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diff --git a/33866-8.txt b/33866-8.txt new file mode 100644 index 0000000..a49538e --- /dev/null +++ b/33866-8.txt @@ -0,0 +1,3230 @@ +The Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La zampa del gatto + Teatro in prosa vol. II + +Author: Giuseppe Giacosa + +Release Date: October 15, 2010 [EBook #33866] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + VOL. II. + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + + RESA A DISCREZIONE + + Commedia in 4 atti + + + LA ZAMPA DEL GATTO + + Commedia in un atto + + + TORINO + F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE + 1888 + + +_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria, +_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R. +Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni +della Legge vigente._ + +Torino--Tipografia VINCENZO BONA. + + + + +LA ZAMPA DEL GATTO + +COMMEDIA IN UN ATTO + + + + + PERSONAGGI + + + MARCELLO + + FABRIZIO + + LIVIA + + ANSELMO, vecchio domestico di Marcello + + CLEMENTE, domestico di Fabrizio + + + _La scena in casa di Marcello._ + + + + +ATTO UNICO + +Stanza da studio, vecchi mobili, molti libri, quadri e stampe +antiche--Aspetto elegante. + + +SCENA I. + +MARCELLO poi ANSELMO. + +Appena levato il sipario si ode di fuori una scampanellata. + + +MARCELLO (_che stava scrivendo si alza_) + +Ah! finalmente! (_lunga pausa_) Che tempo ci mette! (_suona due volte +il campanello. Anselmo entra_). + +È la posta? + +ANSELMO + +No, signore. È venuto Clemente. + +MARCELLO + +A che ora arriva la posta? + +ANSELMO + +Verso le tre. + +MARCELLO (_guarda l'orologio_) + +È appena il tocco e mezzo. Va pure. + +ANSELMO + +C'è Clemente che dice... + +MARCELLO + +Chi è Clemente? + +ANSELMO + +Il domestico del barone Fabrizio. + +MARCELLO + +E che vuole? + +ANSELMO + +Ha detto di avvertirla che è venuto. + +MARCELLO + +Che è venuto chi? + +ANSELMO + +Che è venuto lui Clemente. + +MARCELLO + +A far che? + +ANSELMO + +Non lo so. + +MARCELLO + +Domandaglielo. + +ANSELMO + +Sissignore. (_via_) + +MARCELLO + +La mia lettera l'ha avuta ieri. Vediamo (_guarda un orario delle +strade ferrate_)... ieri alle tre. Ha risposto subito di certo: +impostando ieri sera, la risposta doveva arrivare stamane; mettiamo un +corriere in ritardo... arriva oggi. (_Anselmo torna_) Che c'è? + +ANSELMO + +Ho domandato a Clemente. + +MARCELLO + +Ebbene? + +ANSELMO + +Non ha altro da dire. Il barone lo manda e deve consegnarsi arrivando. + +MARCELLO + +Fallo entrare. + + +SCENA II. + +MARCELLO, ANSELMO, CLEMENTE. + + +ANSELMO (_dall'uscio_) + +Clemente. (_Clemente entra_). + +MARCELLO (_a Clemente_) + +Che ordini vi ha dato il vostro padrone? + +CLEMENTE + +Mi ha ordinato di venir qui e di non muovermi fino a nuovo avviso. + +MARCELLO + +Qui? + +CLEMENTE + +Dal signor cavaliere di Lerici. + +MARCELLO + +Vi ha dato il mio recapito? + +CLEMENTE + +No, signore, non occorreva. Noi altri in diplomazia conosciamo sempre +il recapito dei signori che hanno relazione coi nostri padroni. + +MARCELLO + +E non vi ha detto altro? + +CLEMENTE + +Altro. Il mio padrone però sembra persuaso che il Signor Cavaliere +conosca la ragione della mia venuta. + +MARCELLO + +Ne so quanto voi, cioè niente affatto. + +CLEMENTE + +Con licenza del Signor Cavaliere io credo di saperne qualche cosa. + +MARCELLO + +Ebbene parlate. + +CLEMENTE + +In presenza di un domestico... + +ANSELMO + +Guarda! + +MARCELLO + +Siete molto circospetto! + +CLEMENTE + +Noi altri... + +MARCELLO + +... in diplomazia, ho capito, avete imparato a diffidare delle persone +di servizio; e a quanto posso giudicare non avete torto. (_ad +Anselmo_) Va di là. + +ANSELMO + +Sissignore. (_via_). + +MARCELLO + +Dunque? + +CLEMENTE + +Prometto che parlo per induzioni mie. + +MARCELLO + +Avanti. + +CLEMENTE (_sottovoce_) + +Si tratta di una donna. + +MARCELLO + +Di una donna! E come? + +CLEMENTE + +Le mie informazioni non vanno oltre. + +MARCELLO + +Sono poche. E da che argomentate che si tratti di una donna? + +CLEMENTE + +Da che il mio padrone mi ha dato del tu invece che del voi. + +MARCELLO + +Mio caro, l'abitudine diplomatica vi ha reso incomprensibile. + +CLEMENTE + +Il mio padrone mi chiama col voi per ordinarmi tutto ciò che riguarda +le relazioni internazionali o l'esercizio delle mie funzioni, ma +quando mi fa l'onore di iniziarmi ai suoi intimi piaceri, allora +adopera il tu, come per fare appello al mio cuore, anzichè al +sentimento del dovere. + +MARCELLO + +È sperabile che il vostro padrone verrà a chiarirmi la cosa; per ora +andate di là in anticamera e intavolate il meno che potete di +relazioni internazionali col mio domestico. (_campanello all'interno_) +Ah! + +CLEMENTE + +Il Signor Cavaliere non può dubitare della mia discrezione. + + +SCENA III. + +Detti, ANSELMO e FABRIZIO. + + +ANSELMO + +Il barone di Turbia. + +FABRIZIO + +Addio, Marcello. (_a Clemente_) Ah sei qui? Bene prega questo bravo +ragazzo (_indicando Anselmo_) che ti impratichisca un po' della casa. + +ANSELMO + +Impratichirlo...? + +FABRIZIO + +Andate, andate. È una cosa intesa... + +ANSELMO (_verso Marcello_) + +Ma... + +MARCELLO + +Dacchè te lo dice! (_via Anselmo e Clemente_). + + +SCENA IV. + +MARCELLO, FABRIZIO. + + +FABRIZIO + +La presenza del mio domestico ti ha messo al fatto di tutto. + +MARCELLO + +Il tuo domestico parla in un modo tanto... + +FABRIZIO + +Solenne, non è vero? Ti dirò, è un bravissimo ragazzo, ma va così +orgoglioso di servire un diplomatico che si tiene per poco meno di un +ministro. + +MARCELLO + +Ciò non mi spiega... + +FABRIZIO + +Ti spiego subito. È inteso per oggi. + +MARCELLO (_non capisce_) + +Per oggi? + +FABRIZIO + +Sì, dalle tre alle sei, sei e mezza, mettiamo alle sette; anzi, tu hai +un pendolo qui? + +MARCELLO + +Eccolo. + +FABRIZIO + +Ebbene se non te ne fa nulla lo metto in ritardo (_eseguisce_), è +un'idea che mi è venuta per strada; caso mai essa gettasse gli occhi +sul quadrante, che non affrettasse la partenza col pretesto che è +tardi. Tu vai al Club? + +MARCELLO + +Io no. + +FABRIZIO + +Passeggi, fai delle visite? + +MARCELLO + +No. + +FABRIZIO + +Bene, farai quel che ti piace, questo non mi riguarda. Ora do +un'occhiata in giro per orientarmi. Dove hai messo i fiori? + +MARCELLO + +Che fiori? + +FABRIZIO + +Non li hanno portati? + +MARCELLO + +Senti. È uno scherzo o una scommessa che hai fatto di venir qui a +prenderti gioco di me? + +FABRIZIO + +Io no. + +MARCELLO + +Allora impazzisci. + +FABRIZIO + +Non credo. + +MARCELLO + +O impazzisco io, perchè non intendo nulla nè di quello che dici, nè +della venuta del tuo domestico, nè della tua, nè de' tuoi modi, ed è +un'ora che mi tieni sulla gruccia. + +FABRIZIO + +Se ti ho detto che è fissato per oggi! + +MARCELLO (_impazientito_) + +Che cosa? + +FABRIZIO + +Il giorno che mi fai padrone posticcio della tua casa, e tu sgomberi +come hai promesso. + +MARCELLO + +Io ho promesso!? + +FABRIZIO + +Ieri l'altro. + +MARCELLO + +Ho promesso!? + +FABRIZIO + +Oh bada, non fai più in tempo a disdirti. C'è di mezzo una terza +persona, una donna, la quale sarà qui alle tre e non deve trovarci nè +te nè il tuo domestico. + +MARCELLO + +Una donna in casa mia! + +FABRIZIO + +Non sarà la prima. + +MARCELLO + +Sarebbe la prima di certo se ci venisse, ma non ce la voglio a nessun +costo. Ora mi rammento il tuo discorso dell'altro ieri; mi hai detto +che poteva nascere occasione ti occorresse il mio quartiere, e io ti +ho risposto un: no, grosso tanto. + +FABRIZIO + +In principio, ma poi... + +MARCELLO + +Ma poi seccato, scusa, dai tuoi discorsi che non finivano più e +dovendo uscire, ho conchiuso con un: basta vedremo. Parole testuali. + +FABRIZIO + +Ebbene è bell'e visto. + +MARCELLO + +Ah no, mio caro. Io ho sempre rispettato la mia casa, come il mio +luogo di studio, di raccoglimento, e non c'è treccia nè finta nè vera +di cocotte che possa vantarsi di averla appestata di muschio. + +FABRIZIO + +Prima di tutto il muschio non usa più, in secondo luogo le cocotte non +si profumano le treccie, ma la biancheria, e finalmente quella che +aspetto non è una cocotte. + +MARCELLO + +Sì, conosco le tue duchesse! + +FABRIZIO + +Non tutte le donne possono essere nell'almanacco di Gotha, ma se sei +disposto a fare un'eccezione per le duchesse... + +MARCELLO + +Pare impossibile che alla tua età...! + +FABRIZIO + +All'età mia, bisogna affrettarsi a godere. D'altronde la mia età par +grave a te che sai i miei anni, ma per le donne sono un giovinetto. +Porto la barba intera perchè le si possano attribuire e sembrare +apparenti i guasti reali che devo alla imminente quarantina. E sai tu +quanto mi costi questa barba che vedi? Il mio ministro, che è un +pedante, non mi vuol proporre a segretario d'ambasciata perchè +pretende che un diplomatico non deve portar peli sul viso. Vedi bene +che se le donne fanno qualche cosa per me, non è senza grave mio +sacrificio. E difatti, il giorno che una donna mi farà accorgere +dell'età mia, non me lo dovrà dire una seconda volta; uscendo da lei +andrò diritto dal barbiere; mi vedrai raso come una zucca; lascierò le +bugie d'amore per quelle della politica e le ambascie per le +ambasciate. Ridi? Sei vinto. + +MARCELLO + +No no, non posso, ho da fare. + +FABRIZIO + +Sì dei versi. + +MARCELLO + +Che ne sai tu? + +FABRIZIO + +Li ho visti l'altro giorno sul tuo scrittoio e ne ho anche letti, +discorrendo. Aspetta, mi ricordavo il primo... come dice?... + +MARCELLO + +Non sei discretissimo. + +FABRIZIO + +Oh dei versi non sono una lettera; nessuno mette i suoi secreti in +rima. Erano versi d'amore; bella cosa! ne ho ordinati tanti a +pagamento quando credevo che le donne si conquistassero con un +sonetto. + +MARCELLO + +Insomma sono fermamente deciso a non uscir di casa. + +FABRIZIO + +E allora come faccio io? + +MARCELLO + +Aggiustati. + +FABRIZIO + +Non posso condurla ad un albergo! Una donna per bene! + +MARCELLO + +Se accetta di venirti a trovare... + +FABRIZIO + +In casa mia. + +MARCELLO + +Ah le hai detto...? + +FABRIZIO + +Che questa casa mi appartiene naturalmente. + +MARCELLO + +E tu ne sballi di queste? + +FABRIZIO + +Colle donne soltanto. La bugia è il pane quotidiano dell'amore. + +MARCELLO + +E se scoprisse? + +FABRIZIO + +Prima di venire è difficile che parli di me con nessuno, dopo non me +ne importa. + +MARCELLO + +Ma perchè avendo in città tanti amici gaudenti come te e padroni di +case più acconcie che non la mia a questa sorta d'improvvisate, vieni +precisamente a cercar me che un'avventura simile imbarazza e disgusta +in modo che non puoi concepire? + +FABRIZIO + +Perchè quelli vivono in piazza e tu in un romitorio, perchè il più +discreto di quelli strombazzerebbe ai quattro venti la cosa, mentre tu +che ne arrossisci, la terrai celata come una vergogna, perchè la loro +casa spande un tanfo di vizio che metterebbe sull'avviso la persona +che aspetto e la armerebbe alla difesa, mentre la tua così seria ed +austera le inspirerà confidenza, e perchè finalmente il loro recapito +è troppo noto e non potrei darlo per mio, mentre di te scommetto che +nemmeno la donna che ami sa dove stai di casa. + +MARCELLO + +Infatti! + +FABRIZIO + +Ah c'è dunque una donna che tu ami? + +MARCELLO + +Perchè no? + +FABRIZIO + +Una vera donna, viva, in carne ed ossa? + +MARCELLO + +Perchè no? + +FABRIZIO + +Stranissimo. E di che parlate insieme? + +MARCELLO + +Di tutto. + +FABRIZIO + +Fuorchè d'amore, ci scommetto. + +MARCELLO + +Pur troppo! + +FABRIZIO + +L'avrei giurato. E il divertimento dura...? + +MARCELLO + +Perchè mi interroghi? + +FABRIZIO + +Per sapere. Tu sei un fenomeno; non raro ma sempre curioso. D'altronde +cogli uomini sono galantuomo e chissà che non ti possa dare un buon +consiglio. Dunque il divertimento dura? + +MARCELLO + +Da due anni. + +FABRIZIO + +È giovane? È bella? + +MARCELLO + +L'amo. + +FABRIZIO + +Hai ragione; questo dice tutto. È mondana? + +MARCELLO + +È elegante. + +FABRIZIO + +Ha marito? + +MARCELLO + +È vedova. + +FABRIZIO + +E ti ama? + +MARCELLO + +Non lo so. + +FABRIZIO + +Le vai per casa? + +MARCELLO + +Quando sono sicuro di non trovar gente. + +FABRIZIO + +Come fai a saperlo? + +MARCELLO + +Me lo dice. + +FABRIZIO + +Ah dunque le piace stare con te? + +MARCELLO + +Lo credo, mi stima assai. + +FABRIZIO + +Le parli di poesia, di filosofia, dei tuoi studi, dei tuoi libri, +delle tue raccolte artistiche... + +MARCELLO + +No. Evito di parlare di me per paura di tradirmi. + +FABRIZIO + +Sarebbe un onesto tradimento che volterebbe in meglio le cose. + +MARCELLO + +Credo di aver trovato la via di uscirne. + +FABRIZIO + +La più corta sarebbe quella di parlarle. + +MARCELLO + +È la vostra sete di facili piaceri che ci fa timidi; se non ne aveste +profanato il linguaggio, noi oseremmo parlare di quell'amore che voi +avete fatto parere sempre bugiardo. + +FABRIZIO + +È la vostra timidità che rende così facili i nostri piaceri. In amore, +chi si rimane alla poesia fa la zampa del gatto che cava per altri le +castagne dal fuoco. Voialtri taciturni riuscite tanto più facilmente a +sconvolgere l'animo delle donne quanto meno incutete loro paura. Ma +quel veleno che andate loro inoculando nel sangue, non vi reca già la +vostra immagine, non si chiama già l'amore di voi, si chiama l'amore +semplicemente; un'essenza che sta da sè, che rende il cuore ed i sensi +combustibili in sommo grado. Nella mia lunga carriera amatoria ho +sperimentato per vero questo che a molti parrebbe un paradosso: che +cioè il momento più proficuo per conquistare una donna è quando questa +sta per innamorarsi di un altro. Coi vostri silenzi, cogli guardi, +colla discretezza stimolante, colle ruvidezze rilevatrici, coll'ardore +che irradiate intorno, voi portate il delizioso frutto d'amore a un +tale grado di maturità che un soffio di vento lo spiccherebbe dal +ramo, e non avete il coraggio di dare la scossa al tronco. Allora +capita un goloso come me, vede il frutto proibito sospeso a un filo, +dà una scrollatina alla pianta e para la mano. _Sic vos non vobis +nidificatis aves._ + +MARCELLO + +E la conclusione? + +FABRIZIO + +La conclusione è questa: che prima ti ho fatto ridere, poi ti ho fatto +dire il tuo secreto, e poi ti ho fatto un discorso, e che tutto ciò +merita in ricambio il favore che ti richiedo. + +MARCELLO + +Guarda, fra l'altre cose aspetto una lettera importantissima, la quale +può decidere della mia sorte. + +FABRIZIO + +Ah briccone! Le hai scritto? + +MARCELLO + +No. Una lettera di mia sorella. + +FABRIZIO + +E deve arrivare? + +MARCELLO + +Verso le tre. + +FABRIZIO + +Ebbene se arriva prima, tu sei qui a riceverla, se dopo, apposti il +tuo domestico in istrada e te la fai portare al Club. È inteso? Fammi +questo piacere. + +MARCELLO + +Vada! Ma potevi almeno avvertirmi stamattina. + +FABRIZIO + +Sono venuto, e non c'era nessuno e la cosa s'è combinata ieri sera. È +una donna che amo da cinque anni di un amore intermittente; l'incontro +ogni estate alla stagione de' bagni, ma sai, gli amori ai bagni sono +tele di ragni, un soffio li sfonda. Quest'anno ho preso la mia licenza +in primavera apposta per coglierla qui. Dopo poche visite, mi accorgo +che ha cambiato natura; gli altri anni amava ridere e scherzare, +quest'anno la trovo lunatica, distratta, nervosa in una parola. Ne +trassi buon augurio e fu allora che ti ho fatto quella domanda in +aria, più per premunirmi che altro. + +MARCELLO + +E che bisogno hai di vederla in casa mia, dacchè puoi andare da lei? + +FABRIZIO + +Ho bisogno di far presto, che non mi scada la licenza. Venendo qui +essa fa un primo passo che tira seco il secondo; rimanendo a casa, non +c'è ragione che mi sia più benigna oggi di ieri. + +MARCELLO + +Ho capito. + +FABRIZIO + +Ieri sera la trovo ad un ballo. In un crocchio di signore, dov'era +anche lei, cade il discorso sulle collezioni artistiche di quadri e +d'incisioni, ed essa se ne mostra amantissima. Allora rammentandomi di +certe stampe che mi avevi fatto comprare a Berlino per la tua +raccolta, appena solo con lei mi do per raccoglitore, un raccoglitore +misterioso e geloso, locchè serviva a giustificare il mio prudente +riserbo. Sono persuaso che essa non se ne intende meglio di me, ma me +ne intendo così poco che meno ne discorro più ci guadagno. Le dissi +che possedevo tesori, che venisse a vederli. Essa accetta senza +esitare. Le do il tuo recapito e si rimane che sarebbe venuta oggi +alle tre. + +MARCELLO + +E tu ami una donna capace di accettare così su due piedi un +appuntamento...? + +FABRIZIO + +Eh! se non l'accettasse, non varrebbe la pena di amarla. + +MARCELLO + +E le mie incisioni hanno l'insigne onore di procacciarti... + +FABRIZIO + +Già. Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo, c'è sempre +un oggetto d'arte che fa da Galeotto. + +ANSELMO (_entrando_) + +La posta. (_consegna e via_). + +MARCELLO + +Ah finalmente! Permetti? (_legge_). + +FABRIZIO + +Fa, fa. Dove tieni quelle famose incisioni? + +MARCELLO + +In quelle due cartelle. + +FABRIZIO + +Bene, leggi pure, ho tempo di dare una capata dalla fioraia a +sollecitare quei fiori; perchè è inteso, eh? Alle tre te ne vai. + +MARCELLO + +Sì. + +FABRIZIO + +Che paura m'hai fatto! Figurati se avessi dovuto dare un contrordine. + +MARCELLO + +Lasciami leggere. + +FABRIZIO + +Vado subito. Ah! naturalmente il tuo domestico esce con te. + +MARCELLO + +S'intende. + +FABRIZIO + +Mi toccherebbe metterlo a parte del secreto e non conviene. + +MARCELLO + +S'intende. + +FABRIZIO + +Ah! un'altra cosa. C'è stato un imperatore romano incisore? + +MARCELLO + +Uh che dici? + +FABRIZIO + +C'è stato un incisore chiamato col nome di un imperatore romano? Un +incisore famoso? + +MARCELLO + +No. + +FABRIZIO + +Eppure mi ha chiesto se avevo dei... dei... Caracalla... no. Dei... +dei... già lo faceva per mostrarsi dotta... dei Silla... c'è un Silla +incisore? + +MARCELLO + +No. E poi Silla non era imperatore. + +FABRIZIO + +Questo non monta. I romani antichi erano tutti dal più al meno +imperatori. + +MARCELLO + +Tu vuoi dire Marc'Antonio. + +FABRIZIO + +Bravo! Vedi. Marc'Antonio, Silla, Pompeo, siamo lì già. E tu ne hai di +codesti Marc'Antonio? + +MARCELLO + +Sicuro e di stupendi. + +FABRIZIO + +Io non ho detto nè sì, nè no. Stanno là in cartella? + +MARCELLO + +Sicuro. + +FABRIZIO + +E questo Marc'Antonio era... + +MARCELLO + +Marc'Antonio Raimondi contemporaneo di Raffaello, il quale... + +FABRIZIO + +Ne so abbastanza. Addio. Vado e torno. + +MARCELLO + +Non mi troverai più. + +FABRIZIO + +Lo spero bene. Bada che uscendo avverto il tuo domestico perchè sviti +dall'uscio la lastra col tuo nome. + +MARCELLO + +Non c'è. + +FABRIZIO + +Meglio. Addio San Luigi. + +MARCELLO + +Addio Don Giovanni. (_via Fabrizio dal mezzo_). + + +SCENA V. + +MARCELLO, poi ANSELMO, poi CLEMENTE. + + +MARCELLO + +Seccatore, va. Vediamo. (_legge_) Caro fratello. Ma grullo che sei, +perchè, scriverle a me le tue lettere d'amore? Che me ne faccio io? +Dacchè mi richiedi del mio avviso ti dirò che sono persuasa che essa +ti ama e ne ho anzi mille prove... (_smette di leggere_) Oh cara +sorella! (_bacia la lettera, poi ripiglia_) che essa ti ama, e ne ho +anzi mille prove e che non dimanda di meglio che di vederti uscire dal +tuo incomprensibile silenzio. Quanto alla mia venuta, essa è in questo +momento assolutamente impossibile... (_smette di leggere_) Oh! +(_ripiglia_) la bambina convalescente non mi lascia partire... +(_parlando_) dacchè è convalescente! (_legge_) d'altronde nei termini +in cui siete, il tuo amore essa lo deve conoscere da te e non da +altri. Ho pensato un momento a mandarle la tua lettera... (_parlando_) +che idea! (_legge_) a mandarle la tua lettera, ma ciò non farebbe che +metterla in imbarazzo, poichè essa non te ne potrebbe tener parola se +tu prima non intavoli il discorso, e ti conosco troppo per sperare da +te un simile ardimento. (_parlando_) Ha ragione (_legge_) Mio marito, +non puoi figurarti quanto egli ride di te... (_parlando_) lo sciocco! +(_leggendo_) mi propose allora di mandare a lei la tua lettera chiusa, +avvertendola che tu saresti andato a leggergliela; ma ciò non +servirebbe che a farti sospendere la tua visita. Però siccome in fondo +l'idea era buona, abbiamo insieme deliberato di mandare a lei, chiusa +in una busta e col recapito, la lettera incendiaria che tu mi +scrivesti, pregandola, poichè tu sei tale uomo da poter ricevere in +casa tua una signora per bene, senza pericolo di sorta per la sua +riputazione, pregandola di recarla in persona da te, perchè tu glie ne +dia lettura... (_parlando_) Oh! (_legge_) e così abbiamo fatto. +Aspettala dunque quandochessia poichè questa lettera diretta a te e +quella diretta a lei partono insieme collo stesso corriere. +(_parlando_) Oh mio Dio! E ora se viene qui... e ci trova quegli +altri! (_guarda il pendolo_) Non sono ancora le due. (_suona il +campanello_) Fabrizio pensi lui ad accomodare... ha un'ora di tempo. +(_Anselmo entra_) + +Il barone Fabrizio è uscito? + +ANSELMO + +Sissignore. + +MARCELLO + +C'è di là il domestico? + +ANSELMO + +Sissignore. + +MARCELLO + +Gli dirai che corra subito a raggiungere il suo padrone, dev'essere +andato dalla fioraia... egli saprà bene da quale fioraia, e che lo +rimeni qui sul momento. + +ANSELMO + +Il barone ha detto che alle tre in punto sarebbe tornato. + +MARCELLO + +Non ho tempo d'aspettare le tre io. + +ANSELMO + +Mancano cinque minuti. + +MARCELLO + +Alle due. + +ANSELMO + +Domando scusa... + +MARCELLO + +E guarda là... (_sovvenendosi_) Oh! l'ha ritardato quell'altro. +(_guarda l'orologio_) Hai ragione (_fra sè_) come si fa? A momenti +quella donna è qui. Io la rimando. Impossibile... Ho promesso +d'altronde... aspettarla... vederla... scoprir così il suo segreto... +no... no. Andrò io ad impedire la venuta... di... già, non uscirà mica +di casa appena ricevuta la lettera. Chissà se a quest'ora l'ha già +ricevuta... è appena arrivata la mia... Vado, e se la trovo... ebbene, +rompo il ghiaccio e la facciamo finita. (_ad Anselmo_) Il cappello. +(_Anselmo via_) Chiudiamo queste carte sparse. + +ANSELMO (_tornando col cappello_) + +Eccolo. + +MARCELLO + +Ora tu esci subito e sei in libertà fino alle otto di stassera. + +ANSELMO + +Sissignore. + +MARCELLO + +E non rientri prima di quell'ora sotto nessun pretesto. + +ANSELMO + +Nossignore. Ma Clemente che è di là? + +MARCELLO + +Clemente rimane. + +ANSELMO + +Il signor Cavaliere è scontento dei miei servigi? + +MARCELLO + +No. Perchè? + +ANSELMO + +Perchè prende in prova un altro domestico. + +MARCELLO + +Non prendo nessun altro domestico, prova ne sia che starò io pure +fuori di casa tutto il tempo che starai tu. + +ANSELMO + +E Clemente rimarrà qui solo? + +MARCELLO + +Solo o accompagnato non ti riguarda. + +ANSELMO + +Chiudo tutto? + +MARCELLO + +Al contrario lasci tutto aperto. Va che ho fretta di ordinare... +(_Clemente entra correndo_). + +Che c'è? + +CLEMENTE + +S'è fermata una carrozza di sotto e ne è scesa una signora. + +MARCELLO (_ad Anselmo_) + +Usciremo per la scaletta di servizio e per la porticina del giardino. +(_scampanellata_) E quell'animale che non arriva! (_a Clemente_) Voi +badate che quella signora domanderà del vostro padrone, ditele che +sarà qui a momenti e fatela passare. Presto (_via Clemente dal fondo e +Marcello ed Anselmo per la laterale_). + + +SCENA VI. + +LIVIA, CLEMENTE. + + +CLEMENTE + +Non può tardare più di due minuti, ha detto che alle tre in punto +sarebbe tornato. + +LIVIA + +Va bene. + +CLEMENTE + +La signora comanda nulla? + +LIVIA + +Nulla. Il mio domestico è in anticamera? + +CLEMENTE + +Sissignora. + +LIVIA + +Andate pure. (_via Clemente_) È poco galante il barone! Com'è bello +qui! Quieto, ordinato, dei libri che hanno l'aria di esser letti... +pochi ninnoli... nessuna mostra di fotografie... bellissimo. Chi mai +avrebbe immaginato così armonica la casa di quello sventato! La sua +casa è migliore di lui. (_apre la persiana della finestra_) E il +giardino! Com'è bello fiorito!--Non viene. Se me ne andassi? +(_pausa_) Mi pare che passerei volentieri delle ore qui... sola... a +leggere... a suonare (_siede allo scrittoio_). Curioso effetto che fa +una stanza dove s'entra per la prima volta! Quante cose racconta del +suo padrone! Quante abitudini palesa, quanti difetti tradisce con gran +studio celati, quante qualità ignorate rivela subitamente. Qui difetti +non ne appare. Tutto vi ha l'aria di dover servire senza sfoggio. Se +non conoscessi il barone e me lo dovessi immaginare dalla vista di +questa stanza, vediamo un po' come lo immaginerei? Precisamente +l'opposto di quello che conosco. Fidatevi delle apparenze! o piuttosto +fidatevi di questa sorta di induzioni! Quale sarà la sua vera natura? +Quella che egli mostra di fuori o quella che appare qui? Sono più +sincere le cose che gli uomini. (_prende un libro_) L'intermezzo di +Heine... in tedesco...! e annotato in margine... di suo pugno. Sa il +tedesco! (_prende delle carte_) Dei versi? O curiosa! Con una data: +cinque Aprile, di ieri dunque. Vediamo (_legge_) + + Io non la vidi e vommene + Dolente; oggi lo sento + Mi armava amor d'insolito + Disperato ardimento, + Oggi era certo l'impeto + Della facondia mia, + Sarò doman l'estraneo + Che passa per la via. + +Che tristezza in questi ultimi versi: + + Sarò doman l'estraneo + Che passa per la via. + +Com'è triste! (_si alza_) Ha fatto apposta a non trovarsi in casa il +signor barone. Mi ha più interessato in cinque minuti di assenza che +non nei cinque anni da che lo conosco. Ma ora se non viene non mi +troverà più. (_s'avvia, entra Fabrizio_). + + +SCENA VII. + +LIVIA, FABRIZIO. + + +FABRIZIO + +Devo mettermi in ginocchio? + +LIVIA + +Me ne andavo. + +FABRIZIO + +Se avessi contato sulla vostra puntualità sarei parso vanitoso. + +LIVIA + +E piuttosto che aspettar voi, preferite fare aspettare gli altri. + +FABRIZIO + +È così dolorosa l'attesa di una gran gioia! Ho cercato di ingannare il +tempo occupandomi di voi. + +LIVIA + +Di me? (_Clemente entra con un ricco canestro di fiori, lo depone, poi +esce_). Ah che galanteria! Però avrei avuto più cari dei fiori del +vostro giardino. + +FABRIZIO (_stupito_) + +Del mio giardino? + +LIVIA + +Non è vostro quel giardino lì sotto? + +FABRIZIO + +Ah! sicuro ma non ci sono fiori. + +LIVIA + +Se ne ho visti io di bellissimi. + +FABRIZIO + +Ah, aveste visto? + +LIVIA + +Dalla finestra. Sapete che è bello il vostro studio? + +FABRIZIO + +Poh! + +LIVIA + +Ma assai bello. È così austero, tranquillo. + +FABRIZIO + +Volete dire che ci si deve seccar molto, non è vero? + +LIVIA + +Naturalmente! Non ci siete che voi capace di apprezzarlo. + +FABRIZIO + +Oh mi ci seccherei anch'io. + +LIVIA + +Mi piace quel soggiuntivo. + +FABRIZIO + +Ho detto mi seccherei perchè non ci sto mai. + +LIVIA + +Ha l'aria tanto abitata. + +FABRIZIO + +Ora che sono in congedo, ma il resto dell'anno lo passo a Bruxelles. + +LIVIA + +Dovete rimpiangerlo quando siete lontano. + +FABRIZIO + +D'ora in avanti lo rimpiangerò, perchè ha avuto l'onore di +accogliervi. + +LIVIA + +Vediamo dunque queste incisioni. + +FABRIZIO + +Datemi tempo di rimettermi dalla emozione, dal piacere che provo nel +vedervi qui a casa mia... + +LIVIA + +Ma sono venuta per questo. + +FABRIZIO + +Soltanto? + +LIVIA + +E perchè altro? + +FABRIZIO + +Io che ve ne ero già tanto riconoscente! + +LIVIA + +Lo credo. Vi ho dato una bella prova di stima. + +FABRIZIO + +Non è il sentimento che ambisco di ispirarvi. + +LIVIA + +Avete torto. La stima è madre di tutti i sentimenti benevoli. + +FABRIZIO + +Speriamo nella figliuolanza. + +LIVIA + +Sapete a che pensavo aspettandovi? Che dovete fare un ben meschino +giudizio di noi donne, me compresa, dacchè vi credete in obbligo di +ostentare con noi una leggierezza, che vi nuoce... + +FABRIZIO + +Grazie. + +LIVIA + +E di nasconderci il vostro vero valore. + +FABRIZIO + +Io nascondo il mio vero valore! Ma non domando di meglio che di +mostrarlo. + +LIVIA + +Non fingete. Voi siete studioso. + +FABRIZIO + +Poco. + +LIVIA + +Dotto. + +FABRIZIO + +Misericordia! Chi mi ha calunniato? + +LIVIA + +Voi stesso. È impossibile entrare in questa casa senza indovinare nel +suo padrone un uomo amante dello studio e del raccoglimento. Questo +ambiente così quieto, così intimo, non può mentire. Questi libri non +hanno l'aria di fare inutile parata di sè. Non cercate di ingannarmi. +A che pro? Se sapeste quanto siete cresciuto nel mio concetto dacchè +sono entrata qui dentro! Perfino la vostra finzione mondana mi piace, +essa mi prova una timida diffidenza verso gli indifferenti; si vede +che non volete mostrare al mondo vano, la serietà dei vostri diletti; +costretto di vivere con gente frivola amate meglio fingervi frivolo +che passare per originale. Non è così? E poi siete poeta. + +FABRIZIO + +Anche poeta? + +LIVIA + +Mi direte curiosa. Colpa vostra; perchè lasciare sparsi sullo +scrittoio ed in evidenza questi fogli...? + +FABRIZIO + +Ah avete letto...? + +LIVIA (_fa cenno di sì_) + +FABRIZIO + +Dei versi? + +LIVIA + +Belli. + +FABRIZIO + +Sì, mi diverto qualche volta per non saper che fare. + +LIVIA + +Mi perdonate l'indiscrezione? + +FABRIZIO + +Che non vi perdonerei? + +LIVIA + +Allora prendo coraggio. + +FABRIZIO + +Sì, prendete coraggio. + +LIVIA + +Chi è? + +FABRIZIO + +Chi? + +LIVIA + +La donna che vi ispira. + +FABRIZIO + +Me lo domandate! Ingrata. + +LIVIA + +Ah no. Non sono io. + +FABRIZIO + +Vi giuro... + +LIVIA + +Non sono io. È naturale che cerchiate di farmelo credere, ma ho le +prove del contrario. + +FABRIZIO + +Le prove! (_fra sè_) Che diavolo sia! (_forte_) Ah, ci sarà forse +scritto su un nome che non è il vostro, ma, sapete bene... i poeti +usano nomi immaginari. + +LIVIA + +Non c'è scritto nessun nome. + +FABRIZIO + +E allora? + +LIVIA (_gli dà il foglio_) + +Leggete. Sono vostri quei versi? + +FABRIZIO + +E di chi potrebbero essere? + +LIVIA + +Leggeteli. + +FABRIZIO (_legge_) + +«Io non la vidi e vommene dolente...» + +LIVIA + +Basta. + +FABRIZIO + +E qui c'è la prova? Io non la vidi e vommene dolente... Ecco, vommene +dolente e il dolore mi fa poeta: li ho scritti un giorno che non mi +era riuscito di vedervi. + +LIVIA + +Quando? + +FABRIZIO + +Non mi ricordo il giorno preciso. + +LIVIA + +Avete poca memoria, perchè furono scritti ieri. + +FABRIZIO + +Ieri? + +LIVIA + +C'è la data. Eccola, 5 aprile. Oggi ne abbiamo 6... e ieri foste a +casa mia, mi ci trovaste, mi avete quindi veduta, non ve ne siete +andato dolente affatto, locchè vuol dire che quella donna non sono io. + +FABRIZIO + +Come la ragione è nemica dell'intelligenza! Sono stato da voi, c'era +un mondo di gente, uomini, donne: una fiera. E lo chiamate vedervi +questo? E me ne devo contentare? E non me ne posso andar via dolente? + +LIVIA + +Leggete avanti. + +FABRIZIO + + Dolente--Oggi lo sento + Mi armava amor d'insolito + Disperato ardimento. + +LIVIA + +Sono cinque anni che mi andate giurando di amarmi, con frasi così +pompose che non ci ho mai creduto, e parlate d'insolito ardimento! + +FABRIZIO + +Insolito disperato ardimento: quello che è insolito, non è l'ardimento +ma la disperazione. Sono cinque anni che vi giuro di amarvi, e cinque +anni che vi prendete giuoco di me. Non è naturale che arda di trovarvi +sola una volta per dirvi il mio amore in termini tali da non +lasciarvene dubitare? + +LIVIA + +Ne parlate troppo e troppo chiaro. (_Fabrizio le prende la mano e +gliela bacia_). + +Che fate? + +FABRIZIO + +Provo a spiegarmi tacendo. + + (_Livia si alza, prende l'ombrellino e si avvia_). + +FABRIZIO + +Che vuol dire? + +LIVIA + +Vado. + +FABRIZIO + +Oh! vi bacio la mano tutte le volte che v'incontro e non ve ne avete +mai per male. + +LIVIA + +Dovreste capire che essendo a casa vostra, il linguaggio ed i modi che +adoperate sono di pessimo gusto. + +FABRIZIO + +Ma di peggiore gusto sarebbe se vedendovi qui sola e bella... + +LIVIA + +Oh! (_s'avvia_). + +FABRIZIO + +No, no, no, fermatevi. Prometto che divento docile come un agnellino. +Sedete: ve lo giuro. (_Livia siede_). Pensate un po' quanto sarebbe +stato ridicolo, se ve ne foste fuggita a quel modo. Che viso avremmo +fatto incontrandoci la prima volta in società? Come siete severa! Per +trovar grazia presso di voi, bisogna essere uno spasimante muto? + +LIVIA (_prontissima e impensatamente_) + +Ah Dio, no per carità! + +FABRIZIO + +Come inorridite a quell'idea! Ne avreste per caso qualcheduno +d'attorno? + +LIVIA + +Vediamo le incisioni? + +FABRIZIO + +No, rispondete. Sì, eh? Un'anima pudica e virtuosa, un cuore ardente +ma padrone di sè. + +LIVIA (_involontariamente_) + +Oh molto pad... (_si morde le labbra_). + +FABRIZIO + +Già. Troppo padrone, non è vero? E ve ne spiace! È un mondaccio! +Quelli che ardiscono si vorrebbero timidi e i timidi si vorrebbe +convertirli in leoni. + +LIVIA + +Oh non c'è pericolo! (_ride_). + +FABRIZIO + +Ridete pure e grazie della confidenza. Però mi sarà lecito domandarvi +che parte mi destinate nel piccolo romanzetto del vostro cuore. + +LIVIA + +Non il protagonista certo. + +FABRIZIO + +Ah! + +LIVIA + +Andiamo! Un uomo maturo... + +FABRIZIO + +Eh! + +LIVIA + +... Come siete; perchè via, senza offendervi siete un uomo maturo. +Quanti anni avete? + +FABRIZIO + +Indovinate. + +LIVIA + +Non è difficile. Ero in collegio, nella classe delle piccine, vale a +dire alta così... e mi ricordo che sentivo le grandi, quando +ritornavano dopo i giorni d'uscita, portare al cielo i vostri baffi e +il colore delle vostre cravatte. Eravate già allora applicato... o che +altro so io, al ministero degli esteri, tanto che, in collegio vi si +chiamava, per antonomasia, l'ambasciatore; locchè fra parentesi vuol +dire che è una carriera lenta la vostra. + +FABRIZIO + +Non me ne posso lagnare. + +LIVIA + +Meglio per voi, ma noialtre, che fin d'allora eravamo tutte quante +ammirate della vostra gloriosa persona, capite bene, che non si è +potuto durare tanti anni nello stesso sentimento... del resto... dove +andava la instabilità femminile? Volete che vi dica la mia età? Non ve +la lascio indovinare, perchè sareste capace, nella vostra galanteria, +di farmi più giovane di quello che sono, tanto più che ci avreste il +tornaconto. Ho ventisei anni, e nell'epoca di che vi parlo ne avevo +dieci. Voi allora non potevate averne meno di ventiquattro, tirate il +conto, sono quaranta. Non dico che siate vecchio, ma ne conosco di più +giovani.--Lasciate stare la vostra barba, perchè la stiracchiate +tanto? + +FABRIZIO + +Non sapete che rischio corre la mia barba. + +LIVIA + +Che rischio? + +FABRIZIO + +Non siamo abbastanza amici perchè ve lo dica. Non mi fa mica piacere +sapete, aver quarant'anni. Ma via, non sono venerabile, e non vi +potrei essere nè nonno nè padre, e il sentimento che provo per voi, +può essere altrettanto dolorosamente offeso in un uomo di quarant'anni +quanto in uno di venti. Gran cosa esser giovani! Se aveste avuto +qualche anno di più, avreste capito che il vostro procedere meco era +molto leggiero. + +LIVIA + +Avete ragione. Perdonatemi. + +FABRIZIO + +Non più leggiero forse del mio verso di voi. Ma la nostra importunità +non può offendervi, mentre le false speranze che ci fate concepire ci +rendono tanto ridicoli! + +LIVIA + +Fui un po' civetta. Siete contento? + +FABRIZIO + +È vero. + +LIVIA (_punta_) + +Danke. + +FABRIZIO + +Come dite? + +LIVIA + +Grazie. + +FABRIZIO + +No, non avete detto così. + +LIVIA + +Ho detto: Danke, che fa lo stesso. + +FABRIZIO + +È tedesco eh? Non intendo il tedesco. + +LIVIA + +Non intendete il tedesco? + +FABRIZIO + +Affatto. + +LIVIA + +Non intendete il tedesco? + +FABRIZIO + +Ma no. Me ne vergogno, se vi piace, ma non l'ho studiato. Agli esami +per entrare in diplomazia non si richiedeva ai miei tempi che il +francese e l'inglese, ma di tedesco, lo confesso, non so una parola. +Cioè dico male. + +LIVIA + +Ah! + +FABRIZIO + +Ho imparato a chiedere amore in tutte le lingue Europee. Mi amate voi? +M'aimez-vous? Do you love me? Lieben sie mich? perfino in russo. + +LIVIA + +Ah! Ah! curiosissimo. E quale preferite di queste lingue? + +FABRIZIO + +Quella in cui mi si risponde affermativamente. + +LIVIA + +Locchè vi deve accadere spesso? + +FABRIZIO + +Le donne non sono tutte crudeli come siete voi; qualche volta ha +ragione il poeta che dice: + +«Amore a nessun amato amare perdona» + +LIVIA + +Il poeta dice: + +«Amor che a nullo amato amar perdona» perchè il poeta scrive dei versi +che tornano, mentre voi li citate falsi, locchè è strano in un uomo +che pretende di farne. + +FABRIZIO + +Oh ci sarà una sillaba di più, bella cosa! Perchè mi guardate a quel +modo? + +LIVIA + +Siete ben sicuro d'essere a casa vostra? + +FABRIZIO + +Dacchè ci siete voi essa vi appartiene. + +LIVIA + +Lasciamo i madrigali. Ho paura di essermi troppo facilmente fidata di +voi. + +FABRIZIO + +Che supponete? + +LIVIA + +Questa casa risponde così poco all'indole vostra! Ci siete così +stonato! Ho cercato di attribuirvi per un momento qualcheduna delle +qualità che essa rivela e voi avete così vittoriosamente smentito le +mie supposizioni! Ci trovo dei versi, me li date per vostri, e citate +sbagliato un verso che sanno giusto perfino i bambini, e per spiegare +il senso che volete attribuire a quegli altri dovete commentarli +stiracchiandoli in modo compassionevole. Sullo scrittoio c'è un volume +di Heine in tedesco, annotato in margine dalla stessa mano che scrisse +i versi, e voi non sapete una parola di tedesco. + +FABRIZIO + +Dirò... + +LIVIA + +Lasciatemi dire. Mi vantate una famosa collezione artistica e +scommetto... + +FABRIZIO (_accennando la cartella dove stanno le stampe_). + +Ma eccola qui la collezione, ma ve la faccio vedere, e dopo vi +spiegherò il mistero, la combinazione di quel tedesco e vi +convincerete dell'ingiustizia dei vostri sospetti. Oh credermi capace! +Eccole qui le cartelle! apritele, e ci troverete dentro anche quelle +stampe di che mi avete parlato ieri. + +LIVIA + +Che stampe? + +FABRIZIO + +Sì... sapete bene... quei... Pompeo... + +LIVIA + +Pompeo! + +FABRIZIO + +Uh... che dico! Quei Silla... + +LIVIA + +Silla! + + (_Fabrizio rimane imbarazzatissimo.--Livia + scoppia in ridere_). + +Marc'Antonio, volete dire... Ah... Silla! Pompeo ah! ah!... + + (_Fabrizio scoppia in risa anche lui.--Livia + appena rimessa dal ridere_) + +Ho riso perchè non vi potete immaginare la faccia grottesca che +avevate, ma spero bene che non cercherete di ingannarmi più oltre. +Questa non è casa vostra. + +FABRIZIO + +Lo confesso. + +LIVIA + +Oh! Dove sono? + +FABRIZIO + +In casa di un amico. + +LIVIA + +Il quale naturalmente mi crede la vostra amante. + +FABRIZIO + +Vi do la mia parola d'onore chi gli ho detto che non lo siete. + +LIVIA + +Ma mi immagina disposta a divenirlo. + +FABRIZIO + +Ignora il vostro nome. + +LIVIA + +Preferirei lo sapesse. Se è un uomo di mondo, se mi conosce, se è un +galantuomo, non avrebbe certo accettato di farsi complice di un'azione +così poco leale. + +FABRIZIO + +Ma insomma cos'è mutato in voi? Questa casa non è mia, peggio per me; +ma da che io ne sia o no proprietario, voi non ci siete nè meno +rispettata nè meno sicura. Non è già il fatto di sapermi padrone di +uno stabile che vi ha indotta a venirci: potevo comprarla ieri, potrei +comprarla domani e non crescerei di un bricciolo nella vostra stima. + +LIVIA + +È vero, ma quello che mi offende è il proposito celato, sono le +speranze che avete certamente concepite attirandomici. Invitandomi a +casa vostra potevate essere mosso a farlo da quel sentimento di +vanità naturale in chi possiede una casa bella dove ha raccolto +oggetti pregievoli, potevate compiacervi della fede che riponevo in +voi, della arrendevolezza di una signora che accetta di dare una +leggiera tinta di galanteria ad un fatto per sè innocentissimo; ma +procacciandovi la casa di un altro, ma inducendo colui ad +abbandonarla, ma combinando questo viluppo di falsità e di ipocrisie, +tali ragioni non valgono più. È evidente che avete sperato, che avete +confidato che io potessi divenire la vostra amante, che potessi +accorrere ad un convegno di facili piaceri, come al camerino appartato +di un caffè di mala fama per gettarmi nelle vostre braccia, senza +nemmeno la povera scusa di un amore al quale non vi ho mai dato +diritto di credere. + +FABRIZIO + +Se vi offendete per intenzioni che mi attribuite... + +LIVIA + +E in quale altro modo potreste offendermi? Come ci sono sguardi che +fanno arrossire, ci sono desideri e speranze che contaminano. Finchè +durano ignorati essi deturpano solamente l'animo che li ha concepiti; +palesi, macchiano chi ne è oggetto. Quando penso alle parole che +dovete aver detto per farvi complice il vostro amico, alle +spiegazioni che dovete avergli dato, alle supposizioni che egli +certamente fa in questo momento, mi sento così avvilita, come se +avessi commesso una cattiva azione. + +FABRIZIO + +E ne siamo tanto lontani! + +LIVIA + +Ma come avete potuto pensare di me che sarei stata una così facile +conquista? C'è dunque nei miei modi, nel mio parlare qualche cosa che +tradisce le debolezze, le compiacenze di una donna galante? Che vi +hanno detto sul conto mio? Che ho ingannato mio marito, che nella mia +vedovanza ho avuto dieci amanti? Per scegliere me, piuttosto che +un'altra, ad una simile avventura, bisogna che io sia riputata una +donna di costumi facili... il vostro procedere a mio riguardo deve +derivare da qualche tristo, da qualche infame giudizio sulla mia +condotta, perchè non siete uno sciocco, e non avete certo potuto +illudervi sul conto delle vostre seduzioni a segno... + +FABRIZIO + +Mi sono illuso. Chiamatemi pure imbecille... me accettante e +stipulante, mi sono illuso, non sul conto delle mie seduzioni, ma +sulla verità di quel verso... Amore a nullo... non lo dico intero +perchè a citarlo poc'anzi non mi ha portato fortuna; però dovete +ammettere che la colpa non è tutta mia. Ora che vi ho strappato +l'involontaria confessione di quel tale spasimante muto, che voi +vorreste far loquace, ora capisco come stanno le cose. Avete accettato +il mio invito perchè irritata dal silenzio di quell'imbecille vi è +venuta lì per lì l'idea femminile, di levarvi dal suo dominio o per lo +meno di fargli uno di quei dispetti occulti che piacciono tanto alle +donne; o forse non potendo trionfare di lui con dargli un po' di +parlantina, vi è parso piccante sperimentare in animo vile, che sono +poi io, l'impero dei vostri vezzi. Ma chi ne sapeva nulla? Chi ve lo +ha visto d'attorno quel cospiratore? Credete pure che la trista figura +che sto facendo vi vendica abbastanza della mia leggerezza; perchè non +è piacevole, sapete, trovarsi a queste. + +LIVIA + +Sta bene. Vi perdono, addio. + +FABRIZIO + +Di già? + +LIVIA + +Vi permetto di accompagnarmi fino alla carrozza. + +FABRIZIO + +Ahi! + +LIVIA + +Che? + +FABRIZIO + +Non mi sgridate? + +LIVIA + +Che cos'è? + +FABRIZIO + +Quando vidi, entrando, la vostra carrozza ferma lì sotto, che +minacciava di accorciare la durata della vostra dimora... + +LIVIA + +Ebbene? + +FABRIZIO + +Stava per piovere... come piove infatti. + +LIVIA + +Non l'avete mica mandata via? + +FABRIZIO + +Io no. Sono salito, ho spedito il mio domestico a dire al cocchiere +che se ne andasse e tornasse poi alle sei e mezza. + +LIVIA + +Il cocchiere sarà rimasto! + +FABRIZIO + +Non credo, stavo attento e l'ho sentito voltare i cavalli e partirsene +di trotto. + +LIVIA + +Oh ma... + +FABRIZIO + +Quando mi avrete strapazzato come un cane non lo farete tornare. + +LIVIA + +Piove dite? + +FABRIZIO + +Una scossettina. Ma già a piedi non potete uscire. + +LIVIA + +Andate subito a richiamare il mio cocchiere. + +FABRIZIO + +Mando il vostro domestico che è in anticamera. + +LIVIA + +Mancherebbe! Il mio domestico rimane. + +FABRIZIO + +Ci mando il mio. + +LIVIA + +Andate voi in persona. Non voglio che la vostra impertinenza vi frutti +di prolungare un colloquio che è già troppo durato. + +FABRIZIO + +Piove. + +LIVIA + +Piglierete un ombrello. + +FABRIZIO + +Non so dove li tiene. + +LIVIA + +Peggio per voi. + +FABRIZIO + +Vi mando il primo fiacre che incontro. + +LIVIA + +Andate a casa mia e ordinate al mio cocchiere di tornare +immediatamente. + +FABRIZIO + +Ma, e voi? + +LIVIA + +Io aspetto. + +FABRIZIO + +Posso almeno sperare il vostro perdono? + +LIVIA + +Non credo. + +FABRIZIO + +Pensate... (_movimento di Livia_) Vado, ma è proprio una penitenza +senza peccato. (_via_). + + +SCENA VIII. + +LIVIA sola. + + +Altro che scossettina. È un rovescio. Poveretto! Eccolo. (_picchia ai +vetri_) Buon passeggio. Oh sì, non leva la testa, corre, corre, +rasenta gli alberi del viale... troverà bene un fiacre che lo conduca +a casa mia! Se non lo trova peggio per lui. Però vorrei sapere dove +sono. Speravo gli sarebbe venuto detto nel discorso: domandarglielo +non voglio. Chi sarà mai il vero padrone? Chissà se lo conosco? +C'incontreremo forse in società, discorreremo di cose futili ed +indifferenti, ed io sarò stata in casa sua, avrò letto i suoi versi, e +indovinate le sue abitudini e almanaccato sul suo conto. Che strana +cosa! (_apre le cartelle_) Chissà che penserà stassera tornando a +casa! Eh penserà male... molto male! Che orrore! Essere sospettata +l'amante di Fabrizio... e servire di stimolo alla fantasia di un +vizioso forse. Che giornataccia! Non ci vedo più. Ho fatto male a +mandarlo via... ora ce n'avrà per mezz'ora... e qui sola... in una +casa che non conosco. E se rientrasse quell'altro? e mi trovasse...? +Quando sono arrivata mi è parso di udire un passo da quella parte. +Che sia rimasto in casa? Se fosse là dietro a quella porta a spiarmi. +Ho paura. Che sciocca. Farò venire il mio domestico che mi tenga +compagnia. (_suona_) Una carrozza? È Fabrizio che torna. (_guarda dai +vetri_) Marcello! Non è possibile! Marcello! e viene qui certo... paga +il fiaccheraio.. e lo congeda. Sono in casa sua! mio Dio... è capace +di uccidermi. (_nell'aprirsi la porta_) Ah! (_entra Clemente_) Che +volete? + +CLEMENTE + +La signora ha suonato? + +LIVIA + +Io! Ah sì... che volevo?... Ah direte... La sua voce... parla col mio +domestico... viene... eccolo... Andate... andate... (_via Clemente_). + + +SCENA IX. + +MARCELLO e detta. + + +MARCELLO + +Siete qui... siete qui!... Come sono contento di trovarvi ancora!... +Ne disperavo... Non avete incontrato qui una persona... + +LIVIA + +Il barone di Turbia. + +MARCELLO + +Ah lo conoscete? + +LIVIA + +È uscito. + +MARCELLO + +E non c'era altri con lui? + +LIVIA + +Non ho visto nessun altro. + +MARCELLO + +L'avrei giurato; non è venuta. Se sapeste quanto ho corso, non trovavo +carrozze. + +LIVIA + +Ma... + +MARCELLO + +Come ho fatto a sapervi qui? È semplicissimo. Mia sorella ha scritto +anche a me. + +LIVIA + +Vostra sorella? + +MARCELLO + +Sì, in risposta ad una mia lettera disperata di ieri... allora sono +corso a precipizio da voi, eravate uscita da mezz'ora; per fortuna il +portinaio mi ripetè l'indirizzo che vi aveva inteso dare al vostro +cocchiere. Viale dei tigli, 37... il mio indirizzo! Sapevo che +dovevate venire da me, ma non così presto, non speravo così presto, e +contavo di prevenirvi. Perchè mi guardate a quel modo? + +LIVIA + +Nulla. + +MARCELLO + +Mettetevi a sedere. Avevo tanta paura che incontraste qui una persona, +indegna di voi... + +LIVIA + +Indegna di me? + +MARCELLO + +Sì, voi non sapete. Il barone di Turbia mi aveva pregato di cedergli +il mio quartierino per un'avventura amorosa. + +LIVIA + +Oh! + +MARCELLO + +Che brutta cosa, n'è vero? Non è amorosa che dovevo dire... è galante. +Andare nella casa di un ignoto, dove non c'è ricordi, che non ha +intimità, donde si dovrà uscire di soppiatto, e che tradirà con altri +il secreto dei nostri amori... è orribile. Non avrei dovuto +accondiscendere e vi assicuro che per strada ero inquieto come per +rimorso, ma quel Fabrizio è così insistente, così prepotente! Mi ci ha +proprio tirato per i capelli: mi ha raccontato mille storie, che si +trattava di una donna che egli ama da cinque anni, di un frutto +maturo che non domandava che di cadere, insomma sapete bene, gli +indiscreti trionfano sempre. Che avete? + +LIVIA + +Nulla. Perchè mi dite queste cose? + +MARCELLO + +Per farvi capire la paura che ho avuto. Pensate, se voi, Livia, la +donna che io stimo sopra tutte al mondo, foste capitata qui in mezzo +allo sconcio romanzo di quel libertino! Che idea vi sareste fatta di +me? Ma ho saputo della vostra possibile venuta, quando già avevo +accondisceso, e non avrei fatto più in tempo a rimediare. Allora sono +corso da voi per prevenirvi... tardi anche questa volta. Come siete +stata sollecita! Quanto ve ne ringrazio! Per fortuna quell'altra non è +venuta. E avete incontrato Fabrizio? Che viso aveva? Che ha detto +vedendovi? Chissà cosa ha pensato di voi? + +LIVIA + +Non me ne importa. + +MARCELLO + +Oh siete turbata, è inutile che vogliate negarlo... siete pallida... + +LIVIA + +Come sapevate di trovarmi qui? Me lo avete spiegato, ma non ho capito. + +MARCELLO + +È stata mia sorella, ve l'ho detto, mia sorella che ha scritto anche a +me. Per questo mi premeva di vedervi; voglio essere io il primo a +parlare, la confessione che dovete udire, voglio che venga da me, +spontanea, non provocata... non guardatemi così, mi togliete il +coraggio. Livia, Livia vi amo tanto, lasciatemi le vostre mani, non mi +respingete. Già non vi giunge inaspettato quello che vi dico, è da un +pezzo che dovete saperlo che vi amo, non osavo dirvelo per terrore di +vedermi respinto, ma lo dicevano certo tutti gli atti della mia vita; +dovevate sentirlo che non vivevo che per voi, che eravate il mio solo +pensiero, che mi chiudevo in un'esistenza severa e solitaria per +dedicare a voi sola tutte le ore della mia giornata, per rendermi +degno di voi, per levarmi fino all'altezza in cui vi avevo collocata +nel mio pensiero. È vero che lo sentivate? Rispondetemi. + + (_Livia si alza turbatissima e attraversa la scena_). + +Livia, Livia. Perchè vi allontanate? Come siete agitata! Oh non +temete, se anche non foste a casa mia non sono uomo da dare in +ismanie. Se il vostro silenzio significa che il mio amore non ha +saputo giungere fino a voi... + +LIVIA (_involontariamente_) + +Oh... No! + +MARCELLO + +Ebbene ditemi una parola, non vi chiedo altro, una parola. + +LIVIA + +Non qui... non qui... Marcello... non qui! + +MARCELLO + +E perchè no? La mia casa è diventata così indegna di voi? Solo perchè +l'ho conceduta ai piaceri di quel gaudente, essa è così profanata da +non poter udire dalla vostra bocca una parola di speranza? Ma non è +venuta quella donna, ma Fabrizio è partito... e fosse anche venuta +essa non è della vostra specie, voi, così nobile, così pura, essa... +una femmina volgare, una cercatrice di avventure galanti... Che c'è di +comune con voi? Il suo contatto non vi contamina, voi purificate il +luogo dove entrate come profumo d'incenso. Oh Livia, questa è la casa +mia, la confidente dei miei dolori e delle mie speranze. La sera, dopo +che vi ho lasciata, quando entro in casa, ancora tutto pieno della +vostra immagine, rimango qui solo per delle ore, ripensando i nostri +colloquii, e chiudo gli occhi e vi rivedo e risento la vostra voce, e +respiro la fragranza che reco con me negli abiti dal vostro salotto. + +Oh! questa stanza vi conosce come una vecchia amica, sa il vostro +nome, me l'ha inteso ripetere tante volte! Guardate, ho qui il vostro +ritratto. L'ho rubato a mia sorella... (_apre il cassetto e ne toglie +una fotografia_) E questi versi... leggeteli... + +LIVIA + +Ah sono vostri questi versi? + +MARCELLO + +E di chi potrebbero essere? Li ho scritti ieri sera. Ero uscito per +venire da voi, ma giunto al vostro portone vidi la carrozza che vi +aspettava. Allora mi ricordai che andavate al ballo, fui tentato di +salire a darvi la buona sera, ma il pensiero di vedervi in una +toeletta che detesto mi trattenne. Me ne tornai coll'anima piena di +tristezza e ho buttato giù quelle otto povere righe. Li avete letti? + +LIVIA + +Sì. + +MARCELLO + +Or ora aspettandomi? + +LIVIA + +Sì. + +MARCELLO + +E non avete indovinato che parlavano di voi? Rispondete? Non potevate +certo immaginarli ispirati da un'altra; mi conoscete oramai da tanto +tempo e se anche nella mia selvatichezza rifuggo dal parlarvi di me, +tuttavia dovevate sentirlo che per me non c'era al mondo altra donna, +fuori di voi. Io stesso, io che vi supplico invano di una buona +parola, non oso sperare di essere amato da voi, ma sono certo che non +amate altri. + +LIVIA + +Lasciatemi andare. Verrete stassera da me? + +MARCELLO + +No, rimanete. + +LIVIA + +Non posso. + +MARCELLO + +Ma perchè, perchè? + +LIVIA + +Non chiedetelo, Marcello, ve ne scongiuro, vi aspetto stassera. + +MARCELLO + +Ciò non è naturale, il vostro aspetto... le vostre parole... avete +l'aria di temere qualche... + +LIVIA + +Marcello... vi amo... Prima che tu giungessi, prima che tu parlassi; +sapevo il tuo amore e te lo ricambiavo intero; il tuo silenzio era il +tormento dei miei giorni, ogni sera ero tentata di vincere la tua +timidità, di costringerti ad una confessione che leggevo nei tuoi +occhi e che tu cieco dovevi leggere nei miei; sono stata corrucciata +con te per la tortura che mi infliggevi. Perchè hai taciuto tanto? Ho +creduto di smarrire la ragione! Ho cercato di punirti dimenticandoti, +non ho potuto. Mi vuoi? Sono tua, ma non qui, ma non ora: questa casa +mi brucia i piedi, lasciami andare, Marcello, lasciami andare; se +rimango qui sento che la nostra felicità può essere distrutta in un +momento e per sempre. + +MARCELLO + +Perchè guardi da quella porta? Di chi temi? Chi aspetti? + +LIVIA + +Oh sei crudele! + +MARCELLO + +Ebbene va. Non voglio cercare altro. Mi ami, mi basta, perchè me lo +dicesti se non fosse vero? Hai ragione, non sarei più padrone di me. +Vieni... io t'accompagno fino alla tua carrozza. + +LIVIA + +Ah! + +MARCELLO + +La tua carrozza... non l'ho veduta dabbasso. Perchè l'hai rimandata? + +LIVIA + +Non io. + +MARCELLO + +Non tu? E chi? Chi ha rimandato la tua carrozza? + +LIVIA + +Abbi pietà, Marcello... non so... lo vedi in che stato sono. + +MARCELLO + +Dammi la lettera. + +LIVIA + +Che lettera? + +MARCELLO + +La lettera di mia sorella... che sei venuta a portarmi... La lettera +di mia sorella... Non sei tu qui per questo? Non l'hai? Non l'hai! Ma +dunque...? + +LIVIA + +È vero. + +MARCELLO + +Tu sei l'amante di Fabrizio! + +LIVIA + +Ascoltami. + +MARCELLO (_cadendo su di una poltrona_) + +Oh! + +LIVIA + +Marcello, non precipitare il tuo giudizio, non farmi quell'offesa, ora +che mi hai detto il tuo amore, ora che ti ho detto il mio. + +MARCELLO + +È giusto. Voi comprate con promesse d'amore il silenzio di chi scopre +le vostre tresche. + +LIVIA + +Insultami, so quello che soffri, lo sento in me, ma è impossibile che +non ci sia modo di persuaderti dell'immenso errore in cui sei caduto. +L'atto di cui io stessa mi accuso, non è disonesto, esso ti appare +tale per le vanterie di un vanitoso; fui imprudente, fui leggiera, ma +ti giuro che nell'anima mia, ero ben lontana dal dare alla mia venuta +il valore che gli ha attribuito il tuo amico. + +MARCELLO + +Perchè tremavate tanto, temendo che venissi a scoprire?... + +LIVIA + +Perchè fin dalle prime parole che mi hai detto, tu hai mostrato di +giudicare la condotta di quella donna, che non conoscevi, in modo che +mi fa rabbrividire, perchè ero venuta anch'io a conoscere l'inganno +del barone, avevo scoperto che egli mi aveva invitata in una casa non +sua, sapevo che nella sua cinica cecità egli mi aveva creduta una +facile e sicura conquista, e la coscienza di ciò, mi umiliava tanto, e +questa stanza mi ripeteva così brutalmente l'insulto delle sue +intenzioni, e la tua presenza, e la possibilità di un tuo sospetto mi +agghiacciavano tanto, che avevo paura e ardevo di fuggire, di levarmi +dall'atroce supplizio che mi bai fatto indurare. + +MARCELLO + +Perchè sei venuta? + +LIVIA + +Ti dirò... ma credimi... ieri sera a quel ballo il barone... + +MARCELLO + +Sì, vi ha parlato di una raccolta di incisioni... + +LIVIA + +Lo sai? + +MARCELLO + +E sapete che mi disse Fabrizio, un'ora fa, in questo luogo +stesso?--Quando una signora per bene va a trovare uno scapolo c'è +sempre un oggetto d'arte che fa da Galeotto! + +LIVIA + +Oh! + +MARCELLO + +Fabrizio vi amava da cinque anni. + +LIVIA + +Mi amava... lui? Oh! + +MARCELLO + +Non discuto la natura del suo amore, era la buona, dacchè lo ha +condotto a raggiungere la sua mira. + +LIVIA + +Che, tu credi?... + +MARCELLO + +Provatemi il contrario. + +LIVIA + +Non te lo posso provare. Non ho che la mia parola, ed i miei +giuramenti. Il barone potrebbe venir qui e attestare sul suo onore che +io l'ho mandato via; io potrei morire invocando i più tremendi +scongiuri a testimonio della mia innocenza; tuttociò non proverebbe +nulla se il tuo animo non si dispone ad accogliere questa fede. +Marcello, tu hai veduto la mia vita da due anni, conosci tutte le mie +azioni, sei venuto a casa mia, ad ogni ora del giorno, ci hai mai +trovato nulla che potesse metterti in sospetto, non dico di +un'infamia come questa di cui mi accusi, ma di una condotta leggiera, +di nulla insomma che ti volessi nascondere. Avrei rubato la +riputazione che ho di onesta donna? sarei diventata di un colpo quella +miserabile che mi fai? Ti pare possibile? Pensa che per condannarmi +devi annientare tutto il mio passato, devi tenermi per una tale +simulatrice da far paura a immaginarla. Va, se fossi la donna che tu +credi, non saremmo qui, tu ad accusarmi, io a difendermi; quelle che +fanno il male, non si smarriscono per essere colte di sorpresa. E poi, +perchè mi difenderei? Che potrei temere di te? Ti conosco troppo per +sospettarti capace di tradire il secreto di una donna, anche di una +donna perduta. Se mi torturo così a cercare argomenti, si è perchè ti +amo e con questo amore nell'anima, l'avrei prostituito alle cupidigie +di... Rifletti, Marcello, non è soltanto ingrato quello che tu pensi +di me, è assurdo. Vieni qui, guardami, ti amo, accusami ancora. + +MARCELLO + +È vero. Tutto il mio essere si solleva contro quell'idea, essa mi +ripugna come una colpa, ma non posso levarmela di mente e lo potessi +ci ricadrei domani. Ti credo, ma non mi basta; tu non puoi darmi altre +prove che i tuoi giuramenti, io non posso far tacere le atroci ironie +del mio dubbio. + +LIVIA + +Addio. + +MARCELLO + +Livia... Livia... non partire... studiati ancora di convincermi. Se ci +lasciamo così tutto è finito. + +LIVIA + +Ho detto quanto era umanamente possibile, altro non so. Sono spossata. +Mi si è fiaccato persino il desiderio di persuaderti. Non provo più +che un immenso bisogno di pace e di silenzio. + +MARCELLO + +Senti. Dimmi solo perchè hai accettato l'invito di Fabrizio; la +curiosità di una collezione artistica non basta, basterebbe con un +uomo della mia natura, ma di lui che ti corteggiava da tanto tempo, +dovevi per forza diffidare. Ci deve essere una seconda ragione, +sottile, intima. + +LIVIA + +È vero. + +MARCELLO + +Dimmela. + +LIVIA + +Non mi crederesti. Ti parrebbe una scusa speciosa, e sarei troppo +umiliata della tua incredulità. Mi hai già accusata di vendere il mio +amore in cambio del tuo silenzio. E poi, ho diritto di ribellarmi +contro l'insulto che mi fai, ho diritto di opporre a tutte le +apparenze che mi incolpano la mia semplice affermazione d'innocenza e +di pretendere che questa prevalga. Se non ti basta non sei degno di +me. Una carrozza. È Fabrizio. + +MARCELLO + +Che? ritorna! l'aspettavi? E io dovrò... Ah... (_s'avvia verso la +porta di fondo_). + +LIVIA + +Marcello, non scordatevi di essere gentiluomo. + +MARCELLO + +È giusto. Vi lascio col vostro amante. (_via per la laterale_). + +LIVIA + +Marcello, v'impongo di rimanere. + +MARCELLO + +E sia. Ma vi avverto che non crederò ad una sola delle sue parole. + + +SCENA X. + +CLEMENTE e detti. + + + (_Clemente entra e porge un biglietto a Livia_). + +LIVIA + +Che è ciò? + +CLEMENTE + +Da parte del mio padrone. + +LIVIA (_a Marcello_) + +A voi... Ignoro che vi sia scritto. Leggete. + +MARCELLO + +Oh! + +LIVIA + +Leggete. (_a Clemente_) Il vostro padrone è ripartito? + +CLEMENTE + +No, signora, è di sotto in carrozza che aspetta la risposta della +signora. + +LIVIA + +Pregatelo di salire. (_Clemente via_). + +MARCELLO (_dopo letto_) + +Livia, Livia, perdonami, ti ho ingiustamente accusata. + +LIVIA + +Ah! + +MARCELLO + +Perdonami, Livia, ti amo come un pazzo, e ho sofferto mille morti. + +LIVIA (_prende il biglietto, legge_) + +«La pioggia reca consiglio. In carrozza ho avuto tempo di meditare +intorno la mia stupida condotta e di persuadermi che sono un somaro. +Non oso ripresentarmi a voi se prima non mi accordate il perdono e mi +promettete di dimenticare. Vi scrivo queste cose colla matita su di un +foglio del mio taccuino avvezzo pur troppo a biglietti di ben altro +tenore. Ma dite all'uomo felice che amate, che faccia senno anche lui. +Ditegli che la colpa è in gran parte sua. Chi ama una donna come voi +siete, non la mette col suo pecorile silenzio sul punto di...» + +MARCELLO + +Basta. Ha ragione. + + +SCENA XI. + +FABRIZIO e detti. + + +FABRIZIO + +Vi ringrazio. (_vede Marcello_) Marcello, tu non avevi diritto di +entrare qui dentro. + +LIVIA + +La sua presenza è giustificata. + +FABRIZIO + +Ah era lui? E io non l'ho capito! Era lui il...?--Accetto i vostri +ringraziamenti. + +MARCELLO + +La tua leggerezza mi ha fatto ingrato verso... + +FABRIZIO + +Se lo dico. La colpa è mia. Contentati. Una zampa del gatto ci fu, +solo che invece di quella è stata questa. + + _Sic vos non vobis mellificatis apes._ + + +(_Cala la tela_). + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La zampa del gatto, by Giuseppe Giacosa + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ZAMPA DEL GATTO *** + +***** This file should be named 33866-8.txt or 33866-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33866/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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