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- Una donna
-
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
-
-Title: Una donna
-
-Author: Roberto Bracco
-
-Release Date: November 05, 2011 [EBook #37935]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA DONNA ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net.
-
-This file was produced from images generously made available by The
-Internet Archive.
-
- ROBERTO BRACCO
-
- TEATRO
-
- VOLUME PRIMO
-
- NON FARE AD ALTRI... -- LUI LEI LUI --
- UN'AVVENTURA DI VIAGGIO -- *UNA DONNA* --
- LE DISILLUSE -- DOPO IL VEGLIONE
-
- 2ª EDIZIONE.
-
-
-
- REMO SANDRON -- Editore
-
- Libraio della Real Casa
- MILANO-PALERMO-NAPOLI
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA
-
- _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per
- tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di
- Norvegia._
-
- È assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il
- consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico 17
- Settembre 1882)_.
-
- Published in Palermo, 10th. June Privilege of Copyright in the
- United States reserved under the Act approved March 3rd. 1905,
- by Roberto Bracco and Remo Sandron.
-
- Off. Tip. Sandron -- 126 -- I -- 290312.
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- ----
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-
- UNA DONNA.
-
- _Dramma in quattro atti._
-
-Questo dramma, scritto il 1888, fu rappresentato per la prima volta il 2
-maggio 1892 dalla compagnia _Pasta-Garzes-Reinach_, protagonista _Tina
-di Lorenzo_, al _Fiorentini_ di _Napoli_.
-
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-
- PERSONAGGI:
-
- _Clelia_.
- _Signora Maria Renzi._
- _Mario Renzi_, _suo figlio_.
- _Gerardo Carsanti._
- _Signor Brambini._
- _Beatrice_, _sua nipote_.
- _Bartolomeo._
- _Angiolina._
- _Fonseca._
- _Giannetti._
- _Verani._
- _Maturi._
- _Saverio_, _portinaio_.
- _Un Albergatore._
- _Teresa_, _cameriera_.
- _Giacomo_, _servo_.
- _Carmela._
-
- La scena, a Napoli: verso il 1880.
-
-
-
-
- *Annotazioni per gl'interpreti.*
-
- _Clelia_: ventidue anni, graziosa, fragile, variabilissima di
- aspetto e di accento. -- _Mario_: trent'anni, pittore: ha
- qualche cosa d'inconsciamente affascinante. -- _Signora Renzi_:
- sessant'anni, aspetto sereno, dolce, modestamente signorile. --
- _Gerardo Carsanti_: quarantacinque anni: faccia poco simpatica,
- occhi lievemente affetti da strabismo, modi o troppo melliflui o
- troppo ruvidi: veste con esagerata e falsa eleganza. -- _Signor
- Brambini_: sessantacinque anni, ex capitano borbonico: aspetto
- bonario. -- _Beatrice_: diciotto anni: è una fanciulla bellina,
- semplice e mite. -- _Bartolomeo_: circa cinquant'anni, ex
- maestro di ballo: tipo comico: porta delle scarpine senza tacco
- e in testa un berretto ben ricamato. -- _Angiolina_:
- quarantasette anni, rivenditrice di abiti: aria di persona
- zelante, affaccendata, inframmettente, pettegola. -- _Fonseca_:
- trentott'anni: medico di poca importanza: vivacità furbesca e
- cordiale. -- _Giannetti_: quarant'anni: contegno d'uomo di
- mondo. -- _Verani_: trentadue anni: giovanotto vacuo e
- stupidamente sentimentale. -- _Maturi_: età indefinibile:
- galoppino di Carsanti: magro, sparuto, sembra un usciere di
- tribunale. -- _Saverio_: portinaio d'un palazzetto abitato dal
- mezzo ceto: un omuncolo bilenco. -- _Albergatore_: è rozzo,
- burbero. -- _Teresa_: cameriera giovane e astuta. -- _Giacomo_:
- figura di servo sciatto, inelegante. -- _Carmela_: giovane
- popolana.
-
-
-
-
- ATTO PRIMO.
-
-
-_Camera modesta, quasi povera, in disordine. Poche suppellettili tra cui
-un attaccapanni, una tavola, uno stipetto basso, seggiole stranamente
-diverse. Sull'attaccapanni, soltanto una sottana bianca. Sulla tavola,
-un tovagliolo mezzo aggrovigliato e alcune bucce di frutta. Sopra una
-seggiola, un paio di stivalettini attillati. Sullo stipetto, piatti,
-bicchieri, forchette, cucchiai, coltelli, qualche bottiglia, qualche
-vaso di creta. In fondo, una porta senza battenti che lascia vedere una
-saletta e l'uscio di scala. Accanto a questa porta, una seggiola. A
-destra, un'altra porta. A sinistra, una finestra._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- ANGIOLINA _e_ PORTINAIO.
-
-
-_(Quando s'alza la tela, il campanello penzolante ad un muro della
-saletta si agita e strepita. Nella stanza non c'è nessuno. -- Silenzio.
--- Poi, un'altra volta, il campanello strepita. -- E di nuovo silenzio.
--- Quindi si sente la voce pettegola di Angiolina di là dall'uscio
-chiuso.)_
-
- _Angiolina_
-
-Ohè! Portinaio!... Portinaio, qui non mi si apre.... Non c'è nessuno in
-casa? _(Pausa.)_ E mi avete fatto salire!... _(Pausa.)_ Allora venite ad
-aprirmi.... Sono io, Angiolina la rivenditrice.... Venite ad aprirmi....
-Aspetterò che venga la signorina.... _(Pausa. -- Tra sè:)_ Ah! benedetto
-Dio!....
-
-_(Si apre l'uscio. Entrano il portinaio con un chiavino in mano e
-Angiolina che porta sul braccio una veste avvolta in un panno bianco.)_
-
- _Portinaio_
-
-_(entrando)_ Eh! bella mia, io ho l'ordine di non dare la chiave che al
-signor Mario. Ho aperto perchè siete voi. Se volete aspettare qui,
-accomodatevi pure; ma, senza offesa, io vi tengo compagnia.
-
- _Angiolina_
-
-Angiolina può entrare sempre, per regola vostra: e poi, statevi attento
-che c'è tanta roba preziosa da portar via!... _(Ironicamente)_ In questa
-casa si guazza nell'oro!... È una pietà, è una pietà!...
-
- _Portinaio_
-
-_(confidenzialmente)_ Ma che ci volete fare! Questa poveretta è pazza.
-Se sapeste che offerte ha rifiutate! Il male è che ci vado io di
-mezzo.... E se qualche galantuomo viene a mettermi nelle mani una carta
-di cinque lire, solamente, già, per informarsi -- perchè, tanto,
-ambasciate a lei non glie ne porto più --, io non ci sto bene di
-coscienza, e sono perfino capace di non accettare la mancia. È un
-peccato mortale!
-
- _Angiolina_
-
-Lo dite a me? Lo so io se è un peccato mortale: io, che ero abituata ad
-avere da lei tutto quello che volevo... mentre adesso poco ci manca che
-non debba io soccorrere lei! Ah! quando penso ai tempi in cui la sua
-casa era in festa di giorno e di notte e si gettava la roba dalla
-finestra tant'era l'abbondanza; quando penso alle risate che mi faceva
-fare -- perchè mi voleva un gran bene e mi raccontava tutti i fatti suoi
---, credetemi, don Saverio, mi viene da piangere. Aveva sempre trattato
-gli uomini come fantocci, e ne aveva avuto tesori, e se n'era sempre
-infischiata... -- senza mai commettere mal'azioni, veh!, perchè cattiva
-non era... --; ed ecco che da un giorno all'altro s'incapriccia di
-questo spiantato, e addio allegria, addio abbondanza! Manda al diavolo
-tutti gli amici, e si riduce in questo stato....
-
- _Portinaio_
-
-Apritele gli occhi voi.
-
- _Angiolina_
-
-Non c'è come persuaderla. Se le parlo, non mi dà neanche retta.... Ed
-io, che potrei!... Basta!...
-
- _Portinaio_
-
-«Potreste»?... Lasciatemi sentire: che cosa potreste? A me dovete dire
-tutto. Confidatevi.... Tengo segreti qua dentro _(la mano sul petto)_,
-che neppure un confessore!
-
- _Angiolina_
-
-_(non volendo compromettersi)_ No.... niente di positivo....
-
- _Portinaio_
-
-Volete farmi dei misteri; ma questo non va bene. Perchè, se poi avete
-bisogno di me....
-
- _Angiolina_
-
-Ma che vi pare? Avessi da confidarvi qualche cosa, non ve la confiderei?
-Lo so che siete un buon uomo, e che, all'occorrenza, per un amico, vi
-gettereste nel fuoco; ma, vi ripeto, per ora non c'è niente, non c'è
-niente....
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- MARIO, ANGIOLINA, PORTINAIO.
-
-
- _Mario_
-
-_(dalle scale)_ Che è questa porta aperta? _(Entra. Vedendo Angiolina,
-mostra di seccarsene.)_ Ah! qui si fa conversazione....
-
- _Angiolina_
-
-Serva vostra!
-
- _Portinaio_
-
-_(togliendosi il berretto)_ Tenevo compagnia a donn'Angiolina per non
-farla aspettare fuori la porta. Questa è la chiave. _(Gliela dà.)_
-
- _Mario_
-
-_(prende la chiave. Infastidito e stanco, siede dopo di aver lasciato in
-un angolo il cappello e un quadretto che aveva portato sotto il
-braccio.)_ E la signora?
-
- _Portinaio_
-
-È uscita che saranno più di due ore. Poco potrà tardare. Comandate
-niente?
-
- _Mario_
-
-No.
-
- _Portinaio_
-
- _(esce.)_
-
- _Mario_
-
-_(ad Angiolina, che gli è rimasta indietro, si rivolge tranquillamente)_
-Che siete venuta a fare? Ve l'ho già detto: desidero che qui non ci
-veniate.
-
- _Angiolina_
-
-_(paziente)_ La signorina Clelia mi aveva dato a vendere una veste,
-_(mostra la veste)_ ed io vengo a dirle che non è stato possibile: non
-glie la vogliono comprare neppure per dieci lire.
-
- _Mario_
-
-_(mal celando il turbamento)_ Quale veste?
-
- _Angiolina_
-
-_(cavandola dal panno)_ Eccola....
-
- _Mario_
-
-Come! Anche questa?!
-
- _Angiolina_
-
-Sissignore, anche questa.
-
- _Mario_
-
-E non l'hanno voluta?
-
- _Angiolina_
-
-È di lanetta leggera. Fosse roba d'inverno, si troverebbe a vendere
-facilmente. Ma è robetta di mezza stagione, e siamo in novembre....
-
- _Mario_
-
-_(interrompendola)_ Sta benissimo. Dirò io tutto ciò alla signora.
-Lasciate lì la veste e non vi date pena. Non è necessario vendere questi
-stracci.... Grazie tante, e addio. _(La saluta con la mano,
-congedandola.)_
-
- _Angiolina_
-
-Ma io non ho fretta. Posso aspettare.
-
- _Mario_
-
-Addio! Addio! Volete farmi il piacere d'andarvene?
-
- _Angiolina_
-
-Ah!... ecco la signorina Clelia.
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- CLELIA, ANGIOLINA, MARIO.
-
-
- _Clelia_
-
-_(arriva tutta scalmanata, con in mano un mazzo di fiori sciolti e
-alcuni cartocci. Giungendo, va difilata a dare un bacio a Mario.)_ Il
-portinaio m'ha detto che eri qui, e non so perchè mi son messa a correre
-per le scale, come se non t'avessi visto da una settimana.... Ah!... non
-ne posso più. _(Pone sopra la tavola i cartocci, mette i fiori in un
-vaso, e si lascia cadere, trafelata, su una seggiola.)_ Male! Male,
-Mario mio! Le cose vanno male! Ma non te ne affliggere....
-
- _Mario_
-
-Si direbbe che vanno bene: hai fatto perfino una provvista di fiori.
-
- _Clelia_
-
-Me li ha regalati....
-
- _Mario_
-
-Chi?
-
- _Clelia_
-
-Un bel giovanotto. Ah! ah! ah! Saresti capace di crederlo?... Me li ha
-regalati la solita vecchietta.... Ella sa che io non ci posso stare a
-lungo senza fiori, come io so che ogni tanto una buona colazione la
-rende felice!... _(Rivolgendosi ad Angiolina con dissimulazione)_ E tu,
-Angiolina, come sei capitata qui? Che vento ti ha portata da questa
-parte?
-
- _Mario_
-
-È inutile di fingere, cara Clelia: lo so che avevi mandato a vendere
-anche questa vesticciola di lana.... Ti ridurrai come una pezzente da
-non poter più uscire di casa.
-
- _Clelia_
-
-_(con un sorriso di bontà)_ Eh! Chi sa! Non tutti i giorni sono uguali!
-Bisogna sempre sperare! Ma a te, Angiolina, com'è saltato in mente di
-dire a Mario la faccenda della veste?
-
- _Angiolina_
-
-Egli mi rimproverava ch'io fossi venuta, e per giustificarmi....
-
- _Clelia_
-
-Intanto, la veste è qui.... Perchè?
-
- _Angiolina_
-
-Perchè, signorina mia bella, se vi contentate di poche lire, io farò
-un'altra giratina e cercherò di venderla; altrimenti è proprio
-impossibile.
-
- _Clelia_
-
-Poche lire! Come sarebbe a dire? Una cinquantina?
-
- _Angiolina_
-
-Scherzate! Meno di dieci. Per dieci me l'hanno rifiutata.
-
- _Clelia_
-
-Caspita! Mi arricchirò. Beh! Vendila come meglio puoi. Siano pure otto
-lire. Saranno sempre guadagnate.
-
- _Angiolina_
-
-_(riavvolgendo la veste nel panno bianco e rimettendosela sul braccio)_
-Volevo poi dirvi, se il signorino permette, un'altra cosa... _(timida e
-prudente)_ riguardante.... quell'altro abito....
-
- _Clelia_
-
-_(schietta)_ Quale altro abito?
-
- _Angiolina_
-
-_(vorrebbe spiegarsi con gli sguardi)_ Ma come?! Non vi ricordate?...
-_(Le si avvicina e le dice all'orecchio:)_ Vi debbo parlare di
-premura....
-
- _Mario_
-
-Alzate la voce, donn'Angiolina! Alzate la voce! Qui non c'è bisogno di
-far tanti misteri, e, soprattutto,... non c'è bisogno dei vostri
-servigi. Voi volete mettermi con le spalle al muro, volete. Non mi fate
-perdere la pazienza.... Ve l'ho fatto capire, sì o no, che mi siete
-antipatica?
-
- _Clelia_
-
-_(rimproverando con mitezza)_ Mario!...
-
- _Angiolina_
-
-Ih! che maniere!... Vi ho messo forse la mano nella tasca?
-
- _Mario_
-
-No, non me l'avete messa.... _(La prende per un braccio conducendola
-verso la porta)_ Non me l'avete messa; ma, per ora, andatevene.
-
- _Angiolina_
-
-_(opponendo una lieve resistenza e guardando Clelia come se aspettasse
-un cenno di risposta)_ Un momento....
-
- _Mario_
-
-Andatevene.... _(La tiene sempre pel braccio.)_
-
- _Angiolina_
-
-Ma....
-
- _Clelia_
-
-_(con un gesto la prega di pazientare.)_
-
- _Mario_
-
-Andatevene. _(L'accompagna sino alla porta, e glie la chiude in
-faccia.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- CLELIA _e_ MARIO.
-
-
- _Clelia_
-
-_(umilmente)_ Perchè la tratti così? Che t'ha fatto di male quella
-poverina?
-
- _Mario_
-
-Non m'ha fatto nulla di male, ma il vederla bazzicare ancora in questa
-casa mi urta i nervi. La sua presenza mi ricorda troppo la tua vita
-passata e mi pare che lei possa rimetterti in relazione con tutta quella
-gente che t'ha rovinata.
-
- _Clelia_
-
-_(un po' celiando)_ Veramente, non è quella gente che ha rovinata me;
-sono io, invece, che, talvolta, ho rovinata quella gente.... Intanto, tu
-credi che io possa lasciarmi adescare da donn'Angiolina? _(malcontenta)_
-È strano....
-
- _Mario_
-
-_(alquanto irritato)_ Strano o no, quella femminaccia mi fa paura, ed io
-ti proibisco di....
-
- _Clelia_
-
-_(interrompendolo con dolcezza)_ Non la riceverò più, sta tranquillo. O
-che vogliamo litigare per donn'Angiolina?... _(Mutando tono)_
-Permettimi, piuttosto, di farti il resoconto della mia giornata. È
-cominciata benino, sai; ma poi..., ahimè!, ho sprecato fiato e tempo.
-
- _Mario_
-
-Sentiamo com'è cominciata.
-
- _Clelia_
-
-_(cava di tasca una scatolina di sigarette e gliene offre una)_
-Provvisoriamente, fuma una sigaretta.
-
- _Mario_
-
-_(pigliandola, la guarda)_ Perdio! Delle Tocos!
-
- _Clelia_
-
-_(con solennità burlesca)_ Bagnate dall'onorato sudore della mia fronte:
-le ho comprate.
-
- _Mario_
-
-_(turbato, le rende la sigaretta)_ Grazie, io non ne voglio. Io non fumo
-sigarette di lusso....
-
- _Clelia_
-
-_(un po' mortificata e anche meravigliata)_ Credevo che per una
-volta.... Gli è che stamane -- ed ecco quel che ti dicevo -- ho
-cominciato col far quattrini. Sicuro! Sono andata dalle Suore, le quali,
-come di solito, mi hanno accolta festosamente, e subito m'hanno data la
-buona notizia che il cuscino era stato venduto alla baronessa.... Non mi
-ricordo a quale baronessa, ma insomma era stato venduto.
-
- _Mario_
-
-Il cuscino! Quale cuscino?
-
- _Clelia_
-
-Come! Non l'avevi veduto? Non lo avevi ammirato? Già, hai ragione, io
-l'ho fatto di nascosto perchè non ero certa di riuscire. Ma sono
-riuscita!... Era di raso azzurro, sai, chiaro chiaro: una tinta
-deliziosa; e sull'azzurro spiccavano i rami verde cupo e i fiori di
-velluto d'un rosa pallidissimo. Modestia a parte, un gusto sopraffino.
-Pareva un quadro.... un quadro tuo! Che bellezza! Che bellezza!
-
- _Mario_
-
-Molte spese, però.
-
- _Clelia_
-
-Oh! non molte.... _(Facendo il conto)_ Un trentacinque lire: non più.
-
- _Mario_
-
-E le Suore te l'hanno venduto per....
-
- _Clelia_
-
-_(imbarazzata come una bambina)_... Per qualche cosa di meno. Ma guarda:
-per la prima volta bisogna transigere. Tutto sta a mettersi in
-carreggiata... Vedrai, vedrai che quattrini!
-
- _Mario_
-
-Sì, sì, vedrò. E che altro hai fatto?
-
- _Clelia_
-
-Ero tutta contenta d'aver lucrato... -- via lasciamene l'illusione --
-d'aver lucrato una bella sommetta, e mi sono messa in giro, perchè ho
-pensato: «profittiamo del buon quarto d'ora.» Avevo stabilito di non
-ritornare a casa se non avessi conchiuso sul serio qualche affaruccio.
-Ma,... il quarto d'ora era già passato! Sta' a sentire. Sapevo che alla
-_Ville de Londres_ era disponibile il posto di direttrice.... Dirigere
-una sartoria!... L'idea mi sorrideva. Vi sono andata. Ma il signor
-Angeloni, il proprietario, mi ha subito riconosciuta e mi ha detto: se
-volete ordinare degli abiti sono a vostra disposizione, ma che io mi
-permetta di dare a voi cento lire al mese è addirittura inverosimile.
-Poi sono andata da _Madame_ Richard. Nella sua casa, veramente, non
-sapevo che fosse disponibile nessun posto.... Pure ci sono andata con
-non so quale speranza nel cuore. _Madame_ Richard, da quella donna
-d'esperienza che è, s'è meravigliata meno del signor Angeloni....
-Senonchè, m'ha detto che avrebbe potuto offrirmi l'ufficio di
-_essayeuse_.... Cinquanta lire al mese per mettermi addosso la roba
-altrui e star lì come un attaccapanni a girarmi e a rigirarmi avanti
-alle contesse e alle principesse armate di _lorgnettes_ e di
-malignità!... Capirai:... non ne varrebbe la pena e sarebbe superiore
-alle mie forze.... Finalmente, mi sono recata all'Agenzia dei Fratelli
-Morandi. Uh! per far loro intendere che io chiedevo e non offrivo
-un'occupazione di governante, c'è voluto un bel po'. Hanno preso nota
-del mio nome e della mia abitazione, e quando ho voltato le spalle...
-m'è parso di sentire che sghignazzassero, burlandosi di me.... _(Con
-malinconia)_ Forse anch'essi m'avevano riconosciuta. _(Pausa)_ Ero
-stanca,... Ho fatto delle spesucce e sono montata in un tram. Uno
-sfaccendato m'importunava; sono discesa: lo sfaccendato è disceso anche
-lui e m'ha seguita: ed io, per liberarmene, ho presa la prima
-carrozzella che mi è capitata dinanzi...: una carrozzella sciancata
-ch'era un piacere a starci dentro...; e sono arrivata qui, tutta
-scombussolata, con le ossa rotte, senza aver conchiuso niente! Mah!
-_(Sospira.)_ Lasciamo fare alla provvidenza.... _(Sorride tristamente.)_
-E se quella lì non ne vuol sapere, rimedieremo altrimenti.... Perchè,
-tanto, è meglio morire che vivere assai male!...
-
- _Mario_
-
-_(con rammarico affettuoso)_ Questo è poco confortante per me che sono
-la ragione vera dei tuoi sagrifizii...
-
- _Clelia_
-
-_(scotendosi e fingendosi rianimata ed allegra)_ Su! su! Non farmi
-quella faccia da sepolcro! Se ho avuto un momento di tristezza,
-perdonami. E non parlarmi più di sacrifizii. Del resto, ne hai fatti e
-ne fai tanti tu per me.
-
- _Mario_
-
-Io! Io!... Che faccio io per te? Che cosa posso fare? Che cosa so fare?
-_(Quasi parlando tra sè)_ Sì, dipingo! Oh! il gran pittore che sono! A
-stento riesco a guadagnare quanto basta per non lasciar morire d'inedia
-quella povera mamma mia, acciaccata e sola com'è....
-
- _Clelia_
-
-Hai soccorso pure me, tante volte! Sei stato così delicatamente
-generoso....
-
- _Mario_
-
-_(con ironia contro sè medesimo)_ Ma sì! Generosissimo!
-
- _Clelia_
-
-E quando sarai tranquillo di spirito, guadagnerai anche di più. Farai
-dei bei quadretti.... Anzi dei quadrettoni, e io sarò la tua modella....
-Ho già un nomignolo di modella! _Cosuccia_.... Ero predestinata.... Ma
-bada che allora vorrò essere pagata.... _(Scherzando amorosamente)_ E tu
-mi pagherai! Oh! se mi pagherai!...
-
- _Mario_
-
-Non t'illudere, Clelia mia. Credimi, sarò sempre un imbrattatore di
-tele: qui dentro _(toccandosi la fronte)_ non c'è niente!
-
- _Clelia_
-
-_(energicamente)_ E quest'è la tua sventura! Chi non comincia col
-credersi per lo meno un genio, non sarà mai apprezzato da nessuno.
-_(Indi, eccitandosi in una falsa allegria)_ Ma che importa?... Sei un
-genio per me, e basta! Non ti apprezzano gli altri? Peggio per loro! Non
-ti festeggiano? Ti festeggio io! Adesso, per esempio, ti offro un
-banchetto. E che banchetto! Ho qui _(disfacendo i cartocci)_ della
-_galantina_ eccellente... un po' di tartufi in _boîte_,... e perfino dei
-_sospiri_ di Van Bol.... Non mi sgridare: era tanto tempo che non
-mangiavo dolci! Ne ho presi per me, per te e anche... per la tua mamma.
-T'offro, come vedi, un banchetto luculliano. Vino, poco; ma buono...
-cioè, così così: una mezza bottiglia di Capri bianco. Ti piace?
-
- _Mario_
-
-_(sempre più rattristandosi)_ Ho già fatto colazione a casa. Grazie.
-Mangia tu, cara Clelia, che devi avere appetito.
-
- _Clelia_
-
-Appetito?... Fame! Fame! Altrochè appetito! _(Va aggiustando
-graziosamente la piccola mensa.)_ Dunque, non vuoi accettare? Auff! fai
-lo schizzinoso.... Vedi... mi mortifichi.... _(Mette in mezzo alla
-tavola dei fiori.)_ Benissimo! _(A un tratto)_ Ah!... ho dimenticato la
-cosa più importante: il pane. Ma non è nulla. Ora ordino a uno dei miei
-servitori che me ne comperi. _(Va alla finestra.)_
-
- _Mario_
-
-Che fai?
-
- _Clelia_
-
-Chiamo uno dei miei dodici servitori: il portinaio. _(Chiamando)_ Don
-Saverio! Don Saverio! _(Pausa.)_ Fatemi il piacere di comperarmi quattro
-soldi di pane. _(A Mario)_ Ho fame, io! _(Al portinaio)_ Ma, badate:
-voglio di quei panini neri.... Andate giù, alla Panetteria Francese....
-_(Pausa. Poi, rispondendo al portinaio)_ Sì, sì, laggiù.... _(Pausa.)_
-Ah! ho capito: non avete i soldi. Ebbene, venite qua, salite, chè ve li
-darò io. _(A Mario, celiando)_ Quest'uomo non ha mai il becco d'un
-quattrino!
-
- _Mario_
-
-Un genio incompreso anche lui!...
-
- _Clelia_
-
-_(gira intorno, impaziente, andando in cerca di qualche cosa)_
-Diamine... diamine....
-
- _Mario_
-
-Che cerchi?
-
- _Clelia_
-
-Nulla _(Si fruga nelle tasche.)_ Non trovo il portamonete, ecco.
-_(Continua a frugare.)_
-
- _Mario_
-
-Sicchè?...
-
- _Clelia_
-
-_(desolata)_ Ehi... me l'avranno rubato nel tram.... Ma no! Se ho pagato
-il cocchiere della carrozzella.... Ah! comprendo: siccome ho pagato
-prima di scendere, così certamente l'ho lasciato nella carrozzella....
-Che testa, mio Dio, che testa! _(Si scorge in lei uno sconforto tetro.)_
-
- _Portinaio_
-
- _(picchia alla porta.)_
-
- _Mario_
-
- _(scrollando il capo, apre.)_
-
- _Clelia_
-
-Mario... ce li dài tu i quattro soldi?
-
- _Mario_
-
-_(dopo aver messo le mani nelle saccocce, dice con tormentoso
-rincrescimento:)_ Non ce li ho.
-
- _Clelia_
-
-_(costringendosi alla disinvoltura e alla gaiezza)_ Beh!... poco male!
-Banchetteremo senza pane. _(Al portinaio)_ Grazie, don Saverio: non ho
-più bisogno di voi. _(Ma il portinaio indugia.)_ Che è? Avete da dirmi
-qualche cosa?
-
- _Portinaio_
-
-_(le si avvicina e le parla all'orecchio)_ È venuto, poco fa, il padrone
-di casa.... Si lamentava che pareva avesse mal di stomaco.... Ha detto
-che un altro giorno aspetterà, e poi... mi spiego? Voleva salire,
-voleva: ma io gli ho detto che non c'era nessuno.
-
- _Clelia_
-
-_(sottovoce)_ E ritornerà?
-
- _Mario_
-
-_(sente confabulare senza intendere le parole e monta in collera)_
-Sempre misteri! Sempre confabulazioni segrete!
-
- _Clelia_
-
-_(dolcemente)_ Nessun mistero....
-
- _Mario_
-
-Voglio sapere!
-
- _Clelia_
-
-Oh! io non volevo dirtene nulla per non seccarti, ma giacchè Dio sa che
-scioccherie sospetti -- e sei molto ingiusto --, eccoti la verità: il
-padrone di casa vuol mandarmi via. Sei contento, ora?
-
- _Mario_
-
-_(mortificato e calmo)_ Non ti manderà via. Fra un paio di giorni, se
-non prima, avrà quello che deve avere.
-
- _Clelia_
-
-Avete udito, don Saverio? Sicchè, ditegli che stia tranquillo.... E, per
-carità, se ritorna, non me lo fate vedere! Uh! quanto è antipatico!
-
- _Portinaio_
-
-_(stringendosi nelle spalle, se ne va borbottando.)_.... Antipatico...
-antipatico.... Se quello viene, posso io dirgli d'andarsene?...
-Basta.... _(Esce, chiudendo la porta.)_
-
- _Clelia_
-
-_(con uno dei soliti sforzi di finta spensieratezza)_ Sì, sì, basta con
-i guai, oggi!... «Signora Clelia il pranzo è servito».... _(Siede a
-tavola. Cava il turacciolo dalla bottiglia, e versa il vino nel
-bicchiere, mentre Mario è lontano. Indi, a un tratto, cede a un istante
-d'abbattimento, appoggia i gomiti sulla tavola, e fra le mani stringe il
-capo abbandonato.)_
-
- _Mario_
-
-_(se ne accorge e le si avvicina alle spalle)_ Clelia mia, lo vedi:
-questa vita non è per te!
-
- _Clelia_
-
-_(senza alzare il capo, con dolcezza)_ Non mi dir niente, Mario.
-
- _Mario_
-
-No, non ti rimprovero.... Tutt'altro! _(Le bacia i capelli.)_
-
- _Clelia_
-
-_(gli si volta con le lagrime agli occhi)_ Mario mio....
-
- _Mario_
-
-Tu mi lascerai.... Tu devi lasciarmi: lo comprendo.
-
- _Clelia_
-
-No....
-
- _Mario_
-
-Devi lasciarmi.
-
- _Clelia_
-
-Ma io ti voglio bene! Mario, credimi. Te lo dico... semplicemente: io
-non potrei più vivere senza di te.
-
- _Mario_
-
-Ti sembra così... perchè ora non vedi che me, perchè ora eviti qualunque
-tentazione, perchè vivi isolata: tutta la tua vita è concentrata nella
-mia persona, e tu dimentichi perfino che ci sono al mondo tanti altri
-uomini, sì, tanti altri uomini migliori di me, meno noiosi, più
-attraenti, più intelligenti... _(Concitandosi)_ Ma se questi uomini ti
-stessero un po' attorno, tu, pure essendo buona come sei, pure amandomi
-come mi ami, cominceresti a fare dei confronti e cominceresti a
-comprendere di nuovo che il bacio che ti do io non vale più di quello
-d'un altro. Grado grado, ti persuaderesti di essere vittima di una
-fissazione, d'un equivoco... e -- anche prima di lasciarmi -- mi
-tradiresti....
-
- _Clelia_
-
-_(di scatto)_ Mai!... Questi altri uomini, che dici tu, io li ho
-conosciuti, io me li ricordo: li incontro ancora, talvolta, per la
-strada.... E li faccio sempre i confronti, e non mi riesce di trovarne
-uno che mi paia migliore del mio Mario. E poi, me li figuro vicino a me,
-desiderosi di me... _(con evidenza)_ e, al solo pensiero di averne un
-bacio, io provo disgusto, io sento ribrezzo.... Come potrei dunque
-tradirti?... Non è già che io pretenda d'essere una donna virtuosa....
-Non ho nemmeno un'idea chiara di ciò che sia la virtù.... Ma non saprei,
-non saprei più subire nessun fastidio del cuore e del senso. E dimmelo
-tu: -- questo disgusto, questo ribrezzo, quest'impossibilità, completa,
-assoluta, di tollerare, da che ho conosciuto te, sinanche un bacio, un
-semplice bacio, d'un altro uomo, che cosa significa? È la virtù?... o è
-il vizio?... È un bene?... o è un male?... Io non lo capisco. Ma capisco
--- ed è certo -- che solamente tu mi sei piaciuto e solamente tu mi
-piaci, e che tua, tutta tua, esclusivamente tua posso e voglio essere.
-
- _Mario_
-
-_(commosso)_ Clelia! Clelia!
-
- _Clelia_
-
-_(con amorevole abbandono)_ Mi hai trasformata....
-
- _Mario_
-
-Clelia mia, ti ringrazio.... _(La bacia.)_
-
-_(Tutti e due si calmano. Mario si stacca da lei rincorato, svelto,
-arzillo e va a prendere il cappello e il quadretto.)_
-
- _Clelia_
-
-_(scontenta)_ Che fai! Mi lasci proprio adesso?
-
- _Mario_
-
-Sì, ti lascio proprio adesso, perchè adesso mi sento benone, pieno di
-coraggio.... Ho una buona speranza.... Mi pare che tutto ciò che tenti
-adesso mi debba riuscire.... Ho qui un piccolo capolavoro.... _(Mostra
-il quadretto avvolto in una carta.)_
-
- _Clelia_
-
-Lasciami vedere....
-
- _Mario_
-
-È una testina: pare il ritratto d'una scimmia. Ma ho appuntamento con la
-cima degli imbroglioni: un mezzano d'arte apocrifa. E, perbacco, oggi
-stesso quello lì mi farà trovare... il compratore americano!
-
- _Clelia_
-
-Lasciami vedere..
-
- _Mario_
-
-_(allegro)_ Ti farò vedere... il biglietto rosso. Ahi ah! ah!
-Arrivederci, _(l'abbraccia e bacia)_ arrivederci, cuor mio, _Cosuccia_
-mia, tutta mia, solamente mia....
-
- _Clelia_
-
-_(ansiosa e triste)_ Non te ne andare ancora.... Aspetta.... Mi sembra
-così brutto che tu te ne vada ora che la tristezza è passata....
-
- _Mario_
-
-Va là, che voglio profittare di questo lampo... di genio! Vado e torno
-presto. _(Via di corsa chiudendo l'uscio.)_
-
- _Clelia_
-
-_(sùbito lo riapre, chiamando Mario come se avesse bisogno urgente di
-trattenerlo)_ Mario!.. Mario!.. _(Tra sè)_ Ih! come corre!.. _(Senza
-chiudere l'uscio, si accascia sulla sedia presso la porta.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- CLELIA, ANGIOLINA, _indi_ CARSANTI.
-
-
- _Clelia_
-
-_(si sente male; le manca il respiro; è abbattuta.)_ Ahi!... Ahi!...
-_(S'alza, va fino alla tavola apparecchiata, e beve avidamente il vino
-già versato nel bicchiere. Quindi, respira come si sentisse meglio. --
-Resta assorta, in piedi, con le spalle voltate alla porta.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(entra, non vista, circospetta)_ Io sono qui.
-
- _Clelia_
-
-_(voltandosi)_ Hai venduto l'abito?
-
- _Angiolina_
-
-Ma che abito!! _(Sempre guardinga)_ Ero abbasso a far la spia. Appena il
-signor Mario è uscito, io ho infilato il portone. Non sono sola. C'è per
-le scale il signor Carsanti.
-
- _Clelia_
-
-_(scattando con violenza)_ E chi t'ha dato il permesso di condurmi
-questo seccatore?
-
- _Angiolina_
-
-Nessuno! E se dovevo aspettare che me lo deste voi il permesso, sarei
-stata fresca! _(Umilissima)_ Ma quel poveretto mi ha tanto pregata, che
-io ne ho avuto pietà. E poi non è un appestato, che diamine! Almeno
-state a sentirlo per cinque minuti. Non vi costa niente. E diteglielo
-voi stessa in faccia un bel no come glie lo avete mandato a dire tante
-volte per mezzo mio.... E allora se ne persuaderà e lascerà in pace voi
-e me. _(Esplodendo)_ Oh! io sono stanca di andare e venire ogni giorno
-inutilmente! _(Mutando tono)_ Lo posso fare entrare?
-
- _Clelia_
-
-Bada che lo tratto male!
-
- _Angiolina_
-
-Trattatelo come volete: io me ne lavo le mani. _(Corre verso la porta.)_
-
- _Clelia_
-
-No, Angiolina: ti proibisco....
-
- _Angiolina_
-
-Meglio levarselo d'attorno una volta per sempre. _(Sull'uscio, a voce
-bassa)_ Ehi, ehi, signor Carsanti....
-
- _Clelia_
-
-«Ti proibisco» dico!...
-
- _Angiolina_
-
-_(senza darle retta)_ Signor Carsanti, favorite... favorite.... La
-signorina ha acconsentito a ricevervi....
-
- _Clelia_
-
-_(non ha l'energia di ribellarsi, ed esclama quasi tra sè:)_ Bugiarda!
-
- _Angiolina_
-
-_(facendo strada a Carsanti)_ Avanti... Avanti....
-
- _Clelia_
-
-_(si concentra nella rabbia e nella debolezza.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(chiude l'uscio non appena Carsanti è entrato.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(timidamente)_ Grazie d'avermi finalmente concesso....
-
- _Clelia_
-
-_(severa)_ Non c'è da ringraziarmi, perchè non ho concesso nulla. Ho
-tollerato che voi entraste soltanto per dirvi... per pregarvi di non
-importunarmi più.
-
- _Carsanti_
-
-_(paziente e galante)_ È dunque un odio?
-
- _Angiolina_
-
- _(resta indietro vigilando.)_
-
- _Carsanti_
-
-Ma che cosa ho fatto io per essere da voi odiato?... In altri tempi, una
-persona come me non sarebbe stata odiata da voi: anzi voi l'avreste
-accolta con cortesia, con molta cortesia....
-
- _Clelia_
-
-_(crudamente)_ Che ne sapete voi?...
-
- _Carsanti_
-
-Suppongo.
-
- _Clelia_
-
-Non avete il dritto di fare delle supposizioni sul conto mio.
-
- _Carsanti_
-
-Perdonate.... Non ho la menoma intenzione di offendervi, nè
-d'irritarvi....
-
- _Clelia_
-
-E allora perchè siete venuto mio malgrado?
-
- _Carsanti_
-
-Perchè... ho avuto in mente di fare una buona azione.
-
- _Clelia_
-
-Quale?
-
- _Carsanti_
-
-_(sempre timidamente)_ ...Io so che le vostre condizioni finanziarie non
-sono floride; io so che siete stata obbligata a vendere i pochi abiti
-che vi restavano; io so che menate una vita di privazioni, di
-sagrifizii, di torture; io so che avete dei debiti....
-
- _Clelia_
-
-Non è vero! In ogni caso, ciò non vi riguarda: io non vi conosco!
-
- _Carsanti_
-
-E io desidero che mi conosciate. La buona azione che intendo di compiere
-basterà, spero, a rendermi meno ignoto. _(Pausa.)_ Per una donna come
-voi, abituata al lusso e alla spensieratezza, per una donna così bella,
-così fine, così preziosa, la miseria... è un'offesa! E io voglio, a
-qualunque costo, comprendete, a qualunque costo, voglio salvarvi dalla
-miseria....
-
- _Clelia_
-
-Non lo potete!
-
- _Carsanti_
-
-Sono ricco....
-
- _Clelia_
-
-Ma non vi amo.
-
- _Carsanti_
-
-_(con un sorriso maligno, sommessamente)_ Non è stato poi sempre
-necessario che amaste per....
-
- _Clelia_
-
-_(interrompendolo e smettendo un po' l'aria burbera)_ Ma ora, vedete,
-non sono più la stessa.... Signore, apprezzate la mia franchezza: non vi
-amo _(recisa)_ e non potrei essere da voi posseduta mai! Ve lo chiedo in
-grazia: non insistete.
-
- _Carsanti_
-
-_(insinuante)_ Io insisto....
-
- _Angiolina_
-
-_(non vista da Clelia, gli fa dei cenni come per ricordargli il
-consiglio datogli, di fingersi, cioè, un semplice benefattore.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(non intende bene, e a ogni parola guarda Angiolina per secondarla)_
-Voi non siete più la stessa? Lo credo.... Voi non mi amate, voi non
-potete essere mia?... Sta bene. E se io... offrendovi il mio appoggio...
-non vi chiedessi che... la vostra....
-
- _Angiolina_
-
-_(approva e lo incoraggia, coi gesti, a continuare.)_
-
- _Carsanti_
-
-... che la vostra amicizia?
-
- _Clelia_
-
-_(si stringe nelle spalle sorridendo d'incredulità.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(accorgendosi che la conversazione piglia una piega amichevole,
-vorrebbe lasciarli liberi)_ Io, intanto, me ne vado a sbrigare qualche
-faccenda.... Torno più tardi.
-
- _Clelia_
-
-_(presa dal panico)_ No, Angiolina. Resta qui! _(Le si avvicina
-repentinamente per trattenerla, le si aggrappa alla veste e le dice
-sottovoce:)_ Ma se viene Mario, qui scoppia una tragedia....
-_(Sussultando di spavento)_ Ah! mi pare la sua voce! _(Va alla finestra
-e guarda giù, trepidante.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(ne profitta per accostarsi a Carsanti. Parlano tutti e due
-sommessamente.)_ Battete sempre sull'amicizia; ve lo avevo detto:
-battete sempre sull'amicizia.
-
- _Carsanti_
-
-Ma non mi crederà. Che diamine! Non mi crederà....
-
- _Angiolina_
-
-Glie lo faccio credere io.... Lasciate fare a me. Adesso glie ne do a
-bere una delle mie. Tutto sta a preparare la trappola; -- e quando sarà
-in trappola dovrà cedere.
-
-_(Si staccano subito perchè Clelia si è voltata.)_
-
- _Clelia_
-
-_(rassicurata)_ No, non è lui.... Che batticuore!....
-
- _Angiolina_
-
- _(le si avvicina.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(per discrezione, si allontana guardando i muri.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(a Clelia, sottovoce)_ Spicciatevi! Ma come? Non avete ancora capito?
-
- _Clelia_
-
-Che cosa?
-
- _Angiolina_
-
-_(misteriosamente)_ Che un uomo di questa specie si trova una sola volta
-in vita. Non vi accorgete che è uno di quelli che... con le donne... non
-hanno niente da concludere? _(Guarda Clelia negli occhi per scorgere
-l'effetto della sua menzogna.)_
-
- _Clelia_
-
-_(reprimendo la gioia)_ Davvero?!
-
- _Angiolina_
-
-Ssss! zitta! _(Poi, alzando la voce)_ Una volta che debbo restare,
-piglio aria alla finestra. _(Si mette alla finestra, canticchiando.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(a Clelia)_ Dicevamo, dunque.... Se io non vi chiedessi che un poco
-d'amicizia?
-
- _Clelia_
-
-_(fissandolo)_ Signor Carsanti, pensate che io sia una donna da potersi
-canzonare?
-
- _Carsanti_
-
-Non lo penso. Io vi parlo con tutta la lealtà d'un perfetto galantuomo.
-_(Continua con simulazione:)_ È una stranezza ciò che vi propongo; ma io
-sapevo già che voi non m'amate e che non volete amarmi, e avevo risoluto
-di ottenere da voi, comunque, il permesso... di farvi del bene. _(Egli
-le si accosta troppo. Ella lo scansa.)_ Amicizia?... _(Fingendo di
-contentarsene)_ Vada per l'amicizia. Voi non dovete che accettare tutto
-quanto io vi offro.... Io vi farò abitare come una gran dama; io metterò
-a vostra disposizione il mio avere;... io interpreterò i vostri bisogni,
-i vostri desiderii, i vostri capricci, e li soddisferò, e sarò sempre ai
-vostri piedi, umile, devoto, rassegnato....
-
- _Clelia_
-
-_(che lo ha ascoltato trasalendo all'idea della ricchezza, lo
-interrompe)_ Rassegnato?
-
- _Carsanti_
-
-A tutto!... _(Con trepidazione)_ Fuorchè a essere ridicolo in faccia al
-mondo.
-
- _Clelia_
-
-_(fredda)_ È dunque la vanità che vi rende così generoso?
-
- _Carsanti_
-
-_(cinico)_ E se ciò fosse, che ve ne importerebbe?... _(Cambiando tono)_
-Ma è anche l'amore. Per il mondo, desidero che siate ufficialmente la
-mia amante; -- per me, per il mio cuore, desidero che _non siate_
-l'amante di un altro.
-
- _Clelia_
-
-Siete più esigente che non crediate. _(Pausa.)_ Non avete altre
-concessioni a fare?
-
- _Carsanti_
-
-_(grave)_ No, signora.
-
- _Clelia_
-
-_(tormentandosi nell'incertezza, con gli occhi bassi)_ E siete sicuro di
-mantenere la vostra parola?
-
- _Carsanti_
-
-Ne sono sicuro. _(Sogghigna senza lasciarsi scorgere.)_
-
- _Angiolina_
-
- _(canticchia più allegramente.)_
-
- _Carsanti_
-
-Acconsentite? _(Pausa. Poi, con voce affabilissima)_ Non più debiti, non
-più sagrifizii, non più l'urgenza di costringere la delicata personcina
-forse anche alla volgarità del lavoro materiale..., e non più il
-pericolo di dovere obbedire, un giorno o l'altro, a una più dura
-necessità e di dovervi arrendere, non si sa mai, a qualcuno che sia meno
-buono, meno affettuoso, meno ricco e più esigente di me. Acconsentite?
-
- _Angiolina_
-
-_(con un grido di spavento)_ Madonna santa, il signor Mario!
-
- _Clelia_
-
-_(avendone una scossa violenta)_ Mio Dio, che avverrà adesso?!...
-
- _Carsanti_
-
-Il vostro amante!
-
- _(Tutti sono in orgasmo.)_
-
- _Clelia_
-
-Sì, lui... Cioè no.... Ma adesso, che avverrà?.. Ho paura... ho
-paura....
-
- _Angiolina_
-
-_(spiando alla finestra, in preda all'emozione)_ Non sale ancora le
-scale.... Se tornasse indietro!... Parla con un uomo grasso....
-
- _Clelia_
-
-Il padrone di casa....
-
- _Angiolina_
-
-Si abbaruffano un poco.... Se si picchiassero, sarebbe una fortuna!...
-Aspettate.... Il signor Mario cava di tasca del danaro, e glie lo dà.
-
- _Clelia_
-
-_(quasi fra sè, tremando)_ Ha venduto il quadro....
-
- _Angiolina_
-
-Si stringono la mano.... Siamo perduti.... Il signor Mario sale!
-
- _Clelia_
-
-Dio! Dio!... T'ha vista?
-
- _Angiolina_
-
-No.
-
- _Clelia_
-
-E allora... entrate tutti e due in questa stanza... _(Sulla soglia della
-porta a destra)_ Signor Carsanti, scusate il disordine....
-
- _Angiolina_
-
-_(afferrando Carsanti pel soprabito)_ Venite con me, voi.... _(A Clelia
--- affaccendata ed emozionata)_ Mandatelo via subito!... Già,
-_(all'orecchio)_ una volta dovete dirglielo: il meglio è che glie lo
-diciate ora. Così non ci pensiamo più....
-
- _Clelia_
-
-_(confusa e perplessa)_ Sì, hai ragione: Meglio ora....
-
- _(Si ode una forte scampanellata.)_
-
- _Angiolina_
-
-Misericordia!... _(A Carsanti, quasi trascinandolo)_ Venite, venite con
-me.
-
- _Carsanti_
-
-_(prima di entrare a destra -- a Clelia)_ Siamo d'accordo?
-
-_(Un'altra scampanellata. -- Angiolina e Carsanti entrano a destra.)_
-
- _Clelia_
-
-Eccomi! _(Va ad aprire l'uscio di fondo.)_
-
-
-
- SCENA VI.
-
-
- CLELIA _e_ MARIO.
-
-
- _Mario_
-
-_(avanzandosi tutto gaio)_ Dormivi?
-
- _Clelia_
-
-No... Ero lì, sul letto... con un po' di mal di capo.
-
- _Mario_
-
-Ora te lo faccio passare io con un bel bacione _(glie lo dà)_ e una
-buona notizia. Ho ceduto il ritratto... della scimmia... al mezzano
-imbroglione, che lo venderà, per conto suo, come quadro di Morelli o di
-non so chi; e questa cessione mi ha messo in grado di tappar la bocca al
-padrone di casa e di versare nella cassa del nostro amore l'ingente
-somma di cinquanta sette lire e cinquanta centesimi. Ecco qua. _(Mette
-il danaro sul tavolino.)_ Siamo ricchi, perbacco! L'età dell'oro è
-cominciata!
-
- _Clelia_
-
-_(dissimulando lo spasimo dell'anima nell'asprezza eccessiva)_ E per tua
-madre?
-
- _Mario_
-
-_(imbarazzato)_ Ci ho il resto.
-
- _Clelia_
-
-Mentisci.
-
- _Mario_
-
-Clelia, perchè questo tono così acre? Se pure mentissi, non dovresti tu
-rimproverarmene....
-
- _Clelia_
-
-Il tuo primo dovere è di soccorrere tua madre.
-
- _Mario_
-
-Hai ragione.
-
- _(Pausa.)_
-
- _Clelia_
-
-Io non debbo tollerare che quella povera signora malaticcia mi sia
-sacrificata... Riprendi quel danaro.
-
- _Mario_
-
-_(guardandola in faccia, riprende lentamente il danaro e lo intasca.)_
-Ma tu hai qualche cosa contro di me.
-
- _Clelia_
-
-_(con voce buona e commossa)_ Contro di te.... No, Mario mio. No! no!
-_(Frenando la commozione e quasi con accento severo)_ Ma il fatto è che,
-per causa mia, tu trascuri la tua arte, trascuri la tua mamma....
-
- _Mario_
-
-Avanti... Continua... _(Fissandole negli occhi uno sguardo intenso)_
-Continua....
-
- _Clelia_
-
-_(rabbrividendo)_ Mario, non guardarmi così....
-
- _Mario_
-
-Ma perchè non continui?...
-
- _Clelia_
-
-... Mi fai paura....
-
- _Mario_
-
-Paura?...
-
- _Clelia_
-
-Non guardarmi così.... _(Impaurita, retrocede.)_
-
- _Mario_
-
-_(scattando disperatamente)_ Ah! perdio! Non c'è più dubbio, tu hai
-deciso di lasciarmi!
-
- _Clelia_
-
-_(sempre più tremebonda, con voce soffocata)_ Mario... Mario, non
-battermi, non farmi del male..., non sputarmi in faccia,... non dirmi
-niente.... Ti spiegherò tutto,... ti spiegherò tutto... Ora non so
-parlarti.... Ti scriverò.... Sii ragionevole.... Pietà di me.... Ti
-scriverò.... Sono una creatura debole.... Non battermi, no, non
-battermi... _(Retrocede e si rincantuccia in atto di preghiera.)_
-
- _Mario_
-
-_(fremendo, si è trattenuto a stento, ed ora le si accosta molto vicino,
-e, con voce soffocata, le dice in faccia:)_ Sgualdrina!
-
- _Clelia_
-
-Mario....
-
- _Mario_
-
-Sgualdrina!
-
- _Clelia_
-
-Non chiamarmi «sgualdrina»!
-
- _Mario_
-
-Lo hai trovato l'imbecille che ti paga bene....
-
- _Clelia_
-
-Taci....
-
- _Mario_
-
-E dimmi che non è vero.... Dimmelo! Dimmelo!... _(Quasi lasciandosi
-vincere dalla speranza e dalla tenerezza)_ Clelia, te ne scongiuro,
-dimmi che mi sono ingannato, dimmi che son pazzo e che mi amerai
-sempre....
-
- _Clelia_
-
-_(guardando con la coda dell'occhio la porta a destra, spingendolo
-paurosamente lontano da questa e fiatando appena)_ Ti amerò sempre, non
-amerò che te, sarò soltanto tua, sempre; ma vattene.
-
- _Mario_
-
-Mi scacci?
-
- _Clelia_
-
-_(supplichevole)_ Vattene....
-
- _Mario_
-
-_(al colmo dello sdegno)_ Ah!... Orribile! Orribile!... E giacchè tu mi
-scacci, io non ho più nulla da sapere. _(Prende il cappello. -- Ha un
-ultimo barlume di speranza)_ Clelia?... Addio?... _(Aspetta invano; e,
-prima di uscire, le torna a dire con violento disprezzo:)_ Sgualdrina!
-_(Esce.)_
-
- _Clelia_
-
-_(va fino alla porta di scala. Trafitta, avvilita, indietreggia un po'
-e, singhiozzando, cade sulla sedia.)_
-
-
-
- SCENA VII.
-
-
- CLELIA, ANGIOLINA, CARSANTI.
-
-
- _Angiolina_
-
-_(facendo capolino)_ Finalmente! _(Poi, rivolgendosi indietro a Carsanti
-che è ancora dentro)_ Signor Carsanti, che fate lì impalato?
-
- _Carsanti_
-
-_(uscendo pallido, emozionato)_.... Sono qui.
-
- _Angiolina_
-
-Con che faccia!...
-
- _Carsanti_
-
-_(indicando Clelia)_ Piange....
-
- _Angiolina_
-
-Capirete....
-
- _(Lunga pausa.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(s'accosta a Clelia e le carezza i capelli)_ Su, su,... signora Clelia,
-non piangete così.
-
- _Clelia_
-
-_(con un piccolo grido felino)_ Non mi toccate!
-
- _Carsanti_
-
-_(sogghignando, s'allontana.)_
-
- _Angiolina_
-
-_(facendogli cenno d'essere indulgente)_ Meglio andar via, adesso....
-_(Lo tira pel soprabito.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(presso la porta, chinandosi verso Clelia)_ A domani, eh?
-
- _(Spariscono Angiolina e Carsanti.)_
-
- _Clelia_
-
- _(scoppia in un pianto più forte e dirotto.)_
-
-
- _(Sipario.)_
-
-
-
-
- ATTO SECONDO.
-
-
-Boudoir _grazioso, pieno di mazzi di fiori. Due porte laterali. Una gran
-porta a due battenti, in fondo. Una finestra chiusa. Un pianoforte, un
-sofà, una scrivanietta, mobili civettuoli, ninnoli dappertutto. Un
-tavolino con su un servizio da liquori, cui mancano due bicchierini.
-Presso il sofà, una seggiola, sulla quale sono posati appunto i due
-piccoli bicchieri, una grossa scatola di sigarette e un portafiammiferi
-d'argento_.
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- CLELIA, MARIO, TERESA.
-
-
-_(Mario è sdraiato, svogliatamente, sopra il sofà. Ha in bocca una
-sigaretta spenta. Clelia, in abito elegante, gli sta accanto, seduta
-sopra uno sgabelletto tappezzato, col viso rivolto a lui.)_
-
- _Clelia_
-
-Vuoi accendere?
-
- _Mario_
-
-Sì.
-
- _Clelia_
-
-_(prende il portafiammiferi, accende un cerino e lo porge a Mario, che
-vorrebbe servirsene da sè, ma ella glielo impedisce. Egli vi accosta la
-sigaretta, indi fuma, mandando in aria grosse boccate.)_
-
- _Teresa_
-
-_(comparendo sotto l'arco dell'uscio in fondo)_ Avete chiamato, signora?
-
- _Clelia_
-
-Sì. Porta via questi bicchierini e quei liquori.
-
- _Teresa_
-
-Avete fatto bene a ricordarvene. _(Eseguendo l'ordine)_ L'altra sera, il
-signore trovò i due bicchierini sulla sedia. Stette zitto con voi, ma
-poi, il giorno dopo, mi oppresse di domande che mi pareva un giudice...
-come si dice... un giudice... _distruttore_. Io dissi che era venuta a
-trovarvi Gigetta, e che voi non glie l'avevate detto perchè quella lì dà
-le stoccate....
-
- _Clelia_
-
-Metti a posto anche questa scatola di sigarette e questo
-portafiammiferi....
-
- _Teresa_
-
-_(pone l'una e l'altro sul tavolino, e s'avvia per andarsene con in mano
-il servizietto dei liquori.)_ Volete altro?
-
- _Mario_
-
-Fammi il piacere, Teresina, apri un po' quella finestra. Qui dentro, si
-soffoca: l'odore di questi fiori dà alla testa.
-
- _Teresa_
-
-Mi dispiace, ma non posso servirvi: il pianerottolo sta proprio
-dirimpetto: non si sa mai che gente passa per le scale. E poi, lo stesso
-signor Carsanti, salendo all'improvviso, potrebbe vedervi. Ci volete
-compromettere?
-
- _Clelia_
-
-Basta, Teresa, vattene. E ti prego di star bene all'erta.... Stasera,
-verrà, forse, più presto delle altre sere.
-
- _Teresa_
-
-Teresina non ha bisogno di raccomandazioni: pensate a voi: oggi è la
-vostra festa: divertitevi, divertitevi.... _(Esce dal fondo chiudendo
-con cura la porta.)_
-
- _Clelia_
-
-_(dopo una lunga pausa)_ Mario! _(Pausa.)_ Mario mio,... sei seccato,
-di', sei più seccato del solito? _(Pausa.)_ Non mi dici nulla?
-
- _Mario_
-
-_(infastidito)_ Clelia, fammi il favore di lasciarmi tranquillo.
-
- _Clelia_
-
-_(si alza sconfortata e gli parla dolcemente:)_ Mi tratti male.
-
- _Mario_
-
-Ma no.
-
- _Clelia_
-
-Ogni giorno, ogni giorno peggio!
-
- _Mario_
-
-Ma no.
-
- _Clelia_
-
-E non me ne fai capire neppure il perchè.
-
- _Mario_
-
-_(volendo essere ancora prudente)_ Insomma, Clelia, tu non t'accorgi a
-quali torture mi sottoponi.
-
- _Clelia_
-
-_(schiettamente meravigliata)_ Io?!
-
- _Mario_
-
-Questo mistero continuo, questa complicità della serva, questo dovere
-che ho di nascondermi, di rimpicciolirmi, di fuggire, questa necessità
-terribile d'andar via paurosamente quando arriva il tuo signore, ti pare
-niente?
-
- _Clelia_
-
-Dunque, tu sei pentito d'essere ritornato al mio amore?
-
- _Mario_
-
-Vi ritornai -- e tu stessa ne sei convinta -- pazzo di gioia. Sapesti
-così bene richiamarmi!... Dopo il gran dolore che avevo provato quando
-tu deliberasti di accettare... la protezione di costui, un sol dolore mi
-era parso più acerbo, più insopportabile: quello di vivere lontano da
-te. Ritornai.... Non sapevo ancora che cosa significasse appartenere a
-quella miserevole categoria di uomini che, a poco a poco, si preparano a
-ogni vergognosa transazione sotto la veste del così detto «amante del
-cuore»!
-
- _Clelia_
-
-Mario... ma tu non fai nessuna transazione vergognosa.
-
- _Mario_
-
-Non lo so.... Ma certo, quando io esco da questa casa tutta elegante e
-profumata, mi pare di aver rubato. Io sento i brividi che deve sentire
-il ladro non ancora esperto.... E l'idea del furto consumato è
-inevitabile, perchè è intimamente legata al ricordo profondo del
-godimento. Tu dici che non faccio nessuna transazione vergognosa.... E
-perchè no? Tu non potevi vivere poveramente: va bene: _(accalorandosi)_
-sentivi il bisogno imperioso della ricchezza, o, almeno, dell'agiatezza.
-Ora, l'hai questa agiatezza: ma sono forse io che te la do, io, io, tuo
-amante? No. Te la dà _un altro_. È _un altro_ che ti mette in condizione
-d'esser _mia_, ed io sono obbligato a _lui_... dell'amore che tu mi
-concedi. Ah! cara Clelia, la transazione è già avvenuta! E poi... vuoi
-comprendere meglio? Dimmi: _(sempre più accalorandosi)_ se domani io ti
-chiedessi del denaro, tu... me lo daresti?
-
- _Clelia_
-
-_(con uno slancio di semplicità)_ Sì!
-
- _Mario_
-
-_(tutto acceso)_ E ti sembrerebbe naturalissimo....
-
- _Clelia_
-
-_(come sopra)_ Sicuro!
-
- _Mario_
-
-_(prorompendo con esasperazione)_ Lo vedi, lo vedi, ti sembrerebbe
-naturalissimo il farmi commettere una turpitudine: ecco che la tua
-sincerità mi valuta giustamente e dice, a me e a te, quel che sono
-diventato!
-
- _Clelia_
-
-_(annichilita, confusa)_ Mario mio, se ti ho offeso, senza avvedermene,
-te ne chiedo scusa. Io sono una donnetta, e... molte cose... non le
-intendo. _(Pausa. Cambiando tono come per ragionare)_ Ma senti, non ti
-eccitare più, non esasperarti. Questa unione circondata di mistero, di
-paure e di sotterfugi ti riesce fastidiosa?... Ebbene, se... _(timida)_
-se rinunziassi a questa agiatezza che mi costa tante pene e che mi
-condanna all'enorme fatica della finzione, se facessi uno sforzo di
-volontà per vivere in pace economicamente, se tornassi a essere tua
-anche al cospetto del mondo?
-
- _Mario_
-
-Sarebbe troppo tardi.
-
- _Clelia_
-
-_(sentendo una trafittura al cuore)_ Ahi!
-
- _Mario_
-
-Se pure credessi al tuo sforzo di volontà, io non potrei essere per te
-lo stesso Mario di prima, perchè non potrei mai dimenticare che, dopo il
-bene che t'ho voluto così perfettamente, tu hai avuto il coraggio di...
-dividerti tra me e un altro! Clelia, pur troppo, i sensi perdonano meno
-del cuore.
-
- _Clelia_
-
-_(scoraggiata)_ No, no, Mario, t'inganni, t'inganni. Io non ti nego che
-tu pensi quel che è più verosimile, ma te l'ho giurato tante volte che
-sinora -- e, del resto, non sono trascorsi che una ventina di giorni --
-ho potuto mettere a profitto la timidità di quell'uomo e mi sono
-salvata!...
-
- _Mario_
-
-Impossibile!
-
- _Clelia_
-
-Ma non sei ancora convinto che io sarei fuggita da lui se non avessi
-stabilito -- malvagiamente sì, lo confesso, malvagiamente -- di
-sfruttarne l'amore cretino senza il sacrifizio della mia persona?
-
- _Mario_
-
-_(sogghignando)_ Il sacrifizio!
-
- _Clelia_
-
-Hai ragione. Hai ragione perchè non ho mai saputo dirti bene... _quel
-che sono io_. Che vuoi! C'è dei segreti nel principio della vita di
-certe creature che anche un'intimità come la nostra non permette di
-rivelare con chiarezza. Un pudore invincibile si oppone. Mario, la prima
-offesa mi fu fatta.... _(con raccapriccio)_ da chi meno poteva esserne
-sospettato, quando io ero ancora una povera innocentuccia.... La
-nefandezza inaudita mi annientò.... Diventai impassibile come il
-marmo!... Nessuno, d'allora in poi, aveva saputo scuotermi, ridarmi il
-calore, la febbre, i nervi, la vita.... Tu, sì; e sei di me, adesso,
-padrone assoluto, unico, completo! Ho potuto disporre del mio corpo,
-come d'una cosa qualunque, finchè la mia impassibilità uguagliava e
-confondeva insieme tutti gli uomini; ma non ne posso più disporre ora,
-ora che nel tuo amore, e nel tuo amore soltanto, io risento di essere
-_una donna_. Ora... il ribrezzo per tutti gli altri uomini mi assale
-atrocemente _(con una reminiscenza di terrore)_ come in quel giorno! Tu
-li hai soppressi, li hai soppressi tutti.... Io sono donna per te, per
-te: -- per gli altri non sono più niente, neppure un oggetto vile da
-barattarsi.... M'intendi, Mario, m'intendi finalmente? T'accorgi che
-nella mia voce c'è una franchezza onesta che non ammette dubbi, che non
-merita sdegno? T'accorgi che così parla l'anima? che così parla la
-verità? Ma ascoltami bene; _(scuotendolo affettuosissimamente)_ ma
-guardami bene negli occhi.... e dimmi: mi credi? mi credi? mi credi?
-
- _Mario_
-
-_(aridamente)_ No.
-
- _Clelia_
-
-Dio! Dio! Ma se tu guardassi dentro il mio segreto, comprenderesti come,
-pure essendo vissuta così orribilmente, io debba ribellarmi ora alla
-brutalità dell'uomo che non amo.
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- MARIO, CLELIA, TERESA.
-
-
- _Teresa_
-
-_(dietro la porta in fondo, tossisce forte, e batte all'uscio)_ Ohè, ci
-siamo, ci siamo....
-
- _Mario_
-
- _(ne ha un evidente senso di fastidio e di disgusto.)_
-
- _Clelia_
-
-_(imbarazzata, s'affretta a ricomporsi, frenando la commozione da cui
-era invasa.)_
-
- _Teresa_
-
-_(entrando e chiudendo presto la porta)_ Subito, sbrighiamoci. Il
-signore è per le scale coi suoi amici.... Ho già mandato il servitore a
-fargli i salamelecchi.
-
- _Clelia_
-
-_(convulsa, a Mario)_ Tu, un momentino in questo cantuccio. _(Lo spinge
-in un angolo della stanza.)_ Abbi pazienza, Mario mio.... Quando
-Teresina t'avvertirà, te n'andrai, come al solito, pel corridoio.
-
- _Teresa_
-
-_(affaccendata, dando a Mario il cappello e il bastone)_ Ah! se non
-prendiamo una casa con due uscite, qui, una volta o l'altra, facciamo il
-_patatrac_!
-
- _Clelia_
-
-_(sempre in gran fretta, a Teresa)_ Taci, ora! _(Poi a Mario, dandogli
-un bacio e guardandolo negli occhi)_ Ci vediamo domani?...
-
- _Mario_
-
-_(abbassa lo sguardo.)_
-
- _Clelia_
-
-_(perplessa)_ Mario, ci vediamo domani?
-
- _Mario_
-
-_(stringendosi nelle spalle)_ Non so....
-
- _Clelia_
-
-Come non sai?...
-
-_(Si ode dalla stanza contigua il vocío delle persone che arrivano.)_
-
- _Teresa_
-
-_(impaziente, tirando Clelia verso il fondo)_ Vi vedrete, vi vedrete;
-ma, adesso, fuori! fuori!
-
- _Mario_
-
-_(a Clelia)_ Va, va....
-
- _Clelia_
-
-_(apre la porta -- e in quell'istante il vocío giunge più forte --;
-indi, ella, uscendo, la richiude. Si odono le sue parole dette
-vivacemente:)_ Oh! bravi! bravi! _(E la sua voce si confonde con quella
-degli altri.)_
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- TERESA, MARIO.
-
-
- _Teresa_
-
-_(resta attaccata alla porta tenendo fermi i battenti e accostando
-l'occhio alla serratura.)_
-
- _Mario_
-
-_(col viso arcigno, il cappello in testa, attraversa la stanza sulla
-punta dei piedi, siede presso una scrivanietta, e scrive qualche cosa.)_
-
- _Teresa_
-
-_(sempre con l'occhio alla serratura, senza guardar Mario, col braccio
-gli fa cenno d'andarsene.)_
-
- _Mario_
-
-_(continua a scrivere.)_
-
- _Teresa_
-
-_(voltandosi, gli dice, soffocatamente:)_ Che fate là?
-
- _Mario_
-
-_(continua a scrivere.)_
-
-_(Dalla stanza attigua, giungono queste parole, confusamente:)_
- -- Sì, sì.
-
- -- Un po' per uno, stasera.
-
- -- A me, a me....
-
- -- Ah! Ah! Ah! Ah!
-
- _Teresa_
-
-Ve n'andate, sì o no?
-
- _Mario_
-
-_(consegnandole la lettera che ha scritta)_ Questa a Clelia.
-
- _Teresa_
-
-Ma che significa ciò?
-
- _(Parlano tutti e due a voce bassissima.)_
-
- _Mario_
-
-Che non ci torno più.
-
- _Teresa_
-
-Siete matto! Volete farmela morire! Già, tanto, questa lettera io non
-glie la do, e domani farete la pace....
-
-_(Risuona di dentro uno scoppio di risa sguaiate.)_
-
- _Mario_
-
-_(irritato e disgustato, s'avvia verso la porta a sinistra: resta ancora
-un momento, guardando intorno, commosso e titubante. Ad un altro scoppio
-di risa, egli, risoluto, come se si liberasse finalmente da un incubo,
-se ne fugge.)_
-
- _Teresa_
-
-_(guarda la lettera, e, dopo una breve esitazione, la lacera, e ne
-nasconde in tasca i pezzettini. Indi, tossendo forte, spalanca i due
-battenti dell'uscio in fondo.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- CLELIA, CARSANTI, il _dottor_ FONSECA, MATURI, GIANNETTI, VERANI.
-
-
-_La stanza attigua è un salotto, splendido di specchi e di candele
-accese. -- Entrano tutti, seguendo Clelia._
-
- _Clelia_
-
-Venite, venite: qui si sta meglio, qui ho la mia poltrona favorita. _(A
-Teresa, a parte)_ È andato?
-
- _Teresa_
-
-Sì. _(Esce.)_
-
- _Clelia_
-
-A proposito, io non vi ho ringraziati ancora pei bellissimi fiori.
-_(Indicandoli)_ Come siete stati graziosi!
-
- _Tutti_
-
-_(protestano modestamente)_ Oh!
-
- _Giannetti_
-
-Dovere! Dovere!
-
- _Clelia_
-
-Cioè, cioè... voi, Maturi, non m'avete mandato niente.
-
- _Maturi_
-
-_(che era rimasto indietro, si fa innanzi confuso)_ Niente, io?... È
-strano.... Mi pareva d'aver mandato....
-
- _Clelia_
-
-Un pensiero gentile?... Mi basta.
-
- _Tutti_
-
-_(ridono.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(con aria di protezione)_ Lasciatelo in pace il povero Maturi.
-
- _Giannetti_
-
-Piuttosto, vediamo un poco questi orecchini magnifici di cui l'amico
-Carsanti ci ha molto parlato. La commissione di vigilanza è sopra luogo
-e deve procedere alle debite osservazioni.
-
- _Verani, Fonseca, Maturi_
-
-Sicuro, sicuro!
-
- _Clelia_
-
-Ah, sì, gli orecchini che Gerardo mi ha regalati per la mia festa?
-Vedrete: sono una bellezza davvero!
-
- _Carsanti_
-
-_(impettito, dice piano a Clelia)_ Ma non hai voluto farmi l'onore di
-metterli, stasera.
-
- _Clelia_
-
-_(carezzandolo lievemente)_ Hai ragione.... Scusami.... Intanto, sii
-buonino: valli a prendere tu stesso. Li troverai nel mio scrignetto, che
-è aperto, mi pare.
-
- _Carsanti_
-
-Fai male a lasciarlo aperto: è una imprudenza. _(Esce a destra.)_
-
- _Verani_
-
-_(va subito dietro a Clelia e le dà un bacio sui capelli.)_
-
- _Giannetti, Maturi, Fonseca_
-
-_(rimproverandolo scherzosamente)_ Verani! Verani!
-
- _Verani_
-
-_(scusandosi)_ Eh! sui capelli....
-
- _Clelia_
-
-Verani, voi avete una segreta sì, ma violenta passione per me.
-
- _Giannetti, Maturi, Fonseca_
-
-Sì, è vero! È vero! È verissimo!
-
- _Clelia_
-
-_(ridendo)_ Ah! ah! ah!
-
- _Fonseca_
-
-Ma bada, Clelia, che io sono iscritto prima di lui.... Divento una belva
-se me lo fai passare innanzi!
-
- _Giannetti_
-
-Come c'entri tu! Tu sei medico, e i medici non sono....
-
- _Fonseca_
-
-Cosa non sono?
-
- _Carsanti_
-
-_(rientrando con in mano gli orecchini)_ Non erano nello scrigno, cara
-Clelia. Ah, che testolina!
-
- _Tutti_
-
-_(circondandolo)_ Vediamo, vediamo.
-
- _Carsanti_
-
-_(con ostentata modestia)_ Non c'è nulla di meraviglioso.
-
- _Fonseca_
-
-Corbezzoli!
-
- _Verani_
-
-Stupendi!
-
- _Giannetti_
-
-Perbacco!
-
- _Verani_
-
-Poche volte ho visti dei brillanti limpidi come questi.
-
- _Giannetti_
-
-Che acqua!...
-
- _Fonseca_
-
-_(alle spalle di Carsanti, senza farsi udire da lui)_ Per darla a bere!
-
- _Carsanti_
-
-E notate la montatura.
-
- _Giannetti_
-
-Ci scommetto che non è lavoro napoletano.
-
- _Carsanti_
-
-Ma che napoletano!
-
- _Maturi_
-
-_(con servilismo lusingatore)_ Orecchini esteri! Si vede!
-
- _Verani_
-
-Vi costano un occhio!
-
- _Carsanti_
-
-Circa... sei mila lire!
-
- _Fonseca_
-
-Allora... due occhi!
-
- _Verani_
-
-Bisogna congratularsi _(guardando Clelia)_ con chi li ha saputi
-meritare....
-
- _Maturi_
-
-E con chi li ha saputi comprare!
-
- _Fonseca_
-
-Soprattutto, poi, con chi li ha saputi vendere!
-
- _Carsanti_
-
-_(orgoglioso e sempre ostentando modestia)_ Ed ora fatemi il piacere di
-finirla. Vado a riporli, Clelia?
-
- _Clelia_
-
-Sì, caro.
-
- _Carsanti_
-
- _(esce a destra.)_
-
-_(Appena uscito, tutti si accostano a Clelia, pettegoleggiando e
-parlando sommessamente.)_
-
- _Giannetti_
-
-Che brutta roba!
-
- _Verani_
-
-Comperati di seconda mano.
-
- _Maturi_
-
-Ecco!
-
- _Fonseca_
-
-_Cosuccia_, sei certa che non sono falsi?
-
- _Clelia_
-
-Linguacce!
-
- _Giannetti_
-
-_(come vede rientrar Carsanti, esclama)_ Ah! splendidi! splendidi! Che
-acqua!
-
- _Carsanti_
-
-Basta! non mi seccate più!.... Ditemi, invece: avete sete?
-
- _Fonseca_
-
-A proposito di acqua?
-
- _Carsanti_
-
-Ma no. Stasera, _Champagne_. Che diamine!
-
- _Giannetti_
-
-Se si tratta di _Champagne_, tutti abbiamo sete!
-
- _Fonseca_
-
-_Sitio! Sitio!_
-
- _Carsanti_
-
-_(tocca il bottone del campanello elettrico e va nella stanza vicina, in
-fondo, a parlare con Giacomo il servo.)_
-
- _Clelia_
-
-_(gettando un sospiro canzonatorio)_ Verani, che avete?
-
- _Verani_
-
-_(che è assorto, posando a sentimentale)_ Una giornata di spleen.
-
- _Giannetti_
-
-Se hai dormito tutto il santo giorno!
-
- _Verani_
-
-Sì, ma, dormendo, mi sono accorto che avevo lo spleen. _(Languidamente,
-a Clelia)_ E anche voi, Clelia, stasera non siete di buon umore.
-
- _Clelia_
-
-_(con uno dei suoi soliti sforzi di dissimulazione)_ Perchè no? Anzi!
-Suoniamo, cantiamo, balliamo, se volete. _(Si alza.)_ Non v'ho detto che
-da una settimana prendo lezione di pianoforte. _(Va al piano e siede.)_
-State a sentire che progressi. _(Pesta violentemente la tastiera con un
-sol dito, principiando il motivo del Rigoletto: «La donna è mobile»; poi
-ripete le prime note accompagnandovi la voce)_ «La donna è un
-mobile....»
-
- _Verani_
-
-_(sospirando)_ Ah! la donna -- la donna che dico io -- sarebbe per me
-tutt'altra cosa!
-
- _Maturi, Giannetti, Fonseca_
-
-_(rimproverandolo scherzosamente, come prima)_ Verani! Verani!
-
- _Giannetti_
-
-Non sospirare.
-
- _Carsanti_
-
-Per chi sospira, Verani?
-
- _Clelia_
-
-Per me, per me. _(Si alza dal piano.)_
-
- _Giannetti_
-
-_(vi si siede.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(celiando, tira Verani per l'orecchio)_ Se ti permetti di sospirare per
-Clelia... _(abbassa la voce, velenosamente scherzoso)_ non ti presto più
-danaro!
-
- _Verani_
-
-Ritiro il sospiro immediatamente!
-
-_(Entrano Giacomo portando in un vassoio due bottiglie di_ Champagne _e
-i bicchieri a coppa, e Teresa, portando, in un altro vassoio, pasticcini
-e bonbons.)_
-
- _Clelia_
-
-_(battendo le mani)_ Ecco lo _Champagne_!
-
- _Giannetti_
-
-_(al pianoforte, accenna il motivo del brindisi della_ Cavalleria
-rusticana.)
-
- _Clelia_
-
-Bravo Giannetti! Anche pianista.
-
- _Giannetti_
-
-Una volta, sonavo un poco.
-
- _Carsanti_
-
-_(stura, intanto, le bottiglie, e quindi versa lo_ Champagne _nei
-bicchieri, parlottando col servo.)_
-
- _Clelia_
-
-_(a Giannetti)_ Continuate, continuate: il brindisi della _Cavalleria
-rusticana_ mi piace.
-
- _Giannetti_
-
-_(continua a sonare.)_
-
- _Verani_
-
-E Carsanti lo canterà... _(A Clelia)_ Voi già sapete che Carsanti
-canta....
-
- _Carsanti_
-
-Non rilevare queste velleità della prima giovinezza....
-
- _Clelia_
-
-Cattivo! E non me ne avevi detto niente.
-
- _Carsanti_
-
-Va là, va là, non stare a sentire tutte le scioccherie che ti
-contano.... Offri da bere a questi signori.
-
- _(Giacomo e Teresa vanno via.)_
-
- _Clelia_
-
-_(offre un bicchiere a Fonseca)_ Al primo iscritto. _(Poi, a Giannetti,
-che cessa di sonare)_ A voi il vostro «vino spumeggiante». _(Poi, a
-Maturi, che, appartato, con innanzi un mucchio di dolciumi, ne mangia
-avidamente)_ Buon appetito!
-
- _Maturi_
-
-_(con la bocca piena)_ No.... Stasera ho lo stomaco chiuso.
-
- _Clelia_
-
-_(offrendo un bicchiere a Verani, sospira burlescamente)_ A voi, Verani.
-
- _Giannetti e Fonseca_
-
-_(insieme)_ E va bene! E va bene!
-
- _Clelia_
-
-_(prende un bicchiere e l'offre a Carsanti, che già ne ha uno in mano.
-Allora, contraccambiandosi uno sguardo grazioso, si scambiano i
-bicchieri, e se li toccano.)_
-
- _Tutti, meno Maturi_
-
-_(li circondano per toccare.)_
-
- _Giannetti_
-
-_(toccando i bicchieri di Clelia e di Carsanti)_ Alla vostra felicità!
-
- _Carsanti e Clelia_
-
-_(insieme)_ Grazie, grazie.
-
- _Carsanti_
-
-Su, su, amici, un po' d'allegria.... Stasera vogliamo fare delle follìe!
-
- _Giannetti_
-
-Mi sottoscrivo. _(Alzando il bicchiere)_ Hip! hip! hip!
-
- _Tutti_
-
-_(meno Maturi che è sempre intento a mangiare)_ Urrah!
-
- _Clelia_
-
-_(beve il bicchiere colmo, e impallidisce.)_
-
- _Carsanti_
-
-Che hai?
-
- _Verani_
-
-Clelia!...
-
- _Giannetti, Fonseca, Maturi_
-
-Oh!...
-
- _Clelia_
-
-_(mal sorreggendosi)_ Niente, niente.... _(Tentando di sorridere e di
-celiare)_ Un po' di Margherita Gautier fa sempre un bell'effetto....
-
- _Fonseca_
-
-_(a Carsanti)_ Hai del liquore anodino?
-
- _Clelia_
-
-_(abbandonandosi sulla poltrona)_ No... piuttosto dell'aceto inglese....
-
- _Tutti_
-
-_(vanno verso la stanza da letto a destra.)_
-
- _Clelia_
-
-_(cavando di tasca l'ampollina)_ Ce n'ho io, ce n'ho io.... _(Odora
-l'aceto inglese.)_
-
- _Fonseca_
-
-Vuoi sbottonarti? Chiamiamo Teresa? _(Le mette la mano sulla fronte.)_
-
- _Clelia_
-
-No, non è necessario. _(Riavendosi)_ È passato.
-
- _Fonseca_
-
-_(tastandole il polso)_ Sicuro... non è nulla....
-
- _Carsanti_
-
-Ci hai allarmati.
-
- _Clelia_
-
-Scusami, Gerardo.
-
- _Carsanti_
-
-E intanto, vedi, ti sei versato lo _Champagne_ sull'abito.
-
- _Fonseca_
-
-Via! Via! Andate là, voialtri: lasciate che io interroghi la mia
-cliente.... Anche tu, Carsanti, via!
-
- _Tutti_
-
-Sì, sì, interroga. _(S'allontanano.)_
-
- _Maturi_
-
-_(profitta e ricomincia a mangiare.)_
-
- _Clelia_
-
-_(a Fonseca)_ Veramente, è passato. Un lieve capogiro, sai, accompagnato
-da un po' di nausea qui.... _(indicando lo stomaco)_ e da una stretta
-alla gola.
-
- _Fonseca_
-
-_(abbassando molto la voce)_ Bambina: guardami in faccia. Non c'è
-proprio altro da dirmi?
-
- _Clelia_
-
-_(sorridendo tristamente)_ Oh! Che pensi, adesso!
-
- _Fonseca_
-
-_(all'orecchio)_ Io gli annunzierei subito l'erede al trono!
-
- _Clelia_
-
-_(di scatto, con voce severa e soffocata)_ No, per carità, non scherzare
-su questo.
-
- _Fonseca_
-
-Sciocca! Sarebbe una fortuna per te.
-
- _Clelia_
-
-Te ne scongiuro, taci.
-
- _Fonseca_
-
-_(stringendosi nelle spalle, s'allontana.)_
-
- _Carsanti_
-
-Ebbene?
-
- _Gli altri_
-
-Ebbene? Ebbene?
-
- _Fonseca_
-
-_(umoristicamente)_ Sta a vedere che un medico deve mettere in piazza i
-mali dei suoi clienti.
-
- _Clelia_
-
-_(chiamandolo gentilmente)_ Gerardo, Gerardo, senti.
-
- _Giannetti_
-
-Io protesto! Noi siamo la commissione di vigilanza e dobbiamo essere
-informati di tutto.
-
- _Carsanti_
-
-_(s'avvicina a Clelia.)_
-
- _Gli altri_
-
-_(si raggruppano a parte, cicalando tra loro.)_
-
- _Clelia_
-
-_(piano a Carsanti)_ Fammi un favore: mandali via, non sto perfettamente
-bene.
-
- _Carsanti_
-
-Che figura mi fai fare? Li avevo invitati a passare la serata con noi.
-_(Continuano a parlare.)_
-
- _Giannetti_
-
-_(in mezzo al gruppo)_ Diavolo, diavolo! Gli combinerebbe un marmocchio?
-
- _Maturi_
-
-Di già!
-
- _Verani_
-
-Sarebbe un bel colpo!...
-
-_(Le parole di Giannetti, di Maturi e di Verani, appena si distinguono
-nel vocìo.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(malcontento, a Clelia)_ Ti servirò. _(Rivolgendosi agli amici.)_
-Signori miei, io vi metto alla porta. Clelia non ha avuto il coraggio di
-dirvelo, ma ella ha bisogno di riposo.
-
- _Giannetti_
-
-Oh! ce ne andiamo subito.
-
- _Verani_
-
-Certamente.
-
- _Maturi_
-
-_(tuttora con la bocca piena)_ Quanto a me, senza cerimonie, se anche la
-signora ha bisogno di riposo, io posso restare benissimo.
-
- _Giannetti_
-
-Tu, senza cerimonie, verrai con noi, perchè senza cerimonie hai mangiato
-bene e bevuto meglio.
-
- _Maturi_
-
-Non dicevo per questo....
-
- _Fonseca_
-
-Arrivederci, _Cosuccia_. _(Dandole la mano furbescamente)_ Va a dormire,
-e... ci siamo intesi? Caro Carsanti....
-
- _(Si stringono la mano.)_
-
- _Giannetti_
-
-Buona notte.
-
- _Verani_
-
-Buona notte.
-
- _(Saluti ed altre strette di mano.)_
-
- _Clelia_
-
-Voi non me ne volete, amici miei, eh?
-
- _Giannetti_
-
-Vi pare!
-
- _Verani_
-
-Verremo a vedervi al più presto possibile.
-
- _Fonseca_
-
-_(a Carsanti che li accompagna verso la porta)_ Non t'incomodare....
-
- _Giannetti_
-
-_(in tono lievemente canzonatorio)_ Resta tu, resta tu....
-
- _Carsanti_
-
-Ma che! Lasciate almeno che io vi metta alla porta con tutti gli onori.
-
- _Verani, Giannetti, Fonseca_
-
-_(insieme, un po' sogghignando)_ Grazie, grazie!... Maturi, e tu?
-
- _Maturi_
-
-Eccomi. _(S'inchina a Clelia.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(un po' in disparte, a Maturi)_ Ohè, domani mattina, avverti Narducci
-che io gli mando l'usciere....
-
- _Maturi_
-
-S'intende bene. _(E raggiunge gli altri.)_
-
- _(Fonseca, Giannetti, Verani, Maturi vanno via.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- CARSANTI _e_ CLELIA, _poi_ GIACOMO.
-
-
- _Carsanti_
-
-_(si avvicina affettuosamente)_ Se ne sono andati. Sei contenta?
-
- _Clelia_
-
-_(dolce)_ Sì.
-
- _Carsanti_
-
-E come ti senti?
-
- _Clelia_
-
-Molto meglio. _(Gli dà la mano con cordialità.)_ Buona notte, amico mio.
-
- _Carsanti_
-
-_(meravigliato)_ Mandi via anche me!
-
- _Clelia_
-
-_(con cortesia fredda)_ No... Resta, se vuoi. Anzi, mi fai piacere.
-Credevo che tu volessi andartene. _(Pausa.)_ Io me ne sto ancora un
-pochino qui, zitta zitta, rannicchiata sulla mia poltrona. Tu, parla.
-Raccontami qualche cosa.
-
- _Carsanti_
-
-_(scoraggiato)_ Che vuoi che ti racconti? Niente che ti possa
-interessare! _(Fa qualche passo su e giù per la stanza, indi siede
-lontano da Clelia. -- Dopo una lunga pausa)_ Clelia....
-
- _Clelia_
-
-Gerardo.
-
- _Carsanti_
-
-Sei tu soddisfatta di me?
-
- _Clelia_
-
-Che domande!
-
- _Carsanti_
-
-Sei soddisfatta di me?
-
- _Clelia_
-
-Ma più che soddisfatta....
-
- _Carsanti_
-
-Ti manca nulla?
-
- _Clelia_
-
-Nulla.
-
- _Carsanti_
-
-Indovino ogni tuo desiderio?
-
- _Clelia_
-
-È vero, è vero.
-
- _Carsanti_
-
-Lesino forse sulle spese?
-
- _Clelia_
-
-O che! Sei così largo, così galante....
-
- _Carsanti_
-
-E... farò anche di più....
-
- _Clelia_
-
-Ma io non permetterò mai che tu ecceda!
-
- _Carsanti_
-
-_(va a sederle accanto)_ Compreremo, sai, la pariglia di sauri inglesi
-che vende Ebe Michel.... Ebe è in liquidazione. _(Pausa.)_ Voglio che tu
-sii la più elegante di tutte. -- Sei già la più carina.... _(Le prende
-le mani.)_
-
- _Clelia_
-
-_(sforzandosi di essere gentile, dice di no col capo.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(con espansione timida)_ Sì, sì, la più carina... la sola che sappia
-ammaliare un uomo come me....
-
- _Clelia_
-
-_(si turba.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(ne tiene sempre le mani e le serra fra le sue)_ ... perchè, tu lo
-vedi, io vicino a te divento un collegiale... un collegiale innamorato
-sino alle midolla, che si tormenta, che spasima e che....
-
- _Clelia_
-
-Ahi, non mi stringere così.... Le tue mani sono di ferro....
-
- _Carsanti_
-
-_(alzandosi e raffrenandosi)_ ... e che resta come uno sciocco alla
-prima resistenza!
-
- _Clelia_
-
-_(Lunga pausa. -- Si alza lentamente.)_ Amico mio, non vi dispiaccia....
-Me ne vado a letto: sono un poco stanca. Arrivederci, eh?
-
- _Carsanti_
-
-_(sogghignando e concentrandosi in sè)_ Arrivederci....
-
- _Clelia_
-
-_(attraversa pian piano la stanza, andando verso destra. Quando sta per
-oltrepassare la soglia, Carsanti la chiama.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(timidamente)_ Clelia....
-
- _Clelia_
-
-_(si volta.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(supplichevole)_ Un bacio....
-
- _Clelia_
-
-_(con finta disinvoltura)_ Volentieri. _(Come Carsanti le cinge la vita
-col braccio, ella si stecchisce, e sfiora appena con le labbra il volto
-di lui, con evidente sforzo.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(la bacia con paurosa tenerezza, poi, carezzandole i capelli)_ Sei
-molto stanca?
-
- _Clelia_
-
-Sì....
-
- _Carsanti_
-
-... Senti.... Tutto, tutto potrai ottenere da me! Abbi pietà!
-_(L'abbraccia avidamente.)_
-
- _Clelia_
-
-_(come presa da una paura invincibile, si svincola.)_ No! no! questo no!
-_(Le si legge sul viso la sincerità della repulsione.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(cerca reprimersi, ma poi, pallido di collera, scoppia.)_ Ah!...
-nessuna vergogna, nessun dolore può eguagliare il supplizio di vedersi
-respinto come questa femmina mi respinge!... Da venti giorni, io
-combatto con tutti i mezzi per piegarla, per conquistarla; da venti
-giorni, io la circondo di cure, di cortesie, d'affetto, io la colmo di
-denaro, di abiti, di gioielli... e lei mi sfugge, lei mi disprezza, lei
-mi offende concedendomi appena l'elemosina d'un bacio sdegnoso e
-mostrandomi sfacciatamente il suo disgusto, come se avesse oramai il
-diritto di succhiarmi il sangue per poi buttarmi via come un limone
-spremuto.
-
- _Clelia_
-
-Calmati, Gerardo, te ne prego... non giudicarmi così.... Ricordati,
-ricordati bene a quale condizione io accondiscesi....
-
- _Carsanti_
-
-Condizione assurda!
-
- _Clelia_
-
-_(altera)_ Assurda o no, voi e la vostra mezzana, insidiandomi, me la
-faceste credere possibile, ed io l'accettai. _(Cambiando subito tono --
-con accento umile e remissivo)_ Non dico che adesso voi abbiate torto;
-ma, via, non potrete negare d'avermi stranamente ingannata.... Sulle
-prime, m'avevate fatto supporre in voi un misto di generosità e di
-vanità, e io avevo creduto di potere essere da voi soccorsa non
-diventando... che la vostra vetrina. Pur troppo, non sono nuova alla
-vita: so che spesso noialtre creature frivole ed inette non siamo che
-l'insegna della maschilità e della vanità di chi ci prende in fitto. E
-questa idea, da cui tante donne si sentono offese, a me, invece, aveva
-sorriso. Ero più o meno colpevole delle altre? Non so. Diversa
-certamente: e questa è la vera causa di tutto ciò che accade. Diversa,
-sì, diversa.... E quando mi sono accorta di essermi lasciata ingannare,
-quando mi sono accorta dell'assurdità delle mie illusioni, ho tentato di
-abituarmi al pensiero d'essere veramente vostra; ho tentato di
-ridiventare come sono le altre, come sono stata anch'io; ma qualche cosa
-di misterioso e d'invincibile me lo ha impedito inesorabilmente! Ora
-comprendo d'essere stata un'egoista e peggio, comprendo che debbo
-chiedervi perdono; e ve lo chiedo umilmente, umilmente....
-
- _Carsanti_
-
-_(commosso)_ No, non chiedermi perdono. Non voglio. Mi basta che tu sii
-pentita.... La tua umiltà _(quasi stizzoso)_ mi molesta.... Non voglio
-che tu sii umile con me! _(Diventando mellifluo)_ E poi... perchè
-chiedermi perdono? Tu non sai quello che fai.... Tu sei _Cosuccia_, non
-è vero? _(ricominciando a carezzarla)_ ... la mia _Cosuccia_, e io
-desidero che tu non ti tormenti, che tu non sciupi con le sofferenze
-questo bel visino.... Io dimenticherò il male che mi hai fatto... io non
-oserò mai più di alzare la voce.... E tu, anche, sarai buona... sarai la
-mia amica... la mia compagna... la mia amante.... Sì? La mia amante?
-
- _Clelia_
-
-_(glacialmente solenne, scostandosi da lui)_ Amante, mai!
-
- _Carsanti_
-
-_(acceso d'ira)_ Ah! vivaddio, ma io ti costringerò! _(Sta per
-avventarsi su lei, afferrando una sedia.)_
-
- _Clelia_
-
-Bada: chiamo gente!... mi metto a gridare dalla finestra!
-
- _Carsanti_
-
-_(trattenendosi)_ Non temete.... Non userò la violenza. Vi
-costringerò... _(sinistramente)_ con tutta la cortesia che merita una
-pari vostra. _(Poi imperiosamente)_ Scegli: o mi dici di sì, o io ti
-scaccio stasera stessa da questa casa!
-
- _Clelia_
-
-_(con esultanza pazza e baldanzosa)_ Ah! se non sai costringermi che
-così, io... sono salva!
-
- _Carsanti_
-
-_(trepidante)_ Come!?
-
- _Clelia_
-
-_(trionfalmente)_ Me ne vado!
-
- _Carsanti_
-
-_(sbalordito)_ Te ne vai?!...
-
- _Clelia_
-
-_(sempre più eccitata da una gioia mista di rabbia, va a dirgli sul
-muso)_ Sì, sì, me ne vado! Me ne vado! _(Scoppia in una risata convulsa;
-indi, minacciosamente)_ Aspetta. _(Corre nella sua camera da letto,
-uscendo dalla porta a destra.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(resta fremendo, e passeggia concitato. È inferocito; ma dal suo volto
-traspare il desiderio vivo che ella non parta.)_
-
- _Giacomo_
-
-_(comparisce, rispettosamente, sotto l'arco della porta, in fondo.)_
-Signore, posso spegnere i lumi?
-
- _Carsanti_
-
-_(non si accorge di lui, e, assorto nei suoi pensieri angosciosi, si
-ferma presso un tavolino.)_
-
- _Giacomo_
-
-_(dopo avere aspettato invano la risposta, comincia, nella sala
-contigua, a rassettare i mobili e a spegnere i lumi. I battenti della
-porta sono tuttora spalancati.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(risoluto, si precipita nella camera di Clelia.)_
-
- _Clelia_
-
-_(grida di dentro:)_ No! Lasciatemi! Lasciatemi! Lasciatemi! _(Poi,
-correndo, guardandosi indietro, avvolta in uno scialle, attraversa la
-stanza, ed esce per la porta a sinistra.)_
-
- _Giacomo_
-
-_(resta a spiare presso la porta, mezzo nascosto, attonito.)_
-
-
- _(Sipario.)_
-
-
-
-
- ATTO TERZO
-
-
-_Camera raccolta, modesta e pulita, senza tappeti, senza tappezzerie.
-Qualche poltrona di tela-pelle, altre suppellettili vecchie ma decenti.
-Una porta in fondo, una laterale. In un cantuccio, un piccolo cavalletto
-coperto, qualche tela, molti brandelli di stoffa, in disordine. Questo
-cantuccio è come il frammento d'uno studio di pittura. È sera. Sul
-davanti, una tavola tonda con un sostegno a tre piedi, coperta da un
-panno scuro. La tavola è illuminata da un vecchio ed alto lume ad olio
-con un gran cupolino di tela verde. Il resto della camera, nella
-penombra._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- _Signora_ RENZI, _il signor_ BRAMBINI, _don_ BARTOLOMEO, MARIO,
- BEATRICE.
-
-
-_Presso la tavola, giocano a dama la signora_ _Renzi_ _e il signor_
-_Brambini_. _Dall'altra parte della tavola, don_ _Bartolomeo_ _è intento
-a ricamare un paio di pantofole su un telaietto._ _Mario_ _ha dinnanzi
-molti giornali spiegazzati. Ne ha uno in mano e lo legge._ _Beatrice_,
-_seduta presso di lui, ha dinnanzi un cestino da lavoro e nastri e pezzi
-di mussola, e, ascoltando, cuce._
-
- _Signora Renzi_
-
-Avete giocato?
-
- _Brambini_
-
-Sissignora, ho mossa questa pedina.
-
- _Signora Renzi_
-
-Ah! va bene. _(Giocando)_ Dama!
-
- _Mario_
-
-State a sentire, dunque: _(continuando a leggere a voce alta:)_ «La
-polizia, sempre tardi come i carabinieri di Offenbach, accorreva, e i
-signori Negrotti andavano cercando le tracce del notturno visitatore e
-andavano constatando le conseguenze della visita. Ma tutto era a posto.
-Si entrò ansiosi nella camera della signorina Margherita, una fanciulla
-sui diciassette anni, e la si trovò convulsa e piangente.»
-
- _Beatrice_
-
-Dio mio, che era accaduto?
-
- _Signora Renzi_
-
-_(a Brambini che ascolta il racconto invece di giocare)_ Tocca a voi,
-capitano.
-
- _Brambini_
-
-Ma, quello lì mi stordisce con la sua lettura.
-
- _Mario_
-
-_(continuando:)_ «La fanciulla, sulle prime disse di avere udito un
-rumore e d'aver sospettato che un ladro si fosse intromesso in casa. Ma
-la finestra della camera era aperta; e la poverina, piangendo
-dirottamente, confessò....» _(Impappinandosi per l'imbarazzo, interrompe
-la lettura.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-«Piangendo dirottamente»?... Che confessò?
-
- _Beatrice_
-
-Che confessò?
-
- _Bartolomeo_
-
-Avanti, avanti.... Andiamo....
-
- _Mario_
-
-_(mettendosi subito il giornale in tasca)_ Niente, niente, don
-Bartolomeo.
-
- _Bartolomeo_
-
-Uhm! Ci avete lasciati sul più bello.
-
- _Brambini_
-
-Proprio!
-
- _Mario_
-
-Ma che! Non ne valeva la pena: scempiaggini!
-
- _Signora Renzi_
-
-_(a Brambini)_ Benedetto Dio, ora spero che baderete ai casi vostri.
-
- _Brambini_
-
-Aspettate.... Adesso, vi faccio una mossa magistrale, da quel vecchio
-capitano che sono.
-
- _Beatrice_
-
-_(dando a tenere un lembo di mussola a Mario)_ Volete?
-
- _Mario_
-
-Sì, volentieri.
-
- _Beatrice_
-
-_(taglia la mussola accuratamente.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-_(gettando uno sguardo alla scacchiera)_ Eh! eh! la vostra tattica,
-capitano, è quella di quarant'anni fa.
-
- _Beatrice_
-
-_(a Mario, alzandogli la mano)_ Un po' più su.... Bravo, così. _(Poi gli
-dà a tenere un altro lembo di mussola, per tagliarla.)_
-
- _Brambini_
-
-_(a Bartolomeo, in tono canzonatorio)_ Che cosa lavorate, don
-Bartolomeo?
-
- _Bartolomeo_
-
-Un paio di pantofole, a servirvi.
-
- _Brambini_
-
-Ebbene, pensate alle vostre pantofole, voi!
-
- _Signora Renzi_
-
-Io soffio, mangio e faccio un'altra dama.
-
- _Bartolomeo_
-
-Da quel vecchio capitano che siete, vi fate battere, se non vado errato.
-Veramente, da buon capitano borbonico, dovreste piuttosto capitolare.
-
- _Brambini_
-
-_(un po' sul serio)_ Meglio capitolare che tradire, maestro mio....
-_(Giocando)_ Faccio anch'io dama.
-
- _Signora Renzi_
-
-Troppo tardi!
-
- _Mario_
-
-_(a Beatrice, gentilmente)_ Basta?
-
- _Beatrice_
-
-_(togliendogli di mano la mussola)_ Sì, basta. Grazie.
-
- _Signora Renzi_
-
-Eh! sì, _(riflettendo)_ troppo tardi...
-
- _Bartolomeo_
-
-Siete tardigrado, caro capitano.... Io, già, trattenuto sempre dai
-miei... _sacri_ doveri di maestro di ballo, non ho mai fatto il soldato
-e tanto meno il comandante... Ho comandato, al più al più, qualche
-quadriglia, quando le quadriglie si comandavano... Ora non usa più... e
-le quadriglie si ballano a memoria... Ma, lasciamo andare... Volevo
-dire, a proposito della vostra lentezza, che se fossi stato un
-comandante, un pezzo grosso, insomma, nell'esercito, avrei introdotto
-nella milizia la scuola di ballo... _(Gli altri ridono.)_ E c'è poco da
-ridere. Essa rende svelti, leggeri e veloci.
-
- _Brambini_
-
-_(canzonando)_ Scommetto che avreste introdotto nella milizia anche una
-scuola di ricamo.
-
- _Bartolomeo_
-
-E perchè no?... Con l'avvenire non si scherza.... Io, per esempio, ora
-che non trovo più da lavorare coi piedi -- perchè al giorno d'oggi tutti
-sanno ballare sin dalla nascita -- lavoro con le mani.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(vantandosi e facendo l'ultima mossa)_ Mi dispiace, ma ho vinto io!
-
- _Brambini_
-
-E si capisce!... Mi fanno distrarre maledettamente: quello lì col
-giornale, quest'altro col ballo e col diavolo che se lo porti!... Ma,
-adesso, la pace, veh! Una partita seria e mi ci metto di puntiglio.
-
- _Signora Renzi_
-
-Sì, sì, il signor don Bartolomeo è pregato di tacere....
-
- _Mario_
-
-_(alzandosi)_ E io, intanto, vado a fare due passi e a fumare un sigaro.
-_(Affettuoso)_ Voi, Beatrice, non avete più bisogno di me?
-
- _Beatrice_
-
-Bisogno, no...
-
- _Mario_
-
-_(dandole la mano)_ Allora, permettete?
-
- _Beatrice_
-
-_(graziosamente)_ Permettiamo.
-
- _Mario_
-
-_(a lei)_ Se non vi ritrovo qui al mio ritorno, vi rivedrò certamente
-prima che andiate a letto: è vero?
-
- _Beatrice_
-
-Ah! la solita cantatina dell'ultim'ora?
-
- _Signora Renzi_
-
-Ma stasera la vogliamo allegra, la cantatina.
-
- _Beatrice_
-
-Vi obbedirò.
-
- _Mario_
-
-Buona sera, capitano. Buona sera, don Bartolomeo. Vi raccomando: zitto,
-lasciateli giocare. _(Alla signora Renzi)_ Mamma, vuoi che comperi le
-pasticche per questa notte?
-
- _Signora Renzi_
-
-Ma se non ho più tosse.
-
- _Mario_
-
-Sarà sempre meglio averne in casa. Arrivederci, mamma. _(Via dal
-fondo.)_
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- _Signora_ RENZI, BRAMBINI, BEATRICE, BARTOLOMEO.
-
-
- _Signora Renzi_
-
-_(dopo aver aggiustato le pedine)_ Ci siamo.
-
- _Brambini_
-
-Ci siamo. _(Sta per giocare.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-Oh! scusate, la prima mossa spetta a me.
-
- _Bartolomeo_
-
-Non gli date quartiere, signora Maria.
-
- _Brambini_
-
-_(con uno sguardo di rimprovero, a Bartolomeo)_ Be'?...
-
- _Bartolomeo_
-
-_(chiudendosi le labbra con le dita, borbotta.)_ Vado a sedermi lontano.
-_(Si alza.)_ Se resto qua, tanto, io mi conosco, alla tentazione di
-parlare, non ci resisto. _(Va a posare il telaietto sopra un piccolo
-tavolino molto distante dalla tavola. Canticchiando la mazurca del_
-Ballo in maschera, _cava di tasca un mozzicone di stearica e lo
-accende.)_ Taran, taran, taran, taran, tarèra... _(Fa colare un po' di
-cera sul tavolino, e, sulla cera colata, mette il mozzicone acceso.
-Indi, ricomincia a lavorare.)_ Oh! benissimo! Ciascuno per sè e Dio per
-tutti.... Taran, taran, taran, taran, tarèra... _(Pausa)_ Silenzio
-generale. _(Brontolando:)_ Il momento è solenne: le sorti della patria
-sono in pericolo.
-
- _Brambini_
-
-_(assorto nel gioco)_ A vele gonfie!
-
- _Beatrice_
-
-_(che, cucendo, si è interessata alla partita e ha guardato la
-scacchiera dietro le spalle della signora Renzi, avverte a un tratto:)_
-Attenta, attenta, signora Renzi!... Dovete soffiare.
-
- _Brambini_
-
-Bella prodezza! Due contro uno!... E tu, birichina, _(celiando)_ ti
-metti a combattere tuo nonno? Vattene di lì!
-
- _Bartolomeo_
-
-Venitevene qua anche voi, signorina Beatrice. Lasciate che il nonno
-perda tranquillamente quest'altra partita.
-
- _Brambini_
-
-E voi possiate perdere la lingua!
-
- _Beatrice_
-
-Sì, maestro, ora me ne vengo da voi per non cadere in contravvenzione.
-_(Si alza e, portando seco il lavoro, va a sedere accanto a don
-Bartolomeo.)_ Santa pazienza!
-
- _Brambini_
-
-Oh! si respira!...
-
- _Bartolomeo_
-
-_(a Beatrice)_ Vicino a me, vicino a me. Parliamo un po' di cose gravi.
-
- _Beatrice_
-
-Cose gravi non ce n'è.
-
- _Bartolomeo_
-
-Uhm! _(Abbassando la voce)_ Come va la faccenda?
-
- _Beatrice_
-
-Quale?
-
- _Bartolomeo_
-
-_(furbescamente)_ Quella del cuore.... Il frutto mi sembra maturo:
-coglietelo a tempo.
-
- _Beatrice_
-
-_(compiaciuta)_ Non vi comprendo.
-
- _(Tutti e due parlano piano.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-Eh! non tante storie! Che gli volete bene, se ne accorgono anche i muri.
-
- _Beatrice_
-
-_(sospirando)_ E se pure ciò fosse vero, a che basterebbe?
-
- _Bartolomeo_
-
-Andate là. Anche lui c'è entrato, oramai. Vi dico che il frutto è
-maturo. Io me ne intendo. Bisogna fare in modo che egli si decida, ecco.
-Volete che, con garbo, glie ne parli io?
-
- _Beatrice_
-
-Per amor di Dio, non fate questo!
-
- _Signora Renzi_
-
-_(che, più del capitano, è vicina a Beatrice e a don Bartolomeo, ode
-qualche parola, e vorrebbe udir meglio.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-Che male ci sarebbe? Anzi! Un amico comune è la persona più adatta a
-stringere, come suol dirsi, i sacchi.
-
- _Beatrice_
-
-No, don Bartolomeo, no! no! Io tremo al solo pensarci.
-
- _Brambini_
-
-_(alla signora che si distrae per udire)_ Ma ora siete voi che vi
-distraete.
-
- _Bartolomeo_
-
-_(a Beatrice)_ Tremare! Nientemeno che tremare?
-
- _Beatrice_
-
-_(accalorandosi)_ Sicuro! Si trema quando si sta per sentire la parola
-che deve dare tutto o togliere tutto!
-
- _Signora Renzi_
-
-_(ha udito, ed esclama senza volerlo:)_ Cara!
-
- _Brambini_
-
-Avete detto?
-
- _Signora Renzi_
-
-Niente! Giocate.
-
- _Brambini_
-
-Io ho giocato e ho fatto dama; ma voi... dove avete la testa?
-
- _Signora Renzi_
-
-Via, non vi arrabbiate. _(Giocando e parlando piano)_ Vi dirò poi
-un'altra volta dove ho la testa, e sono certa che mi assolverete.
-
- _Brambini_
-
-Provvisoriamente, vi mangio due pedine e vado avanti.
-
- _Beatrice_
-
-_(a Bartolomeo)_ Vi siete ammutolito?
-
- _Bartolomeo_
-
-Mi sono ammutolito perchè con voi non c'è mezzo di spiegarsi....
-Dovreste intendere che se don Bartolomeo parla, ne ha le sue buone
-ragioni. _(Quasi all'orecchio di lei)_ Insomma... insomma, stamane, il
-signor Mario è venuto su, da me, a farsi prestare, com'egli ha detto, un
-po' di sole per mettere non so che tinte a un suo bozzetto. Quaggiù,
-poveraccio, al primo piano, egli non ha altro sole che quello che gli
-mandate voi dalla finestrella dirimpetto....
-
- _Beatrice_
-
-_(abbassa gli occhi e il capo, arrossendo.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-Inutile arrossire, adesso: rossore sprecato! Egli, dunque, è venuto da
-me, e mentre imbrattava una tela, io ho cominciato a stuzzicarlo: --
-«Signor Mario, se allo stesso piano vostro non abitassero quei due occhi
-che sapete, io vi proporrei uno scambio di case. Tanto, io, del sole non
-so che farmene, e, quanto a ballare e a ricamar pantofole, so farlo
-anche all'oscuro.»
-
- _Beatrice_
-
-_(ascoltando acutamente)_ E lui?
-
- _Bartolomeo_
-
-Lui: -- «Non vi preoccupate, don Bartolomeo: quelli lì, vicini o
-lontani, nessuno me li porta via.»
-
- _Beatrice_
-
-Ah?
-
- _Bartolomeo_
-
-«E se io, signor Mario, volessi farvi la concorrenza?» -- scherzavo,
-capite?
-
- _Beatrice_
-
-Capisco!
-
- _Bartolomeo_
-
-Per tutta risposta mi ha azzeccata una pennellata di biacca sul naso.
-_(Si tocca il naso come per constatare il fatto.)_
-
- _Brambini_
-
-_(giocando)_ Povera Signora Maria, è bell'e spacciata!
-
- _Bartolomeo_
-
-Ma io gli ho detto: -- «Ohè, badate, giovinotto, di non far troppo il
-gradasso. Io ho un vantaggio su voi.» «Quale?» -- m'ha domandato. Ed io,
-subito: «Le ragazze cercano il marito! il marito!, e appunto io,
-_(eccitandosi)_ mi voglio ammogliare.»
-
- _Beatrice_
-
-Bravo! E lui? lui?
-
- _Bartolomeo_
-
-Lui mi si è accostato affettuosamente e mi ha fatto: «Vecchio volpone,
-so che mi siete affezionato e m'accorgo che volete scandagliarmi a fin
-di bene.» E, con la voce un po' commossa, m'ha soggiunto: «Don
-Bartolomeo, gli uomini non sentono veramente il bisogno di prender
-moglie che quando hanno trovata la donna che amano forse non _più_ delle
-altre, ma... _meglio_ delle altre.»
-
- _Beatrice_
-
-_(ansiosissima)_ E allora?
-
- _Bartolomeo_
-
-_(emozionato)_ Allora, s'intende, io ho arrischiata la domanda decisiva:
-«E voi -- gli ho detto -- l'avete trovata, questa donna?»
-
- _Brambini_
-
-_(inebriandosi del gioco)_ Caricat'arm!
-
- _Beatrice_
-
-_(perplessa)_ Che ha risposto?
-
- _Bartolomeo_
-
-_(mal riuscendo a frenare la voce vibrante di tenerezza)_ Perbacco,
-signorina Beatrice, la sua bocca ha taciuto, ma i suoi occhi, per quanto
-è vero Dio, m'hanno detto di sì!
-
- _Beatrice_
-
-_(levando un po' la voce nello slancio della gioia)_ Ah, don Bartolomeo,
-vi abbraccerei!
-
- _Signora Renzi_
-
-_(ha udito le ultime parole di don Bartolomeo, e, presa da una gioconda
-commozione, prorompendo simultaneamente allo slancio di Beatrice,
-esclama:)_ Ma sì, ho perduto, capitano, ho perduto.... Mangiatevi
-quest'altre pedine, e non se ne parli più! _(Alzandosi e ridendo)_ Ah!
-ah! ah! Che battaglia! Che battaglia!
-
- _Brambini_
-
-Che trionfo!
-
- _(Si alzano tutti.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-Sì, che trionfo! _(Cambiando tono, a Don Bartolomeo)_ E voi, maestro,
-che avete borbottato sinora? Che avete fatto da meritare -- almeno, così
-m'è parso d'udire -- il desiderio d'un abbraccio?
-
- _Bartolomeo_
-
-Che ho fatto? Un bel mestiere, signora Maria, un bel mestiere!
-
- _Brambini_
-
-Beatrice, che ora è?
-
- _Beatrice_
-
-_(guarda il suo orologetto.)_
-
- _Bartolomeo_
-
-_(piano alla signora Renzi)_ Le ho parlato d'amore...
-
- _Beatrice_
-
-_(avvicinandosi a Brambini)_ Nonno, sono le nove e mezzo. _(Resta presso
-di lui, aggiustandogli il soprabito.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(in disparte, a don Bartolomeo, celiando)_ Le avete parlato d'amore!
-Con quel viso e con quegli anni?
-
- _Bartolomeo_
-
-_(tristemente)_ Eppure, il cuore non domanda permesso al viso nè agli
-anni quando vuole voler bene... Ah, signora Maria, quante cose ridicole
-sono molto serie!...
-
- _Signora Renzi_
-
-_(stringendogli la mano)_ Siete un brav'uomo!
-
- _Brambini_
-
-Sicchè, io vi lascio.
-
- _Bartolomeo_
-
-Per me è ora canonica, e vi lascio anch'io. _(Prende con una mano il
-telaietto e con l'altra la candela accesa.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-Di già?
-
- _Brambini_
-
-Eh! stasera si lavora perchè siamo alla fine del mese.... Da trent'anni
-che sono amministratore del marchese Bonaldi, non ho mai cominciato un
-mese senza chiudere i conti di quello precedente.
-
- _Bartolomeo_
-
-_(in un tono di declamazione umoristica)_ E, riconoscendo i vostri
-meriti, il marchese Bonaldi, un giorno o l'altro, vi otterrà dal vostro
-ex re la promozione a... generale borbonico.... al riposo![1].
-
- [1] L'attore potrà dire: «dal vostro ex re, che dall'altro mondo può
- fare anche dei miracoli, la promozione ecc. ecc.»
-
- Quando fu scritto questo dramma, viveva ancora Francesco II.
-
- _Brambini_
-
-Mi meraviglio che, come maestro di ballo, non siate ancora neppure
-commendatore!
-
- _(Tutti ridono.)_
-
- _Beatrice_
-
-Nonno, vorrei restare un pochino a far compagnia alla signora Renzi.
-
- _Brambini_
-
-Resta, se vuoi.
-
- _Bartolomeo_
-
-_(alla signora Renzi, salutando)_ Signora mia, buona notte! _(A
-Beatrice)_ Signorina Beatrice,... cantatina allegrissima, stasera! Io,
-lassù, non la sento; ma, tanto, _(mostrando la candela)_ mi rassegno
-anche a questo.
-
- _(Scambio di saluti e molta animazione.)_
-
- _Brambini_
-
-Buona notte! buona notte!
-
- _Signora Renzi_
-
-Buon lavoro, capitano!... Arrivederci, don Bartolomeo.
-
- _Bartolomeo_
-
-_(presso la porta, caricatamente)_ Passi, generale...
-
- _Brambini_
-
-Prego, commendatore.... Prima lei.
-
- _Bartolomeo_
-
-_(passando altezzosamente)_ Grazie!
-
-_(Brambini e don Bartolomeo vanno via, e la signora Renzi e Beatrice li
-accompagnano sino alla porta che s'apre sul pianerottolo, continuando a
-scambiar con essi saluti e celie.)_
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- _Signora_ RENZI _e_ BEATRICE.
-
-
- _Signora Renzi_
-
-_(chiudendo la porta, quasi tra sè)_ Buone persone! _(Va a sedersi su
-una poltrona distante dalla tavola.)_ Che ti diceva don Bartolomeo?
-
- _Beatrice_
-
-_(imbarazzata)_ Mi raccontava... degli aneddoti.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(affettuosamente)_ Bugia!
-
- _Beatrice_
-
-_(vergognandosi)_ Avete, dunque, udito.... _(Si nasconde il viso tra le
-mani.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(interrompendola)_ Nulla di cui tu debba arrossire dinanzi a me.
-Bambina! È tanto tempo che il mio pensiero e il tuo s'incontrano nello
-stesso voto, ed è tanto tempo che io sono la tua migliore alleata....
-Vieni, vieni qui, povero angelo!...
-
- _Beatrice_
-
-_(va a inginocchiarsi accanto a lei, infantilmente.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(carezzandola)_ Non temere.... Il nostro sogno, ne ho fede, si
-realizzerà. Vedrai. Già, Mario, a poco a poco, è diventato un altro....
-Da quando ritornò da quel piccolo viaggio misterioso -- ti ricordi? --
-l'ho visto sempre più dolce, sempre più sereno, e da qualche mese -- oh!
-io lo comprendo meglio che non possa comprendersi egli stesso -- da
-qualche mese non pensa che a te. E come ci pensa! Ma nè io nè tu gli
-additeremo la via della felicità. Egli la troverà da sè. La sua natura
-va verso il bene soltanto se è libera d'andare dove vuole. Nessuna
-esortazione, nessun consiglio. Sul suo spirito non si può influire che
-tacendo e aspettando. Io non gli ho mai espressi i miei desiderii, egli
-ha finito sempre col soddisfarli.
-
- _Beatrice_
-
-_(dolcemente)_ Io v'imiterò, signora.
-
- _Signora Renzi_
-
-E sarà egli stesso che verrà a te; sarà egli stesso che si sentirà
-attratto da ciò che è ancora il meglio che si possa fare su questo
-mondo: vivere onestamente con la persona che si ama e da cui si è amati.
-Perchè... tu l'ami molto, non è vero?
-
- _Beatrice_
-
-_(con grande soavità)_ Tanto!... Tanto!
-
- _Signora Renzi_
-
-_(abbracciandola e baciandola con affettuosità profonda)_ Che tu sii
-benedetta, figlia mia! _(Restano abbracciate, commosse. Indi la signora
-Renzi abbandona, lentamente, il capo sulla spalliera.)_
-
- _Beatrice_
-
-_(alzandosi e rimettendosi dall'emozione)_ Siete un poco stanca?
-
- _Signora Renzi_
-
-_(sbadigliando)_ Non ancora. Adesso che ho fatta la pace con la buona
-salute, non mi stanco più così presto. Ringiovanisco, sai.
-
- _Beatrice_
-
-Allora, volete che vi legga una pagina del vostro libro favorito?
-
- _Signora Renzi_
-
-No, Beatrice. Ho la mente piena di cose belle. Per questa sera non
-voglio metterci dentro più nulla: sto tanto bene così! Piuttosto,
-_(sbadigliando)_ bella mia, mi fai il piacere di rassettare un poco
-lassù. _(Indica la tavola -- Il tappeto è sconvolto e ingombro di
-pedine, di mussola, di tela a brandelli, di giornali gualciti e del
-lavoro di Beatrice.)_
-
- _Beatrice_
-
-Subito. _(Va a rassettare.)_ Uh! che disordine! Ma qui si vede che la
-maggior colpevole sono stata io. Che cenciaiola! _(Ripone nella cesta i
-brandelli e nei cassettini della scacchiera le pedine.)_ Rimettiamo nel
-quartiere i soldati con cui il nonno deve vincere le battaglie.... Suona
-la ritirata: a letto, a letto. Bravi, così! -- Ed ecco i giornali del
-signor Mario. _(Li piega.)_ Quello lì che contiene la strana
-storiella... lo ha conservato lui. _(Ricordando)_ Povera ragazza: chissà
-che cosa le era accaduto! Il signor Mario ha detto che non valeva la
-pena di saperlo.... Pure, sarei curiosa.... Signora Renzi, ci avete
-capito niente, voi?
-
- _Signora Renzi_
-
-_(a poco a poco si è addormentata.)_
-
- _Beatrice_
-
-_(Pausa)_ Dorme. _(Ripiglia un giornale e lo appiccica con uno spillo al
-paralume, affinchè la luce non importuni la dormiente. -- Si ode
-picchiare.)_ Eccolo. _(Apre.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- CLELIA, BEATRICE, _Signora_ RENZI.
-
-
- _Clelia_
-
-_(indossa una povera veste grigia, e ha il capo avvolto in uno scialle.
-Resta di là dalla soglia. Ha la voce umile e tremante.)_ Vorrei parlare
-alla signora Renzi.
-
- _Beatrice_
-
-È lì che dorme. Adesso è tardi. Non potrebbe favorire domani?
-
- _Clelia_
-
-_(guardando Beatrice con intensità intuitiva)_ Domani? Si, ma alla
-stessa ora, perchè, veda, signorina, ho un bambino lassù, alla locanda,
-e non posso allontanarmene che quando una buona donna -- un'operaia che
-è occupata tutto il giorno -- viene a sostituirmi presso la culla. Se
-non le dispiace, aspetterò che la signora Renzi si svegli!
-
- _Beatrice_
-
-_(fa un gesto di non sincera condiscendenza.)_
-
- _Clelia_
-
-_(si avanza un poco.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(in sogno, mormora:)_ Beatrice....
-
- _Clelia_
-
-_(con mitezza estrema)_ Mi pare che si stia svegliando....
-
- _Beatrice_
-
-_(guardando la signora Renzi)_ No. Credo che parli in sogno.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(mormora ancora:)_ Mario.... Figli miei....
-
- _Clelia_
-
-_(trasalisce.)_
-
- _Beatrice_
-
-Sì, parla in sogno....
-
- _Signora Renzi_
-
-_(come in un sussulto di gioia, si sveglia)_ Beatrice... dove sei?
-
- _Beatrice_
-
-Eccomi....
-
- _Clelia_
-
-_(si ritrae.)_
-
- _Beatrice_
-
-C'è qui una donna che desidera parlarvi.
-
- _Signora Renzi_
-
-Dov'è? _(Voltandosi e, vedendo Clelia, ne ha un'impressione quasi di
-paura)_ Che!
-
- _Clelia_
-
-_(sempre mite)_ Mi conoscete?
-
- _Signora Renzi_
-
-Vi conosco. _(Si alza.)_
-
- _Clelia_
-
-Supponevo, pur troppo, d'essere da voi conosciuta di nome, ma....
-
- _Signora Renzi_
-
-_(di scatto)_ Oh! come credevate che io avessi potuto non vedervi mai? E
-poi.... _(Non continua, per la presenza di Beatrice, di cui si
-preoccupa.)_ Beatrice, non trattenerti più a lungo.... Vattene dal
-nonno.
-
- _Beatrice_
-
-_(piano alla Signora)_ Voi siete così turbata....
-
- _Signora Renzi_
-
-T'inganni....
-
- _Beatrice_
-
-Ma questa donna?
-
- _Signora Renzi_
-
-È... la figliuola d'un amico del mio povero marito.... M'avevano detto
-che era morta... ed è naturale che il vederla m'abbia un po' scossa....
-Vattene, dunque, senza preoccupazione; vattene.
-
- _Beatrice_
-
-_(mal volentieri)_ Vado.... Buona notte. _(Allontanandosi saluta col
-capo Clelia. -- Si guardano scambievolmente con penosa curiosità. --
-Beatrice esce.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(segue Beatrice sino alla soglia; poi, quando sta per chiudere la
-porta, si ferma, udendo che Mario sale le scale e che zufola.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- MARIO, CLELIA, _Signora_ RENZI.
-
-
- _Mario_
-
-_(dalle scale, gaio)_ Signorina Beatrice, salutiamoci, almeno.
-
-_(La signora Renzi e Clelia si scuotono e si scambiano un'occhiata.)_
-
- _Beatrice_
-
-_(la cui voce lontana si sente appena)_ Ero distratta, signor Mario. Vi
-pare....
-
- _Mario_
-
-_(le sue parole si odono più da vicino)_ Va bene, vi perdoniamo.... Ma,
-cantatina allegra! _(Ridendo)_ Ah! ah! ah! _(Entra. Vedendo Clelia, ne
-ha come un senso di meraviglia e di terrore)_ Voi! _(Indi, senza troppa
-durezza)_ Che fate qui? Che volete in casa di mia madre?
-
- _Clelia_
-
-_(a un tempo timida, supplichevole e altera)_ Lo so che una par mia non
-ha il diritto di metterci il piede; ma io ci sono entrata come si entra
-in chiesa -- devotamente -- per implorare una grazia.... Io speravo, e
-spero, di ottenerla da lei, da vostra madre, questa grazia.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(offesa)_ Da me quale grazia volete ottenere?
-
- _Clelia_
-
-_(senza avere il coraggio di dir subito la ragione della sua
-visita)_.... Che rendiate meno aspro verso di me... l'animo del vostro
-Mario.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(le volta le spalle, avviandosi -- quasi fuggendo -- verso la porta a
-destra.)_
-
- _Clelia_
-
-Restate, signora, ve ne scongiuro: io ho bisogno del vostro appoggio, e,
-per quanto ciò vi possa sembrare strano, io sento che me lo concederete.
-
- _Signora Renzi_
-
-_(meravigliata)_ Il mio appoggio?!
-
- _Clelia_
-
-Ma voi non sapete ancora che cosa debbo dire a vostro figlio....
-Restate, signora, ascoltatemi.
-
- _Signora Renzi_
-
-No, no, no....
-
- _Mario_
-
-_(severo)_ Lasciate stare mia madre. Vi ascolterò io.
-
- _Clelia_
-
-_(abbassa gli occhi mortificata.)_
-
- _Mario_
-
-_(con maggiore gentilezza)_ Vi ascolterò io.
-
- _(Silenzio solenne, grave, agghiacciante.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(rivolge a Mario un lungo sguardo in cui è un'interrogazione e un
-ammonimento, ed esce a destra.)_
-
-
-
- SCENA VI.
-
-
- CLELIA _e_ MARIO.
-
-
- _Clelia_
-
-_(animata da un repentino coraggio, come se a un tratto avesse la
-coscienza d'un diritto)_ Ebbene, mi ascolterai tu! Avevo osato di venire
-in casa di tua madre e avevo chiesto di parlare a lei perchè, nonostante
-l'orrore che... in altri tempi... ho potuto destare in quella onesta
-signora, io adesso dovevo contare più sulla bontà del cuor suo che sulla
-sprezzante indifferenza del tuo. Sono dieci mesi, Mario, che ti chiamo,
-che ti cerco inutilmente; sono dieci lunghi terribili mesi che ti
-nascondi a me, che mi fuggi come se io fossi una femmina infame!
-
- _Mario_
-
-_(freddo, ma in tono amichevole)_ Una volta che io avevo deciso di
-finirla, sarebbe stata un'imprudenza il rivederti. Quella sera,... la
-sera della tua festa... uscendo dalla casa dove quel Carsanti era il tuo
-signore, giurai di non entrarvi mai più. Il giorno dopo, potetti
-raggranellare un po' di denaro, affidai mia madre... a una giovinetta, a
-una nostra vicina, e partii, partii per non aver sùbito la tentazione di
-ritornare a te. Più tardi, quando fui obbligato a riunirmi con mia
-madre, resistetti alla tentazione. Me ne tormentai, non lo nego, ma
-vinsi, e mantenni il giuramento pel bene di tutti.
-
- _Clelia_
-
-Pel mio bene anche!?
-
- _Mario_
-
-Sì. Ti lasciavo finalmente libera... libera di disporre, come meglio ti
-piacesse, della tua vita.
-
- _Clelia_
-
-_(scrollando il capo e sforzandosi di serbarsi tranquilla)_ Ma... tu
-sapevi che m'ero fatta scacciare da quell'uomo proprio la sera in cui ti
-vidi per l'ultima volta, senza sospettare menomamente il tuo abbandono.
-Di': tu lo sapevi:... io te l'avevo scritto.
-
- _Mario_
-
-_(calmo)_ Me l'avevi scritto: lo sapevo.
-
- _Clelia_
-
-E tu sapevi pure la ragione... _la ragione_ per cui m'ero fatta
-scacciare. Io te l'avevo scritta.
-
- _Mario_
-
-_(paziente)_ Me l'avevi scritta; ma io non t'avevo creduta.
-
- _Clelia_
-
-Avrei dovuto, dunque, quella sera stessa, dopo la scena disgustevole,
-piombarti addosso come se avessi preteso qualche cosa da te, come se
-avessi voluto vantarmi del mio eroismo, come se avessi voluto
-chiedertene il premio?... È questo, forse, che avrei dovuto fare?
-
- _Mario_
-
-Sarebbe stato inutile: non ti avrei creduta.
-
- _Clelia_
-
-_(rabbrividendo)_ Mario!... io ti comprendo: tu rispondi così per
-prepararmi a uno scetticismo anche più crudele. Tu hai già capito, non è
-vero?, perchè io abbia risoluto di bussare alla tua porta; tu hai già
-capito che io non sono tanto sciocca da voler tentare la riconquista del
-tuo cuore; Mario _(afferrandogli le mani)_ tu lo hai già capito: io
-vengo a parlarti soltanto di nostro figlio!
-
- _Mario_
-
-_(stringendosi nelle spalle, crudelmente)_ Nostro!
-
- _Clelia_
-
-_(con uno sforzo d'amarezza)_ Ah! l'avevo preveduto!
-
- _Mario_
-
-_(Pausa. Con sforzo di pazienza)_ Insomma, Clelia, cerchiamo di
-abbreviare questo colloquio increscioso. Riassumi le tue idee, e dimmi
-con calma: da me tu che pretendi?
-
-_(Il dialogo diventa man mano concitato, febbrile, incalzante.)_
-
- _Clelia_
-
-Nulla pretendo. Io desidero, innanzi tutto, di convincerti che il mio
-bambino è _tuo_.
-
- _Mario_
-
-Non puoi convincermene.
-
- _Clelia_
-
-Ma perchè non posso? Perchè? Pensaci bene, Mario: la nostra relazione
-non è rotta che da dieci mesi, e precisamente domani saranno passati due
-mesi -- m'intendi? -- da che il bambino m'è nato. Se anche tu,
-cinicamente, volessi fingere d'ignorare, se anche ignorassi davvero la
-miseria squallida che da quando mi lasciasti io ho preferito a ogni
-risorsa losca, a ogni mezzo consigliatomi dalla mia trista esperienza, a
-ogni utile transazione, non potresti negare ciò che le date, innegabili,
-ti accertano.
-
- _Mario_
-
-Le date sono contro di te.
-
- _Clelia_
-
-Come!
-
- _Mario_
-
-Sino a dieci mesi fa, tu eri amante mia e di Carsanti.
-
- _Clelia_
-
-Amante di lui, no!
-
- _Mario_
-
-Evvia!
-
- _Clelia_
-
-Tu ricordi in che modo esclusivo io ti amavo.
-
- _Mario_
-
-Chiacchiere!...
-
- _Clelia_
-
-Tu ricordi la singolarità della mia esistenza....
-
- _Mario_
-
-Chiacchiere che hanno fatto il loro tempo!
-
- _Clelia_
-
-Eppure, ti è noto che se non avessi fidato nella rassegnazione di
-quell'uomo strano e vanitoso, io non mi sarei mai legata a lui dopo di
-averti conosciuto.
-
- _Mario_
-
-A me è noto solamente che a _lui_ ti legasti.
-
- _Clelia_
-
-Ma con quali speranze?!
-
- _Mario_
-
-Speranze inverosimili!
-
- _Clelia_
-
-È vero....
-
- _Mario_
-
-Ne convieni.
-
- _Clelia_
-
-Ne convengo perchè, difatti, ebbi a persuadermi che m'ero illusa....
-
- _Mario_
-
-E allora, che mi vai affastellando? Questa tale illusione svanì proprio
-quando diventasti veramente sua.
-
- _Clelia_
-
-Ma appunto per non diventare veramente sua io mi feci scacciare da lui,
-di notte, come una serva ladra!
-
- _Mario_
-
-Non ti ho creduta quando me l'hai scritto, non ti credo ora, non ti
-crederò mai!
-
- _Clelia_
-
-_(con impeto di disperazione)_ Io, dunque, debbo rinunziare al sogno di
-ridare il padre al mio bambino, debbo rinunziare al sogno di
-assicurargli una guida, un avvenire, un nome?... Dio, Dio mio, aiutatemi
-voi, aiutatemi voi! _(Pausa. Poi, prendendogli dolcemente le braccia, le
-mani, circondandolo amorosamente)_ Mario, ho tanto sofferto, e ho
-sofferto in pace, per mettere al mondo quel piccino che, pensavo,
-sarebbe stata la continuazione della parte migliore della mia vita. Ero
-sola, ero malata, accettavo il soccorso offertomi da qualcuna delle mie
-amiche d'una volta -- domandane al dottor Fonseca -- e ne arrossivo, mi
-umiliavo, sì, mi umiliavo; ma da una intima soddisfazione ero animata e
-confortata... perchè?... perchè sentivo nelle viscere il frutto, il
-tesoro del nostro amore!
-
- _Mario_
-
-_(svincolandosi senza violenza)_ Clelia....
-
- _Clelia_
-
-No, non aver paura.... Non saprei più sedurti... Sono diventata un
-cencio.... E non attraverso la mia persona ammiserita tu devi beneficare
-quel poverino.... No... la mia persona esiste già così poco e non vale
-più niente e non spera e non esige niente per sè, ed è disposta a ogni
-sacrifizio purchè _egli_ sia salvato e salvato da te.
-
- _Mario_
-
-_(dibattendosi tra due sentimenti opposti)_ Clelia, non parlarmi con
-tanta dolcezza....
-
- _Clelia_
-
-E tu non forzare al cinismo la tua natura nobile.... Essa, me ne
-accorgo, non mi accusa di menzogna.... Mario, Mario mio, lasciati
-commuovere... cedi alla tua indole... liberami da queste pene atroci...
-dimmi che salverai il mio angelo, che lo accoglierai, che lo assisterai,
-che gli vorrai bene... che gli sarai padre. _(Lo guarda ansiosamente e
-angosciosamente negli occhi.)_
-
- _Mario_
-
-_(che s'era commosso, torna ora ad avere sul viso l'espressione del
-fastidio e della rigidezza crudele.)_ No, no, non voglio, non posso!
-
- _Clelia_
-
-_(se ne sente schiacciata.)_ Ah!
-
-
-
- SCENA VII.
-
-
- _Signora_ RENZI, MARIO _e_ CLELIA.
-
-
- _Signora Renzi_
-
-_(alle ultime parole di Mario comparisce, gravemente, nel vano della
-porta)_ Mario!
-
- _Mario e Clelia_
-
- _(simultaneamente)_
-
-Mamma....
-
-Signora....
-
- _Signora Renzi_
-
-Io non so essere giudice fra voi due: sono una borghesuccia abituata
-alla vita casalinga; ma, fra tante cose che avete dette, una sola cosa
-m'è sembrata semplice ed importante: -- c'è un innocente da salvare. _(A
-Mario)_ Questa donna te ne attribuisce la paternità, e tu non hai fede
-nella parola di lei. Hai torto? hai ragione? Non monta. Ma io domando a
-te e ti prego di rispondermi in coscienza: sei tu poi sicuro -- bada --
-sei proprio sicuro di _non essere_ il padre di quel bambino?
-
- _Mario_
-
-_(tace.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-Rispondimi.
-
- _Mario_
-
-... Non ne sono sicuro.
-
- _Signora Renzi_
-
-Come vedi, la quistione, per un uomo onesto, è risoluta. Tu, uomo
-onesto, sai che, soprattutto, non devi abbandonare una creaturina che
-_forse_ è sangue tuo. Se quel bambino non è tuo figlio, tanto, avrai
-compiuta un'azione pietosa; se è davvero tuo figlio, avrai semplicemente
-adempito un dovere. C'è il dubbio? E il dubbio basta a crearti un
-obbligo sacro.
-
- _Clelia_
-
-Voi siete giusta, signora.... Avevo ragione di contare sul vostro
-appoggio.
-
- _Signora Renzi_
-
-Sul mio appoggio, contateci; ma io conto sui vostri sacrifizii....
-
- _Clelia_
-
-Quali?
-
- _Signora Renzi_
-
-Sui sacrifizii che voi stessa avete offerti.
-
- _Clelia_
-
-Mi spaventate!...
-
- _Signora Renzi_
-
-E che? Sperate ancora un legame tra voi e Mario?
-
- _Clelia_
-
-_(subito)_ No!
-
- _Signora Renzi_
-
-Ebbene, se volete provvedere, veramente, sicuramente, all'avvenire del
-vostro figliuolo, voi dovete sacrificargli _tutto_.
-
- _Clelia_
-
-_(invasa dal terrore)_ _Tutto_... che cosa?
-
- _Signora Renzi_
-
-.... Povera donna... i vostri diritti di madre.
-
- _Clelia_
-
-_(con un grido di violenta ribellione)_ Impossibile! _(Pausa. Poi,
-timidamente)_ Mi chiedete troppo, signora. Siete madre anche voi, è
-vero; sapete la prepotenza cieca di quell'egoismo sublime che è
-l'affetto materno, ma è naturale che non abbiate un'idea esatta di ciò
-che mi chiedete. Una santa, una virtuosa come voi, non conosce i misteri
-di queste esistenze per cui la virtù è una cosa molto confusa:
-_(eccitandosi)_ ecco, ecco perchè voi non intendete che se in noialtre
-spostate l'affetto materno nasce, esso qualche volta può essere più
-tenace, più geloso, più prepotente, più cupido che nelle donne educate
-all'onestà. _Che è_ mio figlio per me? Non so esprimervelo... non so
-esprimervelo con le parole. Certo, dai primi momenti della maternità,
-sentii che essa mi assorbiva tutta; e da quando _egli_ è nato io non mi
-sono più accorta di esistere che... che per le sensazioni nuove,
-prodotte in me da quel piccolo essere. E mi proponete di vivere estranea
-a lui? Ve l'ho detto: è impossibile!... Ogni altra proposta, io
-l'accetterò; ogni altro sacrifizio mi sembrerà lieve.... Io non aspiro
-alla riabilitazione; io non aspiro neppure al rispetto compassionevole;
-io voglio soffrire la fame, io voglio piegarmi alle più umili fatiche,
-io voglio essere peggio d'una schiava: ma distaccarmi, per sempre,
-completamente da mio figlio, lasciarmi estirpare il cuore vivo vivo,
-rinunziare ai miei diritti di madre, no! no! è impossibile, è
-impossibile!... _(È accasciata, esausta di forze.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-E non v'accorgete....
-
- _Mario_
-
-_(interrompendola)_ Via, mamma, per ora tronchiamo....
-
- _Signora Renzi_
-
-_(severa)_ No! Voglio andare sino in fondo una volta per sempre. _(A
-Clelia)_ Non v'accorgete, povera donna _(a Mario, che vorrebbe impedirle
-di continuare)_ -- lasciami dire --... non v'accorgete che nei vostri
-proponimenti c'è una grave contraddizione? Voi volete che il vostro
-figliuolo diventi un uomo utile, un uomo d'onore, un uomo felice... e
-gli preparate lo spettacolo straziante e disonorante di una madre
-condannata dalle stesse leggi per le quali ora combattete. E che cosa
-dovrà dirgli di voi suo padre? E che gli direte voi stessa?... E quando
-questo figliuolo sarà un fanciullo, come affronterete la sua curiosità?
-E quando sarà un giovane forte ed altero, come affronterete il suo
-orgoglio? E quando avrà una coscienza per giudicare... come, come
-affronterete voi il suo giudizio? E quali gioie, quali conforti gli
-saranno serbati fra un padre e una madre che si disputano il suo cuore e
-che non hanno di comune nè la casa, nè il nome, nè l'onorabilità? Il suo
-animo, siatene certa, si alimenterà di rancore, e verrà un giorno in cui
-egli potrà rimproverarvi persino _(solenne e insinuante)_ di averlo
-messo al mondo....
-
- _Clelia_
-
-_(disfatta, senza fiato)_ Basta... basta.... Lo so che avete ragione....
-Io mi sono ribellata, ma alla mia ribellione, ve ne prego, non ci
-credete.... Adesso non ho più la forza di pensare... e di
-rassicurarvi.... Ma, qui, qui, nel cervello, un solo, un solo pensiero
-resta certamente limpido, fermo, immutabile: salvarlo, salvarlo a
-qualunque costo! Io, io ho la responsabilità della sua vita... perchè
-avrei potuto _(convulsa, lagrimando)_ avrei potuto... come fanno
-tante... anche talune di quelle che si lasciano credere oneste... sì,
-sì, avrei potuto annientare, distruggere la maternità nel suo primo
-momento; e non lo feci. Il delitto mostruoso sarebbe stato per me un
-dovere.... Non volli, non volli..., chi sa, forse non per virtù... ma
-per egoismo.... _(Si sorregge a un tavolino.)_ Ed ora... non parlate
-più... Sono persuasa... In fondo n'ero convinta anche prima che
-parlaste.... Mio figlio non deve conoscermi?... E non mi conoscerà!...
-Me ne andrò lontano assai....
-
- _Signora Renzi e Mario_
-
-_(la soccorrono.)_
-
- _Clelia_
-
-... lontano assai.... Oh! non dubitate.... Lo farò.... Lo farò....
-
-
- _(Sipario.)_
-
-
-
-
- ATTO QUARTO.
-
-
-_Una squallida stanza di locanduccia. Un letto disadorno, basso, con
-accanto una culla napoletana, vuota. Un baule ai piedi del letto. Una
-tavola con su l'occorrente per scrivere. Poche altre misere
-suppellettili, tra cui un cassettone e un lavamani. Sopra il cassettone,
-un_ biberon, _qualche fiala, uno specchietto, dei pettini. Sparsi qua e
-là, pannolini per bambini. Unica porta in fondo, ma non proprio nel
-mezzo. La porta s'apre in un corridoio angusto. Una finestra_.
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- CLELIA, _Signora_ RENZI, CARMELA, ANGIOLINA, FONSECA.
-
-
-_(Come s'alza la tela, si vede nel corridoio, presso la porta aperta, un
-gruppo così formato:_ _Carmela_, _con in braccio un bambino avvoltolato
-negli scialli;_ _Clelia_, _che, pallida e desolata, si aggrappa a_
-_Carmela_ _e al bambino;_ _Angiolina_ _che cerca di staccarla da lui; la
-signora_ _Renzi_ _e il dottor_ _Fonseca_ _che la circondano
-premurosamente.)_
-
- _Clelia_
-
-_(con voce rotta, stanca e singhiozzante)_ Figlio, figlio mio....
-
- _Signora Renzi_
-
-Coraggio... coraggio!... _(È assai commossa anche lei e parla con
-dolcezza materna.)_
-
- _Clelia_
-
-_(spasimando)_ Sì... mia buona signora, ne avrò, _(bacia e ribacia il
-bambino)_ ... ne avrò.... Non vedete che sono forte?
-
- _Carmela_
-
-Facciamo piano.... Meglio profittare adesso che il bambino dorme.
-
- _Signora Renzi_
-
-Coraggio... via... coraggio!...
-
- _Clelia_
-
-Aspettate... aspettate... un altro poco....
-
- _Angiolina_
-
-Ma così non ve ne staccherete mai!
-
- _Clelia_
-
-Aspettate... aspettate... per pietà.... Pensate che non lo bacerò mai
-più..., mai, mai più! _(Continua a baciarlo.)_
-
- _Fonseca_
-
-Ma sì, ma sì, lasciate che si sfoghi!
-
- _Clelia_
-
-Addio, figlio mio... Addio, angioletto mio... Addio... addio.... E a
-voi, signora, grazie. _(Le vorrebbe baciar la mano.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(invece si stringe Clelia al petto)_ Qui... qui.... Voi non dovete
-ringraziarmi; voi.... _(La parola le si rompe nella gola stretta
-dall'emozione.)_
-
- _Clelia_
-
-Grazie... grazie....
-
-_(Mentre la signora Renzi abbraccia e bacia Clelia, Carmela, col
-bambino, si allontana e sparisce.)_
-
- _Clelia_
-
-_(si slancia per seguirlo.)_
-
- _Fonseca e Angiolina_
-
-_(la trattengono.)_
-
- _Signora Renzi_
-
-_(con uno sforzo, esce.)_
-
- _Clelia_
-
-_(dà un grido disperato.)_ _(Cade fra le braccia di Fonseca e di
-Angiolina, che la sostengono e l'adagiano sopra una sedia; indi, a poco
-a poco, rinviene.)_
-
- _Fonseca_
-
-_(dopo una lunga pausa, a Clelia)_ Sei stata un'eroina.
-
- _Clelia_
-
-_(appena col fiato)_ Vedrai....
-
- _Fonseca_
-
-Ho visto già abbastanza.... Nessuna madre, credi a me, seppe mai essere
-più nobilmente martire dell'amore materno.
-
- _Clelia_
-
-Era necessario....
-
- _Fonseca_
-
-E sì.... Sei malata, non avevi neppure come nutrirlo.
-
- _Clelia_
-
-E se anche lo avessi potuto nutrire!...
-
- _Fonseca_
-
-Già, già: intendo.... Almeno ora sai che sarà allevato in una famiglia
-per bene....
-
- _Clelia_
-
-E Mario legittimerà il suo figliuolo.... La signora Renzi me l'ha
-promesso.... E anche io ho promesso qualche cosa. Dovrò... partire per
-sempre. E partirò. Egli non incontrerà mai sua madre. È tanto giusto che
-debba avvenire così! _(Si abbatte, resta come impietrita, senza
-sguardo.)_
-
- _Fonseca_
-
-_(chiamandola)_ Clelia... Clelia....
-
- _Clelia_
-
-_(non l'ode.)_
-
- _Fonseca_
-
-_(mormorando:)_ Che depressione di nervi!
-
- _Angiolina_
-
-_(tirando a sè per il soprabito il dottore)_ Dottore... «Partire» è una
-bella parola.... Ma come si fa a partire o a restare? Qui c'è bisogno di
-soldi....
-
- _Fonseca_
-
-_(accingendosi a cavare di tasca il portamonete)_ Per ora, io posso....
-
- _Angiolina_
-
-Ma che!... Ce ne vogliono molti. Ci ho io la persona adatta.
-
- _Fonseca_
-
-Non c'è che dire, sei sempre la stessa.... _(Si mette la mano sulla
-bocca.)_
-
- _Angiolina_
-
-Ohe, non m'offendete!
-
- _Fonseca_
-
-Va' là che non t'offendo. Si sa, io faccio il medico e tu fai.... Basta,
-chi sarebbe questa persona?
-
- _Angiolina_
-
-E come? Non capite? Sempre lui, il signor Carsanti.
-
- _Fonseca_
-
-Ah?... Evviva la costanza!
-
- _Angiolina_
-
-Gli ho già parlato.... Mi aspetta nel caffè all'angolo della via.
-
- _Fonseca_
-
-Sei una gran donna!
-
- _Angiolina_
-
-Lo so.... Arrivederci.... Io vado.... Datele un po' di forza.... Ih! che
-razza di medico siete! _(Via affaccendata.)_
-
-
-
- SCENA II
-
-
- CLELIA _e_ FONSECA.
-
-
- _Clelia_
-
-_(come se si svegliasse)_ Chi è là?
-
- _Fonseca_
-
-Son io.
-
- _Clelia_
-
-Ah!... _(Pausa)_ Dottore mio, se ti chiedessi una grazia?
-
- _Fonseca_
-
-Disponi di me, liberamente.
-
- _Clelia_
-
-_(parla come inebetita)_ Ebbene, senza perdere tempo, devi cercare Mario
-e rimettergli una lettera....
-
- _Fonseca_
-
-Per ricominciare da capo?!
-
- _Clelia_
-
-No, non per ricominciare da capo. Tutt'altro! Ma prima di partire,
-voglio vederlo.
-
- _Fonseca_
-
-In ogni caso, non partirai certamente oggi....
-
- _Clelia_
-
-Sì, oggi.
-
- _Fonseca_
-
-Se non hai neppure un soldo!
-
- _Clelia_
-
-_(sorridendo lugubremente)_ Chi te l'ha detto? _(Pausa)_ Mi farai questo
-piacere?
-
- _Fonseca_
-
-Ma egli non verrà.
-
- _Clelia_
-
-Verrà! Scriverò una parola che lo farà venire. Acconsenti? Di', di',
-acconsenti?
-
- _Fonseca_
-
-_(acconsentendo volentieri)_ E va bene!
-
- _Clelia_
-
-Ah! _(Si leva, sfinita, va sino alla tavola, e, poi, mentre scrive in
-fretta poche parole, parla eccitandosi lievemente:)_ Sarà facile
-trovarlo a casa.... Qui scrivo l'indirizzo....
-
- _Fonseca_
-
-Conosco....
-
- _Clelia_
-
-È vicinissimo.... Salendo le scale accanto alla chiesa, arriverai in due
-minuti....
-
- _Fonseca_
-
-Conosco....
-
- _Clelia_
-
-S'intende che consegnerai la lettera nelle sue mani e che nessuno si
-deve accorgere di nulla. _(Gli dà la lettera.)_
-
- _Fonseca_
-
-Sta bene. _(Scherzando un po', con tristezza)_ A un bell'ufficio
-adibisci il tuo medico....
-
- _Clelia_
-
-I medici non debbono fare che del bene, e tu me ne farai.
-
- _Fonseca_
-
-_(ricordando la decisione di Angiolina, s'imbarazza.)_ Senti... se
-quando viene Mario, qui c'è qualcuno....
-
- _Clelia_
-
-Chi vuoi che ci sia?...
-
- _Fonseca_
-
-Non so.... Voglio dire che sarà meglio evitare che qualcuno lo veda con
-te in questa camera di locanda....
-
- _Clelia_
-
-Nessuno lo vedrà...
-
- _Fonseca_
-
-Facciamo così.... Se ricevi, supponiamo, qualche visita --... sia anche
-quella strega di donn'Angiolina -- tu baderai a mettere un panno al
-balcone affinchè egli aspetti che tu sii sola.... Intanto, io stesso lo
-avvertirò a voce.... Restiamo intesi?
-
- _Clelia_
-
-Restiamo intesi, ma non ce ne sarà bisogno.
-
- _Fonseca_
-
-_(andandosene)_ Arrivederci presto.
-
- _Clelia_
-
-_(malcontenta)_ Presto? _(Con fine celia malinconica)_ Ma... i tuoi
-clienti stanno tutti benissimo?...
-
- _Fonseca_
-
-Ho capito!... Ritarderò un poco.
-
- _Clelia_
-
-Non mi dai la mano?
-
- _Fonseca_
-
-Sì....
-
- _Clelia_
-
-_(stringendogli la mano prolungatamente)_ Stringi forte, forte....
-
- _Fonseca_
-
-Sì!... _(Preso da un subitaneo timor panico)_ È strano: mi hai messo un
-brivido....
-
- _Clelia_
-
-Vattene ora.... Corri. _(Fonseca esce. Dopo un istante di
-concentrazione, ella, pallidissima, fragile, lenta, solenne, va fino al
-baule, e, con le spalle rivolte alla porta, ginocchioni, fruga in esso.
-Trova una boccettina e mormora:)_ Eccola! _(La guarda con gli occhi
-fissi e spalancati. La mano che stringe la boccettina è tremante. Ella
-la contempla con evidente paura. Poi, diventa estatica, invasa dal
-pensiero della morte e del riposo.)_
-
- _(Si picchia alla porta.)_
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- CLELIA, CARSANTI.
-
-
- _Carsanti_
-
-_(con voce indistinta, di dentro)_ Permesso?
-
- _Clelia_
-
-_(ne ha come un urto alle spalle. Senza alzarsi, in un istante di
-volontà suprema, beve. Il suo viso esprime la sensazione del disgusto e
-del dolore. Pare che qualche cosa di gelidamente viscido le passi per le
-reni. Ella nasconde in tasca la boccettina. Tossisce lievemente. Indi,
-con voce tranquilla, dice:)_ Avanti.
-
- _Carsanti_
-
-_(entra.)_
-
- _Clelia_
-
-_(alzandosi e voltandosi)_ Voi!
-
- _Carsanti_
-
-Io.
-
- _Clelia_
-
-Ah!... comprendo. Come al solito. Angiolina vi ha chiamato e voi
-venite... a soccorrermi. Ma c'è un equivoco, vedete: questa volta, non
-ho bisogno di nulla e di nessuno. _(Comincia a soffrire nello stomaco, e
-dissimula.)_
-
- _Carsanti_
-
-Le sventure non vi hanno mutata! Ma la vostra alterigia non mi ha mai
-fatto indietreggiare. Voi pensate, lo so, che io sono un uomo volgare.
-Orbene, sia! Sono appunto abituato a combattere con la volgarità dei
-miei mezzi contro l'alterigia altrui. Eppure, non vengo qui per
-combattere; vengo soltanto a ricordarvi che siete ancora tanto giovane e
-tanto bella....
-
- _Clelia_
-
-_(interrompendo)_ In altri termini, voi venite, tranquillamente, a
-ricordarmi che io sono ancora commerciabile. Vi ringrazio, perchè anche
-voi mi dimostrate così l'urgenza di risolvere un gran problema:
-l'avvenire di mio figlio....
-
- _Carsanti_
-
-_(osservando le contrazioni del suo volto)_ Ma voi soffrite....
-
- _Clelia_
-
-E io l'ho già risoluto....
-
- _Carsanti_
-
-_(ansioso)_ Come?
-
- _Clelia_
-
-_(cava di tasca la boccettina: gliela mostra; si abbandona sulla tavola,
-piegandovi la testa appesantita.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(afferra la boccettina, la guarda, e, inorridito, esclama:)_
-Avvelenata! _(Confuso, convulso, corre alla porta, gridando:)_ Ehi!
-qualcuno! qualcuno! Albergatore! Soccorso!... Soccorso!...
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- ALBERGATORE, CLELIA, CARSANTI.
-
-
- _Albergatore_
-
-_(dal corridoio, senza mostrarsi)_ Che è questo chiasso?
-
- _Carsanti_
-
-Un medico! Presto: un medico!
-
- _Albergatore_
-
-_(comparendo nel corridoio)_ Ma, insomma, che è accaduto?
-
- _Carsanti_
-
-Si è avvelenata... Non c'è tempo da perdere!... Custodite questa
-camera!... Non fate entrare nessuno!... Andrò io stesso!...
-
- _Albergatore_
-
-_(trattenendolo con prudenza diffidente)_ Perdonate, signore, voi non vi
-muoverete di qua. Andrò io, andrò io... Provvederò io.... _(Via.)_
-
- _Carsanti_
-
-Ma sbrigatevi, per pietà, sbrigatevi.... _(Torna subito a lei)_ Volete
-che v'adagi sul letto? _(Sta per darle aiuto.)_
-
- _Clelia_
-
-_(supplichevole, ma pur rivelando l'antico ribrezzo, come alla fine del
-primo atto, gli dice:)_ No, non mi toccate!... Ci vado da me.
-_(Faticosamente, si accosta al letto, e vi si distende quasi di
-traverso, presa da vertigine.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(rabbrividendo, mormora amaramente:)_ Sempre la stessa... sino
-all'ultimo!
-
- _Clelia_
-
-_(agitando le braccia)_ Questa culla... questa culla... Toglietemi
-dinanzi questa culla vuota....
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- CLELIA, MARIO, FONSECA, CARSANTI.
-
-
- _Una voce_
-
-Non si può entrare, vi dico!
-
- _Fonseca_
-
-_(di dentro)_ Siete matti!
-
- _Un'altra voce_
-
-Basta, signore! Indietro!
-
- _(Si odono altre voci confuse.)_
-
- _Fonseca_
-
-_(ancora di dentro)_ Ma io sono il medico! Lasciatemi passare!
-
- _Mario_
-
-_(prima di comparire)_ Clelia!
-
- _Clelia_
-
-_(scotendosi)_ Ah!... è lui! _(Vorrebbe gridare per chiamarlo, e non
-può.)_
-
- _Mario e Fonseca_
-
-_(si slanciano nella camera, correndo verso il letto.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(si ritrae in disparte, sinistramente.)_
-
- _Clelia_
-
-_(aggrappandosi a Mario con uno sforzo disperato)_ Mario! Mario!
-
- _Fonseca_
-
-_(la soccorre, le tasta i polsi, la fronte, lo stomaco.)_
-
-_(Carsanti e Mario si scambiano un'occhiata di odio.)_
-
- _Clelia_
-
-_(soffocando)_ Ho un fuoco... un fuoco qui dentro... _(Si tocca la
-gola.)_ Avrei dovuto scegliere un'altra morte...
-
- _Mario_
-
-_(raccapricciato)_ È terribile!
-
- _Fonseca_
-
-_(cercando attorno urgentemente)_ Con che si è avvelenata?
-
- _Carsanti_
-
-_(affrettandosi a consegnargli la boccettina del veleno)_ Ecco.
-
- _Fonseca_
-
-_(la guarda e la odora appena)_ Perdio!... Nicotina!... Non arriveremo
-in tempo! _(Esce a precipizio.)_
-
- _Carsanti_
-
-_(resta lontano dal letto, guardando sottocchi.)_
-
- _Clelia_
-
-_(le convulsioni interiori e gli stringimenti della gola le spezzano la
-voce e le parole. Il torpore aumenta. Ella fa degli sforzi per udire e
-parlare.)_ L'hai visto l'angioletto... nostro?
-
- _Mario_
-
-Sì, l'ho visto.
-
- _Clelia_
-
-Com'è bello!... Non dubiti più, ora?...
-
- _Mario_
-
-No.
-
- _Carsanti_
-
-_(ha preso il cappello, e, rasentando il muro, camminando piano piano,
-come un'ombra, sta per dileguarsi.)_
-
- _Clelia_
-
-_(chiamandolo sommessamente con un accento amicale)_ Carsanti, qua.
-
- _Carsanti_
-
-_(le si avvicina un poco.)_
-
- _Clelia_
-
-Carsanti, in questo momento così grave, dite: sono mai stata
-veramente.... la vostra amante?
-
- _Carsanti_
-
-_(con un tono di vergogna, di dolore e di rispetto)_ Mai!
-
- _Clelia_
-
-_(abbozzando un lugubre sorriso di trionfo)_ Grazie. _(Pausa. -- Poi,
-quasi affettuosamente)_ Addio, Carsanti.
-
- _Carsanti_
-
-_(in uno strano misto di commozione e di avvilimento, sentendo di essere
-un estraneo, si allontanerà, mentre Mario e Clelia si scambieranno le
-ultime parole. Ma, giunto all'uscio e, apertolo, si fermerà come
-trattenuto da una forza magnetica e resterà presso lo stipite,
-fissandoli di sbieco.)_
-
- _Mario_
-
-_(rompe in singhiozzi)_ Ah! non morire... non morire, Clelia mia....
-
- _Clelia_
-
-«Tua» hai detto?... Non è vero... Non m'hai voluta... _(Parla in una
-specie di dormiveglia angoscioso, stentatamente, come se avesse la
-lingua paralizzata. Le sue parole sono interrotte da lievi singhiozzi
-spasmodici.)_ E io me ne parto come avevo promesso.... Egli, quando sarà
-grande,... non dovrà arrossire di... sua... madre... Soffoco.... _(Le si
-offusca la vista, poi il bulbo degli occhi le biancheggia nelle orbite.
--- Lunga pausa)_ E tu sarai onesto, felice... con _lei_.... Sposala....
-Dille... che... _(le manca la voce)_... che le raccomando... nostro...
-_(Dopo un breve rantolo, s'irrigidisce, fra le braccia di Mario,
-morta.)_
-
- _Mario_
-
-_(la contempla atterrito, senza parlare.)_
-
-
-
- SCENA ULTIMA.
-
-
- FONSECA, MARIO, CARSANTI.
-
-
- _Fonseca_
-
-_(di dentro)_ Largo! Largo! _(Entra con in mano qualche bottiglia e si
-precipita verso il letto.)_
-
-_(Lo seguono e si affollano subito nel corridoio e sulla soglia qualche
-facchino, l'albergatore, due guardie e alcuni curiosi, urtandosi tra
-loro, mormorando, cianciando.)_
-
- _Mario_
-
-_(disperatamente, a Fonseca)_ Inutile!...
-
- _Carsanti_
-
-_(come uno spettro, si avanza un poco per vederla.)_
-
- _Fonseca_
-
-_(simultaneamente, in fretta, va a chiudere l'uscio con violenza.)_
-
-
- _(Sipario.)_
-
-
- FINE DEL DRAMMA.
-
-
-
-
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA DONNA ***
-
-
-
-
- A Word from Project Gutenberg
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