il _murattismo_. Dopo il successo del colpo di Stato a
-Parigi, e dopo la proclamazione dell'impero, che Napoli si affrettò a
+Parigi, e dopo la proclamazione dell'impero, che Napoli si affrettò a
riconoscere prima delle altre Potenze, ogni manifestazione in questo
-senso creava nuovi timori. La situazione del Regno di Napoli è in vero
+senso creava nuovi timori. La situazione del Regno di Napoli è in vero
terribile; esso si trova in continue apprensioni di sbarchi di
mazziniani, di pretese murattiane e di permanenti agitazioni in Calabria
-ed in Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a Messina, a Palermo, a
-Girgenti sorgono società segrete, si tentano sollevazioni, e non è
+ed in Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a Messina, a Palermo, a
+Girgenti sorgono società segrete, si tentano sollevazioni, e non è
nemmeno il caso di pensare ad una pacificazione degli animi. Nel
-febbraio 1852 il governo tentò di calmare almeno Messina con la
+febbraio 1852 il governo tentò di calmare almeno Messina con la
concessione di un porto franco; il re stesso facendo un viaggio in
Sicilia, promise l'apertura di nuove strade, poi concesse un'amnistia
per la quale furono liberate duecento persone e si cominciava di nuovo a
vociferare che egli avesse in animo di concedere di nuovo la
-costituzione. Ma l'odio dei Siciliani è implacabile ed i partiti
-radicali di tutto il Reame sono indomabili. La situazione di Napoli è
+costituzione. Ma l'odio dei Siciliani è implacabile ed i partiti
+radicali di tutto il Reame sono indomabili. La situazione di Napoli è
oggi la stessa se non peggiore di quella dopo il 1837. Il governo
-trascurando di soddisfare i bisogni di quella città ed accendendo sempre
-più le passioni politiche con la violenza della reazione, va incontro ad
-una nuova e più terribile rivoluzione che non può tardare.
+trascurando di soddisfare i bisogni di quella città ed accendendo sempre
+più le passioni politiche con la violenza della reazione, va incontro ad
+una nuova e più terribile rivoluzione che non può tardare.
NOTE:
@@ -7723,37 +7686,37 @@ NOTE:
dell'Indipendenza italiana languirono e morirono, fu liberato da quella
cinta ibrida di vecchie e sporche casupole, e il meraviglioso arco di
Ferdinando d'Aragona, intieramente restaurato, fu restituito
-all'ammirazione del pubblico. Oggi il maschio angioino è interamente
-isolato, mercè l'opera sapiente dell'architetto Adolfo Avena.
+all'ammirazione del pubblico. Oggi il maschio angioino è interamente
+isolato, mercè l'opera sapiente dell'architetto Adolfo Avena.
_(N. d. T.)_.
-[2] La Fontana Medina mutò di posto cinque volte, e non già tre come
-affermò il Gregorovius. L'Auria la situò nell'Arsenale, da dove, essendo
+[2] La Fontana Medina mutò di posto cinque volte, e non già tre come
+affermò il Gregorovius. L'Auria la situò nell'Arsenale, da dove, essendo
rimasta priva d'acqua, il duca d'Alba la fece trasferire nella piazza
-del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza di S. Lucia presso
-Castel dell'Uovo. Nel 1659 l'architetto Cosimo Fansaga trasportò ed ornò
+del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza di S. Lucia presso
+Castel dell'Uovo. Nel 1659 l'architetto Cosimo Fansaga trasportò ed ornò
la storica fontana presso la chiesa di S. Gioacchino; nel 1664 fu
innalzata in Piazza Medina, e di qui, in questi ultimi anni, per i
lavori del risanamento edilizio di Napoli, nella nuova piazza della
Borsa. _(N. d. T.)_.
-[3] Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata, come è noto, nel
+[3] Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata, come è noto, nel
1906. Ne rimase quasi distrutto il territorio di Ottaiano e
Boscotrecase. _(N. d. T)_.
[4] Giova ricordare che Gregorovius scriveva queste righe nel 1854. Da
allora molti e pregevoli studi sono stati fatti sulla storia dell'Italia
meridionale, e gli archivi di Napoli non sono dopo la rivoluzione che
-concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili. _(N. d. T.)._
+concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili. _(N. d. T.)._
[5] Giova ricordare che Ferdinando Gregorovius scriveva queste note
prima della rivoluzione siciliana del 1855.
[6] Von Alexander Humboldt, celebre naturalista, geografo, archeologo,
-statista, etnologo, nacque a Berlino nel 1769, morì nel 1859.
+statista, etnologo, nacque a Berlino nel 1769, morì nel 1859.
[7] Von Hallermund Platen, nobile poeta tedesco, nacque ad Ansbach nel
-1796, morì a Siracusa nel 1835. _(N. d. T.)._
+1796, morì a Siracusa nel 1835. _(N. d. T.)._
@@ -7763,21 +7726,21 @@ statista, etnologo, nacque a Berlino nel 1769, morì nel 1859.
Napoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1
-L'isola di Capri . . . . . . . . . . . . . » 97
+L'isola di Capri . . . . . . . . . . . . . » 97
-Palermo . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 183
+Palermo . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 183
-Siracusa . . . . . . . . . . . . . . . . . » 265
+Siracusa . . . . . . . . . . . . . . . . . » 265
- _Ortigia_ . . . . . . . . . . . . . . » 270
+ _Ortigia_ . . . . . . . . . . . . . . » 270
- _Achradina_ . . . . . . . . . . . . . » 276
+ _Achradina_ . . . . . . . . . . . . . » 276
- _Neapoli_ . . . . . . . . . . . . . . » 291
+ _Neapoli_ . . . . . . . . . . . . . . » 291
- _L'Anapo e l'Olimpo_ . . . . . . . . .» 305
+ _L'Anapo e l'Olimpo_ . . . . . . . . .» 305
-Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852) . . . . » 311
+Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852) . . . . » 311
@@ -7792,23 +7755,23 @@ normalizzate in (N. d. T.).
Grafie alternative mantenute:
- desideri/desiderî
- promontori/promontorî
- vari/varî
+ desideri/desiderî
+ promontori/promontorî
+ vari/varî
Altre correzioni:
pag. 70 cartelloni giganteschi, dipinti bizzarramente [bizzaramente]
- pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita
+ pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita
pag. 86 fra Amalfi e [a] Salerno
pag. 90 una verde [verda] valletta
pag. 156 in cima [cime] ad ogni vetta
- pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì]
+ pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì]
pag. 201 con la mole [mola] gigantesca
- pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà]
+ pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà]
pag. 258 esattamente con la notizia pubblicata [publicata]
- pag. 278 si trovava in quella [quelle] località
+ pag. 278 si trovava in quella [quelle] località
pag. 326 pubblicamente [publicamente] nell'indirizzo
pag. 384 aggiunto il riferimento al paragrafo IV del Capitolo "Siracusa"
@@ -7819,362 +7782,4 @@ Altre correzioni:
End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by
Ferdinando Gregorovius
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOL. 4 ***
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-and the Foundation information page at www.gutenberg.org
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-Foundation
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-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
-state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
-Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
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-Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***
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index 7d8aa5f..0000000
--- a/41088-8.zip
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deleted file mode 100644
index d67a4e1..0000000
--- a/41088-h.zip
+++ /dev/null
Binary files differ
diff --git a/41088-h/41088-h.htm b/41088-h/41088-h.htm
index 01056d1..7b90679 100644
--- a/41088-h/41088-h.htm
+++ b/41088-h/41088-h.htm
@@ -4,7 +4,7 @@
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The Project Gutenberg eBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by Ferdinando Gregorovius
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<body>
-
-
-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by
-Ferdinando Gregorovius
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
-almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
-re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
-with this eBook or online at www.gutenberg.org
-
-
-Title: Passeggiate per l'Italia, vol. 4
-
-Author: Ferdinando Gregorovius
-
-Translator: Mario Corsi
-
-Release Date: October 17, 2012 [EBook #41088]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOL. 4 ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Leonardo Palladino and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
-(This file was produced from images generously made
-available by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-
-
+<div>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***</div>
<p class="title">FERDINANDO GREGOROVIUS</p>
@@ -198,48 +154,48 @@ ROMA<br />
<p class="center">I.</p>
<p>Roma, da dopo la rivoluzione del 1848,
-appare ancor più silenziosa che nel passato;
-tutta la vivacità del popolo è scomparsa
+appare ancor più silenziosa che nel passato;
+tutta la vivacità del popolo è scomparsa
e le classi agiate si tengono paurosamente
nascoste, guardandosi bene di far
-parlare di sè; e le classi infime sono ancora
-più misere e più oppresse di prima.
+parlare di sè; e le classi infime sono ancora
+più misere e più oppresse di prima.
Le feste popolari sono scomparse, o quasi;
-il carnevale è in piena decadenza; e persino
-le feste di ottobre, un tempo sì allegre
+il carnevale è in piena decadenza; e persino
+le feste di ottobre, un tempo sì allegre
fuori delle porte, fra i bicchieri di
vino dei Castelli e il saltarello, sono presso
-che dimenticate. Roma è oggi una grande
-rovina della civiltà: non vi si vedono che
+che dimenticate. Roma è oggi una grande
+rovina della civiltà: non vi si vedono che
processioni di preti e di frati, non vi si
sente che suono di campane o musica chiesastica,
e tutta la vita sembra essersi rifugiata
<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[Pg 4]</a></span>fra i curiali, fra i cardinali, fra i
-monaci, fra i preti. Il popolo non è che un
+monaci, fra i preti. Il popolo non è che un
semplice spettatore che non lavora, che non
commercia e si contenta soltanto di contemplare,
e contempla le rovine antiche, le
gallerie del Vaticano, le funzioni in S. Pietro
o nella Cappella Sistina, dove il Papa
e i cardinali stanno disposti in gruppi, sempre
-nello stesso ordine, sì da parere un
+nello stesso ordine, sì da parere un
gran quadro. Persino nel Corso, per cui
il Romano passeggia gravemente nel pomeriggio
ed alla sera, la gente vi si reca
non per muoversi, ma per ammirare le belle
-signore che corrono in su e in giù in carrozza.</p>
+signore che corrono in su e in giù in carrozza.</p>
-<p>Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove
+<p>Ben diverso è l'aspetto di Napoli, dove
il vivace, febbrile e continuo chiassoso movimento
di tutto quel popolo, ha del fantastico.
-Si direbbe una città in rivoluzione,
-perchè tutti si muovono, tutti si agitano,
+Si direbbe una città in rivoluzione,
+perchè tutti si muovono, tutti si agitano,
tutti gridano e schiamazzano. Nel porto,
sulle rive del mare, nei mercati, in via Toledo,
persino a Capodimonte, al Vomero,
a Posillipo, lo stesso movimento, lo stesso
chiasso. A Napoli non si riesce a far nulla,
-e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque
+e il nostro occhio nulla può fissare: ovunque
bisogna guardarsi senza posa contro
gli urti e gli spintoni. La stessa viva luce
del mare e delle rive mantiene in continua
@@ -253,15 +209,15 @@ dei Benedettini senza l'uguale per
magnificenza architettonica e per posizione,
il quale domina Napoli dal Vomero, con
la vista insuperabile dell'ampio golfo, delle
-sue isole e dell'immensa città, distendentesi
+sue isole e dell'immensa città, distendentesi
da Posillipo sino alle falde del Vesuvio.
Ebbene, anche a quell'altezza arriva confuso
-il rumore della città e pare quasi che
+il rumore della città e pare quasi che
la popolazione in basso sia impegnata in
una lotta terribile, sia in piena rivoluzione.
-Chi volesse ricercare perchè tutta quella
+Chi volesse ricercare perchè tutta quella
gente grida, che cosa offrano tutte quelle
-voci, troverebbe che tutto ciò è per il popolo
+voci, troverebbe che tutto ciò è per il popolo
napoletano un piacere, un godimento.
Mi diceva un frate benedettino di distinguere
fra tutta quella confusione la voce
@@ -273,51 +229,51 @@ dell'uomo produce, ha il suo grido
particolare: i pesci, le frutta, i pulcinella,
le statue dei santi in legno. L'unica cosa
che non si offre ad alta voce sono le belle
-ragazze; ma v'è pure il ruffiano pallido,
+ragazze; ma v'è pure il ruffiano pallido,
che come serpe striscia per via Toledo e
va susurrando a mezza voce, al passante:
-«Una ragazza fresca, bella, bellissima, di
-tredici anni...».<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[Pg 6]</a></span></p>
+«Una ragazza fresca, bella, bellissima, di
+tredici anni...».<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[Pg 6]</a></span></p>
<p>Rimasi a lungo sulla terrazza di S. Martino
appoggiato al parapetto ad ascoltare
le voci che salivano da Napoli. Se
questo popolo, pensavo, fa tanto chiasso
-nella sua vita comune, quanto ne farà quando
-è agitato da passioni, durante le lotte, quando
+nella sua vita comune, quanto ne farà quando
+è agitato da passioni, durante le lotte, quando
vuole il saccheggio, come fecero il 15 maggio
1848 i lazzaroni a migliaia dietro la
carrozza di re Ferdinando!</p>
-<p>Il frastuono napoletano ha però di solito
-un carattere pacifico: è allegro ed in
-fondo è ordinato nel suo apparente disordine.
+<p>Il frastuono napoletano ha però di solito
+un carattere pacifico: è allegro ed in
+fondo è ordinato nel suo apparente disordine.
Tutta quella gente, che brulica come
formiche, si muove in certe direzioni fisse,
con uno scopo determinato. In questo popolo
la vita circola come il sangue nel
corpo umano, e quelle sue pulsazioni febbrili
-in apparenza, sono in realtà regolari
+in apparenza, sono in realtà regolari
e normali.</p>
<p>La rivoluzione e le sconfitte morali di
questi ultimi anni non hanno lasciato tracce
-profonde nella città partenopea. La vita
+profonde nella città partenopea. La vita
ha ripreso il suo corso, come nulla fosse
accaduto, e non ci si accorgerebbe nemmeno
di quello che accadde, se le persone prudenti
non ci avvertissero di parlare con
molta cautela, di guardarci dalle spie, ovunque
-sparse, e se qua e là, in specie a Medina
+sparse, e se qua e là, in specie a Medina
e a Monte Oliveto, non si vedessero
case e palazzi ancora danneggiati
dalle artiglierie di Castel Nuovo. Ora, ai<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[Pg 7]</a></span>
-forestieri è concesso di portare il cappello
+forestieri è concesso di portare il cappello
alla calabrese ed il pizzo al mento, avendo
l'ambasciatore francese chiesta ed ottenuta
soddisfazione per lo sfregio fatto ad un
suo connazionale arrestato per istrada e
-senz'altra formalità trascinato in una bottega
+senz'altra formalità trascinato in una bottega
di barbiere, dove, per ragioni di Stato,
gli si erano rase le basette ed il pizzo. Mi
ha narrato un prigioniero di Stato a Pozzuoli
@@ -336,7 +292,7 @@ o frutti di mare; in terra si canta
e si suona; tutti i teatri sono aperti; oggi,
come prima, il sangue di S. Gennaro bolle
e si discioglie; nessuna bomba ha ucciso
-pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri
+pulcinella; la Villa Reale è piena di forestieri
che lasciano cospicue mancie. Questo
popolo vive alla giornata: non ha passioni
politiche, non ama le cose gravi, le
@@ -346,7 +302,7 @@ Napoli ha sempre avuto per padroni gli
stranieri: i Bizantini prima, poi i Normanni,<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[Pg 8]</a></span>
gli Svevi, gli Angioini, gli Spagnuoli, i
Borboni e Gioacchino Murat. Un popolo,
-che è privo di carattere, che non ha sentimento
+che è privo di carattere, che non ha sentimento
nazionale, si piega a qualunque
signoria. Fa senso vedere ancora oggi in
corso le monete coll'effigie di Murat, accanto
@@ -356,12 +312,12 @@ questo popolo e non se ne adontano, mancano
di perspicacia e di prudenza.</p>
<p>Tornavo una sera a Napoli da Portici,
-e per istrada salì nella carrozza in cui mi
+e per istrada salì nella carrozza in cui mi
trovavo un medico, ancor giovane, spiritoso
-e gentile. Egli scandagliò da prima
-il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente
+e gentile. Egli scandagliò da prima
+il mio modo di pensare, quindi parlò liberamente
sulle condizioni presenti di Napoli.
-Le sue osservazioni erano così serene che
+Le sue osservazioni erano così serene che
io rimasi stupito che egli si arrischiasse
a farle ad uno sconosciuto. Gl'Italiani parlano
volentieri di politica con i forestieri e
@@ -369,32 +325,32 @@ con essi non fanno misteri del loro modo di
pensare. Quel medico era stato perseguitato
per aver avuto in tempo passato relazioni
con Poerio. Lo interruppi nel suo
-discorso per additargli una grande quantità
+discorso per additargli una grande quantità
di lumi che si erano accesi alla Marinella,
certo per una festa.</p>
-<p>Come è stupenda questa vista&mdash;dissi&mdash;con
+<p>Come è stupenda questa vista&mdash;dissi&mdash;con
tutti quei lumi che fan corona al
porto!</p>
-<p>E' vero&mdash;rispose quegli&mdash;è proprio<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[Pg 9]</a></span>
-stupendo. Così è il nostro popolo! È lieto
-ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo,
-una illuminazione. Come potrà mai
+<p>E' vero&mdash;rispose quegli&mdash;è proprio<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[Pg 9]</a></span>
+stupendo. Così è il nostro popolo! È lieto
+ogni qual volta c'è una festa, uno spettacolo,
+una illuminazione. Come potrà mai
questa folla ignorante nutrire idee serie?</p>
<p>I Napoletani sono irritati, ma ridono. Non
-vi è in tutto il mondo un paese in cui il
-dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè
-è impossibile distruggere i tesori di
+vi è in tutto il mondo un paese in cui il
+dispotismo sia usato con tanta facilità, poichè
+è impossibile distruggere i tesori di
questa splendida natura, ridurre sterile questo
fertile suolo. Sotto questo cielo ognuno
-può sempre liberamente muoversi, tutti
+può sempre liberamente muoversi, tutti
quanti i sensi provano la loro soddisfazione.
-La natura eguaglia tutto: non vi è luogo
-più democratico di Napoli. Chi potrebbe
+La natura eguaglia tutto: non vi è luogo
+più democratico di Napoli. Chi potrebbe
mai annullare questa <i>magna charta</i> della
-libertà?</p>
+libertà?</p>
<p>Io ho trovato sempre straordinariamente
caratteristico questo spettacolo. Nelle ore
@@ -414,20 +370,20 @@ la polizia caccerebbe via tutti quei<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="
dormienti dal portico di una chiesa dinanzi
al palazzo reale. Qui, invece, dormono a
loro bell'agio, e le sentinelle che passeggiano
-distratte in su e in giù presso le
+distratte in su e in giù presso le
statue equestri di Carlo III e di Ferdinando
-I, li guardano come la cosa più naturale
+I, li guardano come la cosa più naturale
del mondo.</p>
<p>Questa Piazza Reale, vicinissima al mare,
-di cui però non si gode la vista, mirabilmente
+di cui però non si gode la vista, mirabilmente
selciata, tanto che potrebbe servire
benissimo da sala da ballo, circondata di
-eleganti edifici, è uno dei punti più eleganti
-della città. Vi risiedono il Re, la
+eleganti edifici, è uno dei punti più eleganti
+della città. Vi risiedono il Re, la
Corte e le principali amministrazioni; si
potrebbe chiamare questa piazza, non il
-cuore di Napoli, chè questo titolo spetta
+cuore di Napoli, chè questo titolo spetta
al porto, ma il cervello. La piazza non ha
carattere storico e mostra piuttosto un
inespressivo aspetto moderno, sia nel palazzo
@@ -441,12 +397,12 @@ proprio, inespressiva come tutte le copie
senz'anima. Anche le statue equestri
di bronzo di Carlo III, fondatore della dinastia,
e di Ferdinando I, opere pregevoli
-del Canova e di Antonio Calì, con la loro
+del Canova e di Antonio Calì, con la loro
tinta allegra e chiara, svelte e liscie, non<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[Pg 11]</a></span>
hanno niente di storicamente monumentale:
si direbbero piuttosto decorazioni
transitorie. Tutto qui ha del resto, lo
-stesso carattere di modernità e di gaiezza.
+stesso carattere di modernità e di gaiezza.
Il palazzo reale potrebbe benissimo
trasportarsi, senza che il suo stile vi si
opponesse, in mezzo ad un grandioso giardino,
@@ -454,7 +410,7 @@ o ad un parco, e sarebbe allora una
villa principesca come quella di Caserta e
di Capodimonte, alle quali moltissimo assomiglia.
Il famoso teatro di S. Carlo, il
-più vasto fra i teatri, è attaccato al palazzo,
+più vasto fra i teatri, è attaccato al palazzo,
di cui anzi forma un'ala. Le muse della
musica e del ballo dimorano dunque sotto
lo stesso tetto del capo dello Stato, e in
@@ -465,10 +421,10 @@ di tela grigia, che armonizza perfettamente
con l'architettura fredda ed inespressiva del
palazzo.</p>
-<p>Re Ferdinando è tuttora imbronciato con
-Napoli. Il suo palazzo è deserto, la Corte
+<p>Re Ferdinando è tuttora imbronciato con
+Napoli. Il suo palazzo è deserto, la Corte
trovandosi nella deliziosa isola d'Ischia. Un
-giorno però il Re è venuto in città per assistere
+giorno però il Re è venuto in città per assistere
alla festa della Madonna del Mercato,
che gode tanta fama quanto quella
di Piedigrotta. Io ho avuto occasione di vedere
@@ -480,7 +436,7 @@ bella mostra nel Largo di Castello, mentre
il palazzo reale, che avevo visto sempre
muto e silenzioso, riacquistava anima e
vita. Non un sol grido di <i>Viva il Re!</i> si
-levò da quella folla, che si accontentò di
+levò da quella folla, che si accontentò di
scoprirsi la testa, come fa quando suonano
le campane dell'<i>Ave Maria</i>.</p>
@@ -492,13 +448,13 @@ soldati francesi, ho provato un vero godimento
nel trovarmi di nuovo dinanzi a
truppa italiana. I Napoletani sono bei soldati,
ben vestiti, abbastanza istruiti, ma,
-si capisce facilmente, in essi di militare è
+si capisce facilmente, in essi di militare è
soltanto l'apparenza.</p>
<p>A Roma, per le vie, s'incontrano spesso
corporazioni che vanno in lunghe file, a
due a due, portando un po' di vita nei quartieri
-silenziosi e deserti, e dànno insieme
+silenziosi e deserti, e dànno insieme
un'idea della vita del paese, governato e
disciplinato esclusivamente da preti: sono
lunghe file di monache, di frati, di ragazzi
@@ -508,26 +464,26 @@ in nero, in turchino, in bianco; sono confraternite
della Morte con i cappucci neri,
od altre dal cappuccio verde, bianco, violetto,
e sono anche file di soldati. A Napoli<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[Pg 13]</a></span>
-tutte queste comparse, più o meno clericali,
+tutte queste comparse, più o meno clericali,
non vi sono, o si perdono fra le
-masse del popolo; si distinguono però i militari
-e più ancora i galeotti che camminano
+masse del popolo; si distinguono però i militari
+e più ancora i galeotti che camminano
scortati dalla truppa, incatenati a due a due,
e vestiti di vario colore, a seconda della
categoria a cui appartengono per i delitti
-commessi. Se ne incontrano in città e fuori,
+commessi. Se ne incontrano in città e fuori,
a Portici e a Torre del Greco, e la vista di
quei disgraziati, in mezzo a quella natura
-così raggiante, che dà gaiezza al cuore e
+così raggiante, che dà gaiezza al cuore e
all'anima, che invita al piacere, produce
un'impressione infinitamente dolorosa. A
-Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni
+Napoli però non vi è nessuna di quelle corporazioni
che attraggono tanto l'attenzione
in Roma, e i monaci stessi, numerosissimi
-ovunque la vita è facile ed agevole la vegetazione
+ovunque la vita è facile ed agevole la vegetazione
alle piante parassite, si confondono
nella folla, dando a questa un nuovo contributo
-di varietà.</p>
+di varietà.</p>
<p>Tanto nella festa della Madonna del Mercato,
quanto in altre occasioni, il popolo
@@ -536,11 +492,11 @@ I Napoletani non vanno ad una festa per
assistere alle funzioni religiose, per ammirare
le fonti del culto, ma per stare all'aria
aperta, per godere le bellezze naturali, cui
-la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho
+la folla variopinta dà un nuovo risalto. Ho
visto migliaia e migliaia di Napoletani alla
festa per il centenario della Madonna di Posillipo.
Non avevo mai assistito ad uno spettacolo<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[Pg 14]</a></span>
-così teatrale: la folla variopinta ingombrava
+così teatrale: la folla variopinta ingombrava
la splendida riviera di Chiaia, la
Villa Reale, tutta la strada sino a Posillipo:
ovunque bandiere, festoni, fiori; il golfo
@@ -550,7 +506,7 @@ posa fuoco dalle loro artiglierie; il rumore
ed il chiasso erano indescrivibili; la processione
non aveva niente di dignitoso, di
solenne, d'imponente, per chi arrivava da
-Roma. A Roma, anche le processioni più
+Roma. A Roma, anche le processioni più
meschine presentano un carattere artistico,
il che mostra avere le arti esercitato la loro
benefica influenza persino sulle minime cose
@@ -566,13 +522,13 @@ plastica ha pochi aderenti, pochi cultori;
quivi ha fatto sentire la sua influenza la
sola pittura, quella allegra e brillante degli
affreschi di Pompei, dei quali si vedono imitazioni
-ad ogni passo le quali quanto più
-sono fantastiche tanto più piacciono.</p>
+ad ogni passo le quali quanto più
+sono fantastiche tanto più piacciono.</p>
<p>Non potrei descrivere quali brutte immagini
di santi io abbia visto portare in
processione a Napoli; prodotti di un'arte<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[Pg 15]</a></span>
-senza principî, senza gusto e di una fantasia
+senza principî, senza gusto e di una fantasia
bizzarra che, in quanto a stranezza,
ha poco da invidiare all'arte indiana. Per
formarsi un'idea di quanto sia disposto
@@ -580,7 +536,7 @@ questo popolo ad essere tollerante in materia
d'arte, basta osservare bene quelle
barocche statue di santi per le strade e
quei Cristi in legno di orribile fattura, sorgenti
-qua e là nelle piazze.</p>
+qua e là nelle piazze.</p>
<p>E' necessario entrare a Napoli in una di
quelle botteghe dove si vendono statue di
@@ -595,7 +551,7 @@ a lavorare assiduamente in una stanza
aperta. Gettai lo sguardo in quell'ambiente
lungo e profondo, che si andava oscurando
verso la fine, e vidi disposti lungo le pareti
-due file di santi già ultimati e in mezzo
+due file di santi già ultimati e in mezzo
una S. Agnese, col suo agnellino, vestita
di bianco, con le gote colorite in rosso da
fare invidia a due ciliege. Sulla porta d'ingresso
@@ -605,18 +561,18 @@ in legno, con pagliuzze d'oro. Vi
saranno state nella bottega per lo meno
cento statue di santi, di tutte le dimensioni,<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[Pg 16]</a></span>
dall'altezza di un fantoccio alla grandezza
-naturale, tutte dipinte coi colori più
-vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e d'argento,
+naturale, tutte dipinte coi colori più
+vivaci e più dissonanti, fregiate d'oro e d'argento,
in tutte le posizioni, in tutte le attitudini.
Impossibile descrivere la penosa
impressione prodotta dall'accozzo di tutti
quei colori, dalla stranezza di quelle attitudini,
-dalla quantità di amuleti, di simboli
+dalla quantità di amuleti, di simboli
superstiziosi, di cui sono ricoperte
quelle immagini.</p>
<p>Si direbbe che questi scultori, se pure
-meritano un tal nome, fabbrichino divinità
+meritano un tal nome, fabbrichino divinità
per il popolo, come le crearono Esiodo
ed Omero.</p>
@@ -636,29 +592,29 @@ fantocci.</p>
<p class="center">II.</p>
-<p>Una breve dimora in Napoli è sufficiente
+<p>Una breve dimora in Napoli è sufficiente
per dimostrare che non tutta la vita si
-concentra nella città, bensì si riversa grandemente<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[Pg 17]</a></span>
-nei dintorni. La città in sè è tutt'altro
+concentra nella città, bensì si riversa grandemente<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[Pg 17]</a></span>
+nei dintorni. La città in sè è tutt'altro
che piacevole; quell'enorme frastuono,
quelle case altissime ed architettonicamente
barocche, quel sudicio ovunque,
quel gridare incessante ed assordante, finiscono
con lo stancare. A Napoli si dimora
-soltanto perchè ha dintorni di bellezza meravigliosa
-e perchè da questo centro si può
+soltanto perchè ha dintorni di bellezza meravigliosa
+e perchè da questo centro si può
andare in breve tempo a Pompei, ad Ischia,
a Sorrento, a Portici, a Pozzuoli, a Baia,
al Vesuvio, a Capri.</p>
<p>La gente va continuamente fuori della
-città per tre direzioni, che formano propriamente
-la topografia della città: per la
+città per tre direzioni, che formano propriamente
+la topografia della città: per la
via Toledo, la massima arteria di Napoli,
che porta alla bella collina di Capo di Monte,
ai colli circostanti cosparsi di ville, ed al
romitaggio delizioso di Camaldoli; e per
-le due vie che partono insieme dall'estremità
+le due vie che partono insieme dall'estremità
di via Toledo e vanno lungo il mare,
una attorno il porto, sino a Marinella,
a Portici, a Pompei, e al Vesuvio; l'altra
@@ -671,26 +627,26 @@ sera. Vi si vedono lunghe file di carrozze,
di carretti, e di carri a due ruote tirati
da muli; vi si vedono tutto il lusso, tutte
le industrie, tutto quello che occorre nella<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[Pg 18]</a></span>
-vita. I magazzini e le botteghe più eleganti
+vita. I magazzini e le botteghe più eleganti
sono in Toledo; nelle altre due vie
si trovano specialmente gli oggetti di prima
-necessità; il quartiere più elegante di Napoli
-è però costituito dalla via Toledo, sino
+necessità; il quartiere più elegante di Napoli
+è però costituito dalla via Toledo, sino
lungo Chiaia e verso la grotta di Posillipo.
-Chiaia è una strada meravigliosa; i
-suoi palazzi moderni sono occupati dai più
+Chiaia è una strada meravigliosa; i
+suoi palazzi moderni sono occupati dai più
ricchi cittadini, dai rappresentanti delle potenze
straniere e dai principali alberghi.
Di fronte sorge la Villa Reale, i cui giardini
non sono aperti che alle persone decentemente
vestite; soltanto alle classi superiori
-ne è permesso l'accesso; il popolo ne
-è escluso. Sulla spiaggia non vi sono che
-pochi pescatori; i bagni colà costruiti non
+ne è permesso l'accesso; il popolo ne
+è escluso. Sulla spiaggia non vi sono che
+pochi pescatori; i bagni colà costruiti non
sono alla portata delle borse moderne. Le
-botteghe di oggetti di prima necessità, i
+botteghe di oggetti di prima necessità, i
modesti mercati di pesce, di legumi, e le
-taverne ricominciano là dove la via si divide
+taverne ricominciano là dove la via si divide
e mena alla grotta di Posillipo e a
Margellina.</p>
@@ -700,17 +656,17 @@ appena, oltrepassato il Castello, si giunge
a S. Lucia. Qui pullula tutta la vita popolare,
non interrotta per breve spazio
che dal palazzo reale e dal castello, per
-raggiungere la massima intensità al molo,
+raggiungere la massima intensità al molo,
al porto, a Marinella ed al mercato; al
-di là, nei sobborghi fino a Portici, diminuisce.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[Pg 19]</a></span>
+di là, nei sobborghi fino a Portici, diminuisce.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[Pg 19]</a></span>
S. Lucia, il luogo di carattere
-più svariato e dove sono le locande di secondo
-ordine, è la linea di confine fra la parte
+più svariato e dove sono le locande di secondo
+ordine, è la linea di confine fra la parte
aristocratica di Napoli e quella popolare.
-Il porto è il punto del maggior movimento
+Il porto è il punto del maggior movimento
popolare e del commercio; ivi si lavora,
-si traffica senza posa, e ivi è tutto quello
-che è necessario alla vita del popolo. V'è
+si traffica senza posa, e ivi è tutto quello
+che è necessario alla vita del popolo. V'è
un movimento continuo; le calate sono
sempre ingombre di carbone e di altri materiali;
vi si affollano continuamente pescatori,
@@ -719,15 +675,15 @@ Gli abitanti delle campagne, i popolani
vengono qui ad acquistare gli abiti
e le scarpe, che empiono case da cima a
fondo. Qui si vendono tutte le masserizie
-casalinghe, qui sono caffè, liquorerie, spacci
+casalinghe, qui sono caffè, liquorerie, spacci
di tabacco, unicamente frequentati dal popolo,
fruttaioli i quali tengono gli aranci
-e le angurie già tagliate a fette che essi
+e le angurie già tagliate a fette che essi
vendono per un tornese e che vengono
mangiate dai compratori in piedi. Qui si
vedono vere montagne di fichi d'India, di
-cui la gente più misera si nutre; questo
-è il luogo di riunione, si potrebbe dire la
+cui la gente più misera si nutre; questo
+è il luogo di riunione, si potrebbe dire la
sala di conversazione del popolo. Nel pomeriggio,
agli angoli di certe vie, si vedono
lettori pubblici di storie cavalleresche
@@ -745,38 +701,38 @@ mare a poco prezzo.</p>
porto, sono un nulla in confronto a quanto si
vede nei due maggiori mercati, vicini a
Marinella: il Porto Nuovo e il Mercato. Il
-Porto Nuovo è sempre ingombro da una
+Porto Nuovo è sempre ingombro da una
folla immensa; si direbbe che l'intera Campania
abbia mandato le sue frutta e il golfo
tutti i suoi pesci su questa piazza. Il popolo
vi si reca per comprare, per mangiare; lo si
potrebbe dunque definire come il ventricolo
-di Napoli. È veramente interessante
+di Napoli. È veramente interessante
osservare tutta quella folla, tutto quel frastuono,
-ed uno lo può fare a suo bell'agio,
+ed uno lo può fare a suo bell'agio,
rifugiandosi in una di quelle cucine all'aperto,
costituite da quattro tavole, dove si
preparano e vengono mangiate le <i>pizze</i>,
specie di torte schiacciate, rotonde, condite
con formaggio, o con prosciutto. Si
ordinano e in cinque minuti sono pronte;
-per digerirle, però, è necessario avere i
+per digerirle, però, è necessario avere i
succhi gastrici di un lazzarone.</p>
<p>I mercati settimanali hanno pure luogo
su quella piazza, per un Tedesco di triste
-memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo
-degli Hohenstaufen; è del pari caratteristica<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[Pg 21]</a></span>
+memoria, perchè colà fu decapitato l'ultimo
+degli Hohenstaufen; è del pari caratteristica<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[Pg 21]</a></span>
per essere stato il teatro di uno storico
episodio, quello di Masaniello, su quella
piazza dai lazzari eletto loro re, e ivi trucidato.</p>
-<p>Questo luogo è storico per il popolo napoletano;
-è come la sua piazza della Bastiglia,
+<p>Questo luogo è storico per il popolo napoletano;
+è come la sua piazza della Bastiglia,
sanguinosa per le scene terribili di giustizia
-popolare; il popolo vi troncò il capo
+popolare; il popolo vi troncò il capo
a nobili cittadini e li espose all'oltraggio.
-È rimasta terribile anche per i ricordi della
+È rimasta terribile anche per i ricordi della
peste.</p>
<p>Interessante, ma difficile insieme, sarebbe
@@ -784,48 +740,48 @@ descrivere tutto questo caos di persone e
classificarle in tanti gruppi ben distinti.
Sono stati fatti infiniti quadri e disegni
della vita popolare a Napoli; si sono scritte
-su ciò numerose opere, profonde e vivaci,
-ma nessuna ne dà un'idea precisa a chi
-non la potè mai vedere coi propri occhi.
+su ciò numerose opere, profonde e vivaci,
+ma nessuna ne dà un'idea precisa a chi
+non la potè mai vedere coi propri occhi.
Pertanto, vo' provarmi a dare uno schizzo
-della strada di S. Lucia, più di ogni altra
-interessante. Ho pur già detto che questa
-via, sita in uno dei punti più belli di Napoli,
-è quella dove vennero a contatto le
+della strada di S. Lucia, più di ogni altra
+interessante. Ho pur già detto che questa
+via, sita in uno dei punti più belli di Napoli,
+è quella dove vennero a contatto le
classi superiori ed inferiori della popolazione
e dove la vittoria rimase al ceto
-medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta
+medio. Non troppo lunga, la strada è circoscritta
a sinistra dal mare, dal palazzo
reale e a destra dal pittoresco Castel dell'Ovo.
Distendendosi quasi al centro del
grande arco del golfo, si trova aperta sul<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[Pg 22]</a></span>
mare, di cui si gode liberamente la vista,
non intercettata come pel porto dalle alberature
-dei bastimenti. La sua posizione è
+dei bastimenti. La sua posizione è
meravigliosa ed invita molti forestieri a
stabilirsi nei suoi alberghi di second'ordine,
-dai quali si può godere alla sera la bellezza
+dai quali si può godere alla sera la bellezza
insuperabile del mare e la frescura
della brezza marina.</p>
<p>Io dimorai a S. Lucia quaranta giorni,
e dalla mia finestra vedevasi tutto il golfo
raggiante di luce: le due cime del Vesuvio
-dominanti la bianca città, le pittoresche
+dominanti la bianca città, le pittoresche
spiaggie di Castellammare, di Sorrento, fino
a Capo Minerva, e l'isola di Capri. Ogni
mattino, quando la rosea luce del golfo
veniva a svegliarmi nella mia camera, mi
abbandonavo alla contemplazione di quel
-fantastico spettacolo che è colà il levare
+fantastico spettacolo che è colà il levare
del sole, e guardavo le tinte di fuoco dei
monti e del mare, che parevano avvolgere
-in un incendio colossale la grandiosa città.
-Ma più magico ancora era lo spettacolo
-che mi si parava dinanzi allorchè la luna
+in un incendio colossale la grandiosa città.
+Ma più magico ancora era lo spettacolo
+che mi si parava dinanzi allorchè la luna
nel suo pieno, sorgeva sul Vesuvio, e spandeva
la sua luce argentea sui monti, sul
-mare, sulla città, illuminando l'intero golfo.
+mare, sulla città, illuminando l'intero golfo.
La cupa foresta degli alberi delle navi nel
porto si distaccava allora sopra un fondo
di brillante bianchezza; la luce dei fanali
@@ -844,7 +800,7 @@ con popolani a mangiare frutti di mare.</p>
<p>Quei luoghi anche di notte sono animati,
pieni di vita.</p>
-<p>Nel quartiere di S. Lucia è concentrato
+<p>Nel quartiere di S. Lucia è concentrato
specialmente il commercio dei frutti marini,
disposti in buon ordine, con le ostriche,
nelle piccole botteghe, ciascuna delle quali
@@ -852,10 +808,10 @@ porta un numero e il nome del proprietario.
Sono incessanti le grida per invitare
la gente ad entrare; le botteghe sono
illuminate, e tutti quei prodotti del mare
-rilucono dei colori più svariati: sono ricci,
+rilucono dei colori più svariati: sono ricci,
stelle di mare, coralli, araguste, dalle forme
-più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il
-mistero delle profondità marine è ivi svelato
+più bizzarre, dalle tinte più dissimili. Il
+mistero delle profondità marine è ivi svelato
e quel piccolo mercato presenta ogni
sera il lieto aspetto quasi di una notte di
Natale marittima.</p>
@@ -864,12 +820,12 @@ Natale marittima.</p>
mare, ad un tratto si trova come in una
specie di grande sala illuminata a cielo
scoperto. Intorno a piccole tavole i popolani
-mangiano ostriche e maccheroni; è uno<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[Pg 24]</a></span>
+mangiano ostriche e maccheroni; è uno<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[Pg 24]</a></span>
spettacolo stupefacente vedere come quegli
esseri divorino, pagandoli un paio di grani
ad un pescatore o ad un lazzarone, i maccheroni,
-e con quanta velocità li facciano
-scivolare nella gola. Là dove termina il
+e con quanta velocità li facciano
+scivolare nella gola. Là dove termina il
frastuono di questi divoratori, incomincia
un'altra scena assai caratteristica: sotto una
specie di volta, presso una fonte sulfurea,
@@ -884,17 +840,17 @@ vi accorrono intiere famiglie e chi non
mangia i maccheroni, prende almeno l'acqua
sulfurea e le ciambelle. Ivi il movimento,
l'andare e venire della gente dalla
-terra, dal mare, nelle barche, è incessante,
+terra, dal mare, nelle barche, è incessante,
ed ivi le ninfe notturne tendono le loro
reti ai forestieri: sono fanciulle di facili costumi,
accompagnate di solito dalla madre
o da una canuta matrona, custode apparente
-del loro cuore. Più di una tenera relazione
+del loro cuore. Più di una tenera relazione
nasce a S. Lucia, fra un bicchiere
e l'altro d'acqua sulfurea.</p>
<p>Di giorno il movimento in questo quartiere
-non è minore. Vi si prendono bagni
+non è minore. Vi si prendono bagni
in pubblico, alla presenza di tutti, ed io ho
visto presso Castel dell'Uovo, nell'intiera<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[Pg 25]</a></span>
giornata, schiere di ragazzi e di giovanotti
@@ -904,13 +860,13 @@ nuotano come tanti delfini. Il clima
contribuisce a mantenerli in uno stato primitivo
di natura; la temperatura calda
mantiene in onore il nudo, il cui studio
-si può fare liberamente per le strade, ad
-ogni ora. Napoli è la città dei contrasti:
+si può fare liberamente per le strade, ad
+ogni ora. Napoli è la città dei contrasti:
corrono per le vie carrozze di lusso, appartenenti
-alle famiglie più aristocratiche,
+alle famiglie più aristocratiche,
e alla presenza dei principi coperti di decorazioni
-scintillanti, di dame della più insigne
-nobiltà parigina e londinese, stuoli
+scintillanti, di dame della più insigne
+nobiltà parigina e londinese, stuoli
d'uomini, come se nulla fosse, si gettano
in mare in costume adamitico. Io mi son
concesso spesso il diletto di chiamare dalla
@@ -920,10 +876,10 @@ moneta: in un atto essi si tuffavano nelle
onde, vi compivano le loro prodezze e
quindi tornavano nella strada, grondanti
acqua per ricevere la mercede promessa.
-Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo;
+Lo spettacolo del nudo è in tutto il golfo;
sulle stesse cancellate di ferro del porto
si vedono di continuo arrampicarsi ragazzi
-intieramente spogli e precipitarsi di lassù
+intieramente spogli e precipitarsi di lassù
a capo fitto in mare.</p>
<p>Il 18 maggio, per dare sfogo a questa
@@ -931,33 +887,33 @@ immensa popolazione, fu aperta verso la
campagna una nuova via, quella di S. Teresa,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[Pg 26]</a></span>
secondo il nome dal Re impostole
in onore della Regina sua consorte. Questa
-strada domina la città e sopra Castel S. Elmo
+strada domina la città e sopra Castel S. Elmo
fa una parabola verso il Vomero, traversando
colline e valli, per sboccare
-quindi a Chiaia. Ancora non è compiuta,
-nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare
+quindi a Chiaia. Ancora non è compiuta,
+nè selciata, e in molti punti bisogna attraversare
fossati sopra a tavole; vi si incontrano
-però già cavalli, asini, muli e
+però già cavalli, asini, muli e
una folla di gente che, sopratutto, nelle
domeniche e nelle feste, si reca a visitare
i lavori. A quanto sembra le tre grandi
-arterie non bastavano più alla numerosa
-popolazione della città ed è stato necessario
+arterie non bastavano più alla numerosa
+popolazione della città ed è stato necessario
procurarle uno sbocco sul Vomero,
ponendo Chiaia in comunicazione con questo.
-La nuova via sarà fiancheggiata da
+La nuova via sarà fiancheggiata da
ville con giardini, secondo il gusto di coloro
che ricercano l'aria pura, il verde, quasi
-la campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente
-una delle più deliziose strade
+la campagna in città, e col tempo sarà indubbiamente
+una delle più deliziose strade
di Europa.</p>
<p>Ad ogni svolto di collina e di piccola
-valle, lo spettacolo della città sottostante,
+valle, lo spettacolo della città sottostante,
del golfo e delle isole varia, e tu non sapresti
-dove è meglio rivolgere lo sguardo
+dove è meglio rivolgere lo sguardo
nell'insuperabile bellezza di quell'orizzonte,
-sulla città, su quegli aranceti profumati,
+sulla città, su quegli aranceti profumati,
su quei giardini cosparsi di fiori o su quelle
pittoresche macchie di pini, di palme, di
cipressi. Chi non si sentisse rapito qui d'incanto<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[Pg 27]</a></span>
@@ -966,9 +922,9 @@ che essere privo del senso del bello.</p>
<p>Si ascende alla nuova strada dagli
Studi, dove vengono dati a nolo asinelli;
-io, però, preferii recarmici a piedi, da solo,
+io, però, preferii recarmici a piedi, da solo,
onde meglio goderla ed arrestarmi qua e
-là a mio piacere. Vidi così successivamente
+là a mio piacere. Vidi così successivamente
Castel S. Elmo, dalle bianche mura, sorgente
sopra un nero scoglio, circondato di
captus, di aloe, di piante rampicanti; vidi,
@@ -981,7 +937,7 @@ deliziosi; e poi un sobborgo formato
di fabbriche industriali, e amene e ridenti
collinette, e case rustiche, e una gola piena
di captus e di palme; e poi, ad un tratto,
-a sinistra, scorsi la città, il golfo, l'isola
+a sinistra, scorsi la città, il golfo, l'isola
di Capri, ed una foresta di pini ai piedi
del Vesuvio, che si staccava sullo splendido
azzurro del cielo, tinto di violaceo; poi
@@ -1003,7 +959,7 @@ Pompei rappresentanti le baccanti. Avevo
letto un libro in cui non ricordo quale erudito
non sapeva darsi pace che quelle giovani
donne ballassero per aria, affermando
-che ciò era contro natura, poichè avrebbero
+che ciò era contro natura, poichè avrebbero
dovuto posare sul suolo i loro piedi
e sostenendo che tali affreschi erano soltanto
dei capricci di una fantasia sbrigliata.
@@ -1018,43 +974,43 @@ di staccarci dal suolo e, sciolti da ogni vincolo
terreno, di spaziare nell'atmosfera.</p>
<p>Le bellezze della natura e i sentimenti
-cristiani, alla presenza delle più grandi meraviglie
+cristiani, alla presenza delle più grandi meraviglie
della creazione, risvegliano sempre
idee tristi. Ero giunto su di una altura dove
alcuni soldati svizzeri stavano bevendo
fuori di una piccola bettola, una capanna
-di paglia. Di lassù si dominavano il mare,
+di paglia. Di lassù si dominavano il mare,
le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia,
tutte avvolte nel manto meraviglioso del<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[Pg 29]</a></span>
sole al tramonto. Uno di quei soldati mi
-si avvicinò e, gettando uno sguardo su
+si avvicinò e, gettando uno sguardo su
quello spettacolo meraviglioso, con tono
-di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo
-bello!... rende melanconici...»</p>
+di mestizia mi disse: «Come è bello! troppo
+bello!... rende melanconici...»</p>
<p class="center">III.</p>
-<p>Ho visitato le tre più belle città marittime
+<p>Ho visitato le tre più belle città marittime
d'Italia: Napoli, Palermo e Genova,
che gareggiano fra loro per magnificenza
di posizione. Senza dubbio il primato spetta
-a Napoli, nessun'altra città potendo vantare
-un panorama naturale così classicamente
+a Napoli, nessun'altra città potendo vantare
+un panorama naturale così classicamente
grandioso, un Vesuvio, un golfo
-così bello, spiagge come quella di Castellammare
-e di Sorrento, isole così pittoresche.
-Le svariate tinte, la grandiosità,
+così bello, spiagge come quella di Castellammare
+e di Sorrento, isole così pittoresche.
+Le svariate tinte, la grandiosità,
l'ampiezza di tutto questo non hanno
le uguali al mondo; tutto qui ha il carattere
dell'immenso, tanto l'opera dell'uomo
-quanto quella della natura, e tutto qui è
+quanto quella della natura, e tutto qui è
avvolto in un mare di luce. L'occhio non
riesce ad afferrare in una sol volta tutto
il quadro, a meno di non restringere la prospettiva,
di salire sopra una collina, oppure
di inoltrarsi in mare, da dove le forme
-della città si perdono e rimangono visibili
+della città si perdono e rimangono visibili
soltanto quelle della natura.</p>
<p>Genova, invece, ed anche Palermo si possono
@@ -1069,20 +1025,20 @@ al capo Zafferano, lasciando fra essi breve
spazio di mare. Entrambe, come ho detto,
formano un quadro meraviglioso, visibile,
apprezzabile con un solo sguardo. A Napoli,
-invece, tutto è grande, sterminato ed
+invece, tutto è grande, sterminato ed
immerso in una luce in cui l'occhio si smarrisce
-ed in cui non può contemplare che
+ed in cui non può contemplare che
una cosa alla volta. Salendo, per avere una
idea di Napoli, sino a Castel S. Elmo, ai
Camaldoli, o sul Vesuvio, i quali sono i
-punti più adatti per ammirare il panorama,
+punti più adatti per ammirare il panorama,
ovunque Napoli si presenta come un'ampia
-città indefinita, dove prevale l'aspetto della
+città indefinita, dove prevale l'aspetto della
campagna, la vista del mare. Le infinite
case che sorgono attorno al golfo, non presentano
-caratteri architettonici, non dànno
+caratteri architettonici, non dànno
altra idea che d'un'immensa popolazione
-colà agglomerata. Si direbbe quasi che a
+colà agglomerata. Si direbbe quasi che a
quella gente basti il luogo e la vista, che
dinanzi a tante meraviglie di natura, abbiano
incrociato le braccia e rinunziato a
@@ -1093,41 +1049,41 @@ a bella posta per godere il panorama; poche<span class="pagenum"><a name="Page_3
cupole di chiese, e queste poche bassissime
ed appena visibili; quasi nessun
campanile su quella monotona distesa. Costantinopoli
-è almeno assai più pittoresca,
+è almeno assai più pittoresca,
con le sue cupole, i suoi arditi minareti
che sorgono fra i pini e i cipressi, dando
-alla città un aspetto caratteristico, simpatico.
+alla città un aspetto caratteristico, simpatico.
La mancanza di carattere architettonico
-in Napoli, la sua uniformità monotona,
+in Napoli, la sua uniformità monotona,
mi hanno sempre colpito ed io le ho spiegate
per mezzo della sua storia, delle varie
sue signorie, tutte passeggere, della inazione
-del suo popolo, della mancanza di attività
+del suo popolo, della mancanza di attività
diretta ad un dato scopo, della sua tendenza
a vivere alla giornata, della sua cura del
-presente soltanto e di vivere il più gaiamente
+presente soltanto e di vivere il più gaiamente
possibile. La storia non ha lasciato
-sulla città un'importanza e perciò questa
-città monumentalmente non ha veruna importanza.
-Nè le dinastie succedutesi rapidamente
-le une alle altre, nè il popolo espressero
+sulla città un'importanza e perciò questa
+città monumentalmente non ha veruna importanza.
+Nè le dinastie succedutesi rapidamente
+le une alle altre, nè il popolo espressero
le loro idee per mezzo di quei monumenti
-che sono i ricordi più tangibili delle
-varie fasi di civiltà, la rappresentazione più
+che sono i ricordi più tangibili delle
+varie fasi di civiltà, la rappresentazione più
visibile delle idee che predominarono per
un dato tempo, o che tuttora sussistono.</p>
-<p>Nota veramente caratteristica di Napoli è
+<p>Nota veramente caratteristica di Napoli è
che quasi tutte le sue glorie sono glorie musicali:
Scarlatti, il suo discepolo Porpora,
Leonardo, Leo, Francesco Durante, Pergolese,
Paisiello, Cimarosa, e tutti quei maestri<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[Pg 32]</a></span>
che fino a Bellini, a Mercatante uscirono
dal Conservatorio di Napoli, sono le
-più belle illustrazioni della città. Con questo
+più belle illustrazioni della città. Con questo
non voglio dire che Napoli non abbia
avuto altri uomini illustri; soltanto furono
-celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza
+celebrità isolate, perchè quivi nessuna scienza
o disciplina fu tenuta mai in grande
onore.</p>
@@ -1135,40 +1091,40 @@ onore.</p>
carattere architettonico di Napoli, dove l'assoluta
mancanza di opere monumentali colpisce
in special modo chi, come me, giunge
-da Roma, la città più monumentale del
+da Roma, la città più monumentale del
mondo ed essa stessa monumento della
storia universale. Anche indipendentemente
-da questo carattere monumentale, che è proprio
+da questo carattere monumentale, che è proprio
di Roma, io credo che non vi sia altra
-città dove l'architettura e il paesaggio siano
+città dove l'architettura e il paesaggio siano
in tanta armonia e dove, indipendentemente
dalle bellezze naturali, i monumenti portino
-da sè a suscitare l'ammirazione. Per cogliere
+da sè a suscitare l'ammirazione. Per cogliere
queste perfette armonie, basta salire
sul Monte Testaccio, sul Monte Mario, a
San Pietro Montorio, sulla torre del Campidoglio;
e per convincersi dell'imponenza
architettonica di Roma, basta gettare uno
sguardo su questa dal Pincio, da dove la
-città si presenta maestosamente, in linee
+città si presenta maestosamente, in linee
grandiose e severe, come un monumento
storico colossale.</p>
-<p>Di là si scorgono i vari periodi di civiltà,<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[Pg 33]</a></span>
+<p>Di là si scorgono i vari periodi di civiltà,<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[Pg 33]</a></span>
le rovine del paganesimo, la cupola trionfante
del cristianesimo, e le vicende del
papato ci sfilano dinanzi, e tutto il significato
di Roma si presenta alla nostra
mente.</p>
-<p>A Napoli, invece, in questa città di vita
+<p>A Napoli, invece, in questa città di vita
lieta, senza pensieri, i monumenti architettonici
che attirano la nostra attenzione non
sono nelle rovine, nelle chiese. Le reliquie
-dell'antichità sono scomparse; qui non si
-costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo
+dell'antichità sono scomparse; qui non si
+costruiva per l'eternità. L'unico e stupendo
monumento che Napoli possegga dei tempi
-antichi sono le catacombe, più vaste forse
+antichi sono le catacombe, più vaste forse
di quelle di Siracusa, alle quali devesi aggiungere
la meravigliosa grotta di Posillipo.
Quanto a chiese Napoli ne possiede
@@ -1186,30 +1142,30 @@ Chiesa, e sotto gli Hohenstaufen anzi lunga
ed accanita fu la lotta fra Napoli e il papato.
La tendenza a vivere lietamente e piacevolmente,
ha impresso un carattere di
-mondanità anche alle cose di religione; per<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[Pg 34]</a></span>
-convincersi di questo basta visitare la più
-bella chiesa moderna della città, S. Francesco
+mondanità anche alle cose di religione; per<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[Pg 34]</a></span>
+convincersi di questo basta visitare la più
+bella chiesa moderna della città, S. Francesco
di Paola, edificata da Ferdinando I
-per sciôrre un voto dopo la sua restaurazione
+per sciôrre un voto dopo la sua restaurazione
nel trono. E' un'imitazione del Pantheon
di Roma e serve principalmente di
decorazione alla Piazza Reale; per convincersi
-poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica
+poi quanta poca serietà e dignità ecclesiastica
presenti, basta guardare il suo
porticato, dove sono sempre negozi di spinette,
che vengono suonate per prova continuamente.</p>
<p>A Napoli anche i palazzi, che dopo le
-chiese sono gli edifici più notevoli in ogni
-città italiana, sono sperduti fra dedali di
-casupole e per lo più sono grandi edifici
+chiese sono gli edifici più notevoli in ogni
+città italiana, sono sperduti fra dedali di
+casupole e per lo più sono grandi edifici
di pessimo gusto, ed anche quando
hanno qualche cosa d'imponente, come il
superbo palazzo Maddaloni, simile ad una
fortezza, non si possono osservare sufficientemente,
-perchè mancano di aria libera
-intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio
-evo; tutto è moderno.</p>
+perchè mancano di aria libera
+intorno a sè. A Napoli nulla ricorda il medio
+evo; tutto è moderno.</p>
<p>Osservando Napoli sotto l'aspetto architettonico,
si finisce per convincersi che le
@@ -1218,9 +1174,9 @@ sono le amene ville che popolano
le colline, l'arsenale, gli edifici che circondano
il porto, il palazzo reale ed in special
modo i tre grandi castelli che dominano
-da ogni parte il panorama della città.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[Pg 35]</a></span>
+da ogni parte il panorama della città.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[Pg 35]</a></span>
Da Castel S. Elmo, sul pittoresco Vomero,
-si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo
+si ammira tutta Napoli; è uno spettacolo
magico, soprattutto nell'ora indecisa
del crepuscolo.</p>
@@ -1230,15 +1186,15 @@ roccia, di color grigio e di aspetto cupo
e minaccioso: sono le briglie del cavallo
focoso di Napoli.</p>
-<p>Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è
-uno degli edifici più antichi di Napoli, poichè
+<p>Volevo visitare Castel dell'Uovo, che è
+uno degli edifici più antichi di Napoli, poichè
risale a Lucullo e fra le sue mura
-perì Romolo Augustolo, ultimo degli imperatori
+perì Romolo Augustolo, ultimo degli imperatori
romani, ma non mi fu concesso. Federico
-II ultimò il Castello nel 1221, non
+II ultimò il Castello nel 1221, non
immaginando certo che quello sarebbe stato
il carcere degli ultimi suoi discendenti;
-giacchè qui, dopo l'infelice battaglia di
+giacchè qui, dopo l'infelice battaglia di
Benevento, nella quale re Manfredi perdette
regno e vita, per molti anni languirono
i miseri figli suoi, e l'unica sua figliuola,
@@ -1251,7 +1207,7 @@ di Lauria, sostennero la famosa battaglia
navale dinanzi a Napoli.</p>
<p>Dagli spalti del castello la figlia di Carlo
-d'Angiò ne fu spettattrice e con ansia ne
+d'Angiò ne fu spettattrice e con ansia ne
attese l'esito; con non minore ansia dovette
contemplarla attraverso l'inferriata<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[Pg 36]</a></span>
del suo carcere l'infelice figlia di Manfredi;
@@ -1262,46 +1218,46 @@ e due galere siciliane gettarono l'ancora
dinanzi al Castello, e Lauria chiese che
venisse subito consegnata la figlia di Manfredi,
minacciando in caso di rifiuto di far
-decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo
+decapitare il figlio di Carlo d'Angiò a bordo
del suo legno, innanzi a tutta Napoli. La
misera fu tolta dal carcere, consegnata
ai Siciliani e soltanto diciotto anni dopo,
-quando già aveva trascorsa tutta la sua
-giovinezza in prigione, riacquistò la sua
-libertà, fu condotta trionfalmente a Messina,
+quando già aveva trascorsa tutta la sua
+giovinezza in prigione, riacquistò la sua
+libertà, fu condotta trionfalmente a Messina,
dove sua sorella Costanza, moglie di
Pietro d'Aragona, l'accolse nelle sue braccia,
come una morta risuscitata. Nello stesso
castello morirono pure i figli di Manfredi.</p>
-<p>Castel Nuovo è ancora più imponente,
+<p>Castel Nuovo è ancora più imponente,
e rappresenta senza dubbio il maggior
monumento architettonico di Napoli. Di
-esso è famoso il bell'arco trionfale che
+esso è famoso il bell'arco trionfale che
Alfonso I di Napoli vi fece costruire
nel 1470, su disegno di Giuliano Da Murano,
o secondo altri, di Pietro Di Martino.
Sorge sopra a colonne corinzie, fra due
torri, ed ha numerosi bassorilievi di gran
-pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso
+pregio, nei quali è riprodotto l'ingresso
del Re vittorioso di Napoli. Le sue porte
in bronzo sono opera di Guglielmo Monaco.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[Pg 37]</a></span>
Disgraziatamente quest'arco, veramente
pregevole monumento, si trova nascosto
-come in un castello ed è sottratto
+come in un castello ed è sottratto
quindi alla vista del pubblico. Si era parlato
di trasportarlo davanti alla Cattedrale,
-ma l'idea non ebbe più seguito.<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a></p>
+ma l'idea non ebbe più seguito.<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a></p>
<p>Castel Nuovo venne edificato da Carlo
-d'Angiò nel 1283 e i più cospicui edifici
+d'Angiò nel 1283 e i più cospicui edifici
di Napoli furono opera degli Angioini, come
parimenti risalgono a quel periodo le chiese
-più importanti della città. Queste sono i
+più importanti della città. Queste sono i
veri monumenti storici di Napoli, non solo
-per le tombe che racchiudono, ma perchè
+per le tombe che racchiudono, ma perchè
la maggior parte di esse attinge la loro
-origine da fatti storici, come si vedrà
+origine da fatti storici, come si vedrà
quando ci tratterremo a parlarne.</p>
<p>La cattedrale fu incominciata da Carlo I
@@ -1309,15 +1265,15 @@ sulle rovine di un antico tempio dedicato
a Nettuno, e venne ultimata da Roberto I.
Essa segna l'inizio dell'epoca degli Angioini.
S. Domenico Maggiore venne eretta
-da Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre
+da Carlo di Calabria, nel 1289, per sciôrre
un voto da esso fatto quando cadde prigione
nelle mani di Ruggiero Lauria. L'altra
<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[Pg 38]</a></span>
chiesa di S. Lorenzo Maggiore venne
fondata nel 1265 da Carlo I, ugualmente
-per sciôrre un voto da esso fatto dopo la
+per sciôrre un voto da esso fatto dopo la
battaglia di Benevento. S. Pietro Martire fu
-edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara,
+edificata da Carlo II d'Angiò; S. Chiara,
da Re Roberto nel 1310; l'Immacolata,
abbellita da affreschi di Giotto, venne fondata
da Giovanna I, per ricordare le sue
@@ -1328,7 +1284,7 @@ e da Giovanna. Anche lo stupendo
monastero di S. Martino, sopra S. Elmo,
ripete la sua origine dagli Angioini; e da
ultimo il Carmine Maggiore ed il Purgatorio
-sul Mercato che segnò la caduta degli
+sul Mercato che segnò la caduta degli
Hohenstaufen. Infatti, nella prima di
queste due ultime chiese trovasi la tomba
di Corradino e la statua erettagli nel 1847
@@ -1343,18 +1299,18 @@ epigrafe:</p>
RAPIENS AQUILINUM<br />
HIC DEPLUMAVIT, ACEPHALUMQUE DEDIT.</p>
-<p>Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono
+<p>Nè i Normanni, nè gli Hohenstaufen lasciarono
edifici in Napoli e sarebbe inutile<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[Pg 39]</a></span>
ricercare gli avanzi di quella architettura
moresco-normanna, i quali, al contrario,
si trovano abbondantemente in Sicilia.
Lo stabilirsi della dinastia degli Angioini
-a Napoli, dopo perduta la Sicilia, procurò
-a questa città l'unica epoca in cui fiorirono
+a Napoli, dopo perduta la Sicilia, procurò
+a questa città l'unica epoca in cui fiorirono
la scultura e l'architettura, facendo
subentrare allo stile romano delle basiliche,
quello germanico. Questo periodo di
-rifiorimento durò fin verso gli ultimi tempi
+rifiorimento durò fin verso gli ultimi tempi
del secolo XIV e raggiunse il suo apogeo
sotto il regno di re Roberto, fautore ed
amante delle arti belle. Napoli diede allora
@@ -1368,36 +1324,36 @@ antichi disegni; costrusse pure la chiesa
gotica di S. Chiara, collocando in quella,
a tergo dell'altar maggiore, il capolavoro
della scultura napoletana, la tomba di re
-Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile
-gotico, ed è ornata di parecchie statue.
+Roberto, morto nel 1343. Questa è di stile
+gotico, ed è ornata di parecchie statue.
Sebbene le forme non si presentino all'occhio
ancora purissime, il complesso della
-composizione è artistico ed ha una semplicità
-di buon gusto. S. Chiara è ricca
-di monumenti sepolcrali, perchè riposano
+composizione è artistico ed ha una semplicità
+di buon gusto. S. Chiara è ricca
+di monumenti sepolcrali, perchè riposano
in questa chiesa parecchi altri Angioini,<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[Pg 40]</a></span>
fra i quali Carlo di Calabria, figlio di Roberto,
Giovanna I, ed altre principesse.</p>
-<p>In generale, però, tutte le tombe degli Angioini
-fanno l'effetto di mancare di serietà
-e di dignità. Nella stessa maniera che le
+<p>In generale, però, tutte le tombe degli Angioini
+fanno l'effetto di mancare di serietà
+e di dignità. Nella stessa maniera che le
tombe di questa stirpe, passata senza alcuna
-influenza nella civiltà e vissuta nel piacere
-e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione
-di sorta, nè la più lontana riflessione,
-parimenti l'arte non riuscì ad acquistare
+influenza nella civiltà e vissuta nel piacere
+e nella crudeltà, non destano nell'animo commozione
+di sorta, nè la più lontana riflessione,
+parimenti l'arte non riuscì ad acquistare
una forma espressiva e a dar loro un
-carattere netto. Il loro stile gotico è ricco,
+carattere netto. Il loro stile gotico è ricco,
talvolta bizzarro, tal altra ingenuo, ma il
-più comunemente è di gusto assai equivoco.
+più comunemente è di gusto assai equivoco.
Anche dinanzi a questi monumenti
ci si accorge di essere a Napoli, dove, non
per la caduta degli Angioini, non per colpa
dei tempi, l'arte cadde nel manierismo, nel
barocco, nell'esagerazione, come appare
entro e fuori a molte chiese, come quella
-del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca
+del Gesù Nuovo, più simile ad una rocca
che ad un tempio cristiano. Qui gli stessi
edifici gotici furono indegnamente deturpati
dai numerosi restauri, resi necessari
@@ -1405,25 +1361,25 @@ dai frequenti terremoti, ed eseguiti senza
spirito, senza sentimento artistico.</p>
<p>Ma dove questo pessimo gusto veramente
-trionfa, è nei tre obelischi della Concezione,
+trionfa, è nei tre obelischi della Concezione,
di S. Gennaro e di S. Domenico, che reggono
in cima la statua adorata del santo,
e sono sopracarichi di statue, di figure, di<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[Pg 41]</a></span>
-ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne.
+ornati, peggiori dei quali è impossibile concepirne.
In questi monumenti si rivela grandemente
-l'influenza spagnola, la quale regnò
-per molti anni e di cui non è rimasta un'unica
-memoria pregevole, giacchè governò
+l'influenza spagnola, la quale regnò
+per molti anni e di cui non è rimasta un'unica
+memoria pregevole, giacchè governò
queste belle contrade per mezzo dei suoi
-vicerè. Gli Spagnuoli lasciarono però alcuni
+vicerè. Gli Spagnuoli lasciarono però alcuni
ricordi di quel periodo, fra i quali la
grandiosa Fontana Medina, opera di Domenico
-Auria, eseguita per ordine del vicerè
+Auria, eseguita per ordine del vicerè
Olivares nel 1593. Poi, la fontana fu per tre
-volte mutata di posto, sotto i vicerè Carlo
+volte mutata di posto, sotto i vicerè Carlo
Alba e Montery fino a tanto che donna
-Anna Caraffa, moglie del vicerè Medina,
-la fece collocare là dove attualmente si
+Anna Caraffa, moglie del vicerè Medina,
+la fece collocare là dove attualmente si
trova.<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a></p>
<p>E' opera grandiosa, ma di poco effetto,
@@ -1432,16 +1388,16 @@ e di mostri marittimi tra i quali si leva la
statua di Nettuno, in una conchiglia sostenuta
da tre satiri. L'acqua assai genialmente
sgorga dalle punte del suo tridente;
-ma il miglior ricordo dei vicerè spagnuoli
+ma il miglior ricordo dei vicerè spagnuoli
<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[Pg 42]</a></span>
-rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla
-metà del secolo XVI dal vicerè don Pietro
+rimarrà sempre la via Toledo, aperta alla
+metà del secolo XVI dal vicerè don Pietro
di Toledo.</p>
<p>Ho visitato anche le meravigliose catacombe
napoletane e ne sono uscito con una
impressione di terrore e di ammirazione
-insieme, sopratutto di viva curiosità per
+insieme, sopratutto di viva curiosità per
quei tempi oscuri nei quali quei sotterranei
furono costruiti ed abbelliti onde servire
da dimore. Le catacombe di Siracusa
@@ -1453,19 +1409,19 @@ sono strette e basse. Sono semplici
corridoi e stanzucce di modeste dimensioni,
che non cessano con questo di
apparire meno meravigliose, quando si
-ricordi che colà i cristiani celebravano di
-notte i loro misteri, e di là il cristianesimo
-uscì, per prendere possesso prima di Roma,
+ricordi che colà i cristiani celebravano di
+notte i loro misteri, e di là il cristianesimo
+uscì, per prendere possesso prima di Roma,
quindi del mondo intero.</p>
<p>Le catacombe di Napoli furono scavate
nel tufo, nelle colline a settentrione della
-città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene
+città, al disotto di Capo di Monte; e si ritiene
che si estendano fin verso Pozzuoli.
-Non potevasi rinvenire una qualità di pietra
-più facile ad essere scavata per tali abitazioni
+Non potevasi rinvenire una qualità di pietra
+più facile ad essere scavata per tali abitazioni
sotterranee di questo tufo vulcanico,
-di colore gialliccio; ed uno può farsi agevolmente
+di colore gialliccio; ed uno può farsi agevolmente
un'idea esatta e chiara del modo<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[Pg 43]</a></span>
in cui vennero aperte quelle caverne e quelle
grotte, osservando le pareti di quel tufo
@@ -1480,40 +1436,40 @@ ma ancora di abitazioni.</p>
terra, i quali a poco a poco formarono un
laberinto troglodito, dovevano avere uno
scopo e servire a qualche uso. Sembra inverosimile
-che i Cimméri, primi abitatori
+che i Cimméri, primi abitatori
delle sponde del golfo di Napoli, avessero
fissata in quei sotterranei la loro dimora,
-perchè non è possibile immaginare una
+perchè non è possibile immaginare una
razza d'uomini capace da volersi cacciar
nelle tenebre, nelle viscere della terra, in
-presenza di una natura così splendida e di
-un cielo così sereno. Nelle abitazioni di tal
+presenza di una natura così splendida e di
+un cielo così sereno. Nelle abitazioni di tal
natura dei popoli primitivi, che si trovano
nella valle Ispica e a Malta penetra sempre
la luce nel giorno. Da principio quelle catacombe
poterono servire di ricovero in
caso di pericoli contro assalti di nemici, e
-quando si ampliarono, togliendo di colà i
+quando si ampliarono, togliendo di colà i
materiali che servirono alla costruzione
-della città, è naturale che sia sorto il pensiero
+della città, è naturale che sia sorto il pensiero
di farle servire ad uso di sepolture.
-È accertato poi che non furono i cristiani a
+È accertato poi che non furono i cristiani a
seppellire per primi i loro morti nelle catacombe<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[Pg 44]</a></span>
-di Napoli, bensì i Greci e i Romani,
+di Napoli, bensì i Greci e i Romani,
e basta osservarle per persuadersene. In
-una di queste vaste stanze trovasi oggidì
+una di queste vaste stanze trovasi oggidì
ancora una piccola colonna, sulla quale sta
scritto il nome <i>Priapos</i> in caratteri greci.</p>
<p>L'epoca nella quale le catacombe cominciarono
-a servire di sepolture è incerta.
+a servire di sepolture è incerta.
Furono certamente ridotte a tale uso per
la natura dei luoghi, ma non vennero scavate
appositamente per questo scopo. I Romani,
per esempio, i quali abitavano la pianura,
collocavano le loro tombe all'aperto,
mentre gli Etruschi, abitatori dei paesi montuosi,
-le aprivano nelle rupi. Però, fin dai
+le aprivano nelle rupi. Però, fin dai
tempi della Repubblica, si scavarono camere
mortuarie nel tufo vulcanico, onde collocarvi
i sarcofagi; e oggigiorno le tombe degli
@@ -1524,12 +1480,12 @@ catacomba.</p>
di sepoltura che alle classi povere, impossibilitate
a sostenere la spesa di sontuosi
monumenti all'aperto e che dovevano scavare
-nel tufo i così detti <i>loculi</i>, dove deponevano
+nel tufo i così detti <i>loculi</i>, dove deponevano
le urne cinerarie dei loro cari.
Nelle catacombe di Napoli si conservano
avanzi di pitture le quali risalgono ai tempi
-dei pagani; la maggior parte però appartengono
-all'èra cristiana. I primi cristiani,
+dei pagani; la maggior parte però appartengono
+all'èra cristiana. I primi cristiani,
infatti, dopo aver cercato in quelle dimore
sotterranee rifugio contro le persecuzioni<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[Pg 45]</a></span>
e luoghi adatti alla celebrazione del loro
@@ -1545,10 +1501,10 @@ di Pompei, e gli stessi simboli sono
in qualche punto pagani, per esempio quelli
della vendemmia e del torchio, tolti dal
culto di Bacco. Vi si scorgono tralci di viti
-e grappoli d'uva, dei quali si cibano genî
+e grappoli d'uva, dei quali si cibano genî
ed uccelli, ed il Cristo si vede rappresentato
sotto le spoglie di Orfeo. I simboli
-cristiani però vanno acquistando a poco a
+cristiani però vanno acquistando a poco a
poco il loro predominio e si cominciano a
vedere: Cristo, il buon pastore che pasce
le pecore e porta un agnello sulle spalle,
@@ -1556,7 +1512,7 @@ il cervo, il pesce, il pavone, la colomba,
la croce e gli angeli. Produce una profonda
impressione vedere questi antichi affreschi
cristiani, anneriti dal fumo delle fiaccole, ed
-osservare in questi luoghi tenebrosi i principî
+osservare in questi luoghi tenebrosi i principî
dell'arte cristiana, che tengono dietro
allo stile pompeiano ed assumono a mano a
mano il carattere bizantino, succedendo i
@@ -1570,13 +1526,13 @@ le origini del culto cristiano e non
deve far meraviglia se questo ha serbato,
uscendo all'aria libera, un carattere severo,
quale si rivela nelle rappresentazioni della
-morte, nella maestà terribile dei santi bizantini
+morte, nella maestà terribile dei santi bizantini
e de' suoi Cristi. Chi sa se il modo
cristiano di considerare la morte, l'abnegazione
ascetica, l'idea del martirio, del
disprezzo della vita, del dolore; se finalmente
l'intolleranza, il fanatismo, si sarebbero
-radicati così profondamente nella religione
+radicati così profondamente nella religione
cristiana, quando questa si fosse
sviluppata liberamente sulla terra, alla luce
del sole, in presenza delle bellezze della
@@ -1593,18 +1549,18 @@ Sono preziosi ricordi della storia del genere
umano che giacciono sotto terra; quelle catacombe
si potrebbero a buon diritto chiamare
la Pompei del cristianesimo. Segnano
-quelle e questa una grande epoca dell'umanità,
-ma fra esse vi è pure un grande
+quelle e questa una grande epoca dell'umanità,
+ma fra esse vi è pure un grande
contrasto. Nelle dimore abbandonate dagli
-antichi cristiani tutto è severo; mentre<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[Pg 47]</a></span>
-nella città pagana tutto è sorridente, i
+antichi cristiani tutto è severo; mentre<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[Pg 47]</a></span>
+nella città pagana tutto è sorridente, i
templi, le abitazioni le pitture; e tutto
rivela una popolazione portata al vivere
lieto, che si compiaceva della bellezza
delle forme e che aveva tolti tutti i
suoi Dei dalle regioni della poesia. E qui
si trovano anche le delizie di altre generazioni
-di uomini appartenenti però alla
+di uomini appartenenti però alla
stessa razza. Sono Greci e Romani come
quelli di Pompei, che appartengono ad uno
stesso periodo, ma molto diversi da quelli.
@@ -1618,7 +1574,7 @@ ornamento delle tombe. I novelli abitatori,
seduti presso le tombe, celebrano con i
defunti le loro agapi e fanno risuonare quei
luoghi del canto monotono delle loro preghiere.
-Verrà però il giorno in cui essi
+Verrà però il giorno in cui essi
usciranno alla luce, portando fuori la loro
religione devota alla morte e diffonderanno
per tutto il mondo le reliquie dei loro
@@ -1631,16 +1587,16 @@ copriranno il mondo di mestizia.</p>
<p>Queste mie idee saranno considerate quali<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[Pg 48]</a></span>
sogni fantastici di catacombe? Ognuno
-penserà come crederà più opportuno. Certo
-è però, che non si potrebbe trovare luogo
-più adatto alla teologia speculativa di
+penserà come crederà più opportuno. Certo
+è però, che non si potrebbe trovare luogo
+più adatto alla teologia speculativa di
quelle regioni sotterranee, dove regnano
cupe tenebre, aria pesante e un odore nauseabondo.
In quei laberinti di stanze, di gallerie
e di corridoi, che occupano tanta estensione;
fra mezzo a quelle pareti fiancheggiate
da tombe, da ossami, da nicchie, da
-loculi non si cammina, bensì si passa, si
+loculi non si cammina, bensì si passa, si
striscia, come altrettante ombre.</p>
<p>Le fiaccole stentano a mandare la luce
@@ -1652,13 +1608,13 @@ l'aspetto di spettri. Iscrizioni greche,
latine ed anche ebraiche, in parte cancellate
e in parte ancor oggi decifrabili,
fanno comprendere essere quello un mondo
-dove tutto è simbolo, mistero e allegoria.
+dove tutto è simbolo, mistero e allegoria.
Due vecchi ricoverati dell'ospedale di
S. Giovanni dei Poveri, sono mantenuti
nel convento alla porta delle catacombe
per accompagnare in quelle i forestieri.
Tengono fiaccole e guidano i passi del
-visitatore. <i>Ciceroni</i> più adatti di essi non
+visitatore. <i>Ciceroni</i> più adatti di essi non
si sarebbero potuti trovare. Non camminano,
strisciano con la loro lunga tonaca
di colore turchino, con la fiaccola<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[Pg 49]</a></span>
@@ -1675,11 +1631,11 @@ stanze lessi sotto due figure, in una nicchia:
Deus scit</i>, e mi parve che quelle parole
misteriose, di cui rimane nascosto il significato,
si potessero porre in bocca delle mie
-due vecchie guide, quasi non fossero più
+due vecchie guide, quasi non fossero più
due viventi. Le guardai in faccia, ed al vederle
-così pallide, con quell'aspetto di spettri,
+così pallide, con quell'aspetto di spettri,
mi colse tanto ribrezzo e terrore che
-non volli saperne più di catacombe.</p>
+non volli saperne più di catacombe.</p>
<p>Ne avevo oramai abbastanza di tutti quei
misteri, di quelle regioni sotterranee, di
@@ -1689,29 +1645,29 @@ irresistibile di tornare alla luce del sole,
tra i vivi. Pregai le mie due guide di tornare
indietro, di condurmi fuori di quelle
caverne ed esse sorrisero e subito rifacemmo
-la strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi
+la strada percorsa. Nell'uscire, però, ebbi
campo di persuadermi che i miei <i>ciceroni</i>
-erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono
+erano esseri viventi, perchè mi ringraziarono
di cuore della moneta che diedi loro
onde potessero andare a bere alla mia salute.<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[Pg 50]</a></span></p>
-<p>Non v'è modo migliore per conciliarsi
+<p>Non v'è modo migliore per conciliarsi
con l'idea della morte, uscendo dalle catacombe
di Napoli, che recandosi a visitare
-il nuovo camposanto di quella città. Dicono
-che sia il più bello d'Europa, ed io non
-ho difficoltà a crederlo, imperocchè la sua
-posizione è stupenda, ed i monumenti che
+il nuovo camposanto di quella città. Dicono
+che sia il più bello d'Europa, ed io non
+ho difficoltà a crederlo, imperocchè la sua
+posizione è stupenda, ed i monumenti che
vi sorgono, come in un ameno giardino,
ricreano la vista. Si trova collocato al di
sotto di Poggio Reale, sopra una piccola
collina, la quale domina la strada di Nola
e dalla quale si gode il panorama magnifico
-della città, del golfo, della spiaggia di
+della città, del golfo, della spiaggia di
Sorrento, del Vesuvio e della ricca vegetazione
che si estende ai suoi piedi.</p>
-<p>Quasi tutta questa collinetta è ricoperta
+<p>Quasi tutta questa collinetta è ricoperta
di monumenti, la maggior parte dei quali
ha la forma di tempietti, sostenuti da colonne.
In certi punti ve ne sono moltissimi
@@ -1724,7 +1680,7 @@ In cima alla collina si trovano un
porticato a colonne ed una chiesa assai
grande, dove si celebrano le messe per i
morti. La maggior parte dei tempietti appartengono
-alle confraternite della città,
+alle confraternite della città,
e queste istituzioni benefiche, le quali senza
distinzione di classi sociali hanno scopo non<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[Pg 51]</a></span>
solo di dar sepoltura ai morti, ma anche di
@@ -1733,11 +1689,11 @@ sono in numero di centosettantaquattro,
ed i nomi di esse si leggono sui frontoni
di alcuni monumenti. Altri di questi tempietti
sono tombe di famiglie; in essi vi sono piccoli
-spazî per una cappella, chiusa da un'inferriata,
+spazî per una cappella, chiusa da un'inferriata,
in cui si vedono o un piccolo altare,
od una statua della Madonna, o una lampada
-eterna e il più delle volte i ritratti, o
-i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a
+eterna e il più delle volte i ritratti, o
+i busti dei morti. Ognuno può ivi recarsi a
pregare per i propri defunti, che in tal guisa,
non diventano totalmente estranei alla pia
associazione alla quale appartennero in vita.
@@ -1752,8 +1708,8 @@ nell'armonia dei loro colori, totalmente
la desolazione. Stando fra tutti quei
fiori e gettando lo sguardo sulla Campania
felice, sul mare illuminato dai raggi del
-sole cadente, non si può fare a meno di riconoscere
-che qui si è molto bene e lodevolmente
+sole cadente, non si può fare a meno di riconoscere
+che qui si è molto bene e lodevolmente
pensato anche ai morti. Questo bel
camposanto venne aperto nell'anno 1845.<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[Pg 52]</a></span></p>
@@ -1772,13 +1728,13 @@ vestite di foreste verso le pianure
della Campania.</p>
<p>Mi decisi pertanto di farne l'ascensione,
-anche perchè il cratere del Vesuvio, considerato
+anche perchè il cratere del Vesuvio, considerato
dall'alto ed in vicinanza, doveva
presentarsi sotto nuovo aspetto, tale da
compensare la fatica della salita. Eravamo
un'allegra brigata di sette persone, fra le quali
due naturalisti, un zoologo francese, ed un
-medico russo. Uscimmo di città alle sei del
+medico russo. Uscimmo di città alle sei del
mattino, e dopo aver oltrepassato S. Giovanni,
prendemmo a sinistra per gli ameni
campi di S. Anastasia, ai piedi del Somma.
@@ -1798,20 +1754,20 @@ a salire attraverso alle vigne, che
forniscono il rinomato vino di Somma, e
quindi entrammo nella regione ombrosa
dei castagni, mentre, a misura che salivamo,
-le pendici diventavano più erte e la salita
-più faticosa. I fianchi del monte, fin
-verso la sommità, continuavano ad essere
+le pendici diventavano più erte e la salita
+più faticosa. I fianchi del monte, fin
+verso la sommità, continuavano ad essere
popolati di castagni e di una flora veramente
splendida. I fiori stupendi, particolarmente
i gigli purpurei, i garofani, il
licno, il trifoglio purpureo, l'antirrino, la
-valeriana medicinale, traevano a sè tutta
+valeriana medicinale, traevano a sè tutta
quanta l'attenzione del botanico, mentre il
zoologo dava la caccia alle farfalle variopinte.</p>
<p>A misura che si saliva, andavano scomparendo
le strade e finimmo per non trovare
-nemmeno più sentieri di pastori e per
+nemmeno più sentieri di pastori e per
camminare su tracce di passi, attraverso
cespugli, entro gole e sull'orlo di precipizi.
Incontrammo rivi che scendevano quasi a
@@ -1823,17 +1779,17 @@ lapilli, ora di lava impietrita.</p>
<p>Tre della nostra comitiva scesero in una
di quelle gole vulcaniche, provvisti di martelli<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[Pg 54]</a></span>
e di scalpelli, per raccogliere cristallazioni.
-Ne trovarono una discreta quantità
+Ne trovarono una discreta quantità
nelle grotte formate dalla lava basaltica
e dalle ceneri indurite. Le varie
-qualità di cristalli e la stupenda pietra vulcanica
+qualità di cristalli e la stupenda pietra vulcanica
si trovano parte a fior di terra e
parte sepolte nel suolo, e chi non si lasciasse
spaventare dalla fatica, ed anche dal pericolo
delle frane di quelle pareti di lava,
potrebbe formarne una bella collezione mineralogica.</p>
-<p>I tre compagni, più o meno carichi di
+<p>I tre compagni, più o meno carichi di
pietre, si riunirono a noi che eravamo rimasti
ad attenderli in un bosco, all'ombra.
Proseguimmo la nostra ascensione, resa
@@ -1842,24 +1798,24 @@ del sole, fino ad una fonte che trovammo
ad un terzo circa della salita. Sul
monte Somma le sorgenti sono scarse e
a quella dove ci fermammo, le cui acque
-non erano abbondanti, però fresche e di
-buona qualità, le nostre guide diedero il
+non erano abbondanti, però fresche e di
+buona qualità, le nostre guide diedero il
nome di fontana di Mennone. Tutti i sassi
-di quella regione sono sonori, perchè stati
+di quella regione sono sonori, perchè stati
soggetti all'azione del fuoco e, percuotendoli
con un ferro, o con un bastone, mandano
un suono metallico, come le colonne
di Pompei.</p>
<p>A misura che si sale, la vista diviene
-più bella, ma il monte più arido, perchè
+più bella, ma il monte più arido, perchè
crescono le ceneri, i lapilli, e la salita diviene
-per conseguenza più faticosa.<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[Pg 55]</a></span></p>
+per conseguenza più faticosa.<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[Pg 55]</a></span></p>
<p>Ancora non scorgevamo affatto il Vesuvio,
-perchè rimaneva nascosto dalla vetta
+perchè rimaneva nascosto dalla vetta
del monte Somma, mentre invece l'orizzonte
-si allargava sempre più, stendendosi
+si allargava sempre più, stendendosi
da Baia all'isola d'Ischia; si scorgevano Napoli,
il golfo, la pianura di Caserta e tutta
quanta la fertile regione della Campania
@@ -1869,68 +1825,68 @@ che circondano il golfo, sulle quali
sorge in parte Napoli, fino agli Appennini
e ai monti del Matese. Si direbbe un immenso
parco cosparso di castelli, di ville,
-di chiese, di monasteri, di città che spiccano
+di chiese, di monasteri, di città che spiccano
biancheggianti sulla verzura della
campagna, frastagliate dalle vie di comunicazione.
Ci fermammo quasi estatici sull'ultimo
contrafforte, al disotto della vetta
-del Somma, perchè da quel punto potevamo
+del Somma, perchè da quel punto potevamo
spaziare la vista e scorgere da una
parte Napoli ed il mare e dall'altra la
pianura campana.</p>
-<p>Potemmo riconoscere le seguenti città:
-S. Anastasia e Somma; più in là Poncigliano
+<p>Potemmo riconoscere le seguenti città:
+S. Anastasia e Somma; più in là Poncigliano
d'Arco, Acerra, Afragola, S. Maria
e Capua; a destra Caserta ed il suo palazzo;
Maddaloni ai piedi dei monti; in
-faccia a noi, Marigliano; più in là ancora
+faccia a noi, Marigliano; più in là ancora
Nola, Ottaiano, Palma e Sarno situate propriamente
a destra di Nocera, dove i monti
chiudono la pianura. Era il giorno della<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[Pg 56]</a></span>
Madonna delle Grazie; noi udivamo il rombo
-dei cannoni della sottostante città; e quando
+dei cannoni della sottostante città; e quando
fummo giunti presso al cratere ora spento
del Somma, ci parve che quei colpi provenissero
-dalle profondità del vulcano.</p>
+dalle profondità del vulcano.</p>
<p>Contemplando da quell'altura, la stupenda
regione e lo splendido mare, si comprende
-che chi ne fu una volta padrone, preferì
-la morte alla perdita della signoria. Così
+che chi ne fu una volta padrone, preferì
+la morte alla perdita della signoria. Così
avvenne alla stirpe sveva, a quella di Aragona
-e a Gioacchino Murat. Si può allora
+e a Gioacchino Murat. Si può allora
comprendere l'esclamazione, per dir vero,
non molto ortodossa, di Federico II imperatore,
-il quale diceva che «se il Dio d'Israello
+il quale diceva che «se il Dio d'Israello
avesse veduta Napoli, non avrebbe
-tanto vantata a Mosè la terra promessa».
-A noi però era riservato uno spettacolo
-più grandioso; non avevamo ancora veduto
+tanto vantata a Mosè la terra promessa».
+A noi però era riservato uno spettacolo
+più grandioso; non avevamo ancora veduto
il Vesuvio. Ci avvicinammo alla vetta
-del Somma, la quale è segnata al suo punto
+del Somma, la quale è segnata al suo punto
culminante da una croce in legno, e, fatti
ancora pochi passi sulla cresta sottile,
ci trovammo tutto ad un tratto di fronte,
e vicinissimi al vulcano, che sembrava
-balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi
+balzar fuori all'improvviso. Non può esprimersi
quale fosse il contrasto fra la vista
delle pianure ridenti e fertili della Campania
e quella regione arida, morta, sepolta
tutta sotto un denso strato di ceneri
-di color grigio. Non è possibile esprimere
+di color grigio. Non è possibile esprimere
con parole la profonda impressione di<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[Pg 57]</a></span>
quella mole imponente che fuma; si sarebbe
detto un demone uscito tutto ad
un tratto dagli abissi dell'interno.</p>
-<p>Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio
+<p>Non vi è posizione da cui possa il Vesuvio
produrre un tale effetto, come dal
vertice del monte Somma, che quasi lo
eguaglia in altezza. Quando si sale sul
Vesuvio per la strada di Resina, si vede
il vulcano dal basso in alto; qui invece
-si contempla dall'alto in basso e si può
+si contempla dall'alto in basso e si può
benissimo guardare nel suo cratere e vederlo
campeggiare in tutta la sua imponenza,
sul fondo del cielo e del mare; inoltre
@@ -1938,43 +1894,43 @@ si ha davanti agli occhi il cratere del
Somma, con le sue pareti scoscese di lava,
che scendono quasi a picco. Coloro che
salgono invece dai piedi del Vesuvio alla
-sua sommità, non scorgono mai la sua
+sua sommità, non scorgono mai la sua
forma e non ne vedono altro che i campi
coperti di lava e di cenere.</p>
<p>Tre soltanto di noi ci avventurammo sulla
-cresta affilata del Somma, fino alla punta più
+cresta affilata del Somma, fino alla punta più
esterna dove si vede il monte a tre punte
inclinate verso il Vesuvio. A sinistra e a
destra si scorgono gli antichi crateri spenti
-delle nere cavità, frastagliate in ogni senso,
+delle nere cavità, frastagliate in ogni senso,
con intorno un terreno cosparso di pietre
rosse e grige e di massi di lava eruttati
-dal vulcano. A metà del margine del
+dal vulcano. A metà del margine del
Somma, il terreno appare inclinato a forma
piramidale, ed a semicerchio verso il Vesuvio,<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[Pg 58]</a></span>
dal quale lo disgiunge un vero precipizio.
Innanzi agli occhi si erge il cono
imponente del Vesuvio, coperto tutto di
-ceneri dalla base fino all'estremità, di
+ceneri dalla base fino all'estremità, di
un colore fra il grigio e il giallo e con
-strisce di tinta nera dove colò la lava. I
+strisce di tinta nera dove colò la lava. I
margini del cratere sono di colore giallo
cupo, circondati da una striscia bianca, e
dal suo interno si sprigionano leggieri vortici
di fumo. A poco a poco l'osservatore si
va rimettendo dalla prima impressione prodotta
da quella vista imponente ed allora
-non può fare a meno di osservare le linee
+non può fare a meno di osservare le linee
armoniche, le belle forme di quel cono, e
-la varietà delle sue tinte. Non ho visto
+la varietà delle sue tinte. Non ho visto
nessuno spettacolo naturale simile a questo,
dove il severo ed il grazioso siano
-così armoniosamente uniti. Anche dopo
+così armoniosamente uniti. Anche dopo
salito sull'Etna, debbo affermare che questa
-fusione di aspetti tanto diversi, è
-tutta particolare del Vesuvio. Questo è propriamente
-di una maestà tranquilla, quieta
+fusione di aspetti tanto diversi, è
+tutta particolare del Vesuvio. Questo è propriamente
+di una maestà tranquilla, quieta
e melanconica; la tinta bruna od azzurra
delle ceneri si armonizza in modo stupendo
con le belle forme del cono, e se si aggiunge
@@ -2009,12 +1965,12 @@ del 1847, perdettero miseramente la
vita un Tedesco ed un Americano. Costoro,
inoltratisi imprudentemente, furono colpiti
dai sassi infuocati eruttati dal monte; il Tedesco,
-il quale ebbe le gambe rotte, morì
+il quale ebbe le gambe rotte, morì
ai piedi dello stesso Vesuvio; l'Americano,
-colpito in un braccio, perì poco dopo nell'ospedale
+colpito in un braccio, perì poco dopo nell'ospedale
di Napoli.</p>
-<p>Un caso assai strano toccò nel 1822 ad
+<p>Un caso assai strano toccò nel 1822 ad
un calzolaio di Sorrento, che si era recato
a visitare il Vesuvio senza una guida.
Il cratere dell'eruzione del 1820 era libero,<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[Pg 60]</a></span>
@@ -2022,10 +1978,10 @@ e l'imprudente calzolaio volle scendervi
con l'animo non solo di sorprendere gli
spiriti infernali, ma quasi di prenderli a
dileggio. Colto da una vertigine in questa
-sua temeraria impresa, precipitò nel cratere
+sua temeraria impresa, precipitò nel cratere
e fortuna volle che fosse trattenuto,
nella caduta, da una sporgenza di lava.
-Riportò la rottura di un braccio e di una
+Riportò la rottura di un braccio e di una
gamba, e stette per ben due giorni in
quella posizione, sospeso sull'abisso, fintanto
che i suoi lamenti giunsero all'orecchio
@@ -2033,40 +1989,40 @@ delle guide che avevano accompagnato
sul monte altri forestieri. L'infelice fu tratto
fuori per mezzo di corde, e bisogna dire
che discendesse dalla natura immortale di
-Alasvero, imperocchè, portato all'ospedale
-di Napoli, finì per guarire e per tornare a
+Alasvero, imperocchè, portato all'ospedale
+di Napoli, finì per guarire e per tornare a
Sorrento, sano e salvo come nulla fosse
stato. Questa avventura terribile e lieta
ad un tempo ci venne narrata da don Michele,
cappellano del romitaggio sul Vesuvio,
dove scendemmo dopo esserci trattenuti
-più di un'ora sulla vetta del Somma.</p>
+più di un'ora sulla vetta del Somma.</p>
-<p>Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena.
-Il Vesuvio si velò di nebbia, ed un forte
-vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando
+<p>Qui, tutto ad un tratto, cambiò la scena.
+Il Vesuvio si velò di nebbia, ed un forte
+vento spingeva di qua e di là le nuvole sollevando
vortici di ceneri e facendoci assistere
a una stupenda lotta di elementi, che
dava novella vita e nuovo carattere a questa
-contrada selvaggia. La nebbia non tardò
-però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[Pg 61]</a></span>
+contrada selvaggia. La nebbia non tardò
+però a dissiparsi, e ricomparvero sotto di<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[Pg 61]</a></span>
noi Napoli, lo splendido golfo, Capri, Ischia,
Miseno, e a destra i piani della Campania.</p>
-<p>«<i>Voilà la Cléopatre!</i>» Questa strana ed
+<p>«<i>Voilà la Cléopatre!</i>» Questa strana ed
inaspettata esclamazione ci fece volgere a
tutti. Era il nostro naturalista francese,
uomo di sessantasette anni, il quale a furia
-di correre e di saltare, era riuscito, benchè
+di correre e di saltare, era riuscito, benchè
vecchio, quasi novello Antonio, a fare la
conquista di Cleopatra. Quel vecchietto allegro,
-pieno di vivacità e di brio, di una forza
-sorprendente per la sua età, non degnava
-di uno sguardo nè il Vesuvio, nè lo stupendo
+pieno di vivacità e di brio, di una forza
+sorprendente per la sua età, non degnava
+di uno sguardo nè il Vesuvio, nè lo stupendo
panorama; non aveva pensiero che
per le sue farfalle.</p>
-<p>La ripida discesa della sommità del monte,
+<p>La ripida discesa della sommità del monte,
non avvenne senza qualche pericolo;
dopo aver camminato a stento sulle ceneri
e sulle lave dell'eruzione del 1850, le quali
@@ -2078,14 +2034,14 @@ elegante, collocato in amenissima
posizione, di dove si scopre un'estesa vista.
Attorno, attorno sorgono colossali tigli,
i quali avranno almeno duecento anni, e la
-cui vegetazione così rigogliosa, a tanta prossimità
-del vulcano, dimostra che la località
-è molto sicura. Difatti le pietre e le scorie
+cui vegetazione così rigogliosa, a tanta prossimità
+del vulcano, dimostra che la località
+è molto sicura. Difatti le pietre e le scorie
eruttate dal cratere, descrivendo una parabola,
passano di sopra al romitaggio, e la<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[Pg 62]</a></span>
collina su cui sorge la chiesa, trovandosi
separata da una profonda gola del Vesuvio,
-è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre,
+è protetta contro i torrenti di lava. Inoltre,
una lastra nera, con caratteri gialli di ottone,
ci fece conoscere che l'edificio era assicurato
contro l'incendio, da una compagnia
@@ -2096,7 +2052,7 @@ Vesuvio.</p>
<p>Negli ultimi anni abitava un romito
presso la chiesetta di S. Salvatore; ma il
-parroco di Resina lo allontanò da quel posto
+parroco di Resina lo allontanò da quel posto
che dava un certo reddito, ed ora sale egli
stesso, di quando in quando, a celebrarvi la
santa messa e a trattare gli ospiti, che gli
@@ -2106,7 +2062,7 @@ i quali si sono stabiliti ai piedi del
monte, di impiegati dell'Osservatorio e di
una stazione di carabinieri. Nel giorno della
Pentecoste vi si celebra una festa, ed allora
-vengono dalle città vicine forse undicimila
+vengono dalle città vicine forse undicimila
persone, le quali si recano devotamente in
processione dalla chiesa di S. Salvatore fino
alla Croce ai piedi del Vesuvio, per scongiurare
@@ -2114,9 +2070,9 @@ con le loro preghiere il terribile flagello;
Ora il vulcano tace, dal 1850, ed anche
in quell'ultima eruzione non produsse gravi
danni; il torrente di lava, di discreta ampiezza,
-prese la direzione di Ottaiano, devastò<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[Pg 63]</a></span>
+prese la direzione di Ottaiano, devastò<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[Pg 63]</a></span>
i giardini del principe di quel nome,
-e rovinò il convento di S. Teresa ed alcune
+e rovinò il convento di S. Teresa ed alcune
case.<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a></p>
<p>Dopo una buona refezione presso il parroco
@@ -2125,16 +2081,16 @@ accoglienza, essendo amico di uno della nostra
comitiva, salimmo a Resina sul fiume
di lava, che, con il suo nero aspetto, produce
una malinconica impressione. Anche
-qui si può ammirare di quanto sia capace
-l'industria umana, imperocchè, non appena
-la lava è raffreddata, si cerca di trarne partito.
-Avevo già veduto nell'Osservatorio
+qui si può ammirare di quanto sia capace
+l'industria umana, imperocchè, non appena
+la lava è raffreddata, si cerca di trarne partito.
+Avevo già veduto nell'Osservatorio
certe grotte bizzarre e chiusure di giardino
lavorate artisticamente in lava, e nel romitaggio
-avevamo preso il caffè sopra un tavolo
+avevamo preso il caffè sopra un tavolo
di lava stupendamente lavorato. Con
questa si formano pure busti; ed a Catania,
-rimasi sorpreso nel vedere la varietà
+rimasi sorpreso nel vedere la varietà
e la bellezza di tinte della lava dell'Etna,
ed ebbi campo di osservare e riconoscere
quanto bella diventi dopo la politura.</p>
@@ -2154,32 +2110,32 @@ verso il Vesuvio.</p>
<p>Era nostra intenzione di contemplarlo,
questa volta, dal lato opposto, e prendemmo
-perciò la direzione del fiume di lava del
+perciò la direzione del fiume di lava del
1850, il quale si stende sopra Boscotrecase
e Boscoreale. Osservai allora per
la prima volta questi strani villaggi, collocati
-nel punto più pericoloso del Vesuvio.
+nel punto più pericoloso del Vesuvio.
La loro posizione, in mezzo alla ricca
vegetazione del suolo, composto tutto di
-detriti vulcanici, è amenissima quanto
+detriti vulcanici, è amenissima quanto
quella dei villaggi che sorgono alle falde
dell'Etna, con la differenza che hanno un
-carattere tutto orientale più ancora di quelli.
+carattere tutto orientale più ancora di quelli.
Le case piccole e a volta come quelle
dell'isola di Capri e gli stessi campanili
delle chiese sono costruiti di lava bruna.
-La popolazione è rozza, timida, povera;
+La popolazione è rozza, timida, povera;
non sono riuscito a vedere una bella fisionomia.
Eravamo scesi in una bettola a Boscoreale,
-per proseguire di là il nostro
+per proseguire di là il nostro
cammino sui campi di lava. Domandammo
inutilmente delle frutta, ed il nostro desiderio
-di averne fu accresciuto dall'impossibilità
+di averne fu accresciuto dall'impossibilità
di trovarne, quando, ad un tratto,
vedemmo, presso la nostra tavola, un cavallo
che si stava mangiando tranquillamente<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[Pg 65]</a></span>
un secchio pieno di carrubbe. Accadde
-allora una scena gustosa, imperocchè
+allora una scena gustosa, imperocchè
ci precipitammo tutti al secchio per
disputare al cavallo quel cibo saporito e fu
in quest'occasione che seppi per la prima
@@ -2201,10 +2157,10 @@ effetto.</p>
<p>Mi trovavo abbastanza inoltrato nei misteri
del vulcano per visitare il suo cratere.
Avevo udito ripetere, le mille volte, che
-l'ascensione del Vesuvio fosse molto più
+l'ascensione del Vesuvio fosse molto più
faticosa di quella dell'Etna, ma dopo aver
fatto anche quest'ultima, posso assicurare
-che arrampicarsi sul Vesuvio non è che
+che arrampicarsi sul Vesuvio non è che
una semplice passeggiata in paragone agli
sforzi che costa l'ascensione dell'Etna, sopratutto
per la grande rarefazione dell'aria,
@@ -2212,22 +2168,22 @@ e per le continue emanazioni di gas dal
suolo caldo e oscillante. Anzi, dopo aver
camminato a lungo sui neri campi flegrei<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[Pg 66]</a></span>
dell'Etna, sconfinati, il Vesuvio, che
-pure ha distrutto popoli e città, non sembra
-più che un fuoco d'artifizio, destinato a
-divertire i Napoletani. Non si può negare,
-però, che nella sua piccolezza il cratere dia
-un'idea più viva e più animata delle regioni
+pure ha distrutto popoli e città, non sembra
+più che un fuoco d'artifizio, destinato a
+divertire i Napoletani. Non si può negare,
+però, che nella sua piccolezza il cratere dia
+un'idea più viva e più animata delle regioni
infernali, che non il cratere dell'Etna.</p>
<p>Era una bellissima notte quando scendemmo
dal Vesuvio; il sole era scomparso
in mare, dietro l'isola di Ponza e, a misura
-che crescevano le tenebre, Napoli e le città
+che crescevano le tenebre, Napoli e le città
della pianura campana si andavano illuminando.
L'azzurra volta del cielo era rischiarata
dalla cometa annunziatrice di
guerra e tutto insieme lo spettacolo, commoveva
-profondamente l'animo, già impressionato
+profondamente l'animo, già impressionato
dall'aspetto del vulcano.</p>
@@ -2239,85 +2195,85 @@ che meritava di essere veduta. A
questa festa accorreva tutta la popolazione
della Campania, porgendo uno spettacolo
che non ha l'uguale. Mi recai pertanto
-colà il 26 giugno, anche bramoso di
-conoscere Nola, la quale racchiude più di
-un ricordo storico. Alle porte di questa città,
+colà il 26 giugno, anche bramoso di
+conoscere Nola, la quale racchiude più di
+un ricordo storico. Alle porte di questa città,
Marcello aveva inflitto la prima sconfitta
ad Annibale; ivi era morto l'imperatore<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[Pg 67]</a></span>
Augusto e ivi Tiberio era salito all'impero.
-È noto pure quale sorgente inesauribile di
-vasi preziosissimi sia stata Nola; i più
+È noto pure quale sorgente inesauribile di
+vasi preziosissimi sia stata Nola; i più
belli fra tutti quei che si trovano nel museo
borbonico, furono scoperti quivi, in Ruvo
e in S. Agata dei Goti. Chiunque li abbia
-veduti, non può certo aver dimenticato il
+veduti, non può certo aver dimenticato il
vaso grandioso di Nola, che rappresenta,
in una composizione ricca di figure, la distruzione
di Troia. Conviene pure ricordare
l'invenzione delle campane di cui
-mena vanto questa città ed il suo Vescovo,
+mena vanto questa città ed il suo Vescovo,
S. Paolino, buon poeta e dotto padre della
-Chiesa, che fece molto onore alla sua città
+Chiesa, che fece molto onore alla sua città
natale.</p>
-<p>Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema
+<p>Saverio de Rinaldis, lo cantò in un poema
epico latino, ad imitazione di Virgilio, dal
titolo la <i>Paolineide</i>. Lo acquistai un giorno
nel porto di Napoli, dove lo vidi in vendita
sopra un muricciolo; ma, sebbene quanto
avevo udito intorno alla festa del santo
-m'ispirasse curiosità, non mi bastò però
+m'ispirasse curiosità, non mi bastò però
il coraggio per leggere tutto quanto quel
-lungo poema. Non sarà tuttavia fuor di
+lungo poema. Non sarà tuttavia fuor di
luogo accennare che il santo nacque nell'anno
351 in Guascogna, dove suo padre,
prefetto della Gallia, era tuttora gentile,
ed aveva educato il suo figliuolo al paganesimo.
Se non che, convertitosi Paolino
al cristianesimo in Bordeaux, non
-tardò molto a divenire zelantissimo della<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[Pg 68]</a></span>
+tardò molto a divenire zelantissimo della<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[Pg 68]</a></span>
novella religione. Ottenuto il consolato,
venne mandato ad amministrare la provincia
-della Campania e quivi giunto trasferì
+della Campania e quivi giunto trasferì
la sua dimora dal capoluogo Capua
a Nola, per la ragione che in questa trovavasi
sepolto il santo vescovo Felice, e
che i molti miracoli da esso operati traevano
gran folla alla sua tomba. Paolino,
-rinunciò al mondo, e le proprie convinzioni
+rinunciò al mondo, e le proprie convinzioni
e le tristi esperienze fatte della vita lo portarono
-a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè
+a dedicarsi tutto al sacerdozio, imperocchè
accusato nientemeno che dell'uccisione
di suo fratello, non aveva potuto
provare la sua innocenza che grazie all'intercessione
del santo suo protettore Felice.
-Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare
+Diventato prete, Paolino non tardò ad acquistare
grande rinomanza per il suo ingegno
e per la sua dottrina nelle scienze ecclesiastiche,
-mentre la santità della sua vita
-gli procurò l'universale venerazione. Venne
+mentre la santità della sua vita
+gli procurò l'universale venerazione. Venne
chiamato a succedere a Felice nella cattedra
-vescovile di Nola, e quando morì, nel 431,
+vescovile di Nola, e quando morì, nel 431,
fu sepolto nella stessa cattedrale, di dove il
suo corpo venne trasportato prima a Benevento,
poscia a Roma, nella chiesa di
S. Bartolomeo.</p>
-<p>Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono
-maggiormente però a mantenere
+<p>Nè il suo genio, nè i suoi miracoli contribuirono
+maggiormente però a mantenere
viva nel popolo la memoria di S. Paolino,
-bensì una sua buona azione, un suo atto
+bensì una sua buona azione, un suo atto
generoso. Mentre era vescovo, l'unico figliuolo<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[Pg 69]</a></span>
di una vedova di Nola fu preso dai
Vandali e portato come schiavo in Africa.
-Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana,
-si portò colà per riscattare il giovane,
-sottoponendosi in vece sua alla schiavitù
+Paolino, mosso da sentimento di carità cristiana,
+si portò colà per riscattare il giovane,
+sottoponendosi in vece sua alla schiavitù
africana. Compiuta questa santa opera,
-tornò dalla Libia, ed i Nolani si recarono
-ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo
+tornò dalla Libia, ed i Nolani si recarono
+ad incontrarlo fuori della città, riconducendolo
al suo vescovato, con musica, danze
-e con le più solenni manifestazioni di gioia.
+e con le più solenni manifestazioni di gioia.
Questo ingresso trionfale ebbe luogo il
26 di giugno di non si sa quale anno e
ogni anno si celebra la memoria di quel
@@ -2332,14 +2288,14 @@ ridotti e alla stazione vi era una grande
ressa di gente, mentre tutte le altre strade
che portano a Nola erano piene di carrozze
di ogni specie, le quali, movevano
-verso la città in festa. Il mio viaggio durò
-poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime
+verso la città in festa. Il mio viaggio durò
+poco più di una mezz'ora a traverso fertilissime
contrade, tutte coltivate a viti.
-Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana
-di gente che entrava in città.</p>
+Giunto a Nola, vidi, per così dire, una fiumana
+di gente che entrava in città.</p>
<p>In vicinanza della porta si teneva la tradizionale
-fiera; le antiche mura della città
+fiera; le antiche mura della città
ed una torre aderente, erano tappezzate di<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[Pg 70]</a></span>
cartelloni giganteschi, dipinti bizzarramente;
nella torre stessa si faceva vedere la gran
@@ -2351,15 +2307,15 @@ fronte si faceva pure una musica infernale,
interrotta di quando in quando dalle voci
stentoree di una compagnia di giocolieri, i
quali invitavano il pubblico ad ammirare le
-loro prodezze. Non è possibile descrivere la
-varietà delle merci che venivano offerte con
-alte grida nelle botteghe; nè il chiasso
+loro prodezze. Non è possibile descrivere la
+varietà delle merci che venivano offerte con
+alte grida nelle botteghe; nè il chiasso
assordante della folla, la quale irrompeva
-nella città; nè la varietà dei colori dei
+nella città; nè la varietà dei colori dei
vestiti che il popolo indossava e delle bandiere
che quasi tutti i popolani agitavano
in mano. Ero appena entrato a Nola che
-mi colpì la vista una strana cosa, della
+mi colpì la vista una strana cosa, della
quale non avevo ombra d'idea e che mi
fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle
Indie, od al Giappone, che in Italia, nella
@@ -2374,7 +2330,7 @@ colonne erano rosse, lucide, le nicchie dorate
all'interno e guarnite di rabeschi assai<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[Pg 71]</a></span>
originali; le figure rappresentavano geni,
angeli, santi, guerrieri, tutti vestiti nelle
-foggie più strane ed erano collocati gli uni
+foggie più strane ed erano collocati gli uni
sopra gli altri, e tenevano, in mano corni,
mazzi di fiori, ghirlande e bandiere. Tutto
si moveva, tremava e svolazzava, e la torre
@@ -2391,19 +2347,19 @@ era sormontata in cima dalla statua di un
santo. Da altre parti si udivano nuove
musiche e si vedevano consimili torri.</p>
-<p>«Dio mio!&mdash;dissi ad un uomo che
+<p>«Dio mio!&mdash;dissi ad un uomo che
mi stava vicino&mdash;che cosa significa tutto
-questo?» Mi rispose alcune parole in un
+questo?» Mi rispose alcune parole in un
dialetto incomprensibile, fra le quali, uniche
che riuscii ad afferrare, quelle di <i>guglie
-di S. Paolino</i>. «Dovete sapere&mdash;mi disse
+di S. Paolino</i>. «Dovete sapere&mdash;mi disse
allora un Napoletano&mdash;che queste torri e
-questi obelischi sono dedicati al santo, perchè
-quando egli ritornò dall'Africa, gli abitanti
+questi obelischi sono dedicati al santo, perchè
+quando egli ritornò dall'Africa, gli abitanti
di Nola gli andarono incontro facendogli
grandi feste e portando fra le altre cose
tali obelischi. Di qui potrete vederli passare
-tutti, mentre si avviano alla cattedrale».<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[Pg 72]</a></span></p>
+tutti, mentre si avviano alla cattedrale».<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[Pg 72]</a></span></p>
<p>Preferii recarmi senza indugio sulla piazza
stessa, davanti al duomo, dove dovevano
@@ -2411,7 +2367,7 @@ prender posto tutte le torri.</p>
<p>Ne arrivarono subito nove da diverse
parti ed erano quasi tutte della stessa altezza,
-ad eccezione di una più elevata delle
+ad eccezione di una più elevata delle
altre, che raggiungeva i centodue palmi
d'altezza appartenente alla corporazione
degli agricoltori. Ogni corporazione, od
@@ -2420,60 +2376,60 @@ torri per la festa del santo. Le spese
sono sostenute dall'arte e ascendono per
ogni torre a circa novantasei ducati napoletani.</p>
-<p>Nell'esaminare più da vicino quelle strane
+<p>Nell'esaminare più da vicino quelle strane
apparizioni che tanto mi avevano colpito,
a prima vista rilevai che riproducevano
l'architettura bizzarra e barocca degli obelischi
che sorgono sopra alcune piazze di
Napoli, e che, sopracarichi di sculture e di
-ornati, non dànno un'idea molto favorevole
+ornati, non dànno un'idea molto favorevole
del buon gusto artistico dei Napoletani.</p>
-<p>Ogni obelisco è fabbricato in istrada,
+<p>Ogni obelisco è fabbricato in istrada,
presso la casa di qualche distinto maestro
d'arte, sotto una grande e alta tenda destinata
a proteggere contro le intemperie
l'opera stessa e gli artisti che la stanno
componendo.</p>
-<p>Lo scheletro delle torri è formato di
+<p>Lo scheletro delle torri è formato di
antenne e di travicelli; un piano si sovrapone
all'altro e la parte anteriore e i due<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[Pg 73]</a></span>
lati si ricoprono di carta, mentre la parte
-posteriore è formata tutta da foglie di rami
-di mirto e da una quantità di piccole bandiere.
+posteriore è formata tutta da foglie di rami
+di mirto e da una quantità di piccole bandiere.
Sulle pareti di carta dei due lati sono
dipinti geni i quali portano ghirlande. La
-parte anteriore è la più ricca di ornamenti,
-perchè a questa lavorano pittori ed architetti.
-Ogni piano è formato di colonne di
+parte anteriore è la più ricca di ornamenti,
+perchè a questa lavorano pittori ed architetti.
+Ogni piano è formato di colonne di
ordine corinzio, sormontate da una cornice
con una nicchia ed in questa sono collocate
figure e statue. Le persone vive stanno
al piano inferiore, e sono ragazze e giovanetti
che vestono una gonnella corta e portano
in testa elmi di carta dorata. Nella
-nicchia, a metà della torre, si trova la figura
+nicchia, a metà della torre, si trova la figura
principale. In quella degli agricoltori,
o mietitori, io vidi una Giuditta colossale
stupendamente vestita, la quale teneva
in mano la testa di Oloferne; in altre torri
scorsi santi, o protettori, o patroni dei
-varî mestieri. A fianco di queste figure principali
+varî mestieri. A fianco di queste figure principali
si trovano ad ogni piano emblemi
di varia natura, angeli che tengono in mano
bandiere, od arpe, e geni con corone di
fiori e trombe. Nella nicchia del piano superiore
sta un angelo con un incensorio,
e sulla cupola dorata, o sull'ornamento a
-foggia di giglio, che forma l'estremità della
+foggia di giglio, che forma l'estremità della
torre, sorge un santo. Sulla torre degli agricoltori
si vedeva S. Gregorio vestito da<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[Pg 74]</a></span>
cavaliere dell'ordine di Malta, con una bandiera
in mano.</p>
<p>Un emblema posto sulla cornice che sormonta
-la nicchia a metà della torre, indica
+la nicchia a metà della torre, indica
la corporazione, o il mestiere a cui quella
appartiene. Su quella degli agricoltori stava
una falce; su quella dei pastai stavano due
@@ -2482,7 +2438,7 @@ pezzo di carne; su quella dei sarti una bianca
veste; su quella dei calzolai una scarpa;
su quella dei pizzicagnoli una forma di
cacio; su quella dei negozianti di vino un
-fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da
+fiasco. Ogni torre inoltre è preceduta da
un giovanetto, il quale porta un altro emblema:
quello dei giardinieri portava un
corno di abbondanza; gli albergatori e i
@@ -2493,12 +2449,12 @@ guisa da raffigurare S. Pietro e S. Paolo.</p>
<p>Al suono delle loro bande musicali, tutte
le torri si avviarono verso la cattedrale.
Tutto quel chiasso, tutta quella gente dai
-costumi più svariati, tutte quelle bandiere,
+costumi più svariati, tutte quelle bandiere,
i balconi delle case gremiti di fiori
e di belle ragazze, tutte quelle torri bizzarre
che oscillavano, sotto il sole abbagliante
del mezzogiorno, formavano uno
-spettacolo così vivace, così singolare che
+spettacolo così vivace, così singolare che
ne rimasi assordito, allibito: credetti di
essere tornato ai tempi del paganesimo.</p>
@@ -2517,7 +2473,7 @@ davanti ad un altare.</p>
<p>Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale,
incominciava uno strano spettacolo,
-imperocchè ognuna di quelle moli grandiose
+imperocchè ognuna di quelle moli grandiose
si dava a ballare a suon di musica.
Precedeva i portatori un uomo con
un bastone, il quale batteva il tempo, e le
@@ -2535,7 +2491,7 @@ e di uomini si disponevano in circolo
intorno ad essa, tenendosi le mani
sulla spalla e ballavano. Intanto due ballerini
facevano in mezzo a questi una danza<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[Pg 76]</a></span>
-particolare, finchè sopraggiungeva un terzo
+particolare, finchè sopraggiungeva un terzo
che veniva da questi sollevato per aria,
dove si dimenava con tutte le membra.
A poco a poco cominciava a divenir pallido
@@ -2550,7 +2506,7 @@ nemmeno chi potesse fornirmi un'esatta
spiegazione di quel ballo mistico. Davanti
ad una torre, invece di ballare, si facevano
giuochi di forza e un uomo faceva
-esercizi sulla testa di un altro. Ballò perfino
+esercizi sulla testa di un altro. Ballò perfino
il grosso legno da guerra. In alcuni
momenti suonavano contemporaneamente
le musiche di quattro di quelle torri, che
@@ -2569,13 +2525,13 @@ delle torri, si chiuse la funzione religiosa
con una processione a cui presero parte
tutto il clero secolare, e tutte le corporazioni<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[Pg 77]</a></span>
di frati; non vidi mai in Italia frati
-di un aspetto così imponente e così florido
-come questi e non so se ciò dipendesse dalla
-bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità
-del paese, o dalla libertà con cui vivono i
+di un aspetto così imponente e così florido
+come questi e non so se ciò dipendesse dalla
+bontà dell'aria, dalla ricchezza e fertilità
+del paese, o dalla libertà con cui vivono i
frati nel regno di Napoli. La processione
con dietro tutte le torri, fece il giro di tutta
-la città accompagnata dallo scoppio incessante
+la città accompagnata dallo scoppio incessante
di razzi e di mortaletti.</p>
<p>Era intanto passato mezzogiorno; le
@@ -2583,8 +2539,8 @@ funzioni religiose erano terminate e la popolazione
cominciava ad andarsene per i
fatti suoi. Stordito da tutto quel baccano,
stanco di tutta quella folla, cercai rifugio
-in una trattoria, che trovai già piena di
-gente. In questi paesi tutto è allegro e
+in una trattoria, che trovai già piena di
+gente. In questi paesi tutto è allegro e
chiaro, ed anche le pareti di quella bettola
erano dipinte a colori vivaci. In un batter
d'occhio vidi recare e scomparire piatti
@@ -2602,15 +2558,15 @@ Museo Borbonico e che hanno del pari
doppio manico e la brocca a foggia di<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[Pg 78]</a></span>
trifoglio. Oggigiorno, tutte queste brocche,
nella Campania, sono verniciate in
-bianco con alcuni ornati che però non conservano
-più nulla dello stile greco.</p>
+bianco con alcuni ornati che però non conservano
+più nulla dello stile greco.</p>
-<p>Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò
-tutte le persone nei caffè, i quali prendono
-il nome di <i>Caffè nobile</i>, non appena
+<p>Nel pomeriggio il calore insopportabile riversò
+tutte le persone nei caffè, i quali prendono
+il nome di <i>Caffè nobile</i>, non appena
cominciano a presentare una certa apparenza.
Cercai il migliore di tutti, che trovai
-però già pieno zeppo di persone; vi
+però già pieno zeppo di persone; vi
si soffocava per il caldo. V'erano contadini
che cantavano ritornelli, improvvisatori,
signori e dame elegantemente vestite,
@@ -2618,7 +2574,7 @@ gli uni seduti, gli altri in piedi, e altri ancora
che giravano attorno ai tavoli. Si prendevano
gelati in abbondanza e di gusto
squisito. Non ho mai provato come in
-quel caffè la voluttà di sorbire un buon
+quel caffè la voluttà di sorbire un buon
gelato, tanto era soffocante il calore, e non
tardai molto in mezzo a tutta quella folla,
ad addormentarmi e sognai Marcello, Annibale,
@@ -2631,29 +2587,29 @@ siccome il rumore era continuato, si poteva
benissimo dormire come si dorme sulla
spiaggia del mare, al muggito delle onde.</p>
-<p>La città, che visitai tutta quanta, non ha
-nulla di notevole, ma è abbastanza pulita<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[Pg 79]</a></span>
+<p>La città, che visitai tutta quanta, non ha
+nulla di notevole, ma è abbastanza pulita<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[Pg 79]</a></span>
e resa gaia dai molti e bei giardini.
Nei tempi antichi Nola non era affatto
inferiore a Pompei con la quale manteneva
grandi relazioni commerciali. Le
-tre città più fiorenti della Campania erano
+tre città più fiorenti della Campania erano
infatti: Nola, Aceria e Nocera, che avevano
il loro porto a Pompei, sulla foce del Sarno,
-ricoprendo allora il mare, che di poi si ritirò
+ricoprendo allora il mare, che di poi si ritirò
da Pompei, buona parte di quella fertile
pianura.</p>
-<p>Ero uscito di città per salire al convento
+<p>Ero uscito di città per salire al convento
di S. Angelo, appartenente ai monaci di
S. Francesco, il quale sorge con un porticato
-aperto in una bella posizione ed è
+aperto in una bella posizione ed è
attorniato da una splendida vegetazione,
quando incontrai per istrada una famiglia
-che tornava già dalla festa e che era composta
+che tornava già dalla festa e che era composta
di una matrona di forse ottant'anni,
con le sue figliuole e nipoti. Non vidi
-mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era
+mai vecchia di bellezza più classica, alta com'era
della persona e d'imponenza tragica.</p>
<p>Vestiva un abito di seta color chermisino,
@@ -2663,7 +2619,7 @@ questo portava un farsetto tutto rosso,
ricamato in oro. I suoi capelli canuti erano
trattenuti sulla fronte da un nastro alla
pompeiana. Procedeva coll'imponenza e con
-la dignità di una principessa, o di una regina
+la dignità di una principessa, o di una regina
dei tempi antichi, ed avrebbe potuto
rappresentare benissimo nei <i>Persiani</i> di<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[Pg 80]</a></span>
Eschilo la parte di Atossa, consorte sublime
@@ -2679,20 +2635,20 @@ avevano in capo, alla moda del paese, il
<i>muccador</i>, specie di velo fissato poco sopra
la nuca, in maniera da lasciar visibili i
capelli sulle tempie, antica usanza che si
-può osservare anche negli affreschi di Pompei.
+può osservare anche negli affreschi di Pompei.
Provavo molta fatica a comprendere
qualche cosa, qualche parola del dialetto
che quelle donne parlavano. Compresi
-però che mi invitavano ad accompagnarle
+però che mi invitavano ad accompagnarle
a casa loro, la quale, mi dissero, che si
-trovava a poca distanza. Per curiosità ci
+trovava a poca distanza. Per curiosità ci
sarei andato molto volentieri, ma il giorno
-era già inoltrato, mi premeva vedere
-S. Angelo, godere del panorama che di là si
-osserva e perciò ringraziai, declinando il
+era già inoltrato, mi premeva vedere
+S. Angelo, godere del panorama che di là si
+osserva e perciò ringraziai, declinando il
cortese invito.</p>
-<p>La vista che si gode dal convento è veramente
+<p>La vista che si gode dal convento è veramente
bella. Si scoprono, a sinistra il
monte Somma ed il Vesuvio, a destra i
monti di Maddaloni, e sopra il monastero,
@@ -2704,17 +2660,17 @@ da frutta, da cui pendono, a guisa di
festoni, le viti. In mezzo a tutte queste
piante crescono rigogliosi il frumento ed
il grano turco, e dovunque brillano gli
-aranci e i melagrani, e la città, irradiata da
+aranci e i melagrani, e la città, irradiata da
un sole abbagliante, trovasi come immersa
in un mare di verzura, di vigneti e
-di fiori. È davvero una contrada adatta
+di fiori. È davvero una contrada adatta
per continue feste: la stessa natura, eminentemente
voluttuosa, invita senza posa
al piacere.</p>
<p>Partii da Nola verso sera, quando stavano
per cominciare le corse dei cavalli;
-più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione
+più tardi doveva ancora aver luogo un'illuminazione
generale. Quando a sera inoltrata
mi trovai a Napoli, alla finestra della
mia abitazione a S. Lucia, vidi la folla
@@ -2732,28 +2688,28 @@ a prendere parte alla sfilata per il corso.</p>
<p>Chiunque si sia recato da Salerno ad
Amalfi, seguendo la strada lungo il mare,
deve ricordare questa gita con vera soddisfazione.<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[Pg 82]</a></span>
-Non ve ne è un'altra ugualmente
+Non ve ne è un'altra ugualmente
bella in tutto il regno di Napoli, e di
tante escursioni che ho fatto in tutta quanta
-l'Italia, questa è quella che mi ha lasciata
-più grata impressione di tutte le altre.</p>
+l'Italia, questa è quella che mi ha lasciata
+più grata impressione di tutte le altre.</p>
<p>La strada segue sempre la spiaggia del
mare, mantenendosi ad una certa altezza,
-e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo.
+e piegandosi a tutte le sinuosità del suolo.
Si hanno a sinistra i monti e le fresche
valli, popolate di villaggi, le quali scendono
al mare che rimane disotto, mentre lo
-sguardo può intanto benissimo abbracciare
+sguardo può intanto benissimo abbracciare
Pesto, i monti delle Calabrie, il capo Licosa
e il golfo Policastro.</p>
<p>Il primo abitato che s'incontra in vicinanza
-di Salerno è Vietri; la posizione
-di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli.
+di Salerno è Vietri; la posizione
+di questa piccola città mi ha ricordato Tivoli.
Giace in una gola ampia e grandiosa, sulla
riva di un torrente, il quale fornisce l'energia
-necessaria a parecchi molini, ed è un
+necessaria a parecchi molini, ed è un
paese bruno, d'aspetto bizzarro, con parecchie
chiese e cappelle. Sulla spiaggia del
mare possiede il suo piccolo porto popolato
@@ -2771,8 +2727,8 @@ spiaggia del mare, tutti i castelli situati
sulle alture, fanno pensare ai tempi in cui
i Normanni fondarono in queste contrade
il loro meraviglioso regno, quel regno che
-segnò un'epoca nella storia della civiltà
-ed esercitò una grande influenza nell'Occidente
+segnò un'epoca nella storia della civiltà
+ed esercitò una grande influenza nell'Occidente
e nell'Oriente.</p>
<p>In quel tempo erano, a dire il vero, assai
@@ -2785,10 +2741,10 @@ di Gaeta e di Napoli.</p>
<p>In questa bella Salerno, che oggi riposa
tranquilla in riva al suo mare, regnava allora
il principe longobardo Guaimaro, quando
-comparve davanti alla città una flotta
+comparve davanti alla città una flotta
saracena e gl'infedeli diedero l'assalto alle
mura. I Salernitani erano infiacchiti al pari
-dei Sibariti e dei Bizantini e la città, male
+dei Sibariti e dei Bizantini e la città, male
guardata, stava in pericolo di cadere. Fortuna
volle che si trovassero per caso in quel
momento a Salerno quaranta pellegrini normanni
@@ -2800,39 +2756,39 @@ mussulmani. I Salernitani, animati dall'esempio,
tennero lor dietro, e dopo un sanguinoso
combattimento i Saraceni furono<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[Pg 84]</a></span>
sbaragliati e costretti a levar l'assedio.
-Guaimaro ricompensò generosamente i pellegrini,
+Guaimaro ricompensò generosamente i pellegrini,
i quali, ritornati in patria, eccitarono
la fantasia dei loro compaesani con le narrazioni
delle bellezze della spiaggia di Salerno,
dei prodotti di quel suolo fertilissimo,
della primavera perpetua che vi regnava e
-dei tesori che colà, uomini arditi e coraggiosi
+dei tesori che colà, uomini arditi e coraggiosi
avrebbero potuto acquistare.</p>
<p>Gli avventurosi Normanni s'imbarcarono
-allora pel mezzodì d'Italia, guidati da Dragut.
-Ciò avvenne in principio del secolo XI
-e la stirpe dei Normanni fu più fortunata
+allora pel mezzodì d'Italia, guidati da Dragut.
+Ciò avvenne in principio del secolo XI
+e la stirpe dei Normanni fu più fortunata
di quella dei napoleonidi e di Murat.</p>
<p>Sismondi osserva che da quell'epoca,
nella lingua dell'Irlanda, si mantenne dell'antico
dialetto scandinavo la voce <i>figiakasta</i>,
-vale a dire <i>desiderî di fichi</i>, locuzione
+vale a dire <i>desiderî di fichi</i>, locuzione
figurata per esprimere un desiderio
intenso.</p>
<p>Giungemmo frattanto a Cetara, luogo delizioso
quanto mai sulla spiaggia del mare,
una vera e fertile oasi in mezzo ai monti.
-Di questo paese mi colpì l'architettura
+Di questo paese mi colpì l'architettura
tutta moresca. Le case sono piccole e ad
un sol piano, con logge e verande circondate
di viti; i tetti sono convessi e tinti
di nero. La chiesa piccola e di architettura
bizzarra, sorge in un boschetto di aranci.
Tutto l'insieme del paese aveva un carattere
-così esotico, che non si sarebbe mai pensato<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[Pg 85]</a></span>
+così esotico, che non si sarebbe mai pensato<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[Pg 85]</a></span>
di essere nel centro d'Europa. Allo
splendore di un magnifico sole, le piante
e i fiori sembravano sorridere e le piccole
@@ -2845,49 +2801,49 @@ esotico al paesaggio.</p>
<p>Cetara fu il primo punto occupato dai
Saraceni su questa riviera. Quivi essi si fermarono
-e in seguito estesero i loro dominî,
+e in seguito estesero i loro dominî,
fondando colonie ad Amalfi, Minori, Maiori,
-Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano
+Scala e Ravello, perchè i mussulmani facevano
scorrerie continue su queste spiaggie,
prima ancora di conquistare la Sicilia. Costoro
erano attirati e indotti su questi lidi,
-dalle continue lotte dei Greci, con le città e
-con i Longobardi. La stessa città di Napoli
+dalle continue lotte dei Greci, con le città e
+con i Longobardi. La stessa città di Napoli
ne diede l'esempio in principio dell'anno 836,
quando si rivolse, per mezzo del suo console
Andrea, agli Arabi, onde avere soccorso
e liberarsi dalla signoria di Sicardo
principe di Benevento, e quella repubblica,
allora fiorente, strinse lega con i Saraceni
-senza tener conto nè degli anatemi del
-sommo pontefice, nè delle minacce degli
-imperatori greco-romani. Tale lega durò circa
+senza tener conto nè degli anatemi del
+sommo pontefice, nè delle minacce degli
+imperatori greco-romani. Tale lega durò circa
un mezzo secolo e si narra che a quei tempi
il porto di Napoli presentasse un aspetto
addirittura saraceno. Quando, dopo la morte<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[Pg 86]</a></span>
di Sicardo avenuta nell'839, la signoria longobarda
cadde a Salerno e a Benevento,
e pugnavano per questa fra di loro Radelchi
-e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda
+e Siconulfo, quest'ultimo chiamò una banda
di Saraceni e prese ai suoi servizi il mussulmano
Apolofar con un certo numero di
Cretesi. Gli Arabi presero liberamente
stanza in Salerno e vi si stabilirono definitivamente,
fabbricando case nei dintorni
-della città.</p>
+della città.</p>
<p>Finalmente, nell'anno 871, Radelchi e Siconulfo
fecero la pace, dividendosi gli stati
di Salerno e di Benevento e stabilirono la
condizione che non si dovesse permettere
-più agli Arabi il soggiorno nella costa fra
-Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti
+più agli Arabi il soggiorno nella costa fra
+Amalfi e Salerno; ma ad onta di ciò, molti
si fecero battezzare e vi rimasero. Costoro
-avevano già data a quella località un'impronta
-tutta moresca che non si è più cancellata.
+avevano già data a quella località un'impronta
+tutta moresca che non si è più cancellata.
Altri Arabi vennero poi dalla Sicilia,
di modo che nel corso del secolo IX tutta
-quanta la Calabria si trovò in pericolo
+quanta la Calabria si trovò in pericolo
di diventare mussulmana; a Bari regnava
un sultano, Taranto cadeva nelle loro mani
e minacciavano di prendere Roma stessa,
@@ -2898,7 +2854,7 @@ in buone relazioni, ad onta degli sforzi dell'imperatore
Ludovico II.</p>
<p>Si stabilirono nuovamente in Cetara nell'anno<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[Pg 87]</a></span>
-880 e la repubblica di Napoli assegnò
+880 e la repubblica di Napoli assegnò
loro alcune terre sulle sponde del Sebeto.
Essi presero pure dimora alle falde del
Vesuvio, nei dintorni classici di Pompei,
@@ -2908,11 +2864,11 @@ Fondarono parimenti la loro colonia
di Agropoli, nelle vicinanze di Pesto.</p>
<p>Ai tempi del dominio dei Normanni si
-ritirarono più di una volta da queste contrade
+ritirarono più di una volta da queste contrade
e molti abbracciarono il cristianesimo,
altri rimasero al servizio di Ruggero,
portando nella bella provincia di Salerno
-le costumanze e la civiltà orientale. Lo
+le costumanze e la civiltà orientale. Lo
stesso nome di Cetara sembra che sia di
origine orientale.</p>
@@ -2920,70 +2876,70 @@ origine orientale.</p>
riflettendosi sulle nude rocce dove camminavamo
in fretta, e noi eravamo ancora
a buona distanza da Amalfi. L'aspetto della
-riviera si faceva a mano a mano sempre più
+riviera si faceva a mano a mano sempre più
bello. Al nostro fianco sorgevano monti altissimi,
le cui cime si perdevano nelle nubi,
mentre la loro tinta oscura, sotto la sferza
-del sole che rendeva sempre più azzurre
+del sole che rendeva sempre più azzurre
le onde del mare, faceva un grande contrasto
con lo splendore di questo e con la
-limpidezza del cielo. Sorgevano qua e là,
+limpidezza del cielo. Sorgevano qua e là,
sul pendio dei monti, rovine di antichi castelli
dei tempi normanni indicanti i luoghi
dove un giorno esistettero villaggi. Stupenda<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[Pg 88]</a></span>
ci apparve la posizione di Maiori e
-di Minori nei due punti più belli della riviera,
-due piccole città al pari di Cetara, appoggiate
+di Minori nei due punti più belli della riviera,
+due piccole città al pari di Cetara, appoggiate
al monte e circondate da giardini
amenissimi.</p>
<p>Le spiagge di Minori e di Maiori sono
-quanto c'è di più ridente in questo golfo,
+quanto c'è di più ridente in questo golfo,
da Salerno ad Amalfi e Sorrento, ed io non
esito a dichiarare che superano in bellezza
la stessa spiaggia di Sorrento, a costo anche
di esser tacciato di un'eresia. Sono
-due punti di una magica tranquillità, ristretti
+due punti di una magica tranquillità, ristretti
in breve spazio, freschi, ombreggiati
e ridenti; si direbbero appartati da tutto
il resto del mondo. Non ho veduto luoghi
-più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori,
+più graziosi. Il primo che s'incontra è Maiori,
fondato da Siccardo di Benevento nel secolo
IX; il paese giace quasi in riva al mare.
Il monte situato dietro l'abitato, ridotto a
-foggia di terrazzi, è coltivato a giardini nei
+foggia di terrazzi, è coltivato a giardini nei
quali sorgono casette bianche e pulite che
-hanno l'aspetto di altrettante ville. Più in
+hanno l'aspetto di altrettante ville. Più in
alto torreggia pittorescamente un antico castello.</p>
<p>Le strade ed i sentieri solitari e tranquilli
si addentrano nei monti dai quali
scaturiscono acque limpide e fresche. Tanta
solitudine romantica ricrea l'animo e fa nascere
-il desiderio di vivere colà tranquilli,
+il desiderio di vivere colà tranquilli,
o almeno di trascorrervi un'estate. Ivi davvero
l'abitante dei paesi settentrionali comprende
che cosa significhi la <i>figiakasta</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[Pg 89]</a></span></p>
-<p>Trovammo colà, in riva al mare, una
+<p>Trovammo colà, in riva al mare, una
locanda graziosa, dipinta a colori vivaci,
dove ci procurammo vino, ottimi fichi neri
e aranci stupendi. Il sole che splendeva di
-fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi
+fuori, quella tranquillità profonda, il frangersi
delle onde sulla spiaggia e l'atmosfera
pregna di profumi, conciliavano il
sonno.</p>
<p>Poco dopo ci trovammo mezzo addormentati
-in un caffè del vicino borgo di
+in un caffè del vicino borgo di
Minori. Quivi le case sono piccole e basse
-quanto quelle di Pompei e le stanze così
+quanto quelle di Pompei e le stanze così
piccole che appena possono contenere
quattro persone. Alla tavola della locanda
il padrone ci girava attorno con un ventaglio
in mano smovendo l'aria, cacciando
le mosche e narrando nel suo dialetto
-una quantità di storie, parlando sopratutto
+una quantità di storie, parlando sopratutto
della fabbricazione dei maccheroni,
industria speciale della riviera di Amalfi,
la quale ne provvede tutto il regno di
@@ -2992,38 +2948,38 @@ Napoli.</p>
<p>Partimmo da Minori nelle ore calde del
pomeriggio e, girato che avemmo un promontorio,
ci trovammo di fronte ad Atrani,
-il quale è separato da Amalfi da una gigantesca
-rupe. La posizione di Atrani è
+il quale è separato da Amalfi da una gigantesca
+rupe. La posizione di Atrani è
imponente. Sorge a foggia di piramide sulla
-riva del mare, che in quel punto è altissima
+riva del mare, che in quel punto è altissima
e scende assai ripida, addirittura a
picco. L'architettura delle case, le quali<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[Pg 90]</a></span>
hanno tutte la propria loggia, produce un
aspetto piacevolissimo per il bianco delle
mura che si stacca sul fondo nero della
rupe. Questa, forma vicino al paese una
-verde valletta ed alla sua sommità si presenta
-il paesetto di Pontone. Sulla sommità
+verde valletta ed alla sua sommità si presenta
+il paesetto di Pontone. Sulla sommità
delle falde di quei monti tutte rivestite
di pini marittimi sorgono antiche torri
e castelli. Si scorgono intorno villaggi
-che giacciono ancora più alti fra vigne e
+che giacciono ancora più alti fra vigne e
castagneti e dove sarebbe molto faticoso
l'arrampicarsi. Oltre Pontone, soprastano
Atrani gli altri paesetti di Minuto, Scala,
-e Ravello. Quest'ultimo è particolarmente
+e Ravello. Quest'ultimo è particolarmente
notevole per i ricordi dei Saraceni. Vi si
sale da Atrani percorrendo una ripida e
faticosa strada, ma romantica, attraversando
gallerie coperte e camminando fra vigneti,
castagni e boschi di carrubbe. A misura che
-si sale, la vista del mare si fa più bella.
+si sale, la vista del mare si fa più bella.
Dalla cima delle nere rupi, coronate di torri,
si getta lo sguardo sull'azzurro delle onde
che si direbbero sgorgare dalla gola di
Pontone. Si vedono pure verdeggianti pendici,
seminate di case, dove per buona ventura
-gli abitanti non hanno più a temere
+gli abitanti non hanno più a temere
le scorrerie saracene.</p>
<p>Arrivammo all'abbandonato monastero
@@ -3033,26 +2989,26 @@ quindi alla villa Cembrano, casa di campagna<span class="pagenum"><a name="Page_
di un ricco signore napoletano, la
quale sorge tra le rose e gli oleandri, su di
un altipiano da dove lo sguardo spazia nel
-mare. Questa villa è propriamente bella e
+mare. Questa villa è propriamente bella e
sopra tutto attrasse la mia attenzione il
pergolato, il quale forma un rettangolo attorno
-al magnifico giardino. Esso è sostenuto
+al magnifico giardino. Esso è sostenuto
da pilastri bianchi, sui quali corre un
tetto di verdi tralci, da cui pendono i grappoli
in abbondanza; nel giardino poi, tenuto
-con molta cura, crescono i più bei
+con molta cura, crescono i più bei
fiori, e tutte le piante meridionali, nella
vegetazione rigogliosa del mese di luglio.
Sul margine dell'altipiano sorge un belvedere,
circondato di statue, invero orribili,
-le quali però in distanza producono buon
-effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza
+le quali però in distanza producono buon
+effetto. Si gode di là la vista dell'ampiezza
del mare, delle coste delle Calabrie con le
cime dei loro monti coperte di neve, dell'imponente
punta di Conca e del bel capo
d'Orso, presso Maggiori, tutte vedute
severe che bisogna ammirare e tacere,
-anzichè provarsi a farne la descrizione. Nel
+anzichè provarsi a farne la descrizione. Nel
contemplare da quegli orti di Armida,
fra le rose e le ortensie, il mare magico
nel quale si riflette l'azzurra tinta di un
@@ -3062,17 +3018,17 @@ Icaro venne desiderio di poter spaziare per
l'aria in una bella sera d'estate, sedendo
su di un promontorio dell'isola di Creta.<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[Pg 92]</a></span></p>
-<p>Salimmo ancora più in alto, al convento
-di S. Antonio; anche questo è collocato in
-amenissima posizione ed è di stile interamente
+<p>Salimmo ancora più in alto, al convento
+di S. Antonio; anche questo è collocato in
+amenissima posizione ed è di stile interamente
moresco, con archi spezzati e colonnette
graziose. Raggiungemmo quindi
l'antica Ravello e ci trovammo tutto ad un
-tratto in una città moresca, con torri e case
+tratto in una città moresca, con torri e case
di stile arabo, fabbricata di tufo nero solitaria
e tranquilla, abbandonata, quasi
morta, sopra una verde pendice del monte.
-Si direbbe che è segregata da tutto il
+Si direbbe che è segregata da tutto il
resto del mondo; non si vedono che alberi
e rocce e da qualche punto il mare
in lontananza. Nei giardini si osservano
@@ -3085,16 +3041,16 @@ sorge un antico edificio di architettura araba,
con ornati di gusto fantastico e con colonne
meravigliosamente lavorate negli angoli.
Il tetto riposa sopra una graziosissima
-cornice. Questo edificio è designato col nome
-di teatro moresco e non vi è dubbio che
+cornice. Questo edificio è designato col nome
+di teatro moresco e non vi è dubbio che
era il palazzo degli antichi signori di Ravello,
-imperocchè questa città, ora deserta
+imperocchè questa città, ora deserta
e derelitta, fu un tempo una colonia fiorente
di Amalfi che contava trentaseimila abitanti.
Ricche famiglie vi avevano introdotto il
lusso a cui davano origine le loro relazioni
con l'Oriente e il continuo commercio con<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[Pg 93]</a></span>
-i Saraceni stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri
+i Saraceni stabiliti in Sicilia. Fra le più illustri
erano annoverate le famiglie degli Afflitti,
dei Ragadei, dei Castaldi e sopratutto
dei Ruffoli. Si erano fabbricate tutte palazzi
@@ -3105,9 +3061,9 @@ che Ravello si mantenne in relazione continua
con i Saraceni, molti dei quali vi avevano
presa dimora e gli Arabi vi tennero
il presidio fino ai tempi di Manfredo. Avvenne
-perciò che questa piccola città fu
+perciò che questa piccola città fu
una delle prime che accolse nell'Italia meridionale
-l'architettura araba ed oggidì è
+l'architettura araba ed oggidì è
una delle poche che ne conservi ancora
gli avanzi.</p>
@@ -3115,14 +3071,14 @@ gli avanzi.</p>
moresca che in Palermo stesso,
dove i castelli di Cuba e della Zisa sono
per la massima parte distrutti. Il palazzo
-Ruffoli in Ravello è una vera miniera di
+Ruffoli in Ravello è una vera miniera di
architettura moresca di quei tempi, e di
queste contrade. Esso trovasi in un giardino,
ed appartiene da tre anni all'inglese
sir Nevil Reed, il quale lo ha fatto per primo
sgombrare dalle macerie. E' addirittura un
piccolo Alhambra, uno stupendo edificio
-a tre piani, che conta più di trecento
+a tre piani, che conta più di trecento
stanze sostenute tutte da colonne moresche.
Le sale sono ornate di rabeschi in
puro stile arabo-siculo e un tempo debbono<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[Pg 94]</a></span>
@@ -3133,15 +3089,15 @@ una torre quadrata di gusto bizzarro, rovine
di porticati, di bagni, di archi e di
cortili, i quali debbono aver fatto parte di
una specie di castello cinto di mura, e da
-questi ruderi è agevole farsi un'idea delle
+questi ruderi è agevole farsi un'idea delle
grandi ricchezze che dovevano aver accumulato
un tempo le famiglie distinte di Ravello.</p>
-<p>In tutte le città impoverite del regno di
+<p>In tutte le città impoverite del regno di
Napoli, queste reliquie di tempi migliori provano
la triste decadenza delle contrade.
Due volte furono in fiore queste regioni predilette
-dalla natura: la prima nell'antichità
+dalla natura: la prima nell'antichità
greca, come lo attestano le rovine di Pesto;
la seconda durante le Repubbliche del medio
evo, allorquando Napoli, Gaeta, Amalfi, Sorrento,
@@ -3152,8 +3108,8 @@ risorgesse nell'Italia settentrionale e
desse origine alle repubbliche di Pisa, di
Genova e di Venezia. Nella prima epoca
furono i Romani quelli che spensero il fiore
-della civiltà nell'Italia meridionale; nella
-seconda epoca cominciò a venir meno sotto
+della civiltà nell'Italia meridionale; nella
+seconda epoca cominciò a venir meno sotto
il dominio dei Normanni; e quindi, a poco
a poco, quelle contrade si vennero riducendo
alla misera condizione in cui si trovano<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[Pg 95]</a></span>
@@ -3162,7 +3118,7 @@ di quelle Repubbliche dell'Italia meridionale
dal secolo VII ai tempi di re Ruggiero
di Sicilia, e gli archivi di Napoli potrebbero
fornire tutti gli elementi necessari,
-se non fossero chiusi, ed impenetrabili più
+se non fossero chiusi, ed impenetrabili più
della sfinge egiziana.<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4"></a><a href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a></p>
<p>Vidi intanto, mentre mi trovavo nei giardini
@@ -3172,21 +3128,21 @@ tramontare, ed i monti di Pesto e di Salerno
cominciavano ad oscurarsi, assumendo
una tinta dolce di verde cupo, mentre
sopra a Pesto stava un'ampia nuvola
-bianca, la quale non tardò a tingersi in
+bianca, la quale non tardò a tingersi in
rosso acceso. Si sarebbe detto che divampasse
in cielo un immenso incendio, la cui
luce si proiettasse in mare, sembrando fosse
in fiamme tutto quanto il golfo di Salerno;
a poco a poco il mare assunse prima un color
d'oro, quindi verde pallido, violaceo, gialliccio,
-finalmente grigio, finchè vennero le tenebre.
+finalmente grigio, finchè vennero le tenebre.
Colpito da quegli scherzi indescrivibili
-di luce, non potei più muovermi finchè
+di luce, non potei più muovermi finchè
fu notte.</p>
<p>Potrei ancora narrare molte cose di Ravello,<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[Pg 96]</a></span>
particolarmente dell'antico duomo
-edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI,
+edificato da Niccolò Ruffoli nel secolo XI,
il quale possiede un pulpito raro in mosaico
ed antiche porte di bronzo e dove si
conserva in un'ampolla il sangue di S. Pantaleo,
@@ -3208,14 +3164,14 @@ e sopratutto descriverle molto a lungo.<span class="pagenum"><a name="Page_97" i
<p>Un mese intiero ho vissuto nell'isola di
Capri ed ho goduto, in tutta la sua pienezza,
-la solitudine magica di quella marina. Così
+la solitudine magica di quella marina. Così
potessi io riprodurre le sensazioni ivi provate!
-Ma è impossibile descrivere con parole
-la bellezza e la tranquillità di quella
+Ma è impossibile descrivere con parole
+la bellezza e la tranquillità di quella
romita solitudine. Giampaolo Richter, contemplandola
dalla terra ferma, ha paragonato
Capri ad una sfinge; la bella isola a
-me è apparsa simile ad un sarcofago antico,
+me è apparsa simile ad un sarcofago antico,
fiancheggiato dalle Eumenidi scarmigliate,
su cui campeggiasse la figura di
Tiberio. La vista dell'isola ha sempre esercitato
@@ -3224,43 +3180,43 @@ conformazione monumentale, per la sua solitudine,
e per i cupi ricordi di quell'imperatore
romano, che, signore del mondo
intiero, considerava quello scoglio come
-sua unica e vera proprietà.</p>
+sua unica e vera proprietà.</p>
<p>Una domenica, di buon mattino, con un
tempo stupendo, andammo a Sorrento, in<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[Pg 100]</a></span>
-barca, e di là ci dirigemmo verso Capri.
+barca, e di là ci dirigemmo verso Capri.
Il mare non era meno tranquillo del cielo;
le linee del paesaggio si perdevano all'orizzonte
in una luce vaga ed indecisa; Capri
-però ci appariva davanti imponente, grave,
+però ci appariva davanti imponente, grave,
rocciosa, severa, con i suoi monti selvaggi,
con le sue rupi rossastre di roccia calcarea,
tagliate a picco. Sull'altura si scorgeva
-un bruno castello rovinato; qua e là
+un bruno castello rovinato; qua e là
avanzi di batterie e gole aperte di cannoni
-abbandonati, solitari, già quasi ricoperti dal
+abbandonati, solitari, già quasi ricoperti dal
ginestro selvaggio dai fiori gialli; scogli
aspri e ripidi, in cima ai quali svolazzavano
falchi di mare e uccelli indigeni, assuefatti
al sole, come dice Eschilo; in basso
caverne, grotte oscure, misteriose; sul dorso
-del colle una piccola città di aspetto gaio,
+del colle una piccola città di aspetto gaio,
con case bianche, mura alte e una cupola
-di chiesa; più in basso ancora, sulla zona
+di chiesa; più in basso ancora, sulla zona
ristretta della spiaggia, un piccolo porto
per i pescatori ed una fila di barche tirate
in secco.</p>
<p>Suonavano le campane allorquando approdammo;
una graziosa fanciulla, figlia
-di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò
+di un pescatore, si avanzò nell'acqua, afferrò
la barca e, tenendola ferma alla riva,
ci permise di scendere a piedi asciutti. Nello
spiccare un salto sul suolo dell'isola di Capri,
che io mi ero raffigurata tante volte sotto
il nordico cielo natio, mi parve di trovarmi
nella stessa mia casa. Tutto era silenzio<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[Pg 101]</a></span>
-e tranquillità; non si vedevano che un pescatore
+e tranquillità; non si vedevano che un pescatore
e due ragazzi intenti a bagnarsi
presso uno scoglio, due giovanette sulla
spiaggia, e tutto all'intorno rupi severe.
@@ -3268,7 +3224,7 @@ Ero dunque giunto in una solitudine selvaggia
e romantica insieme. Da quel punto
della marina partiva un sentiero ripido e
scosceso, che, fra mura di giardini, conduceva
-alla piccola città. Quei giardini aperti
+alla piccola città. Quei giardini aperti
nei seni della rupe erano coltivati a viti,
a olivi e ad agrumi, ma la vegetazione ne
era meschina, specialmente per chi ne veniva
@@ -3277,7 +3233,7 @@ gli alberi a Capri sembrano eremiti. Si accede
alla cittadina per un ponte di legno
e per una vecchia porta, dall'aspetto romito,
in cui par che regni la pace e s'ignorino
-le umane necessità. Alcuni abitanti,
+le umane necessità. Alcuni abitanti,
vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti sui
gradini della chiesa. Parecchi ragazzi giocavano
allegramente sulla piccola piazza,
@@ -3293,8 +3249,8 @@ Anche quivi sembrava di arrivare in un
eremo ridotto ad albergo per i pellegrini.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[Pg 102]</a></span></p>
<p>Eravamo appena entrati nella nostra camera,
-che un canto, giù nella strada, ci
-chiamò alla finestra. Era di domenica: una
+che un canto, giù nella strada, ci
+chiamò alla finestra. Era di domenica: una
processione strana, caratteristica attraversava
il paese. Seguivano la croce uomini
e donne, quelli con cappucci bianchi, queste
@@ -3310,7 +3266,7 @@ di pampini e diretti ad un tempio
di Dionisio. Quasi tutti gli uomini portavano
la corona di spine, compresi quelli
che non rivestivano l'abito della confraternita.
-Mi colpì in modo particolare la figura
+Mi colpì in modo particolare la figura
di un vecchio invalido, canuto di capelli e
di barba, il quale, con quella corona, aveva
davvero l'aspetto di un satiro. Dopo gli uomini
@@ -3321,10 +3277,10 @@ per volta, erano stipate da un muro
all'altro.</p>
<p>Questa processione fu la prima cosa che
-vidi a Capri. Siccome poi vissi colà felicissimi
-giorni e nessuna località al mondo
-così completamente visitai, perlustrando<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[Pg 103]</a></span>
-ogni suo angolo più remoto, ogni sua
+vidi a Capri. Siccome poi vissi colà felicissimi
+giorni e nessuna località al mondo
+così completamente visitai, perlustrando<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[Pg 103]</a></span>
+ogni suo angolo più remoto, ogni sua
grotta accessibile, e posi affetto a Capri e
ai suoi abitanti, voglio usare a quest'isoletta
il trattamento di quei navigatori riconoscenti,
@@ -3337,15 +3293,15 @@ Romani, era <i>Caprea</i>. Spiegando la parola
latinamente, significherebbe isola delle capre;
ma altri la derivarono dalla lingua
fenicia, nella quale <i>Caprain</i> significa due
-città. I Greci la considerarono quale isola
+città. I Greci la considerarono quale isola
delle sirene, e tuttora un punto della spiaggia
si chiama la Sirena. Se non che, le
isole delle Sirene di Omero giacevano di
fronte a Capri, verso Amalfi ed il Capo
Minerva; e quella denominata oggi Capo
-di Campanella, è ritenuta per l'isola di
+di Campanella, è ritenuta per l'isola di
Circe. Tuttavia, tutto il tratto di mare all'intorno
-è mitologico e ricorda l'<i>Odissea</i>
+è mitologico e ricorda l'<i>Odissea</i>
ed il canto delle sirene, le quali traevano
alla rovina i naviganti, allorquando dal
golfo di Posidonia si accostavano a questi
@@ -3354,13 +3310,13 @@ S'ignora di dove vennero i primi abitatori
dell'isola, ma molto probabilmente dalla
terra ferma e furono i vicini Osci. Si ritiene
pure che vi approdassero i Fenici, e
-ad essi si è attribuita la fondazione delle
-due città, imperocchè l'isola, parte piana<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[Pg 104]</a></span>
-e parte montuosa, dovette di necessità avere
+ad essi si è attribuita la fondazione delle
+due città, imperocchè l'isola, parte piana<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[Pg 104]</a></span>
+e parte montuosa, dovette di necessità avere
due centri di popolazione. Strabone ha difatti
-lasciato scritto: «Capri ebbe anticamente
-due città, ma ora non ne possiede
-che una». Più tardi vennero i Greci nel bel
+lasciato scritto: «Capri ebbe anticamente
+due città, ma ora non ne possiede
+che una». Più tardi vennero i Greci nel bel
golfo di Napoli, nel <i>cratere</i>, come lo chiamano
gli antichi geografi, e presero stanza
lungo le coste e nelle isole. Secondo quanto
@@ -3376,7 +3332,7 @@ edificarono Cuma e Napoli, s'impossessarono
delle isole di questo stupendo
mare, e imposero all'alto abitato di Capri
il nome che ancor oggi conserva di Anacapri,
-che è quanto dire Capri superiore.
+che è quanto dire Capri superiore.
Prestando attenzione al linguaggio che
oggi parlano quei di Capri, si ritrovano
parole di origine greca, e di tipo greco
@@ -3385,9 +3341,9 @@ donne, di foggia greca i paramenti, l'acconciatura
dei loro capelli, ed il modo con
cui dispongono il <i>mucadore</i>, sorta di velo
col quale sogliono ricoprirsi il capo. Sebbene
-più tardi i Romani abbiano essi pure
+più tardi i Romani abbiano essi pure
posseduta l'isola, tuttora, come a Napoli,
-in gran parte è sangue greco quello che<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[Pg 105]</a></span>
+in gran parte è sangue greco quello che<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[Pg 105]</a></span>
scorre nelle vene de' suoi abitatori e dei
Greci; essi hanno la grazia e la dolcezza
che li rendono accetti allo straniero e che
@@ -3396,11 +3352,11 @@ rocce e fanno dimenticare anche quel demone
che fu Tiberio. In quell'epoca i Greci
costrussero nell'isola dei templi, dei quali
rimangono parecchie vestigia. Si e detto
-pure che la gioventù di Capri fosse valentissima
+pure che la gioventù di Capri fosse valentissima
nei ludi ginnastici che allora si
praticavano nella palestra greca.</p>
-<p>Augusto s'innamorò di Capri, diede ai
+<p>Augusto s'innamorò di Capri, diede ai
Napoletani l'isola fiorita d'Ischia e prese
possesso del classico scoglio. Narrasi che
sbarcando la prima volta su questa spiaggia,
@@ -3421,71 +3377,71 @@ giardini. Sorgeva questa, secondo
le ricerche degli archeologi, in quel punto
dove si trovano attualmente i ruderi grandiosi
della villa di Giove, ai quali il popolo<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[Pg 106]</a></span>
-dà di preferenza il nome di «villa di
-Tiberio». La località è stupenda. Situata
-nel punto più elevato della spiaggia orientale,
+dà di preferenza il nome di «villa di
+Tiberio». La località è stupenda. Situata
+nel punto più elevato della spiaggia orientale,
vi si gode la vista dei due golfi e
dell'ampio mare di Sicilia. I ricordi spaventosi
-di Tiberio hanno però spento nell'isola
+di Tiberio hanno però spento nell'isola
la memoria di Augusto, e non si sa
-più nè dove abbia questi abitato, nè dove
-sia stato, nè che cosa vi abbia fatto. Fu senza
+più nè dove abbia questi abitato, nè dove
+sia stato, nè che cosa vi abbia fatto. Fu senza
dubbio negli ultimi anni che soleva venire
a Capri. Poco tempo prima di morire, vi
trascorse quattro giorni in compagnia di
Tiberio e dell'astronomo Trasillo, abbandonandosi
interamente al riposo e acquistandovi
un ottimo umore, secondo quanto
-narra Svetonio: «Allorquando approdò nel
-golfo di Pozzuoli, era giunto pure colà un
+narra Svetonio: «Allorquando approdò nel
+golfo di Pozzuoli, era giunto pure colà un
legno di Alessandria d'Egitto. I passeggeri
e la ciurma indossarono abiti candidi, offrirono
sacrifici, cantarono le lodi dell'imperatore,
augurandogli lunga vita, commercio,
-libertà e benessere. Questa cosa
-gli procurò tanta soddisfazione da fargli
+libertà e benessere. Questa cosa
+gli procurò tanta soddisfazione da fargli
distribuire alle persone del suo seguito
quattrocento monete d'oro, dopo essersi
fatto promettere d'impiegarle unicamente
nel fare acquisto di merci provenienti da
Alessandria. Anche nei giorni seguenti
-continuò a far loro doni, particolarmente
-di toghe e di palli, e ordinò che i Romani
+continuò a far loro doni, particolarmente
+di toghe e di palli, e ordinò che i Romani
parlassero greco e vestissero alla<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[Pg 107]</a></span>
foggia greca ed i Greci alla romana e
parlassero latino. Volle assistere pure ai
riti degli Efebi e diede loro un banchetto,
-cui assistè. Accordò loro facoltà infine di
+cui assistè. Accordò loro facoltà infine di
portar via pomi, altre frutta ed ogni specie
di doni. Si prese in una parola ogni ameno
sollazzo. Diede ad un isola vicina a Capri
il nome di Agrapopoli, a motivo dell'ozio
in cui vivevano le persone del suo seguito
-che colà si recavano e si compiacque di
+che colà si recavano e si compiacque di
dare ad un suo favorito, Masgaba, il nome
di Ktiste, quasi lo ritenesse il fondatore
dell'isola, e nel vedere, al sorgere delle
mense, circondata da una folla di lumi la
tomba di quel Masgaba, il quale era morto
-un anno prima, improvvisò ad alta voce
+un anno prima, improvvisò ad alta voce
un verso greco che diceva:</p>
<p class="center">Veggo in fiamme la tomba del fondatore.</p>
-<p>Domandò di poi a Trasillo, compagno di
+<p>Domandò di poi a Trasillo, compagno di
Tiberio, che gli stava di fronte, se sapesse
di qual poeta fosse il verso; e non avendo
-questi saputo dirlo, improvvisò un secondo
+questi saputo dirlo, improvvisò un secondo
verso dicendo:</p>
<p class="center">Non vedi Masgaba onorato di fiaccole?</p>
-<p>e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo
+<p>e domandò del pari di chi fosse. Ed avendo
Trasillo risposto che di chiunque fossero,
i due versi erano eccellenti, l'imperatore
proruppe in uno scoppio di risa, e non
-cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò
-a Napoli, quindi a Nola, dove morì».<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[Pg 108]</a></span></p>
+cessò dallo scherzare. Poco dopo si portò
+a Napoli, quindi a Nola, dove morì».<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[Pg 108]</a></span></p>
<p>Tali sono i particolari narrati da Svetonio
intorno all'ultimo soggiorno di Augusto
@@ -3493,15 +3449,15 @@ a Capri. Per quanto scarsi, bastano
a dare un'idea della vecchiaia serena dell'imperatore,
il quale si compiaceva scherzare
con gli abitanti dell'isola. E questa
-serenità appare tanto più notevole, ponendola
+serenità appare tanto più notevole, ponendola
a confronto di Tiberio, che pure a
-Capri invecchiò.</p>
+Capri invecchiò.</p>
<p>La piccola isola fu durante undici anni
il centro di Roma e di tutto il mondo. I
tempi erano diventati cupi al pari dell'eremita
che viveva su quello scoglio; la
-storia stessa del mondo non era più che
+storia stessa del mondo non era più che
un cupo monologo dell'uomo dalla testa
di Medusa.</p>
@@ -3516,9 +3472,9 @@ personificata nel demonio della distruzione.
Nel contemplare il vulcano e ai suoi piedi
la fertile Campania e il mare avvolto di
luce, il monte solitario che terribile signoreggia
-quella felice regione mi sembrò
-quasi un simbolo della storia dell'umanità
-ed il vasto anfiteatro di Napoli la più profonda
+quella felice regione mi sembrò
+quasi un simbolo della storia dell'umanità
+ed il vasto anfiteatro di Napoli la più profonda
poesia della natura. Cupo, solitario,<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[Pg 109]</a></span>
maligno verso la terra beata che si stende
a' suoi piedi, al pari del vulcano, l'eremita
@@ -3526,15 +3482,15 @@ di Capri dominava un giorno sopra il
mondo intero che obbediva alle sue leggi.
L'animo suo mostruoso, invaso dal demone
della distruzione, non sognava che sentenze
-di morte, ruine di città, proscrizioni,
-esilî. La memoria ne dura ancora
+di morte, ruine di città, proscrizioni,
+esilî. La memoria ne dura ancora
nel popolo; i secoli non l'hanno spenta
-giacchè più tenace si mantiene la ricordanza
+giacchè più tenace si mantiene la ricordanza
del male che quella del bene. Quei
di Capri danno a Tiberio il nome di <i>Timberio</i>,
come dicono <i>Crapi</i> invece di Capri.
Ad ogni passo nell'isola s'incontrano traccie
-del terribile imperatore. Il vino più
+del terribile imperatore. Il vino più
prezioso ha nome <i>Lacrima di Tiberio</i>,
come quello del Vesuvio porta il nome di
<i>Lacrima Christi</i>. E a dire il vero, rara
@@ -3560,12 +3516,12 @@ simile dell'imperatore Barbarossa, se non
che dubito assai che il popolo desideri vedere
tornare in vita Tiberio. Egli venne a
Capri nell'anno XXVI dopo la nascita di
-Cristo, e vi dimorò undici anni, finchè venne
+Cristo, e vi dimorò undici anni, finchè venne
a morte a Capo Miseno, dove si era
recato per breve tempo. Aveva dedicata l'isola
a Venere e l'aveva ornata magnificamente
-di tutte le divinità dell'Olimpo.
-Le ville da lui erette alle dodici divinità
+di tutte le divinità dell'Olimpo.
+Le ville da lui erette alle dodici divinità
maggiori, i molti altri edifici, congiunti alla
forma caratteristica delle rocce, dovevano
produrre un colpo d'occhio fantastico. Oggi,
@@ -3575,23 +3531,23 @@ stanno sepolte sotto terra; nelle vigne si
scorgono fra le macerie l'aperture delle
volte e degli archi come reliquie di una
festa selvaggia e producono sinistra impressione,
-poichè la fantasia le popola di cupe
+poichè la fantasia le popola di cupe
figure, bizzarre ed orribili.</p>
<p>Morto il tiranno, rimase deserto il teatro
delle sue orgie, e la magnificenza di Capri
-tramontò.</p>
+tramontò.</p>
<p>Il popolo narra che i Romani vennero
nell'isola e ne atterrarono tutti gli edifici;
-ma questo fatto, per dire il vero, non è<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[Pg 111]</a></span>
+ma questo fatto, per dire il vero, non è<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[Pg 111]</a></span>
confermato dalla storia, la quale del pari
non dice se i successori di Tiberio visitarono
-Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola:
+Capri. Certo Caligola dimorò nell'isola:
ivi si fece radere per la prima volta la
-barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola
+barba, vi vestì la toga e si formò alla scuola
di suo zio. Anche Vitellio, l'imperatore crapulone,
-fu da giovanetto nell'isola, e più
+fu da giovanetto nell'isola, e più
tardi, sotto il regno di Commodo, vi vennero
mandati in esilio Crispino, la sua consorte e
Lucilla sua sorella, secondo quanto narra
@@ -3603,7 +3559,7 @@ domanda protezione.</p>
<p>Le sorti dell'isola divennero in seguito
eguali a quelle delle spiagge vicine. Dopo
-la caduta dell'Impero romano, passò, come
+la caduta dell'Impero romano, passò, come
Napoli, in possesso prima dei barbari, poscia
dei Greci, e nel secolo IX sotto la signoria
della fiorente repubblica di Amalfi,
@@ -3618,33 +3574,33 @@ da capitani. Nel 1806 gl'Inglesi la tolsero
ai Napoletani, la occuparono in nome di
Ferdinando re di Sicilia, vi si fortificarono<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[Pg 112]</a></span>
validamente e vi posero a comandante quell'Hudson
-Lowe che doveva più tardi acquistare
-sì triste celebrità, come carceriere
+Lowe che doveva più tardi acquistare
+sì triste celebrità, come carceriere
di Napoleone a S. Elena. Gl'Inglesi tennero
l'isola quasi tre anni, fino a che se
ne impadronirono i soldati di Murat con
un ardito colpo di mano. Lo storico Pietro
Colletta, allora ufficiale del Genio, fu quegli
che, dopo aver esplorata accuratamente Capri,
-segnò il punto dove era possibile dare
+segnò il punto dove era possibile dare
l'assalto; e l'isola fu presa il 4 ottobre 1808,
dopo viva lotta, ed Hudson Lowe, fatto prigioniero,
fu portato a Napoli.</p>
<p>Basteranno questi brevi cenni a dare un'idea
delle vicende storiche di Capri. Se non
-che, di tutti questi avvenimenti più recenti,
+che, di tutti questi avvenimenti più recenti,
nella popolazione dell'isola si serba scarsa
-ricordanza. Colui che vive ancora di più
-nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio,
+ricordanza. Colui che vive ancora di più
+nella memoria di tutti, è il crudele Tiberio,
di cui spesso, non senza stupore, ho udito
ripetere il nome terribile sulle labbra di
allegri ragazzi, intenti a giuocare. Lo si
sente ad ogni istante, in qualunque punto
-dell'isola; si è ormai immedesimato con
+dell'isola; si è ormai immedesimato con
questa. La storia di quell'uomo la stringe
da ogni lato, ed ha aggiunto alla natura
-già di per sè severa, il carattere tragico
+già di per sè severa, il carattere tragico
della storia, rendendola accetta a quanti
sono capaci di apprezzare questo senso della
natura, come nella storia. Il terribile ed il<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[Pg 113]</a></span>
@@ -3654,14 +3610,14 @@ piacevole vi producono un singolare contrasto.</p>
tagliate a picco, prive di ogni vegetazione,
nude, gigantesche. Ad ogni momento s'incontrano
uomini semplici, rispettabili per
-la loro povertà e per la loro fede, nobilitati
+la loro povertà e per la loro fede, nobilitati
dal lavoro; in essi nulla ricorda quel
Tiberio che fu mostro umano di diabolica
corruzione. Il continuo contrasto che regna
a Capri mi ha sempre procurato un grande
stupore. L'isola ha tante rocce nude da
dare l'impressione di un deserto; ma ha
-pure grande varietà di tinte, verdura di
+pure grande varietà di tinte, verdura di
piante e splendore di fiori. Da questo complesso
di deserto e di rocce ne deriva un
insieme che ha un aspetto imponente e
@@ -3670,28 +3626,28 @@ sereno, inclinato ai pensieri tranquilli; la
solitudine invita alla vita romita. Monti,
rocce, valli esercitano un'influenza magica;
racchiudono lo spirito come dietro ad un'inferriata,
-attraverso la quale si può contemplare
-il più bel golfo della terra, circoscritto
-dalle più amene spiagge.</p>
+attraverso la quale si può contemplare
+il più bel golfo della terra, circoscritto
+dalle più amene spiagge.</p>
<p>Le somiglianze tra il suolo di Capri ed
il suolo di Sicilia sono molte e sorprendenti:
la stessa tinta rossiccia delle rocce
calcaree, lo stesso quadro grandioso e fantastico
di monti, la stessa vegetazione. Questa
-è tutta meridionale, ma scarsa. Nelle<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[Pg 114]</a></span>
+è tutta meridionale, ma scarsa. Nelle<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[Pg 114]</a></span>
fessure delle rocce, sulle pendici dei monti,
crescono tutte le piante delle isole meridionali
di Europa ed imbalsamano l'atmosfera
dei loro profumi aromatici. Crescono
-colà il mirto, il rosmarino, la ruta, il citiso,
+colà il mirto, il rosmarino, la ruta, il citiso,
l'albatro; i roveti, l'edera, la clematite si
avviticchiano alle rovine, le ricoprono, ed
il ginestro con i suoi fiori gialli d'oro occupa
-tutte le alture. La più bella pianta
+tutte le alture. La più bella pianta
dell'isola, quella per avventura alla quale
-va debitrice del suo nome, non è affatto il
-caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero,
+va debitrice del suo nome, non è affatto il
+caprifoglio o piede di capra, bensì il cappero,
che sorge contro ogni muro, contro
ogni rupe, che rallegra co' suoi abbondanti
fiori bianchi dai lunghi pistilli violacei. Sulle
@@ -3703,19 +3659,19 @@ tutte le piante e tutti i fiori della Campania:
gli elci, i gelsi e gli olivi; scarseggiano i
pini ed i cipressi, ma vi abbondano per
contro le carrubbe, i fichi, i mandorli; vi
-sono anche, ma più scarsi, i noci ed i castagni;
+sono anche, ma più scarsi, i noci ed i castagni;
abbondantissimi invece e di una
inarrivabile bellezza gli aranci ed i limoni,
i cui frutti raggiungono non di rado il
volume di una testa di bambino. La vite
-non è lussureggiante di fronde come nella
+non è lussureggiante di fronde come nella
Campania, ma ricca di grappoli, che maturati
da quel sole ardentissimo, producono<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[Pg 115]</a></span>
un vino eccellente. Quelli che poi danno alla
piccola isola un aspetto tutto siciliano sono
-i fichi d'India, che vi crescono in quantità
+i fichi d'India, che vi crescono in quantità
enorme. La loro forma bizzarra, africana,
-corrisponde meravigliosamente alla severità
+corrisponde meravigliosamente alla severità
delle rocce e allo splendore di quel sole
tropicale.</p>
@@ -3735,41 +3691,41 @@ hanno i tetti a foggia di terrazzo ricurvi
alquanto nel mezzo. Sono questi per la
maggior parte ornati di vasi di fiori ed
ivi si stanno la sera le fanciulle a godere
-il fresco e a contemplare la vastità del
+il fresco e a contemplare la vastità del
mare tinto di rosa. Le case sono attorniate
-per lo più da un terrazzino o da una
-loggia coperta o veranda, resa più graziosa
+per lo più da un terrazzino o da una
+loggia coperta o veranda, resa più graziosa
di solito da una pianta di vite e da vasi
di ortensie, garofani e oleandri. Quando il
-giardino è aderente alla casa, vi dà accesso
-per lo più un pergolato che congiunge<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[Pg 116]</a></span>
-questo a quella. Ciò forma il più
+giardino è aderente alla casa, vi dà accesso
+per lo più un pergolato che congiunge<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[Pg 116]</a></span>
+questo a quella. Ciò forma il più
bell'ornamento delle abitazioni dell'isola,
-imperocchè consiste in un basamento in
+imperocchè consiste in un basamento in
muratura a doppia fila, sul quale sorgono
i pilastri che sostengono le traverse in legno
a cui si appoggia la vite. Tutti quei pilastri
-e quelle colonne dànno alle case, anche
-alle più povere, un certo aspetto grandioso
+e quelle colonne dànno alle case, anche
+alle più povere, un certo aspetto grandioso
ed alla loro architettura un carattere antico
e ideale. Si direbbero i portici di un
-tempio; ricordano più di una volta le colonne
+tempio; ricordano più di una volta le colonne
delle case di Pompei.</p>
-<p>Sorgono qua e là nei giardini alcune
-palme, ma la più bella è quella del giardino
+<p>Sorgono qua e là nei giardini alcune
+palme, ma la più bella è quella del giardino
del nostro albergatore, la cui casa, a
-paragone delle altre di Capri, può meritare
+paragone delle altre di Capri, può meritare
il nome di palazzo. Abitano pure fuori della
-città i vignaiuoli, che sono sparsi nelle loro
+città i vignaiuoli, che sono sparsi nelle loro
masserie, sulle alture od ai piedi delle rupi,
nascoste e quasi sepolte fra le viti e gli
oleandri. In tutte le casette par che risieda
-la felicità, la tranquillità, v'abbia dimora
+la felicità, la tranquillità, v'abbia dimora
la vita solitaria e romita.</p>
<p>I Capresi, duemila circa, sono il popolo
-più pacifico della terra: umani di sensi,
+più pacifico della terra: umani di sensi,
dolci d'indole, svegliati d'ingegno, dolorosamente
poveri e straordinariamente operosi,
fanno i bifolchi, i vignaiuoli, i pescatori
@@ -3777,9 +3733,9 @@ e soltanto questi ultimi posseggono qualche
cosa di proprio: la loro barca e il pesce
che raccolgono. Gli altri non sono in generale<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[Pg 117]</a></span>
che semplici fittaiuoli o mezzadri,
-imperocchè le masserie appartengono per
+imperocchè le masserie appartengono per
la maggior parte ai Napoletani. Il fittaiuolo
-paga per lo più dagli ottanta ai centoventi
+paga per lo più dagli ottanta ai centoventi
ducati di fitto che deve ricavare, oltre il
suo sostentamento, dal vino, dall'olio e dalle
frutta. Quando viene a mancare il vino,
@@ -3791,23 +3747,23 @@ gente. Alcune donne mi narrarono, sospirando
amaramente, di aver dovuto vendere
tutti i loro ori, anelli, orecchini,
segno questo della loro maggior miseria,
-imperocchè soltanto in casi disperati una
+imperocchè soltanto in casi disperati una
donna si spoglia delle sue gioie. Qui le
-portano di continuo, ed è strano vedere
-povere ragazze occupate ai lavori più gravi
+portano di continuo, ed è strano vedere
+povere ragazze occupate ai lavori più gravi
della campagna, portare grandi orecchini
-d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti
+d'oro e catenella d'oro al collo, cioè tutti
i loro gioielli, spesso tutto quanto posseggono.</p>
-<p>A Capri il bestiame non è abbondante,
-però se ne asportano annualmente duecento
+<p>A Capri il bestiame non è abbondante,
+però se ne asportano annualmente duecento
capi nel Napolitano; anche il cacio dell'isola
-è tenuto in pregio. Nell'autunno e nella
+è tenuto in pregio. Nell'autunno e nella
primavera gli isolani si nutrono in massima
parte di cacciagione, passando in
quest'epoca stormi di volatili, particolarmente
di quaglie, dirette dal mezzogiorno<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[Pg 118]</a></span>
-al settentrione, e dal settentrione al mezzodì.
+al settentrione, e dal settentrione al mezzodì.
I poveri uccelli, spossati dal lungo
viaggio, cercano riposo su gli scogli infidi
e vengono uccisi a frotte, o presi vivi nei
@@ -3815,18 +3771,18 @@ lacci.</p>
<p>L'isola, del resto, non ha selvaggina o
altri animali da cacciare; non vi sono
-nè volpi, nè martore; v'è soltanto una
-sterminata quantità di conigli, i quali,
+nè volpi, nè martore; v'è soltanto una
+sterminata quantità di conigli, i quali,
di nottetempo, escono dalle fessure delle
rocce e rubano ai campi larga messe
a danno dei poveri coloni. I conigli sono
-il flagello dell'isola. Il mare è quello che
-procura reddito più sicuro agli abitanti
+il flagello dell'isola. Il mare è quello che
+procura reddito più sicuro agli abitanti
di Capri. I pescatori vi trovano pesci di
ogni sorta, persino tonni, pesci spada,
murene bellissime, ma sopratutto le sardelle
e le seppie, dette volgarmente calamai.
-La pesca viene fatta per lo più di
+La pesca viene fatta per lo più di
notte. I pescatori escono in mare alla sera;
i pesci, allettati a salire alla superfice delle
acque dal chiarore di una fiaccola, sono
@@ -3838,7 +3794,7 @@ col levare del sole, pongono ad asciugare
le loro reti, ne racconciano i guasti, dormono
un paio d'ore, e quindi si alzano,
pronti a ricominciare la sera. E' dura e
-faticosa la loro vita, poichè il mare è spesso<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[Pg 119]</a></span>
+faticosa la loro vita, poichè il mare è spesso<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[Pg 119]</a></span>
infido e spesso la preda d'una intera compagnia
di pescatori non raggiunge il valore
di un <i>carlino</i>. La vita animata della
@@ -3849,34 +3805,34 @@ sono uomini nerboruti, spesso di forme
erculee, e le loro figure, abbronzate ed
energiche, spiccano anche pel berretto frigio
che portano costantemente. Quando il
-mare è agitato, è bellissimo vederli occupati
+mare è agitato, è bellissimo vederli occupati
a trarre frettolosi le loro barche
all'asciutto, sulla spiaggia, una spiaggia
ristretta e poco riparata dall'urto delle
-onde. Le barche hanno però i loro ripari
-murati per quando più impetuosa
+onde. Le barche hanno però i loro ripari
+murati per quando più impetuosa
infierisce la tempesta. Stanno sulla spiaggia
un centinaio circa di barche, fra le quali
tre di maggior portata, adibite pel commercio
-con Napoli, dove si recano il lunedì
-e il giovedì, e ne ritornano il martedì e il
-venerdì. Regna allora una grande animazione
-sulla spiaggia, imperocchè anche le
+con Napoli, dove si recano il lunedì
+e il giovedì, e ne ritornano il martedì e il
+venerdì. Regna allora una grande animazione
+sulla spiaggia, imperocchè anche le
ragazze e le donne di Anacapri scendono
dalla loro altura a ritirare gli oggetti recati
-dalle barche. Allorquando il mare è
-agitato, i pescatori più giovani si buttano
-in mare con la testa in giù, come tanti
+dalle barche. Allorquando il mare è
+agitato, i pescatori più giovani si buttano
+in mare con la testa in giù, come tanti
marangoni: coloro che stanno nella barca
cacciano loro i remi ed i cordami, ed il
peso di questa riesce per tal guisa attenuato<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[Pg 120]</a></span>
-finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a
-terra. Giunti colà, tirano la barca sulla spiaggia
+finchè l'uno dopo l'altro saltano tutti a
+terra. Giunti colà, tirano la barca sulla spiaggia
con funi, gridando a squarciagola
-e più possente di tutte risuona la voce del
+e più possente di tutte risuona la voce del
padrone della barca, il quale comanda e
regola i movimenti dell'intera turba, piena
-di febbrile attività. Le donne si affollano
+di febbrile attività. Le donne si affollano
attorno al carico, che si compone di cibi
per la vita quotidiana, legumi, poponi, biscotti,
e di oggetti di vestiario e masserizie
@@ -3890,17 +3846,17 @@ la riva, ed apre le lettere allora allora ricevute.</p>
a pescatori di Capri; pochi ve ne
sono ad Anacapri. La natura ha isolato
questa cittadina dal mare; essa sorge in
-alto, verso la metà dell'isola, alla base del
-Solaro. Molti giovani robusti si recano però
+alto, verso la metà dell'isola, alla base del
+Solaro. Molti giovani robusti si recano però
con quelli di Capri alla pesca del corallo;
ne partono ogni anno non meno di duecento,
che si portano per conto dei mercanti
di corallo ad esercitare la loro industria
nello stretto di Bonifazio e sulle coste
d'Africa. Partono insieme e tornano in ottobre,
-trovando in famiglia tuttociò che il
+trovando in famiglia tuttociò che il
destino ha loro preparato durante l'assenza:
-piaceri e dolori, fedeltà ed oblio, nascite<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[Pg 121]</a></span>
+piaceri e dolori, fedeltà ed oblio, nascite<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[Pg 121]</a></span>
e morti. Quando hanno guadagnato cento
ducati, si accasano, sposando la propria
innamorata. Un centinaio di ducati sono
@@ -3910,14 +3866,14 @@ matrimonio e metter su famiglia.</p>
<p>Un pittore mi narrava un giorno il dialogo
seguente da lui tenuto con un giovane
che gli portava il cavalletto. Il giovane
-disse: «Signore, avete voi moglie?» Il
-pittore: «No» e il giovane: «Non avete
-voi dunque cento ducati?» «Sì che
-li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente
-attonito: «Come, avete cento ducati
-e non prendete moglie?» Ripensavo
+disse: «Signore, avete voi moglie?» Il
+pittore: «No» e il giovane: «Non avete
+voi dunque cento ducati?» «Sì che
+li ho cento ducati». Il giovane rimase grandemente
+attonito: «Come, avete cento ducati
+e non prendete moglie?» Ripensavo
a questo pescatore di corallo scapolo un
-giorno in cui una fanciulla mi offrì alcune
+giorno in cui una fanciulla mi offrì alcune
monete arabe, sulla salita che porta ad
Anacapri; suo fratello le aveva recate
l'anno precedente dal paese degl'infedeli.
@@ -3932,15 +3888,15 @@ ceste di paglia, vi pongono i pezzetti preziosi,
oltre a frutti di mare e a conchiglie
e, quando v'incontrano sulla spiaggia, vi
presentano le loro cestelline con un sorriso
-così grazioso, che bisogna per forza
-fare qualche acquisto. Tutto qui è grazioso,<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[Pg 122]</a></span>
+così grazioso, che bisogna per forza
+fare qualche acquisto. Tutto qui è grazioso,<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[Pg 122]</a></span>
piacevole, in miniatura, e fa davvero
piacere osservare le ragazze nelle
loro piccole case occupate a dipanare le
matasse di seta color d'oro od a tessere
nastri di variopinti colori. L'industria delle
donne, sia di Capri che di Anacapri, consiste
-nella coltivazione di poca quantità
+nella coltivazione di poca quantità
di seta e particolarmente nella tessitura
dei nastri. I telai sono continuamente in
moto. Il cotone e la seta vengono forniti
@@ -3950,7 +3906,7 @@ Esse tessono nastri di ogni colore;
bisogna vederle, intente in quel lavoro omerico,
nelle loro camerette o su i terrazzi,
in mezzo ai fiori, dinanzi al mare; offrono
-uno spettacolo graziosissimo ed è un piacere
+uno spettacolo graziosissimo ed è un piacere
scambiare alcune parole con quelle
piccole Circi, dalla chioma corvina.</p>
@@ -3959,14 +3915,14 @@ casuccia solitaria, occupata da quattro ragazze,
snelle, intente senza posa a filar
seta e ad intrecciare paglia da cappelli. Le
quattro fanciulle sono il fior fiore del mondo
-femminile di Capri e la loro stanzuccia è
-il punto di ritrovo più frequentato dell'isola.
+femminile di Capri e la loro stanzuccia è
+il punto di ritrovo più frequentato dell'isola.
Vi si recano pure talvolta i forestieri,
gli artisti, che chiamano Dee quelle fanciulle
per i continui sacrifici che si offrono
loro. Il mio albergatore le chiamava le
quattro stagioni. Un giorno io mi recai<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[Pg 123]</a></span>
-lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio
+lassù; il mio occhio cadde sopra un foglio
che una delle sorelle teneva appeso al suo
telaio. Rappresentava un ramo d'edera e
sotto vi stava scritto il primo verso dell'<i>Edipo
@@ -3979,16 +3935,16 @@ Tiranno</i> di Sofocle</p>
(O fanciulli, giovane progenie del vecchio Cadmo).</p>
-<p>La tessitrice mi pregò di spiegarle che
+<p>La tessitrice mi pregò di spiegarle che
cosa volessero significare quelle parole in
lingua ignota; mi aggiunse di avergliele
scritte un Inglese. Le risposi che volevano
-dire: «Ragazza, di giorno sei il mio fiore,
-di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente
+dire: «Ragazza, di giorno sei il mio fiore,
+di notte la mia stella». Essa sorrise soavemente
e rimase soddisfatta.</p>
<p>Parecchie volte avevo precedentemente
-osservato nelle montagne d'Italia l'ingenuità
+osservato nelle montagne d'Italia l'ingenuità
del popolo, ma non avevo mai trovato
un popolo tanto ingenuo quanto questo.
La sua segregazione dal mondo ha
@@ -4004,32 +3960,32 @@ siano piacevoli e graziose. I loro tratti
hanno sovente un qualche cosa di originale,
e le linee del loro viso, sormontato<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[Pg 124]</a></span>
da una piccola fronte, sono regolari; il
-loro profilo è spesso distinto, i loro occhi
+loro profilo è spesso distinto, i loro occhi
sono di un nero ardente o di un grigio
verdognolo; il colorito bruno, la foggia
dell'acconciatura del capo, i coralli e gli
orecchini d'oro che portano costantemente,
-dànno loro un aspetto orientale. Vidi spesso,
+dànno loro un aspetto orientale. Vidi spesso,
specialmente nel paese di Capri, fisonomie
di vera e rara bellezza e nell'osservarle
coi capelli scarmigliati, gli occhi nerissimi
e grandi che parevano lanciare fiamme,
sorgere nelle camere oscure dai loro telai
-e venir fuori, mi sembrò di vedermi comparire
+e venir fuori, mi sembrò di vedermi comparire
dinanzi tante Danaidi. In Capri s'incontrano
di frequente figure che si direbbero
staccate da una tela del Perugino o del
-Pinturicchio, di una soavità incomparabile.
+Pinturicchio, di una soavità incomparabile.
Le donne portano, particolarmente in Capri,
i capelli disposti con gusto artistico
-nella sua semplicità, scendenti al basso, e
+nella sua semplicità, scendenti al basso, e
trattenuti da uno spillo d'argento. Talvolta
fissano il <i>mucadore</i> alla testa con una catenella
ed allora hanno davvero l'aspetto
di donne di paesi remoti. Il pregio comune
-però delle donne di Capri, più prezioso
+però delle donne di Capri, più prezioso
dell'oro, sono i denti, in tutti gli
-abitanti dell'isola stupendi, forse perchè
+abitanti dell'isola stupendi, forse perchè
non sempre hanno di che mangiare. Bisogna
vederle, quelle belle figure riunite
in gruppi, quando scendono dalla montagna,
@@ -4038,7 +3994,7 @@ forme antiche, o ceste ripiene di terra, ovvero
pietre, dal quale faticoso lavoro traggono
il loro misero sostentamento. Le donne
a Capri compiono, pur troppo, un vero
-officio di bestie da soma, e anche le più
+officio di bestie da soma, e anche le più
belle, fra i quattordici e i vent'anni: Gabriella,
Costanziella, Mariantonia, Concetta,
Teresa e tante altre, le cui fisonomie in
@@ -4048,21 +4004,21 @@ alla spiaggia, sulle loro testine, pesi che
in altri paesi apparirebbero troppo gravi
per un uomo.</p>
-<p>Due settimane fa approdò all'isola un
-legno napoletano e sbarcò sulla spiaggia
+<p>Due settimane fa approdò all'isola un
+legno napoletano e sbarcò sulla spiaggia
un carico di massi calcarei, destinati alla
ricostruzione di un antico convento. Tutto
quel pesante materiale fu, nello spazio di
cinque giorni, trasportato alla sua destinazione
dalle ragazze dell'isola, sulla testa.
-La strada ne è talmente ripida che, quando
+La strada ne è talmente ripida che, quando
la percorrevo tornando dal bagno e da
-questo ristorato, giungevo alla sommità
+questo ristorato, giungevo alla sommità
ansante e spossato di forze. Eppure io vidi
una trentina di quelle ragazze cariche dei
loro macigni fare per cinque giorni consecutivi
-e più di una volta al giorno la
-stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare
+e più di una volta al giorno la
+stessa strada, ed anzi, le più robuste, portare
persino due massi. Per avere un'idea
del peso di quelle pietre, provai a sollevarne
una e mi ci volle tutta la mia<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[Pg 126]</a></span>
@@ -4074,24 +4030,24 @@ persone che incontravano per strada di dar
loro aiuto in quel penoso lavoro, a cui
attendevano dal levare del sole fino a
quando s'immergeva in mare, tingendo del
-più stupendo colore di porpora la lontana
+più stupendo colore di porpora la lontana
isola di Ponza. Le poverette, sotto la sferza
del sole meridionale, per ben sedici volte
percorrevano la dura strada. Mentre raccoglievano
i massi alla marina, uno scrivano
ne pigliava nota e sopra, alla Certosa, un
altro li registrava in un libro, con tutta
-serietà. Gabriella ne aveva portati venti,
+serietà. Gabriella ne aveva portati venti,
e la bella Costanziella, poverina, non ne
aveva recati che dieci! Il loro guadagno
era di circa dieci carlini al giorno. Nella
-loro ingenuità, non avevano fatto nessun
+loro ingenuità, non avevano fatto nessun
contratto con l'impresario, e quando si
domandava loro quanto avrebbero guadagnato
in quel penoso lavoro, rispondevano:
-«Crediamo un <i>carlino</i> al giorno o tanto
+«Crediamo un <i>carlino</i> al giorno o tanto
pane di Castellamare di quel valore; sabbato
-sarà fatta la paga». In quel giorno
+sarà fatta la paga». In quel giorno
l'isola presentava uno spettacolo stupendo,
che i pittori non trascurarono di riprodurre
sulle loro tele. La roccia calcarea di
@@ -4100,7 +4056,7 @@ sul <i>mucadore</i> di colore rosso di quelle<span class="pagenum"><a name="Page
teste giovanili, sostenuta da un braccio o
da entrambi, produceva un bellissimo effetto;
la lunga fila delle ragazze cariche di
-massi mi ricordò la figura delle antiche canofore,
+massi mi ricordò la figura delle antiche canofore,
o meglio delle fanciulle d'Egitto che
recavano materiali per la costruzione delle
piramidi. Non potevo saziarmi dal contemplarle,
@@ -4110,145 +4066,145 @@ e graziose. Talvolta le vedevo verso
il mezzogiorno, sedute in circolo per terra,
all'ombra di una pianta di carrubba, intente
a consumarsi il loro pranzo, se pur
-si potevano così chiamare quelle poche
+si potevano così chiamare quelle poche
prugne mature e il loro pane asciutto.
Dopo questa refezione, ciarlavano, scherzavano
e correvano a riprendere, leggere al
pari di gazzelle, il loro faticoso lavoro. Se
-dovessi rappresentare in un quadro la povertà
+dovessi rappresentare in un quadro la povertà
tranquilla ed allegra, prenderei a
modello la figura della bella Costanziella.
Dopo di aver portato sotto la sferza del
sole, una piramide di macigni al monastero
-così pittorescamente collocato, sedeva
+così pittorescamente collocato, sedeva
la sera sulla porta della sua casetta,
deliziandosi con la musica. Mi fece udire
parecchi pezzi eseguiti con molta grazia
e con rara espressione: fantasie marine,
canzoni delle sirene e della Grotta Azzurra;
poesie senza parole, arie squisite non mai
-udite finora e senza nome. Suonava tuttociò<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[Pg 128]</a></span>
+udite finora e senza nome. Suonava tuttociò<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[Pg 128]</a></span>
con una rara perfezione, mentre i
suoi occhi nerissimi scintillavano come
quelli delle sirene e la sua bruna capigliatura
incolta scherzava sulla sua fronte.
Dopo aver suonato, Costanziella m'invitava
-col suo fare più disinvolto ad entrare
+col suo fare più disinvolto ad entrare
in casa ed a prendere parte alla sua cena
insieme con la mamma: mi porgeva fichi
d'India maturi, che sapeva staccare con
molta destrezza col coltello dall'unica pianta
che sorgeva davanti alla casa, senza pungersi
le dita della piccola mano. Non si
-parlò mai di letteratura, perchè Costanziella
+parlò mai di letteratura, perchè Costanziella
non conosceva i nomi di Goethe, di Schiller
e non sapeva del pari che cosa fosse la
letteratura francese od inglese; le sue cognizioni
letterarie non si estendevano al di
-là di poche canzoni del porto di Napoli.
+là di poche canzoni del porto di Napoli.
Sua madre era una donna come suol dirsi
alla buona, ed i suoi discorsi si aggiravano
-per lo più intorno ai cibi e ai mezzi di
+per lo più intorno ai cibi e ai mezzi di
sussistenza. Costanziella non aveva mai
mangiato carne; portava sassi, si ricreava
con la musica e si cibava di pane asciutto,
di patate con un po' d'olio e di sale. Rise
assai di cuore una volta che le domandai
se avesse mangiato mai l'arrosto. Intanto,
-però, con tutta la sua vita di stenti, essa
+però, con tutta la sua vita di stenti, essa
era fresca, ricciuta quanto Ebe, o Circe, o
Diana cacciatrice, e non vidi mai nessuna<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[Pg 129]</a></span>
-più gaia di lei e più esperta nel suonare
+più gaia di lei e più esperta nel suonare
lo <i>scacciapensieri</i>.</p>
<p>Ad ogni momento, a Capri, vi si domanda
un grano, un baiocco, o, come
-dicono, la <i>bottiglia</i>. Sono per lo più i ragazzi
+dicono, la <i>bottiglia</i>. Sono per lo più i ragazzi
o le bambine che fanno questa domanda,
a cui non potrei dare il nome di
-mendicità, imperocchè essi non hanno affatto
+mendicità, imperocchè essi non hanno affatto
l'idea di chiedere l'elemosina. Trovano
naturale, essendo poveri, di domandare a
quei che posseggono qualche cosa, e quando
ottengono un rifiuto, vi fan buon viso ugualmente,
-dicendovi: «Addi', signoria». Vi
+dicendovi: «Addi', signoria». Vi
si domanda sempre e dovunque. Un giorno
che entrai nella scuola di Anacapri, tutta
la scolaresca sorse da' suoi banchi esclamando:
-«Signore, la butiglia!» e per un
+«Signore, la butiglia!» e per un
momento pensai che me la chiedesse persino
il maestro. Entrando poi in una casa,
-si è certi di vedersi venire incontro una
+si è certi di vedersi venire incontro una
ragazza, la quale vi porge alcune foglie
di maggiorana od un garofano, e questo
dono bisogna in qualche modo contraccambiarlo.
-E' una specie di mendicità esercitata
-per mezzo di fiori, ma non sempre, perchè
+E' una specie di mendicità esercitata
+per mezzo di fiori, ma non sempre, perchè
anche senza di questi si domanda francamente
e liberamente il grano. Si possono
-rendere felici con il più piccolo regalo,
+rendere felici con il più piccolo regalo,
ed io ho visto anche adulti rallegrarsi
-per la più piccola cosa al pari dei ragazzi.
+per la più piccola cosa al pari dei ragazzi.
Nasce allora il desiderio di possedere i<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[Pg 130]</a></span>
tesori, anche di un solo dei liberti di Tiberio,
per farne parte a questo popolo
buono e riconoscente.</p>
<p>Ora si parla molto nell'isola di un matrimonio.
-Un ricco Inglese si è innamorato
+Un ricco Inglese si è innamorato
di una povera ragazza, al punto di convertirsi
per amore di lei alla religione cattolica.
La bella fanciulla si trova presentemente
in un monastero di Napoli, ma
-nell'autunno tornerà qui gran dama a
+nell'autunno tornerà qui gran dama a
prendere possesso della nuova casa costruita
appositamente per lei sul monte
Tuoro. La sorte toccata alla bella Annarella
non eccita nessuna invidia, anzi, non
si considera neanche come un avvenimento
-straordinario. V'è pure a Capri un altro
-Inglese, che vi si è stabilito definitivamente.</p>
+straordinario. V'è pure a Capri un altro
+Inglese, che vi si è stabilito definitivamente.</p>
-<p>Capri è un luogo fatto apposta per gli
+<p>Capri è un luogo fatto apposta per gli
uomini stanchi della vita; non saprei indicarne
un altro in cui coloro i quali ebbero
a soffrire dispiaceri, potessero finire
-più tranquillamente i loro giorni. Lo attestano
+più tranquillamente i loro giorni. Lo attestano
i soldati invalidi ai quali fu assegnata
per dimora. Trecento di essi, inabili
-alla vita militare per infermità o per vecchiaia,
+alla vita militare per infermità o per vecchiaia,
occupano la caserma posta al limite
-estremo della città. Essi dànno all'isola
+estremo della città. Essi dànno all'isola
l'aspetto di un asilo: si vedono girellare in
ogni angolo, o seduti, intenti a cantare le
loro canzoni. Alcuni sono veterani delle<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[Pg 131]</a></span>
guerre napoleoniche; altri presero parte
ai fatti che seguirono la rivoluzione del
quarantotto, in gran parte ciechi. Siccome
-nell'isola non vi sono nè bestie, nè carri,
-nè carrozze, non corrono verun pericolo.</p>
+nell'isola non vi sono nè bestie, nè carri,
+nè carrozze, non corrono verun pericolo.</p>
<p>Nella festa di S. Anna ne ho visti una
schiera aprire una processione ed entrare
in buon ordine in chiesa, ed ho ricordato
-il versetto biblico: «Beati coloro i quali
-non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero
+il versetto biblico: «Beati coloro i quali
+non vedono, ma credono». Alla sera, assistettero
al fuoco d'artificio, godendo, in
mancanza di meglio, lo scoppio delle bombe
e dei razzi. In nessun posto, io credo, si
deve sentire tanto la sventura di esser
ciechi, quanto a Capri, dove la natura fa
mostra di tutte le sue bellezze, di tutta
-la magica varietà e lo splendore delle sue
+la magica varietà e lo splendore delle sue
tinte! Aggirarsi in questa contrada senza
-il beneficio della vista, mi è parso un'amara
-ironia. Quei poveri ciechi si muovono però
+il beneficio della vista, mi è parso un'amara
+ironia. Quei poveri ciechi si muovono però
molto e volentieri: hanno la loro passeggiata
favorita, l'unica alquanto piana, la
bella strada nella valle Tragara, in mezzo
agli olivi. Ne ho visti spesso alcuni seduti
sui banchi di pietra, sotto la porta della
-città, quasi spianti i passi delle persone
+città, quasi spianti i passi delle persone
che entrano ed escono, ed anche al di fuori
della porta stessa, dove si gode la stupenda
vista da una parte del golfo di
@@ -4260,20 +4216,20 @@ ed al lume di luna si perdono in una luce
magica.</p>
<p>Quei poveri ciechi si dilettano pure di
-musica, ed ogni sera dànno un piccolo
+musica, ed ogni sera dànno un piccolo
concerto: due invalidi prendono posto sul
terrazzo del quartiere, ed uno suona la
chitarra, mentre l'altro l'accompagna col
fischio. E' una musica singolare, che risuona
in modo tutto particolare nel silenzio
-della notte, e di frequente è accompagnata
+della notte, e di frequente è accompagnata
dalle voci di un'aria melanconica. I due
invalidi suonano anche al mattino, sulla
piazza, e radunano intorno tutti i compagni,
quelli che vedono e quelli ciechi,
quelli che possono camminare e gli storpi.
-In quest'isola innocente, perciò, la fisica
-infermità come la povertà, assume un
+In quest'isola innocente, perciò, la fisica
+infermità come la povertà, assume un
aspetto lieto, ed appare rassegnata alla sua
sorte.</p>
@@ -4281,31 +4237,31 @@ sorte.</p>
<p class="center">III.</p>
<p>Ogni cosa a Capri porta un'impronta
-per così dire fanciullesca; persino nelle fisonomie
+per così dire fanciullesca; persino nelle fisonomie
di parecchi vecchi, tanto uomini
quanto donne, si scorge questo segno caratteristico
-di puerilità. I ragazzi, maschi
+di puerilità. I ragazzi, maschi
e femmine, sono in generale bellissimi, e,
sebbene crescano senza istruzione, la loro<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[Pg 133]</a></span>
-intelligenza è straordinariamente sveglia.
+intelligenza è straordinariamente sveglia.
Portano tutti al collo un amuleto: i bambini,
piccoli corni benedetti, destinati a
-proteggerli contro lo spirito maligno; i più
+proteggerli contro lo spirito maligno; i più
grandicelli, una medaglia della Madonna
o un'immagine della Beata Vergine del
Carmine, impressa sopra un pezzo di stoffa.
Ho visto un giorno esposto nella chiesa
il cadavere di un bambino. Era coperto
di un velo bianco, ornato di fiori, ed aveva
-attorno a sè mandorle inzuccherate: il
+attorno a sè mandorle inzuccherate: il
poverino non ne aveva mai assaporate in
-vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno
+vita, perchè cotali ghiottonerie non si dànno
ai ragazzi dei pescatori che allorquando
sono morti. Il cadavere fu deposto senza
cerimonie nella sepoltura nell'interno della
chiesa, dove, secondo l'usanza antica, si
eseguiscono tutte le tumulazioni. Soltanto
-coloro che non sono cristiani&mdash;così si
+coloro che non sono cristiani&mdash;così si
esprimono per intendere i non cattolici&mdash;vengono
sepolti in qualche punto ameno
e solitario della spiaggia.</p>
@@ -4314,34 +4270,34 @@ e solitario della spiaggia.</p>
non tarda del pari a divenire amico degli
isolani e a formare con quelli una sola
famiglia. Non tarda molto per conseguenza
-a non sentirsi più straniero, e a considerarsi
-quale membro di quella specie di comunità.</p>
+a non sentirsi più straniero, e a considerarsi
+quale membro di quella specie di comunità.</p>
<p>La vita pubblica si concentra tutta quanta
-sulla piazza, presso la porta della città;<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[Pg 134]</a></span>
+sulla piazza, presso la porta della città;<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[Pg 134]</a></span>
ivi si vendono i pochi oggetti che rispondono
agli scarsi bisogni della popolazione;
ivi hanno luogo le feste religiose e si radunano
gli abitanti a riposarsi dell'incessante
-lavoro. La vita solitaria è interrotta
+lavoro. La vita solitaria è interrotta
di quando in quando dall'arrivo di qualche
forastiero, il quale prende alloggio nella
locanda di don Michele, visita rapidamente
-le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un
-certo numero di forestieri si ferma però qualche
+le curiosità dell'isola, e poi riparte. Un
+certo numero di forestieri si ferma però qualche
tempo alla locanda, sedendo a mensa
-comune, per lo più pittori, i quali formano
-una società caratteristica e si vedono
+comune, per lo più pittori, i quali formano
+una società caratteristica e si vedono
in ogni angolo occupati a disegnare ora
una di quelle casuccie ridenti col suo
pergolato, ora qualche roccia di forma bizzarra,
ora un gruppo di alberi od una marina.</p>
-<p>Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi
+<p>Non v'è cosa davvero più piacevole dell'aggirarsi
per i colli, dell'arrampicarsi su
per gli scogli, del vagabondare lungo la riva
del mare, dove le onde mugghiano e si
-frangono senza posa. La tranquillità profonda,
+frangono senza posa. La tranquillità profonda,
la vista dell'ampio golfo, delle amene
sue rive, delle isole lontane, sono davvero
incantevoli: si rimane lunghe ore seduti su
@@ -4353,28 +4309,28 @@ e sulla liquida pianura.</p>
l'isola, che io ho percorsa da un capo all'altro.<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[Pg 135]</a></span>
Ci recheremo da prima dove sorgeva
Capri, l'antica Capri, scomparsa da
-quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove
+quando i Saraceni la distrussero. Colà, dove
sorge la rupe scoscesa di Anacapri, stanno
ancora, quasi fra i giardini, i ruderi dell'antica
-città e la piccola e vetusta chiesa
+città e la piccola e vetusta chiesa
di S. Costanzo, l'antica parrocchia dell'isola
e sede del vescovo fin dal secolo X, Capri
essendo stata innalzata a sede vescovile
sotto la dipendenza dell'arcivescovo di Amalfi.
Tale rimase lino al 1799; dopo di
-allora, la sede vescovile non venne più occupata
+allora, la sede vescovile non venne più occupata
e la chiesa venne ridotta a monastero,
dipendente dall'arcivescovo di Sorrento.
-L'oratorio di S. Costanzo è piccolo,
+L'oratorio di S. Costanzo è piccolo,
pesante, ed ha tutto l'aspetto di una chiesa
di campagna. All'intorno si scorgono sotterranei
e nella terra avanzi di antiche mura.
-Si rinvennero pure colà urne sepolcrali,
+Si rinvennero pure colà urne sepolcrali,
bassorilievi, monete, e si scorge tuttora,
in una vigna, un grande sarcofago di marmo,
disotterrato da alcuni anni.</p>
-<p>Del resto, le antichità scavate nell'isola,
+<p>Del resto, le antichità scavate nell'isola,
statue, bassorilievi, mosaici, urne ed avanzi
di colonne, furono parte vendute dai contadini
a vile prezzo, parte regalate a privati
@@ -4385,7 +4341,7 @@ i tre anni che occuparono l'isola; pochi
oggetti quindi giunsero al Museo di Napoli,<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[Pg 136]</a></span>
loro sede naturale. In nessuna parte
del mondo, io credo, si sia fatto tanto
-spreco di antichità quanto a Napoli.</p>
+spreco di antichità quanto a Napoli.</p>
<p>Gli scavi e le scoperte fatte a Pompei
furono quelle che richiamarono per la prima
@@ -4402,24 +4358,24 @@ Feola di compiere altri scavi e vi
si trattenne molto tempo. Si scoprirono allora
avanzi di antiche abitazioni e parecchie
sculture dell'aurea epoca romana.
-Scarseggiando però la terra, gli agricoltori
+Scarseggiando però la terra, gli agricoltori
riempirono di bel nuovo gli scavi e ne disparvero
le tracce sotto recenti piantagioni.
Molti oggetti si trovano ancora nascosti
-e verranno certo un giorno in luce. Ciò
+e verranno certo un giorno in luce. Ciò
che di tanto in tanto casualmente si scopre,
sono le monete degl'imperatori e i
frammenti di marmo. Nei pavimenti di
Capri, nella pianura di Domecuta, presso
Anacapri, si notano molti avanzi di marmi
-antichi ed anche, qua e là, si vedono adattati
+antichi ed anche, qua e là, si vedono adattati
ad uso di soglie sulle porte delle case<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[Pg 137]</a></span>
pezzi di marmo con avanzi d'iscrizioni diventate
inintelligibili.</p>
<p>Molti marmi antichi vennero parimenti
impiegati nelle fondazioni delle case e non
-vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano
+vi è angolo dell'isola in cui non si scorgano
memorie e resti dei tempi trascorsi.</p>
<p>Non molto lontano da S. Costanzo, vicino
@@ -4427,7 +4383,7 @@ al mare, su di un'altura, sorgeva l'antica
villa di Tiberio, detta oggi <i>Palazzo
al mare</i>. Hadrava vi fece praticare scavi
nel 1790, e nonostante la trovasse in gran
-parte devastata, vi fece però ancora scoperte
+parte devastata, vi fece però ancora scoperte
importanti, fra cui due colonne di
cipollino, due di portasanta, uno stupendo
capitello corinzio, oggi esposto al Municipio
@@ -4435,33 +4391,33 @@ di Napoli, due magnifici mosaici, passati
in possesso l'uno di un Inglese e l'altro
della contessa Woronzow, e finalmente un
bell'altare di Cibele, che il cavaliere Hamilton
-acquistò pel Museo britannico. Ora il
+acquistò pel Museo britannico. Ora il
palazzo presenta l'aspetto di una distruzione
completa. Gran parte delle mura rovinarono
in mare, altre giacciono disperse
sul pendio dell'altura che scende alla spiaggia;
-si possono scorgere però ancora le
+si possono scorgere però ancora le
vestigia di un certo numero di sale circolari,
-avanzo forse del tempio della divinità
+avanzo forse del tempio della divinità
alla quale era dedicata la villa, e sorge
ancor oggi, fra tutte quelle rovine, l'avanzo
di un fusto di colonna di granito
rosso orientale.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[Pg 138]</a></span></p>
-<p>Più scarsi ancora sono gli avanzi della
-villa che sorgeva un dì sulla bella collina
-di Castello, che sta a cavalcioni della città
+<p>Più scarsi ancora sono gli avanzi della
+villa che sorgeva un dì sulla bella collina
+di Castello, che sta a cavalcioni della città
verso mezzogiorno. Dal lato del mare la
-rupe sorge tagliata a picco, ed a metà si
+rupe sorge tagliata a picco, ed a metà si
apre l'apertura di una grotta. Verso terra
-stanno molte vigne e sulla sommità torreggia,
+stanno molte vigne e sulla sommità torreggia,
in istato ancora di buona conservazione,
il castello di Capri, piccola fortezza
-con mura merlate e torri, che dà
+con mura merlate e torri, che dà
all'isola un'impronta medioevale. Hadrava
-eseguì scavi anche in questa località,
-nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale
-e di bagni già devastati, alcuni pavimenti,
+eseguì scavi anche in questa località,
+nel 1786, e vi scoprì buon numero di sale
+e di bagni già devastati, alcuni pavimenti,
statue, un bel vaso di marmo
bianco, un bassorilievo rappresentante Tiberio
nell'atto di offrire un sacrificio, un
@@ -4471,32 +4427,32 @@ oggetti vennero dispersi e regalati parte
ad Hamilton, al pittore Tischbein, al principe
Schwarzenberg, parte a Russi ed Inglesi
ignoti. Nel 1791 gli scavi furono nuovamente
-riempiti di terra. Tutte le rarità
-antiche però scompaiono di fronte alla vista
+riempiti di terra. Tutte le rarità
+antiche però scompaiono di fronte alla vista
stupenda che si gode dalla collina di Castello,
sul mare di Sicilia, sul golfo azzurro
di Napoli e sulla rupe maestosa di Anacapri.
-Si vedono pure di là la rupe scoscesa
-che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi
+Si vedono pure di là la rupe scoscesa
+che dà a mezzodì, nonchè i tre picchi
che si slanciano verso il cielo a foggia<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[Pg 139]</a></span>
di obelischi granitici, denominati i Faraglioni.</p>
<p>Ai piedi della collina, trovasi una delle
-località più romantiche dell'isola, la <i>Marina
+località più romantiche dell'isola, la <i>Marina
piccola</i>, spiaggia angusta, esposta a
mezzogiorno, incassata nelle rocce, i cui
massi rotolati in mare si avanzano a foggia
di penisola. Sorgono ivi, quasi scavate
nella roccia, due casette solitarie di
-pescatori; in quel punto la spiaggia può
+pescatori; in quel punto la spiaggia può
ricettare a mala pena due barche. Seduto
-colà, uno si può credere solo al mondo.
+colà, uno si può credere solo al mondo.
Il golfo di Napoli, le sue spiagge, le sue
isole, le sue vele, sono scomparse quasi
non esistessero; la vista spazia unicamente
-sull'immensità del mare nella direzione
-della Sicilia e più lontano dell'Africa. Non
-si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi
+sull'immensità del mare nella direzione
+della Sicilia e più lontano dell'Africa. Non
+si vede che acqua, e la fantasia può trasportarsi
ugualmente a Palermo, a Cagliari
ed a Cartagine. Non si hanno all'intorno
che nude rocce, scogli deserti, caverne che
@@ -4510,25 +4466,25 @@ inaccessibili, d'oltre cento piedi di altezza,
emergenti dal mare come piramidi, di forma
conica, uno levigato, l'altro frastagliato in
modo fantastico e bizzarro. La loro ombra<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[Pg 140]</a></span>
-si estende sul mare, a cui dà un aspetto melanconico.
-Più in là si apre in uno scoglio
+si estende sul mare, a cui dà un aspetto melanconico.
+Più in là si apre in uno scoglio
l'arco di una caverna, in cui possono entrare
-anche le barche, e sulla loro sommità, agitati
+anche le barche, e sulla loro sommità, agitati
dal vento, ondeggiano vaghi arbusti e
piante selvatiche. Di tanto in tanto l'alcione
che ammaestra la giovane prole al
volo, fa udire il suo rauco grido. Non
-si può fare a meno di ricordare il passo
+si può fare a meno di ricordare il passo
del <i>Prometeo incatenato</i> di Eschilo e par
quasi che all'orecchio giunga lo sbatter
d'ali delle Oceanidi e l'eco dei loro canti.
-Più di una volta, di buon mattino, io son
+Più di una volta, di buon mattino, io son
rimasto ad ascoltare il canto degli uccelli
marini quando scendono sugli scogli e svolazzano
sulle onde, ed alla sera la loro
-voce m'è apparsa più lamentosa, simile al
+voce m'è apparsa più lamentosa, simile al
suono delle arpi eoliche, che riportano inconsciamente
-ai desiderî del passato. Sapevo
+ai desiderî del passato. Sapevo
che su i Faraglioni si trovano pure
alcioni venuti dall'isola di Ustica e dalla
grotta d'Alghero in Sardegna, e se io
@@ -4538,13 +4494,13 @@ grotta, o nella foresta di Milis, dove cinquecento
mila piante di aranci fan mostra
dei lor fiori e dei lor frutti, e dove notte
e giorno risuona il canto dell'usignolo.
-Colà mi avrebbero potuto deporre un mattino,
-ai piedi della pianta di aranci più alta
+Colà mi avrebbero potuto deporre un mattino,
+ai piedi della pianta di aranci più alta
d'Europa, grande quanto un'elce, dove il<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[Pg 141]</a></span>
marchese Boyl fa ai suoi ospiti gli onori
della sua villa.</p>
-<p>Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere
+<p>Sono sogni, è vero, ma chi può rimanere
qualche istante sulla Marina piccola
di Capri senza lasciare sciolta la briglia
alla propria fantasia? La solitudine e l'aspetto
@@ -4561,17 +4517,17 @@ ivi le loro barche: io li ho visti seduti
sulla sabbia bianca, intenti a racconciare
le reti, silenziosi, immersi in profondi pensieri
come gente che sa mirabili cose delle
-profondità marine e delle sirene che vi abitano.
+profondità marine e delle sirene che vi abitano.
Uno degli scogli porta appunto il
nome di scoglio delle Sirene. L'immaginazione
del popolo sa sempre dare ai luoghi
-le denominazioni che più vi si adattano;
+le denominazioni che più vi si adattano;
certo, sarebbe impossibile trovare in
Capri un luogo migliore per collocarvi
le Sirene. Quivi si possono passare lunghe
ore a godere la brezza marina ed a contemplare
gli effetti di luce sul mare: tutto
-è tranquillo e tutto risplende; scintillano
+è tranquillo e tutto risplende; scintillano
le onde, e gli scogli nel calore della giornata;<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[Pg 142]</a></span>
non si ode altro che il canto monotono
delle cicale. Luce, aria, profumi, tutto
@@ -4579,17 +4535,17 @@ vive sotto il regno dell'armonia, e l'animo
si inebria di solitudine.</p>
<p>Tra la Marina piccola ed i Faraglioni,
-si apre una delle più vaste grotte dell'isola,
+si apre una delle più vaste grotte dell'isola,
la grotta dell'Arsenale. L'acqua non
-vi penetra, perchè trovasi entro terra. Vi
+vi penetra, perchè trovasi entro terra. Vi
si scorgono vestigia di costruzioni romane.
-Il suo nome dice già che dovette un tempo
+Il suo nome dice già che dovette un tempo
servire di magazzino alla gente di mare,
se pure non fu un ricovero per le galere
-di Tiberio, imperocchè la sua entrata è
+di Tiberio, imperocchè la sua entrata è
abbastanza grande per dar loro accesso,
e sono tutt'ora visibili le impronte dello
-scalpello che l'allargarono e resero più regolare.
+scalpello che l'allargarono e resero più regolare.
Il punto della spiaggia dove essa
si trova, porta il nome di Unghia Marina,
ed ivi pure, tanto al mare quanto in alto,
@@ -4602,11 +4558,11 @@ ivi era un piccolo porto, cui probabilmente
si accedeva per una strada coperta dalla
villa sorgente sul monte Tuoro.</p>
-<p>Al capo Tragara si può discendere a
+<p>Al capo Tragara si può discendere a
terra dalla barca e salire sul monte Tuoro,
dal quale si scopre un bellissimo panorama.
-Sorge colà, sopra un antico muro,<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[Pg 143]</a></span>
-un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola
+Sorge colà, sopra un antico muro,<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[Pg 143]</a></span>
+un telegrafo aereo; è una particolarità dell'isola
che quasi ogni punto elevato sia
occupato da un solitario, da un monaco o
da un ufficiale telegrafico. Quello del monte
@@ -4620,7 +4576,7 @@ aperto un voluminoso registro. Ad ogni
istante sorge dalla sua sedia, va all'una
o all'altra finestra, pone l'occhio ai due
cannocchiali, quindi torna a sedere, con
-tranquillità filosofica, dinanzi al suo registro,
+tranquillità filosofica, dinanzi al suo registro,
per portarsi di nuovo dopo pochi
istanti alle finestre; e questo dura dalla
mattina alla sera. Il suo cane sta seduto
@@ -4631,16 +4587,16 @@ ufficiale telegrafico per la segnalazione
dei legni che compaiono nel mare di Sicilia.
Allorquando scorge qualche cosa degna
di osservazione, la comunica al suo
-collega del monte, il quale ne dà avviso
+collega del monte, il quale ne dà avviso
all'ufficio telegrafico di Massa, che si trova
-al di là dello stretto di mare, sul promontorio
+al di là dello stretto di mare, sul promontorio
della Minerva; questi manda l'avviso
-a Castellamare, e di là lo si trasmette infine
+a Castellamare, e di là lo si trasmette infine
a Castello S. Elmo di Napoli, da dove<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[Pg 144]</a></span>
la notizia viene tosto spedita al palazzo
reale, vera sede di novello Atreo. L'ufficiale
-telegrafico del monte Solaro è quegli
-che dà origine a tutto questo movimento.
+telegrafico del monte Solaro è quegli
+che dà origine a tutto questo movimento.
Quando io lo vidi intento al suo ufficio di
vigilanza, mi venne in mente la sentinella
del castello di Atreo, nell'<i>Agamennone</i>
@@ -4670,17 +4626,17 @@ finalmente al castello degli Atridi.</p>
per via di un telegrafo elettrico sottomarino,
saremmo privi del piacere di leggere
nei versi stupendi di Eschilo una descrizione
-così vivace piena di verità.</p>
+così vivace piena di verità.</p>
<p>Era venuta intanto la sera. L'ufficiale<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[Pg 145]</a></span>
telegrafico del monte Solaro fece un segnale,
che quello del monte Tuoro trasmise
tosto a Massa. Domandai che cosa volesse
-esso significare. «Oggi nulla di nuovo»,
+esso significare. «Oggi nulla di nuovo»,
mi rispose tutto soddisfatto il vecchietto;
-si stropicciò gli occhi, pose in ordine i
+si stropicciò gli occhi, pose in ordine i
suoi istrumenti, diede un fischio al suo cane
-e cominciò a scendere dal monte. Egli abitava
+e cominciò a scendere dal monte. Egli abitava
in Anacapri, ed ogni sera doveva
discendere cinquecento sessanta gradini,
per risalirne il mattino appresso altrettanti.
@@ -4689,17 +4645,17 @@ ufficio, compresi i giorni di feste, compreso
quello di Pasqua: si potrebbe dunque calcolare
matematicamente quante centinaia
di volte il brav'uomo abbia fatto l'ascensione
-del Chimborazo, e ciò per la paga
+del Chimborazo, e ciò per la paga
di trenta carlini al giorno!...</p>
<p>Ad eccezione di questo guardiano, che
-mi ricordò Eschilo, non ho trovata alcuna
-antichità sul monte Tuoro. Però, anche
+mi ricordò Eschilo, non ho trovata alcuna
+antichità sul monte Tuoro. Però, anche
su quell'altura Tiberio ebbe una villa. Fra
il monte Tuoro e quello di Castello, scende
al mare la valle Tragara, tutta coltivata a
viti e ad olivi. Giace in questa l'edificio
-medioevale più ragguardevole dell'isola,
+medioevale più ragguardevole dell'isola,
la Certosa, ora deserta, ma un giorno abitata
dai monaci dell'ordine di S. Bruno.
Occupa questa un grande spazio; la sua
@@ -4707,24 +4663,24 @@ architettura originale, i suoi portici, i suoi
i campanili bizzarramente istoriati, le sue<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[Pg 146]</a></span>
terrazze, i suoi tetti fatti a volta, sorgenti
in mezzo alla verzura e specchiantisi in
-mare, le dànno un'impronta tutta magica,
-che è appunto la caratteristica dell'isola.</p>
+mare, le dànno un'impronta tutta magica,
+che è appunto la caratteristica dell'isola.</p>
<p>La navata angusta della chiesa senza
-cupola è parimenti l'unico edificio di Capri
+cupola è parimenti l'unico edificio di Capri
che possegga un tetto a forma gotica
ricoperto di tegole. Le sue linee, delicate
e nette, offrono un vivo contrasto coi
tetti a volta delle celle e coi portici ad
arco tondo del cortile. Nell'interno, la
-chiesa è semplice, ed ha solo qualche
+chiesa è semplice, ed ha solo qualche
affresco sulle mura. Entrando, tutto l'insieme
produce una favorevole impressione.
-Le celle sparse qua e là, le piccole
+Le celle sparse qua e là, le piccole
corti, i giardini deserti ed invasi da lussureggiante
-vegetazione, dànno al monastero
+vegetazione, dànno al monastero
abbandonato l'aspetto di un laberinto romantico.
-La Certosa è dedicata a S. Giacomo
+La Certosa è dedicata a S. Giacomo
e venne fondata nel 1363 dal nobile
caprese Giacomo Arcucci. Sua moglie era
rimasta sterile al par di Sara ed egli aveva
@@ -4735,10 +4691,10 @@ la promessa facendo edificare il convento
sul disegno della stupenda Certosa
del Vomero a Napoli, dedicata a S. Martino;
e nel 1374, terminato l'edificio, vi
-chiamò i padri di S. Martino. Col tempo,
-la Certosa diventò ricca e le migliori terre<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[Pg 147]</a></span>
-dell'isola passarono in sua proprietà. La
-Repubblica Partenopea però la soppresse,
+chiamò i padri di S. Martino. Col tempo,
+la Certosa diventò ricca e le migliori terre<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[Pg 147]</a></span>
+dell'isola passarono in sua proprietà. La
+Repubblica Partenopea però la soppresse,
fondendola con i due conventi di Toresiani,
che si trovavano pure nell'isola, e incamerandone
gli averi. Ora, questi son venuti
@@ -4749,7 +4705,7 @@ sue terre migliori per arricchire il clero
ozioso di un'isola straniera. Durante l'occupazione
inglese, la Certosa fu il quartiere
generale di Hudson Lowe, ed anche i
-Francesi l'adibirono ad usi militari. Oggidì
+Francesi l'adibirono ad usi militari. Oggidì
vi ha sede un ospedale militare.</p>
@@ -4763,12 +4719,12 @@ Augusto in onore della figlia sua dilettissima.
Ivi sorgeva pure la Sellaria, quella
vergognosa villa di Tiberio, dedicata alla
Venere impudica, che, secondo Svetonio,
-era ornata delle imagini più oscene.
-Tali congetture però hanno poco fondamento,
-perchè è facile riconoscere la destinazione
+era ornata delle imagini più oscene.
+Tali congetture però hanno poco fondamento,
+perchè è facile riconoscere la destinazione
di tutti quegli avanzi di mura
denominati camerelle e che corrono in una<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[Pg 148]</a></span>
-linea ad arco sul Tragara fino al di là del
+linea ad arco sul Tragara fino al di là del
Tuoro. Portano il nome di camerelle come
alcuni avanzi della Villa Adriana a Tivoli,
e sono costruite parte di roccia calcarea
@@ -4783,19 +4739,19 @@ Tuoro, l'altro alla villa di San Michele, il
terzo alla villa di Giove.</p>
<p>Sopra le camerelle sorge la collina di
-S. Michele, una delle più graziose dell'isola,
+S. Michele, una delle più graziose dell'isola,
e da cui si gode la vista stupenda
-della sottostante città. A cavallo di questa
+della sottostante città. A cavallo di questa
s'innalza il forte Castello, sopra le ripide
pendici del Solaro, e ai due lati si aprono
vallette ricche di vegetazione che scendono
al mare ceruleo. La stupenda posizione
-di questo colle dice da sè che lassù doveva
+di questo colle dice da sè che lassù doveva
sorgere uno dei palazzi di Tiberio. Si vedono
infatti ai piedi del monte rovine
grandiose ed una serie di volte che sostenevano
senza dubbio la strada che portava
-al monte. Sulla sommità stanno giardini,
+al monte. Sulla sommità stanno giardini,
case di agricoltori. Percuotendo col piede
il suolo, questo manda un suono cupo, il
che indica chiaramente esservi al disotto
@@ -4806,7 +4762,7 @@ di un'antica cappella dedicata a S. Michele,
<i>da cui il monte ha preso il nome</i>.
Oggi sorge solitaria sulla collina una chiesetta
del santo, curiosa assai per la sua
-architettura moresca: circondata com'è da
+architettura moresca: circondata com'è da
un muro, sulla roccia deserta, ricorda i
templi della Mecca.</p>
@@ -4814,17 +4770,17 @@ templi della Mecca.</p>
ma le ricerche diedero uno scarso
risultato. Gli agricoltori ridussero tutto il
terreno d'intorno a terrazzi piantati ad
-olivi, e le case della città sono addossate
-al monte in guisa che da questo si può
+olivi, e le case della città sono addossate
+al monte in guisa che da questo si può
scendere benissimo su i tetti. Una sera,
difatti, presi questa strada per rientrare
-in città e passando da un tetto all'altro,
+in città e passando da un tetto all'altro,
riuscii ad entrare in casa mia.</p>
<p>La costa orientale dell'isola s'innalza
ripida sul mare per un'altezza di novecento
settanta piedi, di guisa che la villa di Giove
-trovasi al punto più elevato della spiaggia,
+trovasi al punto più elevato della spiaggia,
d'aspetto veramente selvaggio.</p>
<p>Scendendo dal Tuoro per la piccola valle
@@ -4834,7 +4790,7 @@ costa si apre in uno spazio circondato da
rupi tagliate a picco, dove regna una confusione
fantastica di scogli, uno dei quali,
aperto a foggia di portico, ha nome d'Arco<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[Pg 150]</a></span>
-Naturale. Questo è il punto più solitario
+Naturale. Questo è il punto più solitario
dell'isola. Ai piedi giace il cupo mare, in
alto si scorge il cielo limpido ed azzurro,
tutto all'intorno stanno rupi rossastre, e
@@ -4844,9 +4800,9 @@ ed alle spiagge di Amalfi e di Salerno.</p>
<p>Scendendo per un ripido sentiero, si
giunge alla grotta enigmatica di Matromania,
piena di rovine, ed a cui si accede
-per un ampio arco, che dà in una caverna
+per un ampio arco, che dà in una caverna
larga circa cinquantacinque piedi e profonda
-circa cento. La grotta è opera della
+circa cento. La grotta è opera della
natura, ma la mano dell'uomo l'ha migliorata:
tanto all'ingresso quanto nell'interno
si vedono difatti ancora avanzi di mura
@@ -4856,7 +4812,7 @@ sedili; alcuni gradini portano ad una nicchia,
dove probabilmente stava la statua
del nume.</p>
-<p>Tutto là fa pensare che la grotta sia
+<p>Tutto là fa pensare che la grotta sia
stata ridotta ad uso di tempio. Il nome di
Matromania, che il popolo con innocente
ironia ha convertito in quello di <i>Matrimonio</i>,
@@ -4866,7 +4822,7 @@ Matris antrum</i>, oppure da <i>magnum Mithrae
antrum</i>.</p>
<p>Si dice che il tempio fosse dedicato a
-Mitra, non tanto perchè il dio persiano del
+Mitra, non tanto perchè il dio persiano del
Sole fosse venerato nella caverna, quanto<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[Pg 151]</a></span>
per essersi scoperto in questa uno dei
bassorilievi rappresentanti il mistico sacrificio
@@ -4878,11 +4834,11 @@ di Posillipo. Rappresentano Mitra in ginocchio
dinanzi al toro, nell'atto di piantargli
il coltello nel collo, mentre la bestia
viene ferita da un serpente, da uno
-scorpione e da un cane. Non è addirittura
+scorpione e da un cane. Non è addirittura
inammissibile che la grotta fosse dedicata a
Mitra, essendo anche adatta al culto del sole,
la sua apertura guardando verso oriente.
-Dalla sua profondità io potei vedere il sole
+Dalla sua profondità io potei vedere il sole
che nasceva, imporporando i lontani monti
ed illuminando il mare. La posizione romantica
e selvaggia della grotta, le rovine
@@ -4896,55 +4852,55 @@ su chi nulla sa del culto di Mitra e della
vita di Tiberio. In questa caverna misteriosa
fu fatta la rara scoperta di una tavola
di marmo con la seguente iscrizione
-in versi greci: «O regione dello Stige, spirti
+in versi greci: «O regione dello Stige, spirti
propizi che qui avete la vostra stanza, accogliete
me pure, infelice, che morte repentina<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[Pg 152]</a></span>
colse nel fiore degli anni e dell'innocenza.
Me pure aspettavano i favori di
Cesare; ma ora per me, per i miei genitori,
-non avvi più speranza. Non avevo
-ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di
-quindici anni: non godrò più la splendida
+non avvi più speranza. Non avevo
+ancor raggiunta l'età nè di venti, nè di
+quindici anni: non godrò più la splendida
vista del sole. Ipato fu il mio nome. Fratello,
io mi rivolgo ancora a te! Genitori,
-ve ne scongiuro, non piangete più a lungo
-me poveretto».</p>
+ve ne scongiuro, non piangete più a lungo
+me poveretto».</p>
<p>A quale orribile fatto possono alludere
le parole misteriose di questa iscrizione?
-Vi è in questo un romanzo di Capri. La
-storia del povero Ipato è ignota, ma si può
+Vi è in questo un romanzo di Capri. La
+storia del povero Ipato è ignota, ma si può
facilmente indovinare. In un'ora indemoniata,
-Tiberio sacrificò al sole il suo favorito,
+Tiberio sacrificò al sole il suo favorito,
un giovanetto, qui, in questa caverna,
davanti all'imagine del Dio, nella stessa
-guisa che più tardi Adriano sacrificò al
+guisa che più tardi Adriano sacrificò al
Nilo il bellissimo Antinoo. In quei tempi
i sacrifici umani, sebbene non frequenti,
erano ancora in uso e venivano dedicati
-per lo più a Mitra.</p>
+per lo più a Mitra.</p>
<p>Se questa grotta, questi scogli potessero
-parlare, quanti orrendi fatti dell'antichità
+parlare, quanti orrendi fatti dell'antichità
noi apprenderemmo! La tradizione accenna
a questa selvaggia riva, quale sito prediletto
di Tiberio e quale teatro delle immani
-sue crudeltà. E' il luogo più diabolico
+sue crudeltà. E' il luogo più diabolico
dell'isola; procedendo sulla spiaggia,
verso mezzogiorno, si arriva ad un punto<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[Pg 153]</a></span>
denommato Salto di Tiberio. La riva cade
-ivi a picco sul mare dall'altezza di più di
-ottocento piedi. Si dice che di là il mostro
+ivi a picco sul mare dall'altezza di più di
+ottocento piedi. Si dice che di là il mostro
precipitasse le sue vittime. Narra Svetonio:
-«Si fa vedere in Capri il punto dove
-Tiberio spiegava tutta la sua crudeltà,
+«Si fa vedere in Capri il punto dove
+Tiberio spiegava tutta la sua crudeltà,
facendo precipitare in mare alla sua presenza
le vittime, dopo averle a lungo martoriate
con ogni sorta di tormenti. Cadevano
in mezzo ad una squadra di marinai,
i quali le percuotevano barbaramente con
bastoni e con i remi, fino a tanto che non
-fosse spento in esse ogni alito di vita.»
+fosse spento in esse ogni alito di vita.»
Doveva essere per dir vero un piacere diabolico
quello di precipitare disgraziate creature
da quell'altezza, vederle balzare di
@@ -4957,18 +4913,18 @@ ora una casetta, sulla cui porta sta scritto
ora apparecchiata una tavola con frutta,
pane ed un fiasco di <i>lacrime di Tiberio</i>.
L'albergatore ha fatto costruire sul margine
-del Salto un piccolo muro ed offre così
+del Salto un piccolo muro ed offre così
di che ristorarsi, a chi piace, sul teatro
stesso di tanti orrori.</p>
<p>Si passa da questa casa per arrivare all'antico
faro di Capri, il quale non dista che
una trentina di passi dal Salto. Questo faro
-è in gran parte rovinato ed i suoi neri avanzi<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[Pg 154]</a></span>
+è in gran parte rovinato ed i suoi neri avanzi<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[Pg 154]</a></span>
vennero alcuni anni or sono colpiti dalla
folgore. I materiali giacciono all'intorno
dispersi fra le vigne. Si trovano ancora in
-piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali
+piedi avanzi di mura e di vòlte, le quali
bastano a far comprendere che il faro era
un edificio ampio e notevole, che poteva
benissimo competere con quello di Alessandria
@@ -4977,7 +4933,7 @@ Stazio in un verso lo paragona alla luna,
splendore delle notti. Svetonio narra che
quella torre fu atterrata da un terremoto
pochi giorni prima della morte di Tiberio;
-ma dopo di allora è da ritenersi che
+ma dopo di allora è da ritenersi che
sia stata ricostruita, altrimenti Stazio non
ne avrebbe potuto far parola. Attualmente
la sua altezza non supera i sessanta piedi.</p>
@@ -4998,17 +4954,17 @@ una congiura. Le rovine che si scorgono
al capo della spiaggia a settentrione-levante
dell'isola, appartengono alla villa: lo confermano
la tradizione, la quale addita quella<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[Pg 155]</a></span>
-località come la più importante dell'isola;
+località come la più importante dell'isola;
l'estensione del palazzo, le cui rovine sono
-le più importanti di tutta Capri, e la natura
+le più importanti di tutta Capri, e la natura
delle costruzioni, appartenenti all'epoca
migliore dell'architettura romana.</p>
-<p>Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto
+<p>Uno può aggirarsi colà in un vero laberinto
di volte, di gallerie sotterranee, di
infinite stanze, in massima parte ridotte poi
ad uso di cantine e di stalle per il bestiame.
-Giacciono qua e là dispersi sul suolo capitelli,
+Giacciono qua e là dispersi sul suolo capitelli,
piedistalli, fusti di colonne, frammenti
di marmo; alcune stanze presentano
ancora avanzi di stucco e in qualche punto
@@ -5020,21 +4976,21 @@ nera, come pure sono tuttora visibilissime
le scale che portavano ai piani superiori.</p>
<p>Sembra che la villa avesse parecchi piani;
-l'inferiore è intieramente sepolto sotto il
-suolo. Nel piano superiore invece si può ancora
+l'inferiore è intieramente sepolto sotto il
+suolo. Nel piano superiore invece si può ancora
riconoscere la distribuzione delle stanze,
e, dal lato verso il mare, la pianta di
un semicircolo, probabilmente di un teatro.
In altro punto, nicchie e mura circolari
dimostrano l'esistenza di un tempio.
-La villa riuniva in sè tutto quanto apparteneva
+La villa riuniva in sè tutto quanto apparteneva
allo splendore della vita principesca
-di allora, ed essendo stata così a lungo la
+di allora, ed essendo stata così a lungo la
sede della corte imperiale, doveva, prima<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[Pg 156]</a></span>
che Nerone ed Adriano innalzassero i loro
sontuosi palazzi, sorpassare in bellezza
tutte le altre ville romane. Certo contribuiva
-a renderla ancora più bella la sua
+a renderla ancora più bella la sua
incomparabile posizione sul mare e la vista
dei due golfi. Da questo punto Tiberio dominava
tutta l'isola come un avvoltoio e
@@ -5042,10 +4998,10 @@ scorgeva anche le navi che traversavano
il golfo, provenienti dall'Ellade, dall'Asia,
dall'Africa, o da Roma.</p>
-<p>Più bella però doveva essere la vista
+<p>Più bella però doveva essere la vista
dell'isola dal mare, veleggiando fra Capri
ed il capo di Minerva e contemplando i
-palazzi marmorei, il faro ed i templi, imperocchè
+palazzi marmorei, il faro ed i templi, imperocchè
Tiberio, in cima ad ogni vetta,
aveva innalzata una torre, od un tempio,
fra cui quelli famosi di Minerva, delle Sirene
@@ -5054,11 +5010,11 @@ e di Eracleo.</p>
<p>Rimasi lunghe ore seduto sulle rovine,
cercando raffigurarmi l'antica Capri. Pensavo
che dovesse essere stupenda con ogni
-sua sommità coronata da un tempio, con
+sua sommità coronata da un tempio, con
i suoi portici, teatri e ville e le strade popolate
di tutto quel mondo romano, dalla
corte di Cesare, da senatori, da ambasciatori
-d'ogni parte del mondo, dalle più belle
+d'ogni parte del mondo, dalle più belle
donne della Ionia, delle Etari seducenti dell'Asia,
da squadre scapigliate di baccanti,
da ninfe, da dee, da tutto un popolo di figure
@@ -5067,21 +5023,21 @@ corte era composta di baccanti e di satiri.<span class="pagenum"><a name="Page_1
<p>Il lungo soggiorno di Tiberio a Capri
non fu che una satira dell'uman genere e
-probabilmente la più terribile: si può facilmente
+probabilmente la più terribile: si può facilmente
indovinare contemplando i tratti
-del principale attore, giacchè a Napoli esistono
+del principale attore, giacchè a Napoli esistono
busti e figure colossali di Tiberio.
-Il suo miglior ritratto però trovasi nel Museo
+Il suo miglior ritratto però trovasi nel Museo
Vaticano a Roma; quelli di Napoli lo
-rappresentano già avanzato negli anni;
+rappresentano già avanzato negli anni;
quello di Roma, al contrario, nel fiore della
-sua giovinezza, probabilmente perchè la
+sua giovinezza, probabilmente perchè la
maggior parte dei busti disotterrati ad Ercolano
ed a Pompei appartengono all'epoca
del suo soggiorno in Capri. Nella galleria
Chiaramonti del Museo Vaticano esiste la
sua figura colossale, scoperta a Veia, in cui
-è rappresentato giovane, divinizzato, ma
+è rappresentato giovane, divinizzato, ma
con i suoi lineamenti reali. La sua testa
appare intelligente, ben formata, la bocca
regolare e di una finezza indicibile; tutti
@@ -5091,17 +5047,17 @@ corpo sono piene, voluttuose, in certa guisa
femminili.</p>
<p>Questo mostro reale era, al pari di Cesare
-Borgia, l'uomo più bello de' suoi tempi,
+Borgia, l'uomo più bello de' suoi tempi,
e, fra tutti gl'imperatori romani, Augusto
-solo fu di bellezza più classica. Non si dimentica
+solo fu di bellezza più classica. Non si dimentica
la figura di Tiberio dopo averla veduta
una sola volta; ognuno si aspetta di
trovarsi dinanzi un mostro, una specie di<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[Pg 158]</a></span>
demone, ed invece rimane addirittura stupito
dalla bellezza de' suoi lineamenti feminei,
-che gli dànno piuttosto l'aspetto di un
+che gli dànno piuttosto l'aspetto di un
Sardanapalo. Soltanto con gli anni la bocca
-acquistò un'espressione di sarcasmo, d'ironia,
+acquistò un'espressione di sarcasmo, d'ironia,
e tutta la sua fisonomia qualche cosa
di duro, di crudele e di volgare insieme,
come si rivela nella testa colossale di Napoli
@@ -5109,7 +5065,7 @@ e nel suo busto in Campidoglio. Volendo
avere una rappresentazione plastica
della scelleratezza bestiale, fa d'uopo contemplare
la testa diabolica di Caracalla, che
-è la rappresentazione più perfetta di un carattere
+è la rappresentazione più perfetta di un carattere
diabolico a cui sia potuta giungere
la scultura. Ritengo che quell'uomo scellerato
fosse davvero tale e quale la storia
@@ -5118,30 +5074,30 @@ Augusto, che abbia regnato con le forme
repubblicane. Ebbe in retaggio un popolo
divenuto spregevole, e trovato un mondo
pessimo e proclive ad ogni sorta di abbiettezza
-vi si abbandonò interamente. Caligola
+vi si abbandonò interamente. Caligola
vaneggiava di divenire il padrone del mondo
-e la sua potenza durò pochi anni. Egli che
+e la sua potenza durò pochi anni. Egli che
avrebbe voluto sorbirsi il mondo come si
sorbe un uovo, fu un giorno atterrato dal
caso, con tutti i suoi godimenti, che non
eran che pazzie.</p>
<p>Dopo le guerre civili e dopo Augusto,
-regnò un silenzio spaventoso nella storia
-del mondo e quella fu l'epoca più cupa<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[Pg 159]</a></span>
-dell'umanità. Augusto fu grande e felice
-perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria;
+regnò un silenzio spaventoso nella storia
+del mondo e quella fu l'epoca più cupa<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[Pg 159]</a></span>
+dell'umanità. Augusto fu grande e felice
+perchè aveva dovuto conquistare la sua signoria;
i suoi successori, invece, furono
-miseri per non aver più nulla da conquistare.
+miseri per non aver più nulla da conquistare.
Venuti ad un tratto in possesso di
-un dominio già affermato, non seppero
-quale impiego fare del loro tempo, imperocchè
+un dominio già affermato, non seppero
+quale impiego fare del loro tempo, imperocchè
anche i piaceri diventano insopportabili
quando non l'interrompono il lavoro
-e le difficoltà. Caligola nella sua pazzia
+e le difficoltà. Caligola nella sua pazzia
volle gettare un ponte sul mare; Claudio
-fu un pedante; Nerone incendiò Roma, e
-mentre questa era in fiamme suonò la cetra;
+fu un pedante; Nerone incendiò Roma, e
+mentre questa era in fiamme suonò la cetra;
faceva versi e voleva aver fama di
abile guidatore di cocchi, e di commediante.
In quel periodo di generale sonnolenza del
@@ -5149,7 +5105,7 @@ genere umano, noi troviamo l'uno dopo
l'altro, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone,
demoni e scellerati: la storia taceva.</p>
-<p>Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio
+<p>Sarebbe però mostrarsi ingiusti con Tiberio
confondendolo co' suoi successori, i
quali furono soltanto scellerati volgari,
senza pudore e senz'ombra di vergogna
@@ -5159,10 +5115,10 @@ fu uomo fiero, diplomatico, della scuola
dell'ipocrita Augusto. Tutta la sua fisonomia
rivela la finezza, la dissimulazione,
particolarmente il taglio della sua bocca
-gesuitica, la bocca più perfetta di diplomatico
+gesuitica, la bocca più perfetta di diplomatico
che la natura abbia creato: si direbbe<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[Pg 160]</a></span>
che pronunci la sentenza di Talleyrand,
-che, cioè, la parola fu data all'uomo
+che, cioè, la parola fu data all'uomo
per nascondere i suoi pensieri. Infatti
poi sappiamo da Tacito quanta fosse
l'arte di Tiberio nel parlare: egli fu veramente
@@ -5176,13 +5132,13 @@ avventurieri venuti in possesso di un trono e
quei re che rompono pubblicamente i loro
giuramenti! Tiberio, certamente, li avrebbe
cacciati, con un sorriso di disprezzo, fra
-i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare,
+i suoi liberti. Quest'uomo non lasciò immaginare,
nemmeno una sol volta, che
cosa avesse in animo di fare governando,
non col mezzo ruvido dei colpi di stato,
-bensì padroneggiando sopra gli avvenimenti.
-Non lasciò mai trapelare nè la sua
-volontà, nè i suoi disegni; basta ricordare
+bensì padroneggiando sopra gli avvenimenti.
+Non lasciò mai trapelare nè la sua
+volontà, nè i suoi disegni; basta ricordare
la caduta di Seiano.</p>
<p>Il proscritto dell'isola dell'Elba prese
@@ -5190,22 +5146,22 @@ una volta a difendere calorosamente il carattere
di Tiberio contro le accuse di Tacito
e della storia. Dopo di aver ridotta
la diplomazia di Augusto a sistema del
-gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta
+gesuitismo il più raffinato, Tiberio, compiuta
la sua opera e sazio della vita, si
-ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[Pg 161]</a></span>
-materiali, e non lasciò venir meno il
+ritirò in quest'isola per distrarsi con i piaceri<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[Pg 161]</a></span>
+materiali, e non lasciò venir meno il
terrore che aveva incusso fin dal principio
-del suo governo, e provò i piaceri di ogni
-sorta. L'umana natura però è costituita in
-modo che non può godere in una volta
-poca parte di piaceri, e ciò lo dimostrano
+del suo governo, e provò i piaceri di ogni
+sorta. L'umana natura però è costituita in
+modo che non può godere in una volta
+poca parte di piaceri, e ciò lo dimostrano
lo scoglio di Capri e la villa di Giove, nella
quale erasi ritirato il signore del mondo
che considerava questi luoghi come una
specie di esilio. Fa orrore il pensare alle
scene di cui furono testimoni queste mura,
agli eccessi di rabbia di un animo che non
-conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono
+conosceva più freno di sorta. Là dove risuonarono
un giorno le armonie dei flauti
della Lidia, e splenderono i sorrisi di donne
superbe, mugghiano ora le mandrie dei poveri
@@ -5216,21 +5172,21 @@ riempiono della loro vegetazione lussureggiante
le stanze in ruina. Pendono dall'alto
i festoni delle viti, discendenti dall'antico
Bacco di Capri, quasi fossero gli spirti
-di quelle etère che quivi praticavano, un
+di quelle etère che quivi praticavano, un
tempo, alla presenza di Tiberio, le loro
danze oscene.</p>
<p>Sorge attualmente fra le rovine, sul punto
-più elevato della villa, una cappella dedicata
+più elevato della villa, una cappella dedicata
a S. Maria del Soccorso. Vi abita
-un eremita. Nessun luogo mi è apparso più
+un eremita. Nessun luogo mi è apparso più
adatto per la penitenza, dei ruderi della<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[Pg 162]</a></span>
villa di Tiberio, sotto il regno del quale,
e durante il suo soggiorno in Capri, venne
Cristo posto in croce. La cappella sorge
quivi, come il cristianesimo stesso, sulle
rovine del mondo pagano. Questa coincidenza
-è singolare, e pochi luoghi, io credo,
+è singolare, e pochi luoghi, io credo,
possono ritenersi adatti del pari alla meditazione.
Qui si presentano contemporaneamente
all'immaginazione due figure rappresentanti
@@ -5242,7 +5198,7 @@ tramontare, ed immagine di tutti i mali; ad
oriente, la figura giovanile dell'uomo Dio,
di Cristo appeso alla croce, circondato di
profeti ispirati di una rigenerazione novella
-dell'umanità. Queste due figure sorgono
+dell'umanità. Queste due figure sorgono
una di fronte all'altra, come Arimano
ed Arzmud, il Dio della luce e quello delle
tenebre. Come non ricordare qui la figura
@@ -5255,25 +5211,25 @@ tali pensieri, nella meditazione del cristianesimo
primitivo, vidi tutto ad un tratto
il rappresentante storico di quella religione
ideale nella persona dell'eremita, sudicio
-frate francescano, e poco mancò non mi
+frate francescano, e poco mancò non mi
ritraessi dallo spavento. Era un vecchio<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[Pg 163]</a></span>
monaco, dalla lunga barba bianca, vestito
di una tonaca nera, zoppo, brutto, con due
occhi da falco. Mi parve che sorgessero
davanti a me Tiberio o Mefistofele, e mi
-dicessero, con sorriso beffardo: «Redivivo!
-soltanto mutato d'aspetto». Tale è
+dicessero, con sorriso beffardo: «Redivivo!
+soltanto mutato d'aspetto». Tale è
la storia del cristianesimo.</p>
<p>Il vecchio frate mi condusse zoppicando
nella sua cella. Diedi uno sguardo ai suoi
libri, e su di uno lessi il titolo seguente:
<i>Leggende delle sante vergini che vollero
-morire per Nostro Signore Gesù Cristo</i>.
+morire per Nostro Signore Gesù Cristo</i>.
Anche il solitario Tiberio leggeva libri che
-parlavano di vergini; non erano però di
+parlavano di vergini; non erano però di
quelle che volevano morire per il suo
-contemporaneo, bensì i libri della etéra
+contemporaneo, bensì i libri della etéra
greca Elefantide, i quali insegnavano la
scienza del piacere, ed erano allora di
moda in Roma. Svetonio narra che Tiberio
@@ -5282,12 +5238,12 @@ Trovai, del resto, qualche cosa di lascivo
anche presso l'eremita; egli mi fece vedere
la copia di un bassorilievo esistente nel
Museo di Napoli: un vecchio nudo, a cavallo,
-che portava in sella, davanti a sè, una
+che portava in sella, davanti a sè, una
ragazza parimenti nuda con una fiaccola
in mano; un giovanetto, esso pure nudo,
guidava il cavallo verso la statua di un Dio.
La somiglianza del vecchio con Tiberio
-mi parve così sorprendente, che io credetti
+mi parve così sorprendente, che io credetti
che quel bassorilievo rappresentasse una<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[Pg 164]</a></span>
scena notturna nella sua villa di Capri,
forse un sacrificio a Priapo. La catena
@@ -5298,7 +5254,7 @@ affatto all'imperatore Tiberio. L'eremita
aveva copiato il bassorilievo ad acquarello,
con somma diligenza e con vera intelligenza
del nudo. L'opera apparteneva
-alla sua abitazione, imperocchè era stata
+alla sua abitazione, imperocchè era stata
scoperta fra le rovine della villa. Sebbene
in modo incompleto, due volte furono praticati
scavi intorno a questa: la prima
@@ -5308,15 +5264,15 @@ di marmo, uno dei quali venne
adattato davanti all'altare maggiore nella
cattedrale di Capri; parecchie belle statue,
fra cui una piccola in lapislazzuli acquistata
-poi da un Inglese; varî busti, che
+poi da un Inglese; varî busti, che
andarono dispersi, e mosaici, attualmente
raccolti nel Museo di Napoli.</p>
-<p>Nessun imperatore può vantare una villa
+<p>Nessun imperatore può vantare una villa
da cui si goda una vista pari a quella che
-ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella.
+ha dinanzi a sè l'eremita nella sua cella.
Dalla sua finestra ei vede i due golfi di
-Napoli e di Salerno, e le più belle coste
+Napoli e di Salerno, e le più belle coste
e le isole d'Italia.</p>
<p>L'aria quel giorno era limpidissima, ed
@@ -5324,7 +5280,7 @@ io vidi distintamente Pesto, Castel Baro e
la lontana punta di Licosa. Al cadere del<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[Pg 165]</a></span>
sole i monti e il mare rivestirono dei
colori dell'iride, ed io mi chiesi sorpreso
-se ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria
+se ciò era realtà o piuttosto una fantasmagoria
di sogno.</p>
@@ -5346,30 +5302,30 @@ il mio Mefistofele che saliva a cavalcioni
di un asinello. Gli feci vedere la mia piccola
serpe, ed allora egli mi disse di essere
un grande incantatore di serpenti. Mi
-narrò anzi che prendeva e maneggiava a
-sua volontà qualsiasi specie di rettile, ed
+narrò anzi che prendeva e maneggiava a
+sua volontà qualsiasi specie di rettile, ed
avendogli domandato in qual modo facesse
-ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver
+ciò, mi rispose: «Li prendo dopo aver
loro comandato di stare tranquilli, li attorciglio
intorno al mio braccio, e poi li
chiudo in un vaso e li mando a Napoli a
-dei farmacisti».&mdash;«Ma come mai voi potete<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[Pg 166]</a></span>
-comandar loro di rimanere tranquilli?»
+dei farmacisti».&mdash;«Ma come mai voi potete<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[Pg 166]</a></span>
+comandar loro di rimanere tranquilli?»
Mi rispose subito con un sorriso diabolico:
-«Dico loro una parola, ed il nome di
-S. Paolo, ed allora non si muovono più!»&mdash;«Non
-potreste insegnarmi quella parola?»
-gli chiesi.&mdash;«Impossibile&mdash;mi rispose-; io
+«Dico loro una parola, ed il nome di
+S. Paolo, ed allora non si muovono più!»&mdash;«Non
+potreste insegnarmi quella parola?»
+gli chiesi.&mdash;«Impossibile&mdash;mi rispose-; io
l'ho appresa da un altro eremita, ed ho
giurato solennemente di non rivelarla a
-nessuno». Quando gli domandai perchè aggiungesse
+nessuno». Quando gli domandai perchè aggiungesse
alla parola il nome di S. Paolo,
mi rispose che S. Paolo era il patrono dei
serpenti, e che tutti gli animali avevano
il loro protettore. Gli domandai ancora
quali fossero i patroni di alcuni altri animali,
-ed appresi che S. Geltrude è la
-protettrice delle lucertole, e S. Antonio è
+ed appresi che S. Geltrude è la
+protettrice delle lucertole, e S. Antonio è
patrono dei pesci, S. Agata dei leoni e
S. Agnese degli agnelli. Non mi era affatto
ingannato nel ritenere a prima vista quel
@@ -5379,91 +5335,91 @@ di notte, al lume di luna in mezzo
alle rovine, con erbe, radici e animali velenosi.</p>
<p>Ho dimenticato fino ad ora di accennare
-che nell'isola vi è un'altra piccola città,
-Anacapri, e la cosa non è strana, perchè
+che nell'isola vi è un'altra piccola città,
+Anacapri, e la cosa non è strana, perchè
vivendo in Capri inferiore non si vede e
non se ne sente neanche parlare a cagione
della sua posizione solitaria e appartata. Si
-scorgono, è vero, i molti gradini tagliati<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[Pg 167]</a></span>
+scorgono, è vero, i molti gradini tagliati<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[Pg 167]</a></span>
nella roccia che bisogna salire per giungervi,
ma la loro ripidezza non invita davvero
il visitatore a salire.</p>
-<p>È singolarissimo trovare in una stessa
-piccola isola, alla distanza di poco più di
+<p>È singolarissimo trovare in una stessa
+piccola isola, alla distanza di poco più di
un quarto d'ora, due paesi tanto estranei
-l'uno dall'altro, e i cui abitanti abbiano così
+l'uno dall'altro, e i cui abitanti abbiano così
scarsi rapporti e non prendano parte gli
uni alle feste degli altri, e parlino perfino
un dialetto diverso.</p>
<p>Secondo la tradizione, Anacapri deve la
sua origine all'amore. Nei tempi antichi
-un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore,
-si arrampicò su per gli scogli e si
-costruì una capanna in mezzo ai cespugli,
+un'amorosa coppia fuggì dalla città inferiore,
+si arrampicò su per gli scogli e si
+costruì una capanna in mezzo ai cespugli,
alla base del monte Solaro. Altri innamorati,
col tempo, li seguirono e ne nacque
quella colonia di amanti, che oggi porta
il nome di Anacapri. Ancor oggi, Amore
alato vola come un falco di montagna su
-e giù da Capri ad Anacapri, e dà le sue
-ali in prestito al giovanetto della città inferiore,
+e giù da Capri ad Anacapri, e dà le sue
+ali in prestito al giovanetto della città inferiore,
il quale ama una di quelle belle e
-ritrose ragazze che lassù, nella loro casetta
+ritrose ragazze che lassù, nella loro casetta
circondata da tralci di viti, siedono al telaio
e tesseno nastri, cantando canzoni
d'amore, come Circe nell'<i>Odissea</i>. Anacapri
si trova talmente lontana da tutto il
-rimanente dell'isola, che non v'è altra strada
+rimanente dell'isola, che non v'è altra strada
per giungervi all'infuori dei cinquecento
sessanta gradini di quell'eterna scala di<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[Pg 168]</a></span>
Giacobbe. Gli scogli scendono a picco,
verticali, quasi un muro di cinta sulla
-città inferiore, avendo alla loro sommità,
+città inferiore, avendo alla loro sommità,
simile al tetto di una basilica, il monte Solaro.
La scala, scavata nel vivo della roccia,
sale in ripidissimo zig-zag.</p>
<p>Si attribuisce quest'opera singolare ai
tempi remoti, allorquando i Fenici ed i
-Greci costrussero la città superiore, allora
+Greci costrussero la città superiore, allora
in comunicazione con l'inferiore solamente
per questa via. Si vedono ancora tracce
-di più antica salita: a metà della strada
+di più antica salita: a metà della strada
s'incontra una piccola cappella di forma
bizzarra, dedicata a S. Antonio, dove uno
-può fermarsi a prender fiato; quindi si sale
-di bel nuovo e si arriva spossati alla sommità.
+può fermarsi a prender fiato; quindi si sale
+di bel nuovo e si arriva spossati alla sommità.
Giunti al piano denominato Capo di
Monte, si trova ampia ricompensa della fatica
sofferta nella vista di quell'altura coltivata,
la quale ricorda gli orti pensili di
Semiramide, della parte sottostante, dell'isola
-e dell'immensità del mare. Sulla pianura
+e dell'immensità del mare. Sulla pianura
s'innalza ancora d'alcune centinaia
-di piedi il monte Solaro, che è d'aspetto
+di piedi il monte Solaro, che è d'aspetto
bruno e selvaggio e presenta in cima a uno
de' suoi picchi le belle rovine del castello
-di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro
+di Barbarossa, così nomato dal famoso corsaro
che sorprese un giorno Capri.</p>
<p>Fatti appena pochi passi sul piano, si
apre davanti agli occhi una novella vista.
-Non si vede più Capri in basso e si entra<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[Pg 169]</a></span>
+Non si vede più Capri in basso e si entra<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[Pg 169]</a></span>
in una solitudine di bellezza inarrivabile.
Sorge di fronte il monte Solaro, della stessa
forma del monte Pellegrino di Palermo,
nudo, nero, cosparso di massi staccati. Verso
ponente e settentrione, scende alla pianura
-più ampia di tutta l'isola; e su quella
+più ampia di tutta l'isola; e su quella
ripida pendice, ad altezza notevole sopra
il mare, fra le piante verdeggianti ed i cespugli,
-giace Anacapri. La piccola città può
-dirsi un complesso di eremi, imperocchè
+giace Anacapri. La piccola città può
+dirsi un complesso di eremi, imperocchè
le case piccoline, di costruzione originale,
sorgono sparse in mezzo ai giardini, la
-cui vegetazione è più rigogliosa di quella
+cui vegetazione è più rigogliosa di quella
di Capri, particolarmente per gli olivi e per
le vigne che pendono in festoni dagli alberi,
come nelle pianure della Campania.
@@ -5471,9 +5427,9 @@ Nel contemplare la pittoresca cittadina, la
profonda solitudine, non che la vista del
mare ceruleo, nasce il desiderio di deporre
il bastone di pellegrino, dare un addio al
-mondo, e costruire lassù una cella.</p>
+mondo, e costruire lassù una cella.</p>
-<p>La tranquillità regna ancor più solenne
+<p>La tranquillità regna ancor più solenne
che a Capri; non si vedono altro che uomini
seduti sulla porta delle loro case, i
quali cantano davanti al telaio od all'arcolaio,
@@ -5482,7 +5438,7 @@ ovvero intenti nei giardini a vangare
e a raccogliere la foglia dei gelsi per i
bachi, o diretti alla fonte, con le loro brocche
sul capo. Siccome quando io mi recai
-lassù tutti gli uomini stavano in campagna<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[Pg 170]</a></span>
+lassù tutti gli uomini stavano in campagna<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[Pg 170]</a></span>
e molti giovani erano partiti per la pesca
del corallo, non vidi in paese che donne;
sembrava di essere a Lemno, dove le femmine
@@ -5491,7 +5447,7 @@ davanti ai loro telai.</p>
<p>Nei giorni e nelle ore in cui sogliono
arrivare da Napoli le barche, trovai spesse
-volte sedute sulla lunga gradinata più di
+volte sedute sulla lunga gradinata più di
trenta fanciulle, alcune delle quali di rara
bellezza; cinguettavano fra loro ed aspettavano
che comparissero le vele per scendere
@@ -5505,7 +5461,7 @@ aveva uno stupendo mazzo di garofani,
di rose, di maggiorana e di mirto
legato con un bel nastro. Questo mazzo
fu l'intermediario della nostra amicizia;
-esso m'introdusse in una delle più linde e
+esso m'introdusse in una delle più linde e
graziose casette di Anacapri, dove trascorsi
molte ore simpatiche. Antonietta tesseva
in giardino, sotto un pergolato, fra le viti
@@ -5515,9 +5471,9 @@ sorella maggiore non tesseva che nastri di
un colore solo. Essa non suonava lo scacciapensieri,
ma era abilissima nel battere il
tamburello. I fratelli delle due ragazze<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[Pg 171]</a></span>
-si trovavano in mare. L'attività di quelle
+si trovavano in mare. L'attività di quelle
donne, che attendono inoltre a tutte le cure
-di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal
+di casa, è sorprendente, imperocchè fin dal
levare del sole seggono al loro telaio, e vi
rimangono con brevi interruzioni fino a sera,
e questo dura tutto l'anno. Per vero dire,
@@ -5531,16 +5487,16 @@ gradinata. Portano quasi tutte un qualche
gioiello d'oro o di corallo, spilloni d'argento
nelle trecce.</p>
-<p>La città possiede un bel cimitero, piantato
+<p>La città possiede un bel cimitero, piantato
di cipressi e popolato di fiori; ma il
-più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono
+più grande orgoglio gli Anacapresi lo ripongono
nel cosiddetto <i>paradiso terrestre</i>,
vale a dire nel pavimento della loro chiesa,
-sui quadrelli del quale è rappresentato in
+sui quadrelli del quale è rappresentato in
ismalto il Paradiso, opera di buon disegno
del Chiaese, e che risale al secolo XVII.
Anche in Anacapri l'architettura moresca
-è bizzarra ed originale, e vi sono case col
+è bizzarra ed originale, e vi sono case col
loro pergolato, veramente belle a vedersi.
Sono poche nel paese le rovine di Tiberio;
i coltivatori di vigne le hanno quasi tutte
@@ -5551,10 +5507,10 @@ nella pianura di Damecuta, fertile regione
che scende dolcemente al mare, e sulla
cui riva trovasi la Grotta Azzurra. Capri
superiore, nonostante la sua altezza, possiede
-coste più basse che Capri inferiore,
-imperocchè la montagna degrada dolcemente
+coste più basse che Capri inferiore,
+imperocchè la montagna degrada dolcemente
verso il mare, quantunque la spiaggia
-non sia accessibile nè alle barche, nè alle
+non sia accessibile nè alle barche, nè alle
persone, e si trovi senza sabbie, senza porto,
ed irta di scogli.</p>
@@ -5563,92 +5519,92 @@ il punto dove, sotto la spiaggia, trovasi
la famosa Grotta Azzurra, la meraviglia
di Capri, ma non la sola che si rinvenga
in quest'isola delle sirene. Il mio
-albergatore, don Michele, mi narrò quando
+albergatore, don Michele, mi narrò quando
e come venne fatta la scoperta, alla quale
prese parte ei pure, da ragazzo. Suo padre
Giuseppe, Augusto Kopisch, il pittore Fries
ed il barcaiuolo Angelo Ferraro, furono i
primi ad arrischiarsi nella grotta. Ora sono
-morti tutti quanti, e solo don Michele può
+morti tutti quanti, e solo don Michele può
ancora narrare la scoperta. Un suo zio sacerdote
-ammonì la compagnia di non voler
+ammonì la compagnia di non voler
tentare l'impresa, asserendo che la grotta
era sede di spiriti maligni e di mostri marini,
e che era pericoloso avvicinarvisi,
-perchè a quell'epoca non esisteva in Capri
+perchè a quell'epoca non esisteva in Capri
nessuna barca adatta. Angelo pertanto si
-servì di una tinozza, e Kopisch e Fries vi penetrarono
+servì di una tinozza, e Kopisch e Fries vi penetrarono
a nuoto. Il mio albergatore mi<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[Pg 173]</a></span>
-descrisse con vivacità la gioia dei due pittori
+descrisse con vivacità la gioia dei due pittori
quando riuscirono a penetrare nella
grotta e mi disse che Fries particolarmente
-pareva fuori di sè, e che entrava e usciva
+pareva fuori di sè, e che entrava e usciva
nuotando e mandando continue grida d'allegria.
-Augusto non ebbe riposo, finchè
-non partì per Napoli, onde far parte ai suoi
+Augusto non ebbe riposo, finchè
+non partì per Napoli, onde far parte ai suoi
amici della scoperta. Pagano conserva un
-vecchio registro dei forestieri, il quale è
+vecchio registro dei forestieri, il quale è
una vera reliquia, ed in questo Kopisch ha
fatto menzione, sotto la data del 17 agosto
1826, della scoperta nei termini seguenti:
-«Raccomando agli amanti di curiosità naturali
+«Raccomando agli amanti di curiosità naturali
la scoperta da noi fatta, insieme col
nostro albergatore Giuseppe Pagano e col
signor Fries, della grotta, nella quale da
secoli nessuno si arrischiava a penetrare,
-per timori superstiziosi. Finora è accessibile
+per timori superstiziosi. Finora è accessibile
appena ai buoni nuotatori; quando il
-mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare
-con una piccola barca, però la cosa
-sarebbe sommamente pericolosa, imperocchè
-il più leggiero soffio d'aria, basterebbe
+mare è tranquillo vi si potrebbe pure entrare
+con una piccola barca, però la cosa
+sarebbe sommamente pericolosa, imperocchè
+il più leggiero soffio d'aria, basterebbe
ad impedirne l'uscita. Abbiamo dato il nome
-di Azzurra a questa grotta, perchè le acque
+di Azzurra a questa grotta, perchè le acque
del mare sotto l'azione della luce vi assumono
-il più bel colore ceruleo. Recherà
+il più bel colore ceruleo. Recherà
stupore trovare che ogni onda del mare
presenta l'aspetto quasi di una fiamma azzurrina.
In fondo trovasi un antico sentiero
fra gli scogli, il quale porta probabilmente<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[Pg 174]</a></span>
alla pianura superiore di Damecuta dove,
secondo la tradizione, Tiberio manteneva
-una fanciulla; ed è possibile che questa
+una fanciulla; ed è possibile che questa
grotta sia stato un tempo un punto segreto
d'approdo. Fino ad ora un marinaio soltanto
ed un conduttore di somari furono
dotati di bastante coraggio per accompagnarmi
nella grotta, sul conto della quale
-si spacciano le favole più assurde. Consiglio
-però ad ognuno di contrattare prima
+si spacciano le favole più assurde. Consiglio
+però ad ognuno di contrattare prima
il prezzo. L'albergatore, che raccomando
a tutti per la sua conoscenza dell'isola,
ha in animo di far costruire una piccola
barca per agevolare l'accesso alla grotta.
-Finchè non sia costruita l'imbarcazione,
+Finchè non sia costruita l'imbarcazione,
la visita alla grotta non la consiglio che
ai bravi nuotatori. Le ore migliori sono
quelle del mattino; nel pomeriggio la soverchia
luce che scende perpendicolarmente,
ne menoma l'effetto magico. L'impressione
-pittoresca sarà maggiore ancora
-se si entrerà nella grotta nuotando con
+pittoresca sarà maggiore ancora
+se si entrerà nella grotta nuotando con
una torcia a vento accesa nella mano, come
-abbiamo fatto noi».</p>
+abbiamo fatto noi».</p>
<p>Tali sono le parole di Kopisch. Il dabben
-uomo assicurò con questa scoperta la sua
+uomo assicurò con questa scoperta la sua
memoria nell'isola, e la meravigliosa grotta
-mi parve in certo modo proprietà tedesca
+mi parve in certo modo proprietà tedesca
e simbolo tedesco. Non rimane soltanto il
ricordo di Kopisch nell'isola; vi si rammentano
-pure Tieck, Novalis, Fouqué, Arnim,<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[Pg 175]</a></span>
+pure Tieck, Novalis, Fouqué, Arnim,<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[Pg 175]</a></span>
Brentano, i quali tutti sono morti; l'eccellente
Fichendorff ed Heine, l'ultimo scomparso
di quella scuola poetica floridissima.</p>
<p>Mandiamo pertanto, dalle onde azzurre
di questa grotta, un saluto alla loro memoria,
-imperocchè tutti l'hanno vagheggiata,
+imperocchè tutti l'hanno vagheggiata,
ed era degna veramente di essere
scoperta da un pittore e da un poeta, ai
tempi di coloro i quali cercavano il fiore
@@ -5662,18 +5618,18 @@ il quale abbia rivestito la lunga tonaca del
defunto suo nonno e che stia ragionando
di una saviezza mistica, che nessuno sa
dove il giovanetto abbia potuto imparare.
-La loro musa è una sirena che abita la
+La loro musa è una sirena che abita la
bella Grotta Azzurra nell'isola del crudele
e lascivo Tiberio. Tutti udirono il suo
-canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti
+canto, ma nessuno la potè scoprire; tutti
la cercarono e morirono col desiderio vivo
di quel fiore azzurro e misterioso. Goethe
-lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo
-chiamava a sè, ora si tuffava nelle onde
-e non si lasciava vedere». Ed ora che il
+lo profetava nel suo pescatore: «Ora lo
+chiamava a sè, ora si tuffava nelle onde
+e non si lasciava vedere». Ed ora che il
misterioso fiore azzurro, vale a dire la
meravigliosa Grotta Azzurra, il mistero
-ignorato venne scoperto, il prestigio è scomparso,<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[Pg 176]</a></span>
+ignorato venne scoperto, il prestigio è scomparso,<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[Pg 176]</a></span>
ed il canto dei romantici ha cessato
di risuonare nelle regioni germaniche.</p>
@@ -5683,15 +5639,15 @@ da bambino. Il mondo ed il giorno erano
scomparsi; mi trovavo tutto ad un tratto
in un elemento nuovo di luce cerulea. Le
onde si muovevano appena e scintillavano
-con tutta la varietà dei colori, con tutto
+con tutta la varietà dei colori, con tutto
lo splendore delle pietre preziose; le pareti
erano rivestite di una misteriosa tinta azzurra,
quasi fossero quelle di un palazzo
-di fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso.
-Il silenzio era così profondo che
+di fate. Tutto colà era nuovo, strano, misterioso.
+Il silenzio era così profondo che
nessuno osava aprir bocca. Provammo a
dire qualche parola, ma tacemmo subito
-di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo
+di bel nuovo; non si udiva più che il tonfo
del remo ed il frangersi delle onde contro le
pareti, dalle quali si sprigionavano sprazzi
di luce fosforescente. Avrei voluto tuffarmi,
@@ -5701,9 +5657,9 @@ narra Svetonio, ivi si doveva bagnare Tiberio
e nuotare con le belle fanciulle del
suo <i>harem</i>. Fra quelle onde fosforescenti,
quei corpi giovanili dovevano splendere di
-luce magica, nè dovevano mancare allora
-il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti,
-a rendere quel bagno più voluttuoso. Vidi
+luce magica, nè dovevano mancare allora
+il canto delle sirene, nè l'armonia dei flauti,
+a rendere quel bagno più voluttuoso. Vidi
dipinta sopra un vaso greco una sirena,
in atto di sollevare due bianche braccia,<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[Pg 177]</a></span>
sorridere e battere l'un contro l'altro due
@@ -5713,20 +5669,20 @@ uomini prediletti dalla fortuna ed i bambini
possono ancor oggi vedere.</p>
<p>L'abbondanza di grotte, di caverne, in
-quest'isola è straordinaria. Vi sono grotte
+quest'isola è straordinaria. Vi sono grotte
marine, caverne sotto terra, tutte belle, dalle
-forme più bizzarre, ed in così gran numero
+forme più bizzarre, ed in così gran numero
che rimane impossibile visitarle tutte. Io
-entrai in più di quindici e ne trovai sulla
+entrai in più di quindici e ne trovai sulla
riva, a mezzogiorno, una piccola con effetti
di luce molto simili a quelli della
Grotta Azzurra. In altre invece rinvenni
una luce verdognola, particolarmente in
quella detta appunto la Grotta Verde, per
-la vastità e per le forme grandiose della
-sua architettura, fuor di dubbio la più notevole
-dell'isola. Questa non è intieramente
-sotterranea e vi si può entrare ed uscire
+la vastità e per le forme grandiose della
+sua architettura, fuor di dubbio la più notevole
+dell'isola. Questa non è intieramente
+sotterranea e vi si può entrare ed uscire
da due grandi aperture. Alcune grotte
hanno un nome, come la Marmolata e la
Marinella; altre invece no. Mi procurai la
@@ -5735,27 +5691,27 @@ me visitate e senza nome. Unica e veramente
bella mi parve la grotta Stella di
Mare popolata di piante acquatiche; ammirai
pure la grotta Euforio e quella dalle
-pareti variopinte dei più vivaci colori, detta
+pareti variopinte dei più vivaci colori, detta
la grotta dei Ragni di mare. Ne trovai una<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[Pg 178]</a></span>
anche dove le onde erano di continuo agitate
e la dedicai alle Eumenidi.</p>
-<p>Quasi tutte queste cavità si trovano lungo
-la riva dal Solaro ai Faraglioni; sono però
+<p>Quasi tutte queste cavità si trovano lungo
+la riva dal Solaro ai Faraglioni; sono però
poco visibili al di fuori. All'interno sono
alte, oscure, popolate da ragni, da uccelli
e da ogni specie d'animali marini.</p>
-<p>Una bella passeggiata in mare è quella
+<p>Una bella passeggiata in mare è quella
del giro dell'intera isola; vi s'impiegano
circa tre ore. La costa a ponente non offre
-di simili cavità, imperocchè ivi le pendici
+di simili cavità, imperocchè ivi le pendici
del Solaro scendono dolcemente in mare,
fra i due capi denominati Punta di Visareto,
-e Punta di Carena. Si avanzano colà
+e Punta di Carena. Si avanzano colà
in mare tre promontori, bassi ma ripidi,
detti: Campitello, Pino, ed Orica, muniti
-di alcune fortificazioni. Fu in quella località
+di alcune fortificazioni. Fu in quella località
che i soldati di Murat sorpresero di
notte tempo l'isola, arrampicandosi su per
gli scogli. Procedendo oltre la Carena,
@@ -5764,28 +5720,28 @@ tratto altissima e tagliata a picco. Le rupi
sono gigantesche e selvaggie e si specchiano
in mare, innalzandosi verso il cielo.
La riva presenta lo stesso aspetto sino alla
-punta di Tragara e non è meno gigantesca
+punta di Tragara e non è meno gigantesca
e bizzarra tutta la costa di levante fino al
promontorio di Lo Capo, a settentrione levante
dell'isola, dove abbondano le grotte
ricche di stallattiti.</p>
-<p>Rimane ora da parlare della vetta più<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[Pg 179]</a></span>
+<p>Rimane ora da parlare della vetta più<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[Pg 179]</a></span>
alta dell'isola, del monte Solaro. Partendo
da Anacapri e salendo a stento per un malagevole
sentiero, si arriva sul dorso del
monte. La sua forma e il suo aspetto sono
-strani, imperocchè alla sommità la montagna
+strani, imperocchè alla sommità la montagna
presenta una pianura arida, nericcia,
quasi a foggia di terrazzo sulle rupi che
-scendono sopra Capri. Si cammina colà in
+scendono sopra Capri. Si cammina colà in
un labirinto di macigni, facendo sorgere ad
ogni passo sciami di locuste nere, le quali,
innumerevoli, ricoprono tutto il suolo. All'orlo
di questa pianura, sopra una rupe
severa che piomba in mare, sorge la cella
dell'eremita di Anacapri; io non vidi mai
-romitaggio più degno di questo nome. Per
+romitaggio più degno di questo nome. Per
entrare nella cella, bisogna attraversare
un'antica cappella. Trovai tutte le porte
aperte e l'eremita assente; la sua tonaca
@@ -5803,7 +5759,7 @@ e di Pier Lorenzetti, la quale rappresenta
la vita degli anacoreti nel deserto e posso
dire di averla veduta qui riprodotta al vero.
Credo che il vecchio eremita di Capri facesse<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[Pg 180]</a></span>
-ivi, ogni venerdì, la sua predica ai pesci,
+ivi, ogni venerdì, la sua predica ai pesci,
come si vede, in un dipinto a Roma, S. Antonio
seduto sur uno scoglio predicare
verso il mare, brulicante di pesci con la
@@ -5812,40 +5768,40 @@ stavo girando attorno alla casetta, comparve
il vecchio frate laico, con un fardelletto
di legna sulle spalle.</p>
-<p>Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò
+<p>Tutto lieto di trovare un ospite, dimostrò
il suo dispiacere di non avere vino da offrirmi.
Egli abitava da ben trentadue anni
su quell'altura; zoppicava esso pure nell'arrampicarsi,
ma non aveva affatto l'aspetto
mefistofelico dell'eremita zoppo della
villa di Tiberio; in lui era anzi qualcosa
-di quell'ingenua bontà propria dei santi e
+di quell'ingenua bontà propria dei santi e
delle statue degli idoli indiani. Sopra la
sua casa sorgeva la vetta del Solaro, il
-punto più elevato dell'isola, con la stazione
-del telegrafista, di cui ho già fatto parola.
-Saliti colassù, si ottiene giusta ricompensa
-della fatica sostenuta, imperocchè si scopre
+punto più elevato dell'isola, con la stazione
+del telegrafista, di cui ho già fatto parola.
+Saliti colassù, si ottiene giusta ricompensa
+della fatica sostenuta, imperocchè si scopre
tutta l'isola e si gode una vista insuperabilmente
-bella: all'orizzonte, verso mezzodì,
+bella: all'orizzonte, verso mezzodì,
il mare senza limiti; a ponente e a settentrione
l'isola di Ponza, quella torreggiante
-d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più
+d'Ischia, quella di Vivara e di Procida; più
lontani, perduti nelle nebbie, i monti di Gaeta,
di Terracina, il promontorio di Miseno, ai
-cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi
+cui piedi finì i suoi giorni Tiberio; i campi
Elisi e Cimmeri, le spiagge azzurre di Baia,<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[Pg 181]</a></span>
Pozzuoli e Cuma, il monte Gauro, la Solfatara,
l'isola di Nisida col suo castello, Posillipo,
la vetta dei Camaldoli, i monti di
Capua, la splendida spiaggia di Napoli con
-una collana di città fino a Torre del Greco,
+una collana di città fino a Torre del Greco,
la punta del Vesuvio montata da una colonna
di fumo; verso il basso, Pompei; al
-di là i monti frastagliati di Sarno e di Nocera;
+di là i monti frastagliati di Sarno e di Nocera;
a levante la spiaggia bruna di Massa
-coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là
-il gigantesco monte S. Angelo, più oltre
+coi capi di Sorrento e di Minerva; al di là
+il gigantesco monte S. Angelo, più oltre
gli scogli delle Sirene e tutta la regione
montuosa dei golfi di Amalfi e di Salerno;
finalmente, in lontananza, i monti delle Calabrie
@@ -5854,19 +5810,19 @@ di Pesto, al capo Licosia in Lucania.</p>
<p>A tale altura e con tale vista dinanzi
agli occhi, uno si sente quasi vivere doppiamente.
-Imperocchè è assai ristretta la
+Imperocchè è assai ristretta la
cerchia dell'umana vita, tante sono le cose
che quotidianamente ci stringono, ci contrastano
da ogni parte, ci condannano ad
una lotta penosa, meschina, in un orizzonte
-che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è
-bello; bello è contemplare dall'altezza della
-civiltà l'orizzonte del pensiero, delle scienze,
+che pure sarebbe vasto. Ogni orizzonte è
+bello; bello è contemplare dall'altezza della
+civiltà l'orizzonte del pensiero, delle scienze,
delle arti, l'armonia che presiede all'ordine
di tutte le cose create. Io, in cima al monte
Solaro, pensava ad Humboldt, al cui genio,
credo, andiamo debitori di trovare il mondo
-così bello, così mirabilmente ordinato, e,<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[Pg 182]</a></span>
+così bello, così mirabilmente ordinato, e,<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[Pg 182]</a></span>
fissando poi lo sguardo sul capo Miseno e
sul Vesuvio, pensavo pure a Plinio, l'Humboldt
dei Romani, non che ad Aristotile,
@@ -5875,9 +5831,9 @@ dell'umano sapere.</p>
<p>Lieto di aver potuto contemplare tanto
spettacolo delle armonie della natura, scesi
-di lassù quando il sole verso Ischia volgeva
+di lassù quando il sole verso Ischia volgeva
al tramonto. Il mare s'imporporava
-già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale
+già ad occidente e l'isola di Ponza, la quale
emergeva lontana e bella dalle onde, quasi
giacesse in una sfera di luce, rosseggiava
come se fosse in fiamme.</p>
@@ -5917,13 +5873,13 @@ senza un fine prestabilito. Solo nell'827
iniziarono un piano regolare di conquista.</p>
<p>Michele Amari, nella sua <i>Storia dei Mussulmani
-in Sicilia</i>, ricostruì dalle fonti
-originali, con fedeltà storica, le vicende
-dell'invasione araba. Egli si servì per ciò
+in Sicilia</i>, ricostruì dalle fonti
+originali, con fedeltà storica, le vicende
+dell'invasione araba. Egli si servì per ciò
delle cronache di Giovanni Diacono di Napoli,
dell'830, e delle cronache dettate dall'Anonimo
Salernitano, della fine del x secolo;
-nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di
+nonchè, presso i Bizantini, delle cronache di
Costantino Porfirogenito e del suo continuatore,
e presso gli Arabi, delle storie di
Ibn-el-Athir Nowairi e di Ibn-Kaldum.<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[Pg 186]</a></span></p>
@@ -5940,7 +5896,7 @@ degli Aglabiti. Per odio e per desiderio di
personale vendetta, Eufemio divenne allora
traditore della sua fede e della sua patria:
fece in Kairewan la proposta a Ziadeth-Allah
-d'inviare nell'isola un esercito, perchè,
+d'inviare nell'isola un esercito, perchè,
con l'aiuto dei Siciliani insorti, la conquistasse.</p>
<p>Nel suo atto Eufemio sperava anche di
@@ -5948,9 +5904,9 @@ conseguire un sogno ambizioso: quello di
divenire imperatore. Le opinioni in Kairewan
erano discordi: gli uni protendevano
per l'impresa, gli altri la ritenevano
-troppo arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì
-settuagenario della città, stimato da tutti
-per la sua sapienza, riuscì a persuadere i
+troppo arrischiata: Ased-ben-Forad, il cadì
+settuagenario della città, stimato da tutti
+per la sua sapienza, riuscì a persuadere i
recalcitranti ed egli stesso volle assumere
il comando della spedizione.</p>
@@ -5962,15 +5918,15 @@ dal porto di Susa e quattro giorni
dopo sbarcarono presso Mazzara e sconfissero<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[Pg 187]</a></span>
in un sanguinoso scontro il duce Palata,
mentre Ased, durante la mischia, seguendo
-l'esempio di Alì e di Maometto,
+l'esempio di Alì e di Maometto,
stava in preghiere e recitava il capitolo
la-Sin del Corano.</p>
<p>Poscia i Saraceni mossero contro Siracusa
e si accamparono, come narra lo storico
arabo, in alcune grotte intorno alla
-città, cioè nelle famose <i>latomie</i>. Per un anno
-rimasero dinanzi alla città, dove i Greci,
+città, cioè nelle famose <i>latomie</i>. Per un anno
+rimasero dinanzi alla città, dove i Greci,
incoraggiati dalle promesse di soccorso
fatte dal doge di Venezia Giustiniano Partecipazio,
opposero gagliarda resistenza. I
@@ -5990,13 +5946,13 @@ dai nemici.</p>
<p>Guidati da Eufemio, gl'infedeli si arrestarono
a Minoa e, rinforzati di nuove truppe,
poterono impadronirsi di Agrigento. Panormo
-cadde nell'831. Questa città veniva
-dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi
-prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[Pg 188]</a></span>
+cadde nell'831. Questa città veniva
+dai Maomettani chiamata Bulirma; più tardi
+prese il nome di Palermo. Ivi si stabilì<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[Pg 188]</a></span>
Ibrahim-ibn-Abdallah-ibn-el Aglab, che fu il
-primo <i>valì</i> (governatore) della Sicilia. Sotto
+primo <i>valì</i> (governatore) della Sicilia. Sotto
il suo successore anche Castrogiovanni,
-l'antica Ema, passò in potere dei Saraceni.
+l'antica Ema, passò in potere dei Saraceni.
Siracusa e Taormina continuarono a resistere,
difendendosi con grande valore: di
quel memorabile assedio rimangono documenti
@@ -6007,7 +5963,7 @@ dovevano nutrirsi di ossa triturate e di cadaveri;
essi speravano sempre negli aiuti
dell'imperatore Basilio, che avea appunto
inviato il suo ammiraglio Adriano con una
-flotta in soccorso della città.</p>
+flotta in soccorso della città.</p>
<p>Per dimostrare il culto che ancora a quei
tempi inspirava l'antica Siracusa, basta riportare
@@ -6019,45 +5975,45 @@ l'apparizione avuta nelle paludi di
alcuni demoni, che avevan annunziata loro
la caduta di Siracusa pel giorno appresso.
I pastori vollero inoltre condurre l'ammiraglio
-sul luogo indicato, ed egli udì le
+sul luogo indicato, ed egli udì le
voci che annunziavano la resa dell'eroica
-città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878
+città. Così difatti avvenne: il 21 maggio 878
Siracusa dovette arrendersi; i Saraceni, entrati
-nella città, compirono gesta vandaliche,
+nella città, compirono gesta vandaliche,
trucidarono gli abitanti, saccheggiarono<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[Pg 189]</a></span>
le case, vi appiccarono poscia il fuoco,
-e largo bottino vi fecero, perchè il paese
+e largo bottino vi fecero, perchè il paese
anche allora era un centro di grande commercio
bizantino.</p>
<p>Di quell'epoca esiste un prezioso documento,
una lettera del monaco Teodosio
all'arcidiacono Leone, nella quale egli descrive
-l'assedio e la sua prigionia, nonchè
-quella dell'arcivescovo. Dopo che la città
+l'assedio e la sua prigionia, nonchè
+quella dell'arcivescovo. Dopo che la città
fu presa e ne fu trucidata la maggior parte
degli abitanti, i Saraceni trascinarono l'arcivescovo
e l'autore della lettera a Palermo,
-davanti al grande emiro. Allorchè gl'infedeli
-comparvero dinanzi alla città col bottino
+davanti al grande emiro. Allorchè gl'infedeli
+comparvero dinanzi alla città col bottino
raccolto, i loro correligionari andarono ad
incontrarli, cantando inni di vittoria. Si sarebbe
-detto&mdash;scrive il monaco,&mdash;che colà
+detto&mdash;scrive il monaco,&mdash;che colà
si fosse dato appuntamento tutto il popolo
d'Islam, da oriente a ponente, da settentrione
a mezzogiorno. I prigionieri furono
condotti dinanzi all'emiro, che stava seduto
a terra. E sembrava fiero del suo
-potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo
+potere assoluto. Egli rimproverò all'arcivescovo
il disprezzo che i cristiani nutrivano
per Maometto, rimprovero a cui il
degno sacerdote rispose con l'energia e la
-sincerità di un martire, così che gli valse,
+sincerità di un martire, così che gli valse,
e valse al monaco suo compagno, il carcere.
-Di là quest'ultimo scrisse la lettera.</p>
+Di là quest'ultimo scrisse la lettera.</p>
<p>Il 1<sup>o</sup> agosto del 901 anche Taormina si
-arrese e così l'intera Sicilia passò in potere<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[Pg 190]</a></span>
+arrese e così l'intera Sicilia passò in potere<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[Pg 190]</a></span>
della mezza luna maomettana ed ebbe,
da quel momento, leggi mussulmane, lingua
e costumi arabi. Quella Sicilia che
@@ -6065,19 +6021,19 @@ aveva dato a Roma ben quattro papi (Agatone
nel 679, Leone II nel 682, Sergio
nel 687 e Stefano III nel 768), correva ormai
il rischio di andare perduta per la
-cristianità, tanto più che gli Arabi non si
+cristianità, tanto più che gli Arabi non si
comportavano da popolo fanatico, ma si
sforzavano piuttosto d'indurre i Siciliani
ad abbracciare la fede di Maometto. Narra
Albufeda che Achmed, governatore dell'isola
-nel 959, portò seco in Africa trenta
-giovani della nobiltà siciliana e li costrinse
+nel 959, portò seco in Africa trenta
+giovani della nobiltà siciliana e li costrinse
ad abbracciare l'islamismo. Parecchie chiese
-e parecchi monasteri cristiani furono però
+e parecchi monasteri cristiani furono però
distrutti, molte corporazioni religiose soppresse;
altre ottennero la tolleranza mediante
il pagamento di forti tributi, riuscendo
-così a sopravvivere anche sotto
+così a sopravvivere anche sotto
questa dominazione. Allorquando i Normanni
discesero nell'isola, trovarono valido
appoggio nei cristiani in Val Demone
@@ -6088,43 +6044,43 @@ il suo ufficio nella chiesa di S. Ciriaco.</p>
natura di quel popolo, irrequieta e agitata:
mentre la minacciavano la guerra con i
Greci delle Calabrie e di Bisanzio, era
-travagliata all'interno dalle fazioni; più di<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[Pg 191]</a></span>
+travagliata all'interno dalle fazioni; più di<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[Pg 191]</a></span>
una volta le ribellioni di Siracusa, di Agrigento,
d'Imera, di Lentini, di Taormina
ne minacciarono la sicurezza.</p>
-<p>Fino a che durò la dominazione degli
+<p>Fino a che durò la dominazione degli
Aglabiti di Kairewan, l'isola fu governata
-dai loro valì; ma quando, sui primi del
+dai loro valì; ma quando, sui primi del
x secolo, successero a quella dinastia i
Fatimidi, e il califato di Tunisi fu riunito
a quello egiziano, la Sicilia divenne del
pari egiziana, senza lotta sanguinosa fra
gli antichi e i nuovi signori.</p>
-<p>La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più
+<p>La signoria dei Fatimidi fu l'epoca più
fortunata della dominazione araba in Sicilia:
-l'isola fu elevata a dignità di emirato,
+l'isola fu elevata a dignità di emirato,
indipendente dall'Egitto, e Palermo
ne divenne la capitale. Primo emiro ne fu
-Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato
+Hassan-ben-Alì, nel 948; e nel 969 l'emirato
della sua stirpe divenne ereditario.
La sapienza di Hassan non fu meno apprezzata
della sua energia; egli seppe domare
-i varî partiti, restituire all'isola la
-tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie
+i varî partiti, restituire all'isola la
+tranquillità, ed incutere timore alle Calabrie
ed all'intera Italia, Roma compresa.
-Invano contro di lui tentò una spedizione
+Invano contro di lui tentò una spedizione
l'imperatore greco Costantino Porfirogineta;
il suo esercito fu battuto, la sua flotta
-distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore
+distrutta. Anche Abal-Kasem-Alì, successore
di Hassan, diede da fare all'Italia con
le sue scorrerie, e per poco lo stesso imperatore
Ottone II non cadde nelle sue mani.
Frattanto i continui bottini che gli Arabi<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[Pg 192]</a></span>
portavano a Palermo, rendevano ricca la
-città; nuove continue schiere di arabi veniano
-a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò
+città; nuove continue schiere di arabi veniano
+a stabilirsi dall'Africa, e l'isola cominciò
a rifiorire, come la Spagna era rifiorita
sotto i Mori.</p>
@@ -6132,7 +6088,7 @@ sotto i Mori.</p>
di Giaffar, al principio dell'xi secolo, e
quello del suo successore Al-Achals furono
del pari felici. Questo stato di cose
-durò circa ottant'anni, finchè le sollevazioni
+durò circa ottant'anni, finchè le sollevazioni
africane si estesero anche nell'isola
e generarono la scissione del governo in
tante piccole signorie, le quali portarono
@@ -6141,33 +6097,33 @@ in Sicilia.</p>
<p>L'ultimo emiro dell'intera isola fu Hassan-Samsan-Eddaula,
contro il quale insorse
-il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a
+il fratello Abu-Kaab: questi riuscì a
cacciarlo in Egitto nel 1036. Cominciarono
-così a sorgere nelle varie città dei piccoli
+così a sorgere nelle varie città dei piccoli
tirannelli arabi, ed altri, approfittando del
movimento, ne vennero dall'Africa, per impadronirsi
della signoria. L'imperatore Michele
-Paflagonio capì che era giunto il
+Paflagonio capì che era giunto il
momento per la riconquista dell'isola e vi
-spedì il valoroso Giorgio Maniace con un
-esercito; ma questi non riuscì nell'intento
+spedì il valoroso Giorgio Maniace con un
+esercito; ma questi non riuscì nell'intento
e vi riuscirono invece, nel 1072, i Normanni.</p>
<p>Come abbiam detto, la dominazione degli
Arabi in Sicilia fu assai diversa da<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[Pg 193]</a></span>
quella dei Mori in Spagna; le due regioni,
-fra le più belle dell'Europa meridionale,
+fra le più belle dell'Europa meridionale,
furono conquistate dagli Arabi africani, ma
in condizioni assai diverse: i Mori in Spagna
distrussero un possente impero cristiano,
-che già possedeva i suoi buoni ordinamenti
+che già possedeva i suoi buoni ordinamenti
di governo e di amministrazione,
ai quali dovettero sostituirne altri. La loro
signoria, sorta dal califfato degli Ommiadi,
assunse carattere regolare ed ortodosso di
fronte a quello degli Abassidi d'Asia; il
-passaggio si compì con eroismo cavalleresco,
-a contatto della cristianità, che dovette
+passaggio si compì con eroismo cavalleresco,
+a contatto della cristianità, che dovette
nella lotta raddoppiare di energia.
Ed infine, la Spagna era una vasta e ricca
contrada. In Sicilia, invece, gli Arabi non
@@ -6175,7 +6131,7 @@ ebbero da distruggere una grande potenza
indigena, ma solo dovettero cacciare i
Greci-bizantini indeboliti e quasi imbarbariti.
La conquista per essi fu facile: trovarono
-delle città in piena decadenza e
+delle città in piena decadenza e
non dovettero lottare col cristianesimo,
col quale piuttosto si confusero, ristretti
essendo i confini dell'isola e non offrendo
@@ -6183,11 +6139,11 @@ i suoi monti quel rifugio che avevano dato
i Pirenei agli Spagnuoli.</p>
<p>I Mori raggiunsero in breve in Spagna
-uno splendore che abbagliò l'intera Europa;
+uno splendore che abbagliò l'intera Europa;
illustrarono il loro regno con meravigliosi
monumenti architettonici e con
una cultura scientifica che fece epoca nella<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[Pg 194]</a></span>
-civiltà europea; e poterono così mantenersi
+civiltà europea; e poterono così mantenersi
per ben settecento anni nella terra
conquistata. Gli Arabi in Sicilia invece non
riusciron durante i duecento anni di dominazione
@@ -6195,15 +6151,15 @@ ad uscire da loro stato caotico.
Ad onta dell'opinione dei Siciliani d'oggi,
i quali guardano con una certa compiacenza
romantica il periodo della dominazione
-araba nell'isola, si può affermare
+araba nell'isola, si può affermare
che il regno dei grandi emiri di Sicilia
-non differì gran che dagli stati barbareschi
+non differì gran che dagli stati barbareschi
d'Africa.</p>
<p>I Saraceni, del resto, non erano affatto
-rozzi, nè barbari. Tutti presero parte alla
+rozzi, nè barbari. Tutti presero parte alla
cultura scientifica d'Oriente, sviluppatasi
-con grande rapidità. Anche la poesia, le
+con grande rapidità. Anche la poesia, le
arti, le scienze orientali piantarono le loro
radici nell'antico suolo dorico di Sicilia.
La storia moderna della letteratura dell'isola
@@ -6212,32 +6168,32 @@ catalogo de' suoi scrittori compilato dall'Amari.
Ma noi regaleremmo assai volentieri
tutti quei verseggiatori dai nomi ampollosi
per un'opera sola, la storia araba
-di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò perduta;
+di Sicilia di Ibn-Kalta, che andò perduta;
per questa rinunceremmo del pari al <i>Divano</i>
di Ibn-Hamdis di Siracusa.</p>
<p>I monumenti che soli rimangono della
loro presenza in Sicilia, sono quelli dell'architettura
-Kairewan, la città donde pervennero,
+Kairewan, la città donde pervennero,
rinomata per la moschea fondata<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[Pg 195]</a></span>
da Akbah nel VII secolo, e quale sede del
-califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto
+califfato. Di là portarono gli Arabi il gusto
della buona architettura, ma non costruirono
nelle sicule contrade notevoli edifici
come i Mori in Spagna. Nessuna traccia
di qualche loro bella moschea rimane a
-Palermo, e lo stesso Alcazar, divenuto più
+Palermo, e lo stesso Alcazar, divenuto più
tardi castello dei Normanni e degli Svevi,
non conserva niente della parte dagli Arabi
-edificata. Palermo fra tutte le città si distinse
+edificata. Palermo fra tutte le città si distinse
per lusso e ricchezza, e divenne
presto un centro voluttuoso, tutto orientale.
-Ivi e in altre città gli Arabi edificarono
+Ivi e in altre città gli Arabi edificarono
i loro mercati, le loro ville cinte di
-giardini. Nel periodo più florido della loro
-dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì
+giardini. Nel periodo più florido della loro
+dominazione, sotto il governo di Hassan-ben-Alì
e di Kasem, dei quali ci e stato
-tramandato che costruirono città e castelli,
+tramandato che costruirono città e castelli,
l'architettura moresca necessariamente si
estese. Nessun contrasto doveva esser maggiore
di quello offerto allora dallo stile grazioso
@@ -6249,14 +6205,14 @@ scrittura e la lingua araba, usata talvolta
anche dai Normanni e dagli Svevi, e dalla
fusione del tipo saraceno col tipo bizantino-romano
nacque quello stile misto che prese
-il nome di arabo-normanno: dal che si può
+il nome di arabo-normanno: dal che si può
argomentare che i Saraceni in Sicilia dovettero<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[Pg 196]</a></span>
elevare splendidi edifici. Ma il tempo
ha distrutto tutti i palazzi degli emiri, la
cui magnificenza produsse tanto stupore
nel principe normanno Ruggero, e dei monumenti
di architettura araba non rimangono
-più che la Cuba e la Zisa, due ville
+più che la Cuba e la Zisa, due ville
presso Palermo, costruite senza dubbio dai
Saraceni, ma poi alterate grandemente e
restaurate e in tempi posteriori ampliate.</p>
@@ -6264,11 +6220,11 @@ restaurate e in tempi posteriori ampliate.</p>
<p>Le due ville stanno fuori della Porta
Nuova, sulla strada che mette a Monreale.
La Cuba (parola che in arabo significa arco
-o vòlta) è stata da parecchi anni adibita a
+o vòlta) è stata da parecchi anni adibita a
caserma di cavalleria ed ha subito tali rovine
e alterazioni che ben poco ormai si
riconosce dell'antica disposizione. All'esterno
-è un edificio quadrato, regolare, costruito
+è un edificio quadrato, regolare, costruito
con pietre ben lavorate, proporzionato
e diviso da archi e da finestre, in
parte finte e soltanto ornamentali, secondo
@@ -6280,21 +6236,21 @@ centrale, in origine molto probabilmente
sormontata da una cupola, sono avanzi di
pittura e bellissimi rabeschi di stucco.</p>
-<p>Boccaccio collocò in questo palazzo la
+<p>Boccaccio collocò in questo palazzo la
scena della V novella della sesta giornata
del suo <i>Decamerone</i>, e lo storico Fazello
ne descrisse la magnificenza, riportando<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[Pg 197]</a></span>
quello che ne avevano detto scrittori antichi,
-imperocchè a quel tempo&mdash;secolo XVI&mdash;il
-castello era già rovinato. Così egli ce
-lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura
-della città verso ponente, trovasi un pomario
+imperocchè a quel tempo&mdash;secolo XVI&mdash;il
+castello era già rovinato. Così egli ce
+lo descrive: «Unito al palazzo, fuori le mura
+della città verso ponente, trovasi un pomario
di duemila passi di circonferenza, detto
parco, ossia Circo reale. In questo giardino,
rallegrato da acque perenni, crescono meravigliose
-specie di piante e qua e là si
+specie di piante e qua e là si
vedono cespugli di alloro e di mirto odoroso.
-Colà, dall'entrata all'uscita, si stendeva
+Colà, dall'entrata all'uscita, si stendeva
un lungo portico, con parecchi padiglioni
aperti a forma circolare, adibiti per gli svaghi
del re, uno dei quali tuttora rimane in
@@ -6305,12 +6261,12 @@ ma priva d'acqua e di pesci. In questo pomario
sorgeva lo stupendo palazzo dei re
saraceni, in un angolo del quale si tenevano
raccolte fiere d'ogni sorta. Oggi tutto
-è rovinato; i giardini sono stati ridotti a
+è rovinato; i giardini sono stati ridotti a
vigne di privati e solo se ne giudica l'estensione
dai muri di cinta in massima
parte ancora in piedi. I Palermitani continuano
ancora a dare a questo luogo l'antico
-nome saraceno di Cuba».</p>
+nome saraceno di Cuba».</p>
<p>Il palazzo nelle sue parti principali esiste
ancor oggi, tale e quale ci fu descritto da
@@ -6318,49 +6274,49 @@ Fazello, ed in particolare si possono ancor<span class="pagenum"><a name="Page_1
vedere le mura di cinta del giardino ed in
questo gli avanzi dell'antica vasca.</p>
-<p>La Zisa era una villa ancor più bella,
-più vasta. La famiglia spagnuola di Sandoval,
-di poi proprietaria, l'alterò grandemente
-con nuove costruzioni, ma la preservò
+<p>La Zisa era una villa ancor più bella,
+più vasta. La famiglia spagnuola di Sandoval,
+di poi proprietaria, l'alterò grandemente
+con nuove costruzioni, ma la preservò
anche in tal modo dalla sua completa
-rovina. Lo stile è lo stesso della villa Cuba;
+rovina. Lo stile è lo stesso della villa Cuba;
ha la forma ben proporzionata di un dado,
semplice, costruita con pietre regolarmente
lavorate, divisa in tre parti da cornici, archi
e finestre. Guglielmo il Malo la fece restaurare
-e probabilmente anche l'ampliò,
-poichè non potrebbesi spiegare altrimenti
+e probabilmente anche l'ampliò,
+poichè non potrebbesi spiegare altrimenti
l'asserzione di Romualdo da Salerno: che
-quel re cioè avesse fatto costruire un palazzo
-chiamato la Zisa. «In quel tempo&mdash;ha
+quel re cioè avesse fatto costruire un palazzo
+chiamato la Zisa. «In quel tempo&mdash;ha
lasciato scritto Romualdo&mdash;re Guglielmo
fece edificare presso Palermo un palazzo
di meravigliosa architettura, cui diede
-nome Zisa e che circondò di ameni giardini
-e arricchì questi con appositi acquedotti,
+nome Zisa e che circondò di ameni giardini
+e arricchì questi con appositi acquedotti,
di grandi vasche in cui si allevavano
-dei pesci». La Zisa mantenne sempre il
+dei pesci». La Zisa mantenne sempre il
suo carattere arabo, nonostante che re Guglielmo
vi facesse notevoli modificazioni.
Il suo interno, interamente restaurato, contiene
parecchie sale e appartamenti, che
niente conservano del loro carattere arabo;
soltanto il portico d'ingresso ha serbato
-un certo aspetto di antichità. Ivi, nel muro,<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[Pg 199]</a></span>
+un certo aspetto di antichità. Ivi, nel muro,<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[Pg 199]</a></span>
sono nicchie ed archi sostenuti da colonne,
fra le quali sgorga in una vasca di marmo
una fonte, tappezzata di muschio e di piante
-rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di
+rampicanti. L'arco superiore alla fonte è di
stile arabo ed ha notevoli ornati e rabeschi
originalissimi e fantastici. Gli affreschi
e i mosaici, rappresentanti palme,
ramoscelli d'olivo, pavoni e figure di arceri,
sono di origine normanna, e normanna
-è pure l'iscrizione cufica sulla parete,
+è pure l'iscrizione cufica sulla parete,
riprodotta anche dall'orientalista Morso
-nella sua opera <i>Palermo antica</i>, nonchè
-dal de Sacy. La già nominata iscrizione,
-ora illeggibile, in cima al palazzo, è invece
+nella sua opera <i>Palermo antica</i>, nonchè
+dal de Sacy. La già nominata iscrizione,
+ora illeggibile, in cima al palazzo, è invece
araba.</p>
<p>La fonte dal portico sgorgava in una
@@ -6373,8 +6329,8 @@ passi ed era rivestita tutta di muratura.
Nel mezzo vi sorgeva un grazioso
e piccolo edificio, al quale si accedeva per
mezzo di un ponticello di pietra, ed in cui
-esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici
-passi e larga sei, con due finestre; di là,
+esisteva una saletta a vòlta, lunga dodici
+passi e larga sei, con due finestre; di là,
dice l'Alberti, si passava in una bella stanza
destinata alle donne, con tre finestre a duplice
arco, sostenuto nel mezzo da una colonnetta
@@ -6382,39 +6338,39 @@ di marmo.<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[Pg 200]</a></sp
<p>Parecchie scale portavano al piano superiore
del palazzo, ove erano varie camere
-a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo;
+a vôlta, con colonne ed archi di stile arabo;
e nell'interno c'era un cortile a porticato.
Tutto quanto l'edificio era coronato di
merli. Le sale, con le pareti rivestite di
mosaici, coi pavimenti di marmo e di porfido
-nei colori più svariati, dovevano essere
+nei colori più svariati, dovevano essere
indubbiamente stupende. Ma l'Alberti
-trovò già la Zisa ridotta in tale stato di
+trovò già la Zisa ridotta in tale stato di
ruina da fargli esclamare melanconicamente:</p>
-<p>«In verità, io non credo possa esistere
+<p>«In verità, io non credo possa esistere
animo gentile che, dinanzi a quest'edificio
-già così bello e in parte ora caduto, in
+già così bello e in parte ora caduto, in
parte minacciante rovina, non provi un
-senso di profonda compassione». Quanto
+senso di profonda compassione». Quanto
bella doveva essere questa villa ai tempi
degli emiri, dei Normanni, di Federigo,
sotto questo splendido cielo, in quelle notti
serene di questa amena contrada che fa
pompa, dal lido del mare ai piedi del monte,
-de' più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!...</p>
+de' più deliziosi aranceti dai frutti d'oro!...</p>
<p>Ho visto pochi panorami simili a quello
che si gode dal tetto a foggia di terrazzo
-di questo castello; di là si scorgono tutti
+di questo castello; di là si scorgono tutti
i dintorni di Palermo, dalla spiaggia ai
monti, dintorni di una bellezza che la parola
-non sa, nè può descrivere. Basti dire
+non sa, nè può descrivere. Basti dire
che si abbraccia con lo sguardo tutta la
<i>Conca d'oro</i>, co' suoi neri monti, maestosi<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[Pg 201]</a></span>
e severi, tali da sembrar tagliati dallo scalpello
greco, co' suoi giardini ricchi d'aranci,
-cosparsi di ville, con la sua città turrita e
+cosparsi di ville, con la sua città turrita e
piena di cupole, col suo mare sempre meraviglioso,
con la mole gigantesca e imponente
da una parte del monte Pellegrino,
@@ -6422,31 +6378,31 @@ dall'altra del capo Zafferano, che si protende
in mare, co' suoi monti coronati di
neve nel lontano orizzonte, perduti in una
atmosfera pura, serena, tranquilla. Terra,
-mare, aria, luce, colà tutto ricorda l'Oriente.
+mare, aria, luce, colà tutto ricorda l'Oriente.
Nel fissare dal tetto della Zisa i giardini,
vien fatto di attendere l'uscita delle belle
odalische al suono di una mandola, e di
un emiro dalla lunga barba, in caftano
-rosso e pantofole gialle. Là si prova quasi
+rosso e pantofole gialle. Là si prova quasi
il desiderio di vivere secondo i precetti
del Corano.</p>
-<p>Non è errato credere che, specie ai tempi
+<p>Non è errato credere che, specie ai tempi
della dominazione spagnuola, il fanatismo
religioso abbia cercato di distruggere l'antica
dimora dei Saraceni. I principi normanni,
invece, rimasero colpiti dallo splendore
dei palagi e dei giardini arabi e
l'imitarono nelle loro costruzioni. Ruggero
-pel primo edificò delle ville in quello stile,
+pel primo edificò delle ville in quello stile,
Favara Mimnermo ed altre, come ha lasciato
scritto Ugo Falcando, contemporaneo
degli ultimi principi normanni. Le
fontane sopratutto furono da questi imitate
e le vasche di foggia orientale; molte ne<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[Pg 202]</a></span>
-costruì difatti Federigo II, giovandosi della
+costruì difatti Federigo II, giovandosi della
ricchezza d'acqua di cui Palermo godeva
-sin dai tempi più antichi. A prova della
+sin dai tempi più antichi. A prova della
passione che gli Arabi dimostrarono nel
costruire vasche, basta citare la descrizione
che Leonardo Alberti fa di quella della
@@ -6455,9 +6411,9 @@ di Tudela, nella sua breve opera su
Palermo, fa della vasca Albehira. Beniamino
di Tudela venne in Sicilia nel 1172,
ai tempi di Guglielmo il Buono, per visitarvi
-le corporazioni israelitiche, e così descrisse
-l'Albehira: «Nel centro della città
-sgorga la più copiosa delle fontane, quella
+le corporazioni israelitiche, e così descrisse
+l'Albehira: «Nel centro della città
+sgorga la più copiosa delle fontane, quella
circondata da mura cui gli Arabi diedero
il nome di Albehira. Vi si mantengono
pesci di varie specie e vi navigano le barche
@@ -6469,17 +6425,17 @@ son rivestite d'oro e d'argento, e i pavimenti
sono formati di marmi rarissimi;
contiene statue d'ogni sorta. Non vidi mai
altrove edifici paragonabili ai palagi di
-questa città».</p>
+questa città».</p>
<p>S'ignora ove sorgesse l'Albehira; Morso
ha cercato di provare che Beniamino alludesse
-al così detto <i>Mar Dolce</i>, nome dato alle
+al così detto <i>Mar Dolce</i>, nome dato alle
rovine arabe del castello di Favara, presso
-il pittoresco convento del Gesù, fuori le<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[Pg 203]</a></span>
-porte della città, sotto la grotta famosa
+il pittoresco convento del Gesù, fuori le<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[Pg 203]</a></span>
+porte della città, sotto la grotta famosa
per i suoi fossili. Queste rovine presero
-il nome di <i>Mar Dolce</i> perchè si trovavano
-di fronte ad una vasca; gli Arabi però le
+il nome di <i>Mar Dolce</i> perchè si trovavano
+di fronte ad una vasca; gli Arabi però le
dicevano <i>Case Djiafar</i>.</p>
<p>Fuori di Palermo esiste ancora una
@@ -6503,13 +6459,13 @@ di Federigo, guidati da Mirabet,
tentato di riacquistare la loro indipendenza.
D'allora in poi il linguaggio e i costumi
arabi andarono perdendosi in Sicilia ed una
-nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò
+nuova nazionalità, quella spagnuola, cercò
di stabilirvisi, cominciando col cancellare
ogni traccia dei predecessori.</p>
<p>Nell'ultimo secolo, quando la scoperta di
Pompei riaccese in tutta Italia lo studio
-dell'antichità, si prese a indagare pure con<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[Pg 204]</a></span>
+dell'antichità, si prese a indagare pure con<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[Pg 204]</a></span>
ardore le vicende della dominazione araba
in Sicilia. Le iscrizioni esistenti nelle chiese
e nei palazzi portarono allo studio della
@@ -6521,7 +6477,7 @@ sino a qual segno ogni tradizione araba
fosse scomparsa dall'isola in cui un tempo
gli stessi re cristiani avevano parlato quella
lingua. Il maltese Giuseppe Vella venne a
-Palermo e si spacciò per dotto orientalista,
+Palermo e si spacciò per dotto orientalista,
falsificando anche un codice contenente
parecchie corrispondenze degli Arabi in Sicilia.
L'abile falsario seppe ingannare tutta
@@ -6529,14 +6485,14 @@ quanta l'Europa erudita, fintanto che, smascherato,
venne rimosso dalla cattedra e
imprigionato.</p>
-<p>Frattanto però presero a dedicarsi allo
+<p>Frattanto però presero a dedicarsi allo
studio dell'arabo parecchi Siciliani, fra i
quali Airoldi, Rosario e Morso, quest'ultimo
in special modo, che successe al Vella
nella cattedra e fu in relazione con i maggiori
orientalisti, col Tichsen, col Silvestre,
col Sacy, con l'Hammer e col Frahn, e
-molto si adoperò nell'interpretazione delle
+molto si adoperò nell'interpretazione delle
iscrizioni cufiche esistenti in Palermo. Ne
risultarono opere veramente utili, come la
<i>Rerum Arabicarum quae ad historiam
@@ -6549,44 +6505,44 @@ in Sicilia</i>, dovuta all'insigne Michele
Amari, ma di cui furono editi soltanto i
due primi volumi.</p>
-<p>Lo studio delle antichità arabe risvegliò
+<p>Lo studio delle antichità arabe risvegliò
anche l'amore per l'architettura saraceno-normanna,
-e divenne così generale, che
+e divenne così generale, che
molte botteghe della bella via Toledo di Palermo
sono oggi ornate alla foggia araba
e in stile arabo sono costruite molte ville
di ricchi possidenti nella campagna.</p>
<p>Il gusto corrotto dei palazzi e delle ville
-siciliane è noto a tutti per la sua straordinaria
+siciliane è noto a tutti per la sua straordinaria
bizzarria. Mentre si avevano sott'occhio
dei modelli graziosissimi e si avevano
alle porte di Palermo la Cuba e la
-Zisa, mentre esistevano nella stessa città
+Zisa, mentre esistevano nella stessa città
edifici dell'epoca normanna o posteriori,
come, per esempio, il palazzo del tribunale,
che insegnavano come anche in edifici
-grandiosi si potesse unire la semplicità
-all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà
-della decorazione, si preferì innalzare
+grandiosi si potesse unire la semplicità
+all'armonia delle proporzioni ed alla sobrietà
+della decorazione, si preferì innalzare
costruzioni di gusto esageratamente
barocco, come la villa del principe di Palagonia,
o ricorrere al gusto cinese, come
nella regale villa della Favorita.</p>
-<p>In questi ultimi tempi veramente si è
+<p>In questi ultimi tempi veramente si è
fatto ritorno allo stile arabo-normanno, e<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[Pg 206]</a></span>
-farà epoca fra le moderne costruzioni la
+farà epoca fra le moderne costruzioni la
villa Serra di Falco, innalzata a poca distanza
-dalla Zisa da quel duca che è altamente
-benemerito per lo studio delle antichità
+dalla Zisa da quel duca che è altamente
+benemerito per lo studio delle antichità
siciliane. I magnifici giardini di
-questa palazzina dànno l'illusione di rivivere
+questa palazzina dànno l'illusione di rivivere
ai tempi di Hassan.</p>
-<p>In Palermo, il marchese Forcella innalzò
+<p>In Palermo, il marchese Forcella innalzò
pure un bel palazzo di stile arabo-normanno,
-nel quale sono però alcune cose grottesche
+nel quale sono però alcune cose grottesche
come in tutte le imitazioni di architettura
passata. Questo palazzo sorge
in piazza Teresa, presso la porta dei Greci;
@@ -6599,17 +6555,17 @@ e ricche, in specie quelle centrali, di
gusto tutt'altro che arabo, con le pareti
rivestite di marmi e di pietre dure, preziosi
quelli e queste, di vario colore, a disegni
-graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente,
-e il pavimento è in marmo di
+graziosissimi. La volta è ornata fantasticamente,
+e il pavimento è in marmo di
vario colore; questa profusione di marmi
prova la ricchezza mineralogica dell'isola.
A rendere quest'edificio simile ad un'Alhambra
non manca nemmeno una fontana.
Altre stanze furono dal ricco marchese
decorate in stile romano e pompeiano e
-dimostrano l'abilità dei Siciliani nell'affresco,<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[Pg 207]</a></span>
-imperocchè tutte le imitazioni di
-pitture antiche furono colà eseguite unicamente
+dimostrano l'abilità dei Siciliani nell'affresco,<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[Pg 207]</a></span>
+imperocchè tutte le imitazioni di
+pitture antiche furono colà eseguite unicamente
da artisti nati e vissuti nell'isola.</p>
@@ -6623,42 +6579,42 @@ dopo avervi per poco brillato, vi si spense.
Nell'una e nell'altra isola venne introdotto
il governo feudale, con baronie e maggioraschi,
i quali durano ancor oggi<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5"></a><a href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a>. In
-entrambe le isole si formò una costituzione
-aristocratica, che si sviluppò possente in
+entrambe le isole si formò una costituzione
+aristocratica, che si sviluppò possente in
Inghilterra e di cui rimangono ancora vestigia
-in Sicilia, ove più presto si estinse.</p>
+in Sicilia, ove più presto si estinse.</p>
<p>Questa similitudine di destini fra le due
-isole è abbastanza singolare e potrebbe
+isole è abbastanza singolare e potrebbe
servire a spiegare altri fatti storici avvenuti
dopo la Rivoluzione francese, fra i
quali la costituzione introdotta dagli Inglesi
in Sicilia nel 1812.</p>
<p>La signoria dei Normanni in Sicilia fu
-di breve durata; brillò appena un secolo
+di breve durata; brillò appena un secolo
e ne furono caratteri distintivi l'intelligenza,
<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[Pg 208]</a></span>
la costanza, l'audacia quasi feroce,
una politica vasta e intraprendente, una
-grande vastità di disegni e di imprese. Tutto
-ciò soggiacque al contatto della vita voluttuosa
+grande vastità di disegni e di imprese. Tutto
+ciò soggiacque al contatto della vita voluttuosa
dei Saraceni, al clima, alla libidine
sfrenata delle partigianerie.</p>
<p>Nel 1038 Giorgio Maniace era stato invitato
in Sicilia dall'Imperatore greco per
cacciarne i Saraceni. Egli si rivolse a Guaimaro
-perchè gli concedesse una piccola
+perchè gli concedesse una piccola
schiera di Normanni che teneva al suo servizio;
-Guaimaro gli mandò circa trecento
+Guaimaro gli mandò circa trecento
uomini al comando di Guglielmo dal braccio
di ferro, di Dragone e di Umfrido. Greci
e Normanni si precipitarono sull'isola, posero
in fuga gli Arabi, s'impadronirono di
-Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità
-del bottino portò fra loro la discordia;
-i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora
+Messina, Siracusa e altre città; ma l'avidità
+del bottino portò fra loro la discordia;
+i Greci rapaci volevano tutto per sè; allora
i Normanni, offesi, partirono, passarono
in Italia e cercarono quivi qualche
altro compenso. Sorpresero Melfi ed altri
@@ -6666,14 +6622,14 @@ paesi delle Puglie, cominciarono per questa
via a stabilire la propria indipendenza. Ma
non appena i Greci seppero questo, abbandonarono
la Sicilia per cacciarli dalle Puglie,
-ma non vi riuscirono, e le città da
+ma non vi riuscirono, e le città da
loro conquistate in breve tornarono in potere
dei Saraceni.</p>
-<p>Trascorsero così varî anni senza speciali
+<p>Trascorsero così varî anni senza speciali
avvenimenti; i Normanni riaffermarono il<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[Pg 209]</a></span>
loro prestigio nelle Puglie, Guglielmo ne
-divenne conte, più tardi Drogone ne ereditò
+divenne conte, più tardi Drogone ne ereditò
i possessi, e Umfrido, dopo la morte
di quest'ultimo, costrinse papa Leone IX
a concedergli l'investitura della provincia.
@@ -6681,25 +6637,25 @@ Novelle schiere vennero dalla Normandia,
sotto il comando di Ruggero Guiscardo, il
quale, dopo la morte di Umfrido, avvenuta
nel 1056, si fece proclamare duca delle
-Puglie e delle Calabrie. Più tardi discese
+Puglie e delle Calabrie. Più tardi discese
anche suo fratello minore, Roberto, per
dividerne le sorti. I due valorosi fratelli
nel 1060 occuparono Reggio ed una notte,
Ruggero, accompagnato da soli sessanta
soldati, mosse alla volta di Messina, per
-conoscere le condizioni del paese; attaccò
+conoscere le condizioni del paese; attaccò
audacemente sulla spiaggia i Saraceni,
-quindi s'imbarcò di nuovo e fece ritorno
+quindi s'imbarcò di nuovo e fece ritorno
a Reggio. Poco dopo, la fortuna volle favorirlo
ed egli si accinse seriamente all'arrischiata
-impresa. A lui si presentò l'emiro
+impresa. A lui si presentò l'emiro
di Siracusa, Bencumen, scacciato dal fratello
-Belcamend, e lo informò delle lotte
+Belcamend, e lo informò delle lotte
che travagliavano l'isola e lo persuase di
-tôrre agli Arabi il possesso della Sicilia.</p>
+tôrre agli Arabi il possesso della Sicilia.</p>
<p>L'impresa non fu certo facile. I Saraceni
-opposero la più viva resistenza e nuove
+opposero la più viva resistenza e nuove
truppe vennero dall'Africa per respingere
Ruggero, che, dopo una sanguinosa battaglia,
si era impadronito di Messina. Roberto
@@ -6707,43 +6663,43 @@ lo raggiunse allora a Castrogiovanni;<span class="pagenum"><a name="Page_210" id
l'esercito principale dei Saraceni fu posto
in fuga, dopo di che i Normanni fecero ritorno
nelle Calabrie per rafforzare le proprie
-file e prepararsi ad una più seria lotta.
+file e prepararsi ad una più seria lotta.
Almocz, califfo d'Egitto, aveva frattanto
-spedito in Sicilia una flotta, la quale però fu
+spedito in Sicilia una flotta, la quale però fu
dispersa da una tempesta e distrutta presso
l'isola di Pantelleria. La fortuna aveva arriso
agli arditi avventurieri, ma la discordia
-minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo
-cominciò ad avere invidia dei successi del
+minacciò di rovinarli. Roberto Guiscardo
+cominciò ad avere invidia dei successi del
fratello Ruggero, pretendendo il possesso
-di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia;
+di metà delle Calabrie e dell'intera Sicilia;
l'altro non volle aderirvi e i due eroi ricorsero
alle armi, e, senza curarsi dei Greci
-e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle
+e dei Saraceni, nè della poca stabilità delle
recenti conquiste, presero a straziarsi fra
loro in una guerra feroce. Ruggero cadde
-nelle mani di suo fratello, che, però, cedendo
+nelle mani di suo fratello, che, però, cedendo
all'influenza di quell'uomo straordinario, lo
-lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli
+lasciò libero. Allora, riconciliati, i due fratelli
si rivolsero verso la Sicilia e due volte
si spinsero sino a Palermo, ma dovettero
quindi far ritorno nelle Calabrie per sistemare
la loro posizione in quel dominio. Soltanto
nel 1071 poterono stringere di regolare
assedio la capitale dell'isola. A quell'epoca
-Palermo era forse la città più popolosa d'Italia,
-senza dubbio la più florida, la più
+Palermo era forse la città più popolosa d'Italia,
+senza dubbio la più florida, la più
ricca: in essa era tutto lo splendore della
vita orientale. Gli Arabi opposero fiera resistenza<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[Pg 211]</a></span>
e narra la tradizione che, per dimostrare
la loro fiducia nell'esito della lotta,
essi non chiudessero neppure le porte della
-città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse
+città e che un ardito cavaliere normanno l'attraversasse
un giorno da solo, di galoppo,
con la lancia in resta. Finalmente Roberto
-penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre
+penetrò per la porta di mezzogiorno, mentre
Ruggero entrava per quella di ponente. I
-Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono,
+Saraceni, ritiratisi nel centro della città, capitolarono,
cedendo Palermo al fortunato
vincitore, a condizione che fosse loro garantita
salva la vita e libero l'esercizio del
@@ -6753,19 +6709,19 @@ loro culto.</p>
in Gerusalemme, conquistata pure a forza,
e si portarono quali orde selvagge. I Normanni,
invece, essi pure valorosi crociati,
-furono più clementi e risparmiarono Palermo
+furono più clementi e risparmiarono Palermo
maomettana. Presero possesso della
-splendida città senza versare sangue, senza
+splendida città senza versare sangue, senza
commettere devastazioni, quali vincitori
soddisfatti, che non avevano altro scopo
che cacciare il nemico dalle sue voluttuose
dimore per alloggiarvisi. Nessuno di quegli
-scoppi d'odio di cui diedero prova più tardi
+scoppi d'odio di cui diedero prova più tardi
i cristiani contro i maomettani avvenne;
i Saraceni furono lasciati liberi di vivere
come volevano e di esercitare la loro religione.
Il cristianesimo, languente, riprese
-forza e in breve si sostituì all'islamismo,<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[Pg 212]</a></span>
+forza e in breve si sostituì all'islamismo,<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[Pg 212]</a></span>
che soltanto sopravvisse, per quasi centocinquant'anni
ancora, fra i monti.</p>
@@ -6774,31 +6730,31 @@ tolleranti verso i Saraceni e vissero con
questi in perfetto accordo; i conquistatori,
in picciol numero, presto scomparvero
quasi in mezzo alla popolazione saracena,
-che seppero guadagnare a sè, trattandola
+che seppero guadagnare a sè, trattandola
con dolcezza. Accettarono le arti e le scienze
degli Arabi; nei loro edifici usarono lo stile
arabo e la stessa corte cristiana prese un
carattere arabo, circondandosi di guardie
saracene, di eunuchi, ed adottando pure
la foggia turca di vestire. Allorquando
-Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la
-Sicilia, sullo scorcio del secolo XII, lodò re
+Mohamed-Ibn-Djobair di Valenza visitò la
+Sicilia, sullo scorcio del secolo XII, lodò re
Guglielmo pel suo amore verso l'islamismo.
-«Il re&mdash;scrisse&mdash;legge e scrive l'arabo,
-e il suo <i>harem</i> è composto di donne
+«Il re&mdash;scrisse&mdash;legge e scrive l'arabo,
+e il suo <i>harem</i> è composto di donne
mussulmane, e mussulmani sono i suoi
-paggi e i suoi eunuchi». Il visitatore trovò
+paggi e i suoi eunuchi». Il visitatore trovò
le donne di Palermo belle, voluttuose, vestite
completamente alla turca, e nel vederle,
nei giorni di festa, in chiesa, con
abiti di seta gialla, con veli dai vivaci colori,
con catenelle d'oro e grandi orecchini,
dipinte e profumate come le femmine orientali,
-ricordò i versi del poeta: «In verità,
+ricordò i versi del poeta: «In verità,
quando si entra in un giorno di festa nella
-moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi».<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[Pg 213]</a></span></p>
+moschea, vi si trovano gazzelle ed antilopi».<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[Pg 213]</a></span></p>
-<p>La lingua araba continuò ad essere insegnata,
+<p>La lingua araba continuò ad essere insegnata,
ed usata anche negli atti governativi;
ed anche le iscrizioni arabe, visibili
tuttora nei mosaici delle chiese cristiane,
@@ -6814,22 +6770,22 @@ nei diplomi, in sulle prime scritti in greco
con la traduzione araba.</p>
<p>Caduta Palermo, l'isola fu suddivisa:
-Roberto Guiscardo prese per sè la capitale
-e metà della Sicilia; Ruggero ebbe
-l'altra metà; al prode nipote Serlo furon
+Roberto Guiscardo prese per sè la capitale
+e metà della Sicilia; Ruggero ebbe
+l'altra metà; al prode nipote Serlo furon
date grandi baronie e l'altro nipote Tancredi
fu creato conte di Siracusa. Roberto
prese il titolo di duca di Sicilia, Ruggero
quello di conte. Ma l'isola non era ancora
tutta soggiogata; Siracusa, difatti, si arrese
-solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più tardi
+solo nel 1088, Agrigento nel 1091, e più tardi
anche Castrogiovanni, Noto e Butera. Fino
al 1127 i ducati delle Puglie e di Sicilia
si mantennero in questo stato di cose; ma
nel 1127, estintosi il ramo di Roberto Guiscardo,
-il figlio di Ruggero ereditò pure
-gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero
-II, il principe più insigne della stirpe<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[Pg 214]</a></span>
+il figlio di Ruggero ereditò pure
+gli Stati al di là del Faro. Fu questi Ruggero
+II, il principe più insigne della stirpe<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[Pg 214]</a></span>
normanna. Suo padre, che valorosamente
aveva conquistato la Sicilia, era morto
nel 1011; gli era succeduto il figlio maggiore
@@ -6838,71 +6794,71 @@ minorenne, sotto la tutela della madre
Adelasia e dell'ammiraglio Giorgio Antiocheno,
Ruggero era salito sul trono.</p>
-<p>Ruggero, possessore di tutte le virtù
-necessarie in un fondatore di dinastia, sollevò
+<p>Ruggero, possessore di tutte le virtù
+necessarie in un fondatore di dinastia, sollevò
il regno normanno a grande splendore.
-Nel 1127 ereditò il ducato delle Puglie,
-come abbiamo detto, e ciò spaventò
+Nel 1127 ereditò il ducato delle Puglie,
+come abbiamo detto, e ciò spaventò
il papa, l'imperatore tedesco e quello bizantino;
-ma Ruggero combattè con fortuna
+ma Ruggero combattè con fortuna
contro tutti e tre, e poi contro i principi
di Salerno, di Capua, di Napoli, di
Avellino e costrinse il papa a concedergli
l'investitura delle Puglie ed infine si cinse
-della corona reale. Non potè però far questo
+della corona reale. Non potè però far questo
senza il consenso del Parlamento, dei
-baroni e dell'alto clero, poichè, seguendo
+baroni e dell'alto clero, poichè, seguendo
l'usanza dei conquistatori normanni, per
-creare una nobiltà novella era stata stabilita
+creare una nobiltà novella era stata stabilita
una certa forma di costituzione aristocratica.
Il Parlamento, convocato a Salerno,
-decretò al principe la corona regale, che
+decretò al principe la corona regale, che
gli fu solennemente posta in testa nella
-cattedrale di Palermo, il dì di Natale
-del 1130. Così sorse il regno delle Due Sicilie.</p>
+cattedrale di Palermo, il dì di Natale
+del 1130. Così sorse il regno delle Due Sicilie.</p>
<p>Subito Ruggero si die' a ordinare la sua<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[Pg 215]</a></span>
monarchia, in modo grandioso e sicuro:
-creò sette grandi ufficiali della corona, un
+creò sette grandi ufficiali della corona, un
connestabile, un grande ammiraglio, un
cancelliere, un giudice, un ciambellano, un
pronotario, un maresciallo, che formarono
-il suo consiglio. Si circondò di un cerimoniale
-orientale, affidò la custodia del palazzo
+il suo consiglio. Si circondò di un cerimoniale
+orientale, affidò la custodia del palazzo
ad eunuchi e a guardie saracene. Il
suo regno trascorse fra continue lotte, in
continua guerra; ma seppe tener fronte a
-tutti i suoi nemici, interni ed esterni; ispirò
+tutti i suoi nemici, interni ed esterni; ispirò
vivo terrore nella stessa Costantinopoli all'imperatore
greco, il quale non intendeva
-rinunziare a' suoi diritti sulla Sicilia; s'impadronì
+rinunziare a' suoi diritti sulla Sicilia; s'impadronì
di Corinto, di Atene e di Tebe;
-portò dalla Grecia a Palermo molti operai
+portò dalla Grecia a Palermo molti operai
abili nel filare e nel tessere la seta, contribuendo
-a propagarla così nell'Occidente,
+a propagarla così nell'Occidente,
e da questi fece fabbricare il pallio famoso
-che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi
-nell'atto della loro incoronazione; conquistò
-poscia Malta, inviò centocinquanta
-bastimenti in Africa e punì quello stesso
+che vestirono più tardi gl'imperatori tedeschi
+nell'atto della loro incoronazione; conquistò
+poscia Malta, inviò centocinquanta
+bastimenti in Africa e punì quello stesso
regno di Kairewan che aveva conquistato
la Sicilia. Durante la sua signoria la potenza
normanna raggiunse l'apogeo. Egli
-morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne.
+morì il 26 febbraio 1154, cinquantanovenne.
Fu principe di grande prudenza,
valore, giustizia e ingegno: fu bello di persona,
disinvolto e distinto. Verso gli Arabi
-si dimostrò tollerante e tenne in gran conto<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[Pg 216]</a></span>
+si dimostrò tollerante e tenne in gran conto<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[Pg 216]</a></span>
la loro scienza e la loro arte. Fra gli altri,
accolse onorevolmente alla sua corte
Edris Edscheriff, esiliato dall'Africa, che
-gli costruì una sfera terrestre d'argento,
+gli costruì una sfera terrestre d'argento,
sulla quale erano disegnate tutte le contrade
allora note, con la loro denominazione
in lingua araba, e scrisse una geografia
nota generalmente sotto il nome di
re Ruggero, un estratto della quale, la
-<i>Geografia Nubiense</i>, venne più volte stampata
+<i>Geografia Nubiense</i>, venne più volte stampata
a Roma, a Parigi e per ultimo a Palermo
nel 1790.</p>
@@ -6912,8 +6868,8 @@ lama della sua spada: <i>Apulus et Calaber,
Siculus mihi servit et Afer</i>.</p>
<p>Gli successe Guglielmo I, per le sue cattive
-qualità detto il Malo. Egli era l'unico
-figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli
+qualità detto il Malo. Egli era l'unico
+figlio superstite a Ruggero, imperocchè gli
altri quattro, Ruggero, Anfuso, Tancredi
ed Enrico precedettero tutti il padre nella
tomba. Fu sorprendente la rapida decadenza
@@ -6925,17 +6881,17 @@ a cui Ruggero aveva saputo portarlo. Morto
questi, si dovette riconoscere che tutta la
forza del nuovo regno riposava esclusivamente
nella sua persona. Sotto il governo
-di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[Pg 217]</a></span>
+di Guglielmo il Malo non tardò la Sicilia<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[Pg 217]</a></span>
a ricadere in tali condizioni da ricordare
gli emirati dei Saraceni, sotto l'influenza
di un favorito del re, avventuriero straniero
al paese, il grande ammiraglio del
-regno Maione di Bari, il quale attentò alla
+regno Maione di Bari, il quale attentò alla
corona. Non vi furono che congiure, rivoluzioni
di palazzo, ribellioni di nobili, un
caos ovunque. L'odioso re Guglielmo, dopo
una vita travagliata, ma non senza qualche
-successo in guerra, morì nel 1166, in età
+successo in guerra, morì nel 1166, in età
di quarantacinque anni.</p>
<p>Con suo figlio Guglielmo II, detto il
@@ -6956,9 +6912,9 @@ mantenersi a lungo sul vulcanico suolo di
Napoli e di Sicilia; tutte furono d'origine
straniera, tutte vennero in possesso dell'isola
in modo avventuroso, tutte finirono
-miseramente e per lo più per tradimento.
+miseramente e per lo più per tradimento.
Guglielmo II, del resto, fu molto dissimile<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[Pg 218]</a></span>
-dal padre, e la posterità gli confermò il
+dal padre, e la posterità gli confermò il
titolo di Buono che il clero, per gratitudine,
avevagli dato. Mentre Guglielmo il
Malo viveva come un maomettano e si fabbricava
@@ -6967,11 +6923,11 @@ il Buono fondava monasteri e conventi.
A lui sono dovuti parecchi monumenti
d'architettura religiosa, in ispecie il
famoso duomo di Monreale e la cattedrale
-di Palermo. Morì il 1<sup>o</sup> novembre 1189, in
-età di soli trentasei anni.</p>
+di Palermo. Morì il 1<sup>o</sup> novembre 1189, in
+età di soli trentasei anni.</p>
<p>Della stirpe di Ruggero I non rimaneva
-più che un bastardo, Tancredi conte di
+più che un bastardo, Tancredi conte di
Lecce, figlio naturale di Ruggero, primogenito
di re Ruggero, premorto al padre;
inoltre, l'altra figlia Costanza aveva sposato
@@ -6986,21 +6942,21 @@ dopo di lui; come questo fu uomo d'ingegno,
poeta, musico, versato nelle matematiche
e nell'astronomia, che gli Arabi
avevano allora diffuse, e come questo fu
-generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei
+generoso ed infelice. Riuscì vittorioso nei
primordi della guerra che ebbe a sostenere
contro i Tedeschi di Arrigo, per assicurarsi
il possesso del regno, e quando<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[Pg 219]</a></span>
-Costanza cadde nelle sue mani, la trattò
-con grande cavalleria, restituendole la libertà.
+Costanza cadde nelle sue mani, la trattò
+con grande cavalleria, restituendole la libertà.
Pareva che la nobile stirpe dei Normanni
dovesse rifiorire in Tancredi, che
aveva, ei pure, due figli, Ruggero e Guglielmo,
al primo dei quali, bellissimo
giovane, aveva dato in isposa Irene, la
figlia dell'imperatore greco Isacco Angelo
-ed avevalo già fatto incoronare re, quando
-il giovane repentinamente morì nel 1193.
-Tancredi provò gran dolore alla perdita
+ed avevalo già fatto incoronare re, quando
+il giovane repentinamente morì nel 1193.
+Tancredi provò gran dolore alla perdita
di questo figlio, tanto che presto, il 20
febbraio 1194, lo raggiunse nella tomba.
Rimase suo unico erede Guglielmo, ancor
@@ -7016,7 +6972,7 @@ caddero nelle mani dell'imperatore
e i baroni passarono dalla parte di questo.
L'infelice regina si era ritirata co' figli suoi
nella rocca di Caltabellotta ed attendeva
-colà il corso degli avvenimenti. Il 30 novembre
+colà il corso degli avvenimenti. Il 30 novembre
1194, Arrigo era entrato in Palermo,
che avevagli fatto festosa accoglienza,
salutando con musica ed inni di
@@ -7029,7 +6985,7 @@ di Taranto, venne a deporre a' suoi piedi
la corona. Ma gl'infelici erano caduti in
un tranello: Arrigo, non appena incoronato,
col pretesto di una falsa congiura,
-dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua
+dimentico de' suoi giuramenti, sfogò la sua
selvaggia passione di vendetta contro i
partigiani della stirpe normanna e contro
la misera famiglia regale. Molti baroni e
@@ -7045,60 +7001,60 @@ vuole che ei fuggisse dal carcere e vivesse
a lungo da eremita a S. Giacomo, presso
Chiavenna.</p>
-<p>Così tragicamente si spense la stirpe
+<p>Così tragicamente si spense la stirpe
normanna, cui la fortuna aveva fatto dono
-di una fra le più belle contrade del mondo,
-e la sua fine fu tanto più notevole in quanto
-che non tardò a tenergli dietro quella degli
+di una fra le più belle contrade del mondo,
+e la sua fine fu tanto più notevole in quanto
+che non tardò a tenergli dietro quella degli
Hohenstaufen. La Nemesi vendicativa
-colpì questa pure. Come erasi impadronita
+colpì questa pure. Come erasi impadronita
della signoria di Sicilia col sangue e la
-crudeltà, così ebbe a patire la stessa sorte,<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[Pg 221]</a></span>
+crudeltà, così ebbe a patire la stessa sorte,<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[Pg 221]</a></span>
raccogliendo quel che aveva seminato. Secondo
la tradizione, Federigo nacque lo
stesso giorno in cui suo padre Arrigo macchiava
la sua mano di sangue, il 26 dicembre
-1194. Arrigo morì tre anni dopo in
+1194. Arrigo morì tre anni dopo in
Messina, di soli 32 anni. Manfredi, bastardo
al pari di Tancredi ed al pari di Tancredi
prode e generoso, fu tradito e cadde nella
battaglia di Benevento; Elena, sua moglie,
ricoveratasi nella rocca di Trani, come un
-dì Sibilla co' suoi figli in quella di Caltabellotta,
+dì Sibilla co' suoi figli in quella di Caltabellotta,
al pari di lei si vide tradita e fu
rinchiusa insieme con i figli in carcere,
-dove morì di dolore; sua figlia Beatrice
+dove morì di dolore; sua figlia Beatrice
visse per ben diciotto anni nel Castel dell'Uovo
a Napoli; i tre figli minori, Enrico,
Federigo e Anselmo rimasero per trenta
-anni in carcere, e Corradino, infine, lasciò
+anni in carcere, e Corradino, infine, lasciò
la vita sul patibolo. Tanto sangue versato
-suscitò novella sete di vendetta che poi
-si sfogò sopra gli Angioini, nei Vespri siciliani.</p>
+suscitò novella sete di vendetta che poi
+si sfogò sopra gli Angioini, nei Vespri siciliani.</p>
<p>Gli Hohenstaufen trovarono, del resto,
l'isola in floride condizioni; paese dalla natura
prediletto, la Sicilia era divenuta durante
-la signoria normanna ricca, mercè
+la signoria normanna ricca, mercè
l'industria e il commercio. Nessun nemico
esterno in quel periodo era entrato nella
-città, mentre dall'Oriente e dall'Africa
-erano stati portati in grande quantità oggetti
+città, mentre dall'Oriente e dall'Africa
+erano stati portati in grande quantità oggetti
preziosi.<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[Pg 222]</a></span></p>
-<p>Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo,
+<p>Allorquando Arrigo VI entrò in Palermo,
rimase impressionato dallo splendore della
-città, e trovò nel palazzo dei re normanni
+città, e trovò nel palazzo dei re normanni
grandi tesori, oro, gemme, rare stoffe di
seta, che fece imbarcare.</p>
-<p>Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato
+<p>Arnoldo, abate di Lubecca, narra che «entrato
Arrigo nella dimora del morto Tancredi,
-vi trovò letti, sedili, tavole d'argento,
+vi trovò letti, sedili, tavole d'argento,
vasellame d'oro finissimo, tesori nascosti,
-gemme, meravigliosi gioielli sì da caricarne
+gemme, meravigliosi gioielli sì da caricarne
centocinquanta bestie da soma, facendo
-ritorno in patria ricco e glorioso».</p>
+ritorno in patria ricco e glorioso».</p>
<p>Fu in questa occasione che venne portato
in Germania il prezioso manto, tessuto
@@ -7111,45 +7067,45 @@ poi lo si credette il pallio di Carlomagno.</p>
<p>Reynaud recentemente ha dato questa
traduzione dell'iscrizione araba ricamata
-sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella
-fabbrica reale, nella sede della felicità, della
-nobiltà, della gloria, del conseguimento
+sul manto di re Ruggero: «Tessuto nella
+fabbrica reale, nella sede della felicità, della
+nobiltà, della gloria, del conseguimento
duraturo del benessere, della buona accoglienza,
della fortuna, dello splendore, della
reputazione, della bellezza, del compimento
di ogni desiderio, di ogni speranza; del
piacere del giorno e della notte, senza tregua,
della devozione, della conservazione,<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[Pg 223]</a></span>
-della simpatia, della felicità, della salute,
-dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di
-Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare).
+della simpatia, della felicità, della salute,
+dell'aiuto, della soddisfazione, nella città di
+Sicilia nell'anno 528» (1133 dell'èra volgare).
Questa orgogliosa ed ampollosa
iscrizione in stile orientale, sul manto solenne
di un re normanno, basta a provare
quanto i Normanni si compiacessero di conformarsi
agli usi ed ai costumi arabi.</p>
-<p>Di quei tempi ci rimane una delle più
+<p>Di quei tempi ci rimane una delle più
antiche descrizioni di Palermo, quella del
normanno Ugo Falcando, che visse in quella
-città durante il regno di Guglielmo il Malo,
+città durante il regno di Guglielmo il Malo,
e che poi fece ritorno nella sua patria.
Mentre la dinastia di Ruggero stava per
estinguersi, egli scrisse un'epistola a Pietro,
tesoriere della cattedrale di Palermo, lamentando
i mali che stavano per cadere
-sopra la città e dando un'idea della sua
+sopra la città e dando un'idea della sua
bellezza. La sua lettera rivela un odio feroce
contro i Tedeschi. Dopo aver rivolto
apostrofi piene di entusiasmo verso i Normanni
che a Messina ed a Catania stavano
allora lottando coi barbari, si rivolge a
-Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi
-a servire i barbari l'antica nobiltà
+Siracusa, esclamando: «Dovrà dunque ridursi
+a servire i barbari l'antica nobiltà
di Corinto che, abbandonata la propria patria,
-venne in Sicilia per edificare una città,
-e finì per stabilirsi sulla costa più amena
-dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti
+venne in Sicilia per edificare una città,
+e finì per stabilirsi sulla costa più amena
+dell'isola ed ivi innalzò una città, fra porti
che non hanno gli eguali? A che ti vale
ora l'antico splendore de' tuoi filosofi, dei<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[Pg 224]</a></span>
poeti che s'inspirarono alla tua fonte profetica?
@@ -7161,27 +7117,27 @@ che la tirannia di un popolo barbaro e crudele.
Guai a te, guai a te, Aretusa, fonte
cantata da uomini illustri che, dopo aver
offerto ai vati l'ispirazione, devi saziare
-l'ebbrezza dei Tedeschi e soffrire le loro turpitudini!»</p>
+l'ebbrezza dei Tedeschi e soffrire le loro turpitudini!»</p>
-<p>La lettera di Falcando è un documento
+<p>La lettera di Falcando è un documento
importantissimo per la conoscenza delle
condizioni di Palermo al tempo dei Normanni.
A questo proposito, l'autore ad un
-certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente
+certo punto esclama: «Chi potrà mai bastantemente
esaltare la bellezza degli edifici
-di questa nobile città? Chi l'abbondanza
+di questa nobile città? Chi l'abbondanza
delle fontane sgorganti d'ogni parte? Chi
lo splendore della lussureggiante vegetazione?
Chi gli acquedotti, che in tanta abbondanza
-forniscono alla città il salutare
-elemento?»</p>
+forniscono alla città il salutare
+elemento?»</p>
<p>Ancora prima di Falcando, Ibn-Hankal
-di Bagdad, verso la metà del secolo X,
+di Bagdad, verso la metà del secolo X,
aveva dato una descrizione di Palermo in
un'opera geografica, descrizione che venne
pubblicata, tradotta in francese da Michele
-Amari, a Parigi nel 1845. Il lavoro non è
+Amari, a Parigi nel 1845. Il lavoro non è
di gran mole, ma ha un certo valore. L'autore
divide Palermo in cinque quartieri, e<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[Pg 225]</a></span>
nell'Alcazar (la Paleopoli di Polibio) fa
@@ -7196,108 +7152,108 @@ per implorare la pioggia.</p>
nel Sakalibah (secondo l'Amari, quartiere
degli Schiavoni) c'era il porto; il quarto
quartiere era quello della moschea di Ibn-Saktab;
-a mezzogiorno della città si stendeva
+a mezzogiorno della città si stendeva
il quartiere di El-Jadid, l'attuale Albergaria.</p>
<p>Ibn-Hankal accenna anche ai mercanti,
alle loro botteghe, specie quella dei macellai,
alla preparazione dei papiri, ed ancor
-più descrive le fontane, sopratutto quella
+più descrive le fontane, sopratutto quella
di Favara.</p>
-<p>Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair,
+<p>Ho già ricordato il viaggio di Mohamed-Ibn-Djobair,
che contiene pure una pregevole
-descrizione della città sotto i Normanni:
+descrizione della città sotto i Normanni:
egli paragona Palermo, specialmente
-la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei
-palazzi e le sue torri, a Cordova. «La città,
-egli scrive, è fabbricata mirabilmente sullo
+la città antica, l'Alcazar, per i suoi bei
+palazzi e le sue torri, a Cordova. «La città,
+egli scrive, è fabbricata mirabilmente sullo
stesso tipo di Cordova, tutta in pietra lavorata,
della cosidetta El-Kiddan. I palazzi
reali stanno all'intorno e la circondano
come una collana posta sul bel collo di
-una fanciulla».<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[Pg 226]</a></span></p>
+una fanciulla».<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[Pg 226]</a></span></p>
<p>Le notizie di questi due Arabi e dell'ebreo
Beniamino di Tudela completano la
breve descrizione del normanno Falcando,
il quale descrive pure i principali edifici
-di Palermo ed afferma che la città al suo
+di Palermo ed afferma che la città al suo
tempo si era mantenuta divisa in quartieri,
come sotto la dominazione araba, e che parecchie
piazze e strade e porte avevano
conservato i loro antichi nomi arabi. Da
-quanto egli narra si arguisce che la città
+quanto egli narra si arguisce che la città
a quel tempo si trovava nel suo massimo
splendore. Per la ricchezza e la bellezza
dell'architettura indubbiamente il periodo
-normanno fu il più felice e normanni sono
-difatti i monumenti più notevoli che ancora
+normanno fu il più felice e normanni sono
+difatti i monumenti più notevoli che ancora
rimangono. Gli Svevi, compreso Federico,
non hanno lasciato alcun ricordo architettonico.
Per varie ragioni essi dimorarono
sempre fuori dell'isola, mentre i principi
-normanni stabilirono colà la loro dimora
-e cercarono di dare alla città lo splendore
+normanni stabilirono colà la loro dimora
+e cercarono di dare alla città lo splendore
necessario alla capitale di una nuova e
possente monarchia.</p>
<p>Ci resta ora da parlare dei principali
monumenti dell'epoca normanna, primo fra
-tutti il palazzo reale. Questo castello, così
+tutti il palazzo reale. Questo castello, così
straordinariamente interessante in special
-modo pei Tedeschi, poichè fra le sue mura
-trascorse la poetica giovinezza uno dei più
+modo pei Tedeschi, poichè fra le sue mura
+trascorse la poetica giovinezza uno dei più
grandi imperatori di Germania, e del pari
interessante per gl'Italiani, che lo considerano<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[Pg 227]</a></span>
quale culla della poesia nazionale,&mdash;sorge
in fondo alla via detta Cassero, sulla
-piazza da cui si domina tutta la città. A
-quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo,
+piazza da cui si domina tutta la città. A
+quanto pare, è l'edificio più antico di Palermo,
non risalendo soltanto ai Saraceni,
ma ai Cartaginesi, ai Romani ed ai Goti,
che vi stabilirono la loro sede principale.
Ivi sorgeva indubbiamente il palazzo degli
emiri, da cui si farebbe derivare il nome
di Cassero, che fui poi esteso a tutta la
-città e finì per rimanere alla strada principale.
+città e finì per rimanere alla strada principale.
Si vuole che il palazzo sia stato
costruito dal saraceno Adelkam. Ruggero I
e il suo successore lo ampliarono; ivi vissero
Federico, Manfredi e i suoi successori,
-che lo resero sempre più vasto, riducendolo
+che lo resero sempre più vasto, riducendolo
nella forma irregolare di palazzo
e di fortezza che attualmente presenta.</p>
-<p>Falcando così ce lo descrive ai tempi di
-Guglielmo il Malo: «Lo stupendo edificio
-è costruito con pietre lavorate con grande
-cura ed arte squisita; è circondato da solide
-mura ed è pieno di ori e di argenti. Alle
-estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata
+<p>Falcando così ce lo descrive ai tempi di
+Guglielmo il Malo: «Lo stupendo edificio
+è costruito con pietre lavorate con grande
+cura ed arte squisita; è circondato da solide
+mura ed è pieno di ori e di argenti. Alle
+estremità sorgono due torri, la Pisana, destinata
a custodire i tesori regali, e la
-Greca, dominante la parte della città chiamata
+Greca, dominante la parte della città chiamata
Khemonia. Nel centro sorge una sala
straordinariamente decorata, per nome <i>Ioaria</i>,
in cui si trattengono in udienze segrete
il re e i suoi confidenti, ed in cui il re concede<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[Pg 228]</a></span>
udienza ai baroni, per discutere degli
-affari più importanti del regno».</p>
+affari più importanti del regno».</p>
<p>Quasi ogni traccia di quelle antiche costruzioni
-è ormai andata perduta; solo
+è ormai andata perduta; solo
rimane la torre di S. Ninfa, che doveva
-essere la parte più antica del castello, e
+essere la parte più antica del castello, e
la famosa cappella palatina. In cima alla
torre sorge l'osservatorio, da cui padre
-Piazzi, il 1<sup>o</sup> giugno 1801, scoprì Cerere, la
+Piazzi, il 1<sup>o</sup> giugno 1801, scoprì Cerere, la
stella dal nome della Dea protettrice dell'isola.
Il cortile ha tre ordini di portici,
che lo circondano; al primo piano trovasi
-la celebre cappella palatina, uno dei più
+la celebre cappella palatina, uno dei più
bei monumenti dell'epoca normanna, costruita
da re Ruggero nel 1132 e dedicata
-a S. Pietro. Essa è connessa al palazzo e
+a S. Pietro. Essa è connessa al palazzo e
non ha una vera facciata; vi si accede da
un portico sostenuto da otto colonne di
granito egiziano, con mosaici nelle parti
@@ -7307,12 +7263,12 @@ Sull'ingresso sta un'iscrizione in lingua
greca, araba e latina, che indica come il
re avesse fatto disegnare con somma cura
nel palazzo un orologio solare. L'iscrizione
-in lingua araba è stata così tradotta: «Fu
-dato ordine dalla maestà reale, il magnifico
+in lingua araba è stata così tradotta: «Fu
+dato ordine dalla maestà reale, il magnifico
ed illustre re Ruggero, che Iddio protegga
ed eterni, di costruire questo strumento
per segnare le ore, nella metropoli<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[Pg 229]</a></span>
-di Sicilia, protetta da Dio, l'anno 536» (dell'Egira).</p>
+di Sicilia, protetta da Dio, l'anno 536» (dell'Egira).</p>
<p>La basilica, davvero caratteristica, fantastica
e misteriosa, non paragonabile a
@@ -7344,51 +7300,51 @@ sino all'altezza di dodici palmi, di marmi
diversi, e al disopra, ovunque, sono mosaici,
che illustrano gli episodi dell'antico e del
nuovo Testamento. Sull'arco della tribuna<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[Pg 230]</a></span>
-vi è rappresentata l'Annunciazione e sulla
+vi è rappresentata l'Annunciazione e sulla
tribuna stessa una mezza figura gigantesca
di Cristo, con la mano sollevata in atto di
benedire. Sotto le figure stanno iscrizioni
greche e latine. Questi mosaici non risalgono
a Ruggero I, ma a Guglielmo I, secondo
quanto afferma Romualdo da Salerno,
-il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo
+il quale ha lasciato scritto che «Guglielmo
fece ornare di pitture preziose la cappella
di S. Pietro, nel palazzo, e ne fece rivestire
-le pareti di marmi preziosi». Ciò non
-esclude però che tali lavori fossero stati
+le pareti di marmi preziosi». Ciò non
+esclude però che tali lavori fossero stati
iniziati, come pare, da Ruggero.</p>
<p>A quel che sembra, in Sicilia e nell'Italia
meridionale esisteva una scuola di mosaicisti
greci, i quali allo stile bizantino diedero
-una più vivace espressione. Infatti, i
+una più vivace espressione. Infatti, i
mosaici siciliani sono di una dolcezza tutta
speciale, non hanno nulla della durezza e
-dell'angolosità della scuola bizantina. Mentre
+dell'angolosità della scuola bizantina. Mentre
i Veneziani chiamavano mosaicisti da
Costantinopoli per la decorazione del S. Marco,
-i Normanni, allorchè edificarono in
-Sicilia le loro chiese, vi trovarono già
+i Normanni, allorchè edificarono in
+Sicilia le loro chiese, vi trovarono già
una scuola, che era in fiore al tempo dei
Greci, come ne fa fede il tempio grandioso
di Gerone a Siracusa, ove era rappresentata
in mosaico l'<i>Iliade</i>. La pratica di quest'arte
non venne mai meno: sul finire del
-secolo IV dell'èra cristiana gli artefici del
+secolo IV dell'èra cristiana gli artefici del
mosaico in Sicilia erano superiori a quelli<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[Pg 231]</a></span>
di Roma, da quel che si rileva dall'epistola
che papa Simmaco scrisse ad un certo
Antioco di Sicilia per avere dei modelli
-per i mosaicisti romani: «L'eleganza del
+per i mosaicisti romani: «L'eleganza del
tuo ingegno&mdash;dice la lettera&mdash;e la squisitezza
delle tue invenzioni meritano di
-essere tenute in gran conto, poichè tu hai
+essere tenute in gran conto, poichè tu hai
trovato nell'arte tua mezzi nuovi, prima
sconosciuti, e ci piacerebbe poter ornare
con qualcosa di tuo i nostri appartamenti:
inviaci dunque una tavola, o una lastra di
marmo con un modello dei metodi nuovi
-da te escogitati».</p>
+da te escogitati».</p>
<p>L'arte del mosaico non si perdette nell'isola,
neppure sotto la dominazione
@@ -7403,14 +7359,14 @@ di Palermo, di quello di Monreale, sono
opera di scuola indigena dell'Italia meridionale.
Ruggero stesso fece eseguire notevoli
lavori in mosaico nel suo palazzo
-e la cappella palatina è adorna di dorature,
+e la cappella palatina è adorna di dorature,
pitture e arabeschi, che conferiscono ancor
-più al tempio un carattere misterioso.</p>
+più al tempio un carattere misterioso.</p>
-<p>Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa
+<p>Nel 1798 fu scoperta nella vòlta di questa
cappella una lunga iscrizione araba, in caratteri<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[Pg 232]</a></span>
cufici, compresa in venti grandi compartimenti,
-che, per quanto si potè decifrarla,
+che, per quanto si potè decifrarla,
si riferiva al fondatore della cappella
ed al tempio stesso, con parole esagerate
di lode e invocazioni di durata. Siccome
@@ -7418,23 +7374,23 @@ poi quest'iscrizione, al pari di tutte le altre
arabe che sono nelle chiese palermitane,
era di origine cristiana, si rimane davvero
stupiti nel trovare adoperata con tanta
-ingenuità nei tempi cristiani la lingua e
+ingenuità nei tempi cristiani la lingua e
le parole del Corano, specie in un'epoca
in cui il fanatismo religioso dei crociati
-aveva raggiunto l'apogèo. Come facilmente
-si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è
+aveva raggiunto l'apogèo. Come facilmente
+si arguisce, nessuna di queste iscrizioni è
tolta testualmente dal Corano, ma coi caratteri
serba anche una certa impronta mussulmana.
L'idioma arabo a quel tempo
non era ritenuto da meno del greco, e l'Oriente,
-per intelligenza e per civiltà, era
+per intelligenza e per civiltà, era
grandemente superiore all'Occidente, e
buona parte della letteratura greca era
pure stata rivelata all'Occidente per mezzo
della lingua araba che divenne quasi una
lingua ufficiale. Del resto, i caratteri orientali
avevano un non so che di enigmatico,
-di misterioso; avevano già in sè delle
+di misterioso; avevano già in sè delle
linee geometriche e si prestavano quindi
mirabilmente all'ornamento delle pareti e
delle colonne delle basiliche siciliane, che
@@ -7452,20 +7408,20 @@ cufici.</p>
<p>Uscito dall'antica cappella, salii al piano
superiore del palazzo e vidi i ricchi e
belli appartamenti, che hanno un valore
-storico, poichè vi si ammira ancora la sala
+storico, poichè vi si ammira ancora la sala
del Parlamento, la sala del trono e quella
delle udienze, ove si conserva ancora uno
dei due famosi arieti di bronzo, che ornavano
un tempo una delle porte di Siracusa;
-l'altro andò distrutto in un incendio. La
-sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal
+l'altro andò distrutto in un incendio. La
+sala dei Vicerè ne contiene i ritratti dal
1488 ai giorni nostri.</p>
-<p>Più interessante di tutte queste sale mi
+<p>Più interessante di tutte queste sale mi
parve la stanza di re Ruggero, ornata di mirabili
mosaici, che rappresentano una lotta
di centauri, una caccia e degli uccelli. Non
-si sa veramente perchè questa stanza porti
+si sa veramente perchè questa stanza porti
il nome di Ruggero: i mosaici appartengono
al XII secolo. Tutti i locali subirono
trasformazioni, ed invano io ricercai l'appartamento
@@ -7489,18 +7445,18 @@ in Sicilia un'eccellente architettura ecclesiastica
ed a darle un'impronta tutta speciale,
e sopratutto il carattere di quel secolo
in cui il cristianesimo venne in lotta con
-l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo
+l'islamismo, in contatto del quale sì a lungo
era vissuto, specie quando la dominazione
-dei Normanni si trovò di fronte alla religione
+dei Normanni si trovò di fronte alla religione
di Maometto. Trionfante, allora, risorse
-in Sicilia la fede di Cristo e riacquistò
+in Sicilia la fede di Cristo e riacquistò
il terreno perduto: chiese stupende, capolavori
in cui l'ispirazione orientale sopravviveva,
monumenti della vittoria della religione
cristiana su quella di Maometto,
sorsero ovunque.</p>
-<p>Qualcosa di simile era già avvenuto
+<p>Qualcosa di simile era già avvenuto
quando gli Elleni avevano sconfitto nella
battaglia d'Imera i Cartaginesi, che avevano
invasa tutta quanta l'isola: essi, nell'ebbrezza
@@ -7509,7 +7465,7 @@ il suolo conquistato delle loro<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page
magnifiche costruzioni. Gli Dei della Grecia,
Giove, Apollo, Cerere e Venere, avevano
atterrato il Moloch africano, e il
-contrasto della civiltà e della religione
+contrasto della civiltà e della religione
greca con la barbarie africana si era pronunciato
meravigliosamente, avendo Gelone
di Siracusa, fra le altre condizioni di
@@ -7518,9 +7474,9 @@ tutto, qualsiasi sacrificio umano.</p>
<p>Dopo oltre quindici secoli, nel secondo
grande periodo architettonico siculo, un
-fatto quasi identico si ripetè, fatto degno
+fatto quasi identico si ripetè, fatto degno
di osservazione, unico, che prova ad un
-tempo come la civiltà umana si svolga secondo
+tempo come la civiltà umana si svolga secondo
le leggi esterne immutabili nella
sostanza, varie nella forma. Nella stessa
guisa che i Greci nel primo periodo innalzarono
@@ -7528,11 +7484,11 @@ i famosi templi di Segesta, di Selinunte,
di Agrigento e di Siracusa, i Normanni,
una volta liberata l'isola dai novelli
Cartaginesi, innalzarono le splendide cattedrali
-di Monreale, di Palermo, di Cefalù
-e di Messina. Nel primo periodo la civiltà
-si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo
+di Monreale, di Palermo, di Cefalù
+e di Messina. Nel primo periodo la civiltà
+si era rivolta verso il mezzodì, nel secondo
invece si estese nel settentrione, mentre
-le contrade di mezzodì e di levante decadevano.</p>
+le contrade di mezzodì e di levante decadevano.</p>
<p>A lato del tempio greco a colonne sorse
la cattedrale cristiana; a lato del tempio
@@ -7542,28 +7498,28 @@ dedicato alla Vergine Maria di Monreale:
ambedue segnarono un'epoca di florido rinnovamento
nella storia dello spirito umano;
ambedue avevano un carattere originale
-diverso e diversa è quindi l'impressione
-che oggi suscitano. Chi può esprimere la
+diverso e diversa è quindi l'impressione
+che oggi suscitano. Chi può esprimere la
commozione che si prova nel contemplare,
in mezzo alla solitudine della campagna
siciliana, uno dei templi maestosi di Agrigento?
Si direbbe impossibile poter trovare
-cosa più perfetta, più bella, più armonica
+cosa più perfetta, più bella, più armonica
nelle forme. Ma anche entrando in una
-cappella normanna, nella sua semioscurità,
+cappella normanna, nella sua semioscurità,
fra le sue navate, sotto i suoi archi, fra
quelle pareti splendenti di mosaici, non
-si può fare a meno, dimentichi dell'antichità,
+si può fare a meno, dimentichi dell'antichità,
di persuadersi di essere entrati in
-una novella sfera di beltà e d'armonia.</p>
+una novella sfera di beltà e d'armonia.</p>
<p>Il sentimento religioso suscitato da questa
architettura normanna, che io volentieri, per
la sua origine orientale, chiamerei architettura
-delle Crociate, fu profondo. Da ciò
+delle Crociate, fu profondo. Da ciò
nacquero altre conseguenze. La Chiesa romana
di fronte a Bisanzio che sosteneva
-esser la Sicilia sua proprietà, dovette dare
+esser la Sicilia sua proprietà, dovette dare
alla conquista dei Normanni quasi un diritto
sacro, un'alta consacrazione. Il papa
aveva nominato i conti Normanni suoi legati
@@ -7580,27 +7536,27 @@ fossero zelanti nel promuovere il risorgimento
del cristianesimo nel loro nuovo
regno, e tali furono.</p>
-<p>Malaterra, storico dei due Ruggeri, così
+<p>Malaterra, storico dei due Ruggeri, così
parla del conquistatore della Sicilia:</p>
-<p>«Allorchè il conte Ruggero vide che per
+<p>«Allorchè il conte Ruggero vide che per
la grazia di Dio, tutta quanta la Sicilia faceva
omaggio alla sua signoria, non volle
-mostrarsi ingrato a così gran beneficio e
-cominciò a render grazia a Dio, ad esser
-giusto, a ricercare la verità, a frequentare
+mostrarsi ingrato a così gran beneficio e
+cominciò a render grazia a Dio, ad esser
+giusto, a ricercare la verità, a frequentare
le chiese, a prendere devotamente parte ai
sacri uffizi, a concedere alle chiese il decimo
de' suoi redditi, a soccorrere le vedove,
gli orfanelli, i derelitti, e in molti
-luoghi dell'isola innalzò basiliche».</p>
+luoghi dell'isola innalzò basiliche».</p>
<p>Altre ragioni politiche, in quel tempo di
Crociate, si unirono allo spirito religioso
per indurre i Normanni a favorire gl'interessi
della Chiesa; una stirpe principesca,
salita di recente e soltanto per forza di
-conquista su uno dei più bei troni d'Europa,
+conquista su uno dei più bei troni d'Europa,
aveva bisogno dell'aiuto del papa e
del clero per affermarsi. Senza quest'appoggio,
sarebbero stati perduti, come avvenne<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[Pg 238]</a></span>
@@ -7612,43 +7568,43 @@ ogni dominio.</p>
<p>A queste influenze aggiungasi il desiderio
naturale in una dinastia sorgente di affermare
per mezzo di splendidi monumenti
-la sua dominazione, e si capirà facilmente
-perchè l'architettura ecclesiastica in Sicilia
+la sua dominazione, e si capirà facilmente
+perchè l'architettura ecclesiastica in Sicilia
abbia preso rapidamente piede. Si voleva
superare tutto quello che si era fatto, rivestire
le chiese per intero d'oro, far cosa
-ancor più bella della basilica di S. Sofia e di
+ancor più bella della basilica di S. Sofia e di
quella di Bisanzio, al cui imperatore era
-stato tolto il regno: e Ruggero edificò rapidissimamente,
+stato tolto il regno: e Ruggero edificò rapidissimamente,
in un anno si dice, il duomo
-di Cefalù, la cattedrale di Messina e la
-cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo
+di Cefalù, la cattedrale di Messina e la
+cappella palatina di Palermo. Così lo sviluppo
dell'arte fu altrettanto rapido quanto
quello della dominazione stessa dei Normanni.</p>
-<p>Tutte queste costruzioni furono però superate
+<p>Tutte queste costruzioni furono però superate
da Guglielmo II, ultimo principe
legittimo della stirpe normanna, il quale
-eresse nel duomo di Monreale il più bel
+eresse nel duomo di Monreale il più bel
monumento alla sua famiglia e contemporaneamente
-uno dei più bei monumenti dell'architettura
+uno dei più bei monumenti dell'architettura
medioevale. Fu compiuto in
sei anni, fra il 1170 e il 1176 e la fama
-della sua magnificenza si propagò rapidamente
-sin nei più lontani paesi. Nel 1182,<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[Pg 239]</a></span>
-papa Lucio III innalzò Monreale alla dignità
+della sua magnificenza si propagò rapidamente
+sin nei più lontani paesi. Nel 1182,<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[Pg 239]</a></span>
+papa Lucio III innalzò Monreale alla dignità
di arcivescovado e parlando nella
-bolla di re Guglielmo, così scrisse: «In
+bolla di re Guglielmo, così scrisse: «In
brevissimo volgere di tempo seppe elevare
al Signore Iddio un tempio meraviglioso,
-lo dotò di castella, di rendite, di libri, di
+lo dotò di castella, di rendite, di libri, di
arredi sacri, riccamente ornati d'oro e di
-argento, vi chiamò buon numero di monaci
-dalla Cava, li fornì di abitazioni e di ogni
+argento, vi chiamò buon numero di monaci
+dalla Cava, li fornì di abitazioni e di ogni
cosa occorrente, di guisa che non vi fu
-dai tempi più remoti altro re che compisse
+dai tempi più remoti altro re che compisse
opera altrettanto grande, la cui sola descrizione
-riempie di stupore».</p>
+riempie di stupore».</p>
<p>La chiesa di Monreale ha veramente
qualche cosa di singolare; si direbbe che
@@ -7658,34 +7614,34 @@ palme gli agavi, gli aloe, sotto quel luminoso
sole meridionale, il cristianesimo abbia
ricevuto una speciale, quasi fantastica impronta.</p>
-<p>L'architettura della basilica è un capolavoro
+<p>L'architettura della basilica è un capolavoro
dello stile ecclesiastico normanno-siculo
-e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino,
+e riunisce in sè i tre tipi: greco-bizantino,
latino ed arabo. I Normanni, che
veniano dall'Occidente, ove predominavano
le forme romane, trovarono in Sicilia tanto
le tradizioni bizantine, quanto quelle saracene.
-L'isola era stata posseduta varî secoli
+L'isola era stata posseduta varî secoli
dai Bizantini, la lingua usata in Sicilia era
greca, greco il loro culto, greci i caratteri<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[Pg 240]</a></span>
architettonici delle loro chiese, caratteristiche
per la pianta quadrata e per l'abbondanza
delle cupole. In esse il Santuario
veniva elevato in forma di triplice ovale,
-simbolo della Santissima Trinità, imperocchè
+simbolo della Santissima Trinità, imperocchè
di fianco del coro stavano due cappelle
meno elevate, di forma emisferica,
a sinistra la <i>protesi</i> per la preparazione al
sacrificio, a destra il <i>diaconico</i>, destinato
ai diaconi ed alle loro letture. Anche i Bizantini
-solevano ornare di mosaici le vòlte,
+solevano ornare di mosaici le vòlte,
gli archi e le pareti delle loro chiese.</p>
<p>I Normanni accettarono quest'architettura
e dai Saraceni presero l'arco a sesto
acuto e i rabeschi per le pitture murali.
Conservarono inoltre il tipo della basilica
-romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a
+romana, in uso nel resto d'Italia, cioè a
dire una navata lunga, divisa da due file
di colonne sostenenti il tetto a solaio, e
collocarono questa navata davanti al santuario,
@@ -7695,8 +7651,8 @@ architrave, portarono sopra quelle gli archi
a sesto acuto, riunendo in una le tre forme
architettoniche e dando origine a quel tipo
che fu in uso in tutta quanta la Sicilia e
-che a poco a poco si accostò a quello gotico,
-e finì per confondersi con questo.</p>
+che a poco a poco si accostò a quello gotico,
+e finì per confondersi con questo.</p>
<p>Si possono consultare utilmente a questo
riguardo l'opera di Serra di Falco intorno
@@ -7706,26 +7662,26 @@ moderna della Sicilia, e le descrizioni
di Monreale fatte dal Lelli e dal Del Giudice.</p>
<p>Il duomo misura 372 palmi di lunghezza,
-174 di larghezza; il suo campanile è alto
+174 di larghezza; il suo campanile è alto
154 palmi. Ha bellissime porte di bronzo,
sulle quali sono scolpiti parecchi archi
semispezzati ed ornati di ricchi arabeschi,
sostenuti da pilastri con mosaici, e sculture
nel vano: un'iscrizione latina dice
che fonditore di esse fu Bonanno da Pisa,
-lo stesso che gittò le porte di bronzo
-del duomo di quest'ultima città. Gli altorilievi,
+lo stesso che gittò le porte di bronzo
+del duomo di quest'ultima città. Gli altorilievi,
divisi in quarantadue campi, rappresentano
le gesta dell'antico e del nuovo
Testamento, e per valore artistico possono
stare a fronte dei mosaici bizantini. Le figure
sono forse dure, sono un po' magre, ma colpiscono
-pel loro carattere d'ingenuità quasi
+pel loro carattere d'ingenuità quasi
puerile. Le iscrizioni in lingua volgare dell'epoca
che accompagnano le figure, corrispondono
perfettamente all'idioma usato
dai poeti siciliani contemporanei. Ad un
-lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di
+lato della chiesa v'è un'altra porta, pure di
bronzo, opera di Barisano da Trani.</p>
<p>Nell'interno il duomo si presenta grandioso,
@@ -7734,12 +7690,12 @@ severo delle antiche cattedrali gotiche, ove
l'anima quasi si sperde nell'idea dell'infinito,
e non ha neppure l'imponenza maestosa<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[Pg 242]</a></span>
di S. Pietro, in cui lo splendore del papato
-s'impone, e nemmeno ha la severa maestà
+s'impone, e nemmeno ha la severa maestà
delle basiliche bizantine: ivi la grandezza
-è minore e la severità è temperata dalla
+è minore e la severità è temperata dalla
grazia dell'arte. Gli archi snelli a sesto
acuto, poggianti sopra nove colonne di granito
-orientale, dànno belle proporzioni alla
+orientale, dànno belle proporzioni alla
navata centrale e lasciano penetrare e spaziare
lo sguardo in quelle laterali. Il pavimento
di marmi rari, di vario colore e a
@@ -7749,18 +7705,18 @@ e gli arabeschi che cuoprono tutti gli
archi e le pareti delle tre navate, tanta
profusione di sculture e d'oro, producono
un'impressione indimenticabile. Pel Dio
-delle terre nordiche un tempio così luminoso
-e così gaio non parrebbe conveniente,
+delle terre nordiche un tempio così luminoso
+e così gaio non parrebbe conveniente,
ma pel Dio del mezzogiorno indubbiamente
-sì. Entrando in questo tempio dalla meravigliosa
+sì. Entrando in questo tempio dalla meravigliosa
campagna di Monreale, pare piuttosto
di trovarsi in un vasto e regale palazzo.</p>
<p>Nella navata centrale i mosaici cominciano
sopra il piccolo architrave che posa
sui capitelli delle colonne. La parete superiore
-è divisa in due parti da una cornice,
-l'inferiore è ornata di arabeschi che
+è divisa in due parti da una cornice,
+l'inferiore è ornata di arabeschi che
seguono la forma degli archi; nei campi
intermedi fra questi sono rappresentate,
su fondo d'oro, scene bibliche. Nella parte<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[Pg 243]</a></span>
@@ -7775,7 +7731,7 @@ cappelle, le navate, le pareti, ovunque
trova mosaici, che rappresentano fatti della
sacra Scrittura, oppure figure isolate di
Dio, di angeli, di santi greci o latini; tutto
-l'antico e novello Testamento contribuì
+l'antico e novello Testamento contribuì
alla decorazione di questa meravigliosa
chiesa; tutto il ciclo della religione mosaica
e di quella cristiana venne svolto
@@ -7783,13 +7739,13 @@ sulle pareti di questo duomo; e concorsero
ad arricchirlo perfino le due comunioni cristiane
in disaccordo, quella dei Greci e
quella dei Latini: i santi dell'una e i santi
-dell'altra vi trovarono ospitalità.</p>
+dell'altra vi trovarono ospitalità.</p>
-<p>Grande è la meraviglia che desta questo
+<p>Grande è la meraviglia che desta questo
fatto, l'aver l'arte potuto nello stesso luogo
concentrare, radunare e rappresentare tutto
quanto il sistema e l'ordinamento della religione
-cristiana. L'arte moderna non è più
+cristiana. L'arte moderna non è più
capace di riprodurre, come allora, le varie
fasi dello svolgimento dello spirito umano;
tutti i tentativi recentemente fatti con la
@@ -7798,21 +7754,21 @@ incapaci di suscitare veruna commozione.<span class="pagenum"><a name="Page_244"
<p>I mosaici, le sculture di Giotto sul campanile
di Firenze, rappresentanti la storia
-della civiltà umana, e il poema di Dante, si
+della civiltà umana, e il poema di Dante, si
possono considerare come monumenti di
quel periodo in cui l'idea cristiana si rese
padrona dell'arte e la costrinse a farsi riprodurre
-sotto tutte le più svariate forme.
-Bisogna però ricordare che il ciclo di mosaici
-di Monreale è anteriore di circa un
+sotto tutte le più svariate forme.
+Bisogna però ricordare che il ciclo di mosaici
+di Monreale è anteriore di circa un
secolo a Dante e a Giotto; e quando si pensi
-che la <i>Divina Commedia</i> non esercitò la
+che la <i>Divina Commedia</i> non esercitò la
sua vera e positiva influenza sull'arte che ai
tempi di Michelangelo, e non indusse fino
a quell'epoca i pittori a rappresentare il
-ciclo epico di quella, sembrerà ancor più
+ciclo epico di quella, sembrerà ancor più
meraviglioso che fin da allora si potesse
-rappresentare con tanta grandiosa unità
+rappresentare con tanta grandiosa unità
nei mosaici di Monreale, l'intera storia del
cristianesimo.</p>
@@ -7821,7 +7777,7 @@ questo pensiero; ma osservando in altre
chiese di Palermo del periodo normanno
la stessa idea, quantunque in esse svolta
con minori proporzioni nella loro decorazione,
-si può arguire che avesse origine
+si può arguire che avesse origine
da tradizioni bizantine. Del pari non sappiamo
chi dirigesse i lavori, ma si sa che
furono impiegati tre anni nell'esecuzione
@@ -7829,18 +7785,18 @@ dei mosaici, e il duca Serra di Falco ha
calcolato che vi dovettero essere adibiti
non meno di cinquanta artefici.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[Pg 245]</a></span></p>
-<p>L'idea della ripartizione è la seguente:
+<p>L'idea della ripartizione è la seguente:
il ciclo comincia con la creazione del mondo
ed arriva sino alla lotta di Giacobbe con
l'angelo; ogni quadro ed ogni soggetto ha
-il suo fine in Cristo, la cui immagine è
+il suo fine in Cristo, la cui immagine è
rappresentata nella tribuna. La navata centrale
-è riservata all'antico Testamento; nel
+è riservata all'antico Testamento; nel
santuario, nelle cappelle e nelle navate laterali
-è tracciata la vita di Cristo e sono
+è tracciata la vita di Cristo e sono
rappresentati anche i profeti e i patriarchi
che annunziarono la sua venuta; infine vi
-è tutta la storia, forse soverchia, dei martiri
+è tutta la storia, forse soverchia, dei martiri
e dei santi. S. Pietro e S. Paolo, come
principi della Chiesa, stanno a fianco della
cappella di Cristo: S. Pietro a destra, seduto
@@ -7849,7 +7805,7 @@ ad un libro, e con la destra
sollevata in atto di dare la benedizione;
al disopra ed ai lati sono rappresentate le
gesta della sua vita. S. Paolo si trova a
-sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata
+sinistra, seduto; superiormente c'è raffigurata
la sua decapitazione. In mezzo alla
tribuna campeggia il colossale Cristo. Una
croce greca splende sul suo capo, lunghe
@@ -7858,24 +7814,24 @@ spalle ed una barba lunga e folta gli
copre il mento. Egli solleva la mano
destra in atto d'insegnare e con la sinistra
tiene un libro: un'iscrizione in lingua
-greca gli dà il nome di <i>Gesù Cristo
+greca gli dà il nome di <i>Gesù Cristo
pantocrate</i>. Questa figura colossale fa l'impressione<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[Pg 246]</a></span>
di una potenza soprannaturale;
-è di una cupa solennità e, come tutte le
+è di una cupa solennità e, come tutte le
immagini di Cristo d'origine bizantina, rivela
un'espressione tutt'altro che divina;
come le immagini degli Dei dell'antico
Egitto, rivela tradizioni ancora pagane. Il
-tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più
-lontane da noi della stessa antichità pagana;
+tipo ci trasporta in un'ordine d'idee più
+lontane da noi della stessa antichità pagana;
esso rappresenta un'astrazione terribile
-che esclude ogni idea di umanità,
+che esclude ogni idea di umanità,
d'immaginazione, di vita. Tali immagini
di Cristo producono in certo modo l'impressione
che suscita la testa di Medusa.
Io non le ho mai potute guardare senza
vedervi, quasi in uno specchio, riflessa la
-storia della Chiesa, cioè l'ascetismo fanatico,
+storia della Chiesa, cioè l'ascetismo fanatico,
il monachismo, l'odio contro gli ebrei, la
persecuzione degli eretici, le lotte dogmatiche,
la supremazia dei papi. Nessun'altra
@@ -7890,35 +7846,35 @@ o del Tiziano, che esprimono i limiti estremi
del modo di comprendere e di rappresentare
il tipo religioso.</p>
-<p>Non parlerò degli altri mosaici, come
+<p>Non parlerò degli altri mosaici, come
quello della Vergine col bambino, in mezzo<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[Pg 247]</a></span>
alla cappella centrale, e dei fatti della vita
di Cristo. In genere si osserva nel santuario
il predominio del carattere patetico,
soprannaturale, religioso ed astratto. Nel
riprodurre invece i fatti dell'antico Testamento,
-l'arte si fa più umana, assume un
+l'arte si fa più umana, assume un
carattere meno severo, e talvolta anzi quasi
ridente; essa, spesso, rappresenta anche
piante ed animali. Con molti di questi quadri,
-che sono di un'ingenuità primitiva, si
-entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità.
+che sono di un'ingenuità primitiva, si
+entra nel mondo naturale, nella storia dell'umanità.
Il sacrificio di Isacco, per esempio,
-è rappresentato con una semplicità
-caratteristica: Isacco è disteso sopra una
+è rappresentato con una semplicità
+caratteristica: Isacco è disteso sopra una
catasta di legno; Abramo lo ha afferrato
pel capo e solleva un coltellaccio lungo
-quanto la metà del corpo del ragazzo;
+quanto la metà del corpo del ragazzo;
dietro a lui stanno due uomini che impugnano
nodosi bastoni, e al di sotto un cavallo
sellato, e in alto un angelo in atto
-di volare. Il disegno è spesso difettoso,
+di volare. Il disegno è spesso difettoso,
specialmente negli animali; i dromedari
a cui Rebecca porge da bere, sono addirittura
-grotteschi. Nell'insieme però tutti
+grotteschi. Nell'insieme però tutti
questi mosaici producono una buona impressione,
per quanto le loro tinte si siano
-di molto annerite pel fumo, giacchè l'11 novembre
+di molto annerite pel fumo, giacchè l'11 novembre
1811 lo stupendo tempio di Monreale
corse rischio di rimanere preda delle
fiamme. Un chierichetto aveva collocata
@@ -7929,9 +7885,9 @@ chiudendo l'armadio, ed era fuggito senza
dir nulla, per timore di una punizione. Nel
pomeriggio si vide uscire un denso fumo
dalle porte e dalle finestre della chiesa; il
-popolo si precipitò dentro e trovò il coro
+popolo si precipitò dentro e trovò il coro
in fiamme. Dopo quattr'ore di alacre lavoro
-si riuscì a spegnere il fuoco, ma il
+si riuscì a spegnere il fuoco, ma il
danno era stato grave; i due organi erano
rimasti distrutti, il solaio in gran parte
rovinato, le travi nella caduta avevano infranto
@@ -7950,10 +7906,10 @@ di porfido, e presso di questo sono
pure sepolti i suoi tre figli: Ruggero, duca
delle Puglie, morto nel 1164; Enrico principe
di Capua, morto nel 1179; Guglielmo
-il Buono, e Margherita loro madre. Così,
+il Buono, e Margherita loro madre. Così,
di tutta la stirpe normanna di Sicilia non
mancano che Ruggero I, Simone e Tancredi.
-Guglielmo il Buono, che costruì la
+Guglielmo il Buono, che costruì la
bella chiesa, si vede rappresentato due volte<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[Pg 249]</a></span>
nei mosaici, in uno seduto su di un trono,
dove Cristo gli pone sul capo la corona,
@@ -7963,14 +7919,14 @@ del tempio. Egli riposa ora in un sarcofago
di marmo bianco, ornato di graziosi
arabeschi, su fondoni d'oro. Il monumento
gli venne innalzato solo nel 1575 dall'arcivescovo
-Ludovico de Torres, perchè il
+Ludovico de Torres, perchè il
pio re aveva voluto che la sua salma fosse
deposta in una semplice fossa murata, a
fianco dello stupendo sarcofago del padre.</p>
-<p>Guglielmo II non si contentò di costruire
+<p>Guglielmo II non si contentò di costruire
il duomo, ma volle anche erigere al suo
-fianco uno stupendo monastero, dove chiamò
+fianco uno stupendo monastero, dove chiamò
dalla Cava i padri Benedettini; e spesso
si compiaceva di trattenersi con essi, rallegrandosi
dei lavori degli edifici grandiosi,
@@ -7980,48 +7936,48 @@ cadde poi in rovina, ma uno nuovo
ne venne innalzato sullo stesso luogo, veramente
splendido, come del resto lo sono
in Italia tutti i conventi dell'Ordine di S. Benedetto,
-rassomiglianti più a palagi principeschi
+rassomiglianti più a palagi principeschi
che a monasteri.</p>
<p>L'antico convento doveva essere assai
-bello, più bello certo di quello di S. Martino.
-Sorgeva, come si è detto, di fianco
+bello, più bello certo di quello di S. Martino.
+Sorgeva, come si è detto, di fianco
al duomo e dominava tutta la pianura di
Palermo. Guglielmo aveva circondato il<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[Pg 250]</a></span>
convento di mura e di torri, delle quali rimangono
oggi alcuni avanzi; del resto, dell'antico
convento poche rovine rimangono,
ad eccezione del meraviglioso chiostro, ancora
-ben conservato. Questo è un ampio
+ben conservato. Questo è un ampio
quadrato, circondato da portici; duecentosedici
colonnette fantastiche, accoppiate a due
a due, reggono gli archi a sesto acuto, ricchi
di ornamenti bizzarri; negli angoli si
trovano riunite quattro di queste colonnette,
ed i loro capitelli sono lavorati con grande
-cura e perfezione. Meraviglioso è l'effetto
+cura e perfezione. Meraviglioso è l'effetto
che produce questa selva di colonnette graziose,
i cui fusti sono tutti lavorati in modo
diverso; ve ne sono degli scanalati, degli
striati, dei lisci, ed anche a spirale. L'arte
-prese qui la varietà per legge e si abbandonò
+prese qui la varietà per legge e si abbandonò
interamente al suo capriccio; tutto
-vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico.
-La piccolezza delle forme si prestò a questo
+vi è ingenuo, grazioso, puerile, fantastico.
+La piccolezza delle forme si prestò a questo
slancio ardito dell'immaginazione. Il porticato
-del chiostro offre il più grande contrasto
+del chiostro offre il più grande contrasto
dei colonnati greci, e difficilmente si
possono trovare, negli ordini architettonici,
-due cose più dissimili.</p>
+due cose più dissimili.</p>
<p>Meritano poi grande attenzione i capitelli
di tutte queste colonnette. Anche in essi
-regna la varietà; non v'è un capitello simile
+regna la varietà; non v'è un capitello simile
ad un altro; sembra inoltre che gli scultori
abbiano voluto gareggiare con la natura
-nel riprodurre la varietà delle sue<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[Pg 251]</a></span>
+nel riprodurre la varietà delle sue<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[Pg 251]</a></span>
forme. Dalle foglie di acanto, che disposte
-in varî modi formano la base dei capitelli,
+in varî modi formano la base dei capitelli,
sorgono imagini fantastiche, ora di un fiore,
ora di un animale, ora di una pianta, ora
di una figura umana, le quali sembrano
@@ -8032,17 +7988,17 @@ in altri si vedono imagini bizzarre di leoni,
di cavalli, di delfini, di geni alati, di arpie,
di dragoni, di grifoni, di esseri fantastici,
che balzano fuori dai fiori, e sostengono
-la tavola che forma l'estremità superiore
+la tavola che forma l'estremità superiore
del capitello. Molti di questi rappresentano
fatti dell'antico e del nuovo Testamento;
se per il disegno non sempre sono pregevoli,
meritano purtuttavia l'attenzione per
-la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra
+la loro semplicità e la loro ingenuità. Sopra
uno dei capitelli si scorge, come sopra un
mosaico di cui abbiamo parlato, re Guglielmo
che presenta alla Vergine il disegno
del duomo, e in un altro i re Magi
-che offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono
+che offrono doni a Gesù Bambino. Vi sono
poi lotte di guerrieri, che muovono gli
uni contro gli altri armati, e scene del tiro
all'arco, esercizio molto gradito ai Normanni
@@ -8050,22 +8006,22 @@ e in genere a tutti i popoli del
Nord. Vi si vedono dunque riuniti argomenti
sacri e profani, biblici e scientifici.
Come spesso nella natura umana si trovano
-a contatto il serio e il giocoso, così<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[Pg 252]</a></span>
+a contatto il serio e il giocoso, così<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[Pg 252]</a></span>
in Monreale si trova ad ogni passo il contrasto
del sublime e dell'umile; la qual cosa
-è caratteristica dell'architettura gotica,
-molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione
+è caratteristica dell'architettura gotica,
+molto più ricca di quella dei Greci sull'espressione
delle idee che le diedero vita,
-perchè maggiormente è rivolta a riprodurre
-sotto i suoi varî aspetti la natura.</p>
+perchè maggiormente è rivolta a riprodurre
+sotto i suoi varî aspetti la natura.</p>
-<p>Il chiostro di Monreale è uno dei migliori
+<p>Il chiostro di Monreale è uno dei migliori
monumenti di quei primi tempi del
medioevo, in cui lo spirito umano nell'architettura,
nella scultura e nella poesia cominciava
-a prodursi con infinite varietà di
-forme. E poichè tutti i rami di civiltà sono
-uniti gli uni con gli altri, si può dire che
+a prodursi con infinite varietà di
+forme. E poichè tutti i rami di civiltà sono
+uniti gli uni con gli altri, si può dire che
nella poesia i sonetti, le canzoni, le terzine,
i madrigali, corrispondessero ai mosaici,
agli arabeschi, agli ornati architettonici,
@@ -8073,7 +8029,7 @@ alle sculture di quell'epoca di risorgimento
delle arti e delle lettere. Come
meglio si comprende il senso intimo delle
tragedie di Eschilo, dopo aver contemplato
-i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così
+i tempî greci di Pesto e di Sicilia, così
meglio si comprendono e si apprezzano i
poemi di Dante e di Wolfram di Eschenbach,
dopo aver visitato le cattedrali d'Italia
@@ -8082,26 +8038,26 @@ e i monasteri della Germania.</p>
<p class="center">*&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;*</p>
<p>Il duomo di Palermo era, anche prima
della venuta dei Saraceni, la chiesa principale
-della città e della arcidiocesi; esso<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[Pg 253]</a></span>
+della città e della arcidiocesi; esso<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[Pg 253]</a></span>
era dedicato a Maria Assunta in cielo. Gli
Arabi lo avevano ridotto a moschea, i Normanni
lo restituirono al culto cristiano, togliendovi
tutto quanto sapeva di Saraceno.
-È rimasta solo sopra una colonna del portico
+È rimasta solo sopra una colonna del portico
un'iscrizione araba tolta dal Corano,
-la quale così si può tradurre: «Il nostro
+la quale così si può tradurre: «Il nostro
Dio ha creato il giorno, al quale segue la
notte, e la luna e le stelle si muovono secondo
-i suoi cenni. Non è sua la creatura,
-non è sua la signoria? Sia lodato Dio, il
-Signore dei secoli».</p>
+i suoi cenni. Non è sua la creatura,
+non è sua la signoria? Sia lodato Dio, il
+Signore dei secoli».</p>
<p>L'antica chiesa fu eretta dall'arcivescovo
Gualtiero di Offamil, parente di Ruggero,
dal 1170 al 1194, secondo lo stile gotico,
che il duomo ha ancora conservato, nonostante
le molte ed infelici mutazioni a cui
-andò soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò
+andò soggetto. Dell'antica chiesa non lasciò
che la cappella di S. Maria Incoronata,
nella quale furono incoronati Ruggero
e tutti i suoi successori, come accenna
@@ -8111,31 +8067,31 @@ deturpato, per opera dell'architetto napoletano
Ferdinando Fuga, il quale eresse una
barocca cupola e fece molti altri lavori che
ne alterarono completamente l'antico stile.
-Però, nonostante questi non felici restauri,
+Però, nonostante questi non felici restauri,
il duomo di Palermo produce ancora una
-grande impressione, perchè riunisce in sè
-la semplicità dell'architettura gotica, e la<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[Pg 254]</a></span>
+grande impressione, perchè riunisce in sè
+la semplicità dell'architettura gotica, e la<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[Pg 254]</a></span>
grazia degli archi e degli arabeschi saraceni,
-e non v'è altro edificio a Palermo
+e non v'è altro edificio a Palermo
che mostri con tanta evidenza i contrasti
-di cui è ricca la storia dell'isola.</p>
+di cui è ricca la storia dell'isola.</p>
<p>Il duomo sorge libero, su una piazza di
discreta ampiezza, circondata da una balaustra
con barocche statue. In mezzo, sopra
un piedistallo triangolare s'innalza la
-statua di S. Rosalia, protettrice della città;
-questa santa è per i Palermitani quello
-che per i Napoletani è S. Gennaro.</p>
+statua di S. Rosalia, protettrice della città;
+questa santa è per i Palermitani quello
+che per i Napoletani è S. Gennaro.</p>
<p>Ai quattro angoli del duomo si levano
quattro torri e sopra le navate laterali delle
piccole cupole. L'antico campanile quadrato,
per fortuna, non fu restaurato; secondo
l'uso toscano sorge accanto alla
-chiesa ed è a questa unito per mezzo di
+chiesa ed è a questa unito per mezzo di
archi. La tribuna, di forma semicircolare,
-è ornata con arabeschi in nero. Sulle pareti
+è ornata con arabeschi in nero. Sulle pareti
esteriori, nelle porte, nelle finestre,
nelle fasce, nelle cornici si vedono graziose
sculture dalle forme fantastiche di
@@ -8143,7 +8099,7 @@ colonne e di merli. Sulle porte sta il
maggiore ornamento; soprattutto sono da
ammirarsi i ricchi arabeschi della porta
maggiore e lo stile della porta laterale.
-Il portico, del 1430, è formato da tre archi
+Il portico, del 1430, è formato da tre archi
a sesto acuto, i quali riposano sopra
quattro colonne. Sulle pareti interne dell'altro
si vedono due sculture moderne,
@@ -8158,7 +8114,7 @@ latina, con archi a sesto tondo, sostenuti
da pilastri. Le cappelle e gli altari sono
sopraccarichi di ornati di gusto assai barocco.
V'abbondano il marmo e il porfido,
-ma non vi sono sculture, nè pitture di
+ma non vi sono sculture, nè pitture di
pregio, eccezione fatta di due acquasantiere
di marmo, una delle quali appartiene
alla scuola di Antonio Gagini, discepolo
@@ -8177,7 +8133,7 @@ di mediocre lavoro romano. L'aspetto semplice
e severo di questo edificio produce
una profonda impressione.</p>
-<p>La cosa però più pregevole del duomo
+<p>La cosa però più pregevole del duomo
sono le tombe dei re della stirpe normanna,
e di quella degli Hohenstaufen: monumenti
non solo della storia siciliana, ma anche<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[Pg 256]</a></span>
@@ -8186,35 +8142,35 @@ in una cappella della navata di destra;
sono dei sarcofaghi di puro e severo
stile, di porfido rosso cupo o di marmo.
Non ho visto mai nessuna tomba dei tempi
-cristiani che abbia un carattere così semplice
+cristiani che abbia un carattere così semplice
e severo come queste, e che sembri
come queste fatta per durare eternamente.
Gli stessi due sarcofaghi di porfido del
tempo di Costantino, che si ammirano in
Vaticano, non producono un'eguale impressione,
-perchè i loro bassorilievi distraggono
+perchè i loro bassorilievi distraggono
alquanto l'attenzione. Tombe di una
-così grandiosa semplicità e di una maestà
-così severa potrebbero servire anche per
+così grandiosa semplicità e di una maestà
+così severa potrebbero servire anche per
i re dei Nibelungi. In esse si riconosce
l'impronta grandiosa del secolo XIII. Attestano
che in quell'epoca i Siciliani avevano
conservata l'arte di lavorare il porfido,
arte che nel resto della penisola era
andata perduta e non fu ritrovata, narra
-il Vasari, che alla metà del secolo XVI da
+il Vasari, che alla metà del secolo XVI da
Francesco del Todda.</p>
<p>In queste tombe sono sepolti il gran re
Ruggero, Costanza sua figlia, il marito di
-lei Arrigo VI, Federico II, il principe più
+lei Arrigo VI, Federico II, il principe più
geniale che abbia avuto la Germania, e la
sua prima moglie Costanza d'Aragona.</p>
-<p>La tomba di Federico è quella che più
-colpisce la nostra attenzione. Egli morì a
+<p>La tomba di Federico è quella che più
+colpisce la nostra attenzione. Egli morì a
Firenzuola, presso Luceria, nelle Puglie,<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[Pg 257]</a></span>
-il 13 dicembre 1250, in età di soli cinquantasei
+il 13 dicembre 1250, in età di soli cinquantasei
anni; e la sua salma fu trasportata
in Sicilia da sei squadroni di cavalleria
e dalle guardie saracene, e venne
@@ -8224,7 +8180,7 @@ fatto incoronare suo figlio Manfredi. Questi
aveva incaricato Arnolfo di Lapo, discepolo
dell'illustre Nicola Pisano, d'innalzare
uno stupendo monumento all'imperatore
-suo padre, che però non fu eseguito.
+suo padre, che però non fu eseguito.
Non si sa bene chi sia stato l'autore del
monumento attuale, se un Toscano od un
Siciliano. Il sarcofago, col coperchio ornato
@@ -8233,8 +8189,8 @@ quattro leoni, i quali tengono fra le loro
zanne degli schiavi; al di sopra si erige
un tempietto, sostenuto da colonne.</p>
-<p>Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando
-di Acunta si arrischiò ad aprire quelle
+<p>Nel 1491 il vicerè spagnuolo Ferdinando
+di Acunta si arrischiò ad aprire quelle
tombe: alla presenza degli arcivescovi di
Palermo e di Messina e del Senato Palermitano,
fece scoperchiare i sarcofaghi di
@@ -8246,16 +8202,16 @@ duomo fu restaurato, le tombe che si trovavano
in una cappella di fianco al coro,
vennero trasportate dove ora si vedono, e
in quella occasione vennero tutte aperte.<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[Pg 258]</a></span>
-Il principe di Torremuzza, che si trovò
+Il principe di Torremuzza, che si trovò
presente, l'11 agosto, alla loro apertura,
-narra nella sua vita: «I cadaveri di Ruggero
+narra nella sua vita: «I cadaveri di Ruggero
I, di Arrigo VI e di Costanza si trovarono
quasi completamente distrutti e
-nulla di notevole si potè osservare nei loro
+nulla di notevole si potè osservare nei loro
ornamenti; invece, le salme di Federico II
e di Costanza II, suscitarono grande ammirazione
per la ricchezza dei loro abbigliamenti
-e per la qualità delle gemme che
+e per la qualità delle gemme che
insieme con i due principi erano state sepolte.
Sulla corona di Arrigo VI e sulla
camicia che Federico II portava sotto le
@@ -8263,7 +8219,7 @@ altre sue vesti, si trovarono ricamati parecchi
caratteri arabi, che furono esattamente
ricopiati e spediti, per mio suggerimento,
al professore Tichsen, in Butzow,
-per averne la traduzione».</p>
+per averne la traduzione».</p>
<p>Le parole del principe non concordano
esattamente con la notizia pubblicata dallo
@@ -8286,7 +8242,7 @@ di seta, ricamati a colori, ed aveva
speroni d'oro.</p>
<p>Disgraziatamente, di questo gran principe
-non ci è pervenuto nessun ritratto
+non ci è pervenuto nessun ritratto
autentico; non possediamo che quelli delle
sue monete, e quello, scolpito in un anello,
che lo storico Daniele fece incidere con
@@ -8296,54 +8252,54 @@ sul ponte del Volturno una statua all'imperatore
Federico e a' suoi due consiglieri,
Taddeo di Sessa e Pier della Vigna; oggi
rimane solo la statua dell'imperatore ed
-in assai cattivo stato, perchè, secondo
+in assai cattivo stato, perchè, secondo
quanto narra Raumer, una soldatesca sfrenata
le ruppe le braccia e i piedi e ne
-buttò a terra la testa. Prima che la statua
-fosse così mutilata, Daniele aveva preso
+buttò a terra la testa. Prima che la statua
+fosse così mutilata, Daniele aveva preso
l'impronta della fisonomia e con questa
aveva inciso l'anello.</p>
-<p>Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco
+<p>Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco
davanti alla tomba di questo grande imperatore,
sepolto in terra straniera!</p>
<p>La tomba suscita molti pensieri, e nessuno
-certo vi si può accostare senza sentirsi
+certo vi si può accostare senza sentirsi
commosso.</p>
<p>Altri principi proiettano sul mondo ancora<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[Pg 260]</a></span>
dopo molti secoli un'ombra cupa;
questi invece getta tuttora sull'Italia e
sulla Germania un raggio di vivida luce.
-Un grande impulso partì da lui, impulso
-che si andò poi allargando e che fece sentire
+Un grande impulso partì da lui, impulso
+che si andò poi allargando e che fece sentire
per molti secoli la sua influenza, quantunque
sembri che nella lotta Federico sia
stato vinto. Egli fu il primo ad indebolire
-il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua
+il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua
morte non rimase senza frutto. Federico
fu un precursore della Riforma; egli prese
-a propugnare i diritti dell'umanità, della
-civiltà e della ragione, contrastati dalle
+a propugnare i diritti dell'umanità, della
+civiltà e della ragione, contrastati dalle
barbarie feudali e sacerdotali del medioevo.
Egli dette a' suoi popoli leggi piene
-di saviezza e di umanità, come mai prima
+di saviezza e di umanità, come mai prima
di lui erano state concesse; fu il primo a
render ragione al popolo nel diritto di essere
rappresentato, chiamando il terzo stato
-a sedere a parlamento; favorì le scienze,
+a sedere a parlamento; favorì le scienze,
in cui era dotto e per le quali nutriva profondo
-affetto; amò in sommo grado la
-poesia e si studiò di farla risorgere in
-Italia. Federico II fu insomma uno dei più
-grandi fautori della civiltà, della quale gettò
+affetto; amò in sommo grado la
+poesia e si studiò di farla risorgere in
+Italia. Federico II fu insomma uno dei più
+grandi fautori della civiltà, della quale gettò
semi che dovevano poi germogliare nel
corso dei secoli.</p>
<p>Ora voglio descrivere altre chiese di
Palermo, pure dell'epoca normanna; alcune
-fra le più antiche sono molto graziose,
+fra le più antiche sono molto graziose,
come, per esempio, quella della Martorana,<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[Pg 261]</a></span>
detta anche S. Maria dell'Ammiraglio. Questa
venne costruita nel 1143 dal grande
@@ -8358,7 +8314,7 @@ palatina. Il coro ha otto colonne di granito
con capitelli dorati che sopportano gli archi.
Questi, la cupola, le pareti sino a mezza
altezza, sono rivestiti interamente di mosaici
-su fondo d'oro; il pavimento è formato
+su fondo d'oro; il pavimento è formato
di marmi rari e di porfido; molte
sono in questa chiesa le iscrizioni arabe
sopra alcune colonnette.</p>
@@ -8367,16 +8323,16 @@ sopra alcune colonnette.</p>
una speciale attenzione; in uno si vede il
grande ammiraglio inginocchiato ai piedi
della Madonna, e sopra di lui sta scritto
-in greco: «<i>Preghiera di tuo servo Giorgio
-Ammiraglio</i>». La Vergine, modestamente
+in greco: «<i>Preghiera di tuo servo Giorgio
+Ammiraglio</i>». La Vergine, modestamente
vestita, tiene in mano un foglio arrotolato;
in alto sta un Cristo con lo scettro. Sul
rotolo si legge la seguente iscrizione:
-«<i>Proteggi e libera da ogni male Giorgio,
+«<i>Proteggi e libera da ogni male Giorgio,
primo fra tutti i principi, il quale mi
abbia costruito questo tempio dalle fondamenta,
e concedi a lui il perdono dei
-suoi peccati, chè tu solo, come Dio, lo puoi</i>».<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[Pg 262]</a></span>
+suoi peccati, chè tu solo, come Dio, lo puoi</i>».<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[Pg 262]</a></span>
Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta
re Ruggero incoronato da Cristo.
Il re ha una bella testa, con i capelli lunghi
@@ -8392,9 +8348,9 @@ sinistro.</p>
berretto quadrato, ed ai piedi le scarpe
color di rosa. A questa maniera fu trovato
vestito Federico II, quando fu aperta la
-sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI
+sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI
e Guglielmo I. Marso sostiene che questi
-abiti regali fossero insegne della podestà
+abiti regali fossero insegne della podestà
sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa
Lucio II per dare maggiore consacrazione
alla sua nuova signoria. Infatti, come narra
@@ -8406,31 +8362,31 @@ furono distrutti quando si fecero i restauri
alla chiesa, nel secolo XVI, e la tribuna
stessa fu trasformata in stile barocco. Oltre
il pregio artistico, la chiesa della Martorana
-ha pure quello storico, poichè essa
+ha pure quello storico, poichè essa
fu, dopo il Vespro, sede del Parlamento che
elesse re Pietro di Aragona.</p>
<p>La piccola chiesa di S. Giovanni degli<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[Pg 263]</a></span>
-Eremiti è più antica, essendo stata edificata
+Eremiti è più antica, essendo stata edificata
da re Ruggero nel 1132. Ha quattro
cupole di stile prettamente arabo, nell'interno
-è piccola, ed essendo abbandonata
+è piccola, ed essendo abbandonata
da lungo tempo, non presenta che nude
pareti. Vicino alla chiesa si vedono le rovine
di un piccolo chiostro, di stile arabo-normanno,
graziosissimo.</p>
<p>La terza chiesa dei primi tempi normanni
-è S. Cataldo, di carattere greco, con tre
+è S. Cataldo, di carattere greco, con tre
cupole emisferiche sostenute da archi a
-sesto acuto. Essa è di forma quasi quadrata,
+sesto acuto. Essa è di forma quasi quadrata,
e si dice che sia stata eretta dall'ammiraglio
Maione.</p>
<p>Di altre chiese normanne, come quella
di S. Giacomo la Magara e di S. Pietro la
-Bagnara, non rimangono quasi più traccie;
-altre furono in tempi più recenti dagli
+Bagnara, non rimangono quasi più traccie;
+altre furono in tempi più recenti dagli
Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli
Hohenstaufen non costruirono chiese in
Sicilia. Sembra invece che l'architettura religiosa
@@ -8438,36 +8394,36 @@ sia tornata a fiorire al tempo degli
Aragonesi, e ne fanno prova S. Agostino
e S. Francesco; di quest'ultima non si conosce
l'anno preciso della fondazione. La
-sua porta maggiore è ornata di colonne
+sua porta maggiore è ornata di colonne
che sembrano di origine araba, e che
debbono aver appartenuto prima ad una
-moschea, poichè sopra una di esse si legge
+moschea, poichè sopra una di esse si legge
ancora la seguente iscrizione maomettana
-in caratteri cufici: «Nel nome di Dio misericordioso,<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[Pg 264]</a></span>
-misericordia. Non vi è altro Dio
-che Dio, e Maometto è il suo profeta».</p>
+in caratteri cufici: «Nel nome di Dio misericordioso,<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[Pg 264]</a></span>
+misericordia. Non vi è altro Dio
+che Dio, e Maometto è il suo profeta».</p>
-<p>Bella e pittoresca è la facciata della piccola
+<p>Bella e pittoresca è la facciata della piccola
chiesa di S. Maria della Catena, che
risale al secolo XVI; il suo portico a tre
-archi, sostenuto ognuno da due colonne, è
+archi, sostenuto ognuno da due colonne, è
molto bello, e sopra di esso corre una
fascia con arabeschi graziosissimi. Anche
S. Maria Nuova possiede un simile portico.
Potrei descrivere molte altre belle chiese,
-come quella dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe
+come quella dell'Olivella, ma ciò mi porterebbe
in altri tempi, nei quali l'architettura
-non ebbe più un carattere deciso,
-poichè col secolo XV l'arco normanno andò
-in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo,
+non ebbe più un carattere deciso,
+poichè col secolo XV l'arco normanno andò
+in disuso, e lo sostituì l'arco a sesto tondo,
sostenuto da gravi pilastri. Il mosaico artistico
-è scomparso, le pareti non sono
-più che sovraccariche di marmi di vario
+è scomparso, le pareti non sono
+più che sovraccariche di marmi di vario
colore, disposti senza gusto: l'unico capolavoro
di pittura di cui Palermo potesse
essere orgogliosa, lo Spasimo di Raffaello,
che si trovava in S. Maria dello Spasimo,
-è ora il principale ornamento del museo
+è ora il principale ornamento del museo
di Madrid.<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[Pg 265]</a></span></p>
@@ -8497,20 +8453,20 @@ e un prodigio del cielo siciliano.</p>
<p>Nessuna parola varrebbe ad esprimere
le sensazioni che quella vista mi produsse
-io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi
+io dirò soltanto che l'emozione che ne ebbi
fu di molto superiore a quella che avevo
provata sulla cima dell'Etna, di dove si scorgono
tutta quanta l'isola, i tre mari che
-la recingono e, più lontano, le coste del
+la recingono e, più lontano, le coste del
continente italiano. La storia parla all'anima
-più che gli spettacoli della natura e
+più che gli spettacoli della natura e
l'uomo non vive che di <i>memorie</i>. Giunsi
a Lentini (Leonzio), patria del sofista Gorgia,
seguendo la via di Catania e passando
dinanzi alla deserta penisola di Magnisi&mdash;l'antica
Tapso&mdash;e per il porto Trogilo.<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[Pg 268]</a></span></p>
-<p>Tra queste località s'innalza, per sessantacinque
+<p>Tra queste località s'innalza, per sessantacinque
metri circa sul livello del mare,
un vasto altipiano, dalla forma triangolare,
e col vertice segnato dalla vetta del monte
@@ -8534,7 +8490,7 @@ oliveti, dai ruderi da cui sbucano a frotte
gli uccelli di rapina, dovunque si volga lo
sguardo, sorgono in folla le memorie di
tempi trascorsi, di generazioni distrutte,
-di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti
+di una civiltà che originò tanti grandi avvenimenti
storici. Dalla parte opposta appare
il capo Plemmirio, anch'esso arido e
pietroso e l'isola di Ortigia che formano
@@ -8543,7 +8499,7 @@ avevano sbarrato a Nicia con navi e
con catene; in fondo l'Anapo scorre fra i
suoi papiri; qualche capanna di pescatore<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[Pg 269]</a></span>
biancheggia su quella solitudine e niente
-più della maravigliosa corona di giardini
+più della maravigliosa corona di giardini
e di ville che anticamente facevano superba
la contrada.</p>
@@ -8557,22 +8513,22 @@ vino di Siracusa che una volta procurava
molta ebbrezza a Gelone, a Yerone ed a
Pindaro. Dinanzi all'isola s'innalza una colonna
bellissima, unico avanzo di quella
-città ricca di industrie e popolata di un
+città ricca di industrie e popolata di un
milione di abitanti.</p>
-<p>Cercherò di dare un'idea approssimativa
-dell'antica città della Magna Grecia,
+<p>Cercherò di dare un'idea approssimativa
+dell'antica città della Magna Grecia,
descrivendola sul luogo. Essa era composta
-di cinque città; Cicerone non ne annoverò
-che quattro, poichè non tenne conto di
+di cinque città; Cicerone non ne annoverò
+che quattro, poichè non tenne conto di
quella parte superiore di Epipola, la quale
non constava che di castella e di fortificazioni.
-Le cinque città erano pertanto:
+Le cinque città erano pertanto:
Ortigia (isola), Achradina, Neapoli, Tycha
ed Epipola. Le ricerche di Fazello, di Cluverio
-e di Mirabella e quelle più recenti
+e di Mirabella e quelle più recenti
di Serra di Falco, permettono di assegnare
-a ciascuna città la propria località di un
+a ciascuna città la propria località di un
tempo e di precisare a quali edifici debbano
riferirsi le rovine che ancora esistono.<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[Pg 270]</a></span></p>
@@ -8585,12 +8541,12 @@ Ortigia.
<p>L'isola di Ortigia ha, anch'essa, la forma
di un triangolo, col vertice in direzione
-del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita
+del capo Plemmirio. Presentemente vi è costruita
tutta la moderna Siracusa e le fortificazioni
la cingono di alte muraglie. Essa
-era la parte più vecchia della città ed anche
-la più importante per le sue tradizioni favolose.
-Artemio vi dimorò molto tempo e
+era la parte più vecchia della città ed anche
+la più importante per le sue tradizioni favolose.
+Artemio vi dimorò molto tempo e
fu denominata Artigia, nome appartenente
pure all'isola di Delo. Fu da prima abitata
dai Sicani; quindi i Corinzi, sotto la
@@ -8598,52 +8554,52 @@ guida di Archia, la conquistarono e edificarono
Siracusa.</p>
<p>In Ortigia si trovano i monumenti sacri
-più antichi di Siracusa, fra i quali notevolissimi
+più antichi di Siracusa, fra i quali notevolissimi
i templi di Giunone, di Diana e
di Minerva. L'isola era validamente fortificata
-già sotto il primo Dionigi, che costruì
+già sotto il primo Dionigi, che costruì
sull'istmo un muro con torri e con
un castello, nel punto ove prima sorgeva
lo stupendo palazzo di Yerone. Da Dionigi
furono pure innalzate le fortificazioni dell'isola
e la darsena del piccolo porto, che
dopo di lui ebbe nome di Porto Marmoreo.
-Ortigia in seguito subì parecchie e notevoli
-vicende: Timoleone atterrò la rocca<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[Pg 271]</a></span>
-edificata da Dionigi e vi costruì i tribunali;
+Ortigia in seguito subì parecchie e notevoli
+vicende: Timoleone atterrò la rocca<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[Pg 271]</a></span>
+edificata da Dionigi e vi costruì i tribunali;
ivi egli stesso fu sepolto e presso
la sua tomba fu edificato il Timoleonzio,
-ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando
-però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo
+ch'era un ginnasio per la gioventù. Quando
+però i Romani assediarono Siracusa, sull'istmo
sorgeva di nuovo una fortezza.</p>
<p>Dell'antica Ortigia poche rovine oggi
-rimangono. La città moderna occupa tutta
+rimangono. La città moderna occupa tutta
quanta l'isola. Essa fu, per le sue opere di
difesa, compiute nei tempi bizantini e sotto
i regni di Carlo V e di Carlo III di Borbone,
-una delle fortezze più possenti del
+una delle fortezze più possenti del
regno delle Due Sicilie. Al vertice del triangolo
s'innalza la torre del greco Giorgio
Maniace, generale dell'imperatore Costantino
Paflagonio, il quale, avendo tolto sul
principio del secolo XI ai Saraceni Siracusa,
-edificò la fortezza. Sulla porta di questa
-collocò i due famosi arieti di bronzo,
-fusi al tempo di Diocleziano e più tardi
+edificò la fortezza. Sulla porta di questa
+collocò i due famosi arieti di bronzo,
+fusi al tempo di Diocleziano e più tardi
trasportati a Palermo, nel palazzo reale,
dove ancor oggi uno si trova, essendo stato
l'altro consumato in un incendio.</p>
<p>Vicino a questa fortezza sgorga la famosa
fonte d'Aretusa, che ha origine in due antiche
-grotte a vòlta. Visitando queste sacre
+grotte a vòlta. Visitando queste sacre
fonti, si rimane fortemente impressionati
-nel vedere la quantità di mendicanti che
+nel vedere la quantità di mendicanti che
ivi domandano l'elemosina, e la turba di
donne seminude che vi guazzano dentro,
in modo schifoso, offrendo l'acqua ai forestieri,<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[Pg 272]</a></span>
-vera parodia delle ninfe che un dì
+vera parodia delle ninfe che un dì
si tuffavano in quelle onde. Nel punto dove
la fonte sbocca dalla grotta, tempo addietro
fu costruito un semicircolo in muratura,
@@ -8655,8 +8611,8 @@ dolce che sorge nel mare nel punto dove,
secondo la leggenda, Alfeo raggiunse la
ninfa fuggiasca.</p>
-<p>La più bella rovina, non solo di Ortigia,
-ma di tutta l'antica Siracusa, è il tempio di
+<p>La più bella rovina, non solo di Ortigia,
+ma di tutta l'antica Siracusa, è il tempio di
Minerva, salvatosi da completa distruzione
pel fatto che fu ridotto a tempio cristiano. Se
ne ammirano ancora le ventidue colonne del
@@ -8673,12 +8629,12 @@ narrata da Diodoro, che i Geomori di Siracusa
confiscarono i beni dell'appaltatore
della costruzione, Agatocle, per essersi costruita
una casa con materiali destinati al
-pubblico edificio, si può dedurre che il
+pubblico edificio, si può dedurre che il
tempio di Minerva risalga all'epoca in cui<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[Pg 273]</a></span>
i Geomori non erano stati scacciati dai
plebei. Cicerone nelle sue <i>Verrinae</i> fa una
bella descrizione del tempio, affermando
-che era il più bello che avesse mai visto.
+che era il più bello che avesse mai visto.
Bella e sontuosa era la sua decorazione,
in cui abbondavano preziose sculture d'oro
e d'avorio; nell'interno, sulle pareti, erano
@@ -8693,10 +8649,10 @@ si scorgeva dal mare a grande distanza.
I naviganti che salpavano dal porto
di Siracusa toglievano dall'altare di Giove
Olimpico un vaso di carbone acceso e lo
-tenevano in mano finchè potevano vedere
-la statua di Minerva. Marcello risparmiò
+tenevano in mano finchè potevano vedere
+la statua di Minerva. Marcello risparmiò
il tempio, le sue statue e i suoi tesori;
-Verre, invece, rubò tutto quanto vi era
+Verre, invece, rubò tutto quanto vi era
di valore, e non ebbe nessun rispetto per
l'opera d'arte.</p>
@@ -8706,27 +8662,27 @@ con sedici scannellature, oggi visibili nella
corte di una casa Santoro.</p>
<p>Questi sono gli unici avanzi dell'antica
-città insulare; di tutti i suoi splendidi edifici
-nulla più rimane; la città presenta oggi<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[Pg 274]</a></span>
-un aspetto melanconico e triste ancor più
+città insulare; di tutti i suoi splendidi edifici
+nulla più rimane; la città presenta oggi<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[Pg 274]</a></span>
+un aspetto melanconico e triste ancor più
di Girgenti. Le sue strade, strette, sudicie
rivelano ad ogni passo la miseria; nessun
-altro paese mi ha fatto tanta e così triste
-impressione. I due bei porti, una volta così
-attivi, sono morti come la città e i campi
+altro paese mi ha fatto tanta e così triste
+impressione. I due bei porti, una volta così
+attivi, sono morti come la città e i campi
sassosi di Achradina, e le onde si frangono
mestamente sulla spiaggia deserta e silenziosa.
Per avere un'idea precisa della tristezza
del passato, bisogna contemplare
quel panorama da dove sgorga la fonte
d'Aretusa, in una notte serena. Ivi la notte
-mi parve più mesta e più fantastica che
+mi parve più mesta e più fantastica che
fra le ruine del palazzo dei Cesari dell'antica
Roma. Io provai una vera nostalgia
per l'antica Grecia, patria di ogni eletto
ingegno.</p>
-<p>Nella notte, presso il porto più grande,
+<p>Nella notte, presso il porto più grande,
splendono alcuni fanali fra gli alberi dell'unica
passeggiata dei moderni Siracusani,
ove s'inalzano due meschine statue di Yerone,
@@ -8737,9 +8693,9 @@ senza industria, ridotti alla misera vita di
abitatori di una povera terra sotto l'esecrato
dispotismo di Napoli. Non ricordo di
aver veduto una bella fisonomia in tutta la
-città; solo lo sguardo di una signora che
-mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[Pg 275]</a></span>
-richiamò ai tempi di Aristippo e della siciliana
+città; solo lo sguardo di una signora che
+mi passò davanti, tutta vestita di nero, mi<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[Pg 275]</a></span>
+richiamò ai tempi di Aristippo e della siciliana
Laide.</p>
<p>Contemplando il bel porto deserto, in
@@ -8747,9 +8703,9 @@ cui erano ancorati soltanto due piccoli legni
mercantili turchi, mi tornarono alla memoria
le parole di Cicerone: <i>Nihil pulchrius quam
Syracusanorum portus, et moenia videre
-potuisse</i>. Infatti, l'attività commerciale dell'antica
+potuisse</i>. Infatti, l'attività commerciale dell'antica
Siracusa non fu inferiore a quella
-di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli.</p>
+di Costantinopoli, nei suoi tempi più belli.</p>
<p>Quanta mestizia si prova anche visitando
il museo! Ivi sono radunati tutti gli avanzi
@@ -8761,15 +8717,15 @@ della testa e mutilata del braccio destro,
rappresentata nell'atto di uscire dal bagno,
mentre con la mano sinistra raduna il
drappo attorno al corpo e tiene la destra
-ripiegata sul seno. Fra le varie statue più
+ripiegata sul seno. Fra le varie statue più
famose della Dea dell'amore, quella di Milo,
di Capua, del Campidoglio, di Firenze, la
-Venere di Siracusa si distingue più che
+Venere di Siracusa si distingue più che
per la grazia, per il pieno sviluppo della
bellezza femminile. La sua posa non ha
quella grazia che mostrano la Venere di
Firenze e quella di Roma; essa riposa
-quieta nella coscienza della sua sensualità
+quieta nella coscienza della sua sensualità
divina. Non si comprende come la statua
stupenda abbia potuto sfuggire allo sguardo<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[Pg 276]</a></span>
rapace di Verre. Essa fu scoperta dal cavaliere
@@ -8795,19 +8751,19 @@ Achradina.
-<p>La seconda e la più bella parte di Siracusa
+<p>La seconda e la più bella parte di Siracusa
era Achradina, sita presso Ortigia;
vi si accedeva dall'isola, passando sulla
diga che portava pure allo stupendo faro.
Achradina si estendeva lungo la costa di
-levante, poichè a settentrione il suo territorio
+levante, poichè a settentrione il suo territorio
confinava col mare, a ponente con
Tycha e con Neapoli e a mezzogiorno con
l'isola e con i due porti. Da ogni parte
-era cinta da mura che dovevano, in verità,
-essere molto resistenti perchè Marcello,
+era cinta da mura che dovevano, in verità,
+essere molto resistenti perchè Marcello,
dopo essersi reso padrone di Tycha,<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[Pg 277]</a></span>
-di Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina
+di Epipola, e di Neapoli, trovò in Achradina
una grande resistenza, e forse senza il tradimento
dello spagnuolo Merico, che cedette
per denaro l'isola ai Romani, rendendo inutile
@@ -8818,49 +8774,49 @@ Archimede aveva fatto delle feritoie per
poter far funzionare le sue meravigliose
macchine.</p>
-<p>Cicerone, in una delle sue opere, così
-scrive: «La seconda città di Siracusa ha
+<p>Cicerone, in una delle sue opere, così
+scrive: «La seconda città di Siracusa ha
nome Achradina; in essa si trovano il faro
principale, bellissimi portici, una vasta
curva, ed un tempio magnifico dedicato a
Giove Olimpico; gli altri quartieri della
-città sono occupati da un'ampia via maestra,
+città sono occupati da un'ampia via maestra,
in senso longitudinale, da varie strade trasversali
-e da private abitazioni».</p>
+e da private abitazioni».</p>
-<p>In Achradina oggi si trovano le più
-vaste rovine di Siracusa; è un altipiano
+<p>In Achradina oggi si trovano le più
+vaste rovine di Siracusa; è un altipiano
di roccia calcarea, di tinta nera, in cui si
scorgono traccie di numerose strade, vestigia
di passaggio di carri, sepolcri, ponti
di pietra, fondamenta di case e piazze.</p>
<p>Per andare dall'isola ad Achradina vi
-sono due vie: si può passare per i tre
+sono due vie: si può passare per i tre
ponti levatoi delle fortificazioni che tagliano
l'istmo, ovvero per mare, imbarcandosi nel
piccolo porto e scendendo a terra al disotto
del convento dei Cappuccini.<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[Pg 278]</a></span></p>
-<p>Al di là dell'argine si trova la fonte degli
+<p>Al di là dell'argine si trova la fonte degli
Ingegneri, presso la quale sorge quella
colonna isolata, unico segno dell'antica
-città, di cui già parlai. La colonna ha una
-base attica, è senza scannellature; non si
-può quindi dire dorica; Serra di Falco sostiene
+città, di cui già parlai. La colonna ha una
+base attica, è senza scannellature; non si
+può quindi dire dorica; Serra di Falco sostiene
che abbia appartenuto al tempio di
Giove, che Yerone II fece costruire nel
-fòro; ma questa ipotesi è assai dubbia per
+fòro; ma questa ipotesi è assai dubbia per
le dimensioni piuttosto piccole che essa
presenta. Si sa invece con certezza che il
-fòro si trovava in quella località, poichè
+fòro si trovava in quella località, poichè
nessun'altra ve ne era adatta a servire alle
-due città di Ortigia e di Achradina. Nel
-fòro si entrava per una porta a cinque
+due città di Ortigia e di Achradina. Nel
+fòro si entrava per una porta a cinque
archi, ed esso era tutto contornato da portici;
e vi si trovavano il pritaneo, la curia,
della quale non rimane nessuna traccia,
-e anche la così detta <i>Casa dei sessanta
+e anche la così detta <i>Casa dei sessanta
letti</i>, avanzo di un antico edificio, che
viene senza fondamento ritenuto come rudero
del palazzo di Agatocle.</p>
@@ -8877,11 +8833,11 @@ quasi che la natura colpita dallo sguardo<span class="pagenum"><a name="Page_279
di Gorgona, sia stata convertita ad un tratto
in pietra.</p>
-<p>La campagna di Roma è bella, con la
+<p>La campagna di Roma è bella, con la
sua lussureggiante vegetazione, con le sue
graziose colline, con i suoi sepolcri e con
le sue torri solitarie circondate da edera
-e non si potrebbe trovare teatro più adatto
+e non si potrebbe trovare teatro più adatto
per i grandi fatti della storia antica. Qui
invece tutto ha l'aspetto di decadenza, di
abbandono, e per quella pianura sassosa
@@ -8890,7 +8846,7 @@ Avendo molto sentito parlare di
queste latomie, credevo che mi avessero
fatto molta impressione, non mai che mi
commovessero come mi hanno commosso.
-Un monaco mi aprì la porta, e mi trovai
+Un monaco mi aprì la porta, e mi trovai
in un ampio recinto, scavato nella viva
roccia.</p>
@@ -8901,19 +8857,19 @@ giallognola propria delle rovine greche, altre
rossicce. L'edera le copriva in gran parte,
arrampicata in cerca del sole e della luce,
e ricadente in graziosi festoni. Il piano era
-tutto smaltato di fiori, e qua e là, nelle fessure
+tutto smaltato di fiori, e qua e là, nelle fessure
della roccia, crescevano allori, oleandri
e pini. Queste latomie un tempo erano
coperte; poi le intemperie ne ruinarono il
tetto, ed i massi giacciono oggi ammonticchiati,
-formando gole, valli, così da dare<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[Pg 280]</a></span>
+formando gole, valli, così da dare<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[Pg 280]</a></span>
l'imagine di una catena di monti in miniatura.
Gli spazi di terreno esposti alla luce
furono dai cappuccini ridotti ad orti e a
giardini, che sono tutto l'opposto degli orti
-pensili di Semiramide, perchè si trovano
-alla profondità di venti ed anche venticinque
-metri sotto il livello del suolo; in queste cavità
+pensili di Semiramide, perchè si trovano
+alla profondità di venti ed anche venticinque
+metri sotto il livello del suolo; in queste cavità
vegetano stupende piante di aranci, di
melagrani, viti, cipressi, mirti e vi si vedono
anche erbaggi e legumi, che i monaci coltivano
@@ -8926,20 +8882,20 @@ morirono di febbre, per lo scarso nutrimento,
altri invece si salvarono in grazia
dei versi di Euripide. Potevano contenere
ben seimila uomini; nessuna prigione presentava
-certo peggiori difficoltà di evasione.
+certo peggiori difficoltà di evasione.
Trovandosi proprio nel mezzo di Achradina,
si comprende che furono anteriori alla
-fondazione della città. Si crede che ivi
+fondazione della città. Si crede che ivi
abbiano lavorato i prigionieri cartaginesi
dopo la battaglia d'Imera, per estrarre il materiale
occorrente alla fabbricazione delle
case e dei templi di Siracusa. Le rovine e
la terra cadutavi hanno rialzato il suolo
di circa dieci metri, diminuendone di molto
-la primitiva profondità. Ancora si osservano
+la primitiva profondità. Ancora si osservano
molte gallerie, anditi coperti, portici,<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[Pg 281]</a></span>
stanze quadrate e a volta, che non sono
-però di origine greca, poichè presentano lo
+però di origine greca, poichè presentano lo
stesso carattere delle catacombe cristiane.</p>
<p>Sul suolo dell'antica Achradina, oltre le
@@ -8949,12 +8905,12 @@ come a Pompei, in grandissimo numero e
visibilissime, essendo il suolo di Siracusa
di calcare e non di tufo come quello di
Roma. Vicino alle latomie trovai queste
-tracce più abbondanti, dal che argomentai
+tracce più abbondanti, dal che argomentai
che fossero state impresse dai carri che
trasportavano i materiali di costruzione
estratti da quelle. Certamente anche nei
-tempi più belli di Achradina, queste cave
-aperte nel centro della città dovevano deturparla,
+tempi più belli di Achradina, queste cave
+aperte nel centro della città dovevano deturparla,
dandole l'aspetto di un vasto cantiere
occupato da una folla di lavoratori.
Le latomie erano le galere di Siracusa. La
@@ -8962,72 +8918,72 @@ roccia si trova scavata e lavorata per parecchie
miglia, e molte sono le fosse sepolcrali,
della stessa forma delle nostre
cripte. Certamente il lavoro dell'uomo in
-questa parte della Sicilia fu immenso, poichè,
+questa parte della Sicilia fu immenso, poichè,
oltre le tombe, che sono innumerevoli,
sotto il suolo di Siracusa si estendono
vaste catacombe tutte scavate nella
viva roccia.</p>
<p>Vidi molti spazi quadrati che segnavano
-certo l'area di antiche case, poichè queste
+certo l'area di antiche case, poichè queste
in Achradina sorgevano sulla nuda roccia,<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[Pg 282]</a></span>
senza fondamenta. Si cammina per ore intere
per questo campo pietroso, lungo il
-mare, cercando la località e la direzione
+mare, cercando la località e la direzione
delle antiche mura, a ponente verso Tycha,
-dove la città si congiungeva anche a Neapoli,
+dove la città si congiungeva anche a Neapoli,
e dovunque si trovano traccie del passaggio
dei carri e del lavoro dell'uomo.</p>
-<p>È strano come tutta questa immensa
-città piena di mura e di templi, di portici
+<p>È strano come tutta questa immensa
+città piena di mura e di templi, di portici
e di fori, di edifizi colossali, abbia potuto
sparire, quasi fosse un monticello di
-sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo
-non si costruì in Siracusa che con questo
-materiale, e che le città moderne di levante
-asportarono per mare grandi quantità di
+sabbia. Si sa, è vero, che per molto tempo
+non si costruì in Siracusa che con questo
+materiale, e che le città moderne di levante
+asportarono per mare grandi quantità di
rovine dell'antica Siracusa; purtuttavia la
completa scomparsa dei ruderi rimane sempre
un enigma.</p>
-<p>A mezzodì l'altipiano di Achradina si
-abbassa e anche colà si trovano degli scavi,
+<p>A mezzodì l'altipiano di Achradina si
+abbassa e anche colà si trovano degli scavi,
delle tombe, quasi tutte a forma di colombari,
e dei loculi di tipo romano. Ivi si
trovano pure le maravigliose catacombe
estendentisi sotto Neapoli, il cui accesso
-è sito presso la più antica chiesa cristiana
+è sito presso la più antica chiesa cristiana
della Sicilia, quella di S. Giovanni.
-Questa chiesa è un edificio piccolo bizzarro,
+Questa chiesa è un edificio piccolo bizzarro,
preceduto da un portico con archi bizantini,
ergentisi sopra colonne addossate a
pilastri con capitelli del medio evo. Disgraziatamente
-la chiesa è ormai quasi una<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[Pg 283]</a></span>
+la chiesa è ormai quasi una<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[Pg 283]</a></span>
rovina. Si accede alle catacombe da una
porta presso la chiesa; queste catacombe
sono meno vaste e meno imponenti di quelle
-di Napoli, ma assai più regolari e formano
-una vera città di morti, con strade, gallerie,
+di Napoli, ma assai più regolari e formano
+una vera città di morti, con strade, gallerie,
corridoi, stanze, nicchie, piazze. Ivi i
morti dormono da secoli, mentre al disopra
di essi si agita e si evolve un mondo
pieno di passioni. Quanti siano ogni giorno
-i morti di una grande città ce lo dicono
-le catacombe di Napoli; da ciò si arguisce
+i morti di una grande città ce lo dicono
+le catacombe di Napoli; da ciò si arguisce
quale immenso numero ne abbiano accolto
-i sotterranei di Siracusa, un tempo così
+i sotterranei di Siracusa, un tempo così
popolosa.</p>
<p>Le catacombe, come le altre, erano in
origine cave di pietre; in seguito vennero
ridotte ad uso di necropoli, e per molti
secoli vi si seppellirono i morti secondo
-un sistema regolare, poichè tutte le gallerie
+un sistema regolare, poichè tutte le gallerie
sono di tanto in tanto interrotte da
una stanza centrale, a forma di circolo,
ampia e piena di nicchie, con una o tre
-porte a vòlta, posteriori all'epoca greca.
+porte a vòlta, posteriori all'epoca greca.
Fino ad oggi se ne sono aperte quattro,
ma la tradizione vuole che siano trecentosessanta
e che arrivino sino al Sebeto e
@@ -9039,23 +8995,23 @@ di parecchie miglia. Venti anni or<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="P
sono in esse si perdette un maestro con
sei scolari, che da soli vollero visitare la
necropoli. Si smarrirono in quel laberinto, e
-invano cercarono un'uscita, finchè, spossati
+invano cercarono un'uscita, finchè, spossati
dalla fatica, vi perirono di fame e di paura.
I loro corpi furono poi rinvenuti alla distanza
di quattro miglia dall'ingresso: si
-può facilmente immaginare di quale terribile
+può facilmente immaginare di quale terribile
morte gl'infelici perirono. Da allora
si sono praticate di quando in quando alcune
aperture, per le quali un po' di luce
penetra in quei tenebrosi corridoi. La larghezza
-di questi è, in genere, dai dodici
+di questi è, in genere, dai dodici
ai sedici palmi, e la loro altezza dagli otto
ai dodici; per la lunghezza sembrano non
aver fine; si continua a camminare per
ore ed ore fra le tenebre in questi canali
-sterminati ed uniformi quanto l'eternità.
+sterminati ed uniformi quanto l'eternità.
Solo di quando in quando la monotonia
-è interrotta da sepolcri ornati di orribili
+è interrotta da sepolcri ornati di orribili
pitture e rivestiti di stucco rossiccio come
quelli di Pompei. In molti punti i sepolcri
si succedono gli uni agli altri, quasi
@@ -9065,8 +9021,8 @@ abbia scavato tutte queste gallerie, tutti
questi corridoi; e che le generazioni si
siano succedute le une alle altre, e milioni
di uomini vi abbiano trovato la pace
-eterna. Oggi non vi si vedono più nè
-ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[Pg 285]</a></span>
+eterna. Oggi non vi si vedono più nè
+ceneri nè ossa; il tempo, che ha distrutto<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[Pg 285]</a></span>
ogni vestigia dell'antica Achradina, ha fatto
scomparire anche le reliquie dei morti. I
Greci, i Romani, i Cristiani vi trovarono,
@@ -9076,9 +9032,9 @@ bronzi, lacrimari, simboli cristiani ed
un bassorilievo rappresentante i dodici apostoli,
trasportato poi nella cattedrale di Siracusa.
L'uso di seppellire i morti nelle
-catacombe è anteriore ai tempi cristiani;
+catacombe è anteriore ai tempi cristiani;
lo provano i sepolcri scavati nella pietra
-e ritrovati nella città troglodita di Ispeca, e
+e ritrovati nella città troglodita di Ispeca, e
le tombe rinvenute in Egitto, nelle Indie
e nella stessa America, risalenti a tempi
preistorici. Nel punto in cui Achradina
@@ -9099,15 +9055,15 @@ scannellate. Ricostruendo la strada
nella sua forma primitiva, con tutti i suoi
monumenti, si avrebbe da ambedue le parti<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[Pg 286]</a></span>
una serie di tempietti, interrotta da tombe
-più meschine e di povero aspetto; poichè
+più meschine e di povero aspetto; poichè
in questa via, sita fuor delle mura di Achradina,
si seppellivano persone di varia condizione.</p>
-<p>La strada però non doveva produrre
+<p>La strada però non doveva produrre
la stessa grande impressione della via
dei sepolcri a Pompei. Anche il campo
che si estende fra Achradina, Tycha e Neapoli,
-un tempo comune alle tre città e non
+un tempo comune alle tre città e non
fabbricato, appare oggi pieno di fosse e
di tombe, il cui straordinario numero dice
quanto grande e popolosa dovesse essere
@@ -9115,12 +9071,12 @@ Siracusa.</p>
<p>Alcuni di questi sepolcri attirano sopratutto
l'attenzione per la loro architettura,
-ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora
+ch'è più ricca, o per le loro pitture ancora
visibili: senza dubbio erano destinate a
personaggi illustri. In questi paraggi sorgevano
pure le meravigliose tombe che il
-popolo siracusano innalzò a Gelone e a
-Demarata, sua moglie; s'ignora però il
+popolo siracusano innalzò a Gelone e a
+Demarata, sua moglie; s'ignora però il
luogo preciso ove si trovavano. Di tutti i
sepolcri che rimangono, due meritano di
essere segnalati: si trovano a poca distanza
@@ -9131,13 +9087,13 @@ formati da massi sferici, ammonticchiati
gli uni sopra gli altri a forma di piramide.
Molto, certo, ebbero a soffrire dal tempo, a<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[Pg 287]</a></span>
giudicare dalla presente disposizione delle
-pietre, non più regolare. Fra mezzo vi si
-scorge ancora però un frontone dorico,
+pietre, non più regolare. Fra mezzo vi si
+scorge ancora però un frontone dorico,
sostenuto da due colonne doriche, di cui
-una è ancora in piedi. Per quanto lo stile
+una è ancora in piedi. Per quanto lo stile
greco e l'altezza delle colonne e del frontone,
superiori alle proporzioni dell'ordine
-dorico, dicano che questo sepolcro è
+dorico, dicano che questo sepolcro è
posteriore ai tempi greci, i Siracusani, con
pietoso pensiero, gli diedero il nome di
<i>Tomba di Archimede</i>, forse per la stessa
@@ -9152,45 +9108,45 @@ proporzioni del cilindro con la sfera, a ricordo
de' suoi studi prediletti. Cicerone,
quando era questore a Siracusa, fece ricerca
della tomba di Archimede, e sotto
-la scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla,
+la scorta di questa tradizione riuscì a scoprirla,
quasi perduta in mezzo a folti cespugli.
Il grande oratore fu orgoglioso
-della scoperta ed esclamò vanitosamente:
-«Il Destino ha voluto che la tomba del
-più grande dei Siracusani fosse scoperta
-da un uomo di Arpino». A quel tempo
+della scoperta ed esclamò vanitosamente:
+«Il Destino ha voluto che la tomba del
+più grande dei Siracusani fosse scoperta
+da un uomo di Arpino». A quel tempo
non erano trascorsi che cento cinquanta
anni dalla conquista di Marcello, eppure
-la città era già decaduta, tanto che la<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[Pg 288]</a></span>
-tomba del più illustre fra' suoi cittadini
+la città era già decaduta, tanto che la<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[Pg 288]</a></span>
+tomba del più illustre fra' suoi cittadini
stava sepolta fra cardi selvatici e spine.
Cicerone, che sotto la guida dei Siracusani
e della tradizione municipale, va cercando
-fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la
+fra i ruderi la tomba di Archimede, dà la
imagine di un erudito archeologo romano
dei nostri giorni.</p>
<p>Forse dovremo anche noi rinunciare a
-scoprire la tomba di Archimede e verrà
-un giorno in cui si cercherà invano quella
+scoprire la tomba di Archimede e verrà
+un giorno in cui si cercherà invano quella
di Humboldt;<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6"></a><a href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a> ma il ricordo degli uomini
-illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava,
+illustri è eterno, e giustamente Pericle esclamava,
nella commemorazione degli Ateniesi
-caduti in guerra: «A gli uomini grandi
-è tomba il mondo!»</p>
+caduti in guerra: «A gli uomini grandi
+è tomba il mondo!»</p>
-<p>Enorme è l'impressione che producono
+<p>Enorme è l'impressione che producono
le tombe siracusane, in quella regione deserta,
inondata di luce e popolata solo
-di grandi memorie. Seduto colà, nel silenzio
-del mezzogiorno, o nella tranquillità
+di grandi memorie. Seduto colà, nel silenzio
+del mezzogiorno, o nella tranquillità
dell'infuocato tramonto, ovvero vagante
fra quelle tombe, che a centinaia si aprono
nel suolo, sembra che debbano sorgerci dinanzi,
come ad Ulisse nell'inferno, le ombre
-di una stirpe di uomini più grande della
+di una stirpe di uomini più grande della
presente, le ombre dei magni della Grecia.
-Allorchè io visitai i venerandi sepolcri, stavano
+Allorchè io visitai i venerandi sepolcri, stavano
seduti sui loro gradini uomini e ragazzi<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[Pg 289]</a></span>
di povero aspetto, logori dalla febbre,
con gli occhi infiammati, i capelli ispidi,
@@ -9199,9 +9155,9 @@ Nelle loro fisionomie si leggeva tutta la
storia della moderna Sicilia, le sevizie della
polizia borbonica, il predominio corruttore
del clero, e l'animo mio, amareggiato, non
-potè fare a meno d'imprecare contro la
+potè fare a meno d'imprecare contro la
sorte degli sventurati discendenti di Archimede.
-Non verrà mai il giorno della redenzione
+Non verrà mai il giorno della redenzione
per questa stupenda contrada? Che
Dio la renda piuttosto ai Saraceni!...</p>
<p>Ci vorrebbe un novello Archimede per
@@ -9227,29 +9183,29 @@ e di Platen! Se Dio avesse concesso al
primo di poter esprimere quanto soffriva
nel suo animo, invece di farsi beffe di tutto,
sarebbe stato un uomo veramente grande,
-chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore
+chè per ingegno Heine fu infinitamente superiore
al povero Platen. Eppure l'accanito
-nemico di Platen si dovè rassegnare a
+nemico di Platen si dovè rassegnare a
vedere che a questi fosse innalzata una
statua.</p>
<p>Fu ventura per Platen il morire a Siracusa.
Poco tempo prima della mia venuta,
-il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere,
+il re di Baviera, come mi narrò il giardiniere,
aveva visitato la tomba del poeta e
-deciso di farla restaurare, poichè già cominciava
+deciso di farla restaurare, poichè già cominciava
a cadere in rovina.</p>
<p class="inscr smcap">Augusto Comiti Platen Hallermunde Auspachiensi<br />
Germaniae Horatio.</p>
-<p>Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina
-fece incidere sulla tomba. Meritò
+<p>Questa è l'iscrizione che il cavaliere Landolina
+fece incidere sulla tomba. Meritò
quel freddo versificatore di Platen di riposare
solitario fra i monti di Siracusa, in
mezzo a Yerone, ad Archimede, a Timoleone,
quale unico rappresentante del popolo
-che più di ogni altro era versato negli
+che più di ogni altro era versato negli
studi ellenici? Questo dubbio mi rimpiccioliva
quella tomba poetica quanto i cipressi
che presso la piramide di Caio Cestio<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[Pg 291]</a></span>
@@ -9273,7 +9229,7 @@ di Achradina; si estendeva fra il
porto maggiore e l'altipiano su cui sorgeva
Siracusa; dalla parte di Tycha era protetta
da mura e da rupi naturali. La porta Menetide,
-o Temenetide, conduceva dalla città
+o Temenetide, conduceva dalla città
alla campagna; questa parte di Siracusa
era chiamata Temenide da una statua di
Apollo che portava questo nome. Cicerone
@@ -9282,21 +9238,21 @@ a Cerere e uno a Proserpina, innalzati
da Gelone col bottino fatto sui Cartaginesi.
In questo luogo sorgevano anche
i sepolcri di lui e della sua consorte, che
-più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese.</p>
+più tardi vennero distrutti da Imileone cartaginese.</p>
-<p>Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano
+<p>Non vi è in Neapoli luogo dove si raccolgano
tante memorie e tanti monumenti
quanto nell'angolo che confinava con
-Achradina, poichè in quel breve spazio vi
+Achradina, poichè in quel breve spazio vi
erano le latomie di Dionigi, il teatro, la
strada, l'anfiteatro e l'acquedotto.<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[Pg 292]</a></span></p>
<p>Le famose latomie, che portano il nome di
Orecchio di Dionigi, non sono vaste come
-quelle di Achradina, ma sono più pittoresche
-e, in certi punti, più belle e più singolari.
+quelle di Achradina, ma sono più pittoresche
+e, in certi punti, più belle e più singolari.
Esse formano un vasto quadrato,
-nella cui profondità si trova un giardino
+nella cui profondità si trova un giardino
sempre verde. Nel centro s'innalza un pilastro
di roccia naturale, dell'altezza di
circa ventisette metri, sulla cui cima, tra
@@ -9304,7 +9260,7 @@ una lussureggiante vegetazione di piante
rampicanti, si elevano gli avanzi di una
torre.</p>
-<p>Può sembrare sulle prime che questo
+<p>Può sembrare sulle prime che questo
fosse il luogo ove stava il guardiano del
carcere, ma osservando meglio si vede che
era invece una colonna del tetto, ora crollato.
@@ -9315,32 +9271,32 @@ Dionigi. Questo nome le fu dato da Michelangiolo
da Caravaggio che, visitando
le latomie in compagnia dell'erudito siracusano
Mirabella, fu indotto a darle questo
-nome dalla forma della cavità, dando così
+nome dalla forma della cavità, dando così
in seguito origine a innumerevoli leggende.</p>
<p>Tutte le pareti verticali di questa grotta
sono rivestite di edera e di capelvenere;
in cima, sul margine della cava, sorge un
pino solitario. La forma strana e singolare
-della latomia dà luogo a quei fenomeni
-acustici, per i quali si formò la leggenda<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[Pg 293]</a></span>
+della latomia dà luogo a quei fenomeni
+acustici, per i quali si formò la leggenda<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[Pg 293]</a></span>
che ivi Dionigi stesse in agguato a spiare
i discorsi de' suoi prigionieri. Serra di Falco
-scoprì nel 1340 un'apertura in alto, dalla
+scoprì nel 1340 un'apertura in alto, dalla
quale, come da una specie di loggia, si
poteva vedere tutta la latomia e udire le
parole che ivi si pronunciano. Una parola
sussurrata a voce bassissima, la lacerazione
di un pezzo di carta si sentono
-distintamente di lassù, e le guide non tralasciano
+distintamente di lassù, e le guide non tralasciano
di darsi il piacere innocente di far
-ripetere all'eco: «Dionigi era un tiranno!»
+ripetere all'eco: «Dionigi era un tiranno!»
Un colpo di pistola viene ripetuto cento
volte, col fragore di un tuono.</p>
<p>Un'altra parte delle latomie, vicino all'Orecchio
di Dionigi, si chiama il Paradiso
-ed è di una bellezza straordinaria. Ha la
+ed è di una bellezza straordinaria. Ha la
forma di un ampio quadrato, col suolo piano;
e le pareti di color roseo, o nero cupo, o
giallo carico sono in certi punti angolose,
@@ -9353,7 +9309,7 @@ del melagrano ed il limpido cielo di
Siracusa.</p>
<p>Nel tratto della latomia ancora coperta,
-da lungo tempo è stata costruita una fabbrica
+da lungo tempo è stata costruita una fabbrica
di cordami: uomini, donne, ragazze,
poveri, cenciosi, pallidi, di aspetto malaticcio,<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[Pg 294]</a></span>
guadagnano stentatamente la vita filando
@@ -9362,51 +9318,51 @@ in quell'antica prigione.</p>
<p>Spesse volte mi sono trattenuto ad osservare
il lavoro stando seduto all'ingresso
dell'oscura galleria, e nel vederli girare di
-continuo le ruote e andare su e giù, filando
-i loro cordami, mi è parso di trovarmi
+continuo le ruote e andare su e giù, filando
+i loro cordami, mi è parso di trovarmi
nell'Averno ed ho creduto che quelle donne
pallide e smunte fossero le Parche intente
a filare lo stame della mia solitaria vita.
Donai alcune monete a quella povera
-gente, che le accettò con l'espressione di
+gente, che le accettò con l'espressione di
gratitudine di chi non si aspetta di essere
-soccorsa, ed uscito di là, tornato alla luce
+soccorsa, ed uscito di là, tornato alla luce
del giorno, mi trovai ancora sotto l'impressione
di quelle misere esistenze.</p>
<p>In Sicilia tutto ha l'aspetto di favola e
di mito: Girgenti al pari di Siracusa, l'Etna
e l'Enne, ogni spiaggia della sua marina.
-La fantasia ci riporta a tempi più antichi,
-ancor più della campagna romana; quivi
+La fantasia ci riporta a tempi più antichi,
+ancor più della campagna romana; quivi
regna severa la storia, in Sicilia la leggenda.
-Non è difatti la terra di Tifone,
+Non è difatti la terra di Tifone,
dei Ciclopi, di Dedalo?</p>
<p>Per quanto le latomie di Achradina e
-di Neapoli siano imponenti per la loro vastità,
-ve ne sono altre a Siracusa, più piccole,
-ma che pure hanno un carattere più romantico:
+di Neapoli siano imponenti per la loro vastità,
+ve ne sono altre a Siracusa, più piccole,
+ma che pure hanno un carattere più romantico:
quella del conte Casale, simile
ad un piccolo Paradiso, per esempio. Io
-non ho mai visto un giardino così bello;<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[Pg 295]</a></span>
-è diviso in due parti, riunite da una galleria
+non ho mai visto un giardino così bello;<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[Pg 295]</a></span>
+è diviso in due parti, riunite da una galleria
coperta, dell'altezza di circa due metri.
Nel fondo si trova una sala, alta cento otto
palmi e larga sessantadue, le cui pareti
sono tinte di rosso e paiono rischiarate
dai raggi del sole nascente. Nelle pareti
vi sono molti fori i quali salgono in alto,
-in linea curva: forse colà si trovavano
+in linea curva: forse colà si trovavano
uncini di ferro per servire di scala agli
schiavi che scavavano le pietre. La pianta
-della sala è abbastanza regolare e certo
+della sala è abbastanza regolare e certo
anche in origine ebbe la stessa forma. I
terremoti rovinarono molte sale di questa
latomia, e ultimamente, nel 1853, crollarono
-dall'alto varî massi, che ora ingombrano
+dall'alto varî massi, che ora ingombrano
gran parte del giardino. Lo spazio
-libero è ammirabile per la splendida vegetazione;
+libero è ammirabile per la splendida vegetazione;
le foglie di fico, per esempio,
hanno una larghezza tale che potrebbero
servire da piatti; vi si trovano pure piante
@@ -9414,30 +9370,30 @@ e fiori delle Indie.</p>
<p>Le palme, contornate di pianticelle rampicanti,
vi crescono rigogliosissime; l'aria
-è tutta impregnata del profumo degli aranci,
+è tutta impregnata del profumo degli aranci,
del mirto, e gli aloe, le agave vi crescono
giganteschi. Il giardino, con le sue mura
rivestite d'edera e di muschio, con tutti
i suoi corridoi, con le sue rovine, presenta
-un aspetto così fantastico da farlo credere
+un aspetto così fantastico da farlo credere
il giardino di Titania e di Oberone. Non<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[Pg 296]</a></span>
un soffio di vento, non un atomo di polvere
-turba la tranquillità del luogo.</p>
+turba la tranquillità del luogo.</p>
<p>Presso l'Orecchio di Dionigi si trovano
i notevoli avanzi del teatro di Siracusa,
-uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone
+uno dei più vasti dell'antichità, che Cicerone
chiamava <i>maximum</i>. Serra di Falco
crede che fosse contemporaneo al teatro
di Bacco in Atene, edificato da Temistocle,
ed il primo che sia stato costruito con
-pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un
-aspetto mirabile per la sua semplicità ed
+pietre in Grecia. Il bell'edificio è di un
+aspetto mirabile per la sua semplicità ed
eleganza, nonostante che sia in gran parte
rovinato e che della scena rimanga soltanto
un mucchio di rovine coperte di cespugli.
Il semicircolo oblungo degli ordini
-dei gradini è scavato nella roccia della
+dei gradini è scavato nella roccia della
collina di Neapoli; si contano quarantasei
gradini interrotti da una larga fascia, e tagliati
da otto scale diagonali.</p>
@@ -9446,23 +9402,23 @@ da otto scale diagonali.</p>
che un diametro di quattrocento palmi,
ma Serra di Falco ritiene che il teatro
avesse un maggior numero di ordini e che
-perciò si allargasse a misura che saliva.</p>
+perciò si allargasse a misura che saliva.</p>
<p>Egli crede pure che il suo diametro fosse
-di cinquecento palmi, cosicchè sarebbe stato
-il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione
+di cinquecento palmi, cosicchè sarebbe stato
+il teatro più vasto di tutta la Grecia, ad eccezione
di quello di Mileto. Non comprendo
-del resto perchè nel passo di Cicerone:
+del resto perchè nel passo di Cicerone:
<i>quam ad summum theatrum est maximum</i>,
la parola <i>maximum</i> si traduca per<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[Pg 297]</a></span>
-«maggiore di tutti» e non soltanto per
+«maggiore di tutti» e non soltanto per
molto ampio.</p>
<p>Nell'orchestra sboccano due corridoi: la
-scena, che è fiancheggiata da due edifici
-quadrati, è attraversata da un piccolo canale
+scena, che è fiancheggiata da due edifici
+quadrati, è attraversata da un piccolo canale
d'acqua, proveniente dal vicino acquedotto.
-Molto si è discusso intorno alle due
+Molto si è discusso intorno alle due
iscrizioni greche <i>Basillissas Nereidos</i> e
<i>Basillissas Philisdos</i>, che si leggono sulla
cornice che circonda il teatro, non conoscendosi
@@ -9474,24 +9430,24 @@ di Leptine e moglie di Gelone. Del teatro
non rimangono altri avanzi degni di attenzione:
pochi sono i frammenti di sculture,
ed uno solo pregevole per quello che esso
-rappresenta: è un cippo di marmo bianco,
-sul quale è scolpita la favola omerica del
+rappresenta: è un cippo di marmo bianco,
+sul quale è scolpita la favola omerica del
serpe e del nido di passero in Aulide, che
-presagì a Calcante la durata della guerra
+presagì a Calcante la durata della guerra
di Troia.</p>
-<p>Quello che più fa impressione è l'importanza
+<p>Quello che più fa impressione è l'importanza
avuta da questo teatro, che fu
-uno dei centri più belli della civiltà umana,
-poichè su quei gradini, quasi sepolti oggi
+uno dei centri più belli della civiltà umana,
+poichè su quei gradini, quasi sepolti oggi
nell'erba, sedettero un tempo Platone,
Eschilo, Aristippo, Pindaro; nella sua orchestra
furono messi i prigionieri Ateniesi,
-e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco,<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[Pg 298]</a></span>
+e ivi parlò Timoleone, vecchio e cieco,<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[Pg 298]</a></span>
quando prese parte alla discussione degli
affari pubblici. Tutta quanta la storia di Siracusa
-s'intrecciò con l'azione drammatica
-di questo teatro, poichè in esso si trattavano
+s'intrecciò con l'azione drammatica
+di questo teatro, poichè in esso si trattavano
gli affari di Stato e si declamavano
i versi dei sommi poeti. L'importanza nazionale
del teatro era accresciuta anche
@@ -9499,15 +9455,15 @@ dal luogo in cui sorgeva, fra Neapoli,
Tycha e Achradina, e non molto distante
da Ortigia.</p>
-<p>Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso,
-il più bello certo che si gode
-da Siracusa: di là si vedono i due porti,
+<p>Il panorama visibile da quell'altura è meraviglioso,
+il più bello certo che si gode
+da Siracusa: di là si vedono i due porti,
il mare, la spiaggia fino ai monti d'Ibla e
in lontananza la mole imponente dell'Etna
ed i contorni del mar Ionio fino alla rocca
-di Taormina. Come doveva essere più bella
+di Taormina. Come doveva essere più bella
la vista quando davanti si estendeva l'immensa
-città, co' suoi templi, i suoi portici,
+città, co' suoi templi, i suoi portici,
i suoi meravigliosi edifici e il porto pieno
di una selva di antenne!</p>
@@ -9515,16 +9471,16 @@ di una selva di antenne!</p>
e qual effetto dovessero suscitare
<i>I Persiani</i> di Eschilo, con i quali i Siracusani
festeggiavano la vittoria d'Imera,
-si può facilmente immaginarlo.</p>
+si può facilmente immaginarlo.</p>
<p>Non meno bello e pittoresco appare il
-teatro veduto dai gradini più elevati, con
+teatro veduto dai gradini più elevati, con
tutti i giardini smaltati di fiori che lo circondano.
-Anche di là la semplicità dell'architettura<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[Pg 299]</a></span>
+Anche di là la semplicità dell'architettura<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[Pg 299]</a></span>
rivela la purezza del gusto ellenico.</p>
-<p>In alto, là dove i gradini del teatro confinano
-con la collina, vi è un Ninfeo rivestito
+<p>In alto, là dove i gradini del teatro confinano
+con la collina, vi è un Ninfeo rivestito
di muschio e di licheni, dal quale
sgorga una fonte: esso mi ha fatto ricordare
la grotta della ninfa Egeria a Roma.</p>
@@ -9533,12 +9489,12 @@ la grotta della ninfa Egeria a Roma.</p>
piccole grotte, nelle quali le donne lavano
i loro panni, aumentando col loro canto
melanconico la tristezza del paesaggio.
-A destra vi è la strada dei sepolcri, a sinistra
+A destra vi è la strada dei sepolcri, a sinistra
un braccio dell'antico acquedotto di
Tycha, che oggi mette in movimento un
-mulino; perciò il luogo vien chiamato <i>Mulino
-di Galerone</i>. Il paesaggio è reso ancora
-più bello dalla parte dell'acquedotto
+mulino; perciò il luogo vien chiamato <i>Mulino
+di Galerone</i>. Il paesaggio è reso ancora
+più bello dalla parte dell'acquedotto
moderno che, sostenuto da archi, corre
per un certo tratto all'aperto. Nelle altre
parti l'acqua scorre in canali sotterranei,
@@ -9550,33 +9506,33 @@ rapida e gorgogliante.</p>
<p>A levante del teatro, in un bosco di melagrane,
sorge l'anfiteatro di Siracusa, assai
-ben conservato e più vasto di quelli
-di Verona, di Pola e di Pompei, giacchè
+ben conservato e più vasto di quelli
+di Verona, di Pola e di Pompei, giacchè
misura duecentosessantatre palmi nel suo
asse maggiore, e centocinquantaquattro<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[Pg 300]</a></span>
-nel minore. Per la maggior parte è costruito
-di pietra; alle quattro estremità
+nel minore. Per la maggior parte è costruito
+di pietra; alle quattro estremità
dei due assi si trovano quattro porte, corrispondenti
-alle quattro parti della città.
+alle quattro parti della città.
Serra di Falco lo fece sgombrare nel 1840
dalle macerie. Nonostante che in alcuni
punti le mura siano in completa ruina, nel
-suo complesso l'edificio può dirsi assai
-ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine
-romana, perchè i Greci non si dilettarono
+suo complesso l'edificio può dirsi assai
+ben conservato. L'anfiteatro è certo di origine
+romana, perchè i Greci non si dilettarono
mai al barbaro spettacolo delle lotte
fra gladiatori e fiere. Cicerone non ne
parla; ne fa menzione invece Tacito. La
sua costruzione prova che Siracusa, sede
di un pretore romano ai tempi di Augusto
e di Tiberio, aveva riacquistato una certa
-prosperità.</p>
+prosperità.</p>
<p>L'ultima rovina antica che esista vicino
al teatro, sono le fondamenta di un edificio
lungo e stretto, del quale non rimangono
che alcuni frammenti di cornici con
-teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste
+teste di leoni. Serra di Falco scoprì queste
rovine nel 1839: egli dice che dovessero
appartenere all'altare di Yerone, per
grandezza superiore a quello di Olimpia.</p>
@@ -9590,15 +9546,15 @@ Tycha ed Epipola.
-<p>Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa
+<p>Gli edifici più imponenti dell'antica Siracusa
si trovano radunati in uno spazio
relativamente ristretto. Verso settentrione,<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[Pg 301]</a></span>
-vicino all'acquedotto, c'è una pianura deserta
+vicino all'acquedotto, c'è una pianura deserta
e sassosa, attraversata dalla strada
che conduce a Catania; qui sorgeva Tycha,
ricca un tempo di notevoli monumenti,
fra i quali primeggiava il Ticheio, o tempio
-alla dèa Fortuna.</p>
+alla dèa Fortuna.</p>
<p>Tycha, a settentrione, presso il porto
Trogilo, confinava col mare, cinta da forti
@@ -9609,39 +9565,39 @@ non rimangono che i sepolcri scavati orizzontalmente
nella roccia, nei quali si scorgono
ancora le scanalature per adattarvi
le lapidi e le impronte di carri, prova
-questa della loro antichità.</p>
+questa della loro antichità.</p>
<p>La gita da Neapoli o da Tycha per la
-strada di Floridia ad Epipola è malagevole
+strada di Floridia ad Epipola è malagevole
e bisogna farla a piedi o a cavallo,
-poichè appena si arriva sull'antico territorio
-di Epipola, è necessario arrampicarsi
+poichè appena si arriva sull'antico territorio
+di Epipola, è necessario arrampicarsi
per un'orribile strada sassosa ingombra
di rovine e di massi di roccia calcarea.
-Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano
+Epipola occupava il punto più elevato dell'altipiano
e confinava col colle Eurialo,
-mentre più in basso s'innalzava un'altro
+mentre più in basso s'innalzava un'altro
colle, il Labdalo. Anche oggi, queste due
caratteristiche alture dell'antica Siracusa
sono riconoscibili e portano il nome di
Belvedere e di Mongibellesi.</p>
<p>Il Labdalo era stato fortificato dagli Ateniesi<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[Pg 302]</a></span>
-sotto Nicia per dominare la città;
+sotto Nicia per dominare la città;
essi avevano fortificato anche Epipola, ma
ne furono presto cacciati dai Siracusani
comandati da Gelippo, i quali, come narra
Diodoro, atterrarono tutte le mura. Rimase
-così soltanto il Labdalo fortificato. Ma Dionigi
+così soltanto il Labdalo fortificato. Ma Dionigi
fece atterrare anche queste fortificazioni
-quando costruì le sue famose mura
+quando costruì le sue famose mura
a settentrione di Epipola. In queste mura
vi erano di tanto in tanto delle torri costruite
-con massi così grandi che sarebbe
+con massi così grandi che sarebbe
stato assai arduo abbattere. S'ignora se
Dionigi abbia costruito fortezze sull'Eurialo
-e sul Labdalo; certo è che l'Esapilo,
-per il quale i Romani entrarono nella città,
+e sul Labdalo; certo è che l'Esapilo,
+per il quale i Romani entrarono nella città,
si trovava a settentrione di Epipola; e
senza dubbio, nelle stesse mura s'innalzava
la torre Gallagra, che i Romani assalirono
@@ -9650,7 +9606,7 @@ oggi rimangono del Labdalo, i massi enormi
della lunghezza di quattordici a sedici
palmi, le fondamenta delle torri, i fossi,
le gallerie sotterranee, provano che ivi
-sorse un giorno una fortezza e non già
+sorse un giorno una fortezza e non già
opere provvisorie fatte dagli Ateniesi in
vista dell'assedio. Tutti gli enormi massi,
secondo il sistema antico dei Greci, erano
@@ -9663,7 +9619,7 @@ otto piedi, formanti quasi coi loro corridoi
e coi loro antri sotterranei una seconda
fortezza. Probabilmente questa era in comunicazione
con la porta di soccorso che
-dalla città metteva nella campagna. La
+dalla città metteva nella campagna. La
mancanza di volte e l'uso della linea retta
ne attestano l'origine greca.</p>
@@ -9674,26 +9630,26 @@ di pietre. Vi si vedono pure latomie di
bizzarra struttura, dove si dice che Dionigi
tenesse prigioniero Filesseno. Di qui
furono tolti i materiali di costruzione per
-molte città, e tutte le fortificazioni moderne
+molte città, e tutte le fortificazioni moderne
di Siracusa vennero costruite coi
ruderi delle mura di Dionigi. Nel visitare
queste caverne e queste rovine si rimane
-stupiti della grande quantità di materiale
+stupiti della grande quantità di materiale
eccellente da costruzione estratto dal
suolo.</p>
<p>Per un ripido sentiero si sale in cima
all'Eurialo, che domina tutta la pianura
-siracusana. Lassù non si trovano altre rovine,
+siracusana. Lassù non si trovano altre rovine,
se non una cisterna e alcune mura
-antiche d'origine incerta. Esaminando però
+antiche d'origine incerta. Esaminando però
il luogo, da cui si domina tutta quanta
-l'area occupata dall'antica città, non si può
+l'area occupata dall'antica città, non si può
fare a meno di persuadersi che ivi dovesse
sorgere una fortezza. Non essendo ricordata<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[Pg 304]</a></span>
all'epoca dell'assedio degli Ateniesi,
non sappiamo se la costruisse Dionigi;
-certo però, quando Marcello prese Siracusa,
+certo però, quando Marcello prese Siracusa,
essa doveva avere un'importanza
grandissima. Impadronitosi di Tycha e di
Neapoli, Marcello dovette trovarsi l'Eurialo,
@@ -9707,12 +9663,12 @@ della fortezza Filodemo, perduta ogni speranza
di soccorso, si arrese.</p>
<p>Oggi a buon diritto l'Eurialo porta il
-nome di Belvedere, giacche di lassù si
+nome di Belvedere, giacche di lassù si
gode una vista magnifica. Di fronte ha
-il mare Ionio, di dietro l'Etna «colonna
-del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla
+il mare Ionio, di dietro l'Etna «colonna
+del cielo»; lo sguardo spazia poi sulla
costa orientale dell'isola, ricca di magnifici
-golfi e di promontorî, fin oltre Augusta,
+golfi e di promontorî, fin oltre Augusta,
fino a Catania, che si perde fra le
nebbie. Sul davanti appare tutta quanta
la pianura siracusana.</p>
@@ -9721,7 +9677,7 @@ la pianura siracusana.</p>
ricoperto di abitazioni, ed il golfo seminato
di villaggi, di ville, si ha una pallida
idea dell'aspetto che doveva avere
-questa grande città. Ora la pianura è deserta
+questa grande città. Ora la pianura è deserta
e arida, e solo al confine del territorio<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[Pg 305]</a></span>
di Neapoli, verso mezzogiorno, una
linea di vegetazione segna il corso dei
@@ -9741,7 +9697,7 @@ Sulla riva opposta di questo sorge il colle
Poliene ed in cima a questo si trova il
tempio di Giove Olimpico, ed un luogo
chiamato Olimpio. Tutta questa contrada
-è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè
+è assai nota nelle guerre di Siracusa, poichè
tanto gli Ateniesi quanto i Cartaginesi
si accamparono spesso ai piedi dell'Olimpio,
e sempre furono decimati dalle esalazioni
@@ -9753,25 +9709,25 @@ con le colonne che vi sono presso la fonte
degl'Ingegneri, sono le sole che rimangano
in piedi dell'antica Siracusa.</p>
-<p>Per giungere fin lassù e seguire il corso
-dell'Anapo, il mezzo migliore è quello d'imbarcarsi
-nel porto più grande e di risalire
+<p>Per giungere fin lassù e seguire il corso
+dell'Anapo, il mezzo migliore è quello d'imbarcarsi
+nel porto più grande e di risalire
il fiume attraverso le paludi. Questo sbocca
in mare passando sotto un ponte, e a misura<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[Pg 306]</a></span>
che lo si risale, il suo letto si va
-sempre più restringendo, fino a che la
-barca a stento può aprirsi un passaggio.</p>
+sempre più restringendo, fino a che la
+barca a stento può aprirsi un passaggio.</p>
<p>Allora si abbandonano i remi, e i barcaiuoli
spingono la navicella con l'aiuto di
una pertica, o la rimorchiano con una fune.
-La navigazione dell'Anapo è una gita assai
+La navigazione dell'Anapo è una gita assai
romantica. Sulle due sponde crescono folti
giunchi, dell'altezza di sei metri, e canne
palustri di una straordinaria grossezza,
tutte rivestite di piante rampicanti, che
ricadono in graziosi festoni. La profonda
-solitudine, la tranquillità dell'atmosfera e
+solitudine, la tranquillità dell'atmosfera e
il silenzio quasi misterioso del luogo, producono
una magica impressione. Oltrepassata
la via Elorica, l'Anapo si divide in
@@ -9779,26 +9735,26 @@ due rami, o per dir meglio in esso s'immette
un torrente azzurro, il classico
Ciane, che sgorga da un limpido stagno
circolare, chiamato la Pisma. In questo
-fiume, secondo la leggenda, si gettò la
-ninfa Ciane che fuggiva Plutone, allorchè
-questi portò Proserpina all'inferno, e venne
+fiume, secondo la leggenda, si gettò la
+ninfa Ciane che fuggiva Plutone, allorchè
+questi portò Proserpina all'inferno, e venne
trasformata in fonte azzurra. I Siracusani
venivano ogni anno in questo luogo a festeggiare
la memoria di Proserpina, sacrificandole
un toro ed una vacca, che precipitavano
-nello stagno. Questo luogo è meraviglioso;
+nello stagno. Questo luogo è meraviglioso;
riporta con la fantasia ai tempi
mitologici e fa comprendere pienamente il
significato delle sculture degli antichi sarcofaghi,<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[Pg 307]</a></span>
-là dove è rappresentato il ratto di
+là dove è rappresentato il ratto di
Proserpina.</p>
-<p>Cerere ricompensò la sua ninfa delle
+<p>Cerere ricompensò la sua ninfa delle
lacrime versate per Proserpina, facendo
crescere sulle sponde di questo torrente la
pianta rara che produce il papiro.</p>
-<p>È l'unico luogo in cui questa pianta
+<p>È l'unico luogo in cui questa pianta
cresce ancora in Europa, dopo la sua scomparsa
dalle sponde dell'Oreto presso Palermo.</p>
@@ -9809,7 +9765,7 @@ verde cupo; ha in cima una ricca
chioma di filamenti verdi, fini, sottili, che
ricadono quasi come una folta capigliatura,
a cui il popolo ha dato l'appropriato nome
-di «parrucca». La vista di questa pianta,
+di «parrucca». La vista di questa pianta,
vera ninfa dell'erudizione, produce una
grata sorpresa in tutti coloro che vengono
dalle regioni nordiche; sembra quasi un'apparizione
@@ -9819,18 +9775,18 @@ di quel Nilo solenne, enigmatico, alle piramidi,
alle sfingi, ai rotoli dei meravigliosi
papiri. La rara pianta, sulle rive del
Ciane siracusano, in questa terra ellenica,
-mi sembrò un mito rappresentante la tradizione,
-secondo la quale ogni civiltà,
+mi sembrò un mito rappresentante la tradizione,
+secondo la quale ogni civiltà,
ogni scienza ha avuto origine dall'Egitto.
Guardando alternativamente le piante<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[Pg 308]</a></span>
del papiro e le colonne spezzate del tempio
-di Giove Olimpico, mi sembrò di avere
-davanti agli occhi i simboli della civiltà
+di Giove Olimpico, mi sembrò di avere
+davanti agli occhi i simboli della civiltà
orientale ed occidentale.</p>
<p>Landolina e Politi provarono ad estrarre
da queste piante il papiro, e la loro prova
-riuscì perfettamente; essi ne fecero delle
+riuscì perfettamente; essi ne fecero delle
striscie che non differenziavano da quelle
egiziane che per maggior freschezza di
tinta.</p>
@@ -9838,22 +9794,22 @@ tinta.</p>
<p>Lasciai la barca nel Ciane per salire
sulla vicina collina di Poliene. Le colonne
scannellate dell'Olimpio hanno piedistallo,
-ma mancano di capitelli. Il tempio è molto
+ma mancano di capitelli. Il tempio è molto
antico, fu costruito prima della battaglia
d'Imera; era piccolo.</p>
-<p>Gelone rivestì la statua di Giove di un
+<p>Gelone rivestì la statua di Giove di un
mantello d'oro, ma Dionigi lo tolse dalle
spalle del Dio, dicendo, da libero pensatore,
che un mantello d'oro era troppo pesante
per l'estate e troppo leggero per l'inverno.
-Verre s'impadronì poi di questa statua
-di Giove e la portò a Roma. Nell'Olimpio
+Verre s'impadronì poi di questa statua
+di Giove e la portò a Roma. Nell'Olimpio
si conservavano i registri coi nomi di tutti
i cittadini di Siracusa, che caddero nelle
mani degli Ateniesi, quando questi occuparono
l'Olimpio. La veduta di Siracusa
-da questa altura è molto bella; al disotto
+da questa altura è molto bella; al disotto
si estende tutta la pianura verde, irrigata
dalle acque del Ciane. Dopo avere attraversato
la pianura arida e sassosa, che si<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[Pg 309]</a></span>
@@ -9863,28 +9819,28 @@ sui meandri del Ciane, e i nomi di Teocrito
e di Pindaro ritornano alla mente. Dove
sono andati i bei tempi dell'antica Grecia?</p>
-<p>La pioggia mi cacciò da quell'altura e
+<p>La pioggia mi cacciò da quell'altura e
mi costrinse, appena fui sulle rive dell'Anapo,
a ricoverarmi sotto un ponte, ove
dovetti rimanere a lungo, come un'anima
-sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone,
-non v'è giorno in cui il sole non splenda
+sullo Stige. Ma poichè, come dice Cicerone,
+non v'è giorno in cui il sole non splenda
a Siracusa, dopo una mezz'ora il cielo si
-rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace,
+rischiarò ed io vidi Iride, nunzia di pace,
stendere il suo arco sul mare, mentre un
raggio di sole rischiarava Ortigia.</p>
-<p>Così, nelle stesse condizioni di luce, per
+<p>Così, nelle stesse condizioni di luce, per
l'ultima volta, potei contemplare il Vesuvio,
-allorchè nel ritornare a Napoli fui colto
+allorchè nel ritornare a Napoli fui colto
dalla pioggia. Auguro a tutti coloro che
visiteranno Napoli e Siracusa di poter godere
lo stesso spettacolo, veramente superbo.</p>
-<p>Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè
+<p>Gettai un ultimo addio a Siracusa, perchè
dovevo partire l'indomani, e volli ancora
una volta salire sino al teatro per contemplare
-la città.</p>
+la città.</p>
<p>Ed ora, addio, Aretusa! Addio, rive del
Timbro, volgenti le vostre acque poetiche
@@ -9929,7 +9885,7 @@ l'Italia di mezzo si sollevava, nel regno di
Napoli si ebbero solo dei moti fugaci, fino
a che la rapida soffocazione dei tentativi<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[Pg 314]</a></span>
rivoluzionari di Modena e delle Legazioni
-non scoraggiò del tutto i ribelli.</p>
+non scoraggiò del tutto i ribelli.</p>
<p>Frattanto Ferdinando II cercava di ingraziarsi
il popolo con delle concessioni;
@@ -9937,7 +9893,7 @@ ma quantunque alleggerisse alquanto il
giogo, allontanasse impiegati odiati, amnistiasse
alcuni esiliati e condannati del 1821
e del 1828, pure il governo continuava a
-trovare una speciale contrarietà in tutti.
+trovare una speciale contrarietà in tutti.
Quindi ben presto fu nominato ministro
dell'interno il marchese Pietracatella, una
creatura dell'odiato Canosa; e l'intendente
@@ -9954,16 +9910,16 @@ con timore il fermento del paese, faceva
al giovane re la proposta di modificare in
senso liberale il sistema di governo, di
creare un Gabinetto nazionale ed un Consiglio
-di Stato con poteri più estesi di quelli
+di Stato con poteri più estesi di quelli
di un Senato e di istituire una guardia nazionale.
Intonti supponeva nel re, data
-la sua giovanile età, inclinazioni liberali
+la sua giovanile età, inclinazioni liberali
che egli sperava di volgere a suo personale
profitto; ed infatti Ferdinando II
-non si mostrò alieno dal seguire i consigli<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[Pg 315]</a></span>
+non si mostrò alieno dal seguire i consigli<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[Pg 315]</a></span>
del suo ministro di polizia. Ma appena monsignor
Olivieri, che era il precettore ed il
-consigliere del re, ebbe sentore di ciò, fece
+consigliere del re, ebbe sentore di ciò, fece
causa comune con i ministri e fece credere
al re che Intonti non fosse che un intrigante,
e che spinto dall'ambizione, si fosse
@@ -9971,16 +9927,16 @@ messo d'accordo col governo francese per
fare scoppiare una nuova rivoluzione nel
reame. Ferdinando dette senz'altro 24 ore
di tempo al suo ministro di polizia per lasciare
-il paese, e con ciò abortì ogni tentativo
+il paese, e con ciò abortì ogni tentativo
di riforma.</p>
<p>La caduta d'Intonti fu accolta con giubilo
in Napoli, ma ben presto la gioia si
-mutò in spavento quando si seppe che il
+mutò in spavento quando si seppe che il
suo posto era preso da Del Carretto, il
capo della gendarmeria, del quale si diceva
-che fosse nato per la forca, e che già nel
-1828 s'era segnalato per la sua crudeltà,
+che fosse nato per la forca, e che già nel
+1828 s'era segnalato per la sua crudeltà,
radendo al suolo Bosco, dove i Carbonari
avevano tentato una sommossa e mandando
a morte o alle galere gran numero di disgraziati.
@@ -9988,31 +9944,31 @@ Del Carretto, da questo momento
tino al 1848, fu il demonio di Napoli ed
il fondatore di un abominevole sistema poliziesco.</p>
-<p>Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria
+<p>Nel 1832 il re Ferdinando sposò Maria
Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I.
Questa principessa si fece subito
-amare per le sue virtù e per la sua pietà,
+amare per le sue virtù e per la sua pietà,
ma le sue idee troppo bigotte ebbero un'influenza<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[Pg 316]</a></span>
-dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio
+dannosa nella Corte. Morì il 31 gennaio
1836, pochi giorni dopo d'aver dato
alla luce l'erede al trono, Francesco Maria
Leopoldo, duca di Calabria. Un anno dopo,
-nel 1837, il re sposò in seconde nozze la
+nel 1837, il re sposò in seconde nozze la
principessa Maria Teresa, figlia dell'arciduca
-d'Austria Carlo, rinforzando così
+d'Austria Carlo, rinforzando così
in Napoli la politica di Metternich. Fu
questo un anno funesto per l'inaudita
violenza con cui il colera fece strage in
tutto il reame. In pochissimo tempo nella sola
Napoli morirono 13.798 persone; nella calda
-Sicilia la strage fu ancora più terribile: a
+Sicilia la strage fu ancora più terribile: a
Palermo morirono 24.000 persone, a Catania
5360 ed in tutta l'isola 69.250. Da
quando la <i>morte nera</i> aveva visitato l'Europa,
-non si erano più vedute simili scene
-di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio
+non si erano più vedute simili scene
+di terrore: si ripetette ciò che Boccaccio
e Manzoni avevano raccontato nelle loro
-descrizioni della peste e ciò che Spadaro
+descrizioni della peste e ciò che Spadaro
aveva illustrato col suo pennello. L'orrore
crebbe per il furore del popolo, il quale,
credendo che fossero state avvelenate le
@@ -10021,24 +9977,24 @@ o seppelliva vivi, impiegati, medici e privati.
A Siracusa ci fu una vera sommossa contro
il governo locale e l'intendente, e molte
altre persone furono uccise. In seguito
-a questi eccessi il re nominò Commissioni
+a questi eccessi il re nominò Commissioni
militari con l'incarico di punire i colpevoli
-e mandò in Calabria l'intendente di<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[Pg 317]</a></span>
+e mandò in Calabria l'intendente di<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[Pg 317]</a></span>
Catanzaro, Giuseppe de Liguori, ed in Sicilia
Del Carretto, come <i>alter ego</i>. Siracusa,
per punizione, tu privata della sede
-dell'intendenza, così che la patria di Yerone
-e di Archimede precipitò sempre più
+dell'intendenza, così che la patria di Yerone
+e di Archimede precipitò sempre più
in basso.</p>
<p>Sommosse, terremoti e pestilenze riempiono
la storia recentissima delle Due Sicilie.
Da quando la setta dei Carbonari
-aveva ceduto il posto alla «Giovane Italia»
+aveva ceduto il posto alla «Giovane Italia»
di Mazzini, i rivoluzionari d'Italia avevano
raddoppiato i loro sforzi in tutte le provincie.
-I moti furono più frequenti nel Sud
-che altrove, perchè quantunque il Reame
+I moti furono più frequenti nel Sud
+che altrove, perchè quantunque il Reame
disponesse di un esercito numeroso, aumentato
negli ultimi tempi anche con qualche
reggimento di Svizzeri, pure esso era lontano
@@ -10048,62 +10004,62 @@ sul temperamento infiammabile dei
Calabresi e sull'odio dei Siciliani per tutti
i loro diritti manomessi. E una sommossa
generale era attesa nel 1840. La questione
-orientale cominciava già allora a conturbare
+orientale cominciava già allora a conturbare
l'Europa, e gravi avvenimenti potevano
derivare da una generale sollevazione
degli animi. Napoli era minacciata di guerra
-dall'Inghilterra per la così detta questione
+dall'Inghilterra per la così detta questione
dello zolfo, ed il governo, come nel 1830,
-cominciò a prendere atteggiamenti liberali.
+cominciò a prendere atteggiamenti liberali.
La voce che il re volesse concedere<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[Pg 318]</a></span>
-la costituzione e la libertà di stampa
+la costituzione e la libertà di stampa
non era che l'espressione del desiderio di
-tutti. Frattanto avvenivano qua e là isolate
+tutti. Frattanto avvenivano qua e là isolate
levate di scudi. Nel 1841, in Aquila
-si proclamò la costituzione ed il popolo
+si proclamò la costituzione ed il popolo
uccise l'intendente Tanfano, un tempo creatura
del cardinal Ruffo ed aborrito per le
-sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe
+sue idee e le sue crudeltà; ma le truppe
ebbero rapidamente ragione del movimento.
Il generale Casella, inviato ad Aquila
-come commissario del governo, condannò
+come commissario del governo, condannò
56 persone alle galere ed altre alla pena
capitale.</p>
-<p>Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno.
+<p>Poco dopo si sollevò Cosenza e poi Salerno.
Questi moti isolati tenevano desto
l'odio, ma mostravano anche l'impotenza
di simili esplosioni, dalle quali soltanto
menti esaltate potevano aspettarsi la caduta
di uno Stato. Di tutte queste imprese
-avventurose, di carattere così meridionale,
+avventurose, di carattere così meridionale,
nessuna ha l'impronta caratteristica
-del tempo e nessuna sollevò tanta
+del tempo e nessuna sollevò tanta
dolorosa simpatia in tutta l'Europa come
quella dei due fratelli Attilio ed Emilio
Bandiera, i giovani e generosi figli dell'ammiraglio
austriaco, i quali partirono
-per le Calabrie da Corfù dove erano in esilio,
+per le Calabrie da Corfù dove erano in esilio,
non rattenuti da Mazzini stesso che
li sconsigliava, non dalle lagrime della
-madre loro, nè dalla evidente follia della
+madre loro, nè dalla evidente follia della
loro impresa. L'Inghilterra aveva informato<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[Pg 319]</a></span>
il governo di Napoli di tutti i piani
degli esiliati, e quindi le Calabrie furono
-sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti
+sorvegliate così rigorosamente, che gl'insorti
non si poterono neppure riunire,
e quei giovani arditi andarono incontro ad
-una morte inevitabile. Un traditore attirò
+una morte inevitabile. Un traditore attirò
i due fratelli e quindici loro compagni verso
S. Giovanni in Fiore, dove furono fatti
prigionieri, ed il 25 giugno 1844 fucilati a
Cosenza. Il mondo rimase stupito della debolezza
-e della crudeltà del governo napoletano,
+e della crudeltà del governo napoletano,
mentre l'esempio dei Bandiera non
-fece altro che infiammare ancora di più la
-gioventù italiana. E specialmente in Romagna
+fece altro che infiammare ancora di più la
+gioventù italiana. E specialmente in Romagna
le cose presero un carattere minaccioso;
-gli emissari della «Giovane Italia»
+gli emissari della «Giovane Italia»
sollevarono il popolo, le provincie furono
inondate di scritti volanti, si formarono
comitati e venne raccolto molto denaro.
@@ -10124,12 +10080,12 @@ Ma intanto si faceva strada un nuovo orientamento;
per rendere nazionale il movimento
e trascinare il popolo era necessaria
la cooperazione anche di forze legali e morali.
-Si prese la via delle riforme e si cercò
+Si prese la via delle riforme e si cercò
di dare tale una forza all'opinione pubblica,
da obbligare i governi a tenerne conto.</p>
<p>Un tale mutamento di tendenze si rivela
-già dal notevole manifesto di Rimini (<i>Manifesto
+già dal notevole manifesto di Rimini (<i>Manifesto
delle popolazioni dello Stato Romano
ai principi ed ai popoli d'Europa</i>),
nel quale i liberali nel 1845 formularono
@@ -10137,10 +10093,10 @@ con parole temperate il loro programma.
Si chiedeva qui, come in tutti i paesi, la
costituzione con grande fermezza. In Italia,
allora, l'opinione pubblica non poteva esprimere
-i suoi desiderî come in Germania
+i suoi desiderî come in Germania
avveniva per opera degli Stati provinciali,
e quindi solo la stampa, e specialmente
-dall'estero, esprimeva la volontà del popolo.
+dall'estero, esprimeva la volontà del popolo.
La stampa aveva allora in Italia una forza
trascinante ed universale.</p>
@@ -10152,7 +10108,7 @@ e gli scritti di Massimo d'Azeglio, di Giacomo
Durando e di altri. Mentre il partito
delle riforme dal Piemonte allargava i suoi
piani politici e faceva una rapida e vittoriosa
-propaganda per l'unità e per la confederazione,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[Pg 321]</a></span>
+propaganda per l'unità e per la confederazione,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[Pg 321]</a></span>
venivano anche prognosticati
i due perni intorno a cui si doveva aggirare
la rivoluzione generale oramai imminente;
@@ -10160,8 +10116,8 @@ il papa (secondo Gioberti) ed il re
di Sardegna (secondo Balbo), l'uno come
centro morale, l'altro politico; e quindi
sembrava che il regno delle Due Sicilie
-dovesse rimanere in disparte. Perchè nè
-da questa parte del Faro, nè tanto meno
+dovesse rimanere in disparte. Perchè nè
+da questa parte del Faro, nè tanto meno
dall'altra, il nazionalismo italiano ha per
base il popolo. L'isolamento geografico, il
movimento commerciale tendente verso
@@ -10176,51 +10132,51 @@ e generale.</p>
<p>E come ora in Italia gli scritti di Gioberti
e di Cesare Balbo rappresentavano
-un momento decisivo, così nel regno delle
+un momento decisivo, così nel regno delle
Due Sicilie due scrittori, Colletta ed Amari,
avevano dato corpo al movimento riformista.
Il primo, il noto generale di Murat,
che aveva conchiusa la convenzione di Casa
Lanza, era stato esiliato a Firenze, dove
-morì nel 1831. Ed in esilio aveva scritto
+morì nel 1831. Ed in esilio aveva scritto
la sua <i>Storia di Napoli</i>, libro notevolissimo
per forma e per contenuto, che partendo<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[Pg 322]</a></span>
da Carlo III, per giungere fino alla
rivoluzione dei Carbonari, pone in evidenza
con l'artistica concisione di un Tacito, il
-cattivo governo dello Stato, la precarietà
-dell'assolutismo e la necessità di un governo
+cattivo governo dello Stato, la precarietà
+dell'assolutismo e la necessità di un governo
costituzionale e popolare. Questo
-libro fu una delle vittorie più segnalate
-del partito delle riforme; esso aprì gli occhi
+libro fu una delle vittorie più segnalate
+del partito delle riforme; esso aprì gli occhi
al popolo con argomenti storicamente fondati.</p>
-<p>La storia del Colletta esercitò la sua influenza
+<p>La storia del Colletta esercitò la sua influenza
anche nella Sicilia. Senza dubbio
-il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò
+il bell'ingegno di Michele Amari si ispirò
ad essa nello scrivere la <i>Storia dei Vespri
Siciliani</i>, che apparve nel 1842; un libro
-di forma tacitiana, ma più ricercata che
+di forma tacitiana, ma più ricercata che
quella di Colletta. Michele Amari rappresenta
-con drammatica vivacità la mirabile
+con drammatica vivacità la mirabile
rivoluzione siciliana, fa conoscere ai Siciliani
i loro diritti costituzionali e pel contrasto,
il miserevole stato del suo tempo.</p>
-<p>Amari, che più recentemente si è fatto
+<p>Amari, che più recentemente si è fatto
molto apprezzare per uno splendido libro
sulla storia dei Musulmani in Sicilia, con
il <i>Vespro Siciliano</i> aveva senz'altro sposato
la causa liberale. Egli era spinto da
vedute nazionali e siciliane nel dare alla
figura ben nota di Giovanni da Procida un
-rilievo più leggendario che storico, onde
+rilievo più leggendario che storico, onde
apparisse come opera di popolo la liberazione
della Sicilia dal giogo di Napoli.<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[Pg 323]</a></span></p>
-<p>Si può dire che le opere di Colletta e
+<p>Si può dire che le opere di Colletta e
di Amari preannunziassero la rivoluzione
-che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che
+che nel 1848 scoppiò tanto a Napoli che
a Palermo. Tutte e due le opere furono
proteste storiche contro l'assolutismo del
governo e contro la dispotica violazione
@@ -10230,7 +10186,7 @@ l'una, la napoletana, rappresenta il
programma del costituzionalismo, l'altra,
la siciliana, sostiene il separatismo e quindi
la repubblica. In tutte e due lo scopo patente
-si è rifugiato entro l'asilo di un'opera
+si è rifugiato entro l'asilo di un'opera
strettamente scientifica.</p>
<p>Mentre questi libri abitavano le menti
@@ -10240,14 +10196,14 @@ divulgati a migliaia di copie fogli
volanti, proteste, appelli, violenti ed eccentrici
nel contenuto, e senza riguardi nel
giudicare il re ed i ministri. La stampa
-pubblica poi subiva una censura delle più
+pubblica poi subiva una censura delle più
feroci. Le parole, <i>popolo, cittadino, nazione</i>,
venivano regolarmente soppresse; le
paure del governo erano assolutamente
ridicole. Al contrario i gesuiti avevano la
-libertà più completa di stampare ciò che
+libertà più completa di stampare ciò che
volevano; prima che venisse fondata in
-Napoli la <i>Civiltà Cattolica</i>, essi pubblicavano
+Napoli la <i>Civiltà Cattolica</i>, essi pubblicavano
la rivista <i>Scienza e Fede</i>, sotto la direzione
del padre Curci, un battagliero<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[Pg 324]</a></span>
avversario di Gioberti, con la protezione
@@ -10260,11 +10216,11 @@ teatrali e sui balli.</p>
<p>A corte regnava una grande bigotteria
ed il re ne dava il primo esempio.</p>
-<p>È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia
+<p>È noto che Ferdinando, fin dall'infanzia
sempre affidato alle cure dei preti, mostrava
un grande ossequio verso la religione ed
i santi. Ascoltava la messa ogni mattina,
-digiunava rigorosamente il venerdì ed il
+digiunava rigorosamente il venerdì ed il
sabato, recitava l'<i>Angelus</i> tre volte al
giorno, non mancava mai alle solenni funzioni
della Chiesa. Celestino Cocle, dell'ordine
@@ -10278,19 +10234,19 @@ chiasso, specialmente tra le donne, era uno
dei suoi beniamini. Dopo gli avvenimenti
del febbraio 1848, Ferdinando II ebbe fama
di feroce tiranno e fu chiamato un secondo
-Attila, ma le passioni gli dettero delle qualità
+Attila, ma le passioni gli dettero delle qualità
che non aveva. Dotato di nessuna intelligenza,
-nè in bene nè in male, questo
-principe molto mediocre subì lo stesso destino
-di molti altri in tempi più antichi e<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[Pg 325]</a></span>
-più recenti: le circostanze e gli uomini
+nè in bene nè in male, questo
+principe molto mediocre subì lo stesso destino
+di molti altri in tempi più antichi e<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[Pg 325]</a></span>
+più recenti: le circostanze e gli uomini
che lo circondavano lo avevano formato; la
paura lo spingeva a qualunque estremo.
Era troppo debole per vincere questa paura,
e troppo ignorante per avere dello Stato
un concetto diverso da quello che egli si
-era formato, cioè che esso fosse sua esclusiva
-proprietà. Era avaro ed ammonticchiava
+era formato, cioè che esso fosse sua esclusiva
+proprietà. Era avaro ed ammonticchiava
milioni spremuti dal suo popolo.</p>
<p>Si dice non senza fondamento che in nessun
@@ -10305,18 +10261,18 @@ di modo che l'uno diventasse controllo
dell'altro. Nel 1846 era presidente dei ministri
il marchese di Pietracatella, un partigiano
accanito dell'assolutismo e delle idee
-austriache. Ministro dell'Interno era Niccolò
+austriache. Ministro dell'Interno era Niccolò
Santangelo; ministro della Polizia
Francesco Saverio Del Carretto; delle Finanze
Ferdinando Ferri, un vecchio liberale
del 1799; degli Esteri il principe di
-Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò
+Scilla, Falco Ruffo; della Giustizia Niccolò
Parisio, uomo molto dotto ma senza energia;
ministro della Guerra e della Marina
era lo stesso re con il generale Giuseppe
-Garzia come direttore generale. Vicerè di<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[Pg 326]</a></span>
+Garzia come direttore generale. Vicerè di<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[Pg 326]</a></span>
Sicilia era il duca Luigi di Maio, un uomo
-spregiato dai Siciliani per la sua nullità.</p>
+spregiato dai Siciliani per la sua nullità.</p>
<p>Di tutti questi ministri erano potenti
solo Del Carretto e Santangelo; dietro di
@@ -10326,28 +10282,28 @@ permettere tutto, sia pubblicamente
nell'indirizzo di governo, sia privatamente
vendendo impieghi e favori. Una protesta
stampata clandestinamente nel 1846, suonava
-così: «Tra i ministri non regna nemmeno
-quell'unione che c'è tra briganti,
-perchè si conoscono, si odiano e si insidiano;
+così: «Tra i ministri non regna nemmeno
+quell'unione che c'è tra briganti,
+perchè si conoscono, si odiano e si insidiano;
il Re li tiene uniti con la forza e
-crede che, quanto più si odiino tra loro,
-tanto più si mantengano fedeli a lui. Se
+crede che, quanto più si odiino tra loro,
+tanto più si mantengano fedeli a lui. Se
uno di loro propone qualche cosa di buono,
-gli altri vi si oppongono per malvagità e
+gli altri vi si oppongono per malvagità e
fanno prevalere il partito peggiore; se uno
propone una cosa cattiva, gli altri diventano
-eroi di virtù e la impediscono, e così
-non si fa niente, nè di buono nè di cattivo,
-ma ognuno fa nel suo ministero ciò che
+eroi di virtù e la impediscono, e così
+non si fa niente, nè di buono nè di cattivo,
+ma ognuno fa nel suo ministero ciò che
vuole. Del Carretto s'atteggia a Nerone,
Santangelo ruba, Ferri fa economia, Parisio
sogna la giustizia, il Re dice orazioni,
monsignore apre le porte del cielo e della
terra. Nessuna meraviglia quindi se non
-c'è un consiglio di Stato e se il governo
-è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[Pg 327]</a></span>
+c'è un consiglio di Stato e se il governo
+è stupido, ingiusto, ridicolo, tirannico e<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[Pg 327]</a></span>
vergognoso tanto per gli oppressori come
-per gli oppressi».</p>
+per gli oppressi».</p>
<p>In fatti le condizioni di Napoli prima
della rivoluzione del 1848 erano spaventevoli.
@@ -10356,29 +10312,29 @@ la polizia riempiva le prigioni,
violando continuamente le leggi e
la sicurezza personale e facendo regola di
ogni sua licenza. I processi si accumulavano
-perchè al minimo sospetto o al più
+perchè al minimo sospetto o al più
leggero cenno di spioni, seguivano processi
in massa, istruiti dalla stessa polizia;
-gli avvocati non osavano più difendere
-gli arrestati, perchè temevano la vendetta
+gli avvocati non osavano più difendere
+gli arrestati, perchè temevano la vendetta
del governo, che toglieva loro le cariche.
-Questa sorte toccò tra gli altri a Giuseppe
+Questa sorte toccò tra gli altri a Giuseppe
Macarelli, presidente della Corte criminale
di Napoli, per aver difeso strenuamente
alcuni giovani accusati di far parte della
-«Giovane Italia». Nello stesso tempo il
+«Giovane Italia». Nello stesso tempo il
governo non si vergognava di mostrare
la sua impotenza contro i briganti e di
fare con loro dei veri e propri trattati d'alleanza.
-Così fece per esempio con Talarico,
+Così fece per esempio con Talarico,
un brigante che per ben dodici anni
-aveva scorazzato per il Sila. Si capitolò
-con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò
+aveva scorazzato per il Sila. Si capitolò
+con lui, il ministro Del Carretto gli consegnò
personalmente il decreto di grazia
a Cosenza, e dopo che il terribile capitano si
fu sottomesso, fu inviato insieme con i suoi
compagni a Lipari, con una pensione di<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[Pg 328]</a></span>
-18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato,
+18 ducati al mese. Un governo così demoralizzato,
che era forte solamente contro
gli inermi, non poteva non essere odiato e
disprezzato. Il fermento cresceva in ogni
@@ -10398,14 +10354,14 @@ ad un entusiasmo indicibile ed il popolo
si ridestava a nuova vita nell'irresistibile
impulso verso le riforme e l'indipendenza
nazionale, Napoli assumeva un aspetto sempre
-più doloroso, perchè il governo raddoppiava
+più doloroso, perchè il governo raddoppiava
le misure di rigore. Il re si
mostrava senza cuore e senza testa, incapace
come era di comprendere i nuovi
tempi, e il potere di Del Carretto giunse
a limiti che sembrano incredibili. Napoli
-si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti
-non si contavano più e nessuna
+si riempì di gendarmi e di spie, gli imprigionamenti
+non si contavano più e nessuna
concessione in senso liberale venne fatta
fino all'estate del 1847. Nella stupida illusione
che un esercito pronto a sparare ed
@@ -10413,7 +10369,7 @@ una numerosa gendarmeria fossero sufficienti<span class="pagenum"><a name="Page_
a comprimere l'odio sempre maggiore
del popolo, alimentato per diecine e
diecine d'anni con odiosi spargimenti di
-sangue, il governo lasciò che l'amarezza
+sangue, il governo lasciò che l'amarezza
crescesse senza limiti, incoraggiato anche
dalle nuove relazioni di amicizia con la
Russia, annodatesi durante la visita che
@@ -10435,7 +10391,7 @@ audaci e fanatici aveva deciso di sorprendere
e di catturare il comandante e gli ufficiali
ad una festa dove si dovevano recare.
Il movimento, dopo una breve lotta per le
-strade, finì con l'arresto o con la fuga di
+strade, finì con l'arresto o con la fuga di
tutti i congiurati. Questo tentativo non era
isolato, ma era in rapporto con le altre
sollevazioni che nell'estate del 1847 ebbero
@@ -10461,22 +10417,22 @@ come qualche tempo prima ad Aquila,
Salerno e Cosenza. Difatti apparvero ben
presto nel porto di Reggio alcune navi
della marina napoletana e dopo una breve
-resistenza, la città si arrese. I capi degli
+resistenza, la città si arrese. I capi degli
insorti si rifugiarono nelle montagne per
cercare di scuotere le provincie: ma le
truppe li inseguirono e dopo che Domenico
Romeo, un uomo di grande coraggio
e di nobile cuore, cadde con l'arme in
-mano, suo fratello si consegnò spontaneamente
-alle autorità. Più fortunato dei suoi
+mano, suo fratello si consegnò spontaneamente
+alle autorità. Più fortunato dei suoi
predecessori, fu condannato alle galere e
-qualche tempo dopo potè di nuovo prendere
+qualche tempo dopo potè di nuovo prendere
una parte attiva ai casi della sua
patria.<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[Pg 331]</a></span></p>
-<p>Questo moto era stato più importante
+<p>Questo moto era stato più importante
di quanti altri ne erano avvenuti dal 1820.
-Pur senza nessuna consistenza, una città
+Pur senza nessuna consistenza, una città
era caduta in mano degli insorti, era
stato proclamato un governo provvisorio
e solamente dopo due mesi di lotta accanita,
@@ -10486,17 +10442,17 @@ completa.</p>
<p>Al governo questa impresa apparve doppiamente
minacciosa, pel fatto che era in
relazione con tutto il movimento rivoluzionario
-italiano e perchè gli insorti avevano
+italiano e perchè gli insorti avevano
inalberato la bandiera di Pio IX. E
-quindi la repressione fu più crudele che
-mai, e si arrivò perfino a far subire la
+quindi la repressione fu più crudele che
+mai, e si arrivò perfino a far subire la
tortura agli insorti ed ai liberali arrestati
e rinchiusi in prigioni orribili; innumerevoli
cittadini, nella capitale e nelle provincie
furono strappati alle loro famiglie e la
ferocia di Del Carretto e di Campobasso
-non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla
-fine. L'eccitazione oramai non più frenabile
+non ebbe più limiti. Ma oramai si era alla
+fine. L'eccitazione oramai non più frenabile
delle popolazioni doveva scoppiare nella
capitale. Le convulsioni che finora avevano
agitato le provincie, avevano un carattere
@@ -10504,79 +10460,79 @@ locale, ma ben diversa era la cosa se la
capitale stessa del Reame forzava la mano
al governo.</p>
-<p>E così accadde. Tanto più numerose si
+<p>E così accadde. Tanto più numerose si
seguivano le riforme che concedeva Pio IX,<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[Pg 332]</a></span>
-tanto più ardente se ne accendeva il desiderio
+tanto più ardente se ne accendeva il desiderio
a Napoli.</p>
<p>La notizia che il papa aveva concessa
una Consulta di Stato cadde su Napoli e
su Palermo come una scintilla in mezzo
alla polvere. La polizia oramai non arrivava
-più in tempo negli arresti; ogni giorno
+più in tempo negli arresti; ogni giorno
per tutte le piazze e per tutte le strade
si rinnovavano dimostrazioni di migliaia
di persone. Il moto si faceva ogni giorno
-più intenso; indirizzi, petizioni, manifesti
+più intenso; indirizzi, petizioni, manifesti
d'ogni genere, deputazioni di Siciliani, di
Calabresi, di Napoletani si seguirono ininterrottamente,
e per le strade non si udiva
-più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i
-Siciliani! Costituzione!»</p>
+più che: «Viva l'Italia! Pio IX! Viva i
+Siciliani! Costituzione!»</p>
-<p>Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto
+<p>Bisognava battere in ritirata. Già nell'agosto
il re aveva abolito la penosa tassa
sul macinato e diminuita quella sul sale;
da ultimo si decise a cambiare il Ministero.
-Ne uscirono Niccolò Santangelo e Ferdinando
+Ne uscirono Niccolò Santangelo e Ferdinando
Ferri; vi rimasero Del Carretto e l'austriacante
Pietracatella. Ma il popolo continuava
a circondare ogni giorno il palazzo
-reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni
+reale gridando: «Riforme! Riforme!» Ogni
giorno continuavano a giungere deputazioni
da tutte le parti del Reame; ogni
giorno i rapporti che venivano dalla provincia,
-parlavano di movimenti sempre più
+parlavano di movimenti sempre più
pericolosi. Napoli era in uno stato di agitazione
convulsa. Il 14 dicembre il popolo<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[Pg 333]</a></span>
-si affollò in piazza della Carità. Schiere innumerevoli
+si affollò in piazza della Carità. Schiere innumerevoli
di gente di tutte le condizioni,
con numerose bandiere dai tre colori nazionali,
-gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo
-di Toscana e i Siciliani», e invocavano ad
+gridavano: «Viva Pio IX, Leopoldo
+di Toscana e i Siciliani», e invocavano ad
alta voce le riforme. La truppa, rinforzata
con le guarnigioni di Salerno e di Nola, era
tutta sotto le armi, ed il palazzo era guardato
dall'artiglieria con i cannoni carichi.
Di nuovo ebbero luogo arresti in massa, e
-poichè tra gli arrestati vi erano numerosi
+poichè tra gli arrestati vi erano numerosi
giovani dell'aristocrazia, quali il principe
Caracciolo, il duca di San Donato, il duca
di Albaneto ed altri, il popolo poteva convincersi
che le idee liberali erano penetrate
-anche nella più alta nobiltà. Si chiusero
-l'Università e le scuole superiori e alcune
+anche nella più alta nobiltà. Si chiusero
+l'Università e le scuole superiori e alcune
migliaia di studenti appartenenti alla provincia
furono costretti ad abbandonare Napoli.
E l'agitazione cresceva, da un momento
all'altro poteva scoppiare la tempesta.
-Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò
+Ma invece di scoppiare in Napoli, scoppiò
in Sicilia, e Palermo dette con la sua coraggiosa
rivolta il segnale a tutta l'Europa
-per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità
+per quella rivoluzione che si diffuse con rapidità
elettrica, per poi finire con mettere
in evidenza in tutti i paesi la debolezza
della razza moderna.</p>
<p>Tra tutte le nazioni che allora si sollevarono
-in nome del diritto e della libertà,
-poche erano più degne di simpatia e nessuna<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[Pg 334]</a></span>
-più conculcata nei suoi diritti della
+in nome del diritto e della libertà,
+poche erano più degne di simpatia e nessuna<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[Pg 334]</a></span>
+più conculcata nei suoi diritti della
Sicilia. Nessuna aveva davanti agli occhi
-una meta così chiara e così reale: l'indipendenza
+una meta così chiara e così reale: l'indipendenza
nazionale e la costituzione del
1812. Mentre in tutto il resto d'Europa ed
-anche in Italia, una quantità di idee di natura
+anche in Italia, una quantità di idee di natura
politica o sociale prodotte da scuole
teoriche o da evoluzioni storiche, confondevano
la mente del popolo, sminuzzavano
@@ -10585,25 +10541,25 @@ un risultato generale, la Sicilia era
rimasta nel suo patriottico isolamento in
disparte da ogni indirizzo moderno. Era
stato abolito il feudalismo senza che sorgessero
-tendenze socialistiche; la nobiltà
+tendenze socialistiche; la nobiltà
alleata col clero, insigne per cultura, mentre
tutto il resto della popolazione rimaneva
indietro, e per meriti patriottici nelle
scienze, era senza contrasti alla testa nel
chiedere il riconoscimento dei diritti nazionali.
-È noto che la costituzione del 1812
+È noto che la costituzione del 1812
concessa da lord Bentich fu abrogata da
Ferdinando I. L'ultimo Parlamento siciliano
fu disciolto il 15 maggio 1815. Quando il
re nel 1816 si preparava a modificare sostanzialmente
quella costituzione di cui l'Inghilterra
si era resa garante, lord Castelreagh
-lo minacciò di un intervento inglese.
+lo minacciò di un intervento inglese.
Ma la minaccia rimase allo stato di nota
-diplomatica ed il re potè indisturbato conculcare
+diplomatica ed il re potè indisturbato conculcare
i diritti della Sicilia e riunire l'11 dicembre<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[Pg 335]</a></span>
1816 l'isola a Napoli. L'esercito nazionale
-fu disciolto, l'amministrazione tornò
+fu disciolto, l'amministrazione tornò
napoletana e le imposte furono aumentate
arbitrariamente. I Siciliani con la rivoluzione
del 20 fecero di nuovo trionfare la
@@ -10612,36 +10568,36 @@ ma dopo che Palermo fu costretta ad aprire
le porte al generale Florestano Pepe, ed il
generale Colletta ebbe domata l'insurrezione,
il governo di Napoli si mise di nuovo
-nella via che s'era prefissa, quella cioè
+nella via che s'era prefissa, quella cioè
di rendere la Sicilia una semplice provincia
del Reame. L'isola, angariata in modo incredibile
dalle imposte, cadde in una profonda
-miseria; le città perdettero ogni animazione,
-ed il governo sperò che in questo
+miseria; le città perdettero ogni animazione,
+ed il governo sperò che in questo
stato di cose ed incoraggiando premeditatamente
l'ignoranza, le forze patriottiche
-si sarebbero sempre più indebolite.</p>
+si sarebbero sempre più indebolite.</p>
<p>Nel 1837, dopo l'insurrezione provocata
dal colera, Ferdinando II aveva con un decreto
del 31 ottobre compiuto un ulteriore
atto di violenza contro i Siciliani; venne
-stabilita la reciprocità degli impieghi fra
-Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza
+stabilita la reciprocità degli impieghi fra
+Napoli e la Sicilia, così che, senza differenza
di paese, qua potevano venir assunti
-i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il
-disagio finanziario contribuì ad inasprire
-l'animo dei Siciliani, poichè quantunque
+i Napoletani, là i Siciliani. Inoltre anche il
+disagio finanziario contribuì ad inasprire
+l'animo dei Siciliani, poichè quantunque
per legge del Parlamento del 1813 il governo
non potesse ricavare dalla Sicilia<span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[Pg 336]</a></span>
una somma superiore a 1.847.685 oncie,
pure questa cifra era stata di molto superata,
specialmente per la tassa sul macinato
e l'imposta fondiaria. S'aggiunsero poi altre
-tasse, tanto che la piccola proprietà era oberata
+tasse, tanto che la piccola proprietà era oberata
del 32 per cento.</p>
-<p>E la miseria divenne sempre più spaventosa.
+<p>E la miseria divenne sempre più spaventosa.
Due flagelli avevano devastata l'isola:
il colera e Del Carretto, l'<i>alter ego</i> del re.
Questo uomo, che lo stesso Tiberio non
@@ -10659,7 +10615,7 @@ ricordava quello del granduca Costantino
di Russia, fu l'ultimo governatore di sangue
reale. Dopo il suo richiamo, avvenuto nel
1835, non furono nominati che generali. Nel
-1839 il re nominò luogotenente dell'isola
+1839 il re nominò luogotenente dell'isola
perfino uno Svizzero, il generale Tschudy;
gli successe il generale Vial e nel 1840 il De
Maio.</p>
@@ -10681,17 +10637,17 @@ furono ben differenti. La rivoluzione del
1848 intrapresa con entusiasmo, fu da principio
mirabile per unanime concordia di
animi, ebbe favorevoli le circostanze di
-tempo, e pure in poco tempo finì miseramente
+tempo, e pure in poco tempo finì miseramente
con grande meraviglia di tutti. Quasi
ventimila uomini in armi potevano combattere
-per lei e si può dire che due reggimenti
+per lei e si può dire che due reggimenti
svizzeri ne ebbero ragione senza
fatica.</p>
<p>Esaminiamo un poco l'andamento delle
cose.</p>
-<p>Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo
+<p>Già nell'autunno del 1847 mentre il popolo
di Napoli si agitava violentemente,
anche quello di Palermo era in grande fermento.
Governatore del re era Maio (un
@@ -10699,7 +10655,7 @@ nome che ai tempi di Guglielmo il Normanno
aveva avuto un periodo di rinomanza
molto sgradita) e comandante delle
truppe reali era Vial. La popolazione, con
-alla testa uomini della più antica nobiltà,<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[Pg 338]</a></span>
+alla testa uomini della più antica nobiltà,<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[Pg 338]</a></span>
il marchese Ruggiero Settimo, il marchese
Spedalotto, il principe Serra di Falco, Scordia,
Pallagonia, Grammonte, Pantellaria,
@@ -10715,29 +10671,29 @@ con cavalleresca franchezza ad alta voce; la
rivoluzione, infatti, venne proclamata con
manifesti, discorsi e deputazioni. Essa non
doveva avere nessuno dei caratteri di una
-cospirazione, nè assumere l'aspetto di una
+cospirazione, nè assumere l'aspetto di una
rivolta o di una sedizione; no, era la popolazione
che si sollevava tutta intiera. Si
-stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848,
+stabilì anche una data, il 12 gennaio 1848,
giorno natalizio di Ferdinando: se per
-quel giorno i desiderî del popolo non venissero
+quel giorno i desiderî del popolo non venissero
soddisfatti, si sarebbe dato principio
alla lotta. E la mattina di quel giorno
-il popolo infatti si ribellò. Le campane suonarono
+il popolo infatti si ribellò. Le campane suonarono
a stormo, tutta la popolazione, nobili,
frati, preti, borghesi, operai e pescatori,
senza distinzione di casta, gli uni bene
armati, gli altri impugnando armi d'occasione,
spiedi, ramponi e coltelli da caccia,
-si riversò sulle piazze. Si gridava: <i>Evviva
+si riversò sulle piazze. Si gridava: <i>Evviva
Pio IX! Evviva la Lega Italiana! Evviva<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[Pg 339]</a></span>
Santa Rosalia</i>. Le truppe si ritirano; l'artiglieria
circonda il palazzo reale, il quale
-domina il Cassaro che è la strada principale
-della città. Alle due dopo mezzogiorno
+domina il Cassaro che è la strada principale
+della città. Alle due dopo mezzogiorno
Palermo era piena di barricate, senza che si
venisse alle mani. Si stava pronti da una
-parte e dall'altra; tutta la notte passò in
+parte e dall'altra; tutta la notte passò in
silenzio, interrotto solo da qualche voce di
comando, da qualche lumicino nelle strade
e dai fuochi accesi sulle piazze. La mattina
@@ -10747,20 +10703,20 @@ dopo pranzo dal forte di Castellammare si
prese a tirar granate. Questo forte era comandato
da uno Svizzero risoluto, il colonnello
Gros, che aveva ordine di lanciare
-ogni cinque minuti una bomba sulla città;
-egli tirò solamente ogni quarto d'ora. Per
-le strade si combattè con ardore; le campane,
+ogni cinque minuti una bomba sulla città;
+egli tirò solamente ogni quarto d'ora. Per
+le strade si combattè con ardore; le campane,
che suonavano a stormo, confondevano
il loro frastuono con le grida dei combattenti
-e con il crepitío delle armi. I consoli
+e con il crepitío delle armi. I consoli
di tutte le potenze estere ed il comandante
della nave inglese ancorata nel porto, formularono
una protesta in cui si chiedeva di
moderare almeno il bombardamento della
-città e che si interrompessero le ostilità per
+città e che si interrompessero le ostilità per
ventiquattr'ore, onde dar tempo agli stranieri
di rifugiarsi sulle navi. Trascorso questo
-termine, che fu concesso, la lotta cominciò
+termine, che fu concesso, la lotta cominciò
di nuovo. Il coraggio dei Palermitani<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[Pg 340]</a></span>
fu degno dei loro antenati; si videro
gruppi capitanati perfino da frati benedettini
@@ -10770,11 +10726,11 @@ Meraviglioso l'ordine; non fu commesso
nessun eccesso e nessun furto senza
che non venisse immediatamente punito
dalla stessa giustizia popolare. Nessun atto
-di crudeltà fu commesso da parte del popolo
+di crudeltà fu commesso da parte del popolo
nei primi giorni della rivolta; gli insorti
stessi trasportavano al lazzaretto i
-soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete
-di vendetta, e gli odî personali e politici
+soldati feriti. Ma più tardi s'accese la sete
+di vendetta, e gli odî personali e politici
vollero le loro vittime; avvennero scene di
terribile furore popolare; anche i soldati,
e forse per i primi, divennero feroci, inaspriti
@@ -10788,7 +10744,7 @@ sul selciato delle strade, morti e viventi.</p>
capi emanarono un proclama in cui si enumeravano
le cause della rivoluzione. Da
trent'anni, si diceva in esso, il Parlamento
-siciliano non viene più convocato; l'assolutismo,
+siciliano non viene più convocato; l'assolutismo,
che ha violato le leggi e conculcato
tutti i diritti, ha prodotto la miseria
nelle campagne e nelle industrie. Invano il
@@ -10797,7 +10753,7 @@ che pure nel 1812 aveva garantito
l'applicazione dello Statuto di Federico
II d'Aragona nella sua nuova forma;
invano le sollevazioni del 1831, 1837, 1847!
-Ma con le riforme di Pio IX è venuta l'ora
+Ma con le riforme di Pio IX è venuta l'ora
della liberazione, ed ora i Siciliani si sono
armati per riconquistare i loro diritti, per
ricondurre di nuovo la loro patria nel numero
@@ -10807,7 +10763,7 @@ il tirannico Carlo d'Anjou? Non hanno sostenuto
Ferdinando d'Aragona contro tutta
l'Europa? Che cosa possono le armi di Ferdinando
II, se tutto un popolo persiste nel
-suo volere? Il dado è tratto, completiamo
+suo volere? Il dado è tratto, completiamo
noi la santa impresa. Viva Pio IX! Viva
la Sicilia! Viva i nostri fratelli d'Italia!</p>
@@ -10818,18 +10774,18 @@ su dieci navi, sei mila uomini agli ordini
del generale Desauget. E quando queste
truppe giunsero a Palermo il 15 gennaio
(ci vogliono sedici ore di navigazione
-da Napoli a Palermo) tutta la città, meno
+da Napoli a Palermo) tutta la città, meno
i forti ed il palazzo reale, era in mano degli
insorti. La rivolta era organizzata splendidamente;
si era formato un governo provvisorio
composto di trenta persone scelte tra
-le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla
+le più nobili. Oramai tutti partecipavano alla
rivoluzione; che essa fosse una sollevazione<span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[Pg 342]</a></span>
vera e propria e non, come si disse poi, un
semplice colpo di mano del clero desideroso
-di potere e della nobiltà gelosa dei suoi diritti,
+di potere e della nobiltà gelosa dei suoi diritti,
lo dimostra il fatto che vi parteciparono
-tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti,
+tutte le altre città dell'isola. A Siracusa, Girgenti,
Catania, Trapani, Noto, Milazzo e Caltanissetta
le truppe napoletane furono sbaragliate;
fu nominata una Giunta provvisoria e
@@ -10840,25 +10796,25 @@ la difesa, presieduta dal principe di Pantellaria,
la seconda per il vettovagliamento,
presieduta dal marchese Spedalotto, la terza
per le finanze, presieduta dal marchese di
-Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato,
+Rudinì, e la quarta per gli affari di Stato,
presieduta da Ruggiero Settimo, un nobile
e degno vecchio, che era stato ministro e
-che godeva una grandissima popolarità per
+che godeva una grandissima popolarità per
le sue idee liberali.</p>
<p>Le truppe di Desauget si unirono agli
assediati e formarono un corpo di novemila
uomini, coi quali fu possibile ricominciare
la lotta. Il duca Maio e Spedalotto, pretore
-della città, vale a dire presidente del Senato
+della città, vale a dire presidente del Senato
di Palermo, si scambiarono delle note:
il popolo chiedeva la costituzione del 1812
e l'immediata convocazione del Parlamento.
Il conte d'Aquila, fratello del re, che era
giunto il 15 insieme con le truppe, ventiquattr'ore
-dopo ripartì per Napoli con due<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[Pg 343]</a></span>
+dopo ripartì per Napoli con due<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[Pg 343]</a></span>
fregate, per esporre al re lo stato delle cose
-ed esortarlo a cedere. Il 25 era già di ritorno
+ed esortarlo a cedere. Il 25 era già di ritorno
portando seco il decreto di riforme
che il re, spaventato dalla piega degli avvenimenti,
si era lasciato strappare. Con
@@ -10870,21 +10826,21 @@ il conte d'Aquila veniva nominato governatore,
e si creava un nuovo Ministero presieduto
da Lucchesi, Palli.</p>
-<p>Ma il governo provvisorio rifiutò queste
+<p>Ma il governo provvisorio rifiutò queste
concessioni; esso voleva l'allontanamento
delle truppe, la consegna di tutti i forti e
la convocazione del Parlamento in base alla
costituzione del 1812. L'entusiasmo non
-permetteva più di riflettere, si voleva ottenere
-tutto e la lotta ricominciò con nuovo
+permetteva più di riflettere, si voleva ottenere
+tutto e la lotta ricominciò con nuovo
ardore da tutte e due le parti. I soldati soffrivano
enormemente; mancavano di pane
e amareggiati da una lotta ininterrotta, cominciarono
-a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio
+a ripiegare. Allorchè il 25 gennaio
anche il palazzo reale cadde in mano
-del popolo, Desauget vide l'impossibilità
+del popolo, Desauget vide l'impossibilità
non solo di domare Palermo, ma di resistere
-ancora, e domandò un armistizio per
+ancora, e domandò un armistizio per
imbarcare gli avanzi delle sue truppe e rimandarli
a Napoli. Ma il popolo mise come
condizione assoluta per l'armistizio, la consegna
@@ -10911,24 +10867,24 @@ di organizzarsi in senso nazionale.</p>
<p>In Napoli questi avvenimenti venivano
ingrossati, ed il popolo si abbandonava ad
una gioia irrefrenabile; le strade rintronavano
-continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!»
-Già in Castel Sant'Elmo sventolava
+continuamente del grido: «Sicilia! Costituzione!»
+Già in Castel Sant'Elmo sventolava
la bandiera rossa ed in tutte le caserme
risuonavano segnali d'allarme. Chi
-poteva più frenare una città come Napoli?
+poteva più frenare una città come Napoli?
Il re, assediato dai suoi consiglieri e dal
corpo diplomatico, tentannava, ma alla fine
-si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio
-Del Carretto fu allontanato, ed allorchè
+si decise a cedere. Già la sera del 26 gennaio
+Del Carretto fu allontanato, ed allorchè
in compagnia del duca Filangieri
scendeva le scale del palazzo reale, venne<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[Pg 345]</a></span>
arrestato e poi silenziosamente e di notte,
come si usava un tempo a Venezia, condotto
-su di una nave già pronta che partì
+su di una nave già pronta che partì
immediatamente per Livorno. Non gli fu
-concessa nessuna dilazione e non potè salutare
-nè amici, nè parenti; solamente il
-re gli mandò 3000 ducati.</p>
+concessa nessuna dilazione e non potè salutare
+nè amici, nè parenti; solamente il
+re gli mandò 3000 ducati.</p>
<p>Tutti i ministri presentarono le loro dimissioni.
A presiedere il nuovo gabinetto
@@ -10938,7 +10894,7 @@ furono scelti tra le persone bene accette
al popolo, come Borelli, che aveva
partecipato alla rivoluzione del '20 e che
aveva sofferto il carcere e l'esilio; Bonanni,
-Dentice, e Carlo Cianciulli che andò agli
+Dentice, e Carlo Cianciulli che andò agli
Interni. Si disse che costoro avevano accettato
il portafogli solo alla condizione che
il re concedesse la costituzione; altri dicevano
@@ -10948,9 +10904,9 @@ decreto venne il 29 gennaio 1848. Si creava
una Camera Alta, i di cui componenti venivano
scelti dal re, ed una Camera di Deputati
eletti dal popolo; si annunziava
-inoltre la responsabilità dei ministri, la fondazione
+inoltre la responsabilità dei ministri, la fondazione
di una Banca nazionale; e si riconcedeva
-la libertà di stampa. Così il re assoluto
+la libertà di stampa. Così il re assoluto
di Napoli era stato condotto dalla
forza degli avvenimenti a concedere la costituzione
prima ancora che in Toscana ed<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[Pg 346]</a></span>
@@ -10958,11 +10914,11 @@ in Piemonte. In un baleno le cose cambiarono
d'aspetto: la polizia scomparve come
gli uccelli notturni che la luce del sole spaventa;
gli esiliati tornarono in patria; le carceri
-restituirono le loro vittime; la libertà
+restituirono le loro vittime; la libertà
di stampa fece piovere giornali, fogli volanti,
e specialmente satire atroci contro i
-passati ministri. Il popolo però nei suoi
-strati più bassi contemplava queste novità
+passati ministri. Il popolo però nei suoi
+strati più bassi contemplava queste novità
con sfiducia; i lazzaroni, questi amici del
re assoluto, che si erano abituati alle esortazioni
dei frati fanatici ed alle distribuzioni
@@ -10971,13 +10927,13 @@ cominciarono ad agitarsi ed a riunirsi
al Mercato e nel porto per difendere
il re; ma la guardia nazionale li costrinse a
mantenersi tranquilli. La concessione della
-costituzione creò per prima cosa la divisione
+costituzione creò per prima cosa la divisione
degli animi in vari partiti, e mentre
da una parte si schieravano radicali ed
avvocati, scrittori e principi e si univano
in un lavoro appassionato, si vide dall'altra
parte il popolo in grande maggioranza,
-per quanto commosso dalla novità della
+per quanto commosso dalla novità della
cosa, incapace di afferrare un principio politico
e di partecipare efficacemente al
nuovo stato di cose. I Napolitani sono dei
@@ -10988,32 +10944,32 @@ teatrale, mentre la polizia pensa a
sgombrare il palcoscenico.</p>
<p>Si fecero dei saturnali d'una incredibile
-vivacità; partirono emissari per tutte le
+vivacità; partirono emissari per tutte le
provincie con la formola di giuramento
-della costituzione. Una nave salpò in gran
+della costituzione. Una nave salpò in gran
fretta per Palermo onde calmare i Siciliani
che ancora combattevano e per ordinare
al comandante di Castellammare di consegnare
-il forte nelle mani del popolo. E ciò
+il forte nelle mani del popolo. E ciò
accadde il 5 febbraio. Tre giorni prima il
governo provvisorio aveva assunto una
-forma più stabile sotto la presidenza di Ruggiero
+forma più stabile sotto la presidenza di Ruggiero
Settimo e mentre tutta l'isola si rafforzava
-sempre più nel nuovo stato, cresceva
+sempre più nel nuovo stato, cresceva
anche la fiducia nelle proprie forze
e la convinzione della debolezza di Napoli.
E pure Messina era ancora nelle mani delle
-truppe regie; perchè la poderosa fortezza
+truppe regie; perchè la poderosa fortezza
resisteva a tutte le tempeste di popolo e
dalle mura di essa Pronio rovesciava sugli
insorti una pioggia di bombe. Quello che
-sorprende è che i Siciliani non sieno stati
+sorprende è che i Siciliani non sieno stati
in grado d'impadronirsi di quella fortezza
nel primo impeto della loro rivolta. Costretti
-ad abbandonare questo posto così importante,
+ad abbandonare questo posto così importante,
essi lasciarono in vita il primo germe
di rovina della loro impresa; Messina fu
-il tallone d'Achille della loro libertà.</p>
+il tallone d'Achille della loro libertà.</p>
<p>Frattanto il governo di Napoli si trovava
nella peggiore delle situazioni. Incapace di<span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[Pg 348]</a></span>
@@ -11022,7 +10978,7 @@ meno disposto a riconoscere le pretese del
popolo, fu costretto ad accettare la proposta
mediazione dell'Inghilterra.</p>
-<p>Il Gabinetto di Palmerston profittò con
+<p>Il Gabinetto di Palmerston profittò con
prontezza dell'interna confusione di Napoli
per indebolire il Regno, per intromettersi
attivamente nei suoi affari e conquistarsi
@@ -11037,8 +10993,8 @@ ed armi e munizioni inglesi erano state
distribuite in gran copia a Palermo. La
diplomazia inglese spingeva il re a fare le
maggiori concessioni e ad accettare la mediazione
-di lord Munto. Allorchè poi la rivoluzione
-di febbraio in Francia minacciò di
+di lord Munto. Allorchè poi la rivoluzione
+di febbraio in Francia minacciò di
sconvolgere la situazione di tutta l'Europa
e dette nuova energia alle richieste dei
popoli, il governo di Napoli concesse ai
@@ -11048,9 +11004,9 @@ senza arrivare ad una definitiva rinunzia.</p>
<p>Il 6 marzo, il re dette il suo assenso ad
un'immediata convocazione del Parlamento
siciliano e alla revisione della costituzione
-del 1812 «adattandola ai nuovi tempi».<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[Pg 349]</a></span>
+del 1812 «adattandola ai nuovi tempi».<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[Pg 349]</a></span>
Contemporaneamente Ruggiero Settimo
-venne nominato vicerè e venne creato un
+venne nominato vicerè e venne creato un
Ministero siciliano; tuttavia, Siracusa e
Messina dovevano, come garanzia, permettere
una guarnigione di truppe napolitane.</p>
@@ -11070,13 +11026,13 @@ i precedenti spergiuri, la passione patriottica,
l'odio, l'orgoglio nazionale e finalmente
lo stato di convulsione in cui si
trovava l'Europa e che sembrava presagire
-una nuova èra, soffocarono ogni voce di
+una nuova èra, soffocarono ogni voce di
moderazione. Lord Munto venne accolto
in Palermo con fredda sostenutezza, si
-diffidò dell'Inghilterra non meno che dei
-Napolitani, si reclamò la indipendenza più
-completa, si accettò solamente un governatore
-di sangue reale purchè riconosciuto
+diffidò dell'Inghilterra non meno che dei
+Napolitani, si reclamò la indipendenza più
+completa, si accettò solamente un governatore
+di sangue reale purchè riconosciuto
dal Parlamento nazionale e come procuratore
di esso. Tutti gli impiegati dovevano
essere siciliani e dovevano venir nominati
@@ -11085,7 +11041,7 @@ essere siciliana. Si chiedeva inoltre
la consegna di Messina e di Siracusa e che
la quarta parte della marina da guerra e
degli approviggionamenti militari fossero
-dichiarati proprietà nazionale della Sicilia.
+dichiarati proprietà nazionale della Sicilia.
Da ultimo la Sicilia doveva avere una rappresentanza
autonoma nella Lega italiana.</p>
@@ -11093,14 +11049,14 @@ autonoma nella Lega italiana.</p>
assumere il titolo di re di Sicilia, ma allo
stesso modo come ha ancora il titolo di
re di Gerusalemme. I Siciliani, dato il trattamento
-che avevano fino allora subíto,
+che avevano fino allora subíto,
potevano bene assumersi il diritto di fare
queste richieste, ma disgraziatamente mancava
-loro il più efficace dei diritti, quello
-della forza che è l'unica che possa mutare
-in fatti la sola volontà.</p>
+loro il più efficace dei diritti, quello
+della forza che è l'unica che possa mutare
+in fatti la sola volontà.</p>
-<p>Il re protestò solennemente contro ogni
+<p>Il re protestò solennemente contro ogni
atto che tendeva a diminuire la situazione
creatagli dal Congresso di Vienna, come
re delle Due Sicilie. Dietro di lui si agitava
@@ -11109,15 +11065,15 @@ Chreptowitsch, di fronte a lui stava lord
Munto. Ed intanto si andava avanti con
le trattative senza concludere nulla, mentre
da una parte i Siciliani si governavano
-da sè stessi e dall'altra a Napoli si rappresentava
+da sè stessi e dall'altra a Napoli si rappresentava
una nuova opera intitolata: <i>La
Costituzione</i>.</p>
<p>La costituzione venne annunziata il 10
-febbraio ed il re, il 24 febbraio la giurò<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[Pg 351]</a></span>
+febbraio ed il re, il 24 febbraio la giurò<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[Pg 351]</a></span>
nella chiesa di S. Francesco di Paola, sopra
il Vangelo, con grande pompa, in mezzo
-all'entusiasmo del popolo, così come aveva
+all'entusiasmo del popolo, così come aveva
fatto suo nonno Ferdinando I. Ancora una
volta Napoli diventava uno Stato costituzionale.</p>
@@ -11134,20 +11090,20 @@ del favore della Corte e veniva nominato
Intendente del Principato Citeriore, e come
difensore della monarchia costituzionale
veniva posto contro il radicalismo che diventava
-sempre più irrequieto. L'11 marzo
+sempre più irrequieto. L'11 marzo
i Napoletani godettero uno spettacolo eccezionalissimo:
Nella piazza davanti a Castel
Nuovo, passavano trenta carrozze con
entro i gesuiti mandati in esilio. Monsignor
Cocle, il potentissimo confessore del re, era
-già scappato via e si era rifugiato a Malta.
+già scappato via e si era rifugiato a Malta.
Del resto l'allontanamento dei gesuiti mise
in luce lo stato morale del popolo. Appena
-essi avevano abbandonata la città, i lazzaroni,
+essi avevano abbandonata la città, i lazzaroni,
sobillati da frati e preti, si radunarono
in gran numero e cominciarono a<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[Pg 352]</a></span>
chiedere a grandi gridi il richiamo dei seguaci
-della Compagnia di Gesù. Acclamavano
+della Compagnia di Gesù. Acclamavano
il re e la Madonna del Carmine, ma
gridavano morte alla costituzione ed ai
liberali che volevan togliere loro, come
@@ -11157,19 +11113,19 @@ guardia nazionale dovette penare non poco
per sedare il tumulto. Questi lazzaroni,
povere creature del momento e pure ardenti
sostenitori del passato, non avevano
-la più lontana idea di ciò che fosse costituzione.
+la più lontana idea di ciò che fosse costituzione.
Essi rimanevano fedeli al re; appena
questi si mostrava in pubblico, essi
lo circondavano e gli chiedevano le armi
-per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo
+per combattere i suoi nemici. «Se non abbiamo
armi, dicevano, prenderemo le pietre
delle strade e ti difenderemo, come i nostri
-padri hanno difeso tuo nonno».</p>
+padri hanno difeso tuo nonno».</p>
<p>Mentre la Sicilia, che il 25 marzo aveva
solennemente inaugurato il suo Parlamento,
si apparecchiava alla completa indipendenza
-e alla deposizione del re, così che il governo
+e alla deposizione del re, così che il governo
si trovava in grandi imbarazzi tanto
da una parte che dall'altra del faro, sopraggiunse
anche il movimento che si era
@@ -11178,26 +11134,26 @@ Napoli ad uscir fuori dei propri confini. Si
trattava della <i>Lega d'Italia</i>: si doveva
tenere il Congresso italiano a Roma, inviare
un esercito a cooperare alla guerra<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[Pg 353]</a></span>
-dì Lombardia in favore dell'indipendenza
-italiana. Si preparò tutto con grande abilità.
-Già il 28 marzo il principe Schwarzenberg,
+dì Lombardia in favore dell'indipendenza
+italiana. Si preparò tutto con grande abilità.
+Già il 28 marzo il principe Schwarzenberg,
ambasciatore austriaco a Napoli
-fu costretto a partire; il 7 aprile salì al
+fu costretto a partire; il 7 aprile salì al
potere un nuovo Ministero sotto la presidenza
-di Carlo Troia ed il re pubblicò un
+di Carlo Troia ed il re pubblicò un
pomposo manifesto in cui invitava il suo
popolo a cooperare all'unione d'Italia. Immediatamente
partirono i reggimenti per la
Lombardia sotto il comando del generale
Guglielmo Pepe, il celebre capo dei Carbonari
del 1820. Numerosi volontari erano
-già partiti, accompagnati dall'entusiastica
+già partiti, accompagnati dall'entusiastica
principessa Belgioioso.</p>
<p>Erano appena accaduti questi fatti e gli
occhi di tutti erano rivolti verso una patria
-più grande, quando giunse da Palermo la
-notizia che il Parlamento siciliano aveva all'unanimità
+più grande, quando giunse da Palermo la
+notizia che il Parlamento siciliano aveva all'unanimità
deposto Ferdinando II e l'aveva
dichiarato decaduto da tutti i suoi diritti
sulla Sicilia. Il 13 aprile fu redatto questo
@@ -11214,14 +11170,14 @@ le sue parti.</p>
<p>Questi provvedimenti estremi non ottennero
un consenso unanime nel popolo. I
-radicali esultarono; Palermo s'illuminò a
+radicali esultarono; Palermo s'illuminò a
festa per tre sere consecutive; furono spezzate
tutte le statue dei re, eccetto quella
di Carlo III; ma i moderati ne rimasero
spaventati; oramai era inevitabile una maggiore
divisione di partiti e quindi un principio
-di reazione. Odî sconfinati e passioni
-fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la
+di reazione. Odî sconfinati e passioni
+fanatiche, l'orgoglio dell'alta nobiltà, la
speranza nell'Inghilterra e nella Francia ed
anche nel Piemonte, al cui re si era spontaneamente
offerta la corona, avevano contribuito
@@ -11250,9 +11206,9 @@ maggio.</p>
<p>Le cose stavano a questo punto, quando
il 15 maggio avvenne un colpo di scena
-che ferì a morte la rivoluzione di Napoli.
+che ferì a morte la rivoluzione di Napoli.
Era il giorno destinato all'apertura del
-Parlamento; i deputati erano già giunti
+Parlamento; i deputati erano già giunti
dalla provincia, ed il re aveva nominato
le 50 persone che dovevano far parte della
Camera Alta. Il giorno prima nel giornale
@@ -11262,27 +11218,27 @@ deputati ed i senatori dovevano riunirsi
nella chiesa di S. Lorenzo dove, dopo ascoltata
la Messa, il re avrebbe pronunciato il
discorso d'apertura, a cui avrebbe seguito
-il giuramento di fedeltà al trono ed alla
+il giuramento di fedeltà al trono ed alla
costituzione. Appena questo programma fu
-pubblicato, cominciò un'agitazione violenta.
+pubblicato, cominciò un'agitazione violenta.
I deputati si rifiutavano di prestare un giuramento
che veniva a limitare i poteri della
futura Camera; i radicali non volevano
sentir parlare di una Camera Alta. Questi
ultimi, in numero di 99, tra i quali Ricciardi,
Camaldoli e La Cecilia, appartenenti
-alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto,
+alla nobiltà, si riunirono a Monteoliveto,
sedendo in permanenza tutta la notte dal
14 al 15 e mandando una deputazione al<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[Pg 356]</a></span>
-presidente dei ministri perchè rinunziasse
-a quel programma. Il re vi si rifiutò. Ed
+presidente dei ministri perchè rinunziasse
+a quel programma. Il re vi si rifiutò. Ed
i radicali allora, forse tra loro vi era qualche
agente del governo, eccitarono il popolo:
si proruppe in minaccie, si disse che
giungevano in rinforzo i Calabresi di Romeo,
che sarebbero intervenuti i Francesi che
-già tenevano pronta una flotta nelle acque
-di Napoli, e si gridò che bisognava deporre
+già tenevano pronta una flotta nelle acque
+di Napoli, e si gridò che bisognava deporre
il re e proclamare la repubblica. Nelle
strade laterali di Toledo, occupate dalla
guardia nazionale, si innalzarono numerose
@@ -11292,12 +11248,12 @@ crescevano di minuto in minuto.
La mattina del 15 i deputati si costituirono
nel Parlamento in governo provvisorio
e nominarono un Comitato di salute
-pubblica. E così si rese impossibile una
+pubblica. E così si rese impossibile una
soluzione incruenta. Fu la sfiducia verso
la dinastia dei Borboni che spinse le cose
-a questi estremi; più a questa sfiducia che
+a questi estremi; più a questa sfiducia che
al partito repubblicano si deve ascrivere
-la catastrofe del 15 maggio; perchè i repubblicani
+la catastrofe del 15 maggio; perchè i repubblicani
erano poco numerosi e senza
alcun seguito nel popolo. Il re poi la mattina
fece ancora delle altre concessioni:
@@ -11319,7 +11275,7 @@ intenzione di mantenere la costituzione:
abolizione della Camera Alta, consegna di
tutti i forti alla guardia nazionale, allontanamento
di tutte le truppe dieci miglia
-dalla città. Il re di rimando si riportò alla
+dalla città. Il re di rimando si riportò alla
costituzione da lui giurata e che la Camera
dei Deputati aveva apertamente violata
con le sue deliberazioni illegali e che egli
@@ -11328,23 +11284,23 @@ questo momento erano i deputati che avevano
violato la costituzione del 10 febbraio,
mentre finora il governo aveva agito legalmente.
Esso conosceva la debolezza del
-partito popolare e poteva contare sulla fedeltà
-delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare
+partito popolare e poteva contare sulla fedeltà
+delle truppe e perciò non temeva d'ingaggiare
la lotta con risolutezza. Il re
-stesso alla fine si mostrò risoluto di andare
-fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti
+stesso alla fine si mostrò risoluto di andare
+fino agli estremi, e mandò un ordine a tutti
i comandanti dei forti di bombardare la
-città al primo inizio delle ostilità.</p>
+città al primo inizio delle ostilità.</p>
-<p>Alle 11 del mattino si sparò il primo<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[Pg 358]</a></span>
+<p>Alle 11 del mattino si sparò il primo<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[Pg 358]</a></span>
colpo di fucile. Una guardia nazionale uccise
-un soldato e la lotta cominciò. Le
+un soldato e la lotta cominciò. Le
truppe si slanciarono subito contro le barricate
e i quattro reggimenti svizzeri si
avanzarono con le baionette inastate. Contemporaneamente
-da Castel Nuovo si cominciò
-a bombardare a mitraglia la città
-senza riguardi. Si combattè per lungo tempo
+da Castel Nuovo si cominciò
+a bombardare a mitraglia la città
+senza riguardi. Si combattè per lungo tempo
con grande accanimento; ma quantunque
i radicali avessero trasformato in fortezze
molte case e dalle finestre e dai balconi
@@ -11353,12 +11309,12 @@ barricate caddero davanti all'impeto degli
Svizzeri, i quali poi si precipitarono entro
i palazzi ed uccisero a colpi di spada chiunque
trovarono in armi. Nel pomeriggio la
-mischia era già finita sotto Toledo, ma si
+mischia era già finita sotto Toledo, ma si
combatteva ancora a S. Brigida in Mercadello.
Molti palazzi bruciavano o cadevano
in rovina. Dietro gli Svizzeri infuriavano
schiere sfrenate di lazzaroni venuti
-per saccheggiare la città e che si precipitavano
+per saccheggiare la città e che si precipitavano
in ogni casa rimasta libera per prendere
quanto capitava loro nelle mani. La
notte del 15 trascorse illuminata dai bagliori
@@ -11375,8 +11331,8 @@ potuto fuggire; altri tentarono d'imbarcarsi
sulle navi francesi ancorate nel porto.</p>
<p>Il trono era stato salvato dagli Svizzeri.
-Si è rimproverato a questi mercenari del
-dispotismo la loro crudeltà verso il popolo
+Si è rimproverato a questi mercenari del
+dispotismo la loro crudeltà verso il popolo
ed anche di aver partecipato al saccheggio
dei palazzi nella giornata del 15 maggio;
ed i quattro comandanti a nome dei loro
@@ -11391,15 +11347,15 @@ che anch'essi avevano giurato di difendere.</p>
del suo palazzo per ringraziare i suoi salvatori
ed il 17 fece una passeggiata in
carrozza per le strade devastate della sua
-città. I lazzaroni lo circondarono subito,
+città. I lazzaroni lo circondarono subito,
sventolando bandiere borboniche, con in
mezzo la Madonna del Carmine, e gridando:
-«Santa fede!» Pretendevano anche che il
+«Santa fede!» Pretendevano anche che il
re desse loro il permesso di saccheggiare
-la città.</p>
+la città.</p>
<p>Il giorno 16 era stata disciolta la guardia
-nazionale ed una ragazzaglia cenciosa portò
+nazionale ed una ragazzaglia cenciosa portò
le armi al Comando generale con urli di<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[Pg 360]</a></span>
gioia. Napoli venne posta in stato d'assedio e
contemporaneamente apparve un decreto
@@ -11407,7 +11363,7 @@ reale che conteneva la formale assicurazione
che la costituzione giurata sarebbe stata
fedelmente mantenuta e che, mentre scioglieva
la Camera, ne convocava un'altra
-pel primo giugno. Si formò anche un nuovo
+pel primo giugno. Si formò anche un nuovo
Ministero nel quale Cariati ebbe la presidenza,
Bozzelli l'interno, il principe Ischitella
la guerra e la marina, Torella l'agricoltura
@@ -11416,37 +11372,37 @@ i lavori pubblici, Paolo Ruggiero le finanze
e Serracapriola la presidenza del Consiglio
di Stato.</p>
-<p>Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta
-del 15 maggio, più fortunato di suo nonno
-che potè liberarsi dalla costituzione solo con
+<p>Così Ferdinando II uscì vincitore dalla lotta
+del 15 maggio, più fortunato di suo nonno
+che potè liberarsi dalla costituzione solo con
un aperto spergiuro e con l'aiuto delle
armi straniere. I giudizi sulla giornata del
15 maggio sono assai discordi; se si pensa
-però che l'assolutismo non può mai essere
+però che l'assolutismo non può mai essere
benevolo verso la costituzione, si deve riconoscere
-che il governo napoletano mostrò
-carattere e che in principio agì anche con
+che il governo napoletano mostrò
+carattere e che in principio agì anche con
moderazione. I radicali, male organizzati,
senza essere sostenuti dal popolo, audaci
fino alla pazzia e nella grande maggioranza
uomini visionari, come in tutta
l'Europa, offrirono essi stessi al governo
una splendida occasione. Ed il governo
-naturalmente l'afferrò con furberia e con<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[Pg 361]</a></span>
-prontezza, fece sì che il popolo si sollevasse
-contro di loro, e si atteggiò a difensore
+naturalmente l'afferrò con furberia e con<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[Pg 361]</a></span>
+prontezza, fece sì che il popolo si sollevasse
+contro di loro, e si atteggiò a difensore
della costituzione. Si paragonino gli avvenimenti
del 1848 con quelli del 1820 e si
-vedrà che la rivoluzione dei Carbonari fu
-più pronta al principio e più efficace nel
+vedrà che la rivoluzione dei Carbonari fu
+più pronta al principio e più efficace nel
seguito. Allora si voleva una cosa sola;
nel 1848, a Napoli, come in Germania ed
in Francia, si perdette di vista il punto
principale per correre dietro a mille questioni.
-Da ciò quella straordinaria debolezza
+Da ciò quella straordinaria debolezza
del partito del popolo e l'esempio di
-una rivoluzione cominciata così felicemente
-e così dolorosamente terminata, come mai
+una rivoluzione cominciata così felicemente
+e così dolorosamente terminata, come mai
era avvenuto in precedenza.</p>
<p>La giornata del 15 maggio ebbe conseguenze
@@ -11460,53 +11416,53 @@ colpite a morte. La flotta napoletana
che il 5 maggio era apparsa davanti ad
Ancona ed ora, incrociando davanti a Venezia,
bloccava Trieste e teneva in iscacco
-la flotta austriaca, tornò indietro e lasciò
+la flotta austriaca, tornò indietro e lasciò
Venezia indifesa.</p>
<p>La milizia territoriale, comandata da
-Pepe, venne anch'essa richiamata. Già nell'andata,
+Pepe, venne anch'essa richiamata. Già nell'andata,
ed appena entrata nel territorio<span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[Pg 362]</a></span>
pontificio, essa aveva proceduto lentissimamente,
secondo ordini segreti ricevuti; infatti
molti ufficiali che godevano la fiducia
-del re, frapponevano una quantità di ostacoli
-alla marcia, così che si raggiunse Bologna
+del re, frapponevano una quantità di ostacoli
+alla marcia, così che si raggiunse Bologna
solo dopo moltissimo tempo. A Bologna
comparve un ufficiale dello Stato
maggiore napoletano, con l'ordine di tornare
immediatamente indietro. Pepe vi si
-rifiutò e con una piccola schiera continuò
+rifiutò e con una piccola schiera continuò
ad avanzare fin sotto il Po; ma la grande
-maggioranza delle truppe tornò indietro
+maggioranza delle truppe tornò indietro
sotto gli ordini del generale Statella, per
andare a domare l'insurrezione in Calabria.
-Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si
+Mentre così 14.000 Napoletani, sui quali si
faceva calcolo in Lombardia, tornavano indietro,
accadde anche che il generale Durando,
-romano, non potè più mantenere le
+romano, non potè più mantenere le
sue posizioni contro gli Austriaci di Nugent
e quindi anche da quest'altro lato i piani
dei Piemontesi venivano scompigliati.</p>
-<p>I Napoletani marciarono molto più sollecitamente
+<p>I Napoletani marciarono molto più sollecitamente
contro le Calabrie che contro
-la Lombardia. Perchè in Calabria doveva
+la Lombardia. Perchè in Calabria doveva
continuare ancora la lotta infelice; la disciolta
Camera dei Deputati voleva radunarsi
-là e stabilire a Cosenza il centro delle
+là e stabilire a Cosenza il centro delle
operazioni. Quattro deputati, Ricciardi, Eugenio
di Riso, Raffaele Valentini e Domenico
Mauro, dovevano radunarsi a Cosenza
-e di là convocare i loro colleghi. Mentre<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[Pg 363]</a></span>
+e di là convocare i loro colleghi. Mentre<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[Pg 363]</a></span>
essi si costituivano in Comitato di salute
pubblica, accorrevano i radicali da tutti i
paesi e si distribuivano armi al popolo. Si
radunarono alcune migliaia di Calabresi,
da Messina giunse il valoroso Ignazio Ribotti
con alcune centinaia di isolani. Ma
-appena il generale Lanza marciò su Cosenza,
+appena il generale Lanza marciò su Cosenza,
i Calabresi si ritrassero ed il comitato
-di salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente
+di salute pubblica si dileguò. Contemporaneamente
Nunziante sbarcava a Pizzo
e ottenuti rinforzi a Monteleone, si diresse
verso Campo Longo, dove i Calabresi
@@ -11517,26 +11473,26 @@ tra i capi del popolo regnava
una grande discordia, specialmente tra Ribotti
e Mauro. I Calabresi si disciolsero, i
Siciliani che tentavano di imbarcarsi furono
-fatti prigionieri: pure il Comitato riuscì a
-riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono
+fatti prigionieri: pure il Comitato riuscì a
+riparare a Corfù. Gl'insorti si trasformarono
in banditi, si gettarono sui monti e
resero malsicura tutta la Calabria. Una terribile
anarchia fu la conseguenza della
-guerra calabrese, così che in ogni provincia
+guerra calabrese, così che in ogni provincia
abbondarono orrori barbarici, furti
ed uccisioni.</p>
<p>Nelle altre provincie il movimento non
ebbe importanza; la causa del popolo oramai
-era perduta. Si cullò il popolo con una
-parvenza di costituzione; ma solo perchè<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[Pg 364]</a></span>
+era perduta. Si cullò il popolo con una
+parvenza di costituzione; ma solo perchè<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[Pg 364]</a></span>
il partito della reazione ebbe paura di osare
tutto in una volta. Il 14 giugno fu tolto
lo stato d'assedio; venne riorganizzata la
guardia nazionale, e le elezioni per la nuova
Camera si svolsero tranquillamente e riuscirono
una totale sconfitta del governo. Il primo luglio
-Serracapriola inaugurò la sessione in nome
+Serracapriola inaugurò la sessione in nome
del re con un discorso in cui esprimeva il
dolore del sovrano per i sanguinosi avvenimenti
del 15 maggio e richiamava l'attenzione e la cura
@@ -11548,7 +11504,7 @@ pubblica istruzione.</p>
questa parte del faro, rivolgeva tutte le
sue forze contro la Sicilia. Disinteressatosi
interamente degli avvenimenti dell'alta Italia,
-ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già
+ora disponeva di tutti i suoi mezzi. Già
Nunziante radunava il suo esercito a Reggio,
dirimpetto a Messina e la flotta si preparava
a trasportare in Sicilia i reggimenti
@@ -11558,40 +11514,40 @@ al valoroso Duca di Genova, secondogenito
del re di Sardegna, che avrebbe
assunto il titolo di Alberto Amedeo re di
Sicilia, con una lista civile di 243.030 ducati.
-Una deputazione si recò in Torino a portare
+Una deputazione si recò in Torino a portare
al duca la corona, ma venne accolta
-con parole incerte. Il principe (che morì<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[Pg 365]</a></span>
-sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà
+con parole incerte. Il principe (che morì<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[Pg 365]</a></span>
+sei anni dopo) conosceva troppo bene la precarietà
della situazione in Sicilia, e la Sardegna
doveva guardarsi allora da un passo
troppo ardito.</p>
-<p>Si era giunti così alla fine del mese di
+<p>Si era giunti così alla fine del mese di
agosto; le truppe reali, forti di 10.000 uomini
si erano imbarcate sotto il comando
di Filangieri su tredici vapori e venti cannoniere,
e, dopo aver toccato Reggio, apparvero
nelle acque di Messina il 2 settembre.
-Questa città, nella quale funzionava un
+Questa città, nella quale funzionava un
governo provvisorio, era difesa da 16.000
uomini della guardia nazionale che non
erano certo sufficienti a respingere due assalti
contemporaneamente, quello del castello
e quello di soldati di sbarco. Mentre
Pronio la mattina apriva il bombardamento
-e copriva di proiettili questa città che, come
+e copriva di proiettili questa città che, come
poche in Europa, era da tanti secoli provata
da terremoti, pestilenze e guerre, le
truppe effettuavano il loro sbarco. I Messinesi
sono un popolo assai coraggioso e
-noncurante di morte, forse i più energici
+noncurante di morte, forse i più energici
tra i Siciliani, ed anche questa volta si difesero
con grande ardore. Ma essi furono
costretti a cedere un posto dopo l'altro e,
-dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde
+dopo una lotta gloriosa, tutta la città cadde
in potere dei nemici.</p>
-<p>Il 7 settembre Filangieri si impadronì
+<p>Il 7 settembre Filangieri si impadronì
definitivamente di Messina che ne rimase
assai danneggiata, dopo tre giorni di accanita<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[Pg 366]</a></span>
resistenza. Anche qui il pensiero ricorre
@@ -11600,8 +11556,8 @@ forze riunite di Carlo d'Anjou, che comandava
in persona le sue truppe, non riuscirono
a piegare Messina, e, dall'aprile fino
al 2 settembre 1282, il grande eroe Alaimo
-riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme,
-nonostante che la fame travagliasse la città
+riuscì vincitore in innumerevoli fatti d'arme,
+nonostante che la fame travagliasse la città
in modo orribile ed i difensori fossero ridotti
agli estremi.</p>
@@ -11610,8 +11566,8 @@ enorme in Palermo. Il Parlamento
si rivolse di nuovo all'Inghilterra nella speranza
di essere riconosciuti indipendenti
da quella nazione. Il Gabinetto di Londra
-sconsigliò il re di Napoli da una guerra
-con la Sicilia, e all'Inghilterra si unì anche
+sconsigliò il re di Napoli da una guerra
+con la Sicilia, e all'Inghilterra si unì anche
la Francia per mezzo del suo ambasciatore
Rayneval. Le trattative furono condotte innanzi
dagli ammiragli Baudin e Parker che
@@ -11628,7 +11584,7 @@ senza nessun interesse. Di nove mila
elettori iscritti solo mille andarono a votare,
e la Camera appena aperta fu immediatamente<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[Pg 367]</a></span>
aggiornata fino al primo febbraio
-1849. La città aveva ripreso in tutto
+1849. La città aveva ripreso in tutto
la fisonomia di una volta; la polizia riempiva
di nuovo le strade; la Commissione
militare che doveva giudicare gli arrestati
@@ -11640,20 +11596,20 @@ dal suo esilio di Malta.</p>
<p>Ma ben presto uno strano avvenimento
doveva di nuovo convergere gli occhi del
mondo su Napoli, un avvenimento che non
-si ripeteva più da secoli e che prometteva
+si ripeteva più da secoli e che prometteva
ora di avere conseguenze molto durevoli.
Il 27 novembre giunse in Napoli
il conte Spaur, ambasciatore di Baviera
presso la Santa Sede, per consegnare nelle
mani del re la seguente lettera:</p>
-<p>«<i>Sire!</i> Il momentaneo trionfo dei nemici
+<p>«<i>Sire!</i> Il momentaneo trionfo dei nemici
della Santa Sede e della religione
hanno costretto il Capo della Chiesa cattolica
di lasciare Roma. Io non so in quale
-punto della terra la volontà del Signore,
+punto della terra la volontà del Signore,
al quale io affido umilmente l'anima mia,
-vorrà dirigere i miei passi; frattanto io mi
+vorrà dirigere i miei passi; frattanto io mi
sono rifugiato con alcune persone fedeli
negli Stati di V. M. Io non so quali possano
essere le vedute di V. M. a mio riguardo
@@ -11662,17 +11618,17 @@ farle conoscere per mezzo del conte Spaur,
ministro di Baviera presso la Santa Sede,<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[Pg 368]</a></span>
che io sono pronto a lasciare il territorio
napoletano se la mia presenza negli Stati
-di V. M. può diventare causa di timore o
-di difficoltà politiche. Pio IX».</p>
+di V. M. può diventare causa di timore o
+di difficoltà politiche. Pio IX».</p>
<p>Alle sette del mattino dopo, il re con
-tutta la sua famiglia s'imbarcò su di una
+tutta la sua famiglia s'imbarcò su di una
nave per andare a Gaeta. Lo stesso papa
che con le sue riforme aveva infiammato il
movimento italiano e il di cui nome era
stato gridato come un simbolo di rivoluzione
-in tutte le città in rivolta, veniva ora
-a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte
+in tutte le città in rivolta, veniva ora
+a chiedere, fuggitivo, l'ospitalità della Corte
di Napoli. La Corte l'accolse con entusiasmo,
lo fece alloggiare nel palazzo del
governo di Gaeta e questa Gibilterra di
@@ -11681,8 +11637,8 @@ della reazione.</p>
<p>Frattanto erano continuate le trattative
per risolvere la questione di Sicilia. Ferdinando
-si piegò talmente alle pressioni della
-Francia e dell'Inghilterra che offrì il seguente
+si piegò talmente alle pressioni della
+Francia e dell'Inghilterra che offrì il seguente
<i>ultimatum:</i> la costituzione sulle
basi di quella del 1812; il governatore siciliano
o di sangue reale; l'amministrazione
@@ -11695,48 +11651,48 @@ l'isola.</p>
<p>Gli ammiragli stranieri consegnarono a<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[Pg 369]</a></span>
Palermo questo <i>ultimatum</i> assai benevolo.
-Ma le cose erano già andate troppo oltre,
-e per di più i Siciliani non avevano nessuna
-fiducia in quel re falso che già aveva
+Ma le cose erano già andate troppo oltre,
+e per di più i Siciliani non avevano nessuna
+fiducia in quel re falso che già aveva
violato la costituzione di Napoli. In quelle
concessioni vi erano parecchi punti che dovevano
col tempo rendere illusoria la costituzione.
-Tra gli altri il fatto che la nobiltà
+Tra gli altri il fatto che la nobiltà
siciliana era minacciata di perdere i suoi
-diritti, perchè il re si riservava il diritto di
+diritti, perchè il re si riservava il diritto di
nominare i membri della Camera Alta. E
il Parlamento rispose all'<i>ultimatum</i> con
un invito all'insurrezione generale (20 marzo
1849):</p>
-<p>«<i>Siciliani!</i> Per noi il grido di guerra è
+<p>«<i>Siciliani!</i> Per noi il grido di guerra è
grido di gioia! Il 29 marzo, giorno in cui
-cominceranno le ostilità con il despota di
-Napoli, sarà salutato con la stessa gioia,
-con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè
-ci sarà possibile conquistare la libertà col
+cominceranno le ostilità con il despota di
+Napoli, sarà salutato con la stessa gioia,
+con cui fu salutato il 12 gennaio, perchè
+ci sarà possibile conquistare la libertà col
prezzo del nostro sangue. La pace che vi
-si offre è vergognosa. Distrugge in un
-colpo tutto il bene che ci è venuto dalla
+si offre è vergognosa. Distrugge in un
+colpo tutto il bene che ci è venuto dalla
rivoluzione. Voi avete meritato l'attenzione
di tutta l'Europa; ma che avrebbe detto
l'Europa, se vi foste mostrati poco gelosi
dei nostri diritti, se vi foste piegati al fraudolento
despotismo di un tiranno? Siciliani,
quantunque la vittoria sia incerta, pure una
-Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha,
+Nazione, il di cui onore è un giuoco, ha,
come un individuo, il sacrosanto diritto di<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[Pg 370]</a></span>
-sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le
+sacrificarsi. È meglio seppellirsi sotto le
rovine della patria, che dare all'Europa lo
-spettacolo di una inaudita viltà. La morte
-è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi
-vinceremo, noi confidiamo nella santità della
+spettacolo di una inaudita viltà. La morte
+è da preferirsi alla schiavitù. Ma no, noi
+vinceremo, noi confidiamo nella santità della
nostra causa e nella forza delle nostre armi.
Pensate alla disperazione e alle rovine di
-Messina! La guerra è per noi simbolo di
-vendetta e di pietà. Un'unica città di Sicilia
-geme sotto il giogo del nemico della libertà.
-Alle armi! Alle armi! Vittoria o morte!»</p>
+Messina! La guerra è per noi simbolo di
+vendetta e di pietà. Un'unica città di Sicilia
+geme sotto il giogo del nemico della libertà.
+Alle armi! Alle armi! Vittoria o morte!»</p>
<p>Che cosa dava efficacia a questo manifesto?
Quali erano i mezzi di difesa? quali
@@ -11749,52 +11705,52 @@ figurare come geni militari. Ma i Siciliani
non avevano nessun uomo veramente superiore.
Questo popolo appassionato ed intelligente
era troppo indebolito dalla lunga
-schiavitù in cui i Borboni l'avevano tenuto;
-quella nobiltà feudale, così vigorosa nel
-medioevo, aveva perduto le qualità guerresche
+schiavitù in cui i Borboni l'avevano tenuto;
+quella nobiltà feudale, così vigorosa nel
+medioevo, aveva perduto le qualità guerresche
e brillava solo nelle arti della pace
e del lusso.</p>
<p>Mieroslawoski, un Polacco di un talento
-molto dubbio, comandava il così detto esercito
+molto dubbio, comandava il così detto esercito
nazionale siciliano, 20.000 uomini appena
di truppe regolari, tra i quali si<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[Pg 371]</a></span>
trovavano parecchi Francesi e Polacchi.
Nessuna meraviglia quindi che la guerra
-dell'indipendenza finisse così miseramente.
+dell'indipendenza finisse così miseramente.
Niente altro che scaramuccie e qualche
-scontro un po' più serio. Le ostilità cominciarono
+scontro un po' più serio. Le ostilità cominciarono
il 4 aprile, ed anche questa volta
furono gli Svizzeri che fecero trionfare il
partito dell'assolutismo. Filangieri da Messina
-si portò verso Taormina, la famosa
-città quasi imprendibile che domina la
+si portò verso Taormina, la famosa
+città quasi imprendibile che domina la
grande strada, tanto che egli si aspettava
di trovarvi una resitenza assai pericolosa.
Ma quantunque difesa da 4000 uomini
e da nove cannoni, quella importante posizione
fu conquistata in poche ore. Filangieri
-proseguì subito la sua avanzata verso
+proseguì subito la sua avanzata verso
Catania, occupando Aci Reale, accolto con
simpatia dalla popolazione. Di qui a Catania,
-la bella città ai piedi dell'Etna, non
-vi sono che poche ore di marcia. Poichè
+la bella città ai piedi dell'Etna, non
+vi sono che poche ore di marcia. Poichè
a Catania si era riunito il grosso delle
truppe siciliane, era da aspettarsi una battaglia
-campale. Il 5 aprile la città venne
+campale. Il 5 aprile la città venne
circondata per mare e per terra; le navi
da guerra si ancorarono davanti al porto,
la cui entrata era difesa da tre batterie.
Il giorno dopo le truppe e le navi si avanzarono
contemporaneamente, e la lotta
-incominciò. La legione straniera combattè
+incominciò. La legione straniera combattè
valorosamente, ed anche i Catanesi si comportarono
da eroi, ma la resistenza ebbe<span class="pagenum"><a name="Page_372" id="Page_372">[Pg 372]</a></span>
poca durata. Gli Svizzeri forzarono porta
-S. Agata, e penetrarono nella città dopo una
+S. Agata, e penetrarono nella città dopo una
breve lotta per le strade; si ripetettero le
uccisioni, i saccheggi e gli incendi di Napoli
-e di Messina. La strada Etnea, la più
+e di Messina. La strada Etnea, la più
bella di Catania, venne interamente devastata;
anche il museo Biscari fu saccheggiato,
e molte opere di gran pregio andarono
@@ -11811,39 +11767,39 @@ pochi giorni, e oramai Filangieri poteva
marciare tranquillamente su Palermo.</p>
<p>Il Parlamento, alla notizia che quei luoghi
-così importanti erano caduti in mano del
+così importanti erano caduti in mano del
nemico, era piombato in un grande sgomento.
-Il popolo cominciò ad agitarsi e a
+Il popolo cominciò ad agitarsi e a
lamentarsi, e ben pochi pensarono ad una
seria resistenza. Non venne nemmeno presidiato
Castrogiovanni, l'antica Enna che
i Bizantini ed i Saraceni avevano per
tanti anni occupata. L'imprevidenza di tutti
non aveva confine; mancava insomma il
-Garibaldi di quella lotta. E così accadde
+Garibaldi di quella lotta. E così accadde
che il Ministero propose al Parlamento di
-sottomettersi. La Camera Alta accettò la<span class="pagenum"><a name="Page_373" id="Page_373">[Pg 373]</a></span>
-proposta all'unanimità, la Camera dei Deputati
+sottomettersi. La Camera Alta accettò la<span class="pagenum"><a name="Page_373" id="Page_373">[Pg 373]</a></span>
+proposta all'unanimità, la Camera dei Deputati
con 60 voti favorevoli contro 30,
-e subito dopo si tentò di ottenere la mediazione
+e subito dopo si tentò di ottenere la mediazione
dell'ammiraglio Baudin. Filangieri
-aveva raggiunto già Caltanissetta insieme
+aveva raggiunto già Caltanissetta insieme
con le sue truppe, quando fu raggiunto da
una deputazione, della quale facevano parte
il conte Lucchesi Galli, il principe di Pallagonia
-ed il marchese di Rudinì, con la
+ed il marchese di Rudinì, con la
notizia che Palermo si arrendeva senza
condizioni. A dire il vero, i radicali, capitanati
da Scordati si erano ribellati, avevano
formato un governo provvisorio e si
-preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9
+preparavano alla difesa, così l'8 ed il 9
maggio avvennero anche combattimenti
con le truppe.</p>
<p>In Palermo regnava un'anarchia selvaggia;
era scoppiata una contesa tra i Siciliani
e la legione straniera; il Parlamento
-si era disciolto, e più di 3000 persone si
+si era disciolto, e più di 3000 persone si
erano rifugiate nelle navi francesi ed inglesi.
Filangieri rimase alcuni giorni fermo
davanti a Palermo, annunziando un'amnistia
@@ -11852,24 +11808,24 @@ tra le quali Ruggiero Settimo, Serra di
Falco, il marchese Torrearsa, Mariano Stabile,
il principe Scordia; ed alla fine, il
15 maggio, un anno giusto dalla controrivoluzione
-di Napoli, entrò nella città.</p>
+di Napoli, entrò nella città.</p>
-<p>Così finì la rivoluzione di Sicilia; in
+<p>Così finì la rivoluzione di Sicilia; in
modo veramente lamentevole se si pensa<span class="pagenum"><a name="Page_374" id="Page_374">[Pg 374]</a></span>
-al modo come cominciò. Anche i Siciliani
+al modo come cominciò. Anche i Siciliani
avevano calcolato male; quando le cose
presero il 15 maggio un'altra piega, l'Inghilterra
-li abbandonò a loro stessi, ed il
-popolo ben presto si stancò della rivoluzione.
-La nobiltà ed il clero suscitarono
+li abbandonò a loro stessi, ed il
+popolo ben presto si stancò della rivoluzione.
+La nobiltà ed il clero suscitarono
viva diffidenza a causa delle loro mire
egoistiche; mancavano inoltre i capi e i
-mezzi, perchè le campagne e le città erano
-esauste. E l'isola ripiombò più miseramente
+mezzi, perchè le campagne e le città erano
+esauste. E l'isola ripiombò più miseramente
di prima sotto il giogo dell'odiata Napoli.</p>
<p>Lo stesso giorno in cui cadeva Palermo,
-re Ferdinando&mdash;così stranamente si svolgevano
+re Ferdinando&mdash;così stranamente si svolgevano
gli avvenimenti&mdash;si accampava
col suo esercito ad Albano, nel territorio
del papa ed in vista di Roma.</p>
@@ -11887,16 +11843,16 @@ e gli Spagnuoli sbarcavano a Porto
d'Anzio, il re di Napoli si era avanzato
con 16,000 uomini e 72 cannoni.</p>
-<p>Questa campagna cominciò e finì tuttavia
-senza gloria; mancò poco che il valore di
+<p>Questa campagna cominciò e finì tuttavia
+senza gloria; mancò poco che il valore di
Garibaldi non annientasse del tutto l'esercito
napolitano nei due scontri di Palestrina<span class="pagenum"><a name="Page_375" id="Page_375">[Pg 375]</a></span>
e di Velletri, il 9 ed il 19 maggio. Dopo
-la giornata di Velletri, il re si affrettò a
+la giornata di Velletri, il re si affrettò a
ritirarsi nei suoi Stati, inseguito dai repubblicani
-romani che, più arditi e perseveranti
+romani che, più arditi e perseveranti
dei Siciliani, furono costretti a tornare
-indietro per prepararsi ad una più
+indietro per prepararsi ad una più
seria difesa contro i Francesi.</p>
<p>Con la caduta della Sicilia il 15 maggio
@@ -11911,17 +11867,17 @@ misure di reazione.</p>
venne mantenuta nessuna delle promesse
fatte da Filangieri ai Palermitani. Il re non
volle sentir parlare di un principe reale
-come governatore di Sicilia; ma nominò
-invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli
+come governatore di Sicilia; ma nominò
+invece il Filangieri stesso vicerè, conferendogli
il titolo di duca di Taormina in
premio delle sue benemerenze militari.
Nunziante, il vincitore in Calabria e Statella,
che aveva ricondotto indietro dal Po
-le truppe, rimase agli ordini del vicerè.
+le truppe, rimase agli ordini del vicerè.
Tuttavia un Siciliano, don Giovanni Carrisi,
venne nominato ministro per gli affari
dell'isola, con residenza presso il re, e per
-di più, conforme alla decisione presa il 27
+di più, conforme alla decisione presa il 27
settembre 1849, venne creata una Consulta
siciliana che tenne la sua prima seduta il<span class="pagenum"><a name="Page_376" id="Page_376">[Pg 376]</a></span>
28 febbraio 1850. Una terribile oppressione
@@ -11932,13 +11888,13 @@ tassa generale di bollo, e perfino una sulle
finestre. Tutti i commerci cadevano in rovina,
le strade erano rese malsicure da
numerosi briganti; l'agricoltura mancava
-di braccia, perchè quei che la guerra non
+di braccia, perchè quei che la guerra non
aveva uccisi, dovevano fuggire o andare
in carcere. Gran parte dei capi del movimento
si era rifugiata nelle navi inglesi
o francesi; Ruggieri Settimo era riuscito
a fuggire a Malta, altri a Parigi, a Londra
-o a Corfù; ma molti furono raggiunti dalla
+o a Corfù; ma molti furono raggiunti dalla
polizia, che rovistava tutte le case e le
campagne e perseguitava i deputati per
costringerli ad emettere una dichiarazione
@@ -11954,9 +11910,9 @@ compresa quella dell'amnistia, la
Sicilia divenne una semplice provincia del
Regno di Napoli.</p>
-<p>Anche a Napoli la costituzione finì miseramente;
+<p>Anche a Napoli la costituzione finì miseramente;
dopo che la Camera fu sciolta<span class="pagenum"><a name="Page_377" id="Page_377">[Pg 377]</a></span>
-il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata.
+il 14 marzo 1849, essa non venne più riconvocata.
La costituzione figurava oramai
solo nel titolo del giornale ufficiale <i>Giornale
costituzionale delle Due Sicilie;</i> ma
@@ -11964,32 +11920,32 @@ il 21 maggio 1850, anche quella parola
<i>costituzionale</i> disparve. Nonostante il solenne
giuramento del 14 febbraio 1848, le
cose tornarono allo stato di prima. Ci
-furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria,
+furono qua e là, in Abruzzo ed in Calabria,
strascichi rivoluzionari, ma la polizia teneva
-gli occhi aperti e li soffocò.</p>
+gli occhi aperti e li soffocò.</p>
<p>Il governo assoluto riprese silenziosamente
-il suo sopravvento. Il re non dimorò
-più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX
+il suo sopravvento. Il re non dimorò
+più a Napoli ma a Gaeta, dove anche Pio IX
rimase fino al 4 settembre 1849; giorno
-in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli
+in cui si imbarcò per Portici. Le cose notevoli
della permanenza del papa a Gaeta
-e a Napoli sono state già registrate negli
+e a Napoli sono state già registrate negli
annali ecclesiastici; noi accenneremo solo
alla fondazione di un istituto che avvenne
-sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si
+sotto gli occhi del papa. Già a Gaeta si
era venuti nella decisione di fondare un
organo universale della Chiesa che servisse
di baluardo contro la stampa democratica
-e contro ogni tendenza sovversiva. E così
-nel 1850 sorse in Napoli la <i>Civiltà Cattolica</i>
+e contro ogni tendenza sovversiva. E così
+nel 1850 sorse in Napoli la <i>Civiltà Cattolica</i>
sotto la direzione del gesuita Curci,
-che già prima della rivoluzione pubblicava
+che già prima della rivoluzione pubblicava
la rivista <i>Scienza e Fede</i> e dei gesuiti
Bresciani e Trapello. Questo giornale, che
l'anno dopo fu trasportato a Roma, vive<span class="pagenum"><a name="Page_378" id="Page_378">[Pg 378]</a></span>
ancora e combatte con tutte le armi contro
-la rivoluzione. È redatto con abilità e
+la rivoluzione. È redatto con abilità e
contiene corrispondenze da tutte le parti
del mondo e si pubblica il primo ed il
terzo sabato di ogni mese, ed ogni fascicolo
@@ -12011,22 +11967,22 @@ la cosa venne accomodata.</p>
<p>Dopo che Pio IX ebbe battezzato e cresimato
alcuni principi e principesse della
Corte napoletana ed ebbe conferito la rosa
-d'oro alla regina, il 4 aprile lasciò Portici
-per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta innalzandone
+d'oro alla regina, il 4 aprile lasciò Portici
+per Caserta. Visitò di nuovo Gaeta innalzandone
il Duomo a chiesa metropolitana
e quindi, accompagnato dal re e dal duca
delle Calabrie, raggiunse il confine a Fondi
dove, con lagrime ed abbracci, prese congedo
dai suoi ospiti che l'avevano assistito
-nei giorni tristi. Poi proseguì il suo
-viaggio ed il 12 aprile rientrò in Roma da<span class="pagenum"><a name="Page_379" id="Page_379">[Pg 379]</a></span>
+nei giorni tristi. Poi proseguì il suo
+viaggio ed il 12 aprile rientrò in Roma da<span class="pagenum"><a name="Page_379" id="Page_379">[Pg 379]</a></span>
quella stessa porta S. Giovanni da cui era
fuggito il 24 novembre 1848.</p>
-<p>Il re tornò a Caserta dove aveva fissato
+<p>Il re tornò a Caserta dove aveva fissato
la sua dimora, mentre nella capitale si svolgevano
avvenimenti che riempivano di
-dolore tutto il paese. Perchè ora erano
+dolore tutto il paese. Perchè ora erano
cominciate le persecuzioni in massa contro
deputati e liberali, e tutta quella serie
di processi colossali che si prolungarono
@@ -12039,8 +11995,8 @@ nel 1851 nelle prigioni di Stato vi erano
2024 liberali.</p>
<p>Tra tutti questi processi ce ne fu uno
-che sollevò l'indignazione di tutta l'Europa,
-quello contro la setta detta dell'<i>Unità
+che sollevò l'indignazione di tutta l'Europa,
+quello contro la setta detta dell'<i>Unità
Italiana</i>. L'accusa era connessa con
un fatto avvenuto a Portici, dove il 16 settembre
1849, davanti al palazzo reale, mentre
@@ -12053,17 +12009,17 @@ sotto il titolo accennato per diffondere le
idee di Mazzini e per attentare alla vita
dei principi. Anonime delazioni di agenti
di polizia dettero i seguenti dettagli: la<span class="pagenum"><a name="Page_380" id="Page_380">[Pg 380]</a></span>
-setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha
+setta è suddivisa in cinque gradi, ed ha
un gran Consiglio, alla testa del quale si
trova il conte Mamiani, un Comitato generale,
e poi Comitati provinciali, distrettuali
e comunali, corrispondenti ai corpi
-amministrativi del reame. Esisteva in realtà
+amministrativi del reame. Esisteva in realtà
una associazione che aveva per scopo di
-promuovere l'unità d'Italia, che un tempo
+promuovere l'unità d'Italia, che un tempo
era stata appoggiata anche dal governo
napoletano; ma gli agenti di polizia denunziarono
-molte personalità spiccate come
+molte personalità spiccate come
appartenenti ad una setta segreta, che si
prefiggeva di sopprimere i sovrani; tra
cui inclusero anche Carlo Poerio, quell'avvocato
@@ -12077,15 +12033,15 @@ Dragonetti ed il duca Caraffa d'Andria;
gli accusati furono in tutto quaranta. La
polizia era l'accusatrice, una speciale corte
criminale, sotto la presidenza di Navarro,
-istruì il processo e giudicò. Il dibattimento
-cominciò il 1<sup>o</sup> giugno 1850, e la sentenza
+istruì il processo e giudicò. Il dibattimento
+cominciò il 1<sup>o</sup> giugno 1850, e la sentenza
fu emanata il 5 dicembre: furono assolte
solo quattro persone; tre, Francittano, Settembrini
ed Agresti furono condannati a
morte, tutti gli altri alle galere. I tre condannati
a morte solo poche ore prima della<span class="pagenum"><a name="Page_381" id="Page_381">[Pg 381]</a></span>
esecuzione ebbero commutata la pena nelle
-galere. E' vero sì che il governo napoletano
+galere. E' vero sì che il governo napoletano
non mandava mai a morte i rei politici,
ma bisogna anche dire che le prigioni
napoletane erano assai peggiori di
@@ -12094,7 +12050,7 @@ quali Poerio che era stato condannato a
24 anni, legati coi ferri a due a due come
volgari delinquenti, furono condotti al porto
e trasportati su di una nave al carcere di
-Nisida. Da tutto il mondo si sollevò un
+Nisida. Da tutto il mondo si sollevò un
grido d'indignazione per la barbarie con
cui venivano trattati quei disgraziati. Il
<i>Risorgimento</i> di Torino descrisse con
@@ -12107,7 +12063,7 @@ locali infetti e confusi con i malfattori comuni.
Le note lettere di Gladstone a lord
Aberdeen che confermavano le notizie del
<i>Risorgimento</i>, sollevarono una vera tempesta.
-Il governo napoletano tentò, è vero,
+Il governo napoletano tentò, è vero,
di giustificare con pubbliche dichiarazioni,
ma anche se si tiene conto dell'esagerazione
di quei rapporti, rimane pur sempre
@@ -12115,8 +12071,8 @@ che la sorte di quei condannati politici era
terribile. Legati due a due ad una catena
lunga sei piedi, oltre le sofferenze fisiche,
essi sopportavano entro quelle mura fetide,<span class="pagenum"><a name="Page_382" id="Page_382">[Pg 382]</a></span>
-una ancor più insopportabile pena morale.
-Un giorno il mondo avrà da questa o quella
+una ancor più insopportabile pena morale.
+Un giorno il mondo avrà da questa o quella
vittima della rivoluzione napoletana del 1848
un libro di memorie dal carcere, che non
rimarranno indietro per l'orrore che desteranno
@@ -12124,12 +12080,12 @@ a quelle che Silvio Pellico scrisse
sullo Spielberg.</p>
<p>Ed intanto i processi continuavano.
-Quelli che si facevano in provincia, più
+Quelli che si facevano in provincia, più
numerosi in Calabria che altrove, passavano
inosservati agli occhi del mondo;
solo quelli che avevano luogo a Napoli,
-facevano parlare di sè, come quello di cui
-abbiamo già parlato e l'altro contro la
+facevano parlare di sè, come quello di cui
+abbiamo già parlato e l'altro contro la
<i>Setta carbonara militare</i>. Ai condannati
alle galere bisogna poi aggiungere altre
migliaia di cittadini che, o venivano posti
@@ -12142,26 +12098,26 @@ portare un cappello alla calabrese, o
la barba a pizzo. Nel 1852 per le strade
di Napoli venivano fermati perfino gli stranieri
e si imponeva loro di farsi radere la
-barba se la portavano <i>à la Napoléon</i>.</p>
+barba se la portavano <i>à la Napoléon</i>.</p>
<p>Nuovo motivo di paura per il governo
napoletano furono, nel 1852, il <i>giuseppinismo</i>
e il <i>murattismo</i>. Dopo il successo
del colpo di Stato a Parigi, e dopo la proclamazione<span class="pagenum"><a name="Page_383" id="Page_383">[Pg 383]</a></span>
-dell'impero, che Napoli si affrettò
+dell'impero, che Napoli si affrettò
a riconoscere prima delle altre Potenze,
ogni manifestazione in questo senso
creava nuovi timori. La situazione del Regno
-di Napoli è in vero terribile; esso si
+di Napoli è in vero terribile; esso si
trova in continue apprensioni di sbarchi
di mazziniani, di pretese murattiane e di
permanenti agitazioni in Calabria ed in
-Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a
+Sicilia, dove ora qua ora là, a Caserta, a
Messina, a Palermo, a Girgenti sorgono
-società segrete, si tentano sollevazioni, e
-non è nemmeno il caso di pensare ad una
+società segrete, si tentano sollevazioni, e
+non è nemmeno il caso di pensare ad una
pacificazione degli animi. Nel febbraio 1852
-il governo tentò di calmare almeno Messina
+il governo tentò di calmare almeno Messina
con la concessione di un porto franco;
il re stesso facendo un viaggio in Sicilia,
promise l'apertura di nuove strade, poi
@@ -12169,16 +12125,16 @@ concesse un'amnistia per la quale furono
liberate duecento persone e si cominciava
di nuovo a vociferare che egli avesse in
animo di concedere di nuovo la costituzione.
-Ma l'odio dei Siciliani è implacabile
+Ma l'odio dei Siciliani è implacabile
ed i partiti radicali di tutto il Reame sono
-indomabili. La situazione di Napoli è oggi
+indomabili. La situazione di Napoli è oggi
la stessa se non peggiore di quella dopo
il 1837. Il governo trascurando di soddisfare
-i bisogni di quella città ed accendendo
-sempre più le passioni politiche con
+i bisogni di quella città ed accendendo
+sempre più le passioni politiche con
la violenza della reazione, va incontro ad
-una nuova e più terribile rivoluzione che
-non può tardare.</p>
+una nuova e più terribile rivoluzione che
+non può tardare.</p>
<hr style="width: 35%;" />
<div class="footnotes">
<p class="title"><span class="big">NOTE:</span></p>
@@ -12189,31 +12145,31 @@ e morirono, fu liberato da quella cinta ibrida
di vecchie e sporche casupole, e il meraviglioso arco
di Ferdinando d'Aragona, intieramente restaurato, fu
restituito all'ammirazione del pubblico. Oggi il maschio
-angioino è interamente isolato, mercè l'opera sapiente
+angioino è interamente isolato, mercè l'opera sapiente
dell'architetto Adolfo Avena.
<i>(N. d. T.)</i>.</p></div>
-<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> La Fontana Medina mutò di posto cinque volte,
-e non già tre come affermò il Gregorovius. L'Auria
-la situò nell'Arsenale, da dove, essendo rimasta priva
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> La Fontana Medina mutò di posto cinque volte,
+e non già tre come affermò il Gregorovius. L'Auria
+la situò nell'Arsenale, da dove, essendo rimasta priva
d'acqua, il duca d'Alba la fece trasferire nella piazza
-del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza
+del Palazzo Reale, da dove passò quindi nella piazza
di S. Lucia presso Castel dell'Uovo. Nel 1659 l'architetto
-Cosimo Fansaga trasportò ed ornò la storica
+Cosimo Fansaga trasportò ed ornò la storica
fontana presso la chiesa di S. Gioacchino; nel 1664 fu
innalzata in Piazza Medina, e di qui, in questi ultimi
anni, per i lavori del risanamento edilizio di Napoli,
nella nuova piazza della Borsa. <i>(N. d. T.)</i>.</p></div>
-<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata,
-come è noto, nel 1906. Ne rimase quasi distrutto il territorio
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> Dopo il 1850, una grave eruzione si è rinnovata,
+come è noto, nel 1906. Ne rimase quasi distrutto il territorio
di Ottaiano e Boscotrecase. <i>(N. d. T)</i>.</p></div>
<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4"></a><a href="#FNanchor_4_4"><span class="label">[4]</span></a> Giova ricordare che Gregorovius scriveva queste
righe nel 1854. Da allora molti e pregevoli studi
sono stati fatti sulla storia dell'Italia meridionale, e
gli archivi di Napoli non sono dopo la rivoluzione che
-concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili.
+concluse all'unità italiana, chiusi ed impenetrabili.
<i>(N. d. T.)</i>.</p></div>
<div class="footnote"><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5"></a><a href="#FNanchor_5_5"><span class="label">[5]</span></a> Giova ricordare che Ferdinando Gregorovius
@@ -12222,11 +12178,11 @@ del 1855.</p></div>
<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6"></a><a href="#FNanchor_6_6"><span class="label">[6]</span></a> Von Alexander Humboldt, celebre naturalista, geografo,
archeologo, statista, etnologo, nacque a Berlino
-nel 1769, morì nel 1859.
+nel 1769, morì nel 1859.
</p></div>
<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7"></a><a href="#FNanchor_7_7"><span class="label">[7]</span></a> Von Hallermund Platen, nobile poeta tedesco,
-nacque ad Ansbach nel 1796, morì a Siracusa nel 1835.
+nacque ad Ansbach nel 1796, morì a Siracusa nel 1835.
<i>(N. d. T.)</i>.</p></div>
</div>
@@ -12240,15 +12196,15 @@ nacque ad Ansbach nel 1796, morì a Siracusa nel 1835.
<ul class="TOC">
<li>Napoli<span class="tocright">Pag. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Napoli"><span class="smcap">1</span></a></span></li>
-<li>L'isola di Capri<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Lisola_di_Capri"><span class="smcap">97</span></a></span></li>
-<li>Palermo<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Palermo"><span class="smcap">183</span></a></span></li>
-<li>Siracusa<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Siracusa"><span class="smcap">265</span></a></span></li>
-<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Ortigia</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Ortigia"><span class="smcap">270</span></a></span></li>
-<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Achradina</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Achradina"><span class="smcap">276</span></a></span></li>
-<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Neapoli</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Neapoli"><span class="smcap">291</span></a></span></li>
-<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Tycha ed Epipola</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Tycha_ed_Epipola"><span class="smcap">300</span></a></span></li>
-<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>L'Anapo e l'Olimpo</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#LAnapo_e_lOlimpo"><span class="smcap">305</span></a></span></li>
-<li>Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852)<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Napoli_e_Sicilia"><span class="smcap">311</span></a></span></li>
+<li>L'isola di Capri<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Lisola_di_Capri"><span class="smcap">97</span></a></span></li>
+<li>Palermo<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Palermo"><span class="smcap">183</span></a></span></li>
+<li>Siracusa<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Siracusa"><span class="smcap">265</span></a></span></li>
+<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Ortigia</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Ortigia"><span class="smcap">270</span></a></span></li>
+<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Achradina</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Achradina"><span class="smcap">276</span></a></span></li>
+<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Neapoli</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Neapoli"><span class="smcap">291</span></a></span></li>
+<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>Tycha ed Epipola</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Tycha_ed_Epipola"><span class="smcap">300</span></a></span></li>
+<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<i>L'Anapo e l'Olimpo</i><span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#LAnapo_e_lOlimpo"><span class="smcap">305</span></a></span></li>
+<li>Napoli e Sicilia (dal 1830 al 1852)<span class="tocright">&nbsp; » &nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Napoli_e_Sicilia"><span class="smcap">311</span></a></span></li>
</ul>
<div class="tnote">
@@ -12258,406 +12214,29 @@ correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Tutte le occorrenze
dell'abbreviazione N.&nbsp;d.&nbsp;T. (Nota del Traduttore) sono state
normalizzate in (N.&nbsp;d.&nbsp;T.). Grafie alternative mantenute:</p>
<ul>
-<li>desideri/desiderî</li>
-<li>promontori/promontorî</li>
-<li>vari/varî</li>
+<li>desideri/desiderî</li>
+<li>promontori/promontorî</li>
+<li>vari/varî</li>
</ul>
<p>
Altre correzioni:</p>
<ul>
<li>pag. 70 cartelloni giganteschi, dipinti bizzarramente [bizzaramente]</li>
-<li>pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita</li>
+<li>pag. 78 ma è abbastanza [obbastanza] pulita</li>
<li>pag. 86 fra Amalfi e [a] Salerno</li>
<li>pag. 90 una verde [verda] valletta</li>
<li>pag. 156 in cima [cime] ad ogni vetta</li>
-<li>pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì]</li>
+<li>pag. 195 il governo di Hassan-ben-Alì [Hassan-len-Alì]</li>
<li>pag. 201 con la mole [mola] gigantesca</li>
-<li>pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà]</li>
+<li>pag. 255 alla scuola di Antonio Gagini [Gagginà]</li>
<li>pag. 258 esattamente con la notizia pubblicata [publicata]</li>
-<li>pag. 278 si trovava in quella [quelle] località</li>
+<li>pag. 278 si trovava in quella [quelle] località</li>
<li>pag. 326 pubblicamente [publicamente] nell'indirizzo</li>
<li>pag. 384 aggiunto il riferimento al paragrafo IV del Capitolo "Siracusa"</li>
</ul>
</div>
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, vol. 4, by
-Ferdinando Gregorovius
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOL. 4 ***
-
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+<div>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 41088 ***</div>
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