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You may copy it, give it away or re-use it -under the terms of the Project Gutenberg License included with this -eBook or online at http://www.gutenberg.org/license. - -Title: Una donna - -Author: Roberto Bracco - -Release Date: November 05, 2011 [EBook #37935] - -Language: Italian - -Character set encoding: ISO-8859-1 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA DONNA *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net. - -This file was produced from images generously made available by The -Internet Archive. - - ROBERTO BRACCO - - TEATRO - - VOLUME PRIMO - - NON FARE AD ALTRI... -- LUI LEI LUI -- - UN'AVVENTURA DI VIAGGIO -- *UNA DONNA* -- - LE DISILLUSE -- DOPO IL VEGLIONE - - 2ª EDIZIONE. - - - - REMO SANDRON -- Editore - - Libraio della Real Casa - MILANO-PALERMO-NAPOLI - - PROPRIETÀ LETTERARIA - - _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per - tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di - Norvegia._ - - È assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il - consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico 17 - Settembre 1882)_. - - Published in Palermo, 10th. June Privilege of Copyright in the - United States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, - by Roberto Bracco and Remo Sandron. - - Off. Tip. Sandron -- 126 -- I -- 290312. - - ---- - - - - - UNA DONNA. - - _Dramma in quattro atti._ - -Questo dramma, scritto il 1888, fu rappresentato per la prima volta il 2 -maggio 1892 dalla compagnia _Pasta-Garzes-Reinach_, protagonista _Tina -di Lorenzo_, al _Fiorentini_ di _Napoli_. - - - - - PERSONAGGI: - - _Clelia_. - _Signora Maria Renzi._ - _Mario Renzi_, _suo figlio_. - _Gerardo Carsanti._ - _Signor Brambini._ - _Beatrice_, _sua nipote_. - _Bartolomeo._ - _Angiolina._ - _Fonseca._ - _Giannetti._ - _Verani._ - _Maturi._ - _Saverio_, _portinaio_. - _Un Albergatore._ - _Teresa_, _cameriera_. - _Giacomo_, _servo_. - _Carmela._ - - La scena, a Napoli: verso il 1880. - - - - - *Annotazioni per gl'interpreti.* - - _Clelia_: ventidue anni, graziosa, fragile, variabilissima di - aspetto e di accento. -- _Mario_: trent'anni, pittore: ha - qualche cosa d'inconsciamente affascinante. -- _Signora Renzi_: - sessant'anni, aspetto sereno, dolce, modestamente signorile. -- - _Gerardo Carsanti_: quarantacinque anni: faccia poco simpatica, - occhi lievemente affetti da strabismo, modi o troppo melliflui o - troppo ruvidi: veste con esagerata e falsa eleganza. -- _Signor - Brambini_: sessantacinque anni, ex capitano borbonico: aspetto - bonario. -- _Beatrice_: diciotto anni: è una fanciulla bellina, - semplice e mite. -- _Bartolomeo_: circa cinquant'anni, ex - maestro di ballo: tipo comico: porta delle scarpine senza tacco - e in testa un berretto ben ricamato. -- _Angiolina_: - quarantasette anni, rivenditrice di abiti: aria di persona - zelante, affaccendata, inframmettente, pettegola. -- _Fonseca_: - trentott'anni: medico di poca importanza: vivacità furbesca e - cordiale. -- _Giannetti_: quarant'anni: contegno d'uomo di - mondo. -- _Verani_: trentadue anni: giovanotto vacuo e - stupidamente sentimentale. -- _Maturi_: età indefinibile: - galoppino di Carsanti: magro, sparuto, sembra un usciere di - tribunale. -- _Saverio_: portinaio d'un palazzetto abitato dal - mezzo ceto: un omuncolo bilenco. -- _Albergatore_: è rozzo, - burbero. -- _Teresa_: cameriera giovane e astuta. -- _Giacomo_: - figura di servo sciatto, inelegante. -- _Carmela_: giovane - popolana. - - - - - ATTO PRIMO. - - -_Camera modesta, quasi povera, in disordine. Poche suppellettili tra cui -un attaccapanni, una tavola, uno stipetto basso, seggiole stranamente -diverse. Sull'attaccapanni, soltanto una sottana bianca. Sulla tavola, -un tovagliolo mezzo aggrovigliato e alcune bucce di frutta. Sopra una -seggiola, un paio di stivalettini attillati. Sullo stipetto, piatti, -bicchieri, forchette, cucchiai, coltelli, qualche bottiglia, qualche -vaso di creta. In fondo, una porta senza battenti che lascia vedere una -saletta e l'uscio di scala. Accanto a questa porta, una seggiola. A -destra, un'altra porta. A sinistra, una finestra._ - - - - SCENA I. - - - ANGIOLINA _e_ PORTINAIO. - - -_(Quando s'alza la tela, il campanello penzolante ad un muro della -saletta si agita e strepita. Nella stanza non c'è nessuno. -- Silenzio. --- Poi, un'altra volta, il campanello strepita. -- E di nuovo silenzio. --- Quindi si sente la voce pettegola di Angiolina di là dall'uscio -chiuso.)_ - - _Angiolina_ - -Ohè! Portinaio!... Portinaio, qui non mi si apre.... Non c'è nessuno in -casa? _(Pausa.)_ E mi avete fatto salire!... _(Pausa.)_ Allora venite ad -aprirmi.... Sono io, Angiolina la rivenditrice.... Venite ad aprirmi.... -Aspetterò che venga la signorina.... _(Pausa. -- Tra sè:)_ Ah! benedetto -Dio!.... - -_(Si apre l'uscio. Entrano il portinaio con un chiavino in mano e -Angiolina che porta sul braccio una veste avvolta in un panno bianco.)_ - - _Portinaio_ - -_(entrando)_ Eh! bella mia, io ho l'ordine di non dare la chiave che al -signor Mario. Ho aperto perchè siete voi. Se volete aspettare qui, -accomodatevi pure; ma, senza offesa, io vi tengo compagnia. - - _Angiolina_ - -Angiolina può entrare sempre, per regola vostra: e poi, statevi attento -che c'è tanta roba preziosa da portar via!... _(Ironicamente)_ In questa -casa si guazza nell'oro!... È una pietà, è una pietà!... - - _Portinaio_ - -_(confidenzialmente)_ Ma che ci volete fare! Questa poveretta è pazza. -Se sapeste che offerte ha rifiutate! Il male è che ci vado io di -mezzo.... E se qualche galantuomo viene a mettermi nelle mani una carta -di cinque lire, solamente, già, per informarsi -- perchè, tanto, -ambasciate a lei non glie ne porto più --, io non ci sto bene di -coscienza, e sono perfino capace di non accettare la mancia. È un -peccato mortale! - - _Angiolina_ - -Lo dite a me? Lo so io se è un peccato mortale: io, che ero abituata ad -avere da lei tutto quello che volevo... mentre adesso poco ci manca che -non debba io soccorrere lei! Ah! quando penso ai tempi in cui la sua -casa era in festa di giorno e di notte e si gettava la roba dalla -finestra tant'era l'abbondanza; quando penso alle risate che mi faceva -fare -- perchè mi voleva un gran bene e mi raccontava tutti i fatti suoi ---, credetemi, don Saverio, mi viene da piangere. Aveva sempre trattato -gli uomini come fantocci, e ne aveva avuto tesori, e se n'era sempre -infischiata... -- senza mai commettere mal'azioni, veh!, perchè cattiva -non era... --; ed ecco che da un giorno all'altro s'incapriccia di -questo spiantato, e addio allegria, addio abbondanza! Manda al diavolo -tutti gli amici, e si riduce in questo stato.... - - _Portinaio_ - -Apritele gli occhi voi. - - _Angiolina_ - -Non c'è come persuaderla. Se le parlo, non mi dà neanche retta.... Ed -io, che potrei!... Basta!... - - _Portinaio_ - -«Potreste»?... Lasciatemi sentire: che cosa potreste? A me dovete dire -tutto. Confidatevi.... Tengo segreti qua dentro _(la mano sul petto)_, -che neppure un confessore! - - _Angiolina_ - -_(non volendo compromettersi)_ No.... niente di positivo.... - - _Portinaio_ - -Volete farmi dei misteri; ma questo non va bene. Perchè, se poi avete -bisogno di me.... - - _Angiolina_ - -Ma che vi pare? Avessi da confidarvi qualche cosa, non ve la confiderei? -Lo so che siete un buon uomo, e che, all'occorrenza, per un amico, vi -gettereste nel fuoco; ma, vi ripeto, per ora non c'è niente, non c'è -niente.... - - - - SCENA II. - - - MARIO, ANGIOLINA, PORTINAIO. - - - _Mario_ - -_(dalle scale)_ Che è questa porta aperta? _(Entra. Vedendo Angiolina, -mostra di seccarsene.)_ Ah! qui si fa conversazione.... - - _Angiolina_ - -Serva vostra! - - _Portinaio_ - -_(togliendosi il berretto)_ Tenevo compagnia a donn'Angiolina per non -farla aspettare fuori la porta. Questa è la chiave. _(Gliela dà.)_ - - _Mario_ - -_(prende la chiave. Infastidito e stanco, siede dopo di aver lasciato in -un angolo il cappello e un quadretto che aveva portato sotto il -braccio.)_ E la signora? - - _Portinaio_ - -È uscita che saranno più di due ore. Poco potrà tardare. Comandate -niente? - - _Mario_ - -No. - - _Portinaio_ - - _(esce.)_ - - _Mario_ - -_(ad Angiolina, che gli è rimasta indietro, si rivolge tranquillamente)_ -Che siete venuta a fare? Ve l'ho già detto: desidero che qui non ci -veniate. - - _Angiolina_ - -_(paziente)_ La signorina Clelia mi aveva dato a vendere una veste, -_(mostra la veste)_ ed io vengo a dirle che non è stato possibile: non -glie la vogliono comprare neppure per dieci lire. - - _Mario_ - -_(mal celando il turbamento)_ Quale veste? - - _Angiolina_ - -_(cavandola dal panno)_ Eccola.... - - _Mario_ - -Come! Anche questa?! - - _Angiolina_ - -Sissignore, anche questa. - - _Mario_ - -E non l'hanno voluta? - - _Angiolina_ - -È di lanetta leggera. Fosse roba d'inverno, si troverebbe a vendere -facilmente. Ma è robetta di mezza stagione, e siamo in novembre.... - - _Mario_ - -_(interrompendola)_ Sta benissimo. Dirò io tutto ciò alla signora. -Lasciate lì la veste e non vi date pena. Non è necessario vendere questi -stracci.... Grazie tante, e addio. _(La saluta con la mano, -congedandola.)_ - - _Angiolina_ - -Ma io non ho fretta. Posso aspettare. - - _Mario_ - -Addio! Addio! Volete farmi il piacere d'andarvene? - - _Angiolina_ - -Ah!... ecco la signorina Clelia. - - - - SCENA III. - - - CLELIA, ANGIOLINA, MARIO. - - - _Clelia_ - -_(arriva tutta scalmanata, con in mano un mazzo di fiori sciolti e -alcuni cartocci. Giungendo, va difilata a dare un bacio a Mario.)_ Il -portinaio m'ha detto che eri qui, e non so perchè mi son messa a correre -per le scale, come se non t'avessi visto da una settimana.... Ah!... non -ne posso più. _(Pone sopra la tavola i cartocci, mette i fiori in un -vaso, e si lascia cadere, trafelata, su una seggiola.)_ Male! Male, -Mario mio! Le cose vanno male! Ma non te ne affliggere.... - - _Mario_ - -Si direbbe che vanno bene: hai fatto perfino una provvista di fiori. - - _Clelia_ - -Me li ha regalati.... - - _Mario_ - -Chi? - - _Clelia_ - -Un bel giovanotto. Ah! ah! ah! Saresti capace di crederlo?... Me li ha -regalati la solita vecchietta.... Ella sa che io non ci posso stare a -lungo senza fiori, come io so che ogni tanto una buona colazione la -rende felice!... _(Rivolgendosi ad Angiolina con dissimulazione)_ E tu, -Angiolina, come sei capitata qui? Che vento ti ha portata da questa -parte? - - _Mario_ - -È inutile di fingere, cara Clelia: lo so che avevi mandato a vendere -anche questa vesticciola di lana.... Ti ridurrai come una pezzente da -non poter più uscire di casa. - - _Clelia_ - -_(con un sorriso di bontà)_ Eh! Chi sa! Non tutti i giorni sono uguali! -Bisogna sempre sperare! Ma a te, Angiolina, com'è saltato in mente di -dire a Mario la faccenda della veste? - - _Angiolina_ - -Egli mi rimproverava ch'io fossi venuta, e per giustificarmi.... - - _Clelia_ - -Intanto, la veste è qui.... Perchè? - - _Angiolina_ - -Perchè, signorina mia bella, se vi contentate di poche lire, io farò -un'altra giratina e cercherò di venderla; altrimenti è proprio -impossibile. - - _Clelia_ - -Poche lire! Come sarebbe a dire? Una cinquantina? - - _Angiolina_ - -Scherzate! Meno di dieci. Per dieci me l'hanno rifiutata. - - _Clelia_ - -Caspita! Mi arricchirò. Beh! Vendila come meglio puoi. Siano pure otto -lire. Saranno sempre guadagnate. - - _Angiolina_ - -_(riavvolgendo la veste nel panno bianco e rimettendosela sul braccio)_ -Volevo poi dirvi, se il signorino permette, un'altra cosa... _(timida e -prudente)_ riguardante.... quell'altro abito.... - - _Clelia_ - -_(schietta)_ Quale altro abito? - - _Angiolina_ - -_(vorrebbe spiegarsi con gli sguardi)_ Ma come?! Non vi ricordate?... -_(Le si avvicina e le dice all'orecchio:)_ Vi debbo parlare di -premura.... - - _Mario_ - -Alzate la voce, donn'Angiolina! Alzate la voce! Qui non c'è bisogno di -far tanti misteri, e, soprattutto,... non c'è bisogno dei vostri -servigi. Voi volete mettermi con le spalle al muro, volete. Non mi fate -perdere la pazienza.... Ve l'ho fatto capire, sì o no, che mi siete -antipatica? - - _Clelia_ - -_(rimproverando con mitezza)_ Mario!... - - _Angiolina_ - -Ih! che maniere!... Vi ho messo forse la mano nella tasca? - - _Mario_ - -No, non me l'avete messa.... _(La prende per un braccio conducendola -verso la porta)_ Non me l'avete messa; ma, per ora, andatevene. - - _Angiolina_ - -_(opponendo una lieve resistenza e guardando Clelia come se aspettasse -un cenno di risposta)_ Un momento.... - - _Mario_ - -Andatevene.... _(La tiene sempre pel braccio.)_ - - _Angiolina_ - -Ma.... - - _Clelia_ - -_(con un gesto la prega di pazientare.)_ - - _Mario_ - -Andatevene. _(L'accompagna sino alla porta, e glie la chiude in -faccia.)_ - - - - SCENA IV. - - - CLELIA _e_ MARIO. - - - _Clelia_ - -_(umilmente)_ Perchè la tratti così? Che t'ha fatto di male quella -poverina? - - _Mario_ - -Non m'ha fatto nulla di male, ma il vederla bazzicare ancora in questa -casa mi urta i nervi. La sua presenza mi ricorda troppo la tua vita -passata e mi pare che lei possa rimetterti in relazione con tutta quella -gente che t'ha rovinata. - - _Clelia_ - -_(un po' celiando)_ Veramente, non è quella gente che ha rovinata me; -sono io, invece, che, talvolta, ho rovinata quella gente.... Intanto, tu -credi che io possa lasciarmi adescare da donn'Angiolina? _(malcontenta)_ -È strano.... - - _Mario_ - -_(alquanto irritato)_ Strano o no, quella femminaccia mi fa paura, ed io -ti proibisco di.... - - _Clelia_ - -_(interrompendolo con dolcezza)_ Non la riceverò più, sta tranquillo. O -che vogliamo litigare per donn'Angiolina?... _(Mutando tono)_ -Permettimi, piuttosto, di farti il resoconto della mia giornata. È -cominciata benino, sai; ma poi..., ahimè!, ho sprecato fiato e tempo. - - _Mario_ - -Sentiamo com'è cominciata. - - _Clelia_ - -_(cava di tasca una scatolina di sigarette e gliene offre una)_ -Provvisoriamente, fuma una sigaretta. - - _Mario_ - -_(pigliandola, la guarda)_ Perdio! Delle Tocos! - - _Clelia_ - -_(con solennità burlesca)_ Bagnate dall'onorato sudore della mia fronte: -le ho comprate. - - _Mario_ - -_(turbato, le rende la sigaretta)_ Grazie, io non ne voglio. Io non fumo -sigarette di lusso.... - - _Clelia_ - -_(un po' mortificata e anche meravigliata)_ Credevo che per una -volta.... Gli è che stamane -- ed ecco quel che ti dicevo -- ho -cominciato col far quattrini. Sicuro! Sono andata dalle Suore, le quali, -come di solito, mi hanno accolta festosamente, e subito m'hanno data la -buona notizia che il cuscino era stato venduto alla baronessa.... Non mi -ricordo a quale baronessa, ma insomma era stato venduto. - - _Mario_ - -Il cuscino! Quale cuscino? - - _Clelia_ - -Come! Non l'avevi veduto? Non lo avevi ammirato? Già, hai ragione, io -l'ho fatto di nascosto perchè non ero certa di riuscire. Ma sono -riuscita!... Era di raso azzurro, sai, chiaro chiaro: una tinta -deliziosa; e sull'azzurro spiccavano i rami verde cupo e i fiori di -velluto d'un rosa pallidissimo. Modestia a parte, un gusto sopraffino. -Pareva un quadro.... un quadro tuo! Che bellezza! Che bellezza! - - _Mario_ - -Molte spese, però. - - _Clelia_ - -Oh! non molte.... _(Facendo il conto)_ Un trentacinque lire: non più. - - _Mario_ - -E le Suore te l'hanno venduto per.... - - _Clelia_ - -_(imbarazzata come una bambina)_... Per qualche cosa di meno. Ma guarda: -per la prima volta bisogna transigere. Tutto sta a mettersi in -carreggiata... Vedrai, vedrai che quattrini! - - _Mario_ - -Sì, sì, vedrò. E che altro hai fatto? - - _Clelia_ - -Ero tutta contenta d'aver lucrato... -- via lasciamene l'illusione -- -d'aver lucrato una bella sommetta, e mi sono messa in giro, perchè ho -pensato: «profittiamo del buon quarto d'ora.» Avevo stabilito di non -ritornare a casa se non avessi conchiuso sul serio qualche affaruccio. -Ma,... il quarto d'ora era già passato! Sta' a sentire. Sapevo che alla -_Ville de Londres_ era disponibile il posto di direttrice.... Dirigere -una sartoria!... L'idea mi sorrideva. Vi sono andata. Ma il signor -Angeloni, il proprietario, mi ha subito riconosciuta e mi ha detto: se -volete ordinare degli abiti sono a vostra disposizione, ma che io mi -permetta di dare a voi cento lire al mese è addirittura inverosimile. -Poi sono andata da _Madame_ Richard. Nella sua casa, veramente, non -sapevo che fosse disponibile nessun posto.... Pure ci sono andata con -non so quale speranza nel cuore. _Madame_ Richard, da quella donna -d'esperienza che è, s'è meravigliata meno del signor Angeloni.... -Senonchè, m'ha detto che avrebbe potuto offrirmi l'ufficio di -_essayeuse_.... Cinquanta lire al mese per mettermi addosso la roba -altrui e star lì come un attaccapanni a girarmi e a rigirarmi avanti -alle contesse e alle principesse armate di _lorgnettes_ e di -malignità!... Capirai:... non ne varrebbe la pena e sarebbe superiore -alle mie forze.... Finalmente, mi sono recata all'Agenzia dei Fratelli -Morandi. Uh! per far loro intendere che io chiedevo e non offrivo -un'occupazione di governante, c'è voluto un bel po'. Hanno preso nota -del mio nome e della mia abitazione, e quando ho voltato le spalle... -m'è parso di sentire che sghignazzassero, burlandosi di me.... _(Con -malinconia)_ Forse anch'essi m'avevano riconosciuta. _(Pausa)_ Ero -stanca,... Ho fatto delle spesucce e sono montata in un tram. Uno -sfaccendato m'importunava; sono discesa: lo sfaccendato è disceso anche -lui e m'ha seguita: ed io, per liberarmene, ho presa la prima -carrozzella che mi è capitata dinanzi...: una carrozzella sciancata -ch'era un piacere a starci dentro...; e sono arrivata qui, tutta -scombussolata, con le ossa rotte, senza aver conchiuso niente! Mah! -_(Sospira.)_ Lasciamo fare alla provvidenza.... _(Sorride tristamente.)_ -E se quella lì non ne vuol sapere, rimedieremo altrimenti.... Perchè, -tanto, è meglio morire che vivere assai male!... - - _Mario_ - -_(con rammarico affettuoso)_ Questo è poco confortante per me che sono -la ragione vera dei tuoi sagrifizii... - - _Clelia_ - -_(scotendosi e fingendosi rianimata ed allegra)_ Su! su! Non farmi -quella faccia da sepolcro! Se ho avuto un momento di tristezza, -perdonami. E non parlarmi più di sacrifizii. Del resto, ne hai fatti e -ne fai tanti tu per me. - - _Mario_ - -Io! Io!... Che faccio io per te? Che cosa posso fare? Che cosa so fare? -_(Quasi parlando tra sè)_ Sì, dipingo! Oh! il gran pittore che sono! A -stento riesco a guadagnare quanto basta per non lasciar morire d'inedia -quella povera mamma mia, acciaccata e sola com'è.... - - _Clelia_ - -Hai soccorso pure me, tante volte! Sei stato così delicatamente -generoso.... - - _Mario_ - -_(con ironia contro sè medesimo)_ Ma sì! Generosissimo! - - _Clelia_ - -E quando sarai tranquillo di spirito, guadagnerai anche di più. Farai -dei bei quadretti.... Anzi dei quadrettoni, e io sarò la tua modella.... -Ho già un nomignolo di modella! _Cosuccia_.... Ero predestinata.... Ma -bada che allora vorrò essere pagata.... _(Scherzando amorosamente)_ E tu -mi pagherai! Oh! se mi pagherai!... - - _Mario_ - -Non t'illudere, Clelia mia. Credimi, sarò sempre un imbrattatore di -tele: qui dentro _(toccandosi la fronte)_ non c'è niente! - - _Clelia_ - -_(energicamente)_ E quest'è la tua sventura! Chi non comincia col -credersi per lo meno un genio, non sarà mai apprezzato da nessuno. -_(Indi, eccitandosi in una falsa allegria)_ Ma che importa?... Sei un -genio per me, e basta! Non ti apprezzano gli altri? Peggio per loro! Non -ti festeggiano? Ti festeggio io! Adesso, per esempio, ti offro un -banchetto. E che banchetto! Ho qui _(disfacendo i cartocci)_ della -_galantina_ eccellente... un po' di tartufi in _boîte_,... e perfino dei -_sospiri_ di Van Bol.... Non mi sgridare: era tanto tempo che non -mangiavo dolci! Ne ho presi per me, per te e anche... per la tua mamma. -T'offro, come vedi, un banchetto luculliano. Vino, poco; ma buono... -cioè, così così: una mezza bottiglia di Capri bianco. Ti piace? - - _Mario_ - -_(sempre più rattristandosi)_ Ho già fatto colazione a casa. Grazie. -Mangia tu, cara Clelia, che devi avere appetito. - - _Clelia_ - -Appetito?... Fame! Fame! Altrochè appetito! _(Va aggiustando -graziosamente la piccola mensa.)_ Dunque, non vuoi accettare? Auff! fai -lo schizzinoso.... Vedi... mi mortifichi.... _(Mette in mezzo alla -tavola dei fiori.)_ Benissimo! _(A un tratto)_ Ah!... ho dimenticato la -cosa più importante: il pane. Ma non è nulla. Ora ordino a uno dei miei -servitori che me ne comperi. _(Va alla finestra.)_ - - _Mario_ - -Che fai? - - _Clelia_ - -Chiamo uno dei miei dodici servitori: il portinaio. _(Chiamando)_ Don -Saverio! Don Saverio! _(Pausa.)_ Fatemi il piacere di comperarmi quattro -soldi di pane. _(A Mario)_ Ho fame, io! _(Al portinaio)_ Ma, badate: -voglio di quei panini neri.... Andate giù, alla Panetteria Francese.... -_(Pausa. Poi, rispondendo al portinaio)_ Sì, sì, laggiù.... _(Pausa.)_ -Ah! ho capito: non avete i soldi. Ebbene, venite qua, salite, chè ve li -darò io. _(A Mario, celiando)_ Quest'uomo non ha mai il becco d'un -quattrino! - - _Mario_ - -Un genio incompreso anche lui!... - - _Clelia_ - -_(gira intorno, impaziente, andando in cerca di qualche cosa)_ -Diamine... diamine.... - - _Mario_ - -Che cerchi? - - _Clelia_ - -Nulla _(Si fruga nelle tasche.)_ Non trovo il portamonete, ecco. -_(Continua a frugare.)_ - - _Mario_ - -Sicchè?... - - _Clelia_ - -_(desolata)_ Ehi... me l'avranno rubato nel tram.... Ma no! Se ho pagato -il cocchiere della carrozzella.... Ah! comprendo: siccome ho pagato -prima di scendere, così certamente l'ho lasciato nella carrozzella.... -Che testa, mio Dio, che testa! _(Si scorge in lei uno sconforto tetro.)_ - - _Portinaio_ - - _(picchia alla porta.)_ - - _Mario_ - - _(scrollando il capo, apre.)_ - - _Clelia_ - -Mario... ce li dài tu i quattro soldi? - - _Mario_ - -_(dopo aver messo le mani nelle saccocce, dice con tormentoso -rincrescimento:)_ Non ce li ho. - - _Clelia_ - -_(costringendosi alla disinvoltura e alla gaiezza)_ Beh!... poco male! -Banchetteremo senza pane. _(Al portinaio)_ Grazie, don Saverio: non ho -più bisogno di voi. _(Ma il portinaio indugia.)_ Che è? Avete da dirmi -qualche cosa? - - _Portinaio_ - -_(le si avvicina e le parla all'orecchio)_ È venuto, poco fa, il padrone -di casa.... Si lamentava che pareva avesse mal di stomaco.... Ha detto -che un altro giorno aspetterà, e poi... mi spiego? Voleva salire, -voleva: ma io gli ho detto che non c'era nessuno. - - _Clelia_ - -_(sottovoce)_ E ritornerà? - - _Mario_ - -_(sente confabulare senza intendere le parole e monta in collera)_ -Sempre misteri! Sempre confabulazioni segrete! - - _Clelia_ - -_(dolcemente)_ Nessun mistero.... - - _Mario_ - -Voglio sapere! - - _Clelia_ - -Oh! io non volevo dirtene nulla per non seccarti, ma giacchè Dio sa che -scioccherie sospetti -- e sei molto ingiusto --, eccoti la verità: il -padrone di casa vuol mandarmi via. Sei contento, ora? - - _Mario_ - -_(mortificato e calmo)_ Non ti manderà via. Fra un paio di giorni, se -non prima, avrà quello che deve avere. - - _Clelia_ - -Avete udito, don Saverio? Sicchè, ditegli che stia tranquillo.... E, per -carità, se ritorna, non me lo fate vedere! Uh! quanto è antipatico! - - _Portinaio_ - -_(stringendosi nelle spalle, se ne va borbottando.)_.... Antipatico... -antipatico.... Se quello viene, posso io dirgli d'andarsene?... -Basta.... _(Esce, chiudendo la porta.)_ - - _Clelia_ - -_(con uno dei soliti sforzi di finta spensieratezza)_ Sì, sì, basta con -i guai, oggi!... «Signora Clelia il pranzo è servito».... _(Siede a -tavola. Cava il turacciolo dalla bottiglia, e versa il vino nel -bicchiere, mentre Mario è lontano. Indi, a un tratto, cede a un istante -d'abbattimento, appoggia i gomiti sulla tavola, e fra le mani stringe il -capo abbandonato.)_ - - _Mario_ - -_(se ne accorge e le si avvicina alle spalle)_ Clelia mia, lo vedi: -questa vita non è per te! - - _Clelia_ - -_(senza alzare il capo, con dolcezza)_ Non mi dir niente, Mario. - - _Mario_ - -No, non ti rimprovero.... Tutt'altro! _(Le bacia i capelli.)_ - - _Clelia_ - -_(gli si volta con le lagrime agli occhi)_ Mario mio.... - - _Mario_ - -Tu mi lascerai.... Tu devi lasciarmi: lo comprendo. - - _Clelia_ - -No.... - - _Mario_ - -Devi lasciarmi. - - _Clelia_ - -Ma io ti voglio bene! Mario, credimi. Te lo dico... semplicemente: io -non potrei più vivere senza di te. - - _Mario_ - -Ti sembra così... perchè ora non vedi che me, perchè ora eviti qualunque -tentazione, perchè vivi isolata: tutta la tua vita è concentrata nella -mia persona, e tu dimentichi perfino che ci sono al mondo tanti altri -uomini, sì, tanti altri uomini migliori di me, meno noiosi, più -attraenti, più intelligenti... _(Concitandosi)_ Ma se questi uomini ti -stessero un po' attorno, tu, pure essendo buona come sei, pure amandomi -come mi ami, cominceresti a fare dei confronti e cominceresti a -comprendere di nuovo che il bacio che ti do io non vale più di quello -d'un altro. Grado grado, ti persuaderesti di essere vittima di una -fissazione, d'un equivoco... e -- anche prima di lasciarmi -- mi -tradiresti.... - - _Clelia_ - -_(di scatto)_ Mai!... Questi altri uomini, che dici tu, io li ho -conosciuti, io me li ricordo: li incontro ancora, talvolta, per la -strada.... E li faccio sempre i confronti, e non mi riesce di trovarne -uno che mi paia migliore del mio Mario. E poi, me li figuro vicino a me, -desiderosi di me... _(con evidenza)_ e, al solo pensiero di averne un -bacio, io provo disgusto, io sento ribrezzo.... Come potrei dunque -tradirti?... Non è già che io pretenda d'essere una donna virtuosa.... -Non ho nemmeno un'idea chiara di ciò che sia la virtù.... Ma non saprei, -non saprei più subire nessun fastidio del cuore e del senso. E dimmelo -tu: -- questo disgusto, questo ribrezzo, quest'impossibilità, completa, -assoluta, di tollerare, da che ho conosciuto te, sinanche un bacio, un -semplice bacio, d'un altro uomo, che cosa significa? È la virtù?... o è -il vizio?... È un bene?... o è un male?... Io non lo capisco. Ma capisco --- ed è certo -- che solamente tu mi sei piaciuto e solamente tu mi -piaci, e che tua, tutta tua, esclusivamente tua posso e voglio essere. - - _Mario_ - -_(commosso)_ Clelia! Clelia! - - _Clelia_ - -_(con amorevole abbandono)_ Mi hai trasformata.... - - _Mario_ - -Clelia mia, ti ringrazio.... _(La bacia.)_ - -_(Tutti e due si calmano. Mario si stacca da lei rincorato, svelto, -arzillo e va a prendere il cappello e il quadretto.)_ - - _Clelia_ - -_(scontenta)_ Che fai! Mi lasci proprio adesso? - - _Mario_ - -Sì, ti lascio proprio adesso, perchè adesso mi sento benone, pieno di -coraggio.... Ho una buona speranza.... Mi pare che tutto ciò che tenti -adesso mi debba riuscire.... Ho qui un piccolo capolavoro.... _(Mostra -il quadretto avvolto in una carta.)_ - - _Clelia_ - -Lasciami vedere.... - - _Mario_ - -È una testina: pare il ritratto d'una scimmia. Ma ho appuntamento con la -cima degli imbroglioni: un mezzano d'arte apocrifa. E, perbacco, oggi -stesso quello lì mi farà trovare... il compratore americano! - - _Clelia_ - -Lasciami vedere.. - - _Mario_ - -_(allegro)_ Ti farò vedere... il biglietto rosso. Ahi ah! ah! -Arrivederci, _(l'abbraccia e bacia)_ arrivederci, cuor mio, _Cosuccia_ -mia, tutta mia, solamente mia.... - - _Clelia_ - -_(ansiosa e triste)_ Non te ne andare ancora.... Aspetta.... Mi sembra -così brutto che tu te ne vada ora che la tristezza è passata.... - - _Mario_ - -Va là, che voglio profittare di questo lampo... di genio! Vado e torno -presto. _(Via di corsa chiudendo l'uscio.)_ - - _Clelia_ - -_(sùbito lo riapre, chiamando Mario come se avesse bisogno urgente di -trattenerlo)_ Mario!.. Mario!.. _(Tra sè)_ Ih! come corre!.. _(Senza -chiudere l'uscio, si accascia sulla sedia presso la porta.)_ - - - - SCENA V. - - - CLELIA, ANGIOLINA, _indi_ CARSANTI. - - - _Clelia_ - -_(si sente male; le manca il respiro; è abbattuta.)_ Ahi!... Ahi!... -_(S'alza, va fino alla tavola apparecchiata, e beve avidamente il vino -già versato nel bicchiere. Quindi, respira come si sentisse meglio. -- -Resta assorta, in piedi, con le spalle voltate alla porta.)_ - - _Angiolina_ - -_(entra, non vista, circospetta)_ Io sono qui. - - _Clelia_ - -_(voltandosi)_ Hai venduto l'abito? - - _Angiolina_ - -Ma che abito!! _(Sempre guardinga)_ Ero abbasso a far la spia. Appena il -signor Mario è uscito, io ho infilato il portone. Non sono sola. C'è per -le scale il signor Carsanti. - - _Clelia_ - -_(scattando con violenza)_ E chi t'ha dato il permesso di condurmi -questo seccatore? - - _Angiolina_ - -Nessuno! E se dovevo aspettare che me lo deste voi il permesso, sarei -stata fresca! _(Umilissima)_ Ma quel poveretto mi ha tanto pregata, che -io ne ho avuto pietà. E poi non è un appestato, che diamine! Almeno -state a sentirlo per cinque minuti. Non vi costa niente. E diteglielo -voi stessa in faccia un bel no come glie lo avete mandato a dire tante -volte per mezzo mio.... E allora se ne persuaderà e lascerà in pace voi -e me. _(Esplodendo)_ Oh! io sono stanca di andare e venire ogni giorno -inutilmente! _(Mutando tono)_ Lo posso fare entrare? - - _Clelia_ - -Bada che lo tratto male! - - _Angiolina_ - -Trattatelo come volete: io me ne lavo le mani. _(Corre verso la porta.)_ - - _Clelia_ - -No, Angiolina: ti proibisco.... - - _Angiolina_ - -Meglio levarselo d'attorno una volta per sempre. _(Sull'uscio, a voce -bassa)_ Ehi, ehi, signor Carsanti.... - - _Clelia_ - -«Ti proibisco» dico!... - - _Angiolina_ - -_(senza darle retta)_ Signor Carsanti, favorite... favorite.... La -signorina ha acconsentito a ricevervi.... - - _Clelia_ - -_(non ha l'energia di ribellarsi, ed esclama quasi tra sè:)_ Bugiarda! - - _Angiolina_ - -_(facendo strada a Carsanti)_ Avanti... Avanti.... - - _Clelia_ - -_(si concentra nella rabbia e nella debolezza.)_ - - _Angiolina_ - -_(chiude l'uscio non appena Carsanti è entrato.)_ - - _Carsanti_ - -_(timidamente)_ Grazie d'avermi finalmente concesso.... - - _Clelia_ - -_(severa)_ Non c'è da ringraziarmi, perchè non ho concesso nulla. Ho -tollerato che voi entraste soltanto per dirvi... per pregarvi di non -importunarmi più. - - _Carsanti_ - -_(paziente e galante)_ È dunque un odio? - - _Angiolina_ - - _(resta indietro vigilando.)_ - - _Carsanti_ - -Ma che cosa ho fatto io per essere da voi odiato?... In altri tempi, una -persona come me non sarebbe stata odiata da voi: anzi voi l'avreste -accolta con cortesia, con molta cortesia.... - - _Clelia_ - -_(crudamente)_ Che ne sapete voi?... - - _Carsanti_ - -Suppongo. - - _Clelia_ - -Non avete il dritto di fare delle supposizioni sul conto mio. - - _Carsanti_ - -Perdonate.... Non ho la menoma intenzione di offendervi, nè -d'irritarvi.... - - _Clelia_ - -E allora perchè siete venuto mio malgrado? - - _Carsanti_ - -Perchè... ho avuto in mente di fare una buona azione. - - _Clelia_ - -Quale? - - _Carsanti_ - -_(sempre timidamente)_ ...Io so che le vostre condizioni finanziarie non -sono floride; io so che siete stata obbligata a vendere i pochi abiti -che vi restavano; io so che menate una vita di privazioni, di -sagrifizii, di torture; io so che avete dei debiti.... - - _Clelia_ - -Non è vero! In ogni caso, ciò non vi riguarda: io non vi conosco! - - _Carsanti_ - -E io desidero che mi conosciate. La buona azione che intendo di compiere -basterà, spero, a rendermi meno ignoto. _(Pausa.)_ Per una donna come -voi, abituata al lusso e alla spensieratezza, per una donna così bella, -così fine, così preziosa, la miseria... è un'offesa! E io voglio, a -qualunque costo, comprendete, a qualunque costo, voglio salvarvi dalla -miseria.... - - _Clelia_ - -Non lo potete! - - _Carsanti_ - -Sono ricco.... - - _Clelia_ - -Ma non vi amo. - - _Carsanti_ - -_(con un sorriso maligno, sommessamente)_ Non è stato poi sempre -necessario che amaste per.... - - _Clelia_ - -_(interrompendolo e smettendo un po' l'aria burbera)_ Ma ora, vedete, -non sono più la stessa.... Signore, apprezzate la mia franchezza: non vi -amo _(recisa)_ e non potrei essere da voi posseduta mai! Ve lo chiedo in -grazia: non insistete. - - _Carsanti_ - -_(insinuante)_ Io insisto.... - - _Angiolina_ - -_(non vista da Clelia, gli fa dei cenni come per ricordargli il -consiglio datogli, di fingersi, cioè, un semplice benefattore.)_ - - _Carsanti_ - -_(non intende bene, e a ogni parola guarda Angiolina per secondarla)_ -Voi non siete più la stessa? Lo credo.... Voi non mi amate, voi non -potete essere mia?... Sta bene. E se io... offrendovi il mio appoggio... -non vi chiedessi che... la vostra.... - - _Angiolina_ - -_(approva e lo incoraggia, coi gesti, a continuare.)_ - - _Carsanti_ - -... che la vostra amicizia? - - _Clelia_ - -_(si stringe nelle spalle sorridendo d'incredulità.)_ - - _Angiolina_ - -_(accorgendosi che la conversazione piglia una piega amichevole, -vorrebbe lasciarli liberi)_ Io, intanto, me ne vado a sbrigare qualche -faccenda.... Torno più tardi. - - _Clelia_ - -_(presa dal panico)_ No, Angiolina. Resta qui! _(Le si avvicina -repentinamente per trattenerla, le si aggrappa alla veste e le dice -sottovoce:)_ Ma se viene Mario, qui scoppia una tragedia.... -_(Sussultando di spavento)_ Ah! mi pare la sua voce! _(Va alla finestra -e guarda giù, trepidante.)_ - - _Angiolina_ - -_(ne profitta per accostarsi a Carsanti. Parlano tutti e due -sommessamente.)_ Battete sempre sull'amicizia; ve lo avevo detto: -battete sempre sull'amicizia. - - _Carsanti_ - -Ma non mi crederà. Che diamine! Non mi crederà.... - - _Angiolina_ - -Glie lo faccio credere io.... Lasciate fare a me. Adesso glie ne do a -bere una delle mie. Tutto sta a preparare la trappola; -- e quando sarà -in trappola dovrà cedere. - -_(Si staccano subito perchè Clelia si è voltata.)_ - - _Clelia_ - -_(rassicurata)_ No, non è lui.... Che batticuore!.... - - _Angiolina_ - - _(le si avvicina.)_ - - _Carsanti_ - -_(per discrezione, si allontana guardando i muri.)_ - - _Angiolina_ - -_(a Clelia, sottovoce)_ Spicciatevi! Ma come? Non avete ancora capito? - - _Clelia_ - -Che cosa? - - _Angiolina_ - -_(misteriosamente)_ Che un uomo di questa specie si trova una sola volta -in vita. Non vi accorgete che è uno di quelli che... con le donne... non -hanno niente da concludere? _(Guarda Clelia negli occhi per scorgere -l'effetto della sua menzogna.)_ - - _Clelia_ - -_(reprimendo la gioia)_ Davvero?! - - _Angiolina_ - -Ssss! zitta! _(Poi, alzando la voce)_ Una volta che debbo restare, -piglio aria alla finestra. _(Si mette alla finestra, canticchiando.)_ - - _Carsanti_ - -_(a Clelia)_ Dicevamo, dunque.... Se io non vi chiedessi che un poco -d'amicizia? - - _Clelia_ - -_(fissandolo)_ Signor Carsanti, pensate che io sia una donna da potersi -canzonare? - - _Carsanti_ - -Non lo penso. Io vi parlo con tutta la lealtà d'un perfetto galantuomo. -_(Continua con simulazione:)_ È una stranezza ciò che vi propongo; ma io -sapevo già che voi non m'amate e che non volete amarmi, e avevo risoluto -di ottenere da voi, comunque, il permesso... di farvi del bene. _(Egli -le si accosta troppo. Ella lo scansa.)_ Amicizia?... _(Fingendo di -contentarsene)_ Vada per l'amicizia. Voi non dovete che accettare tutto -quanto io vi offro.... Io vi farò abitare come una gran dama; io metterò -a vostra disposizione il mio avere;... io interpreterò i vostri bisogni, -i vostri desiderii, i vostri capricci, e li soddisferò, e sarò sempre ai -vostri piedi, umile, devoto, rassegnato.... - - _Clelia_ - -_(che lo ha ascoltato trasalendo all'idea della ricchezza, lo -interrompe)_ Rassegnato? - - _Carsanti_ - -A tutto!... _(Con trepidazione)_ Fuorchè a essere ridicolo in faccia al -mondo. - - _Clelia_ - -_(fredda)_ È dunque la vanità che vi rende così generoso? - - _Carsanti_ - -_(cinico)_ E se ciò fosse, che ve ne importerebbe?... _(Cambiando tono)_ -Ma è anche l'amore. Per il mondo, desidero che siate ufficialmente la -mia amante; -- per me, per il mio cuore, desidero che _non siate_ -l'amante di un altro. - - _Clelia_ - -Siete più esigente che non crediate. _(Pausa.)_ Non avete altre -concessioni a fare? - - _Carsanti_ - -_(grave)_ No, signora. - - _Clelia_ - -_(tormentandosi nell'incertezza, con gli occhi bassi)_ E siete sicuro di -mantenere la vostra parola? - - _Carsanti_ - -Ne sono sicuro. _(Sogghigna senza lasciarsi scorgere.)_ - - _Angiolina_ - - _(canticchia più allegramente.)_ - - _Carsanti_ - -Acconsentite? _(Pausa. Poi, con voce affabilissima)_ Non più debiti, non -più sagrifizii, non più l'urgenza di costringere la delicata personcina -forse anche alla volgarità del lavoro materiale..., e non più il -pericolo di dovere obbedire, un giorno o l'altro, a una più dura -necessità e di dovervi arrendere, non si sa mai, a qualcuno che sia meno -buono, meno affettuoso, meno ricco e più esigente di me. Acconsentite? - - _Angiolina_ - -_(con un grido di spavento)_ Madonna santa, il signor Mario! - - _Clelia_ - -_(avendone una scossa violenta)_ Mio Dio, che avverrà adesso?!... - - _Carsanti_ - -Il vostro amante! - - _(Tutti sono in orgasmo.)_ - - _Clelia_ - -Sì, lui... Cioè no.... Ma adesso, che avverrà?.. Ho paura... ho -paura.... - - _Angiolina_ - -_(spiando alla finestra, in preda all'emozione)_ Non sale ancora le -scale.... Se tornasse indietro!... Parla con un uomo grasso.... - - _Clelia_ - -Il padrone di casa.... - - _Angiolina_ - -Si abbaruffano un poco.... Se si picchiassero, sarebbe una fortuna!... -Aspettate.... Il signor Mario cava di tasca del danaro, e glie lo dà. - - _Clelia_ - -_(quasi fra sè, tremando)_ Ha venduto il quadro.... - - _Angiolina_ - -Si stringono la mano.... Siamo perduti.... Il signor Mario sale! - - _Clelia_ - -Dio! Dio!... T'ha vista? - - _Angiolina_ - -No. - - _Clelia_ - -E allora... entrate tutti e due in questa stanza... _(Sulla soglia della -porta a destra)_ Signor Carsanti, scusate il disordine.... - - _Angiolina_ - -_(afferrando Carsanti pel soprabito)_ Venite con me, voi.... _(A Clelia --- affaccendata ed emozionata)_ Mandatelo via subito!... Già, -_(all'orecchio)_ una volta dovete dirglielo: il meglio è che glie lo -diciate ora. Così non ci pensiamo più.... - - _Clelia_ - -_(confusa e perplessa)_ Sì, hai ragione: Meglio ora.... - - _(Si ode una forte scampanellata.)_ - - _Angiolina_ - -Misericordia!... _(A Carsanti, quasi trascinandolo)_ Venite, venite con -me. - - _Carsanti_ - -_(prima di entrare a destra -- a Clelia)_ Siamo d'accordo? - -_(Un'altra scampanellata. -- Angiolina e Carsanti entrano a destra.)_ - - _Clelia_ - -Eccomi! _(Va ad aprire l'uscio di fondo.)_ - - - - SCENA VI. - - - CLELIA _e_ MARIO. - - - _Mario_ - -_(avanzandosi tutto gaio)_ Dormivi? - - _Clelia_ - -No... Ero lì, sul letto... con un po' di mal di capo. - - _Mario_ - -Ora te lo faccio passare io con un bel bacione _(glie lo dà)_ e una -buona notizia. Ho ceduto il ritratto... della scimmia... al mezzano -imbroglione, che lo venderà, per conto suo, come quadro di Morelli o di -non so chi; e questa cessione mi ha messo in grado di tappar la bocca al -padrone di casa e di versare nella cassa del nostro amore l'ingente -somma di cinquanta sette lire e cinquanta centesimi. Ecco qua. _(Mette -il danaro sul tavolino.)_ Siamo ricchi, perbacco! L'età dell'oro è -cominciata! - - _Clelia_ - -_(dissimulando lo spasimo dell'anima nell'asprezza eccessiva)_ E per tua -madre? - - _Mario_ - -_(imbarazzato)_ Ci ho il resto. - - _Clelia_ - -Mentisci. - - _Mario_ - -Clelia, perchè questo tono così acre? Se pure mentissi, non dovresti tu -rimproverarmene.... - - _Clelia_ - -Il tuo primo dovere è di soccorrere tua madre. - - _Mario_ - -Hai ragione. - - _(Pausa.)_ - - _Clelia_ - -Io non debbo tollerare che quella povera signora malaticcia mi sia -sacrificata... Riprendi quel danaro. - - _Mario_ - -_(guardandola in faccia, riprende lentamente il danaro e lo intasca.)_ -Ma tu hai qualche cosa contro di me. - - _Clelia_ - -_(con voce buona e commossa)_ Contro di te.... No, Mario mio. No! no! -_(Frenando la commozione e quasi con accento severo)_ Ma il fatto è che, -per causa mia, tu trascuri la tua arte, trascuri la tua mamma.... - - _Mario_ - -Avanti... Continua... _(Fissandole negli occhi uno sguardo intenso)_ -Continua.... - - _Clelia_ - -_(rabbrividendo)_ Mario, non guardarmi così.... - - _Mario_ - -Ma perchè non continui?... - - _Clelia_ - -... Mi fai paura.... - - _Mario_ - -Paura?... - - _Clelia_ - -Non guardarmi così.... _(Impaurita, retrocede.)_ - - _Mario_ - -_(scattando disperatamente)_ Ah! perdio! Non c'è più dubbio, tu hai -deciso di lasciarmi! - - _Clelia_ - -_(sempre più tremebonda, con voce soffocata)_ Mario... Mario, non -battermi, non farmi del male..., non sputarmi in faccia,... non dirmi -niente.... Ti spiegherò tutto,... ti spiegherò tutto... Ora non so -parlarti.... Ti scriverò.... Sii ragionevole.... Pietà di me.... Ti -scriverò.... Sono una creatura debole.... Non battermi, no, non -battermi... _(Retrocede e si rincantuccia in atto di preghiera.)_ - - _Mario_ - -_(fremendo, si è trattenuto a stento, ed ora le si accosta molto vicino, -e, con voce soffocata, le dice in faccia:)_ Sgualdrina! - - _Clelia_ - -Mario.... - - _Mario_ - -Sgualdrina! - - _Clelia_ - -Non chiamarmi «sgualdrina»! - - _Mario_ - -Lo hai trovato l'imbecille che ti paga bene.... - - _Clelia_ - -Taci.... - - _Mario_ - -E dimmi che non è vero.... Dimmelo! Dimmelo!... _(Quasi lasciandosi -vincere dalla speranza e dalla tenerezza)_ Clelia, te ne scongiuro, -dimmi che mi sono ingannato, dimmi che son pazzo e che mi amerai -sempre.... - - _Clelia_ - -_(guardando con la coda dell'occhio la porta a destra, spingendolo -paurosamente lontano da questa e fiatando appena)_ Ti amerò sempre, non -amerò che te, sarò soltanto tua, sempre; ma vattene. - - _Mario_ - -Mi scacci? - - _Clelia_ - -_(supplichevole)_ Vattene.... - - _Mario_ - -_(al colmo dello sdegno)_ Ah!... Orribile! Orribile!... E giacchè tu mi -scacci, io non ho più nulla da sapere. _(Prende il cappello. -- Ha un -ultimo barlume di speranza)_ Clelia?... Addio?... _(Aspetta invano; e, -prima di uscire, le torna a dire con violento disprezzo:)_ Sgualdrina! -_(Esce.)_ - - _Clelia_ - -_(va fino alla porta di scala. Trafitta, avvilita, indietreggia un po' -e, singhiozzando, cade sulla sedia.)_ - - - - SCENA VII. - - - CLELIA, ANGIOLINA, CARSANTI. - - - _Angiolina_ - -_(facendo capolino)_ Finalmente! _(Poi, rivolgendosi indietro a Carsanti -che è ancora dentro)_ Signor Carsanti, che fate lì impalato? - - _Carsanti_ - -_(uscendo pallido, emozionato)_.... Sono qui. - - _Angiolina_ - -Con che faccia!... - - _Carsanti_ - -_(indicando Clelia)_ Piange.... - - _Angiolina_ - -Capirete.... - - _(Lunga pausa.)_ - - _Carsanti_ - -_(s'accosta a Clelia e le carezza i capelli)_ Su, su,... signora Clelia, -non piangete così. - - _Clelia_ - -_(con un piccolo grido felino)_ Non mi toccate! - - _Carsanti_ - -_(sogghignando, s'allontana.)_ - - _Angiolina_ - -_(facendogli cenno d'essere indulgente)_ Meglio andar via, adesso.... -_(Lo tira pel soprabito.)_ - - _Carsanti_ - -_(presso la porta, chinandosi verso Clelia)_ A domani, eh? - - _(Spariscono Angiolina e Carsanti.)_ - - _Clelia_ - - _(scoppia in un pianto più forte e dirotto.)_ - - - _(Sipario.)_ - - - - - ATTO SECONDO. - - -Boudoir _grazioso, pieno di mazzi di fiori. Due porte laterali. Una gran -porta a due battenti, in fondo. Una finestra chiusa. Un pianoforte, un -sofà, una scrivanietta, mobili civettuoli, ninnoli dappertutto. Un -tavolino con su un servizio da liquori, cui mancano due bicchierini. -Presso il sofà, una seggiola, sulla quale sono posati appunto i due -piccoli bicchieri, una grossa scatola di sigarette e un portafiammiferi -d'argento_. - - - - SCENA I. - - - CLELIA, MARIO, TERESA. - - -_(Mario è sdraiato, svogliatamente, sopra il sofà. Ha in bocca una -sigaretta spenta. Clelia, in abito elegante, gli sta accanto, seduta -sopra uno sgabelletto tappezzato, col viso rivolto a lui.)_ - - _Clelia_ - -Vuoi accendere? - - _Mario_ - -Sì. - - _Clelia_ - -_(prende il portafiammiferi, accende un cerino e lo porge a Mario, che -vorrebbe servirsene da sè, ma ella glielo impedisce. Egli vi accosta la -sigaretta, indi fuma, mandando in aria grosse boccate.)_ - - _Teresa_ - -_(comparendo sotto l'arco dell'uscio in fondo)_ Avete chiamato, signora? - - _Clelia_ - -Sì. Porta via questi bicchierini e quei liquori. - - _Teresa_ - -Avete fatto bene a ricordarvene. _(Eseguendo l'ordine)_ L'altra sera, il -signore trovò i due bicchierini sulla sedia. Stette zitto con voi, ma -poi, il giorno dopo, mi oppresse di domande che mi pareva un giudice... -come si dice... un giudice... _distruttore_. Io dissi che era venuta a -trovarvi Gigetta, e che voi non glie l'avevate detto perchè quella lì dà -le stoccate.... - - _Clelia_ - -Metti a posto anche questa scatola di sigarette e questo -portafiammiferi.... - - _Teresa_ - -_(pone l'una e l'altro sul tavolino, e s'avvia per andarsene con in mano -il servizietto dei liquori.)_ Volete altro? - - _Mario_ - -Fammi il piacere, Teresina, apri un po' quella finestra. Qui dentro, si -soffoca: l'odore di questi fiori dà alla testa. - - _Teresa_ - -Mi dispiace, ma non posso servirvi: il pianerottolo sta proprio -dirimpetto: non si sa mai che gente passa per le scale. E poi, lo stesso -signor Carsanti, salendo all'improvviso, potrebbe vedervi. Ci volete -compromettere? - - _Clelia_ - -Basta, Teresa, vattene. E ti prego di star bene all'erta.... Stasera, -verrà, forse, più presto delle altre sere. - - _Teresa_ - -Teresina non ha bisogno di raccomandazioni: pensate a voi: oggi è la -vostra festa: divertitevi, divertitevi.... _(Esce dal fondo chiudendo -con cura la porta.)_ - - _Clelia_ - -_(dopo una lunga pausa)_ Mario! _(Pausa.)_ Mario mio,... sei seccato, -di', sei più seccato del solito? _(Pausa.)_ Non mi dici nulla? - - _Mario_ - -_(infastidito)_ Clelia, fammi il favore di lasciarmi tranquillo. - - _Clelia_ - -_(si alza sconfortata e gli parla dolcemente:)_ Mi tratti male. - - _Mario_ - -Ma no. - - _Clelia_ - -Ogni giorno, ogni giorno peggio! - - _Mario_ - -Ma no. - - _Clelia_ - -E non me ne fai capire neppure il perchè. - - _Mario_ - -_(volendo essere ancora prudente)_ Insomma, Clelia, tu non t'accorgi a -quali torture mi sottoponi. - - _Clelia_ - -_(schiettamente meravigliata)_ Io?! - - _Mario_ - -Questo mistero continuo, questa complicità della serva, questo dovere -che ho di nascondermi, di rimpicciolirmi, di fuggire, questa necessità -terribile d'andar via paurosamente quando arriva il tuo signore, ti pare -niente? - - _Clelia_ - -Dunque, tu sei pentito d'essere ritornato al mio amore? - - _Mario_ - -Vi ritornai -- e tu stessa ne sei convinta -- pazzo di gioia. Sapesti -così bene richiamarmi!... Dopo il gran dolore che avevo provato quando -tu deliberasti di accettare... la protezione di costui, un sol dolore mi -era parso più acerbo, più insopportabile: quello di vivere lontano da -te. Ritornai.... Non sapevo ancora che cosa significasse appartenere a -quella miserevole categoria di uomini che, a poco a poco, si preparano a -ogni vergognosa transazione sotto la veste del così detto «amante del -cuore»! - - _Clelia_ - -Mario... ma tu non fai nessuna transazione vergognosa. - - _Mario_ - -Non lo so.... Ma certo, quando io esco da questa casa tutta elegante e -profumata, mi pare di aver rubato. Io sento i brividi che deve sentire -il ladro non ancora esperto.... E l'idea del furto consumato è -inevitabile, perchè è intimamente legata al ricordo profondo del -godimento. Tu dici che non faccio nessuna transazione vergognosa.... E -perchè no? Tu non potevi vivere poveramente: va bene: _(accalorandosi)_ -sentivi il bisogno imperioso della ricchezza, o, almeno, dell'agiatezza. -Ora, l'hai questa agiatezza: ma sono forse io che te la do, io, io, tuo -amante? No. Te la dà _un altro_. È _un altro_ che ti mette in condizione -d'esser _mia_, ed io sono obbligato a _lui_... dell'amore che tu mi -concedi. Ah! cara Clelia, la transazione è già avvenuta! E poi... vuoi -comprendere meglio? Dimmi: _(sempre più accalorandosi)_ se domani io ti -chiedessi del denaro, tu... me lo daresti? - - _Clelia_ - -_(con uno slancio di semplicità)_ Sì! - - _Mario_ - -_(tutto acceso)_ E ti sembrerebbe naturalissimo.... - - _Clelia_ - -_(come sopra)_ Sicuro! - - _Mario_ - -_(prorompendo con esasperazione)_ Lo vedi, lo vedi, ti sembrerebbe -naturalissimo il farmi commettere una turpitudine: ecco che la tua -sincerità mi valuta giustamente e dice, a me e a te, quel che sono -diventato! - - _Clelia_ - -_(annichilita, confusa)_ Mario mio, se ti ho offeso, senza avvedermene, -te ne chiedo scusa. Io sono una donnetta, e... molte cose... non le -intendo. _(Pausa. Cambiando tono come per ragionare)_ Ma senti, non ti -eccitare più, non esasperarti. Questa unione circondata di mistero, di -paure e di sotterfugi ti riesce fastidiosa?... Ebbene, se... _(timida)_ -se rinunziassi a questa agiatezza che mi costa tante pene e che mi -condanna all'enorme fatica della finzione, se facessi uno sforzo di -volontà per vivere in pace economicamente, se tornassi a essere tua -anche al cospetto del mondo? - - _Mario_ - -Sarebbe troppo tardi. - - _Clelia_ - -_(sentendo una trafittura al cuore)_ Ahi! - - _Mario_ - -Se pure credessi al tuo sforzo di volontà, io non potrei essere per te -lo stesso Mario di prima, perchè non potrei mai dimenticare che, dopo il -bene che t'ho voluto così perfettamente, tu hai avuto il coraggio di... -dividerti tra me e un altro! Clelia, pur troppo, i sensi perdonano meno -del cuore. - - _Clelia_ - -_(scoraggiata)_ No, no, Mario, t'inganni, t'inganni. Io non ti nego che -tu pensi quel che è più verosimile, ma te l'ho giurato tante volte che -sinora -- e, del resto, non sono trascorsi che una ventina di giorni -- -ho potuto mettere a profitto la timidità di quell'uomo e mi sono -salvata!... - - _Mario_ - -Impossibile! - - _Clelia_ - -Ma non sei ancora convinto che io sarei fuggita da lui se non avessi -stabilito -- malvagiamente sì, lo confesso, malvagiamente -- di -sfruttarne l'amore cretino senza il sacrifizio della mia persona? - - _Mario_ - -_(sogghignando)_ Il sacrifizio! - - _Clelia_ - -Hai ragione. Hai ragione perchè non ho mai saputo dirti bene... _quel -che sono io_. Che vuoi! C'è dei segreti nel principio della vita di -certe creature che anche un'intimità come la nostra non permette di -rivelare con chiarezza. Un pudore invincibile si oppone. Mario, la prima -offesa mi fu fatta.... _(con raccapriccio)_ da chi meno poteva esserne -sospettato, quando io ero ancora una povera innocentuccia.... La -nefandezza inaudita mi annientò.... Diventai impassibile come il -marmo!... Nessuno, d'allora in poi, aveva saputo scuotermi, ridarmi il -calore, la febbre, i nervi, la vita.... Tu, sì; e sei di me, adesso, -padrone assoluto, unico, completo! Ho potuto disporre del mio corpo, -come d'una cosa qualunque, finchè la mia impassibilità uguagliava e -confondeva insieme tutti gli uomini; ma non ne posso più disporre ora, -ora che nel tuo amore, e nel tuo amore soltanto, io risento di essere -_una donna_. Ora... il ribrezzo per tutti gli altri uomini mi assale -atrocemente _(con una reminiscenza di terrore)_ come in quel giorno! Tu -li hai soppressi, li hai soppressi tutti.... Io sono donna per te, per -te: -- per gli altri non sono più niente, neppure un oggetto vile da -barattarsi.... M'intendi, Mario, m'intendi finalmente? T'accorgi che -nella mia voce c'è una franchezza onesta che non ammette dubbi, che non -merita sdegno? T'accorgi che così parla l'anima? che così parla la -verità? Ma ascoltami bene; _(scuotendolo affettuosissimamente)_ ma -guardami bene negli occhi.... e dimmi: mi credi? mi credi? mi credi? - - _Mario_ - -_(aridamente)_ No. - - _Clelia_ - -Dio! Dio! Ma se tu guardassi dentro il mio segreto, comprenderesti come, -pure essendo vissuta così orribilmente, io debba ribellarmi ora alla -brutalità dell'uomo che non amo. - - - - SCENA II. - - - MARIO, CLELIA, TERESA. - - - _Teresa_ - -_(dietro la porta in fondo, tossisce forte, e batte all'uscio)_ Ohè, ci -siamo, ci siamo.... - - _Mario_ - - _(ne ha un evidente senso di fastidio e di disgusto.)_ - - _Clelia_ - -_(imbarazzata, s'affretta a ricomporsi, frenando la commozione da cui -era invasa.)_ - - _Teresa_ - -_(entrando e chiudendo presto la porta)_ Subito, sbrighiamoci. Il -signore è per le scale coi suoi amici.... Ho già mandato il servitore a -fargli i salamelecchi. - - _Clelia_ - -_(convulsa, a Mario)_ Tu, un momentino in questo cantuccio. _(Lo spinge -in un angolo della stanza.)_ Abbi pazienza, Mario mio.... Quando -Teresina t'avvertirà, te n'andrai, come al solito, pel corridoio. - - _Teresa_ - -_(affaccendata, dando a Mario il cappello e il bastone)_ Ah! se non -prendiamo una casa con due uscite, qui, una volta o l'altra, facciamo il -_patatrac_! - - _Clelia_ - -_(sempre in gran fretta, a Teresa)_ Taci, ora! _(Poi a Mario, dandogli -un bacio e guardandolo negli occhi)_ Ci vediamo domani?... - - _Mario_ - -_(abbassa lo sguardo.)_ - - _Clelia_ - -_(perplessa)_ Mario, ci vediamo domani? - - _Mario_ - -_(stringendosi nelle spalle)_ Non so.... - - _Clelia_ - -Come non sai?... - -_(Si ode dalla stanza contigua il vocío delle persone che arrivano.)_ - - _Teresa_ - -_(impaziente, tirando Clelia verso il fondo)_ Vi vedrete, vi vedrete; -ma, adesso, fuori! fuori! - - _Mario_ - -_(a Clelia)_ Va, va.... - - _Clelia_ - -_(apre la porta -- e in quell'istante il vocío giunge più forte --; -indi, ella, uscendo, la richiude. Si odono le sue parole dette -vivacemente:)_ Oh! bravi! bravi! _(E la sua voce si confonde con quella -degli altri.)_ - - - - SCENA III. - - - TERESA, MARIO. - - - _Teresa_ - -_(resta attaccata alla porta tenendo fermi i battenti e accostando -l'occhio alla serratura.)_ - - _Mario_ - -_(col viso arcigno, il cappello in testa, attraversa la stanza sulla -punta dei piedi, siede presso una scrivanietta, e scrive qualche cosa.)_ - - _Teresa_ - -_(sempre con l'occhio alla serratura, senza guardar Mario, col braccio -gli fa cenno d'andarsene.)_ - - _Mario_ - -_(continua a scrivere.)_ - - _Teresa_ - -_(voltandosi, gli dice, soffocatamente:)_ Che fate là? - - _Mario_ - -_(continua a scrivere.)_ - -_(Dalla stanza attigua, giungono queste parole, confusamente:)_ - -- Sì, sì. - - -- Un po' per uno, stasera. - - -- A me, a me.... - - -- Ah! Ah! Ah! Ah! - - _Teresa_ - -Ve n'andate, sì o no? - - _Mario_ - -_(consegnandole la lettera che ha scritta)_ Questa a Clelia. - - _Teresa_ - -Ma che significa ciò? - - _(Parlano tutti e due a voce bassissima.)_ - - _Mario_ - -Che non ci torno più. - - _Teresa_ - -Siete matto! Volete farmela morire! Già, tanto, questa lettera io non -glie la do, e domani farete la pace.... - -_(Risuona di dentro uno scoppio di risa sguaiate.)_ - - _Mario_ - -_(irritato e disgustato, s'avvia verso la porta a sinistra: resta ancora -un momento, guardando intorno, commosso e titubante. Ad un altro scoppio -di risa, egli, risoluto, come se si liberasse finalmente da un incubo, -se ne fugge.)_ - - _Teresa_ - -_(guarda la lettera, e, dopo una breve esitazione, la lacera, e ne -nasconde in tasca i pezzettini. Indi, tossendo forte, spalanca i due -battenti dell'uscio in fondo.)_ - - - - SCENA IV. - - - CLELIA, CARSANTI, il _dottor_ FONSECA, MATURI, GIANNETTI, VERANI. - - -_La stanza attigua è un salotto, splendido di specchi e di candele -accese. -- Entrano tutti, seguendo Clelia._ - - _Clelia_ - -Venite, venite: qui si sta meglio, qui ho la mia poltrona favorita. _(A -Teresa, a parte)_ È andato? - - _Teresa_ - -Sì. _(Esce.)_ - - _Clelia_ - -A proposito, io non vi ho ringraziati ancora pei bellissimi fiori. -_(Indicandoli)_ Come siete stati graziosi! - - _Tutti_ - -_(protestano modestamente)_ Oh! - - _Giannetti_ - -Dovere! Dovere! - - _Clelia_ - -Cioè, cioè... voi, Maturi, non m'avete mandato niente. - - _Maturi_ - -_(che era rimasto indietro, si fa innanzi confuso)_ Niente, io?... È -strano.... Mi pareva d'aver mandato.... - - _Clelia_ - -Un pensiero gentile?... Mi basta. - - _Tutti_ - -_(ridono.)_ - - _Carsanti_ - -_(con aria di protezione)_ Lasciatelo in pace il povero Maturi. - - _Giannetti_ - -Piuttosto, vediamo un poco questi orecchini magnifici di cui l'amico -Carsanti ci ha molto parlato. La commissione di vigilanza è sopra luogo -e deve procedere alle debite osservazioni. - - _Verani, Fonseca, Maturi_ - -Sicuro, sicuro! - - _Clelia_ - -Ah, sì, gli orecchini che Gerardo mi ha regalati per la mia festa? -Vedrete: sono una bellezza davvero! - - _Carsanti_ - -_(impettito, dice piano a Clelia)_ Ma non hai voluto farmi l'onore di -metterli, stasera. - - _Clelia_ - -_(carezzandolo lievemente)_ Hai ragione.... Scusami.... Intanto, sii -buonino: valli a prendere tu stesso. Li troverai nel mio scrignetto, che -è aperto, mi pare. - - _Carsanti_ - -Fai male a lasciarlo aperto: è una imprudenza. _(Esce a destra.)_ - - _Verani_ - -_(va subito dietro a Clelia e le dà un bacio sui capelli.)_ - - _Giannetti, Maturi, Fonseca_ - -_(rimproverandolo scherzosamente)_ Verani! Verani! - - _Verani_ - -_(scusandosi)_ Eh! sui capelli.... - - _Clelia_ - -Verani, voi avete una segreta sì, ma violenta passione per me. - - _Giannetti, Maturi, Fonseca_ - -Sì, è vero! È vero! È verissimo! - - _Clelia_ - -_(ridendo)_ Ah! ah! ah! - - _Fonseca_ - -Ma bada, Clelia, che io sono iscritto prima di lui.... Divento una belva -se me lo fai passare innanzi! - - _Giannetti_ - -Come c'entri tu! Tu sei medico, e i medici non sono.... - - _Fonseca_ - -Cosa non sono? - - _Carsanti_ - -_(rientrando con in mano gli orecchini)_ Non erano nello scrigno, cara -Clelia. Ah, che testolina! - - _Tutti_ - -_(circondandolo)_ Vediamo, vediamo. - - _Carsanti_ - -_(con ostentata modestia)_ Non c'è nulla di meraviglioso. - - _Fonseca_ - -Corbezzoli! - - _Verani_ - -Stupendi! - - _Giannetti_ - -Perbacco! - - _Verani_ - -Poche volte ho visti dei brillanti limpidi come questi. - - _Giannetti_ - -Che acqua!... - - _Fonseca_ - -_(alle spalle di Carsanti, senza farsi udire da lui)_ Per darla a bere! - - _Carsanti_ - -E notate la montatura. - - _Giannetti_ - -Ci scommetto che non è lavoro napoletano. - - _Carsanti_ - -Ma che napoletano! - - _Maturi_ - -_(con servilismo lusingatore)_ Orecchini esteri! Si vede! - - _Verani_ - -Vi costano un occhio! - - _Carsanti_ - -Circa... sei mila lire! - - _Fonseca_ - -Allora... due occhi! - - _Verani_ - -Bisogna congratularsi _(guardando Clelia)_ con chi li ha saputi -meritare.... - - _Maturi_ - -E con chi li ha saputi comprare! - - _Fonseca_ - -Soprattutto, poi, con chi li ha saputi vendere! - - _Carsanti_ - -_(orgoglioso e sempre ostentando modestia)_ Ed ora fatemi il piacere di -finirla. Vado a riporli, Clelia? - - _Clelia_ - -Sì, caro. - - _Carsanti_ - - _(esce a destra.)_ - -_(Appena uscito, tutti si accostano a Clelia, pettegoleggiando e -parlando sommessamente.)_ - - _Giannetti_ - -Che brutta roba! - - _Verani_ - -Comperati di seconda mano. - - _Maturi_ - -Ecco! - - _Fonseca_ - -_Cosuccia_, sei certa che non sono falsi? - - _Clelia_ - -Linguacce! - - _Giannetti_ - -_(come vede rientrar Carsanti, esclama)_ Ah! splendidi! splendidi! Che -acqua! - - _Carsanti_ - -Basta! non mi seccate più!.... Ditemi, invece: avete sete? - - _Fonseca_ - -A proposito di acqua? - - _Carsanti_ - -Ma no. Stasera, _Champagne_. Che diamine! - - _Giannetti_ - -Se si tratta di _Champagne_, tutti abbiamo sete! - - _Fonseca_ - -_Sitio! Sitio!_ - - _Carsanti_ - -_(tocca il bottone del campanello elettrico e va nella stanza vicina, in -fondo, a parlare con Giacomo il servo.)_ - - _Clelia_ - -_(gettando un sospiro canzonatorio)_ Verani, che avete? - - _Verani_ - -_(che è assorto, posando a sentimentale)_ Una giornata di spleen. - - _Giannetti_ - -Se hai dormito tutto il santo giorno! - - _Verani_ - -Sì, ma, dormendo, mi sono accorto che avevo lo spleen. _(Languidamente, -a Clelia)_ E anche voi, Clelia, stasera non siete di buon umore. - - _Clelia_ - -_(con uno dei suoi soliti sforzi di dissimulazione)_ Perchè no? Anzi! -Suoniamo, cantiamo, balliamo, se volete. _(Si alza.)_ Non v'ho detto che -da una settimana prendo lezione di pianoforte. _(Va al piano e siede.)_ -State a sentire che progressi. _(Pesta violentemente la tastiera con un -sol dito, principiando il motivo del Rigoletto: «La donna è mobile»; poi -ripete le prime note accompagnandovi la voce)_ «La donna è un -mobile....» - - _Verani_ - -_(sospirando)_ Ah! la donna -- la donna che dico io -- sarebbe per me -tutt'altra cosa! - - _Maturi, Giannetti, Fonseca_ - -_(rimproverandolo scherzosamente, come prima)_ Verani! Verani! - - _Giannetti_ - -Non sospirare. - - _Carsanti_ - -Per chi sospira, Verani? - - _Clelia_ - -Per me, per me. _(Si alza dal piano.)_ - - _Giannetti_ - -_(vi si siede.)_ - - _Carsanti_ - -_(celiando, tira Verani per l'orecchio)_ Se ti permetti di sospirare per -Clelia... _(abbassa la voce, velenosamente scherzoso)_ non ti presto più -danaro! - - _Verani_ - -Ritiro il sospiro immediatamente! - -_(Entrano Giacomo portando in un vassoio due bottiglie di_ Champagne _e -i bicchieri a coppa, e Teresa, portando, in un altro vassoio, pasticcini -e bonbons.)_ - - _Clelia_ - -_(battendo le mani)_ Ecco lo _Champagne_! - - _Giannetti_ - -_(al pianoforte, accenna il motivo del brindisi della_ Cavalleria -rusticana.) - - _Clelia_ - -Bravo Giannetti! Anche pianista. - - _Giannetti_ - -Una volta, sonavo un poco. - - _Carsanti_ - -_(stura, intanto, le bottiglie, e quindi versa lo_ Champagne _nei -bicchieri, parlottando col servo.)_ - - _Clelia_ - -_(a Giannetti)_ Continuate, continuate: il brindisi della _Cavalleria -rusticana_ mi piace. - - _Giannetti_ - -_(continua a sonare.)_ - - _Verani_ - -E Carsanti lo canterà... _(A Clelia)_ Voi già sapete che Carsanti -canta.... - - _Carsanti_ - -Non rilevare queste velleità della prima giovinezza.... - - _Clelia_ - -Cattivo! E non me ne avevi detto niente. - - _Carsanti_ - -Va là, va là, non stare a sentire tutte le scioccherie che ti -contano.... Offri da bere a questi signori. - - _(Giacomo e Teresa vanno via.)_ - - _Clelia_ - -_(offre un bicchiere a Fonseca)_ Al primo iscritto. _(Poi, a Giannetti, -che cessa di sonare)_ A voi il vostro «vino spumeggiante». _(Poi, a -Maturi, che, appartato, con innanzi un mucchio di dolciumi, ne mangia -avidamente)_ Buon appetito! - - _Maturi_ - -_(con la bocca piena)_ No.... Stasera ho lo stomaco chiuso. - - _Clelia_ - -_(offrendo un bicchiere a Verani, sospira burlescamente)_ A voi, Verani. - - _Giannetti e Fonseca_ - -_(insieme)_ E va bene! E va bene! - - _Clelia_ - -_(prende un bicchiere e l'offre a Carsanti, che già ne ha uno in mano. -Allora, contraccambiandosi uno sguardo grazioso, si scambiano i -bicchieri, e se li toccano.)_ - - _Tutti, meno Maturi_ - -_(li circondano per toccare.)_ - - _Giannetti_ - -_(toccando i bicchieri di Clelia e di Carsanti)_ Alla vostra felicità! - - _Carsanti e Clelia_ - -_(insieme)_ Grazie, grazie. - - _Carsanti_ - -Su, su, amici, un po' d'allegria.... Stasera vogliamo fare delle follìe! - - _Giannetti_ - -Mi sottoscrivo. _(Alzando il bicchiere)_ Hip! hip! hip! - - _Tutti_ - -_(meno Maturi che è sempre intento a mangiare)_ Urrah! - - _Clelia_ - -_(beve il bicchiere colmo, e impallidisce.)_ - - _Carsanti_ - -Che hai? - - _Verani_ - -Clelia!... - - _Giannetti, Fonseca, Maturi_ - -Oh!... - - _Clelia_ - -_(mal sorreggendosi)_ Niente, niente.... _(Tentando di sorridere e di -celiare)_ Un po' di Margherita Gautier fa sempre un bell'effetto.... - - _Fonseca_ - -_(a Carsanti)_ Hai del liquore anodino? - - _Clelia_ - -_(abbandonandosi sulla poltrona)_ No... piuttosto dell'aceto inglese.... - - _Tutti_ - -_(vanno verso la stanza da letto a destra.)_ - - _Clelia_ - -_(cavando di tasca l'ampollina)_ Ce n'ho io, ce n'ho io.... _(Odora -l'aceto inglese.)_ - - _Fonseca_ - -Vuoi sbottonarti? Chiamiamo Teresa? _(Le mette la mano sulla fronte.)_ - - _Clelia_ - -No, non è necessario. _(Riavendosi)_ È passato. - - _Fonseca_ - -_(tastandole il polso)_ Sicuro... non è nulla.... - - _Carsanti_ - -Ci hai allarmati. - - _Clelia_ - -Scusami, Gerardo. - - _Carsanti_ - -E intanto, vedi, ti sei versato lo _Champagne_ sull'abito. - - _Fonseca_ - -Via! Via! Andate là, voialtri: lasciate che io interroghi la mia -cliente.... Anche tu, Carsanti, via! - - _Tutti_ - -Sì, sì, interroga. _(S'allontanano.)_ - - _Maturi_ - -_(profitta e ricomincia a mangiare.)_ - - _Clelia_ - -_(a Fonseca)_ Veramente, è passato. Un lieve capogiro, sai, accompagnato -da un po' di nausea qui.... _(indicando lo stomaco)_ e da una stretta -alla gola. - - _Fonseca_ - -_(abbassando molto la voce)_ Bambina: guardami in faccia. Non c'è -proprio altro da dirmi? - - _Clelia_ - -_(sorridendo tristamente)_ Oh! Che pensi, adesso! - - _Fonseca_ - -_(all'orecchio)_ Io gli annunzierei subito l'erede al trono! - - _Clelia_ - -_(di scatto, con voce severa e soffocata)_ No, per carità, non scherzare -su questo. - - _Fonseca_ - -Sciocca! Sarebbe una fortuna per te. - - _Clelia_ - -Te ne scongiuro, taci. - - _Fonseca_ - -_(stringendosi nelle spalle, s'allontana.)_ - - _Carsanti_ - -Ebbene? - - _Gli altri_ - -Ebbene? Ebbene? - - _Fonseca_ - -_(umoristicamente)_ Sta a vedere che un medico deve mettere in piazza i -mali dei suoi clienti. - - _Clelia_ - -_(chiamandolo gentilmente)_ Gerardo, Gerardo, senti. - - _Giannetti_ - -Io protesto! Noi siamo la commissione di vigilanza e dobbiamo essere -informati di tutto. - - _Carsanti_ - -_(s'avvicina a Clelia.)_ - - _Gli altri_ - -_(si raggruppano a parte, cicalando tra loro.)_ - - _Clelia_ - -_(piano a Carsanti)_ Fammi un favore: mandali via, non sto perfettamente -bene. - - _Carsanti_ - -Che figura mi fai fare? Li avevo invitati a passare la serata con noi. -_(Continuano a parlare.)_ - - _Giannetti_ - -_(in mezzo al gruppo)_ Diavolo, diavolo! Gli combinerebbe un marmocchio? - - _Maturi_ - -Di già! - - _Verani_ - -Sarebbe un bel colpo!... - -_(Le parole di Giannetti, di Maturi e di Verani, appena si distinguono -nel vocìo.)_ - - _Carsanti_ - -_(malcontento, a Clelia)_ Ti servirò. _(Rivolgendosi agli amici.)_ -Signori miei, io vi metto alla porta. Clelia non ha avuto il coraggio di -dirvelo, ma ella ha bisogno di riposo. - - _Giannetti_ - -Oh! ce ne andiamo subito. - - _Verani_ - -Certamente. - - _Maturi_ - -_(tuttora con la bocca piena)_ Quanto a me, senza cerimonie, se anche la -signora ha bisogno di riposo, io posso restare benissimo. - - _Giannetti_ - -Tu, senza cerimonie, verrai con noi, perchè senza cerimonie hai mangiato -bene e bevuto meglio. - - _Maturi_ - -Non dicevo per questo.... - - _Fonseca_ - -Arrivederci, _Cosuccia_. _(Dandole la mano furbescamente)_ Va a dormire, -e... ci siamo intesi? Caro Carsanti.... - - _(Si stringono la mano.)_ - - _Giannetti_ - -Buona notte. - - _Verani_ - -Buona notte. - - _(Saluti ed altre strette di mano.)_ - - _Clelia_ - -Voi non me ne volete, amici miei, eh? - - _Giannetti_ - -Vi pare! - - _Verani_ - -Verremo a vedervi al più presto possibile. - - _Fonseca_ - -_(a Carsanti che li accompagna verso la porta)_ Non t'incomodare.... - - _Giannetti_ - -_(in tono lievemente canzonatorio)_ Resta tu, resta tu.... - - _Carsanti_ - -Ma che! Lasciate almeno che io vi metta alla porta con tutti gli onori. - - _Verani, Giannetti, Fonseca_ - -_(insieme, un po' sogghignando)_ Grazie, grazie!... Maturi, e tu? - - _Maturi_ - -Eccomi. _(S'inchina a Clelia.)_ - - _Carsanti_ - -_(un po' in disparte, a Maturi)_ Ohè, domani mattina, avverti Narducci -che io gli mando l'usciere.... - - _Maturi_ - -S'intende bene. _(E raggiunge gli altri.)_ - - _(Fonseca, Giannetti, Verani, Maturi vanno via.)_ - - - - SCENA V. - - - CARSANTI _e_ CLELIA, _poi_ GIACOMO. - - - _Carsanti_ - -_(si avvicina affettuosamente)_ Se ne sono andati. Sei contenta? - - _Clelia_ - -_(dolce)_ Sì. - - _Carsanti_ - -E come ti senti? - - _Clelia_ - -Molto meglio. _(Gli dà la mano con cordialità.)_ Buona notte, amico mio. - - _Carsanti_ - -_(meravigliato)_ Mandi via anche me! - - _Clelia_ - -_(con cortesia fredda)_ No... Resta, se vuoi. Anzi, mi fai piacere. -Credevo che tu volessi andartene. _(Pausa.)_ Io me ne sto ancora un -pochino qui, zitta zitta, rannicchiata sulla mia poltrona. Tu, parla. -Raccontami qualche cosa. - - _Carsanti_ - -_(scoraggiato)_ Che vuoi che ti racconti? Niente che ti possa -interessare! _(Fa qualche passo su e giù per la stanza, indi siede -lontano da Clelia. -- Dopo una lunga pausa)_ Clelia.... - - _Clelia_ - -Gerardo. - - _Carsanti_ - -Sei tu soddisfatta di me? - - _Clelia_ - -Che domande! - - _Carsanti_ - -Sei soddisfatta di me? - - _Clelia_ - -Ma più che soddisfatta.... - - _Carsanti_ - -Ti manca nulla? - - _Clelia_ - -Nulla. - - _Carsanti_ - -Indovino ogni tuo desiderio? - - _Clelia_ - -È vero, è vero. - - _Carsanti_ - -Lesino forse sulle spese? - - _Clelia_ - -O che! Sei così largo, così galante.... - - _Carsanti_ - -E... farò anche di più.... - - _Clelia_ - -Ma io non permetterò mai che tu ecceda! - - _Carsanti_ - -_(va a sederle accanto)_ Compreremo, sai, la pariglia di sauri inglesi -che vende Ebe Michel.... Ebe è in liquidazione. _(Pausa.)_ Voglio che tu -sii la più elegante di tutte. -- Sei già la più carina.... _(Le prende -le mani.)_ - - _Clelia_ - -_(sforzandosi di essere gentile, dice di no col capo.)_ - - _Carsanti_ - -_(con espansione timida)_ Sì, sì, la più carina... la sola che sappia -ammaliare un uomo come me.... - - _Clelia_ - -_(si turba.)_ - - _Carsanti_ - -_(ne tiene sempre le mani e le serra fra le sue)_ ... perchè, tu lo -vedi, io vicino a te divento un collegiale... un collegiale innamorato -sino alle midolla, che si tormenta, che spasima e che.... - - _Clelia_ - -Ahi, non mi stringere così.... Le tue mani sono di ferro.... - - _Carsanti_ - -_(alzandosi e raffrenandosi)_ ... e che resta come uno sciocco alla -prima resistenza! - - _Clelia_ - -_(Lunga pausa. -- Si alza lentamente.)_ Amico mio, non vi dispiaccia.... -Me ne vado a letto: sono un poco stanca. Arrivederci, eh? - - _Carsanti_ - -_(sogghignando e concentrandosi in sè)_ Arrivederci.... - - _Clelia_ - -_(attraversa pian piano la stanza, andando verso destra. Quando sta per -oltrepassare la soglia, Carsanti la chiama.)_ - - _Carsanti_ - -_(timidamente)_ Clelia.... - - _Clelia_ - -_(si volta.)_ - - _Carsanti_ - -_(supplichevole)_ Un bacio.... - - _Clelia_ - -_(con finta disinvoltura)_ Volentieri. _(Come Carsanti le cinge la vita -col braccio, ella si stecchisce, e sfiora appena con le labbra il volto -di lui, con evidente sforzo.)_ - - _Carsanti_ - -_(la bacia con paurosa tenerezza, poi, carezzandole i capelli)_ Sei -molto stanca? - - _Clelia_ - -Sì.... - - _Carsanti_ - -... Senti.... Tutto, tutto potrai ottenere da me! Abbi pietà! -_(L'abbraccia avidamente.)_ - - _Clelia_ - -_(come presa da una paura invincibile, si svincola.)_ No! no! questo no! -_(Le si legge sul viso la sincerità della repulsione.)_ - - _Carsanti_ - -_(cerca reprimersi, ma poi, pallido di collera, scoppia.)_ Ah!... -nessuna vergogna, nessun dolore può eguagliare il supplizio di vedersi -respinto come questa femmina mi respinge!... Da venti giorni, io -combatto con tutti i mezzi per piegarla, per conquistarla; da venti -giorni, io la circondo di cure, di cortesie, d'affetto, io la colmo di -denaro, di abiti, di gioielli... e lei mi sfugge, lei mi disprezza, lei -mi offende concedendomi appena l'elemosina d'un bacio sdegnoso e -mostrandomi sfacciatamente il suo disgusto, come se avesse oramai il -diritto di succhiarmi il sangue per poi buttarmi via come un limone -spremuto. - - _Clelia_ - -Calmati, Gerardo, te ne prego... non giudicarmi così.... Ricordati, -ricordati bene a quale condizione io accondiscesi.... - - _Carsanti_ - -Condizione assurda! - - _Clelia_ - -_(altera)_ Assurda o no, voi e la vostra mezzana, insidiandomi, me la -faceste credere possibile, ed io l'accettai. _(Cambiando subito tono -- -con accento umile e remissivo)_ Non dico che adesso voi abbiate torto; -ma, via, non potrete negare d'avermi stranamente ingannata.... Sulle -prime, m'avevate fatto supporre in voi un misto di generosità e di -vanità, e io avevo creduto di potere essere da voi soccorsa non -diventando... che la vostra vetrina. Pur troppo, non sono nuova alla -vita: so che spesso noialtre creature frivole ed inette non siamo che -l'insegna della maschilità e della vanità di chi ci prende in fitto. E -questa idea, da cui tante donne si sentono offese, a me, invece, aveva -sorriso. Ero più o meno colpevole delle altre? Non so. Diversa -certamente: e questa è la vera causa di tutto ciò che accade. Diversa, -sì, diversa.... E quando mi sono accorta di essermi lasciata ingannare, -quando mi sono accorta dell'assurdità delle mie illusioni, ho tentato di -abituarmi al pensiero d'essere veramente vostra; ho tentato di -ridiventare come sono le altre, come sono stata anch'io; ma qualche cosa -di misterioso e d'invincibile me lo ha impedito inesorabilmente! Ora -comprendo d'essere stata un'egoista e peggio, comprendo che debbo -chiedervi perdono; e ve lo chiedo umilmente, umilmente.... - - _Carsanti_ - -_(commosso)_ No, non chiedermi perdono. Non voglio. Mi basta che tu sii -pentita.... La tua umiltà _(quasi stizzoso)_ mi molesta.... Non voglio -che tu sii umile con me! _(Diventando mellifluo)_ E poi... perchè -chiedermi perdono? Tu non sai quello che fai.... Tu sei _Cosuccia_, non -è vero? _(ricominciando a carezzarla)_ ... la mia _Cosuccia_, e io -desidero che tu non ti tormenti, che tu non sciupi con le sofferenze -questo bel visino.... Io dimenticherò il male che mi hai fatto... io non -oserò mai più di alzare la voce.... E tu, anche, sarai buona... sarai la -mia amica... la mia compagna... la mia amante.... Sì? La mia amante? - - _Clelia_ - -_(glacialmente solenne, scostandosi da lui)_ Amante, mai! - - _Carsanti_ - -_(acceso d'ira)_ Ah! vivaddio, ma io ti costringerò! _(Sta per -avventarsi su lei, afferrando una sedia.)_ - - _Clelia_ - -Bada: chiamo gente!... mi metto a gridare dalla finestra! - - _Carsanti_ - -_(trattenendosi)_ Non temete.... Non userò la violenza. Vi -costringerò... _(sinistramente)_ con tutta la cortesia che merita una -pari vostra. _(Poi imperiosamente)_ Scegli: o mi dici di sì, o io ti -scaccio stasera stessa da questa casa! - - _Clelia_ - -_(con esultanza pazza e baldanzosa)_ Ah! se non sai costringermi che -così, io... sono salva! - - _Carsanti_ - -_(trepidante)_ Come!? - - _Clelia_ - -_(trionfalmente)_ Me ne vado! - - _Carsanti_ - -_(sbalordito)_ Te ne vai?!... - - _Clelia_ - -_(sempre più eccitata da una gioia mista di rabbia, va a dirgli sul -muso)_ Sì, sì, me ne vado! Me ne vado! _(Scoppia in una risata convulsa; -indi, minacciosamente)_ Aspetta. _(Corre nella sua camera da letto, -uscendo dalla porta a destra.)_ - - _Carsanti_ - -_(resta fremendo, e passeggia concitato. È inferocito; ma dal suo volto -traspare il desiderio vivo che ella non parta.)_ - - _Giacomo_ - -_(comparisce, rispettosamente, sotto l'arco della porta, in fondo.)_ -Signore, posso spegnere i lumi? - - _Carsanti_ - -_(non si accorge di lui, e, assorto nei suoi pensieri angosciosi, si -ferma presso un tavolino.)_ - - _Giacomo_ - -_(dopo avere aspettato invano la risposta, comincia, nella sala -contigua, a rassettare i mobili e a spegnere i lumi. I battenti della -porta sono tuttora spalancati.)_ - - _Carsanti_ - -_(risoluto, si precipita nella camera di Clelia.)_ - - _Clelia_ - -_(grida di dentro:)_ No! Lasciatemi! Lasciatemi! Lasciatemi! _(Poi, -correndo, guardandosi indietro, avvolta in uno scialle, attraversa la -stanza, ed esce per la porta a sinistra.)_ - - _Giacomo_ - -_(resta a spiare presso la porta, mezzo nascosto, attonito.)_ - - - _(Sipario.)_ - - - - - ATTO TERZO - - -_Camera raccolta, modesta e pulita, senza tappeti, senza tappezzerie. -Qualche poltrona di tela-pelle, altre suppellettili vecchie ma decenti. -Una porta in fondo, una laterale. In un cantuccio, un piccolo cavalletto -coperto, qualche tela, molti brandelli di stoffa, in disordine. Questo -cantuccio è come il frammento d'uno studio di pittura. È sera. Sul -davanti, una tavola tonda con un sostegno a tre piedi, coperta da un -panno scuro. La tavola è illuminata da un vecchio ed alto lume ad olio -con un gran cupolino di tela verde. Il resto della camera, nella -penombra._ - - - - SCENA I. - - - _Signora_ RENZI, _il signor_ BRAMBINI, _don_ BARTOLOMEO, MARIO, - BEATRICE. - - -_Presso la tavola, giocano a dama la signora_ _Renzi_ _e il signor_ -_Brambini_. _Dall'altra parte della tavola, don_ _Bartolomeo_ _è intento -a ricamare un paio di pantofole su un telaietto._ _Mario_ _ha dinnanzi -molti giornali spiegazzati. Ne ha uno in mano e lo legge._ _Beatrice_, -_seduta presso di lui, ha dinnanzi un cestino da lavoro e nastri e pezzi -di mussola, e, ascoltando, cuce._ - - _Signora Renzi_ - -Avete giocato? - - _Brambini_ - -Sissignora, ho mossa questa pedina. - - _Signora Renzi_ - -Ah! va bene. _(Giocando)_ Dama! - - _Mario_ - -State a sentire, dunque: _(continuando a leggere a voce alta:)_ «La -polizia, sempre tardi come i carabinieri di Offenbach, accorreva, e i -signori Negrotti andavano cercando le tracce del notturno visitatore e -andavano constatando le conseguenze della visita. Ma tutto era a posto. -Si entrò ansiosi nella camera della signorina Margherita, una fanciulla -sui diciassette anni, e la si trovò convulsa e piangente.» - - _Beatrice_ - -Dio mio, che era accaduto? - - _Signora Renzi_ - -_(a Brambini che ascolta il racconto invece di giocare)_ Tocca a voi, -capitano. - - _Brambini_ - -Ma, quello lì mi stordisce con la sua lettura. - - _Mario_ - -_(continuando:)_ «La fanciulla, sulle prime disse di avere udito un -rumore e d'aver sospettato che un ladro si fosse intromesso in casa. Ma -la finestra della camera era aperta; e la poverina, piangendo -dirottamente, confessò....» _(Impappinandosi per l'imbarazzo, interrompe -la lettura.)_ - - _Bartolomeo_ - -«Piangendo dirottamente»?... Che confessò? - - _Beatrice_ - -Che confessò? - - _Bartolomeo_ - -Avanti, avanti.... Andiamo.... - - _Mario_ - -_(mettendosi subito il giornale in tasca)_ Niente, niente, don -Bartolomeo. - - _Bartolomeo_ - -Uhm! Ci avete lasciati sul più bello. - - _Brambini_ - -Proprio! - - _Mario_ - -Ma che! Non ne valeva la pena: scempiaggini! - - _Signora Renzi_ - -_(a Brambini)_ Benedetto Dio, ora spero che baderete ai casi vostri. - - _Brambini_ - -Aspettate.... Adesso, vi faccio una mossa magistrale, da quel vecchio -capitano che sono. - - _Beatrice_ - -_(dando a tenere un lembo di mussola a Mario)_ Volete? - - _Mario_ - -Sì, volentieri. - - _Beatrice_ - -_(taglia la mussola accuratamente.)_ - - _Bartolomeo_ - -_(gettando uno sguardo alla scacchiera)_ Eh! eh! la vostra tattica, -capitano, è quella di quarant'anni fa. - - _Beatrice_ - -_(a Mario, alzandogli la mano)_ Un po' più su.... Bravo, così. _(Poi gli -dà a tenere un altro lembo di mussola, per tagliarla.)_ - - _Brambini_ - -_(a Bartolomeo, in tono canzonatorio)_ Che cosa lavorate, don -Bartolomeo? - - _Bartolomeo_ - -Un paio di pantofole, a servirvi. - - _Brambini_ - -Ebbene, pensate alle vostre pantofole, voi! - - _Signora Renzi_ - -Io soffio, mangio e faccio un'altra dama. - - _Bartolomeo_ - -Da quel vecchio capitano che siete, vi fate battere, se non vado errato. -Veramente, da buon capitano borbonico, dovreste piuttosto capitolare. - - _Brambini_ - -_(un po' sul serio)_ Meglio capitolare che tradire, maestro mio.... -_(Giocando)_ Faccio anch'io dama. - - _Signora Renzi_ - -Troppo tardi! - - _Mario_ - -_(a Beatrice, gentilmente)_ Basta? - - _Beatrice_ - -_(togliendogli di mano la mussola)_ Sì, basta. Grazie. - - _Signora Renzi_ - -Eh! sì, _(riflettendo)_ troppo tardi... - - _Bartolomeo_ - -Siete tardigrado, caro capitano.... Io, già, trattenuto sempre dai -miei... _sacri_ doveri di maestro di ballo, non ho mai fatto il soldato -e tanto meno il comandante... Ho comandato, al più al più, qualche -quadriglia, quando le quadriglie si comandavano... Ora non usa più... e -le quadriglie si ballano a memoria... Ma, lasciamo andare... Volevo -dire, a proposito della vostra lentezza, che se fossi stato un -comandante, un pezzo grosso, insomma, nell'esercito, avrei introdotto -nella milizia la scuola di ballo... _(Gli altri ridono.)_ E c'è poco da -ridere. Essa rende svelti, leggeri e veloci. - - _Brambini_ - -_(canzonando)_ Scommetto che avreste introdotto nella milizia anche una -scuola di ricamo. - - _Bartolomeo_ - -E perchè no?... Con l'avvenire non si scherza.... Io, per esempio, ora -che non trovo più da lavorare coi piedi -- perchè al giorno d'oggi tutti -sanno ballare sin dalla nascita -- lavoro con le mani. - - _Signora Renzi_ - -_(vantandosi e facendo l'ultima mossa)_ Mi dispiace, ma ho vinto io! - - _Brambini_ - -E si capisce!... Mi fanno distrarre maledettamente: quello lì col -giornale, quest'altro col ballo e col diavolo che se lo porti!... Ma, -adesso, la pace, veh! Una partita seria e mi ci metto di puntiglio. - - _Signora Renzi_ - -Sì, sì, il signor don Bartolomeo è pregato di tacere.... - - _Mario_ - -_(alzandosi)_ E io, intanto, vado a fare due passi e a fumare un sigaro. -_(Affettuoso)_ Voi, Beatrice, non avete più bisogno di me? - - _Beatrice_ - -Bisogno, no... - - _Mario_ - -_(dandole la mano)_ Allora, permettete? - - _Beatrice_ - -_(graziosamente)_ Permettiamo. - - _Mario_ - -_(a lei)_ Se non vi ritrovo qui al mio ritorno, vi rivedrò certamente -prima che andiate a letto: è vero? - - _Beatrice_ - -Ah! la solita cantatina dell'ultim'ora? - - _Signora Renzi_ - -Ma stasera la vogliamo allegra, la cantatina. - - _Beatrice_ - -Vi obbedirò. - - _Mario_ - -Buona sera, capitano. Buona sera, don Bartolomeo. Vi raccomando: zitto, -lasciateli giocare. _(Alla signora Renzi)_ Mamma, vuoi che comperi le -pasticche per questa notte? - - _Signora Renzi_ - -Ma se non ho più tosse. - - _Mario_ - -Sarà sempre meglio averne in casa. Arrivederci, mamma. _(Via dal -fondo.)_ - - - - SCENA II. - - - _Signora_ RENZI, BRAMBINI, BEATRICE, BARTOLOMEO. - - - _Signora Renzi_ - -_(dopo aver aggiustato le pedine)_ Ci siamo. - - _Brambini_ - -Ci siamo. _(Sta per giocare.)_ - - _Signora Renzi_ - -Oh! scusate, la prima mossa spetta a me. - - _Bartolomeo_ - -Non gli date quartiere, signora Maria. - - _Brambini_ - -_(con uno sguardo di rimprovero, a Bartolomeo)_ Be'?... - - _Bartolomeo_ - -_(chiudendosi le labbra con le dita, borbotta.)_ Vado a sedermi lontano. -_(Si alza.)_ Se resto qua, tanto, io mi conosco, alla tentazione di -parlare, non ci resisto. _(Va a posare il telaietto sopra un piccolo -tavolino molto distante dalla tavola. Canticchiando la mazurca del_ -Ballo in maschera, _cava di tasca un mozzicone di stearica e lo -accende.)_ Taran, taran, taran, taran, tarèra... _(Fa colare un po' di -cera sul tavolino, e, sulla cera colata, mette il mozzicone acceso. -Indi, ricomincia a lavorare.)_ Oh! benissimo! Ciascuno per sè e Dio per -tutti.... Taran, taran, taran, taran, tarèra... _(Pausa)_ Silenzio -generale. _(Brontolando:)_ Il momento è solenne: le sorti della patria -sono in pericolo. - - _Brambini_ - -_(assorto nel gioco)_ A vele gonfie! - - _Beatrice_ - -_(che, cucendo, si è interessata alla partita e ha guardato la -scacchiera dietro le spalle della signora Renzi, avverte a un tratto:)_ -Attenta, attenta, signora Renzi!... Dovete soffiare. - - _Brambini_ - -Bella prodezza! Due contro uno!... E tu, birichina, _(celiando)_ ti -metti a combattere tuo nonno? Vattene di lì! - - _Bartolomeo_ - -Venitevene qua anche voi, signorina Beatrice. Lasciate che il nonno -perda tranquillamente quest'altra partita. - - _Brambini_ - -E voi possiate perdere la lingua! - - _Beatrice_ - -Sì, maestro, ora me ne vengo da voi per non cadere in contravvenzione. -_(Si alza e, portando seco il lavoro, va a sedere accanto a don -Bartolomeo.)_ Santa pazienza! - - _Brambini_ - -Oh! si respira!... - - _Bartolomeo_ - -_(a Beatrice)_ Vicino a me, vicino a me. Parliamo un po' di cose gravi. - - _Beatrice_ - -Cose gravi non ce n'è. - - _Bartolomeo_ - -Uhm! _(Abbassando la voce)_ Come va la faccenda? - - _Beatrice_ - -Quale? - - _Bartolomeo_ - -_(furbescamente)_ Quella del cuore.... Il frutto mi sembra maturo: -coglietelo a tempo. - - _Beatrice_ - -_(compiaciuta)_ Non vi comprendo. - - _(Tutti e due parlano piano.)_ - - _Bartolomeo_ - -Eh! non tante storie! Che gli volete bene, se ne accorgono anche i muri. - - _Beatrice_ - -_(sospirando)_ E se pure ciò fosse vero, a che basterebbe? - - _Bartolomeo_ - -Andate là. Anche lui c'è entrato, oramai. Vi dico che il frutto è -maturo. Io me ne intendo. Bisogna fare in modo che egli si decida, ecco. -Volete che, con garbo, glie ne parli io? - - _Beatrice_ - -Per amor di Dio, non fate questo! - - _Signora Renzi_ - -_(che, più del capitano, è vicina a Beatrice e a don Bartolomeo, ode -qualche parola, e vorrebbe udir meglio.)_ - - _Bartolomeo_ - -Che male ci sarebbe? Anzi! Un amico comune è la persona più adatta a -stringere, come suol dirsi, i sacchi. - - _Beatrice_ - -No, don Bartolomeo, no! no! Io tremo al solo pensarci. - - _Brambini_ - -_(alla signora che si distrae per udire)_ Ma ora siete voi che vi -distraete. - - _Bartolomeo_ - -_(a Beatrice)_ Tremare! Nientemeno che tremare? - - _Beatrice_ - -_(accalorandosi)_ Sicuro! Si trema quando si sta per sentire la parola -che deve dare tutto o togliere tutto! - - _Signora Renzi_ - -_(ha udito, ed esclama senza volerlo:)_ Cara! - - _Brambini_ - -Avete detto? - - _Signora Renzi_ - -Niente! Giocate. - - _Brambini_ - -Io ho giocato e ho fatto dama; ma voi... dove avete la testa? - - _Signora Renzi_ - -Via, non vi arrabbiate. _(Giocando e parlando piano)_ Vi dirò poi -un'altra volta dove ho la testa, e sono certa che mi assolverete. - - _Brambini_ - -Provvisoriamente, vi mangio due pedine e vado avanti. - - _Beatrice_ - -_(a Bartolomeo)_ Vi siete ammutolito? - - _Bartolomeo_ - -Mi sono ammutolito perchè con voi non c'è mezzo di spiegarsi.... -Dovreste intendere che se don Bartolomeo parla, ne ha le sue buone -ragioni. _(Quasi all'orecchio di lei)_ Insomma... insomma, stamane, il -signor Mario è venuto su, da me, a farsi prestare, com'egli ha detto, un -po' di sole per mettere non so che tinte a un suo bozzetto. Quaggiù, -poveraccio, al primo piano, egli non ha altro sole che quello che gli -mandate voi dalla finestrella dirimpetto.... - - _Beatrice_ - -_(abbassa gli occhi e il capo, arrossendo.)_ - - _Bartolomeo_ - -Inutile arrossire, adesso: rossore sprecato! Egli, dunque, è venuto da -me, e mentre imbrattava una tela, io ho cominciato a stuzzicarlo: -- -«Signor Mario, se allo stesso piano vostro non abitassero quei due occhi -che sapete, io vi proporrei uno scambio di case. Tanto, io, del sole non -so che farmene, e, quanto a ballare e a ricamar pantofole, so farlo -anche all'oscuro.» - - _Beatrice_ - -_(ascoltando acutamente)_ E lui? - - _Bartolomeo_ - -Lui: -- «Non vi preoccupate, don Bartolomeo: quelli lì, vicini o -lontani, nessuno me li porta via.» - - _Beatrice_ - -Ah? - - _Bartolomeo_ - -«E se io, signor Mario, volessi farvi la concorrenza?» -- scherzavo, -capite? - - _Beatrice_ - -Capisco! - - _Bartolomeo_ - -Per tutta risposta mi ha azzeccata una pennellata di biacca sul naso. -_(Si tocca il naso come per constatare il fatto.)_ - - _Brambini_ - -_(giocando)_ Povera Signora Maria, è bell'e spacciata! - - _Bartolomeo_ - -Ma io gli ho detto: -- «Ohè, badate, giovinotto, di non far troppo il -gradasso. Io ho un vantaggio su voi.» «Quale?» -- m'ha domandato. Ed io, -subito: «Le ragazze cercano il marito! il marito!, e appunto io, -_(eccitandosi)_ mi voglio ammogliare.» - - _Beatrice_ - -Bravo! E lui? lui? - - _Bartolomeo_ - -Lui mi si è accostato affettuosamente e mi ha fatto: «Vecchio volpone, -so che mi siete affezionato e m'accorgo che volete scandagliarmi a fin -di bene.» E, con la voce un po' commossa, m'ha soggiunto: «Don -Bartolomeo, gli uomini non sentono veramente il bisogno di prender -moglie che quando hanno trovata la donna che amano forse non _più_ delle -altre, ma... _meglio_ delle altre.» - - _Beatrice_ - -_(ansiosissima)_ E allora? - - _Bartolomeo_ - -_(emozionato)_ Allora, s'intende, io ho arrischiata la domanda decisiva: -«E voi -- gli ho detto -- l'avete trovata, questa donna?» - - _Brambini_ - -_(inebriandosi del gioco)_ Caricat'arm! - - _Beatrice_ - -_(perplessa)_ Che ha risposto? - - _Bartolomeo_ - -_(mal riuscendo a frenare la voce vibrante di tenerezza)_ Perbacco, -signorina Beatrice, la sua bocca ha taciuto, ma i suoi occhi, per quanto -è vero Dio, m'hanno detto di sì! - - _Beatrice_ - -_(levando un po' la voce nello slancio della gioia)_ Ah, don Bartolomeo, -vi abbraccerei! - - _Signora Renzi_ - -_(ha udito le ultime parole di don Bartolomeo, e, presa da una gioconda -commozione, prorompendo simultaneamente allo slancio di Beatrice, -esclama:)_ Ma sì, ho perduto, capitano, ho perduto.... Mangiatevi -quest'altre pedine, e non se ne parli più! _(Alzandosi e ridendo)_ Ah! -ah! ah! Che battaglia! Che battaglia! - - _Brambini_ - -Che trionfo! - - _(Si alzano tutti.)_ - - _Signora Renzi_ - -Sì, che trionfo! _(Cambiando tono, a Don Bartolomeo)_ E voi, maestro, -che avete borbottato sinora? Che avete fatto da meritare -- almeno, così -m'è parso d'udire -- il desiderio d'un abbraccio? - - _Bartolomeo_ - -Che ho fatto? Un bel mestiere, signora Maria, un bel mestiere! - - _Brambini_ - -Beatrice, che ora è? - - _Beatrice_ - -_(guarda il suo orologetto.)_ - - _Bartolomeo_ - -_(piano alla signora Renzi)_ Le ho parlato d'amore... - - _Beatrice_ - -_(avvicinandosi a Brambini)_ Nonno, sono le nove e mezzo. _(Resta presso -di lui, aggiustandogli il soprabito.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(in disparte, a don Bartolomeo, celiando)_ Le avete parlato d'amore! -Con quel viso e con quegli anni? - - _Bartolomeo_ - -_(tristemente)_ Eppure, il cuore non domanda permesso al viso nè agli -anni quando vuole voler bene... Ah, signora Maria, quante cose ridicole -sono molto serie!... - - _Signora Renzi_ - -_(stringendogli la mano)_ Siete un brav'uomo! - - _Brambini_ - -Sicchè, io vi lascio. - - _Bartolomeo_ - -Per me è ora canonica, e vi lascio anch'io. _(Prende con una mano il -telaietto e con l'altra la candela accesa.)_ - - _Signora Renzi_ - -Di già? - - _Brambini_ - -Eh! stasera si lavora perchè siamo alla fine del mese.... Da trent'anni -che sono amministratore del marchese Bonaldi, non ho mai cominciato un -mese senza chiudere i conti di quello precedente. - - _Bartolomeo_ - -_(in un tono di declamazione umoristica)_ E, riconoscendo i vostri -meriti, il marchese Bonaldi, un giorno o l'altro, vi otterrà dal vostro -ex re la promozione a... generale borbonico.... al riposo![1]. - - [1] L'attore potrà dire: «dal vostro ex re, che dall'altro mondo può - fare anche dei miracoli, la promozione ecc. ecc.» - - Quando fu scritto questo dramma, viveva ancora Francesco II. - - _Brambini_ - -Mi meraviglio che, come maestro di ballo, non siate ancora neppure -commendatore! - - _(Tutti ridono.)_ - - _Beatrice_ - -Nonno, vorrei restare un pochino a far compagnia alla signora Renzi. - - _Brambini_ - -Resta, se vuoi. - - _Bartolomeo_ - -_(alla signora Renzi, salutando)_ Signora mia, buona notte! _(A -Beatrice)_ Signorina Beatrice,... cantatina allegrissima, stasera! Io, -lassù, non la sento; ma, tanto, _(mostrando la candela)_ mi rassegno -anche a questo. - - _(Scambio di saluti e molta animazione.)_ - - _Brambini_ - -Buona notte! buona notte! - - _Signora Renzi_ - -Buon lavoro, capitano!... Arrivederci, don Bartolomeo. - - _Bartolomeo_ - -_(presso la porta, caricatamente)_ Passi, generale... - - _Brambini_ - -Prego, commendatore.... Prima lei. - - _Bartolomeo_ - -_(passando altezzosamente)_ Grazie! - -_(Brambini e don Bartolomeo vanno via, e la signora Renzi e Beatrice li -accompagnano sino alla porta che s'apre sul pianerottolo, continuando a -scambiar con essi saluti e celie.)_ - - - - SCENA III. - - - _Signora_ RENZI _e_ BEATRICE. - - - _Signora Renzi_ - -_(chiudendo la porta, quasi tra sè)_ Buone persone! _(Va a sedersi su -una poltrona distante dalla tavola.)_ Che ti diceva don Bartolomeo? - - _Beatrice_ - -_(imbarazzata)_ Mi raccontava... degli aneddoti. - - _Signora Renzi_ - -_(affettuosamente)_ Bugia! - - _Beatrice_ - -_(vergognandosi)_ Avete, dunque, udito.... _(Si nasconde il viso tra le -mani.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(interrompendola)_ Nulla di cui tu debba arrossire dinanzi a me. -Bambina! È tanto tempo che il mio pensiero e il tuo s'incontrano nello -stesso voto, ed è tanto tempo che io sono la tua migliore alleata.... -Vieni, vieni qui, povero angelo!... - - _Beatrice_ - -_(va a inginocchiarsi accanto a lei, infantilmente.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(carezzandola)_ Non temere.... Il nostro sogno, ne ho fede, si -realizzerà. Vedrai. Già, Mario, a poco a poco, è diventato un altro.... -Da quando ritornò da quel piccolo viaggio misterioso -- ti ricordi? -- -l'ho visto sempre più dolce, sempre più sereno, e da qualche mese -- oh! -io lo comprendo meglio che non possa comprendersi egli stesso -- da -qualche mese non pensa che a te. E come ci pensa! Ma nè io nè tu gli -additeremo la via della felicità. Egli la troverà da sè. La sua natura -va verso il bene soltanto se è libera d'andare dove vuole. Nessuna -esortazione, nessun consiglio. Sul suo spirito non si può influire che -tacendo e aspettando. Io non gli ho mai espressi i miei desiderii, egli -ha finito sempre col soddisfarli. - - _Beatrice_ - -_(dolcemente)_ Io v'imiterò, signora. - - _Signora Renzi_ - -E sarà egli stesso che verrà a te; sarà egli stesso che si sentirà -attratto da ciò che è ancora il meglio che si possa fare su questo -mondo: vivere onestamente con la persona che si ama e da cui si è amati. -Perchè... tu l'ami molto, non è vero? - - _Beatrice_ - -_(con grande soavità)_ Tanto!... Tanto! - - _Signora Renzi_ - -_(abbracciandola e baciandola con affettuosità profonda)_ Che tu sii -benedetta, figlia mia! _(Restano abbracciate, commosse. Indi la signora -Renzi abbandona, lentamente, il capo sulla spalliera.)_ - - _Beatrice_ - -_(alzandosi e rimettendosi dall'emozione)_ Siete un poco stanca? - - _Signora Renzi_ - -_(sbadigliando)_ Non ancora. Adesso che ho fatta la pace con la buona -salute, non mi stanco più così presto. Ringiovanisco, sai. - - _Beatrice_ - -Allora, volete che vi legga una pagina del vostro libro favorito? - - _Signora Renzi_ - -No, Beatrice. Ho la mente piena di cose belle. Per questa sera non -voglio metterci dentro più nulla: sto tanto bene così! Piuttosto, -_(sbadigliando)_ bella mia, mi fai il piacere di rassettare un poco -lassù. _(Indica la tavola -- Il tappeto è sconvolto e ingombro di -pedine, di mussola, di tela a brandelli, di giornali gualciti e del -lavoro di Beatrice.)_ - - _Beatrice_ - -Subito. _(Va a rassettare.)_ Uh! che disordine! Ma qui si vede che la -maggior colpevole sono stata io. Che cenciaiola! _(Ripone nella cesta i -brandelli e nei cassettini della scacchiera le pedine.)_ Rimettiamo nel -quartiere i soldati con cui il nonno deve vincere le battaglie.... Suona -la ritirata: a letto, a letto. Bravi, così! -- Ed ecco i giornali del -signor Mario. _(Li piega.)_ Quello lì che contiene la strana -storiella... lo ha conservato lui. _(Ricordando)_ Povera ragazza: chissà -che cosa le era accaduto! Il signor Mario ha detto che non valeva la -pena di saperlo.... Pure, sarei curiosa.... Signora Renzi, ci avete -capito niente, voi? - - _Signora Renzi_ - -_(a poco a poco si è addormentata.)_ - - _Beatrice_ - -_(Pausa)_ Dorme. _(Ripiglia un giornale e lo appiccica con uno spillo al -paralume, affinchè la luce non importuni la dormiente. -- Si ode -picchiare.)_ Eccolo. _(Apre.)_ - - - - SCENA IV. - - - CLELIA, BEATRICE, _Signora_ RENZI. - - - _Clelia_ - -_(indossa una povera veste grigia, e ha il capo avvolto in uno scialle. -Resta di là dalla soglia. Ha la voce umile e tremante.)_ Vorrei parlare -alla signora Renzi. - - _Beatrice_ - -È lì che dorme. Adesso è tardi. Non potrebbe favorire domani? - - _Clelia_ - -_(guardando Beatrice con intensità intuitiva)_ Domani? Si, ma alla -stessa ora, perchè, veda, signorina, ho un bambino lassù, alla locanda, -e non posso allontanarmene che quando una buona donna -- un'operaia che -è occupata tutto il giorno -- viene a sostituirmi presso la culla. Se -non le dispiace, aspetterò che la signora Renzi si svegli! - - _Beatrice_ - -_(fa un gesto di non sincera condiscendenza.)_ - - _Clelia_ - -_(si avanza un poco.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(in sogno, mormora:)_ Beatrice.... - - _Clelia_ - -_(con mitezza estrema)_ Mi pare che si stia svegliando.... - - _Beatrice_ - -_(guardando la signora Renzi)_ No. Credo che parli in sogno. - - _Signora Renzi_ - -_(mormora ancora:)_ Mario.... Figli miei.... - - _Clelia_ - -_(trasalisce.)_ - - _Beatrice_ - -Sì, parla in sogno.... - - _Signora Renzi_ - -_(come in un sussulto di gioia, si sveglia)_ Beatrice... dove sei? - - _Beatrice_ - -Eccomi.... - - _Clelia_ - -_(si ritrae.)_ - - _Beatrice_ - -C'è qui una donna che desidera parlarvi. - - _Signora Renzi_ - -Dov'è? _(Voltandosi e, vedendo Clelia, ne ha un'impressione quasi di -paura)_ Che! - - _Clelia_ - -_(sempre mite)_ Mi conoscete? - - _Signora Renzi_ - -Vi conosco. _(Si alza.)_ - - _Clelia_ - -Supponevo, pur troppo, d'essere da voi conosciuta di nome, ma.... - - _Signora Renzi_ - -_(di scatto)_ Oh! come credevate che io avessi potuto non vedervi mai? E -poi.... _(Non continua, per la presenza di Beatrice, di cui si -preoccupa.)_ Beatrice, non trattenerti più a lungo.... Vattene dal -nonno. - - _Beatrice_ - -_(piano alla Signora)_ Voi siete così turbata.... - - _Signora Renzi_ - -T'inganni.... - - _Beatrice_ - -Ma questa donna? - - _Signora Renzi_ - -È... la figliuola d'un amico del mio povero marito.... M'avevano detto -che era morta... ed è naturale che il vederla m'abbia un po' scossa.... -Vattene, dunque, senza preoccupazione; vattene. - - _Beatrice_ - -_(mal volentieri)_ Vado.... Buona notte. _(Allontanandosi saluta col -capo Clelia. -- Si guardano scambievolmente con penosa curiosità. -- -Beatrice esce.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(segue Beatrice sino alla soglia; poi, quando sta per chiudere la -porta, si ferma, udendo che Mario sale le scale e che zufola.)_ - - - - SCENA V. - - - MARIO, CLELIA, _Signora_ RENZI. - - - _Mario_ - -_(dalle scale, gaio)_ Signorina Beatrice, salutiamoci, almeno. - -_(La signora Renzi e Clelia si scuotono e si scambiano un'occhiata.)_ - - _Beatrice_ - -_(la cui voce lontana si sente appena)_ Ero distratta, signor Mario. Vi -pare.... - - _Mario_ - -_(le sue parole si odono più da vicino)_ Va bene, vi perdoniamo.... Ma, -cantatina allegra! _(Ridendo)_ Ah! ah! ah! _(Entra. Vedendo Clelia, ne -ha come un senso di meraviglia e di terrore)_ Voi! _(Indi, senza troppa -durezza)_ Che fate qui? Che volete in casa di mia madre? - - _Clelia_ - -_(a un tempo timida, supplichevole e altera)_ Lo so che una par mia non -ha il diritto di metterci il piede; ma io ci sono entrata come si entra -in chiesa -- devotamente -- per implorare una grazia.... Io speravo, e -spero, di ottenerla da lei, da vostra madre, questa grazia. - - _Signora Renzi_ - -_(offesa)_ Da me quale grazia volete ottenere? - - _Clelia_ - -_(senza avere il coraggio di dir subito la ragione della sua -visita)_.... Che rendiate meno aspro verso di me... l'animo del vostro -Mario. - - _Signora Renzi_ - -_(le volta le spalle, avviandosi -- quasi fuggendo -- verso la porta a -destra.)_ - - _Clelia_ - -Restate, signora, ve ne scongiuro: io ho bisogno del vostro appoggio, e, -per quanto ciò vi possa sembrare strano, io sento che me lo concederete. - - _Signora Renzi_ - -_(meravigliata)_ Il mio appoggio?! - - _Clelia_ - -Ma voi non sapete ancora che cosa debbo dire a vostro figlio.... -Restate, signora, ascoltatemi. - - _Signora Renzi_ - -No, no, no.... - - _Mario_ - -_(severo)_ Lasciate stare mia madre. Vi ascolterò io. - - _Clelia_ - -_(abbassa gli occhi mortificata.)_ - - _Mario_ - -_(con maggiore gentilezza)_ Vi ascolterò io. - - _(Silenzio solenne, grave, agghiacciante.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(rivolge a Mario un lungo sguardo in cui è un'interrogazione e un -ammonimento, ed esce a destra.)_ - - - - SCENA VI. - - - CLELIA _e_ MARIO. - - - _Clelia_ - -_(animata da un repentino coraggio, come se a un tratto avesse la -coscienza d'un diritto)_ Ebbene, mi ascolterai tu! Avevo osato di venire -in casa di tua madre e avevo chiesto di parlare a lei perchè, nonostante -l'orrore che... in altri tempi... ho potuto destare in quella onesta -signora, io adesso dovevo contare più sulla bontà del cuor suo che sulla -sprezzante indifferenza del tuo. Sono dieci mesi, Mario, che ti chiamo, -che ti cerco inutilmente; sono dieci lunghi terribili mesi che ti -nascondi a me, che mi fuggi come se io fossi una femmina infame! - - _Mario_ - -_(freddo, ma in tono amichevole)_ Una volta che io avevo deciso di -finirla, sarebbe stata un'imprudenza il rivederti. Quella sera,... la -sera della tua festa... uscendo dalla casa dove quel Carsanti era il tuo -signore, giurai di non entrarvi mai più. Il giorno dopo, potetti -raggranellare un po' di denaro, affidai mia madre... a una giovinetta, a -una nostra vicina, e partii, partii per non aver sùbito la tentazione di -ritornare a te. Più tardi, quando fui obbligato a riunirmi con mia -madre, resistetti alla tentazione. Me ne tormentai, non lo nego, ma -vinsi, e mantenni il giuramento pel bene di tutti. - - _Clelia_ - -Pel mio bene anche!? - - _Mario_ - -Sì. Ti lasciavo finalmente libera... libera di disporre, come meglio ti -piacesse, della tua vita. - - _Clelia_ - -_(scrollando il capo e sforzandosi di serbarsi tranquilla)_ Ma... tu -sapevi che m'ero fatta scacciare da quell'uomo proprio la sera in cui ti -vidi per l'ultima volta, senza sospettare menomamente il tuo abbandono. -Di': tu lo sapevi:... io te l'avevo scritto. - - _Mario_ - -_(calmo)_ Me l'avevi scritto: lo sapevo. - - _Clelia_ - -E tu sapevi pure la ragione... _la ragione_ per cui m'ero fatta -scacciare. Io te l'avevo scritta. - - _Mario_ - -_(paziente)_ Me l'avevi scritta; ma io non t'avevo creduta. - - _Clelia_ - -Avrei dovuto, dunque, quella sera stessa, dopo la scena disgustevole, -piombarti addosso come se avessi preteso qualche cosa da te, come se -avessi voluto vantarmi del mio eroismo, come se avessi voluto -chiedertene il premio?... È questo, forse, che avrei dovuto fare? - - _Mario_ - -Sarebbe stato inutile: non ti avrei creduta. - - _Clelia_ - -_(rabbrividendo)_ Mario!... io ti comprendo: tu rispondi così per -prepararmi a uno scetticismo anche più crudele. Tu hai già capito, non è -vero?, perchè io abbia risoluto di bussare alla tua porta; tu hai già -capito che io non sono tanto sciocca da voler tentare la riconquista del -tuo cuore; Mario _(afferrandogli le mani)_ tu lo hai già capito: io -vengo a parlarti soltanto di nostro figlio! - - _Mario_ - -_(stringendosi nelle spalle, crudelmente)_ Nostro! - - _Clelia_ - -_(con uno sforzo d'amarezza)_ Ah! l'avevo preveduto! - - _Mario_ - -_(Pausa. Con sforzo di pazienza)_ Insomma, Clelia, cerchiamo di -abbreviare questo colloquio increscioso. Riassumi le tue idee, e dimmi -con calma: da me tu che pretendi? - -_(Il dialogo diventa man mano concitato, febbrile, incalzante.)_ - - _Clelia_ - -Nulla pretendo. Io desidero, innanzi tutto, di convincerti che il mio -bambino è _tuo_. - - _Mario_ - -Non puoi convincermene. - - _Clelia_ - -Ma perchè non posso? Perchè? Pensaci bene, Mario: la nostra relazione -non è rotta che da dieci mesi, e precisamente domani saranno passati due -mesi -- m'intendi? -- da che il bambino m'è nato. Se anche tu, -cinicamente, volessi fingere d'ignorare, se anche ignorassi davvero la -miseria squallida che da quando mi lasciasti io ho preferito a ogni -risorsa losca, a ogni mezzo consigliatomi dalla mia trista esperienza, a -ogni utile transazione, non potresti negare ciò che le date, innegabili, -ti accertano. - - _Mario_ - -Le date sono contro di te. - - _Clelia_ - -Come! - - _Mario_ - -Sino a dieci mesi fa, tu eri amante mia e di Carsanti. - - _Clelia_ - -Amante di lui, no! - - _Mario_ - -Evvia! - - _Clelia_ - -Tu ricordi in che modo esclusivo io ti amavo. - - _Mario_ - -Chiacchiere!... - - _Clelia_ - -Tu ricordi la singolarità della mia esistenza.... - - _Mario_ - -Chiacchiere che hanno fatto il loro tempo! - - _Clelia_ - -Eppure, ti è noto che se non avessi fidato nella rassegnazione di -quell'uomo strano e vanitoso, io non mi sarei mai legata a lui dopo di -averti conosciuto. - - _Mario_ - -A me è noto solamente che a _lui_ ti legasti. - - _Clelia_ - -Ma con quali speranze?! - - _Mario_ - -Speranze inverosimili! - - _Clelia_ - -È vero.... - - _Mario_ - -Ne convieni. - - _Clelia_ - -Ne convengo perchè, difatti, ebbi a persuadermi che m'ero illusa.... - - _Mario_ - -E allora, che mi vai affastellando? Questa tale illusione svanì proprio -quando diventasti veramente sua. - - _Clelia_ - -Ma appunto per non diventare veramente sua io mi feci scacciare da lui, -di notte, come una serva ladra! - - _Mario_ - -Non ti ho creduta quando me l'hai scritto, non ti credo ora, non ti -crederò mai! - - _Clelia_ - -_(con impeto di disperazione)_ Io, dunque, debbo rinunziare al sogno di -ridare il padre al mio bambino, debbo rinunziare al sogno di -assicurargli una guida, un avvenire, un nome?... Dio, Dio mio, aiutatemi -voi, aiutatemi voi! _(Pausa. Poi, prendendogli dolcemente le braccia, le -mani, circondandolo amorosamente)_ Mario, ho tanto sofferto, e ho -sofferto in pace, per mettere al mondo quel piccino che, pensavo, -sarebbe stata la continuazione della parte migliore della mia vita. Ero -sola, ero malata, accettavo il soccorso offertomi da qualcuna delle mie -amiche d'una volta -- domandane al dottor Fonseca -- e ne arrossivo, mi -umiliavo, sì, mi umiliavo; ma da una intima soddisfazione ero animata e -confortata... perchè?... perchè sentivo nelle viscere il frutto, il -tesoro del nostro amore! - - _Mario_ - -_(svincolandosi senza violenza)_ Clelia.... - - _Clelia_ - -No, non aver paura.... Non saprei più sedurti... Sono diventata un -cencio.... E non attraverso la mia persona ammiserita tu devi beneficare -quel poverino.... No... la mia persona esiste già così poco e non vale -più niente e non spera e non esige niente per sè, ed è disposta a ogni -sacrifizio purchè _egli_ sia salvato e salvato da te. - - _Mario_ - -_(dibattendosi tra due sentimenti opposti)_ Clelia, non parlarmi con -tanta dolcezza.... - - _Clelia_ - -E tu non forzare al cinismo la tua natura nobile.... Essa, me ne -accorgo, non mi accusa di menzogna.... Mario, Mario mio, lasciati -commuovere... cedi alla tua indole... liberami da queste pene atroci... -dimmi che salverai il mio angelo, che lo accoglierai, che lo assisterai, -che gli vorrai bene... che gli sarai padre. _(Lo guarda ansiosamente e -angosciosamente negli occhi.)_ - - _Mario_ - -_(che s'era commosso, torna ora ad avere sul viso l'espressione del -fastidio e della rigidezza crudele.)_ No, no, non voglio, non posso! - - _Clelia_ - -_(se ne sente schiacciata.)_ Ah! - - - - SCENA VII. - - - _Signora_ RENZI, MARIO _e_ CLELIA. - - - _Signora Renzi_ - -_(alle ultime parole di Mario comparisce, gravemente, nel vano della -porta)_ Mario! - - _Mario e Clelia_ - - _(simultaneamente)_ - -Mamma.... - -Signora.... - - _Signora Renzi_ - -Io non so essere giudice fra voi due: sono una borghesuccia abituata -alla vita casalinga; ma, fra tante cose che avete dette, una sola cosa -m'è sembrata semplice ed importante: -- c'è un innocente da salvare. _(A -Mario)_ Questa donna te ne attribuisce la paternità, e tu non hai fede -nella parola di lei. Hai torto? hai ragione? Non monta. Ma io domando a -te e ti prego di rispondermi in coscienza: sei tu poi sicuro -- bada -- -sei proprio sicuro di _non essere_ il padre di quel bambino? - - _Mario_ - -_(tace.)_ - - _Signora Renzi_ - -Rispondimi. - - _Mario_ - -... Non ne sono sicuro. - - _Signora Renzi_ - -Come vedi, la quistione, per un uomo onesto, è risoluta. Tu, uomo -onesto, sai che, soprattutto, non devi abbandonare una creaturina che -_forse_ è sangue tuo. Se quel bambino non è tuo figlio, tanto, avrai -compiuta un'azione pietosa; se è davvero tuo figlio, avrai semplicemente -adempito un dovere. C'è il dubbio? E il dubbio basta a crearti un -obbligo sacro. - - _Clelia_ - -Voi siete giusta, signora.... Avevo ragione di contare sul vostro -appoggio. - - _Signora Renzi_ - -Sul mio appoggio, contateci; ma io conto sui vostri sacrifizii.... - - _Clelia_ - -Quali? - - _Signora Renzi_ - -Sui sacrifizii che voi stessa avete offerti. - - _Clelia_ - -Mi spaventate!... - - _Signora Renzi_ - -E che? Sperate ancora un legame tra voi e Mario? - - _Clelia_ - -_(subito)_ No! - - _Signora Renzi_ - -Ebbene, se volete provvedere, veramente, sicuramente, all'avvenire del -vostro figliuolo, voi dovete sacrificargli _tutto_. - - _Clelia_ - -_(invasa dal terrore)_ _Tutto_... che cosa? - - _Signora Renzi_ - -.... Povera donna... i vostri diritti di madre. - - _Clelia_ - -_(con un grido di violenta ribellione)_ Impossibile! _(Pausa. Poi, -timidamente)_ Mi chiedete troppo, signora. Siete madre anche voi, è -vero; sapete la prepotenza cieca di quell'egoismo sublime che è -l'affetto materno, ma è naturale che non abbiate un'idea esatta di ciò -che mi chiedete. Una santa, una virtuosa come voi, non conosce i misteri -di queste esistenze per cui la virtù è una cosa molto confusa: -_(eccitandosi)_ ecco, ecco perchè voi non intendete che se in noialtre -spostate l'affetto materno nasce, esso qualche volta può essere più -tenace, più geloso, più prepotente, più cupido che nelle donne educate -all'onestà. _Che è_ mio figlio per me? Non so esprimervelo... non so -esprimervelo con le parole. Certo, dai primi momenti della maternità, -sentii che essa mi assorbiva tutta; e da quando _egli_ è nato io non mi -sono più accorta di esistere che... che per le sensazioni nuove, -prodotte in me da quel piccolo essere. E mi proponete di vivere estranea -a lui? Ve l'ho detto: è impossibile!... Ogni altra proposta, io -l'accetterò; ogni altro sacrifizio mi sembrerà lieve.... Io non aspiro -alla riabilitazione; io non aspiro neppure al rispetto compassionevole; -io voglio soffrire la fame, io voglio piegarmi alle più umili fatiche, -io voglio essere peggio d'una schiava: ma distaccarmi, per sempre, -completamente da mio figlio, lasciarmi estirpare il cuore vivo vivo, -rinunziare ai miei diritti di madre, no! no! è impossibile, è -impossibile!... _(È accasciata, esausta di forze.)_ - - _Signora Renzi_ - -E non v'accorgete.... - - _Mario_ - -_(interrompendola)_ Via, mamma, per ora tronchiamo.... - - _Signora Renzi_ - -_(severa)_ No! Voglio andare sino in fondo una volta per sempre. _(A -Clelia)_ Non v'accorgete, povera donna _(a Mario, che vorrebbe impedirle -di continuare)_ -- lasciami dire --... non v'accorgete che nei vostri -proponimenti c'è una grave contraddizione? Voi volete che il vostro -figliuolo diventi un uomo utile, un uomo d'onore, un uomo felice... e -gli preparate lo spettacolo straziante e disonorante di una madre -condannata dalle stesse leggi per le quali ora combattete. E che cosa -dovrà dirgli di voi suo padre? E che gli direte voi stessa?... E quando -questo figliuolo sarà un fanciullo, come affronterete la sua curiosità? -E quando sarà un giovane forte ed altero, come affronterete il suo -orgoglio? E quando avrà una coscienza per giudicare... come, come -affronterete voi il suo giudizio? E quali gioie, quali conforti gli -saranno serbati fra un padre e una madre che si disputano il suo cuore e -che non hanno di comune nè la casa, nè il nome, nè l'onorabilità? Il suo -animo, siatene certa, si alimenterà di rancore, e verrà un giorno in cui -egli potrà rimproverarvi persino _(solenne e insinuante)_ di averlo -messo al mondo.... - - _Clelia_ - -_(disfatta, senza fiato)_ Basta... basta.... Lo so che avete ragione.... -Io mi sono ribellata, ma alla mia ribellione, ve ne prego, non ci -credete.... Adesso non ho più la forza di pensare... e di -rassicurarvi.... Ma, qui, qui, nel cervello, un solo, un solo pensiero -resta certamente limpido, fermo, immutabile: salvarlo, salvarlo a -qualunque costo! Io, io ho la responsabilità della sua vita... perchè -avrei potuto _(convulsa, lagrimando)_ avrei potuto... come fanno -tante... anche talune di quelle che si lasciano credere oneste... sì, -sì, avrei potuto annientare, distruggere la maternità nel suo primo -momento; e non lo feci. Il delitto mostruoso sarebbe stato per me un -dovere.... Non volli, non volli..., chi sa, forse non per virtù... ma -per egoismo.... _(Si sorregge a un tavolino.)_ Ed ora... non parlate -più... Sono persuasa... In fondo n'ero convinta anche prima che -parlaste.... Mio figlio non deve conoscermi?... E non mi conoscerà!... -Me ne andrò lontano assai.... - - _Signora Renzi e Mario_ - -_(la soccorrono.)_ - - _Clelia_ - -... lontano assai.... Oh! non dubitate.... Lo farò.... Lo farò.... - - - _(Sipario.)_ - - - - - ATTO QUARTO. - - -_Una squallida stanza di locanduccia. Un letto disadorno, basso, con -accanto una culla napoletana, vuota. Un baule ai piedi del letto. Una -tavola con su l'occorrente per scrivere. Poche altre misere -suppellettili, tra cui un cassettone e un lavamani. Sopra il cassettone, -un_ biberon, _qualche fiala, uno specchietto, dei pettini. Sparsi qua e -là, pannolini per bambini. Unica porta in fondo, ma non proprio nel -mezzo. La porta s'apre in un corridoio angusto. Una finestra_. - - - - SCENA I. - - - CLELIA, _Signora_ RENZI, CARMELA, ANGIOLINA, FONSECA. - - -_(Come s'alza la tela, si vede nel corridoio, presso la porta aperta, un -gruppo così formato:_ _Carmela_, _con in braccio un bambino avvoltolato -negli scialli;_ _Clelia_, _che, pallida e desolata, si aggrappa a_ -_Carmela_ _e al bambino;_ _Angiolina_ _che cerca di staccarla da lui; la -signora_ _Renzi_ _e il dottor_ _Fonseca_ _che la circondano -premurosamente.)_ - - _Clelia_ - -_(con voce rotta, stanca e singhiozzante)_ Figlio, figlio mio.... - - _Signora Renzi_ - -Coraggio... coraggio!... _(È assai commossa anche lei e parla con -dolcezza materna.)_ - - _Clelia_ - -_(spasimando)_ Sì... mia buona signora, ne avrò, _(bacia e ribacia il -bambino)_ ... ne avrò.... Non vedete che sono forte? - - _Carmela_ - -Facciamo piano.... Meglio profittare adesso che il bambino dorme. - - _Signora Renzi_ - -Coraggio... via... coraggio!... - - _Clelia_ - -Aspettate... aspettate... un altro poco.... - - _Angiolina_ - -Ma così non ve ne staccherete mai! - - _Clelia_ - -Aspettate... aspettate... per pietà.... Pensate che non lo bacerò mai -più..., mai, mai più! _(Continua a baciarlo.)_ - - _Fonseca_ - -Ma sì, ma sì, lasciate che si sfoghi! - - _Clelia_ - -Addio, figlio mio... Addio, angioletto mio... Addio... addio.... E a -voi, signora, grazie. _(Le vorrebbe baciar la mano.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(invece si stringe Clelia al petto)_ Qui... qui.... Voi non dovete -ringraziarmi; voi.... _(La parola le si rompe nella gola stretta -dall'emozione.)_ - - _Clelia_ - -Grazie... grazie.... - -_(Mentre la signora Renzi abbraccia e bacia Clelia, Carmela, col -bambino, si allontana e sparisce.)_ - - _Clelia_ - -_(si slancia per seguirlo.)_ - - _Fonseca e Angiolina_ - -_(la trattengono.)_ - - _Signora Renzi_ - -_(con uno sforzo, esce.)_ - - _Clelia_ - -_(dà un grido disperato.)_ _(Cade fra le braccia di Fonseca e di -Angiolina, che la sostengono e l'adagiano sopra una sedia; indi, a poco -a poco, rinviene.)_ - - _Fonseca_ - -_(dopo una lunga pausa, a Clelia)_ Sei stata un'eroina. - - _Clelia_ - -_(appena col fiato)_ Vedrai.... - - _Fonseca_ - -Ho visto già abbastanza.... Nessuna madre, credi a me, seppe mai essere -più nobilmente martire dell'amore materno. - - _Clelia_ - -Era necessario.... - - _Fonseca_ - -E sì.... Sei malata, non avevi neppure come nutrirlo. - - _Clelia_ - -E se anche lo avessi potuto nutrire!... - - _Fonseca_ - -Già, già: intendo.... Almeno ora sai che sarà allevato in una famiglia -per bene.... - - _Clelia_ - -E Mario legittimerà il suo figliuolo.... La signora Renzi me l'ha -promesso.... E anche io ho promesso qualche cosa. Dovrò... partire per -sempre. E partirò. Egli non incontrerà mai sua madre. È tanto giusto che -debba avvenire così! _(Si abbatte, resta come impietrita, senza -sguardo.)_ - - _Fonseca_ - -_(chiamandola)_ Clelia... Clelia.... - - _Clelia_ - -_(non l'ode.)_ - - _Fonseca_ - -_(mormorando:)_ Che depressione di nervi! - - _Angiolina_ - -_(tirando a sè per il soprabito il dottore)_ Dottore... «Partire» è una -bella parola.... Ma come si fa a partire o a restare? Qui c'è bisogno di -soldi.... - - _Fonseca_ - -_(accingendosi a cavare di tasca il portamonete)_ Per ora, io posso.... - - _Angiolina_ - -Ma che!... Ce ne vogliono molti. Ci ho io la persona adatta. - - _Fonseca_ - -Non c'è che dire, sei sempre la stessa.... _(Si mette la mano sulla -bocca.)_ - - _Angiolina_ - -Ohe, non m'offendete! - - _Fonseca_ - -Va' là che non t'offendo. Si sa, io faccio il medico e tu fai.... Basta, -chi sarebbe questa persona? - - _Angiolina_ - -E come? Non capite? Sempre lui, il signor Carsanti. - - _Fonseca_ - -Ah?... Evviva la costanza! - - _Angiolina_ - -Gli ho già parlato.... Mi aspetta nel caffè all'angolo della via. - - _Fonseca_ - -Sei una gran donna! - - _Angiolina_ - -Lo so.... Arrivederci.... Io vado.... Datele un po' di forza.... Ih! che -razza di medico siete! _(Via affaccendata.)_ - - - - SCENA II - - - CLELIA _e_ FONSECA. - - - _Clelia_ - -_(come se si svegliasse)_ Chi è là? - - _Fonseca_ - -Son io. - - _Clelia_ - -Ah!... _(Pausa)_ Dottore mio, se ti chiedessi una grazia? - - _Fonseca_ - -Disponi di me, liberamente. - - _Clelia_ - -_(parla come inebetita)_ Ebbene, senza perdere tempo, devi cercare Mario -e rimettergli una lettera.... - - _Fonseca_ - -Per ricominciare da capo?! - - _Clelia_ - -No, non per ricominciare da capo. Tutt'altro! Ma prima di partire, -voglio vederlo. - - _Fonseca_ - -In ogni caso, non partirai certamente oggi.... - - _Clelia_ - -Sì, oggi. - - _Fonseca_ - -Se non hai neppure un soldo! - - _Clelia_ - -_(sorridendo lugubremente)_ Chi te l'ha detto? _(Pausa)_ Mi farai questo -piacere? - - _Fonseca_ - -Ma egli non verrà. - - _Clelia_ - -Verrà! Scriverò una parola che lo farà venire. Acconsenti? Di', di', -acconsenti? - - _Fonseca_ - -_(acconsentendo volentieri)_ E va bene! - - _Clelia_ - -Ah! _(Si leva, sfinita, va sino alla tavola, e, poi, mentre scrive in -fretta poche parole, parla eccitandosi lievemente:)_ Sarà facile -trovarlo a casa.... Qui scrivo l'indirizzo.... - - _Fonseca_ - -Conosco.... - - _Clelia_ - -È vicinissimo.... Salendo le scale accanto alla chiesa, arriverai in due -minuti.... - - _Fonseca_ - -Conosco.... - - _Clelia_ - -S'intende che consegnerai la lettera nelle sue mani e che nessuno si -deve accorgere di nulla. _(Gli dà la lettera.)_ - - _Fonseca_ - -Sta bene. _(Scherzando un po', con tristezza)_ A un bell'ufficio -adibisci il tuo medico.... - - _Clelia_ - -I medici non debbono fare che del bene, e tu me ne farai. - - _Fonseca_ - -_(ricordando la decisione di Angiolina, s'imbarazza.)_ Senti... se -quando viene Mario, qui c'è qualcuno.... - - _Clelia_ - -Chi vuoi che ci sia?... - - _Fonseca_ - -Non so.... Voglio dire che sarà meglio evitare che qualcuno lo veda con -te in questa camera di locanda.... - - _Clelia_ - -Nessuno lo vedrà... - - _Fonseca_ - -Facciamo così.... Se ricevi, supponiamo, qualche visita --... sia anche -quella strega di donn'Angiolina -- tu baderai a mettere un panno al -balcone affinchè egli aspetti che tu sii sola.... Intanto, io stesso lo -avvertirò a voce.... Restiamo intesi? - - _Clelia_ - -Restiamo intesi, ma non ce ne sarà bisogno. - - _Fonseca_ - -_(andandosene)_ Arrivederci presto. - - _Clelia_ - -_(malcontenta)_ Presto? _(Con fine celia malinconica)_ Ma... i tuoi -clienti stanno tutti benissimo?... - - _Fonseca_ - -Ho capito!... Ritarderò un poco. - - _Clelia_ - -Non mi dai la mano? - - _Fonseca_ - -Sì.... - - _Clelia_ - -_(stringendogli la mano prolungatamente)_ Stringi forte, forte.... - - _Fonseca_ - -Sì!... _(Preso da un subitaneo timor panico)_ È strano: mi hai messo un -brivido.... - - _Clelia_ - -Vattene ora.... Corri. _(Fonseca esce. Dopo un istante di -concentrazione, ella, pallidissima, fragile, lenta, solenne, va fino al -baule, e, con le spalle rivolte alla porta, ginocchioni, fruga in esso. -Trova una boccettina e mormora:)_ Eccola! _(La guarda con gli occhi -fissi e spalancati. La mano che stringe la boccettina è tremante. Ella -la contempla con evidente paura. Poi, diventa estatica, invasa dal -pensiero della morte e del riposo.)_ - - _(Si picchia alla porta.)_ - - - - SCENA III. - - - CLELIA, CARSANTI. - - - _Carsanti_ - -_(con voce indistinta, di dentro)_ Permesso? - - _Clelia_ - -_(ne ha come un urto alle spalle. Senza alzarsi, in un istante di -volontà suprema, beve. Il suo viso esprime la sensazione del disgusto e -del dolore. Pare che qualche cosa di gelidamente viscido le passi per le -reni. Ella nasconde in tasca la boccettina. Tossisce lievemente. Indi, -con voce tranquilla, dice:)_ Avanti. - - _Carsanti_ - -_(entra.)_ - - _Clelia_ - -_(alzandosi e voltandosi)_ Voi! - - _Carsanti_ - -Io. - - _Clelia_ - -Ah!... comprendo. Come al solito. Angiolina vi ha chiamato e voi -venite... a soccorrermi. Ma c'è un equivoco, vedete: questa volta, non -ho bisogno di nulla e di nessuno. _(Comincia a soffrire nello stomaco, e -dissimula.)_ - - _Carsanti_ - -Le sventure non vi hanno mutata! Ma la vostra alterigia non mi ha mai -fatto indietreggiare. Voi pensate, lo so, che io sono un uomo volgare. -Orbene, sia! Sono appunto abituato a combattere con la volgarità dei -miei mezzi contro l'alterigia altrui. Eppure, non vengo qui per -combattere; vengo soltanto a ricordarvi che siete ancora tanto giovane e -tanto bella.... - - _Clelia_ - -_(interrompendo)_ In altri termini, voi venite, tranquillamente, a -ricordarmi che io sono ancora commerciabile. Vi ringrazio, perchè anche -voi mi dimostrate così l'urgenza di risolvere un gran problema: -l'avvenire di mio figlio.... - - _Carsanti_ - -_(osservando le contrazioni del suo volto)_ Ma voi soffrite.... - - _Clelia_ - -E io l'ho già risoluto.... - - _Carsanti_ - -_(ansioso)_ Come? - - _Clelia_ - -_(cava di tasca la boccettina: gliela mostra; si abbandona sulla tavola, -piegandovi la testa appesantita.)_ - - _Carsanti_ - -_(afferra la boccettina, la guarda, e, inorridito, esclama:)_ -Avvelenata! _(Confuso, convulso, corre alla porta, gridando:)_ Ehi! -qualcuno! qualcuno! Albergatore! Soccorso!... Soccorso!... - - - - SCENA IV. - - - ALBERGATORE, CLELIA, CARSANTI. - - - _Albergatore_ - -_(dal corridoio, senza mostrarsi)_ Che è questo chiasso? - - _Carsanti_ - -Un medico! Presto: un medico! - - _Albergatore_ - -_(comparendo nel corridoio)_ Ma, insomma, che è accaduto? - - _Carsanti_ - -Si è avvelenata... Non c'è tempo da perdere!... Custodite questa -camera!... Non fate entrare nessuno!... Andrò io stesso!... - - _Albergatore_ - -_(trattenendolo con prudenza diffidente)_ Perdonate, signore, voi non vi -muoverete di qua. Andrò io, andrò io... Provvederò io.... _(Via.)_ - - _Carsanti_ - -Ma sbrigatevi, per pietà, sbrigatevi.... _(Torna subito a lei)_ Volete -che v'adagi sul letto? _(Sta per darle aiuto.)_ - - _Clelia_ - -_(supplichevole, ma pur rivelando l'antico ribrezzo, come alla fine del -primo atto, gli dice:)_ No, non mi toccate!... Ci vado da me. -_(Faticosamente, si accosta al letto, e vi si distende quasi di -traverso, presa da vertigine.)_ - - _Carsanti_ - -_(rabbrividendo, mormora amaramente:)_ Sempre la stessa... sino -all'ultimo! - - _Clelia_ - -_(agitando le braccia)_ Questa culla... questa culla... Toglietemi -dinanzi questa culla vuota.... - - - - SCENA V. - - - CLELIA, MARIO, FONSECA, CARSANTI. - - - _Una voce_ - -Non si può entrare, vi dico! - - _Fonseca_ - -_(di dentro)_ Siete matti! - - _Un'altra voce_ - -Basta, signore! Indietro! - - _(Si odono altre voci confuse.)_ - - _Fonseca_ - -_(ancora di dentro)_ Ma io sono il medico! Lasciatemi passare! - - _Mario_ - -_(prima di comparire)_ Clelia! - - _Clelia_ - -_(scotendosi)_ Ah!... è lui! _(Vorrebbe gridare per chiamarlo, e non -può.)_ - - _Mario e Fonseca_ - -_(si slanciano nella camera, correndo verso il letto.)_ - - _Carsanti_ - -_(si ritrae in disparte, sinistramente.)_ - - _Clelia_ - -_(aggrappandosi a Mario con uno sforzo disperato)_ Mario! Mario! - - _Fonseca_ - -_(la soccorre, le tasta i polsi, la fronte, lo stomaco.)_ - -_(Carsanti e Mario si scambiano un'occhiata di odio.)_ - - _Clelia_ - -_(soffocando)_ Ho un fuoco... un fuoco qui dentro... _(Si tocca la -gola.)_ Avrei dovuto scegliere un'altra morte... - - _Mario_ - -_(raccapricciato)_ È terribile! - - _Fonseca_ - -_(cercando attorno urgentemente)_ Con che si è avvelenata? - - _Carsanti_ - -_(affrettandosi a consegnargli la boccettina del veleno)_ Ecco. - - _Fonseca_ - -_(la guarda e la odora appena)_ Perdio!... Nicotina!... Non arriveremo -in tempo! _(Esce a precipizio.)_ - - _Carsanti_ - -_(resta lontano dal letto, guardando sottocchi.)_ - - _Clelia_ - -_(le convulsioni interiori e gli stringimenti della gola le spezzano la -voce e le parole. Il torpore aumenta. Ella fa degli sforzi per udire e -parlare.)_ L'hai visto l'angioletto... nostro? - - _Mario_ - -Sì, l'ho visto. - - _Clelia_ - -Com'è bello!... Non dubiti più, ora?... - - _Mario_ - -No. - - _Carsanti_ - -_(ha preso il cappello, e, rasentando il muro, camminando piano piano, -come un'ombra, sta per dileguarsi.)_ - - _Clelia_ - -_(chiamandolo sommessamente con un accento amicale)_ Carsanti, qua. - - _Carsanti_ - -_(le si avvicina un poco.)_ - - _Clelia_ - -Carsanti, in questo momento così grave, dite: sono mai stata -veramente.... la vostra amante? - - _Carsanti_ - -_(con un tono di vergogna, di dolore e di rispetto)_ Mai! - - _Clelia_ - -_(abbozzando un lugubre sorriso di trionfo)_ Grazie. _(Pausa. -- Poi, -quasi affettuosamente)_ Addio, Carsanti. - - _Carsanti_ - -_(in uno strano misto di commozione e di avvilimento, sentendo di essere -un estraneo, si allontanerà, mentre Mario e Clelia si scambieranno le -ultime parole. Ma, giunto all'uscio e, apertolo, si fermerà come -trattenuto da una forza magnetica e resterà presso lo stipite, -fissandoli di sbieco.)_ - - _Mario_ - -_(rompe in singhiozzi)_ Ah! non morire... non morire, Clelia mia.... - - _Clelia_ - -«Tua» hai detto?... Non è vero... Non m'hai voluta... _(Parla in una -specie di dormiveglia angoscioso, stentatamente, come se avesse la -lingua paralizzata. Le sue parole sono interrotte da lievi singhiozzi -spasmodici.)_ E io me ne parto come avevo promesso.... Egli, quando sarà -grande,... non dovrà arrossire di... sua... madre... Soffoco.... _(Le si -offusca la vista, poi il bulbo degli occhi le biancheggia nelle orbite. --- Lunga pausa)_ E tu sarai onesto, felice... con _lei_.... Sposala.... -Dille... che... _(le manca la voce)_... che le raccomando... nostro... -_(Dopo un breve rantolo, s'irrigidisce, fra le braccia di Mario, -morta.)_ - - _Mario_ - -_(la contempla atterrito, senza parlare.)_ - - - - SCENA ULTIMA. - - - FONSECA, MARIO, CARSANTI. - - - _Fonseca_ - -_(di dentro)_ Largo! Largo! _(Entra con in mano qualche bottiglia e si -precipita verso il letto.)_ - -_(Lo seguono e si affollano subito nel corridoio e sulla soglia qualche -facchino, l'albergatore, due guardie e alcuni curiosi, urtandosi tra -loro, mormorando, cianciando.)_ - - _Mario_ - -_(disperatamente, a Fonseca)_ Inutile!... - - _Carsanti_ - -_(come uno spettro, si avanza un poco per vederla.)_ - - _Fonseca_ - -_(simultaneamente, in fretta, va a chiudere l'uscio con violenza.)_ - - - _(Sipario.)_ - - - FINE DEL DRAMMA. - - - - - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA DONNA *** - - - - - A Word from Project Gutenberg - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/37935 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. 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