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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-14 20:07:12 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Passeggiate per l'Italia, Volume 2 + +Author: Ferdinando Gregorovius + +Release Date: August 15, 2011 [EBook #37099] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOLUME 2 *** + + + + +Produced by Emanuela Piasentini, Leonardo Palladino and +the Online Distributed Proofreading Team at +https://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive/Canadian +Libraries) + + + + + + + + + + + FERDINANDO GREGOROVIUS + + + Passeggiate per l'Italia + + + Subiaco + Attraverso l'Umbria + e la Sabina--Il Ghetto + e gli Ebrei di Roma--Macchiette + romane--Storia del Tevere--L'impero, + Roma e la Germania--Una + settimana di Pentecoste + in + Abruzzo + + + _Versione dal tedesco_ + + + ULISSE CARBONI--LIBRAIO EDITORE + ROMA + _Via delle Muratte, 77_ + 1907 + + + + + I diritti sulla presente traduzione sono riservati + + Stab. Tip. della Società Poligrafica Editrice + Roma, Piazza Pigna, 53. + + + + +Varî critici italiani, occupandosi del primo volume di queste +«Passeggiate per l'Italia» con cortesi parole di lode al coraggioso +editore romano ed al traduttore, domandavano per quali ragioni +quest'ultimo avesse voluto mantenere l'incognito. «Dinanzi ad opere +severe e poderose, quali appunto quelle del Gregorovius,--scriveva uno +di questi critici--il traduttore, responsabile dinanzi all'autore ed al +pubblico dell'opera sua, ha il dovere sacrosanto di far conoscere il +proprio nome». + +L'appunto, lo riconosco completamente, era giusto, e son qui a fare +doverosa ammenda ed insieme a giustificarmi. + +Per ragioni, che sarebbe fuor di luogo qui esporre, consegnato il +manoscritto del primo volume, non mi fu affatto possibile rivedere, +neppur fugacemente, le bozze e curar l'edizione; cosa, questa, che +dovette essere affidata ad altra cortese persona. Per questo, per questo +solo, non credetti opportuno apporre il mio nome al primo volume. + +Premessa questa breve, ma doverosa giustificazione, tengo a render qui +vive grazie al signor Attilio Rinieri de Rocchi, che mi aiutò nella non +lieve fatica della traduzione, ed all'egregio avvocato Francesco Zunini +che corredò, con paziente lavoro di ricerca, i vari capitoli, di cui +questo volume si compone, di dotte ed utili note. + +Ed ora invito i lettori a seguire il grande storico in queste sue nuove +«Passeggiate» descritte in varie date, ma comprese tutte nel febbrile +periodo della nostra insurrezione, nel periodo in cui il potere +temporale dei papi oscillava sempre più, avvicinandosi al crollo finale. +La «Saturnia tellus» si è trasformata: è dunque bene che rimangano +consacrate, in geniale opera d'arte, le impressioni subìte in quella +terra da un così profondo conoscitore della storia e della vita romana, +quale fu appunto Ferdinando Gregorovius. + +_Roma, nel dicembre 1906_. + + MARIO CORSI. + + + + +SUBIACO. + +La più antica abbazia dei Benedettini dell'Occidente. + +(1858). + + + + +SUBIACO. + +La più antica abbazia dei Benedettini dell'Occidente. + +(1858). + + +A ventiquattro miglia da Roma, in una delle più belle vallate della +Campagna romana, irrigata dal gelido Aniene, giace la famosa abbazia dei +Benedettini di Subiaco. Gli Appennini distaccano qui una catena di +monti, le alture Simbruine, che dividono lo Stato della Chiesa dal Regno +di Napoli, la terra di confine del quale è l'antica regione dei Marsi, +oggi Marsica, provincia appartenente agli Abbruzzi. L'Aniene scaturisce +su questo confine, sopra Filettino, e, precipitando impetuoso, forma una +lunga ed in parte angusta valle, che fino a Tivoli è limitata da monti +ricoperti di boschi di castagni e di olivi. Sulla sommità di questi +monti si ergono, lungo il corso della corrente, dei cupi castelli +medioevali, Filettino, Trevi, Jenne, Subiaco, Agosta, Cervara, Marano, +Anticoli, Roviano, Cantalupo, Saracinesco, Vicovaro, San Polo, Castel +Madama e Tivoli. Questo è anche per la maggior parte il territorio di +quell'antica abbazia benedettina, luogo memorabile dell'ancor poco +conosciuto medio evo del Lazio romano, culla del monachismo +dell'Occidente. + +Da questa selvaggia solitudine, fra i monti brulli ebbero origine tutti +i monasteri che, sotto forma di colonie della Chiesa romana, si sparsero +per tutta l'Italia, la Sicilia, la Germania, la Francia ed anche per la +lontana Britannia. I monaci mantennero stretti i rapporti fra queste +regioni e Roma, e, in mezzo alle barbarie di secoli oscuri, essi posero +i germi della civiltà (meriti che possiamo ancora riconoscer loro) e +tennero viva la coltura classica, copiando, scrivendo, e studiando i +codici, alla fioca luce della lampada, nelle loro buie celle, mentre +tramandavano gli avvenimenti del loro tempo in cronache e notizie di +inestimabile valore. Così è: uomini che si erano allontanati per +principio dal rumore del mondo, divennero i padri degli scritti storici, +fatto questo che cessa di parere strano, quando si pensi che i chiostri +in quei secoli avevano stretti e continui rapporti con la vita politica. + +Voglio in queste pagine fare la storia, per sommi capi, di una delle più +notevoli abbazie. Dal punto di vista storico e scientifico, Subiaco è +certamente superata da Montecassino, e di molto: questo chiostro è il +più antico antenato di quello che sorge presso il Liri; per tutto il +medio evo anzi fu il faro solitario della scienza, come lo attestano +oggi i suoi preziosi archivi e la dottrina diligente de' suoi monaci. Ma +anche la storia di Subiaco è interessantissima per la cronaca degli +avvenimenti del medio evo negli stati romani, ed è anche un quadro, +ricco d'insegnamenti, del feudalismo ecclesiastico. Mentre intorno a +questo chiostro si andava a poco a poco formando uno Stato feudale da +lui dipendente, esso entrava come possente principato nella +giurisdizione territoriale romana, il cui re era l'abate, ed i potenti +baroni erano i monaci, ai quali per lungo tempo rimasero devote ed +ubbidienti le città, i cavalieri ed il popolo della campagna. + +La fondazione dell'abbazia risale al tempo in cui l'eroica stirpe dei +Goti dominava, con Teodorico, Roma e l'Italia, e ritardava con savie +leggi, ancora per un mezzo secolo, il tramonto definitivo della civiltà +romana; ma il crollo dell'impero era già completamente avvenuto. Allora, +mentre si andava disgregando l'antico ordinamento del mondo, e si +spezzavano i legami di stato e di città, si manifestò nel popolo il +bisogno di fuggire dalla società e di rifugiarsi in una vita di +solitudine e di pace, come già era avvenuto al principio del secolo +quarto. Benedetto fondò il monacato occidentale, e fu, col suo più +giovane contemporaneo, Gregorio Magno, uno dei creatori della gerarchia +romana. Quanto questa gli dovesse, anche quel pontefice lo riconobbe; +egli stesso, nel secondo libro de' suoi dialoghi, parlò dell'opera del +suo fratello d'armi di Subiaco, che aveva liberato l'Occidente dalla +signoria dei bizantini, aveva istituito una regola nazionale romana, e +aveva inviato per tutte le regioni i suoi seguaci, onde collegarle a +Roma. + +Benedetto nacque a Nursia nella Valeria[1] nell'anno 480, ed all'età di +quattordici anni venne a Roma, per iniziarsi agli studî di umanità. Ma +presto, assalito dalla brama della solitudine, cominciò ad errare per i +deserti monti Simbruini, e qui visse, in una caverna, assorto in +estatiche meditazioni. Il luogo si chiamava _Sublacus_, ed era noto +anche a Plinio per una bella villa di Nerone, il quale aveva fatto, +sbarrando con una arginatura l'Aniene, costruire quivi tre laghetti +artificiali, per pescarvi le trote con reti d'oro. Queste trote sono +ancora famose come al tempo di Nerone, ma i laghetti durante il medio +evo scomparvero. Al tempo in cui il giovane romito viveva lassù, non +esisteva ancora la città di Subiaco;[2] però sulle rovine della villa di +Nerone era sorto un chiostro dedicato a S. Clemente, ed uno de' suoi +monaci, di nome Romano, soleva ogni giorno portare del cibo alla grotta +del giovane Benedetto. Questi, persuaso da sua sorella Scolastica, uscì +finalmente dalla caverna, come Maometto; la fama della sua santità si +era già diffusa, e siccome molti romani si erano uniti all'ispirato +anacoreta, egli gettò le regole fondamentali dell'Ordine e divise i +fratelli in dodici piccoli chiostri. Questi si trovavano tutti nella +medesima valle, nella selvaggia solitudine dei monti. Nel contemplare +quel solenne cerchio di monti, che ora rudi e ripidi si slanciano +nell'azzurro, ora invece gaiamente coperti di verdeggianti boschetti, +nei quali risuona la dolce canzone dell'usignuolo, non si può fare a +meno di apprezzare il sentimento della natura, che albergava nell'animo +del giovane ispirato. Non una di quelle incantevoli vedute, cui solo +l'orizzonte è limite, delle quali è ricca la Campagna romana, alletta e +trattiene qui l'occhio, ebro di sole e di vita; no: l'orizzonte è qui +chiuso e costretto da rupi selvagge. + +Verso settentrione si innalzano, simili a giganteschi promontorî, due +grandi monti, fra i quali precipita l'Aniene, che si apre violentemente +la via fra enormi blocchi di rocce, attraverso ombrosi scoscendimenti, +e, col suo eterno e melanconico strepito, immerge nel sogno l'anima del +solitario viandante. + +Qui, sulle nude pareti rocciose, in dodici chiostri, abitavano i santi +di Roma, simili a corvi montani, e la valle di Subiaco poteva +paragonarsi ad una di quelle deserte valli d'Egitto, dove Atanasio ed +Antonio riunirono intorno a loro innumerevoli schiere di anacoreti. + +Ma l'invidia di un prete delle vicinanze di Vicovaro (Varia), scacciò il +patriarca da Subiaco; Pelagio[3] tentò un giorno di mandare all'aria +quei chiostri col lascivo allettamento di belle ragazze, che ebbe +l'impudenza di mandare nelle celle dei monaci; allora Benedetto +abbandonò il luogo profanato, dove aveva per molti anni meditato e +studiato colla compagnia di tre giovani corvi da lui allevati, e si +diresse a Montecassino, dove l'anno 529 fondò il famosissimo chiostro. +Ma in Subiaco qualche cosa di lui era rimasto; egli stesso vi aveva +lasciato Onorato come suo successore, in qualità di abate. La storia dei +dodici chiostri è poco conosciuta: sembra che la tremenda guerra di +distruzione dei Goti abbia impedito loro di prosperare. Onorato +costrusse il chiostro principale, consacrato ai santi Cosma e Damiano; è +questo il solo rimasto dei dodici, e porta il nome di S. Scolastica. I +Longobardi distrussero gli altri nel 601;[4] i Benedettini scacciati si +rifugiarono in Roma, dove il papa aprì[5] loro il chiostro di S. Erasmo, +sul monte Celio. Gregorio Magno ci si presenta come il vero fondatore +della potenza mondiale dell'abbazia di Subiaco; a lui è attribuito un +atto con cui nel 599 avrebbe concesso a quell'abbazia una quantità di +beneficî e di privilegi, e questa pergamena apocrifa è diventata poi la +base sulla quale i Benedettini si sono arrogati infiniti diritti. +L'originale è contenuto solo in un rescritto, detto autentico, del 1654. +Ci sono anche altri documenti di questo genere, donazioni di Gregorio IV +e di Nicolò I, e dei re Ugo e Lotario, dell'anno 941, che nessuno +studioso di coscienza può ritenere genuini. Le falsificazioni si +diffusero tanto nel chiostro, che Leone IX nel 1051 bruciò di sua mano +molti documenti. + +L'abbazia di Benedetto rimase abbandonata per 104 anni, finchè Giovanni +VII,[6] nel 705, la popolò nuovamente. Ma i Saraceni la distrussero +nell'840, finchè sotto l'abate Pietro I, alla metà di quel secolo, fu +nuovamente riedificata. Abbattuta per l'ultima volta dagli Ungheresi, +nel 938, fu finalmente ricostruita da Benedetto VII, nell'anno 981; +questo pontefice consacrò, il 4 decembre, la chiesa del chiostro sotto +il patronato di S. Benedetto e di S. Scolastica. Da quel tempo l'abbazia +non ha sofferto più danni per mano di nemici, ed ha cominciato a +fiorire, arricchita da donazioni valide e non contestate. + +I cronisti narrano che la potenza feudale di Subiaco cominciò nel secolo +XI, nel tempo in cui il feudalismo si andava estendendo in tutte le +regioni. La considerazione del chiostro era divenuta così grande, che +potenti baroni della Campagna romana donavano a S. Benedetto castelli e +possessi; così il conte della Marsica, Rainaldo, concesse ai monaci +Arsoli, Anticoli, Roviano e molti castelli con essi passarono all'eterno +feudo dell'abbazia. Gli abati in questo tempo divennero i veri baroni. +Ma è assai strano che Subiaco stessa, che si era accresciuta e, prima, +formata sotto la protezione dell'abbazia, non cadesse in potere degli +abati. Nel cortile del chiostro di Santa Scolastica si vede, nella +parete presso la porta della chiesa, una pietra murata: essa contiene +un'iscrizione del 1052, del quarto anno cioè del pontificato di Leone +IX, la quale dice che il venerando abate Uberto edificò la torre del +chiostro in onore di Cristo, del suo rappresentante Benedetto e della +sorella di lui Scolastica; enumera quindi tutti i possessi del chiostro, +la grotta di Benedetto, i due laghetti che ancora esistevano, il fiume +Aniene, con l'uso del mulino e il diritto di pesca, e ventiquattro +castelli nel territorio dell'Aniene. + +La città di Subiaco però non vi è nominata.[7] Molto probabilmente +divenne soggetta al chiostro dopo che l'abate Giovanni V, nell'anno +1068, ebbe costruito sul luogo la _rocca_, o fortezza, come afferma un +cronista dell'abbazia. Questa fortezza si erge ancora presso il palazzo +municipale, sebbene assai cambiata di aspetto, sul monte piramidale, sui +fianchi del quale è fabbricata la città. + +Giovanni V, cardinale diacono di S. Maria in Dominica a Roma, abate +possente e guerriero, sembra sia stato il vero fondatore della potenza +temporale di Subiaco. Per 59 anni egli vi regnò come principe; condusse +guerre fortunate contro i baroni delle vicinanze, e dopo aver riempito +di ricchezze il chiostro, ed edificata una chiesa sopra la grotta di +Benedetto (_sacrum specus_) per perpetuarne la memoria, morì assai +vecchio nel 1121. Da quel tempo gli abati benedettini furono annoverati +fra i principi guerrieri e temuti della Campagna romana, come gli Orsini +e i Colonna, coi quali osarono gareggiare. I loro vassalli, i contadini +e gli abitanti dei castelli che loro appartenevano, gemevano sotto un +dispotismo feudale, tanto più terribile, in quanto che era esercitato da +uomini le cui passioni non potevano essere attenuate o limitate da +nessun riguardo politico. Essi stessi erano i ministri del dispotismo +del chiostro e del potere dell'abate sovrano, da loro eletto; ma, +d'altro canto, si rifacevano sui vassalli, come incaricati di riscuotere +le imposte, come segretari e giudici, senza appello, di vita e di morte. +L'abate mandava in ogni castello un monaco che vi esercitava da signore +una giustizia barbarica, e per primo, nell'anno 1232, Gregorio IX +dispose, per alleviare la sorte dei vassalli, che ogniqualvolta i +castellani avessero da rendere giustizia, dovessero unirsi una specie di +procuratore legale scelto nella cittadinanza. In principio si chiamò, +secondo l'uso del tempo, _buon uomo_, poi _castellano_. Finalmente il +diritto di rendere giustizia fu tolto ai monaci, che restarono però +amministratori ed esattori delle imposte, col diritto di sorvegliare le +moltitudini; il preposto al castello, nominato dall'abate, esercitava la +giustizia indipendentemente da lui, ma in suo nome. + +I sudditi dell'abbazia si dividevano in tre classi: i liberi, che non +erano obbligati a servire come soldati del chiostro, perchè non +portavano rendite al feudo; i _milites_, che, nella loro qualità di +vassalli del chiostro, dovevano servirlo con le armi, e finalmente i +contadini o servi della gleba, tutti dipendenti da un connestabile. Così +l'abate imperava su un piccolo esercito di vassalli obbligati al +servizio militare; più tardi egli assoldò anche delle bande, nè più, nè +meno degli altri baroni, e, se era di spirito bellicoso, guidò in +persona a cavallo le sue truppe alla battaglia, con lo scudo e la +spada. + +Le ostilità con i vicini vescovi di Preneste, Tivoli, Anagni, o con i +baroni dei dintorni, diedero spesso occasione a fatti d'arme; anche +entro le tombe si poneva la spada al fianco dell'abate. + +Essi appartenevano alle più note famiglie nobili della Campagna romana, +come, fra gli altri, ricorderò il bellicoso Lando, nipote di Innocenzo +III, dell'illustre prosapia dei Conti di Segni; morì questi nel 1244. Ma +nè la ferrea potestà che esercitavano, nè la severa disciplina +preservarono talora il chiostro dai più funesti scompigli. Le condizioni +e gli eventi del papato in Roma si riflettevano in piccolo sull'abbazia +di Subiaco. + +I monaci erano animati da un vivacissimo spirito di parte, e l'audace +ambizione di alcuni di essi si faceva beffe di tutte le leggi di +Benedetto. Dopo la morte dell'abate, nell'anno 1276, il monaco Pelagio, +raccolti armati per costituirsi signore temporale del luogo, assalì il +chiostro, scacciò i monaci, e dopo aver saccheggiato il tesoro, ritornò +a Cervara, luogo selvaggio, rupestre, sopra Subiaco, dove si tenne +armato per quattro anni, aspettando che l'abbazia rimanesse indifesa e +senza capo. + +Il papa scelse un nuovo abate e lo mandò contro di lui con molte truppe, +che solo dopo un difficile assedio riuscirono a sopraffare i ribelli. + +Questo stato di cose peggiorò durante l'esilio avignonese, e per molti +anni l'abbazia rimase senza capo; quando poi un papa vi mandò un abate +di Avignone, che col suo reggimento tirannico mise la disperazione così +nei monaci come nei vassalli. Bartolomeo da Montecassino, consacrato +abate nel 1318, vi condusse la più scandalosa esistenza; sulla fortezza +stabilì un _harem_ di belle ragazze ed i monaci seguirono il suo +esempio. + +Il chiostro minacciava di dissolversi: se così non accadde, fu per la +severità del francese Ademaro. Questo tirannello divenne abate nell'anno +1353. Ci possiamo immaginare facilmente l'ambiente, quando si sappia che +Ademaro non esitò a far un bel giorno appiccare per le gambe sette +monaci suoi nemici, che furono bruciati a fuoco lento. Era ghibellino +convinto; battè una volta sull'Aniene, presso la porta di Subiaco, le +truppe del vescovo di Tivoli, partigiano del papa. Ancora oggi gli +abitanti mostrano allo straniero il ponte ad un arco, munito di torre, +che conduce a Subiaco, attraverso l'Aniene, quello stesso che Ademaro +aveva fatto edificare col bottino dai prigionieri di Tivoli. + +Il disordine era giunto al colmo; uno dopo l'altro gli abati erano +costretti ad abbandonare la dignità. Vedendo infruttuose le riforme più +volte tentate con decreti ed ordinanze della Curia romana, Urbano VI +risolvette di por fine con un'azione repressiva e vigorosa a +quell'anarchia. Con la bolla dell'anno 1386 egli tolse ai monaci il loro +antico e prezioso diritto di eleggere l'abate. Dalla fondazione del +chiostro essi avevano eletto 57 abati, ed erano fieri del privilegio del +loro piccolo principato elettivo, che sorpassava per venerabile età i +regni della terra; a malincuore dunque dovettero piegarsi all'ordine +pontificio, e da quel tempo cominciò a declinare lo splendore di questa +abbazia benedettina. + +Furono i pontefici che scelsero d'allora in poi gli abati, e questi +nuovi capi del chiostro si dissero _manuales_, perchè ricevevano +l'investitura dalle mani del papa. Il primo di questi fu Tommaso da +Celano, ardente seguace di Urbano, uomo di qualità e doti superiori. +Tale ordine di cose durò fino all'anno 1455, nel quale gli abati, sino +allora arbitri della forza e giurisdizione feudale, e di essa +terribilmente armati, perdettero anche questo diritto. + +Si narra che la continua tirannide che esercitavano sui loro sottoposti +sia stata la causa di tale perdita. Finchè il loro governo come una +maledizione posò sui poveri sudditi, che riempivano le carceri, e spesso +erano anche precipitati nei pozzi sotterranei della fortezza, i lamenti +del popolo si alzarono alti e strazianti. Un caso segnò il momento della +liberazione. Nel novembre 1454 quindici giovanetti schernirono per via +due monaci e aizzarono contro loro dei cani: i fratelli del chiostro se +ne lagnarono presso l'abate e la notte seguente questi mandò i suoi +birri alle case ove abitavano i giovani, appartenenti alle più note +famiglie del luogo, e al cader del sole la popolazione vide i quindici +infelici impiccati alla forca, in un punto che anche oggi si chiama +_Colle delle Forche_. Allora la popolazione si sollevò, assalì il +chiostro, uccise i monaci, li precipitò dalle finestre nell'abisso, e +devastò l'abbazia. In seguito a questo fatto, Callisto III, il 16 +gennaio 1455, ridusse Subiaco in commenda e dispose che un cardinale ne +godesse i ricchi beneficî, sotto il titolo di abate; ed il primo fu il +dotto spagnolo Juan Torquemada, cardinale di Santa Maria in Trastevere, +cui comandò di riformare l'ordinamento di Subiaco e di tutti i castelli +dipendenti. Fu allora stabilito un nuovo statuto, secondo il quale ogni +abate era obbligato al giuramento di governare rettamente innanzi ai +membri della comunità di Subiaco, mentre da parte sua la popolazione +doveva giurare a lui fedeltà. Al primo cardinale abate Torquemada ed a +questo chiostro spetta la bella fama di avere dato alla luce la prima +opera stampata fuori di Germania.[8] Ne furono editori Corrado +Schweinheym e Arnoldo Pannartz che, prima di stabilire la stamperia +romana al palazzo Massimi, trovarono ospitali accoglienze a Subiaco. Qui +anzi essi terminarono il 30 ottobre 1465 di stampare le _Istituzioni_ di +Lattanzio, e pubblicarono nel 1467 l'opera di S. Agostino: _De civitate +Dei_. Questi magnifici ricordi della signoria monacale a Subiaco sono +insieme degni monumenti della nostra patria tedesca; ancor oggi li +conserva la biblioteca del chiostro di S. Scolastica. + +Torquemada morì in Roma nel 1467 e gli successe un altro spagnolo, +Rodrigo Borgia, divenuto poi Alessandro VI. + +In Subiaco le preziose opere di stampa non ricordano il suo nome, ma lo +ricorda la rocca del palazzo, a cui nel 1476 aggiunse un'ala sormontata +dalla torre quadrata. Si vede ancora il toro del suo stemma sul muro +esterno, dove un'iscrizione dice che il cardinale Rodrigo munì la rocca +per la difesa dei monaci e dell'abbazia e per la sicurezza dei confini +della Chiesa Romana. Sedici anni dopo fu inalzato al seggio pontificio; +egli pagò anche il voto datogli nel conclave dal cardinale Giovanni +Colonna, avendogli promessa l'abbazia di cui sino ad allora aveva goduto +i beneficî. Ma l'amicizia fra Alessandro VI e i Colonna ebbe breve +durata: la più potente famiglia romana cominciò ad attraversare i +disegni dei Borgia, che miravano a formare un grande dominio temporale, +per mezzo della forza e dell'astuzia, a danno dei grandi baroni. Il +cardinale Colonna dovette far vela per la Sicilia ed abbandonare la +commenda, che per tutta la durata del pontificato di Alessandro, fu +occupata dal palermitano Luigi de Aspris. + +Era quel terribile papa appena morto, che Colonna fu reintegrato nella +commenda dal suo successore, Giulio II. Nel 1508 la passò egli stesso al +famoso suo nipote Pompeo: questo lascivo cardinale dicesi conducesse a +Subiaco la bella Marsilia, figlia di Attilio Corsi. Un giorno il padre +brandendo un pugnale riuscì a penetrare nella camera del seduttore, ma +fu afferrato dai servi e gettato in un sotterraneo segreto. Pompeo si +era già guastato con Giulio II, che aveva riunito l'abbazia di Subiaco +con quella di Farfa, terzo degli antichi conventi benedettini, fondato +nel VI secolo nel territorio sabino, ed allargato ed esteso dai duchi +longobardi di Spoleto, nei dominî dei quali il monastero si trovava. I +rapporti fra le due abbazie diedero d'allora in poi occasione a continue +lotte: un partito voleva riunirsi ai monaci di Montecassino, ciò che +ebbe luogo nel 1514; l'altro, il partito tedesco, stava invece per la +fusione con l'abbazia di Farfa. Farfa aveva il titolo di abbazia +imperiale e contava molti tedeschi fra i suoi monaci: essi ricorsero più +volte all'imperatore e, più volte scacciati da Montecassino, i +benedettini vi furono reintegrati dai papi. + +Pompeo Colonna, scomunicato da Giulio II, ma riammesso in grembo alla +madre Chiesa da Leone X, passò la commenda al nipote Scipione. I Colonna +erano potenti nella Campagna romana, dove si erano formati un piccolo +regno delle città degli Ernici e dei Volsci; essi pensavano perciò +d'incorporare anche Subiaco nei loro possessi, e siccome i cardinali di +questa famiglia ottenevano dai papi che fosse assegnata la commenda ai +loro nipoti, viventi ancor essi, così fu loro possibile di essere +padroni di Subiaco per ben 116 anni. Per tutto questo periodo il paese +rimase ai Colonna, nonostante le continue lotte coi papi. Clemente VII +subì per questo una tremenda sconfitta. Le sue truppe distrussero nel +1527 la rocca di Subiaco, ma il 28 giugno dell'anno successivo furono +completamente battute, sotto il comando di Napoleone Orsini. La +bandiera tolta in quella giornata alle truppe pontificie, si conserva, +come trofeo, nella chiesa di S. Scolastica, e ogni anno, nello +anniversario, si festeggia a Subiaco, con una processione, questa +vittoria ottenuta su di un pontefice. + +Questi ricordi storici sono ancora vivi in tutta la regione. + +Il dominio dei Colonna fu un governo baronale, fatto di arbitrio, senza +legge, simile al dominio lombardo-spagnolo dipinto dal Manzoni nel suo +romanzo. Questi cardinali non vedevano nella porpora che indossavano che +il manto della sovranità; dei banditi assoldati, già noti allora sotto +il nome di _bravi_, obbedivano fedelmente ai loro minimi cenni, e nè la +proprietà, nè l'onore delle famiglie erano sacri a quelle masnade +accampate nel cortile della rocca. Mentre duravano ancora le contese tra +Farfa e Montecassino, una notte, Scacciadiavolo, il temuto bravo di +Pompeo, con 44 armati piombò sul chiostro di S. Scolastica, lo +saccheggiò e ne scacciò tutti i monaci. Si dice che vi avesse avuto mano +anche il cardinale; fatto si è che egli fu destituito dal papa, ma per +esser subito dopo rimesso al suo posto. La storia di quel tempo è piena +di simili violenze, e molti luoghi di Subiaco ne tramandano la cupa +memoria: si mostra ancora la piazza, per esempio, in cui parecchi +cittadini furono sepolti vivi. Subiaco vide, fra le altre atrocità, +anche lo spaventoso matricidio che impedì la grazia della famiglia +Cenci. Un membro della casa Santa Croce di Roma avendo nel 1599 +strangolato la sua propria madre a Subiaco, il papa, appena saputolo, +firmò la condanna a morte di Beatrice Cenci, della matrigna e del +fratello. + +Intanto la potestà di Subiaco passava dall'uno all'altro Colonna, la +storia dei quali è legata a quella del chiostro; così Marcantonio +Colonna, così Camillo e finalmente Ascanio, che fu della famiglia +Colonna l'ultimo cardinale-abate di Subiaco. Abitava questi nella rocca, +spudoratamente, con la sua amante Artemisia, che aveva elevato a sua +sostituta nella direzione dell'abbazia, ogniqualvolta egli doveva +assentarsi; la cosa sollevò tanto scandalo che la commenda fu tolta ai +Colonna. Dopo la morte di Ascanio, nel 1608, il papa l'assegnò a suo +nipote Scipione Caffarelli Borghese, che la tenne fino al 1633. + +I Colonna non hanno lasciato in Subiaco nessun bel ricordo; si vedono +soltanto nella fortezza, che essi fecero costruire ed abbellire, delle +stanze ornate dei loro stemmi. + +Mentre fino al secolo xvi gli Orsini e i Colonna furono i padroni veri e +propri della Campagna romana, dopo il XVI secolo subentrarono in questo +dominio le più recenti famiglie, i Borghese e i Barberini, portate su da +papi nepotisti. Essi acquistarono le più belle proprietà del Lazio, e le +posseggono ancora (1858). Le città di questa regione mostrano sempre i +loro palazzi massicci e spaziosi, dalle cui pareti pendono i polverosi +ritratti dei baroni di quel tempo. Se ne trovano molti; ed anche nella +cittaduzza montana degli Ernici, dove scrivo queste righe, mi trovo in +mezzo a quadri famigliari di antichi cardinali e di maestose dame del +secolo XVII; fra i cardinali ho notato il volto roseo di Scipione +Borghese. Era il tempo dell'assolutismo galante e sensuale, in parrucca +incipriata e calze di seta, il cui carattere era imbelle, intrigante e +scandaloso, non meno che prosaico. I baroni in corazza e maglia del +medio evo si eran mutati in principi molli che, sdraiati sui divani +delle loro camere, gustavano i frutti che il vassallo tremante portava +loro al castello. Ogni volta che i cardinali facevano il loro ingresso +in Subiaco per prendere possesso dei beneficî, arrivavano alla testa di +un piccolo esercito mercenario, e, accompagnati da un nugolo di servi, +ricevevano sulla porta dalle mani del magistrato le chiavi della città. + +I Borghese furono presto cacciati da Subiaco dai Barberini. Urbano +VIII, capostipite di questa ricca casa, assegnò la commenda al nepote +Antonio, nel 1633; da questo tempo i Barberini seppero molto bene +seguire l'esempio dei Colonna, poichè per 105 anni l'abbazia rimase +nelle loro mani; Antonio accrebbe anche la potenza del cardinale-abate; +aggiunse al diritto di giurisdizione baronale anche quello vescovile, +che fino ad allora avevano esercitato i vescovi confinanti di Tivoli, +Anagni e Palestrina, sui diversi castelli. Così il commendatore di +Subiaco fu insieme barone e vescovo, con terrore del povero popolo. Le +leggi erano così inumane che solo per aver preso una quaglia o un +fagiano si era puniti con dieci anni di galera. Tuttavia il governo dei +Barberini portò un po' di bene: Subiaco, per la sua posizione naturale, +su di una ricchissima corrente di acqua, era specialmente adatta +all'industria, e deve al primo Barberini le fabbriche di carta, di +cotone e di stoffe colorate, che occupano e nutrono anche oggi alcune +centinaia di operai; nulla però si è potuto fare per sviluppare queste +industrie, poichè esse son rimaste un monopolio della commenda +cardinalizia. + +Intanto i monaci non avevano dimenticato che essi un tempo erano stati i +signori feudali dell'abbazia; colsero dunque l'occasione della morte di +Francesco Barberini, nel 1738, per far valere i loro antichi diritti. +Nominarono vicario quegli che era stato abate, Bernardo si lasciò +condurre nella chiesa della città, ricevette là dal gonfaloniere del +popolo il giuramento dei sudditi, giurò egli stesso gli statuti, e dopo +una completa cerimonia di presa di possesso, fu portato in processione +per Subiaco, imitando in tal modo l'insediamento di un nuovo papa. Così, +come se fosse stato un abate del xiii secolo, promulgò editti, insediò +suoi agenti nei castelli, fece grazie, richiamò esiliati e tenne un +linguaggio da principe. L'editto inaugurale del suo governo comincia con +queste pompose parole: «Noi, Don Bernardo Cretoni, dell'ordine di S. +Benedetto, monaco e professo del sacro imperiale chiostro di S. Maria +della Farfa, e per grazia di Dio abate regolare del sacro chiostro di S. +Scolastica, e, per grazia della Santa Sede Apostolica, Vicario della +medesima Santa Sede apostolica, vicereggente temporale e spirituale». Ma +lo sfrontato abate trovò la più ostinata resistenza nel popolo, cui non +sorrideva punto l'idea di tornare sotto il dispotismo della cocolla, ed +un'eguale resistenza nella gelosia della parte religiosa secolare della +città. Gli uni e gli altri ricorsero al Pontefice, e questi diede la +commenda al cardinale Spinoza, che come plenipotenziario prese +finalmente possesso di Subiaco. + +Verso la metà del secolo XVIII era divenuto acerbissimo l'odio contro +tutte le istituzioni feudali e il monacato, venuto in contrasto con gli +stati laici, doveva risentirne gli effetti. A Subiaco si formò una +congiura contro i benedettini; si cantavano canzoni di scherno contro i +monaci e nelle strade, dei declamatori raccontavano la storia del +chiostro, eccitando la popolazione con la narrazione dei soprusi e delle +violenze patite. I monaci, che non avevano potuto reprimere una +sollevazione avvenuta il 13 maggio 1752, invocarono l'aiuto delle truppe +romane: una compagnia di côrsi entrò in Subiaco, e con essa un +commissario pontificio per farvi un'inchiesta. Avendo la commissione +riconosciuto quale era la radice del male, papa Benedetto XIV risolvè di +abolire i diritti feudali dei benedettini. Un papa che aveva il nome di +Benedetto ebbe il coraggio di rinnegarlo, e, mentre egli annientava uno +dei più antichi principati ecclesiastici del mondo, si metteva su quella +via di riforme nella quale poi doveva seguirlo l'infelice suo +successore. Egli abolì per sempre, il 7 novembre 1753, la giurisdizione +temporale del cardinale-abate di Subiaco, e gli lasciò soltanto alcuni +titoli e rendite di natura feudale, che sussistono ancora in gran parte +e sono abbastanza gravosi. Il principato temporale passò allo Stato e fu +esercitato da un governatore e da un giudice, che venivano nominati +dalla _Sacra Consulta_. La commenda cardinalizia rimase un beneficio +semplicemente spirituale; il suo primo titolare, in questa nuova +condizione, fu Giovanni Battista Banchieri. + +Questa fu la fine dell'ordinamento medioevale della famosa abbazia, e da +quel tempo la sua storia perdè ogni interesse. Però fra i suoi +cardinali-commendatori ve n'è uno notevole per avere efficacemente +favorito, secondo le esigenze dei nuovi tempi, la civilizzazione di +quella regione, ed è Pio VI, Braschi, che, nominato cardinale-abate nel +1773, rimase tale anche quando fu fatto papa, e colmò Subiaco di +beneficî. Oltre alla costruzione di vari edifici, come la cattedrale, un +grande seminario, il restauro del palazzo, ed altro, suo titolo +principale alla riconoscenza di quella popolazione è la bella strada +che, lungo l'Aniene, conduce a Tivoli: per mezzo di questa strada egli +collegò l'abbazia alla capitale della regione. I cittadini di Subiaco +gli innalzarono perciò un arco di trionfo, sul modello dell'arco di +Tito; è un ornamento di quel luogo che il medesimo pontefice aveva fatto +diventare città. Pio VI entrò a Subiaco nel maggio 1789 passando per +questa porta d'onore. + +Ma ben presto la Repubblica franco-romana abbattè quello che rimaneva; +due volte essa soppresse il chiostro, finchè Pio VII lo ristabilì nel +1814. Gli ordinamenti dell'abbazia sono da quel tempo rimasti come erano +stati fissati nel 1753; il cardinale-abate possiede uno dei più ricchi +beneficî della chiesa; i monaci, non più signori di castelli e di +vassalli, hanno ancora molti beni e coloni; i loro possessi, coltivati a +olivi ed a viti, giungono sino ai piedi dei monti Volsci. L'ammontare +della rendita annuale che appartiene anche oggi al chiostro, è valutata +da 8 a 10,000 scudi. + +L'abbazia stessa conta presentemente nel suo territorio 21,000 e più +abitanti, ripartiti in sedici villaggi e castelli: Subiaco, Trevi, +Jenne, Cervara, Camerata, Marano, Agosta, Rocca Canterano, Canterano, +Rocca di Mezzo, Cerreto, Rocca Santo Stefano, Civitella, Rojate, Affile +e Ponza. Fra questi Trevi e Affile sono antiche colonie romane. Meglio +che da qualunque altro luogo, la vista di questa regione, ch'è il +territorio superiore dell'Aniene, si gode da una delle alture del +Serrone, che separa la valle dell'Aniene da quella del Sacco. I castelli +dell'abbazia sono situati, eccetto Subiaco, sulle sommità rupestri dei +monti, e sono grigi come le pietre calcaree che li circondano. Il +bizzarro modo di edificare, la selvaggia solitudine, le vesti, l'idioma, +i costumi, rendono la regione degna di grande attenzione. Ma spaventosa +è la miseria di quei montanari: il loro nutrimento, che si limita spesso +a cattivo granturco, è meno sicuro di quello degli animali della +campagna, per i quali la natura ha in qualche modo provveduto. In nessun +luogo d'Italia ho visto una miseria più spaventosa quanto in alcuni di +quei luoghi. Bisogna entrare nelle stamberghe di quei coloni dei monti, +o vederli vangare la terra, al melanconico canto dei loro ritornelli, e +lavorare più accanitamente dei muli, per compiangerli quanto essi +meritano. Meglio che nelle cronache del tempo, nei loro cenci e nei +volti emaciati e pallidi per la febbre si legge la storia delle violenze +della potestà feudale dei baroni e dei monaci. + +Più viva e interessante della storia politica del chiostro sarà pel +lettore la descrizione di quelle particolarità che allontanano l'occhio +dell'osservatore dalla miseria della popolazione, e lo volgono altrove. +Mentre il vassallo serviva e soffriva la fame, il monaco ben nutrito +risedeva nel suo chiostro, e lo abbelliva con quadri artistici e con +memorie di altri tempi; della qual cosa noi dobbiamo essergli grati. +Esistono due chiostri a Subiaco, che stanno sotto un solo abate e +formano una sola corporazione: di S. Scolastica il primo, il secondo di +S. Benedetto, chiamato anche _Sacrum specus_. Giacciono ambedue fuori +della città, sulla riva destra dell'Aniene, nella solitudine dei monti. +Il primo è il più antico: è una bizzarra e pittoresca massa di edifici, +fra i quali si erge una torre quadrata, innalzata dall'abate Umberto, +nel 1053. Il miscuglio di stile romano e gotico delle finestre e delle +nicchie rivela la traccia di diverse epoche, ma nel complesso mostra +ancora soltanto alcuni resti dell'epoca più vetusta, specialmente nei +cortili. Il chiostro fu più volte restaurato e la sua chiesa attuale è +una costruzione del secolo scorso. A questo secolo noi dobbiamo anche +attribuire la facciata del convento, mentre la corte seconda, o interna, +rimonta, come si rileva dall'arco romano e dai pilastri, al secolo XVII. +Pitture moderne sulle pareti e sui pilastri, in condizioni miserevoli, +ricordano la storia dell'abbazia; vi sono rappresentate in grandezza +naturale le figure dei papi e dei principi che visitarono il chiostro, +fra gli altri l'imperatore Ottone III e l'imperatrice Agnese. Alcune +iscrizioni recano la lista completa dei luoghi posseduti un tempo +dall'abbazia. + +Di qui si passa in un cortile intermedio, situato dinanzi all'entrata +della chiesa: è notevole per alcuni resti di architettura gotica, +specialmente per un grande arco di pietra, scannellato, ornato di +figurine e di spirali. Qui si trova anche il più antico monumento +posseduto da S. Scolastica, cioè un rozzo bassorilievo in marmo del 981, +del tempo degli Ottoni tedeschi e della più profonda barbarie romana. È +un quadrato di alcuni piedi di larghezza e di eguale altezza, che porta +scolpite quà e là immagini medioevali. Su di un fusto ornato di foglie +si erge un vaso: due bestie orecchiute si arrampicano con le quattro +zampe sul fusto, sollevandosi per bere il contenuto del vaso. Il loro +aspetto è così enigmatico, che non mi credo nel caso di poter decidere +se siano lupi o cervi, volpi o cani, od altri animali. Sul dorso di una +sta un uccello in atto di beccare. Tutt'intorno corrono fregi e ornati +in pietra. Il corpo di una delle bestie contiene una iscrizione che +ricorda come Benedetto VII consacrasse la chiesa del chiostro il 4 +dicembre 981. + + EDIFICATIO UIUS ECCLE [=SC]E SCOLASTICE TEMPORE + DOMNI BENEDICTI VII [=PP]. AB. IPSO [=PPA] DEDICATA + Q. D. [=S]. [=AN]. AB INCARNATIONE DNI CCCCCCCCCLXXXI + M. DE[=CB]. D. III. INDICTIONE VIII. + +Sul bassorilievo si trova un'altra iscrizione rovinata, della quale mi è +stato impossibile decifrare il principio. Di fronte a questa, accanto +alla porta della chiesa, si legge l'iscrizione del tempo di Leone IX, di +cui ho già parlato. + +La chiesa stessa, della quale la primitiva fabbrica era stata consacrata +da Benedetto VII, non ha più nulla di antico. Ma se si entra nel vero e +proprio cortile del chiostro, a destra, si trova uno spazio quadrato +intorno ad un pozzo ornato di quelle piccole colonne ed archi rotondi +come se ne vedono a Roma in molti chiostri: è del principio del secolo +XIII, memoria del potente abate Lando e della famosa famiglia artistica +romana dei _Cosmati_. Gli esametri sull'entrata principale dicono: + + COSMUS ET FILII LUCAS ET JACOBUS ALTER + ROMANI CIVES IN MARMORIS ARTE PERITI + HOC OPUS EXPLERUNT ABBATIS TEMPORE LANDI. + +Questi degni maestri furono più felici nei loro monumenti funerari e +tabernacoli che in questa costruzione, che non può in nessun modo +sostenere il confronto col chiostro dei benedettini di S. Paolo in Roma. +Le colonne (ogni due ve n'è una doppia e contorta) sono semplici e +rozze; i capitelli sono brutti e a forma di trave; nè mosaici, nè +intagli ornano l'arco e il cornicione. L'arte sembra qui essersi +adattata alla rozzezza della campagna. + +Questi sono essenzialmente gli unici o i più notevoli resti di un +passato così ricco e così lungo, che ha subìto tante devastazioni. Gli +edifici del chiostro, spaziosi nell'interno, con molti corridoi, celle, +camere, e sale per usi diversi, sono in gran parte recenti. Sono entrato +con piacere e curiosità solo nelle biblioteche e nell'archivio dei +benedettini; i ben catalogati scaffali contengono materiali preziosi per +la conoscenza del Lazio nel medio evo. Alcuni scaffali sono consultabili +e visibili a tutti, altri inaccessibili, e la bacchetta magica del +Muratori stesso non riuscì a farne aprire i ripostigli. Di gran pregio è +il _Regestum insigne veterum monumentorum Monasteri Scholastici_, in +pergamena, raccolta di documenti dal nono secolo in poi.[9] Mancano +documenti anteriori. Nessuna delle cronache di Subiaco è stata data alle +stampe, eccettuata una anonima che giunge sino al 1390 ed è edita dal +Muratori. A questo fu interdetta la stampa di una cronaca più +particolareggiata, scritta da un tedesco di Treviri nel 1629: _Chronicon +Sublacense P. D. Cherubini Mirtii Trevirensis anno Dni_ 1629.[10] I +monaci permettono di vederla: è assai più completa dell'altra, neppure +quella stampata, di Guglielmo Capisacchi di Narni (1573); non può dirsi +un lavoro notevole, ma solo una compilazione, senza corredo di +documenti. La storia dell'abbazia giace ancora sepolta in questi +archivi; l'ha scritta di nuovo il canonico Janucelli, ma anche l'opera +sua non è scientifica. Ho avuto fra mano un manoscritto del 1833, che +contiene una storia abbastanza esatta dell'abbazia; n'è autore Silvio +Mariani, di Subiaco, morto testè in Grecia. Egli si è servito dei +cronisti sopra nominati, ed anche di alcuni documenti, ma la sua opera +non è, essa pure, che manoscritta. È dettata con spirito liberale e +consta di 492 pagine: debbo ad essa molte delle notizie che qui sopra ho +riportato. + +La biblioteca è piccola ma notevole per quegli antichissimi incunabuli +tedeschi di cui ho già dato notizia. Ho preso in mano con gioia i +preziosi, belli e ben stampati volumi _in-folio_ che mi porgeva un +giovane benedettino tedesco. In fondo all'opera di Lattanzio ho trovato +scritto: «_Lactantii Firmiani de divinis institutionibus adversus gentes +libri septem, nec non ejusdem ad Donatum de ira Dei liber unus, una_ +_cum libro de opificio hoîs ad Demetrianum finiunt. Sub anno Dni +MCCCCLXV pontificatus Pauli papae. Anno ejus secundo. Indictione XIII +die vero antipenultima mensis Octobris. In venerabili monasterio +Sublacensi. Deo gratias_». + +Spontaneo grido di gioia, questo, di quei bravi stampatori che, per +modestia, nemmeno hanno manifestato il loro nome. Ciò mi ricorda il +motto che i greci e i latini del medio evo ponevano in fondo al +manoscritto copiato, per coronare le proprie fatiche: + + hôsper xenoi kairousi patrida blepein + houtôs kai hoi graphousi telos bibliou.[11] + +S. Scolastica conta ancor oggi circa settanta fratelli, fra cui parecchi +tedeschi, e l'attuale abate, Don Pietro Casaretto, ha severamente +riformato la disciplina dell'ordine. Ora, a quanto mi si è detto, i +monaci sono stati messi a magro regime; ma visitando la bella cucina, +dalla volta profonda, un odore gradevole di grasso, degno di Omero, mi +ha colpito le narici e non mi è parso esattamente secondo la regola +pitagorica di S. Benedetto, proibente l'uso della carne. + +Passiamo ora al vero santuario dei Benedettini, a quel piccolo secondo +chiostro che alla metà del secolo XI fu edificato sulla grotta di +Benedetto, e per questo chiamato _sacro speco_. I monaci di Montecassino +nel 1688 aprirono una strada per salirvi, via ripida, che conduce, +traverso le rupi, alla grotta, offrendo magnifici panorami. Mentre il +viaggiatore ha sotto i piedi la corrente spumeggiante, vede la bella +valle di Subiaco e il burrone dell'Aniene. In lontananza, dove la valle +sembra chiudersi, si scorge l'alpestre paese di Jenne, patria di +Alessandro IV e dell'abate Lando dei conti di Segni. Immediatamente +prima della grotta si trova un ombroso e oscuro boschetto di quercie, +che forse già attrasse il solitario Benedetto, e che anche oggi, come un +bosco sacro degli antichi, annuncia la vicinanza di un mistero. + +I piccoli fabbricati, fondati l'uno di seguito all'altro sulla grotta, +sono appoggiati alla parete scoscesa della rupe, e presentano +all'aspetto un miscuglio originale di stili e sono ornati fin +dall'esterno di pitture. Si passa sopra un ponte murato, che deve essere +stato nel medio evo un ponte levatoio, e si penetra in una lunga +galleria che conduce nell'interno ed è ornata d'imagini non antiche +degli evangelisti. Su di una parete si leggono questi buoni distici: + + Lumina si quaeris Benedicte quid eligis antra? + Quaesiti servant luminis antra nihil. + + Sed perge in tenebris radiorum quaerere lucem, + Nonnisi ab obscura sidera nocte micant. + +E sotto: + + D. O. M. ordinis S. Benedicti Occidentalium Monachorum Patriarchae + cunabula. + +In verità mi son creduto d'un tratto piombato nella misteriosa atmosfera +di quei tempi straordinari, allorchè, passato dalla galleria nella prima +chiesa, improvvisamente mi sono trovato in un piccolo duomo di splendida +architettura gotica, nel soffitto e nelle pareti del quale si andavano +già attenuando, per l'annerirsi graduale degli affreschi, il barbaglìo +di luci multicolori. Invisibili monaci cantavano in coro il vespro; le +loro voci possenti di basso risuonavano solenni e ritmiche attraverso +l'ombra crepuscolare della chiesa, e nelle pause delle loro litanie si +udiva il rauco gracchiare dei corvi. Tre corvi novelli sono infatti +nutriti nel chiostro in memoria di S. Benedetto, e sembra che il numero +tradizionale di questi simboli viventi dell'ordine non venga mai +oltrepassato. + +Sarebbe difficile una descrizione minuta del chiostro, tanto famoso per +i suoi dipinti. Molti sono i tempietti e le cappelle, di costruzione +laberintica, siccome si conviene ad un edificio fabbricato tra le rupi. +Quei tempietti e quelle cappelle in parte sono fondati sulle grotte +stesse, delle quali talora è visibile la nuda roccia; in parte sono +appoggiati sulla parete della rupe. Si scende da una chiesa all'altra +mediante scalini, e si crederebbe di essere dentro a catacombe montane, +cariche di colori, scintillanti di ceri sugli altari. In queste cripte +non si trovano soffitti o pareti che non siano ornati di affreschi, +rappresentanti la vita di Benedetto, scene della storia del chiostro e +della vita dei santi, o rappresentazioni allegoriche. La storia del +monacato raggiunge con la vita di S. Benedetto il suo punto culminante +epico-eroico, parallelamente ai canti cavallereschi delle lingue +neo-latine. Non terribile come le leggende dei martiri del +cristianesimo, che sostenevano la loro disperata lotta per la vita, ma +penetrato di una mite dolcezza fantastica, esso spiega una ricchezza +sorprendente di gradevoli motivi artistici. Mi sembra anche che i +miracoli di Benedetto abbiano in sè più poesia di quelli degli altri +santi, pochi eccettuati. L'amore fraterno tempera in essi l'egoismo di +una esistenza d'eremita, separata del tutto dal mondo, e nobili ci +sembrano in essa le avventure di Benedetto e di Scolastica, la loro +solitudine, il lungo peregrinare sui monti, la distruzione dei templi +pagani, l'erezione di nuovi chiostri. Al maestro si uniscono nobili +giovani; fra gli altri Placido, l'apostolo di Sicilia, e Mauro, +l'apostolo di Francia; essi guidano la fantasia dalla limitata +solitudine dell'eremita ad un orizzonte pieno di storia e di destino. La +vita di Benedetto si prestava ad essere soggetto di pittura; e perciò +questo grandioso ciclo del monacato, che ha avuto la sua influenza anche +sui poemi del Graal e di Titurello, ha trovato in Subiaco la sua +rappresentazione classica. + +L'intero Lazio non ha nulla di simile a questi quadri, se non forse, in +un certo senso, le pitture della cripta del duomo di Anagni. Il loro +studio è utile per la storia dell'arte, appartenendo questi affreschi a +stili diversi: a quello bizantino, a quello di Cimabue e di Giotto, fino +ai secoli xv e xvi. Ne parlerò brevemente. + +La prima chiesuola, edificata, secondo un'iscrizione, dall'abate +Giovanni V, nel 1116, fu ornata con affreschi nel 1220 da Giovanni VI. +Questi affreschi ricoprono letteralmente le pareti, e, benchè rozzi ed +imperfetti nel disegno, mostrano tuttavia una rara freschezza di vita ed +una potenza epica naturale, straordinaria nello stile delle cronache +trasportato nella pittura, se ci è lecito usare questa espressione. A +destra e a sinistra sono rappresentate molte scene della vita di +Cristo, il suo ingresso in Gerusalemme, quadro ricco di figure, la sua +passione e gli avvenimenti dopo la sua morte. In oggi gran parte sono +anneriti; pure, per fortuna, essendo stati fatti dei restauri, appaiono +meno danneggiati dei quadri che trattano la vita di S. Benedetto. In uno +di questi il santo è rappresentato mentre si rotola tra le spine per +allontanare l'apparizione di una splendida donna, ed in un altro lo si +vede intento a scrivere, nella sua grotta, le regole dell'ordine; e +sotto v'è questo antico tetrastico leonino: + + Hic mons est pinguis, multis claruit signis, + A Domino missus sanctus fuit Benedictus, + Mansit in cripta, fuit hic nova Regula scripta. + Quisquis amas Christum talem sortire Magistrum. + +Una piccola tribuna, scavata nella volta nuda della roccia, chiude +questa chiesuola; dinanzi ad essa stanno, all'estremità della navata, +tre archi acuti su eleganti colonne, a foggia di arco trionfale, le cui +lunette sono ornate dai ritratti dei genitori di Benedetto, Probo e +Abbondanza.[12] Dietro vi è un piccolo altare-tabernacolo, l'unico +lavoro così detto alessandrino che io abbia trovato nel chiostro, nel +quale altare il mosaico, contrariamente all'uso del tempo, è stato +surrogato da un affresco. + +Una serie di piccolissime cappelle conduce nell'interno e forma un corto +e angusto passaggio che si può paragonare alla navata traversale d'una +chiesa. Anche qui tutte le pareti sono coperte di quadri, che sono +stati, però, di recente restaurati in modo vergognoso, con colori +stridenti ed eccessivi. Sono quadrucci isolati, o piccole composizioni: +vi si vede, Benedetto che cena con la sorella, la morte di due santi e +quella di Placido e di Mauro. Si trova anche lassù un antico sarcofago +di bambino, circondato da graziosi bassorilievi che raffigurano degli +uccelli ed è innalzato sopra una piccola colonna per servire da +vaschetta. Una scala conduce nella chiesa inferiore o media, +particolarmente memorabile; anche qui tutte le pareti erano coperte di +pitture, ed alcune iscrizioni ci hanno conservato il tempo e il nome +dell'artista. Vi si legge in caratteri gotici: «_Magister Conxolus +pinxit hoc opus_»; altrove: «_Stamatico Greco pictor perfecit A. D. +MCCCCLXXXX_». Consolo fu pittore della fine del xiii secolo, prima +dunque di Cimabue, e prima che la pittura italiana si liberasse dai +caratteri tipici dello stile bizantino. Forse egli è lo stesso artista +che ornò di pitture murali il vestibolo di S. Lorenzo fuori le mura a +Roma, sotto Onorio III, ambedue questi lavori essendo di quel tempo e +della stessa scuola. I dipinti di Consolo--e di lui sono la maggior +parte degli affreschi del chiostro--conservano ancora la maniera greca, +ma certo non in tutta la sua violenta e cruda magrezza. Si trovano fra +di essi sorprendenti figure di nobili forme, e con una semplicità di +panneggiamento, che rammenta l'arte antica. Ad ogni modo questo antico +maestro, il cui nome (da kompsos?) sembra rivelare il greco, è molto +efficace e forse egli dipingeva, come scolpivano i Cosmati, greci essi +pure (kosmêtês) e suoi contemporanei, a Roma, a Subiaco e nella cripta +del duomo di Anagni. + +Vi sono in questa chiesa sotterranea pitture di soggetti disparatissimi; +la maggior parte riferentisi alla storia del chiostro. Sotto la scala si +vede Innocenzo III consegnare un diploma all'abate Giovanni VI, e +Gregorio I dare all'abate Onorato l'atto di donazione. Parecchi trattano +la vita di S. Benedetto; uno, che lo rappresenta con la nutrice, è +notevolissimo per la gradevole figura della donna e l'ottimo +panneggiamento; un altro rappresenta, in modo originale, la sua morte: +il santo con la tonaca nera sta su di un giaciglio; dalla sua bocca un +raggio di luce conduce alla piccola nuda figura della sua anima, che un +angelo alato già reca fra le sue mani. L'angelo ha una bella +espressione, un pronunciato profilo greco e gli occhi a mandorla. La +dolce inclinazione della testa, già prima di Giotto espressione +caratteristica del grazioso, ricorda vivamente le migliori imagini delle +catacombe. Questa mirabile figura di un tono medio bruno non è stata, +fortunatamente, ritoccata. Vi sono molti altri quadri con figure di +bambini, di cui è inutile parlare: non tutte sono del medesimo artista, +e talune senza dubbio appartengono già al secolo XI, poichè strettamente +fedeli alle peggiori forme bizantine. Tali sono i colossali quadri del +soffitto, rappresentanti apostoli e santi che contrastano aspramente con +gli affreschi delle pareti, e che sono stati barbaramente restaurati. + +Nella parte centrale della chiesa si trova anche la grotta di Benedetto, +che mi ha ricordato assai vivamente la grotta famosa di S. Rosalia a +Palermo, sul monte Pellegrino. Sotto un ricchissimo altare sta una +marmorea figura del giovane santo in preghiera innanzi la croce; è +un'opera non cattiva della scuola del Bernini;[13] e forse l'effetto +che produce è accresciuto dalla penombra in cui si trova. Qui tutto ha +un carattere di giocondità; la graziosa piccolezza di queste chiesuole, +cappelle e grotte, splendenti e multicolori, sembra un giuoco di +fantasia, come non ho visto mai in altre rappresentazioni religiose. Si +potrebbe dire un libro illustrato di poetiche leggende, prive di dolore +e di sangue, ma ricche di fantastico colorito, come la vita dei pii +anacoreti nel deserto. + +La religione vi è presentata sotto forma di favola, e produce un effetto +corrispondente a questa. Il carattere del chiostro è appunto questo, ed +è forse unico nel suo genere. Ivi lo spirito non è mai portato a gravi +pensieri; in questa sacra grotta nemmeno il più fervente dei cattolici +potrebbe sentirsi penetrato di venerazione: gli stessi artisti, che +avrebbero voluto suscitare il senso della pietà con quadri melanconici, +sono stati dalla scherzosa giocondità dell'insieme eccitati +invincibilmente ad intonarsi all'ambiente. Questo ho sentito in due +affreschi, che stanno di fronte, sulle strette pareti, presso una scala +che dalla grotta mena nella sottostante cappella. Rappresentano il +«Trionfo della Morte», secondo la nota canzone del Petrarca: la Morte, +funebre cavaliere, dopo aver saltato a cavallo su dei cadaveri, +colpisce con la spada un giovane che s'intrattiene con un compagno a +parlare. Di fronte stanno tre tombe aperte: nella prima giace una +giovane donna, morta da poco tempo; nell'altra si scorge il suo corpo +già nauseabondo e decomposto; nella terza finalmente il suo scheletro. +Un vecchio pare spieghi queste varie fasi del nulla; egli ammaestra tre +bei giovanetti, in eleganti abiti, coi falchetti sul pugno, che +gravemente lo ascoltano. L'autore di questo memorabile quadro, che +disgraziatamente ha molto sofferto, non è conosciuto; sembra sia +dell'epoca del Ghirlandaio. Di lui forse è pure la Strage degl'Innocenti +a Betlemme. Questo soggetto è trattato artisticamente e semplicemente: +un gruppo di madri, con i bimbi lattanti fra le braccia, con ansia +affettuosa li stringono al seno; verso di esse si avanzano dei guerrieri +con la spada sguainata. Io non ho mai visto trattato con tanto +sentimento drammatico ed estetico questa scena piena di orrore, soggetto +preferito della pittura di tutte le epoche; e tanto più si deve lodare +l'ingegno dell'artista, se si ricorda il ributtante carnaio +rappresentato negli arazzi del Vaticano! L'artista di Subiaco ha capito +che egli avrebbe potuto commuovere anche facendo solo indovinare o +temere l'inumano. Il quadro è di proporzioni assai piccole. + +Ho trovato anche altre rappresentazioni artistiche originali; +specialmente due figure di S. Stefano e di S. Lorenzo. Il primo santo è +lapidato; il pittore o il restauratore ha voluto con strano pensiero +inserire nel quadro delle vere pietre, e nel suo zelo ha rappresentato +materialmente l'aureola, rompendola coi sassi. S. Lorenzo è una graziosa +figura giovanile, vestita di un ricco panneggiamento; tiene nella destra +la palma, nella sinistra il libro e sta eretto sulla graticola. + +Aggiungo ancora che dalla cappella descritta si scende in un'ultima +grotta, assai piccola; si dice che qui Benedetto abbia ammaestrato nelle +sacre scrittura i suoi scolari. + +Le pareti sono coperte di stucchi e mostrano resti di antichissima +pittura. Tali sono le principali curiosità del chiostro; ma non vogliamo +dimenticare la parte superiore, da dove si gode una vista superba della +rupe gigantesca sulla quale questi santuarî sono costruiti. Essa cade a +piombo, e sembra volersi precipitare sul chiostro; ma fortunatamente si +trova là effigiato il santo che con la mano stesa, come per trattenerla, +sembra esclamare: Fermati, o rupe; non danneggiare i figli miei! Quando +sono entrato nel cortile ho trovato appollaiati ai piedi della figura +del santo tre corvi, che raucamente gracchiavano. Questi sinistri +uccelli con le loro voci lugubri e le tonache nere da benedettini mi +sono sembrati attributi propri del santo, come nell'antica mitologia +altri uccelli sono sacri ad altri Dei. + +I corvi hanno una parte di qualche importanza nella storia di Benedetto, +dissi già che lo accompagnarono nel suo viaggio da Subiaco a +Montecassino, e aggiungo ora che gli salvarono la vita. Infatti, avendo +un nemico mandato a Benedetto del cibo avvelenato, essi lo portarono +via, lontano, sulle rupi. Il corvo dei monti mi è sembrato un vero +uccello da monaci; in ogni modo è un simbolo migliore di quello dei +domenicani, consistente in un cane con la face in bocca. + +Anche in un altro luogo mi sono ricordato dell'antichità, anzi di un +nome celebre. Vi è nel chiostro anche un giardino di rose, sulla sommità +della rupe. Un tempo erano rovi, precisamente quelli nei quali Benedetto +si era avvoltolato a corpo nudo. Quando nel 1223 il famoso fondatore +dell'ordine francescano visitò Subiaco, innestò alle spine delle rose, +le cui discendenti stanno ancora in fiore. Col tempo si sono scoperte +meravigliose virtù in queste rose. Un monaco mi disse seriamente che +esse, ridotte in polvere e inghiottite, guariscono qualunque malattia o +incantesimo. Il monaco non mi disse però se esse possiedono anche la +preziosa virtù delle rose di Apuleio; in ogni modo non avrei potuto +verificarla. + + + + +ATTRAVERSO L'UMBRIA E LA SABINA. + +(1861). + + + + +Attraverso l'Umbria e la Sabina. + +(1861). + + +Una gita da Roma nella Tuscia romana, nella Sabina e nell'Umbria è oggi +tanto più attraente, in quanto che chi viaggia in queste province, or' +ora annesse al regno d'Italia, ha campo di fare molte e nuove +osservazioni importanti. Invece di viaggiare con la diligenza, è assai +meglio prendere un _vetturino_ fino a Perugia. L'istituzione italiana +dei vetturini sarà fra pochi anni soppiantata dalle ferrovie, e vi sarà +certo chi li rimpiangerà, perchè, se non sempre comodo, questo mezzo di +viaggiare ha pure i suoi vantaggi, primo fra tutti quello di far +conoscere la regione che si attraversa, cosa in ferrovia quasi +impossibile. Il mio vetturino trottava allegramente sull'antica via +Flaminia, di buon mattino, sotto uno splendido cielo di settembre. +Meraviglioso è un viaggio attraverso questa campagna; il Soratte e i +monti Sabini, dalle linee vigorose, offrono a destra le più gradevoli +vedute. Di paesi se ne incontrano pochi in questo deserto; dopo il terzo +miglio si trova Prima Porta, _Saxa Rubra_ degli antichi, così detta per +i grossi massi di tufo rosso che vi si trovano. Questa pietra vulcanica +è particolare della regione tosco-romana; essa forma pittoresche +colline, scoscendimenti, mura naturali e contrafforti. Chi conosce Veio +e Civita Castellana, si ricorderà di questa caratteristica che tanto si +discosta da quella del Lazio. + +Il Tevere scorre attraverso il paese in belle volute, piacevolmente +incorniciato da lontane catene di monti. Lo si perde di vista, quando si +piega a sinistra, verso Castelnuovo, per raggiungere Rignano. Lungo la +strada incontrai un plotone di cavalleria pontificia, che in mezzo alla +polvere trottava rapidamente; compresi subito quale scopo aveva +quest'ultima commedia militare nel territorio papale. + +Si sa bene che la Tuscia romana, separata per mezzo del Tevere dalla +Campagna romana o Lazio, è chiamata Patrimonio di S. Pietro. A torto si +fa datare questo possesso dalla donazione della contessa Matilde, la +famosa paladina della gerarchia romana, che non aveva veramente dei +dominî in quei luoghi, ma possedeva invece qua e là nel Lazio molti +castelli. Ciò che si chiama Patrimonio di S. Pietro fu essenzialmente la +parte fondamentale e più antica degli Stati della Chiesa; qui sono gli +inizî del possesso, e il primo dominio temporale della Santa Sede fu +Sutri, sul lago di Bracciano, dono del re longobardo Luitprando. + +Nell'epoca carolingia il vescovo romano signoreggiava su tutte le +attuali città della Tuscia romana, la quale era amministrata da suoi +delegati col nome di _Duces, Comites, Rectores_. Ma a poco a poco questo +possesso si perdè, e dopo la caduta del regno carolingio alcuni conti +ereditarî se ne impadronirono. Ai tempi della contessa Matilde il +pontefice non aveva più possessi, sia temporalmente che politicamente, +nè in Tuscia, nè in Sabina; cento piccoli conti e baroni v'imperavano, +in barba alle donazioni di Pipino e di Carlo. Ci vollero molte guerre e +molti secoli per rimettere la Santa Sede in possesso dell'antico +patrimonio. + +Ci fermammo sei ore a Rignano, paese appartenente alla Comarca di Roma; +al di là comincia la delegazione di Viterbo. È piccolo e di poco +interesse, per quanto fosse ducato, come molti altri paesetti romani. Il +primogenito di casa Massimo porta il titolo di duca di Rignano. + +Nell'albergo del paese trovai un colonnello pontificio che era partito +in congedo pel suo paese, Macerata, ma che era stato rimandato indietro +a Narni dai piemontesi, perchè sul suo passaporto mancava il visto del +console italiano. Egli mi parlò della severità delle guardie italiane di +confine. + +Mi disse che tutto ciò che veniva da Roma era sospetto di mene +reazionarie. Correvano, anche per Rignano e gli altri luoghi vicini, +voci sull'irruzione di 200 napoletani, e di una banda reazionaria che, +movendo da Corneto, si preparava a passare il fiume. + +Qualcuno assicurava anche di aver visto la truppa, e si temevano +eccessi, come nel napoletano. Anche il mio vetturino si impensierì e +decise di accorciare la tappa giornaliera, fermandosi a Civita +Castellana. Era dunque il movimento di questa truppa di zuavi, o altro +che fosse, che aveva determinato l'avanzata della cavalleria papalina +lungo la corrente del fiume. Senza saper più nulla di positivo su questa +cavalleria, nel pomeriggio continuammo la nostra magnifica gita +attraverso la Campagna. + +La campagna si faceva sempre più bella, di mano in mano che si avanzava +verso Civita Castellana. Si passò sulla via Flaminia proprio ai piedi +del Soratte, ed io potei osservare per un bel pezzo di strada il paese, +la torre medioevale e la chiesa sorgenti sulla sua sommità. Quel monte, +a cui Orazio e Virgilio han consacrato celebri versi, è in terra +etrusca, ed è visibile anche da Roma. + +Si leva isolato, in una massa rossastra, acuta e bella di pietra +calcarea, di fianco al Tevere. Il suo aspetto d'isola, i suoi colori, e +la gradevole forma, mi ricordarono il monte Cairo nelle vicinanze di S. +Germano. La sua altezza supera i 2000 piedi. + +L'archeologo lo conosce per il culto primitivo che avevano per lui gli +abitanti, e lo storico per doverlo spesso ricordare nel medioevo. + +Quel papa Silvestro che si lasciò regalare dall'imperatore +Costantino--quando, secondo la leggenda, lo battezzò nel palazzo +Laterano--Roma e tutta l'Italia, anzi tutto l'Occidente (e per quanto +tempo non si è creduto a questa ridicola donazione?), quel papa +fortunato visse nelle solitudini del Soratte, finchè durò l'ultima +persecuzione dei cristiani. In suo onore fu eretto nel medio evo il +chiostro di S. Silvestro, sulla cima del monte, e, si dice, sulle rovine +di un tempio di Apollo. Per molto tempo questo chiostro fu celebre e +visitato, come uno dei più antichi nella regione romana. Carlomanno, il +primogenito del grande eroe franco Carlo Martello, vi vestì l'abito nel +746, ma cambiò poi l'eremitaggio con quello più bello di Montecassino, +per sottrarsi alle moleste visite che non cessavano di fargli i nobili +franchi, quando si recavano a Roma. + +Anche altri chiostri sorsero in questo luogo: ai piedi del monte era +quello di S. Andrea, ora distrutto, dove nel secolo x il monaco +Benedetto scrisse una cronaca ricca di notizie storiche. Pertz la trovò +a Roma nella biblioteca Chigiana e la fece stampare nei _Monumenta +Germaniae_. Questi luoghi si possono veramente considerare, qui sui +confini dell'antica Sabina, come la culla dei benedettini. Di là dal +Tevere, poco lungi dal Soratte, giace anche oggi il chiostro primitivo +di Farfa, oggi abbandonato, famosa costruzione longobarda, abbazia +imperiale e ghibellina che diede spesso alloggio agli imperatori +tedeschi che scesero nella valle del Tevere. I ricercatori di notizie +del medio evo romano devono alla diligenza e sagacia dei suoi monaci il +prezioso codice dei _Regesti_ di Farfa, che la Vaticana conserva. Questa +importantissima raccolta di monumenti, appendice importantissima ai +_Regesti_ di Pietro Diacono di Montecassino, è oggi una delle principali +fonti d'investigazione storica. E davvero con non lieve interesse +osserveremo la grandiosa campagna intorno al Soratte, se ricorderemo +che più d'uno dei nostri imperatori tedeschi di qui scese verso Roma, al +tempo delle lotte col papato gregoriano. + +Ai piedi del monte esiste ancora il guado del Tevere che gl'imperatori +solevano passare, presso l'antico _Flaianum_, oggi Fiano. + +Molto mi dispiacque di non poter visitare il paese di Sant'Oreste, +appollaiato graziosamente in cima al monte. Gli archeologi pretendono +che il famoso tempio di Feronia sorgesse un giorno lassù, e che la +città, costruita in quel luogo, si chiamasse Sant'Edistio, corrotto poi +in San Resto e Sant'Oreste; ma è più verosimile che il nome venisse alla +città da quello stesso del monte Soratte, che durante le oscurità +medioevali si sarebbe poi mutato nel nome di un santo ignoto o apocrifo. + +Alle sei giungemmo a Civita Castellana. Il panorama di questo luogo +meraviglioso è insuperabile, più bello ancora di quello di Veio. Il +paese si leva su erte rocce rossastre, coperte da piante rampicanti, +simili a mura naturali; ai suoi piedi scorre il fiume Treia. È ben +fabbricato, ha molti ponti, uno dei quali somiglia al nuovo ponte +dell'Ariccia, pur non essendo così grandioso. La valle, stretta e +bellissima, formata dalle rupi che il Treia attraversa, è ricca di +singolari vedute, tali da formare certo l'ammirazione di ogni pittore. +La posizione di questa città etrusca è stata scelta con rara fortuna ed +acume. + +Qui certo fu la primitiva Faleria. Nel medio evo, quando i saraceni +resero malsicuri questi dintorni (essi distrussero una volta anche +l'abbazia di Farfa), l'antichissima Faleria, abbandonata fin allora, fu +ripopolata, perchè fortemente situata su una piattaforma di rupi; così +si formò Civita Castellana, sede di conti per molto tempo, e spesso +nominata nella storia dei papi. Il terribile avversario di Gregorio VII, +Guiberto di Ravenna, antipapa col nome di Clemente III, passò qui i suoi +ultimi anni, e quivi morì. Anche Alessandro III vi finì i suoi giorni. +Oggi questa ospitale e spaziosa città (di soli 2400 abitanti) offre +poche cose degne di nota. Da tempo antico è vescovado, come quasi ogni +altro luogo un po' importante del Patrimonio di San Pietro. La +cattedrale di Santa Maria è degna di esser visitata, col suo portale +romanico e il vestibolo, notevole monumento del XIII secolo. Ha archi e +finestre in stile gotico-romanico; colonne e un architrave a mosaico. +Nel vestibolo si conservano antiche iscrizioni, la più vetusta delle +quali ricorda una donazione di beni fatta alla Chiesa nel IX secolo. + +La città, del resto, non ha reliquie municipali interessanti; del +periodo feudale non resta che l'antico castello, costruzione della fine +del secolo XV, con le armi dei Borgia; Alessandro VI lo fece costruire +da Antonio Sangallo. Servì negli ultimi tempi come prigione di Stato, e +molti visitatori ricordano di avervi veduto il famigerato brigante +Gasparone, parente del cardinale Antonelli.[14] Io dimenticai di +domandare se viveva ancora. Mi ricordo che a Roma qualcuno narrava di +averlo visitato, per curiosità, e di avergli chiesto quanti omicidî +avesse commesso, al che aveva egli risposto: «Non molti, forse appena +una ventina». + +Oggi la bandiera francese sventola sulla torre pittoresca e nera di +Civita Castellana, poichè questo è il punto estremo del _Patrimonium +Petri_ verso la Sabina, e l'occupa una guarnigione di truppe +napoleoniche. Alcuni soldati francesi mi dipinsero come molto triste e +noioso il loro soggiorno in quel luogo solitario e remoto; ed avevano +veramente ragione di lamentarsi, perchè ivi è impossibile ripararsi +contro l'inclemenza del sole, che dardeggia senza pietà. + +Dopo una notte di riposo, passata nel discreto albergo della Posta, che +trovandosi nel punto dove convergono le strade dalla Sabina, da Nepi, +Amelia e Viterbo, è abbastanza frequentato, mi accinsi a passare i +confini pontifici e ad entrare negli Stati piemontesi. Il segno del +confine era il Tevere, che col suo corso divide le terre del +_Patrimonium Petri_ dall'Umbria e dalla Sabina. + +Partito la mattina alle cinque da Civita Castellana, giunsi in poche ore +a Borghetto, pittoresco castello sul fiume, oggi l'ultimo villaggio +pontificio, sotto il quale il Tevere scorre in una larga e bella valle; +gli sono vicini i monti della Sabina, e con essi molte località, ora +(1861) piene di piemontesi e di lombardi. + +Qui il fiume, già abbastanza largo, è traversato dal ponte Felice, bel +monumento costruito da Sisto V (Felice Peretti) nel 1589.[15] Fino a +questa località il Tevere può essere risalito da battelli, anzi da +qualche anno, da Ripetta a Roma, è stato stabilito un traffico per mezzo +di battelli a vapore, e così la capitale è collegata alla Sabina. La +siccità estiva aveva molto assottigliata la corrente, e fra tutto io non +vidi che due o tre barconi di carbone, legati alla sponda. In mezzo al +ponte, sopra l'iscrizione di Sisto V, sventolava la bandiera francese. +Di là da questo confine comincia il nuovo Stato, che la rivoluzione +italiana nel 1859 creò _per fas et per nefas_. All'estremità del ponte +erano due tricolori italiani, ancora incoronati di alloro appassito. +Sembravano gettare sguardi sospettosi sullo stendardo di Francia, mentre +i robusti granatieri piemontesi stavano in sentinella dinanzi ad una +vicina capanna. Essi avevano un aspetto grave e sospettoso, quando mi +chiesero il passaporto nel loro sgradevole dialetto. Mentre lo +esaminavano, volli utilizzare quel tempo di attesa, ritornando in mezzo +al ponte per copiare le iscrizioni di Sisto V e di Urbano VIII. +Ma--strano a dirsi--un granatiere me lo impedì: egli mi venne dietro, e +mi dichiarò abbastanza vivacemente che non poteva permettermi di +ripassare il ponte, e che egli stesso non poteva varcare di un sol passo +la bandiera francese. Così dovetti convincermi dell'efficacia di quel +simbolo. Ogni rimostranza fu inutile, il bravo soldato non volle udir +ragioni, ed io dovetti tornar indietro. Del resto, tanto egli che +l'impiegato della dogana furono con me perfettamente corretti. Il +panorama della Sabina che si gode dal ponte è bello e vasto. Di contro è +l'antico e cupo Magliano, sede di un vescovo che qualche mese fa fu +incarcerato; più oltre Poggio Mirteto, ora una delle stazioni più +importanti dell'esercito piemontese di confine, mentre il governatore +civile di tutta la Sabina risiede in Rieti, città più grande, fino a +poco fa residenza del delegato pontificio. + +M'internai nella bella regione montuosa, piena di colli ridenti, ricchi +di vino, olio e castagne, abitata da gente forte, onesta e patriarcale, +ma ignorante e primitiva. Il carattere di questa regione non ha nulla di +comune con quello del Lazio, pieno di sole e di luce; somiglia piuttosto +a quello dell'Appennino centrale. La straordinaria siccità dell'estate +aveva anche là bruciato i campi; il granturco presentava un aspetto +deplorevole; anche l'olivo era poco rigoglioso; solo le viti +promettevano un abbondante raccolto. + +La prima città che si trova su quella strada è l'antichissima, ora assai +piccola, città di Otricoli, nella quale si rinvennero molte antichità +celebri, fra le quali la testa di Giove del Vaticano. Notiamo anche che +ivi fu arrestato dai cavalieri del Barbarossa il famoso Arnaldo da +Brescia, che fu consegnato ai cardinali e giustiziato poi a Roma. Egli +aveva già ai suoi tempi insegnato ciò che ora l'Italia chiede ai papi. + +Per dimostrare l'annessione all'Italia, quasi non bastassero le +bandiere, che già in gran copia avevo vedute, si aggiungevano ora le +armi di Savoia, dipinte di fresco sui muri. Vidi sempre in maggior +numero granatieri, lancieri, bersaglieri coi cappelli piumati e le +mantelline turchine, simili a comparse teatrali; più là trovai la +guardia nazionale, dalle poco brillanti uniformi. + +Otricoli fa parte dell'Umbria, ma il confine fra le due provincie è +difficilmente rintracciabile e sempre variabile. Oggi questa città +appartiene alla delegazione di Spoleto, e da essa si entra nel +territorio dell'antico e una volta così potente ducato. + +Sotto Otricoli si apre la stretta e selvaggia valle della Nera, +impetuoso fiume montano che si dirige verso il Tevere, e che una volta +segnava il confine geografico fra l'Umbria e la Sabina. Viene quindi +Narni, una delle più antiche città umbre, col suo bel castello e i +campanili delle sue chiese. Il luogo è assai ameno; la Nera, uscendo +dalla sua strada incassata fra le rupi, entra in una valle grandiosa e +scorre fra armoniose colline. Un antico ponte romano riunisce ancora le +due rive. In fondo si scorgono i verdi monti dell'Umbria, amenissimi e +ricchi d'incantevoli luoghi, fra cui ricorderò Amelia. A cinque miglia +di distanza giace l'antica _Interamna_, oggi Terni, in mezzo a verdi +colline, la patria di Tacito. Nulla, credo, possa essere più attraente +di una gita per questi luoghi in primavera o in autunno. + +Oltre il suo bel castello, Narni possiede notevoli chiese e conventi, +come la cattedrale, consacrata al primo vescovo della città, San +Giovenale; però il tesoro maggiore è rappresentato da un dipinto famoso +dello Spagna, l'_Incoronazione della Madonna_, nel convento degli +Zoccolanti.[16] Dello stesso artista si trovano quadri in molti paesi +dell'Umbria; alcuni gli sono però stati erroneamente attribuiti. + +Di mura ciclopiche non si hanno qui che pochi avanzi, e degli antichi +monumenti romani di questa città, dove nacque Nerva, non rimane che il +ponte di Augusto sulla Nera. Quest'opera, un dì grandiosa, appare anche +oggi ammirabile, sebbene dei tre o quattro archi che la componevano, ne +resti uno soltanto. Le imponenti rovine, i flutti vorticosi della Nera, +un vicino convento, la città colla sua solenne architettura, tutto +contribuisce a dare a questo paesaggio un carattere d'incomparabile +bellezza. + +Marziale gli ha dedicato i mirabili versi: + + Narnia sulphureo quam gurgite candidus amnis + Circuit, ancipiti vix adeunda jugo; + + Quid tam saepe meum nobis abducere + Quintum Te juvat, et lenta detinuisse mora? + + Quid Nomentani causam mihi perdis agelli + Propter vicinum qui pretiosus erat? + + Sed jam parce mihi nec abutere, Narnia, Quinto; + Perpetuo liceat sic tibi ponte frui. + +Verso la metà del secolo XII il ponte crollò. Al tempo degli Hohenstaufen +non doveva esistere già più, perchè Parsifal Doria, generale di +Manfredi, si annegò, mentre voleva guadare in quel punto la corrente a +nuoto, col suo cavallo, ambedue coperti di ferro. Si costruì allora il +nuovo ponte, più comodo per la sua posizione, essendo troppo grande la +spesa necessaria per restaurare l'antico. + +La menzione fatta del valoroso Parsifal mi rammenta un'altra grande +figura di guerriero, che forma ancora uno dei vanti dei Narnesi: in +Padova di fronte alla cattedrale sorge il monumento equestre in bronzo +del Gattamelata, opera di Donatello, la prima di questo genere compiuta +in Italia durante il Rinascimento. Fu fatta per incarico della +Repubblica di Venezia, che così volle onorare la memoria di uno de' suoi +più fedeli condottieri, che fino al 1441 aveva servito la bandiera di S. +Marco. Erasmo Gattamelata nacque a Narni. + +Un altro Narnese diede lustro alla città nel secolo XV: il cardinale +Bernardino Eroli, morto nel 1479, di cui la tomba è visibile nelle +grotte di S. Pietro a Roma. + +La famiglia di lui, che esiste ancora a Narni ed è una delle prime del +patriziato, abita un antico palazzo. Uno de' suoi membri è il marchese +Giovanni, distinto antiquario, ricercatore di documenti; egli è +veramente la cronaca vivente della sua città, della quale ha descritto a +fondo e riunito nella sua _Miscellanea Narnese_ le cose più notevoli. Mi +trattenni alquanto in questa città, e visitai questo degno signore. La +vita di un patrizio in un piccolo centro campagnolo deve essere tanto +più limitata e monotona quanto più esso possiede istruzione e talento. +Il marchese, lieto di ricevere un viaggiatore, tanto più poi che veniva +da Roma e che si occupava di storia, mi accolse con grande cortesia, e +soddisfece pienamente alle mie domande circa l'archivio municipale di +Narni, come sopra gli archivi delle altre città umbre, e mi invitò ad +accompagnarlo nel suo studio. Non era uno studio di disegno o di +pittura, ma di fotografia. Quando vi entrai credetti di esser penetrato +in un tepidario, perchè il calore era così intenso da potersi appena +tollerare. Egli mi mostrò i suoi lavori, che erano invero così poco +riusciti da non allettare gran che i visitatori. + +Da Narni m'internai con vera gioia nell'Umbria, in questo giardino +dell'Italia centrale, irrigato da vivaci corsi d'acqua, cosparso di +olivi e di verdeggianti colline. Tutto vi è sereno e aggraziato; persino +il dialetto degli abitanti è pieno di melodia. Non è davvero strano che +la pittura umbra, così gradevolmente viva e ideale, abbia avuto nella +natura la sua fonte precipua. L'Umbria fa veramente intendere che cosa +sia la Toscana, ancora più bella e gradevole. + +Dopo una breve corsa attraverso la campagna fertile e ricca, giunsi a +Terni, patria di Tacito, famosa per le cascate del Velino, città +attivissima di 9000 abitanti. Non vidi le cascate, ma girai per la +città, che si presenta come un borgo abbastanza pulito, nel quale il +periodo del Rinascimento e lo stile baronale pomposo hanno soffocato il +medio evo caratteristico. Molti notevoli palazzi indicano che vi risiede +una ricca nobiltà. Anche la vita politica ha qui uno speciale movimento. + +Essendo una città di qualche importanza, più grande di Narni e, per +numero di abitanti, venendo subito dopo Spoleto, Terni aspira ad avere +un significato politico. L'italianizzazione vi fu accolta con +entusiasmo; su molte insegne di botteghe operaie vidi già i colori +bianco, rosso e verde da poco dipinti; anche sulla mia tavola +all'albergo stava il tricolore. E non faremmo altrettanto noi in +Germania, in analoghe circostanze? + +Cresce in Italia una specie di zucca, detta cocomero, che al di fuori è +verde, e, tagliato, mostra una polpa purpurea, e intorno una zona +bianca: i colori italiani. A questo proposito ricordo di aver veduto +questo spettacolo: un cocomeraro aveva inalberato sul suo banco un +grande tricolore, sopra il quale era dipinta la dea dei cocomeri nei +suoi tre colori naturali; con la scritta in trasparenza: _Natura mi diè +questi colori_. Lo spiritoso cocomeraro faceva un degno richiamo! Anche +nei dominî pontificî la coccarda del governo è di solito rappresentata +da un uovo sodo tagliato in mezzo. Su questi due simboli corrono fra la +popolazione dei saporiti motti di spirito. + +La rivoluzione italiana ha portato con sè, come mi ha insegnato +l'esperienza, una vera rivoluzione nei nomi delle strade e dei caffè, +tanto che chi tornasse dopo una assenza di qualche anno nella sua città, +difficilmente riuscirebbe a raccapezzarcisi. Le piccole piazze coi nomi +di S. Maria, S. Paolo, ed altri, ora prendon nome da Vittorio Emanuele, +e tutti gli altri santi e patroni sono ovunque sostituiti da Garibaldi, +Cavour, Ricasoli, ed altri uomini della spada o del parlamento. Sarebbe +interessante contare i caffè che oggi in Italia hanno il nome di +Garibaldi! + +Terni è ora il quartier generale del comandante Brignone e di molta +fanteria di linea. Io vi trovai i muri delle strade coperti di proclami +per la chiamata delle classi sotto le armi. Mi fu detto che nell'Umbria +la popolazione si sottopone più volontieri che non nelle altre province +dell'ex-Stato pontificio all'obbligo della leva. Anche qui però vi sono +molti disertori che vanno ad alimentare la reazione nel napoletano, +tanto più che la sorveglianza dei confini da quella parte è assai +difficile. Ci vorrà molto tempo perchè gl'italiani si abituino al +servizio militare obbligatorio. L'esenzione dal servizio militare è +stata veramente un prezioso beneficio del regime papale, beneficio +inestimabile per il contadino. + +Grande è il numero degli emigrati romani a Terni, come del resto in +tutta l'Umbria ed in tutta la Sabina. L'emigrazione sparsa nei diversi +luoghi mi fu detto essere superiore a 5000 individui, ma forse questa +cifra è inferiore alla realtà. + +Una gran parte dei forusciti viveva finora in Rieti, ma una discordia +scoppiata fra i romani ed i cittadini di quella città li ha costretti ad +abbandonare il luogo ed a spargersi per l'Umbria. La loro esistenza è +abbastanza difficile e penosa, perchè i comitati creati allo scopo di +soccorrerli hanno mezzi insufficienti. Cospirano attivamente così +vicino a Roma, dove il comitato nazionale è in relazione diretta con +essi. Secondo ogni verosimiglianza sono essi che redigono i giornali +umbro-sabini, come l'_Italia e Roma_ di Perugia. Questi fogli sono letti +avidamente, e molti esemplari penetrano anche nella Città dei Cesari. + +Da Terni partii per Spoleto; percorsi per molte ore una regione +montuosa, fresca, ricca di quercie. Si valica l'Appennino sopra Terni, +o, per meglio dire, attraverso il monte Somma. La strada, assai buona, +giunge fino alla sommità lungo la gola detta _Strettura_, salendo +gradatamente. I due versanti del monte da ambo i lati sono boscosi; non +si vedono paesi; solo qua e là qualche casale. De' bei buoi bianchi +erano stati, per rinforzo, attaccati alla vettura, e mentre essi +lentamente salivano l'erta, potei permettermi una breve camminata su +quella ripida strada. L'aria era fresca e leggera: si sarebbe potuto +camminare ore intere senza stancarsi. Dei briganti non c'era da temere, +poichè tutta l'Umbria ne è immune. Avendo lasciato un po' indietro la +carrozza, vidi d'un tratto un uomo accoccolato, nascosto in un +cespuglio, che appena mi vide si mise a farmi energicamente dei segni, e +precisamente quelli che soglion fare gli italiani per chiamare a sè. Io +mi fermai in mezzo alla strada; l'uomo mi accennò di proseguire il mio +cammino. Voleva dirmi di essere cauto? Finalmente scese egli stesso +dalle rupi nella strada, e lo riconobbi per un giovane e simpatico +milite della guardia nazionale.--Sembra che diffidiate di me--disse--ma +io vi ho fatto cenno soltanto per dirvi che potete continuare la vostra +strada e non guastare così il mio giuoco. Io debbo star qui a +sorvegliare un giovane e una ragazza che stanno laggiù nella valle, e +veder quello che fanno.--Il soldato mi disse queste parole un po' +eccitato. Terribile cosa la gelosia! Anche quella solitudine che +sembrava creata solo per pensieri e fatti patriarcali, nascondeva nel +suo seno il terribile mostro! E non fu inutile la posta del giovane: +dopo poco la coppia sbucò fuori da un cespuglio; la fanciulla si +allontanò dall'amante e seguì la riva del torrente, mentre questi +scompariva. Difficilmente sarà sfuggito ad una _coltellata_! + +Presto raggiungemmo la cima del Somma, dove i buoi furono staccati. Di +qui si scese per la strada che costeggia una gola simile a quella +percorsa all'insù, e che corre per sei miglia attraverso splendidi +monti; dopo poco ci si presentò meravigliosamente la vecchia Spoleto e +sotto a noi la valle del Clitunno, e la pianura ove scorre il Tevere. +Uscendo di mezzo ai monti, Spoleto appare bella come nessun'altra città, +e sopratutto pittoresca, con la sua nera rocca, le molte torri massicce +che la coronano, e le mura merlate. La luce dorata del sole la +illuminava morendo, e contribuiva a dare al quadro magnifico un perfetto +e grandioso carattere storico. Influisce molto vedere da un punto, +piuttosto che da un altro, per la prima volta una città vetusta; la +prima impressione è quella che rimane. Io non conoscevo ancora Spoleto, +che racchiude in sè una storia tanto ricca, che va da Faroaldo, duca +longobardo, fino all'infelice generale Lamoricière, che nel 1860 stabilì +qui il suo quartier generale per la difesa degli Stati della Chiesa +contro gli usurpatori. + +Quando entrai in Spoleto si cancellò dalla mia mente l'imagine di ogni +antico ricordo; sulla bella spianata una folla di gente elegante si +pigiava; le strade erano simpatiche e linde, le case moderne, ed un'aria +di sereno benessere dava l'impressione più gradevole di una vita gaia e +tranquilla. + +Il ducato longobardo di Spoleto fu fondato nel 570, subito dopo che +Alboino discese in Italia col suo popolo. I suoi due primi duchi furono +Faroaldo e Ariulfo; questi, provincia a provincia, tolsero ai greci una +gran parte dell'Italia centrale, e cioè tutta l'Umbria, la Sabina, la +Marsica (oggi Abbruzzo), e le Marche di Fermo e di Camerino. I papi +soffrirono spesso molestie da parte del ducato di Spoleto, fondato alla +fine del VI secolo. Anche quando Carlomagno pose fine al regno +longobardo, rimase tuttavia abbastanza grande la potenza dei duchi di +Spoleto, divenuti vassalli franchi. La Francia stessa assicurava la loro +dignità; dopo la caduta dei Carolingi, Guido di Spoleto potè porsi sul +capo la corona imperiale. Egli la passò quindi al figlio di Lamberto, un +nobile giovane, che morì improvvisamente nell'898 per una caduta da +cavallo. Guido e Lamberto ottennero la corona imperiale e furono i due +imperatori nazionali eletti dal popolo italiano in opposizione ai +candidati di nazione tedesca, sebbene fossero di razza franca. + +Quando più tardi l'impero cadde con gli Ottoni e passò alla nazione +tedesca, gl'imperatori si impadronirono del ducato, e non vi fu più a +Spoleto dinastia ereditaria. In seguito Spoleto fu annesso alle terre +della contessa Matilde, come anche Ancona, finchè i papi con lusinghe ed +astuzie riuscirono ad impossessarsi di quel ducato, sul quale già da +Carlomagno accampavano diritti. Innocenzo III, e specialmente Gregorio +IX, aggiunsero alla Chiesa le Marche di Ancona, Camerino e Fermo. Così +la vera presa di possesso di quei luoghi da parte della Chiesa data dal +principio del sec. XIII; ma dipoi essa perdette di nuovo molte di queste +terre, col volgere degli anni, e, dopo varie vicende, in pochi giorni +nel settembre 1860 le perdette tutte e per sempre. + +Lamoricière aveva scelto Spoleto come suo quartier generale, perchè la +posizione era buona, e potevano di là mandarsi truppe in tre direzioni. +Il generale Schmidt aveva il quartiere a Foligno; Pimodan stava a Terni +con la seconda brigata, e De Courten a Macerata. Lamoricière si +aspettava di dover ripiegare verso il sud contro Garibaldi, che era nel +Napoletano, ma quando seppe del generale Fanti, capì che i piemontesi +avrebbero investito l'Umbria e le Marche. Il giorno 8 settembre i +volontari di Masi irruppero da Città della Pieve nello Stato pontificio +e marciarono su Orvieto. Il 10 settembre Lamoricière riunì le sue +milizie, e il 12 si gettò sulle Marche, seguito da Pimodan. Nella +cittadella di Spoleto aveva lasciato 300 irlandesi del maggiore +O'Reilly, con due cannoni. Questa piccola fortezza fu presa dai +piemontesi del generale Brignone il 17 settembre; secondo le istruzioni +del Lamoricière, gli irlandesi la difesero valorosamente, respinsero un +assalto e si arresero solo dopo 12 ore di combattimento. I piemontesi +ebbero, a detta del Lamoricière, 100 morti e 300 feriti; i papalini 3 +morti e 6 feriti. È abbastanza curioso che nell'ultimo fatto d'armi di +questa fortezza abbiano preso parte degli irlandesi. + +Si vedono ancora le tracce di quella lotta. Ora non vi è più +guarnigione, ma invece un bagno penale. + +Del resto il ricordo di questi fatti si è assai indebolito nella città; +la delegazione si è mutata in una sottoprefettura, dipendente da +Perugia, sede del commissario generale dell'Umbria. Così Spoleto ha +perduto del tutto il carattere di città capoluogo di provincia; la sede +dei delegati poteva essere paragonata ad una piccola corte, e questi +governi provinciali dei cardinali legati godevano d'una certa +indipendenza; tutto questo ora è passato; i prefetti e i sindaci +entreranno al posto delle provincie politiche d'un tempo, le quali +rimarranno solo un ricordo storico. + +Le strade salgono il monte con lieve pendio, e graziose piazze le +interrompono qua e là. Molti luoghi sono assai pittoreschi e veramente +italiani, ma spesso sporchi e mal tenuti. Si vede ancora che questa +città dominò in altri tempi una ricca regione e fu centro d'una +monarchia, benchè conti ora solo 9000 abitanti. Anche qui +nell'architettura il Rinascimento prevale. L'alto medio evo è stato +soffocato dalle epoche successive; dell'antichità romana si vedono +alcuni avanzi, ed una vetusta porta presso il palazzo Gavotti ricorda +Annibale che, dopo la famosa battaglia sul Trasimeno, fu respinto da +Spoleto. Essa si chiama ancora Porta di Annibale o della Fuga.[17] +Invano si ricercherebbero in Spoleto antichità longobarde. La mia prima +domanda fu questa: dov'è il palazzo degli antichi duchi? Nessuno seppe +darmi una risposta, ed anche lo storico del ducato di Spoleto, Gian +Colombino Gatteschi, mi dichiarò d'ignorarlo. Così l'oblio sommerge la +residenza di principi un giorno così grandi e potenti; non ne rimane una +traccia, non una pietra. Solo una dubbia tradizione dice che il palazzo +Arroni, sulla piazza del Duomo, occupi il luogo dove, fin dal primo duca +Faroaldo (539), risiederono Ariolfo Toto, Trasmondo, Angebrando, +Ildebrando, Gisulfo, Lamberto e Guido, finchè coll'ultimo della loro +lunga serie, lo svevo Corrado, il ducato ebbe termine nel 1198. + +Ora il duomo, uno dei più antichi monumenti di Spoleto, sorge su una +bella piazza, con lo sfondo pittoresco delle vette montane. Fu edificato +nel 617 dal terzo duca Teodelapio, poi più volte restaurato. È una bella +ed armonica chiesa, con una torre sulla facciata in stile +romanico-gotico del secolo XIII. L'atrio è moderno: è opera del +Bramante. Un grande mosaico, opera del Solsterno, orna la facciata: +porta la data del 1267. Si osserva in esso con stupore il primo sviluppo +libero dell'arte umbra. In questa chiesa Fra Filippo Lippi, uno dei più +simpatici pittori della seconda metà del secolo XV, si è eternato coi +suoi affreschi nel coro, dove egli stesso giace. L'interno è quasi tutto +restaurato di fresco; delle iscrizioni medioevali non ne rimane alcuna, +nemmeno nell'atrio. Il duomo è oggi il più notevole monumento, +l'ornamento maggiore di Spoleto, insieme con San Pietro, una chiesa di +stile lombardo, degna di molta considerazione. La sua facciata è coperta +di sculture, in alcune delle quali è rappresentata, in modo assai +primitivo, la favola del «_Roman du Renard_». + +Questa comunità conserva un pregevole, anzi meraviglioso affresco dello +Spagna, la Madonna con i santi, ed una iscrizione su marmo, che ricorda +la distruzione della città, compiuta dal Barbarossa. Trascrivo +fedelmente questa iscrizione: + + HOC EST SPOLETVM + CENSV PPLQE REPLETVM + QVOD DEBELLAVIT + FRIDERIGVS ET IGNE CREMAVIT + SI QVERIS QVANDO + POST PARTV VIRGINIS A[=N]O + MCLV + TRES NOVIES SOLES IVLIVS + TVNC MENSIS HABEBAT + +Molto probabilmente in questo incendio la residenza dei duchi di Spoleto +andò perduta. + +In special modo pittoresco è l'acquedotto gigantesco[18] che congiunge +la città al monte Luco. Questo monte è diviso dal colle, su cui sorge la +fortezza, da un abisso di 260 piedi; al disopra di esso è un enorme +ponte di dieci archi. L'edificò il duca longobardo Teodelapio nel 604, e +fu poi più volte restaurato. Se si prende la piccola strada del ponte +per andare a monte Luco, si gode la vista dell'abisso vertiginoso e +profondo, su cui spesso soffia un vento terribile. Questo mi costrinse +anzi a rinunziare di attraversarlo. Monte Luco è il Monserrato +dell'Umbria. + +Dopochè nel VI secolo un santo siriaco, Isacco, ebbe fondato lassù un +eremitaggio, vi sorse nel X secolo il chiostro di S. Giuliano ed una +serie di eremitaggi. Di questi ne restano ancora alcuni, ma gli eremiti +son da lungo tempo scomparsi. Di parecchie delle loro cappelle i +cittadini di Spoleto si sono fatte delle graziose villette. Una +passeggiata nei boschi di quercie del monte è un vero godimento, l'erba +balsamica esala il suo aroma, le brezze agitano le millennarie cime +delle quercie: appena si ode di tanto in tanto un suono, un fremito di +campana: vi regna un silenzio divino. Di lassù si può rintracciare, +nella sottostante campagna, la striscia bianca della via Flaminia, che +sale fino alle porte della città e in lontananza si perde nella pianura. + +Ma più maestosa di ogni altra cosa appare la rocca che domina la città e +la pianura, e che si stacca sui monti solenni: un dado turrito, dalle +linee nobili e armoniche, uno dei più bei monumenti del medio evo. Il +famoso cardinale d'Albornoz, contemporaneo del tribuno Cola di Rienzo, +aveva nel 1356 riedificato questo già antichissimo edificio, che fu poi +terminato da Nicolò V. La memoria degli antichi duchi e dei potestà che +risiedettero in questo castello è del tutto scomparsa, ma dalle finestre +del fosco edificio sembra al viaggiatore di scorgere ancora la figura +di una donna famosa, che fu signora di Spoleto, quella cioè di Lucrezia +Borgia, figlia di Alessandro VI, la Cleopatra del secolo XV. Suo padre +la nominò nel 1499 reggente della città e del distretto di Spoleto, +fatto nuovo questo nella storia della Santa Sede. La bella duchessa +abbandonò Roma a cavallo, con grande seguito, l'8 agosto. Dinanzi a +Spoleto la ricevettero con grande onore i priori della città, e +l'accompagnarono al castello, dove pose la sua residenza. Ella presentò +allora ai suoi dipendenti la sua nomina, ed un Breve di suo padre così +concepito: + +«Amati figli, a voi salute ed apostolica benedizione. Abbiamo conceduto +il possesso del castello e il reggimento delle nostre città di Spoleto e +Fuligno, della loro contea e distretto, alla nostra diletta figlia in +Cristo, donna Lucrezia di Borgia, duchessa di Bisceglie, per il maggior +bene di questi luoghi. Fidando nella particolare intelligenza, fedeltà e +rettitudine della sullodata duchessa, come in altri Brevi abbiamo +dichiarato, ed anche facendo appello alla vostra abituale obbedienza a +Noi ed alla Santa Sede, speriamo che riceviate la vostra nuova duchessa +reggente con gli onori e la riverenza che vi impone la vostra deferenza +verso di Noi. Desideriamo dunque che degnissimamente la riceviate, e +che, per conservare il nostro favore e per evitare la nostra disgrazia, +voi ubbidiate alla duchessa reggente Lucrezia Borgia, in generale e in +particolare, per tutti quei diritti e quelle consuetudini concernenti il +suo governo, e per tutti quei comandi che ad essa piacerà di darvi, come +alla nostra medesima persona, con tutto lo zelo e la diligenza, per +darci novella prova della vostra fedeltà ed obbedienza. A Roma, in S. +Pietro, segnato coll'anello del Pescatore, 8 agosto 1499--Adriano +(Secretario)».[19] + +La vita di Spoleto a Lucrezia Borgia, improvvisamente chiamata a +succedere agli antichi duchi longobardi, dovè certo sembrare noiosa e +intollerabile. Non rimane nulla del suo governo, se non la +riconciliazione avvenuta fra le due comunità di Spoleto e di Terni. +Nell'archivio municipale di Trevi esiste ancora un documento +sottoscritto di sua mano con questa formula: «_Placet ut supra Lucrezia +de Borgia_». Questa donna rimase a Spoleto breve tempo. Il 21 settembre +visitò a Nepi suo padre, e nel mese di ottobre tornò a Roma. Pochi mesi +dopo, nel luglio 1500, le morì lo sposo Alfonso di Aragona, duca di +Bisceglie, che Cesare Borgia fece prima pugnalare sulla scala vaticana, +poi strangolare nel suo palazzo. + +A Spoleto rimasero alcuni suoi impiegati: Antonio degli Umioli di +Gualdo, dottore in diritto, e il suo segretario Cristoforo Piccinino. Il +10 agosto 1500 Alessandro VI affidava il governo della città a Ludovico +Borgia arcivescovo di Valenza. + +Per recarsi da Spoleto a Foligno, bisogna attraversare la famosa valle +del Clitunno, dov'è il piccolo e grazioso tempio di questo dio fluviale, +tempio che non ha però più nulla a che vedere con quello descritto da +Plinio; sorge vicino alla stazione postale detta _Le Vene_, presso la +sorgente di una fonte più pura del cristallo. + +Intorno la campagna è ridente, con lo sfondo incantevole delle montagne +umbre. Percorrendo, come ho fatto, questi dominî che appartennero ai +papi, bisogna convenire che era il loro un ben prezioso Stato, di cui la +corona nessun re avrebbe sdegnato. Se si sono viste con i propri occhi +queste campagne e queste antiche città, si capisce che sarebbe stato +necessario un sovrumano disinteresse per rinunciare a questo antico +possesso ereditario. Ma nulla può contrastare ed opporsi alla forza del +tempo. + +Foligno ha il doppio degli abitanti di Spoleto, ed è città assai +industriale: vi sono fabbriche di carta, di candele di cera e di +confetti; i migliori d'Italia, almeno così dicono. Giace in una pianura +che è il punto d'incrocio ed il centro delle ferrovie umbre e romane, il +che non è senza importanza per l'avvenire della città. + +In essa tutto è più o meno moderno; vi ho però trovato alcuni palazzi +dello stile del Bramante. La cattedrale può dirsi moderna in seguito ai +molti restauri; solo la facciata conserva il suo stile gotico, ed ha un +antico portale. Altre chiese sono notevoli per i loro quadri; così San +Nicolò, possiede un capolavoro della scuola di Foligno, un quadro di +Nicolò Alunno, maestro del Perugino. + +Da Foligno si va in breve tempo a Trevi ed a Spello, che è situata sopra +un'altura. Queste città sono caratteristiche e medioevali; le loro nere +mura turrite e le antiche porte conservano i segni di un lontano +passato. Presso Spello si vedono ancora molte case in rovina, come +furono ridotte dallo spaventevole terremoto del 1831. Ciò non è per vero +una prova dell'attività di questa popolazione. Così ci si avvicina alla +valle del Tevere, che scorre qui fra i colli di Perugia e di Assisi. +Sotto Bastia lo si passa, ancora piccolo ed esiguo. Intorno la campagna +appare fertile e ben coltivata, specialmente a granturco e a viti. + +Passai dinanzi ad Assisi senza entrarvi, perchè pensavo di recarmivi +comodamente da Perugia. La patria di San Francesco sorge solennemente su +un'altura a terrazze, con le molte antichissime torri e le massiccie +mura della chiesa del santo. Due miglia circa al di sotto si vede la +grande chiesa di Santa Maria degli Angeli. Fu costruita nel secolo XVI +sulla cappella di San Francesco, e abbattuta poi dal terremoto. Gregorio +XVI la fece riedificare dall'architetto Poletti.[20] È una copia del San +Pietro di Roma, in proporzioni gigantesche. Quale strano contrasto fra +la città medioevale e questo edificio moderno che non porta più nemmeno +traccia di slancio religioso e mistico! Visitandolo, la prima cosa a cui +vien fatto di pensare è il prezzo che questo tempio deve essere costato. + +Si può dire soltanto a sua lode che è assai ben situato. Nel centro +esiste intatto il santuario di San Francesco: una piccola cappella +gotica, che stona vivamente con ciò che la circonda. Fu edificata in +questo luogo in memoria dell'apparizione delle rose che avrebbe +suggerito al santo, mentre pregava devotamente, di fondare il famoso +ordine. Tavole votive e doni sono appesi nell'oscuro oratorio, +costellato qua e là di ceri, alla luce scialba dei quali si scorgono +fedeli che pregano inginocchiati. Questa cappella è il santuario +dell'Umbria. I due lati esterni sono ornati di affreschi: uno è opera di +Overbeck, e, a quel che si dice, è la migliore sua composizione; +l'altro, molto restaurato, è un bel quadro della scuola del Perugino, +forse dello Spagna. I due quadri sono fra loro nello stesso rapporto in +cui una chiesa nuova sta con una chiesa antica, o come un santo moderno +sta ad uno antico, o almeno come un pittore di santi moderno ad uno +antico. Ogni tempo ha la sua fisonomia, e i fiori artificiali non hanno +nè profumo, nè anima. Il pittore più felice, anzi più grande, non +potrebbe oggi comporre un'opera che esercitasse su di noi il fascino che +esercita un Perugino, uno Spagna, un Pinturicchio. + +Nel convento di Santa Maria vivono 90 francescani. La rivoluzione, come +mi assicurò un monaco, non ha toccato nessuno dei chiostri di Assisi. +Nondimeno questi mi apparve triste e depresso. Quanto si è detto sulle +soppressioni dei monasteri dell'Umbria è inesatto. Dovunque io mi sono +fermato, ho veduto monaci. L'Italia non se ne libererà mai, mai potrà +bandirli del tutto dalle sue terre. Essi appartengono alla terra come i +suoi fiori e i suoi animali. I cappuccini, gli zoccolanti, i +benedettini, gli scolopî ed i varî altri ordini, non sono stati affatto +soppressi, benchè monasteri di altri ordini siano stati chiusi per la +legge Siccardi. I possedimenti della Chiesa, estesissimi nell'Umbria, +sono stati sequestrati e non venduti. È però indiscutibile che qua e là +si è proceduto in modo un po' troppo sommario. + +Alta, su i suoi molti colli, che si levano dal fiume sottostante, di +aspetto vetusto e analogo a quello di Palestrina, Perugia si mostra allo +sguardo del visitatore. Appena entrati in questa città, si sente la sua +imponenza, come città essenzialmente medioevale, ricca di caratteristici +ricordi municipali. Città principale della regione, prospera, lieta, +museo dell'arte umbra, vecchio centro di scienze e lettere, essa fu la +gemma più bella del diadema pontificio, e perciò fu trattata con +indulgenza e considerazione. Fin dall'epoca bizantina Perugia fu, almeno +di nome, possesso della Chiesa, eppure per secoli interi si sottrasse, +come altre città, al dominio di quella, e primeggiò fra le repubbliche +vicine. Governata a volta a volta dai popolari (Raspanti) e dai nobili +(Beccarini), ondeggiante fra guelfi e ghibellini, divenne, per queste +lotte e fazioni, residenza di molti papi, mentre davano opera alla +propria istallazione sulla sede di San Pietro. Il famoso papa Innocenzo +III vi morì nel 1216 e vi fu seppellito sotto la stessa volta che +accolse Martino IV, il quale morì per aver mangiato a cena, un sabato +santo, troppe anguille del lago Trasimeno. Anche Innocenzo IV risiedette +in Perugia. Vi morì pure l'infelice Benedetto XI, l'ultimo dei papi che +regnarono prima dell'esilio di Avignone. + +Durante il secolo XIV questa repubblica municipale fiorì +straordinariamente; tutta l'Umbria le fu soggetta; nel 1370 però dovette +sottomettersi nuovamente al papa. Cinque anni dopo i cittadini si +ribellarono e demolirono la fortezza papale, ma alla fine di quel secolo +furono ancora una volta assoggettati; non per questo cessarono le lotte +intestine. Le famiglie degli Oddi e dei Baglioni, specialmente +quest'ultima, ebbero una parte importante in questi rivolgimenti. Il +noto Braccio Fortebraccio, che nel 1416 si fece signore della città, +nacque a Perugia. Finalmente: Giulio II sottomise Paolo Baglioni, che fu +poi giustiziato da Leone X in Castel Sant'Angelo a Roma. Paolo III +annientò l'ultimo resto dell'indipendenza di Perugia, e d'allora in poi +la repubblica fu retta da cardinali legati, che risiedevano nel nobile +e antico palazzo del Comune. + +Perugia ha, più di molte altre città italiane, mantenuto il suo +carattere medioevale; non si trova qui quella frivolezza moderna che ha +ormai invaso le città; ma v'è comune quella cortesia di modi, seria e +solida, che data dal tempo dei conflitti cittadini fra la nobiltà e la +borghesia. Oggi i nomi dei Braccio e dei Baglioni, dei capi-partito e +dei tiranni, sono eclissati da quelli degli artisti e degli artefici. Il +Perugino è lo splendore, il vanto più bello della città. A Perugia è +stato completamente compreso il valore e la grandezza di quell'ingegno, +che servì di base al genio di Raffaello. Ma non voglio portare nottole +ad Atene, dilungandomi sull'opera di questi grandi artisti. + +Perugia si divide in città alta e città bassa, collegate da strade, +scale e da ponti in mattoni, dai quali si gode la mirabile vista della +città e della campagna. La città alta è la vera ed antica Perugia, ed è +anche la parte più bella: il pittoresco Corso, coi suoi palazzi del +secolo XV ed anche del XVI, è un vero monumento della grandezza +repubblicana. Le loro facciate, romanico-gotiche, si completano l'una +l'altra in modo sorprendente, e sono documenti storici; si potrebbe anzi +dire che ci presentano proprio i lineamenti della città, il suo volto +medesimo. V'è anche il grandioso palazzo comunale, che rimonta al 1281, +cupo e severo, vasto ed oscuro, di architettura moresca alle finestre e +ai portali, decorato degli stemmi dei principi e delle città alleate. Ai +piedi del grifone, emblema di Perugia, sono appese le catene della porta +di Siena, rapite dai Perugini. + +La piazza del Duomo, verso la quale è volto un lato del palazzo +comunale, è ornata anche dalla grande fontana di Giovanni Pisano, e +dalla statua in bronzo di Giulio III. Non dico nulla del Duomo, nè di +molte altre chiese, come S. Domenico, nella quale è la tomba di +Benedetto XI, Sant'Agostino e San Francesco, perchè di esse si è parlato +infinite volte; e infinite volte son stati descritti i tesori conservati +nei grandi palazzi privati: Conestabili, Donini, Baglioni, Bracceschi e +Baldeschi, Monaldi, Penna e Cenci. + +Non lungi dal Corso sorgeva la fortezza pontificia, opera di Paolo III +Farnese e del suo terribile nipote Pier Luigi che straziò infamemente la +città. Questo sinistro edificio fu costruito sul luogo dove sorgeva un +tempo il grande palazzo Baglioni. Nel 1848 fu smantellato a furia di +popolo, ed ora non resta più, per ricordarlo, che un mucchio di pietre; +quel luogo fu anche teatro delle ultime lotte contro Schmidt, +comandante degli svizzeri pontifici. + +Le rovine di questo castello hanno un aspetto melanconico; io vi trovai +una folla di persone, specialmente di giovanotti, che vi passeggiavano +con evidente soddisfazione, e contemplavano con interesse i resti della +loro piccola Bastiglia, mentre si intrattenevano con le narrazioni +dell'ultimo assalto subíto da essa e della capitolazione alle milizie +del generale Fanti. + +La vecchia fortezza non ebbe mai, del resto, un importanza strategica. +Fu soltanto destinata a tenere in freno i cittadini.[21] Le truppe +piemontesi poterono avvicinarvisi da ogni lato e impadronirsene senza +ostacoli, nè resistenza da parte della sua guarnigione. Non si sa bene +che cosa si erigerà su queste rovine; un grande edificio vi farebbe +certo bella figura.[22] La posizione è ottima; la vista incantevole, +scorgendosi la valle del Tevere e la fila dei verdi colli. La piazza +dinanzi agli avanzi della fortezza è già stata chiamata Vittorio +Emanuele, in memoria, come dice una lapide, del 14 marzo, giorno in cui +il Parlamento nazionale lo proclamò re d'Italia. + +Una strada conduce dal castello alla parte inferiore della città. Già +da lungo tempo gli spalti sono stati adibiti come luogo di passeggio. Ma +questo genere di passeggio è spesso malagevole, perchè troppo ripido. +Vidi con piacere i viali di castagni tedeschi, che la siccità aveva del +tutto spogliati di foglie; solo qua e là presentavano alcuni ciuffi di +fiori secchi sui rami. La vegetazione è a Perugia più tarda che nella +valle sottostante; prima della venuta dell'inverno questa città si +ammanta di neve. + +E' sempre consigliabile per un forestiero visitare il passeggio di una +città che ancora non conosce. Talora nei giorni di festa ci si trova la +parte migliore della cittadinanza. Ma sotto questo rispetto io non posso +dire molto bene di Perugia. Anche nei più bei pomeriggi la sua +passeggiata mi apparve poco frequentata; le signore uscite a spasso coi +mariti erano poche; in grande quantità invece le _cocottes_, che si +aggiravano fra i viali, sfacciatamente, con un velo in testa. E' +deplorevole che la rivoluzione del 1859 abbia fatto perdere a molte +città italiane il decoro che le distingueva prima di quell'epoca; almeno +così sembra: le città dell'antico Stato pontificio sono ora in preda +alla più sfrenata licenza. Io non ricordo di aver veduto mai in altro +luogo una così sfrontata mostra di ragazze quale vidi in Perugia, dove, +di pieno giorno, nella strada principale, nel Corso, dei giovani non si +peritavano d'intrattenersi liberamente con queste femmine. E' +incredibile lo strabocchevole numero di fotografie oscene che è sparso +per l'Italia, e che proviene dall'industria francese. E' altamente +encomiabile la proibizione fatta in Roma per mezzo di un editto, della +vendita di simili imagini. Si dovrebbe fare in ogni città la stessa +cosa. Nulla corrompe tanto la pubblica moralità quanto questa licenza. + +Tutto sommato, Perugia è una città priva quasi di vita. Di truppe +regolari ne vidi ben poche; la guardia nazionale ha occupato tutti i +posti. Le truppe volontarie, da poco arrivate, saranno, mi si è detto, +incorporate nell'esercito regolare. Il loro capo, Masi, ora colonnello, +fu in origine segretario di un principe Bonaparte, passò molti anni in +America, dove tentò invano molte speculazioni. Nel '59 passò i confini +della Toscana come capo di bande volontarie e si distinse a +Montefiascone. In lui si è veramente conservato il carattere dei +condottieri del medio evo. + +Gl'italiani odiano il servizio militare regolare, per lo spirito +indipendente del loro carattere, insofferente di ogni giogo. Vidi +l'esercito di Francesco II di Napoli nel 1859, mentre si dirigeva su +Aquila: appariva bene armato e ben organizzato; ma dinanzi ai volontari +di Garibaldi si disperse. Ora quelle truppe disciolte si sono raccolte +qua e là, sotto il comando di briganti e di avventurieri, come Chiavone, +Crocco, Ninco-Nanco e Cipriani, per battersi valorosamente come briganti +e come tali farsi ammazzare. Un metodo di lotta così romantico è +conforme all'indole meridionale. Alle bande di Masi (composte anche di +cavalleria) si uniscono sempre molti volontari, anche di Roma, fuggiti +spesso ancora adolescenti dalle loro case, per servire a Perugia o a +Spoleto. Nei caffè si vedono giovani ufficiali in gruppi vivaci, pieni +d'entusiasmo e di patriottismo. In generale ognuno sembrava qui, come +del resto in tutta l'Umbria, pieno di speranza, quantunque non si +dissimulasse le difficoltà della situazione. Un nucleo di reazionari è +rimasto nella regione, composto specialmente di antichi impiegati,[23] i +quali sono stati lasciati quanto più era possibile nei loro uffici. La +nobiltà umbra, specialmente la perugina e quella che appartiene +all'antico patriziato, è rimasta in gran parte fedele all'antico regime, +temendo di venir soverchiata dalla democrazia, ed anche perchè tutti i +suoi interessi son legati alla Santa Sede. Essa si tiene appartata nei +suoi possessi o nei suoi palazzi cittadini. La nobiltà inferiore al +contrario si è unita volentieri al movimento, e così pure il basso +clero. + +Perugia non possiede meno di 36 fra monasteri e conventi, alcuni dei +quali, quelli dei domenicani per esempio, sono chiusi; i monaci si sono +prudentemente e astutamente ritirati nel territorio romano. I preti +dell'alto clero sono contrari al movimento, ma si comportano con +prudenza. Tutto l'episcopato umbro sta, come un sol uomo, col pontefice, +e questa fermezza del clero in tutta l'Italia, salvo poche eccezioni, ha +qualche cosa d'imponente e di bello. I vescovi, con le loro lettere +pastorali, si sono opposti alle disposizioni del commissario +dell'Umbria, in quanto quelle disposizioni concernevano i conventi, i +possessi della Chiesa, l'abolizione del Foro ecclesiastico e della +sorveglianza del clero sulle scuole. Questo commissario, di nome +Gualterio, non ha dato nessuna importanza alle proteste, e continua +imperturbabilmente l'opera sua. La stampa è libera. Nella papale Perugia +ora si vende liberamente la Bibbia del Diodati, come a Firenze, e presso +i librai si trovano esposte al pubblico vivacissime invettive contro il +papato. La _Gazzetta dell'Umbria_ e l'ebdomadaria _Roma e l'Italia_, +ambedue di Perugia, contengono di continuo articoli roventi contro i +preti della regione e contro i cardinali di Roma. Così l'antico regime, +costretto a limitarsi ad una opposizione del tutto passiva, è +soverchiato dalla potenza del nuovo. + +L'università, un tempo sotto la protezione dei papi, segnalatasi sempre +per valenti insegnanti, è teatro degli stessi antagonismi. Molti +professori, membri della nobiltà umbra, son reazionarî; la parte +giovanile invece si è gettata a capo fitto nella rivoluzione. Il +ristagno negli studi è sensibilissimo, e la gioventù sempre più diserta +le lezioni per prendere le armi. Naturalmente di questi perturbamenti ne +risente soprattutto il mondo letterario, a cui la pace e la +concentrazione sono necessarie. Niente accenna che questo stato di cose +debba cessare. Perugia, come è stato detto ridendo, dovrebbe divenire la +capitale d'Italia: così almeno proporrebbero seriamente alcuni +cittadini, fondando i loro desiderî sul fatto che la città è il punto +più centrale della penisola e per molti rispetti meritevole di tale +onore. + +Lo scopo del mio soggiorno in Perugia era un'accurata indagine negli +archivi della città e specialmente nell'archivio dei Decemviri, al +palazzo pubblico, che doveva servirmi per la storia medioevale di Roma. +Ora tutti gli archivi dei conventi soppressi sono riuniti in quello +municipale. Ne sono stati soppressi 22, ad eccezione di quelli dei frati +questuanti e dei benedettini di San Pietro. Gli stessi conventi furono +già una volta soppressi nel 1810, e molti documenti andarono perduti in +quel tempo. Un professore dell'università, Adamo Rossi, mi condusse nel +chiostro dei Serviti di Santa Maria Nuova, dove in più stanze sono stati +raccolti gli archivi della città. Qui vidi mucchi di pergamene +sovrapposte o sparse sul pavimento, alla rinfusa, spettacolo +melanconico, come di un tesoro troppo grande e troppo pesante per poter +essere sollevato e riordinato. Noi vi penetrammo infatti come veri +ricercatori di tesori, e sollevammo nubi di polvere nel rovistarli, ma +non scoprimmo un sol documento di qualche interesse: tutti avevano +un'importanza strettamente locale. + +L'abbandono di questo convento è incredibile; ne' suoi cortili solitari +cresce l'erba; i ragni tessono le loro tele nelle sale e nei lunghi +corridoi; talora un monaco muto e spettrale si aggira in quella +solitudine come un fantasma del passato. Vi si sente l'odore di un'epoca +tramontata per sempre. + +Nel famoso e vetusto convento di San Pietro, dove vivono ancora otto +monaci, abitò per due anni Gregorio IX, il grande avversario di +Federico II. Conta 900 anni di vita; la sua chiesa, una bella basilica, +con antiche colonne di granito, è ritenuta come la gemma più preziosa +della città, ed è un vero museo della pittura umbra. Contiene splendidi +quadri del Perugino, di Orazio Alfani, del Doni, dello Spagna e di altri +maestri, e preziosissime copie delle opere del Perugino e di Raffaello, +eseguite dal Sassoferrato. I benedettini di questo convento non si +lagnavano della loro sorte; essi sembravano anzi rassegnati. Il degno +abate si mostrava favorevole all'unità d'Italia, solo sperava che Roma +fosse conservata al papa. Io mi accorsi che avrebbe voluto dire qualche +altra cosa che non disse. A quest'abbazia è stato concesso il privilegio +di rimanere intatta, come quella metropolitana di Montecassino, fino +alla morte dell'ultimo monaco. Questi frati hanno ora istituito una +scuola di agricoltura per cinquanta alunni. + +Un giovane benedettino mi condusse nell'archivio del convento, che +conserva diplomi imperiali di Enrico III, di Corrado III e di +Barbarossa, e molte Bolle papali. Formava il suo vanto principale il più +antico documento che Perugia possegga; il privilegio di Benedetto VII, +del 978, fondatore e primo abate del convento. Quando gli svizzeri +pontificî, sotto il comando dello Schmidt, nel 1859 assaltarono Perugia, +fecero un'irruzione nell'abbazia e la devastarono. Gettarono all'aria i +diplomi (così mi fu detto) lacerarono i sigilli delle Bolle e +distrussero anche alcuni preziosi documenti. Di quello di Benedetto VII +ne fu salvato un frammento, che fu poi messo sotto un cristallo alla +parete dell'archivio. Un monaco ha composto sul fatto un epigramma +latino, che tramanda ai posteri i misfatti del _Furor Helveticus_. + +Io continuai il mio viaggio attraverso l'Umbria con lo scopo di far +sempre nuove indagini negli archivi delle varie città, dove fui sempre +ricevuto assai cortesemente, grazie alle lettere che mi aveva dato il +ministro dell'istruzione, Michele Amari. Nessun altro luogo del mio +viaggio mi ha lasciato un'impressione gradevole quanto la città di Todi. + +Questa antichissima città umbra, in origine _Tuder_ o _Tudertum_, sorge +sopra un colle ridente, presso la valle del Tevere, fra vigne e olivi. +Lontana dalle grandi vie di comunicazione, appare come assopita nei +sogni del suo passato, in una placida tranquillità che però non è morte. + +Era già notte quando, giunto con la diligenza ai piedi della collina di +Todi, mi feci condurre alle porte della città per cercare una locanda. +Il mio ingresso fu assai triste e melanconico; le strade strette ed +oscure e la solitaria locanda alla quale fui condotto, non mi presagivan +nulla di buono. Ma dovetti ricredermi la mattina seguente, quando il +sole dissipò la tristezza del luogo. + +In pieno giorno Todi mi apparve come una simpatica cittadina, +incantevolmente situata, conservante quel carattere nettamente +medioevale che ora così poche città possono vantare. Circondata di +vetuste mura, in parte ancora di costruzione etrusca, questa città copre +il colle su cui giace in modo da conservare alle piazze una livellazione +sorprendente, a dispetto della ripidità del monte. Vecchi palazzi, brune +torri medioevali, pittoreschi edifici gotici, chiese e conventi, sono +sormontati dal grandioso duomo. + +Sulla piazza principale sorgono gli edifici pubblici, i monumenti del +tempo in cui Todi era una repubblica libera, arbitra di guerre e di +alleanze, come Terni, Spoleto, ed altre città. Nel secolo XIII, il suo +periodo aureo, essa era in grado di mettere in campo mille cavalieri +armati; e mentre ora non conta che 4000 abitanti, ne contava allora +30,000. La sua costituzione guelfa era profondamente democratica; il +governo era nelle mani delle corporazioni artigiane, che avevano una +rappresentanza al Consiglio. Un potestà e un capitano del popolo, i +quali stavano in carica un solo anno e dovevano essere stranieri, +governavano questo Stato libero e rendevano giustizia. Si trovano nella +loro lista molti nomi romani, delle maggiori famiglie del XIII secolo: +Colonna, Orsini, Frangipani, Annibaldi, Cenci, Caetani, Savelli, +Malabranca, e altri. + +I monumenti più notevoli di questa storica repubblica sono oggi il +palazzo comunale e il palazzo del governatore, ambedue sulla piazza +principale. Il primo è un grande edificio in stile gotico-romanico, di +belle proporzioni, con una splendida scala esterna in pietra. L'altro ha +un'alta torre, ed è coronato su tutta la fronte da merli, ugualmente di +architettura pseudogotica, con una potente torre. In faccia a questi è +la cattedrale pure di architettura pseudo-gotica con un'alta torre, +l'interno ha tre navate, la principale delle quali mostra ancora la +volta gotica primitiva dell'XI e XII secolo; una quarta navata minore è +stata aggiunta in tempi posteriori. Dopo il duomo, la chiesa più +notevole di Todi è San Fortunato, grandioso edificio gotico del secolo +XIII. San Fortunato è il patrono della città, e la sua chiesa è +pittoresca, severa e solenne. + +Durante il mio soggiorno in Todi passai gran tempo a San Fortunato, dove +si trovano gli archivi della città. Ottenuto dal sindaco il permesso di +frequentare l'archivio, l'archivista, Angelo Angelini, mi condusse in +una stanza posta sotto la chiesa, presso la sacrestia. Rimosso un +vecchio inginocchiatoio, ci apparve la porta che metteva direttamente +nell'archivio. In esso, ammonticchiate contro la parete, stavano +innumerevoli pergamene, quasi tutte in uno stato compassionevole, e in +mezzo alla stanza, sopra una tavola, altre pergamene, gettate alla +rinfusa, coperte di un denso strato di polvere, le quali facevano parte +un tempo della biblioteca del cardinal vescovo di Albano, Bentivegna +d'Acqua Sparta. Di quest'uomo fa menzione una volta Dante nel suo poema. +Morì nel 1289. + +La biblioteca si riduce a questo solo archivio; io vi lavorai per molte +ore. Dapprima ero sorvegliato da un valletto del Comune; poi, avendo io +voluto vedere in ciò un segno di sfiducia, me ne fu affidata senz'altro +la chiave, con facoltà di andare e venire a mio piacere. + +Allora si sparse per Todi la voce che uno straniero faceva grandi +ricerche nell'archivio della città; in seguito a questa voce, mi vidi +comparire dinanzi il presidente della corporazione dei sarti, con un +fascio di fogli sotto il braccio, con gli statuti cioè della sua +corporazione. Era un giovane correttamente vestito, dall'aspetto +intelligente. «Io vengo--mi disse--a chiedere il vostro parere, +trovandosi la corporazione in un grande frangente». + +A queste parole repressi a stento un sorriso, pensando che cosa avessi +fatto di grande nel mondo, perchè a me, uno straniero della Prussia +orientale, si venisse a chiedere un parere per una corporazione di sarti +dell'Umbria! Assunsi però un atteggiamento grave e solenne, come un +savio greco. + +Egli proseguì, lamentandosi del governo italiano che aveva osato porre +la mano su tutti i beni delle opere pie e su certe rendite della loro +corporazione. Evidentemente il governo aveva considerato l'_ars +sartorum_ della città come una confraternita o associazione a scopo +religioso. Essa possedeva _ab antiquo_ l'ospedale di San Giacomo. + +Le rendite di questo, 360 scudi all'anno, erano state reclamate e +sequestrate dal governo, contro un derisorio compenso. Il presidente +della corporazione con grande facilità mi disse che la rivoluzione del +60 era stata fatta principalmente dagli operai, e che egli stesso aveva +in quell'epoca preso le armi ed aveva con le truppe marciato contro +Orvieto. E questa era la ricompensa! + +Il governo stesso aveva raccolto quelle rendite, ed aveva con esse +impinguato la cassa ecclesiastica! Il giovane presidente aveva mandato +alla prefettura di Perugia i documenti atti a comprovare i loro diritti, +ma questi documenti non erano stati presi in considerazione. Ora, +siccome queste pergamene erano indecifrabili e in Todi nessuno aveva +potuto ricavarne nulla, mi pregava di esaminarle e di dirgli poi se da +esse si potevano o no rilevare i diritti della corporazione così +bistrattata. + +Io gli dissi di tornare il giorno seguente. Egli venne e si lasciò +persuadere che quei documenti non erano che strumenti notarili e che non +avevano per la corporazione che un valore di antichità: mi confessò di +averlo già sospettato. + +Del resto, questa corporazione dei sarti di Todi è una florida e bella +istituzione medioevale, che conta già più secoli di esistenza. + +Essa ha ancora un capo, _console_, e dodici consiglieri, _fratelli_. I +suoi statuti sono chiaramente esposti in un volume in pergamena di +sessanta fogli: datano dal 1308, ma nel 1492 furono tradotti +dall'originale latino in italiano. + +Trascrivo il principio di questo documento: + +«_El prohemio della matricola de sartori: capitolo I._ + +«Nel nome del Nro signor Iesu Xto et della beatissima sempre vergine +Maria sua madre: et del beato sancto Michele Arcangelo, et del b. sancto +Ioanni Baptista et Ioanni Evangelista, et de beati apostoli S. Pietro et +S. Paolo: et de beati confessori sancto Fortunato, sancto Calisto et S. +Cassiano; et de tutti i sancti et sancte della corte celestiale. Questi +sono i ordinamenti et statuti iscritti dell'arte de sarturi et cinaturi +della città et contado de Todi: facte et ordinate per glomini della +decta arte; nel tempo dello officio de consoli, cioè delli sapienti +homini Iacobuccio Dondreelle; del rione de sancta presedia, et de +Cechole de Manello; del rione della valle; iscripti per me ser Francesco +de maestro Iacomo publico notario della detta arte; nel tempo et negl +anni del signore nell mille trecento otto: nella indictione sexta: nel +tempo del pontificato del nro signore Benedecto papa duodecimo: et addì +venti dua de novembre». + +In Todi conobbi molte gentili persone che in ogni modo mi favorirono, +fra cui Alessandro Natali, già libraio in Roma e cittadino di quella +città, ora editore della «Storia di Todi» del Leoni, e della «Vita di +Bartolomeo d'Alviano», famoso capitano nato a Todi al principio del +secolo XVI. Questo Natali è rettore economo di Monte Cristo già +monastero, ora ospizio dei trovatelli. Mi condusse in questo ospizio, +che ricovera 98 fanciulli. Anche là visitai l'archivio, dove vidi molte +pergamene, che riguardavano il luogo stesso, destinato una volta come +ricovero pei lebbrosi. + +Mi mostrò anche il convento dei Cappuccini a Monte Santo, posto su una +collina, presso la città. La sua piccola chiesa possiede sull'altare +maggiore un pregevole quadro dello Spagna,[24] dello stesso soggetto del +quadro di Narni: l'incoronazione, cioè, della Vergine. Ambedue queste +tele sono autentiche e originali. Il priore ci offrì del caffè, e mi +chiese di Witte, la cui fama di dantista è giunta fino in questa +solitaria cittadina. Mi fu anche mostrato un manoscritto di Fra +Jacopone, di questo profondo mistico dell'ordine di Celestino, nemico +animoso di Bonifacio VIII. Morì a Colazzone nel 1304, ma è sepolto a S. +Fortunato. Si attribuiscono a lui le parole dello _Stabat Mater_, e +forse non a torto. A Monte Santo trovai un monaco intento a copiare un +codice che fra le altre poesie di Fra Jacopone, conteneva anche lo +_Stabat Mater_. Però vi sono manoscritti più antichi delle poesie di +questo francescano, a Venezia e a Firenze; quelli di Todi non possono +rimontare oltre il XV secolo. + +Tutti coloro coi quali feci relazione in Todi, mi parvero soddisfatti +della loro tranquilla ed angusta residenza; al lume di luna, la sera, le +signore si recano alla passeggiata sotto l'antica rocca, ora caduta in +rovina. Da questa si arriva alla chiesa della Consolazione, edificata su +disegni del Bramante. Non v'è in Todi una grande nobiltà feudale: le +antiche famiglie son quasi tutte scomparse. Fra queste nel medio evo +erano considerevoli gli Acti o Atti, gli Oddi, i Fredi, i Bentivenga, i +Caracci, i Pontani, i Landi, i Corradi, gli Astancalli. + +Molti palazzi ricordano ancora queste famiglie, ma sono abitati da altre +o da discendenti impoveriti. Oggi che tutto è fatto per servire ai +bisogni del momento, noi dovremmo sentire vergogna dinanzi a questi +palazzi edificati per sfidare i secoli, palazzi che troviamo fin nelle +minori città! Questo dicevo ad un tal Pierozzi di Todi, dottore in +diritto e autore di commedie in versi. Oh quanti autori drammatici +invidierebbero questo solitario cittadino di Todi che, nel palazzo +ereditato dai padri, gode una serena e vera felicità! + +A Roma mi avevano consigliato di spingermi fino ad Aspra, sui monti +della Sabina, dove è un importante archivio municipale ed una superba +selva. Quando fui di ritorno a Terni, risolsi di andarvi, tanto più che +una buona strada da Terni conduce nelle vicinanze di quel castello. +V'era però un inconveniente di qualche importanza: in Aspra non vi sono +alberghi. Un abitante di Terni si occupò di trovarmi un alloggio, +scrivendo in precedenza una lettera ad un suo conoscente. Noleggiai una +carrozza e partii da Terni alle 4 del mattino del primo agosto. Si +attraversa una regione montuosa da settentrione a mezzogiorno, su una +buona strada, cosparsa di poche e piccole abitazioni e ricca invece di +bei boschi di quercie. Le montagne si aprono e si allontanano a Torri, +antico castello che nel secolo X appartenne alla famiglia romana dei +Crescenzi, potentissima nella Sabina. Nera e pittoresca, sorge su di un +colle, da dove si gode la vista del monte Soratte, della Campagna +romana, dei monti della Sabina, degli Appennini, e a sinistra di un +profondo scoscendimento, dominato da una rupe, sulla quale si leva un +oscuro gruppo di case, circondato da mura nere e coronato di torri. +Questa è Aspra, la _Casperia_ dei Romani, vero nido di aquile, +inaccessibile ed inattaccabile. + +Era mezzodì, ma l'aria era lassù ancora fresca e leggiera. Dopo i molti +e lenti giri che la strada fa nella valle profonda, cominciammo alfine a +salire la montagna faticosamente, e giungemmo dinanzi alle mura. Qui il +cocchiere si arrestò, e mi spiegò che il paese non aveva strade +praticabili. Scesi allora e mi avviai verso la porta. Qual luogo +spaventosamente solitario e selvaggio! Strettissime e oscure vie fra +case ammonticchiate e soffocantesi a vicenda, o piuttosto che vie, letti +di torrenti montani: ecco Aspra. + +Era domenica. Il popolo di Aspra, vestito di giacchette grigio-azzurre, +secondo il costume sabino, giocava a palla dinanzi alle case. Tutti mi +guardarono con grande stupore. Mi feci condurre al Municipio, dove +giunsi dopo un faticoso saliscendi. Il sindaco di Aspra, vestito con la +giacchetta da operaio, mi disse che aveva ricevuto lettere che mi +concernevano da Terni e da Perugia, ma che io non potevo quel giorno +visitare l'archivio, essendo festa, ed essendo il segretario occupato +altrove. Aggiunse che avrei trovato alloggio dal calzolaio, che teneva +una specie di locanda. + +Fui condotto da questo signore in una casa d'aspetto miserabile, e mi fu +mostrato un buco che veniva chiamato anche camera. Aveva una finestra +rotta, che sbatacchiava alla brezza vivace, ma che lasciava però vedere +un panorama d'indescrivibile e sublime solennità. Io mi gettai stanco su +di uno sporco letto in un angolo della stanza, ma dovetti presto +rialzarmi per le punture delle zanzare e di altre bestioline maligne. Il +mio ospite mi pose presto dinanzi un pranzo, che io non toccai, e, +disperato, dichiarai che non potevo rimanere in quel luogo. Mi affrettai +a tornare dal sindaco, che mi accompagnò dal suo segretario. Uniti tutti +e tre sotto un arco che congiungeva due strade, tenemmo consiglio. +Finalmente quei nobili signori risolsero di aprirmi l'archivio, e di +andare in cerca di un alloggio possibile in qualche buona famiglia; +della prima cosa s'incaricò il segretario; della seconda il sindaco. Il +segretario mi condusse dunque al Comune, un fabbricato massiccio ma non +molto antico, e mi fece entrare in una stanzetta, nella quale si +trovavano due armadii con le preziose memorie del Comune. Vi trovai +molti documenti che concernevano il Senato romano medioevale, poichè +Aspra formava in quel tempo una comunità indipendente, come altri paesi +sabini dei dintorni, ma sotto la giurisdizione del Campidoglio, che vi +mandava i suoi rettori, o podestà. Vi erano anche--strano a dirsi--dei +documenti apocrifi del secolo X. + +Al cader della notte il segretario tornò per dirmi che una delle +migliori case del paese era pronta ad accogliermi. Mi condusse, infatti, +in una casa d'aspetto decoroso. Una signora, giovane ed alta, mi +ricevette, e mi disse che la sua casa si onorava di ospitare uno +straniero. I suoi modi erano distinti e civili, come il suo abito. Mi +accompagnò nella mia camera, facendomi traversare un deserto e tetro +salone, dove poche settimane prima era caduto un fulmine; le finestre e +il camino avevano sofferto, come la parete esterna che si era spaccata, +e lasciava scorgere il cielo azzurro. Nulla era stato fatto per riparare +in qualche modo a quello sconcio. Antiche armi familiari mostravano che +la casa era stata un giorno fra le maggiori del paese. + +L'aspetto poco confortante del salone mi rese curioso di vedere la +camera. La signora ne aprì la porta: era abitabile ed aveva un buon +letto romano. Comparve il fratello della signora, un bell'uomo, +cacciatore accanito dei boschi sabini; indossava la divisa di capitano +della guardia nazionale. Fui invitato in modo assai cortese a fare +quello che più mi piaceva, in piena confidenza; ed io accettai le loro +offerte, alla condizione che mi permettessero di fare i miei pasti +presso l'ospite primitivo, al quale ero stato indirizzato da Terni, al +che essi gentilmente acconsentirono. Passai in Aspra due piacevoli +giornate, nonostante l'orribile impressione ricevuta sulle prime. +Lavorai nel piccolo archivio dal mattino alle cinque della sera, ciò che +suscitò in tutti una straordinaria meraviglia. Andavano e venivano +intorno a me dei curiosi; mi salutavano amichevolmente, ma con stupore, +non avendo visto da molti anni un forestiero. Io mostrai al segretario +una preziosa pergamena del tribuno Cola di Rienzo, diretta alla comunità +di Aspra. Mi pregò di fargliene una traduzione italiana, che gli dettai, +e che fu posta come memoria nell'archivio. Nel pomeriggio mi recai con +questo signore e col maestro del paese, un laico, al convento dei +Cappuccini, dove si festeggiava una ricorrenza. Il convento è bello e +solenne, sopra un monte coperto di quercie. Alcune donne stavano +inginocchiate nella piccola chiesa, tutta avvolta nell'ombra. Sul +portale erano altre persone, fra cui le donne del mio compagno, e alcune +fanciulle, delle quali una di straordinaria bellezza, una creatura di +sedici anni appena, nel fiore della sua primavera, ma grave e pensosa. +Felice l'abitante di Aspra, che potrà accogliere quell'essere +incantevole nella sua casa fumosa, battuta dalla folgore! Mi +presentarono a quelle signore, fra le quali divisi dei fiori artificiali +che avevo preso al monastero, e che furono assai graditi. Dove vidi mai +io un panorama così superbamente bello, quale potei godere dall'alto del +monte dei Cappuccini? Dinanzi a me il Soratte grandioso, e la valle del +Tevere, i colli umbri, la Sabina, il Lazio, la Campagna romana: tutta +questa regione immersa nella porpora del tramonto, pareva un'apparizione +fantastica. Sui monti vicini regnava una maestosa solitudine, rotta da +cupi castelli e da città. Verso occidente, lontano molte miglia, si +scopriva una piccola altura, presso la quale un'altra ne sorgeva a forma +di cupola: monte Mario e la cupola di S. Pietro. La sera di Pasqua anche +il popolo di Aspra gode dell'illuminazione di questo monumento +meraviglioso; esso lo scorge, all'estremo orizzonte, come una sfera di +fuoco. Dal tetto del convento contammo ben 28 paesi, più o meno vicini, +dei quali nominerò alcuni pochi, perchè si possa intendere la +straordinaria ampiezza di quella veduta: il Soratte, Civita Castellana, +Ronciglione, Caprarola, Collevecchio, Montasola, Stimigliano, Magliano, +Roccantica, Poggio Sabino, La Fara, Poggio Mirteto, Montopoli, Torrita +sul Tevere, che sembrava una striscia d'argento, Filacciano, Cantalupo, +monte Gennaro, Tivoli, Palestrina, i monti Albani. + +Quando tornammo ad Aspra, il sindaco stava sulla porta della sua casa, e +ci invitò ad entrare. Il bravo uomo si chiamava Asprone; poteva perciò +vantarsi di incarnare perfettamente la comunità, di cui si trovava a +capo. Conobbi anche sua moglie, un'opulenta matrona. Dovetti, solo, +sedermi sul canapè, mentre la moglie del sindaco mi serviva un piatto di +ciambelle sabine. Quindi il sindaco, accesa una candela, discese in +cantina, e tornò poco dopo recando un grosso bocale di terracotta colmo +di vino. Bevemmo abbondantemente, ed io brindai alla prosperità di Aspra +e del suo magistrato, la qual cosa commosse molto i miei ospiti. +Parlarono con meraviglia della mia strana velleità di andare in un luogo +così remoto e perduto fra i monti, per ricercare e leggere antiche +pergamene. Mi pregarono di tornare presto, ma per molte settimane, per +tutto l'autunno. + +Quando lasciai il sindaco, il segretario mi pregò di fare anche a lui +l'onore di una visita: evidentemente non voleva cederla in gentilezza al +suo superiore. La sua giovane moglie mi ricevette nella sua modesta +abitazione, con un bambino al petto, del tutto scoperto, e così rimase a +sedere vicino a me per tutta la visita. Altro vino e altre ciambelle mi +furono offerte. Più tardi presi congedo dai proprietari della casa che +così ospitalmente mi aveva accolto; anche da loro ricevetti calorosi +inviti di ritornare, ed una lettera per dei loro parenti romani. Quando +la mattina dopo mi alzai, un lume ardeva ad una finestra della casa, ma +nessuno si mostrò. Un asinello mi aspettava alla porta, ed io partii da +Aspra lieto e soddisfatto di aver trovato nei cuori di quella +popolazione l'incanto stesso della natura meravigliosa che li +circondava. Attraversata una bella regione montuosa, giunsi a Passo +Corese, dove presi la posta e feci ritorno a Roma. + + NOTA. + +Questo capitolo porta la data del 1861, ma quanto si riferisce alla gita +nell'Umbria e nella Sabina è invece notato sotto l'annata 1864 nei +_Diari romani_ del Gregorovius, tradotti da Romeo Levera e pubblicati +dall'Hoepli nel 1895, ai quali rimandiamo il lettore poichè completano +la narrazione, avvertendo che negli stessi _Diari_ poche note appena ci +informano sulla fermata a Perugia e sul viaggio da Roma a Firenze +nell'agosto 1861. + + + + +IL GHETTO E GLI EBREI DI ROMA. + +(1853). + + + + +Il Ghetto e gli ebrei di Roma. + +(1853). + + +Ammassato in un cupo e triste angolo dell'Urbe, rimpetto al Trastevere, +abita qui da più secoli, quasi reietto dal resto del genere umano, il +popolo degli ebrei di Roma. Di essi tratteranno queste pagine, che +l'autore ha ricavato parte da scritti antichi e moderni, parte dalla +bocca degli stessi ebrei. Più volte chi scrive ha percorso il Ghetto +romano, e la sua popolazione, unica antica rovina vivente fra le rovine +della città, gli è sembrata degna di attento studio. + +L'arco di Tito al Foro rappresenta il trionfo del distruttore di +Gerusalemme. Nel fregio di quest'arco il sacro fiume Giordano è +rappresentato da un vecchio portato su di una lettiga; e sotto la volta +dell'arco, sotto il quale non passerà mai un ebreo,[25] il vincitore ha +fatto scolpire gli oggetti tolti al Tempio di Gerusalemme, il candelabro +a sette braccia, la tavola d'oro, l'arca dell'alleanza, e le trombe +d'argento per l'anno del giubileo. Sono trascorsi quasi 1800 anni da che +l'arco fu eretto, e di quella Roma che dominava il mondo intero non +restano che rovine, polvere, simboli morti del culto antico. Ma se ci si +dirige dall'Arco di Tito verso il Tevere e si percorre il Ghetto, si +vede qua e là, su qualche casa, il candelabro a sette braccia scolpito +nel muro. E' la stessa imagine che si è veduta sull'arco di trionfo; ma +essa sta qui come testimonianza vivente della religione d'Israele, +poichè ancor oggi abitano qui i discendenti di quegli ebrei che Tito +portò seco a Roma. Entrando nella Sinagoga ebraica si scorgono sulle +mura le stesse sculture, le tavole della legge, la tavola d'oro del +Tempio, le trombe del giubileo. Il popolo ebreo tuttora esistente, e non +distrutto, innalza oggi le sue preghiere all'antico Jehova, dinanzi alle +stesse imagini che un giorno Tito portò a Roma. Jehova dura ancora, dopo +scomparso Giove Capitolino. + +Ivi è il portico di Ottavia. Rovinati e cadenti, i suoi grandi archi, i +suoi pilastri si drizzano sempre a lato del Ghetto. E' di là che +Vespasiano e Tito partirono col corteo trionfale per celebrare la loro +vittoria su Israele. Fra gli spettatori eravi pure un ebreo, Giuseppe +Flavio, il famoso storico, che non ebbe vergogna di assistere al trionfo +del vincitore della sua gente e di scriverne una particolareggiata +relazione. + +Dobbiamo a questo vile cortigiano ebreo la descrizione del trionfo. + +«Dopochè--egli narra--l'esercito verso sera fu entrato in città, venne +ordinato sotto il comando de' suoi capi dinanzi al tempio d'Iside; ivi +passarono la notte i due capitani Tito e Vespasiano, che sul fare del +giorno ne uscirono, coronati di alloro e vestiti di porpora, per recarsi +al portico di Ottavia, dove attesero i senatori, i primi magistrati +della città e i cavalieri più nobili. Di fronte al portico era stato +innalzato un palco, su cui stavano sedili d'avorio; i due imperatori vi +presero posto e allora le truppe proruppero in evviva e presero a +vantare le loro geste. I soldati erano senz'armi, vestiti di seta e +coronati di alloro. Vespasiano dopo avere ascoltato gli applausi, fece +fare silenzio, e, sorto in piedi, si velò il capo e pronunziò una +preghiera di ringraziamento. Tito fece lo stesso. Dopo la preghiera +Vespasiano rivolse alcune parole ai convenuti, e congedò i soldati, +perchè si assidessero ad un banchetto, che, secondo l'uso, era stato +preparato dagli imperatori. Quindi l'imperatore tornò alla porta detta +del Trionfo, perchè vi si passava sempre in queste occasioni; quivi +mangiarono, vestirono gli abiti trionfali, offrirono un sacrifizio agli +altari eretti presso la porta; dopo di che ebbe luogo la marcia +trionfale, che attraversò il teatro, affinchè il popolo la potesse +meglio godere». + +Augusto aveva fatto costruire in onore di sua sorella Ottavia quel +magnifico portico a due file di colonne. Una parte della facciata esiste +ancora ed è addossata al mercato del pesce, che confina col Ghetto, +presso la chiesa di S. Angelo in Pescheria, ch'è un'antica basilica, la +cui storia si riconnette con quella degli ebrei, perchè nel medio evo +erano costretti ad ascoltarvi le prediche. E' veramente un caso senza +esempio nella storia che presso quei portici di Ottavia, là dove +Vespasiano e Tito passarono in trionfo, reduci dall'avere sconfitto gli +ebrei e distrutta Gerusalemme, i discendenti d'Israele ponessero la loro +sede in Roma. Intorno a quel portico, una volta magnifico ed ora sepolto +sotto le immondizie, il popolo degli ebrei fa i suoi affari. + +Sulle lastre di marmo delle sue sale e de' suoi templi, i figli dei +prigionieri di Gerusalemme vendono oggi il pesce, senza che nessuno di +essi pensi neppur lontanamente all'importanza che ebbe un giorno questo +luogo nella storia d'Israele. + +Il Ghetto romano è fra tutte le comunità israelitiche d'Europa la più +importante, per i rapporti storici del popolo d'Israele con l'Urbe. +Altre, soprattutto quelle della Spagna e del Portogallo, e la Sinagoga +di Amsterdam, offrono un più vivo interesse, ma tutto teologico, a causa +delle loro scuole talmudiche; nessuna però è tanto antica e tanto +importante quanto la Sinagoga romana: questa rappresenta la più vetusta +radice del cristianesimo nella capitale stessa del mondo cristiano. + +Se si pensa che qui, in questa stessa Roma, il popolo ebraico si +mantiene da oltre 1800 anni, non si può fare a meno di rimanere stupiti +dinanzi alla sua forza di resistenza. Sembra quasi incredibile che una +razza così maltrattata, benchè rinnovata per l'aggiunta di nuove +famiglie, tuttavia quasi sempre della medesima stirpe decadente, abbia +potuto sopravvivere, attraverso i secoli, in quegli stretti vicoli, in +mezzo a quell'atmosfera appestata, conservandosi per secoli sempre la +stessa, quasi vivendo una vita tutta propria. + +Fin dal tempo di Pompeo gli ebrei si stabilirono in Roma. Cacciati +parecchie volte dalla città sotto i primi imperatori, vi fecero sempre +ritorno, ed ai tempi di Tito si stabilirono dove sono tuttora, nel luogo +per essi il più pericoloso del mondo, sotto gli occhi dei loro nemici, +prima, di quei Romani che avevano distrutta Gerusalemme, poi, sotto +quelli dei Papi, rappresentanti di quel Cristo che essi avevano posto in +croce. Fin dai tempi di Pompeo furono fatti segno al disprezzo, e +finalmente, radunati in un ghetto come una corrotta tribù di paria, si +tennero uniti strettamente rimanendo sempre gli stessi, per secoli e +secoli e sopportando la terribile uniformità del loro stato. + +Essi vissero senza speranza, ma pure sperando, secondo il carattere del +popolo d'Israele, cui i profeti promisero il Messia. Impotenti a lottare +apertamente con i loro nemici, si trincerarono nel triste e possente +appoggio della miseria, della consuetudine e della tenacità di propositi +tutta propria della razza ebraica. La loro forza nel soffrire appare +tanto più meravigliosa in quanto che essi non si confortavano, come i +martiri, nel pensiero di una ricompensa in un'altra vita. + +La natura stessa sembra che abbia dotato questa fra le più infelici +classi umane dei più forti istinti di vita. Forse qualunque altra +stirpe in tali condizioni sarebbe scomparsa, incapace di sopportare un +disprezzo così profondo; ma gli ebrei ne furono capaci, e si +conservarono, indistruttibili, nel centro stesso del cattolicismo. +Segregati dal consorzio civile, gli ebrei non tentarono mai di +mescolarsi fra le altre razze; anche i loro tardi nipoti sono oggi +stranieri ai cristiani della città, nè più nè meno di quello che lo +furono i padri loro ai tempi di Pompeo. Allora e sotto gl'imperatori, +sebbene tenuti in grande disprezzo, erano trattati al pari delle altre +sètte orientali, al pari dei siriaci, degli egiziani, dei persiani, e +non vivevano appartati come oggi. Tra le molte sètte religiose +dell'antica Roma gli ebrei costituiscono la sola che si sia conservata, +e conservata senza variare. + +La storia degli ebrei di Roma è, nei primi tempi almeno, difficile a +ricostruirsi, scarse essendo le testimonianze degli scrittori romani. + +I rapporti fra Roma e Gerusalemme datano dal giorno in cui Pompeo entrò +in questa città, e, spintovi dalla curiosità, sordo alle preghiere dei +giudei, osò penetrare nel sacro tempio. Pare sia stato Pompeo a portare +per il primo schiavi ebrei a Roma; certo a quel tempo erano già in +questa città liberti ebrei ed altri loro concittadini, trattivi +probabilmente dal desiderio di lucro. Essi vivevano liberamente, +praticavano pubblicamente i loro riti religiosi, ed i principi e le +principesse ebraiche, onorati allo stesso modo degli altri principi +dell'Asia, poterono qualche volta presentarsi in Senato ed al palazzo +imperiale; allora vi erano ancora principi ebrei. + +Il felice Erode venne più volte a Roma ed entrò nell'intimità dei Cesari +con tutti i titoli della sua regale dignità; fu accolto ai loro +banchetti, e prese posto nel loro palco a teatro. Così pure si videro +nel Palatino Archelao e la principessa Salome, Antipa e Antipatro; +parecchi principi ebrei furono pure educati alla corte imperiale di +Roma, fra cui Agrippa, nipote di Erode, l'avventuriero che fu compagno +di studi di Druso e amico intimo di Caligola. Il giovane ebreo libertino +era appena uscito dalla prigione, dove era stato rinchiuso per debiti, +che Tiberio lo gettò di nuovo in carcere e ve lo lasciò a languire sei +mesi, finchè la morte dell'imperatore lo venne a liberare e Caligola lo +nominò re degli ebrei. + +E' nota la parte brillante che ebbe in Roma Berenice, sorella e amante +di suo fratello Agrippa il giovane, ultimo re degli ebrei. Dopo la +distruzione di Gerusalemme, ebbe stanza nel palazzo di Tito, ma +nonostante i suoi intrighi, non riuscì a salire sul seggio imperiale. + +Dopo Erode Agrippa, nessun altro ebreo occupò più una posizione +importante in Roma, fino al pontificato di Gregorio XVI, che, per +ragioni facili a capirsi, fece la più lusinghiera accoglienza, nello +stesso Vaticano, al barone Rothschild. + +Mentre i principi della Giudea si succedevano a Roma, molti dei loro +correligionari si erano già stabiliti nella città. Cesare fu loro +favorevole, come lo provano i lamenti che essi levarono in suo onore, +allorchè cadde sotto il pugnale degli assassini. Augusto pure lasciò +loro completa libertà di dimorare in Roma e di attendere ai loro affari; +dicesi che alla sua morte abbiano pianto una settimana. A quell'epoca +non si era peranco assegnato loro uno speciale quartiere della città, +sebbene Filone narri che Augusto aveva donato agli ebrei una parte del +Trastevere. Abitavano un po' dappertutto; la maggior parte però +nell'attuale Trastevere, dove sorgeva la loro più antica Sinagoga. +Secondo la tradizione romana, fu là che abitò l'apostolo Pietro, presso +la chiesa di Santa Cecilia, dove dimoravano pure molti ebrei. Un'altra +tradizione vuole che egli abbia dimorato anche sull'Aventino, nella casa +dei santi Aquila e Prisca, due sposi ebrei convertiti al cristianesimo. + +Nella curiosissima opera di Filone, intitolata «L'ambasciata a Caio», si +può vedere sino a qual punto Augusto fosse clemente con gli ebrei. Il +dotto alessandrino afferma che Augusto trattò sempre con dolcezza gli +ebrei, conferma che essi abitavano nel grande quartiere del Trastevere, +erano per lo più schiavi liberati e non furono costretti a mutare le +consuetudini dei loro padri. La liberazione di quegli ebrei è tuttora +ricordata da un bellissimo sepolcro sulla via Appia, che porta i nomi di +due ebrei, Zabda e Akiba. Augusto sapeva, continua Filone, che gli ebrei +possedevano delle sinagoghe, nelle quali si radunavano ogni settimana +per essere ammaestrati nella sapienza dei loro padri. Tollerava pure che +essi, alla nascita di un primo figlio, inviassero a Gerusalemme denaro, +perchè si facessero sacrifici in favore del fanciullo. Eppure egli non +li cacciò mai da Roma, nè li privò del diritto di cittadinanza romana: +non mutò nulla nelle loro sinagoghe e nelle loro adunanze. Arrivò sino +ad ornare il Tempio di Gerusalemme di doni preziosi e offrirvi delle +vittime; e rispettò il sabato a tal segno che ordinò che non si facesse +agli ebrei la distribuzione del grano in quel giorno, ma bensì nel +giorno seguente, non potendo essi il sabato dare nè ricevere denaro, nè +altro. + +Filone fu inviato, nell'anno 40 dell'èra cristiana, dagli ebrei di +Alessandria, alla testa di un'ambasceria, all'imperatore Caligola, per +protestare contro le crudeli persecuzioni che essi soffrivano da parte +degli abitanti di quel grande centro commerciale. Egli narra come +Caligola ricevesse questa deputazione nelle sua villa di campagna: +l'imperatore correva come un pazzo da una camera all'altra, dando ora +ordini di nuove costruzioni, ora per far disporre e collocare antiche +imagini, mentre gli ebrei lo seguivano attraverso la casa, fra le risa +dei presenti. L'imperatore poi domandò loro con scherno perchè non +mangiassero carne suina. «I gridi ed i fischi di quelli che ci +beffavano--dice Filone--erano così forti, che pareva di essere in un +teatro». Abbiamo, dunque, fin dall'antichità, un esempio di quelle scene +che si ripeterono in Roma in ogni tempo, nel medio evo ed anche in +epoche più recenti, per esempio, allorquando gli ebrei, schierati a +Monte Giordano o davanti all'arco di Tito per prestare omaggio al nuovo +papa, rimanevano esposti ai fischi dei monelli ed agli schiamazzi del +popolaccio. + +Caligola aveva una ragione tutta sua di essere irritato contro gli +ebrei. Gli era venuta la fantasia di far erigere una sua statua di +colossale grandezza, nella quale era rappresentato come un Dio, nel +santuario di Gerusalemme; avendo saputo che il popolo ebraico, solo al +mondo, s'era rifiutato di rendergli gli onori divini, ordinò dunque, a +Petronio, governatore della Fenicia, di compiere il suo desiderio. +Allora, se si deve prestar fede a Giuseppe ed a Filone, tutta quanta la +Giudea, vecchi, giovani, donne, fanciulli, si riversò in massa sulla +Fenicia; simili a una nuvola coprirono il paese; ed erano tanti e tali i +loro lamenti e i loro pianti, che quando tacevano, l'eco li ripeteva +ancora a lungo nell'aria. Si gettarono ai piedi di Petronio e lo +supplicarono di ucciderli tutti quanti, dicendo che non avrebbero mai +permesso un simile sfregio al tempio del loro Dio. Questa scena fu una +delle più grandi tragedie di un popolo, delle quali si abbia memoria, e +questa resistenza morale contro Caligola è una delle più belle pagine +della storia ebraica, più luminosa delle geste di Davide e di Salomone. + +Petronio rimase commosso e scrisse all'imperatore per distoglierlo dalla +sua idea. L'amico d'infanzia di Caligola, il re Agrippa, si recò egli +stesso a Roma ad intercedere in favore del suo popolo. Narra Filone che +il suo terrore per la minacciata profanazione del tempio, fu tanto, che +fu portato via svenuto, e poi cadde in una pericolosa malattia. Infine +scrisse a Caligola una splendida lettera, in seguito alla quale il pazzo +tiranno, cui il mondo intero elevava templi, altari, statue, abbandonò +l'idea di far innalzare la sua effige nel santuario di Gerusalemme. + +La morte repentina di Caligola preservò gli ebrei di Roma dalla sua +vendetta. Disgraziatamente Filone non ci dice nulla delle loro +condizioni in quell'epoca. Essi occupavano già il Trastevere e vi +avevano formato una sinagoga di liberti, della quale è fatta menzione +sotto questo nome negli Atti degli Apostoli (I, 9). + +Dacchè i misteri cristiani penetrarono in Roma, gli ebrei e i cristiani +furono confusi in una stessa setta comune, errore facile a spiegarsi, +perchè questi ultimi erano per la massima parte ebrei convertiti. Così +subirono anche le stesse persecuzioni. Nell'anno 51 furono gli uni e gli +altri da Claudio scacciati dalla città. Già prima, Tiberio, dietro +consiglio di Seiano, li aveva fatti una volta deportare in Sardegna, +sotto l'accusa di usura sfrenata. Ma essi seppero ritornare e mantenersi +in Roma; il loro numero aumentò a tal segno, che sotto i primi +imperatori salì a oltre 8000, cifra che, se esatta, supererebbe del +doppio il numero degli ebrei che abitano attualmente la città. + +Quando Tito ebbe finito di distruggere Gerusalemme, fece condurre a Roma +una turba di ebrei prigionieri, parte dei quali fu condannata a morte ed +il resto vi si stabilì. + +Stimo opportuno continuare la descrizione del trionfo di Tito, +affinchè il lettore, a cui sia ignoto Giuseppe Flavio, possa avere +un'idea di quello stupendo spettacolo. «È cosa difficile--dice +Giuseppe[26]--descrivere la varietà di questo spettacolo, la sua +magnificenza sotto ogni riguardo, sia per splendore d'oggetti, sia per +la loro ricchezza e rarità. Tutto ciò che vi può essere di più prezioso +e di più peregrino, comparve in quel giorno a provare la grandezza +dell'impero romano. Si videro oggetti ornati d'oro, d'argento e di +avorio, e non già in piccol numero, ma in tanta copia da sembrare il +corso di un fiume. Si videro abiti tinti della più fine porpora, o +ricamati mirabilmente in Babilonia, pietre scintillanti incastonate in +corone d'oro ed in altri gioielli, ed in tanta abbondanza, da non +crederle vere. Seguivano le imagini degli Dei, di proporzioni +gigantesche e lavorate divinamente; e poi stoffe rare di tutte le +specie, animali rarissimi, ecc. Coloro che prendevano parte al corteo +indossavano abiti purpurei ricamati in oro, ed in special modo erano +ornati i soldati chiamati a partecipare agli onori del trionfo. Anche la +schiera dei prigionieri attirava la generale attenzione: i loro +abbigliamenti, di svariatissimi colori, distraevano gli spettatori dal +triste aspetto delle loro stanche fisonomie. Il massimo stupore +l'eccitarono poi i magnifici baldacchini: si temeva che gli uomini +destinati a portarli non avessero la forza di sorreggerli. Taluni erano +a tre e quattro piani, disposti in modo sorprendente ed artistico. +Parecchi erano ricoperti di tappeti ricamati in oro, e sopra tutti +scintillavano lavori artistici in oro e avorio. La guerra era +rappresentata sotto tutte le sue forme ed in ogni suo aspetto; vi si +scorgevano contrade devastate; intere file di nemici morti o posti in +fuga; prigionieri; immense e alte mura che rovinavano all'urto delle +macchine; ricche città distrutte; torrenti di sangue; disarmati che +imploravano pietà; templi e case in fiamme, precipitanti sui loro +abitatori; e finalmente, in mezzo a tutta quella desolazione, un fiume +che volgeva le sue onde, non già per irrigare i campi e dissetare gli +uomini e gli armenti, ma per spegnere quel generale incendio. + +«Tutto ciò confermavano gli ebrei di aver sofferto durante la guerra. +L'accurata rappresentazione dava un'idea di tutto quanto era avvenuto. +Presso ogni baldacchino stavano i condottieri dell'esercito nemico, +fatti prigionieri. Seguivano numerosissime barche. Il bottino di guerra +era immenso, ma tutto scompariva al cospetto degli arredi del Tempio di +Gerusalemme, che comprendevano la tavola d'oro massiccio, un candelabro +pure d'oro, con le sette lampade, simbolo presso i Giudei della santità +dei sette giorni, e infine, ultima preda, la legge di Dio. Venivano poi +gli uomini recanti statue della vittoria, d'oro e d'avorio, e quindi +Vespasiano e Tito, entrambi a cavallo, ed a fianco di quest'ultimo +Domiziano, riccamente vestito, a cavallo di un magnifico destriero. Meta +del trionfo era il tempio di Giove Capitolino. Giunto davanti a questo, +il corteo si arrestò, giacchè l'araldo, secondo un antico costume, +doveva ivi dare l'annunzio della morte del condottiero generale +dell'esercito nemico. Era questi Simone di Giora, che seguiva esso pure +la marcia trionfale. Venne tratto con una corda al collo, sulla rupe che +sorge di fianco al Foro, e ivi fu percosso con le verghe. In quella +località, secondo le leggi romane, si eseguivano le condanne a morte. +Quando dunque fu annunciato che Simone era morto, si levò un grido +solenne, generale di gioia, ed ebbe principio il sacrificio. Dopo le +preghiere e la solita distribuzione di denaro al popolo, gl'imperatori +fecero ritorno al loro palazzo, dove ebbe luogo un grande banchetto. +Tutta Roma festeggiò questo dì, quale giorno di solenne letizia, per +l'esito felice della guerra, per la fine della discordia civile, per la +speranza di splendido avvenire». + + * * * * * + +Vespasiano innalzò un magnifico tempio alla Pace e vi collocò tutti gli +arredi del santuario di Gerusalemme; le tavole della Legge però furono +conservate nel palazzo dei Cesari. L'arco, nell'interno del quale sono +con tanta maestria rappresentati gli arredi del tempio e la marcia +trionfale, non venne terminato che dopo la morte di Tito. Nel medio evo +fu chiamato «Arco delle sette lampade», o, come si legge nel libro +Mirabilia Urbis Romae «_Arcus septem lucernarum, Titi et Vespasiani, ubi +est candelabrum Moysi cum arca_». I Frangipani, che eran padroni del +Foro e del Colosseo, se ne servirono come porta del loro castello, la +_Turris Cartularia_ al Palatino. Solo sotto Pio VII, nel 1821, l'arco fu +restaurato e ridotto come è oggi. Presentemente è uno dei più bei +monumenti della città, per quanto restaurato alla moderna.[27] + +Tito, dopo il suo trionfo, rifiutò di prendere il titolo di _Judaicus_, +prova questa del disprezzo che gl'ispiravano gli ebrei. Però, come +Vespasiano, tollerò la loro presenza in Roma. Le loro colonie si erano +d'altronde accresciute grandemente per la venuta degli schiavi e dei +liberti. Vespasiano aveva loro concesso il libero esercizio delle loro +pratiche religiose, a condizione che pagassero a Giove Capitolino il +mezzo sesterzio a testa che sino allora avevano versato nel tesoro del +Tempio. Ancora oggi gli ebrei pagano questo tributo alla _Camera +Capitolina_. + +Sotto Domiziano, narra Svetonio, il _fiscus judaicus_ veniva riscosso +con grande rigore. Gli ebrei, che sino ad allora avevano abitato +liberamente il Trastevere, furono da questo imperatore cacciati dalla +città, e fu loro assegnata come residenza la valle della Ninfa Egeria, +dietro un pagamento in denaro. Di ciò fa menzione Giovenale nella satira +terza: + + Hic ubi nocturnae Numa constituebat amicae: + Nunc sacri fontis nemus, et delubra locantur + Judaeis, quorum cophinus foenumque suppellex: + Omnis enim populo mercedem pendere iussa est + Arbor, et ejectis mendicat silva Camoenis. + In vallem Egeriae descendimus, et speluncas + Dissimiles veris. Quanto praestantius esset + Numen aquae, viridi si margine clauderet undas, + Herba, nec ingenuum, violarent marmora tophum! + +Quando Giovenale si recava per la porta Capena nella valle Egeria, +vedeva, a quanto pare, gli ebrei mendicanti andare qua e là come +zingari, con fasci di fieno e ceste sulle spalle. I fasci di fieno +servivano loro di letto, e nelle loro paniere recavano i cenci, di cui +facevano commercio, e il proprio cibo. Secondo quello che hanno lasciato +scritto i Romani, le loro occupazioni e i loro mestieri non differivano +da quelli di oggi. + +Il disprezzo dei Romani per quegli infelici era così grande che si +considerava come un'onta metter piede nelle loro sinagoghe, mentre +partecipare al culto d'Iside, di Mira e di Priapo non era ritenuto +affatto un disonore. Ed è strano che quel culto di Dio che in Roma +rimase in ogni tempo libero da feticismo e idolatria, sia stato trattato +sempre con tanto disprezzo. + +Nella quattordicesima satira Giovenale si lagna della superstizione che +spingeva i Romani ad accostarsi al giudaismo: + + Quidam sortiti metuentem sabbata patrem, + Nil praeter nubes et coeli numen adorant, + Nec distare putant humana carne suillam + Qua pater abstinuit; mox et praeputia ponunt: + Romanos autem soliti contemnere leges, + Judaicum ediscunt, et servant ac metuunt ius, + Tradidit arcano quodcumque volumine Moses. + +A quel tempo gli ebrei solevano già predire la buona ventura, vendere +filtri d'amore e sortilegi. Giovenale infatti ne parla nella satira +sesta. + + Quum dedit ille locum, cophino foenoque relicto, + Arcanam Judaea tremens medicat in aurem, + Interpres legum Solymarum, et magna sacerdos + Arboris, ac summi fida internuntia coeli, + Implet et illa manum, sed parcius. Aere minuto + Qualiacumque voles Judaei somnia vendunt. + +In questi versi Giovenale descrive così vivacemente gli ebrei, che ci +sembra di aver dinanzi veramente un tipo di vecchia strega. Ai tempi di +Domiziano le ebree uscivano spesso, durante la notte dalla valle +d'Egeria per introdursi nella casa di qualche voluttuosa dama romana, e +ciò si è ripetuto sino ai nostri giorni. Numerose donne del Ghetto +vagavano per la città dicendo la buona ventura, spiegando alle nobili +signore i sogni della notte, o vendendo loro filtri d'amore. Appunto a +queste pratiche si riferisce una bolla di Pio V, con la data del 1569, +che comincia con le parole: _Hebraeorum gens sola quondam a Domino +electa_. Questo decreto che bandiva gli ebrei da tutte le città degli +Stati della Chiesa, eccettuate Roma ed Ancona, è un importante documento +storico; ne riporto alcuni passi che corrispondono ai versi di +Giovenale; «Privato de' suoi sacerdoti e dell'autorità della sua legge, +scacciato dal paese dove Dio nella sua misericordia l'aveva +primitivamente stabilito, dal paese in cui scorreva il latte e il miele, +da più secoli il popolo della Giudea erra per il mondo, odiato, coperto +di disprezzo, rivolto a mestieri vergognosi e infami, pronto sempre a +discendere sino alla più abbietta schiavitù per guadagnare di che +vivere». Poi la bolla papale parla dei loro mestieri. «Senza fermarsi a +parlare dell'usura, con cui spogliano di ogni loro avere i cristiani, +noi li denunziamo a tutti come ricettatori, autori o complici di furti, +come soliti a nascondere, a trasformare gli oggetti rubati, sia profani +che sacri, per renderli irriconoscibili. Molti di essi s'introducono, +con la scusa del commercio, nelle case di donne oneste, provocandole ad +ogni sorta d'impudicizia, e peggio ancora, dannandone l'anima con +artifizi diabolici, con vane profezie, con stregonerie, con arti magiche +e sortilegi, facendo credere che son capaci di predire il futuro, +squarciare i veli, trovare tesori, scoprire oggetti celati e rivelare +tante e tante altre cose ancora che non è dato ai semplici mortali di +conoscere». + +L'origine del disprezzo in cui furon costantemente tenuti in ogni tempo +gli ebrei in Roma dipende certo dagli ebrei stessi; essi provocarono +sempre il riso de Romani quasi fossero delle caricature. E' +indiscutibile--senza con ciò voler recare offesa a molti bravi e degni +ebrei e tanto meno all'intero popolo di Israele--che agli occhi di un +europeo il tipo prettamente ebreo presenta un non so che di bizzarro che +lo rende ridicolo, come ridicola doveva essere la grottesca danza di +Davide dinanzi all'arca, cotanto ingrata anche agli occhi di Micol. Si +aggiunga a questo l'idea di esser la nazione prediletta da Dio, +l'opinione generalmente radicata in essi che la storia abbia dato loro +ragione in questa pretesa; finalmente il disprezzo verso tutte le altre +credenze, il ribrezzo di avere un contatto con ogni altra razza umana, +tutto ciò fece scontare a questo popolo la pena del suo amor proprio +nazionale, della sua ripugnanza ad avere rapporti con gli altri uomini, +infino a tanto che furono dai cristiani confinati in un ghetto. + +Poco si sa sulle condizioni degli ebrei a Roma sotto i successivi +imperatori. Quando Adriano ebbe di nuovo distrutto Gerusalemme e +migliaia di ebrei furono venduti per suo ordine sui mercati della Siria, +la colonia di Roma aumentò considerevolmente per le immigrazioni. Essa +continuò ad abitare nel Trastevere. Il suo cimitero era situato dinanzi +alla porta Portese, presso il Gianicolo; lo si scoprì nel XVII secolo. +Gli ebrei ne possedevano un altro davanti alla porta Appia. Si può +vederlo oggi presso S. Sebastiano, nella vigna Rondanini, dove è stato +rimesso alla luce nel 1857. Si compone di catacombe che sembrano del III +secolo e assomigliano in tutto nella loro disposizione a quelle +cristiane di Roma. I sarcofaghi ebraici sono talvolta decorati +d'imagini, vi si vede spesso scolpito il candelabro dai sette bracci. +Gli epitaffi degni di nota non sono mai in ebraico, ma in latino od in +greco, ciò che prova che gli ebrei di Roma in quell'epoca si erano +appropriati la lingua che si parlava intorno a loro. Anche i morti di +quelle catacombe devono avere appartenuto alle due sinagoghe di Roma, di +cui la più antica fu fondata al tempo di Pompeo e la più recente era +essenzialmente alessandrina. Disgraziatamente la storia degli ebrei a +Roma in quel periodo è sepolta nell'oscurità. + +Quando il cristianesimo diventò religione di Stato la posizione degli +ebrei divenne ancor peggiore, perchè al disprezzo che essi ispiravano +nei Romani si unì l'odio dei cristiani. Costantino per il primo vietò +loro di tenere al proprio servizio cristiani, e da allora ciò fu come un +precetto di separazione fra le due comunità. Il codice teodosiano +prescrisse poi leggi ancora più severe per impedire la fusione degli +ebrei e dei cristiani; proibì che si celebrasse in tutto l'impero la +festa di Haman, in cui i giudei avevano l'abitudine di rappresentare il +loro nemico sotto i tratti del crocifisso per poi bruciarlo in mezzo ad +alte grida. + +Al tempo del sacco di Roma per opera di Alarico, gli ebrei del +Trastevere soffrirono crudelmente. Fra i tesori rubati dal re visigoto +vi furono anche i vasi del tempio di Salomone che egli aveva presi a +Roma come preda; alcuni però gli sfuggirono, perchè più tardi Genserico +ne trovò ancora quando giunse a Roma. Trasportati a Cartagine, caddero +nelle mani di Belisario e furon da questi riportati a Bisanzio. Gli +ebrei allora, come afferma Procopio, li reclamarono all'imperatore +Giustiniano, che li fece portare in una chiesa di Gerusalemme. Strana +storia, invero, quella di questi tesori del Tempio, portati altra volta +a Roma da Tito! Ancora nel medio evo, al tempo in cui furon redatte le +«_Mirabilia Urbis Romae_» circolava su ciò una leggenda, si credeva cioè +che l'arca dell'alleanza, il tabernacolo, il candelabro dai sette bracci +e gli abiti di Aronne fossero conservati come reliquie nel Laterano. + +Al tempo dei Goti è menzionata una volta la Sinagoga di Roma; il popolo +la saccheggiò e il nobile Teodorico fece una legge a protezione degli +ebrei. + +Poco si sa sulle condizioni degli ebrei durante i secoli seguenti. +Sappiamo solo che continuarono ad esistere come comunità e che più volte +resero omaggio agli imperatori tedeschi, quando venivano incoronati, +cantando in lingua ebraica le laudi tradizionali. Sempre dimorarono in +Trastevere ed esercitarono il loro commercio vicino ai ponti del fiume e +sui ponti stessi. Infatti il ponte dei Quattro Capi, vicino al Ghetto +attuale, si chiamava «_Pons Iudaeorum_» e anche quello degli Angeli era +designato nello stesso modo: probabilmente dei banchi di ebrei erano +situati su questi ponti. + +Ad eccezione di qualche lampo di odio popolare, gli ebrei del resto non +subirono a Roma quelle feroci persecuzioni che soffrirono in altre città +d'Europa. Roma non è mai stato terreno propizio al fanatismo religioso; +l'antica tradizione di tolleranza verso tutti i popoli vi si è sempre +conservata. Perfino le crociate che provocarono in tutta l'Europa +spaventevoli esplosioni di odio contro gli ebrei, non ebbero le stesse +conseguenze in Roma. Una sola volta, nel 1020, noi troviamo nella +storia notizia di una persecuzione propriamente detta contro gli ebrei, +ed ebbe origine da un terremoto. + +I papi riconobbero sempre la Sinagoga come una legale comunità +dell'urbe; essa era pareggiata alle altre comunità straniere dei greci e +dei germani. L'inquisizione, introdotta ai primi del secolo XIII, ebbe +per essa, al principio, gli stessi riguardi. Così, a un dipresso, gli +ebrei acquistarono in Roma una certa importanza come cambiavalute e come +medici. Il commercio del denaro e la scienza medica essendo passati +quasi interamente nelle loro mani, essi non tardarono in queste qualità +a rendersi necessari al Vaticano. + +Il viaggiatore Beniamino di Tudela, ai tempi di Alessandro III +(1159-1185) contò in Roma 200 ebrei ricchi, liberi, tenuti in grande +considerazione, tra i quali il papa aveva scelto dei servitori. +«Qui--egli dice--si trovano persone sapientissime, fra cui il primo è il +grande rabbino Daniele, un altro rabbino Daniele, un giovane bello e +intelligente frequenta la corte di Alessandro in qualità di ministro del +papa», cioè come banchiere. + +Il curioso è che Pier Leone, l'antipapa Anacleto II (morto nel 1138), +era nipote di un ebreo convertito. La sua famiglia fu annoverata fra le +più grandi famiglie patrizio e per più secoli. Questa razza, largamente +dotata dalla natura e dalla lotta che acuisce l'intelligenza, seppe +dunque infiltrarsi, come di contrabbando, sino nell'intimità dei papi. +Mentre le donne ebree andavano a predire la buona ventura nelle nobili +famiglie, gli ebrei erano ammessi liberamente, in qualità di banchieri o +di medici, presso i papi che si trovavano in ristrettezze finanziarie o +ammalati. + +Si trova il nome di tutti i medici ebrei dei papi nell'opera di +Mandosio, _Degli archiatri pontificj_, completata dal Marini (Roma, +1784). Il primo di questi fu Giosuè Halorki, medico dell'antipapa +Benedetto XIII (1394), il quale sembra aver avuto una speciale +predilezione per gli ebrei. Halorki si fece più tardi battezzare e prese +il nome di Gerolamo di Santa Fede; e sotto questo nome scrisse un libro +contro gli ebrei: «_Hieronimi de Sancta Fede ex Iudaeo Christiani contra +Iudaeorum perfidiam et Talmud tractatus, sive libri duo ad mandatum D. +PP. Benedicti XIII_». + +Egli fu maledetto dalla Sinagoga. + +Innocenzo VII, del quale fu antipapa Benedetto, nel 1406 accordò il +diritto di cittadinanza a certi ebrei di Trastevere, fra cui a Elia di +Sabbato, a Mosè di Lisbona, a Mosè di Tivoli, i quali erano medici e +portavano il titolo di «maestri». Godevano costoro grandi privilegi ed +erano dispensati dal portare il segno obbrobrioso di Giuda.[28] Medico +particolare di Martino V fu Elia, appartenente al Ghetto romano. Così +fino al XVI secolo, nonostante le bolle di scomunica promulgate da più +papi, si trovano medici ebrei in Vaticano. Come orientali, come +imparentati con gli Arabi, gli ebrei furon tenuti ovunque, anche presso +i principi e gl'imperatori, in grande considerazione per la loro +sapienza medica. Samuele Sarfadi, rabbino spagnuolo, uomo dotto ed +eloquente, fu il medico di Leone X. + +Naturalmente qualche cosa del favore che godevano i medici ebrei si +rifletteva sulla comunità di Trastevere; ma a causa della natura stessa +del reggimento della Chiesa, reggimento tutto personale, la sorte degli +ebrei di Roma dipendeva unicamente dal carattere del papa che regnava; e +questa incertezza del domani teneva gli ebrei in continuo timore, e li +esponeva spesso a uno stato senza legge. + +Già parecchi Concilii avevano da molto tempo prescritto la separazione +dei cristiani dagli ebrei, e imposto a questi un marchio distintivo in +segno di disprezzo. Innocenzo III, il promotore dell'inquisizione, +rinnovò queste prescrizioni nel 1215, ed altri papi dopo di lui ne +seguirono l'esempio. Senonchè gli ebrei non le osservavano, riuscivano +ad eluderle, o si riscattavano col denaro. Talora poi un papa più +clemente revocava gli editti che il suo predecessore aveva emanati. + +Giovanni XXII perseguitò gli ebrei e fece pubblicamente bruciare il loro +Talmud; Innocenzo VII invece fu loro favorevole. Fu il romano Martino V +che mostrò ad essi la maggiore benevolenza; rese loro la facoltà di +esercitare medicina e decretò poi che tutti gli ebrei degli stati della +Chiesa, e non più solo quelli di Roma, avrebbero da allora in poi +contribuito alla tassa del carnevale. Ma il suo successore Eugenio IV, +un veneziano nemico della razza trafficante d'Israele, ristrinse di +nuovo i loro diritti; proibì loro di commerciare coi cristiani, di +abitare nelle loro case, di prestare loro assistenza come medici, di +girare per tutta la città, di costruire nuove sinagoghe, e di occupare +alcuna carica pubblica. Decretò inoltre che la testimonianza di un ebreo +contro un cristiano non avesse alcun valore, e infine li obbligò a +pagare annualmente alla Camera capitolina 1130 fiorini ed a contribuire +con altre imposte ai sollazzi del carnevale. + +Era invalso a poco a poco l'uso di valersi in modo indegno degli ebrei +per questi divertimenti carnascialeschi, che avevano luogo in piazza +Navona, sul colle Testaccio e pel Corso. Non solo gl'infelici dovevano +fornire una squadra di vecchi che, vestiti in foggia grottesca, dovevano +precedere la cavalcata dei senatori all'apertura del corso, ma dovevano +anche esporsi all'onta di correre essi stessi. Il veneziano Paolo II fu +il primo che, volendo festeggiare il 1468, anno di pace, offrì ai Romani +lo spettacolo delle corse dei cavalli e della corsa degli ebrei. + +Ancora oggi sopravvive nelle città d'Italia l'uso di solennizzare certi +giorni di festa con le corse dei _Palii_, così dette perchè il premio +consiste in stoffe di seta date al vincitore. Allorchè Paolo II offrì +questo sollazzo al popolo, fece correre negli otto giorni di carnevale +cavalli, asini, bufali, vecchi, giovanotti e ragazzi ebrei. Prima di +lanciare quest'ultimi nella pista, venivano riempiti ben bene di cibo, +per render loro più penosa la corsa e provocare il riso del popolo. Essi +dovevano correre dall'Arco di Domiziano sino alla chiesa di S. Marco, in +mezzo agli urli e agli schiamazzi dei Romani, mentre il Santo Padre +assisteva allo spettacolo da un balcone riccamente addobbato, e rideva +di cuore. Si potrebbe credere che la parte che a queste corse +prendevano gli stessi Romani, togliesse a quella degli ebrei il suo +carattere di umiliante; ma bisogna avvertire che per questi era un +divertimento, a cui essi si offrivano spontaneamente, mentre gli ebrei +vi erano costretti con la forza. Coloro che ai dì nostri hanno assistito +alle corse di cavalli nel Corso, che sostituirono più tardi quelle degli +ebrei, e che hanno visto il popolo quasi folle eccitare gli animali con +grida furiose e con fischi, possono immaginare quello che nei barbari +tempi del medio evo dovessero soffrire gli ebrei correndo lungo il Corso +fra gl'insulti e in mezzo a quel tumulto. + +Per lungo tempo il popolo volle questo spettacolo; io ho trovato, nella +_Roma nova_ di Sprenger del 1667, che gli ebrei dovevano correre nudi, +con una sola fascia intorno ai fianchi, e l'autore dice che i primi a +correre erano gli asini, poi gli ebrei, poi i bufali ed infine i +«barberi». + +Durante due secoli gl'israeliti di Roma soffrirono questo volgare +insulto, sino al giorno in cui Clemente IX, Rospigliosi, nel 1668, +cedendo alle loro suppliche, li esentò dalla corsa a patto che pagassero +un tributo annuo di 300 scudi, e concesse loro che, invece di precedere +la cavalcata del Senatore, prestassero omaggio ai reggitori della città +nella sala del trono, e fornissero i premi per le feste del carnevale. + +Solevano i notabili ebrei, quali rappresentanti della comunità +israelitica, presentarsi ai reggitori della città in Campidoglio nel +primo sabato di carnevale. Giunti nella sala dove quelli sedevano, gli +ebrei si gettavano ai loro piedi e offrivano un mazzo di fiori e 20 +scudi, perchè fossero impiegati ad addobbare il balcone, su cui il +Senato soleva, in piazza del Popolo, prendere posto. Si recavano quindi +dal Senatore e, secondo l'antico uso, lo supplicavano di conceder loro +di abitare ancora in Roma. + +Il Senatore metteva ad essi il piede sulla fronte, poi ordinava loro di +alzarsi e diceva, secondo la consueta formola, che gli ebrei non erano +già ammessi in Roma, ma soltanto tollerati per misericordia. Anche +questa umiliazione è ora scomparsa; ma ancor oggi gli ebrei il primo +sabato delle feste di carnevale vanno al Campidoglio e prestano il loro +omaggio, offrendo il tributo per i palii, che essi devono procurare per +i cavalli che ora divertono il popolo in luogo degli ebrei. + +Non mancavano nel medio evo altre cerimonie, a cui dovevano prender +parte. Nella festa per la presa di possesso del Laterano, fatta dal +nuovo papa, essi dovevano mandare a lui una deputazione, come già un +tempo avevano dovuto prestare omaggio agli imperatori romani. Quando +l'imperatore saliva al trono, gli ebrei facevano per lui in Gerusalemme +offerte e sacrifici; dice già Filone nella sua «Ambasciata a Caio» che +essi tre volte offrirono sacrifici per Caligola, la prima, quando salì +al trono, la seconda, quando cadde gravemente ammalato, e la terza, +quando ritornò vittorioso dalla Germania. Che anche gli ebrei in Roma +facessero lo stesso, è indubitato; essi si presentavano nelle feste di +omaggio innanzi all'imperatore come imploranti protezione, per chiedere +a lui quella tolleranza che era stata loro concessa da Augusto. + +E quando agl'imperatori sottentrarono i papi, mutarono le forme, ma +l'essenza delle cerimonie restò qual'era. Ad ogni omaggio a un nuovo +papa, sulla via che doveva percorrere il corteo, compariva una +delegazione di ebrei col Pentateuco sulle spalle. Secondo una frase di +S. Girolamo, essi eran considerati quasi come i bibliotecari della +religione cristiana, perchè avevano conservato nella loro arca +dell'alleanza l'Antico Testamento. E mentre si accostavano al nuovo papa +per implorare la sua protezione, dicevano di far ciò prima, perchè i +padri loro avevano fatto altrettanto con gl'imperatori, e poi perchè, +attendendo essi il Messia che li doveva liberare dalla schiavitù, ogni +nuovo papa poteva essere appunto quello destinato a rompere il loro +giogo. + +A cominciare da Calisto II, che nel 1119 ricevette dagli ebrei tale +omaggio, esistono documenti che narrano queste cerimonie. In tutte gli +ebrei portavano il Pentateuco sulle spalle, andando incontro ad Eugenio +III, ad Alessandro III, a Gregorio IX. Il Cancellieri, nella sua opera +_Storia dei possessi_, ne dà una minuta descrizione, tolta dai diari dei +maestri di cerimonie della Corte Pontificia. + +Il luogo dove gli ebrei si presentavano al papa non fu sempre lo stesso. +Ai primi del medio evo era nel rione detto «Parione» che gli ebrei +attendevano il pontefice che si recava al Laterano. Il vecchio poema +latino del cardinale Giacomo Stefaneschi, ci descrive l'omaggio degli +israeliti reso a Bonifacio VIII nel 1295: + + «Ecce, super Tiberim positum de marmore pontem + Transierat, provectus equo, turrique relicta + De campo Iudaea canens, quae caecula corde est, + Occurrit vesana duci Parione sub ipso, + Quae Christo gravidam legem plenamque sub umbra + Exhibuit Moysi, Veneratus et ille figuram. + Hanc post terga dedit, cauto sermone locutus. + Ignotus Iudaea deus, sibi cognitus olim. + Qui quondam populus, nunc hostis; qui deus et rex + Obnubi patitur, praesentem temnere mavis, + Quem fragilem reputas hominem, sperasque futurum, + Et latet ipse deus». + +Di qui si scorge che fino da allora la cerimonia dell'omaggio aveva +luogo con quelle forme che furon conservate anche in seguito; gli ebrei +attendevano al suo ritorno il nuovo papa, cantandone le lodi; +presentavano al pontefice il libro della Legge; questi lo prendeva, +faceva le viste di leggerne qualche parola, poi lo restituiva agli ebrei +dicendo: «Confermiamo la Legge, ma condanniamo il popolo ebreo e la sua +interpretazione». Quindi procedeva oltre e gli ebrei facevano ritorno +alle loro dimore, amareggiati dal dolore o confortati dalla speranza, +secondo quello che avevano creduto leggere negli occhi del nuovo papa. + +Spesso si collocavano anche al di là del Ponte di Adriano e talvolta a +Monte Giordano. Sebbene questa collinetta formata di rovine e di +rottami, dovesse il suo nome a Giordano Orsini, membro dell'antica +famiglia patrizia che vi aveva costruito il suo palazzo, forse fu scelta +dagli ebrei per la fortuita coincidenza del nome con quello del biblico +fiume della Giudea. Ivi stavano i discendenti d'Israele, portando un +Pentateuco riccamente legato in oro e ricoperto di un velo, circondati +dal popolo che li insultava e li derideva, finchè non appariva il papa; +allora s'inginocchiavano e gli presentavano il volume della Legge. + +Le ingiurie e i cattivi trattamenti, a cui in queste circostanze gli +ebrei venivano sottoposti crebbero tanto col tempo, che Innocenzo VIII, +nel 1484, cedendo alle loro vive preghiere, consentì che si +presentassero a lui nel cortile di Castel Sant'Angelo. Il maestro delle +cerimonie, Burcardo, così descrive la cerimonia: «Allorchè il papa fu +giunto, dinanzi a Castel Sant'Angiolo si arrestò, e gli ebrei che si +erano fermati presso le fortificazioni inferiori, comparvero col libro +della Legge, che porsero al Santo Padre, rivolgendogli delle frasi in +ebraico che ad un dipresso significavano questo:--Noi, uomini ebrei, in +nome della nostra Sinagoga, preghiamo Vostra Santità di volervi degnare +di accogliere e sanzionare la legge mosaica, che l'onnipotente Dio diede +a Mosè, nostro sacerdote, sul monte Sinai, nella stessa guisa che si +degnarono accettarla e confermarla i venerati pontefici predecessori di +Vostra Santità.--Il papa rispose:--Noi confermiamo la Legge, ma +condanniamo la vostra credenza e la vostra dottrina, imperocchè colui +che voi dite dover venire in terra, già venne e fu nostro Signore Gesù +Cristo, come la Chiesa insegna.--Terminata la cerimonia, gli ebrei si +ritirarono». + +E quando si pensi che questo Castel S. Angelo non era altro che il +mausoleo di Adriano, il quale aveva distrutta da cima a fondo +Gerusalemme per ben due volte, e condotti gli ebrei in schiavitù, sarà +facile comprendere come anche questa stessa località dovesse riuscire +invisa agli ebrei, che non odiavano meno la memoria di Adriano di quella +di Tito. + +Per una eccezione Pio III, nel 1503, trovandosi infermo, ricevette gli +ebrei in una delle sale del Vaticano stesso. Giulio II li ricevette di +bel nuovo alla Mole Adriana, dove gli diressero un lungo sermone, e dove +specialmente parlò con singolare eloquenza il rabbino spagnolo Samuele, +medico del papa. Questi rispose _prout in libello_, vale a dire secondo +la forma stabilita dal libro dei cerimoniali. + +Anche Leone X, Medici, in occasione della elezione del quale, nel 1513, +si fecero le feste più splendide che abbiano mai avuto luogo per un +papa, ricevette gli ebrei in Castel S. Angelo. La scena è stata +descritta dal maestro di cerimonie Paride de' Grassi. Gli ebrei stavano +alla porta del Castello, sopra un palco di legno ricoperto di ricchi +tappeti e di broccati lavorati in oro, e dove ardevano otto grandi +torcie in cera, ed ivi tenevano le tavole della Legge. Allorquando fu +giunto il papa che cavalcava una chinea bianca, gli ebrei lo pregarono, +secondo il solito, di confermare la legge. Il papa prese il libro +aperto dalle loro mani, lesse alcune parole e disse: + +«Noi confermiamo ma non approviamo» dopo di che lasciò cadere a terra il +libro, e proseguì la sua strada. + +Fu questa l'ultima volta che la cerimonia ebbe luogo; da allora in poi +venne soppressa, o perchè progredito lo spirito dei tempi, o per altre +ragioni a noi ignote. + +Fu imposto per contro l'obbligo agli ebrei di addobbare con stoffe +preziose parte delle strade per le quali dovevano passare il nuovo papa +e il suo corteo. Allorquando prese possesso Gregorio XIV, nel 1590, gli +ebrei dovettero parare con tappeti la salita del Campidoglio e l'arco di +Settimio Severo. In seguito venne stabilito che dovessero ornare l'arco +di Tito, e la via che porta al Colosseo. Fu loro pertanto forza +assoggettarsi all'onta di dover adornare l'arco trionfale eretto in +onore del distruttore di Gerusalemme. + +E ciò ebbe luogo alla elezione di tutti i papi che vennero di poi. Gli +ebrei dovettero ogni volta addobbare l'arco di Tito, ed aggiungere ai +tappeti emblemi che si riferissero al papa, contraddistinti da sentenze +latine tolte dall'Antico Testamento. Gli emblemi, ordinariamente in +numero di venticinque, erano per lo più molto significativi, e colle +loro sentenze in linguaggio simbolico prettamente orientali. Vi era +rappresentato, per esempio, l'albero della mirra, che offre spontaneo il +suo balsamo senza che abbisogni d'incisione ed aggiuntovi il detto: +«Benedetto il principe che è generoso». Altrove il pellicano, che nutre +i figli col suo sangue colla scritta: «Si privò di tutto dandolo ai +poverelli» (Salmo 112, 1, 9). Una palma irradiata dal sole e sopra: +«Fiorirai al pari di una palma»; e al di sotto: «Benedetta sia la tua +venuta». Il rinoceronte che immerge il suo corno in una sorgente,--una +conchiglia di mare aperta,--la fenice e l'arcobaleno--un cigno che +mangia spighe mature,--uno sciame d'api,--un gelso,--un'arpa +inghirlandata di fiori,--il mare con sirene che cantano, e sopra il +cielo, verso il quale drizzano il volo molti usignuoli ed al di sotto il +versetto d'Isaia: «Cantano tutti insieme». + +Questo linguaggio figurato ricorda le solennità di ugual natura, colle +quali gli Arabi di Sicilia accoglievano i re normanni loro signori. Gli +ebrei accudivano con lagrime e con lamenti ad ornare il monumento della +loro onta, e quando dall'arco di Tito facevano ritorno al loro sudicio +Ghetto, certamente si purificavano, con lamentazioni geremiache e con +preghiere, della profanazione che avevano dovuto commettere umiliandosi +innanzi al vicario di Cristo. + +Si deve però fare un'osservazione singolare: col rinascimento la +mitologia pagana trovò mezzo di cacciarsi perfino negli usi e negli atti +degli ebrei, particolarmente nei secoli decimosettimo e decimottavo, nei +quali dopo Leone X e Raffaello, rinati gli studi delle antichità, gli +Dei dell'Olimpo tornarono in fiore. Ed è propriamente divertente e piena +di contraddizione la tendenza in questo senso, che si può osservare +negli ebrei di Roma, particolarmente nel secolo XVIII che fu l'età aurea +del Parnaso barocco. In questo, anche gli emblemi degli ebrei divennero +mitologici; le loro poesie di omaggio parlavano di Apollo e delle muse, +facendo una strana miscela di antichità pagana e di Vecchio Testamento, +che pare ed è tanto più singolare, quando si ponga mente che questi +emblemi, queste poesie venivano dal popolo d'Israello, dedicate ad un +papa. I maggiori emblemi mitologici si rinvengono in quelli dedicati a +Pio VI ed a Pio VII. Si vedeva Ercole, dalla cui bocca uscivano le +catene d'oro destinate a trarre a sè i popoli, e sotto il versetto +biblico: «Le labbra dell'uomo pio sono ripiene di dolcezza» (Prov. 10, +32). Vi si scorgeva il monte Parnaso fiancheggiato da due terrazzi +ricoperti di tappeti, su cui stavano cavalli e muli, che mangiavano del +grano, e sotto il versetto di Giobbe: «Esso ci ammaestra per mezzo degli +animali da tiro», miscuglio più barocco che immaginare si potesse, +Parnaso, muli, e Giobbe tutto confuso. Vi si scorgevano Giunone con un +giglio, Atlante che regge il mondo, Minerva coll'olivo, un tempio dove +stava Mercurio colle tre Grazie, e sotto vi si leggeva: «Non torrà gli +averi a coloro che camminano nella diritta via» (Salmi 84, 12). + +E' molto probabile che fra tutte quelle figure mitologiche, quella di +Mercurio, il patrono dei negozianti e dei banchieri, il Rothschild +dell'Olimpo, dovesse essere quella che tornava più accetta, più +intelligibile agli abitanti del Ghetto. Del resto tutti gli emblemi di +quel povero popolo si riferivano sempre più o meno ad un'idea sola; +danaro, sempre danaro; e difatti vi si scorgevano immancabilmente i +corni dell'abbondanza, dai quali sgorgavano monete d'oro, vino e pane. + +Gli ebrei presentarono a Pio VII, Chiaramonti, tutti i loro emblemi e +motti raccolti in un volume splendidamente legato, e maestrevolmente +miniato, e glielo porse in Venezia il rabbino Leone di Leone di Ebron, +vestito alla foggia orientale, con turbante, _haftan_, e lunga barba. Un +poema latino in distici elegiaci lo accompagnava e la dedica in lingua +latina era la seguente: + + PIO SEPTIMO P. O. M. + QUA DIE IMPERII GUBERNACULO SOLEMNITER SUSCEPIT + QUOD BONUM FELIX FAUSTUMQUE SIT + FESTIVISSIMA HEBRAEORUM UNIVERSITAS D. D. D. + +Come si vede, gli ebrei di Roma non avevano abitato senza profitto +presso il classico portico di Ottavia. Il poema poi seguitava dopo aver +cominciato con esclamazioni lagrimose prettamente giudaiche, e prima di +arrivare al papa chiamava in scena Apollo. + + O si me Cythara plectroque juvaret Apollo, + Concinerem summi maxima regna Pii. + Meque peregrinis audiret versibus uti, + Quidquid habet tellus, quidquid ex axis habet. + Principis astra super ferrem clarissima facta, + Queis comes it recti non temerandus amor; + Quippe suis, velut illa, polo fulgoribus umbras + Dimovet, e vulta quos radiante jacit. + Ast pro me Pindi veniant et culmina Musae + Quas cecinit vatum fabula graeca deas. + Hae resona fundant solemnia carmina voce, + Tympana pulsantes, sistra lyrasque manu, + Hae Temidis celebrent servantem jura decorae, + Qua duce subjectis imperat agminibus: + Candoremque sinus dantis cum pace salutem, + Viribus ingenii, pondere consilii. + Magnanimis nitit ille notis, prudentibus aeque. + Ne summum videat gloria tanta diem! + Culmina Gregorium nutu qui celsa creavit, + Sospitet, omnigenis condecoretque bonis, + Edat, ut arbor aquae prope rivos consita, fructus, + Et diadema suum vinciat usque caput. + Hic niteat solusque, ferax sit dactilus ipse: + Adspiciat laetos ire, redire dies. + Gaudeat urbs, precibus nunquam non acribus instet, + Ut sibi sint Pacis numera juncta Piae. + +Per Gregorio XVI gli ebrei fecero dipingere dal pittore Pietro Paoletti +di Belluno, concittadino del nuovo papa, un libro che conteneva tutti +gli emblemi e tutte le poesie, e fattolo riccamente legare lo +presentarono al pontefice, che volle mandarlo in dono al Capitolo della +sua città natia. Anche a Pio IX, attualmente regnante, venne presentato +un libro simile, nel quale il rabbino di Roma, versatissimo nella +letteratura ebraica, e abilissimo calligrafo, a quanto mi assicurarono i +suoi correligionari, raccolse preziosi emblemi, e sentenze bibliche, +scelte con molto criterio ed il libro era tanto riccamente legato ed +ornato, che costò circa cinquecento scudi. + +Tali erano le cerimonie che, secondo gli usi e le costumanze di Roma, si +compivano dagli ebrei nell'occasione della elezione dei papi. Se non +che, anche in altre località avevano luogo funzioni analoghe. Troviamo +nel dizionario del Moroni la minuta descrizione delle solennità, colle +quali gli ebrei di Corfù festeggiarono la nomina di un nuovo +arcivescovo. Quando nel 1780 Francesco Maria Fenzi fece il suo solenne +ingresso in quella città, gli ebrei gli prepararono uno spettacolo +veramente originale. Apriva la marcia un ebreo vestito all'italiana col +bastone del comando, e lo seguivano altri tre, con lunghi bastoni, +questi rappresentano i patriarchi; venivano quindi dodici giovanetti, +vestiti all'italiana, i quali raffiguravano le dodici tribù, ed avevano +tutti in mano un pomo d'argento, e quindi altri dieci giovani, con +mantello sulle spalle, che rappresentavano i dieci rabbini savi, +conservatori della legge mosaica ai tempi dei Cesari. Seguivano ancora +altri undici giovanetti, che portavano mazzi di fiori, i fratelli di +Giuseppe, accompagnati da quattro servitori, come se stessero per +presentarsi al re Faraone; subito dopo otto uomini, portanti vasi e +palme, gli otto conservatori del precetto della circoncisione; quindi +ventiquattro ebrei, il doppio del numero delle tribù, con vassoi e +vasellami d'argento, coi guanti alle mani che raffiguravano il fiore +d'Israello. Seguivano ancora quattro ebrei, con voluminose parrucche e +bastoni; un gruppo di quarantotto ebrei con berrettone di pelo, fra i +quali sei cantori che cantavano salmi; indi una quindicina di +giovanetti, che portavano sul petto l'_urim_ ed il _thummim_; poscia un +nuovo gruppo con frutti e palme, finalmente di nuovo altri cantori. +Venivano dopo i quattro grandi sacerdoti Mosè, Aronne, David e Salomone, +a cui tenevano dietro i leviti. Poscia i tre giovanetti della fornace +ardente. Chiudeva la marcia un gran rabbino decrepito, che pareva la +quaresima ambulante; vestito tutto di bianco, e a fianco del quale +stavano due altri vecchi, con in mano ciascuno un vassoio pieno di +foglie di fiori. Il Pentateuco tutto adorno di campanelli, di frutti, di +corone di argento, era posto sotto un baldacchino bianco, portato da +quattro fra gli ebrei più ragguardevoli. Il libro della legge venne +aperto in sei diversi punti della città, e ricoperto di foglie di fiori +tolte dai bacili, e sempre colle più vive manifestazioni di gioia degli +ebrei. Le foglie, che cadevano a terra, erano raccolte dalle donne +ebree, che se le riponevano, quasi sacre reliquie, in seno. La +processione era divisa in quattro sezioni, in memoria delle quattro +schiavitù d'Egitto, di Babilonia, di Roma, e della presente. +L'arcivescovo finalmente venne ricevuto da sedici ebrei, sopra un palco +eretto in vicinanza del Duomo, e riccamente parato; egli portava la +mitria, e teneva in mano il pastorale; un ebreo postosi il cappello in +capo, e gettato via il mantello, pronunciò un breve discorso di +complimento, cui monsignore fece cortese risposta. + +Come appare chiaro, una simile processione, avente tutta l'impronta +nazionale ebraica, poteva farsi bensì a Corfù, ma non avrebbe potuto +mai aver luogo a Roma. In quest'ultima città, dove il culto cristiano +sfoggia appunto in processioni pubbliche, una processione nazionale +ebraica, avrebbe fatto conoscere con troppa evidenza al popolo che la +pompa cattolica in gran parte non è di origine antica propriamente +cristiana, ma piuttosto una specie di riproduzione delle antiche +processioni degli ebrei. Non era però questa la vera ragione, per la +quale gli ebrei in Roma non comparivano in forma cotanto solenne; +sarebbe superfluo accennarlo. I monelli di Roma avrebbero preso a +sassate una esposizione pubblica dei riti mosaici, e Dio sa di quanti +lazzi, di quanti frizzi quella sarebbe stata oggetto. Inoltre si +sarebbero guardati bene gli ebrei di fare sfoggio di oro e di argento, e +quando comparivano davanti ai papi lo facevano coll'aspetto della +miseria, timidi, tremanti, in apparenza propriamente servile. + +Ma torniamo alle sorti degli ebrei sotto i successori di quel Paolo II +che primo li fece correre nel carnevale. Ora oppressi, ora trattati con +una certa indulgenza, come da Paolo III della famiglia Farnese, la loro +sorte peggiorò sotto il pontificato di Paolo IV. Questo, fanatico +napoletano, della famiglia dei Caraffa, introduttore della tortura e +della censura a Roma, zelante inquisitore, appena salito sulla cattedra +di S. Pietro, pubblicò, nel 1555, la bolla _Cum nimis absurdum_, che +regolava la condizione della corporazione israelitica di Roma. Revocò +tutti i privilegi concessi antecedentemente agli ebrei; vietò ai loro +medici di curare i cristiani, proibì loro di esercitare le arti, il +commercio, le industrie, di possedere beni immobili; accrebbe loro i +tributi e le imposte. Vietò loro perfino di assumere il titolo di _don_ +col quale, secondo l'usanza di Spagna e di Portogallo, si onoravano gli +ebrei più distinti. Allo scopo di separarli e di distinguerli totalmente +dai cristiani, prescrisse non potessero uscire dal Ghetto se non col +cappello e con un velo, entrambi di colore giallo, il cappello per gli +uomini, il velo per le donne. «Imperocchè, dice la bolla, è cosa +assolutamente assurda e sconveniente che gli ebrei i quali per propria +colpa sono caduti in ischiavitù, abusando insolentemente della +misericordia loro dimostrata dai cristiani, abbiano l'impudenza di +abitare promiscuamente con questi, di non portare verun distintivo, di +tenere i cristiani al loro servizio e perfino di acquistare case». + +Finalmente Paolo IV stabilì il Ghetto, quartiere per l'abitazione +obbligatoria degli ebrei. Fino ai suoi tempi avevano questi goduto, +tuttochè non fosse loro espressamente garentita, della libertà di +abitare dove più loro piacesse in Roma. Come era naturale, raramente +risiedevano nel centro della città, nè fra i cristiani che li odiavano, +e si erano stabiliti per lo più nel Trastevere, e sulle sponde del +fiume, fino al ponte di Adriano. Ora il papa assegnò loro un angusto e +separato quartiere, come era stato fatto a Venezia, che comprendeva +poche strette e malsane strade presso il Tevere, e che stendevasi dal +ponte Quattro Capi fino alla Regola. Il quartiere era chiuso da mura con +porte. Ebbe dapprima il nome di _vicus judaeorum_ e più tardi quello di +_Ghetto_: questo deriva probabilmente dalla parola talmudica _ghet_ che +significa «separazione». Fu nel giorno 26 luglio 1556 che gli ebrei +presero possesso del loro ghetto, piangendo e sospirando come i padri +loro quando venivano tratti in schiavitù. + +Paolo IV fu per gli ebrei di Roma il crudele Faraone che li espose a +tutti i mali derivanti dalla mancanza di spazio, e da una località bassa +e umida, per la vicinanza del fiume, il che dava origine ad un intero +esercito di piaghe d'Egitto. Allorquando morto il cupo Caraffa nel 1559, +il popolo romano, per sfogare contro di lui la sua rabbia, si sollevò, +saccheggiando il palazzo dell'inquisizione e la Minerva, sede dei +domenicani, si videro gli ebrei, uomini per natura timidi, che non +avevano preso mai parte alle rivoluzioni, neppure ai tempi di Cola di +Rienzo, sbucare dal loro quartiere, per imprecare essi pure alla memoria +del papa defunto. Un ebreo ebbe perfino l'ardire di mettere sulla statua +di papa Paolo in Campidoglio il suo vergognoso cappello giallo; il +popolo rise, atterrò la statua, la fece a pezzi e la testa del papa con +la tiara fu fatta rotolare nel fango. È facile immaginarsi quale sorte +fosse riserbata agli ebrei, dopo stabilito il nuovo tribunale +dell'Inquisizione. Parecchi ebrei furono bruciati sulla piazza della +Minerva, a Campo de' Fiori, dove solevano avere luogo gli Autos-da-fè. +In quell'epoca venne bruciato anche Giordano Bruno. + +Rinchiusi nel Ghetto, gli ebrei non ne erano punto proprietari, poichè +le case appartenevano ai Romani, e vi avevano stanza pure famiglie +distinte, come i Boccapaduli. Erano quelli proprietari; gli ebrei +soltanto inquilini. Perchè potessero rimanere perpetuamente rinchiusi in +quelle strade, era mestieri assicurare loro un modo durevole di starvi, +poichè senza di questo gli ebrei si sarebbero trovati esposti a due +pericoli: mancanza di tetto, qualora i proprietari non avessero voluto +averli più per inquilini; impossibilità di pagare, o aggravio +incompatibile, quando i proprietari avessero voluto aumentare le +pigioni. Si promulgò pertanto una legge,[29] che ordinava dovessero i +romani restare padroni delle case affittate agli ebrei, ma averne questi +il possesso a titolo enfiteutico; non potessero i proprietari +espellerli, sempre che avessero pagata regolarmente la pigione, nè si +potesse aumentare questa; fosse lecito agli ebrei praticare nelle case +quegli ampliamenti od innovazioni che ritenessero di loro convenienza. +Il diritto derivante da quella legge ebbe il nome che porta tuttora di +_jus Gazagà_. In forza di questo l'ebreo rimaneva proprietario assoluto +del suo contratto di locazione, poteva lasciarlo in retaggio ai +congiunti o ad altri, lo poteva alienare, e ancor oggi è ritenuta cosa +vantaggiosa possedere per _diritto di Gazagà_ un contratto di locazione +trasmissibile per eredità, ed è molto ricercata quella giovane ebrea, +che può recare in dote al suo sposo un tale documento. In forza di +questa legge benefica fu assicurato agli ebrei un tetto. + +Pio V, Ghislieri, nel 1566, confermò la bolla di Paolo IV, promulgò +ordini severi per impedire agli ebrei di vagare per la città e perchè +venissero di notte rinchiusi nel Ghetto. All'Ave Maria le porte di +questo venivano irremissibilmente chiuse, e gli ebrei còlti fuori +andavano soggetti a punizione, sempre quando non riuscissero con danaro +a corrompere i guardiani. Nel 1569 lo stesso papa proibì agli ebrei di +abitare altre città degli Stati della Chiesa, eccetto Roma ed Ancona, +poichè prima erano stati tollerati pure a Benevento e in Avignone. + +Questo editto era stato promulgato appena, che Sisto V lo revocò, +facendo brillare tra le miserie del Ghetto un raggio di umanità. Questo +grande papa, rinnovatore di Roma, dove pressochè ogni strada, ogni +edificio ricorda il suo nome, sentì compassione del popolo d'Israele; +pubblicò nel 1586 la bolla _Christiana pietas, infelicem Hebraeorum +statum commiserans_, con la quale rese gli antichi privilegi agli ebrei. +Permise loro di abitare nello Stato romano, cioè in tutti i luoghi +murati, città e castella dell'agro romano. Loro concesse facoltà di +esercitare qualunque commercio o negozio, ad eccezione di quelli del +vino, grano e carne; permise loro di trafficare liberamente con i +cristiani, di valersi parimenti dell'opera di questi, vietando loro +unicamente di tenere al servizio persone cristiane. Si prese pensiero di +migliorare le loro abitazioni; lasciò ad essi facoltà di aprire scuole o +sinagoghe quante volessero; parimenti permise loro di fondare +biblioteche ebraiche; prescrisse non si potessero chiamare gli ebrei in +giudizio nei giorni delle loro feste; abolì l'obbligo di portare il +segno di Giuda; vietò che si battezzassero a forza i bambini degli +ebrei; e che si aggravassero di tasse straordinarie gli ebrei in +viaggio; diminuì le imposte loro assegnate, riducendole ad un modico +testatico, e al pagamento di una somma fissa per l'acquisto dei palii +del carnevale. Diede per tal guisa Sisto V l'esempio al mondo di un papa +propriamente cristiano, la cui memoria sarà benedetta in ogni tempo; e +tornerà sempre a lode del suo nome, quanto, per impulso d'animo +generoso, operò a vantaggio degli ebrei. + +Finalmente questa volta nella lotteria era toccato un buon numero agli +ebrei, ma appunto, perchè era una lotteria, poteva tutto ad un tratto +venirne fuori uno cattivo. Infatti pochi anni dopo la morte di Sisto V, +Clemente VIII, Aldobrandini, revocò tutte queste liberali disposizioni e +rinnovò l'editto Caraffa, ripiombando gli ebrei nella desolazione. + +Nè solo rimasero in questa misera condizione per tutto il secolo XVII, +ma la loro miseria nel secolo XVIII aumentò per gli editti di Clemente +XI e di Innocenzo XIII. Questi vietò agli ebrei qualunque commercio, ad +eccezione della vendita dei cenci, panni usati e ferri vecchi, o come +dicevasi volgarmente _stracci-ferracci_, e soltanto Benedetto XIV nel +1740 permise loro di aggiungervi la vendita di panni nuovi, alla quale +attendono tuttora assiduamente e con profitto. Si videro pertanto fino +da quel tempo gli ebrei aggirarsi per le case con le loro vecchie +mercanzie e si è udito fin da allora per le strade risuonare il grido +«_aeo!_» col quale annunciavano il loro meschino commercio. + +Ancor oggi si sente spesso in tutte le strade di Roma il malinconico +grido del povero ebreo, che con un sacco sulle spalle lancia il suo +«Ròbbi vè!» + +Il secolo XVII, nel quale i Medici accordarono tante agevolazioni agli +ebrei in Toscana, fu forse l'epoca più infelice per il Ghetto di Roma. +Trovo in un libro romano del 1677 (_Stato vero degli ebrei in Roma_; +Stamperia del Varese) la notizia che a quell'epoca il numero degli ebrei +era di 4500, fra i quali si contavano 200 famiglie agiate. L'autore +dice che nel secolo XVI il Ghetto pagava 4861 scudi annui di tributi, e +che nel secolo XVII non ne pagava più che 3207. Sebbene quello scrittore +sia grandemente ostile agli ebrei, non avrei argomento per tacciarlo di +non esser veritiero. L'autore asserisce che ad onta delle incessanti +lagnanze che gli ebrei andavano movendo di continuo, il Ghetto era +ricco; e che, pagati tutti i tributi, risparmiava ogni quinquennio +19,470 scudi, e che possedeva un capitale di un milione di scudi. Non +c'è dubbio che vi erano in quell'epoca ebrei ricchi a Roma, e che in +mezzo ai manutengoli dei ladri, e ai negromanti del Ghetto, v'erano +degli usurai che accumulavano interessi sopra interessi. Nessun papa +riuscì mai a impedire questa piaga dell'usura nel Ghetto; i nobili +indebitati proteggevano gli ebrei, e mentre il Ghetto era oggetto di +disprezzo generale, il patrizio romano, il cardinale e talora il papa, +accoglievano con complimenti nel loro palazzo, l'usuraio dal giallo +berrettone. L'autore di quello scritto dice che gli ebrei avevano +estorto coll'usura ai cristiani 235,000 scudi, e che non passava sera, +in cui non entrassero per le porte del Ghetto nelle case degli ebrei +almeno 800 scudi usciti dalle tasche dei cristiani. Quel popolo astuto +sapeva far danari con qualsiasi mezzo; e l'usura degli ebrei dava +alimento all'odio dei cristiani per essi. Giovanni di Capistrano aveva +una volta fatto offerta di una flotta ad Eugenio IV per trasportare gli +ebrei di Roma di là dal mare. «Ora che egli è morto, dice il nostro +autore, sarebbe a desiderare potesse mandare dal cielo una flotta a papa +Clemente IX per purgare Roma di tutti quei ribaldi». I Rothschild del +Ghetto romano in quell'epoca esigevano d'ordinario il diciotto per +cento. Oggi ancora il danaro degli ebrei fa le loro vendette sui +cristiani; ancor oggi nel Ghetto s'impresta ad usura. Tutti colà si +agitano, si muovono per guadagnare, per fare danaro, e come potrebbe +essere altrimenti? Un giorno che passavo in una strada del Ghetto, una +povera donna che cuciva dei cenci, mi chiamò dicendomi: «Signore, che +cosa comandate?» Volendo provare la sua presenza di spirito, risposi +subito: «cinque milioni!» E la donna di rimando: «Sta bene! quattro per +me, e uno per voi!» + +Nel XVIII secolo si esigeva con rigore che gli ebrei assistessero in +certi giorni determinati ad una predica, destinata a convertirli. Già +Gregorio XIII nel 1572 aveva prescritto dovessero ascoltare la predica +una volta per settimana. Un ebreo, convertito, come ben si può +immaginare, era stato il promotore di questa usanza, certo Andrea, che +con tutto il servilismo di un convertito, aveva insistito vivamente +presso papa Gregorio per la promulgazione di quell'editto. Si vedevano +pertanto al sabato comparire nel Ghetto gli sbirri che spingevano a +furia di frustate in chiesa gli ebrei, uomini, donne e fanciulli, al di +sopra dei dodici anni. Dovevano assistere alla predica, per lo meno +cento uomini e cinquanta donne, e più tardi il numero fu portato a +trecento. Alla porta della chiesa una guardia contava questi uditori +forzati, e nell'interno della chiesa stessa la polizia li sorvegliava, e +se un qualche ebreo sembrava distratto, o sonnecchiava, era destato da +un colpo di frusta. La predica era fatta da un frate domenicano, dopo +che si era tolto dall'altare il Santissimo Sacramento; e il sermone +versava sul testo dell'Antico Testamento che gli ebrei avevano in quello +stesso giorno udito leggere e spiegare nella loro sinagoga, e che veniva +commentato nel senso del dogma cattolico, allo scopo di far conoscere +agli ebrei la verità cristiana. Queste prediche da principio venivano +fatte in S. Benedetto alla Regola, ma più tardi ebbero luogo in quella +chiesa di S. Angelo in Pescheria, dove Cola di Rienzo aveva tenuto i +suoi primi discorsi infuocati ai Romani. + +Queste prediche vennero ridotte a poco a poco a cinque sole per anno, e +stavano per andare addirittura in disuso, allorquando Leone XII, il +gretto Genga (1823-1829), volle rinnovarne l'obbligo. Oggi però, anche +questa barbarie è scomparsa; venne tolta di mezzo, a quanto mi si disse, +nel primo anno dal pontificato liberale di Pio IX.[30] + +L'ebreo convertito, acquistava come di diritto la cittadinanza romana, +con tutti i vantaggi che sono a questa inerenti. Non era raro che ebrei +appartenenti al Ghetto si facessero battezzare, e questi, come suole +avvenire di tutti coloro che abbracciano una nuova religione, erano i +più fanatici nel volere ottenere conversioni che non quelli stessi che +li avevano convertiti. Si possono leggere ancor oggi sul frontone di una +chiesa che sorge rimpetto al Ghetto, presso il ponte Quattro Capi e dove +sta dipinta una crocifissione, scritte in ebraico ed in latino le parole +del secondo versetto del capitolo sessantesimo quinto d'Isaia: «Io +stendo tutto il giorno le mie mani verso un popolo disobbediente, il +quale batte una via che non è la retta». E questa esortazione fu fatta +incidere da un ebreo convertito. + +Secondo l'uso del medio evo, gli ebrei che si battezzavano in Roma, +assumevano il nome dei loro padrini; e siccome per lo più si ricercavano +questi fra le famiglie più distinte della città, ne avveniva che gli +ebrei in certo qual modo si infiltrassero nel patriziato romano più +antico. Vi furono dei Colonna, dei Massimi, degli Orsini, ebrei ed anzi, +si pretende ora a Roma che parecchie famiglie patrizie, le quali vanno +superbe del loro titolo principesco, dopo essersi spente, siano state +continuate dagli ebrei di Trastevere. + +Anche al giorno d'oggi, in cui sono scomparsi gli antichi maltrattamenti +contro gli ebrei, si osservano per il battesimo solenne di uno di +questi, o di un turco, le solennità che furono anticamente in uso. Hanno +luogo ogni anno, nel sabato santo, nel battistero di S. Giovanni in +Laterano, e siccome questa cerimonia sembra sia considerata come +obbligatoria e deve aver luogo ad ogni costo, quando manca un catecumeno +da battezzare, fa venire un turco od un ebreo da fuori. E' perfino +accaduto che giudei o turchi si sian fatti battezzare più volte per +lucro. Nel 1853 assistei al battesimo di un'ebrea. Essa stava presso la +fonte battesimale avvolta in bianchi veli, con un cero acceso in mano, +simbolo della luce che l'aveva rischiarata, e dopo essere stata unta +sulla fronte e sulla nuca degli olii santi, ricevette il battesimo in +quella vasca di Costantino, dove Cola da Rienzo si era tuffato un giorno +nell'acqua di rose; e quindi fu ricondotta processionalmente al +Laterano. Il cardinale che l'aveva battezzata, la cresimò davanti +all'altare, quindi espresse al popolo la sua gioia per il grande +miracolo compiutosi sotto i suoi occhi, in forza del quale, una creatura +umana, in preda poco prima ai demoni e condannata all'inferno, tutto ad +un tratto si era rivestita della innocenza di un bambino, ed immersa +nella pura luce celeste. + +Anticamente si parlava con maggiore energia; infatti il gesuita Stefano +Menochio, nel suo libro _Stuore_, stampato in Venezia nel 1662; +asserisce che gli ebrei puzzavano nella stessa carne, e che quel cattivo +odore spariva immediatamente in seguito al battesimo. Narra, con tutta +ingenuità, che perfino l'imperatore Marco Aurelio si lagnò del cattivo +odore degli ebrei, e che questo fatto è incontestabile, e che appunto +gli Agareni si fecero battezzare per non puzzare come cani. + +Leone XII, accordò agli ebrei il diritto di acquistare case, purchè ne +possedessero di già l'_Jus Gazagà_. Ampliò pure la periferia del Ghetto, +includendovi la via Reginella ed una parte della pescheria, in guisa +che venne ad avere otto porte, che erano chiuse e guardate la notte. +Durante la dominazione francese in Roma, fu tolto il sequestro degli +ebrei nel Ghetto, essi ebbero facoltà di stabilirsi in qualsiasi parte +della città e di esercitarvi ogni commercio. Ma Pio VII, nel 1814[31] +chiuse di nuovo il Ghetto, e le cose tornarono come prima fino al papa +oggi regnante. + +Torna ad onore di Pio IX l'avere atterrato le mura del Ghetto, la qual +cosa avvenne, come mi accertarono gli ebrei stessi, prima della +rivoluzione di Roma; in guisa che il merito di questa disposizione si +deve attribuire per intiero al pontefice, e non fu una concessione fatta +allo spirito dei tempi. Caddero le mura e le porte del Ghetto, ed in +seguito, in conseguenza delle nuove idee, fu data facoltà agli ebrei di +abitare dove meglio loro piacesse in Roma, e di esercitare liberamente +ogni mestiere e negozio. Il Ghetto pertanto, ha cessato di esistere +quale prigione; ma dura tuttora quale quartiere, il più malinconico di +Roma, ed è raro che un ebreo si prevalga del diritto che gli spetta di +abitare altrove, poichè l'antico e radicato pregiudizio gli rende +malagevole, se non addirittura impossibile, quanto gli è dalla legge +permesso. + +Un giorno, era di sabato, stavo presso la fontana di piazza Navona, +quando parecchie ebree vestite a festa vennero, e si fermarono a +contemplare le sculture della fontana. Una romana le guardò con +disprezzo e rivolgendosi a me disse: «Guardate, guardate, ora sono nè +più nè meno di noi cristiani». + +Le riforme politiche del 1847 posero fine pertanto a quella schiavitù +degli ebrei di Roma, che aveva durato tanti secoli; speriamo almeno che +la potenza della pubblica opinione saprà dimostrarsi superiore ai +pregiudizi qualora mai potesse risorgere, e che le scarse libertà ora +concesse agli ebrei di Roma, si estenderanno tanto da permettere loro di +prendere parte a tutti i vantaggi della coltura e della civiltà. La +prospettiva è tuttora lontana, ma finalmente vi ci siamo avvicinati. La +popolazione del Ghetto sale attualmente a circa 3800 persone, numero +enorme se si confronta al ristretto spazio del Ghetto stesso, che non +equivale in estensione alla quinta parte di parecchie piccole città di +tremila abitanti. Tutta «l'università degli ebrei» è sottoposta alla +Congregazione superiore della Inquisizione, e il loro tribunale è quello +del Cardinale Vicario. Nelle materie di semplice polizia è competente +il presidente della regione di S. Angelo a Campitelli. L'Università +Israelitica poi ha il diritto di regolare la sua amministrazione +interna, per mezzo di tre così detti _fattori del Ghetto_, che durano in +carica sei mesi. Questi sorvegliano l'ordine delle strade, provvedono al +reparto delle imposte, tassando ognuno secondo le proprie facoltà; e +provvedono all'assistenza degli ammalati, e dei poveri. Il Ghetto paga +in complesso allo Stato, ed a parecchie corporazioni religiose, circa +tredicimila franchi annui. + +Abbiamo finito la storia degli ebrei di Roma. Ora vogliamo dare un'idea +del Ghetto nel suo stato attuale.[32] + +Allorquando lo visitai per la prima volta, il Tevere era straripato, e +le sue acque gialle scorrevano per la strada più bassa chiamata +_Fiumara_, le case della quale hanno in parte le loro fondamenta +nell'acqua. Le acque erano salite fino al portico di Ottavia, e +coprivano i piani inferiori delle case circostanti. Qual malinconico +spettacolo presentava il povero quartiere degli ebrei, inondato dalle +acque torbide del Tevere! Ogni anno il popolo d'Israello va soggetto a +questo diluvio; il Ghetto galleggia sulle acque, nè più nè meno che +l'arca di Noè con i suoi uomini e i suoi animali. Ed il male diventa +maggiore allorquando il mare grosso, per il vento di ponente, contrasta +lo sbocco alle acque del fiume ingrossato dalle pioggie; allora chi +abita in basso si rifugia nei piani superiori. Mi si fece osservare il +segno dell'altezza raggiunta dalle acque del fiume nell'inondazione del +1846; allora le acque invasero per intiero tutti i piani inferiori. +Nello scorso autunno e nella primavera di quest'anno l'inondazione fu di +corta durata, abbastanza sensibile però, perchè io potessi formarmi +un'idea precisa dei gravi mali che porta seco. Tuttavia si dice che la +mortalità nel Ghetto non sia maggiore che in altri quartieri della +città; non fu forte nemmeno durante il colera del 1837. La mortalità, se +si giudica dal numero delle lapidi mortuarie degli ebrei, sembra molto +ristretta. Queste lapidi bianche con le loro iscrizioni stanno, miseri +monumenti di reietti, in una località classica di Roma, in un angolo del +Circo Massimo, fra le erbe selvatiche e la cicuta. E là nella più antica +arena di Roma, costrutta fin dai tempi di Tarquinio Prisco, che si trova +oggi il cimitero israelitico, denominato volgarmente _Orto degli +ebrei_.[33] Strano giuoco del destino! + +Vi è come una relazione segreta possente e simbolica tra la fisonomia +dei luoghi e quella degli uomini e delle cose. Ho avuto troppe volte +occasione di far questa osservazione, per non doverla ricordare qui. Ed +anche l'aspetto dei dintorni di questo Ghetto di Roma mi parve tale da +ispirare una profonda malinconia. Non parlo soltanto di quel portico di +Ottavia occupato ora dagli ebrei, che sorge cadente in rovina, aprendo i +neri suoi archi sulla vicina pescheria, fetido ed oscuro mercato, dove i +pesci stanno in mostra sopra banchi di pietra. Se leggiamo poi il nome +della piazza più vicina alla Sinagoga troveremo che porta quello di +_Piazza del__Pianto_, dalla chiesa di S. Maria detta del Pianto, e se +mai vi fu nome che si attagliasse al popolo di Geremia, si è questo; +poichè non vi fu certamente popolo che abbia versato tante lacrime, +quanto quello degli ebrei di Roma. Sulla piazza del Pianto un antico +palazzo sorge fra due chiese. Sopra una di queste si legge la dedica +alla Vergine Maria del Pianto, sull'altra il nome di chi la fece +costruire e cioè Francesco Cenci. Questo nome fa venire i brividi +ricordando la terribile tragedia di Beatrice Cenci, figliuola infelice +di Francesco. Il palazzo della famiglia Cenci si trova proprio di fronte +alla Sinagoga, e nei giorni di festa vi si possono sentire i canti +lamentevoli. + +V'è di più. In questo palazzo oggi abita il pittore Overbeck. Non mi fu +possibile trattenere un sorriso per la strana coincidenza, quando entrai +nello studio, dove le anime pie entrano come in un santuario, e dove un +uomo pallido con lunghi capelli, amabile e dolce, pronuncia a voce +bassissima, appena intelligibile, poche parole, per dare spiegazioni +intorno alle imagini sante che stanno sui cavalletti. Ed anche queste +sono tranquille e quasi atone; un S. Giuseppe morto tra le braccia del +Salvatore; una Madonna addolorata, che ha l'aspetto di un'ombra; un +Cristo che sfugge ai suoi persecutori scomparendo tra le nuvole; teste +di angeli, colle ali e senza corpo; figure ed arte senza vita, discorsi +senza parole, imagini senza colorito; sulle mura la Madonna addolorata; +la passione di Cristo; fuori la storia tragica della Cenci; là il Ghetto +inondato, qui S. Maria del Pianto, e nel mezzo il beato Angelico della +pittura moderna. + +Prima del 1847 un alto muro divideva la piazza dei Cenci da quella detta +Giudia, che ha pure nome di _Piazza delle Scuole_. Aprivasi su questa la +porta principale del Ghetto; mura e porta sono state demolite, ed i +materiali giacciono tuttora in parte al suolo. + +Entriamo ora in una delle strade del Ghetto stesso; colà troveremo +Israello intento ad un incessante lavoro. Le donne ebree stanno sedute +sulla porta delle loro abitazioni, o nella strada stessa, poichè le loro +stanze basse ed oscure mancano di luce, ed ivi stanno assiduamente +occupate nello scernere cenci, nel cucire o fare rammendi. E' +incredibile il caos, e la quantità di stracci e di cenci che si trovano +colà. Si direbbe che gli ebrei vi abbiano radunato quelli del mondo +intero. Stanno ammucchiati davanti alle porte, di ogni foggia, di ogni +colore, antiche stoffe ricamate, broccati, velluti, cenci di colore +rosso, turchino, arancio, bianco, nero, tutti vecchi, laceri, consunti, +in mille e mille pezzi. Io non ne ho veduti mai di simili, nè in tanta +quantità. Gli ebrei potrebbero rivestirne tutto il creato, e mascherare +tutti gli abitanti di Roma da arlecchini. Gli ebrei si immergono in quel +mare di cenci, quasi vi volessero cercare i tesori, o almeno un pezzetto +smarrito di broccato in oro; essi infatti sono ricercatori appassionati +di antichità, nè più nè meno di quegli altri che scavano e smuovono +macerie e rottami, colla speranza di scoprire un pezzo del fusto di una +colonna, un frammento di scultura, una moneta o qualche altra reliquia +del passato. Quei Winckelmann del Ghetto pongono tanto orgoglio +nell'esporre i loro cenci, quanto i mercanti di antichità nell'offrire +dei marmi. Questi magnifica il pregio di un pezzo di giallo antico, +l'ebreo quello di un pezzo di seta gialla; quegli vi vanta il porfido, +il verde antico; l'ebreo uno straccio di damasco di colore verde o di +velluto. Non v'è nè pietra dura, nè alabastro, nè marmo bianco o nero, +nè breccia cui l'antiquario del Ghetto non abbia la sua merce da +contrapporre. Vi si può trovare un saggio di ogni moda, dai tempi di +Erode il grande, fino a quelli dell'inventore del _paletot_ e tutte le +vicende subite dalle fogge di vestire del mondo civile sono abbandonate +alle ipotesi della critica, e chi sa non si possano rinvenire reliquie +storiche di Romolo, di Scipione l'Africano, di Annibale, di Cornelia, di +Augusto, di Carlomagno, di Pericle, di Cleopatra, di Barbarossa, di +Gregorio VII o di Cristoforo Colombo, e chi sa di quanti altri ancora? + +Le figlie di Sion seggono ora sopra tutti que' cenci; cuciono, +rammendano tutto quanto si può ancora rammendare. Sono somme nell'arte +del cucire, del ricamare, del rappezzare, del rammendare; non c'è alcuno +strappo, in una drapperia, in una stoffa, per quanto grande esso sia, +che queste Aracni non riescano a fare scomparire, senza che più ne +rimanga traccia.[34] Tutto questo commercio si pratica per lo più nella +strada inferiore, vicina al Tevere, denominata Fiumara, ed in quelle +laterali, di cui una porta il nome delle Azzimelle, dal pane senza +lievito. Ho spesso guardato con stringimento di cuore quelle povere +creature pallide, deboli, curve sui loro aghi, perpetuamente in moto, +uomini, donne, fanciulli e ragazzi. La miseria traspare da quelle +capigliature incolte, da quei visi di color bruno gialliccio, che non +ricordano in alcun modo la bellezza di Rachele, di Miriam o di Lia. Solo +di quando in quando ti sorprende il lampo dello sguardo di un occhio +nerissimo e profondo che si solleva dall'ago e dal cencio, quasi a dire: +«Ogni ornamento è scomparso dalle figliuole di Sion. Quella che era +principessa fra i pagani, che portò la corona nella sua patria, è ora +condannata a servire e piange tutta la notte per modo che le lagrime le +rigano le gote; non v'è chi si muova a pietà di essa; tutti la +disprezzano, e sono diventati suoi nemici. Il popolo di Giuda è nel +servaggio, condannato alla miseria, ai più duri servigi; abita fra +gl'infedeli, tutti lo maltrattano, non ha nè quiete nè riposo. La +collera di Dio si è tremendamente aggravata sopra la figlia di Sion!» + +Non è però oggetto di queste pagine descrivere le miserie del Ghetto, +del resto miserie eguali, se non maggiori si trovano in tutte le grandi +città del mondo, anche fra le nazioni più civili. Nè si deve credere che +per quanto riguarda le strade e le abitazioni, il Ghetto di Roma sia di +effetto più ripugnante dei quartieri più poveri di Parigi, Londra o +Berlino. Aggiungo volentieri che a Roma gli ebrei sono caritatevolissimi +gli uni verso gli altri; che l'agiato soccorre largamente il povero; +che lo spirito di famiglia, dote caratteristica e costante del popolo +d'Israello, vi si mantiene più vivo che forse in qualunque altra +comunità di ebrei, e come parimenti sia un fatto, che questi uomini +sobri e laboriosi sono raramente processati per delitti. Ciò che +colpisce maggiormente chi si aggira nel Ghetto, è l'angustia, la +sporcizia di quel laberinto di strade, di vicoli fiancheggiati tutti da +case altissime. I poveri ebrei sono quasi come sovrapposti e ammucchiati +in un colombario e tanta angustia di abitazione fa più impressione che +altrove in Roma, città che siede in una vasta pianura, caratteristica +propriamente per gli ampî spazî vuoti, per le dimensioni in ogni cosa +grandiose della sua architettura, per i suoi palazzi colossali e pei +suoi conventi in gran parte deserti. + +Sono meno infelici quegli ebrei che abitano la parte superiore del +Ghetto, e particolarmente la via Rua. Questa strada, più ampia delle +altre, con case abitabili, si potrebbe in certo modo considerare come il +Corso del Ghetto, perchè anche sotto una stessa legge, anche nella +servitù l'uomo fa valere i diritti della disuguaglianza. Nella via Rua +abitano gli ebrei che hanno in tasca il migliore titolo di _Gazagà_; +taluni vi posseggono case, e sono addirittura agiati. Qui stanno le più +belle botteghe dei negozianti in pannine a principiare dalle più ruvide +e grossolane fino alle stoffe più preziose. Gli ebrei che riescono a +diventar ricchi, si portano volontieri, a quanto mi si assicurò, ad +abitare in Toscana.[35] È poi cosa singolare che sulle insegne nel +Ghetto si leggano pochi nomi prettamente ebraici. Gl'israeliti di Roma +hanno preso in gran parte nomi di città italiane, come Asdrubale +Volterra, Samuele Fiano, Pontecorvo, Gonzaga. Parlano pure in generale +l'italiano,[36] e non mi è mai accaduto di sentirli conversare fra loro +in lingua ebraica; anche nel modo di vestire non si distinguono dal +resto della popolazione e neppure alle loro feste mi venne fatto di +notare costumi orientali. + +La parola di festa, accoppiata a quella del Ghetto, suona quasi ironia, +se si pon mente alla storia ed alla condizione attuale degli ebrei; per +questa stessa ragione però un tale spettacolo non può a meno di riuscire +attraente anche in questa Roma, dove le feste sono così numerose. Nei +giorni in cui le strade di Roma sono animate da tutte queste feste, in +cui tutti godono, ammirano, in cui il denaro circola largamente, mentre +tutte le strade, tutte le piazze sono adorne di arazzi, di fiori, mentre +da ogni casa i lumi splendono, e le carrozze succedono alle carrozze, i +pedoni ai pedoni, il popolo d'Israello seduto innanzi la sua porta nel +suo Ghetto, riman tetro e solitario, continua ad affaticarsi nel suo +lavoro, col sudore della sua fronte, senza toglier gli occhi dai mucchi +dei suoi cenci. + +Ma arrivano anche le sue feste. Allora il povero rigattiere lascia in +disparte i suoi stracci, indossa i suoi abiti migliori e raddrizza la +sua incurvata persona. Ed in ciò credo debba consistere la poesia delle +feste, da cui sprigiona il loro più vero significato, esse non compiono +appieno la loro vera missione se non quando strappano l'uomo dal lavoro +quotidiano, sciogliendolo in certo modo dai vincoli della servitù, +trasformandolo in un altro uomo ideale, non più soggetto alla miseria, +alla preoccupazione continua dei mezzi di campare la vita. Questo popolo +singolare, quando si raduna nei giorni delle sue feste, dovunque si sia, +in qualsiasi parte più remota o più inospitale del mondo, si considera +quale l'antico popolo d'Israello, quale il discendente diretto di Abramo +e d'Isacco, il fiore dell'uman genere, che Iddio di sua propria mano +volle porre sulla terra. Ho assistito nel Ghetto alla festa di Pasqua; +seppi per caso che era prossima, passeggiando pel Ghetto, e scorgendo +davanti a tutte le porte i rami di cucina rilucenti di pulizia, e tutte +le fonti occupate da gente che lavava, puliva arredi e masserizie +domestiche. Mi si disse che ciò si faceva a motivo della festa di +Pasqua, che era imminente. + +Dopo le grandi solennità cristiane della settimana santa e della Pasqua, +in S. Pietro e nella Cappella Sistina, che in presenza di tanti +capolavori dell'arte si possono ritenere per le funzioni più imponenti +del culto cristiano, riesce attraente lo assistere in quello angusto ed +oscuro quartiere del Ghetto, ad una festa di Pasqua, e di rinvenire le +antiche basi, appena mutate, del culto cattolico di Roma. Sono +propriamente quelle le radici di questo culto, e quanto più l'albero +crebbe e si è sviluppato ed esteso con magnificenza, tanto più le radici +si sono sepolte nella notte. + +La sinagoga romana comprende cinque scuole in uno stesso fabbricato, la +scuola del Tempio, la Catalana, la Castigliana, la Siciliana, e la +Scuola nuova. Il Ghetto di Roma trovasi dunque diviso in cinque sezioni, +ognuna delle quali rappresenta le nazionalità diverse degli ebrei di +Roma, i cui padri o risi devano fin dall'antichità a Roma, o son venuti +dalla Spagna o dalla Sicilia. Mi si disse che la scuola del Tempio sola +discenda direttamente da quelli portati a Roma da Tito. Ogni sinagoga ha +la sua scuola, nella quale i ragazzi imparano soltanto a leggere, +scrivere e contare; non vi si insegnano però le scienze; ciascuna ha il +suo santo dei santi, dove si conserva il Pentateuco. + +All'esterno la sinagoga si distingue non solo per le sue iscrizioni, ma +anche per la sua architettura. Gli ebrei hanno ornato il loro tempio +quasi di nascosto e di notte tempo. Pare abbiano tolto qua e là, tra la +prodigiosa quantità di marmi, di cui abbonda la città eterna, un paio di +tronchi di colonne, di capitelli, ed alcuni frammenti di marmo per +adornare il loro tempio. Nel mezzo alcune colonne corintie sorreggono un +frontone; nel fregio sono raffigurati in istucco il candelabro a sette +braccia, un'arpa ed una cetra. + +Un rabbino mi aveva invitato ad andare la sera nella sinagoga, dove, mi +aveva detto, si sarebbero cantati i vespri, assicurandomi che avrei +potuto sentire un oratorio ben eseguito. Venuta la sera, gli ebrei si +accalcavano alla porta della sinagoga. Vidi tra la folla parecchi +romani, fra i quali alcuni sacerdoti. Ci fecero aspettare forse una +buona mezz'ora, e non mi dispiacque l'attesa, ed il veder aspettare gli +altri, poichè questo era un segno di giustificata indipendenza, dato +almeno una volta da una razza oppressa e disprezzata. Finalmente le +porte si aprirono, e salito per una stretta scala, arrivai nell'interno +del tempio. + +Avevo veduto la sinagoga di Livorno forse la più ricca del mondo, ma mi +era sembrata assai meno degna di osservazione di questa del Ghetto +romano. L'edificio di Livorno è ampio e sobrio; le sale del tempio di +Roma sono piccole, pittoresche, bizzarramente decorate e di aspetto +esotico. Nella occasione della festa di Pasqua le mura erano state +ricoperte di tappeti di stoffa rossa ricamata in oro, sui quali si +leggevano dei versetti dell'Antico Testamento. Nello stesso modo per le +feste cattoliche si ornano le chiese in Roma con tappeti e stoffe +dorate; è un uso orientale, preso in prestito dal tempio di Salomone. La +gran sala della sinagoga aveva un aspetto imponente e maestoso. Il +soffitto è a cassettoni come quello delle basiliche romane, ma essi sono +soltanto delle imitazioni dipinte. Intorno al fregio si trovano bassi +rilievi di stucco, che rappresentano i varî oggetti riferentisi al culto +israelitico. Vi si scorgono il tempio di Salomone, rappresentato con +tutte le sue porte, le sue sale e i suoi altari, il Mar Rosso, l'arca +santa, coi cherubini, gli abiti e la tiara sacerdotali, da cui traggono +origine i costumi primitivi dei vescovi e dei papi; vasi, piatti, pale, +cucchiai, bacili, padelle e sedili, finalmente tutti gli strumenti +musicali, timballi, tamburi, arpe, cetre, flauti, le trombe del +giubileo, cornamuse, cembali, finanche il sistro d'Iside egiziaca, che +si osserva così di frequente nelle statue del Vaticano. L'immaginazione +degli ebrei, come si vede, volle circondarsi qui di tutti i ricordi del +tempio di Gerusalemme. + +Nella parete a settentrione si apre una finestra di forma circolare, +divisa in dodici campi distinti per varietà di colori, simboleggianti le +dodici tribù d'Israello; e la forma riproduce quella dell'_Urim_ e +_Thummim_, ornamento formato da pietre preziose, che d'ordinario soleva +portare sul petto il gran sacerdote. A ponente sta il coro, di forma +semicircolare, con una tribuna in legno per il primo cantore e per i +cantori. Stanno su questa il candelabro d'argento e altri vasi pure +d'argento, di figura strana, che servono a ornare il Pentateuco. Di +fronte, nella parete a levante trovasi il Santo dei Santi, un tempietto +a colonne corinzie con bastoni sporgenti, che ricordano quelli usati per +portare l'Arca dell'alleanza. Il tutto è ricoperto da una tenda +ricamata; in cima ad ogni cosa campeggia il candelabro a sette braccia. +Il Pentateuco, rotolo voluminoso in pergamena, sta rinchiuso nel Santo +dei Santi. Lo si porta in giro processionalmente per la sala, e dal +pulpito lo si presenta ai quattro punti cardinali, mentre gli ebrei +alzano tutti le braccia, e prorompono in grida. Questo è in certo modo +l'equivalente dell'elevazione per gli israeliti. E' il Dio più possente +della terra, che ancor oggi signoreggia il mondo, non col Verbo ma con +la Lettera, non coll'amore ma con la Legge. Il giudaismo è la più +positiva fra tutte le religioni, e per questo motivo dura oggidì +tuttora. Di fronte alle forme infinitamente varie, riccamente +fantastiche della chiesa cattolica, che ha introdotto nel mondo una +nuova mitologia, si rimane colpiti del carattere così differente di +questo culto di Jehovah, rigido, senza imagini, senza fantasia +ammirabile nella sua assoluta semplicità. + +Gli ebrei seggono nel loro tempio, davanti al loro Dio col capo coperto +dal cappello o da una berretta, quasi fossero pari d'Inghilterra, o si +trovassero alla borsa. Regna la più perfetta disinvoltura nel canto e +nella preghiera; ognuno canta quando vuole, o chiacchiera col suo +vicino. Il primo cantore sta davanti al coro. Mi fece senso la fretta, +colla quale si cantavano, o meglio si mormoravano tutte le preghiere. +Le donne stanno in una galleria superiore, protette da una graticciata e +sono invisibili. + +In un'altra sala si cantavano i vespri. Anche questa era addobbata, e +scintillante di lampade. Il soffitto di essa non era piatto come quello +dell'altra, ma bensì a piani sovrapposti e terminava in una cupola di +forma bizzarra. I cantori sedevano nel coro, dietro al rabbino o primo +cantore. Questi era vestito di un lungo abito nero, e portava in capo +una berretta sacerdotale nera, molto alta, dalla quale scendevano ai due +lati i lembi di un velo bianco. La semplicità di questo costume mi stupì +e mi fece pensare all'antico costume sacerdotale degl'israeliti, la cui +magnificenza rifulge ancora nel costume attuale del papa. Ogni qualvolta +il gran sacerdote nel tempio di Gerusalemme si accostava al tabernacolo, +vestiva una tunica bianca di lino, con una sopravveste a frange, di +colore turchino. Campanelli di oro e palline di granate stavano appese +alle frange. La tunica era fermata da una fascia a cinque striscie, di +oro, porpora, giacinto, scarlatto e bisso. Gli ricopriva le spalle una +specie di manto degli stessi colori, riccamente ornato d'oro, fissato +sul petto da fibbie d'oro, a foggia di scudo, ornate di sardoniche, sul +petto portano l'_Urim_ e il _Thummim_ formato di dodici pietre preziose. +Aveva in capo la tiara di bisso intessuto di giacinto, attorno alla +quale correva una fascia d'oro, su cui stava scritto «_Jehovah_». In tal +guisa è descritto da Giuseppe il costume del gran sacerdote, e si +capisce che il suo aspetto dovesse essere imponente. + +I cantori eseguirono assai bene il vespro, mentre il rabbino pronunciava +di tanto in tanto qualche preghiera coprendosi il volto con il velo, per +palesare la sua afflizione. I canti erano armoniosi, però non di stile +antico, e piuttosto nel gusto di un oratorio moderno. Vi erano belle +voci di giovanetti, bassi stupendi, talchè anche in questo vespro del +Ghetto si poteva riconoscere l'influenza di Roma. Anche il popolo +d'Israele può menar vanto del suo _miserere_. Quella povera gente andava +superba, ed era felice di saper fare essa pure una produzione artistica +nel suo povero quartiere sperduto. Le lodi che loro si manifestavano +erano accolte con vero compiacimento. Avendo espresso il mio elogio +sentii il mio vicino, un giovinetto ebreo, ripetere con premura ai più +lontani l'elogio. «Che cosa ha detto?» «Bene, bene, stupendamente +eseguito. Avete proprio una cappella Sistina». + +Ma è tempo di finire. Valessero se non altro queste pagine ad invogliare +qualcuno a scrivere la storia completa degli ebrei di Roma. Sarebbe +argomento assai più interessante e meritevole di studio, che non le +sterili dissertazioni sopra punti insignificanti di archeologia. Uno +studio sul Ghetto romano potrebbe servire moltissimo a chiarire lo +sviluppo successivo del cristianesimo in Roma, e varrebbe non poco a +completare nel modo più utile la nostra conoscenza della storia della +civiltà.[37] + +L'autore di questo scritto non ebbe per iscopo di trattare soltanto la +questione civile degli ebrei di Roma, ma piuttosto di rappresentare la +vivacità del contrasto fra il cristianesimo storico e il giudaismo +storico nella città eterna. Il carattere di questa metropoli, quale +attualmente si presenta ad un osservatore attento, porta l'impronta dei +tre grandi periodi della civiltà del genere umano: il paganesimo, il +giudaismo e il cristianesimo. A malapena si possono distinguere, +talmente sono connessi, e talmente il culto cristiano ha riuniti in sè +l'elemento giudaico e quello pagano. Per non far parola di questo +ultimo, percorrendo Roma, visitando le sue magnificenze, ad ogni passo +traspare lo spirito, la forma del giudaismo, perfino nei capolavori +dell'arte cristiana. Parlando della scultura, qual'è la più sublime +creazione in marmo del genio cristiano? Il Mosè di Michelangelo, sulla +tomba di papa Giulio II. Parlando della pittura, le stanze e logge di +Raffaello, la cappella Sistina, innumerevoli chiese e musei sono pieni +di rappresentazioni e di scene dell'Antico Testamento. Parlando della +musica, quali sono i pezzi più sublimi, che si eseguiscono durante la +settimana santa nella Cappella Sistina? Le _Lamentazioni di Geremia_ ed +il _Miserere_, canti degli antichi ebrei. E di questo popolo, cui la +sorte affidava i documenti stessi della umanità, e al quale il +cristianesimo ha tolta una parte del suo patrimonio, continua a vivere +in quest'angolo del Ghetto, a due passi da San Pietro, una reliquia +delle più antiche e storicamente notevoli. + +Ma anche questo popolo disprezzato ha voluto vendicarsi a modo suo del +mondo cristiano, poichè a tutti gli altri simboli della sua religione +che ha trasmesso al mondo moderno, uno potentissimo ne ha aggiunto che +resta il più potente di tutti ed è il vitello d'oro, attorno al quale +danza il mondo intiero, come è profetato, scritto e rappresentato nei +libri di Mosè. + + + + +MACCHIETTE ROMANE. + +(1853). + + + + +Macchiette romane. + +(1853). + + +Queste pagine, buttate giù in qualche momento d'ozio, vogliono comparire +variopinte come un carnevale, ed esser quasi un caleidoscopio. Tenteremo +intanto di mettere un po' d'ordine in questo mondo intricato di figure, +che presenterà immagini di vivi e di morti, burattini, ballerini, mimi, +prediche di bimbi, teatri popolari, e altre rarità stupende, in linea +sempre ascendente. + +Il primo atto avrà luogo, come di ragione, sotto terra. + +Una sera durante la settimana dei morti la luce delle torcie mi attirò +ad entrare nel Panteon di Agrippa. Un sacerdote predicava sul +purgatorio, esortando gli uditori a pregare assiduamente, poichè +ricorrevano appunto quei giorni, durante i quali si possono alleviare le +pene espiatorie, ed in cui l'efficacia della preghiera è maggiore. + + Che qui, per quei di là molto s'avanza + +disse già l'anima di Manfredi nel purgatorio. Il sacerdote parlava con +grand'enfasi con voce sonora, e in quel modo teatrale che assumono i +sacerdoti italiani volgendosi al popolo. La sua predica trovava nel +Panteon di Agrippa sede adatta a produrre grande impressione. +«Imperocchè--gridava--noi camminando qui calpestiamo dappertutto cenere: +pensate soltanto agli innumerevoli cristiani che un giorno Nerone, Decio +e Domiziano gettarono in preda alle belve o fecero crocifiggere, +strangolare». La voce del prete risonava potente in quell'ampia e +silenziosa rotonda a metà illuminata, e l'eco ripercotendo sotto quelle +volte i nomi terribili di Nerone, Domiziano, Decio, Diocleziano, parea +volesse evocare gli spiriti dell'antica Roma. Ero seduto presso la tomba +di Raffaello, e gettando lo sguardo in quella mezza oscurità, sui gruppi +dei fedeli inginocchiati e sulla figura bianca del predicatore, questi +mi appariva come un mago in atto di evocare i morti. + +Questa scena del Panteon m'indusse a visitare le chiese sotterranee di +Roma. Durante l'ottavario dei morti si rappresentano in questi sepolcri +storie di martirî e scene bibliche, che sono abbastanza originali. Le +cappelle di questi cimiteri sono per solito due, una superiore ed +un'altra sotterranea, nella quale stanno propriamente le sepolture. +Durante l'ottavario dei morti, nella chiesa superiore s'innalza un +catafalco ricoperto di una coltre nera, circondato da cipressi e da +candelabri, sul quale vengono posati un crocifisso e un teschio. I +sacerdoti cantano i salmi dei morti, e i devoti ed i curiosi, chi in +piedi, chi in ginocchio, riempiono la chiesa, quasi evanescenti in una +nuvola di fumo d'incenso. + +Ecco l'oratorio _della Morte_, presso il ponte Sisto; scendiamo nella +chiesa sotterranea.[38] Vi scorgeremo cose strane. Tutte le pareti, +tutti i soffitti sono ricoperti di rilievi, di rabeschi e di mosaici +fantastici. Sono fiori, rose, stelle, quadrati, croci, ornamenti di ogni +maniera, quali soltanto un'immaginazione orientale può concepire, e +tutto è combinato nel modo più ingegnoso, soltanto con ossa umane. Si +dura fatica a prestare fede ai propri sensi. S'immagini una cappella +sotterranea, riccamente illuminata, costrutta tutta di teschi, di +scheletri, colle pareti formate di ogni maniera di ossami, e la si +popoli di una folla di creature viventi, donne per la maggior parte e +ragazze, signore in abiti di seta, dalle belle e vivaci fisonomie, che +ridono e cinguettano in mezzo a tutto quell'apparato di morte, in +quell'atmosfera impregnata di effluvi cadaverici, avviluppate nei +vortici del fumo degli incensi. + +Presi posto a lato di una ragazza seduta precisamente sotto uno +scheletro che sghignazzava; ella stava chiacchierando allegramente colla +sua vicina di cose che avevano a che fare con tutt'altro che con la +morte: pensoso e quasi atterrito, stavo contemplando lo scheletro e la +sua giovane preda, sulla quale stendeva le mani, poichè la ragazza era +seduta in modo che sembrava caduta fra le braccia dello scheletro. Era +proprio la danza dei morti del nostro Holbein rappresentata al vero. + +Interi scheletri sono posti nelle nicchie della cappella. Ciascuno tiene +fra le ossa delle mani un cartello, su cui si legge una sentenza morale, +un ricordo della vanità della vita, un eccitamento ai vivi di pregare +per i defunti che soffrono e sperano. Certamente ci volle non poca +abilità artistica e pazienza a disporre tutta questa funebre +decorazione. Qui parte delle mura fu ricoperta unicamente di teschi di +bambini, là, di persone adulte, altrove vennero formati arabeschi di +clavicole, di costole, di ossa del petto, di dita, di articolazioni. +Gli stessi candelabri sono formati in modo fantastico di ossa umane, ed +è meraviglioso scorgere come il senso artistico e la legge estetica +siano quasi riusciti a vincere il ribrezzo ispirato dalla materia +adoperata. Ma quantunque l'arte sia riuscita a tanto, e abbia scherzato +colla morte, riducendo a creazioni artistiche quanto ispira il maggior +ribrezzo ai viventi, quanto si usa tener sepolto nelle viscere della +terra, quello spettacolo riesce sempre penoso e repulsivo. Mi parve +rappresentare il colmo dell'abnegazione religiosa più fanatica o, nella +forma più bizzarra, il trionfo sopra la morte e sopra l'orrore che essa +ispira. Se fosse possibile che una di queste cappelle mortuarie +dell'anno 1853 dopo la nascita di Cristo rimanesse sepolta sotto terra +tanto tempo, quanto le tombe degli egiziani e degli etruschi, e venisse +scoperta dopo tre mila anni, sarebbe senza dubbio un monumento +importantissimo per la storia della civiltà, dal quale la posterità +potrebbe farsi un'idea della essenza intrinseca del culto cristiano. Ma, +anche per noi contemporanei, è abbastanza istruttiva la vista di una di +queste cappelle mortuarie dei cristiani di Roma, perchè ci fa penetrare +in modo meraviglioso nella essenza stessa del cristianesimo. + +Gli Egiziani che usavano portare attorno davanti i banchetti le mummie +dei loro antenati, affinchè il gaudente si rammentasse la fine di tutte +le cose, sono considerati da noi quello fra tutti i popoli della terra, +che ha saputo superare meglio l'orrore della morte, e la loro religione +vien chiamata dalla nostra filosofia religione della morte. Ma +difficilmente quei cupi Egiziani avranno fatto cose simili a quelle che +si vedono in queste cappelle cristiane. In nessuna rappresentazione +mistica di una religione la morte e i cadaveri ebbero tanta parte; la +passione, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura di +Cristo, la sua risurrezione, la lunga schiera dei martiri durante le +persecuzioni di Nerone, Domiziano, Decio, Diocleziano e altri imperatori +hanno dato al culto cristiano un'impronta funerea, han determinato +l'intera concezione della vita e così hanno dato alla vita cristiana, +alla musica, alla scultura, alla pittura, l'idea della morte. La +saggezza profondamente vitale della coscienza tedesca, che s'impossessa +potentemente di tutto quanto ha vita spirituale, seppe, da tutte queste +idee di morte, ricavare la danza dei morti dell'Holbein, +rappresentazione plastica della sapienza dei proverbi di Salomone.[39] + +Ma, a chi mai potrà esser venuto in mente per il primo di formare un +mosaico di ossa umane? Mentre stavo esaminando quella cappella dei +morti, mi sembrava che l'idea ne dovesse esser germogliata nella pazza +fantasia del nostro Hoffmann, oppure mi immaginavo di scorgere un +cappuccino impazzito che, nel cuore della notte, alla luce incerta di +una lampada, stesse ammucchiando e ordinando tutte queste ossa, +prorompendo in una risata quando gli riusciva comporre un rabesco. Uno +scheletro lo aiutava in questo lavoro, era lo scheletro di un artista, +che da vivo era pazzo. Ora stavano vicini l'uno all'altro, maneggiando +tutte quelle ossa, e ridevano ridevano soddisfatti, quando riusciva loro +di disporle artisticamente. Ma è ancor più probabile che tutto quello +strano lavoro sia stato compiuto nelle tenebre da due pazzi fatti +scheletri. «Padre, dicevo ad un cappuccino che mi stava vicino, quale +confusione quando tutte queste ossa, questi teschi dovranno ricercare il +loro posto»--«Sicuro, mi rispose serio il frate, nel giorno del giudizio +universale, quando i morti risorgeranno, qui dentro dovrà esserci un +gran chiasso». + +Anche la cappella dei morti al convento dei cappuccini, in piazza +Barberini, è disposta ed ordinata nello stesso modo di quella di ponte +Sisto. Se non che qui l'arte non è riuscita a superare ugualmente +l'orrore che ispira l'aspetto della morte. Qua e là gli scheletri furono +rivestiti dell'abito cappuccino, ciò che produce un'impressione +terribile. Uno scheletro nudo ispira minor ribrezzo, poichè è cosa +naturale, mentre al contrario, coperto di un abito è orribile, e ha +veramente l'aspetto di uno spettro. Vidi pendere dalla volta due piccoli +spettri, sospesi per aria, come si rappresentano talvolta graziose +figure di angioli; erano gli scheletri di due principessine della casa +Barberini. Mi dissero che la terra che serve per la sepoltura dei +cadaveri, fu portata da Gerusalemme e li consuma rapidamente. + +Nella nostra cappella al ponte Sisto arrivava dalla chiesa superiore la +voce dei preti che andavano salmodiando: «Domine! Domine! Miserere!» +quasi voce delle anime che in purgatorio vanno + + cantando miserere verso a verso. + +Ad un certo punto i fratelloni scesero a basso con stendardi neri, nere +croci, cappucci del pari neri, portando torce ed incensori; si +collocarono nella cappella su due file, e intonarono i salmi +penitenziali. La luce vacillante delle torce, il fumo dell'incenso che +saliva in alto, sembravano dar vita e moto agli scheletri; si sarebbe +detto che tutte quelle ossa intonassero anch'esse l'_In te Domine +speravi_, od il _Beati quorum tecta sunt peccata_. Non so se cantassero +questo o altro; ma l'anima di già oppressa rimaneva davvero atterrita. +Vidi alcune donne vestite a nero che piangevano + + «di pentimento che lagrime spande.» + +e preso da intenso desiderio di aria, di luce, di vita, fuggii, da quel +purgatorio, + + «E quindi uscimmo a riveder le stelle.» + +Ed ora siate benedette care e lucide stelle! voi durate tranquille, +immutabili, nelle notti limpide di questo bel cielo di Roma, gettando la +vostra luce sulle deserte catacombe della storia, come uniche divinità, +che qui abbiano continuato a sussistere! Di quanti mutamenti non foste +voi spettatrici in queste vie! Vedeste i sacerdoti d'Iside, di Melitta, +coribanti e Galli, le processioni di lamento per Adone, i cori di Mitra, +ebrei, cristiani, che si recavano alle loro feste nelle catacombe, o +arsi vivi, negli orti di Nerone, dove ora S. Pietro erge al cielo la +mole della sua cupola! + +Nella oscurità della notte, per la strada deserta, mi apparve una luce +solitaria che si avanzava verso di me. Aspettai per vedere che cosa +fosse. Era un ragazzino di forse quattro anni, bello, biondo, +riccioluto che avanzava, tenendo in mano un piccolo cero acceso. Si +avvicinò, guardando tutto giulivo la fiamma della sua fiaccola, ad un +palazzo, innanzi al quale stava un mucchio di trucioli, e vi appiccò +fuoco. Poi cominciò a saltarvi intorno, sempre tenendo il suo moccolo, +spingendo gli uni contro gli altri i ricci, perchè ardessero tutti. Era +davvero un bel quadro notturno. Capitò un forestiero ed offrì al bimbo +un baiocco, ma questi lo lasciò cadere, dicendo ripetutamente «no, no, +la candela è mia, non voglio darvi la mia candela». Non poteva capire +che gli si volesse fare un dono e quando gli spiegammo che poteva avere +le due cose, il denaro e la candela, allora prese il baiocco, e ci stese +timoroso e quasi piangendo la sua candela. «Che commovente ragazzo, +disse lo straniero, è l'innocenza in persona!» Per me fu uno spirito +luminoso che mi tolse l'impressione orribile del purgatorio, e mi liberò +dai fantasmi. + +In una parte della chiesa che sovrasta a quelle cappelle mortuarie e +anche nei cortili annessi, su palchi eretti appositamente, si +rappresentano con figure di cera storie di martiri, o fatti tolti dalla +Bibbia.[40] Il popolo accorre a tali rappresentazioni, con la stessa +curiosità e con soddisfazione uguali a quelle, con cui presso di noi, +nelle campagne, si accorre ai gabinetti di figure di cera, che fin dai +tempi remoti riproducono gran parte dei fatti dell'Antico Testamento, e +specialmente quello straordinariamente popolare del giudizio di +Salomone. Se il personaggio principale rappresenta un santo od un +martire, non mancano divoti che loro rivolgono le preghiere, +particolarmente per ottenere la liberazione delle anime dei loro cari +dalle pene del purgatorio. Più di un baiocco e di un grosso cade nel +vassoio di rame, posto presso la porta o di fianco al palco, su cui +sorgono le figure. Spesso ancora un chierico va su e giù davanti al +palco, scotendo una grossa borsa che tiene in mano, e facendo risonare +le monete che contiene, per eccitare i fedeli alla carità. + +Nella cappella _della morte_ si era rappresentata una scena tolta dalla +vita di S. Agnese. La giovane martire bionda, ricciuta, compariva tra le +nuvole coperta di veli finissimi, quasi trasparenti, e la veneravano +inginocchiati intorno a lei i membri della sua famiglia. L'atteggiamento +delle figure, la vivacità dei colori, coi quali erano dipinte, +testimoniavano dell'impegno posto dalla Confraternita che aveva ordinata +la rappresentazione, perchè essa non fosse inferiore a nessun'altra, ed +anzi riuscisse a superarle tutte in bellezza. Nella cappella dei morti +di S. Maria in Trastevere si era rappresentato l'incontro di Mosè con +Jetro nel deserto, un vero idillio campestre, con accessori di rupi, di +palme e di un branco di pecore; ma la più splendida di tutte queste +rappresentazioni era quella del cimitero presso S. Giovanni Laterano. + +Qui si era riprodotto il martirio di S. Erasmo. Il santo era +rappresentato appoggiato ad un piedistallo, col ventre sfondato da cui +uscivano gli intestini che due carnefici afferravano e giravano attorno +a un arcolaio. Il santo non vedeva, non sentiva più nulla, poichè il suo +capo morente cadeva a terra. Stava presso di lui un sacerdote di Giove, +colla testa inghirlandata, splendidamente vestito, che additava con un +gesto di compiacenza la statua del nume, che stava in un angolo, e +davanti alla quale ardeva il fuoco del sacrificio. Questo sacerdote +pagano non aveva affatto l'aspetto fanatico o diabolico, ma un'aria +bonacciona, come volesse dire: «Vedi, Erasmo, amico mio, noi ci +prepariamo a strapparti le budella, perchè non hai voluto sacrificare a +questo Giove potentissimo; fallo, te ne scongiuro, figlio mio, finchè +sei ancora in tempo, e tutto sarà dimenticato». Invece l'altitonante +Giove era rappresentato con una faccia orribile, da Kobold o da Moloch. +A tutta la scena del martirio, di cui solo l'ironia può menomare il +senso di crudeltà, è presente l'imperatore Adriano che vi assiste, +tranquillamente seduto sul trono, con contegno maestoso, rivestito della +porpora imperiale con a lato due guardie colla lancia in pugno. Ha una +stupenda barba nera, ed è coronato d'alloro. Mi stupì vedere +quell'imperatore che trattò in generale molto umanamente i cristiani di +Roma, presente a quella scena da cannibali; e devo dichiarare ad onor +suo, che non si prese mai il gusto, tutto giapponese, di far spaccare il +ventre alla gente. + +Le figure del resto erano disposte con molta intelligenza, vi si +scorgeva evidentemente la mano di un artista, e non ricordo aver veduto +mai migliori statue di cera. Per quanto fosse selvaggia, la scena +produceva minor impressione del quadro spaventoso del Poussin nella +pinacoteca Vaticana, che pure la riproduce; poichè qui l'osservatore non +pretendeva trovare un'opera d'arte. Nel quadro del Poussin invece furono +trascurate tutte le leggi più volgari dell'arte e, per provare piacere +nel contemplarlo, bisogna essere un macellaio od un gladiatore. L'arte +cristiana sembra abbia superato il piacere barbaro che gli antichi +Romani provavano a contemplare le ambasce di morte degli uomini e degli +animali; ma riuscì più meschina, più disgustosa. Che cosa infatti può +recare maggiore offesa ai sensi di umanità di un tal quadro, o della +pittura della chiesa di S. Bartolomeo all'isola che rappresenta quel +santo scorticato vivo, oppure degli affreschi della chiesa di S. Stefano +Rotondo, che riproducono le varie specie di supplizi dei martiri, le une +più barbare delle altre, con buon disegno e colori vivaci e con una +verità che grida vendetta in cielo? Se un antico greco potesse visitare +oggi le gallerie d'Italia e le sue chiese, potrebbe credere di esser +capitato in mezzo ad un popolo di ciclopi antropofagi, che avesse una +religione da cannibali riprodotta nella pittura, nonostante tante altre +opere che si direbbero dipinte dalle Grazie in persona. + +Il gusto dei Romani per le figure, per i gruppi, per ogni +rappresentazione scenica è generale e pronunciato in modo meraviglioso. +Non vi è festa, in cui non si possa riconoscere. In parecchie chiese si +possono vedere raffigurate scene bibliche, leggende, la nascita, la +passione di Cristo. Si può osservare questo senso nelle botteghe stesse +dei venditori di commestibili e nei banchi, dove si fanno cuocere cibi +sulla pubblica strada. Anche questi hanno i loro santi, i loro patroni, +le loro feste e gareggiano nell'adornare i loro negozi con fiori, +pitture, lampade, statuette. Non appena arriva il carnevale, le botteghe +dei pizzicagnoli, dei venditori di cacio, di salsicce, di prosciutti e +di altre specie di commestibili, assumono l'aspetto di tempietti, nei +quali in certo modo è venerata una preziosa salsiccia quale divinità +della specie, quasi mistica dea dei salsamentari. Nello stesso modo che +nelle cappelle mortuarie le pareti sono ricoperte ed ornate di teschi e +di ossami, il pizzicagnolo trasforma la sua bottega in una graziosa +cappella di salsicce. Le pareti sono di forme di cacio disposte in +bell'ordine; altre sono composte di pezzi di lardo, di carni bianche, il +tutto ornato di ghirlande, di rabeschi di carta dorata o argentata. La +volta è formata di un mosaico di salsiccie e di salami; altri sono +sospesi per aria, tra i fiori, i rami d'alloro e di mirto, non meno +graziosamente che le baccanti negli affreschi di Pompei, o le seducenti +stagioni di Giulio Romano. Si possono considerare quali opere d'arte, +fatte a forza di salsicce e di salami. Nella parete di mezzo si apre una +grotta misteriosa, dove, fra le salsicce ed i salami, è rappresentata la +passione di Cristo, in un tempietto, attorno a cui si può girare, per +contemplare tutte le figure e figurine. In ogni angolo ardono lampade, +scintillano candele, e l'imaginoso artista salsicciaio, raggiante di +gioia, di amor proprio e di grasso, pare che gridi solennemente dal suo +banco alla folla che ingombra la bottega, «anch'io sono pittore!». +Popolo felice, allegro quanto un fanciullo, ma popolo tuttora fanciullo! +Possiede però tutta la storia universale, pulcinella, l'arte, il sole +del mezzogiorno, fiori, frutta, vino in quantità inesauribile. Si +osservi come questo venditore di commestibili riduca ad una scena di +marionette la grande tragedia dell'umanità, come si comporti fra le sue +salsicce, e vi apparisca quasi trionfatore sopra la morte! + +Questa città di Roma è veramente un mondo di figure originali. Vi si può +trovare rappresentato in figure lo sviluppo di tutta quanta la storia +del mondo, partendo dai musei del Vaticano, del Campidoglio, scendendo +alle chiese, alle fontane del Bernini, fino al teatro dei burattini. Se +in tutte queste figure venisse infusa la vita, potrebbero cacciare dalla +città tutta la popolazione attuale, e sarebbe allora curioso, invero, +quello che ne risulterebbe, a cominciare dall'Apollo del Belvedere fino +al piccolo pagliaccio di piazza Montanara ed al povero S. Erasmo, cui +vengono strappati gl'intestini. Ma non sarebbe soltanto questo un +divertimento burlesco per la fantasia, ma anche argomento di serie +riflessioni. Poichè tutte queste figure, figurine, figuracce di +divinità, di uomini, di animali, sono ad un tempo figure storiche +dell'umanità, e rappresentano lo sviluppo delle sue vicende durante vari +e vari secoli; e alla fine questo burattino potrebbe prendere posto a +fianco del Laocoonte, ed esclamare: «anch'io sono Laocoonte!». + +Attualmente vi sono in Roma due teatri di marionette o di burattini, uno +in piazza Montanara, l'altro in quella di S. Apollinare. Il primo, +quello veramente popolare, frequentato dalle classi inferiori; il +secondo possiede burattini già inciviliti, che recitano anche in abito +nero e guanti gialli, e lo spettacolo ha termine spesso con un magnifico +ballo. I fantocci invece del teatro di piazza Montanara sono tuttora +incolti, recitano in costume medioevale e il loro portamento è tuttora +primitivo, rozzo e senza grazia. Rappresentano spesso storie di +cavalieri antichi, talvolta pongono sulla scena Enea e il re Turno, ma +sopratutto poi romanzi del medio evo, e l'intiero Ariosto di modo che +mantengono viva nel popolo la tradizione di tutte quelle favole +poetiche, ciò che non è piccolo merito. Oggi sta attaccato all'Arco dei +Saponari, vicino al teatro dei burattini, un gran cartellone, in cui si +annunzia in lettere colossali, che si recita la scoperta delle Indie, +fatta da Cristoforo Colombo, nell'anno 1399, che così, conforme alla +verità, è scritto sul maestoso annunzio. + +La piazza Montanara, che più propriamente si dovrebbe chiamare strada, +posta ai piedi della rupe Tarpea, fra questa ed il Tevere, è punto +abituale di ritrovo per il popolo di Roma e particolarmente per le +classi inferiori, e per gli abitanti della campagna, che vengono in +città. Tutto vi spira miseria e sudiciume; dalla qualità delle merci +esposte sui banchi si capisce che qui i contratti si fanno a spiccioli. +Chi sarà difatti che comprerà quei mozziconi di sigaro, che i monelli +raccattano per le vie e che si vedono esposti in vendita entro cassette +di legno? Li comprerà per la sua pipa o il povero, o l'operaio +campagnolo. Non manca neppur qui lo scrivano pubblico seduto al suo +tavolo, all'angolo di una casa, con carta, penne e un enorme calamaio, +pronto a scrivere con uguale facilità lettere amorose, di ricatto, +contratti, ricorsi e suppliche. Il teatro dei burattini ha trovato in +quella strada sede adatta: lo frequentano monelli di strada, mendicanti, +operai, giornalieri, che hanno diritto di rallegrarsi, di ricrearsi la +sera colle favole dell'Ariosto. + +Avviciniamoci alla porta ancora socchiusa del vicolo dei Saponari, dove +tutto è ancora nell'oscurità, e di dove sorge un chiasso, un rumore di +gente che contrasta, si pesta, si affolla davanti al botteghino, dove si +vendono i biglietti e alla scala che porta al teatro. Siamo sempre in +carnevale e il pubblico sarà numeroso. La casa vecchia, sudicia, sorge +in un piccolo vicolo cieco, malamente illuminato da una lampada, quando +non splende la luna. Al piano terreno è una stanzaccia, una specie di +antro, dove si vendono i biglietti. I posti sono di tre specie; si paga +un baiocco per la platea, due baiocchi per il lubbione e tre per il +palchettone. Noi che siamo ricchi, prendiamo i primi posti, abbiamo in +mano il nostro biglietto, e possiamo entrare. Ma, non è questa impresa +di poco momento. La stretta scala è tutta occupata da spettatori +smaniosi d'entrare, e specialmente di monelli, ognuno dei quali vuol +arrivare per primo; tutti si spingono, e fanno un chiasso d'inferno. +Cento piedi e cento mani sono in moto, e nessuna tasca è sicura da una +perquisizione indiscreta. Bisogna passare per una porta stretta, e non +si va avanti che a forza di pugni e di spintoni. Alla porta sta un +cacciatore pontificio, condannato a fare continui sforzi, per non venir +schiacciato dalla folla. + +Siamo riusciti ad arrampicarci nel palchettone per una scala da +pollaio, ed abbiamo preso posto su lunghe e zoppicanti panche di legno +dietro una balaustrata che corre lungo il muro. Possiamo di là +contemplare la sala. Un sipario con figure mitologiche, Apollo, ed +alcune muse, che a malapena si possono riconoscere, tanto tutto è +vecchio e logoro, nasconde per ora i misteri della scena. Pende dalla +volta una specie di cassa di legno, intorno alla quale sono appese le +lampade che fumano, con molti cartocci di carta ficcati nelle fessure, +dei quali non riusciamo a comprendere l'uso. Su quella cassa pestano i +piedi gli spettatori a due baiocchi, poichè a quell'altezza sta il +paradiso terrestre. Sotto di noi giace la platea. Se quando Ercole venne +a Roma per uccidervi il gigante Caco sull'Aventino, avesse visto quella +platea, le avrebbe probabilmente dedicato una delle sue imprese; e +invece di imparare a ripetere oggidì nelle scuole «in settimo luogo +ripulì le stalle di Augia,» diremmo: «in settimo luogo ripulì il teatro +dei burattini di piazza Montanara». Perchè questa platea, da quando +esiste, non ha avuto mai nè l'onore, nè il beneficio di una spazzatura. +Il suo pavimento di nuda terra è ricoperto da uno strato di buccie di +semi di zucca,[41] di pelature di frutta, di pezzi di carta, che formano +un mosaico naturale. Siede sui banchi una gioventù cenciosa, rampolli di +Roma, nutriti del latte della lupa, discendenti rapaci di Romolo, talchè +osservando le fisonomie degli adulti, contemplando le facce abbronzate, +le capigliature folte, nere e incolte di tutti quei mascalzoni, si può +proprio ritenere di essere capitati in mezzo ai briganti ed ai banditi, +cui Romolo dava asilo. Pel momento è innocentissimo il chiasso diabolico +che di laggiù sale alle nostre orecchie; è tutto pacifico lo scopo di +questa riunione, poichè tutta questa gente non ha altro desiderio +fuorchè quello di godersi una bella rappresentazione di marionette, +piacere certo innocente e tutto infantile. Tutta l'assemblea, del resto, +ha l'aspetto di fantocci, poichè in questi giorni di carnevale vengono +nella platea le maschere, e vi si scorgono pulcinella, pagliacci colle +fruste e colle vesciche di porco ripiene d'aria, dottori, ciarlatani. +Prendono posto fra le risate universali; regna un'allegria generale, +chiassosa, e il rumore diventa sempre più infernale. Tutta quella gente +ha bisogno di ristori, di rinfreschi e si vede arrivare un venditore che +con rara abilità riesce a cacciarsi e aggirarsi fra i banchi, tenendo +con le due mani un paniere contenente ciambelle, paste e cartoccini +pieni di semi di zucca tanto graditi. Subito tutta la platea comincia a +rompere coi denti semi di zucca, le cui bucce vanno al suolo ad +aumentare il mosaico e i cartocci vengono conficcati nelle fessure del +lubbione, dove rimangono piantati, o da dove pendono come stallatati in +una caverna. Il rumore ed il tumulto diventano indescrivibili. + +Intanto sono giunte nel palchettone anche alcune dame, ninfe della rupe +Tarpea; è l'ora di dar principio allo spettacolo. Si urla a squarciagola +«Si cominci! Si cominci!» E la musica seda il tumulto. Dio mio, quale +musica! In un angolo del palchettone stanno tre suonatori, uomini dai +polmoni di bronzo, suonatori di tromba dotati di un fiato miracoloso. Se +pure non discendono da quelli che diedero fiato alle trombe di Gerico, +provengono senza dubbio in linea retta da quegli antichi pelasgici +tirreni, che primi portarono le trombe in Italia, e le introdussero +nella città dei Tarquini. La loro musica è proprio musica da atterrare +le mura. Nonostante i fischi, le grida, gli urli, e tutto quel baccano, +i tre musicanti continuano imperterriti a soffiare nei loro strumenti, e +di quando in quando un sonoro squillo di tromba riesce a dominare tutto +quel rumore indiavolato. + +Ora i burattini stanno per entrare in iscena, e potremo vedere le più +belle storie: Carlomagno e i paladini, Orlando, Medoro, Lancillotto, il +mago Malagigi, il sultano Abdorrhaman, Melisandro, Ruggero, il re +Marsilio e la regina Ginevra, eserciti intieri di Mori, di Saraceni, e +assistere a terribili battaglie. + +Oggi si recita la bella storia di _Angelica e Medoro_, ovvero _Orlando +furioso e li Paladini_. Si leva la tela e compaiono i burattini. Vengono +fuori con un salto il prode Orlando e Pulcinella suo scudiero, ed +ambedue non toccano terra; Orlando è ricoperto di ferro dalla testa ai +piedi, e tiene in mano la durlindana, Pulcinella ha i calzoni bianchi, +la veste bianca dalle larghe maniche e il berretto bianco a punta. I +burattini sono alti circa due piedi, le loro membra sono perfettamente +snodate e si prestano a tutti i movimenti; le loro gambe di legno si +agitano di continuo battendo la scena, ed i loro moti, i loro sussulti, +congiunti alla voce rauca e al fare declamatorio dell'attore invisibile +che li fa parlare, producono un effetto veramente comico. + +L'occhio intanto si abitua alle proporzioni di questi fantocci, e quando +uno non vuole obbedire alle fila che lo fanno muovere, si vede tutto a +un tratto comparire una mano d'uomo per richiamarlo al dovere, questa +sembra la mano di un gigante, e pare cosa soprannaturale. + +Mentre i fantocci recitano, e si sfidano enfaticamente l'un l'altro, o +si commuovono nei passi teneri, accade talvolta che qualche spettatore +dalla platea voglia prender parte alla rappresentazione, e getti sulla +scena fra i fantocci un pezzo di legno o altra roba. Una sera, in cui si +recitava la storia dello scellerato Ganelone vidi un giovane scagliare +un pezzo di legno sulla testa del vile traditore, e credo che l'abbia +fatto colla stessa eroica indignazione che spingeva il nobile cavaliere +Don Chisciotte a mandare in pezzi colla sua spada i burattini di un +teatrino, perchè il suo onore non gli consentiva di tollerare che vili +traditori portassero in prigione nel loro castello una nobile e virtuosa +dama. Il pubblico prende sempre viva parte alla rappresentazione, e non +mancano le critiche e le fine osservazioni che provano come gli +spettatori comprendano benissimo ed apprezzino quanto si recita. + +Le scene furiose che si ripetono di frequente, sono quelle che vengono +accolte con maggior allegria. Quando Orlando va in furore pel tradimento +di Angelica, si agita e si dimena con tanta rabbia, con tanta violenza, +che tutta quanta l'armatura, elmo, corazza, bracciali, gambiere, cade +pezzo a pezzo e l'eroe finisce per trovarsi in camicia come Amadigi +delle Gallie. Allora atterra con la spada una capanna da pastore, due +alberi, e una rupe gridando sempre «a terra! a terra!» E anche +Pulcinella si mette ad urlare a sua volta «a terra!» scagliandosi contro +la capanna. + +Nelle scene di battaglie, che si ripetono quasi in tutte le +rappresentazioni, si suona continuamente il tamburo tra le quinte. I +mori, i cavalieri, i paladini combattono durante tre o quattro minuti +con un ardore straordinario; i burattini sono maneggiati dall'alto con +somma destrezza, e le loro membra si prestano a tutti i movimenti con +tanta precisione, che si sentono gli urti delle spade, e si fa un +chiasso indicibile. Vidi Orlando stendere al suolo, sempre colla stessa +bravura, una diecina di pastori ed una quantità sterminata di mori. +Quando ha luogo un battaglia, gli eserciti si avanzano, indietreggiano, +si urtano, ed i morti cadono sempre due a due, perchè i fantocci +arrivano a due a due, combattono due contro due, finchè, divenuta +generale la mischia, o trionfa un paladino, o Pulcinella pone termine, +con un lazzo, alla battaglia. + +Pulcinella, parla sempre con una voce gutturale[42] che si presta +straordinariamente all'effetto comico e si vale per lo più del più puro +dialetto trasteverino. La stravaganza del suo dire è grande, ma spesso i +suoi lazzi sono spiritosissimi. È questa dote caratteristica dei popoli +di razza latina, particolarmente degl'italiani e degli spagnoli. Nella +loro poesia popolare riescono a mescolare, in modo originalissimo, +l'elemento tragico con quello comico. Leporello non è punto diverso da +Pulcinella. Calderon, meglio forse di ogni altro poeta della sua +nazione, ha saputo riprodurne fedelmente e felicemente il carattere +popolare, particolarmente nel suo dramma il _Mago meraviglioso_. Nel +nostro _Faust_ del teatro dei burattini, che pur troppo non si recita +più che raramente, Pulcinella, quantunque truccato da tedesco, pure +conserva la sua vivacità. Invece nel _Faust_ di Goethe, Wagner ha +perduto il suo carattere originario ed è diventato una figura +intellettuale, incomprensibile pel popolo. Pulcinella si è rifugiato in +Mefistofele, e specialmente nella parodia della scena del giardino, il +diavolo sostiene una parte del tutto analoga a quella di Pulcinella; +poichè l'essenza della maschera italiana non consiste già nell'ironia, +ma nella parodia che presenta, come carattere speciale, la stravaganza +delle parole. + +La bella storia di _Cristoforo Colombo_ viene rappresentata al teatro +dei burattini da ben quattordici giorni in fila, e tre volte per sera. +E' un'opera squisita, che eccita grandemente la curiosità, specialmente +per la comparsa improvvisa degl'indiani. La favola si presta a tutte le +condizioni richieste da un dramma romantico, quali il vile tradimento, +l'amore, la gelosia, i sentimenti cavallereschi, le imprese eroiche, le +lotte, e soprattutto battaglie senza fine. Il traditore in questo dramma +è Roldano, unico personaggio importante oltre Colombo; in questo +eccellente dramma Roldano era passato dalla parte degl'indiani, e lo si +vede seduto in trono, coperto di piume da capo a piedi, prendendo +l'aspetto d'un uccello di paradiso. Gl'indiani sono anch'essi coronati +di magnifiche piume, e ne portano pure alle gambe come Mercurio. Roldano +li chiama soldati; del resto sono ben esercitati, e adoperano in +battaglia fucili ed altre armi da fuoco. Colombo è vestito alla +spagnola, con un collare, e porta un berretto nero. Non è considerato +come paladino, ma come ammiraglio, quindi non ha la spada al fianco. +Parla poco, ma in compenso parlano tanto più i suoi aiutanti Pisandro, +Glorimondo e Sanazzaro. Si sfidano alla sua presenza due gentildonne +coperte di corazza, come l'eroine dell'Ariosto, e l'offesa Martidora +uccide la sua nemica ed il marito di questa. Pulcinella sostiene la +parte di scudiero di Colombo. Compare un angelo che dà a Colombo un +anello destinato ad ammaliare Roldano e i suoi indiani, nello stesso +modo che il cavaliere Jone ammaliò col suo corno il sultano di Babilonia +e i pagani. Alla vista dell'anello gl'indiani scompaiono per aria, ma +Roldano cade morto al suolo. Arrivano allora due demoni, muniti di +nodosi randelli, che, dietro ordine di Pulcinella, lo bastonano a +dovere. Quest'atto di giustizia eccita un giubilo indicibile nella +platea che, alla vista di tale azione morale, prende a strepitare come +un nuvolo di rondini; anche il tamburo della giustizia fa udire il suo +rullo, e un sonoro squillo di tromba pone fine alla scena. Vidi alcuni +giovani lanciare pallottole di carta contro il vile traditore, come se +volessero fargli meglio conoscere la giusta indignazione della platea. + +A questo punto cala la tela. Chi non sia stato presente a un intervallo +fra un atto e l'altro al teatro di piazza Montanara in Roma, non può +immaginare che cosa sia chiasso o rumore. Sembrava di essere nell'arca +di Noè, e che tutti gli animali facessero udire contemporaneamente le +loro voci. Mi tornò alla mente la descrizione della vita notturna degli +animali nelle foreste vergini fatta dall'Humboldt; quella gazzarra di +trecento giovani accompagnava colla voce, con mirabile sangue freddo, un +coscenzioso suonatore di tromba. Intanto si alzavano continuamente dalla +platea de' giovani che tentavano di penetrare nel palchettone, +arrampicandosi come tanti scoiattoli, martore o lucertole. Se il +cacciatore pontificio che stava di guardia nel palchettone, se ne +avvedeva, regalava loro un magnifico pugno sulla testa, e li ricacciava +in basso; ma quelli non si smarrivano affatto, e subito ricominciavano +la scalata. Appena poi fu calato il sipario, alcuni si arrampicarono sul +proscenio e sollevarono il telone di sotto in su, per vedere se lo +spettacolo avrebbe tardato molto a ricominciare. + +Le ultime scene del _Cristoforo Colombo_ presentano uno dei più bei +quadri di battaglia, perchè i due eserciti, spagnolo ed indiano, muovono +l'un contro l'altro, scaricando le loro armi da fuoco. Si spara anche un +colpo di cannone, ed allora gli indiani, dopo aver combattuto, muoiono +anche tutti da valorosi, sempre due a due. Lo sparo delle armi da fuoco, +il rullo dei tamburi, lo squillo delle trombe, lo sbattere delle gambe +dei fantocci sul tavolato della scena, le grida della platea producono +il più forte rumore di battaglia, che io abbia mai inteso un teatro. + +Per solito i teatri di burattini danno tre rappresentazioni ogni sera. +Cominciano all'Ave Maria, e alla prima che è sempre breve, tiene dietro +una seconda cui si dà il nome di _Camerata lunga_.[43] Rinunciamo ad +essere spettatori della _Camerata lunga_, e preferiamo recarci all'altro +teatro di burattini in piazza Sant'Apollinare. + +Dovremo, per andarvi, attraversare la fiera di piazza Sant'Eustachio, in +mezzo ad una sterminata folla che grida, fischia, strilla, schiamazza in +modo da assordare. A Roma non si usa, come da noi, fare i regali la +vigilia di Natale; si è scelto un giorno più adatto, quello della +Epifania, in cui i re magi offrirono i doni a Gesù bambino. Per +festeggiare questa ricorrenza, comincia il 6 gennaio una fiera dietro il +Panteon.[44] Le strade che vi portano offrono merci di ogni natura, +specialmente giocattoli, di apparenza quasi sempre elegante e graziosa. +Ve n'è tale quantità da soddisfare tutti i ragazzi del mondo. Una folla +immensa percorre queste strade; alcuni battono tamburelli, altri +soffiano entro conchiglie a foggia di corno, altri ancora battono l'una +contro l'altra delle tavolette, e specialmente poi tutti fischiano entro +fischietti di gesso, simili a balocchi da ragazzi, che raffigurano +pulcinelli, ballerini, cani, uccelli. Ragazzi vestiti da pulcinella +percorrono le strade a schiere, fischiando a squarciagola. Il chiasso è +indiavolato, tutti fischiano, fanno rumore, ed anche persone serie +cedono all'esempio, e si vedono col fischietto alla bocca. Queste +migliaia di voci stridenti producono un effetto tale da far impazzire +anche un filosofo. Strano a dirsi! Quello stesso impulso che spinge +talora gli uomini a dissimulare la loro fisonomia dietro una maschera, +li porta anche a mascherare la loro voce e la loro lingua e ad emettere +i suoni più strani. + +Siamo intanto giunti al teatro di piazza S. Apollinare. Questo secondo +teatro di fantocci, che ebbe dapprima il nome di teatro Fiano,[45] e che +al tempo dell'ultima repubblica romana fu rinomato per la figura +satirica di Cassandrino,[46] attualmente sostituita da quella, +politicamente innocente, di Pulcinella, è come abbiamo già notato un +teatro di burattini inciviliti. Le marionette recitano qui innanzi ad un +pubblico decente, su di una scena piccola, ma molto convenientemente +disposta, ben dipinta, con tutto quanto occorre per una accurata +rappresentazione. Gli spettatori possono prendere posto nella piccola +sala della platea, o sul palchettone. Si pagano tre baiocchi pei posti +nella prima, cinque pel palchettone, e questi prezzi non permettono +l'ingresso alle classi inferiori. Gli spettatori appartengono al ceto +medio, ed anche a quello distinto, che non rifugge dal procurarsi +qualche volta il piacere di una recita di burattini. Il proscenio è bene +illuminato, vi è una piccola orchestra che eseguisce pezzi di musica +negl'intermezzi, ed il sipario è nuovo ed elegante. Anche qui si +recitano drammi romantici, come quello conosciutissimo del _Volfango +fiero_; però i personaggi sono vestiti pulitamente e con eleganza; i +cavalieri portano belle armature, le dame abiti di seta e di velluto; ma +per lo più vi si recita la commedia in abito nero e guanti gialli, +drammi familiari, farse, commedie d'intrigo, in cui talvolta si fanno +figurare ricchi inglesi. Pulcinella è vestito come suo fratello del +teatro di piazza Montanara, e serba la stessa natura; però le sue +maniere sono più civili, più adatte al diverso ambiente, in cui vive. La +sua destrezza però è somma, giacchè quando siede riesce anche ad +incrociare le gambe l'una sull'altra, e a muovere i piedi, come hanno +abitudine di fare gl'inglesi. Nelle nozze, o in altre occasioni solenni, +i cavalieri e le dame siedono, con tutta gravità, sopra cuscini, e +assistono ad un ballo che l'orchestra accompagna colla musica. La +destrezza e la grazia, di cui fanno prova questi fantocci in tali balli, +è in verità meravigliosa, poichè non solo eseguiscono i passi più +difficili, colla leggerezza e col garbo che potrebbero spiegare la +Cerrito, o Pepita, ma tutti i loro movimenti, tutti i loro +atteggiamenti, la convenienza con la quale s'inchinano, ringraziano, +salutano, movendo le braccia, hanno qualche cosa di sorprendente. Nulla +si trascura di quanto può contribuire alla riuscita di un'azione +coreografica. Tutti questi fantocci si muovono, si agitano in allegra +polka, si librano come farfalle, girano in punta di piedi e ogni ballo +finisce sempre con un quadro plastico e qualche volta con un fuoco di +artificio. In una parola, l'arte di far danzare i fantocci raggiunse nel +teatrino di S. Apollinare il _non plus ultra_. + +Abbiamo così veduto almeno una parte lieta di questa Roma seria, +malinconica, severa, e Pulcinella giulivo e festoso in mezzo a tutte +queste rovine, sopra tutte queste catacombe, nè più ne meno dei grilli +che cantano fra l'erba dei ruderi del palazzo dei Cesari, e delle +rondini che cinguettano sulla tomba di Cecilia Metella. + +Vorrei ora accompagnare il mio lettore ancora nel teatro popolare di +piazza Navona, ma sento la voce di un ragazzo che predica e che mi tenta +ad entrare nella antica e bella basilica di _Ara Coeli_, in Campidoglio. +Qui predicano mattina e sera ragazzetti tanto maschi che femmine, nella +settimana che precede la festa dell'Epifania; in questo giorno terminano +le prediche. Non è troppo forte il distacco da un teatro di burattini a +una predica fatta da ragazzi dai sei agli otto anni. Anche qui, centro +dello spettacolo è sempre un fantoccino, il santo bambino di _Ara +Coeli_, adorno di una splendida corona tempestata di pietre preziose. + +In una cappella della chiesa è rappresentata con bell'arte la grotta di +Betlemme e l'adorazione dei Re Magi venuti dall'Oriente; i personaggi +sono di cera, nè mancano gli accessorî delle pecore e del paesaggio. La +Madre di Dio è seduta nella grotta e tiene in grembo il bambino, cui i +re, inginocchiati, presentano i loro doni. All'esterno sta inginocchiata +contro una colonna una figura con un mantello scarlatto, pantaloni +larghi alla turca e turbante in capo, che stende le braccia verso il +bambino, in atto di preghiera. Dalla parte opposta, parimenti contro una +colonna, è una donna di alta statura, di aspetto distinto, che pare +additi il santo bambino a quel mezzo turco che le sta contro. Nella +persona di questo si volle rappresentare, niente meno, l'imperatore +Augusto, e nella donna la Sibilla che secondo una delle leggende più +profonde del Cristianesimo predisse ad Ottaviano, in una visione, la +venuta di quel bimbo, destinato a signoreggiare il mondo. + +Di faccia alla grotta, nella navata opposta della chiesa, s'innalza un +pulpito, dove salgono a predicare, l'uno dopo l'altro, ragazzi dai sei +ai dieci anni, per la durata di circa cinque minuti, e ciò per quasi due +ore, alla presenza di forse qualche migliaio di persone. Sale pel primo +sul pulpito un grazioso ragazzetto, e dopo essersi fatto il segno della +santa croce, prende a recitare, con tutti quei gesti e quegli +atteggiamenti, propri dei ragazzi quando declamano, una predica sulla +venuta al mondo del Salvatore. Dopo di lui viene un ragazzo più grande, +vestito da chierico, che disimpegna ancor meglio la sua parte. Grida in +modo enfatico, scaglia i fulmini della sua eloquenza, nè più nè meno di +cappuccino, gesticolando quanto un tiranno di compagnia drammatica. Si +capisce che ha disposizione naturale per la mimica; ogni volta che nella +predica ricorrono le parole: capo, occhio, orecchio, porta +istintivamente la mano al proprio capo, all'occhio, all'orecchio. +Dovendo nominare il suono dell'arpa, si atteggia immediatamente nel modo +di chi volesse suonare quello strumento. Questa maniera di accennare +fanciullescamente colla mimica le cose di cui fa parola, riesce molto +divertente, e ottiene l'approvazione di tutti gli uditori, alcuni dei +quali sono venuti per devozione ad ascoltare le prediche fatte dai +ragazzi, e altri per divertirsi come ad un teatro di burattini. Nessuno +di quei ragazzi è menomamente imbarazzato, anzi i più sembrano andar +superbi di dover comparire innanzi a tanta gente e, superata +l'impressione del primo momento, la loro voce diventa sempre più sicura, +i loro gesti sempre più teatrali. Molti oratori in parlamento avrebbero +motivo di augurarsi la disinvoltura di quei bambini nel parlare in +pubblico, e pochi oratori poi si possono vantare di avere un uditorio +composto di persone appartenenti a tante nazioni, quanto quello di +questi fanciulli in _Ara Coeli_. + +Dopo i maschi vengono le femmine, graziose ragazzine ricciolute, coi +cappellini guarniti di piume e i vestitini di raso. S'inginocchiano un +momento, fanno il segno della croce e cominciano il loro sermone. È +curioso, a dir vero, sentire quelle creaturine parlare del peccato di +Adamo, dal quale ci ha redenti il Signore; della credenza nella vita +eterna; del Verbo che si è fatto carne in Gesù Cristo; della sua morte +per cui mezzo ha salvato il genere umano. Sarebbe come se i burattini di +piazza Montanara, i piccoli paladini che rappresentano con tanta enfasi +azioni eroiche, parlassero in onore di Gesù Cristo e snudando la spada +contro i mori, sfidassero a battaglia tutto l'esercito degl'infedeli; o +se le damine di quelle scene, interrompendo le loro declamazioni +sentimentali, cominciassero tutt'ad un tratto a vantare le delizie +dell'amor divino. + +Vedendo questi piccoli oratori, si crederebbe che anche i loro sermoni e +le cose che dicono, dovessero esser puerili, e si dovessero considerare +come un passatempo, cui si dovesse, in certo modo, assistere col +microscopio; ma la cosa è molto diversa; sono vere e proprie prediche in +istile solenne, cui non manca l'apparato di erudite citazioni. E non è +raro udire ragazzine, talvolta di poco più di sei anni, corroborare le +verità che bandiscono, colla autorità dei Santi Padri, e dire: così +asserisce, così c'insegna S. Paolo, S. Bernardo, S. Agostino, +Tertulliano. + +Credo stia scritto in qualche luogo: «Quando taceranno i profeti, +parleranno i bambini, e quando taceranno i bambini, i sassi diranno +_amen!_» Del resto in qualche luogo ora cominciano a parlare i tavolini; +ma l'uomo serio, e veramente religioso, non può a meno di restare +colpito da questo culto di ragazzi in _Ara Coeli_, e considerarlo come +una metamorfosi del cristianesimo. Che cosa direbbero S. Pietro e S. +Paolo, se capitassero mai in quella chiesa, e vedessero qual risultato +abbiano avuto le loro predicazioni? + +Osserverò soltanto che la signora Enrichetta Beecher Stowe, autrice +della _Capanna dello zio Tom_, che esaltando oltremisura la precocità +del nostro secolo, ci presentò nella sua Evangelina, di cinque anni, un +predicatore metodista, per non dire addirittura un genio del +cristianesimo, potrebbe trovare nello spazio di un'ora in _Ara Coeli_, +per lo meno dodici piccole Evangeline, che per di più hanno studiato e +conoscono tutti i Santi Padri. + +I ragazzi intanto che hanno sorriso all'immagine del bambino, in braccio +a Maria come ad un fantoccio, finita la predica, s'inginocchiano e +recitano una preghiera al bambinello. Una ragazzina gli dice: «O +dilettissimo fra tutti i fanciulli, degnati di volgere i tuoi occhi +sopra di noi e di gettare uno sguardo di misericordia sopra noi +peccatori!». La considerazione di cui gode in Roma il bambino di _Ara +Coeli_ è immensa, e vi si rannoda anche una leggenda. Anni sono una +giovane inglese, s'innamorò a morte di lui; andava ogni giorno in chiesa +per visitarlo, e la sua passione andò tant'oltre, che un bel giorno si +decise a rapirlo. Fece fare in segreto un altro bambino identico, un +bimbo lattante, lo portò in chiesa, e lo sostituì a quello legittimo che +si portò a casa. Ma giunta la notte tutte le campane della chiesa e del +monastero presero a suonare; i monaci uscirono e trovarono il bambino +inginocchiato fuori della porta del tempio, in atto di volere bussare. +Esso era fuggito dalla casa dell'inglese, ed era ritornato; questa è la +leggenda del bambino d'Aracoeli. Dopo d'allora la sua reputazione +crebbe, e lo si vede anche spesso uscire in carrozza, quando lo portano +a far visita a qualche ammalato.[47] Nell'ultima rivoluzione di Roma +ebbe anche la sua parte: il popolo aveva fatto a pezzi ed incendiato le +carrozze dei cardinali, ed aveva anche tirato fuori dalla rimessa la +vettura di gala del Papa, che voleva distruggere. Alcune persone +assennate, o del partito favorevole al Papa, tentavano opporsi a +quell'atto vandalico e per salvare la carrozza del Santo Padre proposero +di offrirla in dono al bambino di _Ara Coeli_. Nessuno dei repubblicani +si arrischiò a contraddire questa proposta, e il bambino venne messo +solennemente in possesso della carrozza papale, ed anzi, per provare che +era diventata veramente sua, i frati lo mandarono un giorno a spasso sul +Corso, nella carrozza papale. + +Stiamo ora a vedere: La processione si muove, il bambino è tolto di +grembo alla divina Madre; lo si porta in giro per la chiesa e sulla +scala esterna, da dove lo si mostra al popolo, quindi la processione lo +riporta nella sua nicchia. Vi sono stupende teste artistiche tra quei +frati francescani di _Ara Coeli_, che, mezzo sepolte nella tonaca, +somigliano a un blocco di travertino romano che esca di terra, con una +iscrizione mezzo cancellata; vi sono teste che paiono di bronzo, altre +voluminose come quella dell'imperatore Claudio, e faccie piene come +quella di Nerone. + +E basti delle prediche dei bambini. + +Andiamo invece al teatro popolare Emiliani, l'infimo tra tutti quelli di +prosa. La compagnia drammatica Emiliani, non meno che i burattini di +piazza Montanara, ha posto le sue tende in località adatta al suo +repertorio, cioè in piazza Navona.[48] In questa grande piazza, la più +bella di Roma, e che fu lo stadio di Domiziano, hanno luogo nel mese di +agosto le feste popolari, poichè allora si chiudono le fontane, si +inonda la piazza, e la popolazione deve attraversarla in carrozza, +quando non preferisca passarla a guado, come certuni fanno per +divertimento.[49] Nel mezzo della piazza sorge la magnifica fontana +fantastica del Bernini, composta di un rozzo scoglio, ai cui angoli +stanno le statue colossali di quattro divinità fluviali: il Nilo, il +Gange, il Danubio, e il Rio della Plata, e in cima a tutto sta +l'obelisco del circo di Massenzio. Due altre fontane versano le loro +acque alle due estremità della piazza. Intorno all'obelisco, nel tratto +della piazza compreso fra le due fontane laterali, si raduna ogni giorno +da mattina a sera grande quantità di gente, poichè lo occupano venditori +di castagne arrostite, erbivendoli, fruttivendoli, rigattieri, +ferravecchi, e la piccola borghesia accorre a comperare quanto le +occorre. La folla richiama sulla piazza ciarlatani, giocolieri, domatori +di belve; e squilli di tromba annunziano di tanto in tanto gli +spettacoli offerti al pubblico. Di quando in quando si sente anche +risuonare sulla piazza una voce potente, che grida «ai biglietti! ai +biglietti!» Sulla porta del teatro, che non si distingue da quelle delle +case vicine se non per un enorme cartellone, stanno venditori di +pasticcini e di semi di zucca, che tengono la loro merce in vista, su +banchi elegantemente arredati. La folla si avvicina alla cassa e si +compone per lo più di persone del medio ceto, di bottegai, di piccoli +possidenti, che sono in grado di spendere da tre a cinque baiocchi per +passare una sera al teatro. + +La sala è disposta in tutto come quella del teatro di piazza Montanara, +ma è più grande. Il contegno degli spettatori della platea che +accompagnano una musica scordata pestando i piedi, fischiando, o +battendo il tempo colle dita sulla spalliera dei banchi, rammenta più di +una volta il pubblico del teatro di piazza Montanara. Qui le donne, sono +di più e l'allegria, secondo il lodevole costume del popolo italiano, +non passa mai i confini della decenza. Si possono vedere sui banchi +della mamme che allattano tranquillamente le loro creature, mentre si +godono la rappresentazione, cui prendono viva parte. Si alza la tela, +sulla quale è dipinta una scena di satiri, col vecchio Sileno ebbro, e +siccome non sappiamo che cosa si reciti, è necessario stare attenti. +Compare un vecchio usuraio che attira a sè la cantiniera di un +reggimento, alla cui mano pretendono un cadetto ed un sergente. Questi +fa la parte del buffone, non fa altro che bere continuamente acquavite. +Mentre sta sulla scena, arriva un personaggio pallido, piuttosto alto, +con baffi e basette, che calza stivaloni. Dice, a parte, essere venuto +per visitare i suoi soldati, il che ci fa nascere il dubbio possa +essere, se non addirittura un re, almeno un gran generale. Mentre +passeggia su e giù per la scena, arricciandosi i baffi, e facendo +risonare gli speroni, cava di tasca un'enorme tabacchiera, fiutando +tabacco di continuo, talchè in breve ne ha coperti i risvolti +dell'uniforme. Il personaggio misterioso si presenta al sergente come un +povero veterano, e gli chiede che cosa potrebbe fare per lui nel caso +avesse bisogno di denaro. Allora il sergente gli fa vedere la lama della +sua spada confessandogli di aver venduto quella di acciaio, che ha +sostituito con un'altra di legno; in quel mentre arriva lo strozzino. Il +vecchio Federico, poichè il marziale veterano con baffi e basette è +proprio lui in persona, gli vende la sua tabacchiera d'oro, per il +prezzo derisorio di un federico d'oro. + +Nell'atto seguente il sergente ubriaco dorme su di una seggiola e giunge +un tamburino che lo desta, battendo un gran colpo sulla sua cassa. +Compaiono sei cacciatori pontifici che arrestano l'usuraio ed appare +allora il vecchio Federico in grande uniforme, con enormi mostre gialle, +sempre con baffi e basette, e con un immenso cappello a lucerna. Il +sergente ubriaco non tarda ad alzarsi ed a mettersi in posizione, ma +vacilla continuamente, il che eccita una viva ilarità nel pubblico, +mentre il vecchio Federico fa finta di non avvedersene, ed accenna a +voler punire severamente tanto l'usuraio, che il sergente. Vuol far +decapitare il primo, e il sergente stesso deve procedere a questa +esecuzione colla sua propria spada. L'usuraio, dopo infinite preghiere e +suppliche, si rassegna alla sua sorte e si è già messo ginocchioni; il +sergente pure, dopo molte difficoltà, si persuade ad eseguire la sua +parte: colloca la sua vittima nella posizione più adatta, poi si +inginocchia e prega la Madonna di assisterlo in quel duro frangente. +Finalmente quando si rialza e si apparecchia a dare il colpo, grida +tutt'ad un tratto: «Miracolo! Miracolo! Guardate, la Madonna ha +tramutato in legno la lama della mia spada!» Segue il generoso perdono +del vecchio Federico che condanna però l'usuraio a mantenere per tre +giorni il reggimento a tutte sue spese. Il vecchio Federico vien +chiamato alla ribalta, e con adatta concione invita il pubblico +rispettabile a voler onorare il teatro della sua presenza per il domani +a sera, dovendosi rappresentare _Artaserse Re di Persia_, annuncio che è +accolto con viva soddisfazione. + +Questa bella commedia dimostra come il vecchio Federico rimanga, quasi +un mito, vivo anche nella memoria del popolo italiano che ancor oggi +nei tedeschi distingue gli austriaci dai prussiani. Della Prussia non +conosce che la storia del vecchio Federico che considera come un secondo +Attila, e come vincitore degli austriaci. + +Gli attori del teatro di piazza Navona sono mediocrissimi, li direi +inferiori a quelli delle compagnie che recitano sui teatri più meschini +della Germania, e specialmente la parte femminile non si distingue certo +per bellezza. Ogni rappresentazione del teatro Emiliani termina o con un +ballo, o con una pantomima, o con quadri viventi, come la _morte di +Abele_, _Ahasvero_ o _l'Ebreo errante_, _Virginia Romana_, _Salvator +Rosa fra i briganti_, o altre simili scene. + +Una sera il cartellone recava l'annuncio di uno spettacolo molto +promettente, intitolato _Ravanello spaventato da un morto parlante_. +Doveva essere cosa straordinaria ed allegra assai. Era la storia di Don +Giovanni, travestita in romanesco volgare. Il protagonista conservava, +come nel dramma spagnolo, il suo vero nome, chiamandosi don Tenorio, ma +Leporello assumeva il nome di Ravanello; Donna Anna, Don Ottavio ed il +Commendatore non mutavano nome, nè carattere. In questa parodia popolare +Don Giovanni non è per nulla rappresentato come un _Faust_ della +sensualità, ma unicamente come uomo leggiero, privo di senso morale. Il +suo carattere si svolge in un'azione qualsiasi. Egli ammazza il +Commendatore per vendetta, introducendosi notte tempo nella stanza di +lui. Più tardi nel cortile della chiesa ha luogo la scena dell'invito +della statua, a cavallo, come nell'opera di Mozart, soltanto mancano i +frizzi di Leporello. Il Commendatore compare al banchetto, con una +faccia ridicolamente orribile, da diavolo infarinato. Don Giovanni, +atterrito, invita lo spettro a prender posto a tavola ed a servirsi. +«Non mangio, risponde l'ombra». «Vorreste udire della musica?» replica +Don Giovanni. «Sì» risponde lo spettro. Allora la musica suona per +alcuni istanti, mentre Don Giovanni e il Commendatore stanno l'uno di +faccia all'altro senza dir verbo. Questa scena è bella e produce +profonda impressione, perchè la musica vi ha la parte di potenza +celeste, quasi voce di un Dio invisibile, quasi annunzio del giudizio +tremendo che sta per colpire Don Giovanni. Appena cessata la musica, il +Commendatore invita a sua volta don Giovanni a pranzo a casa sua, cioè +fra le tombe, e Tenorio, da vero _caballero_, non attentandosi a +declinare l'invito, risponde che andrà. + +Lo troviamo quindi solo fra le tombe: in mezzo ai monumenti è +apparecchiata una tavola ricoperta d'una coltre nera, sulla quale +stanno fiaschi e bicchieri; la mensa è adorna di teschi umani. Tutt'a un +tratto l'arrivo dello spettro è annunciato, come nella prima scena, da +alcuni colpi sotterranei e subito si erge solenne la sua bianca figura. +«Mangia!» grida lo spettro. Don Giovanni impaurito si ritira e risponde +con voce tremula: «Non posso mangiare». «Vuoi sentire la musica?» «Sì», +risponde don Giovanni. Segue una breve pausa, durante la quale si ode +solamente la musica; i musicanti, quattro suonatori di corno ed uno di +contrabbasso, fanno tutto il loro possibile per produrre un'armonia +infernale, ed era facile, riconoscere, dalla fisonomia degli spettatori, +che raggiungevano pienamente il loro intento. Non appena tace la musica, +lo spettro comincia a parlare, e rivolge in tuono cappuccinesco una viva +esortazione a Don Giovanni, perchè rientri in sè stesso, pensi alla +salute dell'anima e si volga a Dio. Ma Don Giovanni, con alterigia di +cavaliere, rifiuta di convertirsi. Allora viene il colpo di scena +finale: il Commendatore prende Don Giovanni per mano, s'apre una botola, +da cui salgono fiamme terribili di pece greca, e Don Giovanni, appena +vede la voragine, novello Curzio, si slancia eroicamente tra le fiamme. + +Nell'ultima scena si vede l'inferno stesso, colle fiamme rappresentate +da fuochi di bengala, e in mezzo ad esse Don Giovanni quasi nudo, +incatenato, coi capelli irti, sdraiato per terra e tormentato da alcuni +diavoli, ministri della inquisizione infernale. Il dannato urla: «Sono +già mille anni che soffro! Non c'è proprio più salvezza?» E i diavoli +tra le quinte rispondono: «Nessuna! Nessuna!» Scende la tela. Questa è +la riduzione del Don Giovanni ad uso del popolo. Essa non tende che +all'effetto morale; tutta l'allegria e lo spirito sono scomparsi, e +Ravanello è diventato una figura insignificantissima, poichè i lazzi, +con cui comincia, cessano alla metà del dramma. + +Sapevamo che in questo teatro Emiliani si rappresentavano anche di tanto +in tanto tragedie, e non ci siamo voluti privare del piacere di +assistere alla recita della più commovente, forse, fra le tragedie +italiane, la _Francesca da Rimini_. Il famoso episodio dantesco non ha +ispirato soltanto pittori, ma anche poeti, molti dei quali tentarono +portarlo sulle scene, quantunque poco si presti all'effetto drammatico. +Byron stesso dice nei suoi diarii di aver pensato a prendere la +_Francesca da Rimini_ ad argomento di una tragedia. E' un peccato che +non lo abbia fatto, perchè, quando anche non avesse prodotto opera +adatta ad essere rappresentata, era tal poeta da scrivere cosa stupenda. +La grande semplicità dell'azione rende disagevole lo sviluppo +drammatico, e richiede un sommo poeta che senta e sappia parlare il +linguaggio delle passioni. Silvio Pellico fu l'unico che fino ad un +certo punto vi sia riuscito. Nella sua _Francesca da Rimini_ l'azione si +svolge bene; i caratteri sono nobili e ben disegnati, quantunque non sia +grande l'effetto drammatico. Essa è ritenuta opera classica in Italia, e +viene rappresentata tanto nei grandi che nei piccoli teatri. In questi +giorni era rappresentata contemporaneamente qui in Roma in due teatri: +al Valle integralmente, ed in quello Emiliani ridotta a parodia. + +Andiamo a quest'ultimo. Gli attori recitano in dialetto romanesco, cioè +nel più puro linguaggio dei Trasteverini. Francesca da Rimini è +travestita, o per dire più esattamente, è ridotta trasteverina. Sarebbe +come se si recitasse l'_Ifigenia_ del Goethe in basso tedesco, o il +_Faust_ nella traduzione in lingua volgare fiamminga del Bleeschauer. Da +noi non sarebbe possibile fare una caricatura di una tragedia classica; +non sarebbe possibile trovare un teatro, per quanto piccolo e meschino, +che si arrischiasse a presentare al pubblico, ad esempio, la _Maria +Stuarda_, ridotta a parodia. Le tragedie da noi non diventano ridicole +che qualche volta, quando sono male rappresentate; ma non vengono mai +ridotte tali a bella posta. + +Nel teatro di piazza Navona tutto contribuiva a rendere lo spettacolo +ridicolo: il dialetto adoperato dagli attori, ed il loro modo già per sè +stesso deficiente di recitare, particolarmente della Francesca. +Recitando seriamente le parti loro in quel dialetto ridicolo, +convertivano, per così dire, il coturno in pantofola e rassomigliavano +ai personaggi di Piramo e Tisbe.[50] Il vecchio Guido da Polenta si era +fatto una gobba, e recitava come un folletto con brache di velluto e in +maniche di camicia. L'infelice Francesca aveva un aspetto esuberante di +salute, da fare invidia a qualunque serva o campagnola. Lanciotto e +Paolo sembravano due volgari attaccabrighe. Tutti però declamavano con +grande serietà, seguendo l'originale passo passo, i pensieri elevati +della tragedia non erano soltanto voltati in dialetto, ma trasformati +nel senso non meno che nella forma. Era sempre la stessa tragedia, ma +ridotta, in forza del diritto del carnevale, a una farsa. Anche +Melpomene si era in certo modo mascherata, facendosi i baffi col +carbone. + +Lo straniero che non capisce la differenza fra la lingua italiana ed il +dialetto trasteverino, non ride che per la parodia dei modi tragici; ma +il romano ride pure pel dialetto. E' un divertimento di carattere tutto +locale. Quando il vecchio sire di Ravenna disse, per esempio a +Francesca: «_Statte mosca_» l'ilarità fu generale e rumorosa. Domandai +ad un giovanetto seduto presso di me, che era convulso dal gran ridere, +la ragione di tutta quella ilarità: «_Mosca_» mi rispose, vuol dire +«zitto» in trasteverino.[51] Invece di niente i trasteverini dicono +_nientaccio_, ed anzi le terminazioni in _accio_ ed in _uccio_ sono +caratteristiche del loro dialetto, e non mancano mai di eccitare le +risa. Questo dialetto, come buona parte dei dialetti italiani, aggiunge +volentieri in fine la particella _ne_ ed ama raddolcire le finali in +_are_ ed _ire_, dicendo _andane_, _partine_, in vece di _andare_, +_partire_. Sostituisce parimenti volentieri la _r_ alla _l_, dicendo, ad +esempio, _der teatro_ invece di _del teatro_.[52] Del resto, anche +l'espressioni erano ridotte a forma volgare. Lanciotto, per esempio, +dice una volta a Paolo: «Bada; ti voglio triturare come un salame». La +tragedia di Silvio Pellico termina coi versi: + + «basta, onde tra poco + Inorridisca al suo ritorno il sole». + +che in dialetto diventano: «venga al suo ritorno la tremarella al sole». +Il passo di Dante, in cui Paolo e Francesca narrano che leggevano la +storia di Lancillotto e di Ginevra, fu tradotto «noi leggevamo un giorno +la bella storia di Chiarina e di Tamante» che è una canzone côrsa, +diffusa per tutta Italia, e che si vende, stampata su foglio volante, su +tutti i muriccioli. «Che cosa direbbero mai Dante e Silvio Pellico, +domandai a un mio vicino, se potessero vedere la loro favola ridotta a +questo modo, su queste scene?». Il vicino mi fissò meravigliato e quando +parve avesse capito il mio pensiero: «Eh, rispose, si vuol ridere!» E +invero, ho vedute poche cose più ridicole della scena, in cui Lanciotto +uccide Paolo e Francesca; nella quale mentre sono entrambi già stesi a +terra, Paolo dice all'amante «Checca! Perdono!.. Ohimè, essa è crepata, +ora devo crepare anch'io!» e il sire di Ravenna gobbo, in maniche di +camicia e brache di velluto, avvicinandosi ai cadaveri esclama: «Non più +sangue, perchè non venga la tremarella al sole!». Cala la tela. + +Si può assistere al teatro Emiliani anche alla _Medea_ in dialetto +romanesco, od a _Didone abbandonata_, in cui Enea, come fondatore +favoloso di Roma, lusinga il popolo coi ricordi eroici. Di ciò basti, ma +perchè il lettore possa farsi un'idea del dialetto trasteverino, do qui +il principio del cartellone del teatro: + + TEATRO EMILIANI + + _in Piazza Navona_ + + INVITO STRASORDINARIO + + Per la sera der giorno de Giuvedine 27 Gennaro der mille ottocento + cinquantatrene. A Benefiziamento della prima donna Pantomimica + assoluta Marietta Descarsi. Si rappresenterà come dice il + cartellone, Purcinella Impicciato in tra' una Mucchia de sorci dopo + na nova pantomimica tutta de spettacolo, fadica d'un regazzino + granne de 5 anni e questa se chiama Er Naufragiamento de Tom-Pusse. + + Nella Camerata lunga si darà la stessa sera di nuovo il primo + dramma, poi un «Balletto in punta e tacco» quindi il Capo d'Opera + der Sor Pietro Metastasio «Didone abbandonata», infine la + Pantomimica e balletto. Perciò, conchiude il cartellone, venite e + ridete e fate ridere anche l'attrice, di cui è oggi la beneficiata, + ed essa vi darà per rincompensa «tutto quello che tié chiuso nder + petto». + +Dante nel suo libro «De vulgari eloquentia» chiama il dialetto romano il +più brutto dei dialetti d'Italia.[53] + +I due teatri di burattini di piazza Montanara e di S. Apollinare sono +col teatro Emiliani le scene veramente popolari di Roma, che hanno +carattere locale. Conviene aggiungervi nell'inverno il grande teatro +Alibert[54] per l'opera, ed in principio della bella stagione il teatro +popolare che occupa gli avanzi del mausoleo di Augusto.[55] Gli altri +teatri non hanno carattere locale; soltanto quello Capranica, che sta +nella piazza di fianco al collegio dello stesso nome, può essere +considerato come teatro di transizione fra quelli popolari ed i teatri +seri. Vi si recitano tragedie, commedie, drammi, azioni spettacolose, +opere, pantomime e balli di ogni genere. Le parti giocose vi sono +sostenute dallo Stenterello, specie di buffone toscano senza maschera +caratteristica, che quantunque giocoso sostiene qualche volta pure parti +di una tal quale serietà. Egli può dirsi il Pulcinella di tutta l'Italia +superiore e centrale, e lo si vede anche ogni tanto al teatro Emiliani a +fianco di Pulcinella stesso. Per un teatro popolare toscano un buon +Stenterello è indispensabile, quanto un buon tenore od una buona prima +donna per un teatro d'opera. I cartelloni teatrali non mancano mai di +aggiungere, ai titoli delle produzioni rappresentate, le parole _con +Stenterello_ come si aggiungono a quelli dei teatri di burattini le +parole _con Pulcinella_. + +Oltre il teatro Capranica, vi sono in Roma i teatri Torre Argentina, +Valle, e Tordinona detto anche Apollo; quest'ultimo è dedicato +particolarmente all'opera in musica; nell'ultimo inverno vi si dava il +_Trovatore_, opera nuova del Verdi. Il teatro Valle è il più grande fra +quelli in cui si recitano tragedie e commedie; da Pasqua vi recita ed +entusiasma il pubblico che preferisce la tragedia, una buona compagnia +torinese, di cui è principale ornamento la distinta signora Ristori. Vi +si recitano spesso, come in Germania, traduzioni dal francese, qualche +volta anche drammi di Kotzbue e raramente produzioni di Goldoni, di +Silvio Pellico, e più raramente ancora dell'Alfieri, troppo inviso alla +censura papalina. Tutti questi teatri non rientrano nella sfera di +questi cenni sui costumi e sulle cose di Roma.[56] + +Ma è ormai tempo di calare il sipario e di riporre tutti questi fantocci +entro le loro scatole. «Nella commedia, come in questo mondo, dice Don +Chisciotte, recitano imperatori, papi e cento altri personaggi; ma +quando si arriva alla fine, quando scompare la vita, giunge la morte che +spoglia tutti degli abiti e dei costumi dai quali si riconoscevano e si +differenziavano; nella fossa tutti sono uguali». + +Ed ora, lettori miei, voglio presentarvi un personaggio romano, che sta +esposto rigido e morto sul suo letto di parata fra le torce che ardono, +contemplato avidamente a bocca aperta da numerosa folla, particolarmente +di popolani, che non osavano innalzare i loro sguardi verso di lui, +mentre era vivo e che si levavano timidi e rispettosi il cappello quando +passava nella sua carrozza di gala. Era un cardinale, ora giace in una +sala del palazzo della Consulta, steso sul letto funebre rivestito +delle sue principesche vesti rosse. Che meschino apparato per un uomo +che governò lo Stato romano, ed il cui nome fu congiunto agli +avvenimenti più grandi della storia contemporanea! La sala è piccola e +non è delle più pulite. Le stoffe di seta nera del letto funebre sono +vecchie, logore, macchiate, rappezzate in più punti, e di certo hanno +già servito a più di un cardinale. Ardono due ceri, un sacerdote ritto +contro un leggìo recita le preghiere per i morti. La folla entra ed +esce; nella maggior parte sono operai, donne e ragazzi, che contemplano +con indifferenza il viso livido del cadavere, che rammenta una colonna +rotta, di porfido rosso, di un qualche tempio antico. La testa è +voluminosa, marmorea, con pochi capelli bianchi; i suoi tratti denotano +una volontà ferrea e una rassegnazione tranquilla. Poco mancò che si +posasse nel 1846 su questo capo la tiara pontificia, oggetto delle sue +lunghe speranze; quando morì Gregorio XVI, nessuno dubitò della elezione +a Sommo Pontefice di questo rinomato uomo di Stato, ministro di +Gregorio, arcivescovo di Genova, gran priore di Malta, abate di Farfa, +antico nunzio pontificio a Parigi, molti dei cardinali erano sue +creature, il suo partito a Roma era esteso e potente; radunatosi il +conclave, alla prima votazione raccolse la maggiore quantità di voti. +Egli non dubitava affatto della sua elezione e, tranquillo sul suo +esito, già pensava al nome che avrebbe assunto. Ma l'elezione al papato +è come una lotteria; a questo cardinale toccò un biglietto bianco. Un +sacerdote che aveva bussato un giorno alla sua porta a Genova, +chiedendogli protezione e appoggio, il povero conte Mastai Ferretti +ottenne la tiara pontificia, ed il vecchio Lambruschini si dovette +inginocchiare innanzi a lui, e baciare i piedi di Sua Santità. Ora è qui +esposto Lambruschini, il genovese altero, inflessibile, che non aveva +mai ceduto a nessuno, che aveva regnato per Gregorio: uomo di grande +energia, di natura dispotica, di un rigorismo monacale, inaccessibile a +tutte le passioni umane, preoccupato unicamente della signoria della +Chiesa, uno dei pochi superstiti del tempo antico, della vecchia scuola. +Vide cinque papi sulla cattedra di S. Pietro, il sesto gli tolse la +tiara. A quali solenni avvenimenti non aveva egli assistito dalla +rivoluzione francese a quella di Roma del 1848! Quante persone, +imperatori, re, principi regnanti e spodestati, non aveva conosciuto! +Invecchiato nel culto della teocrazia, promotore indefesso dello +assolutismo della Chiesa, gli era toccato assistere all'ultima +rivoluzione che Pio IX stesso aveva provocato colle riforme; decrepito, +sull'orlo della tomba, aveva dovuto fuggire da Roma come un malfattore. +Lo avevo visto molte volte nelle solennità della Chiesa, accasciato per +gli anni, incurvato, tremante, dignitoso come un patriarca, seguire +vacillante la processione, o entrare nella cappella Sistina. Tutti gli +occhi erano rivolti su di lui, e la folla mormorava «Quello è +Lambruschini!» Ed ora il mendicante cencioso, il povero operaio, lo +contemplano sul suo catafalco, e ripetono franchi e liberi da ogni +timore: «Ecco Lambruschini!» Ora giace là, oggetto indifferente, +estraneo al mondo, alla storia, fantoccio ormai dimenticato che ha +sostenuto la sua parte, e che deve cedere il posto ad altri. Tutta +questa pubblicità, questa esposizione di un cadavere, ha qualche cosa +che incute terrore, e mi spingeva quasi a rivolgere un ultimo discorso +al defunto cardinale, mentre stavo pensando al suo grado eminente, alla +sua grande attività, alla sua vecchiaia, e contemplavo con rispetto la +sua salma. + +Ma chi si dà pensiero della vita o della morte d'imperatori, re, papi, +cardinali, o di qualsiasi altra persona, qui in Roma? In mezzo a tutte +queste grandi rovine della storia universale, tutto quanto in altri +luoghi sarebbe grande, solenne, qui diventa piccolo, meschino, come una +rappresentazione di marionette; poichè qui impera quasi un tanfo di +porpora e l'aria è come impregnata di nomi d'imperatori e papi defunti. + +Proseguendo a passare in rivista questo mondo di fantocci dove dovrò +condurre i miei lettori? Sul Corso, dove pendono da ogni finestra +tappeti rossi gallonati d'oro; dove mille belle donne sorridono dai +balconi, gettando un nuvolo di fiori, che cadono a terra come quelli +della pianta di pesco, quando il venticello di primavera agita i suoi +rami. Rechiamoci alla chiesa di S. Antonio presso le terme di +Diocleziano, dove si dirigono in lunga fila cavalli bardati in varie +fogge, dove potremo ammirare le carrozze del papa e la sua bella mula +bianca, e lo stupendo equipaggio del duca Boncompagni-Ludovisi tirato da +sedici cavalli, che l'abilissimo cocchiere guida da solo stando in +serpa.[57] Ma tutto questo attrae meno folla che la comparsa +meravigliosa del _grasso lucido_. + +La nostra attenzione però si concentra su quella lunga fila di persone +che camminano solennemente a due a due, e che sembrano tuttora +appartenere al medio evo come altrettante figure dipinte da Giotto, dal +Ghirlandajo, o da Sandro Botticelli. Tutti questi uomini, vestiti di una +lunga tonaca rossa, hanno la testa coperta da un cappuccio a punta, che +scende fino a ricoprire anche la loro faccia, con due aperture per gli +occhi; camminano tutti a piedi scalzi. Hanno i lombi cinti da un +cilicio, alcuni portano croci, ma i due spettri rossi che aprono la +marcia portano in mano teschi umani e ossa di morto.[58] Mormorano preci +camminando. E' la compagnia dei Sacconi rossi; la loro figura è proprio +bizzarra, e riconduce ai tempi antichi. Ma vi sono anche confraternite +di altri colori, e passeggiando la sera per Roma è facile imbattersi in +cortei funebri, nei quali i fratelli portano cappuccio nero, o celeste, +e sono vestiti di bianco o di giallo. Queste figure si possono vedere +ogni giorno per Roma, e quando s'incontrano nei quartieri più deserti e +più antichi della città, come le regioni Monti, Campitelli, o in +Trastevere, o soltanto quando i cappuccini precedono il feretro colle +loro tonache color tabacco, colle loro barbe inargentate, portando un +cero acceso, preceduti alla lor volta dalla croce, le piazze e le +strade deserte della città assumono un aspetto indicibile di morte e di +malinconia. + +Il culto di Roma, anzi tutta la vita interna della città, ha il +carattere di una processione; e questa è davvero la città delle +processioni. E quando non si fanno processioni, che cominciano +principalmente nei mesi di maggio e di giugno, vi sono altre comitive +che vanno a due a due per le piazze della città, e danno loro un aspetto +solenne. Osservate: sono ragazzine che camminano processionalmente, +guidate e dirette da monache. Sono vestite di nero con un fazzoletto +bianco al collo, portano una cuffia bianca con nastri neri; precedono le +più piccine, quindi in linea crescente arrivano giovani dai diciotto ai +venti anni. Sono allieve di un istituto, che vanno alla passeggiata. +S'incontrano con una camerata di giovanetti, pur essi condotti a +passeggio guidati da preti. Anche questi camminano a due a due, disposti +del pari in linea crescente. Vestono abito nero, portano il cappello a +cilindro anche i più piccoli, e questa schiera di trenta a cinquanta +ragazzi, vestiti in questo modo severo, che li fa sembrare nani +invecchiati, produce un'impressione che eccita l'ilarità. Quando +s'incontrano questi ragazzi neri con quelle ragazze nere, si lanciano a +vicenda sguardi pieni di desiderio; ma si passano a fianco senza dir +parola. Poverini! Non parlano, non odono, sono sordomuti gli uni e le +altre, e soltanto a segni possono comunicarsi i loro pensieri. + +Sarebbe impossibile enumerare tutte le corporazioni e le comunità che +s'incontrano per Roma, procedenti così due a due, nella loro uniforme. +Sono centinaia, in questa città, le provincie del socialismo clericale, +centinaia i falansteri ecclesiastici, da superare la fantasia di Goethe +o di Fourier. + +Ecco, compare un'altra comitiva di giovani vestiti di una specie di +_caftan_ alla turca, col colletto diritto, filettato di rosso, fra loro +vi sono due mori, e molte faccie olivastre, abbronzate, parlano tutte le +lingue dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia; parlano il cinese, +l'indostano, il persiano, l'abissino, il copto, le lingue del Malabar e +dell'Orange: sono allievi del collegio di Propaganda, futuri missionari. +Questi altri invece che s'avanzano, dalla capigliatura bionda e +dall'abito tutto rosso, parlano tutti tedesco; sono allievi del Collegio +germanico.[59] Ed ecco ancora altri collegi dalle vesti turchine, nere, +bianche, sono inglesi, scozzesi, allievi del Collegio Nazareno, o +dell'altro dei nobili. Chi li potrebbe nominar tutti? + +Intanto questo _grasso lucido_ che ci ha sempre seguito e accompagnato, +vuole oramai che si parli di lui; deve però avere ancora un tantino di +pazienza, perchè abbiamo da vedere ancora un altro spettacolo curioso. +Venite meco, o lettori, sulla piazza di S. Giovanni in Laterano, e +ricordate che siamo nello splendido mese di giugno; qui deve svolgersi +una gran processione: vi saranno tutti gli ordini religiosi, +innumerevoli confraternite, parecchie belle ragazze con coroncine +d'argento in capo, e abiti che non sono cuciti, ma tenuti insieme +unicamente a forza di spilli come un mosaico;[60] vedrete croci +gigantesche oscillare nell'aria, non sostenute dagli uomini che le +portano, ma che si appoggiano soltanto su di una borsa di cuoio che i +portatori recano sul petto, e ciò malgrado son maneggiate con tale +destrezza che ogni giocoliere invidierebbe.[61] Questa processione +sterminata passerà in mezzo all'ospedale di S. Giovanni tra una fila di +letti, sui quali sono donne e ragazze malate, che riceveranno la +benedizione. Avete visto o sentito mai, lettori miei, nulla di simile? +Ragazze ammalate che ricevono visite non solo dai loro cari, ma dal +popolo romano, da tutti i Quiriti? Le porte dell'ospedale sono aperte, +dovunque sono fiori e fronde, alabardieri svizzeri stanno impalati sulla +soglia imponenti e rossicci come garofani o gigli rossi, ma a nessuno è +vietato l'ingresso: entrano le persone a centinaia; entriamo noi pure. +Qual vista! Dove siamo mai? Passiamo pian piano, non ci è permesso +fermarci presso i letti. Osservate, quanto è bella e ariosa la corsia, +con quanto gusto è decorata! Oggi la malattia celebra la sua festa e +prende in prestito dalla salute belletto e ornamenti, poichè in questa +Roma tutti vogliono fare la loro comparsa almeno una volta, tutti avere +la loro festa, la gente ricca e felice, i mendicanti, gli storpi ed +anche i morti. Guardate la doppia fila di letti, come sono puliti e +bianchi, come sono ornati di tappeti rossi, gallonati d'oro e di fiori +artisticamente disposti. Ogni letto pare una poesia di Matthisson, o di +Geibel. In ognuno sta seduta o coricata languidamente una ragazza o una +donna, vestita di lini candidi come la neve. Molte hanno l'aspetto +aggravato, ma molte appariscono più belle per la malattia. Osservate +quella ragazza, come la sua fisonomia è trasformata dalla convalescenza, +e come splende pel fascino incontrastabile della debolezza; i suoi occhi +nerissimi scintillano come illuminati dalle reminiscenze. Non tarderanno +a riacquistare tutto il loro splendore. Vorreste arrestarvi, o miei +lettori? Ma non è permesso; ai piedi di quel letto, custode dell'onore, +sta un giovane soldato armato di fucile, tal quale come se fosse di +sentinella ad una polveriera. E là, dove sta seduta quella ragazza, cui +l'ardore della febbre imporpora le gote e i cui sguardi si perdono quasi +vaganti nello spazio, là siedono le vecchie infermiere, vestite di +giallo, simili alle Parche. Usciamo, usciamo, che questa stanza è più +pericolosa della stessa malaria, al lume di luna. Potrete ora dire di +avere visto una scena di spedale, di questa singolarissima città di +Roma. + +Come potremmo intanto sfuggire al _grasso lucido_! Ecco un circolo di +persone, in una strada qualunque, dal cui centro sorge una voce che +declama. Andiamo a quella volta, che cosa troviamo? _Il legittimo grasso +lucido._ Scorgiamo sull'angolo di una casa un cartellone rosso, +attaccato or ora: ci affrettiamo a leggerlo; che cosa sarà mai? _Il +legittimo grasso lucido._ Siamo seduti al caffè Ruspoli, un ragazzetto +s'aggira per le sale, offrendo un foglietto agli avventori. Che cosa vi +sta scritto? _Il legittimo grasso lucido._ Questo _legittimo grasso +lucido_ ha dunque esso pure un diritto incontestabile di attirare a sè +l'attenzione generale, e certo non è poco merito l'aver inventato, +nell'anno 1850 dalla nascita di Cristo, una vernice lucida; che non +contiene nè vetriolo, nè alcun'altra sostanza corrosiva, e che non solo +ammorbidisce in sommo grado qualunque cuoio, ma possiede per di più la +virtù di aumentarne la durata in modo incredibile e meraviglioso. Una +tale invenzione è degna di esser esposta al pubblico, ai piedi +dell'obelisco, in faccia al Panteon. Stanno là, presso un tavolo coperto +di scatolette di latta, contenenti la preziosa vernice, due oratori +popolari che parlano per ore intere, con un fiume di eloquenza che mai +non si arresta nel suo corso, della eccellenza del _grasso lucido_. Se +si desse al più grande fra tutti i filosofi l'incarico di dire qualcosa +in lode di un lucido da scarpe, in due minuti avrebbe finito; ma +quest'uomo con un abito unto e con un panciotto di velluto, che sembrano +anch'essi coperti di grasso lucido, parla ore intere senza mai fermarsi, +sulle materie che compongono il _grasso_ _lucido_, sui suoi pregi, e +non divaga mai dal suo tema; trova sempre nuovi argomenti, nuove idee, +nuove immagini, riferentesi al _grasso lucido_, e al rapporto che ha con +l'economia domestica, con la civiltà umana, con le varie specie di +corami, col tempo, con la temperatura, col sole, con le stelle, con la +sua influenza sull'anima umana. + +Fin dalla prima mezz'ora cadono le bende dagli occhi degli uditori, +cominciano quasi a persuadersi delle specialità, dell'eccellenza del +_grasso lucido_; a poco a poco giungono a capirne l'immensa importanza, +e, quasi quasi, non riescono a spiegarsi come abbiano potuto vivere fino +a quell'istante privi di quel ritrovato sublime. Intanto l'oratore +continua a spolmonarsi. Gorgia, Protagora e Carneade non hanno mai +vantato tanto la giustizia, quanto egli il _grasso lucido_. Meriterebbe +che si istituisse nella Università di Padova una cattedra, dalla quale +potesse parlarne _ex professo_; egli si dà già per professore e membro +di parecchie accademie scientifiche, come pure il suo collega; e +additando questo, avverte che il signor professore ha scritto non meno +di undici volumi intorno al _grasso lucido_. «Non è vero, professore, +che hai dimostrato nel tuo decimo volume, che questo insuperabile +_grasso lucido_, unico in Europa, possiede la proprietà di ammorbidire +il più duro cuoio di bue, e di renderlo soffice come un velluto?». Il +professore risponde di sì e siccome l'altro è rauco, e non può ormai più +continuare, comincia a sua volta a vantare i pregi dell'incomparabile +specialità. + +Dimostra in primo luogo in che consista il _grasso lucido_. «Si vorrà +sostenere, egli dice, che questo _grasso lucido_, contiene sali +alcalini, sostanze corrosive. Ora domando io, credete voi che un uomo +vivente possa trangugiare impunemente del vetriolo? Credete voi davvero +che un uomo possa mangiare acido solforico? Ebbene, voglio darvi una +prova convincente; mangerò alla vostra presenza questo _grasso lucido_, +esso non mi ucciderà, non mi darà alcun disturbo, ma al contrario mi +procurerà la stessa soddisfazione che potrebbe darmi la polenta più +squisita». Detto fatto, il professore trangugia una discreta quantità di +_grasso lucido_, dopo di che l'uditorio rimane profondamente scosso e +persuaso che il _grasso lucido_ certo non contiene vetriolo. «Compratelo +dunque, urla il grande filosofo, approfittate di questo solo e unico +_grasso lucido_ eminentemente economico, indispensabile e innocuo. La +scatoletta non costa che tredici baiocchi. Ma che ho detto? Tredici +baiocchi? Sono dodici! Guardate! Anzi ve la do per dieci!». + +E per dimostrare che il grasso rende lucida qualsiasi sostanza, agguanta +un pezzo di carta e lo vernicia con singolare destrezza, e con un +sorriso di compiacenza; afferra quindi un giovinotto, e sempre +declamando e gesticolando gli lustra una scarpa. Il giovane è raggiante +di soddisfazione, quasi non è ancor persuaso della fortuna toccatagli, +poichè non gli è accaduto mai, dacchè è al mondo, di avere una scarpa +lucida. «Vedete, dice il professore, questa scarpa pareva poco fa la +scarpa di un porco, ora riluce come l'argento; un bambino appena nato +potrebbe ridurla così, senza la menoma fatica». Il giovinetto se ne va +con una scarpa lucidata e l'altra no, e non alza l'occhio per tutta la +strada dalla sua scarpa lustra, come se volesse specchiarsi nella sua +felicità. + +Questa rappresentazione del _grasso lucido_ ci mette in grado di +frequentare la buona società, e di andare anzi ad una festa da ballo. + +Questa non si darà nè presso il duca Torlonia, nè in casa del duca +Braschi; ma sarà più interessante e più degna di osservazione che non un +ballo in appartamenti principeschi e nei costumi dell'epoca di Luigi +XIV. Sarà il così detto ballo dei modelli, in una vasta e deserta sala +di via Claudiana.[62] + +Vi è in Roma una classe di persone, la cui vita è tanto strana e +singolare, che potrebbe fornire ai novellieri migliori argomenti, che +non la vita di quella Maria dei Fiori, e di quelle _grisettes_ che la +moderna letteratura francese innalzò a ideali della bellezza muliebre e +al grado di muse della poesia. Le persone che troveremo a questo ballo +sono modelli degli artisti, tanto uomini quanto donne, che hanno la +triste sorte di dover stare parecchie ore della giornata nella +immobilità più perfetta. Campano la loro esistenza in grazia delle belle +e caratteristiche forme del corpo. Si presentano in tutti gli +atteggiamenti possibili. Una ragazza rappresenterà oggi la Venere dei +Medici, domani Diana, Arianna, la Madonna, una Baccante, la Maddalena, +Psiche, una dea, una schiava, Miriam, una vestale; oggi sarà nuda, +domani tutta velata; vestita dei costumi più ricchi e più svariati: ora +da turca, ora da greca, ora da donna di Albano, o della campagna romana, +o da antica romana. La povera creatura deve ridursi ad una specie di +statua, il cui incarico è di rimanere quanto più sia possibile +immobile, nella posizione assegnatale dall'artista che la tratta quasi +come un manichino, facendole muovere gambe e braccia, e tutto il corpo +fino a che l'abbia ridotta a quella attitudine che desidera. + +Oltre le grandi accademie, dove si tiene in giorni ed ore determinate la +scuola di disegno, vi sono anche accademie private che provvedono +modelli, e nelle quali si può avere accesso pagando una modica +retribuzione. La più famosa è quella di Nicola di via Claudiana che ha +una particolare abilità nel fare il modello, e nell'arte della +rappresentazione plastica può gareggiare col migliore commediante.[63] + +Una sala di disegno del modello offre uno spettacolo veramente nuovo e +singolare; non l'avevo veduta mai nemmeno dipinta, e il vederla in +natura, mi persuase che potrebbe dare argomento ad un bel quadro di +genere. In una squallida sala il modello, sia uomo che donna, sta +immobile come una statua, su di una specie di piedistallo. Intorno a lui +seggono i disegnatori disposti ad anfiteatro, e talvolta salgono ad un +centinaio, appartenenti a tutte le nazionalità, francesi, inglesi, +tedeschi, americani, polacchi, russi, danesi, belgi, italiani. Ognuno ha +davanti a sè un tavolinetto e un piccolo lume, e copia il modello ora +seduto, ora in piedi, di fronte, a tergo, di fianco; chi lo disegna a +matita, chi col gesso, altri ancora all'acquerello, taluni addirittura +da principianti, altri mediocremente, alcuni in modo eccellente. Gli uni +lo disegnano tal quale è, gli altri lo abbelliscono, e quella specie di +statua assume diversi caratteri, come uno scritto affidato a diversi +copisti. Questa sala fa pensare ad una tipografia, dove ogni +compositore, seduto, colla sua lampada innanzi, getta a capo chino il +suo sguardo alternativamente sul manoscritto e sulla composizione. Nel +vedere i movimenti simultanei di tutti quei disegnatori silenziosi, +collo sguardo di continuo rivolto verso il modello che sorge immobile +dal suo piedistallo come un idolo, mentre da una parte non è possibile +trattenere il sorriso, dall'altra si prova compassione per quella povera +creatura, bersagliata da continui ed incessanti sguardi, condannata a un +supplizio di genere nuovo, quello di farsi vedere e lasciarsi disegnare. + +Già da due ore la vittima si trova nella stessa posizione; la sua faccia +è accesa; l'occhio infuocato, tutti i suoi lineamenti e la respirazione +affannosa accennano a stanchezza. Che penserà mai quella statua vivente? +Probabilmente a nulla. Di quando in quando spunta sulle sue labbra un +sorriso, e si capisce che le chiude convulsamente per non prorompere in +uno scroscio, che d'un colpo guasterebbe la sua posizione. Forse si +sente ridicola; forse le sembrano stupidi e ridicoli tutti quei +disegnatori; forse la fisonomia di uno scarabocchiatore biondo sembrò +buffa alla giovane romana, ed eccitò la sua ilarità. + +Il proprietario di quella sala dà in carnevale, in onore dei modelli, +una festa da ballo, alla quale essi prendono parte in costume, e vi sono +invitati gli artisti e i loro amici; anche gli stranieri possono +procurarsi un biglietto d'invito. + +Per avere un'idea delle danze nazionali dei romani, per vederle eseguite +in tutta la loro varietà, in tutta la loro grazia, bisogna assistere ad +uno di questi balli, offerti ai modelli. Lo spettacolo è reso ancor più +attraente dalla varietà dei costumi, tra i quali primeggiano quelli +della campagna romana, e i migliori sono quello di Albano, e l'altro +così ricco di Nettuno. Anche l'orchestra, composta di mandolini e di +tamburelli, ha carattere completamente nazionale. Anche d'ottobre si può +vedere la gioventù romana eseguire nelle osterie e nei campi le sue +danze nazionali, perchè nel tempo delle vendemmie accorrono fuori delle +porte, specialmente della porta Angelica, numerose brigate di ragazze e +di giovanotti; e si possono vedere suonare il tamburello, e ballare alle +falde di Monte Mario, sulle strade, o nelle osterie. Talora alla sera +queste ragazze rientrano in città, cantando, e quando si vedono passare +per le vie, talune con un tirso adorno di fiori, altre con fiaccole, +cantando vivaci ed allegre canzoni si crederebbe di veder passare un +corteo di Menadi o di Baccanti. + +Entriamo ora nella vasta sala di via Claudiana che il proprietario ha +decorato con particolar cura. Dalla volta pendono ghirlande di fiori, +altre corrono lungo i muri, altre sostengono il lampadario. Non mancano +strisce di carta d'oro e d'argento, nè numerose lanterne colorate. La +decorazione ha qualcosa di campestre, il pavimento è nero come la terra, +e per di più ineguale; i suonatori sono già al loro posto, coi loro +strumenti, tamburelli e mandolini, le modelle stanno sedute presso le +pareti, prosciolte questa volta dalla loro immobilità, anzi piene di +vivacità e di brio. Molte vengono dal Corso, dove sono state, sedute +sopra sedie date a nolo lungo i palazzi, a ricevere od a distribuire +fiori. Le madri accompagnano le figlie, perchè tutte le modelle che +hanno cura della loro reputazione, sono sempre accompagnate dalla mamma, +anche quando vanno nelle accademie a posare. + +La società è molto mista, perchè arrivano anche dal Corso numerose +maschere di second'ordine, e la sala non tarda ad essere invasa da +forestieri di ogni paese, che desiderano veder ballare le modelle. La +decenza naturale, i modi piacevoli e disinvolti di queste povere ragazze +sono davvero sorprendenti; la finezza naturale del popolo italiano si +trova sempre e dovunque in tutte le classi della società; se questo +ballo, in cui i modelli danzano con trasporto, durasse anche fino a +giorno chiaro, lo spettatore non potrebbe mai sorprendere un atto meno +che conveniente, o che, soprattutto, varcasse i confini della decenza. + +Sono giovani allegre e piene di brio, che godono nel ballare; ed è un +vero godimento ammirare la vivacità e la grazia dei loro movimenti, e +vedere sui loro volti dipinta la gioia e la soddisfazione. Chi non +avesse mai assistito ad un ballo nazionale nei paesi meridionali, o vi +avesse visto solamente le feste del gran mondo, e le assurdità dei balli +da teatro, non potrebbe fare a meno di prender viva parte alla mimica +animata e vivace di uno di questi balli veramente popolari. La musica +adatta dei mandolini e dei tamburelli, coi loro suoni alquanto +striduli, la varietà dei costumi e dei colori, l'oro, il rosso, il +verde, le belle e giovanili forme dei ballerini e delle ballerine, la +distinzione e la nobiltà di quei profili romani, producono un effetto +stupendo, e spesso l'intrecciarsi di tutte quelle figure, il loro +volteggiare, cambiar posizione, apparire, scomparire, ricomparire, +sempre con grazia, vivacità, e disinvoltura, danno l'idea di una +scoltura fantastica in rilievo. + +Si ballano varie specie di danze, tanto nazionali che straniere. Il +ballo nazionale, prettamente romano, è il saltarello che vien ballato da +una coppia sola di ballerini. Esso non si svolge in grandi linee; +consiste piuttosto in piccoli movimenti molto rapidi, particolarmente +della parte superiore del corpo. Possiede una somma vivacità mimica, ha +qualcosa delle baccanti, è però meno aggraziato di un ballo saltato che +si svolga in linee circolari.[64] Le ragazze ballano anche la polka che +oramai ha conquistato tutto il mondo, e si provano pure nel waltzer +strisciato, senza raggiungere però l'eccellenza dei tedeschi che si +muovono in linee orizzontali, mentre in Italia, secondo l'indole della +danza nazionale, lo si salta. Il ballo tedesco è una danza comune a due +persone, mentre il ballo italiano consiste piuttosto nell'esporre la +bellezza delle forme del corpo, in una danza di due persone, l'una di +fronte all'altra, ed è quindi più drammatico. + +Intanto che le belle e giovani romane stanno ballando e facendo pompa +delle loro grazie, andremo in fretta a vedere incendiare la girandola, +affinchè tutte le svariate figure che abbiamo visto, e che ebbero +principio colla danza dei morti, abbiano termine, come si conviene, con +un fuoco d'artificio. + +Una volta la girandola si incendiava al Mausoleo di Adriano, lo stesso +giorno in cui s'illuminava la cupola di S. Pietro; ora invece la si +incendia al Pincio, verso piazza del Popolo, sulla quale prospetta +quella stupenda passeggiata. Dicono che da Castel S. Angelo l'effetto +fosse migliore ed è molto probabile, perchè si poteva vedere da tutta la +città; ad ogni modo, anche dal monte Pincio, è sempre uno spettacolo +magico. + +Appena da Castel S. Angelo vien dato il segnale con un colpo di cannone, +tuonano le artiglierie sul Pincio, e la girandola come un'eruzione +vulcanica, o un fiume di fuoco, si slancia fumando e sibilando dalla +spianata che sovrasta la facciata del Pincio. Sorge da terra simile a un +manipolo gigantesco di grano, o ad una pianta di palma, e fischiando, +scoppiettando, sale verso il cielo che pare voglia ricoprire per metà. +L'occhio, affascinato da tutto quel lampo di luce, non ha tempo di +discernere i particolari; prima che si possa fissare, tutta quella mole +di fuoco si trova di già al di sopra del capo di chi la sta osservando +ai piedi dell'obelisco di piazza del Popolo; e mentre va dileguando, +pare piovano miriadi di stelle dal cielo. Non è propriamente uno +spettacolo, ma una vista subitanea e repentina di un'immensa fiammata, +che in un batter d'occhio abbaglia e scompare, lasciando quasi +l'impressione di una visione fantastica. + +La girandola è scomparsa, una nuvola di fumo si dilegua lentamente sulla +piazza del Popolo; le stelle splendono nuovamente nel cielo limpido e +sereno e comincia dietro le piante del Pincio lo scoppio dei mortaretti, +e dei petardi senza luce, quasi forieri di nuove apparizioni. Uno di +questi ultimi scoppia dietro le sfingi di marmo, che stanno all'ingresso +del Pincio, e mentre seguono ai colpi alcune scintille che salgono verso +la nuvola di fumo, le sfingi cupe e misteriose sembrano esseri diabolici +evocati dall'abisso. Ora un fuoco artificiale illumina la facciata di +una chiesa gotica, o di un tempio, che sullo sfondo scuro dei pini +assume l'aspetto di una creazione magica. Il tempio va scomparendo a +poco a poco, ed allora scoppiano le bombe e si sprigionano razzi tinti +in rosso, in violetto, in bianco, che si riversano in innumerevoli +scintille, come pioggia di stelle. La piazza è continuamente illuminata +da tutti questi serpenti di fuoco che salgono nell'aria, e in mezzo a +questa luce, l'obelisco di Sesostri, dedicato un giorno al Sole nella +lontana Eliopoli, sorge solitario offrendo alla vista i geroglifici +della sua meravigliosa scrittura figurata. Le sfingi, l'obelisco +orientale, i pini, i cipressi, le varie e molteplici statue del Pincio, +le colonne rostrate, le fisonomie malinconiche degli schiavi daci col +berretto frigio, Roma armata di lancia, e le tante altre immagini di +marmo che ora compaiono, ora scompaiono in quella luce dubbia, sono un +apparato eccellente, per produrre un effetto veramente magico. Tutto ad +un tratto l'intera città è rintronata dallo scoppio di una bomba e dal +fragore delle artiglierie, e appare immersa in un mare di fuoco ardente, +la bella immagine di Roma eterna, che attraverso tutte le vicende della +storia, mantenne sempre la sua maestà, a cominciare dalla prima +invasione dei Galli ancora barbari, fino all'ultima dei discendenti di +questi. + +Ecco ora un nuovo spettacolo sorprendente! Scaturiscono dai due lati del +Pincio cascate di fuoco, onde fumanti, fosforescenti, che producono +precisamente il rumore di una caduta d'acqua, e sono una riproduzione +stupenda e naturalissima delle cascatelle di Tivoli. Anche queste +scompaiono; ma continuano i razzi a stella, i fuochi d'artificio di ogni +specie, di ogni forma, che riempiono l'atmosfera di luce, di fumo, +dilettevoli a vedere; seguono ruote di fuoco, scintille, covoni +fiammeggianti; tutto ciò strepita, sibila, rimbomba, tutta l'atmosfera è +avvolta in un fumo infuocato e gli spiriti degli elementi sembrano +migliaia di folletti di fuoco, draghi di luce, lucertole, mosche, +lucciole, serpenti di fuoco che festeggino il più pazzo carnevale di +streghe nell'aria, o che traversino il cielo. + +E ora di nuovo silenzio e oscurità. Sono spenti gli ultimi avanzi della +chiesa gotica sul Pincio, e comincia un altro spettacolo. Sorgono fra le +piante del monte, fra i pini, i cipressi, gli allori, figure di animali, +di pesci, che illuminate si innalzano lentamente, e si librano nell'aria +sopra la porta del Popolo. Sono palloni volanti illuminati all'interno, +che salgono ora isolati, ora a tre o quattro insieme; s'innalzano, +scendono, vanno a destra e a sinistra; alcuni molto in alto, presso le +stelle, altri si tengono pigramente in basso; così essi traversano +l'aria smeraldina. Qua e là uno spirito dell'aria prende uno di questi +pesci e lo porta lontano; qui un altro prende fuoco ed avvampa. Anche +quest'apparizione scompare, tuonano ancora una volta tutte le +artiglierie, ancora una piccola girandola di razzi; un ultimo colpo di +cannone e tutto è finito. + +Ma come è mai possibile ritornare a casa, rinchiudersi in una stanza +oscura e malinconica, mentre la luna piena splende in quel cielo +trasparente, e illumina della sua magica luce queste moli gigantesche +della città eterna? + +Bisogna girare per Roma, al lume di luna, evocando i morti che non +tardano a sorgere tutti dalle loro tombe, imperatori e re, guerrieri e +poeti, papi e tribuni, cardinali e nobili del medio evo, per rianimare +tutte queste rovine. + +Saliamo al palazzo dei Cesari, i cui ruderi giganteschi, colonne, archi, +mura, sorgono dai cespugli. Abbiamo sotto i nostri piedi illuminato +magicamente dalla luna, il Colosseo, simbolo della storia grandiosa di +Roma imperiale, quasi gigantesca conca granitica, in cui sembra questa +Roma abbia radunato tutto il sangue della storia universale; di fianco +sorge l'arco di Costantino, limite di separazione fra il mondo pagano ed +il Cristianesimo; più in là l'arco trionfale di Tito, limite di +separazione fra il Giudaismo ed il Cristianesimo; dovunque lo sguardo si +spinga, s'imbatte in rovine della storia, e tutto è silenzioso, tutto +tace. Nelle rovine del palazzo dei Cesari non si ode che il grido della +civetta. Quanti avvenimenti si avvicendarono in questi luoghi! Quante +persone si aggirarono in queste sale imperiali! Augusto, Tiberio, +Caligola, Nerone, Tito, Domiziano, gli Antonini, Eliogabalo, gli dei +della terra ed i suoi demoni. Qui regnarono tutte le passioni; virtù e +vizio, generosità, follia, saggezza, malizia infernale; qui si provarono +tutti i sentimenti che cuore umano può albergare. Qui il mondo fu +governato, torturato, sciupato, giocato in una notte. Qui regnarono +persone di ogni età e di ogni sesso; vecchi e donne; uomini e ragazzi; +schiavi ed eunuchi; qui tutti dettarono leggi. Ora tutto è morto e +silenzioso, quando non si sente il grido della civetta che svolazza +sotto le volte cadenti. Volgiamo lo sguardo alla parte opposta verso la +città eterna; splendono migliaia di lumi, ma essa tace. Centinaia di +cupole, di torri, di colonne, di obelischi s'innalzano verso il cielo +azzurro, rischiarate dalla luna; di quando in quando si sente il suono +di una campana. Tranquillità magica, profonda, quasi il tempo stendesse +su questa Roma un velo impenetrabile di silenzio e di pace. + +Due colonne emergono nella notte da quel labirinto di case, sormontate +da due statue di bronzo, che rappresentano i patroni della città, +dopochè ne discesero gli imperatori. Sono gli apostoli S. Pietro e S. +Paolo, che hanno preso posto sulle colonne di Antonino e di Traiano; il +primo colle chiavi in mano come conquistatore del cielo, di cui può +aprire e chiudere le porte; il secondo con la spada in pugno, come +conquistatore della terra. Stanno questi due guardiani di Roma nel +silenzio della notte, nella aerea loro dimora, dominando tutte le rovine +e tutti i palazzi. + +Forse stanno preparando una solenne allocuzione o una lode a Maria, +perchè fra poco non saranno più soli a dominare Roma; a giorni sorgerà +sopra una terza colonna un'altra figura, una bella vergine coronata di +stelle sopra una mezza luna. Già si vede sulla piazza di Spagna l'antica +colonna pagana sormontata da un casotto di tavole. Furono già poste le +fondamenta e benedette solennemente; gli operai stanno di già lavorando +a lustrarne il fusto, e gli artisti nei loro studi stan preparando la +statua della Vergine Immacolata che Pio IX vuole innalzare su quella +colonna. + +Roma l'8 dicembre 1854 assunse tutto ad un tratto l'aspetto di Nicea. +Due cento cinquantacinque vescovi e prelati, convocati da tutte le parti +del mondo, un popolo di vecchi, un'assemblea di patriarchi dell'orbe +cattolico, uomini simili a Matusalem e Noè, vi si erano radunati. +Ovunque si andasse, ci si aggirava come tra apostoli, padri della Chiesa +e papi risorti. In quelle stesse strade che pochi anni prima brulicavano +delle bandiere tricolori della libertà moderna, non si scorgevano più +che le teste di Medusa antiche e canute dei vescovi della Spagna, del +Portogallo, del Brasile, dell'Irlanda, dell'Austria, delle Indie, della +Scozia, della Francia; si sarebbe potuto credere che per una magia il +tempo fosse tornato indietro di alcuni secoli e fosse risorta la Roma +del medio evo con un concilio lateranense. + +Fu l'8 dicembre 1854 che Pio IX proclamò solennemente il dogma +dell'Immacolata Concezione. Fu questa la conclusione gesuitica delle +riforme del papa, una volta intellettuale e liberale. Su queste riforme +del 1847 e sulla rivoluzione, cui diedero origine, sorgeranno quella +colonna e quella Madonna, per insegnare ai posteri come ogni cosa al +mondo rapidamente si trasformi. + +Fra non molto la Madonna di piazza di Spagna, di fronte al palazzo di +Propaganda, terrà compagnia ai due apostoli, e molte cose avrà da +raccontar loro e da lamentare con loro; poichè in ogni modo sarà anche +essa la Madonna più recente, e in certo modo figliastra della +rivoluzione. Ma dimenticavo la sorella maggiore di lei, che già sorge +sulla più bella colonna di Roma, e che da due secoli e mezzo tiene +compagnia ai due apostoli. E' questa la Madonna di S. Maria Maggiore, +collocata sulla grandiosa colonna corinzia dell'antico tempio della +Pace. Essa è figlia della restaurazione della religione cattolica, +eretta nel 1614; una maestosa Madonna di bronzo, che fu spettatrice +della guerra de' trent'anni. Quanto dovrà meravigliarsi, quando vedrà +sorgere la giovane sua sorella in atto di implorar protezione! + +Ho adempito ora al mio compito: avevo promesso ai miei amici di +presentare loro una varietà di figure romane, le une più degne di +attenzione delle altre; e ora non mi è possibile salire più alto, a meno +che non voglia salire al cielo sulle ali degli angioli, e sulle nuvole, +con quegli uomini e quelle donne che Pio IX ha santificati in questo +stesso anno. Ma un tal volo d'Icaro è pericoloso; ci contenteremo di +rimanere presso S. Pietro e S. Paolo, perchè anche la loro dimora aerea, +in cima ad una colonna, è pur sempre più ferma e più sicura delle +nuvole. + +«Ma», mi domandava un amico, «che cosa ne pensate? verrà un giorno, in +cui S. Pietro e S. Paolo scenderanno dalle loro colonne, e fuggendo per +le porte di Roma, s'incontreranno nel Salvatore, che dirà loro: +«_Domine, quo vadis?_» Quale pazzia fare una simile domanda! ma maggior +pazzia sarebbe il rispondere. Poichè, diceva il savio Apollonio di +Tiana, convien prestar fede a Sofocle, che ha detto stupendamente: + + «vecchiezza e morte + Soli ignoran gli dei; le umane cose + Tutte tramesce onnipossente il tempo». + + + + +STORIA DEL TEVERE. + +(1876). + + + + +Storia del Tevere. + +(1876). + + + Caeruleus Tibris, coelo gratissimus amnis (VIRGILIO). + +Per un istante il mondo civile fu compreso di sgomento al pensiero che +il Tevere stesse per scomparire da Roma, e che al posto delle sue sacre +onde che si svolgono in dolci curve sotto sei vecchi ponti, e traversano +una parte della sublime città,--non fosse più visibile che un magro +ruscello, o un canaletto melmoso, o una via tra due monotone file di +case. + +Questo bizzarro, o, come lo chiamano oggi a Roma, questo fanatico +progetto fu preso da Garibaldi al gran Giulio Cesare. Come il valoroso +generale ebbe compiuto le titaniche lotte della sua esistenza, +combattute contro i mostri della tirannide che straziavano la sua +patria, venne a Roma per intraprendere l'ultima fatica, a simiglianza +di Ercole: e domare il divino fiume Tevere che nemmeno dai Cesari era +stato vinto. Egli somiglia ora al vecchio Faust che si dà a coltivare i +campi, a prosciugare paludi, a bonificare terreni. + +Un uomo, infatti, che come lui aveva consacrata tutta la vita ad +un'opera di distruzione di un vecchio mondo, e di ricostruzione di un +nuovo stato di cose, nel campo politico e sociale, difficilmente avrebbe +potuto, almeno io credo, nella sua azione indefessa, sentire, come noi +sentiamo, il fascino delle memorie storiche e la santità +dell'espressione monumentale, di cui per secoli si è improntata la città +di Roma. Egli non contemplò forse mai Roma dalla cima di Monte Mario o +dal Gianicolo col sentimento profondo di venerazione di Cola di Rienzo, +del Petrarca, di Flavio Biondo, oppure di Gibbon e di Niebuhr; egli non +pensò, fissando lo sguardo sulla maestosa corrente del Tevere, che cosa +sarebbe divenuta Roma, l'eterna città, senza il suo fiume! + +Togliere il Tevere a Roma sarebbe più che togliere gli occhi ad un volto +umano, e lasciare al loro posto le vuote occhiaie. Sarebbe strappare +violentemente alla divina metropoli, se non l'anima, almeno il pensiero. +Sì, il Tevere è il vivo pensiero di Roma; se lo si deviasse e si +colmasse il suo letto, non sarebbe più possibile concepire con +esattezza la configurazione e la forma di Roma; molti luoghi, cui son +collegati ricordi di leggenda o di storia, diverrebbero d'un tratto +irriconoscibili, e Roma sarebbe ridotta ad un palinsesto, del quale +nessuno potrebbe decifrare la primitiva scrittura. + +Finchè il Tevere attraversa Roma e la sua classica campagna, esso è un +fiume sacro della civiltà; è il Nilo dell'Occidente. La leggenda fa +anche nascere dalle sue stesse acque il dominio mondiale di Roma; furono +le sue acque che deposero Romolo e Remo presso le radici dell'albero di +fico, sotto il Palatino; e così fu fondata Roma. Sulle rive del Tevere +furono edificati i templi ai due fondatori del secondo impero romano: +San Pietro e San Paolo; e nei flutti del Tevere fu sommerso, secondo la +leggenda, il simbolo originario della religione giudaica: il candelabro +dai sette bracci del Tempio di Gerusalemme. + +Mille memorie dei tempi antichi e medioevali si specchiano nel Tevere. +Il Ponte Sant'Angelo, sul quale da più di mille anni i popoli +dell'Occidente passano per peregrinare a San Pietro, e Castel +Sant'Angelo, lì presso, costituiscono essi soli due cronache, nelle +quali è racchiusa tutta la storia del Medio Evo. Che sarebbe di loro, se +il Tevere cessasse di scorrere sotto le arcate di quello, sotto le mura +di questo? + +A sua volta ognuno degli antichi ponti della città di Roma è una via +della storia; sotto i loro archi si direbbe che scorra il fiume stesso +del tempo. Chi, stando sul Ponte Cestio--che unisce l'isola al +Trastevere--può contemplare senza commozione profonda l'indescrivibile +aspetto di Roma che si stende sulle due rive, co' suoi antichi templi, +le rovine del palazzo dei Cesari, le brune torri del medioevo, le arcate +spezzate dei ponti, le innumerevoli chiese, le case vetuste e +singolari,--e tutto questo riflesso, come per un raggio sublime, nella +dolce, bionda, luminosa acqua del fiume? E si dovrebbe un giorno, da +quel punto stesso, contemplare una strada, su cui, fra due pareti di +pietra, corressero le vetture e i carri? + +E l'Aventino colle sue verdi e ripide pendici, e il Campidoglio non +dovrebbero più dominare la maestosa corrente? La Ripa romea o grande, la +Ripa greca, l'antichissima Marmorata non dovrebbero più trovarsi se non +nei libri degli antiquari? Il nome di Trastevere diverrebbe dunque +ironia? Le gialle ripe dell'Acqua Acetosa e dei monti Parioli, dove il +Tevere ricorda veramente il Nilo, e dove dopo aver ricevuto l'Aniene +selvaggio, si avanza in tutta la sua maestà per fare il suo ingresso +solenne in Roma: tutto ciò dovrebbe sparire, perdersi nella sabbia? E la +Basilica di San Paolo, là dove il Tevere ha ancora barche a vela, +verrebbe a trovarsi sul limite di una strada polverosa? + +È assurdo parlare con serietà di un simile progetto. L'antico dio +fluviale non si lasciò domare nemmeno da Achille. Come in Omero lo +Scamandro atterrito ricorse a Giunone contro le violenze di Vulcano; un +simile timor panico poteva incutersi al dio Tevere minacciandolo di +morte per esaurimento: così esso fu punito del suo formidabile scoppio +d'ira nel dicembre 1870. Questo anno fatale per le immani catastrofi, +l'anno, in cui precipitò l'impero del terzo Napoleone, in cui si +costituì novamente l'Impero tedesco, in cui il debole Pio IX si lasciò +riconoscere dal Concilio l'attributo della divinità, poco prima di +perdere la sua potenza temporale, quest'anno portò a Roma una delle più +terribili inondazioni. Il Tevere, dicono a Roma, ha sempre predetto i +grandi avvenimenti, o la sua onda li ha di poco seguiti. _Vates_, +veggente, lo chiamò Plinio. + +La corrente uscì subitamente dalle sue rive sulla via Flaminia il 28 +dicembre, alle cinque del mattino e, subito, tutta la parte bassa della +città fu sommersa dalle onde. L'acqua si incanalò, limacciosa e cupa, +pel Corso, e giunse a via del Babuino fino a Piazza di Spagna. Tutto +Campo Marzio, la Lungara, Ripetta, il Ghetto furono coperti dalle acque; +la bellissima Piazza del Popolo si cambiò in un lago, dal quale emergeva +solitario l'obelisco di Eliopoli, la cui base, fino ai leoni che gettano +acqua dalla bocca, era del tutto coperta dai flutti. Si andava per il +Corso e per le altre strade in barchetta, come nei canali di Venezia. I +danni si calcolarono a parecchi milioni. + +I bacchettoni gridarono subito che era quello il dito di Dio, effetto +della scomunica di Pio IX; l'infallibile pontefice poteva ben crederlo, +sebbene egli stesso avesse provocato in Roma una più violenta +inondazione. + +Ogni volta che le cronache medioevali accennano alle piene del Tevere, +parlano anche di un mostruoso drago, o serpente d'acqua, che avrebbe +provocato la piena, scatenando le onde sulla città; ma questa volta +l'inondazione fu accompagnata dalla visita di un nobile re, Vittorio +Emanuele; fu essa che lo condusse nella città, offrendogli un pretesto +per la prima un po' imbarazzante visita. Egli giunse la mattina del 31 +dicembre, e scese al Quirinale. Venuto a prender possesso della città di +Roma in nome dell'Italia, la trovò allagata e desolata, come l'aveva +rappresentata un giorno Cola di Rienzo nelle sue allegorie. A +mezzogiorno si fece condurre, avendo a fianco Lamarmora, per le vie di +Roma, sfigurata e melmosa, e pur prodiga a lui di caldissime +acclamazioni: firmò al Quirinale il primo decreto datato da Roma, col +quale prendeva atto del plebiscito romano. La sera ripartì per Firenze. +Il papa non visitò la sua Roma sofferente, ma restò come _prigioniero_, +chiuso nel suo Vaticano, guardando pensieroso il diluvio dalle alte +finestre. + +Questa inondazione del 1870 eternamente memorabile riportò sul tappeto +un'antichissima e vessata questione: come por fine ad un male che spesso +si ripeteva con grave danno della città, la quale, per di più, stava per +divenir sede del governo italiano? Ai molti e gravi ostacoli di ogni +maniera che si dovevano vincere, si unì anche la minaccia perpetua di +un'inondazione del Tevere. Il Governo italiano, ed anche il Municipio di +Roma (decreto reale 1º gennaio 1871), nominarono delle commissioni che +studiassero e riferissero sui loro lavori intorno a questo problema; +oggi possediamo stampati i risultati di questi studii, ma non sono +decisivi. Disegni e progetti furono presentati in gran quantità allo +scopo di regolare e tener a freno la corrente del Tevere, e a questi +molti altri progetti si aggiunsero, periodicamente rinascenti di secolo +in secolo, e vertenti sul collegamento di Roma al mare, sul rinnovamento +del porto di Traiano, sul prosciugamento delle paludi pontine, sulla +bonifica dell'agro romano. + +Dal 1870 la letteratura relativa al corso del Tevere si è +considerevolmente aumentata. Da quell'epoca sono stati pubblicati più di +80 nuovi scritti, sul problema del Tevere, da ingegneri, tecnici, +professori di matematica e di scienze naturali. A questi studî zelanti +non fu estraneo Garibaldi che si interessò sempre della questione; e +questo è già un merito non indifferente pel grande uomo, non diminuito +dal fatto che i suoi progetti non offrivano possibilità di pratica +attuazione.[65] + +La letteratura sul Tevere non data solo dal 1870, ma segue la storia +delle piene del fiume e, come vedremo, non è possibile rintracciarla +oltre l'anno 1495. Da quest'anno, famoso per la grande inondazione, al +tempo di Alessandro VI Borgia, essa ha proceduto senza interruzione, +poichè ogni nuova manifestazione della collera del fiume ha risollevato +sempre il problema e ha dato origine a scritti sull'argomento. + +Il benemerito bibliotecario dell'Alessandrina di Roma, Enrico Narducci, +ebbe la felice idea di riunire in un catalogo tutti gli scritti +sull'argomento, così pubblicò il suo _Saggio di Bibliografia del +Tevere_.[66] La biblioteca dell'antico _Pater Tiberinus_ non conta oggi +meno di 412 numeri di scritti di ogni specie e natura; di epigrafia, +storia, geografia, archeologia, tecnica, epigrammatica, poesia, e via +dicendo, ed anche di bolle e editti papali;[67] e in essa si ha uno +specchio delle facoltà scientifiche ed immaginative di parecchi secoli. +Se il Narducci ha compilato questo catalogo con grande cura ed amore, +talchè merita non piccola lode per questo lavoro bibliografico, che per +la sua rarità ed importanza è tale da destare grande interesse in ogni +bibliofilo, esso però non può chiamarsi completo, perchè anche alla +ricerca più diligente qualche scritto doveva necessariamente sfuggire. + +Da tutte queste fonti letterarie si potrebbe ricostruire una vera storia +del Tevere, e trattarla sotto varî punti di vista. Il primo sarebbe +quello fisico, e sotto questo aspetto la questione è stata +esaurientemente trattata. Giuseppe Ponzi, professore di storia naturale +a Roma e senatore del Regno, ha pubblicato scritti di questo genere fin +dall'anno 1860: una _Storia geologica del Tevere_ e una _Storia naturale +del Tevere_, degli studii sul suo delta, con la riduzione in scala più +piccola delle carte idrografiche e topografiche del Canevari. + +Un'altro punto di vista sarebbe quello topografico-storico, e si +ricollegherebbe alla storia naturale del Tevere, sebbene la descrizione +dell'aspetto del territorio di Roma, nei tempi preistorici, debba essere +lasciata alla fantasia dei poeti (come ha tentato l'acuto Ampère nella +sua _Histoire Romaine à Rome_), in tempi in cui il Soratte era un'isola, +Monte Mario un promontorio, ed isole erano i sette colli; tuttavia le +più antiche condizioni topografiche dell'origine e della conformazione +di Roma in rapporto al Tevere possono essere ben comprese e +ricostruite. + +Voglio solo ricordare il prosciugamento delle depressioni più antiche, +come il Velabro ed il Foro, che costituisce la prima lotta che Roma +abbia sostenuto contro il Tevere; i rapporti dell'antica fortezza +capitolina, dell'_Arx_, col fiume; l'opera di costruzione delle cloache +della città, e finalmente la costruzione dei ponti. + +Dall'anno 1530 fino ad oggi la storia delle inondazioni del Tevere è +stata accuratamente trattata in relazione alle cause delle inondazioni +stesse. Questa storia rappresenta la desolazione della città di Roma per +opera di quel fiume stesso cui essa deve la sua origine, e che mai ha +potuto tenere a freno. Strano a dirsi, la capitale del mondo maltrattata +da un fiume che è tra i più piccoli d'Europa![68] E non poterono averne +ragione nè gli imperatori romani, dominatori di una metà del mondo, che +provvidero Roma e le provincie di ingenti costruzioni, strade, canali e +porti, nè i loro successori, i papi. E questo rapporto di Roma col +Tevere ci sembrerà tanto più strano, se penseremo alla piccola Olanda +che sostenne col mare le sue lotte titaniche e vittoriose. Il fiero +fiume, in apparenza così mite, rimase effettivamente il solo ribelle +dell'Impero Romano, di cui sempre derise ogni sforzo diretto a domarlo! + +La storia delle sue inondazioni comincia con lo sbarco dei gemelli +Romolo e Remo, quindi con l'origine mistica di Roma, e prosegue, +naturalmente con molte lacune, attraverso i lunghi secoli della +Repubblica e dell'Impero, secondo i dati degli antichi scrittori. + +Ogni straripamento del Tevere spaventava gli antichi romani come +prodigio, come presagio di gravi avvenimenti, o come minaccia dell'ira +divina: e questo pregiudizio continuò sotto il dominio dei papi. Per lo +più all'inondazione seguivano, per le acque rimaste stagnanti qua e là, +gravi malattie con febbri pestilenziali nella popolazione. + +Livio dice più di una volta che queste inondazioni, ai tempi della +Repubblica, spargevano un vero terrore nel popolo e riporta che per +l'espiazione si consultavano i libri della Sibilla e venivano ordinati +pubblici sacrifici e preghiere. Sotto l'imperatore Ottaviano il fiume +visitò nuovamente la città e danneggiò gravemente parecchi edificii nel +Campo Marzio. + +Il popolo superstizioso attribuì una volta (22 a. C.) questo sinistro al +fatto che Augusto non aveva rivestito l'autorità consolare. Si sollevò +allora sdegnato e minacciò di incendiare la Curia, dove si teneva chiuso +il Senato, se questo non avesse subito creato Augusto dittatore e +censore a vita. Così un'inondazione del Tevere contribuì a rafforzare il +potere monarchico. Ricordiamo i versi di Orazio: + + Vidimus flavum Tiberini, retortis + Litore etrusco violenter undis, + Ire dejectum monumenta regis + Templaque Vestae. + +I danni prodotti dal Tevere nella parte bassa di Roma furono già +nell'antichità assai gravi. Più volte il Ponte Sublicio, allora il più +importante, fu rovinato dalla corrente. Si pensò al modo di por rimedio +a questo danno; ma poichè non sappiamo che cosa abbiano progettato +gl'ingegneri di Roma del tempo della Repubblica, possiamo dire che la +storia della questione del Tevere cominci veramente con Cesare. + +Fra i giganteschi progetti di lui eravi quello di deviare il corso del +fiume da Roma, in modo che, girando intorno al Gianicolo, andasse poi a +scaricarsi nel mare attraverso le Paludi Pontine presso il capo Circeo, +invece che ad Ostia. La morte di Cesare impedì la realizzazione di +questo progetto, come di molti altri. Se fosse stato eseguito, non solo +sarebbe mutata la configurazione della città, ma avrebbe subìto grandi +alterazioni anche la sua storia, cambiando praticamente i suoi rapporti +coll'Italia meridionale. + +Il successore di Cesare, Augusto, riprese ad occuparsi della questione +del Tevere, ma in proporzioni più modeste. Egli nominò una Commissione +di più che 700 tecnici, ma non ne risultò che un ripulimento del letto +del fiume, e la creazione di una magistratura permanente i: _curatores +alvei et riparum Tiberis_. Augusto stesso coprì questa carica, ed +Agrippa fu _Curator Tiberis_ a vita. + +La leggenda giudea favoleggiò allora che il primo imperatore di Roma +avesse fatto rivestire il letto del fiume con lastre metalliche. + +L'inondazione del 14 d. C. fece prendere a Tiberio altre misure; egli +affidò lo studio della questione ai senatori Ateio Capitone e Lucio +Arunzio, e nominò una commissione di cinque senatori da scegliersi ogni +anno per la sorveglianza del fiume. Questi si trovarono una volta +d'accordo nel disegno di deviare l'acqua della Chiana (che esce dal lago +di Chiusi e si gettava anticamente nella Paglia, e con questa nel +Tevere) nel letto dell'Arno, ma i fiorentini si opposero, e il Senato +rigettò il progetto. Oggi il senatore Francesco Brioschi, uno dei più +attivi membri della Commissione per la sistemazione del Tevere, chiama +questo la prima idea di un reale rimedio, che l'antichità abbia avuto in +proposito.[69] Nel secolo XVI i Medici di Firenze ripresero quest'antico +progetto e, dopo importantissimi lavori idraulici, la Chiana fu +finalmente portata nell'Arno. + +Sotto l'imperatore Claudio, come afferma un'iscrizione scoperta a Porto +nel 1836, per questo nuovo porto del Tevere furono scavati dei canali +dal fiume al mare (_Emissisque in mare urbem inundationis periculo +liberavit_). Nerone, nel suo pensiero delirante, concepì anche il +disegno di condurre il Tevere a scaricarsi nel golfo di Napoli. Traiano +riprese i lavori dei canali di Claudio, dopo che una piena aveva +desolato Roma, e da lui ebbe nome il canale di Fiumicino (_Fossa +Trajana_), che è il solo rimasto navigabile, mentre il braccio sinistro +del Tevere, naturale, si interrava presso la foce. + +Aureliano che circondò Roma di quelle storiche mura, alle quali, +principalmente nei primi secoli del medioevo, essa dovette la sua +conservazione e i papi la loro indipendenza, fu l'ultimo imperatore +romano che ebbe cura di pulire il letto del fiume e di arginare le +rive. + +Dal tempo di Claudio in poi, i _Curatores_ si limitarono a questi lavori +immediati di ordine pratico, e Plinio, in un passo ove parla +dell'arginatura del fiume, afferma che era divenuto difficile passare da +una riva all'altra (_Hist. Natur._ III. 5). Ogni grandioso progetto fu +abbandonato. + +Il Brioschi scrive: «L'antica Roma, che tanto dovè soffrire delle +inondazioni del Tevere, non ci ha lasciato nulla di durevolmente utile +contro le inondazioni stesse; essa non ci ha lasciato alcun esempio da +seguire, non ci ha additato alcuna strada che potesse condurre alla +soluzione del problema». + +Le cause più gravi dei ripetuti straripamenti del fiume vanno senza +dubbio ricercate nella quantità d'acqua portata a lui dai fiumi Paglia, +Nera ed Aniene. Ultimamente vi si è aggiunta anche quella quantità +d'acqua che i molti acquedotti dell'interno della città versano nel +fiume ed è anche possibile che vi abbia contribuito. Ma anche quando i +Goti assediarono le città e distrussero le condotture d'acqua, le +inondazioni non cessarono, furono anzi in quegli anni molto gravi: +bisogna però anche tener conto del fatto, che dopo la caduta dell'impero +romano e dopo la scomparsa del Senato e di tutte o della più gran parte +delle autorità preposte alla cura ed all'amministrazione della città, +non fu fatto più nulla per lo spurgo dell'alveo e per l'arginatura del +fiume. + +Col vi secolo dell'èra nostra cominciano, con alcune lacune, nelle +cronache medioevali i racconti delle inondazioni. Una delle più +terribili avvenne nel novembre 589, sotto Pelagio II, e fu seguita dalla +peste. + +Gregorio da Tours l'ha descritta: in seguito ad essa caddero dalle +fondamenta gli antichi granai dell'Aventino e molti edificii del Campo +Marzio. Miracolosamente il Panteon resistè, quantunque da tanti secoli +si fosse trovato assai spesso in così grande pericolo, cui edifici men +solidi non avrebbero potuto resistere. + +Molte volte questa magnifica Rotonda d'Agrippa fu inondata a tale +altezza, che si doveva andarvi per mezzo di barche, giungendo la piena +fino all'altar maggiore. + +Non voglio qui ripetere la storia delle piene del Tevere nel medio evo: +da parte dello Stato nulla più venne fatto per la prevenzione del male; +gli argini anzi avvallarono[70], il letto del fiume si alzò, cosicchè i +danni sofferti dalla parte bassa della città dovettero essere più +rilevanti che nei tempi precedenti. Più volte, narrano i cronisti, ponti +e porte furono smantellati. Il crollo d'un antico portico presso S. +Marco (Porticus Palacinae) fu opera d'una piena dell'anno 791, ed ancor +oggi alcuni avanzi di ponti che si trovano nel letto del fiume stanno a +ricordare le inondazioni. La piena penetrava quasi sempre, come nel +decembre 1870, dalla Porta del Popolo (Flaminia) e irrompeva furiosa +nella via Lata, l'attuale Corso, giungendo fino alle falde del +Campidoglio. I mesi delle inondazioni erano da novembre a febbraio, fra +i quali pericolosissimo il primo. + +Dal IX al XIII secolo la storia delle piene è assai monca, non perchè il +fiume visitasse meno spesso la città, ma perchè le cronache non ne +parlano. Il 1º febbraio 1230 Roma fu colpita da una inondazione +spaventosa. Era allora papa, Gregorio IX, il vivacissimo nemico del gran +Federico II di Hohenstaufen. Egli si trovava fuggiasco a Perugia, quando +la repubblica di Roma si levò in arme contro di lui. L'improvvisa +inondazione fece sui Romani l'effetto che già aveva fatto su di essi al +tempo di Augusto; preso da superstizioso spavento, il popolo mandò +legati al Papa supplicandolo di ritornare a Roma. Egli tornò e trovò la +città immersa nella desolazione, cercò di sollevarla, fece ricostruire +il ponte dei Senatori (oggi Ponte Rotto) che era stato abbattuto dalle +acque, fece ripulire i canali di scolo otturati, e altri ne costruì. + +Quarantasette anni dopo, il 25 novembre 1277, mentre la Santa Sede era +vacante e il collegio dei Cardinali riunito a Viterbo doveva eleggere il +nuovo pontefice sotto le pressioni di Carlo d'Angiò (contro i desideri +del quale nominò poi Nicolò III Orsini), il fiume devastò Roma +nuovamente. Questa inondazione è notevole particolarmente, perchè con +essa ha principio la non breve serie di iscrizioni, con cui i Romani +solevano ricordare, sulle facciate delle chiese o delle case, l'altezza +raggiunta dalle più gravi inondazioni. Ancora non esistevano idrometri. + +L'iscrizione di quell'inondazione suona così: + + HUC TYBER ACCESSIT SED TURBIDUS HINC CITO CESSIT + ANNO DOMINI M.CCLXXVII. DIE. VI. NOV. + DIE VI. ECCLESIA VACANTE. + +Il Narducci ha trovato quest'iscrizione, fino allora sconosciuta, in un +manoscritto scorretto della Biblioteca Angelica; essa si trovava in una +scala di marmo presso la chiesa dei Santi Celso e Giuliano in via dei +Banchi. È ancor oggi ben conservata; io stesso la vidi, anni fa, murata +sotto un piccolo arco, non lontano dal palazzo Cicciaporci, sulla parete +della casa che gli sta dirimpetto. È incisa su una lunga e stretta +tavola di marmo, coi caratteri degli ultimi tempi degli Hohenstaufen, +che segnano il passaggio al così detto carattere gotico. + +Gli uomini di quel tempo solevano dare a queste notizie, che noi +esprimiamo con brevità e semplicità statistiche, un'intonazione solenne +e poetica. In ciò sta non piccola parte dell'attrattiva dell'epoca +medioevale, come più di ogni altra cosa dimostrano le iscrizioni +funerarie. Durante il Rinascimento, quando l'epigramma tornò a fiorire, +queste notizie sulle piene del Tevere divennero vere e proprie graziose +poesie latine. Si soleva rappresentare sulla lastra di marmo il fiume +col simbolo di linee ondeggianti, in mezzo alle quali appariva una +barchetta pericolante: una mano coll'indice steso accennava l'imagine. +Spesso vi era anche una croce. Col secolo XVIII l'uso dell'epigramma +tiberino cessa, e prende il suo posto la notizia nuda e cruda. Ora poi +ci si contenta di una linea che segna il livello massimo dell'acque e +delle parole: _Alluvione del Decembre 1870_. Per la maggior parte tali +iscrizioni furono poste sulle facciate delle chiese del Campo Marzio, e +in particolar modo la facciata della Minerva è da considerarsi come +l'idrometro del più lontano medioevo[71]. + +Dopo l'iscrizione del 1277 troviamo una lacuna di cento anni. +L'alluvione dell'8 novembre 1376 si trovava ricordata alla Minerva, su +una lastra di marmo che è andata perduta. Questa alluvione precedè il +più grande avvenimento dell'epoca, il ritorno dei papi da Avignone sotto +Gregorio IX. Dal secolo XV, e precisamente dal 25 Novembre 1415, +possediamo la esatta e completa serie cronologica delle inondazioni, +fino ai nostri giorni. Come esempio dò qui un'iscrizione del tempo di +Sisto IV: + + CREVIT AD HOC SIGNUM TRANSCENDENS LIMINA TYBRIS + OCTAVA JANI, QUAE MEMORANDA DIES. + TERRITA ROMA, NOE REDEUNT NUNC TEMPORA, DIXIT, + DILUVIO, ATQUE ITERUM CORRUET OMNE GENUS. + HUNC ANNUM VERSU LONGO EST DESCRIBERE VERUM + QUAE NUMEROS SIGNAT HIC NOTA JUNCTA DOCET. + M.CCCC.LXXVI. + +Alessandro VI si trovò a due grandi alluvioni, nell'ottobre 1493 e il 5 +decembre 1495. Poco dopo le onde del Tevere dovevano trasportare il +cadavere del figlio di lui, duca di Candia. Suo fratello, Cesare +Borgia, lo aveva fatto trucidare e gettare nel fiume; quel Cesare Borgia +che aveva fatto precipitare dalle mura di Castel Sant'Angelo l'infelice +Astorre Manfredi e tante altre vittime. Al tempo del terrore dei Borgia +non passava notte che non si trovasse qualche ucciso nelle placide onde +del fiume. Ma esso aveva trascinato al mare ne' suoi flutti fatali anche +due imperatori romani, Massenzio e Massimo, un papa romano, Formoso, e +le ceneri di Arnaldo da Brescia. + +L'alluvione dell'anno 1495 è ancora ricordata da parecchie iscrizioni +nel Campo Marzio e cominciano in quell'epoca a pubblicarsi in Roma +scritti relativi al Tevere, per mezzo della stampa, che già dalla +Germania era giunta a Roma. + +Il Narducci indicava come primo scritto di questo genere la poesia del +noto poeta popolare Giuliano Dati dal titolo: _Del Diluvio di Roma del +MCCCCLXXXXV adì IV. di Dicembre. Et daltre cose di gran meraviglia_, con +una incisione in legno rappresentante l'inondazione. + +A questo possiamo aggiungere il componimento poetico di un umanista +tedesco. _Jacobi Locher, alias Philomusi, Carmen de diluvio Romae +effuso. Ibid. Dec. 1495._ + +In questo tempo sembra si siano riprese le ricerche tecniche sulla +questione del Tevere; Bramante, a quel che pare, diede il consiglio di +ritrarre sui colli la Roma abitata, e fece il progetto dei lavori. La +spesa per questo progetto, che è restato assai oscuro, era stata +preventivata in un milione di scudi, per il che Leone X non ne fece poi +niente. Il lettore potrebbe stupirsi che al tempo di Nicolò V, qual +grande ideatore di progetti sull'edilizia romana, che voleva perfino +render navigabile l'Aniene, non si sia pensato a provvedere al fiume, ma +ciò si spiega pensando che il Tevere sotto il suo pontificato si +mantenne abbastanza tranquillo. + +Ci fu un'inondazione sotto Leone X nel 1519; poi la più terribile di +tutte quelle avute sin'allora, quella dell'8 ottobre 1530. Era pontefice +quel disgraziato Clemente VII, sul quale un destino crudele sembrò +dilettarsi a radunare ogni sorta di sventure; tre anni prima egli aveva +assistito al sacco di Roma. I contemporanei ci hanno lasciato +descrizioni complete di quest'ultima inondazione. Vi sono anche +parecchie iscrizioni che vi si riferiscono. Eccone una: + + SEPTIMUS AURATUM CLEMENS GESTABAT ETRUSCUS, + ARTE PEDUM SALIIT QUAM VAGUS VSQUE TIBER + QUIPPE MEMOR CAMPI, QUEM NON COLUERE PRIORES + AMNIBUS EPOTIS IX NOVA TECTA RUIT. + VTQUE FORET SPATII IMPLACABILE ULTOR ADEMPTI + ET CEREREM ET BACCHUM SUSTULIT ATQUE LARES. + RESTAGNAVIT VIII. IDUS OCTOB. + AN. MDXXX. + +(sulle mura dell'antico convento degli Agostani a S. Maria del Popolo). + +Cinquant'anni non bastarono, si disse, a rimetter Roma dai danni che +soffrì in quell'inondazione, che raggiunse, secondo si può rilevare +dall'idrometro di Ripetta, metri 18.97. + +E poco prima Roma aveva subito l'invasione dei soldati di Carlo Quinto! + +Allora il poeta Luigi Alamanni scrisse il suo poema _Il Diluvio romano_, +che dedicò a Francesco I di Francia. + +A quel tempo risale la prima storia delle piene del Tevere, scritta +dall'auditore di Clemente VII, Ludovico Gomez, stampata a Roma nel 1531. +Essa è la base di ogni posteriore lavoro sull'argomento. _De prodigiosis +Tiberis inundationibus ab urbe condita ad annum MDXXXI. Commentarii +Romae apud F. Minutium Calvum, Anno MDXXXI_, in-4. + +Il secolo XVI vide anche le piene del 1547, 1557, 1572, 1589, 1598; +ognuna diede occasione a pubblicazioni dei contemporanei. Andrea Bacci, +famoso medico e scienziato, scrisse nel 1558 il suo libro sul Tevere, +nel quale tratta della natura della corrente e delle inondazioni. Nel +1576 seguì la _Tiberiade_, trattato del giurista Bartolo da +Sassoferrato. La piena del 24 dicembre 1598 diede occasione ad una +quantità grandissima di scritti, e fu la più violenta conosciuta, +raggiungendo un'altezza di metri 19.56. La corrente sommerse il ponte +Sant'Angelo, e ne asportò i parapetti; abbattè metà del ponte Palatino +(chiamato da allora ponte Rotto) e ruinò tutta quella fila di case che +da Tor di Nona va a Ponte Sant'Angelo. Era allora papa Clemente VIII +Aldobrandini. + +Tre giorni prima era tornato trionfante da Ferrara dove aveva preso +possesso degli Stati di Casa d'Este. + +Pubblicò la bolla _De luctuosa Tyberis_ e ordinò pubbliche preghiere. + +Un epigramma, a Castel Sant'Angelo, ora scomparso, diceva: + + ANNO CHRISTIANAE SALUTIS MDIIC + DIE XXIV DECEMBRIS + ERIDANI IMPERIO CLEMENS, ET PACE PER ORBEM + AUREA REDDIDERAT SAECULA, ROMA, TIBI. + CUM SUBITO TYBERIS ASSURGENS HUC EXTOLLIT UNDAS + ET TE PENE SUIS CONTUMULAVIT AQUIS. + SCILICET EXTOLLANT ANIMOS NE GAUDIA NOSTROS + TEMPERAT ADVERSIS PROSPERA QUAEQUE DEUS. + IO. FRANCISCUS ALDO BRANDINUS ARCIS HUJUS + ET. S. R. E. COPIARUM GENERALIS PRAEFECTUS POSUIT + +Furono pubblicati in quell'occasione importanti scritti del Castaldi, +del Castiglione, degli architetti Carlo e Domenico Fontana, di Paolo +Beni, e di altri, che ricercavano le cause del male e proponevano +rimedi. Il governo pontificio prese atto dei progetti, chiese consiglio +a tutti i tecnici d'Italia, emanò editti e decreti, ma nulla fece di +concreto, si ricorse perfino agli incantesimi piuttostochè alla scienza: +Pio V fece gettare nel fiume un _Agnus Dei_ di cera, e credette con +questo di aver scongiurato definitivamente nuove inondazioni. + +Gli scritti sul Tevere continuano nel secolo XVII in grande abbondanza. +Quel secolo contò cinque grandi piene negli anni 1606, 1637, 1647, 1660 +e 1686. La terza cadde sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphili, al +tempo della famosa Olimpia Maldacchini, sua cognata, il cui favorito era +un tal Conte Fiume. + +Ciò diede materia allo spiritoso Pasquino per un salacissimo epigramma +che fece scoppiar dalle risa tutta Roma; vi si vedeva raffigurata una +donna nuda, delle linee ondulate, rappresentanti le acque, giungevano +fino alla metà del corpo; e sotto si leggeva: + + _Fin qui arrivò Fiume._ + +Notevoli sono gli scritti di Filippo Maria Bonini: _Il Tevere +incatenato_ (1663) e dell'ingegnere Cornelio Mayer, olandese. Ingegneri +e dotti chiedevano sempre più insistentemente che il Tevere fosse reso +navigabile e che fossero ristabiliti gli antichi porti di Ostia e Porto. +Numerose pubblicazioni trattano l'importante questione, dibattuta fino +ai dì nostri. Si pubblicarono anche delle elegie sul Tevere; un poeta, +Caracci, scrisse una _Assemblea dei Fiumi_ che dedicò a Cristina di +Svezia. Vi si raffigurava un Tevere piangente, uno coronato, uno lieto e +uno festoso nello stile di quell'epoca, in occasione di feste di nozze o +per adulare persone principesche. + +Già nell'anno 1545 Francesco Maria Molza aveva fatto pubblicare la sua +Ninfa Tiberina.[72] + +Nel secolo XVIII il Tevere inondò la città negli anni 1702, 1742, 1750, +1772, 1780, ma senza produr gravi danni. Il Brioschi dice che nel 1742 +si pensò al primo lavoro serio e scientifico per risolvere la questione +del Tevere: la livellazione del fiume dalla confluenza della Nera al +mare, eseguito dagli ingegneri bolognesi Chiesa e Gambarini nel 1744, +per incarico di Benedetto XIV, e stampata a Roma nel 1746. + +I tecnici si erano mostrati contrarii alle proposte di arginare le rive +del fiume, dare un'altro sfogo ai canali di scolo della città; deviare +una parte della corrente, a monte di Roma, con uno o più canali, e +accorciare con tagli opportuni il corso serpeggiante del Tevere al di +sotto della città. + +Essi avevano invece consigliato di togliere i mulini da Roma; di +demolire i resti dei ponti Trionfale e Sublicio, di pulire con gran cura +il letto del fiume, di dare maggiore apertura agli archi dei ponti, di +rimuovere insomma tutti gli altri ostacoli, tenendo conto anche di +quelli prodotti dall'isola tiberina (di San Bartolomeo). + +I consigli pratici di questi ingegneri, nota Brioschi, rimasero +infruttuosi, e dei loro lavori non è rimasto che il piano di +livellamento, che ancor oggi può vantaggiosamente venire consultato. + +Il XIX secolo conta quattro grandi inondazioni; quelle del 1805, 1843, +1846, e del 1870. La prima accadde il 2 febbraio, mentre Pio VII era a +Parigi, ove era andato ad incoronare imperatore Napoleone. In seguito a +quella piena, Ponte Molle, che assai aveva sofferto, fu restaurato come +oggi lo vediamo. Nei primi decennî del secolo videro la luce nuovi +scritti sul Tevere, dei quali son degni di memoria quelli degli +archeologi romani Carlo Fea, Nibby, Rasi e Piale.[73] + +Anche la piena del 1843 accadde nei primi giorni di febbraio, le due +ultime si verificarono il 10 e il 28 decembre. Queste segnano per un +caso assai strano, il sorgere e il cadere dello stesso papa, Pio IX, +l'ultimo dei papi che ha governato Roma da monarca terreno. + +Quando avvenne la prima di queste inondazioni, il 10 dicembre 1846, +erano passati solo cinque mesi dall'elezione di Mastai: il nuovo papa +festeggiava i trionfi dell'amore e dell'entusiamo d'Italia, come non li +ebbe forse mai alcun suo predecessore. Le sue vedute e azioni, ancora +colorite idealisticamente, si unirono con la corrente di pensiero del +tempo, per favorire quella rivoluzione nazionale, le cui onde scatenate +dovevano poi il 20 settembre 1870 inghiottire lo stato della Chiesa. + +Ma quando avvenne l'inondazione del 28 dicembre 1870, Pio IX vide le sue +devastazioni come pontefice infallibile, ma anche come principe +detronizzato e volontario prigioniero in Vaticano. Nello stesso tempo +Napoleone III, precipitato dal trono, giaceva prigioniero in un castello +tedesco! + +L'inondazione del 1870 sarà forse l'ultima a devastare la città di Roma; +se si può supporre che il nuovo governo trovi il vero rimedio al male. +Esso ha trovato la questione totalmente insoluta, perchè dal 1803, +sotto il governo pontificio non si mandò innanzi la cosa: si presero +solo le misure relative al fiume dagli ingegneri Benedetti e Venturoli; +fu messo l'idrometro a Ripetta, e diminuito il numero dei mulini +galleggianti, che datavano dal tempo di Belisario, come asserisce +Procopio. + +Col 1º gennaio 1871 comincia una nuova era nella vessata questione del +Tevere. Le Commissioni di ingegneri del governo italiano e del municipio +romano gareggiarono in attività. Ne risultarono molti lavori tecnici e +memorie degli ingegneri Canevari[74], Possenti, Vescovali e Baccarini. +Furono pubblicate altre opere private: ho già nominate quelle del +Brioschi, che del resto appartiene alla Commissione, e raccomando ai +lettori in modo speciale l'opera del Carcani pubblicata prima del 1870, +alla quale debbo molte notizie, particolarmente per quel che riguarda i +tempi antichi.[75] + +Questi studi, dice Brioschi, condussero ad un progetto generale e tre +particolari. Il primo si accorda (prescindendo dalle condizioni mutate) +con quello che i tecnici avevano proposto ad Augusto, e che da lui fu +cominciato ad eseguire, e fu poi tre secoli dopo ripreso da Aureliano. + +Consiste soprattutto nel pulire il letto del fiume, liberarlo dagli +ostacoli e regolarizzare la corrente. A questi si aggiunsero altri +progetti, la cui arditezza, per quel che riguarda il costo e la +grandiosità dell'impresa, fu poi superata di molto dal progetto di +Garibaldi. Questi considerava il suo piano sotto tre aspetti, come +Giulio Cesare: liberare Roma dalle piene; allacciare la città al mare +con un canale navigabile ed un porto; finalmente bonificare la campagna +romana. + +Due ingegneri, Filopanti e Amadei, limitarono e ridussero questo +progetto, concretandolo in queste linee: deviamento del Tevere in un +nuovo letto; arginamento di questo nuovo letto; deviamento dell'Aniene +nel medesimo; costruzione di un porto fluviale presso Roma; di un canale +nella città e di una strada al posto dell'antico letto, fiancheggiata da +case sui due lati. + +La novità e l'arditezza dell'idea di allontanare da Roma il Tevere, +l'arteria della sua storia, fece rumore nel mondo intero, che non +ricordava più il progetto di Giulio Cesare. I difensori del progetto +facevano anche brillare il miraggio degli innumerevoli tesori che si +sarebbero trovati nel letto del Tevere. + +Questa attraente previsione non poteva dirsi del tutto infondata. Solo +dieci anni prima il rinvenimento dell'antico deposito di marmi sotto +l'Aventino, fatto dal Visconti, aveva meravigliato il mondo intero, ed +ora l'aspettativa di preziose scoperte era esaltata da quel che già si +era rinvenuto negli scavi dell'Esquilino e del Viminale, dove erano +sorti i nuovi quartieri. + +Nonostante tutto ciò che è stato estratto dal secolo XV ad oggi, si può +affermare con sicurezza che nel seno di Roma innumerevoli tesori +aspettano la bacchetta magica che li porti alla luce. Il pensiero di +questi tesori nascosti eccita in modo speciale la fantasia dei Romani; +una volta, con l'autorizzazione del governo pontificio, io stesso ne fui +testimonio, si ricercò nel Colosseo un tesoro del quale alcuni +pretendevano di aver trovato in un libro l'esatta descrizione. + +E non potrebbe il Tevere nascondere tesori nel suo seno intatto? + +Se l'onda del Reno nascondeva il palazzo dei Nibelungi, come dice la +leggenda, non dovrebbe il Tevere albergare qualche antica e più nobile +stirpe? Che cosa non rivelerebbe il suo fondo allo sguardo +dell'universo, quanto oro, quanto marmo, quanto bronzo, quante +iscrizioni? Anche rinunziando a cercare nel suo fango il Licnuco d'oro +di Gerusalemme, molto resterebbe a scoprire di raro e di prezioso che vi +si è affondato nel corso dei secoli. Si narrava nel medio evo che +Gregorio Magno avesse fatto gettare nel Tevere molte antiche statue, e +questa favola probabilmente accenna al fatto che molte opere d'arte vi +si sono, comunque, inabissate. + +Del resto più volte il Tevere ci ha restituito opere dell'antichità. + +Lo scultore Flaminio Vacca ci dà notizie in proposito nel suo ben noto +scritto: _Memorie di varie antichità, trovate in diversi luoghi della +città di Roma_ (1594). Sotto Clemente X fu trovato a Ripa Grande un +tesoro di monete d'oro. Già il Cardinal di Polignac (+ 1741) emise il +progetto di pulire il letto del Tevere e trarne fuori gli oggetti +antichi che vi si trovano. Nel 1773 si fecero ricerche di questo genere +e il genovese Bernardo Poch scrisse in quell'occasione: _De' Marmi +estratti dal Tevere e delle iscrizioni scolpite in essi_. Anche nello +antico porto di Trajano furono trovate varie antichità e così +nell'Aniene. Nel fondo di questo fiume deve ancor trovarsi una tavola +di pietra coll'iscrizione di Narsete, che eresse il ponte Salaro, tavola +che precipitò alla fine del secolo XVIII. E quante preziose sculture che +ornavano le splendide ville che sorsero un tempo sulle due rive, non +potrebbe nascondere l'Aniene! Il progetto di prosciugare il Tevere per +estrarne i tesori nascosti tornò in ogni tempo ad allettare gli spiriti: +lo proponeva nel 1855 Annibale Nuvoli nel suo scritto _Del Tevere_; e +nel 1818 si era già pensato di istituire a quello scopo una società. + +L'idea dunque di un mondo fatato di tesori immersi nel fiume assicurò +per un istante un interesse fantastico al progetto di Garibaldi. Ma +quale più grande e mirabile tesoro per Roma, del Tevere stesso? Come +rassegnarsi a perderlo per l'incerto rinvenimento di questi tesori?[76] + +Ecco il giudizio del Senatore Brioschi sul progetto di Garibaldi: +«Considerandolo dal punto di vista igienico, edilizio, e tecnico, questo +progetto non dovrebbe nel suo complesso venire respinto, ma sotto altri +aspetti esso ha in sè qualche cosa di assolutamente contrario alle +esigenze e ai criteri della moderna civiltà. Mentre infatti tanti +stranieri archeologi e storici vengono a Roma, a passar buona parte dei +loro anni per investigare nei suoi monumenti e nelle sue iscrizioni la +vita di questo popolo che fu il dominatore del mondo; mentre prima cura +del governo nazionale fu di prender possesso di quelle località, dove +nuovi scavi possono condurre a nuove scoperte, e di dare a queste +ricerche un indirizzo saggio e scientifico; sarebbe inconcepibile +determinazione quella di trattare Roma, senza una necessità assoluta, +riconosciuta e dagli italiani tutti e dal mondo civile intero, come una +città dell'America del Sud, e derubarla del suo più grande monumento, di +quel monumento che più d'ogni altro ha determinato, fissato, prodotto la +sua storia. Non so se il generale Garibaldi e i suoi collaboratori hanno +pensato alle conseguenze del loro progetto; ma io oso affermare, e non +dubito che molti saranno con me, che, piuttosto, io mi contenterei come +Augusto, di diminuire in varî modi la violenza delle inondazioni, o +secondo il consiglio di Bramante, riedificherei Roma sui colli». + +Sembra del resto che Garibaldi stesso abbia limitato poi il suo progetto +a diminuire la massa d'acqua del Tevere, lasciandolo scorrere +assottigliato sotto i ponti, fra due ripe provviste di muraglioni e di +banchine. + +A Roma è infatti accarezzata l'idea di costruire un Lungo Tevere che da +Piazza del Popolo conduca a Castel Sant'Angelo. Esso potrebbe, se +grandiosamente costruito e senza badare a risparmiare i milioni, +arricchire la città di un incomparabile ornamento. Pure non si +potrebbero trovare, io spero, molti Romani che desiderassero di vedere +trasportata a Roma la compassata e rigida figura di Firenze moderna coi +suoi Lungarno dai monotoni parapetti di pietra. + +L'Arno, che nell'estate si assottiglia tanto da scomparire, traversa +Firenze tra due muraglioni eguali e diritti, ed ha l'aspetto d'un canale +artificiale. Il Tevere invece ha una corrente vivace, impetuosa, piena +anche nel cuor dell'estate, e la sua bellezza consiste appunto in questa +sua natura selvaggia e libera. + +Esso conserva fin dentro Roma l'aspetto di un libero figlio dei monti, e +scorrendo nella città dei Cesari, non ha dimenticato i verdi colli ed i +campi dell'Umbria, dalla quale discende. + +Al suo ingresso in città, a Porta del Popolo, ai prati di Nerone, a +Ripetta, esso rapisce lo spettatore per la idillica e campestre bellezza +delle sue rive. In quale altra grande città sarebbe dato vedere un fiume +così pittoresco, nel quale, presso il porto di Ripetta, un vecchio +barcarolo, il Caronte del Tevere, da lunghi anni traghetta i passeggeri +sulla sua antica barca coperta da un rozzo e sghembo tetto di legno, +raccomandata ad una lunga fune? Egli lascia la riva laggiù, presso il +luogo dove è stabilito l'idrometro, dove un giorno fu precipitato nel +fiume il duca di Candia, figlio di Alessandro VI, e approda al più +originale e naturale di tutti gli approdi, sulla rena della spiaggia, +dalla quale si sale la ripa su scalini, che i piedi stessi si sono +creati affondandosi nel terreno, per giungere subito, in mezzo alla più +tranquilla solitudine, fra i verdi boschetti e le vigne.[77] + +Al posto di questa classica riva io non mi rassegnerei mai a vedere dei +noiosi e monotoni Lungotevere: questo alito della campagna e della +solitudine, che penetra fin dentro la città, dà a Roma un incanto +speciale e tutto suo. + +La bellezza del Tevere, entro la città, consiste poi soprattutto nelle +sue serpeggianti volute, che i gruppi architettonici delle sponde fanno +così varie e pittoresche! + +Il senatore Brioschi un giorno, mentre mi rassicurava riguardo al +progetto di Garibaldi, dicendomi che sarebbe certamente caduto, riuscì +ad infondermi un altro timore, affermando che si aveva l'intenzione di +togliere al Tevere le sue più forti curve, tagliandole opportunamente, +per facilitare la discesa della corrente. Così ora, appena sfuggito alle +arginature di Garibaldi, il padre Tevere corre quest'altro serio +pericolo! + +I progetti in proposito non sono ancora definitivi ed ancora è incerto a +che cosa riusciranno. Ahimè! già nel 1871 dovemmo dire addio per sempre +all'antico, caro, storico aspetto di Roma; così, presto o tardi muterà +anche l'aspetto del biondo Tevere. Si ricordino però gl'Italiani di +tener conto dei desiderî di tutto il mondo civile: di non guastare +l'antico senza assoluta necessità, e di mantenere con amore ciò che +forma la bellezza tutta particolare della città, bellezza che non +potrebbe più esserle restituita, ed il suo incomparabile incanto +storico. + + +NOTA. + +Trent'anni sono trascorsi da quando Gregorovius scrisse la storia del +Tevere ed un altro capitolo sarebbe da aggiungere: le belle sponde, tra +le quali scorreva libero ed indomito il _Pater Tiberinus_ sono scomparse +e solo a ricordarle ci restano gli acquerelli del Roesler Franz; hanno +preso il loro posto i muraglioni ed i lungo-tevere tanto paventati dal +Gregorovius che sono quasi compiuti ed il simulacro di Garibaldi, che ne +fu il propugnatore indefesso, sta a contemplarli dall'alto del +Gianicolo. + +Questi giganteschi lavori hanno già dato decisivi risultati e la città è +ormai al sicuro dalle inondazioni che prima la invadevano +periodicamente; intanto si stanno riprendendo i progetti per assicurare +la navigabilità da Roma al mare e quella interna fino al confluente +della Nera. + +Non fu possibile conservare alla città il suo aspetto tradizionale, ma a +giustificazione ripetiamo col GEFFROY: + +«Si è sempre visto il periodo nascente infliggere a quello che lo ha +preceduto qualcuno di quei danni che i contemporanei, attaccati alla +tradizione, hanno tenuto come sacrilegi, in attesa che altri monumenti +ed altri ricordi acquistino essi pure la dignità che viene dall'età e +cadano finalmente alla lor volta, sospinti dalle nuove generazioni. E' +la legge della vita». + + + + +L'IMPERO ROMA E LA GERMANIA + + + + +L'Impero, Roma e la Germania. + +A proposito dal Sacro Romano Impero di James Bryce (Londra 1867). + + +Uno studioso inglese, assai giovane ed intelligente, si è proposto un +tema bello ed importante, quello cioè di seguire l'idea dell'Impero +dalla sua origine alla sua fine (1806), nei suoi diversi momenti; ed ha +condotto a termine il suo lavoro servendosi di una profonda cultura +storica e di un'alta visione filosofica. Il suo libro è tra i migliori +pubblicati sull'argomento, e deve essere per i tedeschi di grande +interesse sentire la voce di uno straniero sulla questione del tanto +esaltato e tanto vilipeso Romano Impero della nazione tedesca. Non pochi +invero penseranno subito che un inglese d'oggigiorno non possa trattare +questo tema che con volterriana ironia, ma dovranno riconoscere, letto +il libro, che mai finora è stato parlato sull'argomento con tanta +ampiezza di vedute, con tanto simpatico interesse per il principio +imperiale e per la sua grandezza. + +L'idea imperiale è, coll'idea della Chiesa, uno dei concetti +fondamentali, sui quali si è basata tutta la civiltà occidentale. +Ambedue son formazioni universali, creazioni latine, dalle quali è sorta +la città universale per eccellenza: Roma. Esse hanno plasmato e, fino al +nostro secolo, dominato il mondo europeo; sono state linee fondamentali +della nostra civiltà. Se e perchè, oggi che le reliquie del medioevo +spariscono nell'ultimo processo di dissoluzione, queste idee sono +superate, e se la società europea abbia già acquistato la forza di +prendere una nuova ed organica forma di universale confederazione, +questo dovrà chiedersi ogni pensatore. + +Bryce cominciò la sua trattazione col secondo secolo dell'antico Impero +Romano, senza ricercarne le radici fuori della storia particolare dello +stato romano medesimo e senza gettare un rapido sguardo sull'Oriente e +sul principio autocratico giudaico. + +Ho altrove parlato dello Stato teocratico e della missione universale +del giudaismo, dal quale poteva solo aver origine l'idea cosmopolita del +cristianesimo, che incontrandosi col principio di dominazione mondiale +del popolo romano, assunse una forma del tutto nuova. + +La conquista di metà del mondo conosciuto dovette far sorgere nello +spirito romano il pensiero di uno stato universale romano che, alla +caduta della repubblica, s'incarnò e prese forma decisa nel cesarismo, +assumendo tutta l'importanza di un dogma politico. + +Questo dogma tornò poi anche durante il medio evo nella coscienza +romana, anche nei tempi più infelici della sua decadenza, quando Roma +non era più che il Monte Testaccio della storia mondiale! + +_Roma caput mundi regit orbis frena rotundi_, era il motto inciso nel +sigillo degli imperatori tedeschi. Dante, l'Isaia del suo tempo, è tutto +pieno di questo dogma, e non meno di lui Petrarca e Cola di Rienzo. I +degeneri Romani si riguardavano ancora come i legittimi signori del +mondo, e i depositarii dell'idea imperiale; di questa s'impadronì il +papato, assimilandola all'idea giudaica di una religione di stato e di +un popolo eletto. Così, collo sparire del principio cesareo pagano, Roma +divenne colla Chiesa il centro della monarchia spirituale e temporale. +Questo principio assunse una forza suprema nella storia dell'Occidente, +che per lunghi secoli fu da esso tutta sconvolta; e nessuno può dirlo +meglio del popolo tedesco, che per il primo, col grande avvenimento +della riforma, cominciò a liberarsene. + +Dal tempo di Costantino i confini dell'impero Romano divennero, a poco a +poco, anche quelli della religione cristiana, e quanto più essa +penetrava nello stato, tanto più si diffondeva in esso il principio +imperiale che plasmò e formò la Chiesa romana. Essa divenne la forma +religiosa dell'Impero. Al concetto dell'unità dell'Impero corrispondeva +quello dell'unità della Chiesa. Il capo riconosciuto di ambedue era +l'imperatore, che si chiamò poi anche Pontefice Massimo. Nacque allora +la Chiesa imperiale romana. Come si chiamava romano l'Impero, così si +chiamò romana la Chiesa. Ancora non v'era nessun papa; 400 e più anni +dopo Costantino, si inventò la favola religiosa ben nota, secondo la +quale, quel primo imperatore cristiano si ritirò umilmente in un angolo +del Bosforo per lasciare al Papa il dominio di Roma e di tutto +l'Occidente. Il concetto che il vescovo di Roma non fosse sottoposto +all'Impero e all'imperatore, rimase del tutto ignoto a Costantino, e a +tutti i suoi successori, ed anche ai Carolingi, agli Ottoni, ed agli +Arrighi. La divisione dell'Impero in due parti, Oriente ed Occidente, +non poteva in nessun modo attaccare il principio dell'unità dell'Impero +Romano. + +I Bizantini si chiamarono imperatori romani; essi nominavano i papi, o +ne riconoscevano l'elezione. + +Ma la caduta dell'Impero Romano d'Occidente sotto i barbari, e +l'invasione germanica che, in mezzo alle onde limacciose dei barbari, +diede all'Occidente una nuova conformazione, provocarono la separazione +effettiva dell'Impero, e necessariamente insieme della Chiesa, che qua +fu romano-germanica, là greco-slava. Anche nell'Occidente si delinearono +così due correnti: romanismo e germanismo, sistema universale +dell'accentramento, e libero individualismo. La storia d'Europa sino ai +nostri giorni si è aggirata intorno ai loro contrasti, alle loro +alleanze, alle loro conquiste, alle loro battaglie. + +Ma se i Germani riuscirono a rovesciare l'Impero d'Occidente, non +intaccarono però l'idea dell'Impero, che persistè: la sua tradizione era +inestinguibile. Ogni vita politica delle nazioni era allora concepibile +soltanto sotto le forme dell'Impero, che era il simbolo e l'espressione +della civiltà stessa. Di più il principio imperiale fu validamente +sorretto dalla Chiesa. + +A poco a poco essa era entrata nella organizzazione complicata +dell'Impero, che l'avea aiutata a sorgere, ed aveva ripreso il suo +indirizzo nelle provincie tutte politiche e amministrative. + +I suoi membri erano in istretti rapporti l'uno con l'altro, e +ricorrevano per ogni questione a Roma, secondo la gerarchia, poichè già +essa era riguardata come il centro ideale dell'Impero, dove il Vescovo, +nonostante non poche opposizioni, rappresentava il capo spirituale della +cristianità. Il solido organismo della Chiesa, che aveva ereditato tutta +la civiltà del mondo or ora tramontato e lo spirito politico dei Romani, +potè offrire resistenza all'invasione barbarica, e, nella rovina della +società, mantenere in sè l'idea universale dell'unità della razza umana +e della repubblica cristiana. Ho già parlato dell'importanza di questa +tenace sovravvivenza della città di Roma, che ci sembra una fatale legge +storica. + +La Chiesa salvò e custodì l'idea dell'Impero fra le mura aureliane; +trapiantò nei Germani questa idea latina, e potè così dipoi affermare di +aver essa restaurato l'Impero affidandolo alla nazione germanica. Ma +essa stessa, senza l'Impero, non avrebbe mai potuto mantenere la sua +forza cosmopolita che sarebbe rimasta teorica, o si sarebbe frazionata +in chiese di popoli e di terre diverse, perdendo così il principio +dell'unità e dell'indissolubilità. L'Impero era il correlativo +necessario della Chiesa. + +Ora, poichè nello sfasciarsi dell'Impero Romano d'Occidente, fra le sue +rovine rimase essa sola come un organismo incrollabile e un'autorità +morale inconcussa, le convenne lasciar entrare nella cittadinanza romana +i barbari che possedevano ora tutto l'Occidente. + +La civilizzazione di quei popoli è il fatto più notevole e grandioso +della Chiesa, così grandioso che difficilmente si può abbracciar tutto +con parole. Dove l'Impero Romano aveva diffuso le sue leggi, la sua +favella, le sue colonie, che erano riuscite a latinizzare i Germani, la +Chiesa si preparava a gettare le basi nazionali della sua signoria +gerarchica. Ma per molto tempo ancora i Germani, ritiratisi nel centro o +verso il settentrione delle loro terre, lontani dal Mediterraneo latino, +avevano opposto efficace resistenza al romanismo, difendendo il +principio della loro individualità, che doveva prima o poi entrare +direttamente in lotta con l'idea centrale del mondo latino: la Chiesa +imperiale. + +Ma dapprima la cristianità si romanizzò per le forme esterne +dell'amministrazione e della lingua del culto, per le feste religiose, +per i rapporti con Roma, la nuova Gerusalemme, sulla quale venivano a +poco a poco ad incontrarsi i raggi di due monarchie universali: la +politica e la religiosa. + +Ci vollero tre secoli perchè i Germani fossero tanto maturi da prendere +una supremazia decisiva nell'Occidente, e ciò avvenne sotto la forma +dell'Impero Romano, ristabilito da Carlo Magno, re dei franchi +cattolici. In questa risurrezione dell'Impero la Chiesa ebbe una parte +preponderante. Il fatto dell'incoronazione di Carlo diede poi occasione +ad una dibattutissima questione: qual'era l'origine dell'Impero di Carlo +e dei suoi successori? + +Di dove era scesa la loro autorità? Il popolo e il Senato romano si +dissero nettamente fonte sola e legittima di quella autorità. +L'Imperatore affermava da parte sua di aver ricevuto la corona da Dio, o +per diritto di conquista, il che per i principi equivale sempre, +praticamente, al diritto divino. I papi rispondevano che era stata opera +loro l'incoronazione e l'erezione del nuovo Augusto, e dichiaravano che +l'Imperatore aveva ricevuto la sua corona per investitura papale, come +_Feudo Christi_, o del suo vicario e sotto questo titolo ancora la +riteneva. + +Ma questa famosa disputa appartiene ad un periodo posteriore, quando +verrà ad affermarsi la suprema potestà del papato. Al tempo di Carlo +Magno non c'era ancora nessuno che dubitasse che l'Imperatore, il +successore legittimo di Augusto, di Trajano e di Costantino, non fosse +anche il capo supremo di tutta la repubblica cristiana, ed anche, +perciò, della città di Roma e del suo vescovo. Egli aveva confermato il +papa nel suo ufficio, e questi era stato eletto sotto gli occhi dei suoi +legati plenipotenziari; poteva anche giudicarlo col suo Tribunale. Carlo +Magno indicò a reggere l'Impero suo figlio, in una adunanza imperiale, +senza interpellare il pontefice: non vi poteva essere alcun alto potere +legittimo che quello che veniva dall'Imperatore, o che era da lui +riconosciuto. + +Così si produsse per un momento nella monarchia universale di Carlo +l'accordo e l'unità dell'Impero e della Chiesa, quando suo invitto ed +incontrastato arbitro era l'Imperatore, il cui ufficio era quello di +reggere e mantenere in armonia la repubblica cristiana come _Imperator +pacificus_. + +Ma questo stato ideale fu presto turbato dagli elementi d'inimicizia +rimasti fino allora latenti. Il principio imperiale venne presto a +trovarsi in contrasto col principio romano pontificio; l'Imperatore col +Papa. La lotta di questi due, la più lunga ed acerba che la storia +ricordi, produsse ed accompagnò il processo della civiltà europea. +L'idea latina della monarchia universale fu soltanto pienamente messa in +pratica dalla Chiesa Romana, erede della romanità classica, mentre i +Germani vagheggiavano quell'idea piuttosto da un lato teorico, essendo +troppo contrario a quel principio il loro spirito d'individualità e di +nazionalità nel potere temporale (feudalismo) e spirituale. Essi avevano +la tendenza costante e tenace ad allontanarsi dal centro. Già la +divisione di Verdun aveva spezzato la monarchia occidentale di Carlo +Magno, e al tempo degli ultimi Carolingi la maestà imperiale si era +offuscata al punto da sottomettersi all'investitura papale. La Chiesa +era venuta prendendo chiaramente la forma di una monarchia spirituale +col vero centro in Roma, ed i suoi membri gerarchici eran venuti +attorcigliandosi strettamente all'Impero, avviluppandolo in una +inestricabile e soffocante intessitura. Centinaia di vescovi e di abati +erano i potenti strumenti dei papi, tanto più pericolosi per +l'Imperatore, inquantochè essi erano insieme suoi vassalli, principi +dell'Impero, e membri della feudalità spirituale. La Chiesa si fece così +ogni giorno più potente, finchè colla sua organizzazione, la sua +armonia, e la sua forma spirituale rimase nei suoi dominii speciali; ma +quello stesso indebolirsi progressivo dell'Impero la minacciò ad un +tratto di tale rovina, che essa comprese esserle immediata e +imprescindibile necessità di mantenere o di ristabilire l'Impero stesso +nei suoi diritti. + +Colla caduta dei Carolingi si erano determinate condizioni tali da +produrre nuove invasioni barbariche: il papato vide in pericolo l'unità +della Chiesa, poichè facilmente si sarebbero potute formare delle Chiese +nazionali appoggiate ai principi locali, come già era stato tentato al +tempo dei Carolingi. + +Roma e l'Italia erano agitate da pericolose fazioni. I duchi nazionali +d'Italia cercavano di rendersi indipendenti dall'Impero e di far latina +ed italiana la corona imperiale, ciò che avrebbe portato la conseguenza +di proclamare forzatamente Roma capitale dell'Impero. In Roma stessa la +nobiltà acquistava potenza; essa mirava a fare dell'ufficio pontificio +quasi un feudo derivante dalla sua investitura diretta; ciò che, al +tempo dei conti di Tuscolo, le riuscì esattamente! + +Ma la politica dei papi era nettamente tracciata fin dal tempo del +ritiro di Costantino a Bisanzio. Non consentire in Italia nessun impero +o regno nazionale, e mantenersi libera e fedele Roma. I papi volevano un +Imperatore, e ne avevano bisogno; ma questo doveva star lontano da Roma, +e rimanere unito ad essa solo da un principio teorico che essi stessi +dovevano dirigere e governare. L'Imperatore doveva tutt'al più venire a +Roma per ricevere in ginocchio la corona nella basilica di San Pietro, +come un'investitura papale, e per giurare di difendere la Chiesa e di +rispettare i diritti degli stati che da lei dipendevano. Ma aveva appena +l'Imperatore formulato queste promesse, che il Vicario di Cristo cercava +di disfarsi al più presto del suo gravoso e molesto difensore, +rendendosene di fatto indipendente e riservandosi di chiamarlo in Italia +ogni volta che il suo dominio temporale fosse minacciato da gravi +pericoli, per imporgli il mantenimento delle sue promesse ed esigere +l'opera del suo esercito. + +Non senza gravi motivi la Chiesa aveva sempre cercato di mantenere la +dignità e la potenza imperiale nella dinastia germanica dei Franchi, che +era e rimaneva totalmente straniera. + +Carlo, dopo aver donato ai papi l'ingente patrimonio, aveva abbandonato +Roma, senza farla capitale e sede dell'Impero, e non per mistica +deferenza per il pontefice, ma per quella stessa necessità politica che +costrinse Diocleziano e gl'Imperatori che gli succedettero, a stabilire +la loro sede là dove era necessario tener unite tutte le forze per +resistere alle invasioni barbariche. Così anche il mondo germanico, al +quale era passata l'autorità temporale, doveva cercare il suo centro di +gravità nel suo interno, e non in Roma. + +Per ciò, alla caduta dei Carolingi, la Chiesa si affrettò, per la +necessità della propria conservazione, a rendere l'autorità imperiale ai +Germani, contro il desiderio e malgrado gli sforzi dei duchi italiani. +Ottone il grande fu così il secondo restauratore dell'Impero, che +avvinse alla monarchia tedesca, alla quale rimase per sempre, formando +l'Impero romano dalla nazione tedesca. Da Corrado, i suoi re si +chiamarono, dopo l'elezione, anche re dei Romani, considerando la corona +romana appartenente ai Germani. Così questo stato assunse la legittimità +di un diritto, non però di un dogma, poichè in tempi posteriori i +monarchi di Francia aspirarono alla corona imperiale e lottarono ancora +per ottenerla, e ne portarono una volta il titolo uno spagnolo ed un +inglese, eletti dagli Stati dell'Impero medesimo. + +La continuazione dell'Impero sotto la forma di una dinastia nazionale +(la tedesca) era però contraria al principio romano dell'Impero; +giacchè, dopo che furon sopite nell'antica Roma le lotte nazionali, col +diritto universale alla cittadinanza romana ascesero al trono senza +distinzione Siriaci, Traci, Arabi, Spagnoli, Greci e Goti. Ogni libero +cittadino di Roma poteva aspirare al supremo potere, secondo il concetto +dell'Impero universale. La Chiesa assunse lo stesso principio, essendo +anch'essa universale, Siriaci, Greci, Latini, Germani occuparono senza +contrasto la Santa Sede. Ogni cittadino romano libero poteva occuparla, +purchè vestisse l'abito ecclesiastico. A questo principio la Chiesa +dovette gran parte della sua diffusione e della sua potenza; il giorno +in cui essa rinunziò ad esso, e legò definitivamente la tiara ad una +nazione, l'italiana, come il diadema imperiale si era ristretto ad +un'altra nazione, la tedesca, quel giorno segnò la limitazione della +potenza pontificia e la fine della funzione cosmopolita del Papato. + +Intanto non era un semplice accidente storico quello che risolutamente +attribuiva alla nazione tedesca la potenza imperiale. Il tempo ha +mostrato poi il significato profondo di questo fatto che al tempo di +Ottone I non era stato ancora afferrato. Infatti la nazione tedesca +aveva in sè, più di molte altre, il principio stesso della +universalità, e lo portò fino ai nostri giorni: l'Impero che la dominò +e che durò fino al 1806, fu l'espressione della natura idealistica di +questo popolo. Esso possiede da tempo quella facoltà che le altre +nazioni hanno acquistato appena ai dì nostri, di penetrare +nell'esistenza e nella coscienza profonda dei popoli stranieri, e di +assimilarseli senza perdere la propria individualità, intendendo lo +svolgimento completo dell'umanità in tutte le sue varie fasi. Lo spirito +tedesco è atto a lasciar agire su di sè gli spiriti degli altri popoli, +e farsi così, quasi direi, un'officina della mondiale civiltà. Esso +somiglia in ciò al popolo greco, lo spirito del quale esso aveva preso +dal popolo italiano, per adempire ad una missione mondiale. Novello +Ercole, esso si è sobbarcato a molte fatiche per il bene degli altri, e +anche all'increscioso e lungo servizio della tutela. Anche oggigiorno si +intravede che questo popolo, dopo un languore solo politico, non +intellettuale, si rialzerà ed avrà per sè l'avvenire, poichè la sua +missione non è compiuta, e si compirà sotto nuova forma, ben diversa +dalle conquiste imperiali! La nazione tedesca è paziente e giusta; la +sua rivalità ha già un carattere di universalità; i popoli si lasciano +attirare da essa, perchè subiscono l'influenza del pensiero filosofico +della patria nostra. C'è presso di lei solo _un popolo_ che abbia uno +spiccato carattere mondiale, è la libera Inghilterra anglosassone, +essenzialmente pratica nel suo dominio del mare, nelle sue industrie, +nelle sue colonie. + +Mentre così l'Impero si nazionalizzava con Ottone I, la Chiesa era +minacciata da un grave pericolo; quello della separazione del germanismo +dal romanismo, i quali prima o poi dovevano impegnare una lotta a morte. +Seguiremo il processo di questa lotta, e considereremo i suoi risultati: +la liberazione della Germania dal principio romano, e il ritorno del +Papato e della chiesa imperiale al romanismo. + +L'idea dell'Impero, Impero internazionale, astratto ed ideale, si era +indebolita, mancandole una base nazionale; rifiorì subito e prosperò +invece appena potè appoggiarsi alla nazione tedesca. Passarono tre +secoli da Ottone I alla caduta degli Hohenstaufen, nel qual tempo la +Germania si alzò ad un universale dominio. Sotto gli Ottoni la Chiesa +dovette inchinarsi alla potenza imperiale. I papi furono, come i vescovi +di tutto l'Impero, nominati dagl'Imperatori che si erano arrogati il +diritto della loro scelta. Grande fu la potenza della dinastia Franca: +sotto Arrigo III l'Impero toccò l'apice della potenza. Ricadde poi per +la debolezza dell'infelice Arrigo IV. Le cause di questo fatto sono +molteplici, ma due fra di esse sono essenziali: il movimento +dell'aristocrazia feudale tedesca e la riforma gerarchica della Chiesa, +compiuta dal grande pontefice Ildebrando. L'Impero si era completamente +feudalizzato; l'aristocrazia dei conti e dei duchi cresciuta in potenza +si era arrogata il diritto dell'elezione imperiale, e lo stesso aveva +fatto la nobiltà spirituale dei vescovi, degli abati e dei prelati, i +quali, forniti di smisurate proprietà, avevano preso il primo posto fra +gli Stati, come principi dell'Impero. Così sorse un sistema +clerico-feudale che fiaccò la Corona. Questo fu il principio di ogni +susseguente indebolimento della Germania. + +Al contrario il Papato, rialzandosi dalla sua profonda abbiezione, +saliva ad alta ed universale potenza colla riforma di Ildebrando, il +rivolgimento più grande e profondo che abbia avuto la Chiesa prima della +riforma tedesca. La Chiesa non si staccò dall'Impero, ma si rese +indipendente. La scelta dei pontefici fu sottratta all'influenza +imperiale ed alla sua approvazione, e affidata ad un Senato di +cardinali; la scelta dei vescovi toccò ai Capitoli. La Chiesa tornò alla +gerarchia. Il celibato dei preti alzò una barriera fra il numerosissimo +clero--che era uno stato nello stato, un popolo nel popolo--e la +comunità, dalla quale prima il potere spirituale proveniva direttamente +per elezione. L'abolizione dell'investitura laica del clero minacciava +di sottrarre del tutto quest'ultimo alla potenza imperiale, e, mentre +mirava ancora a fare di tutta Europa un feudo della Chiesa, il papa, con +la donazione della contessa Matilde, si costituiva uno Stato nel cuore +d'Italia, che, a detta del pontefice, gli serviva come emblema della sua +signoria universale. Il diritto canonico, il cui nucleo principale era +formato dal principio della sovranità assoluta del pontefice sulla +Chiesa e sulle nazioni, fu contrapposto al diritto imperiale, e imperò +solo nella lunga lotta contro le eresie, gli scismi, le falsificazioni +dei monaci sulla donazione di Costantino e sui falsi decretali +d'Isidoro. La grande lotta delle investiture agitò l'Europa per mezzo +secolo e finì con un compromesso o concordato che lasciava la vittoria +al Pontefice. + +Il potere spirituale minacciava di soffocare quello temporale: lo +sviluppo della civiltà e la libertà umana in ogni campo risentirono di +questa tendenza, e l'Europa fu minacciata dal pericolo di un dispotismo +orientale. Questo poteva aver origine o dal fatto che l'Impero +soggiogasse la Chiesa o dall'altro che la Chiesa soggiogasse l'Impero. +Ildebrando aveva allontanato il primo pericolo, ma esso ora ricompariva +dall'altro lato, dal lato del papa. Gli Hohenstaufen lo combatterono; +sulla loro bandiera è scritto il principio ghibellino: Separazione del +potere temporale da quello spirituale; il clero privato di ogni diritto +politico usurpato, e ricondotto alle primitive e pure condizioni +cristiane; il potere temporale tolto al pontefice. Questa era l'idea +germanica di Arnaldo da Brescia che non tramontò più, sebbene questo +primo riformatore della debole politica dell'Impero cadesse vittima del +suo tentativo. + +Gli Hohenstaufen opposero all'autocrazia papale l'autocrazia bizantina +imperiale; essi combatterono il diritto canonico col diritto romano che +si era elevato già a scienza; quando i papi affermavano di essere i +vicarii di Cristo, signore della terra e del cielo, e perciò anche +padroni della terra per grazia e diritto divino, ribattevano i dotti +germanici che, secondo il diritto romano, nessun altro monarca v'era +sulla terra all'infuori di Cesare. Ma questa teoria aveva perduto ogni +sua forza col feudalizzarsi dell'Impero. Quel monarca del mondo era in +Germania stessa combattuto dalla nobiltà feudale, che si faceva sempre +più forte, e in Italia dallo spirito nazionale e dalla democrazia. Il +pontefice si alleò coi tre nemici dell'Impero; si nazionalizzò col +principio guelfo; divenne italiano, patriottico proprio, mentre l'Impero +andava perdendo radici in Germania sotto gli Hohenstaufen, e cercava in +Italia una base. Ma non essendogli riuscito di fondersi con la monarchia +tedesca nazionale, l'Impero doveva cadere. + +La lotta vittoriosa dei comuni lombardi contro il Barbarossa segna il +momento, in cui in Italia si formò una nazionalità latina e di carattere +comunale; gli elementi germanici avevano perduto ogni forza ed ogni +personalità. La feudalità era germanica, straniera, e importata: il +comune latino la soverchiò; ma le città italiane non combatterono nella +loro gloriosa guerra il principio imperiale romano, ma il principio +feudale imperiale che era germanico. Il grande Barbarossa si ritirò +saviamente dall'Italia, e rese alle città la loro indipendenza. + +Allora l'Impero avrebbe potuto risorgere e riprender vita come monarchia +tedesca, frenando a tempo questa rinuncia all'Italia. Ma il fatalissimo +matrimonio siciliano di Arrigo VI, e la non ancora esaurita lotta di +principii fra l'Impero e la Chiesa resero questo impossibile. L'astuto +Arrigo arenò nel suo disegno di rendere ereditaria in Germania la corona +imperiale a dispetto dell'aristocrazia temporale e spirituale. In +Italia, dove egli aveva aggiunto alla sua casa le corone di Napoli e di +Sicilia, restaurò il feudalismo germanico sotto le forme di principati +feudali tedeschi, limitò gli Stati della Chiesa, e strinse un anello di +ferro intorno a Roma ed al Papa. Ma la sua morte precoce, la vacanza +dell'Impero e le lotte per la conquista del trono, depressero d'un +tratto nuovamente la potenza imperiale. Il grande Innocenzo III impugnò +la bandiera della nazionalità italiana, battè i signori feudali +tedeschi, e si fece signore di uno Stato della Chiesa rinnovellato, e +protettore d'Italia. Con questo famoso pontefice la Chiesa raggiunge il +suo massimo splendore. Egli fece del Papato il tribunale supremo e +internazionale d'Europa, ciò che era stato un tempo l'Impero ed avrebbe +dovuto essere ancora e rimanere. Il potere temporale e spirituale per un +momento si trovarono riuniti, e minacciarono l'Occidente con un +dispotismo cesareo-papale. + +Contro questa pericolosa potenza della Chiesa al tempo di Innocenzo, che +risolutamente tendeva alla dominazione universale, mentre considerava il +suo stato come un suo feudo privato, sorsero a combattere l'eresia +evangelica e l'Impero monarchico rinnovato dal grande Hohenstaufen +Federico II. Se questi due elementi si fossero alleati, una precoce +riforma avrebbe fiaccato la Chiesa gerarchica; ma i tempi non erano +maturi nel secolo XIII, e non erasi ancora formato un forte stato +nazionale; ma già i germi di una riforma futura da parte della Germania +si diffondevano per tutta Europa. Invano Federico II chiamò i re ed i +popoli ad unirsi sotto la sua bandiera per strappare al papa la +giurisdizione temporale e per rendere al clero il suo carattere +spirituale; rimase solo nell'eroica lotta. Lo spirito indipendente dei +reami che si erano sottratti all'autorità imperiale, l'aristocrazia e la +cittadinanza democratica lo avversarono, alleati del fanatismo +religioso, mentre egli stesso si era allontanato dalla terra nazionale +germanica che, sola, poteva dargli autorità, potenza, vigore. La sua +patria non voleva più in quel tempo sostenere guerre italiche per uno +scopo dinastico; essa lasciò cader Federico. Egli morì incompreso dal +suo tempo, in tragica solitudine, l'ultimo vero Imperatore del grande +Impero; incapace di riunirlo tutto di nuovo in una forte forma +monarchica, egli fu vinto. Gli epigoni della casa Hohenstaufen, Corrado, +Manfredi e Corradino lottarono invano per la ricostituzione del +legittimo Impero. Il tempo lo aveva soverchiato. L'accordo che sembrava +regnare fra l'Italia e la Germania dal tempo di Ottone I, si sciolse; +l'Italia si rese indipendente, di fatto, dall'Impero, le cui ultime +provincie si dissolvevano grado a grado, mentre l'autorità imperiale si +andava perdendo anche in Germania durante il lungo interregno. + +Si potrebbe credere a questo punto che anche l'idea imperiale dovesse +andar perduta sotto le rovine della dinastia degli Hohenstaufen; ma ciò +non accadde in nessun modo. Essa continuò a vivere in Germania e in +Italia come un principio tradizionale di gloria, e dalla Chiesa medesima +essa fu conservata con cura. Solo in apparenza questa era riuscita +vincitrice nella gigantesca contesa cogli Hohenstaufen; in realtà essa +era profondamente scossa ed esaurita dalle sue lotte. Praticamente essa +non poteva mantenere nelle sue mani l'artifizioso congiungimento +dell'autorità temporale e spirituale; esso rimase come dottrina teorica +della Chiesa, alla quale si opponevano lo spirito stesso del +cristianesimo e l'indole occidentale. Il papato si vide isolato, solo, +alla vertiginosa sua altezza. L'Italia, dove esso era tornato come un +trionfatore, non gli offrì più una base razionale, poichè lo vide +incapace a riempire l'abisso che separava tuttora i Guelfi dai +Ghibellini, ed a rovesciare la democrazia comunale che era venuta in +potenza anche nella città di Roma. + +Gl'Italiani si erano liberati dall'Impero feudale tedesco coll'aiuto del +Papa, ma non avevano ora nessuna intenzione di subire la signoria +teocratica di lui. Lo spirito d'individualità insorse contro di lui, +sotto la forma sia di repubblica cittadina, sia di tirannide o signoria. +Si presentò intanto un altro pericolo: lo stato nazionale monarchico, +del quale Federico II aveva portato in Sicilia il disegno, e che si +sviluppava già in Francia. La debolezza della Germania e dell'Impero +fecero sempre la forza della Francia: dopo la caduta degli Hohenstaufen +l'autorità politica passò necessariamente con gran vigore a quella +nazione. Con essa però si era alleato il papato per combattere gli +Hohenstaufen; esso aveva chiamato in Italia una dinastia francese, e, +con Carlo d'Angiò, l'aveva posta sul trono delle Due Sicilie. Così +questa dinastia, appoggiandosi alla Francia, minacciò di divenire un +pericolo per il papato come lo era stato, sullo stesso trono, la +dinastia degli Hohenstaufen che si appoggiava alla Germania. Era +cambiata la provenienza del pericolo, ma il pericolo rimaneva, e presto +il papato se ne doveva accorgere a sue spese. Esso si affrettò a +ristabilire l'impero nella nazione tedesca: Rodolfo di Asburgo fu eletto +re dei Romani e come tale riconosciuto dal Papa. La restaurazione +dell'Impero della nazione tedesca per mezzo degli Asburgo non era più +che una vana apparenza. Gli Asburgo divennero volentieri i difensori +della Chiesa, e ad essa abbandonarono senz'altro tutti i diritti +imperiali, e riconobbero nell'Impero un feudo del pontefice. Già i primi +fondatori di questa dinastia, nella quale la Chiesa ha trovato sempre +finora (1866) la sua più valida difesa, cedevano al romanismo e ad esso +si alleavano. Intanto però lasciavano il papato e l'Italia +tranquillamente al loro destino, giacchè nè Rodolfo, nè Alberto +passarono le Alpi per venire a prendere la corona Imperiale, ciò che +Dante riprova così severamente. I nuovi difensori della Chiesa non +salvarono nemmeno Bonifacio VIII, e non liberarono il papato dalla +schiavitù francese, nella quale esso doveva necessariamente languire +dopo aver voluto ad ogni costo annientare la potenza imperiale. + +L'Impero, entità astratta, non aveva potuto trionfare sulla Chiesa +gerarchica; la nazione francese lo potè. Il papato cadde per sempre +dall'altezza a cui l'aveva innalzato Innocenzo III; esso era stato +forte, finchè era stato in lotta coll'Impero; questa lotta l'aveva +rafforzato; appena essa cessò, il papato si sentì debole. + +Riprendendo l'idea di una completa signoria sulle anime e sui corpi di +tutti gli uomini, di tutti i principi, di tutti i popoli, Bonifacio +VIII lanciò la famosa bolla _Unam Sanctam_, ritorcendo la teoria del +congiungimento dei due poteri nelle mani del pontefice, contro la +monarchia francese, e, ciecamente sfidandola, precipitò in sua balìa. Il +papato fu condotto prigioniero ad Avignone. Là si gallicizzò, e per +settanta anni rimase vassallo dei re di Francia. La Chiesa d'Ildebrando +e l'Impero degli Ottoni erano finiti, deformati dall'aristocrazia +gerarchica e feudale, dall'arbitrio sfrenato e dagli abusi. Queste +grandi forme universali, nelle quali aveva riposato per tanto tempo +l'Occidente, si dissolsero rapidamente sotto l'influenza +dell'individualismo germanico. La monarchia incipiente e l'approssimarsi +della riforma laceravano quà in modo visibile e rapido, là in modo lento +ed oscuro, la grande tela dello spirito medioevale. + +Quando, al principio del secolo XVI, il papato abbandonò il suo terreno +storico, l'Italia, e si ridusse nella lontana Avignone, in quella terra +che agitavano terribili lotte fra Guelfi e Ghibellini, dovè tornare d'un +tratto l'idea dell'Impero e dell'Imperatore come una via di salvezza. + +Questo principio latino si risvegliò con tale delirante e ardente fede +nell'animo degl'infelici Italiani, da ricordare l'attesa del Messia da +parte dei Giudei. Infatti gl'Italiani di quel tempo somigliavano, nelle +loro sventure agli Ebrei: Dante fu il loro profeta. Il suo immortale +ditirambo: _Ahi serva Italia di dolore ostello_, ha avuto la sua +significazione e giustificazione storica fino al nostro tempo, quando +nel dicembre 1866 gli ultimi francesi si imbarcarono a Civita Vecchia. +L'apoteosi dell'Impero fatta da Dante, egli ne vide l'aquila librarsi +fino in paradiso, i suoi ammonimenti all'imperatore, il benvenuto dato +ad Arrigo VII, sono prove del culto per l'Impero che aveva +tradizionalmente profonde radici nel mondo latino, anzi in tutto +l'Occidente. + +Arrigo di Lussemburgo rispose all'appello dei Ghibellini e venne in +Italia a placarla come _Imperator Pacificus_ e a restaurare l'imperiale +maestà, _veltro allegorico_, per dirla con Dante. Ma il suo tragico +viaggio verso Roma e le infelici sue lotte in Toscana mostrarono la +debolezza dell'ideale di fronte alle pratiche circostanze della vita, +l'evanescenza del sogno di fronte alla realtà. Il suo sarcofago, nella +ghibellina città di Pisa, è il monumento funebre di tutto l'impero. + +Ma l'idea imperiale non era morta, e si nutriva col nuovo spirito della +riforma. Sua arme era lo spirito irrequieto e anelante al meglio, che +anima l'umanità, e con essa combatteva ancora la Chiesa dottrinaria. +Mentre dunque l'Impero precipitava sempre più in basso, e perdeva ad uno +ad uno i suoi diritti e le sue provincie, esso persisteva in Occidente +come teoria filosofica, alla quale si alleavano gli elementi +eretico-evangelici che uscivano dal seno della Chiesa corrotta. + +Alle pretese degli arditi papi francesi, i quali, ritirati in Avignone +al sicuro dagli Italiani e dai Tedeschi, reclamavano la signoria +imperiale come loro dovuta, e sempre più cercavano di umiliare l'Impero, +rispondeva lo spirito secolare del tempo nella scuola dei monarchisti, +dei quali era guida e luce Dante Alighieri. La monarchia fu simbolo di +rigenerazione, per la gioventù che cresceva; il principio monarchico +segnò, caso unico nella storia, il progresso della riforma nello spirito +umano per la sua liberazione dai ceppi della Chiesa gerarchica +medioevale. L'opera famosa di Dante, _De Monarchia_, poneva le basi alla +nuova scienza di un diritto di stato, sebbene egli non trattasse di +stati reali, ma di una grande ideale monarchia, o repubblica universale, +sotto lo scettro dell'Imperatore. Con una dialettica scolastica e +sofistica Dante dimostrava che la monarchia universale, l'Impero, era +necessario al bene della società umana; chè l'autorità imperiale +apparteneva di diritto al popolo romano, e, attraverso questo, +all'Imperatore; che l'autorità dell'imperatore derivava immediatamente +da Dio e non dal pontefice. Dimostrava l'indipendenza dell'Impero dalla +Chiesa, e, colla separazione dei due poteri già tentata da Arnaldo da +Brescia e dagli Hohenstaufen, riduceva la Chiesa nei suoi veri confini. + +Il principio ghibellino della indipendenza della monarchia fu subito +diffuso nelle regioni più civili di tutto l'Occidente, considerato da un +punto di vista più o meno filosofico. Le correnti di pensiero +riformatore della Chiesa, muovendo dal dogma della povertà evangelica, +col quale prima i Valdesi, poi i Francescani combatterono la dominazione +universale della Chiesa, la sua gerarchia e il suo potere politico, si +concentrarono nel principio monarchico, e la futura alleanza fra il +regno e la riforma era già di fatto stabilita. Sorse una schiera di +riformatori. I nomi di Marsilio di Padova, di Guglielmo d'Occam, di +Giovanni di Janduno, di Enrico di Halem e di Luitpoldo di Bebenburg +segnano lo svolgimento della nuova lotta per la riforma dell'impero +occidentale e della Chiesa. + +L'opera famosa di Marsilio, il «_Defensor Pacis_» costituiva il +programma di questa grande ed acuta scuola di riformatori, precursori di +Lutero. Essa andava oltre i concetti ancora scolastici di Dante; non si +limitava soltanto ad affermare l'indipendenza dell'Imperatore dal Papa, +ma pretendeva senz'altro la sottomissione del Papa alla potenza +imperiale. Negava e metteva in ridicolo la teoria tomistica +dell'infallibilità e del primato del pontefice; negava la sua autorità +spirituale medesima come capo supremo della Chiesa; affermava +l'uguaglianza evangelica di tutti gli Apostoli e di tutti i sacerdoti. +Il Concilio diceva essere superiore al pontefice, e affermava unico +documento originario della dottrina cristiana essere la Sacra Scrittura. + +Di questi elementi nel tempo si servì Ludovico il Bavaro, quando +intraprese la famosa lotta contro Giovanni XXII. Secondo la teoria di +Dante, che il popolo romano fosse la fonte dell'autorità imperiale, e +secondo la dottrina dei monarchisti, che il re dei Romani, una volta +eletto, non aveva bisogno dell'incoronazione, nè dell'unzione, nè della +confermazione del Papa per essere di pieno diritto Imperatore, Ludovico +prese in S. Pietro a Roma la corona imperiale dalle mani del popolo +romano o dei suoi delegati, i baroni laici. Fu questa una rivoluzione, +il crollo del principio legittimista degli Hohenstaufen, che negava al +popolo romano questo diritto di sovranità. + +Nel giudizio del suo tempo, Ludovico democratizzò l'impero non solo, ma +deprezzò la corona dei Cesari fino a farne un feudo del ruinato +Campidoglio e della meschina repubblica di Roma. La sua azione che +appare così acuta che potrebbe esser chiamata moderna, non era però +l'espressione di una convinzione reale, ma di un sentimento passeggero, +insolente ed altero. Questo primo Imperatore che ebbe la corona dalle +mani del popolo, fu un uomo senza tenacia di volere e senza genio. Egli +si disse, in presenza del Papa, peccatore pentito, e ad Avignone chiese +umilmente l'assoluzione e l'incoronazione papale. Egli rese al pontefice +la sua autorità, sebbene gli Stati di Germania avessero a Rense e a +Francoforte, proprio in quei giorni, fatto la dichiarazione solenne +della indipendenza della corona imperiale dalla Chiesa e dal Papa. +Questa famosa dichiarazione fu il risultato pratico di quella lotta fra +Ludovico e il papato, nella quale l'Imperatore era il reale, se non +apparente, trionfatore. Essa proclamava la separazione della Germania da +Roma, separazione che prima o poi doveva di fatto verificarsi. L'Impero, +che si andava sottraendo così all'autorità della Chiesa, si +circoscriveva sempre più strettamente, o per limitarsi finalmente al +solo Impero tedesco. + +Le idee di Dante e del Petrarca sull'eterna significazione di Roma come +capitale universale e metropoli dell'umanità, e centro della universale +monarchia, trovarono già in quel tempo, col teorico rinascere dello +spirito romano, un'espressione fantastica nel Campidoglio medesimo. +Mentre il papato stava lungi nella sua cattività francese, l'Imperatore +lontano anch'esso e scaduto dall'antica dignità, e l'Impero stesso era +dissolto, sorse il tribuno popolare Cola di Rienzo e proclamò sulle +rovine capitoline gl'inalterabili diritti di sovranità del popolo e del +Senato romano, dinanzi al tribunale del quale, egli invitò a presentarsi +l'Imperatore, i principi dell'impero, e gli alti prelati della Chiesa. +Nel suo delirante pensiero si trovava pure un metodo non privo di +logica; ed i suoi sogni non erano soltanto parto accidentale della sua +fantasia, ma spiegabili derivazioni del processo storico dell'idea +dell'Impero e di Roma, che avrebbero potuto ricondurci ad una misura e +ad un disegno politico che una volta per sempre offrisse un programma +degno di seria considerazione. + +Così l'Impero doveva di nuovo essere nazionalizzato italiano; un +italiano doveva, per libera elezione di tutti i delegati della penisola, +per un plebiscito anzi, essere fatto Imperatore e risiedere in Roma. +Tutte le città furono dichiarate libere e fu accordato loro il diritto +di cittadinanza romana, a titolo originario della loro libertà; tutti +furono invitati a radunarsi, per mezzo dei loro delegati, in Roma loro +madre, ed a formare una confederazione italiana, dalla quale fossero +esclusi gli stranieri. Il motto moderno l'_Italia farà da sè_, e l'idea +della indipendenza nazionale italiana e della sua unità furono in +sostanza già nel pensiero di Cola chiari e precisi, e ciò assicura al +geniale sognatore uno dei primi posti fra i patrioti d'Italia. Il grande +disegno trovò ostacolo nella fugacità del genio politico di Cola, nella +gelosia delle città e dei tiranni della penisola, nell'avversione della +Chiesa, ed anche perchè era vana e irrealizzabile l'idea di una +restaurazione dell'antica repubblica romana. Con Cola il dogma politico +di Roma tramontò, ma la rinascita del mondo antico si effettuò sotto +forme ideali e letterarie. Vicino a Cola dobbiamo porre il Petrarca, il +grande apostolo del Rinascimento, in cui si formò allora quell'ambiente +particolare, sul quale poterono dissolversi e perdersi i partiti dei +Guelfi e dei Ghibellini ed anche l'idea dell'Impero. + +Il disegno di portare in Italia la dignità imperiale fallì così +completamente, ed essa rimase alla corona tedesca. Anzi, caso strano, +più d'una volta essa fu rivestita dal ramo slavo del Lussemburgo, poichè +i successori di Arrigo VII furono i re di Boemia. Con Carlo IV, nipote +di Arrigo, l'Impero toccò l'infimo grado della sua potenza: secondo il +Villani, questo re si recò alla sua incoronazione come un mercante si +reca alla messa. Secondo le istruzioni del pontefice egli si trattenne +in Roma le ore strettamente necessarie per compiere la cerimonia +dell'incoronazione. Abbandonò Roma e l'Italia in mezzo alle ingiurie e +alle beffe, ma con la borsa piena, il più deplorevole Messia che mai +apparisse in Italia, dove era stato chiamato dalle vane e idealistiche +speranze nutrite dal Petrarca; come un tempo suo nonno da quelle di +Dante! Il viaggio di Carlo a Roma finì di distruggere l'ideale dei +ghibellini che fin allora avevano voluto vedere nell'Imperatore il +salvatore d'Italia. + +Nondimeno, l'idea imperiale continuò a vivere, e il potere imperiale fu +ancora teoricamente riguardato come il più alto e più atto a reggere il +mondo; così l'Impero ebbe un vivace risveglio al principio del secolo XV +con Sigismondo, re dei Romani, ultimo discendente di Arrigo VII. La +causa di questo risveglio teorico, ma che pure ebbe anche pratici +risultati, deve ricercarsi nello stato di profonda decadenza nel quale +era precipitata la Chiesa, la quale chiese di nuovo aiuto al potere +imperiale per tentare una via di rinnovamento e di salvezza. Il ritorno +del papato da Avignone a Roma fu seguìto dalla rovina della Chiesa, la +più spaventevole che mai si sia data. + +La sconfinata corruzione della Chiesa minacciava di farle seguire la +sorte dell'Impero, e di scinderla in più Chiese regionali; e per la +durata di due pontificati sembrò imminente una separazione di essa in +una metà germanica ed una romana. Stava in giuoco il concetto +fondamentale della sua universalità: allora accadde che d'un tratto +l'idea dell'Impero acquistò una forza internazionale nuova. La dottrina +di Dante e degli imperialisti del tempo di Ludovico il Bàvaro riprese +vigore e fu seguita anche in Francia, dove il principio monarchico si +era molto sviluppato dopo la lotta fra Bonifacio VIII e Filippo il +Bello. + +Tutti i popoli dell'Occidente guardavano ora all'Imperatore come al capo +della universale Repubblica e al legittimo giudice della Chiesa, il +quale doveva chiamarla dinanzi al suo tribunale supremo per sentenziar +sui corrotti pontefici. Gerson e Pietro d'Ailly presero il posto +occupato un tempo, ma in un cerchio ben più ristretto, da Marsilio da +Padova e dai suoi compagni di lotta. Il Concilio si erigeva sul +pontefice: Sigismondo lo convocò, come re dei Romani, a Costanza. +Questo grande Concilio, che, per l'autorità dell'Imperatore, depose papi +e fece scegliere da un Conclave di deputati nazionali il nuovo Papa, +segnò un'epoca nella storia del mondo. L'idea dell'Impero apparve allora +per l'ultima volta come un principio internazionale di ordine e di pace, +che portava con sè il ricordo di un glorioso passato. Ma con esso si +chiudeva la storia dell'Impero, poichè esso più non riposava sopra un +potere effettivo, ma sopra un dogma ideale. + +Col secolo XV tutti i rapporti politici subiscono grandi variazioni: i +popoli escono dalle forme cattoliche della Chiesa e dell'Impero, e +assumono forma moderna. Il mondo europeo entra in una fase totalmente +nuova del suo sviluppo, e nel secolo XVI esso offre l'aspetto di varii +nuovi gruppi di stati uniti fra loro per mezzo di alleanze e di leghe +determinate da bisogni dinastici o nazionali. Il grande rivolgimento di +tutto l'Occidente, cominciato alla metà del secolo XV e continuato nel +seguente, fu operato da molti e possenti fattori: invenzione della +stampa, rinascimento della cultura e dell'arte classica, caduta sotto i +Turchi dell'Impero bizantino, caduta del dominio arabo in Spagna, +formazione della monarchia spagnola, scoperta dell'America, fondazione +della potenza della dinastia degli Asburgo, sviluppo della monarchia +francese, e finalmente la Riforma. + +Dall'anno 1439 la Corona imperiale tornò agli Asburgo, e rimase in +quella dinastia fino all'anno 1806 senza interruzione, se non di +brevissima durata. Federico III fu anche l'ultimo re che fu incoronato a +Roma, se eccettuiamo fra i successori Carlo V che fu sì incoronato dal +Papa, ma a Bologna, nessun altro Imperatore fu unto e incoronato più +dalle mani stesse del pontefice, ma i re tedeschi dopo la loro elezione +si chiamarono, secondo gli articoli imperiali, imperatori eletti, e fu +aggiunto: del Sacro Romano Impero _della Nazione tedesca_. Di fatto, si +trattava veramente di un Impero tedesco. Si spezzò così ogni legame fra +Roma e l'Italia, e l'Impero, e l'Imperatore tedesco non si recò più in +quella regione che per trattare affari politici o dinastici che +casualmente lo avessero richiesto. + +La dinastia degli Asburgo, nella quale era di fatto divenuta ereditaria +la carica imperiale, radunò sotto di sè, dal tempo di Massimiliano, uno +straordinario dominio, dal Reno al Danubio inferiore, ed a questo fatto +si deve la durata della dignità imperiale in quella casa e lo slancio +che la storia della Germania ha avuto fino ai nostri giorni. Infatti +l'Impero, avendo perduto le sue provincie primitive: l'Italia, la +Borgogna, la Provenza, la Svizzera, cercò nel dominio degli Asburgo, +nella parte orientale dell'Impero, il suo centro di gravità, là dove i +popoli danubiani potevano formare una massa compatta contro l'irruzione +di nuovi barbari, Turchi e Slavi, entro i confini. Bisognava poi pensare +a stabilire un ostacolo ad occidente contro il pericoloso estendersi +della monarchia francese. Ma tanto questi che quei confini furono +debolmente muniti, e la caduta di Vienna sotto i Turchi fu solo impedita +dall'aiuto della Polonia, mentre i confini occidentali furono +ignominiosamente abbandonati. La dinastia degli Asburgo, preoccupata +soltanto di sè e delle sue terre ereditarie, lasciò la Francia spingersi +fino al Reno, mentre, per motivi concernenti la sua politica +particolare, cambiava nel secolo XVIII la Lorena, provincia imperiale, +per la Toscana, che divenne così un possesso dei secondogeniti della +casa di Asburgo. + +La formazione di questa sovranità austriaca, che si andava aggravando +sulla Germania propriamente detta, minacciava di ridurre il popolo +tedesco ad un'appendice dell'Austria, come giustamente dice Bryce. Gli +Asburgo salirono presto sotto Massimiliano e Carlo V ad una tale +potenza, che essi furono di nuovo preoccupati delle antiche idee di +dominio universale, ma con basi molto più reali e positive di un tempo. +Massimiliano tentò seriamente di realizzare la grande idea di farsi +pontefice, per riunire in sè i due poteri temporale e spirituale e +riformare Chiesa ed Impero; suo nipote Carlo V, dopo avere ereditato +l'Olanda, la Spagna intera, Napoli, e conquistato Milano, si vide +arbitro di un grande Impero cesareo, quale nemmeno Carlomagno aveva +posseduto con tanta estensione e potenza d'armati. + +Carlo V, imperatore, avendo ricacciata nei suoi confini la Francia, +eterna rivale della Germania, ingranditasi a spese dell'Impero, si +ripresentò nella storia dell'Occidente un breve periodo simile a quello +reso illustre da Carlo Magno; un periodo storico che poteva consentire +la formazione di un dominio imperiale costretto nelle ferree leggi del +Cesarismo, valido a rendere indipendenza e libertà ai possedimenti già +sottratti all'Impero. + +Per coronare l'edificio, Carlo V avrebbe potuto abbattere il Papato, e +dar mano egli stesso alla desiderata riforma; così avrebbe riunito le +due potenze della Chiesa e dell'Impero, e, nuovo Costantino, fondato una +nuova Chiesa imperiale e nazionale. + +Ma in questi giganteschi disegni non si teneva conto dello spirito +germanico; la Riforma, questo grande fatto liberatore, diede nel momento +opportuno un gran colpo al _Cesaropapismo_ di quell'arbitro del mondo. +Essa fu il risultato di un secolare processo svoltosi nella Chiesa e +nell'Impero; suoi precursori furono tanto gli antichi Imperatori +germanici che combatterono l'assolutismo e il potere temporale dei Papi, +quanto gli eretici evangelici che avevano combattuto il dogma, la +gerarchia e la supremazia spirituale esclusiva del pontefice. L'idea +romana dell'accentramento fu soverchiata e soffocata dal principio della +libertà del pensiero, e l'idea della comunità universale, rappresentata +fin allora dalla Chiesa cattolica romana e dall'Impero a lei legato, si +perdè nella luce della nuova libertà spirituale. + +Gli effetti della rivoluzione degli stati dell'Occidente sarebbero stati +incalcolabili, se Carlo V si fosse messo a capo del movimento della +Riforma. Ma alcuni possedimenti del suo impero, come Napoli, Milano, e +la Spagna bigotta, lo designavano nemico della Riforma, mentre questa +stessa, per il suo principio di decentramento, era pericolosa nemica +dell'idea imperiale e della sua inseparabile Chiesa imperiale. La +Riforma colpì a morte l'idea imperiale; e fu monarchica, perchè aveva +bisogno dell'appoggio dei principi per poter tener testa all'Imperatore +ed al Papa. La vittoria del principe Maurizio di Sassonia pose termine a +questo movimento, arrestando d'un colpo la potenza di Carlo. Il +riconoscimento della confessione di Augusta fiaccò definitivamente il +principio dell'Impero e della Chiesa imperiale. + +Era necessaria un'aspra lotta di cento anni combattuta dalla Chiesa +riformata per la propria esistenza contro la Chiesa cattolica romana, +dalla quale si era scissa, perchè l'opera di Lutero e dei suoi seguaci +acquistasse solida consistenza. Questa terribile lotta per l'esistenza +fiaccò la Germania e la rese politicamente debole. La faticosa +liberazione della nostra patria dalla Chiesa di Roma le costò in fatto +uno sforzo immenso che l'esaurì più profondamente, che non avesse fatto +l'antico legame con Roma e l'Italia che aveva per secoli asservito la +nostra forza nazionale ad un dogma politico-religioso, in una terra +straniera. Ma lievi furono i sacrificii fatti dalla Germania dal tempo +delle guerre di religione fino alla pace di Vestfalia, poichè valsero a +conquistare la libertà della fede e del pensiero, che è la base della +moderna civiltà europea. Il grave pericolo che derivava dalle primitive +tendenze monarchiche della Riforma, per cui si poteva ancora pensare a +riunire il potere temporale e quello spirituale in un pontefice, +principe protestante (secondo l'aforisma _cujus regio ejus religio_), fu +allontanato e superato per lo spirito germanico d'individualità e per +l'indipendenza territoriale dei principi tedeschi. Invece di una Chiesa +generale riformata si ebbero tante singole Chiese, ma anche così +frazionato, lo spirito della Riforma rimase abbastanza potente da tener +testa alla grande nazione del cattolicismo, sia pure colla perdita di +qualche provincia. Il principio della libertà di coscienza ha oggi +generalmente trionfato; anche in Italia, nella immediata vicinanza del +pontefice, esso è divenuto un diritto, oramai acquisito per sempre. E' +il diritto universale di cittadinanza dello spirito occidentale: la +vecchia Chiesa, legata all'Impero o allo Stato, scompare; essa ricade, +libera anche essa, in seno alla società. + +La Riforma aveva risollevato il diritto medioevale dell'Impero, ma il +trattato di Vestfalia, riconoscendo l'eguaglianza delle due confessioni, +nell'Impero, legittimava la separazione di esso da Roma. + +Nel sistema medioevale Chiesa ed Impero non formavano che un solo +organismo; l'Imperatore era difensore di quella, doveva vegliare sulla +sua unità ed inseparabilità, e soprattutto dar opera ad estirpar +l'eresie. Ma ora principi protestanti sedevano in Parlamento presso i +cattolici; ora l'Imperatore era eletto da voti di cattolici e da voti di +eretici, contemporaneamente. La corona rimaneva elettiva: perchè non +avrebbe potuto un principe protestante essere eletto all'Impero? Ma +questo segreto disegno dei protestanti non fu mai colorito. La dignità +imperiale rimase, di fatto, agli Asburgo, per via ereditaria, e per la +tradizione e per la grande potenza privata di quella dinastia. L'Austria +frattanto dominava dunque in Germania, e l'Imperatore mirava solo a +scopi che concernevano l'Austria stessa, il che non mancò di suscitare +nelle grandi case tedesche un vivo malcontento. Già al tempo della pace +di Vestfalia il famoso giurista Chemnitz (Hippolytus a lapide) mirava a +strappare la corona agli Asburgo, sostenendo che il loro dispotismo +imperiale, il loro egoismo di schiatta erano le sole cause della +decadenza della nazione tedesca. «_Extirpatio domus austriacae_» è il +profondo grido che i protestanti gettarono poco prima del 1648. Essi +volevano che tutto ciò che sapeva di romano, fosse estirpato dalla +Germania, che doveva crescere da sè per propria virtù e potenza, e +attaccarono naturalmente anche l'idea imperiale latina che ancora +trovava un'espressione nella casa di Asburgo, così strettamente legata +a Roma. Così colla pace di Vestfalia essi ottennero, la Francia si +affrettò ad assentire, che i principi territoriali della Germania +fossero dichiarati sovrani. + +Quel trattato dichiarava finito l'antico Impero, ed infatti esso non era +più che un'alleanza fra molti stati indipendenti retti da piccoli +sovrani assoluti, il cui capo titolare rimaneva l'Imperatore, i cui +antichi diritti sulla aristocrazia del Parlamento (Reichstag) non erano +più che un'ombra. La sua potenza non gli derivava dall'essere +Imperatore, ma dal popolo delle terre appartenenti alla corona degli +Asburgo, a mantenere ed ingrandire le quali, assiduamente mirava. + +L'Impero non più romano ma tedesco condusse dopo la pace di Vestfalia +un'esistenza che offre la visione storica più deplorevole. Gli stati +vicini erano venuti intaccando le sue terre di confine; la Francia era +giunta, a forza di astuzia e di abili manovre, fino al Reno; la Svezia e +la Danimarca avevan conquistato le Provincie del Nord; la Polonia si +stendeva fino all'Oder; le terre numerose degli Asburgo formavano, nel +sud-est, uno Stato a sè che tentava di assorbire a poco a poco la +Baviera. Il resto della Germania era un caos di staterelli sminuzzati, +di signorie territoriali, di principati retti a sistema assoluto, nei +quali il sentimento nazionale era caduto più in basso che nella vicina e +meno divisa penisola italica. L'Impero stesso era incurabile; le riforme +fatte da un grande imperatore, quale fu Giuseppe II, dovettero +naufragare. + +Per la rigenerazione nazionale e politica della Germania, caduta in così +tristi condizioni, doveva nel nord presentarsi un aiuto insperato. La +storia della formazione e dello sviluppo della monarchia prussiana è +l'unica bella pagina nella storia della lunga decadenza dell'Impero. In +seno a questo nobile germe giaceva nascosto l'avvenire della patria. Lo +stato prussiano divenne la rocca del protestantismo nel continente +europeo, e suo ufficio fu quello di difendere la Germania contro le +ingerenze di Roma, contro la Francia, le popolazioni slave che +minacciavano ad Oriente, e contro la Scandinavia che minacciava al Nord. +Questo ufficio fu coscienziosamente eseguito. + +L'erezione della Prussia a regno nel 1701 segna un'epoca nuova nella +storia tedesca. Da quel punto questo piccolo stato vide nettamente +tracciata dinanzi a sè la strada che doveva seguire. Necessariamente +esso aspirò ad una supremazia sulla parte settentrionale della +Germania, e si trovò rivale della casa d'Austria per l'egemonia tedesca. +L'esistenza della monarchia prussiana era evidentemente e fatalmente +pericolosa per l'Impero: si determinò un dualismo di natura politica e +religiosa che già la Riforma aveva prodotto, e che ebbe per effetto +particolare la formazione della monarchia prussiana. La lotta della +dinastia degli Hohenzollern contro la dinastia degli Asburgo, del regno +tedesco contro l'Austria e l'Impero, fu il punto centrale della storia +della Germania, le cui vicende ormai dipenderanno dalle vicende di +quella lotta. Federico il Grande, vincendo Imperatore ed Impero, +consolidò validamente la sua monarchia; questa, come già quella degli +Asburgo, ma in minori proporzioni, ripeteva le sue origini da una +piccola dinastia mezzoslava; ma seppe tedeschizzarsi, questa piccola +monarchia egoistica, ciò che non riescì mai alla dinastia degli Asburgo +con tutte le sue terre ereditarie, e divenire un'immagine, un modello, +un microcosmo della Germania, assorbendo a poco a poco antiche famiglie +tedesche, annettendosi questa e quella provincia dell'Impero, e +tollerando entro di sè, l'una vicino all'altra, tre confessioni che +godevano tutte di un eguale diritto di cittadinanza. Il sorgere e lo +svilupparsi della Prussia, questo nuovo germoglio fiorito dal tronco di +un vecchio ed illustre albero rinnovellato, l'Impero, è una mirabile +evoluzione, una fatale trasformazione dell'Impero stesso. Quando essa +sarà compiuta, la Prussia passerà, tramonterà anch'essa, cioè ascenderà +gloriosamente nella nuova giovane Germania. Lo spirito della nazionalità +tedesca, con le sue speranze nel futuro, con la sua attività letteraria +e scientifica, si rivolse, fin dal tempo di Federico il Grande, alla +Prussia come al cuore della patria, benchè essa, come già l'Austria +degli Asburgo, sembrasse seguire egoistici disegni d'ingrandimento, +senza preoccuparsi troppo dello sviluppo nazionale. Ma le guerre +d'indipendenza delinearono nettamente la missione della Prussia. Queste +guerre salvarono la nazionalità germanica: l'Impero non c'entrava più, +era da un pezzo tramontato; esse spezzarono il nuovo dominio romano +universale che si era alzato sulle sue rovine. + +L'idea universale dell'Impero, combattuta dalla Riforma, dalla +separazione della Germania da Roma, dal trattato di Vestfalia e dal +sistema politico che ne derivò, era risorta con forza mirabile dalla +Rivoluzione francese e formò il nuovo Cesarismo napoleonico. Il geniale +conquistatore, di razza latina, riportò sul suo trono il principio +della monarchia mondiale, mentre egli, come tutti i suoi predecessori, +si dichiarava successore di Carlo Magno. Con abile mossa storica, egli +si impadronì di un antico e tradizionale principio, e con esso animò, +infuse uno spirito al suo Impero improvvisato, che, altrimenti, sarebbe +stato una riunione ingente di paesi conquistati, che anche un Attila o +un Gengiskan avrebbe potuto raccogliere. Secondo la sua gigantesca +fantasia, egli somiglia per essa come per molti altri tratti a Cola di +Rienzo, ma in grandi proporzioni, la dominazione romana doveva +rinnovarsi e passare dalla nazione tedesca, nella quale si era a lungo +indugiata, a quella francese. Questa era detta una _Translatio_ o +_Restitutio Imperii ad Francos_. Il ristabilimento della Chiesa +cattolica, che la Rivoluzione aveva abbattuto, sta in stretta relazione +con questo disegno napoleonico. Con la Chiesa egli strinse il +Concordato. Egli si rivolse al Pontefice per essere da lui solennemente +unto ed incoronato, come a lui si era un tempo rivolto il re franco +Pipino, per ottenere da lui, in nome della Chiesa, il riconoscimento e +la convalidazione della sua usurpazione. + +Così si trovava ora di nuovo in Europa un Imperatore coronato dal +Pontefice vicario di Dio, il quale, di fronte all'Italia e a Roma, +prendeva l'attitudine che avevano avuto gli antichi Imperatori +germanici. Egli s'incoronò con la corona di ferro dei Longobardi. Chiamò +suo figlio re di Roma, e, come doveva logicamente accadere in questo +rinnovamento dell'idea imperiale, entrò poi in lotta col Pontefice, come +i suoi predecessori, e gli contese, come essi, lo stato, il _dominium +temporale_. Anzi egli giustificò il fatto di togliere al Papa le sue +terre con l'espressiva dichiarazione che egli intendeva revocare tutti i +privilegi che gl'Imperatori suoi predecessori avevano concesso al Papa. +Cola di Rienzo aveva un tempo emesso un editto simile, quando aveva +proclamate nulle le donazioni fatte dagl'Imperatori tutti, fin dal tempo +di Costantino, che ritornavano di diritto al popolo e al Senato romano. + +Bryce osserva che l'Impero tedesco ed il suo Imperatore si trovarono di +fronte all'usurpatore Napoleone nella stessa situazione, in cui si trovò +l'Impero bizantino, quando Carlo Magno usurpò la corona di Costantino. +Ma Vienna o Regensburg fece meno opposizione al conquistatore ed alle +sue pretese di dominio mondiale, di quello che non aveva un giorno fatto +Bisanzio. Quando, alla formazione della Confederazione del Reno, gli +Stati tedeschi del Sud si staccarono dall'Impero, e riconobbero +Napoleone quale loro protettore, l'Imperatore Francesco II depose per +sempre la corona di Costantino, di Carlo Magno, di Carlo Quinto; rimase +Imperatore dei suoi dominî ereditarî di Austria. Non si nota qui una +singolare coincidenza di forme storiche rinnovate? Non si poteva +considerare quella famosa Austria, il baluardo dell'Europa contro i +Turchi, come una specie di nuovo Impero romano d'Oriente? E non subì +essa la stessa sorte dell'Impero bizantino, che si andò lentamente +esaurendo? + +Quando apparve l'atto d'abdicazione dell'Imperatore tedesco del 6 agosto +1806, esso non produsse, osserva con stupore il Bryce, nel mondo che lo +udì, un'impressione molto maggiore di quella che aveva prodotto, al +tempo del conquistatore Odoacre, la caduta dell'antico Impero romano. +Nondimeno ogni patriota ed ogni uomo di pensiero doveva essere +profondamente commosso dalla considerazione che in quel momento la più +antica istituzione dell'Occidente toccò il suo estremo tramonto. +Quell'impero infatti datava da Giulio Cesare! Aveva avuto, come nessuna +altra istituzione all'infuori della Chiesa, 1800 anni di esistenza! La +dignità imperiale era rimasta per un millennio, salvo interruzioni +momentanee, in seno alla nazione tedesca. Le più grandi memorie della +storia dell'Occidente erano ad esso indissolubilmente legate; i +caratteri, le vicende, le forme varie dei popoli erano inseparabili +dalle vicende, dalle forme, dal carattere di esso. L'idea più nobile ed +alta, quella della solidale unione dell'umanità intera, scopo verso il +quale questa deve assiduamente dirigersi, aveva costituito il principio +fondamentale e particolare di questo Impero. Ora, venendo esso ad +estinguersi, non doveva essere una mancanza sensibile nell'organismo +europeo? + +Occupato da lunghi anni dalla trattazione di questo tema, che è uno dei +fondamentali per chi studii la storia della città di Roma nel medio evo, +ho accolto con vera soddisfazione il bellissimo libro del signor Bryce e +ne ho fatto tesoro, e quest'opera è invero ben degna di ogni +considerazione per l'oculatezza e per la chiarezza della visione che +l'autore ha saputo risuscitarci dinanzi, dell'idea imperiale nella +storia. Egli mi aveva già in Roma partecipato le sue idee, oggetto per +me di vera ammirazione. Nemmeno un tedesco potrebbe aver trattato quel +soggetto con maggior perspicacia e profondità. Il suo libro si aggiunge +alla lunga serie di trattati di scienza politica sul principio +imperiale, serie che comincia col _Libellus de Imperatoria Potestate_ +del IX secolo e che continua fino ai dì nostri. Gli studiosi conoscono +a questo proposito la collezione di Schardius e Goldast. + +Nella conclusione della sua opera, Bryce così parla, a glorificazione +dell'Impero, e nelle sue parole pulsa ancora il pensiero di Dante e di +Petrarca: + +«L'opera dell'Impero medioevale fu benefica, ma a proprio danno; esso +nutrì, apparentemente combattè, le nazioni che erano destinate a +prendere poi il posto occupato da lui; esso pose un freno alle barbare +popolazioni del Nord, e le ridusse ad una forma di civiltà; favorì e +conservò le arti e la letteratura dell'antichità. In tempi di violenza e +di dominazione, esso impose ai suoi sudditi il dovere di un'ubbidienza +razionale verso una autorità, il cui motto era: Pace e religione. In un +tempo, in cui più si inasprivano gli odii di nazionalità, esso tenne +alto il principio di una confederazione dei popoli europei, nuocendo +così a sè stesso, poichè aveva bisogno di un potere dispotico centrale. +Non basta: esso insegnò agli uomini il retto uso dell'indipendenza +nazionale, insegnò loro ad innalzarsi ad un concetto di attività e di +libertà spontanee, concetto che è sopra, ma non contro, la legge, e per +giungere al quale l'indipendenza nazionale, se bene intesa, non è essa +stessa che un mezzo». «Da Augusto a Carlo V il mondo civile intero +credette alla sua necessità come fondamento di un eterno ordinamento del +mondo, e i teologi cristiani, non meno chiaramente dei poeti pagani +affermarono che _la caduta dell'Impero doveva essere anche la rovina del +mondo_. Pure ora l'Impero è caduto, ed il mondo sussiste, e si accorge +appena del mutamento. Ma che cos'è questo che abbiamo detto in confronto +a tutto ciò che si potrebbe dire su questo profondo e vastissimo +argomento? Ciò che qui sarebbe necessario, e che praticamente è +impossibile, si è considerare l'Impero come un tutto, come una sola +istituzione, nella quale ha avuto il suo centro la storia di diciotto +secoli, e la cui forma esteriore è rimasta immutata, mentre è cambiato +il suo spirito e la sua essenza. Chi, del resto, sarebbe capace di +rappresentare esattamente il papato? Coloro che non vedono in esso che +un gigantesco albero Upa, pieno di fronde e di eresia, sono tanto lungi +dall'aver penetrato il mistero della sua esistenza, quanto i politicanti +convenzionali, che con frasi rotonde spiegano il suo sviluppo, lo +analizzano come un'opera dell'arte meccanica, misurano le sue energie e +danno uno sguardo sommario e semplicista ai suoi effetti, così ai buoni +come ai cattivi. Egualmente il sacro romano Impero è superiore ad ogni +descrizione o spiegazione. Sapremo ben poco di lui quando avremo +conosciuto le idee che nutriva Giulio Cesare, allorchè gettò le sue +basi, sulle quali Augusto seppe costruire, o quelle di Carlo Magno che +ne ricostruì l'edificio, o quelle di Barbarossa e del nipote di lui, +quando si diedero a frenarne la precipitosa ruina. Le genti future ne +sapranno poco di più, quando considereranno il medio evo ad una maggiore +distanza di noi, che viviamo ancora in un periodo di reazione contro +ogni forma medioevale. Essi vedranno e concepiranno nuove forme della +vita politica, la cui natura noi potremmo appena intuire. Ma quando essi +vedranno più vasto orizzonte, non vedranno perciò più profondamente; al +contrario la loro vista sarà superficiale e leggera. L'Impero, che noi +scorgiamo ancora come una gigantesca figura all'orizzonte del passato, +si sommergerà sempre più nell'ombra ai loro occhi, quanto più essi +seguiranno la strada dell'avvenire. Nondimeno, come potrà esso mai +perdere la sua importanza nella storia del mondo? In lui infatti si è +concentrata la vita dei secoli passati, tutta intera; da lui è fiorita +tutta la vita del mondo moderno». + +Tornerò a questo punto, andando verso la conclusione, all'anno 1806, nel +quale si spense definitivamente l'Impero, nella forma tedesca degli +Asburgo. La vita europea si svolse allora per sedici importantissimi +anni in mezzo a lotte di supremazia e di sviluppo, che diedero origine, +sulle rovine dell'Impero, a forme sociali di tale natura, che sembrarono +avere distrutto fino ai suoi ultimi resti il medio evo per compiere un +nuovo assetto politico. Si spense dunque così del tutto quel principio +dello spirito occidentale, dal quale erano germogliati, e nel quale +avevano trovato la loro espressione, l'Impero e la Chiesa? Oppure, quale +aspetto visibile e riconoscibile hanno questi assunto? + +Osserviamo che l'idea imperiale non tramontò nel 1806, poichè Napoleone +se ne impadronì e la trapiantò dalla Germania, sua sede ormai legittima, +in Francia, fondando una nuova monarchia universale. Era suo disegno di +dare a questa, come autocrate, i cui vassalli fossero i re +dell'Occidente, eguali leggi ed eguale indirizzo verso una forma +generale di civiltà. Come un antico imperatore egli si spinse +nell'Oriente barbarico per allargare i confini dell'Impero, ed avrebbe +trasportato fino a Bisanzio le aquile imperiali, come aveva fatto a +Roma, se la natura stessa delle cose lo avesse consentito. La sua storia +meravigliosa, se considerata esteriormente e da un solo punto di vista, +sembra risuscitare il gigantesco sogno mondiale di Roma, ed il vecchio +principio dell'Occidente, dal quale l'Europa potrà liberarsi solo, +quando avrà raggiunto una forma superiore di libertà e di civiltà. Il +grande sogno si dileguò per incanto al soffio possente del libero vento +che, dal tempo della riforma tedesca, conduce invincibilmente l'Europa +alla libertà e combatte e ricaccia indietro lo spirito medioevale della +reazione. La riforma ha sciolto dai vincoli il pensiero individuale; la +rivoluzione francese ha fatto libera e cosciente l'attività e l'energia +della nazione. Ambedue hanno cooperato a illuminare i popoli, a farli +liberi, forti e clementi, tali infine che non possono più tollerare +alcun dispotismo militare. La caduta di Napoleone dimostrò chiaramente +l'impossibilità di un grande potere centrale. Il mondo diverrebbe più +facilmente tutto repubblicano o cosacco!--era questo un motto famoso del +grande uomo. + +Quando il cesarismo napoleonico precipitò, era giunto il momento di +condurre a termine una riforma politica per mezzo di un concilio di +popoli. Le circostanze si presentavano simili a quelle del tempo, in cui +l'Europa vide il papato minacciar rovina, e tenne a Costanza un +concilio. Come allora inutilmente si tenevano i concilii, così ora +inutilmente si bandiscono i congressi. Il Congresso di Vienna ebbe tanto +buon successo nel dare un nuovo assetto politico all'Europa, quanto il +Concilio di Costanza nel portare riforme sostanziali nella Chiesa. Così +accadde che la storia degli ultimi cinquant'anni non contiene +propriamente altro che la reazione dei popoli contro gli accordi presi +al Congresso di Vienna e la distruzione dell'artificiale edificio che +questi avevano edificato. L'Impero dunque non fu ristabilito, ma rimase +il concetto--non di una potenza centrale europea, ma di una autorità +internazionale, atta a tenere uniti ed alleati i popoli colla _pace_ e +nella _religione_;--questo concetto, che esprimeva un bisogno serio e +reale, che tornava a farsi sentire, fu tradotto in atto nell'alleanza +delle potenze. Il Sacro Romano Impero si cambiava nella Santa Alleanza, +la quale, per quanto nociva allo sviluppo politico degli Stati, aveva +originariamente per base un principio di universale umanità. + +Allora, guidata dalla Santa Alleanza e dai suoi Congressi, comincia la +vergognosa reazione contro le libertà che con tanta fatica erano state +conquistate. Questa reazione non riuscì: i popoli dicevano sempre più +chiaramente le loro ragioni e le loro aspirazioni verso un lontano +ideale di autonomia politica e d'indipendenza. + +La scossa napoleonica aveva destato i popoli dalla loro apatia, e, sotto +la sua impressione, le nazioni si eran levate, coscienti, alle guerre +della liberazione. Egualmente Napoleone, abbandonando ormai il vecchio +sistema dello stato medioevale, aveva attraversato l'Europa, spargendo +su tutti i popoli il fecondo seme democratico della rivoluzione +francese. Questo seme non andò perduto, e le vibrazioni della +rivoluzione continuavano, allargandosi in cerchi sempre più ampi e +sonori. _Riforma e principii del 1789_, erano virtù nascoste e latenti +in quel seme. La teoria dell'equilibrio artificiale delle potenze, che +doveva assicurare la pace all'Europa, cadde completamente, avendo la +base in un'innaturale costrizione e in un mutilamento teorico delle +nazioni, tale che le riducesse alle volute proporzioni rispettive! La +partizione della Polonia era l'ultima grande preoccupazione della +politica del Gabinetto europeo. La lotta del nazionalismo contro le +tendenze della politica ai nostri giorni è stata ben combattuta, e +talora vittoriosamente. Ristabilire la nazionalità voleva dire +rispettare, anzi difendere la sua unità e la sua indivisibilità. + +In questo movimento di tutta l'Europa due nazioni hanno acquistato di +fresco un'importanza decisiva: l'Italia e la Germania, queste due +antiche sorelle nemiche, che un ideale d'universale dominio aveva per +mille anni tenuto in contesa perenne. L'una era stata sede della Chiesa +e del pontefice; l'altra dell'Impero e dell'imperatore. Esse si erano +divisi fra loro questi due poli del mondo politico. Esse avevano +fatalmente subìto la medesima sorte di universale grandezza e di +debolezza nazionale, l'una per causa dell'Impero, l'altra per causa del +Papato. Nell'una s'insinuava tenacemente la Chiesa come una potenza +straniera (romana); nell'altra egualmente l'Impero come una potenza +straniera (tedesca). Ed anche quando l'Impero fu tramontato, e precipitò +la grande monarchia francese, le medioevali relazioni fra le due regioni +continuarono, poichè l'Austria rimase in possesso della Venezia e della +Lombardia, mentre cercava di mantenere la supremazia sulla Germania +intera. Così continuava una fittizia autorità dell'Impero, mentre +l'Austria acquistava, coi secondogeniti della Casa regnante, una grande +potenza nel centro d'Italia. Manteneva intanto, con le strette relazioni +colla Chiesa, quell'ufficio di protettrice della Santa Sede, che già fu +suo nel medio evo, e non perdeva la sua influenza sulla Chiesa stessa. +Recentemente stringeva con Roma il famoso concordato. + +In ambedue queste regioni, l'Italia e la Germania, la lotta per la +nazionalità offre aspetti analoghi. Il Piemonte e la Prussia, divenuti +regni sul principio del secolo XVIII, si rassomigliano per la loro +situazione nordica, per le loro tendenze nazionali ed anche per la +tenace fermezza dei loro sforzi, che presero le mosse da così modesti +principî. Così anche offrono fra loro dei punti di contatto i loro due +uomini di Stato dei tempi recenti; soltanto le proporzioni e le energie +furono differenti. Scopo della nazione italiana erano l'indipendenza e +l'unità, e il Piemonte si mise alla testa della popolazione tutta per +raggiungerle. Le nemiche erano l'Austria, col suo resto di potenza +imperiale, il paese straniero ed oppressore, e la Chiesa, che nel 1815 +aveva riottenuto il suo stato politico, l'alleata naturale dell'idea +imperiale, la nemica naturale dell'unità d'Italia, come di tutta la +civiltà moderna. La vittoria fu ottenuta straordinariamente presto per +il concorde sforzo nazionale, l'aiuto della Francia, le condizioni della +Prussia che lottava per lo stesso fine, e l'opinione pubblica europea +che voleva alfine libera l'Italia. + +Il governo di Napoleone III, senza la volontà del quale l'Italia non +sarebbe mai stata libera, rappresenterà una pagina molto importante +nella storia del nostro secolo, giacchè in esso si trovarono riunite le +idee tutte del tempo e le tendenze politiche, e in esso agirono forze e +correnti contraddittorie in modo assai caratteristico; l'imperatore +stesso poi aveva dato il primo impulso, con e senza la sua volontà, a +quel tentativo di riforma politica che aveva naufragato al Congresso di +Vienna. Era suo il programma delle Convenzioni del 1815: una vera +rivoluzione nella diplomazia europea! Egli si fece così l'alleato dei +popoli che lottavano per la nazionalità, e restaurò quell'Impero +francese di suo zio che aveva soggiogato le nazioni. Ciò faceva il suo +governo incerto in tutte le direzioni; egli spezzò la Santa Alleanza e +la lega delle potenze. Si alleò egli stesso coll'Inghilterra, e ciò gli +assicurò il trono, quel trono che l'Inghilterra stessa, d'accordo colle +terre del continente, aveva rovesciato quando vi sedeva sopra suo zio. +Questi artificî diplomatici però non avrebbero fatto di Napoleone l'uomo +dell'epoca, se egli stesso non si fosse impadronito, per svolgerle, +delle tendenze della sua nazione durante quel periodo, come già nel 1848 +aveva trovato la sua strada appunto al primo scoppiare di quelle +tendenze. L'aiuto che egli offrì all'Italia, ormai matura per la +liberazione, gli valse una riputazione ed una preminenza in Europa. Egli +era salito al trono in mezzo agli assalti che Oudinot aveva dato alle +mura di Roma, e portato e sostenuto dal clero cattolico. Egli si +assicurò Roma, e con essa avocò a sè la più grande questione del +secolo, quella dell'esistenza della Chiesa medioevale come potenza +politica; era il suo turno oramai, dopochè l'Impero che l'aveva fondata +e sorretta aveva toccato la sua fine. Napoleone divenne il protettore e +l'avvocato della Chiesa e occupò quel posto di giudice ed arbitro +internazionale, che prima di lui solo gl'imperatori tedeschi avevano +propriamente occupato. Effettivamente ricomparve per un momento nella +storia l'idea dell'Impero nella potenza temuta di Napoleone III. E' +stato detto che egli avrebbe potuto, imperatore, raggruppare le nazioni +latine sotto la sua egemonia, ma l'indomabile spirito nazionale lo +incamminò su altra strada. In quest'uomo tutto fu dubbioso, equivoco; la +sua spada, a due tagli, ferì anche lui stesso. La bomba di Orsini +affrettò nel suo stato la reazione. Napoleone, protettore di Roma, +doveva anche divenire protettore della nazione italiana che tendeva +all'acquisto e di Venezia e di Roma. Lo spirito nazionale d'Italia lo +soverchiò e gli strappò successivamente le varie parti del suo primitivo +programma. Il progetto di una confederazione guelfa, della quale doveva +far parte l'Austria, ormai ridotta in tristi condizioni, e della quale +il Papa doveva prendere la direzione, venne meno dinanzi alla lotta che +l'Italia intraprese per raggiungere l'unità, nella quale essa si +rinchiuse come per un processo di cristallizzazione. Le provincie della +Chiesa furono acquistate da lei col consenso di Napoleone: la +convenzione di settembre limitava ancor più la potenza del Pontefice, e +della posizione politica della Chiesa faceva una pura questione +territoriale italiana. Seguì poi la emancipazione della nazione +italiana, appena formata, dalla Francia per mezzo dell'alleanza colla +Germania, il grande risultato della quale fu duplice: la rovina +dell'Austria e l'acquisto della Venezia. Napoleone, usando per l'ultima +volta della sua autorità di arbitro internazionale, consegnò questa +all'Italia. Il ritiro dei francesi da Roma nel dicembre 1866 annunziò +definitivamente che Napoleone rinunziava alla sua preminenza imperiale e +lasciava pienamente libera l'Italia una. + +A questo punto un gran mutamento si opera nella storia d'Europa, che il +tempo renderà più visibile e che a noi, attualmente, sembra consistere +principalmente nella caduta irreparabile dell'idea imperiale e della +Chiesa imperiale. Mentre Napoleone abbandonava il Papa al suo destino, +mentre l'Italia si metteva nettamente in contrasto col papato, essendo +divenuta nazione libera, completamente indipendente da Roma, fu dato il +colpo di grazia a quell'antico principio romano, che, non poteva più +sussistere quando la Chiesa aveva perduta la sua sovranità. La debolezza +del papato, inoltre, significa la debolezza del principio di legittimità +e di autorità. L'antica lotta dei due principii dell'Occidente, dello +spirito latino e dello spirito germanico, è stata finalmente decisa, +almeno così sembra, coll'unità d'Italia a spese della Chiesa, e colla +grande battaglia di Sadowa a spese degli Asburgo e della potenza +francese. Lo spirito tedesco della riforma ha ottenuto sui campi della +Boemia una nuova vittoria, che sarà feconda di conseguenze, sul mondo +medioevale, e verosimilmente renderà alla Germania la perduta potenza. +L'Impero si rinnoverà colla Casa degli Hohenzollern che ascende +invincibilmente verso di esso, ma non sarà più una potenza cesarea di +conquista, all'uso antico, ma un'alleanza nazionale, la quale, posta nel +cuore d'Europa, starà a vegliare e salvaguardare la pace, la libertà, la +civiltà dall'Occidente. In questo nuovo Stato tedesco la Chiesa sarà +quantità trascurabile, perchè non più politica, ma socialmente libera. +Nell'avvenire questo Impero tedesco potrebbe radunare intorno a sè in +una confederazione tutti gli elementi germanici dell'Occidente, mentre i +gruppi dei popoli slavi e latini si riunirebbero analogamente fra loro. +La storia mira evidentemente a questo triplice risultato. Allora una +eguale potenza di tutti i popoli, finalmente appagati in tutti i loro +bisogni nazionali, ed una civiltà libera e generale, a cui si giungerà +certamente attraverso mille vie e mille canali, potranno preservarci dal +pericolo di uno squilibrio di potenza, sia dall'una che dall'altra +parte. + + * * * * * + +Quando io scriveva le precedenti pagine, non poteva prevedere quale +stupendo sviluppo fosse per prendere in breve volger d'anni la storia +della mia patria. La folle dichiarazione di guerra di Napoleone III, +derivata dal culto barbarico per l'idolo militare che ancora perdura in +Francia, ha prodotto conseguenze di primaria importanza storica. +L'intelligenza e la forza della nazione tedesca spezzarono la temuta +potenza della Francia imperiale come una canna marcita. L'imperatore +francese, i suoi generali, i suoi marescialli, il suo grande esercito, +una volta terrore del mondo, come per una malìa, son fatti d'un tratto +prigionieri di guerra. Il grande Impero francese si dissolse in polvere +al tocco elettrico dello spirito nazionale tedesco, ed il papato, +l'antico papato imperiale e millenario, si piegò anche esso inaridito ed +inerte. Il re-papa latino e lo imperatore latino precipitarono insieme, +ed in cospetto di Parigi assediata, nella notte di Natale del 1870, 1070 +anni dopo Carlomagno, l'Impero, potenza nazionale tedesca, è ritornato +alla dinastia protestante degli Hohenzollern. La fine dell'Impero nel +1806 appare oggi dunque soltanto come il principio di un interregno, il +più lungo che la storia tedesca conosca. Ora noi incominciamo la riforma +politica della Germania. E' sorprendente e bello poter oggi considerare +la tenacia e la durata dell'idea imperiale, che è divenuta ora mirabile +espressione del principio moderno della libertà di coscienza e della +nazionalità. + +Roma, Natale, 1870. + + + + +UNA SETTIMANA DI PENTECOSTE IN ABRUZZO + +(1871). + + + + +Una settimana di Pentecoste in Abruzzo. + +(1871). + + +Dopo un inverno faticoso, l'amico Lindemann[78] ed io volemmo concederci +lo svago di una gita, durante la settimana di Pentecoste, nel selvaggio +ed ancora così poco noto Abruzzo. + +Avevamo intenzione di vedere Rieti, Aquila e il Gran Sasso d'Italia, +scendere dai monti di Popoli al lago Fucino, visitarvi le opere di +prosciugamento del Torlonia, festeggiare la gloriosa resurrezione +dell'Impero tedesco sul campo di battaglia dell'ultimo Hohenstaufen, e +poi tornare a Roma per Tagliacozzo sulla via Valeria. Tutta questa +regione, indescrivibile paradiso, la visitammo nella fioritura d'un +limpido maggio. Voglio adesso parlarne un poco, almeno dell'ultima tappa +da Popoli a Tagliacozzo, perchè parlare dell'interessantissima Aquila mi +porterebbe via troppo tempo. + +Per godere appieno del paesaggio bellissimo della terra d'Abruzzo, che +dovevamo attraversare, salimmo la vigilia del giorno della nostra +partenza da Aquila, verso sera, sulla fortezza di questa città. Essa +appartiene all'epoca di Carlo V; una possente aquila imperiale bicipite, +di pietra, ed una lunga iscrizione latina, ricordante la costruzione di +questo castello per opera del vicerè don Pedro di Toledo, marchese di +Villafranca, stanno ancora sul ben conservato portale di marmo, di bella +architettura cinquecentesca. Questo castello situato in piano, +circondato da una fossa profonda, rammenta quello simile che si trova a +Milano. Esso non ha più alcuna importanza strategica;[79] serve solo +come caserma e dovemmo abboccarci con l'ufficiale di picchetto, per +ottenere di essere ammessi a visitarlo. Quando rispondemmo alla sua +domanda, relativa alla nostra nazionalità, che uno di noi era tedesco +del sud e l'altro tedesco del nord, alleati d'Italia, quell'ufficiale +dall'aria annoiata e dalle forme erculee, si rischiarò in volto, ci +salutò, togliendosi il berretto, e ci invitò ad entrare. Come si +cambiano i tempi! Anche solo pochi anni fa il nome della nostra patria +avrebbe ottenuto l'effetto opposto! + +Dai merli del castello contemplammo quel superbo panorama degli Abruzzi, +dove le catene dei picchi nevosi si spiegano solenni e severe. Aquila è +situata sui contrafforti del Gran Sasso, da Aquila vediamo questo re +degli Appennini immediatamente sulla nostra sinistra. Nella trasparenza +dell'aria vespertina esso appare così vicino che si distinguono +benissimo gli anfratti, gli spigoli, i rilievi della sua piramide; +eppure ci vogliono due lunghi giorni di viaggio per giungervi! Pochi +hanno asceso questa montagna, ed essa è quasi mitica e sconosciuta, come +tutta la regione limitrofa.[80] E' un nodo montuoso di figura allungata, +di forme gigantesche e massiccie, almeno per quel che si può giudicare +vedendolo da Aquila. Dal centro di questa massa montuosa si alza ora una +specie di cono o di gobba, coperto di neve; questo è il Gran Sasso, il +punto più alto d'Italia: 9000 piedi di altezza.[81] Alla destra di +Aquila si stende un'altra regione montuosa, senza picchi nevosi, la cui +porzione anteriore è però limitata dai nebbiosi e qua e là nevosi monti +sopra Sulmona, ammantati dalla porpora del tramonto e sormontati dalla +maestosa e scintillante Maiella. Dall'altro lato, verso Rieti, la nevosa +Leonessa,[82] monte bellissimo che si vede da Roma. Esso perde appena in +giugno la sua veste di neve, quando sul Pincio fioriscono i granati. Da +Rieti noi l'avevamo costeggiata andando verso Aquila. Così costeggiammo +il Gran Sasso per raggiungere Popoli. + +Questa regione abruzzese non ha ancora ferrovie. Si comincia ora a +tracciarne, essendo esse necessarie, anche per ragioni strategiche. Si +sta costruendo una linea sul Pescara fino al mare Adriatico, dove si +riallaccia alla linea di Ancona, ed è qui il punto centrale di scalo dei +prodotti degli Abruzzi. Questa linea dovrà toccare Sulmona, Popoli, +Aquila, Rieti e Terni e con una diramazione abbracciare la Marsica, il +lago Fucino e Sora, mentre si ricongiungerebbe per Roccasecca alla linea +Napoli-Roma. + +Ora si viaggia in piccole vetture di posta molto primitive, che non +differiscono in nulla da quelle in uso nella Sabina e nella campagna +romana. La strada è bellissima: passa per monti e valli, in regioni +pittoresche con lo sfondo del Gran Sasso, fra castelli e rocche in +rovina, come Poggio Picenze, Barisciano, Castel Nuovo, Ritegna (?) +Navelli, tutti sull'Aterno rumoroso. Fra Collepietro e Popoli varcammo +un alto passo, dal quale si gode una magnifica veduta sulla +lussureggiante vallata di Sulmona, che è come un enorme giardino +racchiuso in un cerchio di nevose montagne. Una volta esse racchiudevano +un lago, come quello Velino presso Rieti. In tempi preistorici tutte +queste valli abruzzesi erano laghi; ora non rimane che il lago Fucino, +ed anche questo sarà presto prosciugato. In basso si scorge Popoli, su +una roccia rossastra; su di esso le torri gialle e le rovine della rocca +dei Cantelmi, e dietro Sulmona, patria d'Ovidio, ai piedi della Maiella +che sembra serrare la valle. La strada che conduce a Popoli scende a +zig-zag con gomiti così bruschi e curve così forti, che rammenta la +strada del Gottardo o altri passi delle Alpi. + +Nulla di più ridente di questa piccola antica città con i suoi frutteti +e le sue vigne assolate; il fiume Aterno prende da questo punto il nome +di Pescara. Chi non conosce questo nome famoso nella storia di Carlo V? +Appena entrati in città, trovammo la popolazione in gran movimento, essa +aveva aspetto contadinesco; una strana comitiva di uomini ci venne +incontro suonando una fanfara; era preceduta da giovanotti che su di +un'alta pertica portavano una caldaia di rame ed altri lucenti utensili +da cucina, tutti adorni di bandierine, fiori e corone. Era un corteo +nuziale, e, secondo l'uso del luogo, la dote della sposa era portata in +processione per viaggio. Popoli è una città di coltivatori e di +vignaioli. I vini degli Abruzzi, o almeno quelli che si fanno là ed a +Sulmona, sono celebrati in tutta la regione, e sarebbero esportati di +più, se fossero migliori le strade. Ci è stato detto che a Popoli si +compra un litro di ottimo vino per l'inverosimile prezzo di un soldo, e +si piantano dei maglioli per nulla inferiori a quelli di Borgogna. + +Popoli, rappresentando il punto di congiunzione delle strade commerciali +di Aquila, Pescara e Sora-Avezzano, è già oggi uno dei luoghi più +popolosi e frequentati degli Abruzzi. Vi notammo infatti un'animazione +che ricordava Napoli e le città meridionali. + +Salimmo sull'antica rocca, donde si gode un incomparabile panorama. I +Cantelmi, stirpe provenzale, la eressero; essi eran venuti a Napoli con +Carlo I d'Angiò, resero grandi servigi a questo conquistatore nella +lotta con Manfredi e Corradino, e, arricchiti di molti feudi nel regno +di Napoli, divennero una delle più potenti famiglie feudali. I Cantelmi +possedettero anche per molto tempo la bella Sora sul Liri. In nessun +altro luogo d'Italia il feudalismo ha fiorito come nel Napoletano. I +Normanni, gli Hohenstaufen, gli Angiò, gli Aragona; poi gli Spagnoli, +dopo Carlo V, crearono infiniti feudi, cosicchè in quella regione si può +dire non esista paese cui non sia annesso un titolo di conte o di +marchese. Nessuna regione, anche, cambiò tanto spesso di signoria per +l'eterna lotta delle dinastie e delle nobiltà. Se non erro, l'attuale +duca di Popoli seguì l'ex-re di Napoli, Francesco, nel suo esilio sul +remoto e gelido lago di Starnberg. Il lago di Starnberg è uno dei luoghi +più pittoreschi e suggestivi che conti la Germania, sulla sua tranquilla +riva ospitale, coronata di boschi e di casolari, ben vi possono i +fuggiaschi affaticati della vita e della storia, riposare nel silenzio e +nell'ombra. Ma ci vuole un'anima tedesca per godere la bionda bellezza +di quella natura e non sentirsi intirizzire; potrebbe un luogo come +quello consolare un esule che ha negli occhi e nel cuore il sole di +Napoli? + +Noi viviamo in tempi, nei quali la dea Fortuna gira assai velocemente la +sua ruota; quando s'ebbe mai più di ora materia per dissertare sul +vecchio tema _de exilio_ e _de varietate fortunae_? Gli antichi Romani, +da Scipione, esempio dell'esule sereno e rassegnato, molto si distinsero +nell'arte di sopportare degnamente l'esilio. Si dice che la religione +cristiana e la diffusa cultura abbiano ai nostri tempi reso i dolori più +tollerabili che nell'antichità, nella quale il più forte di tutti i +sentimenti era l'amor di patria; questa è, e rimarrà, una bella frase. +Queste considerazioni feci anch'io guardando la rocca dei Cantelmi, che +mi faceva ricordare Starnberg e Chiselhurst. Nello sfondo del nostro +viaggio, nube lampeggiante, stava la lotta spaventosa di Parigi colla +Comune. Appena giunti in paese, chiedemmo dei giornali, per conoscere le +ultime notizie. Ci dissero che in Popoli c'è un _Casino_, o meglio una +_Casina_, come chiamano negli Abruzzi e nella Marsica qualche cosa di +molto simile a quello che si chiama _Museum_ nelle città della Germania +meridionale. La sera ci condussero in un caffè, e da questo, salite +parecchie scale, ci trovammo nelle due stanze dove la _Casina di Popoli_ +aveva fissato la sua segreta sede. Alcuni signori giocavano al biliardo +alla luce crepuscolare di fumose lampade; noi fummo gentilmente +introdotti nel gabinetto di lettura, dove trovammo giornali italiani, ma +non molto recenti, che aveva portato la posta di Aquila e di Pescara. + +Per il giorno seguente noleggiammo una vettura per recarci al lago +Fucino per il selvaggio monte di Raiano, viaggio di un giorno intero. + +Una volta vi era servizio di posta con Avezzano; ora non più, non so per +quale ragione, forse perchè si sta costruendo la nuova strada di Aquila +attraverso la montagna. L'antica strada è bellissima e praticabile. +Traversammo il Pescara, vivace corso d'acqua montanino, ricco di trote, +largo qui come il Liri a Ceprano. Attraverso questa regione incantevole +giungemmo a Pentima, poi sull'altipiano dell'antico _Corfinium_ dei +Peligni. + +La bellezza della valle da Sulmona a Popoli, colla catena del Gran Sasso +e le altre montagne intorno, è tale che non può esprimersi con parole. +Io non vidi mai un paesaggio così superbamente stilizzato, come questo +di Corfinio, da non paragonarsi nemmeno colle famose località siciliane. +E' una veduta di alpi e di nevi nella smeraldina limpidezza della luce +del sud. Anche sotto questo cielo i monti hanno nevi eterne, ma queste +non hanno la grandiosità sinistra dell'_elemento_; sembrano essere +state posate sugli spigoli scintillanti da uno spirito di bellezza, per +aumentare lo splendore di queste montagne. Sotto l'azzurro del cielo lo +scintillìo delle nevi ha un risalto speciale, magico. Teatro più bello +dell'altipiano di Corfinio questa scena sublime non potrebbe avere, e si +potrebbero passare delle ore e dei giorni interi assorti nella sua +contemplazione, dimenticando il piccolo mondo degli uomini. + +In mezzo a questa natura grandiosa, quasi eroica, in quest'aria fresca e +serena, potrebbe sorgere una forte città dalla popolazione sana ed +esemplare. Vedemmo molti resti di antiche mura, ed una chiesa non +vecchissima, ma d'una considerevole antichità, unico particolare del +quadro che ricordasse il presente ed il tempo. Essa è di travertino +giallastro e brillante. Si chiama San Pelino, e da essa prende il nome +l'altipiano. Deve essere stata eretta verso il 1400, ma, a giudicare +dalle iscrizioni, prima di essa vi doveva già essere in questo luogo +un'altra chiesa, eretta sulle rovine d'un tempio pagano. Il materiale di +costruzione è stato preso da _Corfinium_, come sì rileva dai frammenti +d'iscrizione che si trovano sulla parete esterna. + +Presso uno di questi frammenti trovai questo scritto medioevale, coi +caratteri del tempo dei Cosmati, e anche coi nomi e le parole usate dai +Cosmati stessi nelle loro iscrizioni: VGO. HOC. F. OPVS. ARNVLFVS. EP. +PLEBI. DI.--ciò che non mancò di meravigliarmi molto. Ancor oggi sul +tabernacolo di S. Paolo a Roma si legge: _Hoc opus fecit Arnolfus cum +socio suo Petro_. + +Come è incomparabilmente grande qui la natura, ugualmente grandi sono le +vestigia della storia di Roma. _Corfinium_ fu per lunga serie d'anni il +centro della più violenta rivoluzione d'Italia, la terribile +sollevazione degli alleati contro i privilegi della sovranità assoluta +di Roma. In questa città gli eroici Marsi, i Sanniti ed altre +popolazioni strinsero alleanza, si dichiararono indipendenti da Roma, +crearono, sotto Quinto Silio, consoli e Senato, e chiamarono _Corfinium, +Italica_. In terribili guerre la Comune delle popolazioni italiane lottò +per la cittadinanza romana; seguirono altre guerre sociali, e la grande +guerra servile: le figure di Mario e Silla, Ottavio, Cinna, Sulpicio e +Rufo, nonchè Pompeo e Cesare, si presentano agli occhi del viaggiatore +che segue col pensiero questa catena galvanica di lotte gigantesche +dell'aristocrazia colla democrazia, del diritto popolare col privilegio, +che conduce all'apparizione del Cristianesimo e del suo ideale +democratico. Ed essa non finisce qui: la lotta è eterna come il +principio che la provocò. + +Mentre noi qui, sulla luminosa pianura di Corfinium, riandiamo col +pensiero quelle rivoluzioni e guerre civili per la conquista dei diritti +da parte dei Comuni d'Italia, i comunardi di Parigi chiamano alla +riscossa le città di Francia contro il principio di stato della +centralizzazione; essi abbattono i monumenti imperiali e regali, e +spargono su di essi infiammato petrolio, facendo di Parigi un rogo. Se +mai la ragione e il diritto furono fondamento di una guerra civile, ciò +accadde nel caso della guerra marsica. + +Un granellino di ragione Bismarck lo trovò anche nel pandemonio della +Comune di Parigi. Negli eccessi della recente rivoluzione parigina +riconosciamo in parte il fanatismo della furia partigiana latina, ed +anche un po' della grandiosità dell'anima romana. I posteri potranno +forse meglio di noi sceverare il torto dalla ragione in questo periodo +storico, e giudicare in modo più mite quello scoppio d'un malore +sociale. La recente storia di Francia offre infatti una forte analogia +con quella dell'antica Roma. + +Già da ottanta anni quella regione è agitata da rivoluzioni che la fanno +oscillare fra la repubblica e l'impero. Il cesarismo romano ha trovato +raramente buon terreno per svilupparsi in Italia, sua terra d'origine, +ma è esulato in Francia. + +In Italia, invece, il principio della centralizzazione romana non passò +allo Stato, ma alla Chiesa ed al potere temporale. + +Sarebbero ben da compiangere gl'Italiani se facessero di Roma, loro +capitale, un vampiro della nazione; certamente al più presto non +mancherebbe un _Corfinium_. Già troppo le differenze e le autonomie +delle Provincie sono state intaccate in Italia; e si deve alle tenaci +tradizioni ed ai resti dei Comuni medioevali, se ancora non sono +sensibili inconvenienti maggiori del nuovo stato di unità. + +Ma, laggiù, da un colle si staccano cupe masse di case, e le torri di +una cattedrale: è Sulmona; e la figura del sereno poeta delle +Metamorfosi e delle Eroidi, poi esule infelice, ci si presenta: Ovidio +fu proprio l'uomo creato per fare le più profonde riflessioni +sull'instabilità della fortuna! Dal luminoso e raffinato mondo romano +egli precipitò fra i selvaggi Sciti del Mar Nero, coperti di pelli di +belve! Quante volte, laggiù, egli non avrà pensato con melanconica e +straziante brama ai monti e alle valli floride della patria sua, ai +giochi della sua giovinezza a' piedi della Maiella! + +Un'altra figura storica, lontana da quella di Ovidio, come la notte dal +giorno, come può esserlo un ascetico santo da un sereno pagano, ci +apparisce dietro Sulmona, e riempie delle fantastiche memorie +medioevali l'azzurro leggermente nevoso della Maiella. Da quelle grotte +un timido montanaro eremita fu sbalzato d'un tratto sul trono +pontificio: Celestino V, predecessore di Bonifacio. In S. Maria di +Collemaggio presso Aquila, dove egli fu condotto da re Carlo di Napoli +per esservi incoronato, egli giace sepolto; ed io visitai là il suo +mausoleo. La sua storia è il più strano episodio del Papato, un poema di +santità, tutto fragrante di romanticismo medioevale, incomparabile ed +unico negli annali della Chiesa. + +Un altro figlio diretto del medioevo leva la sua ombra sulla Maiella: +Cola di Rienzo, l'ultimo tribuno di Roma, in esilio, e non più vestito +di broccato e di seta bianca, ma nella cella di quei Celestini che il +papa-eremita aveva fondato. Anch'egli fu dunque un eremita della +Maiella, cinquant'anni dopo Celestino. Dopo la sua cacciata dal +Campidoglio, andò errabondo nel napoletano, e si rifugiò poi in queste +solitudini, visse cogli eremiti, assorto in meditazioni sulla riforma +universale, alla quale si credeva chiamato. Di là mosse verso Praga, per +partecipare all'Imperatore Carlo le profezie degli eremiti abruzzesi e +le sue proprie idee geniali. + +Da _Corfinium_ quante prospettive storiche si presentano alla mente del +viaggiatore! Quinto Silio, Ovidio, Celestino, Cola di Rienzo. E +dovunque, davvero, in Italia, in questi paradisi naturali che da una +bellezza conducono ad una bellezza più grande, dovunque troviamo vive e +fresche le fonti della storia! Da ogni lato balzano figure del mito e +della storia più ricca e più grande del mondo! + +Nessuna terra è più suggestiva, in nessuna terra pulsa come in questa il +sangue della civiltà! + +Se oggi essa appare monumentale, e di sasso, essa getterà un giorno la +maschera! Questo inesauribile campo di sèmina della civiltà ha anche +un'altra missione, oltre quella di essere il camposanto di un grande +passato. Lo spirito luminoso di questa nazione tornerà, presto lo +speriamo, a splendere come al tempo di Dante e di Raffaello! + +Montammo in carrozza e giungemmo presto a Raiano, piccolo villaggio +all'estremità dell'altipiano, dal quale poi si sale alla Costa (?), +possente fianco del monte, attraverso il quale, dopo molte ore di +cammino si giunge al lago Fucino. Si sale lentamente serpeggiando. A +Raiano rinforzammo con buoi il nostro tiro. Andando innanzi incontrammo +una numeroso gregge di pecore e di capre che i pastori, uomini +giganteschi, coperte di pelli le spalle, impugnando il pungolo, +conducevano lentamente alla montagna. Più oltre vedemmo i pendìi tutti +coperti di greggi, che vi passano l'estate. Cani dal lungo pelame, della +grandezza dei San Bernardo, fanno la guardia; essi portano un collare di +cuoio con punte di ferro, che li protegge dal dente dei lupi abruzzesi. + +Giungemmo alla prima altura sopra Raiano, donde si godono sempre nuove e +incantevoli vedute del Gran Sasso, del monte Golgano(?), della Maiella e +di tutta quella regione montuosa, strana solitudine di rupi rossastre +appoggiate la une sulle altre o spaccate da profondi crepacci di mille +forme, sormontate dal maestoso Gran Sasso. + +In questo luogo il fiume Pescara si perde sotterra; si passa quindi una +valle, dopo Goriano Sicoli, e più là fra umide e cupe montagne si apre +un passo, chiamato Forca,[83] come molti son chiamati in Svizzera. + +Vi giungemmo a mezzogiorno. Si poteva essere a 4000 piedi sul mare, ma +l'aria vi era tepida e dolce; delle allodole cantavano e degli usignoli +svolazzarono da un cespuglio. + +A Forca ci imbattemmo cogli ultimi viandanti, cavalieri o pedoni; poi +non si incontrarono più che greggi di pecore inerpicantesi sui dirupi. +Ai lati strade mulattiere conducono ad Alba[84] e ad Avezzano, e sono +antichissime; nel medioevo servivano da strade militari. Così procedemmo +per ore sulla roccia brulla, di color bruno. Degli amici di Roma avevano +trovato rischiosa la nostra gita in questa solitaria contrada che, dopo +le Calabrie, è la più frequentata dai briganti. + +Fino al 1860 ne era abbondantemente infestata, ed ancora se ne +incontrano nei dintorni di Sulmona. Il vetturale non si stancava di +narrarci, durante il viaggio, queste storie di briganti; una l'ho ancora +in mente. Sette fratelli, di forza erculea, divennero un bel giorno +banditi e, venuti in queste montagne, si diedero a rubare, ad uccidere, +a sequestrare persone, a far bottino, di notte, di centinaia di pecore. +Cinque di essi morirono, due scomparvero. Alcuni cittadini di Aquila che +qualche anno dopo portarono al mercato di Trieste seta grezza da +vendere, riconobbero i due malandrini in due mercanti che avevano +stabilito in quella città un fiorente commercio. Il governo austriaco li +consegnò a quello italiano, e quei banditi sono ora, rinchiusi nelle +prigioni di Aquila, dove attendono la loro condanna a morte. + +Ancora un'altura, e dinanzi agli occhi si stende una profonda +depressione larga più miglia, superbamente circondata da altissimi +monti, oscurati ora dall'avvicinarsi del temporale. A destra si erge una +catena, la cui più alta vetta, una doppia piramide colossale, è ancora +coperta di neve. È il monte Velino, che divide il territorio d'Aquila da +quello di Alba; alla sua base giace il campo di battaglia di Corradino, +e più sotto il lago Fucino. A questo punto fui deluso nella mia +aspettativa. Mi aspettavo uno specchio d'acqua scintillante ed azzurro, +e vidi un lago oscuro per l'ombra del cielo e dei monti, di un +grigio-plumbeo confuso. Mi parve un morente che prendesse congedo dalla +dolce vita, e la sua vista mi depresse e mi mise di cattivo umore. + +Ma quando ci fummo avvicinati, a circa un'ora di distanza, esso cominciò +a sorriderci azzurro, e mostrò di avere ancora un bacino abbastanza +considerevole, grande all'incirca come il lago di Bracciano. Pure non +potrà aver più di 21 miglia di perimetro. Quando era ancora intatto ne +aveva 35. Più di 15 miglia mi parve dover essersi ristretto! Scendemmo +alla località più vicina alla riva del lago, ad un castello detto +Cerchio, che ora si trova a 4 miglia dalle acque. Ci riposammo in una +solitaria taverna, e proseguimmo per Avezzano. + +Vedemmo per via uomini occupati a costruire strade, ponti, tagliare +pietre; tutta una vita febbrile di lavoro, prodotta dalle opere di +prosciugamento. Ai lati della strada si ergevano ridenti alture coperte +di orti e di vigne, che un tempo erano state in riva al lago. Sopra un +notevole villaggio, detto Celano, si vede un grande castello con mura +merlate; Celano fu un tempo con Alba e Tagliacozzo una delle capitali +della Marsica nel medioevo. + +L'antica Marsica, detta anche, per la strada consolare, provincia +Valeria, poi Abruzzo, giungeva fino al lago Fucino. Ma nè +nell'antichità, nè nel medioevo i suoi confini sono nettamente +assegnabili. La sua sorte durante il medioevo o è immersa nell'oscurità, +o è inestricabile confusione. Al principio del secolo VII Valeria è +detta la capitale episcopale della Marsica, luogo d'origine del +pontefice Bonifacio IV (608-615). Se questa città sia scomparsa, se sia +stata l'antico Marruvium, e se sia mai esistita una _Civitas Marsicana_, +è incerto. Quando i Longobardi s'impossessarono delle antiche città +romane, la regione Marsica intorno al lago manteneva il suo antico nome, +ed era un _castaldato_. Il _Castaldius Marsorum_ è nominato spesso nei +documenti del secolo VIII, come anche le città di Celano, Transaqua,[85] +Atrano, Alba, ed altre. Forse esso aveva la sua sede a Celano. Quando i +duchi longobardi di Spoleto soggiacquero ai Franchi, il castaldato +divenne una contea. I conti della Marsica datano, sembra, +dall'imperatore Ludovico II. Stirpi franche soppiantarono le longobarde. +Nel secolo XI la casa dei conti Trasimondo, Berardo e Oderisio divenne +assai ragguardevole; essa affermava di discendere dai Carolingi. I conti +di Celano erano ancora potenti al tempo dell'imperatore Federigo II, dal +quale si staccarono per volgersi al papa. Cogli Angiò altri rapporti si +stabiliscono; le condizioni mutano, e i romani Orsini entrano nella +regione del lago Fucino; alla fine del secolo XIII Carlo II di Napoli +l'investe delle contee di Tagliacozzo e di Alba. Contro di loro lottano +più tardi i Colonna, per il possesso della Marsica, quando Martino V +diede Alba e Celano ai suoi fratelli. I Colonna si chiamarono dal 1432 +duchi della Marsica, e vi possedevano allora ben 44 località, fra cui +Alba, Avezzano, Celano e Transaqua. Nel 1463 perdettero Celano che passò +ad Antonio Piccolomini, nipote di Pio II. Mantennero Tagliacozzo e +Alba. Avezzano divenne proprietà degli Orsini, ma per poco tempo; i +Colonna cacciarono dalla Marsica la famiglia rivale. + +Noi non avevamo tempo di visitare l'interessante Celano, e ci limitammo +ad Avezzano. Questa cittadina giace in piano, in un ridente e +lussureggiante paesaggio, a tre quarti d'ora dal lago. Ha ancora antichi +edifici di stile gotico-romanico, e la bella rocca degli Orsini. + +Il famoso _Gentile Virginio_ la eresse nel 1490, essa ricorda il +castello di Bracciano, eretto da Napoleone, padre di Virginio. + +Marcantonio Colonna, il vincitore di Lepanto, ingrandì il castello, vi +pose dei trofei della guerra contro i Turchi, adornò le sale con +pitture, delle quali non resta più traccia. Sul portale della rocca si +legge una iscrizione, nella quale egli si chiama: _Marsorum +Talliacotiique Dux, Marchio Atisse, Albe et Manupelli Comes_. + +I tempi degli Orsini e dei Colonna, di questi re della Campagna romana, +i cui nomi e le cui imprese riempirono dei secoli, sono divenuti +leggendarii, come il ducato dei Marsi. La rocca di Avezzano, oggi +proprietà dei Barberini Colonna, è divenuta una miserabile caserma, e +solo lo stemma degli Orsini e dei Colonna ricorda ormai il suo grande +passato. Il re della Marsica è oggi Torlonia; egli ha denari e possiede +il genio dell'industria. A due passi dall'antico castello si vede una +nuova grande piazza, ad un angolo della quale sta scritto: Piazza +Torlonia. Là il Creso di Roma si fabbrica un palazzo; dovunque si vada +in questi paesi, si sente parlare di lui. + +Nelle città della Marsica i coloni e i vassalli maledivano un giorno gli +storici loro tiranni Colonna ed Orsini, che coprivano ogni anno di ferro +e di fuoco quella regione incantata che giace sulle rive del lago di +Fucino. Ma oggi il nome, per nulla storico, di Torlonia è ripetuto qui +con stima e riconoscenza da poveri e ricchi, signori e plebei. Torlonia +coi denari ha fatto risorgere questa regione. Egli arma migliaia di +uomini di pala e di vanga; migliaia di uomini egli nutre; dà in affitto +i campi a famiglie e comunità. Ha riscattato dal lago miglia e miglia di +terra, e vi sorgeranno nuove città; per 99 anni egli sarà il re della +Marsica e possederà la nuova terra; vi avrà un monumento che tramanderà +ai posteri la gloria di questo grande prosciugatore. + +All'albergo di Avezzano chiedemmo, maliziosamente, pesci del lago. Non +ne avevano; i pesci erano morti a migliaia sulle rive lasciate a secco +dai lavori intrapresi; devono aver ricoperto d'argento una ben vasta +estensione di terra! Che cosa c'importa dei pesci! ci disse l'ostessa, +fanatica partigiana del prosciugamento, se noi guadagniamo dei campi? +Che c'importa del lago, se avremo dei giardini? Nella nuova terra +fioriranno i nuovi coloni. Ciò è esatto, ma sarà distrutta così una +grande opera naturale, e l'Italia sarà vedovata per sempre di una +meraviglia della natura, di uno dei più fulgidi suoi gioielli. Io non so +assuefarmi all'idea che questo solenne lago, che per migliaia e migliaia +d'anni ha specchiato nelle sue acque questi monti severi e maestosi, +debba scomparire per sempre. Temo che ugual sorte tocchi presto anche al +Trasimeno: anche quello vorranno versare nel mare, per guadagnar pascoli +e campi; e chi sa che già non stiano furtivamente visitando le sue coste +dei funesti capitalisti intenti a calcolare in quanta prosa sonante si +possa convertire questa incantevole poesia naturale! Sì, il denaro e le +macchine a vapore van prosciugando nel mondo la poesia, ma solo un +mercante potrà rallegrarsi di questo. + +Le rive del lago non misurano più che tre miglia. Dove poco fa si +agitavano le onde e i pescatori gettavano le reti, sono ora verdi +seminati, campi solcati dall'aratro, e divisi fra loro da segni di +confine portanti lo stemma e le iniziali di Torlonia. L'allodola già ha +nidificato sulla nuova terra, e l'allegra figlia dei campi intona già su +di essa canti di giubilo. + +Il Comune di Avezzano intentò lite al Torlonia, facendo valere i propri +diritti sulla nuova regione; ma i contendenti si accordarono per una +certa somma di denaro. + +Arrivammo al cantiere dei lavori, dove ci si presentò uno strano +spettacolo, che in piccolo ricordava i lavori del canale di Suez. Un +canale largo e profondo è stato scavato dalla sponda del lago: in questo +scorrerà l'acqua del lago, quando sarà compiuto il prosciugamento e +quando sarà stata tagliata la diga. Delle cateratte massiccie, di pietra +bianca squadrata, sono state costruite con fattura semplice e solida. +Nel canale ed intorno erano centinaia di operai occupati a riempire di +melma dei cesti e a portarli via su di un colle vicino. In gran parte +eran donne che compivano questo lavoro. I loro fazzoletti rossi, le loro +vesti variopinte, secondo il costume di Sora, davano alla riva un +aspetto straordinariamente animato. Il nuovo canale viene a trovarsi in +una posizione molto più bassa dell'antico per mezzo del quale già una +parte del lago era stata prosciugata. E questo canale si dirige +direttamente verso il monte Salviano dove sono anche gli antichi +emissarii di Claudio. + +Vedemmo anche tre colossali gallerie, una sopra l'altra, parte in +muratura, parte scavate nella roccia, che si trovano molto al di sopra +della superficie del suolo. Di là dal monte scorre il Liri, presso +Capistrello, attraverso la valle di Nerfa, dalla quale scaturisce presso +Cappadocia; in questo Liri sarà condotto il Fucino. L'emissario di +Claudio fu già espurgato dall'imperatore Federigo II, poichè già per +molti secoli ed anche nell'anno 1826 era stato più volte tentato il +prosciugamento del lago. Questo tentativo ebbe felice esito soltanto nel +nostro tempo; una società di capitalisti, fra cui molti francesi, +intraprese circa 12 anni fa questa grande opera. L'emissario di Claudio +fu in questa occasione riattivato, approfondito ed allargato. Torlonia, +finalmente, assunse per suo conto l'alta direzione di tutta l'impresa. +Fra pochi anni il prosciugamento del lago sarà compiuto.[86] + +Dall'alto dell'emissario di Claudio si vede assai bene tutta la +superficie del lago ed i monti all'intorno. A mezzogiorno si elevano i +monti di Sora; nel vederli mi ricordai delle mie gite sul Liri. Cinque +anni fa da Sora, dove mi ero dovuto fermare in quarantena, essendo +scoppiato il colèra, volevo partire per Avezzano, ma i briganti +m'impedirono di prender quella via. I monti della Maiella appaiono ad +occidente. Eppure è sempre il monte Velino quello che attira su di sè +l'attenzione dello spettatore; anche se si è volto altrove lo sguardo, +bisogna riportarlo su di esso, tanto appare mirabile per la sua +adamantina figura. Sembra che non riceva luce dal cielo, ma che +risplenda di luce propria ed illumini i monti, il lago ed i piani. + +Che meraviglioso specchio dev'essere stato il lago nella sua integrità! +Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si +può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi +flutti. Le ninfe presto moriranno come i poveri pesci e cederanno il +posto al fieno e alle biade. Le fronti celesti dei monti che si sono +specchiate finora in quest'onda favolosa, presto dovranno prendere +congedo dal loro amico, il Dio Fucino. Presso Trasacco veleggiano ancora +delle oscure barche e lì vicino s'innalzano al cielo bianche nubi di +vapore che vengono dalle macchine che aspirano l'anima al povero lago. +Torlonia, il grande seccatore della natura, è sordo all'appello delle +ninfe; egli non teme neppure la vendetta dei pesci che potrebbero +tormentare i suoi sogni. Egli non crede più alla mitologia d'Ovidio; ha +denari e può sfidare gli dei, che dichiareranno fallimento. Potesse egli +almeno risollevare dal lago le città che vi sono sprofondate, Marruvium +e Pinna! Una leggenda narra ch'esse vi sono sepolte. + +Prendemmo di buon mattino una carrozza per andare a visitare il campo di +battaglia di Corradino e la vicina Tagliacozzo. Era un'incantevole +mattinata primaverile, il monte Velino coi suoi campi di neve, tutti i +solenni monti d'intorno, lo specchio azzurro del lago, le castella +merlate sui verdi colli, risplendevano in un'atmosfera limpidissima: +tutto aveva un aspetto fantastico di linee e di forme nella placida +tranquillità della natura. Colle parole non si può esprimere ciò che io +sentivo. Neppure nei sogni più belli potrebbe una fantasia di poeta, +fosse anche Dante od Omero, immaginare uno scenario di così eterea +bellezza, come questo che fu teatro della cupa tragedia di Corradino. +Solo un campo di battaglia conosco, che gli si possa paragonare, sebbene +di genere differente: è quello dove cadde, presso il Vesuvio l'eroe goto +Teia. + +Tutta questa scena ha per centro il Velino; esso ha la natura distesa +reverente ai suoi piedi, come un tappeto; il lago, le rive ridenti, i +campi palentini bagnati dal Salto. Dal monte maestoso si staccano delle +alture, sulle quali sorgono le antiche rocche dei Marsi, rovinate e +corrose dall'edera, intere cittadelle medioevali con chiese, conventi e +castelli. A destra si erge, come un'isola verde, e un tempo emergeva +dalle onde del Fucino un colle roccioso, sul quale si trova la favolosa +Alba Marsorum, o Fucentia, con resti di mura ciclopiche e antichi +templi. In essa condusse melanconica esistenza Perseo, re della +Macedonia, cui toccò la sorte di Corradino! In questa lontana Alba egli +si sarà trovato come in un luogo incantato; e invero quale più +straordinaria prigione per un re? Al di sotto, Androsano; più là, su un +dolce pendio verdeggiante, Magliano, e sopra, addossati a gigantesche +rupi oscure, Massa,[87] Corona e Rosciolo. L'Imele, detto anche +Salto,[88] si getta nel fiume Velino, che a sua volta si getta nella +Nera e questa nel Tevere. Esso si svolge in curve fra questi monti, +lungo una valle, nel lato opposto della quale si trova l'ultima montagna +_Fontecellese_. Sul pendio di questa sta Tagliacozzo, ma ancora non si +può vedere. + +Con una risoluzione disperata rinunziammo ad Alba, e ci dirigemmo sulla +pianura palentina. Traversammo prima il villaggio di Cappelle, coronato +di giardini. Qui già cominciano i campi palentini che si estendono fin +sotto Scurcola e Tagliacozzo. A destra la pianura è chiusa dal monte S. +Nicola, sul quale si trova Scurcola coronata dalle alture di Magliano e +di Alba. Di fronte ad Alba si alza il colle S. Felice, dove, secondo la +tradizione, il vecchio Erardo di Valery aveva nascosto nei cespugli +quella retroguardia che decise le sorti della battaglia. Anche oggi quel +luogo si chiama _Le difense_.[89] Nello sfondo si scorge il monte S. +Antonio (?) coperto di neve, gli alti monti di Capistrello e Corcumello, +e molte altre punte gigantesche. L'altipiano fra la Scurcola e S. Felice +si chiama _la Palenda_, il vero centro del Campo palentino solcato dal +Salto. Carlo d'Angiò era venuto da Aquila attraverso il passo del Monte +Velino, e aveva preso posizione sulla destra del Salto sotto Alba. +Corradino era venuto da Tagliacozzo per la via Valeria, e si era posto +sulla sinistra del Salto, sulla _Villa Pontium_, sotto la Scurcola. Per +una notte mantennero i due avversari queste posizioni, finchè il +Senatore di Roma, Don Arrigo di Castiglia, passò il Salto e impegnò la +lotta. + +La battaglia è chiamata con varî nomi dai cronisti del tempo, di +Tagliacozzo, di Alba, di Campo Palentino, della Scurcola. + +Anche Dante dice: + + e là da Tagliacozzo + Dove senz'arme vinse il vecchio Alardo; + +Questo prova soltanto che Tagliacozzo al tempo di Dante era il luogo +più importante dei dintorni, mentre Scurcola era un piccolo castello +dipendente da Alba, e del quale appena si conosceva il nome. +Indubbiamente la battaglia dovrebbe prender nome dalla Scurcola, perchè +il Campo Palentino, che Carlo in alcuni documenti indica come luogo +dello scontro, si trova esattamente sopra Scurcola. Il feroce vincitore +a ricordo della battaglia costruì lì stesso il convento di S. Maria +della Vittoria, immediatamente presso il ponte sul Salto e presso la +_Villa_ o _Castrum Pontium_, dove Corradino tenne il suo ultimo quartier +generale. + +Ecco il fiume ed il ponte! Dei pioppi fiancheggiano il fiume, dove +stanno a lavoro alcune donne con dei bambini. Due passi ancora, e siamo +di fronte a neri avanzi di mura e di pilastri, ultimi resti dell'abbazia +di S. Maria della Vittoria. Carlo d'Angiò più volte visitò questo +convento, per inebriarsi al ricordo della battaglia. Un paio dei +documenti che lo riguardano son datati di là. Non si sa in qual tempo +l'abbazia decadde e andò a rovina. + +Ci affrettammo a salire alla Scurcola. Questo villaggio copre col suo +labirinto di strettissime strade il dorso roccioso del monte, la cui +pietra serve in parte di selciato alle vie. Sul punto più alto si trova +la cattedrale, S. Maria, che sembra appoggiarsi alla torre rotonda +dell'antica rocca, oggi in rovina. Gli Orsini la costruirono, secondo mi +fu detto; poi appartenne ai Colonna che anche oggi portano il titolo di +baroni della Scurcola. L'edera avvolge strettamente mura e portale, e +nasconde lo stemma. + +Tutto il paese è come il monumento dell'antica battaglia. Si leggono con +strano stupore i nomi storici di queste sporche e strette viuzze: _Via +Carlo d'Angiò, Via Corradino, Via Ghibellina_. Gli abitanti stessi +sembrano viventi tradizioni di quell'avvenimento, che è la gloria e il +vanto del luogo, e l'unica ragione di visitarlo. Come a Benevento non è +spento il ricordo della battaglia di Manfredi, così qui il ricordo di +quella di Corradino. Ogni scurcolano colto sembra conoscere fin nei più +minuti particolari la storia della caduta di quel principe, e potrebbe +servire di guida ad ogni straniero. Un cortese canonico ci condusse +nella chiesa. Essa ha ancora un portale gotico del tempo degli Angiò, ma +nell'interno è del tutto rinnovata; il sacerdote ci mostrò il tesoro più +prezioso del suo luogo natio: un'immagine della Madonna che Carlo stesso +fece eseguire per S. Maria della Vittoria; e ci fornì alcune +indicazioni relative ad essa. L'immagine è di legno dorato, e +rappresenta la Madonna seduta; essa ha fra le braccia il Bambino, che +tiene in mano il globo del mondo. E' un lavoro che non ha nessun +carattere barbarico, di un genere sorto prima in Italia che in Francia, +come conferma la tradizione della Scurcola. Si trovò quell'immagine +sotto le rovine di quel chiostro nel 1757, e fu trasportata nella chiesa +del villaggio. In questa occasione si ebbe il barbaro gusto di coronare +con due laminette d'oro le due teste delle immagini. Nella sacrestia se +ne conserva anche la custodia in legno, fregiata dei gigli degli Angiò e +ornata d'immagini ben conservate e di ottima esecuzione, rappresentanti +la crocifissione di Cristo ed altre scene bibliche. + +Scendendo dalla rocca e dalla chiesa girammo nella parte inferiore della +cittadina, cercando se vi fosse nulla di notevole da scoprirsi. Una +piccola piazza, detta _Piazza del Municipio_, attrasse la nostra +attenzione, avendo veduto sullo stemma del municipio questa scritta: +_Domus Universitatis Scurculae_. Nello stemma si distingueva un ponte +con cinque gigli. Il sindaco del luogo, un distinto e solenne vecchio +dalla lunga barba grigia, mi disse che quello stemma aveva origine dal +_Castrum S. Mariae in Pontibus_, che una volta i Templari avevano +posseduto presso il Ponte del Salto; questo dev'essere quel _Castrum +pontium_ dove risiedette Corradino. + +Il sindaco ed altri signori si riempirono di ammirazione per le +battaglie tedesche, che han fiaccato perfino la grande Francia, e +riandammo insieme la storia del nostro grande Impero, la sua grandezza e +la sua caduta al tempo degli Hohenstaufen, le sventure e le lotte della +nostra patria che susseguirono: l'apparizione ai dì nostri di un +Barbarossa, tarda ma feconda di un Messia; il rinnovamento dell'Impero +degli Hohenstaufen negli Hohenzollern. Ciò che Arrigo IV aveva invano +tentato, l'unificazione della Germania sotto una dinastia ereditaria, è +stato raggiunto solo ora, dopo 600 anni. Gli Hohenstaufen caddero, +perchè si allontanarono dal suolo nazionale e spostarono il centro di +gravità dell'Impero nella straniera Italia, ancora chiusa all'ideale di +una monarchia universale romana. Anche il nobile Arrigo VII scontò quel +sogno cesareo con una morte subitanea in Italia. Quante rivoluzioni e +quante lotte di pensiero politico e religioso, prima di veder vinto +questo principio imperiale romano, prima che in vista di Parigi +assediata, nel castello di Luigi XIV a Versailles, fosse alfine +proclamato l'Impero nazionale tedesco! «Bisogna che il sangue sparso da +Corradino sia presto o tardi vendicato», diceva, già ai tempi di Carlo +V, Reissner il biografo di Frundsberg. Il sangue di Corradino è ora per +sempre vendicato, ed anche i delitti degli Hohenstaufen in Italia +(seppure, con le idee di quel tempo relative al diritto si può parlare +di delitti) son tutti espiati. I grandi imperatori svevi stanno +solennemente al culmine della nostra storia, e ne rimarranno le più +eroiche figure, finchè duri la memoria tedesca. + +Credo che a nessun tedesco prima che a noi due, in quel giorno, sia +stato mai concesso di guardare il campo di battaglia di Corradino con +occhio così orgoglioso e sereno. Con quali sentimenti il nobile Raumer +considererebbe oggi queste pianure palentine, egli che le visitò e le +studiò nel 1817, due anni dopo la caduta definitiva del primo Napoleone? +Come lungi era allora da lui, che ci ha dato una storia nazionale degli +Hohenstaufen, il pensiero che egli avrebbe assistito, in una tarda età +da patriarca, alla caduta di un altro Napoleone e alla ricostituzione +della Germania in Impero nazionale e prima potenza del mondo! Tanto +scherno, tante oltraggiose ingiurie e tanto danno ebbe a patire la +nostra patria dalla Francia fin dai tempi degli Angiò, per tanto tempo +fummo deboli, esautorati, perchè divisi, che ora ci sarà alfine permesso +di alzare orgogliosamente la testa. Dai campi palentini della Scurcola +vada dunque un saluto di giubilo alla patria, al grande nuovo imperatore +del ceppo degli Hohenzollern, al ristabilitore dell'Impero, e a tutti +gli uomini che con la spada e con lo spirito han contribuito a renderci +il nostro Impero tedesco. I loro nomi e le loro imprese passeranno di +generazione in generazione divenendo forse mito, e come oggi dei tardi +nepoti sui campi della Scurcola ripensano ai tempi eroici di quella +battaglia, un giorno sui campi di Wörth, di Metz, Sedan e Parigi, altri +riandranno con la mente ai tempi gloriosi in cui su quei campi si formò +la libera ed una Germania. + +Ecco Tagliacozzo! Ha un aspetto cupo, visto così in distanza, con la +rocca dei Colonna in rovina, tutto raccolto sul dorso accidentato del +monte rupestre! Ci aspettavamo una massiccia mole di pietra, quando +passammo attraverso la grande _Porta Marsicana_, e invece trovammo con +meraviglia una piazza gradevole, con una bella fonte, circondata da +pittoreschi edifici con balconi e finestre gotiche, e palazzi del +Rinascimento. Entrammo in un albergo le cui dimensioni di palazzo, come +la grande e bella strada nella quale si trova, ci riempirono di stupore. +Nei secoli XV e XVI debbono aver fiorito qui delle ricche famiglie +all'ombra della signoria colonnese. Io avevo in questa città un amico +che più volte a Roma mi aveva invitato a visitarlo, ma disgraziatamente +non si trovava in città; trovai però sulla porta della farmacia suo +nipote, un giovane che fece volentieri le parti dello zio. Dovemmo alla +sua gentilezza, se visitammo tutto ciò che vi è di notevole in questo +luogo. Nei documenti è chiamato _Taliacotium_, antica città degli Equi o +Cicolani. Ma essendo stato tradotto _Tagliacozzo_ in volgare, così +vediamo nello stemma cittadino due cavalieri che tagliano una clamide. +Vidi questo stemma al municipio, che si è annidato in un antico convento +abbandonato. + +Il signor B. ci condusse in molte vetuste chiese e finalmente al palazzo +Colonna, un palazzo che ha apparenza di fortezza, la cui parte superiore +è, per le finestre, di stile gotico del secolo XIV, e il portale invece +appartiene al puro Rinascimento. Lo stemma d'Aragona dimostra che la +costruzione del palazzo va attribuita ad un Orsini; infatti molti Orsini +entrarono nella famiglia degli Aragona di Napoli. Questo castello fu +forse costruito da Giordano Orsini; il nemico di Cesare Borgia, si +chiamava _de Aragonia_, conte di Tagliacozzo. Fu nell'anno 1499 che il +re Federigo di Napoli decretò che Tagliacozzo ed Alba dovessero +appartenere ai Colonna, come anche la baronia di Carsòli. + +Nell'interno di questo palazzo trovammo grandiose sale adorne di antichi +ritratti di famiglia, i cui nomi nessuno più potrebbe dire. Alcune pie +suore vi tengono ora una scuola per bambine. Noi ammirammo stupiti la +giovinezza, la grazia e la bellezza di forme di due fra queste monache, +che eran venute dal Piemonte. Esse ci fecero visitare compiacentemente +tutto il palazzo, e anche la cappella notevole per antiche pitture. +Questi dipinti, del secolo XV, sono però molto ritoccati; fra gli altri +vi è una bella adorazione della Vergine e del Bambino. Anche la loggia +del palazzo è degna di nota; queste logge, così belle e pittoresche, non +mancano quasi mai nei palazzi baronali. Quella di Tagliacozzo mi ricordò +esattamente l'altra del palazzo colonnese a Genazzano, nella quale son +dipinte le città che i Colonna possedevano. La loggia di questo castello +si apre sul monte Velino; poggia su colonne corinzie; ha sulle pareti +affreschi della scuola toscana; immagini di imperatori romani e di +generali; vi è anche il poeta Ovidio, in toga rossa come un cardinale. + +Visitammo finalmente, per espresso desiderio delle suore, la loro scuola +femminile che occupa una delle più grandi sale del castello. Là dovemmo, +con cipiglio da ispettori, osservare dei quaderni che quelle bambine non +si stancavano mai di presentarci ed anche assistere ad un esperimento di +geografia. + +Un antico castello baronale non potrebbe trovare oggi migliore uso che +quello di albergare una scuola. In Italia mancano le scuole popolari ed +esse sole potranno diradare la profonda ignoranza ed anche l'immoralità, +nella quale giace ancora una parte di questo popolo. + +Il partito reazionario era molto forte in Tagliacozzo, secondo ci fu +detto, ed il passato governo napoletano conta ancora in questa città i +suoi partigiani. Dopo il sessanta vi furono scontri sanguinosi con le +schiere dei volontari e rappresaglie e vendette da ambo le parti. Questo +stato di cose fu favorito dalla vicinanza del confine dello stato +pontificio, dal quale la reazione potè ancora sentirsi appoggiata, ma +anche qui è cominciato un periodo di calma ed i briganti tanto ufficiali +che privati sono scomparsi.[90] + +A Tagliacozzo la via Valeria finisce a cul di sacco. Nessuna strada +carrozzabile conduce in Sabina, dove noi volevamo andare; vi sono solo +strade mulattiere sul ripido dorso dei monti. Noleggiammo dei cavalli da +montagna, grosse bestie dall'ossatura poderosa, che sono abituate ad +arrampicarsi per questi sentieri dirupati. Ognuno di essi aveva _una +guida_ che lo tirava con una fune, guida abituata come lui ad +arrampicarsi. Così andammo cavalcando, da Tagliacozzo attraverso la +gigantesca solitudine montuosa, e per otto ore passammo attraverso rupi +scoscese, boschi di quercie e di faggi dalla densa ombra, traversammo +torrenti e fiumicelli, sui quali non erano ponti. + +Vedemmo durante il cammino la rocca di Tagliacozzo in rovina, poi +l'altissima Roccacerro; appena giungemmo qui, cambiammo direzione, dando +l'ultimo addio al paesaggio della Marsica. Presenta esso un panorama +meraviglioso di catene montuose dalle nude sfumatore che salgono al +cielo per giganteschi scalini. Maestosamente s'innalza su di esse il +monte Velino, in lontananza i monti di Sulmona e di Sora; nel centro +s'innalza monumentale, sulla cupa massa delle rupi, la rocca di +Tagliacozzo che sembra liberamente librarsi nell'aria a guisa di +un'aquila. Il mio amico Lindemann, maestro del paesaggio italiano, +rimaneva rapito della sublimità di questa incomparabile scena. Essa +potrebbe ispirare un quadro del più alto stile eroico, ed io mi auguro +che egli voglia farne un'opera d'arte degna del suo _Etna_; mi +piacerebbe anche vedere dipinto dalla sua mano il campo di battaglia di +Corradino col monte Velino per isfondo. + +Un pericoloso sentiero dirupato ci condusse a Colli, annidato nell'alta +solitudine delle rupi. Anche qui facemmo l'osservazione che lo stile del +Rinascimento, della fine del XV e del principio del XVI secolo, è la +forma architettonica corrente in tutte le località anche le più piccole +della regione. In questi Castelli durano inalterati degli edifici per +trecento e quattrocento anni, costruiti come sono con le pietre di +questi monti. Trovammo infatti delle bellissime finestre e porte del +Rinascimento nei villaggi più piccoli e più miserabili; mentre negli +Abruzzi, già ad Antrodoco ed a Cittàducale, trovammo predominanti le +forme gotiche. Sembra che queste si siano mantenute più a lungo in +quella regione che nel Romano dove cominciarono a venir meno dopo la +metà del XV secolo. Questi due stili compendiano i caratteri +architettonici di tutte le contrade che visitammo. + +Da Colli scendemmo in un bellissimo bosco di quercie, attraverso il +quale scorre un affluente del Salto, il Torano. Passammo quindi per +Carsòli e dopo una cavalcata di parecchie ore attraverso i deserti ed +umidi monti di Riofreddo e di Oricola giungemmo finalmente ad Arsoli +sulla via Valeria, feudo dei romani Massimo, con uno splendido lume di +luna. A questo punto risalutammo con profondo sentimento patriottico, la +vetusta terra romana, la campagna di Roma, come già a quel punto si +chiama. La strada conduce da Arsoli attraverso la bella valle +dell'Aniene a Tivoli, e da Tivoli a Roma.[91] + + +NOTA + +Segnaliamo al lettore l'opera d'imminente pubblicazione _Roma e lo Stato +del Papa dal ritorno di Pio IX al XX Settembre_ di R. DE CESARE, nella +quale si trovano importanti notizie sugli ebrei di Roma (vol. 1º, cap. +XV); sulla scuola di nudo di Gigi (vol. 1º, cap. XII); sui teatri (vol. +1º, cap. XVI); sulle processioni (vol. 2º, cap. XX); notizie che +chiariscono e completano quanto descrive il Gregorovius nel _Ghetto e +gli ebrei di Roma_ e nelle _Macchiette romane_; in proposito è anche da +consultare l'opera di WILLIAM WETMORE STORY, _Roba di Roma_. + + +NOTE: + +[1] Oggi Norcia nell'Umbria. _(N. d. T.)_. + +[2] Secondo Jannuccelli, _Dissertazione sull'origine di Subiaco_, gli +schiavi cristiani, impiegati da Nerone per la costruzione della sua +magnifica villa _sublacense_, dettero origine alla città. _(N. d. T.)_. + +[3] Questo prete è anche conosciuto sotto il nome di Fiorenzo o +Fiorentino. _(N. d. T.)_. + +[4] Non esiste alcun documento del VII secolo intorno a Subiaco. + +[5] Fu papa Leone VII che posteriormente al VII secolo donò il convento +di S. Erasmo ai Benedettini. _(N. d. T.)_. + +[6] Per molto tempo si è creduto, stando ad una bolla attribuita a +Giovanni VII, che il ripopolamento dell'abbazia fosse dovuto a questo +papa; oggi si è potuto stabilire che quella bolla è invece del papa +Giovanni XVII (Vedi _Regestum Sublacense_). _(N. d. T.)_. + +[7] La rocca abbaziale, costruita nel secolo xi dall'abate Giovanni V, +nel punto culminante del paese, farebbe ritenere Subiaco feudo del +monastero. _(N. d. T.)_. + +[8] Intorno alla prima stamperia in Italia ed ai primi tipografi a +Subiaco, vedi prefazione del _Chronicon Sublacense_ del Padre Cherubino +Mirzio pubblicata a Roma nel 1884 a cura della Società Romana di Storia +Patria. _(N. d. T.)_. + +[9] Questo Regestum è stato pubblicato nel 1882 a cura della Società +Romana di Storia patria. _(N. d. T.)_. + +[10] Anche il _Chronicon Sublacense_ del Mirzio fu pubblicato nel 1884 a +cura della stessa Società. _(N. d. T.)_. + +[11] Come ai viaggiatori è dolce rivedere la patria, così ai copisti la +fine del libro. _(N. d. T.)_. + +[12] Probo o Euprobo della famiglia Anicia ed Abbondanza di quella dei +Reguardati furono i genitori di Benedetto e di Scolastica, nati da un +sol parto. _(N. d. T.)_. + +[13] È opera del Raggi, detto il _Lombardo_, allievo del Bernini. _(N. +d. T.)_. + +[14] Gasparone fu liberato nel 1871 e spesso fu veduto in Roma, dove gli +erano resi omaggi come ad una vittima dell'epoca papale. + +[15] Ponte Felice fu costruito da Augusto e restaurato da Sisto V. _(N. +d. T.)_. + +[16] Questo quadro, attribuito anche al Ghirlandaio, dalla chiesa di S. +Gerolamo degli Zoccolanti fu trasportato nel Palazzo pubblico. _(N. d. +T.)_. + +[17] Sulla porta è incisa la seguente iscrizione + + ANNIBAL CAESIS AD TRASIMENVM ROMANIS VRBEM ROMAM INFENSO AGMINE + PETENS SPOLETO MAGNA SVORUM CLADE REPULSVS INSIGNI FVGA PORTAE + NOMEN FECIT + + _(N. d. T.)_. + +[18] Questo acquedotto-viadotto è chiamato _Ponte delle Torri_ da due +torri erette alle estremità. _(N. d. T.)_. + +[19] Il breve è nell'Archivio di Stato di Spoleto. Vedi F. GREGOROVIUS, +_Lucrezia Borgia_, Firenze, Le Monnier, 1874, pag. 113. _(N. d. T.)_. + +[20] La Chiesa di S. Maria degli Angeli detta anche _Portiuncula_ perchè +innalzata sul poco terreno concesso a S. Francesco dai benedettini per +fondarvi il suo ordine, fu cominciata nel 1569 su disegni del Vignola da +Galeazzo Alessi e Giulio Ponti. Al Poletti si dava l'attuale facciata. +_(N. d. T.)_. + +[21] _«Ad coërcendam Perusinorum audaciam»_ così diceva il decreto di +Paolo III che ordinava la costruzione della fortezza. + +[22] Oggi nel centro della spianata già occupata dalla fortezza sorge il +palazzo provinciale. _(N. d. T.)_. + +[23] Membri dell'aristocrazia e del clero. + +[24] Oggi il dipinto si trova nella pinacoteca del palazzo comunale. +_(N. d. T.)_. + +[25] La tradizione popolare voleva che gli Ebrei provassero spavento e +ripugnanza a passare sotto questo monumento. _(N. d. T.)_. + +[26] _Della guerra giudaica_, VII, 5 _(N. d. T.)_. + +[27] La restaurazione si deve al Valadier e fu fatto per consolidare +l'arco in seguito al suo isolamento, la parte ricostruita, affinchè si +distinguesse, fu eseguita in travertino e senza sculture. _(N. d. T.)_. + +[28] Gli ebrei dovevano portare in testa in segno di riconoscimento un +cenciolino di color giallo detto _sciamanno_ dall'ebraico _Siman_ +(segno). Pio VIII abolì ufficialmente quest'obbligo che dopo la +restaurazione del 1814 era rimasto lettera morta. _(N. d. T.)_. + +[29] L'_jus di gazagà_ che in ebraico vale _possesso continuato_ +cominciò ad essere regolato col breve «Dudum» del 27 febbraio 1562 da +Pio IV, Medici (1559-1565), e venne in seguito perfezionato da Clemente +VIII, Aldobrandini (1569-1605), col breve «_Viam veritatis_» del 5 +giugno 1604. + +Intorno all'_jus di gazagà_ vedi lo scritto di A. Baccelli in _Studi +giuridici e questioni forensi_, Roma, 1904. _(N. d. T.)_. + +[30] Fu don Michelangelo Caetani Duca di Sermoneta, che nel 1848 ottenne +da Pio IX che gli ebrei non fossero forzati ad assistere alle prediche. +_(N. d. T.)_. + +[31] Editto del Cardinale Rivarola, 12 aprile 1814. _(N. d. T.)_. + +[32] Da quando il Gregorovius scrisse queste pagine sono scorsi più di +cinquanta anni; da quell'epoca gli ebrei hanno acquistato tutti i +diritti degli altri cittadini ed il Ghetto è scomparso. La sua completa +demolizione, eseguita dal 1885 al 1888, venne compresa nel piano +regolatore della città ed in quello dei lavori del Tevere e l'area su +cui sorgevano i poveri ed infetti abituri degli ebrei e che va dal +portico d'Ottavia al palazzo Cenci, costeggiando il Tevere, lungo i +muraglioni tra il ponte Quattro Capi e quello Garibaldi, è destinata +alla fabbricazione e vi sorge maestoso il nuovo monumentale tempio +israelitico costruito nel 1903 su disegni del Costa e dell'Armanni. + +La popolazione del Ghetto si è sparsa un po' per tutta la città: un +forte nucleo ha passato il ponte Garibaldi per andare ad abitare il +nuovo quartiere dei Prati di San Cosimato alle falde del Gianicolo; però +nelle vecchie strade circostanti al Ghetto si vedono tuttora molte +botteghe di ebrei. _(N. d. T.)_. + +[33] Il popolo lo chiama l'_Ortaccio_; la strada che vi conduce è ancor +oggi chiamata: Via dell'Orto degli Ebrei, ora non vi si seppellisce più, +è stato invece aperto al Camposanto del Verano un reparto israelitico. +_(N. d. T.)_. + +[34] Le ebree erano e sono tuttora abilissime nel _ricucire all'ago +d'oro_, cioè nel riconnettere due o più parti di panno in guisa che non +se ne scorga la commessione. _(N. d. T.)_. + +[35] Specialmente a Livorno che l'About nella sua _Rome contemporaine_ +chiama il paradiso degli Ebrei, mentre Roma ne era l'inferno. _(N. d. +T.)_. + +[36] Il romanesco del Ghetto differiva da quello comune sia per alcune +voci e modi speciali, come le esclamazioni: _mordivoi!_ (accorciamento +di _per amor di voi_ usato nel parlare altrui e come voce prenominale di +apostrofe); _badonai!_ (perdio!); _per la vita mia!_; _per la vita di +mio padre!_; sia per altre particolarità-come l'allargamento della +vocale e accentata in _fonnamènto, testamènto, tètto,_ e simili; sia per +cambiar sempre in maschili i plurali femminili, così: _li lèggi, li +scòli, li raggioni, ròbbi vècchi_ (grido quest'ultimo dei rigattieri +ebrei). + +Così un ebreo era riconosciuto tra mille e dileggiato pel suo modo di +parlare e per la pronuncia speciale di un dialetto molto simile al +romanesco, di cui non era che una variante caratterizzata dalla +cantilena nasale e strisciata. Questo dialetto conservava alcune parole +e frasi ebraiche, alcune delle quali, principalmente a causa di scherno, +passarono storpiate nel romanesco, come ad esempio: + +_Badanai_ da _Badonai_, adoperato a significare gli stessi ebrei. + +_Tatanai_ da _Adonai_, indica grida confuse di più persone; derivato +probabilmente dalle replicate invocazioni ad _Adonai_ (Dio) nelle +preghiere dette in comune nella sinagoga. + +_Baruccabbà_ dalle prime due parole del saluto rituale _Baruh abba +bescem Adonai_ (Benedictus qui venit in nomine Domini) di cui +gl'israeliti si servivano e che divenne nel romanesco nomignolo di +scherno per gli ebrei. + +_Tareffe_, denota magagnato, puzzolente, tolto dall'ebraico _taref_, +derivato dal verbo _taraf_, sbranare, dilaniare, che si applica alle +carni illecite, sia perchè non macellate secondo il rito, sia perchè +appartenenti ad animali vietati. + +_Cascerro_, da _cascer_, vale retto, congruo, conveniente, è l'opposto +di _taref_. + +_Aèo_, era uno dei gridi dei cenciaiuoli girovaghi ebrei, oggi +scomparso, si usa in senso metaforico a denotare malandato, guasto. + +Quantunque il Ghetto sia sparito ed i suoi abitanti si siano dispersi +per i diversi rioni della città, tuttavia persiste la differenza nel +modo di parlare degli ebrei, sebbene accenni e sia destinata a +scomparire. + +(Vedi _passim_ i _Sonetti romaneschi_ di G. G. Belli, editi a cura di +Luigi Morandi. Lapi, Città di Castello, 1886-1889). _(N. d. T.)_. + +[37] Intorno al Ghetto ed agli ebrei in Roma vedi: NATALI, _Il Ghetto di +Roma_, Roma 1887; BARACCONI, _I Rioni di Roma_, Torino, 1905; AMPÈRE, +_L'Empire Romain à Rome_, Paris, 1867; ABOUT, _Rome contemporaine_, +Paris, 1861; VALADIER, _Rome vraie_, Paris, 1867; BERLINER, _Ein beitrag +zur geschichte der Juden in Rom_, Berlin, 1890; AUGUSTUS J. C. HARE, +_Walks in Rome_, London, 1905; Dott. PHILIPH, _The Jews in Rome_. _(N. +d. T.)_. + +[38] È questa la chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte in via Giulia, +detta semplicemente _La Morte_, dove ha sede l'Arciconfraternita dello +stesso nome, detto anche _La buona Morte_, che ha lo scopo di andare a +raccogliere i cadaveri abbandonati per la campagna e quelli dei poveri +morti in città, ai quali anticamente dava sepoltura nel suo oratorio. +_(N. d. T.)_. + +[39] Hans Holbein il giovane (1499-1554) dipinse la _Danza dei morti_ +che si trova nel palazzo di città di Basilea. _(N. d. T.)_. + +[40] Sulle rappresentazioni sacre in occasione della commemorazione dei +defunti, vedi _Cracas_, III serie, anno I, n. 9. _(N. d. T.)_. + +[41] I semi di zucca salati sono detti in romanesco _bruscolini_ e +_bruscolinaro_ colui che li vende. _(N. d. T.)_. + +[42] I burattinai solevano dare la voce a Pulcinella, quando non lo +facevano parlare in dialetto napoletano, mediante un istrumento detto +_pivetta_, formato da due pezzi di latta riuniti da un cordone, +attraverso i quali la voce passando acquistava un suono stridulo e +ridicolo simile al chiocciare di una gallina. La _pivetta_ è ancora +usata dai burattinai girovaghi. _(N. d. T.)_. + +[43] Ogni rappresentazione si diceva _camerata_ o più popolarmente, +anche adesso _infornata_, perchè l'angustia del luogo fa soffrire il +caldo di un forno. _(N. d. T.)_. + +[44] I casotti per la fiera, in cui si vendevano specialmente pupazzi da +presepio fino a Natale e dopo fino all'Epifania giocattoli, si erigevano +all'ingresso dell'Avvento; la fiera fu poi trasportata in piazza Navona, +dove ora agonizza; il chiasso vi si fa specialmente durante la notte +della Befana. _(N. d. T.)_. + +[45] Il Bertolotti nel suo articolo «Le rappresentazioni coi burattini a +Roma» in _Fanfulla_, 1882, n. 64, dà al teatro il nome di _Fiando_. +Ricordiamo che Fiando fu un burattinaio celebre in tutta Italia per le +sue marionette incivilite e perfezionate; però a Roma si seguitò a +chiamare Fiano il teatrino di S. Apollinare perchè prima di questo un +altro ne esisteva nel palazzo Fiano in piazza S. Lorenzo in Lucina di +fianco alla Chiesa e Fiano indicò per antonomasia teatro dei burattini. +_(N. d. T.)_. + +[46] Sui burattini di Roma e specialmente su _Cassandrino_, vedi +STENDHAL, _Rome, Naples et Florence_, Paris, Levy, 1872, pag. 317, e +FREDERIC MERCEY, articolo nella _Revue des Deux Mondes_, 15 aprile 1840. +Vedi anche MAES, _Curiosità romane_, Serie III, Roma, 1885. _(N. d. +T.)_. + +[47] I religiosi zoccolanti di S. Maria in Aracoeli trasportavano in +vettura a passo lento il bambino per visitare gli infermi ridotti agli +estremi. _(N. d. T.)_. + +[48] Il teatro Emiliani occupava il vasto locale dove oggi è il deposito +di ferramenta della ditta Monami dal lato tra la via S. Agnese e il +vicolo dei Lorenesi. _(N. d. T.)_. + +[49] Piazza Navona veniva allagata tutti i sabati durante il mese di +agosto. _(N. d. T.)_. + +[50] Coppia di amanti babilonesi, le cui avventure celebrate da Ovidio +nelle _Metamorfosi_, 4, 55 e seg., ricordate da Dante, _Purg._ 27-37, e +da Shakespeare nel _Sogno di una notte d'estate_, divennero +eccessivamente popolari in grazia alle rozze incisioni che formarono +l'ornamento delle case operaie e contadine. _(N. d. T.)_. + +[51] _Far mosca_ per far silenzio è pure del fiorentino; in romanesco si +dice comunemente: _Zitto e mosca!_ o semplicemente _mosca!_ ed anche +_far moschiera_ quando si vuol dare maggior caricatura al discorso. _(N. +d. T.)_. + +[52] Sul dialetto romanesco vedi BELLI, introduzione ai _Sonetti_, vol. +1º, Ed. Lapi, Città di Castello, 1882; SABATINI F., _Volgo di Roma_ e +_L'ortografia del dialetto romanesco_, Roma, Loescher, 1890. _(N. d. +T.)_. + +[53] Però ha prodotto quel monumento che sono i Sonetti del Belli, ai +quali rimandiamo una volta per tutte il lettore, come alla più completa +illustrazione di tutto quanto è descritto in queste pagine. _(N. d. +T.)_. + +[54] Il teatro delle dame, detto d'Alibert nel vicolo dello stesso nome, +presso piazza di Spagna, era il più vasto teatro di Roma, ma anche il +più disadorno e di cattiva forma, fu distrutto da un incendio il 15 +febbraio 1863. _(N. d. T.)_. + +[55] L'anfiteatro scoperto Corea in via dei Pontefici era annesso al +palazzo della famiglia Corea ed era fondato sulle sostruzioni del +mausoleo di Augusto; fino alla proibizione di Pio VIII vi si fecero le +giostre delle vaccine; fu famoso per i _fochetti_, fuochi d'artificio +che vi si incendiavano nelle domeniche d'estate; in generale gli +spettacoli vi terminavano all'Ave Maria. Oggi è sparito ed al suo posto +sorge il teatro Umberto I. _(N. d. T.)_. + +[56] Di questi altri teatri quello Capranica è stato chiuso e l'Apollo +fu demolito in seguito ai lavori del Tevere. _(N. d. T.)_. + +[57] Per la benedizione dei cavalli che si fa in occasione della festa +di S. Antonio abate che ricorre il 17 gennaio. _(N. d. T.)_. + +[58] Precedono i convogli funebri i così detti _mandatari_, specie di +servi delle confraternite, vestiti di una livrea dai colori della +compagnia. _(N. d. T.)_. + +[59] Il popolo li chiama _gamberi cotti_, appunto dal colore del +vestito. _(N. d. T.)_. + +[60] Queste ragazze che vanno in processione sono per lo più zitelle, +cui è stata assegnata nell'anno una dote da qualche congrega e si +chiamano le _ammantate_ dal manto bianco che le ricopre e che è di un +tessuto fine, sul quale vengono infilati degli spilli comuni in modo che +formino dei disegni, per lo più di fiori, che rilucono come se fossero +d'argento. _(N. d. T.)_. + +[61] Questa croce immane di cartapesta, che vien portata nelle +processioni, vien detta _tronco_ perchè foggiata in due grossi tronchi +d'albero nella loro rozzezza naturale. _(N. d. T.)_. + +[62] Via Claudiana, per quanto ci consta, non è mai esistita. _(N. d. +T.)_. + +[63] Verso il tempo, in cui furon scritte queste pagine fu famosa +l'accademia del modello Giggi Tallariti che ebbe sede prima in piazza S. +Silvestro, rimpetto alla posta attuale, poi in via Margutta. _(N. d. +T.)_. + +[64] Sul saltarello, ballo figurato che ricorda la tarantella napoletana +e che prende il nome dal salto che spiccano i ballerini ad una battuta +più marcata di tamburello, vedi _Cracas_, III serie, anno 1º, N. 6. +_(N. d. T.)_. + +[65] Il Consiglio comunale di Roma nella seduta 19 maggio 1882 decretò +la coniazione di una medaglia d'oro in onore di Garibaldi «a titolo di +benemerenza cittadina per la grande iniziativa da lui presa, affinchè lo +Stato provvedesse all'attuazione dei lavori necessari per la +sistemazione del Tevere». _(N. d. T.)_. + +[66] _Saggio di Bibliografia del Tevere_ presentato alla Società +Geografica italiana nella tornata del 13 febbraio 1876 dal socio ENRICO +NARDUCCI. Roma--Giuseppe Civelli, 1876. + +[67] I bandi e chirografi, le bolle, gli editti, gli statuti, le +notificazioni e le disposizioni dirette specialmente a regolare la +navigabilità e la navigazione sono moltissimi e vanno dal 1562 al 1869; +sono interessantissimi per la storia del nostro fiume ed alcuni hanno +tuttora vigore, come quelli che regolano la polizia delle ripe e +dell'alveo e la servitù della via alzaia. _(N. d. T.)_. + +[68] 370 km. di corso, 340 dalla sorgente a Roma, 30 da Roma al mare. Il +suo corso attraverso la città di Roma è di 4105 metri. Massima larghezza +a Ponte Molle 160 m. Profondità media 8 m. (M. CARCANI. _Il Tevere e le +sue inondazioni_, Roma, 1875). + +[69] FRANCESCO BRIOSCHI: _Le inondazioni del Tevere_ in Roma. Roma, +1876. + +[70] Intorno all'arginatura delle ripe del Tevere sotto i Romani, vedi +lo scritto del Borsari nel _Bollettino della Commissione archeologica +comunale di Roma_, 1889, pag. 165 e seg. L'intiera materia delle +inondazioni, della navigazione del Tevere e dei provvedimenti +relativamente ad esse presi nei tempi antichi, è ampiamente trattata dal +PRELLER in un articolo intitolato _Rom und der Tiber_, nelle _Berichte +der Sächsischen Gesellschaft_, 1848-49. _(N. d. T.)_. + +[71] Gli epigrammi sulle inondazioni del Tevere si trovano sparsi nelle +raccolte d'iscrizioni del Galletti e Forcella, nel _Tevere incatenato_ +del Bonini, nel Narducci, nel Carcani, etc. + +[72] Anche nel 1852 è comparso un poema _Il Tevere_ del romano Giuseppe +Gioacchino Belli. + +[73] L'amministrazione francese, durante il periodo napoleonico dal 1809 +al 1814, aveva stabilito di costruire i muraglioni lungo il Tevere +urbano ed il relativo progetto era stato redatto dall'ingegnere francese +Navier. Vedi: TOURNON, _Études statistiques sur Rome et la partie +occidentale des États romains, Paris, 1831,_ vol. 2º, libro V, cap. IV, +pag. 178. Il TOURNON soggiunge, profeticamente, che prima o poi, +l'esecuzione di tale progetto si sarebbe imposta ad un governo, pel +quale il risanamento e l'abbellimento di Roma fossero interessi di primo +ordine _(N. d. T.)_. + +[74] Il Canevari fu il relatore (22 Luglio 1871) della Commissione +nominata dal Consiglio Comunale nella seduta 3 Giugno 1871 e nella sua +relazione si accenna già ai lungotevere ed ai muraglioni di sponda. _(N. +d. T.)_. + +[75] Questa importante operetta originariamente vide la luce nel 1859 +nel periodico l'_Album_, mutilata dalla censura, fu nuovamente +pubblicata dalla «Casa Italiana Editrice di Roma» nel 1883, tralasciando +però di riportare le importantissime iscrizioni relative alle piene. +_(N. d. T.)_. + +[76] Negli scavi fatti per le fondazioni dei muraglioni e delle pile dei +nuovi ponti sono venuti alla luce diversi oggetti, non tanti però quanti +si sperava e sono stati depositati nel Museo Nazionale Romano nelle +Terme Diocleziane. _(N. d. T.)_. + +[77] È questo oggi il quartiere dei Prati di Castello che tre ponti +(Margherita, Cavour e Umberto) collegano alla vecchia città. _(N. d. +T.)_. + +[78] Il pittore tedesco Karl Lindemann-Frommel (1819-1891), socio +dell'Accademia di S. Luca fu per molti anni intimo amico del Gregorovius +e ne illustrò l'idillio «Capri». + +[79] Anche questa rocca, come quella di Perugia, era stata elevata «_ad +reprimendam audaciam Aquilanorum_» come ricordava una lapida che era +sulla porta. + +[80] Oggi è meta di molte ascensioni e la Sezione di Roma del Club +Alpino italiano vi ha costruito un rifugio (2200 m.) inaugurato nel +1886. _(N. d. T.)_. + +[81] La vetta più alta è il monte Corno o Corno grande (2921 m.). _(N. +d. T.)_. + +[82] È la giogaia del Terminillo (2213 m.). _(N. d. T.)_. + +[83] È questo il famoso passo di _Forca Caruso_ che mette in +comunicazione la conca di Celano con la valle dell'Aterno, è una specie +di seno tra due alte montagne; ha fama spaventosa, più che per l'orrida +natura, per le leggende che la fantasia popolare vi riconnette. _(N. d. +T.)_. + +[84] Alba Fucense. _(N. d. T.)_. + +[85] Oggi Trasacco. _(N. d. T.)_. + +[86] I lavori di prosciugamento e bonifica del lago di Fucino, che hanno +trasformato l'antico bacino del lago in _16000_ ettari di terreno +coltivato e ferace, furono iniziati nel 1854 da una Società per azioni +cui, scarseggiando essa di mezzi, si sostituì il principe Alessandro +Torlonia, che aveva già sottoscritto metà del capitale e che disse +risolutamente: «O io asciugo il Fucino o il Fucino asciuga me». Solo nel +giugno 1876 emersero le terre più basse ed oggi il piano dove posa la +statua della Vergine sopra un piedistallo alto sette metri e mezzo, in +testa al nuovo emissario, indica l'altezza cui giungevano le acque del +lago. Per il prosciugamento e la bonifica furon spesi 43 milioni e +137,209 lire, di cui 24,263,994 pel solo prosciugamento. Torlonia fu +creato da Vittorio Emanuele II principe del Fucino. Sul territorio +bonificato vivono circa 7000 agricoltori ed altrettanti operai, +subentrati ai due o trecento pescatori che prima vivevano sulle sponde +del lago. _(N. d. T.)_. + +[87] Massa d'Alba. _(N. d. T.)_. + +[88] Il Salto è detto Imele alle sue sorgenti. _(N. d. T.)_. + +[89] Facciamo notare che la parola _difesa_, nelle Provincie facenti +parte dell'ex regno di Napoli, è adoperata per denotare quella porzione +del demanio comunale convertita dai baroni in loro esclusivo dominio, +cingendola, a difesa, con siepi ed altri ripari, per impedire ai +cittadini di penetrarvi per l'esercizio degli usi civici. + +La parola difesa è anche adoperata ad indicare il demanio chiuso per +tutto l'anno all'esercizio degli usi altre volte denota la chiusura per +un determinato periodo o la riserva per il raccolto di alcuni frutti, +come la ghianda e le castagne, altre volte ancora che il demanio è +chiuso sempre per il popolo ed aperto per gli altri usi. (Vedi: _Nozioni +di diritto demaniale feudale_ per DONATO A. TOMMASI in Forti, e DE +RENSIS, _Il Codice dei Demani comunali nelle provincie napoletane e +siciliane_, Roma, 1906). + +E' dunque più che probabile che per una di queste ragioni la località +venga chiamata _Difese_, e che lo sventurato Corradino non c'entri +affatto. _(N. d. T.)_. + +[91] Vedi: BIANCO, _Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860 +al 1863_, Milano, 1864. _(N. d. T.)_. + +[92] Consulta _Guida dell'Abruzzo_ di C. ABBATE, Roma, 1903. _(N. d. +T.)_. + + + + +INDICE + + +Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . Pag. III + +Subiaco . . . . . . . . . . . . . . . . . » 1 + +Attraverso l'Umbria e la Sabina . . . . . » 49 + +Il Ghetto e gli Ebrei di Roma . . . . . . » 115 + +Macchiette romane . . . . . . . . . . . . » 199 + +Storia del Tevere . . . . . . . . . . . . » 289 + +L'impero, Roma e la Germania . . . . . . » 331 + +Una settimana di Pentecoste in Abruzzo . » 399 + + + + +Nota del Trascrittore + + +L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, +correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le parole in +greco a pag. 35 e 42 sono state traslitterate. Tutte le occorrenze +dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state +normalizzate in (N. d. T.). + +Grafie alternative mantenute: + + E'/È + imagine/immagine + de/de' + Aracoeli/Ara Coeli + Lungotevere/lungotevere/lungo-tevere + pseudogotica/pseudo-gotica + della morte/della Morte + Imperator pacificus/Imperator Pacificus + jus Gazagà/Jus Gazagà/jus di gazagà + Sacrum specus/sacrum specus + accessori/accessorî + ampi/ampî + Bavaro/Bàvaro + Castrum Pontium/Castrum pontium + colera/colèra + desideri/desiderî + pontifici/pontificî + qua/quà + reazionari/reazionarî + studi/studî + subite/subìte + subíto/subìto + vari/varî + +Altre correzioni: + pag. 169 si è udito [udì] fin da allora + pag. 190 e si è sviluppato [sviluppò] ed esteso con magnificenza, + pag. 231 battono l'una contro l'altra [l'altro] delle tavolette + pag. 310 un'intonazione [intozione] solenne e poetica + pag. 323 + sostituisce il simbolo obelisco dell'originale + pag. 358 Gli epigoni della casa Hohenstaufen [Hoherstaufen] + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Passeggiate per l'Italia, Volume 2, by +Ferdinando Gregorovius + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK PASSEGGIATE PER L'ITALIA, VOLUME 2 *** + +***** This file should be named 37099-8.txt or 37099-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/7/0/9/37099/ + +Produced by Emanuela Piasentini, Leonardo Palladino and +the Online Distributed Proofreading Team at +https://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive/Canadian +Libraries) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +https://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. 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If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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