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+The Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La zampa del gatto
+ Teatro in prosa vol. II
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33866]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
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+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+ VOL. II.
+
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+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Commedia in 4 atti
+
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+
+ Commedia in un atto
+
+
+ TORINO
+ F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE
+ 1888
+
+
+_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria,
+_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R.
+Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni
+della Legge vigente._
+
+Torino--Tipografia VINCENZO BONA.
+
+
+
+
+LA ZAMPA DEL GATTO
+
+COMMEDIA IN UN ATTO
+
+
+
+
+ PERSONAGGI
+
+
+ MARCELLO
+
+ FABRIZIO
+
+ LIVIA
+
+ ANSELMO, vecchio domestico di Marcello
+
+ CLEMENTE, domestico di Fabrizio
+
+
+ _La scena in casa di Marcello._
+
+
+
+
+ATTO UNICO
+
+Stanza da studio, vecchi mobili, molti libri, quadri e stampe
+antiche--Aspetto elegante.
+
+
+SCENA I.
+
+MARCELLO poi ANSELMO.
+
+Appena levato il sipario si ode di fuori una scampanellata.
+
+
+MARCELLO (_che stava scrivendo si alza_)
+
+Ah! finalmente! (_lunga pausa_) Che tempo ci mette! (_suona due volte
+il campanello. Anselmo entra_).
+
+È la posta?
+
+ANSELMO
+
+No, signore. È venuto Clemente.
+
+MARCELLO
+
+A che ora arriva la posta?
+
+ANSELMO
+
+Verso le tre.
+
+MARCELLO (_guarda l'orologio_)
+
+È appena il tocco e mezzo. Va pure.
+
+ANSELMO
+
+C'è Clemente che dice...
+
+MARCELLO
+
+Chi è Clemente?
+
+ANSELMO
+
+Il domestico del barone Fabrizio.
+
+MARCELLO
+
+E che vuole?
+
+ANSELMO
+
+Ha detto di avvertirla che è venuto.
+
+MARCELLO
+
+Che è venuto chi?
+
+ANSELMO
+
+Che è venuto lui Clemente.
+
+MARCELLO
+
+A far che?
+
+ANSELMO
+
+Non lo so.
+
+MARCELLO
+
+Domandaglielo.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore. (_via_)
+
+MARCELLO
+
+La mia lettera l'ha avuta ieri. Vediamo (_guarda un orario delle
+strade ferrate_)... ieri alle tre. Ha risposto subito di certo:
+impostando ieri sera, la risposta doveva arrivare stamane; mettiamo un
+corriere in ritardo... arriva oggi. (_Anselmo torna_) Che c'è?
+
+ANSELMO
+
+Ho domandato a Clemente.
+
+MARCELLO
+
+Ebbene?
+
+ANSELMO
+
+Non ha altro da dire. Il barone lo manda e deve consegnarsi arrivando.
+
+MARCELLO
+
+Fallo entrare.
+
+
+SCENA II.
+
+MARCELLO, ANSELMO, CLEMENTE.
+
+
+ANSELMO (_dall'uscio_)
+
+Clemente. (_Clemente entra_).
+
+MARCELLO (_a Clemente_)
+
+Che ordini vi ha dato il vostro padrone?
+
+CLEMENTE
+
+Mi ha ordinato di venir qui e di non muovermi fino a nuovo avviso.
+
+MARCELLO
+
+Qui?
+
+CLEMENTE
+
+Dal signor cavaliere di Lerici.
+
+MARCELLO
+
+Vi ha dato il mio recapito?
+
+CLEMENTE
+
+No, signore, non occorreva. Noi altri in diplomazia conosciamo sempre
+il recapito dei signori che hanno relazione coi nostri padroni.
+
+MARCELLO
+
+E non vi ha detto altro?
+
+CLEMENTE
+
+Altro. Il mio padrone però sembra persuaso che il Signor Cavaliere
+conosca la ragione della mia venuta.
+
+MARCELLO
+
+Ne so quanto voi, cioè niente affatto.
+
+CLEMENTE
+
+Con licenza del Signor Cavaliere io credo di saperne qualche cosa.
+
+MARCELLO
+
+Ebbene parlate.
+
+CLEMENTE
+
+In presenza di un domestico...
+
+ANSELMO
+
+Guarda!
+
+MARCELLO
+
+Siete molto circospetto!
+
+CLEMENTE
+
+Noi altri...
+
+MARCELLO
+
+... in diplomazia, ho capito, avete imparato a diffidare delle persone
+di servizio; e a quanto posso giudicare non avete torto. (_ad
+Anselmo_) Va di là.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore. (_via_).
+
+MARCELLO
+
+Dunque?
+
+CLEMENTE
+
+Prometto che parlo per induzioni mie.
+
+MARCELLO
+
+Avanti.
+
+CLEMENTE (_sottovoce_)
+
+Si tratta di una donna.
+
+MARCELLO
+
+Di una donna! E come?
+
+CLEMENTE
+
+Le mie informazioni non vanno oltre.
+
+MARCELLO
+
+Sono poche. E da che argomentate che si tratti di una donna?
+
+CLEMENTE
+
+Da che il mio padrone mi ha dato del tu invece che del voi.
+
+MARCELLO
+
+Mio caro, l'abitudine diplomatica vi ha reso incomprensibile.
+
+CLEMENTE
+
+Il mio padrone mi chiama col voi per ordinarmi tutto ciò che riguarda
+le relazioni internazionali o l'esercizio delle mie funzioni, ma
+quando mi fa l'onore di iniziarmi ai suoi intimi piaceri, allora
+adopera il tu, come per fare appello al mio cuore, anzichè al
+sentimento del dovere.
+
+MARCELLO
+
+È sperabile che il vostro padrone verrà a chiarirmi la cosa; per ora
+andate di là in anticamera e intavolate il meno che potete di
+relazioni internazionali col mio domestico. (_campanello all'interno_)
+Ah!
+
+CLEMENTE
+
+Il Signor Cavaliere non può dubitare della mia discrezione.
+
+
+SCENA III.
+
+Detti, ANSELMO e FABRIZIO.
+
+
+ANSELMO
+
+Il barone di Turbia.
+
+FABRIZIO
+
+Addio, Marcello. (_a Clemente_) Ah sei qui? Bene prega questo bravo
+ragazzo (_indicando Anselmo_) che ti impratichisca un po' della casa.
+
+ANSELMO
+
+Impratichirlo...?
+
+FABRIZIO
+
+Andate, andate. È una cosa intesa...
+
+ANSELMO (_verso Marcello_)
+
+Ma...
+
+MARCELLO
+
+Dacchè te lo dice! (_via Anselmo e Clemente_).
+
+
+SCENA IV.
+
+MARCELLO, FABRIZIO.
+
+
+FABRIZIO
+
+La presenza del mio domestico ti ha messo al fatto di tutto.
+
+MARCELLO
+
+Il tuo domestico parla in un modo tanto...
+
+FABRIZIO
+
+Solenne, non è vero? Ti dirò, è un bravissimo ragazzo, ma va così
+orgoglioso di servire un diplomatico che si tiene per poco meno di un
+ministro.
+
+MARCELLO
+
+Ciò non mi spiega...
+
+FABRIZIO
+
+Ti spiego subito. È inteso per oggi.
+
+MARCELLO (_non capisce_)
+
+Per oggi?
+
+FABRIZIO
+
+Sì, dalle tre alle sei, sei e mezza, mettiamo alle sette; anzi, tu hai
+un pendolo qui?
+
+MARCELLO
+
+Eccolo.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene se non te ne fa nulla lo metto in ritardo (_eseguisce_), è
+un'idea che mi è venuta per strada; caso mai essa gettasse gli occhi
+sul quadrante, che non affrettasse la partenza col pretesto che è
+tardi. Tu vai al Club?
+
+MARCELLO
+
+Io no.
+
+FABRIZIO
+
+Passeggi, fai delle visite?
+
+MARCELLO
+
+No.
+
+FABRIZIO
+
+Bene, farai quel che ti piace, questo non mi riguarda. Ora do
+un'occhiata in giro per orientarmi. Dove hai messo i fiori?
+
+MARCELLO
+
+Che fiori?
+
+FABRIZIO
+
+Non li hanno portati?
+
+MARCELLO
+
+Senti. È uno scherzo o una scommessa che hai fatto di venir qui a
+prenderti gioco di me?
+
+FABRIZIO
+
+Io no.
+
+MARCELLO
+
+Allora impazzisci.
+
+FABRIZIO
+
+Non credo.
+
+MARCELLO
+
+O impazzisco io, perchè non intendo nulla nè di quello che dici, nè
+della venuta del tuo domestico, nè della tua, nè de' tuoi modi, ed è
+un'ora che mi tieni sulla gruccia.
+
+FABRIZIO
+
+Se ti ho detto che è fissato per oggi!
+
+MARCELLO (_impazientito_)
+
+Che cosa?
+
+FABRIZIO
+
+Il giorno che mi fai padrone posticcio della tua casa, e tu sgomberi
+come hai promesso.
+
+MARCELLO
+
+Io ho promesso!?
+
+FABRIZIO
+
+Ieri l'altro.
+
+MARCELLO
+
+Ho promesso!?
+
+FABRIZIO
+
+Oh bada, non fai più in tempo a disdirti. C'è di mezzo una terza
+persona, una donna, la quale sarà qui alle tre e non deve trovarci nè
+te nè il tuo domestico.
+
+MARCELLO
+
+Una donna in casa mia!
+
+FABRIZIO
+
+Non sarà la prima.
+
+MARCELLO
+
+Sarebbe la prima di certo se ci venisse, ma non ce la voglio a nessun
+costo. Ora mi rammento il tuo discorso dell'altro ieri; mi hai detto
+che poteva nascere occasione ti occorresse il mio quartiere, e io ti
+ho risposto un: no, grosso tanto.
+
+FABRIZIO
+
+In principio, ma poi...
+
+MARCELLO
+
+Ma poi seccato, scusa, dai tuoi discorsi che non finivano più e
+dovendo uscire, ho conchiuso con un: basta vedremo. Parole testuali.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene è bell'e visto.
+
+MARCELLO
+
+Ah no, mio caro. Io ho sempre rispettato la mia casa, come il mio
+luogo di studio, di raccoglimento, e non c'è treccia nè finta nè vera
+di cocotte che possa vantarsi di averla appestata di muschio.
+
+FABRIZIO
+
+Prima di tutto il muschio non usa più, in secondo luogo le cocotte non
+si profumano le treccie, ma la biancheria, e finalmente quella che
+aspetto non è una cocotte.
+
+MARCELLO
+
+Sì, conosco le tue duchesse!
+
+FABRIZIO
+
+Non tutte le donne possono essere nell'almanacco di Gotha, ma se sei
+disposto a fare un'eccezione per le duchesse...
+
+MARCELLO
+
+Pare impossibile che alla tua età...!
+
+FABRIZIO
+
+All'età mia, bisogna affrettarsi a godere. D'altronde la mia età par
+grave a te che sai i miei anni, ma per le donne sono un giovinetto.
+Porto la barba intera perchè le si possano attribuire e sembrare
+apparenti i guasti reali che devo alla imminente quarantina. E sai tu
+quanto mi costi questa barba che vedi? Il mio ministro, che è un
+pedante, non mi vuol proporre a segretario d'ambasciata perchè
+pretende che un diplomatico non deve portar peli sul viso. Vedi bene
+che se le donne fanno qualche cosa per me, non è senza grave mio
+sacrificio. E difatti, il giorno che una donna mi farà accorgere
+dell'età mia, non me lo dovrà dire una seconda volta; uscendo da lei
+andrò diritto dal barbiere; mi vedrai raso come una zucca; lascierò le
+bugie d'amore per quelle della politica e le ambascie per le
+ambasciate. Ridi? Sei vinto.
+
+MARCELLO
+
+No no, non posso, ho da fare.
+
+FABRIZIO
+
+Sì dei versi.
+
+MARCELLO
+
+Che ne sai tu?
+
+FABRIZIO
+
+Li ho visti l'altro giorno sul tuo scrittoio e ne ho anche letti,
+discorrendo. Aspetta, mi ricordavo il primo... come dice?...
+
+MARCELLO
+
+Non sei discretissimo.
+
+FABRIZIO
+
+Oh dei versi non sono una lettera; nessuno mette i suoi secreti in
+rima. Erano versi d'amore; bella cosa! ne ho ordinati tanti a
+pagamento quando credevo che le donne si conquistassero con un
+sonetto.
+
+MARCELLO
+
+Insomma sono fermamente deciso a non uscir di casa.
+
+FABRIZIO
+
+E allora come faccio io?
+
+MARCELLO
+
+Aggiustati.
+
+FABRIZIO
+
+Non posso condurla ad un albergo! Una donna per bene!
+
+MARCELLO
+
+Se accetta di venirti a trovare...
+
+FABRIZIO
+
+In casa mia.
+
+MARCELLO
+
+Ah le hai detto...?
+
+FABRIZIO
+
+Che questa casa mi appartiene naturalmente.
+
+MARCELLO
+
+E tu ne sballi di queste?
+
+FABRIZIO
+
+Colle donne soltanto. La bugia è il pane quotidiano dell'amore.
+
+MARCELLO
+
+E se scoprisse?
+
+FABRIZIO
+
+Prima di venire è difficile che parli di me con nessuno, dopo non me
+ne importa.
+
+MARCELLO
+
+Ma perchè avendo in città tanti amici gaudenti come te e padroni di
+case più acconcie che non la mia a questa sorta d'improvvisate, vieni
+precisamente a cercar me che un'avventura simile imbarazza e disgusta
+in modo che non puoi concepire?
+
+FABRIZIO
+
+Perchè quelli vivono in piazza e tu in un romitorio, perchè il più
+discreto di quelli strombazzerebbe ai quattro venti la cosa, mentre tu
+che ne arrossisci, la terrai celata come una vergogna, perchè la loro
+casa spande un tanfo di vizio che metterebbe sull'avviso la persona
+che aspetto e la armerebbe alla difesa, mentre la tua così seria ed
+austera le inspirerà confidenza, e perchè finalmente il loro recapito
+è troppo noto e non potrei darlo per mio, mentre di te scommetto che
+nemmeno la donna che ami sa dove stai di casa.
+
+MARCELLO
+
+Infatti!
+
+FABRIZIO
+
+Ah c'è dunque una donna che tu ami?
+
+MARCELLO
+
+Perchè no?
+
+FABRIZIO
+
+Una vera donna, viva, in carne ed ossa?
+
+MARCELLO
+
+Perchè no?
+
+FABRIZIO
+
+Stranissimo. E di che parlate insieme?
+
+MARCELLO
+
+Di tutto.
+
+FABRIZIO
+
+Fuorchè d'amore, ci scommetto.
+
+MARCELLO
+
+Pur troppo!
+
+FABRIZIO
+
+L'avrei giurato. E il divertimento dura...?
+
+MARCELLO
+
+Perchè mi interroghi?
+
+FABRIZIO
+
+Per sapere. Tu sei un fenomeno; non raro ma sempre curioso. D'altronde
+cogli uomini sono galantuomo e chissà che non ti possa dare un buon
+consiglio. Dunque il divertimento dura?
+
+MARCELLO
+
+Da due anni.
+
+FABRIZIO
+
+È giovane? È bella?
+
+MARCELLO
+
+L'amo.
+
+FABRIZIO
+
+Hai ragione; questo dice tutto. È mondana?
+
+MARCELLO
+
+È elegante.
+
+FABRIZIO
+
+Ha marito?
+
+MARCELLO
+
+È vedova.
+
+FABRIZIO
+
+E ti ama?
+
+MARCELLO
+
+Non lo so.
+
+FABRIZIO
+
+Le vai per casa?
+
+MARCELLO
+
+Quando sono sicuro di non trovar gente.
+
+FABRIZIO
+
+Come fai a saperlo?
+
+MARCELLO
+
+Me lo dice.
+
+FABRIZIO
+
+Ah dunque le piace stare con te?
+
+MARCELLO
+
+Lo credo, mi stima assai.
+
+FABRIZIO
+
+Le parli di poesia, di filosofia, dei tuoi studi, dei tuoi libri,
+delle tue raccolte artistiche...
+
+MARCELLO
+
+No. Evito di parlare di me per paura di tradirmi.
+
+FABRIZIO
+
+Sarebbe un onesto tradimento che volterebbe in meglio le cose.
+
+MARCELLO
+
+Credo di aver trovato la via di uscirne.
+
+FABRIZIO
+
+La più corta sarebbe quella di parlarle.
+
+MARCELLO
+
+È la vostra sete di facili piaceri che ci fa timidi; se non ne aveste
+profanato il linguaggio, noi oseremmo parlare di quell'amore che voi
+avete fatto parere sempre bugiardo.
+
+FABRIZIO
+
+È la vostra timidità che rende così facili i nostri piaceri. In amore,
+chi si rimane alla poesia fa la zampa del gatto che cava per altri le
+castagne dal fuoco. Voialtri taciturni riuscite tanto più facilmente a
+sconvolgere l'animo delle donne quanto meno incutete loro paura. Ma
+quel veleno che andate loro inoculando nel sangue, non vi reca già la
+vostra immagine, non si chiama già l'amore di voi, si chiama l'amore
+semplicemente; un'essenza che sta da sè, che rende il cuore ed i sensi
+combustibili in sommo grado. Nella mia lunga carriera amatoria ho
+sperimentato per vero questo che a molti parrebbe un paradosso: che
+cioè il momento più proficuo per conquistare una donna è quando questa
+sta per innamorarsi di un altro. Coi vostri silenzi, cogli guardi,
+colla discretezza stimolante, colle ruvidezze rilevatrici, coll'ardore
+che irradiate intorno, voi portate il delizioso frutto d'amore a un
+tale grado di maturità che un soffio di vento lo spiccherebbe dal
+ramo, e non avete il coraggio di dare la scossa al tronco. Allora
+capita un goloso come me, vede il frutto proibito sospeso a un filo,
+dà una scrollatina alla pianta e para la mano. _Sic vos non vobis
+nidificatis aves._
+
+MARCELLO
+
+E la conclusione?
+
+FABRIZIO
+
+La conclusione è questa: che prima ti ho fatto ridere, poi ti ho fatto
+dire il tuo secreto, e poi ti ho fatto un discorso, e che tutto ciò
+merita in ricambio il favore che ti richiedo.
+
+MARCELLO
+
+Guarda, fra l'altre cose aspetto una lettera importantissima, la quale
+può decidere della mia sorte.
+
+FABRIZIO
+
+Ah briccone! Le hai scritto?
+
+MARCELLO
+
+No. Una lettera di mia sorella.
+
+FABRIZIO
+
+E deve arrivare?
+
+MARCELLO
+
+Verso le tre.
+
+FABRIZIO
+
+Ebbene se arriva prima, tu sei qui a riceverla, se dopo, apposti il
+tuo domestico in istrada e te la fai portare al Club. È inteso? Fammi
+questo piacere.
+
+MARCELLO
+
+Vada! Ma potevi almeno avvertirmi stamattina.
+
+FABRIZIO
+
+Sono venuto, e non c'era nessuno e la cosa s'è combinata ieri sera. È
+una donna che amo da cinque anni di un amore intermittente; l'incontro
+ogni estate alla stagione de' bagni, ma sai, gli amori ai bagni sono
+tele di ragni, un soffio li sfonda. Quest'anno ho preso la mia licenza
+in primavera apposta per coglierla qui. Dopo poche visite, mi accorgo
+che ha cambiato natura; gli altri anni amava ridere e scherzare,
+quest'anno la trovo lunatica, distratta, nervosa in una parola. Ne
+trassi buon augurio e fu allora che ti ho fatto quella domanda in
+aria, più per premunirmi che altro.
+
+MARCELLO
+
+E che bisogno hai di vederla in casa mia, dacchè puoi andare da lei?
+
+FABRIZIO
+
+Ho bisogno di far presto, che non mi scada la licenza. Venendo qui
+essa fa un primo passo che tira seco il secondo; rimanendo a casa, non
+c'è ragione che mi sia più benigna oggi di ieri.
+
+MARCELLO
+
+Ho capito.
+
+FABRIZIO
+
+Ieri sera la trovo ad un ballo. In un crocchio di signore, dov'era
+anche lei, cade il discorso sulle collezioni artistiche di quadri e
+d'incisioni, ed essa se ne mostra amantissima. Allora rammentandomi di
+certe stampe che mi avevi fatto comprare a Berlino per la tua
+raccolta, appena solo con lei mi do per raccoglitore, un raccoglitore
+misterioso e geloso, locchè serviva a giustificare il mio prudente
+riserbo. Sono persuaso che essa non se ne intende meglio di me, ma me
+ne intendo così poco che meno ne discorro più ci guadagno. Le dissi
+che possedevo tesori, che venisse a vederli. Essa accetta senza
+esitare. Le do il tuo recapito e si rimane che sarebbe venuta oggi
+alle tre.
+
+MARCELLO
+
+E tu ami una donna capace di accettare così su due piedi un
+appuntamento...?
+
+FABRIZIO
+
+Eh! se non l'accettasse, non varrebbe la pena di amarla.
+
+MARCELLO
+
+E le mie incisioni hanno l'insigne onore di procacciarti...
+
+FABRIZIO
+
+Già. Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo, c'è sempre
+un oggetto d'arte che fa da Galeotto.
+
+ANSELMO (_entrando_)
+
+La posta. (_consegna e via_).
+
+MARCELLO
+
+Ah finalmente! Permetti? (_legge_).
+
+FABRIZIO
+
+Fa, fa. Dove tieni quelle famose incisioni?
+
+MARCELLO
+
+In quelle due cartelle.
+
+FABRIZIO
+
+Bene, leggi pure, ho tempo di dare una capata dalla fioraia a
+sollecitare quei fiori; perchè è inteso, eh? Alle tre te ne vai.
+
+MARCELLO
+
+Sì.
+
+FABRIZIO
+
+Che paura m'hai fatto! Figurati se avessi dovuto dare un contrordine.
+
+MARCELLO
+
+Lasciami leggere.
+
+FABRIZIO
+
+Vado subito. Ah! naturalmente il tuo domestico esce con te.
+
+MARCELLO
+
+S'intende.
+
+FABRIZIO
+
+Mi toccherebbe metterlo a parte del secreto e non conviene.
+
+MARCELLO
+
+S'intende.
+
+FABRIZIO
+
+Ah! un'altra cosa. C'è stato un imperatore romano incisore?
+
+MARCELLO
+
+Uh che dici?
+
+FABRIZIO
+
+C'è stato un incisore chiamato col nome di un imperatore romano? Un
+incisore famoso?
+
+MARCELLO
+
+No.
+
+FABRIZIO
+
+Eppure mi ha chiesto se avevo dei... dei... Caracalla... no. Dei...
+dei... già lo faceva per mostrarsi dotta... dei Silla... c'è un Silla
+incisore?
+
+MARCELLO
+
+No. E poi Silla non era imperatore.
+
+FABRIZIO
+
+Questo non monta. I romani antichi erano tutti dal più al meno
+imperatori.
+
+MARCELLO
+
+Tu vuoi dire Marc'Antonio.
+
+FABRIZIO
+
+Bravo! Vedi. Marc'Antonio, Silla, Pompeo, siamo lì già. E tu ne hai di
+codesti Marc'Antonio?
+
+MARCELLO
+
+Sicuro e di stupendi.
+
+FABRIZIO
+
+Io non ho detto nè sì, nè no. Stanno là in cartella?
+
+MARCELLO
+
+Sicuro.
+
+FABRIZIO
+
+E questo Marc'Antonio era...
+
+MARCELLO
+
+Marc'Antonio Raimondi contemporaneo di Raffaello, il quale...
+
+FABRIZIO
+
+Ne so abbastanza. Addio. Vado e torno.
+
+MARCELLO
+
+Non mi troverai più.
+
+FABRIZIO
+
+Lo spero bene. Bada che uscendo avverto il tuo domestico perchè sviti
+dall'uscio la lastra col tuo nome.
+
+MARCELLO
+
+Non c'è.
+
+FABRIZIO
+
+Meglio. Addio San Luigi.
+
+MARCELLO
+
+Addio Don Giovanni. (_via Fabrizio dal mezzo_).
+
+
+SCENA V.
+
+MARCELLO, poi ANSELMO, poi CLEMENTE.
+
+
+MARCELLO
+
+Seccatore, va. Vediamo. (_legge_) Caro fratello. Ma grullo che sei,
+perchè, scriverle a me le tue lettere d'amore? Che me ne faccio io?
+Dacchè mi richiedi del mio avviso ti dirò che sono persuasa che essa
+ti ama e ne ho anzi mille prove... (_smette di leggere_) Oh cara
+sorella! (_bacia la lettera, poi ripiglia_) che essa ti ama, e ne ho
+anzi mille prove e che non dimanda di meglio che di vederti uscire dal
+tuo incomprensibile silenzio. Quanto alla mia venuta, essa è in questo
+momento assolutamente impossibile... (_smette di leggere_) Oh!
+(_ripiglia_) la bambina convalescente non mi lascia partire...
+(_parlando_) dacchè è convalescente! (_legge_) d'altronde nei termini
+in cui siete, il tuo amore essa lo deve conoscere da te e non da
+altri. Ho pensato un momento a mandarle la tua lettera... (_parlando_)
+che idea! (_legge_) a mandarle la tua lettera, ma ciò non farebbe che
+metterla in imbarazzo, poichè essa non te ne potrebbe tener parola se
+tu prima non intavoli il discorso, e ti conosco troppo per sperare da
+te un simile ardimento. (_parlando_) Ha ragione (_legge_) Mio marito,
+non puoi figurarti quanto egli ride di te... (_parlando_) lo sciocco!
+(_leggendo_) mi propose allora di mandare a lei la tua lettera chiusa,
+avvertendola che tu saresti andato a leggergliela; ma ciò non
+servirebbe che a farti sospendere la tua visita. Però siccome in fondo
+l'idea era buona, abbiamo insieme deliberato di mandare a lei, chiusa
+in una busta e col recapito, la lettera incendiaria che tu mi
+scrivesti, pregandola, poichè tu sei tale uomo da poter ricevere in
+casa tua una signora per bene, senza pericolo di sorta per la sua
+riputazione, pregandola di recarla in persona da te, perchè tu glie ne
+dia lettura... (_parlando_) Oh! (_legge_) e così abbiamo fatto.
+Aspettala dunque quandochessia poichè questa lettera diretta a te e
+quella diretta a lei partono insieme collo stesso corriere.
+(_parlando_) Oh mio Dio! E ora se viene qui... e ci trova quegli
+altri! (_guarda il pendolo_) Non sono ancora le due. (_suona il
+campanello_) Fabrizio pensi lui ad accomodare... ha un'ora di tempo.
+(_Anselmo entra_)
+
+Il barone Fabrizio è uscito?
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+C'è di là il domestico?
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+Gli dirai che corra subito a raggiungere il suo padrone, dev'essere
+andato dalla fioraia... egli saprà bene da quale fioraia, e che lo
+rimeni qui sul momento.
+
+ANSELMO
+
+Il barone ha detto che alle tre in punto sarebbe tornato.
+
+MARCELLO
+
+Non ho tempo d'aspettare le tre io.
+
+ANSELMO
+
+Mancano cinque minuti.
+
+MARCELLO
+
+Alle due.
+
+ANSELMO
+
+Domando scusa...
+
+MARCELLO
+
+E guarda là... (_sovvenendosi_) Oh! l'ha ritardato quell'altro.
+(_guarda l'orologio_) Hai ragione (_fra sè_) come si fa? A momenti
+quella donna è qui. Io la rimando. Impossibile... Ho promesso
+d'altronde... aspettarla... vederla... scoprir così il suo segreto...
+no... no. Andrò io ad impedire la venuta... di... già, non uscirà mica
+di casa appena ricevuta la lettera. Chissà se a quest'ora l'ha già
+ricevuta... è appena arrivata la mia... Vado, e se la trovo... ebbene,
+rompo il ghiaccio e la facciamo finita. (_ad Anselmo_) Il cappello.
+(_Anselmo via_) Chiudiamo queste carte sparse.
+
+ANSELMO (_tornando col cappello_)
+
+Eccolo.
+
+MARCELLO
+
+Ora tu esci subito e sei in libertà fino alle otto di stassera.
+
+ANSELMO
+
+Sissignore.
+
+MARCELLO
+
+E non rientri prima di quell'ora sotto nessun pretesto.
+
+ANSELMO
+
+Nossignore. Ma Clemente che è di là?
+
+MARCELLO
+
+Clemente rimane.
+
+ANSELMO
+
+Il signor Cavaliere è scontento dei miei servigi?
+
+MARCELLO
+
+No. Perchè?
+
+ANSELMO
+
+Perchè prende in prova un altro domestico.
+
+MARCELLO
+
+Non prendo nessun altro domestico, prova ne sia che starò io pure
+fuori di casa tutto il tempo che starai tu.
+
+ANSELMO
+
+E Clemente rimarrà qui solo?
+
+MARCELLO
+
+Solo o accompagnato non ti riguarda.
+
+ANSELMO
+
+Chiudo tutto?
+
+MARCELLO
+
+Al contrario lasci tutto aperto. Va che ho fretta di ordinare...
+(_Clemente entra correndo_).
+
+Che c'è?
+
+CLEMENTE
+
+S'è fermata una carrozza di sotto e ne è scesa una signora.
+
+MARCELLO (_ad Anselmo_)
+
+Usciremo per la scaletta di servizio e per la porticina del giardino.
+(_scampanellata_) E quell'animale che non arriva! (_a Clemente_) Voi
+badate che quella signora domanderà del vostro padrone, ditele che
+sarà qui a momenti e fatela passare. Presto (_via Clemente dal fondo e
+Marcello ed Anselmo per la laterale_).
+
+
+SCENA VI.
+
+LIVIA, CLEMENTE.
+
+
+CLEMENTE
+
+Non può tardare più di due minuti, ha detto che alle tre in punto
+sarebbe tornato.
+
+LIVIA
+
+Va bene.
+
+CLEMENTE
+
+La signora comanda nulla?
+
+LIVIA
+
+Nulla. Il mio domestico è in anticamera?
+
+CLEMENTE
+
+Sissignora.
+
+LIVIA
+
+Andate pure. (_via Clemente_) È poco galante il barone! Com'è bello
+qui! Quieto, ordinato, dei libri che hanno l'aria di esser letti...
+pochi ninnoli... nessuna mostra di fotografie... bellissimo. Chi mai
+avrebbe immaginato così armonica la casa di quello sventato! La sua
+casa è migliore di lui. (_apre la persiana della finestra_) E il
+giardino! Com'è bello fiorito!--Non viene. Se me ne andassi?
+(_pausa_) Mi pare che passerei volentieri delle ore qui... sola... a
+leggere... a suonare (_siede allo scrittoio_). Curioso effetto che fa
+una stanza dove s'entra per la prima volta! Quante cose racconta del
+suo padrone! Quante abitudini palesa, quanti difetti tradisce con gran
+studio celati, quante qualità ignorate rivela subitamente. Qui difetti
+non ne appare. Tutto vi ha l'aria di dover servire senza sfoggio. Se
+non conoscessi il barone e me lo dovessi immaginare dalla vista di
+questa stanza, vediamo un po' come lo immaginerei? Precisamente
+l'opposto di quello che conosco. Fidatevi delle apparenze! o piuttosto
+fidatevi di questa sorta di induzioni! Quale sarà la sua vera natura?
+Quella che egli mostra di fuori o quella che appare qui? Sono più
+sincere le cose che gli uomini. (_prende un libro_) L'intermezzo di
+Heine... in tedesco...! e annotato in margine... di suo pugno. Sa il
+tedesco! (_prende delle carte_) Dei versi? O curiosa! Con una data:
+cinque Aprile, di ieri dunque. Vediamo (_legge_)
+
+ Io non la vidi e vommene
+ Dolente; oggi lo sento
+ Mi armava amor d'insolito
+ Disperato ardimento,
+ Oggi era certo l'impeto
+ Della facondia mia,
+ Sarò doman l'estraneo
+ Che passa per la via.
+
+Che tristezza in questi ultimi versi:
+
+ Sarò doman l'estraneo
+ Che passa per la via.
+
+Com'è triste! (_si alza_) Ha fatto apposta a non trovarsi in casa il
+signor barone. Mi ha più interessato in cinque minuti di assenza che
+non nei cinque anni da che lo conosco. Ma ora se non viene non mi
+troverà più. (_s'avvia, entra Fabrizio_).
+
+
+SCENA VII.
+
+LIVIA, FABRIZIO.
+
+
+FABRIZIO
+
+Devo mettermi in ginocchio?
+
+LIVIA
+
+Me ne andavo.
+
+FABRIZIO
+
+Se avessi contato sulla vostra puntualità sarei parso vanitoso.
+
+LIVIA
+
+E piuttosto che aspettar voi, preferite fare aspettare gli altri.
+
+FABRIZIO
+
+È così dolorosa l'attesa di una gran gioia! Ho cercato di ingannare il
+tempo occupandomi di voi.
+
+LIVIA
+
+Di me? (_Clemente entra con un ricco canestro di fiori, lo depone, poi
+esce_). Ah che galanteria! Però avrei avuto più cari dei fiori del
+vostro giardino.
+
+FABRIZIO (_stupito_)
+
+Del mio giardino?
+
+LIVIA
+
+Non è vostro quel giardino lì sotto?
+
+FABRIZIO
+
+Ah! sicuro ma non ci sono fiori.
+
+LIVIA
+
+Se ne ho visti io di bellissimi.
+
+FABRIZIO
+
+Ah, aveste visto?
+
+LIVIA
+
+Dalla finestra. Sapete che è bello il vostro studio?
+
+FABRIZIO
+
+Poh!
+
+LIVIA
+
+Ma assai bello. È così austero, tranquillo.
+
+FABRIZIO
+
+Volete dire che ci si deve seccar molto, non è vero?
+
+LIVIA
+
+Naturalmente! Non ci siete che voi capace di apprezzarlo.
+
+FABRIZIO
+
+Oh mi ci seccherei anch'io.
+
+LIVIA
+
+Mi piace quel soggiuntivo.
+
+FABRIZIO
+
+Ho detto mi seccherei perchè non ci sto mai.
+
+LIVIA
+
+Ha l'aria tanto abitata.
+
+FABRIZIO
+
+Ora che sono in congedo, ma il resto dell'anno lo passo a Bruxelles.
+
+LIVIA
+
+Dovete rimpiangerlo quando siete lontano.
+
+FABRIZIO
+
+D'ora in avanti lo rimpiangerò, perchè ha avuto l'onore di
+accogliervi.
+
+LIVIA
+
+Vediamo dunque queste incisioni.
+
+FABRIZIO
+
+Datemi tempo di rimettermi dalla emozione, dal piacere che provo nel
+vedervi qui a casa mia...
+
+LIVIA
+
+Ma sono venuta per questo.
+
+FABRIZIO
+
+Soltanto?
+
+LIVIA
+
+E perchè altro?
+
+FABRIZIO
+
+Io che ve ne ero già tanto riconoscente!
+
+LIVIA
+
+Lo credo. Vi ho dato una bella prova di stima.
+
+FABRIZIO
+
+Non è il sentimento che ambisco di ispirarvi.
+
+LIVIA
+
+Avete torto. La stima è madre di tutti i sentimenti benevoli.
+
+FABRIZIO
+
+Speriamo nella figliuolanza.
+
+LIVIA
+
+Sapete a che pensavo aspettandovi? Che dovete fare un ben meschino
+giudizio di noi donne, me compresa, dacchè vi credete in obbligo di
+ostentare con noi una leggierezza, che vi nuoce...
+
+FABRIZIO
+
+Grazie.
+
+LIVIA
+
+E di nasconderci il vostro vero valore.
+
+FABRIZIO
+
+Io nascondo il mio vero valore! Ma non domando di meglio che di
+mostrarlo.
+
+LIVIA
+
+Non fingete. Voi siete studioso.
+
+FABRIZIO
+
+Poco.
+
+LIVIA
+
+Dotto.
+
+FABRIZIO
+
+Misericordia! Chi mi ha calunniato?
+
+LIVIA
+
+Voi stesso. È impossibile entrare in questa casa senza indovinare nel
+suo padrone un uomo amante dello studio e del raccoglimento. Questo
+ambiente così quieto, così intimo, non può mentire. Questi libri non
+hanno l'aria di fare inutile parata di sè. Non cercate di ingannarmi.
+A che pro? Se sapeste quanto siete cresciuto nel mio concetto dacchè
+sono entrata qui dentro! Perfino la vostra finzione mondana mi piace,
+essa mi prova una timida diffidenza verso gli indifferenti; si vede
+che non volete mostrare al mondo vano, la serietà dei vostri diletti;
+costretto di vivere con gente frivola amate meglio fingervi frivolo
+che passare per originale. Non è così? E poi siete poeta.
+
+FABRIZIO
+
+Anche poeta?
+
+LIVIA
+
+Mi direte curiosa. Colpa vostra; perchè lasciare sparsi sullo
+scrittoio ed in evidenza questi fogli...?
+
+FABRIZIO
+
+Ah avete letto...?
+
+LIVIA (_fa cenno di sì_)
+
+FABRIZIO
+
+Dei versi?
+
+LIVIA
+
+Belli.
+
+FABRIZIO
+
+Sì, mi diverto qualche volta per non saper che fare.
+
+LIVIA
+
+Mi perdonate l'indiscrezione?
+
+FABRIZIO
+
+Che non vi perdonerei?
+
+LIVIA
+
+Allora prendo coraggio.
+
+FABRIZIO
+
+Sì, prendete coraggio.
+
+LIVIA
+
+Chi è?
+
+FABRIZIO
+
+Chi?
+
+LIVIA
+
+La donna che vi ispira.
+
+FABRIZIO
+
+Me lo domandate! Ingrata.
+
+LIVIA
+
+Ah no. Non sono io.
+
+FABRIZIO
+
+Vi giuro...
+
+LIVIA
+
+Non sono io. È naturale che cerchiate di farmelo credere, ma ho le
+prove del contrario.
+
+FABRIZIO
+
+Le prove! (_fra sè_) Che diavolo sia! (_forte_) Ah, ci sarà forse
+scritto su un nome che non è il vostro, ma, sapete bene... i poeti
+usano nomi immaginari.
+
+LIVIA
+
+Non c'è scritto nessun nome.
+
+FABRIZIO
+
+E allora?
+
+LIVIA (_gli dà il foglio_)
+
+Leggete. Sono vostri quei versi?
+
+FABRIZIO
+
+E di chi potrebbero essere?
+
+LIVIA
+
+Leggeteli.
+
+FABRIZIO (_legge_)
+
+«Io non la vidi e vommene dolente...»
+
+LIVIA
+
+Basta.
+
+FABRIZIO
+
+E qui c'è la prova? Io non la vidi e vommene dolente... Ecco, vommene
+dolente e il dolore mi fa poeta: li ho scritti un giorno che non mi
+era riuscito di vedervi.
+
+LIVIA
+
+Quando?
+
+FABRIZIO
+
+Non mi ricordo il giorno preciso.
+
+LIVIA
+
+Avete poca memoria, perchè furono scritti ieri.
+
+FABRIZIO
+
+Ieri?
+
+LIVIA
+
+C'è la data. Eccola, 5 aprile. Oggi ne abbiamo 6... e ieri foste a
+casa mia, mi ci trovaste, mi avete quindi veduta, non ve ne siete
+andato dolente affatto, locchè vuol dire che quella donna non sono io.
+
+FABRIZIO
+
+Come la ragione è nemica dell'intelligenza! Sono stato da voi, c'era
+un mondo di gente, uomini, donne: una fiera. E lo chiamate vedervi
+questo? E me ne devo contentare? E non me ne posso andar via dolente?
+
+LIVIA
+
+Leggete avanti.
+
+FABRIZIO
+
+ Dolente--Oggi lo sento
+ Mi armava amor d'insolito
+ Disperato ardimento.
+
+LIVIA
+
+Sono cinque anni che mi andate giurando di amarmi, con frasi così
+pompose che non ci ho mai creduto, e parlate d'insolito ardimento!
+
+FABRIZIO
+
+Insolito disperato ardimento: quello che è insolito, non è l'ardimento
+ma la disperazione. Sono cinque anni che vi giuro di amarvi, e cinque
+anni che vi prendete giuoco di me. Non è naturale che arda di trovarvi
+sola una volta per dirvi il mio amore in termini tali da non
+lasciarvene dubitare?
+
+LIVIA
+
+Ne parlate troppo e troppo chiaro. (_Fabrizio le prende la mano e
+gliela bacia_).
+
+Che fate?
+
+FABRIZIO
+
+Provo a spiegarmi tacendo.
+
+ (_Livia si alza, prende l'ombrellino e si avvia_).
+
+FABRIZIO
+
+Che vuol dire?
+
+LIVIA
+
+Vado.
+
+FABRIZIO
+
+Oh! vi bacio la mano tutte le volte che v'incontro e non ve ne avete
+mai per male.
+
+LIVIA
+
+Dovreste capire che essendo a casa vostra, il linguaggio ed i modi che
+adoperate sono di pessimo gusto.
+
+FABRIZIO
+
+Ma di peggiore gusto sarebbe se vedendovi qui sola e bella...
+
+LIVIA
+
+Oh! (_s'avvia_).
+
+FABRIZIO
+
+No, no, no, fermatevi. Prometto che divento docile come un agnellino.
+Sedete: ve lo giuro. (_Livia siede_). Pensate un po' quanto sarebbe
+stato ridicolo, se ve ne foste fuggita a quel modo. Che viso avremmo
+fatto incontrandoci la prima volta in società? Come siete severa! Per
+trovar grazia presso di voi, bisogna essere uno spasimante muto?
+
+LIVIA (_prontissima e impensatamente_)
+
+Ah Dio, no per carità!
+
+FABRIZIO
+
+Come inorridite a quell'idea! Ne avreste per caso qualcheduno
+d'attorno?
+
+LIVIA
+
+Vediamo le incisioni?
+
+FABRIZIO
+
+No, rispondete. Sì, eh? Un'anima pudica e virtuosa, un cuore ardente
+ma padrone di sè.
+
+LIVIA (_involontariamente_)
+
+Oh molto pad... (_si morde le labbra_).
+
+FABRIZIO
+
+Già. Troppo padrone, non è vero? E ve ne spiace! È un mondaccio!
+Quelli che ardiscono si vorrebbero timidi e i timidi si vorrebbe
+convertirli in leoni.
+
+LIVIA
+
+Oh non c'è pericolo! (_ride_).
+
+FABRIZIO
+
+Ridete pure e grazie della confidenza. Però mi sarà lecito domandarvi
+che parte mi destinate nel piccolo romanzetto del vostro cuore.
+
+LIVIA
+
+Non il protagonista certo.
+
+FABRIZIO
+
+Ah!
+
+LIVIA
+
+Andiamo! Un uomo maturo...
+
+FABRIZIO
+
+Eh!
+
+LIVIA
+
+... Come siete; perchè via, senza offendervi siete un uomo maturo.
+Quanti anni avete?
+
+FABRIZIO
+
+Indovinate.
+
+LIVIA
+
+Non è difficile. Ero in collegio, nella classe delle piccine, vale a
+dire alta così... e mi ricordo che sentivo le grandi, quando
+ritornavano dopo i giorni d'uscita, portare al cielo i vostri baffi e
+il colore delle vostre cravatte. Eravate già allora applicato... o che
+altro so io, al ministero degli esteri, tanto che, in collegio vi si
+chiamava, per antonomasia, l'ambasciatore; locchè fra parentesi vuol
+dire che è una carriera lenta la vostra.
+
+FABRIZIO
+
+Non me ne posso lagnare.
+
+LIVIA
+
+Meglio per voi, ma noialtre, che fin d'allora eravamo tutte quante
+ammirate della vostra gloriosa persona, capite bene, che non si è
+potuto durare tanti anni nello stesso sentimento... del resto... dove
+andava la instabilità femminile? Volete che vi dica la mia età? Non ve
+la lascio indovinare, perchè sareste capace, nella vostra galanteria,
+di farmi più giovane di quello che sono, tanto più che ci avreste il
+tornaconto. Ho ventisei anni, e nell'epoca di che vi parlo ne avevo
+dieci. Voi allora non potevate averne meno di ventiquattro, tirate il
+conto, sono quaranta. Non dico che siate vecchio, ma ne conosco di più
+giovani.--Lasciate stare la vostra barba, perchè la stiracchiate
+tanto?
+
+FABRIZIO
+
+Non sapete che rischio corre la mia barba.
+
+LIVIA
+
+Che rischio?
+
+FABRIZIO
+
+Non siamo abbastanza amici perchè ve lo dica. Non mi fa mica piacere
+sapete, aver quarant'anni. Ma via, non sono venerabile, e non vi
+potrei essere nè nonno nè padre, e il sentimento che provo per voi,
+può essere altrettanto dolorosamente offeso in un uomo di quarant'anni
+quanto in uno di venti. Gran cosa esser giovani! Se aveste avuto
+qualche anno di più, avreste capito che il vostro procedere meco era
+molto leggiero.
+
+LIVIA
+
+Avete ragione. Perdonatemi.
+
+FABRIZIO
+
+Non più leggiero forse del mio verso di voi. Ma la nostra importunità
+non può offendervi, mentre le false speranze che ci fate concepire ci
+rendono tanto ridicoli!
+
+LIVIA
+
+Fui un po' civetta. Siete contento?
+
+FABRIZIO
+
+È vero.
+
+LIVIA (_punta_)
+
+Danke.
+
+FABRIZIO
+
+Come dite?
+
+LIVIA
+
+Grazie.
+
+FABRIZIO
+
+No, non avete detto così.
+
+LIVIA
+
+Ho detto: Danke, che fa lo stesso.
+
+FABRIZIO
+
+È tedesco eh? Non intendo il tedesco.
+
+LIVIA
+
+Non intendete il tedesco?
+
+FABRIZIO
+
+Affatto.
+
+LIVIA
+
+Non intendete il tedesco?
+
+FABRIZIO
+
+Ma no. Me ne vergogno, se vi piace, ma non l'ho studiato. Agli esami
+per entrare in diplomazia non si richiedeva ai miei tempi che il
+francese e l'inglese, ma di tedesco, lo confesso, non so una parola.
+Cioè dico male.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+FABRIZIO
+
+Ho imparato a chiedere amore in tutte le lingue Europee. Mi amate voi?
+M'aimez-vous? Do you love me? Lieben sie mich? perfino in russo.
+
+LIVIA
+
+Ah! Ah! curiosissimo. E quale preferite di queste lingue?
+
+FABRIZIO
+
+Quella in cui mi si risponde affermativamente.
+
+LIVIA
+
+Locchè vi deve accadere spesso?
+
+FABRIZIO
+
+Le donne non sono tutte crudeli come siete voi; qualche volta ha
+ragione il poeta che dice:
+
+«Amore a nessun amato amare perdona»
+
+LIVIA
+
+Il poeta dice:
+
+«Amor che a nullo amato amar perdona» perchè il poeta scrive dei versi
+che tornano, mentre voi li citate falsi, locchè è strano in un uomo
+che pretende di farne.
+
+FABRIZIO
+
+Oh ci sarà una sillaba di più, bella cosa! Perchè mi guardate a quel
+modo?
+
+LIVIA
+
+Siete ben sicuro d'essere a casa vostra?
+
+FABRIZIO
+
+Dacchè ci siete voi essa vi appartiene.
+
+LIVIA
+
+Lasciamo i madrigali. Ho paura di essermi troppo facilmente fidata di
+voi.
+
+FABRIZIO
+
+Che supponete?
+
+LIVIA
+
+Questa casa risponde così poco all'indole vostra! Ci siete così
+stonato! Ho cercato di attribuirvi per un momento qualcheduna delle
+qualità che essa rivela e voi avete così vittoriosamente smentito le
+mie supposizioni! Ci trovo dei versi, me li date per vostri, e citate
+sbagliato un verso che sanno giusto perfino i bambini, e per spiegare
+il senso che volete attribuire a quegli altri dovete commentarli
+stiracchiandoli in modo compassionevole. Sullo scrittoio c'è un volume
+di Heine in tedesco, annotato in margine dalla stessa mano che scrisse
+i versi, e voi non sapete una parola di tedesco.
+
+FABRIZIO
+
+Dirò...
+
+LIVIA
+
+Lasciatemi dire. Mi vantate una famosa collezione artistica e
+scommetto...
+
+FABRIZIO (_accennando la cartella dove stanno le stampe_).
+
+Ma eccola qui la collezione, ma ve la faccio vedere, e dopo vi
+spiegherò il mistero, la combinazione di quel tedesco e vi
+convincerete dell'ingiustizia dei vostri sospetti. Oh credermi capace!
+Eccole qui le cartelle! apritele, e ci troverete dentro anche quelle
+stampe di che mi avete parlato ieri.
+
+LIVIA
+
+Che stampe?
+
+FABRIZIO
+
+Sì... sapete bene... quei... Pompeo...
+
+LIVIA
+
+Pompeo!
+
+FABRIZIO
+
+Uh... che dico! Quei Silla...
+
+LIVIA
+
+Silla!
+
+ (_Fabrizio rimane imbarazzatissimo.--Livia
+ scoppia in ridere_).
+
+Marc'Antonio, volete dire... Ah... Silla! Pompeo ah! ah!...
+
+ (_Fabrizio scoppia in risa anche lui.--Livia
+ appena rimessa dal ridere_)
+
+Ho riso perchè non vi potete immaginare la faccia grottesca che
+avevate, ma spero bene che non cercherete di ingannarmi più oltre.
+Questa non è casa vostra.
+
+FABRIZIO
+
+Lo confesso.
+
+LIVIA
+
+Oh! Dove sono?
+
+FABRIZIO
+
+In casa di un amico.
+
+LIVIA
+
+Il quale naturalmente mi crede la vostra amante.
+
+FABRIZIO
+
+Vi do la mia parola d'onore chi gli ho detto che non lo siete.
+
+LIVIA
+
+Ma mi immagina disposta a divenirlo.
+
+FABRIZIO
+
+Ignora il vostro nome.
+
+LIVIA
+
+Preferirei lo sapesse. Se è un uomo di mondo, se mi conosce, se è un
+galantuomo, non avrebbe certo accettato di farsi complice di un'azione
+così poco leale.
+
+FABRIZIO
+
+Ma insomma cos'è mutato in voi? Questa casa non è mia, peggio per me;
+ma da che io ne sia o no proprietario, voi non ci siete nè meno
+rispettata nè meno sicura. Non è già il fatto di sapermi padrone di
+uno stabile che vi ha indotta a venirci: potevo comprarla ieri, potrei
+comprarla domani e non crescerei di un bricciolo nella vostra stima.
+
+LIVIA
+
+È vero, ma quello che mi offende è il proposito celato, sono le
+speranze che avete certamente concepite attirandomici. Invitandomi a
+casa vostra potevate essere mosso a farlo da quel sentimento di
+vanità naturale in chi possiede una casa bella dove ha raccolto
+oggetti pregievoli, potevate compiacervi della fede che riponevo in
+voi, della arrendevolezza di una signora che accetta di dare una
+leggiera tinta di galanteria ad un fatto per sè innocentissimo; ma
+procacciandovi la casa di un altro, ma inducendo colui ad
+abbandonarla, ma combinando questo viluppo di falsità e di ipocrisie,
+tali ragioni non valgono più. È evidente che avete sperato, che avete
+confidato che io potessi divenire la vostra amante, che potessi
+accorrere ad un convegno di facili piaceri, come al camerino appartato
+di un caffè di mala fama per gettarmi nelle vostre braccia, senza
+nemmeno la povera scusa di un amore al quale non vi ho mai dato
+diritto di credere.
+
+FABRIZIO
+
+Se vi offendete per intenzioni che mi attribuite...
+
+LIVIA
+
+E in quale altro modo potreste offendermi? Come ci sono sguardi che
+fanno arrossire, ci sono desideri e speranze che contaminano. Finchè
+durano ignorati essi deturpano solamente l'animo che li ha concepiti;
+palesi, macchiano chi ne è oggetto. Quando penso alle parole che
+dovete aver detto per farvi complice il vostro amico, alle
+spiegazioni che dovete avergli dato, alle supposizioni che egli
+certamente fa in questo momento, mi sento così avvilita, come se
+avessi commesso una cattiva azione.
+
+FABRIZIO
+
+E ne siamo tanto lontani!
+
+LIVIA
+
+Ma come avete potuto pensare di me che sarei stata una così facile
+conquista? C'è dunque nei miei modi, nel mio parlare qualche cosa che
+tradisce le debolezze, le compiacenze di una donna galante? Che vi
+hanno detto sul conto mio? Che ho ingannato mio marito, che nella mia
+vedovanza ho avuto dieci amanti? Per scegliere me, piuttosto che
+un'altra, ad una simile avventura, bisogna che io sia riputata una
+donna di costumi facili... il vostro procedere a mio riguardo deve
+derivare da qualche tristo, da qualche infame giudizio sulla mia
+condotta, perchè non siete uno sciocco, e non avete certo potuto
+illudervi sul conto delle vostre seduzioni a segno...
+
+FABRIZIO
+
+Mi sono illuso. Chiamatemi pure imbecille... me accettante e
+stipulante, mi sono illuso, non sul conto delle mie seduzioni, ma
+sulla verità di quel verso... Amore a nullo... non lo dico intero
+perchè a citarlo poc'anzi non mi ha portato fortuna; però dovete
+ammettere che la colpa non è tutta mia. Ora che vi ho strappato
+l'involontaria confessione di quel tale spasimante muto, che voi
+vorreste far loquace, ora capisco come stanno le cose. Avete accettato
+il mio invito perchè irritata dal silenzio di quell'imbecille vi è
+venuta lì per lì l'idea femminile, di levarvi dal suo dominio o per lo
+meno di fargli uno di quei dispetti occulti che piacciono tanto alle
+donne; o forse non potendo trionfare di lui con dargli un po' di
+parlantina, vi è parso piccante sperimentare in animo vile, che sono
+poi io, l'impero dei vostri vezzi. Ma chi ne sapeva nulla? Chi ve lo
+ha visto d'attorno quel cospiratore? Credete pure che la trista figura
+che sto facendo vi vendica abbastanza della mia leggerezza; perchè non
+è piacevole, sapete, trovarsi a queste.
+
+LIVIA
+
+Sta bene. Vi perdono, addio.
+
+FABRIZIO
+
+Di già?
+
+LIVIA
+
+Vi permetto di accompagnarmi fino alla carrozza.
+
+FABRIZIO
+
+Ahi!
+
+LIVIA
+
+Che?
+
+FABRIZIO
+
+Non mi sgridate?
+
+LIVIA
+
+Che cos'è?
+
+FABRIZIO
+
+Quando vidi, entrando, la vostra carrozza ferma lì sotto, che
+minacciava di accorciare la durata della vostra dimora...
+
+LIVIA
+
+Ebbene?
+
+FABRIZIO
+
+Stava per piovere... come piove infatti.
+
+LIVIA
+
+Non l'avete mica mandata via?
+
+FABRIZIO
+
+Io no. Sono salito, ho spedito il mio domestico a dire al cocchiere
+che se ne andasse e tornasse poi alle sei e mezza.
+
+LIVIA
+
+Il cocchiere sarà rimasto!
+
+FABRIZIO
+
+Non credo, stavo attento e l'ho sentito voltare i cavalli e partirsene
+di trotto.
+
+LIVIA
+
+Oh ma...
+
+FABRIZIO
+
+Quando mi avrete strapazzato come un cane non lo farete tornare.
+
+LIVIA
+
+Piove dite?
+
+FABRIZIO
+
+Una scossettina. Ma già a piedi non potete uscire.
+
+LIVIA
+
+Andate subito a richiamare il mio cocchiere.
+
+FABRIZIO
+
+Mando il vostro domestico che è in anticamera.
+
+LIVIA
+
+Mancherebbe! Il mio domestico rimane.
+
+FABRIZIO
+
+Ci mando il mio.
+
+LIVIA
+
+Andate voi in persona. Non voglio che la vostra impertinenza vi frutti
+di prolungare un colloquio che è già troppo durato.
+
+FABRIZIO
+
+Piove.
+
+LIVIA
+
+Piglierete un ombrello.
+
+FABRIZIO
+
+Non so dove li tiene.
+
+LIVIA
+
+Peggio per voi.
+
+FABRIZIO
+
+Vi mando il primo fiacre che incontro.
+
+LIVIA
+
+Andate a casa mia e ordinate al mio cocchiere di tornare
+immediatamente.
+
+FABRIZIO
+
+Ma, e voi?
+
+LIVIA
+
+Io aspetto.
+
+FABRIZIO
+
+Posso almeno sperare il vostro perdono?
+
+LIVIA
+
+Non credo.
+
+FABRIZIO
+
+Pensate... (_movimento di Livia_) Vado, ma è proprio una penitenza
+senza peccato. (_via_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+LIVIA sola.
+
+
+Altro che scossettina. È un rovescio. Poveretto! Eccolo. (_picchia ai
+vetri_) Buon passeggio. Oh sì, non leva la testa, corre, corre,
+rasenta gli alberi del viale... troverà bene un fiacre che lo conduca
+a casa mia! Se non lo trova peggio per lui. Però vorrei sapere dove
+sono. Speravo gli sarebbe venuto detto nel discorso: domandarglielo
+non voglio. Chi sarà mai il vero padrone? Chissà se lo conosco?
+C'incontreremo forse in società, discorreremo di cose futili ed
+indifferenti, ed io sarò stata in casa sua, avrò letto i suoi versi, e
+indovinate le sue abitudini e almanaccato sul suo conto. Che strana
+cosa! (_apre le cartelle_) Chissà che penserà stassera tornando a
+casa! Eh penserà male... molto male! Che orrore! Essere sospettata
+l'amante di Fabrizio... e servire di stimolo alla fantasia di un
+vizioso forse. Che giornataccia! Non ci vedo più. Ho fatto male a
+mandarlo via... ora ce n'avrà per mezz'ora... e qui sola... in una
+casa che non conosco. E se rientrasse quell'altro? e mi trovasse...?
+Quando sono arrivata mi è parso di udire un passo da quella parte.
+Che sia rimasto in casa? Se fosse là dietro a quella porta a spiarmi.
+Ho paura. Che sciocca. Farò venire il mio domestico che mi tenga
+compagnia. (_suona_) Una carrozza? È Fabrizio che torna. (_guarda dai
+vetri_) Marcello! Non è possibile! Marcello! e viene qui certo... paga
+il fiaccheraio.. e lo congeda. Sono in casa sua! mio Dio... è capace
+di uccidermi. (_nell'aprirsi la porta_) Ah! (_entra Clemente_) Che
+volete?
+
+CLEMENTE
+
+La signora ha suonato?
+
+LIVIA
+
+Io! Ah sì... che volevo?... Ah direte... La sua voce... parla col mio
+domestico... viene... eccolo... Andate... andate... (_via Clemente_).
+
+
+SCENA IX.
+
+MARCELLO e detta.
+
+
+MARCELLO
+
+Siete qui... siete qui!... Come sono contento di trovarvi ancora!...
+Ne disperavo... Non avete incontrato qui una persona...
+
+LIVIA
+
+Il barone di Turbia.
+
+MARCELLO
+
+Ah lo conoscete?
+
+LIVIA
+
+È uscito.
+
+MARCELLO
+
+E non c'era altri con lui?
+
+LIVIA
+
+Non ho visto nessun altro.
+
+MARCELLO
+
+L'avrei giurato; non è venuta. Se sapeste quanto ho corso, non trovavo
+carrozze.
+
+LIVIA
+
+Ma...
+
+MARCELLO
+
+Come ho fatto a sapervi qui? È semplicissimo. Mia sorella ha scritto
+anche a me.
+
+LIVIA
+
+Vostra sorella?
+
+MARCELLO
+
+Sì, in risposta ad una mia lettera disperata di ieri... allora sono
+corso a precipizio da voi, eravate uscita da mezz'ora; per fortuna il
+portinaio mi ripetè l'indirizzo che vi aveva inteso dare al vostro
+cocchiere. Viale dei tigli, 37... il mio indirizzo! Sapevo che
+dovevate venire da me, ma non così presto, non speravo così presto, e
+contavo di prevenirvi. Perchè mi guardate a quel modo?
+
+LIVIA
+
+Nulla.
+
+MARCELLO
+
+Mettetevi a sedere. Avevo tanta paura che incontraste qui una persona,
+indegna di voi...
+
+LIVIA
+
+Indegna di me?
+
+MARCELLO
+
+Sì, voi non sapete. Il barone di Turbia mi aveva pregato di cedergli
+il mio quartierino per un'avventura amorosa.
+
+LIVIA
+
+Oh!
+
+MARCELLO
+
+Che brutta cosa, n'è vero? Non è amorosa che dovevo dire... è galante.
+Andare nella casa di un ignoto, dove non c'è ricordi, che non ha
+intimità, donde si dovrà uscire di soppiatto, e che tradirà con altri
+il secreto dei nostri amori... è orribile. Non avrei dovuto
+accondiscendere e vi assicuro che per strada ero inquieto come per
+rimorso, ma quel Fabrizio è così insistente, così prepotente! Mi ci ha
+proprio tirato per i capelli: mi ha raccontato mille storie, che si
+trattava di una donna che egli ama da cinque anni, di un frutto
+maturo che non domandava che di cadere, insomma sapete bene, gli
+indiscreti trionfano sempre. Che avete?
+
+LIVIA
+
+Nulla. Perchè mi dite queste cose?
+
+MARCELLO
+
+Per farvi capire la paura che ho avuto. Pensate, se voi, Livia, la
+donna che io stimo sopra tutte al mondo, foste capitata qui in mezzo
+allo sconcio romanzo di quel libertino! Che idea vi sareste fatta di
+me? Ma ho saputo della vostra possibile venuta, quando già avevo
+accondisceso, e non avrei fatto più in tempo a rimediare. Allora sono
+corso da voi per prevenirvi... tardi anche questa volta. Come siete
+stata sollecita! Quanto ve ne ringrazio! Per fortuna quell'altra non è
+venuta. E avete incontrato Fabrizio? Che viso aveva? Che ha detto
+vedendovi? Chissà cosa ha pensato di voi?
+
+LIVIA
+
+Non me ne importa.
+
+MARCELLO
+
+Oh siete turbata, è inutile che vogliate negarlo... siete pallida...
+
+LIVIA
+
+Come sapevate di trovarmi qui? Me lo avete spiegato, ma non ho capito.
+
+MARCELLO
+
+È stata mia sorella, ve l'ho detto, mia sorella che ha scritto anche a
+me. Per questo mi premeva di vedervi; voglio essere io il primo a
+parlare, la confessione che dovete udire, voglio che venga da me,
+spontanea, non provocata... non guardatemi così, mi togliete il
+coraggio. Livia, Livia vi amo tanto, lasciatemi le vostre mani, non mi
+respingete. Già non vi giunge inaspettato quello che vi dico, è da un
+pezzo che dovete saperlo che vi amo, non osavo dirvelo per terrore di
+vedermi respinto, ma lo dicevano certo tutti gli atti della mia vita;
+dovevate sentirlo che non vivevo che per voi, che eravate il mio solo
+pensiero, che mi chiudevo in un'esistenza severa e solitaria per
+dedicare a voi sola tutte le ore della mia giornata, per rendermi
+degno di voi, per levarmi fino all'altezza in cui vi avevo collocata
+nel mio pensiero. È vero che lo sentivate? Rispondetemi.
+
+ (_Livia si alza turbatissima e attraversa la scena_).
+
+Livia, Livia. Perchè vi allontanate? Come siete agitata! Oh non
+temete, se anche non foste a casa mia non sono uomo da dare in
+ismanie. Se il vostro silenzio significa che il mio amore non ha
+saputo giungere fino a voi...
+
+LIVIA (_involontariamente_)
+
+Oh... No!
+
+MARCELLO
+
+Ebbene ditemi una parola, non vi chiedo altro, una parola.
+
+LIVIA
+
+Non qui... non qui... Marcello... non qui!
+
+MARCELLO
+
+E perchè no? La mia casa è diventata così indegna di voi? Solo perchè
+l'ho conceduta ai piaceri di quel gaudente, essa è così profanata da
+non poter udire dalla vostra bocca una parola di speranza? Ma non è
+venuta quella donna, ma Fabrizio è partito... e fosse anche venuta
+essa non è della vostra specie, voi, così nobile, così pura, essa...
+una femmina volgare, una cercatrice di avventure galanti... Che c'è di
+comune con voi? Il suo contatto non vi contamina, voi purificate il
+luogo dove entrate come profumo d'incenso. Oh Livia, questa è la casa
+mia, la confidente dei miei dolori e delle mie speranze. La sera, dopo
+che vi ho lasciata, quando entro in casa, ancora tutto pieno della
+vostra immagine, rimango qui solo per delle ore, ripensando i nostri
+colloquii, e chiudo gli occhi e vi rivedo e risento la vostra voce, e
+respiro la fragranza che reco con me negli abiti dal vostro salotto.
+
+Oh! questa stanza vi conosce come una vecchia amica, sa il vostro
+nome, me l'ha inteso ripetere tante volte! Guardate, ho qui il vostro
+ritratto. L'ho rubato a mia sorella... (_apre il cassetto e ne toglie
+una fotografia_) E questi versi... leggeteli...
+
+LIVIA
+
+Ah sono vostri questi versi?
+
+MARCELLO
+
+E di chi potrebbero essere? Li ho scritti ieri sera. Ero uscito per
+venire da voi, ma giunto al vostro portone vidi la carrozza che vi
+aspettava. Allora mi ricordai che andavate al ballo, fui tentato di
+salire a darvi la buona sera, ma il pensiero di vedervi in una
+toeletta che detesto mi trattenne. Me ne tornai coll'anima piena di
+tristezza e ho buttato giù quelle otto povere righe. Li avete letti?
+
+LIVIA
+
+Sì.
+
+MARCELLO
+
+Or ora aspettandomi?
+
+LIVIA
+
+Sì.
+
+MARCELLO
+
+E non avete indovinato che parlavano di voi? Rispondete? Non potevate
+certo immaginarli ispirati da un'altra; mi conoscete oramai da tanto
+tempo e se anche nella mia selvatichezza rifuggo dal parlarvi di me,
+tuttavia dovevate sentirlo che per me non c'era al mondo altra donna,
+fuori di voi. Io stesso, io che vi supplico invano di una buona
+parola, non oso sperare di essere amato da voi, ma sono certo che non
+amate altri.
+
+LIVIA
+
+Lasciatemi andare. Verrete stassera da me?
+
+MARCELLO
+
+No, rimanete.
+
+LIVIA
+
+Non posso.
+
+MARCELLO
+
+Ma perchè, perchè?
+
+LIVIA
+
+Non chiedetelo, Marcello, ve ne scongiuro, vi aspetto stassera.
+
+MARCELLO
+
+Ciò non è naturale, il vostro aspetto... le vostre parole... avete
+l'aria di temere qualche...
+
+LIVIA
+
+Marcello... vi amo... Prima che tu giungessi, prima che tu parlassi;
+sapevo il tuo amore e te lo ricambiavo intero; il tuo silenzio era il
+tormento dei miei giorni, ogni sera ero tentata di vincere la tua
+timidità, di costringerti ad una confessione che leggevo nei tuoi
+occhi e che tu cieco dovevi leggere nei miei; sono stata corrucciata
+con te per la tortura che mi infliggevi. Perchè hai taciuto tanto? Ho
+creduto di smarrire la ragione! Ho cercato di punirti dimenticandoti,
+non ho potuto. Mi vuoi? Sono tua, ma non qui, ma non ora: questa casa
+mi brucia i piedi, lasciami andare, Marcello, lasciami andare; se
+rimango qui sento che la nostra felicità può essere distrutta in un
+momento e per sempre.
+
+MARCELLO
+
+Perchè guardi da quella porta? Di chi temi? Chi aspetti?
+
+LIVIA
+
+Oh sei crudele!
+
+MARCELLO
+
+Ebbene va. Non voglio cercare altro. Mi ami, mi basta, perchè me lo
+dicesti se non fosse vero? Hai ragione, non sarei più padrone di me.
+Vieni... io t'accompagno fino alla tua carrozza.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+MARCELLO
+
+La tua carrozza... non l'ho veduta dabbasso. Perchè l'hai rimandata?
+
+LIVIA
+
+Non io.
+
+MARCELLO
+
+Non tu? E chi? Chi ha rimandato la tua carrozza?
+
+LIVIA
+
+Abbi pietà, Marcello... non so... lo vedi in che stato sono.
+
+MARCELLO
+
+Dammi la lettera.
+
+LIVIA
+
+Che lettera?
+
+MARCELLO
+
+La lettera di mia sorella... che sei venuta a portarmi... La lettera
+di mia sorella... Non sei tu qui per questo? Non l'hai? Non l'hai! Ma
+dunque...?
+
+LIVIA
+
+È vero.
+
+MARCELLO
+
+Tu sei l'amante di Fabrizio!
+
+LIVIA
+
+Ascoltami.
+
+MARCELLO (_cadendo su di una poltrona_)
+
+Oh!
+
+LIVIA
+
+Marcello, non precipitare il tuo giudizio, non farmi quell'offesa, ora
+che mi hai detto il tuo amore, ora che ti ho detto il mio.
+
+MARCELLO
+
+È giusto. Voi comprate con promesse d'amore il silenzio di chi scopre
+le vostre tresche.
+
+LIVIA
+
+Insultami, so quello che soffri, lo sento in me, ma è impossibile che
+non ci sia modo di persuaderti dell'immenso errore in cui sei caduto.
+L'atto di cui io stessa mi accuso, non è disonesto, esso ti appare
+tale per le vanterie di un vanitoso; fui imprudente, fui leggiera, ma
+ti giuro che nell'anima mia, ero ben lontana dal dare alla mia venuta
+il valore che gli ha attribuito il tuo amico.
+
+MARCELLO
+
+Perchè tremavate tanto, temendo che venissi a scoprire?...
+
+LIVIA
+
+Perchè fin dalle prime parole che mi hai detto, tu hai mostrato di
+giudicare la condotta di quella donna, che non conoscevi, in modo che
+mi fa rabbrividire, perchè ero venuta anch'io a conoscere l'inganno
+del barone, avevo scoperto che egli mi aveva invitata in una casa non
+sua, sapevo che nella sua cinica cecità egli mi aveva creduta una
+facile e sicura conquista, e la coscienza di ciò, mi umiliava tanto, e
+questa stanza mi ripeteva così brutalmente l'insulto delle sue
+intenzioni, e la tua presenza, e la possibilità di un tuo sospetto mi
+agghiacciavano tanto, che avevo paura e ardevo di fuggire, di levarmi
+dall'atroce supplizio che mi bai fatto indurare.
+
+MARCELLO
+
+Perchè sei venuta?
+
+LIVIA
+
+Ti dirò... ma credimi... ieri sera a quel ballo il barone...
+
+MARCELLO
+
+Sì, vi ha parlato di una raccolta di incisioni...
+
+LIVIA
+
+Lo sai?
+
+MARCELLO
+
+E sapete che mi disse Fabrizio, un'ora fa, in questo luogo
+stesso?--Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo c'è
+sempre un oggetto d'arte che fa da Galeotto!
+
+LIVIA
+
+Oh!
+
+MARCELLO
+
+Fabrizio vi amava da cinque anni.
+
+LIVIA
+
+Mi amava... lui? Oh!
+
+MARCELLO
+
+Non discuto la natura del suo amore, era la buona, dacchè lo ha
+condotto a raggiungere la sua mira.
+
+LIVIA
+
+Che, tu credi?...
+
+MARCELLO
+
+Provatemi il contrario.
+
+LIVIA
+
+Non te lo posso provare. Non ho che la mia parola, ed i miei
+giuramenti. Il barone potrebbe venir qui e attestare sul suo onore che
+io l'ho mandato via; io potrei morire invocando i più tremendi
+scongiuri a testimonio della mia innocenza; tuttociò non proverebbe
+nulla se il tuo animo non si dispone ad accogliere questa fede.
+Marcello, tu hai veduto la mia vita da due anni, conosci tutte le mie
+azioni, sei venuto a casa mia, ad ogni ora del giorno, ci hai mai
+trovato nulla che potesse metterti in sospetto, non dico di
+un'infamia come questa di cui mi accusi, ma di una condotta leggiera,
+di nulla insomma che ti volessi nascondere. Avrei rubato la
+riputazione che ho di onesta donna? sarei diventata di un colpo quella
+miserabile che mi fai? Ti pare possibile? Pensa che per condannarmi
+devi annientare tutto il mio passato, devi tenermi per una tale
+simulatrice da far paura a immaginarla. Va, se fossi la donna che tu
+credi, non saremmo qui, tu ad accusarmi, io a difendermi; quelle che
+fanno il male, non si smarriscono per essere colte di sorpresa. E poi,
+perchè mi difenderei? Che potrei temere di te? Ti conosco troppo per
+sospettarti capace di tradire il secreto di una donna, anche di una
+donna perduta. Se mi torturo così a cercare argomenti, si è perchè ti
+amo e con questo amore nell'anima, l'avrei prostituito alle cupidigie
+di... Rifletti, Marcello, non è soltanto ingrato quello che tu pensi
+di me, è assurdo. Vieni qui, guardami, ti amo, accusami ancora.
+
+MARCELLO
+
+È vero. Tutto il mio essere si solleva contro quell'idea, essa mi
+ripugna come una colpa, ma non posso levarmela di mente e lo potessi
+ci ricadrei domani. Ti credo, ma non mi basta; tu non puoi darmi altre
+prove che i tuoi giuramenti, io non posso far tacere le atroci ironie
+del mio dubbio.
+
+LIVIA
+
+Addio.
+
+MARCELLO
+
+Livia... Livia... non partire... studiati ancora di convincermi. Se ci
+lasciamo così tutto è finito.
+
+LIVIA
+
+Ho detto quanto era umanamente possibile, altro non so. Sono spossata.
+Mi si è fiaccato persino il desiderio di persuaderti. Non provo più
+che un immenso bisogno di pace e di silenzio.
+
+MARCELLO
+
+Senti. Dimmi solo perchè hai accettato l'invito di Fabrizio; la
+curiosità di una collezione artistica non basta, basterebbe con un
+uomo della mia natura, ma di lui che ti corteggiava da tanto tempo,
+dovevi per forza diffidare. Ci deve essere una seconda ragione,
+sottile, intima.
+
+LIVIA
+
+È vero.
+
+MARCELLO
+
+Dimmela.
+
+LIVIA
+
+Non mi crederesti. Ti parrebbe una scusa speciosa, e sarei troppo
+umiliata della tua incredulità. Mi hai già accusata di vendere il mio
+amore in cambio del tuo silenzio. E poi, ho diritto di ribellarmi
+contro l'insulto che mi fai, ho diritto di opporre a tutte le
+apparenze che mi incolpano la mia semplice affermazione d'innocenza e
+di pretendere che questa prevalga. Se non ti basta non sei degno di
+me. Una carrozza. È Fabrizio.
+
+MARCELLO
+
+Che? ritorna! l'aspettavi? E io dovrò... Ah... (_s'avvia verso la
+porta di fondo_).
+
+LIVIA
+
+Marcello, non scordatevi di essere gentiluomo.
+
+MARCELLO
+
+È giusto. Vi lascio col vostro amante. (_via per la laterale_).
+
+LIVIA
+
+Marcello, v'impongo di rimanere.
+
+MARCELLO
+
+E sia. Ma vi avverto che non crederò ad una sola delle sue parole.
+
+
+SCENA X.
+
+CLEMENTE e detti.
+
+
+ (_Clemente entra e porge un biglietto a Livia_).
+
+LIVIA
+
+Che è ciò?
+
+CLEMENTE
+
+Da parte del mio padrone.
+
+LIVIA (_a Marcello_)
+
+A voi... Ignoro che vi sia scritto. Leggete.
+
+MARCELLO
+
+Oh!
+
+LIVIA
+
+Leggete. (_a Clemente_) Il vostro padrone è ripartito?
+
+CLEMENTE
+
+No, signora, è di sotto in carrozza che aspetta la risposta della
+signora.
+
+LIVIA
+
+Pregatelo di salire. (_Clemente via_).
+
+MARCELLO (_dopo letto_)
+
+Livia, Livia, perdonami, ti ho ingiustamente accusata.
+
+LIVIA
+
+Ah!
+
+MARCELLO
+
+Perdonami, Livia, ti amo come un pazzo, e ho sofferto mille morti.
+
+LIVIA (_prende il biglietto, legge_)
+
+«La pioggia reca consiglio. In carrozza ho avuto tempo di meditare
+intorno la mia stupida condotta e di persuadermi che sono un somaro.
+Non oso ripresentarmi a voi se prima non mi accordate il perdono e mi
+promettete di dimenticare. Vi scrivo queste cose colla matita su di un
+foglio del mio taccuino avvezzo pur troppo a biglietti di ben altro
+tenore. Ma dite all'uomo felice che amate, che faccia senno anche lui.
+Ditegli che la colpa è in gran parte sua. Chi ama una donna come voi
+siete, non la mette col suo pecorile silenzio sul punto di...»
+
+MARCELLO
+
+Basta. Ha ragione.
+
+
+SCENA XI.
+
+FABRIZIO e detti.
+
+
+FABRIZIO
+
+Vi ringrazio. (_vede Marcello_) Marcello, tu non avevi diritto di
+entrare qui dentro.
+
+LIVIA
+
+La sua presenza è giustificata.
+
+FABRIZIO
+
+Ah era lui? E io non l'ho capito! Era lui il...?--Accetto i vostri
+ringraziamenti.
+
+MARCELLO
+
+La tua leggerezza mi ha fatto ingrato verso...
+
+FABRIZIO
+
+Se lo dico. La colpa è mia. Contentati. Una zampa del gatto ci fu,
+solo che invece di quella è stata questa.
+
+ _Sic vos non vobis mellificatis apes._
+
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+(_Cala la tela_).
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+
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+End of the Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO ***
+
+***** This file should be named 33866-8.txt or 33866-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33866/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
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+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
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+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
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+*** START: FULL LICENSE ***
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+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
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+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
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+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
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+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
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+
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+
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+1.F.
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+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
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+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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