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+The Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, Volume 2, by
+Ferdinando Gregorovius
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Passeggiate per l'Italia, Volume 2
+
+Author: Ferdinando Gregorovius
+
+Release Date: August 15, 2011 [EBook #37099]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOLUME 2 ***
+
+
+
+
+Produced by Emanuela Piasentini, Leonardo Palladino and
+the Online Distributed Proofreading Team at
+https://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive/Canadian
+Libraries)
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+ FERDINANDO GREGOROVIUS
+
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+ Passeggiate per l'Italia
+
+
+ Subiaco
+ Attraverso l'Umbria
+ e la Sabina--Il Ghetto
+ e gli Ebrei di Roma--Macchiette
+ romane--Storia del Tevere--L'impero,
+ Roma e la Germania--Una
+ settimana di Pentecoste
+ in
+ Abruzzo
+
+
+ _Versione dal tedesco_
+
+
+ ULISSE CARBONI--LIBRAIO EDITORE
+ ROMA
+ _Via delle Muratte, 77_
+ 1907
+
+
+
+
+ I diritti sulla presente traduzione sono riservati
+
+ Stab. Tip. della Società Poligrafica Editrice
+ Roma, Piazza Pigna, 53.
+
+
+
+
+Varî critici italiani, occupandosi del primo volume di queste
+«Passeggiate per l'Italia» con cortesi parole di lode al coraggioso
+editore romano ed al traduttore, domandavano per quali ragioni
+quest'ultimo avesse voluto mantenere l'incognito. «Dinanzi ad opere
+severe e poderose, quali appunto quelle del Gregorovius,--scriveva uno
+di questi critici--il traduttore, responsabile dinanzi all'autore ed al
+pubblico dell'opera sua, ha il dovere sacrosanto di far conoscere il
+proprio nome».
+
+L'appunto, lo riconosco completamente, era giusto, e son qui a fare
+doverosa ammenda ed insieme a giustificarmi.
+
+Per ragioni, che sarebbe fuor di luogo qui esporre, consegnato il
+manoscritto del primo volume, non mi fu affatto possibile rivedere,
+neppur fugacemente, le bozze e curar l'edizione; cosa, questa, che
+dovette essere affidata ad altra cortese persona. Per questo, per questo
+solo, non credetti opportuno apporre il mio nome al primo volume.
+
+Premessa questa breve, ma doverosa giustificazione, tengo a render qui
+vive grazie al signor Attilio Rinieri de Rocchi, che mi aiutò nella non
+lieve fatica della traduzione, ed all'egregio avvocato Francesco Zunini
+che corredò, con paziente lavoro di ricerca, i vari capitoli, di cui
+questo volume si compone, di dotte ed utili note.
+
+Ed ora invito i lettori a seguire il grande storico in queste sue nuove
+«Passeggiate» descritte in varie date, ma comprese tutte nel febbrile
+periodo della nostra insurrezione, nel periodo in cui il potere
+temporale dei papi oscillava sempre più, avvicinandosi al crollo finale.
+La «Saturnia tellus» si è trasformata: è dunque bene che rimangano
+consacrate, in geniale opera d'arte, le impressioni subìte in quella
+terra da un così profondo conoscitore della storia e della vita romana,
+quale fu appunto Ferdinando Gregorovius.
+
+_Roma, nel dicembre 1906_.
+
+ MARIO CORSI.
+
+
+
+
+SUBIACO.
+
+La più antica abbazia dei Benedettini dell'Occidente.
+
+(1858).
+
+
+
+
+SUBIACO.
+
+La più antica abbazia dei Benedettini dell'Occidente.
+
+(1858).
+
+
+A ventiquattro miglia da Roma, in una delle più belle vallate della
+Campagna romana, irrigata dal gelido Aniene, giace la famosa abbazia dei
+Benedettini di Subiaco. Gli Appennini distaccano qui una catena di
+monti, le alture Simbruine, che dividono lo Stato della Chiesa dal Regno
+di Napoli, la terra di confine del quale è l'antica regione dei Marsi,
+oggi Marsica, provincia appartenente agli Abbruzzi. L'Aniene scaturisce
+su questo confine, sopra Filettino, e, precipitando impetuoso, forma una
+lunga ed in parte angusta valle, che fino a Tivoli è limitata da monti
+ricoperti di boschi di castagni e di olivi. Sulla sommità di questi
+monti si ergono, lungo il corso della corrente, dei cupi castelli
+medioevali, Filettino, Trevi, Jenne, Subiaco, Agosta, Cervara, Marano,
+Anticoli, Roviano, Cantalupo, Saracinesco, Vicovaro, San Polo, Castel
+Madama e Tivoli. Questo è anche per la maggior parte il territorio di
+quell'antica abbazia benedettina, luogo memorabile dell'ancor poco
+conosciuto medio evo del Lazio romano, culla del monachismo
+dell'Occidente.
+
+Da questa selvaggia solitudine, fra i monti brulli ebbero origine tutti
+i monasteri che, sotto forma di colonie della Chiesa romana, si sparsero
+per tutta l'Italia, la Sicilia, la Germania, la Francia ed anche per la
+lontana Britannia. I monaci mantennero stretti i rapporti fra queste
+regioni e Roma, e, in mezzo alle barbarie di secoli oscuri, essi posero
+i germi della civiltà (meriti che possiamo ancora riconoscer loro) e
+tennero viva la coltura classica, copiando, scrivendo, e studiando i
+codici, alla fioca luce della lampada, nelle loro buie celle, mentre
+tramandavano gli avvenimenti del loro tempo in cronache e notizie di
+inestimabile valore. Così è: uomini che si erano allontanati per
+principio dal rumore del mondo, divennero i padri degli scritti storici,
+fatto questo che cessa di parere strano, quando si pensi che i chiostri
+in quei secoli avevano stretti e continui rapporti con la vita politica.
+
+Voglio in queste pagine fare la storia, per sommi capi, di una delle più
+notevoli abbazie. Dal punto di vista storico e scientifico, Subiaco è
+certamente superata da Montecassino, e di molto: questo chiostro è il
+più antico antenato di quello che sorge presso il Liri; per tutto il
+medio evo anzi fu il faro solitario della scienza, come lo attestano
+oggi i suoi preziosi archivi e la dottrina diligente de' suoi monaci. Ma
+anche la storia di Subiaco è interessantissima per la cronaca degli
+avvenimenti del medio evo negli stati romani, ed è anche un quadro,
+ricco d'insegnamenti, del feudalismo ecclesiastico. Mentre intorno a
+questo chiostro si andava a poco a poco formando uno Stato feudale da
+lui dipendente, esso entrava come possente principato nella
+giurisdizione territoriale romana, il cui re era l'abate, ed i potenti
+baroni erano i monaci, ai quali per lungo tempo rimasero devote ed
+ubbidienti le città, i cavalieri ed il popolo della campagna.
+
+La fondazione dell'abbazia risale al tempo in cui l'eroica stirpe dei
+Goti dominava, con Teodorico, Roma e l'Italia, e ritardava con savie
+leggi, ancora per un mezzo secolo, il tramonto definitivo della civiltà
+romana; ma il crollo dell'impero era già completamente avvenuto. Allora,
+mentre si andava disgregando l'antico ordinamento del mondo, e si
+spezzavano i legami di stato e di città, si manifestò nel popolo il
+bisogno di fuggire dalla società e di rifugiarsi in una vita di
+solitudine e di pace, come già era avvenuto al principio del secolo
+quarto. Benedetto fondò il monacato occidentale, e fu, col suo più
+giovane contemporaneo, Gregorio Magno, uno dei creatori della gerarchia
+romana. Quanto questa gli dovesse, anche quel pontefice lo riconobbe;
+egli stesso, nel secondo libro de' suoi dialoghi, parlò dell'opera del
+suo fratello d'armi di Subiaco, che aveva liberato l'Occidente dalla
+signoria dei bizantini, aveva istituito una regola nazionale romana, e
+aveva inviato per tutte le regioni i suoi seguaci, onde collegarle a
+Roma.
+
+Benedetto nacque a Nursia nella Valeria[1] nell'anno 480, ed all'età di
+quattordici anni venne a Roma, per iniziarsi agli studî di umanità. Ma
+presto, assalito dalla brama della solitudine, cominciò ad errare per i
+deserti monti Simbruini, e qui visse, in una caverna, assorto in
+estatiche meditazioni. Il luogo si chiamava _Sublacus_, ed era noto
+anche a Plinio per una bella villa di Nerone, il quale aveva fatto,
+sbarrando con una arginatura l'Aniene, costruire quivi tre laghetti
+artificiali, per pescarvi le trote con reti d'oro. Queste trote sono
+ancora famose come al tempo di Nerone, ma i laghetti durante il medio
+evo scomparvero. Al tempo in cui il giovane romito viveva lassù, non
+esisteva ancora la città di Subiaco;[2] però sulle rovine della villa di
+Nerone era sorto un chiostro dedicato a S. Clemente, ed uno de' suoi
+monaci, di nome Romano, soleva ogni giorno portare del cibo alla grotta
+del giovane Benedetto. Questi, persuaso da sua sorella Scolastica, uscì
+finalmente dalla caverna, come Maometto; la fama della sua santità si
+era già diffusa, e siccome molti romani si erano uniti all'ispirato
+anacoreta, egli gettò le regole fondamentali dell'Ordine e divise i
+fratelli in dodici piccoli chiostri. Questi si trovavano tutti nella
+medesima valle, nella selvaggia solitudine dei monti. Nel contemplare
+quel solenne cerchio di monti, che ora rudi e ripidi si slanciano
+nell'azzurro, ora invece gaiamente coperti di verdeggianti boschetti,
+nei quali risuona la dolce canzone dell'usignuolo, non si può fare a
+meno di apprezzare il sentimento della natura, che albergava nell'animo
+del giovane ispirato. Non una di quelle incantevoli vedute, cui solo
+l'orizzonte è limite, delle quali è ricca la Campagna romana, alletta e
+trattiene qui l'occhio, ebro di sole e di vita; no: l'orizzonte è qui
+chiuso e costretto da rupi selvagge.
+
+Verso settentrione si innalzano, simili a giganteschi promontorî, due
+grandi monti, fra i quali precipita l'Aniene, che si apre violentemente
+la via fra enormi blocchi di rocce, attraverso ombrosi scoscendimenti,
+e, col suo eterno e melanconico strepito, immerge nel sogno l'anima del
+solitario viandante.
+
+Qui, sulle nude pareti rocciose, in dodici chiostri, abitavano i santi
+di Roma, simili a corvi montani, e la valle di Subiaco poteva
+paragonarsi ad una di quelle deserte valli d'Egitto, dove Atanasio ed
+Antonio riunirono intorno a loro innumerevoli schiere di anacoreti.
+
+Ma l'invidia di un prete delle vicinanze di Vicovaro (Varia), scacciò il
+patriarca da Subiaco; Pelagio[3] tentò un giorno di mandare all'aria
+quei chiostri col lascivo allettamento di belle ragazze, che ebbe
+l'impudenza di mandare nelle celle dei monaci; allora Benedetto
+abbandonò il luogo profanato, dove aveva per molti anni meditato e
+studiato colla compagnia di tre giovani corvi da lui allevati, e si
+diresse a Montecassino, dove l'anno 529 fondò il famosissimo chiostro.
+Ma in Subiaco qualche cosa di lui era rimasto; egli stesso vi aveva
+lasciato Onorato come suo successore, in qualità di abate. La storia dei
+dodici chiostri è poco conosciuta: sembra che la tremenda guerra di
+distruzione dei Goti abbia impedito loro di prosperare. Onorato
+costrusse il chiostro principale, consacrato ai santi Cosma e Damiano; è
+questo il solo rimasto dei dodici, e porta il nome di S. Scolastica. I
+Longobardi distrussero gli altri nel 601;[4] i Benedettini scacciati si
+rifugiarono in Roma, dove il papa aprì[5] loro il chiostro di S. Erasmo,
+sul monte Celio. Gregorio Magno ci si presenta come il vero fondatore
+della potenza mondiale dell'abbazia di Subiaco; a lui è attribuito un
+atto con cui nel 599 avrebbe concesso a quell'abbazia una quantità di
+beneficî e di privilegi, e questa pergamena apocrifa è diventata poi la
+base sulla quale i Benedettini si sono arrogati infiniti diritti.
+L'originale è contenuto solo in un rescritto, detto autentico, del 1654.
+Ci sono anche altri documenti di questo genere, donazioni di Gregorio IV
+e di Nicolò I, e dei re Ugo e Lotario, dell'anno 941, che nessuno
+studioso di coscienza può ritenere genuini. Le falsificazioni si
+diffusero tanto nel chiostro, che Leone IX nel 1051 bruciò di sua mano
+molti documenti.
+
+L'abbazia di Benedetto rimase abbandonata per 104 anni, finchè Giovanni
+VII,[6] nel 705, la popolò nuovamente. Ma i Saraceni la distrussero
+nell'840, finchè sotto l'abate Pietro I, alla metà di quel secolo, fu
+nuovamente riedificata. Abbattuta per l'ultima volta dagli Ungheresi,
+nel 938, fu finalmente ricostruita da Benedetto VII, nell'anno 981;
+questo pontefice consacrò, il 4 decembre, la chiesa del chiostro sotto
+il patronato di S. Benedetto e di S. Scolastica. Da quel tempo l'abbazia
+non ha sofferto più danni per mano di nemici, ed ha cominciato a
+fiorire, arricchita da donazioni valide e non contestate.
+
+I cronisti narrano che la potenza feudale di Subiaco cominciò nel secolo
+XI, nel tempo in cui il feudalismo si andava estendendo in tutte le
+regioni. La considerazione del chiostro era divenuta così grande, che
+potenti baroni della Campagna romana donavano a S. Benedetto castelli e
+possessi; così il conte della Marsica, Rainaldo, concesse ai monaci
+Arsoli, Anticoli, Roviano e molti castelli con essi passarono all'eterno
+feudo dell'abbazia. Gli abati in questo tempo divennero i veri baroni.
+Ma è assai strano che Subiaco stessa, che si era accresciuta e, prima,
+formata sotto la protezione dell'abbazia, non cadesse in potere degli
+abati. Nel cortile del chiostro di Santa Scolastica si vede, nella
+parete presso la porta della chiesa, una pietra murata: essa contiene
+un'iscrizione del 1052, del quarto anno cioè del pontificato di Leone
+IX, la quale dice che il venerando abate Uberto edificò la torre del
+chiostro in onore di Cristo, del suo rappresentante Benedetto e della
+sorella di lui Scolastica; enumera quindi tutti i possessi del chiostro,
+la grotta di Benedetto, i due laghetti che ancora esistevano, il fiume
+Aniene, con l'uso del mulino e il diritto di pesca, e ventiquattro
+castelli nel territorio dell'Aniene.
+
+La città di Subiaco però non vi è nominata.[7] Molto probabilmente
+divenne soggetta al chiostro dopo che l'abate Giovanni V, nell'anno
+1068, ebbe costruito sul luogo la _rocca_, o fortezza, come afferma un
+cronista dell'abbazia. Questa fortezza si erge ancora presso il palazzo
+municipale, sebbene assai cambiata di aspetto, sul monte piramidale, sui
+fianchi del quale è fabbricata la città.
+
+Giovanni V, cardinale diacono di S. Maria in Dominica a Roma, abate
+possente e guerriero, sembra sia stato il vero fondatore della potenza
+temporale di Subiaco. Per 59 anni egli vi regnò come principe; condusse
+guerre fortunate contro i baroni delle vicinanze, e dopo aver riempito
+di ricchezze il chiostro, ed edificata una chiesa sopra la grotta di
+Benedetto (_sacrum specus_) per perpetuarne la memoria, morì assai
+vecchio nel 1121. Da quel tempo gli abati benedettini furono annoverati
+fra i principi guerrieri e temuti della Campagna romana, come gli Orsini
+e i Colonna, coi quali osarono gareggiare. I loro vassalli, i contadini
+e gli abitanti dei castelli che loro appartenevano, gemevano sotto un
+dispotismo feudale, tanto più terribile, in quanto che era esercitato da
+uomini le cui passioni non potevano essere attenuate o limitate da
+nessun riguardo politico. Essi stessi erano i ministri del dispotismo
+del chiostro e del potere dell'abate sovrano, da loro eletto; ma,
+d'altro canto, si rifacevano sui vassalli, come incaricati di riscuotere
+le imposte, come segretari e giudici, senza appello, di vita e di morte.
+L'abate mandava in ogni castello un monaco che vi esercitava da signore
+una giustizia barbarica, e per primo, nell'anno 1232, Gregorio IX
+dispose, per alleviare la sorte dei vassalli, che ogniqualvolta i
+castellani avessero da rendere giustizia, dovessero unirsi una specie di
+procuratore legale scelto nella cittadinanza. In principio si chiamò,
+secondo l'uso del tempo, _buon uomo_, poi _castellano_. Finalmente il
+diritto di rendere giustizia fu tolto ai monaci, che restarono però
+amministratori ed esattori delle imposte, col diritto di sorvegliare le
+moltitudini; il preposto al castello, nominato dall'abate, esercitava la
+giustizia indipendentemente da lui, ma in suo nome.
+
+I sudditi dell'abbazia si dividevano in tre classi: i liberi, che non
+erano obbligati a servire come soldati del chiostro, perchè non
+portavano rendite al feudo; i _milites_, che, nella loro qualità di
+vassalli del chiostro, dovevano servirlo con le armi, e finalmente i
+contadini o servi della gleba, tutti dipendenti da un connestabile. Così
+l'abate imperava su un piccolo esercito di vassalli obbligati al
+servizio militare; più tardi egli assoldò anche delle bande, nè più, nè
+meno degli altri baroni, e, se era di spirito bellicoso, guidò in
+persona a cavallo le sue truppe alla battaglia, con lo scudo e la
+spada.
+
+Le ostilità con i vicini vescovi di Preneste, Tivoli, Anagni, o con i
+baroni dei dintorni, diedero spesso occasione a fatti d'arme; anche
+entro le tombe si poneva la spada al fianco dell'abate.
+
+Essi appartenevano alle più note famiglie nobili della Campagna romana,
+come, fra gli altri, ricorderò il bellicoso Lando, nipote di Innocenzo
+III, dell'illustre prosapia dei Conti di Segni; morì questi nel 1244. Ma
+nè la ferrea potestà che esercitavano, nè la severa disciplina
+preservarono talora il chiostro dai più funesti scompigli. Le condizioni
+e gli eventi del papato in Roma si riflettevano in piccolo sull'abbazia
+di Subiaco.
+
+I monaci erano animati da un vivacissimo spirito di parte, e l'audace
+ambizione di alcuni di essi si faceva beffe di tutte le leggi di
+Benedetto. Dopo la morte dell'abate, nell'anno 1276, il monaco Pelagio,
+raccolti armati per costituirsi signore temporale del luogo, assalì il
+chiostro, scacciò i monaci, e dopo aver saccheggiato il tesoro, ritornò
+a Cervara, luogo selvaggio, rupestre, sopra Subiaco, dove si tenne
+armato per quattro anni, aspettando che l'abbazia rimanesse indifesa e
+senza capo.
+
+Il papa scelse un nuovo abate e lo mandò contro di lui con molte truppe,
+che solo dopo un difficile assedio riuscirono a sopraffare i ribelli.
+
+Questo stato di cose peggiorò durante l'esilio avignonese, e per molti
+anni l'abbazia rimase senza capo; quando poi un papa vi mandò un abate
+di Avignone, che col suo reggimento tirannico mise la disperazione così
+nei monaci come nei vassalli. Bartolomeo da Montecassino, consacrato
+abate nel 1318, vi condusse la più scandalosa esistenza; sulla fortezza
+stabilì un _harem_ di belle ragazze ed i monaci seguirono il suo
+esempio.
+
+Il chiostro minacciava di dissolversi: se così non accadde, fu per la
+severità del francese Ademaro. Questo tirannello divenne abate nell'anno
+1353. Ci possiamo immaginare facilmente l'ambiente, quando si sappia che
+Ademaro non esitò a far un bel giorno appiccare per le gambe sette
+monaci suoi nemici, che furono bruciati a fuoco lento. Era ghibellino
+convinto; battè una volta sull'Aniene, presso la porta di Subiaco, le
+truppe del vescovo di Tivoli, partigiano del papa. Ancora oggi gli
+abitanti mostrano allo straniero il ponte ad un arco, munito di torre,
+che conduce a Subiaco, attraverso l'Aniene, quello stesso che Ademaro
+aveva fatto edificare col bottino dai prigionieri di Tivoli.
+
+Il disordine era giunto al colmo; uno dopo l'altro gli abati erano
+costretti ad abbandonare la dignità. Vedendo infruttuose le riforme più
+volte tentate con decreti ed ordinanze della Curia romana, Urbano VI
+risolvette di por fine con un'azione repressiva e vigorosa a
+quell'anarchia. Con la bolla dell'anno 1386 egli tolse ai monaci il loro
+antico e prezioso diritto di eleggere l'abate. Dalla fondazione del
+chiostro essi avevano eletto 57 abati, ed erano fieri del privilegio del
+loro piccolo principato elettivo, che sorpassava per venerabile età i
+regni della terra; a malincuore dunque dovettero piegarsi all'ordine
+pontificio, e da quel tempo cominciò a declinare lo splendore di questa
+abbazia benedettina.
+
+Furono i pontefici che scelsero d'allora in poi gli abati, e questi
+nuovi capi del chiostro si dissero _manuales_, perchè ricevevano
+l'investitura dalle mani del papa. Il primo di questi fu Tommaso da
+Celano, ardente seguace di Urbano, uomo di qualità e doti superiori.
+Tale ordine di cose durò fino all'anno 1455, nel quale gli abati, sino
+allora arbitri della forza e giurisdizione feudale, e di essa
+terribilmente armati, perdettero anche questo diritto.
+
+Si narra che la continua tirannide che esercitavano sui loro sottoposti
+sia stata la causa di tale perdita. Finchè il loro governo come una
+maledizione posò sui poveri sudditi, che riempivano le carceri, e spesso
+erano anche precipitati nei pozzi sotterranei della fortezza, i lamenti
+del popolo si alzarono alti e strazianti. Un caso segnò il momento della
+liberazione. Nel novembre 1454 quindici giovanetti schernirono per via
+due monaci e aizzarono contro loro dei cani: i fratelli del chiostro se
+ne lagnarono presso l'abate e la notte seguente questi mandò i suoi
+birri alle case ove abitavano i giovani, appartenenti alle più note
+famiglie del luogo, e al cader del sole la popolazione vide i quindici
+infelici impiccati alla forca, in un punto che anche oggi si chiama
+_Colle delle Forche_. Allora la popolazione si sollevò, assalì il
+chiostro, uccise i monaci, li precipitò dalle finestre nell'abisso, e
+devastò l'abbazia. In seguito a questo fatto, Callisto III, il 16
+gennaio 1455, ridusse Subiaco in commenda e dispose che un cardinale ne
+godesse i ricchi beneficî, sotto il titolo di abate; ed il primo fu il
+dotto spagnolo Juan Torquemada, cardinale di Santa Maria in Trastevere,
+cui comandò di riformare l'ordinamento di Subiaco e di tutti i castelli
+dipendenti. Fu allora stabilito un nuovo statuto, secondo il quale ogni
+abate era obbligato al giuramento di governare rettamente innanzi ai
+membri della comunità di Subiaco, mentre da parte sua la popolazione
+doveva giurare a lui fedeltà. Al primo cardinale abate Torquemada ed a
+questo chiostro spetta la bella fama di avere dato alla luce la prima
+opera stampata fuori di Germania.[8] Ne furono editori Corrado
+Schweinheym e Arnoldo Pannartz che, prima di stabilire la stamperia
+romana al palazzo Massimi, trovarono ospitali accoglienze a Subiaco. Qui
+anzi essi terminarono il 30 ottobre 1465 di stampare le _Istituzioni_ di
+Lattanzio, e pubblicarono nel 1467 l'opera di S. Agostino: _De civitate
+Dei_. Questi magnifici ricordi della signoria monacale a Subiaco sono
+insieme degni monumenti della nostra patria tedesca; ancor oggi li
+conserva la biblioteca del chiostro di S. Scolastica.
+
+Torquemada morì in Roma nel 1467 e gli successe un altro spagnolo,
+Rodrigo Borgia, divenuto poi Alessandro VI.
+
+In Subiaco le preziose opere di stampa non ricordano il suo nome, ma lo
+ricorda la rocca del palazzo, a cui nel 1476 aggiunse un'ala sormontata
+dalla torre quadrata. Si vede ancora il toro del suo stemma sul muro
+esterno, dove un'iscrizione dice che il cardinale Rodrigo munì la rocca
+per la difesa dei monaci e dell'abbazia e per la sicurezza dei confini
+della Chiesa Romana. Sedici anni dopo fu inalzato al seggio pontificio;
+egli pagò anche il voto datogli nel conclave dal cardinale Giovanni
+Colonna, avendogli promessa l'abbazia di cui sino ad allora aveva goduto
+i beneficî. Ma l'amicizia fra Alessandro VI e i Colonna ebbe breve
+durata: la più potente famiglia romana cominciò ad attraversare i
+disegni dei Borgia, che miravano a formare un grande dominio temporale,
+per mezzo della forza e dell'astuzia, a danno dei grandi baroni. Il
+cardinale Colonna dovette far vela per la Sicilia ed abbandonare la
+commenda, che per tutta la durata del pontificato di Alessandro, fu
+occupata dal palermitano Luigi de Aspris.
+
+Era quel terribile papa appena morto, che Colonna fu reintegrato nella
+commenda dal suo successore, Giulio II. Nel 1508 la passò egli stesso al
+famoso suo nipote Pompeo: questo lascivo cardinale dicesi conducesse a
+Subiaco la bella Marsilia, figlia di Attilio Corsi. Un giorno il padre
+brandendo un pugnale riuscì a penetrare nella camera del seduttore, ma
+fu afferrato dai servi e gettato in un sotterraneo segreto. Pompeo si
+era già guastato con Giulio II, che aveva riunito l'abbazia di Subiaco
+con quella di Farfa, terzo degli antichi conventi benedettini, fondato
+nel VI secolo nel territorio sabino, ed allargato ed esteso dai duchi
+longobardi di Spoleto, nei dominî dei quali il monastero si trovava. I
+rapporti fra le due abbazie diedero d'allora in poi occasione a continue
+lotte: un partito voleva riunirsi ai monaci di Montecassino, ciò che
+ebbe luogo nel 1514; l'altro, il partito tedesco, stava invece per la
+fusione con l'abbazia di Farfa. Farfa aveva il titolo di abbazia
+imperiale e contava molti tedeschi fra i suoi monaci: essi ricorsero più
+volte all'imperatore e, più volte scacciati da Montecassino, i
+benedettini vi furono reintegrati dai papi.
+
+Pompeo Colonna, scomunicato da Giulio II, ma riammesso in grembo alla
+madre Chiesa da Leone X, passò la commenda al nipote Scipione. I Colonna
+erano potenti nella Campagna romana, dove si erano formati un piccolo
+regno delle città degli Ernici e dei Volsci; essi pensavano perciò
+d'incorporare anche Subiaco nei loro possessi, e siccome i cardinali di
+questa famiglia ottenevano dai papi che fosse assegnata la commenda ai
+loro nipoti, viventi ancor essi, così fu loro possibile di essere
+padroni di Subiaco per ben 116 anni. Per tutto questo periodo il paese
+rimase ai Colonna, nonostante le continue lotte coi papi. Clemente VII
+subì per questo una tremenda sconfitta. Le sue truppe distrussero nel
+1527 la rocca di Subiaco, ma il 28 giugno dell'anno successivo furono
+completamente battute, sotto il comando di Napoleone Orsini. La
+bandiera tolta in quella giornata alle truppe pontificie, si conserva,
+come trofeo, nella chiesa di S. Scolastica, e ogni anno, nello
+anniversario, si festeggia a Subiaco, con una processione, questa
+vittoria ottenuta su di un pontefice.
+
+Questi ricordi storici sono ancora vivi in tutta la regione.
+
+Il dominio dei Colonna fu un governo baronale, fatto di arbitrio, senza
+legge, simile al dominio lombardo-spagnolo dipinto dal Manzoni nel suo
+romanzo. Questi cardinali non vedevano nella porpora che indossavano che
+il manto della sovranità; dei banditi assoldati, già noti allora sotto
+il nome di _bravi_, obbedivano fedelmente ai loro minimi cenni, e nè la
+proprietà, nè l'onore delle famiglie erano sacri a quelle masnade
+accampate nel cortile della rocca. Mentre duravano ancora le contese tra
+Farfa e Montecassino, una notte, Scacciadiavolo, il temuto bravo di
+Pompeo, con 44 armati piombò sul chiostro di S. Scolastica, lo
+saccheggiò e ne scacciò tutti i monaci. Si dice che vi avesse avuto mano
+anche il cardinale; fatto si è che egli fu destituito dal papa, ma per
+esser subito dopo rimesso al suo posto. La storia di quel tempo è piena
+di simili violenze, e molti luoghi di Subiaco ne tramandano la cupa
+memoria: si mostra ancora la piazza, per esempio, in cui parecchi
+cittadini furono sepolti vivi. Subiaco vide, fra le altre atrocità,
+anche lo spaventoso matricidio che impedì la grazia della famiglia
+Cenci. Un membro della casa Santa Croce di Roma avendo nel 1599
+strangolato la sua propria madre a Subiaco, il papa, appena saputolo,
+firmò la condanna a morte di Beatrice Cenci, della matrigna e del
+fratello.
+
+Intanto la potestà di Subiaco passava dall'uno all'altro Colonna, la
+storia dei quali è legata a quella del chiostro; così Marcantonio
+Colonna, così Camillo e finalmente Ascanio, che fu della famiglia
+Colonna l'ultimo cardinale-abate di Subiaco. Abitava questi nella rocca,
+spudoratamente, con la sua amante Artemisia, che aveva elevato a sua
+sostituta nella direzione dell'abbazia, ogniqualvolta egli doveva
+assentarsi; la cosa sollevò tanto scandalo che la commenda fu tolta ai
+Colonna. Dopo la morte di Ascanio, nel 1608, il papa l'assegnò a suo
+nipote Scipione Caffarelli Borghese, che la tenne fino al 1633.
+
+I Colonna non hanno lasciato in Subiaco nessun bel ricordo; si vedono
+soltanto nella fortezza, che essi fecero costruire ed abbellire, delle
+stanze ornate dei loro stemmi.
+
+Mentre fino al secolo xvi gli Orsini e i Colonna furono i padroni veri e
+propri della Campagna romana, dopo il XVI secolo subentrarono in questo
+dominio le più recenti famiglie, i Borghese e i Barberini, portate su da
+papi nepotisti. Essi acquistarono le più belle proprietà del Lazio, e le
+posseggono ancora (1858). Le città di questa regione mostrano sempre i
+loro palazzi massicci e spaziosi, dalle cui pareti pendono i polverosi
+ritratti dei baroni di quel tempo. Se ne trovano molti; ed anche nella
+cittaduzza montana degli Ernici, dove scrivo queste righe, mi trovo in
+mezzo a quadri famigliari di antichi cardinali e di maestose dame del
+secolo XVII; fra i cardinali ho notato il volto roseo di Scipione
+Borghese. Era il tempo dell'assolutismo galante e sensuale, in parrucca
+incipriata e calze di seta, il cui carattere era imbelle, intrigante e
+scandaloso, non meno che prosaico. I baroni in corazza e maglia del
+medio evo si eran mutati in principi molli che, sdraiati sui divani
+delle loro camere, gustavano i frutti che il vassallo tremante portava
+loro al castello. Ogni volta che i cardinali facevano il loro ingresso
+in Subiaco per prendere possesso dei beneficî, arrivavano alla testa di
+un piccolo esercito mercenario, e, accompagnati da un nugolo di servi,
+ricevevano sulla porta dalle mani del magistrato le chiavi della città.
+
+I Borghese furono presto cacciati da Subiaco dai Barberini. Urbano
+VIII, capostipite di questa ricca casa, assegnò la commenda al nepote
+Antonio, nel 1633; da questo tempo i Barberini seppero molto bene
+seguire l'esempio dei Colonna, poichè per 105 anni l'abbazia rimase
+nelle loro mani; Antonio accrebbe anche la potenza del cardinale-abate;
+aggiunse al diritto di giurisdizione baronale anche quello vescovile,
+che fino ad allora avevano esercitato i vescovi confinanti di Tivoli,
+Anagni e Palestrina, sui diversi castelli. Così il commendatore di
+Subiaco fu insieme barone e vescovo, con terrore del povero popolo. Le
+leggi erano così inumane che solo per aver preso una quaglia o un
+fagiano si era puniti con dieci anni di galera. Tuttavia il governo dei
+Barberini portò un po' di bene: Subiaco, per la sua posizione naturale,
+su di una ricchissima corrente di acqua, era specialmente adatta
+all'industria, e deve al primo Barberini le fabbriche di carta, di
+cotone e di stoffe colorate, che occupano e nutrono anche oggi alcune
+centinaia di operai; nulla però si è potuto fare per sviluppare queste
+industrie, poichè esse son rimaste un monopolio della commenda
+cardinalizia.
+
+Intanto i monaci non avevano dimenticato che essi un tempo erano stati i
+signori feudali dell'abbazia; colsero dunque l'occasione della morte di
+Francesco Barberini, nel 1738, per far valere i loro antichi diritti.
+Nominarono vicario quegli che era stato abate, Bernardo si lasciò
+condurre nella chiesa della città, ricevette là dal gonfaloniere del
+popolo il giuramento dei sudditi, giurò egli stesso gli statuti, e dopo
+una completa cerimonia di presa di possesso, fu portato in processione
+per Subiaco, imitando in tal modo l'insediamento di un nuovo papa. Così,
+come se fosse stato un abate del xiii secolo, promulgò editti, insediò
+suoi agenti nei castelli, fece grazie, richiamò esiliati e tenne un
+linguaggio da principe. L'editto inaugurale del suo governo comincia con
+queste pompose parole: «Noi, Don Bernardo Cretoni, dell'ordine di S.
+Benedetto, monaco e professo del sacro imperiale chiostro di S. Maria
+della Farfa, e per grazia di Dio abate regolare del sacro chiostro di S.
+Scolastica, e, per grazia della Santa Sede Apostolica, Vicario della
+medesima Santa Sede apostolica, vicereggente temporale e spirituale». Ma
+lo sfrontato abate trovò la più ostinata resistenza nel popolo, cui non
+sorrideva punto l'idea di tornare sotto il dispotismo della cocolla, ed
+un'eguale resistenza nella gelosia della parte religiosa secolare della
+città. Gli uni e gli altri ricorsero al Pontefice, e questi diede la
+commenda al cardinale Spinoza, che come plenipotenziario prese
+finalmente possesso di Subiaco.
+
+Verso la metà del secolo XVIII era divenuto acerbissimo l'odio contro
+tutte le istituzioni feudali e il monacato, venuto in contrasto con gli
+stati laici, doveva risentirne gli effetti. A Subiaco si formò una
+congiura contro i benedettini; si cantavano canzoni di scherno contro i
+monaci e nelle strade, dei declamatori raccontavano la storia del
+chiostro, eccitando la popolazione con la narrazione dei soprusi e delle
+violenze patite. I monaci, che non avevano potuto reprimere una
+sollevazione avvenuta il 13 maggio 1752, invocarono l'aiuto delle truppe
+romane: una compagnia di côrsi entrò in Subiaco, e con essa un
+commissario pontificio per farvi un'inchiesta. Avendo la commissione
+riconosciuto quale era la radice del male, papa Benedetto XIV risolvè di
+abolire i diritti feudali dei benedettini. Un papa che aveva il nome di
+Benedetto ebbe il coraggio di rinnegarlo, e, mentre egli annientava uno
+dei più antichi principati ecclesiastici del mondo, si metteva su quella
+via di riforme nella quale poi doveva seguirlo l'infelice suo
+successore. Egli abolì per sempre, il 7 novembre 1753, la giurisdizione
+temporale del cardinale-abate di Subiaco, e gli lasciò soltanto alcuni
+titoli e rendite di natura feudale, che sussistono ancora in gran parte
+e sono abbastanza gravosi. Il principato temporale passò allo Stato e fu
+esercitato da un governatore e da un giudice, che venivano nominati
+dalla _Sacra Consulta_. La commenda cardinalizia rimase un beneficio
+semplicemente spirituale; il suo primo titolare, in questa nuova
+condizione, fu Giovanni Battista Banchieri.
+
+Questa fu la fine dell'ordinamento medioevale della famosa abbazia, e da
+quel tempo la sua storia perdè ogni interesse. Però fra i suoi
+cardinali-commendatori ve n'è uno notevole per avere efficacemente
+favorito, secondo le esigenze dei nuovi tempi, la civilizzazione di
+quella regione, ed è Pio VI, Braschi, che, nominato cardinale-abate nel
+1773, rimase tale anche quando fu fatto papa, e colmò Subiaco di
+beneficî. Oltre alla costruzione di vari edifici, come la cattedrale, un
+grande seminario, il restauro del palazzo, ed altro, suo titolo
+principale alla riconoscenza di quella popolazione è la bella strada
+che, lungo l'Aniene, conduce a Tivoli: per mezzo di questa strada egli
+collegò l'abbazia alla capitale della regione. I cittadini di Subiaco
+gli innalzarono perciò un arco di trionfo, sul modello dell'arco di
+Tito; è un ornamento di quel luogo che il medesimo pontefice aveva fatto
+diventare città. Pio VI entrò a Subiaco nel maggio 1789 passando per
+questa porta d'onore.
+
+Ma ben presto la Repubblica franco-romana abbattè quello che rimaneva;
+due volte essa soppresse il chiostro, finchè Pio VII lo ristabilì nel
+1814. Gli ordinamenti dell'abbazia sono da quel tempo rimasti come erano
+stati fissati nel 1753; il cardinale-abate possiede uno dei più ricchi
+beneficî della chiesa; i monaci, non più signori di castelli e di
+vassalli, hanno ancora molti beni e coloni; i loro possessi, coltivati a
+olivi ed a viti, giungono sino ai piedi dei monti Volsci. L'ammontare
+della rendita annuale che appartiene anche oggi al chiostro, è valutata
+da 8 a 10,000 scudi.
+
+L'abbazia stessa conta presentemente nel suo territorio 21,000 e più
+abitanti, ripartiti in sedici villaggi e castelli: Subiaco, Trevi,
+Jenne, Cervara, Camerata, Marano, Agosta, Rocca Canterano, Canterano,
+Rocca di Mezzo, Cerreto, Rocca Santo Stefano, Civitella, Rojate, Affile
+e Ponza. Fra questi Trevi e Affile sono antiche colonie romane. Meglio
+che da qualunque altro luogo, la vista di questa regione, ch'è il
+territorio superiore dell'Aniene, si gode da una delle alture del
+Serrone, che separa la valle dell'Aniene da quella del Sacco. I castelli
+dell'abbazia sono situati, eccetto Subiaco, sulle sommità rupestri dei
+monti, e sono grigi come le pietre calcaree che li circondano. Il
+bizzarro modo di edificare, la selvaggia solitudine, le vesti, l'idioma,
+i costumi, rendono la regione degna di grande attenzione. Ma spaventosa
+è la miseria di quei montanari: il loro nutrimento, che si limita spesso
+a cattivo granturco, è meno sicuro di quello degli animali della
+campagna, per i quali la natura ha in qualche modo provveduto. In nessun
+luogo d'Italia ho visto una miseria più spaventosa quanto in alcuni di
+quei luoghi. Bisogna entrare nelle stamberghe di quei coloni dei monti,
+o vederli vangare la terra, al melanconico canto dei loro ritornelli, e
+lavorare più accanitamente dei muli, per compiangerli quanto essi
+meritano. Meglio che nelle cronache del tempo, nei loro cenci e nei
+volti emaciati e pallidi per la febbre si legge la storia delle violenze
+della potestà feudale dei baroni e dei monaci.
+
+Più viva e interessante della storia politica del chiostro sarà pel
+lettore la descrizione di quelle particolarità che allontanano l'occhio
+dell'osservatore dalla miseria della popolazione, e lo volgono altrove.
+Mentre il vassallo serviva e soffriva la fame, il monaco ben nutrito
+risedeva nel suo chiostro, e lo abbelliva con quadri artistici e con
+memorie di altri tempi; della qual cosa noi dobbiamo essergli grati.
+Esistono due chiostri a Subiaco, che stanno sotto un solo abate e
+formano una sola corporazione: di S. Scolastica il primo, il secondo di
+S. Benedetto, chiamato anche _Sacrum specus_. Giacciono ambedue fuori
+della città, sulla riva destra dell'Aniene, nella solitudine dei monti.
+Il primo è il più antico: è una bizzarra e pittoresca massa di edifici,
+fra i quali si erge una torre quadrata, innalzata dall'abate Umberto,
+nel 1053. Il miscuglio di stile romano e gotico delle finestre e delle
+nicchie rivela la traccia di diverse epoche, ma nel complesso mostra
+ancora soltanto alcuni resti dell'epoca più vetusta, specialmente nei
+cortili. Il chiostro fu più volte restaurato e la sua chiesa attuale è
+una costruzione del secolo scorso. A questo secolo noi dobbiamo anche
+attribuire la facciata del convento, mentre la corte seconda, o interna,
+rimonta, come si rileva dall'arco romano e dai pilastri, al secolo XVII.
+Pitture moderne sulle pareti e sui pilastri, in condizioni miserevoli,
+ricordano la storia dell'abbazia; vi sono rappresentate in grandezza
+naturale le figure dei papi e dei principi che visitarono il chiostro,
+fra gli altri l'imperatore Ottone III e l'imperatrice Agnese. Alcune
+iscrizioni recano la lista completa dei luoghi posseduti un tempo
+dall'abbazia.
+
+Di qui si passa in un cortile intermedio, situato dinanzi all'entrata
+della chiesa: è notevole per alcuni resti di architettura gotica,
+specialmente per un grande arco di pietra, scannellato, ornato di
+figurine e di spirali. Qui si trova anche il più antico monumento
+posseduto da S. Scolastica, cioè un rozzo bassorilievo in marmo del 981,
+del tempo degli Ottoni tedeschi e della più profonda barbarie romana. È
+un quadrato di alcuni piedi di larghezza e di eguale altezza, che porta
+scolpite quà e là immagini medioevali. Su di un fusto ornato di foglie
+si erge un vaso: due bestie orecchiute si arrampicano con le quattro
+zampe sul fusto, sollevandosi per bere il contenuto del vaso. Il loro
+aspetto è così enigmatico, che non mi credo nel caso di poter decidere
+se siano lupi o cervi, volpi o cani, od altri animali. Sul dorso di una
+sta un uccello in atto di beccare. Tutt'intorno corrono fregi e ornati
+in pietra. Il corpo di una delle bestie contiene una iscrizione che
+ricorda come Benedetto VII consacrasse la chiesa del chiostro il 4
+dicembre 981.
+
+ EDIFICATIO UIUS ECCLE [=SC]E SCOLASTICE TEMPORE
+ DOMNI BENEDICTI VII [=PP]. AB. IPSO [=PPA] DEDICATA
+ Q. D. [=S]. [=AN]. AB INCARNATIONE DNI CCCCCCCCCLXXXI
+ M. DE[=CB]. D. III. INDICTIONE VIII.
+
+Sul bassorilievo si trova un'altra iscrizione rovinata, della quale mi è
+stato impossibile decifrare il principio. Di fronte a questa, accanto
+alla porta della chiesa, si legge l'iscrizione del tempo di Leone IX, di
+cui ho già parlato.
+
+La chiesa stessa, della quale la primitiva fabbrica era stata consacrata
+da Benedetto VII, non ha più nulla di antico. Ma se si entra nel vero e
+proprio cortile del chiostro, a destra, si trova uno spazio quadrato
+intorno ad un pozzo ornato di quelle piccole colonne ed archi rotondi
+come se ne vedono a Roma in molti chiostri: è del principio del secolo
+XIII, memoria del potente abate Lando e della famosa famiglia artistica
+romana dei _Cosmati_. Gli esametri sull'entrata principale dicono:
+
+ COSMUS ET FILII LUCAS ET JACOBUS ALTER
+ ROMANI CIVES IN MARMORIS ARTE PERITI
+ HOC OPUS EXPLERUNT ABBATIS TEMPORE LANDI.
+
+Questi degni maestri furono più felici nei loro monumenti funerari e
+tabernacoli che in questa costruzione, che non può in nessun modo
+sostenere il confronto col chiostro dei benedettini di S. Paolo in Roma.
+Le colonne (ogni due ve n'è una doppia e contorta) sono semplici e
+rozze; i capitelli sono brutti e a forma di trave; nè mosaici, nè
+intagli ornano l'arco e il cornicione. L'arte sembra qui essersi
+adattata alla rozzezza della campagna.
+
+Questi sono essenzialmente gli unici o i più notevoli resti di un
+passato così ricco e così lungo, che ha subìto tante devastazioni. Gli
+edifici del chiostro, spaziosi nell'interno, con molti corridoi, celle,
+camere, e sale per usi diversi, sono in gran parte recenti. Sono entrato
+con piacere e curiosità solo nelle biblioteche e nell'archivio dei
+benedettini; i ben catalogati scaffali contengono materiali preziosi per
+la conoscenza del Lazio nel medio evo. Alcuni scaffali sono consultabili
+e visibili a tutti, altri inaccessibili, e la bacchetta magica del
+Muratori stesso non riuscì a farne aprire i ripostigli. Di gran pregio è
+il _Regestum insigne veterum monumentorum Monasteri Scholastici_, in
+pergamena, raccolta di documenti dal nono secolo in poi.[9] Mancano
+documenti anteriori. Nessuna delle cronache di Subiaco è stata data alle
+stampe, eccettuata una anonima che giunge sino al 1390 ed è edita dal
+Muratori. A questo fu interdetta la stampa di una cronaca più
+particolareggiata, scritta da un tedesco di Treviri nel 1629: _Chronicon
+Sublacense P. D. Cherubini Mirtii Trevirensis anno Dni_ 1629.[10] I
+monaci permettono di vederla: è assai più completa dell'altra, neppure
+quella stampata, di Guglielmo Capisacchi di Narni (1573); non può dirsi
+un lavoro notevole, ma solo una compilazione, senza corredo di
+documenti. La storia dell'abbazia giace ancora sepolta in questi
+archivi; l'ha scritta di nuovo il canonico Janucelli, ma anche l'opera
+sua non è scientifica. Ho avuto fra mano un manoscritto del 1833, che
+contiene una storia abbastanza esatta dell'abbazia; n'è autore Silvio
+Mariani, di Subiaco, morto testè in Grecia. Egli si è servito dei
+cronisti sopra nominati, ed anche di alcuni documenti, ma la sua opera
+non è, essa pure, che manoscritta. È dettata con spirito liberale e
+consta di 492 pagine: debbo ad essa molte delle notizie che qui sopra ho
+riportato.
+
+La biblioteca è piccola ma notevole per quegli antichissimi incunabuli
+tedeschi di cui ho già dato notizia. Ho preso in mano con gioia i
+preziosi, belli e ben stampati volumi _in-folio_ che mi porgeva un
+giovane benedettino tedesco. In fondo all'opera di Lattanzio ho trovato
+scritto: «_Lactantii Firmiani de divinis institutionibus adversus gentes
+libri septem, nec non ejusdem ad Donatum de ira Dei liber unus, una_
+_cum libro de opificio hoîs ad Demetrianum finiunt. Sub anno Dni
+MCCCCLXV pontificatus Pauli papae. Anno ejus secundo. Indictione XIII
+die vero antipenultima mensis Octobris. In venerabili monasterio
+Sublacensi. Deo gratias_».
+
+Spontaneo grido di gioia, questo, di quei bravi stampatori che, per
+modestia, nemmeno hanno manifestato il loro nome. Ciò mi ricorda il
+motto che i greci e i latini del medio evo ponevano in fondo al
+manoscritto copiato, per coronare le proprie fatiche:
+
+ hôsper xenoi kairousi patrida blepein
+ houtôs kai hoi graphousi telos bibliou.[11]
+
+S. Scolastica conta ancor oggi circa settanta fratelli, fra cui parecchi
+tedeschi, e l'attuale abate, Don Pietro Casaretto, ha severamente
+riformato la disciplina dell'ordine. Ora, a quanto mi si è detto, i
+monaci sono stati messi a magro regime; ma visitando la bella cucina,
+dalla volta profonda, un odore gradevole di grasso, degno di Omero, mi
+ha colpito le narici e non mi è parso esattamente secondo la regola
+pitagorica di S. Benedetto, proibente l'uso della carne.
+
+Passiamo ora al vero santuario dei Benedettini, a quel piccolo secondo
+chiostro che alla metà del secolo XI fu edificato sulla grotta di
+Benedetto, e per questo chiamato _sacro speco_. I monaci di Montecassino
+nel 1688 aprirono una strada per salirvi, via ripida, che conduce,
+traverso le rupi, alla grotta, offrendo magnifici panorami. Mentre il
+viaggiatore ha sotto i piedi la corrente spumeggiante, vede la bella
+valle di Subiaco e il burrone dell'Aniene. In lontananza, dove la valle
+sembra chiudersi, si scorge l'alpestre paese di Jenne, patria di
+Alessandro IV e dell'abate Lando dei conti di Segni. Immediatamente
+prima della grotta si trova un ombroso e oscuro boschetto di quercie,
+che forse già attrasse il solitario Benedetto, e che anche oggi, come un
+bosco sacro degli antichi, annuncia la vicinanza di un mistero.
+
+I piccoli fabbricati, fondati l'uno di seguito all'altro sulla grotta,
+sono appoggiati alla parete scoscesa della rupe, e presentano
+all'aspetto un miscuglio originale di stili e sono ornati fin
+dall'esterno di pitture. Si passa sopra un ponte murato, che deve essere
+stato nel medio evo un ponte levatoio, e si penetra in una lunga
+galleria che conduce nell'interno ed è ornata d'imagini non antiche
+degli evangelisti. Su di una parete si leggono questi buoni distici:
+
+ Lumina si quaeris Benedicte quid eligis antra?
+ Quaesiti servant luminis antra nihil.
+
+ Sed perge in tenebris radiorum quaerere lucem,
+ Nonnisi ab obscura sidera nocte micant.
+
+E sotto:
+
+ D. O. M. ordinis S. Benedicti Occidentalium Monachorum Patriarchae
+ cunabula.
+
+In verità mi son creduto d'un tratto piombato nella misteriosa atmosfera
+di quei tempi straordinari, allorchè, passato dalla galleria nella prima
+chiesa, improvvisamente mi sono trovato in un piccolo duomo di splendida
+architettura gotica, nel soffitto e nelle pareti del quale si andavano
+già attenuando, per l'annerirsi graduale degli affreschi, il barbaglìo
+di luci multicolori. Invisibili monaci cantavano in coro il vespro; le
+loro voci possenti di basso risuonavano solenni e ritmiche attraverso
+l'ombra crepuscolare della chiesa, e nelle pause delle loro litanie si
+udiva il rauco gracchiare dei corvi. Tre corvi novelli sono infatti
+nutriti nel chiostro in memoria di S. Benedetto, e sembra che il numero
+tradizionale di questi simboli viventi dell'ordine non venga mai
+oltrepassato.
+
+Sarebbe difficile una descrizione minuta del chiostro, tanto famoso per
+i suoi dipinti. Molti sono i tempietti e le cappelle, di costruzione
+laberintica, siccome si conviene ad un edificio fabbricato tra le rupi.
+Quei tempietti e quelle cappelle in parte sono fondati sulle grotte
+stesse, delle quali talora è visibile la nuda roccia; in parte sono
+appoggiati sulla parete della rupe. Si scende da una chiesa all'altra
+mediante scalini, e si crederebbe di essere dentro a catacombe montane,
+cariche di colori, scintillanti di ceri sugli altari. In queste cripte
+non si trovano soffitti o pareti che non siano ornati di affreschi,
+rappresentanti la vita di Benedetto, scene della storia del chiostro e
+della vita dei santi, o rappresentazioni allegoriche. La storia del
+monacato raggiunge con la vita di S. Benedetto il suo punto culminante
+epico-eroico, parallelamente ai canti cavallereschi delle lingue
+neo-latine. Non terribile come le leggende dei martiri del
+cristianesimo, che sostenevano la loro disperata lotta per la vita, ma
+penetrato di una mite dolcezza fantastica, esso spiega una ricchezza
+sorprendente di gradevoli motivi artistici. Mi sembra anche che i
+miracoli di Benedetto abbiano in sè più poesia di quelli degli altri
+santi, pochi eccettuati. L'amore fraterno tempera in essi l'egoismo di
+una esistenza d'eremita, separata del tutto dal mondo, e nobili ci
+sembrano in essa le avventure di Benedetto e di Scolastica, la loro
+solitudine, il lungo peregrinare sui monti, la distruzione dei templi
+pagani, l'erezione di nuovi chiostri. Al maestro si uniscono nobili
+giovani; fra gli altri Placido, l'apostolo di Sicilia, e Mauro,
+l'apostolo di Francia; essi guidano la fantasia dalla limitata
+solitudine dell'eremita ad un orizzonte pieno di storia e di destino. La
+vita di Benedetto si prestava ad essere soggetto di pittura; e perciò
+questo grandioso ciclo del monacato, che ha avuto la sua influenza anche
+sui poemi del Graal e di Titurello, ha trovato in Subiaco la sua
+rappresentazione classica.
+
+L'intero Lazio non ha nulla di simile a questi quadri, se non forse, in
+un certo senso, le pitture della cripta del duomo di Anagni. Il loro
+studio è utile per la storia dell'arte, appartenendo questi affreschi a
+stili diversi: a quello bizantino, a quello di Cimabue e di Giotto, fino
+ai secoli xv e xvi. Ne parlerò brevemente.
+
+La prima chiesuola, edificata, secondo un'iscrizione, dall'abate
+Giovanni V, nel 1116, fu ornata con affreschi nel 1220 da Giovanni VI.
+Questi affreschi ricoprono letteralmente le pareti, e, benchè rozzi ed
+imperfetti nel disegno, mostrano tuttavia una rara freschezza di vita ed
+una potenza epica naturale, straordinaria nello stile delle cronache
+trasportato nella pittura, se ci è lecito usare questa espressione. A
+destra e a sinistra sono rappresentate molte scene della vita di
+Cristo, il suo ingresso in Gerusalemme, quadro ricco di figure, la sua
+passione e gli avvenimenti dopo la sua morte. In oggi gran parte sono
+anneriti; pure, per fortuna, essendo stati fatti dei restauri, appaiono
+meno danneggiati dei quadri che trattano la vita di S. Benedetto. In uno
+di questi il santo è rappresentato mentre si rotola tra le spine per
+allontanare l'apparizione di una splendida donna, ed in un altro lo si
+vede intento a scrivere, nella sua grotta, le regole dell'ordine; e
+sotto v'è questo antico tetrastico leonino:
+
+ Hic mons est pinguis, multis claruit signis,
+ A Domino missus sanctus fuit Benedictus,
+ Mansit in cripta, fuit hic nova Regula scripta.
+ Quisquis amas Christum talem sortire Magistrum.
+
+Una piccola tribuna, scavata nella volta nuda della roccia, chiude
+questa chiesuola; dinanzi ad essa stanno, all'estremità della navata,
+tre archi acuti su eleganti colonne, a foggia di arco trionfale, le cui
+lunette sono ornate dai ritratti dei genitori di Benedetto, Probo e
+Abbondanza.[12] Dietro vi è un piccolo altare-tabernacolo, l'unico
+lavoro così detto alessandrino che io abbia trovato nel chiostro, nel
+quale altare il mosaico, contrariamente all'uso del tempo, è stato
+surrogato da un affresco.
+
+Una serie di piccolissime cappelle conduce nell'interno e forma un corto
+e angusto passaggio che si può paragonare alla navata traversale d'una
+chiesa. Anche qui tutte le pareti sono coperte di quadri, che sono
+stati, però, di recente restaurati in modo vergognoso, con colori
+stridenti ed eccessivi. Sono quadrucci isolati, o piccole composizioni:
+vi si vede, Benedetto che cena con la sorella, la morte di due santi e
+quella di Placido e di Mauro. Si trova anche lassù un antico sarcofago
+di bambino, circondato da graziosi bassorilievi che raffigurano degli
+uccelli ed è innalzato sopra una piccola colonna per servire da
+vaschetta. Una scala conduce nella chiesa inferiore o media,
+particolarmente memorabile; anche qui tutte le pareti erano coperte di
+pitture, ed alcune iscrizioni ci hanno conservato il tempo e il nome
+dell'artista. Vi si legge in caratteri gotici: «_Magister Conxolus
+pinxit hoc opus_»; altrove: «_Stamatico Greco pictor perfecit A. D.
+MCCCCLXXXX_». Consolo fu pittore della fine del xiii secolo, prima
+dunque di Cimabue, e prima che la pittura italiana si liberasse dai
+caratteri tipici dello stile bizantino. Forse egli è lo stesso artista
+che ornò di pitture murali il vestibolo di S. Lorenzo fuori le mura a
+Roma, sotto Onorio III, ambedue questi lavori essendo di quel tempo e
+della stessa scuola. I dipinti di Consolo--e di lui sono la maggior
+parte degli affreschi del chiostro--conservano ancora la maniera greca,
+ma certo non in tutta la sua violenta e cruda magrezza. Si trovano fra
+di essi sorprendenti figure di nobili forme, e con una semplicità di
+panneggiamento, che rammenta l'arte antica. Ad ogni modo questo antico
+maestro, il cui nome (da kompsos?) sembra rivelare il greco, è molto
+efficace e forse egli dipingeva, come scolpivano i Cosmati, greci essi
+pure (kosmêtês) e suoi contemporanei, a Roma, a Subiaco e nella cripta
+del duomo di Anagni.
+
+Vi sono in questa chiesa sotterranea pitture di soggetti disparatissimi;
+la maggior parte riferentisi alla storia del chiostro. Sotto la scala si
+vede Innocenzo III consegnare un diploma all'abate Giovanni VI, e
+Gregorio I dare all'abate Onorato l'atto di donazione. Parecchi trattano
+la vita di S. Benedetto; uno, che lo rappresenta con la nutrice, è
+notevolissimo per la gradevole figura della donna e l'ottimo
+panneggiamento; un altro rappresenta, in modo originale, la sua morte:
+il santo con la tonaca nera sta su di un giaciglio; dalla sua bocca un
+raggio di luce conduce alla piccola nuda figura della sua anima, che un
+angelo alato già reca fra le sue mani. L'angelo ha una bella
+espressione, un pronunciato profilo greco e gli occhi a mandorla. La
+dolce inclinazione della testa, già prima di Giotto espressione
+caratteristica del grazioso, ricorda vivamente le migliori imagini delle
+catacombe. Questa mirabile figura di un tono medio bruno non è stata,
+fortunatamente, ritoccata. Vi sono molti altri quadri con figure di
+bambini, di cui è inutile parlare: non tutte sono del medesimo artista,
+e talune senza dubbio appartengono già al secolo XI, poichè strettamente
+fedeli alle peggiori forme bizantine. Tali sono i colossali quadri del
+soffitto, rappresentanti apostoli e santi che contrastano aspramente con
+gli affreschi delle pareti, e che sono stati barbaramente restaurati.
+
+Nella parte centrale della chiesa si trova anche la grotta di Benedetto,
+che mi ha ricordato assai vivamente la grotta famosa di S. Rosalia a
+Palermo, sul monte Pellegrino. Sotto un ricchissimo altare sta una
+marmorea figura del giovane santo in preghiera innanzi la croce; è
+un'opera non cattiva della scuola del Bernini;[13] e forse l'effetto
+che produce è accresciuto dalla penombra in cui si trova. Qui tutto ha
+un carattere di giocondità; la graziosa piccolezza di queste chiesuole,
+cappelle e grotte, splendenti e multicolori, sembra un giuoco di
+fantasia, come non ho visto mai in altre rappresentazioni religiose. Si
+potrebbe dire un libro illustrato di poetiche leggende, prive di dolore
+e di sangue, ma ricche di fantastico colorito, come la vita dei pii
+anacoreti nel deserto.
+
+La religione vi è presentata sotto forma di favola, e produce un effetto
+corrispondente a questa. Il carattere del chiostro è appunto questo, ed
+è forse unico nel suo genere. Ivi lo spirito non è mai portato a gravi
+pensieri; in questa sacra grotta nemmeno il più fervente dei cattolici
+potrebbe sentirsi penetrato di venerazione: gli stessi artisti, che
+avrebbero voluto suscitare il senso della pietà con quadri melanconici,
+sono stati dalla scherzosa giocondità dell'insieme eccitati
+invincibilmente ad intonarsi all'ambiente. Questo ho sentito in due
+affreschi, che stanno di fronte, sulle strette pareti, presso una scala
+che dalla grotta mena nella sottostante cappella. Rappresentano il
+«Trionfo della Morte», secondo la nota canzone del Petrarca: la Morte,
+funebre cavaliere, dopo aver saltato a cavallo su dei cadaveri,
+colpisce con la spada un giovane che s'intrattiene con un compagno a
+parlare. Di fronte stanno tre tombe aperte: nella prima giace una
+giovane donna, morta da poco tempo; nell'altra si scorge il suo corpo
+già nauseabondo e decomposto; nella terza finalmente il suo scheletro.
+Un vecchio pare spieghi queste varie fasi del nulla; egli ammaestra tre
+bei giovanetti, in eleganti abiti, coi falchetti sul pugno, che
+gravemente lo ascoltano. L'autore di questo memorabile quadro, che
+disgraziatamente ha molto sofferto, non è conosciuto; sembra sia
+dell'epoca del Ghirlandaio. Di lui forse è pure la Strage degl'Innocenti
+a Betlemme. Questo soggetto è trattato artisticamente e semplicemente:
+un gruppo di madri, con i bimbi lattanti fra le braccia, con ansia
+affettuosa li stringono al seno; verso di esse si avanzano dei guerrieri
+con la spada sguainata. Io non ho mai visto trattato con tanto
+sentimento drammatico ed estetico questa scena piena di orrore, soggetto
+preferito della pittura di tutte le epoche; e tanto più si deve lodare
+l'ingegno dell'artista, se si ricorda il ributtante carnaio
+rappresentato negli arazzi del Vaticano! L'artista di Subiaco ha capito
+che egli avrebbe potuto commuovere anche facendo solo indovinare o
+temere l'inumano. Il quadro è di proporzioni assai piccole.
+
+Ho trovato anche altre rappresentazioni artistiche originali;
+specialmente due figure di S. Stefano e di S. Lorenzo. Il primo santo è
+lapidato; il pittore o il restauratore ha voluto con strano pensiero
+inserire nel quadro delle vere pietre, e nel suo zelo ha rappresentato
+materialmente l'aureola, rompendola coi sassi. S. Lorenzo è una graziosa
+figura giovanile, vestita di un ricco panneggiamento; tiene nella destra
+la palma, nella sinistra il libro e sta eretto sulla graticola.
+
+Aggiungo ancora che dalla cappella descritta si scende in un'ultima
+grotta, assai piccola; si dice che qui Benedetto abbia ammaestrato nelle
+sacre scrittura i suoi scolari.
+
+Le pareti sono coperte di stucchi e mostrano resti di antichissima
+pittura. Tali sono le principali curiosità del chiostro; ma non vogliamo
+dimenticare la parte superiore, da dove si gode una vista superba della
+rupe gigantesca sulla quale questi santuarî sono costruiti. Essa cade a
+piombo, e sembra volersi precipitare sul chiostro; ma fortunatamente si
+trova là effigiato il santo che con la mano stesa, come per trattenerla,
+sembra esclamare: Fermati, o rupe; non danneggiare i figli miei! Quando
+sono entrato nel cortile ho trovato appollaiati ai piedi della figura
+del santo tre corvi, che raucamente gracchiavano. Questi sinistri
+uccelli con le loro voci lugubri e le tonache nere da benedettini mi
+sono sembrati attributi propri del santo, come nell'antica mitologia
+altri uccelli sono sacri ad altri Dei.
+
+I corvi hanno una parte di qualche importanza nella storia di Benedetto,
+dissi già che lo accompagnarono nel suo viaggio da Subiaco a
+Montecassino, e aggiungo ora che gli salvarono la vita. Infatti, avendo
+un nemico mandato a Benedetto del cibo avvelenato, essi lo portarono
+via, lontano, sulle rupi. Il corvo dei monti mi è sembrato un vero
+uccello da monaci; in ogni modo è un simbolo migliore di quello dei
+domenicani, consistente in un cane con la face in bocca.
+
+Anche in un altro luogo mi sono ricordato dell'antichità, anzi di un
+nome celebre. Vi è nel chiostro anche un giardino di rose, sulla sommità
+della rupe. Un tempo erano rovi, precisamente quelli nei quali Benedetto
+si era avvoltolato a corpo nudo. Quando nel 1223 il famoso fondatore
+dell'ordine francescano visitò Subiaco, innestò alle spine delle rose,
+le cui discendenti stanno ancora in fiore. Col tempo si sono scoperte
+meravigliose virtù in queste rose. Un monaco mi disse seriamente che
+esse, ridotte in polvere e inghiottite, guariscono qualunque malattia o
+incantesimo. Il monaco non mi disse però se esse possiedono anche la
+preziosa virtù delle rose di Apuleio; in ogni modo non avrei potuto
+verificarla.
+
+
+
+
+ATTRAVERSO L'UMBRIA E LA SABINA.
+
+(1861).
+
+
+
+
+Attraverso l'Umbria e la Sabina.
+
+(1861).
+
+
+Una gita da Roma nella Tuscia romana, nella Sabina e nell'Umbria è oggi
+tanto più attraente, in quanto che chi viaggia in queste province, or'
+ora annesse al regno d'Italia, ha campo di fare molte e nuove
+osservazioni importanti. Invece di viaggiare con la diligenza, è assai
+meglio prendere un _vetturino_ fino a Perugia. L'istituzione italiana
+dei vetturini sarà fra pochi anni soppiantata dalle ferrovie, e vi sarà
+certo chi li rimpiangerà, perchè, se non sempre comodo, questo mezzo di
+viaggiare ha pure i suoi vantaggi, primo fra tutti quello di far
+conoscere la regione che si attraversa, cosa in ferrovia quasi
+impossibile. Il mio vetturino trottava allegramente sull'antica via
+Flaminia, di buon mattino, sotto uno splendido cielo di settembre.
+Meraviglioso è un viaggio attraverso questa campagna; il Soratte e i
+monti Sabini, dalle linee vigorose, offrono a destra le più gradevoli
+vedute. Di paesi se ne incontrano pochi in questo deserto; dopo il terzo
+miglio si trova Prima Porta, _Saxa Rubra_ degli antichi, così detta per
+i grossi massi di tufo rosso che vi si trovano. Questa pietra vulcanica
+è particolare della regione tosco-romana; essa forma pittoresche
+colline, scoscendimenti, mura naturali e contrafforti. Chi conosce Veio
+e Civita Castellana, si ricorderà di questa caratteristica che tanto si
+discosta da quella del Lazio.
+
+Il Tevere scorre attraverso il paese in belle volute, piacevolmente
+incorniciato da lontane catene di monti. Lo si perde di vista, quando si
+piega a sinistra, verso Castelnuovo, per raggiungere Rignano. Lungo la
+strada incontrai un plotone di cavalleria pontificia, che in mezzo alla
+polvere trottava rapidamente; compresi subito quale scopo aveva
+quest'ultima commedia militare nel territorio papale.
+
+Si sa bene che la Tuscia romana, separata per mezzo del Tevere dalla
+Campagna romana o Lazio, è chiamata Patrimonio di S. Pietro. A torto si
+fa datare questo possesso dalla donazione della contessa Matilde, la
+famosa paladina della gerarchia romana, che non aveva veramente dei
+dominî in quei luoghi, ma possedeva invece qua e là nel Lazio molti
+castelli. Ciò che si chiama Patrimonio di S. Pietro fu essenzialmente la
+parte fondamentale e più antica degli Stati della Chiesa; qui sono gli
+inizî del possesso, e il primo dominio temporale della Santa Sede fu
+Sutri, sul lago di Bracciano, dono del re longobardo Luitprando.
+
+Nell'epoca carolingia il vescovo romano signoreggiava su tutte le
+attuali città della Tuscia romana, la quale era amministrata da suoi
+delegati col nome di _Duces, Comites, Rectores_. Ma a poco a poco questo
+possesso si perdè, e dopo la caduta del regno carolingio alcuni conti
+ereditarî se ne impadronirono. Ai tempi della contessa Matilde il
+pontefice non aveva più possessi, sia temporalmente che politicamente,
+nè in Tuscia, nè in Sabina; cento piccoli conti e baroni v'imperavano,
+in barba alle donazioni di Pipino e di Carlo. Ci vollero molte guerre e
+molti secoli per rimettere la Santa Sede in possesso dell'antico
+patrimonio.
+
+Ci fermammo sei ore a Rignano, paese appartenente alla Comarca di Roma;
+al di là comincia la delegazione di Viterbo. È piccolo e di poco
+interesse, per quanto fosse ducato, come molti altri paesetti romani. Il
+primogenito di casa Massimo porta il titolo di duca di Rignano.
+
+Nell'albergo del paese trovai un colonnello pontificio che era partito
+in congedo pel suo paese, Macerata, ma che era stato rimandato indietro
+a Narni dai piemontesi, perchè sul suo passaporto mancava il visto del
+console italiano. Egli mi parlò della severità delle guardie italiane di
+confine.
+
+Mi disse che tutto ciò che veniva da Roma era sospetto di mene
+reazionarie. Correvano, anche per Rignano e gli altri luoghi vicini,
+voci sull'irruzione di 200 napoletani, e di una banda reazionaria che,
+movendo da Corneto, si preparava a passare il fiume.
+
+Qualcuno assicurava anche di aver visto la truppa, e si temevano
+eccessi, come nel napoletano. Anche il mio vetturino si impensierì e
+decise di accorciare la tappa giornaliera, fermandosi a Civita
+Castellana. Era dunque il movimento di questa truppa di zuavi, o altro
+che fosse, che aveva determinato l'avanzata della cavalleria papalina
+lungo la corrente del fiume. Senza saper più nulla di positivo su questa
+cavalleria, nel pomeriggio continuammo la nostra magnifica gita
+attraverso la Campagna.
+
+La campagna si faceva sempre più bella, di mano in mano che si avanzava
+verso Civita Castellana. Si passò sulla via Flaminia proprio ai piedi
+del Soratte, ed io potei osservare per un bel pezzo di strada il paese,
+la torre medioevale e la chiesa sorgenti sulla sua sommità. Quel monte,
+a cui Orazio e Virgilio han consacrato celebri versi, è in terra
+etrusca, ed è visibile anche da Roma.
+
+Si leva isolato, in una massa rossastra, acuta e bella di pietra
+calcarea, di fianco al Tevere. Il suo aspetto d'isola, i suoi colori, e
+la gradevole forma, mi ricordarono il monte Cairo nelle vicinanze di S.
+Germano. La sua altezza supera i 2000 piedi.
+
+L'archeologo lo conosce per il culto primitivo che avevano per lui gli
+abitanti, e lo storico per doverlo spesso ricordare nel medioevo.
+
+Quel papa Silvestro che si lasciò regalare dall'imperatore
+Costantino--quando, secondo la leggenda, lo battezzò nel palazzo
+Laterano--Roma e tutta l'Italia, anzi tutto l'Occidente (e per quanto
+tempo non si è creduto a questa ridicola donazione?), quel papa
+fortunato visse nelle solitudini del Soratte, finchè durò l'ultima
+persecuzione dei cristiani. In suo onore fu eretto nel medio evo il
+chiostro di S. Silvestro, sulla cima del monte, e, si dice, sulle rovine
+di un tempio di Apollo. Per molto tempo questo chiostro fu celebre e
+visitato, come uno dei più antichi nella regione romana. Carlomanno, il
+primogenito del grande eroe franco Carlo Martello, vi vestì l'abito nel
+746, ma cambiò poi l'eremitaggio con quello più bello di Montecassino,
+per sottrarsi alle moleste visite che non cessavano di fargli i nobili
+franchi, quando si recavano a Roma.
+
+Anche altri chiostri sorsero in questo luogo: ai piedi del monte era
+quello di S. Andrea, ora distrutto, dove nel secolo x il monaco
+Benedetto scrisse una cronaca ricca di notizie storiche. Pertz la trovò
+a Roma nella biblioteca Chigiana e la fece stampare nei _Monumenta
+Germaniae_. Questi luoghi si possono veramente considerare, qui sui
+confini dell'antica Sabina, come la culla dei benedettini. Di là dal
+Tevere, poco lungi dal Soratte, giace anche oggi il chiostro primitivo
+di Farfa, oggi abbandonato, famosa costruzione longobarda, abbazia
+imperiale e ghibellina che diede spesso alloggio agli imperatori
+tedeschi che scesero nella valle del Tevere. I ricercatori di notizie
+del medio evo romano devono alla diligenza e sagacia dei suoi monaci il
+prezioso codice dei _Regesti_ di Farfa, che la Vaticana conserva. Questa
+importantissima raccolta di monumenti, appendice importantissima ai
+_Regesti_ di Pietro Diacono di Montecassino, è oggi una delle principali
+fonti d'investigazione storica. E davvero con non lieve interesse
+osserveremo la grandiosa campagna intorno al Soratte, se ricorderemo
+che più d'uno dei nostri imperatori tedeschi di qui scese verso Roma, al
+tempo delle lotte col papato gregoriano.
+
+Ai piedi del monte esiste ancora il guado del Tevere che gl'imperatori
+solevano passare, presso l'antico _Flaianum_, oggi Fiano.
+
+Molto mi dispiacque di non poter visitare il paese di Sant'Oreste,
+appollaiato graziosamente in cima al monte. Gli archeologi pretendono
+che il famoso tempio di Feronia sorgesse un giorno lassù, e che la
+città, costruita in quel luogo, si chiamasse Sant'Edistio, corrotto poi
+in San Resto e Sant'Oreste; ma è più verosimile che il nome venisse alla
+città da quello stesso del monte Soratte, che durante le oscurità
+medioevali si sarebbe poi mutato nel nome di un santo ignoto o apocrifo.
+
+Alle sei giungemmo a Civita Castellana. Il panorama di questo luogo
+meraviglioso è insuperabile, più bello ancora di quello di Veio. Il
+paese si leva su erte rocce rossastre, coperte da piante rampicanti,
+simili a mura naturali; ai suoi piedi scorre il fiume Treia. È ben
+fabbricato, ha molti ponti, uno dei quali somiglia al nuovo ponte
+dell'Ariccia, pur non essendo così grandioso. La valle, stretta e
+bellissima, formata dalle rupi che il Treia attraversa, è ricca di
+singolari vedute, tali da formare certo l'ammirazione di ogni pittore.
+La posizione di questa città etrusca è stata scelta con rara fortuna ed
+acume.
+
+Qui certo fu la primitiva Faleria. Nel medio evo, quando i saraceni
+resero malsicuri questi dintorni (essi distrussero una volta anche
+l'abbazia di Farfa), l'antichissima Faleria, abbandonata fin allora, fu
+ripopolata, perchè fortemente situata su una piattaforma di rupi; così
+si formò Civita Castellana, sede di conti per molto tempo, e spesso
+nominata nella storia dei papi. Il terribile avversario di Gregorio VII,
+Guiberto di Ravenna, antipapa col nome di Clemente III, passò qui i suoi
+ultimi anni, e quivi morì. Anche Alessandro III vi finì i suoi giorni.
+Oggi questa ospitale e spaziosa città (di soli 2400 abitanti) offre
+poche cose degne di nota. Da tempo antico è vescovado, come quasi ogni
+altro luogo un po' importante del Patrimonio di San Pietro. La
+cattedrale di Santa Maria è degna di esser visitata, col suo portale
+romanico e il vestibolo, notevole monumento del XIII secolo. Ha archi e
+finestre in stile gotico-romanico; colonne e un architrave a mosaico.
+Nel vestibolo si conservano antiche iscrizioni, la più vetusta delle
+quali ricorda una donazione di beni fatta alla Chiesa nel IX secolo.
+
+La città, del resto, non ha reliquie municipali interessanti; del
+periodo feudale non resta che l'antico castello, costruzione della fine
+del secolo XV, con le armi dei Borgia; Alessandro VI lo fece costruire
+da Antonio Sangallo. Servì negli ultimi tempi come prigione di Stato, e
+molti visitatori ricordano di avervi veduto il famigerato brigante
+Gasparone, parente del cardinale Antonelli.[14] Io dimenticai di
+domandare se viveva ancora. Mi ricordo che a Roma qualcuno narrava di
+averlo visitato, per curiosità, e di avergli chiesto quanti omicidî
+avesse commesso, al che aveva egli risposto: «Non molti, forse appena
+una ventina».
+
+Oggi la bandiera francese sventola sulla torre pittoresca e nera di
+Civita Castellana, poichè questo è il punto estremo del _Patrimonium
+Petri_ verso la Sabina, e l'occupa una guarnigione di truppe
+napoleoniche. Alcuni soldati francesi mi dipinsero come molto triste e
+noioso il loro soggiorno in quel luogo solitario e remoto; ed avevano
+veramente ragione di lamentarsi, perchè ivi è impossibile ripararsi
+contro l'inclemenza del sole, che dardeggia senza pietà.
+
+Dopo una notte di riposo, passata nel discreto albergo della Posta, che
+trovandosi nel punto dove convergono le strade dalla Sabina, da Nepi,
+Amelia e Viterbo, è abbastanza frequentato, mi accinsi a passare i
+confini pontifici e ad entrare negli Stati piemontesi. Il segno del
+confine era il Tevere, che col suo corso divide le terre del
+_Patrimonium Petri_ dall'Umbria e dalla Sabina.
+
+Partito la mattina alle cinque da Civita Castellana, giunsi in poche ore
+a Borghetto, pittoresco castello sul fiume, oggi l'ultimo villaggio
+pontificio, sotto il quale il Tevere scorre in una larga e bella valle;
+gli sono vicini i monti della Sabina, e con essi molte località, ora
+(1861) piene di piemontesi e di lombardi.
+
+Qui il fiume, già abbastanza largo, è traversato dal ponte Felice, bel
+monumento costruito da Sisto V (Felice Peretti) nel 1589.[15] Fino a
+questa località il Tevere può essere risalito da battelli, anzi da
+qualche anno, da Ripetta a Roma, è stato stabilito un traffico per mezzo
+di battelli a vapore, e così la capitale è collegata alla Sabina. La
+siccità estiva aveva molto assottigliata la corrente, e fra tutto io non
+vidi che due o tre barconi di carbone, legati alla sponda. In mezzo al
+ponte, sopra l'iscrizione di Sisto V, sventolava la bandiera francese.
+Di là da questo confine comincia il nuovo Stato, che la rivoluzione
+italiana nel 1859 creò _per fas et per nefas_. All'estremità del ponte
+erano due tricolori italiani, ancora incoronati di alloro appassito.
+Sembravano gettare sguardi sospettosi sullo stendardo di Francia, mentre
+i robusti granatieri piemontesi stavano in sentinella dinanzi ad una
+vicina capanna. Essi avevano un aspetto grave e sospettoso, quando mi
+chiesero il passaporto nel loro sgradevole dialetto. Mentre lo
+esaminavano, volli utilizzare quel tempo di attesa, ritornando in mezzo
+al ponte per copiare le iscrizioni di Sisto V e di Urbano VIII.
+Ma--strano a dirsi--un granatiere me lo impedì: egli mi venne dietro, e
+mi dichiarò abbastanza vivacemente che non poteva permettermi di
+ripassare il ponte, e che egli stesso non poteva varcare di un sol passo
+la bandiera francese. Così dovetti convincermi dell'efficacia di quel
+simbolo. Ogni rimostranza fu inutile, il bravo soldato non volle udir
+ragioni, ed io dovetti tornar indietro. Del resto, tanto egli che
+l'impiegato della dogana furono con me perfettamente corretti. Il
+panorama della Sabina che si gode dal ponte è bello e vasto. Di contro è
+l'antico e cupo Magliano, sede di un vescovo che qualche mese fa fu
+incarcerato; più oltre Poggio Mirteto, ora una delle stazioni più
+importanti dell'esercito piemontese di confine, mentre il governatore
+civile di tutta la Sabina risiede in Rieti, città più grande, fino a
+poco fa residenza del delegato pontificio.
+
+M'internai nella bella regione montuosa, piena di colli ridenti, ricchi
+di vino, olio e castagne, abitata da gente forte, onesta e patriarcale,
+ma ignorante e primitiva. Il carattere di questa regione non ha nulla di
+comune con quello del Lazio, pieno di sole e di luce; somiglia piuttosto
+a quello dell'Appennino centrale. La straordinaria siccità dell'estate
+aveva anche là bruciato i campi; il granturco presentava un aspetto
+deplorevole; anche l'olivo era poco rigoglioso; solo le viti
+promettevano un abbondante raccolto.
+
+La prima città che si trova su quella strada è l'antichissima, ora assai
+piccola, città di Otricoli, nella quale si rinvennero molte antichità
+celebri, fra le quali la testa di Giove del Vaticano. Notiamo anche che
+ivi fu arrestato dai cavalieri del Barbarossa il famoso Arnaldo da
+Brescia, che fu consegnato ai cardinali e giustiziato poi a Roma. Egli
+aveva già ai suoi tempi insegnato ciò che ora l'Italia chiede ai papi.
+
+Per dimostrare l'annessione all'Italia, quasi non bastassero le
+bandiere, che già in gran copia avevo vedute, si aggiungevano ora le
+armi di Savoia, dipinte di fresco sui muri. Vidi sempre in maggior
+numero granatieri, lancieri, bersaglieri coi cappelli piumati e le
+mantelline turchine, simili a comparse teatrali; più là trovai la
+guardia nazionale, dalle poco brillanti uniformi.
+
+Otricoli fa parte dell'Umbria, ma il confine fra le due provincie è
+difficilmente rintracciabile e sempre variabile. Oggi questa città
+appartiene alla delegazione di Spoleto, e da essa si entra nel
+territorio dell'antico e una volta così potente ducato.
+
+Sotto Otricoli si apre la stretta e selvaggia valle della Nera,
+impetuoso fiume montano che si dirige verso il Tevere, e che una volta
+segnava il confine geografico fra l'Umbria e la Sabina. Viene quindi
+Narni, una delle più antiche città umbre, col suo bel castello e i
+campanili delle sue chiese. Il luogo è assai ameno; la Nera, uscendo
+dalla sua strada incassata fra le rupi, entra in una valle grandiosa e
+scorre fra armoniose colline. Un antico ponte romano riunisce ancora le
+due rive. In fondo si scorgono i verdi monti dell'Umbria, amenissimi e
+ricchi d'incantevoli luoghi, fra cui ricorderò Amelia. A cinque miglia
+di distanza giace l'antica _Interamna_, oggi Terni, in mezzo a verdi
+colline, la patria di Tacito. Nulla, credo, possa essere più attraente
+di una gita per questi luoghi in primavera o in autunno.
+
+Oltre il suo bel castello, Narni possiede notevoli chiese e conventi,
+come la cattedrale, consacrata al primo vescovo della città, San
+Giovenale; però il tesoro maggiore è rappresentato da un dipinto famoso
+dello Spagna, l'_Incoronazione della Madonna_, nel convento degli
+Zoccolanti.[16] Dello stesso artista si trovano quadri in molti paesi
+dell'Umbria; alcuni gli sono però stati erroneamente attribuiti.
+
+Di mura ciclopiche non si hanno qui che pochi avanzi, e degli antichi
+monumenti romani di questa città, dove nacque Nerva, non rimane che il
+ponte di Augusto sulla Nera. Quest'opera, un dì grandiosa, appare anche
+oggi ammirabile, sebbene dei tre o quattro archi che la componevano, ne
+resti uno soltanto. Le imponenti rovine, i flutti vorticosi della Nera,
+un vicino convento, la città colla sua solenne architettura, tutto
+contribuisce a dare a questo paesaggio un carattere d'incomparabile
+bellezza.
+
+Marziale gli ha dedicato i mirabili versi:
+
+ Narnia sulphureo quam gurgite candidus amnis
+ Circuit, ancipiti vix adeunda jugo;
+
+ Quid tam saepe meum nobis abducere
+ Quintum Te juvat, et lenta detinuisse mora?
+
+ Quid Nomentani causam mihi perdis agelli
+ Propter vicinum qui pretiosus erat?
+
+ Sed jam parce mihi nec abutere, Narnia, Quinto;
+ Perpetuo liceat sic tibi ponte frui.
+
+Verso la metà del secolo XII il ponte crollò. Al tempo degli Hohenstaufen
+non doveva esistere già più, perchè Parsifal Doria, generale di
+Manfredi, si annegò, mentre voleva guadare in quel punto la corrente a
+nuoto, col suo cavallo, ambedue coperti di ferro. Si costruì allora il
+nuovo ponte, più comodo per la sua posizione, essendo troppo grande la
+spesa necessaria per restaurare l'antico.
+
+La menzione fatta del valoroso Parsifal mi rammenta un'altra grande
+figura di guerriero, che forma ancora uno dei vanti dei Narnesi: in
+Padova di fronte alla cattedrale sorge il monumento equestre in bronzo
+del Gattamelata, opera di Donatello, la prima di questo genere compiuta
+in Italia durante il Rinascimento. Fu fatta per incarico della
+Repubblica di Venezia, che così volle onorare la memoria di uno de' suoi
+più fedeli condottieri, che fino al 1441 aveva servito la bandiera di S.
+Marco. Erasmo Gattamelata nacque a Narni.
+
+Un altro Narnese diede lustro alla città nel secolo XV: il cardinale
+Bernardino Eroli, morto nel 1479, di cui la tomba è visibile nelle
+grotte di S. Pietro a Roma.
+
+La famiglia di lui, che esiste ancora a Narni ed è una delle prime del
+patriziato, abita un antico palazzo. Uno de' suoi membri è il marchese
+Giovanni, distinto antiquario, ricercatore di documenti; egli è
+veramente la cronaca vivente della sua città, della quale ha descritto a
+fondo e riunito nella sua _Miscellanea Narnese_ le cose più notevoli. Mi
+trattenni alquanto in questa città, e visitai questo degno signore. La
+vita di un patrizio in un piccolo centro campagnolo deve essere tanto
+più limitata e monotona quanto più esso possiede istruzione e talento.
+Il marchese, lieto di ricevere un viaggiatore, tanto più poi che veniva
+da Roma e che si occupava di storia, mi accolse con grande cortesia, e
+soddisfece pienamente alle mie domande circa l'archivio municipale di
+Narni, come sopra gli archivi delle altre città umbre, e mi invitò ad
+accompagnarlo nel suo studio. Non era uno studio di disegno o di
+pittura, ma di fotografia. Quando vi entrai credetti di esser penetrato
+in un tepidario, perchè il calore era così intenso da potersi appena
+tollerare. Egli mi mostrò i suoi lavori, che erano invero così poco
+riusciti da non allettare gran che i visitatori.
+
+Da Narni m'internai con vera gioia nell'Umbria, in questo giardino
+dell'Italia centrale, irrigato da vivaci corsi d'acqua, cosparso di
+olivi e di verdeggianti colline. Tutto vi è sereno e aggraziato; persino
+il dialetto degli abitanti è pieno di melodia. Non è davvero strano che
+la pittura umbra, così gradevolmente viva e ideale, abbia avuto nella
+natura la sua fonte precipua. L'Umbria fa veramente intendere che cosa
+sia la Toscana, ancora più bella e gradevole.
+
+Dopo una breve corsa attraverso la campagna fertile e ricca, giunsi a
+Terni, patria di Tacito, famosa per le cascate del Velino, città
+attivissima di 9000 abitanti. Non vidi le cascate, ma girai per la
+città, che si presenta come un borgo abbastanza pulito, nel quale il
+periodo del Rinascimento e lo stile baronale pomposo hanno soffocato il
+medio evo caratteristico. Molti notevoli palazzi indicano che vi risiede
+una ricca nobiltà. Anche la vita politica ha qui uno speciale movimento.
+
+Essendo una città di qualche importanza, più grande di Narni e, per
+numero di abitanti, venendo subito dopo Spoleto, Terni aspira ad avere
+un significato politico. L'italianizzazione vi fu accolta con
+entusiasmo; su molte insegne di botteghe operaie vidi già i colori
+bianco, rosso e verde da poco dipinti; anche sulla mia tavola
+all'albergo stava il tricolore. E non faremmo altrettanto noi in
+Germania, in analoghe circostanze?
+
+Cresce in Italia una specie di zucca, detta cocomero, che al di fuori è
+verde, e, tagliato, mostra una polpa purpurea, e intorno una zona
+bianca: i colori italiani. A questo proposito ricordo di aver veduto
+questo spettacolo: un cocomeraro aveva inalberato sul suo banco un
+grande tricolore, sopra il quale era dipinta la dea dei cocomeri nei
+suoi tre colori naturali; con la scritta in trasparenza: _Natura mi diè
+questi colori_. Lo spiritoso cocomeraro faceva un degno richiamo! Anche
+nei dominî pontificî la coccarda del governo è di solito rappresentata
+da un uovo sodo tagliato in mezzo. Su questi due simboli corrono fra la
+popolazione dei saporiti motti di spirito.
+
+La rivoluzione italiana ha portato con sè, come mi ha insegnato
+l'esperienza, una vera rivoluzione nei nomi delle strade e dei caffè,
+tanto che chi tornasse dopo una assenza di qualche anno nella sua città,
+difficilmente riuscirebbe a raccapezzarcisi. Le piccole piazze coi nomi
+di S. Maria, S. Paolo, ed altri, ora prendon nome da Vittorio Emanuele,
+e tutti gli altri santi e patroni sono ovunque sostituiti da Garibaldi,
+Cavour, Ricasoli, ed altri uomini della spada o del parlamento. Sarebbe
+interessante contare i caffè che oggi in Italia hanno il nome di
+Garibaldi!
+
+Terni è ora il quartier generale del comandante Brignone e di molta
+fanteria di linea. Io vi trovai i muri delle strade coperti di proclami
+per la chiamata delle classi sotto le armi. Mi fu detto che nell'Umbria
+la popolazione si sottopone più volontieri che non nelle altre province
+dell'ex-Stato pontificio all'obbligo della leva. Anche qui però vi sono
+molti disertori che vanno ad alimentare la reazione nel napoletano,
+tanto più che la sorveglianza dei confini da quella parte è assai
+difficile. Ci vorrà molto tempo perchè gl'italiani si abituino al
+servizio militare obbligatorio. L'esenzione dal servizio militare è
+stata veramente un prezioso beneficio del regime papale, beneficio
+inestimabile per il contadino.
+
+Grande è il numero degli emigrati romani a Terni, come del resto in
+tutta l'Umbria ed in tutta la Sabina. L'emigrazione sparsa nei diversi
+luoghi mi fu detto essere superiore a 5000 individui, ma forse questa
+cifra è inferiore alla realtà.
+
+Una gran parte dei forusciti viveva finora in Rieti, ma una discordia
+scoppiata fra i romani ed i cittadini di quella città li ha costretti ad
+abbandonare il luogo ed a spargersi per l'Umbria. La loro esistenza è
+abbastanza difficile e penosa, perchè i comitati creati allo scopo di
+soccorrerli hanno mezzi insufficienti. Cospirano attivamente così
+vicino a Roma, dove il comitato nazionale è in relazione diretta con
+essi. Secondo ogni verosimiglianza sono essi che redigono i giornali
+umbro-sabini, come l'_Italia e Roma_ di Perugia. Questi fogli sono letti
+avidamente, e molti esemplari penetrano anche nella Città dei Cesari.
+
+Da Terni partii per Spoleto; percorsi per molte ore una regione
+montuosa, fresca, ricca di quercie. Si valica l'Appennino sopra Terni,
+o, per meglio dire, attraverso il monte Somma. La strada, assai buona,
+giunge fino alla sommità lungo la gola detta _Strettura_, salendo
+gradatamente. I due versanti del monte da ambo i lati sono boscosi; non
+si vedono paesi; solo qua e là qualche casale. De' bei buoi bianchi
+erano stati, per rinforzo, attaccati alla vettura, e mentre essi
+lentamente salivano l'erta, potei permettermi una breve camminata su
+quella ripida strada. L'aria era fresca e leggera: si sarebbe potuto
+camminare ore intere senza stancarsi. Dei briganti non c'era da temere,
+poichè tutta l'Umbria ne è immune. Avendo lasciato un po' indietro la
+carrozza, vidi d'un tratto un uomo accoccolato, nascosto in un
+cespuglio, che appena mi vide si mise a farmi energicamente dei segni, e
+precisamente quelli che soglion fare gli italiani per chiamare a sè. Io
+mi fermai in mezzo alla strada; l'uomo mi accennò di proseguire il mio
+cammino. Voleva dirmi di essere cauto? Finalmente scese egli stesso
+dalle rupi nella strada, e lo riconobbi per un giovane e simpatico
+milite della guardia nazionale.--Sembra che diffidiate di me--disse--ma
+io vi ho fatto cenno soltanto per dirvi che potete continuare la vostra
+strada e non guastare così il mio giuoco. Io debbo star qui a
+sorvegliare un giovane e una ragazza che stanno laggiù nella valle, e
+veder quello che fanno.--Il soldato mi disse queste parole un po'
+eccitato. Terribile cosa la gelosia! Anche quella solitudine che
+sembrava creata solo per pensieri e fatti patriarcali, nascondeva nel
+suo seno il terribile mostro! E non fu inutile la posta del giovane:
+dopo poco la coppia sbucò fuori da un cespuglio; la fanciulla si
+allontanò dall'amante e seguì la riva del torrente, mentre questi
+scompariva. Difficilmente sarà sfuggito ad una _coltellata_!
+
+Presto raggiungemmo la cima del Somma, dove i buoi furono staccati. Di
+qui si scese per la strada che costeggia una gola simile a quella
+percorsa all'insù, e che corre per sei miglia attraverso splendidi
+monti; dopo poco ci si presentò meravigliosamente la vecchia Spoleto e
+sotto a noi la valle del Clitunno, e la pianura ove scorre il Tevere.
+Uscendo di mezzo ai monti, Spoleto appare bella come nessun'altra città,
+e sopratutto pittoresca, con la sua nera rocca, le molte torri massicce
+che la coronano, e le mura merlate. La luce dorata del sole la
+illuminava morendo, e contribuiva a dare al quadro magnifico un perfetto
+e grandioso carattere storico. Influisce molto vedere da un punto,
+piuttosto che da un altro, per la prima volta una città vetusta; la
+prima impressione è quella che rimane. Io non conoscevo ancora Spoleto,
+che racchiude in sè una storia tanto ricca, che va da Faroaldo, duca
+longobardo, fino all'infelice generale Lamoricière, che nel 1860 stabilì
+qui il suo quartier generale per la difesa degli Stati della Chiesa
+contro gli usurpatori.
+
+Quando entrai in Spoleto si cancellò dalla mia mente l'imagine di ogni
+antico ricordo; sulla bella spianata una folla di gente elegante si
+pigiava; le strade erano simpatiche e linde, le case moderne, ed un'aria
+di sereno benessere dava l'impressione più gradevole di una vita gaia e
+tranquilla.
+
+Il ducato longobardo di Spoleto fu fondato nel 570, subito dopo che
+Alboino discese in Italia col suo popolo. I suoi due primi duchi furono
+Faroaldo e Ariulfo; questi, provincia a provincia, tolsero ai greci una
+gran parte dell'Italia centrale, e cioè tutta l'Umbria, la Sabina, la
+Marsica (oggi Abbruzzo), e le Marche di Fermo e di Camerino. I papi
+soffrirono spesso molestie da parte del ducato di Spoleto, fondato alla
+fine del VI secolo. Anche quando Carlomagno pose fine al regno
+longobardo, rimase tuttavia abbastanza grande la potenza dei duchi di
+Spoleto, divenuti vassalli franchi. La Francia stessa assicurava la loro
+dignità; dopo la caduta dei Carolingi, Guido di Spoleto potè porsi sul
+capo la corona imperiale. Egli la passò quindi al figlio di Lamberto, un
+nobile giovane, che morì improvvisamente nell'898 per una caduta da
+cavallo. Guido e Lamberto ottennero la corona imperiale e furono i due
+imperatori nazionali eletti dal popolo italiano in opposizione ai
+candidati di nazione tedesca, sebbene fossero di razza franca.
+
+Quando più tardi l'impero cadde con gli Ottoni e passò alla nazione
+tedesca, gl'imperatori si impadronirono del ducato, e non vi fu più a
+Spoleto dinastia ereditaria. In seguito Spoleto fu annesso alle terre
+della contessa Matilde, come anche Ancona, finchè i papi con lusinghe ed
+astuzie riuscirono ad impossessarsi di quel ducato, sul quale già da
+Carlomagno accampavano diritti. Innocenzo III, e specialmente Gregorio
+IX, aggiunsero alla Chiesa le Marche di Ancona, Camerino e Fermo. Così
+la vera presa di possesso di quei luoghi da parte della Chiesa data dal
+principio del sec. XIII; ma dipoi essa perdette di nuovo molte di queste
+terre, col volgere degli anni, e, dopo varie vicende, in pochi giorni
+nel settembre 1860 le perdette tutte e per sempre.
+
+Lamoricière aveva scelto Spoleto come suo quartier generale, perchè la
+posizione era buona, e potevano di là mandarsi truppe in tre direzioni.
+Il generale Schmidt aveva il quartiere a Foligno; Pimodan stava a Terni
+con la seconda brigata, e De Courten a Macerata. Lamoricière si
+aspettava di dover ripiegare verso il sud contro Garibaldi, che era nel
+Napoletano, ma quando seppe del generale Fanti, capì che i piemontesi
+avrebbero investito l'Umbria e le Marche. Il giorno 8 settembre i
+volontari di Masi irruppero da Città della Pieve nello Stato pontificio
+e marciarono su Orvieto. Il 10 settembre Lamoricière riunì le sue
+milizie, e il 12 si gettò sulle Marche, seguito da Pimodan. Nella
+cittadella di Spoleto aveva lasciato 300 irlandesi del maggiore
+O'Reilly, con due cannoni. Questa piccola fortezza fu presa dai
+piemontesi del generale Brignone il 17 settembre; secondo le istruzioni
+del Lamoricière, gli irlandesi la difesero valorosamente, respinsero un
+assalto e si arresero solo dopo 12 ore di combattimento. I piemontesi
+ebbero, a detta del Lamoricière, 100 morti e 300 feriti; i papalini 3
+morti e 6 feriti. È abbastanza curioso che nell'ultimo fatto d'armi di
+questa fortezza abbiano preso parte degli irlandesi.
+
+Si vedono ancora le tracce di quella lotta. Ora non vi è più
+guarnigione, ma invece un bagno penale.
+
+Del resto il ricordo di questi fatti si è assai indebolito nella città;
+la delegazione si è mutata in una sottoprefettura, dipendente da
+Perugia, sede del commissario generale dell'Umbria. Così Spoleto ha
+perduto del tutto il carattere di città capoluogo di provincia; la sede
+dei delegati poteva essere paragonata ad una piccola corte, e questi
+governi provinciali dei cardinali legati godevano d'una certa
+indipendenza; tutto questo ora è passato; i prefetti e i sindaci
+entreranno al posto delle provincie politiche d'un tempo, le quali
+rimarranno solo un ricordo storico.
+
+Le strade salgono il monte con lieve pendio, e graziose piazze le
+interrompono qua e là. Molti luoghi sono assai pittoreschi e veramente
+italiani, ma spesso sporchi e mal tenuti. Si vede ancora che questa
+città dominò in altri tempi una ricca regione e fu centro d'una
+monarchia, benchè conti ora solo 9000 abitanti. Anche qui
+nell'architettura il Rinascimento prevale. L'alto medio evo è stato
+soffocato dalle epoche successive; dell'antichità romana si vedono
+alcuni avanzi, ed una vetusta porta presso il palazzo Gavotti ricorda
+Annibale che, dopo la famosa battaglia sul Trasimeno, fu respinto da
+Spoleto. Essa si chiama ancora Porta di Annibale o della Fuga.[17]
+Invano si ricercherebbero in Spoleto antichità longobarde. La mia prima
+domanda fu questa: dov'è il palazzo degli antichi duchi? Nessuno seppe
+darmi una risposta, ed anche lo storico del ducato di Spoleto, Gian
+Colombino Gatteschi, mi dichiarò d'ignorarlo. Così l'oblio sommerge la
+residenza di principi un giorno così grandi e potenti; non ne rimane una
+traccia, non una pietra. Solo una dubbia tradizione dice che il palazzo
+Arroni, sulla piazza del Duomo, occupi il luogo dove, fin dal primo duca
+Faroaldo (539), risiederono Ariolfo Toto, Trasmondo, Angebrando,
+Ildebrando, Gisulfo, Lamberto e Guido, finchè coll'ultimo della loro
+lunga serie, lo svevo Corrado, il ducato ebbe termine nel 1198.
+
+Ora il duomo, uno dei più antichi monumenti di Spoleto, sorge su una
+bella piazza, con lo sfondo pittoresco delle vette montane. Fu edificato
+nel 617 dal terzo duca Teodelapio, poi più volte restaurato. È una bella
+ed armonica chiesa, con una torre sulla facciata in stile
+romanico-gotico del secolo XIII. L'atrio è moderno: è opera del
+Bramante. Un grande mosaico, opera del Solsterno, orna la facciata:
+porta la data del 1267. Si osserva in esso con stupore il primo sviluppo
+libero dell'arte umbra. In questa chiesa Fra Filippo Lippi, uno dei più
+simpatici pittori della seconda metà del secolo XV, si è eternato coi
+suoi affreschi nel coro, dove egli stesso giace. L'interno è quasi tutto
+restaurato di fresco; delle iscrizioni medioevali non ne rimane alcuna,
+nemmeno nell'atrio. Il duomo è oggi il più notevole monumento,
+l'ornamento maggiore di Spoleto, insieme con San Pietro, una chiesa di
+stile lombardo, degna di molta considerazione. La sua facciata è coperta
+di sculture, in alcune delle quali è rappresentata, in modo assai
+primitivo, la favola del «_Roman du Renard_».
+
+Questa comunità conserva un pregevole, anzi meraviglioso affresco dello
+Spagna, la Madonna con i santi, ed una iscrizione su marmo, che ricorda
+la distruzione della città, compiuta dal Barbarossa. Trascrivo
+fedelmente questa iscrizione:
+
+ HOC EST SPOLETVM
+ CENSV PPLQE REPLETVM
+ QVOD DEBELLAVIT
+ FRIDERIGVS ET IGNE CREMAVIT
+ SI QVERIS QVANDO
+ POST PARTV VIRGINIS A[=N]O
+ MCLV
+ TRES NOVIES SOLES IVLIVS
+ TVNC MENSIS HABEBAT
+
+Molto probabilmente in questo incendio la residenza dei duchi di Spoleto
+andò perduta.
+
+In special modo pittoresco è l'acquedotto gigantesco[18] che congiunge
+la città al monte Luco. Questo monte è diviso dal colle, su cui sorge la
+fortezza, da un abisso di 260 piedi; al disopra di esso è un enorme
+ponte di dieci archi. L'edificò il duca longobardo Teodelapio nel 604, e
+fu poi più volte restaurato. Se si prende la piccola strada del ponte
+per andare a monte Luco, si gode la vista dell'abisso vertiginoso e
+profondo, su cui spesso soffia un vento terribile. Questo mi costrinse
+anzi a rinunziare di attraversarlo. Monte Luco è il Monserrato
+dell'Umbria.
+
+Dopochè nel VI secolo un santo siriaco, Isacco, ebbe fondato lassù un
+eremitaggio, vi sorse nel X secolo il chiostro di S. Giuliano ed una
+serie di eremitaggi. Di questi ne restano ancora alcuni, ma gli eremiti
+son da lungo tempo scomparsi. Di parecchie delle loro cappelle i
+cittadini di Spoleto si sono fatte delle graziose villette. Una
+passeggiata nei boschi di quercie del monte è un vero godimento, l'erba
+balsamica esala il suo aroma, le brezze agitano le millennarie cime
+delle quercie: appena si ode di tanto in tanto un suono, un fremito di
+campana: vi regna un silenzio divino. Di lassù si può rintracciare,
+nella sottostante campagna, la striscia bianca della via Flaminia, che
+sale fino alle porte della città e in lontananza si perde nella pianura.
+
+Ma più maestosa di ogni altra cosa appare la rocca che domina la città e
+la pianura, e che si stacca sui monti solenni: un dado turrito, dalle
+linee nobili e armoniche, uno dei più bei monumenti del medio evo. Il
+famoso cardinale d'Albornoz, contemporaneo del tribuno Cola di Rienzo,
+aveva nel 1356 riedificato questo già antichissimo edificio, che fu poi
+terminato da Nicolò V. La memoria degli antichi duchi e dei potestà che
+risiedettero in questo castello è del tutto scomparsa, ma dalle finestre
+del fosco edificio sembra al viaggiatore di scorgere ancora la figura
+di una donna famosa, che fu signora di Spoleto, quella cioè di Lucrezia
+Borgia, figlia di Alessandro VI, la Cleopatra del secolo XV. Suo padre
+la nominò nel 1499 reggente della città e del distretto di Spoleto,
+fatto nuovo questo nella storia della Santa Sede. La bella duchessa
+abbandonò Roma a cavallo, con grande seguito, l'8 agosto. Dinanzi a
+Spoleto la ricevettero con grande onore i priori della città, e
+l'accompagnarono al castello, dove pose la sua residenza. Ella presentò
+allora ai suoi dipendenti la sua nomina, ed un Breve di suo padre così
+concepito:
+
+«Amati figli, a voi salute ed apostolica benedizione. Abbiamo conceduto
+il possesso del castello e il reggimento delle nostre città di Spoleto e
+Fuligno, della loro contea e distretto, alla nostra diletta figlia in
+Cristo, donna Lucrezia di Borgia, duchessa di Bisceglie, per il maggior
+bene di questi luoghi. Fidando nella particolare intelligenza, fedeltà e
+rettitudine della sullodata duchessa, come in altri Brevi abbiamo
+dichiarato, ed anche facendo appello alla vostra abituale obbedienza a
+Noi ed alla Santa Sede, speriamo che riceviate la vostra nuova duchessa
+reggente con gli onori e la riverenza che vi impone la vostra deferenza
+verso di Noi. Desideriamo dunque che degnissimamente la riceviate, e
+che, per conservare il nostro favore e per evitare la nostra disgrazia,
+voi ubbidiate alla duchessa reggente Lucrezia Borgia, in generale e in
+particolare, per tutti quei diritti e quelle consuetudini concernenti il
+suo governo, e per tutti quei comandi che ad essa piacerà di darvi, come
+alla nostra medesima persona, con tutto lo zelo e la diligenza, per
+darci novella prova della vostra fedeltà ed obbedienza. A Roma, in S.
+Pietro, segnato coll'anello del Pescatore, 8 agosto 1499--Adriano
+(Secretario)».[19]
+
+La vita di Spoleto a Lucrezia Borgia, improvvisamente chiamata a
+succedere agli antichi duchi longobardi, dovè certo sembrare noiosa e
+intollerabile. Non rimane nulla del suo governo, se non la
+riconciliazione avvenuta fra le due comunità di Spoleto e di Terni.
+Nell'archivio municipale di Trevi esiste ancora un documento
+sottoscritto di sua mano con questa formula: «_Placet ut supra Lucrezia
+de Borgia_». Questa donna rimase a Spoleto breve tempo. Il 21 settembre
+visitò a Nepi suo padre, e nel mese di ottobre tornò a Roma. Pochi mesi
+dopo, nel luglio 1500, le morì lo sposo Alfonso di Aragona, duca di
+Bisceglie, che Cesare Borgia fece prima pugnalare sulla scala vaticana,
+poi strangolare nel suo palazzo.
+
+A Spoleto rimasero alcuni suoi impiegati: Antonio degli Umioli di
+Gualdo, dottore in diritto, e il suo segretario Cristoforo Piccinino. Il
+10 agosto 1500 Alessandro VI affidava il governo della città a Ludovico
+Borgia arcivescovo di Valenza.
+
+Per recarsi da Spoleto a Foligno, bisogna attraversare la famosa valle
+del Clitunno, dov'è il piccolo e grazioso tempio di questo dio fluviale,
+tempio che non ha però più nulla a che vedere con quello descritto da
+Plinio; sorge vicino alla stazione postale detta _Le Vene_, presso la
+sorgente di una fonte più pura del cristallo.
+
+Intorno la campagna è ridente, con lo sfondo incantevole delle montagne
+umbre. Percorrendo, come ho fatto, questi dominî che appartennero ai
+papi, bisogna convenire che era il loro un ben prezioso Stato, di cui la
+corona nessun re avrebbe sdegnato. Se si sono viste con i propri occhi
+queste campagne e queste antiche città, si capisce che sarebbe stato
+necessario un sovrumano disinteresse per rinunciare a questo antico
+possesso ereditario. Ma nulla può contrastare ed opporsi alla forza del
+tempo.
+
+Foligno ha il doppio degli abitanti di Spoleto, ed è città assai
+industriale: vi sono fabbriche di carta, di candele di cera e di
+confetti; i migliori d'Italia, almeno così dicono. Giace in una pianura
+che è il punto d'incrocio ed il centro delle ferrovie umbre e romane, il
+che non è senza importanza per l'avvenire della città.
+
+In essa tutto è più o meno moderno; vi ho però trovato alcuni palazzi
+dello stile del Bramante. La cattedrale può dirsi moderna in seguito ai
+molti restauri; solo la facciata conserva il suo stile gotico, ed ha un
+antico portale. Altre chiese sono notevoli per i loro quadri; così San
+Nicolò, possiede un capolavoro della scuola di Foligno, un quadro di
+Nicolò Alunno, maestro del Perugino.
+
+Da Foligno si va in breve tempo a Trevi ed a Spello, che è situata sopra
+un'altura. Queste città sono caratteristiche e medioevali; le loro nere
+mura turrite e le antiche porte conservano i segni di un lontano
+passato. Presso Spello si vedono ancora molte case in rovina, come
+furono ridotte dallo spaventevole terremoto del 1831. Ciò non è per vero
+una prova dell'attività di questa popolazione. Così ci si avvicina alla
+valle del Tevere, che scorre qui fra i colli di Perugia e di Assisi.
+Sotto Bastia lo si passa, ancora piccolo ed esiguo. Intorno la campagna
+appare fertile e ben coltivata, specialmente a granturco e a viti.
+
+Passai dinanzi ad Assisi senza entrarvi, perchè pensavo di recarmivi
+comodamente da Perugia. La patria di San Francesco sorge solennemente su
+un'altura a terrazze, con le molte antichissime torri e le massiccie
+mura della chiesa del santo. Due miglia circa al di sotto si vede la
+grande chiesa di Santa Maria degli Angeli. Fu costruita nel secolo XVI
+sulla cappella di San Francesco, e abbattuta poi dal terremoto. Gregorio
+XVI la fece riedificare dall'architetto Poletti.[20] È una copia del San
+Pietro di Roma, in proporzioni gigantesche. Quale strano contrasto fra
+la città medioevale e questo edificio moderno che non porta più nemmeno
+traccia di slancio religioso e mistico! Visitandolo, la prima cosa a cui
+vien fatto di pensare è il prezzo che questo tempio deve essere costato.
+
+Si può dire soltanto a sua lode che è assai ben situato. Nel centro
+esiste intatto il santuario di San Francesco: una piccola cappella
+gotica, che stona vivamente con ciò che la circonda. Fu edificata in
+questo luogo in memoria dell'apparizione delle rose che avrebbe
+suggerito al santo, mentre pregava devotamente, di fondare il famoso
+ordine. Tavole votive e doni sono appesi nell'oscuro oratorio,
+costellato qua e là di ceri, alla luce scialba dei quali si scorgono
+fedeli che pregano inginocchiati. Questa cappella è il santuario
+dell'Umbria. I due lati esterni sono ornati di affreschi: uno è opera di
+Overbeck, e, a quel che si dice, è la migliore sua composizione;
+l'altro, molto restaurato, è un bel quadro della scuola del Perugino,
+forse dello Spagna. I due quadri sono fra loro nello stesso rapporto in
+cui una chiesa nuova sta con una chiesa antica, o come un santo moderno
+sta ad uno antico, o almeno come un pittore di santi moderno ad uno
+antico. Ogni tempo ha la sua fisonomia, e i fiori artificiali non hanno
+nè profumo, nè anima. Il pittore più felice, anzi più grande, non
+potrebbe oggi comporre un'opera che esercitasse su di noi il fascino che
+esercita un Perugino, uno Spagna, un Pinturicchio.
+
+Nel convento di Santa Maria vivono 90 francescani. La rivoluzione, come
+mi assicurò un monaco, non ha toccato nessuno dei chiostri di Assisi.
+Nondimeno questi mi apparve triste e depresso. Quanto si è detto sulle
+soppressioni dei monasteri dell'Umbria è inesatto. Dovunque io mi sono
+fermato, ho veduto monaci. L'Italia non se ne libererà mai, mai potrà
+bandirli del tutto dalle sue terre. Essi appartengono alla terra come i
+suoi fiori e i suoi animali. I cappuccini, gli zoccolanti, i
+benedettini, gli scolopî ed i varî altri ordini, non sono stati affatto
+soppressi, benchè monasteri di altri ordini siano stati chiusi per la
+legge Siccardi. I possedimenti della Chiesa, estesissimi nell'Umbria,
+sono stati sequestrati e non venduti. È però indiscutibile che qua e là
+si è proceduto in modo un po' troppo sommario.
+
+Alta, su i suoi molti colli, che si levano dal fiume sottostante, di
+aspetto vetusto e analogo a quello di Palestrina, Perugia si mostra allo
+sguardo del visitatore. Appena entrati in questa città, si sente la sua
+imponenza, come città essenzialmente medioevale, ricca di caratteristici
+ricordi municipali. Città principale della regione, prospera, lieta,
+museo dell'arte umbra, vecchio centro di scienze e lettere, essa fu la
+gemma più bella del diadema pontificio, e perciò fu trattata con
+indulgenza e considerazione. Fin dall'epoca bizantina Perugia fu, almeno
+di nome, possesso della Chiesa, eppure per secoli interi si sottrasse,
+come altre città, al dominio di quella, e primeggiò fra le repubbliche
+vicine. Governata a volta a volta dai popolari (Raspanti) e dai nobili
+(Beccarini), ondeggiante fra guelfi e ghibellini, divenne, per queste
+lotte e fazioni, residenza di molti papi, mentre davano opera alla
+propria istallazione sulla sede di San Pietro. Il famoso papa Innocenzo
+III vi morì nel 1216 e vi fu seppellito sotto la stessa volta che
+accolse Martino IV, il quale morì per aver mangiato a cena, un sabato
+santo, troppe anguille del lago Trasimeno. Anche Innocenzo IV risiedette
+in Perugia. Vi morì pure l'infelice Benedetto XI, l'ultimo dei papi che
+regnarono prima dell'esilio di Avignone.
+
+Durante il secolo XIV questa repubblica municipale fiorì
+straordinariamente; tutta l'Umbria le fu soggetta; nel 1370 però dovette
+sottomettersi nuovamente al papa. Cinque anni dopo i cittadini si
+ribellarono e demolirono la fortezza papale, ma alla fine di quel secolo
+furono ancora una volta assoggettati; non per questo cessarono le lotte
+intestine. Le famiglie degli Oddi e dei Baglioni, specialmente
+quest'ultima, ebbero una parte importante in questi rivolgimenti. Il
+noto Braccio Fortebraccio, che nel 1416 si fece signore della città,
+nacque a Perugia. Finalmente: Giulio II sottomise Paolo Baglioni, che fu
+poi giustiziato da Leone X in Castel Sant'Angelo a Roma. Paolo III
+annientò l'ultimo resto dell'indipendenza di Perugia, e d'allora in poi
+la repubblica fu retta da cardinali legati, che risiedevano nel nobile
+e antico palazzo del Comune.
+
+Perugia ha, più di molte altre città italiane, mantenuto il suo
+carattere medioevale; non si trova qui quella frivolezza moderna che ha
+ormai invaso le città; ma v'è comune quella cortesia di modi, seria e
+solida, che data dal tempo dei conflitti cittadini fra la nobiltà e la
+borghesia. Oggi i nomi dei Braccio e dei Baglioni, dei capi-partito e
+dei tiranni, sono eclissati da quelli degli artisti e degli artefici. Il
+Perugino è lo splendore, il vanto più bello della città. A Perugia è
+stato completamente compreso il valore e la grandezza di quell'ingegno,
+che servì di base al genio di Raffaello. Ma non voglio portare nottole
+ad Atene, dilungandomi sull'opera di questi grandi artisti.
+
+Perugia si divide in città alta e città bassa, collegate da strade,
+scale e da ponti in mattoni, dai quali si gode la mirabile vista della
+città e della campagna. La città alta è la vera ed antica Perugia, ed è
+anche la parte più bella: il pittoresco Corso, coi suoi palazzi del
+secolo XV ed anche del XVI, è un vero monumento della grandezza
+repubblicana. Le loro facciate, romanico-gotiche, si completano l'una
+l'altra in modo sorprendente, e sono documenti storici; si potrebbe anzi
+dire che ci presentano proprio i lineamenti della città, il suo volto
+medesimo. V'è anche il grandioso palazzo comunale, che rimonta al 1281,
+cupo e severo, vasto ed oscuro, di architettura moresca alle finestre e
+ai portali, decorato degli stemmi dei principi e delle città alleate. Ai
+piedi del grifone, emblema di Perugia, sono appese le catene della porta
+di Siena, rapite dai Perugini.
+
+La piazza del Duomo, verso la quale è volto un lato del palazzo
+comunale, è ornata anche dalla grande fontana di Giovanni Pisano, e
+dalla statua in bronzo di Giulio III. Non dico nulla del Duomo, nè di
+molte altre chiese, come S. Domenico, nella quale è la tomba di
+Benedetto XI, Sant'Agostino e San Francesco, perchè di esse si è parlato
+infinite volte; e infinite volte son stati descritti i tesori conservati
+nei grandi palazzi privati: Conestabili, Donini, Baglioni, Bracceschi e
+Baldeschi, Monaldi, Penna e Cenci.
+
+Non lungi dal Corso sorgeva la fortezza pontificia, opera di Paolo III
+Farnese e del suo terribile nipote Pier Luigi che straziò infamemente la
+città. Questo sinistro edificio fu costruito sul luogo dove sorgeva un
+tempo il grande palazzo Baglioni. Nel 1848 fu smantellato a furia di
+popolo, ed ora non resta più, per ricordarlo, che un mucchio di pietre;
+quel luogo fu anche teatro delle ultime lotte contro Schmidt,
+comandante degli svizzeri pontifici.
+
+Le rovine di questo castello hanno un aspetto melanconico; io vi trovai
+una folla di persone, specialmente di giovanotti, che vi passeggiavano
+con evidente soddisfazione, e contemplavano con interesse i resti della
+loro piccola Bastiglia, mentre si intrattenevano con le narrazioni
+dell'ultimo assalto subíto da essa e della capitolazione alle milizie
+del generale Fanti.
+
+La vecchia fortezza non ebbe mai, del resto, un importanza strategica.
+Fu soltanto destinata a tenere in freno i cittadini.[21] Le truppe
+piemontesi poterono avvicinarvisi da ogni lato e impadronirsene senza
+ostacoli, nè resistenza da parte della sua guarnigione. Non si sa bene
+che cosa si erigerà su queste rovine; un grande edificio vi farebbe
+certo bella figura.[22] La posizione è ottima; la vista incantevole,
+scorgendosi la valle del Tevere e la fila dei verdi colli. La piazza
+dinanzi agli avanzi della fortezza è già stata chiamata Vittorio
+Emanuele, in memoria, come dice una lapide, del 14 marzo, giorno in cui
+il Parlamento nazionale lo proclamò re d'Italia.
+
+Una strada conduce dal castello alla parte inferiore della città. Già
+da lungo tempo gli spalti sono stati adibiti come luogo di passeggio. Ma
+questo genere di passeggio è spesso malagevole, perchè troppo ripido.
+Vidi con piacere i viali di castagni tedeschi, che la siccità aveva del
+tutto spogliati di foglie; solo qua e là presentavano alcuni ciuffi di
+fiori secchi sui rami. La vegetazione è a Perugia più tarda che nella
+valle sottostante; prima della venuta dell'inverno questa città si
+ammanta di neve.
+
+E' sempre consigliabile per un forestiero visitare il passeggio di una
+città che ancora non conosce. Talora nei giorni di festa ci si trova la
+parte migliore della cittadinanza. Ma sotto questo rispetto io non posso
+dire molto bene di Perugia. Anche nei più bei pomeriggi la sua
+passeggiata mi apparve poco frequentata; le signore uscite a spasso coi
+mariti erano poche; in grande quantità invece le _cocottes_, che si
+aggiravano fra i viali, sfacciatamente, con un velo in testa. E'
+deplorevole che la rivoluzione del 1859 abbia fatto perdere a molte
+città italiane il decoro che le distingueva prima di quell'epoca; almeno
+così sembra: le città dell'antico Stato pontificio sono ora in preda
+alla più sfrenata licenza. Io non ricordo di aver veduto mai in altro
+luogo una così sfrontata mostra di ragazze quale vidi in Perugia, dove,
+di pieno giorno, nella strada principale, nel Corso, dei giovani non si
+peritavano d'intrattenersi liberamente con queste femmine. E'
+incredibile lo strabocchevole numero di fotografie oscene che è sparso
+per l'Italia, e che proviene dall'industria francese. E' altamente
+encomiabile la proibizione fatta in Roma per mezzo di un editto, della
+vendita di simili imagini. Si dovrebbe fare in ogni città la stessa
+cosa. Nulla corrompe tanto la pubblica moralità quanto questa licenza.
+
+Tutto sommato, Perugia è una città priva quasi di vita. Di truppe
+regolari ne vidi ben poche; la guardia nazionale ha occupato tutti i
+posti. Le truppe volontarie, da poco arrivate, saranno, mi si è detto,
+incorporate nell'esercito regolare. Il loro capo, Masi, ora colonnello,
+fu in origine segretario di un principe Bonaparte, passò molti anni in
+America, dove tentò invano molte speculazioni. Nel '59 passò i confini
+della Toscana come capo di bande volontarie e si distinse a
+Montefiascone. In lui si è veramente conservato il carattere dei
+condottieri del medio evo.
+
+Gl'italiani odiano il servizio militare regolare, per lo spirito
+indipendente del loro carattere, insofferente di ogni giogo. Vidi
+l'esercito di Francesco II di Napoli nel 1859, mentre si dirigeva su
+Aquila: appariva bene armato e ben organizzato; ma dinanzi ai volontari
+di Garibaldi si disperse. Ora quelle truppe disciolte si sono raccolte
+qua e là, sotto il comando di briganti e di avventurieri, come Chiavone,
+Crocco, Ninco-Nanco e Cipriani, per battersi valorosamente come briganti
+e come tali farsi ammazzare. Un metodo di lotta così romantico è
+conforme all'indole meridionale. Alle bande di Masi (composte anche di
+cavalleria) si uniscono sempre molti volontari, anche di Roma, fuggiti
+spesso ancora adolescenti dalle loro case, per servire a Perugia o a
+Spoleto. Nei caffè si vedono giovani ufficiali in gruppi vivaci, pieni
+d'entusiasmo e di patriottismo. In generale ognuno sembrava qui, come
+del resto in tutta l'Umbria, pieno di speranza, quantunque non si
+dissimulasse le difficoltà della situazione. Un nucleo di reazionari è
+rimasto nella regione, composto specialmente di antichi impiegati,[23] i
+quali sono stati lasciati quanto più era possibile nei loro uffici. La
+nobiltà umbra, specialmente la perugina e quella che appartiene
+all'antico patriziato, è rimasta in gran parte fedele all'antico regime,
+temendo di venir soverchiata dalla democrazia, ed anche perchè tutti i
+suoi interessi son legati alla Santa Sede. Essa si tiene appartata nei
+suoi possessi o nei suoi palazzi cittadini. La nobiltà inferiore al
+contrario si è unita volentieri al movimento, e così pure il basso
+clero.
+
+Perugia non possiede meno di 36 fra monasteri e conventi, alcuni dei
+quali, quelli dei domenicani per esempio, sono chiusi; i monaci si sono
+prudentemente e astutamente ritirati nel territorio romano. I preti
+dell'alto clero sono contrari al movimento, ma si comportano con
+prudenza. Tutto l'episcopato umbro sta, come un sol uomo, col pontefice,
+e questa fermezza del clero in tutta l'Italia, salvo poche eccezioni, ha
+qualche cosa d'imponente e di bello. I vescovi, con le loro lettere
+pastorali, si sono opposti alle disposizioni del commissario
+dell'Umbria, in quanto quelle disposizioni concernevano i conventi, i
+possessi della Chiesa, l'abolizione del Foro ecclesiastico e della
+sorveglianza del clero sulle scuole. Questo commissario, di nome
+Gualterio, non ha dato nessuna importanza alle proteste, e continua
+imperturbabilmente l'opera sua. La stampa è libera. Nella papale Perugia
+ora si vende liberamente la Bibbia del Diodati, come a Firenze, e presso
+i librai si trovano esposte al pubblico vivacissime invettive contro il
+papato. La _Gazzetta dell'Umbria_ e l'ebdomadaria _Roma e l'Italia_,
+ambedue di Perugia, contengono di continuo articoli roventi contro i
+preti della regione e contro i cardinali di Roma. Così l'antico regime,
+costretto a limitarsi ad una opposizione del tutto passiva, è
+soverchiato dalla potenza del nuovo.
+
+L'università, un tempo sotto la protezione dei papi, segnalatasi sempre
+per valenti insegnanti, è teatro degli stessi antagonismi. Molti
+professori, membri della nobiltà umbra, son reazionarî; la parte
+giovanile invece si è gettata a capo fitto nella rivoluzione. Il
+ristagno negli studi è sensibilissimo, e la gioventù sempre più diserta
+le lezioni per prendere le armi. Naturalmente di questi perturbamenti ne
+risente soprattutto il mondo letterario, a cui la pace e la
+concentrazione sono necessarie. Niente accenna che questo stato di cose
+debba cessare. Perugia, come è stato detto ridendo, dovrebbe divenire la
+capitale d'Italia: così almeno proporrebbero seriamente alcuni
+cittadini, fondando i loro desiderî sul fatto che la città è il punto
+più centrale della penisola e per molti rispetti meritevole di tale
+onore.
+
+Lo scopo del mio soggiorno in Perugia era un'accurata indagine negli
+archivi della città e specialmente nell'archivio dei Decemviri, al
+palazzo pubblico, che doveva servirmi per la storia medioevale di Roma.
+Ora tutti gli archivi dei conventi soppressi sono riuniti in quello
+municipale. Ne sono stati soppressi 22, ad eccezione di quelli dei frati
+questuanti e dei benedettini di San Pietro. Gli stessi conventi furono
+già una volta soppressi nel 1810, e molti documenti andarono perduti in
+quel tempo. Un professore dell'università, Adamo Rossi, mi condusse nel
+chiostro dei Serviti di Santa Maria Nuova, dove in più stanze sono stati
+raccolti gli archivi della città. Qui vidi mucchi di pergamene
+sovrapposte o sparse sul pavimento, alla rinfusa, spettacolo
+melanconico, come di un tesoro troppo grande e troppo pesante per poter
+essere sollevato e riordinato. Noi vi penetrammo infatti come veri
+ricercatori di tesori, e sollevammo nubi di polvere nel rovistarli, ma
+non scoprimmo un sol documento di qualche interesse: tutti avevano
+un'importanza strettamente locale.
+
+L'abbandono di questo convento è incredibile; ne' suoi cortili solitari
+cresce l'erba; i ragni tessono le loro tele nelle sale e nei lunghi
+corridoi; talora un monaco muto e spettrale si aggira in quella
+solitudine come un fantasma del passato. Vi si sente l'odore di un'epoca
+tramontata per sempre.
+
+Nel famoso e vetusto convento di San Pietro, dove vivono ancora otto
+monaci, abitò per due anni Gregorio IX, il grande avversario di
+Federico II. Conta 900 anni di vita; la sua chiesa, una bella basilica,
+con antiche colonne di granito, è ritenuta come la gemma più preziosa
+della città, ed è un vero museo della pittura umbra. Contiene splendidi
+quadri del Perugino, di Orazio Alfani, del Doni, dello Spagna e di altri
+maestri, e preziosissime copie delle opere del Perugino e di Raffaello,
+eseguite dal Sassoferrato. I benedettini di questo convento non si
+lagnavano della loro sorte; essi sembravano anzi rassegnati. Il degno
+abate si mostrava favorevole all'unità d'Italia, solo sperava che Roma
+fosse conservata al papa. Io mi accorsi che avrebbe voluto dire qualche
+altra cosa che non disse. A quest'abbazia è stato concesso il privilegio
+di rimanere intatta, come quella metropolitana di Montecassino, fino
+alla morte dell'ultimo monaco. Questi frati hanno ora istituito una
+scuola di agricoltura per cinquanta alunni.
+
+Un giovane benedettino mi condusse nell'archivio del convento, che
+conserva diplomi imperiali di Enrico III, di Corrado III e di
+Barbarossa, e molte Bolle papali. Formava il suo vanto principale il più
+antico documento che Perugia possegga; il privilegio di Benedetto VII,
+del 978, fondatore e primo abate del convento. Quando gli svizzeri
+pontificî, sotto il comando dello Schmidt, nel 1859 assaltarono Perugia,
+fecero un'irruzione nell'abbazia e la devastarono. Gettarono all'aria i
+diplomi (così mi fu detto) lacerarono i sigilli delle Bolle e
+distrussero anche alcuni preziosi documenti. Di quello di Benedetto VII
+ne fu salvato un frammento, che fu poi messo sotto un cristallo alla
+parete dell'archivio. Un monaco ha composto sul fatto un epigramma
+latino, che tramanda ai posteri i misfatti del _Furor Helveticus_.
+
+Io continuai il mio viaggio attraverso l'Umbria con lo scopo di far
+sempre nuove indagini negli archivi delle varie città, dove fui sempre
+ricevuto assai cortesemente, grazie alle lettere che mi aveva dato il
+ministro dell'istruzione, Michele Amari. Nessun altro luogo del mio
+viaggio mi ha lasciato un'impressione gradevole quanto la città di Todi.
+
+Questa antichissima città umbra, in origine _Tuder_ o _Tudertum_, sorge
+sopra un colle ridente, presso la valle del Tevere, fra vigne e olivi.
+Lontana dalle grandi vie di comunicazione, appare come assopita nei
+sogni del suo passato, in una placida tranquillità che però non è morte.
+
+Era già notte quando, giunto con la diligenza ai piedi della collina di
+Todi, mi feci condurre alle porte della città per cercare una locanda.
+Il mio ingresso fu assai triste e melanconico; le strade strette ed
+oscure e la solitaria locanda alla quale fui condotto, non mi presagivan
+nulla di buono. Ma dovetti ricredermi la mattina seguente, quando il
+sole dissipò la tristezza del luogo.
+
+In pieno giorno Todi mi apparve come una simpatica cittadina,
+incantevolmente situata, conservante quel carattere nettamente
+medioevale che ora così poche città possono vantare. Circondata di
+vetuste mura, in parte ancora di costruzione etrusca, questa città copre
+il colle su cui giace in modo da conservare alle piazze una livellazione
+sorprendente, a dispetto della ripidità del monte. Vecchi palazzi, brune
+torri medioevali, pittoreschi edifici gotici, chiese e conventi, sono
+sormontati dal grandioso duomo.
+
+Sulla piazza principale sorgono gli edifici pubblici, i monumenti del
+tempo in cui Todi era una repubblica libera, arbitra di guerre e di
+alleanze, come Terni, Spoleto, ed altre città. Nel secolo XIII, il suo
+periodo aureo, essa era in grado di mettere in campo mille cavalieri
+armati; e mentre ora non conta che 4000 abitanti, ne contava allora
+30,000. La sua costituzione guelfa era profondamente democratica; il
+governo era nelle mani delle corporazioni artigiane, che avevano una
+rappresentanza al Consiglio. Un potestà e un capitano del popolo, i
+quali stavano in carica un solo anno e dovevano essere stranieri,
+governavano questo Stato libero e rendevano giustizia. Si trovano nella
+loro lista molti nomi romani, delle maggiori famiglie del XIII secolo:
+Colonna, Orsini, Frangipani, Annibaldi, Cenci, Caetani, Savelli,
+Malabranca, e altri.
+
+I monumenti più notevoli di questa storica repubblica sono oggi il
+palazzo comunale e il palazzo del governatore, ambedue sulla piazza
+principale. Il primo è un grande edificio in stile gotico-romanico, di
+belle proporzioni, con una splendida scala esterna in pietra. L'altro ha
+un'alta torre, ed è coronato su tutta la fronte da merli, ugualmente di
+architettura pseudogotica, con una potente torre. In faccia a questi è
+la cattedrale pure di architettura pseudo-gotica con un'alta torre,
+l'interno ha tre navate, la principale delle quali mostra ancora la
+volta gotica primitiva dell'XI e XII secolo; una quarta navata minore è
+stata aggiunta in tempi posteriori. Dopo il duomo, la chiesa più
+notevole di Todi è San Fortunato, grandioso edificio gotico del secolo
+XIII. San Fortunato è il patrono della città, e la sua chiesa è
+pittoresca, severa e solenne.
+
+Durante il mio soggiorno in Todi passai gran tempo a San Fortunato, dove
+si trovano gli archivi della città. Ottenuto dal sindaco il permesso di
+frequentare l'archivio, l'archivista, Angelo Angelini, mi condusse in
+una stanza posta sotto la chiesa, presso la sacrestia. Rimosso un
+vecchio inginocchiatoio, ci apparve la porta che metteva direttamente
+nell'archivio. In esso, ammonticchiate contro la parete, stavano
+innumerevoli pergamene, quasi tutte in uno stato compassionevole, e in
+mezzo alla stanza, sopra una tavola, altre pergamene, gettate alla
+rinfusa, coperte di un denso strato di polvere, le quali facevano parte
+un tempo della biblioteca del cardinal vescovo di Albano, Bentivegna
+d'Acqua Sparta. Di quest'uomo fa menzione una volta Dante nel suo poema.
+Morì nel 1289.
+
+La biblioteca si riduce a questo solo archivio; io vi lavorai per molte
+ore. Dapprima ero sorvegliato da un valletto del Comune; poi, avendo io
+voluto vedere in ciò un segno di sfiducia, me ne fu affidata senz'altro
+la chiave, con facoltà di andare e venire a mio piacere.
+
+Allora si sparse per Todi la voce che uno straniero faceva grandi
+ricerche nell'archivio della città; in seguito a questa voce, mi vidi
+comparire dinanzi il presidente della corporazione dei sarti, con un
+fascio di fogli sotto il braccio, con gli statuti cioè della sua
+corporazione. Era un giovane correttamente vestito, dall'aspetto
+intelligente. «Io vengo--mi disse--a chiedere il vostro parere,
+trovandosi la corporazione in un grande frangente».
+
+A queste parole repressi a stento un sorriso, pensando che cosa avessi
+fatto di grande nel mondo, perchè a me, uno straniero della Prussia
+orientale, si venisse a chiedere un parere per una corporazione di sarti
+dell'Umbria! Assunsi però un atteggiamento grave e solenne, come un
+savio greco.
+
+Egli proseguì, lamentandosi del governo italiano che aveva osato porre
+la mano su tutti i beni delle opere pie e su certe rendite della loro
+corporazione. Evidentemente il governo aveva considerato l'_ars
+sartorum_ della città come una confraternita o associazione a scopo
+religioso. Essa possedeva _ab antiquo_ l'ospedale di San Giacomo.
+
+Le rendite di questo, 360 scudi all'anno, erano state reclamate e
+sequestrate dal governo, contro un derisorio compenso. Il presidente
+della corporazione con grande facilità mi disse che la rivoluzione del
+60 era stata fatta principalmente dagli operai, e che egli stesso aveva
+in quell'epoca preso le armi ed aveva con le truppe marciato contro
+Orvieto. E questa era la ricompensa!
+
+Il governo stesso aveva raccolto quelle rendite, ed aveva con esse
+impinguato la cassa ecclesiastica! Il giovane presidente aveva mandato
+alla prefettura di Perugia i documenti atti a comprovare i loro diritti,
+ma questi documenti non erano stati presi in considerazione. Ora,
+siccome queste pergamene erano indecifrabili e in Todi nessuno aveva
+potuto ricavarne nulla, mi pregava di esaminarle e di dirgli poi se da
+esse si potevano o no rilevare i diritti della corporazione così
+bistrattata.
+
+Io gli dissi di tornare il giorno seguente. Egli venne e si lasciò
+persuadere che quei documenti non erano che strumenti notarili e che non
+avevano per la corporazione che un valore di antichità: mi confessò di
+averlo già sospettato.
+
+Del resto, questa corporazione dei sarti di Todi è una florida e bella
+istituzione medioevale, che conta già più secoli di esistenza.
+
+Essa ha ancora un capo, _console_, e dodici consiglieri, _fratelli_. I
+suoi statuti sono chiaramente esposti in un volume in pergamena di
+sessanta fogli: datano dal 1308, ma nel 1492 furono tradotti
+dall'originale latino in italiano.
+
+Trascrivo il principio di questo documento:
+
+«_El prohemio della matricola de sartori: capitolo I._
+
+«Nel nome del Nro signor Iesu Xto et della beatissima sempre vergine
+Maria sua madre: et del beato sancto Michele Arcangelo, et del b. sancto
+Ioanni Baptista et Ioanni Evangelista, et de beati apostoli S. Pietro et
+S. Paolo: et de beati confessori sancto Fortunato, sancto Calisto et S.
+Cassiano; et de tutti i sancti et sancte della corte celestiale. Questi
+sono i ordinamenti et statuti iscritti dell'arte de sarturi et cinaturi
+della città et contado de Todi: facte et ordinate per glomini della
+decta arte; nel tempo dello officio de consoli, cioè delli sapienti
+homini Iacobuccio Dondreelle; del rione de sancta presedia, et de
+Cechole de Manello; del rione della valle; iscripti per me ser Francesco
+de maestro Iacomo publico notario della detta arte; nel tempo et negl
+anni del signore nell mille trecento otto: nella indictione sexta: nel
+tempo del pontificato del nro signore Benedecto papa duodecimo: et addì
+venti dua de novembre».
+
+In Todi conobbi molte gentili persone che in ogni modo mi favorirono,
+fra cui Alessandro Natali, già libraio in Roma e cittadino di quella
+città, ora editore della «Storia di Todi» del Leoni, e della «Vita di
+Bartolomeo d'Alviano», famoso capitano nato a Todi al principio del
+secolo XVI. Questo Natali è rettore economo di Monte Cristo già
+monastero, ora ospizio dei trovatelli. Mi condusse in questo ospizio,
+che ricovera 98 fanciulli. Anche là visitai l'archivio, dove vidi molte
+pergamene, che riguardavano il luogo stesso, destinato una volta come
+ricovero pei lebbrosi.
+
+Mi mostrò anche il convento dei Cappuccini a Monte Santo, posto su una
+collina, presso la città. La sua piccola chiesa possiede sull'altare
+maggiore un pregevole quadro dello Spagna,[24] dello stesso soggetto del
+quadro di Narni: l'incoronazione, cioè, della Vergine. Ambedue queste
+tele sono autentiche e originali. Il priore ci offrì del caffè, e mi
+chiese di Witte, la cui fama di dantista è giunta fino in questa
+solitaria cittadina. Mi fu anche mostrato un manoscritto di Fra
+Jacopone, di questo profondo mistico dell'ordine di Celestino, nemico
+animoso di Bonifacio VIII. Morì a Colazzone nel 1304, ma è sepolto a S.
+Fortunato. Si attribuiscono a lui le parole dello _Stabat Mater_, e
+forse non a torto. A Monte Santo trovai un monaco intento a copiare un
+codice che fra le altre poesie di Fra Jacopone, conteneva anche lo
+_Stabat Mater_. Però vi sono manoscritti più antichi delle poesie di
+questo francescano, a Venezia e a Firenze; quelli di Todi non possono
+rimontare oltre il XV secolo.
+
+Tutti coloro coi quali feci relazione in Todi, mi parvero soddisfatti
+della loro tranquilla ed angusta residenza; al lume di luna, la sera, le
+signore si recano alla passeggiata sotto l'antica rocca, ora caduta in
+rovina. Da questa si arriva alla chiesa della Consolazione, edificata su
+disegni del Bramante. Non v'è in Todi una grande nobiltà feudale: le
+antiche famiglie son quasi tutte scomparse. Fra queste nel medio evo
+erano considerevoli gli Acti o Atti, gli Oddi, i Fredi, i Bentivenga, i
+Caracci, i Pontani, i Landi, i Corradi, gli Astancalli.
+
+Molti palazzi ricordano ancora queste famiglie, ma sono abitati da altre
+o da discendenti impoveriti. Oggi che tutto è fatto per servire ai
+bisogni del momento, noi dovremmo sentire vergogna dinanzi a questi
+palazzi edificati per sfidare i secoli, palazzi che troviamo fin nelle
+minori città! Questo dicevo ad un tal Pierozzi di Todi, dottore in
+diritto e autore di commedie in versi. Oh quanti autori drammatici
+invidierebbero questo solitario cittadino di Todi che, nel palazzo
+ereditato dai padri, gode una serena e vera felicità!
+
+A Roma mi avevano consigliato di spingermi fino ad Aspra, sui monti
+della Sabina, dove è un importante archivio municipale ed una superba
+selva. Quando fui di ritorno a Terni, risolsi di andarvi, tanto più che
+una buona strada da Terni conduce nelle vicinanze di quel castello.
+V'era però un inconveniente di qualche importanza: in Aspra non vi sono
+alberghi. Un abitante di Terni si occupò di trovarmi un alloggio,
+scrivendo in precedenza una lettera ad un suo conoscente. Noleggiai una
+carrozza e partii da Terni alle 4 del mattino del primo agosto. Si
+attraversa una regione montuosa da settentrione a mezzogiorno, su una
+buona strada, cosparsa di poche e piccole abitazioni e ricca invece di
+bei boschi di quercie. Le montagne si aprono e si allontanano a Torri,
+antico castello che nel secolo X appartenne alla famiglia romana dei
+Crescenzi, potentissima nella Sabina. Nera e pittoresca, sorge su di un
+colle, da dove si gode la vista del monte Soratte, della Campagna
+romana, dei monti della Sabina, degli Appennini, e a sinistra di un
+profondo scoscendimento, dominato da una rupe, sulla quale si leva un
+oscuro gruppo di case, circondato da mura nere e coronato di torri.
+Questa è Aspra, la _Casperia_ dei Romani, vero nido di aquile,
+inaccessibile ed inattaccabile.
+
+Era mezzodì, ma l'aria era lassù ancora fresca e leggiera. Dopo i molti
+e lenti giri che la strada fa nella valle profonda, cominciammo alfine a
+salire la montagna faticosamente, e giungemmo dinanzi alle mura. Qui il
+cocchiere si arrestò, e mi spiegò che il paese non aveva strade
+praticabili. Scesi allora e mi avviai verso la porta. Qual luogo
+spaventosamente solitario e selvaggio! Strettissime e oscure vie fra
+case ammonticchiate e soffocantesi a vicenda, o piuttosto che vie, letti
+di torrenti montani: ecco Aspra.
+
+Era domenica. Il popolo di Aspra, vestito di giacchette grigio-azzurre,
+secondo il costume sabino, giocava a palla dinanzi alle case. Tutti mi
+guardarono con grande stupore. Mi feci condurre al Municipio, dove
+giunsi dopo un faticoso saliscendi. Il sindaco di Aspra, vestito con la
+giacchetta da operaio, mi disse che aveva ricevuto lettere che mi
+concernevano da Terni e da Perugia, ma che io non potevo quel giorno
+visitare l'archivio, essendo festa, ed essendo il segretario occupato
+altrove. Aggiunse che avrei trovato alloggio dal calzolaio, che teneva
+una specie di locanda.
+
+Fui condotto da questo signore in una casa d'aspetto miserabile, e mi fu
+mostrato un buco che veniva chiamato anche camera. Aveva una finestra
+rotta, che sbatacchiava alla brezza vivace, ma che lasciava però vedere
+un panorama d'indescrivibile e sublime solennità. Io mi gettai stanco su
+di uno sporco letto in un angolo della stanza, ma dovetti presto
+rialzarmi per le punture delle zanzare e di altre bestioline maligne. Il
+mio ospite mi pose presto dinanzi un pranzo, che io non toccai, e,
+disperato, dichiarai che non potevo rimanere in quel luogo. Mi affrettai
+a tornare dal sindaco, che mi accompagnò dal suo segretario. Uniti tutti
+e tre sotto un arco che congiungeva due strade, tenemmo consiglio.
+Finalmente quei nobili signori risolsero di aprirmi l'archivio, e di
+andare in cerca di un alloggio possibile in qualche buona famiglia;
+della prima cosa s'incaricò il segretario; della seconda il sindaco. Il
+segretario mi condusse dunque al Comune, un fabbricato massiccio ma non
+molto antico, e mi fece entrare in una stanzetta, nella quale si
+trovavano due armadii con le preziose memorie del Comune. Vi trovai
+molti documenti che concernevano il Senato romano medioevale, poichè
+Aspra formava in quel tempo una comunità indipendente, come altri paesi
+sabini dei dintorni, ma sotto la giurisdizione del Campidoglio, che vi
+mandava i suoi rettori, o podestà. Vi erano anche--strano a dirsi--dei
+documenti apocrifi del secolo X.
+
+Al cader della notte il segretario tornò per dirmi che una delle
+migliori case del paese era pronta ad accogliermi. Mi condusse, infatti,
+in una casa d'aspetto decoroso. Una signora, giovane ed alta, mi
+ricevette, e mi disse che la sua casa si onorava di ospitare uno
+straniero. I suoi modi erano distinti e civili, come il suo abito. Mi
+accompagnò nella mia camera, facendomi traversare un deserto e tetro
+salone, dove poche settimane prima era caduto un fulmine; le finestre e
+il camino avevano sofferto, come la parete esterna che si era spaccata,
+e lasciava scorgere il cielo azzurro. Nulla era stato fatto per riparare
+in qualche modo a quello sconcio. Antiche armi familiari mostravano che
+la casa era stata un giorno fra le maggiori del paese.
+
+L'aspetto poco confortante del salone mi rese curioso di vedere la
+camera. La signora ne aprì la porta: era abitabile ed aveva un buon
+letto romano. Comparve il fratello della signora, un bell'uomo,
+cacciatore accanito dei boschi sabini; indossava la divisa di capitano
+della guardia nazionale. Fui invitato in modo assai cortese a fare
+quello che più mi piaceva, in piena confidenza; ed io accettai le loro
+offerte, alla condizione che mi permettessero di fare i miei pasti
+presso l'ospite primitivo, al quale ero stato indirizzato da Terni, al
+che essi gentilmente acconsentirono. Passai in Aspra due piacevoli
+giornate, nonostante l'orribile impressione ricevuta sulle prime.
+Lavorai nel piccolo archivio dal mattino alle cinque della sera, ciò che
+suscitò in tutti una straordinaria meraviglia. Andavano e venivano
+intorno a me dei curiosi; mi salutavano amichevolmente, ma con stupore,
+non avendo visto da molti anni un forestiero. Io mostrai al segretario
+una preziosa pergamena del tribuno Cola di Rienzo, diretta alla comunità
+di Aspra. Mi pregò di fargliene una traduzione italiana, che gli dettai,
+e che fu posta come memoria nell'archivio. Nel pomeriggio mi recai con
+questo signore e col maestro del paese, un laico, al convento dei
+Cappuccini, dove si festeggiava una ricorrenza. Il convento è bello e
+solenne, sopra un monte coperto di quercie. Alcune donne stavano
+inginocchiate nella piccola chiesa, tutta avvolta nell'ombra. Sul
+portale erano altre persone, fra cui le donne del mio compagno, e alcune
+fanciulle, delle quali una di straordinaria bellezza, una creatura di
+sedici anni appena, nel fiore della sua primavera, ma grave e pensosa.
+Felice l'abitante di Aspra, che potrà accogliere quell'essere
+incantevole nella sua casa fumosa, battuta dalla folgore! Mi
+presentarono a quelle signore, fra le quali divisi dei fiori artificiali
+che avevo preso al monastero, e che furono assai graditi. Dove vidi mai
+io un panorama così superbamente bello, quale potei godere dall'alto del
+monte dei Cappuccini? Dinanzi a me il Soratte grandioso, e la valle del
+Tevere, i colli umbri, la Sabina, il Lazio, la Campagna romana: tutta
+questa regione immersa nella porpora del tramonto, pareva un'apparizione
+fantastica. Sui monti vicini regnava una maestosa solitudine, rotta da
+cupi castelli e da città. Verso occidente, lontano molte miglia, si
+scopriva una piccola altura, presso la quale un'altra ne sorgeva a forma
+di cupola: monte Mario e la cupola di S. Pietro. La sera di Pasqua anche
+il popolo di Aspra gode dell'illuminazione di questo monumento
+meraviglioso; esso lo scorge, all'estremo orizzonte, come una sfera di
+fuoco. Dal tetto del convento contammo ben 28 paesi, più o meno vicini,
+dei quali nominerò alcuni pochi, perchè si possa intendere la
+straordinaria ampiezza di quella veduta: il Soratte, Civita Castellana,
+Ronciglione, Caprarola, Collevecchio, Montasola, Stimigliano, Magliano,
+Roccantica, Poggio Sabino, La Fara, Poggio Mirteto, Montopoli, Torrita
+sul Tevere, che sembrava una striscia d'argento, Filacciano, Cantalupo,
+monte Gennaro, Tivoli, Palestrina, i monti Albani.
+
+Quando tornammo ad Aspra, il sindaco stava sulla porta della sua casa, e
+ci invitò ad entrare. Il bravo uomo si chiamava Asprone; poteva perciò
+vantarsi di incarnare perfettamente la comunità, di cui si trovava a
+capo. Conobbi anche sua moglie, un'opulenta matrona. Dovetti, solo,
+sedermi sul canapè, mentre la moglie del sindaco mi serviva un piatto di
+ciambelle sabine. Quindi il sindaco, accesa una candela, discese in
+cantina, e tornò poco dopo recando un grosso bocale di terracotta colmo
+di vino. Bevemmo abbondantemente, ed io brindai alla prosperità di Aspra
+e del suo magistrato, la qual cosa commosse molto i miei ospiti.
+Parlarono con meraviglia della mia strana velleità di andare in un luogo
+così remoto e perduto fra i monti, per ricercare e leggere antiche
+pergamene. Mi pregarono di tornare presto, ma per molte settimane, per
+tutto l'autunno.
+
+Quando lasciai il sindaco, il segretario mi pregò di fare anche a lui
+l'onore di una visita: evidentemente non voleva cederla in gentilezza al
+suo superiore. La sua giovane moglie mi ricevette nella sua modesta
+abitazione, con un bambino al petto, del tutto scoperto, e così rimase a
+sedere vicino a me per tutta la visita. Altro vino e altre ciambelle mi
+furono offerte. Più tardi presi congedo dai proprietari della casa che
+così ospitalmente mi aveva accolto; anche da loro ricevetti calorosi
+inviti di ritornare, ed una lettera per dei loro parenti romani. Quando
+la mattina dopo mi alzai, un lume ardeva ad una finestra della casa, ma
+nessuno si mostrò. Un asinello mi aspettava alla porta, ed io partii da
+Aspra lieto e soddisfatto di aver trovato nei cuori di quella
+popolazione l'incanto stesso della natura meravigliosa che li
+circondava. Attraversata una bella regione montuosa, giunsi a Passo
+Corese, dove presi la posta e feci ritorno a Roma.
+
+ NOTA.
+
+Questo capitolo porta la data del 1861, ma quanto si riferisce alla gita
+nell'Umbria e nella Sabina è invece notato sotto l'annata 1864 nei
+_Diari romani_ del Gregorovius, tradotti da Romeo Levera e pubblicati
+dall'Hoepli nel 1895, ai quali rimandiamo il lettore poichè completano
+la narrazione, avvertendo che negli stessi _Diari_ poche note appena ci
+informano sulla fermata a Perugia e sul viaggio da Roma a Firenze
+nell'agosto 1861.
+
+
+
+
+IL GHETTO E GLI EBREI DI ROMA.
+
+(1853).
+
+
+
+
+Il Ghetto e gli ebrei di Roma.
+
+(1853).
+
+
+Ammassato in un cupo e triste angolo dell'Urbe, rimpetto al Trastevere,
+abita qui da più secoli, quasi reietto dal resto del genere umano, il
+popolo degli ebrei di Roma. Di essi tratteranno queste pagine, che
+l'autore ha ricavato parte da scritti antichi e moderni, parte dalla
+bocca degli stessi ebrei. Più volte chi scrive ha percorso il Ghetto
+romano, e la sua popolazione, unica antica rovina vivente fra le rovine
+della città, gli è sembrata degna di attento studio.
+
+L'arco di Tito al Foro rappresenta il trionfo del distruttore di
+Gerusalemme. Nel fregio di quest'arco il sacro fiume Giordano è
+rappresentato da un vecchio portato su di una lettiga; e sotto la volta
+dell'arco, sotto il quale non passerà mai un ebreo,[25] il vincitore ha
+fatto scolpire gli oggetti tolti al Tempio di Gerusalemme, il candelabro
+a sette braccia, la tavola d'oro, l'arca dell'alleanza, e le trombe
+d'argento per l'anno del giubileo. Sono trascorsi quasi 1800 anni da che
+l'arco fu eretto, e di quella Roma che dominava il mondo intero non
+restano che rovine, polvere, simboli morti del culto antico. Ma se ci si
+dirige dall'Arco di Tito verso il Tevere e si percorre il Ghetto, si
+vede qua e là, su qualche casa, il candelabro a sette braccia scolpito
+nel muro. E' la stessa imagine che si è veduta sull'arco di trionfo; ma
+essa sta qui come testimonianza vivente della religione d'Israele,
+poichè ancor oggi abitano qui i discendenti di quegli ebrei che Tito
+portò seco a Roma. Entrando nella Sinagoga ebraica si scorgono sulle
+mura le stesse sculture, le tavole della legge, la tavola d'oro del
+Tempio, le trombe del giubileo. Il popolo ebreo tuttora esistente, e non
+distrutto, innalza oggi le sue preghiere all'antico Jehova, dinanzi alle
+stesse imagini che un giorno Tito portò a Roma. Jehova dura ancora, dopo
+scomparso Giove Capitolino.
+
+Ivi è il portico di Ottavia. Rovinati e cadenti, i suoi grandi archi, i
+suoi pilastri si drizzano sempre a lato del Ghetto. E' di là che
+Vespasiano e Tito partirono col corteo trionfale per celebrare la loro
+vittoria su Israele. Fra gli spettatori eravi pure un ebreo, Giuseppe
+Flavio, il famoso storico, che non ebbe vergogna di assistere al trionfo
+del vincitore della sua gente e di scriverne una particolareggiata
+relazione.
+
+Dobbiamo a questo vile cortigiano ebreo la descrizione del trionfo.
+
+«Dopochè--egli narra--l'esercito verso sera fu entrato in città, venne
+ordinato sotto il comando de' suoi capi dinanzi al tempio d'Iside; ivi
+passarono la notte i due capitani Tito e Vespasiano, che sul fare del
+giorno ne uscirono, coronati di alloro e vestiti di porpora, per recarsi
+al portico di Ottavia, dove attesero i senatori, i primi magistrati
+della città e i cavalieri più nobili. Di fronte al portico era stato
+innalzato un palco, su cui stavano sedili d'avorio; i due imperatori vi
+presero posto e allora le truppe proruppero in evviva e presero a
+vantare le loro geste. I soldati erano senz'armi, vestiti di seta e
+coronati di alloro. Vespasiano dopo avere ascoltato gli applausi, fece
+fare silenzio, e, sorto in piedi, si velò il capo e pronunziò una
+preghiera di ringraziamento. Tito fece lo stesso. Dopo la preghiera
+Vespasiano rivolse alcune parole ai convenuti, e congedò i soldati,
+perchè si assidessero ad un banchetto, che, secondo l'uso, era stato
+preparato dagli imperatori. Quindi l'imperatore tornò alla porta detta
+del Trionfo, perchè vi si passava sempre in queste occasioni; quivi
+mangiarono, vestirono gli abiti trionfali, offrirono un sacrifizio agli
+altari eretti presso la porta; dopo di che ebbe luogo la marcia
+trionfale, che attraversò il teatro, affinchè il popolo la potesse
+meglio godere».
+
+Augusto aveva fatto costruire in onore di sua sorella Ottavia quel
+magnifico portico a due file di colonne. Una parte della facciata esiste
+ancora ed è addossata al mercato del pesce, che confina col Ghetto,
+presso la chiesa di S. Angelo in Pescheria, ch'è un'antica basilica, la
+cui storia si riconnette con quella degli ebrei, perchè nel medio evo
+erano costretti ad ascoltarvi le prediche. E' veramente un caso senza
+esempio nella storia che presso quei portici di Ottavia, là dove
+Vespasiano e Tito passarono in trionfo, reduci dall'avere sconfitto gli
+ebrei e distrutta Gerusalemme, i discendenti d'Israele ponessero la loro
+sede in Roma. Intorno a quel portico, una volta magnifico ed ora sepolto
+sotto le immondizie, il popolo degli ebrei fa i suoi affari.
+
+Sulle lastre di marmo delle sue sale e de' suoi templi, i figli dei
+prigionieri di Gerusalemme vendono oggi il pesce, senza che nessuno di
+essi pensi neppur lontanamente all'importanza che ebbe un giorno questo
+luogo nella storia d'Israele.
+
+Il Ghetto romano è fra tutte le comunità israelitiche d'Europa la più
+importante, per i rapporti storici del popolo d'Israele con l'Urbe.
+Altre, soprattutto quelle della Spagna e del Portogallo, e la Sinagoga
+di Amsterdam, offrono un più vivo interesse, ma tutto teologico, a causa
+delle loro scuole talmudiche; nessuna però è tanto antica e tanto
+importante quanto la Sinagoga romana: questa rappresenta la più vetusta
+radice del cristianesimo nella capitale stessa del mondo cristiano.
+
+Se si pensa che qui, in questa stessa Roma, il popolo ebraico si
+mantiene da oltre 1800 anni, non si può fare a meno di rimanere stupiti
+dinanzi alla sua forza di resistenza. Sembra quasi incredibile che una
+razza così maltrattata, benchè rinnovata per l'aggiunta di nuove
+famiglie, tuttavia quasi sempre della medesima stirpe decadente, abbia
+potuto sopravvivere, attraverso i secoli, in quegli stretti vicoli, in
+mezzo a quell'atmosfera appestata, conservandosi per secoli sempre la
+stessa, quasi vivendo una vita tutta propria.
+
+Fin dal tempo di Pompeo gli ebrei si stabilirono in Roma. Cacciati
+parecchie volte dalla città sotto i primi imperatori, vi fecero sempre
+ritorno, ed ai tempi di Tito si stabilirono dove sono tuttora, nel luogo
+per essi il più pericoloso del mondo, sotto gli occhi dei loro nemici,
+prima, di quei Romani che avevano distrutta Gerusalemme, poi, sotto
+quelli dei Papi, rappresentanti di quel Cristo che essi avevano posto in
+croce. Fin dai tempi di Pompeo furono fatti segno al disprezzo, e
+finalmente, radunati in un ghetto come una corrotta tribù di paria, si
+tennero uniti strettamente rimanendo sempre gli stessi, per secoli e
+secoli e sopportando la terribile uniformità del loro stato.
+
+Essi vissero senza speranza, ma pure sperando, secondo il carattere del
+popolo d'Israele, cui i profeti promisero il Messia. Impotenti a lottare
+apertamente con i loro nemici, si trincerarono nel triste e possente
+appoggio della miseria, della consuetudine e della tenacità di propositi
+tutta propria della razza ebraica. La loro forza nel soffrire appare
+tanto più meravigliosa in quanto che essi non si confortavano, come i
+martiri, nel pensiero di una ricompensa in un'altra vita.
+
+La natura stessa sembra che abbia dotato questa fra le più infelici
+classi umane dei più forti istinti di vita. Forse qualunque altra
+stirpe in tali condizioni sarebbe scomparsa, incapace di sopportare un
+disprezzo così profondo; ma gli ebrei ne furono capaci, e si
+conservarono, indistruttibili, nel centro stesso del cattolicismo.
+Segregati dal consorzio civile, gli ebrei non tentarono mai di
+mescolarsi fra le altre razze; anche i loro tardi nipoti sono oggi
+stranieri ai cristiani della città, nè più nè meno di quello che lo
+furono i padri loro ai tempi di Pompeo. Allora e sotto gl'imperatori,
+sebbene tenuti in grande disprezzo, erano trattati al pari delle altre
+sètte orientali, al pari dei siriaci, degli egiziani, dei persiani, e
+non vivevano appartati come oggi. Tra le molte sètte religiose
+dell'antica Roma gli ebrei costituiscono la sola che si sia conservata,
+e conservata senza variare.
+
+La storia degli ebrei di Roma è, nei primi tempi almeno, difficile a
+ricostruirsi, scarse essendo le testimonianze degli scrittori romani.
+
+I rapporti fra Roma e Gerusalemme datano dal giorno in cui Pompeo entrò
+in questa città, e, spintovi dalla curiosità, sordo alle preghiere dei
+giudei, osò penetrare nel sacro tempio. Pare sia stato Pompeo a portare
+per il primo schiavi ebrei a Roma; certo a quel tempo erano già in
+questa città liberti ebrei ed altri loro concittadini, trattivi
+probabilmente dal desiderio di lucro. Essi vivevano liberamente,
+praticavano pubblicamente i loro riti religiosi, ed i principi e le
+principesse ebraiche, onorati allo stesso modo degli altri principi
+dell'Asia, poterono qualche volta presentarsi in Senato ed al palazzo
+imperiale; allora vi erano ancora principi ebrei.
+
+Il felice Erode venne più volte a Roma ed entrò nell'intimità dei Cesari
+con tutti i titoli della sua regale dignità; fu accolto ai loro
+banchetti, e prese posto nel loro palco a teatro. Così pure si videro
+nel Palatino Archelao e la principessa Salome, Antipa e Antipatro;
+parecchi principi ebrei furono pure educati alla corte imperiale di
+Roma, fra cui Agrippa, nipote di Erode, l'avventuriero che fu compagno
+di studi di Druso e amico intimo di Caligola. Il giovane ebreo libertino
+era appena uscito dalla prigione, dove era stato rinchiuso per debiti,
+che Tiberio lo gettò di nuovo in carcere e ve lo lasciò a languire sei
+mesi, finchè la morte dell'imperatore lo venne a liberare e Caligola lo
+nominò re degli ebrei.
+
+E' nota la parte brillante che ebbe in Roma Berenice, sorella e amante
+di suo fratello Agrippa il giovane, ultimo re degli ebrei. Dopo la
+distruzione di Gerusalemme, ebbe stanza nel palazzo di Tito, ma
+nonostante i suoi intrighi, non riuscì a salire sul seggio imperiale.
+
+Dopo Erode Agrippa, nessun altro ebreo occupò più una posizione
+importante in Roma, fino al pontificato di Gregorio XVI, che, per
+ragioni facili a capirsi, fece la più lusinghiera accoglienza, nello
+stesso Vaticano, al barone Rothschild.
+
+Mentre i principi della Giudea si succedevano a Roma, molti dei loro
+correligionari si erano già stabiliti nella città. Cesare fu loro
+favorevole, come lo provano i lamenti che essi levarono in suo onore,
+allorchè cadde sotto il pugnale degli assassini. Augusto pure lasciò
+loro completa libertà di dimorare in Roma e di attendere ai loro affari;
+dicesi che alla sua morte abbiano pianto una settimana. A quell'epoca
+non si era peranco assegnato loro uno speciale quartiere della città,
+sebbene Filone narri che Augusto aveva donato agli ebrei una parte del
+Trastevere. Abitavano un po' dappertutto; la maggior parte però
+nell'attuale Trastevere, dove sorgeva la loro più antica Sinagoga.
+Secondo la tradizione romana, fu là che abitò l'apostolo Pietro, presso
+la chiesa di Santa Cecilia, dove dimoravano pure molti ebrei. Un'altra
+tradizione vuole che egli abbia dimorato anche sull'Aventino, nella casa
+dei santi Aquila e Prisca, due sposi ebrei convertiti al cristianesimo.
+
+Nella curiosissima opera di Filone, intitolata «L'ambasciata a Caio», si
+può vedere sino a qual punto Augusto fosse clemente con gli ebrei. Il
+dotto alessandrino afferma che Augusto trattò sempre con dolcezza gli
+ebrei, conferma che essi abitavano nel grande quartiere del Trastevere,
+erano per lo più schiavi liberati e non furono costretti a mutare le
+consuetudini dei loro padri. La liberazione di quegli ebrei è tuttora
+ricordata da un bellissimo sepolcro sulla via Appia, che porta i nomi di
+due ebrei, Zabda e Akiba. Augusto sapeva, continua Filone, che gli ebrei
+possedevano delle sinagoghe, nelle quali si radunavano ogni settimana
+per essere ammaestrati nella sapienza dei loro padri. Tollerava pure che
+essi, alla nascita di un primo figlio, inviassero a Gerusalemme denaro,
+perchè si facessero sacrifici in favore del fanciullo. Eppure egli non
+li cacciò mai da Roma, nè li privò del diritto di cittadinanza romana:
+non mutò nulla nelle loro sinagoghe e nelle loro adunanze. Arrivò sino
+ad ornare il Tempio di Gerusalemme di doni preziosi e offrirvi delle
+vittime; e rispettò il sabato a tal segno che ordinò che non si facesse
+agli ebrei la distribuzione del grano in quel giorno, ma bensì nel
+giorno seguente, non potendo essi il sabato dare nè ricevere denaro, nè
+altro.
+
+Filone fu inviato, nell'anno 40 dell'èra cristiana, dagli ebrei di
+Alessandria, alla testa di un'ambasceria, all'imperatore Caligola, per
+protestare contro le crudeli persecuzioni che essi soffrivano da parte
+degli abitanti di quel grande centro commerciale. Egli narra come
+Caligola ricevesse questa deputazione nelle sua villa di campagna:
+l'imperatore correva come un pazzo da una camera all'altra, dando ora
+ordini di nuove costruzioni, ora per far disporre e collocare antiche
+imagini, mentre gli ebrei lo seguivano attraverso la casa, fra le risa
+dei presenti. L'imperatore poi domandò loro con scherno perchè non
+mangiassero carne suina. «I gridi ed i fischi di quelli che ci
+beffavano--dice Filone--erano così forti, che pareva di essere in un
+teatro». Abbiamo, dunque, fin dall'antichità, un esempio di quelle scene
+che si ripeterono in Roma in ogni tempo, nel medio evo ed anche in
+epoche più recenti, per esempio, allorquando gli ebrei, schierati a
+Monte Giordano o davanti all'arco di Tito per prestare omaggio al nuovo
+papa, rimanevano esposti ai fischi dei monelli ed agli schiamazzi del
+popolaccio.
+
+Caligola aveva una ragione tutta sua di essere irritato contro gli
+ebrei. Gli era venuta la fantasia di far erigere una sua statua di
+colossale grandezza, nella quale era rappresentato come un Dio, nel
+santuario di Gerusalemme; avendo saputo che il popolo ebraico, solo al
+mondo, s'era rifiutato di rendergli gli onori divini, ordinò dunque, a
+Petronio, governatore della Fenicia, di compiere il suo desiderio.
+Allora, se si deve prestar fede a Giuseppe ed a Filone, tutta quanta la
+Giudea, vecchi, giovani, donne, fanciulli, si riversò in massa sulla
+Fenicia; simili a una nuvola coprirono il paese; ed erano tanti e tali i
+loro lamenti e i loro pianti, che quando tacevano, l'eco li ripeteva
+ancora a lungo nell'aria. Si gettarono ai piedi di Petronio e lo
+supplicarono di ucciderli tutti quanti, dicendo che non avrebbero mai
+permesso un simile sfregio al tempio del loro Dio. Questa scena fu una
+delle più grandi tragedie di un popolo, delle quali si abbia memoria, e
+questa resistenza morale contro Caligola è una delle più belle pagine
+della storia ebraica, più luminosa delle geste di Davide e di Salomone.
+
+Petronio rimase commosso e scrisse all'imperatore per distoglierlo dalla
+sua idea. L'amico d'infanzia di Caligola, il re Agrippa, si recò egli
+stesso a Roma ad intercedere in favore del suo popolo. Narra Filone che
+il suo terrore per la minacciata profanazione del tempio, fu tanto, che
+fu portato via svenuto, e poi cadde in una pericolosa malattia. Infine
+scrisse a Caligola una splendida lettera, in seguito alla quale il pazzo
+tiranno, cui il mondo intero elevava templi, altari, statue, abbandonò
+l'idea di far innalzare la sua effige nel santuario di Gerusalemme.
+
+La morte repentina di Caligola preservò gli ebrei di Roma dalla sua
+vendetta. Disgraziatamente Filone non ci dice nulla delle loro
+condizioni in quell'epoca. Essi occupavano già il Trastevere e vi
+avevano formato una sinagoga di liberti, della quale è fatta menzione
+sotto questo nome negli Atti degli Apostoli (I, 9).
+
+Dacchè i misteri cristiani penetrarono in Roma, gli ebrei e i cristiani
+furono confusi in una stessa setta comune, errore facile a spiegarsi,
+perchè questi ultimi erano per la massima parte ebrei convertiti. Così
+subirono anche le stesse persecuzioni. Nell'anno 51 furono gli uni e gli
+altri da Claudio scacciati dalla città. Già prima, Tiberio, dietro
+consiglio di Seiano, li aveva fatti una volta deportare in Sardegna,
+sotto l'accusa di usura sfrenata. Ma essi seppero ritornare e mantenersi
+in Roma; il loro numero aumentò a tal segno, che sotto i primi
+imperatori salì a oltre 8000, cifra che, se esatta, supererebbe del
+doppio il numero degli ebrei che abitano attualmente la città.
+
+Quando Tito ebbe finito di distruggere Gerusalemme, fece condurre a Roma
+una turba di ebrei prigionieri, parte dei quali fu condannata a morte ed
+il resto vi si stabilì.
+
+Stimo opportuno continuare la descrizione del trionfo di Tito,
+affinchè il lettore, a cui sia ignoto Giuseppe Flavio, possa avere
+un'idea di quello stupendo spettacolo. «È cosa difficile--dice
+Giuseppe[26]--descrivere la varietà di questo spettacolo, la sua
+magnificenza sotto ogni riguardo, sia per splendore d'oggetti, sia per
+la loro ricchezza e rarità. Tutto ciò che vi può essere di più prezioso
+e di più peregrino, comparve in quel giorno a provare la grandezza
+dell'impero romano. Si videro oggetti ornati d'oro, d'argento e di
+avorio, e non già in piccol numero, ma in tanta copia da sembrare il
+corso di un fiume. Si videro abiti tinti della più fine porpora, o
+ricamati mirabilmente in Babilonia, pietre scintillanti incastonate in
+corone d'oro ed in altri gioielli, ed in tanta abbondanza, da non
+crederle vere. Seguivano le imagini degli Dei, di proporzioni
+gigantesche e lavorate divinamente; e poi stoffe rare di tutte le
+specie, animali rarissimi, ecc. Coloro che prendevano parte al corteo
+indossavano abiti purpurei ricamati in oro, ed in special modo erano
+ornati i soldati chiamati a partecipare agli onori del trionfo. Anche la
+schiera dei prigionieri attirava la generale attenzione: i loro
+abbigliamenti, di svariatissimi colori, distraevano gli spettatori dal
+triste aspetto delle loro stanche fisonomie. Il massimo stupore
+l'eccitarono poi i magnifici baldacchini: si temeva che gli uomini
+destinati a portarli non avessero la forza di sorreggerli. Taluni erano
+a tre e quattro piani, disposti in modo sorprendente ed artistico.
+Parecchi erano ricoperti di tappeti ricamati in oro, e sopra tutti
+scintillavano lavori artistici in oro e avorio. La guerra era
+rappresentata sotto tutte le sue forme ed in ogni suo aspetto; vi si
+scorgevano contrade devastate; intere file di nemici morti o posti in
+fuga; prigionieri; immense e alte mura che rovinavano all'urto delle
+macchine; ricche città distrutte; torrenti di sangue; disarmati che
+imploravano pietà; templi e case in fiamme, precipitanti sui loro
+abitatori; e finalmente, in mezzo a tutta quella desolazione, un fiume
+che volgeva le sue onde, non già per irrigare i campi e dissetare gli
+uomini e gli armenti, ma per spegnere quel generale incendio.
+
+«Tutto ciò confermavano gli ebrei di aver sofferto durante la guerra.
+L'accurata rappresentazione dava un'idea di tutto quanto era avvenuto.
+Presso ogni baldacchino stavano i condottieri dell'esercito nemico,
+fatti prigionieri. Seguivano numerosissime barche. Il bottino di guerra
+era immenso, ma tutto scompariva al cospetto degli arredi del Tempio di
+Gerusalemme, che comprendevano la tavola d'oro massiccio, un candelabro
+pure d'oro, con le sette lampade, simbolo presso i Giudei della santità
+dei sette giorni, e infine, ultima preda, la legge di Dio. Venivano poi
+gli uomini recanti statue della vittoria, d'oro e d'avorio, e quindi
+Vespasiano e Tito, entrambi a cavallo, ed a fianco di quest'ultimo
+Domiziano, riccamente vestito, a cavallo di un magnifico destriero. Meta
+del trionfo era il tempio di Giove Capitolino. Giunto davanti a questo,
+il corteo si arrestò, giacchè l'araldo, secondo un antico costume,
+doveva ivi dare l'annunzio della morte del condottiero generale
+dell'esercito nemico. Era questi Simone di Giora, che seguiva esso pure
+la marcia trionfale. Venne tratto con una corda al collo, sulla rupe che
+sorge di fianco al Foro, e ivi fu percosso con le verghe. In quella
+località, secondo le leggi romane, si eseguivano le condanne a morte.
+Quando dunque fu annunciato che Simone era morto, si levò un grido
+solenne, generale di gioia, ed ebbe principio il sacrificio. Dopo le
+preghiere e la solita distribuzione di denaro al popolo, gl'imperatori
+fecero ritorno al loro palazzo, dove ebbe luogo un grande banchetto.
+Tutta Roma festeggiò questo dì, quale giorno di solenne letizia, per
+l'esito felice della guerra, per la fine della discordia civile, per la
+speranza di splendido avvenire».
+
+ * * * * *
+
+Vespasiano innalzò un magnifico tempio alla Pace e vi collocò tutti gli
+arredi del santuario di Gerusalemme; le tavole della Legge però furono
+conservate nel palazzo dei Cesari. L'arco, nell'interno del quale sono
+con tanta maestria rappresentati gli arredi del tempio e la marcia
+trionfale, non venne terminato che dopo la morte di Tito. Nel medio evo
+fu chiamato «Arco delle sette lampade», o, come si legge nel libro
+Mirabilia Urbis Romae «_Arcus septem lucernarum, Titi et Vespasiani, ubi
+est candelabrum Moysi cum arca_». I Frangipani, che eran padroni del
+Foro e del Colosseo, se ne servirono come porta del loro castello, la
+_Turris Cartularia_ al Palatino. Solo sotto Pio VII, nel 1821, l'arco fu
+restaurato e ridotto come è oggi. Presentemente è uno dei più bei
+monumenti della città, per quanto restaurato alla moderna.[27]
+
+Tito, dopo il suo trionfo, rifiutò di prendere il titolo di _Judaicus_,
+prova questa del disprezzo che gl'ispiravano gli ebrei. Però, come
+Vespasiano, tollerò la loro presenza in Roma. Le loro colonie si erano
+d'altronde accresciute grandemente per la venuta degli schiavi e dei
+liberti. Vespasiano aveva loro concesso il libero esercizio delle loro
+pratiche religiose, a condizione che pagassero a Giove Capitolino il
+mezzo sesterzio a testa che sino allora avevano versato nel tesoro del
+Tempio. Ancora oggi gli ebrei pagano questo tributo alla _Camera
+Capitolina_.
+
+Sotto Domiziano, narra Svetonio, il _fiscus judaicus_ veniva riscosso
+con grande rigore. Gli ebrei, che sino ad allora avevano abitato
+liberamente il Trastevere, furono da questo imperatore cacciati dalla
+città, e fu loro assegnata come residenza la valle della Ninfa Egeria,
+dietro un pagamento in denaro. Di ciò fa menzione Giovenale nella satira
+terza:
+
+ Hic ubi nocturnae Numa constituebat amicae:
+ Nunc sacri fontis nemus, et delubra locantur
+ Judaeis, quorum cophinus foenumque suppellex:
+ Omnis enim populo mercedem pendere iussa est
+ Arbor, et ejectis mendicat silva Camoenis.
+ In vallem Egeriae descendimus, et speluncas
+ Dissimiles veris. Quanto praestantius esset
+ Numen aquae, viridi si margine clauderet undas,
+ Herba, nec ingenuum, violarent marmora tophum!
+
+Quando Giovenale si recava per la porta Capena nella valle Egeria,
+vedeva, a quanto pare, gli ebrei mendicanti andare qua e là come
+zingari, con fasci di fieno e ceste sulle spalle. I fasci di fieno
+servivano loro di letto, e nelle loro paniere recavano i cenci, di cui
+facevano commercio, e il proprio cibo. Secondo quello che hanno lasciato
+scritto i Romani, le loro occupazioni e i loro mestieri non differivano
+da quelli di oggi.
+
+Il disprezzo dei Romani per quegli infelici era così grande che si
+considerava come un'onta metter piede nelle loro sinagoghe, mentre
+partecipare al culto d'Iside, di Mira e di Priapo non era ritenuto
+affatto un disonore. Ed è strano che quel culto di Dio che in Roma
+rimase in ogni tempo libero da feticismo e idolatria, sia stato trattato
+sempre con tanto disprezzo.
+
+Nella quattordicesima satira Giovenale si lagna della superstizione che
+spingeva i Romani ad accostarsi al giudaismo:
+
+ Quidam sortiti metuentem sabbata patrem,
+ Nil praeter nubes et coeli numen adorant,
+ Nec distare putant humana carne suillam
+ Qua pater abstinuit; mox et praeputia ponunt:
+ Romanos autem soliti contemnere leges,
+ Judaicum ediscunt, et servant ac metuunt ius,
+ Tradidit arcano quodcumque volumine Moses.
+
+A quel tempo gli ebrei solevano già predire la buona ventura, vendere
+filtri d'amore e sortilegi. Giovenale infatti ne parla nella satira
+sesta.
+
+ Quum dedit ille locum, cophino foenoque relicto,
+ Arcanam Judaea tremens medicat in aurem,
+ Interpres legum Solymarum, et magna sacerdos
+ Arboris, ac summi fida internuntia coeli,
+ Implet et illa manum, sed parcius. Aere minuto
+ Qualiacumque voles Judaei somnia vendunt.
+
+In questi versi Giovenale descrive così vivacemente gli ebrei, che ci
+sembra di aver dinanzi veramente un tipo di vecchia strega. Ai tempi di
+Domiziano le ebree uscivano spesso, durante la notte dalla valle
+d'Egeria per introdursi nella casa di qualche voluttuosa dama romana, e
+ciò si è ripetuto sino ai nostri giorni. Numerose donne del Ghetto
+vagavano per la città dicendo la buona ventura, spiegando alle nobili
+signore i sogni della notte, o vendendo loro filtri d'amore. Appunto a
+queste pratiche si riferisce una bolla di Pio V, con la data del 1569,
+che comincia con le parole: _Hebraeorum gens sola quondam a Domino
+electa_. Questo decreto che bandiva gli ebrei da tutte le città degli
+Stati della Chiesa, eccettuate Roma ed Ancona, è un importante documento
+storico; ne riporto alcuni passi che corrispondono ai versi di
+Giovenale; «Privato de' suoi sacerdoti e dell'autorità della sua legge,
+scacciato dal paese dove Dio nella sua misericordia l'aveva
+primitivamente stabilito, dal paese in cui scorreva il latte e il miele,
+da più secoli il popolo della Giudea erra per il mondo, odiato, coperto
+di disprezzo, rivolto a mestieri vergognosi e infami, pronto sempre a
+discendere sino alla più abbietta schiavitù per guadagnare di che
+vivere». Poi la bolla papale parla dei loro mestieri. «Senza fermarsi a
+parlare dell'usura, con cui spogliano di ogni loro avere i cristiani,
+noi li denunziamo a tutti come ricettatori, autori o complici di furti,
+come soliti a nascondere, a trasformare gli oggetti rubati, sia profani
+che sacri, per renderli irriconoscibili. Molti di essi s'introducono,
+con la scusa del commercio, nelle case di donne oneste, provocandole ad
+ogni sorta d'impudicizia, e peggio ancora, dannandone l'anima con
+artifizi diabolici, con vane profezie, con stregonerie, con arti magiche
+e sortilegi, facendo credere che son capaci di predire il futuro,
+squarciare i veli, trovare tesori, scoprire oggetti celati e rivelare
+tante e tante altre cose ancora che non è dato ai semplici mortali di
+conoscere».
+
+L'origine del disprezzo in cui furon costantemente tenuti in ogni tempo
+gli ebrei in Roma dipende certo dagli ebrei stessi; essi provocarono
+sempre il riso de Romani quasi fossero delle caricature. E'
+indiscutibile--senza con ciò voler recare offesa a molti bravi e degni
+ebrei e tanto meno all'intero popolo di Israele--che agli occhi di un
+europeo il tipo prettamente ebreo presenta un non so che di bizzarro che
+lo rende ridicolo, come ridicola doveva essere la grottesca danza di
+Davide dinanzi all'arca, cotanto ingrata anche agli occhi di Micol. Si
+aggiunga a questo l'idea di esser la nazione prediletta da Dio,
+l'opinione generalmente radicata in essi che la storia abbia dato loro
+ragione in questa pretesa; finalmente il disprezzo verso tutte le altre
+credenze, il ribrezzo di avere un contatto con ogni altra razza umana,
+tutto ciò fece scontare a questo popolo la pena del suo amor proprio
+nazionale, della sua ripugnanza ad avere rapporti con gli altri uomini,
+infino a tanto che furono dai cristiani confinati in un ghetto.
+
+Poco si sa sulle condizioni degli ebrei a Roma sotto i successivi
+imperatori. Quando Adriano ebbe di nuovo distrutto Gerusalemme e
+migliaia di ebrei furono venduti per suo ordine sui mercati della Siria,
+la colonia di Roma aumentò considerevolmente per le immigrazioni. Essa
+continuò ad abitare nel Trastevere. Il suo cimitero era situato dinanzi
+alla porta Portese, presso il Gianicolo; lo si scoprì nel XVII secolo.
+Gli ebrei ne possedevano un altro davanti alla porta Appia. Si può
+vederlo oggi presso S. Sebastiano, nella vigna Rondanini, dove è stato
+rimesso alla luce nel 1857. Si compone di catacombe che sembrano del III
+secolo e assomigliano in tutto nella loro disposizione a quelle
+cristiane di Roma. I sarcofaghi ebraici sono talvolta decorati
+d'imagini, vi si vede spesso scolpito il candelabro dai sette bracci.
+Gli epitaffi degni di nota non sono mai in ebraico, ma in latino od in
+greco, ciò che prova che gli ebrei di Roma in quell'epoca si erano
+appropriati la lingua che si parlava intorno a loro. Anche i morti di
+quelle catacombe devono avere appartenuto alle due sinagoghe di Roma, di
+cui la più antica fu fondata al tempo di Pompeo e la più recente era
+essenzialmente alessandrina. Disgraziatamente la storia degli ebrei a
+Roma in quel periodo è sepolta nell'oscurità.
+
+Quando il cristianesimo diventò religione di Stato la posizione degli
+ebrei divenne ancor peggiore, perchè al disprezzo che essi ispiravano
+nei Romani si unì l'odio dei cristiani. Costantino per il primo vietò
+loro di tenere al proprio servizio cristiani, e da allora ciò fu come un
+precetto di separazione fra le due comunità. Il codice teodosiano
+prescrisse poi leggi ancora più severe per impedire la fusione degli
+ebrei e dei cristiani; proibì che si celebrasse in tutto l'impero la
+festa di Haman, in cui i giudei avevano l'abitudine di rappresentare il
+loro nemico sotto i tratti del crocifisso per poi bruciarlo in mezzo ad
+alte grida.
+
+Al tempo del sacco di Roma per opera di Alarico, gli ebrei del
+Trastevere soffrirono crudelmente. Fra i tesori rubati dal re visigoto
+vi furono anche i vasi del tempio di Salomone che egli aveva presi a
+Roma come preda; alcuni però gli sfuggirono, perchè più tardi Genserico
+ne trovò ancora quando giunse a Roma. Trasportati a Cartagine, caddero
+nelle mani di Belisario e furon da questi riportati a Bisanzio. Gli
+ebrei allora, come afferma Procopio, li reclamarono all'imperatore
+Giustiniano, che li fece portare in una chiesa di Gerusalemme. Strana
+storia, invero, quella di questi tesori del Tempio, portati altra volta
+a Roma da Tito! Ancora nel medio evo, al tempo in cui furon redatte le
+«_Mirabilia Urbis Romae_» circolava su ciò una leggenda, si credeva cioè
+che l'arca dell'alleanza, il tabernacolo, il candelabro dai sette bracci
+e gli abiti di Aronne fossero conservati come reliquie nel Laterano.
+
+Al tempo dei Goti è menzionata una volta la Sinagoga di Roma; il popolo
+la saccheggiò e il nobile Teodorico fece una legge a protezione degli
+ebrei.
+
+Poco si sa sulle condizioni degli ebrei durante i secoli seguenti.
+Sappiamo solo che continuarono ad esistere come comunità e che più volte
+resero omaggio agli imperatori tedeschi, quando venivano incoronati,
+cantando in lingua ebraica le laudi tradizionali. Sempre dimorarono in
+Trastevere ed esercitarono il loro commercio vicino ai ponti del fiume e
+sui ponti stessi. Infatti il ponte dei Quattro Capi, vicino al Ghetto
+attuale, si chiamava «_Pons Iudaeorum_» e anche quello degli Angeli era
+designato nello stesso modo: probabilmente dei banchi di ebrei erano
+situati su questi ponti.
+
+Ad eccezione di qualche lampo di odio popolare, gli ebrei del resto non
+subirono a Roma quelle feroci persecuzioni che soffrirono in altre città
+d'Europa. Roma non è mai stato terreno propizio al fanatismo religioso;
+l'antica tradizione di tolleranza verso tutti i popoli vi si è sempre
+conservata. Perfino le crociate che provocarono in tutta l'Europa
+spaventevoli esplosioni di odio contro gli ebrei, non ebbero le stesse
+conseguenze in Roma. Una sola volta, nel 1020, noi troviamo nella
+storia notizia di una persecuzione propriamente detta contro gli ebrei,
+ed ebbe origine da un terremoto.
+
+I papi riconobbero sempre la Sinagoga come una legale comunità
+dell'urbe; essa era pareggiata alle altre comunità straniere dei greci e
+dei germani. L'inquisizione, introdotta ai primi del secolo XIII, ebbe
+per essa, al principio, gli stessi riguardi. Così, a un dipresso, gli
+ebrei acquistarono in Roma una certa importanza come cambiavalute e come
+medici. Il commercio del denaro e la scienza medica essendo passati
+quasi interamente nelle loro mani, essi non tardarono in queste qualità
+a rendersi necessari al Vaticano.
+
+Il viaggiatore Beniamino di Tudela, ai tempi di Alessandro III
+(1159-1185) contò in Roma 200 ebrei ricchi, liberi, tenuti in grande
+considerazione, tra i quali il papa aveva scelto dei servitori.
+«Qui--egli dice--si trovano persone sapientissime, fra cui il primo è il
+grande rabbino Daniele, un altro rabbino Daniele, un giovane bello e
+intelligente frequenta la corte di Alessandro in qualità di ministro del
+papa», cioè come banchiere.
+
+Il curioso è che Pier Leone, l'antipapa Anacleto II (morto nel 1138),
+era nipote di un ebreo convertito. La sua famiglia fu annoverata fra le
+più grandi famiglie patrizio e per più secoli. Questa razza, largamente
+dotata dalla natura e dalla lotta che acuisce l'intelligenza, seppe
+dunque infiltrarsi, come di contrabbando, sino nell'intimità dei papi.
+Mentre le donne ebree andavano a predire la buona ventura nelle nobili
+famiglie, gli ebrei erano ammessi liberamente, in qualità di banchieri o
+di medici, presso i papi che si trovavano in ristrettezze finanziarie o
+ammalati.
+
+Si trova il nome di tutti i medici ebrei dei papi nell'opera di
+Mandosio, _Degli archiatri pontificj_, completata dal Marini (Roma,
+1784). Il primo di questi fu Giosuè Halorki, medico dell'antipapa
+Benedetto XIII (1394), il quale sembra aver avuto una speciale
+predilezione per gli ebrei. Halorki si fece più tardi battezzare e prese
+il nome di Gerolamo di Santa Fede; e sotto questo nome scrisse un libro
+contro gli ebrei: «_Hieronimi de Sancta Fede ex Iudaeo Christiani contra
+Iudaeorum perfidiam et Talmud tractatus, sive libri duo ad mandatum D.
+PP. Benedicti XIII_».
+
+Egli fu maledetto dalla Sinagoga.
+
+Innocenzo VII, del quale fu antipapa Benedetto, nel 1406 accordò il
+diritto di cittadinanza a certi ebrei di Trastevere, fra cui a Elia di
+Sabbato, a Mosè di Lisbona, a Mosè di Tivoli, i quali erano medici e
+portavano il titolo di «maestri». Godevano costoro grandi privilegi ed
+erano dispensati dal portare il segno obbrobrioso di Giuda.[28] Medico
+particolare di Martino V fu Elia, appartenente al Ghetto romano. Così
+fino al XVI secolo, nonostante le bolle di scomunica promulgate da più
+papi, si trovano medici ebrei in Vaticano. Come orientali, come
+imparentati con gli Arabi, gli ebrei furon tenuti ovunque, anche presso
+i principi e gl'imperatori, in grande considerazione per la loro
+sapienza medica. Samuele Sarfadi, rabbino spagnuolo, uomo dotto ed
+eloquente, fu il medico di Leone X.
+
+Naturalmente qualche cosa del favore che godevano i medici ebrei si
+rifletteva sulla comunità di Trastevere; ma a causa della natura stessa
+del reggimento della Chiesa, reggimento tutto personale, la sorte degli
+ebrei di Roma dipendeva unicamente dal carattere del papa che regnava; e
+questa incertezza del domani teneva gli ebrei in continuo timore, e li
+esponeva spesso a uno stato senza legge.
+
+Già parecchi Concilii avevano da molto tempo prescritto la separazione
+dei cristiani dagli ebrei, e imposto a questi un marchio distintivo in
+segno di disprezzo. Innocenzo III, il promotore dell'inquisizione,
+rinnovò queste prescrizioni nel 1215, ed altri papi dopo di lui ne
+seguirono l'esempio. Senonchè gli ebrei non le osservavano, riuscivano
+ad eluderle, o si riscattavano col denaro. Talora poi un papa più
+clemente revocava gli editti che il suo predecessore aveva emanati.
+
+Giovanni XXII perseguitò gli ebrei e fece pubblicamente bruciare il loro
+Talmud; Innocenzo VII invece fu loro favorevole. Fu il romano Martino V
+che mostrò ad essi la maggiore benevolenza; rese loro la facoltà di
+esercitare medicina e decretò poi che tutti gli ebrei degli stati della
+Chiesa, e non più solo quelli di Roma, avrebbero da allora in poi
+contribuito alla tassa del carnevale. Ma il suo successore Eugenio IV,
+un veneziano nemico della razza trafficante d'Israele, ristrinse di
+nuovo i loro diritti; proibì loro di commerciare coi cristiani, di
+abitare nelle loro case, di prestare loro assistenza come medici, di
+girare per tutta la città, di costruire nuove sinagoghe, e di occupare
+alcuna carica pubblica. Decretò inoltre che la testimonianza di un ebreo
+contro un cristiano non avesse alcun valore, e infine li obbligò a
+pagare annualmente alla Camera capitolina 1130 fiorini ed a contribuire
+con altre imposte ai sollazzi del carnevale.
+
+Era invalso a poco a poco l'uso di valersi in modo indegno degli ebrei
+per questi divertimenti carnascialeschi, che avevano luogo in piazza
+Navona, sul colle Testaccio e pel Corso. Non solo gl'infelici dovevano
+fornire una squadra di vecchi che, vestiti in foggia grottesca, dovevano
+precedere la cavalcata dei senatori all'apertura del corso, ma dovevano
+anche esporsi all'onta di correre essi stessi. Il veneziano Paolo II fu
+il primo che, volendo festeggiare il 1468, anno di pace, offrì ai Romani
+lo spettacolo delle corse dei cavalli e della corsa degli ebrei.
+
+Ancora oggi sopravvive nelle città d'Italia l'uso di solennizzare certi
+giorni di festa con le corse dei _Palii_, così dette perchè il premio
+consiste in stoffe di seta date al vincitore. Allorchè Paolo II offrì
+questo sollazzo al popolo, fece correre negli otto giorni di carnevale
+cavalli, asini, bufali, vecchi, giovanotti e ragazzi ebrei. Prima di
+lanciare quest'ultimi nella pista, venivano riempiti ben bene di cibo,
+per render loro più penosa la corsa e provocare il riso del popolo. Essi
+dovevano correre dall'Arco di Domiziano sino alla chiesa di S. Marco, in
+mezzo agli urli e agli schiamazzi dei Romani, mentre il Santo Padre
+assisteva allo spettacolo da un balcone riccamente addobbato, e rideva
+di cuore. Si potrebbe credere che la parte che a queste corse
+prendevano gli stessi Romani, togliesse a quella degli ebrei il suo
+carattere di umiliante; ma bisogna avvertire che per questi era un
+divertimento, a cui essi si offrivano spontaneamente, mentre gli ebrei
+vi erano costretti con la forza. Coloro che ai dì nostri hanno assistito
+alle corse di cavalli nel Corso, che sostituirono più tardi quelle degli
+ebrei, e che hanno visto il popolo quasi folle eccitare gli animali con
+grida furiose e con fischi, possono immaginare quello che nei barbari
+tempi del medio evo dovessero soffrire gli ebrei correndo lungo il Corso
+fra gl'insulti e in mezzo a quel tumulto.
+
+Per lungo tempo il popolo volle questo spettacolo; io ho trovato, nella
+_Roma nova_ di Sprenger del 1667, che gli ebrei dovevano correre nudi,
+con una sola fascia intorno ai fianchi, e l'autore dice che i primi a
+correre erano gli asini, poi gli ebrei, poi i bufali ed infine i
+«barberi».
+
+Durante due secoli gl'israeliti di Roma soffrirono questo volgare
+insulto, sino al giorno in cui Clemente IX, Rospigliosi, nel 1668,
+cedendo alle loro suppliche, li esentò dalla corsa a patto che pagassero
+un tributo annuo di 300 scudi, e concesse loro che, invece di precedere
+la cavalcata del Senatore, prestassero omaggio ai reggitori della città
+nella sala del trono, e fornissero i premi per le feste del carnevale.
+
+Solevano i notabili ebrei, quali rappresentanti della comunità
+israelitica, presentarsi ai reggitori della città in Campidoglio nel
+primo sabato di carnevale. Giunti nella sala dove quelli sedevano, gli
+ebrei si gettavano ai loro piedi e offrivano un mazzo di fiori e 20
+scudi, perchè fossero impiegati ad addobbare il balcone, su cui il
+Senato soleva, in piazza del Popolo, prendere posto. Si recavano quindi
+dal Senatore e, secondo l'antico uso, lo supplicavano di conceder loro
+di abitare ancora in Roma.
+
+Il Senatore metteva ad essi il piede sulla fronte, poi ordinava loro di
+alzarsi e diceva, secondo la consueta formola, che gli ebrei non erano
+già ammessi in Roma, ma soltanto tollerati per misericordia. Anche
+questa umiliazione è ora scomparsa; ma ancor oggi gli ebrei il primo
+sabato delle feste di carnevale vanno al Campidoglio e prestano il loro
+omaggio, offrendo il tributo per i palii, che essi devono procurare per
+i cavalli che ora divertono il popolo in luogo degli ebrei.
+
+Non mancavano nel medio evo altre cerimonie, a cui dovevano prender
+parte. Nella festa per la presa di possesso del Laterano, fatta dal
+nuovo papa, essi dovevano mandare a lui una deputazione, come già un
+tempo avevano dovuto prestare omaggio agli imperatori romani. Quando
+l'imperatore saliva al trono, gli ebrei facevano per lui in Gerusalemme
+offerte e sacrifici; dice già Filone nella sua «Ambasciata a Caio» che
+essi tre volte offrirono sacrifici per Caligola, la prima, quando salì
+al trono, la seconda, quando cadde gravemente ammalato, e la terza,
+quando ritornò vittorioso dalla Germania. Che anche gli ebrei in Roma
+facessero lo stesso, è indubitato; essi si presentavano nelle feste di
+omaggio innanzi all'imperatore come imploranti protezione, per chiedere
+a lui quella tolleranza che era stata loro concessa da Augusto.
+
+E quando agl'imperatori sottentrarono i papi, mutarono le forme, ma
+l'essenza delle cerimonie restò qual'era. Ad ogni omaggio a un nuovo
+papa, sulla via che doveva percorrere il corteo, compariva una
+delegazione di ebrei col Pentateuco sulle spalle. Secondo una frase di
+S. Girolamo, essi eran considerati quasi come i bibliotecari della
+religione cristiana, perchè avevano conservato nella loro arca
+dell'alleanza l'Antico Testamento. E mentre si accostavano al nuovo papa
+per implorare la sua protezione, dicevano di far ciò prima, perchè i
+padri loro avevano fatto altrettanto con gl'imperatori, e poi perchè,
+attendendo essi il Messia che li doveva liberare dalla schiavitù, ogni
+nuovo papa poteva essere appunto quello destinato a rompere il loro
+giogo.
+
+A cominciare da Calisto II, che nel 1119 ricevette dagli ebrei tale
+omaggio, esistono documenti che narrano queste cerimonie. In tutte gli
+ebrei portavano il Pentateuco sulle spalle, andando incontro ad Eugenio
+III, ad Alessandro III, a Gregorio IX. Il Cancellieri, nella sua opera
+_Storia dei possessi_, ne dà una minuta descrizione, tolta dai diari dei
+maestri di cerimonie della Corte Pontificia.
+
+Il luogo dove gli ebrei si presentavano al papa non fu sempre lo stesso.
+Ai primi del medio evo era nel rione detto «Parione» che gli ebrei
+attendevano il pontefice che si recava al Laterano. Il vecchio poema
+latino del cardinale Giacomo Stefaneschi, ci descrive l'omaggio degli
+israeliti reso a Bonifacio VIII nel 1295:
+
+ «Ecce, super Tiberim positum de marmore pontem
+ Transierat, provectus equo, turrique relicta
+ De campo Iudaea canens, quae caecula corde est,
+ Occurrit vesana duci Parione sub ipso,
+ Quae Christo gravidam legem plenamque sub umbra
+ Exhibuit Moysi, Veneratus et ille figuram.
+ Hanc post terga dedit, cauto sermone locutus.
+ Ignotus Iudaea deus, sibi cognitus olim.
+ Qui quondam populus, nunc hostis; qui deus et rex
+ Obnubi patitur, praesentem temnere mavis,
+ Quem fragilem reputas hominem, sperasque futurum,
+ Et latet ipse deus».
+
+Di qui si scorge che fino da allora la cerimonia dell'omaggio aveva
+luogo con quelle forme che furon conservate anche in seguito; gli ebrei
+attendevano al suo ritorno il nuovo papa, cantandone le lodi;
+presentavano al pontefice il libro della Legge; questi lo prendeva,
+faceva le viste di leggerne qualche parola, poi lo restituiva agli ebrei
+dicendo: «Confermiamo la Legge, ma condanniamo il popolo ebreo e la sua
+interpretazione». Quindi procedeva oltre e gli ebrei facevano ritorno
+alle loro dimore, amareggiati dal dolore o confortati dalla speranza,
+secondo quello che avevano creduto leggere negli occhi del nuovo papa.
+
+Spesso si collocavano anche al di là del Ponte di Adriano e talvolta a
+Monte Giordano. Sebbene questa collinetta formata di rovine e di
+rottami, dovesse il suo nome a Giordano Orsini, membro dell'antica
+famiglia patrizia che vi aveva costruito il suo palazzo, forse fu scelta
+dagli ebrei per la fortuita coincidenza del nome con quello del biblico
+fiume della Giudea. Ivi stavano i discendenti d'Israele, portando un
+Pentateuco riccamente legato in oro e ricoperto di un velo, circondati
+dal popolo che li insultava e li derideva, finchè non appariva il papa;
+allora s'inginocchiavano e gli presentavano il volume della Legge.
+
+Le ingiurie e i cattivi trattamenti, a cui in queste circostanze gli
+ebrei venivano sottoposti crebbero tanto col tempo, che Innocenzo VIII,
+nel 1484, cedendo alle loro vive preghiere, consentì che si
+presentassero a lui nel cortile di Castel Sant'Angelo. Il maestro delle
+cerimonie, Burcardo, così descrive la cerimonia: «Allorchè il papa fu
+giunto, dinanzi a Castel Sant'Angiolo si arrestò, e gli ebrei che si
+erano fermati presso le fortificazioni inferiori, comparvero col libro
+della Legge, che porsero al Santo Padre, rivolgendogli delle frasi in
+ebraico che ad un dipresso significavano questo:--Noi, uomini ebrei, in
+nome della nostra Sinagoga, preghiamo Vostra Santità di volervi degnare
+di accogliere e sanzionare la legge mosaica, che l'onnipotente Dio diede
+a Mosè, nostro sacerdote, sul monte Sinai, nella stessa guisa che si
+degnarono accettarla e confermarla i venerati pontefici predecessori di
+Vostra Santità.--Il papa rispose:--Noi confermiamo la Legge, ma
+condanniamo la vostra credenza e la vostra dottrina, imperocchè colui
+che voi dite dover venire in terra, già venne e fu nostro Signore Gesù
+Cristo, come la Chiesa insegna.--Terminata la cerimonia, gli ebrei si
+ritirarono».
+
+E quando si pensi che questo Castel S. Angelo non era altro che il
+mausoleo di Adriano, il quale aveva distrutta da cima a fondo
+Gerusalemme per ben due volte, e condotti gli ebrei in schiavitù, sarà
+facile comprendere come anche questa stessa località dovesse riuscire
+invisa agli ebrei, che non odiavano meno la memoria di Adriano di quella
+di Tito.
+
+Per una eccezione Pio III, nel 1503, trovandosi infermo, ricevette gli
+ebrei in una delle sale del Vaticano stesso. Giulio II li ricevette di
+bel nuovo alla Mole Adriana, dove gli diressero un lungo sermone, e dove
+specialmente parlò con singolare eloquenza il rabbino spagnolo Samuele,
+medico del papa. Questi rispose _prout in libello_, vale a dire secondo
+la forma stabilita dal libro dei cerimoniali.
+
+Anche Leone X, Medici, in occasione della elezione del quale, nel 1513,
+si fecero le feste più splendide che abbiano mai avuto luogo per un
+papa, ricevette gli ebrei in Castel S. Angelo. La scena è stata
+descritta dal maestro di cerimonie Paride de' Grassi. Gli ebrei stavano
+alla porta del Castello, sopra un palco di legno ricoperto di ricchi
+tappeti e di broccati lavorati in oro, e dove ardevano otto grandi
+torcie in cera, ed ivi tenevano le tavole della Legge. Allorquando fu
+giunto il papa che cavalcava una chinea bianca, gli ebrei lo pregarono,
+secondo il solito, di confermare la legge. Il papa prese il libro
+aperto dalle loro mani, lesse alcune parole e disse:
+
+«Noi confermiamo ma non approviamo» dopo di che lasciò cadere a terra il
+libro, e proseguì la sua strada.
+
+Fu questa l'ultima volta che la cerimonia ebbe luogo; da allora in poi
+venne soppressa, o perchè progredito lo spirito dei tempi, o per altre
+ragioni a noi ignote.
+
+Fu imposto per contro l'obbligo agli ebrei di addobbare con stoffe
+preziose parte delle strade per le quali dovevano passare il nuovo papa
+e il suo corteo. Allorquando prese possesso Gregorio XIV, nel 1590, gli
+ebrei dovettero parare con tappeti la salita del Campidoglio e l'arco di
+Settimio Severo. In seguito venne stabilito che dovessero ornare l'arco
+di Tito, e la via che porta al Colosseo. Fu loro pertanto forza
+assoggettarsi all'onta di dover adornare l'arco trionfale eretto in
+onore del distruttore di Gerusalemme.
+
+E ciò ebbe luogo alla elezione di tutti i papi che vennero di poi. Gli
+ebrei dovettero ogni volta addobbare l'arco di Tito, ed aggiungere ai
+tappeti emblemi che si riferissero al papa, contraddistinti da sentenze
+latine tolte dall'Antico Testamento. Gli emblemi, ordinariamente in
+numero di venticinque, erano per lo più molto significativi, e colle
+loro sentenze in linguaggio simbolico prettamente orientali. Vi era
+rappresentato, per esempio, l'albero della mirra, che offre spontaneo il
+suo balsamo senza che abbisogni d'incisione ed aggiuntovi il detto:
+«Benedetto il principe che è generoso». Altrove il pellicano, che nutre
+i figli col suo sangue colla scritta: «Si privò di tutto dandolo ai
+poverelli» (Salmo 112, 1, 9). Una palma irradiata dal sole e sopra:
+«Fiorirai al pari di una palma»; e al di sotto: «Benedetta sia la tua
+venuta». Il rinoceronte che immerge il suo corno in una sorgente,--una
+conchiglia di mare aperta,--la fenice e l'arcobaleno--un cigno che
+mangia spighe mature,--uno sciame d'api,--un gelso,--un'arpa
+inghirlandata di fiori,--il mare con sirene che cantano, e sopra il
+cielo, verso il quale drizzano il volo molti usignuoli ed al di sotto il
+versetto d'Isaia: «Cantano tutti insieme».
+
+Questo linguaggio figurato ricorda le solennità di ugual natura, colle
+quali gli Arabi di Sicilia accoglievano i re normanni loro signori. Gli
+ebrei accudivano con lagrime e con lamenti ad ornare il monumento della
+loro onta, e quando dall'arco di Tito facevano ritorno al loro sudicio
+Ghetto, certamente si purificavano, con lamentazioni geremiache e con
+preghiere, della profanazione che avevano dovuto commettere umiliandosi
+innanzi al vicario di Cristo.
+
+Si deve però fare un'osservazione singolare: col rinascimento la
+mitologia pagana trovò mezzo di cacciarsi perfino negli usi e negli atti
+degli ebrei, particolarmente nei secoli decimosettimo e decimottavo, nei
+quali dopo Leone X e Raffaello, rinati gli studi delle antichità, gli
+Dei dell'Olimpo tornarono in fiore. Ed è propriamente divertente e piena
+di contraddizione la tendenza in questo senso, che si può osservare
+negli ebrei di Roma, particolarmente nel secolo XVIII che fu l'età aurea
+del Parnaso barocco. In questo, anche gli emblemi degli ebrei divennero
+mitologici; le loro poesie di omaggio parlavano di Apollo e delle muse,
+facendo una strana miscela di antichità pagana e di Vecchio Testamento,
+che pare ed è tanto più singolare, quando si ponga mente che questi
+emblemi, queste poesie venivano dal popolo d'Israello, dedicate ad un
+papa. I maggiori emblemi mitologici si rinvengono in quelli dedicati a
+Pio VI ed a Pio VII. Si vedeva Ercole, dalla cui bocca uscivano le
+catene d'oro destinate a trarre a sè i popoli, e sotto il versetto
+biblico: «Le labbra dell'uomo pio sono ripiene di dolcezza» (Prov. 10,
+32). Vi si scorgeva il monte Parnaso fiancheggiato da due terrazzi
+ricoperti di tappeti, su cui stavano cavalli e muli, che mangiavano del
+grano, e sotto il versetto di Giobbe: «Esso ci ammaestra per mezzo degli
+animali da tiro», miscuglio più barocco che immaginare si potesse,
+Parnaso, muli, e Giobbe tutto confuso. Vi si scorgevano Giunone con un
+giglio, Atlante che regge il mondo, Minerva coll'olivo, un tempio dove
+stava Mercurio colle tre Grazie, e sotto vi si leggeva: «Non torrà gli
+averi a coloro che camminano nella diritta via» (Salmi 84, 12).
+
+E' molto probabile che fra tutte quelle figure mitologiche, quella di
+Mercurio, il patrono dei negozianti e dei banchieri, il Rothschild
+dell'Olimpo, dovesse essere quella che tornava più accetta, più
+intelligibile agli abitanti del Ghetto. Del resto tutti gli emblemi di
+quel povero popolo si riferivano sempre più o meno ad un'idea sola;
+danaro, sempre danaro; e difatti vi si scorgevano immancabilmente i
+corni dell'abbondanza, dai quali sgorgavano monete d'oro, vino e pane.
+
+Gli ebrei presentarono a Pio VII, Chiaramonti, tutti i loro emblemi e
+motti raccolti in un volume splendidamente legato, e maestrevolmente
+miniato, e glielo porse in Venezia il rabbino Leone di Leone di Ebron,
+vestito alla foggia orientale, con turbante, _haftan_, e lunga barba. Un
+poema latino in distici elegiaci lo accompagnava e la dedica in lingua
+latina era la seguente:
+
+ PIO SEPTIMO P. O. M.
+ QUA DIE IMPERII GUBERNACULO SOLEMNITER SUSCEPIT
+ QUOD BONUM FELIX FAUSTUMQUE SIT
+ FESTIVISSIMA HEBRAEORUM UNIVERSITAS D. D. D.
+
+Come si vede, gli ebrei di Roma non avevano abitato senza profitto
+presso il classico portico di Ottavia. Il poema poi seguitava dopo aver
+cominciato con esclamazioni lagrimose prettamente giudaiche, e prima di
+arrivare al papa chiamava in scena Apollo.
+
+ O si me Cythara plectroque juvaret Apollo,
+ Concinerem summi maxima regna Pii.
+ Meque peregrinis audiret versibus uti,
+ Quidquid habet tellus, quidquid ex axis habet.
+ Principis astra super ferrem clarissima facta,
+ Queis comes it recti non temerandus amor;
+ Quippe suis, velut illa, polo fulgoribus umbras
+ Dimovet, e vulta quos radiante jacit.
+ Ast pro me Pindi veniant et culmina Musae
+ Quas cecinit vatum fabula graeca deas.
+ Hae resona fundant solemnia carmina voce,
+ Tympana pulsantes, sistra lyrasque manu,
+ Hae Temidis celebrent servantem jura decorae,
+ Qua duce subjectis imperat agminibus:
+ Candoremque sinus dantis cum pace salutem,
+ Viribus ingenii, pondere consilii.
+ Magnanimis nitit ille notis, prudentibus aeque.
+ Ne summum videat gloria tanta diem!
+ Culmina Gregorium nutu qui celsa creavit,
+ Sospitet, omnigenis condecoretque bonis,
+ Edat, ut arbor aquae prope rivos consita, fructus,
+ Et diadema suum vinciat usque caput.
+ Hic niteat solusque, ferax sit dactilus ipse:
+ Adspiciat laetos ire, redire dies.
+ Gaudeat urbs, precibus nunquam non acribus instet,
+ Ut sibi sint Pacis numera juncta Piae.
+
+Per Gregorio XVI gli ebrei fecero dipingere dal pittore Pietro Paoletti
+di Belluno, concittadino del nuovo papa, un libro che conteneva tutti
+gli emblemi e tutte le poesie, e fattolo riccamente legare lo
+presentarono al pontefice, che volle mandarlo in dono al Capitolo della
+sua città natia. Anche a Pio IX, attualmente regnante, venne presentato
+un libro simile, nel quale il rabbino di Roma, versatissimo nella
+letteratura ebraica, e abilissimo calligrafo, a quanto mi assicurarono i
+suoi correligionari, raccolse preziosi emblemi, e sentenze bibliche,
+scelte con molto criterio ed il libro era tanto riccamente legato ed
+ornato, che costò circa cinquecento scudi.
+
+Tali erano le cerimonie che, secondo gli usi e le costumanze di Roma, si
+compivano dagli ebrei nell'occasione della elezione dei papi. Se non
+che, anche in altre località avevano luogo funzioni analoghe. Troviamo
+nel dizionario del Moroni la minuta descrizione delle solennità, colle
+quali gli ebrei di Corfù festeggiarono la nomina di un nuovo
+arcivescovo. Quando nel 1780 Francesco Maria Fenzi fece il suo solenne
+ingresso in quella città, gli ebrei gli prepararono uno spettacolo
+veramente originale. Apriva la marcia un ebreo vestito all'italiana col
+bastone del comando, e lo seguivano altri tre, con lunghi bastoni,
+questi rappresentano i patriarchi; venivano quindi dodici giovanetti,
+vestiti all'italiana, i quali raffiguravano le dodici tribù, ed avevano
+tutti in mano un pomo d'argento, e quindi altri dieci giovani, con
+mantello sulle spalle, che rappresentavano i dieci rabbini savi,
+conservatori della legge mosaica ai tempi dei Cesari. Seguivano ancora
+altri undici giovanetti, che portavano mazzi di fiori, i fratelli di
+Giuseppe, accompagnati da quattro servitori, come se stessero per
+presentarsi al re Faraone; subito dopo otto uomini, portanti vasi e
+palme, gli otto conservatori del precetto della circoncisione; quindi
+ventiquattro ebrei, il doppio del numero delle tribù, con vassoi e
+vasellami d'argento, coi guanti alle mani che raffiguravano il fiore
+d'Israello. Seguivano ancora quattro ebrei, con voluminose parrucche e
+bastoni; un gruppo di quarantotto ebrei con berrettone di pelo, fra i
+quali sei cantori che cantavano salmi; indi una quindicina di
+giovanetti, che portavano sul petto l'_urim_ ed il _thummim_; poscia un
+nuovo gruppo con frutti e palme, finalmente di nuovo altri cantori.
+Venivano dopo i quattro grandi sacerdoti Mosè, Aronne, David e Salomone,
+a cui tenevano dietro i leviti. Poscia i tre giovanetti della fornace
+ardente. Chiudeva la marcia un gran rabbino decrepito, che pareva la
+quaresima ambulante; vestito tutto di bianco, e a fianco del quale
+stavano due altri vecchi, con in mano ciascuno un vassoio pieno di
+foglie di fiori. Il Pentateuco tutto adorno di campanelli, di frutti, di
+corone di argento, era posto sotto un baldacchino bianco, portato da
+quattro fra gli ebrei più ragguardevoli. Il libro della legge venne
+aperto in sei diversi punti della città, e ricoperto di foglie di fiori
+tolte dai bacili, e sempre colle più vive manifestazioni di gioia degli
+ebrei. Le foglie, che cadevano a terra, erano raccolte dalle donne
+ebree, che se le riponevano, quasi sacre reliquie, in seno. La
+processione era divisa in quattro sezioni, in memoria delle quattro
+schiavitù d'Egitto, di Babilonia, di Roma, e della presente.
+L'arcivescovo finalmente venne ricevuto da sedici ebrei, sopra un palco
+eretto in vicinanza del Duomo, e riccamente parato; egli portava la
+mitria, e teneva in mano il pastorale; un ebreo postosi il cappello in
+capo, e gettato via il mantello, pronunciò un breve discorso di
+complimento, cui monsignore fece cortese risposta.
+
+Come appare chiaro, una simile processione, avente tutta l'impronta
+nazionale ebraica, poteva farsi bensì a Corfù, ma non avrebbe potuto
+mai aver luogo a Roma. In quest'ultima città, dove il culto cristiano
+sfoggia appunto in processioni pubbliche, una processione nazionale
+ebraica, avrebbe fatto conoscere con troppa evidenza al popolo che la
+pompa cattolica in gran parte non è di origine antica propriamente
+cristiana, ma piuttosto una specie di riproduzione delle antiche
+processioni degli ebrei. Non era però questa la vera ragione, per la
+quale gli ebrei in Roma non comparivano in forma cotanto solenne;
+sarebbe superfluo accennarlo. I monelli di Roma avrebbero preso a
+sassate una esposizione pubblica dei riti mosaici, e Dio sa di quanti
+lazzi, di quanti frizzi quella sarebbe stata oggetto. Inoltre si
+sarebbero guardati bene gli ebrei di fare sfoggio di oro e di argento, e
+quando comparivano davanti ai papi lo facevano coll'aspetto della
+miseria, timidi, tremanti, in apparenza propriamente servile.
+
+Ma torniamo alle sorti degli ebrei sotto i successori di quel Paolo II
+che primo li fece correre nel carnevale. Ora oppressi, ora trattati con
+una certa indulgenza, come da Paolo III della famiglia Farnese, la loro
+sorte peggiorò sotto il pontificato di Paolo IV. Questo, fanatico
+napoletano, della famiglia dei Caraffa, introduttore della tortura e
+della censura a Roma, zelante inquisitore, appena salito sulla cattedra
+di S. Pietro, pubblicò, nel 1555, la bolla _Cum nimis absurdum_, che
+regolava la condizione della corporazione israelitica di Roma. Revocò
+tutti i privilegi concessi antecedentemente agli ebrei; vietò ai loro
+medici di curare i cristiani, proibì loro di esercitare le arti, il
+commercio, le industrie, di possedere beni immobili; accrebbe loro i
+tributi e le imposte. Vietò loro perfino di assumere il titolo di _don_
+col quale, secondo l'usanza di Spagna e di Portogallo, si onoravano gli
+ebrei più distinti. Allo scopo di separarli e di distinguerli totalmente
+dai cristiani, prescrisse non potessero uscire dal Ghetto se non col
+cappello e con un velo, entrambi di colore giallo, il cappello per gli
+uomini, il velo per le donne. «Imperocchè, dice la bolla, è cosa
+assolutamente assurda e sconveniente che gli ebrei i quali per propria
+colpa sono caduti in ischiavitù, abusando insolentemente della
+misericordia loro dimostrata dai cristiani, abbiano l'impudenza di
+abitare promiscuamente con questi, di non portare verun distintivo, di
+tenere i cristiani al loro servizio e perfino di acquistare case».
+
+Finalmente Paolo IV stabilì il Ghetto, quartiere per l'abitazione
+obbligatoria degli ebrei. Fino ai suoi tempi avevano questi goduto,
+tuttochè non fosse loro espressamente garentita, della libertà di
+abitare dove più loro piacesse in Roma. Come era naturale, raramente
+risiedevano nel centro della città, nè fra i cristiani che li odiavano,
+e si erano stabiliti per lo più nel Trastevere, e sulle sponde del
+fiume, fino al ponte di Adriano. Ora il papa assegnò loro un angusto e
+separato quartiere, come era stato fatto a Venezia, che comprendeva
+poche strette e malsane strade presso il Tevere, e che stendevasi dal
+ponte Quattro Capi fino alla Regola. Il quartiere era chiuso da mura con
+porte. Ebbe dapprima il nome di _vicus judaeorum_ e più tardi quello di
+_Ghetto_: questo deriva probabilmente dalla parola talmudica _ghet_ che
+significa «separazione». Fu nel giorno 26 luglio 1556 che gli ebrei
+presero possesso del loro ghetto, piangendo e sospirando come i padri
+loro quando venivano tratti in schiavitù.
+
+Paolo IV fu per gli ebrei di Roma il crudele Faraone che li espose a
+tutti i mali derivanti dalla mancanza di spazio, e da una località bassa
+e umida, per la vicinanza del fiume, il che dava origine ad un intero
+esercito di piaghe d'Egitto. Allorquando morto il cupo Caraffa nel 1559,
+il popolo romano, per sfogare contro di lui la sua rabbia, si sollevò,
+saccheggiando il palazzo dell'inquisizione e la Minerva, sede dei
+domenicani, si videro gli ebrei, uomini per natura timidi, che non
+avevano preso mai parte alle rivoluzioni, neppure ai tempi di Cola di
+Rienzo, sbucare dal loro quartiere, per imprecare essi pure alla memoria
+del papa defunto. Un ebreo ebbe perfino l'ardire di mettere sulla statua
+di papa Paolo in Campidoglio il suo vergognoso cappello giallo; il
+popolo rise, atterrò la statua, la fece a pezzi e la testa del papa con
+la tiara fu fatta rotolare nel fango. È facile immaginarsi quale sorte
+fosse riserbata agli ebrei, dopo stabilito il nuovo tribunale
+dell'Inquisizione. Parecchi ebrei furono bruciati sulla piazza della
+Minerva, a Campo de' Fiori, dove solevano avere luogo gli Autos-da-fè.
+In quell'epoca venne bruciato anche Giordano Bruno.
+
+Rinchiusi nel Ghetto, gli ebrei non ne erano punto proprietari, poichè
+le case appartenevano ai Romani, e vi avevano stanza pure famiglie
+distinte, come i Boccapaduli. Erano quelli proprietari; gli ebrei
+soltanto inquilini. Perchè potessero rimanere perpetuamente rinchiusi in
+quelle strade, era mestieri assicurare loro un modo durevole di starvi,
+poichè senza di questo gli ebrei si sarebbero trovati esposti a due
+pericoli: mancanza di tetto, qualora i proprietari non avessero voluto
+averli più per inquilini; impossibilità di pagare, o aggravio
+incompatibile, quando i proprietari avessero voluto aumentare le
+pigioni. Si promulgò pertanto una legge,[29] che ordinava dovessero i
+romani restare padroni delle case affittate agli ebrei, ma averne questi
+il possesso a titolo enfiteutico; non potessero i proprietari
+espellerli, sempre che avessero pagata regolarmente la pigione, nè si
+potesse aumentare questa; fosse lecito agli ebrei praticare nelle case
+quegli ampliamenti od innovazioni che ritenessero di loro convenienza.
+Il diritto derivante da quella legge ebbe il nome che porta tuttora di
+_jus Gazagà_. In forza di questo l'ebreo rimaneva proprietario assoluto
+del suo contratto di locazione, poteva lasciarlo in retaggio ai
+congiunti o ad altri, lo poteva alienare, e ancor oggi è ritenuta cosa
+vantaggiosa possedere per _diritto di Gazagà_ un contratto di locazione
+trasmissibile per eredità, ed è molto ricercata quella giovane ebrea,
+che può recare in dote al suo sposo un tale documento. In forza di
+questa legge benefica fu assicurato agli ebrei un tetto.
+
+Pio V, Ghislieri, nel 1566, confermò la bolla di Paolo IV, promulgò
+ordini severi per impedire agli ebrei di vagare per la città e perchè
+venissero di notte rinchiusi nel Ghetto. All'Ave Maria le porte di
+questo venivano irremissibilmente chiuse, e gli ebrei còlti fuori
+andavano soggetti a punizione, sempre quando non riuscissero con danaro
+a corrompere i guardiani. Nel 1569 lo stesso papa proibì agli ebrei di
+abitare altre città degli Stati della Chiesa, eccetto Roma ed Ancona,
+poichè prima erano stati tollerati pure a Benevento e in Avignone.
+
+Questo editto era stato promulgato appena, che Sisto V lo revocò,
+facendo brillare tra le miserie del Ghetto un raggio di umanità. Questo
+grande papa, rinnovatore di Roma, dove pressochè ogni strada, ogni
+edificio ricorda il suo nome, sentì compassione del popolo d'Israele;
+pubblicò nel 1586 la bolla _Christiana pietas, infelicem Hebraeorum
+statum commiserans_, con la quale rese gli antichi privilegi agli ebrei.
+Permise loro di abitare nello Stato romano, cioè in tutti i luoghi
+murati, città e castella dell'agro romano. Loro concesse facoltà di
+esercitare qualunque commercio o negozio, ad eccezione di quelli del
+vino, grano e carne; permise loro di trafficare liberamente con i
+cristiani, di valersi parimenti dell'opera di questi, vietando loro
+unicamente di tenere al servizio persone cristiane. Si prese pensiero di
+migliorare le loro abitazioni; lasciò ad essi facoltà di aprire scuole o
+sinagoghe quante volessero; parimenti permise loro di fondare
+biblioteche ebraiche; prescrisse non si potessero chiamare gli ebrei in
+giudizio nei giorni delle loro feste; abolì l'obbligo di portare il
+segno di Giuda; vietò che si battezzassero a forza i bambini degli
+ebrei; e che si aggravassero di tasse straordinarie gli ebrei in
+viaggio; diminuì le imposte loro assegnate, riducendole ad un modico
+testatico, e al pagamento di una somma fissa per l'acquisto dei palii
+del carnevale. Diede per tal guisa Sisto V l'esempio al mondo di un papa
+propriamente cristiano, la cui memoria sarà benedetta in ogni tempo; e
+tornerà sempre a lode del suo nome, quanto, per impulso d'animo
+generoso, operò a vantaggio degli ebrei.
+
+Finalmente questa volta nella lotteria era toccato un buon numero agli
+ebrei, ma appunto, perchè era una lotteria, poteva tutto ad un tratto
+venirne fuori uno cattivo. Infatti pochi anni dopo la morte di Sisto V,
+Clemente VIII, Aldobrandini, revocò tutte queste liberali disposizioni e
+rinnovò l'editto Caraffa, ripiombando gli ebrei nella desolazione.
+
+Nè solo rimasero in questa misera condizione per tutto il secolo XVII,
+ma la loro miseria nel secolo XVIII aumentò per gli editti di Clemente
+XI e di Innocenzo XIII. Questi vietò agli ebrei qualunque commercio, ad
+eccezione della vendita dei cenci, panni usati e ferri vecchi, o come
+dicevasi volgarmente _stracci-ferracci_, e soltanto Benedetto XIV nel
+1740 permise loro di aggiungervi la vendita di panni nuovi, alla quale
+attendono tuttora assiduamente e con profitto. Si videro pertanto fino
+da quel tempo gli ebrei aggirarsi per le case con le loro vecchie
+mercanzie e si è udito fin da allora per le strade risuonare il grido
+«_aeo!_» col quale annunciavano il loro meschino commercio.
+
+Ancor oggi si sente spesso in tutte le strade di Roma il malinconico
+grido del povero ebreo, che con un sacco sulle spalle lancia il suo
+«Ròbbi vè!»
+
+Il secolo XVII, nel quale i Medici accordarono tante agevolazioni agli
+ebrei in Toscana, fu forse l'epoca più infelice per il Ghetto di Roma.
+Trovo in un libro romano del 1677 (_Stato vero degli ebrei in Roma_;
+Stamperia del Varese) la notizia che a quell'epoca il numero degli ebrei
+era di 4500, fra i quali si contavano 200 famiglie agiate. L'autore
+dice che nel secolo XVI il Ghetto pagava 4861 scudi annui di tributi, e
+che nel secolo XVII non ne pagava più che 3207. Sebbene quello scrittore
+sia grandemente ostile agli ebrei, non avrei argomento per tacciarlo di
+non esser veritiero. L'autore asserisce che ad onta delle incessanti
+lagnanze che gli ebrei andavano movendo di continuo, il Ghetto era
+ricco; e che, pagati tutti i tributi, risparmiava ogni quinquennio
+19,470 scudi, e che possedeva un capitale di un milione di scudi. Non
+c'è dubbio che vi erano in quell'epoca ebrei ricchi a Roma, e che in
+mezzo ai manutengoli dei ladri, e ai negromanti del Ghetto, v'erano
+degli usurai che accumulavano interessi sopra interessi. Nessun papa
+riuscì mai a impedire questa piaga dell'usura nel Ghetto; i nobili
+indebitati proteggevano gli ebrei, e mentre il Ghetto era oggetto di
+disprezzo generale, il patrizio romano, il cardinale e talora il papa,
+accoglievano con complimenti nel loro palazzo, l'usuraio dal giallo
+berrettone. L'autore di quello scritto dice che gli ebrei avevano
+estorto coll'usura ai cristiani 235,000 scudi, e che non passava sera,
+in cui non entrassero per le porte del Ghetto nelle case degli ebrei
+almeno 800 scudi usciti dalle tasche dei cristiani. Quel popolo astuto
+sapeva far danari con qualsiasi mezzo; e l'usura degli ebrei dava
+alimento all'odio dei cristiani per essi. Giovanni di Capistrano aveva
+una volta fatto offerta di una flotta ad Eugenio IV per trasportare gli
+ebrei di Roma di là dal mare. «Ora che egli è morto, dice il nostro
+autore, sarebbe a desiderare potesse mandare dal cielo una flotta a papa
+Clemente IX per purgare Roma di tutti quei ribaldi». I Rothschild del
+Ghetto romano in quell'epoca esigevano d'ordinario il diciotto per
+cento. Oggi ancora il danaro degli ebrei fa le loro vendette sui
+cristiani; ancor oggi nel Ghetto s'impresta ad usura. Tutti colà si
+agitano, si muovono per guadagnare, per fare danaro, e come potrebbe
+essere altrimenti? Un giorno che passavo in una strada del Ghetto, una
+povera donna che cuciva dei cenci, mi chiamò dicendomi: «Signore, che
+cosa comandate?» Volendo provare la sua presenza di spirito, risposi
+subito: «cinque milioni!» E la donna di rimando: «Sta bene! quattro per
+me, e uno per voi!»
+
+Nel XVIII secolo si esigeva con rigore che gli ebrei assistessero in
+certi giorni determinati ad una predica, destinata a convertirli. Già
+Gregorio XIII nel 1572 aveva prescritto dovessero ascoltare la predica
+una volta per settimana. Un ebreo, convertito, come ben si può
+immaginare, era stato il promotore di questa usanza, certo Andrea, che
+con tutto il servilismo di un convertito, aveva insistito vivamente
+presso papa Gregorio per la promulgazione di quell'editto. Si vedevano
+pertanto al sabato comparire nel Ghetto gli sbirri che spingevano a
+furia di frustate in chiesa gli ebrei, uomini, donne e fanciulli, al di
+sopra dei dodici anni. Dovevano assistere alla predica, per lo meno
+cento uomini e cinquanta donne, e più tardi il numero fu portato a
+trecento. Alla porta della chiesa una guardia contava questi uditori
+forzati, e nell'interno della chiesa stessa la polizia li sorvegliava, e
+se un qualche ebreo sembrava distratto, o sonnecchiava, era destato da
+un colpo di frusta. La predica era fatta da un frate domenicano, dopo
+che si era tolto dall'altare il Santissimo Sacramento; e il sermone
+versava sul testo dell'Antico Testamento che gli ebrei avevano in quello
+stesso giorno udito leggere e spiegare nella loro sinagoga, e che veniva
+commentato nel senso del dogma cattolico, allo scopo di far conoscere
+agli ebrei la verità cristiana. Queste prediche da principio venivano
+fatte in S. Benedetto alla Regola, ma più tardi ebbero luogo in quella
+chiesa di S. Angelo in Pescheria, dove Cola di Rienzo aveva tenuto i
+suoi primi discorsi infuocati ai Romani.
+
+Queste prediche vennero ridotte a poco a poco a cinque sole per anno, e
+stavano per andare addirittura in disuso, allorquando Leone XII, il
+gretto Genga (1823-1829), volle rinnovarne l'obbligo. Oggi però, anche
+questa barbarie è scomparsa; venne tolta di mezzo, a quanto mi si disse,
+nel primo anno dal pontificato liberale di Pio IX.[30]
+
+L'ebreo convertito, acquistava come di diritto la cittadinanza romana,
+con tutti i vantaggi che sono a questa inerenti. Non era raro che ebrei
+appartenenti al Ghetto si facessero battezzare, e questi, come suole
+avvenire di tutti coloro che abbracciano una nuova religione, erano i
+più fanatici nel volere ottenere conversioni che non quelli stessi che
+li avevano convertiti. Si possono leggere ancor oggi sul frontone di una
+chiesa che sorge rimpetto al Ghetto, presso il ponte Quattro Capi e dove
+sta dipinta una crocifissione, scritte in ebraico ed in latino le parole
+del secondo versetto del capitolo sessantesimo quinto d'Isaia: «Io
+stendo tutto il giorno le mie mani verso un popolo disobbediente, il
+quale batte una via che non è la retta». E questa esortazione fu fatta
+incidere da un ebreo convertito.
+
+Secondo l'uso del medio evo, gli ebrei che si battezzavano in Roma,
+assumevano il nome dei loro padrini; e siccome per lo più si ricercavano
+questi fra le famiglie più distinte della città, ne avveniva che gli
+ebrei in certo qual modo si infiltrassero nel patriziato romano più
+antico. Vi furono dei Colonna, dei Massimi, degli Orsini, ebrei ed anzi,
+si pretende ora a Roma che parecchie famiglie patrizie, le quali vanno
+superbe del loro titolo principesco, dopo essersi spente, siano state
+continuate dagli ebrei di Trastevere.
+
+Anche al giorno d'oggi, in cui sono scomparsi gli antichi maltrattamenti
+contro gli ebrei, si osservano per il battesimo solenne di uno di
+questi, o di un turco, le solennità che furono anticamente in uso. Hanno
+luogo ogni anno, nel sabato santo, nel battistero di S. Giovanni in
+Laterano, e siccome questa cerimonia sembra sia considerata come
+obbligatoria e deve aver luogo ad ogni costo, quando manca un catecumeno
+da battezzare, fa venire un turco od un ebreo da fuori. E' perfino
+accaduto che giudei o turchi si sian fatti battezzare più volte per
+lucro. Nel 1853 assistei al battesimo di un'ebrea. Essa stava presso la
+fonte battesimale avvolta in bianchi veli, con un cero acceso in mano,
+simbolo della luce che l'aveva rischiarata, e dopo essere stata unta
+sulla fronte e sulla nuca degli olii santi, ricevette il battesimo in
+quella vasca di Costantino, dove Cola da Rienzo si era tuffato un giorno
+nell'acqua di rose; e quindi fu ricondotta processionalmente al
+Laterano. Il cardinale che l'aveva battezzata, la cresimò davanti
+all'altare, quindi espresse al popolo la sua gioia per il grande
+miracolo compiutosi sotto i suoi occhi, in forza del quale, una creatura
+umana, in preda poco prima ai demoni e condannata all'inferno, tutto ad
+un tratto si era rivestita della innocenza di un bambino, ed immersa
+nella pura luce celeste.
+
+Anticamente si parlava con maggiore energia; infatti il gesuita Stefano
+Menochio, nel suo libro _Stuore_, stampato in Venezia nel 1662;
+asserisce che gli ebrei puzzavano nella stessa carne, e che quel cattivo
+odore spariva immediatamente in seguito al battesimo. Narra, con tutta
+ingenuità, che perfino l'imperatore Marco Aurelio si lagnò del cattivo
+odore degli ebrei, e che questo fatto è incontestabile, e che appunto
+gli Agareni si fecero battezzare per non puzzare come cani.
+
+Leone XII, accordò agli ebrei il diritto di acquistare case, purchè ne
+possedessero di già l'_Jus Gazagà_. Ampliò pure la periferia del Ghetto,
+includendovi la via Reginella ed una parte della pescheria, in guisa
+che venne ad avere otto porte, che erano chiuse e guardate la notte.
+Durante la dominazione francese in Roma, fu tolto il sequestro degli
+ebrei nel Ghetto, essi ebbero facoltà di stabilirsi in qualsiasi parte
+della città e di esercitarvi ogni commercio. Ma Pio VII, nel 1814[31]
+chiuse di nuovo il Ghetto, e le cose tornarono come prima fino al papa
+oggi regnante.
+
+Torna ad onore di Pio IX l'avere atterrato le mura del Ghetto, la qual
+cosa avvenne, come mi accertarono gli ebrei stessi, prima della
+rivoluzione di Roma; in guisa che il merito di questa disposizione si
+deve attribuire per intiero al pontefice, e non fu una concessione fatta
+allo spirito dei tempi. Caddero le mura e le porte del Ghetto, ed in
+seguito, in conseguenza delle nuove idee, fu data facoltà agli ebrei di
+abitare dove meglio loro piacesse in Roma, e di esercitare liberamente
+ogni mestiere e negozio. Il Ghetto pertanto, ha cessato di esistere
+quale prigione; ma dura tuttora quale quartiere, il più malinconico di
+Roma, ed è raro che un ebreo si prevalga del diritto che gli spetta di
+abitare altrove, poichè l'antico e radicato pregiudizio gli rende
+malagevole, se non addirittura impossibile, quanto gli è dalla legge
+permesso.
+
+Un giorno, era di sabato, stavo presso la fontana di piazza Navona,
+quando parecchie ebree vestite a festa vennero, e si fermarono a
+contemplare le sculture della fontana. Una romana le guardò con
+disprezzo e rivolgendosi a me disse: «Guardate, guardate, ora sono nè
+più nè meno di noi cristiani».
+
+Le riforme politiche del 1847 posero fine pertanto a quella schiavitù
+degli ebrei di Roma, che aveva durato tanti secoli; speriamo almeno che
+la potenza della pubblica opinione saprà dimostrarsi superiore ai
+pregiudizi qualora mai potesse risorgere, e che le scarse libertà ora
+concesse agli ebrei di Roma, si estenderanno tanto da permettere loro di
+prendere parte a tutti i vantaggi della coltura e della civiltà. La
+prospettiva è tuttora lontana, ma finalmente vi ci siamo avvicinati. La
+popolazione del Ghetto sale attualmente a circa 3800 persone, numero
+enorme se si confronta al ristretto spazio del Ghetto stesso, che non
+equivale in estensione alla quinta parte di parecchie piccole città di
+tremila abitanti. Tutta «l'università degli ebrei» è sottoposta alla
+Congregazione superiore della Inquisizione, e il loro tribunale è quello
+del Cardinale Vicario. Nelle materie di semplice polizia è competente
+il presidente della regione di S. Angelo a Campitelli. L'Università
+Israelitica poi ha il diritto di regolare la sua amministrazione
+interna, per mezzo di tre così detti _fattori del Ghetto_, che durano in
+carica sei mesi. Questi sorvegliano l'ordine delle strade, provvedono al
+reparto delle imposte, tassando ognuno secondo le proprie facoltà; e
+provvedono all'assistenza degli ammalati, e dei poveri. Il Ghetto paga
+in complesso allo Stato, ed a parecchie corporazioni religiose, circa
+tredicimila franchi annui.
+
+Abbiamo finito la storia degli ebrei di Roma. Ora vogliamo dare un'idea
+del Ghetto nel suo stato attuale.[32]
+
+Allorquando lo visitai per la prima volta, il Tevere era straripato, e
+le sue acque gialle scorrevano per la strada più bassa chiamata
+_Fiumara_, le case della quale hanno in parte le loro fondamenta
+nell'acqua. Le acque erano salite fino al portico di Ottavia, e
+coprivano i piani inferiori delle case circostanti. Qual malinconico
+spettacolo presentava il povero quartiere degli ebrei, inondato dalle
+acque torbide del Tevere! Ogni anno il popolo d'Israello va soggetto a
+questo diluvio; il Ghetto galleggia sulle acque, nè più nè meno che
+l'arca di Noè con i suoi uomini e i suoi animali. Ed il male diventa
+maggiore allorquando il mare grosso, per il vento di ponente, contrasta
+lo sbocco alle acque del fiume ingrossato dalle pioggie; allora chi
+abita in basso si rifugia nei piani superiori. Mi si fece osservare il
+segno dell'altezza raggiunta dalle acque del fiume nell'inondazione del
+1846; allora le acque invasero per intiero tutti i piani inferiori.
+Nello scorso autunno e nella primavera di quest'anno l'inondazione fu di
+corta durata, abbastanza sensibile però, perchè io potessi formarmi
+un'idea precisa dei gravi mali che porta seco. Tuttavia si dice che la
+mortalità nel Ghetto non sia maggiore che in altri quartieri della
+città; non fu forte nemmeno durante il colera del 1837. La mortalità, se
+si giudica dal numero delle lapidi mortuarie degli ebrei, sembra molto
+ristretta. Queste lapidi bianche con le loro iscrizioni stanno, miseri
+monumenti di reietti, in una località classica di Roma, in un angolo del
+Circo Massimo, fra le erbe selvatiche e la cicuta. E là nella più antica
+arena di Roma, costrutta fin dai tempi di Tarquinio Prisco, che si trova
+oggi il cimitero israelitico, denominato volgarmente _Orto degli
+ebrei_.[33] Strano giuoco del destino!
+
+Vi è come una relazione segreta possente e simbolica tra la fisonomia
+dei luoghi e quella degli uomini e delle cose. Ho avuto troppe volte
+occasione di far questa osservazione, per non doverla ricordare qui. Ed
+anche l'aspetto dei dintorni di questo Ghetto di Roma mi parve tale da
+ispirare una profonda malinconia. Non parlo soltanto di quel portico di
+Ottavia occupato ora dagli ebrei, che sorge cadente in rovina, aprendo i
+neri suoi archi sulla vicina pescheria, fetido ed oscuro mercato, dove i
+pesci stanno in mostra sopra banchi di pietra. Se leggiamo poi il nome
+della piazza più vicina alla Sinagoga troveremo che porta quello di
+_Piazza del__Pianto_, dalla chiesa di S. Maria detta del Pianto, e se
+mai vi fu nome che si attagliasse al popolo di Geremia, si è questo;
+poichè non vi fu certamente popolo che abbia versato tante lacrime,
+quanto quello degli ebrei di Roma. Sulla piazza del Pianto un antico
+palazzo sorge fra due chiese. Sopra una di queste si legge la dedica
+alla Vergine Maria del Pianto, sull'altra il nome di chi la fece
+costruire e cioè Francesco Cenci. Questo nome fa venire i brividi
+ricordando la terribile tragedia di Beatrice Cenci, figliuola infelice
+di Francesco. Il palazzo della famiglia Cenci si trova proprio di fronte
+alla Sinagoga, e nei giorni di festa vi si possono sentire i canti
+lamentevoli.
+
+V'è di più. In questo palazzo oggi abita il pittore Overbeck. Non mi fu
+possibile trattenere un sorriso per la strana coincidenza, quando entrai
+nello studio, dove le anime pie entrano come in un santuario, e dove un
+uomo pallido con lunghi capelli, amabile e dolce, pronuncia a voce
+bassissima, appena intelligibile, poche parole, per dare spiegazioni
+intorno alle imagini sante che stanno sui cavalletti. Ed anche queste
+sono tranquille e quasi atone; un S. Giuseppe morto tra le braccia del
+Salvatore; una Madonna addolorata, che ha l'aspetto di un'ombra; un
+Cristo che sfugge ai suoi persecutori scomparendo tra le nuvole; teste
+di angeli, colle ali e senza corpo; figure ed arte senza vita, discorsi
+senza parole, imagini senza colorito; sulle mura la Madonna addolorata;
+la passione di Cristo; fuori la storia tragica della Cenci; là il Ghetto
+inondato, qui S. Maria del Pianto, e nel mezzo il beato Angelico della
+pittura moderna.
+
+Prima del 1847 un alto muro divideva la piazza dei Cenci da quella detta
+Giudia, che ha pure nome di _Piazza delle Scuole_. Aprivasi su questa la
+porta principale del Ghetto; mura e porta sono state demolite, ed i
+materiali giacciono tuttora in parte al suolo.
+
+Entriamo ora in una delle strade del Ghetto stesso; colà troveremo
+Israello intento ad un incessante lavoro. Le donne ebree stanno sedute
+sulla porta delle loro abitazioni, o nella strada stessa, poichè le loro
+stanze basse ed oscure mancano di luce, ed ivi stanno assiduamente
+occupate nello scernere cenci, nel cucire o fare rammendi. E'
+incredibile il caos, e la quantità di stracci e di cenci che si trovano
+colà. Si direbbe che gli ebrei vi abbiano radunato quelli del mondo
+intero. Stanno ammucchiati davanti alle porte, di ogni foggia, di ogni
+colore, antiche stoffe ricamate, broccati, velluti, cenci di colore
+rosso, turchino, arancio, bianco, nero, tutti vecchi, laceri, consunti,
+in mille e mille pezzi. Io non ne ho veduti mai di simili, nè in tanta
+quantità. Gli ebrei potrebbero rivestirne tutto il creato, e mascherare
+tutti gli abitanti di Roma da arlecchini. Gli ebrei si immergono in quel
+mare di cenci, quasi vi volessero cercare i tesori, o almeno un pezzetto
+smarrito di broccato in oro; essi infatti sono ricercatori appassionati
+di antichità, nè più nè meno di quegli altri che scavano e smuovono
+macerie e rottami, colla speranza di scoprire un pezzo del fusto di una
+colonna, un frammento di scultura, una moneta o qualche altra reliquia
+del passato. Quei Winckelmann del Ghetto pongono tanto orgoglio
+nell'esporre i loro cenci, quanto i mercanti di antichità nell'offrire
+dei marmi. Questi magnifica il pregio di un pezzo di giallo antico,
+l'ebreo quello di un pezzo di seta gialla; quegli vi vanta il porfido,
+il verde antico; l'ebreo uno straccio di damasco di colore verde o di
+velluto. Non v'è nè pietra dura, nè alabastro, nè marmo bianco o nero,
+nè breccia cui l'antiquario del Ghetto non abbia la sua merce da
+contrapporre. Vi si può trovare un saggio di ogni moda, dai tempi di
+Erode il grande, fino a quelli dell'inventore del _paletot_ e tutte le
+vicende subite dalle fogge di vestire del mondo civile sono abbandonate
+alle ipotesi della critica, e chi sa non si possano rinvenire reliquie
+storiche di Romolo, di Scipione l'Africano, di Annibale, di Cornelia, di
+Augusto, di Carlomagno, di Pericle, di Cleopatra, di Barbarossa, di
+Gregorio VII o di Cristoforo Colombo, e chi sa di quanti altri ancora?
+
+Le figlie di Sion seggono ora sopra tutti que' cenci; cuciono,
+rammendano tutto quanto si può ancora rammendare. Sono somme nell'arte
+del cucire, del ricamare, del rappezzare, del rammendare; non c'è alcuno
+strappo, in una drapperia, in una stoffa, per quanto grande esso sia,
+che queste Aracni non riescano a fare scomparire, senza che più ne
+rimanga traccia.[34] Tutto questo commercio si pratica per lo più nella
+strada inferiore, vicina al Tevere, denominata Fiumara, ed in quelle
+laterali, di cui una porta il nome delle Azzimelle, dal pane senza
+lievito. Ho spesso guardato con stringimento di cuore quelle povere
+creature pallide, deboli, curve sui loro aghi, perpetuamente in moto,
+uomini, donne, fanciulli e ragazzi. La miseria traspare da quelle
+capigliature incolte, da quei visi di color bruno gialliccio, che non
+ricordano in alcun modo la bellezza di Rachele, di Miriam o di Lia. Solo
+di quando in quando ti sorprende il lampo dello sguardo di un occhio
+nerissimo e profondo che si solleva dall'ago e dal cencio, quasi a dire:
+«Ogni ornamento è scomparso dalle figliuole di Sion. Quella che era
+principessa fra i pagani, che portò la corona nella sua patria, è ora
+condannata a servire e piange tutta la notte per modo che le lagrime le
+rigano le gote; non v'è chi si muova a pietà di essa; tutti la
+disprezzano, e sono diventati suoi nemici. Il popolo di Giuda è nel
+servaggio, condannato alla miseria, ai più duri servigi; abita fra
+gl'infedeli, tutti lo maltrattano, non ha nè quiete nè riposo. La
+collera di Dio si è tremendamente aggravata sopra la figlia di Sion!»
+
+Non è però oggetto di queste pagine descrivere le miserie del Ghetto,
+del resto miserie eguali, se non maggiori si trovano in tutte le grandi
+città del mondo, anche fra le nazioni più civili. Nè si deve credere che
+per quanto riguarda le strade e le abitazioni, il Ghetto di Roma sia di
+effetto più ripugnante dei quartieri più poveri di Parigi, Londra o
+Berlino. Aggiungo volentieri che a Roma gli ebrei sono caritatevolissimi
+gli uni verso gli altri; che l'agiato soccorre largamente il povero;
+che lo spirito di famiglia, dote caratteristica e costante del popolo
+d'Israello, vi si mantiene più vivo che forse in qualunque altra
+comunità di ebrei, e come parimenti sia un fatto, che questi uomini
+sobri e laboriosi sono raramente processati per delitti. Ciò che
+colpisce maggiormente chi si aggira nel Ghetto, è l'angustia, la
+sporcizia di quel laberinto di strade, di vicoli fiancheggiati tutti da
+case altissime. I poveri ebrei sono quasi come sovrapposti e ammucchiati
+in un colombario e tanta angustia di abitazione fa più impressione che
+altrove in Roma, città che siede in una vasta pianura, caratteristica
+propriamente per gli ampî spazî vuoti, per le dimensioni in ogni cosa
+grandiose della sua architettura, per i suoi palazzi colossali e pei
+suoi conventi in gran parte deserti.
+
+Sono meno infelici quegli ebrei che abitano la parte superiore del
+Ghetto, e particolarmente la via Rua. Questa strada, più ampia delle
+altre, con case abitabili, si potrebbe in certo modo considerare come il
+Corso del Ghetto, perchè anche sotto una stessa legge, anche nella
+servitù l'uomo fa valere i diritti della disuguaglianza. Nella via Rua
+abitano gli ebrei che hanno in tasca il migliore titolo di _Gazagà_;
+taluni vi posseggono case, e sono addirittura agiati. Qui stanno le più
+belle botteghe dei negozianti in pannine a principiare dalle più ruvide
+e grossolane fino alle stoffe più preziose. Gli ebrei che riescono a
+diventar ricchi, si portano volontieri, a quanto mi si assicurò, ad
+abitare in Toscana.[35] È poi cosa singolare che sulle insegne nel
+Ghetto si leggano pochi nomi prettamente ebraici. Gl'israeliti di Roma
+hanno preso in gran parte nomi di città italiane, come Asdrubale
+Volterra, Samuele Fiano, Pontecorvo, Gonzaga. Parlano pure in generale
+l'italiano,[36] e non mi è mai accaduto di sentirli conversare fra loro
+in lingua ebraica; anche nel modo di vestire non si distinguono dal
+resto della popolazione e neppure alle loro feste mi venne fatto di
+notare costumi orientali.
+
+La parola di festa, accoppiata a quella del Ghetto, suona quasi ironia,
+se si pon mente alla storia ed alla condizione attuale degli ebrei; per
+questa stessa ragione però un tale spettacolo non può a meno di riuscire
+attraente anche in questa Roma, dove le feste sono così numerose. Nei
+giorni in cui le strade di Roma sono animate da tutte queste feste, in
+cui tutti godono, ammirano, in cui il denaro circola largamente, mentre
+tutte le strade, tutte le piazze sono adorne di arazzi, di fiori, mentre
+da ogni casa i lumi splendono, e le carrozze succedono alle carrozze, i
+pedoni ai pedoni, il popolo d'Israello seduto innanzi la sua porta nel
+suo Ghetto, riman tetro e solitario, continua ad affaticarsi nel suo
+lavoro, col sudore della sua fronte, senza toglier gli occhi dai mucchi
+dei suoi cenci.
+
+Ma arrivano anche le sue feste. Allora il povero rigattiere lascia in
+disparte i suoi stracci, indossa i suoi abiti migliori e raddrizza la
+sua incurvata persona. Ed in ciò credo debba consistere la poesia delle
+feste, da cui sprigiona il loro più vero significato, esse non compiono
+appieno la loro vera missione se non quando strappano l'uomo dal lavoro
+quotidiano, sciogliendolo in certo modo dai vincoli della servitù,
+trasformandolo in un altro uomo ideale, non più soggetto alla miseria,
+alla preoccupazione continua dei mezzi di campare la vita. Questo popolo
+singolare, quando si raduna nei giorni delle sue feste, dovunque si sia,
+in qualsiasi parte più remota o più inospitale del mondo, si considera
+quale l'antico popolo d'Israello, quale il discendente diretto di Abramo
+e d'Isacco, il fiore dell'uman genere, che Iddio di sua propria mano
+volle porre sulla terra. Ho assistito nel Ghetto alla festa di Pasqua;
+seppi per caso che era prossima, passeggiando pel Ghetto, e scorgendo
+davanti a tutte le porte i rami di cucina rilucenti di pulizia, e tutte
+le fonti occupate da gente che lavava, puliva arredi e masserizie
+domestiche. Mi si disse che ciò si faceva a motivo della festa di
+Pasqua, che era imminente.
+
+Dopo le grandi solennità cristiane della settimana santa e della Pasqua,
+in S. Pietro e nella Cappella Sistina, che in presenza di tanti
+capolavori dell'arte si possono ritenere per le funzioni più imponenti
+del culto cristiano, riesce attraente lo assistere in quello angusto ed
+oscuro quartiere del Ghetto, ad una festa di Pasqua, e di rinvenire le
+antiche basi, appena mutate, del culto cattolico di Roma. Sono
+propriamente quelle le radici di questo culto, e quanto più l'albero
+crebbe e si è sviluppato ed esteso con magnificenza, tanto più le radici
+si sono sepolte nella notte.
+
+La sinagoga romana comprende cinque scuole in uno stesso fabbricato, la
+scuola del Tempio, la Catalana, la Castigliana, la Siciliana, e la
+Scuola nuova. Il Ghetto di Roma trovasi dunque diviso in cinque sezioni,
+ognuna delle quali rappresenta le nazionalità diverse degli ebrei di
+Roma, i cui padri o risi devano fin dall'antichità a Roma, o son venuti
+dalla Spagna o dalla Sicilia. Mi si disse che la scuola del Tempio sola
+discenda direttamente da quelli portati a Roma da Tito. Ogni sinagoga ha
+la sua scuola, nella quale i ragazzi imparano soltanto a leggere,
+scrivere e contare; non vi si insegnano però le scienze; ciascuna ha il
+suo santo dei santi, dove si conserva il Pentateuco.
+
+All'esterno la sinagoga si distingue non solo per le sue iscrizioni, ma
+anche per la sua architettura. Gli ebrei hanno ornato il loro tempio
+quasi di nascosto e di notte tempo. Pare abbiano tolto qua e là, tra la
+prodigiosa quantità di marmi, di cui abbonda la città eterna, un paio di
+tronchi di colonne, di capitelli, ed alcuni frammenti di marmo per
+adornare il loro tempio. Nel mezzo alcune colonne corintie sorreggono un
+frontone; nel fregio sono raffigurati in istucco il candelabro a sette
+braccia, un'arpa ed una cetra.
+
+Un rabbino mi aveva invitato ad andare la sera nella sinagoga, dove, mi
+aveva detto, si sarebbero cantati i vespri, assicurandomi che avrei
+potuto sentire un oratorio ben eseguito. Venuta la sera, gli ebrei si
+accalcavano alla porta della sinagoga. Vidi tra la folla parecchi
+romani, fra i quali alcuni sacerdoti. Ci fecero aspettare forse una
+buona mezz'ora, e non mi dispiacque l'attesa, ed il veder aspettare gli
+altri, poichè questo era un segno di giustificata indipendenza, dato
+almeno una volta da una razza oppressa e disprezzata. Finalmente le
+porte si aprirono, e salito per una stretta scala, arrivai nell'interno
+del tempio.
+
+Avevo veduto la sinagoga di Livorno forse la più ricca del mondo, ma mi
+era sembrata assai meno degna di osservazione di questa del Ghetto
+romano. L'edificio di Livorno è ampio e sobrio; le sale del tempio di
+Roma sono piccole, pittoresche, bizzarramente decorate e di aspetto
+esotico. Nella occasione della festa di Pasqua le mura erano state
+ricoperte di tappeti di stoffa rossa ricamata in oro, sui quali si
+leggevano dei versetti dell'Antico Testamento. Nello stesso modo per le
+feste cattoliche si ornano le chiese in Roma con tappeti e stoffe
+dorate; è un uso orientale, preso in prestito dal tempio di Salomone. La
+gran sala della sinagoga aveva un aspetto imponente e maestoso. Il
+soffitto è a cassettoni come quello delle basiliche romane, ma essi sono
+soltanto delle imitazioni dipinte. Intorno al fregio si trovano bassi
+rilievi di stucco, che rappresentano i varî oggetti riferentisi al culto
+israelitico. Vi si scorgono il tempio di Salomone, rappresentato con
+tutte le sue porte, le sue sale e i suoi altari, il Mar Rosso, l'arca
+santa, coi cherubini, gli abiti e la tiara sacerdotali, da cui traggono
+origine i costumi primitivi dei vescovi e dei papi; vasi, piatti, pale,
+cucchiai, bacili, padelle e sedili, finalmente tutti gli strumenti
+musicali, timballi, tamburi, arpe, cetre, flauti, le trombe del
+giubileo, cornamuse, cembali, finanche il sistro d'Iside egiziaca, che
+si osserva così di frequente nelle statue del Vaticano. L'immaginazione
+degli ebrei, come si vede, volle circondarsi qui di tutti i ricordi del
+tempio di Gerusalemme.
+
+Nella parete a settentrione si apre una finestra di forma circolare,
+divisa in dodici campi distinti per varietà di colori, simboleggianti le
+dodici tribù d'Israello; e la forma riproduce quella dell'_Urim_ e
+_Thummim_, ornamento formato da pietre preziose, che d'ordinario soleva
+portare sul petto il gran sacerdote. A ponente sta il coro, di forma
+semicircolare, con una tribuna in legno per il primo cantore e per i
+cantori. Stanno su questa il candelabro d'argento e altri vasi pure
+d'argento, di figura strana, che servono a ornare il Pentateuco. Di
+fronte, nella parete a levante trovasi il Santo dei Santi, un tempietto
+a colonne corinzie con bastoni sporgenti, che ricordano quelli usati per
+portare l'Arca dell'alleanza. Il tutto è ricoperto da una tenda
+ricamata; in cima ad ogni cosa campeggia il candelabro a sette braccia.
+Il Pentateuco, rotolo voluminoso in pergamena, sta rinchiuso nel Santo
+dei Santi. Lo si porta in giro processionalmente per la sala, e dal
+pulpito lo si presenta ai quattro punti cardinali, mentre gli ebrei
+alzano tutti le braccia, e prorompono in grida. Questo è in certo modo
+l'equivalente dell'elevazione per gli israeliti. E' il Dio più possente
+della terra, che ancor oggi signoreggia il mondo, non col Verbo ma con
+la Lettera, non coll'amore ma con la Legge. Il giudaismo è la più
+positiva fra tutte le religioni, e per questo motivo dura oggidì
+tuttora. Di fronte alle forme infinitamente varie, riccamente
+fantastiche della chiesa cattolica, che ha introdotto nel mondo una
+nuova mitologia, si rimane colpiti del carattere così differente di
+questo culto di Jehovah, rigido, senza imagini, senza fantasia
+ammirabile nella sua assoluta semplicità.
+
+Gli ebrei seggono nel loro tempio, davanti al loro Dio col capo coperto
+dal cappello o da una berretta, quasi fossero pari d'Inghilterra, o si
+trovassero alla borsa. Regna la più perfetta disinvoltura nel canto e
+nella preghiera; ognuno canta quando vuole, o chiacchiera col suo
+vicino. Il primo cantore sta davanti al coro. Mi fece senso la fretta,
+colla quale si cantavano, o meglio si mormoravano tutte le preghiere.
+Le donne stanno in una galleria superiore, protette da una graticciata e
+sono invisibili.
+
+In un'altra sala si cantavano i vespri. Anche questa era addobbata, e
+scintillante di lampade. Il soffitto di essa non era piatto come quello
+dell'altra, ma bensì a piani sovrapposti e terminava in una cupola di
+forma bizzarra. I cantori sedevano nel coro, dietro al rabbino o primo
+cantore. Questi era vestito di un lungo abito nero, e portava in capo
+una berretta sacerdotale nera, molto alta, dalla quale scendevano ai due
+lati i lembi di un velo bianco. La semplicità di questo costume mi stupì
+e mi fece pensare all'antico costume sacerdotale degl'israeliti, la cui
+magnificenza rifulge ancora nel costume attuale del papa. Ogni qualvolta
+il gran sacerdote nel tempio di Gerusalemme si accostava al tabernacolo,
+vestiva una tunica bianca di lino, con una sopravveste a frange, di
+colore turchino. Campanelli di oro e palline di granate stavano appese
+alle frange. La tunica era fermata da una fascia a cinque striscie, di
+oro, porpora, giacinto, scarlatto e bisso. Gli ricopriva le spalle una
+specie di manto degli stessi colori, riccamente ornato d'oro, fissato
+sul petto da fibbie d'oro, a foggia di scudo, ornate di sardoniche, sul
+petto portano l'_Urim_ e il _Thummim_ formato di dodici pietre preziose.
+Aveva in capo la tiara di bisso intessuto di giacinto, attorno alla
+quale correva una fascia d'oro, su cui stava scritto «_Jehovah_». In tal
+guisa è descritto da Giuseppe il costume del gran sacerdote, e si
+capisce che il suo aspetto dovesse essere imponente.
+
+I cantori eseguirono assai bene il vespro, mentre il rabbino pronunciava
+di tanto in tanto qualche preghiera coprendosi il volto con il velo, per
+palesare la sua afflizione. I canti erano armoniosi, però non di stile
+antico, e piuttosto nel gusto di un oratorio moderno. Vi erano belle
+voci di giovanetti, bassi stupendi, talchè anche in questo vespro del
+Ghetto si poteva riconoscere l'influenza di Roma. Anche il popolo
+d'Israele può menar vanto del suo _miserere_. Quella povera gente andava
+superba, ed era felice di saper fare essa pure una produzione artistica
+nel suo povero quartiere sperduto. Le lodi che loro si manifestavano
+erano accolte con vero compiacimento. Avendo espresso il mio elogio
+sentii il mio vicino, un giovinetto ebreo, ripetere con premura ai più
+lontani l'elogio. «Che cosa ha detto?» «Bene, bene, stupendamente
+eseguito. Avete proprio una cappella Sistina».
+
+Ma è tempo di finire. Valessero se non altro queste pagine ad invogliare
+qualcuno a scrivere la storia completa degli ebrei di Roma. Sarebbe
+argomento assai più interessante e meritevole di studio, che non le
+sterili dissertazioni sopra punti insignificanti di archeologia. Uno
+studio sul Ghetto romano potrebbe servire moltissimo a chiarire lo
+sviluppo successivo del cristianesimo in Roma, e varrebbe non poco a
+completare nel modo più utile la nostra conoscenza della storia della
+civiltà.[37]
+
+L'autore di questo scritto non ebbe per iscopo di trattare soltanto la
+questione civile degli ebrei di Roma, ma piuttosto di rappresentare la
+vivacità del contrasto fra il cristianesimo storico e il giudaismo
+storico nella città eterna. Il carattere di questa metropoli, quale
+attualmente si presenta ad un osservatore attento, porta l'impronta dei
+tre grandi periodi della civiltà del genere umano: il paganesimo, il
+giudaismo e il cristianesimo. A malapena si possono distinguere,
+talmente sono connessi, e talmente il culto cristiano ha riuniti in sè
+l'elemento giudaico e quello pagano. Per non far parola di questo
+ultimo, percorrendo Roma, visitando le sue magnificenze, ad ogni passo
+traspare lo spirito, la forma del giudaismo, perfino nei capolavori
+dell'arte cristiana. Parlando della scultura, qual'è la più sublime
+creazione in marmo del genio cristiano? Il Mosè di Michelangelo, sulla
+tomba di papa Giulio II. Parlando della pittura, le stanze e logge di
+Raffaello, la cappella Sistina, innumerevoli chiese e musei sono pieni
+di rappresentazioni e di scene dell'Antico Testamento. Parlando della
+musica, quali sono i pezzi più sublimi, che si eseguiscono durante la
+settimana santa nella Cappella Sistina? Le _Lamentazioni di Geremia_ ed
+il _Miserere_, canti degli antichi ebrei. E di questo popolo, cui la
+sorte affidava i documenti stessi della umanità, e al quale il
+cristianesimo ha tolta una parte del suo patrimonio, continua a vivere
+in quest'angolo del Ghetto, a due passi da San Pietro, una reliquia
+delle più antiche e storicamente notevoli.
+
+Ma anche questo popolo disprezzato ha voluto vendicarsi a modo suo del
+mondo cristiano, poichè a tutti gli altri simboli della sua religione
+che ha trasmesso al mondo moderno, uno potentissimo ne ha aggiunto che
+resta il più potente di tutti ed è il vitello d'oro, attorno al quale
+danza il mondo intiero, come è profetato, scritto e rappresentato nei
+libri di Mosè.
+
+
+
+
+MACCHIETTE ROMANE.
+
+(1853).
+
+
+
+
+Macchiette romane.
+
+(1853).
+
+
+Queste pagine, buttate giù in qualche momento d'ozio, vogliono comparire
+variopinte come un carnevale, ed esser quasi un caleidoscopio. Tenteremo
+intanto di mettere un po' d'ordine in questo mondo intricato di figure,
+che presenterà immagini di vivi e di morti, burattini, ballerini, mimi,
+prediche di bimbi, teatri popolari, e altre rarità stupende, in linea
+sempre ascendente.
+
+Il primo atto avrà luogo, come di ragione, sotto terra.
+
+Una sera durante la settimana dei morti la luce delle torcie mi attirò
+ad entrare nel Panteon di Agrippa. Un sacerdote predicava sul
+purgatorio, esortando gli uditori a pregare assiduamente, poichè
+ricorrevano appunto quei giorni, durante i quali si possono alleviare le
+pene espiatorie, ed in cui l'efficacia della preghiera è maggiore.
+
+ Che qui, per quei di là molto s'avanza
+
+disse già l'anima di Manfredi nel purgatorio. Il sacerdote parlava con
+grand'enfasi con voce sonora, e in quel modo teatrale che assumono i
+sacerdoti italiani volgendosi al popolo. La sua predica trovava nel
+Panteon di Agrippa sede adatta a produrre grande impressione.
+«Imperocchè--gridava--noi camminando qui calpestiamo dappertutto cenere:
+pensate soltanto agli innumerevoli cristiani che un giorno Nerone, Decio
+e Domiziano gettarono in preda alle belve o fecero crocifiggere,
+strangolare». La voce del prete risonava potente in quell'ampia e
+silenziosa rotonda a metà illuminata, e l'eco ripercotendo sotto quelle
+volte i nomi terribili di Nerone, Domiziano, Decio, Diocleziano, parea
+volesse evocare gli spiriti dell'antica Roma. Ero seduto presso la tomba
+di Raffaello, e gettando lo sguardo in quella mezza oscurità, sui gruppi
+dei fedeli inginocchiati e sulla figura bianca del predicatore, questi
+mi appariva come un mago in atto di evocare i morti.
+
+Questa scena del Panteon m'indusse a visitare le chiese sotterranee di
+Roma. Durante l'ottavario dei morti si rappresentano in questi sepolcri
+storie di martirî e scene bibliche, che sono abbastanza originali. Le
+cappelle di questi cimiteri sono per solito due, una superiore ed
+un'altra sotterranea, nella quale stanno propriamente le sepolture.
+Durante l'ottavario dei morti, nella chiesa superiore s'innalza un
+catafalco ricoperto di una coltre nera, circondato da cipressi e da
+candelabri, sul quale vengono posati un crocifisso e un teschio. I
+sacerdoti cantano i salmi dei morti, e i devoti ed i curiosi, chi in
+piedi, chi in ginocchio, riempiono la chiesa, quasi evanescenti in una
+nuvola di fumo d'incenso.
+
+Ecco l'oratorio _della Morte_, presso il ponte Sisto; scendiamo nella
+chiesa sotterranea.[38] Vi scorgeremo cose strane. Tutte le pareti,
+tutti i soffitti sono ricoperti di rilievi, di rabeschi e di mosaici
+fantastici. Sono fiori, rose, stelle, quadrati, croci, ornamenti di ogni
+maniera, quali soltanto un'immaginazione orientale può concepire, e
+tutto è combinato nel modo più ingegnoso, soltanto con ossa umane. Si
+dura fatica a prestare fede ai propri sensi. S'immagini una cappella
+sotterranea, riccamente illuminata, costrutta tutta di teschi, di
+scheletri, colle pareti formate di ogni maniera di ossami, e la si
+popoli di una folla di creature viventi, donne per la maggior parte e
+ragazze, signore in abiti di seta, dalle belle e vivaci fisonomie, che
+ridono e cinguettano in mezzo a tutto quell'apparato di morte, in
+quell'atmosfera impregnata di effluvi cadaverici, avviluppate nei
+vortici del fumo degli incensi.
+
+Presi posto a lato di una ragazza seduta precisamente sotto uno
+scheletro che sghignazzava; ella stava chiacchierando allegramente colla
+sua vicina di cose che avevano a che fare con tutt'altro che con la
+morte: pensoso e quasi atterrito, stavo contemplando lo scheletro e la
+sua giovane preda, sulla quale stendeva le mani, poichè la ragazza era
+seduta in modo che sembrava caduta fra le braccia dello scheletro. Era
+proprio la danza dei morti del nostro Holbein rappresentata al vero.
+
+Interi scheletri sono posti nelle nicchie della cappella. Ciascuno tiene
+fra le ossa delle mani un cartello, su cui si legge una sentenza morale,
+un ricordo della vanità della vita, un eccitamento ai vivi di pregare
+per i defunti che soffrono e sperano. Certamente ci volle non poca
+abilità artistica e pazienza a disporre tutta questa funebre
+decorazione. Qui parte delle mura fu ricoperta unicamente di teschi di
+bambini, là, di persone adulte, altrove vennero formati arabeschi di
+clavicole, di costole, di ossa del petto, di dita, di articolazioni.
+Gli stessi candelabri sono formati in modo fantastico di ossa umane, ed
+è meraviglioso scorgere come il senso artistico e la legge estetica
+siano quasi riusciti a vincere il ribrezzo ispirato dalla materia
+adoperata. Ma quantunque l'arte sia riuscita a tanto, e abbia scherzato
+colla morte, riducendo a creazioni artistiche quanto ispira il maggior
+ribrezzo ai viventi, quanto si usa tener sepolto nelle viscere della
+terra, quello spettacolo riesce sempre penoso e repulsivo. Mi parve
+rappresentare il colmo dell'abnegazione religiosa più fanatica o, nella
+forma più bizzarra, il trionfo sopra la morte e sopra l'orrore che essa
+ispira. Se fosse possibile che una di queste cappelle mortuarie
+dell'anno 1853 dopo la nascita di Cristo rimanesse sepolta sotto terra
+tanto tempo, quanto le tombe degli egiziani e degli etruschi, e venisse
+scoperta dopo tre mila anni, sarebbe senza dubbio un monumento
+importantissimo per la storia della civiltà, dal quale la posterità
+potrebbe farsi un'idea della essenza intrinseca del culto cristiano. Ma,
+anche per noi contemporanei, è abbastanza istruttiva la vista di una di
+queste cappelle mortuarie dei cristiani di Roma, perchè ci fa penetrare
+in modo meraviglioso nella essenza stessa del cristianesimo.
+
+Gli Egiziani che usavano portare attorno davanti i banchetti le mummie
+dei loro antenati, affinchè il gaudente si rammentasse la fine di tutte
+le cose, sono considerati da noi quello fra tutti i popoli della terra,
+che ha saputo superare meglio l'orrore della morte, e la loro religione
+vien chiamata dalla nostra filosofia religione della morte. Ma
+difficilmente quei cupi Egiziani avranno fatto cose simili a quelle che
+si vedono in queste cappelle cristiane. In nessuna rappresentazione
+mistica di una religione la morte e i cadaveri ebbero tanta parte; la
+passione, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura di
+Cristo, la sua risurrezione, la lunga schiera dei martiri durante le
+persecuzioni di Nerone, Domiziano, Decio, Diocleziano e altri imperatori
+hanno dato al culto cristiano un'impronta funerea, han determinato
+l'intera concezione della vita e così hanno dato alla vita cristiana,
+alla musica, alla scultura, alla pittura, l'idea della morte. La
+saggezza profondamente vitale della coscienza tedesca, che s'impossessa
+potentemente di tutto quanto ha vita spirituale, seppe, da tutte queste
+idee di morte, ricavare la danza dei morti dell'Holbein,
+rappresentazione plastica della sapienza dei proverbi di Salomone.[39]
+
+Ma, a chi mai potrà esser venuto in mente per il primo di formare un
+mosaico di ossa umane? Mentre stavo esaminando quella cappella dei
+morti, mi sembrava che l'idea ne dovesse esser germogliata nella pazza
+fantasia del nostro Hoffmann, oppure mi immaginavo di scorgere un
+cappuccino impazzito che, nel cuore della notte, alla luce incerta di
+una lampada, stesse ammucchiando e ordinando tutte queste ossa,
+prorompendo in una risata quando gli riusciva comporre un rabesco. Uno
+scheletro lo aiutava in questo lavoro, era lo scheletro di un artista,
+che da vivo era pazzo. Ora stavano vicini l'uno all'altro, maneggiando
+tutte quelle ossa, e ridevano ridevano soddisfatti, quando riusciva loro
+di disporle artisticamente. Ma è ancor più probabile che tutto quello
+strano lavoro sia stato compiuto nelle tenebre da due pazzi fatti
+scheletri. «Padre, dicevo ad un cappuccino che mi stava vicino, quale
+confusione quando tutte queste ossa, questi teschi dovranno ricercare il
+loro posto»--«Sicuro, mi rispose serio il frate, nel giorno del giudizio
+universale, quando i morti risorgeranno, qui dentro dovrà esserci un
+gran chiasso».
+
+Anche la cappella dei morti al convento dei cappuccini, in piazza
+Barberini, è disposta ed ordinata nello stesso modo di quella di ponte
+Sisto. Se non che qui l'arte non è riuscita a superare ugualmente
+l'orrore che ispira l'aspetto della morte. Qua e là gli scheletri furono
+rivestiti dell'abito cappuccino, ciò che produce un'impressione
+terribile. Uno scheletro nudo ispira minor ribrezzo, poichè è cosa
+naturale, mentre al contrario, coperto di un abito è orribile, e ha
+veramente l'aspetto di uno spettro. Vidi pendere dalla volta due piccoli
+spettri, sospesi per aria, come si rappresentano talvolta graziose
+figure di angioli; erano gli scheletri di due principessine della casa
+Barberini. Mi dissero che la terra che serve per la sepoltura dei
+cadaveri, fu portata da Gerusalemme e li consuma rapidamente.
+
+Nella nostra cappella al ponte Sisto arrivava dalla chiesa superiore la
+voce dei preti che andavano salmodiando: «Domine! Domine! Miserere!»
+quasi voce delle anime che in purgatorio vanno
+
+ cantando miserere verso a verso.
+
+Ad un certo punto i fratelloni scesero a basso con stendardi neri, nere
+croci, cappucci del pari neri, portando torce ed incensori; si
+collocarono nella cappella su due file, e intonarono i salmi
+penitenziali. La luce vacillante delle torce, il fumo dell'incenso che
+saliva in alto, sembravano dar vita e moto agli scheletri; si sarebbe
+detto che tutte quelle ossa intonassero anch'esse l'_In te Domine
+speravi_, od il _Beati quorum tecta sunt peccata_. Non so se cantassero
+questo o altro; ma l'anima di già oppressa rimaneva davvero atterrita.
+Vidi alcune donne vestite a nero che piangevano
+
+ «di pentimento che lagrime spande.»
+
+e preso da intenso desiderio di aria, di luce, di vita, fuggii, da quel
+purgatorio,
+
+ «E quindi uscimmo a riveder le stelle.»
+
+Ed ora siate benedette care e lucide stelle! voi durate tranquille,
+immutabili, nelle notti limpide di questo bel cielo di Roma, gettando la
+vostra luce sulle deserte catacombe della storia, come uniche divinità,
+che qui abbiano continuato a sussistere! Di quanti mutamenti non foste
+voi spettatrici in queste vie! Vedeste i sacerdoti d'Iside, di Melitta,
+coribanti e Galli, le processioni di lamento per Adone, i cori di Mitra,
+ebrei, cristiani, che si recavano alle loro feste nelle catacombe, o
+arsi vivi, negli orti di Nerone, dove ora S. Pietro erge al cielo la
+mole della sua cupola!
+
+Nella oscurità della notte, per la strada deserta, mi apparve una luce
+solitaria che si avanzava verso di me. Aspettai per vedere che cosa
+fosse. Era un ragazzino di forse quattro anni, bello, biondo,
+riccioluto che avanzava, tenendo in mano un piccolo cero acceso. Si
+avvicinò, guardando tutto giulivo la fiamma della sua fiaccola, ad un
+palazzo, innanzi al quale stava un mucchio di trucioli, e vi appiccò
+fuoco. Poi cominciò a saltarvi intorno, sempre tenendo il suo moccolo,
+spingendo gli uni contro gli altri i ricci, perchè ardessero tutti. Era
+davvero un bel quadro notturno. Capitò un forestiero ed offrì al bimbo
+un baiocco, ma questi lo lasciò cadere, dicendo ripetutamente «no, no,
+la candela è mia, non voglio darvi la mia candela». Non poteva capire
+che gli si volesse fare un dono e quando gli spiegammo che poteva avere
+le due cose, il denaro e la candela, allora prese il baiocco, e ci stese
+timoroso e quasi piangendo la sua candela. «Che commovente ragazzo,
+disse lo straniero, è l'innocenza in persona!» Per me fu uno spirito
+luminoso che mi tolse l'impressione orribile del purgatorio, e mi liberò
+dai fantasmi.
+
+In una parte della chiesa che sovrasta a quelle cappelle mortuarie e
+anche nei cortili annessi, su palchi eretti appositamente, si
+rappresentano con figure di cera storie di martiri, o fatti tolti dalla
+Bibbia.[40] Il popolo accorre a tali rappresentazioni, con la stessa
+curiosità e con soddisfazione uguali a quelle, con cui presso di noi,
+nelle campagne, si accorre ai gabinetti di figure di cera, che fin dai
+tempi remoti riproducono gran parte dei fatti dell'Antico Testamento, e
+specialmente quello straordinariamente popolare del giudizio di
+Salomone. Se il personaggio principale rappresenta un santo od un
+martire, non mancano divoti che loro rivolgono le preghiere,
+particolarmente per ottenere la liberazione delle anime dei loro cari
+dalle pene del purgatorio. Più di un baiocco e di un grosso cade nel
+vassoio di rame, posto presso la porta o di fianco al palco, su cui
+sorgono le figure. Spesso ancora un chierico va su e giù davanti al
+palco, scotendo una grossa borsa che tiene in mano, e facendo risonare
+le monete che contiene, per eccitare i fedeli alla carità.
+
+Nella cappella _della morte_ si era rappresentata una scena tolta dalla
+vita di S. Agnese. La giovane martire bionda, ricciuta, compariva tra le
+nuvole coperta di veli finissimi, quasi trasparenti, e la veneravano
+inginocchiati intorno a lei i membri della sua famiglia. L'atteggiamento
+delle figure, la vivacità dei colori, coi quali erano dipinte,
+testimoniavano dell'impegno posto dalla Confraternita che aveva ordinata
+la rappresentazione, perchè essa non fosse inferiore a nessun'altra, ed
+anzi riuscisse a superarle tutte in bellezza. Nella cappella dei morti
+di S. Maria in Trastevere si era rappresentato l'incontro di Mosè con
+Jetro nel deserto, un vero idillio campestre, con accessori di rupi, di
+palme e di un branco di pecore; ma la più splendida di tutte queste
+rappresentazioni era quella del cimitero presso S. Giovanni Laterano.
+
+Qui si era riprodotto il martirio di S. Erasmo. Il santo era
+rappresentato appoggiato ad un piedistallo, col ventre sfondato da cui
+uscivano gli intestini che due carnefici afferravano e giravano attorno
+a un arcolaio. Il santo non vedeva, non sentiva più nulla, poichè il suo
+capo morente cadeva a terra. Stava presso di lui un sacerdote di Giove,
+colla testa inghirlandata, splendidamente vestito, che additava con un
+gesto di compiacenza la statua del nume, che stava in un angolo, e
+davanti alla quale ardeva il fuoco del sacrificio. Questo sacerdote
+pagano non aveva affatto l'aspetto fanatico o diabolico, ma un'aria
+bonacciona, come volesse dire: «Vedi, Erasmo, amico mio, noi ci
+prepariamo a strapparti le budella, perchè non hai voluto sacrificare a
+questo Giove potentissimo; fallo, te ne scongiuro, figlio mio, finchè
+sei ancora in tempo, e tutto sarà dimenticato». Invece l'altitonante
+Giove era rappresentato con una faccia orribile, da Kobold o da Moloch.
+A tutta la scena del martirio, di cui solo l'ironia può menomare il
+senso di crudeltà, è presente l'imperatore Adriano che vi assiste,
+tranquillamente seduto sul trono, con contegno maestoso, rivestito della
+porpora imperiale con a lato due guardie colla lancia in pugno. Ha una
+stupenda barba nera, ed è coronato d'alloro. Mi stupì vedere
+quell'imperatore che trattò in generale molto umanamente i cristiani di
+Roma, presente a quella scena da cannibali; e devo dichiarare ad onor
+suo, che non si prese mai il gusto, tutto giapponese, di far spaccare il
+ventre alla gente.
+
+Le figure del resto erano disposte con molta intelligenza, vi si
+scorgeva evidentemente la mano di un artista, e non ricordo aver veduto
+mai migliori statue di cera. Per quanto fosse selvaggia, la scena
+produceva minor impressione del quadro spaventoso del Poussin nella
+pinacoteca Vaticana, che pure la riproduce; poichè qui l'osservatore non
+pretendeva trovare un'opera d'arte. Nel quadro del Poussin invece furono
+trascurate tutte le leggi più volgari dell'arte e, per provare piacere
+nel contemplarlo, bisogna essere un macellaio od un gladiatore. L'arte
+cristiana sembra abbia superato il piacere barbaro che gli antichi
+Romani provavano a contemplare le ambasce di morte degli uomini e degli
+animali; ma riuscì più meschina, più disgustosa. Che cosa infatti può
+recare maggiore offesa ai sensi di umanità di un tal quadro, o della
+pittura della chiesa di S. Bartolomeo all'isola che rappresenta quel
+santo scorticato vivo, oppure degli affreschi della chiesa di S. Stefano
+Rotondo, che riproducono le varie specie di supplizi dei martiri, le une
+più barbare delle altre, con buon disegno e colori vivaci e con una
+verità che grida vendetta in cielo? Se un antico greco potesse visitare
+oggi le gallerie d'Italia e le sue chiese, potrebbe credere di esser
+capitato in mezzo ad un popolo di ciclopi antropofagi, che avesse una
+religione da cannibali riprodotta nella pittura, nonostante tante altre
+opere che si direbbero dipinte dalle Grazie in persona.
+
+Il gusto dei Romani per le figure, per i gruppi, per ogni
+rappresentazione scenica è generale e pronunciato in modo meraviglioso.
+Non vi è festa, in cui non si possa riconoscere. In parecchie chiese si
+possono vedere raffigurate scene bibliche, leggende, la nascita, la
+passione di Cristo. Si può osservare questo senso nelle botteghe stesse
+dei venditori di commestibili e nei banchi, dove si fanno cuocere cibi
+sulla pubblica strada. Anche questi hanno i loro santi, i loro patroni,
+le loro feste e gareggiano nell'adornare i loro negozi con fiori,
+pitture, lampade, statuette. Non appena arriva il carnevale, le botteghe
+dei pizzicagnoli, dei venditori di cacio, di salsicce, di prosciutti e
+di altre specie di commestibili, assumono l'aspetto di tempietti, nei
+quali in certo modo è venerata una preziosa salsiccia quale divinità
+della specie, quasi mistica dea dei salsamentari. Nello stesso modo che
+nelle cappelle mortuarie le pareti sono ricoperte ed ornate di teschi e
+di ossami, il pizzicagnolo trasforma la sua bottega in una graziosa
+cappella di salsicce. Le pareti sono di forme di cacio disposte in
+bell'ordine; altre sono composte di pezzi di lardo, di carni bianche, il
+tutto ornato di ghirlande, di rabeschi di carta dorata o argentata. La
+volta è formata di un mosaico di salsiccie e di salami; altri sono
+sospesi per aria, tra i fiori, i rami d'alloro e di mirto, non meno
+graziosamente che le baccanti negli affreschi di Pompei, o le seducenti
+stagioni di Giulio Romano. Si possono considerare quali opere d'arte,
+fatte a forza di salsicce e di salami. Nella parete di mezzo si apre una
+grotta misteriosa, dove, fra le salsicce ed i salami, è rappresentata la
+passione di Cristo, in un tempietto, attorno a cui si può girare, per
+contemplare tutte le figure e figurine. In ogni angolo ardono lampade,
+scintillano candele, e l'imaginoso artista salsicciaio, raggiante di
+gioia, di amor proprio e di grasso, pare che gridi solennemente dal suo
+banco alla folla che ingombra la bottega, «anch'io sono pittore!».
+Popolo felice, allegro quanto un fanciullo, ma popolo tuttora fanciullo!
+Possiede però tutta la storia universale, pulcinella, l'arte, il sole
+del mezzogiorno, fiori, frutta, vino in quantità inesauribile. Si
+osservi come questo venditore di commestibili riduca ad una scena di
+marionette la grande tragedia dell'umanità, come si comporti fra le sue
+salsicce, e vi apparisca quasi trionfatore sopra la morte!
+
+Questa città di Roma è veramente un mondo di figure originali. Vi si può
+trovare rappresentato in figure lo sviluppo di tutta quanta la storia
+del mondo, partendo dai musei del Vaticano, del Campidoglio, scendendo
+alle chiese, alle fontane del Bernini, fino al teatro dei burattini. Se
+in tutte queste figure venisse infusa la vita, potrebbero cacciare dalla
+città tutta la popolazione attuale, e sarebbe allora curioso, invero,
+quello che ne risulterebbe, a cominciare dall'Apollo del Belvedere fino
+al piccolo pagliaccio di piazza Montanara ed al povero S. Erasmo, cui
+vengono strappati gl'intestini. Ma non sarebbe soltanto questo un
+divertimento burlesco per la fantasia, ma anche argomento di serie
+riflessioni. Poichè tutte queste figure, figurine, figuracce di
+divinità, di uomini, di animali, sono ad un tempo figure storiche
+dell'umanità, e rappresentano lo sviluppo delle sue vicende durante vari
+e vari secoli; e alla fine questo burattino potrebbe prendere posto a
+fianco del Laocoonte, ed esclamare: «anch'io sono Laocoonte!».
+
+Attualmente vi sono in Roma due teatri di marionette o di burattini, uno
+in piazza Montanara, l'altro in quella di S. Apollinare. Il primo,
+quello veramente popolare, frequentato dalle classi inferiori; il
+secondo possiede burattini già inciviliti, che recitano anche in abito
+nero e guanti gialli, e lo spettacolo ha termine spesso con un magnifico
+ballo. I fantocci invece del teatro di piazza Montanara sono tuttora
+incolti, recitano in costume medioevale e il loro portamento è tuttora
+primitivo, rozzo e senza grazia. Rappresentano spesso storie di
+cavalieri antichi, talvolta pongono sulla scena Enea e il re Turno, ma
+sopratutto poi romanzi del medio evo, e l'intiero Ariosto di modo che
+mantengono viva nel popolo la tradizione di tutte quelle favole
+poetiche, ciò che non è piccolo merito. Oggi sta attaccato all'Arco dei
+Saponari, vicino al teatro dei burattini, un gran cartellone, in cui si
+annunzia in lettere colossali, che si recita la scoperta delle Indie,
+fatta da Cristoforo Colombo, nell'anno 1399, che così, conforme alla
+verità, è scritto sul maestoso annunzio.
+
+La piazza Montanara, che più propriamente si dovrebbe chiamare strada,
+posta ai piedi della rupe Tarpea, fra questa ed il Tevere, è punto
+abituale di ritrovo per il popolo di Roma e particolarmente per le
+classi inferiori, e per gli abitanti della campagna, che vengono in
+città. Tutto vi spira miseria e sudiciume; dalla qualità delle merci
+esposte sui banchi si capisce che qui i contratti si fanno a spiccioli.
+Chi sarà difatti che comprerà quei mozziconi di sigaro, che i monelli
+raccattano per le vie e che si vedono esposti in vendita entro cassette
+di legno? Li comprerà per la sua pipa o il povero, o l'operaio
+campagnolo. Non manca neppur qui lo scrivano pubblico seduto al suo
+tavolo, all'angolo di una casa, con carta, penne e un enorme calamaio,
+pronto a scrivere con uguale facilità lettere amorose, di ricatto,
+contratti, ricorsi e suppliche. Il teatro dei burattini ha trovato in
+quella strada sede adatta: lo frequentano monelli di strada, mendicanti,
+operai, giornalieri, che hanno diritto di rallegrarsi, di ricrearsi la
+sera colle favole dell'Ariosto.
+
+Avviciniamoci alla porta ancora socchiusa del vicolo dei Saponari, dove
+tutto è ancora nell'oscurità, e di dove sorge un chiasso, un rumore di
+gente che contrasta, si pesta, si affolla davanti al botteghino, dove si
+vendono i biglietti e alla scala che porta al teatro. Siamo sempre in
+carnevale e il pubblico sarà numeroso. La casa vecchia, sudicia, sorge
+in un piccolo vicolo cieco, malamente illuminato da una lampada, quando
+non splende la luna. Al piano terreno è una stanzaccia, una specie di
+antro, dove si vendono i biglietti. I posti sono di tre specie; si paga
+un baiocco per la platea, due baiocchi per il lubbione e tre per il
+palchettone. Noi che siamo ricchi, prendiamo i primi posti, abbiamo in
+mano il nostro biglietto, e possiamo entrare. Ma, non è questa impresa
+di poco momento. La stretta scala è tutta occupata da spettatori
+smaniosi d'entrare, e specialmente di monelli, ognuno dei quali vuol
+arrivare per primo; tutti si spingono, e fanno un chiasso d'inferno.
+Cento piedi e cento mani sono in moto, e nessuna tasca è sicura da una
+perquisizione indiscreta. Bisogna passare per una porta stretta, e non
+si va avanti che a forza di pugni e di spintoni. Alla porta sta un
+cacciatore pontificio, condannato a fare continui sforzi, per non venir
+schiacciato dalla folla.
+
+Siamo riusciti ad arrampicarci nel palchettone per una scala da
+pollaio, ed abbiamo preso posto su lunghe e zoppicanti panche di legno
+dietro una balaustrata che corre lungo il muro. Possiamo di là
+contemplare la sala. Un sipario con figure mitologiche, Apollo, ed
+alcune muse, che a malapena si possono riconoscere, tanto tutto è
+vecchio e logoro, nasconde per ora i misteri della scena. Pende dalla
+volta una specie di cassa di legno, intorno alla quale sono appese le
+lampade che fumano, con molti cartocci di carta ficcati nelle fessure,
+dei quali non riusciamo a comprendere l'uso. Su quella cassa pestano i
+piedi gli spettatori a due baiocchi, poichè a quell'altezza sta il
+paradiso terrestre. Sotto di noi giace la platea. Se quando Ercole venne
+a Roma per uccidervi il gigante Caco sull'Aventino, avesse visto quella
+platea, le avrebbe probabilmente dedicato una delle sue imprese; e
+invece di imparare a ripetere oggidì nelle scuole «in settimo luogo
+ripulì le stalle di Augia,» diremmo: «in settimo luogo ripulì il teatro
+dei burattini di piazza Montanara». Perchè questa platea, da quando
+esiste, non ha avuto mai nè l'onore, nè il beneficio di una spazzatura.
+Il suo pavimento di nuda terra è ricoperto da uno strato di buccie di
+semi di zucca,[41] di pelature di frutta, di pezzi di carta, che formano
+un mosaico naturale. Siede sui banchi una gioventù cenciosa, rampolli di
+Roma, nutriti del latte della lupa, discendenti rapaci di Romolo, talchè
+osservando le fisonomie degli adulti, contemplando le facce abbronzate,
+le capigliature folte, nere e incolte di tutti quei mascalzoni, si può
+proprio ritenere di essere capitati in mezzo ai briganti ed ai banditi,
+cui Romolo dava asilo. Pel momento è innocentissimo il chiasso diabolico
+che di laggiù sale alle nostre orecchie; è tutto pacifico lo scopo di
+questa riunione, poichè tutta questa gente non ha altro desiderio
+fuorchè quello di godersi una bella rappresentazione di marionette,
+piacere certo innocente e tutto infantile. Tutta l'assemblea, del resto,
+ha l'aspetto di fantocci, poichè in questi giorni di carnevale vengono
+nella platea le maschere, e vi si scorgono pulcinella, pagliacci colle
+fruste e colle vesciche di porco ripiene d'aria, dottori, ciarlatani.
+Prendono posto fra le risate universali; regna un'allegria generale,
+chiassosa, e il rumore diventa sempre più infernale. Tutta quella gente
+ha bisogno di ristori, di rinfreschi e si vede arrivare un venditore che
+con rara abilità riesce a cacciarsi e aggirarsi fra i banchi, tenendo
+con le due mani un paniere contenente ciambelle, paste e cartoccini
+pieni di semi di zucca tanto graditi. Subito tutta la platea comincia a
+rompere coi denti semi di zucca, le cui bucce vanno al suolo ad
+aumentare il mosaico e i cartocci vengono conficcati nelle fessure del
+lubbione, dove rimangono piantati, o da dove pendono come stallatati in
+una caverna. Il rumore ed il tumulto diventano indescrivibili.
+
+Intanto sono giunte nel palchettone anche alcune dame, ninfe della rupe
+Tarpea; è l'ora di dar principio allo spettacolo. Si urla a squarciagola
+«Si cominci! Si cominci!» E la musica seda il tumulto. Dio mio, quale
+musica! In un angolo del palchettone stanno tre suonatori, uomini dai
+polmoni di bronzo, suonatori di tromba dotati di un fiato miracoloso. Se
+pure non discendono da quelli che diedero fiato alle trombe di Gerico,
+provengono senza dubbio in linea retta da quegli antichi pelasgici
+tirreni, che primi portarono le trombe in Italia, e le introdussero
+nella città dei Tarquini. La loro musica è proprio musica da atterrare
+le mura. Nonostante i fischi, le grida, gli urli, e tutto quel baccano,
+i tre musicanti continuano imperterriti a soffiare nei loro strumenti, e
+di quando in quando un sonoro squillo di tromba riesce a dominare tutto
+quel rumore indiavolato.
+
+Ora i burattini stanno per entrare in iscena, e potremo vedere le più
+belle storie: Carlomagno e i paladini, Orlando, Medoro, Lancillotto, il
+mago Malagigi, il sultano Abdorrhaman, Melisandro, Ruggero, il re
+Marsilio e la regina Ginevra, eserciti intieri di Mori, di Saraceni, e
+assistere a terribili battaglie.
+
+Oggi si recita la bella storia di _Angelica e Medoro_, ovvero _Orlando
+furioso e li Paladini_. Si leva la tela e compaiono i burattini. Vengono
+fuori con un salto il prode Orlando e Pulcinella suo scudiero, ed
+ambedue non toccano terra; Orlando è ricoperto di ferro dalla testa ai
+piedi, e tiene in mano la durlindana, Pulcinella ha i calzoni bianchi,
+la veste bianca dalle larghe maniche e il berretto bianco a punta. I
+burattini sono alti circa due piedi, le loro membra sono perfettamente
+snodate e si prestano a tutti i movimenti; le loro gambe di legno si
+agitano di continuo battendo la scena, ed i loro moti, i loro sussulti,
+congiunti alla voce rauca e al fare declamatorio dell'attore invisibile
+che li fa parlare, producono un effetto veramente comico.
+
+L'occhio intanto si abitua alle proporzioni di questi fantocci, e quando
+uno non vuole obbedire alle fila che lo fanno muovere, si vede tutto a
+un tratto comparire una mano d'uomo per richiamarlo al dovere, questa
+sembra la mano di un gigante, e pare cosa soprannaturale.
+
+Mentre i fantocci recitano, e si sfidano enfaticamente l'un l'altro, o
+si commuovono nei passi teneri, accade talvolta che qualche spettatore
+dalla platea voglia prender parte alla rappresentazione, e getti sulla
+scena fra i fantocci un pezzo di legno o altra roba. Una sera, in cui si
+recitava la storia dello scellerato Ganelone vidi un giovane scagliare
+un pezzo di legno sulla testa del vile traditore, e credo che l'abbia
+fatto colla stessa eroica indignazione che spingeva il nobile cavaliere
+Don Chisciotte a mandare in pezzi colla sua spada i burattini di un
+teatrino, perchè il suo onore non gli consentiva di tollerare che vili
+traditori portassero in prigione nel loro castello una nobile e virtuosa
+dama. Il pubblico prende sempre viva parte alla rappresentazione, e non
+mancano le critiche e le fine osservazioni che provano come gli
+spettatori comprendano benissimo ed apprezzino quanto si recita.
+
+Le scene furiose che si ripetono di frequente, sono quelle che vengono
+accolte con maggior allegria. Quando Orlando va in furore pel tradimento
+di Angelica, si agita e si dimena con tanta rabbia, con tanta violenza,
+che tutta quanta l'armatura, elmo, corazza, bracciali, gambiere, cade
+pezzo a pezzo e l'eroe finisce per trovarsi in camicia come Amadigi
+delle Gallie. Allora atterra con la spada una capanna da pastore, due
+alberi, e una rupe gridando sempre «a terra! a terra!» E anche
+Pulcinella si mette ad urlare a sua volta «a terra!» scagliandosi contro
+la capanna.
+
+Nelle scene di battaglie, che si ripetono quasi in tutte le
+rappresentazioni, si suona continuamente il tamburo tra le quinte. I
+mori, i cavalieri, i paladini combattono durante tre o quattro minuti
+con un ardore straordinario; i burattini sono maneggiati dall'alto con
+somma destrezza, e le loro membra si prestano a tutti i movimenti con
+tanta precisione, che si sentono gli urti delle spade, e si fa un
+chiasso indicibile. Vidi Orlando stendere al suolo, sempre colla stessa
+bravura, una diecina di pastori ed una quantità sterminata di mori.
+Quando ha luogo un battaglia, gli eserciti si avanzano, indietreggiano,
+si urtano, ed i morti cadono sempre due a due, perchè i fantocci
+arrivano a due a due, combattono due contro due, finchè, divenuta
+generale la mischia, o trionfa un paladino, o Pulcinella pone termine,
+con un lazzo, alla battaglia.
+
+Pulcinella, parla sempre con una voce gutturale[42] che si presta
+straordinariamente all'effetto comico e si vale per lo più del più puro
+dialetto trasteverino. La stravaganza del suo dire è grande, ma spesso i
+suoi lazzi sono spiritosissimi. È questa dote caratteristica dei popoli
+di razza latina, particolarmente degl'italiani e degli spagnoli. Nella
+loro poesia popolare riescono a mescolare, in modo originalissimo,
+l'elemento tragico con quello comico. Leporello non è punto diverso da
+Pulcinella. Calderon, meglio forse di ogni altro poeta della sua
+nazione, ha saputo riprodurne fedelmente e felicemente il carattere
+popolare, particolarmente nel suo dramma il _Mago meraviglioso_. Nel
+nostro _Faust_ del teatro dei burattini, che pur troppo non si recita
+più che raramente, Pulcinella, quantunque truccato da tedesco, pure
+conserva la sua vivacità. Invece nel _Faust_ di Goethe, Wagner ha
+perduto il suo carattere originario ed è diventato una figura
+intellettuale, incomprensibile pel popolo. Pulcinella si è rifugiato in
+Mefistofele, e specialmente nella parodia della scena del giardino, il
+diavolo sostiene una parte del tutto analoga a quella di Pulcinella;
+poichè l'essenza della maschera italiana non consiste già nell'ironia,
+ma nella parodia che presenta, come carattere speciale, la stravaganza
+delle parole.
+
+La bella storia di _Cristoforo Colombo_ viene rappresentata al teatro
+dei burattini da ben quattordici giorni in fila, e tre volte per sera.
+E' un'opera squisita, che eccita grandemente la curiosità, specialmente
+per la comparsa improvvisa degl'indiani. La favola si presta a tutte le
+condizioni richieste da un dramma romantico, quali il vile tradimento,
+l'amore, la gelosia, i sentimenti cavallereschi, le imprese eroiche, le
+lotte, e soprattutto battaglie senza fine. Il traditore in questo dramma
+è Roldano, unico personaggio importante oltre Colombo; in questo
+eccellente dramma Roldano era passato dalla parte degl'indiani, e lo si
+vede seduto in trono, coperto di piume da capo a piedi, prendendo
+l'aspetto d'un uccello di paradiso. Gl'indiani sono anch'essi coronati
+di magnifiche piume, e ne portano pure alle gambe come Mercurio. Roldano
+li chiama soldati; del resto sono ben esercitati, e adoperano in
+battaglia fucili ed altre armi da fuoco. Colombo è vestito alla
+spagnola, con un collare, e porta un berretto nero. Non è considerato
+come paladino, ma come ammiraglio, quindi non ha la spada al fianco.
+Parla poco, ma in compenso parlano tanto più i suoi aiutanti Pisandro,
+Glorimondo e Sanazzaro. Si sfidano alla sua presenza due gentildonne
+coperte di corazza, come l'eroine dell'Ariosto, e l'offesa Martidora
+uccide la sua nemica ed il marito di questa. Pulcinella sostiene la
+parte di scudiero di Colombo. Compare un angelo che dà a Colombo un
+anello destinato ad ammaliare Roldano e i suoi indiani, nello stesso
+modo che il cavaliere Jone ammaliò col suo corno il sultano di Babilonia
+e i pagani. Alla vista dell'anello gl'indiani scompaiono per aria, ma
+Roldano cade morto al suolo. Arrivano allora due demoni, muniti di
+nodosi randelli, che, dietro ordine di Pulcinella, lo bastonano a
+dovere. Quest'atto di giustizia eccita un giubilo indicibile nella
+platea che, alla vista di tale azione morale, prende a strepitare come
+un nuvolo di rondini; anche il tamburo della giustizia fa udire il suo
+rullo, e un sonoro squillo di tromba pone fine alla scena. Vidi alcuni
+giovani lanciare pallottole di carta contro il vile traditore, come se
+volessero fargli meglio conoscere la giusta indignazione della platea.
+
+A questo punto cala la tela. Chi non sia stato presente a un intervallo
+fra un atto e l'altro al teatro di piazza Montanara in Roma, non può
+immaginare che cosa sia chiasso o rumore. Sembrava di essere nell'arca
+di Noè, e che tutti gli animali facessero udire contemporaneamente le
+loro voci. Mi tornò alla mente la descrizione della vita notturna degli
+animali nelle foreste vergini fatta dall'Humboldt; quella gazzarra di
+trecento giovani accompagnava colla voce, con mirabile sangue freddo, un
+coscenzioso suonatore di tromba. Intanto si alzavano continuamente dalla
+platea de' giovani che tentavano di penetrare nel palchettone,
+arrampicandosi come tanti scoiattoli, martore o lucertole. Se il
+cacciatore pontificio che stava di guardia nel palchettone, se ne
+avvedeva, regalava loro un magnifico pugno sulla testa, e li ricacciava
+in basso; ma quelli non si smarrivano affatto, e subito ricominciavano
+la scalata. Appena poi fu calato il sipario, alcuni si arrampicarono sul
+proscenio e sollevarono il telone di sotto in su, per vedere se lo
+spettacolo avrebbe tardato molto a ricominciare.
+
+Le ultime scene del _Cristoforo Colombo_ presentano uno dei più bei
+quadri di battaglia, perchè i due eserciti, spagnolo ed indiano, muovono
+l'un contro l'altro, scaricando le loro armi da fuoco. Si spara anche un
+colpo di cannone, ed allora gli indiani, dopo aver combattuto, muoiono
+anche tutti da valorosi, sempre due a due. Lo sparo delle armi da fuoco,
+il rullo dei tamburi, lo squillo delle trombe, lo sbattere delle gambe
+dei fantocci sul tavolato della scena, le grida della platea producono
+il più forte rumore di battaglia, che io abbia mai inteso un teatro.
+
+Per solito i teatri di burattini danno tre rappresentazioni ogni sera.
+Cominciano all'Ave Maria, e alla prima che è sempre breve, tiene dietro
+una seconda cui si dà il nome di _Camerata lunga_.[43] Rinunciamo ad
+essere spettatori della _Camerata lunga_, e preferiamo recarci all'altro
+teatro di burattini in piazza Sant'Apollinare.
+
+Dovremo, per andarvi, attraversare la fiera di piazza Sant'Eustachio, in
+mezzo ad una sterminata folla che grida, fischia, strilla, schiamazza in
+modo da assordare. A Roma non si usa, come da noi, fare i regali la
+vigilia di Natale; si è scelto un giorno più adatto, quello della
+Epifania, in cui i re magi offrirono i doni a Gesù bambino. Per
+festeggiare questa ricorrenza, comincia il 6 gennaio una fiera dietro il
+Panteon.[44] Le strade che vi portano offrono merci di ogni natura,
+specialmente giocattoli, di apparenza quasi sempre elegante e graziosa.
+Ve n'è tale quantità da soddisfare tutti i ragazzi del mondo. Una folla
+immensa percorre queste strade; alcuni battono tamburelli, altri
+soffiano entro conchiglie a foggia di corno, altri ancora battono l'una
+contro l'altra delle tavolette, e specialmente poi tutti fischiano entro
+fischietti di gesso, simili a balocchi da ragazzi, che raffigurano
+pulcinelli, ballerini, cani, uccelli. Ragazzi vestiti da pulcinella
+percorrono le strade a schiere, fischiando a squarciagola. Il chiasso è
+indiavolato, tutti fischiano, fanno rumore, ed anche persone serie
+cedono all'esempio, e si vedono col fischietto alla bocca. Queste
+migliaia di voci stridenti producono un effetto tale da far impazzire
+anche un filosofo. Strano a dirsi! Quello stesso impulso che spinge
+talora gli uomini a dissimulare la loro fisonomia dietro una maschera,
+li porta anche a mascherare la loro voce e la loro lingua e ad emettere
+i suoni più strani.
+
+Siamo intanto giunti al teatro di piazza S. Apollinare. Questo secondo
+teatro di fantocci, che ebbe dapprima il nome di teatro Fiano,[45] e che
+al tempo dell'ultima repubblica romana fu rinomato per la figura
+satirica di Cassandrino,[46] attualmente sostituita da quella,
+politicamente innocente, di Pulcinella, è come abbiamo già notato un
+teatro di burattini inciviliti. Le marionette recitano qui innanzi ad un
+pubblico decente, su di una scena piccola, ma molto convenientemente
+disposta, ben dipinta, con tutto quanto occorre per una accurata
+rappresentazione. Gli spettatori possono prendere posto nella piccola
+sala della platea, o sul palchettone. Si pagano tre baiocchi pei posti
+nella prima, cinque pel palchettone, e questi prezzi non permettono
+l'ingresso alle classi inferiori. Gli spettatori appartengono al ceto
+medio, ed anche a quello distinto, che non rifugge dal procurarsi
+qualche volta il piacere di una recita di burattini. Il proscenio è bene
+illuminato, vi è una piccola orchestra che eseguisce pezzi di musica
+negl'intermezzi, ed il sipario è nuovo ed elegante. Anche qui si
+recitano drammi romantici, come quello conosciutissimo del _Volfango
+fiero_; però i personaggi sono vestiti pulitamente e con eleganza; i
+cavalieri portano belle armature, le dame abiti di seta e di velluto; ma
+per lo più vi si recita la commedia in abito nero e guanti gialli,
+drammi familiari, farse, commedie d'intrigo, in cui talvolta si fanno
+figurare ricchi inglesi. Pulcinella è vestito come suo fratello del
+teatro di piazza Montanara, e serba la stessa natura; però le sue
+maniere sono più civili, più adatte al diverso ambiente, in cui vive. La
+sua destrezza però è somma, giacchè quando siede riesce anche ad
+incrociare le gambe l'una sull'altra, e a muovere i piedi, come hanno
+abitudine di fare gl'inglesi. Nelle nozze, o in altre occasioni solenni,
+i cavalieri e le dame siedono, con tutta gravità, sopra cuscini, e
+assistono ad un ballo che l'orchestra accompagna colla musica. La
+destrezza e la grazia, di cui fanno prova questi fantocci in tali balli,
+è in verità meravigliosa, poichè non solo eseguiscono i passi più
+difficili, colla leggerezza e col garbo che potrebbero spiegare la
+Cerrito, o Pepita, ma tutti i loro movimenti, tutti i loro
+atteggiamenti, la convenienza con la quale s'inchinano, ringraziano,
+salutano, movendo le braccia, hanno qualche cosa di sorprendente. Nulla
+si trascura di quanto può contribuire alla riuscita di un'azione
+coreografica. Tutti questi fantocci si muovono, si agitano in allegra
+polka, si librano come farfalle, girano in punta di piedi e ogni ballo
+finisce sempre con un quadro plastico e qualche volta con un fuoco di
+artificio. In una parola, l'arte di far danzare i fantocci raggiunse nel
+teatrino di S. Apollinare il _non plus ultra_.
+
+Abbiamo così veduto almeno una parte lieta di questa Roma seria,
+malinconica, severa, e Pulcinella giulivo e festoso in mezzo a tutte
+queste rovine, sopra tutte queste catacombe, nè più ne meno dei grilli
+che cantano fra l'erba dei ruderi del palazzo dei Cesari, e delle
+rondini che cinguettano sulla tomba di Cecilia Metella.
+
+Vorrei ora accompagnare il mio lettore ancora nel teatro popolare di
+piazza Navona, ma sento la voce di un ragazzo che predica e che mi tenta
+ad entrare nella antica e bella basilica di _Ara Coeli_, in Campidoglio.
+Qui predicano mattina e sera ragazzetti tanto maschi che femmine, nella
+settimana che precede la festa dell'Epifania; in questo giorno terminano
+le prediche. Non è troppo forte il distacco da un teatro di burattini a
+una predica fatta da ragazzi dai sei agli otto anni. Anche qui, centro
+dello spettacolo è sempre un fantoccino, il santo bambino di _Ara
+Coeli_, adorno di una splendida corona tempestata di pietre preziose.
+
+In una cappella della chiesa è rappresentata con bell'arte la grotta di
+Betlemme e l'adorazione dei Re Magi venuti dall'Oriente; i personaggi
+sono di cera, nè mancano gli accessorî delle pecore e del paesaggio. La
+Madre di Dio è seduta nella grotta e tiene in grembo il bambino, cui i
+re, inginocchiati, presentano i loro doni. All'esterno sta inginocchiata
+contro una colonna una figura con un mantello scarlatto, pantaloni
+larghi alla turca e turbante in capo, che stende le braccia verso il
+bambino, in atto di preghiera. Dalla parte opposta, parimenti contro una
+colonna, è una donna di alta statura, di aspetto distinto, che pare
+additi il santo bambino a quel mezzo turco che le sta contro. Nella
+persona di questo si volle rappresentare, niente meno, l'imperatore
+Augusto, e nella donna la Sibilla che secondo una delle leggende più
+profonde del Cristianesimo predisse ad Ottaviano, in una visione, la
+venuta di quel bimbo, destinato a signoreggiare il mondo.
+
+Di faccia alla grotta, nella navata opposta della chiesa, s'innalza un
+pulpito, dove salgono a predicare, l'uno dopo l'altro, ragazzi dai sei
+ai dieci anni, per la durata di circa cinque minuti, e ciò per quasi due
+ore, alla presenza di forse qualche migliaio di persone. Sale pel primo
+sul pulpito un grazioso ragazzetto, e dopo essersi fatto il segno della
+santa croce, prende a recitare, con tutti quei gesti e quegli
+atteggiamenti, propri dei ragazzi quando declamano, una predica sulla
+venuta al mondo del Salvatore. Dopo di lui viene un ragazzo più grande,
+vestito da chierico, che disimpegna ancor meglio la sua parte. Grida in
+modo enfatico, scaglia i fulmini della sua eloquenza, nè più nè meno di
+cappuccino, gesticolando quanto un tiranno di compagnia drammatica. Si
+capisce che ha disposizione naturale per la mimica; ogni volta che nella
+predica ricorrono le parole: capo, occhio, orecchio, porta
+istintivamente la mano al proprio capo, all'occhio, all'orecchio.
+Dovendo nominare il suono dell'arpa, si atteggia immediatamente nel modo
+di chi volesse suonare quello strumento. Questa maniera di accennare
+fanciullescamente colla mimica le cose di cui fa parola, riesce molto
+divertente, e ottiene l'approvazione di tutti gli uditori, alcuni dei
+quali sono venuti per devozione ad ascoltare le prediche fatte dai
+ragazzi, e altri per divertirsi come ad un teatro di burattini. Nessuno
+di quei ragazzi è menomamente imbarazzato, anzi i più sembrano andar
+superbi di dover comparire innanzi a tanta gente e, superata
+l'impressione del primo momento, la loro voce diventa sempre più sicura,
+i loro gesti sempre più teatrali. Molti oratori in parlamento avrebbero
+motivo di augurarsi la disinvoltura di quei bambini nel parlare in
+pubblico, e pochi oratori poi si possono vantare di avere un uditorio
+composto di persone appartenenti a tante nazioni, quanto quello di
+questi fanciulli in _Ara Coeli_.
+
+Dopo i maschi vengono le femmine, graziose ragazzine ricciolute, coi
+cappellini guarniti di piume e i vestitini di raso. S'inginocchiano un
+momento, fanno il segno della croce e cominciano il loro sermone. È
+curioso, a dir vero, sentire quelle creaturine parlare del peccato di
+Adamo, dal quale ci ha redenti il Signore; della credenza nella vita
+eterna; del Verbo che si è fatto carne in Gesù Cristo; della sua morte
+per cui mezzo ha salvato il genere umano. Sarebbe come se i burattini di
+piazza Montanara, i piccoli paladini che rappresentano con tanta enfasi
+azioni eroiche, parlassero in onore di Gesù Cristo e snudando la spada
+contro i mori, sfidassero a battaglia tutto l'esercito degl'infedeli; o
+se le damine di quelle scene, interrompendo le loro declamazioni
+sentimentali, cominciassero tutt'ad un tratto a vantare le delizie
+dell'amor divino.
+
+Vedendo questi piccoli oratori, si crederebbe che anche i loro sermoni e
+le cose che dicono, dovessero esser puerili, e si dovessero considerare
+come un passatempo, cui si dovesse, in certo modo, assistere col
+microscopio; ma la cosa è molto diversa; sono vere e proprie prediche in
+istile solenne, cui non manca l'apparato di erudite citazioni. E non è
+raro udire ragazzine, talvolta di poco più di sei anni, corroborare le
+verità che bandiscono, colla autorità dei Santi Padri, e dire: così
+asserisce, così c'insegna S. Paolo, S. Bernardo, S. Agostino,
+Tertulliano.
+
+Credo stia scritto in qualche luogo: «Quando taceranno i profeti,
+parleranno i bambini, e quando taceranno i bambini, i sassi diranno
+_amen!_» Del resto in qualche luogo ora cominciano a parlare i tavolini;
+ma l'uomo serio, e veramente religioso, non può a meno di restare
+colpito da questo culto di ragazzi in _Ara Coeli_, e considerarlo come
+una metamorfosi del cristianesimo. Che cosa direbbero S. Pietro e S.
+Paolo, se capitassero mai in quella chiesa, e vedessero qual risultato
+abbiano avuto le loro predicazioni?
+
+Osserverò soltanto che la signora Enrichetta Beecher Stowe, autrice
+della _Capanna dello zio Tom_, che esaltando oltremisura la precocità
+del nostro secolo, ci presentò nella sua Evangelina, di cinque anni, un
+predicatore metodista, per non dire addirittura un genio del
+cristianesimo, potrebbe trovare nello spazio di un'ora in _Ara Coeli_,
+per lo meno dodici piccole Evangeline, che per di più hanno studiato e
+conoscono tutti i Santi Padri.
+
+I ragazzi intanto che hanno sorriso all'immagine del bambino, in braccio
+a Maria come ad un fantoccio, finita la predica, s'inginocchiano e
+recitano una preghiera al bambinello. Una ragazzina gli dice: «O
+dilettissimo fra tutti i fanciulli, degnati di volgere i tuoi occhi
+sopra di noi e di gettare uno sguardo di misericordia sopra noi
+peccatori!». La considerazione di cui gode in Roma il bambino di _Ara
+Coeli_ è immensa, e vi si rannoda anche una leggenda. Anni sono una
+giovane inglese, s'innamorò a morte di lui; andava ogni giorno in chiesa
+per visitarlo, e la sua passione andò tant'oltre, che un bel giorno si
+decise a rapirlo. Fece fare in segreto un altro bambino identico, un
+bimbo lattante, lo portò in chiesa, e lo sostituì a quello legittimo che
+si portò a casa. Ma giunta la notte tutte le campane della chiesa e del
+monastero presero a suonare; i monaci uscirono e trovarono il bambino
+inginocchiato fuori della porta del tempio, in atto di volere bussare.
+Esso era fuggito dalla casa dell'inglese, ed era ritornato; questa è la
+leggenda del bambino d'Aracoeli. Dopo d'allora la sua reputazione
+crebbe, e lo si vede anche spesso uscire in carrozza, quando lo portano
+a far visita a qualche ammalato.[47] Nell'ultima rivoluzione di Roma
+ebbe anche la sua parte: il popolo aveva fatto a pezzi ed incendiato le
+carrozze dei cardinali, ed aveva anche tirato fuori dalla rimessa la
+vettura di gala del Papa, che voleva distruggere. Alcune persone
+assennate, o del partito favorevole al Papa, tentavano opporsi a
+quell'atto vandalico e per salvare la carrozza del Santo Padre proposero
+di offrirla in dono al bambino di _Ara Coeli_. Nessuno dei repubblicani
+si arrischiò a contraddire questa proposta, e il bambino venne messo
+solennemente in possesso della carrozza papale, ed anzi, per provare che
+era diventata veramente sua, i frati lo mandarono un giorno a spasso sul
+Corso, nella carrozza papale.
+
+Stiamo ora a vedere: La processione si muove, il bambino è tolto di
+grembo alla divina Madre; lo si porta in giro per la chiesa e sulla
+scala esterna, da dove lo si mostra al popolo, quindi la processione lo
+riporta nella sua nicchia. Vi sono stupende teste artistiche tra quei
+frati francescani di _Ara Coeli_, che, mezzo sepolte nella tonaca,
+somigliano a un blocco di travertino romano che esca di terra, con una
+iscrizione mezzo cancellata; vi sono teste che paiono di bronzo, altre
+voluminose come quella dell'imperatore Claudio, e faccie piene come
+quella di Nerone.
+
+E basti delle prediche dei bambini.
+
+Andiamo invece al teatro popolare Emiliani, l'infimo tra tutti quelli di
+prosa. La compagnia drammatica Emiliani, non meno che i burattini di
+piazza Montanara, ha posto le sue tende in località adatta al suo
+repertorio, cioè in piazza Navona.[48] In questa grande piazza, la più
+bella di Roma, e che fu lo stadio di Domiziano, hanno luogo nel mese di
+agosto le feste popolari, poichè allora si chiudono le fontane, si
+inonda la piazza, e la popolazione deve attraversarla in carrozza,
+quando non preferisca passarla a guado, come certuni fanno per
+divertimento.[49] Nel mezzo della piazza sorge la magnifica fontana
+fantastica del Bernini, composta di un rozzo scoglio, ai cui angoli
+stanno le statue colossali di quattro divinità fluviali: il Nilo, il
+Gange, il Danubio, e il Rio della Plata, e in cima a tutto sta
+l'obelisco del circo di Massenzio. Due altre fontane versano le loro
+acque alle due estremità della piazza. Intorno all'obelisco, nel tratto
+della piazza compreso fra le due fontane laterali, si raduna ogni giorno
+da mattina a sera grande quantità di gente, poichè lo occupano venditori
+di castagne arrostite, erbivendoli, fruttivendoli, rigattieri,
+ferravecchi, e la piccola borghesia accorre a comperare quanto le
+occorre. La folla richiama sulla piazza ciarlatani, giocolieri, domatori
+di belve; e squilli di tromba annunziano di tanto in tanto gli
+spettacoli offerti al pubblico. Di quando in quando si sente anche
+risuonare sulla piazza una voce potente, che grida «ai biglietti! ai
+biglietti!» Sulla porta del teatro, che non si distingue da quelle delle
+case vicine se non per un enorme cartellone, stanno venditori di
+pasticcini e di semi di zucca, che tengono la loro merce in vista, su
+banchi elegantemente arredati. La folla si avvicina alla cassa e si
+compone per lo più di persone del medio ceto, di bottegai, di piccoli
+possidenti, che sono in grado di spendere da tre a cinque baiocchi per
+passare una sera al teatro.
+
+La sala è disposta in tutto come quella del teatro di piazza Montanara,
+ma è più grande. Il contegno degli spettatori della platea che
+accompagnano una musica scordata pestando i piedi, fischiando, o
+battendo il tempo colle dita sulla spalliera dei banchi, rammenta più di
+una volta il pubblico del teatro di piazza Montanara. Qui le donne, sono
+di più e l'allegria, secondo il lodevole costume del popolo italiano,
+non passa mai i confini della decenza. Si possono vedere sui banchi
+della mamme che allattano tranquillamente le loro creature, mentre si
+godono la rappresentazione, cui prendono viva parte. Si alza la tela,
+sulla quale è dipinta una scena di satiri, col vecchio Sileno ebbro, e
+siccome non sappiamo che cosa si reciti, è necessario stare attenti.
+Compare un vecchio usuraio che attira a sè la cantiniera di un
+reggimento, alla cui mano pretendono un cadetto ed un sergente. Questi
+fa la parte del buffone, non fa altro che bere continuamente acquavite.
+Mentre sta sulla scena, arriva un personaggio pallido, piuttosto alto,
+con baffi e basette, che calza stivaloni. Dice, a parte, essere venuto
+per visitare i suoi soldati, il che ci fa nascere il dubbio possa
+essere, se non addirittura un re, almeno un gran generale. Mentre
+passeggia su e giù per la scena, arricciandosi i baffi, e facendo
+risonare gli speroni, cava di tasca un'enorme tabacchiera, fiutando
+tabacco di continuo, talchè in breve ne ha coperti i risvolti
+dell'uniforme. Il personaggio misterioso si presenta al sergente come un
+povero veterano, e gli chiede che cosa potrebbe fare per lui nel caso
+avesse bisogno di denaro. Allora il sergente gli fa vedere la lama della
+sua spada confessandogli di aver venduto quella di acciaio, che ha
+sostituito con un'altra di legno; in quel mentre arriva lo strozzino. Il
+vecchio Federico, poichè il marziale veterano con baffi e basette è
+proprio lui in persona, gli vende la sua tabacchiera d'oro, per il
+prezzo derisorio di un federico d'oro.
+
+Nell'atto seguente il sergente ubriaco dorme su di una seggiola e giunge
+un tamburino che lo desta, battendo un gran colpo sulla sua cassa.
+Compaiono sei cacciatori pontifici che arrestano l'usuraio ed appare
+allora il vecchio Federico in grande uniforme, con enormi mostre gialle,
+sempre con baffi e basette, e con un immenso cappello a lucerna. Il
+sergente ubriaco non tarda ad alzarsi ed a mettersi in posizione, ma
+vacilla continuamente, il che eccita una viva ilarità nel pubblico,
+mentre il vecchio Federico fa finta di non avvedersene, ed accenna a
+voler punire severamente tanto l'usuraio, che il sergente. Vuol far
+decapitare il primo, e il sergente stesso deve procedere a questa
+esecuzione colla sua propria spada. L'usuraio, dopo infinite preghiere e
+suppliche, si rassegna alla sua sorte e si è già messo ginocchioni; il
+sergente pure, dopo molte difficoltà, si persuade ad eseguire la sua
+parte: colloca la sua vittima nella posizione più adatta, poi si
+inginocchia e prega la Madonna di assisterlo in quel duro frangente.
+Finalmente quando si rialza e si apparecchia a dare il colpo, grida
+tutt'ad un tratto: «Miracolo! Miracolo! Guardate, la Madonna ha
+tramutato in legno la lama della mia spada!» Segue il generoso perdono
+del vecchio Federico che condanna però l'usuraio a mantenere per tre
+giorni il reggimento a tutte sue spese. Il vecchio Federico vien
+chiamato alla ribalta, e con adatta concione invita il pubblico
+rispettabile a voler onorare il teatro della sua presenza per il domani
+a sera, dovendosi rappresentare _Artaserse Re di Persia_, annuncio che è
+accolto con viva soddisfazione.
+
+Questa bella commedia dimostra come il vecchio Federico rimanga, quasi
+un mito, vivo anche nella memoria del popolo italiano che ancor oggi
+nei tedeschi distingue gli austriaci dai prussiani. Della Prussia non
+conosce che la storia del vecchio Federico che considera come un secondo
+Attila, e come vincitore degli austriaci.
+
+Gli attori del teatro di piazza Navona sono mediocrissimi, li direi
+inferiori a quelli delle compagnie che recitano sui teatri più meschini
+della Germania, e specialmente la parte femminile non si distingue certo
+per bellezza. Ogni rappresentazione del teatro Emiliani termina o con un
+ballo, o con una pantomima, o con quadri viventi, come la _morte di
+Abele_, _Ahasvero_ o _l'Ebreo errante_, _Virginia Romana_, _Salvator
+Rosa fra i briganti_, o altre simili scene.
+
+Una sera il cartellone recava l'annuncio di uno spettacolo molto
+promettente, intitolato _Ravanello spaventato da un morto parlante_.
+Doveva essere cosa straordinaria ed allegra assai. Era la storia di Don
+Giovanni, travestita in romanesco volgare. Il protagonista conservava,
+come nel dramma spagnolo, il suo vero nome, chiamandosi don Tenorio, ma
+Leporello assumeva il nome di Ravanello; Donna Anna, Don Ottavio ed il
+Commendatore non mutavano nome, nè carattere. In questa parodia popolare
+Don Giovanni non è per nulla rappresentato come un _Faust_ della
+sensualità, ma unicamente come uomo leggiero, privo di senso morale. Il
+suo carattere si svolge in un'azione qualsiasi. Egli ammazza il
+Commendatore per vendetta, introducendosi notte tempo nella stanza di
+lui. Più tardi nel cortile della chiesa ha luogo la scena dell'invito
+della statua, a cavallo, come nell'opera di Mozart, soltanto mancano i
+frizzi di Leporello. Il Commendatore compare al banchetto, con una
+faccia ridicolamente orribile, da diavolo infarinato. Don Giovanni,
+atterrito, invita lo spettro a prender posto a tavola ed a servirsi.
+«Non mangio, risponde l'ombra». «Vorreste udire della musica?» replica
+Don Giovanni. «Sì» risponde lo spettro. Allora la musica suona per
+alcuni istanti, mentre Don Giovanni e il Commendatore stanno l'uno di
+faccia all'altro senza dir verbo. Questa scena è bella e produce
+profonda impressione, perchè la musica vi ha la parte di potenza
+celeste, quasi voce di un Dio invisibile, quasi annunzio del giudizio
+tremendo che sta per colpire Don Giovanni. Appena cessata la musica, il
+Commendatore invita a sua volta don Giovanni a pranzo a casa sua, cioè
+fra le tombe, e Tenorio, da vero _caballero_, non attentandosi a
+declinare l'invito, risponde che andrà.
+
+Lo troviamo quindi solo fra le tombe: in mezzo ai monumenti è
+apparecchiata una tavola ricoperta d'una coltre nera, sulla quale
+stanno fiaschi e bicchieri; la mensa è adorna di teschi umani. Tutt'a un
+tratto l'arrivo dello spettro è annunciato, come nella prima scena, da
+alcuni colpi sotterranei e subito si erge solenne la sua bianca figura.
+«Mangia!» grida lo spettro. Don Giovanni impaurito si ritira e risponde
+con voce tremula: «Non posso mangiare». «Vuoi sentire la musica?» «Sì»,
+risponde don Giovanni. Segue una breve pausa, durante la quale si ode
+solamente la musica; i musicanti, quattro suonatori di corno ed uno di
+contrabbasso, fanno tutto il loro possibile per produrre un'armonia
+infernale, ed era facile, riconoscere, dalla fisonomia degli spettatori,
+che raggiungevano pienamente il loro intento. Non appena tace la musica,
+lo spettro comincia a parlare, e rivolge in tuono cappuccinesco una viva
+esortazione a Don Giovanni, perchè rientri in sè stesso, pensi alla
+salute dell'anima e si volga a Dio. Ma Don Giovanni, con alterigia di
+cavaliere, rifiuta di convertirsi. Allora viene il colpo di scena
+finale: il Commendatore prende Don Giovanni per mano, s'apre una botola,
+da cui salgono fiamme terribili di pece greca, e Don Giovanni, appena
+vede la voragine, novello Curzio, si slancia eroicamente tra le fiamme.
+
+Nell'ultima scena si vede l'inferno stesso, colle fiamme rappresentate
+da fuochi di bengala, e in mezzo ad esse Don Giovanni quasi nudo,
+incatenato, coi capelli irti, sdraiato per terra e tormentato da alcuni
+diavoli, ministri della inquisizione infernale. Il dannato urla: «Sono
+già mille anni che soffro! Non c'è proprio più salvezza?» E i diavoli
+tra le quinte rispondono: «Nessuna! Nessuna!» Scende la tela. Questa è
+la riduzione del Don Giovanni ad uso del popolo. Essa non tende che
+all'effetto morale; tutta l'allegria e lo spirito sono scomparsi, e
+Ravanello è diventato una figura insignificantissima, poichè i lazzi,
+con cui comincia, cessano alla metà del dramma.
+
+Sapevamo che in questo teatro Emiliani si rappresentavano anche di tanto
+in tanto tragedie, e non ci siamo voluti privare del piacere di
+assistere alla recita della più commovente, forse, fra le tragedie
+italiane, la _Francesca da Rimini_. Il famoso episodio dantesco non ha
+ispirato soltanto pittori, ma anche poeti, molti dei quali tentarono
+portarlo sulle scene, quantunque poco si presti all'effetto drammatico.
+Byron stesso dice nei suoi diarii di aver pensato a prendere la
+_Francesca da Rimini_ ad argomento di una tragedia. E' un peccato che
+non lo abbia fatto, perchè, quando anche non avesse prodotto opera
+adatta ad essere rappresentata, era tal poeta da scrivere cosa stupenda.
+La grande semplicità dell'azione rende disagevole lo sviluppo
+drammatico, e richiede un sommo poeta che senta e sappia parlare il
+linguaggio delle passioni. Silvio Pellico fu l'unico che fino ad un
+certo punto vi sia riuscito. Nella sua _Francesca da Rimini_ l'azione si
+svolge bene; i caratteri sono nobili e ben disegnati, quantunque non sia
+grande l'effetto drammatico. Essa è ritenuta opera classica in Italia, e
+viene rappresentata tanto nei grandi che nei piccoli teatri. In questi
+giorni era rappresentata contemporaneamente qui in Roma in due teatri:
+al Valle integralmente, ed in quello Emiliani ridotta a parodia.
+
+Andiamo a quest'ultimo. Gli attori recitano in dialetto romanesco, cioè
+nel più puro linguaggio dei Trasteverini. Francesca da Rimini è
+travestita, o per dire più esattamente, è ridotta trasteverina. Sarebbe
+come se si recitasse l'_Ifigenia_ del Goethe in basso tedesco, o il
+_Faust_ nella traduzione in lingua volgare fiamminga del Bleeschauer. Da
+noi non sarebbe possibile fare una caricatura di una tragedia classica;
+non sarebbe possibile trovare un teatro, per quanto piccolo e meschino,
+che si arrischiasse a presentare al pubblico, ad esempio, la _Maria
+Stuarda_, ridotta a parodia. Le tragedie da noi non diventano ridicole
+che qualche volta, quando sono male rappresentate; ma non vengono mai
+ridotte tali a bella posta.
+
+Nel teatro di piazza Navona tutto contribuiva a rendere lo spettacolo
+ridicolo: il dialetto adoperato dagli attori, ed il loro modo già per sè
+stesso deficiente di recitare, particolarmente della Francesca.
+Recitando seriamente le parti loro in quel dialetto ridicolo,
+convertivano, per così dire, il coturno in pantofola e rassomigliavano
+ai personaggi di Piramo e Tisbe.[50] Il vecchio Guido da Polenta si era
+fatto una gobba, e recitava come un folletto con brache di velluto e in
+maniche di camicia. L'infelice Francesca aveva un aspetto esuberante di
+salute, da fare invidia a qualunque serva o campagnola. Lanciotto e
+Paolo sembravano due volgari attaccabrighe. Tutti però declamavano con
+grande serietà, seguendo l'originale passo passo, i pensieri elevati
+della tragedia non erano soltanto voltati in dialetto, ma trasformati
+nel senso non meno che nella forma. Era sempre la stessa tragedia, ma
+ridotta, in forza del diritto del carnevale, a una farsa. Anche
+Melpomene si era in certo modo mascherata, facendosi i baffi col
+carbone.
+
+Lo straniero che non capisce la differenza fra la lingua italiana ed il
+dialetto trasteverino, non ride che per la parodia dei modi tragici; ma
+il romano ride pure pel dialetto. E' un divertimento di carattere tutto
+locale. Quando il vecchio sire di Ravenna disse, per esempio a
+Francesca: «_Statte mosca_» l'ilarità fu generale e rumorosa. Domandai
+ad un giovanetto seduto presso di me, che era convulso dal gran ridere,
+la ragione di tutta quella ilarità: «_Mosca_» mi rispose, vuol dire
+«zitto» in trasteverino.[51] Invece di niente i trasteverini dicono
+_nientaccio_, ed anzi le terminazioni in _accio_ ed in _uccio_ sono
+caratteristiche del loro dialetto, e non mancano mai di eccitare le
+risa. Questo dialetto, come buona parte dei dialetti italiani, aggiunge
+volentieri in fine la particella _ne_ ed ama raddolcire le finali in
+_are_ ed _ire_, dicendo _andane_, _partine_, in vece di _andare_,
+_partire_. Sostituisce parimenti volentieri la _r_ alla _l_, dicendo, ad
+esempio, _der teatro_ invece di _del teatro_.[52] Del resto, anche
+l'espressioni erano ridotte a forma volgare. Lanciotto, per esempio,
+dice una volta a Paolo: «Bada; ti voglio triturare come un salame». La
+tragedia di Silvio Pellico termina coi versi:
+
+ «basta, onde tra poco
+ Inorridisca al suo ritorno il sole».
+
+che in dialetto diventano: «venga al suo ritorno la tremarella al sole».
+Il passo di Dante, in cui Paolo e Francesca narrano che leggevano la
+storia di Lancillotto e di Ginevra, fu tradotto «noi leggevamo un giorno
+la bella storia di Chiarina e di Tamante» che è una canzone côrsa,
+diffusa per tutta Italia, e che si vende, stampata su foglio volante, su
+tutti i muriccioli. «Che cosa direbbero mai Dante e Silvio Pellico,
+domandai a un mio vicino, se potessero vedere la loro favola ridotta a
+questo modo, su queste scene?». Il vicino mi fissò meravigliato e quando
+parve avesse capito il mio pensiero: «Eh, rispose, si vuol ridere!» E
+invero, ho vedute poche cose più ridicole della scena, in cui Lanciotto
+uccide Paolo e Francesca; nella quale mentre sono entrambi già stesi a
+terra, Paolo dice all'amante «Checca! Perdono!.. Ohimè, essa è crepata,
+ora devo crepare anch'io!» e il sire di Ravenna gobbo, in maniche di
+camicia e brache di velluto, avvicinandosi ai cadaveri esclama: «Non più
+sangue, perchè non venga la tremarella al sole!». Cala la tela.
+
+Si può assistere al teatro Emiliani anche alla _Medea_ in dialetto
+romanesco, od a _Didone abbandonata_, in cui Enea, come fondatore
+favoloso di Roma, lusinga il popolo coi ricordi eroici. Di ciò basti, ma
+perchè il lettore possa farsi un'idea del dialetto trasteverino, do qui
+il principio del cartellone del teatro:
+
+ TEATRO EMILIANI
+
+ _in Piazza Navona_
+
+ INVITO STRASORDINARIO
+
+ Per la sera der giorno de Giuvedine 27 Gennaro der mille ottocento
+ cinquantatrene. A Benefiziamento della prima donna Pantomimica
+ assoluta Marietta Descarsi. Si rappresenterà come dice il
+ cartellone, Purcinella Impicciato in tra' una Mucchia de sorci dopo
+ na nova pantomimica tutta de spettacolo, fadica d'un regazzino
+ granne de 5 anni e questa se chiama Er Naufragiamento de Tom-Pusse.
+
+ Nella Camerata lunga si darà la stessa sera di nuovo il primo
+ dramma, poi un «Balletto in punta e tacco» quindi il Capo d'Opera
+ der Sor Pietro Metastasio «Didone abbandonata», infine la
+ Pantomimica e balletto. Perciò, conchiude il cartellone, venite e
+ ridete e fate ridere anche l'attrice, di cui è oggi la beneficiata,
+ ed essa vi darà per rincompensa «tutto quello che tié chiuso nder
+ petto».
+
+Dante nel suo libro «De vulgari eloquentia» chiama il dialetto romano il
+più brutto dei dialetti d'Italia.[53]
+
+I due teatri di burattini di piazza Montanara e di S. Apollinare sono
+col teatro Emiliani le scene veramente popolari di Roma, che hanno
+carattere locale. Conviene aggiungervi nell'inverno il grande teatro
+Alibert[54] per l'opera, ed in principio della bella stagione il teatro
+popolare che occupa gli avanzi del mausoleo di Augusto.[55] Gli altri
+teatri non hanno carattere locale; soltanto quello Capranica, che sta
+nella piazza di fianco al collegio dello stesso nome, può essere
+considerato come teatro di transizione fra quelli popolari ed i teatri
+seri. Vi si recitano tragedie, commedie, drammi, azioni spettacolose,
+opere, pantomime e balli di ogni genere. Le parti giocose vi sono
+sostenute dallo Stenterello, specie di buffone toscano senza maschera
+caratteristica, che quantunque giocoso sostiene qualche volta pure parti
+di una tal quale serietà. Egli può dirsi il Pulcinella di tutta l'Italia
+superiore e centrale, e lo si vede anche ogni tanto al teatro Emiliani a
+fianco di Pulcinella stesso. Per un teatro popolare toscano un buon
+Stenterello è indispensabile, quanto un buon tenore od una buona prima
+donna per un teatro d'opera. I cartelloni teatrali non mancano mai di
+aggiungere, ai titoli delle produzioni rappresentate, le parole _con
+Stenterello_ come si aggiungono a quelli dei teatri di burattini le
+parole _con Pulcinella_.
+
+Oltre il teatro Capranica, vi sono in Roma i teatri Torre Argentina,
+Valle, e Tordinona detto anche Apollo; quest'ultimo è dedicato
+particolarmente all'opera in musica; nell'ultimo inverno vi si dava il
+_Trovatore_, opera nuova del Verdi. Il teatro Valle è il più grande fra
+quelli in cui si recitano tragedie e commedie; da Pasqua vi recita ed
+entusiasma il pubblico che preferisce la tragedia, una buona compagnia
+torinese, di cui è principale ornamento la distinta signora Ristori. Vi
+si recitano spesso, come in Germania, traduzioni dal francese, qualche
+volta anche drammi di Kotzbue e raramente produzioni di Goldoni, di
+Silvio Pellico, e più raramente ancora dell'Alfieri, troppo inviso alla
+censura papalina. Tutti questi teatri non rientrano nella sfera di
+questi cenni sui costumi e sulle cose di Roma.[56]
+
+Ma è ormai tempo di calare il sipario e di riporre tutti questi fantocci
+entro le loro scatole. «Nella commedia, come in questo mondo, dice Don
+Chisciotte, recitano imperatori, papi e cento altri personaggi; ma
+quando si arriva alla fine, quando scompare la vita, giunge la morte che
+spoglia tutti degli abiti e dei costumi dai quali si riconoscevano e si
+differenziavano; nella fossa tutti sono uguali».
+
+Ed ora, lettori miei, voglio presentarvi un personaggio romano, che sta
+esposto rigido e morto sul suo letto di parata fra le torce che ardono,
+contemplato avidamente a bocca aperta da numerosa folla, particolarmente
+di popolani, che non osavano innalzare i loro sguardi verso di lui,
+mentre era vivo e che si levavano timidi e rispettosi il cappello quando
+passava nella sua carrozza di gala. Era un cardinale, ora giace in una
+sala del palazzo della Consulta, steso sul letto funebre rivestito
+delle sue principesche vesti rosse. Che meschino apparato per un uomo
+che governò lo Stato romano, ed il cui nome fu congiunto agli
+avvenimenti più grandi della storia contemporanea! La sala è piccola e
+non è delle più pulite. Le stoffe di seta nera del letto funebre sono
+vecchie, logore, macchiate, rappezzate in più punti, e di certo hanno
+già servito a più di un cardinale. Ardono due ceri, un sacerdote ritto
+contro un leggìo recita le preghiere per i morti. La folla entra ed
+esce; nella maggior parte sono operai, donne e ragazzi, che contemplano
+con indifferenza il viso livido del cadavere, che rammenta una colonna
+rotta, di porfido rosso, di un qualche tempio antico. La testa è
+voluminosa, marmorea, con pochi capelli bianchi; i suoi tratti denotano
+una volontà ferrea e una rassegnazione tranquilla. Poco mancò che si
+posasse nel 1846 su questo capo la tiara pontificia, oggetto delle sue
+lunghe speranze; quando morì Gregorio XVI, nessuno dubitò della elezione
+a Sommo Pontefice di questo rinomato uomo di Stato, ministro di
+Gregorio, arcivescovo di Genova, gran priore di Malta, abate di Farfa,
+antico nunzio pontificio a Parigi, molti dei cardinali erano sue
+creature, il suo partito a Roma era esteso e potente; radunatosi il
+conclave, alla prima votazione raccolse la maggiore quantità di voti.
+Egli non dubitava affatto della sua elezione e, tranquillo sul suo
+esito, già pensava al nome che avrebbe assunto. Ma l'elezione al papato
+è come una lotteria; a questo cardinale toccò un biglietto bianco. Un
+sacerdote che aveva bussato un giorno alla sua porta a Genova,
+chiedendogli protezione e appoggio, il povero conte Mastai Ferretti
+ottenne la tiara pontificia, ed il vecchio Lambruschini si dovette
+inginocchiare innanzi a lui, e baciare i piedi di Sua Santità. Ora è qui
+esposto Lambruschini, il genovese altero, inflessibile, che non aveva
+mai ceduto a nessuno, che aveva regnato per Gregorio: uomo di grande
+energia, di natura dispotica, di un rigorismo monacale, inaccessibile a
+tutte le passioni umane, preoccupato unicamente della signoria della
+Chiesa, uno dei pochi superstiti del tempo antico, della vecchia scuola.
+Vide cinque papi sulla cattedra di S. Pietro, il sesto gli tolse la
+tiara. A quali solenni avvenimenti non aveva egli assistito dalla
+rivoluzione francese a quella di Roma del 1848! Quante persone,
+imperatori, re, principi regnanti e spodestati, non aveva conosciuto!
+Invecchiato nel culto della teocrazia, promotore indefesso dello
+assolutismo della Chiesa, gli era toccato assistere all'ultima
+rivoluzione che Pio IX stesso aveva provocato colle riforme; decrepito,
+sull'orlo della tomba, aveva dovuto fuggire da Roma come un malfattore.
+Lo avevo visto molte volte nelle solennità della Chiesa, accasciato per
+gli anni, incurvato, tremante, dignitoso come un patriarca, seguire
+vacillante la processione, o entrare nella cappella Sistina. Tutti gli
+occhi erano rivolti su di lui, e la folla mormorava «Quello è
+Lambruschini!» Ed ora il mendicante cencioso, il povero operaio, lo
+contemplano sul suo catafalco, e ripetono franchi e liberi da ogni
+timore: «Ecco Lambruschini!» Ora giace là, oggetto indifferente,
+estraneo al mondo, alla storia, fantoccio ormai dimenticato che ha
+sostenuto la sua parte, e che deve cedere il posto ad altri. Tutta
+questa pubblicità, questa esposizione di un cadavere, ha qualche cosa
+che incute terrore, e mi spingeva quasi a rivolgere un ultimo discorso
+al defunto cardinale, mentre stavo pensando al suo grado eminente, alla
+sua grande attività, alla sua vecchiaia, e contemplavo con rispetto la
+sua salma.
+
+Ma chi si dà pensiero della vita o della morte d'imperatori, re, papi,
+cardinali, o di qualsiasi altra persona, qui in Roma? In mezzo a tutte
+queste grandi rovine della storia universale, tutto quanto in altri
+luoghi sarebbe grande, solenne, qui diventa piccolo, meschino, come una
+rappresentazione di marionette; poichè qui impera quasi un tanfo di
+porpora e l'aria è come impregnata di nomi d'imperatori e papi defunti.
+
+Proseguendo a passare in rivista questo mondo di fantocci dove dovrò
+condurre i miei lettori? Sul Corso, dove pendono da ogni finestra
+tappeti rossi gallonati d'oro; dove mille belle donne sorridono dai
+balconi, gettando un nuvolo di fiori, che cadono a terra come quelli
+della pianta di pesco, quando il venticello di primavera agita i suoi
+rami. Rechiamoci alla chiesa di S. Antonio presso le terme di
+Diocleziano, dove si dirigono in lunga fila cavalli bardati in varie
+fogge, dove potremo ammirare le carrozze del papa e la sua bella mula
+bianca, e lo stupendo equipaggio del duca Boncompagni-Ludovisi tirato da
+sedici cavalli, che l'abilissimo cocchiere guida da solo stando in
+serpa.[57] Ma tutto questo attrae meno folla che la comparsa
+meravigliosa del _grasso lucido_.
+
+La nostra attenzione però si concentra su quella lunga fila di persone
+che camminano solennemente a due a due, e che sembrano tuttora
+appartenere al medio evo come altrettante figure dipinte da Giotto, dal
+Ghirlandajo, o da Sandro Botticelli. Tutti questi uomini, vestiti di una
+lunga tonaca rossa, hanno la testa coperta da un cappuccio a punta, che
+scende fino a ricoprire anche la loro faccia, con due aperture per gli
+occhi; camminano tutti a piedi scalzi. Hanno i lombi cinti da un
+cilicio, alcuni portano croci, ma i due spettri rossi che aprono la
+marcia portano in mano teschi umani e ossa di morto.[58] Mormorano preci
+camminando. E' la compagnia dei Sacconi rossi; la loro figura è proprio
+bizzarra, e riconduce ai tempi antichi. Ma vi sono anche confraternite
+di altri colori, e passeggiando la sera per Roma è facile imbattersi in
+cortei funebri, nei quali i fratelli portano cappuccio nero, o celeste,
+e sono vestiti di bianco o di giallo. Queste figure si possono vedere
+ogni giorno per Roma, e quando s'incontrano nei quartieri più deserti e
+più antichi della città, come le regioni Monti, Campitelli, o in
+Trastevere, o soltanto quando i cappuccini precedono il feretro colle
+loro tonache color tabacco, colle loro barbe inargentate, portando un
+cero acceso, preceduti alla lor volta dalla croce, le piazze e le
+strade deserte della città assumono un aspetto indicibile di morte e di
+malinconia.
+
+Il culto di Roma, anzi tutta la vita interna della città, ha il
+carattere di una processione; e questa è davvero la città delle
+processioni. E quando non si fanno processioni, che cominciano
+principalmente nei mesi di maggio e di giugno, vi sono altre comitive
+che vanno a due a due per le piazze della città, e danno loro un aspetto
+solenne. Osservate: sono ragazzine che camminano processionalmente,
+guidate e dirette da monache. Sono vestite di nero con un fazzoletto
+bianco al collo, portano una cuffia bianca con nastri neri; precedono le
+più piccine, quindi in linea crescente arrivano giovani dai diciotto ai
+venti anni. Sono allieve di un istituto, che vanno alla passeggiata.
+S'incontrano con una camerata di giovanetti, pur essi condotti a
+passeggio guidati da preti. Anche questi camminano a due a due, disposti
+del pari in linea crescente. Vestono abito nero, portano il cappello a
+cilindro anche i più piccoli, e questa schiera di trenta a cinquanta
+ragazzi, vestiti in questo modo severo, che li fa sembrare nani
+invecchiati, produce un'impressione che eccita l'ilarità. Quando
+s'incontrano questi ragazzi neri con quelle ragazze nere, si lanciano a
+vicenda sguardi pieni di desiderio; ma si passano a fianco senza dir
+parola. Poverini! Non parlano, non odono, sono sordomuti gli uni e le
+altre, e soltanto a segni possono comunicarsi i loro pensieri.
+
+Sarebbe impossibile enumerare tutte le corporazioni e le comunità che
+s'incontrano per Roma, procedenti così due a due, nella loro uniforme.
+Sono centinaia, in questa città, le provincie del socialismo clericale,
+centinaia i falansteri ecclesiastici, da superare la fantasia di Goethe
+o di Fourier.
+
+Ecco, compare un'altra comitiva di giovani vestiti di una specie di
+_caftan_ alla turca, col colletto diritto, filettato di rosso, fra loro
+vi sono due mori, e molte faccie olivastre, abbronzate, parlano tutte le
+lingue dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia; parlano il cinese,
+l'indostano, il persiano, l'abissino, il copto, le lingue del Malabar e
+dell'Orange: sono allievi del collegio di Propaganda, futuri missionari.
+Questi altri invece che s'avanzano, dalla capigliatura bionda e
+dall'abito tutto rosso, parlano tutti tedesco; sono allievi del Collegio
+germanico.[59] Ed ecco ancora altri collegi dalle vesti turchine, nere,
+bianche, sono inglesi, scozzesi, allievi del Collegio Nazareno, o
+dell'altro dei nobili. Chi li potrebbe nominar tutti?
+
+Intanto questo _grasso lucido_ che ci ha sempre seguito e accompagnato,
+vuole oramai che si parli di lui; deve però avere ancora un tantino di
+pazienza, perchè abbiamo da vedere ancora un altro spettacolo curioso.
+Venite meco, o lettori, sulla piazza di S. Giovanni in Laterano, e
+ricordate che siamo nello splendido mese di giugno; qui deve svolgersi
+una gran processione: vi saranno tutti gli ordini religiosi,
+innumerevoli confraternite, parecchie belle ragazze con coroncine
+d'argento in capo, e abiti che non sono cuciti, ma tenuti insieme
+unicamente a forza di spilli come un mosaico;[60] vedrete croci
+gigantesche oscillare nell'aria, non sostenute dagli uomini che le
+portano, ma che si appoggiano soltanto su di una borsa di cuoio che i
+portatori recano sul petto, e ciò malgrado son maneggiate con tale
+destrezza che ogni giocoliere invidierebbe.[61] Questa processione
+sterminata passerà in mezzo all'ospedale di S. Giovanni tra una fila di
+letti, sui quali sono donne e ragazze malate, che riceveranno la
+benedizione. Avete visto o sentito mai, lettori miei, nulla di simile?
+Ragazze ammalate che ricevono visite non solo dai loro cari, ma dal
+popolo romano, da tutti i Quiriti? Le porte dell'ospedale sono aperte,
+dovunque sono fiori e fronde, alabardieri svizzeri stanno impalati sulla
+soglia imponenti e rossicci come garofani o gigli rossi, ma a nessuno è
+vietato l'ingresso: entrano le persone a centinaia; entriamo noi pure.
+Qual vista! Dove siamo mai? Passiamo pian piano, non ci è permesso
+fermarci presso i letti. Osservate, quanto è bella e ariosa la corsia,
+con quanto gusto è decorata! Oggi la malattia celebra la sua festa e
+prende in prestito dalla salute belletto e ornamenti, poichè in questa
+Roma tutti vogliono fare la loro comparsa almeno una volta, tutti avere
+la loro festa, la gente ricca e felice, i mendicanti, gli storpi ed
+anche i morti. Guardate la doppia fila di letti, come sono puliti e
+bianchi, come sono ornati di tappeti rossi, gallonati d'oro e di fiori
+artisticamente disposti. Ogni letto pare una poesia di Matthisson, o di
+Geibel. In ognuno sta seduta o coricata languidamente una ragazza o una
+donna, vestita di lini candidi come la neve. Molte hanno l'aspetto
+aggravato, ma molte appariscono più belle per la malattia. Osservate
+quella ragazza, come la sua fisonomia è trasformata dalla convalescenza,
+e come splende pel fascino incontrastabile della debolezza; i suoi occhi
+nerissimi scintillano come illuminati dalle reminiscenze. Non tarderanno
+a riacquistare tutto il loro splendore. Vorreste arrestarvi, o miei
+lettori? Ma non è permesso; ai piedi di quel letto, custode dell'onore,
+sta un giovane soldato armato di fucile, tal quale come se fosse di
+sentinella ad una polveriera. E là, dove sta seduta quella ragazza, cui
+l'ardore della febbre imporpora le gote e i cui sguardi si perdono quasi
+vaganti nello spazio, là siedono le vecchie infermiere, vestite di
+giallo, simili alle Parche. Usciamo, usciamo, che questa stanza è più
+pericolosa della stessa malaria, al lume di luna. Potrete ora dire di
+avere visto una scena di spedale, di questa singolarissima città di
+Roma.
+
+Come potremmo intanto sfuggire al _grasso lucido_! Ecco un circolo di
+persone, in una strada qualunque, dal cui centro sorge una voce che
+declama. Andiamo a quella volta, che cosa troviamo? _Il legittimo grasso
+lucido._ Scorgiamo sull'angolo di una casa un cartellone rosso,
+attaccato or ora: ci affrettiamo a leggerlo; che cosa sarà mai? _Il
+legittimo grasso lucido._ Siamo seduti al caffè Ruspoli, un ragazzetto
+s'aggira per le sale, offrendo un foglietto agli avventori. Che cosa vi
+sta scritto? _Il legittimo grasso lucido._ Questo _legittimo grasso
+lucido_ ha dunque esso pure un diritto incontestabile di attirare a sè
+l'attenzione generale, e certo non è poco merito l'aver inventato,
+nell'anno 1850 dalla nascita di Cristo, una vernice lucida; che non
+contiene nè vetriolo, nè alcun'altra sostanza corrosiva, e che non solo
+ammorbidisce in sommo grado qualunque cuoio, ma possiede per di più la
+virtù di aumentarne la durata in modo incredibile e meraviglioso. Una
+tale invenzione è degna di esser esposta al pubblico, ai piedi
+dell'obelisco, in faccia al Panteon. Stanno là, presso un tavolo coperto
+di scatolette di latta, contenenti la preziosa vernice, due oratori
+popolari che parlano per ore intere, con un fiume di eloquenza che mai
+non si arresta nel suo corso, della eccellenza del _grasso lucido_. Se
+si desse al più grande fra tutti i filosofi l'incarico di dire qualcosa
+in lode di un lucido da scarpe, in due minuti avrebbe finito; ma
+quest'uomo con un abito unto e con un panciotto di velluto, che sembrano
+anch'essi coperti di grasso lucido, parla ore intere senza mai fermarsi,
+sulle materie che compongono il _grasso_ _lucido_, sui suoi pregi, e
+non divaga mai dal suo tema; trova sempre nuovi argomenti, nuove idee,
+nuove immagini, riferentesi al _grasso lucido_, e al rapporto che ha con
+l'economia domestica, con la civiltà umana, con le varie specie di
+corami, col tempo, con la temperatura, col sole, con le stelle, con la
+sua influenza sull'anima umana.
+
+Fin dalla prima mezz'ora cadono le bende dagli occhi degli uditori,
+cominciano quasi a persuadersi delle specialità, dell'eccellenza del
+_grasso lucido_; a poco a poco giungono a capirne l'immensa importanza,
+e, quasi quasi, non riescono a spiegarsi come abbiano potuto vivere fino
+a quell'istante privi di quel ritrovato sublime. Intanto l'oratore
+continua a spolmonarsi. Gorgia, Protagora e Carneade non hanno mai
+vantato tanto la giustizia, quanto egli il _grasso lucido_. Meriterebbe
+che si istituisse nella Università di Padova una cattedra, dalla quale
+potesse parlarne _ex professo_; egli si dà già per professore e membro
+di parecchie accademie scientifiche, come pure il suo collega; e
+additando questo, avverte che il signor professore ha scritto non meno
+di undici volumi intorno al _grasso lucido_. «Non è vero, professore,
+che hai dimostrato nel tuo decimo volume, che questo insuperabile
+_grasso lucido_, unico in Europa, possiede la proprietà di ammorbidire
+il più duro cuoio di bue, e di renderlo soffice come un velluto?». Il
+professore risponde di sì e siccome l'altro è rauco, e non può ormai più
+continuare, comincia a sua volta a vantare i pregi dell'incomparabile
+specialità.
+
+Dimostra in primo luogo in che consista il _grasso lucido_. «Si vorrà
+sostenere, egli dice, che questo _grasso lucido_, contiene sali
+alcalini, sostanze corrosive. Ora domando io, credete voi che un uomo
+vivente possa trangugiare impunemente del vetriolo? Credete voi davvero
+che un uomo possa mangiare acido solforico? Ebbene, voglio darvi una
+prova convincente; mangerò alla vostra presenza questo _grasso lucido_,
+esso non mi ucciderà, non mi darà alcun disturbo, ma al contrario mi
+procurerà la stessa soddisfazione che potrebbe darmi la polenta più
+squisita». Detto fatto, il professore trangugia una discreta quantità di
+_grasso lucido_, dopo di che l'uditorio rimane profondamente scosso e
+persuaso che il _grasso lucido_ certo non contiene vetriolo. «Compratelo
+dunque, urla il grande filosofo, approfittate di questo solo e unico
+_grasso lucido_ eminentemente economico, indispensabile e innocuo. La
+scatoletta non costa che tredici baiocchi. Ma che ho detto? Tredici
+baiocchi? Sono dodici! Guardate! Anzi ve la do per dieci!».
+
+E per dimostrare che il grasso rende lucida qualsiasi sostanza, agguanta
+un pezzo di carta e lo vernicia con singolare destrezza, e con un
+sorriso di compiacenza; afferra quindi un giovinotto, e sempre
+declamando e gesticolando gli lustra una scarpa. Il giovane è raggiante
+di soddisfazione, quasi non è ancor persuaso della fortuna toccatagli,
+poichè non gli è accaduto mai, dacchè è al mondo, di avere una scarpa
+lucida. «Vedete, dice il professore, questa scarpa pareva poco fa la
+scarpa di un porco, ora riluce come l'argento; un bambino appena nato
+potrebbe ridurla così, senza la menoma fatica». Il giovinetto se ne va
+con una scarpa lucidata e l'altra no, e non alza l'occhio per tutta la
+strada dalla sua scarpa lustra, come se volesse specchiarsi nella sua
+felicità.
+
+Questa rappresentazione del _grasso lucido_ ci mette in grado di
+frequentare la buona società, e di andare anzi ad una festa da ballo.
+
+Questa non si darà nè presso il duca Torlonia, nè in casa del duca
+Braschi; ma sarà più interessante e più degna di osservazione che non un
+ballo in appartamenti principeschi e nei costumi dell'epoca di Luigi
+XIV. Sarà il così detto ballo dei modelli, in una vasta e deserta sala
+di via Claudiana.[62]
+
+Vi è in Roma una classe di persone, la cui vita è tanto strana e
+singolare, che potrebbe fornire ai novellieri migliori argomenti, che
+non la vita di quella Maria dei Fiori, e di quelle _grisettes_ che la
+moderna letteratura francese innalzò a ideali della bellezza muliebre e
+al grado di muse della poesia. Le persone che troveremo a questo ballo
+sono modelli degli artisti, tanto uomini quanto donne, che hanno la
+triste sorte di dover stare parecchie ore della giornata nella
+immobilità più perfetta. Campano la loro esistenza in grazia delle belle
+e caratteristiche forme del corpo. Si presentano in tutti gli
+atteggiamenti possibili. Una ragazza rappresenterà oggi la Venere dei
+Medici, domani Diana, Arianna, la Madonna, una Baccante, la Maddalena,
+Psiche, una dea, una schiava, Miriam, una vestale; oggi sarà nuda,
+domani tutta velata; vestita dei costumi più ricchi e più svariati: ora
+da turca, ora da greca, ora da donna di Albano, o della campagna romana,
+o da antica romana. La povera creatura deve ridursi ad una specie di
+statua, il cui incarico è di rimanere quanto più sia possibile
+immobile, nella posizione assegnatale dall'artista che la tratta quasi
+come un manichino, facendole muovere gambe e braccia, e tutto il corpo
+fino a che l'abbia ridotta a quella attitudine che desidera.
+
+Oltre le grandi accademie, dove si tiene in giorni ed ore determinate la
+scuola di disegno, vi sono anche accademie private che provvedono
+modelli, e nelle quali si può avere accesso pagando una modica
+retribuzione. La più famosa è quella di Nicola di via Claudiana che ha
+una particolare abilità nel fare il modello, e nell'arte della
+rappresentazione plastica può gareggiare col migliore commediante.[63]
+
+Una sala di disegno del modello offre uno spettacolo veramente nuovo e
+singolare; non l'avevo veduta mai nemmeno dipinta, e il vederla in
+natura, mi persuase che potrebbe dare argomento ad un bel quadro di
+genere. In una squallida sala il modello, sia uomo che donna, sta
+immobile come una statua, su di una specie di piedistallo. Intorno a lui
+seggono i disegnatori disposti ad anfiteatro, e talvolta salgono ad un
+centinaio, appartenenti a tutte le nazionalità, francesi, inglesi,
+tedeschi, americani, polacchi, russi, danesi, belgi, italiani. Ognuno ha
+davanti a sè un tavolinetto e un piccolo lume, e copia il modello ora
+seduto, ora in piedi, di fronte, a tergo, di fianco; chi lo disegna a
+matita, chi col gesso, altri ancora all'acquerello, taluni addirittura
+da principianti, altri mediocremente, alcuni in modo eccellente. Gli uni
+lo disegnano tal quale è, gli altri lo abbelliscono, e quella specie di
+statua assume diversi caratteri, come uno scritto affidato a diversi
+copisti. Questa sala fa pensare ad una tipografia, dove ogni
+compositore, seduto, colla sua lampada innanzi, getta a capo chino il
+suo sguardo alternativamente sul manoscritto e sulla composizione. Nel
+vedere i movimenti simultanei di tutti quei disegnatori silenziosi,
+collo sguardo di continuo rivolto verso il modello che sorge immobile
+dal suo piedistallo come un idolo, mentre da una parte non è possibile
+trattenere il sorriso, dall'altra si prova compassione per quella povera
+creatura, bersagliata da continui ed incessanti sguardi, condannata a un
+supplizio di genere nuovo, quello di farsi vedere e lasciarsi disegnare.
+
+Già da due ore la vittima si trova nella stessa posizione; la sua faccia
+è accesa; l'occhio infuocato, tutti i suoi lineamenti e la respirazione
+affannosa accennano a stanchezza. Che penserà mai quella statua vivente?
+Probabilmente a nulla. Di quando in quando spunta sulle sue labbra un
+sorriso, e si capisce che le chiude convulsamente per non prorompere in
+uno scroscio, che d'un colpo guasterebbe la sua posizione. Forse si
+sente ridicola; forse le sembrano stupidi e ridicoli tutti quei
+disegnatori; forse la fisonomia di uno scarabocchiatore biondo sembrò
+buffa alla giovane romana, ed eccitò la sua ilarità.
+
+Il proprietario di quella sala dà in carnevale, in onore dei modelli,
+una festa da ballo, alla quale essi prendono parte in costume, e vi sono
+invitati gli artisti e i loro amici; anche gli stranieri possono
+procurarsi un biglietto d'invito.
+
+Per avere un'idea delle danze nazionali dei romani, per vederle eseguite
+in tutta la loro varietà, in tutta la loro grazia, bisogna assistere ad
+uno di questi balli, offerti ai modelli. Lo spettacolo è reso ancor più
+attraente dalla varietà dei costumi, tra i quali primeggiano quelli
+della campagna romana, e i migliori sono quello di Albano, e l'altro
+così ricco di Nettuno. Anche l'orchestra, composta di mandolini e di
+tamburelli, ha carattere completamente nazionale. Anche d'ottobre si può
+vedere la gioventù romana eseguire nelle osterie e nei campi le sue
+danze nazionali, perchè nel tempo delle vendemmie accorrono fuori delle
+porte, specialmente della porta Angelica, numerose brigate di ragazze e
+di giovanotti; e si possono vedere suonare il tamburello, e ballare alle
+falde di Monte Mario, sulle strade, o nelle osterie. Talora alla sera
+queste ragazze rientrano in città, cantando, e quando si vedono passare
+per le vie, talune con un tirso adorno di fiori, altre con fiaccole,
+cantando vivaci ed allegre canzoni si crederebbe di veder passare un
+corteo di Menadi o di Baccanti.
+
+Entriamo ora nella vasta sala di via Claudiana che il proprietario ha
+decorato con particolar cura. Dalla volta pendono ghirlande di fiori,
+altre corrono lungo i muri, altre sostengono il lampadario. Non mancano
+strisce di carta d'oro e d'argento, nè numerose lanterne colorate. La
+decorazione ha qualcosa di campestre, il pavimento è nero come la terra,
+e per di più ineguale; i suonatori sono già al loro posto, coi loro
+strumenti, tamburelli e mandolini, le modelle stanno sedute presso le
+pareti, prosciolte questa volta dalla loro immobilità, anzi piene di
+vivacità e di brio. Molte vengono dal Corso, dove sono state, sedute
+sopra sedie date a nolo lungo i palazzi, a ricevere od a distribuire
+fiori. Le madri accompagnano le figlie, perchè tutte le modelle che
+hanno cura della loro reputazione, sono sempre accompagnate dalla mamma,
+anche quando vanno nelle accademie a posare.
+
+La società è molto mista, perchè arrivano anche dal Corso numerose
+maschere di second'ordine, e la sala non tarda ad essere invasa da
+forestieri di ogni paese, che desiderano veder ballare le modelle. La
+decenza naturale, i modi piacevoli e disinvolti di queste povere ragazze
+sono davvero sorprendenti; la finezza naturale del popolo italiano si
+trova sempre e dovunque in tutte le classi della società; se questo
+ballo, in cui i modelli danzano con trasporto, durasse anche fino a
+giorno chiaro, lo spettatore non potrebbe mai sorprendere un atto meno
+che conveniente, o che, soprattutto, varcasse i confini della decenza.
+
+Sono giovani allegre e piene di brio, che godono nel ballare; ed è un
+vero godimento ammirare la vivacità e la grazia dei loro movimenti, e
+vedere sui loro volti dipinta la gioia e la soddisfazione. Chi non
+avesse mai assistito ad un ballo nazionale nei paesi meridionali, o vi
+avesse visto solamente le feste del gran mondo, e le assurdità dei balli
+da teatro, non potrebbe fare a meno di prender viva parte alla mimica
+animata e vivace di uno di questi balli veramente popolari. La musica
+adatta dei mandolini e dei tamburelli, coi loro suoni alquanto
+striduli, la varietà dei costumi e dei colori, l'oro, il rosso, il
+verde, le belle e giovanili forme dei ballerini e delle ballerine, la
+distinzione e la nobiltà di quei profili romani, producono un effetto
+stupendo, e spesso l'intrecciarsi di tutte quelle figure, il loro
+volteggiare, cambiar posizione, apparire, scomparire, ricomparire,
+sempre con grazia, vivacità, e disinvoltura, danno l'idea di una
+scoltura fantastica in rilievo.
+
+Si ballano varie specie di danze, tanto nazionali che straniere. Il
+ballo nazionale, prettamente romano, è il saltarello che vien ballato da
+una coppia sola di ballerini. Esso non si svolge in grandi linee;
+consiste piuttosto in piccoli movimenti molto rapidi, particolarmente
+della parte superiore del corpo. Possiede una somma vivacità mimica, ha
+qualcosa delle baccanti, è però meno aggraziato di un ballo saltato che
+si svolga in linee circolari.[64] Le ragazze ballano anche la polka che
+oramai ha conquistato tutto il mondo, e si provano pure nel waltzer
+strisciato, senza raggiungere però l'eccellenza dei tedeschi che si
+muovono in linee orizzontali, mentre in Italia, secondo l'indole della
+danza nazionale, lo si salta. Il ballo tedesco è una danza comune a due
+persone, mentre il ballo italiano consiste piuttosto nell'esporre la
+bellezza delle forme del corpo, in una danza di due persone, l'una di
+fronte all'altra, ed è quindi più drammatico.
+
+Intanto che le belle e giovani romane stanno ballando e facendo pompa
+delle loro grazie, andremo in fretta a vedere incendiare la girandola,
+affinchè tutte le svariate figure che abbiamo visto, e che ebbero
+principio colla danza dei morti, abbiano termine, come si conviene, con
+un fuoco d'artificio.
+
+Una volta la girandola si incendiava al Mausoleo di Adriano, lo stesso
+giorno in cui s'illuminava la cupola di S. Pietro; ora invece la si
+incendia al Pincio, verso piazza del Popolo, sulla quale prospetta
+quella stupenda passeggiata. Dicono che da Castel S. Angelo l'effetto
+fosse migliore ed è molto probabile, perchè si poteva vedere da tutta la
+città; ad ogni modo, anche dal monte Pincio, è sempre uno spettacolo
+magico.
+
+Appena da Castel S. Angelo vien dato il segnale con un colpo di cannone,
+tuonano le artiglierie sul Pincio, e la girandola come un'eruzione
+vulcanica, o un fiume di fuoco, si slancia fumando e sibilando dalla
+spianata che sovrasta la facciata del Pincio. Sorge da terra simile a un
+manipolo gigantesco di grano, o ad una pianta di palma, e fischiando,
+scoppiettando, sale verso il cielo che pare voglia ricoprire per metà.
+L'occhio, affascinato da tutto quel lampo di luce, non ha tempo di
+discernere i particolari; prima che si possa fissare, tutta quella mole
+di fuoco si trova di già al di sopra del capo di chi la sta osservando
+ai piedi dell'obelisco di piazza del Popolo; e mentre va dileguando,
+pare piovano miriadi di stelle dal cielo. Non è propriamente uno
+spettacolo, ma una vista subitanea e repentina di un'immensa fiammata,
+che in un batter d'occhio abbaglia e scompare, lasciando quasi
+l'impressione di una visione fantastica.
+
+La girandola è scomparsa, una nuvola di fumo si dilegua lentamente sulla
+piazza del Popolo; le stelle splendono nuovamente nel cielo limpido e
+sereno e comincia dietro le piante del Pincio lo scoppio dei mortaretti,
+e dei petardi senza luce, quasi forieri di nuove apparizioni. Uno di
+questi ultimi scoppia dietro le sfingi di marmo, che stanno all'ingresso
+del Pincio, e mentre seguono ai colpi alcune scintille che salgono verso
+la nuvola di fumo, le sfingi cupe e misteriose sembrano esseri diabolici
+evocati dall'abisso. Ora un fuoco artificiale illumina la facciata di
+una chiesa gotica, o di un tempio, che sullo sfondo scuro dei pini
+assume l'aspetto di una creazione magica. Il tempio va scomparendo a
+poco a poco, ed allora scoppiano le bombe e si sprigionano razzi tinti
+in rosso, in violetto, in bianco, che si riversano in innumerevoli
+scintille, come pioggia di stelle. La piazza è continuamente illuminata
+da tutti questi serpenti di fuoco che salgono nell'aria, e in mezzo a
+questa luce, l'obelisco di Sesostri, dedicato un giorno al Sole nella
+lontana Eliopoli, sorge solitario offrendo alla vista i geroglifici
+della sua meravigliosa scrittura figurata. Le sfingi, l'obelisco
+orientale, i pini, i cipressi, le varie e molteplici statue del Pincio,
+le colonne rostrate, le fisonomie malinconiche degli schiavi daci col
+berretto frigio, Roma armata di lancia, e le tante altre immagini di
+marmo che ora compaiono, ora scompaiono in quella luce dubbia, sono un
+apparato eccellente, per produrre un effetto veramente magico. Tutto ad
+un tratto l'intera città è rintronata dallo scoppio di una bomba e dal
+fragore delle artiglierie, e appare immersa in un mare di fuoco ardente,
+la bella immagine di Roma eterna, che attraverso tutte le vicende della
+storia, mantenne sempre la sua maestà, a cominciare dalla prima
+invasione dei Galli ancora barbari, fino all'ultima dei discendenti di
+questi.
+
+Ecco ora un nuovo spettacolo sorprendente! Scaturiscono dai due lati del
+Pincio cascate di fuoco, onde fumanti, fosforescenti, che producono
+precisamente il rumore di una caduta d'acqua, e sono una riproduzione
+stupenda e naturalissima delle cascatelle di Tivoli. Anche queste
+scompaiono; ma continuano i razzi a stella, i fuochi d'artificio di ogni
+specie, di ogni forma, che riempiono l'atmosfera di luce, di fumo,
+dilettevoli a vedere; seguono ruote di fuoco, scintille, covoni
+fiammeggianti; tutto ciò strepita, sibila, rimbomba, tutta l'atmosfera è
+avvolta in un fumo infuocato e gli spiriti degli elementi sembrano
+migliaia di folletti di fuoco, draghi di luce, lucertole, mosche,
+lucciole, serpenti di fuoco che festeggino il più pazzo carnevale di
+streghe nell'aria, o che traversino il cielo.
+
+E ora di nuovo silenzio e oscurità. Sono spenti gli ultimi avanzi della
+chiesa gotica sul Pincio, e comincia un altro spettacolo. Sorgono fra le
+piante del monte, fra i pini, i cipressi, gli allori, figure di animali,
+di pesci, che illuminate si innalzano lentamente, e si librano nell'aria
+sopra la porta del Popolo. Sono palloni volanti illuminati all'interno,
+che salgono ora isolati, ora a tre o quattro insieme; s'innalzano,
+scendono, vanno a destra e a sinistra; alcuni molto in alto, presso le
+stelle, altri si tengono pigramente in basso; così essi traversano
+l'aria smeraldina. Qua e là uno spirito dell'aria prende uno di questi
+pesci e lo porta lontano; qui un altro prende fuoco ed avvampa. Anche
+quest'apparizione scompare, tuonano ancora una volta tutte le
+artiglierie, ancora una piccola girandola di razzi; un ultimo colpo di
+cannone e tutto è finito.
+
+Ma come è mai possibile ritornare a casa, rinchiudersi in una stanza
+oscura e malinconica, mentre la luna piena splende in quel cielo
+trasparente, e illumina della sua magica luce queste moli gigantesche
+della città eterna?
+
+Bisogna girare per Roma, al lume di luna, evocando i morti che non
+tardano a sorgere tutti dalle loro tombe, imperatori e re, guerrieri e
+poeti, papi e tribuni, cardinali e nobili del medio evo, per rianimare
+tutte queste rovine.
+
+Saliamo al palazzo dei Cesari, i cui ruderi giganteschi, colonne, archi,
+mura, sorgono dai cespugli. Abbiamo sotto i nostri piedi illuminato
+magicamente dalla luna, il Colosseo, simbolo della storia grandiosa di
+Roma imperiale, quasi gigantesca conca granitica, in cui sembra questa
+Roma abbia radunato tutto il sangue della storia universale; di fianco
+sorge l'arco di Costantino, limite di separazione fra il mondo pagano ed
+il Cristianesimo; più in là l'arco trionfale di Tito, limite di
+separazione fra il Giudaismo ed il Cristianesimo; dovunque lo sguardo si
+spinga, s'imbatte in rovine della storia, e tutto è silenzioso, tutto
+tace. Nelle rovine del palazzo dei Cesari non si ode che il grido della
+civetta. Quanti avvenimenti si avvicendarono in questi luoghi! Quante
+persone si aggirarono in queste sale imperiali! Augusto, Tiberio,
+Caligola, Nerone, Tito, Domiziano, gli Antonini, Eliogabalo, gli dei
+della terra ed i suoi demoni. Qui regnarono tutte le passioni; virtù e
+vizio, generosità, follia, saggezza, malizia infernale; qui si provarono
+tutti i sentimenti che cuore umano può albergare. Qui il mondo fu
+governato, torturato, sciupato, giocato in una notte. Qui regnarono
+persone di ogni età e di ogni sesso; vecchi e donne; uomini e ragazzi;
+schiavi ed eunuchi; qui tutti dettarono leggi. Ora tutto è morto e
+silenzioso, quando non si sente il grido della civetta che svolazza
+sotto le volte cadenti. Volgiamo lo sguardo alla parte opposta verso la
+città eterna; splendono migliaia di lumi, ma essa tace. Centinaia di
+cupole, di torri, di colonne, di obelischi s'innalzano verso il cielo
+azzurro, rischiarate dalla luna; di quando in quando si sente il suono
+di una campana. Tranquillità magica, profonda, quasi il tempo stendesse
+su questa Roma un velo impenetrabile di silenzio e di pace.
+
+Due colonne emergono nella notte da quel labirinto di case, sormontate
+da due statue di bronzo, che rappresentano i patroni della città,
+dopochè ne discesero gli imperatori. Sono gli apostoli S. Pietro e S.
+Paolo, che hanno preso posto sulle colonne di Antonino e di Traiano; il
+primo colle chiavi in mano come conquistatore del cielo, di cui può
+aprire e chiudere le porte; il secondo con la spada in pugno, come
+conquistatore della terra. Stanno questi due guardiani di Roma nel
+silenzio della notte, nella aerea loro dimora, dominando tutte le rovine
+e tutti i palazzi.
+
+Forse stanno preparando una solenne allocuzione o una lode a Maria,
+perchè fra poco non saranno più soli a dominare Roma; a giorni sorgerà
+sopra una terza colonna un'altra figura, una bella vergine coronata di
+stelle sopra una mezza luna. Già si vede sulla piazza di Spagna l'antica
+colonna pagana sormontata da un casotto di tavole. Furono già poste le
+fondamenta e benedette solennemente; gli operai stanno di già lavorando
+a lustrarne il fusto, e gli artisti nei loro studi stan preparando la
+statua della Vergine Immacolata che Pio IX vuole innalzare su quella
+colonna.
+
+Roma l'8 dicembre 1854 assunse tutto ad un tratto l'aspetto di Nicea.
+Due cento cinquantacinque vescovi e prelati, convocati da tutte le parti
+del mondo, un popolo di vecchi, un'assemblea di patriarchi dell'orbe
+cattolico, uomini simili a Matusalem e Noè, vi si erano radunati.
+Ovunque si andasse, ci si aggirava come tra apostoli, padri della Chiesa
+e papi risorti. In quelle stesse strade che pochi anni prima brulicavano
+delle bandiere tricolori della libertà moderna, non si scorgevano più
+che le teste di Medusa antiche e canute dei vescovi della Spagna, del
+Portogallo, del Brasile, dell'Irlanda, dell'Austria, delle Indie, della
+Scozia, della Francia; si sarebbe potuto credere che per una magia il
+tempo fosse tornato indietro di alcuni secoli e fosse risorta la Roma
+del medio evo con un concilio lateranense.
+
+Fu l'8 dicembre 1854 che Pio IX proclamò solennemente il dogma
+dell'Immacolata Concezione. Fu questa la conclusione gesuitica delle
+riforme del papa, una volta intellettuale e liberale. Su queste riforme
+del 1847 e sulla rivoluzione, cui diedero origine, sorgeranno quella
+colonna e quella Madonna, per insegnare ai posteri come ogni cosa al
+mondo rapidamente si trasformi.
+
+Fra non molto la Madonna di piazza di Spagna, di fronte al palazzo di
+Propaganda, terrà compagnia ai due apostoli, e molte cose avrà da
+raccontar loro e da lamentare con loro; poichè in ogni modo sarà anche
+essa la Madonna più recente, e in certo modo figliastra della
+rivoluzione. Ma dimenticavo la sorella maggiore di lei, che già sorge
+sulla più bella colonna di Roma, e che da due secoli e mezzo tiene
+compagnia ai due apostoli. E' questa la Madonna di S. Maria Maggiore,
+collocata sulla grandiosa colonna corinzia dell'antico tempio della
+Pace. Essa è figlia della restaurazione della religione cattolica,
+eretta nel 1614; una maestosa Madonna di bronzo, che fu spettatrice
+della guerra de' trent'anni. Quanto dovrà meravigliarsi, quando vedrà
+sorgere la giovane sua sorella in atto di implorar protezione!
+
+Ho adempito ora al mio compito: avevo promesso ai miei amici di
+presentare loro una varietà di figure romane, le une più degne di
+attenzione delle altre; e ora non mi è possibile salire più alto, a meno
+che non voglia salire al cielo sulle ali degli angioli, e sulle nuvole,
+con quegli uomini e quelle donne che Pio IX ha santificati in questo
+stesso anno. Ma un tal volo d'Icaro è pericoloso; ci contenteremo di
+rimanere presso S. Pietro e S. Paolo, perchè anche la loro dimora aerea,
+in cima ad una colonna, è pur sempre più ferma e più sicura delle
+nuvole.
+
+«Ma», mi domandava un amico, «che cosa ne pensate? verrà un giorno, in
+cui S. Pietro e S. Paolo scenderanno dalle loro colonne, e fuggendo per
+le porte di Roma, s'incontreranno nel Salvatore, che dirà loro:
+«_Domine, quo vadis?_» Quale pazzia fare una simile domanda! ma maggior
+pazzia sarebbe il rispondere. Poichè, diceva il savio Apollonio di
+Tiana, convien prestar fede a Sofocle, che ha detto stupendamente:
+
+ «vecchiezza e morte
+ Soli ignoran gli dei; le umane cose
+ Tutte tramesce onnipossente il tempo».
+
+
+
+
+STORIA DEL TEVERE.
+
+(1876).
+
+
+
+
+Storia del Tevere.
+
+(1876).
+
+
+ Caeruleus Tibris, coelo gratissimus amnis (VIRGILIO).
+
+Per un istante il mondo civile fu compreso di sgomento al pensiero che
+il Tevere stesse per scomparire da Roma, e che al posto delle sue sacre
+onde che si svolgono in dolci curve sotto sei vecchi ponti, e traversano
+una parte della sublime città,--non fosse più visibile che un magro
+ruscello, o un canaletto melmoso, o una via tra due monotone file di
+case.
+
+Questo bizzarro, o, come lo chiamano oggi a Roma, questo fanatico
+progetto fu preso da Garibaldi al gran Giulio Cesare. Come il valoroso
+generale ebbe compiuto le titaniche lotte della sua esistenza,
+combattute contro i mostri della tirannide che straziavano la sua
+patria, venne a Roma per intraprendere l'ultima fatica, a simiglianza
+di Ercole: e domare il divino fiume Tevere che nemmeno dai Cesari era
+stato vinto. Egli somiglia ora al vecchio Faust che si dà a coltivare i
+campi, a prosciugare paludi, a bonificare terreni.
+
+Un uomo, infatti, che come lui aveva consacrata tutta la vita ad
+un'opera di distruzione di un vecchio mondo, e di ricostruzione di un
+nuovo stato di cose, nel campo politico e sociale, difficilmente avrebbe
+potuto, almeno io credo, nella sua azione indefessa, sentire, come noi
+sentiamo, il fascino delle memorie storiche e la santità
+dell'espressione monumentale, di cui per secoli si è improntata la città
+di Roma. Egli non contemplò forse mai Roma dalla cima di Monte Mario o
+dal Gianicolo col sentimento profondo di venerazione di Cola di Rienzo,
+del Petrarca, di Flavio Biondo, oppure di Gibbon e di Niebuhr; egli non
+pensò, fissando lo sguardo sulla maestosa corrente del Tevere, che cosa
+sarebbe divenuta Roma, l'eterna città, senza il suo fiume!
+
+Togliere il Tevere a Roma sarebbe più che togliere gli occhi ad un volto
+umano, e lasciare al loro posto le vuote occhiaie. Sarebbe strappare
+violentemente alla divina metropoli, se non l'anima, almeno il pensiero.
+Sì, il Tevere è il vivo pensiero di Roma; se lo si deviasse e si
+colmasse il suo letto, non sarebbe più possibile concepire con
+esattezza la configurazione e la forma di Roma; molti luoghi, cui son
+collegati ricordi di leggenda o di storia, diverrebbero d'un tratto
+irriconoscibili, e Roma sarebbe ridotta ad un palinsesto, del quale
+nessuno potrebbe decifrare la primitiva scrittura.
+
+Finchè il Tevere attraversa Roma e la sua classica campagna, esso è un
+fiume sacro della civiltà; è il Nilo dell'Occidente. La leggenda fa
+anche nascere dalle sue stesse acque il dominio mondiale di Roma; furono
+le sue acque che deposero Romolo e Remo presso le radici dell'albero di
+fico, sotto il Palatino; e così fu fondata Roma. Sulle rive del Tevere
+furono edificati i templi ai due fondatori del secondo impero romano:
+San Pietro e San Paolo; e nei flutti del Tevere fu sommerso, secondo la
+leggenda, il simbolo originario della religione giudaica: il candelabro
+dai sette bracci del Tempio di Gerusalemme.
+
+Mille memorie dei tempi antichi e medioevali si specchiano nel Tevere.
+Il Ponte Sant'Angelo, sul quale da più di mille anni i popoli
+dell'Occidente passano per peregrinare a San Pietro, e Castel
+Sant'Angelo, lì presso, costituiscono essi soli due cronache, nelle
+quali è racchiusa tutta la storia del Medio Evo. Che sarebbe di loro, se
+il Tevere cessasse di scorrere sotto le arcate di quello, sotto le mura
+di questo?
+
+A sua volta ognuno degli antichi ponti della città di Roma è una via
+della storia; sotto i loro archi si direbbe che scorra il fiume stesso
+del tempo. Chi, stando sul Ponte Cestio--che unisce l'isola al
+Trastevere--può contemplare senza commozione profonda l'indescrivibile
+aspetto di Roma che si stende sulle due rive, co' suoi antichi templi,
+le rovine del palazzo dei Cesari, le brune torri del medioevo, le arcate
+spezzate dei ponti, le innumerevoli chiese, le case vetuste e
+singolari,--e tutto questo riflesso, come per un raggio sublime, nella
+dolce, bionda, luminosa acqua del fiume? E si dovrebbe un giorno, da
+quel punto stesso, contemplare una strada, su cui, fra due pareti di
+pietra, corressero le vetture e i carri?
+
+E l'Aventino colle sue verdi e ripide pendici, e il Campidoglio non
+dovrebbero più dominare la maestosa corrente? La Ripa romea o grande, la
+Ripa greca, l'antichissima Marmorata non dovrebbero più trovarsi se non
+nei libri degli antiquari? Il nome di Trastevere diverrebbe dunque
+ironia? Le gialle ripe dell'Acqua Acetosa e dei monti Parioli, dove il
+Tevere ricorda veramente il Nilo, e dove dopo aver ricevuto l'Aniene
+selvaggio, si avanza in tutta la sua maestà per fare il suo ingresso
+solenne in Roma: tutto ciò dovrebbe sparire, perdersi nella sabbia? E la
+Basilica di San Paolo, là dove il Tevere ha ancora barche a vela,
+verrebbe a trovarsi sul limite di una strada polverosa?
+
+È assurdo parlare con serietà di un simile progetto. L'antico dio
+fluviale non si lasciò domare nemmeno da Achille. Come in Omero lo
+Scamandro atterrito ricorse a Giunone contro le violenze di Vulcano; un
+simile timor panico poteva incutersi al dio Tevere minacciandolo di
+morte per esaurimento: così esso fu punito del suo formidabile scoppio
+d'ira nel dicembre 1870. Questo anno fatale per le immani catastrofi,
+l'anno, in cui precipitò l'impero del terzo Napoleone, in cui si
+costituì novamente l'Impero tedesco, in cui il debole Pio IX si lasciò
+riconoscere dal Concilio l'attributo della divinità, poco prima di
+perdere la sua potenza temporale, quest'anno portò a Roma una delle più
+terribili inondazioni. Il Tevere, dicono a Roma, ha sempre predetto i
+grandi avvenimenti, o la sua onda li ha di poco seguiti. _Vates_,
+veggente, lo chiamò Plinio.
+
+La corrente uscì subitamente dalle sue rive sulla via Flaminia il 28
+dicembre, alle cinque del mattino e, subito, tutta la parte bassa della
+città fu sommersa dalle onde. L'acqua si incanalò, limacciosa e cupa,
+pel Corso, e giunse a via del Babuino fino a Piazza di Spagna. Tutto
+Campo Marzio, la Lungara, Ripetta, il Ghetto furono coperti dalle acque;
+la bellissima Piazza del Popolo si cambiò in un lago, dal quale emergeva
+solitario l'obelisco di Eliopoli, la cui base, fino ai leoni che gettano
+acqua dalla bocca, era del tutto coperta dai flutti. Si andava per il
+Corso e per le altre strade in barchetta, come nei canali di Venezia. I
+danni si calcolarono a parecchi milioni.
+
+I bacchettoni gridarono subito che era quello il dito di Dio, effetto
+della scomunica di Pio IX; l'infallibile pontefice poteva ben crederlo,
+sebbene egli stesso avesse provocato in Roma una più violenta
+inondazione.
+
+Ogni volta che le cronache medioevali accennano alle piene del Tevere,
+parlano anche di un mostruoso drago, o serpente d'acqua, che avrebbe
+provocato la piena, scatenando le onde sulla città; ma questa volta
+l'inondazione fu accompagnata dalla visita di un nobile re, Vittorio
+Emanuele; fu essa che lo condusse nella città, offrendogli un pretesto
+per la prima un po' imbarazzante visita. Egli giunse la mattina del 31
+dicembre, e scese al Quirinale. Venuto a prender possesso della città di
+Roma in nome dell'Italia, la trovò allagata e desolata, come l'aveva
+rappresentata un giorno Cola di Rienzo nelle sue allegorie. A
+mezzogiorno si fece condurre, avendo a fianco Lamarmora, per le vie di
+Roma, sfigurata e melmosa, e pur prodiga a lui di caldissime
+acclamazioni: firmò al Quirinale il primo decreto datato da Roma, col
+quale prendeva atto del plebiscito romano. La sera ripartì per Firenze.
+Il papa non visitò la sua Roma sofferente, ma restò come _prigioniero_,
+chiuso nel suo Vaticano, guardando pensieroso il diluvio dalle alte
+finestre.
+
+Questa inondazione del 1870 eternamente memorabile riportò sul tappeto
+un'antichissima e vessata questione: come por fine ad un male che spesso
+si ripeteva con grave danno della città, la quale, per di più, stava per
+divenir sede del governo italiano? Ai molti e gravi ostacoli di ogni
+maniera che si dovevano vincere, si unì anche la minaccia perpetua di
+un'inondazione del Tevere. Il Governo italiano, ed anche il Municipio di
+Roma (decreto reale 1º gennaio 1871), nominarono delle commissioni che
+studiassero e riferissero sui loro lavori intorno a questo problema;
+oggi possediamo stampati i risultati di questi studii, ma non sono
+decisivi. Disegni e progetti furono presentati in gran quantità allo
+scopo di regolare e tener a freno la corrente del Tevere, e a questi
+molti altri progetti si aggiunsero, periodicamente rinascenti di secolo
+in secolo, e vertenti sul collegamento di Roma al mare, sul rinnovamento
+del porto di Traiano, sul prosciugamento delle paludi pontine, sulla
+bonifica dell'agro romano.
+
+Dal 1870 la letteratura relativa al corso del Tevere si è
+considerevolmente aumentata. Da quell'epoca sono stati pubblicati più di
+80 nuovi scritti, sul problema del Tevere, da ingegneri, tecnici,
+professori di matematica e di scienze naturali. A questi studî zelanti
+non fu estraneo Garibaldi che si interessò sempre della questione; e
+questo è già un merito non indifferente pel grande uomo, non diminuito
+dal fatto che i suoi progetti non offrivano possibilità di pratica
+attuazione.[65]
+
+La letteratura sul Tevere non data solo dal 1870, ma segue la storia
+delle piene del fiume e, come vedremo, non è possibile rintracciarla
+oltre l'anno 1495. Da quest'anno, famoso per la grande inondazione, al
+tempo di Alessandro VI Borgia, essa ha proceduto senza interruzione,
+poichè ogni nuova manifestazione della collera del fiume ha risollevato
+sempre il problema e ha dato origine a scritti sull'argomento.
+
+Il benemerito bibliotecario dell'Alessandrina di Roma, Enrico Narducci,
+ebbe la felice idea di riunire in un catalogo tutti gli scritti
+sull'argomento, così pubblicò il suo _Saggio di Bibliografia del
+Tevere_.[66] La biblioteca dell'antico _Pater Tiberinus_ non conta oggi
+meno di 412 numeri di scritti di ogni specie e natura; di epigrafia,
+storia, geografia, archeologia, tecnica, epigrammatica, poesia, e via
+dicendo, ed anche di bolle e editti papali;[67] e in essa si ha uno
+specchio delle facoltà scientifiche ed immaginative di parecchi secoli.
+Se il Narducci ha compilato questo catalogo con grande cura ed amore,
+talchè merita non piccola lode per questo lavoro bibliografico, che per
+la sua rarità ed importanza è tale da destare grande interesse in ogni
+bibliofilo, esso però non può chiamarsi completo, perchè anche alla
+ricerca più diligente qualche scritto doveva necessariamente sfuggire.
+
+Da tutte queste fonti letterarie si potrebbe ricostruire una vera storia
+del Tevere, e trattarla sotto varî punti di vista. Il primo sarebbe
+quello fisico, e sotto questo aspetto la questione è stata
+esaurientemente trattata. Giuseppe Ponzi, professore di storia naturale
+a Roma e senatore del Regno, ha pubblicato scritti di questo genere fin
+dall'anno 1860: una _Storia geologica del Tevere_ e una _Storia naturale
+del Tevere_, degli studii sul suo delta, con la riduzione in scala più
+piccola delle carte idrografiche e topografiche del Canevari.
+
+Un'altro punto di vista sarebbe quello topografico-storico, e si
+ricollegherebbe alla storia naturale del Tevere, sebbene la descrizione
+dell'aspetto del territorio di Roma, nei tempi preistorici, debba essere
+lasciata alla fantasia dei poeti (come ha tentato l'acuto Ampère nella
+sua _Histoire Romaine à Rome_), in tempi in cui il Soratte era un'isola,
+Monte Mario un promontorio, ed isole erano i sette colli; tuttavia le
+più antiche condizioni topografiche dell'origine e della conformazione
+di Roma in rapporto al Tevere possono essere ben comprese e
+ricostruite.
+
+Voglio solo ricordare il prosciugamento delle depressioni più antiche,
+come il Velabro ed il Foro, che costituisce la prima lotta che Roma
+abbia sostenuto contro il Tevere; i rapporti dell'antica fortezza
+capitolina, dell'_Arx_, col fiume; l'opera di costruzione delle cloache
+della città, e finalmente la costruzione dei ponti.
+
+Dall'anno 1530 fino ad oggi la storia delle inondazioni del Tevere è
+stata accuratamente trattata in relazione alle cause delle inondazioni
+stesse. Questa storia rappresenta la desolazione della città di Roma per
+opera di quel fiume stesso cui essa deve la sua origine, e che mai ha
+potuto tenere a freno. Strano a dirsi, la capitale del mondo maltrattata
+da un fiume che è tra i più piccoli d'Europa![68] E non poterono averne
+ragione nè gli imperatori romani, dominatori di una metà del mondo, che
+provvidero Roma e le provincie di ingenti costruzioni, strade, canali e
+porti, nè i loro successori, i papi. E questo rapporto di Roma col
+Tevere ci sembrerà tanto più strano, se penseremo alla piccola Olanda
+che sostenne col mare le sue lotte titaniche e vittoriose. Il fiero
+fiume, in apparenza così mite, rimase effettivamente il solo ribelle
+dell'Impero Romano, di cui sempre derise ogni sforzo diretto a domarlo!
+
+La storia delle sue inondazioni comincia con lo sbarco dei gemelli
+Romolo e Remo, quindi con l'origine mistica di Roma, e prosegue,
+naturalmente con molte lacune, attraverso i lunghi secoli della
+Repubblica e dell'Impero, secondo i dati degli antichi scrittori.
+
+Ogni straripamento del Tevere spaventava gli antichi romani come
+prodigio, come presagio di gravi avvenimenti, o come minaccia dell'ira
+divina: e questo pregiudizio continuò sotto il dominio dei papi. Per lo
+più all'inondazione seguivano, per le acque rimaste stagnanti qua e là,
+gravi malattie con febbri pestilenziali nella popolazione.
+
+Livio dice più di una volta che queste inondazioni, ai tempi della
+Repubblica, spargevano un vero terrore nel popolo e riporta che per
+l'espiazione si consultavano i libri della Sibilla e venivano ordinati
+pubblici sacrifici e preghiere. Sotto l'imperatore Ottaviano il fiume
+visitò nuovamente la città e danneggiò gravemente parecchi edificii nel
+Campo Marzio.
+
+Il popolo superstizioso attribuì una volta (22 a. C.) questo sinistro al
+fatto che Augusto non aveva rivestito l'autorità consolare. Si sollevò
+allora sdegnato e minacciò di incendiare la Curia, dove si teneva chiuso
+il Senato, se questo non avesse subito creato Augusto dittatore e
+censore a vita. Così un'inondazione del Tevere contribuì a rafforzare il
+potere monarchico. Ricordiamo i versi di Orazio:
+
+ Vidimus flavum Tiberini, retortis
+ Litore etrusco violenter undis,
+ Ire dejectum monumenta regis
+ Templaque Vestae.
+
+I danni prodotti dal Tevere nella parte bassa di Roma furono già
+nell'antichità assai gravi. Più volte il Ponte Sublicio, allora il più
+importante, fu rovinato dalla corrente. Si pensò al modo di por rimedio
+a questo danno; ma poichè non sappiamo che cosa abbiano progettato
+gl'ingegneri di Roma del tempo della Repubblica, possiamo dire che la
+storia della questione del Tevere cominci veramente con Cesare.
+
+Fra i giganteschi progetti di lui eravi quello di deviare il corso del
+fiume da Roma, in modo che, girando intorno al Gianicolo, andasse poi a
+scaricarsi nel mare attraverso le Paludi Pontine presso il capo Circeo,
+invece che ad Ostia. La morte di Cesare impedì la realizzazione di
+questo progetto, come di molti altri. Se fosse stato eseguito, non solo
+sarebbe mutata la configurazione della città, ma avrebbe subìto grandi
+alterazioni anche la sua storia, cambiando praticamente i suoi rapporti
+coll'Italia meridionale.
+
+Il successore di Cesare, Augusto, riprese ad occuparsi della questione
+del Tevere, ma in proporzioni più modeste. Egli nominò una Commissione
+di più che 700 tecnici, ma non ne risultò che un ripulimento del letto
+del fiume, e la creazione di una magistratura permanente i: _curatores
+alvei et riparum Tiberis_. Augusto stesso coprì questa carica, ed
+Agrippa fu _Curator Tiberis_ a vita.
+
+La leggenda giudea favoleggiò allora che il primo imperatore di Roma
+avesse fatto rivestire il letto del fiume con lastre metalliche.
+
+L'inondazione del 14 d. C. fece prendere a Tiberio altre misure; egli
+affidò lo studio della questione ai senatori Ateio Capitone e Lucio
+Arunzio, e nominò una commissione di cinque senatori da scegliersi ogni
+anno per la sorveglianza del fiume. Questi si trovarono una volta
+d'accordo nel disegno di deviare l'acqua della Chiana (che esce dal lago
+di Chiusi e si gettava anticamente nella Paglia, e con questa nel
+Tevere) nel letto dell'Arno, ma i fiorentini si opposero, e il Senato
+rigettò il progetto. Oggi il senatore Francesco Brioschi, uno dei più
+attivi membri della Commissione per la sistemazione del Tevere, chiama
+questo la prima idea di un reale rimedio, che l'antichità abbia avuto in
+proposito.[69] Nel secolo XVI i Medici di Firenze ripresero quest'antico
+progetto e, dopo importantissimi lavori idraulici, la Chiana fu
+finalmente portata nell'Arno.
+
+Sotto l'imperatore Claudio, come afferma un'iscrizione scoperta a Porto
+nel 1836, per questo nuovo porto del Tevere furono scavati dei canali
+dal fiume al mare (_Emissisque in mare urbem inundationis periculo
+liberavit_). Nerone, nel suo pensiero delirante, concepì anche il
+disegno di condurre il Tevere a scaricarsi nel golfo di Napoli. Traiano
+riprese i lavori dei canali di Claudio, dopo che una piena aveva
+desolato Roma, e da lui ebbe nome il canale di Fiumicino (_Fossa
+Trajana_), che è il solo rimasto navigabile, mentre il braccio sinistro
+del Tevere, naturale, si interrava presso la foce.
+
+Aureliano che circondò Roma di quelle storiche mura, alle quali,
+principalmente nei primi secoli del medioevo, essa dovette la sua
+conservazione e i papi la loro indipendenza, fu l'ultimo imperatore
+romano che ebbe cura di pulire il letto del fiume e di arginare le
+rive.
+
+Dal tempo di Claudio in poi, i _Curatores_ si limitarono a questi lavori
+immediati di ordine pratico, e Plinio, in un passo ove parla
+dell'arginatura del fiume, afferma che era divenuto difficile passare da
+una riva all'altra (_Hist. Natur._ III. 5). Ogni grandioso progetto fu
+abbandonato.
+
+Il Brioschi scrive: «L'antica Roma, che tanto dovè soffrire delle
+inondazioni del Tevere, non ci ha lasciato nulla di durevolmente utile
+contro le inondazioni stesse; essa non ci ha lasciato alcun esempio da
+seguire, non ci ha additato alcuna strada che potesse condurre alla
+soluzione del problema».
+
+Le cause più gravi dei ripetuti straripamenti del fiume vanno senza
+dubbio ricercate nella quantità d'acqua portata a lui dai fiumi Paglia,
+Nera ed Aniene. Ultimamente vi si è aggiunta anche quella quantità
+d'acqua che i molti acquedotti dell'interno della città versano nel
+fiume ed è anche possibile che vi abbia contribuito. Ma anche quando i
+Goti assediarono le città e distrussero le condotture d'acqua, le
+inondazioni non cessarono, furono anzi in quegli anni molto gravi:
+bisogna però anche tener conto del fatto, che dopo la caduta dell'impero
+romano e dopo la scomparsa del Senato e di tutte o della più gran parte
+delle autorità preposte alla cura ed all'amministrazione della città,
+non fu fatto più nulla per lo spurgo dell'alveo e per l'arginatura del
+fiume.
+
+Col vi secolo dell'èra nostra cominciano, con alcune lacune, nelle
+cronache medioevali i racconti delle inondazioni. Una delle più
+terribili avvenne nel novembre 589, sotto Pelagio II, e fu seguita dalla
+peste.
+
+Gregorio da Tours l'ha descritta: in seguito ad essa caddero dalle
+fondamenta gli antichi granai dell'Aventino e molti edificii del Campo
+Marzio. Miracolosamente il Panteon resistè, quantunque da tanti secoli
+si fosse trovato assai spesso in così grande pericolo, cui edifici men
+solidi non avrebbero potuto resistere.
+
+Molte volte questa magnifica Rotonda d'Agrippa fu inondata a tale
+altezza, che si doveva andarvi per mezzo di barche, giungendo la piena
+fino all'altar maggiore.
+
+Non voglio qui ripetere la storia delle piene del Tevere nel medio evo:
+da parte dello Stato nulla più venne fatto per la prevenzione del male;
+gli argini anzi avvallarono[70], il letto del fiume si alzò, cosicchè i
+danni sofferti dalla parte bassa della città dovettero essere più
+rilevanti che nei tempi precedenti. Più volte, narrano i cronisti, ponti
+e porte furono smantellati. Il crollo d'un antico portico presso S.
+Marco (Porticus Palacinae) fu opera d'una piena dell'anno 791, ed ancor
+oggi alcuni avanzi di ponti che si trovano nel letto del fiume stanno a
+ricordare le inondazioni. La piena penetrava quasi sempre, come nel
+decembre 1870, dalla Porta del Popolo (Flaminia) e irrompeva furiosa
+nella via Lata, l'attuale Corso, giungendo fino alle falde del
+Campidoglio. I mesi delle inondazioni erano da novembre a febbraio, fra
+i quali pericolosissimo il primo.
+
+Dal IX al XIII secolo la storia delle piene è assai monca, non perchè il
+fiume visitasse meno spesso la città, ma perchè le cronache non ne
+parlano. Il 1º febbraio 1230 Roma fu colpita da una inondazione
+spaventosa. Era allora papa, Gregorio IX, il vivacissimo nemico del gran
+Federico II di Hohenstaufen. Egli si trovava fuggiasco a Perugia, quando
+la repubblica di Roma si levò in arme contro di lui. L'improvvisa
+inondazione fece sui Romani l'effetto che già aveva fatto su di essi al
+tempo di Augusto; preso da superstizioso spavento, il popolo mandò
+legati al Papa supplicandolo di ritornare a Roma. Egli tornò e trovò la
+città immersa nella desolazione, cercò di sollevarla, fece ricostruire
+il ponte dei Senatori (oggi Ponte Rotto) che era stato abbattuto dalle
+acque, fece ripulire i canali di scolo otturati, e altri ne costruì.
+
+Quarantasette anni dopo, il 25 novembre 1277, mentre la Santa Sede era
+vacante e il collegio dei Cardinali riunito a Viterbo doveva eleggere il
+nuovo pontefice sotto le pressioni di Carlo d'Angiò (contro i desideri
+del quale nominò poi Nicolò III Orsini), il fiume devastò Roma
+nuovamente. Questa inondazione è notevole particolarmente, perchè con
+essa ha principio la non breve serie di iscrizioni, con cui i Romani
+solevano ricordare, sulle facciate delle chiese o delle case, l'altezza
+raggiunta dalle più gravi inondazioni. Ancora non esistevano idrometri.
+
+L'iscrizione di quell'inondazione suona così:
+
+ HUC TYBER ACCESSIT SED TURBIDUS HINC CITO CESSIT
+ ANNO DOMINI M.CCLXXVII. DIE. VI. NOV.
+ DIE VI. ECCLESIA VACANTE.
+
+Il Narducci ha trovato quest'iscrizione, fino allora sconosciuta, in un
+manoscritto scorretto della Biblioteca Angelica; essa si trovava in una
+scala di marmo presso la chiesa dei Santi Celso e Giuliano in via dei
+Banchi. È ancor oggi ben conservata; io stesso la vidi, anni fa, murata
+sotto un piccolo arco, non lontano dal palazzo Cicciaporci, sulla parete
+della casa che gli sta dirimpetto. È incisa su una lunga e stretta
+tavola di marmo, coi caratteri degli ultimi tempi degli Hohenstaufen,
+che segnano il passaggio al così detto carattere gotico.
+
+Gli uomini di quel tempo solevano dare a queste notizie, che noi
+esprimiamo con brevità e semplicità statistiche, un'intonazione solenne
+e poetica. In ciò sta non piccola parte dell'attrattiva dell'epoca
+medioevale, come più di ogni altra cosa dimostrano le iscrizioni
+funerarie. Durante il Rinascimento, quando l'epigramma tornò a fiorire,
+queste notizie sulle piene del Tevere divennero vere e proprie graziose
+poesie latine. Si soleva rappresentare sulla lastra di marmo il fiume
+col simbolo di linee ondeggianti, in mezzo alle quali appariva una
+barchetta pericolante: una mano coll'indice steso accennava l'imagine.
+Spesso vi era anche una croce. Col secolo XVIII l'uso dell'epigramma
+tiberino cessa, e prende il suo posto la notizia nuda e cruda. Ora poi
+ci si contenta di una linea che segna il livello massimo dell'acque e
+delle parole: _Alluvione del Decembre 1870_. Per la maggior parte tali
+iscrizioni furono poste sulle facciate delle chiese del Campo Marzio, e
+in particolar modo la facciata della Minerva è da considerarsi come
+l'idrometro del più lontano medioevo[71].
+
+Dopo l'iscrizione del 1277 troviamo una lacuna di cento anni.
+L'alluvione dell'8 novembre 1376 si trovava ricordata alla Minerva, su
+una lastra di marmo che è andata perduta. Questa alluvione precedè il
+più grande avvenimento dell'epoca, il ritorno dei papi da Avignone sotto
+Gregorio IX. Dal secolo XV, e precisamente dal 25 Novembre 1415,
+possediamo la esatta e completa serie cronologica delle inondazioni,
+fino ai nostri giorni. Come esempio dò qui un'iscrizione del tempo di
+Sisto IV:
+
+ CREVIT AD HOC SIGNUM TRANSCENDENS LIMINA TYBRIS
+ OCTAVA JANI, QUAE MEMORANDA DIES.
+ TERRITA ROMA, NOE REDEUNT NUNC TEMPORA, DIXIT,
+ DILUVIO, ATQUE ITERUM CORRUET OMNE GENUS.
+ HUNC ANNUM VERSU LONGO EST DESCRIBERE VERUM
+ QUAE NUMEROS SIGNAT HIC NOTA JUNCTA DOCET.
+ M.CCCC.LXXVI.
+
+Alessandro VI si trovò a due grandi alluvioni, nell'ottobre 1493 e il 5
+decembre 1495. Poco dopo le onde del Tevere dovevano trasportare il
+cadavere del figlio di lui, duca di Candia. Suo fratello, Cesare
+Borgia, lo aveva fatto trucidare e gettare nel fiume; quel Cesare Borgia
+che aveva fatto precipitare dalle mura di Castel Sant'Angelo l'infelice
+Astorre Manfredi e tante altre vittime. Al tempo del terrore dei Borgia
+non passava notte che non si trovasse qualche ucciso nelle placide onde
+del fiume. Ma esso aveva trascinato al mare ne' suoi flutti fatali anche
+due imperatori romani, Massenzio e Massimo, un papa romano, Formoso, e
+le ceneri di Arnaldo da Brescia.
+
+L'alluvione dell'anno 1495 è ancora ricordata da parecchie iscrizioni
+nel Campo Marzio e cominciano in quell'epoca a pubblicarsi in Roma
+scritti relativi al Tevere, per mezzo della stampa, che già dalla
+Germania era giunta a Roma.
+
+Il Narducci indicava come primo scritto di questo genere la poesia del
+noto poeta popolare Giuliano Dati dal titolo: _Del Diluvio di Roma del
+MCCCCLXXXXV adì IV. di Dicembre. Et daltre cose di gran meraviglia_, con
+una incisione in legno rappresentante l'inondazione.
+
+A questo possiamo aggiungere il componimento poetico di un umanista
+tedesco. _Jacobi Locher, alias Philomusi, Carmen de diluvio Romae
+effuso. Ibid. Dec. 1495._
+
+In questo tempo sembra si siano riprese le ricerche tecniche sulla
+questione del Tevere; Bramante, a quel che pare, diede il consiglio di
+ritrarre sui colli la Roma abitata, e fece il progetto dei lavori. La
+spesa per questo progetto, che è restato assai oscuro, era stata
+preventivata in un milione di scudi, per il che Leone X non ne fece poi
+niente. Il lettore potrebbe stupirsi che al tempo di Nicolò V, qual
+grande ideatore di progetti sull'edilizia romana, che voleva perfino
+render navigabile l'Aniene, non si sia pensato a provvedere al fiume, ma
+ciò si spiega pensando che il Tevere sotto il suo pontificato si
+mantenne abbastanza tranquillo.
+
+Ci fu un'inondazione sotto Leone X nel 1519; poi la più terribile di
+tutte quelle avute sin'allora, quella dell'8 ottobre 1530. Era pontefice
+quel disgraziato Clemente VII, sul quale un destino crudele sembrò
+dilettarsi a radunare ogni sorta di sventure; tre anni prima egli aveva
+assistito al sacco di Roma. I contemporanei ci hanno lasciato
+descrizioni complete di quest'ultima inondazione. Vi sono anche
+parecchie iscrizioni che vi si riferiscono. Eccone una:
+
+ SEPTIMUS AURATUM CLEMENS GESTABAT ETRUSCUS,
+ ARTE PEDUM SALIIT QUAM VAGUS VSQUE TIBER
+ QUIPPE MEMOR CAMPI, QUEM NON COLUERE PRIORES
+ AMNIBUS EPOTIS IX NOVA TECTA RUIT.
+ VTQUE FORET SPATII IMPLACABILE ULTOR ADEMPTI
+ ET CEREREM ET BACCHUM SUSTULIT ATQUE LARES.
+ RESTAGNAVIT VIII. IDUS OCTOB.
+ AN. MDXXX.
+
+(sulle mura dell'antico convento degli Agostani a S. Maria del Popolo).
+
+Cinquant'anni non bastarono, si disse, a rimetter Roma dai danni che
+soffrì in quell'inondazione, che raggiunse, secondo si può rilevare
+dall'idrometro di Ripetta, metri 18.97.
+
+E poco prima Roma aveva subito l'invasione dei soldati di Carlo Quinto!
+
+Allora il poeta Luigi Alamanni scrisse il suo poema _Il Diluvio romano_,
+che dedicò a Francesco I di Francia.
+
+A quel tempo risale la prima storia delle piene del Tevere, scritta
+dall'auditore di Clemente VII, Ludovico Gomez, stampata a Roma nel 1531.
+Essa è la base di ogni posteriore lavoro sull'argomento. _De prodigiosis
+Tiberis inundationibus ab urbe condita ad annum MDXXXI. Commentarii
+Romae apud F. Minutium Calvum, Anno MDXXXI_, in-4.
+
+Il secolo XVI vide anche le piene del 1547, 1557, 1572, 1589, 1598;
+ognuna diede occasione a pubblicazioni dei contemporanei. Andrea Bacci,
+famoso medico e scienziato, scrisse nel 1558 il suo libro sul Tevere,
+nel quale tratta della natura della corrente e delle inondazioni. Nel
+1576 seguì la _Tiberiade_, trattato del giurista Bartolo da
+Sassoferrato. La piena del 24 dicembre 1598 diede occasione ad una
+quantità grandissima di scritti, e fu la più violenta conosciuta,
+raggiungendo un'altezza di metri 19.56. La corrente sommerse il ponte
+Sant'Angelo, e ne asportò i parapetti; abbattè metà del ponte Palatino
+(chiamato da allora ponte Rotto) e ruinò tutta quella fila di case che
+da Tor di Nona va a Ponte Sant'Angelo. Era allora papa Clemente VIII
+Aldobrandini.
+
+Tre giorni prima era tornato trionfante da Ferrara dove aveva preso
+possesso degli Stati di Casa d'Este.
+
+Pubblicò la bolla _De luctuosa Tyberis_ e ordinò pubbliche preghiere.
+
+Un epigramma, a Castel Sant'Angelo, ora scomparso, diceva:
+
+ ANNO CHRISTIANAE SALUTIS MDIIC
+ DIE XXIV DECEMBRIS
+ ERIDANI IMPERIO CLEMENS, ET PACE PER ORBEM
+ AUREA REDDIDERAT SAECULA, ROMA, TIBI.
+ CUM SUBITO TYBERIS ASSURGENS HUC EXTOLLIT UNDAS
+ ET TE PENE SUIS CONTUMULAVIT AQUIS.
+ SCILICET EXTOLLANT ANIMOS NE GAUDIA NOSTROS
+ TEMPERAT ADVERSIS PROSPERA QUAEQUE DEUS.
+ IO. FRANCISCUS ALDO BRANDINUS ARCIS HUJUS
+ ET. S. R. E. COPIARUM GENERALIS PRAEFECTUS POSUIT
+
+Furono pubblicati in quell'occasione importanti scritti del Castaldi,
+del Castiglione, degli architetti Carlo e Domenico Fontana, di Paolo
+Beni, e di altri, che ricercavano le cause del male e proponevano
+rimedi. Il governo pontificio prese atto dei progetti, chiese consiglio
+a tutti i tecnici d'Italia, emanò editti e decreti, ma nulla fece di
+concreto, si ricorse perfino agli incantesimi piuttostochè alla scienza:
+Pio V fece gettare nel fiume un _Agnus Dei_ di cera, e credette con
+questo di aver scongiurato definitivamente nuove inondazioni.
+
+Gli scritti sul Tevere continuano nel secolo XVII in grande abbondanza.
+Quel secolo contò cinque grandi piene negli anni 1606, 1637, 1647, 1660
+e 1686. La terza cadde sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphili, al
+tempo della famosa Olimpia Maldacchini, sua cognata, il cui favorito era
+un tal Conte Fiume.
+
+Ciò diede materia allo spiritoso Pasquino per un salacissimo epigramma
+che fece scoppiar dalle risa tutta Roma; vi si vedeva raffigurata una
+donna nuda, delle linee ondulate, rappresentanti le acque, giungevano
+fino alla metà del corpo; e sotto si leggeva:
+
+ _Fin qui arrivò Fiume._
+
+Notevoli sono gli scritti di Filippo Maria Bonini: _Il Tevere
+incatenato_ (1663) e dell'ingegnere Cornelio Mayer, olandese. Ingegneri
+e dotti chiedevano sempre più insistentemente che il Tevere fosse reso
+navigabile e che fossero ristabiliti gli antichi porti di Ostia e Porto.
+Numerose pubblicazioni trattano l'importante questione, dibattuta fino
+ai dì nostri. Si pubblicarono anche delle elegie sul Tevere; un poeta,
+Caracci, scrisse una _Assemblea dei Fiumi_ che dedicò a Cristina di
+Svezia. Vi si raffigurava un Tevere piangente, uno coronato, uno lieto e
+uno festoso nello stile di quell'epoca, in occasione di feste di nozze o
+per adulare persone principesche.
+
+Già nell'anno 1545 Francesco Maria Molza aveva fatto pubblicare la sua
+Ninfa Tiberina.[72]
+
+Nel secolo XVIII il Tevere inondò la città negli anni 1702, 1742, 1750,
+1772, 1780, ma senza produr gravi danni. Il Brioschi dice che nel 1742
+si pensò al primo lavoro serio e scientifico per risolvere la questione
+del Tevere: la livellazione del fiume dalla confluenza della Nera al
+mare, eseguito dagli ingegneri bolognesi Chiesa e Gambarini nel 1744,
+per incarico di Benedetto XIV, e stampata a Roma nel 1746.
+
+I tecnici si erano mostrati contrarii alle proposte di arginare le rive
+del fiume, dare un'altro sfogo ai canali di scolo della città; deviare
+una parte della corrente, a monte di Roma, con uno o più canali, e
+accorciare con tagli opportuni il corso serpeggiante del Tevere al di
+sotto della città.
+
+Essi avevano invece consigliato di togliere i mulini da Roma; di
+demolire i resti dei ponti Trionfale e Sublicio, di pulire con gran cura
+il letto del fiume, di dare maggiore apertura agli archi dei ponti, di
+rimuovere insomma tutti gli altri ostacoli, tenendo conto anche di
+quelli prodotti dall'isola tiberina (di San Bartolomeo).
+
+I consigli pratici di questi ingegneri, nota Brioschi, rimasero
+infruttuosi, e dei loro lavori non è rimasto che il piano di
+livellamento, che ancor oggi può vantaggiosamente venire consultato.
+
+Il XIX secolo conta quattro grandi inondazioni; quelle del 1805, 1843,
+1846, e del 1870. La prima accadde il 2 febbraio, mentre Pio VII era a
+Parigi, ove era andato ad incoronare imperatore Napoleone. In seguito a
+quella piena, Ponte Molle, che assai aveva sofferto, fu restaurato come
+oggi lo vediamo. Nei primi decennî del secolo videro la luce nuovi
+scritti sul Tevere, dei quali son degni di memoria quelli degli
+archeologi romani Carlo Fea, Nibby, Rasi e Piale.[73]
+
+Anche la piena del 1843 accadde nei primi giorni di febbraio, le due
+ultime si verificarono il 10 e il 28 decembre. Queste segnano per un
+caso assai strano, il sorgere e il cadere dello stesso papa, Pio IX,
+l'ultimo dei papi che ha governato Roma da monarca terreno.
+
+Quando avvenne la prima di queste inondazioni, il 10 dicembre 1846,
+erano passati solo cinque mesi dall'elezione di Mastai: il nuovo papa
+festeggiava i trionfi dell'amore e dell'entusiamo d'Italia, come non li
+ebbe forse mai alcun suo predecessore. Le sue vedute e azioni, ancora
+colorite idealisticamente, si unirono con la corrente di pensiero del
+tempo, per favorire quella rivoluzione nazionale, le cui onde scatenate
+dovevano poi il 20 settembre 1870 inghiottire lo stato della Chiesa.
+
+Ma quando avvenne l'inondazione del 28 dicembre 1870, Pio IX vide le sue
+devastazioni come pontefice infallibile, ma anche come principe
+detronizzato e volontario prigioniero in Vaticano. Nello stesso tempo
+Napoleone III, precipitato dal trono, giaceva prigioniero in un castello
+tedesco!
+
+L'inondazione del 1870 sarà forse l'ultima a devastare la città di Roma;
+se si può supporre che il nuovo governo trovi il vero rimedio al male.
+Esso ha trovato la questione totalmente insoluta, perchè dal 1803,
+sotto il governo pontificio non si mandò innanzi la cosa: si presero
+solo le misure relative al fiume dagli ingegneri Benedetti e Venturoli;
+fu messo l'idrometro a Ripetta, e diminuito il numero dei mulini
+galleggianti, che datavano dal tempo di Belisario, come asserisce
+Procopio.
+
+Col 1º gennaio 1871 comincia una nuova era nella vessata questione del
+Tevere. Le Commissioni di ingegneri del governo italiano e del municipio
+romano gareggiarono in attività. Ne risultarono molti lavori tecnici e
+memorie degli ingegneri Canevari[74], Possenti, Vescovali e Baccarini.
+Furono pubblicate altre opere private: ho già nominate quelle del
+Brioschi, che del resto appartiene alla Commissione, e raccomando ai
+lettori in modo speciale l'opera del Carcani pubblicata prima del 1870,
+alla quale debbo molte notizie, particolarmente per quel che riguarda i
+tempi antichi.[75]
+
+Questi studi, dice Brioschi, condussero ad un progetto generale e tre
+particolari. Il primo si accorda (prescindendo dalle condizioni mutate)
+con quello che i tecnici avevano proposto ad Augusto, e che da lui fu
+cominciato ad eseguire, e fu poi tre secoli dopo ripreso da Aureliano.
+
+Consiste soprattutto nel pulire il letto del fiume, liberarlo dagli
+ostacoli e regolarizzare la corrente. A questi si aggiunsero altri
+progetti, la cui arditezza, per quel che riguarda il costo e la
+grandiosità dell'impresa, fu poi superata di molto dal progetto di
+Garibaldi. Questi considerava il suo piano sotto tre aspetti, come
+Giulio Cesare: liberare Roma dalle piene; allacciare la città al mare
+con un canale navigabile ed un porto; finalmente bonificare la campagna
+romana.
+
+Due ingegneri, Filopanti e Amadei, limitarono e ridussero questo
+progetto, concretandolo in queste linee: deviamento del Tevere in un
+nuovo letto; arginamento di questo nuovo letto; deviamento dell'Aniene
+nel medesimo; costruzione di un porto fluviale presso Roma; di un canale
+nella città e di una strada al posto dell'antico letto, fiancheggiata da
+case sui due lati.
+
+La novità e l'arditezza dell'idea di allontanare da Roma il Tevere,
+l'arteria della sua storia, fece rumore nel mondo intero, che non
+ricordava più il progetto di Giulio Cesare. I difensori del progetto
+facevano anche brillare il miraggio degli innumerevoli tesori che si
+sarebbero trovati nel letto del Tevere.
+
+Questa attraente previsione non poteva dirsi del tutto infondata. Solo
+dieci anni prima il rinvenimento dell'antico deposito di marmi sotto
+l'Aventino, fatto dal Visconti, aveva meravigliato il mondo intero, ed
+ora l'aspettativa di preziose scoperte era esaltata da quel che già si
+era rinvenuto negli scavi dell'Esquilino e del Viminale, dove erano
+sorti i nuovi quartieri.
+
+Nonostante tutto ciò che è stato estratto dal secolo XV ad oggi, si può
+affermare con sicurezza che nel seno di Roma innumerevoli tesori
+aspettano la bacchetta magica che li porti alla luce. Il pensiero di
+questi tesori nascosti eccita in modo speciale la fantasia dei Romani;
+una volta, con l'autorizzazione del governo pontificio, io stesso ne fui
+testimonio, si ricercò nel Colosseo un tesoro del quale alcuni
+pretendevano di aver trovato in un libro l'esatta descrizione.
+
+E non potrebbe il Tevere nascondere tesori nel suo seno intatto?
+
+Se l'onda del Reno nascondeva il palazzo dei Nibelungi, come dice la
+leggenda, non dovrebbe il Tevere albergare qualche antica e più nobile
+stirpe? Che cosa non rivelerebbe il suo fondo allo sguardo
+dell'universo, quanto oro, quanto marmo, quanto bronzo, quante
+iscrizioni? Anche rinunziando a cercare nel suo fango il Licnuco d'oro
+di Gerusalemme, molto resterebbe a scoprire di raro e di prezioso che vi
+si è affondato nel corso dei secoli. Si narrava nel medio evo che
+Gregorio Magno avesse fatto gettare nel Tevere molte antiche statue, e
+questa favola probabilmente accenna al fatto che molte opere d'arte vi
+si sono, comunque, inabissate.
+
+Del resto più volte il Tevere ci ha restituito opere dell'antichità.
+
+Lo scultore Flaminio Vacca ci dà notizie in proposito nel suo ben noto
+scritto: _Memorie di varie antichità, trovate in diversi luoghi della
+città di Roma_ (1594). Sotto Clemente X fu trovato a Ripa Grande un
+tesoro di monete d'oro. Già il Cardinal di Polignac (+ 1741) emise il
+progetto di pulire il letto del Tevere e trarne fuori gli oggetti
+antichi che vi si trovano. Nel 1773 si fecero ricerche di questo genere
+e il genovese Bernardo Poch scrisse in quell'occasione: _De' Marmi
+estratti dal Tevere e delle iscrizioni scolpite in essi_. Anche nello
+antico porto di Trajano furono trovate varie antichità e così
+nell'Aniene. Nel fondo di questo fiume deve ancor trovarsi una tavola
+di pietra coll'iscrizione di Narsete, che eresse il ponte Salaro, tavola
+che precipitò alla fine del secolo XVIII. E quante preziose sculture che
+ornavano le splendide ville che sorsero un tempo sulle due rive, non
+potrebbe nascondere l'Aniene! Il progetto di prosciugare il Tevere per
+estrarne i tesori nascosti tornò in ogni tempo ad allettare gli spiriti:
+lo proponeva nel 1855 Annibale Nuvoli nel suo scritto _Del Tevere_; e
+nel 1818 si era già pensato di istituire a quello scopo una società.
+
+L'idea dunque di un mondo fatato di tesori immersi nel fiume assicurò
+per un istante un interesse fantastico al progetto di Garibaldi. Ma
+quale più grande e mirabile tesoro per Roma, del Tevere stesso? Come
+rassegnarsi a perderlo per l'incerto rinvenimento di questi tesori?[76]
+
+Ecco il giudizio del Senatore Brioschi sul progetto di Garibaldi:
+«Considerandolo dal punto di vista igienico, edilizio, e tecnico, questo
+progetto non dovrebbe nel suo complesso venire respinto, ma sotto altri
+aspetti esso ha in sè qualche cosa di assolutamente contrario alle
+esigenze e ai criteri della moderna civiltà. Mentre infatti tanti
+stranieri archeologi e storici vengono a Roma, a passar buona parte dei
+loro anni per investigare nei suoi monumenti e nelle sue iscrizioni la
+vita di questo popolo che fu il dominatore del mondo; mentre prima cura
+del governo nazionale fu di prender possesso di quelle località, dove
+nuovi scavi possono condurre a nuove scoperte, e di dare a queste
+ricerche un indirizzo saggio e scientifico; sarebbe inconcepibile
+determinazione quella di trattare Roma, senza una necessità assoluta,
+riconosciuta e dagli italiani tutti e dal mondo civile intero, come una
+città dell'America del Sud, e derubarla del suo più grande monumento, di
+quel monumento che più d'ogni altro ha determinato, fissato, prodotto la
+sua storia. Non so se il generale Garibaldi e i suoi collaboratori hanno
+pensato alle conseguenze del loro progetto; ma io oso affermare, e non
+dubito che molti saranno con me, che, piuttosto, io mi contenterei come
+Augusto, di diminuire in varî modi la violenza delle inondazioni, o
+secondo il consiglio di Bramante, riedificherei Roma sui colli».
+
+Sembra del resto che Garibaldi stesso abbia limitato poi il suo progetto
+a diminuire la massa d'acqua del Tevere, lasciandolo scorrere
+assottigliato sotto i ponti, fra due ripe provviste di muraglioni e di
+banchine.
+
+A Roma è infatti accarezzata l'idea di costruire un Lungo Tevere che da
+Piazza del Popolo conduca a Castel Sant'Angelo. Esso potrebbe, se
+grandiosamente costruito e senza badare a risparmiare i milioni,
+arricchire la città di un incomparabile ornamento. Pure non si
+potrebbero trovare, io spero, molti Romani che desiderassero di vedere
+trasportata a Roma la compassata e rigida figura di Firenze moderna coi
+suoi Lungarno dai monotoni parapetti di pietra.
+
+L'Arno, che nell'estate si assottiglia tanto da scomparire, traversa
+Firenze tra due muraglioni eguali e diritti, ed ha l'aspetto d'un canale
+artificiale. Il Tevere invece ha una corrente vivace, impetuosa, piena
+anche nel cuor dell'estate, e la sua bellezza consiste appunto in questa
+sua natura selvaggia e libera.
+
+Esso conserva fin dentro Roma l'aspetto di un libero figlio dei monti, e
+scorrendo nella città dei Cesari, non ha dimenticato i verdi colli ed i
+campi dell'Umbria, dalla quale discende.
+
+Al suo ingresso in città, a Porta del Popolo, ai prati di Nerone, a
+Ripetta, esso rapisce lo spettatore per la idillica e campestre bellezza
+delle sue rive. In quale altra grande città sarebbe dato vedere un fiume
+così pittoresco, nel quale, presso il porto di Ripetta, un vecchio
+barcarolo, il Caronte del Tevere, da lunghi anni traghetta i passeggeri
+sulla sua antica barca coperta da un rozzo e sghembo tetto di legno,
+raccomandata ad una lunga fune? Egli lascia la riva laggiù, presso il
+luogo dove è stabilito l'idrometro, dove un giorno fu precipitato nel
+fiume il duca di Candia, figlio di Alessandro VI, e approda al più
+originale e naturale di tutti gli approdi, sulla rena della spiaggia,
+dalla quale si sale la ripa su scalini, che i piedi stessi si sono
+creati affondandosi nel terreno, per giungere subito, in mezzo alla più
+tranquilla solitudine, fra i verdi boschetti e le vigne.[77]
+
+Al posto di questa classica riva io non mi rassegnerei mai a vedere dei
+noiosi e monotoni Lungotevere: questo alito della campagna e della
+solitudine, che penetra fin dentro la città, dà a Roma un incanto
+speciale e tutto suo.
+
+La bellezza del Tevere, entro la città, consiste poi soprattutto nelle
+sue serpeggianti volute, che i gruppi architettonici delle sponde fanno
+così varie e pittoresche!
+
+Il senatore Brioschi un giorno, mentre mi rassicurava riguardo al
+progetto di Garibaldi, dicendomi che sarebbe certamente caduto, riuscì
+ad infondermi un altro timore, affermando che si aveva l'intenzione di
+togliere al Tevere le sue più forti curve, tagliandole opportunamente,
+per facilitare la discesa della corrente. Così ora, appena sfuggito alle
+arginature di Garibaldi, il padre Tevere corre quest'altro serio
+pericolo!
+
+I progetti in proposito non sono ancora definitivi ed ancora è incerto a
+che cosa riusciranno. Ahimè! già nel 1871 dovemmo dire addio per sempre
+all'antico, caro, storico aspetto di Roma; così, presto o tardi muterà
+anche l'aspetto del biondo Tevere. Si ricordino però gl'Italiani di
+tener conto dei desiderî di tutto il mondo civile: di non guastare
+l'antico senza assoluta necessità, e di mantenere con amore ciò che
+forma la bellezza tutta particolare della città, bellezza che non
+potrebbe più esserle restituita, ed il suo incomparabile incanto
+storico.
+
+
+NOTA.
+
+Trent'anni sono trascorsi da quando Gregorovius scrisse la storia del
+Tevere ed un altro capitolo sarebbe da aggiungere: le belle sponde, tra
+le quali scorreva libero ed indomito il _Pater Tiberinus_ sono scomparse
+e solo a ricordarle ci restano gli acquerelli del Roesler Franz; hanno
+preso il loro posto i muraglioni ed i lungo-tevere tanto paventati dal
+Gregorovius che sono quasi compiuti ed il simulacro di Garibaldi, che ne
+fu il propugnatore indefesso, sta a contemplarli dall'alto del
+Gianicolo.
+
+Questi giganteschi lavori hanno già dato decisivi risultati e la città è
+ormai al sicuro dalle inondazioni che prima la invadevano
+periodicamente; intanto si stanno riprendendo i progetti per assicurare
+la navigabilità da Roma al mare e quella interna fino al confluente
+della Nera.
+
+Non fu possibile conservare alla città il suo aspetto tradizionale, ma a
+giustificazione ripetiamo col GEFFROY:
+
+«Si è sempre visto il periodo nascente infliggere a quello che lo ha
+preceduto qualcuno di quei danni che i contemporanei, attaccati alla
+tradizione, hanno tenuto come sacrilegi, in attesa che altri monumenti
+ed altri ricordi acquistino essi pure la dignità che viene dall'età e
+cadano finalmente alla lor volta, sospinti dalle nuove generazioni. E'
+la legge della vita».
+
+
+
+
+L'IMPERO ROMA E LA GERMANIA
+
+
+
+
+L'Impero, Roma e la Germania.
+
+A proposito dal Sacro Romano Impero di James Bryce (Londra 1867).
+
+
+Uno studioso inglese, assai giovane ed intelligente, si è proposto un
+tema bello ed importante, quello cioè di seguire l'idea dell'Impero
+dalla sua origine alla sua fine (1806), nei suoi diversi momenti; ed ha
+condotto a termine il suo lavoro servendosi di una profonda cultura
+storica e di un'alta visione filosofica. Il suo libro è tra i migliori
+pubblicati sull'argomento, e deve essere per i tedeschi di grande
+interesse sentire la voce di uno straniero sulla questione del tanto
+esaltato e tanto vilipeso Romano Impero della nazione tedesca. Non pochi
+invero penseranno subito che un inglese d'oggigiorno non possa trattare
+questo tema che con volterriana ironia, ma dovranno riconoscere, letto
+il libro, che mai finora è stato parlato sull'argomento con tanta
+ampiezza di vedute, con tanto simpatico interesse per il principio
+imperiale e per la sua grandezza.
+
+L'idea imperiale è, coll'idea della Chiesa, uno dei concetti
+fondamentali, sui quali si è basata tutta la civiltà occidentale.
+Ambedue son formazioni universali, creazioni latine, dalle quali è sorta
+la città universale per eccellenza: Roma. Esse hanno plasmato e, fino al
+nostro secolo, dominato il mondo europeo; sono state linee fondamentali
+della nostra civiltà. Se e perchè, oggi che le reliquie del medioevo
+spariscono nell'ultimo processo di dissoluzione, queste idee sono
+superate, e se la società europea abbia già acquistato la forza di
+prendere una nuova ed organica forma di universale confederazione,
+questo dovrà chiedersi ogni pensatore.
+
+Bryce cominciò la sua trattazione col secondo secolo dell'antico Impero
+Romano, senza ricercarne le radici fuori della storia particolare dello
+stato romano medesimo e senza gettare un rapido sguardo sull'Oriente e
+sul principio autocratico giudaico.
+
+Ho altrove parlato dello Stato teocratico e della missione universale
+del giudaismo, dal quale poteva solo aver origine l'idea cosmopolita del
+cristianesimo, che incontrandosi col principio di dominazione mondiale
+del popolo romano, assunse una forma del tutto nuova.
+
+La conquista di metà del mondo conosciuto dovette far sorgere nello
+spirito romano il pensiero di uno stato universale romano che, alla
+caduta della repubblica, s'incarnò e prese forma decisa nel cesarismo,
+assumendo tutta l'importanza di un dogma politico.
+
+Questo dogma tornò poi anche durante il medio evo nella coscienza
+romana, anche nei tempi più infelici della sua decadenza, quando Roma
+non era più che il Monte Testaccio della storia mondiale!
+
+_Roma caput mundi regit orbis frena rotundi_, era il motto inciso nel
+sigillo degli imperatori tedeschi. Dante, l'Isaia del suo tempo, è tutto
+pieno di questo dogma, e non meno di lui Petrarca e Cola di Rienzo. I
+degeneri Romani si riguardavano ancora come i legittimi signori del
+mondo, e i depositarii dell'idea imperiale; di questa s'impadronì il
+papato, assimilandola all'idea giudaica di una religione di stato e di
+un popolo eletto. Così, collo sparire del principio cesareo pagano, Roma
+divenne colla Chiesa il centro della monarchia spirituale e temporale.
+Questo principio assunse una forza suprema nella storia dell'Occidente,
+che per lunghi secoli fu da esso tutta sconvolta; e nessuno può dirlo
+meglio del popolo tedesco, che per il primo, col grande avvenimento
+della riforma, cominciò a liberarsene.
+
+Dal tempo di Costantino i confini dell'impero Romano divennero, a poco a
+poco, anche quelli della religione cristiana, e quanto più essa
+penetrava nello stato, tanto più si diffondeva in esso il principio
+imperiale che plasmò e formò la Chiesa romana. Essa divenne la forma
+religiosa dell'Impero. Al concetto dell'unità dell'Impero corrispondeva
+quello dell'unità della Chiesa. Il capo riconosciuto di ambedue era
+l'imperatore, che si chiamò poi anche Pontefice Massimo. Nacque allora
+la Chiesa imperiale romana. Come si chiamava romano l'Impero, così si
+chiamò romana la Chiesa. Ancora non v'era nessun papa; 400 e più anni
+dopo Costantino, si inventò la favola religiosa ben nota, secondo la
+quale, quel primo imperatore cristiano si ritirò umilmente in un angolo
+del Bosforo per lasciare al Papa il dominio di Roma e di tutto
+l'Occidente. Il concetto che il vescovo di Roma non fosse sottoposto
+all'Impero e all'imperatore, rimase del tutto ignoto a Costantino, e a
+tutti i suoi successori, ed anche ai Carolingi, agli Ottoni, ed agli
+Arrighi. La divisione dell'Impero in due parti, Oriente ed Occidente,
+non poteva in nessun modo attaccare il principio dell'unità dell'Impero
+Romano.
+
+I Bizantini si chiamarono imperatori romani; essi nominavano i papi, o
+ne riconoscevano l'elezione.
+
+Ma la caduta dell'Impero Romano d'Occidente sotto i barbari, e
+l'invasione germanica che, in mezzo alle onde limacciose dei barbari,
+diede all'Occidente una nuova conformazione, provocarono la separazione
+effettiva dell'Impero, e necessariamente insieme della Chiesa, che qua
+fu romano-germanica, là greco-slava. Anche nell'Occidente si delinearono
+così due correnti: romanismo e germanismo, sistema universale
+dell'accentramento, e libero individualismo. La storia d'Europa sino ai
+nostri giorni si è aggirata intorno ai loro contrasti, alle loro
+alleanze, alle loro conquiste, alle loro battaglie.
+
+Ma se i Germani riuscirono a rovesciare l'Impero d'Occidente, non
+intaccarono però l'idea dell'Impero, che persistè: la sua tradizione era
+inestinguibile. Ogni vita politica delle nazioni era allora concepibile
+soltanto sotto le forme dell'Impero, che era il simbolo e l'espressione
+della civiltà stessa. Di più il principio imperiale fu validamente
+sorretto dalla Chiesa.
+
+A poco a poco essa era entrata nella organizzazione complicata
+dell'Impero, che l'avea aiutata a sorgere, ed aveva ripreso il suo
+indirizzo nelle provincie tutte politiche e amministrative.
+
+I suoi membri erano in istretti rapporti l'uno con l'altro, e
+ricorrevano per ogni questione a Roma, secondo la gerarchia, poichè già
+essa era riguardata come il centro ideale dell'Impero, dove il Vescovo,
+nonostante non poche opposizioni, rappresentava il capo spirituale della
+cristianità. Il solido organismo della Chiesa, che aveva ereditato tutta
+la civiltà del mondo or ora tramontato e lo spirito politico dei Romani,
+potè offrire resistenza all'invasione barbarica, e, nella rovina della
+società, mantenere in sè l'idea universale dell'unità della razza umana
+e della repubblica cristiana. Ho già parlato dell'importanza di questa
+tenace sovravvivenza della città di Roma, che ci sembra una fatale legge
+storica.
+
+La Chiesa salvò e custodì l'idea dell'Impero fra le mura aureliane;
+trapiantò nei Germani questa idea latina, e potè così dipoi affermare di
+aver essa restaurato l'Impero affidandolo alla nazione germanica. Ma
+essa stessa, senza l'Impero, non avrebbe mai potuto mantenere la sua
+forza cosmopolita che sarebbe rimasta teorica, o si sarebbe frazionata
+in chiese di popoli e di terre diverse, perdendo così il principio
+dell'unità e dell'indissolubilità. L'Impero era il correlativo
+necessario della Chiesa.
+
+Ora, poichè nello sfasciarsi dell'Impero Romano d'Occidente, fra le sue
+rovine rimase essa sola come un organismo incrollabile e un'autorità
+morale inconcussa, le convenne lasciar entrare nella cittadinanza romana
+i barbari che possedevano ora tutto l'Occidente.
+
+La civilizzazione di quei popoli è il fatto più notevole e grandioso
+della Chiesa, così grandioso che difficilmente si può abbracciar tutto
+con parole. Dove l'Impero Romano aveva diffuso le sue leggi, la sua
+favella, le sue colonie, che erano riuscite a latinizzare i Germani, la
+Chiesa si preparava a gettare le basi nazionali della sua signoria
+gerarchica. Ma per molto tempo ancora i Germani, ritiratisi nel centro o
+verso il settentrione delle loro terre, lontani dal Mediterraneo latino,
+avevano opposto efficace resistenza al romanismo, difendendo il
+principio della loro individualità, che doveva prima o poi entrare
+direttamente in lotta con l'idea centrale del mondo latino: la Chiesa
+imperiale.
+
+Ma dapprima la cristianità si romanizzò per le forme esterne
+dell'amministrazione e della lingua del culto, per le feste religiose,
+per i rapporti con Roma, la nuova Gerusalemme, sulla quale venivano a
+poco a poco ad incontrarsi i raggi di due monarchie universali: la
+politica e la religiosa.
+
+Ci vollero tre secoli perchè i Germani fossero tanto maturi da prendere
+una supremazia decisiva nell'Occidente, e ciò avvenne sotto la forma
+dell'Impero Romano, ristabilito da Carlo Magno, re dei franchi
+cattolici. In questa risurrezione dell'Impero la Chiesa ebbe una parte
+preponderante. Il fatto dell'incoronazione di Carlo diede poi occasione
+ad una dibattutissima questione: qual'era l'origine dell'Impero di Carlo
+e dei suoi successori?
+
+Di dove era scesa la loro autorità? Il popolo e il Senato romano si
+dissero nettamente fonte sola e legittima di quella autorità.
+L'Imperatore affermava da parte sua di aver ricevuto la corona da Dio, o
+per diritto di conquista, il che per i principi equivale sempre,
+praticamente, al diritto divino. I papi rispondevano che era stata opera
+loro l'incoronazione e l'erezione del nuovo Augusto, e dichiaravano che
+l'Imperatore aveva ricevuto la sua corona per investitura papale, come
+_Feudo Christi_, o del suo vicario e sotto questo titolo ancora la
+riteneva.
+
+Ma questa famosa disputa appartiene ad un periodo posteriore, quando
+verrà ad affermarsi la suprema potestà del papato. Al tempo di Carlo
+Magno non c'era ancora nessuno che dubitasse che l'Imperatore, il
+successore legittimo di Augusto, di Trajano e di Costantino, non fosse
+anche il capo supremo di tutta la repubblica cristiana, ed anche,
+perciò, della città di Roma e del suo vescovo. Egli aveva confermato il
+papa nel suo ufficio, e questi era stato eletto sotto gli occhi dei suoi
+legati plenipotenziari; poteva anche giudicarlo col suo Tribunale. Carlo
+Magno indicò a reggere l'Impero suo figlio, in una adunanza imperiale,
+senza interpellare il pontefice: non vi poteva essere alcun alto potere
+legittimo che quello che veniva dall'Imperatore, o che era da lui
+riconosciuto.
+
+Così si produsse per un momento nella monarchia universale di Carlo
+l'accordo e l'unità dell'Impero e della Chiesa, quando suo invitto ed
+incontrastato arbitro era l'Imperatore, il cui ufficio era quello di
+reggere e mantenere in armonia la repubblica cristiana come _Imperator
+pacificus_.
+
+Ma questo stato ideale fu presto turbato dagli elementi d'inimicizia
+rimasti fino allora latenti. Il principio imperiale venne presto a
+trovarsi in contrasto col principio romano pontificio; l'Imperatore col
+Papa. La lotta di questi due, la più lunga ed acerba che la storia
+ricordi, produsse ed accompagnò il processo della civiltà europea.
+L'idea latina della monarchia universale fu soltanto pienamente messa in
+pratica dalla Chiesa Romana, erede della romanità classica, mentre i
+Germani vagheggiavano quell'idea piuttosto da un lato teorico, essendo
+troppo contrario a quel principio il loro spirito d'individualità e di
+nazionalità nel potere temporale (feudalismo) e spirituale. Essi avevano
+la tendenza costante e tenace ad allontanarsi dal centro. Già la
+divisione di Verdun aveva spezzato la monarchia occidentale di Carlo
+Magno, e al tempo degli ultimi Carolingi la maestà imperiale si era
+offuscata al punto da sottomettersi all'investitura papale. La Chiesa
+era venuta prendendo chiaramente la forma di una monarchia spirituale
+col vero centro in Roma, ed i suoi membri gerarchici eran venuti
+attorcigliandosi strettamente all'Impero, avviluppandolo in una
+inestricabile e soffocante intessitura. Centinaia di vescovi e di abati
+erano i potenti strumenti dei papi, tanto più pericolosi per
+l'Imperatore, inquantochè essi erano insieme suoi vassalli, principi
+dell'Impero, e membri della feudalità spirituale. La Chiesa si fece così
+ogni giorno più potente, finchè colla sua organizzazione, la sua
+armonia, e la sua forma spirituale rimase nei suoi dominii speciali; ma
+quello stesso indebolirsi progressivo dell'Impero la minacciò ad un
+tratto di tale rovina, che essa comprese esserle immediata e
+imprescindibile necessità di mantenere o di ristabilire l'Impero stesso
+nei suoi diritti.
+
+Colla caduta dei Carolingi si erano determinate condizioni tali da
+produrre nuove invasioni barbariche: il papato vide in pericolo l'unità
+della Chiesa, poichè facilmente si sarebbero potute formare delle Chiese
+nazionali appoggiate ai principi locali, come già era stato tentato al
+tempo dei Carolingi.
+
+Roma e l'Italia erano agitate da pericolose fazioni. I duchi nazionali
+d'Italia cercavano di rendersi indipendenti dall'Impero e di far latina
+ed italiana la corona imperiale, ciò che avrebbe portato la conseguenza
+di proclamare forzatamente Roma capitale dell'Impero. In Roma stessa la
+nobiltà acquistava potenza; essa mirava a fare dell'ufficio pontificio
+quasi un feudo derivante dalla sua investitura diretta; ciò che, al
+tempo dei conti di Tuscolo, le riuscì esattamente!
+
+Ma la politica dei papi era nettamente tracciata fin dal tempo del
+ritiro di Costantino a Bisanzio. Non consentire in Italia nessun impero
+o regno nazionale, e mantenersi libera e fedele Roma. I papi volevano un
+Imperatore, e ne avevano bisogno; ma questo doveva star lontano da Roma,
+e rimanere unito ad essa solo da un principio teorico che essi stessi
+dovevano dirigere e governare. L'Imperatore doveva tutt'al più venire a
+Roma per ricevere in ginocchio la corona nella basilica di San Pietro,
+come un'investitura papale, e per giurare di difendere la Chiesa e di
+rispettare i diritti degli stati che da lei dipendevano. Ma aveva appena
+l'Imperatore formulato queste promesse, che il Vicario di Cristo cercava
+di disfarsi al più presto del suo gravoso e molesto difensore,
+rendendosene di fatto indipendente e riservandosi di chiamarlo in Italia
+ogni volta che il suo dominio temporale fosse minacciato da gravi
+pericoli, per imporgli il mantenimento delle sue promesse ed esigere
+l'opera del suo esercito.
+
+Non senza gravi motivi la Chiesa aveva sempre cercato di mantenere la
+dignità e la potenza imperiale nella dinastia germanica dei Franchi, che
+era e rimaneva totalmente straniera.
+
+Carlo, dopo aver donato ai papi l'ingente patrimonio, aveva abbandonato
+Roma, senza farla capitale e sede dell'Impero, e non per mistica
+deferenza per il pontefice, ma per quella stessa necessità politica che
+costrinse Diocleziano e gl'Imperatori che gli succedettero, a stabilire
+la loro sede là dove era necessario tener unite tutte le forze per
+resistere alle invasioni barbariche. Così anche il mondo germanico, al
+quale era passata l'autorità temporale, doveva cercare il suo centro di
+gravità nel suo interno, e non in Roma.
+
+Per ciò, alla caduta dei Carolingi, la Chiesa si affrettò, per la
+necessità della propria conservazione, a rendere l'autorità imperiale ai
+Germani, contro il desiderio e malgrado gli sforzi dei duchi italiani.
+Ottone il grande fu così il secondo restauratore dell'Impero, che
+avvinse alla monarchia tedesca, alla quale rimase per sempre, formando
+l'Impero romano dalla nazione tedesca. Da Corrado, i suoi re si
+chiamarono, dopo l'elezione, anche re dei Romani, considerando la corona
+romana appartenente ai Germani. Così questo stato assunse la legittimità
+di un diritto, non però di un dogma, poichè in tempi posteriori i
+monarchi di Francia aspirarono alla corona imperiale e lottarono ancora
+per ottenerla, e ne portarono una volta il titolo uno spagnolo ed un
+inglese, eletti dagli Stati dell'Impero medesimo.
+
+La continuazione dell'Impero sotto la forma di una dinastia nazionale
+(la tedesca) era però contraria al principio romano dell'Impero;
+giacchè, dopo che furon sopite nell'antica Roma le lotte nazionali, col
+diritto universale alla cittadinanza romana ascesero al trono senza
+distinzione Siriaci, Traci, Arabi, Spagnoli, Greci e Goti. Ogni libero
+cittadino di Roma poteva aspirare al supremo potere, secondo il concetto
+dell'Impero universale. La Chiesa assunse lo stesso principio, essendo
+anch'essa universale, Siriaci, Greci, Latini, Germani occuparono senza
+contrasto la Santa Sede. Ogni cittadino romano libero poteva occuparla,
+purchè vestisse l'abito ecclesiastico. A questo principio la Chiesa
+dovette gran parte della sua diffusione e della sua potenza; il giorno
+in cui essa rinunziò ad esso, e legò definitivamente la tiara ad una
+nazione, l'italiana, come il diadema imperiale si era ristretto ad
+un'altra nazione, la tedesca, quel giorno segnò la limitazione della
+potenza pontificia e la fine della funzione cosmopolita del Papato.
+
+Intanto non era un semplice accidente storico quello che risolutamente
+attribuiva alla nazione tedesca la potenza imperiale. Il tempo ha
+mostrato poi il significato profondo di questo fatto che al tempo di
+Ottone I non era stato ancora afferrato. Infatti la nazione tedesca
+aveva in sè, più di molte altre, il principio stesso della
+universalità, e lo portò fino ai nostri giorni: l'Impero che la dominò
+e che durò fino al 1806, fu l'espressione della natura idealistica di
+questo popolo. Esso possiede da tempo quella facoltà che le altre
+nazioni hanno acquistato appena ai dì nostri, di penetrare
+nell'esistenza e nella coscienza profonda dei popoli stranieri, e di
+assimilarseli senza perdere la propria individualità, intendendo lo
+svolgimento completo dell'umanità in tutte le sue varie fasi. Lo spirito
+tedesco è atto a lasciar agire su di sè gli spiriti degli altri popoli,
+e farsi così, quasi direi, un'officina della mondiale civiltà. Esso
+somiglia in ciò al popolo greco, lo spirito del quale esso aveva preso
+dal popolo italiano, per adempire ad una missione mondiale. Novello
+Ercole, esso si è sobbarcato a molte fatiche per il bene degli altri, e
+anche all'increscioso e lungo servizio della tutela. Anche oggigiorno si
+intravede che questo popolo, dopo un languore solo politico, non
+intellettuale, si rialzerà ed avrà per sè l'avvenire, poichè la sua
+missione non è compiuta, e si compirà sotto nuova forma, ben diversa
+dalle conquiste imperiali! La nazione tedesca è paziente e giusta; la
+sua rivalità ha già un carattere di universalità; i popoli si lasciano
+attirare da essa, perchè subiscono l'influenza del pensiero filosofico
+della patria nostra. C'è presso di lei solo _un popolo_ che abbia uno
+spiccato carattere mondiale, è la libera Inghilterra anglosassone,
+essenzialmente pratica nel suo dominio del mare, nelle sue industrie,
+nelle sue colonie.
+
+Mentre così l'Impero si nazionalizzava con Ottone I, la Chiesa era
+minacciata da un grave pericolo; quello della separazione del germanismo
+dal romanismo, i quali prima o poi dovevano impegnare una lotta a morte.
+Seguiremo il processo di questa lotta, e considereremo i suoi risultati:
+la liberazione della Germania dal principio romano, e il ritorno del
+Papato e della chiesa imperiale al romanismo.
+
+L'idea dell'Impero, Impero internazionale, astratto ed ideale, si era
+indebolita, mancandole una base nazionale; rifiorì subito e prosperò
+invece appena potè appoggiarsi alla nazione tedesca. Passarono tre
+secoli da Ottone I alla caduta degli Hohenstaufen, nel qual tempo la
+Germania si alzò ad un universale dominio. Sotto gli Ottoni la Chiesa
+dovette inchinarsi alla potenza imperiale. I papi furono, come i vescovi
+di tutto l'Impero, nominati dagl'Imperatori che si erano arrogati il
+diritto della loro scelta. Grande fu la potenza della dinastia Franca:
+sotto Arrigo III l'Impero toccò l'apice della potenza. Ricadde poi per
+la debolezza dell'infelice Arrigo IV. Le cause di questo fatto sono
+molteplici, ma due fra di esse sono essenziali: il movimento
+dell'aristocrazia feudale tedesca e la riforma gerarchica della Chiesa,
+compiuta dal grande pontefice Ildebrando. L'Impero si era completamente
+feudalizzato; l'aristocrazia dei conti e dei duchi cresciuta in potenza
+si era arrogata il diritto dell'elezione imperiale, e lo stesso aveva
+fatto la nobiltà spirituale dei vescovi, degli abati e dei prelati, i
+quali, forniti di smisurate proprietà, avevano preso il primo posto fra
+gli Stati, come principi dell'Impero. Così sorse un sistema
+clerico-feudale che fiaccò la Corona. Questo fu il principio di ogni
+susseguente indebolimento della Germania.
+
+Al contrario il Papato, rialzandosi dalla sua profonda abbiezione,
+saliva ad alta ed universale potenza colla riforma di Ildebrando, il
+rivolgimento più grande e profondo che abbia avuto la Chiesa prima della
+riforma tedesca. La Chiesa non si staccò dall'Impero, ma si rese
+indipendente. La scelta dei pontefici fu sottratta all'influenza
+imperiale ed alla sua approvazione, e affidata ad un Senato di
+cardinali; la scelta dei vescovi toccò ai Capitoli. La Chiesa tornò alla
+gerarchia. Il celibato dei preti alzò una barriera fra il numerosissimo
+clero--che era uno stato nello stato, un popolo nel popolo--e la
+comunità, dalla quale prima il potere spirituale proveniva direttamente
+per elezione. L'abolizione dell'investitura laica del clero minacciava
+di sottrarre del tutto quest'ultimo alla potenza imperiale, e, mentre
+mirava ancora a fare di tutta Europa un feudo della Chiesa, il papa, con
+la donazione della contessa Matilde, si costituiva uno Stato nel cuore
+d'Italia, che, a detta del pontefice, gli serviva come emblema della sua
+signoria universale. Il diritto canonico, il cui nucleo principale era
+formato dal principio della sovranità assoluta del pontefice sulla
+Chiesa e sulle nazioni, fu contrapposto al diritto imperiale, e imperò
+solo nella lunga lotta contro le eresie, gli scismi, le falsificazioni
+dei monaci sulla donazione di Costantino e sui falsi decretali
+d'Isidoro. La grande lotta delle investiture agitò l'Europa per mezzo
+secolo e finì con un compromesso o concordato che lasciava la vittoria
+al Pontefice.
+
+Il potere spirituale minacciava di soffocare quello temporale: lo
+sviluppo della civiltà e la libertà umana in ogni campo risentirono di
+questa tendenza, e l'Europa fu minacciata dal pericolo di un dispotismo
+orientale. Questo poteva aver origine o dal fatto che l'Impero
+soggiogasse la Chiesa o dall'altro che la Chiesa soggiogasse l'Impero.
+Ildebrando aveva allontanato il primo pericolo, ma esso ora ricompariva
+dall'altro lato, dal lato del papa. Gli Hohenstaufen lo combatterono;
+sulla loro bandiera è scritto il principio ghibellino: Separazione del
+potere temporale da quello spirituale; il clero privato di ogni diritto
+politico usurpato, e ricondotto alle primitive e pure condizioni
+cristiane; il potere temporale tolto al pontefice. Questa era l'idea
+germanica di Arnaldo da Brescia che non tramontò più, sebbene questo
+primo riformatore della debole politica dell'Impero cadesse vittima del
+suo tentativo.
+
+Gli Hohenstaufen opposero all'autocrazia papale l'autocrazia bizantina
+imperiale; essi combatterono il diritto canonico col diritto romano che
+si era elevato già a scienza; quando i papi affermavano di essere i
+vicarii di Cristo, signore della terra e del cielo, e perciò anche
+padroni della terra per grazia e diritto divino, ribattevano i dotti
+germanici che, secondo il diritto romano, nessun altro monarca v'era
+sulla terra all'infuori di Cesare. Ma questa teoria aveva perduto ogni
+sua forza col feudalizzarsi dell'Impero. Quel monarca del mondo era in
+Germania stessa combattuto dalla nobiltà feudale, che si faceva sempre
+più forte, e in Italia dallo spirito nazionale e dalla democrazia. Il
+pontefice si alleò coi tre nemici dell'Impero; si nazionalizzò col
+principio guelfo; divenne italiano, patriottico proprio, mentre l'Impero
+andava perdendo radici in Germania sotto gli Hohenstaufen, e cercava in
+Italia una base. Ma non essendogli riuscito di fondersi con la monarchia
+tedesca nazionale, l'Impero doveva cadere.
+
+La lotta vittoriosa dei comuni lombardi contro il Barbarossa segna il
+momento, in cui in Italia si formò una nazionalità latina e di carattere
+comunale; gli elementi germanici avevano perduto ogni forza ed ogni
+personalità. La feudalità era germanica, straniera, e importata: il
+comune latino la soverchiò; ma le città italiane non combatterono nella
+loro gloriosa guerra il principio imperiale romano, ma il principio
+feudale imperiale che era germanico. Il grande Barbarossa si ritirò
+saviamente dall'Italia, e rese alle città la loro indipendenza.
+
+Allora l'Impero avrebbe potuto risorgere e riprender vita come monarchia
+tedesca, frenando a tempo questa rinuncia all'Italia. Ma il fatalissimo
+matrimonio siciliano di Arrigo VI, e la non ancora esaurita lotta di
+principii fra l'Impero e la Chiesa resero questo impossibile. L'astuto
+Arrigo arenò nel suo disegno di rendere ereditaria in Germania la corona
+imperiale a dispetto dell'aristocrazia temporale e spirituale. In
+Italia, dove egli aveva aggiunto alla sua casa le corone di Napoli e di
+Sicilia, restaurò il feudalismo germanico sotto le forme di principati
+feudali tedeschi, limitò gli Stati della Chiesa, e strinse un anello di
+ferro intorno a Roma ed al Papa. Ma la sua morte precoce, la vacanza
+dell'Impero e le lotte per la conquista del trono, depressero d'un
+tratto nuovamente la potenza imperiale. Il grande Innocenzo III impugnò
+la bandiera della nazionalità italiana, battè i signori feudali
+tedeschi, e si fece signore di uno Stato della Chiesa rinnovellato, e
+protettore d'Italia. Con questo famoso pontefice la Chiesa raggiunge il
+suo massimo splendore. Egli fece del Papato il tribunale supremo e
+internazionale d'Europa, ciò che era stato un tempo l'Impero ed avrebbe
+dovuto essere ancora e rimanere. Il potere temporale e spirituale per un
+momento si trovarono riuniti, e minacciarono l'Occidente con un
+dispotismo cesareo-papale.
+
+Contro questa pericolosa potenza della Chiesa al tempo di Innocenzo, che
+risolutamente tendeva alla dominazione universale, mentre considerava il
+suo stato come un suo feudo privato, sorsero a combattere l'eresia
+evangelica e l'Impero monarchico rinnovato dal grande Hohenstaufen
+Federico II. Se questi due elementi si fossero alleati, una precoce
+riforma avrebbe fiaccato la Chiesa gerarchica; ma i tempi non erano
+maturi nel secolo XIII, e non erasi ancora formato un forte stato
+nazionale; ma già i germi di una riforma futura da parte della Germania
+si diffondevano per tutta Europa. Invano Federico II chiamò i re ed i
+popoli ad unirsi sotto la sua bandiera per strappare al papa la
+giurisdizione temporale e per rendere al clero il suo carattere
+spirituale; rimase solo nell'eroica lotta. Lo spirito indipendente dei
+reami che si erano sottratti all'autorità imperiale, l'aristocrazia e la
+cittadinanza democratica lo avversarono, alleati del fanatismo
+religioso, mentre egli stesso si era allontanato dalla terra nazionale
+germanica che, sola, poteva dargli autorità, potenza, vigore. La sua
+patria non voleva più in quel tempo sostenere guerre italiche per uno
+scopo dinastico; essa lasciò cader Federico. Egli morì incompreso dal
+suo tempo, in tragica solitudine, l'ultimo vero Imperatore del grande
+Impero; incapace di riunirlo tutto di nuovo in una forte forma
+monarchica, egli fu vinto. Gli epigoni della casa Hohenstaufen, Corrado,
+Manfredi e Corradino lottarono invano per la ricostituzione del
+legittimo Impero. Il tempo lo aveva soverchiato. L'accordo che sembrava
+regnare fra l'Italia e la Germania dal tempo di Ottone I, si sciolse;
+l'Italia si rese indipendente, di fatto, dall'Impero, le cui ultime
+provincie si dissolvevano grado a grado, mentre l'autorità imperiale si
+andava perdendo anche in Germania durante il lungo interregno.
+
+Si potrebbe credere a questo punto che anche l'idea imperiale dovesse
+andar perduta sotto le rovine della dinastia degli Hohenstaufen; ma ciò
+non accadde in nessun modo. Essa continuò a vivere in Germania e in
+Italia come un principio tradizionale di gloria, e dalla Chiesa medesima
+essa fu conservata con cura. Solo in apparenza questa era riuscita
+vincitrice nella gigantesca contesa cogli Hohenstaufen; in realtà essa
+era profondamente scossa ed esaurita dalle sue lotte. Praticamente essa
+non poteva mantenere nelle sue mani l'artifizioso congiungimento
+dell'autorità temporale e spirituale; esso rimase come dottrina teorica
+della Chiesa, alla quale si opponevano lo spirito stesso del
+cristianesimo e l'indole occidentale. Il papato si vide isolato, solo,
+alla vertiginosa sua altezza. L'Italia, dove esso era tornato come un
+trionfatore, non gli offrì più una base razionale, poichè lo vide
+incapace a riempire l'abisso che separava tuttora i Guelfi dai
+Ghibellini, ed a rovesciare la democrazia comunale che era venuta in
+potenza anche nella città di Roma.
+
+Gl'Italiani si erano liberati dall'Impero feudale tedesco coll'aiuto del
+Papa, ma non avevano ora nessuna intenzione di subire la signoria
+teocratica di lui. Lo spirito d'individualità insorse contro di lui,
+sotto la forma sia di repubblica cittadina, sia di tirannide o signoria.
+Si presentò intanto un altro pericolo: lo stato nazionale monarchico,
+del quale Federico II aveva portato in Sicilia il disegno, e che si
+sviluppava già in Francia. La debolezza della Germania e dell'Impero
+fecero sempre la forza della Francia: dopo la caduta degli Hohenstaufen
+l'autorità politica passò necessariamente con gran vigore a quella
+nazione. Con essa però si era alleato il papato per combattere gli
+Hohenstaufen; esso aveva chiamato in Italia una dinastia francese, e,
+con Carlo d'Angiò, l'aveva posta sul trono delle Due Sicilie. Così
+questa dinastia, appoggiandosi alla Francia, minacciò di divenire un
+pericolo per il papato come lo era stato, sullo stesso trono, la
+dinastia degli Hohenstaufen che si appoggiava alla Germania. Era
+cambiata la provenienza del pericolo, ma il pericolo rimaneva, e presto
+il papato se ne doveva accorgere a sue spese. Esso si affrettò a
+ristabilire l'impero nella nazione tedesca: Rodolfo di Asburgo fu eletto
+re dei Romani e come tale riconosciuto dal Papa. La restaurazione
+dell'Impero della nazione tedesca per mezzo degli Asburgo non era più
+che una vana apparenza. Gli Asburgo divennero volentieri i difensori
+della Chiesa, e ad essa abbandonarono senz'altro tutti i diritti
+imperiali, e riconobbero nell'Impero un feudo del pontefice. Già i primi
+fondatori di questa dinastia, nella quale la Chiesa ha trovato sempre
+finora (1866) la sua più valida difesa, cedevano al romanismo e ad esso
+si alleavano. Intanto però lasciavano il papato e l'Italia
+tranquillamente al loro destino, giacchè nè Rodolfo, nè Alberto
+passarono le Alpi per venire a prendere la corona Imperiale, ciò che
+Dante riprova così severamente. I nuovi difensori della Chiesa non
+salvarono nemmeno Bonifacio VIII, e non liberarono il papato dalla
+schiavitù francese, nella quale esso doveva necessariamente languire
+dopo aver voluto ad ogni costo annientare la potenza imperiale.
+
+L'Impero, entità astratta, non aveva potuto trionfare sulla Chiesa
+gerarchica; la nazione francese lo potè. Il papato cadde per sempre
+dall'altezza a cui l'aveva innalzato Innocenzo III; esso era stato
+forte, finchè era stato in lotta coll'Impero; questa lotta l'aveva
+rafforzato; appena essa cessò, il papato si sentì debole.
+
+Riprendendo l'idea di una completa signoria sulle anime e sui corpi di
+tutti gli uomini, di tutti i principi, di tutti i popoli, Bonifacio
+VIII lanciò la famosa bolla _Unam Sanctam_, ritorcendo la teoria del
+congiungimento dei due poteri nelle mani del pontefice, contro la
+monarchia francese, e, ciecamente sfidandola, precipitò in sua balìa. Il
+papato fu condotto prigioniero ad Avignone. Là si gallicizzò, e per
+settanta anni rimase vassallo dei re di Francia. La Chiesa d'Ildebrando
+e l'Impero degli Ottoni erano finiti, deformati dall'aristocrazia
+gerarchica e feudale, dall'arbitrio sfrenato e dagli abusi. Queste
+grandi forme universali, nelle quali aveva riposato per tanto tempo
+l'Occidente, si dissolsero rapidamente sotto l'influenza
+dell'individualismo germanico. La monarchia incipiente e l'approssimarsi
+della riforma laceravano quà in modo visibile e rapido, là in modo lento
+ed oscuro, la grande tela dello spirito medioevale.
+
+Quando, al principio del secolo XVI, il papato abbandonò il suo terreno
+storico, l'Italia, e si ridusse nella lontana Avignone, in quella terra
+che agitavano terribili lotte fra Guelfi e Ghibellini, dovè tornare d'un
+tratto l'idea dell'Impero e dell'Imperatore come una via di salvezza.
+
+Questo principio latino si risvegliò con tale delirante e ardente fede
+nell'animo degl'infelici Italiani, da ricordare l'attesa del Messia da
+parte dei Giudei. Infatti gl'Italiani di quel tempo somigliavano, nelle
+loro sventure agli Ebrei: Dante fu il loro profeta. Il suo immortale
+ditirambo: _Ahi serva Italia di dolore ostello_, ha avuto la sua
+significazione e giustificazione storica fino al nostro tempo, quando
+nel dicembre 1866 gli ultimi francesi si imbarcarono a Civita Vecchia.
+L'apoteosi dell'Impero fatta da Dante, egli ne vide l'aquila librarsi
+fino in paradiso, i suoi ammonimenti all'imperatore, il benvenuto dato
+ad Arrigo VII, sono prove del culto per l'Impero che aveva
+tradizionalmente profonde radici nel mondo latino, anzi in tutto
+l'Occidente.
+
+Arrigo di Lussemburgo rispose all'appello dei Ghibellini e venne in
+Italia a placarla come _Imperator Pacificus_ e a restaurare l'imperiale
+maestà, _veltro allegorico_, per dirla con Dante. Ma il suo tragico
+viaggio verso Roma e le infelici sue lotte in Toscana mostrarono la
+debolezza dell'ideale di fronte alle pratiche circostanze della vita,
+l'evanescenza del sogno di fronte alla realtà. Il suo sarcofago, nella
+ghibellina città di Pisa, è il monumento funebre di tutto l'impero.
+
+Ma l'idea imperiale non era morta, e si nutriva col nuovo spirito della
+riforma. Sua arme era lo spirito irrequieto e anelante al meglio, che
+anima l'umanità, e con essa combatteva ancora la Chiesa dottrinaria.
+Mentre dunque l'Impero precipitava sempre più in basso, e perdeva ad uno
+ad uno i suoi diritti e le sue provincie, esso persisteva in Occidente
+come teoria filosofica, alla quale si alleavano gli elementi
+eretico-evangelici che uscivano dal seno della Chiesa corrotta.
+
+Alle pretese degli arditi papi francesi, i quali, ritirati in Avignone
+al sicuro dagli Italiani e dai Tedeschi, reclamavano la signoria
+imperiale come loro dovuta, e sempre più cercavano di umiliare l'Impero,
+rispondeva lo spirito secolare del tempo nella scuola dei monarchisti,
+dei quali era guida e luce Dante Alighieri. La monarchia fu simbolo di
+rigenerazione, per la gioventù che cresceva; il principio monarchico
+segnò, caso unico nella storia, il progresso della riforma nello spirito
+umano per la sua liberazione dai ceppi della Chiesa gerarchica
+medioevale. L'opera famosa di Dante, _De Monarchia_, poneva le basi alla
+nuova scienza di un diritto di stato, sebbene egli non trattasse di
+stati reali, ma di una grande ideale monarchia, o repubblica universale,
+sotto lo scettro dell'Imperatore. Con una dialettica scolastica e
+sofistica Dante dimostrava che la monarchia universale, l'Impero, era
+necessario al bene della società umana; chè l'autorità imperiale
+apparteneva di diritto al popolo romano, e, attraverso questo,
+all'Imperatore; che l'autorità dell'imperatore derivava immediatamente
+da Dio e non dal pontefice. Dimostrava l'indipendenza dell'Impero dalla
+Chiesa, e, colla separazione dei due poteri già tentata da Arnaldo da
+Brescia e dagli Hohenstaufen, riduceva la Chiesa nei suoi veri confini.
+
+Il principio ghibellino della indipendenza della monarchia fu subito
+diffuso nelle regioni più civili di tutto l'Occidente, considerato da un
+punto di vista più o meno filosofico. Le correnti di pensiero
+riformatore della Chiesa, muovendo dal dogma della povertà evangelica,
+col quale prima i Valdesi, poi i Francescani combatterono la dominazione
+universale della Chiesa, la sua gerarchia e il suo potere politico, si
+concentrarono nel principio monarchico, e la futura alleanza fra il
+regno e la riforma era già di fatto stabilita. Sorse una schiera di
+riformatori. I nomi di Marsilio di Padova, di Guglielmo d'Occam, di
+Giovanni di Janduno, di Enrico di Halem e di Luitpoldo di Bebenburg
+segnano lo svolgimento della nuova lotta per la riforma dell'impero
+occidentale e della Chiesa.
+
+L'opera famosa di Marsilio, il «_Defensor Pacis_» costituiva il
+programma di questa grande ed acuta scuola di riformatori, precursori di
+Lutero. Essa andava oltre i concetti ancora scolastici di Dante; non si
+limitava soltanto ad affermare l'indipendenza dell'Imperatore dal Papa,
+ma pretendeva senz'altro la sottomissione del Papa alla potenza
+imperiale. Negava e metteva in ridicolo la teoria tomistica
+dell'infallibilità e del primato del pontefice; negava la sua autorità
+spirituale medesima come capo supremo della Chiesa; affermava
+l'uguaglianza evangelica di tutti gli Apostoli e di tutti i sacerdoti.
+Il Concilio diceva essere superiore al pontefice, e affermava unico
+documento originario della dottrina cristiana essere la Sacra Scrittura.
+
+Di questi elementi nel tempo si servì Ludovico il Bavaro, quando
+intraprese la famosa lotta contro Giovanni XXII. Secondo la teoria di
+Dante, che il popolo romano fosse la fonte dell'autorità imperiale, e
+secondo la dottrina dei monarchisti, che il re dei Romani, una volta
+eletto, non aveva bisogno dell'incoronazione, nè dell'unzione, nè della
+confermazione del Papa per essere di pieno diritto Imperatore, Ludovico
+prese in S. Pietro a Roma la corona imperiale dalle mani del popolo
+romano o dei suoi delegati, i baroni laici. Fu questa una rivoluzione,
+il crollo del principio legittimista degli Hohenstaufen, che negava al
+popolo romano questo diritto di sovranità.
+
+Nel giudizio del suo tempo, Ludovico democratizzò l'impero non solo, ma
+deprezzò la corona dei Cesari fino a farne un feudo del ruinato
+Campidoglio e della meschina repubblica di Roma. La sua azione che
+appare così acuta che potrebbe esser chiamata moderna, non era però
+l'espressione di una convinzione reale, ma di un sentimento passeggero,
+insolente ed altero. Questo primo Imperatore che ebbe la corona dalle
+mani del popolo, fu un uomo senza tenacia di volere e senza genio. Egli
+si disse, in presenza del Papa, peccatore pentito, e ad Avignone chiese
+umilmente l'assoluzione e l'incoronazione papale. Egli rese al pontefice
+la sua autorità, sebbene gli Stati di Germania avessero a Rense e a
+Francoforte, proprio in quei giorni, fatto la dichiarazione solenne
+della indipendenza della corona imperiale dalla Chiesa e dal Papa.
+Questa famosa dichiarazione fu il risultato pratico di quella lotta fra
+Ludovico e il papato, nella quale l'Imperatore era il reale, se non
+apparente, trionfatore. Essa proclamava la separazione della Germania da
+Roma, separazione che prima o poi doveva di fatto verificarsi. L'Impero,
+che si andava sottraendo così all'autorità della Chiesa, si
+circoscriveva sempre più strettamente, o per limitarsi finalmente al
+solo Impero tedesco.
+
+Le idee di Dante e del Petrarca sull'eterna significazione di Roma come
+capitale universale e metropoli dell'umanità, e centro della universale
+monarchia, trovarono già in quel tempo, col teorico rinascere dello
+spirito romano, un'espressione fantastica nel Campidoglio medesimo.
+Mentre il papato stava lungi nella sua cattività francese, l'Imperatore
+lontano anch'esso e scaduto dall'antica dignità, e l'Impero stesso era
+dissolto, sorse il tribuno popolare Cola di Rienzo e proclamò sulle
+rovine capitoline gl'inalterabili diritti di sovranità del popolo e del
+Senato romano, dinanzi al tribunale del quale, egli invitò a presentarsi
+l'Imperatore, i principi dell'impero, e gli alti prelati della Chiesa.
+Nel suo delirante pensiero si trovava pure un metodo non privo di
+logica; ed i suoi sogni non erano soltanto parto accidentale della sua
+fantasia, ma spiegabili derivazioni del processo storico dell'idea
+dell'Impero e di Roma, che avrebbero potuto ricondurci ad una misura e
+ad un disegno politico che una volta per sempre offrisse un programma
+degno di seria considerazione.
+
+Così l'Impero doveva di nuovo essere nazionalizzato italiano; un
+italiano doveva, per libera elezione di tutti i delegati della penisola,
+per un plebiscito anzi, essere fatto Imperatore e risiedere in Roma.
+Tutte le città furono dichiarate libere e fu accordato loro il diritto
+di cittadinanza romana, a titolo originario della loro libertà; tutti
+furono invitati a radunarsi, per mezzo dei loro delegati, in Roma loro
+madre, ed a formare una confederazione italiana, dalla quale fossero
+esclusi gli stranieri. Il motto moderno l'_Italia farà da sè_, e l'idea
+della indipendenza nazionale italiana e della sua unità furono in
+sostanza già nel pensiero di Cola chiari e precisi, e ciò assicura al
+geniale sognatore uno dei primi posti fra i patrioti d'Italia. Il grande
+disegno trovò ostacolo nella fugacità del genio politico di Cola, nella
+gelosia delle città e dei tiranni della penisola, nell'avversione della
+Chiesa, ed anche perchè era vana e irrealizzabile l'idea di una
+restaurazione dell'antica repubblica romana. Con Cola il dogma politico
+di Roma tramontò, ma la rinascita del mondo antico si effettuò sotto
+forme ideali e letterarie. Vicino a Cola dobbiamo porre il Petrarca, il
+grande apostolo del Rinascimento, in cui si formò allora quell'ambiente
+particolare, sul quale poterono dissolversi e perdersi i partiti dei
+Guelfi e dei Ghibellini ed anche l'idea dell'Impero.
+
+Il disegno di portare in Italia la dignità imperiale fallì così
+completamente, ed essa rimase alla corona tedesca. Anzi, caso strano,
+più d'una volta essa fu rivestita dal ramo slavo del Lussemburgo, poichè
+i successori di Arrigo VII furono i re di Boemia. Con Carlo IV, nipote
+di Arrigo, l'Impero toccò l'infimo grado della sua potenza: secondo il
+Villani, questo re si recò alla sua incoronazione come un mercante si
+reca alla messa. Secondo le istruzioni del pontefice egli si trattenne
+in Roma le ore strettamente necessarie per compiere la cerimonia
+dell'incoronazione. Abbandonò Roma e l'Italia in mezzo alle ingiurie e
+alle beffe, ma con la borsa piena, il più deplorevole Messia che mai
+apparisse in Italia, dove era stato chiamato dalle vane e idealistiche
+speranze nutrite dal Petrarca; come un tempo suo nonno da quelle di
+Dante! Il viaggio di Carlo a Roma finì di distruggere l'ideale dei
+ghibellini che fin allora avevano voluto vedere nell'Imperatore il
+salvatore d'Italia.
+
+Nondimeno, l'idea imperiale continuò a vivere, e il potere imperiale fu
+ancora teoricamente riguardato come il più alto e più atto a reggere il
+mondo; così l'Impero ebbe un vivace risveglio al principio del secolo XV
+con Sigismondo, re dei Romani, ultimo discendente di Arrigo VII. La
+causa di questo risveglio teorico, ma che pure ebbe anche pratici
+risultati, deve ricercarsi nello stato di profonda decadenza nel quale
+era precipitata la Chiesa, la quale chiese di nuovo aiuto al potere
+imperiale per tentare una via di rinnovamento e di salvezza. Il ritorno
+del papato da Avignone a Roma fu seguìto dalla rovina della Chiesa, la
+più spaventevole che mai si sia data.
+
+La sconfinata corruzione della Chiesa minacciava di farle seguire la
+sorte dell'Impero, e di scinderla in più Chiese regionali; e per la
+durata di due pontificati sembrò imminente una separazione di essa in
+una metà germanica ed una romana. Stava in giuoco il concetto
+fondamentale della sua universalità: allora accadde che d'un tratto
+l'idea dell'Impero acquistò una forza internazionale nuova. La dottrina
+di Dante e degli imperialisti del tempo di Ludovico il Bàvaro riprese
+vigore e fu seguita anche in Francia, dove il principio monarchico si
+era molto sviluppato dopo la lotta fra Bonifacio VIII e Filippo il
+Bello.
+
+Tutti i popoli dell'Occidente guardavano ora all'Imperatore come al capo
+della universale Repubblica e al legittimo giudice della Chiesa, il
+quale doveva chiamarla dinanzi al suo tribunale supremo per sentenziar
+sui corrotti pontefici. Gerson e Pietro d'Ailly presero il posto
+occupato un tempo, ma in un cerchio ben più ristretto, da Marsilio da
+Padova e dai suoi compagni di lotta. Il Concilio si erigeva sul
+pontefice: Sigismondo lo convocò, come re dei Romani, a Costanza.
+Questo grande Concilio, che, per l'autorità dell'Imperatore, depose papi
+e fece scegliere da un Conclave di deputati nazionali il nuovo Papa,
+segnò un'epoca nella storia del mondo. L'idea dell'Impero apparve allora
+per l'ultima volta come un principio internazionale di ordine e di pace,
+che portava con sè il ricordo di un glorioso passato. Ma con esso si
+chiudeva la storia dell'Impero, poichè esso più non riposava sopra un
+potere effettivo, ma sopra un dogma ideale.
+
+Col secolo XV tutti i rapporti politici subiscono grandi variazioni: i
+popoli escono dalle forme cattoliche della Chiesa e dell'Impero, e
+assumono forma moderna. Il mondo europeo entra in una fase totalmente
+nuova del suo sviluppo, e nel secolo XVI esso offre l'aspetto di varii
+nuovi gruppi di stati uniti fra loro per mezzo di alleanze e di leghe
+determinate da bisogni dinastici o nazionali. Il grande rivolgimento di
+tutto l'Occidente, cominciato alla metà del secolo XV e continuato nel
+seguente, fu operato da molti e possenti fattori: invenzione della
+stampa, rinascimento della cultura e dell'arte classica, caduta sotto i
+Turchi dell'Impero bizantino, caduta del dominio arabo in Spagna,
+formazione della monarchia spagnola, scoperta dell'America, fondazione
+della potenza della dinastia degli Asburgo, sviluppo della monarchia
+francese, e finalmente la Riforma.
+
+Dall'anno 1439 la Corona imperiale tornò agli Asburgo, e rimase in
+quella dinastia fino all'anno 1806 senza interruzione, se non di
+brevissima durata. Federico III fu anche l'ultimo re che fu incoronato a
+Roma, se eccettuiamo fra i successori Carlo V che fu sì incoronato dal
+Papa, ma a Bologna, nessun altro Imperatore fu unto e incoronato più
+dalle mani stesse del pontefice, ma i re tedeschi dopo la loro elezione
+si chiamarono, secondo gli articoli imperiali, imperatori eletti, e fu
+aggiunto: del Sacro Romano Impero _della Nazione tedesca_. Di fatto, si
+trattava veramente di un Impero tedesco. Si spezzò così ogni legame fra
+Roma e l'Italia, e l'Impero, e l'Imperatore tedesco non si recò più in
+quella regione che per trattare affari politici o dinastici che
+casualmente lo avessero richiesto.
+
+La dinastia degli Asburgo, nella quale era di fatto divenuta ereditaria
+la carica imperiale, radunò sotto di sè, dal tempo di Massimiliano, uno
+straordinario dominio, dal Reno al Danubio inferiore, ed a questo fatto
+si deve la durata della dignità imperiale in quella casa e lo slancio
+che la storia della Germania ha avuto fino ai nostri giorni. Infatti
+l'Impero, avendo perduto le sue provincie primitive: l'Italia, la
+Borgogna, la Provenza, la Svizzera, cercò nel dominio degli Asburgo,
+nella parte orientale dell'Impero, il suo centro di gravità, là dove i
+popoli danubiani potevano formare una massa compatta contro l'irruzione
+di nuovi barbari, Turchi e Slavi, entro i confini. Bisognava poi pensare
+a stabilire un ostacolo ad occidente contro il pericoloso estendersi
+della monarchia francese. Ma tanto questi che quei confini furono
+debolmente muniti, e la caduta di Vienna sotto i Turchi fu solo impedita
+dall'aiuto della Polonia, mentre i confini occidentali furono
+ignominiosamente abbandonati. La dinastia degli Asburgo, preoccupata
+soltanto di sè e delle sue terre ereditarie, lasciò la Francia spingersi
+fino al Reno, mentre, per motivi concernenti la sua politica
+particolare, cambiava nel secolo XVIII la Lorena, provincia imperiale,
+per la Toscana, che divenne così un possesso dei secondogeniti della
+casa di Asburgo.
+
+La formazione di questa sovranità austriaca, che si andava aggravando
+sulla Germania propriamente detta, minacciava di ridurre il popolo
+tedesco ad un'appendice dell'Austria, come giustamente dice Bryce. Gli
+Asburgo salirono presto sotto Massimiliano e Carlo V ad una tale
+potenza, che essi furono di nuovo preoccupati delle antiche idee di
+dominio universale, ma con basi molto più reali e positive di un tempo.
+Massimiliano tentò seriamente di realizzare la grande idea di farsi
+pontefice, per riunire in sè i due poteri temporale e spirituale e
+riformare Chiesa ed Impero; suo nipote Carlo V, dopo avere ereditato
+l'Olanda, la Spagna intera, Napoli, e conquistato Milano, si vide
+arbitro di un grande Impero cesareo, quale nemmeno Carlomagno aveva
+posseduto con tanta estensione e potenza d'armati.
+
+Carlo V, imperatore, avendo ricacciata nei suoi confini la Francia,
+eterna rivale della Germania, ingranditasi a spese dell'Impero, si
+ripresentò nella storia dell'Occidente un breve periodo simile a quello
+reso illustre da Carlo Magno; un periodo storico che poteva consentire
+la formazione di un dominio imperiale costretto nelle ferree leggi del
+Cesarismo, valido a rendere indipendenza e libertà ai possedimenti già
+sottratti all'Impero.
+
+Per coronare l'edificio, Carlo V avrebbe potuto abbattere il Papato, e
+dar mano egli stesso alla desiderata riforma; così avrebbe riunito le
+due potenze della Chiesa e dell'Impero, e, nuovo Costantino, fondato una
+nuova Chiesa imperiale e nazionale.
+
+Ma in questi giganteschi disegni non si teneva conto dello spirito
+germanico; la Riforma, questo grande fatto liberatore, diede nel momento
+opportuno un gran colpo al _Cesaropapismo_ di quell'arbitro del mondo.
+Essa fu il risultato di un secolare processo svoltosi nella Chiesa e
+nell'Impero; suoi precursori furono tanto gli antichi Imperatori
+germanici che combatterono l'assolutismo e il potere temporale dei Papi,
+quanto gli eretici evangelici che avevano combattuto il dogma, la
+gerarchia e la supremazia spirituale esclusiva del pontefice. L'idea
+romana dell'accentramento fu soverchiata e soffocata dal principio della
+libertà del pensiero, e l'idea della comunità universale, rappresentata
+fin allora dalla Chiesa cattolica romana e dall'Impero a lei legato, si
+perdè nella luce della nuova libertà spirituale.
+
+Gli effetti della rivoluzione degli stati dell'Occidente sarebbero stati
+incalcolabili, se Carlo V si fosse messo a capo del movimento della
+Riforma. Ma alcuni possedimenti del suo impero, come Napoli, Milano, e
+la Spagna bigotta, lo designavano nemico della Riforma, mentre questa
+stessa, per il suo principio di decentramento, era pericolosa nemica
+dell'idea imperiale e della sua inseparabile Chiesa imperiale. La
+Riforma colpì a morte l'idea imperiale; e fu monarchica, perchè aveva
+bisogno dell'appoggio dei principi per poter tener testa all'Imperatore
+ed al Papa. La vittoria del principe Maurizio di Sassonia pose termine a
+questo movimento, arrestando d'un colpo la potenza di Carlo. Il
+riconoscimento della confessione di Augusta fiaccò definitivamente il
+principio dell'Impero e della Chiesa imperiale.
+
+Era necessaria un'aspra lotta di cento anni combattuta dalla Chiesa
+riformata per la propria esistenza contro la Chiesa cattolica romana,
+dalla quale si era scissa, perchè l'opera di Lutero e dei suoi seguaci
+acquistasse solida consistenza. Questa terribile lotta per l'esistenza
+fiaccò la Germania e la rese politicamente debole. La faticosa
+liberazione della nostra patria dalla Chiesa di Roma le costò in fatto
+uno sforzo immenso che l'esaurì più profondamente, che non avesse fatto
+l'antico legame con Roma e l'Italia che aveva per secoli asservito la
+nostra forza nazionale ad un dogma politico-religioso, in una terra
+straniera. Ma lievi furono i sacrificii fatti dalla Germania dal tempo
+delle guerre di religione fino alla pace di Vestfalia, poichè valsero a
+conquistare la libertà della fede e del pensiero, che è la base della
+moderna civiltà europea. Il grave pericolo che derivava dalle primitive
+tendenze monarchiche della Riforma, per cui si poteva ancora pensare a
+riunire il potere temporale e quello spirituale in un pontefice,
+principe protestante (secondo l'aforisma _cujus regio ejus religio_), fu
+allontanato e superato per lo spirito germanico d'individualità e per
+l'indipendenza territoriale dei principi tedeschi. Invece di una Chiesa
+generale riformata si ebbero tante singole Chiese, ma anche così
+frazionato, lo spirito della Riforma rimase abbastanza potente da tener
+testa alla grande nazione del cattolicismo, sia pure colla perdita di
+qualche provincia. Il principio della libertà di coscienza ha oggi
+generalmente trionfato; anche in Italia, nella immediata vicinanza del
+pontefice, esso è divenuto un diritto, oramai acquisito per sempre. E'
+il diritto universale di cittadinanza dello spirito occidentale: la
+vecchia Chiesa, legata all'Impero o allo Stato, scompare; essa ricade,
+libera anche essa, in seno alla società.
+
+La Riforma aveva risollevato il diritto medioevale dell'Impero, ma il
+trattato di Vestfalia, riconoscendo l'eguaglianza delle due confessioni,
+nell'Impero, legittimava la separazione di esso da Roma.
+
+Nel sistema medioevale Chiesa ed Impero non formavano che un solo
+organismo; l'Imperatore era difensore di quella, doveva vegliare sulla
+sua unità ed inseparabilità, e soprattutto dar opera ad estirpar
+l'eresie. Ma ora principi protestanti sedevano in Parlamento presso i
+cattolici; ora l'Imperatore era eletto da voti di cattolici e da voti di
+eretici, contemporaneamente. La corona rimaneva elettiva: perchè non
+avrebbe potuto un principe protestante essere eletto all'Impero? Ma
+questo segreto disegno dei protestanti non fu mai colorito. La dignità
+imperiale rimase, di fatto, agli Asburgo, per via ereditaria, e per la
+tradizione e per la grande potenza privata di quella dinastia. L'Austria
+frattanto dominava dunque in Germania, e l'Imperatore mirava solo a
+scopi che concernevano l'Austria stessa, il che non mancò di suscitare
+nelle grandi case tedesche un vivo malcontento. Già al tempo della pace
+di Vestfalia il famoso giurista Chemnitz (Hippolytus a lapide) mirava a
+strappare la corona agli Asburgo, sostenendo che il loro dispotismo
+imperiale, il loro egoismo di schiatta erano le sole cause della
+decadenza della nazione tedesca. «_Extirpatio domus austriacae_» è il
+profondo grido che i protestanti gettarono poco prima del 1648. Essi
+volevano che tutto ciò che sapeva di romano, fosse estirpato dalla
+Germania, che doveva crescere da sè per propria virtù e potenza, e
+attaccarono naturalmente anche l'idea imperiale latina che ancora
+trovava un'espressione nella casa di Asburgo, così strettamente legata
+a Roma. Così colla pace di Vestfalia essi ottennero, la Francia si
+affrettò ad assentire, che i principi territoriali della Germania
+fossero dichiarati sovrani.
+
+Quel trattato dichiarava finito l'antico Impero, ed infatti esso non era
+più che un'alleanza fra molti stati indipendenti retti da piccoli
+sovrani assoluti, il cui capo titolare rimaneva l'Imperatore, i cui
+antichi diritti sulla aristocrazia del Parlamento (Reichstag) non erano
+più che un'ombra. La sua potenza non gli derivava dall'essere
+Imperatore, ma dal popolo delle terre appartenenti alla corona degli
+Asburgo, a mantenere ed ingrandire le quali, assiduamente mirava.
+
+L'Impero non più romano ma tedesco condusse dopo la pace di Vestfalia
+un'esistenza che offre la visione storica più deplorevole. Gli stati
+vicini erano venuti intaccando le sue terre di confine; la Francia era
+giunta, a forza di astuzia e di abili manovre, fino al Reno; la Svezia e
+la Danimarca avevan conquistato le Provincie del Nord; la Polonia si
+stendeva fino all'Oder; le terre numerose degli Asburgo formavano, nel
+sud-est, uno Stato a sè che tentava di assorbire a poco a poco la
+Baviera. Il resto della Germania era un caos di staterelli sminuzzati,
+di signorie territoriali, di principati retti a sistema assoluto, nei
+quali il sentimento nazionale era caduto più in basso che nella vicina e
+meno divisa penisola italica. L'Impero stesso era incurabile; le riforme
+fatte da un grande imperatore, quale fu Giuseppe II, dovettero
+naufragare.
+
+Per la rigenerazione nazionale e politica della Germania, caduta in così
+tristi condizioni, doveva nel nord presentarsi un aiuto insperato. La
+storia della formazione e dello sviluppo della monarchia prussiana è
+l'unica bella pagina nella storia della lunga decadenza dell'Impero. In
+seno a questo nobile germe giaceva nascosto l'avvenire della patria. Lo
+stato prussiano divenne la rocca del protestantismo nel continente
+europeo, e suo ufficio fu quello di difendere la Germania contro le
+ingerenze di Roma, contro la Francia, le popolazioni slave che
+minacciavano ad Oriente, e contro la Scandinavia che minacciava al Nord.
+Questo ufficio fu coscienziosamente eseguito.
+
+L'erezione della Prussia a regno nel 1701 segna un'epoca nuova nella
+storia tedesca. Da quel punto questo piccolo stato vide nettamente
+tracciata dinanzi a sè la strada che doveva seguire. Necessariamente
+esso aspirò ad una supremazia sulla parte settentrionale della
+Germania, e si trovò rivale della casa d'Austria per l'egemonia tedesca.
+L'esistenza della monarchia prussiana era evidentemente e fatalmente
+pericolosa per l'Impero: si determinò un dualismo di natura politica e
+religiosa che già la Riforma aveva prodotto, e che ebbe per effetto
+particolare la formazione della monarchia prussiana. La lotta della
+dinastia degli Hohenzollern contro la dinastia degli Asburgo, del regno
+tedesco contro l'Austria e l'Impero, fu il punto centrale della storia
+della Germania, le cui vicende ormai dipenderanno dalle vicende di
+quella lotta. Federico il Grande, vincendo Imperatore ed Impero,
+consolidò validamente la sua monarchia; questa, come già quella degli
+Asburgo, ma in minori proporzioni, ripeteva le sue origini da una
+piccola dinastia mezzoslava; ma seppe tedeschizzarsi, questa piccola
+monarchia egoistica, ciò che non riescì mai alla dinastia degli Asburgo
+con tutte le sue terre ereditarie, e divenire un'immagine, un modello,
+un microcosmo della Germania, assorbendo a poco a poco antiche famiglie
+tedesche, annettendosi questa e quella provincia dell'Impero, e
+tollerando entro di sè, l'una vicino all'altra, tre confessioni che
+godevano tutte di un eguale diritto di cittadinanza. Il sorgere e lo
+svilupparsi della Prussia, questo nuovo germoglio fiorito dal tronco di
+un vecchio ed illustre albero rinnovellato, l'Impero, è una mirabile
+evoluzione, una fatale trasformazione dell'Impero stesso. Quando essa
+sarà compiuta, la Prussia passerà, tramonterà anch'essa, cioè ascenderà
+gloriosamente nella nuova giovane Germania. Lo spirito della nazionalità
+tedesca, con le sue speranze nel futuro, con la sua attività letteraria
+e scientifica, si rivolse, fin dal tempo di Federico il Grande, alla
+Prussia come al cuore della patria, benchè essa, come già l'Austria
+degli Asburgo, sembrasse seguire egoistici disegni d'ingrandimento,
+senza preoccuparsi troppo dello sviluppo nazionale. Ma le guerre
+d'indipendenza delinearono nettamente la missione della Prussia. Queste
+guerre salvarono la nazionalità germanica: l'Impero non c'entrava più,
+era da un pezzo tramontato; esse spezzarono il nuovo dominio romano
+universale che si era alzato sulle sue rovine.
+
+L'idea universale dell'Impero, combattuta dalla Riforma, dalla
+separazione della Germania da Roma, dal trattato di Vestfalia e dal
+sistema politico che ne derivò, era risorta con forza mirabile dalla
+Rivoluzione francese e formò il nuovo Cesarismo napoleonico. Il geniale
+conquistatore, di razza latina, riportò sul suo trono il principio
+della monarchia mondiale, mentre egli, come tutti i suoi predecessori,
+si dichiarava successore di Carlo Magno. Con abile mossa storica, egli
+si impadronì di un antico e tradizionale principio, e con esso animò,
+infuse uno spirito al suo Impero improvvisato, che, altrimenti, sarebbe
+stato una riunione ingente di paesi conquistati, che anche un Attila o
+un Gengiskan avrebbe potuto raccogliere. Secondo la sua gigantesca
+fantasia, egli somiglia per essa come per molti altri tratti a Cola di
+Rienzo, ma in grandi proporzioni, la dominazione romana doveva
+rinnovarsi e passare dalla nazione tedesca, nella quale si era a lungo
+indugiata, a quella francese. Questa era detta una _Translatio_ o
+_Restitutio Imperii ad Francos_. Il ristabilimento della Chiesa
+cattolica, che la Rivoluzione aveva abbattuto, sta in stretta relazione
+con questo disegno napoleonico. Con la Chiesa egli strinse il
+Concordato. Egli si rivolse al Pontefice per essere da lui solennemente
+unto ed incoronato, come a lui si era un tempo rivolto il re franco
+Pipino, per ottenere da lui, in nome della Chiesa, il riconoscimento e
+la convalidazione della sua usurpazione.
+
+Così si trovava ora di nuovo in Europa un Imperatore coronato dal
+Pontefice vicario di Dio, il quale, di fronte all'Italia e a Roma,
+prendeva l'attitudine che avevano avuto gli antichi Imperatori
+germanici. Egli s'incoronò con la corona di ferro dei Longobardi. Chiamò
+suo figlio re di Roma, e, come doveva logicamente accadere in questo
+rinnovamento dell'idea imperiale, entrò poi in lotta col Pontefice, come
+i suoi predecessori, e gli contese, come essi, lo stato, il _dominium
+temporale_. Anzi egli giustificò il fatto di togliere al Papa le sue
+terre con l'espressiva dichiarazione che egli intendeva revocare tutti i
+privilegi che gl'Imperatori suoi predecessori avevano concesso al Papa.
+Cola di Rienzo aveva un tempo emesso un editto simile, quando aveva
+proclamate nulle le donazioni fatte dagl'Imperatori tutti, fin dal tempo
+di Costantino, che ritornavano di diritto al popolo e al Senato romano.
+
+Bryce osserva che l'Impero tedesco ed il suo Imperatore si trovarono di
+fronte all'usurpatore Napoleone nella stessa situazione, in cui si trovò
+l'Impero bizantino, quando Carlo Magno usurpò la corona di Costantino.
+Ma Vienna o Regensburg fece meno opposizione al conquistatore ed alle
+sue pretese di dominio mondiale, di quello che non aveva un giorno fatto
+Bisanzio. Quando, alla formazione della Confederazione del Reno, gli
+Stati tedeschi del Sud si staccarono dall'Impero, e riconobbero
+Napoleone quale loro protettore, l'Imperatore Francesco II depose per
+sempre la corona di Costantino, di Carlo Magno, di Carlo Quinto; rimase
+Imperatore dei suoi dominî ereditarî di Austria. Non si nota qui una
+singolare coincidenza di forme storiche rinnovate? Non si poteva
+considerare quella famosa Austria, il baluardo dell'Europa contro i
+Turchi, come una specie di nuovo Impero romano d'Oriente? E non subì
+essa la stessa sorte dell'Impero bizantino, che si andò lentamente
+esaurendo?
+
+Quando apparve l'atto d'abdicazione dell'Imperatore tedesco del 6 agosto
+1806, esso non produsse, osserva con stupore il Bryce, nel mondo che lo
+udì, un'impressione molto maggiore di quella che aveva prodotto, al
+tempo del conquistatore Odoacre, la caduta dell'antico Impero romano.
+Nondimeno ogni patriota ed ogni uomo di pensiero doveva essere
+profondamente commosso dalla considerazione che in quel momento la più
+antica istituzione dell'Occidente toccò il suo estremo tramonto.
+Quell'impero infatti datava da Giulio Cesare! Aveva avuto, come nessuna
+altra istituzione all'infuori della Chiesa, 1800 anni di esistenza! La
+dignità imperiale era rimasta per un millennio, salvo interruzioni
+momentanee, in seno alla nazione tedesca. Le più grandi memorie della
+storia dell'Occidente erano ad esso indissolubilmente legate; i
+caratteri, le vicende, le forme varie dei popoli erano inseparabili
+dalle vicende, dalle forme, dal carattere di esso. L'idea più nobile ed
+alta, quella della solidale unione dell'umanità intera, scopo verso il
+quale questa deve assiduamente dirigersi, aveva costituito il principio
+fondamentale e particolare di questo Impero. Ora, venendo esso ad
+estinguersi, non doveva essere una mancanza sensibile nell'organismo
+europeo?
+
+Occupato da lunghi anni dalla trattazione di questo tema, che è uno dei
+fondamentali per chi studii la storia della città di Roma nel medio evo,
+ho accolto con vera soddisfazione il bellissimo libro del signor Bryce e
+ne ho fatto tesoro, e quest'opera è invero ben degna di ogni
+considerazione per l'oculatezza e per la chiarezza della visione che
+l'autore ha saputo risuscitarci dinanzi, dell'idea imperiale nella
+storia. Egli mi aveva già in Roma partecipato le sue idee, oggetto per
+me di vera ammirazione. Nemmeno un tedesco potrebbe aver trattato quel
+soggetto con maggior perspicacia e profondità. Il suo libro si aggiunge
+alla lunga serie di trattati di scienza politica sul principio
+imperiale, serie che comincia col _Libellus de Imperatoria Potestate_
+del IX secolo e che continua fino ai dì nostri. Gli studiosi conoscono
+a questo proposito la collezione di Schardius e Goldast.
+
+Nella conclusione della sua opera, Bryce così parla, a glorificazione
+dell'Impero, e nelle sue parole pulsa ancora il pensiero di Dante e di
+Petrarca:
+
+«L'opera dell'Impero medioevale fu benefica, ma a proprio danno; esso
+nutrì, apparentemente combattè, le nazioni che erano destinate a
+prendere poi il posto occupato da lui; esso pose un freno alle barbare
+popolazioni del Nord, e le ridusse ad una forma di civiltà; favorì e
+conservò le arti e la letteratura dell'antichità. In tempi di violenza e
+di dominazione, esso impose ai suoi sudditi il dovere di un'ubbidienza
+razionale verso una autorità, il cui motto era: Pace e religione. In un
+tempo, in cui più si inasprivano gli odii di nazionalità, esso tenne
+alto il principio di una confederazione dei popoli europei, nuocendo
+così a sè stesso, poichè aveva bisogno di un potere dispotico centrale.
+Non basta: esso insegnò agli uomini il retto uso dell'indipendenza
+nazionale, insegnò loro ad innalzarsi ad un concetto di attività e di
+libertà spontanee, concetto che è sopra, ma non contro, la legge, e per
+giungere al quale l'indipendenza nazionale, se bene intesa, non è essa
+stessa che un mezzo». «Da Augusto a Carlo V il mondo civile intero
+credette alla sua necessità come fondamento di un eterno ordinamento del
+mondo, e i teologi cristiani, non meno chiaramente dei poeti pagani
+affermarono che _la caduta dell'Impero doveva essere anche la rovina del
+mondo_. Pure ora l'Impero è caduto, ed il mondo sussiste, e si accorge
+appena del mutamento. Ma che cos'è questo che abbiamo detto in confronto
+a tutto ciò che si potrebbe dire su questo profondo e vastissimo
+argomento? Ciò che qui sarebbe necessario, e che praticamente è
+impossibile, si è considerare l'Impero come un tutto, come una sola
+istituzione, nella quale ha avuto il suo centro la storia di diciotto
+secoli, e la cui forma esteriore è rimasta immutata, mentre è cambiato
+il suo spirito e la sua essenza. Chi, del resto, sarebbe capace di
+rappresentare esattamente il papato? Coloro che non vedono in esso che
+un gigantesco albero Upa, pieno di fronde e di eresia, sono tanto lungi
+dall'aver penetrato il mistero della sua esistenza, quanto i politicanti
+convenzionali, che con frasi rotonde spiegano il suo sviluppo, lo
+analizzano come un'opera dell'arte meccanica, misurano le sue energie e
+danno uno sguardo sommario e semplicista ai suoi effetti, così ai buoni
+come ai cattivi. Egualmente il sacro romano Impero è superiore ad ogni
+descrizione o spiegazione. Sapremo ben poco di lui quando avremo
+conosciuto le idee che nutriva Giulio Cesare, allorchè gettò le sue
+basi, sulle quali Augusto seppe costruire, o quelle di Carlo Magno che
+ne ricostruì l'edificio, o quelle di Barbarossa e del nipote di lui,
+quando si diedero a frenarne la precipitosa ruina. Le genti future ne
+sapranno poco di più, quando considereranno il medio evo ad una maggiore
+distanza di noi, che viviamo ancora in un periodo di reazione contro
+ogni forma medioevale. Essi vedranno e concepiranno nuove forme della
+vita politica, la cui natura noi potremmo appena intuire. Ma quando essi
+vedranno più vasto orizzonte, non vedranno perciò più profondamente; al
+contrario la loro vista sarà superficiale e leggera. L'Impero, che noi
+scorgiamo ancora come una gigantesca figura all'orizzonte del passato,
+si sommergerà sempre più nell'ombra ai loro occhi, quanto più essi
+seguiranno la strada dell'avvenire. Nondimeno, come potrà esso mai
+perdere la sua importanza nella storia del mondo? In lui infatti si è
+concentrata la vita dei secoli passati, tutta intera; da lui è fiorita
+tutta la vita del mondo moderno».
+
+Tornerò a questo punto, andando verso la conclusione, all'anno 1806, nel
+quale si spense definitivamente l'Impero, nella forma tedesca degli
+Asburgo. La vita europea si svolse allora per sedici importantissimi
+anni in mezzo a lotte di supremazia e di sviluppo, che diedero origine,
+sulle rovine dell'Impero, a forme sociali di tale natura, che sembrarono
+avere distrutto fino ai suoi ultimi resti il medio evo per compiere un
+nuovo assetto politico. Si spense dunque così del tutto quel principio
+dello spirito occidentale, dal quale erano germogliati, e nel quale
+avevano trovato la loro espressione, l'Impero e la Chiesa? Oppure, quale
+aspetto visibile e riconoscibile hanno questi assunto?
+
+Osserviamo che l'idea imperiale non tramontò nel 1806, poichè Napoleone
+se ne impadronì e la trapiantò dalla Germania, sua sede ormai legittima,
+in Francia, fondando una nuova monarchia universale. Era suo disegno di
+dare a questa, come autocrate, i cui vassalli fossero i re
+dell'Occidente, eguali leggi ed eguale indirizzo verso una forma
+generale di civiltà. Come un antico imperatore egli si spinse
+nell'Oriente barbarico per allargare i confini dell'Impero, ed avrebbe
+trasportato fino a Bisanzio le aquile imperiali, come aveva fatto a
+Roma, se la natura stessa delle cose lo avesse consentito. La sua storia
+meravigliosa, se considerata esteriormente e da un solo punto di vista,
+sembra risuscitare il gigantesco sogno mondiale di Roma, ed il vecchio
+principio dell'Occidente, dal quale l'Europa potrà liberarsi solo,
+quando avrà raggiunto una forma superiore di libertà e di civiltà. Il
+grande sogno si dileguò per incanto al soffio possente del libero vento
+che, dal tempo della riforma tedesca, conduce invincibilmente l'Europa
+alla libertà e combatte e ricaccia indietro lo spirito medioevale della
+reazione. La riforma ha sciolto dai vincoli il pensiero individuale; la
+rivoluzione francese ha fatto libera e cosciente l'attività e l'energia
+della nazione. Ambedue hanno cooperato a illuminare i popoli, a farli
+liberi, forti e clementi, tali infine che non possono più tollerare
+alcun dispotismo militare. La caduta di Napoleone dimostrò chiaramente
+l'impossibilità di un grande potere centrale. Il mondo diverrebbe più
+facilmente tutto repubblicano o cosacco!--era questo un motto famoso del
+grande uomo.
+
+Quando il cesarismo napoleonico precipitò, era giunto il momento di
+condurre a termine una riforma politica per mezzo di un concilio di
+popoli. Le circostanze si presentavano simili a quelle del tempo, in cui
+l'Europa vide il papato minacciar rovina, e tenne a Costanza un
+concilio. Come allora inutilmente si tenevano i concilii, così ora
+inutilmente si bandiscono i congressi. Il Congresso di Vienna ebbe tanto
+buon successo nel dare un nuovo assetto politico all'Europa, quanto il
+Concilio di Costanza nel portare riforme sostanziali nella Chiesa. Così
+accadde che la storia degli ultimi cinquant'anni non contiene
+propriamente altro che la reazione dei popoli contro gli accordi presi
+al Congresso di Vienna e la distruzione dell'artificiale edificio che
+questi avevano edificato. L'Impero dunque non fu ristabilito, ma rimase
+il concetto--non di una potenza centrale europea, ma di una autorità
+internazionale, atta a tenere uniti ed alleati i popoli colla _pace_ e
+nella _religione_;--questo concetto, che esprimeva un bisogno serio e
+reale, che tornava a farsi sentire, fu tradotto in atto nell'alleanza
+delle potenze. Il Sacro Romano Impero si cambiava nella Santa Alleanza,
+la quale, per quanto nociva allo sviluppo politico degli Stati, aveva
+originariamente per base un principio di universale umanità.
+
+Allora, guidata dalla Santa Alleanza e dai suoi Congressi, comincia la
+vergognosa reazione contro le libertà che con tanta fatica erano state
+conquistate. Questa reazione non riuscì: i popoli dicevano sempre più
+chiaramente le loro ragioni e le loro aspirazioni verso un lontano
+ideale di autonomia politica e d'indipendenza.
+
+La scossa napoleonica aveva destato i popoli dalla loro apatia, e, sotto
+la sua impressione, le nazioni si eran levate, coscienti, alle guerre
+della liberazione. Egualmente Napoleone, abbandonando ormai il vecchio
+sistema dello stato medioevale, aveva attraversato l'Europa, spargendo
+su tutti i popoli il fecondo seme democratico della rivoluzione
+francese. Questo seme non andò perduto, e le vibrazioni della
+rivoluzione continuavano, allargandosi in cerchi sempre più ampi e
+sonori. _Riforma e principii del 1789_, erano virtù nascoste e latenti
+in quel seme. La teoria dell'equilibrio artificiale delle potenze, che
+doveva assicurare la pace all'Europa, cadde completamente, avendo la
+base in un'innaturale costrizione e in un mutilamento teorico delle
+nazioni, tale che le riducesse alle volute proporzioni rispettive! La
+partizione della Polonia era l'ultima grande preoccupazione della
+politica del Gabinetto europeo. La lotta del nazionalismo contro le
+tendenze della politica ai nostri giorni è stata ben combattuta, e
+talora vittoriosamente. Ristabilire la nazionalità voleva dire
+rispettare, anzi difendere la sua unità e la sua indivisibilità.
+
+In questo movimento di tutta l'Europa due nazioni hanno acquistato di
+fresco un'importanza decisiva: l'Italia e la Germania, queste due
+antiche sorelle nemiche, che un ideale d'universale dominio aveva per
+mille anni tenuto in contesa perenne. L'una era stata sede della Chiesa
+e del pontefice; l'altra dell'Impero e dell'imperatore. Esse si erano
+divisi fra loro questi due poli del mondo politico. Esse avevano
+fatalmente subìto la medesima sorte di universale grandezza e di
+debolezza nazionale, l'una per causa dell'Impero, l'altra per causa del
+Papato. Nell'una s'insinuava tenacemente la Chiesa come una potenza
+straniera (romana); nell'altra egualmente l'Impero come una potenza
+straniera (tedesca). Ed anche quando l'Impero fu tramontato, e precipitò
+la grande monarchia francese, le medioevali relazioni fra le due regioni
+continuarono, poichè l'Austria rimase in possesso della Venezia e della
+Lombardia, mentre cercava di mantenere la supremazia sulla Germania
+intera. Così continuava una fittizia autorità dell'Impero, mentre
+l'Austria acquistava, coi secondogeniti della Casa regnante, una grande
+potenza nel centro d'Italia. Manteneva intanto, con le strette relazioni
+colla Chiesa, quell'ufficio di protettrice della Santa Sede, che già fu
+suo nel medio evo, e non perdeva la sua influenza sulla Chiesa stessa.
+Recentemente stringeva con Roma il famoso concordato.
+
+In ambedue queste regioni, l'Italia e la Germania, la lotta per la
+nazionalità offre aspetti analoghi. Il Piemonte e la Prussia, divenuti
+regni sul principio del secolo XVIII, si rassomigliano per la loro
+situazione nordica, per le loro tendenze nazionali ed anche per la
+tenace fermezza dei loro sforzi, che presero le mosse da così modesti
+principî. Così anche offrono fra loro dei punti di contatto i loro due
+uomini di Stato dei tempi recenti; soltanto le proporzioni e le energie
+furono differenti. Scopo della nazione italiana erano l'indipendenza e
+l'unità, e il Piemonte si mise alla testa della popolazione tutta per
+raggiungerle. Le nemiche erano l'Austria, col suo resto di potenza
+imperiale, il paese straniero ed oppressore, e la Chiesa, che nel 1815
+aveva riottenuto il suo stato politico, l'alleata naturale dell'idea
+imperiale, la nemica naturale dell'unità d'Italia, come di tutta la
+civiltà moderna. La vittoria fu ottenuta straordinariamente presto per
+il concorde sforzo nazionale, l'aiuto della Francia, le condizioni della
+Prussia che lottava per lo stesso fine, e l'opinione pubblica europea
+che voleva alfine libera l'Italia.
+
+Il governo di Napoleone III, senza la volontà del quale l'Italia non
+sarebbe mai stata libera, rappresenterà una pagina molto importante
+nella storia del nostro secolo, giacchè in esso si trovarono riunite le
+idee tutte del tempo e le tendenze politiche, e in esso agirono forze e
+correnti contraddittorie in modo assai caratteristico; l'imperatore
+stesso poi aveva dato il primo impulso, con e senza la sua volontà, a
+quel tentativo di riforma politica che aveva naufragato al Congresso di
+Vienna. Era suo il programma delle Convenzioni del 1815: una vera
+rivoluzione nella diplomazia europea! Egli si fece così l'alleato dei
+popoli che lottavano per la nazionalità, e restaurò quell'Impero
+francese di suo zio che aveva soggiogato le nazioni. Ciò faceva il suo
+governo incerto in tutte le direzioni; egli spezzò la Santa Alleanza e
+la lega delle potenze. Si alleò egli stesso coll'Inghilterra, e ciò gli
+assicurò il trono, quel trono che l'Inghilterra stessa, d'accordo colle
+terre del continente, aveva rovesciato quando vi sedeva sopra suo zio.
+Questi artificî diplomatici però non avrebbero fatto di Napoleone l'uomo
+dell'epoca, se egli stesso non si fosse impadronito, per svolgerle,
+delle tendenze della sua nazione durante quel periodo, come già nel 1848
+aveva trovato la sua strada appunto al primo scoppiare di quelle
+tendenze. L'aiuto che egli offrì all'Italia, ormai matura per la
+liberazione, gli valse una riputazione ed una preminenza in Europa. Egli
+era salito al trono in mezzo agli assalti che Oudinot aveva dato alle
+mura di Roma, e portato e sostenuto dal clero cattolico. Egli si
+assicurò Roma, e con essa avocò a sè la più grande questione del
+secolo, quella dell'esistenza della Chiesa medioevale come potenza
+politica; era il suo turno oramai, dopochè l'Impero che l'aveva fondata
+e sorretta aveva toccato la sua fine. Napoleone divenne il protettore e
+l'avvocato della Chiesa e occupò quel posto di giudice ed arbitro
+internazionale, che prima di lui solo gl'imperatori tedeschi avevano
+propriamente occupato. Effettivamente ricomparve per un momento nella
+storia l'idea dell'Impero nella potenza temuta di Napoleone III. E'
+stato detto che egli avrebbe potuto, imperatore, raggruppare le nazioni
+latine sotto la sua egemonia, ma l'indomabile spirito nazionale lo
+incamminò su altra strada. In quest'uomo tutto fu dubbioso, equivoco; la
+sua spada, a due tagli, ferì anche lui stesso. La bomba di Orsini
+affrettò nel suo stato la reazione. Napoleone, protettore di Roma,
+doveva anche divenire protettore della nazione italiana che tendeva
+all'acquisto e di Venezia e di Roma. Lo spirito nazionale d'Italia lo
+soverchiò e gli strappò successivamente le varie parti del suo primitivo
+programma. Il progetto di una confederazione guelfa, della quale doveva
+far parte l'Austria, ormai ridotta in tristi condizioni, e della quale
+il Papa doveva prendere la direzione, venne meno dinanzi alla lotta che
+l'Italia intraprese per raggiungere l'unità, nella quale essa si
+rinchiuse come per un processo di cristallizzazione. Le provincie della
+Chiesa furono acquistate da lei col consenso di Napoleone: la
+convenzione di settembre limitava ancor più la potenza del Pontefice, e
+della posizione politica della Chiesa faceva una pura questione
+territoriale italiana. Seguì poi la emancipazione della nazione
+italiana, appena formata, dalla Francia per mezzo dell'alleanza colla
+Germania, il grande risultato della quale fu duplice: la rovina
+dell'Austria e l'acquisto della Venezia. Napoleone, usando per l'ultima
+volta della sua autorità di arbitro internazionale, consegnò questa
+all'Italia. Il ritiro dei francesi da Roma nel dicembre 1866 annunziò
+definitivamente che Napoleone rinunziava alla sua preminenza imperiale e
+lasciava pienamente libera l'Italia una.
+
+A questo punto un gran mutamento si opera nella storia d'Europa, che il
+tempo renderà più visibile e che a noi, attualmente, sembra consistere
+principalmente nella caduta irreparabile dell'idea imperiale e della
+Chiesa imperiale. Mentre Napoleone abbandonava il Papa al suo destino,
+mentre l'Italia si metteva nettamente in contrasto col papato, essendo
+divenuta nazione libera, completamente indipendente da Roma, fu dato il
+colpo di grazia a quell'antico principio romano, che, non poteva più
+sussistere quando la Chiesa aveva perduta la sua sovranità. La debolezza
+del papato, inoltre, significa la debolezza del principio di legittimità
+e di autorità. L'antica lotta dei due principii dell'Occidente, dello
+spirito latino e dello spirito germanico, è stata finalmente decisa,
+almeno così sembra, coll'unità d'Italia a spese della Chiesa, e colla
+grande battaglia di Sadowa a spese degli Asburgo e della potenza
+francese. Lo spirito tedesco della riforma ha ottenuto sui campi della
+Boemia una nuova vittoria, che sarà feconda di conseguenze, sul mondo
+medioevale, e verosimilmente renderà alla Germania la perduta potenza.
+L'Impero si rinnoverà colla Casa degli Hohenzollern che ascende
+invincibilmente verso di esso, ma non sarà più una potenza cesarea di
+conquista, all'uso antico, ma un'alleanza nazionale, la quale, posta nel
+cuore d'Europa, starà a vegliare e salvaguardare la pace, la libertà, la
+civiltà dall'Occidente. In questo nuovo Stato tedesco la Chiesa sarà
+quantità trascurabile, perchè non più politica, ma socialmente libera.
+Nell'avvenire questo Impero tedesco potrebbe radunare intorno a sè in
+una confederazione tutti gli elementi germanici dell'Occidente, mentre i
+gruppi dei popoli slavi e latini si riunirebbero analogamente fra loro.
+La storia mira evidentemente a questo triplice risultato. Allora una
+eguale potenza di tutti i popoli, finalmente appagati in tutti i loro
+bisogni nazionali, ed una civiltà libera e generale, a cui si giungerà
+certamente attraverso mille vie e mille canali, potranno preservarci dal
+pericolo di uno squilibrio di potenza, sia dall'una che dall'altra
+parte.
+
+ * * * * *
+
+Quando io scriveva le precedenti pagine, non poteva prevedere quale
+stupendo sviluppo fosse per prendere in breve volger d'anni la storia
+della mia patria. La folle dichiarazione di guerra di Napoleone III,
+derivata dal culto barbarico per l'idolo militare che ancora perdura in
+Francia, ha prodotto conseguenze di primaria importanza storica.
+L'intelligenza e la forza della nazione tedesca spezzarono la temuta
+potenza della Francia imperiale come una canna marcita. L'imperatore
+francese, i suoi generali, i suoi marescialli, il suo grande esercito,
+una volta terrore del mondo, come per una malìa, son fatti d'un tratto
+prigionieri di guerra. Il grande Impero francese si dissolse in polvere
+al tocco elettrico dello spirito nazionale tedesco, ed il papato,
+l'antico papato imperiale e millenario, si piegò anche esso inaridito ed
+inerte. Il re-papa latino e lo imperatore latino precipitarono insieme,
+ed in cospetto di Parigi assediata, nella notte di Natale del 1870, 1070
+anni dopo Carlomagno, l'Impero, potenza nazionale tedesca, è ritornato
+alla dinastia protestante degli Hohenzollern. La fine dell'Impero nel
+1806 appare oggi dunque soltanto come il principio di un interregno, il
+più lungo che la storia tedesca conosca. Ora noi incominciamo la riforma
+politica della Germania. E' sorprendente e bello poter oggi considerare
+la tenacia e la durata dell'idea imperiale, che è divenuta ora mirabile
+espressione del principio moderno della libertà di coscienza e della
+nazionalità.
+
+Roma, Natale, 1870.
+
+
+
+
+UNA SETTIMANA DI PENTECOSTE IN ABRUZZO
+
+(1871).
+
+
+
+
+Una settimana di Pentecoste in Abruzzo.
+
+(1871).
+
+
+Dopo un inverno faticoso, l'amico Lindemann[78] ed io volemmo concederci
+lo svago di una gita, durante la settimana di Pentecoste, nel selvaggio
+ed ancora così poco noto Abruzzo.
+
+Avevamo intenzione di vedere Rieti, Aquila e il Gran Sasso d'Italia,
+scendere dai monti di Popoli al lago Fucino, visitarvi le opere di
+prosciugamento del Torlonia, festeggiare la gloriosa resurrezione
+dell'Impero tedesco sul campo di battaglia dell'ultimo Hohenstaufen, e
+poi tornare a Roma per Tagliacozzo sulla via Valeria. Tutta questa
+regione, indescrivibile paradiso, la visitammo nella fioritura d'un
+limpido maggio. Voglio adesso parlarne un poco, almeno dell'ultima tappa
+da Popoli a Tagliacozzo, perchè parlare dell'interessantissima Aquila mi
+porterebbe via troppo tempo.
+
+Per godere appieno del paesaggio bellissimo della terra d'Abruzzo, che
+dovevamo attraversare, salimmo la vigilia del giorno della nostra
+partenza da Aquila, verso sera, sulla fortezza di questa città. Essa
+appartiene all'epoca di Carlo V; una possente aquila imperiale bicipite,
+di pietra, ed una lunga iscrizione latina, ricordante la costruzione di
+questo castello per opera del vicerè don Pedro di Toledo, marchese di
+Villafranca, stanno ancora sul ben conservato portale di marmo, di bella
+architettura cinquecentesca. Questo castello situato in piano,
+circondato da una fossa profonda, rammenta quello simile che si trova a
+Milano. Esso non ha più alcuna importanza strategica;[79] serve solo
+come caserma e dovemmo abboccarci con l'ufficiale di picchetto, per
+ottenere di essere ammessi a visitarlo. Quando rispondemmo alla sua
+domanda, relativa alla nostra nazionalità, che uno di noi era tedesco
+del sud e l'altro tedesco del nord, alleati d'Italia, quell'ufficiale
+dall'aria annoiata e dalle forme erculee, si rischiarò in volto, ci
+salutò, togliendosi il berretto, e ci invitò ad entrare. Come si
+cambiano i tempi! Anche solo pochi anni fa il nome della nostra patria
+avrebbe ottenuto l'effetto opposto!
+
+Dai merli del castello contemplammo quel superbo panorama degli Abruzzi,
+dove le catene dei picchi nevosi si spiegano solenni e severe. Aquila è
+situata sui contrafforti del Gran Sasso, da Aquila vediamo questo re
+degli Appennini immediatamente sulla nostra sinistra. Nella trasparenza
+dell'aria vespertina esso appare così vicino che si distinguono
+benissimo gli anfratti, gli spigoli, i rilievi della sua piramide;
+eppure ci vogliono due lunghi giorni di viaggio per giungervi! Pochi
+hanno asceso questa montagna, ed essa è quasi mitica e sconosciuta, come
+tutta la regione limitrofa.[80] E' un nodo montuoso di figura allungata,
+di forme gigantesche e massiccie, almeno per quel che si può giudicare
+vedendolo da Aquila. Dal centro di questa massa montuosa si alza ora una
+specie di cono o di gobba, coperto di neve; questo è il Gran Sasso, il
+punto più alto d'Italia: 9000 piedi di altezza.[81] Alla destra di
+Aquila si stende un'altra regione montuosa, senza picchi nevosi, la cui
+porzione anteriore è però limitata dai nebbiosi e qua e là nevosi monti
+sopra Sulmona, ammantati dalla porpora del tramonto e sormontati dalla
+maestosa e scintillante Maiella. Dall'altro lato, verso Rieti, la nevosa
+Leonessa,[82] monte bellissimo che si vede da Roma. Esso perde appena in
+giugno la sua veste di neve, quando sul Pincio fioriscono i granati. Da
+Rieti noi l'avevamo costeggiata andando verso Aquila. Così costeggiammo
+il Gran Sasso per raggiungere Popoli.
+
+Questa regione abruzzese non ha ancora ferrovie. Si comincia ora a
+tracciarne, essendo esse necessarie, anche per ragioni strategiche. Si
+sta costruendo una linea sul Pescara fino al mare Adriatico, dove si
+riallaccia alla linea di Ancona, ed è qui il punto centrale di scalo dei
+prodotti degli Abruzzi. Questa linea dovrà toccare Sulmona, Popoli,
+Aquila, Rieti e Terni e con una diramazione abbracciare la Marsica, il
+lago Fucino e Sora, mentre si ricongiungerebbe per Roccasecca alla linea
+Napoli-Roma.
+
+Ora si viaggia in piccole vetture di posta molto primitive, che non
+differiscono in nulla da quelle in uso nella Sabina e nella campagna
+romana. La strada è bellissima: passa per monti e valli, in regioni
+pittoresche con lo sfondo del Gran Sasso, fra castelli e rocche in
+rovina, come Poggio Picenze, Barisciano, Castel Nuovo, Ritegna (?)
+Navelli, tutti sull'Aterno rumoroso. Fra Collepietro e Popoli varcammo
+un alto passo, dal quale si gode una magnifica veduta sulla
+lussureggiante vallata di Sulmona, che è come un enorme giardino
+racchiuso in un cerchio di nevose montagne. Una volta esse racchiudevano
+un lago, come quello Velino presso Rieti. In tempi preistorici tutte
+queste valli abruzzesi erano laghi; ora non rimane che il lago Fucino,
+ed anche questo sarà presto prosciugato. In basso si scorge Popoli, su
+una roccia rossastra; su di esso le torri gialle e le rovine della rocca
+dei Cantelmi, e dietro Sulmona, patria d'Ovidio, ai piedi della Maiella
+che sembra serrare la valle. La strada che conduce a Popoli scende a
+zig-zag con gomiti così bruschi e curve così forti, che rammenta la
+strada del Gottardo o altri passi delle Alpi.
+
+Nulla di più ridente di questa piccola antica città con i suoi frutteti
+e le sue vigne assolate; il fiume Aterno prende da questo punto il nome
+di Pescara. Chi non conosce questo nome famoso nella storia di Carlo V?
+Appena entrati in città, trovammo la popolazione in gran movimento, essa
+aveva aspetto contadinesco; una strana comitiva di uomini ci venne
+incontro suonando una fanfara; era preceduta da giovanotti che su di
+un'alta pertica portavano una caldaia di rame ed altri lucenti utensili
+da cucina, tutti adorni di bandierine, fiori e corone. Era un corteo
+nuziale, e, secondo l'uso del luogo, la dote della sposa era portata in
+processione per viaggio. Popoli è una città di coltivatori e di
+vignaioli. I vini degli Abruzzi, o almeno quelli che si fanno là ed a
+Sulmona, sono celebrati in tutta la regione, e sarebbero esportati di
+più, se fossero migliori le strade. Ci è stato detto che a Popoli si
+compra un litro di ottimo vino per l'inverosimile prezzo di un soldo, e
+si piantano dei maglioli per nulla inferiori a quelli di Borgogna.
+
+Popoli, rappresentando il punto di congiunzione delle strade commerciali
+di Aquila, Pescara e Sora-Avezzano, è già oggi uno dei luoghi più
+popolosi e frequentati degli Abruzzi. Vi notammo infatti un'animazione
+che ricordava Napoli e le città meridionali.
+
+Salimmo sull'antica rocca, donde si gode un incomparabile panorama. I
+Cantelmi, stirpe provenzale, la eressero; essi eran venuti a Napoli con
+Carlo I d'Angiò, resero grandi servigi a questo conquistatore nella
+lotta con Manfredi e Corradino, e, arricchiti di molti feudi nel regno
+di Napoli, divennero una delle più potenti famiglie feudali. I Cantelmi
+possedettero anche per molto tempo la bella Sora sul Liri. In nessun
+altro luogo d'Italia il feudalismo ha fiorito come nel Napoletano. I
+Normanni, gli Hohenstaufen, gli Angiò, gli Aragona; poi gli Spagnoli,
+dopo Carlo V, crearono infiniti feudi, cosicchè in quella regione si può
+dire non esista paese cui non sia annesso un titolo di conte o di
+marchese. Nessuna regione, anche, cambiò tanto spesso di signoria per
+l'eterna lotta delle dinastie e delle nobiltà. Se non erro, l'attuale
+duca di Popoli seguì l'ex-re di Napoli, Francesco, nel suo esilio sul
+remoto e gelido lago di Starnberg. Il lago di Starnberg è uno dei luoghi
+più pittoreschi e suggestivi che conti la Germania, sulla sua tranquilla
+riva ospitale, coronata di boschi e di casolari, ben vi possono i
+fuggiaschi affaticati della vita e della storia, riposare nel silenzio e
+nell'ombra. Ma ci vuole un'anima tedesca per godere la bionda bellezza
+di quella natura e non sentirsi intirizzire; potrebbe un luogo come
+quello consolare un esule che ha negli occhi e nel cuore il sole di
+Napoli?
+
+Noi viviamo in tempi, nei quali la dea Fortuna gira assai velocemente la
+sua ruota; quando s'ebbe mai più di ora materia per dissertare sul
+vecchio tema _de exilio_ e _de varietate fortunae_? Gli antichi Romani,
+da Scipione, esempio dell'esule sereno e rassegnato, molto si distinsero
+nell'arte di sopportare degnamente l'esilio. Si dice che la religione
+cristiana e la diffusa cultura abbiano ai nostri tempi reso i dolori più
+tollerabili che nell'antichità, nella quale il più forte di tutti i
+sentimenti era l'amor di patria; questa è, e rimarrà, una bella frase.
+Queste considerazioni feci anch'io guardando la rocca dei Cantelmi, che
+mi faceva ricordare Starnberg e Chiselhurst. Nello sfondo del nostro
+viaggio, nube lampeggiante, stava la lotta spaventosa di Parigi colla
+Comune. Appena giunti in paese, chiedemmo dei giornali, per conoscere le
+ultime notizie. Ci dissero che in Popoli c'è un _Casino_, o meglio una
+_Casina_, come chiamano negli Abruzzi e nella Marsica qualche cosa di
+molto simile a quello che si chiama _Museum_ nelle città della Germania
+meridionale. La sera ci condussero in un caffè, e da questo, salite
+parecchie scale, ci trovammo nelle due stanze dove la _Casina di Popoli_
+aveva fissato la sua segreta sede. Alcuni signori giocavano al biliardo
+alla luce crepuscolare di fumose lampade; noi fummo gentilmente
+introdotti nel gabinetto di lettura, dove trovammo giornali italiani, ma
+non molto recenti, che aveva portato la posta di Aquila e di Pescara.
+
+Per il giorno seguente noleggiammo una vettura per recarci al lago
+Fucino per il selvaggio monte di Raiano, viaggio di un giorno intero.
+
+Una volta vi era servizio di posta con Avezzano; ora non più, non so per
+quale ragione, forse perchè si sta costruendo la nuova strada di Aquila
+attraverso la montagna. L'antica strada è bellissima e praticabile.
+Traversammo il Pescara, vivace corso d'acqua montanino, ricco di trote,
+largo qui come il Liri a Ceprano. Attraverso questa regione incantevole
+giungemmo a Pentima, poi sull'altipiano dell'antico _Corfinium_ dei
+Peligni.
+
+La bellezza della valle da Sulmona a Popoli, colla catena del Gran Sasso
+e le altre montagne intorno, è tale che non può esprimersi con parole.
+Io non vidi mai un paesaggio così superbamente stilizzato, come questo
+di Corfinio, da non paragonarsi nemmeno colle famose località siciliane.
+E' una veduta di alpi e di nevi nella smeraldina limpidezza della luce
+del sud. Anche sotto questo cielo i monti hanno nevi eterne, ma queste
+non hanno la grandiosità sinistra dell'_elemento_; sembrano essere
+state posate sugli spigoli scintillanti da uno spirito di bellezza, per
+aumentare lo splendore di queste montagne. Sotto l'azzurro del cielo lo
+scintillìo delle nevi ha un risalto speciale, magico. Teatro più bello
+dell'altipiano di Corfinio questa scena sublime non potrebbe avere, e si
+potrebbero passare delle ore e dei giorni interi assorti nella sua
+contemplazione, dimenticando il piccolo mondo degli uomini.
+
+In mezzo a questa natura grandiosa, quasi eroica, in quest'aria fresca e
+serena, potrebbe sorgere una forte città dalla popolazione sana ed
+esemplare. Vedemmo molti resti di antiche mura, ed una chiesa non
+vecchissima, ma d'una considerevole antichità, unico particolare del
+quadro che ricordasse il presente ed il tempo. Essa è di travertino
+giallastro e brillante. Si chiama San Pelino, e da essa prende il nome
+l'altipiano. Deve essere stata eretta verso il 1400, ma, a giudicare
+dalle iscrizioni, prima di essa vi doveva già essere in questo luogo
+un'altra chiesa, eretta sulle rovine d'un tempio pagano. Il materiale di
+costruzione è stato preso da _Corfinium_, come sì rileva dai frammenti
+d'iscrizione che si trovano sulla parete esterna.
+
+Presso uno di questi frammenti trovai questo scritto medioevale, coi
+caratteri del tempo dei Cosmati, e anche coi nomi e le parole usate dai
+Cosmati stessi nelle loro iscrizioni: VGO. HOC. F. OPVS. ARNVLFVS. EP.
+PLEBI. DI.--ciò che non mancò di meravigliarmi molto. Ancor oggi sul
+tabernacolo di S. Paolo a Roma si legge: _Hoc opus fecit Arnolfus cum
+socio suo Petro_.
+
+Come è incomparabilmente grande qui la natura, ugualmente grandi sono le
+vestigia della storia di Roma. _Corfinium_ fu per lunga serie d'anni il
+centro della più violenta rivoluzione d'Italia, la terribile
+sollevazione degli alleati contro i privilegi della sovranità assoluta
+di Roma. In questa città gli eroici Marsi, i Sanniti ed altre
+popolazioni strinsero alleanza, si dichiararono indipendenti da Roma,
+crearono, sotto Quinto Silio, consoli e Senato, e chiamarono _Corfinium,
+Italica_. In terribili guerre la Comune delle popolazioni italiane lottò
+per la cittadinanza romana; seguirono altre guerre sociali, e la grande
+guerra servile: le figure di Mario e Silla, Ottavio, Cinna, Sulpicio e
+Rufo, nonchè Pompeo e Cesare, si presentano agli occhi del viaggiatore
+che segue col pensiero questa catena galvanica di lotte gigantesche
+dell'aristocrazia colla democrazia, del diritto popolare col privilegio,
+che conduce all'apparizione del Cristianesimo e del suo ideale
+democratico. Ed essa non finisce qui: la lotta è eterna come il
+principio che la provocò.
+
+Mentre noi qui, sulla luminosa pianura di Corfinium, riandiamo col
+pensiero quelle rivoluzioni e guerre civili per la conquista dei diritti
+da parte dei Comuni d'Italia, i comunardi di Parigi chiamano alla
+riscossa le città di Francia contro il principio di stato della
+centralizzazione; essi abbattono i monumenti imperiali e regali, e
+spargono su di essi infiammato petrolio, facendo di Parigi un rogo. Se
+mai la ragione e il diritto furono fondamento di una guerra civile, ciò
+accadde nel caso della guerra marsica.
+
+Un granellino di ragione Bismarck lo trovò anche nel pandemonio della
+Comune di Parigi. Negli eccessi della recente rivoluzione parigina
+riconosciamo in parte il fanatismo della furia partigiana latina, ed
+anche un po' della grandiosità dell'anima romana. I posteri potranno
+forse meglio di noi sceverare il torto dalla ragione in questo periodo
+storico, e giudicare in modo più mite quello scoppio d'un malore
+sociale. La recente storia di Francia offre infatti una forte analogia
+con quella dell'antica Roma.
+
+Già da ottanta anni quella regione è agitata da rivoluzioni che la fanno
+oscillare fra la repubblica e l'impero. Il cesarismo romano ha trovato
+raramente buon terreno per svilupparsi in Italia, sua terra d'origine,
+ma è esulato in Francia.
+
+In Italia, invece, il principio della centralizzazione romana non passò
+allo Stato, ma alla Chiesa ed al potere temporale.
+
+Sarebbero ben da compiangere gl'Italiani se facessero di Roma, loro
+capitale, un vampiro della nazione; certamente al più presto non
+mancherebbe un _Corfinium_. Già troppo le differenze e le autonomie
+delle Provincie sono state intaccate in Italia; e si deve alle tenaci
+tradizioni ed ai resti dei Comuni medioevali, se ancora non sono
+sensibili inconvenienti maggiori del nuovo stato di unità.
+
+Ma, laggiù, da un colle si staccano cupe masse di case, e le torri di
+una cattedrale: è Sulmona; e la figura del sereno poeta delle
+Metamorfosi e delle Eroidi, poi esule infelice, ci si presenta: Ovidio
+fu proprio l'uomo creato per fare le più profonde riflessioni
+sull'instabilità della fortuna! Dal luminoso e raffinato mondo romano
+egli precipitò fra i selvaggi Sciti del Mar Nero, coperti di pelli di
+belve! Quante volte, laggiù, egli non avrà pensato con melanconica e
+straziante brama ai monti e alle valli floride della patria sua, ai
+giochi della sua giovinezza a' piedi della Maiella!
+
+Un'altra figura storica, lontana da quella di Ovidio, come la notte dal
+giorno, come può esserlo un ascetico santo da un sereno pagano, ci
+apparisce dietro Sulmona, e riempie delle fantastiche memorie
+medioevali l'azzurro leggermente nevoso della Maiella. Da quelle grotte
+un timido montanaro eremita fu sbalzato d'un tratto sul trono
+pontificio: Celestino V, predecessore di Bonifacio. In S. Maria di
+Collemaggio presso Aquila, dove egli fu condotto da re Carlo di Napoli
+per esservi incoronato, egli giace sepolto; ed io visitai là il suo
+mausoleo. La sua storia è il più strano episodio del Papato, un poema di
+santità, tutto fragrante di romanticismo medioevale, incomparabile ed
+unico negli annali della Chiesa.
+
+Un altro figlio diretto del medioevo leva la sua ombra sulla Maiella:
+Cola di Rienzo, l'ultimo tribuno di Roma, in esilio, e non più vestito
+di broccato e di seta bianca, ma nella cella di quei Celestini che il
+papa-eremita aveva fondato. Anch'egli fu dunque un eremita della
+Maiella, cinquant'anni dopo Celestino. Dopo la sua cacciata dal
+Campidoglio, andò errabondo nel napoletano, e si rifugiò poi in queste
+solitudini, visse cogli eremiti, assorto in meditazioni sulla riforma
+universale, alla quale si credeva chiamato. Di là mosse verso Praga, per
+partecipare all'Imperatore Carlo le profezie degli eremiti abruzzesi e
+le sue proprie idee geniali.
+
+Da _Corfinium_ quante prospettive storiche si presentano alla mente del
+viaggiatore! Quinto Silio, Ovidio, Celestino, Cola di Rienzo. E
+dovunque, davvero, in Italia, in questi paradisi naturali che da una
+bellezza conducono ad una bellezza più grande, dovunque troviamo vive e
+fresche le fonti della storia! Da ogni lato balzano figure del mito e
+della storia più ricca e più grande del mondo!
+
+Nessuna terra è più suggestiva, in nessuna terra pulsa come in questa il
+sangue della civiltà!
+
+Se oggi essa appare monumentale, e di sasso, essa getterà un giorno la
+maschera! Questo inesauribile campo di sèmina della civiltà ha anche
+un'altra missione, oltre quella di essere il camposanto di un grande
+passato. Lo spirito luminoso di questa nazione tornerà, presto lo
+speriamo, a splendere come al tempo di Dante e di Raffaello!
+
+Montammo in carrozza e giungemmo presto a Raiano, piccolo villaggio
+all'estremità dell'altipiano, dal quale poi si sale alla Costa (?),
+possente fianco del monte, attraverso il quale, dopo molte ore di
+cammino si giunge al lago Fucino. Si sale lentamente serpeggiando. A
+Raiano rinforzammo con buoi il nostro tiro. Andando innanzi incontrammo
+una numeroso gregge di pecore e di capre che i pastori, uomini
+giganteschi, coperte di pelli le spalle, impugnando il pungolo,
+conducevano lentamente alla montagna. Più oltre vedemmo i pendìi tutti
+coperti di greggi, che vi passano l'estate. Cani dal lungo pelame, della
+grandezza dei San Bernardo, fanno la guardia; essi portano un collare di
+cuoio con punte di ferro, che li protegge dal dente dei lupi abruzzesi.
+
+Giungemmo alla prima altura sopra Raiano, donde si godono sempre nuove e
+incantevoli vedute del Gran Sasso, del monte Golgano(?), della Maiella e
+di tutta quella regione montuosa, strana solitudine di rupi rossastre
+appoggiate la une sulle altre o spaccate da profondi crepacci di mille
+forme, sormontate dal maestoso Gran Sasso.
+
+In questo luogo il fiume Pescara si perde sotterra; si passa quindi una
+valle, dopo Goriano Sicoli, e più là fra umide e cupe montagne si apre
+un passo, chiamato Forca,[83] come molti son chiamati in Svizzera.
+
+Vi giungemmo a mezzogiorno. Si poteva essere a 4000 piedi sul mare, ma
+l'aria vi era tepida e dolce; delle allodole cantavano e degli usignoli
+svolazzarono da un cespuglio.
+
+A Forca ci imbattemmo cogli ultimi viandanti, cavalieri o pedoni; poi
+non si incontrarono più che greggi di pecore inerpicantesi sui dirupi.
+Ai lati strade mulattiere conducono ad Alba[84] e ad Avezzano, e sono
+antichissime; nel medioevo servivano da strade militari. Così procedemmo
+per ore sulla roccia brulla, di color bruno. Degli amici di Roma avevano
+trovato rischiosa la nostra gita in questa solitaria contrada che, dopo
+le Calabrie, è la più frequentata dai briganti.
+
+Fino al 1860 ne era abbondantemente infestata, ed ancora se ne
+incontrano nei dintorni di Sulmona. Il vetturale non si stancava di
+narrarci, durante il viaggio, queste storie di briganti; una l'ho ancora
+in mente. Sette fratelli, di forza erculea, divennero un bel giorno
+banditi e, venuti in queste montagne, si diedero a rubare, ad uccidere,
+a sequestrare persone, a far bottino, di notte, di centinaia di pecore.
+Cinque di essi morirono, due scomparvero. Alcuni cittadini di Aquila che
+qualche anno dopo portarono al mercato di Trieste seta grezza da
+vendere, riconobbero i due malandrini in due mercanti che avevano
+stabilito in quella città un fiorente commercio. Il governo austriaco li
+consegnò a quello italiano, e quei banditi sono ora, rinchiusi nelle
+prigioni di Aquila, dove attendono la loro condanna a morte.
+
+Ancora un'altura, e dinanzi agli occhi si stende una profonda
+depressione larga più miglia, superbamente circondata da altissimi
+monti, oscurati ora dall'avvicinarsi del temporale. A destra si erge una
+catena, la cui più alta vetta, una doppia piramide colossale, è ancora
+coperta di neve. È il monte Velino, che divide il territorio d'Aquila da
+quello di Alba; alla sua base giace il campo di battaglia di Corradino,
+e più sotto il lago Fucino. A questo punto fui deluso nella mia
+aspettativa. Mi aspettavo uno specchio d'acqua scintillante ed azzurro,
+e vidi un lago oscuro per l'ombra del cielo e dei monti, di un
+grigio-plumbeo confuso. Mi parve un morente che prendesse congedo dalla
+dolce vita, e la sua vista mi depresse e mi mise di cattivo umore.
+
+Ma quando ci fummo avvicinati, a circa un'ora di distanza, esso cominciò
+a sorriderci azzurro, e mostrò di avere ancora un bacino abbastanza
+considerevole, grande all'incirca come il lago di Bracciano. Pure non
+potrà aver più di 21 miglia di perimetro. Quando era ancora intatto ne
+aveva 35. Più di 15 miglia mi parve dover essersi ristretto! Scendemmo
+alla località più vicina alla riva del lago, ad un castello detto
+Cerchio, che ora si trova a 4 miglia dalle acque. Ci riposammo in una
+solitaria taverna, e proseguimmo per Avezzano.
+
+Vedemmo per via uomini occupati a costruire strade, ponti, tagliare
+pietre; tutta una vita febbrile di lavoro, prodotta dalle opere di
+prosciugamento. Ai lati della strada si ergevano ridenti alture coperte
+di orti e di vigne, che un tempo erano state in riva al lago. Sopra un
+notevole villaggio, detto Celano, si vede un grande castello con mura
+merlate; Celano fu un tempo con Alba e Tagliacozzo una delle capitali
+della Marsica nel medioevo.
+
+L'antica Marsica, detta anche, per la strada consolare, provincia
+Valeria, poi Abruzzo, giungeva fino al lago Fucino. Ma nè
+nell'antichità, nè nel medioevo i suoi confini sono nettamente
+assegnabili. La sua sorte durante il medioevo o è immersa nell'oscurità,
+o è inestricabile confusione. Al principio del secolo VII Valeria è
+detta la capitale episcopale della Marsica, luogo d'origine del
+pontefice Bonifacio IV (608-615). Se questa città sia scomparsa, se sia
+stata l'antico Marruvium, e se sia mai esistita una _Civitas Marsicana_,
+è incerto. Quando i Longobardi s'impossessarono delle antiche città
+romane, la regione Marsica intorno al lago manteneva il suo antico nome,
+ed era un _castaldato_. Il _Castaldius Marsorum_ è nominato spesso nei
+documenti del secolo VIII, come anche le città di Celano, Transaqua,[85]
+Atrano, Alba, ed altre. Forse esso aveva la sua sede a Celano. Quando i
+duchi longobardi di Spoleto soggiacquero ai Franchi, il castaldato
+divenne una contea. I conti della Marsica datano, sembra,
+dall'imperatore Ludovico II. Stirpi franche soppiantarono le longobarde.
+Nel secolo XI la casa dei conti Trasimondo, Berardo e Oderisio divenne
+assai ragguardevole; essa affermava di discendere dai Carolingi. I conti
+di Celano erano ancora potenti al tempo dell'imperatore Federigo II, dal
+quale si staccarono per volgersi al papa. Cogli Angiò altri rapporti si
+stabiliscono; le condizioni mutano, e i romani Orsini entrano nella
+regione del lago Fucino; alla fine del secolo XIII Carlo II di Napoli
+l'investe delle contee di Tagliacozzo e di Alba. Contro di loro lottano
+più tardi i Colonna, per il possesso della Marsica, quando Martino V
+diede Alba e Celano ai suoi fratelli. I Colonna si chiamarono dal 1432
+duchi della Marsica, e vi possedevano allora ben 44 località, fra cui
+Alba, Avezzano, Celano e Transaqua. Nel 1463 perdettero Celano che passò
+ad Antonio Piccolomini, nipote di Pio II. Mantennero Tagliacozzo e
+Alba. Avezzano divenne proprietà degli Orsini, ma per poco tempo; i
+Colonna cacciarono dalla Marsica la famiglia rivale.
+
+Noi non avevamo tempo di visitare l'interessante Celano, e ci limitammo
+ad Avezzano. Questa cittadina giace in piano, in un ridente e
+lussureggiante paesaggio, a tre quarti d'ora dal lago. Ha ancora antichi
+edifici di stile gotico-romanico, e la bella rocca degli Orsini.
+
+Il famoso _Gentile Virginio_ la eresse nel 1490, essa ricorda il
+castello di Bracciano, eretto da Napoleone, padre di Virginio.
+
+Marcantonio Colonna, il vincitore di Lepanto, ingrandì il castello, vi
+pose dei trofei della guerra contro i Turchi, adornò le sale con
+pitture, delle quali non resta più traccia. Sul portale della rocca si
+legge una iscrizione, nella quale egli si chiama: _Marsorum
+Talliacotiique Dux, Marchio Atisse, Albe et Manupelli Comes_.
+
+I tempi degli Orsini e dei Colonna, di questi re della Campagna romana,
+i cui nomi e le cui imprese riempirono dei secoli, sono divenuti
+leggendarii, come il ducato dei Marsi. La rocca di Avezzano, oggi
+proprietà dei Barberini Colonna, è divenuta una miserabile caserma, e
+solo lo stemma degli Orsini e dei Colonna ricorda ormai il suo grande
+passato. Il re della Marsica è oggi Torlonia; egli ha denari e possiede
+il genio dell'industria. A due passi dall'antico castello si vede una
+nuova grande piazza, ad un angolo della quale sta scritto: Piazza
+Torlonia. Là il Creso di Roma si fabbrica un palazzo; dovunque si vada
+in questi paesi, si sente parlare di lui.
+
+Nelle città della Marsica i coloni e i vassalli maledivano un giorno gli
+storici loro tiranni Colonna ed Orsini, che coprivano ogni anno di ferro
+e di fuoco quella regione incantata che giace sulle rive del lago di
+Fucino. Ma oggi il nome, per nulla storico, di Torlonia è ripetuto qui
+con stima e riconoscenza da poveri e ricchi, signori e plebei. Torlonia
+coi denari ha fatto risorgere questa regione. Egli arma migliaia di
+uomini di pala e di vanga; migliaia di uomini egli nutre; dà in affitto
+i campi a famiglie e comunità. Ha riscattato dal lago miglia e miglia di
+terra, e vi sorgeranno nuove città; per 99 anni egli sarà il re della
+Marsica e possederà la nuova terra; vi avrà un monumento che tramanderà
+ai posteri la gloria di questo grande prosciugatore.
+
+All'albergo di Avezzano chiedemmo, maliziosamente, pesci del lago. Non
+ne avevano; i pesci erano morti a migliaia sulle rive lasciate a secco
+dai lavori intrapresi; devono aver ricoperto d'argento una ben vasta
+estensione di terra! Che cosa c'importa dei pesci! ci disse l'ostessa,
+fanatica partigiana del prosciugamento, se noi guadagniamo dei campi?
+Che c'importa del lago, se avremo dei giardini? Nella nuova terra
+fioriranno i nuovi coloni. Ciò è esatto, ma sarà distrutta così una
+grande opera naturale, e l'Italia sarà vedovata per sempre di una
+meraviglia della natura, di uno dei più fulgidi suoi gioielli. Io non so
+assuefarmi all'idea che questo solenne lago, che per migliaia e migliaia
+d'anni ha specchiato nelle sue acque questi monti severi e maestosi,
+debba scomparire per sempre. Temo che ugual sorte tocchi presto anche al
+Trasimeno: anche quello vorranno versare nel mare, per guadagnar pascoli
+e campi; e chi sa che già non stiano furtivamente visitando le sue coste
+dei funesti capitalisti intenti a calcolare in quanta prosa sonante si
+possa convertire questa incantevole poesia naturale! Sì, il denaro e le
+macchine a vapore van prosciugando nel mondo la poesia, ma solo un
+mercante potrà rallegrarsi di questo.
+
+Le rive del lago non misurano più che tre miglia. Dove poco fa si
+agitavano le onde e i pescatori gettavano le reti, sono ora verdi
+seminati, campi solcati dall'aratro, e divisi fra loro da segni di
+confine portanti lo stemma e le iniziali di Torlonia. L'allodola già ha
+nidificato sulla nuova terra, e l'allegra figlia dei campi intona già su
+di essa canti di giubilo.
+
+Il Comune di Avezzano intentò lite al Torlonia, facendo valere i propri
+diritti sulla nuova regione; ma i contendenti si accordarono per una
+certa somma di denaro.
+
+Arrivammo al cantiere dei lavori, dove ci si presentò uno strano
+spettacolo, che in piccolo ricordava i lavori del canale di Suez. Un
+canale largo e profondo è stato scavato dalla sponda del lago: in questo
+scorrerà l'acqua del lago, quando sarà compiuto il prosciugamento e
+quando sarà stata tagliata la diga. Delle cateratte massiccie, di pietra
+bianca squadrata, sono state costruite con fattura semplice e solida.
+Nel canale ed intorno erano centinaia di operai occupati a riempire di
+melma dei cesti e a portarli via su di un colle vicino. In gran parte
+eran donne che compivano questo lavoro. I loro fazzoletti rossi, le loro
+vesti variopinte, secondo il costume di Sora, davano alla riva un
+aspetto straordinariamente animato. Il nuovo canale viene a trovarsi in
+una posizione molto più bassa dell'antico per mezzo del quale già una
+parte del lago era stata prosciugata. E questo canale si dirige
+direttamente verso il monte Salviano dove sono anche gli antichi
+emissarii di Claudio.
+
+Vedemmo anche tre colossali gallerie, una sopra l'altra, parte in
+muratura, parte scavate nella roccia, che si trovano molto al di sopra
+della superficie del suolo. Di là dal monte scorre il Liri, presso
+Capistrello, attraverso la valle di Nerfa, dalla quale scaturisce presso
+Cappadocia; in questo Liri sarà condotto il Fucino. L'emissario di
+Claudio fu già espurgato dall'imperatore Federigo II, poichè già per
+molti secoli ed anche nell'anno 1826 era stato più volte tentato il
+prosciugamento del lago. Questo tentativo ebbe felice esito soltanto nel
+nostro tempo; una società di capitalisti, fra cui molti francesi,
+intraprese circa 12 anni fa questa grande opera. L'emissario di Claudio
+fu in questa occasione riattivato, approfondito ed allargato. Torlonia,
+finalmente, assunse per suo conto l'alta direzione di tutta l'impresa.
+Fra pochi anni il prosciugamento del lago sarà compiuto.[86]
+
+Dall'alto dell'emissario di Claudio si vede assai bene tutta la
+superficie del lago ed i monti all'intorno. A mezzogiorno si elevano i
+monti di Sora; nel vederli mi ricordai delle mie gite sul Liri. Cinque
+anni fa da Sora, dove mi ero dovuto fermare in quarantena, essendo
+scoppiato il colèra, volevo partire per Avezzano, ma i briganti
+m'impedirono di prender quella via. I monti della Maiella appaiono ad
+occidente. Eppure è sempre il monte Velino quello che attira su di sè
+l'attenzione dello spettatore; anche se si è volto altrove lo sguardo,
+bisogna riportarlo su di esso, tanto appare mirabile per la sua
+adamantina figura. Sembra che non riceva luce dal cielo, ma che
+risplenda di luce propria ed illumini i monti, il lago ed i piani.
+
+Che meraviglioso specchio dev'essere stato il lago nella sua integrità!
+Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si
+può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi
+flutti. Le ninfe presto moriranno come i poveri pesci e cederanno il
+posto al fieno e alle biade. Le fronti celesti dei monti che si sono
+specchiate finora in quest'onda favolosa, presto dovranno prendere
+congedo dal loro amico, il Dio Fucino. Presso Trasacco veleggiano ancora
+delle oscure barche e lì vicino s'innalzano al cielo bianche nubi di
+vapore che vengono dalle macchine che aspirano l'anima al povero lago.
+Torlonia, il grande seccatore della natura, è sordo all'appello delle
+ninfe; egli non teme neppure la vendetta dei pesci che potrebbero
+tormentare i suoi sogni. Egli non crede più alla mitologia d'Ovidio; ha
+denari e può sfidare gli dei, che dichiareranno fallimento. Potesse egli
+almeno risollevare dal lago le città che vi sono sprofondate, Marruvium
+e Pinna! Una leggenda narra ch'esse vi sono sepolte.
+
+Prendemmo di buon mattino una carrozza per andare a visitare il campo di
+battaglia di Corradino e la vicina Tagliacozzo. Era un'incantevole
+mattinata primaverile, il monte Velino coi suoi campi di neve, tutti i
+solenni monti d'intorno, lo specchio azzurro del lago, le castella
+merlate sui verdi colli, risplendevano in un'atmosfera limpidissima:
+tutto aveva un aspetto fantastico di linee e di forme nella placida
+tranquillità della natura. Colle parole non si può esprimere ciò che io
+sentivo. Neppure nei sogni più belli potrebbe una fantasia di poeta,
+fosse anche Dante od Omero, immaginare uno scenario di così eterea
+bellezza, come questo che fu teatro della cupa tragedia di Corradino.
+Solo un campo di battaglia conosco, che gli si possa paragonare, sebbene
+di genere differente: è quello dove cadde, presso il Vesuvio l'eroe goto
+Teia.
+
+Tutta questa scena ha per centro il Velino; esso ha la natura distesa
+reverente ai suoi piedi, come un tappeto; il lago, le rive ridenti, i
+campi palentini bagnati dal Salto. Dal monte maestoso si staccano delle
+alture, sulle quali sorgono le antiche rocche dei Marsi, rovinate e
+corrose dall'edera, intere cittadelle medioevali con chiese, conventi e
+castelli. A destra si erge, come un'isola verde, e un tempo emergeva
+dalle onde del Fucino un colle roccioso, sul quale si trova la favolosa
+Alba Marsorum, o Fucentia, con resti di mura ciclopiche e antichi
+templi. In essa condusse melanconica esistenza Perseo, re della
+Macedonia, cui toccò la sorte di Corradino! In questa lontana Alba egli
+si sarà trovato come in un luogo incantato; e invero quale più
+straordinaria prigione per un re? Al di sotto, Androsano; più là, su un
+dolce pendio verdeggiante, Magliano, e sopra, addossati a gigantesche
+rupi oscure, Massa,[87] Corona e Rosciolo. L'Imele, detto anche
+Salto,[88] si getta nel fiume Velino, che a sua volta si getta nella
+Nera e questa nel Tevere. Esso si svolge in curve fra questi monti,
+lungo una valle, nel lato opposto della quale si trova l'ultima montagna
+_Fontecellese_. Sul pendio di questa sta Tagliacozzo, ma ancora non si
+può vedere.
+
+Con una risoluzione disperata rinunziammo ad Alba, e ci dirigemmo sulla
+pianura palentina. Traversammo prima il villaggio di Cappelle, coronato
+di giardini. Qui già cominciano i campi palentini che si estendono fin
+sotto Scurcola e Tagliacozzo. A destra la pianura è chiusa dal monte S.
+Nicola, sul quale si trova Scurcola coronata dalle alture di Magliano e
+di Alba. Di fronte ad Alba si alza il colle S. Felice, dove, secondo la
+tradizione, il vecchio Erardo di Valery aveva nascosto nei cespugli
+quella retroguardia che decise le sorti della battaglia. Anche oggi quel
+luogo si chiama _Le difense_.[89] Nello sfondo si scorge il monte S.
+Antonio (?) coperto di neve, gli alti monti di Capistrello e Corcumello,
+e molte altre punte gigantesche. L'altipiano fra la Scurcola e S. Felice
+si chiama _la Palenda_, il vero centro del Campo palentino solcato dal
+Salto. Carlo d'Angiò era venuto da Aquila attraverso il passo del Monte
+Velino, e aveva preso posizione sulla destra del Salto sotto Alba.
+Corradino era venuto da Tagliacozzo per la via Valeria, e si era posto
+sulla sinistra del Salto, sulla _Villa Pontium_, sotto la Scurcola. Per
+una notte mantennero i due avversari queste posizioni, finchè il
+Senatore di Roma, Don Arrigo di Castiglia, passò il Salto e impegnò la
+lotta.
+
+La battaglia è chiamata con varî nomi dai cronisti del tempo, di
+Tagliacozzo, di Alba, di Campo Palentino, della Scurcola.
+
+Anche Dante dice:
+
+ e là da Tagliacozzo
+ Dove senz'arme vinse il vecchio Alardo;
+
+Questo prova soltanto che Tagliacozzo al tempo di Dante era il luogo
+più importante dei dintorni, mentre Scurcola era un piccolo castello
+dipendente da Alba, e del quale appena si conosceva il nome.
+Indubbiamente la battaglia dovrebbe prender nome dalla Scurcola, perchè
+il Campo Palentino, che Carlo in alcuni documenti indica come luogo
+dello scontro, si trova esattamente sopra Scurcola. Il feroce vincitore
+a ricordo della battaglia costruì lì stesso il convento di S. Maria
+della Vittoria, immediatamente presso il ponte sul Salto e presso la
+_Villa_ o _Castrum Pontium_, dove Corradino tenne il suo ultimo quartier
+generale.
+
+Ecco il fiume ed il ponte! Dei pioppi fiancheggiano il fiume, dove
+stanno a lavoro alcune donne con dei bambini. Due passi ancora, e siamo
+di fronte a neri avanzi di mura e di pilastri, ultimi resti dell'abbazia
+di S. Maria della Vittoria. Carlo d'Angiò più volte visitò questo
+convento, per inebriarsi al ricordo della battaglia. Un paio dei
+documenti che lo riguardano son datati di là. Non si sa in qual tempo
+l'abbazia decadde e andò a rovina.
+
+Ci affrettammo a salire alla Scurcola. Questo villaggio copre col suo
+labirinto di strettissime strade il dorso roccioso del monte, la cui
+pietra serve in parte di selciato alle vie. Sul punto più alto si trova
+la cattedrale, S. Maria, che sembra appoggiarsi alla torre rotonda
+dell'antica rocca, oggi in rovina. Gli Orsini la costruirono, secondo mi
+fu detto; poi appartenne ai Colonna che anche oggi portano il titolo di
+baroni della Scurcola. L'edera avvolge strettamente mura e portale, e
+nasconde lo stemma.
+
+Tutto il paese è come il monumento dell'antica battaglia. Si leggono con
+strano stupore i nomi storici di queste sporche e strette viuzze: _Via
+Carlo d'Angiò, Via Corradino, Via Ghibellina_. Gli abitanti stessi
+sembrano viventi tradizioni di quell'avvenimento, che è la gloria e il
+vanto del luogo, e l'unica ragione di visitarlo. Come a Benevento non è
+spento il ricordo della battaglia di Manfredi, così qui il ricordo di
+quella di Corradino. Ogni scurcolano colto sembra conoscere fin nei più
+minuti particolari la storia della caduta di quel principe, e potrebbe
+servire di guida ad ogni straniero. Un cortese canonico ci condusse
+nella chiesa. Essa ha ancora un portale gotico del tempo degli Angiò, ma
+nell'interno è del tutto rinnovata; il sacerdote ci mostrò il tesoro più
+prezioso del suo luogo natio: un'immagine della Madonna che Carlo stesso
+fece eseguire per S. Maria della Vittoria; e ci fornì alcune
+indicazioni relative ad essa. L'immagine è di legno dorato, e
+rappresenta la Madonna seduta; essa ha fra le braccia il Bambino, che
+tiene in mano il globo del mondo. E' un lavoro che non ha nessun
+carattere barbarico, di un genere sorto prima in Italia che in Francia,
+come conferma la tradizione della Scurcola. Si trovò quell'immagine
+sotto le rovine di quel chiostro nel 1757, e fu trasportata nella chiesa
+del villaggio. In questa occasione si ebbe il barbaro gusto di coronare
+con due laminette d'oro le due teste delle immagini. Nella sacrestia se
+ne conserva anche la custodia in legno, fregiata dei gigli degli Angiò e
+ornata d'immagini ben conservate e di ottima esecuzione, rappresentanti
+la crocifissione di Cristo ed altre scene bibliche.
+
+Scendendo dalla rocca e dalla chiesa girammo nella parte inferiore della
+cittadina, cercando se vi fosse nulla di notevole da scoprirsi. Una
+piccola piazza, detta _Piazza del Municipio_, attrasse la nostra
+attenzione, avendo veduto sullo stemma del municipio questa scritta:
+_Domus Universitatis Scurculae_. Nello stemma si distingueva un ponte
+con cinque gigli. Il sindaco del luogo, un distinto e solenne vecchio
+dalla lunga barba grigia, mi disse che quello stemma aveva origine dal
+_Castrum S. Mariae in Pontibus_, che una volta i Templari avevano
+posseduto presso il Ponte del Salto; questo dev'essere quel _Castrum
+pontium_ dove risiedette Corradino.
+
+Il sindaco ed altri signori si riempirono di ammirazione per le
+battaglie tedesche, che han fiaccato perfino la grande Francia, e
+riandammo insieme la storia del nostro grande Impero, la sua grandezza e
+la sua caduta al tempo degli Hohenstaufen, le sventure e le lotte della
+nostra patria che susseguirono: l'apparizione ai dì nostri di un
+Barbarossa, tarda ma feconda di un Messia; il rinnovamento dell'Impero
+degli Hohenstaufen negli Hohenzollern. Ciò che Arrigo IV aveva invano
+tentato, l'unificazione della Germania sotto una dinastia ereditaria, è
+stato raggiunto solo ora, dopo 600 anni. Gli Hohenstaufen caddero,
+perchè si allontanarono dal suolo nazionale e spostarono il centro di
+gravità dell'Impero nella straniera Italia, ancora chiusa all'ideale di
+una monarchia universale romana. Anche il nobile Arrigo VII scontò quel
+sogno cesareo con una morte subitanea in Italia. Quante rivoluzioni e
+quante lotte di pensiero politico e religioso, prima di veder vinto
+questo principio imperiale romano, prima che in vista di Parigi
+assediata, nel castello di Luigi XIV a Versailles, fosse alfine
+proclamato l'Impero nazionale tedesco! «Bisogna che il sangue sparso da
+Corradino sia presto o tardi vendicato», diceva, già ai tempi di Carlo
+V, Reissner il biografo di Frundsberg. Il sangue di Corradino è ora per
+sempre vendicato, ed anche i delitti degli Hohenstaufen in Italia
+(seppure, con le idee di quel tempo relative al diritto si può parlare
+di delitti) son tutti espiati. I grandi imperatori svevi stanno
+solennemente al culmine della nostra storia, e ne rimarranno le più
+eroiche figure, finchè duri la memoria tedesca.
+
+Credo che a nessun tedesco prima che a noi due, in quel giorno, sia
+stato mai concesso di guardare il campo di battaglia di Corradino con
+occhio così orgoglioso e sereno. Con quali sentimenti il nobile Raumer
+considererebbe oggi queste pianure palentine, egli che le visitò e le
+studiò nel 1817, due anni dopo la caduta definitiva del primo Napoleone?
+Come lungi era allora da lui, che ci ha dato una storia nazionale degli
+Hohenstaufen, il pensiero che egli avrebbe assistito, in una tarda età
+da patriarca, alla caduta di un altro Napoleone e alla ricostituzione
+della Germania in Impero nazionale e prima potenza del mondo! Tanto
+scherno, tante oltraggiose ingiurie e tanto danno ebbe a patire la
+nostra patria dalla Francia fin dai tempi degli Angiò, per tanto tempo
+fummo deboli, esautorati, perchè divisi, che ora ci sarà alfine permesso
+di alzare orgogliosamente la testa. Dai campi palentini della Scurcola
+vada dunque un saluto di giubilo alla patria, al grande nuovo imperatore
+del ceppo degli Hohenzollern, al ristabilitore dell'Impero, e a tutti
+gli uomini che con la spada e con lo spirito han contribuito a renderci
+il nostro Impero tedesco. I loro nomi e le loro imprese passeranno di
+generazione in generazione divenendo forse mito, e come oggi dei tardi
+nepoti sui campi della Scurcola ripensano ai tempi eroici di quella
+battaglia, un giorno sui campi di Wörth, di Metz, Sedan e Parigi, altri
+riandranno con la mente ai tempi gloriosi in cui su quei campi si formò
+la libera ed una Germania.
+
+Ecco Tagliacozzo! Ha un aspetto cupo, visto così in distanza, con la
+rocca dei Colonna in rovina, tutto raccolto sul dorso accidentato del
+monte rupestre! Ci aspettavamo una massiccia mole di pietra, quando
+passammo attraverso la grande _Porta Marsicana_, e invece trovammo con
+meraviglia una piazza gradevole, con una bella fonte, circondata da
+pittoreschi edifici con balconi e finestre gotiche, e palazzi del
+Rinascimento. Entrammo in un albergo le cui dimensioni di palazzo, come
+la grande e bella strada nella quale si trova, ci riempirono di stupore.
+Nei secoli XV e XVI debbono aver fiorito qui delle ricche famiglie
+all'ombra della signoria colonnese. Io avevo in questa città un amico
+che più volte a Roma mi aveva invitato a visitarlo, ma disgraziatamente
+non si trovava in città; trovai però sulla porta della farmacia suo
+nipote, un giovane che fece volentieri le parti dello zio. Dovemmo alla
+sua gentilezza, se visitammo tutto ciò che vi è di notevole in questo
+luogo. Nei documenti è chiamato _Taliacotium_, antica città degli Equi o
+Cicolani. Ma essendo stato tradotto _Tagliacozzo_ in volgare, così
+vediamo nello stemma cittadino due cavalieri che tagliano una clamide.
+Vidi questo stemma al municipio, che si è annidato in un antico convento
+abbandonato.
+
+Il signor B. ci condusse in molte vetuste chiese e finalmente al palazzo
+Colonna, un palazzo che ha apparenza di fortezza, la cui parte superiore
+è, per le finestre, di stile gotico del secolo XIV, e il portale invece
+appartiene al puro Rinascimento. Lo stemma d'Aragona dimostra che la
+costruzione del palazzo va attribuita ad un Orsini; infatti molti Orsini
+entrarono nella famiglia degli Aragona di Napoli. Questo castello fu
+forse costruito da Giordano Orsini; il nemico di Cesare Borgia, si
+chiamava _de Aragonia_, conte di Tagliacozzo. Fu nell'anno 1499 che il
+re Federigo di Napoli decretò che Tagliacozzo ed Alba dovessero
+appartenere ai Colonna, come anche la baronia di Carsòli.
+
+Nell'interno di questo palazzo trovammo grandiose sale adorne di antichi
+ritratti di famiglia, i cui nomi nessuno più potrebbe dire. Alcune pie
+suore vi tengono ora una scuola per bambine. Noi ammirammo stupiti la
+giovinezza, la grazia e la bellezza di forme di due fra queste monache,
+che eran venute dal Piemonte. Esse ci fecero visitare compiacentemente
+tutto il palazzo, e anche la cappella notevole per antiche pitture.
+Questi dipinti, del secolo XV, sono però molto ritoccati; fra gli altri
+vi è una bella adorazione della Vergine e del Bambino. Anche la loggia
+del palazzo è degna di nota; queste logge, così belle e pittoresche, non
+mancano quasi mai nei palazzi baronali. Quella di Tagliacozzo mi ricordò
+esattamente l'altra del palazzo colonnese a Genazzano, nella quale son
+dipinte le città che i Colonna possedevano. La loggia di questo castello
+si apre sul monte Velino; poggia su colonne corinzie; ha sulle pareti
+affreschi della scuola toscana; immagini di imperatori romani e di
+generali; vi è anche il poeta Ovidio, in toga rossa come un cardinale.
+
+Visitammo finalmente, per espresso desiderio delle suore, la loro scuola
+femminile che occupa una delle più grandi sale del castello. Là dovemmo,
+con cipiglio da ispettori, osservare dei quaderni che quelle bambine non
+si stancavano mai di presentarci ed anche assistere ad un esperimento di
+geografia.
+
+Un antico castello baronale non potrebbe trovare oggi migliore uso che
+quello di albergare una scuola. In Italia mancano le scuole popolari ed
+esse sole potranno diradare la profonda ignoranza ed anche l'immoralità,
+nella quale giace ancora una parte di questo popolo.
+
+Il partito reazionario era molto forte in Tagliacozzo, secondo ci fu
+detto, ed il passato governo napoletano conta ancora in questa città i
+suoi partigiani. Dopo il sessanta vi furono scontri sanguinosi con le
+schiere dei volontari e rappresaglie e vendette da ambo le parti. Questo
+stato di cose fu favorito dalla vicinanza del confine dello stato
+pontificio, dal quale la reazione potè ancora sentirsi appoggiata, ma
+anche qui è cominciato un periodo di calma ed i briganti tanto ufficiali
+che privati sono scomparsi.[90]
+
+A Tagliacozzo la via Valeria finisce a cul di sacco. Nessuna strada
+carrozzabile conduce in Sabina, dove noi volevamo andare; vi sono solo
+strade mulattiere sul ripido dorso dei monti. Noleggiammo dei cavalli da
+montagna, grosse bestie dall'ossatura poderosa, che sono abituate ad
+arrampicarsi per questi sentieri dirupati. Ognuno di essi aveva _una
+guida_ che lo tirava con una fune, guida abituata come lui ad
+arrampicarsi. Così andammo cavalcando, da Tagliacozzo attraverso la
+gigantesca solitudine montuosa, e per otto ore passammo attraverso rupi
+scoscese, boschi di quercie e di faggi dalla densa ombra, traversammo
+torrenti e fiumicelli, sui quali non erano ponti.
+
+Vedemmo durante il cammino la rocca di Tagliacozzo in rovina, poi
+l'altissima Roccacerro; appena giungemmo qui, cambiammo direzione, dando
+l'ultimo addio al paesaggio della Marsica. Presenta esso un panorama
+meraviglioso di catene montuose dalle nude sfumatore che salgono al
+cielo per giganteschi scalini. Maestosamente s'innalza su di esse il
+monte Velino, in lontananza i monti di Sulmona e di Sora; nel centro
+s'innalza monumentale, sulla cupa massa delle rupi, la rocca di
+Tagliacozzo che sembra liberamente librarsi nell'aria a guisa di
+un'aquila. Il mio amico Lindemann, maestro del paesaggio italiano,
+rimaneva rapito della sublimità di questa incomparabile scena. Essa
+potrebbe ispirare un quadro del più alto stile eroico, ed io mi auguro
+che egli voglia farne un'opera d'arte degna del suo _Etna_; mi
+piacerebbe anche vedere dipinto dalla sua mano il campo di battaglia di
+Corradino col monte Velino per isfondo.
+
+Un pericoloso sentiero dirupato ci condusse a Colli, annidato nell'alta
+solitudine delle rupi. Anche qui facemmo l'osservazione che lo stile del
+Rinascimento, della fine del XV e del principio del XVI secolo, è la
+forma architettonica corrente in tutte le località anche le più piccole
+della regione. In questi Castelli durano inalterati degli edifici per
+trecento e quattrocento anni, costruiti come sono con le pietre di
+questi monti. Trovammo infatti delle bellissime finestre e porte del
+Rinascimento nei villaggi più piccoli e più miserabili; mentre negli
+Abruzzi, già ad Antrodoco ed a Cittàducale, trovammo predominanti le
+forme gotiche. Sembra che queste si siano mantenute più a lungo in
+quella regione che nel Romano dove cominciarono a venir meno dopo la
+metà del XV secolo. Questi due stili compendiano i caratteri
+architettonici di tutte le contrade che visitammo.
+
+Da Colli scendemmo in un bellissimo bosco di quercie, attraverso il
+quale scorre un affluente del Salto, il Torano. Passammo quindi per
+Carsòli e dopo una cavalcata di parecchie ore attraverso i deserti ed
+umidi monti di Riofreddo e di Oricola giungemmo finalmente ad Arsoli
+sulla via Valeria, feudo dei romani Massimo, con uno splendido lume di
+luna. A questo punto risalutammo con profondo sentimento patriottico, la
+vetusta terra romana, la campagna di Roma, come già a quel punto si
+chiama. La strada conduce da Arsoli attraverso la bella valle
+dell'Aniene a Tivoli, e da Tivoli a Roma.[91]
+
+
+NOTA
+
+Segnaliamo al lettore l'opera d'imminente pubblicazione _Roma e lo Stato
+del Papa dal ritorno di Pio IX al XX Settembre_ di R. DE CESARE, nella
+quale si trovano importanti notizie sugli ebrei di Roma (vol. 1º, cap.
+XV); sulla scuola di nudo di Gigi (vol. 1º, cap. XII); sui teatri (vol.
+1º, cap. XVI); sulle processioni (vol. 2º, cap. XX); notizie che
+chiariscono e completano quanto descrive il Gregorovius nel _Ghetto e
+gli ebrei di Roma_ e nelle _Macchiette romane_; in proposito è anche da
+consultare l'opera di WILLIAM WETMORE STORY, _Roba di Roma_.
+
+
+NOTE:
+
+[1] Oggi Norcia nell'Umbria. _(N. d. T.)_.
+
+[2] Secondo Jannuccelli, _Dissertazione sull'origine di Subiaco_, gli
+schiavi cristiani, impiegati da Nerone per la costruzione della sua
+magnifica villa _sublacense_, dettero origine alla città. _(N. d. T.)_.
+
+[3] Questo prete è anche conosciuto sotto il nome di Fiorenzo o
+Fiorentino. _(N. d. T.)_.
+
+[4] Non esiste alcun documento del VII secolo intorno a Subiaco.
+
+[5] Fu papa Leone VII che posteriormente al VII secolo donò il convento
+di S. Erasmo ai Benedettini. _(N. d. T.)_.
+
+[6] Per molto tempo si è creduto, stando ad una bolla attribuita a
+Giovanni VII, che il ripopolamento dell'abbazia fosse dovuto a questo
+papa; oggi si è potuto stabilire che quella bolla è invece del papa
+Giovanni XVII (Vedi _Regestum Sublacense_). _(N. d. T.)_.
+
+[7] La rocca abbaziale, costruita nel secolo xi dall'abate Giovanni V,
+nel punto culminante del paese, farebbe ritenere Subiaco feudo del
+monastero. _(N. d. T.)_.
+
+[8] Intorno alla prima stamperia in Italia ed ai primi tipografi a
+Subiaco, vedi prefazione del _Chronicon Sublacense_ del Padre Cherubino
+Mirzio pubblicata a Roma nel 1884 a cura della Società Romana di Storia
+Patria. _(N. d. T.)_.
+
+[9] Questo Regestum è stato pubblicato nel 1882 a cura della Società
+Romana di Storia patria. _(N. d. T.)_.
+
+[10] Anche il _Chronicon Sublacense_ del Mirzio fu pubblicato nel 1884 a
+cura della stessa Società. _(N. d. T.)_.
+
+[11] Come ai viaggiatori è dolce rivedere la patria, così ai copisti la
+fine del libro. _(N. d. T.)_.
+
+[12] Probo o Euprobo della famiglia Anicia ed Abbondanza di quella dei
+Reguardati furono i genitori di Benedetto e di Scolastica, nati da un
+sol parto. _(N. d. T.)_.
+
+[13] È opera del Raggi, detto il _Lombardo_, allievo del Bernini. _(N.
+d. T.)_.
+
+[14] Gasparone fu liberato nel 1871 e spesso fu veduto in Roma, dove gli
+erano resi omaggi come ad una vittima dell'epoca papale.
+
+[15] Ponte Felice fu costruito da Augusto e restaurato da Sisto V. _(N.
+d. T.)_.
+
+[16] Questo quadro, attribuito anche al Ghirlandaio, dalla chiesa di S.
+Gerolamo degli Zoccolanti fu trasportato nel Palazzo pubblico. _(N. d.
+T.)_.
+
+[17] Sulla porta è incisa la seguente iscrizione
+
+ ANNIBAL CAESIS AD TRASIMENVM ROMANIS VRBEM ROMAM INFENSO AGMINE
+ PETENS SPOLETO MAGNA SVORUM CLADE REPULSVS INSIGNI FVGA PORTAE
+ NOMEN FECIT
+
+ _(N. d. T.)_.
+
+[18] Questo acquedotto-viadotto è chiamato _Ponte delle Torri_ da due
+torri erette alle estremità. _(N. d. T.)_.
+
+[19] Il breve è nell'Archivio di Stato di Spoleto. Vedi F. GREGOROVIUS,
+_Lucrezia Borgia_, Firenze, Le Monnier, 1874, pag. 113. _(N. d. T.)_.
+
+[20] La Chiesa di S. Maria degli Angeli detta anche _Portiuncula_ perchè
+innalzata sul poco terreno concesso a S. Francesco dai benedettini per
+fondarvi il suo ordine, fu cominciata nel 1569 su disegni del Vignola da
+Galeazzo Alessi e Giulio Ponti. Al Poletti si dava l'attuale facciata.
+_(N. d. T.)_.
+
+[21] _«Ad coërcendam Perusinorum audaciam»_ così diceva il decreto di
+Paolo III che ordinava la costruzione della fortezza.
+
+[22] Oggi nel centro della spianata già occupata dalla fortezza sorge il
+palazzo provinciale. _(N. d. T.)_.
+
+[23] Membri dell'aristocrazia e del clero.
+
+[24] Oggi il dipinto si trova nella pinacoteca del palazzo comunale.
+_(N. d. T.)_.
+
+[25] La tradizione popolare voleva che gli Ebrei provassero spavento e
+ripugnanza a passare sotto questo monumento. _(N. d. T.)_.
+
+[26] _Della guerra giudaica_, VII, 5 _(N. d. T.)_.
+
+[27] La restaurazione si deve al Valadier e fu fatto per consolidare
+l'arco in seguito al suo isolamento, la parte ricostruita, affinchè si
+distinguesse, fu eseguita in travertino e senza sculture. _(N. d. T.)_.
+
+[28] Gli ebrei dovevano portare in testa in segno di riconoscimento un
+cenciolino di color giallo detto _sciamanno_ dall'ebraico _Siman_
+(segno). Pio VIII abolì ufficialmente quest'obbligo che dopo la
+restaurazione del 1814 era rimasto lettera morta. _(N. d. T.)_.
+
+[29] L'_jus di gazagà_ che in ebraico vale _possesso continuato_
+cominciò ad essere regolato col breve «Dudum» del 27 febbraio 1562 da
+Pio IV, Medici (1559-1565), e venne in seguito perfezionato da Clemente
+VIII, Aldobrandini (1569-1605), col breve «_Viam veritatis_» del 5
+giugno 1604.
+
+Intorno all'_jus di gazagà_ vedi lo scritto di A. Baccelli in _Studi
+giuridici e questioni forensi_, Roma, 1904. _(N. d. T.)_.
+
+[30] Fu don Michelangelo Caetani Duca di Sermoneta, che nel 1848 ottenne
+da Pio IX che gli ebrei non fossero forzati ad assistere alle prediche.
+_(N. d. T.)_.
+
+[31] Editto del Cardinale Rivarola, 12 aprile 1814. _(N. d. T.)_.
+
+[32] Da quando il Gregorovius scrisse queste pagine sono scorsi più di
+cinquanta anni; da quell'epoca gli ebrei hanno acquistato tutti i
+diritti degli altri cittadini ed il Ghetto è scomparso. La sua completa
+demolizione, eseguita dal 1885 al 1888, venne compresa nel piano
+regolatore della città ed in quello dei lavori del Tevere e l'area su
+cui sorgevano i poveri ed infetti abituri degli ebrei e che va dal
+portico d'Ottavia al palazzo Cenci, costeggiando il Tevere, lungo i
+muraglioni tra il ponte Quattro Capi e quello Garibaldi, è destinata
+alla fabbricazione e vi sorge maestoso il nuovo monumentale tempio
+israelitico costruito nel 1903 su disegni del Costa e dell'Armanni.
+
+La popolazione del Ghetto si è sparsa un po' per tutta la città: un
+forte nucleo ha passato il ponte Garibaldi per andare ad abitare il
+nuovo quartiere dei Prati di San Cosimato alle falde del Gianicolo; però
+nelle vecchie strade circostanti al Ghetto si vedono tuttora molte
+botteghe di ebrei. _(N. d. T.)_.
+
+[33] Il popolo lo chiama l'_Ortaccio_; la strada che vi conduce è ancor
+oggi chiamata: Via dell'Orto degli Ebrei, ora non vi si seppellisce più,
+è stato invece aperto al Camposanto del Verano un reparto israelitico.
+_(N. d. T.)_.
+
+[34] Le ebree erano e sono tuttora abilissime nel _ricucire all'ago
+d'oro_, cioè nel riconnettere due o più parti di panno in guisa che non
+se ne scorga la commessione. _(N. d. T.)_.
+
+[35] Specialmente a Livorno che l'About nella sua _Rome contemporaine_
+chiama il paradiso degli Ebrei, mentre Roma ne era l'inferno. _(N. d.
+T.)_.
+
+[36] Il romanesco del Ghetto differiva da quello comune sia per alcune
+voci e modi speciali, come le esclamazioni: _mordivoi!_ (accorciamento
+di _per amor di voi_ usato nel parlare altrui e come voce prenominale di
+apostrofe); _badonai!_ (perdio!); _per la vita mia!_; _per la vita di
+mio padre!_; sia per altre particolarità-come l'allargamento della
+vocale e accentata in _fonnamènto, testamènto, tètto,_ e simili; sia per
+cambiar sempre in maschili i plurali femminili, così: _li lèggi, li
+scòli, li raggioni, ròbbi vècchi_ (grido quest'ultimo dei rigattieri
+ebrei).
+
+Così un ebreo era riconosciuto tra mille e dileggiato pel suo modo di
+parlare e per la pronuncia speciale di un dialetto molto simile al
+romanesco, di cui non era che una variante caratterizzata dalla
+cantilena nasale e strisciata. Questo dialetto conservava alcune parole
+e frasi ebraiche, alcune delle quali, principalmente a causa di scherno,
+passarono storpiate nel romanesco, come ad esempio:
+
+_Badanai_ da _Badonai_, adoperato a significare gli stessi ebrei.
+
+_Tatanai_ da _Adonai_, indica grida confuse di più persone; derivato
+probabilmente dalle replicate invocazioni ad _Adonai_ (Dio) nelle
+preghiere dette in comune nella sinagoga.
+
+_Baruccabbà_ dalle prime due parole del saluto rituale _Baruh abba
+bescem Adonai_ (Benedictus qui venit in nomine Domini) di cui
+gl'israeliti si servivano e che divenne nel romanesco nomignolo di
+scherno per gli ebrei.
+
+_Tareffe_, denota magagnato, puzzolente, tolto dall'ebraico _taref_,
+derivato dal verbo _taraf_, sbranare, dilaniare, che si applica alle
+carni illecite, sia perchè non macellate secondo il rito, sia perchè
+appartenenti ad animali vietati.
+
+_Cascerro_, da _cascer_, vale retto, congruo, conveniente, è l'opposto
+di _taref_.
+
+_Aèo_, era uno dei gridi dei cenciaiuoli girovaghi ebrei, oggi
+scomparso, si usa in senso metaforico a denotare malandato, guasto.
+
+Quantunque il Ghetto sia sparito ed i suoi abitanti si siano dispersi
+per i diversi rioni della città, tuttavia persiste la differenza nel
+modo di parlare degli ebrei, sebbene accenni e sia destinata a
+scomparire.
+
+(Vedi _passim_ i _Sonetti romaneschi_ di G. G. Belli, editi a cura di
+Luigi Morandi. Lapi, Città di Castello, 1886-1889). _(N. d. T.)_.
+
+[37] Intorno al Ghetto ed agli ebrei in Roma vedi: NATALI, _Il Ghetto di
+Roma_, Roma 1887; BARACCONI, _I Rioni di Roma_, Torino, 1905; AMPÈRE,
+_L'Empire Romain à Rome_, Paris, 1867; ABOUT, _Rome contemporaine_,
+Paris, 1861; VALADIER, _Rome vraie_, Paris, 1867; BERLINER, _Ein beitrag
+zur geschichte der Juden in Rom_, Berlin, 1890; AUGUSTUS J. C. HARE,
+_Walks in Rome_, London, 1905; Dott. PHILIPH, _The Jews in Rome_. _(N.
+d. T.)_.
+
+[38] È questa la chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte in via Giulia,
+detta semplicemente _La Morte_, dove ha sede l'Arciconfraternita dello
+stesso nome, detto anche _La buona Morte_, che ha lo scopo di andare a
+raccogliere i cadaveri abbandonati per la campagna e quelli dei poveri
+morti in città, ai quali anticamente dava sepoltura nel suo oratorio.
+_(N. d. T.)_.
+
+[39] Hans Holbein il giovane (1499-1554) dipinse la _Danza dei morti_
+che si trova nel palazzo di città di Basilea. _(N. d. T.)_.
+
+[40] Sulle rappresentazioni sacre in occasione della commemorazione dei
+defunti, vedi _Cracas_, III serie, anno I, n. 9. _(N. d. T.)_.
+
+[41] I semi di zucca salati sono detti in romanesco _bruscolini_ e
+_bruscolinaro_ colui che li vende. _(N. d. T.)_.
+
+[42] I burattinai solevano dare la voce a Pulcinella, quando non lo
+facevano parlare in dialetto napoletano, mediante un istrumento detto
+_pivetta_, formato da due pezzi di latta riuniti da un cordone,
+attraverso i quali la voce passando acquistava un suono stridulo e
+ridicolo simile al chiocciare di una gallina. La _pivetta_ è ancora
+usata dai burattinai girovaghi. _(N. d. T.)_.
+
+[43] Ogni rappresentazione si diceva _camerata_ o più popolarmente,
+anche adesso _infornata_, perchè l'angustia del luogo fa soffrire il
+caldo di un forno. _(N. d. T.)_.
+
+[44] I casotti per la fiera, in cui si vendevano specialmente pupazzi da
+presepio fino a Natale e dopo fino all'Epifania giocattoli, si erigevano
+all'ingresso dell'Avvento; la fiera fu poi trasportata in piazza Navona,
+dove ora agonizza; il chiasso vi si fa specialmente durante la notte
+della Befana. _(N. d. T.)_.
+
+[45] Il Bertolotti nel suo articolo «Le rappresentazioni coi burattini a
+Roma» in _Fanfulla_, 1882, n. 64, dà al teatro il nome di _Fiando_.
+Ricordiamo che Fiando fu un burattinaio celebre in tutta Italia per le
+sue marionette incivilite e perfezionate; però a Roma si seguitò a
+chiamare Fiano il teatrino di S. Apollinare perchè prima di questo un
+altro ne esisteva nel palazzo Fiano in piazza S. Lorenzo in Lucina di
+fianco alla Chiesa e Fiano indicò per antonomasia teatro dei burattini.
+_(N. d. T.)_.
+
+[46] Sui burattini di Roma e specialmente su _Cassandrino_, vedi
+STENDHAL, _Rome, Naples et Florence_, Paris, Levy, 1872, pag. 317, e
+FREDERIC MERCEY, articolo nella _Revue des Deux Mondes_, 15 aprile 1840.
+Vedi anche MAES, _Curiosità romane_, Serie III, Roma, 1885. _(N. d.
+T.)_.
+
+[47] I religiosi zoccolanti di S. Maria in Aracoeli trasportavano in
+vettura a passo lento il bambino per visitare gli infermi ridotti agli
+estremi. _(N. d. T.)_.
+
+[48] Il teatro Emiliani occupava il vasto locale dove oggi è il deposito
+di ferramenta della ditta Monami dal lato tra la via S. Agnese e il
+vicolo dei Lorenesi. _(N. d. T.)_.
+
+[49] Piazza Navona veniva allagata tutti i sabati durante il mese di
+agosto. _(N. d. T.)_.
+
+[50] Coppia di amanti babilonesi, le cui avventure celebrate da Ovidio
+nelle _Metamorfosi_, 4, 55 e seg., ricordate da Dante, _Purg._ 27-37, e
+da Shakespeare nel _Sogno di una notte d'estate_, divennero
+eccessivamente popolari in grazia alle rozze incisioni che formarono
+l'ornamento delle case operaie e contadine. _(N. d. T.)_.
+
+[51] _Far mosca_ per far silenzio è pure del fiorentino; in romanesco si
+dice comunemente: _Zitto e mosca!_ o semplicemente _mosca!_ ed anche
+_far moschiera_ quando si vuol dare maggior caricatura al discorso. _(N.
+d. T.)_.
+
+[52] Sul dialetto romanesco vedi BELLI, introduzione ai _Sonetti_, vol.
+1º, Ed. Lapi, Città di Castello, 1882; SABATINI F., _Volgo di Roma_ e
+_L'ortografia del dialetto romanesco_, Roma, Loescher, 1890. _(N. d.
+T.)_.
+
+[53] Però ha prodotto quel monumento che sono i Sonetti del Belli, ai
+quali rimandiamo una volta per tutte il lettore, come alla più completa
+illustrazione di tutto quanto è descritto in queste pagine. _(N. d.
+T.)_.
+
+[54] Il teatro delle dame, detto d'Alibert nel vicolo dello stesso nome,
+presso piazza di Spagna, era il più vasto teatro di Roma, ma anche il
+più disadorno e di cattiva forma, fu distrutto da un incendio il 15
+febbraio 1863. _(N. d. T.)_.
+
+[55] L'anfiteatro scoperto Corea in via dei Pontefici era annesso al
+palazzo della famiglia Corea ed era fondato sulle sostruzioni del
+mausoleo di Augusto; fino alla proibizione di Pio VIII vi si fecero le
+giostre delle vaccine; fu famoso per i _fochetti_, fuochi d'artificio
+che vi si incendiavano nelle domeniche d'estate; in generale gli
+spettacoli vi terminavano all'Ave Maria. Oggi è sparito ed al suo posto
+sorge il teatro Umberto I. _(N. d. T.)_.
+
+[56] Di questi altri teatri quello Capranica è stato chiuso e l'Apollo
+fu demolito in seguito ai lavori del Tevere. _(N. d. T.)_.
+
+[57] Per la benedizione dei cavalli che si fa in occasione della festa
+di S. Antonio abate che ricorre il 17 gennaio. _(N. d. T.)_.
+
+[58] Precedono i convogli funebri i così detti _mandatari_, specie di
+servi delle confraternite, vestiti di una livrea dai colori della
+compagnia. _(N. d. T.)_.
+
+[59] Il popolo li chiama _gamberi cotti_, appunto dal colore del
+vestito. _(N. d. T.)_.
+
+[60] Queste ragazze che vanno in processione sono per lo più zitelle,
+cui è stata assegnata nell'anno una dote da qualche congrega e si
+chiamano le _ammantate_ dal manto bianco che le ricopre e che è di un
+tessuto fine, sul quale vengono infilati degli spilli comuni in modo che
+formino dei disegni, per lo più di fiori, che rilucono come se fossero
+d'argento. _(N. d. T.)_.
+
+[61] Questa croce immane di cartapesta, che vien portata nelle
+processioni, vien detta _tronco_ perchè foggiata in due grossi tronchi
+d'albero nella loro rozzezza naturale. _(N. d. T.)_.
+
+[62] Via Claudiana, per quanto ci consta, non è mai esistita. _(N. d.
+T.)_.
+
+[63] Verso il tempo, in cui furon scritte queste pagine fu famosa
+l'accademia del modello Giggi Tallariti che ebbe sede prima in piazza S.
+Silvestro, rimpetto alla posta attuale, poi in via Margutta. _(N. d.
+T.)_.
+
+[64] Sul saltarello, ballo figurato che ricorda la tarantella napoletana
+e che prende il nome dal salto che spiccano i ballerini ad una battuta
+più marcata di tamburello, vedi _Cracas_, III serie, anno 1º, N. 6.
+_(N. d. T.)_.
+
+[65] Il Consiglio comunale di Roma nella seduta 19 maggio 1882 decretò
+la coniazione di una medaglia d'oro in onore di Garibaldi «a titolo di
+benemerenza cittadina per la grande iniziativa da lui presa, affinchè lo
+Stato provvedesse all'attuazione dei lavori necessari per la
+sistemazione del Tevere». _(N. d. T.)_.
+
+[66] _Saggio di Bibliografia del Tevere_ presentato alla Società
+Geografica italiana nella tornata del 13 febbraio 1876 dal socio ENRICO
+NARDUCCI. Roma--Giuseppe Civelli, 1876.
+
+[67] I bandi e chirografi, le bolle, gli editti, gli statuti, le
+notificazioni e le disposizioni dirette specialmente a regolare la
+navigabilità e la navigazione sono moltissimi e vanno dal 1562 al 1869;
+sono interessantissimi per la storia del nostro fiume ed alcuni hanno
+tuttora vigore, come quelli che regolano la polizia delle ripe e
+dell'alveo e la servitù della via alzaia. _(N. d. T.)_.
+
+[68] 370 km. di corso, 340 dalla sorgente a Roma, 30 da Roma al mare. Il
+suo corso attraverso la città di Roma è di 4105 metri. Massima larghezza
+a Ponte Molle 160 m. Profondità media 8 m. (M. CARCANI. _Il Tevere e le
+sue inondazioni_, Roma, 1875).
+
+[69] FRANCESCO BRIOSCHI: _Le inondazioni del Tevere_ in Roma. Roma,
+1876.
+
+[70] Intorno all'arginatura delle ripe del Tevere sotto i Romani, vedi
+lo scritto del Borsari nel _Bollettino della Commissione archeologica
+comunale di Roma_, 1889, pag. 165 e seg. L'intiera materia delle
+inondazioni, della navigazione del Tevere e dei provvedimenti
+relativamente ad esse presi nei tempi antichi, è ampiamente trattata dal
+PRELLER in un articolo intitolato _Rom und der Tiber_, nelle _Berichte
+der Sächsischen Gesellschaft_, 1848-49. _(N. d. T.)_.
+
+[71] Gli epigrammi sulle inondazioni del Tevere si trovano sparsi nelle
+raccolte d'iscrizioni del Galletti e Forcella, nel _Tevere incatenato_
+del Bonini, nel Narducci, nel Carcani, etc.
+
+[72] Anche nel 1852 è comparso un poema _Il Tevere_ del romano Giuseppe
+Gioacchino Belli.
+
+[73] L'amministrazione francese, durante il periodo napoleonico dal 1809
+al 1814, aveva stabilito di costruire i muraglioni lungo il Tevere
+urbano ed il relativo progetto era stato redatto dall'ingegnere francese
+Navier. Vedi: TOURNON, _Études statistiques sur Rome et la partie
+occidentale des États romains, Paris, 1831,_ vol. 2º, libro V, cap. IV,
+pag. 178. Il TOURNON soggiunge, profeticamente, che prima o poi,
+l'esecuzione di tale progetto si sarebbe imposta ad un governo, pel
+quale il risanamento e l'abbellimento di Roma fossero interessi di primo
+ordine _(N. d. T.)_.
+
+[74] Il Canevari fu il relatore (22 Luglio 1871) della Commissione
+nominata dal Consiglio Comunale nella seduta 3 Giugno 1871 e nella sua
+relazione si accenna già ai lungotevere ed ai muraglioni di sponda. _(N.
+d. T.)_.
+
+[75] Questa importante operetta originariamente vide la luce nel 1859
+nel periodico l'_Album_, mutilata dalla censura, fu nuovamente
+pubblicata dalla «Casa Italiana Editrice di Roma» nel 1883, tralasciando
+però di riportare le importantissime iscrizioni relative alle piene.
+_(N. d. T.)_.
+
+[76] Negli scavi fatti per le fondazioni dei muraglioni e delle pile dei
+nuovi ponti sono venuti alla luce diversi oggetti, non tanti però quanti
+si sperava e sono stati depositati nel Museo Nazionale Romano nelle
+Terme Diocleziane. _(N. d. T.)_.
+
+[77] È questo oggi il quartiere dei Prati di Castello che tre ponti
+(Margherita, Cavour e Umberto) collegano alla vecchia città. _(N. d.
+T.)_.
+
+[78] Il pittore tedesco Karl Lindemann-Frommel (1819-1891), socio
+dell'Accademia di S. Luca fu per molti anni intimo amico del Gregorovius
+e ne illustrò l'idillio «Capri».
+
+[79] Anche questa rocca, come quella di Perugia, era stata elevata «_ad
+reprimendam audaciam Aquilanorum_» come ricordava una lapida che era
+sulla porta.
+
+[80] Oggi è meta di molte ascensioni e la Sezione di Roma del Club
+Alpino italiano vi ha costruito un rifugio (2200 m.) inaugurato nel
+1886. _(N. d. T.)_.
+
+[81] La vetta più alta è il monte Corno o Corno grande (2921 m.). _(N.
+d. T.)_.
+
+[82] È la giogaia del Terminillo (2213 m.). _(N. d. T.)_.
+
+[83] È questo il famoso passo di _Forca Caruso_ che mette in
+comunicazione la conca di Celano con la valle dell'Aterno, è una specie
+di seno tra due alte montagne; ha fama spaventosa, più che per l'orrida
+natura, per le leggende che la fantasia popolare vi riconnette. _(N. d.
+T.)_.
+
+[84] Alba Fucense. _(N. d. T.)_.
+
+[85] Oggi Trasacco. _(N. d. T.)_.
+
+[86] I lavori di prosciugamento e bonifica del lago di Fucino, che hanno
+trasformato l'antico bacino del lago in _16000_ ettari di terreno
+coltivato e ferace, furono iniziati nel 1854 da una Società per azioni
+cui, scarseggiando essa di mezzi, si sostituì il principe Alessandro
+Torlonia, che aveva già sottoscritto metà del capitale e che disse
+risolutamente: «O io asciugo il Fucino o il Fucino asciuga me». Solo nel
+giugno 1876 emersero le terre più basse ed oggi il piano dove posa la
+statua della Vergine sopra un piedistallo alto sette metri e mezzo, in
+testa al nuovo emissario, indica l'altezza cui giungevano le acque del
+lago. Per il prosciugamento e la bonifica furon spesi 43 milioni e
+137,209 lire, di cui 24,263,994 pel solo prosciugamento. Torlonia fu
+creato da Vittorio Emanuele II principe del Fucino. Sul territorio
+bonificato vivono circa 7000 agricoltori ed altrettanti operai,
+subentrati ai due o trecento pescatori che prima vivevano sulle sponde
+del lago. _(N. d. T.)_.
+
+[87] Massa d'Alba. _(N. d. T.)_.
+
+[88] Il Salto è detto Imele alle sue sorgenti. _(N. d. T.)_.
+
+[89] Facciamo notare che la parola _difesa_, nelle Provincie facenti
+parte dell'ex regno di Napoli, è adoperata per denotare quella porzione
+del demanio comunale convertita dai baroni in loro esclusivo dominio,
+cingendola, a difesa, con siepi ed altri ripari, per impedire ai
+cittadini di penetrarvi per l'esercizio degli usi civici.
+
+La parola difesa è anche adoperata ad indicare il demanio chiuso per
+tutto l'anno all'esercizio degli usi altre volte denota la chiusura per
+un determinato periodo o la riserva per il raccolto di alcuni frutti,
+come la ghianda e le castagne, altre volte ancora che il demanio è
+chiuso sempre per il popolo ed aperto per gli altri usi. (Vedi: _Nozioni
+di diritto demaniale feudale_ per DONATO A. TOMMASI in Forti, e DE
+RENSIS, _Il Codice dei Demani comunali nelle provincie napoletane e
+siciliane_, Roma, 1906).
+
+E' dunque più che probabile che per una di queste ragioni la località
+venga chiamata _Difese_, e che lo sventurato Corradino non c'entri
+affatto. _(N. d. T.)_.
+
+[91] Vedi: BIANCO, _Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860
+al 1863_, Milano, 1864. _(N. d. T.)_.
+
+[92] Consulta _Guida dell'Abruzzo_ di C. ABBATE, Roma, 1903. _(N. d.
+T.)_.
+
+
+
+
+INDICE
+
+
+Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . Pag. III
+
+Subiaco . . . . . . . . . . . . . . . . . » 1
+
+Attraverso l'Umbria e la Sabina . . . . . » 49
+
+Il Ghetto e gli Ebrei di Roma . . . . . . » 115
+
+Macchiette romane . . . . . . . . . . . . » 199
+
+Storia del Tevere . . . . . . . . . . . . » 289
+
+L'impero, Roma e la Germania . . . . . . » 331
+
+Una settimana di Pentecoste in Abruzzo . » 399
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+
+L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le parole in
+greco a pag. 35 e 42 sono state traslitterate. Tutte le occorrenze
+dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state
+normalizzate in (N. d. T.).
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ E'/È
+ imagine/immagine
+ de/de'
+ Aracoeli/Ara Coeli
+ Lungotevere/lungotevere/lungo-tevere
+ pseudogotica/pseudo-gotica
+ della morte/della Morte
+ Imperator pacificus/Imperator Pacificus
+ jus Gazagà/Jus Gazagà/jus di gazagà
+ Sacrum specus/sacrum specus
+ accessori/accessorî
+ ampi/ampî
+ Bavaro/Bàvaro
+ Castrum Pontium/Castrum pontium
+ colera/colèra
+ desideri/desiderî
+ pontifici/pontificî
+ qua/quà
+ reazionari/reazionarî
+ studi/studî
+ subite/subìte
+ subíto/subìto
+ vari/varî
+
+Altre correzioni:
+ pag. 169 si è udito [udì] fin da allora
+ pag. 190 e si è sviluppato [sviluppò] ed esteso con magnificenza,
+ pag. 231 battono l'una contro l'altra [l'altro] delle tavolette
+ pag. 310 un'intonazione [intozione] solenne e poetica
+ pag. 323 + sostituisce il simbolo obelisco dell'originale
+ pag. 358 Gli epigoni della casa Hohenstaufen [Hoherstaufen]
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, Volume 2, by
+Ferdinando Gregorovius
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOLUME 2 ***
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+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
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+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
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+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
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+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
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+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
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