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diff --git a/33865-8.txt b/33865-8.txt new file mode 100644 index 0000000..8b5ee42 --- /dev/null +++ b/33865-8.txt @@ -0,0 +1,7191 @@ +The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Resa a discrezione + Teatro in prosa vol. II + +Author: Giuseppe Giacosa + +Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + VOL. II. + + + + + DEL MEDESIMO AUTORE + + Teatro in Versi: + + _Una Partita a Scacchi_--_Il Trionfo d'Amore_. Un + vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.) L. 4 -- + + _Il Fratello d'Armi_. Dramma in 4 atti. Un volume in-18º + (in ristampa). + + _Il Conte Rosso_. Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz. + Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881 » 4 -- + + _Il Marito amante della Moglie_. Commedia in 3 atti. Un + vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879 » 4 -- + + _Luisa_. Dramma in 3 atti.--_Sorprese notturne_. Commedia + in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881 » 4 -- + + _La tardi ravveduta_.--_La Sirena_.--_Intermezzi e + Scene_. Un volume in-18º, 1888 » 4 -- + + + Teatro in Prosa: + + _Al Pianoforte_.--_Acquazzoni in montagna_.--_Non + dir quattro se non l'hai nel sacco_.--_Storia vecchia_. + Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888 » 3 -- + + + _Novelle e Paesi Valdostani_. Un vol. in-12º, 1886 » 4 -- + + _Il Filo_. Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con + illustrazioni di EDOARDO CALANDRA). Un vol. in-12º impresso + sopra carta di filo a mano » 2 -- + + _Fiori e Frutta_. Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione + del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani. + In-12º » 1 -- + + + Di prossima pubblicazione: + + _I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese_. Un + elegante vol. con disegni e fototipie. + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + + RESA A DISCREZIONE + + Commedia in 4 atti + + + LA ZAMPA DEL GATTO + + Commedia in un atto + + + TORINO + F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE + 1888 + + +_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria, +_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R. +Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni +della Legge vigente._ + +Torino--Tipografia VINCENZO BONA. + + + INDICE + + + RESA A DISCREZIONE + + Atto primo _pag._ 1 + Atto secondo » 49 + Atto terzo » 93 + Atto quarto » 141 + + LA ZAMPA DEL GATTO + Atto unico » 181 + + + + +RESA A DISCREZIONE + + + + + PERSONAGGI + + + La Marchesa ELENA DI ROVEGLIA + La Contessa ELVIRA DI FRANCOFONTE + La Contessa GEMMA DEL PALLIO + La Baronessa MASINA ROVERI + Il Marchese TEODORO DI ROVEGLIA + ANDREA SARNI + FILIPPO LANDUCCI + PAOLO D'ASPRI + D'ALMÈNA + DEL SANNIO + RULFI + RUBACONTI + LORENZO DEL PALLIO + ENRICO PARDI + Il Cavaliere LERICI + ANSELMO | domestici della Contessa + AMBROGIO | + GIULIA, cameriera + + + + +ATTO PRIMO + +Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra porta che +mette in un salotto donde arrivano fino in scena le voci di più uomini +che parlano allegramente con grossi scoppi di risa. + + +SCENA I. + +ELENA, ELVIRA, GEMMA, MASINA, FILIPPO. + + +ELENA + +Filippo. + +FILIPPO + +Eccomi. + +ELENA + +Chiudete quell'uscio e servite il caffè. + +FILIPPO + +Subito. (_fa per chiudere_). + +ELVIRA + +No, che fate? Almeno si sente quello che dicono. Gli uomini sono così +divertenti dopo pranzo. + +MASINA + +Perchè non vai di là addirittura? + +ELVIRA + +Se ci fossi io cambierebbero discorso. + +ELENA + +Che peccato! + +GEMMA + +O se non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, mentre qui fra +donne.... + +FILIPPO + +Brava, ed io? + +GEMMA + +Come, voi? + +FILIPPO + +Avete detto qui fra donne. E io cosa sono? + +GEMMA + +E oramai voi non contate più. + +FILIPPO + +Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli uomini le lasciano in +disparte. + +ELENA + +Non ci lasciano, ce ne stiamo. + +FILIPPO + +Coll'uscio aperto. + +GEMMA + +E chi ascolta? + +FILIPPO + +Le donne hanno sempre un orecchio teso ai discorsi lontani. + +ELENA + +Quando i vicini non interessano. + +FILIPPO + +Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò mai per male di cose +dette da una donna. + +ELENA + +Neanche se vi dicessi che siete un impertinente? + +FILIPPO + +Di questo mi glorierei. (_la serve di caffè_). + +ELENA + +Sì, badate a versarmelo adosso. + +FILIPPO + +Marchesa, siete più nervosa del solito. + +ELVIRA + +È vero, lo tratti male. + +GEMMA + +Gli parli così asciutto. + +ELENA + +La... Filippo. (_gli porge la mano_). + +FILIPPO (_baciandola_) + +Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti del mio mestiere. + +ELENA + +Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo mestiere. + +FILIPPO + +Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione e non ne ho nessuna; +non sono nel numero degli eletti io. Non c'è mai stata una donna +innamorata di me. + +ELENA + +Chi lo direbbe? (_ride_). + +GEMMA + +Ingrato Filippo! (_ride_). + +ELVIRA + +È tanto giovine! (_ride_). + +FILIPPO + +È inteso, padrone, ridano, non domando di meglio. (_serve Gemma_) Ce +n'ho messo tre pezzi grossi, e una goccia di Cognac. + +GEMMA + +Bravo. + +FILIPPO + +Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti miei, mentre se ci fosse +qui uno degli uomini che sono presi sul serio, tutte loro signore si +studierebbero di mostrargli una grande noncuranza..., salvo forse a +ripagarlo.... + +ELENA + +Oh..., oh..., oh! + +FILIPPO + +Parlo delle donne in genere. (_serve Elvira_) Contessa. + +ELVIRA + +Grazie. + +FILIPPO + +Ebbene io mi contento del mio piccolo successo palese... Non do ombra, +mi lascio deridere, ad un altro direbbero: _favorite di fare_... a me +si dice: _fate_. Ricevo ordini e li eseguisco, e servo di zimbello per +attirare i tordi. Quando una signora vuole stimolare colla gelosia +qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce a me, quando +vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio mi manda a spasso; e a +questo mestiere, mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche +briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono il mendicante che raccatta +le briciole. + +ELENA + +Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai proprii successi. + +FILIPPO + +Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto l'amore di una donna, +che possederlo davvero in segreto. + +ELENA + +Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite. Ecco tutto. + +FILIPPO + +E aggiungerò che una certa società che giudica della vostra a +distanza.... + +ELENA + +Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili. + +FILIPPO + +Io nego sempre. + +ELENA + +S'intende, senza di ciò non lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi +ci pavoneggiamo degli uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci +rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno degli uomini che +abbiamo respinto, che creda alla nostra virtù. Diranno che non ebbero +le circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo, senza cuore e +senza immaginativa. + +FILIPPO + +Quello che si dice di voi. + +ELENA + +Quello che si dice di me. Che volete che pensi dei fatti nostri, la +gente che non ci conosce, se gli amici ne fanno questo giudizio!--Noi +mettiamo ogni studio a dare il peggior concetto possibile dei nostri +costumi. Tolleriamo in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire a +leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo noi, come parlo io +molte volte, tutti griderebbero allo scandalo ed alla calunnia, io per +la prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia di sicurezza. +Riconduciamo a casa, la notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro +fianco, un uomo che passò la serata a dirci che siamo belle. È vero +che ce lo dicono così male! L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo +chiamiamo amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo una +dimestichezza universale, senza intimità, senza poesia, e quindi senza +pericoli. La poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora messe al +sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. In apparenza siamo cinicamente +corrotte, lo siamo timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite. +Parliamo d'amore ad ogni momento perchè non ci crediamo più. L'amore è +morto e seppellito. + +FILIPPO + +Boum!!! + +ELENA + +Si vede che frequentate certi amici... + +FILIPPO + +E quali? + +ELENA + +Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra? Va all'ufficio, alla +direzione, so io come la chiamano, di un giornale... + +FILIPPO + +Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita mia. Mi ci ha portato +un amico per vedere da vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se +campa. + +MASINA + +Chi? + +FILIPPO + +Un uomo che parte domani per il Polo-Nord. Pare che al Polo si debba +trovare la soluzione di certi problemi di fisica. Uno scienziato. + +GEMMA + +Un vecchio? + +FILIPPO + +No, giovane, più giovane di me, e un bel giovane anche. + +GEMMA + +Dev'esser bello, se siete andato apposta per vederlo. + +FILIPPO + +Mi rincresce di non potervelo presentare. + +ELENA + +Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio Teodoro gli ha dato +appuntamento in casa mia, perchè gli deve consegnare una certa lettera +di raccomandazione, e non osa farlo salire sino al Macao. Come vedete, +a volerlo conoscere non ci occorre la vostra protezione. + +FILIPPO + +Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate tanto? Perchè quei signori, +fra cui c'è il mio amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir +qui a farvi la corte. + +ELENA + +Giusto! tanto giusto che..., guardate, (_va alla porta a destra e +chiama_) Paolo! + +GEMMA (_a Filippo_) + +È lei che lo chiama. + +FILIPPO + +La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è invulnerabile. + +ELVIRA + +Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore causa di debolezza +che abbia una donna. + +MASINA + +Che è? + +FILIPPO + +Il marito. + +ELENA (_dopo aver chiamato Paolo è andata a scaldarsi i piedi al +caminetto a sinistra_) + +Badate che sento. + +FILIPPO + +Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile. + +ELENA + +È vero, e mi annoio. + + +SCENA II. + +PAOLO e detti. + + +PAOLO + +Mi avete chiamato, Marchesa? + +ELENA + +Sì, mi pare mezz'ora fa. + +PAOLO + +D'Almèna raccontava una storia così lepida! + +ELENA + +È finita? + +PAOLO + +Sì. + +ELENA + +Allora rimanete qui. + +PAOLO + +Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete dato un pranzo tanto +delizioso! + +ELENA + +Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in quello stipetto, c'è una +scatola di sigari che m'ha portato lo zio dall'Avana. + +PAOLO + +Questa? + +ELENA + +Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti d'ora. + +PAOLO + +Ah troppo! (_depone la scatola_). + +ELENA + +D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare. + +PAOLO + +Vi domando perdono, lasciatemi qui. + +ELENA + +Mi fate la grazia di prendere quella scatola e d'offrirne di là. + +PAOLO + +Obbedisco. (_via colla scatola a destra_). + + +SCENA III. + +Detti meno PAOLO. + + +ELENA + +Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria. Quello è un +uomo che mi fa la corte. + +GEMMA + +Almeno si dice. + +ELENA + +È vero; a segno che mi hanno già fidanzata con lui più volte. + +GEMMA + +La voce è messa in giro da lui. + +ELENA + +Non lo credo. + +ELVIRA + +Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha mostrato una scortesia +affatto..... + +FILIPPO + +Maritale. + + +SCENA IV. + +Detti, PAOLO, LORENZO, ENRICO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, RULFI e +RUBACONTI. + + +D'ALMÈNA (_ad Elena_) + +Siete proprio in collera? + +ELENA + +Perchè in collera? + +D'ALMÈNA + +Perchè siamo stati di là tanto tempo. + +ELENA + +Oh! + +PAOLO (_mostrandole la scatola_) + +Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno. + +ELENA + +Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso devo fare io per +ringraziarvi d'aver risparmiati i miei sigari, e d'aver avuto pietà di +noi? Se sapeste come languiva la conversazione! Un' altra volta ve ne +preghiamo colle mani giunte, non private più la nostra società del suo +più bell'ornamento. + +D'ALMÈNA + +Il più bell'ornamento siete voi. + +ELENA + +Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. Signori e signore: D'Almèna +mi ha detto una cosa gentile. + +D'ALMÈNA + +È così facile, Marchesa! + +ELENA + +E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino licenza di spargere la +voce che sono disposta a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro +amico Paolo. + +PAOLO + +Io? + +ELENA + +Non è vero? + +PAOLO + +Affatto! e non so chi abbia potuto dire... + +ELENA + +Queste signore... or ora. + +ELVIRA + +Ah! è un tradimento! + +PAOLO + +Come? + +ELENA + +Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela con lei. + +PAOLO (_va a sedere vicino ad Elvira_) + +Contessa, mi spiegherete! (_discorrono_). + +ELENA (_a D'Almèna_) + +Dunque? + +D'ALMÈNA + +Dunque? + +ELENA + +Mi fate la corte? + +D'ALMÈNA + +È bella e fatta. + +ELENA + +Sareste disposto a commettere delle pazzie per me? + +D'ALMÈNA + +Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole. Una sola forse +meriterebbe il nome di pazzia. + +ELENA + +Ed è? + +D'ALMÈNA + +L'innamorarmi seriamente di voi. + +ELENA + +Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità. + +D'ALMÈNA + +Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado. + +ELENA + +La pazzia la commetterei io. Bel merito! + +D'ALMÈNA + +Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre grazie non conosco nulla +che mi costi fatica! + +ELENA + +Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non sa immaginare un solo +atto di sacrifizio per conquistare l'amore d'una donna. + +D'ALMÈNA + +Le donne non sanno più inspirare eroismi. + +ELENA + +Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti voi e vedrete. + +FILIPPO + +È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle dei savi. + +D'ALMÈNA + +E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli andare la testa in +giro? + +ELENA + +Come una trottola; non fosse che per vendicarmi. + +D'ALMÈNA + +Di che? + +ELENA + +Della vostra presunzione che vi rende perfino scortesi. + + +SCENA V. + +ANSELMO e detti. + + +ANSELMO + +La carrozza della Contessa di Francofonte, la carrozza della Baronessa +Roveri. (_via_). + +ELVIRA + +Addio, Elena. (_si alza_). + +ELENA + +Che fretta! + +ELVIRA + +Alle nove vengono da me gli amici di mio marito, se tardo se ne vanno. +Gli uomini non sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi? + +ELENA + +Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno pregare ora. + +RULFI + +Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno il ballo prima +dell'Opera. + +ELENA + +Allora si capisce. + +ELVIRA + +Voi D'Aspri? + +PAOLO + +Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi, Contessa, dovreste metterci +voi sino alla porta del teatro. L'allungate di così poco. + +ELVIRA + +Ma sì, figuratevi! Buona sera. (_saluta. Elena accompagna Elvira fino +all'uscio, chiacchere e risa, via Elvira, Paolo e Rulfi_). + +RUBACONTI (_a Lorenzo_) + +Vieni? + +LORENZO + +Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo... + +RUBACONTI + +Hai bisogno d'aria come me. + +LORENZO + +Aspetta, avverto mia moglie. + +RUBACONTI + +Fai... + +LORENZO (_va presso Gemma e le dice_) + +Io vado, sai? + +GEMMA + +Benissimo. + +LORENZO (_torna a Rubaconti_) + +Andiamo? + +RUBACONTI + +Guarda, s'alza la Baronessa. (_Masina s'alza e saluta i vicini_). +Andiamocene nella confusione a modo della Corte. (_si ecclissano senza +esser veduti_). + +MASINA (_in piedi ad Elena_) + +Vado anch'io. + +ELENA + +Buona sera. + +MASINA + +Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie parti? + +ENRICO + +Io. + +MASINA + +Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha +finito ancora? + +ELENA + +La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le cifre. + +ENRICO + +Oh, guarda! + +MASINA + +Ve ne siete scordato? + +ENRICO + +Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto. + +ELENA + +Senza di che..... + +MASINA + +E me le porterete domani? + +ENRICO + +Mi darete da pranzo? + +MASINA + +Sarà un doppio favore che mi fate. (_a tutti_) Addio. (_va ad Elena_) +Rimani. (_via Masina, Enrico, Lorenzo e Rubaconti_). + + +SCENA VI. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, poi TEODORO. + + +ELENA + +Eh! che galanteria! tutti così. + +D'ALMÈNA + +E voi ve ne affliggete? + +ELENA + +Vorrei poter far del male a qualcheduno. + +D'ALMÈNA + +C'è Filippo per questo. + +ELENA + +Non basta. (_entra Teodoro_) Oh, zio! + +TEODORO (_la bacia in fronte poi saluta Gemma_) + +Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto? + +ELENA + +No. + +GEMMA + +Ah! il viaggiatore! Come si chiama? + +TEODORO + +Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e mezzo. + +ELENA + +Sono le nove. + +TEODORO + +Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo. + +GEMMA + +E perchè non in questo? + +TEODORO + +Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le delizie del +soggiorno di Roma, nel momento che sta per intraprendere un viaggio da +cui è miracolo se torna. + +ELENA + +Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè lo aiuti ad andarci? + +TEODORO + +Io non sono il custode del genere umano, e tanto meno dei signori +professori, dottori, scrittori, compositori, seccatori e compagnia +bella: ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione è allestita +dal governo Svedese che avea promesso un posto al dottor Sarni. Ma i +posti sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali Russi sollecitano +l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni è scartato. La cosa sarà decisa +fra otto giorni e il dottore sapendo che io fui ministro a Stoccolma e +che sono amicissimo di quel Presidente del Consiglio, venne da me per +una commendatizia un po' calorosa presso quest'ultimo. Ho promesso di +scriverla e m'è venuto un fiore d'eloquenza. Nel mio mestiere ho +imparato che bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza agli +uomini di studio. Quando sapremo se esiste un mare chiuso piuttosto +che un mare libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, non +avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato nè uno +scrigno di più, nè un carabiniere di meno. Ma gli uomini che hanno il +coraggio di affrontare un simile viaggio è meglio che lo facciano. +Rimanendo in patria, sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che +progressi di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa. + +ELENA + +Oh, oh, lo credi da tanto? + +TEODORO + +Avessi sentito con che fuoco perorava la sua causa! Neanche per andare +a nozze. Con che serietà parlava del dovere che ha ogni uomo di +giovare agli uomini e di mettere la vita per lo scoprimento di una +verità. Non c'è che dire, è un uomo forte. + +D'ALMÈNA + +Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa? + +ELENA + +E con ciò? + +D'ALMÈNA + +Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi di far andare la +testa in giro al primo che aveste incontrato? + +ELENA + +Parte. + +FILIPPO + +Buon per voi che non siete esposta... + +ELENA + +Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile! + +GEMMA + +Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di non lasciarlo partire? + +ELENA + +Gran cosa! Che ne dite D'Almèna? + +D'ALMÈNA + +Non dico nulla. + +ELENA + +Non credete che se volessi? + +GEMMA + +Ma non vuoi. + +ELENA (_a Teodoro_) + +Quando parte il tuo dottore? + +TEODORO + +Posdomani. + +ELENA + +Presto. È ben deciso di partire? + +TEODORO + +Irrevocabilmente. + +ELENA + +Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna? + +D'ALMÈNA + +Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo. + +ELENA + +Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei sagrifizi. Va la +scommessa? + +D'ALMÈNA + +Scherziamo, eh? + +TEODORO + +Io ci avrei un gusto matto. + +FILIPPO + +E le vostre paure come agitatore? + +TEODORO + +Oh! in quelle mani...! + +ELENA + +Intendiamoci. È un uomo di mondo? + +TEODORO + +Conosco dei duchi che lo sono meno di lui. + +ELENA + +Quel viaggio non gli deve fruttar denaro? + +TEODORO + +Glie ne costa. + +ELENA + +Va la scommessa? Chi tiene? + +GEMMA + +Io... + +ELENA + +Tu? Tu sostieni che parte? + +GEMMA + +Certo. + +D'ALMÈNA + +La contessa è la sola persona qui che possa senza scortesia dubitare +della riuscita. + +ELENA + +Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per male. Va la scommessa? + +FILIPPO + +In che termini? + +ELENA + +Io sostengo che quel signore che deve venir qui ora, il Dottor... non +rammento nemmeno il nome, guardate. + +FILIPPO + +Sarni. + +ELENA + +Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio polare. + +FILIPPO + +Io sto per la Marchesa. + +ELENA + +No, no. Voglio esser sola. (_a Gemma_) Vada fra noi due. + +GEMMA + +Che va? + +ELENA + +La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano regalare il giorno +della mia festa. + +D'ALMÈNA + +Ah! per la vita d'un uomo! + +ELENA + +Glie la salvo la vita. + +GEMMA + +È detta. + +ELENA + +Siate testimoni. (_le due si stringono la mano_). Zio, dammi la +lettera commendatizia. (_a Gemma_) Ti do la mia parola d'onore che +quella lettera... (_a Teodoro_) Quando hai detto che intende partire? + +TEODORO + +Posdomani mattina. + +ELENA + +Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni avrà quella lettera. + +GEMMA + +Va bene. + +ELENA (_a Teodoro_) + +Me la dài? + +TEODORO + +Eccola. (_le consegna la lettera_). + +D'ALMÈNA + +Oh, Marchese! + +TEODORO + +Detesto gli uomini superiori. + +ELENA + +E ora, zio, ti mando via. + +TEODORO + +Ah! + +ELENA + +Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani la consegna della +lettera. + +TEODORO + +Giusto. + +ELENA + +Le nove e tre quarti. + +ANSELMO (_entrando_) + +La carrozza della Contessa del Pallio. + +GEMMA + +Posso rimanere? + +ELENA + +Anzi vedrai che poche arti ci vogliono. + +_(ad Anselmo)_ + +Anselmo, quando verrà un signore a cercare di mio zio lo farete +passare. + +ANSELMO + +Sissignora. (_via_). + +TEODORO + +Addio. + +ELENA + +Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non voglio che il tuo eroe +possa credere che la nostra compagnia concilia il sonno. Almeno +questo. + +TEODORO + +Giusto. (_scuote Del Sannio_) Oh giovinotto! + +DEL SANNIO + +Eh! + +TEODORO + +Andiamo? + +DEL SANNIO + +Subito. Chiudono? (_mezzo insonnito va a prendere il cappello ed +accenna ad avviarsi con Teodoro_). + +FILIPPO + +Crede di essere al Club. + +ELENA + +Ciò vendica i nostri saloni. + +TEODORO (_a Del Sannio_) + +Non salutate? + +DEL SANNIO + +Oh diavolo! Cara Marchesa. + +ELENA + +Vi ringrazio della bella serata che ci avete fatto passare. + +DEL SANNIO + +Che dite?... Sono io che... + +TEODORO + +Presto. + +DEL SANNIO + +Vengo. Contessa! (_s'avvia, quando è vicino a Teodoro gli dice_) Oh! +Marchese, scusate, non vi avevo conosciuto. + +TEODORO + +La cimmeria nebbia, come dicono i classici. + + +SCENA VII. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO e D'ALMÈNA. + + +D'ALMÈNA (_traendo Elena in disparte_). + +Marchesa, voi state per commettere una cattiva azione. + +ELENA + +Oh! oh! + +D'ALMÈNA + +Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita della +poca galanteria degli uomini; ma quello di cui macchinate la rovina... + +ELENA + +La rovina? + +D'ALMÈNA + +Certo; quello non appartiene al nostro mondo, non vi ha offeso in +nulla. È un uomo utile, probabilmente ingenuo e quindi disarmato +contro di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata in voi +sareste la prima a giudicare severamente la vostra condotta. La parte +di Dalila è ingenerosa. + +ELENA + +Se è un Sansone non cadrà. + +D'ALMÈNA + +Sansone è caduto. + +ELENA + +Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente forte non si lascierà +smuovere, e lo smacco sarà mio. Sapete bene che non mi getterò fra le +sue braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa d'eroe, e mi +vendicherà della prosopopea di tutti gli altri. E poi m'annoio, e +questo mi diverte.--E poi è deciso. + +D'ALMÈNA + +Quanto più sarà forte, tanto più facilmente cadrà nella pania. + +ELENA + +Come temete per il decoro del vostro sesso! + +D'ALMÈNA + +Oh! pigliatevela con me.... + +ELENA + +Che non ve ne importa. + +D'ALMÈNA + +Non conosco il signor Sarni, ma... + +ELENA + +Minacciate di metterlo in avviso? La buona fede mascolina! Perchè vi +ho invitato a casa mia! + +D'ALMÈNA + +Non lo metterò in avviso, non per timore di essere sleale, ma perchè +sarebbe inutile. Solo se persistete nel proposito, avrò il dolore di +non esser più de' vostri amici. + +ELENA + +Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di farvi la corte. + +D'ALMÈNA + +Buona sera, Marchesa. + + (_Elena s'inchina col capo_). + +D'ALMÈNA (_a Gemma_) + +Contessa! (_salutando_). + +FILIPPO + + +Vai via? Non assisti al Torneo? + +D'ALMÈNA + +No. + +GEMMA + +Per dar la palma al vincitore. + +D'ALMÈNA + +Saranno vinti tutti e due. (_via_). + + +SCENA VIII. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO. + + +ELENA (_è rimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna si scuote_). + +Non potete credere che allegria mi mette indosso questa partita. +(_Silenzio. Elena passeggia la scena, va da un mobile all'altro, apre +un libro e poi lo chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia +coprendosi la bocca colla mano. Gemma lo guarda_). + +FILIPPO + +Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa. Le dieci. +(_suono di campanello_) Eccolo qui, è puntuale. + +GEMMA + +Elena, lasciamo correre? + +ELENA (_la guarda--pausa_) + +Vedremo. + + +SCENA IX. + +ANSELMO, ANDREA e detti. + + +ANSELMO + +Il sig. Sarni. + + (_Andrea entra e s'inchina_) + +ELENA + +Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo aspettandola. Mio zio +le avrà detto che le dava appuntamento in casa mia. + +ANDREA + +Sì, signora Marchesa. + +ELENA + +La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta per fare la sua +conoscenza. (_inchini_). Il mio amico il Barone Landucci. + +FILIPPO + +Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni ieri sera... + +ANDREA + +Alla Direzione del _Faro_. + +FILIPPO + +Appunto. + +ELENA (_fa cenno ad Andrea di sedere_) + +Inutile dirle che si parlava di lei. + +FILIPPO + +Ammirando. + +ANDREA + +È un'ammirazione presto guadagnata, se basta partire per ottenerla. + +GEMMA + +Si ammira un volontario che parte per la guerra. + +ANDREA + +Ma non un botanico che parte per erborizzare, nè un artista per veder +paesi. Al giorno d'oggi i piccoli fatti sono troppo facilmente +divulgati, e finiscono per acquistare importanza dal numero delle +persone che li conosce. + +GEMMA + +Quando tutti sono d'accordo in un sentimento... + +ANDREA + +È segno che c'è una specie di pigrizia universale, che fa senza esame +accettare per buono il giudizio corrente. + +GEMMA + +Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa che lei sta per tentare. + +ANDREA + +Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia, ma questa larva di +celebrità improvvisata e ad ogni modo anticipata mi può dare delle +gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio di un giornale dove +andai volentieri per vedere un po' di gente prima di lasciare il mio +paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi di esserci come +una specie di bestia rara che molte persone convenute apposta volevano +veder da vicino. Quei signori possono credere che io ci fossi andato +per darmi in spettacolo, e se la spedizione fallirà o se non riescirò +a trarne quel profitto che mi propongo, eccomi fatto ridicolo o almeno +convinto di molta presunzione. + +FILIPPO + +Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio... + +ANDREA + +Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari polari. + +FILIPPO + +Finirò per aver più merito io, che me ne sto qui a far la corte a +queste signore. + +ANDREA + +Dicono infatti che sia una navigazione assai più difficile. + +ELENA (_levando la testa e guardandolo fiso_) + +È pericolosa? + +ANDREA + +Sono tentato di crederlo, Marchesa. + +ELENA + +Per esperienza? + +ANDREA + +Un'esperienza di cinque minuti. + +ELENA + +Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie laggiù nella solitudine? + +ANDREA + +Farò economia. + +GEMMA + +È già tanto ricco! + +FILIPPO + +L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo che va ai mari polari, +lo si immagina selvatico come un orso bianco. + +ANDREA + +Al contrario, adoro la società! + +GEMMA + +E perchè l'abbandona? + +ELENA + +Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un uomo di quell'età. + +ANDREA + +No, no, non ho segreti da nascondere e non sono più romantico che +selvatico. Non ho nè dolori da vincere, nè disinganni da consolare. +Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada maestra dove +passano tutti. Come vede, mi confesso ambizioso; ma per emergere dalla +folla bisogna essere più alto degli altri, mentre anche un uomo di +media statura, se cammina solo, lo si vede da lontano. + +ELENA (_carezzevole a Filippo_) + +Filippo, passatemi quello sgabello. + +FILIPPO + +Subito. (_le porta lo sgabello e glielo mette sotto i piedi_). + +ELENA (_c. s._) + +E abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli occhi. + +FILIPPO + +Ecco. (_eseguisce_). + +ELENA (_gli porge la mano e con tono di molto sentimento dice:_) + +Grazie, mio buon amico. + +FILIPPO (_sorpreso_) + +Oh! (_bacia la mano_). + +ELENA (_c. s._) + +Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh? + +ANDREA + +È così bene accompagnato! + +ELENA (_piano a Filippo_) + +Fa una grande ostentazione di semplicità. + +FILIPPO + +Vi dispiace? + +ELENA (_c. s._) + +Siete meglio voi, cento mila volte. + +FILIPPO (_sempre più stupito_) + +Oh! + +ELENA (_c. s._) + +Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola. + +FILIPPO (_c. s._) + +Che viltà! + +ELENA (_c. s._) + +Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là. + + _(Filippo torna dall'altra)._ + +ANDREA (_seguitando un discorso con Gemma_) + +Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma dopo di essere stati sei +giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia. + + (_Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in + mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno + del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra + fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda + e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto. + Tutti e due sorridono--Andrea ha notato il giuoco + e ne è un po' sconcertato_). + +GEMMA + +Chi sa quei sei giorni che apprensione! + +ANDREA + +Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata e fummo liberi +prima d'avvertire che..... _(a Filippo che fa cenni ad Elena)_ Dica. + +FILIPPO + +Io? + +ELENA + +Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava a cenni il mio +amico Filippo, per sapere se devo mandare al suo recapito una certa +lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo. + +ANDREA + +Io? + +ELENA + +Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo verdetto avrà tutta la +cecità che si richiede ad un verdetto della sorte. Vuole rispondere? + +ANDREA + +Ma si può conoscere almeno a chi è diretta la lettera? + +ELENA + +Ah no! (_guarda Filippo ridendo_) Il nome del destinatario le direbbe +ogni cosa. + +ANDREA (_fra sè_) + +È lui! Che parte mi fa fare? (_forte_) È una lettera importante? + +ELENA (_ridendo_) + +Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per tale. + +ANDREA + +Ebbene. (_fra sè_) Vediamo. (_forte_) Io non la manderei. + +ELENA + +Davvero? + +ANDREA (_ridendo_) + +L'oracolo ha parlato. + +ELENA + +E sia. (_mette la lettera nel cassetto del tavolino_). + +ANDREA + +Però trovo strana questa irresolutezza in una Signora. Le donne pel +solito deliberano prontamente. + +ELENA + +Ha in così buon concetto le donne? + +ANDREA + +Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti prima di deliberare, +ma più fermi e perseveranti dopo. + +ELENA + +Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa... + +ANDREA + +La faccio. + +ELENA + +Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che potrebbe smoverla dal +farlo? + +ANDREA + +Oh... certo. + +ELENA + +Proprio nulla? + +ANDREA + +Oh Dio, potrei ammalare..... + +ELENA + +No... No. + +ANDREA + +Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro impedimento mi potrebbe +trattenere... + +ELENA + +Non vede? Mi rallegro con lei. + +ANDREA (_fra sè_) + +Che strana donna! + +ELENA + +A proposito del suo viaggio, guardi che quasi me ne scordavo. Mio zio +le doveva portare stassera una commendatizia. + +ANDREA + +Ecco, senza di quella, per esempio, temo che il mio viaggio sarebbe in +grande pericolo. + +ELENA + +Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera perchè è un poco +indisposto. Mi manderà la lettera domattina. Se vuole passare a +prenderla in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela posso mandare. + +ANDREA + +Oh! verrò io. + +ELENA + +Così avrò il piacere di rivederla. + +ANDREA + +A che ora? + +ELENA + +Verso le undici, le va? + +ANDREA + +Benissimo. Anche più tardi, se crede. + +ELENA + +No, io mi alzo per tempo. È inteso? + +ANDREA (_levandosi_) + +La ringrazio. + +ELENA + +Non ho detto per congedarla. Non è tardi.--Siamo in pochi.--La +Contessa è la mia migliore amica, Filippo è di casa; segga là, e si +lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità. Ci parli delle +sue speranze, dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli +terribili ed immaginosi. Vuole? + +ANDREA + +Ma..... + +GEMMA + +Sì, sì. + +ELENA + +Filippo, diteglielo anche voi. + +FILIPPO + +Che potrebbe mai la mia povera parola? + +ANDREA + +Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un tale conto di lei! + +ELENA + +Una serata passata in questo modo fa fare dei gran passi all'amicizia. +Sarà un pegno che ci lascia di non scordarci al ritorno. E noi lo +rammenteremo molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella gran notte +polare, potrà pensare: in questo momento nel mio paese in un salotto +intimo dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente che dice: +Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che commenta i miei discorsi e fa voti +perchè si avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso di lei. +(_a Filippo molto carezzevole_) Non è vero, Filippo? + +FILIPPO (_fra sè_) + +Come mi carezza! + +ANDREA (_seccato dalle tenerezze tra Elena e Filippo_) + +La proposta è seducente ed il quadro bellissimo, ma il tempo stringe e +ho molto da fare. Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie +difese, nel caso che la fretta mi facesse passare per scortese. Sono +sicuro di affidarmi ad un buon avvocato. + +ELENA (_fra sè_) + +Ci morde. + +ANDREA + +Marchesa! + +ELENA + +A domani alle undici. + +ANDREA + +Grazie. Contessa... + +GEMMA + +Buon viaggio. + +ANDREA (_a Filippo_) + +Mi raccomando a lei. (_via_). + + +SCENA X. + +Detti meno ANDREA. + + +GEMMA + +Filippo, andatemi a prendere il mantello. + +FILIPPO + +Subito! (_via_). + +GEMMA (_ad Elena_) + +Persisti nella scommessa? + +ELENA + +Certo. + +GEMMA + +Uhm! Perderai. + +ELENA + +Credi? + +GEMMA + +Se n'è andato. + +ELENA + +Appunto. È quello che volevo. + +FILIPPO + +Eccomi qua. (_aiuta Gemma a vestire il mantello_). Vi accompagno. + +GEMMA + +Miracolo! + +FILIPPO + +La Marchesa è stata troppo buona con me in presenza dei terzi. Se +rimango solo, se ne vendica, mi batte. + +GEMMA (_ad Elena_) + +Buona fortuna. + +ELENA + +Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto alle undici e un quarto +preciso. + +FILIPPO + +Ci siamo. Orologio alla mano. + +GEMMA (_nell'uscio a Filippo_) + +Venite? + +ELENA + +Pranzerete poi con me. + +FILIPPO + +Le briciole, cara Marchesa. (_via con Gemma_). + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELL'ATTO PRIMO. + + + + +ATTO SECONDO + + In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In fondo + una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si + capisce sporgere nel giardino. In quello nel mezzo una tavola + rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto + ha un ingresso a sè a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le + persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. Il + salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra, + a destra non c'è porta nè finestra, la luce viene dal + gabinetto. Vicino al sofà un tavolino a due piani foderato in + peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul + piano superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della + scena, cioè a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo + scrittoio un piccolo cavalletto regge una fotografia. Sul + camino un'altra fotografia. Fiori dappertutto. + + +SCENA I. + +ANSELMO introducendo _Andrea_. + +La signora Marchesa ha lasciato detto che se veniva il signore lo si +pregasse di aspettare, che alle undici sarebbe tornata. Non può +tardare più di due tre minuti. + +ANDREA + +Va benissimo. (_Anselmo parte_). + +È mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo +ieri? No--Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio +primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina fresca di +rosa! Sicuro che è facile la vita qui dentro (_siede_). Per stare in +ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno il +pudore di nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col +Barone; perchè è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga +il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per +fornire poi argomento ai loro discorsi quando sono a corto di +galanterie. Fossi grullo! (_s'alza_). Questi seggioloni sono il vero +emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta. +Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le +buone sedie dure che fanno lavorare. Non vedo l'ora di esser partito. +Tutti questi giorni che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È +una settimana che non ho aperto un libro (_prende la fotografia che è +sullo scrittoio_). Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio +lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad ogni momento. Miracolo che +non l'avesse di là nel salone. Là ci terrà gli _Album_ con tutti gli +altri: questo è il santuario degli eletti. Non è antipatico! Ha +un'aria volgare, e mi fa maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo +bene a suo posto, che non se lo trovi mancare. Così--(_vede l'altra +fotografia sul camino_). Un altro! Dello stesso alla stessa. È +un'esposizione! Scommettere che ci trovo il terzo là su quel tavolino? +(_va al tavolino_) No, un atlante. Il viaggio della _Vega_. Oh, oh! E +i fogli sono tagliati, e il libro ha l'aria d'esser stato letto... Ci +sono dei segni in margine e delle note... Vediamo; ah! dove descrive +l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: _Ecco degli +uomini!_ Lo credo bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon! +(_sente la voce d'Elena nella sala vicina_) Eccola! + + +SCENA II. + +ELENA e detto. + + +ELENA (_con cappello e mantello_) + +Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare +ogni mattina una passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, +eh? (_suona il campanello_). + +ANDREA + +Quello che si vede le sta così bene... + +ELENA + +Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano a +fare. + +ANDREA + +No... proprio nulla, non ho che da aspettare l'ora della partenza. + +ELENA + +Che è domani? + +ANDREA + +Sì, domattina. + +ELENA (_Si è già levato il cappello, levandosi il mantello questo +s'impiglia in un uncinetto dell'abito_) + +Scusi, guardi un po' lei. + +ANDREA + +Ecco fatto. + +ELENA + +Era così fosca l'aria stamattina. + + _(Anselmo entra)._ + +Dite a Giulia che venga a prendere il mio cappello e il mio mantello. + +ANSELMO + +Sissignora. + +ELENA + +Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera. + +ANSELMO + +Non credo. + +ELENA + +Non è possibile! Siete certo che non è venuto nessuno da parte dello +zio? + +ANSELMO + +Almeno io non ho visto nessuno. + +ELENA + +Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se veramente non hanno +portato nulla, avvertite Ambrogio che sia pronto a salir subito al +Macao. (_verso Andrea_) Scrivo un biglietto allo zio per sollecitarlo. + +ANDREA + +Mi rincresce... + +ELENA + +Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. La lettera non +può tardare. + +ANDREA + +Vorrei che tardasse un'ora almeno. + +ELENA + +Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite. Mi ha già fatto +senso ieri sera. La galanteria è la qualità degli uomini che non ne +posseggono altre. Ora hanno perduto anche quella. Gli uomini come lei +non hanno bisogno di esser galanti. + +ANDREA + +Vuol dire che non so pigliarmela con garbo. + +ELENA + +No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli uomini di studio e di +valore le poche volte che sono condannati a discorrere con una +signora, usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante. Mi +pare di vederci trapelare la profonda convinzione della nostra +frivolità. + +ANDREA + +No. + +ELENA + +Altro. (_Giulia entra e raccoglie il cappello ed il mantello poi +s'avvicina ad Elena_). + +Ebbene? + +GIULIA + +Dice Anselmo che veramente non è venuto nessuno, nè hanno mandato +nulla. + +ELENA + +Anselmo avrà avvertito Ambrogio? + +GIULIA + +È già pronto. + +ELENA + +Che aspetti. (_via Giulia_) Non so capire... scrivo subito allo zio. +(_allo scrittoio_). + +ANDREA + +Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal Marchese. + +ELENA + +È così lontano! + +ANDREA + +Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo fermo a bordo. + +ELENA (_piccata_) + +Padrone! + +ANDREA + +Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere. + +ELENA + +Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa, altrimenti no. Buon +viaggio. + +ANDREA + +È meglio che scriva lei il biglietto. + +ELENA + +Meno male. (_prendendo la scatola della carta da lettere, fa cadere in +terra il piccolo cavalletto col ritratto di Filippo_). + +ANDREA (_che è seduto dall'altra parte della scena, si alza e +raccoglie la fotografia_) + +Oh! povero Barone. + +ELENA + +Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel ritratto? + +ANDREA + +L'avevo già visto prima che lei arrivasse. + +ELENA + +Ah! + +ANDREA + +Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa. + +ELENA + +Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel posto... è perchè... + +ANDREA + +Tutti lo vedano. + +ELENA + +Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde questo salotto non è +mai aperto alla folla. Qui non ci vengono che gli amici. + +ANDREA + +E ci stanno. + +ELENA + +Non pare, dacchè lei parte. + +ANDREA + +Sa, non si regge più! + +ELENA + +Chi? + +ANDREA + +Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha una gamba rotta... + +ELENA + +Bene, lo metta dove vuole. + +ANDREA + +Là sul camino?... daccanto all'altro?... + +ELENA + +Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia di suonare il +campanello. (_Andrea preme il bottone elettrico vicino al +camino.--Elena chiude la lettera_). + +Così! Confessi la verità... lei mi trova molto... come devo dire?... + +ANDREA + +Gentile. + +ELENA + +No. Quantunque la parola esprima forse in modo cortese la stessa +censura che intendo io. (_entra Anselmo_) Questo biglietto allo zio, +subito. + +ANSELMO + +Sissignora. (_via_). + +ELENA + +Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. Non trova? L'ho veduto +ieri sera per la prima volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con +lei e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta dimestichezza. +Che vuole? Sono per indole piuttosto gaia, e lei malgrado il suo +sapere e la sua fermezza mi pare non sdegni un po' di buon umore +giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione non del tutto +sgradevole; chissà che al suo ritorno non si finisca per diventar +amici davvero. + +ANDREA + +Adesso non siamo?... + +ELENA + +Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che so io di lei? Che è un uomo +di merito che va al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono nipote +di mio zio. + +ANDREA + +So di più... + +ELENA + +S'intende, che non faccio paura, che ho una buona sarta e che ricevo +molta gente. + +ANDREA + +Di più. Che quelli che hanno la fortuna di esser suoi amici... +davvero, lei li tratta molto bene. + +ELENA + +Chi glie lo dice? + +ANDREA + +Almeno in effigie. + +ELENA + +Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul mio tavolino--se +sapesse!... + +ANDREA + +Che? + +ELENA + +No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di fare questi discorsi ora. +(_passa dall'altra parte della scena e va a sedere sul canapè vicino +al tavolino di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude +come per nasconderli e li mette sul piano inferiore_). + +ANDREA (_che non si è mosso_) + +Perchè chiude e nasconde quei libri? + +ELENA + +Oh! libri indifferenti. + +ANDREA + +Per me, no. Il viaggio della _Vega_. + +ELENA + +Ha veduto anche questo? + +ANDREA + +Le rincresce? + +ELENA + +Sì. + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Perchè mi spiace passare per una donna sapiente. + +ANDREA + +Non le fa torto. + +ELENA + +E perchè mi spiace che lei possa credere che li avevo messi in vista +apposta per lei. + +ANDREA + +Non mi sono lusingato di tanto. + +ELENA + +D'altronde non l'ho letto. + +ANDREA + +Le note non sono sue? + +ELENA + +L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto, mi è piaciuto; l'ho +annotato, ed alla prima occasione partirò anch'io per un viaggio +d'esplorazione. È contento? + +ANDREA + +Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se si propone di +scandagliare il fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno +scandaglio lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè sono entrato +in casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. Sono stanco di +sorvegliarmi. Non so durare alla giostra delle piccole frasi, e dei +continui sottintesi. Mi lasci essere quello che sono veramente, un +uomo molto semplice e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito +che mi dava appuntamento in casa della Marchesa di Roveglia, +lasciandomi capire che ci avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di +vederla. Quando mi fecero passare nel suo salone, lo devo dire? ne fui +contrariato. La sua riputazione di suprema eleganza mi dava +soggezione, mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un tale +studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del sussiego, e trovai invece +una giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. Rincresce +passar per novizio. La sua sicurezza trionfante mi conturba, la sua +semplicità così elegante mi umilia. Ho paura di apparire impacciato +contenendomi, e arrogante lasciandomi andare. Il meglio è confessare +la mia pochezza. Un uomo che sta a suo posto, non è mai ridicolo. + +ELENA + +Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti! + +ANDREA + +Quando? + +ELENA + +In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti ed utili come lei devono +averci in così misero concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse +mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto di me. Ho molto +orgoglio; mi rincresce essere messa a fascio colle altre. Non le avrei +detto queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio. Ora siamo +sulla buona strada tutti e due. Ebbene è vero. Quel libro era lì +aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui sola. + +ANDREA + +Ah! + +ELENA + +L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi quanto il racconto +di queste superbe battaglie dell'uomo contro gli elementi. Quei +lottatori sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri hanno tutti +del rodomonte. Quanto l'invidio. Com'è bello avere una ragione così +alta di vivere e di agire. + +ANDREA + +Possono essere tante le ragioni. + +ELENA + +Per ciò è una gran miseria non averne nessuna. + +ANDREA + +Nessuna? + +ELENA + +Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo viaggio? + +ANDREA + +Un anno forse... + + +SCENA III. + +ANSELMO, FILIPPO e detti. + + +ANSELMO + +Il Barone Landucci! (_movimento d'Andrea--Filippo entra--Elena, senza +interrompere il discorso, gli porge la mano_). + +ELENA + +Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi giorni di viaggio, e +poi il gran silenzio. Si ricorderà ancora che sono al mondo al suo +ritorno? + +ANDREA + +Certamente! + +ELENA (_a Filippo_) + +Come va a quest'ora? + +FILIPPO (_stupito_) + +Ma... + +ELENA + +Per voi non fa giorno al solito che verso le due. + +FILIPPO + +Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando davanti la vostra +porta, ho pensato di venire a darvi il buon giorno. + +ELENA + +Grazie, mio buon amico, (_gli dà la mano a baciare_). + +ANDREA (_levandosi in piedi_) + +A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar la lettera dal +portinaio... + +ELENA + +Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un momentino. (_a Filippo_) +Che affari potete mai aver voi, mio povero amico? + +FILIPPO + +Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari posso mai aver io? + +ELENA + +Come la pigliate! (_ad Andrea_) Landucci si lagna sempre di esser +maltrattato dalle signore. + +ANDREA + +Quando si dice l'errore! + +FILIPPO + +Mal trattato... + +ELENA + +Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le sue perfidie. + +FILIPPO + +Le mie perfidie! + +ELENA + +Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono. Non sarebbe certo per +me che avreste fatto sacrifizio di tre o quattro ore di sonno! + +FILIPPO + +Vengo però a dedicarvene la maggior parte. + +ANDREA (_fra sè_) + +Che ci faccio io qui? (_salutando_) Marchesa, voglio lasciar l'agio di +scolparsi al Barone. + +ELENA + +Sono proprio mortificata di questo ritardo dello zio. Io non esco di +casa; ripassi al tocco; la lettera ci sarà di certo, dovessi andare a +ritirarla io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio che salga +a pigliarla. È inteso? + +ANDREA + +Sissignora... Barone... + +FILIPPO + +Dottore... (_via Andrea_). + + +SCENA IV. + +ELENA e FILIPPO poi ANSELMO. + + +FILIPPO + +Dunque? + +ELENA + +Aspettate che sia fuori del tutto. + +FILIPPO + +Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso l'uscio d'entrata. + +ELENA (_canticchiando e battendo allegramente colle due mani sul +tavolino_) + +Là là là là. + +FILIPPO + +Non parte più? + +ELENA + +Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora d'esser partito. Ma non +partirà. + +FILIPPO + +Credete? + +ELENA + +Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria! come ci vuol poco! E sono +gli uomini di valore, e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri +della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza! Eccolo turbato +come un'educanda che riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa +pena! + +FILIPPO + +Che cuore! + +ELENA + +Gli uomini, eh? + +FILIPPO + +I grandi uomini. + +ELENA + +Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi secondate come se fosse +cosa da nulla. V'assicuro che se sapessi di una macchinazione simile +contro una donna, anche non essendole amica, a quest'ora l'avrei già +messa sull'avviso. Ma voi altri! Che uno dei vostri cada in trappola, +che ve ne importa? Ve lo spingete, se occorre. + +FILIPPO + +Siete impagabile! + +ELENA + +Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero, mi ha sermoneggiata, +mentre era così facile correre dietro a quel disgraziato e metterlo al +corrente della scommessa. La cosa era tanto ovvia che ho temuto la +facesse. Ma è bastato opporgli lo spauracchio della lealtà offesa per +disarmarlo. Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione +che mi rivolta. Se il tranello contro il Dottore fosse stato ordito da +un uomo, D'Almèna glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una donna! +La dignità maschile sdegna di lottare contro una donna. Poverette, +siamo tanto deboli!--Si vede.--Ma ostentate di tenerci per tali, e +sarebbe peccato non approfittarne. + +FILIPPO + +Siete impagabile! + +ELENA + +E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane ero quasi pentita +del gioco, e se appena avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei +smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo momento? Volete +vederlo il talismano che ha atterrato quel paladino della scienza? +Guardate là sul camino. + +FILIPPO + +Il mio ritratto. Due miei ritratti. + +ELENA + +Già. + +FILIPPO + +Dove diavolo li avete presi? + +ELENA + +Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o sette anni. + +FILIPPO + +Ero un bel giovane. + +ELENA + +Eh! altro! + +FILIPPO + +Trovo che mi somigliano ancora. + +ELENA + +Il Dottore li ha riconosciuti. + +FILIPPO + +E gli avete lasciato credere?... + +ELENA + +Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri occhi. + +FILIPPO + +E l'ha creduto? + +ELENA + +Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per rimanere. Non saranno +già le mie arti a trattenerlo, nè un capriccio da gran signore, nè la +follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che potrebbe far scusabile +la sua debolezza. Sarà il dispetto del vostro trionfo a cui crede, e +la lusinga di attraversare la vostra felicità; un misto di invidiuzza +meschina e di vanità petulante. Davvero che ciò merita dei riguardi! +Se i vostri grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela con noi +se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo la grandezza vera. + +FILIPPO + +Così va detto. Il vostro è un atto....... + +ELENA + +Di giustizia. + +FILIPPO + +Femminile. Come le moine che mi avete fatto ieri sera; ma vi avverto +che non sono di ghiaccio. Non vorrei che per trattenere quell'altro +dal Polo mandaste me ai Tropici. + +ANSELMO (_entra e consegna una lettera_) + +È tornato Ambrogio. + +ELENA + +Ah! dello zio. + +FILIPPO + +Siete in corrispondenza così mattiniera? + +ELENA + +Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia. + +FILIPPO + +Se ve l'ha data ieri sera! + +ELENA + +Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza dar sospetti. + +FILIPPO + +E che vi ha risposto lo zio? + +ELENA + +Leggete... + +FILIPPO + +Un enigma. C'è una sola parola: ALTRETTANTO. + +ELENA + +Gli avevo scritto: BUON GIORNO. + +FILIPPO + +E il Dottore ha creduto?... + +ELENA + +Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua colpa! Era là ritto contro +la scrivania. Avevo fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha +raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino +sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi +dicevo: se legge, se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci si +fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano, mettendoglielo +sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano +agli occhi due parole: BUON GIORNO. Era una corda di salvamento che +gli gettavo. + +FILIPPO + +Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto avete meditato +il piano di battaglia! + +ELENA + +Che! Ho dormito d'un fiato--credete ch'io sappia quello che dirò a +quel disgraziato quando tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una +parola. So che finirà per restare--ecco tutto.--L'arte della seduzione +consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato +d'animo che desta interesse. Un sentimento non è vero, perchè dura, ma +perchè lo si prova.--Hanno torto quelli che declamano contro le grandi +ammaliatrici. Nel momento della seduzione esse prodigano il fiore +dell'anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno. +Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli +lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del mio cuore +ignote a me stessa. + +FILIPPO + +Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da +uomo saggio vi levasse l'incomodo? + +ELENA + +Cioè... + +FILIPPO + +Se partisse davvero? + +ELENA + +Se partisse?... ne sarei contenta. + +FILIPPO + +C'è un mezzo semplicissimo. + +ELENA + +No, senza questa prova non posso farmi un'idea del suo valore. + +FILIPPO + +Vuol dire che desiderate di trovargliene del valore. + +ELENA + +Desidero persuadermi che si può trovare chi ne abbia. + +FILIPPO + +Ahi! Brutto segno. Quando una donna come voi cerca un uomo di merito, +è vicina a scegliere chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La +vostra divinità invulnerabile vi pesa. + +ELENA + +Forse. (_scampanellata di fuori_). + +FILIPPO + +Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva quella solitudine ingrata. +Datemi retta, mandate la lettera al Dottore e buon viaggio. Non +mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi illudere intorno +alla sua virtù di resistenza è quello di non tentarla. Quando sarà +lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà +dalla prosa che vi circonda. È un buon consiglio... e disinteressato, +perchè di quella prosa faccio parte anch'io. + +ELENA + +Siete patetico e solenne. + + +SCENA V. + +ANSELMO, D'ALMÈNA e detti. + + +ANSELMO (_dalla comune_) + +Il cavaliere D'Almèna. + +ELENA + +Oh! buon giorno. + +D'ALMÈNA + +Vengo a riscattare il mio onore. + +ELENA + +L'avete perduto in casa mia? + +D'ALMÈNA + +Ieri sera devo esservi sembrato supremamente ridicolo. Ho fatto +l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare +la mia spagnuolata. + +ELENA + +È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina vi ho veduto a +cavallo. + +D'ALMÈNA + +Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione. + +ELENA + +Non avete più quel bel sauro? + +D'ALMÈNA + +L'ho venduto; dicevo che... + +ELENA + +Non parliamone altro. + +D'ALMÈNA + +Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio torto, devo anche +proclamare che avevate ragione. + +ELENA (_tra sè_) + +Dove mira costui? + +D'ALMÈNA + +Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni sul conto di quel +dottor Sarni. + +ELENA + +Ah! + +D'ALMÈNA + +È proprio vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo. + +FILIPPO + +Un intrigante, eh? L'avrei giurato. + +D'ALMÈNA + +No, un intrigante non si può dire, ma via, se lo tratterrete a Roma, +l'umanità non ci perderà molto. + +ELENA + +Che vi hanno detto sul conto del Dottore? + +D'ALMÈNA + +Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. Già un'altra volta ha +menato gran scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno. + +ELENA + +Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i +rischi è giusto che goda i benefizi. + +D'ALMÈNA + +Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora di non potersi +imbarcare. Ma ha tanto strombazzato il suo proposito, che ora va fino +a Stoccolma, per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose. + +ELENA + +Chi vi ha dato queste informazioni? + +D'ALMÈNA + +Oh, Dio!... mezza Roma. + +ELENA + +Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete a volermi salvare? + +FILIPPO + +Devo andarmene? + +ELENA + +No--D'Almèna è uomo da farmi la predica in vostra presenza. + +D'ALMÈNA + +Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce che non capisca. + +FILIPPO + +Io non ho intelligenza. + +ELENA + +Filippo capisce che non amo sentirmi protetta. + +D'ALMÈNA + +Sempre l'orgoglio! + +ELENA + +Non è orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda. + +D'ALMÈNA + +Perciò fate frivole le cose serie? + +ELENA + +Chi ci crede? + +D'ALMÈNA + +Che sarà di voi se rimane? + +ELENA + +Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo. + +D'ALMÈNA + +Badate a scherzare col fuoco! + +ELENA + +Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo che invece di farmi la +predica dovreste mettere sull'avviso il vostro protetto. Io in voi +l'avrei fatto... + +D'ALMÈNA + +È troppo tardi. Vi farei troppo torto, + +ELENA + +Ah! seguitate a proteggermi? (_scampanellata di fuori_). + +Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la +respingo. Parlategli o accettate la complicità. + + +SCENA VI. + +ANSELMO, ANDREA e detti. + + +ANSELMO + +Il sig. Sarni. + +ELENA + +Dottore, sono felicissima che lei giunga in tempo perchè le possa +presentare il Cav. D'Almèna, un mio zelante amico e suo, il quale +sospira un'occasione di mostrarle l'interesse che prende al suo +viaggio e il desiderio che ha di esserle utile. + +D'ALMÈNA + +Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi. Per mostrarle, non oso +dire, la mia amicizia, ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi che +di far voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, e non si +lasci smuovere da nessuna delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma +questo è un desiderio troppo naturale in chi, non avendo valore, +rispetta almeno quelli che ne hanno, perchè me ne possa fare un +merito. Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo +ritorno. + +ANDREA + +La ringrazio. + +D'ALMÈNA + +Marchesa! (_via_). (_Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche +armeggio_). + + +SCENA VII. + +FILIPPO, ELENA, ANDREA. + + +FILIPPO (_piano ad Elena_) + +È pomposo come un capo tamburo. + +ELENA + +Vale cento volte meglio di voi. Se credete di lusingarmi deridendolo, +vi sbagliate. È una viltà. + +FILIPPO (_guarda Andrea, poi Elena_) + +Ho capito. Sono di troppo, eh? + +ELENA + +Pigliatela come vi piace. + +FILIPPO + +Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. Sarni, io non so fare dei +discorsi, ma le regalo il motto della mia divisa: Tutto per il meglio. +Arrivederci. (_via_) + + +SCENA VIII. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA (_fra sè_) + +Che diavolo hanno? + +ELENA (_va allo scrittoio, prende la lettera del primo atto e la +consegna ad Andrea_) + +Questa è la lettera dello zio. Mi lasci. + +ANDREA + +Così subito? + +ELENA + +Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si rammenti di noi e buona +fortuna. Vada. (_Andrea s'inchina interdetto e s'avvia per +uscire.--Elena si getta sul canapè_). + +ANDREA (_tornando_) + +Che cos'ha?... Cos'è seguìto? + +ELENA + +Sono una donna cattiva. + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Non lo può capire, non mi conosce lei. Non s'occupi di me. Vada, la +sua vita è bella e larga, non l'impicciolisca con queste miserie. +Sono cose da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi lasci! + +ANDREA + +Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il caso me l'ha fatta +conoscere, questa è la terza volta che la vedo. Le circostanze m'hanno +condotto oggi in casa sua con una frequenza che m'incoraggia. Che può +temere da me? Se non ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia, +non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè piange? Mi conceda di portar +via come una reliquia la confidenza di un suo dolore, ed un momento +della sua vita. + +ELENA + +Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non saprei. Non ho più +ragione di piangere in questo momento che un'ora fa, nè oggi che ieri. +È il complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata degli +altri. + +ANDREA + +Quanto invidio i suoi amici! + +ELENA + +Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che non ne merito--o che li +sdegno. Noi profaniamo tanto la parola Amicizia! Tutti sanno amare +forse, ma pochi pochi essere amici o avere un amico. Io ho un +carattere scontroso, sarebbe così facile rinunziare a un po' +d'orgoglio per trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la +pena di osservare e di riflettere, e quelli ne sono incapaci. Il +perder tempo occupa tutta la loro giornata. Se sapesse che vita vuota! +Lei non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano, e il torto è +mio. Come fanno? Non lo so e non lo voglio sapere. È la solita canzone +della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi e nelle commedie, +e che è venuta a fastidio, tanto l'hanno ricantata. È una canzone +triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il maggiordomo della mia +casa e risparmiare il salario di quello che mi serve. Non posso +procacciarmi io col mio lavoro nemmeno quelle cose futili che, +comprandole da altri, dànno da vivere a tanta gente. Non ho ingegno +che basti a farmi scrittrice od artista e abborrisco dalle +singolarità.--La politica non m'interessa. Mi guardo attorno e non +vedo nulla, nulla che mi faccia desiderare più un giorno che l'altro. +La società è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto la vita scende, +scende inutile, uggiosa, senza una gioia vera, senza un dolore +fortificante, smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il +tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza non cura di noi, noi +siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci +tollerare la vita o si chiudono nello studio o vanno lontano per i +mari o le terre deserte, in Africa o al Polo. + +ANDREA + +Come parla bene! Come sono contento di averla conosciuta! + +ELENA + +Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... Dov'è andato or ora? + +ANDREA + +A comperare un libro. + +ELENA + +Chissà che astruserie! + +ANDREA + +I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre seguìto dappertutto. + +ELENA + +E l'ha comprato or ora? + +ANDREA + +Non me ne parli.--Ne avevo un esemplare vecchio a forza di rileggerlo, +cui volevo un bene dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà +meno. + +ELENA + +L'ha con sè? + +ANDREA + +Eccolo. (_trae di tasca un'edizione diamante_). + +ELENA + +Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare un cambio? Eccole il +mio.--In memoria della mia fanciullaggine. + +ANDREA + +Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora? + +ELENA + +A che servirebbe dacchè deve partire? + +ANDREA + +Non sarei partito forse. + +ELENA + +Male... + +ANDREA + +Nei giorni passati la gioia che provavo del viaggio imminente, era +turbata da un senso di amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva +che non mi dolesse di partire. È triste lasciare il nostro paese senza +portare seco nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio del +ritorno. Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben poco, se la +vita austera che m'aspetta non mi spaventa e se l'affrontarla non mi +costa sacrifizio. Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza +d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno in patria dev'essere ben +dolce, se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe +quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi avuto un vincolo +qualunque che mi legasse alla vita normale che vivono tutti, chissà se +mi sarebbe bastato il cuore di romperlo. Sono forte per forza. + +ELENA + +Ne ringrazi la sorte. + +ANDREA + +Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi condurranno ad accertare +una verità intraveduta ed a scoprire una legge fisica, il mio nome +andrà per le accademie scientifiche, e sarà commemorato nei consessi +di gente vecchia e sazia della vita. Avrò la coscienza di aver giovato +alla causa del sapere umano, ma mi basterà poi questo premio ideale? +Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane ancora +avrei dato tutto il mio poco avere per appianare gli ostacoli che +potrebbero trattenermi; come va che ora provo una stanchezza +sfiduciata che mi fa parere troppo vicino il momento della partenza? +Sono dunque così instabili questi ardori, o non ho nell'animo la fede +pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio attraverso il continente +africano, un viaggio di tre anni. In capo al primo volume c'è il +ritratto dello Stanley innanzi la partenza, in capo al secondo quello +dopo il ritorno. È partito giovane, forte, bello, i capelli neri, la +fronte piana, su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una +giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi capelli bianchi, +capace di condurre un esercito e degno d'imperare su d'un popolo, ma +inetto a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà in questi +pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi mi pare così dolce ed umano esser +debole. + +ELENA + +Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io. + +ANDREA + +E se fosse la mia vera coscienza che parla? Se l'orgoglio che m'ha +accecato cadesse ora vinto dal suo modo di essere così semplice e +sincero? Ho sognato di far camminare il mondo! Povero illuso! La +canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare un ritmo ai loro +pensieri d'amore contribuisce alla felicità umana più che la scoperta +d'una legge astratta della natura. Vivere, ecco la ragione della vita. + +ELENA + +No, no, no, non parli così, glielo proibisco, la mia parte sarebbe +troppo odiosa. Vada, mi lasci subito. Domani avrà scordato questo +momento di debolezza. L'avrebbe provato da solo prima di partire. +Addio. + +ANDREA + +Che farò di qui fino a domani? + +ELENA (_stacca un fiore_) + +Mi dia quel libro. (_mette il fiore fra le pagine_) Guardi dove lo +metto: LE RIMEMBRANZE. Si ricorderà di me? Non deve poi esser tanto +difficile nella solitudine. + + (_Andrea le bacia la mano_). + +Chissà che vento gelido porterà via questo povero fiore! Almeno lo +porterà in luoghi dove non ne crescono altri. Come stupiranno quelle +nevi d'una fogliolina di rosa! + +ANDREA + +Gliela ridarò al mio ritorno. + +ELENA + +Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata! + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non parlo di morire, sa, non +sono sentimentale, e non avrei coraggio. + +ANDREA + +Che vuol dire? + +ELENA + +Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza di vivere con gente che +non stimo--un bel giorno--per intonarmi cogli altri.... + +ANDREA + +Oh!--Prenda. (_le dà la lettera_). + +ELENA + +Che cos'è? + +ANDREA + +La lettera di suo zio. Rimango. + +ELENA + +No, no. Andiamo!--Che follia! Tenga quella lettera. Vede bene che sono +cattiva! La tenga, non la voglio, le dico. + +ANDREA (_la riprende--imperioso_) + +Perchè ha detto quelle orribili parole? + +ELENA + +Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è superbia bella e buona; +disprezzo gli altri perchè mi credo di più di loro. Con che diritto mi +metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire il giorno che la +voluttà di profanare... + +ANDREA + +E non crede che se avesse un amico? + +ELENA (_incredula ridendo_) + +Ah! + +ANDREA + +Non come gli altri. Un amico, nulla più che un amico non cupido, non +intraprendente. Un uomo che tremasse all'idea di vederla cadere da +quell'altezza dove s'è rifugiata, che volesse costringerla a rimanere +pura e nobile, per trovare in lei la forza d'esser nobile e generoso, +un uomo... + +ELENA + +Dov'è quest'uomo? + +ANDREA + +Eccolo. (_straccia la lettera_). + +ELENA + +Che ha fatto? + +ANDREA + +Ho dato una ragione divina alla mia vita. + +ELENA + +Torno da mio zio. + +ANDREA + +Le do la mia parola d'onore che non parto più. + +ELENA + +Non posso... non posso... come vuole che accetti? Oh! + +ANDREA + +Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi trattiene, è la mia +giovinezza, la mia ignoranza della vita, è l'ardore di conoscere, di +sentire, di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo mio. + +ELENA + +Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto! No... No...!! + +ANDREA + +Non insista, è inutile, non partirei per un impero!--A domani, +Marchesa--a domani! + +ELENA + +Ah! (_si copre il viso colle mani_). + + + _Cala la tela_. + + +FINE DELL'ATTO SECONDO. + + + + +ATTO TERZO + +La stessa decorazione. + + +SCENA I. + +ELENA, TEODORO, FILIPPO. + + +FILIPPO + +Programma.--Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato +notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare +alle corse due _stages_ a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto +richiesta qui al capo stazione di un vagone-salon; lo _champagne_ lo +porteremo con noi per essere sicuri della marca. Ho provvisto, +ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca mano altrettante +circolari, quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la grazia di +firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi proclamato +benemerito del genere umano. + +ELENA + +Siete un gran Filippo! + +FILIPPO + +A voi. + + (_Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare + le lettere_). + +TEODORO (_a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce_) + +Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che ora viene la contessa? + +FILIPPO + +Alle tre. + +TEODORO + +Fra un'ora. Con tutti gli altri? + +FILIPPO + +Tutta la banda. E due domestici che porteranno la statuetta della +Tuffolina. + +ELENA + +Parlate pur forte, non mi disturbate. + +TEODORO + +Oh! si parlava d'inezie. (_piano a Filippo_) Bisogna avvertirla. + +FILIPPO + +Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato alla contessa +Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare +senza dir parola. A cose fatte..... + +TEODORO + +Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? È donna da rimandarli +via tutti. + +FILIPPO + +D'altronde.....! + +ELENA + +Ma che state congiurando? + +TEODORO + +Nulla. (_c. s. a Filippo_) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli +altri a ricusare il pagamento della scommessa, se ne fa una coda che +non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. Andiamo..... +coraggio! + +FILIPPO + +È un'ambasciata difficile..... vedrete. + +ELENA + +Ecco fatto. + +TEODORO (_c. s. a Filippo_) + +Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita e poi secondatemi. +(_Elena si alza_). + +FILIPPO + +Vediamo. (_va allo scrittoio_) Benissimo. (_conta le lettere_) Una... +due... tre... + +ELENA + +Giusto, quanti siamo? + +FILIPPO + +Tredici. + +ELENA + +Oh! + +TEODORO + +Bisogna trovarne un altro subito. + +ELENA + +Certo. + +FILIPPO + +Vediamo un po': Elvira Francofonte. + +ELENA + +No, siamo già tre donne..... bastano. + +TEODORO + +Della Carraia. + +ELENA + +Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere. + +FILIPPO + +Pippo Termini. + +ELENA + +Quello non sa di nulla. + +FILIPPO + +Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per far quattordici..... +ma..... + +TEODORO + +Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato? + +FILIPPO + +Mettiamo quello, eh? + +ELENA + +Se volete. + +FILIPPO + +Se n'avrebbe per male e con ragione. + +TEODORO + +E poi è un uomo!... + +FILIPPO + +Oh! un uomo...! + +TEODORO + +Ma..... ci vorrà venire? + +FILIPPO + +Che ne dite, Marchesa? + +ELENA (_sorridendo_) + +Credo di sì. + +FILIPPO (_con malizia_) + +Lo credo anch'io. + +TEODORO + +Dicevo per via della spesa. + +ELENA + +Della spesa?! + +TEODORO + +Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno. + +ELENA + +Ebbene? + +TEODORO + +Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto +piano. + +FILIPPO + +Quinto, quinto; proprio sotto i tetti. + +ELENA + +Ci siete stato? + +FILIPPO + +Una volta con D'Almèna. + +ELENA + +D'Almèna?! + +TEODORO + +Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno. + +FILIPPO + +È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini. + +TEODORO + +Cento..... + +FILIPPO + +E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato in vita mia. + +TEODORO + +C'è della gente che ama la vista. + +FILIPPO + +Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, dove abita, credo +un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei panni fantastici. + +TEODORO + +Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società..... + +FILIPPO + +Però. (_ad Elena_) Posso dire? + +ELENA + +Chi ve l'impedisce? + +FILIPPO + +Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta in +guanti..... + +TEODORO + +Ah sì, inguantato lo è. + +FILIPPO + +E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto che a +levarseli ci dura mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff +per distendersi; non gli deve parer vero. + +TEODORO + +Per questo non li leva mai. + +FILIPPO + +Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti..... + +TEODORO + +Fa economia di cravatte. + +FILIPPO + +Io glie ne conosco una sola. + +TEODORO + +Sarà un ricordo di qualche parente morto. + +FILIPPO + +Diffatti è nera. E come se l'annoda! + +TEODORO + +Ma ha dei buoni sentimenti. + +FILIPPO + +Ah questo sì..... per Dio. + +ELENA + +Sì..... Non ha pratica di mondo. + +FILIPPO + +Ma l'acquisterà. + +TEODORO + +Ammogliandosi. + +ELENA + +Vale a dire..... + +TEODORO + +Nulla. Dico che acquisterà la pratica del mondo prendendo moglie. Gli +istinti signorili ce li ha. Sta pur certa che non sposerà una +borghesuccia senza dote. E io l'approvo. È un uomo che ama di salire. + +FILIPPO + +Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini..... + +TEODORO + +Tu dovresti aiutarlo. + +ELENA + +A far che? + +TEODORO + +A trovare la sposa. + +FILIPPO + +E senza cercar lontano..... + +TEODORO + +Anzi. Senza uscire di casa..... + +ELENA + +Che significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che +stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola. + +TEODORO + +È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere..... +(_scampanellata di fuori_) Oh Dio! delle visite. (_a Filippo_) Che +siano loro già? + +FILIPPO + +No, no, è troppo presto. + +TEODORO + +Non puoi far dire che non ricevi? + +ELENA + +A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. Quello era il +campanello del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla +veranda chi è. + +FILIPPO (_corre al fondo, s'affaccia alla finestra_) + +Il dottor Sarni. + +ELENA + +A quest'ora? + +TEODORO + +Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente bisogno di parlarti. + +ELENA + +Come si fa? + +TEODORO + +Gran cosa! Lo congedi. + +ELENA + +Sì, e voi altri che siete qui e rimanete? + +FILIPPO + +Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul serio, abbiamo urgente +bisogno di parlarvi. + +ELENA + +Che seccatura. + +FILIPPO + +Venite, Marchese? + +TEODORO + +Non ti concedo più di dieci minuti. + +ANSELMO + +Il dottor Sarni. (_Teodoro e Filippo scappano per la veranda mentre +entra Andrea_). + + +SCENA II. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA + +Buon giorno, Marchesa. (_le porge un mazzo di fiori di campagna_). + +ELENA + +Che vuol dire? (_senza prenderli_). + +ANDREA + +Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane in una lunga passeggiata +che ho fatto. Ne torno adesso. Per questo sono venuto ad un'ora +insolita. Stassera sarebbero stati appassiti. Non li prendete? (_Elena +li prende e li posa sul tavolino_). Che avete? Mi sembrate sopra +pensieri. + +ELENA + +No. + +ANDREA + +Che buona camminata che ho fatto. Ci sono andato per riflettere a +certi miei interessi, ma poi, l'aria, la campagna e mille pensieri +giovanili che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto. Ho passato +una mezza giornata deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo. + +ELENA + +Con quell'abito? + +ANDREA + +Perchè? non va? + +ELENA + +Anzi è magnifico. + +ANDREA + +Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che mi è capitato, avevo +altro per la mente. + +ELENA + +Si sa, gli uomini superiori..... + +ANDREA (_colpito_) + +La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto quest'oggi (_getta con +violenza i fiori sul tavolino_). + +ELENA + +Oh! mi dispiace. (_prende i fiori e va a metterli in un vaso sul +camino. Silenzio, Elena torna presso Andrea_). Ho detto perchè avete +l'aria di essere in visita diplomatica. + +ANDREA + +Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in mala parte delle +osservazioni giustissime. Vi ringrazio d'esservi spiegata; quelle +parole mi avevano fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete buona. E +poi non vi ho forse pregato io stesso di intraprendere la mia +educazione mondana? + +ELENA + +Badate che vi mando via ora. + +ANDREA + +Mi mandate via! + +ELENA + +Sì, ho da fare. + +ANDREA + +Un momento. + +ELENA + +Non posso..... devo uscire. + +ANDREA + +Non mi lasciate accompagnarvi? + +ELENA + +No..... no..... andate. + +ANDREA + +Se sapeste..... + +ELENA + +Non insistete..... addio. + +ANDREA + +Non arrivederci? + +ELENA + +Ma sì, come volete, a rivederci. + +ANDREA + +Che vi ho fatto? + + (_Elena si mostra impaziente_). + +ANDREA + +Vado. Dovete uscire? sola? + +ELENA + +Sì. + +ANDREA + +Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho veduti che scappavano di +là quando io entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. (_pausa--con +impeto_) Come mi trattate male! (_via precipitato_). + + +SCENA III. + +ELENA, TEODORO, poi FILIPPO. + + +TEODORO (_appena via Andrea sbuca dalla veranda e chiama:_) + +Filippo! + +ELENA + +Eravate là? + +TEODORO + +C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava. + +ELENA + +Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e la parentela non bastano +a giustificare un'indelicatezza. + +TEODORO + +Come la pigli! + +FILIPPO (_arrivando_) + +È andato? + +ELENA + +Sì, parlate..... che volete? + +TEODORO (_a Filippo_) + +A voi l'ambasciata. + +FILIPPO (_a Teodoro_) + +Mi caverà gli occhi. + +ELENA + +Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere scortese per niente, spero. +Che cos'è? + +FILIPPO + +A momenti arriva la contessa Gemma coi soliti. + +ELENA + +Qui? A far che? + +FILIPPO + +Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in trionfo la statua della +Tuffolina, un vero oggetto d'arte. + + (_Elena va al campanello per suonare_). + +TEODORO + +Che fai? + +ELENA + +Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in casa, e non voglio +che in mia assenza si riceva nulla. Ho già detto a Gemma che la +scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il pagamento. Ho +accondisceso per farvi piacere a congedare il dottor Sarni, ma non +posso permettere che gli si manchi di rispetto in casa mia. Filippo lo +sapeva, e mi fa meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile +ambasciata. + +FILIPPO (_a Teodoro_) + +Che vi dicevo io? + +TEODORO + +Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi perde come chi vince. + +ELENA + +Ti ripeto che la scommessa non regge. È una assurdità. Il dottore non +ha rinunziato al viaggio per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma, il +giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. È rimasto..... + +TEODORO + +Per sposarti, lo so. + +ELENA + +Come? + +TEODORO + +Sei tu disposta a sposarlo? + +ELENA + +Che pazzia! + +TEODORO + +Non si discorre d'altro per tutta Roma. + +ELENA + +Questo segue una volta al mese. Mi hanno già fidanzata con dieci +altri. + +FILIPPO + +Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i piedi non ne avreste +altro danno che la seccatura. Tutti sanno ch'io sono l'ozio +personificato, e il tempo che vi dedico ha così poco valore, che +nessuno sospetta mi diate nulla in ricambio. + +ELENA + +Sicchè son condannata a non circondarmi che di..... + +FILIPPO + +D'imbecilli volete dire..... dite. + +TEODORO + +Il mondo vuole che ognuno viva con gente del proprio stato. E ciò non +per alterigia, ma perchè sieno allontanati quant'è possibile i +sospetti di cupidigia intorno le combinazioni che possono nascere +dalla convivenza. Il dottore ha troppo da guadagnare sposandoti, +perchè non si veda in ogni suo atto una macchinazione per arrivarci. +Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la celebrità meritata e +la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le vostre condizioni. Ma +si è mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato. Tu non +puoi avere di lui una stima troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo +intimo e lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che ne sei +innamorata. Ora un matrimonio d'amore tollerabile, è qualche volta +lodevole in un uomo, è quanto c'è di meno elegante per una signora. + +ELENA + +Ma chi ha mai pensato...? + +TEODORO + +Tu no, ma il dottore certo. + +ELENA + +Non è vero. + +TEODORO + +Lo si vede in ogni luogo dove tu sei. + +ELENA + +Non ce lo porto io. + +TEODORO + +Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve. + +ELENA + +D'Almèna! + +TEODORO + +Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose D'Almèna quando gli +domandai perchè non si faceva più vedere in casa tua? + +ELENA + +Qualche impertinenza. + +TEODORO + +Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi ricevere quando sarà +diventata la signora Sarni. + +ELENA + +No! + +TEODORO + +Testuale! + +FILIPPO + +L'ha detto anche a me. + +ELENA + +D'Almèna può dire quello che gli piace. + +TEODORO + +Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. Ciò tronca le +dicerie, e risponde vittoriosamente a D'Almèna. + +FILIPPO + +Ad ogni modo decidete subito. Se persistete nel rifiuto corro ad +avvertirne la contessa. A non volerla ricevere quando fosse venuta, lo +scandalo sarebbe grave. Vado? + +ELENA (_a Teodoro_) + +Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti ha risposto a quel modo? + +TEODORO + +Parola d'onore. + +ELENA (_a Filippo_) + +Anche a voi? + +FILIPPO + +Anche a me, e in presenza d'altri. Vado? + +ELENA + +No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause che prende a difendere. + +FILIPPO + +Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette od otto. Non volete +servire un Lunch? + +ELENA + +Sì, come vi piace, combinate voi. + +FILIPPO + +Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini? + +ELENA + +Sì. + + (_Filippo va a suonare il campanello vicino al camino, + vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li + mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando + entra Anselmo gli parla sottovoce_). + +ELENA (_a Teodoro_) + +Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi impedire la scommessa, +rifiutarmi quella lettera, darmi allora quei consigli che mi dài +adesso. + +TEODORO + +Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto? Ti prende il rimorso? Va là +che non gli è parso vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non è +piacevole morir di freddo e di scorbuto. + +ELENA + +E se fosse stato uomo da partire? + +TEODORO + +Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere? + +ELENA + +No, anzi! + +TEODORO + +E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue rendite. + +ELENA + +Vorrei esserne sicura. (_Anselmo via_). + +FILIPPO + +Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso quei bei +fiori dei campi? + +ELENA + +Avete combinato? + +FILIPPO + +Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh? + +ELENA + +Gettateli via. + +FILIPPO + +Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete? + +ELENA + +Ormai tanto vale eh? Fate. (_scampanellata_). + +FILIPPO + +Eccoli qui. + +ELENA + +Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò subito, ma non ero +preparata a fare del chiasso. Andate anche voi, Filippo. + +FILIPPO + +Scusate, mi avete nominato Maggiordomo. + +ELENA + +Bene, gli ordini li avete dati, ora. + +FILIPPO (_avvicinandosi a lei sottovoce_) + +Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh? + +ELENA + +Restate, se vi piace. + +AMBROGIO + +La Contessa del Pallio. + +TEODORO + +Eccomi. (_via. Ambrogio va alla veranda e prepara la tavola con +Anselmo_). + + +SCENA IV. + +ELENA e FILIPPO. + + +FILIPPO (_ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio_) + +Lo amate? + +ELENA (_alza gli occhi, lo guarda, li vede i fiori all'occhiello_) + +Datemi quei fiori. + +FILIPPO + +Quegli altri? + +ELENA + +No, quelli che avete voi. + +FILIPPO + +Mi avete permesso.... + +ELENA + +Ed ora ve li chiedo. (_Filippo glieli dà, essa prende anche gli altri +e va a gettarli tutti dalla finestra_) Così. (_dalla stanza vicina si +sentono chiacchere e risa_) Chiudete quell'uscio. + +FILIPPO + +È chiuso. + +ELENA + +Come parlano forte!--Sarni e D'Almèna sono proprio tanto amici? + +FILIPPO + +Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate. Appena seppe che il +Dottore non era partito, D'Almèna gli portò il suo biglietto di +visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto. + +ELENA + +Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle parole? + +FILIPPO + +Quali? + +ELENA + +Che non avrebbe più posto il piede in casa mia finchè non fossi +diventata la Signora Sarni? + +FILIPPO + +Certo, e non c'ero io solo. + +ELENA (_avanzandosi_) + +Andiamo di là? + +FILIPPO + +Con quel viso scuro? + +ELENA + +No, no. (_ridendo_) Sono di buonissimo umore; vedrete. Andiamo. + +FILIPPO + +Aspettate un momentino. + +ELENA + +Per far che? + +FILIPPO + +Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate il Sarni... + +ELENA + +Ma no, che sciocchezza! + +FILIPPO + +E se siete disposta a diventar quella d'una volta... + +ELENA + +Cioè? + +FILIPPO + +Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene, io mi ecclisso.... +perchè avrei paura d'innamorarmi di voi. (_Elena ride_) Ho capito che +stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi mutata. Ora +seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma se tornate quella di +prima... ve l'ho poi detto. + +ELENA + +Sì, sì, andiamo, andiamo. (_Lo prende a braccetto e s'avviano a +sinistra. Appena i due hanno spalancato l'uscio che va nell'altra +camera, si sente da quella un oh! generale. S'intravedono due o tre +uomini venire incontro ad Elena. Grido:--La Corte--applausi dall'altra +camera_). + + +SCENA V. + + Rimangono in scena soli AMBROGIO e ANSELMO che stanno dietro la + tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola un _samovar_ + acceso, bottiglie di Champagne ed altri vini. Bicchieri e + tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte giungono forti risate, + poi ad un tratto un Oh! di sorpresa seguìto da un mormorio. + Entra precipitoso Filippo, va alla tavola e dice: + + +FILIPPO + +Un bicchier d'acqua, presto. (_Lo prende e correndo lo porta di là. +Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono precipitosi_). + +PAOLO + +Cognac, Cognac! + +RULFI + +No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto un bicchierino di +Marsala. (_Ambrogio serve_). + +ANSELMO + +Qualcuno si sente male? + +RULFI + +Sì, la Marchesa. + + +SCENA VI. + +TEODORO, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: GEMMA, DEL +SANNIO, RUBACONTI, SARNI, LERICI, poi ELENA e FILIPPO, poi di nuovo +TEODORO. + + +TEODORO (_a Paolo e Rulfi_) + +Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al piede e +il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla, discorre, +vedete. + +PAOLO + +Meno male. + +GEMMA (_entrando, a Teodoro che torna di là_) + +È bello e passato. Ora viene. (_Rubaconti e Del Sannio entrano con +Gemma_). + +PAOLO (_a Gemma_) + +Voi non state di là? + +GEMMA + +Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La storta la +vuol dare a noi. Quello era uno svenimento bello e buono. + +RULFI + +Amore! Amore! + +GEMMA + +Non la credevo così presa. + +RULFI + +Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è arrivato a Cipro. + +TUTTI + +Ah! Ah! (_ridono_). + +DEL SANNIO + +Come ha detto? Non ho capito. + +RUBACONTI + +Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato a Cipro. + +DEL SANNIO + +Ah! (_non capisce ma ride_) Eh! Eh! + +RUBACONTI + +Ne capisci meno di prima. + +DEL SANNIO + +Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non è partito. + +RULFI + +Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea degli Amori. + +DEL SANNIO + +Vedo. + +GEMMA + +Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è vero? + +DEL SANNIO + +Sì. + +GEMMA + +E invece s'è innamorato della Marchesa e l'ha innamorata di sè. È +arrivato a Cipro. + +DEL SANNIO + +Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, bellissimo. +(_s'allontana_). + +RUBACONTI + +Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete per suoi tutti i detti che +gli riesce di capire. + +RULFI + +Glielo regalo. + +RUBACONTI + +L'avete visto, contessa, in istrada? + +GEMMA + +Chi? + +RUBACONTI + +Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto. + +GEMMA + +Possibile? Ci ha veduti entrare? + +RUBACONTI + +Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto una risata. + +RULFI + +Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di cane bastonato. + +ELENA (_tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri_) + +Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. Quella statuetta è un +capolavoro. + +GEMMA + +La terrai nel tuo salone? + +ELENA + +Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la vedano. + +D'ASPRI + +È un trofeo di vittoria. + +FILIPPO + +I capitani veneziani tenevano nel loro salone il fanale delle galee +vinte al nemico. + +GEMMA + +Qui manca il nemico. + +D'ASPRI + +Ecco il prodigio della vittoria. + +TEODORO (_tornando dal salone_). + +Elena! + +ELENA + +O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in +mio nome. + +TEODORO + +Ai vostri begl'occhi, contessa! + +GEMMA + +No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un +brindisi a me non è possibile. + +TEODORO + +È passabile. + +D'ASPRI + +Ma passibile d'uno migliore. + +RULFI + +A buon conto è passato. (_tutti ridono_). + +GEMMA + +Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono. + +ELENA + +No! ai viaggiatori che partono. + +RULFI + +Ah che ingratitudine! (_tutti bevono ridendo_). + +DEL SANNIO (_a Pardi e Lerici che stanno presso la porta che mette al +salone_) + +Ho avuto occasione di dire un motto che fu trovato spiritoso. + +PARDI + +Fuori. + +DEL SANNIO + +Sapete che il dottor Sarni è innamorato della Marchesa Elena? + +LERICI + +E viceversa..... + +DEL SANNIO + +Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare al Polo, è arrivato a +Capri. (_i due restano seri_) Non capite? + +PARDI E LERICI + +No. + +DEL SANNIO + +A Capri, è arrivato a Capri! + +PARDI + +Ho inteso, e poi? + +DEL SANNIO + +Pare impossibile!.... Capri è un'isola. + +LERICI + +Vicino a Napoli. + +DEL SANNIO + +Dov'è nata Venere. + +LERICI + +Cipro vuoi dire. + + +SCENA VII. + +ANDREA e detti. + + +SERVO + +Il signor Sarni. + +DEL SANNIO + +Ci..... (_vede Andrea_) Diavolo! (_s'allontana. Lerici e Pardi +s'allontanano ridendo_). + +ANDREA (_fra sè_) + +Li faccio scappare. (_si guarda indosso per vedere se ha nulla di +singolare_) Sembrano ridere di me. (_va verso il gruppo dov'è Elena_) +Marchesa, ho visto entrare questi signori coll'aria così allegra che +non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (_a Gemma_) +Contessa. (_nota l'imbarazzo di tutti_) Si direbbe che faccio +l'effetto dell'ombra di Banco. (_verso Elena cercando intavolar +discorso per uscire d'imbarazzo_) Ho visto di là un oggetto d'arte che +non avevate ieri.... una statuetta bellissima. + + (_Rulfi scoppia in una risata, cercando invano + di contenersi_). + +ANDREA + +Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide. + +FILIPPO (_volendo accomodare_) + +No, sono io che gli rammentavo uno scherzo. + +RULFI + +Ma sì, è Filippo che... (_s'allontana ridendo con Filippo_) È troppo +comico. + +ANDREA (_fra sè_) + +Ridono di me! + +ELENA (_s'alza e segue Rulfi e Filippo_) + +Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai! + +ANDREA (_cogliendo il momento che Elena sta per tornare vicino a +Gemma_) + +Ho fatto male a tornare? + +ELENA + +Perchè? + +ANDREA + +Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità. + +ELENA + +Oh! siete così ingenuo?! + +ANDREA + +Lo sapete? + +ELENA + +Io non so nulla; lo saprà il vostro amico D'Almèna. + +ANDREA + +D'Almèna! + +ELENA + +Non è vostro amico? + +ANDREA + +Amicissimo.... ma.... + +ELENA + +Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate piano, ve ne prego. + +ANDREA + +Con che tono me lo dite!.... per carità..... + +ELENA + +Zio! (_chiama Teodoro_). + +ANDREA + +Ah! (_colpito, addoloratissimo_). + +TEODORO (_accorrendo_) + +Mi hai chiamato? + +ELENA + +Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma lo faccio io, tu mi +aiuti. + +TEODORO + +Volentieri. + +FILIPPO (_è tornato nel cerchio dove c'è Gemma. A Gemma che si vuol +levare_) + +No, no, ancora un momento. + +GEMMA + +Dite delle cose impossibili. + +PARDI + +Le dice perchè non le può fare. + +GEMMA + +Con voi non si può discorrere. (_si alza_). + +FILIPPO + +Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce a +questi signori. + +GEMMA + +Che parola? + +FILIPPO + +Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio. + +GEMMA + +No, no. (_s'allontana_). + +TUTTI (_a Filippo_) + +A noi... a noi... + + (_Filippo li raccoglie e parla piano. + Tutti scoppiano dalle risa_) + +ELENA + +Voglio sentire anch'io. + +FILIPPO + +Sì, venite, venite, Marchesa. + +GEMMA (_s'avvicina ad Andrea che è ritto vicino al camino_). + +Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria di cattivo umore. + +ANDREA + +Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui +a sproposito, eh? Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche mi +dovesse offendere mortalmente, gliela perdono e la ringrazio fin +d'ora. Che fa qui tutta questa gente? + +GEMMA + +Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno d'una scommessa. + +ANDREA + +Quella statua? + +GEMMA + +Sì. + +ANDREA + +E la scommessa? + +GEMMA + +Oh! una cosa da nulla. + +ANDREA + +Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? Si parlava di me? Lo +so bene che quelli non mi sono amici. Che dicevano? + +GEMMA + +Perchè non è partito pel suo viaggio lei? + +ANDREA + +Non me lo domandi. Perchè non ero degno di farlo. + +GEMMA + +C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la Marchesa. + +ANDREA + +Questo si diceva al mio arrivo? + +GEMMA + +E dicono che la Marchesa si fosse vantata di volerlo trattenere per +esperimentare il potere de' suoi vezzi. + +ANDREA + +È un' infamia!.... + +GEMMA + +Certo, se fosse... + +ANDREA + +Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa è incapace... oh! + +GEMMA + +Eppure io stessa..... + +ANDREA + +Non è vero, non è vero! (_vuol passare nel mezzo_). + +GEMMA + +Per carità, non facciamo scandali. + +ANDREA + +Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena. + +GEMMA (_agli altri_) + +Andiamo. + + (_Tutti s'alzano_) + +Per la gita a Napoli è inteso? + +ELENA + +Sì, riceverete la circolare. + +GEMMA + +Va bene. Addio, cara. + +ELENA + +E grazie. (_piano a Filippo_) Filippo, fate di portar via il dottor +Sarni, non voglio spiegazioni. + +FILIPPO + +Subito. (_mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina al dottor Sarni_) +Viene con noi, dottore? + +ANDREA + +No. + + (_Filippo s'inchina e torna ad Elena + cui parla sottovoce_). + +ELENA (_ad Andrea_) + +Devo uscire, ve ne avverto. + +ANDREA + +Me l'avete detto un'altra volta, non era vero, v'aspetterò. Voglio +parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici. + +ELENA + +Va bene. (_s'allontana_). + +TEODORO (_ad Elena_) + +Se credi, io rimango. + +ELENA + +No, tanto vale, la faremo finita, addio. (_Tutti partono. Elena li +accompagna_). + + +SCENA VIII. + +ANDREA, i due domestici, poi ELENA. + + (I due domestici vanno e vengono sparecchiando). + + +ELENA (_tornando ai domestici_) + +Lasciate pure. (_i domestici escono_). + + +SCENA IX. + +ELENA e ANDREA + + +ANDREA + +Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di aver passato tre ore con +voi in discorsi intimi e confidenti, oggi vi trovo avversa e +sprezzante. Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche enorme +inganno. Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. Qualunque cosa +vi abbiano detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda. +Avreste dovuto accertarvene prima di offendermi. Io quando v'intesi +calunniata sentii tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra +innocenza. + +ELENA + +Calunniata? D'Almèna forse? + +ANDREA + +È la seconda volta che lo nominate..... Ciò mi prova che l'insidia +colpisce anche lui. D'Almèna non mi ha mai parlato di voi. + +ELENA (_ironica_) + +Poveretto! + +ANDREA + +Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad un nemico..... Che pensate +di me? Ho diritto di saperlo! + +ELENA + +Diritto?..... + +ANDREA + +Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra e datami la vostra +confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu +che un inganno atroce, e se voi ne siete vittima con me, o colpevole. + +ELENA + +Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo. + +ANDREA + +Avete tollerato che in casa vostra i vostri amici ridessero di me, e +li avete secondati. Quando vi supplicai tremando di una parola onesta, +avete troncato netto il discorso, chiamando ostensibilmente vostro +zio, perchè apparisse chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non si +farebbe altrimenti con un uomo disonorato. Ho sofferto una tortura +senza nome, e non potevo che o scoppiare brutalmente, e mi contenni +per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo. Non +conosco l'arte di mordere sorridendo. Non sono elegante io come quelli +che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; ma in dieci giorni +volendo, potrei essere quello ch'essi sono, essi in dieci anni non +potrebbero diventare quello che sono io. Dovete vedere al mio viso ed +alla violenza delle mie parole che soffro un dolore mortale. Di che mi +accusano? È così velenoso quello che mi dovreste dire, che non osate +profferire parola? + +ELENA + +Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi ripeta ciò che va dicendo di +voi e di me. + +ANDREA + +Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace di offendermi e di +offendervi. La sua onestà è così intatta come la vostra, ma la sua +amicizia è ben più salda. + +ELENA + +E disinteressata.... + +ANDREA + +La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo una gran riconoscenza. + +ELENA + +Lo confessate! + +ANDREA + +E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato al mio viaggio, mi +sentii caduto dal buon concetto dei miei amici, ho patito i motteggi +dei vostri, ho veduto della gente guardarmi sogghignando; in voi +stessa nei primi giorni appariva una sfiducia che credetti di aver poi +dissipato. D'Almèna solo venne da me non cercato, mi sostenne contro +me stesso, rimproverandomi sempre il mutato proposito, ma mostrandomi +di non attribuirlo a viltà. Non basta. Due mesi fa occupavo una +cattedra di scienze fisiche in un grande istituto privato; quando mi +decisi per la spedizione rinunziai a quel posto che si dovette dar +subito ad altri. I miei pochi risparmi erano quasi tutti andati negli +apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo pensare a vivere. Il futuro +non m'inquietava, il mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho già +offerte per l'anno venturo; ma il bisogno era urgente... + +ELENA (_attentissima_) + +E D'Almèna? + +ANDREA + +D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza parlarmene mi offrì di +collaborare a giornali quotidiani e settimanali, e mi pregò come di un +favore, perchè accettassi di dare lezioni private. + +ELENA + +Oh! + +ANDREA + +Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai teatri, ai balli, non +apparirvi da meno degli altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi +riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare articoli di +scienza volgare. E la mattina corro da un capo all'altro di Roma a dar +lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi o svogliati +che tremano dell'esame. Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli +di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare per me, per la mia +scienza, che è il mio avvenire, la mia coscienza, il mio diritto alla +vita. Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il mio giorno, +ne sono sicuro, vi amo troppo per non sapermelo conquistare; ma voi mi +avete tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata la fede nel +premio. + +ELENA + +Perdonatemi. + +ANDREA + +Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. Ero così orgoglioso +di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza +delle mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole cure mi +avviliranno agli occhi vostri: questo timore che mi è così amaro che +vinca il risentimento dell'offesa patita. Elena, la collera è +fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno accusato. + +ELENA + +Non parliamone più. Scordate quel cattivo momento, non fatemi +vergognare di me stessa. + +ANDREA + +No, le male erbe vanno sradicate. Pensate che la calunnia ha potuto +farvi scordare il mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi +mai parlato. È vero? + + (_Elena acconsente volontariamente_). + +ANDREA + +E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena, perchè voi mi avete +amato, perchè nel fondo del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che +lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai per salutarvi mi avete +guardato con degli occhi così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha +cercato il mio, caldo come una vampa, mite come una carezza materna. +Lunedì al teatro nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e +stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio premette tutto il +vostro, ho sentito il brivido che vi prese al mio contatto, e al ballo +della Neddinngton avete portato nel corsetto quella rosa pallida che +vi avevo dato io, e quando vi cadde a terra, la coglieste voi stessa, +premurosa che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi amate e la +gente volgare è nemica dell'amore, non sa che trastullarsene od +ucciderlo. + +ELENA + +Perdonatemi. + +ANDREA + +No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè non ho più rancori, ma +non basta per la nostra pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che +mi hanno accusato? + +ELENA + +Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre parole, avevo l'animo +esacerbato, voi me lo avete rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È +così buono credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi. +Dimentichiamo. + +ANDREA + +Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola è profferita, Elena, +dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture che mi hai fatto +soffrire, dimmi che sei mia! + +ELENA + +No, Andrea, Andrea! + +ANDREA + +Una parola.--Te ne chiedevo una amara.--Dammi la più dolce di tutte! + +ELENA + +Per carità, per carità, restiamo così! Era pur bello il nostro dolce +silenzio cosciente; quando si è sicuri di una cosa buona, perchè +guastarla con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco dalla +sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che volete da me? Che diventi la +vostra amante? No, no! + +ANDREA + +Sei libera... sii mia... sii mia moglie. + +ELENA (_ritraendosi rapidissima_) + +Ah! + +ANDREA + +Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno, è vero? +M'inganno!--Tacete?! (_lunga pausa_) Questo vi avevano detto? E +l'avete creduto...! Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore +meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore mi sospettate +cupido delle ricchezze. Ah! mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo +corpo... e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che mi +diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata di calunniatrice! È +vero! Sono stato il vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i +vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella era la scommessa...! +Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno della vostra vittoria. +E hanno riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure dello scimunito +che si fosse impigliato in quei lacci? + +ELENA + +Ah! ho paura! + +ANDREA + +Addio, Marchesa! La più sfrontata _cocotte_ non avrebbe fatto meglio +di voi. (_fugge_). + + (_Elena impietrita non ha nè voce nè moto_). + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELL'ATTO TERZO. + + + + +ATTO QUARTO + + In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco + rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al + fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è un + ballo. + + +SCENA I. + +FILIPPO e D'ALMÈNA. + + +FILIPPO + +Qui non verrà nessuno. Di là ballano. + +D'ALMÈNA + +Che mistero! + +FILIPPO + +Ti prego di parlarmi come ad un fratello. + +D'ALMÈNA + +Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la fraternità +s'improvvisasse alla prima richiesta? + +FILIPPO + +Come ad un amico. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +FILIPPO + +Credi che la Marchesa ami il dottore? + +D'ALMÈNA + +Che Marchesa e che Dottore? + +FILIPPO + +Lo sai. + +D'ALMÈNA + +Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza dozzina di dottori. + +FILIPPO + +Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni. + +D'ALMÈNA + +Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno il Sarni ci vada; tu +che sei di casa lo devi sapere meglio di me. + +FILIPPO + +Non mi vuoi rispondere? + +D'ALMÈNA + +No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco una sola persona che +sia in grado di darti le informazioni che desideri, e questa è la +Marchesa. Domandane alla Marchesa. + +FILIPPO + +Gliel'ho domandato. + +D'ALMÈNA + +Benissimo. + +FILIPPO + +E mi ha detto che non era vero. + +D'ALMÈNA + +Ed eccoti contento. + +FILIPPO + +D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu vedi un uomo martoriato. +Sei così avvezzo a sapermi di buon umore, che non ti deve parer vero. +Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei un uomo di cuore e +discreto. Un altro terrebbe la mia domanda come ad uno sfogo di +vanità. Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il fosso con me e +non è vero! + +D'ALMÈNA + +Ah!... non è vero? + +FILIPPO + +Ecco... ti dirò... + +D'ALMÈNA + +Ah! Non voglio confidenze. + +FILIPPO + +Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo. Non ne posso più. Sai che +un mese fa ci dev'essere stata una scena violenta fra la Marchesa e +il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della scomessa; lo sai? + +D'ALMÈNA + +L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai fatto parola. + +FILIPPO + +Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così abbattuta che venni in +sospetto della cosa. Poi a vedere che il Dottore non si faceva più +vivo, ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi +rossi, cattiva con me, avversa a suo zio, tanto che il marchese +Teodoro finì per aversene a male sul serio. Una mattina la incontrai +nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle +scuse, l'indomani mi appostai e la rividi passare; ma se essa avesse +indovinato il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, per cui +non m'avventurai a tenerle dietro. Aspettai che tornasse. Se veramente +fu in casa del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò quasi subito. +So che gli scrisse. Un giorno che ero solo nel suo salotto, la posta +portò una lettera dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno +dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato cancellato con un tratto +di penna, l'indirizzo della Marchesa scritto da una mano virile. +Ignoro se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo fu il primo +capitolo della mia storia, e durò una diecina di giorni. Veniamo al +secondo.--Una sera ricevo un biglietto: Caro Filippo, Accompagnatemi +al teatro. Elena. Corro. Le moine che mi fece non te le posso dire. E +più veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che il palco finì per +vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, mi +sventola come una bandiera per farsi scorgere. E vada. L'impiego non è +cattivo. + +D'ALMÈNA + +E combina colle tue teorie. + +FILIPPO + +Quali? + +D'ALMÈNA + +In materia d'amore, colle donne eleganti, non preferisci il parere +all'essere? + +FILIPPO + +Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento. Ma qui! Qualche +volta sembrava volerci credere anch'essa. + +D'ALMÈNA + +Bravo, le tue famose bricciole. + +FILIPPO + +Ma no. Che non c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano, +qualche volta mi arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre +tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè +colla fame che mi strugge... Se non si trattasse che di far le visite +come gli altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle settimane +con una donna come quella, a vederla ogni giorno e ogni sera, spesso +sola, a sentirla stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza +disordinata, ora con frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe +faccie peccaminose che farebbero squagliare un patriarca; chi è buono +a durare tanto tempo al gioco pericoloso dell'amore, a parlar d'amore, +a ridere d'amore, a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le +salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi scosso, aggirato, +trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore maledetto e +perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca testa +che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno studente. + +D'ALMÈNA + +Di che ti lagni se essa lo vuole? + +FILIPPO + +Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? È impazzita. Un +giorno mi dice: Filippo, andiamo in Isvizzera? Quando? Domani. E via +progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa una +nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra volta. Si fa per chiasso, +s'intende, ma bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta +l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che si fa per +chiasso? O non è donna da partire davvero sul momento? E quel +satanasso d'un Dottore che trova modo d'andar per le gazzette ogni +giorno! Lo capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che +stampato. L'altra settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò fino +al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo di vita, si butta in +acqua nella corrente e lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto; +ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno +appunto che si parlava della Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho +già traversato il Gottardo una diecina di volte....... idealmente. +Capita il giornale: l'eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si +ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata. E le +assenze? Sul più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto +maravigliando meco stesso della mia eloquenza, la guardo, è +trasfigurata. Gli occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori; +capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che piange per +dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle dediche +intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le +cose chiare le intendo. Se quella donna un giorno o l'altro farà la +corbelleria, sarà per amore d'un terzo. Mi capisci? + +D'ALMÈNA + +Ti spieghi così bene! + +FILIPPO + +Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia, di coltura, buona se +occorre..... + +D'ALMÈNA + +Ma... + +FILIPPO + +Ho detto: ma? + +D'ALMÈNA + +No, l'ho detto io. + +FILIPPO + +Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima donna, piena +d'ingegno, di cuore..... + +D'ALMÈNA + +Avanti... di cuore... + +FILIPPO + +Ma... + +D'ALMÈNA + +L'hai detto tu. + +FILIPPO + +Ma considera la pace d'un galantuomo come una cosa secondaria. + +D'ALMÈNA + +Eh già! Non sono io che l'ho fatta così. + +FILIPPO + +Nemmeno io. + +D'ALMÈNA + +Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del dottor Sarni. Tu ce l'hai +incoraggiata. + +FILIPPO + +Che m'importa di quel sapiente? + +D'ALMÈNA + +Bravo, e a lei che importa di te? + +FILIPPO + +Giusto. + +D'ALMÈNA + +E nota che il Sarni ci rimetteva molto di più. + +FILIPPO + +Ebbene, che si decida una buona volta. + +D'ALMÈNA + +Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo discorso ci sarà una +ragione. + +FILIPPO + +Non ne potevo più. Quando seppi qui del ballo della Contessa Gemma e +seppi che ci doveva venire il Sarni, pensai: facciamola finita: +mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi con lei. Dovreste +andare, ci sarà il Dottore... gli parlerete..... + +D'ALMÈNA + +Ed essa?... + +FILIPPO + +Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò. + +D'ALMÈNA + +Ah! è sincera! + +FILIPPO + +Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza aveva gli occhi così +lucenti che rischiaravano intorno; salendo le scale mi prese la mano e +mi disse: _Filippo, fra poco sarà deciso_. Le parole le saltavano in +gola da soffocarla. + +D'ALMÈNA + +Ti ha detto questo? + +FILIPPO + +E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente. A che ne siamo eh? +Ora tu devi aiutare quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia +perchè non siano interrotti... da lontano, perchè non voglio +sentirli... almeno questo! + +D'ALMÈNA + +Farò io. + +FILIPPO + +Bravo, e allora io starò fumando in giardino. + +D'ALMÈNA + +E se fanno la pace? + +FILIPPO + +Che il Signore li benedica! + +D'ALMÈNA + +Sei un bravo ragazzo. + +FILIPPO + +No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio, ti giuro che avrei +saputo approfittarne. Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi +spaventa. Se non si accordano vorrà dire che non sono destinati, e +finirà bene per riconoscere che qualche cosa valgo anch'io. + +D'ALMÈNA + +Che ci voglia sempre una vittima? + +FILIPPO + +Felice te che parli in genere. Io dico: che debba proprio toccare a +me? + +D'ALMÈNA + +Hanno smesso di ballare. + +FILIPPO + +Ora comincia un altro divertimento. Stai a sentire: Gli amici che mi +credono arrivato si rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io +imbecillisco del tutto. Se ho l'aria di offendermi:... naturale, tu +devi fare il paladino. Se la volto in ridere: Ah tu ridi, un uomo +invidiabile! Se cambio il discorso: già non sai che rispondere. Se +faccio il modesto è segno che annuisco, se dico di no, credono di sì, +se dico di sì, credono anche di sì. È una morte... Eccoli! + +D'ALMÈNA + +Andiamo via. + +FILIPPO + +No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta tu andrai a cercare il +Sarni e lo porterai qui. È il luogo migliore. È inteso? + +D'ALMÈNA + +Va bene. + + +SCENA II. + +D'ASPRI, RULFI, RUBACONTI, GEMMA, MASINA e detti. Altri signori e +signore che vanno e vengono. + + +GEMMA (_a braccio con D'Aspri_) + +Ah qui si respira! + +D'ASPRI + +Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... (_mette Gemma a sedere +e le siede accanto_). + +GEMMA + +..... Invano. + +RULFI + +Come! Filippo è qui! + +FILIPPO (_a D'Almèna_) + +Ci siamo! + +RUBACONTI (_che ha accompagnato Masina_) + +Cerca l'ombra.... + +MASINA + +E la solitudine. + +D'ALMÈNA + +Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che +ci hanno sorpresi lo possono dire. + +GEMMA + +Voi D'Almèna vi farete una nemica. + +D'ALMÈNA + +Chi? + +GEMMA + +Quella cui rubate Filippo. + +D'ALMÈNA + +Oh Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti! + +GEMMA + +Io? + +D'ALMÈNA + +Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in tutta la sera. + +GEMMA + +D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte. + +D'ASPRI + +Io pure me ne accuso. + +GEMMA + +Ah! gentile! Ve ne accusate? + +D'ASPRI + +Perchè è tempo perso. + +GEMMA + +Imparate da Filippo. + +D'ASPRI + +A far che? + +GEMMA + +A non perdere il tempo. + +FILIPPO (_a D'Almèna_) + +E picchia! + +D'ALMÈNA + +Ciò non dipende dagli uomini. + +MASINA + +E da chi? + +D'ALMÈNA + +Dalle signore. + +VOCI + +Ah vero! vero! (_risa_) + +D'ALMÈNA + +Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali non si perde mai il tempo, +anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde +sempre, anche essendone attirati. + +FILIPPO + +Bravo. Pensare che una volta avevo dello spirito anch'io. + + +SCENA III. + +ELENA, DEL SANNIO e detti. + + +FILIPPO (_va incontro ad Elena_) + +L'avete veduto? + +ELENA + +Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva ridendo con un +signore. Io gli passai proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa +con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere. + +FILIPPO + +Dov'è? + +ELENA + +Nella seconda sala dopo questa. (_si mette a sedere. Del Sannio le sta +vicino_). + +FILIPPO (_piano a D'Almèna_) + +È nella seconda sala dopo questa. + +D'ALMÈNA + +Va bene. (_via_). + +ELENA + +Filippo. + +FILIPPO + +Eccomi. + +ELENA (_s'alza, prende il braccio di Filippo e lascia Del Sannio ritto +dov'è_) + +Dov'è andato D'Almèna? + +FILIPPO + +A cercarvi il dottor Sarni. + +ELENA + +Che gli avete detto.....? + +FILIPPO + +Dove l'avrebbe trovato. + +ELENA + +D'Almèna sa?.... + +FILIPPO + +Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto male? + +ELENA + +No. + +FILIPPO + +Badate che a vedervi discorrere con me a bassa voce quelle anime +pietose penseranno male. + +ELENA + +Vi comprometto? + +FILIPPO + +Viceversa. + +ELENA + +Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non importa. Tanto più..... + +FILIPPO + +Tanto più?..... + +ELENA + +Che sarà ben altro domani. Preparate pure le valigie, le mie sono +leste. + +FILIPPO + +Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più? + +ELENA + +Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà a nulla e partiremo. + +FILIPPO + +Siete d'una sincerità spaventosa! + +ELENA (_seria, porgendogli la mano_) + +Perdonatemi. + +FILIPPO + +Non sperate proprio nulla da quel colloquio? Rinunciatevi addirittura. + +ELENA + +No. Voglio essere in pace colla mia coscienza. + +FILIPPO + +Ecco il Sarni. Devo andarmene? + +ELENA + +Fra poco. Sediamo. + + +SCENA IV. + +ANDREA, D'ALMÈNA e detti. + + +D'ALMÈNA (_mostrando ad Andrea la serra_) + +È vero che è bella? + +ANDREA (_vede Elena, fra sè_) + +Lei! (_forte_) Stupenda. + +GEMMA + +Che state guardando, Sarni? + +ANDREA + +Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata, +dacchè quasi nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra. +D'Almèna ha voluto farmela ammirare. + +GEMMA + +La inauguro stassera. Vi piace? + +ANDREA + +Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa. + +GEMMA + +Pericolosa?! + +RULFI + +Infatti... + +ANDREA + +Ah! c'è un infatti? + +GEMMA + +Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle. + + (_Filippo s'alza e s'avvia per uscire. + D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui_). + +MASINA + +Una delle quali prende il volo in questo momento. + +ANDREA + +Ah il Barone Landucci? + +RULFI + +Quello non è un tortore, è un rondone. + +ANDREA (_ridendo_) + +Dite... Dite... e l'altra chi è? + +GEMMA + +Non siamo nè io, nè la Baronessa. + +ANDREA (_guardandosi intorno e vedendo che le signore in scena sono +tre sole_) + +L'incognita è presto trovata. + +RULFI + +È un'equazione di primo grado. + +D'ASPRI + +Anzi basta la regola del tre. + +GEMMA + +L'avete riconosciuta? + +ANDREA + +Ci si vede così poco! + +MASINA + +Le vada più vicino. + +GEMMA + +A meno che... + +ANDREA + +A meno che? + +GEMMA + +Le rincresca di accertare la persona. + +ANDREA + +Oh! (_ridendo_) Vado... (_s'avvicina sbadatamente ad Elena_). + +DEL SANNIO + +Suonano, se vuol fare un giro?.... (_levandosi, ad Elena_). + +ELENA (_Alzando alquanto la voce perchè Andrea la possa sentire_). + +Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni. + +ANDREA + +Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io aspetto che la contessa +Gemma mi dia il braccio per un giro nelle sale. + +DEL SANNIO (_ad Elena_) + +Dunque? + +ELENA + +Grazie. Sono stanca. (_Del Sannio s'allontana_). Dottore... + +DEL SANNIO (_voltandosi--ad Andrea_) + +La contessa Gemma se n'è andata. (_via_). + +ANDREA + +Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (_per avviarsi_). + +ELENA + +Andrea! Andrea! + + (_tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo_). + + +SCENA V. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA + +Com'è inutile quanto stiamo per dire! + +ELENA + +Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte perchè non mi poteste +negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato e temuto questo +momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora quando siete entrato +qui, temetti di non potermi reggere. Di là vi ero passata vicino +vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi +supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; ho provato a +raccogliermi e a meditare per trovare parole efficaci, ma non ho +saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non ho che da cercare +ciecamente nell'animo mio per trovarci l'umiliazione ed il pentimento. +Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura che +fuggiate. + +ANDREA + +Che nuova scommessa avete fatto? + +ELENA + +È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete; dovete +provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho +fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di +immaginare ch'altri m'avesse offesa come vi ho offeso io e ne provasse +poi il pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se avrei voluto +dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo che sarei stata +inesorabile. + +ANDREA + +E allora perchè seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete +a temer nulla, del male non ve ne posso fare. + +ELENA + +Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne sarei tanto contenta! +Espio per espiare. Se ne sperassi alcun bene, la mia umiliazione non +sarebbe completa. + +ANDREA + +O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di tentare l'impossibile. + +ELENA + +Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono andata a cercarvi in casa +vostra. C'eravate e non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani, e il +giorno di poi; sentivo il vostro passo sino all'uscio, ma certo +avevate modo di riconoscermi e bussavo invano. Vi ho scritto, avete +respinte le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. Ma vedete che +non ho più orgoglio. Al primo momento, dopo quelle ripulse ho cercato +di stimolarlo l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto assai, +ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra volta. Si dice: passerà, si +riprende la vita normale, si ride, si rivedono le solite persone, ma +poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto, ma +il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine pallida e +stravolta dal dolore e dallo sdegno. + +ANDREA (_con impeto_) + +Ed io...? + +ELENA + +Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri dolori e ho tanta sete +di vedervi soffrire. Andrea! Andrea! + +ANDREA. + +Badate, Marchesa, che può venir gente, vi possono sentire... + +ELENA + +Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo alla folla e che mi accusi +e vi domandi perdono? Sono disposta a farlo. Che m'importa di quelli? +Non lo devo a loro il male che vi ho fatto? Se sapeste... Andrea, se +sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna fede +nella grandezza umana; nessuno di quelli che creda al disinteresse e +al sacrifizio. E sono cresciuta là in mezzo! Le anime tranquille si +adagiano nella noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra una +tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli orribili agguati +che vi ho teso io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo. +Domandatene a D'Almèna se non fu così. Quando mi proposi di +trattenervi non vi conosceva, Andrea, e il mio orgoglio ricusava +d'accettarvi per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna +commedia fino a quella mattina quando venne Filippo a interromperci. +Ma dal momento che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la più +sincera fra le donne, e quando vi dissi quelle parole amare che vi +trattennero, era il cuore che parlava, e se tremavo della vostra +partenza, non era più per ardore di trionfo, ma perchè sentivo che +voi partito, il mondo mi sarebbe sembrato vuoto come un deserto. + +ANDREA + +Ma poi, ma poi? + +ELENA + +Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con sospetti, e tutta la mia +vita mi aveva così tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto +quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando +v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, e quest'amore che vi +vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo dal cuore neanche se +potessi metterci in suo luogo la dignità e la pace che ho perdute. + +ANDREA + +Se non mentite vi compiango. + +ELENA + +Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole è la vostra! + +ANDREA + +No, sono guarito e diffidente. + +ELENA + +Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho fatto è troppo grave per +guarire. Avreste potuto scordare l'amore se non vi avessi così +mortalmente offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato; ma +compenetrati insieme essi formano un viluppo velenoso che vi morderà +il cuore per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore, la +dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono in voi e vi +comandano di negare l'amore, ma voi mi amate ancora, mi amate come il +primo giorno. + +ANDREA + +No... no... no... no... + +ELENA + +E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego violento, di +assordarvene e di rinnegare tutta la verità, perchè concedendone una +parte sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria del +consenso! + +ANDREA + +Non è vero, non vi amo. Addio. + +ELENA + +E fuggite! + +ANDREA (_tornando_) + +Eccomi. + +ELENA + +E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due +e coll'anima vibrante e sanguinante, andremo per il mondo solitarii, +incapaci di risognare con altri il dolce sogno della felicità! Oh le +sere che vi aspettavo sola nel mio salotto! Come contavo i minuti! +Sentivo il vostro passo in istrada da lontano, il vostro passo +frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino tutto quello, e com'è +lontano! + +ANDREA + +E che inganno ce ne separa! + +ELENA + +Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta a voi, vi getto ai piedi +il mio amore supplichevole, la mia dignità di donna, la fierezza del +mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; vi parlo come non +concepirei si possa parlare, mi disonoro coscientemente e +volontariamente e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre quello +che sto facendo. Andrea, imponetemi una prova, sia pur lunga e +difficile, vedrete che saprò superarla, ma non respingetemi, ma non +negate l'amore, non negate l'amore! + +ANDREA + +E se m'ingannaste ancora? + +ELENA + +Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho troppo supplicato. Non +aspettavo miglior sorte alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei +abbassata come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma vi starò nel cuore come +una lama e saprò darvi un rimorso uguale al mio. + +ANDREA (_esita, s'avvia, vorrebbe tornare_) + +No. (_esce pricipitoso. Elena rimane sola_). + + +SCENA VI. + +ELENA e D'ALMÈNA + + +ELENA (_vedendo entrare D'Almèna_) + +Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto ogni cosa. Ho scongiurato +Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano. +L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con +voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani +partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma. + +D'ALMÈNA + +Partite con Filippo? + +ELENA + +Perchè no? + +D'ALMÈNA + +Con Filippo! + +ELENA + +Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. Non mi potrà credere +innamorata di Filippo. Andrea spergiura che non mi ama più. Sono certa +di dargli un dolore mortale. Se m'inganno il mio orgoglio avrà trovato +il suo castigo; ma se è vero egli porterà la pena del suo. La mia +vita non è troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo. +Addio. + +D'ALMÈNA + +No per carità--per carità! + +ELENA + +Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è +Filippo? + +D'ALMÈNA + +È... non lo so. + +ELENA + +Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, mio nobile hidalgo! Ve ne +ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete cattivo. +(_gli dà la mano_) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non mi +accompagnate. Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro +dovere è di darmeli. (_via_). + + +SCENA VII. + +D'ALMÈNA, poi FILIPPO, poi ANDREA. + + (_D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette + in giardino_). + + +D'ALMÈNA (_chiamando_) + +Filippo! + +FILIPPO (_entra dal giardino_) + +Sono qui. + +ANDREA (_dal fondo_) + +D'Almèna. + +D'ALMÈNA + +Che vuoi? + +ANDREA + +Senti. + +D'ALMÈNA + +Lasciami dire due parole..... e sono da te. + +ANDREA + +Vorrei..... + +D'ALMÈNA + +Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti. + +ANDREA + +Non di più! + +D'ALMÈNA + +No, va... + +ANDREA (_accennando il fondo_) + +Sto là fuori. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +ANDREA (_esce dal fondo_). + + +SCENA VIII. + +D'ALMÈNA e FILIPPO. + + +D'ALMÈNA + +La Marchesa ha deciso di partire con te. + +FILIPPO + +Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore. + +D'ALMÈNA + +Ah! + +FILIPPO + +E glielo ha detto anche. + +D'ALMÈNA + +E lui? + +FILIPPO + +Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a +partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore. + +D'ALMÈNA + +Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di +Cognac! + +FILIPPO + +Non vedo il rapporto. + +D'ALMÈNA + +La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante. + +FILIPPO + +Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta +di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo! + +D'ALMÈNA + +Che vuoi fare? + +FILIPPO (_fa scoccare il gibus e se lo mette in testa_) + +Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle +sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi +dell'acqua in Tevere. Addio. + +D'ALMÈNA + +Non vai nemmeno a prenderti il soprabito? + +FILIPPO + +Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi +vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio. +(_quando è sulla porta a vetri si volta_) Sai, se mi serbi il segreto +mi fai piacere. (_via per l'invetriata_). + +D'ALMÈNA + +Povero diavolo! a quest'altro. (_apre la porta di fondo_). + + +SCENA IX. + +D'ALMÈNA e ANDREA. + + +D'ALMÈNA + +Che vuoi? + +ANDREA + +Tu hai parlato colla Marchesa. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +ANDREA + +Che ti ha detto? + +D'ALMÈNA + +Che ti ha scongiurato di perdonarle. + +ANDREA + +È vero. + +D'ALMÈNA + +E che sei stato inesorabile. + +ANDREA + +È vero. Non dovevo esserlo forse? + +D'ALMÈNA + +Altro. Oh io ti approvo. + +ANDREA + +Perchè l'offesa che mi ha fatto... + +D'ALMÈNA + +È gravissima. + +ANDREA + +Concepisco la scommessa. + +D'ALMÈNA + +Sì... un momento... di leggerezza... e ancora... + +ANDREA + +Ma poi... + +D'ALMÈNA + +Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al pentimento? + +ANDREA + +Oh questo sì. Povera donna! + +D'ALMÈNA + +Ci credi? + +ANDREA + +Tu non l'hai sentita! + +D'ALMÈNA + +Non l'ami più? Eh? + +ANDREA + +Se l'amassi ancora mi disprezzerei. + +D'ALMÈNA + +Bravo! Allora ti posso dire che... + +ANDREA + +Che? + +D'ALMÈNA + +Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi? + +ANDREA + +Parla. + +D'ALMÈNA + +Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli non mostrerai di +sapere... + +ANDREA + +No... + +D'ALMÈNA + +Parola d'onore? + +ANDREA + +Parola d'onore. + +D'ALMÈNA + +Domani parte con Filippo. + +ANDREA + +Oh! + +D'ALMÈNA + +Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto. + +ANDREA + +Non è vero! + +D'ALMÈNA + +Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai? + +ANDREA + +Lasciami. + +D'ALMÈNA + +Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la tua dignità! Quella donna non +ne vale la pena. + +ANDREA + +Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or +ora, mi giurava d'amarmi. + +D'ALMÈNA + +E già, fanno così! + +ANDREA + +Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or +ora, quando la vidi passare, per poco non mi sono gettato ai suoi +piedi come un pazzo! + +D'ALMÈNA + +Bada!... eccola... vieni via! + +ANDREA + +No... lasciami... ti giuro che son padrone di me. + +D'ALMÈNA + +Marinaio, va! (_via_). + + +SCENA ULTIMA. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA (_Chiude l'uscio del fondo, si volta verso Elena e le dice con +ira minacciosa_) + +Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo? + +ELENA + +Andrea!--Dimmi che non vuoi... dimmi che non vuoi!! + +ANDREA + +No, non voglio! T'amo! + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELLA COMMEDIA. + + + + + + Nota del Trascrittore + + Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, + correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono + stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo + originale]: + + P. 1 - La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte] + 68 - fosse stato ordito [udito] da un uomo + 165 - Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + +***** This file should be named 33865-8.txt or 33865-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33865/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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