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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Tragedie dell'anima + +Author: Roberto Bracco + +Release Date: December 3, 2011 [EBook #38204] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + ROBERTO BRACCO + + TEATRO + + VOLUME TERZO + + DON PIETRO CARUSO -- LA FINE DELL'AMORE -- + FIORI D'ARANCIO -- *TRAGEDIE DELL'ANIMA*. + + 3ª EDIZIONE. + + + + REMO SANDRON -- Editore + Libraio della Real Casa + MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA + +Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States + of America. + + ---- + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per + tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di + Norvegia._ + + È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni + senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico + 17 Settembre 1882)_. + + Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United + States of America. + + Off. Tip. Sandron -- 148 -- I -- 290514. + + ---- + + + + + TRAGEDIE DELL'ANIMA + + _Dramma in tre atti_. + +Rappresentato per la prima volta al teatro _Paganini_ di Genova dalla +compagnia _Tina Di Lorenzo-Flavio Andò_, nel _gennaio_ del _1899_. + + ---- + + + + + PERSONAGGI: + + _Caterina Nemi_ + _Ludovico Nemi_ + _Francesco Moretti_ + _La signora Teresa_, _nonna di Caterina_ + _Elena_ + _Felsani_ + _Betta_ + _Luisa_ + _Lena_ + _Biagio_ + + Epoca attuale. + + + + + ATTO PRIMO. + + + _In casa di Ludovico Nemi_. + +_Una camera severa. Forma ottagonale. Se ne vedono cinque pareti. Alla +prima parete a destra, una porta. Un'altra porta alla seconda. +Un'altra--che è la «comune»--alla parete in fondo. Alla prima parete a +sinistra, un caminetto. Alla seconda a sinistra, una finestra. Quasi +davanti al caminetto, un'ampia scrivania, con su molti libri. È sera._ + + + + SCENA I. + + + LUDOVICO _e_ FRANCESCO, _indi_ BETTA. + + +_Ludovico e Francesco sono seduti quasi nel mezzo della camera, Ludovico +sopra una poltroncina, Francesco su una sedia. I loro ginocchi si +toccano. Ludovico, con le braccia penzoloni, cerca di stare immobile. +Francesco, con le braccia piegate, lo fissa negli occhi acutamente +e il suo viso, cachettico, emaciato, ha, nell'atteggiamento +dell'ipnotizzatore improvvisato, qualche cosa di comico e di sinistro. +Con una sigaretta fra le labbra, fuma avidamente. Durante tutta la +scena, egli fumerà di continuo: appena consumata una sigaretta ne +accenderà un'altra._ + + _(Passa qualche minuto nel silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(muove un po' il capo.)_ + + _Francesco_ + +E no!... Tu ti distrai.... Lo fai apposta. + + _Ludovico_ + +Io ci metto tutta la mia buona volontà a non distrarmi. Sei tu che non +vali niente. _(Passa ancora un minuto.) (Trattenendo il riso)_ Ma sai +che mi vien da ridere? + + _Francesco_ + +_(celiando con acredine)_ E dire che mi farebbe tanto piacere vederti +piangere! + + _Ludovico_ + +_(celiando, al contrario, bonariamente, si alza.)_ Va' là che sei un +impostore. + + _Francesco_ + +Io non t'ho mica detto che sono sicuro di me. T'ho detto solamente che +da un certo tempo in qua io credo di avere un po' di quella facoltà +suggestiva che hanno gl'ipnotizzatori. + + _Ludovico_ + +Neanche per sogno! + + _Francesco_ + +E intanto, l'altra sera, ho fatto, senza volerlo, un bellissimo +esperimento. + + _Ludovico_ + +Con chi? + + _Francesco_ + +Con la piccola Jeannette, la nuova pupilla inventata da quel rudero di +Fanny.... Sono persone che tu non conosci. + + _Ludovico_ + +E che cosa accadde? Sentiamo. + + _Francesco_ + +O Dio! I tuoi orecchi casti non mi permettono di raccontartelo. + + _Ludovico_ + +Ah! Ho capito di che genere è stato il tuo bellissimo esperimento. Di' +un po': quanto ti è costato? Io non me ne intendo, ma suppongo che per +quella gente lì non ci sia nulla di più suggestivo che un biglietto da +mille. + + _Francesco_ + +Non posso darti delle spiegazioni. Sei troppo ingenuo. A chi legge i +tuoi libri, tu sembri un uomo di mondo, ma a me, che non li leggo, tu +non sembri che un fanciullone. + + _Ludovico_ + +Soltanto perchè non conosco Jeannette e Fanny? + + _Francesco_ + +Ecco, tu ne parli con disprezzo, ed hai torto. _(Alzandosi e continuando +con enfasi mefistofelica)_ Le donne come quelle lì portano scritto in +fronte il _menu_ della loro esistenza. Niente d'impreveduto. Si sa quel +che ci si trova. Sono, nel loro sesso, ciò che, fra i giuochi, è una +brava partita al _whist_ o all'_écarté_. Un po' di buona memoria, un po' +di praticaccia... e si va avanti. I limiti della perdita o del guadagno +sono fissati a principio di partita. Ma quelle altre--le oneste--non +sono, mio caro, che dei giuochi di azzardo. Dove si arriva? Che cosa +vogliono? Che cosa danno? Che cosa ci si può rimettere di nervi, di +cervello, di cuore? Mistero! _(Pausa.)_ No? + + _Ludovico_ + +_(rabbuiandosi molto)_ Eh!... C'è del vero in quello che dici! + + _Francesco_ + +_(risedendo a cavalcioni d'una sedia)_ Sì, ma non farmi quella faccia da +vittima. In tutto questo, tu non ci entri per nulla. Tu sei un uomo +ammogliato e il tuo matrimonio è già una partita vinta e stravinta. Non +seccarmi con le tue lamentazioni, veh!... + + _(Un silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(passeggia inquieto.)_ + + _Francesco_ + +Che c'è? Qualche novità? + + _Ludovico_ + +Purtroppo, no. + + _Francesco_ + +Perchè «purtroppo»? + + _Ludovico_ + +Vieni a stuzzicarmi? Non lo sai che il contegno di lei mi esaspera? + + _Francesco_ + +È la tua immaginazione. + + _Ludovico_ + +Già, la mia immaginazione!... Stamane, ne ho parlato anche a sua +nonna.... + + _Francesco_ + +_(sùbito)_ Che t'ha detto la nonna? + + _Ludovico_ + +Ha convenuto perfettamente che Caterina non è tranquilla; e t'assicuro +che quella vecchietta le sa leggere nell'anima come in un libro aperto. + + _Francesco_ + +Se non t'ha detto altro, non mi pare che la sua lettura sia molto +proficua. + + _Ludovico_ + +Ma io non le ho poi fatto un interrogatorio. + + _Francesco_ + +Male! Se io fossi al tuo posto.... + + _Ludovico_ + +Che faresti? + + _Francesco_ + +O non mi darei nessuna pena, o andrei diritto sino in fondo. + + _Ludovico_ + +Che pensi, adesso?! Caterina è un angelo. + + _Francesco_ + +Non sono io che lo nego. + + _Ludovico_ + +Tanto meno io. + + _Francesco_ + +E allora di che ti preoccupi? + + _Ludovico_ + +Giusto perchè è un angelo la sua malinconia mi turba, la sua freddezza +mi affligge. È virtuosa, è onesta, è fedele: di questo sono convinto.... + + _Francesco_ + +_(interrompendolo)_ Alla buon'ora! + + _Ludovico_ + +Ma a che serve tutto ciò? Serve a garantire l'onor mio ed il suo. Serve, +cioè, a un fatto che non ha niente di comune con la nostra vita +interiore, con la nostra unione.... Io sono innamorato di mia moglie, +capisci? Ne sono ogni giorno più innamorato; e se nel primo anno di +matrimonio io potevo qualche volta astrarmi da lei e preferirle i miei +studii e l'esercizio d'una chimerica missione umanitaria, adesso no, non +lo posso, perchè al di sopra di ogni mio ideale io vedo lei--lei +_moglie_, lei donna, donna nel senso più complesso della parola--e non +so pensare al bene del prossimo che subordinatamente ad un egoismo, che +non avevo mai provato e che in lei concentra l'attività più essenziale e +più sincera del mio spirito. + + _Francesco_ + +_(con umorismo freddo e sarcastico)_ Glielo hai mai detto che ne sei +innamorato? + + _Ludovico_ + +Che sciocchezza! Non sono forse suo marito, io? + + _Francesco_ + +Ragione di più per dirle delle cose di cui i mariti sono raramente +capaci. Come fa una povera moglie a sapere che suo marito è innamorato +di lei? Quando l'amore è un dovere, è molto facile dubitarne. + + _Ludovico_ + +Caterina non ne dubita. + + _Francesco_ + +Ma non ti contraccambia. + + _Ludovico_ + +Non è esatto neanche questo. Se tu sapessi quante volte io sorprendo, in +un suo sguardo quasi furtivo, o in un tremito di voce, o nella frase +interrotta, un sentimento uguale al mio, un orgasmo di vera femminilità +palpitante! Se tu sapessi quante volte la vedo penare come me, più di +me, in una tensione nervosa che pare l'attesa febbrile della passione! +Eppure..., appena io mostro di essermene accorto, ella si chiude in sè e +s'immerge sempre più nella sua malinconia glaciale e misteriosa. + + _Francesco_ + +_(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna e ride un po')_ Ah ah! + + _Ludovico_ + +E tu ti diverti? + + _Francesco_ + +Sì... piuttosto.... + + _Ludovico_ + +Ti ringrazio. + + _Francesco_ + +Ma non è di te che io mi diverto: è di me. + + _Ludovico_ + +A che proposito? + + _Francesco_ + +Idee che mi passano pel capo; non ci badare. _(Pausa.)_ E la tua +malinconica sfinge non è visibile, stasera? Già, con me ella è d'una +scortesia deliziosa. + + _Ludovico_ + +_(senza convinzione)_ Con te? T'inganni! Probabilmente, non sa che tu +sei qui. _(Tocca il bottone del campanello due volte.)_ + + _Francesco_ + +Che è? + + _Ludovico_ + +La faccio chiamare. + + _Francesco_ + +Ma no.... Ho scherzato.... E poi, vedi, me ne vado, me ne vado +subito.... + + _Betta_ + +_(entra dal fondo.)_ + + _Ludovico_ + +Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, prima d'andarsene, +vorrebbe salutarla. + + _Betta_ + +_(esce per la prima porta a destra.)_ + + _Francesco_ + +Non era il caso d'incomodarla. + + _Ludovico_ + +Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla fuori dalle sue +stanze. Quando vi si rincantuccia, diventa più lugubre del solito. + +_(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta attraversare la stanza +attigua.)_ + + _Francesco_ + +Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta benissimo. + + + + SCENA II. + + + FRANCESCO, LUDOVICO _e la signora_ TERESA. + + + _Teresa_ + +_(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, con la sua testa +bianchissima, dal profilo sereno.)_ È permesso? _(La sua vocetta è tanto +dolce.)_ + + _Francesco_ + +_(piano, a Ludovico)_ Ah ah! Viene la vecchia. + + _Ludovico_ + +_(festosamente)_ Avanti la bisnonna. + + _Francesco_ + +Buona sera, signora Teresa! + + _Teresa_ + +Vengo proprio per voi.... + + _Francesco_ + +Un'eccellente idea! + + _Teresa_ + +Eh! Lo so che non vi vado a genio. + + _Ludovico_ + +Come! Come! _(A Francesco)_ Non le fai più la corte? + + _Francesco_ + +Se sono stato respinto! + + _Teresa_ + +Meglio tardi che mai! + + _Ludovico_ + +Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato del tenero! + + _Teresa_ + +Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è poco da scherzare! +_(Ride ostentatamente)_ Ah ah ah! + + _Francesco_ + +_(sarcastico)_ Parlate d'oro, parlate! E la signora Caterina? + + _Teresa_ + +Stavo appunto per dirvelo.... Sono qui per farvi le sue scuse. Il bimbo +è un po' inquieto stasera, ed ella non si scosterà da lui se non quando +lo vedrà addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro occhi +vedono meglio di due. + + _Francesco_ + +È giusto, è giusto, è molto giusto! _(A Ludovico)_ Mi duole, caro signor +marito, ma non siamo riusciti a snidare la selvaggina. + + _Ludovico_ + +Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna perdonarla. + + _Teresa_ + +E io chiedo licenza e vado a letto. + + _Francesco_ + +Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate le veci di quella +scontrosa di vostra nipote. Tanto, parlando con voi pare sempre di +parlare, in certo modo, anche con lei. + + _Ludovico_ + +È vero, è vero: due corpi e un'anima. + + _Francesco_ + +Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi contemporaneamente +in un corpo di venticinque anni e in un altro di.... Suggeritemi voi, +signora Teresa.... + + _Teresa_ + +Di ottantadue, se non vi dispiace. + + _Ludovico_ + +Non credere a ciò che ti dice questa civettona. Ne ha appena... +ottantuno. L'accrescersi gli anni è una civetteria della vecchiezza. + + _Francesco_ + +Non è una noia il vivere a quest'età, signora Teresa? + + _Teresa_ + +_(con devota dolcezza, guardando il cielo)_ Si vive per obbedire a Dio. + + _Francesco_ + +E questo è il divertimento! + + _Teresa_ + +_(avviandosi per uscire)_ Vado a dormire, io, vado a dormire.... + + _Francesco_ + +E chi dorme non fa peccati. + + _Teresa_ + +_(uscendo)_ Ah, se dormiste un poco di più, voi! + + + + SCENA III. + + + FRANCESCO, LUDOVICO. + + + _Francesco_ + +_(astioso)_ È arguta la vecchietta! + + _Ludovico_ + +Tu la tormenti troppo. + + _Francesco_ + +Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non è così? Fammi una +predica, adesso. + + _Ludovico_ + +Volentieri. + + _Francesco_ + +_(alzandosi)_ Ma io ti saluto, caro. _(Prende il paltò.)_ + + _Ludovico_ + +Te ne vai davvero? + + _Francesco_ + +Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro. + + _Ludovico_ + +Nulla di urgente. + + _Francesco_ + +_(infilando il paltò)_ E poi, qua dentro fa un freddo indemoniato. + + _Ludovico_ + +Accenderò il caminetto. + + _Francesco_ + +Lasciami andar via. Sono aspettato. + + _Ludovico_ + +A quest'ora? + + _Francesco_ + +A quest'ora. + + _Ludovico_ + +E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne.... + + _Francesco_ + +_(accendendo ancora una sigaretta)_ Può darsi. + + _Ludovico_ + +Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute. + + _Francesco_ + +Oramai!... + + _Ludovico_ + +Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo d'ingegno. + + _Francesco_ + +Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini? + + _Ludovico_ + +Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la stessa donna, non avrei +niente a ridire. + + _Francesco_ + +Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io trovarne una che non +cambiasse di uomini. E questo è il problema! Cercherò di fabbricarmela +da me. + + _Ludovico_ + +Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto sta ad innamorarsi. + + _Francesco_ + +E ad innamorare. + + _Ludovico_ + +Comincia con l'innamorarti tu. + + _Francesco_ + +E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto? + + _Ludovico_ + +Troppe volte. + + _Francesco_ + +Una volta sola! + + _Ludovico_ + +E lei? + + _Francesco_ + +Lei? _(Ride amaramente)_ Eh eh eh! _(Pausa.--Poi, a un tratto, prendendo +il cappello)_ Be', buona notte, Ludovico. + + _Ludovico_ + +No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni qua.... Fammi le tue +confidenze.... E non fumare tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. +Parliamo tra noi. + + _Francesco_ + +_(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.)_ Mi secchi. + + _Ludovico_ + +Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto a parte di tutto ciò +che mi riguarda, io ti mostro ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, +sei così poco espansivo con me, così misterioso, così... autonomo.... + + _Francesco_ + +_(interrompendolo)_ Magnifica parola: «autonomo»! + + _Ludovico_ + +_(continuando)_ E io vedo che dentro di te c'è un altro mondo, e che +questa aridità che t'imponi ti rende peggiore. È un grande conforto il +poter rivelare a qualcuno le proprie angosce. Quando l'anima trova nella +voce e nella parola l'espressione d'un suo dolore, tutto quel che c'è in +esso di più acre se ne va, e ne resta quel tanto che può essere almeno +sopportato con una certa rassegnazione. Non mi credi? + + _Francesco_ + +Sicuro! Ma ci sono degli uomini che provano una voluttà particolare +appunto in ciò che il dolore ha di più acre. _(Si eccita morbosamente.)_ +Essi non ammettono la rassegnazione, ed è forse per questo che non +vogliono crearne nemmeno la possibilità. Per essere espansivi, s'ha da +essere buoni come sei tu. Io, per esempio, io sono cattivo, e mi +compiaccio d'esserlo. Mi ci trovo bene. L'uomo buono, guarda, è un +creditore dell'umanità; l'uomo cattivo ne è un debitore: e la parte del +creditore non mi conviene nè punto nè poco, visto che l'umanità non paga +mai i suoi debiti. _(Eccitandosi sempre più)_ Insomma, se ti credessi +tale da sapermi trasformare, io ti pregherei di non incomodarti e di +lasciarmi essere tranquillamente una canaglia. Mi sono spiegato? Mi hai +capito? No? No?... E non ci capiremo mai, e non è proprio necessario di +capirci. Tu stai al nord, io al sud. Tu ami, io invidio. Tu vedi tutto +roseo, io tutto nero. Tu sei un fortunato, io un disgraziato. Tu sei un +uomo sano, io un infermo. Tu sei uno sciocco che ha del genio, e io sono +un uomo d'ingegno che non ha niente! Ed ora, mettiti a lavorare, e a +rivederci domani. + + _(Esce.)_ + + + + SCENA IV. + + + LUDOVICO, CATERINA, _poi_ LUISA. + + + _Ludovico_ + +_(riflettendo e scrollando il capo)_ È veramente un infelice, povero +Francesco! _(Si scuote, si alza, si decide a fare un po' di fuoco nel +caminetto. Mette la legna, accende la carta e col soffietto ravviva le +fiamme.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro, canta fievolmente la ninna-nanna, che è una monotona e +semplice cantilena:)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto + ha trovato + il sonno perduto. + + _Ludovico_ + +_(resta in ascolto, quasi assorto, come se quella cantilena fosse per +lui una carezza.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro)_ + + Ninna-nanna, + al bimbo egli viene + e gli porta + col sonno ogni bene.[1] + + [1] _Le note della cantilena_ sono a pagina 320. + + _Ludovico_ + +_(vedendo la legna accesa, si frega le mani)_ Ottimamente: dove c'è +fuoco, c'è vita!... _(Si accosta al primo uscio a destra e chiama:)_ +Caterina! + + _Caterina_ + +_(dietro l'uscio)_ Che c'è? + + _Ludovico_ + +Si è addormentato? + + _Caterina_ + +Sta per addormentarsi. + + _Ludovico_ + +Vengo a dargli un bacino? + + _Caterina_ + +Ma no! Se vieni tu, spalanca tanto d'occhi e siamo da capo. + + _Ludovico_ + +Ci vengo? + + _Caterina_ + +_(impaziente)_ Ti dico di no! + + _Ludovico_ + +Ih!... Hai paura che me lo mangi? _(S'allontana e poi, sorridendo, pensa +tra sè:)_ Però, questa volta ha ragione lei. _(Siede presso la sua +scrivania. Borbotta scherzosamente:)_ Laboremus! _(Apre uno scartafaccio +e si riconcentra nella riflessione.)_ + + _Caterina_ + +_(di dentro)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto + ha trovato + il sonno perduto. + + Ninna-nanna, + al bimbo egli viene + e gli porta + col sonno ogni bene. + + _Ludovico_ + +_(guardando ciò che aveva scritto)_ Che volevo dire, qui? _(Leggendo le +ultime parole:)_ «Assodata la differenza essenziale tra il perdonare e +il dimenticare, noi ci rivolgiamo una domanda dalla cui sottigliezza, a +prima giunta, siamo turbati...» _(Pensa)_ Ah, ecco, ci sono! _(Scrive.)_ + + _Caterina_ + +_(entra.--Ha l'aria preoccupata. Sta per chiudere la porta e dà ancora +uno sguardo nella stanza donde è venuta, chiamando sottovoce:)_ Luisa! +Luisa! + + _Luisa_ + +_(si avvicina all'uscio e resta sulla soglia.)_ + + _Caterina_ + +Spegni il lume e accendi la lampada da notte. + + _Luisa_ + +Sì, signora. _(Via.)_ + + _Caterina_ + +_(chiude l'uscio con precauzione.)_ + + _Ludovico_ + +_(vedendola)_ Che onore! + + _Caterina_ + +Sei solo? + + _Ludovico_ + +_(scherzando)_ Crederei di sì. + + _Caterina_ + +Il tuo amico è andato via? + + _Ludovico_ + +Non lo vedi? + + _Caterina_ + +_(attraversa la stanza, va sino alla porta in fondo e guarda fuori.)_ + + _Ludovico_ + +Oh, che ti salta in mente? Ch'egli si metta a spiare dietro gli usci? + + _Caterina_ + +Stai lavorando? + + _Ludovico_ + +_(lasciando la penna)_ Cominciavo appena.... + + _Caterina_ + +_(tossendo un po')_ Quanto fumo in questa camera! Si soffoca.... + + _Ludovico_ + +Abbi pazienza: è Francesco che ha divorato una decina di sigarette. Apri +un po' la finestra. Fa rinnovare l'aria. + + _Caterina_ + +_(eseguendo)_ Ma lèvati di là, tu: viene la corrente alle spalle. + + _Ludovico_ + +Che che! Non ne ho paura, io. _(Scrive di nuovo.)_ + + _Caterina_ + +_(guardando la finestra)_ Nevica. + + _Ludovico_ + +_(in tono buono)_ Meglio. Il gelo della strada ci fa amare di più il +tepore della casa. + + _Caterina_ + +Oh, come nevica! + + _Ludovico_ + +Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze da letto. + + _Caterina_ + +Le porte sono ben chiuse. + + _Ludovico_ + +E il tuo piccolo padrone che fa? + + _Caterina_ + +_(serrando la finestra)_ Adesso sì che dorme. + + _Ludovico_ + +_(alzandosi giovialmente)_ E adesso sì che ci vado. + + _Caterina_ + +No, lascialo stare. + + _Ludovico_ + +Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa! + + _Caterina_ + +Come c'entra la gelosia? + + _Ludovico_ + +Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto a quel bambino, non so +che ti piglia; e se riesco a baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel +tipo, sai? E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi che cèra hai +fatta! E perchè?... Perchè io volevo dare la buona notte al piccino. + + _Caterina_ + +E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo fai svegliare.... + + _Ludovico_ + +Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna. _(Canzonandola +affettuosamente:)_ + + Ninna-nanna, + un vecchio canuto.... + +Che credi? Non è una cosa tanto difficile.... + + _Caterina_ + +E corri.... Fa il comodo tuo.... + + _Ludovico_ + +Dio! Che faccia di rabbia! _(Pausa.--Diventando triste)_ Ma sta +tranquilla: non ci andrò. Non mi piaci più quando metti quel muso. +_(Risedendo presso la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)_ +Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel che vi capita! _(A +lei, in tono fanciullesco)_ Del resto, io mi vendico; e come mi +vendico!... Gli dedico dei versi.... + + _Caterina_ + +A chi?! + + _Ludovico_ + +Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima volta che commetto +questa corbelleria. Ma che vuoi! Ho capito che in certi casi si debba +sentire il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono cose le quali +non si possono pensare che in versi.... Siedi, siedi vicino a me. Te ne +voglio offrire un saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino +mentr'io lavoro! + + _Caterina_ + +_(sedendogli dirimpetto)_ Per non farti distrarre.... + + _Ludovico_ + +Ma che distrarre! che distrarre! Quando sedevi sempre a questo posto per +leggere o ricamare, le mie idee si succedevano così fluenti e facili che +mi sembrava di scriverle come se qualcuno me le dettasse.... _(Tira un +cassetto della scrivania e cerca.)_ Li tengo ben nascosti i miei versi, +sai, perchè, modestia a parte, sono di una bruttezza rara. _(Ridendo)_ +Ah ah ah, addirittura infantili. Nondimeno, dicono quel che devono dire, +e, conveniamone, da un sociologo noioso come me ci sarebbe da aspettarsi +di peggio. Vedrai. _(Con in mano alcune pagine scritte)_ Leggerò il +primo sonetto. Ti secca?... Eh sì, lo vedo che ti secca. + + _Caterina_ + +_(inquieta--dissimulando)_ Leggi.... Tutto ciò che è tuo m'interessa: ne +sei persuaso. + + _Ludovico_ + +_(con un pudore di collegiale)_ Mi dài soggezione, mi dài. Basta! Animo, +Ludovico! _(Legge:)_ + + Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare + non so quale prodigio d'eloquenza. + Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare + in questa tua dolcissima incoscenza. + +_(A Caterina)_ Non ti va? + + _Caterina_ + +_(soffrendo)_ Sì sì, continua. + + _Ludovico_ + +_(prosegue a leggere:)_ + + Non pensi, è ver, ma quante cose care + al babbo dici, inconsciamente, senza + che l'aria stessa le possa rubare + alla felice tua breve innocenza. + O bimbo mio.... + +_(Interrompendosi)_ No, no, è inutile, non ti va, non ti va. Non so se +per le idee o per la forma, ma è indubitato che non ti va; ed io non me +ne dolgo punto. Che diamine! Te l'avevo detto: sono versicoli che metto +insieme per mio sfogo. E non temere: ti risparmio il resto.... +_(Sforzandosi di scherzare)_ Abbasso il poeta! _(Ripone nel cassetto le +paginette.)_ Sei contenta? + + _Caterina_ + +Ma ti sembra che io mi permetta di giudicare quello che tu scrivi? + + _Ludovico_ + +Giudicare no. Ma non ti piace quello che non ti piace. Che male c'è? Non +ne parliamo più...: non ne vale la pena. Lascia, lascia che io mi goda +bene la tua presenza. Ti vedo qui, seduta presso la mia scrivania, come +nel tempo buono, e non mi par vero. È così eccezionale ed è così bello +che... non so... vorrei solennizzare questo avvenimento, vorrei fare il +chiasso, vorrei farti festa insomma.... + + _(Un silenzio.)_ + + _Caterina_ + +Dammi qualche libro da leggere. + + _Ludovico_ + +Vado in biblioteca.... + + _Caterina_ + +No, un libro qualunque. Piglio questo. _(Ne prende uno di su la +scrivania)_ Permetti? + + _Ludovico_ + +Ma questo è il Codice. + + _Caterina_ + +E tu studii il Codice? + + _Ludovico_ + +Lo studio, sì, lo discuto, lo combatto.... + + _Caterina_ + +E perchè? + + _Ludovico_ + +Perchè esso è quasi sempre la negazione dell'indulgenza e del perdono. +Un cattivo libro! + + _Caterina_ + +_(lasciandosi cadere il libro dalle mani)_ Già. + + _(Un silenzio.)_ + + _Ludovico_ + +_(alzandosi)_ Eh, sì! Altro che saltare e fare il chiasso e +festeggiarti! È da un pezzo che tu non me ne dài più agio.... Sei +triste, tanto triste! Non sorridi più! Mai! _(Pausa.)_ E dire che ci +siamo amati così bene che a me pareva di vivere..., non so,... in +un'atmosfera d'amore. Credevo che a completare la nostra felicità non ci +mancasse che un piccolino, e, ora che abbiamo anche questo, invece di +vederti contenta, io ti vedo pensosa, sofferente, tutta avvolta in te +stessa. Tu sei infelice, Caterina! _(Pausa.)_ E non protesti, non mi +correggi, non mi smentisci!... Ma dimmi, almeno: è per colpa mia che sei +infelice? + + _Caterina_ + +_(fievolmente)_ No. + + _Ludovico_ + +Ma non essere timida. Se hai dei rimproveri da farmi, che aspetti? +Fammeli. Se c'è un malinteso, se c'è un equivoco, lo chiariremo +certamente. Che ci può essere di grave fra me e te? Niente. E intanto, +io rifletto, rumino, indago, ed è peggio! Mi smarrisco... e divento +inetto a qualunque energia. Il tuo contegno ha come costruita una +barriera tra noi due, e io non ardisco più di darti un bacio, non +ardisco più di abbracciarti, e quando restiamo soli io ti sono davanti +interdetto e impacciato e sento di essere grottesco. Adesso andrai in +collera, lo so; ma è così, è proprio così: da che abbiamo un figlio, tu +mi eviti, tu mi sfuggi. Egli ti assorbe, egli ti ha tutta per lui, e +certo nessuno più di me ammira il tuo attaccamento materno; ma lo strano +è che tu mi diventi livida, tu soffri se ti accorgi che da lui io mi +lascio assorbire come te, e soffri e ti tormenti se ti accorgi che io mi +piglio quella parte di gioie e di emozioni che mi spetta. Puoi negarmelo +questo? Me lo puoi negare? Ecco, lo vedi: non me lo neghi.... + + _Caterina_ + +_(vorrebbe parlare, le sembra d'essere afona.)_ + + _Ludovico_ + +Non hai neppure il coraggio, non hai neppure l'impulso di mitigare la +gravità di quello che io dico, e te ne stai lì, muta, enigmatica, +incomprensibile, senza curarti che il mio cervello è in balìa delle +fantasticaggini più balorde e delle supposizioni più assurde. Se +continuiamo così, Caterina, in fede mia, impazziremo tutt'e due! _(Torna +a sedere alla scrivania. Prende la penna, ma poi la getta via, quasi con +violenza.)_ Ma che!... Lasciamo andare.... La testa non è a posto. +_(Pigliando, in disordine, lo scartafaccio ed altre carte e ponendo +tutto in un cassetto)_ Nascondetevi qui, mie povere idee d'amore e di +pace! Questa sera voi non siete che una goffa ironia! _(Chiude il +cassetto, e ne ripone in tasca la chiave)_ Non è forse vero, Caterina? +Non è forse vero? _(Pausa.)_ E taci! E taci ancora! E taci sempre! E +nulla è più desolante di questi tuoi silenzi! _(Sovreccitandosi)_ Io mi +ci perdo.... Io mi ci perdo come nel buio! Io mi ci perdo come +nell'ignoto! + + _Caterina_ + +_(con debole accento)_ Scusami, Ludovico.... Stasera ho qualche cosa +qui, alla gola, che mi trattiene la parola, che mi trattiene la voce. +Sono nervosa.... Non avertelo a male.... Volevo stare un poco vicino a +te. Anzi, volevo proprio parlare con te. Sono venuta qui apposta per +questo.... Ma vedo che sarà meglio ch'io vada a riposare. _(Alzandosi)_ +Parleremo domani.... Diremo molte cose.... Ma stasera no, niente. Tu, +cerca di lavorare. Il lavoro ti distrarrà. Così potessi lavorare +anch'io! _(Si avvicina a lui.)_ + + _Ludovico_ + +_(la guarda con occhi docili.)_ + + _Caterina_ + +Buona notte. _(Gli prende la testa fra le mani e gli bacia la fronte.)_ + + _Ludovico_ + +_(prendendole i polsi)_ Mia Caterina, perchè vuoi che un'altra notte +passi su questa tristezza così piena di dubbî? + + _Caterina_ + +Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo una forza interiore che +mi aiuti e mi costringa a non più tacere.... Mi pareva d'averla quando +sono entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata più. Ma +l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, che è durata troppo. Io ne +uscirò comunque, e nulla certamente accadrà che sia più brutto e più +miserabile di ciò che è accaduto sinora. _(Si avvia per uscire a destra, +quasi precipitosamente.)_ + + _Ludovico_ + +_(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso)_ Caterina! +Oramai tenteresti invano di prolungare l'indugio. _(Con solennità +prepotente)_ La forza che in questo momento ti costringe a non tacere è +la mia volontà. Parla! + + _Caterina_ + +_(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli occhi lampeggianti +d'istantanea fierezza.)_ E sia! + + _Ludovico_ + +_(corre verso di lei con ansia incalzante.)_ + + _Caterina_ + +_(comincia coraggiosamente)_ Quando tu... _(Ma subito porta la mano alla +gola come se si sentisse strozzare)_.... No, no, no, non è possibile! +non è possibile!... _(Con desolazione lagrimosa)_ Come si possono +pronunziare certe parole!?... + + _Ludovico_ + +_(sempre più febbrilmente)_ Parla, parla! + + _Caterina_ + +Ma nessun lume d'intuizione ti soccorre ancora? Non senti ancora +penetrare tutta intera la verità dentro di te? Non la leggi qui, qui, +nei miei occhi? + + _Ludovico_ + +_(quasi tremante e girando lo sguardo altrove)_ Caterina!... + + _Caterina_ + +_(afferrandolo per le braccia, costringendolo a guardarla e accostando +il volto al volto di lui)_ Fissami bene in faccia, Ludovico!... Non +volgere gli sguardi altrove, come un fanciullo pauroso.... Fissami con +coraggio, e comprendimi, e non obbligarmi a pronunziare le parole +roventi.... Leggi, leggi qui.... Liberami tu stesso da questo incubo.... +Ricòrdati tutto, Ludovico.... Ricòrdati.... Ricòrdati la tua assenza di +un anno fa... la tua lunga assenza.... + + _Ludovico_ + +_(segue con terrore la catena delle reminiscenze, ansimando come per un +soffocamento progressivo.)_ + + _Caterina_ + +Ricòrdati il tuo ritorno.... Ricòrdati...! Giungesti, di sera, lieto, +espansivo, amoroso come un innamorato; e io ti ricevetti con un impeto +pazzo che ti parve uno scoppio di giovinezza esuberante.... Eppure... +ricòrdati, ricòrdati.... Il nostro amplesso fu preceduto da una certa +mia resistenza, da un tremito che mi prese tutta, da un dibattito +insolito, e terminò in una profonda tetraggine quasi funebre! E..., dopo +un periodo breve, sopravvennero i primi sintomi della maternità e le +prime ribellioni alla tua esultanza, e poi seguì la nascita del +piccolino con tutte le torture che mi costò, e seguirono gli scatti di +rancore, gli scatti di ferocia contro me stessa e l'infrenabile sdegno +per tutto ciò che m'indicava la tua contentezza di padre, la tua +fiducia, la tua tranquillità, le tue illusioni.... Mi comprendi, ora? Mi +comprendi? Mi comprendi?... + + _Ludovico_ + +_(con le pupille dilatate, guardandola sempre, atterrito ma attonito, e +facendosi entrare l'idea orrenda nel cervello--con voce soffocata)_ Non +è... mio figlio?! + + _Caterina_ + +_(senza fiato, eppure con un moto di sollievo)_ Finalmente, l'hai detto! + + _Ludovico_ + +_(staccandosi da lei e, come un pazzo, mutando stranamente tono)_ Ah no! +Non è vero! Non è vero! Tu m'inganni! Non riesco a intendere la ragione +di questa follia menzognera, ma è certo che tu m'inganni, perchè se tu +non m'ingannassi, se mi avessi detto la verità, ti affretteresti ora a +difenderti per diminuire, almeno, la tua colpa.... Ne sentiresti la +necessità, ne sentiresti l'urgenza; e invece tu non aggiungi una parola +in tua difesa.... Tu non ti difendi! + + _Caterina_ + +Io non sono qui per difendermi, Ludovico; sono qui per accusarmi. Io non +amo l'uomo che mi ha posseduta, non l'ho amato mai, non l'amerò mai; ma +non so e non è indispensabile ch'io sappia se ciò attenui l'infamia o +sia piuttosto un'aggravante. Per difendermi bene dovrei dirti d'essere +stata costretta con l'arma alla mano.... Ma dicendoti questo, mentirei. +Ho mentito già troppo. Basta ora. Io devo salvarti dalla profanazione di +ogni altra menzogna. _(Umilmente)_ No, non sono stata costretta. Ci deve +essere nelle donne come me una strana sensibilità di cui esse non sono +consapevoli: una sensibilità che dorme nel pudore, nell'onestà, +nell'orgoglio.... Il suo risveglio è inaspettato, Ludovico, è +imprevedibile... ed è l'opera di chi meno pare ne abbia il potere. Oh la +fragile creatura trascinata dal turbine! Non è un pervertimento il suo, +nè un'esaltazione, no; è semplicemente la soppressione repentina della +coscienza, è la tirannia, occulta, ma imperiosa, d'una grande forza che +agisce in una grande debolezza. Si cede! Si precipita! Si precipita! +_(Con terrore e avvilimento)_ E la perdizione è completa! Quando il +turbine è passato, quando ritorna la coscienza, qualunque sforzo si +faccia col cervello, non si riesce a distinguere il punto di +partenza.... Si è percorsa in un momento solo una strada abietta che +sembra lunga lunga lunga e di cui si vede la fine e non si scorge più il +principio. Se ne prova un'ipocondria di male inguaribile... un ribrezzo +asfissiante... la nausea... il raccapriccio... uno spasimo indicibile +che il ricordo accresce, ogni giorno, ogni giorno, spietatamente... e +non se ne trova il rimedio, e non c'è speranza di trovarne mai!... +_(Affranta, ammiserita)_ Così vivo io, Ludovico; ed ora fa tu di me +quello che vuoi! + + _Ludovico_ + +_(con la fisonomia d'un vero folle--brutalmente)_ E di': chi è stato il +tuo amante di cinque minuti? Chi è stato l'uomo irresistibile, l'essere +soprannaturale per cui ti sei gettata nella melma?... _(Terribile, ma +sottovoce)_ Tu mi dirai il suo nome, Caterina! + + _Caterina_ + +No! Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +_(fremendo)_ Io devo saperlo! + + _Caterina_ + +Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +Io t'infliggerò la tortura!... + + _Caterina_ + +Non te lo dirò! + + _Ludovico_ + +_(minaccioso)_ Bada, Caterina!... + + _Caterina_ + +Ma che vorresti, tu? Vorresti ch'io ti mandassi a cercare nella folla un +individuo che fortunatamente è persuaso di non essere stato niente per +me, un individuo ch'io avrei scacciato perfino dalla mia memoria se +purtroppo il disgusto non avesse reminiscenze così persistenti? Vorresti +ch'io incaricassi te di dirgli: «Sai, fra quella madre e quel figlio tu +sei _qualcuno_, non lasciarti frodare...», e io dovrei consentirti di +creare in quell'uomo il convincimento di avere un'importanza che sinora +egli non saprebbe sospettare? Dovrei, per mezzo tuo, ricacciarlo, vivo o +morto, come un aspide, nella mia esistenza?... Ah no! Torturami, +battimi, mettimi pure una morsa alla gola: io mi lascerò soffocare cento +volte senza mai proferire il suo nome! + + _Ludovico_ + +_(più terribile e più fremente)_ Ma dunque io non potrò neanche +vendicarmi? Tra le rovine di ogni mio bene, d'ogni mia illusione, io +sarò costretto a vedermi perennemente dinanzi il fantasma d'un uomo +senza connotati, un'ombra schernitrice e inafferrabile, e sarò costretto +a sentirmi quotidianamente come schiaffeggiato da una mano ignota?!... E +questo non è nulla a confronto di tutto il resto!... C'è il frutto +dell'obbrobrio, c'è il documento vivo della vergogna, della nefandezza, +c'è la personificazione della sciagura che mi colpisce!... C'è un +bambino che oggi balbetta e piange, e che ben presto mi chiamerà «babbo» +e che sarà più crudele, più offensivo, più beffardo d'una platea di +curiosi! E se anche, per una umiltà di paziente, per una nostalgia di +pace, per una frenesia d'innamorato, io volessi perdonare a te come un +Cristo, no, quel bambino non me lo permetterebbe perchè esso resterà lì, +sempre lì, attaccato a sua madre, e si farà grande, e sarà un uomo, e la +sua presenza, ostinata, invadente, alimenterà di ora in ora, di minuto +in minuto, le mie sofferenze, il mio odio, le mie angosce!... Nessuna +vendetta, non è vero? E nessun mezzo per abbreviare la durata del +tormento?... Nessuno?... Nessuno?... Nessuno?... Proprio nessuno?... +_(Con un moto di ribellione cupa e feroce)_ Ah no!... Il mezzo c'è! Il +mezzo c'è!... _(Trionfalmente)_ Io l'ho trovato!... _(Col viso acceso, +con gli occhi di fuoco)_ Ti giuro che l'ho trovato! + + _Caterina_ + +_(intuisce d'un subito ed è invasa dallo spavento)_ Ludovico! + + _Ludovico_ + +Bisogna eliminare la causa maggiore! Bisogna distruggere il documento +vivo! + + _Caterina_ + +Ludovico! + + _Ludovico_ + +Bisogna sopprimere questa creatura che è nata per crucifiggermi! + + _Caterina_ + +_(atterrita)_ Ludovico! + + _Ludovico_ + +_(come per precipitarsi nella stanza a destra)_ Sì, io te l'ucciderò! + + _Caterina_ + +_(parandosi davanti a lui, con un grido)_ No, Ludovico! Pietà!... +Pietà!... Pietà di me!... + + _Ludovico_ + +_(si arretra e si abbandona disfatto su una sedia.)_ + + _Caterina_ + +_(aspetta, lungamente, in un'atroce trepidanza.)_ + + _Ludovico_ + +E sta bene!... Avrò pietà di te! _(Si passa una mano sui capelli e +lascia scorgere d'aver presa una decisione. Guarda il suo orologio. Si +alza nervosamente. Tocca due volte il bottone del campanello. Va alla +porta comune come per evitare che la cameriera entri. Resta sulla soglia +parlando a lei:)_ Betta, prendete le mie valige, portatele giù in +portineria... e dite a Luigi che faccia fermare una carrozza. +_(Rispondendo a qualche domanda della cameriera)_ Ma sì, c'è tutto.... +Voi non avete che a chiuderle.... Sbrigatevi. + + _Caterina_ + +_(immobile, lo avvolge dei suoi sguardi pavidi.)_ + + _Ludovico_ + +_(attraversa la stanza in fretta, dirigendosi verso la porta a destra.)_ + + _Caterina_ + +_(ne ha un nuovo sussulto di spavento.)_ + + _Ludovico_ + +_(prima di varcare la soglia, si arresta.--Si sorveglia.--Si rivolge a +lei)_ Pigliami, ti prego, il soprabito e il cappello. + + _Caterina_ + +_(guardandolo supplichevolmente, obbedisce e va.--Rientra subito recando +il cappello e il soprabito, che pone sopra la scrivania.)_ + + _Ludovico_ + +_(assorto nella risoluzione presa, verifica il suo portafogli. Quindi +afferra soprabito e cappello come per andarsene.)_ + + _Caterina_ + +_(timida, implorante)_ Ma dove vai? + + _Ludovico_ + +Non lo so. + + _Caterina_ + +E quando tornerai, Ludovico? + + _Ludovico_ + +Non tornerò. + + _Caterina_ + +Mi lasci per sempre?... + + _Ludovico_ + +E che altro mi resta a fare?! + + _(Un breve silenzio.)_ + + _Caterina_ + +Io... t'ho detto tutto... con la speranza di risentirmi degna di te, con +la speranza di offrirti la mia vita purificata, e invece, ecco, ti +perdo!... Avrei potuto ancora mentire, mentire ogni giorno, mentire sino +alla morte; ma l'amor mio non ha voluto permettere alla mia voce, ai +miei occhi, ai miei baci la facile viltà d'ingannarti! E ho tanto +sofferto _(piange)_ e ho affrontato il sacrificio della confessione per +poter aspirare al diritto di essere la tua compagna... per ridiventare, +sinceramente, la moglie tua. Ah, se ti avessi amato meno, avrei +risparmiato a te questo supplizio e a me la condanna di perderti così! + + _Ludovico_ + +_(dibattendosi fra due urgenze opposte ed eccitandosi al pensiero d'una +soluzione liberatrice)_ Vuoi... vuoi veramente liberarmi da questo +supplizio? + + _Caterina_ + +_(irradiandosi)_ E me lo domandi? + + _Ludovico_ + +Vuoi veramente ch'io abbia l'eroismo di considerare la tua colpa come il +delirio di un'inferma? + + _Caterina_ + +_(ansiosa)_ Sì! + + _Ludovico_ + +Vuoi che io compia il prodigio di dimenticare... anzi, no, meglio, +meglio ancora, di ricominciare da capo, di rivivere nella illusione, +nella certezza della tua innocenza e della tua fedeltà? + + _Caterina_ + +_(avidamente)_ Sì, Ludovico!... + + _Ludovico_ + +Ebbene... ebbene, vieni come me.... Andiamo via, andiamo via.... No, io +non ti ucciderò il tuo bambino; ma è necessario che io non lo veda più, +ch'io non lo senta, ch'io non ne sappia più nulla, è necessario ch'io +non ricordi che tu sei madre, è necessario che egli non mi tolga nè un +minuto, nè un battito, nè un pensiero, nè un sorriso, nè una lagrima +della tua vita. _(Lascia cadere a terra cappello e soprabito.)_ + + _Caterina_ + +_(sente passare a traverso il suo animo tutte le parole di Ludovico, ne +trema, ne soffre, ne ha orrore, ne ha dolcezze profonde, e, a poco a +poco, ne sarà presa, conquistata, e, senza che il suo cervello possa più +funzionare, il suo cuore e i suoi nervi cederanno a lui completamente.)_ + + _Ludovico_ + +_(con frenesia, prendendole dapprima le mani, poi cingendola +freneticamente con le braccia e parlandole sulla bocca)_ Tu lo affiderai +alla tua buona nonna, ai tuoi parenti, a chi vorrai, e noi provvederemo +a tutto, alla sua educazione, al suo avvenire, alla sua ricchezza.... +Sì, anche alla sua ricchezza. E se un giorno crederà che io sia stato un +malvagio costringendoti a rinunziare a lui, io non mi lamenterò, non mi +difenderò mai dalle sue accuse, mai, mai, mai; ma adesso andiamo via.... +_Io devo_ andarmene immediatamente... perchè _(con preoccupazione [pg +318] sinistra)_ la notte mi atterrisce e mi tenta, e non c'è nessuna +enormezza di cui io non mi sentirei capace in questa casa, dove io l'ho +visto nascere, dove egli respira, dove egli vive. Vieni, vieni, +Caterina...: se non hai la forza di separartene in questo momento, non +potrai averla mai più!... Vieni con me.... Dimostrami che hai affrontato +il sacrifizio per essere ancora la mia compagna.... Dimostrami che io +solo ti sono indispensabile. Noi andremo lontano come due profughi del +passato e non saremo che due amanti assetati di godimento.... +Distaccandoci da tutto ciò che è pieno di ricordi, noi ritroveremo noi +stessi, riallacceremo le nostre anime, ricostruiremo il nostro +paradiso.... + + _Caterina_ + +_(è fra le braccia di lui, affascinata.)_ + + _Ludovico_ + +... e chi sa quante nuove ebbrezze, quali nuove delizie, quale nuovo +benessere, quale nuova felicità ci riserba la nostra giovinezza! Di', +di', Caterina: _(stringendosela forte al petto)_ ci verrai con me? ci +verrai? ci verrai? + + _Caterina_ + +_(perdutamente)_ Sì... sì... ci voglio venire.... Non lo capisci che ci +voglio venire? Non lo vedi che non hai bisogno d'insistere affinchè io +ti segua dovunque? Non vedi che sono già solamente tua? Non vedi che io +sono già pronta a tutto?... a separarmi da lui... _(con un accento +d'inconsapevole pietà)_ ad abbandonarlo... a fuggirlo... a strapparmelo +anche dal cuore.... Ma tu, tu, Ludovico, tu che sei migliore di me,... +impediscimi di commettere questo delitto! + + _Ludovico_ + +_(udendo la parola_ «delitto», _la respinge bruscamente. Si riconcentra +in se medesimo. Raccoglie il soprabito e il cappello, e, dopo una pausa, +in un tono tra di comando e di concessione, le dice:)_ Resta! + +_(Si guardano a lungo, intensamente, dubbiosamente, l'uno sperando +ancora ch'ella lo segua, l'altra sperando ancora ch'egli non se ne +vada.)_ + + _Ludovico_ + +_(con poca voce)_ Addio! _(E fugge.)_ + + _Caterina_ + +_(immota, col volto trasformato, terreo, come se finalmente avesse +consumato il sacrifizio necessario)_ È finita! _(Indi, va alla finestra: +attraverso i vetri vede Ludovico che si allontana. Estenuata, quasi +inebetita, col passo malfermo si avvia verso l'uscio della sua camera. +Le forze le mancano. I ginocchi le si piegano. Stramazza. Poi si +sorregge a una sedia, si leva, e, soccorsa dalla suprema volontà, +oltrepassa la soglia.)_ + + + SIPARIO. + + + [Illustrazione: note della cantilena] + + + + + ATTO SECONDO + + +_La scena come al primo atto._ + + + + SCENA I. + + + _La signora_ TERESA, LUISA, BETTA. + + +_(La signora Teresa si è addormentata sopra una poltrona. Betta è +seduta, in fondo, con le braccia piegate. Le imposte della finestra sono +socchiuse. La stanza è nella penombra.)_ + + _Luisa_ + +_(entrando, affaccendata, dalla prima porta a destra, e rivolgendosi a +Betta, a bassa voce)_ Dov'è la biancheria pulita? + + _Betta_ + +_(piano)_ Quella lì, sulla sedia, è già pronta. + + _Luisa_ + +_(prende in fretta la biancheria e sta per uscire.)_ + + _Betta_ + +E di': che te ne pare di quel medico? + + _Luisa_ + +A vederlo, mi pare il più bravo di tutti. _(Esce dalla porta da cui era +entrata.)_ + + _Betta_ + +_(getta un sospiro.)_ + + _Teresa_ + +_(svegliandosi)_ Cos'è? È già tramontato il sole? + + _Betta_ + +_(alzandosi)_ No, signora Teresa. È ancora giorno. + + _Teresa_ + +Così buio? + + _Betta_ + +Ho socchiuso le imposte per lasciarvi riposare un poco. Sono tre notti +che voi e la signora Caterina non avete dormito. + + _Teresa_ + +Apri, apri.... Alla mia età non bisognerebbe mai dormire, perchè non c'è +più tempo da perdere.... + + _Betta_ + +_(apre le imposte. L'ambiente si rischiara.)_ + + _Teresa_ + +Ho fatto un bel sogno, sai? + + _Betta_ + +Che avete sognato, signora Teresa? + + _Teresa_ + +Ho sognato tanti fiori, tanti fiori, più di quanti ce ne sono nel nostro +giardino. + + _Betta_ + +E poi? + + _Teresa_ + +E poi, nient' altro. Sognando, ho avuto l'idea di regalarli tutti al +piccino, ma ora sto riflettendo che... il profumo dei fiori potrebbe +fargli male. + + _Betta_ + +S'intende. + + _Teresa_ + +Se invece ne regalassi alla Madonna? Che ne dici? + + _Betta_ + +Fareste bene. + + _Teresa_ + +_(si alza)_ Vado a raccoglierne io stessa. + + _Betta_ + +Ma no, signora Teresa. A questo, penserò io. Andate piuttosto di là, +voi; andate a sentire un po' quest'altro medico. + + _Teresa_ + +Un altro? + + _Betta_ + +La balia mi ha assicurato che è il più bravo di tutti. + + _Teresa_ + +E non me ne avvertivi, benedetta?! _(Si avvia.)_ + + + + SCENA II. + + + FELSANI, CATERINA, _la signora_ TERESA _e_ BETTA. + + +_(Felsani è un vecchio dall'aspetto nobilissimo e severo. In ogni sua +parola, in ogni suo atto, egli è prudente, lento, misurato, pensoso.)_ + + _Caterina_ + +_(precedendo Felsani, entra dalla prima porta a destra)_ Per di qua, +dottore. _(Va alla scrivania.)_ + + _Felsani_ + +_(seguendola)_ Mi favorisce da scrivere? + + _Caterina_ + +S'accomodi, se non le dispiace. _(Indica la sedia che è presso la +scrivania.)_ + + _Betta_ + +_(si trae in disparte.)_ + + _Felsani_ + +_(siede.)_ + + _Caterina_ + +_(guarda il dottore con occhio ansioso, scrutatore, interrogativo.)_ + + _Felsani_ + +Le prescrizioni del medico curante sono inappuntabili. + + _Caterina_ + +Niente da mutare? Niente da aggiungere? + + _Felsani_ + +_(stringendosi nelle spalle)_ Niente. + + _Caterina_ + +E allora? + + _Felsani_ + +Io scriverò la mia diagnosi. + + _Caterina_ + +Sarà utile, non è vero? + + _Felsani_ + +Può darsi. _(Mette i suoi occhiali d'oro. Si dispone a scrivere.)_ + + _Betta_ + +_(con timidità, a Caterina)_ Badi, signora, in quel calamaio +l'inchiostro si è disseccato. _(Abbassando molto la voce, quasi +all'orecchio di lei)_ Non si adopera da quando andò via il signor +Ludovico.... + + _Caterina_ + +Già. _(A Felsani)_ Abbia pazienza, dottore.... _(A Betta)_ Porta subito +un altro calamaio. + + _Betta_ + +_(via dal fondo.)_ + + _Teresa_ + +_(a Felsani, avanzandosi un po')_ Sa, siamo tutti intontiti in questa +casa: vorrà perdonarci se.... + + _Felsani_ + +Prego, prego. + + _Caterina_ + +_(indicando Teresa)_ È la mia avola materna. + + _Teresa_ + +Ottantadue anni. + + _Felsani_ + +_(guardandola)_ Assai ben portati.... È una buona notizia per chi ne ha +settanta come me. _(Girando lo sguardo intorno)_ E... suo marito, +signora, non è in casa? + + _Caterina_ + +_(che non s'aspettava questa domanda)_ No... non è in casa. + + _Felsani_ + +Lo conosco di fama: è un vero umanitario.... + + _Caterina_ + +_(imbarazzata)_ Senza dubbio. + + _Felsani_ + +Avrei voluto parlare con lui. + + _Caterina_ + +Con lui? + + _Felsani_ + +Sì, e sarà necessario ch'io gli parli.... _(Sta per soggiungere qualche +cosa, ma, vedendo Betta, s'interrompe.)_ + + _Betta_ + +_(mette un calamaio sulla scrivania.)_ + + _Felsani_ + +_(a Betta, con un gesto di congedo)_ Grazie. _(E comincia a scrivere.)_ + + _Caterina_ + +_(è tutta intenta a leggere ciò che Felsani scrive.)_ + + _Teresa_ + +_(quasi presso l'uscio a destra, guarda un po' nelle stanze dov'è il +bimbo e un po' il dottore.)_ + + _Betta_ + +_(piano, a Teresa)_ Che fa il piccino? + + _Teresa_ + +Pare che riposi: vedo che la balia se ne sta tranquilla con le braccia +piegate. + + _Betta_ + +E questo medico che dice? + + _Teresa_ + +Parla come una sibilla... ma aspetta che glie la tiro io di bocca la +verità. + + _Betta_ + +Senza che la signora se n'accorga, veh! Non si sa mai!... + + _Teresa_ + +Bisognerebbe che restassi sola con lui.... + + _Betta_ + +Quando starà per andarsene, non vi sarà difficile. + + _Teresa_ + +Lascia fare a me. + + _Betta_ + +Ma state attenta!... + + _Teresa_ + +E tu non dimenticare i fiori. + + _Betta_ + +Ve ne raccolgo un fascio... un fascio così. _(Via per la seconda porta a +destra.)_ + + _Felsani_ + +_(firmando la diagnosi)_ Ecco, signora. + + _Caterina_ + +_(ha letto attentamente.)_ Non capisco le ultime parole. + + _Felsani_ + +E io non desidero che rendergliele del tutto comprensibili. Ma.... +_(Accenna con uno sguardo prudente alla signora Teresa.)_ + + _Caterina_ + +_(a voce alta)_ Oh... è la mia confidente. + + _Felsani_ + +Ebbene, mi permette qualche domanda? + + _Caterina_ + +Naturalmente. + + _Felsani_ + +Non crede lei che suo marito sia vittima egli stesso d'una qualche legge +d'atavismo inesorabile? + + _Caterina_ + +_(scossa)_ ... No, dottore. + + _Felsani_ + +In tal caso, signora, si è indotti a supporre che, nella sua prima +gioventù, quando era libero, quando non sapeva di dover diventare un +marito, egli non sia riuscito a sfuggire alla... corruzione che logora +la sostanza umana. Non è così? + + _Caterina_ + +_(sforzandosi di rispondere)_ No, non è così. + + _Felsani_ + +Per lo meno, però, egli deve avere pazzamente noncurata la sua vita +fisica. Mi negherebbe lei anche questo? + + _Caterina_ + +_(umilmente)_ Sì, dottore, glie lo nego. + + _Felsani_ + +In conclusione, signora, secondo lei, il padre di quel bambino è un uomo +valido, sano, perfetto? + + _Caterina_ + +_(profondamente turbata, siede.)_ + + _Felsani_ + +Ma, via, non si turbi così. Le dico queste cose non per il gusto di +commettere delle indiscrezioni, e neppure per una fredda indagine +scientifica. Assai di rado la costatazione dei fatti addita, come questa +volta, alla scienza, lo scopo pratico del suo intervento. Potrebbero... +potrebbero venir su degli altri figliuoli, e poichè nulla ci fa sperare +che si salverebbero da uno dei più acuti casi della fatalità ereditaria, +io ho il dovere d'indicare, con chiarezza, a suo marito, quale e quanta +responsabilità ricadrebbe su lui. La mia parola sembrerà severa, ma +egli, che si è fatto l'apostolo dei più nobili principii d'altruismo, +saprà ascoltarmi, ne sono certo, e saprà provvedere. _(Un silenzio.)_ +Non c'è dunque modo di parlare con Ludovico Nemi? + + _Caterina_ + +_(sommessa, pronunziando le parole per una suprema auto-imposizione)_ +Mio marito vive lontano da questa casa. + + _Felsani_ + +... Sono dolentissimo di non averlo intuito. + + _Caterina_ + +Non si dia pena, dottore. + + _Felsani_ + +E... da molto tempo vive lontano? + + _Caterina_ + +Da sei mesi. + + _Felsani_ + +Soltanto?... Il che significa ch'io non potrei completare +coscenziosamente la mia missione senza rivolgere a lei delle altre +domande... importune, la cui audacia ella non saprebbe forse tollerare. +Io sono al cospetto d'una madre e d'una moglie, e devo rimettermi +ciecamente al suo volere. Vuole ella ch'io cerchi di parlare con suo +marito? + + _Caterina_ + +_(abbassando gli occhi)_... No. + + _Felsani_ + +_(comprendendo)_ E con questo, il mio compito è esaurito. _(Si alza)_ +Vada, vada dal suo figliuolo. _(Con bontà)_ Questo tempo è per lei assai +prezioso e non glie ne voglio rubare. + + _Teresa_ + +_(profondamente impressionata per tutto ciò che ha udito)_ Sì, Caterina, +va.... Farò io gli onori di casa al dottore. + + _Caterina_ + +_(porgendo la mano a Felsani)_ Io la ringrazio. + + _Felsani_ + +_(stringendogliela)_ Io... le chiedo scusa. + + _Caterina_ + +_(esce dalla prima porta a destra.)_ + + _Teresa_ + +_(dandogli il cappello)_ Sicchè... dottore, il caso non è disperato? + + _Felsani_ + +_(pigliando il cappello)_ Questo bambino è perduto. + + _Teresa_ + +Oh! + + _Felsani_ + +Pensiamo... a salvare gli altri. + + _Teresa_ + +Quali? + + _Felsani_ + +Quelli che non sono nati ancora... + + _Teresa_ + +_(fa un gesto di maraviglia e d'interrogazione.)_ + + _Felsani_ + +... e che, per essere salvi, non debbono nascere. _(Si avvia per +uscire.)_ + + _Teresa_ + +_(si accinge ad accompagnarlo, precedendolo)_ Le faccio un po' strada. + + _Felsani_ + +Ma no..., non si scomodi. _(Sulla soglia)_ Non le permetto di +scomodarsi! + + _Teresa_ + +Per accontentarla.... _(Avvertendo Betta, che non si vede)_ Bettina, +apri la porta al dottore. + + _Felsani_ + +_(inchinandosi, le passa dinanzi)_ A rivederla, signora. (Esce dal +fondo.) + + + + SCENA III. + + + _La signora_ TERESA _e_ CATERINA. + + + _Teresa_ + +_(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, il dottore che +s'allontana: indi fa qualche passo e desolatamente mormora:)_ E che dirò +a Caterina?... Che le dirò? + + _Caterina_ + +_(entrando con una certa vivacità e con un calore di tenerezza)_ Sai, +nonna, dorme.... Dorme come un bambino che non sia malato. Il suo +respiro non è affannoso, no... e quella irrequietezza che stamane ci +spaventava è del tutto cessata. Oh, vecchietta mia, non so perchè, io ho +un presentimento lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli mi sarà +preservato e che io saprò vivere sempre più veramente per lui! Tu, buona +mia, hai avuta una vita piena di virtù serene e perciò non puoi +comprendere certe tristi cose.... _(Con espansione circospetta)_ Vedi: +ci sono stati dei momenti in cui ho temuto quasi di non amare abbastanza +il figlio ch'ebbi dall'uomo odiato.... _(Ha un brivido)_ Era un equivoco +del cuore mio quel timore, niente altro che un equivoco, perchè non è +vero che ciò accadesse, non è vero che ciò possa accadere: non deve, non +deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata dal dubbio della mia +iniquità, e questo bastava a farmi provare un avvilimento profondo. Ma +oramai sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e ne parlo a te +come d'un nemico non più temuto, come d'un nemico dileguato: te ne parlo +perchè non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè mi fa +tanto bene che tu, col tuo candore di santa, mi ascolti pazientemente, +comprendendomi poco... e assolvendomi tutto! _(L'abbraccia con +dolcissima effusione.)_ + + + + SCENA IV. + + + BETTA, CATERINA, TERESA, FRANCESCO. + + + _Betta_ + +_(dal fondo)_ Signora Caterina, c'è di là il signor Moretti. + +_(Le due donne ne hanno un'impressione paurosa.)_ + + _Caterina_ + +_(a Teresa)_ Lui! + + _Teresa_ + +_(con voce molto sommessa, a Caterina)_ Che sia venuto per la malattia +del bimbo? + + _Caterina_ + +_(con pari segretezza)_ Non è possibile.... Fortunatamente non ha mai +compreso di essere suo padre.... + + _Teresa_ + +E che pensi di fare? + + _Caterina_ + +Betta, dirai al signor Francesco che... oggi non ricevo nessuno... + + _Betta_ + +E se insisterà? Era così premuroso.... Stava per entrare senza che io +l'annunziassi. + + _Caterina_ + +Quando saprà che non ricevo nessuno, egli non insisterà. + + _Francesco_ + +_(comparendo e arrestandosi di là dall'uscio--freddamente)_ Io insisto. + + _Caterina_ + +_(contenendosi)_ Ma ciò... è abbastanza strano. + + _Francesco_ + +_(entra, senza avanzare)_ Non tanto strano, visto che io vengo in questa +casa per incarico di vostro marito. _(Il suo volto è segnato di livore. +Nel cavo dei suoi occhi è un intenso scintillio bieco.)_ + + _Caterina_ + +_(perplessa)_ Ah! È mio marito che vi manda? + + _Francesco_ + +Precisamente. + + _Caterina_ + +_(pianissimo a Teresa)_ Vecchia mia, resta tu un poco presso il piccino +e chiudi bene la porta.... Voglio che costui non si accorga di nulla. + + _Teresa_ + +_(tuttora preoccupata dalle parole del medico, pensa di doverle riferire +a Caterina e non ne ha il coraggio.--Le dice all'orecchio:)_ Ma... non +ritardare troppo.... Io ho paura di quest'uomo. + + _Caterina_ + +_(sentendosi a un tratto animosa)_ Ed io no. + + _Teresa_ + +Permettete, signor Francesco. + + _Francesco_ + +Prego, signora Teresa. + + _Teresa_ + +_(guarda timorosamente Francesco e pietosamente Caterina, ed esce a +destra.)_ + + + + SCENA V. + + + CATERINA e FRANCESCO. + + + _Caterina_ + +_(volgendo le spalle a Francesco, severa, rigida, sicura)_ Che cosa +dovete voi dirmi per conto di mio marito? + + _Francesco_ + +A voi, niente. Ieri, stetti da Ludovico, in campagna, ed egli m'incaricò +solamente di cercare nella sua scrivania certi manoscritti, per poi +spedire a lui alcuni di essi e bruciarne altri. + + _Caterina_ + +_(incredula)_ Ma pure.... + + _Francesco_ + +_(interrompendola con preveggenza)_ La chiave della scrivania è questa +_(glie la mostra)_, e questa è l'indicazione dei manoscritti. +_(Mettendole sotto gli occhi una carta)_ Riconoscete la sua calligrafia? + + _Caterina_ + +Non dubitavo della vostra parola.... + + _Francesco_ + +Leggete, leggete. + + _Caterina_ + +Non è necessario. + + _Francesco_ + +Potrà anche interessarvi. + + _Caterina_ + +_(vorrebbe prendere e leggere la carta, ma non osa.)_ + + _Francesco_ + +Leggo io. _(Legge:)_ «Manoscritti da bruciare: _L'egoismo dell'onore_» +_(A Caterina, con sarcasmo)_ Peccato! È un'opera assai bella e +originale! _(Legge:)_ «_Il dovere del perdono_» _(A Caterina)_ Questa, +fa bene a distruggerla! _(Legge:)_ «Undici sonetti intitolati: «_Il +figlio_». E anche questi devono valer poco. + + _Caterina_ + +_(fissa la carta, ascoltando e diventando livida.)_ + + _Francesco_ + +Poi, c'è l'elenco dei manoscritti da salvare. Volete leggere voi?... Ma, +già, i manoscritti da salvare non vi riguardano punto. + + _Caterina_ + +Sta bene. La scrivania di cui avete la chiave è quella. Voi potete +eseguire liberamente l'incarico che accettaste. La mia presenza è +inutile. _(Si avvia per uscire.)_ + + _Francesco_ + +_(trattenendola col gesto)_ Non così inutile come voi fingete di +credere. Restate ancora un poco. _(Cercando le parole)_ Sto per aprire +il cassetto dei segreti di vostro marito.... La vostra presenza sarà per +lui una garanzia... della mia discretezza. + + _Caterina_ + +_(schivando di guardarlo e di essere guardata)_ Ma no.... Egli ripone in +voi una fiducia illimitata.... + + _Francesco_ + +E invece il vostro convincimento è che io sia una vile persona. + + _Caterina_ + +Non l'ho mai detto.... + + _Francesco_ + +_(avvicinandosi a lei)_ Poc'anzi volevate mettermi alla porta. + + _Caterina_ + +Voi esagerate. + + _Francesco_ + +Poi avete sospettato ch'io ricorressi a un sotterfugio per introdurmi in +casa vostra.... + + _Caterina_ + +Il vostro orgoglio dovrebbe escludere la possibilità di sospetti così +oltraggiosi. + + _Francesco_ + +È il vostro contegno che li denunzia. + + _Caterina_ + +_(facendo qualche passo per allontanarsi)_ Non è vero! + + _Francesco_ + +E adesso, lo vedete, adesso voi vorreste fuggirmi, adesso vorreste +evitare il suono della mia voce, vorreste evitare l'aria che io respiro, +vorreste evitare i miei sguardi come se fossero quelli d'uno spettro o +di un delinquente..., mentre qui... in questa medesima stanza.... + + _Caterina_ + +_(interrompendolo supplichevole)_ No! Ve ne scongiuro, non mi ricordate +quel giorno! + + _Francesco_ + +Evvia! Esso non è tanto lontano che voi abbiate già potuto dimenticarlo. + + _Caterina_ + +_(quasi con remissione)_ Ma, allora, perchè ridire oggi quello che tutti +e due ricordiamo? + + _Francesco_ + +Perchè soltanto così potrò ricacciarvi nell'anima la vostra offesa.... + + _Caterina_ + +_(ascoltando le parole di lui, sentirà penetrarsele dentro come punte +d'acciaio e, con raccapriccio e disgusto, rivedrà i particolari della +seduzione.)_ + + _Francesco_ + +Quel giorno, è vero, io l'avevo lungamente aspettato; anzi, dirò di più, +io ne avevo preparate le circostanze propizie; ma quando, nell'audacia +dell'uomo che giuoca tutto per tutto, io ebbi una frenesia d'amore +insensato, voi non fuggiste, no, non fuggiste; e, quasi vinta da una +ignorata malìa, piegandovi al mio contatto come una sensitiva, non +m'impediste di stringervi fra le braccia.... + + _Caterina_ + +_(con ribrezzo doloroso)_ Ahi!... + + _Francesco_ + +Non m'impediste di respirare il vostro alito.... + + _Caterina_ + +Tacete! + + _Francesco_ + +E io vidi il vostro volto diventare più bianco e più bello e i vostri +occhi socchiudersi in un dolce languore senza difesa.... _(Insinuando il +ricordo con passione, quasi con tenerezza d'innamorato)_ Voi non +parlavate, non parlavate, e, tra le mie braccia, io vi sentivo tremare, +Caterina, sì, vi sentivo tremare.... + + _Caterina_ + +_(esausta)_ Non più, Francesco, non più!... + + _Francesco_ + +_(in un subitaneo ritorno di rudezza e di acredine)_ Perchè, dunque, non +mi fuggiste quel giorno? Perchè non mi respingeste in quel momento? + + _Caterina_ + +_(convinta)_ In quel momento non c'era, non ci poteva essere più nulla +di me nella mia persona; in quel momento io vi abbandonavo un corpo +senz'anima; e, appena ritrovai me stessa, tutto ciò che era accaduto mi +parve _non_ un sogno, oh no!, disgraziatamente, non un sogno, ma una +ributtante realtà circondata da un impenetrabile mistero; e ne ebbi +orrore! + + _Francesco_ + +Era troppo tardi! + + _Caterina_ + +Era troppo tardi, lo so, e ve ne chiesi perdono e ho continuato a +chiedervene, come se veramente avessi io fatto del male a voi; ho +continuato a chiedervene anche quando mi nauseavano e m'insultavano le +vostre nuove insidie, e continuo, continuo a chiedervene oggi che venite +a rimproverarmi, a rinfacciarmi di essermi data a voi, quasi che voi +foste stato la vittima d'un mio capriccio di femmina pervertita. Ma che +altro devo dire? Che altro devo io sopportare? Che altro deve accadere +affinchè voi mi facciate la grazia di concedermi, incondizionatamente, +la liberazione? + + _(Un breve silenzio.)_ + + _Francesco_ + +_(parlandole dappresso con un accento sinistro)_ Sicchè, vi pesa molto +la catena che ci unisce? + + _Caterina_ + +A voi non mi unisce nessuna catena. + + _Francesco_ + +Ma quale liberazione invochereste se non ci fosse un legame tra voi e +me? + + _Caterina_ + +Tra voi e me c'è il fantasma del passato; ma un legame, certamente no! + + _Francesco_ + +_(penetrante, sorvegliando tutti i moti dell'animo di lei)_ Ed è questa +la verità? + + _Caterina_ + +Sì, questa è la verità. + + _Francesco_ + +E ne siete così ben sicura voi, che della verità dite d'avere il culto e +l'istinto? + + _Caterina_ + +_(difendendosi)_ Ne sono sicura, perchè non c'è nulla che leghi +assolutamente tra loro un uomo e una donna! + + _Francesco_ + +Neanche... un figlio? + + _Caterina_ + +_(con un groppo alla gola)_ ... Neanche! + + _Francesco_ + +_(avvicinandosi molto a lei, a bassa voce, acutamente)_ È la vostra +ultima parola? + + _Caterina_ + +L'ultima. + + _Francesco_ + +_(afferrandole un polso)_ Ah no! È giunta l'ora in cui voi dovete +rendermi conto di qualche cosa! + + _Caterina_ + +Badate che siete in casa mia! + + _Francesco_ + +Ma non per questo io soffocherò il grido dei miei diritti! + + _Caterina_ + +_(svincolandosi)_ Non c'è alcun diritto che voi possiate esercitare su +quanto non appartiene che a me! + + _Francesco_ + +Io vi assicuro di sì! + + _Caterina_ + +Io vi assicuro di no! + + _Francesco_ + +_(con violenza minacciosa)_ Questo è ciò che vedremo! + + _Caterina_ + +_(assorgendo impetuosa ed altera)_ Ah sì! Lo vedremo. + + _(Un silenzio.)_ + + _Francesco_ + +_(siede con una certa aria di prepotenza, cercando, nondimeno, di +raffrenarsi e di parlare con calma.)_ + + _Caterina_ + +_(siede anch'essa.)_ + + _Francesco_ + +E, anzitutto, voglio spiegarmi. Vostro marito mi confidò che voi gli +rivelaste d'averlo tradito. Ciò mi è stato assai utile, ed io ve ne +ringrazio. Benchè egli abbia l'abitudine di non celarmi niente, questa +volta la sua confidenza non era completa; e la rivelazione da voi fatta +a lui mi riguardava troppo direttamente perchè io potessi rinunziare a +conoscerla intera. Nell'animo di quell'uomo di buona fede non mi fu +difficile penetrare; e, senza interrogarlo, senza indurlo a dirmi con +parole ciò che gli avrebbe bruciate le labbra, io ho compiute le +indagini, e nel contegno con cui voi mi avete per tanto tempo offeso, +nella incoerenza con cui avete buttato via come un cencio l'amante di un +giorno, io ho scoperto il vostro egoismo snaturato. Voi mi avete fatto +ignorare d'essere il padre del vostro figliuolo, voi lo avete sottratto +al mio affetto, voi me lo avete nascosto, voi non mi avete permesso di +nudrire un sentimento che, anche solitario e sepolto nel mio cuore, mi +avrebbe riempita l'esistenza.... E ora vengo qui con la rabbia e col +dolore d'una belva ferita per reintegrare, a qualunque costo, i diritti +del mio sangue. Pensateci bene! + + _Caterina_ + +Voi cedete a un'ambizione di vendetta e di tirannia e la dissimulate in +una sentimentalità che non vi somiglia. E, difatti, in che modo potreste +voi reintegrare i così detti diritti del sangue senza che io diventassi +per lo meno la vostra compagna? + + _Francesco_ + +E non sarebbe questo, oramai, il vostro dovere? + + _Caterina_ + +Sì, forse sarebbe questo il mio dovere, se l'aberrazione d'un istante +avesse proclamata al cospetto del mondo e al cospetto di mio figlio la +paternità che ora vantate. Pur troppo, in tal caso, io sarei perduta, io +dovrei piegarmi a voi, dovrei essere la vostra donna, dovrei subire la +vostra supremazia e dovrei dividere con voi--con voi che non mi amate, +che non amo e che non amerò mai--tutto ciò che può darmi di dolce o di +doloroso la mia creatura. _(Si esalta a poco a poco nel convincimento +della sua forza e del suo coraggio.)_ Ma, per fortuna, i figli nati +all'ombra dell'infedeltà coniugale non appartengono che alla madre. Il +fallo fu mio, non vostro, come miei sono stati i pericoli, miei +gl'intimi dibattiti, mie le trepidazioni, mie le sofferenze fisiche e +morali che soffiarono la vita in quel piccolo essere, e questi sono i +fatti che costituiscono l'unico diritto vero, sicuro, forte, +intangibile! Io potrei negarvi che quel figlio è vostro, e voi non +potreste provarmi il contrario! Ciò basti a mostrarvi che debole cosa +sia veramente la paternità. Ma io non ve lo nego, e non ho il bisogno di +negarvelo! _(Levando le braccia in alto)_ La provvidenza mi soccorre, ed +io accetto il suo soccorso! + + _Francesco_ + +Voi m'invitate a un'aspra lotta, Caterina. + + _Caterina_ + +Non vi temo! + + _Francesco_ + +_(minaccioso)_ Ad una lotta disastrosa per voi! + + _Caterina_ + +Non vi temo! + + _Francesco_ + +Non mi temete, perchè la mente di quella creatura è ancora +inaccessibile, e la sua incoscienza passiva vi garantisce l'immunità del +vostro egoismo. _(Si alza.)_ Ma quando il gingillo vivente, che ora +custodite per voi, sarà un uomo, e quando quest'uomo girerà ansiosamente +gli occhi intorno e non troverà suo padre in colui che gli ha dato il +nome e vive lontano da lui, lontano dal suo cuore, lontano dalla sua +casa, _io_ sarò lì, vigile e pronto, a gridargli: «Tuo padre sono io! +Non te ne accorgi? non mi senti? non senti ch'io t'aspettavo? non senti +che sono stato sino ad oggi un rinnegato? non sai, non sai che sino ad +oggi tua madre mi ha fatto vivere nel supplizio per far vivere te nella +illusione della sua virtù? Sono io tuo padre--gli griderò--e se non vuoi +perdonare a me l'errore d'averti messo al mondo perchè l'amai, non devi +perdonare a lei d'averti data la vita soltanto perchè fu una volgare +peccatrice!» + + _Caterina_ + +_(scoppiando d'ira e di disprezzo, si alza--quasi trionfale)_ Ah, +finalmente, ti riveli per quello che sei!... _(Affrontandolo, +investendolo)_ E io rivedo, rivedo il bruto in tutta la sua abietta +energia! Fui tua, fui tua, sì, e fui, davvero, una volgare peccatrice, +perchè cedetti alla tua brutalità, che esercitò su me, per una volta, il +fascino funesto che possono esercitare, in un'ora sciagurata, tutte le +cose mostruose. A te mi associai nella brutale turpitudine e, per +commettere un così basso peccato, fui anche capace di tradire come +tradivi tu! Tu tradivi l'amico, io tradivo il marito; ma io, se non +altro, ho confessato il tradimento e lo espio, mentre tu all'amico ti +sei sempre più attaccato, e non ti stanchi di tradirlo per usurpare il +suo posto, per rubargli ogni segreto, per sorprendere e sfruttare le sue +angosce, per impormi la tua cupidigia. E vuoi che queste tue minacce non +rafforzino il coraggio della mia ribellione? Vuoi ch'io non difenda +disperatamente mio figlio dalla prepotenza e, sia pure, dal diritto d'un +mostro come te? _(Battendo le mani sulla scrivania)_ Fruga, fruga ancora +nei segreti, nei tormenti, negli scritti, tra i brandelli d'anima del +tuo amico, giacchè ne hai la fiducia; ma sbrigati, e va via! Sì, va via! +va via!... E mettiti bene in mente _(afferrandogli il petto dell'abito +con ambo le mani)_ che il giorno in cui tu tenterai di togliermi il +figlio che m'è costato il maggiore dei sacrifici, quello di rinunziare +alla felicità immensa d'essere amata da colui che è in cima a tutti i +miei pensieri, io ti saprò essere degna nemica; e, anche a costo di +soccombere insieme con te, io ti schiaccerò: te lo giuro! + + _Francesco_ + +_(solenne e freddo)_ Siamo intesi. + + _La voce di Teresa_ + +_(di dentro, chiamando con un impeto d'allarme)_ Caterina! Caterina! + + _Caterina_ + +_(trasalisce, intuisce, e resta un istante come fulminata.)_ + + _Francesco_ + +Addio. + + _Caterina_ + +_(con una chiusa ferocia)_ No! Aspettami! _(Ed esce precipitosamente per +la prima porta a destra.)_ + + _Francesco_ + +_(senza aver compreso, l'ha seguìta con lo sguardo ed ora, loscamente, +si avvicina alla scrivania. Cava di tasca la chiave, apre il cassetto e +fruga. Ne trae molti manoscritti. Siede. Li guarda, li esamina. Consulta +la carta che ha mostrata a Caterina. Piglia alcuni zibaldoni e +biecamente mormora:)_ Questi al fuoco! _(Li mette da parte. Cerca ancora +fra i manoscritti. Vede alcune paginette. Mormora:)_ Ah! I famosi +sonetti!... _(Sogghigna. Per un'aspra curiosità comincia a leggere:)_ + + Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare + non so quale prodigio d'eloquenza. + Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare + in questa tua dolcissima incoscenza. + + Non pensi, è ver, ma quante cose care + al babbo dici.... + +_(S'interrompe. Con dolorante rancore, scrolla il capo. Continua a +leggere:)_ + + al babbo dici, inconsciamente, senza + che l'aria stessa le possa rubare + alla felice tua breve innocenza. + +_(Più triste, più angosciato, col pianto nella voce, con qualche lagrima +nel fondo degli occhi:)_ + + O bimbo mio, guardandoti nel viso, + di qualche cosa grande ed infinita + ben sento che mi parla il tuo sorriso. + + O bimbo mio, guardando la tua culla, + dove mi par continui la mia vita.... + +_(Scrolla ancora il capo stranamente. Indi legge l'ultimo verso del +sonetto, pensandolo molto, con amara incredulità:)_ + + io credo in Dio e più non temo il Nulla! + +_(Sghignazza un po')_ Ah! ah! ah!... E anche questo al fuoco.... +_(Esegue. Con un fiammifero accende i manoscritti messi da parte e li +getta nel camino. Borbotta:)_ Il mio ufficio d'amico è adempiuto. +_(Riunisce in fretta, nervosamente, le altre carte e le avvolge in un +giornale. Come se qualche cosa richiamasse la sua più acuta attenzione, +figge lo sguardo sulla porta a destra.)_ Ma che accade lì dentro?!... + + _(Un silenzio.)_ + + + + SCENA VI. + + + FRANCESCO, CATERINA, _la signora_ TERESA. + + + _Caterina_ + +_(comparisce, spettrale. Ha sul volto l'impronta del terrore e del +dolore più profondo. Si slancia verso lui come per parlargli subito, ma +la voce le manca.)_ + + _Francesco_ + +_(vivamente scosso)_ Caterina? Che volete voi dirmi? + + _Caterina_ + +Non capite?... Non capite? + + _Francesco_ + +Una sciagura, forse?! Una sciagura al bimbo?... + + _Caterina_ + +_(terribilmente)_ La morte! + + _Francesco_ + +_(con raccapriccio)_ Che!? + + _Caterina_ + +_(abbandonandosi sopra una sedia)_ E ora non avete più nulla da +pretendere! _(Guarda nel vuoto, come una pazza.)_ + + _Francesco_ + +La morte? La morte?... Ma io devo saper tutto! Una catastrofe così +improvvisa, così repentina, non è possibile! Io devo saper tutto! + + _Caterina_ + +_(ha il viso impietrito in una espressione spasmodica)_ E che posso +dirvi, io?... Il fatto è che noi mettemmo al mondo una creaturina +anemica, diafana, malata.... Il fatto è che quel povero piccolo, così +fragile, così fragile, pareva che coi suoi occhietti scialbi mi +rimproverasse la sua nascita o mi chiedesse la ragione della sua +fragilità! Che altro posso dirvi?... La sua malattia è durata dalla +nascita alla morte.... Egli... era il figlio vostro: ecco tutto. + + _Francesco_ + +_(abbassa il capo, e il suo volto si rabbuia di vergogna.)_ + + _Caterina_ + +_(continuando)_ Ma non pensate che io inveisca ancora contro di voi. No, +no, Francesco! La lotta fra voi e me è finita. Innanzi a quel +cadaverino... io non sono più la donna che vi giudica. No: io sono la +madre umiliata, la madre che s'era illusa di poter combattere perfino la +morte con l'orgoglio dell'affetto materno.... Quando io era qui, un +momento fa, ad accusarvi e a difendermi, tutta intenta all'avvenire _(a +poco a poco il suo terrore si dissolve [pg 357] in commozione)_, egli +viveva la sua ultima ora, e sono giunta appena in tempo per vederlo +agonizzare.... Oh, perchè illudermi?! perchè illudermi così?!... _(Gli +occhi le si ingombrano di lagrime.)_ Perchè figurarmelo adulto, capace +di comprendermi, capace di perdonarmi?... Perchè?... Egli era distrutto +già da un pezzo! _(Sempre più commossa, parlando a sè stessa:)_ Fin +dall'alba di stamane, sul guanciale, la sua piccola testa bruna sembrava +un'ombra.... Egli non c'era più... non c'era più, e difatti... è da +questa notte che non mi ha più chiamata «mamma»... e le sue braccine non +si sono più aggrappate al mio collo come facevano sempre.... Non ho più +sentita la stretta di quelle braccine deboli deboli, che pure una volta +mi comunicavano tanta forza, e nei suoi occhietti senza luce non ho più +trovato il solito rimprovero.... _(Ora, le lagrime le inondano il +viso.)_ Mi aveva già lasciata..., mi aveva già lasciata... ed io non me +n'ero accorta! _(Caldamente piange.)_ + + _Teresa_ + +_(attraversa le stanze contigue; comparisce, un istante, oltre la +seconda porta a destra, poi oltre quella di fondo. Passa, dilegua.)_ + + _Francesco_ + +_(accigliato, sinistro, prende di su la scrivania l'involto e il +cappello, e con cupa voce, curvandosi alle spalle di Caterina, le +dice:)_ Io me ne vado, Caterina, perchè, tanto--voi avete detto +giusto--il bimbo è sparito e la lotta è terminata. Oramai, non c'è più +nulla che vi sottragga all'amore di vostro marito.... Chiedevate la +liberazione, e l'avete ottenuta... completamente! + + _Caterina_ + +_(sentendosi agghiacciare il sangue)_ Francesco! _(Il pianto è cessato +d'un tratto....)_ + + _Francesco_ + +_(tuttora alle spalle di lei, parlandole quasi all'orecchio con un +accento fatale, in un misto di cinismo e di soffocante sofferenza)_ +Tentate di essere felice! + + _Caterina_ + +_(spalanca gli occhi, ergendosi in piedi.)_ + + _Francesco_ + +_(esce.)_ + + _Caterina_ + +_(come invasa da uno spavento nuovo)_ Felice!... _(Perdutamente, come +difendendosi da un nemico occulto)_ No! Non voglio, non voglio! + + _Teresa_ + +_(entra dal fondo, recando un fascio di fiori; e s'arresta sulla soglia +con vigile prudenza affettuosa.)_ + + _Caterina_ + +_(in atto di deprecazione, volgendo gli sguardi al cielo, gridando come +un naufrago la sua preghiera, e levando le mani solennemente)_ Dio! Dio! +Dio mio! Fate che nessun bene mi venga dalla morte del mio angioletto, +fate che alla sua memoria resti strettamente congiunto questo dolore che +oggi mi possiede, fate che io lo porti ben chiuso nel cuore +perennemente, fate che tutto e sempre io lo senta e lo soffra e me ne +strugga, senza tregua e senza consolazione! + + _Teresa_ + +_(che le si è avvicinata piano piano)_ Caterina, non chiedere a Dio una +così grande crudeltà! + + _Caterina_ + +_(scoppia in un pianto più disperato e le getta le braccia al collo +allacciandosi a lei)_ Oh, vecchierella mia!... Vecchierella mia!... + + + SIPARIO. + + + + + ATTO TERZO + + +_È sera. In fondo alla scena, comincia il bosco. I rami delle querce si +confondono e, di lontano, paiono formare come una gran muraglia il cui +orlo frastagliato si disegna sull'azzurro scuro e vaporoso del cielo. +Verso la sinistra del bosco, un sentieruolo tortuoso sale e serpeggia +tra l'erba selvatica. Più in qua, dallo stesso lato, si perde, tra gli +alberi, il cortiletto quasi elegante d'un villino bianco, di cui non +s'intravede che la facciata posteriore, senza finestre. Dirimpetto, a +destra, un altro villino, più in vista, con la porta chiusa. Qua e là, +qualche sedile di pietra e qualche tronco di grosso albero tagliato e +abbattuto dai boscaiuoli. Il cielo è cosparso di stelle che, raggiunte +da un po' di riverbero lunare, vanno impallidendo._ + + + + SCENA I. + + + BIAGIO _e_ LENA. + + + _Biagio_ + +_(che è un vecchietto arzillo, sbuca dal bosco e va a mollare la +funicella che tiene in alto un fanale [pg 362] acceso, il quale penzola +da un ferro aggrappato a una quercia. Il fanale discende.)_ + + _Lena_ + +_(aprendo la porta della palazzina a destra, dove abita Ludovico Nemi, +sporge la testa.)_ Ohè, don Biagio, siete voi? + + _Biagio_ + +Vi dispiace? + + _Lena_ + +No, ma avevo sentito un rumore di passi e credevo che fosse il padrone. +E voi che fate? + + _Biagio_ + +Spegno. + + _Lena_ + +E perchè? Siete pazzo? + + _Biagio_ + +Non vedete che si leva la luna? + + _Lena_ + +Di qui, non vedo niente. + + _Biagio_ + +E che mi fa? Ce n'è poca, ma c'è. + + _Lena_ + +Che novità son queste, don Biagino? + + _Biagio_ + +Economie del Comune, mia cara. + + _Lena_ + +Il padrone se l'avrà a male, e anche la signora che abita dirimpetto. + + _Biagio_ + +Li ho visti or ora insieme gironzare nella valle. E laggiù è più buio di +qui. _(Lascia andare in su il fanale spento.)_ + + _Lena_ + +Siete uno stupido, perchè... se ne avessero voglia.... Sono così vicini +di casa!... + + _Biagio_ + +Stasera, ce l'avranno la voglia, e buon pro; ma il Comune non vuole +reggere il lume a sue spese. + + _Lena_ + +Ci avete il fiele sulle labbra, don Biagio. + + _Biagio_ + +_(allontanandosi per l'erto viottolo)_ Per voi ci avrei il miele. + + _Lena_ + +C'è mio marito che me ne dà, ed è di quello buono! + + _Biagio_ + +«_Respice finem_», diceva un tale. _(Sparisce nel bosco.)_ + + _Lena_ + +_(rientrando e chiudendo la porta)_ Linguaccia! Linguaccia! + + + + SCENA II. + + + LUDOVICO _ed_ ELENA; _poi_ CATERINA. + + + _Ludovico_ + +_(nell'ombra del bosco)_ Eh! Quando correte così, io sono bello e +spacciato! + + _Elena_ + +_(in veste bianca--tra gli alberi--guardando indietro e ridendo:)_ Ah ah +ah ah! Povero signor Ludovico! + + _Ludovico_ + +Sì, sì, ridete, voi! Ma se mi rompo il collo...! + + _Elena_ + +Attento! C'è un fosso. Aspettate: vi aiuto io. + + _Ludovico_ + +Questo poi no. _(Con un salto, comparisce.)_ Ecco saltato il fosso! + + _Elena_ + +Avete calpestata una lucciola! + + _Ludovico_ + +Nossignora: la lucciola è lì, sotto il lembo della vostra veste. + + _Elena_ + +_(cercando con lo sguardo)_ Dov'è? Dov'è? + + _Ludovico_ + +Brava! Adesso l'avete calpestata voi! + + _Elena_ + +Oh! _(Curvandosi come per vedere la lucciola morta)_ Che dispiacere! + + _Ludovico_ + +Il vostro piede è più leggero del mio, e nondimeno la lucciola è morta +ugualmente. + + _Elena_ + +Per cagion vostra, però. + + _Ludovico_ + +_(seguendola)_ Benissimo! Ma giacchè l'avete uccisa voi, io ho tutto il +diritto di non averne rimorso. + + _Elena_ + +E io vi sfido a non averne davvero. Ah! Mi avete fatto camminar +troppo!... _(Si abbandona su un sedile.)_ + + _Ludovico_ + +Io?... Se siete voi che da più di un'ora mi trascinate per queste valli +oscure con la speranza di farmi dirupare come una mucca! Sono salvo per +miracolo. + + _Elena_ + +Via, riposatevi anche voi! + + _Ludovico_ + +Io voglio sedere qui, ai vostri piedi, presso quei piedini che uccidono +con tanta leggerezza. _(Siede sopra un tronco che è rovesciato dinanzi +al sedile.)_ + + _Elena_ + +Per voi... non c'è pericolo. + + _Ludovico_ + +_(con un accento di celia malinconica)_ Lo so. Non c'è' pericolo che i +vostri piedini mi uccidano, perchè io sono già morto da un pezzo! + + _(Un silenzio.)_ + +_(Giunge, fiochissimo, il fischio della locomotiva.)_ + + _Ludovico_ + +_(diventando molto triste)_ Com'è fastidioso quest'urlo lontano della +locomotiva. Tutto ciò che mi ricorda di non essere veramente fuori del +mondo m'importuna. + + _Elena_ + +Eppure, voi aprite con ansia e leggete assai volentieri qualche lettera +che vi giunge dalla città. + + _Ludovico_ + +... Sì, qualche lettera di Francesco Moretti. Capirete: è un amico +d'infanzia.... + + _Elena_ + +Non mi è simpatico il vostro amico d'infanzia. + + _Ludovico_ + +Poveretto! È un sofferente. + + _Elena_ + +Che vi ama poco. + + _Ludovico_ + +Come potete giudicare? + + _Elena_ + +Non so.... Viene a vedervi così di rado!... + + _Ludovico_ + +Il venire sin qui non è poi molto seducente. Quattro ore di strada +ferrata, oltre il cammino che si ha da fare in carrozza e a piedi fra +cespi e precipizi!... C'è da rimetterci una buona dose di amicizia. + + _Elena_ + +Sicchè, se, quando sarò in città, verrò a trovarvi spesso.... + + _Ludovico_ + +Ma allora sarete diventata un po' più ragionevole e forse non ci verrete +punto. + + _Elena_ + +Avete la sapienza di non farmi dimenticare mai tutto quanto c'è di _non_ +ragionevole nel mio affetto. + + _Ludovico_ + +E voi avete quella di ricordarmi ogni momento l'ingratitudine di cui +sono colpevole. Credete voi che io non intenda di essere ingrato al caso +che vi ha condotta sul mio cammino? Credete voi che io non intenda quale +conforto sarebbe più per me che per voi il potervi voler bene +diversamente che come a un'amica? Quando ci siamo conosciuti qui, in +questo eremitaggio--dove ciascuno di noi veniva a cercar pace--, eravamo +due sventurati: voi brutalmente abbandonata da un marito che era stato +sempre un vile, io tradito stranamente da una moglie che era stata +sempre un angelo. Allora, forse, si equivalevano le nostre due +infelicità; ma oggi la mia è ben più grande della vostra. Voi avete +messo alla prova il vostro cuore, e ora siete almeno sicura di poter +amare un altro uomo. Ma ho messo alla prova il mio cuore anch'io e, come +un chiodo in un macigno, l'ho trovato infisso nella mia sventura. _(Si +anima, soffrendo.)_ Voi mi amate, non è vero, mi amate? Ebbene +_(eccitandosi sempre più)_, se fossi capace di nudrire questo medesimo +sentimento, non più per colei che mi ha distrutto ed alla quale sono +incatenato oggi più di prima, ma per una qualunque altra donna, io non +avrei neppur bisogno di ottenerne l'amore, no, no, perchè il poterla +amare mi darebbe già come la gioia d'un riscatto! Che vittoria la +vostra, e che condanna, che condanna la mia! + + _Elena_ + +_(dopo breve pausa, gli dice con serenità non sincera, in tono di +consiglio, dolcemente)_ Perdonate a vostra moglie, Ludovico. Questo è +ciò che vi resta a fare di meglio. Se ella vi chiama, ascoltatela bene +la sua voce, e andate da lei. + + _Ludovico_ + +_(scrollando il capo)_ Ah sì! è innegabile che _dovrei_ saperle +perdonare, perchè, come un apostolo cristiano, io sono andato predicando +l'indulgenza illimitata; ma quando tocca a me di mettere in pratica le +mie idee, non posso, o, peggio ancora, posso perdonare soltanto +condizionatamente, e il perdono patteggiato è orribile per chi lo +concede e per chi lo riceve. Non c'è via di mezzo! O perdonare +ciecamente, o non perdonare affatto! + + _Elena_ + +Tuttavia, sarà indispensabile patteggiare. _(Si alza.)_ + + _Ludovico_ + +Non sarà indispensabile a lei. + + _Elena_ + +Proponete le vostre condizioni e la povera pentita le accetterà. + + _Ludovico_ + +Ma che! Quando glie le proposi, non le accettò. + + _Elena_ + +Erano probabilmente troppo gravi. + + _Ludovico_ + +_(levandosi con veemenza)_ Erano disumane, ne convengo, ma erano le sole +che mi avrebbero garantito il coraggio di continuare a vivere con lei e +per lei. + + _Elena_ + +Le chiedevate, dunque, un sacrificio enorme? + + _Ludovico_ + +Sì, enorme!... enorme! + + _Elena_ + +Ma quale? + + _Ludovico_ + +Le chiedevo che si allontanasse dal suo figliuolo. + + _Elena_ + +Dal suo figliuolo?! + + _Ludovico_ + +_(acceso d'ira)_ Tra il figlio del peccato e me, _doveva_ scegliere me! + + _Elena_ + +Oh... il povero piccolo irresponsabile! + + _Ludovico_ + +Irresponsabile o no, il mio persecutore è lui! È lui il mio nemico! + + _Elena_ + +Così sventurato egli stesso! + + _Ludovico_ + +Tacete, Elena, perchè la vostra difesa mi dà le vertigini!... + + _Elena_ + +Ciò che sentite in questo momento, Ludovico, è abbominevole! + + _Ludovico_ + +È abbominevole, sì: io lo esecro! + + _Elena_ + +No! + + _Ludovico_ + +Io lo maledico! + + _Elena_ + +Non voglio che sentiate così! + + _Ludovico_ + +Voi non siete la mia coscienza. Lasciate che essa mi si ribelli, se può. +La ribellione vostra è inutile! + + _Elena_ + +Ah, io non sono riuscita nemmeno a esservi veramente amica visto che la +mia persona non ha nessun potere su voi! + + _Ludovico_ + +Voi mi donate qualche minuto di sollievo, e questo è già molto. + + _Elena_ + +Vi dono qualche minuto di sollievo quando taccio o quando vi parlo di +cose futili o vi leggo un libro o, che so? quando mi metto al piano per +farvi della musica. Ma appena vi accorgete che il mio pensiero vi si +avvicina, voi provate un fastidio invincibile. Le mie parole non +leniscono le vostre sofferenze, e la mia lealtà, che così dolorosamente +vi consiglia di andare da lei--da lei che amate--e che indica a voi +l'unica soluzione possibile, non fa che esasperarvi sino alla ferocia +più raccapricciante! Questa mia amicizia, quest'eroismo, non vi serve a +niente, e, tant'è, sarà meglio tornare alla realtà arida, senza +illusioni. Noi non siamo e non saremo mai nè amanti, nè amici.... +_(Commovendosi)_ Andremo per due direzioni opposte, ognuno con le sue +malinconie e coi suoi dolori... fin dove potremo... sforzandoci, invano, +voi a ricordarvi di me, io... a dimenticarvi. _(Piange)_. + + _Ludovico_ + +Non piangete così.... Non merito le vostre lagrime. + + _Elena_ + +E che importa! Io non piango per tutto il male che mi fate: piango... +per il bene che non posso farvi. + +_(Un lungo silenzio.)_ + +_(Nel sentieruolo in fondo, comparisce Caterina. Ella, scorgendo la +presenza di Elena, si ferma trepidante. Non ha più il coraggio di +avanzare, e si nasconde tra gli alberi, guardando, spiando. È vestita di +nero. Si distingue soltanto il suo volto bianco.)_ + + _Elena_ + +_(asciugandosi gli occhi)_ Volete che vi lasci solo? + + _Ludovico_ + +_(tace, pensoso, assorto, con la testa china.)_ + + _Elena_ + +Sì, sarà meglio. Sarà meglio. Buona notte, Ludovico! + + _Ludovico_ + +Grazie, amica mia! Buona notte! _(Le stringe la mano.)_ + + _Elena_ + +_(lentamente si allontana e sparisce nel cortiletto del suo villino.)_ + + + + SCENA III. + + + LUDOVICO _e_ CATERINA. + + + _Caterina_ + +_(vincendo la trepidanza che la trattiene, fa qualche passo e chiama:)_ +Ludovico! + + _Ludovico_ + +_(trasalendo)_ Che! + + _Caterina_ + +Ludovico, sono io! sono io! + + _Ludovico_ + +_(slanciandosi a lei impulsivamente)_ Caterina!? + + _Caterina_ + +Sì, Caterina presso la tua porta, come una mendicante: ai tuoi piedi +_(inginocchiandosi)_, come una schiava! + + _Ludovico_ + +_(ansioso e severo, ma senza crudezza)_ Tu, Caterina, a quest'ora! Che è +accaduto? _(La solleva)_ Perchè sei venuta? Perchè? Perchè? + + _Caterina_ + +_(affannando)_ Un momento, Ludovico... un momento.... Se tu sapessi come +mi batte il cuore. Ma... ecco... ecco... ti spiegherò tutto. Sono venuta +a quest'ora, perchè di giorno non mi sarei sentita veramente sola con +te. Mi pare che la luce del sole sia un testimone indiscreto e guasti +tutto quel che ci è di intimo tra le anime dolenti.... Mi domandi che è +accaduto?... E il tuo amico... il tuo amico Francesco, che venne in casa +mia, inviato da te... non ti ha parlato? + + _Ludovico_ + +No, non mi ha parlato. Mi mandò alcune mie carte, e poi non s'è fatto +più vedere. Ma tu che cosa hai da annunziarmi di tanto grave? + + _Caterina_ + +_(con gli occhi spalancati e fissi)_ Il mio bambino... è morto! + + _Ludovico_ + +_(stranamente, profondamente impressionato)_ Morto! + + _(Un silenzio.)_ + + _Caterina_ + +_(sempre con gli occhi fissi, sbarrati, attoniti, pallidissima)_ Sono +passati soltanto quindici giorni, e io sono già qui. + + _Ludovico_ + +_(soggiogato da un'idea tragica)_ Tu temi che io voglia violare il tuo +dolore? No! No! Non lo temere! Io non voglio che accogliere il destino, +il nostro destino. Tu sei presso la mia porta come una mendicante.... +Ebbene, io vedo e so che questo non è più il tuo posto. _(Vibrando di +passione e indicandole la porta della sua casa)_ Entra, Caterina! Entra! +Entra! + + _Caterina_ + +_(come in preda a un crescente timor panico)_ Non ancora! Non ancora!... +Anzitutto, tu devi comprendermi e devi aiutarmi.... In questi quindici +giorni, attraverso al mio dolore immenso, penetrava e mi pungeva, +pertinace, insistente, la tentazione di te. La povera creatura che ci +aveva separati era... sparita; ed io pensavo che se fossi ritornata a +te--sola--peccatrice piena di rimorsi, ma tutta tua, non più madre, non +più stretta al passato--tu non mi avresti respinta. Questo pensiero era +più forte di ogni altro; questa tentazione diventava irresistibile.... +Ma ora che sono dinanzi alla felicità... c'è dentro di me qualche cosa +di complicato e di sinistro che me la vieta, che mi esulcera il +cervello, che mi piglia alla gola come per soffocarmi. Io ho paura, +Ludovico, ho paura!... + + _Ludovico_ + +Paura di che?! + + _Caterina_ + +Ho paura del dubbio terribile d'avere _aspettata_ nel fondo oscuro +dell'anima mia, senza rendermene conto, la morte del mio piccino, per +correre a gettarmi fra le tue braccia.... È atroce, è atroce!... E tu +devi aiutarmi a vincere questo dubbio prima che io entri nella tua +casa!... Te ne supplico, Ludovico: aiutami tu, aiutami tu! + + _Ludovico_ + +_(suggestionato)_ Ma se davvero questo nostro ravvicinamento ti +minacciasse un nuovo rimorso, quale potrebbe essere l'aiuto che mi +chiedi?... Uno solo, Caterina, uno solo: _(con violenza)_ fuggirti o +scacciarti.... + + _Caterina_ + +_(afferrandolo con ambo le braccia come per non lasciarlo fuggire e +dando un grido)_ No! + + _Ludovico_ + +_(amorosamente)_ E io non lo farei, non lo farei. Non potrei più averne +l'abnegazione, perchè accanto a te ritrovo una vitalità che credevo +perduta per sempre, e mi pare che già nelle vene mi si rinnovi il sangue +e che questa primavera, a cui poc'anzi io mi sentivo estraneo, fiorisca +oramai anche per me! + + _Caterina_ + +_(tenendo fra le sue mani quelle di lui)_ Tu mi parli così dolce, così +dolce, che ogni mia tortura si perde in questa dolcezza infinita, e per +non turbarla io non voglio sospettare d'essere giunta troppo tardi. Ho +visto, sai, ho visto, coi miei occhi, che la tua vicina è assai bella. + + _Ludovico_ + +È assai buona.... + + _Caterina_ + +_(infantilmente addolorata)_ Un pericolo più grave!... + + _Ludovico_ + +Ma nemmeno per la sua bontà io ho potuto amarla. + + _Caterina_ + +Hai tentato?! + + _Ludovico_ + +Ho tentato. E in questa mia confessione non sai tu leggere tutta la +storia del tuo trionfo? + + _Caterina_ + +_(posando il capo sulla spalla di Ludovico)_ Sì.... + + _Ludovico_ + +Non ti accorgi d'essere l'unica, l'unica donna che mi possa tenere? + + _Caterina_ + +Me ne accorgo. + + _Ludovico_ + +_(la bacia.)_ + + _Caterina_ + +_(d'un sùbito si distacca da lui tremando, indietreggiando.)_ + + _Ludovico_ + +_(raggiungendola)_ Tu hai rabbrividito!?... + + _Caterina_ + +_(come invasata)_ Ho rabbrividito, sì, perchè, se mio figlio non fosse +morto, questo bacio io non lo avrei mai avuto!... + + _Ludovico_ + +_(con ferocia)_ Mai, te lo giuro! + + _Caterina_ + +Lo vedi! Lo vedi! Ogni nostra tenerezza sarà--inesorabilmente--un +beneficio che tutti e due sapremo di avere ottenuto dalla _sua_ +sparizione. _(Con un accento di mistero spaventoso)_ Ogni tuo amplesso +mi dirà che quella morte l'hai aspettata, segretamente, anche tu! + + _Ludovico_ + +_(ha un moto di profondo raccapriccio.)_ + + _Caterina_ + +E difatti... ora sei tu che hai rabbrividito! + + _Ludovico_ _e_ _Caterina_ + +_(presi dal terrore, in una repentina allucinazione tenebrosa, +istantaneamente, quasi vedono il piccolo morto.)_ + + _Caterina_ + +Ah, Ludovico, quel morticino sarà sempre con noi! Sempre!... _(Poi cerca +di sottrarsi al fantasma con una violenza di riscossa disperata.)_ Ma +non c'è più scampo!... Io mi sono ribellata alla menzogna, io ho +sofferto in pace il tuo abbandono, io mi sono affaticata a cercare, a +cercare nella mia coscienza, a dilaniarla con una crudeltà che +violentava l'istinto umano; ma ora non ho più la forza di lottare! +_(Intensamente appassionata)_ Non posso, non posso.... Ho bisogno +d'essere amata.... Ho bisogno del tuo amore.... + + _Ludovico_ + +Io vivrò per adorarti, Caterina! + + _Caterina_ + +... E dovessi pure difendermi dai fantasmi più paurosi, dovessi pure +morire dannata, io non voglio rinunziare a questa gioia suprema! +Sentimi... sentimi ancora.... Io ti terrò con la gelosa avidità d'un +avaro, io non ti lascerò il tempo di sperimentare la bellezza e la bontà +di altre donne.... No No!... Io invaderò tutta quanta la tua esistenza, +io mi ti avvincerò così strettamente _(si avvince a lui con frenesia)_, +così strettamente, che nessun fantasma e nessuna persona viva mi ti +potranno togliere più, mai! _(In estasi, palpitante, pronunziando queste +parole appena col fiato, sempre più stretta al suo Ludovico)_ Così, +ecco.... Così.... Così.... + + _Ludovico_ + +_(baciandola, le sussurra all'orecchio:)_ Finalmente! + + _Caterina_ + +_(come trasognata, esausta, tutta abbandonandosi a lui)_ Sì, +finalmente!... Non sapevo d'amarti tanto.... Non sapevo di amar tanto la +vita.... Prendimi... prendimi.... + + + SIPARIO. + + + _(Fine del dramma.)_ + + + _Nota._--L'autore avverte che le edizioni precedenti di questo + dramma contenevano molte e gravi inesattezze. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Tragedie dell'anima, by Roberto Bracco + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + +***** This file should be named 38204-8.txt or 38204-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/8/2/0/38204/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. 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Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/38204-8.zip b/38204-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..ba2e4ff --- /dev/null +++ b/38204-8.zip diff --git a/38204-h.zip b/38204-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..9058f84 --- /dev/null +++ b/38204-h.zip diff --git a/38204-h/38204-h.htm b/38204-h/38204-h.htm new file mode 100644 index 0000000..b159933 --- /dev/null +++ b/38204-h/38204-h.htm @@ -0,0 +1,7198 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + Tragedie dell'anima, di Roberto Bracco + </title> + <style type="text/css"> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +hr.minor {width: 20%;} + +p, blockquote {margin-top: 1em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.5;} +.blockquote {margin-left: 10%; margin-right: 10%; font-size: 80%;} + +.center {text-align: center; text-indent: 0;} + +h1,h2,h3,h4 {text-align: center; font-style: normal; line-height: 1.5; margin-top: .5em; margin-bottom: .5em;} +h1 {font-size: 150%; margin-top: 2em; margin-bottom: 1.5em;} +h2 {font-size: 140%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} +h3 {font-size: 120%; margin-top: 3em;} +h4 {font-size: 100%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} + +a.tag {vertical-align: .3em; font-size: .8em; + text-decoration: none; padding-left: .1em; line-height: 0em;} +.footnote {font-size: 90%; margin-right: 5%; margin-left: 5%;} + +.pagenum {position: absolute; left: 95%; font-style: normal; + font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; + background-color: #ffffff; visibility: hidden;} + +ul {list-style-type: none;} + +.pad4 {margin-top: 4em;} +.pad2 {margin-top: 2em;} +.padmed {margin-top: 1.5em;} + +.small {font-size: 75%;} +.min {font-size: 85%;} +.larger {font-size: 115%;} +.x-large {font-size: 190%;} +.smcap {font-variant: small-caps;} + +.figcenter {margin: 4em auto; text-align: center;} + +.poem {margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; + margin-left: 10%; margin-right: 10%; text-align: left; font-size: 95%;} +.poem p {margin-top: 0; margin-bottom: 0; margin-left: 1.5em; text-indent: -1.5em;} + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Tragedie dell'anima, by Roberto Bracco + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Tragedie dell'anima + +Author: Roberto Bracco + +Release Date: December 3, 2011 [EBook #38204] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + +</pre> + + +<div class="figcenter"> +<img src="images/cover.jpg" alt="" + /> +</div> + + +<div class="center"> + +<p class="larger">ROBERTO BRACCO</p> + +<p class="padmed x-large">TEATRO</p> + +<p class="pad2 larger">VOLUME TERZO</p> + + +<p class="pad2">DON PIETRO CARUSO — LA FINE DELL'AMORE —<br /> +FIORI D'ARANCIO — <b>TRAGEDIE DELL'ANIMA</b>.</p> + +<p class="pad2 min">3ª EDIZIONE.</p> + +<p class="pad4">REMO SANDRON — Editore<br /> +<span class="small">Libraio della Real Casa<br /> +MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA</span></p> + +<p class="small pad2">Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States +of America.</p> +</div> + +<hr class="minor pad2" /> + + +<p class="center pad4"> +PROPRIETÀ LETTERARIA +</p> + +<div class="blockquote pad4"><p> +<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per +tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di +Norvegia.</i> +</p> + +<p class="pad2"> +È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni +senza il consenso scritto dell'Autore <i>(Art. 14 del Testo Unico +17 Settembre 1882)</i>. +</p> + +<p class="pad2"> +Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United +States of America. +</p> + +<p class="pad2"> +Off. Tip. Sandron — 148 — I — 290514. +</p></div> + +<hr class="minor pad4" /> + +<h1> +TRAGEDIE DELL'ANIMA +</h1> + +<p class="center larger"> +<i>Dramma in tre atti</i>. +</p> + +<p class="pad2"> +Rappresentato per la prima volta al teatro <i>Paganini</i> +di Genova dalla compagnia <span class="smcap">Tina Di Lorenzo-Flavio +Andò</span>, nel <i>gennaio</i> del <i>1899</i>. +<span class="pagenum">[269]</span> +</p> + +<hr class="minor pad2" /> + +<p class="center larger pad4"> +PERSONAGGI: +</p> + + +<ul class="larger pad2"> +<li><span class="smcap">Caterina Nemi</span></li> +<li><span class="smcap">Ludovico Nemi</span></li> +<li><span class="smcap">Francesco Moretti</span></li> +<li><i>La signora</i> <span class="smcap">Teresa</span>, <i>nonna di</i> <span class="smcap">Caterina</span></li> +<li><span class="smcap">Elena</span></li> +<li><span class="smcap">Felsani</span></li> +<li><span class="smcap">Betta</span></li> +<li><span class="smcap">Luisa</span></li> +<li><span class="smcap">Lena</span></li> +<li><span class="smcap">Biagio</span></li> +<li> </li> +<li> </li> +<li>Epoca attuale.</li> +</ul> + +<p><span class="pagenum">[271]</span> +</p> + +<h2> +ATTO PRIMO. +</h2> + +<p class="center"> +<i>In casa di</i> <span class="smcap">Ludovico Nemi</span>. +</p> + +<p class="pad2"> +<i>Una camera severa. Forma ottagonale. Se ne vedono +cinque pareti. Alla prima parete a destra, una +porta. Un'altra porta alla seconda. Un'altra — che +è la «comune» — alla parete in fondo. Alla prima +parete a sinistra, un caminetto. Alla seconda a sinistra, +una finestra. Quasi davanti al caminetto, +un'ampia scrivania, con su molti libri. È sera.</i> +</p> + + +<h3> +SCENA I. +</h3> + +<h4> +LUDOVICO <i>e</i> FRANCESCO, <i>indi</i> BETTA. +</h4> + +<p> +<span class="smcap">Ludovico</span> <i>e</i> <span class="smcap">Francesco</span> <i>sono seduti quasi nel mezzo +della camera</i>, <span class="smcap">Ludovico</span> <i>sopra una poltroncina</i>, +<span class="smcap">Francesco</span> <i>su una sedia. I loro ginocchi si toccano.</i> +<span class="smcap">Ludovico</span>, <i>con le braccia penzoloni, cerca di stare +immobile.</i> <span class="smcap">Francesco</span>, <i>con le braccia piegate, lo fissa +negli occhi acutamente e il suo viso, cachettico, +emaciato, ha, nell'atteggiamento dell'ipnotizzatore +improvvisato, qualche cosa di comico e di sinistro. +Con una sigaretta fra le labbra, fuma avidamente. +Durante tutta la scena, egli fumerà di continuo: +appena consumata una sigaretta ne accenderà +un'altra.</i> +<span class="pagenum">[272]</span> +</p> + +<p class="center"> +<i>(Passa qualche minuto nel silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(muove un po' il capo.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E no!... Tu ti distrai.... Lo fai apposta. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io ci metto tutta la mia buona volontà a non +distrarmi. Sei tu che non vali niente. <i>(Passa ancora +un minuto.)</i> <i>(Trattenendo il riso)</i> Ma sai che +mi vien da ridere? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(celiando con acredine)</i> E dire che mi farebbe +tanto piacere vederti piangere! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(celiando, al contrario, bonariamente, si alza.)</i> +Va' là che sei un impostore. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Io non t'ho mica detto che sono sicuro di me. +T'ho detto solamente che da un certo tempo in qua +io credo di avere un po' di quella facoltà suggestiva +che hanno gl'ipnotizzatori. +<span class="pagenum">[273]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Neanche per sogno! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E intanto, l'altra sera, ho fatto, senza volerlo, un +bellissimo esperimento. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Con chi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Con la piccola Jeannette, la nuova pupilla inventata +da quel rudero di Fanny.... Sono persone che +tu non conosci. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E che cosa accadde? Sentiamo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +O Dio! I tuoi orecchi casti non mi permettono +di raccontartelo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ah! Ho capito di che genere è stato il tuo bellissimo +esperimento. Di' un po': quanto ti è costato? +Io non me ne intendo, ma suppongo che per quella +gente lì non ci sia nulla di più suggestivo che un +biglietto da mille. +<span class="pagenum">[274]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non posso darti delle spiegazioni. Sei troppo ingenuo. +A chi legge i tuoi libri, tu sembri un uomo +di mondo, ma a me, che non li leggo, tu non +sembri che un fanciullone. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Soltanto perchè non conosco Jeannette e Fanny? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ecco, tu ne parli con disprezzo, ed hai torto. +<i>(Alzandosi e continuando con enfasi mefistofelica)</i> +Le donne come quelle lì portano scritto in fronte +il <i>menu</i> della loro esistenza. Niente d'impreveduto. +Si sa quel che ci si trova. Sono, nel loro sesso, +ciò che, fra i giuochi, è una brava partita al <i>whist</i> o +all'<i>écarté</i>. Un po' di buona memoria, un po' di +praticaccia... e si va avanti. I limiti della perdita +o del guadagno sono fissati a principio di partita. +Ma quelle altre — le oneste — non sono, mio caro, +che dei giuochi di azzardo. Dove si arriva? Che +cosa vogliono? Che cosa danno? Che cosa ci si +può rimettere di nervi, di cervello, di cuore? Mistero! +<i>(Pausa.)</i> No? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(rabbuiandosi molto)</i> Eh!... C'è del vero in quello +che dici! +<span class="pagenum">[275]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(risedendo a cavalcioni d'una sedia)</i> Sì, ma non +farmi quella faccia da vittima. In tutto questo, tu +non ci entri per nulla. Tu sei un uomo ammogliato +e il tuo matrimonio è già una partita vinta e stravinta. +Non seccarmi con le tue lamentazioni, veh!... +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(passeggia inquieto.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Che c'è? Qualche novità? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Purtroppo, no. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Perchè «purtroppo»? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Vieni a stuzzicarmi? Non lo sai che il contegno +di lei mi esaspera? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +È la tua immaginazione. +<span class="pagenum">[276]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Già, la mia immaginazione!... Stamane, ne ho +parlato anche a sua nonna.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(sùbito)</i> Che t'ha detto la nonna? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ha convenuto perfettamente che Caterina non è +tranquilla; e t'assicuro che quella vecchietta le sa +leggere nell'anima come in un libro aperto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Se non t'ha detto altro, non mi pare che la sua +lettura sia molto proficua. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma io non le ho poi fatto un interrogatorio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Male! Se io fossi al tuo posto.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Che faresti? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +O non mi darei nessuna pena, o andrei diritto +sino in fondo. +<span class="pagenum">[277]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Che pensi, adesso?! Caterina è un angelo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non sono io che lo nego. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Tanto meno io. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E allora di che ti preoccupi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Giusto perchè è un angelo la sua malinconia +mi turba, la sua freddezza mi affligge. È virtuosa, +è onesta, è fedele: di questo sono convinto.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(interrompendolo)</i> Alla buon'ora! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma a che serve tutto ciò? Serve a garantire l'onor +mio ed il suo. Serve, cioè, a un fatto che non ha +niente di comune con la nostra vita interiore, con +la nostra unione.... Io sono innamorato di mia +moglie, capisci? Ne sono ogni giorno più innamorato; +e se nel primo anno di matrimonio io potevo +qualche volta astrarmi da lei e preferirle i miei studii +<span class="pagenum">[278]</span> +e l'esercizio d'una chimerica missione umanitaria, +adesso no, non lo posso, perchè al di sopra +di ogni mio ideale io vedo lei — lei <i>moglie</i>, lei +donna, donna nel senso più complesso della parola — e +non so pensare al bene del prossimo che subordinatamente +ad un egoismo, che non avevo mai +provato e che in lei concentra l'attività più essenziale +e più sincera del mio spirito. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(con umorismo freddo e sarcastico)</i> Glielo hai +mai detto che ne sei innamorato? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Che sciocchezza! Non sono forse suo marito, io? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ragione di più per dirle delle cose di cui i mariti +sono raramente capaci. Come fa una povera +moglie a sapere che suo marito è innamorato di +lei? Quando l'amore è un dovere, è molto facile +dubitarne. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Caterina non ne dubita. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma non ti contraccambia. +<span class="pagenum">[279]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non è esatto neanche questo. Se tu sapessi quante +volte io sorprendo, in un suo sguardo quasi furtivo, +o in un tremito di voce, o nella frase interrotta, +un sentimento uguale al mio, un orgasmo di vera +femminilità palpitante! Se tu sapessi quante volte +la vedo penare come me, più di me, in una tensione +nervosa che pare l'attesa febbrile della passione! +Eppure..., appena io mostro di essermene accorto, +ella si chiude in sè e s'immerge sempre più +nella sua malinconia glaciale e misteriosa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna +e ride un po')</i> Ah ah! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E tu ti diverti? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Sì... piuttosto.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ti ringrazio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma non è di te che io mi diverto: è di me. +<span class="pagenum">[280]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +A che proposito? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Idee che mi passano pel capo; non ci badare. +<i>(Pausa.)</i> E la tua malinconica sfinge non è visibile, +stasera? Già, con me ella è d'una scortesia deliziosa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(senza convinzione)</i> Con te? T'inganni! Probabilmente, +non sa che tu sei qui. <i>(Tocca il bottone +del campanello due volte.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Che è? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +La faccio chiamare. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma no.... Ho scherzato.... E poi, vedi, me ne vado, +me ne vado subito.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(entra dal fondo.)</i> +<span class="pagenum">[281]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, +prima d'andarsene, vorrebbe salutarla. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(esce per la prima porta a destra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non era il caso d'incomodarla. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla +fuori dalle sue stanze. Quando vi si rincantuccia, +diventa più lugubre del solito. +</p> + +<p> +<i>(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta +attraversare la stanza attigua.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta +benissimo. +</p> + + +<h3> +SCENA II. +</h3> + +<h4> +FRANCESCO, LUDOVICO <i>e la signora</i> TERESA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, +con la sua testa bianchissima, dal profilo sereno.)</i> +È permesso? <i>(La sua vocetta è tanto dolce.)</i> +<span class="pagenum">[282]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(piano, a Ludovico)</i> Ah ah! Viene la vecchia. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(festosamente)</i> Avanti la bisnonna. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Buona sera, signora Teresa! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Vengo proprio per voi.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Un'eccellente idea! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Eh! Lo so che non vi vado a genio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Come! Come! <i>(A Francesco)</i> Non le fai più la +corte? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Se sono stato respinto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Meglio tardi che mai! +<span class="pagenum">[283]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato +del tenero! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è +poco da scherzare! <i>(Ride ostentatamente)</i> Ah ah ah! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(sarcastico)</i> Parlate d'oro, parlate! E la signora +Caterina? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Stavo appunto per dirvelo.... Sono qui per farvi le +sue scuse. Il bimbo è un po' inquieto stasera, ed +ella non si scosterà da lui se non quando lo vedrà +addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro +occhi vedono meglio di due. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +È giusto, è giusto, è molto giusto! <i>(A Ludovico)</i> +Mi duole, caro signor marito, ma non siamo riusciti +a snidare la selvaggina. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna +perdonarla. +<span class="pagenum">[284]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +E io chiedo licenza e vado a letto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate +le veci di quella scontrosa di vostra nipote. Tanto, +parlando con voi pare sempre di parlare, in certo +modo, anche con lei. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +È vero, è vero: due corpi e un'anima. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi +contemporaneamente in un corpo di venticinque +anni e in un altro di.... Suggeritemi voi, signora +Teresa.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Di ottantadue, se non vi dispiace. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non credere a ciò che ti dice questa civettona. +Ne ha appena... ottantuno. L'accrescersi gli anni +è una civetteria della vecchiezza. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non è una noia il vivere a quest'età, signora +Teresa? +<span class="pagenum">[285]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(con devota dolcezza, guardando il cielo)</i> Si vive +per obbedire a Dio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E questo è il divertimento! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(avviandosi per uscire)</i> Vado a dormire, io, vado +a dormire.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E chi dorme non fa peccati. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(uscendo)</i> Ah, se dormiste un poco di più, voi! +</p> + + +<h3> +SCENA III. +</h3> + +<h4> +FRANCESCO, LUDOVICO. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(astioso)</i> È arguta la vecchietta! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Tu la tormenti troppo. +<span class="pagenum">[286]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non +è così? Fammi una predica, adesso. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Volentieri. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(alzandosi)</i> Ma io ti saluto, caro. <i>(Prende il paltò.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Te ne vai davvero? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Nulla di urgente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(infilando il paltò)</i> E poi, qua dentro fa un freddo +indemoniato. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Accenderò il caminetto. +<span class="pagenum">[287]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Lasciami andar via. Sono aspettato. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +A quest'ora? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +A quest'ora. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(accendendo ancora una sigaretta)</i> Può darsi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Oramai!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo +d'ingegno. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini? +<span class="pagenum">[288]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la +stessa donna, non avrei niente a ridire. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io +trovarne una che non cambiasse di uomini. E questo +è il problema! Cercherò di fabbricarmela da +me. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto +sta ad innamorarsi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E ad innamorare. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Comincia con l'innamorarti tu. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Troppe volte. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Una volta sola! +<span class="pagenum">[289]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E lei? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Lei? <i>(Ride amaramente)</i> Eh eh eh! <i>(Pausa. — Poi, +a un tratto, prendendo il cappello)</i> Be', buona notte, +Ludovico. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni +qua.... Fammi le tue confidenze.... E non fumare +tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. Parliamo +tra noi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.)</i> +Mi secchi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto +a parte di tutto ciò che mi riguarda, io ti mostro +ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, sei così +poco espansivo con me, così misterioso, così... autonomo.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(interrompendolo)</i> Magnifica parola: «autonomo»! +<span class="pagenum">[290]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(continuando)</i> E io vedo che dentro di te c'è un +altro mondo, e che questa aridità che t'imponi ti +rende peggiore. È un grande conforto il poter rivelare +a qualcuno le proprie angosce. Quando l'anima +trova nella voce e nella parola l'espressione +d'un suo dolore, tutto quel che c'è in esso di più +acre se ne va, e ne resta quel tanto che può essere +almeno sopportato con una certa rassegnazione. +Non mi credi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Sicuro! Ma ci sono degli uomini che provano una +voluttà particolare appunto in ciò che il dolore +ha di più acre. <i>(Si eccita morbosamente.)</i> Essi non +ammettono la rassegnazione, ed è forse per questo +che non vogliono crearne nemmeno la possibilità. +Per essere espansivi, s'ha da essere buoni come +sei tu. Io, per esempio, io sono cattivo, e mi compiaccio +d'esserlo. Mi ci trovo bene. L'uomo buono, +guarda, è un creditore dell'umanità; l'uomo cattivo +ne è un debitore: e la parte del creditore non mi +conviene nè punto nè poco, visto che l'umanità +non paga mai i suoi debiti. <i>(Eccitandosi sempre +più)</i> Insomma, se ti credessi tale da sapermi trasformare, +io ti pregherei di non incomodarti e di +lasciarmi essere tranquillamente una canaglia. Mi +sono spiegato? Mi hai capito? No? No?... E non +ci capiremo mai, e non è proprio necessario di capirci. +Tu stai al nord, io al sud. Tu ami, io invidio. +Tu vedi tutto roseo, io tutto nero. Tu sei un fortunato, +io un disgraziato. Tu sei un uomo sano, +io un infermo. Tu sei uno sciocco che ha del genio, +<span class="pagenum">[291]</span> +e io sono un uomo d'ingegno che non ha niente! +Ed ora, mettiti a lavorare, e a rivederci domani. +</p> + +<p class="center"> +<i>(Esce.)</i> +</p> + + +<h3> +SCENA IV. +</h3> + +<h4> +LUDOVICO, CATERINA, <i>poi</i> LUISA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(riflettendo e scrollando il capo)</i> È veramente un +infelice, povero Francesco! <i>(Si scuote, si alza, si +decide a fare un po' di fuoco nel caminetto. Mette +la legna, accende la carta e col soffietto ravviva le +fiamme.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(di dentro, canta fievolmente la ninna-nanna, +che è una monotona e semplice cantilena:)</i> +</p> + + +<div class="poem"> +<p>Ninna-nanna,</p> +<p>un vecchio canuto</p> +<p>ha trovato</p> +<p>il sonno perduto.</p></div> + + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(resta in ascolto, quasi assorto, come se quella +cantilena fosse per lui una carezza.)</i> +<span class="pagenum">[292]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(di dentro)</i> +</p> + + +<div class="poem"> +<p>Ninna-nanna,</p> +<p>al bimbo egli viene</p> +<p>e gli porta</p> +<p>col sonno ogni bene.<a class="tag" name="tag1" id="tag1" href="#note1">[1]</a></p></div> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(vedendo la legna accesa, si frega le mani)</i> Ottimamente: +dove c'è fuoco, c'è vita!... <i>(Si accosta +al primo uscio a destra e chiama:)</i> Caterina! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(dietro l'uscio)</i> Che c'è? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Si è addormentato? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sta per addormentarsi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Vengo a dargli un bacino? +<span class="pagenum">[293]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ma no! Se vieni tu, spalanca tanto d'occhi e +siamo da capo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ci vengo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(impaziente)</i> Ti dico di no! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ih!... Hai paura che me lo mangi? <i>(S'allontana +e poi, sorridendo, pensa tra sè:)</i> Però, questa volta +ha ragione lei. <i>(Siede presso la sua scrivania. Borbotta +scherzosamente:)</i> Laboremus! <i>(Apre uno scartafaccio +e si riconcentra nella riflessione.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(di dentro)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>Ninna-nanna,</p> +<p>un vecchio canuto</p> +<p>ha trovato</p> +<p>il sonno perduto.</p> +</div> + +<div class="poem"> +<p>Ninna-nanna,</p> +<p>al bimbo egli viene</p> +<p>e gli porta</p> +<p>col sonno ogni bene.</p></div> +<p><span class="pagenum">[294]</span></p> + + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(guardando ciò che aveva scritto)</i> Che volevo dire, +qui? <i>(Leggendo le ultime parole:)</i> «Assodata la +differenza essenziale tra il perdonare e il dimenticare, +noi ci rivolgiamo una domanda dalla cui +sottigliezza, a prima giunta, siamo turbati...» +<i>(Pensa)</i> Ah, ecco, ci sono! <i>(Scrive.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(entra. — Ha l'aria preoccupata. Sta per chiudere +la porta e dà ancora uno sguardo nella stanza +donde è venuta, chiamando sottovoce:)</i> Luisa! Luisa! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Luisa</span> +</p> + +<p> +<i>(si avvicina all'uscio e resta sulla soglia.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Spegni il lume e accendi la lampada da notte. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Luisa</span> +</p> + +<p> +Sì, signora. <i>(Via.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(chiude l'uscio con precauzione.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(vedendola)</i> Che onore! +<span class="pagenum">[295]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sei solo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(scherzando)</i> Crederei di sì. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Il tuo amico è andato via? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non lo vedi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(attraversa la stanza, va sino alla porta in fondo +e guarda fuori.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Oh, che ti salta in mente? Ch'egli si metta a +spiare dietro gli usci? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Stai lavorando? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(lasciando la penna)</i> Cominciavo appena.... +<span class="pagenum">[296]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(tossendo un po')</i> Quanto fumo in questa camera! +Si soffoca.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Abbi pazienza: è Francesco che ha divorato una +decina di sigarette. Apri un po' la finestra. Fa rinnovare +l'aria. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(eseguendo)</i> Ma lèvati di là, tu: viene la corrente +alle spalle. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Che che! Non ne ho paura, io. <i>(Scrive di nuovo.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(guardando la finestra)</i> Nevica. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(in tono buono)</i> Meglio. Il gelo della strada ci fa +amare di più il tepore della casa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Oh, come nevica! +<span class="pagenum">[297]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze +da letto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Le porte sono ben chiuse. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E il tuo piccolo padrone che fa? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(serrando la finestra)</i> Adesso sì che dorme. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(alzandosi giovialmente)</i> E adesso sì che ci vado. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +No, lascialo stare. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Come c'entra la gelosia? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto +a quel bambino, non so che ti piglia; e se riesco +<span class="pagenum">[298]</span> +a baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel tipo, sai? +E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi +che cèra hai fatta! E perchè?... Perchè io volevo +dare la buona notte al piccino. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo +fai svegliare.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna. +<i>(Canzonandola affettuosamente:)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>Ninna-nanna,</p> +<p>un vecchio canuto....</p> +</div> + +<p> +Che credi? Non è una cosa tanto difficile.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E corri.... Fa il comodo tuo.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Dio! Che faccia di rabbia! <i>(Pausa. — Diventando +triste)</i> Ma sta tranquilla: non ci andrò. Non mi +piaci più quando metti quel muso. <i>(Risedendo presso +la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)</i> +Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel +che vi capita! <i>(A lei, in tono fanciullesco)</i> Del resto, +io mi vendico; e come mi vendico!... Gli dedico +dei versi.... +<span class="pagenum">[299]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +A chi?! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima +volta che commetto questa corbelleria. Ma che +vuoi! Ho capito che in certi casi si debba sentire +il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono +cose le quali non si possono pensare che in versi.... +Siedi, siedi vicino a me. Te ne voglio offrire un +saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino +mentr'io lavoro! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sedendogli dirimpetto)</i> Per non farti distrarre.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma che distrarre! che distrarre! Quando sedevi +sempre a questo posto per leggere o ricamare, le +mie idee si succedevano così fluenti e facili che mi +sembrava di scriverle come se qualcuno me le dettasse.... +<i>(Tira un cassetto della scrivania e cerca.)</i> +Li tengo ben nascosti i miei versi, sai, perchè, modestia +a parte, sono di una bruttezza rara. <i>(Ridendo)</i> +Ah ah ah, addirittura infantili. Nondimeno, +dicono quel che devono dire, e, conveniamone, da +un sociologo noioso come me ci sarebbe da aspettarsi +di peggio. Vedrai. <i>(Con in mano alcune pagine +scritte)</i> Leggerò il primo sonetto. Ti secca?... +Eh sì, lo vedo che ti secca. +<span class="pagenum">[300]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(inquieta — dissimulando)</i> Leggi.... Tutto ciò che +è tuo m'interessa: ne sei persuaso. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con un pudore di collegiale)</i> Mi dài soggezione, +mi dài. Basta! Animo, Ludovico! <i>(Legge:)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare</p> +<p>non so quale prodigio d'eloquenza.</p> +<p>Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare</p> +<p>in questa tua dolcissima incoscenza.</p></div> + +<p> +<i>(A Caterina)</i> Non ti va? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(soffrendo)</i> Sì sì, continua. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(prosegue a leggere:)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>Non pensi, è ver, ma quante cose care</p> +<p>al babbo dici, inconsciamente, senza</p> +<p>che l'aria stessa le possa rubare</p> +<p>alla felice tua breve innocenza.</p> +<p>O bimbo mio....</p></div> + +<p> +<i>(Interrompendosi)</i> No, no, è inutile, non ti va, +non ti va. Non so se per le idee o per la forma, ma +è indubitato che non ti va; ed io non me ne dolgo +<span class="pagenum">[301]</span> +punto. Che diamine! Te l'avevo detto: sono versicoli +che metto insieme per mio sfogo. E non temere: +ti risparmio il resto.... <i>(Sforzandosi di scherzare)</i> +Abbasso il poeta! <i>(Ripone nel cassetto le paginette.)</i> +Sei contenta? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ma ti sembra che io mi permetta di giudicare +quello che tu scrivi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Giudicare no. Ma non ti piace quello che non ti +piace. Che male c'è? Non ne parliamo più...: non +ne vale la pena. Lascia, lascia che io mi goda bene +la tua presenza. Ti vedo qui, seduta presso la mia +scrivania, come nel tempo buono, e non mi par +vero. È così eccezionale ed è così bello che... non +so... vorrei solennizzare questo avvenimento, vorrei +fare il chiasso, vorrei farti festa insomma.... +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Dammi qualche libro da leggere. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Vado in biblioteca.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +No, un libro qualunque. Piglio questo. <i>(Ne prende +uno di su la scrivania)</i> Permetti? +<span class="pagenum">[302]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma questo è il Codice. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E tu studii il Codice? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Lo studio, sì, lo discuto, lo combatto.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E perchè? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Perchè esso è quasi sempre la negazione dell'indulgenza +e del perdono. Un cattivo libro! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(lasciandosi cadere il libro dalle mani)</i> Già. +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(alzandosi)</i> Eh, sì! Altro che saltare e fare il +chiasso e festeggiarti! È da un pezzo che tu non +me ne dài più agio.... Sei triste, tanto triste! Non +sorridi più! Mai! <i>(Pausa.)</i> E dire che ci siamo +amati così bene che a me pareva di vivere..., non +<span class="pagenum">[303]</span> +so,... in un'atmosfera d'amore. Credevo che a completare +la nostra felicità non ci mancasse che un +piccolino, e, ora che abbiamo anche questo, invece +di vederti contenta, io ti vedo pensosa, sofferente, +tutta avvolta in te stessa. Tu sei infelice, Caterina! +<i>(Pausa.)</i> E non protesti, non mi correggi, non mi +smentisci!... Ma dimmi, almeno: è per colpa mia +che sei infelice? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(fievolmente)</i> No. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma non essere timida. Se hai dei rimproveri da +farmi, che aspetti? Fammeli. Se c'è un malinteso, +se c'è un equivoco, lo chiariremo certamente. Che +ci può essere di grave fra me e te? Niente. E intanto, +io rifletto, rumino, indago, ed è peggio! Mi +smarrisco... e divento inetto a qualunque energia. +Il tuo contegno ha come costruita una barriera tra +noi due, e io non ardisco più di darti un bacio, non +ardisco più di abbracciarti, e quando restiamo soli +io ti sono davanti interdetto e impacciato e sento +di essere grottesco. Adesso andrai in collera, lo so; +ma è così, è proprio così: da che abbiamo un figlio, +tu mi eviti, tu mi sfuggi. Egli ti assorbe, egli ti ha +tutta per lui, e certo nessuno più di me ammira il +tuo attaccamento materno; ma lo strano è che tu +mi diventi livida, tu soffri se ti accorgi che da lui io +mi lascio assorbire come te, e soffri e ti tormenti +se ti accorgi che io mi piglio quella parte di gioie +e di emozioni che mi spetta. Puoi negarmelo questo? +<span class="pagenum">[304]</span> +Me lo puoi negare? Ecco, lo vedi: non me +lo neghi.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(vorrebbe parlare, le sembra d'essere afona.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non hai neppure il coraggio, non hai neppure +l'impulso di mitigare la gravità di quello che io +dico, e te ne stai lì, muta, enigmatica, incomprensibile, +senza curarti che il mio cervello è in balìa +delle fantasticaggini più balorde e delle supposizioni +più assurde. Se continuiamo così, Caterina, +in fede mia, impazziremo tutt'e due! <i>(Torna a sedere +alla scrivania. Prende la penna, ma poi la +getta via, quasi con violenza.)</i> Ma che!... Lasciamo +andare.... La testa non è a posto. <i>(Pigliando, in +disordine, lo scartafaccio ed altre carte e ponendo +tutto in un cassetto)</i> Nascondetevi qui, mie povere +idee d'amore e di pace! Questa sera voi non siete +che una goffa ironia! <i>(Chiude il cassetto, e ne ripone +in tasca la chiave)</i> Non è forse vero, Caterina? +Non è forse vero? <i>(Pausa.)</i> E taci! E taci ancora! +E taci sempre! E nulla è più desolante di questi tuoi +silenzi! <i>(Sovreccitandosi)</i> Io mi ci perdo.... Io mi +ci perdo come nel buio! Io mi ci perdo come nell'ignoto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con debole accento)</i> Scusami, Ludovico.... Stasera +ho qualche cosa qui, alla gola, che mi trattiene +<span class="pagenum">[305]</span> +la parola, che mi trattiene la voce. Sono +nervosa.... Non avertelo a male.... Volevo stare un +poco vicino a te. Anzi, volevo proprio parlare con +te. Sono venuta qui apposta per questo.... Ma vedo +che sarà meglio ch'io vada a riposare. <i>(Alzandosi)</i> +Parleremo domani.... Diremo molte cose.... +Ma stasera no, niente. Tu, cerca di lavorare. Il +lavoro ti distrarrà. Così potessi lavorare anch'io! +<i>(Si avvicina a lui.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(la guarda con occhi docili.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Buona notte. <i>(Gli prende la testa fra le mani e +gli bacia la fronte.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(prendendole i polsi)</i> Mia Caterina, perchè vuoi +che un'altra notte passi su questa tristezza così +piena di dubbî? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo +una forza interiore che mi aiuti e mi costringa a +non più tacere.... Mi pareva d'averla quando sono +entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata +più. Ma l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, +che è durata troppo. Io ne uscirò comunque, e +nulla certamente accadrà che sia più brutto e più +<span class="pagenum">[306]</span> +miserabile di ciò che è accaduto sinora. <i>(Si avvia +per uscire a destra, quasi precipitosamente.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso)</i> +Caterina! Oramai tenteresti invano di prolungare +l'indugio. <i>(Con solennità prepotente)</i> La +forza che in questo momento ti costringe a non +tacere è la mia volontà. Parla! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli +occhi lampeggianti d'istantanea fierezza.)</i> E sia! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(corre verso di lei con ansia incalzante.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(comincia coraggiosamente)</i> Quando tu... <i>(Ma subito +porta la mano alla gola come se si sentisse +strozzare)</i>.... No, no, no, non è possibile! non è possibile!... +<i>(Con desolazione lagrimosa)</i> Come si possono +pronunziare certe parole!?... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(sempre più febbrilmente)</i> Parla, parla! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ma nessun lume d'intuizione ti soccorre ancora? +Non senti ancora penetrare tutta intera la verità +<span class="pagenum">[307]</span> +dentro di te? Non la leggi qui, qui, nei miei occhi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(quasi tremante e girando lo sguardo altrove)</i> +Caterina!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(afferrandolo per le braccia, costringendolo a +guardarla e accostando il volto al volto di lui)</i> +Fissami bene in faccia, Ludovico!... Non volgere +gli sguardi altrove, come un fanciullo pauroso.... +Fissami con coraggio, e comprendimi, e non obbligarmi +a pronunziare le parole roventi.... Leggi, +leggi qui.... Liberami tu stesso da questo incubo.... +Ricòrdati tutto, Ludovico.... Ricòrdati.... Ricòrdati +la tua assenza di un anno fa... la tua lunga assenza.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(segue con terrore la catena delle reminiscenze, +ansimando come per un soffocamento progressivo.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ricòrdati il tuo ritorno.... Ricòrdati...! Giungesti, +di sera, lieto, espansivo, amoroso come un innamorato; +e io ti ricevetti con un impeto pazzo +che ti parve uno scoppio di giovinezza esuberante.... +Eppure... ricòrdati, ricòrdati.... Il nostro amplesso +<span class="pagenum">[308]</span> +fu preceduto da una certa mia resistenza, +da un tremito che mi prese tutta, da un dibattito +insolito, e terminò in una profonda tetraggine quasi +funebre! E..., dopo un periodo breve, sopravvennero +i primi sintomi della maternità e le prime ribellioni +alla tua esultanza, e poi seguì la nascita del piccolino +con tutte le torture che mi costò, e seguirono +gli scatti di rancore, gli scatti di ferocia contro +me stessa e l'infrenabile sdegno per tutto ciò +che m'indicava la tua contentezza di padre, la tua +fiducia, la tua tranquillità, le tue illusioni.... Mi +comprendi, ora? Mi comprendi? Mi comprendi?... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con le pupille dilatate, guardandola sempre, atterrito +ma attonito, e facendosi entrare l'idea orrenda +nel cervello — con voce soffocata)</i> Non è... mio +figlio?! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(senza fiato, eppure con un moto di sollievo)</i> Finalmente, +l'hai detto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(staccandosi da lei e, come un pazzo, mutando +stranamente tono)</i> Ah no! Non è vero! Non è vero! +Tu m'inganni! Non riesco a intendere la ragione +di questa follia menzognera, ma è certo che tu +m'inganni, perchè se tu non m'ingannassi, se mi +avessi detto la verità, ti affretteresti ora a difenderti +per diminuire, almeno, la tua colpa.... Ne +<span class="pagenum">[309]</span> +sentiresti la necessità, ne sentiresti l'urgenza; e invece +tu non aggiungi una parola in tua difesa.... +Tu non ti difendi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Io non sono qui per difendermi, Ludovico; sono +qui per accusarmi. Io non amo l'uomo che mi ha +posseduta, non l'ho amato mai, non l'amerò mai; +ma non so e non è indispensabile ch'io sappia se +ciò attenui l'infamia o sia piuttosto un'aggravante. +Per difendermi bene dovrei dirti d'essere stata costretta +con l'arma alla mano.... Ma dicendoti questo, +mentirei. Ho mentito già troppo. Basta ora. +Io devo salvarti dalla profanazione di ogni altra +menzogna. <i>(Umilmente)</i> No, non sono stata costretta. +Ci deve essere nelle donne come me una strana +sensibilità di cui esse non sono consapevoli: una +sensibilità che dorme nel pudore, nell'onestà, nell'orgoglio.... +Il suo risveglio è inaspettato, Ludovico, +è imprevedibile... ed è l'opera di chi meno +pare ne abbia il potere. Oh la fragile creatura trascinata +dal turbine! Non è un pervertimento il suo, +nè un'esaltazione, no; è semplicemente la soppressione +repentina della coscienza, è la tirannia, occulta, +ma imperiosa, d'una grande forza che agisce +in una grande debolezza. Si cede! Si precipita! +Si precipita! <i>(Con terrore e avvilimento)</i> E la perdizione +è completa! Quando il turbine è passato, +quando ritorna la coscienza, qualunque sforzo si +faccia col cervello, non si riesce a distinguere +il punto di partenza.... Si è percorsa in un momento +solo una strada abietta che sembra lunga +lunga lunga e di cui si vede la fine e non si scorge +più il principio. Se ne prova un'ipocondria di male +<span class="pagenum">[310]</span> +inguaribile... un ribrezzo asfissiante... la nausea... +il raccapriccio... uno spasimo indicibile che il ricordo +accresce, ogni giorno, ogni giorno, spietatamente... +e non se ne trova il rimedio, e non c'è +speranza di trovarne mai!... <i>(Affranta, ammiserita)</i> +Così vivo io, Ludovico; ed ora fa tu di me quello +che vuoi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con la fisonomia d'un vero folle — brutalmente)</i> E +di': chi è stato il tuo amante di cinque minuti? Chi +è stato l'uomo irresistibile, l'essere soprannaturale +per cui ti sei gettata nella melma?... <i>(Terribile, ma +sottovoce)</i> Tu mi dirai il suo nome, Caterina! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +No! Non te lo dirò! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(fremendo)</i> Io devo saperlo! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non te lo dirò! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io t'infliggerò la tortura!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non te lo dirò! +<span class="pagenum">[311]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(minaccioso)</i> Bada, Caterina!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ma che vorresti, tu? Vorresti ch'io ti mandassi +a cercare nella folla un individuo che fortunatamente +è persuaso di non essere stato niente per me, un individuo +ch'io avrei scacciato perfino dalla mia memoria +se purtroppo il disgusto non avesse reminiscenze +così persistenti? Vorresti ch'io incaricassi te di +dirgli: «Sai, fra quella madre e quel figlio tu sei +<i>qualcuno</i>, non lasciarti frodare...», e io dovrei consentirti +di creare in quell'uomo il convincimento +di avere un'importanza che sinora egli non saprebbe +sospettare? Dovrei, per mezzo tuo, ricacciarlo, vivo o +morto, come un aspide, nella mia esistenza?... Ah +no! Torturami, battimi, mettimi pure una morsa +alla gola: io mi lascerò soffocare cento volte senza +mai proferire il suo nome! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(più terribile e più fremente)</i> Ma dunque io +non potrò neanche vendicarmi? Tra le rovine di +ogni mio bene, d'ogni mia illusione, io sarò costretto +a vedermi perennemente dinanzi il fantasma +d'un uomo senza connotati, un'ombra schernitrice +e inafferrabile, e sarò costretto a sentirmi +quotidianamente come schiaffeggiato da una mano +ignota?!... E questo non è nulla a confronto di +tutto il resto!... C'è il frutto dell'obbrobrio, c'è il +documento vivo della vergogna, della nefandezza, +<span class="pagenum">[312]</span> +c'è la personificazione della sciagura che mi colpisce!... +C'è un bambino che oggi balbetta e piange, +e che ben presto mi chiamerà «babbo» e che sarà +più crudele, più offensivo, più beffardo d'una platea +di curiosi! E se anche, per una umiltà di paziente, +per una nostalgia di pace, per una frenesia d'innamorato, +io volessi perdonare a te come un Cristo, +no, quel bambino non me lo permetterebbe perchè +esso resterà lì, sempre lì, attaccato a sua madre, +e si farà grande, e sarà un uomo, e la sua presenza, +ostinata, invadente, alimenterà di ora in +ora, di minuto in minuto, le mie sofferenze, il +mio odio, le mie angosce!... Nessuna vendetta, +non è vero? E nessun mezzo per abbreviare la +durata del tormento?... Nessuno?... Nessuno?... +Nessuno?... Proprio nessuno?... <i>(Con un moto di +ribellione cupa e feroce)</i> Ah no!... Il mezzo c'è! Il +mezzo c'è!... <i>(Trionfalmente)</i> Io l'ho trovato!... +<i>(Col viso acceso, con gli occhi di fuoco)</i> Ti giuro +che l'ho trovato! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(intuisce d'un subito ed è invasa dallo spavento)</i> +Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Bisogna eliminare la causa maggiore! Bisogna +distruggere il documento vivo! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Bisogna sopprimere questa creatura che è nata +per crucifiggermi! +<span class="pagenum">[313]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(atterrita)</i> Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(come per precipitarsi nella stanza a destra)</i> Sì, +io te l'ucciderò! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(parandosi davanti a lui, con un grido)</i> No, Ludovico! +Pietà!... Pietà!... Pietà di me!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(si arretra e si abbandona disfatto su una sedia.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(aspetta, lungamente, in un'atroce trepidanza.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E sta bene!... Avrò pietà di te! <i>(Si passa una +mano sui capelli e lascia scorgere d'aver presa una +decisione. Guarda il suo orologio. Si alza nervosamente. +Tocca due volte il bottone del campanello. +Va alla porta comune come per evitare che la cameriera +entri. Resta sulla soglia parlando a lei:)</i> +Betta, prendete le mie valige, portatele giù in portineria... +e dite a Luigi che faccia fermare una +carrozza. <i>(Rispondendo a qualche domanda della +cameriera)</i> Ma sì, c'è tutto.... Voi non avete che +a chiuderle.... Sbrigatevi. +<span class="pagenum">[314]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(immobile, lo avvolge dei suoi sguardi pavidi.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(attraversa la stanza in fretta, dirigendosi verso +la porta a destra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(ne ha un nuovo sussulto di spavento.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(prima di varcare la soglia, si arresta. — Si sorveglia. — Si +rivolge a lei)</i> Pigliami, ti prego, il soprabito +e il cappello. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(guardandolo supplichevolmente, obbedisce e va. — Rientra +subito recando il cappello e il soprabito, +che pone sopra la scrivania.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(assorto nella risoluzione presa, verifica il suo +portafogli. Quindi afferra soprabito e cappello come +per andarsene.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(timida, implorante)</i> Ma dove vai? +<span class="pagenum">[315]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non lo so. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E quando tornerai, Ludovico? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non tornerò. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Mi lasci per sempre?... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E che altro mi resta a fare?! +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un breve silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Io... t'ho detto tutto... con la speranza di risentirmi +degna di te, con la speranza di offrirti la mia +vita purificata, e invece, ecco, ti perdo!... Avrei +potuto ancora mentire, mentire ogni giorno, mentire +sino alla morte; ma l'amor mio non ha +voluto permettere alla mia voce, ai miei occhi, +ai miei baci la facile viltà d'ingannarti! E ho +tanto sofferto <i>(piange)</i> e ho affrontato il sacrificio +della confessione per poter aspirare al diritto di essere +la tua compagna... per ridiventare, sinceramente, +la moglie tua. Ah, se ti avessi amato meno, avrei +<span class="pagenum">[316]</span> +risparmiato a te questo supplizio e a me la condanna +di perderti così! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(dibattendosi fra due urgenze opposte ed eccitandosi +al pensiero d'una soluzione liberatrice)</i> Vuoi... +vuoi veramente liberarmi da questo supplizio? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(irradiandosi)</i> E me lo domandi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Vuoi veramente ch'io abbia l'eroismo di considerare +la tua colpa come il delirio di un'inferma? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(ansiosa)</i> Sì! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Vuoi che io compia il prodigio di dimenticare... +anzi, no, meglio, meglio ancora, di ricominciare da +capo, di rivivere nella illusione, nella certezza della +tua innocenza e della tua fedeltà? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(avidamente)</i> Sì, Ludovico!... +<span class="pagenum">[317]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ebbene... ebbene, vieni come me.... Andiamo via, +andiamo via.... No, io non ti ucciderò il tuo bambino; +ma è necessario che io non lo veda più, ch'io +non lo senta, ch'io non ne sappia più nulla, è necessario +ch'io non ricordi che tu sei madre, è necessario +che egli non mi tolga nè un minuto, nè +un battito, nè un pensiero, nè un sorriso, nè una +lagrima della tua vita. <i>(Lascia cadere a terra cappello +e soprabito.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sente passare a traverso il suo animo tutte le +parole di Ludovico, ne trema, ne soffre, ne ha orrore, +ne ha dolcezze profonde, e, a poco a poco, +ne sarà presa, conquistata, e, senza che il suo +cervello possa più funzionare, il suo cuore e i suoi +nervi cederanno a lui completamente.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con frenesia, prendendole dapprima le mani, +poi cingendola freneticamente con le braccia e parlandole +sulla bocca)</i> Tu lo affiderai alla tua buona +nonna, ai tuoi parenti, a chi vorrai, e noi provvederemo +a tutto, alla sua educazione, al suo avvenire, +alla sua ricchezza.... Sì, anche alla sua ricchezza. +E se un giorno crederà che io sia stato un +malvagio costringendoti a rinunziare a lui, io non +mi lamenterò, non mi difenderò mai dalle sue accuse, +mai, mai, mai; ma adesso andiamo via.... <i>Io devo</i> +andarmene immediatamente... perchè <i>(con preoccupazione +<span class="pagenum">[318]</span> +sinistra)</i> la notte mi atterrisce e mi tenta, +e non c'è nessuna enormezza di cui io non mi sentirei +capace in questa casa, dove io l'ho visto nascere, +dove egli respira, dove egli vive. Vieni, vieni, +Caterina...: se non hai la forza di separartene +in questo momento, non potrai averla mai più!... +Vieni con me.... Dimostrami che hai affrontato il +sacrifizio per essere ancora la mia compagna.... Dimostrami +che io solo ti sono indispensabile. Noi +andremo lontano come due profughi del passato e +non saremo che due amanti assetati di godimento.... +Distaccandoci da tutto ciò che è pieno di ricordi, +noi ritroveremo noi stessi, riallacceremo le nostre +anime, ricostruiremo il nostro paradiso.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(è fra le braccia di lui, affascinata.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +... e chi sa quante nuove ebbrezze, quali nuove +delizie, quale nuovo benessere, quale nuova felicità +ci riserba la nostra giovinezza! Di', di', Caterina: +<i>(stringendosela forte al petto)</i> ci verrai con +me? ci verrai? ci verrai? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(perdutamente)</i> Sì... sì... ci voglio venire.... Non +lo capisci che ci voglio venire? Non lo vedi che +non hai bisogno d'insistere affinchè io ti segua dovunque? +Non vedi che sono già solamente tua? +Non vedi che io sono già pronta a tutto?... a separarmi +<span class="pagenum">[319]</span> +da lui... <i>(con un accento d'inconsapevole +pietà)</i> ad abbandonarlo... a fuggirlo... a strapparmelo +anche dal cuore.... Ma tu, tu, Ludovico, tu +che sei migliore di me,... impediscimi di commettere +questo delitto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(udendo la parola</i> «delitto», <i>la respinge bruscamente. +Si riconcentra in se medesimo. Raccoglie il +soprabito e il cappello, e, dopo una pausa, in un +tono tra di comando e di concessione, le dice:)</i> +Resta! +</p> + +<p> +<i>(Si guardano a lungo, intensamente, dubbiosamente, +l'uno sperando ancora ch'ella lo segua, l'altra +sperando ancora ch'egli non se ne vada.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con poca voce)</i> Addio! <i>(E fugge.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(immota, col volto trasformato, terreo, come se +finalmente avesse consumato il sacrifizio necessario)</i> +È finita! <i>(Indi, va alla finestra: attraverso i vetri +vede Ludovico che si allontana. Estenuata, quasi +inebetita, col passo malfermo si avvia verso l'uscio +della sua camera. Le forze le mancano. I ginocchi +le si piegano. Stramazza. Poi si sorregge a +una sedia, si leva, e, soccorsa dalla suprema volontà, +oltrepassa la soglia.)</i> +</p> + +<p class="center pad2"> +SIPARIO. +<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320"></a>[320]</span> +</p> + +<p class="center"> +<img src="images/ninnananna.jpg" alt="Note della cantilena" /> +<span class="pagenum">[321]</span> +</p> + +<p class="center">[<a href="music/ninnananna.mid">Ascolta</a>]</p> + + +<h2> +ATTO SECONDO +</h2> + + +<p> +<i>La scena come al primo atto.</i> +</p> + + +<h3> +SCENA I. +</h3> + +<h4> +<i>La signora</i> TERESA, LUISA, BETTA. +</h4> + +<p> +<i>(La signora Teresa si è addormentata sopra una +poltrona. Betta è seduta, in fondo, con le braccia +piegate. Le imposte della finestra sono socchiuse. +La stanza è nella penombra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Luisa</span> +</p> + +<p> +<i>(entrando, affaccendata, dalla prima porta a +destra, e rivolgendosi a Betta, a bassa voce)</i> Dov'è +la biancheria pulita? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(piano)</i> Quella lì, sulla sedia, è già pronta. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Luisa</span> +</p> + +<p> +<i>(prende in fretta la biancheria e sta per uscire.)</i> +<span class="pagenum">[322]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +E di': che te ne pare di quel medico? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Luisa</span> +</p> + +<p> +A vederlo, mi pare il più bravo di tutti. <i>(Esce +dalla porta da cui era entrata.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(getta un sospiro.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(svegliandosi)</i> Cos'è? È già tramontato il sole? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(alzandosi)</i> No, signora Teresa. È ancora giorno. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Così buio? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Ho socchiuso le imposte per lasciarvi riposare +un poco. Sono tre notti che voi e la signora Caterina +non avete dormito. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Apri, apri.... Alla mia età non bisognerebbe mai +dormire, perchè non c'è più tempo da perdere.... +<span class="pagenum">[323]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(apre le imposte. L'ambiente si rischiara.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Ho fatto un bel sogno, sai? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Che avete sognato, signora Teresa? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Ho sognato tanti fiori, tanti fiori, più di quanti +ce ne sono nel nostro giardino. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +E poi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +E poi, nient' altro. Sognando, ho avuto l'idea di +regalarli tutti al piccino, ma ora sto riflettendo +che... il profumo dei fiori potrebbe fargli male. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +S'intende. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Se invece ne regalassi alla Madonna? Che ne +dici? +<span class="pagenum">[324]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Fareste bene. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(si alza)</i> Vado a raccoglierne io stessa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Ma no, signora Teresa. A questo, penserò io. +Andate piuttosto di là, voi; andate a sentire un +po' quest'altro medico. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Un altro? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +La balia mi ha assicurato che è il più bravo di +tutti. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +E non me ne avvertivi, benedetta?! <i>(Si avvia.)</i> +</p> + + +<h3> +SCENA II. +</h3> + +<h4> +FELSANI, CATERINA, <i>la signora</i> TERESA <i>e</i> BETTA. +</h4> + +<p> +<i>(Felsani è un vecchio dall'aspetto nobilissimo e +severo. In ogni sua parola, in ogni suo atto, egli +è prudente, lento, misurato, pensoso.)</i> +<span class="pagenum">[325]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(precedendo Felsani, entra dalla prima porta a +destra)</i> Per di qua, dottore. <i>(Va alla scrivania.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(seguendola)</i> Mi favorisce da scrivere? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +S'accomodi, se non le dispiace. <i>(Indica la sedia +che è presso la scrivania.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(si trae in disparte.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(siede.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(guarda il dottore con occhio ansioso, scrutatore, +interrogativo.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Le prescrizioni del medico curante sono inappuntabili. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Niente da mutare? Niente da aggiungere? +<span class="pagenum">[326]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(stringendosi nelle spalle)</i> Niente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E allora? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Io scriverò la mia diagnosi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sarà utile, non è vero? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Può darsi. <i>(Mette i suoi occhiali d'oro. Si dispone +a scrivere.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(con timidità, a Caterina)</i> Badi, signora, in quel +calamaio l'inchiostro si è disseccato. <i>(Abbassando +molto la voce, quasi all'orecchio di lei)</i> Non si adopera +da quando andò via il signor Ludovico.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Già. <i>(A Felsani)</i> Abbia pazienza, dottore.... <i>(A +Betta)</i> Porta subito un altro calamaio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(via dal fondo.)</i> +<span class="pagenum">[327]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(a Felsani, avanzandosi un po')</i> Sa, siamo tutti +intontiti in questa casa: vorrà perdonarci se.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Prego, prego. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(indicando Teresa)</i> È la mia avola materna. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Ottantadue anni. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(guardandola)</i> Assai ben portati.... È una buona +notizia per chi ne ha settanta come me. <i>(Girando +lo sguardo intorno)</i> E... suo marito, signora, non +è in casa? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(che non s'aspettava questa domanda)</i> No... non +è in casa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Lo conosco di fama: è un vero umanitario.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(imbarazzata)</i> Senza dubbio. +<span class="pagenum">[328]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Avrei voluto parlare con lui. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Con lui? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Sì, e sarà necessario ch'io gli parli.... <i>(Sta per +soggiungere qualche cosa, ma, vedendo Betta, s'interrompe.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(mette un calamaio sulla scrivania.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(a Betta, con un gesto di congedo)</i> Grazie. <i>(E +comincia a scrivere.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(è tutta intenta a leggere ciò che Felsani scrive.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(quasi presso l'uscio a destra, guarda un po' +nelle stanze dov'è il bimbo e un po' il dottore.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(piano, a Teresa)</i> Che fa il piccino? +<span class="pagenum">[329]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Pare che riposi: vedo che la balia se ne sta tranquilla +con le braccia piegate. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +E questo medico che dice? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Parla come una sibilla... ma aspetta che glie la +tiro io di bocca la verità. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Senza che la signora se n'accorga, veh! Non si +sa mai!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Bisognerebbe che restassi sola con lui.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Quando starà per andarsene, non vi sarà difficile. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Lascia fare a me. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Ma state attenta!... +<span class="pagenum">[330]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +E tu non dimenticare i fiori. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +Ve ne raccolgo un fascio... un fascio così. <i>(Via +per la seconda porta a destra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(firmando la diagnosi)</i> Ecco, signora. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(ha letto attentamente.)</i> Non capisco le ultime +parole. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +E io non desidero che rendergliele del tutto comprensibili. +Ma.... <i>(Accenna con uno sguardo prudente +alla signora Teresa.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(a voce alta)</i> Oh... è la mia confidente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Ebbene, mi permette qualche domanda? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Naturalmente. +<span class="pagenum">[331]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Non crede lei che suo marito sia vittima egli +stesso d'una qualche legge d'atavismo inesorabile? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(scossa)</i> ... No, dottore. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +In tal caso, signora, si è indotti a supporre che, +nella sua prima gioventù, quando era libero, quando +non sapeva di dover diventare un marito, egli +non sia riuscito a sfuggire alla... corruzione che +logora la sostanza umana. Non è così? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sforzandosi di rispondere)</i> No, non è così. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Per lo meno, però, egli deve avere pazzamente +noncurata la sua vita fisica. Mi negherebbe lei +anche questo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(umilmente)</i> Sì, dottore, glie lo nego. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +In conclusione, signora, secondo lei, il padre di +quel bambino è un uomo valido, sano, perfetto? +<span class="pagenum">[332]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(profondamente turbata, siede.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Ma, via, non si turbi così. Le dico queste cose +non per il gusto di commettere delle indiscrezioni, +e neppure per una fredda indagine scientifica. Assai +di rado la costatazione dei fatti addita, come +questa volta, alla scienza, lo scopo pratico del +suo intervento. Potrebbero... potrebbero venir su +degli altri figliuoli, e poichè nulla ci fa sperare +che si salverebbero da uno dei più acuti casi della +fatalità ereditaria, io ho il dovere d'indicare, con +chiarezza, a suo marito, quale e quanta responsabilità +ricadrebbe su lui. La mia parola sembrerà +severa, ma egli, che si è fatto l'apostolo dei più +nobili principii d'altruismo, saprà ascoltarmi, ne +sono certo, e saprà provvedere. <i>(Un silenzio.)</i> Non +c'è dunque modo di parlare con Ludovico Nemi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sommessa, pronunziando le parole per una suprema +auto-imposizione)</i> Mio marito vive lontano +da questa casa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +... Sono dolentissimo di non averlo intuito. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non si dia pena, dottore. +<span class="pagenum">[333]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +E... da molto tempo vive lontano? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Da sei mesi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Soltanto?... Il che significa ch'io non potrei completare +coscenziosamente la mia missione senza +rivolgere a lei delle altre domande... importune, +la cui audacia ella non saprebbe forse tollerare. +Io sono al cospetto d'una madre e d'una moglie, +e devo rimettermi ciecamente al suo volere. Vuole +ella ch'io cerchi di parlare con suo marito? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(abbassando gli occhi)</i>... No. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(comprendendo)</i> E con questo, il mio compito è +esaurito. <i>(Si alza)</i> Vada, vada dal suo figliuolo. +<i>(Con bontà)</i> Questo tempo è per lei assai prezioso +e non glie ne voglio rubare. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(profondamente impressionata per tutto ciò che +ha udito)</i> Sì, Caterina, va.... Farò io gli onori di +casa al dottore. +<span class="pagenum">[334]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(porgendo la mano a Felsani)</i> Io la ringrazio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(stringendogliela)</i> Io... le chiedo scusa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(esce dalla prima porta a destra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(dandogli il cappello)</i> Sicchè... dottore, il caso +non è disperato? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(pigliando il cappello)</i> Questo bambino è perduto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Oh! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Pensiamo... a salvare gli altri. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Quali? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Quelli che non sono nati ancora... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(fa un gesto di maraviglia e d'interrogazione.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +... e che, per essere salvi, non debbono nascere. +<i>(Si avvia per uscire.)</i> +<span class="pagenum">[335]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(si accinge ad accompagnarlo, precedendolo)</i> Le +faccio un po' strada. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +Ma no..., non si scomodi. <i>(Sulla soglia)</i> Non +le permetto di scomodarsi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Per accontentarla.... <i>(Avvertendo Betta, che non +si vede)</i> Bettina, apri la porta al dottore. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Felsani</span> +</p> + +<p> +<i>(inchinandosi, le passa dinanzi)</i> A rivederla, signora. +(Esce dal fondo.) +</p> + + +<h3> +SCENA III. +</h3> + +<h4> +<i>La signora</i> TERESA <i>e</i> CATERINA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, +il dottore che s'allontana: indi fa qualche +passo e desolatamente mormora:)</i> E che dirò a Caterina?... +Che le dirò? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(entrando con una certa vivacità e con un calore +di tenerezza)</i> Sai, nonna, dorme.... Dorme +<span class="pagenum">[336]</span> +come un bambino che non sia malato. Il suo respiro +non è affannoso, no... e quella irrequietezza +che stamane ci spaventava è del tutto cessata. Oh, +vecchietta mia, non so perchè, io ho un presentimento +lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli +mi sarà preservato e che io saprò vivere sempre +più veramente per lui! Tu, buona mia, hai avuta +una vita piena di virtù serene e perciò non puoi +comprendere certe tristi cose.... <i>(Con espansione +circospetta)</i> Vedi: ci sono stati dei momenti in cui +ho temuto quasi di non amare abbastanza il figlio +ch'ebbi dall'uomo odiato.... <i>(Ha un brivido)</i> Era un +equivoco del cuore mio quel timore, niente altro che +un equivoco, perchè non è vero che ciò accadesse, +non è vero che ciò possa accadere: non deve, non +deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata +dal dubbio della mia iniquità, e questo bastava a +farmi provare un avvilimento profondo. Ma oramai +sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e +ne parlo a te come d'un nemico non più temuto, +come d'un nemico dileguato: te ne parlo perchè +non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè +mi fa tanto bene che tu, col tuo candore di +santa, mi ascolti pazientemente, comprendendomi +poco... e assolvendomi tutto! <i>(L'abbraccia con dolcissima +effusione.)</i> +</p> + + +<h3> +SCENA IV. +</h3> + +<h4> +BETTA, CATERINA, TERESA, FRANCESCO. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +<i>(dal fondo)</i> Signora Caterina, c'è di là il signor +Moretti. +</p> + +<p> +<i>(Le due donne ne hanno un'impressione paurosa.)</i> +<span class="pagenum">[337]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(a Teresa)</i> Lui! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(con voce molto sommessa, a Caterina)</i> Che sia +venuto per la malattia del bimbo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con pari segretezza)</i> Non è possibile.... Fortunatamente +non ha mai compreso di essere suo padre.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +E che pensi di fare? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Betta, dirai al signor Francesco che... oggi non +ricevo nessuno... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Betta</span> +</p> + +<p> +E se insisterà? Era così premuroso.... Stava per +entrare senza che io l'annunziassi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Quando saprà che non ricevo nessuno, egli non +insisterà. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(comparendo e arrestandosi di là dall'uscio — freddamente)</i> +Io insisto. +<span class="pagenum">[338]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(contenendosi)</i> Ma ciò... è abbastanza strano. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(entra, senza avanzare)</i> Non tanto strano, visto +che io vengo in questa casa per incarico di +vostro marito. <i>(Il suo volto è segnato di livore. Nel +cavo dei suoi occhi è un intenso scintillio bieco.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(perplessa)</i> Ah! È mio marito che vi manda? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Precisamente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(pianissimo a Teresa)</i> Vecchia mia, resta tu un +poco presso il piccino e chiudi bene la porta.... +Voglio che costui non si accorga di nulla. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(tuttora preoccupata dalle parole del medico, pensa +di doverle riferire a Caterina e non ne ha il coraggio. — Le +dice all'orecchio:)</i> Ma... non ritardare +troppo.... Io ho paura di quest'uomo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sentendosi a un tratto animosa)</i> Ed io no. +<span class="pagenum">[339]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +Permettete, signor Francesco. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Prego, signora Teresa. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(guarda timorosamente Francesco e pietosamente +Caterina, ed esce a destra.)</i> +</p> + + +<h3> +SCENA V. +</h3> + +<h4> +CATERINA e FRANCESCO. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(volgendo le spalle a Francesco, severa, rigida, +sicura)</i> Che cosa dovete voi dirmi per conto di mio +marito? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +A voi, niente. Ieri, stetti da Ludovico, in campagna, +ed egli m'incaricò solamente di cercare nella +sua scrivania certi manoscritti, per poi spedire a +lui alcuni di essi e bruciarne altri. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(incredula)</i> Ma pure.... +<span class="pagenum">[340]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(interrompendola con preveggenza)</i> La chiave +della scrivania è questa <i>(glie la mostra)</i>, e questa è +l'indicazione dei manoscritti. <i>(Mettendole sotto gli +occhi una carta)</i> Riconoscete la sua calligrafia? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non dubitavo della vostra parola.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Leggete, leggete. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non è necessario. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Potrà anche interessarvi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(vorrebbe prendere e leggere la carta, ma non +osa.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Leggo io. <i>(Legge:)</i> «Manoscritti da bruciare: <i>L'egoismo +dell'onore</i>» <i>(A Caterina, con sarcasmo)</i> +Peccato! È un'opera assai bella e originale! <i>(Legge:)</i> +«<i>Il dovere del perdono</i>» <i>(A Caterina)</i> Questa, +fa bene a distruggerla! <i>(Legge:)</i> «Undici sonetti +intitolati: «<i>Il figlio</i>». E anche questi devono valer +poco. +<span class="pagenum">[341]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(fissa la carta, ascoltando e diventando livida.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Poi, c'è l'elenco dei manoscritti da salvare. Volete +leggere voi?... Ma, già, i manoscritti da salvare +non vi riguardano punto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sta bene. La scrivania di cui avete la chiave è +quella. Voi potete eseguire liberamente l'incarico +che accettaste. La mia presenza è inutile. <i>(Si avvia +per uscire.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(trattenendola col gesto)</i> Non così inutile come +voi fingete di credere. Restate ancora un poco. <i>(Cercando +le parole)</i> Sto per aprire il cassetto dei segreti +di vostro marito.... La vostra presenza sarà +per lui una garanzia... della mia discretezza. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(schivando di guardarlo e di essere guardata)</i> Ma +no.... Egli ripone in voi una fiducia illimitata.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E invece il vostro convincimento è che io sia +una vile persona. +<span class="pagenum">[342]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non l'ho mai detto.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(avvicinandosi a lei)</i> Poc'anzi volevate mettermi +alla porta. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Voi esagerate. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Poi avete sospettato ch'io ricorressi a un sotterfugio +per introdurmi in casa vostra.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Il vostro orgoglio dovrebbe escludere la possibilità +di sospetti così oltraggiosi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +È il vostro contegno che li denunzia. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(facendo qualche passo per allontanarsi)</i> Non è +vero! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E adesso, lo vedete, adesso voi vorreste fuggirmi, +adesso vorreste evitare il suono della mia voce, +vorreste evitare l'aria che io respiro, vorreste evitare +<span class="pagenum">[343]</span> +i miei sguardi come se fossero quelli d'uno +spettro o di un delinquente..., mentre qui... in questa +medesima stanza.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(interrompendolo supplichevole)</i> No! Ve ne scongiuro, +non mi ricordate quel giorno! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Evvia! Esso non è tanto lontano che voi abbiate +già potuto dimenticarlo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(quasi con remissione)</i> Ma, allora, perchè ridire +oggi quello che tutti e due ricordiamo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Perchè soltanto così potrò ricacciarvi nell'anima +la vostra offesa.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(ascoltando le parole di lui, sentirà penetrarsele +dentro come punte d'acciaio e, con raccapriccio e +disgusto, rivedrà i particolari della seduzione.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Quel giorno, è vero, io l'avevo lungamente aspettato; +anzi, dirò di più, io ne avevo preparate le +circostanze propizie; ma quando, nell'audacia dell'uomo +che giuoca tutto per tutto, io ebbi una +<span class="pagenum">[344]</span> +frenesia d'amore insensato, voi non fuggiste, no, +non fuggiste; e, quasi vinta da una ignorata malìa, +piegandovi al mio contatto come una sensitiva, +non m'impediste di stringervi fra le braccia.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con ribrezzo doloroso)</i> Ahi!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non m'impediste di respirare il vostro alito.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Tacete! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E io vidi il vostro volto diventare più bianco e +più bello e i vostri occhi socchiudersi in un dolce +languore senza difesa.... <i>(Insinuando il ricordo con +passione, quasi con tenerezza d'innamorato)</i> Voi +non parlavate, non parlavate, e, tra le mie braccia, +io vi sentivo tremare, Caterina, sì, vi sentivo tremare.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(esausta)</i> Non più, Francesco, non più!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(in un subitaneo ritorno di rudezza e di acredine)</i> +Perchè, dunque, non mi fuggiste quel giorno? +Perchè non mi respingeste in quel momento? +<span class="pagenum">[345]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(convinta)</i> In quel momento non c'era, non ci +poteva essere più nulla di me nella mia persona; +in quel momento io vi abbandonavo un corpo senz'anima; +e, appena ritrovai me stessa, tutto ciò che +era accaduto mi parve <i>non</i> un sogno, oh no!, disgraziatamente, +non un sogno, ma una ributtante +realtà circondata da un impenetrabile mistero; e +ne ebbi orrore! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Era troppo tardi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Era troppo tardi, lo so, e ve ne chiesi perdono +e ho continuato a chiedervene, come se veramente +avessi io fatto del male a voi; ho continuato a +chiedervene anche quando mi nauseavano e m'insultavano +le vostre nuove insidie, e continuo, continuo +a chiedervene oggi che venite a rimproverarmi, +a rinfacciarmi di essermi data a voi, quasi che +voi foste stato la vittima d'un mio capriccio di +femmina pervertita. Ma che altro devo dire? Che +altro devo io sopportare? Che altro deve accadere +affinchè voi mi facciate la grazia di concedermi, +incondizionatamente, la liberazione? +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un breve silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(parlandole dappresso con un accento sinistro)</i> +Sicchè, vi pesa molto la catena che ci unisce? +<span class="pagenum">[346]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +A voi non mi unisce nessuna catena. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma quale liberazione invochereste se non ci fosse +un legame tra voi e me? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Tra voi e me c'è il fantasma del passato; ma un +legame, certamente no! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(penetrante, sorvegliando tutti i moti dell'animo +di lei)</i> Ed è questa la verità? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sì, questa è la verità. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E ne siete così ben sicura voi, che della verità +dite d'avere il culto e l'istinto? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(difendendosi)</i> Ne sono sicura, perchè non c'è +nulla che leghi assolutamente tra loro un uomo +e una donna! +<span class="pagenum">[347]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Neanche... un figlio? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con un groppo alla gola)</i> ... Neanche! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(avvicinandosi molto a lei, a bassa voce, acutamente)</i> +È la vostra ultima parola? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +L'ultima. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(afferrandole un polso)</i> Ah no! È giunta l'ora +in cui voi dovete rendermi conto di qualche cosa! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Badate che siete in casa mia! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Ma non per questo io soffocherò il grido dei miei +diritti! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(svincolandosi)</i> Non c'è alcun diritto che voi +possiate esercitare su quanto non appartiene che +a me! +<span class="pagenum">[348]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Io vi assicuro di sì! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Io vi assicuro di no! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(con violenza minacciosa)</i> Questo è ciò che vedremo! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(assorgendo impetuosa ed altera)</i> Ah sì! Lo vedremo. +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(siede con una certa aria di prepotenza, cercando, +nondimeno, di raffrenarsi e di parlare con calma.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(siede anch'essa.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E, anzitutto, voglio spiegarmi. Vostro marito +mi confidò che voi gli rivelaste d'averlo tradito. +Ciò mi è stato assai utile, ed io ve ne +ringrazio. Benchè egli abbia l'abitudine di non +celarmi niente, questa volta la sua confidenza +<span class="pagenum">[349]</span> +non era completa; e la rivelazione da voi fatta +a lui mi riguardava troppo direttamente perchè +io potessi rinunziare a conoscerla intera. Nell'animo +di quell'uomo di buona fede non mi fu +difficile penetrare; e, senza interrogarlo, senza indurlo +a dirmi con parole ciò che gli avrebbe bruciate +le labbra, io ho compiute le indagini, e nel +contegno con cui voi mi avete per tanto tempo +offeso, nella incoerenza con cui avete buttato via +come un cencio l'amante di un giorno, io ho scoperto +il vostro egoismo snaturato. Voi mi avete +fatto ignorare d'essere il padre del vostro figliuolo, +voi lo avete sottratto al mio affetto, voi me lo avete +nascosto, voi non mi avete permesso di nudrire un +sentimento che, anche solitario e sepolto nel mio +cuore, mi avrebbe riempita l'esistenza.... E ora +vengo qui con la rabbia e col dolore d'una belva +ferita per reintegrare, a qualunque costo, i diritti +del mio sangue. Pensateci bene! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Voi cedete a un'ambizione di vendetta e di tirannia +e la dissimulate in una sentimentalità che non +vi somiglia. E, difatti, in che modo potreste voi +reintegrare i così detti diritti del sangue senza che +io diventassi per lo meno la vostra compagna? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +E non sarebbe questo, oramai, il vostro dovere? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sì, forse sarebbe questo il mio dovere, se l'aberrazione +d'un istante avesse proclamata al cospetto +<span class="pagenum">[350]</span> +del mondo e al cospetto di mio figlio la paternità +che ora vantate. Pur troppo, in tal caso, io sarei +perduta, io dovrei piegarmi a voi, dovrei essere la +vostra donna, dovrei subire la vostra supremazia +e dovrei dividere con voi — con voi che non mi +amate, che non amo e che non amerò mai — tutto +ciò che può darmi di dolce o di doloroso la mia +creatura. <i>(Si esalta a poco a poco nel convincimento +della sua forza e del suo coraggio.)</i> Ma, per fortuna, +i figli nati all'ombra dell'infedeltà coniugale non +appartengono che alla madre. Il fallo fu mio, non +vostro, come miei sono stati i pericoli, miei gl'intimi +dibattiti, mie le trepidazioni, mie le sofferenze +fisiche e morali che soffiarono la vita in quel piccolo +essere, e questi sono i fatti che costituiscono +l'unico diritto vero, sicuro, forte, intangibile! Io +potrei negarvi che quel figlio è vostro, e voi non +potreste provarmi il contrario! Ciò basti a mostrarvi +che debole cosa sia veramente la paternità. Ma io +non ve lo nego, e non ho il bisogno di negarvelo! +<i>(Levando le braccia in alto)</i> La provvidenza mi +soccorre, ed io accetto il suo soccorso! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Voi m'invitate a un'aspra lotta, Caterina. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non vi temo! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(minaccioso)</i> Ad una lotta disastrosa per voi! +<span class="pagenum">[351]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non vi temo! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Non mi temete, perchè la mente di quella creatura +è ancora inaccessibile, e la sua incoscienza +passiva vi garantisce l'immunità del vostro egoismo. +<i>(Si alza.)</i> Ma quando il gingillo vivente, che +ora custodite per voi, sarà un uomo, e quando +quest'uomo girerà ansiosamente gli occhi intorno +e non troverà suo padre in colui che gli ha dato +il nome e vive lontano da lui, lontano dal suo +cuore, lontano dalla sua casa, <i>io</i> sarò lì, vigile e +pronto, a gridargli: «Tuo padre sono io! Non te +ne accorgi? non mi senti? non senti ch'io t'aspettavo? +non senti che sono stato sino ad oggi un +rinnegato? non sai, non sai che sino ad oggi tua +madre mi ha fatto vivere nel supplizio per far vivere +te nella illusione della sua virtù? Sono io tuo +padre — gli griderò — e se non vuoi perdonare a +me l'errore d'averti messo al mondo perchè l'amai, +non devi perdonare a lei d'averti data la vita soltanto +perchè fu una volgare peccatrice!» +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(scoppiando d'ira e di disprezzo, si alza — quasi +trionfale)</i> Ah, finalmente, ti riveli per quello che +sei!... <i>(Affrontandolo, investendolo)</i> E io rivedo, +rivedo il bruto in tutta la sua abietta energia! Fui +tua, fui tua, sì, e fui, davvero, una volgare peccatrice, +perchè cedetti alla tua brutalità, che esercitò +su me, per una volta, il fascino funesto che +possono esercitare, in un'ora sciagurata, tutte le +<span class="pagenum">[352]</span> +cose mostruose. A te mi associai nella brutale turpitudine +e, per commettere un così basso peccato, +fui anche capace di tradire come tradivi tu! Tu +tradivi l'amico, io tradivo il marito; ma io, se +non altro, ho confessato il tradimento e lo espio, +mentre tu all'amico ti sei sempre più attaccato, e +non ti stanchi di tradirlo per usurpare il suo posto, +per rubargli ogni segreto, per sorprendere e +sfruttare le sue angosce, per impormi la tua cupidigia. +E vuoi che queste tue minacce non rafforzino +il coraggio della mia ribellione? Vuoi ch'io +non difenda disperatamente mio figlio dalla prepotenza +e, sia pure, dal diritto d'un mostro come +te? <i>(Battendo le mani sulla scrivania)</i> Fruga, +fruga ancora nei segreti, nei tormenti, negli +scritti, tra i brandelli d'anima del tuo amico, giacchè +ne hai la fiducia; ma sbrigati, e va via! Sì, +va via! va via!... E mettiti bene in mente <i>(afferrandogli +il petto dell'abito con ambo le mani)</i> che +il giorno in cui tu tenterai di togliermi il figlio +che m'è costato il maggiore dei sacrifici, quello +di rinunziare alla felicità immensa d'essere amata +da colui che è in cima a tutti i miei pensieri, io +ti saprò essere degna nemica; e, anche a costo di +soccombere insieme con te, io ti schiaccerò: te +lo giuro! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(solenne e freddo)</i> Siamo intesi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">La voce di Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(di dentro, chiamando con un impeto d'allarme)</i> +Caterina! Caterina! +<span class="pagenum">[353]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(trasalisce, intuisce, e resta un istante come fulminata.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Addio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con una chiusa ferocia)</i> No! Aspettami! <i>(Ed +esce precipitosamente per la prima porta a destra.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(senza aver compreso, l'ha seguìta con lo sguardo +ed ora, loscamente, si avvicina alla scrivania. Cava +di tasca la chiave, apre il cassetto e fruga. Ne +trae molti manoscritti. Siede. Li guarda, li esamina. +Consulta la carta che ha mostrata a Caterina. +Piglia alcuni zibaldoni e biecamente mormora:)</i> +Questi al fuoco! <i>(Li mette da parte. Cerca ancora +fra i manoscritti. Vede alcune paginette. Mormora:)</i> +Ah! I famosi sonetti!... <i>(Sogghigna. Per +un'aspra curiosità comincia a leggere:)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare</p> +<p>non so quale prodigio d'eloquenza.</p> +<p>Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare</p> +<p>in questa tua dolcissima incoscenza.</p></div> + +<div class="poem"> +<p>Non pensi, è ver, ma quante cose care</p> +<p>al babbo dici....</p></div> + +<p><span class="pagenum">[354]</span> +</p> + +<p> +<i>(S'interrompe. Con dolorante rancore, scrolla il +capo. Continua a leggere:)</i> +</p> + +<div class="poem"> +<p>al babbo dici, inconsciamente, senza</p> +<p>che l'aria stessa le possa rubare</p> +<p>alla felice tua breve innocenza.</p></div> + +<p> +<i>(Più triste, più angosciato, col pianto nella voce, +con qualche lagrima nel fondo degli occhi:)</i> +</p> + + +<div class="poem"> +<p>O bimbo mio, guardandoti nel viso,</p> +<p>di qualche cosa grande ed infinita</p> +<p>ben sento che mi parla il tuo sorriso.</p></div> + +<div class="poem"> +<p>O bimbo mio, guardando la tua culla,</p> +<p>dove mi par continui la mia vita....</p></div> + + +<p> +<i>(Scrolla ancora il capo stranamente. Indi legge +l'ultimo verso del sonetto, pensandolo molto, con +amara incredulità:)</i> +</p> + + +<div class="poem"><p>io credo in Dio e più non temo il Nulla!</p></div> + + +<p> +<i>(Sghignazza un po')</i> Ah! ah! ah!... E anche +questo al fuoco.... <i>(Esegue. Con un fiammifero accende +i manoscritti messi da parte e li getta nel +camino. Borbotta:)</i> Il mio ufficio d'amico è adempiuto. +<i>(Riunisce in fretta, nervosamente, le altre +carte e le avvolge in un giornale. Come se qualche +cosa richiamasse la sua più acuta attenzione, figge +lo sguardo sulla porta a destra.)</i> Ma che accade +lì dentro?!... +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +<span class="pagenum">[355]</span> +</p> + + +<h3> +SCENA VI. +</h3> + +<h4> +FRANCESCO, CATERINA, <i>la signora</i> TERESA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(comparisce, spettrale. Ha sul volto l'impronta +del terrore e del dolore più profondo. Si slancia verso +lui come per parlargli subito, ma la voce le +manca.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(vivamente scosso)</i> Caterina? Che volete voi +dirmi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Non capite?... Non capite? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +Una sciagura, forse?! Una sciagura al bimbo?... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(terribilmente)</i> La morte! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(con raccapriccio)</i> Che!? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(abbandonandosi sopra una sedia)</i> E ora non +avete più nulla da pretendere! <i>(Guarda nel vuoto, +come una pazza.)</i> +<span class="pagenum">[356]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +La morte? La morte?... Ma io devo saper tutto! +Una catastrofe così improvvisa, così repentina, non +è possibile! Io devo saper tutto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(ha il viso impietrito in una espressione spasmodica)</i> +E che posso dirvi, io?... Il fatto è che noi +mettemmo al mondo una creaturina anemica, diafana, +malata.... Il fatto è che quel povero piccolo, +così fragile, così fragile, pareva che coi suoi occhietti +scialbi mi rimproverasse la sua nascita o +mi chiedesse la ragione della sua fragilità! Che +altro posso dirvi?... La sua malattia è durata dalla +nascita alla morte.... Egli... era il figlio vostro: +ecco tutto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(abbassa il capo, e il suo volto si rabbuia di vergogna.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(continuando)</i> Ma non pensate che io inveisca +ancora contro di voi. No, no, Francesco! La lotta +fra voi e me è finita. Innanzi a quel cadaverino... +io non sono più la donna che vi giudica. No: io +sono la madre umiliata, la madre che s'era illusa +di poter combattere perfino la morte con l'orgoglio +dell'affetto materno.... Quando io era qui, un momento +fa, ad accusarvi e a difendermi, tutta intenta +all'avvenire <i>(a poco a poco il suo terrore si dissolve +<span class="pagenum">[357]</span> +in commozione)</i>, egli viveva la sua ultima ora, e sono +giunta appena in tempo per vederlo agonizzare.... +Oh, perchè illudermi?! perchè illudermi così?!... +<i>(Gli occhi le si ingombrano di lagrime.)</i> Perchè +figurarmelo adulto, capace di comprendermi, capace +di perdonarmi?... Perchè?... Egli era distrutto già +da un pezzo! <i>(Sempre più commossa, parlando a +sè stessa:)</i> Fin dall'alba di stamane, sul guanciale, +la sua piccola testa bruna sembrava un'ombra.... +Egli non c'era più... non c'era più, e difatti... è +da questa notte che non mi ha più chiamata «mamma»... +e le sue braccine non si sono più aggrappate +al mio collo come facevano sempre.... Non ho +più sentita la stretta di quelle braccine deboli deboli, +che pure una volta mi comunicavano tanta forza, +e nei suoi occhietti senza luce non ho più trovato +il solito rimprovero.... <i>(Ora, le lagrime le inondano +il viso.)</i> Mi aveva già lasciata..., mi aveva +già lasciata... ed io non me n'ero accorta! <i>(Caldamente +piange.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(attraversa le stanze contigue; comparisce, un +istante, oltre la seconda porta a destra, poi oltre +quella di fondo. Passa, dilegua.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(accigliato, sinistro, prende di su la scrivania l'involto +e il cappello, e con cupa voce, curvandosi +alle spalle di Caterina, le dice:)</i> Io me ne vado, +Caterina, perchè, tanto — voi avete detto giusto — il +bimbo è sparito e la lotta è terminata. Oramai, +non c'è più nulla che vi sottragga all'amore di vostro +<span class="pagenum">[358]</span> +marito.... Chiedevate la liberazione, e l'avete +ottenuta... completamente! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sentendosi agghiacciare il sangue)</i> Francesco! +<i>(Il pianto è cessato d'un tratto....)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(tuttora alle spalle di lei, parlandole quasi all'orecchio +con un accento fatale, in un misto di cinismo +e di soffocante sofferenza)</i> Tentate di essere felice! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(spalanca gli occhi, ergendosi in piedi.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Francesco</span> +</p> + +<p> +<i>(esce.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(come invasa da uno spavento nuovo)</i> Felice!... +<i>(Perdutamente, come difendendosi da un nemico +occulto)</i> No! Non voglio, non voglio! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(entra dal fondo, recando un fascio di fiori; e +s'arresta sulla soglia con vigile prudenza affettuosa.)</i> +<span class="pagenum">[359]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(in atto di deprecazione, volgendo gli sguardi al +cielo, gridando come un naufrago la sua preghiera, +e levando le mani solennemente)</i> Dio! Dio! Dio +mio! Fate che nessun bene mi venga dalla morte +del mio angioletto, fate che alla sua memoria resti +strettamente congiunto questo dolore che oggi mi +possiede, fate che io lo porti ben chiuso nel cuore +perennemente, fate che tutto e sempre io lo senta +e lo soffra e me ne strugga, senza tregua e senza +consolazione! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Teresa</span> +</p> + +<p> +<i>(che le si è avvicinata piano piano)</i> Caterina, non +chiedere a Dio una così grande crudeltà! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(scoppia in un pianto più disperato e le getta le +braccia al collo allacciandosi a lei)</i> Oh, vecchierella +mia!... Vecchierella mia!... +</p> + +<p class="center pad2"> +SIPARIO. +<span class="pagenum">[361]</span> +</p> + + + + +<h2> +ATTO TERZO +</h2> + + +<p> +<i>È sera. In fondo alla scena, comincia il bosco. +I rami delle querce si confondono e, di lontano, paiono +formare come una gran muraglia il cui orlo +frastagliato si disegna sull'azzurro scuro e vaporoso +del cielo. Verso la sinistra del bosco, un sentieruolo +tortuoso sale e serpeggia tra l'erba selvatica. Più +in qua, dallo stesso lato, si perde, tra gli alberi, il +cortiletto quasi elegante d'un villino bianco, di cui +non s'intravede che la facciata posteriore, senza +finestre. Dirimpetto, a destra, un altro villino, più +in vista, con la porta chiusa. Qua e là, qualche +sedile di pietra e qualche tronco di grosso albero +tagliato e abbattuto dai boscaiuoli. Il cielo è cosparso +di stelle che, raggiunte da un po' di riverbero +lunare, vanno impallidendo.</i> +</p> + + +<h3> +SCENA I. +</h3> + +<h4> +BIAGIO <i>e</i> LENA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +<i>(che è un vecchietto arzillo, sbuca dal bosco e va +a mollare la funicella che tiene in alto un fanale +<span class="pagenum">[362]</span> +acceso, il quale penzola da un ferro aggrappato a +una quercia. Il fanale discende.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +<i>(aprendo la porta della palazzina a destra, dove +abita Ludovico Nemi, sporge la testa.)</i> Ohè, don +Biagio, siete voi? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Vi dispiace? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +No, ma avevo sentito un rumore di passi e credevo +che fosse il padrone. E voi che fate? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Spegno. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +E perchè? Siete pazzo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Non vedete che si leva la luna? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +Di qui, non vedo niente. +<span class="pagenum">[363]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +E che mi fa? Ce n'è poca, ma c'è. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +Che novità son queste, don Biagino? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Economie del Comune, mia cara. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +Il padrone se l'avrà a male, e anche la signora +che abita dirimpetto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Li ho visti or ora insieme gironzare nella valle. +E laggiù è più buio di qui. <i>(Lascia andare in su +il fanale spento.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +Siete uno stupido, perchè... se ne avessero voglia.... +Sono così vicini di casa!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +Stasera, ce l'avranno la voglia, e buon pro; ma +il Comune non vuole reggere il lume a sue spese. +<span class="pagenum">[364]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +Ci avete il fiele sulle labbra, don Biagio. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +<i>(allontanandosi per l'erto viottolo)</i> Per voi ci +avrei il miele. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +C'è mio marito che me ne dà, ed è di quello +buono! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Biagio</span> +</p> + +<p> +«<i>Respice finem</i>», diceva un tale. <i>(Sparisce nel +bosco.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Lena</span> +</p> + +<p> +<i>(rientrando e chiudendo la porta)</i> Linguaccia! +Linguaccia! +<span class="pagenum">[365]</span> +</p> + + +<h3> +SCENA II. +</h3> + +<h4> +LUDOVICO <i>ed</i> ELENA; <i>poi</i> CATERINA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(nell'ombra del bosco)</i> Eh! Quando correte così, +io sono bello e spacciato! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +<i>(in veste bianca — tra gli alberi — guardando +indietro e ridendo:)</i> Ah ah ah ah! Povero signor +Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Sì, sì, ridete, voi! Ma se mi rompo il collo...! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Attento! C'è un fosso. Aspettate: vi aiuto io. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Questo poi no. <i>(Con un salto, comparisce.)</i> Ecco +saltato il fosso! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Avete calpestata una lucciola! +<span class="pagenum">[366]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Nossignora: la lucciola è lì, sotto il lembo della +vostra veste. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +<i>(cercando con lo sguardo)</i> Dov'è? Dov'è? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Brava! Adesso l'avete calpestata voi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Oh! <i>(Curvandosi come per vedere la lucciola +morta)</i> Che dispiacere! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Il vostro piede è più leggero del mio, e nondimeno +la lucciola è morta ugualmente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Per cagion vostra, però. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(seguendola)</i> Benissimo! Ma giacchè l'avete uccisa +voi, io ho tutto il diritto di non averne rimorso. +<span class="pagenum">[367]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +E io vi sfido a non averne davvero. Ah! Mi +avete fatto camminar troppo!... <i>(Si abbandona su +un sedile.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io?... Se siete voi che da più di un'ora mi trascinate +per queste valli oscure con la speranza di +farmi dirupare come una mucca! Sono salvo per +miracolo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Via, riposatevi anche voi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io voglio sedere qui, ai vostri piedi, presso quei +piedini che uccidono con tanta leggerezza. <i>(Siede +sopra un tronco che è rovesciato dinanzi al sedile.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Per voi... non c'è pericolo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con un accento di celia malinconica)</i> Lo so. +Non c'è' pericolo che i vostri piedini mi uccidano, +perchè io sono già morto da un pezzo! +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +</p> + +<p> +<i>(Giunge, fiochissimo, il fischio della locomotiva.)</i> +<span class="pagenum">[368]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(diventando molto triste)</i> Com'è fastidioso quest'urlo +lontano della locomotiva. Tutto ciò che mi +ricorda di non essere veramente fuori del mondo +m'importuna. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Eppure, voi aprite con ansia e leggete assai volentieri +qualche lettera che vi giunge dalla città. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +... Sì, qualche lettera di Francesco Moretti. Capirete: +è un amico d'infanzia.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Non mi è simpatico il vostro amico d'infanzia. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Poveretto! È un sofferente. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Che vi ama poco. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Come potete giudicare? +<span class="pagenum">[369]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Non so.... Viene a vedervi così di rado!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Il venire sin qui non è poi molto seducente. +Quattro ore di strada ferrata, oltre il cammino che +si ha da fare in carrozza e a piedi fra cespi e precipizi!... +C'è da rimetterci una buona dose di amicizia. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Sicchè, se, quando sarò in città, verrò a trovarvi +spesso.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma allora sarete diventata un po' più ragionevole +e forse non ci verrete punto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Avete la sapienza di non farmi dimenticare mai +tutto quanto c'è di <i>non</i> ragionevole nel mio affetto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +E voi avete quella di ricordarmi ogni momento +l'ingratitudine di cui sono colpevole. Credete voi +che io non intenda di essere ingrato al caso che +vi ha condotta sul mio cammino? Credete voi che +io non intenda quale conforto sarebbe più per me +<span class="pagenum">[370]</span> +che per voi il potervi voler bene diversamente che +come a un'amica? Quando ci siamo conosciuti qui, in +questo eremitaggio — dove ciascuno di noi veniva a +cercar pace — , eravamo due sventurati: voi brutalmente +abbandonata da un marito che era stato sempre +un vile, io tradito stranamente da una moglie che +era stata sempre un angelo. Allora, forse, si equivalevano +le nostre due infelicità; ma oggi la mia è ben +più grande della vostra. Voi avete messo alla prova +il vostro cuore, e ora siete almeno sicura di poter +amare un altro uomo. Ma ho messo alla prova il +mio cuore anch'io e, come un chiodo in un macigno, +l'ho trovato infisso nella mia sventura. <i>(Si +anima, soffrendo.)</i> Voi mi amate, non è vero, mi +amate? Ebbene <i>(eccitandosi sempre più)</i>, se fossi +capace di nudrire questo medesimo sentimento, +non più per colei che mi ha distrutto ed alla +quale sono incatenato oggi più di prima, ma per +una qualunque altra donna, io non avrei neppur +bisogno di ottenerne l'amore, no, no, perchè il +poterla amare mi darebbe già come la gioia d'un +riscatto! Che vittoria la vostra, e che condanna, +che condanna la mia! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +<i>(dopo breve pausa, gli dice con serenità non sincera, +in tono di consiglio, dolcemente)</i> Perdonate +a vostra moglie, Ludovico. Questo è ciò che vi resta +a fare di meglio. Se ella vi chiama, ascoltatela +bene la sua voce, e andate da lei. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(scrollando il capo)</i> Ah sì! è innegabile che <i>dovrei</i> +saperle perdonare, perchè, come un apostolo +<span class="pagenum">[371]</span> +cristiano, io sono andato predicando l'indulgenza +illimitata; ma quando tocca a me di mettere in +pratica le mie idee, non posso, o, peggio ancora, +posso perdonare soltanto condizionatamente, e il +perdono patteggiato è orribile per chi lo concede +e per chi lo riceve. Non c'è via di mezzo! O perdonare +ciecamente, o non perdonare affatto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Tuttavia, sarà indispensabile patteggiare. <i>(Si alza.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non sarà indispensabile a lei. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Proponete le vostre condizioni e la povera pentita +le accetterà. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma che! Quando glie le proposi, non le accettò. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Erano probabilmente troppo gravi. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(levandosi con veemenza)</i> Erano disumane, ne +convengo, ma erano le sole che mi avrebbero garantito +il coraggio di continuare a vivere con lei +e per lei. +<span class="pagenum">[372]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Le chiedevate, dunque, un sacrificio enorme? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Sì, enorme!... enorme! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Ma quale? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Le chiedevo che si allontanasse dal suo figliuolo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Dal suo figliuolo?! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(acceso d'ira)</i> Tra il figlio del peccato e me, <i>doveva</i> +scegliere me! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Oh... il povero piccolo irresponsabile! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Irresponsabile o no, il mio persecutore è lui! È +lui il mio nemico! +<span class="pagenum">[373]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Così sventurato egli stesso! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Tacete, Elena, perchè la vostra difesa mi dà le +vertigini!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Ciò che sentite in questo momento, Ludovico, è +abbominevole! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +È abbominevole, sì: io lo esecro! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +No! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io lo maledico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Non voglio che sentiate così! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Voi non siete la mia coscienza. Lasciate che essa +mi si ribelli, se può. La ribellione vostra è inutile! +<span class="pagenum">[374]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Ah, io non sono riuscita nemmeno a esservi +veramente amica visto che la mia persona non ha +nessun potere su voi! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Voi mi donate qualche minuto di sollievo, e questo +è già molto. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Vi dono qualche minuto di sollievo quando taccio +o quando vi parlo di cose futili o vi leggo un +libro o, che so? quando mi metto al piano per +farvi della musica. Ma appena vi accorgete che il +mio pensiero vi si avvicina, voi provate un fastidio +invincibile. Le mie parole non leniscono le vostre +sofferenze, e la mia lealtà, che così dolorosamente +vi consiglia di andare da lei — da lei che amate — e +che indica a voi l'unica soluzione possibile, non +fa che esasperarvi sino alla ferocia più raccapricciante! +Questa mia amicizia, quest'eroismo, non vi +serve a niente, e, tant'è, sarà meglio tornare alla +realtà arida, senza illusioni. Noi non siamo e non +saremo mai nè amanti, nè amici.... <i>(Commovendosi)</i> +Andremo per due direzioni opposte, ognuno con +le sue malinconie e coi suoi dolori... fin dove potremo... +sforzandoci, invano, voi a ricordarvi di +me, io... a dimenticarvi. <i>(Piange)</i>. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non piangete così.... Non merito le vostre lagrime. +<span class="pagenum">[375]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +E che importa! Io non piango per tutto il male +che mi fate: piango... per il bene che non posso +farvi. +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un lungo silenzio.)</i> +</p> + +<p> +<i>(Nel sentieruolo in fondo, comparisce Caterina. +Ella, scorgendo la presenza di Elena, si ferma trepidante. +Non ha più il coraggio di avanzare, e si +nasconde tra gli alberi, guardando, spiando. È +vestita di nero. Si distingue soltanto il suo volto +bianco.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +<i>(asciugandosi gli occhi)</i> Volete che vi lasci solo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(tace, pensoso, assorto, con la testa china.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +Sì, sarà meglio. Sarà meglio. Buona notte, Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Grazie, amica mia! Buona notte! <i>(Le stringe la +mano.)</i> +<span class="pagenum">[376]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Elena</span> +</p> + +<p> +<i>(lentamente si allontana e sparisce nel cortiletto +del suo villino.)</i> +</p> + + +<h3> +SCENA III. +</h3> + +<h4> +LUDOVICO <i>e</i> CATERINA. +</h4> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(vincendo la trepidanza che la trattiene, fa qualche +passo e chiama:)</i> Ludovico! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(trasalendo)</i> Che! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ludovico, sono io! sono io! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(slanciandosi a lei impulsivamente)</i> Caterina!? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Sì, Caterina presso la tua porta, come una mendicante: +ai tuoi piedi <i>(inginocchiandosi)</i>, come una +schiava! +<span class="pagenum">[377]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(ansioso e severo, ma senza crudezza)</i> Tu, Caterina, +a quest'ora! Che è accaduto? <i>(La solleva)</i> Perchè +sei venuta? Perchè? Perchè? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(affannando)</i> Un momento, Ludovico... un momento.... +Se tu sapessi come mi batte il cuore. Ma... +ecco... ecco... ti spiegherò tutto. Sono venuta a +quest'ora, perchè di giorno non mi sarei sentita +veramente sola con te. Mi pare che la luce del sole +sia un testimone indiscreto e guasti tutto quel che +ci è di intimo tra le anime dolenti.... Mi domandi +che è accaduto?... E il tuo amico... il tuo amico +Francesco, che venne in casa mia, inviato da te... +non ti ha parlato? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +No, non mi ha parlato. Mi mandò alcune mie +carte, e poi non s'è fatto più vedere. Ma tu che +cosa hai da annunziarmi di tanto grave? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(con gli occhi spalancati e fissi)</i> Il mio bambino... +è morto! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(stranamente, profondamente impressionato)</i> Morto! +</p> + +<p class="center"> +<i>(Un silenzio.)</i> +<span class="pagenum">[378]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(sempre con gli occhi fissi, sbarrati, attoniti, pallidissima)</i> +Sono passati soltanto quindici giorni, e +io sono già qui. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(soggiogato da un'idea tragica)</i> Tu temi che io +voglia violare il tuo dolore? No! No! Non lo temere! +Io non voglio che accogliere il destino, il nostro +destino. Tu sei presso la mia porta come una +mendicante.... Ebbene, io vedo e so che questo non +è più il tuo posto. <i>(Vibrando di passione e indicandole +la porta della sua casa)</i> Entra, Caterina! +Entra! Entra! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(come in preda a un crescente timor panico)</i> Non +ancora! Non ancora!... Anzitutto, tu devi comprendermi +e devi aiutarmi.... In questi quindici +giorni, attraverso al mio dolore immenso, penetrava +e mi pungeva, pertinace, insistente, la tentazione +di te. La povera creatura che ci aveva separati +era... sparita; ed io pensavo che se fossi ritornata +a te — sola — peccatrice piena di rimorsi, ma tutta +tua, non più madre, non più stretta al passato — tu +non mi avresti respinta. Questo pensiero era più +forte di ogni altro; questa tentazione diventava irresistibile.... +Ma ora che sono dinanzi alla felicità... +c'è dentro di me qualche cosa di complicato e di +<span class="pagenum">[379]</span> +sinistro che me la vieta, che mi esulcera il cervello, +che mi piglia alla gola come per soffocarmi. +Io ho paura, Ludovico, ho paura!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Paura di che?! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ho paura del dubbio terribile d'avere <i>aspettata</i> +nel fondo oscuro dell'anima mia, senza rendermene +conto, la morte del mio piccino, per correre a gettarmi +fra le tue braccia.... È atroce, è atroce!... +E tu devi aiutarmi a vincere questo dubbio prima +che io entri nella tua casa!... Te ne supplico, Ludovico: +aiutami tu, aiutami tu! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(suggestionato)</i> Ma se davvero questo nostro ravvicinamento +ti minacciasse un nuovo rimorso, quale +potrebbe essere l'aiuto che mi chiedi?... Uno solo, +Caterina, uno solo: <i>(con violenza)</i> fuggirti o scacciarti.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(afferrandolo con ambo le braccia come per non +lasciarlo fuggire e dando un grido)</i> No! +<span class="pagenum">[380]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(amorosamente)</i> E io non lo farei, non lo farei. +Non potrei più averne l'abnegazione, perchè accanto +a te ritrovo una vitalità che credevo perduta per +sempre, e mi pare che già nelle vene mi si rinnovi +il sangue e che questa primavera, a cui poc'anzi +io mi sentivo estraneo, fiorisca oramai anche per +me! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(tenendo fra le sue mani quelle di lui)</i> Tu mi +parli così dolce, così dolce, che ogni mia tortura +si perde in questa dolcezza infinita, e per non turbarla +io non voglio sospettare d'essere giunta troppo +tardi. Ho visto, sai, ho visto, coi miei occhi, che +la tua vicina è assai bella. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +È assai buona.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(infantilmente addolorata)</i> Un pericolo più grave!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ma nemmeno per la sua bontà io ho potuto +amarla. +<span class="pagenum">[381]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Hai tentato?! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Ho tentato. E in questa mia confessione non sai +tu leggere tutta la storia del tuo trionfo? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(posando il capo sulla spalla di Ludovico)</i> Sì.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Non ti accorgi d'essere l'unica, l'unica donna +che mi possa tenere? +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Me ne accorgo. +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(la bacia.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(d'un sùbito si distacca da lui tremando, indietreggiando.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(raggiungendola)</i> Tu hai rabbrividito!?... +<span class="pagenum">[382]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(come invasata)</i> Ho rabbrividito, sì, perchè, se +mio figlio non fosse morto, questo bacio io non lo +avrei mai avuto!... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(con ferocia)</i> Mai, te lo giuro! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Lo vedi! Lo vedi! Ogni nostra tenerezza sarà — inesorabilmente — un +beneficio che tutti e due sapremo +di avere ottenuto dalla <i>sua</i> sparizione. <i>(Con +un accento di mistero spaventoso)</i> Ogni tuo amplesso +mi dirà che quella morte l'hai aspettata, segretamente, +anche tu! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(ha un moto di profondo raccapriccio.)</i> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +E difatti... ora sei tu che hai rabbrividito! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> <i>e</i> <span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(presi dal terrore, in una repentina allucinazione +tenebrosa, istantaneamente, quasi vedono il piccolo +morto.)</i> +<span class="pagenum">[383]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +Ah, Ludovico, quel morticino sarà sempre con +noi! Sempre!... <i>(Poi cerca di sottrarsi al fantasma +con una violenza di riscossa disperata.)</i> Ma non c'è +più scampo!... Io mi sono ribellata alla menzogna, +io ho sofferto in pace il tuo abbandono, io mi sono +affaticata a cercare, a cercare nella mia coscienza, +a dilaniarla con una crudeltà che violentava l'istinto +umano; ma ora non ho più la forza di lottare! +<i>(Intensamente appassionata)</i> Non posso, non +posso.... Ho bisogno d'essere amata.... Ho bisogno +del tuo amore.... +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +Io vivrò per adorarti, Caterina! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +... E dovessi pure difendermi dai fantasmi più +paurosi, dovessi pure morire dannata, io non voglio +rinunziare a questa gioia suprema! Sentimi... +sentimi ancora.... Io ti terrò con la gelosa avidità +d'un avaro, io non ti lascerò il tempo di sperimentare +la bellezza e la bontà di altre donne.... No +No!... Io invaderò tutta quanta la tua esistenza, io +mi ti avvincerò così strettamente <i>(si avvince a lui +con frenesia)</i>, così strettamente, che nessun fantasma +e nessuna persona viva mi ti potranno togliere +più, mai! <i>(In estasi, palpitante, pronunziando queste +parole appena col fiato, sempre più stretta al +suo Ludovico)</i> Così, ecco.... Così.... Così.... +<span class="pagenum">[384]</span> +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Ludovico</span> +</p> + +<p> +<i>(baciandola, le sussurra all'orecchio:)</i> Finalmente! +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">Caterina</span> +</p> + +<p> +<i>(come trasognata, esausta, tutta abbandonandosi +a lui)</i> Sì, finalmente!... Non sapevo d'amarti tanto.... +Non sapevo di amar tanto la vita.... Prendimi... +prendimi.... +</p> + +<p class="center larger pad2"> +SIPARIO. +</p> + +<p class="center pad2"> +<i>(Fine del dramma.)</i> +</p> + +<p class="center pad4"><b>NOTA</b></p> + +<p class="footnote"><a name="note1" id="note1" href="#tag1">1.</a> <i>Le note della cantilena</i> sono a pagina <a href="#Page_320">320</a>. +</p> + +<p class="footnote pad2"> +<span class="smcap">Nota.</span> — L'autore avverte che le edizioni precedenti di questo dramma +contenevano molte e gravi inesattezze. +</p> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Tragedie dell'anima, by Roberto Bracco + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA *** + +***** This file should be named 38204-h.htm or 38204-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/8/2/0/38204/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/38204-h/images/cover.jpg b/38204-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..317cc59 --- /dev/null +++ b/38204-h/images/cover.jpg diff --git a/38204-h/images/ninnananna.jpg b/38204-h/images/ninnananna.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..dd0809b --- /dev/null +++ b/38204-h/images/ninnananna.jpg diff --git a/38204-h/music/ninnananna.mid b/38204-h/music/ninnananna.mid Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..1f1c195 --- /dev/null +++ b/38204-h/music/ninnananna.mid diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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