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diff --git a/38204-8.txt b/38204-8.txt new file mode 100644 index 0000000..926575a --- /dev/null +++ b/38204-8.txt @@ -0,0 +1,4003 @@ +The Project Gutenberg EBook of Tragedie dell'anima, by Roberto Bracco + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Tragedie dell'anima + +Author: Roberto Bracco + +Release Date: December 3, 2011 [EBook #38204] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + ROBERTO BRACCO + + TEATRO + + VOLUME TERZO + + DON PIETRO CARUSO -- LA FINE DELL'AMORE -- + FIORI D'ARANCIO -- *TRAGEDIE DELL'ANIMA*. + + 3ª EDIZIONE. + + + + REMO SANDRON -- Editore + Libraio della Real Casa + MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA + +Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States + of America. + + ---- + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per + tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di + Norvegia._ + + È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni + senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico + 17 Settembre 1882)_. + + Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United + States of America. + + Off. Tip. Sandron -- 148 -- I -- 290514. + + ---- + + + + + TRAGEDIE DELL'ANIMA + + _Dramma in tre atti_. + +Rappresentato per la prima volta al teatro _Paganini_ di Genova dalla +compagnia _Tina Di Lorenzo-Flavio Andò_, nel _gennaio_ del _1899_. + + ---- + + + + + PERSONAGGI: + + _Caterina Nemi_ + _Ludovico Nemi_ + _Francesco Moretti_ + _La signora Teresa_, _nonna di Caterina_ + _Elena_ + _Felsani_ + _Betta_ + _Luisa_ + _Lena_ + _Biagio_ + + Epoca attuale. + + + + + ATTO PRIMO. + + + _In casa di Ludovico Nemi_. + +_Una camera severa. Forma ottagonale. Se ne vedono cinque pareti. Alla +prima parete a destra, una porta. Un'altra porta alla seconda. +Un'altra--che è la «comune»--alla parete in fondo. Alla prima parete a +sinistra, un caminetto. Alla seconda a sinistra, una finestra. Quasi +davanti al caminetto, un'ampia scrivania, con su molti libri. È sera._ + + + + SCENA I. + + + LUDOVICO _e_ FRANCESCO, _indi_ BETTA. + + +_Ludovico e Francesco sono seduti quasi nel mezzo della camera, Ludovico +sopra una poltroncina, Francesco su una sedia. I loro ginocchi si +toccano. Ludovico, con le braccia penzoloni, cerca di stare immobile. +Francesco, con le braccia piegate, lo fissa negli occhi acutamente +e il suo viso, cachettico, emaciato, ha, nell'atteggiamento +dell'ipnotizzatore improvvisato, qualche cosa di comico e di sinistro. +Con una sigaretta fra le labbra, fuma avidamente. Durante tutta la +scena, egli fumerà di continuo: appena consumata una sigaretta ne +accenderà un'altra._ + + _(Passa qualche minuto nel silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(muove un po' il capo.)_ + + _Francesco_ + +E no!... Tu ti distrai.... Lo fai apposta. + + _Ludovico_ + +Io ci metto tutta la mia buona volontà a non distrarmi. Sei tu che non +vali niente. _(Passa ancora un minuto.) (Trattenendo il riso)_ Ma sai +che mi vien da ridere? + + _Francesco_ + +_(celiando con acredine)_ E dire che mi farebbe tanto piacere vederti +piangere! + + _Ludovico_ + +_(celiando, al contrario, bonariamente, si alza.)_ Va' là che sei un +impostore. + + _Francesco_ + +Io non t'ho mica detto che sono sicuro di me. T'ho detto solamente che +da un certo tempo in qua io credo di avere un po' di quella facoltà +suggestiva che hanno gl'ipnotizzatori. + + _Ludovico_ + +Neanche per sogno! + + _Francesco_ + +E intanto, l'altra sera, ho fatto, senza volerlo, un bellissimo +esperimento. + + _Ludovico_ + +Con chi? + + _Francesco_ + +Con la piccola Jeannette, la nuova pupilla inventata da quel rudero di +Fanny.... Sono persone che tu non conosci. + + _Ludovico_ + +E che cosa accadde? Sentiamo. + + _Francesco_ + +O Dio! I tuoi orecchi casti non mi permettono di raccontartelo. + + _Ludovico_ + +Ah! Ho capito di che genere è stato il tuo bellissimo esperimento. Di' +un po': quanto ti è costato? Io non me ne intendo, ma suppongo che per +quella gente lì non ci sia nulla di più suggestivo che un biglietto da +mille. + + _Francesco_ + +Non posso darti delle spiegazioni. Sei troppo ingenuo. A chi legge i +tuoi libri, tu sembri un uomo di mondo, ma a me, che non li leggo, tu +non sembri che un fanciullone. + + _Ludovico_ + +Soltanto perchè non conosco Jeannette e Fanny? + + _Francesco_ + +Ecco, tu ne parli con disprezzo, ed hai torto. _(Alzandosi e continuando +con enfasi mefistofelica)_ Le donne come quelle lì portano scritto in +fronte il _menu_ della loro esistenza. Niente d'impreveduto. Si sa quel +che ci si trova. Sono, nel loro sesso, ciò che, fra i giuochi, è una +brava partita al _whist_ o all'_écarté_. Un po' di buona memoria, un po' +di praticaccia... e si va avanti. I limiti della perdita o del guadagno +sono fissati a principio di partita. Ma quelle altre--le oneste--non +sono, mio caro, che dei giuochi di azzardo. Dove si arriva? Che cosa +vogliono? Che cosa danno? Che cosa ci si può rimettere di nervi, di +cervello, di cuore? Mistero! _(Pausa.)_ No? + + _Ludovico_ + +_(rabbuiandosi molto)_ Eh!... C'è del vero in quello che dici! + + _Francesco_ + +_(risedendo a cavalcioni d'una sedia)_ Sì, ma non farmi quella faccia da +vittima. In tutto questo, tu non ci entri per nulla. Tu sei un uomo +ammogliato e il tuo matrimonio è già una partita vinta e stravinta. Non +seccarmi con le tue lamentazioni, veh!... + + _(Un silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(passeggia inquieto.)_ + + _Francesco_ + +Che c'è? Qualche novità? + + _Ludovico_ + +Purtroppo, no. + + _Francesco_ + +Perchè «purtroppo»? + + _Ludovico_ + +Vieni a stuzzicarmi? Non lo sai che il contegno di lei mi esaspera? + + _Francesco_ + +È la tua immaginazione. + + _Ludovico_ + +Già, la mia immaginazione!... Stamane, ne ho parlato anche a sua +nonna.... + + _Francesco_ + +_(sùbito)_ Che t'ha detto la nonna? + + _Ludovico_ + +Ha convenuto perfettamente che Caterina non è tranquilla; e t'assicuro +che quella vecchietta le sa leggere nell'anima come in un libro aperto. + + _Francesco_ + +Se non t'ha detto altro, non mi pare che la sua lettura sia molto +proficua. + + _Ludovico_ + +Ma io non le ho poi fatto un interrogatorio. + + _Francesco_ + +Male! Se io fossi al tuo posto.... + + _Ludovico_ + +Che faresti? + + _Francesco_ + +O non mi darei nessuna pena, o andrei diritto sino in fondo. + + _Ludovico_ + +Che pensi, adesso?! Caterina è un angelo. + + _Francesco_ + +Non sono io che lo nego. + + _Ludovico_ + +Tanto meno io. + + _Francesco_ + +E allora di che ti preoccupi? + + _Ludovico_ + +Giusto perchè è un angelo la sua malinconia mi turba, la sua freddezza +mi affligge. È virtuosa, è onesta, è fedele: di questo sono convinto.... + + _Francesco_ + +_(interrompendolo)_ Alla buon'ora! + + _Ludovico_ + +Ma a che serve tutto ciò? Serve a garantire l'onor mio ed il suo. Serve, +cioè, a un fatto che non ha niente di comune con la nostra vita +interiore, con la nostra unione.... Io sono innamorato di mia moglie, +capisci? Ne sono ogni giorno più innamorato; e se nel primo anno di +matrimonio io potevo qualche volta astrarmi da lei e preferirle i miei +studii e l'esercizio d'una chimerica missione umanitaria, adesso no, non +lo posso, perchè al di sopra di ogni mio ideale io vedo lei--lei +_moglie_, lei donna, donna nel senso più complesso della parola--e non +so pensare al bene del prossimo che subordinatamente ad un egoismo, che +non avevo mai provato e che in lei concentra l'attività più essenziale e +più sincera del mio spirito. + + _Francesco_ + +_(con umorismo freddo e sarcastico)_ Glielo hai mai detto che ne sei +innamorato? + + _Ludovico_ + +Che sciocchezza! Non sono forse suo marito, io? + + _Francesco_ + +Ragione di più per dirle delle cose di cui i mariti sono raramente +capaci. Come fa una povera moglie a sapere che suo marito è innamorato +di lei? Quando l'amore è un dovere, è molto facile dubitarne. + + _Ludovico_ + +Caterina non ne dubita. + + _Francesco_ + +Ma non ti contraccambia. + + _Ludovico_ + +Non è esatto neanche questo. Se tu sapessi quante volte io sorprendo, in +un suo sguardo quasi furtivo, o in un tremito di voce, o nella frase +interrotta, un sentimento uguale al mio, un orgasmo di vera femminilità +palpitante! Se tu sapessi quante volte la vedo penare come me, più di +me, in una tensione nervosa che pare l'attesa febbrile della passione! +Eppure..., appena io mostro di essermene accorto, ella si chiude in sè e +s'immerge sempre più nella sua malinconia glaciale e misteriosa. + + _Francesco_ + +_(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna e ride un po')_ Ah ah! + + _Ludovico_ + +E tu ti diverti? + + _Francesco_ + +Sì... piuttosto.... + + _Ludovico_ + +Ti ringrazio. + + _Francesco_ + +Ma non è di te che io mi diverto: è di me. + + _Ludovico_ + +A che proposito? + + _Francesco_ + +Idee che mi passano pel capo; non ci badare. _(Pausa.)_ E la tua +malinconica sfinge non è visibile, stasera? Già, con me ella è d'una +scortesia deliziosa. + + _Ludovico_ + +_(senza convinzione)_ Con te? T'inganni! Probabilmente, non sa che tu +sei qui. _(Tocca il bottone del campanello due volte.)_ + + _Francesco_ + +Che è? + + _Ludovico_ + +La faccio chiamare. + + _Francesco_ + +Ma no.... Ho scherzato.... E poi, vedi, me ne vado, me ne vado +subito.... + + _Betta_ + +_(entra dal fondo.)_ + + _Ludovico_ + +Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, prima d'andarsene, +vorrebbe salutarla. + + _Betta_ + +_(esce per la prima porta a destra.)_ + + _Francesco_ + +Non era il caso d'incomodarla. + + _Ludovico_ + +Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla fuori dalle sue +stanze. Quando vi si rincantuccia, diventa più lugubre del solito. + +_(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta attraversare la stanza +attigua.)_ + + _Francesco_ + +Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta benissimo. + + + + SCENA II. + + + FRANCESCO, LUDOVICO _e la signora_ TERESA. + + + _Teresa_ + +_(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, con la sua testa +bianchissima, dal profilo sereno.)_ È permesso? _(La sua vocetta è tanto +dolce.)_ + + _Francesco_ + +_(piano, a Ludovico)_ Ah ah! Viene la vecchia. + + _Ludovico_ + +_(festosamente)_ Avanti la bisnonna. + + _Francesco_ + +Buona sera, signora Teresa! + + _Teresa_ + +Vengo proprio per voi.... + + _Francesco_ + +Un'eccellente idea! + + _Teresa_ + +Eh! Lo so che non vi vado a genio. + + _Ludovico_ + +Come! Come! _(A Francesco)_ Non le fai più la corte? + + _Francesco_ + +Se sono stato respinto! + + _Teresa_ + +Meglio tardi che mai! + + _Ludovico_ + +Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato del tenero! + + _Teresa_ + +Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è poco da scherzare! +_(Ride ostentatamente)_ Ah ah ah! + + _Francesco_ + +_(sarcastico)_ Parlate d'oro, parlate! E la signora Caterina? + + _Teresa_ + +Stavo appunto per dirvelo.... Sono qui per farvi le sue scuse. Il bimbo +è un po' inquieto stasera, ed ella non si scosterà da lui se non quando +lo vedrà addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro occhi +vedono meglio di due. + + _Francesco_ + +È giusto, è giusto, è molto giusto! _(A Ludovico)_ Mi duole, caro signor +marito, ma non siamo riusciti a snidare la selvaggina. + + _Ludovico_ + +Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna perdonarla. + + _Teresa_ + +E io chiedo licenza e vado a letto. + + _Francesco_ + +Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate le veci di quella +scontrosa di vostra nipote. Tanto, parlando con voi pare sempre di +parlare, in certo modo, anche con lei. + + _Ludovico_ + +È vero, è vero: due corpi e un'anima. + + _Francesco_ + +Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi contemporaneamente +in un corpo di venticinque anni e in un altro di.... Suggeritemi voi, +signora Teresa.... + + _Teresa_ + +Di ottantadue, se non vi dispiace. + + _Ludovico_ + +Non credere a ciò che ti dice questa civettona. Ne ha appena... +ottantuno. L'accrescersi gli anni è una civetteria della vecchiezza. + + _Francesco_ + +Non è una noia il vivere a quest'età, signora Teresa? + + _Teresa_ + +_(con devota dolcezza, guardando il cielo)_ Si vive per obbedire a Dio. + + _Francesco_ + +E questo è il divertimento! + + _Teresa_ + +_(avviandosi per uscire)_ Vado a dormire, io, vado a dormire.... + + _Francesco_ + +E chi dorme non fa peccati. + + _Teresa_ + +_(uscendo)_ Ah, se dormiste un poco di più, voi! + + + + SCENA III. + + + FRANCESCO, LUDOVICO. + + + _Francesco_ + +_(astioso)_ È arguta la vecchietta! + + _Ludovico_ + +Tu la tormenti troppo. + + _Francesco_ + +Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non è così? Fammi una +predica, adesso. + + _Ludovico_ + +Volentieri. + + _Francesco_ + +_(alzandosi)_ Ma io ti saluto, caro. _(Prende il paltò.)_ + + _Ludovico_ + +Te ne vai davvero? + + _Francesco_ + +Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro. + + _Ludovico_ + +Nulla di urgente. + + _Francesco_ + +_(infilando il paltò)_ E poi, qua dentro fa un freddo indemoniato. + + _Ludovico_ + +Accenderò il caminetto. + + _Francesco_ + +Lasciami andar via. Sono aspettato. + + _Ludovico_ + +A quest'ora? + + _Francesco_ + +A quest'ora. + + _Ludovico_ + +E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne.... + + _Francesco_ + +_(accendendo ancora una sigaretta)_ Può darsi. + + _Ludovico_ + +Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute. + + _Francesco_ + +Oramai!... + + _Ludovico_ + +Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo d'ingegno. + + _Francesco_ + +Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini? + + _Ludovico_ + +Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la stessa donna, non avrei +niente a ridire. + + _Francesco_ + +Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io trovarne una che non +cambiasse di uomini. E questo è il problema! Cercherò di fabbricarmela +da me. + + _Ludovico_ + +Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto sta ad innamorarsi. + + _Francesco_ + +E ad innamorare. + + _Ludovico_ + +Comincia con l'innamorarti tu. + + _Francesco_ + +E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto? + + _Ludovico_ + +Troppe volte. + + _Francesco_ + +Una volta sola! + + _Ludovico_ + +E lei? + + _Francesco_ + +Lei? _(Ride amaramente)_ Eh eh eh! _(Pausa.--Poi, a un tratto, prendendo +il cappello)_ Be', buona notte, Ludovico. + + _Ludovico_ + +No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni qua.... Fammi le tue +confidenze.... E non fumare tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. +Parliamo tra noi. + + _Francesco_ + +_(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.)_ Mi secchi. + + _Ludovico_ + +Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto a parte di tutto ciò +che mi riguarda, io ti mostro ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, +sei così poco espansivo con me, così misterioso, così... autonomo.... + + _Francesco_ + +_(interrompendolo)_ Magnifica parola: «autonomo»! + + _Ludovico_ + +_(continuando)_ E io vedo che dentro di te c'è un altro mondo, e che +questa aridità che t'imponi ti rende peggiore. È un grande conforto il +poter rivelare a qualcuno le proprie angosce. Quando l'anima trova nella +voce e nella parola l'espressione d'un suo dolore, tutto quel che c'è in +esso di più acre se ne va, e ne resta quel tanto che può essere almeno +sopportato con una certa rassegnazione. Non mi credi? + + _Francesco_ + +Sicuro! Ma ci sono degli uomini che provano una voluttà particolare +appunto in ciò che il dolore ha di più acre. _(Si eccita morbosamente.)_ +Essi non ammettono la rassegnazione, ed è forse per questo che non +vogliono crearne nemmeno la possibilità. Per essere espansivi, s'ha da +essere buoni come sei tu. Io, per esempio, io sono cattivo, e mi +compiaccio d'esserlo. Mi ci trovo bene. L'uomo buono, guarda, è un +creditore dell'umanità; l'uomo cattivo ne è un debitore: e la parte del +creditore non mi conviene nè punto nè poco, visto che l'umanità non paga +mai i suoi debiti. _(Eccitandosi sempre più)_ Insomma, se ti credessi +tale da sapermi trasformare, io ti pregherei di non incomodarti e di +lasciarmi essere tranquillamente una canaglia. Mi sono spiegato? Mi hai +capito? No? No?... E non ci capiremo mai, e non è proprio necessario di +capirci. Tu stai al nord, io al sud. Tu ami, io invidio. Tu vedi tutto +roseo, io tutto nero. Tu sei un fortunato, io un disgraziato. Tu sei un +uomo sano, io un infermo. Tu sei uno sciocco che ha del genio, e io sono +un uomo d'ingegno che non ha niente! Ed ora, mettiti a lavorare, e a +rivederci domani. + + _(Esce.)_ + + + + SCENA IV. + + + LUDOVICO, CATERINA, _poi_ LUISA. + + + _Ludovico_ + +_(riflettendo e scrollando il capo)_ È veramente un infelice, povero +Francesco! _(Si scuote, si alza, si decide a fare un po' di fuoco nel +caminetto. Mette la legna, accende la carta e col soffietto ravviva le +fiamme.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro, canta fievolmente la ninna-nanna, che è una monotona e +semplice cantilena:)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto + ha trovato + il sonno perduto. + + _Ludovico_ + +_(resta in ascolto, quasi assorto, come se quella cantilena fosse per +lui una carezza.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro)_ + + Ninna-nanna, + al bimbo egli viene + e gli porta + col sonno ogni bene.[1] + + [1] _Le note della cantilena_ sono a pagina 320. + + _Ludovico_ + +_(vedendo la legna accesa, si frega le mani)_ Ottimamente: dove c'è +fuoco, c'è vita!... _(Si accosta al primo uscio a destra e chiama:)_ +Caterina! + + _Caterina_ + +_(dietro l'uscio)_ Che c'è? + + _Ludovico_ + +Si è addormentato? + + _Caterina_ + +Sta per addormentarsi. + + _Ludovico_ + +Vengo a dargli un bacino? + + _Caterina_ + +Ma no! Se vieni tu, spalanca tanto d'occhi e siamo da capo. + + _Ludovico_ + +Ci vengo? + + _Caterina_ + +_(impaziente)_ Ti dico di no! + + _Ludovico_ + +Ih!... Hai paura che me lo mangi? _(S'allontana e poi, sorridendo, pensa +tra sè:)_ Però, questa volta ha ragione lei. _(Siede presso la sua +scrivania. Borbotta scherzosamente:)_ Laboremus! _(Apre uno scartafaccio +e si riconcentra nella riflessione.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto + ha trovato + il sonno perduto. + + Ninna-nanna, + al bimbo egli viene + e gli porta + col sonno ogni bene. + + _Ludovico_ + +_(guardando ciò che aveva scritto)_ Che volevo dire, qui? _(Leggendo le +ultime parole:)_ «Assodata la differenza essenziale tra il perdonare e +il dimenticare, noi ci rivolgiamo una domanda dalla cui sottigliezza, a +prima giunta, siamo turbati...» _(Pensa)_ Ah, ecco, ci sono! _(Scrive.)_ + + _Caterina_ + +_(entra.--Ha l'aria preoccupata. Sta per chiudere la porta e dà ancora +uno sguardo nella stanza donde è venuta, chiamando sottovoce:)_ Luisa! +Luisa! + + _Luisa_ + +_(si avvicina all'uscio e resta sulla soglia.)_ + + _Caterina_ + +Spegni il lume e accendi la lampada da notte. + + _Luisa_ + +Sì, signora. _(Via.)_ + + _Caterina_ + +_(chiude l'uscio con precauzione.)_ + + _Ludovico_ + +_(vedendola)_ Che onore! + + _Caterina_ + +Sei solo? + + _Ludovico_ + +_(scherzando)_ Crederei di sì. + + _Caterina_ + +Il tuo amico è andato via? + + _Ludovico_ + +Non lo vedi? + + _Caterina_ + +_(attraversa la stanza, va sino alla porta in fondo e guarda fuori.)_ + + _Ludovico_ + +Oh, che ti salta in mente? Ch'egli si metta a spiare dietro gli usci? + + _Caterina_ + +Stai lavorando? + + _Ludovico_ + +_(lasciando la penna)_ Cominciavo appena.... + + _Caterina_ + +_(tossendo un po')_ Quanto fumo in questa camera! Si soffoca.... + + _Ludovico_ + +Abbi pazienza: è Francesco che ha divorato una decina di sigarette. Apri +un po' la finestra. Fa rinnovare l'aria. + + _Caterina_ + +_(eseguendo)_ Ma lèvati di là, tu: viene la corrente alle spalle. + + _Ludovico_ + +Che che! Non ne ho paura, io. _(Scrive di nuovo.)_ + + _Caterina_ + +_(guardando la finestra)_ Nevica. + + _Ludovico_ + +_(in tono buono)_ Meglio. Il gelo della strada ci fa amare di più il +tepore della casa. + + _Caterina_ + +Oh, come nevica! + + _Ludovico_ + +Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze da letto. + + _Caterina_ + +Le porte sono ben chiuse. + + _Ludovico_ + +E il tuo piccolo padrone che fa? + + _Caterina_ + +_(serrando la finestra)_ Adesso sì che dorme. + + _Ludovico_ + +_(alzandosi giovialmente)_ E adesso sì che ci vado. + + _Caterina_ + +No, lascialo stare. + + _Ludovico_ + +Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa! + + _Caterina_ + +Come c'entra la gelosia? + + _Ludovico_ + +Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto a quel bambino, non so +che ti piglia; e se riesco a baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel +tipo, sai? E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi che cèra hai +fatta! E perchè?... Perchè io volevo dare la buona notte al piccino. + + _Caterina_ + +E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo fai svegliare.... + + _Ludovico_ + +Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna. _(Canzonandola +affettuosamente:)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto.... + +Che credi? Non è una cosa tanto difficile.... + + _Caterina_ + +E corri.... Fa il comodo tuo.... + + _Ludovico_ + +Dio! Che faccia di rabbia! _(Pausa.--Diventando triste)_ Ma sta +tranquilla: non ci andrò. Non mi piaci più quando metti quel muso. +_(Risedendo presso la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)_ +Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel che vi capita! _(A +lei, in tono fanciullesco)_ Del resto, io mi vendico; e come mi +vendico!... Gli dedico dei versi.... + + _Caterina_ + +A chi?! + + _Ludovico_ + +Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima volta che commetto +questa corbelleria. Ma che vuoi! Ho capito che in certi casi si debba +sentire il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono cose le quali +non si possono pensare che in versi.... Siedi, siedi vicino a me. Te ne +voglio offrire un saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino +mentr'io lavoro! + + _Caterina_ + +_(sedendogli dirimpetto)_ Per non farti distrarre.... + + _Ludovico_ + +Ma che distrarre! che distrarre! Quando sedevi sempre a questo posto per +leggere o ricamare, le mie idee si succedevano così fluenti e facili che +mi sembrava di scriverle come se qualcuno me le dettasse.... _(Tira un +cassetto della scrivania e cerca.)_ Li tengo ben nascosti i miei versi, +sai, perchè, modestia a parte, sono di una bruttezza rara. _(Ridendo)_ +Ah ah ah, addirittura infantili. Nondimeno, dicono quel che devono dire, +e, conveniamone, da un sociologo noioso come me ci sarebbe da aspettarsi +di peggio. Vedrai. _(Con in mano alcune pagine scritte)_ Leggerò il +primo sonetto. Ti secca?... Eh sì, lo vedo che ti secca. + + _Caterina_ + +_(inquieta--dissimulando)_ Leggi.... Tutto ciò che è tuo m'interessa: ne +sei persuaso. + + _Ludovico_ + +_(con un pudore di collegiale)_ Mi dài soggezione, mi dài. Basta! Animo, +Ludovico! _(Legge:)_ + + Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare + non so quale prodigio d'eloquenza. + Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare + in questa tua dolcissima incoscenza. + +_(A Caterina)_ Non ti va? + + _Caterina_ + +_(soffrendo)_ Sì sì, continua. + + _Ludovico_ + +_(prosegue a leggere:)_ + + Non pensi, è ver, ma quante cose care + al babbo dici, inconsciamente, senza + che l'aria stessa le possa rubare + alla felice tua breve innocenza. + O bimbo mio.... + +_(Interrompendosi)_ No, no, è inutile, non ti va, non ti va. Non so se +per le idee o per la forma, ma è indubitato che non ti va; ed io non me +ne dolgo punto. Che diamine! Te l'avevo detto: sono versicoli che metto +insieme per mio sfogo. E non temere: ti risparmio il resto.... +_(Sforzandosi di scherzare)_ Abbasso il poeta! _(Ripone nel cassetto le +paginette.)_ Sei contenta? + + _Caterina_ + +Ma ti sembra che io mi permetta di giudicare quello che tu scrivi? + + _Ludovico_ + +Giudicare no. Ma non ti piace quello che non ti piace. Che male c'è? Non +ne parliamo più...: non ne vale la pena. Lascia, lascia che io mi goda +bene la tua presenza. Ti vedo qui, seduta presso la mia scrivania, come +nel tempo buono, e non mi par vero. È così eccezionale ed è così bello +che... non so... vorrei solennizzare questo avvenimento, vorrei fare il +chiasso, vorrei farti festa insomma.... + + _(Un silenzio.)_ + + _Caterina_ + +Dammi qualche libro da leggere. + + _Ludovico_ + +Vado in biblioteca.... + + _Caterina_ + +No, un libro qualunque. Piglio questo. _(Ne prende uno di su la +scrivania)_ Permetti? + + _Ludovico_ + +Ma questo è il Codice. + + _Caterina_ + +E tu studii il Codice? + + _Ludovico_ + +Lo studio, sì, lo discuto, lo combatto.... + + _Caterina_ + +E perchè? + + _Ludovico_ + +Perchè esso è quasi sempre la negazione dell'indulgenza e del perdono. +Un cattivo libro! + + _Caterina_ + +_(lasciandosi cadere il libro dalle mani)_ Già. + + _(Un silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(alzandosi)_ Eh, sì! Altro che saltare e fare il chiasso e +festeggiarti! È da un pezzo che tu non me ne dài più agio.... Sei +triste, tanto triste! Non sorridi più! Mai! _(Pausa.)_ E dire che ci +siamo amati così bene che a me pareva di vivere..., non so,... in +un'atmosfera d'amore. Credevo che a completare la nostra felicità non ci +mancasse che un piccolino, e, ora che abbiamo anche questo, invece di +vederti contenta, io ti vedo pensosa, sofferente, tutta avvolta in te +stessa. Tu sei infelice, Caterina! _(Pausa.)_ E non protesti, non mi +correggi, non mi smentisci!... Ma dimmi, almeno: è per colpa mia che sei +infelice? + + _Caterina_ + +_(fievolmente)_ No. + + _Ludovico_ + +Ma non essere timida. Se hai dei rimproveri da farmi, che aspetti? +Fammeli. Se c'è un malinteso, se c'è un equivoco, lo chiariremo +certamente. Che ci può essere di grave fra me e te? Niente. E intanto, +io rifletto, rumino, indago, ed è peggio! Mi smarrisco... e divento +inetto a qualunque energia. Il tuo contegno ha come costruita una +barriera tra noi due, e io non ardisco più di darti un bacio, non +ardisco più di abbracciarti, e quando restiamo soli io ti sono davanti +interdetto e impacciato e sento di essere grottesco. Adesso andrai in +collera, lo so; ma è così, è proprio così: da che abbiamo un figlio, tu +mi eviti, tu mi sfuggi. Egli ti assorbe, egli ti ha tutta per lui, e +certo nessuno più di me ammira il tuo attaccamento materno; ma lo strano +è che tu mi diventi livida, tu soffri se ti accorgi che da lui io mi +lascio assorbire come te, e soffri e ti tormenti se ti accorgi che io mi +piglio quella parte di gioie e di emozioni che mi spetta. Puoi negarmelo +questo? Me lo puoi negare? Ecco, lo vedi: non me lo neghi.... + + _Caterina_ + +_(vorrebbe parlare, le sembra d'essere afona.)_ + + _Ludovico_ + +Non hai neppure il coraggio, non hai neppure l'impulso di mitigare la +gravità di quello che io dico, e te ne stai lì, muta, enigmatica, +incomprensibile, senza curarti che il mio cervello è in balìa delle +fantasticaggini più balorde e delle supposizioni più assurde. Se +continuiamo così, Caterina, in fede mia, impazziremo tutt'e due! _(Torna +a sedere alla scrivania. Prende la penna, ma poi la getta via, quasi con +violenza.)_ Ma che!... Lasciamo andare.... La testa non è a posto. +_(Pigliando, in disordine, lo scartafaccio ed altre carte e ponendo +tutto in un cassetto)_ Nascondetevi qui, mie povere idee d'amore e di +pace! Questa sera voi non siete che una goffa ironia! _(Chiude il +cassetto, e ne ripone in tasca la chiave)_ Non è forse vero, Caterina? +Non è forse vero? _(Pausa.)_ E taci! E taci ancora! E taci sempre! E +nulla è più desolante di questi tuoi silenzi! _(Sovreccitandosi)_ Io mi +ci perdo.... Io mi ci perdo come nel buio! Io mi ci perdo come +nell'ignoto! + + _Caterina_ + +_(con debole accento)_ Scusami, Ludovico.... Stasera ho qualche cosa +qui, alla gola, che mi trattiene la parola, che mi trattiene la voce. +Sono nervosa.... Non avertelo a male.... Volevo stare un poco vicino a +te. Anzi, volevo proprio parlare con te. Sono venuta qui apposta per +questo.... Ma vedo che sarà meglio ch'io vada a riposare. _(Alzandosi)_ +Parleremo domani.... Diremo molte cose.... Ma stasera no, niente. Tu, +cerca di lavorare. Il lavoro ti distrarrà. Così potessi lavorare +anch'io! _(Si avvicina a lui.)_ + + _Ludovico_ + +_(la guarda con occhi docili.)_ + + _Caterina_ + +Buona notte. _(Gli prende la testa fra le mani e gli bacia la fronte.)_ + + _Ludovico_ + +_(prendendole i polsi)_ Mia Caterina, perchè vuoi che un'altra notte +passi su questa tristezza così piena di dubbî? + + _Caterina_ + +Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo una forza interiore che +mi aiuti e mi costringa a non più tacere.... Mi pareva d'averla quando +sono entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata più. Ma +l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, che è durata troppo. Io ne +uscirò comunque, e nulla certamente accadrà che sia più brutto e più +miserabile di ciò che è accaduto sinora. _(Si avvia per uscire a destra, +quasi precipitosamente.)_ + + _Ludovico_ + +_(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso)_ Caterina! +Oramai tenteresti invano di prolungare l'indugio. _(Con solennità +prepotente)_ La forza che in questo momento ti costringe a non tacere è +la mia volontà. Parla! + + _Caterina_ + +_(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli occhi lampeggianti +d'istantanea fierezza.)_ E sia! + + _Ludovico_ + +_(corre verso di lei con ansia incalzante.)_ + + _Caterina_ + +_(comincia coraggiosamente)_ Quando tu... _(Ma subito porta la mano alla +gola come se si sentisse strozzare)_.... No, no, no, non è possibile! +non è possibile!... _(Con desolazione lagrimosa)_ Come si possono +pronunziare certe parole!?... + + _Ludovico_ + +_(sempre più febbrilmente)_ Parla, parla! + + _Caterina_ + +Ma nessun lume d'intuizione ti soccorre ancora? Non senti ancora +penetrare tutta intera la verità dentro di te? Non la leggi qui, qui, +nei miei occhi? + + _Ludovico_ + +_(quasi tremante e girando lo sguardo altrove)_ Caterina!... + + _Caterina_ + +_(afferrandolo per le braccia, costringendolo a guardarla e accostando +il volto al volto di lui)_ Fissami bene in faccia, Ludovico!... Non +volgere gli sguardi altrove, come un fanciullo pauroso.... Fissami con +coraggio, e comprendimi, e non obbligarmi a pronunziare le parole +roventi.... Leggi, leggi qui.... Liberami tu stesso da questo incubo.... +Ricòrdati tutto, Ludovico.... Ricòrdati.... Ricòrdati la tua assenza di +un anno fa... la tua lunga assenza.... + + _Ludovico_ + +_(segue con terrore la catena delle reminiscenze, ansimando come per un +soffocamento progressivo.)_ + + _Caterina_ + +Ricòrdati il tuo ritorno.... Ricòrdati...! Giungesti, di sera, lieto, +espansivo, amoroso come un innamorato; e io ti ricevetti con un impeto +pazzo che ti parve uno scoppio di giovinezza esuberante.... Eppure... +ricòrdati, ricòrdati.... Il nostro amplesso fu preceduto da una certa +mia resistenza, da un tremito che mi prese tutta, da un dibattito +insolito, e terminò in una profonda tetraggine quasi funebre! E..., dopo +un periodo breve, sopravvennero i primi sintomi della maternità e le +prime ribellioni alla tua esultanza, e poi seguì la nascita del +piccolino con tutte le torture che mi costò, e seguirono gli scatti di +rancore, gli scatti di ferocia contro me stessa e l'infrenabile sdegno +per tutto ciò che m'indicava la tua contentezza di padre, la tua +fiducia, la tua tranquillità, le tue illusioni.... Mi comprendi, ora? Mi +comprendi? Mi comprendi?... + + _Ludovico_ + +_(con le pupille dilatate, guardandola sempre, atterrito ma attonito, e +facendosi entrare l'idea orrenda nel cervello--con voce soffocata)_ Non +è... mio figlio?! + + _Caterina_ + +_(senza fiato, eppure con un moto di sollievo)_ Finalmente, l'hai detto! + + _Ludovico_ + +_(staccandosi da lei e, come un pazzo, mutando stranamente tono)_ Ah no! +Non è vero! Non è vero! Tu m'inganni! Non riesco a intendere la ragione +di questa follia menzognera, ma è certo che tu m'inganni, perchè se tu +non m'ingannassi, se mi avessi detto la verità, ti affretteresti ora a +difenderti per diminuire, almeno, la tua colpa.... Ne sentiresti la +necessità, ne sentiresti l'urgenza; e invece tu non aggiungi una parola +in tua difesa.... Tu non ti difendi! + + _Caterina_ + +Io non sono qui per difendermi, Ludovico; sono qui per accusarmi. Io non +amo l'uomo che mi ha posseduta, non l'ho amato mai, non l'amerò mai; ma +non so e non è indispensabile ch'io sappia se ciò attenui l'infamia o +sia piuttosto un'aggravante. Per difendermi bene dovrei dirti d'essere +stata costretta con l'arma alla mano.... Ma dicendoti questo, mentirei. +Ho mentito già troppo. Basta ora. Io devo salvarti dalla profanazione di +ogni altra menzogna. _(Umilmente)_ No, non sono stata costretta. Ci deve +essere nelle donne come me una strana sensibilità di cui esse non sono +consapevoli: una sensibilità che dorme nel pudore, nell'onestà, +nell'orgoglio.... Il suo risveglio è inaspettato, Ludovico, è +imprevedibile... ed è l'opera di chi meno pare ne abbia il potere. Oh la +fragile creatura trascinata dal turbine! Non è un pervertimento il suo, +nè un'esaltazione, no; è semplicemente la soppressione repentina della +coscienza, è la tirannia, occulta, ma imperiosa, d'una grande forza che +agisce in una grande debolezza. Si cede! Si precipita! Si precipita! +_(Con terrore e avvilimento)_ E la perdizione è completa! Quando il +turbine è passato, quando ritorna la coscienza, qualunque sforzo si +faccia col cervello, non si riesce a distinguere il punto di +partenza.... Si è percorsa in un momento solo una strada abietta che +sembra lunga lunga lunga e di cui si vede la fine e non si scorge più il +principio. Se ne prova un'ipocondria di male inguaribile... un ribrezzo +asfissiante... la nausea... il raccapriccio... uno spasimo indicibile +che il ricordo accresce, ogni giorno, ogni giorno, spietatamente... e +non se ne trova il rimedio, e non c'è speranza di trovarne mai!... +_(Affranta, ammiserita)_ Così vivo io, Ludovico; ed ora fa tu di me +quello che vuoi! + + _Ludovico_ + +_(con la fisonomia d'un vero folle--brutalmente)_ E di': chi è stato il +tuo amante di cinque minuti? Chi è stato l'uomo irresistibile, l'essere +soprannaturale per cui ti sei gettata nella melma?... _(Terribile, ma +sottovoce)_ Tu mi dirai il suo nome, Caterina! + + _Caterina_ + +No! Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +_(fremendo)_ Io devo saperlo! + + _Caterina_ + +Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +Io t'infliggerò la tortura!... + + _Caterina_ + +Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +_(minaccioso)_ Bada, Caterina!... + + _Caterina_ + +Ma che vorresti, tu? Vorresti ch'io ti mandassi a cercare nella folla un +individuo che fortunatamente è persuaso di non essere stato niente per +me, un individuo ch'io avrei scacciato perfino dalla mia memoria se +purtroppo il disgusto non avesse reminiscenze così persistenti? Vorresti +ch'io incaricassi te di dirgli: «Sai, fra quella madre e quel figlio tu +sei _qualcuno_, non lasciarti frodare...», e io dovrei consentirti di +creare in quell'uomo il convincimento di avere un'importanza che sinora +egli non saprebbe sospettare? Dovrei, per mezzo tuo, ricacciarlo, vivo o +morto, come un aspide, nella mia esistenza?... Ah no! Torturami, +battimi, mettimi pure una morsa alla gola: io mi lascerò soffocare cento +volte senza mai proferire il suo nome! + + _Ludovico_ + +_(più terribile e più fremente)_ Ma dunque io non potrò neanche +vendicarmi? Tra le rovine di ogni mio bene, d'ogni mia illusione, io +sarò costretto a vedermi perennemente dinanzi il fantasma d'un uomo +senza connotati, un'ombra schernitrice e inafferrabile, e sarò costretto +a sentirmi quotidianamente come schiaffeggiato da una mano ignota?!... E +questo non è nulla a confronto di tutto il resto!... C'è il frutto +dell'obbrobrio, c'è il documento vivo della vergogna, della nefandezza, +c'è la personificazione della sciagura che mi colpisce!... C'è un +bambino che oggi balbetta e piange, e che ben presto mi chiamerà «babbo» +e che sarà più crudele, più offensivo, più beffardo d'una platea di +curiosi! E se anche, per una umiltà di paziente, per una nostalgia di +pace, per una frenesia d'innamorato, io volessi perdonare a te come un +Cristo, no, quel bambino non me lo permetterebbe perchè esso resterà lì, +sempre lì, attaccato a sua madre, e si farà grande, e sarà un uomo, e la +sua presenza, ostinata, invadente, alimenterà di ora in ora, di minuto +in minuto, le mie sofferenze, il mio odio, le mie angosce!... Nessuna +vendetta, non è vero? E nessun mezzo per abbreviare la durata del +tormento?... Nessuno?... Nessuno?... Nessuno?... Proprio nessuno?... +_(Con un moto di ribellione cupa e feroce)_ Ah no!... Il mezzo c'è! Il +mezzo c'è!... _(Trionfalmente)_ Io l'ho trovato!... _(Col viso acceso, +con gli occhi di fuoco)_ Ti giuro che l'ho trovato! + + _Caterina_ + +_(intuisce d'un subito ed è invasa dallo spavento)_ Ludovico! + + _Ludovico_ + +Bisogna eliminare la causa maggiore! Bisogna distruggere il documento +vivo! + + _Caterina_ + +Ludovico! + + _Ludovico_ + +Bisogna sopprimere questa creatura che è nata per crucifiggermi! + + _Caterina_ + +_(atterrita)_ Ludovico! + + _Ludovico_ + +_(come per precipitarsi nella stanza a destra)_ Sì, io te l'ucciderò! + + _Caterina_ + +_(parandosi davanti a lui, con un grido)_ No, Ludovico! Pietà!... +Pietà!... Pietà di me!... + + _Ludovico_ + +_(si arretra e si abbandona disfatto su una sedia.)_ + + _Caterina_ + +_(aspetta, lungamente, in un'atroce trepidanza.)_ + + _Ludovico_ + +E sta bene!... Avrò pietà di te! _(Si passa una mano sui capelli e +lascia scorgere d'aver presa una decisione. Guarda il suo orologio. Si +alza nervosamente. Tocca due volte il bottone del campanello. Va alla +porta comune come per evitare che la cameriera entri. Resta sulla soglia +parlando a lei:)_ Betta, prendete le mie valige, portatele giù in +portineria... e dite a Luigi che faccia fermare una carrozza. +_(Rispondendo a qualche domanda della cameriera)_ Ma sì, c'è tutto.... +Voi non avete che a chiuderle.... Sbrigatevi. + + _Caterina_ + +_(immobile, lo avvolge dei suoi sguardi pavidi.)_ + + _Ludovico_ + +_(attraversa la stanza in fretta, dirigendosi verso la porta a destra.)_ + + _Caterina_ + +_(ne ha un nuovo sussulto di spavento.)_ + + _Ludovico_ + +_(prima di varcare la soglia, si arresta.--Si sorveglia.--Si rivolge a +lei)_ Pigliami, ti prego, il soprabito e il cappello. + + _Caterina_ + +_(guardandolo supplichevolmente, obbedisce e va.--Rientra subito recando +il cappello e il soprabito, che pone sopra la scrivania.)_ + + _Ludovico_ + +_(assorto nella risoluzione presa, verifica il suo portafogli. Quindi +afferra soprabito e cappello come per andarsene.)_ + + _Caterina_ + +_(timida, implorante)_ Ma dove vai? + + _Ludovico_ + +Non lo so. + + _Caterina_ + +E quando tornerai, Ludovico? + + _Ludovico_ + +Non tornerò. + + _Caterina_ + +Mi lasci per sempre?... + + _Ludovico_ + +E che altro mi resta a fare?! + + _(Un breve silenzio.)_ + + _Caterina_ + +Io... t'ho detto tutto... con la speranza di risentirmi degna di te, con +la speranza di offrirti la mia vita purificata, e invece, ecco, ti +perdo!... Avrei potuto ancora mentire, mentire ogni giorno, mentire sino +alla morte; ma l'amor mio non ha voluto permettere alla mia voce, ai +miei occhi, ai miei baci la facile viltà d'ingannarti! E ho tanto +sofferto _(piange)_ e ho affrontato il sacrificio della confessione per +poter aspirare al diritto di essere la tua compagna... per ridiventare, +sinceramente, la moglie tua. Ah, se ti avessi amato meno, avrei +risparmiato a te questo supplizio e a me la condanna di perderti così! + + _Ludovico_ + +_(dibattendosi fra due urgenze opposte ed eccitandosi al pensiero d'una +soluzione liberatrice)_ Vuoi... vuoi veramente liberarmi da questo +supplizio? + + _Caterina_ + +_(irradiandosi)_ E me lo domandi? + + _Ludovico_ + +Vuoi veramente ch'io abbia l'eroismo di considerare la tua colpa come il +delirio di un'inferma? + + _Caterina_ + +_(ansiosa)_ Sì! + + _Ludovico_ + +Vuoi che io compia il prodigio di dimenticare... anzi, no, meglio, +meglio ancora, di ricominciare da capo, di rivivere nella illusione, +nella certezza della tua innocenza e della tua fedeltà? + + _Caterina_ + +_(avidamente)_ Sì, Ludovico!... + + _Ludovico_ + +Ebbene... ebbene, vieni come me.... Andiamo via, andiamo via.... No, io +non ti ucciderò il tuo bambino; ma è necessario che io non lo veda più, +ch'io non lo senta, ch'io non ne sappia più nulla, è necessario ch'io +non ricordi che tu sei madre, è necessario che egli non mi tolga nè un +minuto, nè un battito, nè un pensiero, nè un sorriso, nè una lagrima +della tua vita. _(Lascia cadere a terra cappello e soprabito.)_ + + _Caterina_ + +_(sente passare a traverso il suo animo tutte le parole di Ludovico, ne +trema, ne soffre, ne ha orrore, ne ha dolcezze profonde, e, a poco a +poco, ne sarà presa, conquistata, e, senza che il suo cervello possa più +funzionare, il suo cuore e i suoi nervi cederanno a lui completamente.)_ + + _Ludovico_ + +_(con frenesia, prendendole dapprima le mani, poi cingendola +freneticamente con le braccia e parlandole sulla bocca)_ Tu lo affiderai +alla tua buona nonna, ai tuoi parenti, a chi vorrai, e noi provvederemo +a tutto, alla sua educazione, al suo avvenire, alla sua ricchezza.... +Sì, anche alla sua ricchezza. E se un giorno crederà che io sia stato un +malvagio costringendoti a rinunziare a lui, io non mi lamenterò, non mi +difenderò mai dalle sue accuse, mai, mai, mai; ma adesso andiamo via.... +_Io devo_ andarmene immediatamente... perchè _(con preoccupazione [pg +318] sinistra)_ la notte mi atterrisce e mi tenta, e non c'è nessuna +enormezza di cui io non mi sentirei capace in questa casa, dove io l'ho +visto nascere, dove egli respira, dove egli vive. Vieni, vieni, +Caterina...: se non hai la forza di separartene in questo momento, non +potrai averla mai più!... Vieni con me.... Dimostrami che hai affrontato +il sacrifizio per essere ancora la mia compagna.... Dimostrami che io +solo ti sono indispensabile. Noi andremo lontano come due profughi del +passato e non saremo che due amanti assetati di godimento.... +Distaccandoci da tutto ciò che è pieno di ricordi, noi ritroveremo noi +stessi, riallacceremo le nostre anime, ricostruiremo il nostro +paradiso.... + + _Caterina_ + +_(è fra le braccia di lui, affascinata.)_ + + _Ludovico_ + +... e chi sa quante nuove ebbrezze, quali nuove delizie, quale nuovo +benessere, quale nuova felicità ci riserba la nostra giovinezza! Di', +di', Caterina: _(stringendosela forte al petto)_ ci verrai con me? ci +verrai? ci verrai? + + _Caterina_ + +_(perdutamente)_ Sì... sì... ci voglio venire.... Non lo capisci che ci +voglio venire? Non lo vedi che non hai bisogno d'insistere affinchè io +ti segua dovunque? Non vedi che sono già solamente tua? Non vedi che io +sono già pronta a tutto?... a separarmi da lui... _(con un accento +d'inconsapevole pietà)_ ad abbandonarlo... a fuggirlo... a strapparmelo +anche dal cuore.... Ma tu, tu, Ludovico, tu che sei migliore di me,... +impediscimi di commettere questo delitto! + + _Ludovico_ + +_(udendo la parola_ «delitto», _la respinge bruscamente. Si riconcentra +in se medesimo. Raccoglie il soprabito e il cappello, e, dopo una pausa, +in un tono tra di comando e di concessione, le dice:)_ Resta! + +_(Si guardano a lungo, intensamente, dubbiosamente, l'uno sperando +ancora ch'ella lo segua, l'altra sperando ancora ch'egli non se ne +vada.)_ + + _Ludovico_ + +_(con poca voce)_ Addio! _(E fugge.)_ + + _Caterina_ + +_(immota, col volto trasformato, terreo, come se finalmente avesse +consumato il sacrifizio necessario)_ È finita! _(Indi, va alla finestra: +attraverso i vetri vede Ludovico che si allontana. Estenuata, quasi +inebetita, col passo malfermo si avvia verso l'uscio della sua camera. +Le forze le mancano. I ginocchi le si piegano. Stramazza. Poi si +sorregge a una sedia, si leva, e, soccorsa dalla suprema volontà, +oltrepassa la soglia.)_ + + + SIPARIO. + + + [Illustrazione: note della cantilena] + + + + + ATTO SECONDO + + +_La scena come al primo atto._ + + + + SCENA I. + + + _La signora_ TERESA, LUISA, BETTA. + + +_(La signora Teresa si è addormentata sopra una poltrona. Betta è +seduta, in fondo, con le braccia piegate. Le imposte della finestra sono +socchiuse. La stanza è nella penombra.)_ + + _Luisa_ + +_(entrando, affaccendata, dalla prima porta a destra, e rivolgendosi a +Betta, a bassa voce)_ Dov'è la biancheria pulita? + + _Betta_ + +_(piano)_ Quella lì, sulla sedia, è già pronta. + + _Luisa_ + +_(prende in fretta la biancheria e sta per uscire.)_ + + _Betta_ + +E di': che te ne pare di quel medico? + + _Luisa_ + +A vederlo, mi pare il più bravo di tutti. _(Esce dalla porta da cui era +entrata.)_ + + _Betta_ + +_(getta un sospiro.)_ + + _Teresa_ + +_(svegliandosi)_ Cos'è? È già tramontato il sole? + + _Betta_ + +_(alzandosi)_ No, signora Teresa. È ancora giorno. + + _Teresa_ + +Così buio? + + _Betta_ + +Ho socchiuso le imposte per lasciarvi riposare un poco. Sono tre notti +che voi e la signora Caterina non avete dormito. + + _Teresa_ + +Apri, apri.... Alla mia età non bisognerebbe mai dormire, perchè non c'è +più tempo da perdere.... + + _Betta_ + +_(apre le imposte. L'ambiente si rischiara.)_ + + _Teresa_ + +Ho fatto un bel sogno, sai? + + _Betta_ + +Che avete sognato, signora Teresa? + + _Teresa_ + +Ho sognato tanti fiori, tanti fiori, più di quanti ce ne sono nel nostro +giardino. + + _Betta_ + +E poi? + + _Teresa_ + +E poi, nient' altro. Sognando, ho avuto l'idea di regalarli tutti al +piccino, ma ora sto riflettendo che... il profumo dei fiori potrebbe +fargli male. + + _Betta_ + +S'intende. + + _Teresa_ + +Se invece ne regalassi alla Madonna? Che ne dici? + + _Betta_ + +Fareste bene. + + _Teresa_ + +_(si alza)_ Vado a raccoglierne io stessa. + + _Betta_ + +Ma no, signora Teresa. A questo, penserò io. Andate piuttosto di là, +voi; andate a sentire un po' quest'altro medico. + + _Teresa_ + +Un altro? + + _Betta_ + +La balia mi ha assicurato che è il più bravo di tutti. + + _Teresa_ + +E non me ne avvertivi, benedetta?! _(Si avvia.)_ + + + + SCENA II. + + + FELSANI, CATERINA, _la signora_ TERESA _e_ BETTA. + + +_(Felsani è un vecchio dall'aspetto nobilissimo e severo. In ogni sua +parola, in ogni suo atto, egli è prudente, lento, misurato, pensoso.)_ + + _Caterina_ + +_(precedendo Felsani, entra dalla prima porta a destra)_ Per di qua, +dottore. _(Va alla scrivania.)_ + + _Felsani_ + +_(seguendola)_ Mi favorisce da scrivere? + + _Caterina_ + +S'accomodi, se non le dispiace. _(Indica la sedia che è presso la +scrivania.)_ + + _Betta_ + +_(si trae in disparte.)_ + + _Felsani_ + +_(siede.)_ + + _Caterina_ + +_(guarda il dottore con occhio ansioso, scrutatore, interrogativo.)_ + + _Felsani_ + +Le prescrizioni del medico curante sono inappuntabili. + + _Caterina_ + +Niente da mutare? Niente da aggiungere? + + _Felsani_ + +_(stringendosi nelle spalle)_ Niente. + + _Caterina_ + +E allora? + + _Felsani_ + +Io scriverò la mia diagnosi. + + _Caterina_ + +Sarà utile, non è vero? + + _Felsani_ + +Può darsi. _(Mette i suoi occhiali d'oro. Si dispone a scrivere.)_ + + _Betta_ + +_(con timidità, a Caterina)_ Badi, signora, in quel calamaio +l'inchiostro si è disseccato. _(Abbassando molto la voce, quasi +all'orecchio di lei)_ Non si adopera da quando andò via il signor +Ludovico.... + + _Caterina_ + +Già. _(A Felsani)_ Abbia pazienza, dottore.... _(A Betta)_ Porta subito +un altro calamaio. + + _Betta_ + +_(via dal fondo.)_ + + _Teresa_ + +_(a Felsani, avanzandosi un po')_ Sa, siamo tutti intontiti in questa +casa: vorrà perdonarci se.... + + _Felsani_ + +Prego, prego. + + _Caterina_ + +_(indicando Teresa)_ È la mia avola materna. + + _Teresa_ + +Ottantadue anni. + + _Felsani_ + +_(guardandola)_ Assai ben portati.... È una buona notizia per chi ne ha +settanta come me. _(Girando lo sguardo intorno)_ E... suo marito, +signora, non è in casa? + + _Caterina_ + +_(che non s'aspettava questa domanda)_ No... non è in casa. + + _Felsani_ + +Lo conosco di fama: è un vero umanitario.... + + _Caterina_ + +_(imbarazzata)_ Senza dubbio. + + _Felsani_ + +Avrei voluto parlare con lui. + + _Caterina_ + +Con lui? + + _Felsani_ + +Sì, e sarà necessario ch'io gli parli.... _(Sta per soggiungere qualche +cosa, ma, vedendo Betta, s'interrompe.)_ + + _Betta_ + +_(mette un calamaio sulla scrivania.)_ + + _Felsani_ + +_(a Betta, con un gesto di congedo)_ Grazie. _(E comincia a scrivere.)_ + + _Caterina_ + +_(è tutta intenta a leggere ciò che Felsani scrive.)_ + + _Teresa_ + +_(quasi presso l'uscio a destra, guarda un po' nelle stanze dov'è il +bimbo e un po' il dottore.)_ + + _Betta_ + +_(piano, a Teresa)_ Che fa il piccino? + + _Teresa_ + +Pare che riposi: vedo che la balia se ne sta tranquilla con le braccia +piegate. + + _Betta_ + +E questo medico che dice? + + _Teresa_ + +Parla come una sibilla... ma aspetta che glie la tiro io di bocca la +verità. + + _Betta_ + +Senza che la signora se n'accorga, veh! Non si sa mai!... + + _Teresa_ + +Bisognerebbe che restassi sola con lui.... + + _Betta_ + +Quando starà per andarsene, non vi sarà difficile. + + _Teresa_ + +Lascia fare a me. + + _Betta_ + +Ma state attenta!... + + _Teresa_ + +E tu non dimenticare i fiori. + + _Betta_ + +Ve ne raccolgo un fascio... un fascio così. _(Via per la seconda porta a +destra.)_ + + _Felsani_ + +_(firmando la diagnosi)_ Ecco, signora. + + _Caterina_ + +_(ha letto attentamente.)_ Non capisco le ultime parole. + + _Felsani_ + +E io non desidero che rendergliele del tutto comprensibili. Ma.... +_(Accenna con uno sguardo prudente alla signora Teresa.)_ + + _Caterina_ + +_(a voce alta)_ Oh... è la mia confidente. + + _Felsani_ + +Ebbene, mi permette qualche domanda? + + _Caterina_ + +Naturalmente. + + _Felsani_ + +Non crede lei che suo marito sia vittima egli stesso d'una qualche legge +d'atavismo inesorabile? + + _Caterina_ + +_(scossa)_ ... No, dottore. + + _Felsani_ + +In tal caso, signora, si è indotti a supporre che, nella sua prima +gioventù, quando era libero, quando non sapeva di dover diventare un +marito, egli non sia riuscito a sfuggire alla... corruzione che logora +la sostanza umana. Non è così? + + _Caterina_ + +_(sforzandosi di rispondere)_ No, non è così. + + _Felsani_ + +Per lo meno, però, egli deve avere pazzamente noncurata la sua vita +fisica. Mi negherebbe lei anche questo? + + _Caterina_ + +_(umilmente)_ Sì, dottore, glie lo nego. + + _Felsani_ + +In conclusione, signora, secondo lei, il padre di quel bambino è un uomo +valido, sano, perfetto? + + _Caterina_ + +_(profondamente turbata, siede.)_ + + _Felsani_ + +Ma, via, non si turbi così. Le dico queste cose non per il gusto di +commettere delle indiscrezioni, e neppure per una fredda indagine +scientifica. Assai di rado la costatazione dei fatti addita, come questa +volta, alla scienza, lo scopo pratico del suo intervento. Potrebbero... +potrebbero venir su degli altri figliuoli, e poichè nulla ci fa sperare +che si salverebbero da uno dei più acuti casi della fatalità ereditaria, +io ho il dovere d'indicare, con chiarezza, a suo marito, quale e quanta +responsabilità ricadrebbe su lui. La mia parola sembrerà severa, ma +egli, che si è fatto l'apostolo dei più nobili principii d'altruismo, +saprà ascoltarmi, ne sono certo, e saprà provvedere. _(Un silenzio.)_ +Non c'è dunque modo di parlare con Ludovico Nemi? + + _Caterina_ + +_(sommessa, pronunziando le parole per una suprema auto-imposizione)_ +Mio marito vive lontano da questa casa. + + _Felsani_ + +... Sono dolentissimo di non averlo intuito. + + _Caterina_ + +Non si dia pena, dottore. + + _Felsani_ + +E... da molto tempo vive lontano? + + _Caterina_ + +Da sei mesi. + + _Felsani_ + +Soltanto?... Il che significa ch'io non potrei completare +coscenziosamente la mia missione senza rivolgere a lei delle altre +domande... importune, la cui audacia ella non saprebbe forse tollerare. +Io sono al cospetto d'una madre e d'una moglie, e devo rimettermi +ciecamente al suo volere. Vuole ella ch'io cerchi di parlare con suo +marito? + + _Caterina_ + +_(abbassando gli occhi)_... No. + + _Felsani_ + +_(comprendendo)_ E con questo, il mio compito è esaurito. _(Si alza)_ +Vada, vada dal suo figliuolo. _(Con bontà)_ Questo tempo è per lei assai +prezioso e non glie ne voglio rubare. + + _Teresa_ + +_(profondamente impressionata per tutto ciò che ha udito)_ Sì, Caterina, +va.... Farò io gli onori di casa al dottore. + + _Caterina_ + +_(porgendo la mano a Felsani)_ Io la ringrazio. + + _Felsani_ + +_(stringendogliela)_ Io... le chiedo scusa. + + _Caterina_ + +_(esce dalla prima porta a destra.)_ + + _Teresa_ + +_(dandogli il cappello)_ Sicchè... dottore, il caso non è disperato? + + _Felsani_ + +_(pigliando il cappello)_ Questo bambino è perduto. + + _Teresa_ + +Oh! + + _Felsani_ + +Pensiamo... a salvare gli altri. + + _Teresa_ + +Quali? + + _Felsani_ + +Quelli che non sono nati ancora... + + _Teresa_ + +_(fa un gesto di maraviglia e d'interrogazione.)_ + + _Felsani_ + +... e che, per essere salvi, non debbono nascere. _(Si avvia per +uscire.)_ + + _Teresa_ + +_(si accinge ad accompagnarlo, precedendolo)_ Le faccio un po' strada. + + _Felsani_ + +Ma no..., non si scomodi. _(Sulla soglia)_ Non le permetto di +scomodarsi! + + _Teresa_ + +Per accontentarla.... _(Avvertendo Betta, che non si vede)_ Bettina, +apri la porta al dottore. + + _Felsani_ + +_(inchinandosi, le passa dinanzi)_ A rivederla, signora. (Esce dal +fondo.) + + + + SCENA III. + + + _La signora_ TERESA _e_ CATERINA. + + + _Teresa_ + +_(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, il dottore che +s'allontana: indi fa qualche passo e desolatamente mormora:)_ E che dirò +a Caterina?... Che le dirò? + + _Caterina_ + +_(entrando con una certa vivacità e con un calore di tenerezza)_ Sai, +nonna, dorme.... Dorme come un bambino che non sia malato. Il suo +respiro non è affannoso, no... e quella irrequietezza che stamane ci +spaventava è del tutto cessata. Oh, vecchietta mia, non so perchè, io ho +un presentimento lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli mi sarà +preservato e che io saprò vivere sempre più veramente per lui! Tu, buona +mia, hai avuta una vita piena di virtù serene e perciò non puoi +comprendere certe tristi cose.... _(Con espansione circospetta)_ Vedi: +ci sono stati dei momenti in cui ho temuto quasi di non amare abbastanza +il figlio ch'ebbi dall'uomo odiato.... _(Ha un brivido)_ Era un equivoco +del cuore mio quel timore, niente altro che un equivoco, perchè non è +vero che ciò accadesse, non è vero che ciò possa accadere: non deve, non +deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata dal dubbio della mia +iniquità, e questo bastava a farmi provare un avvilimento profondo. Ma +oramai sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e ne parlo a te +come d'un nemico non più temuto, come d'un nemico dileguato: te ne parlo +perchè non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè mi fa +tanto bene che tu, col tuo candore di santa, mi ascolti pazientemente, +comprendendomi poco... e assolvendomi tutto! _(L'abbraccia con +dolcissima effusione.)_ + + + + SCENA IV. + + + BETTA, CATERINA, TERESA, FRANCESCO. + + + _Betta_ + +_(dal fondo)_ Signora Caterina, c'è di là il signor Moretti. + +_(Le due donne ne hanno un'impressione paurosa.)_ + + _Caterina_ + +_(a Teresa)_ Lui! + + _Teresa_ + +_(con voce molto sommessa, a Caterina)_ Che sia venuto per la malattia +del bimbo? + + _Caterina_ + +_(con pari segretezza)_ Non è possibile.... Fortunatamente non ha mai +compreso di essere suo padre.... + + _Teresa_ + +E che pensi di fare? + + _Caterina_ + +Betta, dirai al signor Francesco che... oggi non ricevo nessuno... + + _Betta_ + +E se insisterà? Era così premuroso.... Stava per entrare senza che io +l'annunziassi. + + _Caterina_ + +Quando saprà che non ricevo nessuno, egli non insisterà. + + _Francesco_ + +_(comparendo e arrestandosi di là dall'uscio--freddamente)_ Io insisto. + + _Caterina_ + +_(contenendosi)_ Ma ciò... è abbastanza strano. + + _Francesco_ + +_(entra, senza avanzare)_ Non tanto strano, visto che io vengo in questa +casa per incarico di vostro marito. _(Il suo volto è segnato di livore. +Nel cavo dei suoi occhi è un intenso scintillio bieco.)_ + + _Caterina_ + +_(perplessa)_ Ah! È mio marito che vi manda? + + _Francesco_ + +Precisamente. + + _Caterina_ + +_(pianissimo a Teresa)_ Vecchia mia, resta tu un poco presso il piccino +e chiudi bene la porta.... Voglio che costui non si accorga di nulla. + + _Teresa_ + +_(tuttora preoccupata dalle parole del medico, pensa di doverle riferire +a Caterina e non ne ha il coraggio.--Le dice all'orecchio:)_ Ma... non +ritardare troppo.... Io ho paura di quest'uomo. + + _Caterina_ + +_(sentendosi a un tratto animosa)_ Ed io no. + + _Teresa_ + +Permettete, signor Francesco. + + _Francesco_ + +Prego, signora Teresa. + + _Teresa_ + +_(guarda timorosamente Francesco e pietosamente Caterina, ed esce a +destra.)_ + + + + SCENA V. + + + CATERINA e FRANCESCO. + + + _Caterina_ + +_(volgendo le spalle a Francesco, severa, rigida, sicura)_ Che cosa +dovete voi dirmi per conto di mio marito? + + _Francesco_ + +A voi, niente. Ieri, stetti da Ludovico, in campagna, ed egli m'incaricò +solamente di cercare nella sua scrivania certi manoscritti, per poi +spedire a lui alcuni di essi e bruciarne altri. + + _Caterina_ + +_(incredula)_ Ma pure.... + + _Francesco_ + +_(interrompendola con preveggenza)_ La chiave della scrivania è questa +_(glie la mostra)_, e questa è l'indicazione dei manoscritti. +_(Mettendole sotto gli occhi una carta)_ Riconoscete la sua calligrafia? + + _Caterina_ + +Non dubitavo della vostra parola.... + + _Francesco_ + +Leggete, leggete. + + _Caterina_ + +Non è necessario. + + _Francesco_ + +Potrà anche interessarvi. + + _Caterina_ + +_(vorrebbe prendere e leggere la carta, ma non osa.)_ + + _Francesco_ + +Leggo io. _(Legge:)_ «Manoscritti da bruciare: _L'egoismo dell'onore_» +_(A Caterina, con sarcasmo)_ Peccato! È un'opera assai bella e +originale! _(Legge:)_ «_Il dovere del perdono_» _(A Caterina)_ Questa, +fa bene a distruggerla! _(Legge:)_ «Undici sonetti intitolati: «_Il +figlio_». E anche questi devono valer poco. + + _Caterina_ + +_(fissa la carta, ascoltando e diventando livida.)_ + + _Francesco_ + +Poi, c'è l'elenco dei manoscritti da salvare. Volete leggere voi?... Ma, +già, i manoscritti da salvare non vi riguardano punto. + + _Caterina_ + +Sta bene. La scrivania di cui avete la chiave è quella. Voi potete +eseguire liberamente l'incarico che accettaste. La mia presenza è +inutile. _(Si avvia per uscire.)_ + + _Francesco_ + +_(trattenendola col gesto)_ Non così inutile come voi fingete di +credere. Restate ancora un poco. _(Cercando le parole)_ Sto per aprire +il cassetto dei segreti di vostro marito.... La vostra presenza sarà per +lui una garanzia... della mia discretezza. + + _Caterina_ + +_(schivando di guardarlo e di essere guardata)_ Ma no.... Egli ripone in +voi una fiducia illimitata.... + + _Francesco_ + +E invece il vostro convincimento è che io sia una vile persona. + + _Caterina_ + +Non l'ho mai detto.... + + _Francesco_ + +_(avvicinandosi a lei)_ Poc'anzi volevate mettermi alla porta. + + _Caterina_ + +Voi esagerate. + + _Francesco_ + +Poi avete sospettato ch'io ricorressi a un sotterfugio per introdurmi in +casa vostra.... + + _Caterina_ + +Il vostro orgoglio dovrebbe escludere la possibilità di sospetti così +oltraggiosi. + + _Francesco_ + +È il vostro contegno che li denunzia. + + _Caterina_ + +_(facendo qualche passo per allontanarsi)_ Non è vero! + + _Francesco_ + +E adesso, lo vedete, adesso voi vorreste fuggirmi, adesso vorreste +evitare il suono della mia voce, vorreste evitare l'aria che io respiro, +vorreste evitare i miei sguardi come se fossero quelli d'uno spettro o +di un delinquente..., mentre qui... in questa medesima stanza.... + + _Caterina_ + +_(interrompendolo supplichevole)_ No! Ve ne scongiuro, non mi ricordate +quel giorno! + + _Francesco_ + +Evvia! Esso non è tanto lontano che voi abbiate già potuto dimenticarlo. + + _Caterina_ + +_(quasi con remissione)_ Ma, allora, perchè ridire oggi quello che tutti +e due ricordiamo? + + _Francesco_ + +Perchè soltanto così potrò ricacciarvi nell'anima la vostra offesa.... + + _Caterina_ + +_(ascoltando le parole di lui, sentirà penetrarsele dentro come punte +d'acciaio e, con raccapriccio e disgusto, rivedrà i particolari della +seduzione.)_ + + _Francesco_ + +Quel giorno, è vero, io l'avevo lungamente aspettato; anzi, dirò di più, +io ne avevo preparate le circostanze propizie; ma quando, nell'audacia +dell'uomo che giuoca tutto per tutto, io ebbi una frenesia d'amore +insensato, voi non fuggiste, no, non fuggiste; e, quasi vinta da una +ignorata malìa, piegandovi al mio contatto come una sensitiva, non +m'impediste di stringervi fra le braccia.... + + _Caterina_ + +_(con ribrezzo doloroso)_ Ahi!... + + _Francesco_ + +Non m'impediste di respirare il vostro alito.... + + _Caterina_ + +Tacete! + + _Francesco_ + +E io vidi il vostro volto diventare più bianco e più bello e i vostri +occhi socchiudersi in un dolce languore senza difesa.... _(Insinuando il +ricordo con passione, quasi con tenerezza d'innamorato)_ Voi non +parlavate, non parlavate, e, tra le mie braccia, io vi sentivo tremare, +Caterina, sì, vi sentivo tremare.... + + _Caterina_ + +_(esausta)_ Non più, Francesco, non più!... + + _Francesco_ + +_(in un subitaneo ritorno di rudezza e di acredine)_ Perchè, dunque, non +mi fuggiste quel giorno? Perchè non mi respingeste in quel momento? + + _Caterina_ + +_(convinta)_ In quel momento non c'era, non ci poteva essere più nulla +di me nella mia persona; in quel momento io vi abbandonavo un corpo +senz'anima; e, appena ritrovai me stessa, tutto ciò che era accaduto mi +parve _non_ un sogno, oh no!, disgraziatamente, non un sogno, ma una +ributtante realtà circondata da un impenetrabile mistero; e ne ebbi +orrore! + + _Francesco_ + +Era troppo tardi! + + _Caterina_ + +Era troppo tardi, lo so, e ve ne chiesi perdono e ho continuato a +chiedervene, come se veramente avessi io fatto del male a voi; ho +continuato a chiedervene anche quando mi nauseavano e m'insultavano le +vostre nuove insidie, e continuo, continuo a chiedervene oggi che venite +a rimproverarmi, a rinfacciarmi di essermi data a voi, quasi che voi +foste stato la vittima d'un mio capriccio di femmina pervertita. Ma che +altro devo dire? Che altro devo io sopportare? Che altro deve accadere +affinchè voi mi facciate la grazia di concedermi, incondizionatamente, +la liberazione? + + _(Un breve silenzio.)_ + + _Francesco_ + +_(parlandole dappresso con un accento sinistro)_ Sicchè, vi pesa molto +la catena che ci unisce? + + _Caterina_ + +A voi non mi unisce nessuna catena. + + _Francesco_ + +Ma quale liberazione invochereste se non ci fosse un legame tra voi e +me? + + _Caterina_ + +Tra voi e me c'è il fantasma del passato; ma un legame, certamente no! + + _Francesco_ + +_(penetrante, sorvegliando tutti i moti dell'animo di lei)_ Ed è questa +la verità? + + _Caterina_ + +Sì, questa è la verità. + + _Francesco_ + +E ne siete così ben sicura voi, che della verità dite d'avere il culto e +l'istinto? + + _Caterina_ + +_(difendendosi)_ Ne sono sicura, perchè non c'è nulla che leghi +assolutamente tra loro un uomo e una donna! + + _Francesco_ + +Neanche... un figlio? + + _Caterina_ + +_(con un groppo alla gola)_ ... Neanche! + + _Francesco_ + +_(avvicinandosi molto a lei, a bassa voce, acutamente)_ È la vostra +ultima parola? + + _Caterina_ + +L'ultima. + + _Francesco_ + +_(afferrandole un polso)_ Ah no! È giunta l'ora in cui voi dovete +rendermi conto di qualche cosa! + + _Caterina_ + +Badate che siete in casa mia! + + _Francesco_ + +Ma non per questo io soffocherò il grido dei miei diritti! + + _Caterina_ + +_(svincolandosi)_ Non c'è alcun diritto che voi possiate esercitare su +quanto non appartiene che a me! + + _Francesco_ + +Io vi assicuro di sì! + + _Caterina_ + +Io vi assicuro di no! + + _Francesco_ + +_(con violenza minacciosa)_ Questo è ciò che vedremo! + + _Caterina_ + +_(assorgendo impetuosa ed altera)_ Ah sì! Lo vedremo. + + _(Un silenzio.)_ + + _Francesco_ + +_(siede con una certa aria di prepotenza, cercando, nondimeno, di +raffrenarsi e di parlare con calma.)_ + + _Caterina_ + +_(siede anch'essa.)_ + + _Francesco_ + +E, anzitutto, voglio spiegarmi. Vostro marito mi confidò che voi gli +rivelaste d'averlo tradito. Ciò mi è stato assai utile, ed io ve ne +ringrazio. Benchè egli abbia l'abitudine di non celarmi niente, questa +volta la sua confidenza non era completa; e la rivelazione da voi fatta +a lui mi riguardava troppo direttamente perchè io potessi rinunziare a +conoscerla intera. Nell'animo di quell'uomo di buona fede non mi fu +difficile penetrare; e, senza interrogarlo, senza indurlo a dirmi con +parole ciò che gli avrebbe bruciate le labbra, io ho compiute le +indagini, e nel contegno con cui voi mi avete per tanto tempo offeso, +nella incoerenza con cui avete buttato via come un cencio l'amante di un +giorno, io ho scoperto il vostro egoismo snaturato. Voi mi avete fatto +ignorare d'essere il padre del vostro figliuolo, voi lo avete sottratto +al mio affetto, voi me lo avete nascosto, voi non mi avete permesso di +nudrire un sentimento che, anche solitario e sepolto nel mio cuore, mi +avrebbe riempita l'esistenza.... E ora vengo qui con la rabbia e col +dolore d'una belva ferita per reintegrare, a qualunque costo, i diritti +del mio sangue. Pensateci bene! + + _Caterina_ + +Voi cedete a un'ambizione di vendetta e di tirannia e la dissimulate in +una sentimentalità che non vi somiglia. E, difatti, in che modo potreste +voi reintegrare i così detti diritti del sangue senza che io diventassi +per lo meno la vostra compagna? + + _Francesco_ + +E non sarebbe questo, oramai, il vostro dovere? + + _Caterina_ + +Sì, forse sarebbe questo il mio dovere, se l'aberrazione d'un istante +avesse proclamata al cospetto del mondo e al cospetto di mio figlio la +paternità che ora vantate. Pur troppo, in tal caso, io sarei perduta, io +dovrei piegarmi a voi, dovrei essere la vostra donna, dovrei subire la +vostra supremazia e dovrei dividere con voi--con voi che non mi amate, +che non amo e che non amerò mai--tutto ciò che può darmi di dolce o di +doloroso la mia creatura. _(Si esalta a poco a poco nel convincimento +della sua forza e del suo coraggio.)_ Ma, per fortuna, i figli nati +all'ombra dell'infedeltà coniugale non appartengono che alla madre. Il +fallo fu mio, non vostro, come miei sono stati i pericoli, miei +gl'intimi dibattiti, mie le trepidazioni, mie le sofferenze fisiche e +morali che soffiarono la vita in quel piccolo essere, e questi sono i +fatti che costituiscono l'unico diritto vero, sicuro, forte, +intangibile! Io potrei negarvi che quel figlio è vostro, e voi non +potreste provarmi il contrario! Ciò basti a mostrarvi che debole cosa +sia veramente la paternità. Ma io non ve lo nego, e non ho il bisogno di +negarvelo! _(Levando le braccia in alto)_ La provvidenza mi soccorre, ed +io accetto il suo soccorso! + + _Francesco_ + +Voi m'invitate a un'aspra lotta, Caterina. + + _Caterina_ + +Non vi temo! + + _Francesco_ + +_(minaccioso)_ Ad una lotta disastrosa per voi! + + _Caterina_ + +Non vi temo! + + _Francesco_ + +Non mi temete, perchè la mente di quella creatura è ancora +inaccessibile, e la sua incoscienza passiva vi garantisce l'immunità del +vostro egoismo. _(Si alza.)_ Ma quando il gingillo vivente, che ora +custodite per voi, sarà un uomo, e quando quest'uomo girerà ansiosamente +gli occhi intorno e non troverà suo padre in colui che gli ha dato il +nome e vive lontano da lui, lontano dal suo cuore, lontano dalla sua +casa, _io_ sarò lì, vigile e pronto, a gridargli: «Tuo padre sono io! +Non te ne accorgi? non mi senti? non senti ch'io t'aspettavo? non senti +che sono stato sino ad oggi un rinnegato? non sai, non sai che sino ad +oggi tua madre mi ha fatto vivere nel supplizio per far vivere te nella +illusione della sua virtù? Sono io tuo padre--gli griderò--e se non vuoi +perdonare a me l'errore d'averti messo al mondo perchè l'amai, non devi +perdonare a lei d'averti data la vita soltanto perchè fu una volgare +peccatrice!» + + _Caterina_ + +_(scoppiando d'ira e di disprezzo, si alza--quasi trionfale)_ Ah, +finalmente, ti riveli per quello che sei!... _(Affrontandolo, +investendolo)_ E io rivedo, rivedo il bruto in tutta la sua abietta +energia! Fui tua, fui tua, sì, e fui, davvero, una volgare peccatrice, +perchè cedetti alla tua brutalità, che esercitò su me, per una volta, il +fascino funesto che possono esercitare, in un'ora sciagurata, tutte le +cose mostruose. A te mi associai nella brutale turpitudine e, per +commettere un così basso peccato, fui anche capace di tradire come +tradivi tu! Tu tradivi l'amico, io tradivo il marito; ma io, se non +altro, ho confessato il tradimento e lo espio, mentre tu all'amico ti +sei sempre più attaccato, e non ti stanchi di tradirlo per usurpare il +suo posto, per rubargli ogni segreto, per sorprendere e sfruttare le sue +angosce, per impormi la tua cupidigia. E vuoi che queste tue minacce non +rafforzino il coraggio della mia ribellione? Vuoi ch'io non difenda +disperatamente mio figlio dalla prepotenza e, sia pure, dal diritto d'un +mostro come te? _(Battendo le mani sulla scrivania)_ Fruga, fruga ancora +nei segreti, nei tormenti, negli scritti, tra i brandelli d'anima del +tuo amico, giacchè ne hai la fiducia; ma sbrigati, e va via! Sì, va via! +va via!... E mettiti bene in mente _(afferrandogli il petto dell'abito +con ambo le mani)_ che il giorno in cui tu tenterai di togliermi il +figlio che m'è costato il maggiore dei sacrifici, quello di rinunziare +alla felicità immensa d'essere amata da colui che è in cima a tutti i +miei pensieri, io ti saprò essere degna nemica; e, anche a costo di +soccombere insieme con te, io ti schiaccerò: te lo giuro! + + _Francesco_ + +_(solenne e freddo)_ Siamo intesi. + + _La voce di Teresa_ + +_(di dentro, chiamando con un impeto d'allarme)_ Caterina! Caterina! + + _Caterina_ + +_(trasalisce, intuisce, e resta un istante come fulminata.)_ + + _Francesco_ + +Addio. + + _Caterina_ + +_(con una chiusa ferocia)_ No! Aspettami! _(Ed esce precipitosamente per +la prima porta a destra.)_ + + _Francesco_ + +_(senza aver compreso, l'ha seguìta con lo sguardo ed ora, loscamente, +si avvicina alla scrivania. Cava di tasca la chiave, apre il cassetto e +fruga. Ne trae molti manoscritti. Siede. Li guarda, li esamina. Consulta +la carta che ha mostrata a Caterina. Piglia alcuni zibaldoni e +biecamente mormora:)_ Questi al fuoco! _(Li mette da parte. Cerca ancora +fra i manoscritti. Vede alcune paginette. Mormora:)_ Ah! I famosi +sonetti!... _(Sogghigna. Per un'aspra curiosità comincia a leggere:)_ + + Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare + non so quale prodigio d'eloquenza. + Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare + in questa tua dolcissima incoscenza. + + Non pensi, è ver, ma quante cose care + al babbo dici.... + +_(S'interrompe. Con dolorante rancore, scrolla il capo. Continua a +leggere:)_ + + al babbo dici, inconsciamente, senza + che l'aria stessa le possa rubare + alla felice tua breve innocenza. + +_(Più triste, più angosciato, col pianto nella voce, con qualche lagrima +nel fondo degli occhi:)_ + + O bimbo mio, guardandoti nel viso, + di qualche cosa grande ed infinita + ben sento che mi parla il tuo sorriso. + + O bimbo mio, guardando la tua culla, + dove mi par continui la mia vita.... + +_(Scrolla ancora il capo stranamente. Indi legge l'ultimo verso del +sonetto, pensandolo molto, con amara incredulità:)_ + + io credo in Dio e più non temo il Nulla! + +_(Sghignazza un po')_ Ah! ah! ah!... E anche questo al fuoco.... +_(Esegue. Con un fiammifero accende i manoscritti messi da parte e li +getta nel camino. Borbotta:)_ Il mio ufficio d'amico è adempiuto. +_(Riunisce in fretta, nervosamente, le altre carte e le avvolge in un +giornale. Come se qualche cosa richiamasse la sua più acuta attenzione, +figge lo sguardo sulla porta a destra.)_ Ma che accade lì dentro?!... + + _(Un silenzio.)_ + + + + SCENA VI. + + + FRANCESCO, CATERINA, _la signora_ TERESA. + + + _Caterina_ + +_(comparisce, spettrale. Ha sul volto l'impronta del terrore e del +dolore più profondo. Si slancia verso lui come per parlargli subito, ma +la voce le manca.)_ + + _Francesco_ + +_(vivamente scosso)_ Caterina? Che volete voi dirmi? + + _Caterina_ + +Non capite?... Non capite? + + _Francesco_ + +Una sciagura, forse?! Una sciagura al bimbo?... + + _Caterina_ + +_(terribilmente)_ La morte! + + _Francesco_ + +_(con raccapriccio)_ Che!? + + _Caterina_ + +_(abbandonandosi sopra una sedia)_ E ora non avete più nulla da +pretendere! _(Guarda nel vuoto, come una pazza.)_ + + _Francesco_ + +La morte? La morte?... Ma io devo saper tutto! Una catastrofe così +improvvisa, così repentina, non è possibile! Io devo saper tutto! + + _Caterina_ + +_(ha il viso impietrito in una espressione spasmodica)_ E che posso +dirvi, io?... Il fatto è che noi mettemmo al mondo una creaturina +anemica, diafana, malata.... Il fatto è che quel povero piccolo, così +fragile, così fragile, pareva che coi suoi occhietti scialbi mi +rimproverasse la sua nascita o mi chiedesse la ragione della sua +fragilità! Che altro posso dirvi?... La sua malattia è durata dalla +nascita alla morte.... Egli... era il figlio vostro: ecco tutto. + + _Francesco_ + +_(abbassa il capo, e il suo volto si rabbuia di vergogna.)_ + + _Caterina_ + +_(continuando)_ Ma non pensate che io inveisca ancora contro di voi. No, +no, Francesco! La lotta fra voi e me è finita. Innanzi a quel +cadaverino... io non sono più la donna che vi giudica. No: io sono la +madre umiliata, la madre che s'era illusa di poter combattere perfino la +morte con l'orgoglio dell'affetto materno.... Quando io era qui, un +momento fa, ad accusarvi e a difendermi, tutta intenta all'avvenire _(a +poco a poco il suo terrore si dissolve [pg 357] in commozione)_, egli +viveva la sua ultima ora, e sono giunta appena in tempo per vederlo +agonizzare.... Oh, perchè illudermi?! perchè illudermi così?!... _(Gli +occhi le si ingombrano di lagrime.)_ Perchè figurarmelo adulto, capace +di comprendermi, capace di perdonarmi?... Perchè?... Egli era distrutto +già da un pezzo! _(Sempre più commossa, parlando a sè stessa:)_ Fin +dall'alba di stamane, sul guanciale, la sua piccola testa bruna sembrava +un'ombra.... Egli non c'era più... non c'era più, e difatti... è da +questa notte che non mi ha più chiamata «mamma»... e le sue braccine non +si sono più aggrappate al mio collo come facevano sempre.... Non ho più +sentita la stretta di quelle braccine deboli deboli, che pure una volta +mi comunicavano tanta forza, e nei suoi occhietti senza luce non ho più +trovato il solito rimprovero.... _(Ora, le lagrime le inondano il +viso.)_ Mi aveva già lasciata..., mi aveva già lasciata... ed io non me +n'ero accorta! _(Caldamente piange.)_ + + _Teresa_ + +_(attraversa le stanze contigue; comparisce, un istante, oltre la +seconda porta a destra, poi oltre quella di fondo. Passa, dilegua.)_ + + _Francesco_ + +_(accigliato, sinistro, prende di su la scrivania l'involto e il +cappello, e con cupa voce, curvandosi alle spalle di Caterina, le +dice:)_ Io me ne vado, Caterina, perchè, tanto--voi avete detto +giusto--il bimbo è sparito e la lotta è terminata. Oramai, non c'è più +nulla che vi sottragga all'amore di vostro marito.... Chiedevate la +liberazione, e l'avete ottenuta... completamente! + + _Caterina_ + +_(sentendosi agghiacciare il sangue)_ Francesco! _(Il pianto è cessato +d'un tratto....)_ + + _Francesco_ + +_(tuttora alle spalle di lei, parlandole quasi all'orecchio con un +accento fatale, in un misto di cinismo e di soffocante sofferenza)_ +Tentate di essere felice! + + _Caterina_ + +_(spalanca gli occhi, ergendosi in piedi.)_ + + _Francesco_ + +_(esce.)_ + + _Caterina_ + +_(come invasa da uno spavento nuovo)_ Felice!... _(Perdutamente, come +difendendosi da un nemico occulto)_ No! Non voglio, non voglio! + + _Teresa_ + +_(entra dal fondo, recando un fascio di fiori; e s'arresta sulla soglia +con vigile prudenza affettuosa.)_ + + _Caterina_ + +_(in atto di deprecazione, volgendo gli sguardi al cielo, gridando come +un naufrago la sua preghiera, e levando le mani solennemente)_ Dio! Dio! +Dio mio! Fate che nessun bene mi venga dalla morte del mio angioletto, +fate che alla sua memoria resti strettamente congiunto questo dolore che +oggi mi possiede, fate che io lo porti ben chiuso nel cuore +perennemente, fate che tutto e sempre io lo senta e lo soffra e me ne +strugga, senza tregua e senza consolazione! + + _Teresa_ + +_(che le si è avvicinata piano piano)_ Caterina, non chiedere a Dio una +così grande crudeltà! + + _Caterina_ + +_(scoppia in un pianto più disperato e le getta le braccia al collo +allacciandosi a lei)_ Oh, vecchierella mia!... Vecchierella mia!... + + + SIPARIO. + + + + + ATTO TERZO + + +_È sera. In fondo alla scena, comincia il bosco. I rami delle querce si +confondono e, di lontano, paiono formare come una gran muraglia il cui +orlo frastagliato si disegna sull'azzurro scuro e vaporoso del cielo. +Verso la sinistra del bosco, un sentieruolo tortuoso sale e serpeggia +tra l'erba selvatica. Più in qua, dallo stesso lato, si perde, tra gli +alberi, il cortiletto quasi elegante d'un villino bianco, di cui non +s'intravede che la facciata posteriore, senza finestre. Dirimpetto, a +destra, un altro villino, più in vista, con la porta chiusa. Qua e là, +qualche sedile di pietra e qualche tronco di grosso albero tagliato e +abbattuto dai boscaiuoli. Il cielo è cosparso di stelle che, raggiunte +da un po' di riverbero lunare, vanno impallidendo._ + + + + SCENA I. + + + BIAGIO _e_ LENA. + + + _Biagio_ + +_(che è un vecchietto arzillo, sbuca dal bosco e va a mollare la +funicella che tiene in alto un fanale [pg 362] acceso, il quale penzola +da un ferro aggrappato a una quercia. Il fanale discende.)_ + + _Lena_ + +_(aprendo la porta della palazzina a destra, dove abita Ludovico Nemi, +sporge la testa.)_ Ohè, don Biagio, siete voi? + + _Biagio_ + +Vi dispiace? + + _Lena_ + +No, ma avevo sentito un rumore di passi e credevo che fosse il padrone. +E voi che fate? + + _Biagio_ + +Spegno. + + _Lena_ + +E perchè? Siete pazzo? + + _Biagio_ + +Non vedete che si leva la luna? + + _Lena_ + +Di qui, non vedo niente. + + _Biagio_ + +E che mi fa? Ce n'è poca, ma c'è. + + _Lena_ + +Che novità son queste, don Biagino? + + _Biagio_ + +Economie del Comune, mia cara. + + _Lena_ + +Il padrone se l'avrà a male, e anche la signora che abita dirimpetto. + + _Biagio_ + +Li ho visti or ora insieme gironzare nella valle. E laggiù è più buio di +qui. _(Lascia andare in su il fanale spento.)_ + + _Lena_ + +Siete uno stupido, perchè... se ne avessero voglia.... Sono così vicini +di casa!... + + _Biagio_ + +Stasera, ce l'avranno la voglia, e buon pro; ma il Comune non vuole +reggere il lume a sue spese. + + _Lena_ + +Ci avete il fiele sulle labbra, don Biagio. + + _Biagio_ + +_(allontanandosi per l'erto viottolo)_ Per voi ci avrei il miele. + + _Lena_ + +C'è mio marito che me ne dà, ed è di quello buono! + + _Biagio_ + +«_Respice finem_», diceva un tale. _(Sparisce nel bosco.)_ + + _Lena_ + +_(rientrando e chiudendo la porta)_ Linguaccia! Linguaccia! + + + + SCENA II. + + + LUDOVICO _ed_ ELENA; _poi_ CATERINA. + + + _Ludovico_ + +_(nell'ombra del bosco)_ Eh! Quando correte così, io sono bello e +spacciato! + + _Elena_ + +_(in veste bianca--tra gli alberi--guardando indietro e ridendo:)_ Ah ah +ah ah! Povero signor Ludovico! + + _Ludovico_ + +Sì, sì, ridete, voi! Ma se mi rompo il collo...! + + _Elena_ + +Attento! C'è un fosso. Aspettate: vi aiuto io. + + _Ludovico_ + +Questo poi no. _(Con un salto, comparisce.)_ Ecco saltato il fosso! + + _Elena_ + +Avete calpestata una lucciola! + + _Ludovico_ + +Nossignora: la lucciola è lì, sotto il lembo della vostra veste. + + _Elena_ + +_(cercando con lo sguardo)_ Dov'è? Dov'è? + + _Ludovico_ + +Brava! Adesso l'avete calpestata voi! + + _Elena_ + +Oh! _(Curvandosi come per vedere la lucciola morta)_ Che dispiacere! + + _Ludovico_ + +Il vostro piede è più leggero del mio, e nondimeno la lucciola è morta +ugualmente. + + _Elena_ + +Per cagion vostra, però. + + _Ludovico_ + +_(seguendola)_ Benissimo! Ma giacchè l'avete uccisa voi, io ho tutto il +diritto di non averne rimorso. + + _Elena_ + +E io vi sfido a non averne davvero. Ah! Mi avete fatto camminar +troppo!... _(Si abbandona su un sedile.)_ + + _Ludovico_ + +Io?... Se siete voi che da più di un'ora mi trascinate per queste valli +oscure con la speranza di farmi dirupare come una mucca! Sono salvo per +miracolo. + + _Elena_ + +Via, riposatevi anche voi! + + _Ludovico_ + +Io voglio sedere qui, ai vostri piedi, presso quei piedini che uccidono +con tanta leggerezza. _(Siede sopra un tronco che è rovesciato dinanzi +al sedile.)_ + + _Elena_ + +Per voi... non c'è pericolo. + + _Ludovico_ + +_(con un accento di celia malinconica)_ Lo so. Non c'è' pericolo che i +vostri piedini mi uccidano, perchè io sono già morto da un pezzo! + + _(Un silenzio.)_ + +_(Giunge, fiochissimo, il fischio della locomotiva.)_ + + _Ludovico_ + +_(diventando molto triste)_ Com'è fastidioso quest'urlo lontano della +locomotiva. Tutto ciò che mi ricorda di non essere veramente fuori del +mondo m'importuna. + + _Elena_ + +Eppure, voi aprite con ansia e leggete assai volentieri qualche lettera +che vi giunge dalla città. + + _Ludovico_ + +... Sì, qualche lettera di Francesco Moretti. Capirete: è un amico +d'infanzia.... + + _Elena_ + +Non mi è simpatico il vostro amico d'infanzia. + + _Ludovico_ + +Poveretto! È un sofferente. + + _Elena_ + +Che vi ama poco. + + _Ludovico_ + +Come potete giudicare? + + _Elena_ + +Non so.... Viene a vedervi così di rado!... + + _Ludovico_ + +Il venire sin qui non è poi molto seducente. Quattro ore di strada +ferrata, oltre il cammino che si ha da fare in carrozza e a piedi fra +cespi e precipizi!... C'è da rimetterci una buona dose di amicizia. + + _Elena_ + +Sicchè, se, quando sarò in città, verrò a trovarvi spesso.... + + _Ludovico_ + +Ma allora sarete diventata un po' più ragionevole e forse non ci verrete +punto. + + _Elena_ + +Avete la sapienza di non farmi dimenticare mai tutto quanto c'è di _non_ +ragionevole nel mio affetto. + + _Ludovico_ + +E voi avete quella di ricordarmi ogni momento l'ingratitudine di cui +sono colpevole. Credete voi che io non intenda di essere ingrato al caso +che vi ha condotta sul mio cammino? Credete voi che io non intenda quale +conforto sarebbe più per me che per voi il potervi voler bene +diversamente che come a un'amica? Quando ci siamo conosciuti qui, in +questo eremitaggio--dove ciascuno di noi veniva a cercar pace--, eravamo +due sventurati: voi brutalmente abbandonata da un marito che era stato +sempre un vile, io tradito stranamente da una moglie che era stata +sempre un angelo. Allora, forse, si equivalevano le nostre due +infelicità; ma oggi la mia è ben più grande della vostra. Voi avete +messo alla prova il vostro cuore, e ora siete almeno sicura di poter +amare un altro uomo. Ma ho messo alla prova il mio cuore anch'io e, come +un chiodo in un macigno, l'ho trovato infisso nella mia sventura. _(Si +anima, soffrendo.)_ Voi mi amate, non è vero, mi amate? Ebbene +_(eccitandosi sempre più)_, se fossi capace di nudrire questo medesimo +sentimento, non più per colei che mi ha distrutto ed alla quale sono +incatenato oggi più di prima, ma per una qualunque altra donna, io non +avrei neppur bisogno di ottenerne l'amore, no, no, perchè il poterla +amare mi darebbe già come la gioia d'un riscatto! Che vittoria la +vostra, e che condanna, che condanna la mia! + + _Elena_ + +_(dopo breve pausa, gli dice con serenità non sincera, in tono di +consiglio, dolcemente)_ Perdonate a vostra moglie, Ludovico. Questo è +ciò che vi resta a fare di meglio. Se ella vi chiama, ascoltatela bene +la sua voce, e andate da lei. + + _Ludovico_ + +_(scrollando il capo)_ Ah sì! è innegabile che _dovrei_ saperle +perdonare, perchè, come un apostolo cristiano, io sono andato predicando +l'indulgenza illimitata; ma quando tocca a me di mettere in pratica le +mie idee, non posso, o, peggio ancora, posso perdonare soltanto +condizionatamente, e il perdono patteggiato è orribile per chi lo +concede e per chi lo riceve. Non c'è via di mezzo! O perdonare +ciecamente, o non perdonare affatto! + + _Elena_ + +Tuttavia, sarà indispensabile patteggiare. _(Si alza.)_ + + _Ludovico_ + +Non sarà indispensabile a lei. + + _Elena_ + +Proponete le vostre condizioni e la povera pentita le accetterà. + + _Ludovico_ + +Ma che! Quando glie le proposi, non le accettò. + + _Elena_ + +Erano probabilmente troppo gravi. + + _Ludovico_ + +_(levandosi con veemenza)_ Erano disumane, ne convengo, ma erano le sole +che mi avrebbero garantito il coraggio di continuare a vivere con lei e +per lei. + + _Elena_ + +Le chiedevate, dunque, un sacrificio enorme? + + _Ludovico_ + +Sì, enorme!... enorme! + + _Elena_ + +Ma quale? + + _Ludovico_ + +Le chiedevo che si allontanasse dal suo figliuolo. + + _Elena_ + +Dal suo figliuolo?! + + _Ludovico_ + +_(acceso d'ira)_ Tra il figlio del peccato e me, _doveva_ scegliere me! + + _Elena_ + +Oh... il povero piccolo irresponsabile! + + _Ludovico_ + +Irresponsabile o no, il mio persecutore è lui! È lui il mio nemico! + + _Elena_ + +Così sventurato egli stesso! + + _Ludovico_ + +Tacete, Elena, perchè la vostra difesa mi dà le vertigini!... + + _Elena_ + +Ciò che sentite in questo momento, Ludovico, è abbominevole! + + _Ludovico_ + +È abbominevole, sì: io lo esecro! + + _Elena_ + +No! + + _Ludovico_ + +Io lo maledico! + + _Elena_ + +Non voglio che sentiate così! + + _Ludovico_ + +Voi non siete la mia coscienza. Lasciate che essa mi si ribelli, se può. +La ribellione vostra è inutile! + + _Elena_ + +Ah, io non sono riuscita nemmeno a esservi veramente amica visto che la +mia persona non ha nessun potere su voi! + + _Ludovico_ + +Voi mi donate qualche minuto di sollievo, e questo è già molto. + + _Elena_ + +Vi dono qualche minuto di sollievo quando taccio o quando vi parlo di +cose futili o vi leggo un libro o, che so? quando mi metto al piano per +farvi della musica. Ma appena vi accorgete che il mio pensiero vi si +avvicina, voi provate un fastidio invincibile. Le mie parole non +leniscono le vostre sofferenze, e la mia lealtà, che così dolorosamente +vi consiglia di andare da lei--da lei che amate--e che indica a voi +l'unica soluzione possibile, non fa che esasperarvi sino alla ferocia +più raccapricciante! Questa mia amicizia, quest'eroismo, non vi serve a +niente, e, tant'è, sarà meglio tornare alla realtà arida, senza +illusioni. Noi non siamo e non saremo mai nè amanti, nè amici.... +_(Commovendosi)_ Andremo per due direzioni opposte, ognuno con le sue +malinconie e coi suoi dolori... fin dove potremo... sforzandoci, invano, +voi a ricordarvi di me, io... a dimenticarvi. _(Piange)_. + + _Ludovico_ + +Non piangete così.... Non merito le vostre lagrime. + + _Elena_ + +E che importa! Io non piango per tutto il male che mi fate: piango... +per il bene che non posso farvi. + +_(Un lungo silenzio.)_ + +_(Nel sentieruolo in fondo, comparisce Caterina. Ella, scorgendo la +presenza di Elena, si ferma trepidante. Non ha più il coraggio di +avanzare, e si nasconde tra gli alberi, guardando, spiando. È vestita di +nero. Si distingue soltanto il suo volto bianco.)_ + + _Elena_ + +_(asciugandosi gli occhi)_ Volete che vi lasci solo? + + _Ludovico_ + +_(tace, pensoso, assorto, con la testa china.)_ + + _Elena_ + +Sì, sarà meglio. Sarà meglio. Buona notte, Ludovico! + + _Ludovico_ + +Grazie, amica mia! Buona notte! _(Le stringe la mano.)_ + + _Elena_ + +_(lentamente si allontana e sparisce nel cortiletto del suo villino.)_ + + + + SCENA III. + + + LUDOVICO _e_ CATERINA. + + + _Caterina_ + +_(vincendo la trepidanza che la trattiene, fa qualche passo e chiama:)_ +Ludovico! + + _Ludovico_ + +_(trasalendo)_ Che! + + _Caterina_ + +Ludovico, sono io! sono io! + + _Ludovico_ + +_(slanciandosi a lei impulsivamente)_ Caterina!? + + _Caterina_ + +Sì, Caterina presso la tua porta, come una mendicante: ai tuoi piedi +_(inginocchiandosi)_, come una schiava! + + _Ludovico_ + +_(ansioso e severo, ma senza crudezza)_ Tu, Caterina, a quest'ora! Che è +accaduto? _(La solleva)_ Perchè sei venuta? Perchè? Perchè? + + _Caterina_ + +_(affannando)_ Un momento, Ludovico... un momento.... Se tu sapessi come +mi batte il cuore. Ma... ecco... ecco... ti spiegherò tutto. Sono venuta +a quest'ora, perchè di giorno non mi sarei sentita veramente sola con +te. Mi pare che la luce del sole sia un testimone indiscreto e guasti +tutto quel che ci è di intimo tra le anime dolenti.... Mi domandi che è +accaduto?... E il tuo amico... il tuo amico Francesco, che venne in casa +mia, inviato da te... non ti ha parlato? + + _Ludovico_ + +No, non mi ha parlato. Mi mandò alcune mie carte, e poi non s'è fatto +più vedere. Ma tu che cosa hai da annunziarmi di tanto grave? + + _Caterina_ + +_(con gli occhi spalancati e fissi)_ Il mio bambino... è morto! + + _Ludovico_ + +_(stranamente, profondamente impressionato)_ Morto! + + _(Un silenzio.)_ + + _Caterina_ + +_(sempre con gli occhi fissi, sbarrati, attoniti, pallidissima)_ Sono +passati soltanto quindici giorni, e io sono già qui. + + _Ludovico_ + +_(soggiogato da un'idea tragica)_ Tu temi che io voglia violare il tuo +dolore? No! No! Non lo temere! Io non voglio che accogliere il destino, +il nostro destino. Tu sei presso la mia porta come una mendicante.... +Ebbene, io vedo e so che questo non è più il tuo posto. _(Vibrando di +passione e indicandole la porta della sua casa)_ Entra, Caterina! Entra! +Entra! + + _Caterina_ + +_(come in preda a un crescente timor panico)_ Non ancora! Non ancora!... +Anzitutto, tu devi comprendermi e devi aiutarmi.... In questi quindici +giorni, attraverso al mio dolore immenso, penetrava e mi pungeva, +pertinace, insistente, la tentazione di te. La povera creatura che ci +aveva separati era... sparita; ed io pensavo che se fossi ritornata a +te--sola--peccatrice piena di rimorsi, ma tutta tua, non più madre, non +più stretta al passato--tu non mi avresti respinta. Questo pensiero era +più forte di ogni altro; questa tentazione diventava irresistibile.... +Ma ora che sono dinanzi alla felicità... c'è dentro di me qualche cosa +di complicato e di sinistro che me la vieta, che mi esulcera il +cervello, che mi piglia alla gola come per soffocarmi. Io ho paura, +Ludovico, ho paura!... + + _Ludovico_ + +Paura di che?! + + _Caterina_ + +Ho paura del dubbio terribile d'avere _aspettata_ nel fondo oscuro +dell'anima mia, senza rendermene conto, la morte del mio piccino, per +correre a gettarmi fra le tue braccia.... È atroce, è atroce!... E tu +devi aiutarmi a vincere questo dubbio prima che io entri nella tua +casa!... Te ne supplico, Ludovico: aiutami tu, aiutami tu! + + _Ludovico_ + +_(suggestionato)_ Ma se davvero questo nostro ravvicinamento ti +minacciasse un nuovo rimorso, quale potrebbe essere l'aiuto che mi +chiedi?... Uno solo, Caterina, uno solo: _(con violenza)_ fuggirti o +scacciarti.... + + _Caterina_ + +_(afferrandolo con ambo le braccia come per non lasciarlo fuggire e +dando un grido)_ No! + + _Ludovico_ + +_(amorosamente)_ E io non lo farei, non lo farei. Non potrei più averne +l'abnegazione, perchè accanto a te ritrovo una vitalità che credevo +perduta per sempre, e mi pare che già nelle vene mi si rinnovi il sangue +e che questa primavera, a cui poc'anzi io mi sentivo estraneo, fiorisca +oramai anche per me! + + _Caterina_ + +_(tenendo fra le sue mani quelle di lui)_ Tu mi parli così dolce, così +dolce, che ogni mia tortura si perde in questa dolcezza infinita, e per +non turbarla io non voglio sospettare d'essere giunta troppo tardi. Ho +visto, sai, ho visto, coi miei occhi, che la tua vicina è assai bella. + + _Ludovico_ + +È assai buona.... + + _Caterina_ + +_(infantilmente addolorata)_ Un pericolo più grave!... + + _Ludovico_ + +Ma nemmeno per la sua bontà io ho potuto amarla. + + _Caterina_ + +Hai tentato?! + + _Ludovico_ + +Ho tentato. E in questa mia confessione non sai tu leggere tutta la +storia del tuo trionfo? + + _Caterina_ + +_(posando il capo sulla spalla di Ludovico)_ Sì.... + + _Ludovico_ + +Non ti accorgi d'essere l'unica, l'unica donna che mi possa tenere? + + _Caterina_ + +Me ne accorgo. + + _Ludovico_ + +_(la bacia.)_ + + _Caterina_ + +_(d'un sùbito si distacca da lui tremando, indietreggiando.)_ + + _Ludovico_ + +_(raggiungendola)_ Tu hai rabbrividito!?... + + _Caterina_ + +_(come invasata)_ Ho rabbrividito, sì, perchè, se mio figlio non fosse +morto, questo bacio io non lo avrei mai avuto!... + + _Ludovico_ + +_(con ferocia)_ Mai, te lo giuro! + + _Caterina_ + +Lo vedi! Lo vedi! Ogni nostra tenerezza sarà--inesorabilmente--un +beneficio che tutti e due sapremo di avere ottenuto dalla _sua_ +sparizione. _(Con un accento di mistero spaventoso)_ Ogni tuo amplesso +mi dirà che quella morte l'hai aspettata, segretamente, anche tu! + + _Ludovico_ + +_(ha un moto di profondo raccapriccio.)_ + + _Caterina_ + +E difatti... ora sei tu che hai rabbrividito! + + _Ludovico_ _e_ _Caterina_ + +_(presi dal terrore, in una repentina allucinazione tenebrosa, +istantaneamente, quasi vedono il piccolo morto.)_ + + _Caterina_ + +Ah, Ludovico, quel morticino sarà sempre con noi! Sempre!... _(Poi cerca +di sottrarsi al fantasma con una violenza di riscossa disperata.)_ Ma +non c'è più scampo!... Io mi sono ribellata alla menzogna, io ho +sofferto in pace il tuo abbandono, io mi sono affaticata a cercare, a +cercare nella mia coscienza, a dilaniarla con una crudeltà che +violentava l'istinto umano; ma ora non ho più la forza di lottare! +_(Intensamente appassionata)_ Non posso, non posso.... Ho bisogno +d'essere amata.... Ho bisogno del tuo amore.... + + _Ludovico_ + +Io vivrò per adorarti, Caterina! + + _Caterina_ + +... E dovessi pure difendermi dai fantasmi più paurosi, dovessi pure +morire dannata, io non voglio rinunziare a questa gioia suprema! +Sentimi... sentimi ancora.... Io ti terrò con la gelosa avidità d'un +avaro, io non ti lascerò il tempo di sperimentare la bellezza e la bontà +di altre donne.... No No!... Io invaderò tutta quanta la tua esistenza, +io mi ti avvincerò così strettamente _(si avvince a lui con frenesia)_, +così strettamente, che nessun fantasma e nessuna persona viva mi ti +potranno togliere più, mai! _(In estasi, palpitante, pronunziando queste +parole appena col fiato, sempre più stretta al suo Ludovico)_ Così, +ecco.... Così.... Così.... + + _Ludovico_ + +_(baciandola, le sussurra all'orecchio:)_ Finalmente! + + _Caterina_ + +_(come trasognata, esausta, tutta abbandonandosi a lui)_ Sì, +finalmente!... Non sapevo d'amarti tanto.... Non sapevo di amar tanto la +vita.... Prendimi... prendimi.... + + + SIPARIO. + + + _(Fine del dramma.)_ + + + _Nota._--L'autore avverte che le edizioni precedenti di questo + dramma contenevano molte e gravi inesattezze. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Tragedie dell'anima, by Roberto Bracco + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + +***** This file should be named 38204-8.txt or 38204-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/8/2/0/38204/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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