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+The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Resa a discrezione
+ Teatro in prosa vol. II
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+ VOL. II.
+
+
+
+
+ DEL MEDESIMO AUTORE
+
+ Teatro in Versi:
+
+ _Una Partita a Scacchi_--_Il Trionfo d'Amore_. Un
+ vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.) L. 4 --
+
+ _Il Fratello d'Armi_. Dramma in 4 atti. Un volume in-18º
+ (in ristampa).
+
+ _Il Conte Rosso_. Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz.
+ Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881 » 4 --
+
+ _Il Marito amante della Moglie_. Commedia in 3 atti. Un
+ vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879 » 4 --
+
+ _Luisa_. Dramma in 3 atti.--_Sorprese notturne_. Commedia
+ in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881 » 4 --
+
+ _La tardi ravveduta_.--_La Sirena_.--_Intermezzi e
+ Scene_. Un volume in-18º, 1888 » 4 --
+
+
+ Teatro in Prosa:
+
+ _Al Pianoforte_.--_Acquazzoni in montagna_.--_Non
+ dir quattro se non l'hai nel sacco_.--_Storia vecchia_.
+ Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888 » 3 --
+
+
+ _Novelle e Paesi Valdostani_. Un vol. in-12º, 1886 » 4 --
+
+ _Il Filo_. Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con
+ illustrazioni di EDOARDO CALANDRA). Un vol. in-12º impresso
+ sopra carta di filo a mano » 2 --
+
+ _Fiori e Frutta_. Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione
+ del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani.
+ In-12º » 1 --
+
+
+ Di prossima pubblicazione:
+
+ _I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese_. Un
+ elegante vol. con disegni e fototipie.
+
+
+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Commedia in 4 atti
+
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+
+ Commedia in un atto
+
+
+ TORINO
+ F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE
+ 1888
+
+
+_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria,
+_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R.
+Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni
+della Legge vigente._
+
+Torino--Tipografia VINCENZO BONA.
+
+
+ INDICE
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Atto primo _pag._ 1
+ Atto secondo » 49
+ Atto terzo » 93
+ Atto quarto » 141
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+ Atto unico » 181
+
+
+
+
+RESA A DISCREZIONE
+
+
+
+
+ PERSONAGGI
+
+
+ La Marchesa ELENA DI ROVEGLIA
+ La Contessa ELVIRA DI FRANCOFONTE
+ La Contessa GEMMA DEL PALLIO
+ La Baronessa MASINA ROVERI
+ Il Marchese TEODORO DI ROVEGLIA
+ ANDREA SARNI
+ FILIPPO LANDUCCI
+ PAOLO D'ASPRI
+ D'ALMÈNA
+ DEL SANNIO
+ RULFI
+ RUBACONTI
+ LORENZO DEL PALLIO
+ ENRICO PARDI
+ Il Cavaliere LERICI
+ ANSELMO | domestici della Contessa
+ AMBROGIO |
+ GIULIA, cameriera
+
+
+
+
+ATTO PRIMO
+
+Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra porta che
+mette in un salotto donde arrivano fino in scena le voci di più uomini
+che parlano allegramente con grossi scoppi di risa.
+
+
+SCENA I.
+
+ELENA, ELVIRA, GEMMA, MASINA, FILIPPO.
+
+
+ELENA
+
+Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi.
+
+ELENA
+
+Chiudete quell'uscio e servite il caffè.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_fa per chiudere_).
+
+ELVIRA
+
+No, che fate? Almeno si sente quello che dicono. Gli uomini sono così
+divertenti dopo pranzo.
+
+MASINA
+
+Perchè non vai di là addirittura?
+
+ELVIRA
+
+Se ci fossi io cambierebbero discorso.
+
+ELENA
+
+Che peccato!
+
+GEMMA
+
+O se non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, mentre qui fra
+donne....
+
+FILIPPO
+
+Brava, ed io?
+
+GEMMA
+
+Come, voi?
+
+FILIPPO
+
+Avete detto qui fra donne. E io cosa sono?
+
+GEMMA
+
+E oramai voi non contate più.
+
+FILIPPO
+
+Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli uomini le lasciano in
+disparte.
+
+ELENA
+
+Non ci lasciano, ce ne stiamo.
+
+FILIPPO
+
+Coll'uscio aperto.
+
+GEMMA
+
+E chi ascolta?
+
+FILIPPO
+
+Le donne hanno sempre un orecchio teso ai discorsi lontani.
+
+ELENA
+
+Quando i vicini non interessano.
+
+FILIPPO
+
+Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò mai per male di cose
+dette da una donna.
+
+ELENA
+
+Neanche se vi dicessi che siete un impertinente?
+
+FILIPPO
+
+Di questo mi glorierei. (_la serve di caffè_).
+
+ELENA
+
+Sì, badate a versarmelo adosso.
+
+FILIPPO
+
+Marchesa, siete più nervosa del solito.
+
+ELVIRA
+
+È vero, lo tratti male.
+
+GEMMA
+
+Gli parli così asciutto.
+
+ELENA
+
+La... Filippo. (_gli porge la mano_).
+
+FILIPPO (_baciandola_)
+
+Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti del mio mestiere.
+
+ELENA
+
+Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo mestiere.
+
+FILIPPO
+
+Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione e non ne ho nessuna;
+non sono nel numero degli eletti io. Non c'è mai stata una donna
+innamorata di me.
+
+ELENA
+
+Chi lo direbbe? (_ride_).
+
+GEMMA
+
+Ingrato Filippo! (_ride_).
+
+ELVIRA
+
+È tanto giovine! (_ride_).
+
+FILIPPO
+
+È inteso, padrone, ridano, non domando di meglio. (_serve Gemma_) Ce
+n'ho messo tre pezzi grossi, e una goccia di Cognac.
+
+GEMMA
+
+Bravo.
+
+FILIPPO
+
+Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti miei, mentre se ci fosse
+qui uno degli uomini che sono presi sul serio, tutte loro signore si
+studierebbero di mostrargli una grande noncuranza..., salvo forse a
+ripagarlo....
+
+ELENA
+
+Oh..., oh..., oh!
+
+FILIPPO
+
+Parlo delle donne in genere. (_serve Elvira_) Contessa.
+
+ELVIRA
+
+Grazie.
+
+FILIPPO
+
+Ebbene io mi contento del mio piccolo successo palese... Non do ombra,
+mi lascio deridere, ad un altro direbbero: _favorite di fare_... a me
+si dice: _fate_. Ricevo ordini e li eseguisco, e servo di zimbello per
+attirare i tordi. Quando una signora vuole stimolare colla gelosia
+qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce a me, quando
+vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio mi manda a spasso; e a
+questo mestiere, mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche
+briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono il mendicante che raccatta
+le briciole.
+
+ELENA
+
+Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai proprii successi.
+
+FILIPPO
+
+Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto l'amore di una donna,
+che possederlo davvero in segreto.
+
+ELENA
+
+Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite. Ecco tutto.
+
+FILIPPO
+
+E aggiungerò che una certa società che giudica della vostra a
+distanza....
+
+ELENA
+
+Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili.
+
+FILIPPO
+
+Io nego sempre.
+
+ELENA
+
+S'intende, senza di ciò non lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi
+ci pavoneggiamo degli uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci
+rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno degli uomini che
+abbiamo respinto, che creda alla nostra virtù. Diranno che non ebbero
+le circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo, senza cuore e
+senza immaginativa.
+
+FILIPPO
+
+Quello che si dice di voi.
+
+ELENA
+
+Quello che si dice di me. Che volete che pensi dei fatti nostri, la
+gente che non ci conosce, se gli amici ne fanno questo giudizio!--Noi
+mettiamo ogni studio a dare il peggior concetto possibile dei nostri
+costumi. Tolleriamo in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire a
+leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo noi, come parlo io
+molte volte, tutti griderebbero allo scandalo ed alla calunnia, io per
+la prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia di sicurezza.
+Riconduciamo a casa, la notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro
+fianco, un uomo che passò la serata a dirci che siamo belle. È vero
+che ce lo dicono così male! L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo
+chiamiamo amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo una
+dimestichezza universale, senza intimità, senza poesia, e quindi senza
+pericoli. La poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora messe al
+sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. In apparenza siamo cinicamente
+corrotte, lo siamo timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite.
+Parliamo d'amore ad ogni momento perchè non ci crediamo più. L'amore è
+morto e seppellito.
+
+FILIPPO
+
+Boum!!!
+
+ELENA
+
+Si vede che frequentate certi amici...
+
+FILIPPO
+
+E quali?
+
+ELENA
+
+Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra? Va all'ufficio, alla
+direzione, so io come la chiamano, di un giornale...
+
+FILIPPO
+
+Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita mia. Mi ci ha portato
+un amico per vedere da vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se
+campa.
+
+MASINA
+
+Chi?
+
+FILIPPO
+
+Un uomo che parte domani per il Polo-Nord. Pare che al Polo si debba
+trovare la soluzione di certi problemi di fisica. Uno scienziato.
+
+GEMMA
+
+Un vecchio?
+
+FILIPPO
+
+No, giovane, più giovane di me, e un bel giovane anche.
+
+GEMMA
+
+Dev'esser bello, se siete andato apposta per vederlo.
+
+FILIPPO
+
+Mi rincresce di non potervelo presentare.
+
+ELENA
+
+Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio Teodoro gli ha dato
+appuntamento in casa mia, perchè gli deve consegnare una certa lettera
+di raccomandazione, e non osa farlo salire sino al Macao. Come vedete,
+a volerlo conoscere non ci occorre la vostra protezione.
+
+FILIPPO
+
+Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate tanto? Perchè quei signori,
+fra cui c'è il mio amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir
+qui a farvi la corte.
+
+ELENA
+
+Giusto! tanto giusto che..., guardate, (_va alla porta a destra e
+chiama_) Paolo!
+
+GEMMA (_a Filippo_)
+
+È lei che lo chiama.
+
+FILIPPO
+
+La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è invulnerabile.
+
+ELVIRA
+
+Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore causa di debolezza
+che abbia una donna.
+
+MASINA
+
+Che è?
+
+FILIPPO
+
+Il marito.
+
+ELENA (_dopo aver chiamato Paolo è andata a scaldarsi i piedi al
+caminetto a sinistra_)
+
+Badate che sento.
+
+FILIPPO
+
+Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile.
+
+ELENA
+
+È vero, e mi annoio.
+
+
+SCENA II.
+
+PAOLO e detti.
+
+
+PAOLO
+
+Mi avete chiamato, Marchesa?
+
+ELENA
+
+Sì, mi pare mezz'ora fa.
+
+PAOLO
+
+D'Almèna raccontava una storia così lepida!
+
+ELENA
+
+È finita?
+
+PAOLO
+
+Sì.
+
+ELENA
+
+Allora rimanete qui.
+
+PAOLO
+
+Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete dato un pranzo tanto
+delizioso!
+
+ELENA
+
+Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in quello stipetto, c'è una
+scatola di sigari che m'ha portato lo zio dall'Avana.
+
+PAOLO
+
+Questa?
+
+ELENA
+
+Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti d'ora.
+
+PAOLO
+
+Ah troppo! (_depone la scatola_).
+
+ELENA
+
+D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare.
+
+PAOLO
+
+Vi domando perdono, lasciatemi qui.
+
+ELENA
+
+Mi fate la grazia di prendere quella scatola e d'offrirne di là.
+
+PAOLO
+
+Obbedisco. (_via colla scatola a destra_).
+
+
+SCENA III.
+
+Detti meno PAOLO.
+
+
+ELENA
+
+Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria. Quello è un
+uomo che mi fa la corte.
+
+GEMMA
+
+Almeno si dice.
+
+ELENA
+
+È vero; a segno che mi hanno già fidanzata con lui più volte.
+
+GEMMA
+
+La voce è messa in giro da lui.
+
+ELENA
+
+Non lo credo.
+
+ELVIRA
+
+Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha mostrato una scortesia
+affatto.....
+
+FILIPPO
+
+Maritale.
+
+
+SCENA IV.
+
+Detti, PAOLO, LORENZO, ENRICO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, RULFI e
+RUBACONTI.
+
+
+D'ALMÈNA (_ad Elena_)
+
+Siete proprio in collera?
+
+ELENA
+
+Perchè in collera?
+
+D'ALMÈNA
+
+Perchè siamo stati di là tanto tempo.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+PAOLO (_mostrandole la scatola_)
+
+Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno.
+
+ELENA
+
+Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso devo fare io per
+ringraziarvi d'aver risparmiati i miei sigari, e d'aver avuto pietà di
+noi? Se sapeste come languiva la conversazione! Un' altra volta ve ne
+preghiamo colle mani giunte, non private più la nostra società del suo
+più bell'ornamento.
+
+D'ALMÈNA
+
+Il più bell'ornamento siete voi.
+
+ELENA
+
+Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. Signori e signore: D'Almèna
+mi ha detto una cosa gentile.
+
+D'ALMÈNA
+
+È così facile, Marchesa!
+
+ELENA
+
+E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino licenza di spargere la
+voce che sono disposta a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro
+amico Paolo.
+
+PAOLO
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Non è vero?
+
+PAOLO
+
+Affatto! e non so chi abbia potuto dire...
+
+ELENA
+
+Queste signore... or ora.
+
+ELVIRA
+
+Ah! è un tradimento!
+
+PAOLO
+
+Come?
+
+ELENA
+
+Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela con lei.
+
+PAOLO (_va a sedere vicino ad Elvira_)
+
+Contessa, mi spiegherete! (_discorrono_).
+
+ELENA (_a D'Almèna_)
+
+Dunque?
+
+D'ALMÈNA
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Mi fate la corte?
+
+D'ALMÈNA
+
+È bella e fatta.
+
+ELENA
+
+Sareste disposto a commettere delle pazzie per me?
+
+D'ALMÈNA
+
+Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole. Una sola forse
+meriterebbe il nome di pazzia.
+
+ELENA
+
+Ed è?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'innamorarmi seriamente di voi.
+
+ELENA
+
+Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità.
+
+D'ALMÈNA
+
+Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado.
+
+ELENA
+
+La pazzia la commetterei io. Bel merito!
+
+D'ALMÈNA
+
+Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre grazie non conosco nulla
+che mi costi fatica!
+
+ELENA
+
+Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non sa immaginare un solo
+atto di sacrifizio per conquistare l'amore d'una donna.
+
+D'ALMÈNA
+
+Le donne non sanno più inspirare eroismi.
+
+ELENA
+
+Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti voi e vedrete.
+
+FILIPPO
+
+È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle dei savi.
+
+D'ALMÈNA
+
+E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli andare la testa in
+giro?
+
+ELENA
+
+Come una trottola; non fosse che per vendicarmi.
+
+D'ALMÈNA
+
+Di che?
+
+ELENA
+
+Della vostra presunzione che vi rende perfino scortesi.
+
+
+SCENA V.
+
+ANSELMO e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+La carrozza della Contessa di Francofonte, la carrozza della Baronessa
+Roveri. (_via_).
+
+ELVIRA
+
+Addio, Elena. (_si alza_).
+
+ELENA
+
+Che fretta!
+
+ELVIRA
+
+Alle nove vengono da me gli amici di mio marito, se tardo se ne vanno.
+Gli uomini non sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi?
+
+ELENA
+
+Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno pregare ora.
+
+RULFI
+
+Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno il ballo prima
+dell'Opera.
+
+ELENA
+
+Allora si capisce.
+
+ELVIRA
+
+Voi D'Aspri?
+
+PAOLO
+
+Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi, Contessa, dovreste metterci
+voi sino alla porta del teatro. L'allungate di così poco.
+
+ELVIRA
+
+Ma sì, figuratevi! Buona sera. (_saluta. Elena accompagna Elvira fino
+all'uscio, chiacchere e risa, via Elvira, Paolo e Rulfi_).
+
+RUBACONTI (_a Lorenzo_)
+
+Vieni?
+
+LORENZO
+
+Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo...
+
+RUBACONTI
+
+Hai bisogno d'aria come me.
+
+LORENZO
+
+Aspetta, avverto mia moglie.
+
+RUBACONTI
+
+Fai...
+
+LORENZO (_va presso Gemma e le dice_)
+
+Io vado, sai?
+
+GEMMA
+
+Benissimo.
+
+LORENZO (_torna a Rubaconti_)
+
+Andiamo?
+
+RUBACONTI
+
+Guarda, s'alza la Baronessa. (_Masina s'alza e saluta i vicini_).
+Andiamocene nella confusione a modo della Corte. (_si ecclissano senza
+esser veduti_).
+
+MASINA (_in piedi ad Elena_)
+
+Vado anch'io.
+
+ELENA
+
+Buona sera.
+
+MASINA
+
+Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie parti?
+
+ENRICO
+
+Io.
+
+MASINA
+
+Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha
+finito ancora?
+
+ELENA
+
+La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le cifre.
+
+ENRICO
+
+Oh, guarda!
+
+MASINA
+
+Ve ne siete scordato?
+
+ENRICO
+
+Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto.
+
+ELENA
+
+Senza di che.....
+
+MASINA
+
+E me le porterete domani?
+
+ENRICO
+
+Mi darete da pranzo?
+
+MASINA
+
+Sarà un doppio favore che mi fate. (_a tutti_) Addio. (_va ad Elena_)
+Rimani. (_via Masina, Enrico, Lorenzo e Rubaconti_).
+
+
+SCENA VI.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, poi TEODORO.
+
+
+ELENA
+
+Eh! che galanteria! tutti così.
+
+D'ALMÈNA
+
+E voi ve ne affliggete?
+
+ELENA
+
+Vorrei poter far del male a qualcheduno.
+
+D'ALMÈNA
+
+C'è Filippo per questo.
+
+ELENA
+
+Non basta. (_entra Teodoro_) Oh, zio!
+
+TEODORO (_la bacia in fronte poi saluta Gemma_)
+
+Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto?
+
+ELENA
+
+No.
+
+GEMMA
+
+Ah! il viaggiatore! Come si chiama?
+
+TEODORO
+
+Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e mezzo.
+
+ELENA
+
+Sono le nove.
+
+TEODORO
+
+Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo.
+
+GEMMA
+
+E perchè non in questo?
+
+TEODORO
+
+Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le delizie del
+soggiorno di Roma, nel momento che sta per intraprendere un viaggio da
+cui è miracolo se torna.
+
+ELENA
+
+Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè lo aiuti ad andarci?
+
+TEODORO
+
+Io non sono il custode del genere umano, e tanto meno dei signori
+professori, dottori, scrittori, compositori, seccatori e compagnia
+bella: ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione è allestita
+dal governo Svedese che avea promesso un posto al dottor Sarni. Ma i
+posti sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali Russi sollecitano
+l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni è scartato. La cosa sarà decisa
+fra otto giorni e il dottore sapendo che io fui ministro a Stoccolma e
+che sono amicissimo di quel Presidente del Consiglio, venne da me per
+una commendatizia un po' calorosa presso quest'ultimo. Ho promesso di
+scriverla e m'è venuto un fiore d'eloquenza. Nel mio mestiere ho
+imparato che bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza agli
+uomini di studio. Quando sapremo se esiste un mare chiuso piuttosto
+che un mare libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, non
+avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato nè uno
+scrigno di più, nè un carabiniere di meno. Ma gli uomini che hanno il
+coraggio di affrontare un simile viaggio è meglio che lo facciano.
+Rimanendo in patria, sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che
+progressi di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa.
+
+ELENA
+
+Oh, oh, lo credi da tanto?
+
+TEODORO
+
+Avessi sentito con che fuoco perorava la sua causa! Neanche per andare
+a nozze. Con che serietà parlava del dovere che ha ogni uomo di
+giovare agli uomini e di mettere la vita per lo scoprimento di una
+verità. Non c'è che dire, è un uomo forte.
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa?
+
+ELENA
+
+E con ciò?
+
+D'ALMÈNA
+
+Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi di far andare la
+testa in giro al primo che aveste incontrato?
+
+ELENA
+
+Parte.
+
+FILIPPO
+
+Buon per voi che non siete esposta...
+
+ELENA
+
+Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile!
+
+GEMMA
+
+Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di non lasciarlo partire?
+
+ELENA
+
+Gran cosa! Che ne dite D'Almèna?
+
+D'ALMÈNA
+
+Non dico nulla.
+
+ELENA
+
+Non credete che se volessi?
+
+GEMMA
+
+Ma non vuoi.
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Quando parte il tuo dottore?
+
+TEODORO
+
+Posdomani.
+
+ELENA
+
+Presto. È ben deciso di partire?
+
+TEODORO
+
+Irrevocabilmente.
+
+ELENA
+
+Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna?
+
+D'ALMÈNA
+
+Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo.
+
+ELENA
+
+Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei sagrifizi. Va la
+scommessa?
+
+D'ALMÈNA
+
+Scherziamo, eh?
+
+TEODORO
+
+Io ci avrei un gusto matto.
+
+FILIPPO
+
+E le vostre paure come agitatore?
+
+TEODORO
+
+Oh! in quelle mani...!
+
+ELENA
+
+Intendiamoci. È un uomo di mondo?
+
+TEODORO
+
+Conosco dei duchi che lo sono meno di lui.
+
+ELENA
+
+Quel viaggio non gli deve fruttar denaro?
+
+TEODORO
+
+Glie ne costa.
+
+ELENA
+
+Va la scommessa? Chi tiene?
+
+GEMMA
+
+Io...
+
+ELENA
+
+Tu? Tu sostieni che parte?
+
+GEMMA
+
+Certo.
+
+D'ALMÈNA
+
+La contessa è la sola persona qui che possa senza scortesia dubitare
+della riuscita.
+
+ELENA
+
+Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per male. Va la scommessa?
+
+FILIPPO
+
+In che termini?
+
+ELENA
+
+Io sostengo che quel signore che deve venir qui ora, il Dottor... non
+rammento nemmeno il nome, guardate.
+
+FILIPPO
+
+Sarni.
+
+ELENA
+
+Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio polare.
+
+FILIPPO
+
+Io sto per la Marchesa.
+
+ELENA
+
+No, no. Voglio esser sola. (_a Gemma_) Vada fra noi due.
+
+GEMMA
+
+Che va?
+
+ELENA
+
+La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano regalare il giorno
+della mia festa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! per la vita d'un uomo!
+
+ELENA
+
+Glie la salvo la vita.
+
+GEMMA
+
+È detta.
+
+ELENA
+
+Siate testimoni. (_le due si stringono la mano_). Zio, dammi la
+lettera commendatizia. (_a Gemma_) Ti do la mia parola d'onore che
+quella lettera... (_a Teodoro_) Quando hai detto che intende partire?
+
+TEODORO
+
+Posdomani mattina.
+
+ELENA
+
+Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni avrà quella lettera.
+
+GEMMA
+
+Va bene.
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Me la dài?
+
+TEODORO
+
+Eccola. (_le consegna la lettera_).
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh, Marchese!
+
+TEODORO
+
+Detesto gli uomini superiori.
+
+ELENA
+
+E ora, zio, ti mando via.
+
+TEODORO
+
+Ah!
+
+ELENA
+
+Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani la consegna della
+lettera.
+
+TEODORO
+
+Giusto.
+
+ELENA
+
+Le nove e tre quarti.
+
+ANSELMO (_entrando_)
+
+La carrozza della Contessa del Pallio.
+
+GEMMA
+
+Posso rimanere?
+
+ELENA
+
+Anzi vedrai che poche arti ci vogliono.
+
+_(ad Anselmo)_
+
+Anselmo, quando verrà un signore a cercare di mio zio lo farete
+passare.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora. (_via_).
+
+TEODORO
+
+Addio.
+
+ELENA
+
+Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non voglio che il tuo eroe
+possa credere che la nostra compagnia concilia il sonno. Almeno
+questo.
+
+TEODORO
+
+Giusto. (_scuote Del Sannio_) Oh giovinotto!
+
+DEL SANNIO
+
+Eh!
+
+TEODORO
+
+Andiamo?
+
+DEL SANNIO
+
+Subito. Chiudono? (_mezzo insonnito va a prendere il cappello ed
+accenna ad avviarsi con Teodoro_).
+
+FILIPPO
+
+Crede di essere al Club.
+
+ELENA
+
+Ciò vendica i nostri saloni.
+
+TEODORO (_a Del Sannio_)
+
+Non salutate?
+
+DEL SANNIO
+
+Oh diavolo! Cara Marchesa.
+
+ELENA
+
+Vi ringrazio della bella serata che ci avete fatto passare.
+
+DEL SANNIO
+
+Che dite?... Sono io che...
+
+TEODORO
+
+Presto.
+
+DEL SANNIO
+
+Vengo. Contessa! (_s'avvia, quando è vicino a Teodoro gli dice_) Oh!
+Marchese, scusate, non vi avevo conosciuto.
+
+TEODORO
+
+La cimmeria nebbia, come dicono i classici.
+
+
+SCENA VII.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO e D'ALMÈNA.
+
+
+D'ALMÈNA (_traendo Elena in disparte_).
+
+Marchesa, voi state per commettere una cattiva azione.
+
+ELENA
+
+Oh! oh!
+
+D'ALMÈNA
+
+Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita della
+poca galanteria degli uomini; ma quello di cui macchinate la rovina...
+
+ELENA
+
+La rovina?
+
+D'ALMÈNA
+
+Certo; quello non appartiene al nostro mondo, non vi ha offeso in
+nulla. È un uomo utile, probabilmente ingenuo e quindi disarmato
+contro di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata in voi
+sareste la prima a giudicare severamente la vostra condotta. La parte
+di Dalila è ingenerosa.
+
+ELENA
+
+Se è un Sansone non cadrà.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sansone è caduto.
+
+ELENA
+
+Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente forte non si lascierà
+smuovere, e lo smacco sarà mio. Sapete bene che non mi getterò fra le
+sue braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa d'eroe, e mi
+vendicherà della prosopopea di tutti gli altri. E poi m'annoio, e
+questo mi diverte.--E poi è deciso.
+
+D'ALMÈNA
+
+Quanto più sarà forte, tanto più facilmente cadrà nella pania.
+
+ELENA
+
+Come temete per il decoro del vostro sesso!
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh! pigliatevela con me....
+
+ELENA
+
+Che non ve ne importa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non conosco il signor Sarni, ma...
+
+ELENA
+
+Minacciate di metterlo in avviso? La buona fede mascolina! Perchè vi
+ho invitato a casa mia!
+
+D'ALMÈNA
+
+Non lo metterò in avviso, non per timore di essere sleale, ma perchè
+sarebbe inutile. Solo se persistete nel proposito, avrò il dolore di
+non esser più de' vostri amici.
+
+ELENA
+
+Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di farvi la corte.
+
+D'ALMÈNA
+
+Buona sera, Marchesa.
+
+ (_Elena s'inchina col capo_).
+
+D'ALMÈNA (_a Gemma_)
+
+Contessa! (_salutando_).
+
+FILIPPO
+
+
+Vai via? Non assisti al Torneo?
+
+D'ALMÈNA
+
+No.
+
+GEMMA
+
+Per dar la palma al vincitore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Saranno vinti tutti e due. (_via_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO.
+
+
+ELENA (_è rimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna si scuote_).
+
+Non potete credere che allegria mi mette indosso questa partita.
+(_Silenzio. Elena passeggia la scena, va da un mobile all'altro, apre
+un libro e poi lo chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia
+coprendosi la bocca colla mano. Gemma lo guarda_).
+
+FILIPPO
+
+Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa. Le dieci.
+(_suono di campanello_) Eccolo qui, è puntuale.
+
+GEMMA
+
+Elena, lasciamo correre?
+
+ELENA (_la guarda--pausa_)
+
+Vedremo.
+
+
+SCENA IX.
+
+ANSELMO, ANDREA e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il sig. Sarni.
+
+ (_Andrea entra e s'inchina_)
+
+ELENA
+
+Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo aspettandola. Mio zio
+le avrà detto che le dava appuntamento in casa mia.
+
+ANDREA
+
+Sì, signora Marchesa.
+
+ELENA
+
+La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta per fare la sua
+conoscenza. (_inchini_). Il mio amico il Barone Landucci.
+
+FILIPPO
+
+Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni ieri sera...
+
+ANDREA
+
+Alla Direzione del _Faro_.
+
+FILIPPO
+
+Appunto.
+
+ELENA (_fa cenno ad Andrea di sedere_)
+
+Inutile dirle che si parlava di lei.
+
+FILIPPO
+
+Ammirando.
+
+ANDREA
+
+È un'ammirazione presto guadagnata, se basta partire per ottenerla.
+
+GEMMA
+
+Si ammira un volontario che parte per la guerra.
+
+ANDREA
+
+Ma non un botanico che parte per erborizzare, nè un artista per veder
+paesi. Al giorno d'oggi i piccoli fatti sono troppo facilmente
+divulgati, e finiscono per acquistare importanza dal numero delle
+persone che li conosce.
+
+GEMMA
+
+Quando tutti sono d'accordo in un sentimento...
+
+ANDREA
+
+È segno che c'è una specie di pigrizia universale, che fa senza esame
+accettare per buono il giudizio corrente.
+
+GEMMA
+
+Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa che lei sta per tentare.
+
+ANDREA
+
+Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia, ma questa larva di
+celebrità improvvisata e ad ogni modo anticipata mi può dare delle
+gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio di un giornale dove
+andai volentieri per vedere un po' di gente prima di lasciare il mio
+paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi di esserci come
+una specie di bestia rara che molte persone convenute apposta volevano
+veder da vicino. Quei signori possono credere che io ci fossi andato
+per darmi in spettacolo, e se la spedizione fallirà o se non riescirò
+a trarne quel profitto che mi propongo, eccomi fatto ridicolo o almeno
+convinto di molta presunzione.
+
+FILIPPO
+
+Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio...
+
+ANDREA
+
+Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari polari.
+
+FILIPPO
+
+Finirò per aver più merito io, che me ne sto qui a far la corte a
+queste signore.
+
+ANDREA
+
+Dicono infatti che sia una navigazione assai più difficile.
+
+ELENA (_levando la testa e guardandolo fiso_)
+
+È pericolosa?
+
+ANDREA
+
+Sono tentato di crederlo, Marchesa.
+
+ELENA
+
+Per esperienza?
+
+ANDREA
+
+Un'esperienza di cinque minuti.
+
+ELENA
+
+Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie laggiù nella solitudine?
+
+ANDREA
+
+Farò economia.
+
+GEMMA
+
+È già tanto ricco!
+
+FILIPPO
+
+L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo che va ai mari polari,
+lo si immagina selvatico come un orso bianco.
+
+ANDREA
+
+Al contrario, adoro la società!
+
+GEMMA
+
+E perchè l'abbandona?
+
+ELENA
+
+Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un uomo di quell'età.
+
+ANDREA
+
+No, no, non ho segreti da nascondere e non sono più romantico che
+selvatico. Non ho nè dolori da vincere, nè disinganni da consolare.
+Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada maestra dove
+passano tutti. Come vede, mi confesso ambizioso; ma per emergere dalla
+folla bisogna essere più alto degli altri, mentre anche un uomo di
+media statura, se cammina solo, lo si vede da lontano.
+
+ELENA (_carezzevole a Filippo_)
+
+Filippo, passatemi quello sgabello.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_le porta lo sgabello e glielo mette sotto i piedi_).
+
+ELENA (_c. s._)
+
+E abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli occhi.
+
+FILIPPO
+
+Ecco. (_eseguisce_).
+
+ELENA (_gli porge la mano e con tono di molto sentimento dice:_)
+
+Grazie, mio buon amico.
+
+FILIPPO (_sorpreso_)
+
+Oh! (_bacia la mano_).
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh?
+
+ANDREA
+
+È così bene accompagnato!
+
+ELENA (_piano a Filippo_)
+
+Fa una grande ostentazione di semplicità.
+
+FILIPPO
+
+Vi dispiace?
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Siete meglio voi, cento mila volte.
+
+FILIPPO (_sempre più stupito_)
+
+Oh!
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola.
+
+FILIPPO (_c. s._)
+
+Che viltà!
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là.
+
+ _(Filippo torna dall'altra)._
+
+ANDREA (_seguitando un discorso con Gemma_)
+
+Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma dopo di essere stati sei
+giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.
+
+ (_Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in
+ mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno
+ del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra
+ fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda
+ e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto.
+ Tutti e due sorridono--Andrea ha notato il giuoco
+ e ne è un po' sconcertato_).
+
+GEMMA
+
+Chi sa quei sei giorni che apprensione!
+
+ANDREA
+
+Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata e fummo liberi
+prima d'avvertire che..... _(a Filippo che fa cenni ad Elena)_ Dica.
+
+FILIPPO
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava a cenni il mio
+amico Filippo, per sapere se devo mandare al suo recapito una certa
+lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo.
+
+ANDREA
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo verdetto avrà tutta la
+cecità che si richiede ad un verdetto della sorte. Vuole rispondere?
+
+ANDREA
+
+Ma si può conoscere almeno a chi è diretta la lettera?
+
+ELENA
+
+Ah no! (_guarda Filippo ridendo_) Il nome del destinatario le direbbe
+ogni cosa.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+È lui! Che parte mi fa fare? (_forte_) È una lettera importante?
+
+ELENA (_ridendo_)
+
+Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per tale.
+
+ANDREA
+
+Ebbene. (_fra sè_) Vediamo. (_forte_) Io non la manderei.
+
+ELENA
+
+Davvero?
+
+ANDREA (_ridendo_)
+
+L'oracolo ha parlato.
+
+ELENA
+
+E sia. (_mette la lettera nel cassetto del tavolino_).
+
+ANDREA
+
+Però trovo strana questa irresolutezza in una Signora. Le donne pel
+solito deliberano prontamente.
+
+ELENA
+
+Ha in così buon concetto le donne?
+
+ANDREA
+
+Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti prima di deliberare,
+ma più fermi e perseveranti dopo.
+
+ELENA
+
+Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa...
+
+ANDREA
+
+La faccio.
+
+ELENA
+
+Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che potrebbe smoverla dal
+farlo?
+
+ANDREA
+
+Oh... certo.
+
+ELENA
+
+Proprio nulla?
+
+ANDREA
+
+Oh Dio, potrei ammalare.....
+
+ELENA
+
+No... No.
+
+ANDREA
+
+Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro impedimento mi potrebbe
+trattenere...
+
+ELENA
+
+Non vede? Mi rallegro con lei.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che strana donna!
+
+ELENA
+
+A proposito del suo viaggio, guardi che quasi me ne scordavo. Mio zio
+le doveva portare stassera una commendatizia.
+
+ANDREA
+
+Ecco, senza di quella, per esempio, temo che il mio viaggio sarebbe in
+grande pericolo.
+
+ELENA
+
+Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera perchè è un poco
+indisposto. Mi manderà la lettera domattina. Se vuole passare a
+prenderla in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela posso mandare.
+
+ANDREA
+
+Oh! verrò io.
+
+ELENA
+
+Così avrò il piacere di rivederla.
+
+ANDREA
+
+A che ora?
+
+ELENA
+
+Verso le undici, le va?
+
+ANDREA
+
+Benissimo. Anche più tardi, se crede.
+
+ELENA
+
+No, io mi alzo per tempo. È inteso?
+
+ANDREA (_levandosi_)
+
+La ringrazio.
+
+ELENA
+
+Non ho detto per congedarla. Non è tardi.--Siamo in pochi.--La
+Contessa è la mia migliore amica, Filippo è di casa; segga là, e si
+lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità. Ci parli delle
+sue speranze, dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli
+terribili ed immaginosi. Vuole?
+
+ANDREA
+
+Ma.....
+
+GEMMA
+
+Sì, sì.
+
+ELENA
+
+Filippo, diteglielo anche voi.
+
+FILIPPO
+
+Che potrebbe mai la mia povera parola?
+
+ANDREA
+
+Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un tale conto di lei!
+
+ELENA
+
+Una serata passata in questo modo fa fare dei gran passi all'amicizia.
+Sarà un pegno che ci lascia di non scordarci al ritorno. E noi lo
+rammenteremo molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella gran notte
+polare, potrà pensare: in questo momento nel mio paese in un salotto
+intimo dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente che dice:
+Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che commenta i miei discorsi e fa voti
+perchè si avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso di lei.
+(_a Filippo molto carezzevole_) Non è vero, Filippo?
+
+FILIPPO (_fra sè_)
+
+Come mi carezza!
+
+ANDREA (_seccato dalle tenerezze tra Elena e Filippo_)
+
+La proposta è seducente ed il quadro bellissimo, ma il tempo stringe e
+ho molto da fare. Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie
+difese, nel caso che la fretta mi facesse passare per scortese. Sono
+sicuro di affidarmi ad un buon avvocato.
+
+ELENA (_fra sè_)
+
+Ci morde.
+
+ANDREA
+
+Marchesa!
+
+ELENA
+
+A domani alle undici.
+
+ANDREA
+
+Grazie. Contessa...
+
+GEMMA
+
+Buon viaggio.
+
+ANDREA (_a Filippo_)
+
+Mi raccomando a lei. (_via_).
+
+
+SCENA X.
+
+Detti meno ANDREA.
+
+
+GEMMA
+
+Filippo, andatemi a prendere il mantello.
+
+FILIPPO
+
+Subito! (_via_).
+
+GEMMA (_ad Elena_)
+
+Persisti nella scommessa?
+
+ELENA
+
+Certo.
+
+GEMMA
+
+Uhm! Perderai.
+
+ELENA
+
+Credi?
+
+GEMMA
+
+Se n'è andato.
+
+ELENA
+
+Appunto. È quello che volevo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi qua. (_aiuta Gemma a vestire il mantello_). Vi accompagno.
+
+GEMMA
+
+Miracolo!
+
+FILIPPO
+
+La Marchesa è stata troppo buona con me in presenza dei terzi. Se
+rimango solo, se ne vendica, mi batte.
+
+GEMMA (_ad Elena_)
+
+Buona fortuna.
+
+ELENA
+
+Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto alle undici e un quarto
+preciso.
+
+FILIPPO
+
+Ci siamo. Orologio alla mano.
+
+GEMMA (_nell'uscio a Filippo_)
+
+Venite?
+
+ELENA
+
+Pranzerete poi con me.
+
+FILIPPO
+
+Le briciole, cara Marchesa. (_via con Gemma_).
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELL'ATTO PRIMO.
+
+
+
+
+ATTO SECONDO
+
+ In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In fondo
+ una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si
+ capisce sporgere nel giardino. In quello nel mezzo una tavola
+ rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto
+ ha un ingresso a sè a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le
+ persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. Il
+ salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra,
+ a destra non c'è porta nè finestra, la luce viene dal
+ gabinetto. Vicino al sofà un tavolino a due piani foderato in
+ peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul
+ piano superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della
+ scena, cioè a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo
+ scrittoio un piccolo cavalletto regge una fotografia. Sul
+ camino un'altra fotografia. Fiori dappertutto.
+
+
+SCENA I.
+
+ANSELMO introducendo _Andrea_.
+
+La signora Marchesa ha lasciato detto che se veniva il signore lo si
+pregasse di aspettare, che alle undici sarebbe tornata. Non può
+tardare più di due tre minuti.
+
+ANDREA
+
+Va benissimo. (_Anselmo parte_).
+
+È mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo
+ieri? No--Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio
+primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina fresca di
+rosa! Sicuro che è facile la vita qui dentro (_siede_). Per stare in
+ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno il
+pudore di nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col
+Barone; perchè è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga
+il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per
+fornire poi argomento ai loro discorsi quando sono a corto di
+galanterie. Fossi grullo! (_s'alza_). Questi seggioloni sono il vero
+emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta.
+Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le
+buone sedie dure che fanno lavorare. Non vedo l'ora di esser partito.
+Tutti questi giorni che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È
+una settimana che non ho aperto un libro (_prende la fotografia che è
+sullo scrittoio_). Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio
+lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad ogni momento. Miracolo che
+non l'avesse di là nel salone. Là ci terrà gli _Album_ con tutti gli
+altri: questo è il santuario degli eletti. Non è antipatico! Ha
+un'aria volgare, e mi fa maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo
+bene a suo posto, che non se lo trovi mancare. Così--(_vede l'altra
+fotografia sul camino_). Un altro! Dello stesso alla stessa. È
+un'esposizione! Scommettere che ci trovo il terzo là su quel tavolino?
+(_va al tavolino_) No, un atlante. Il viaggio della _Vega_. Oh, oh! E
+i fogli sono tagliati, e il libro ha l'aria d'esser stato letto... Ci
+sono dei segni in margine e delle note... Vediamo; ah! dove descrive
+l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: _Ecco degli
+uomini!_ Lo credo bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon!
+(_sente la voce d'Elena nella sala vicina_) Eccola!
+
+
+SCENA II.
+
+ELENA e detto.
+
+
+ELENA (_con cappello e mantello_)
+
+Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare
+ogni mattina una passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede,
+eh? (_suona il campanello_).
+
+ANDREA
+
+Quello che si vede le sta così bene...
+
+ELENA
+
+Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano a
+fare.
+
+ANDREA
+
+No... proprio nulla, non ho che da aspettare l'ora della partenza.
+
+ELENA
+
+Che è domani?
+
+ANDREA
+
+Sì, domattina.
+
+ELENA (_Si è già levato il cappello, levandosi il mantello questo
+s'impiglia in un uncinetto dell'abito_)
+
+Scusi, guardi un po' lei.
+
+ANDREA
+
+Ecco fatto.
+
+ELENA
+
+Era così fosca l'aria stamattina.
+
+ _(Anselmo entra)._
+
+Dite a Giulia che venga a prendere il mio cappello e il mio mantello.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora.
+
+ELENA
+
+Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera.
+
+ANSELMO
+
+Non credo.
+
+ELENA
+
+Non è possibile! Siete certo che non è venuto nessuno da parte dello
+zio?
+
+ANSELMO
+
+Almeno io non ho visto nessuno.
+
+ELENA
+
+Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se veramente non hanno
+portato nulla, avvertite Ambrogio che sia pronto a salir subito al
+Macao. (_verso Andrea_) Scrivo un biglietto allo zio per sollecitarlo.
+
+ANDREA
+
+Mi rincresce...
+
+ELENA
+
+Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. La lettera non
+può tardare.
+
+ANDREA
+
+Vorrei che tardasse un'ora almeno.
+
+ELENA
+
+Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite. Mi ha già fatto
+senso ieri sera. La galanteria è la qualità degli uomini che non ne
+posseggono altre. Ora hanno perduto anche quella. Gli uomini come lei
+non hanno bisogno di esser galanti.
+
+ANDREA
+
+Vuol dire che non so pigliarmela con garbo.
+
+ELENA
+
+No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli uomini di studio e di
+valore le poche volte che sono condannati a discorrere con una
+signora, usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante. Mi
+pare di vederci trapelare la profonda convinzione della nostra
+frivolità.
+
+ANDREA
+
+No.
+
+ELENA
+
+Altro. (_Giulia entra e raccoglie il cappello ed il mantello poi
+s'avvicina ad Elena_).
+
+Ebbene?
+
+GIULIA
+
+Dice Anselmo che veramente non è venuto nessuno, nè hanno mandato
+nulla.
+
+ELENA
+
+Anselmo avrà avvertito Ambrogio?
+
+GIULIA
+
+È già pronto.
+
+ELENA
+
+Che aspetti. (_via Giulia_) Non so capire... scrivo subito allo zio.
+(_allo scrittoio_).
+
+ANDREA
+
+Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal Marchese.
+
+ELENA
+
+È così lontano!
+
+ANDREA
+
+Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo fermo a bordo.
+
+ELENA (_piccata_)
+
+Padrone!
+
+ANDREA
+
+Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere.
+
+ELENA
+
+Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa, altrimenti no. Buon
+viaggio.
+
+ANDREA
+
+È meglio che scriva lei il biglietto.
+
+ELENA
+
+Meno male. (_prendendo la scatola della carta da lettere, fa cadere in
+terra il piccolo cavalletto col ritratto di Filippo_).
+
+ANDREA (_che è seduto dall'altra parte della scena, si alza e
+raccoglie la fotografia_)
+
+Oh! povero Barone.
+
+ELENA
+
+Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel ritratto?
+
+ANDREA
+
+L'avevo già visto prima che lei arrivasse.
+
+ELENA
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa.
+
+ELENA
+
+Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel posto... è perchè...
+
+ANDREA
+
+Tutti lo vedano.
+
+ELENA
+
+Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde questo salotto non è
+mai aperto alla folla. Qui non ci vengono che gli amici.
+
+ANDREA
+
+E ci stanno.
+
+ELENA
+
+Non pare, dacchè lei parte.
+
+ANDREA
+
+Sa, non si regge più!
+
+ELENA
+
+Chi?
+
+ANDREA
+
+Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha una gamba rotta...
+
+ELENA
+
+Bene, lo metta dove vuole.
+
+ANDREA
+
+Là sul camino?... daccanto all'altro?...
+
+ELENA
+
+Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia di suonare il
+campanello. (_Andrea preme il bottone elettrico vicino al
+camino.--Elena chiude la lettera_).
+
+Così! Confessi la verità... lei mi trova molto... come devo dire?...
+
+ANDREA
+
+Gentile.
+
+ELENA
+
+No. Quantunque la parola esprima forse in modo cortese la stessa
+censura che intendo io. (_entra Anselmo_) Questo biglietto allo zio,
+subito.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora. (_via_).
+
+ELENA
+
+Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. Non trova? L'ho veduto
+ieri sera per la prima volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con
+lei e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta dimestichezza.
+Che vuole? Sono per indole piuttosto gaia, e lei malgrado il suo
+sapere e la sua fermezza mi pare non sdegni un po' di buon umore
+giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione non del tutto
+sgradevole; chissà che al suo ritorno non si finisca per diventar
+amici davvero.
+
+ANDREA
+
+Adesso non siamo?...
+
+ELENA
+
+Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che so io di lei? Che è un uomo
+di merito che va al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono nipote
+di mio zio.
+
+ANDREA
+
+So di più...
+
+ELENA
+
+S'intende, che non faccio paura, che ho una buona sarta e che ricevo
+molta gente.
+
+ANDREA
+
+Di più. Che quelli che hanno la fortuna di esser suoi amici...
+davvero, lei li tratta molto bene.
+
+ELENA
+
+Chi glie lo dice?
+
+ANDREA
+
+Almeno in effigie.
+
+ELENA
+
+Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul mio tavolino--se
+sapesse!...
+
+ANDREA
+
+Che?
+
+ELENA
+
+No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di fare questi discorsi ora.
+(_passa dall'altra parte della scena e va a sedere sul canapè vicino
+al tavolino di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude
+come per nasconderli e li mette sul piano inferiore_).
+
+ANDREA (_che non si è mosso_)
+
+Perchè chiude e nasconde quei libri?
+
+ELENA
+
+Oh! libri indifferenti.
+
+ANDREA
+
+Per me, no. Il viaggio della _Vega_.
+
+ELENA
+
+Ha veduto anche questo?
+
+ANDREA
+
+Le rincresce?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Perchè mi spiace passare per una donna sapiente.
+
+ANDREA
+
+Non le fa torto.
+
+ELENA
+
+E perchè mi spiace che lei possa credere che li avevo messi in vista
+apposta per lei.
+
+ANDREA
+
+Non mi sono lusingato di tanto.
+
+ELENA
+
+D'altronde non l'ho letto.
+
+ANDREA
+
+Le note non sono sue?
+
+ELENA
+
+L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto, mi è piaciuto; l'ho
+annotato, ed alla prima occasione partirò anch'io per un viaggio
+d'esplorazione. È contento?
+
+ANDREA
+
+Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se si propone di
+scandagliare il fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno
+scandaglio lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè sono entrato
+in casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. Sono stanco di
+sorvegliarmi. Non so durare alla giostra delle piccole frasi, e dei
+continui sottintesi. Mi lasci essere quello che sono veramente, un
+uomo molto semplice e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito
+che mi dava appuntamento in casa della Marchesa di Roveglia,
+lasciandomi capire che ci avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di
+vederla. Quando mi fecero passare nel suo salone, lo devo dire? ne fui
+contrariato. La sua riputazione di suprema eleganza mi dava
+soggezione, mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un tale
+studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del sussiego, e trovai invece
+una giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. Rincresce
+passar per novizio. La sua sicurezza trionfante mi conturba, la sua
+semplicità così elegante mi umilia. Ho paura di apparire impacciato
+contenendomi, e arrogante lasciandomi andare. Il meglio è confessare
+la mia pochezza. Un uomo che sta a suo posto, non è mai ridicolo.
+
+ELENA
+
+Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti!
+
+ANDREA
+
+Quando?
+
+ELENA
+
+In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti ed utili come lei devono
+averci in così misero concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse
+mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto di me. Ho molto
+orgoglio; mi rincresce essere messa a fascio colle altre. Non le avrei
+detto queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio. Ora siamo
+sulla buona strada tutti e due. Ebbene è vero. Quel libro era lì
+aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui sola.
+
+ANDREA
+
+Ah!
+
+ELENA
+
+L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi quanto il racconto
+di queste superbe battaglie dell'uomo contro gli elementi. Quei
+lottatori sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri hanno tutti
+del rodomonte. Quanto l'invidio. Com'è bello avere una ragione così
+alta di vivere e di agire.
+
+ANDREA
+
+Possono essere tante le ragioni.
+
+ELENA
+
+Per ciò è una gran miseria non averne nessuna.
+
+ANDREA
+
+Nessuna?
+
+ELENA
+
+Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo viaggio?
+
+ANDREA
+
+Un anno forse...
+
+
+SCENA III.
+
+ANSELMO, FILIPPO e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il Barone Landucci! (_movimento d'Andrea--Filippo entra--Elena, senza
+interrompere il discorso, gli porge la mano_).
+
+ELENA
+
+Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi giorni di viaggio, e
+poi il gran silenzio. Si ricorderà ancora che sono al mondo al suo
+ritorno?
+
+ANDREA
+
+Certamente!
+
+ELENA (_a Filippo_)
+
+Come va a quest'ora?
+
+FILIPPO (_stupito_)
+
+Ma...
+
+ELENA
+
+Per voi non fa giorno al solito che verso le due.
+
+FILIPPO
+
+Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando davanti la vostra
+porta, ho pensato di venire a darvi il buon giorno.
+
+ELENA
+
+Grazie, mio buon amico, (_gli dà la mano a baciare_).
+
+ANDREA (_levandosi in piedi_)
+
+A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar la lettera dal
+portinaio...
+
+ELENA
+
+Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un momentino. (_a Filippo_)
+Che affari potete mai aver voi, mio povero amico?
+
+FILIPPO
+
+Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari posso mai aver io?
+
+ELENA
+
+Come la pigliate! (_ad Andrea_) Landucci si lagna sempre di esser
+maltrattato dalle signore.
+
+ANDREA
+
+Quando si dice l'errore!
+
+FILIPPO
+
+Mal trattato...
+
+ELENA
+
+Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le sue perfidie.
+
+FILIPPO
+
+Le mie perfidie!
+
+ELENA
+
+Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono. Non sarebbe certo per
+me che avreste fatto sacrifizio di tre o quattro ore di sonno!
+
+FILIPPO
+
+Vengo però a dedicarvene la maggior parte.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che ci faccio io qui? (_salutando_) Marchesa, voglio lasciar l'agio di
+scolparsi al Barone.
+
+ELENA
+
+Sono proprio mortificata di questo ritardo dello zio. Io non esco di
+casa; ripassi al tocco; la lettera ci sarà di certo, dovessi andare a
+ritirarla io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio che salga
+a pigliarla. È inteso?
+
+ANDREA
+
+Sissignora... Barone...
+
+FILIPPO
+
+Dottore... (_via Andrea_).
+
+
+SCENA IV.
+
+ELENA e FILIPPO poi ANSELMO.
+
+
+FILIPPO
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Aspettate che sia fuori del tutto.
+
+FILIPPO
+
+Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso l'uscio d'entrata.
+
+ELENA (_canticchiando e battendo allegramente colle due mani sul
+tavolino_)
+
+Là là là là.
+
+FILIPPO
+
+Non parte più?
+
+ELENA
+
+Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora d'esser partito. Ma non
+partirà.
+
+FILIPPO
+
+Credete?
+
+ELENA
+
+Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria! come ci vuol poco! E sono
+gli uomini di valore, e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri
+della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza! Eccolo turbato
+come un'educanda che riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa
+pena!
+
+FILIPPO
+
+Che cuore!
+
+ELENA
+
+Gli uomini, eh?
+
+FILIPPO
+
+I grandi uomini.
+
+ELENA
+
+Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi secondate come se fosse
+cosa da nulla. V'assicuro che se sapessi di una macchinazione simile
+contro una donna, anche non essendole amica, a quest'ora l'avrei già
+messa sull'avviso. Ma voi altri! Che uno dei vostri cada in trappola,
+che ve ne importa? Ve lo spingete, se occorre.
+
+FILIPPO
+
+Siete impagabile!
+
+ELENA
+
+Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero, mi ha sermoneggiata,
+mentre era così facile correre dietro a quel disgraziato e metterlo al
+corrente della scommessa. La cosa era tanto ovvia che ho temuto la
+facesse. Ma è bastato opporgli lo spauracchio della lealtà offesa per
+disarmarlo. Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione
+che mi rivolta. Se il tranello contro il Dottore fosse stato ordito da
+un uomo, D'Almèna glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una donna!
+La dignità maschile sdegna di lottare contro una donna. Poverette,
+siamo tanto deboli!--Si vede.--Ma ostentate di tenerci per tali, e
+sarebbe peccato non approfittarne.
+
+FILIPPO
+
+Siete impagabile!
+
+ELENA
+
+E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane ero quasi pentita
+del gioco, e se appena avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei
+smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo momento? Volete
+vederlo il talismano che ha atterrato quel paladino della scienza?
+Guardate là sul camino.
+
+FILIPPO
+
+Il mio ritratto. Due miei ritratti.
+
+ELENA
+
+Già.
+
+FILIPPO
+
+Dove diavolo li avete presi?
+
+ELENA
+
+Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o sette anni.
+
+FILIPPO
+
+Ero un bel giovane.
+
+ELENA
+
+Eh! altro!
+
+FILIPPO
+
+Trovo che mi somigliano ancora.
+
+ELENA
+
+Il Dottore li ha riconosciuti.
+
+FILIPPO
+
+E gli avete lasciato credere?...
+
+ELENA
+
+Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri occhi.
+
+FILIPPO
+
+E l'ha creduto?
+
+ELENA
+
+Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per rimanere. Non saranno
+già le mie arti a trattenerlo, nè un capriccio da gran signore, nè la
+follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che potrebbe far scusabile
+la sua debolezza. Sarà il dispetto del vostro trionfo a cui crede, e
+la lusinga di attraversare la vostra felicità; un misto di invidiuzza
+meschina e di vanità petulante. Davvero che ciò merita dei riguardi!
+Se i vostri grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela con noi
+se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo la grandezza vera.
+
+FILIPPO
+
+Così va detto. Il vostro è un atto.......
+
+ELENA
+
+Di giustizia.
+
+FILIPPO
+
+Femminile. Come le moine che mi avete fatto ieri sera; ma vi avverto
+che non sono di ghiaccio. Non vorrei che per trattenere quell'altro
+dal Polo mandaste me ai Tropici.
+
+ANSELMO (_entra e consegna una lettera_)
+
+È tornato Ambrogio.
+
+ELENA
+
+Ah! dello zio.
+
+FILIPPO
+
+Siete in corrispondenza così mattiniera?
+
+ELENA
+
+Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia.
+
+FILIPPO
+
+Se ve l'ha data ieri sera!
+
+ELENA
+
+Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza dar sospetti.
+
+FILIPPO
+
+E che vi ha risposto lo zio?
+
+ELENA
+
+Leggete...
+
+FILIPPO
+
+Un enigma. C'è una sola parola: ALTRETTANTO.
+
+ELENA
+
+Gli avevo scritto: BUON GIORNO.
+
+FILIPPO
+
+E il Dottore ha creduto?...
+
+ELENA
+
+Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua colpa! Era là ritto contro
+la scrivania. Avevo fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha
+raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino
+sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi
+dicevo: se legge, se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci si
+fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano, mettendoglielo
+sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano
+agli occhi due parole: BUON GIORNO. Era una corda di salvamento che
+gli gettavo.
+
+FILIPPO
+
+Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto avete meditato
+il piano di battaglia!
+
+ELENA
+
+Che! Ho dormito d'un fiato--credete ch'io sappia quello che dirò a
+quel disgraziato quando tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una
+parola. So che finirà per restare--ecco tutto.--L'arte della seduzione
+consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato
+d'animo che desta interesse. Un sentimento non è vero, perchè dura, ma
+perchè lo si prova.--Hanno torto quelli che declamano contro le grandi
+ammaliatrici. Nel momento della seduzione esse prodigano il fiore
+dell'anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno.
+Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli
+lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del mio cuore
+ignote a me stessa.
+
+FILIPPO
+
+Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da
+uomo saggio vi levasse l'incomodo?
+
+ELENA
+
+Cioè...
+
+FILIPPO
+
+Se partisse davvero?
+
+ELENA
+
+Se partisse?... ne sarei contenta.
+
+FILIPPO
+
+C'è un mezzo semplicissimo.
+
+ELENA
+
+No, senza questa prova non posso farmi un'idea del suo valore.
+
+FILIPPO
+
+Vuol dire che desiderate di trovargliene del valore.
+
+ELENA
+
+Desidero persuadermi che si può trovare chi ne abbia.
+
+FILIPPO
+
+Ahi! Brutto segno. Quando una donna come voi cerca un uomo di merito,
+è vicina a scegliere chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La
+vostra divinità invulnerabile vi pesa.
+
+ELENA
+
+Forse. (_scampanellata di fuori_).
+
+FILIPPO
+
+Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva quella solitudine ingrata.
+Datemi retta, mandate la lettera al Dottore e buon viaggio. Non
+mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi illudere intorno
+alla sua virtù di resistenza è quello di non tentarla. Quando sarà
+lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà
+dalla prosa che vi circonda. È un buon consiglio... e disinteressato,
+perchè di quella prosa faccio parte anch'io.
+
+ELENA
+
+Siete patetico e solenne.
+
+
+SCENA V.
+
+ANSELMO, D'ALMÈNA e detti.
+
+
+ANSELMO (_dalla comune_)
+
+Il cavaliere D'Almèna.
+
+ELENA
+
+Oh! buon giorno.
+
+D'ALMÈNA
+
+Vengo a riscattare il mio onore.
+
+ELENA
+
+L'avete perduto in casa mia?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ieri sera devo esservi sembrato supremamente ridicolo. Ho fatto
+l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare
+la mia spagnuolata.
+
+ELENA
+
+È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina vi ho veduto a
+cavallo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione.
+
+ELENA
+
+Non avete più quel bel sauro?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'ho venduto; dicevo che...
+
+ELENA
+
+Non parliamone altro.
+
+D'ALMÈNA
+
+Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio torto, devo anche
+proclamare che avevate ragione.
+
+ELENA (_tra sè_)
+
+Dove mira costui?
+
+D'ALMÈNA
+
+Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni sul conto di quel
+dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+Ah!
+
+D'ALMÈNA
+
+È proprio vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo.
+
+FILIPPO
+
+Un intrigante, eh? L'avrei giurato.
+
+D'ALMÈNA
+
+No, un intrigante non si può dire, ma via, se lo tratterrete a Roma,
+l'umanità non ci perderà molto.
+
+ELENA
+
+Che vi hanno detto sul conto del Dottore?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. Già un'altra volta ha
+menato gran scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.
+
+ELENA
+
+Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i
+rischi è giusto che goda i benefizi.
+
+D'ALMÈNA
+
+Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora di non potersi
+imbarcare. Ma ha tanto strombazzato il suo proposito, che ora va fino
+a Stoccolma, per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose.
+
+ELENA
+
+Chi vi ha dato queste informazioni?
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh, Dio!... mezza Roma.
+
+ELENA
+
+Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete a volermi salvare?
+
+FILIPPO
+
+Devo andarmene?
+
+ELENA
+
+No--D'Almèna è uomo da farmi la predica in vostra presenza.
+
+D'ALMÈNA
+
+Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce che non capisca.
+
+FILIPPO
+
+Io non ho intelligenza.
+
+ELENA
+
+Filippo capisce che non amo sentirmi protetta.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sempre l'orgoglio!
+
+ELENA
+
+Non è orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda.
+
+D'ALMÈNA
+
+Perciò fate frivole le cose serie?
+
+ELENA
+
+Chi ci crede?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che sarà di voi se rimane?
+
+ELENA
+
+Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Badate a scherzare col fuoco!
+
+ELENA
+
+Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo che invece di farmi la
+predica dovreste mettere sull'avviso il vostro protetto. Io in voi
+l'avrei fatto...
+
+D'ALMÈNA
+
+È troppo tardi. Vi farei troppo torto,
+
+ELENA
+
+Ah! seguitate a proteggermi? (_scampanellata di fuori_).
+
+Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la
+respingo. Parlategli o accettate la complicità.
+
+
+SCENA VI.
+
+ANSELMO, ANDREA e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il sig. Sarni.
+
+ELENA
+
+Dottore, sono felicissima che lei giunga in tempo perchè le possa
+presentare il Cav. D'Almèna, un mio zelante amico e suo, il quale
+sospira un'occasione di mostrarle l'interesse che prende al suo
+viaggio e il desiderio che ha di esserle utile.
+
+D'ALMÈNA
+
+Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi. Per mostrarle, non oso
+dire, la mia amicizia, ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi che
+di far voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, e non si
+lasci smuovere da nessuna delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma
+questo è un desiderio troppo naturale in chi, non avendo valore,
+rispetta almeno quelli che ne hanno, perchè me ne possa fare un
+merito. Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo
+ritorno.
+
+ANDREA
+
+La ringrazio.
+
+D'ALMÈNA
+
+Marchesa! (_via_). (_Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche
+armeggio_).
+
+
+SCENA VII.
+
+FILIPPO, ELENA, ANDREA.
+
+
+FILIPPO (_piano ad Elena_)
+
+È pomposo come un capo tamburo.
+
+ELENA
+
+Vale cento volte meglio di voi. Se credete di lusingarmi deridendolo,
+vi sbagliate. È una viltà.
+
+FILIPPO (_guarda Andrea, poi Elena_)
+
+Ho capito. Sono di troppo, eh?
+
+ELENA
+
+Pigliatela come vi piace.
+
+FILIPPO
+
+Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. Sarni, io non so fare dei
+discorsi, ma le regalo il motto della mia divisa: Tutto per il meglio.
+Arrivederci. (_via_)
+
+
+SCENA VIII.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che diavolo hanno?
+
+ELENA (_va allo scrittoio, prende la lettera del primo atto e la
+consegna ad Andrea_)
+
+Questa è la lettera dello zio. Mi lasci.
+
+ANDREA
+
+Così subito?
+
+ELENA
+
+Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si rammenti di noi e buona
+fortuna. Vada. (_Andrea s'inchina interdetto e s'avvia per
+uscire.--Elena si getta sul canapè_).
+
+ANDREA (_tornando_)
+
+Che cos'ha?... Cos'è seguìto?
+
+ELENA
+
+Sono una donna cattiva.
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Non lo può capire, non mi conosce lei. Non s'occupi di me. Vada, la
+sua vita è bella e larga, non l'impicciolisca con queste miserie.
+Sono cose da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi lasci!
+
+ANDREA
+
+Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il caso me l'ha fatta
+conoscere, questa è la terza volta che la vedo. Le circostanze m'hanno
+condotto oggi in casa sua con una frequenza che m'incoraggia. Che può
+temere da me? Se non ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia,
+non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè piange? Mi conceda di portar
+via come una reliquia la confidenza di un suo dolore, ed un momento
+della sua vita.
+
+ELENA
+
+Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non saprei. Non ho più
+ragione di piangere in questo momento che un'ora fa, nè oggi che ieri.
+È il complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata degli
+altri.
+
+ANDREA
+
+Quanto invidio i suoi amici!
+
+ELENA
+
+Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che non ne merito--o che li
+sdegno. Noi profaniamo tanto la parola Amicizia! Tutti sanno amare
+forse, ma pochi pochi essere amici o avere un amico. Io ho un
+carattere scontroso, sarebbe così facile rinunziare a un po'
+d'orgoglio per trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la
+pena di osservare e di riflettere, e quelli ne sono incapaci. Il
+perder tempo occupa tutta la loro giornata. Se sapesse che vita vuota!
+Lei non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano, e il torto è
+mio. Come fanno? Non lo so e non lo voglio sapere. È la solita canzone
+della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi e nelle commedie,
+e che è venuta a fastidio, tanto l'hanno ricantata. È una canzone
+triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il maggiordomo della mia
+casa e risparmiare il salario di quello che mi serve. Non posso
+procacciarmi io col mio lavoro nemmeno quelle cose futili che,
+comprandole da altri, dànno da vivere a tanta gente. Non ho ingegno
+che basti a farmi scrittrice od artista e abborrisco dalle
+singolarità.--La politica non m'interessa. Mi guardo attorno e non
+vedo nulla, nulla che mi faccia desiderare più un giorno che l'altro.
+La società è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto la vita scende,
+scende inutile, uggiosa, senza una gioia vera, senza un dolore
+fortificante, smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il
+tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza non cura di noi, noi
+siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci
+tollerare la vita o si chiudono nello studio o vanno lontano per i
+mari o le terre deserte, in Africa o al Polo.
+
+ANDREA
+
+Come parla bene! Come sono contento di averla conosciuta!
+
+ELENA
+
+Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... Dov'è andato or ora?
+
+ANDREA
+
+A comperare un libro.
+
+ELENA
+
+Chissà che astruserie!
+
+ANDREA
+
+I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre seguìto dappertutto.
+
+ELENA
+
+E l'ha comprato or ora?
+
+ANDREA
+
+Non me ne parli.--Ne avevo un esemplare vecchio a forza di rileggerlo,
+cui volevo un bene dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà
+meno.
+
+ELENA
+
+L'ha con sè?
+
+ANDREA
+
+Eccolo. (_trae di tasca un'edizione diamante_).
+
+ELENA
+
+Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare un cambio? Eccole il
+mio.--In memoria della mia fanciullaggine.
+
+ANDREA
+
+Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora?
+
+ELENA
+
+A che servirebbe dacchè deve partire?
+
+ANDREA
+
+Non sarei partito forse.
+
+ELENA
+
+Male...
+
+ANDREA
+
+Nei giorni passati la gioia che provavo del viaggio imminente, era
+turbata da un senso di amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva
+che non mi dolesse di partire. È triste lasciare il nostro paese senza
+portare seco nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio del
+ritorno. Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben poco, se la
+vita austera che m'aspetta non mi spaventa e se l'affrontarla non mi
+costa sacrifizio. Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza
+d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno in patria dev'essere ben
+dolce, se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe
+quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi avuto un vincolo
+qualunque che mi legasse alla vita normale che vivono tutti, chissà se
+mi sarebbe bastato il cuore di romperlo. Sono forte per forza.
+
+ELENA
+
+Ne ringrazi la sorte.
+
+ANDREA
+
+Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi condurranno ad accertare
+una verità intraveduta ed a scoprire una legge fisica, il mio nome
+andrà per le accademie scientifiche, e sarà commemorato nei consessi
+di gente vecchia e sazia della vita. Avrò la coscienza di aver giovato
+alla causa del sapere umano, ma mi basterà poi questo premio ideale?
+Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane ancora
+avrei dato tutto il mio poco avere per appianare gli ostacoli che
+potrebbero trattenermi; come va che ora provo una stanchezza
+sfiduciata che mi fa parere troppo vicino il momento della partenza?
+Sono dunque così instabili questi ardori, o non ho nell'animo la fede
+pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio attraverso il continente
+africano, un viaggio di tre anni. In capo al primo volume c'è il
+ritratto dello Stanley innanzi la partenza, in capo al secondo quello
+dopo il ritorno. È partito giovane, forte, bello, i capelli neri, la
+fronte piana, su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una
+giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi capelli bianchi,
+capace di condurre un esercito e degno d'imperare su d'un popolo, ma
+inetto a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà in questi
+pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi mi pare così dolce ed umano esser
+debole.
+
+ELENA
+
+Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io.
+
+ANDREA
+
+E se fosse la mia vera coscienza che parla? Se l'orgoglio che m'ha
+accecato cadesse ora vinto dal suo modo di essere così semplice e
+sincero? Ho sognato di far camminare il mondo! Povero illuso! La
+canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare un ritmo ai loro
+pensieri d'amore contribuisce alla felicità umana più che la scoperta
+d'una legge astratta della natura. Vivere, ecco la ragione della vita.
+
+ELENA
+
+No, no, no, non parli così, glielo proibisco, la mia parte sarebbe
+troppo odiosa. Vada, mi lasci subito. Domani avrà scordato questo
+momento di debolezza. L'avrebbe provato da solo prima di partire.
+Addio.
+
+ANDREA
+
+Che farò di qui fino a domani?
+
+ELENA (_stacca un fiore_)
+
+Mi dia quel libro. (_mette il fiore fra le pagine_) Guardi dove lo
+metto: LE RIMEMBRANZE. Si ricorderà di me? Non deve poi esser tanto
+difficile nella solitudine.
+
+ (_Andrea le bacia la mano_).
+
+Chissà che vento gelido porterà via questo povero fiore! Almeno lo
+porterà in luoghi dove non ne crescono altri. Come stupiranno quelle
+nevi d'una fogliolina di rosa!
+
+ANDREA
+
+Gliela ridarò al mio ritorno.
+
+ELENA
+
+Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata!
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non parlo di morire, sa, non
+sono sentimentale, e non avrei coraggio.
+
+ANDREA
+
+Che vuol dire?
+
+ELENA
+
+Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza di vivere con gente che
+non stimo--un bel giorno--per intonarmi cogli altri....
+
+ANDREA
+
+Oh!--Prenda. (_le dà la lettera_).
+
+ELENA
+
+Che cos'è?
+
+ANDREA
+
+La lettera di suo zio. Rimango.
+
+ELENA
+
+No, no. Andiamo!--Che follia! Tenga quella lettera. Vede bene che sono
+cattiva! La tenga, non la voglio, le dico.
+
+ANDREA (_la riprende--imperioso_)
+
+Perchè ha detto quelle orribili parole?
+
+ELENA
+
+Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è superbia bella e buona;
+disprezzo gli altri perchè mi credo di più di loro. Con che diritto mi
+metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire il giorno che la
+voluttà di profanare...
+
+ANDREA
+
+E non crede che se avesse un amico?
+
+ELENA (_incredula ridendo_)
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Non come gli altri. Un amico, nulla più che un amico non cupido, non
+intraprendente. Un uomo che tremasse all'idea di vederla cadere da
+quell'altezza dove s'è rifugiata, che volesse costringerla a rimanere
+pura e nobile, per trovare in lei la forza d'esser nobile e generoso,
+un uomo...
+
+ELENA
+
+Dov'è quest'uomo?
+
+ANDREA
+
+Eccolo. (_straccia la lettera_).
+
+ELENA
+
+Che ha fatto?
+
+ANDREA
+
+Ho dato una ragione divina alla mia vita.
+
+ELENA
+
+Torno da mio zio.
+
+ANDREA
+
+Le do la mia parola d'onore che non parto più.
+
+ELENA
+
+Non posso... non posso... come vuole che accetti? Oh!
+
+ANDREA
+
+Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi trattiene, è la mia
+giovinezza, la mia ignoranza della vita, è l'ardore di conoscere, di
+sentire, di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo mio.
+
+ELENA
+
+Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto! No... No...!!
+
+ANDREA
+
+Non insista, è inutile, non partirei per un impero!--A domani,
+Marchesa--a domani!
+
+ELENA
+
+Ah! (_si copre il viso colle mani_).
+
+
+ _Cala la tela_.
+
+
+FINE DELL'ATTO SECONDO.
+
+
+
+
+ATTO TERZO
+
+La stessa decorazione.
+
+
+SCENA I.
+
+ELENA, TEODORO, FILIPPO.
+
+
+FILIPPO
+
+Programma.--Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato
+notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare
+alle corse due _stages_ a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto
+richiesta qui al capo stazione di un vagone-salon; lo _champagne_ lo
+porteremo con noi per essere sicuri della marca. Ho provvisto,
+ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca mano altrettante
+circolari, quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la grazia di
+firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi proclamato
+benemerito del genere umano.
+
+ELENA
+
+Siete un gran Filippo!
+
+FILIPPO
+
+A voi.
+
+ (_Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare
+ le lettere_).
+
+TEODORO (_a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce_)
+
+Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che ora viene la contessa?
+
+FILIPPO
+
+Alle tre.
+
+TEODORO
+
+Fra un'ora. Con tutti gli altri?
+
+FILIPPO
+
+Tutta la banda. E due domestici che porteranno la statuetta della
+Tuffolina.
+
+ELENA
+
+Parlate pur forte, non mi disturbate.
+
+TEODORO
+
+Oh! si parlava d'inezie. (_piano a Filippo_) Bisogna avvertirla.
+
+FILIPPO
+
+Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato alla contessa
+Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare
+senza dir parola. A cose fatte.....
+
+TEODORO
+
+Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? È donna da rimandarli
+via tutti.
+
+FILIPPO
+
+D'altronde.....!
+
+ELENA
+
+Ma che state congiurando?
+
+TEODORO
+
+Nulla. (_c. s. a Filippo_) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli
+altri a ricusare il pagamento della scommessa, se ne fa una coda che
+non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. Andiamo.....
+coraggio!
+
+FILIPPO
+
+È un'ambasciata difficile..... vedrete.
+
+ELENA
+
+Ecco fatto.
+
+TEODORO (_c. s. a Filippo_)
+
+Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita e poi secondatemi.
+(_Elena si alza_).
+
+FILIPPO
+
+Vediamo. (_va allo scrittoio_) Benissimo. (_conta le lettere_) Una...
+due... tre...
+
+ELENA
+
+Giusto, quanti siamo?
+
+FILIPPO
+
+Tredici.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+TEODORO
+
+Bisogna trovarne un altro subito.
+
+ELENA
+
+Certo.
+
+FILIPPO
+
+Vediamo un po': Elvira Francofonte.
+
+ELENA
+
+No, siamo già tre donne..... bastano.
+
+TEODORO
+
+Della Carraia.
+
+ELENA
+
+Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.
+
+FILIPPO
+
+Pippo Termini.
+
+ELENA
+
+Quello non sa di nulla.
+
+FILIPPO
+
+Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per far quattordici.....
+ma.....
+
+TEODORO
+
+Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato?
+
+FILIPPO
+
+Mettiamo quello, eh?
+
+ELENA
+
+Se volete.
+
+FILIPPO
+
+Se n'avrebbe per male e con ragione.
+
+TEODORO
+
+E poi è un uomo!...
+
+FILIPPO
+
+Oh! un uomo...!
+
+TEODORO
+
+Ma..... ci vorrà venire?
+
+FILIPPO
+
+Che ne dite, Marchesa?
+
+ELENA (_sorridendo_)
+
+Credo di sì.
+
+FILIPPO (_con malizia_)
+
+Lo credo anch'io.
+
+TEODORO
+
+Dicevo per via della spesa.
+
+ELENA
+
+Della spesa?!
+
+TEODORO
+
+Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno.
+
+ELENA
+
+Ebbene?
+
+TEODORO
+
+Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto
+piano.
+
+FILIPPO
+
+Quinto, quinto; proprio sotto i tetti.
+
+ELENA
+
+Ci siete stato?
+
+FILIPPO
+
+Una volta con D'Almèna.
+
+ELENA
+
+D'Almèna?!
+
+TEODORO
+
+Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno.
+
+FILIPPO
+
+È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini.
+
+TEODORO
+
+Cento.....
+
+FILIPPO
+
+E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato in vita mia.
+
+TEODORO
+
+C'è della gente che ama la vista.
+
+FILIPPO
+
+Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, dove abita, credo
+un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei panni fantastici.
+
+TEODORO
+
+Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società.....
+
+FILIPPO
+
+Però. (_ad Elena_) Posso dire?
+
+ELENA
+
+Chi ve l'impedisce?
+
+FILIPPO
+
+Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta in
+guanti.....
+
+TEODORO
+
+Ah sì, inguantato lo è.
+
+FILIPPO
+
+E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto che a
+levarseli ci dura mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff
+per distendersi; non gli deve parer vero.
+
+TEODORO
+
+Per questo non li leva mai.
+
+FILIPPO
+
+Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti.....
+
+TEODORO
+
+Fa economia di cravatte.
+
+FILIPPO
+
+Io glie ne conosco una sola.
+
+TEODORO
+
+Sarà un ricordo di qualche parente morto.
+
+FILIPPO
+
+Diffatti è nera. E come se l'annoda!
+
+TEODORO
+
+Ma ha dei buoni sentimenti.
+
+FILIPPO
+
+Ah questo sì..... per Dio.
+
+ELENA
+
+Sì..... Non ha pratica di mondo.
+
+FILIPPO
+
+Ma l'acquisterà.
+
+TEODORO
+
+Ammogliandosi.
+
+ELENA
+
+Vale a dire.....
+
+TEODORO
+
+Nulla. Dico che acquisterà la pratica del mondo prendendo moglie. Gli
+istinti signorili ce li ha. Sta pur certa che non sposerà una
+borghesuccia senza dote. E io l'approvo. È un uomo che ama di salire.
+
+FILIPPO
+
+Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini.....
+
+TEODORO
+
+Tu dovresti aiutarlo.
+
+ELENA
+
+A far che?
+
+TEODORO
+
+A trovare la sposa.
+
+FILIPPO
+
+E senza cercar lontano.....
+
+TEODORO
+
+Anzi. Senza uscire di casa.....
+
+ELENA
+
+Che significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che
+stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola.
+
+TEODORO
+
+È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere.....
+(_scampanellata di fuori_) Oh Dio! delle visite. (_a Filippo_) Che
+siano loro già?
+
+FILIPPO
+
+No, no, è troppo presto.
+
+TEODORO
+
+Non puoi far dire che non ricevi?
+
+ELENA
+
+A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. Quello era il
+campanello del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla
+veranda chi è.
+
+FILIPPO (_corre al fondo, s'affaccia alla finestra_)
+
+Il dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+A quest'ora?
+
+TEODORO
+
+Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente bisogno di parlarti.
+
+ELENA
+
+Come si fa?
+
+TEODORO
+
+Gran cosa! Lo congedi.
+
+ELENA
+
+Sì, e voi altri che siete qui e rimanete?
+
+FILIPPO
+
+Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul serio, abbiamo urgente
+bisogno di parlarvi.
+
+ELENA
+
+Che seccatura.
+
+FILIPPO
+
+Venite, Marchese?
+
+TEODORO
+
+Non ti concedo più di dieci minuti.
+
+ANSELMO
+
+Il dottor Sarni. (_Teodoro e Filippo scappano per la veranda mentre
+entra Andrea_).
+
+
+SCENA II.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA
+
+Buon giorno, Marchesa. (_le porge un mazzo di fiori di campagna_).
+
+ELENA
+
+Che vuol dire? (_senza prenderli_).
+
+ANDREA
+
+Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane in una lunga passeggiata
+che ho fatto. Ne torno adesso. Per questo sono venuto ad un'ora
+insolita. Stassera sarebbero stati appassiti. Non li prendete? (_Elena
+li prende e li posa sul tavolino_). Che avete? Mi sembrate sopra
+pensieri.
+
+ELENA
+
+No.
+
+ANDREA
+
+Che buona camminata che ho fatto. Ci sono andato per riflettere a
+certi miei interessi, ma poi, l'aria, la campagna e mille pensieri
+giovanili che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto. Ho passato
+una mezza giornata deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo.
+
+ELENA
+
+Con quell'abito?
+
+ANDREA
+
+Perchè? non va?
+
+ELENA
+
+Anzi è magnifico.
+
+ANDREA
+
+Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che mi è capitato, avevo
+altro per la mente.
+
+ELENA
+
+Si sa, gli uomini superiori.....
+
+ANDREA (_colpito_)
+
+La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto quest'oggi (_getta con
+violenza i fiori sul tavolino_).
+
+ELENA
+
+Oh! mi dispiace. (_prende i fiori e va a metterli in un vaso sul
+camino. Silenzio, Elena torna presso Andrea_). Ho detto perchè avete
+l'aria di essere in visita diplomatica.
+
+ANDREA
+
+Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in mala parte delle
+osservazioni giustissime. Vi ringrazio d'esservi spiegata; quelle
+parole mi avevano fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete buona. E
+poi non vi ho forse pregato io stesso di intraprendere la mia
+educazione mondana?
+
+ELENA
+
+Badate che vi mando via ora.
+
+ANDREA
+
+Mi mandate via!
+
+ELENA
+
+Sì, ho da fare.
+
+ANDREA
+
+Un momento.
+
+ELENA
+
+Non posso..... devo uscire.
+
+ANDREA
+
+Non mi lasciate accompagnarvi?
+
+ELENA
+
+No..... no..... andate.
+
+ANDREA
+
+Se sapeste.....
+
+ELENA
+
+Non insistete..... addio.
+
+ANDREA
+
+Non arrivederci?
+
+ELENA
+
+Ma sì, come volete, a rivederci.
+
+ANDREA
+
+Che vi ho fatto?
+
+ (_Elena si mostra impaziente_).
+
+ANDREA
+
+Vado. Dovete uscire? sola?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho veduti che scappavano di
+là quando io entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. (_pausa--con
+impeto_) Come mi trattate male! (_via precipitato_).
+
+
+SCENA III.
+
+ELENA, TEODORO, poi FILIPPO.
+
+
+TEODORO (_appena via Andrea sbuca dalla veranda e chiama:_)
+
+Filippo!
+
+ELENA
+
+Eravate là?
+
+TEODORO
+
+C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava.
+
+ELENA
+
+Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e la parentela non bastano
+a giustificare un'indelicatezza.
+
+TEODORO
+
+Come la pigli!
+
+FILIPPO (_arrivando_)
+
+È andato?
+
+ELENA
+
+Sì, parlate..... che volete?
+
+TEODORO (_a Filippo_)
+
+A voi l'ambasciata.
+
+FILIPPO (_a Teodoro_)
+
+Mi caverà gli occhi.
+
+ELENA
+
+Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere scortese per niente, spero.
+Che cos'è?
+
+FILIPPO
+
+A momenti arriva la contessa Gemma coi soliti.
+
+ELENA
+
+Qui? A far che?
+
+FILIPPO
+
+Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in trionfo la statua della
+Tuffolina, un vero oggetto d'arte.
+
+ (_Elena va al campanello per suonare_).
+
+TEODORO
+
+Che fai?
+
+ELENA
+
+Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in casa, e non voglio
+che in mia assenza si riceva nulla. Ho già detto a Gemma che la
+scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il pagamento. Ho
+accondisceso per farvi piacere a congedare il dottor Sarni, ma non
+posso permettere che gli si manchi di rispetto in casa mia. Filippo lo
+sapeva, e mi fa meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile
+ambasciata.
+
+FILIPPO (_a Teodoro_)
+
+Che vi dicevo io?
+
+TEODORO
+
+Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi perde come chi vince.
+
+ELENA
+
+Ti ripeto che la scommessa non regge. È una assurdità. Il dottore non
+ha rinunziato al viaggio per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma, il
+giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. È rimasto.....
+
+TEODORO
+
+Per sposarti, lo so.
+
+ELENA
+
+Come?
+
+TEODORO
+
+Sei tu disposta a sposarlo?
+
+ELENA
+
+Che pazzia!
+
+TEODORO
+
+Non si discorre d'altro per tutta Roma.
+
+ELENA
+
+Questo segue una volta al mese. Mi hanno già fidanzata con dieci
+altri.
+
+FILIPPO
+
+Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i piedi non ne avreste
+altro danno che la seccatura. Tutti sanno ch'io sono l'ozio
+personificato, e il tempo che vi dedico ha così poco valore, che
+nessuno sospetta mi diate nulla in ricambio.
+
+ELENA
+
+Sicchè son condannata a non circondarmi che di.....
+
+FILIPPO
+
+D'imbecilli volete dire..... dite.
+
+TEODORO
+
+Il mondo vuole che ognuno viva con gente del proprio stato. E ciò non
+per alterigia, ma perchè sieno allontanati quant'è possibile i
+sospetti di cupidigia intorno le combinazioni che possono nascere
+dalla convivenza. Il dottore ha troppo da guadagnare sposandoti,
+perchè non si veda in ogni suo atto una macchinazione per arrivarci.
+Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la celebrità meritata e
+la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le vostre condizioni. Ma
+si è mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato. Tu non
+puoi avere di lui una stima troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo
+intimo e lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che ne sei
+innamorata. Ora un matrimonio d'amore tollerabile, è qualche volta
+lodevole in un uomo, è quanto c'è di meno elegante per una signora.
+
+ELENA
+
+Ma chi ha mai pensato...?
+
+TEODORO
+
+Tu no, ma il dottore certo.
+
+ELENA
+
+Non è vero.
+
+TEODORO
+
+Lo si vede in ogni luogo dove tu sei.
+
+ELENA
+
+Non ce lo porto io.
+
+TEODORO
+
+Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve.
+
+ELENA
+
+D'Almèna!
+
+TEODORO
+
+Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose D'Almèna quando gli
+domandai perchè non si faceva più vedere in casa tua?
+
+ELENA
+
+Qualche impertinenza.
+
+TEODORO
+
+Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi ricevere quando sarà
+diventata la signora Sarni.
+
+ELENA
+
+No!
+
+TEODORO
+
+Testuale!
+
+FILIPPO
+
+L'ha detto anche a me.
+
+ELENA
+
+D'Almèna può dire quello che gli piace.
+
+TEODORO
+
+Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. Ciò tronca le
+dicerie, e risponde vittoriosamente a D'Almèna.
+
+FILIPPO
+
+Ad ogni modo decidete subito. Se persistete nel rifiuto corro ad
+avvertirne la contessa. A non volerla ricevere quando fosse venuta, lo
+scandalo sarebbe grave. Vado?
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti ha risposto a quel modo?
+
+TEODORO
+
+Parola d'onore.
+
+ELENA (_a Filippo_)
+
+Anche a voi?
+
+FILIPPO
+
+Anche a me, e in presenza d'altri. Vado?
+
+ELENA
+
+No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause che prende a difendere.
+
+FILIPPO
+
+Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette od otto. Non volete
+servire un Lunch?
+
+ELENA
+
+Sì, come vi piace, combinate voi.
+
+FILIPPO
+
+Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ (_Filippo va a suonare il campanello vicino al camino,
+ vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li
+ mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando
+ entra Anselmo gli parla sottovoce_).
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi impedire la scommessa,
+rifiutarmi quella lettera, darmi allora quei consigli che mi dài
+adesso.
+
+TEODORO
+
+Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto? Ti prende il rimorso? Va là
+che non gli è parso vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non è
+piacevole morir di freddo e di scorbuto.
+
+ELENA
+
+E se fosse stato uomo da partire?
+
+TEODORO
+
+Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere?
+
+ELENA
+
+No, anzi!
+
+TEODORO
+
+E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue rendite.
+
+ELENA
+
+Vorrei esserne sicura. (_Anselmo via_).
+
+FILIPPO
+
+Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso quei bei
+fiori dei campi?
+
+ELENA
+
+Avete combinato?
+
+FILIPPO
+
+Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh?
+
+ELENA
+
+Gettateli via.
+
+FILIPPO
+
+Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete?
+
+ELENA
+
+Ormai tanto vale eh? Fate. (_scampanellata_).
+
+FILIPPO
+
+Eccoli qui.
+
+ELENA
+
+Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò subito, ma non ero
+preparata a fare del chiasso. Andate anche voi, Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Scusate, mi avete nominato Maggiordomo.
+
+ELENA
+
+Bene, gli ordini li avete dati, ora.
+
+FILIPPO (_avvicinandosi a lei sottovoce_)
+
+Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh?
+
+ELENA
+
+Restate, se vi piace.
+
+AMBROGIO
+
+La Contessa del Pallio.
+
+TEODORO
+
+Eccomi. (_via. Ambrogio va alla veranda e prepara la tavola con
+Anselmo_).
+
+
+SCENA IV.
+
+ELENA e FILIPPO.
+
+
+FILIPPO (_ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio_)
+
+Lo amate?
+
+ELENA (_alza gli occhi, lo guarda, li vede i fiori all'occhiello_)
+
+Datemi quei fiori.
+
+FILIPPO
+
+Quegli altri?
+
+ELENA
+
+No, quelli che avete voi.
+
+FILIPPO
+
+Mi avete permesso....
+
+ELENA
+
+Ed ora ve li chiedo. (_Filippo glieli dà, essa prende anche gli altri
+e va a gettarli tutti dalla finestra_) Così. (_dalla stanza vicina si
+sentono chiacchere e risa_) Chiudete quell'uscio.
+
+FILIPPO
+
+È chiuso.
+
+ELENA
+
+Come parlano forte!--Sarni e D'Almèna sono proprio tanto amici?
+
+FILIPPO
+
+Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate. Appena seppe che il
+Dottore non era partito, D'Almèna gli portò il suo biglietto di
+visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto.
+
+ELENA
+
+Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle parole?
+
+FILIPPO
+
+Quali?
+
+ELENA
+
+Che non avrebbe più posto il piede in casa mia finchè non fossi
+diventata la Signora Sarni?
+
+FILIPPO
+
+Certo, e non c'ero io solo.
+
+ELENA (_avanzandosi_)
+
+Andiamo di là?
+
+FILIPPO
+
+Con quel viso scuro?
+
+ELENA
+
+No, no. (_ridendo_) Sono di buonissimo umore; vedrete. Andiamo.
+
+FILIPPO
+
+Aspettate un momentino.
+
+ELENA
+
+Per far che?
+
+FILIPPO
+
+Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate il Sarni...
+
+ELENA
+
+Ma no, che sciocchezza!
+
+FILIPPO
+
+E se siete disposta a diventar quella d'una volta...
+
+ELENA
+
+Cioè?
+
+FILIPPO
+
+Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene, io mi ecclisso....
+perchè avrei paura d'innamorarmi di voi. (_Elena ride_) Ho capito che
+stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi mutata. Ora
+seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma se tornate quella di
+prima... ve l'ho poi detto.
+
+ELENA
+
+Sì, sì, andiamo, andiamo. (_Lo prende a braccetto e s'avviano a
+sinistra. Appena i due hanno spalancato l'uscio che va nell'altra
+camera, si sente da quella un oh! generale. S'intravedono due o tre
+uomini venire incontro ad Elena. Grido:--La Corte--applausi dall'altra
+camera_).
+
+
+SCENA V.
+
+ Rimangono in scena soli AMBROGIO e ANSELMO che stanno dietro la
+ tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola un _samovar_
+ acceso, bottiglie di Champagne ed altri vini. Bicchieri e
+ tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte giungono forti risate,
+ poi ad un tratto un Oh! di sorpresa seguìto da un mormorio.
+ Entra precipitoso Filippo, va alla tavola e dice:
+
+
+FILIPPO
+
+Un bicchier d'acqua, presto. (_Lo prende e correndo lo porta di là.
+Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono precipitosi_).
+
+PAOLO
+
+Cognac, Cognac!
+
+RULFI
+
+No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto un bicchierino di
+Marsala. (_Ambrogio serve_).
+
+ANSELMO
+
+Qualcuno si sente male?
+
+RULFI
+
+Sì, la Marchesa.
+
+
+SCENA VI.
+
+TEODORO, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: GEMMA, DEL
+SANNIO, RUBACONTI, SARNI, LERICI, poi ELENA e FILIPPO, poi di nuovo
+TEODORO.
+
+
+TEODORO (_a Paolo e Rulfi_)
+
+Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al piede e
+il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla, discorre,
+vedete.
+
+PAOLO
+
+Meno male.
+
+GEMMA (_entrando, a Teodoro che torna di là_)
+
+È bello e passato. Ora viene. (_Rubaconti e Del Sannio entrano con
+Gemma_).
+
+PAOLO (_a Gemma_)
+
+Voi non state di là?
+
+GEMMA
+
+Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La storta la
+vuol dare a noi. Quello era uno svenimento bello e buono.
+
+RULFI
+
+Amore! Amore!
+
+GEMMA
+
+Non la credevo così presa.
+
+RULFI
+
+Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
+
+TUTTI
+
+Ah! Ah! (_ridono_).
+
+DEL SANNIO
+
+Come ha detto? Non ho capito.
+
+RUBACONTI
+
+Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
+
+DEL SANNIO
+
+Ah! (_non capisce ma ride_) Eh! Eh!
+
+RUBACONTI
+
+Ne capisci meno di prima.
+
+DEL SANNIO
+
+Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non è partito.
+
+RULFI
+
+Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea degli Amori.
+
+DEL SANNIO
+
+Vedo.
+
+GEMMA
+
+Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è vero?
+
+DEL SANNIO
+
+Sì.
+
+GEMMA
+
+E invece s'è innamorato della Marchesa e l'ha innamorata di sè. È
+arrivato a Cipro.
+
+DEL SANNIO
+
+Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, bellissimo.
+(_s'allontana_).
+
+RUBACONTI
+
+Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete per suoi tutti i detti che
+gli riesce di capire.
+
+RULFI
+
+Glielo regalo.
+
+RUBACONTI
+
+L'avete visto, contessa, in istrada?
+
+GEMMA
+
+Chi?
+
+RUBACONTI
+
+Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto.
+
+GEMMA
+
+Possibile? Ci ha veduti entrare?
+
+RUBACONTI
+
+Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto una risata.
+
+RULFI
+
+Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di cane bastonato.
+
+ELENA (_tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri_)
+
+Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. Quella statuetta è un
+capolavoro.
+
+GEMMA
+
+La terrai nel tuo salone?
+
+ELENA
+
+Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la vedano.
+
+D'ASPRI
+
+È un trofeo di vittoria.
+
+FILIPPO
+
+I capitani veneziani tenevano nel loro salone il fanale delle galee
+vinte al nemico.
+
+GEMMA
+
+Qui manca il nemico.
+
+D'ASPRI
+
+Ecco il prodigio della vittoria.
+
+TEODORO (_tornando dal salone_).
+
+Elena!
+
+ELENA
+
+O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in
+mio nome.
+
+TEODORO
+
+Ai vostri begl'occhi, contessa!
+
+GEMMA
+
+No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un
+brindisi a me non è possibile.
+
+TEODORO
+
+È passabile.
+
+D'ASPRI
+
+Ma passibile d'uno migliore.
+
+RULFI
+
+A buon conto è passato. (_tutti ridono_).
+
+GEMMA
+
+Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono.
+
+ELENA
+
+No! ai viaggiatori che partono.
+
+RULFI
+
+Ah che ingratitudine! (_tutti bevono ridendo_).
+
+DEL SANNIO (_a Pardi e Lerici che stanno presso la porta che mette al
+salone_)
+
+Ho avuto occasione di dire un motto che fu trovato spiritoso.
+
+PARDI
+
+Fuori.
+
+DEL SANNIO
+
+Sapete che il dottor Sarni è innamorato della Marchesa Elena?
+
+LERICI
+
+E viceversa.....
+
+DEL SANNIO
+
+Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare al Polo, è arrivato a
+Capri. (_i due restano seri_) Non capite?
+
+PARDI E LERICI
+
+No.
+
+DEL SANNIO
+
+A Capri, è arrivato a Capri!
+
+PARDI
+
+Ho inteso, e poi?
+
+DEL SANNIO
+
+Pare impossibile!.... Capri è un'isola.
+
+LERICI
+
+Vicino a Napoli.
+
+DEL SANNIO
+
+Dov'è nata Venere.
+
+LERICI
+
+Cipro vuoi dire.
+
+
+SCENA VII.
+
+ANDREA e detti.
+
+
+SERVO
+
+Il signor Sarni.
+
+DEL SANNIO
+
+Ci..... (_vede Andrea_) Diavolo! (_s'allontana. Lerici e Pardi
+s'allontanano ridendo_).
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Li faccio scappare. (_si guarda indosso per vedere se ha nulla di
+singolare_) Sembrano ridere di me. (_va verso il gruppo dov'è Elena_)
+Marchesa, ho visto entrare questi signori coll'aria così allegra che
+non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (_a Gemma_)
+Contessa. (_nota l'imbarazzo di tutti_) Si direbbe che faccio
+l'effetto dell'ombra di Banco. (_verso Elena cercando intavolar
+discorso per uscire d'imbarazzo_) Ho visto di là un oggetto d'arte che
+non avevate ieri.... una statuetta bellissima.
+
+ (_Rulfi scoppia in una risata, cercando invano
+ di contenersi_).
+
+ANDREA
+
+Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide.
+
+FILIPPO (_volendo accomodare_)
+
+No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.
+
+RULFI
+
+Ma sì, è Filippo che... (_s'allontana ridendo con Filippo_) È troppo
+comico.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Ridono di me!
+
+ELENA (_s'alza e segue Rulfi e Filippo_)
+
+Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai!
+
+ANDREA (_cogliendo il momento che Elena sta per tornare vicino a
+Gemma_)
+
+Ho fatto male a tornare?
+
+ELENA
+
+Perchè?
+
+ANDREA
+
+Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità.
+
+ELENA
+
+Oh! siete così ingenuo?!
+
+ANDREA
+
+Lo sapete?
+
+ELENA
+
+Io non so nulla; lo saprà il vostro amico D'Almèna.
+
+ANDREA
+
+D'Almèna!
+
+ELENA
+
+Non è vostro amico?
+
+ANDREA
+
+Amicissimo.... ma....
+
+ELENA
+
+Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate piano, ve ne prego.
+
+ANDREA
+
+Con che tono me lo dite!.... per carità.....
+
+ELENA
+
+Zio! (_chiama Teodoro_).
+
+ANDREA
+
+Ah! (_colpito, addoloratissimo_).
+
+TEODORO (_accorrendo_)
+
+Mi hai chiamato?
+
+ELENA
+
+Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma lo faccio io, tu mi
+aiuti.
+
+TEODORO
+
+Volentieri.
+
+FILIPPO (_è tornato nel cerchio dove c'è Gemma. A Gemma che si vuol
+levare_)
+
+No, no, ancora un momento.
+
+GEMMA
+
+Dite delle cose impossibili.
+
+PARDI
+
+Le dice perchè non le può fare.
+
+GEMMA
+
+Con voi non si può discorrere. (_si alza_).
+
+FILIPPO
+
+Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce a
+questi signori.
+
+GEMMA
+
+Che parola?
+
+FILIPPO
+
+Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio.
+
+GEMMA
+
+No, no. (_s'allontana_).
+
+TUTTI (_a Filippo_)
+
+A noi... a noi...
+
+ (_Filippo li raccoglie e parla piano.
+ Tutti scoppiano dalle risa_)
+
+ELENA
+
+Voglio sentire anch'io.
+
+FILIPPO
+
+Sì, venite, venite, Marchesa.
+
+GEMMA (_s'avvicina ad Andrea che è ritto vicino al camino_).
+
+Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria di cattivo umore.
+
+ANDREA
+
+Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui
+a sproposito, eh? Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche mi
+dovesse offendere mortalmente, gliela perdono e la ringrazio fin
+d'ora. Che fa qui tutta questa gente?
+
+GEMMA
+
+Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno d'una scommessa.
+
+ANDREA
+
+Quella statua?
+
+GEMMA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+E la scommessa?
+
+GEMMA
+
+Oh! una cosa da nulla.
+
+ANDREA
+
+Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? Si parlava di me? Lo
+so bene che quelli non mi sono amici. Che dicevano?
+
+GEMMA
+
+Perchè non è partito pel suo viaggio lei?
+
+ANDREA
+
+Non me lo domandi. Perchè non ero degno di farlo.
+
+GEMMA
+
+C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la Marchesa.
+
+ANDREA
+
+Questo si diceva al mio arrivo?
+
+GEMMA
+
+E dicono che la Marchesa si fosse vantata di volerlo trattenere per
+esperimentare il potere de' suoi vezzi.
+
+ANDREA
+
+È un' infamia!....
+
+GEMMA
+
+Certo, se fosse...
+
+ANDREA
+
+Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa è incapace... oh!
+
+GEMMA
+
+Eppure io stessa.....
+
+ANDREA
+
+Non è vero, non è vero! (_vuol passare nel mezzo_).
+
+GEMMA
+
+Per carità, non facciamo scandali.
+
+ANDREA
+
+Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena.
+
+GEMMA (_agli altri_)
+
+Andiamo.
+
+ (_Tutti s'alzano_)
+
+Per la gita a Napoli è inteso?
+
+ELENA
+
+Sì, riceverete la circolare.
+
+GEMMA
+
+Va bene. Addio, cara.
+
+ELENA
+
+E grazie. (_piano a Filippo_) Filippo, fate di portar via il dottor
+Sarni, non voglio spiegazioni.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina al dottor Sarni_)
+Viene con noi, dottore?
+
+ANDREA
+
+No.
+
+ (_Filippo s'inchina e torna ad Elena
+ cui parla sottovoce_).
+
+ELENA (_ad Andrea_)
+
+Devo uscire, ve ne avverto.
+
+ANDREA
+
+Me l'avete detto un'altra volta, non era vero, v'aspetterò. Voglio
+parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici.
+
+ELENA
+
+Va bene. (_s'allontana_).
+
+TEODORO (_ad Elena_)
+
+Se credi, io rimango.
+
+ELENA
+
+No, tanto vale, la faremo finita, addio. (_Tutti partono. Elena li
+accompagna_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+ANDREA, i due domestici, poi ELENA.
+
+ (I due domestici vanno e vengono sparecchiando).
+
+
+ELENA (_tornando ai domestici_)
+
+Lasciate pure. (_i domestici escono_).
+
+
+SCENA IX.
+
+ELENA e ANDREA
+
+
+ANDREA
+
+Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di aver passato tre ore con
+voi in discorsi intimi e confidenti, oggi vi trovo avversa e
+sprezzante. Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche enorme
+inganno. Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. Qualunque cosa
+vi abbiano detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda.
+Avreste dovuto accertarvene prima di offendermi. Io quando v'intesi
+calunniata sentii tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra
+innocenza.
+
+ELENA
+
+Calunniata? D'Almèna forse?
+
+ANDREA
+
+È la seconda volta che lo nominate..... Ciò mi prova che l'insidia
+colpisce anche lui. D'Almèna non mi ha mai parlato di voi.
+
+ELENA (_ironica_)
+
+Poveretto!
+
+ANDREA
+
+Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad un nemico..... Che pensate
+di me? Ho diritto di saperlo!
+
+ELENA
+
+Diritto?.....
+
+ANDREA
+
+Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra e datami la vostra
+confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu
+che un inganno atroce, e se voi ne siete vittima con me, o colpevole.
+
+ELENA
+
+Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo.
+
+ANDREA
+
+Avete tollerato che in casa vostra i vostri amici ridessero di me, e
+li avete secondati. Quando vi supplicai tremando di una parola onesta,
+avete troncato netto il discorso, chiamando ostensibilmente vostro
+zio, perchè apparisse chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non si
+farebbe altrimenti con un uomo disonorato. Ho sofferto una tortura
+senza nome, e non potevo che o scoppiare brutalmente, e mi contenni
+per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo. Non
+conosco l'arte di mordere sorridendo. Non sono elegante io come quelli
+che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; ma in dieci giorni
+volendo, potrei essere quello ch'essi sono, essi in dieci anni non
+potrebbero diventare quello che sono io. Dovete vedere al mio viso ed
+alla violenza delle mie parole che soffro un dolore mortale. Di che mi
+accusano? È così velenoso quello che mi dovreste dire, che non osate
+profferire parola?
+
+ELENA
+
+Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi ripeta ciò che va dicendo di
+voi e di me.
+
+ANDREA
+
+Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace di offendermi e di
+offendervi. La sua onestà è così intatta come la vostra, ma la sua
+amicizia è ben più salda.
+
+ELENA
+
+E disinteressata....
+
+ANDREA
+
+La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo una gran riconoscenza.
+
+ELENA
+
+Lo confessate!
+
+ANDREA
+
+E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato al mio viaggio, mi
+sentii caduto dal buon concetto dei miei amici, ho patito i motteggi
+dei vostri, ho veduto della gente guardarmi sogghignando; in voi
+stessa nei primi giorni appariva una sfiducia che credetti di aver poi
+dissipato. D'Almèna solo venne da me non cercato, mi sostenne contro
+me stesso, rimproverandomi sempre il mutato proposito, ma mostrandomi
+di non attribuirlo a viltà. Non basta. Due mesi fa occupavo una
+cattedra di scienze fisiche in un grande istituto privato; quando mi
+decisi per la spedizione rinunziai a quel posto che si dovette dar
+subito ad altri. I miei pochi risparmi erano quasi tutti andati negli
+apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo pensare a vivere. Il futuro
+non m'inquietava, il mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho già
+offerte per l'anno venturo; ma il bisogno era urgente...
+
+ELENA (_attentissima_)
+
+E D'Almèna?
+
+ANDREA
+
+D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza parlarmene mi offrì di
+collaborare a giornali quotidiani e settimanali, e mi pregò come di un
+favore, perchè accettassi di dare lezioni private.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+ANDREA
+
+Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai teatri, ai balli, non
+apparirvi da meno degli altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi
+riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare articoli di
+scienza volgare. E la mattina corro da un capo all'altro di Roma a dar
+lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi o svogliati
+che tremano dell'esame. Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli
+di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare per me, per la mia
+scienza, che è il mio avvenire, la mia coscienza, il mio diritto alla
+vita. Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il mio giorno,
+ne sono sicuro, vi amo troppo per non sapermelo conquistare; ma voi mi
+avete tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata la fede nel
+premio.
+
+ELENA
+
+Perdonatemi.
+
+ANDREA
+
+Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. Ero così orgoglioso
+di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza
+delle mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole cure mi
+avviliranno agli occhi vostri: questo timore che mi è così amaro che
+vinca il risentimento dell'offesa patita. Elena, la collera è
+fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno accusato.
+
+ELENA
+
+Non parliamone più. Scordate quel cattivo momento, non fatemi
+vergognare di me stessa.
+
+ANDREA
+
+No, le male erbe vanno sradicate. Pensate che la calunnia ha potuto
+farvi scordare il mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi
+mai parlato. È vero?
+
+ (_Elena acconsente volontariamente_).
+
+ANDREA
+
+E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena, perchè voi mi avete
+amato, perchè nel fondo del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che
+lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai per salutarvi mi avete
+guardato con degli occhi così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha
+cercato il mio, caldo come una vampa, mite come una carezza materna.
+Lunedì al teatro nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e
+stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio premette tutto il
+vostro, ho sentito il brivido che vi prese al mio contatto, e al ballo
+della Neddinngton avete portato nel corsetto quella rosa pallida che
+vi avevo dato io, e quando vi cadde a terra, la coglieste voi stessa,
+premurosa che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi amate e la
+gente volgare è nemica dell'amore, non sa che trastullarsene od
+ucciderlo.
+
+ELENA
+
+Perdonatemi.
+
+ANDREA
+
+No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè non ho più rancori, ma
+non basta per la nostra pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che
+mi hanno accusato?
+
+ELENA
+
+Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre parole, avevo l'animo
+esacerbato, voi me lo avete rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È
+così buono credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi.
+Dimentichiamo.
+
+ANDREA
+
+Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola è profferita, Elena,
+dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture che mi hai fatto
+soffrire, dimmi che sei mia!
+
+ELENA
+
+No, Andrea, Andrea!
+
+ANDREA
+
+Una parola.--Te ne chiedevo una amara.--Dammi la più dolce di tutte!
+
+ELENA
+
+Per carità, per carità, restiamo così! Era pur bello il nostro dolce
+silenzio cosciente; quando si è sicuri di una cosa buona, perchè
+guastarla con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco dalla
+sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che volete da me? Che diventi la
+vostra amante? No, no!
+
+ANDREA
+
+Sei libera... sii mia... sii mia moglie.
+
+ELENA (_ritraendosi rapidissima_)
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno, è vero?
+M'inganno!--Tacete?! (_lunga pausa_) Questo vi avevano detto? E
+l'avete creduto...! Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore
+meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore mi sospettate
+cupido delle ricchezze. Ah! mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo
+corpo... e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che mi
+diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata di calunniatrice! È
+vero! Sono stato il vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i
+vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella era la scommessa...!
+Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno della vostra vittoria.
+E hanno riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure dello scimunito
+che si fosse impigliato in quei lacci?
+
+ELENA
+
+Ah! ho paura!
+
+ANDREA
+
+Addio, Marchesa! La più sfrontata _cocotte_ non avrebbe fatto meglio
+di voi. (_fugge_).
+
+ (_Elena impietrita non ha nè voce nè moto_).
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELL'ATTO TERZO.
+
+
+
+
+ATTO QUARTO
+
+ In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco
+ rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al
+ fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è un
+ ballo.
+
+
+SCENA I.
+
+FILIPPO e D'ALMÈNA.
+
+
+FILIPPO
+
+Qui non verrà nessuno. Di là ballano.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che mistero!
+
+FILIPPO
+
+Ti prego di parlarmi come ad un fratello.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la fraternità
+s'improvvisasse alla prima richiesta?
+
+FILIPPO
+
+Come ad un amico.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+FILIPPO
+
+Credi che la Marchesa ami il dottore?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che Marchesa e che Dottore?
+
+FILIPPO
+
+Lo sai.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza dozzina di dottori.
+
+FILIPPO
+
+Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno il Sarni ci vada; tu
+che sei di casa lo devi sapere meglio di me.
+
+FILIPPO
+
+Non mi vuoi rispondere?
+
+D'ALMÈNA
+
+No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco una sola persona che
+sia in grado di darti le informazioni che desideri, e questa è la
+Marchesa. Domandane alla Marchesa.
+
+FILIPPO
+
+Gliel'ho domandato.
+
+D'ALMÈNA
+
+Benissimo.
+
+FILIPPO
+
+E mi ha detto che non era vero.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ed eccoti contento.
+
+FILIPPO
+
+D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu vedi un uomo martoriato.
+Sei così avvezzo a sapermi di buon umore, che non ti deve parer vero.
+Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei un uomo di cuore e
+discreto. Un altro terrebbe la mia domanda come ad uno sfogo di
+vanità. Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il fosso con me e
+non è vero!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah!... non è vero?
+
+FILIPPO
+
+Ecco... ti dirò...
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! Non voglio confidenze.
+
+FILIPPO
+
+Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo. Non ne posso più. Sai che
+un mese fa ci dev'essere stata una scena violenta fra la Marchesa e
+il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della scomessa; lo sai?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai fatto parola.
+
+FILIPPO
+
+Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così abbattuta che venni in
+sospetto della cosa. Poi a vedere che il Dottore non si faceva più
+vivo, ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi
+rossi, cattiva con me, avversa a suo zio, tanto che il marchese
+Teodoro finì per aversene a male sul serio. Una mattina la incontrai
+nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle
+scuse, l'indomani mi appostai e la rividi passare; ma se essa avesse
+indovinato il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, per cui
+non m'avventurai a tenerle dietro. Aspettai che tornasse. Se veramente
+fu in casa del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò quasi subito.
+So che gli scrisse. Un giorno che ero solo nel suo salotto, la posta
+portò una lettera dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno
+dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato cancellato con un tratto
+di penna, l'indirizzo della Marchesa scritto da una mano virile.
+Ignoro se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo fu il primo
+capitolo della mia storia, e durò una diecina di giorni. Veniamo al
+secondo.--Una sera ricevo un biglietto: Caro Filippo, Accompagnatemi
+al teatro. Elena. Corro. Le moine che mi fece non te le posso dire. E
+più veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che il palco finì per
+vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, mi
+sventola come una bandiera per farsi scorgere. E vada. L'impiego non è
+cattivo.
+
+D'ALMÈNA
+
+E combina colle tue teorie.
+
+FILIPPO
+
+Quali?
+
+D'ALMÈNA
+
+In materia d'amore, colle donne eleganti, non preferisci il parere
+all'essere?
+
+FILIPPO
+
+Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento. Ma qui! Qualche
+volta sembrava volerci credere anch'essa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo, le tue famose bricciole.
+
+FILIPPO
+
+Ma no. Che non c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano,
+qualche volta mi arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre
+tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè
+colla fame che mi strugge... Se non si trattasse che di far le visite
+come gli altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle settimane
+con una donna come quella, a vederla ogni giorno e ogni sera, spesso
+sola, a sentirla stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza
+disordinata, ora con frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe
+faccie peccaminose che farebbero squagliare un patriarca; chi è buono
+a durare tanto tempo al gioco pericoloso dell'amore, a parlar d'amore,
+a ridere d'amore, a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le
+salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi scosso, aggirato,
+trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore maledetto e
+perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca testa
+che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno studente.
+
+D'ALMÈNA
+
+Di che ti lagni se essa lo vuole?
+
+FILIPPO
+
+Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? È impazzita. Un
+giorno mi dice: Filippo, andiamo in Isvizzera? Quando? Domani. E via
+progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa una
+nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra volta. Si fa per chiasso,
+s'intende, ma bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta
+l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che si fa per
+chiasso? O non è donna da partire davvero sul momento? E quel
+satanasso d'un Dottore che trova modo d'andar per le gazzette ogni
+giorno! Lo capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che
+stampato. L'altra settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò fino
+al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo di vita, si butta in
+acqua nella corrente e lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto;
+ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno
+appunto che si parlava della Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho
+già traversato il Gottardo una diecina di volte....... idealmente.
+Capita il giornale: l'eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si
+ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata. E le
+assenze? Sul più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto
+maravigliando meco stesso della mia eloquenza, la guardo, è
+trasfigurata. Gli occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori;
+capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che piange per
+dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle dediche
+intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le
+cose chiare le intendo. Se quella donna un giorno o l'altro farà la
+corbelleria, sarà per amore d'un terzo. Mi capisci?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ti spieghi così bene!
+
+FILIPPO
+
+Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia, di coltura, buona se
+occorre.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Ma...
+
+FILIPPO
+
+Ho detto: ma?
+
+D'ALMÈNA
+
+No, l'ho detto io.
+
+FILIPPO
+
+Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima donna, piena
+d'ingegno, di cuore.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Avanti... di cuore...
+
+FILIPPO
+
+Ma...
+
+D'ALMÈNA
+
+L'hai detto tu.
+
+FILIPPO
+
+Ma considera la pace d'un galantuomo come una cosa secondaria.
+
+D'ALMÈNA
+
+Eh già! Non sono io che l'ho fatta così.
+
+FILIPPO
+
+Nemmeno io.
+
+D'ALMÈNA
+
+Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del dottor Sarni. Tu ce l'hai
+incoraggiata.
+
+FILIPPO
+
+Che m'importa di quel sapiente?
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo, e a lei che importa di te?
+
+FILIPPO
+
+Giusto.
+
+D'ALMÈNA
+
+E nota che il Sarni ci rimetteva molto di più.
+
+FILIPPO
+
+Ebbene, che si decida una buona volta.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo discorso ci sarà una
+ragione.
+
+FILIPPO
+
+Non ne potevo più. Quando seppi qui del ballo della Contessa Gemma e
+seppi che ci doveva venire il Sarni, pensai: facciamola finita:
+mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi con lei. Dovreste
+andare, ci sarà il Dottore... gli parlerete.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Ed essa?...
+
+FILIPPO
+
+Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! è sincera!
+
+FILIPPO
+
+Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza aveva gli occhi così
+lucenti che rischiaravano intorno; salendo le scale mi prese la mano e
+mi disse: _Filippo, fra poco sarà deciso_. Le parole le saltavano in
+gola da soffocarla.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ti ha detto questo?
+
+FILIPPO
+
+E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente. A che ne siamo eh?
+Ora tu devi aiutare quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia
+perchè non siano interrotti... da lontano, perchè non voglio
+sentirli... almeno questo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Farò io.
+
+FILIPPO
+
+Bravo, e allora io starò fumando in giardino.
+
+D'ALMÈNA
+
+E se fanno la pace?
+
+FILIPPO
+
+Che il Signore li benedica!
+
+D'ALMÈNA
+
+Sei un bravo ragazzo.
+
+FILIPPO
+
+No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio, ti giuro che avrei
+saputo approfittarne. Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi
+spaventa. Se non si accordano vorrà dire che non sono destinati, e
+finirà bene per riconoscere che qualche cosa valgo anch'io.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che ci voglia sempre una vittima?
+
+FILIPPO
+
+Felice te che parli in genere. Io dico: che debba proprio toccare a
+me?
+
+D'ALMÈNA
+
+Hanno smesso di ballare.
+
+FILIPPO
+
+Ora comincia un altro divertimento. Stai a sentire: Gli amici che mi
+credono arrivato si rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io
+imbecillisco del tutto. Se ho l'aria di offendermi:... naturale, tu
+devi fare il paladino. Se la volto in ridere: Ah tu ridi, un uomo
+invidiabile! Se cambio il discorso: già non sai che rispondere. Se
+faccio il modesto è segno che annuisco, se dico di no, credono di sì,
+se dico di sì, credono anche di sì. È una morte... Eccoli!
+
+D'ALMÈNA
+
+Andiamo via.
+
+FILIPPO
+
+No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta tu andrai a cercare il
+Sarni e lo porterai qui. È il luogo migliore. È inteso?
+
+D'ALMÈNA
+
+Va bene.
+
+
+SCENA II.
+
+D'ASPRI, RULFI, RUBACONTI, GEMMA, MASINA e detti. Altri signori e
+signore che vanno e vengono.
+
+
+GEMMA (_a braccio con D'Aspri_)
+
+Ah qui si respira!
+
+D'ASPRI
+
+Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... (_mette Gemma a sedere
+e le siede accanto_).
+
+GEMMA
+
+..... Invano.
+
+RULFI
+
+Come! Filippo è qui!
+
+FILIPPO (_a D'Almèna_)
+
+Ci siamo!
+
+RUBACONTI (_che ha accompagnato Masina_)
+
+Cerca l'ombra....
+
+MASINA
+
+E la solitudine.
+
+D'ALMÈNA
+
+Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che
+ci hanno sorpresi lo possono dire.
+
+GEMMA
+
+Voi D'Almèna vi farete una nemica.
+
+D'ALMÈNA
+
+Chi?
+
+GEMMA
+
+Quella cui rubate Filippo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti!
+
+GEMMA
+
+Io?
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in tutta la sera.
+
+GEMMA
+
+D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte.
+
+D'ASPRI
+
+Io pure me ne accuso.
+
+GEMMA
+
+Ah! gentile! Ve ne accusate?
+
+D'ASPRI
+
+Perchè è tempo perso.
+
+GEMMA
+
+Imparate da Filippo.
+
+D'ASPRI
+
+A far che?
+
+GEMMA
+
+A non perdere il tempo.
+
+FILIPPO (_a D'Almèna_)
+
+E picchia!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ciò non dipende dagli uomini.
+
+MASINA
+
+E da chi?
+
+D'ALMÈNA
+
+Dalle signore.
+
+VOCI
+
+Ah vero! vero! (_risa_)
+
+D'ALMÈNA
+
+Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali non si perde mai il tempo,
+anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde
+sempre, anche essendone attirati.
+
+FILIPPO
+
+Bravo. Pensare che una volta avevo dello spirito anch'io.
+
+
+SCENA III.
+
+ELENA, DEL SANNIO e detti.
+
+
+FILIPPO (_va incontro ad Elena_)
+
+L'avete veduto?
+
+ELENA
+
+Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva ridendo con un
+signore. Io gli passai proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa
+con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere.
+
+FILIPPO
+
+Dov'è?
+
+ELENA
+
+Nella seconda sala dopo questa. (_si mette a sedere. Del Sannio le sta
+vicino_).
+
+FILIPPO (_piano a D'Almèna_)
+
+È nella seconda sala dopo questa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Va bene. (_via_).
+
+ELENA
+
+Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi.
+
+ELENA (_s'alza, prende il braccio di Filippo e lascia Del Sannio ritto
+dov'è_)
+
+Dov'è andato D'Almèna?
+
+FILIPPO
+
+A cercarvi il dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+Che gli avete detto.....?
+
+FILIPPO
+
+Dove l'avrebbe trovato.
+
+ELENA
+
+D'Almèna sa?....
+
+FILIPPO
+
+Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto male?
+
+ELENA
+
+No.
+
+FILIPPO
+
+Badate che a vedervi discorrere con me a bassa voce quelle anime
+pietose penseranno male.
+
+ELENA
+
+Vi comprometto?
+
+FILIPPO
+
+Viceversa.
+
+ELENA
+
+Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non importa. Tanto più.....
+
+FILIPPO
+
+Tanto più?.....
+
+ELENA
+
+Che sarà ben altro domani. Preparate pure le valigie, le mie sono
+leste.
+
+FILIPPO
+
+Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più?
+
+ELENA
+
+Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà a nulla e partiremo.
+
+FILIPPO
+
+Siete d'una sincerità spaventosa!
+
+ELENA (_seria, porgendogli la mano_)
+
+Perdonatemi.
+
+FILIPPO
+
+Non sperate proprio nulla da quel colloquio? Rinunciatevi addirittura.
+
+ELENA
+
+No. Voglio essere in pace colla mia coscienza.
+
+FILIPPO
+
+Ecco il Sarni. Devo andarmene?
+
+ELENA
+
+Fra poco. Sediamo.
+
+
+SCENA IV.
+
+ANDREA, D'ALMÈNA e detti.
+
+
+D'ALMÈNA (_mostrando ad Andrea la serra_)
+
+È vero che è bella?
+
+ANDREA (_vede Elena, fra sè_)
+
+Lei! (_forte_) Stupenda.
+
+GEMMA
+
+Che state guardando, Sarni?
+
+ANDREA
+
+Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata,
+dacchè quasi nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra.
+D'Almèna ha voluto farmela ammirare.
+
+GEMMA
+
+La inauguro stassera. Vi piace?
+
+ANDREA
+
+Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa.
+
+GEMMA
+
+Pericolosa?!
+
+RULFI
+
+Infatti...
+
+ANDREA
+
+Ah! c'è un infatti?
+
+GEMMA
+
+Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle.
+
+ (_Filippo s'alza e s'avvia per uscire.
+ D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui_).
+
+MASINA
+
+Una delle quali prende il volo in questo momento.
+
+ANDREA
+
+Ah il Barone Landucci?
+
+RULFI
+
+Quello non è un tortore, è un rondone.
+
+ANDREA (_ridendo_)
+
+Dite... Dite... e l'altra chi è?
+
+GEMMA
+
+Non siamo nè io, nè la Baronessa.
+
+ANDREA (_guardandosi intorno e vedendo che le signore in scena sono
+tre sole_)
+
+L'incognita è presto trovata.
+
+RULFI
+
+È un'equazione di primo grado.
+
+D'ASPRI
+
+Anzi basta la regola del tre.
+
+GEMMA
+
+L'avete riconosciuta?
+
+ANDREA
+
+Ci si vede così poco!
+
+MASINA
+
+Le vada più vicino.
+
+GEMMA
+
+A meno che...
+
+ANDREA
+
+A meno che?
+
+GEMMA
+
+Le rincresca di accertare la persona.
+
+ANDREA
+
+Oh! (_ridendo_) Vado... (_s'avvicina sbadatamente ad Elena_).
+
+DEL SANNIO
+
+Suonano, se vuol fare un giro?.... (_levandosi, ad Elena_).
+
+ELENA (_Alzando alquanto la voce perchè Andrea la possa sentire_).
+
+Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.
+
+ANDREA
+
+Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io aspetto che la contessa
+Gemma mi dia il braccio per un giro nelle sale.
+
+DEL SANNIO (_ad Elena_)
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Grazie. Sono stanca. (_Del Sannio s'allontana_). Dottore...
+
+DEL SANNIO (_voltandosi--ad Andrea_)
+
+La contessa Gemma se n'è andata. (_via_).
+
+ANDREA
+
+Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (_per avviarsi_).
+
+ELENA
+
+Andrea! Andrea!
+
+ (_tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo_).
+
+
+SCENA V.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA
+
+Com'è inutile quanto stiamo per dire!
+
+ELENA
+
+Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte perchè non mi poteste
+negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato e temuto questo
+momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora quando siete entrato
+qui, temetti di non potermi reggere. Di là vi ero passata vicino
+vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi
+supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; ho provato a
+raccogliermi e a meditare per trovare parole efficaci, ma non ho
+saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non ho che da cercare
+ciecamente nell'animo mio per trovarci l'umiliazione ed il pentimento.
+Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura che
+fuggiate.
+
+ANDREA
+
+Che nuova scommessa avete fatto?
+
+ELENA
+
+È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete; dovete
+provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho
+fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di
+immaginare ch'altri m'avesse offesa come vi ho offeso io e ne provasse
+poi il pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se avrei voluto
+dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo che sarei stata
+inesorabile.
+
+ANDREA
+
+E allora perchè seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete
+a temer nulla, del male non ve ne posso fare.
+
+ELENA
+
+Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne sarei tanto contenta!
+Espio per espiare. Se ne sperassi alcun bene, la mia umiliazione non
+sarebbe completa.
+
+ANDREA
+
+O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di tentare l'impossibile.
+
+ELENA
+
+Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono andata a cercarvi in casa
+vostra. C'eravate e non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani, e il
+giorno di poi; sentivo il vostro passo sino all'uscio, ma certo
+avevate modo di riconoscermi e bussavo invano. Vi ho scritto, avete
+respinte le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. Ma vedete che
+non ho più orgoglio. Al primo momento, dopo quelle ripulse ho cercato
+di stimolarlo l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto assai,
+ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra volta. Si dice: passerà, si
+riprende la vita normale, si ride, si rivedono le solite persone, ma
+poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto, ma
+il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine pallida e
+stravolta dal dolore e dallo sdegno.
+
+ANDREA (_con impeto_)
+
+Ed io...?
+
+ELENA
+
+Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri dolori e ho tanta sete
+di vedervi soffrire. Andrea! Andrea!
+
+ANDREA.
+
+Badate, Marchesa, che può venir gente, vi possono sentire...
+
+ELENA
+
+Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo alla folla e che mi accusi
+e vi domandi perdono? Sono disposta a farlo. Che m'importa di quelli?
+Non lo devo a loro il male che vi ho fatto? Se sapeste... Andrea, se
+sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna fede
+nella grandezza umana; nessuno di quelli che creda al disinteresse e
+al sacrifizio. E sono cresciuta là in mezzo! Le anime tranquille si
+adagiano nella noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra una
+tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli orribili agguati
+che vi ho teso io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo.
+Domandatene a D'Almèna se non fu così. Quando mi proposi di
+trattenervi non vi conosceva, Andrea, e il mio orgoglio ricusava
+d'accettarvi per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna
+commedia fino a quella mattina quando venne Filippo a interromperci.
+Ma dal momento che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la più
+sincera fra le donne, e quando vi dissi quelle parole amare che vi
+trattennero, era il cuore che parlava, e se tremavo della vostra
+partenza, non era più per ardore di trionfo, ma perchè sentivo che
+voi partito, il mondo mi sarebbe sembrato vuoto come un deserto.
+
+ANDREA
+
+Ma poi, ma poi?
+
+ELENA
+
+Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con sospetti, e tutta la mia
+vita mi aveva così tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto
+quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando
+v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, e quest'amore che vi
+vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo dal cuore neanche se
+potessi metterci in suo luogo la dignità e la pace che ho perdute.
+
+ANDREA
+
+Se non mentite vi compiango.
+
+ELENA
+
+Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole è la vostra!
+
+ANDREA
+
+No, sono guarito e diffidente.
+
+ELENA
+
+Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho fatto è troppo grave per
+guarire. Avreste potuto scordare l'amore se non vi avessi così
+mortalmente offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato; ma
+compenetrati insieme essi formano un viluppo velenoso che vi morderà
+il cuore per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore, la
+dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono in voi e vi
+comandano di negare l'amore, ma voi mi amate ancora, mi amate come il
+primo giorno.
+
+ANDREA
+
+No... no... no... no...
+
+ELENA
+
+E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego violento, di
+assordarvene e di rinnegare tutta la verità, perchè concedendone una
+parte sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria del
+consenso!
+
+ANDREA
+
+Non è vero, non vi amo. Addio.
+
+ELENA
+
+E fuggite!
+
+ANDREA (_tornando_)
+
+Eccomi.
+
+ELENA
+
+E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due
+e coll'anima vibrante e sanguinante, andremo per il mondo solitarii,
+incapaci di risognare con altri il dolce sogno della felicità! Oh le
+sere che vi aspettavo sola nel mio salotto! Come contavo i minuti!
+Sentivo il vostro passo in istrada da lontano, il vostro passo
+frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino tutto quello, e com'è
+lontano!
+
+ANDREA
+
+E che inganno ce ne separa!
+
+ELENA
+
+Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta a voi, vi getto ai piedi
+il mio amore supplichevole, la mia dignità di donna, la fierezza del
+mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; vi parlo come non
+concepirei si possa parlare, mi disonoro coscientemente e
+volontariamente e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre quello
+che sto facendo. Andrea, imponetemi una prova, sia pur lunga e
+difficile, vedrete che saprò superarla, ma non respingetemi, ma non
+negate l'amore, non negate l'amore!
+
+ANDREA
+
+E se m'ingannaste ancora?
+
+ELENA
+
+Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho troppo supplicato. Non
+aspettavo miglior sorte alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei
+abbassata come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma vi starò nel cuore come
+una lama e saprò darvi un rimorso uguale al mio.
+
+ANDREA (_esita, s'avvia, vorrebbe tornare_)
+
+No. (_esce pricipitoso. Elena rimane sola_).
+
+
+SCENA VI.
+
+ELENA e D'ALMÈNA
+
+
+ELENA (_vedendo entrare D'Almèna_)
+
+Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto ogni cosa. Ho scongiurato
+Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano.
+L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con
+voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani
+partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma.
+
+D'ALMÈNA
+
+Partite con Filippo?
+
+ELENA
+
+Perchè no?
+
+D'ALMÈNA
+
+Con Filippo!
+
+ELENA
+
+Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. Non mi potrà credere
+innamorata di Filippo. Andrea spergiura che non mi ama più. Sono certa
+di dargli un dolore mortale. Se m'inganno il mio orgoglio avrà trovato
+il suo castigo; ma se è vero egli porterà la pena del suo. La mia
+vita non è troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo.
+Addio.
+
+D'ALMÈNA
+
+No per carità--per carità!
+
+ELENA
+
+Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è
+Filippo?
+
+D'ALMÈNA
+
+È... non lo so.
+
+ELENA
+
+Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, mio nobile hidalgo! Ve ne
+ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete cattivo.
+(_gli dà la mano_) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non mi
+accompagnate. Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro
+dovere è di darmeli. (_via_).
+
+
+SCENA VII.
+
+D'ALMÈNA, poi FILIPPO, poi ANDREA.
+
+ (_D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette
+ in giardino_).
+
+
+D'ALMÈNA (_chiamando_)
+
+Filippo!
+
+FILIPPO (_entra dal giardino_)
+
+Sono qui.
+
+ANDREA (_dal fondo_)
+
+D'Almèna.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi?
+
+ANDREA
+
+Senti.
+
+D'ALMÈNA
+
+Lasciami dire due parole..... e sono da te.
+
+ANDREA
+
+Vorrei.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti.
+
+ANDREA
+
+Non di più!
+
+D'ALMÈNA
+
+No, va...
+
+ANDREA (_accennando il fondo_)
+
+Sto là fuori.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+ANDREA (_esce dal fondo_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+D'ALMÈNA e FILIPPO.
+
+
+D'ALMÈNA
+
+La Marchesa ha deciso di partire con te.
+
+FILIPPO
+
+Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah!
+
+FILIPPO
+
+E glielo ha detto anche.
+
+D'ALMÈNA
+
+E lui?
+
+FILIPPO
+
+Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a
+partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di
+Cognac!
+
+FILIPPO
+
+Non vedo il rapporto.
+
+D'ALMÈNA
+
+La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante.
+
+FILIPPO
+
+Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta
+di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi fare?
+
+FILIPPO (_fa scoccare il gibus e se lo mette in testa_)
+
+Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle
+sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi
+dell'acqua in Tevere. Addio.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?
+
+FILIPPO
+
+Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi
+vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio.
+(_quando è sulla porta a vetri si volta_) Sai, se mi serbi il segreto
+mi fai piacere. (_via per l'invetriata_).
+
+D'ALMÈNA
+
+Povero diavolo! a quest'altro. (_apre la porta di fondo_).
+
+
+SCENA IX.
+
+D'ALMÈNA e ANDREA.
+
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi?
+
+ANDREA
+
+Tu hai parlato colla Marchesa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Che ti ha detto?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che ti ha scongiurato di perdonarle.
+
+ANDREA
+
+È vero.
+
+D'ALMÈNA
+
+E che sei stato inesorabile.
+
+ANDREA
+
+È vero. Non dovevo esserlo forse?
+
+D'ALMÈNA
+
+Altro. Oh io ti approvo.
+
+ANDREA
+
+Perchè l'offesa che mi ha fatto...
+
+D'ALMÈNA
+
+È gravissima.
+
+ANDREA
+
+Concepisco la scommessa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...
+
+ANDREA
+
+Ma poi...
+
+D'ALMÈNA
+
+Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al pentimento?
+
+ANDREA
+
+Oh questo sì. Povera donna!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci credi?
+
+ANDREA
+
+Tu non l'hai sentita!
+
+D'ALMÈNA
+
+Non l'ami più? Eh?
+
+ANDREA
+
+Se l'amassi ancora mi disprezzerei.
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo! Allora ti posso dire che...
+
+ANDREA
+
+Che?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi?
+
+ANDREA
+
+Parla.
+
+D'ALMÈNA
+
+Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli non mostrerai di
+sapere...
+
+ANDREA
+
+No...
+
+D'ALMÈNA
+
+Parola d'onore?
+
+ANDREA
+
+Parola d'onore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Domani parte con Filippo.
+
+ANDREA
+
+Oh!
+
+D'ALMÈNA
+
+Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto.
+
+ANDREA
+
+Non è vero!
+
+D'ALMÈNA
+
+Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai?
+
+ANDREA
+
+Lasciami.
+
+D'ALMÈNA
+
+Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la tua dignità! Quella donna non
+ne vale la pena.
+
+ANDREA
+
+Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or
+ora, mi giurava d'amarmi.
+
+D'ALMÈNA
+
+E già, fanno così!
+
+ANDREA
+
+Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or
+ora, quando la vidi passare, per poco non mi sono gettato ai suoi
+piedi come un pazzo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Bada!... eccola... vieni via!
+
+ANDREA
+
+No... lasciami... ti giuro che son padrone di me.
+
+D'ALMÈNA
+
+Marinaio, va! (_via_).
+
+
+SCENA ULTIMA.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA (_Chiude l'uscio del fondo, si volta verso Elena e le dice con
+ira minacciosa_)
+
+Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo?
+
+ELENA
+
+Andrea!--Dimmi che non vuoi... dimmi che non vuoi!!
+
+ANDREA
+
+No, non voglio! T'amo!
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELLA COMMEDIA.
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
+ correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono
+ stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo
+ originale]:
+
+ P. 1 - La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte]
+ 68 - fosse stato ordito [udito] da un uomo
+ 165 - Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+works. See paragraph 1.E below.
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+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
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