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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 20:00:22 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La zampa del gatto
+ Teatro in prosa vol. II
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33866]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
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+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+ VOL. II.
+
+
+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Commedia in 4 atti
+
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+
+ Commedia in un atto
+
+
+ TORINO
+ F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE
+ 1888
+
+
+_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria,
+_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R.
+Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni
+della Legge vigente._
+
+Torino--Tipografia VINCENZO BONA.
+
+
+
+
+LA ZAMPA DEL GATTO
+
+COMMEDIA IN UN ATTO
+
+
+
+
+ PERSONAGGI
+
+
+ MARCELLO
+
+ FABRIZIO
+
+ LIVIA
+
+ ANSELMO, vecchio domestico di Marcello
+
+ CLEMENTE, domestico di Fabrizio
+
+
+ _La scena in casa di Marcello._
+
+
+
+
+ATTO UNICO
+
+Stanza da studio, vecchi mobili, molti libri, quadri e stampe
+antiche--Aspetto elegante.
+
+
+SCENA I.
+
+MARCELLO poi ANSELMO.
+
+Appena levato il sipario si ode di fuori una scampanellata.
+
+
+MARCELLO (_che stava scrivendo si alza_)
+
+Ah! finalmente! (_lunga pausa_) Che tempo ci mette! (_suona due volte
+il campanello. Anselmo entra_).
+
+È la posta?
+
+ANSELMO
+
+No, signore. È venuto Clemente.
+
+MARCELLO
+
+A che ora arriva la posta?
+
+ANSELMO
+
+Verso le tre.
+
+MARCELLO (_guarda l'orologio_)
+
+È appena il tocco e mezzo. Va pure.
+
+ANSELMO
+
+C'è Clemente che dice...
+
+MARCELLO
+
+Chi è Clemente?
+
+ANSELMO
+
+Il domestico del barone Fabrizio.
+
+MARCELLO
+
+E che vuole?
+
+ANSELMO
+
+Ha detto di avvertirla che è venuto.
+
+MARCELLO
+
+Che è venuto chi?
+
+ANSELMO
+
+Che è venuto lui Clemente.
+
+MARCELLO
+
+A far che?
+
+ANSELMO
+
+Non lo so.
+
+MARCELLO
+
+Domandaglielo.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore. (_via_)
+
+MARCELLO
+
+La mia lettera l'ha avuta ieri. Vediamo (_guarda un orario delle
+strade ferrate_)... ieri alle tre. Ha risposto subito di certo:
+impostando ieri sera, la risposta doveva arrivare stamane; mettiamo un
+corriere in ritardo... arriva oggi. (_Anselmo torna_) Che c'è?
+
+ANSELMO
+
+Ho domandato a Clemente.
+
+MARCELLO
+
+Ebbene?
+
+ANSELMO
+
+Non ha altro da dire. Il barone lo manda e deve consegnarsi arrivando.
+
+MARCELLO
+
+Fallo entrare.
+
+
+SCENA II.
+
+MARCELLO, ANSELMO, CLEMENTE.
+
+
+ANSELMO (_dall'uscio_)
+
+Clemente. (_Clemente entra_).
+
+MARCELLO (_a Clemente_)
+
+Che ordini vi ha dato il vostro padrone?
+
+CLEMENTE
+
+Mi ha ordinato di venir qui e di non muovermi fino a nuovo avviso.
+
+MARCELLO
+
+Qui?
+
+CLEMENTE
+
+Dal signor cavaliere di Lerici.
+
+MARCELLO
+
+Vi ha dato il mio recapito?
+
+CLEMENTE
+
+No, signore, non occorreva. Noi altri in diplomazia conosciamo sempre
+il recapito dei signori che hanno relazione coi nostri padroni.
+
+MARCELLO
+
+E non vi ha detto altro?
+
+CLEMENTE
+
+Altro. Il mio padrone però sembra persuaso che il Signor Cavaliere
+conosca la ragione della mia venuta.
+
+MARCELLO
+
+Ne so quanto voi, cioè niente affatto.
+
+CLEMENTE
+
+Con licenza del Signor Cavaliere io credo di saperne qualche cosa.
+
+MARCELLO
+
+Ebbene parlate.
+
+CLEMENTE
+
+In presenza di un domestico...
+
+ANSELMO
+
+Guarda!
+
+MARCELLO
+
+Siete molto circospetto!
+
+CLEMENTE
+
+Noi altri...
+
+MARCELLO
+
+... in diplomazia, ho capito, avete imparato a diffidare delle persone
+di servizio; e a quanto posso giudicare non avete torto. (_ad
+Anselmo_) Va di là.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore. (_via_).
+
+MARCELLO
+
+Dunque?
+
+CLEMENTE
+
+Prometto che parlo per induzioni mie.
+
+MARCELLO
+
+Avanti.
+
+CLEMENTE (_sottovoce_)
+
+Si tratta di una donna.
+
+MARCELLO
+
+Di una donna! E come?
+
+CLEMENTE
+
+Le mie informazioni non vanno oltre.
+
+MARCELLO
+
+Sono poche. E da che argomentate che si tratti di una donna?
+
+CLEMENTE
+
+Da che il mio padrone mi ha dato del tu invece che del voi.
+
+MARCELLO
+
+Mio caro, l'abitudine diplomatica vi ha reso incomprensibile.
+
+CLEMENTE
+
+Il mio padrone mi chiama col voi per ordinarmi tutto ciò che riguarda
+le relazioni internazionali o l'esercizio delle mie funzioni, ma
+quando mi fa l'onore di iniziarmi ai suoi intimi piaceri, allora
+adopera il tu, come per fare appello al mio cuore, anzichè al
+sentimento del dovere.
+
+MARCELLO
+
+È sperabile che il vostro padrone verrà a chiarirmi la cosa; per ora
+andate di là in anticamera e intavolate il meno che potete di
+relazioni internazionali col mio domestico. (_campanello all'interno_)
+Ah!
+
+CLEMENTE
+
+Il Signor Cavaliere non può dubitare della mia discrezione.
+
+
+SCENA III.
+
+Detti, ANSELMO e FABRIZIO.
+
+
+ANSELMO
+
+Il barone di Turbia.
+
+FABRIZIO
+
+Addio, Marcello. (_a Clemente_) Ah sei qui? Bene prega questo bravo
+ragazzo (_indicando Anselmo_) che ti impratichisca un po' della casa.
+
+ANSELMO
+
+Impratichirlo...?
+
+FABRIZIO
+
+Andate, andate. È una cosa intesa...
+
+ANSELMO (_verso Marcello_)
+
+Ma...
+
+MARCELLO
+
+Dacchè te lo dice! (_via Anselmo e Clemente_).
+
+
+SCENA IV.
+
+MARCELLO, FABRIZIO.
+
+
+FABRIZIO
+
+La presenza del mio domestico ti ha messo al fatto di tutto.
+
+MARCELLO
+
+Il tuo domestico parla in un modo tanto...
+
+FABRIZIO
+
+Solenne, non è vero? Ti dirò, è un bravissimo ragazzo, ma va così
+orgoglioso di servire un diplomatico che si tiene per poco meno di un
+ministro.
+
+MARCELLO
+
+Ciò non mi spiega...
+
+FABRIZIO
+
+Ti spiego subito. È inteso per oggi.
+
+MARCELLO (_non capisce_)
+
+Per oggi?
+
+FABRIZIO
+
+Sì, dalle tre alle sei, sei e mezza, mettiamo alle sette; anzi, tu hai
+un pendolo qui?
+
+MARCELLO
+
+Eccolo.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene se non te ne fa nulla lo metto in ritardo (_eseguisce_), è
+un'idea che mi è venuta per strada; caso mai essa gettasse gli occhi
+sul quadrante, che non affrettasse la partenza col pretesto che è
+tardi. Tu vai al Club?
+
+MARCELLO
+
+Io no.
+
+FABRIZIO
+
+Passeggi, fai delle visite?
+
+MARCELLO
+
+No.
+
+FABRIZIO
+
+Bene, farai quel che ti piace, questo non mi riguarda. Ora do
+un'occhiata in giro per orientarmi. Dove hai messo i fiori?
+
+MARCELLO
+
+Che fiori?
+
+FABRIZIO
+
+Non li hanno portati?
+
+MARCELLO
+
+Senti. È uno scherzo o una scommessa che hai fatto di venir qui a
+prenderti gioco di me?
+
+FABRIZIO
+
+Io no.
+
+MARCELLO
+
+Allora impazzisci.
+
+FABRIZIO
+
+Non credo.
+
+MARCELLO
+
+O impazzisco io, perchè non intendo nulla nè di quello che dici, nè
+della venuta del tuo domestico, nè della tua, nè de' tuoi modi, ed è
+un'ora che mi tieni sulla gruccia.
+
+FABRIZIO
+
+Se ti ho detto che è fissato per oggi!
+
+MARCELLO (_impazientito_)
+
+Che cosa?
+
+FABRIZIO
+
+Il giorno che mi fai padrone posticcio della tua casa, e tu sgomberi
+come hai promesso.
+
+MARCELLO
+
+Io ho promesso!?
+
+FABRIZIO
+
+Ieri l'altro.
+
+MARCELLO
+
+Ho promesso!?
+
+FABRIZIO
+
+Oh bada, non fai più in tempo a disdirti. C'è di mezzo una terza
+persona, una donna, la quale sarà qui alle tre e non deve trovarci nè
+te nè il tuo domestico.
+
+MARCELLO
+
+Una donna in casa mia!
+
+FABRIZIO
+
+Non sarà la prima.
+
+MARCELLO
+
+Sarebbe la prima di certo se ci venisse, ma non ce la voglio a nessun
+costo. Ora mi rammento il tuo discorso dell'altro ieri; mi hai detto
+che poteva nascere occasione ti occorresse il mio quartiere, e io ti
+ho risposto un: no, grosso tanto.
+
+FABRIZIO
+
+In principio, ma poi...
+
+MARCELLO
+
+Ma poi seccato, scusa, dai tuoi discorsi che non finivano più e
+dovendo uscire, ho conchiuso con un: basta vedremo. Parole testuali.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene è bell'e visto.
+
+MARCELLO
+
+Ah no, mio caro. Io ho sempre rispettato la mia casa, come il mio
+luogo di studio, di raccoglimento, e non c'è treccia nè finta nè vera
+di cocotte che possa vantarsi di averla appestata di muschio.
+
+FABRIZIO
+
+Prima di tutto il muschio non usa più, in secondo luogo le cocotte non
+si profumano le treccie, ma la biancheria, e finalmente quella che
+aspetto non è una cocotte.
+
+MARCELLO
+
+Sì, conosco le tue duchesse!
+
+FABRIZIO
+
+Non tutte le donne possono essere nell'almanacco di Gotha, ma se sei
+disposto a fare un'eccezione per le duchesse...
+
+MARCELLO
+
+Pare impossibile che alla tua età...!
+
+FABRIZIO
+
+All'età mia, bisogna affrettarsi a godere. D'altronde la mia età par
+grave a te che sai i miei anni, ma per le donne sono un giovinetto.
+Porto la barba intera perchè le si possano attribuire e sembrare
+apparenti i guasti reali che devo alla imminente quarantina. E sai tu
+quanto mi costi questa barba che vedi? Il mio ministro, che è un
+pedante, non mi vuol proporre a segretario d'ambasciata perchè
+pretende che un diplomatico non deve portar peli sul viso. Vedi bene
+che se le donne fanno qualche cosa per me, non è senza grave mio
+sacrificio. E difatti, il giorno che una donna mi farà accorgere
+dell'età mia, non me lo dovrà dire una seconda volta; uscendo da lei
+andrò diritto dal barbiere; mi vedrai raso come una zucca; lascierò le
+bugie d'amore per quelle della politica e le ambascie per le
+ambasciate. Ridi? Sei vinto.
+
+MARCELLO
+
+No no, non posso, ho da fare.
+
+FABRIZIO
+
+Sì dei versi.
+
+MARCELLO
+
+Che ne sai tu?
+
+FABRIZIO
+
+Li ho visti l'altro giorno sul tuo scrittoio e ne ho anche letti,
+discorrendo. Aspetta, mi ricordavo il primo... come dice?...
+
+MARCELLO
+
+Non sei discretissimo.
+
+FABRIZIO
+
+Oh dei versi non sono una lettera; nessuno mette i suoi secreti in
+rima. Erano versi d'amore; bella cosa! ne ho ordinati tanti a
+pagamento quando credevo che le donne si conquistassero con un
+sonetto.
+
+MARCELLO
+
+Insomma sono fermamente deciso a non uscir di casa.
+
+FABRIZIO
+
+E allora come faccio io?
+
+MARCELLO
+
+Aggiustati.
+
+FABRIZIO
+
+Non posso condurla ad un albergo! Una donna per bene!
+
+MARCELLO
+
+Se accetta di venirti a trovare...
+
+FABRIZIO
+
+In casa mia.
+
+MARCELLO
+
+Ah le hai detto...?
+
+FABRIZIO
+
+Che questa casa mi appartiene naturalmente.
+
+MARCELLO
+
+E tu ne sballi di queste?
+
+FABRIZIO
+
+Colle donne soltanto. La bugia è il pane quotidiano dell'amore.
+
+MARCELLO
+
+E se scoprisse?
+
+FABRIZIO
+
+Prima di venire è difficile che parli di me con nessuno, dopo non me
+ne importa.
+
+MARCELLO
+
+Ma perchè avendo in città tanti amici gaudenti come te e padroni di
+case più acconcie che non la mia a questa sorta d'improvvisate, vieni
+precisamente a cercar me che un'avventura simile imbarazza e disgusta
+in modo che non puoi concepire?
+
+FABRIZIO
+
+Perchè quelli vivono in piazza e tu in un romitorio, perchè il più
+discreto di quelli strombazzerebbe ai quattro venti la cosa, mentre tu
+che ne arrossisci, la terrai celata come una vergogna, perchè la loro
+casa spande un tanfo di vizio che metterebbe sull'avviso la persona
+che aspetto e la armerebbe alla difesa, mentre la tua così seria ed
+austera le inspirerà confidenza, e perchè finalmente il loro recapito
+è troppo noto e non potrei darlo per mio, mentre di te scommetto che
+nemmeno la donna che ami sa dove stai di casa.
+
+MARCELLO
+
+Infatti!
+
+FABRIZIO
+
+Ah c'è dunque una donna che tu ami?
+
+MARCELLO
+
+Perchè no?
+
+FABRIZIO
+
+Una vera donna, viva, in carne ed ossa?
+
+MARCELLO
+
+Perchè no?
+
+FABRIZIO
+
+Stranissimo. E di che parlate insieme?
+
+MARCELLO
+
+Di tutto.
+
+FABRIZIO
+
+Fuorchè d'amore, ci scommetto.
+
+MARCELLO
+
+Pur troppo!
+
+FABRIZIO
+
+L'avrei giurato. E il divertimento dura...?
+
+MARCELLO
+
+Perchè mi interroghi?
+
+FABRIZIO
+
+Per sapere. Tu sei un fenomeno; non raro ma sempre curioso. D'altronde
+cogli uomini sono galantuomo e chissà che non ti possa dare un buon
+consiglio. Dunque il divertimento dura?
+
+MARCELLO
+
+Da due anni.
+
+FABRIZIO
+
+È giovane? È bella?
+
+MARCELLO
+
+L'amo.
+
+FABRIZIO
+
+Hai ragione; questo dice tutto. È mondana?
+
+MARCELLO
+
+È elegante.
+
+FABRIZIO
+
+Ha marito?
+
+MARCELLO
+
+È vedova.
+
+FABRIZIO
+
+E ti ama?
+
+MARCELLO
+
+Non lo so.
+
+FABRIZIO
+
+Le vai per casa?
+
+MARCELLO
+
+Quando sono sicuro di non trovar gente.
+
+FABRIZIO
+
+Come fai a saperlo?
+
+MARCELLO
+
+Me lo dice.
+
+FABRIZIO
+
+Ah dunque le piace stare con te?
+
+MARCELLO
+
+Lo credo, mi stima assai.
+
+FABRIZIO
+
+Le parli di poesia, di filosofia, dei tuoi studi, dei tuoi libri,
+delle tue raccolte artistiche...
+
+MARCELLO
+
+No. Evito di parlare di me per paura di tradirmi.
+
+FABRIZIO
+
+Sarebbe un onesto tradimento che volterebbe in meglio le cose.
+
+MARCELLO
+
+Credo di aver trovato la via di uscirne.
+
+FABRIZIO
+
+La più corta sarebbe quella di parlarle.
+
+MARCELLO
+
+È la vostra sete di facili piaceri che ci fa timidi; se non ne aveste
+profanato il linguaggio, noi oseremmo parlare di quell'amore che voi
+avete fatto parere sempre bugiardo.
+
+FABRIZIO
+
+È la vostra timidità che rende così facili i nostri piaceri. In amore,
+chi si rimane alla poesia fa la zampa del gatto che cava per altri le
+castagne dal fuoco. Voialtri taciturni riuscite tanto più facilmente a
+sconvolgere l'animo delle donne quanto meno incutete loro paura. Ma
+quel veleno che andate loro inoculando nel sangue, non vi reca già la
+vostra immagine, non si chiama già l'amore di voi, si chiama l'amore
+semplicemente; un'essenza che sta da sè, che rende il cuore ed i sensi
+combustibili in sommo grado. Nella mia lunga carriera amatoria ho
+sperimentato per vero questo che a molti parrebbe un paradosso: che
+cioè il momento più proficuo per conquistare una donna è quando questa
+sta per innamorarsi di un altro. Coi vostri silenzi, cogli guardi,
+colla discretezza stimolante, colle ruvidezze rilevatrici, coll'ardore
+che irradiate intorno, voi portate il delizioso frutto d'amore a un
+tale grado di maturità che un soffio di vento lo spiccherebbe dal
+ramo, e non avete il coraggio di dare la scossa al tronco. Allora
+capita un goloso come me, vede il frutto proibito sospeso a un filo,
+dà una scrollatina alla pianta e para la mano. _Sic vos non vobis
+nidificatis aves._
+
+MARCELLO
+
+E la conclusione?
+
+FABRIZIO
+
+La conclusione è questa: che prima ti ho fatto ridere, poi ti ho fatto
+dire il tuo secreto, e poi ti ho fatto un discorso, e che tutto ciò
+merita in ricambio il favore che ti richiedo.
+
+MARCELLO
+
+Guarda, fra l'altre cose aspetto una lettera importantissima, la quale
+può decidere della mia sorte.
+
+FABRIZIO
+
+Ah briccone! Le hai scritto?
+
+MARCELLO
+
+No. Una lettera di mia sorella.
+
+FABRIZIO
+
+E deve arrivare?
+
+MARCELLO
+
+Verso le tre.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene se arriva prima, tu sei qui a riceverla, se dopo, apposti il
+tuo domestico in istrada e te la fai portare al Club. È inteso? Fammi
+questo piacere.
+
+MARCELLO
+
+Vada! Ma potevi almeno avvertirmi stamattina.
+
+FABRIZIO
+
+Sono venuto, e non c'era nessuno e la cosa s'è combinata ieri sera. È
+una donna che amo da cinque anni di un amore intermittente; l'incontro
+ogni estate alla stagione de' bagni, ma sai, gli amori ai bagni sono
+tele di ragni, un soffio li sfonda. Quest'anno ho preso la mia licenza
+in primavera apposta per coglierla qui. Dopo poche visite, mi accorgo
+che ha cambiato natura; gli altri anni amava ridere e scherzare,
+quest'anno la trovo lunatica, distratta, nervosa in una parola. Ne
+trassi buon augurio e fu allora che ti ho fatto quella domanda in
+aria, più per premunirmi che altro.
+
+MARCELLO
+
+E che bisogno hai di vederla in casa mia, dacchè puoi andare da lei?
+
+FABRIZIO
+
+Ho bisogno di far presto, che non mi scada la licenza. Venendo qui
+essa fa un primo passo che tira seco il secondo; rimanendo a casa, non
+c'è ragione che mi sia più benigna oggi di ieri.
+
+MARCELLO
+
+Ho capito.
+
+FABRIZIO
+
+Ieri sera la trovo ad un ballo. In un crocchio di signore, dov'era
+anche lei, cade il discorso sulle collezioni artistiche di quadri e
+d'incisioni, ed essa se ne mostra amantissima. Allora rammentandomi di
+certe stampe che mi avevi fatto comprare a Berlino per la tua
+raccolta, appena solo con lei mi do per raccoglitore, un raccoglitore
+misterioso e geloso, locchè serviva a giustificare il mio prudente
+riserbo. Sono persuaso che essa non se ne intende meglio di me, ma me
+ne intendo così poco che meno ne discorro più ci guadagno. Le dissi
+che possedevo tesori, che venisse a vederli. Essa accetta senza
+esitare. Le do il tuo recapito e si rimane che sarebbe venuta oggi
+alle tre.
+
+MARCELLO
+
+E tu ami una donna capace di accettare così su due piedi un
+appuntamento...?
+
+FABRIZIO
+
+Eh! se non l'accettasse, non varrebbe la pena di amarla.
+
+MARCELLO
+
+E le mie incisioni hanno l'insigne onore di procacciarti...
+
+FABRIZIO
+
+Già. Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo, c'è sempre
+un oggetto d'arte che fa da Galeotto.
+
+ANSELMO (_entrando_)
+
+La posta. (_consegna e via_).
+
+MARCELLO
+
+Ah finalmente! Permetti? (_legge_).
+
+FABRIZIO
+
+Fa, fa. Dove tieni quelle famose incisioni?
+
+MARCELLO
+
+In quelle due cartelle.
+
+FABRIZIO
+
+Bene, leggi pure, ho tempo di dare una capata dalla fioraia a
+sollecitare quei fiori; perchè è inteso, eh? Alle tre te ne vai.
+
+MARCELLO
+
+Sì.
+
+FABRIZIO
+
+Che paura m'hai fatto! Figurati se avessi dovuto dare un contrordine.
+
+MARCELLO
+
+Lasciami leggere.
+
+FABRIZIO
+
+Vado subito. Ah! naturalmente il tuo domestico esce con te.
+
+MARCELLO
+
+S'intende.
+
+FABRIZIO
+
+Mi toccherebbe metterlo a parte del secreto e non conviene.
+
+MARCELLO
+
+S'intende.
+
+FABRIZIO
+
+Ah! un'altra cosa. C'è stato un imperatore romano incisore?
+
+MARCELLO
+
+Uh che dici?
+
+FABRIZIO
+
+C'è stato un incisore chiamato col nome di un imperatore romano? Un
+incisore famoso?
+
+MARCELLO
+
+No.
+
+FABRIZIO
+
+Eppure mi ha chiesto se avevo dei... dei... Caracalla... no. Dei...
+dei... già lo faceva per mostrarsi dotta... dei Silla... c'è un Silla
+incisore?
+
+MARCELLO
+
+No. E poi Silla non era imperatore.
+
+FABRIZIO
+
+Questo non monta. I romani antichi erano tutti dal più al meno
+imperatori.
+
+MARCELLO
+
+Tu vuoi dire Marc'Antonio.
+
+FABRIZIO
+
+Bravo! Vedi. Marc'Antonio, Silla, Pompeo, siamo lì già. E tu ne hai di
+codesti Marc'Antonio?
+
+MARCELLO
+
+Sicuro e di stupendi.
+
+FABRIZIO
+
+Io non ho detto nè sì, nè no. Stanno là in cartella?
+
+MARCELLO
+
+Sicuro.
+
+FABRIZIO
+
+E questo Marc'Antonio era...
+
+MARCELLO
+
+Marc'Antonio Raimondi contemporaneo di Raffaello, il quale...
+
+FABRIZIO
+
+Ne so abbastanza. Addio. Vado e torno.
+
+MARCELLO
+
+Non mi troverai più.
+
+FABRIZIO
+
+Lo spero bene. Bada che uscendo avverto il tuo domestico perchè sviti
+dall'uscio la lastra col tuo nome.
+
+MARCELLO
+
+Non c'è.
+
+FABRIZIO
+
+Meglio. Addio San Luigi.
+
+MARCELLO
+
+Addio Don Giovanni. (_via Fabrizio dal mezzo_).
+
+
+SCENA V.
+
+MARCELLO, poi ANSELMO, poi CLEMENTE.
+
+
+MARCELLO
+
+Seccatore, va. Vediamo. (_legge_) Caro fratello. Ma grullo che sei,
+perchè, scriverle a me le tue lettere d'amore? Che me ne faccio io?
+Dacchè mi richiedi del mio avviso ti dirò che sono persuasa che essa
+ti ama e ne ho anzi mille prove... (_smette di leggere_) Oh cara
+sorella! (_bacia la lettera, poi ripiglia_) che essa ti ama, e ne ho
+anzi mille prove e che non dimanda di meglio che di vederti uscire dal
+tuo incomprensibile silenzio. Quanto alla mia venuta, essa è in questo
+momento assolutamente impossibile... (_smette di leggere_) Oh!
+(_ripiglia_) la bambina convalescente non mi lascia partire...
+(_parlando_) dacchè è convalescente! (_legge_) d'altronde nei termini
+in cui siete, il tuo amore essa lo deve conoscere da te e non da
+altri. Ho pensato un momento a mandarle la tua lettera... (_parlando_)
+che idea! (_legge_) a mandarle la tua lettera, ma ciò non farebbe che
+metterla in imbarazzo, poichè essa non te ne potrebbe tener parola se
+tu prima non intavoli il discorso, e ti conosco troppo per sperare da
+te un simile ardimento. (_parlando_) Ha ragione (_legge_) Mio marito,
+non puoi figurarti quanto egli ride di te... (_parlando_) lo sciocco!
+(_leggendo_) mi propose allora di mandare a lei la tua lettera chiusa,
+avvertendola che tu saresti andato a leggergliela; ma ciò non
+servirebbe che a farti sospendere la tua visita. Però siccome in fondo
+l'idea era buona, abbiamo insieme deliberato di mandare a lei, chiusa
+in una busta e col recapito, la lettera incendiaria che tu mi
+scrivesti, pregandola, poichè tu sei tale uomo da poter ricevere in
+casa tua una signora per bene, senza pericolo di sorta per la sua
+riputazione, pregandola di recarla in persona da te, perchè tu glie ne
+dia lettura... (_parlando_) Oh! (_legge_) e così abbiamo fatto.
+Aspettala dunque quandochessia poichè questa lettera diretta a te e
+quella diretta a lei partono insieme collo stesso corriere.
+(_parlando_) Oh mio Dio! E ora se viene qui... e ci trova quegli
+altri! (_guarda il pendolo_) Non sono ancora le due. (_suona il
+campanello_) Fabrizio pensi lui ad accomodare... ha un'ora di tempo.
+(_Anselmo entra_)
+
+Il barone Fabrizio è uscito?
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+C'è di là il domestico?
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+Gli dirai che corra subito a raggiungere il suo padrone, dev'essere
+andato dalla fioraia... egli saprà bene da quale fioraia, e che lo
+rimeni qui sul momento.
+
+ANSELMO
+
+Il barone ha detto che alle tre in punto sarebbe tornato.
+
+MARCELLO
+
+Non ho tempo d'aspettare le tre io.
+
+ANSELMO
+
+Mancano cinque minuti.
+
+MARCELLO
+
+Alle due.
+
+ANSELMO
+
+Domando scusa...
+
+MARCELLO
+
+E guarda là... (_sovvenendosi_) Oh! l'ha ritardato quell'altro.
+(_guarda l'orologio_) Hai ragione (_fra sè_) come si fa? A momenti
+quella donna è qui. Io la rimando. Impossibile... Ho promesso
+d'altronde... aspettarla... vederla... scoprir così il suo segreto...
+no... no. Andrò io ad impedire la venuta... di... già, non uscirà mica
+di casa appena ricevuta la lettera. Chissà se a quest'ora l'ha già
+ricevuta... è appena arrivata la mia... Vado, e se la trovo... ebbene,
+rompo il ghiaccio e la facciamo finita. (_ad Anselmo_) Il cappello.
+(_Anselmo via_) Chiudiamo queste carte sparse.
+
+ANSELMO (_tornando col cappello_)
+
+Eccolo.
+
+MARCELLO
+
+Ora tu esci subito e sei in libertà fino alle otto di stassera.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+E non rientri prima di quell'ora sotto nessun pretesto.
+
+ANSELMO
+
+Nossignore. Ma Clemente che è di là?
+
+MARCELLO
+
+Clemente rimane.
+
+ANSELMO
+
+Il signor Cavaliere è scontento dei miei servigi?
+
+MARCELLO
+
+No. Perchè?
+
+ANSELMO
+
+Perchè prende in prova un altro domestico.
+
+MARCELLO
+
+Non prendo nessun altro domestico, prova ne sia che starò io pure
+fuori di casa tutto il tempo che starai tu.
+
+ANSELMO
+
+E Clemente rimarrà qui solo?
+
+MARCELLO
+
+Solo o accompagnato non ti riguarda.
+
+ANSELMO
+
+Chiudo tutto?
+
+MARCELLO
+
+Al contrario lasci tutto aperto. Va che ho fretta di ordinare...
+(_Clemente entra correndo_).
+
+Che c'è?
+
+CLEMENTE
+
+S'è fermata una carrozza di sotto e ne è scesa una signora.
+
+MARCELLO (_ad Anselmo_)
+
+Usciremo per la scaletta di servizio e per la porticina del giardino.
+(_scampanellata_) E quell'animale che non arriva! (_a Clemente_) Voi
+badate che quella signora domanderà del vostro padrone, ditele che
+sarà qui a momenti e fatela passare. Presto (_via Clemente dal fondo e
+Marcello ed Anselmo per la laterale_).
+
+
+SCENA VI.
+
+LIVIA, CLEMENTE.
+
+
+CLEMENTE
+
+Non può tardare più di due minuti, ha detto che alle tre in punto
+sarebbe tornato.
+
+LIVIA
+
+Va bene.
+
+CLEMENTE
+
+La signora comanda nulla?
+
+LIVIA
+
+Nulla. Il mio domestico è in anticamera?
+
+CLEMENTE
+
+Sissignora.
+
+LIVIA
+
+Andate pure. (_via Clemente_) È poco galante il barone! Com'è bello
+qui! Quieto, ordinato, dei libri che hanno l'aria di esser letti...
+pochi ninnoli... nessuna mostra di fotografie... bellissimo. Chi mai
+avrebbe immaginato così armonica la casa di quello sventato! La sua
+casa è migliore di lui. (_apre la persiana della finestra_) E il
+giardino! Com'è bello fiorito!--Non viene. Se me ne andassi?
+(_pausa_) Mi pare che passerei volentieri delle ore qui... sola... a
+leggere... a suonare (_siede allo scrittoio_). Curioso effetto che fa
+una stanza dove s'entra per la prima volta! Quante cose racconta del
+suo padrone! Quante abitudini palesa, quanti difetti tradisce con gran
+studio celati, quante qualità ignorate rivela subitamente. Qui difetti
+non ne appare. Tutto vi ha l'aria di dover servire senza sfoggio. Se
+non conoscessi il barone e me lo dovessi immaginare dalla vista di
+questa stanza, vediamo un po' come lo immaginerei? Precisamente
+l'opposto di quello che conosco. Fidatevi delle apparenze! o piuttosto
+fidatevi di questa sorta di induzioni! Quale sarà la sua vera natura?
+Quella che egli mostra di fuori o quella che appare qui? Sono più
+sincere le cose che gli uomini. (_prende un libro_) L'intermezzo di
+Heine... in tedesco...! e annotato in margine... di suo pugno. Sa il
+tedesco! (_prende delle carte_) Dei versi? O curiosa! Con una data:
+cinque Aprile, di ieri dunque. Vediamo (_legge_)
+
+ Io non la vidi e vommene
+ Dolente; oggi lo sento
+ Mi armava amor d'insolito
+ Disperato ardimento,
+ Oggi era certo l'impeto
+ Della facondia mia,
+ Sarò doman l'estraneo
+ Che passa per la via.
+
+Che tristezza in questi ultimi versi:
+
+ Sarò doman l'estraneo
+ Che passa per la via.
+
+Com'è triste! (_si alza_) Ha fatto apposta a non trovarsi in casa il
+signor barone. Mi ha più interessato in cinque minuti di assenza che
+non nei cinque anni da che lo conosco. Ma ora se non viene non mi
+troverà più. (_s'avvia, entra Fabrizio_).
+
+
+SCENA VII.
+
+LIVIA, FABRIZIO.
+
+
+FABRIZIO
+
+Devo mettermi in ginocchio?
+
+LIVIA
+
+Me ne andavo.
+
+FABRIZIO
+
+Se avessi contato sulla vostra puntualità sarei parso vanitoso.
+
+LIVIA
+
+E piuttosto che aspettar voi, preferite fare aspettare gli altri.
+
+FABRIZIO
+
+È così dolorosa l'attesa di una gran gioia! Ho cercato di ingannare il
+tempo occupandomi di voi.
+
+LIVIA
+
+Di me? (_Clemente entra con un ricco canestro di fiori, lo depone, poi
+esce_). Ah che galanteria! Però avrei avuto più cari dei fiori del
+vostro giardino.
+
+FABRIZIO (_stupito_)
+
+Del mio giardino?
+
+LIVIA
+
+Non è vostro quel giardino lì sotto?
+
+FABRIZIO
+
+Ah! sicuro ma non ci sono fiori.
+
+LIVIA
+
+Se ne ho visti io di bellissimi.
+
+FABRIZIO
+
+Ah, aveste visto?
+
+LIVIA
+
+Dalla finestra. Sapete che è bello il vostro studio?
+
+FABRIZIO
+
+Poh!
+
+LIVIA
+
+Ma assai bello. È così austero, tranquillo.
+
+FABRIZIO
+
+Volete dire che ci si deve seccar molto, non è vero?
+
+LIVIA
+
+Naturalmente! Non ci siete che voi capace di apprezzarlo.
+
+FABRIZIO
+
+Oh mi ci seccherei anch'io.
+
+LIVIA
+
+Mi piace quel soggiuntivo.
+
+FABRIZIO
+
+Ho detto mi seccherei perchè non ci sto mai.
+
+LIVIA
+
+Ha l'aria tanto abitata.
+
+FABRIZIO
+
+Ora che sono in congedo, ma il resto dell'anno lo passo a Bruxelles.
+
+LIVIA
+
+Dovete rimpiangerlo quando siete lontano.
+
+FABRIZIO
+
+D'ora in avanti lo rimpiangerò, perchè ha avuto l'onore di
+accogliervi.
+
+LIVIA
+
+Vediamo dunque queste incisioni.
+
+FABRIZIO
+
+Datemi tempo di rimettermi dalla emozione, dal piacere che provo nel
+vedervi qui a casa mia...
+
+LIVIA
+
+Ma sono venuta per questo.
+
+FABRIZIO
+
+Soltanto?
+
+LIVIA
+
+E perchè altro?
+
+FABRIZIO
+
+Io che ve ne ero già tanto riconoscente!
+
+LIVIA
+
+Lo credo. Vi ho dato una bella prova di stima.
+
+FABRIZIO
+
+Non è il sentimento che ambisco di ispirarvi.
+
+LIVIA
+
+Avete torto. La stima è madre di tutti i sentimenti benevoli.
+
+FABRIZIO
+
+Speriamo nella figliuolanza.
+
+LIVIA
+
+Sapete a che pensavo aspettandovi? Che dovete fare un ben meschino
+giudizio di noi donne, me compresa, dacchè vi credete in obbligo di
+ostentare con noi una leggierezza, che vi nuoce...
+
+FABRIZIO
+
+Grazie.
+
+LIVIA
+
+E di nasconderci il vostro vero valore.
+
+FABRIZIO
+
+Io nascondo il mio vero valore! Ma non domando di meglio che di
+mostrarlo.
+
+LIVIA
+
+Non fingete. Voi siete studioso.
+
+FABRIZIO
+
+Poco.
+
+LIVIA
+
+Dotto.
+
+FABRIZIO
+
+Misericordia! Chi mi ha calunniato?
+
+LIVIA
+
+Voi stesso. È impossibile entrare in questa casa senza indovinare nel
+suo padrone un uomo amante dello studio e del raccoglimento. Questo
+ambiente così quieto, così intimo, non può mentire. Questi libri non
+hanno l'aria di fare inutile parata di sè. Non cercate di ingannarmi.
+A che pro? Se sapeste quanto siete cresciuto nel mio concetto dacchè
+sono entrata qui dentro! Perfino la vostra finzione mondana mi piace,
+essa mi prova una timida diffidenza verso gli indifferenti; si vede
+che non volete mostrare al mondo vano, la serietà dei vostri diletti;
+costretto di vivere con gente frivola amate meglio fingervi frivolo
+che passare per originale. Non è così? E poi siete poeta.
+
+FABRIZIO
+
+Anche poeta?
+
+LIVIA
+
+Mi direte curiosa. Colpa vostra; perchè lasciare sparsi sullo
+scrittoio ed in evidenza questi fogli...?
+
+FABRIZIO
+
+Ah avete letto...?
+
+LIVIA (_fa cenno di sì_)
+
+FABRIZIO
+
+Dei versi?
+
+LIVIA
+
+Belli.
+
+FABRIZIO
+
+Sì, mi diverto qualche volta per non saper che fare.
+
+LIVIA
+
+Mi perdonate l'indiscrezione?
+
+FABRIZIO
+
+Che non vi perdonerei?
+
+LIVIA
+
+Allora prendo coraggio.
+
+FABRIZIO
+
+Sì, prendete coraggio.
+
+LIVIA
+
+Chi è?
+
+FABRIZIO
+
+Chi?
+
+LIVIA
+
+La donna che vi ispira.
+
+FABRIZIO
+
+Me lo domandate! Ingrata.
+
+LIVIA
+
+Ah no. Non sono io.
+
+FABRIZIO
+
+Vi giuro...
+
+LIVIA
+
+Non sono io. È naturale che cerchiate di farmelo credere, ma ho le
+prove del contrario.
+
+FABRIZIO
+
+Le prove! (_fra sè_) Che diavolo sia! (_forte_) Ah, ci sarà forse
+scritto su un nome che non è il vostro, ma, sapete bene... i poeti
+usano nomi immaginari.
+
+LIVIA
+
+Non c'è scritto nessun nome.
+
+FABRIZIO
+
+E allora?
+
+LIVIA (_gli dà il foglio_)
+
+Leggete. Sono vostri quei versi?
+
+FABRIZIO
+
+E di chi potrebbero essere?
+
+LIVIA
+
+Leggeteli.
+
+FABRIZIO (_legge_)
+
+«Io non la vidi e vommene dolente...»
+
+LIVIA
+
+Basta.
+
+FABRIZIO
+
+E qui c'è la prova? Io non la vidi e vommene dolente... Ecco, vommene
+dolente e il dolore mi fa poeta: li ho scritti un giorno che non mi
+era riuscito di vedervi.
+
+LIVIA
+
+Quando?
+
+FABRIZIO
+
+Non mi ricordo il giorno preciso.
+
+LIVIA
+
+Avete poca memoria, perchè furono scritti ieri.
+
+FABRIZIO
+
+Ieri?
+
+LIVIA
+
+C'è la data. Eccola, 5 aprile. Oggi ne abbiamo 6... e ieri foste a
+casa mia, mi ci trovaste, mi avete quindi veduta, non ve ne siete
+andato dolente affatto, locchè vuol dire che quella donna non sono io.
+
+FABRIZIO
+
+Come la ragione è nemica dell'intelligenza! Sono stato da voi, c'era
+un mondo di gente, uomini, donne: una fiera. E lo chiamate vedervi
+questo? E me ne devo contentare? E non me ne posso andar via dolente?
+
+LIVIA
+
+Leggete avanti.
+
+FABRIZIO
+
+ Dolente--Oggi lo sento
+ Mi armava amor d'insolito
+ Disperato ardimento.
+
+LIVIA
+
+Sono cinque anni che mi andate giurando di amarmi, con frasi così
+pompose che non ci ho mai creduto, e parlate d'insolito ardimento!
+
+FABRIZIO
+
+Insolito disperato ardimento: quello che è insolito, non è l'ardimento
+ma la disperazione. Sono cinque anni che vi giuro di amarvi, e cinque
+anni che vi prendete giuoco di me. Non è naturale che arda di trovarvi
+sola una volta per dirvi il mio amore in termini tali da non
+lasciarvene dubitare?
+
+LIVIA
+
+Ne parlate troppo e troppo chiaro. (_Fabrizio le prende la mano e
+gliela bacia_).
+
+Che fate?
+
+FABRIZIO
+
+Provo a spiegarmi tacendo.
+
+ (_Livia si alza, prende l'ombrellino e si avvia_).
+
+FABRIZIO
+
+Che vuol dire?
+
+LIVIA
+
+Vado.
+
+FABRIZIO
+
+Oh! vi bacio la mano tutte le volte che v'incontro e non ve ne avete
+mai per male.
+
+LIVIA
+
+Dovreste capire che essendo a casa vostra, il linguaggio ed i modi che
+adoperate sono di pessimo gusto.
+
+FABRIZIO
+
+Ma di peggiore gusto sarebbe se vedendovi qui sola e bella...
+
+LIVIA
+
+Oh! (_s'avvia_).
+
+FABRIZIO
+
+No, no, no, fermatevi. Prometto che divento docile come un agnellino.
+Sedete: ve lo giuro. (_Livia siede_). Pensate un po' quanto sarebbe
+stato ridicolo, se ve ne foste fuggita a quel modo. Che viso avremmo
+fatto incontrandoci la prima volta in società? Come siete severa! Per
+trovar grazia presso di voi, bisogna essere uno spasimante muto?
+
+LIVIA (_prontissima e impensatamente_)
+
+Ah Dio, no per carità!
+
+FABRIZIO
+
+Come inorridite a quell'idea! Ne avreste per caso qualcheduno
+d'attorno?
+
+LIVIA
+
+Vediamo le incisioni?
+
+FABRIZIO
+
+No, rispondete. Sì, eh? Un'anima pudica e virtuosa, un cuore ardente
+ma padrone di sè.
+
+LIVIA (_involontariamente_)
+
+Oh molto pad... (_si morde le labbra_).
+
+FABRIZIO
+
+Già. Troppo padrone, non è vero? E ve ne spiace! È un mondaccio!
+Quelli che ardiscono si vorrebbero timidi e i timidi si vorrebbe
+convertirli in leoni.
+
+LIVIA
+
+Oh non c'è pericolo! (_ride_).
+
+FABRIZIO
+
+Ridete pure e grazie della confidenza. Però mi sarà lecito domandarvi
+che parte mi destinate nel piccolo romanzetto del vostro cuore.
+
+LIVIA
+
+Non il protagonista certo.
+
+FABRIZIO
+
+Ah!
+
+LIVIA
+
+Andiamo! Un uomo maturo...
+
+FABRIZIO
+
+Eh!
+
+LIVIA
+
+... Come siete; perchè via, senza offendervi siete un uomo maturo.
+Quanti anni avete?
+
+FABRIZIO
+
+Indovinate.
+
+LIVIA
+
+Non è difficile. Ero in collegio, nella classe delle piccine, vale a
+dire alta così... e mi ricordo che sentivo le grandi, quando
+ritornavano dopo i giorni d'uscita, portare al cielo i vostri baffi e
+il colore delle vostre cravatte. Eravate già allora applicato... o che
+altro so io, al ministero degli esteri, tanto che, in collegio vi si
+chiamava, per antonomasia, l'ambasciatore; locchè fra parentesi vuol
+dire che è una carriera lenta la vostra.
+
+FABRIZIO
+
+Non me ne posso lagnare.
+
+LIVIA
+
+Meglio per voi, ma noialtre, che fin d'allora eravamo tutte quante
+ammirate della vostra gloriosa persona, capite bene, che non si è
+potuto durare tanti anni nello stesso sentimento... del resto... dove
+andava la instabilità femminile? Volete che vi dica la mia età? Non ve
+la lascio indovinare, perchè sareste capace, nella vostra galanteria,
+di farmi più giovane di quello che sono, tanto più che ci avreste il
+tornaconto. Ho ventisei anni, e nell'epoca di che vi parlo ne avevo
+dieci. Voi allora non potevate averne meno di ventiquattro, tirate il
+conto, sono quaranta. Non dico che siate vecchio, ma ne conosco di più
+giovani.--Lasciate stare la vostra barba, perchè la stiracchiate
+tanto?
+
+FABRIZIO
+
+Non sapete che rischio corre la mia barba.
+
+LIVIA
+
+Che rischio?
+
+FABRIZIO
+
+Non siamo abbastanza amici perchè ve lo dica. Non mi fa mica piacere
+sapete, aver quarant'anni. Ma via, non sono venerabile, e non vi
+potrei essere nè nonno nè padre, e il sentimento che provo per voi,
+può essere altrettanto dolorosamente offeso in un uomo di quarant'anni
+quanto in uno di venti. Gran cosa esser giovani! Se aveste avuto
+qualche anno di più, avreste capito che il vostro procedere meco era
+molto leggiero.
+
+LIVIA
+
+Avete ragione. Perdonatemi.
+
+FABRIZIO
+
+Non più leggiero forse del mio verso di voi. Ma la nostra importunità
+non può offendervi, mentre le false speranze che ci fate concepire ci
+rendono tanto ridicoli!
+
+LIVIA
+
+Fui un po' civetta. Siete contento?
+
+FABRIZIO
+
+È vero.
+
+LIVIA (_punta_)
+
+Danke.
+
+FABRIZIO
+
+Come dite?
+
+LIVIA
+
+Grazie.
+
+FABRIZIO
+
+No, non avete detto così.
+
+LIVIA
+
+Ho detto: Danke, che fa lo stesso.
+
+FABRIZIO
+
+È tedesco eh? Non intendo il tedesco.
+
+LIVIA
+
+Non intendete il tedesco?
+
+FABRIZIO
+
+Affatto.
+
+LIVIA
+
+Non intendete il tedesco?
+
+FABRIZIO
+
+Ma no. Me ne vergogno, se vi piace, ma non l'ho studiato. Agli esami
+per entrare in diplomazia non si richiedeva ai miei tempi che il
+francese e l'inglese, ma di tedesco, lo confesso, non so una parola.
+Cioè dico male.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+FABRIZIO
+
+Ho imparato a chiedere amore in tutte le lingue Europee. Mi amate voi?
+M'aimez-vous? Do you love me? Lieben sie mich? perfino in russo.
+
+LIVIA
+
+Ah! Ah! curiosissimo. E quale preferite di queste lingue?
+
+FABRIZIO
+
+Quella in cui mi si risponde affermativamente.
+
+LIVIA
+
+Locchè vi deve accadere spesso?
+
+FABRIZIO
+
+Le donne non sono tutte crudeli come siete voi; qualche volta ha
+ragione il poeta che dice:
+
+«Amore a nessun amato amare perdona»
+
+LIVIA
+
+Il poeta dice:
+
+«Amor che a nullo amato amar perdona» perchè il poeta scrive dei versi
+che tornano, mentre voi li citate falsi, locchè è strano in un uomo
+che pretende di farne.
+
+FABRIZIO
+
+Oh ci sarà una sillaba di più, bella cosa! Perchè mi guardate a quel
+modo?
+
+LIVIA
+
+Siete ben sicuro d'essere a casa vostra?
+
+FABRIZIO
+
+Dacchè ci siete voi essa vi appartiene.
+
+LIVIA
+
+Lasciamo i madrigali. Ho paura di essermi troppo facilmente fidata di
+voi.
+
+FABRIZIO
+
+Che supponete?
+
+LIVIA
+
+Questa casa risponde così poco all'indole vostra! Ci siete così
+stonato! Ho cercato di attribuirvi per un momento qualcheduna delle
+qualità che essa rivela e voi avete così vittoriosamente smentito le
+mie supposizioni! Ci trovo dei versi, me li date per vostri, e citate
+sbagliato un verso che sanno giusto perfino i bambini, e per spiegare
+il senso che volete attribuire a quegli altri dovete commentarli
+stiracchiandoli in modo compassionevole. Sullo scrittoio c'è un volume
+di Heine in tedesco, annotato in margine dalla stessa mano che scrisse
+i versi, e voi non sapete una parola di tedesco.
+
+FABRIZIO
+
+Dirò...
+
+LIVIA
+
+Lasciatemi dire. Mi vantate una famosa collezione artistica e
+scommetto...
+
+FABRIZIO (_accennando la cartella dove stanno le stampe_).
+
+Ma eccola qui la collezione, ma ve la faccio vedere, e dopo vi
+spiegherò il mistero, la combinazione di quel tedesco e vi
+convincerete dell'ingiustizia dei vostri sospetti. Oh credermi capace!
+Eccole qui le cartelle! apritele, e ci troverete dentro anche quelle
+stampe di che mi avete parlato ieri.
+
+LIVIA
+
+Che stampe?
+
+FABRIZIO
+
+Sì... sapete bene... quei... Pompeo...
+
+LIVIA
+
+Pompeo!
+
+FABRIZIO
+
+Uh... che dico! Quei Silla...
+
+LIVIA
+
+Silla!
+
+ (_Fabrizio rimane imbarazzatissimo.--Livia
+ scoppia in ridere_).
+
+Marc'Antonio, volete dire... Ah... Silla! Pompeo ah! ah!...
+
+ (_Fabrizio scoppia in risa anche lui.--Livia
+ appena rimessa dal ridere_)
+
+Ho riso perchè non vi potete immaginare la faccia grottesca che
+avevate, ma spero bene che non cercherete di ingannarmi più oltre.
+Questa non è casa vostra.
+
+FABRIZIO
+
+Lo confesso.
+
+LIVIA
+
+Oh! Dove sono?
+
+FABRIZIO
+
+In casa di un amico.
+
+LIVIA
+
+Il quale naturalmente mi crede la vostra amante.
+
+FABRIZIO
+
+Vi do la mia parola d'onore chi gli ho detto che non lo siete.
+
+LIVIA
+
+Ma mi immagina disposta a divenirlo.
+
+FABRIZIO
+
+Ignora il vostro nome.
+
+LIVIA
+
+Preferirei lo sapesse. Se è un uomo di mondo, se mi conosce, se è un
+galantuomo, non avrebbe certo accettato di farsi complice di un'azione
+così poco leale.
+
+FABRIZIO
+
+Ma insomma cos'è mutato in voi? Questa casa non è mia, peggio per me;
+ma da che io ne sia o no proprietario, voi non ci siete nè meno
+rispettata nè meno sicura. Non è già il fatto di sapermi padrone di
+uno stabile che vi ha indotta a venirci: potevo comprarla ieri, potrei
+comprarla domani e non crescerei di un bricciolo nella vostra stima.
+
+LIVIA
+
+È vero, ma quello che mi offende è il proposito celato, sono le
+speranze che avete certamente concepite attirandomici. Invitandomi a
+casa vostra potevate essere mosso a farlo da quel sentimento di
+vanità naturale in chi possiede una casa bella dove ha raccolto
+oggetti pregievoli, potevate compiacervi della fede che riponevo in
+voi, della arrendevolezza di una signora che accetta di dare una
+leggiera tinta di galanteria ad un fatto per sè innocentissimo; ma
+procacciandovi la casa di un altro, ma inducendo colui ad
+abbandonarla, ma combinando questo viluppo di falsità e di ipocrisie,
+tali ragioni non valgono più. È evidente che avete sperato, che avete
+confidato che io potessi divenire la vostra amante, che potessi
+accorrere ad un convegno di facili piaceri, come al camerino appartato
+di un caffè di mala fama per gettarmi nelle vostre braccia, senza
+nemmeno la povera scusa di un amore al quale non vi ho mai dato
+diritto di credere.
+
+FABRIZIO
+
+Se vi offendete per intenzioni che mi attribuite...
+
+LIVIA
+
+E in quale altro modo potreste offendermi? Come ci sono sguardi che
+fanno arrossire, ci sono desideri e speranze che contaminano. Finchè
+durano ignorati essi deturpano solamente l'animo che li ha concepiti;
+palesi, macchiano chi ne è oggetto. Quando penso alle parole che
+dovete aver detto per farvi complice il vostro amico, alle
+spiegazioni che dovete avergli dato, alle supposizioni che egli
+certamente fa in questo momento, mi sento così avvilita, come se
+avessi commesso una cattiva azione.
+
+FABRIZIO
+
+E ne siamo tanto lontani!
+
+LIVIA
+
+Ma come avete potuto pensare di me che sarei stata una così facile
+conquista? C'è dunque nei miei modi, nel mio parlare qualche cosa che
+tradisce le debolezze, le compiacenze di una donna galante? Che vi
+hanno detto sul conto mio? Che ho ingannato mio marito, che nella mia
+vedovanza ho avuto dieci amanti? Per scegliere me, piuttosto che
+un'altra, ad una simile avventura, bisogna che io sia riputata una
+donna di costumi facili... il vostro procedere a mio riguardo deve
+derivare da qualche tristo, da qualche infame giudizio sulla mia
+condotta, perchè non siete uno sciocco, e non avete certo potuto
+illudervi sul conto delle vostre seduzioni a segno...
+
+FABRIZIO
+
+Mi sono illuso. Chiamatemi pure imbecille... me accettante e
+stipulante, mi sono illuso, non sul conto delle mie seduzioni, ma
+sulla verità di quel verso... Amore a nullo... non lo dico intero
+perchè a citarlo poc'anzi non mi ha portato fortuna; però dovete
+ammettere che la colpa non è tutta mia. Ora che vi ho strappato
+l'involontaria confessione di quel tale spasimante muto, che voi
+vorreste far loquace, ora capisco come stanno le cose. Avete accettato
+il mio invito perchè irritata dal silenzio di quell'imbecille vi è
+venuta lì per lì l'idea femminile, di levarvi dal suo dominio o per lo
+meno di fargli uno di quei dispetti occulti che piacciono tanto alle
+donne; o forse non potendo trionfare di lui con dargli un po' di
+parlantina, vi è parso piccante sperimentare in animo vile, che sono
+poi io, l'impero dei vostri vezzi. Ma chi ne sapeva nulla? Chi ve lo
+ha visto d'attorno quel cospiratore? Credete pure che la trista figura
+che sto facendo vi vendica abbastanza della mia leggerezza; perchè non
+è piacevole, sapete, trovarsi a queste.
+
+LIVIA
+
+Sta bene. Vi perdono, addio.
+
+FABRIZIO
+
+Di già?
+
+LIVIA
+
+Vi permetto di accompagnarmi fino alla carrozza.
+
+FABRIZIO
+
+Ahi!
+
+LIVIA
+
+Che?
+
+FABRIZIO
+
+Non mi sgridate?
+
+LIVIA
+
+Che cos'è?
+
+FABRIZIO
+
+Quando vidi, entrando, la vostra carrozza ferma lì sotto, che
+minacciava di accorciare la durata della vostra dimora...
+
+LIVIA
+
+Ebbene?
+
+FABRIZIO
+
+Stava per piovere... come piove infatti.
+
+LIVIA
+
+Non l'avete mica mandata via?
+
+FABRIZIO
+
+Io no. Sono salito, ho spedito il mio domestico a dire al cocchiere
+che se ne andasse e tornasse poi alle sei e mezza.
+
+LIVIA
+
+Il cocchiere sarà rimasto!
+
+FABRIZIO
+
+Non credo, stavo attento e l'ho sentito voltare i cavalli e partirsene
+di trotto.
+
+LIVIA
+
+Oh ma...
+
+FABRIZIO
+
+Quando mi avrete strapazzato come un cane non lo farete tornare.
+
+LIVIA
+
+Piove dite?
+
+FABRIZIO
+
+Una scossettina. Ma già a piedi non potete uscire.
+
+LIVIA
+
+Andate subito a richiamare il mio cocchiere.
+
+FABRIZIO
+
+Mando il vostro domestico che è in anticamera.
+
+LIVIA
+
+Mancherebbe! Il mio domestico rimane.
+
+FABRIZIO
+
+Ci mando il mio.
+
+LIVIA
+
+Andate voi in persona. Non voglio che la vostra impertinenza vi frutti
+di prolungare un colloquio che è già troppo durato.
+
+FABRIZIO
+
+Piove.
+
+LIVIA
+
+Piglierete un ombrello.
+
+FABRIZIO
+
+Non so dove li tiene.
+
+LIVIA
+
+Peggio per voi.
+
+FABRIZIO
+
+Vi mando il primo fiacre che incontro.
+
+LIVIA
+
+Andate a casa mia e ordinate al mio cocchiere di tornare
+immediatamente.
+
+FABRIZIO
+
+Ma, e voi?
+
+LIVIA
+
+Io aspetto.
+
+FABRIZIO
+
+Posso almeno sperare il vostro perdono?
+
+LIVIA
+
+Non credo.
+
+FABRIZIO
+
+Pensate... (_movimento di Livia_) Vado, ma è proprio una penitenza
+senza peccato. (_via_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+LIVIA sola.
+
+
+Altro che scossettina. È un rovescio. Poveretto! Eccolo. (_picchia ai
+vetri_) Buon passeggio. Oh sì, non leva la testa, corre, corre,
+rasenta gli alberi del viale... troverà bene un fiacre che lo conduca
+a casa mia! Se non lo trova peggio per lui. Però vorrei sapere dove
+sono. Speravo gli sarebbe venuto detto nel discorso: domandarglielo
+non voglio. Chi sarà mai il vero padrone? Chissà se lo conosco?
+C'incontreremo forse in società, discorreremo di cose futili ed
+indifferenti, ed io sarò stata in casa sua, avrò letto i suoi versi, e
+indovinate le sue abitudini e almanaccato sul suo conto. Che strana
+cosa! (_apre le cartelle_) Chissà che penserà stassera tornando a
+casa! Eh penserà male... molto male! Che orrore! Essere sospettata
+l'amante di Fabrizio... e servire di stimolo alla fantasia di un
+vizioso forse. Che giornataccia! Non ci vedo più. Ho fatto male a
+mandarlo via... ora ce n'avrà per mezz'ora... e qui sola... in una
+casa che non conosco. E se rientrasse quell'altro? e mi trovasse...?
+Quando sono arrivata mi è parso di udire un passo da quella parte.
+Che sia rimasto in casa? Se fosse là dietro a quella porta a spiarmi.
+Ho paura. Che sciocca. Farò venire il mio domestico che mi tenga
+compagnia. (_suona_) Una carrozza? È Fabrizio che torna. (_guarda dai
+vetri_) Marcello! Non è possibile! Marcello! e viene qui certo... paga
+il fiaccheraio.. e lo congeda. Sono in casa sua! mio Dio... è capace
+di uccidermi. (_nell'aprirsi la porta_) Ah! (_entra Clemente_) Che
+volete?
+
+CLEMENTE
+
+La signora ha suonato?
+
+LIVIA
+
+Io! Ah sì... che volevo?... Ah direte... La sua voce... parla col mio
+domestico... viene... eccolo... Andate... andate... (_via Clemente_).
+
+
+SCENA IX.
+
+MARCELLO e detta.
+
+
+MARCELLO
+
+Siete qui... siete qui!... Come sono contento di trovarvi ancora!...
+Ne disperavo... Non avete incontrato qui una persona...
+
+LIVIA
+
+Il barone di Turbia.
+
+MARCELLO
+
+Ah lo conoscete?
+
+LIVIA
+
+È uscito.
+
+MARCELLO
+
+E non c'era altri con lui?
+
+LIVIA
+
+Non ho visto nessun altro.
+
+MARCELLO
+
+L'avrei giurato; non è venuta. Se sapeste quanto ho corso, non trovavo
+carrozze.
+
+LIVIA
+
+Ma...
+
+MARCELLO
+
+Come ho fatto a sapervi qui? È semplicissimo. Mia sorella ha scritto
+anche a me.
+
+LIVIA
+
+Vostra sorella?
+
+MARCELLO
+
+Sì, in risposta ad una mia lettera disperata di ieri... allora sono
+corso a precipizio da voi, eravate uscita da mezz'ora; per fortuna il
+portinaio mi ripetè l'indirizzo che vi aveva inteso dare al vostro
+cocchiere. Viale dei tigli, 37... il mio indirizzo! Sapevo che
+dovevate venire da me, ma non così presto, non speravo così presto, e
+contavo di prevenirvi. Perchè mi guardate a quel modo?
+
+LIVIA
+
+Nulla.
+
+MARCELLO
+
+Mettetevi a sedere. Avevo tanta paura che incontraste qui una persona,
+indegna di voi...
+
+LIVIA
+
+Indegna di me?
+
+MARCELLO
+
+Sì, voi non sapete. Il barone di Turbia mi aveva pregato di cedergli
+il mio quartierino per un'avventura amorosa.
+
+LIVIA
+
+Oh!
+
+MARCELLO
+
+Che brutta cosa, n'è vero? Non è amorosa che dovevo dire... è galante.
+Andare nella casa di un ignoto, dove non c'è ricordi, che non ha
+intimità, donde si dovrà uscire di soppiatto, e che tradirà con altri
+il secreto dei nostri amori... è orribile. Non avrei dovuto
+accondiscendere e vi assicuro che per strada ero inquieto come per
+rimorso, ma quel Fabrizio è così insistente, così prepotente! Mi ci ha
+proprio tirato per i capelli: mi ha raccontato mille storie, che si
+trattava di una donna che egli ama da cinque anni, di un frutto
+maturo che non domandava che di cadere, insomma sapete bene, gli
+indiscreti trionfano sempre. Che avete?
+
+LIVIA
+
+Nulla. Perchè mi dite queste cose?
+
+MARCELLO
+
+Per farvi capire la paura che ho avuto. Pensate, se voi, Livia, la
+donna che io stimo sopra tutte al mondo, foste capitata qui in mezzo
+allo sconcio romanzo di quel libertino! Che idea vi sareste fatta di
+me? Ma ho saputo della vostra possibile venuta, quando già avevo
+accondisceso, e non avrei fatto più in tempo a rimediare. Allora sono
+corso da voi per prevenirvi... tardi anche questa volta. Come siete
+stata sollecita! Quanto ve ne ringrazio! Per fortuna quell'altra non è
+venuta. E avete incontrato Fabrizio? Che viso aveva? Che ha detto
+vedendovi? Chissà cosa ha pensato di voi?
+
+LIVIA
+
+Non me ne importa.
+
+MARCELLO
+
+Oh siete turbata, è inutile che vogliate negarlo... siete pallida...
+
+LIVIA
+
+Come sapevate di trovarmi qui? Me lo avete spiegato, ma non ho capito.
+
+MARCELLO
+
+È stata mia sorella, ve l'ho detto, mia sorella che ha scritto anche a
+me. Per questo mi premeva di vedervi; voglio essere io il primo a
+parlare, la confessione che dovete udire, voglio che venga da me,
+spontanea, non provocata... non guardatemi così, mi togliete il
+coraggio. Livia, Livia vi amo tanto, lasciatemi le vostre mani, non mi
+respingete. Già non vi giunge inaspettato quello che vi dico, è da un
+pezzo che dovete saperlo che vi amo, non osavo dirvelo per terrore di
+vedermi respinto, ma lo dicevano certo tutti gli atti della mia vita;
+dovevate sentirlo che non vivevo che per voi, che eravate il mio solo
+pensiero, che mi chiudevo in un'esistenza severa e solitaria per
+dedicare a voi sola tutte le ore della mia giornata, per rendermi
+degno di voi, per levarmi fino all'altezza in cui vi avevo collocata
+nel mio pensiero. È vero che lo sentivate? Rispondetemi.
+
+ (_Livia si alza turbatissima e attraversa la scena_).
+
+Livia, Livia. Perchè vi allontanate? Come siete agitata! Oh non
+temete, se anche non foste a casa mia non sono uomo da dare in
+ismanie. Se il vostro silenzio significa che il mio amore non ha
+saputo giungere fino a voi...
+
+LIVIA (_involontariamente_)
+
+Oh... No!
+
+MARCELLO
+
+Ebbene ditemi una parola, non vi chiedo altro, una parola.
+
+LIVIA
+
+Non qui... non qui... Marcello... non qui!
+
+MARCELLO
+
+E perchè no? La mia casa è diventata così indegna di voi? Solo perchè
+l'ho conceduta ai piaceri di quel gaudente, essa è così profanata da
+non poter udire dalla vostra bocca una parola di speranza? Ma non è
+venuta quella donna, ma Fabrizio è partito... e fosse anche venuta
+essa non è della vostra specie, voi, così nobile, così pura, essa...
+una femmina volgare, una cercatrice di avventure galanti... Che c'è di
+comune con voi? Il suo contatto non vi contamina, voi purificate il
+luogo dove entrate come profumo d'incenso. Oh Livia, questa è la casa
+mia, la confidente dei miei dolori e delle mie speranze. La sera, dopo
+che vi ho lasciata, quando entro in casa, ancora tutto pieno della
+vostra immagine, rimango qui solo per delle ore, ripensando i nostri
+colloquii, e chiudo gli occhi e vi rivedo e risento la vostra voce, e
+respiro la fragranza che reco con me negli abiti dal vostro salotto.
+
+Oh! questa stanza vi conosce come una vecchia amica, sa il vostro
+nome, me l'ha inteso ripetere tante volte! Guardate, ho qui il vostro
+ritratto. L'ho rubato a mia sorella... (_apre il cassetto e ne toglie
+una fotografia_) E questi versi... leggeteli...
+
+LIVIA
+
+Ah sono vostri questi versi?
+
+MARCELLO
+
+E di chi potrebbero essere? Li ho scritti ieri sera. Ero uscito per
+venire da voi, ma giunto al vostro portone vidi la carrozza che vi
+aspettava. Allora mi ricordai che andavate al ballo, fui tentato di
+salire a darvi la buona sera, ma il pensiero di vedervi in una
+toeletta che detesto mi trattenne. Me ne tornai coll'anima piena di
+tristezza e ho buttato giù quelle otto povere righe. Li avete letti?
+
+LIVIA
+
+Sì.
+
+MARCELLO
+
+Or ora aspettandomi?
+
+LIVIA
+
+Sì.
+
+MARCELLO
+
+E non avete indovinato che parlavano di voi? Rispondete? Non potevate
+certo immaginarli ispirati da un'altra; mi conoscete oramai da tanto
+tempo e se anche nella mia selvatichezza rifuggo dal parlarvi di me,
+tuttavia dovevate sentirlo che per me non c'era al mondo altra donna,
+fuori di voi. Io stesso, io che vi supplico invano di una buona
+parola, non oso sperare di essere amato da voi, ma sono certo che non
+amate altri.
+
+LIVIA
+
+Lasciatemi andare. Verrete stassera da me?
+
+MARCELLO
+
+No, rimanete.
+
+LIVIA
+
+Non posso.
+
+MARCELLO
+
+Ma perchè, perchè?
+
+LIVIA
+
+Non chiedetelo, Marcello, ve ne scongiuro, vi aspetto stassera.
+
+MARCELLO
+
+Ciò non è naturale, il vostro aspetto... le vostre parole... avete
+l'aria di temere qualche...
+
+LIVIA
+
+Marcello... vi amo... Prima che tu giungessi, prima che tu parlassi;
+sapevo il tuo amore e te lo ricambiavo intero; il tuo silenzio era il
+tormento dei miei giorni, ogni sera ero tentata di vincere la tua
+timidità, di costringerti ad una confessione che leggevo nei tuoi
+occhi e che tu cieco dovevi leggere nei miei; sono stata corrucciata
+con te per la tortura che mi infliggevi. Perchè hai taciuto tanto? Ho
+creduto di smarrire la ragione! Ho cercato di punirti dimenticandoti,
+non ho potuto. Mi vuoi? Sono tua, ma non qui, ma non ora: questa casa
+mi brucia i piedi, lasciami andare, Marcello, lasciami andare; se
+rimango qui sento che la nostra felicità può essere distrutta in un
+momento e per sempre.
+
+MARCELLO
+
+Perchè guardi da quella porta? Di chi temi? Chi aspetti?
+
+LIVIA
+
+Oh sei crudele!
+
+MARCELLO
+
+Ebbene va. Non voglio cercare altro. Mi ami, mi basta, perchè me lo
+dicesti se non fosse vero? Hai ragione, non sarei più padrone di me.
+Vieni... io t'accompagno fino alla tua carrozza.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+MARCELLO
+
+La tua carrozza... non l'ho veduta dabbasso. Perchè l'hai rimandata?
+
+LIVIA
+
+Non io.
+
+MARCELLO
+
+Non tu? E chi? Chi ha rimandato la tua carrozza?
+
+LIVIA
+
+Abbi pietà, Marcello... non so... lo vedi in che stato sono.
+
+MARCELLO
+
+Dammi la lettera.
+
+LIVIA
+
+Che lettera?
+
+MARCELLO
+
+La lettera di mia sorella... che sei venuta a portarmi... La lettera
+di mia sorella... Non sei tu qui per questo? Non l'hai? Non l'hai! Ma
+dunque...?
+
+LIVIA
+
+È vero.
+
+MARCELLO
+
+Tu sei l'amante di Fabrizio!
+
+LIVIA
+
+Ascoltami.
+
+MARCELLO (_cadendo su di una poltrona_)
+
+Oh!
+
+LIVIA
+
+Marcello, non precipitare il tuo giudizio, non farmi quell'offesa, ora
+che mi hai detto il tuo amore, ora che ti ho detto il mio.
+
+MARCELLO
+
+È giusto. Voi comprate con promesse d'amore il silenzio di chi scopre
+le vostre tresche.
+
+LIVIA
+
+Insultami, so quello che soffri, lo sento in me, ma è impossibile che
+non ci sia modo di persuaderti dell'immenso errore in cui sei caduto.
+L'atto di cui io stessa mi accuso, non è disonesto, esso ti appare
+tale per le vanterie di un vanitoso; fui imprudente, fui leggiera, ma
+ti giuro che nell'anima mia, ero ben lontana dal dare alla mia venuta
+il valore che gli ha attribuito il tuo amico.
+
+MARCELLO
+
+Perchè tremavate tanto, temendo che venissi a scoprire?...
+
+LIVIA
+
+Perchè fin dalle prime parole che mi hai detto, tu hai mostrato di
+giudicare la condotta di quella donna, che non conoscevi, in modo che
+mi fa rabbrividire, perchè ero venuta anch'io a conoscere l'inganno
+del barone, avevo scoperto che egli mi aveva invitata in una casa non
+sua, sapevo che nella sua cinica cecità egli mi aveva creduta una
+facile e sicura conquista, e la coscienza di ciò, mi umiliava tanto, e
+questa stanza mi ripeteva così brutalmente l'insulto delle sue
+intenzioni, e la tua presenza, e la possibilità di un tuo sospetto mi
+agghiacciavano tanto, che avevo paura e ardevo di fuggire, di levarmi
+dall'atroce supplizio che mi bai fatto indurare.
+
+MARCELLO
+
+Perchè sei venuta?
+
+LIVIA
+
+Ti dirò... ma credimi... ieri sera a quel ballo il barone...
+
+MARCELLO
+
+Sì, vi ha parlato di una raccolta di incisioni...
+
+LIVIA
+
+Lo sai?
+
+MARCELLO
+
+E sapete che mi disse Fabrizio, un'ora fa, in questo luogo
+stesso?--Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo c'è
+sempre un oggetto d'arte che fa da Galeotto!
+
+LIVIA
+
+Oh!
+
+MARCELLO
+
+Fabrizio vi amava da cinque anni.
+
+LIVIA
+
+Mi amava... lui? Oh!
+
+MARCELLO
+
+Non discuto la natura del suo amore, era la buona, dacchè lo ha
+condotto a raggiungere la sua mira.
+
+LIVIA
+
+Che, tu credi?...
+
+MARCELLO
+
+Provatemi il contrario.
+
+LIVIA
+
+Non te lo posso provare. Non ho che la mia parola, ed i miei
+giuramenti. Il barone potrebbe venir qui e attestare sul suo onore che
+io l'ho mandato via; io potrei morire invocando i più tremendi
+scongiuri a testimonio della mia innocenza; tuttociò non proverebbe
+nulla se il tuo animo non si dispone ad accogliere questa fede.
+Marcello, tu hai veduto la mia vita da due anni, conosci tutte le mie
+azioni, sei venuto a casa mia, ad ogni ora del giorno, ci hai mai
+trovato nulla che potesse metterti in sospetto, non dico di
+un'infamia come questa di cui mi accusi, ma di una condotta leggiera,
+di nulla insomma che ti volessi nascondere. Avrei rubato la
+riputazione che ho di onesta donna? sarei diventata di un colpo quella
+miserabile che mi fai? Ti pare possibile? Pensa che per condannarmi
+devi annientare tutto il mio passato, devi tenermi per una tale
+simulatrice da far paura a immaginarla. Va, se fossi la donna che tu
+credi, non saremmo qui, tu ad accusarmi, io a difendermi; quelle che
+fanno il male, non si smarriscono per essere colte di sorpresa. E poi,
+perchè mi difenderei? Che potrei temere di te? Ti conosco troppo per
+sospettarti capace di tradire il secreto di una donna, anche di una
+donna perduta. Se mi torturo così a cercare argomenti, si è perchè ti
+amo e con questo amore nell'anima, l'avrei prostituito alle cupidigie
+di... Rifletti, Marcello, non è soltanto ingrato quello che tu pensi
+di me, è assurdo. Vieni qui, guardami, ti amo, accusami ancora.
+
+MARCELLO
+
+È vero. Tutto il mio essere si solleva contro quell'idea, essa mi
+ripugna come una colpa, ma non posso levarmela di mente e lo potessi
+ci ricadrei domani. Ti credo, ma non mi basta; tu non puoi darmi altre
+prove che i tuoi giuramenti, io non posso far tacere le atroci ironie
+del mio dubbio.
+
+LIVIA
+
+Addio.
+
+MARCELLO
+
+Livia... Livia... non partire... studiati ancora di convincermi. Se ci
+lasciamo così tutto è finito.
+
+LIVIA
+
+Ho detto quanto era umanamente possibile, altro non so. Sono spossata.
+Mi si è fiaccato persino il desiderio di persuaderti. Non provo più
+che un immenso bisogno di pace e di silenzio.
+
+MARCELLO
+
+Senti. Dimmi solo perchè hai accettato l'invito di Fabrizio; la
+curiosità di una collezione artistica non basta, basterebbe con un
+uomo della mia natura, ma di lui che ti corteggiava da tanto tempo,
+dovevi per forza diffidare. Ci deve essere una seconda ragione,
+sottile, intima.
+
+LIVIA
+
+È vero.
+
+MARCELLO
+
+Dimmela.
+
+LIVIA
+
+Non mi crederesti. Ti parrebbe una scusa speciosa, e sarei troppo
+umiliata della tua incredulità. Mi hai già accusata di vendere il mio
+amore in cambio del tuo silenzio. E poi, ho diritto di ribellarmi
+contro l'insulto che mi fai, ho diritto di opporre a tutte le
+apparenze che mi incolpano la mia semplice affermazione d'innocenza e
+di pretendere che questa prevalga. Se non ti basta non sei degno di
+me. Una carrozza. È Fabrizio.
+
+MARCELLO
+
+Che? ritorna! l'aspettavi? E io dovrò... Ah... (_s'avvia verso la
+porta di fondo_).
+
+LIVIA
+
+Marcello, non scordatevi di essere gentiluomo.
+
+MARCELLO
+
+È giusto. Vi lascio col vostro amante. (_via per la laterale_).
+
+LIVIA
+
+Marcello, v'impongo di rimanere.
+
+MARCELLO
+
+E sia. Ma vi avverto che non crederò ad una sola delle sue parole.
+
+
+SCENA X.
+
+CLEMENTE e detti.
+
+
+ (_Clemente entra e porge un biglietto a Livia_).
+
+LIVIA
+
+Che è ciò?
+
+CLEMENTE
+
+Da parte del mio padrone.
+
+LIVIA (_a Marcello_)
+
+A voi... Ignoro che vi sia scritto. Leggete.
+
+MARCELLO
+
+Oh!
+
+LIVIA
+
+Leggete. (_a Clemente_) Il vostro padrone è ripartito?
+
+CLEMENTE
+
+No, signora, è di sotto in carrozza che aspetta la risposta della
+signora.
+
+LIVIA
+
+Pregatelo di salire. (_Clemente via_).
+
+MARCELLO (_dopo letto_)
+
+Livia, Livia, perdonami, ti ho ingiustamente accusata.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+MARCELLO
+
+Perdonami, Livia, ti amo come un pazzo, e ho sofferto mille morti.
+
+LIVIA (_prende il biglietto, legge_)
+
+«La pioggia reca consiglio. In carrozza ho avuto tempo di meditare
+intorno la mia stupida condotta e di persuadermi che sono un somaro.
+Non oso ripresentarmi a voi se prima non mi accordate il perdono e mi
+promettete di dimenticare. Vi scrivo queste cose colla matita su di un
+foglio del mio taccuino avvezzo pur troppo a biglietti di ben altro
+tenore. Ma dite all'uomo felice che amate, che faccia senno anche lui.
+Ditegli che la colpa è in gran parte sua. Chi ama una donna come voi
+siete, non la mette col suo pecorile silenzio sul punto di...»
+
+MARCELLO
+
+Basta. Ha ragione.
+
+
+SCENA XI.
+
+FABRIZIO e detti.
+
+
+FABRIZIO
+
+Vi ringrazio. (_vede Marcello_) Marcello, tu non avevi diritto di
+entrare qui dentro.
+
+LIVIA
+
+La sua presenza è giustificata.
+
+FABRIZIO
+
+Ah era lui? E io non l'ho capito! Era lui il...?--Accetto i vostri
+ringraziamenti.
+
+MARCELLO
+
+La tua leggerezza mi ha fatto ingrato verso...
+
+FABRIZIO
+
+Se lo dico. La colpa è mia. Contentati. Una zampa del gatto ci fu,
+solo che invece di quella è stata questa.
+
+ _Sic vos non vobis mellificatis apes._
+
+
+(_Cala la tela_).
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
+
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+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33866/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
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+will be renamed.
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+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
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+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
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+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
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+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
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+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
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+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
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+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
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+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
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+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
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+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
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+your equipment.
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
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+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
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+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
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+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
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+throughout numerous locations. Its business office is located at
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+ La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
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+The Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
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+Title: La zampa del gatto
+ Teatro in prosa vol. II
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+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33866]
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+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
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+
+<p class="center big">
+TEATRO IN PROSA<br />
+<br />
+DI<br />
+<br />
+GIUSEPPE GIACOSA<br />
+<br />
+Vol. II.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center"><span class="big">TEATRO IN PROSA</span><br />
+DI<br />
+<span class="big smcap">Giuseppe Giacosa</span></p>
+<hr class="minor" />
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center"><span class="big">RESA A DISCREZIONE</span><br />
+Commedia in 4 atti<br /><br />
+</p>
+
+<h1>LA ZAMPA DEL GATTO</h1>
+<p class="center close">Commedia in un atto</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<hr class="minor" />
+<p class="center">TORINO<br />
+<br />
+<span class="big">F. CASANOVA, <span class="smcap">Libraio-Editore</span></span><br />
+<br />
+1888</p>
+
+<hr />
+<div class="opere">
+<p class="dir">Per guarentire la <span class="em">proprietà artistica</span> e la <span class="em">proprietà
+letteraria</span>, l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di
+questo libro alla R. Prefettura di Torino, e si sono uniformati
+a tutte le disposizioni della Legge vigente.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">Torino &mdash; Tipografia <span class="smcap">Vincenzo Bona</span>.</p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span></p>
+
+<p class="center"><span class="big">LA ZAMPA DEL GATTO</span><br />
+&nbsp;</p>
+
+<p class="center">COMMEDIA IN UN ATTO</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<hr />
+
+<h2>PERSONAGGI</h2>
+
+<ul class="pers">
+<li><span class="smcap">Marcello</span></li>
+<li><span class="smcap">Fabrizio</span></li>
+<li><span class="smcap">Livia</span></li>
+<li><span class="smcap">Anselmo</span>, vecchio domestico di Marcello</li>
+<li><span class="smcap">Clemente</span>, domestico di Fabrizio</li>
+</ul>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center"><i>La scena in casa di Marcello.</i></p>
+
+<hr />
+<div class="comm">
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span></p>
+
+<h2><a name="ATTO_UNICO" id="ATTO_UNICO"></a>ATTO UNICO</h2>
+
+<p class="blockquot">Stanza da studio, vecchi mobili,
+molti libri, quadri e stampe antiche &mdash; Aspetto elegante.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA I.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Marcello</span> poi <span class="smcap">Anselmo</span>.</p>
+
+<p class="center">Appena levato il sipario si ode di fuori una scampanellata.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>che stava scrivendo si alza</i>)</p>
+
+<p>Ah! finalmente! (<i>lunga pausa</i>) Che tempo ci
+mette! (<i>suona due volte il campanello. Anselmo entra</i>).</p>
+
+<p>È la posta?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>No, signore. È venuto Clemente.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>A che ora arriva la posta?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p><p>Verso le tre.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>guarda l'orologio</i>)</p>
+
+<p>È appena il tocco e mezzo. Va pure.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>C'è Clemente che dice...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Chi è Clemente?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il domestico del barone Fabrizio.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E che vuole?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Ha detto di avvertirla che è venuto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Che è venuto chi?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Che è venuto lui Clemente.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>A far che?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Non lo so.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Domandaglielo.<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignore. (<i>via</i>)</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>La mia lettera l'ha avuta ieri. Vediamo (<i>guarda
+un orario delle strade ferrate</i>)... ieri alle tre. Ha
+risposto subito di certo: impostando ieri sera,
+la risposta doveva arrivare stamane; mettiamo
+un corriere in ritardo... arriva oggi. (<i>Anselmo
+torna</i>) Che c'è?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Ho domandato a Clemente.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ebbene?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Non ha altro da dire. Il barone lo manda e
+deve consegnarsi arrivando.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Fallo entrare.<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA II.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Marcello, Anselmo, Clemente.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>dall'uscio</i>)</p>
+
+<p>Clemente. (<i>Clemente entra</i>).</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>a Clemente</i>)</p>
+
+<p>Che ordini vi ha dato il vostro padrone?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Mi ha ordinato di venir qui e di non muovermi
+fino a nuovo avviso.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Qui?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Dal signor cavaliere di Lerici.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Vi ha dato il mio recapito?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>No, signore, non occorreva. Noi altri in diplomazia
+conosciamo sempre il recapito dei signori
+che hanno relazione coi nostri padroni.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E non vi ha detto altro?<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span></p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Altro. Il mio padrone però sembra persuaso
+che il Signor Cavaliere conosca la ragione della
+mia venuta.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ne so quanto voi, cioè niente affatto.</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Con licenza del Signor Cavaliere io credo di
+saperne qualche cosa.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ebbene parlate.</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>In presenza di un domestico...</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Guarda!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Siete molto circospetto!</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Noi altri...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>... in diplomazia, ho capito, avete imparato a
+diffidare delle persone di servizio; e a quanto
+posso giudicare non avete torto. (<i>ad Anselmo</i>) Va
+di là.<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignore. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Dunque?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Prometto che parlo per induzioni mie.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Avanti.</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE (<i>sottovoce</i>)</p>
+
+<p>Si tratta di una donna.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Di una donna! E come?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Le mie informazioni non vanno oltre.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sono poche. E da che argomentate che si
+tratti di una donna?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Da che il mio padrone mi ha dato del tu
+invece che del voi.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Mio caro, l'abitudine diplomatica vi ha reso
+incomprensibile.<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span></p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Il mio padrone mi chiama col voi per ordinarmi
+tutto ciò che riguarda le relazioni internazionali
+o l'esercizio delle mie funzioni, ma
+quando mi fa l'onore di iniziarmi ai suoi intimi
+piaceri, allora adopera il tu, come per
+fare appello al mio cuore, anzichè al sentimento
+del dovere.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È sperabile che il vostro padrone verrà a chiarirmi
+la cosa; per ora andate di là in anticamera
+e intavolate il meno che potete di relazioni
+internazionali col mio domestico. (<i>campanello all'interno</i>)
+Ah!</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Il Signor Cavaliere non può dubitare della
+mia discrezione.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA III.</h3>
+
+<p class="center break">Detti, <span class="smcap">Anselmo</span> e <span class="smcap">Fabrizio</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il barone di Turbia.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Addio, Marcello. (<i>a Clemente</i>) Ah sei qui? Bene
+prega questo bravo ragazzo (<i>indicando Anselmo</i>)
+che ti impratichisca un po' della casa.<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Impratichirlo...?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Andate, andate. È una cosa intesa...</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>verso Marcello</i>)</p>
+
+<p>Ma...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Dacchè te lo dice! (<i>via Anselmo e Clemente</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IV.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Marcello, Fabrizio.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>La presenza del mio domestico ti ha messo
+al fatto di tutto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Il tuo domestico parla in un modo tanto...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Solenne, non è vero? Ti dirò, è un bravissimo
+ragazzo, ma va così orgoglioso di servire un diplomatico
+che si tiene per poco meno di un
+ministro.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ciò non mi spiega...<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ti spiego subito. È inteso per oggi.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>non capisce</i>)</p>
+
+<p>Per oggi?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sì, dalle tre alle sei, sei e mezza, mettiamo
+alle sette; anzi, tu hai un pendolo qui?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Eccolo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ebbene se non te ne fa nulla lo metto in
+ritardo (<i>eseguisce</i>), è un'idea che mi è venuta per
+strada; caso mai essa gettasse gli occhi sul quadrante,
+che non affrettasse la partenza col pretesto
+che è tardi. Tu vai al Club?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Io no.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Passeggi, fai delle visite?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Bene, farai quel che ti piace, questo non mi
+riguarda. Ora do un'occhiata in giro per orientarmi.
+Dove hai messo i fiori?<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Che fiori?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non li hanno portati?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Senti. È uno scherzo o una scommessa che
+hai fatto di venir qui a prenderti gioco di me?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Io no.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Allora impazzisci.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non credo.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>O impazzisco io, perchè non intendo nulla nè
+di quello che dici, nè della venuta del tuo domestico,
+nè della tua, nè de' tuoi modi, ed è
+un'ora che mi tieni sulla gruccia.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Se ti ho detto che è fissato per oggi!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>impazientito</i>)</p>
+
+<p>Che cosa?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Il giorno che mi fai padrone posticcio della
+tua casa, e tu sgomberi come hai promesso.<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Io ho promesso!?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ieri l'altro.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ho promesso!?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Oh bada, non fai più in tempo a disdirti.
+C'è di mezzo una terza persona, una donna, la
+quale sarà qui alle tre e non deve trovarci nè
+te nè il tuo domestico.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Una donna in casa mia!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non sarà la prima.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sarebbe la prima di certo se ci venisse, ma
+non ce la voglio a nessun costo. Ora mi rammento
+il tuo discorso dell'altro ieri; mi hai detto
+che poteva nascere occasione ti occorresse il mio
+quartiere, e io ti ho risposto un: no, grosso tanto.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>In principio, ma poi...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ma poi seccato, scusa, dai tuoi discorsi che
+non finivano più e dovendo uscire, ho conchiuso
+con un: basta vedremo. Parole testuali.<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ebbene è bell'e visto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ah no, mio caro. Io ho sempre rispettato la
+mia casa, come il mio luogo di studio, di raccoglimento,
+e non c'è treccia nè finta nè vera di
+cocotte che possa vantarsi di averla appestata
+di muschio.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Prima di tutto il muschio non usa più, in
+secondo luogo le cocotte non si profumano le
+treccie, ma la biancheria, e finalmente quella
+che aspetto non è una cocotte.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sì, conosco le tue duchesse!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non tutte le donne possono essere nell'almanacco
+di Gotha, ma se sei disposto a fare un'eccezione
+per le duchesse...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Pare impossibile che alla tua età...!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>All'età mia, bisogna affrettarsi a godere. D'altronde
+la mia età par grave a te che sai i miei
+anni, ma per le donne sono un giovinetto. Porto
+la barba intera perchè le si possano attribuire<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+e sembrare apparenti i guasti reali che devo alla
+imminente quarantina. E sai tu quanto mi costi
+questa barba che vedi? Il mio ministro, che è
+un pedante, non mi vuol proporre a segretario
+d'ambasciata perchè pretende che un diplomatico
+non deve portar peli sul viso. Vedi bene che se
+le donne fanno qualche cosa per me, non è senza
+grave mio sacrificio. E difatti, il giorno che una
+donna mi farà accorgere dell'età mia, non me
+lo dovrà dire una seconda volta; uscendo da lei
+andrò diritto dal barbiere; mi vedrai raso come
+una zucca; lascierò le bugie d'amore per quelle
+della politica e le ambascie per le ambasciate.
+Ridi? Sei vinto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No no, non posso, ho da fare.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sì dei versi.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Che ne sai tu?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Li ho visti l'altro giorno sul tuo scrittoio e
+ne ho anche letti, discorrendo. Aspetta, mi ricordavo
+il primo... come dice?...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non sei discretissimo.<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Oh dei versi non sono una lettera; nessuno
+mette i suoi secreti in rima. Erano versi d'amore;
+bella cosa! ne ho ordinati tanti a pagamento
+quando credevo che le donne si conquistassero
+con un sonetto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Insomma sono fermamente deciso a non uscir
+di casa.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E allora come faccio io?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Aggiustati.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non posso condurla ad un albergo! Una donna
+per bene!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Se accetta di venirti a trovare...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>In casa mia.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ah le hai detto...?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Che questa casa mi appartiene naturalmente.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E tu ne sballi di queste?<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Colle donne soltanto. La bugia è il pane quotidiano
+dell'amore.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E se scoprisse?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Prima di venire è difficile che parli di me
+con nessuno, dopo non me ne importa.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ma perchè avendo in città tanti amici gaudenti
+come te e padroni di case più acconcie che
+non la mia a questa sorta d'improvvisate, vieni
+precisamente a cercar me che un'avventura simile
+imbarazza e disgusta in modo che non puoi
+concepire?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Perchè quelli vivono in piazza e tu in un
+romitorio, perchè il più discreto di quelli strombazzerebbe
+ai quattro venti la cosa, mentre tu
+che ne arrossisci, la terrai celata come una vergogna,
+perchè la loro casa spande un tanfo di
+vizio che metterebbe sull'avviso la persona che
+aspetto e la armerebbe alla difesa, mentre la
+tua così seria ed austera le inspirerà confidenza,
+e perchè finalmente il loro recapito è troppo
+noto e non potrei darlo per mio, mentre di te<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span>
+scommetto che nemmeno la donna che ami sa
+dove stai di casa.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Infatti!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah c'è dunque una donna che tu ami?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè no?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Una vera donna, viva, in carne ed ossa?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè no?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Stranissimo. E di che parlate insieme?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Di tutto.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Fuorchè d'amore, ci scommetto.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Pur troppo!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>L'avrei giurato. E il divertimento dura...?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè mi interroghi?<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Per sapere. Tu sei un fenomeno; non raro ma
+sempre curioso. D'altronde cogli uomini sono
+galantuomo e chissà che non ti possa dare un
+buon consiglio. Dunque il divertimento dura?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Da due anni.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>È giovane? È bella?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>L'amo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Hai ragione; questo dice tutto. È mondana?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È elegante.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ha marito?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È vedova.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E ti ama?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non lo so.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Le vai per casa?<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Quando sono sicuro di non trovar gente.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Come fai a saperlo?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Me lo dice.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah dunque le piace stare con te?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Lo credo, mi stima assai.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Le parli di poesia, di filosofia, dei tuoi studi,
+dei tuoi libri, delle tue raccolte artistiche...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No. Evito di parlare di me per paura di tradirmi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sarebbe un onesto tradimento che volterebbe
+in meglio le cose.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Credo di aver trovato la via di uscirne.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>La più corta sarebbe quella di parlarle.<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È la vostra sete di facili piaceri che ci fa
+timidi; se non ne aveste profanato il linguaggio,
+noi oseremmo parlare di quell'amore che voi
+avete fatto parere sempre bugiardo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>È la vostra timidità che rende così facili
+i nostri piaceri. In amore, chi si rimane alla
+poesia fa la zampa del gatto che cava per altri
+le castagne dal fuoco. Voialtri taciturni riuscite
+tanto più facilmente a sconvolgere l'animo delle
+donne quanto meno incutete loro paura. Ma quel
+veleno che andate loro inoculando nel sangue, non
+vi reca già la vostra immagine, non si chiama
+già l'amore di voi, si chiama l'amore semplicemente;
+un'essenza che sta da sè, che rende il
+cuore ed i sensi combustibili in sommo grado.
+Nella mia lunga carriera amatoria ho sperimentato
+per vero questo che a molti parrebbe un paradosso:
+che cioè il momento più proficuo per
+conquistare una donna è quando questa sta per
+innamorarsi di un altro. Coi vostri silenzi, cogli
+guardi, colla discretezza stimolante, colle ruvidezze
+rilevatrici, coll'ardore che irradiate intorno,
+voi portate il delizioso frutto d'amore a un tale
+grado di maturità che un soffio di vento lo spiccherebbe
+dal ramo, e non avete il coraggio di
+dare la scossa al tronco. Allora capita un goloso<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span>
+come me, vede il frutto proibito sospeso a un
+filo, dà una scrollatina alla pianta e para la
+mano. <i>Sic vos non vobis nidificatis aves.</i></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E la conclusione?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>La conclusione è questa: che prima ti ho fatto
+ridere, poi ti ho fatto dire il tuo secreto, e poi
+ti ho fatto un discorso, e che tutto ciò merita
+in ricambio il favore che ti richiedo.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Guarda, fra l'altre cose aspetto una lettera
+importantissima, la quale può decidere della mia
+sorte.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah briccone! Le hai scritto?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No. Una lettera di mia sorella.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E deve arrivare?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Verso le tre.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ebbene se arriva prima, tu sei qui a riceverla,
+se dopo, apposti il tuo domestico in istrada<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span>
+e te la fai portare al Club. È inteso? Fammi
+questo piacere.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Vada! Ma potevi almeno avvertirmi stamattina.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sono venuto, e non c'era nessuno e la cosa
+s'è combinata ieri sera. È una donna che amo
+da cinque anni di un amore intermittente; l'incontro
+ogni estate alla stagione de' bagni, ma
+sai, gli amori ai bagni sono tele di ragni, un
+soffio li sfonda. Quest'anno ho preso la mia licenza
+in primavera apposta per coglierla qui.
+Dopo poche visite, mi accorgo che ha cambiato
+natura; gli altri anni amava ridere e scherzare,
+quest'anno la trovo lunatica, distratta, nervosa
+in una parola. Ne trassi buon augurio e fu allora
+che ti ho fatto quella domanda in aria, più per
+premunirmi che altro.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E che bisogno hai di vederla in casa mia,
+dacchè puoi andare da lei?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ho bisogno di far presto, che non mi scada
+la licenza. Venendo qui essa fa un primo passo
+che tira seco il secondo; rimanendo a casa, non
+c'è ragione che mi sia più benigna oggi di ieri.<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ho capito.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ieri sera la trovo ad un ballo. In un crocchio
+di signore, dov'era anche lei, cade il discorso
+sulle collezioni artistiche di quadri e d'incisioni,
+ed essa se ne mostra amantissima. Allora rammentandomi
+di certe stampe che mi avevi fatto
+comprare a Berlino per la tua raccolta, appena
+solo con lei mi do per raccoglitore, un raccoglitore
+misterioso e geloso, locchè serviva a giustificare
+il mio prudente riserbo. Sono persuaso
+che essa non se ne intende meglio di me, ma
+me ne intendo così poco che meno ne discorro
+più ci guadagno. Le dissi che possedevo tesori,
+che venisse a vederli. Essa accetta senza esitare.
+Le do il tuo recapito e si rimane che sarebbe
+venuta oggi alle tre.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E tu ami una donna capace di accettare così
+su due piedi un appuntamento...?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Eh! se non l'accettasse, non varrebbe la pena
+di amarla.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E le mie incisioni hanno l'insigne onore di
+procacciarti...<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Già. Quando una signora per bene va a trovare
+uno scapolo, c'è sempre un oggetto d'arte
+che fa da Galeotto.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>entrando</i>)</p>
+
+<p>La posta. (<i>consegna e via</i>).</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ah finalmente! Permetti? (<i>legge</i>).</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Fa, fa. Dove tieni quelle famose incisioni?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>In quelle due cartelle.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Bene, leggi pure, ho tempo di dare una capata
+dalla fioraia a sollecitare quei fiori; perchè è inteso,
+eh? Alle tre te ne vai.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Che paura m'hai fatto! Figurati se avessi dovuto
+dare un contrordine.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Lasciami leggere.<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Vado subito. Ah! naturalmente il tuo domestico
+esce con te.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>S'intende.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Mi toccherebbe metterlo a parte del secreto
+e non conviene.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>S'intende.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah! un'altra cosa. C'è stato un imperatore
+romano incisore?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Uh che dici?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>C'è stato un incisore chiamato col nome di
+un imperatore romano? Un incisore famoso?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Eppure mi ha chiesto se avevo dei... dei...
+Caracalla... no. Dei... dei... già lo faceva per mostrarsi
+dotta... dei Silla... c'è un Silla incisore?<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No. E poi Silla non era imperatore.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Questo non monta. I romani antichi erano
+tutti dal più al meno imperatori.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Tu vuoi dire Marc'Antonio.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Bravo! Vedi. Marc'Antonio, Silla, Pompeo,
+siamo lì già. E tu ne hai di codesti Marc'Antonio?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sicuro e di stupendi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Io non ho detto nè sì, nè no. Stanno là in
+cartella?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sicuro.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E questo Marc'Antonio era...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Marc'Antonio Raimondi contemporaneo di
+Raffaello, il quale...<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ne so abbastanza. Addio. Vado e torno.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non mi troverai più.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Lo spero bene. Bada che uscendo avverto il
+tuo domestico perchè sviti dall'uscio la lastra
+col tuo nome.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non c'è.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Meglio. Addio San Luigi.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Addio Don Giovanni. (<i>via Fabrizio dal mezzo</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA V.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Marcello</span>, poi <span class="smcap">Anselmo</span>, poi <span class="smcap">Clemente</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Seccatore, va. Vediamo. (<i>legge</i>) Caro fratello. Ma
+grullo che sei, perchè, scriverle a me le tue lettere
+d'amore? Che me ne faccio io? Dacchè mi richiedi
+del mio avviso ti dirò che sono persuasa<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>
+che essa ti ama e ne ho anzi mille prove... (<i>smette
+di leggere</i>) Oh cara sorella! (<i>bacia la lettera, poi ripiglia</i>)
+che essa ti ama, e ne ho anzi mille prove
+e che non dimanda di meglio che di vederti
+uscire dal tuo incomprensibile silenzio. Quanto
+alla mia venuta, essa è in questo momento assolutamente
+impossibile... (<i>smette di leggere</i>) Oh!
+(<i>ripiglia</i>) la bambina convalescente non mi lascia
+partire... (<i>parlando</i>) dacchè è convalescente! (<i>legge</i>)
+d'altronde nei termini in cui siete, il tuo amore
+essa lo deve conoscere da te e non da altri. Ho
+pensato un momento a mandarle la tua lettera...
+(<i>parlando</i>) che idea! (<i>legge</i>) a mandarle la tua
+lettera, ma ciò non farebbe che metterla in imbarazzo,
+poichè essa non te ne potrebbe tener
+parola se tu prima non intavoli il discorso, e
+ti conosco troppo per sperare da te un simile
+ardimento. (<i>parlando</i>) Ha ragione (<i>legge</i>) Mio marito,
+non puoi figurarti quanto egli ride di te...
+(<i>parlando</i>) lo sciocco! (<i>leggendo</i>) mi propose allora
+di mandare a lei la tua lettera chiusa, avvertendola
+che tu saresti andato a leggergliela; ma
+ciò non servirebbe che a farti sospendere la tua
+visita. Però siccome in fondo l'idea era buona,
+abbiamo insieme deliberato di mandare a lei,
+chiusa in una busta e col recapito, la lettera
+incendiaria che tu mi scrivesti, pregandola, poichè
+tu sei tale uomo da poter ricevere in casa tua
+una signora per bene, senza pericolo di sorta<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span>
+per la sua riputazione, pregandola di recarla in
+persona da te, perchè tu glie ne dia lettura...
+(<i>parlando</i>) Oh! (<i>legge</i>) e così abbiamo fatto. Aspettala
+dunque quandochessia poichè questa lettera
+diretta a te e quella diretta a lei partono insieme
+collo stesso corriere. (<i>parlando</i>) Oh mio Dio!
+E ora se viene qui... e ci trova quegli altri!
+(<i>guarda il pendolo</i>) Non sono ancora le due. (<i>suona
+il campanello</i>) Fabrizio pensi lui ad accomodare...
+ha un'ora di tempo. (<i>Anselmo entra</i>)</p>
+
+<p>Il barone Fabrizio è uscito?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignore.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>C'è di là il domestico?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignore.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Gli dirai che corra subito a raggiungere il
+suo padrone, dev'essere andato dalla fioraia...
+egli saprà bene da quale fioraia, e che lo rimeni
+qui sul momento.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il barone ha detto che alle tre in punto sarebbe
+tornato.<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non ho tempo d'aspettare le tre io.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Mancano cinque minuti.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Alle due.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Domando scusa...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E guarda là... (<i>sovvenendosi</i>) Oh! l'ha ritardato
+quell'altro. (<i>guarda l'orologio</i>) Hai ragione
+(<i>fra sè</i>) come si fa? A momenti quella donna è
+qui. Io la rimando. Impossibile... Ho promesso
+d'altronde... aspettarla... vederla... scoprir così il
+suo segreto... no... no. Andrò io ad impedire la
+venuta... di... già, non uscirà mica di casa appena
+ricevuta la lettera. Chissà se a quest'ora
+l'ha già ricevuta... è appena arrivata la mia...
+Vado, e se la trovo... ebbene, rompo il ghiaccio
+e la facciamo finita. (<i>ad Anselmo</i>) Il cappello. (<i>Anselmo
+via</i>) Chiudiamo queste carte sparse.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>tornando col cappello</i>)</p>
+
+<p>Eccolo.<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ora tu esci subito e sei in libertà fino alle
+otto di stassera.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignore.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E non rientri prima di quell'ora sotto nessun
+pretesto.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Nossignore. Ma Clemente che è di là?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Clemente rimane.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il signor Cavaliere è scontento dei miei servigi?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No. Perchè?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Perchè prende in prova un altro domestico.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non prendo nessun altro domestico, prova ne
+sia che starò io pure fuori di casa tutto il tempo
+che starai tu.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>E Clemente rimarrà qui solo?<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Solo o accompagnato non ti riguarda.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Chiudo tutto?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Al contrario lasci tutto aperto. Va che ho
+fretta di ordinare... (<i>Clemente entra correndo</i>).</p>
+
+<p>Che c'è?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>S'è fermata una carrozza di sotto e ne è scesa
+una signora.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>ad Anselmo</i>)</p>
+
+<p>Usciremo per la scaletta di servizio e per la
+porticina del giardino. (<i>scampanellata</i>) E quell'animale
+che non arriva! (<i>a Clemente</i>) Voi badate che
+quella signora domanderà del vostro padrone,
+ditele che sarà qui a momenti e fatela passare.
+Presto (<i>via Clemente dal fondo e Marcello ed Anselmo
+per la laterale</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Livia, Clemente.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Non può tardare più di due minuti, ha detto
+che alle tre in punto sarebbe tornato.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Va bene.</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>La signora comanda nulla?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Nulla. Il mio domestico è in anticamera?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Sissignora.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Andate pure. (<i>via Clemente</i>) È poco galante il
+barone! Com'è bello qui! Quieto, ordinato, dei
+libri che hanno l'aria di esser letti... pochi ninnoli...
+nessuna mostra di fotografie... bellissimo.
+Chi mai avrebbe immaginato così armonica la casa
+di quello sventato! La sua casa è migliore di
+lui. (<i>apre la persiana della finestra</i>) E il giardino!
+Com'è bello fiorito! &mdash; Non viene. Se me ne andassi?<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span>
+(<i>pausa</i>) Mi pare che passerei volentieri delle
+ore qui... sola... a leggere... a suonare (<i>siede
+allo scrittoio</i>). Curioso effetto che fa una stanza
+dove s'entra per la prima volta! Quante cose
+racconta del suo padrone! Quante abitudini palesa,
+quanti difetti tradisce con gran studio celati,
+quante qualità ignorate rivela subitamente.
+Qui difetti non ne appare. Tutto vi ha l'aria
+di dover servire senza sfoggio. Se non conoscessi
+il barone e me lo dovessi immaginare dalla
+vista di questa stanza, vediamo un po' come lo
+immaginerei? Precisamente l'opposto di quello
+che conosco. Fidatevi delle apparenze! o piuttosto
+fidatevi di questa sorta di induzioni! Quale sarà
+la sua vera natura? Quella che egli mostra di
+fuori o quella che appare qui? Sono più sincere
+le cose che gli uomini. (<i>prende un libro</i>) L'intermezzo
+di Heine... in tedesco...! e annotato in
+margine... di suo pugno. Sa il tedesco! (<i>prende
+delle carte</i>) Dei versi? O curiosa! Con una data:
+cinque Aprile, di ieri dunque. Vediamo (<i>legge</i>)</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Io non la vidi e vommene<br />
+Dolente; oggi lo sento<br />
+Mi armava amor d'insolito<br />
+Disperato ardimento,<br />
+Oggi era certo l'impeto<br />
+Della facondia mia,<br />
+Sarò doman l'estraneo<br />
+Che passa per la via.</p></div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span></p>
+
+<p>Che tristezza in questi ultimi versi:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>Sarò doman l'estraneo<br />
+Che passa per la via.<br />
+</p></div>
+
+<p>Com'è triste! (<i>si alza</i>) Ha fatto apposta a non
+trovarsi in casa il signor barone. Mi ha più interessato
+in cinque minuti di assenza che non nei
+cinque anni da che lo conosco. Ma ora se non
+viene non mi troverà più. (<i>s'avvia, entra Fabrizio</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Livia, Fabrizio.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Devo mettermi in ginocchio?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Me ne andavo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Se avessi contato sulla vostra puntualità sarei
+parso vanitoso.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>E piuttosto che aspettar voi, preferite fare
+aspettare gli altri.<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>È così dolorosa l'attesa di una gran gioia! Ho
+cercato di ingannare il tempo occupandomi di voi.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Di me? (<i>Clemente entra con un ricco canestro di
+fiori, lo depone, poi esce</i>). Ah che galanteria! Però
+avrei avuto più cari dei fiori del vostro giardino.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO (<i>stupito</i>)</p>
+
+<p>Del mio giardino?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non è vostro quel giardino lì sotto?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah! sicuro ma non ci sono fiori.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Se ne ho visti io di bellissimi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah, aveste visto?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Dalla finestra. Sapete che è bello il vostro
+studio?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Poh!<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ma assai bello. È così austero, tranquillo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Volete dire che ci si deve seccar molto, non è
+vero?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Naturalmente! Non ci siete che voi capace di
+apprezzarlo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Oh mi ci seccherei anch'io.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Mi piace quel soggiuntivo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ho detto mi seccherei perchè non ci sto mai.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ha l'aria tanto abitata.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ora che sono in congedo, ma il resto dell'anno
+lo passo a Bruxelles.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Dovete rimpiangerlo quando siete lontano.<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>D'ora in avanti lo rimpiangerò, perchè ha
+avuto l'onore di accogliervi.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Vediamo dunque queste incisioni.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Datemi tempo di rimettermi dalla emozione,
+dal piacere che provo nel vedervi qui a casa
+mia...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ma sono venuta per questo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Soltanto?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>E perchè altro?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Io che ve ne ero già tanto riconoscente!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Lo credo. Vi ho dato una bella prova di stima.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non è il sentimento che ambisco di ispirarvi.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Avete torto. La stima è madre di tutti i sentimenti
+benevoli.<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Speriamo nella figliuolanza.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Sapete a che pensavo aspettandovi? Che dovete
+fare un ben meschino giudizio di noi donne,
+me compresa, dacchè vi credete in obbligo di
+ostentare con noi una leggierezza, che vi nuoce...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Grazie.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>E di nasconderci il vostro vero valore.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Io nascondo il mio vero valore! Ma non domando
+di meglio che di mostrarlo.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non fingete. Voi siete studioso.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Poco.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Dotto.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Misericordia! Chi mi ha calunniato?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Voi stesso. È impossibile entrare in questa
+casa senza indovinare nel suo padrone un uomo<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>
+amante dello studio e del raccoglimento. Questo
+ambiente così quieto, così intimo, non può mentire.
+Questi libri non hanno l'aria di fare inutile
+parata di sè. Non cercate di ingannarmi.
+A che pro? Se sapeste quanto siete cresciuto
+nel mio concetto dacchè sono entrata qui dentro!
+Perfino la vostra finzione mondana mi piace,
+essa mi prova una timida diffidenza verso gli
+indifferenti; si vede che non volete mostrare
+al mondo vano, la serietà dei vostri diletti; costretto
+di vivere con gente frivola amate meglio
+fingervi frivolo che passare per originale. Non è
+così? E poi siete poeta.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Anche poeta?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Mi direte curiosa. Colpa vostra; perchè lasciare
+sparsi sullo scrittoio ed in evidenza questi fogli...?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah avete letto...?</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>fa cenno di sì</i>)</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Dei versi?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Belli.<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sì, mi diverto qualche volta per non saper
+che fare.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Mi perdonate l'indiscrezione?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Che non vi perdonerei?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Allora prendo coraggio.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sì, prendete coraggio.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Chi è?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Chi?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>La donna che vi ispira.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Me lo domandate! Ingrata.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah no. Non sono io.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Vi giuro...<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non sono io. È naturale che cerchiate di farmelo
+credere, ma ho le prove del contrario.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Le prove! (<i>fra sè</i>) Che diavolo sia! (<i>forte</i>) Ah,
+ci sarà forse scritto su un nome che non è il
+vostro, ma, sapete bene... i poeti usano nomi immaginari.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non c'è scritto nessun nome.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E allora?</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>gli dà il foglio</i>)</p>
+
+<p>Leggete. Sono vostri quei versi?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E di chi potrebbero essere?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Leggeteli.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO (<i>legge</i>)</p>
+
+<p>«Io non la vidi e vommene dolente...»</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Basta.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E qui c'è la prova? Io non la vidi e vommene
+dolente... Ecco, vommene dolente e il dolore
+mi fa poeta: li ho scritti un giorno che
+non mi era riuscito di vedervi.<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Quando?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non mi ricordo il giorno preciso.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Avete poca memoria, perchè furono scritti ieri.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ieri?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>C'è la data. Eccola, 5 aprile. Oggi ne abbiamo
+6... e ieri foste a casa mia, mi ci trovaste,
+mi avete quindi veduta, non ve ne siete andato
+dolente affatto, locchè vuol dire che quella donna
+non sono io.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Come la ragione è nemica dell'intelligenza!
+Sono stato da voi, c'era un mondo di gente,
+uomini, donne: una fiera. E lo chiamate vedervi
+questo? E me ne devo contentare? E non me
+ne posso andar via dolente?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Leggete avanti.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<div class="poem"><p>
+Dolente &mdash; Oggi lo sento<br />
+Mi armava amor d'insolito<br />
+Disperato ardimento.<br />
+</p></div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Sono cinque anni che mi andate giurando di
+amarmi, con frasi così pompose che non ci ho
+mai creduto, e parlate d'insolito ardimento!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Insolito disperato ardimento: quello che è insolito,
+non è l'ardimento ma la disperazione.
+Sono cinque anni che vi giuro di amarvi, e cinque
+anni che vi prendete giuoco di me. Non è
+naturale che arda di trovarvi sola una volta
+per dirvi il mio amore in termini tali da non
+lasciarvene dubitare?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ne parlate troppo e troppo chiaro. (<i>Fabrizio le
+prende la mano e gliela bacia</i>).</p>
+
+<p>Che fate?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Provo a spiegarmi tacendo.</p>
+
+<p class="center">(<i>Livia si alza, prende l'ombrellino e si avvia</i>).</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Che vuol dire?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Vado.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Oh! vi bacio la mano tutte le volte che v'incontro
+e non ve ne avete mai per male.<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Dovreste capire che essendo a casa vostra, il
+linguaggio ed i modi che adoperate sono di pessimo
+gusto.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ma di peggiore gusto sarebbe se vedendovi
+qui sola e bella...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh! (<i>s'avvia</i>).</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>No, no, no, fermatevi. Prometto che divento
+docile come un agnellino. Sedete: ve lo giuro.
+(<i>Livia siede</i>). Pensate un po' quanto sarebbe stato
+ridicolo, se ve ne foste fuggita a quel modo.
+Che viso avremmo fatto incontrandoci la prima
+volta in società? Come siete severa! Per trovar
+grazia presso di voi, bisogna essere uno spasimante
+muto?</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>prontissima e impensatamente</i>)</p>
+
+<p>Ah Dio, no per carità!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Come inorridite a quell'idea! Ne avreste per
+caso qualcheduno d'attorno?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Vediamo le incisioni?<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>No, rispondete. Sì, eh? Un'anima pudica e virtuosa,
+un cuore ardente ma padrone di sè.</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>involontariamente</i>)</p>
+
+<p>Oh molto pad... (<i>si morde le labbra</i>).</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Già. Troppo padrone, non è vero? E ve ne
+spiace! È un mondaccio! Quelli che ardiscono
+si vorrebbero timidi e i timidi si vorrebbe convertirli
+in leoni.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh non c'è pericolo! (<i>ride</i>).</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ridete pure e grazie della confidenza. Però
+mi sarà lecito domandarvi che parte mi destinate
+nel piccolo romanzetto del vostro cuore.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non il protagonista certo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Andiamo! Un uomo maturo...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Eh!<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>... Come siete; perchè via, senza offendervi
+siete un uomo maturo. Quanti anni avete?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Indovinate.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non è difficile. Ero in collegio, nella classe
+delle piccine, vale a dire alta così... e mi ricordo
+che sentivo le grandi, quando ritornavano
+dopo i giorni d'uscita, portare al cielo i vostri
+baffi e il colore delle vostre cravatte. Eravate
+già allora applicato... o che altro so io, al ministero
+degli esteri, tanto che, in collegio vi si
+chiamava, per antonomasia, l'ambasciatore; locchè
+fra parentesi vuol dire che è una carriera
+lenta la vostra.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non me ne posso lagnare.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Meglio per voi, ma noialtre, che fin d'allora
+eravamo tutte quante ammirate della vostra
+gloriosa persona, capite bene, che non si è potuto
+durare tanti anni nello stesso sentimento...
+del resto... dove andava la instabilità femminile?
+Volete che vi dica la mia età? Non ve
+la lascio indovinare, perchè sareste capace, nella
+vostra galanteria, di farmi più giovane di quello<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>
+che sono, tanto più che ci avreste il tornaconto.
+Ho ventisei anni, e nell'epoca di che vi parlo
+ne avevo dieci. Voi allora non potevate averne
+meno di ventiquattro, tirate il conto, sono quaranta.
+Non dico che siate vecchio, ma ne conosco
+di più giovani. &mdash; Lasciate stare la vostra
+barba, perchè la stiracchiate tanto?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non sapete che rischio corre la mia barba.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che rischio?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non siamo abbastanza amici perchè ve lo dica.
+Non mi fa mica piacere sapete, aver quarant'anni.
+Ma via, non sono venerabile, e non vi
+potrei essere nè nonno nè padre, e il sentimento
+che provo per voi, può essere altrettanto dolorosamente
+offeso in un uomo di quarant'anni
+quanto in uno di venti. Gran cosa esser giovani!
+Se aveste avuto qualche anno di più, avreste
+capito che il vostro procedere meco era molto
+leggiero.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Avete ragione. Perdonatemi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non più leggiero forse del mio verso di voi.
+Ma la nostra importunità non può offendervi,<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+mentre le false speranze che ci fate concepire
+ci rendono tanto ridicoli!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Fui un po' civetta. Siete contento?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>È vero.</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>punta</i>)</p>
+
+<p>Danke.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Come dite?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Grazie.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>No, non avete detto così.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ho detto: Danke, che fa lo stesso.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>È tedesco eh? Non intendo il tedesco.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non intendete il tedesco?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Affatto.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non intendete il tedesco?<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ma no. Me ne vergogno, se vi piace, ma non
+l'ho studiato. Agli esami per entrare in diplomazia
+non si richiedeva ai miei tempi che il
+francese e l'inglese, ma di tedesco, lo confesso,
+non so una parola. Cioè dico male.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ho imparato a chiedere amore in tutte le
+lingue Europee. Mi amate voi? M'aimez-vous?
+Do you love me? Lieben sie mich? perfino in
+russo.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah! Ah! curiosissimo. E quale preferite di
+queste lingue?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Quella in cui mi si risponde affermativamente.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Locchè vi deve accadere spesso?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Le donne non sono tutte crudeli come siete
+voi; qualche volta ha ragione il poeta che dice:</p>
+
+<div class="poem"><p>«Amore a nessun amato amare perdona»</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Il poeta dice:</p>
+
+<p>«Amor che a nullo amato amar perdona» perchè
+il poeta scrive dei versi che tornano, mentre
+voi li citate falsi, locchè è strano in un uomo
+che pretende di farne.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Oh ci sarà una sillaba di più, bella cosa!
+Perchè mi guardate a quel modo?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Siete ben sicuro d'essere a casa vostra?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Dacchè ci siete voi essa vi appartiene.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Lasciamo i madrigali. Ho paura di essermi
+troppo facilmente fidata di voi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Che supponete?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Questa casa risponde così poco all'indole vostra!
+Ci siete così stonato! Ho cercato di attribuirvi
+per un momento qualcheduna delle qualità che
+essa rivela e voi avete così vittoriosamente smentito
+le mie supposizioni! Ci trovo dei versi, me
+li date per vostri, e citate sbagliato un verso<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span>
+che sanno giusto perfino i bambini, e per spiegare
+il senso che volete attribuire a quegli altri
+dovete commentarli stiracchiandoli in modo compassionevole.
+Sullo scrittoio c'è un volume di
+Heine in tedesco, annotato in margine dalla
+stessa mano che scrisse i versi, e voi non sapete
+una parola di tedesco.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Dirò...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Lasciatemi dire. Mi vantate una famosa collezione
+artistica e scommetto...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO (<i>accennando la cartella
+dove stanno le stampe</i>).</p>
+
+<p>Ma eccola qui la collezione, ma ve la faccio
+vedere, e dopo vi spiegherò il mistero, la combinazione
+di quel tedesco e vi convincerete dell'ingiustizia
+dei vostri sospetti. Oh credermi
+capace! Eccole qui le cartelle! apritele, e ci troverete
+dentro anche quelle stampe di che mi
+avete parlato ieri.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che stampe?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Sì... sapete bene... quei... Pompeo...<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Pompeo!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Uh... che dico! Quei Silla...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Silla!</p>
+
+<p class="center">(<i>Fabrizio rimane imbarazzatissimo. &mdash; Livia
+scoppia in ridere</i>).</p>
+
+<p>Marc'Antonio, volete dire... Ah... Silla! Pompeo
+ah! ah!...</p>
+
+<p class="center">(<i>Fabrizio scoppia in risa anche lui. &mdash; Livia
+appena rimessa dal ridere</i>)</p>
+
+<p>Ho riso perchè non vi potete immaginare la
+faccia grottesca che avevate, ma spero bene che
+non cercherete di ingannarmi più oltre. Questa
+non è casa vostra.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Lo confesso.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh! Dove sono?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>In casa di un amico.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Il quale naturalmente mi crede la vostra
+amante.<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span></p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Vi do la mia parola d'onore chi gli ho detto
+che non lo siete.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ma mi immagina disposta a divenirlo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ignora il vostro nome.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Preferirei lo sapesse. Se è un uomo di mondo,
+se mi conosce, se è un galantuomo, non avrebbe
+certo accettato di farsi complice di un'azione
+così poco leale.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ma insomma cos'è mutato in voi? Questa
+casa non è mia, peggio per me; ma da che io
+ne sia o no proprietario, voi non ci siete nè meno
+rispettata nè meno sicura. Non è già il fatto
+di sapermi padrone di uno stabile che vi ha indotta
+a venirci: potevo comprarla ieri, potrei
+comprarla domani e non crescerei di un bricciolo
+nella vostra stima.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>È vero, ma quello che mi offende è il proposito
+celato, sono le speranze che avete certamente
+concepite attirandomici. Invitandomi a
+casa vostra potevate essere mosso a farlo da<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+quel sentimento di vanità naturale in chi possiede
+una casa bella dove ha raccolto oggetti
+pregievoli, potevate compiacervi della fede che
+riponevo in voi, della arrendevolezza di una signora
+che accetta di dare una leggiera tinta di
+galanteria ad un fatto per sè innocentissimo;
+ma procacciandovi la casa di un altro, ma inducendo
+colui ad abbandonarla, ma combinando
+questo viluppo di falsità e di ipocrisie, tali ragioni
+non valgono più. È evidente che avete
+sperato, che avete confidato che io potessi divenire
+la vostra amante, che potessi accorrere ad un
+convegno di facili piaceri, come al camerino appartato
+di un caffè di mala fama per gettarmi
+nelle vostre braccia, senza nemmeno la povera
+scusa di un amore al quale non vi ho mai dato
+diritto di credere.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Se vi offendete per intenzioni che mi attribuite...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>E in quale altro modo potreste offendermi?
+Come ci sono sguardi che fanno arrossire, ci sono
+desideri e speranze che contaminano. Finchè
+durano ignorati essi deturpano solamente l'animo
+che li ha concepiti; palesi, macchiano chi ne è
+oggetto. Quando penso alle parole che dovete
+aver detto per farvi complice il vostro amico,<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>
+alle spiegazioni che dovete avergli dato, alle supposizioni
+che egli certamente fa in questo momento,
+mi sento così avvilita, come se avessi
+commesso una cattiva azione.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>E ne siamo tanto lontani!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ma come avete potuto pensare di me che sarei
+stata una così facile conquista? C'è dunque nei
+miei modi, nel mio parlare qualche cosa che
+tradisce le debolezze, le compiacenze di una
+donna galante? Che vi hanno detto sul conto
+mio? Che ho ingannato mio marito, che nella
+mia vedovanza ho avuto dieci amanti? Per scegliere
+me, piuttosto che un'altra, ad una simile
+avventura, bisogna che io sia riputata una donna
+di costumi facili... il vostro procedere a mio
+riguardo deve derivare da qualche tristo, da qualche
+infame giudizio sulla mia condotta, perchè
+non siete uno sciocco, e non avete certo potuto
+illudervi sul conto delle vostre seduzioni a segno...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Mi sono illuso. Chiamatemi pure imbecille...
+me accettante e stipulante, mi sono illuso, non
+sul conto delle mie seduzioni, ma sulla verità
+di quel verso... Amore a nullo... non lo dico
+intero perchè a citarlo poc'anzi non mi ha portato<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span>
+fortuna; però dovete ammettere che la colpa
+non è tutta mia. Ora che vi ho strappato l'involontaria
+confessione di quel tale spasimante
+muto, che voi vorreste far loquace, ora capisco
+come stanno le cose. Avete accettato il mio invito
+perchè irritata dal silenzio di quell'imbecille
+vi è venuta lì per lì l'idea femminile, di
+levarvi dal suo dominio o per lo meno di fargli
+uno di quei dispetti occulti che piacciono tanto
+alle donne; o forse non potendo trionfare di lui
+con dargli un po' di parlantina, vi è parso piccante
+sperimentare in animo vile, che sono poi io,
+l'impero dei vostri vezzi. Ma chi ne sapeva nulla?
+Chi ve lo ha visto d'attorno quel cospiratore?
+Credete pure che la trista figura che sto facendo
+vi vendica abbastanza della mia leggerezza;
+perchè non è piacevole, sapete, trovarsi a queste.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Sta bene. Vi perdono, addio.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Di già?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Vi permetto di accompagnarmi fino alla carrozza.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ahi!<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non mi sgridate?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che cos'è?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Quando vidi, entrando, la vostra carrozza ferma
+lì sotto, che minacciava di accorciare la durata
+della vostra dimora...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ebbene?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Stava per piovere... come piove infatti.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non l'avete mica mandata via?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Io no. Sono salito, ho spedito il mio domestico
+a dire al cocchiere che se ne andasse e
+tornasse poi alle sei e mezza.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Il cocchiere sarà rimasto!</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non credo, stavo attento e l'ho sentito voltare
+i cavalli e partirsene di trotto.<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh ma...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Quando mi avrete strapazzato come un cane
+non lo farete tornare.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Piove dite?</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Una scossettina. Ma già a piedi non potete
+uscire.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Andate subito a richiamare il mio cocchiere.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Mando il vostro domestico che è in anticamera.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Mancherebbe! Il mio domestico rimane.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ci mando il mio.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Andate voi in persona. Non voglio che la
+vostra impertinenza vi frutti di prolungare un
+colloquio che è già troppo durato.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Piove.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Piglierete un ombrello.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Non so dove li tiene.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Peggio per voi.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Vi mando il primo fiacre che incontro.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Andate a casa mia e ordinate al mio cocchiere
+di tornare immediatamente.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ma, e voi?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Io aspetto.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Posso almeno sperare il vostro perdono?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non credo.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Pensate... (<i>movimento di Livia</i>) Vado, ma è proprio
+una penitenza senza peccato. (<i>via</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VIII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Livia</span> sola.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p>Altro che scossettina. È un rovescio. Poveretto!
+Eccolo. (<i>picchia ai vetri</i>) Buon passeggio. Oh sì,
+non leva la testa, corre, corre, rasenta gli alberi
+del viale... troverà bene un fiacre che lo conduca
+a casa mia! Se non lo trova peggio per lui.
+Però vorrei sapere dove sono. Speravo gli sarebbe
+venuto detto nel discorso: domandarglielo
+non voglio. Chi sarà mai il vero padrone?
+Chissà se lo conosco? C'incontreremo forse in
+società, discorreremo di cose futili ed indifferenti,
+ed io sarò stata in casa sua, avrò letto i suoi
+versi, e indovinate le sue abitudini e almanaccato
+sul suo conto. Che strana cosa! (<i>apre le
+cartelle</i>) Chissà che penserà stassera tornando a
+casa! Eh penserà male... molto male! Che orrore!
+Essere sospettata l'amante di Fabrizio...
+e servire di stimolo alla fantasia di un vizioso
+forse. Che giornataccia! Non ci vedo più. Ho
+fatto male a mandarlo via... ora ce n'avrà per
+mezz'ora... e qui sola... in una casa che non
+conosco. E se rientrasse quell'altro? e mi trovasse...?
+Quando sono arrivata mi è parso di udire<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span>
+un passo da quella parte. Che sia rimasto in
+casa? Se fosse là dietro a quella porta a spiarmi.
+Ho paura. Che sciocca. Farò venire il mio domestico
+che mi tenga compagnia. (<i>suona</i>) Una carrozza?
+È Fabrizio che torna. (<i>guarda dai vetri</i>)
+Marcello! Non è possibile! Marcello! e viene
+qui certo... paga il fiaccheraio.. e lo congeda.
+Sono in casa sua! mio Dio... è capace di uccidermi.
+(<i>nell'aprirsi la porta</i>) Ah! (<i>entra Clemente</i>)
+Che volete?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>La signora ha suonato?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Io! Ah sì... che volevo?... Ah direte... La
+sua voce... parla col mio domestico... viene...
+eccolo... Andate... andate... (<i>via Clemente</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IX.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Marcello</span> e detta.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Siete qui... siete qui!... Come sono contento
+di trovarvi ancora!... Ne disperavo... Non avete
+incontrato qui una persona...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Il barone di Turbia.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ah lo conoscete?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>È uscito.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E non c'era altri con lui?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non ho visto nessun altro.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>L'avrei giurato; non è venuta. Se sapeste
+quanto ho corso, non trovavo carrozze.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ma...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Come ho fatto a sapervi qui? È semplicissimo.
+Mia sorella ha scritto anche a me.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Vostra sorella?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sì, in risposta ad una mia lettera disperata
+di ieri... allora sono corso a precipizio da voi,
+eravate uscita da mezz'ora; per fortuna il portinaio
+mi ripetè l'indirizzo che vi aveva inteso
+dare al vostro cocchiere. Viale dei tigli, 37... il
+mio indirizzo! Sapevo che dovevate venire da<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+me, ma non così presto, non speravo così presto,
+e contavo di prevenirvi. Perchè mi guardate a
+quel modo?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Nulla.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Mettetevi a sedere. Avevo tanta paura che
+incontraste qui una persona, indegna di voi...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Indegna di me?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sì, voi non sapete. Il barone di Turbia mi
+aveva pregato di cedergli il mio quartierino per
+un'avventura amorosa.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Che brutta cosa, n'è vero? Non è amorosa
+che dovevo dire... è galante. Andare nella casa
+di un ignoto, dove non c'è ricordi, che non ha
+intimità, donde si dovrà uscire di soppiatto, e
+che tradirà con altri il secreto dei nostri amori...
+è orribile. Non avrei dovuto accondiscendere e
+vi assicuro che per strada ero inquieto come per
+rimorso, ma quel Fabrizio è così insistente, così
+prepotente! Mi ci ha proprio tirato per i capelli:
+mi ha raccontato mille storie, che si trattava<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+di una donna che egli ama da cinque anni, di
+un frutto maturo che non domandava che di
+cadere, insomma sapete bene, gli indiscreti trionfano
+sempre. Che avete?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Nulla. Perchè mi dite queste cose?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Per farvi capire la paura che ho avuto. Pensate,
+se voi, Livia, la donna che io stimo sopra
+tutte al mondo, foste capitata qui in mezzo allo
+sconcio romanzo di quel libertino! Che idea vi
+sareste fatta di me? Ma ho saputo della vostra
+possibile venuta, quando già avevo accondisceso,
+e non avrei fatto più in tempo a rimediare.
+Allora sono corso da voi per prevenirvi... tardi
+anche questa volta. Come siete stata sollecita!
+Quanto ve ne ringrazio! Per fortuna quell'altra
+non è venuta. E avete incontrato Fabrizio? Che
+viso aveva? Che ha detto vedendovi? Chissà
+cosa ha pensato di voi?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non me ne importa.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Oh siete turbata, è inutile che vogliate negarlo...
+siete pallida...<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Come sapevate di trovarmi qui? Me lo avete
+spiegato, ma non ho capito.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È stata mia sorella, ve l'ho detto, mia sorella
+che ha scritto anche a me. Per questo mi
+premeva di vedervi; voglio essere io il primo a
+parlare, la confessione che dovete udire, voglio
+che venga da me, spontanea, non provocata... non
+guardatemi così, mi togliete il coraggio. Livia,
+Livia vi amo tanto, lasciatemi le vostre mani,
+non mi respingete. Già non vi giunge inaspettato
+quello che vi dico, è da un pezzo che dovete
+saperlo che vi amo, non osavo dirvelo per
+terrore di vedermi respinto, ma lo dicevano certo
+tutti gli atti della mia vita; dovevate sentirlo
+che non vivevo che per voi, che eravate il mio
+solo pensiero, che mi chiudevo in un'esistenza
+severa e solitaria per dedicare a voi sola tutte
+le ore della mia giornata, per rendermi degno
+di voi, per levarmi fino all'altezza in cui vi avevo
+collocata nel mio pensiero. È vero che lo sentivate?
+Rispondetemi.</p>
+
+<p class="center">(<i>Livia si alza turbatissima e attraversa la scena</i>).</p>
+
+<p>Livia, Livia. Perchè vi allontanate? Come
+siete agitata! Oh non temete, se anche non
+foste a casa mia non sono uomo da dare in
+ismanie. Se il vostro silenzio significa che il
+mio amore non ha saputo giungere fino a voi...<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>involontariamente</i>)</p>
+
+<p>Oh... No!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ebbene ditemi una parola, non vi chiedo altro,
+una parola.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non qui... non qui... Marcello... non qui!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E perchè no? La mia casa è diventata così
+indegna di voi? Solo perchè l'ho conceduta ai
+piaceri di quel gaudente, essa è così profanata
+da non poter udire dalla vostra bocca una parola
+di speranza? Ma non è venuta quella donna,
+ma Fabrizio è partito... e fosse anche venuta
+essa non è della vostra specie, voi, così nobile,
+così pura, essa... una femmina volgare, una cercatrice
+di avventure galanti... Che c'è di comune
+con voi? Il suo contatto non vi contamina, voi
+purificate il luogo dove entrate come profumo
+d'incenso. Oh Livia, questa è la casa mia, la
+confidente dei miei dolori e delle mie speranze.
+La sera, dopo che vi ho lasciata, quando entro
+in casa, ancora tutto pieno della vostra immagine,
+rimango qui solo per delle ore, ripensando
+i nostri colloquii, e chiudo gli occhi e vi rivedo
+e risento la vostra voce, e respiro la fragranza
+che reco con me negli abiti dal vostro salotto.<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span></p>
+
+<p>Oh! questa stanza vi conosce come una vecchia
+amica, sa il vostro nome, me l'ha inteso ripetere
+tante volte! Guardate, ho qui il vostro
+ritratto. L'ho rubato a mia sorella... (<i>apre il
+cassetto e ne toglie una fotografia</i>) E questi versi...
+leggeteli...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah sono vostri questi versi?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E di chi potrebbero essere? Li ho scritti ieri
+sera. Ero uscito per venire da voi, ma giunto al
+vostro portone vidi la carrozza che vi aspettava.
+Allora mi ricordai che andavate al ballo, fui tentato
+di salire a darvi la buona sera, ma il pensiero
+di vedervi in una toeletta che detesto mi
+trattenne. Me ne tornai coll'anima piena di tristezza
+e ho buttato giù quelle otto povere righe.
+Li avete letti?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Or ora aspettandomi?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E non avete indovinato che parlavano di voi?
+Rispondete? Non potevate certo immaginarli<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>
+ispirati da un'altra; mi conoscete oramai da tanto
+tempo e se anche nella mia selvatichezza rifuggo
+dal parlarvi di me, tuttavia dovevate sentirlo
+che per me non c'era al mondo altra donna, fuori
+di voi. Io stesso, io che vi supplico invano di una
+buona parola, non oso sperare di essere amato
+da voi, ma sono certo che non amate altri.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Lasciatemi andare. Verrete stassera da me?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>No, rimanete.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non posso.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ma perchè, perchè?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non chiedetelo, Marcello, ve ne scongiuro, vi
+aspetto stassera.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ciò non è naturale, il vostro aspetto... le vostre
+parole... avete l'aria di temere qualche...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Marcello... vi amo... Prima che tu giungessi,
+prima che tu parlassi; sapevo il tuo amore e te<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>
+lo ricambiavo intero; il tuo silenzio era il tormento
+dei miei giorni, ogni sera ero tentata di
+vincere la tua timidità, di costringerti ad una confessione
+che leggevo nei tuoi occhi e che tu cieco
+dovevi leggere nei miei; sono stata corrucciata
+con te per la tortura che mi infliggevi. Perchè
+hai taciuto tanto? Ho creduto di smarrire la
+ragione! Ho cercato di punirti dimenticandoti,
+non ho potuto. Mi vuoi? Sono tua, ma non qui,
+ma non ora: questa casa mi brucia i piedi, lasciami
+andare, Marcello, lasciami andare; se rimango
+qui sento che la nostra felicità può essere
+distrutta in un momento e per sempre.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè guardi da quella porta? Di chi temi?
+Chi aspetti?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh sei crudele!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Ebbene va. Non voglio cercare altro. Mi ami,
+mi basta, perchè me lo dicesti se non fosse vero?
+Hai ragione, non sarei più padrone di me. Vieni...
+io t'accompagno fino alla tua carrozza.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>La tua carrozza... non l'ho veduta dabbasso.
+Perchè l'hai rimandata?<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non io.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non tu? E chi? Chi ha rimandato la tua
+carrozza?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Abbi pietà, Marcello... non so... lo vedi in
+che stato sono.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Dammi la lettera.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che lettera?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>La lettera di mia sorella... che sei venuta a
+portarmi... La lettera di mia sorella... Non sei
+tu qui per questo? Non l'hai? Non l'hai! Ma
+dunque...?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>È vero.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Tu sei l'amante di Fabrizio!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ascoltami.<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>cadendo su di una poltrona</i>)</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Marcello, non precipitare il tuo giudizio, non
+farmi quell'offesa, ora che mi hai detto il tuo
+amore, ora che ti ho detto il mio.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È giusto. Voi comprate con promesse d'amore
+il silenzio di chi scopre le vostre tresche.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Insultami, so quello che soffri, lo sento in me,
+ma è impossibile che non ci sia modo di persuaderti
+dell'immenso errore in cui sei caduto.
+L'atto di cui io stessa mi accuso, non è disonesto,
+esso ti appare tale per le vanterie di un vanitoso;
+fui imprudente, fui leggiera, ma ti giuro che
+nell'anima mia, ero ben lontana dal dare alla
+mia venuta il valore che gli ha attribuito il tuo
+amico.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè tremavate tanto, temendo che venissi
+a scoprire?...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Perchè fin dalle prime parole che mi hai detto,
+tu hai mostrato di giudicare la condotta di<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+quella donna, che non conoscevi, in modo che
+mi fa rabbrividire, perchè ero venuta anch'io a
+conoscere l'inganno del barone, avevo scoperto
+che egli mi aveva invitata in una casa non sua,
+sapevo che nella sua cinica cecità egli mi aveva
+creduta una facile e sicura conquista, e la coscienza
+di ciò, mi umiliava tanto, e questa stanza
+mi ripeteva così brutalmente l'insulto delle sue
+intenzioni, e la tua presenza, e la possibilità di
+un tuo sospetto mi agghiacciavano tanto, che
+avevo paura e ardevo di fuggire, di levarmi
+dall'atroce supplizio che mi bai fatto indurare.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perchè sei venuta?</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ti dirò... ma credimi... ieri sera a quel ballo
+il barone...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Sì, vi ha parlato di una raccolta di incisioni...</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Lo sai?</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E sapete che mi disse Fabrizio, un'ora fa, in
+questo luogo stesso? &mdash; Quando una signora per
+bene va a trovare uno scapolo c'è sempre un oggetto
+d'arte che fa da Galeotto!<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Fabrizio vi amava da cinque anni.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Mi amava... lui? Oh!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Non discuto la natura del suo amore, era la
+buona, dacchè lo ha condotto a raggiungere la
+sua mira.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che, tu credi?...</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Provatemi il contrario.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non te lo posso provare. Non ho che la mia
+parola, ed i miei giuramenti. Il barone potrebbe
+venir qui e attestare sul suo onore che io l'ho
+mandato via; io potrei morire invocando i più
+tremendi scongiuri a testimonio della mia innocenza;
+tuttociò non proverebbe nulla se il tuo
+animo non si dispone ad accogliere questa fede.
+Marcello, tu hai veduto la mia vita da due anni,
+conosci tutte le mie azioni, sei venuto a casa
+mia, ad ogni ora del giorno, ci hai mai trovato
+nulla che potesse metterti in sospetto, non dico<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+di un'infamia come questa di cui mi accusi, ma
+di una condotta leggiera, di nulla insomma che
+ti volessi nascondere. Avrei rubato la riputazione
+che ho di onesta donna? sarei diventata di
+un colpo quella miserabile che mi fai? Ti pare
+possibile? Pensa che per condannarmi devi
+annientare tutto il mio passato, devi tenermi
+per una tale simulatrice da far paura a immaginarla.
+Va, se fossi la donna che tu credi, non
+saremmo qui, tu ad accusarmi, io a difendermi;
+quelle che fanno il male, non si smarriscono per
+essere colte di sorpresa. E poi, perchè mi difenderei?
+Che potrei temere di te? Ti conosco troppo per
+sospettarti capace di tradire il secreto di una
+donna, anche di una donna perduta. Se mi torturo
+così a cercare argomenti, si è perchè ti amo
+e con questo amore nell'anima, l'avrei prostituito
+alle cupidigie di... Rifletti, Marcello, non è soltanto
+ingrato quello che tu pensi di me, è
+assurdo. Vieni qui, guardami, ti amo, accusami
+ancora.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È vero. Tutto il mio essere si solleva contro
+quell'idea, essa mi ripugna come una colpa, ma
+non posso levarmela di mente e lo potessi ci ricadrei
+domani. Ti credo, ma non mi basta; tu
+non puoi darmi altre prove che i tuoi giuramenti,
+io non posso far tacere le atroci ironie del mio
+dubbio.<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Addio.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Livia... Livia... non partire... studiati ancora
+di convincermi. Se ci lasciamo così tutto è
+finito.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ho detto quanto era umanamente possibile,
+altro non so. Sono spossata. Mi si è fiaccato persino
+il desiderio di persuaderti. Non provo più
+che un immenso bisogno di pace e di silenzio.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Senti. Dimmi solo perchè hai accettato l'invito
+di Fabrizio; la curiosità di una collezione
+artistica non basta, basterebbe con un uomo
+della mia natura, ma di lui che ti corteggiava
+da tanto tempo, dovevi per forza diffidare. Ci
+deve essere una seconda ragione, sottile, intima.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>È vero.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Dimmela.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Non mi crederesti. Ti parrebbe una scusa speciosa,
+e sarei troppo umiliata della tua incredulità.
+Mi hai già accusata di vendere il mio amore<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+in cambio del tuo silenzio. E poi, ho diritto di
+ribellarmi contro l'insulto che mi fai, ho diritto
+di opporre a tutte le apparenze che mi incolpano
+la mia semplice affermazione d'innocenza e di
+pretendere che questa prevalga. Se non ti basta
+non sei degno di me. Una carrozza. È Fabrizio.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Che? ritorna! l'aspettavi? E io dovrò... Ah...
+(<i>s'avvia verso la porta di fondo</i>).</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Marcello, non scordatevi di essere gentiluomo.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>È giusto. Vi lascio col vostro amante. (<i>via per
+la laterale</i>).</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Marcello, v'impongo di rimanere.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>E sia. Ma vi avverto che non crederò ad una
+sola delle sue parole.<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA X.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Clemente</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">(<i>Clemente entra e porge un biglietto a Livia</i>).</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Che è ciò?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>Da parte del mio padrone.</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>a Marcello</i>)</p>
+
+<p>A voi... Ignoro che vi sia scritto. Leggete.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Leggete. (<i>a Clemente</i>) Il vostro padrone è ripartito?</p>
+
+<p class="center">CLEMENTE</p>
+
+<p>No, signora, è di sotto in carrozza che aspetta
+la risposta della signora.</p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Pregatelo di salire. (<i>Clemente via</i>).</p>
+
+<p class="center">MARCELLO (<i>dopo letto</i>)</p>
+
+<p>Livia, Livia, perdonami, ti ho ingiustamente
+accusata.<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Perdonami, Livia, ti amo come un pazzo, e ho
+sofferto mille morti.</p>
+
+<p class="center">LIVIA (<i>prende il biglietto, legge</i>)</p>
+
+<p>«La pioggia reca consiglio. In carrozza ho avuto
+tempo di meditare intorno la mia stupida condotta
+e di persuadermi che sono un somaro. Non
+oso ripresentarmi a voi se prima non mi accordate
+il perdono e mi promettete di dimenticare.
+Vi scrivo queste cose colla matita su di un foglio
+del mio taccuino avvezzo pur troppo a biglietti
+di ben altro tenore. Ma dite all'uomo felice che
+amate, che faccia senno anche lui. Ditegli che
+la colpa è in gran parte sua. Chi ama una donna
+come voi siete, non la mette col suo pecorile
+silenzio sul punto di...»</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>Basta. Ha ragione.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA XI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Fabrizio</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Vi ringrazio. (<i>vede Marcello</i>) Marcello, tu non
+avevi diritto di entrare qui dentro.<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p>
+
+<p class="center">LIVIA</p>
+
+<p>La sua presenza è giustificata.</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Ah era lui? E io non l'ho capito! Era lui
+il...? &mdash; Accetto i vostri ringraziamenti.</p>
+
+<p class="center">MARCELLO</p>
+
+<p>La tua leggerezza mi ha fatto ingrato verso...</p>
+
+<p class="center">FABRIZIO</p>
+
+<p>Se lo dico. La colpa è mia. Contentati. Una
+zampa del gatto ci fu, solo che invece di quella
+è stata questa.</p>
+
+<p class="center"><i>Sic vos non vobis mellificatis apes.</i></p>
+
+<p class="center break">(<i>Cala la tela</i>).</p></div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+works. See paragraph 1.E below.
+
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+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
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+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
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