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+The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Resa a discrezione
+ Teatro in prosa vol. II
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+ VOL. II.
+
+
+
+
+ DEL MEDESIMO AUTORE
+
+ Teatro in Versi:
+
+ _Una Partita a Scacchi_--_Il Trionfo d'Amore_. Un
+ vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.) L. 4 --
+
+ _Il Fratello d'Armi_. Dramma in 4 atti. Un volume in-18º
+ (in ristampa).
+
+ _Il Conte Rosso_. Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz.
+ Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881 » 4 --
+
+ _Il Marito amante della Moglie_. Commedia in 3 atti. Un
+ vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879 » 4 --
+
+ _Luisa_. Dramma in 3 atti.--_Sorprese notturne_. Commedia
+ in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881 » 4 --
+
+ _La tardi ravveduta_.--_La Sirena_.--_Intermezzi e
+ Scene_. Un volume in-18º, 1888 » 4 --
+
+
+ Teatro in Prosa:
+
+ _Al Pianoforte_.--_Acquazzoni in montagna_.--_Non
+ dir quattro se non l'hai nel sacco_.--_Storia vecchia_.
+ Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888 » 3 --
+
+
+ _Novelle e Paesi Valdostani_. Un vol. in-12º, 1886 » 4 --
+
+ _Il Filo_. Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con
+ illustrazioni di EDOARDO CALANDRA). Un vol. in-12º impresso
+ sopra carta di filo a mano » 2 --
+
+ _Fiori e Frutta_. Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione
+ del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani.
+ In-12º » 1 --
+
+
+ Di prossima pubblicazione:
+
+ _I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese_. Un
+ elegante vol. con disegni e fototipie.
+
+
+
+
+ TEATRO IN PROSA
+ DI
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Commedia in 4 atti
+
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+
+ Commedia in un atto
+
+
+ TORINO
+ F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE
+ 1888
+
+
+_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria,
+_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R.
+Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni
+della Legge vigente._
+
+Torino--Tipografia VINCENZO BONA.
+
+
+ INDICE
+
+
+ RESA A DISCREZIONE
+
+ Atto primo _pag._ 1
+ Atto secondo » 49
+ Atto terzo » 93
+ Atto quarto » 141
+
+ LA ZAMPA DEL GATTO
+ Atto unico » 181
+
+
+
+
+RESA A DISCREZIONE
+
+
+
+
+ PERSONAGGI
+
+
+ La Marchesa ELENA DI ROVEGLIA
+ La Contessa ELVIRA DI FRANCOFONTE
+ La Contessa GEMMA DEL PALLIO
+ La Baronessa MASINA ROVERI
+ Il Marchese TEODORO DI ROVEGLIA
+ ANDREA SARNI
+ FILIPPO LANDUCCI
+ PAOLO D'ASPRI
+ D'ALMÈNA
+ DEL SANNIO
+ RULFI
+ RUBACONTI
+ LORENZO DEL PALLIO
+ ENRICO PARDI
+ Il Cavaliere LERICI
+ ANSELMO | domestici della Contessa
+ AMBROGIO |
+ GIULIA, cameriera
+
+
+
+
+ATTO PRIMO
+
+Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra porta che
+mette in un salotto donde arrivano fino in scena le voci di più uomini
+che parlano allegramente con grossi scoppi di risa.
+
+
+SCENA I.
+
+ELENA, ELVIRA, GEMMA, MASINA, FILIPPO.
+
+
+ELENA
+
+Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi.
+
+ELENA
+
+Chiudete quell'uscio e servite il caffè.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_fa per chiudere_).
+
+ELVIRA
+
+No, che fate? Almeno si sente quello che dicono. Gli uomini sono così
+divertenti dopo pranzo.
+
+MASINA
+
+Perchè non vai di là addirittura?
+
+ELVIRA
+
+Se ci fossi io cambierebbero discorso.
+
+ELENA
+
+Che peccato!
+
+GEMMA
+
+O se non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, mentre qui fra
+donne....
+
+FILIPPO
+
+Brava, ed io?
+
+GEMMA
+
+Come, voi?
+
+FILIPPO
+
+Avete detto qui fra donne. E io cosa sono?
+
+GEMMA
+
+E oramai voi non contate più.
+
+FILIPPO
+
+Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli uomini le lasciano in
+disparte.
+
+ELENA
+
+Non ci lasciano, ce ne stiamo.
+
+FILIPPO
+
+Coll'uscio aperto.
+
+GEMMA
+
+E chi ascolta?
+
+FILIPPO
+
+Le donne hanno sempre un orecchio teso ai discorsi lontani.
+
+ELENA
+
+Quando i vicini non interessano.
+
+FILIPPO
+
+Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò mai per male di cose
+dette da una donna.
+
+ELENA
+
+Neanche se vi dicessi che siete un impertinente?
+
+FILIPPO
+
+Di questo mi glorierei. (_la serve di caffè_).
+
+ELENA
+
+Sì, badate a versarmelo adosso.
+
+FILIPPO
+
+Marchesa, siete più nervosa del solito.
+
+ELVIRA
+
+È vero, lo tratti male.
+
+GEMMA
+
+Gli parli così asciutto.
+
+ELENA
+
+La... Filippo. (_gli porge la mano_).
+
+FILIPPO (_baciandola_)
+
+Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti del mio mestiere.
+
+ELENA
+
+Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo mestiere.
+
+FILIPPO
+
+Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione e non ne ho nessuna;
+non sono nel numero degli eletti io. Non c'è mai stata una donna
+innamorata di me.
+
+ELENA
+
+Chi lo direbbe? (_ride_).
+
+GEMMA
+
+Ingrato Filippo! (_ride_).
+
+ELVIRA
+
+È tanto giovine! (_ride_).
+
+FILIPPO
+
+È inteso, padrone, ridano, non domando di meglio. (_serve Gemma_) Ce
+n'ho messo tre pezzi grossi, e una goccia di Cognac.
+
+GEMMA
+
+Bravo.
+
+FILIPPO
+
+Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti miei, mentre se ci fosse
+qui uno degli uomini che sono presi sul serio, tutte loro signore si
+studierebbero di mostrargli una grande noncuranza..., salvo forse a
+ripagarlo....
+
+ELENA
+
+Oh..., oh..., oh!
+
+FILIPPO
+
+Parlo delle donne in genere. (_serve Elvira_) Contessa.
+
+ELVIRA
+
+Grazie.
+
+FILIPPO
+
+Ebbene io mi contento del mio piccolo successo palese... Non do ombra,
+mi lascio deridere, ad un altro direbbero: _favorite di fare_... a me
+si dice: _fate_. Ricevo ordini e li eseguisco, e servo di zimbello per
+attirare i tordi. Quando una signora vuole stimolare colla gelosia
+qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce a me, quando
+vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio mi manda a spasso; e a
+questo mestiere, mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche
+briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono il mendicante che raccatta
+le briciole.
+
+ELENA
+
+Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai proprii successi.
+
+FILIPPO
+
+Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto l'amore di una donna,
+che possederlo davvero in segreto.
+
+ELENA
+
+Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite. Ecco tutto.
+
+FILIPPO
+
+E aggiungerò che una certa società che giudica della vostra a
+distanza....
+
+ELENA
+
+Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili.
+
+FILIPPO
+
+Io nego sempre.
+
+ELENA
+
+S'intende, senza di ciò non lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi
+ci pavoneggiamo degli uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci
+rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno degli uomini che
+abbiamo respinto, che creda alla nostra virtù. Diranno che non ebbero
+le circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo, senza cuore e
+senza immaginativa.
+
+FILIPPO
+
+Quello che si dice di voi.
+
+ELENA
+
+Quello che si dice di me. Che volete che pensi dei fatti nostri, la
+gente che non ci conosce, se gli amici ne fanno questo giudizio!--Noi
+mettiamo ogni studio a dare il peggior concetto possibile dei nostri
+costumi. Tolleriamo in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire a
+leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo noi, come parlo io
+molte volte, tutti griderebbero allo scandalo ed alla calunnia, io per
+la prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia di sicurezza.
+Riconduciamo a casa, la notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro
+fianco, un uomo che passò la serata a dirci che siamo belle. È vero
+che ce lo dicono così male! L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo
+chiamiamo amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo una
+dimestichezza universale, senza intimità, senza poesia, e quindi senza
+pericoli. La poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora messe al
+sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. In apparenza siamo cinicamente
+corrotte, lo siamo timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite.
+Parliamo d'amore ad ogni momento perchè non ci crediamo più. L'amore è
+morto e seppellito.
+
+FILIPPO
+
+Boum!!!
+
+ELENA
+
+Si vede che frequentate certi amici...
+
+FILIPPO
+
+E quali?
+
+ELENA
+
+Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra? Va all'ufficio, alla
+direzione, so io come la chiamano, di un giornale...
+
+FILIPPO
+
+Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita mia. Mi ci ha portato
+un amico per vedere da vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se
+campa.
+
+MASINA
+
+Chi?
+
+FILIPPO
+
+Un uomo che parte domani per il Polo-Nord. Pare che al Polo si debba
+trovare la soluzione di certi problemi di fisica. Uno scienziato.
+
+GEMMA
+
+Un vecchio?
+
+FILIPPO
+
+No, giovane, più giovane di me, e un bel giovane anche.
+
+GEMMA
+
+Dev'esser bello, se siete andato apposta per vederlo.
+
+FILIPPO
+
+Mi rincresce di non potervelo presentare.
+
+ELENA
+
+Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio Teodoro gli ha dato
+appuntamento in casa mia, perchè gli deve consegnare una certa lettera
+di raccomandazione, e non osa farlo salire sino al Macao. Come vedete,
+a volerlo conoscere non ci occorre la vostra protezione.
+
+FILIPPO
+
+Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate tanto? Perchè quei signori,
+fra cui c'è il mio amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir
+qui a farvi la corte.
+
+ELENA
+
+Giusto! tanto giusto che..., guardate, (_va alla porta a destra e
+chiama_) Paolo!
+
+GEMMA (_a Filippo_)
+
+È lei che lo chiama.
+
+FILIPPO
+
+La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è invulnerabile.
+
+ELVIRA
+
+Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore causa di debolezza
+che abbia una donna.
+
+MASINA
+
+Che è?
+
+FILIPPO
+
+Il marito.
+
+ELENA (_dopo aver chiamato Paolo è andata a scaldarsi i piedi al
+caminetto a sinistra_)
+
+Badate che sento.
+
+FILIPPO
+
+Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile.
+
+ELENA
+
+È vero, e mi annoio.
+
+
+SCENA II.
+
+PAOLO e detti.
+
+
+PAOLO
+
+Mi avete chiamato, Marchesa?
+
+ELENA
+
+Sì, mi pare mezz'ora fa.
+
+PAOLO
+
+D'Almèna raccontava una storia così lepida!
+
+ELENA
+
+È finita?
+
+PAOLO
+
+Sì.
+
+ELENA
+
+Allora rimanete qui.
+
+PAOLO
+
+Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete dato un pranzo tanto
+delizioso!
+
+ELENA
+
+Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in quello stipetto, c'è una
+scatola di sigari che m'ha portato lo zio dall'Avana.
+
+PAOLO
+
+Questa?
+
+ELENA
+
+Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti d'ora.
+
+PAOLO
+
+Ah troppo! (_depone la scatola_).
+
+ELENA
+
+D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare.
+
+PAOLO
+
+Vi domando perdono, lasciatemi qui.
+
+ELENA
+
+Mi fate la grazia di prendere quella scatola e d'offrirne di là.
+
+PAOLO
+
+Obbedisco. (_via colla scatola a destra_).
+
+
+SCENA III.
+
+Detti meno PAOLO.
+
+
+ELENA
+
+Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria. Quello è un
+uomo che mi fa la corte.
+
+GEMMA
+
+Almeno si dice.
+
+ELENA
+
+È vero; a segno che mi hanno già fidanzata con lui più volte.
+
+GEMMA
+
+La voce è messa in giro da lui.
+
+ELENA
+
+Non lo credo.
+
+ELVIRA
+
+Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha mostrato una scortesia
+affatto.....
+
+FILIPPO
+
+Maritale.
+
+
+SCENA IV.
+
+Detti, PAOLO, LORENZO, ENRICO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, RULFI e
+RUBACONTI.
+
+
+D'ALMÈNA (_ad Elena_)
+
+Siete proprio in collera?
+
+ELENA
+
+Perchè in collera?
+
+D'ALMÈNA
+
+Perchè siamo stati di là tanto tempo.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+PAOLO (_mostrandole la scatola_)
+
+Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno.
+
+ELENA
+
+Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso devo fare io per
+ringraziarvi d'aver risparmiati i miei sigari, e d'aver avuto pietà di
+noi? Se sapeste come languiva la conversazione! Un' altra volta ve ne
+preghiamo colle mani giunte, non private più la nostra società del suo
+più bell'ornamento.
+
+D'ALMÈNA
+
+Il più bell'ornamento siete voi.
+
+ELENA
+
+Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. Signori e signore: D'Almèna
+mi ha detto una cosa gentile.
+
+D'ALMÈNA
+
+È così facile, Marchesa!
+
+ELENA
+
+E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino licenza di spargere la
+voce che sono disposta a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro
+amico Paolo.
+
+PAOLO
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Non è vero?
+
+PAOLO
+
+Affatto! e non so chi abbia potuto dire...
+
+ELENA
+
+Queste signore... or ora.
+
+ELVIRA
+
+Ah! è un tradimento!
+
+PAOLO
+
+Come?
+
+ELENA
+
+Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela con lei.
+
+PAOLO (_va a sedere vicino ad Elvira_)
+
+Contessa, mi spiegherete! (_discorrono_).
+
+ELENA (_a D'Almèna_)
+
+Dunque?
+
+D'ALMÈNA
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Mi fate la corte?
+
+D'ALMÈNA
+
+È bella e fatta.
+
+ELENA
+
+Sareste disposto a commettere delle pazzie per me?
+
+D'ALMÈNA
+
+Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole. Una sola forse
+meriterebbe il nome di pazzia.
+
+ELENA
+
+Ed è?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'innamorarmi seriamente di voi.
+
+ELENA
+
+Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità.
+
+D'ALMÈNA
+
+Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado.
+
+ELENA
+
+La pazzia la commetterei io. Bel merito!
+
+D'ALMÈNA
+
+Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre grazie non conosco nulla
+che mi costi fatica!
+
+ELENA
+
+Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non sa immaginare un solo
+atto di sacrifizio per conquistare l'amore d'una donna.
+
+D'ALMÈNA
+
+Le donne non sanno più inspirare eroismi.
+
+ELENA
+
+Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti voi e vedrete.
+
+FILIPPO
+
+È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle dei savi.
+
+D'ALMÈNA
+
+E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli andare la testa in
+giro?
+
+ELENA
+
+Come una trottola; non fosse che per vendicarmi.
+
+D'ALMÈNA
+
+Di che?
+
+ELENA
+
+Della vostra presunzione che vi rende perfino scortesi.
+
+
+SCENA V.
+
+ANSELMO e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+La carrozza della Contessa di Francofonte, la carrozza della Baronessa
+Roveri. (_via_).
+
+ELVIRA
+
+Addio, Elena. (_si alza_).
+
+ELENA
+
+Che fretta!
+
+ELVIRA
+
+Alle nove vengono da me gli amici di mio marito, se tardo se ne vanno.
+Gli uomini non sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi?
+
+ELENA
+
+Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno pregare ora.
+
+RULFI
+
+Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno il ballo prima
+dell'Opera.
+
+ELENA
+
+Allora si capisce.
+
+ELVIRA
+
+Voi D'Aspri?
+
+PAOLO
+
+Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi, Contessa, dovreste metterci
+voi sino alla porta del teatro. L'allungate di così poco.
+
+ELVIRA
+
+Ma sì, figuratevi! Buona sera. (_saluta. Elena accompagna Elvira fino
+all'uscio, chiacchere e risa, via Elvira, Paolo e Rulfi_).
+
+RUBACONTI (_a Lorenzo_)
+
+Vieni?
+
+LORENZO
+
+Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo...
+
+RUBACONTI
+
+Hai bisogno d'aria come me.
+
+LORENZO
+
+Aspetta, avverto mia moglie.
+
+RUBACONTI
+
+Fai...
+
+LORENZO (_va presso Gemma e le dice_)
+
+Io vado, sai?
+
+GEMMA
+
+Benissimo.
+
+LORENZO (_torna a Rubaconti_)
+
+Andiamo?
+
+RUBACONTI
+
+Guarda, s'alza la Baronessa. (_Masina s'alza e saluta i vicini_).
+Andiamocene nella confusione a modo della Corte. (_si ecclissano senza
+esser veduti_).
+
+MASINA (_in piedi ad Elena_)
+
+Vado anch'io.
+
+ELENA
+
+Buona sera.
+
+MASINA
+
+Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie parti?
+
+ENRICO
+
+Io.
+
+MASINA
+
+Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha
+finito ancora?
+
+ELENA
+
+La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le cifre.
+
+ENRICO
+
+Oh, guarda!
+
+MASINA
+
+Ve ne siete scordato?
+
+ENRICO
+
+Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto.
+
+ELENA
+
+Senza di che.....
+
+MASINA
+
+E me le porterete domani?
+
+ENRICO
+
+Mi darete da pranzo?
+
+MASINA
+
+Sarà un doppio favore che mi fate. (_a tutti_) Addio. (_va ad Elena_)
+Rimani. (_via Masina, Enrico, Lorenzo e Rubaconti_).
+
+
+SCENA VI.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, poi TEODORO.
+
+
+ELENA
+
+Eh! che galanteria! tutti così.
+
+D'ALMÈNA
+
+E voi ve ne affliggete?
+
+ELENA
+
+Vorrei poter far del male a qualcheduno.
+
+D'ALMÈNA
+
+C'è Filippo per questo.
+
+ELENA
+
+Non basta. (_entra Teodoro_) Oh, zio!
+
+TEODORO (_la bacia in fronte poi saluta Gemma_)
+
+Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto?
+
+ELENA
+
+No.
+
+GEMMA
+
+Ah! il viaggiatore! Come si chiama?
+
+TEODORO
+
+Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e mezzo.
+
+ELENA
+
+Sono le nove.
+
+TEODORO
+
+Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo.
+
+GEMMA
+
+E perchè non in questo?
+
+TEODORO
+
+Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le delizie del
+soggiorno di Roma, nel momento che sta per intraprendere un viaggio da
+cui è miracolo se torna.
+
+ELENA
+
+Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè lo aiuti ad andarci?
+
+TEODORO
+
+Io non sono il custode del genere umano, e tanto meno dei signori
+professori, dottori, scrittori, compositori, seccatori e compagnia
+bella: ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione è allestita
+dal governo Svedese che avea promesso un posto al dottor Sarni. Ma i
+posti sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali Russi sollecitano
+l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni è scartato. La cosa sarà decisa
+fra otto giorni e il dottore sapendo che io fui ministro a Stoccolma e
+che sono amicissimo di quel Presidente del Consiglio, venne da me per
+una commendatizia un po' calorosa presso quest'ultimo. Ho promesso di
+scriverla e m'è venuto un fiore d'eloquenza. Nel mio mestiere ho
+imparato che bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza agli
+uomini di studio. Quando sapremo se esiste un mare chiuso piuttosto
+che un mare libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, non
+avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato nè uno
+scrigno di più, nè un carabiniere di meno. Ma gli uomini che hanno il
+coraggio di affrontare un simile viaggio è meglio che lo facciano.
+Rimanendo in patria, sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che
+progressi di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa.
+
+ELENA
+
+Oh, oh, lo credi da tanto?
+
+TEODORO
+
+Avessi sentito con che fuoco perorava la sua causa! Neanche per andare
+a nozze. Con che serietà parlava del dovere che ha ogni uomo di
+giovare agli uomini e di mettere la vita per lo scoprimento di una
+verità. Non c'è che dire, è un uomo forte.
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa?
+
+ELENA
+
+E con ciò?
+
+D'ALMÈNA
+
+Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi di far andare la
+testa in giro al primo che aveste incontrato?
+
+ELENA
+
+Parte.
+
+FILIPPO
+
+Buon per voi che non siete esposta...
+
+ELENA
+
+Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile!
+
+GEMMA
+
+Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di non lasciarlo partire?
+
+ELENA
+
+Gran cosa! Che ne dite D'Almèna?
+
+D'ALMÈNA
+
+Non dico nulla.
+
+ELENA
+
+Non credete che se volessi?
+
+GEMMA
+
+Ma non vuoi.
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Quando parte il tuo dottore?
+
+TEODORO
+
+Posdomani.
+
+ELENA
+
+Presto. È ben deciso di partire?
+
+TEODORO
+
+Irrevocabilmente.
+
+ELENA
+
+Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna?
+
+D'ALMÈNA
+
+Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo.
+
+ELENA
+
+Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei sagrifizi. Va la
+scommessa?
+
+D'ALMÈNA
+
+Scherziamo, eh?
+
+TEODORO
+
+Io ci avrei un gusto matto.
+
+FILIPPO
+
+E le vostre paure come agitatore?
+
+TEODORO
+
+Oh! in quelle mani...!
+
+ELENA
+
+Intendiamoci. È un uomo di mondo?
+
+TEODORO
+
+Conosco dei duchi che lo sono meno di lui.
+
+ELENA
+
+Quel viaggio non gli deve fruttar denaro?
+
+TEODORO
+
+Glie ne costa.
+
+ELENA
+
+Va la scommessa? Chi tiene?
+
+GEMMA
+
+Io...
+
+ELENA
+
+Tu? Tu sostieni che parte?
+
+GEMMA
+
+Certo.
+
+D'ALMÈNA
+
+La contessa è la sola persona qui che possa senza scortesia dubitare
+della riuscita.
+
+ELENA
+
+Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per male. Va la scommessa?
+
+FILIPPO
+
+In che termini?
+
+ELENA
+
+Io sostengo che quel signore che deve venir qui ora, il Dottor... non
+rammento nemmeno il nome, guardate.
+
+FILIPPO
+
+Sarni.
+
+ELENA
+
+Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio polare.
+
+FILIPPO
+
+Io sto per la Marchesa.
+
+ELENA
+
+No, no. Voglio esser sola. (_a Gemma_) Vada fra noi due.
+
+GEMMA
+
+Che va?
+
+ELENA
+
+La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano regalare il giorno
+della mia festa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! per la vita d'un uomo!
+
+ELENA
+
+Glie la salvo la vita.
+
+GEMMA
+
+È detta.
+
+ELENA
+
+Siate testimoni. (_le due si stringono la mano_). Zio, dammi la
+lettera commendatizia. (_a Gemma_) Ti do la mia parola d'onore che
+quella lettera... (_a Teodoro_) Quando hai detto che intende partire?
+
+TEODORO
+
+Posdomani mattina.
+
+ELENA
+
+Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni avrà quella lettera.
+
+GEMMA
+
+Va bene.
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Me la dài?
+
+TEODORO
+
+Eccola. (_le consegna la lettera_).
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh, Marchese!
+
+TEODORO
+
+Detesto gli uomini superiori.
+
+ELENA
+
+E ora, zio, ti mando via.
+
+TEODORO
+
+Ah!
+
+ELENA
+
+Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani la consegna della
+lettera.
+
+TEODORO
+
+Giusto.
+
+ELENA
+
+Le nove e tre quarti.
+
+ANSELMO (_entrando_)
+
+La carrozza della Contessa del Pallio.
+
+GEMMA
+
+Posso rimanere?
+
+ELENA
+
+Anzi vedrai che poche arti ci vogliono.
+
+_(ad Anselmo)_
+
+Anselmo, quando verrà un signore a cercare di mio zio lo farete
+passare.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora. (_via_).
+
+TEODORO
+
+Addio.
+
+ELENA
+
+Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non voglio che il tuo eroe
+possa credere che la nostra compagnia concilia il sonno. Almeno
+questo.
+
+TEODORO
+
+Giusto. (_scuote Del Sannio_) Oh giovinotto!
+
+DEL SANNIO
+
+Eh!
+
+TEODORO
+
+Andiamo?
+
+DEL SANNIO
+
+Subito. Chiudono? (_mezzo insonnito va a prendere il cappello ed
+accenna ad avviarsi con Teodoro_).
+
+FILIPPO
+
+Crede di essere al Club.
+
+ELENA
+
+Ciò vendica i nostri saloni.
+
+TEODORO (_a Del Sannio_)
+
+Non salutate?
+
+DEL SANNIO
+
+Oh diavolo! Cara Marchesa.
+
+ELENA
+
+Vi ringrazio della bella serata che ci avete fatto passare.
+
+DEL SANNIO
+
+Che dite?... Sono io che...
+
+TEODORO
+
+Presto.
+
+DEL SANNIO
+
+Vengo. Contessa! (_s'avvia, quando è vicino a Teodoro gli dice_) Oh!
+Marchese, scusate, non vi avevo conosciuto.
+
+TEODORO
+
+La cimmeria nebbia, come dicono i classici.
+
+
+SCENA VII.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO e D'ALMÈNA.
+
+
+D'ALMÈNA (_traendo Elena in disparte_).
+
+Marchesa, voi state per commettere una cattiva azione.
+
+ELENA
+
+Oh! oh!
+
+D'ALMÈNA
+
+Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita della
+poca galanteria degli uomini; ma quello di cui macchinate la rovina...
+
+ELENA
+
+La rovina?
+
+D'ALMÈNA
+
+Certo; quello non appartiene al nostro mondo, non vi ha offeso in
+nulla. È un uomo utile, probabilmente ingenuo e quindi disarmato
+contro di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata in voi
+sareste la prima a giudicare severamente la vostra condotta. La parte
+di Dalila è ingenerosa.
+
+ELENA
+
+Se è un Sansone non cadrà.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sansone è caduto.
+
+ELENA
+
+Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente forte non si lascierà
+smuovere, e lo smacco sarà mio. Sapete bene che non mi getterò fra le
+sue braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa d'eroe, e mi
+vendicherà della prosopopea di tutti gli altri. E poi m'annoio, e
+questo mi diverte.--E poi è deciso.
+
+D'ALMÈNA
+
+Quanto più sarà forte, tanto più facilmente cadrà nella pania.
+
+ELENA
+
+Come temete per il decoro del vostro sesso!
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh! pigliatevela con me....
+
+ELENA
+
+Che non ve ne importa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non conosco il signor Sarni, ma...
+
+ELENA
+
+Minacciate di metterlo in avviso? La buona fede mascolina! Perchè vi
+ho invitato a casa mia!
+
+D'ALMÈNA
+
+Non lo metterò in avviso, non per timore di essere sleale, ma perchè
+sarebbe inutile. Solo se persistete nel proposito, avrò il dolore di
+non esser più de' vostri amici.
+
+ELENA
+
+Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di farvi la corte.
+
+D'ALMÈNA
+
+Buona sera, Marchesa.
+
+ (_Elena s'inchina col capo_).
+
+D'ALMÈNA (_a Gemma_)
+
+Contessa! (_salutando_).
+
+FILIPPO
+
+
+Vai via? Non assisti al Torneo?
+
+D'ALMÈNA
+
+No.
+
+GEMMA
+
+Per dar la palma al vincitore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Saranno vinti tutti e due. (_via_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+ELENA, GEMMA, FILIPPO.
+
+
+ELENA (_è rimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna si scuote_).
+
+Non potete credere che allegria mi mette indosso questa partita.
+(_Silenzio. Elena passeggia la scena, va da un mobile all'altro, apre
+un libro e poi lo chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia
+coprendosi la bocca colla mano. Gemma lo guarda_).
+
+FILIPPO
+
+Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa. Le dieci.
+(_suono di campanello_) Eccolo qui, è puntuale.
+
+GEMMA
+
+Elena, lasciamo correre?
+
+ELENA (_la guarda--pausa_)
+
+Vedremo.
+
+
+SCENA IX.
+
+ANSELMO, ANDREA e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il sig. Sarni.
+
+ (_Andrea entra e s'inchina_)
+
+ELENA
+
+Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo aspettandola. Mio zio
+le avrà detto che le dava appuntamento in casa mia.
+
+ANDREA
+
+Sì, signora Marchesa.
+
+ELENA
+
+La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta per fare la sua
+conoscenza. (_inchini_). Il mio amico il Barone Landucci.
+
+FILIPPO
+
+Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni ieri sera...
+
+ANDREA
+
+Alla Direzione del _Faro_.
+
+FILIPPO
+
+Appunto.
+
+ELENA (_fa cenno ad Andrea di sedere_)
+
+Inutile dirle che si parlava di lei.
+
+FILIPPO
+
+Ammirando.
+
+ANDREA
+
+È un'ammirazione presto guadagnata, se basta partire per ottenerla.
+
+GEMMA
+
+Si ammira un volontario che parte per la guerra.
+
+ANDREA
+
+Ma non un botanico che parte per erborizzare, nè un artista per veder
+paesi. Al giorno d'oggi i piccoli fatti sono troppo facilmente
+divulgati, e finiscono per acquistare importanza dal numero delle
+persone che li conosce.
+
+GEMMA
+
+Quando tutti sono d'accordo in un sentimento...
+
+ANDREA
+
+È segno che c'è una specie di pigrizia universale, che fa senza esame
+accettare per buono il giudizio corrente.
+
+GEMMA
+
+Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa che lei sta per tentare.
+
+ANDREA
+
+Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia, ma questa larva di
+celebrità improvvisata e ad ogni modo anticipata mi può dare delle
+gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio di un giornale dove
+andai volentieri per vedere un po' di gente prima di lasciare il mio
+paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi di esserci come
+una specie di bestia rara che molte persone convenute apposta volevano
+veder da vicino. Quei signori possono credere che io ci fossi andato
+per darmi in spettacolo, e se la spedizione fallirà o se non riescirò
+a trarne quel profitto che mi propongo, eccomi fatto ridicolo o almeno
+convinto di molta presunzione.
+
+FILIPPO
+
+Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio...
+
+ANDREA
+
+Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari polari.
+
+FILIPPO
+
+Finirò per aver più merito io, che me ne sto qui a far la corte a
+queste signore.
+
+ANDREA
+
+Dicono infatti che sia una navigazione assai più difficile.
+
+ELENA (_levando la testa e guardandolo fiso_)
+
+È pericolosa?
+
+ANDREA
+
+Sono tentato di crederlo, Marchesa.
+
+ELENA
+
+Per esperienza?
+
+ANDREA
+
+Un'esperienza di cinque minuti.
+
+ELENA
+
+Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie laggiù nella solitudine?
+
+ANDREA
+
+Farò economia.
+
+GEMMA
+
+È già tanto ricco!
+
+FILIPPO
+
+L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo che va ai mari polari,
+lo si immagina selvatico come un orso bianco.
+
+ANDREA
+
+Al contrario, adoro la società!
+
+GEMMA
+
+E perchè l'abbandona?
+
+ELENA
+
+Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un uomo di quell'età.
+
+ANDREA
+
+No, no, non ho segreti da nascondere e non sono più romantico che
+selvatico. Non ho nè dolori da vincere, nè disinganni da consolare.
+Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada maestra dove
+passano tutti. Come vede, mi confesso ambizioso; ma per emergere dalla
+folla bisogna essere più alto degli altri, mentre anche un uomo di
+media statura, se cammina solo, lo si vede da lontano.
+
+ELENA (_carezzevole a Filippo_)
+
+Filippo, passatemi quello sgabello.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_le porta lo sgabello e glielo mette sotto i piedi_).
+
+ELENA (_c. s._)
+
+E abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli occhi.
+
+FILIPPO
+
+Ecco. (_eseguisce_).
+
+ELENA (_gli porge la mano e con tono di molto sentimento dice:_)
+
+Grazie, mio buon amico.
+
+FILIPPO (_sorpreso_)
+
+Oh! (_bacia la mano_).
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh?
+
+ANDREA
+
+È così bene accompagnato!
+
+ELENA (_piano a Filippo_)
+
+Fa una grande ostentazione di semplicità.
+
+FILIPPO
+
+Vi dispiace?
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Siete meglio voi, cento mila volte.
+
+FILIPPO (_sempre più stupito_)
+
+Oh!
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola.
+
+FILIPPO (_c. s._)
+
+Che viltà!
+
+ELENA (_c. s._)
+
+Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là.
+
+ _(Filippo torna dall'altra)._
+
+ANDREA (_seguitando un discorso con Gemma_)
+
+Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma dopo di essere stati sei
+giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.
+
+ (_Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in
+ mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno
+ del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra
+ fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda
+ e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto.
+ Tutti e due sorridono--Andrea ha notato il giuoco
+ e ne è un po' sconcertato_).
+
+GEMMA
+
+Chi sa quei sei giorni che apprensione!
+
+ANDREA
+
+Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata e fummo liberi
+prima d'avvertire che..... _(a Filippo che fa cenni ad Elena)_ Dica.
+
+FILIPPO
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava a cenni il mio
+amico Filippo, per sapere se devo mandare al suo recapito una certa
+lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo.
+
+ANDREA
+
+Io?
+
+ELENA
+
+Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo verdetto avrà tutta la
+cecità che si richiede ad un verdetto della sorte. Vuole rispondere?
+
+ANDREA
+
+Ma si può conoscere almeno a chi è diretta la lettera?
+
+ELENA
+
+Ah no! (_guarda Filippo ridendo_) Il nome del destinatario le direbbe
+ogni cosa.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+È lui! Che parte mi fa fare? (_forte_) È una lettera importante?
+
+ELENA (_ridendo_)
+
+Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per tale.
+
+ANDREA
+
+Ebbene. (_fra sè_) Vediamo. (_forte_) Io non la manderei.
+
+ELENA
+
+Davvero?
+
+ANDREA (_ridendo_)
+
+L'oracolo ha parlato.
+
+ELENA
+
+E sia. (_mette la lettera nel cassetto del tavolino_).
+
+ANDREA
+
+Però trovo strana questa irresolutezza in una Signora. Le donne pel
+solito deliberano prontamente.
+
+ELENA
+
+Ha in così buon concetto le donne?
+
+ANDREA
+
+Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti prima di deliberare,
+ma più fermi e perseveranti dopo.
+
+ELENA
+
+Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa...
+
+ANDREA
+
+La faccio.
+
+ELENA
+
+Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che potrebbe smoverla dal
+farlo?
+
+ANDREA
+
+Oh... certo.
+
+ELENA
+
+Proprio nulla?
+
+ANDREA
+
+Oh Dio, potrei ammalare.....
+
+ELENA
+
+No... No.
+
+ANDREA
+
+Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro impedimento mi potrebbe
+trattenere...
+
+ELENA
+
+Non vede? Mi rallegro con lei.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che strana donna!
+
+ELENA
+
+A proposito del suo viaggio, guardi che quasi me ne scordavo. Mio zio
+le doveva portare stassera una commendatizia.
+
+ANDREA
+
+Ecco, senza di quella, per esempio, temo che il mio viaggio sarebbe in
+grande pericolo.
+
+ELENA
+
+Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera perchè è un poco
+indisposto. Mi manderà la lettera domattina. Se vuole passare a
+prenderla in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela posso mandare.
+
+ANDREA
+
+Oh! verrò io.
+
+ELENA
+
+Così avrò il piacere di rivederla.
+
+ANDREA
+
+A che ora?
+
+ELENA
+
+Verso le undici, le va?
+
+ANDREA
+
+Benissimo. Anche più tardi, se crede.
+
+ELENA
+
+No, io mi alzo per tempo. È inteso?
+
+ANDREA (_levandosi_)
+
+La ringrazio.
+
+ELENA
+
+Non ho detto per congedarla. Non è tardi.--Siamo in pochi.--La
+Contessa è la mia migliore amica, Filippo è di casa; segga là, e si
+lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità. Ci parli delle
+sue speranze, dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli
+terribili ed immaginosi. Vuole?
+
+ANDREA
+
+Ma.....
+
+GEMMA
+
+Sì, sì.
+
+ELENA
+
+Filippo, diteglielo anche voi.
+
+FILIPPO
+
+Che potrebbe mai la mia povera parola?
+
+ANDREA
+
+Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un tale conto di lei!
+
+ELENA
+
+Una serata passata in questo modo fa fare dei gran passi all'amicizia.
+Sarà un pegno che ci lascia di non scordarci al ritorno. E noi lo
+rammenteremo molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella gran notte
+polare, potrà pensare: in questo momento nel mio paese in un salotto
+intimo dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente che dice:
+Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che commenta i miei discorsi e fa voti
+perchè si avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso di lei.
+(_a Filippo molto carezzevole_) Non è vero, Filippo?
+
+FILIPPO (_fra sè_)
+
+Come mi carezza!
+
+ANDREA (_seccato dalle tenerezze tra Elena e Filippo_)
+
+La proposta è seducente ed il quadro bellissimo, ma il tempo stringe e
+ho molto da fare. Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie
+difese, nel caso che la fretta mi facesse passare per scortese. Sono
+sicuro di affidarmi ad un buon avvocato.
+
+ELENA (_fra sè_)
+
+Ci morde.
+
+ANDREA
+
+Marchesa!
+
+ELENA
+
+A domani alle undici.
+
+ANDREA
+
+Grazie. Contessa...
+
+GEMMA
+
+Buon viaggio.
+
+ANDREA (_a Filippo_)
+
+Mi raccomando a lei. (_via_).
+
+
+SCENA X.
+
+Detti meno ANDREA.
+
+
+GEMMA
+
+Filippo, andatemi a prendere il mantello.
+
+FILIPPO
+
+Subito! (_via_).
+
+GEMMA (_ad Elena_)
+
+Persisti nella scommessa?
+
+ELENA
+
+Certo.
+
+GEMMA
+
+Uhm! Perderai.
+
+ELENA
+
+Credi?
+
+GEMMA
+
+Se n'è andato.
+
+ELENA
+
+Appunto. È quello che volevo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi qua. (_aiuta Gemma a vestire il mantello_). Vi accompagno.
+
+GEMMA
+
+Miracolo!
+
+FILIPPO
+
+La Marchesa è stata troppo buona con me in presenza dei terzi. Se
+rimango solo, se ne vendica, mi batte.
+
+GEMMA (_ad Elena_)
+
+Buona fortuna.
+
+ELENA
+
+Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto alle undici e un quarto
+preciso.
+
+FILIPPO
+
+Ci siamo. Orologio alla mano.
+
+GEMMA (_nell'uscio a Filippo_)
+
+Venite?
+
+ELENA
+
+Pranzerete poi con me.
+
+FILIPPO
+
+Le briciole, cara Marchesa. (_via con Gemma_).
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELL'ATTO PRIMO.
+
+
+
+
+ATTO SECONDO
+
+ In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In fondo
+ una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si
+ capisce sporgere nel giardino. In quello nel mezzo una tavola
+ rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto
+ ha un ingresso a sè a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le
+ persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. Il
+ salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra,
+ a destra non c'è porta nè finestra, la luce viene dal
+ gabinetto. Vicino al sofà un tavolino a due piani foderato in
+ peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul
+ piano superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della
+ scena, cioè a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo
+ scrittoio un piccolo cavalletto regge una fotografia. Sul
+ camino un'altra fotografia. Fiori dappertutto.
+
+
+SCENA I.
+
+ANSELMO introducendo _Andrea_.
+
+La signora Marchesa ha lasciato detto che se veniva il signore lo si
+pregasse di aspettare, che alle undici sarebbe tornata. Non può
+tardare più di due tre minuti.
+
+ANDREA
+
+Va benissimo. (_Anselmo parte_).
+
+È mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo
+ieri? No--Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio
+primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina fresca di
+rosa! Sicuro che è facile la vita qui dentro (_siede_). Per stare in
+ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno il
+pudore di nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col
+Barone; perchè è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga
+il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per
+fornire poi argomento ai loro discorsi quando sono a corto di
+galanterie. Fossi grullo! (_s'alza_). Questi seggioloni sono il vero
+emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta.
+Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le
+buone sedie dure che fanno lavorare. Non vedo l'ora di esser partito.
+Tutti questi giorni che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È
+una settimana che non ho aperto un libro (_prende la fotografia che è
+sullo scrittoio_). Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio
+lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad ogni momento. Miracolo che
+non l'avesse di là nel salone. Là ci terrà gli _Album_ con tutti gli
+altri: questo è il santuario degli eletti. Non è antipatico! Ha
+un'aria volgare, e mi fa maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo
+bene a suo posto, che non se lo trovi mancare. Così--(_vede l'altra
+fotografia sul camino_). Un altro! Dello stesso alla stessa. È
+un'esposizione! Scommettere che ci trovo il terzo là su quel tavolino?
+(_va al tavolino_) No, un atlante. Il viaggio della _Vega_. Oh, oh! E
+i fogli sono tagliati, e il libro ha l'aria d'esser stato letto... Ci
+sono dei segni in margine e delle note... Vediamo; ah! dove descrive
+l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: _Ecco degli
+uomini!_ Lo credo bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon!
+(_sente la voce d'Elena nella sala vicina_) Eccola!
+
+
+SCENA II.
+
+ELENA e detto.
+
+
+ELENA (_con cappello e mantello_)
+
+Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare
+ogni mattina una passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede,
+eh? (_suona il campanello_).
+
+ANDREA
+
+Quello che si vede le sta così bene...
+
+ELENA
+
+Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano a
+fare.
+
+ANDREA
+
+No... proprio nulla, non ho che da aspettare l'ora della partenza.
+
+ELENA
+
+Che è domani?
+
+ANDREA
+
+Sì, domattina.
+
+ELENA (_Si è già levato il cappello, levandosi il mantello questo
+s'impiglia in un uncinetto dell'abito_)
+
+Scusi, guardi un po' lei.
+
+ANDREA
+
+Ecco fatto.
+
+ELENA
+
+Era così fosca l'aria stamattina.
+
+ _(Anselmo entra)._
+
+Dite a Giulia che venga a prendere il mio cappello e il mio mantello.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora.
+
+ELENA
+
+Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera.
+
+ANSELMO
+
+Non credo.
+
+ELENA
+
+Non è possibile! Siete certo che non è venuto nessuno da parte dello
+zio?
+
+ANSELMO
+
+Almeno io non ho visto nessuno.
+
+ELENA
+
+Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se veramente non hanno
+portato nulla, avvertite Ambrogio che sia pronto a salir subito al
+Macao. (_verso Andrea_) Scrivo un biglietto allo zio per sollecitarlo.
+
+ANDREA
+
+Mi rincresce...
+
+ELENA
+
+Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. La lettera non
+può tardare.
+
+ANDREA
+
+Vorrei che tardasse un'ora almeno.
+
+ELENA
+
+Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite. Mi ha già fatto
+senso ieri sera. La galanteria è la qualità degli uomini che non ne
+posseggono altre. Ora hanno perduto anche quella. Gli uomini come lei
+non hanno bisogno di esser galanti.
+
+ANDREA
+
+Vuol dire che non so pigliarmela con garbo.
+
+ELENA
+
+No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli uomini di studio e di
+valore le poche volte che sono condannati a discorrere con una
+signora, usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante. Mi
+pare di vederci trapelare la profonda convinzione della nostra
+frivolità.
+
+ANDREA
+
+No.
+
+ELENA
+
+Altro. (_Giulia entra e raccoglie il cappello ed il mantello poi
+s'avvicina ad Elena_).
+
+Ebbene?
+
+GIULIA
+
+Dice Anselmo che veramente non è venuto nessuno, nè hanno mandato
+nulla.
+
+ELENA
+
+Anselmo avrà avvertito Ambrogio?
+
+GIULIA
+
+È già pronto.
+
+ELENA
+
+Che aspetti. (_via Giulia_) Non so capire... scrivo subito allo zio.
+(_allo scrittoio_).
+
+ANDREA
+
+Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal Marchese.
+
+ELENA
+
+È così lontano!
+
+ANDREA
+
+Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo fermo a bordo.
+
+ELENA (_piccata_)
+
+Padrone!
+
+ANDREA
+
+Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere.
+
+ELENA
+
+Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa, altrimenti no. Buon
+viaggio.
+
+ANDREA
+
+È meglio che scriva lei il biglietto.
+
+ELENA
+
+Meno male. (_prendendo la scatola della carta da lettere, fa cadere in
+terra il piccolo cavalletto col ritratto di Filippo_).
+
+ANDREA (_che è seduto dall'altra parte della scena, si alza e
+raccoglie la fotografia_)
+
+Oh! povero Barone.
+
+ELENA
+
+Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel ritratto?
+
+ANDREA
+
+L'avevo già visto prima che lei arrivasse.
+
+ELENA
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa.
+
+ELENA
+
+Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel posto... è perchè...
+
+ANDREA
+
+Tutti lo vedano.
+
+ELENA
+
+Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde questo salotto non è
+mai aperto alla folla. Qui non ci vengono che gli amici.
+
+ANDREA
+
+E ci stanno.
+
+ELENA
+
+Non pare, dacchè lei parte.
+
+ANDREA
+
+Sa, non si regge più!
+
+ELENA
+
+Chi?
+
+ANDREA
+
+Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha una gamba rotta...
+
+ELENA
+
+Bene, lo metta dove vuole.
+
+ANDREA
+
+Là sul camino?... daccanto all'altro?...
+
+ELENA
+
+Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia di suonare il
+campanello. (_Andrea preme il bottone elettrico vicino al
+camino.--Elena chiude la lettera_).
+
+Così! Confessi la verità... lei mi trova molto... come devo dire?...
+
+ANDREA
+
+Gentile.
+
+ELENA
+
+No. Quantunque la parola esprima forse in modo cortese la stessa
+censura che intendo io. (_entra Anselmo_) Questo biglietto allo zio,
+subito.
+
+ANSELMO
+
+Sissignora. (_via_).
+
+ELENA
+
+Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. Non trova? L'ho veduto
+ieri sera per la prima volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con
+lei e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta dimestichezza.
+Che vuole? Sono per indole piuttosto gaia, e lei malgrado il suo
+sapere e la sua fermezza mi pare non sdegni un po' di buon umore
+giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione non del tutto
+sgradevole; chissà che al suo ritorno non si finisca per diventar
+amici davvero.
+
+ANDREA
+
+Adesso non siamo?...
+
+ELENA
+
+Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che so io di lei? Che è un uomo
+di merito che va al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono nipote
+di mio zio.
+
+ANDREA
+
+So di più...
+
+ELENA
+
+S'intende, che non faccio paura, che ho una buona sarta e che ricevo
+molta gente.
+
+ANDREA
+
+Di più. Che quelli che hanno la fortuna di esser suoi amici...
+davvero, lei li tratta molto bene.
+
+ELENA
+
+Chi glie lo dice?
+
+ANDREA
+
+Almeno in effigie.
+
+ELENA
+
+Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul mio tavolino--se
+sapesse!...
+
+ANDREA
+
+Che?
+
+ELENA
+
+No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di fare questi discorsi ora.
+(_passa dall'altra parte della scena e va a sedere sul canapè vicino
+al tavolino di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude
+come per nasconderli e li mette sul piano inferiore_).
+
+ANDREA (_che non si è mosso_)
+
+Perchè chiude e nasconde quei libri?
+
+ELENA
+
+Oh! libri indifferenti.
+
+ANDREA
+
+Per me, no. Il viaggio della _Vega_.
+
+ELENA
+
+Ha veduto anche questo?
+
+ANDREA
+
+Le rincresce?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Perchè mi spiace passare per una donna sapiente.
+
+ANDREA
+
+Non le fa torto.
+
+ELENA
+
+E perchè mi spiace che lei possa credere che li avevo messi in vista
+apposta per lei.
+
+ANDREA
+
+Non mi sono lusingato di tanto.
+
+ELENA
+
+D'altronde non l'ho letto.
+
+ANDREA
+
+Le note non sono sue?
+
+ELENA
+
+L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto, mi è piaciuto; l'ho
+annotato, ed alla prima occasione partirò anch'io per un viaggio
+d'esplorazione. È contento?
+
+ANDREA
+
+Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se si propone di
+scandagliare il fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno
+scandaglio lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè sono entrato
+in casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. Sono stanco di
+sorvegliarmi. Non so durare alla giostra delle piccole frasi, e dei
+continui sottintesi. Mi lasci essere quello che sono veramente, un
+uomo molto semplice e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito
+che mi dava appuntamento in casa della Marchesa di Roveglia,
+lasciandomi capire che ci avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di
+vederla. Quando mi fecero passare nel suo salone, lo devo dire? ne fui
+contrariato. La sua riputazione di suprema eleganza mi dava
+soggezione, mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un tale
+studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del sussiego, e trovai invece
+una giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. Rincresce
+passar per novizio. La sua sicurezza trionfante mi conturba, la sua
+semplicità così elegante mi umilia. Ho paura di apparire impacciato
+contenendomi, e arrogante lasciandomi andare. Il meglio è confessare
+la mia pochezza. Un uomo che sta a suo posto, non è mai ridicolo.
+
+ELENA
+
+Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti!
+
+ANDREA
+
+Quando?
+
+ELENA
+
+In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti ed utili come lei devono
+averci in così misero concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse
+mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto di me. Ho molto
+orgoglio; mi rincresce essere messa a fascio colle altre. Non le avrei
+detto queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio. Ora siamo
+sulla buona strada tutti e due. Ebbene è vero. Quel libro era lì
+aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui sola.
+
+ANDREA
+
+Ah!
+
+ELENA
+
+L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi quanto il racconto
+di queste superbe battaglie dell'uomo contro gli elementi. Quei
+lottatori sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri hanno tutti
+del rodomonte. Quanto l'invidio. Com'è bello avere una ragione così
+alta di vivere e di agire.
+
+ANDREA
+
+Possono essere tante le ragioni.
+
+ELENA
+
+Per ciò è una gran miseria non averne nessuna.
+
+ANDREA
+
+Nessuna?
+
+ELENA
+
+Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo viaggio?
+
+ANDREA
+
+Un anno forse...
+
+
+SCENA III.
+
+ANSELMO, FILIPPO e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il Barone Landucci! (_movimento d'Andrea--Filippo entra--Elena, senza
+interrompere il discorso, gli porge la mano_).
+
+ELENA
+
+Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi giorni di viaggio, e
+poi il gran silenzio. Si ricorderà ancora che sono al mondo al suo
+ritorno?
+
+ANDREA
+
+Certamente!
+
+ELENA (_a Filippo_)
+
+Come va a quest'ora?
+
+FILIPPO (_stupito_)
+
+Ma...
+
+ELENA
+
+Per voi non fa giorno al solito che verso le due.
+
+FILIPPO
+
+Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando davanti la vostra
+porta, ho pensato di venire a darvi il buon giorno.
+
+ELENA
+
+Grazie, mio buon amico, (_gli dà la mano a baciare_).
+
+ANDREA (_levandosi in piedi_)
+
+A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar la lettera dal
+portinaio...
+
+ELENA
+
+Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un momentino. (_a Filippo_)
+Che affari potete mai aver voi, mio povero amico?
+
+FILIPPO
+
+Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari posso mai aver io?
+
+ELENA
+
+Come la pigliate! (_ad Andrea_) Landucci si lagna sempre di esser
+maltrattato dalle signore.
+
+ANDREA
+
+Quando si dice l'errore!
+
+FILIPPO
+
+Mal trattato...
+
+ELENA
+
+Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le sue perfidie.
+
+FILIPPO
+
+Le mie perfidie!
+
+ELENA
+
+Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono. Non sarebbe certo per
+me che avreste fatto sacrifizio di tre o quattro ore di sonno!
+
+FILIPPO
+
+Vengo però a dedicarvene la maggior parte.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che ci faccio io qui? (_salutando_) Marchesa, voglio lasciar l'agio di
+scolparsi al Barone.
+
+ELENA
+
+Sono proprio mortificata di questo ritardo dello zio. Io non esco di
+casa; ripassi al tocco; la lettera ci sarà di certo, dovessi andare a
+ritirarla io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio che salga
+a pigliarla. È inteso?
+
+ANDREA
+
+Sissignora... Barone...
+
+FILIPPO
+
+Dottore... (_via Andrea_).
+
+
+SCENA IV.
+
+ELENA e FILIPPO poi ANSELMO.
+
+
+FILIPPO
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Aspettate che sia fuori del tutto.
+
+FILIPPO
+
+Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso l'uscio d'entrata.
+
+ELENA (_canticchiando e battendo allegramente colle due mani sul
+tavolino_)
+
+Là là là là.
+
+FILIPPO
+
+Non parte più?
+
+ELENA
+
+Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora d'esser partito. Ma non
+partirà.
+
+FILIPPO
+
+Credete?
+
+ELENA
+
+Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria! come ci vuol poco! E sono
+gli uomini di valore, e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri
+della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza! Eccolo turbato
+come un'educanda che riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa
+pena!
+
+FILIPPO
+
+Che cuore!
+
+ELENA
+
+Gli uomini, eh?
+
+FILIPPO
+
+I grandi uomini.
+
+ELENA
+
+Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi secondate come se fosse
+cosa da nulla. V'assicuro che se sapessi di una macchinazione simile
+contro una donna, anche non essendole amica, a quest'ora l'avrei già
+messa sull'avviso. Ma voi altri! Che uno dei vostri cada in trappola,
+che ve ne importa? Ve lo spingete, se occorre.
+
+FILIPPO
+
+Siete impagabile!
+
+ELENA
+
+Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero, mi ha sermoneggiata,
+mentre era così facile correre dietro a quel disgraziato e metterlo al
+corrente della scommessa. La cosa era tanto ovvia che ho temuto la
+facesse. Ma è bastato opporgli lo spauracchio della lealtà offesa per
+disarmarlo. Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione
+che mi rivolta. Se il tranello contro il Dottore fosse stato ordito da
+un uomo, D'Almèna glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una donna!
+La dignità maschile sdegna di lottare contro una donna. Poverette,
+siamo tanto deboli!--Si vede.--Ma ostentate di tenerci per tali, e
+sarebbe peccato non approfittarne.
+
+FILIPPO
+
+Siete impagabile!
+
+ELENA
+
+E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane ero quasi pentita
+del gioco, e se appena avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei
+smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo momento? Volete
+vederlo il talismano che ha atterrato quel paladino della scienza?
+Guardate là sul camino.
+
+FILIPPO
+
+Il mio ritratto. Due miei ritratti.
+
+ELENA
+
+Già.
+
+FILIPPO
+
+Dove diavolo li avete presi?
+
+ELENA
+
+Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o sette anni.
+
+FILIPPO
+
+Ero un bel giovane.
+
+ELENA
+
+Eh! altro!
+
+FILIPPO
+
+Trovo che mi somigliano ancora.
+
+ELENA
+
+Il Dottore li ha riconosciuti.
+
+FILIPPO
+
+E gli avete lasciato credere?...
+
+ELENA
+
+Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri occhi.
+
+FILIPPO
+
+E l'ha creduto?
+
+ELENA
+
+Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per rimanere. Non saranno
+già le mie arti a trattenerlo, nè un capriccio da gran signore, nè la
+follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che potrebbe far scusabile
+la sua debolezza. Sarà il dispetto del vostro trionfo a cui crede, e
+la lusinga di attraversare la vostra felicità; un misto di invidiuzza
+meschina e di vanità petulante. Davvero che ciò merita dei riguardi!
+Se i vostri grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela con noi
+se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo la grandezza vera.
+
+FILIPPO
+
+Così va detto. Il vostro è un atto.......
+
+ELENA
+
+Di giustizia.
+
+FILIPPO
+
+Femminile. Come le moine che mi avete fatto ieri sera; ma vi avverto
+che non sono di ghiaccio. Non vorrei che per trattenere quell'altro
+dal Polo mandaste me ai Tropici.
+
+ANSELMO (_entra e consegna una lettera_)
+
+È tornato Ambrogio.
+
+ELENA
+
+Ah! dello zio.
+
+FILIPPO
+
+Siete in corrispondenza così mattiniera?
+
+ELENA
+
+Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia.
+
+FILIPPO
+
+Se ve l'ha data ieri sera!
+
+ELENA
+
+Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza dar sospetti.
+
+FILIPPO
+
+E che vi ha risposto lo zio?
+
+ELENA
+
+Leggete...
+
+FILIPPO
+
+Un enigma. C'è una sola parola: ALTRETTANTO.
+
+ELENA
+
+Gli avevo scritto: BUON GIORNO.
+
+FILIPPO
+
+E il Dottore ha creduto?...
+
+ELENA
+
+Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua colpa! Era là ritto contro
+la scrivania. Avevo fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha
+raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino
+sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi
+dicevo: se legge, se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci si
+fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano, mettendoglielo
+sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano
+agli occhi due parole: BUON GIORNO. Era una corda di salvamento che
+gli gettavo.
+
+FILIPPO
+
+Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto avete meditato
+il piano di battaglia!
+
+ELENA
+
+Che! Ho dormito d'un fiato--credete ch'io sappia quello che dirò a
+quel disgraziato quando tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una
+parola. So che finirà per restare--ecco tutto.--L'arte della seduzione
+consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato
+d'animo che desta interesse. Un sentimento non è vero, perchè dura, ma
+perchè lo si prova.--Hanno torto quelli che declamano contro le grandi
+ammaliatrici. Nel momento della seduzione esse prodigano il fiore
+dell'anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno.
+Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli
+lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del mio cuore
+ignote a me stessa.
+
+FILIPPO
+
+Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da
+uomo saggio vi levasse l'incomodo?
+
+ELENA
+
+Cioè...
+
+FILIPPO
+
+Se partisse davvero?
+
+ELENA
+
+Se partisse?... ne sarei contenta.
+
+FILIPPO
+
+C'è un mezzo semplicissimo.
+
+ELENA
+
+No, senza questa prova non posso farmi un'idea del suo valore.
+
+FILIPPO
+
+Vuol dire che desiderate di trovargliene del valore.
+
+ELENA
+
+Desidero persuadermi che si può trovare chi ne abbia.
+
+FILIPPO
+
+Ahi! Brutto segno. Quando una donna come voi cerca un uomo di merito,
+è vicina a scegliere chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La
+vostra divinità invulnerabile vi pesa.
+
+ELENA
+
+Forse. (_scampanellata di fuori_).
+
+FILIPPO
+
+Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva quella solitudine ingrata.
+Datemi retta, mandate la lettera al Dottore e buon viaggio. Non
+mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi illudere intorno
+alla sua virtù di resistenza è quello di non tentarla. Quando sarà
+lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà
+dalla prosa che vi circonda. È un buon consiglio... e disinteressato,
+perchè di quella prosa faccio parte anch'io.
+
+ELENA
+
+Siete patetico e solenne.
+
+
+SCENA V.
+
+ANSELMO, D'ALMÈNA e detti.
+
+
+ANSELMO (_dalla comune_)
+
+Il cavaliere D'Almèna.
+
+ELENA
+
+Oh! buon giorno.
+
+D'ALMÈNA
+
+Vengo a riscattare il mio onore.
+
+ELENA
+
+L'avete perduto in casa mia?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ieri sera devo esservi sembrato supremamente ridicolo. Ho fatto
+l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare
+la mia spagnuolata.
+
+ELENA
+
+È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina vi ho veduto a
+cavallo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione.
+
+ELENA
+
+Non avete più quel bel sauro?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'ho venduto; dicevo che...
+
+ELENA
+
+Non parliamone altro.
+
+D'ALMÈNA
+
+Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio torto, devo anche
+proclamare che avevate ragione.
+
+ELENA (_tra sè_)
+
+Dove mira costui?
+
+D'ALMÈNA
+
+Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni sul conto di quel
+dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+Ah!
+
+D'ALMÈNA
+
+È proprio vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo.
+
+FILIPPO
+
+Un intrigante, eh? L'avrei giurato.
+
+D'ALMÈNA
+
+No, un intrigante non si può dire, ma via, se lo tratterrete a Roma,
+l'umanità non ci perderà molto.
+
+ELENA
+
+Che vi hanno detto sul conto del Dottore?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. Già un'altra volta ha
+menato gran scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.
+
+ELENA
+
+Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i
+rischi è giusto che goda i benefizi.
+
+D'ALMÈNA
+
+Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora di non potersi
+imbarcare. Ma ha tanto strombazzato il suo proposito, che ora va fino
+a Stoccolma, per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose.
+
+ELENA
+
+Chi vi ha dato queste informazioni?
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh, Dio!... mezza Roma.
+
+ELENA
+
+Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete a volermi salvare?
+
+FILIPPO
+
+Devo andarmene?
+
+ELENA
+
+No--D'Almèna è uomo da farmi la predica in vostra presenza.
+
+D'ALMÈNA
+
+Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce che non capisca.
+
+FILIPPO
+
+Io non ho intelligenza.
+
+ELENA
+
+Filippo capisce che non amo sentirmi protetta.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sempre l'orgoglio!
+
+ELENA
+
+Non è orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda.
+
+D'ALMÈNA
+
+Perciò fate frivole le cose serie?
+
+ELENA
+
+Chi ci crede?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che sarà di voi se rimane?
+
+ELENA
+
+Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Badate a scherzare col fuoco!
+
+ELENA
+
+Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo che invece di farmi la
+predica dovreste mettere sull'avviso il vostro protetto. Io in voi
+l'avrei fatto...
+
+D'ALMÈNA
+
+È troppo tardi. Vi farei troppo torto,
+
+ELENA
+
+Ah! seguitate a proteggermi? (_scampanellata di fuori_).
+
+Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la
+respingo. Parlategli o accettate la complicità.
+
+
+SCENA VI.
+
+ANSELMO, ANDREA e detti.
+
+
+ANSELMO
+
+Il sig. Sarni.
+
+ELENA
+
+Dottore, sono felicissima che lei giunga in tempo perchè le possa
+presentare il Cav. D'Almèna, un mio zelante amico e suo, il quale
+sospira un'occasione di mostrarle l'interesse che prende al suo
+viaggio e il desiderio che ha di esserle utile.
+
+D'ALMÈNA
+
+Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi. Per mostrarle, non oso
+dire, la mia amicizia, ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi che
+di far voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, e non si
+lasci smuovere da nessuna delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma
+questo è un desiderio troppo naturale in chi, non avendo valore,
+rispetta almeno quelli che ne hanno, perchè me ne possa fare un
+merito. Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo
+ritorno.
+
+ANDREA
+
+La ringrazio.
+
+D'ALMÈNA
+
+Marchesa! (_via_). (_Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche
+armeggio_).
+
+
+SCENA VII.
+
+FILIPPO, ELENA, ANDREA.
+
+
+FILIPPO (_piano ad Elena_)
+
+È pomposo come un capo tamburo.
+
+ELENA
+
+Vale cento volte meglio di voi. Se credete di lusingarmi deridendolo,
+vi sbagliate. È una viltà.
+
+FILIPPO (_guarda Andrea, poi Elena_)
+
+Ho capito. Sono di troppo, eh?
+
+ELENA
+
+Pigliatela come vi piace.
+
+FILIPPO
+
+Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. Sarni, io non so fare dei
+discorsi, ma le regalo il motto della mia divisa: Tutto per il meglio.
+Arrivederci. (_via_)
+
+
+SCENA VIII.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Che diavolo hanno?
+
+ELENA (_va allo scrittoio, prende la lettera del primo atto e la
+consegna ad Andrea_)
+
+Questa è la lettera dello zio. Mi lasci.
+
+ANDREA
+
+Così subito?
+
+ELENA
+
+Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si rammenti di noi e buona
+fortuna. Vada. (_Andrea s'inchina interdetto e s'avvia per
+uscire.--Elena si getta sul canapè_).
+
+ANDREA (_tornando_)
+
+Che cos'ha?... Cos'è seguìto?
+
+ELENA
+
+Sono una donna cattiva.
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Non lo può capire, non mi conosce lei. Non s'occupi di me. Vada, la
+sua vita è bella e larga, non l'impicciolisca con queste miserie.
+Sono cose da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi lasci!
+
+ANDREA
+
+Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il caso me l'ha fatta
+conoscere, questa è la terza volta che la vedo. Le circostanze m'hanno
+condotto oggi in casa sua con una frequenza che m'incoraggia. Che può
+temere da me? Se non ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia,
+non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè piange? Mi conceda di portar
+via come una reliquia la confidenza di un suo dolore, ed un momento
+della sua vita.
+
+ELENA
+
+Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non saprei. Non ho più
+ragione di piangere in questo momento che un'ora fa, nè oggi che ieri.
+È il complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata degli
+altri.
+
+ANDREA
+
+Quanto invidio i suoi amici!
+
+ELENA
+
+Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che non ne merito--o che li
+sdegno. Noi profaniamo tanto la parola Amicizia! Tutti sanno amare
+forse, ma pochi pochi essere amici o avere un amico. Io ho un
+carattere scontroso, sarebbe così facile rinunziare a un po'
+d'orgoglio per trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la
+pena di osservare e di riflettere, e quelli ne sono incapaci. Il
+perder tempo occupa tutta la loro giornata. Se sapesse che vita vuota!
+Lei non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano, e il torto è
+mio. Come fanno? Non lo so e non lo voglio sapere. È la solita canzone
+della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi e nelle commedie,
+e che è venuta a fastidio, tanto l'hanno ricantata. È una canzone
+triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il maggiordomo della mia
+casa e risparmiare il salario di quello che mi serve. Non posso
+procacciarmi io col mio lavoro nemmeno quelle cose futili che,
+comprandole da altri, dànno da vivere a tanta gente. Non ho ingegno
+che basti a farmi scrittrice od artista e abborrisco dalle
+singolarità.--La politica non m'interessa. Mi guardo attorno e non
+vedo nulla, nulla che mi faccia desiderare più un giorno che l'altro.
+La società è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto la vita scende,
+scende inutile, uggiosa, senza una gioia vera, senza un dolore
+fortificante, smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il
+tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza non cura di noi, noi
+siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci
+tollerare la vita o si chiudono nello studio o vanno lontano per i
+mari o le terre deserte, in Africa o al Polo.
+
+ANDREA
+
+Come parla bene! Come sono contento di averla conosciuta!
+
+ELENA
+
+Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... Dov'è andato or ora?
+
+ANDREA
+
+A comperare un libro.
+
+ELENA
+
+Chissà che astruserie!
+
+ANDREA
+
+I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre seguìto dappertutto.
+
+ELENA
+
+E l'ha comprato or ora?
+
+ANDREA
+
+Non me ne parli.--Ne avevo un esemplare vecchio a forza di rileggerlo,
+cui volevo un bene dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà
+meno.
+
+ELENA
+
+L'ha con sè?
+
+ANDREA
+
+Eccolo. (_trae di tasca un'edizione diamante_).
+
+ELENA
+
+Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare un cambio? Eccole il
+mio.--In memoria della mia fanciullaggine.
+
+ANDREA
+
+Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora?
+
+ELENA
+
+A che servirebbe dacchè deve partire?
+
+ANDREA
+
+Non sarei partito forse.
+
+ELENA
+
+Male...
+
+ANDREA
+
+Nei giorni passati la gioia che provavo del viaggio imminente, era
+turbata da un senso di amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva
+che non mi dolesse di partire. È triste lasciare il nostro paese senza
+portare seco nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio del
+ritorno. Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben poco, se la
+vita austera che m'aspetta non mi spaventa e se l'affrontarla non mi
+costa sacrifizio. Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza
+d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno in patria dev'essere ben
+dolce, se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe
+quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi avuto un vincolo
+qualunque che mi legasse alla vita normale che vivono tutti, chissà se
+mi sarebbe bastato il cuore di romperlo. Sono forte per forza.
+
+ELENA
+
+Ne ringrazi la sorte.
+
+ANDREA
+
+Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi condurranno ad accertare
+una verità intraveduta ed a scoprire una legge fisica, il mio nome
+andrà per le accademie scientifiche, e sarà commemorato nei consessi
+di gente vecchia e sazia della vita. Avrò la coscienza di aver giovato
+alla causa del sapere umano, ma mi basterà poi questo premio ideale?
+Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane ancora
+avrei dato tutto il mio poco avere per appianare gli ostacoli che
+potrebbero trattenermi; come va che ora provo una stanchezza
+sfiduciata che mi fa parere troppo vicino il momento della partenza?
+Sono dunque così instabili questi ardori, o non ho nell'animo la fede
+pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio attraverso il continente
+africano, un viaggio di tre anni. In capo al primo volume c'è il
+ritratto dello Stanley innanzi la partenza, in capo al secondo quello
+dopo il ritorno. È partito giovane, forte, bello, i capelli neri, la
+fronte piana, su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una
+giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi capelli bianchi,
+capace di condurre un esercito e degno d'imperare su d'un popolo, ma
+inetto a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà in questi
+pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi mi pare così dolce ed umano esser
+debole.
+
+ELENA
+
+Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io.
+
+ANDREA
+
+E se fosse la mia vera coscienza che parla? Se l'orgoglio che m'ha
+accecato cadesse ora vinto dal suo modo di essere così semplice e
+sincero? Ho sognato di far camminare il mondo! Povero illuso! La
+canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare un ritmo ai loro
+pensieri d'amore contribuisce alla felicità umana più che la scoperta
+d'una legge astratta della natura. Vivere, ecco la ragione della vita.
+
+ELENA
+
+No, no, no, non parli così, glielo proibisco, la mia parte sarebbe
+troppo odiosa. Vada, mi lasci subito. Domani avrà scordato questo
+momento di debolezza. L'avrebbe provato da solo prima di partire.
+Addio.
+
+ANDREA
+
+Che farò di qui fino a domani?
+
+ELENA (_stacca un fiore_)
+
+Mi dia quel libro. (_mette il fiore fra le pagine_) Guardi dove lo
+metto: LE RIMEMBRANZE. Si ricorderà di me? Non deve poi esser tanto
+difficile nella solitudine.
+
+ (_Andrea le bacia la mano_).
+
+Chissà che vento gelido porterà via questo povero fiore! Almeno lo
+porterà in luoghi dove non ne crescono altri. Come stupiranno quelle
+nevi d'una fogliolina di rosa!
+
+ANDREA
+
+Gliela ridarò al mio ritorno.
+
+ELENA
+
+Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata!
+
+ANDREA
+
+Perchè?
+
+ELENA
+
+Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non parlo di morire, sa, non
+sono sentimentale, e non avrei coraggio.
+
+ANDREA
+
+Che vuol dire?
+
+ELENA
+
+Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza di vivere con gente che
+non stimo--un bel giorno--per intonarmi cogli altri....
+
+ANDREA
+
+Oh!--Prenda. (_le dà la lettera_).
+
+ELENA
+
+Che cos'è?
+
+ANDREA
+
+La lettera di suo zio. Rimango.
+
+ELENA
+
+No, no. Andiamo!--Che follia! Tenga quella lettera. Vede bene che sono
+cattiva! La tenga, non la voglio, le dico.
+
+ANDREA (_la riprende--imperioso_)
+
+Perchè ha detto quelle orribili parole?
+
+ELENA
+
+Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è superbia bella e buona;
+disprezzo gli altri perchè mi credo di più di loro. Con che diritto mi
+metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire il giorno che la
+voluttà di profanare...
+
+ANDREA
+
+E non crede che se avesse un amico?
+
+ELENA (_incredula ridendo_)
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Non come gli altri. Un amico, nulla più che un amico non cupido, non
+intraprendente. Un uomo che tremasse all'idea di vederla cadere da
+quell'altezza dove s'è rifugiata, che volesse costringerla a rimanere
+pura e nobile, per trovare in lei la forza d'esser nobile e generoso,
+un uomo...
+
+ELENA
+
+Dov'è quest'uomo?
+
+ANDREA
+
+Eccolo. (_straccia la lettera_).
+
+ELENA
+
+Che ha fatto?
+
+ANDREA
+
+Ho dato una ragione divina alla mia vita.
+
+ELENA
+
+Torno da mio zio.
+
+ANDREA
+
+Le do la mia parola d'onore che non parto più.
+
+ELENA
+
+Non posso... non posso... come vuole che accetti? Oh!
+
+ANDREA
+
+Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi trattiene, è la mia
+giovinezza, la mia ignoranza della vita, è l'ardore di conoscere, di
+sentire, di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo mio.
+
+ELENA
+
+Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto! No... No...!!
+
+ANDREA
+
+Non insista, è inutile, non partirei per un impero!--A domani,
+Marchesa--a domani!
+
+ELENA
+
+Ah! (_si copre il viso colle mani_).
+
+
+ _Cala la tela_.
+
+
+FINE DELL'ATTO SECONDO.
+
+
+
+
+ATTO TERZO
+
+La stessa decorazione.
+
+
+SCENA I.
+
+ELENA, TEODORO, FILIPPO.
+
+
+FILIPPO
+
+Programma.--Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato
+notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare
+alle corse due _stages_ a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto
+richiesta qui al capo stazione di un vagone-salon; lo _champagne_ lo
+porteremo con noi per essere sicuri della marca. Ho provvisto,
+ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca mano altrettante
+circolari, quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la grazia di
+firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi proclamato
+benemerito del genere umano.
+
+ELENA
+
+Siete un gran Filippo!
+
+FILIPPO
+
+A voi.
+
+ (_Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare
+ le lettere_).
+
+TEODORO (_a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce_)
+
+Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che ora viene la contessa?
+
+FILIPPO
+
+Alle tre.
+
+TEODORO
+
+Fra un'ora. Con tutti gli altri?
+
+FILIPPO
+
+Tutta la banda. E due domestici che porteranno la statuetta della
+Tuffolina.
+
+ELENA
+
+Parlate pur forte, non mi disturbate.
+
+TEODORO
+
+Oh! si parlava d'inezie. (_piano a Filippo_) Bisogna avvertirla.
+
+FILIPPO
+
+Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato alla contessa
+Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare
+senza dir parola. A cose fatte.....
+
+TEODORO
+
+Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? È donna da rimandarli
+via tutti.
+
+FILIPPO
+
+D'altronde.....!
+
+ELENA
+
+Ma che state congiurando?
+
+TEODORO
+
+Nulla. (_c. s. a Filippo_) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli
+altri a ricusare il pagamento della scommessa, se ne fa una coda che
+non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. Andiamo.....
+coraggio!
+
+FILIPPO
+
+È un'ambasciata difficile..... vedrete.
+
+ELENA
+
+Ecco fatto.
+
+TEODORO (_c. s. a Filippo_)
+
+Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita e poi secondatemi.
+(_Elena si alza_).
+
+FILIPPO
+
+Vediamo. (_va allo scrittoio_) Benissimo. (_conta le lettere_) Una...
+due... tre...
+
+ELENA
+
+Giusto, quanti siamo?
+
+FILIPPO
+
+Tredici.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+TEODORO
+
+Bisogna trovarne un altro subito.
+
+ELENA
+
+Certo.
+
+FILIPPO
+
+Vediamo un po': Elvira Francofonte.
+
+ELENA
+
+No, siamo già tre donne..... bastano.
+
+TEODORO
+
+Della Carraia.
+
+ELENA
+
+Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.
+
+FILIPPO
+
+Pippo Termini.
+
+ELENA
+
+Quello non sa di nulla.
+
+FILIPPO
+
+Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per far quattordici.....
+ma.....
+
+TEODORO
+
+Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato?
+
+FILIPPO
+
+Mettiamo quello, eh?
+
+ELENA
+
+Se volete.
+
+FILIPPO
+
+Se n'avrebbe per male e con ragione.
+
+TEODORO
+
+E poi è un uomo!...
+
+FILIPPO
+
+Oh! un uomo...!
+
+TEODORO
+
+Ma..... ci vorrà venire?
+
+FILIPPO
+
+Che ne dite, Marchesa?
+
+ELENA (_sorridendo_)
+
+Credo di sì.
+
+FILIPPO (_con malizia_)
+
+Lo credo anch'io.
+
+TEODORO
+
+Dicevo per via della spesa.
+
+ELENA
+
+Della spesa?!
+
+TEODORO
+
+Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno.
+
+ELENA
+
+Ebbene?
+
+TEODORO
+
+Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto
+piano.
+
+FILIPPO
+
+Quinto, quinto; proprio sotto i tetti.
+
+ELENA
+
+Ci siete stato?
+
+FILIPPO
+
+Una volta con D'Almèna.
+
+ELENA
+
+D'Almèna?!
+
+TEODORO
+
+Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno.
+
+FILIPPO
+
+È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini.
+
+TEODORO
+
+Cento.....
+
+FILIPPO
+
+E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato in vita mia.
+
+TEODORO
+
+C'è della gente che ama la vista.
+
+FILIPPO
+
+Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, dove abita, credo
+un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei panni fantastici.
+
+TEODORO
+
+Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società.....
+
+FILIPPO
+
+Però. (_ad Elena_) Posso dire?
+
+ELENA
+
+Chi ve l'impedisce?
+
+FILIPPO
+
+Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta in
+guanti.....
+
+TEODORO
+
+Ah sì, inguantato lo è.
+
+FILIPPO
+
+E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto che a
+levarseli ci dura mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff
+per distendersi; non gli deve parer vero.
+
+TEODORO
+
+Per questo non li leva mai.
+
+FILIPPO
+
+Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti.....
+
+TEODORO
+
+Fa economia di cravatte.
+
+FILIPPO
+
+Io glie ne conosco una sola.
+
+TEODORO
+
+Sarà un ricordo di qualche parente morto.
+
+FILIPPO
+
+Diffatti è nera. E come se l'annoda!
+
+TEODORO
+
+Ma ha dei buoni sentimenti.
+
+FILIPPO
+
+Ah questo sì..... per Dio.
+
+ELENA
+
+Sì..... Non ha pratica di mondo.
+
+FILIPPO
+
+Ma l'acquisterà.
+
+TEODORO
+
+Ammogliandosi.
+
+ELENA
+
+Vale a dire.....
+
+TEODORO
+
+Nulla. Dico che acquisterà la pratica del mondo prendendo moglie. Gli
+istinti signorili ce li ha. Sta pur certa che non sposerà una
+borghesuccia senza dote. E io l'approvo. È un uomo che ama di salire.
+
+FILIPPO
+
+Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini.....
+
+TEODORO
+
+Tu dovresti aiutarlo.
+
+ELENA
+
+A far che?
+
+TEODORO
+
+A trovare la sposa.
+
+FILIPPO
+
+E senza cercar lontano.....
+
+TEODORO
+
+Anzi. Senza uscire di casa.....
+
+ELENA
+
+Che significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che
+stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola.
+
+TEODORO
+
+È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere.....
+(_scampanellata di fuori_) Oh Dio! delle visite. (_a Filippo_) Che
+siano loro già?
+
+FILIPPO
+
+No, no, è troppo presto.
+
+TEODORO
+
+Non puoi far dire che non ricevi?
+
+ELENA
+
+A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. Quello era il
+campanello del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla
+veranda chi è.
+
+FILIPPO (_corre al fondo, s'affaccia alla finestra_)
+
+Il dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+A quest'ora?
+
+TEODORO
+
+Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente bisogno di parlarti.
+
+ELENA
+
+Come si fa?
+
+TEODORO
+
+Gran cosa! Lo congedi.
+
+ELENA
+
+Sì, e voi altri che siete qui e rimanete?
+
+FILIPPO
+
+Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul serio, abbiamo urgente
+bisogno di parlarvi.
+
+ELENA
+
+Che seccatura.
+
+FILIPPO
+
+Venite, Marchese?
+
+TEODORO
+
+Non ti concedo più di dieci minuti.
+
+ANSELMO
+
+Il dottor Sarni. (_Teodoro e Filippo scappano per la veranda mentre
+entra Andrea_).
+
+
+SCENA II.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA
+
+Buon giorno, Marchesa. (_le porge un mazzo di fiori di campagna_).
+
+ELENA
+
+Che vuol dire? (_senza prenderli_).
+
+ANDREA
+
+Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane in una lunga passeggiata
+che ho fatto. Ne torno adesso. Per questo sono venuto ad un'ora
+insolita. Stassera sarebbero stati appassiti. Non li prendete? (_Elena
+li prende e li posa sul tavolino_). Che avete? Mi sembrate sopra
+pensieri.
+
+ELENA
+
+No.
+
+ANDREA
+
+Che buona camminata che ho fatto. Ci sono andato per riflettere a
+certi miei interessi, ma poi, l'aria, la campagna e mille pensieri
+giovanili che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto. Ho passato
+una mezza giornata deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo.
+
+ELENA
+
+Con quell'abito?
+
+ANDREA
+
+Perchè? non va?
+
+ELENA
+
+Anzi è magnifico.
+
+ANDREA
+
+Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che mi è capitato, avevo
+altro per la mente.
+
+ELENA
+
+Si sa, gli uomini superiori.....
+
+ANDREA (_colpito_)
+
+La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto quest'oggi (_getta con
+violenza i fiori sul tavolino_).
+
+ELENA
+
+Oh! mi dispiace. (_prende i fiori e va a metterli in un vaso sul
+camino. Silenzio, Elena torna presso Andrea_). Ho detto perchè avete
+l'aria di essere in visita diplomatica.
+
+ANDREA
+
+Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in mala parte delle
+osservazioni giustissime. Vi ringrazio d'esservi spiegata; quelle
+parole mi avevano fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete buona. E
+poi non vi ho forse pregato io stesso di intraprendere la mia
+educazione mondana?
+
+ELENA
+
+Badate che vi mando via ora.
+
+ANDREA
+
+Mi mandate via!
+
+ELENA
+
+Sì, ho da fare.
+
+ANDREA
+
+Un momento.
+
+ELENA
+
+Non posso..... devo uscire.
+
+ANDREA
+
+Non mi lasciate accompagnarvi?
+
+ELENA
+
+No..... no..... andate.
+
+ANDREA
+
+Se sapeste.....
+
+ELENA
+
+Non insistete..... addio.
+
+ANDREA
+
+Non arrivederci?
+
+ELENA
+
+Ma sì, come volete, a rivederci.
+
+ANDREA
+
+Che vi ho fatto?
+
+ (_Elena si mostra impaziente_).
+
+ANDREA
+
+Vado. Dovete uscire? sola?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho veduti che scappavano di
+là quando io entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. (_pausa--con
+impeto_) Come mi trattate male! (_via precipitato_).
+
+
+SCENA III.
+
+ELENA, TEODORO, poi FILIPPO.
+
+
+TEODORO (_appena via Andrea sbuca dalla veranda e chiama:_)
+
+Filippo!
+
+ELENA
+
+Eravate là?
+
+TEODORO
+
+C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava.
+
+ELENA
+
+Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e la parentela non bastano
+a giustificare un'indelicatezza.
+
+TEODORO
+
+Come la pigli!
+
+FILIPPO (_arrivando_)
+
+È andato?
+
+ELENA
+
+Sì, parlate..... che volete?
+
+TEODORO (_a Filippo_)
+
+A voi l'ambasciata.
+
+FILIPPO (_a Teodoro_)
+
+Mi caverà gli occhi.
+
+ELENA
+
+Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere scortese per niente, spero.
+Che cos'è?
+
+FILIPPO
+
+A momenti arriva la contessa Gemma coi soliti.
+
+ELENA
+
+Qui? A far che?
+
+FILIPPO
+
+Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in trionfo la statua della
+Tuffolina, un vero oggetto d'arte.
+
+ (_Elena va al campanello per suonare_).
+
+TEODORO
+
+Che fai?
+
+ELENA
+
+Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in casa, e non voglio
+che in mia assenza si riceva nulla. Ho già detto a Gemma che la
+scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il pagamento. Ho
+accondisceso per farvi piacere a congedare il dottor Sarni, ma non
+posso permettere che gli si manchi di rispetto in casa mia. Filippo lo
+sapeva, e mi fa meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile
+ambasciata.
+
+FILIPPO (_a Teodoro_)
+
+Che vi dicevo io?
+
+TEODORO
+
+Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi perde come chi vince.
+
+ELENA
+
+Ti ripeto che la scommessa non regge. È una assurdità. Il dottore non
+ha rinunziato al viaggio per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma, il
+giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. È rimasto.....
+
+TEODORO
+
+Per sposarti, lo so.
+
+ELENA
+
+Come?
+
+TEODORO
+
+Sei tu disposta a sposarlo?
+
+ELENA
+
+Che pazzia!
+
+TEODORO
+
+Non si discorre d'altro per tutta Roma.
+
+ELENA
+
+Questo segue una volta al mese. Mi hanno già fidanzata con dieci
+altri.
+
+FILIPPO
+
+Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i piedi non ne avreste
+altro danno che la seccatura. Tutti sanno ch'io sono l'ozio
+personificato, e il tempo che vi dedico ha così poco valore, che
+nessuno sospetta mi diate nulla in ricambio.
+
+ELENA
+
+Sicchè son condannata a non circondarmi che di.....
+
+FILIPPO
+
+D'imbecilli volete dire..... dite.
+
+TEODORO
+
+Il mondo vuole che ognuno viva con gente del proprio stato. E ciò non
+per alterigia, ma perchè sieno allontanati quant'è possibile i
+sospetti di cupidigia intorno le combinazioni che possono nascere
+dalla convivenza. Il dottore ha troppo da guadagnare sposandoti,
+perchè non si veda in ogni suo atto una macchinazione per arrivarci.
+Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la celebrità meritata e
+la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le vostre condizioni. Ma
+si è mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato. Tu non
+puoi avere di lui una stima troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo
+intimo e lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che ne sei
+innamorata. Ora un matrimonio d'amore tollerabile, è qualche volta
+lodevole in un uomo, è quanto c'è di meno elegante per una signora.
+
+ELENA
+
+Ma chi ha mai pensato...?
+
+TEODORO
+
+Tu no, ma il dottore certo.
+
+ELENA
+
+Non è vero.
+
+TEODORO
+
+Lo si vede in ogni luogo dove tu sei.
+
+ELENA
+
+Non ce lo porto io.
+
+TEODORO
+
+Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve.
+
+ELENA
+
+D'Almèna!
+
+TEODORO
+
+Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose D'Almèna quando gli
+domandai perchè non si faceva più vedere in casa tua?
+
+ELENA
+
+Qualche impertinenza.
+
+TEODORO
+
+Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi ricevere quando sarà
+diventata la signora Sarni.
+
+ELENA
+
+No!
+
+TEODORO
+
+Testuale!
+
+FILIPPO
+
+L'ha detto anche a me.
+
+ELENA
+
+D'Almèna può dire quello che gli piace.
+
+TEODORO
+
+Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. Ciò tronca le
+dicerie, e risponde vittoriosamente a D'Almèna.
+
+FILIPPO
+
+Ad ogni modo decidete subito. Se persistete nel rifiuto corro ad
+avvertirne la contessa. A non volerla ricevere quando fosse venuta, lo
+scandalo sarebbe grave. Vado?
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti ha risposto a quel modo?
+
+TEODORO
+
+Parola d'onore.
+
+ELENA (_a Filippo_)
+
+Anche a voi?
+
+FILIPPO
+
+Anche a me, e in presenza d'altri. Vado?
+
+ELENA
+
+No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause che prende a difendere.
+
+FILIPPO
+
+Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette od otto. Non volete
+servire un Lunch?
+
+ELENA
+
+Sì, come vi piace, combinate voi.
+
+FILIPPO
+
+Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini?
+
+ELENA
+
+Sì.
+
+ (_Filippo va a suonare il campanello vicino al camino,
+ vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li
+ mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando
+ entra Anselmo gli parla sottovoce_).
+
+ELENA (_a Teodoro_)
+
+Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi impedire la scommessa,
+rifiutarmi quella lettera, darmi allora quei consigli che mi dài
+adesso.
+
+TEODORO
+
+Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto? Ti prende il rimorso? Va là
+che non gli è parso vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non è
+piacevole morir di freddo e di scorbuto.
+
+ELENA
+
+E se fosse stato uomo da partire?
+
+TEODORO
+
+Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere?
+
+ELENA
+
+No, anzi!
+
+TEODORO
+
+E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue rendite.
+
+ELENA
+
+Vorrei esserne sicura. (_Anselmo via_).
+
+FILIPPO
+
+Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso quei bei
+fiori dei campi?
+
+ELENA
+
+Avete combinato?
+
+FILIPPO
+
+Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh?
+
+ELENA
+
+Gettateli via.
+
+FILIPPO
+
+Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete?
+
+ELENA
+
+Ormai tanto vale eh? Fate. (_scampanellata_).
+
+FILIPPO
+
+Eccoli qui.
+
+ELENA
+
+Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò subito, ma non ero
+preparata a fare del chiasso. Andate anche voi, Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Scusate, mi avete nominato Maggiordomo.
+
+ELENA
+
+Bene, gli ordini li avete dati, ora.
+
+FILIPPO (_avvicinandosi a lei sottovoce_)
+
+Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh?
+
+ELENA
+
+Restate, se vi piace.
+
+AMBROGIO
+
+La Contessa del Pallio.
+
+TEODORO
+
+Eccomi. (_via. Ambrogio va alla veranda e prepara la tavola con
+Anselmo_).
+
+
+SCENA IV.
+
+ELENA e FILIPPO.
+
+
+FILIPPO (_ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio_)
+
+Lo amate?
+
+ELENA (_alza gli occhi, lo guarda, li vede i fiori all'occhiello_)
+
+Datemi quei fiori.
+
+FILIPPO
+
+Quegli altri?
+
+ELENA
+
+No, quelli che avete voi.
+
+FILIPPO
+
+Mi avete permesso....
+
+ELENA
+
+Ed ora ve li chiedo. (_Filippo glieli dà, essa prende anche gli altri
+e va a gettarli tutti dalla finestra_) Così. (_dalla stanza vicina si
+sentono chiacchere e risa_) Chiudete quell'uscio.
+
+FILIPPO
+
+È chiuso.
+
+ELENA
+
+Come parlano forte!--Sarni e D'Almèna sono proprio tanto amici?
+
+FILIPPO
+
+Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate. Appena seppe che il
+Dottore non era partito, D'Almèna gli portò il suo biglietto di
+visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto.
+
+ELENA
+
+Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle parole?
+
+FILIPPO
+
+Quali?
+
+ELENA
+
+Che non avrebbe più posto il piede in casa mia finchè non fossi
+diventata la Signora Sarni?
+
+FILIPPO
+
+Certo, e non c'ero io solo.
+
+ELENA (_avanzandosi_)
+
+Andiamo di là?
+
+FILIPPO
+
+Con quel viso scuro?
+
+ELENA
+
+No, no. (_ridendo_) Sono di buonissimo umore; vedrete. Andiamo.
+
+FILIPPO
+
+Aspettate un momentino.
+
+ELENA
+
+Per far che?
+
+FILIPPO
+
+Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate il Sarni...
+
+ELENA
+
+Ma no, che sciocchezza!
+
+FILIPPO
+
+E se siete disposta a diventar quella d'una volta...
+
+ELENA
+
+Cioè?
+
+FILIPPO
+
+Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene, io mi ecclisso....
+perchè avrei paura d'innamorarmi di voi. (_Elena ride_) Ho capito che
+stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi mutata. Ora
+seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma se tornate quella di
+prima... ve l'ho poi detto.
+
+ELENA
+
+Sì, sì, andiamo, andiamo. (_Lo prende a braccetto e s'avviano a
+sinistra. Appena i due hanno spalancato l'uscio che va nell'altra
+camera, si sente da quella un oh! generale. S'intravedono due o tre
+uomini venire incontro ad Elena. Grido:--La Corte--applausi dall'altra
+camera_).
+
+
+SCENA V.
+
+ Rimangono in scena soli AMBROGIO e ANSELMO che stanno dietro la
+ tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola un _samovar_
+ acceso, bottiglie di Champagne ed altri vini. Bicchieri e
+ tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte giungono forti risate,
+ poi ad un tratto un Oh! di sorpresa seguìto da un mormorio.
+ Entra precipitoso Filippo, va alla tavola e dice:
+
+
+FILIPPO
+
+Un bicchier d'acqua, presto. (_Lo prende e correndo lo porta di là.
+Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono precipitosi_).
+
+PAOLO
+
+Cognac, Cognac!
+
+RULFI
+
+No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto un bicchierino di
+Marsala. (_Ambrogio serve_).
+
+ANSELMO
+
+Qualcuno si sente male?
+
+RULFI
+
+Sì, la Marchesa.
+
+
+SCENA VI.
+
+TEODORO, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: GEMMA, DEL
+SANNIO, RUBACONTI, SARNI, LERICI, poi ELENA e FILIPPO, poi di nuovo
+TEODORO.
+
+
+TEODORO (_a Paolo e Rulfi_)
+
+Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al piede e
+il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla, discorre,
+vedete.
+
+PAOLO
+
+Meno male.
+
+GEMMA (_entrando, a Teodoro che torna di là_)
+
+È bello e passato. Ora viene. (_Rubaconti e Del Sannio entrano con
+Gemma_).
+
+PAOLO (_a Gemma_)
+
+Voi non state di là?
+
+GEMMA
+
+Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La storta la
+vuol dare a noi. Quello era uno svenimento bello e buono.
+
+RULFI
+
+Amore! Amore!
+
+GEMMA
+
+Non la credevo così presa.
+
+RULFI
+
+Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
+
+TUTTI
+
+Ah! Ah! (_ridono_).
+
+DEL SANNIO
+
+Come ha detto? Non ho capito.
+
+RUBACONTI
+
+Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato a Cipro.
+
+DEL SANNIO
+
+Ah! (_non capisce ma ride_) Eh! Eh!
+
+RUBACONTI
+
+Ne capisci meno di prima.
+
+DEL SANNIO
+
+Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non è partito.
+
+RULFI
+
+Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea degli Amori.
+
+DEL SANNIO
+
+Vedo.
+
+GEMMA
+
+Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è vero?
+
+DEL SANNIO
+
+Sì.
+
+GEMMA
+
+E invece s'è innamorato della Marchesa e l'ha innamorata di sè. È
+arrivato a Cipro.
+
+DEL SANNIO
+
+Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, bellissimo.
+(_s'allontana_).
+
+RUBACONTI
+
+Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete per suoi tutti i detti che
+gli riesce di capire.
+
+RULFI
+
+Glielo regalo.
+
+RUBACONTI
+
+L'avete visto, contessa, in istrada?
+
+GEMMA
+
+Chi?
+
+RUBACONTI
+
+Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto.
+
+GEMMA
+
+Possibile? Ci ha veduti entrare?
+
+RUBACONTI
+
+Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto una risata.
+
+RULFI
+
+Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di cane bastonato.
+
+ELENA (_tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri_)
+
+Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. Quella statuetta è un
+capolavoro.
+
+GEMMA
+
+La terrai nel tuo salone?
+
+ELENA
+
+Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la vedano.
+
+D'ASPRI
+
+È un trofeo di vittoria.
+
+FILIPPO
+
+I capitani veneziani tenevano nel loro salone il fanale delle galee
+vinte al nemico.
+
+GEMMA
+
+Qui manca il nemico.
+
+D'ASPRI
+
+Ecco il prodigio della vittoria.
+
+TEODORO (_tornando dal salone_).
+
+Elena!
+
+ELENA
+
+O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in
+mio nome.
+
+TEODORO
+
+Ai vostri begl'occhi, contessa!
+
+GEMMA
+
+No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un
+brindisi a me non è possibile.
+
+TEODORO
+
+È passabile.
+
+D'ASPRI
+
+Ma passibile d'uno migliore.
+
+RULFI
+
+A buon conto è passato. (_tutti ridono_).
+
+GEMMA
+
+Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono.
+
+ELENA
+
+No! ai viaggiatori che partono.
+
+RULFI
+
+Ah che ingratitudine! (_tutti bevono ridendo_).
+
+DEL SANNIO (_a Pardi e Lerici che stanno presso la porta che mette al
+salone_)
+
+Ho avuto occasione di dire un motto che fu trovato spiritoso.
+
+PARDI
+
+Fuori.
+
+DEL SANNIO
+
+Sapete che il dottor Sarni è innamorato della Marchesa Elena?
+
+LERICI
+
+E viceversa.....
+
+DEL SANNIO
+
+Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare al Polo, è arrivato a
+Capri. (_i due restano seri_) Non capite?
+
+PARDI E LERICI
+
+No.
+
+DEL SANNIO
+
+A Capri, è arrivato a Capri!
+
+PARDI
+
+Ho inteso, e poi?
+
+DEL SANNIO
+
+Pare impossibile!.... Capri è un'isola.
+
+LERICI
+
+Vicino a Napoli.
+
+DEL SANNIO
+
+Dov'è nata Venere.
+
+LERICI
+
+Cipro vuoi dire.
+
+
+SCENA VII.
+
+ANDREA e detti.
+
+
+SERVO
+
+Il signor Sarni.
+
+DEL SANNIO
+
+Ci..... (_vede Andrea_) Diavolo! (_s'allontana. Lerici e Pardi
+s'allontanano ridendo_).
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Li faccio scappare. (_si guarda indosso per vedere se ha nulla di
+singolare_) Sembrano ridere di me. (_va verso il gruppo dov'è Elena_)
+Marchesa, ho visto entrare questi signori coll'aria così allegra che
+non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (_a Gemma_)
+Contessa. (_nota l'imbarazzo di tutti_) Si direbbe che faccio
+l'effetto dell'ombra di Banco. (_verso Elena cercando intavolar
+discorso per uscire d'imbarazzo_) Ho visto di là un oggetto d'arte che
+non avevate ieri.... una statuetta bellissima.
+
+ (_Rulfi scoppia in una risata, cercando invano
+ di contenersi_).
+
+ANDREA
+
+Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide.
+
+FILIPPO (_volendo accomodare_)
+
+No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.
+
+RULFI
+
+Ma sì, è Filippo che... (_s'allontana ridendo con Filippo_) È troppo
+comico.
+
+ANDREA (_fra sè_)
+
+Ridono di me!
+
+ELENA (_s'alza e segue Rulfi e Filippo_)
+
+Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai!
+
+ANDREA (_cogliendo il momento che Elena sta per tornare vicino a
+Gemma_)
+
+Ho fatto male a tornare?
+
+ELENA
+
+Perchè?
+
+ANDREA
+
+Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità.
+
+ELENA
+
+Oh! siete così ingenuo?!
+
+ANDREA
+
+Lo sapete?
+
+ELENA
+
+Io non so nulla; lo saprà il vostro amico D'Almèna.
+
+ANDREA
+
+D'Almèna!
+
+ELENA
+
+Non è vostro amico?
+
+ANDREA
+
+Amicissimo.... ma....
+
+ELENA
+
+Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate piano, ve ne prego.
+
+ANDREA
+
+Con che tono me lo dite!.... per carità.....
+
+ELENA
+
+Zio! (_chiama Teodoro_).
+
+ANDREA
+
+Ah! (_colpito, addoloratissimo_).
+
+TEODORO (_accorrendo_)
+
+Mi hai chiamato?
+
+ELENA
+
+Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma lo faccio io, tu mi
+aiuti.
+
+TEODORO
+
+Volentieri.
+
+FILIPPO (_è tornato nel cerchio dove c'è Gemma. A Gemma che si vuol
+levare_)
+
+No, no, ancora un momento.
+
+GEMMA
+
+Dite delle cose impossibili.
+
+PARDI
+
+Le dice perchè non le può fare.
+
+GEMMA
+
+Con voi non si può discorrere. (_si alza_).
+
+FILIPPO
+
+Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce a
+questi signori.
+
+GEMMA
+
+Che parola?
+
+FILIPPO
+
+Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio.
+
+GEMMA
+
+No, no. (_s'allontana_).
+
+TUTTI (_a Filippo_)
+
+A noi... a noi...
+
+ (_Filippo li raccoglie e parla piano.
+ Tutti scoppiano dalle risa_)
+
+ELENA
+
+Voglio sentire anch'io.
+
+FILIPPO
+
+Sì, venite, venite, Marchesa.
+
+GEMMA (_s'avvicina ad Andrea che è ritto vicino al camino_).
+
+Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria di cattivo umore.
+
+ANDREA
+
+Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui
+a sproposito, eh? Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche mi
+dovesse offendere mortalmente, gliela perdono e la ringrazio fin
+d'ora. Che fa qui tutta questa gente?
+
+GEMMA
+
+Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno d'una scommessa.
+
+ANDREA
+
+Quella statua?
+
+GEMMA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+E la scommessa?
+
+GEMMA
+
+Oh! una cosa da nulla.
+
+ANDREA
+
+Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? Si parlava di me? Lo
+so bene che quelli non mi sono amici. Che dicevano?
+
+GEMMA
+
+Perchè non è partito pel suo viaggio lei?
+
+ANDREA
+
+Non me lo domandi. Perchè non ero degno di farlo.
+
+GEMMA
+
+C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la Marchesa.
+
+ANDREA
+
+Questo si diceva al mio arrivo?
+
+GEMMA
+
+E dicono che la Marchesa si fosse vantata di volerlo trattenere per
+esperimentare il potere de' suoi vezzi.
+
+ANDREA
+
+È un' infamia!....
+
+GEMMA
+
+Certo, se fosse...
+
+ANDREA
+
+Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa è incapace... oh!
+
+GEMMA
+
+Eppure io stessa.....
+
+ANDREA
+
+Non è vero, non è vero! (_vuol passare nel mezzo_).
+
+GEMMA
+
+Per carità, non facciamo scandali.
+
+ANDREA
+
+Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena.
+
+GEMMA (_agli altri_)
+
+Andiamo.
+
+ (_Tutti s'alzano_)
+
+Per la gita a Napoli è inteso?
+
+ELENA
+
+Sì, riceverete la circolare.
+
+GEMMA
+
+Va bene. Addio, cara.
+
+ELENA
+
+E grazie. (_piano a Filippo_) Filippo, fate di portar via il dottor
+Sarni, non voglio spiegazioni.
+
+FILIPPO
+
+Subito. (_mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina al dottor Sarni_)
+Viene con noi, dottore?
+
+ANDREA
+
+No.
+
+ (_Filippo s'inchina e torna ad Elena
+ cui parla sottovoce_).
+
+ELENA (_ad Andrea_)
+
+Devo uscire, ve ne avverto.
+
+ANDREA
+
+Me l'avete detto un'altra volta, non era vero, v'aspetterò. Voglio
+parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici.
+
+ELENA
+
+Va bene. (_s'allontana_).
+
+TEODORO (_ad Elena_)
+
+Se credi, io rimango.
+
+ELENA
+
+No, tanto vale, la faremo finita, addio. (_Tutti partono. Elena li
+accompagna_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+ANDREA, i due domestici, poi ELENA.
+
+ (I due domestici vanno e vengono sparecchiando).
+
+
+ELENA (_tornando ai domestici_)
+
+Lasciate pure. (_i domestici escono_).
+
+
+SCENA IX.
+
+ELENA e ANDREA
+
+
+ANDREA
+
+Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di aver passato tre ore con
+voi in discorsi intimi e confidenti, oggi vi trovo avversa e
+sprezzante. Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche enorme
+inganno. Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. Qualunque cosa
+vi abbiano detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda.
+Avreste dovuto accertarvene prima di offendermi. Io quando v'intesi
+calunniata sentii tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra
+innocenza.
+
+ELENA
+
+Calunniata? D'Almèna forse?
+
+ANDREA
+
+È la seconda volta che lo nominate..... Ciò mi prova che l'insidia
+colpisce anche lui. D'Almèna non mi ha mai parlato di voi.
+
+ELENA (_ironica_)
+
+Poveretto!
+
+ANDREA
+
+Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad un nemico..... Che pensate
+di me? Ho diritto di saperlo!
+
+ELENA
+
+Diritto?.....
+
+ANDREA
+
+Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra e datami la vostra
+confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu
+che un inganno atroce, e se voi ne siete vittima con me, o colpevole.
+
+ELENA
+
+Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo.
+
+ANDREA
+
+Avete tollerato che in casa vostra i vostri amici ridessero di me, e
+li avete secondati. Quando vi supplicai tremando di una parola onesta,
+avete troncato netto il discorso, chiamando ostensibilmente vostro
+zio, perchè apparisse chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non si
+farebbe altrimenti con un uomo disonorato. Ho sofferto una tortura
+senza nome, e non potevo che o scoppiare brutalmente, e mi contenni
+per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo. Non
+conosco l'arte di mordere sorridendo. Non sono elegante io come quelli
+che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; ma in dieci giorni
+volendo, potrei essere quello ch'essi sono, essi in dieci anni non
+potrebbero diventare quello che sono io. Dovete vedere al mio viso ed
+alla violenza delle mie parole che soffro un dolore mortale. Di che mi
+accusano? È così velenoso quello che mi dovreste dire, che non osate
+profferire parola?
+
+ELENA
+
+Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi ripeta ciò che va dicendo di
+voi e di me.
+
+ANDREA
+
+Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace di offendermi e di
+offendervi. La sua onestà è così intatta come la vostra, ma la sua
+amicizia è ben più salda.
+
+ELENA
+
+E disinteressata....
+
+ANDREA
+
+La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo una gran riconoscenza.
+
+ELENA
+
+Lo confessate!
+
+ANDREA
+
+E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato al mio viaggio, mi
+sentii caduto dal buon concetto dei miei amici, ho patito i motteggi
+dei vostri, ho veduto della gente guardarmi sogghignando; in voi
+stessa nei primi giorni appariva una sfiducia che credetti di aver poi
+dissipato. D'Almèna solo venne da me non cercato, mi sostenne contro
+me stesso, rimproverandomi sempre il mutato proposito, ma mostrandomi
+di non attribuirlo a viltà. Non basta. Due mesi fa occupavo una
+cattedra di scienze fisiche in un grande istituto privato; quando mi
+decisi per la spedizione rinunziai a quel posto che si dovette dar
+subito ad altri. I miei pochi risparmi erano quasi tutti andati negli
+apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo pensare a vivere. Il futuro
+non m'inquietava, il mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho già
+offerte per l'anno venturo; ma il bisogno era urgente...
+
+ELENA (_attentissima_)
+
+E D'Almèna?
+
+ANDREA
+
+D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza parlarmene mi offrì di
+collaborare a giornali quotidiani e settimanali, e mi pregò come di un
+favore, perchè accettassi di dare lezioni private.
+
+ELENA
+
+Oh!
+
+ANDREA
+
+Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai teatri, ai balli, non
+apparirvi da meno degli altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi
+riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare articoli di
+scienza volgare. E la mattina corro da un capo all'altro di Roma a dar
+lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi o svogliati
+che tremano dell'esame. Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli
+di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare per me, per la mia
+scienza, che è il mio avvenire, la mia coscienza, il mio diritto alla
+vita. Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il mio giorno,
+ne sono sicuro, vi amo troppo per non sapermelo conquistare; ma voi mi
+avete tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata la fede nel
+premio.
+
+ELENA
+
+Perdonatemi.
+
+ANDREA
+
+Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. Ero così orgoglioso
+di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza
+delle mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole cure mi
+avviliranno agli occhi vostri: questo timore che mi è così amaro che
+vinca il risentimento dell'offesa patita. Elena, la collera è
+fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno accusato.
+
+ELENA
+
+Non parliamone più. Scordate quel cattivo momento, non fatemi
+vergognare di me stessa.
+
+ANDREA
+
+No, le male erbe vanno sradicate. Pensate che la calunnia ha potuto
+farvi scordare il mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi
+mai parlato. È vero?
+
+ (_Elena acconsente volontariamente_).
+
+ANDREA
+
+E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena, perchè voi mi avete
+amato, perchè nel fondo del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che
+lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai per salutarvi mi avete
+guardato con degli occhi così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha
+cercato il mio, caldo come una vampa, mite come una carezza materna.
+Lunedì al teatro nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e
+stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio premette tutto il
+vostro, ho sentito il brivido che vi prese al mio contatto, e al ballo
+della Neddinngton avete portato nel corsetto quella rosa pallida che
+vi avevo dato io, e quando vi cadde a terra, la coglieste voi stessa,
+premurosa che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi amate e la
+gente volgare è nemica dell'amore, non sa che trastullarsene od
+ucciderlo.
+
+ELENA
+
+Perdonatemi.
+
+ANDREA
+
+No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè non ho più rancori, ma
+non basta per la nostra pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che
+mi hanno accusato?
+
+ELENA
+
+Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre parole, avevo l'animo
+esacerbato, voi me lo avete rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È
+così buono credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi.
+Dimentichiamo.
+
+ANDREA
+
+Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola è profferita, Elena,
+dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture che mi hai fatto
+soffrire, dimmi che sei mia!
+
+ELENA
+
+No, Andrea, Andrea!
+
+ANDREA
+
+Una parola.--Te ne chiedevo una amara.--Dammi la più dolce di tutte!
+
+ELENA
+
+Per carità, per carità, restiamo così! Era pur bello il nostro dolce
+silenzio cosciente; quando si è sicuri di una cosa buona, perchè
+guastarla con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco dalla
+sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che volete da me? Che diventi la
+vostra amante? No, no!
+
+ANDREA
+
+Sei libera... sii mia... sii mia moglie.
+
+ELENA (_ritraendosi rapidissima_)
+
+Ah!
+
+ANDREA
+
+Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno, è vero?
+M'inganno!--Tacete?! (_lunga pausa_) Questo vi avevano detto? E
+l'avete creduto...! Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore
+meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore mi sospettate
+cupido delle ricchezze. Ah! mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo
+corpo... e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che mi
+diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata di calunniatrice! È
+vero! Sono stato il vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i
+vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella era la scommessa...!
+Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno della vostra vittoria.
+E hanno riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure dello scimunito
+che si fosse impigliato in quei lacci?
+
+ELENA
+
+Ah! ho paura!
+
+ANDREA
+
+Addio, Marchesa! La più sfrontata _cocotte_ non avrebbe fatto meglio
+di voi. (_fugge_).
+
+ (_Elena impietrita non ha nè voce nè moto_).
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELL'ATTO TERZO.
+
+
+
+
+ATTO QUARTO
+
+ In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco
+ rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al
+ fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è un
+ ballo.
+
+
+SCENA I.
+
+FILIPPO e D'ALMÈNA.
+
+
+FILIPPO
+
+Qui non verrà nessuno. Di là ballano.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che mistero!
+
+FILIPPO
+
+Ti prego di parlarmi come ad un fratello.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la fraternità
+s'improvvisasse alla prima richiesta?
+
+FILIPPO
+
+Come ad un amico.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+FILIPPO
+
+Credi che la Marchesa ami il dottore?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che Marchesa e che Dottore?
+
+FILIPPO
+
+Lo sai.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza dozzina di dottori.
+
+FILIPPO
+
+Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno il Sarni ci vada; tu
+che sei di casa lo devi sapere meglio di me.
+
+FILIPPO
+
+Non mi vuoi rispondere?
+
+D'ALMÈNA
+
+No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco una sola persona che
+sia in grado di darti le informazioni che desideri, e questa è la
+Marchesa. Domandane alla Marchesa.
+
+FILIPPO
+
+Gliel'ho domandato.
+
+D'ALMÈNA
+
+Benissimo.
+
+FILIPPO
+
+E mi ha detto che non era vero.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ed eccoti contento.
+
+FILIPPO
+
+D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu vedi un uomo martoriato.
+Sei così avvezzo a sapermi di buon umore, che non ti deve parer vero.
+Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei un uomo di cuore e
+discreto. Un altro terrebbe la mia domanda come ad uno sfogo di
+vanità. Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il fosso con me e
+non è vero!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah!... non è vero?
+
+FILIPPO
+
+Ecco... ti dirò...
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! Non voglio confidenze.
+
+FILIPPO
+
+Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo. Non ne posso più. Sai che
+un mese fa ci dev'essere stata una scena violenta fra la Marchesa e
+il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della scomessa; lo sai?
+
+D'ALMÈNA
+
+L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai fatto parola.
+
+FILIPPO
+
+Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così abbattuta che venni in
+sospetto della cosa. Poi a vedere che il Dottore non si faceva più
+vivo, ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi
+rossi, cattiva con me, avversa a suo zio, tanto che il marchese
+Teodoro finì per aversene a male sul serio. Una mattina la incontrai
+nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle
+scuse, l'indomani mi appostai e la rividi passare; ma se essa avesse
+indovinato il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, per cui
+non m'avventurai a tenerle dietro. Aspettai che tornasse. Se veramente
+fu in casa del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò quasi subito.
+So che gli scrisse. Un giorno che ero solo nel suo salotto, la posta
+portò una lettera dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno
+dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato cancellato con un tratto
+di penna, l'indirizzo della Marchesa scritto da una mano virile.
+Ignoro se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo fu il primo
+capitolo della mia storia, e durò una diecina di giorni. Veniamo al
+secondo.--Una sera ricevo un biglietto: Caro Filippo, Accompagnatemi
+al teatro. Elena. Corro. Le moine che mi fece non te le posso dire. E
+più veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che il palco finì per
+vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, mi
+sventola come una bandiera per farsi scorgere. E vada. L'impiego non è
+cattivo.
+
+D'ALMÈNA
+
+E combina colle tue teorie.
+
+FILIPPO
+
+Quali?
+
+D'ALMÈNA
+
+In materia d'amore, colle donne eleganti, non preferisci il parere
+all'essere?
+
+FILIPPO
+
+Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento. Ma qui! Qualche
+volta sembrava volerci credere anch'essa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo, le tue famose bricciole.
+
+FILIPPO
+
+Ma no. Che non c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano,
+qualche volta mi arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre
+tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè
+colla fame che mi strugge... Se non si trattasse che di far le visite
+come gli altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle settimane
+con una donna come quella, a vederla ogni giorno e ogni sera, spesso
+sola, a sentirla stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza
+disordinata, ora con frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe
+faccie peccaminose che farebbero squagliare un patriarca; chi è buono
+a durare tanto tempo al gioco pericoloso dell'amore, a parlar d'amore,
+a ridere d'amore, a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le
+salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi scosso, aggirato,
+trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore maledetto e
+perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca testa
+che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno studente.
+
+D'ALMÈNA
+
+Di che ti lagni se essa lo vuole?
+
+FILIPPO
+
+Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? È impazzita. Un
+giorno mi dice: Filippo, andiamo in Isvizzera? Quando? Domani. E via
+progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa una
+nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra volta. Si fa per chiasso,
+s'intende, ma bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta
+l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che si fa per
+chiasso? O non è donna da partire davvero sul momento? E quel
+satanasso d'un Dottore che trova modo d'andar per le gazzette ogni
+giorno! Lo capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che
+stampato. L'altra settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò fino
+al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo di vita, si butta in
+acqua nella corrente e lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto;
+ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno
+appunto che si parlava della Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho
+già traversato il Gottardo una diecina di volte....... idealmente.
+Capita il giornale: l'eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si
+ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata. E le
+assenze? Sul più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto
+maravigliando meco stesso della mia eloquenza, la guardo, è
+trasfigurata. Gli occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori;
+capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che piange per
+dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle dediche
+intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le
+cose chiare le intendo. Se quella donna un giorno o l'altro farà la
+corbelleria, sarà per amore d'un terzo. Mi capisci?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ti spieghi così bene!
+
+FILIPPO
+
+Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia, di coltura, buona se
+occorre.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Ma...
+
+FILIPPO
+
+Ho detto: ma?
+
+D'ALMÈNA
+
+No, l'ho detto io.
+
+FILIPPO
+
+Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima donna, piena
+d'ingegno, di cuore.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Avanti... di cuore...
+
+FILIPPO
+
+Ma...
+
+D'ALMÈNA
+
+L'hai detto tu.
+
+FILIPPO
+
+Ma considera la pace d'un galantuomo come una cosa secondaria.
+
+D'ALMÈNA
+
+Eh già! Non sono io che l'ho fatta così.
+
+FILIPPO
+
+Nemmeno io.
+
+D'ALMÈNA
+
+Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del dottor Sarni. Tu ce l'hai
+incoraggiata.
+
+FILIPPO
+
+Che m'importa di quel sapiente?
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo, e a lei che importa di te?
+
+FILIPPO
+
+Giusto.
+
+D'ALMÈNA
+
+E nota che il Sarni ci rimetteva molto di più.
+
+FILIPPO
+
+Ebbene, che si decida una buona volta.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo discorso ci sarà una
+ragione.
+
+FILIPPO
+
+Non ne potevo più. Quando seppi qui del ballo della Contessa Gemma e
+seppi che ci doveva venire il Sarni, pensai: facciamola finita:
+mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi con lei. Dovreste
+andare, ci sarà il Dottore... gli parlerete.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Ed essa?...
+
+FILIPPO
+
+Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah! è sincera!
+
+FILIPPO
+
+Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza aveva gli occhi così
+lucenti che rischiaravano intorno; salendo le scale mi prese la mano e
+mi disse: _Filippo, fra poco sarà deciso_. Le parole le saltavano in
+gola da soffocarla.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ti ha detto questo?
+
+FILIPPO
+
+E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente. A che ne siamo eh?
+Ora tu devi aiutare quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia
+perchè non siano interrotti... da lontano, perchè non voglio
+sentirli... almeno questo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Farò io.
+
+FILIPPO
+
+Bravo, e allora io starò fumando in giardino.
+
+D'ALMÈNA
+
+E se fanno la pace?
+
+FILIPPO
+
+Che il Signore li benedica!
+
+D'ALMÈNA
+
+Sei un bravo ragazzo.
+
+FILIPPO
+
+No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio, ti giuro che avrei
+saputo approfittarne. Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi
+spaventa. Se non si accordano vorrà dire che non sono destinati, e
+finirà bene per riconoscere che qualche cosa valgo anch'io.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che ci voglia sempre una vittima?
+
+FILIPPO
+
+Felice te che parli in genere. Io dico: che debba proprio toccare a
+me?
+
+D'ALMÈNA
+
+Hanno smesso di ballare.
+
+FILIPPO
+
+Ora comincia un altro divertimento. Stai a sentire: Gli amici che mi
+credono arrivato si rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io
+imbecillisco del tutto. Se ho l'aria di offendermi:... naturale, tu
+devi fare il paladino. Se la volto in ridere: Ah tu ridi, un uomo
+invidiabile! Se cambio il discorso: già non sai che rispondere. Se
+faccio il modesto è segno che annuisco, se dico di no, credono di sì,
+se dico di sì, credono anche di sì. È una morte... Eccoli!
+
+D'ALMÈNA
+
+Andiamo via.
+
+FILIPPO
+
+No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta tu andrai a cercare il
+Sarni e lo porterai qui. È il luogo migliore. È inteso?
+
+D'ALMÈNA
+
+Va bene.
+
+
+SCENA II.
+
+D'ASPRI, RULFI, RUBACONTI, GEMMA, MASINA e detti. Altri signori e
+signore che vanno e vengono.
+
+
+GEMMA (_a braccio con D'Aspri_)
+
+Ah qui si respira!
+
+D'ASPRI
+
+Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... (_mette Gemma a sedere
+e le siede accanto_).
+
+GEMMA
+
+..... Invano.
+
+RULFI
+
+Come! Filippo è qui!
+
+FILIPPO (_a D'Almèna_)
+
+Ci siamo!
+
+RUBACONTI (_che ha accompagnato Masina_)
+
+Cerca l'ombra....
+
+MASINA
+
+E la solitudine.
+
+D'ALMÈNA
+
+Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che
+ci hanno sorpresi lo possono dire.
+
+GEMMA
+
+Voi D'Almèna vi farete una nemica.
+
+D'ALMÈNA
+
+Chi?
+
+GEMMA
+
+Quella cui rubate Filippo.
+
+D'ALMÈNA
+
+Oh Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti!
+
+GEMMA
+
+Io?
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in tutta la sera.
+
+GEMMA
+
+D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte.
+
+D'ASPRI
+
+Io pure me ne accuso.
+
+GEMMA
+
+Ah! gentile! Ve ne accusate?
+
+D'ASPRI
+
+Perchè è tempo perso.
+
+GEMMA
+
+Imparate da Filippo.
+
+D'ASPRI
+
+A far che?
+
+GEMMA
+
+A non perdere il tempo.
+
+FILIPPO (_a D'Almèna_)
+
+E picchia!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ciò non dipende dagli uomini.
+
+MASINA
+
+E da chi?
+
+D'ALMÈNA
+
+Dalle signore.
+
+VOCI
+
+Ah vero! vero! (_risa_)
+
+D'ALMÈNA
+
+Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali non si perde mai il tempo,
+anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde
+sempre, anche essendone attirati.
+
+FILIPPO
+
+Bravo. Pensare che una volta avevo dello spirito anch'io.
+
+
+SCENA III.
+
+ELENA, DEL SANNIO e detti.
+
+
+FILIPPO (_va incontro ad Elena_)
+
+L'avete veduto?
+
+ELENA
+
+Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva ridendo con un
+signore. Io gli passai proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa
+con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere.
+
+FILIPPO
+
+Dov'è?
+
+ELENA
+
+Nella seconda sala dopo questa. (_si mette a sedere. Del Sannio le sta
+vicino_).
+
+FILIPPO (_piano a D'Almèna_)
+
+È nella seconda sala dopo questa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Va bene. (_via_).
+
+ELENA
+
+Filippo.
+
+FILIPPO
+
+Eccomi.
+
+ELENA (_s'alza, prende il braccio di Filippo e lascia Del Sannio ritto
+dov'è_)
+
+Dov'è andato D'Almèna?
+
+FILIPPO
+
+A cercarvi il dottor Sarni.
+
+ELENA
+
+Che gli avete detto.....?
+
+FILIPPO
+
+Dove l'avrebbe trovato.
+
+ELENA
+
+D'Almèna sa?....
+
+FILIPPO
+
+Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto male?
+
+ELENA
+
+No.
+
+FILIPPO
+
+Badate che a vedervi discorrere con me a bassa voce quelle anime
+pietose penseranno male.
+
+ELENA
+
+Vi comprometto?
+
+FILIPPO
+
+Viceversa.
+
+ELENA
+
+Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non importa. Tanto più.....
+
+FILIPPO
+
+Tanto più?.....
+
+ELENA
+
+Che sarà ben altro domani. Preparate pure le valigie, le mie sono
+leste.
+
+FILIPPO
+
+Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più?
+
+ELENA
+
+Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà a nulla e partiremo.
+
+FILIPPO
+
+Siete d'una sincerità spaventosa!
+
+ELENA (_seria, porgendogli la mano_)
+
+Perdonatemi.
+
+FILIPPO
+
+Non sperate proprio nulla da quel colloquio? Rinunciatevi addirittura.
+
+ELENA
+
+No. Voglio essere in pace colla mia coscienza.
+
+FILIPPO
+
+Ecco il Sarni. Devo andarmene?
+
+ELENA
+
+Fra poco. Sediamo.
+
+
+SCENA IV.
+
+ANDREA, D'ALMÈNA e detti.
+
+
+D'ALMÈNA (_mostrando ad Andrea la serra_)
+
+È vero che è bella?
+
+ANDREA (_vede Elena, fra sè_)
+
+Lei! (_forte_) Stupenda.
+
+GEMMA
+
+Che state guardando, Sarni?
+
+ANDREA
+
+Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata,
+dacchè quasi nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra.
+D'Almèna ha voluto farmela ammirare.
+
+GEMMA
+
+La inauguro stassera. Vi piace?
+
+ANDREA
+
+Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa.
+
+GEMMA
+
+Pericolosa?!
+
+RULFI
+
+Infatti...
+
+ANDREA
+
+Ah! c'è un infatti?
+
+GEMMA
+
+Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle.
+
+ (_Filippo s'alza e s'avvia per uscire.
+ D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui_).
+
+MASINA
+
+Una delle quali prende il volo in questo momento.
+
+ANDREA
+
+Ah il Barone Landucci?
+
+RULFI
+
+Quello non è un tortore, è un rondone.
+
+ANDREA (_ridendo_)
+
+Dite... Dite... e l'altra chi è?
+
+GEMMA
+
+Non siamo nè io, nè la Baronessa.
+
+ANDREA (_guardandosi intorno e vedendo che le signore in scena sono
+tre sole_)
+
+L'incognita è presto trovata.
+
+RULFI
+
+È un'equazione di primo grado.
+
+D'ASPRI
+
+Anzi basta la regola del tre.
+
+GEMMA
+
+L'avete riconosciuta?
+
+ANDREA
+
+Ci si vede così poco!
+
+MASINA
+
+Le vada più vicino.
+
+GEMMA
+
+A meno che...
+
+ANDREA
+
+A meno che?
+
+GEMMA
+
+Le rincresca di accertare la persona.
+
+ANDREA
+
+Oh! (_ridendo_) Vado... (_s'avvicina sbadatamente ad Elena_).
+
+DEL SANNIO
+
+Suonano, se vuol fare un giro?.... (_levandosi, ad Elena_).
+
+ELENA (_Alzando alquanto la voce perchè Andrea la possa sentire_).
+
+Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.
+
+ANDREA
+
+Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io aspetto che la contessa
+Gemma mi dia il braccio per un giro nelle sale.
+
+DEL SANNIO (_ad Elena_)
+
+Dunque?
+
+ELENA
+
+Grazie. Sono stanca. (_Del Sannio s'allontana_). Dottore...
+
+DEL SANNIO (_voltandosi--ad Andrea_)
+
+La contessa Gemma se n'è andata. (_via_).
+
+ANDREA
+
+Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (_per avviarsi_).
+
+ELENA
+
+Andrea! Andrea!
+
+ (_tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo_).
+
+
+SCENA V.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA
+
+Com'è inutile quanto stiamo per dire!
+
+ELENA
+
+Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte perchè non mi poteste
+negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato e temuto questo
+momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora quando siete entrato
+qui, temetti di non potermi reggere. Di là vi ero passata vicino
+vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi
+supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; ho provato a
+raccogliermi e a meditare per trovare parole efficaci, ma non ho
+saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non ho che da cercare
+ciecamente nell'animo mio per trovarci l'umiliazione ed il pentimento.
+Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura che
+fuggiate.
+
+ANDREA
+
+Che nuova scommessa avete fatto?
+
+ELENA
+
+È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete; dovete
+provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho
+fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di
+immaginare ch'altri m'avesse offesa come vi ho offeso io e ne provasse
+poi il pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se avrei voluto
+dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo che sarei stata
+inesorabile.
+
+ANDREA
+
+E allora perchè seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete
+a temer nulla, del male non ve ne posso fare.
+
+ELENA
+
+Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne sarei tanto contenta!
+Espio per espiare. Se ne sperassi alcun bene, la mia umiliazione non
+sarebbe completa.
+
+ANDREA
+
+O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di tentare l'impossibile.
+
+ELENA
+
+Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono andata a cercarvi in casa
+vostra. C'eravate e non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani, e il
+giorno di poi; sentivo il vostro passo sino all'uscio, ma certo
+avevate modo di riconoscermi e bussavo invano. Vi ho scritto, avete
+respinte le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. Ma vedete che
+non ho più orgoglio. Al primo momento, dopo quelle ripulse ho cercato
+di stimolarlo l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto assai,
+ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra volta. Si dice: passerà, si
+riprende la vita normale, si ride, si rivedono le solite persone, ma
+poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto, ma
+il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine pallida e
+stravolta dal dolore e dallo sdegno.
+
+ANDREA (_con impeto_)
+
+Ed io...?
+
+ELENA
+
+Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri dolori e ho tanta sete
+di vedervi soffrire. Andrea! Andrea!
+
+ANDREA.
+
+Badate, Marchesa, che può venir gente, vi possono sentire...
+
+ELENA
+
+Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo alla folla e che mi accusi
+e vi domandi perdono? Sono disposta a farlo. Che m'importa di quelli?
+Non lo devo a loro il male che vi ho fatto? Se sapeste... Andrea, se
+sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna fede
+nella grandezza umana; nessuno di quelli che creda al disinteresse e
+al sacrifizio. E sono cresciuta là in mezzo! Le anime tranquille si
+adagiano nella noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra una
+tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli orribili agguati
+che vi ho teso io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo.
+Domandatene a D'Almèna se non fu così. Quando mi proposi di
+trattenervi non vi conosceva, Andrea, e il mio orgoglio ricusava
+d'accettarvi per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna
+commedia fino a quella mattina quando venne Filippo a interromperci.
+Ma dal momento che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la più
+sincera fra le donne, e quando vi dissi quelle parole amare che vi
+trattennero, era il cuore che parlava, e se tremavo della vostra
+partenza, non era più per ardore di trionfo, ma perchè sentivo che
+voi partito, il mondo mi sarebbe sembrato vuoto come un deserto.
+
+ANDREA
+
+Ma poi, ma poi?
+
+ELENA
+
+Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con sospetti, e tutta la mia
+vita mi aveva così tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto
+quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando
+v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, e quest'amore che vi
+vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo dal cuore neanche se
+potessi metterci in suo luogo la dignità e la pace che ho perdute.
+
+ANDREA
+
+Se non mentite vi compiango.
+
+ELENA
+
+Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole è la vostra!
+
+ANDREA
+
+No, sono guarito e diffidente.
+
+ELENA
+
+Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho fatto è troppo grave per
+guarire. Avreste potuto scordare l'amore se non vi avessi così
+mortalmente offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato; ma
+compenetrati insieme essi formano un viluppo velenoso che vi morderà
+il cuore per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore, la
+dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono in voi e vi
+comandano di negare l'amore, ma voi mi amate ancora, mi amate come il
+primo giorno.
+
+ANDREA
+
+No... no... no... no...
+
+ELENA
+
+E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego violento, di
+assordarvene e di rinnegare tutta la verità, perchè concedendone una
+parte sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria del
+consenso!
+
+ANDREA
+
+Non è vero, non vi amo. Addio.
+
+ELENA
+
+E fuggite!
+
+ANDREA (_tornando_)
+
+Eccomi.
+
+ELENA
+
+E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due
+e coll'anima vibrante e sanguinante, andremo per il mondo solitarii,
+incapaci di risognare con altri il dolce sogno della felicità! Oh le
+sere che vi aspettavo sola nel mio salotto! Come contavo i minuti!
+Sentivo il vostro passo in istrada da lontano, il vostro passo
+frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino tutto quello, e com'è
+lontano!
+
+ANDREA
+
+E che inganno ce ne separa!
+
+ELENA
+
+Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta a voi, vi getto ai piedi
+il mio amore supplichevole, la mia dignità di donna, la fierezza del
+mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; vi parlo come non
+concepirei si possa parlare, mi disonoro coscientemente e
+volontariamente e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre quello
+che sto facendo. Andrea, imponetemi una prova, sia pur lunga e
+difficile, vedrete che saprò superarla, ma non respingetemi, ma non
+negate l'amore, non negate l'amore!
+
+ANDREA
+
+E se m'ingannaste ancora?
+
+ELENA
+
+Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho troppo supplicato. Non
+aspettavo miglior sorte alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei
+abbassata come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma vi starò nel cuore come
+una lama e saprò darvi un rimorso uguale al mio.
+
+ANDREA (_esita, s'avvia, vorrebbe tornare_)
+
+No. (_esce pricipitoso. Elena rimane sola_).
+
+
+SCENA VI.
+
+ELENA e D'ALMÈNA
+
+
+ELENA (_vedendo entrare D'Almèna_)
+
+Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto ogni cosa. Ho scongiurato
+Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano.
+L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con
+voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani
+partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma.
+
+D'ALMÈNA
+
+Partite con Filippo?
+
+ELENA
+
+Perchè no?
+
+D'ALMÈNA
+
+Con Filippo!
+
+ELENA
+
+Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. Non mi potrà credere
+innamorata di Filippo. Andrea spergiura che non mi ama più. Sono certa
+di dargli un dolore mortale. Se m'inganno il mio orgoglio avrà trovato
+il suo castigo; ma se è vero egli porterà la pena del suo. La mia
+vita non è troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo.
+Addio.
+
+D'ALMÈNA
+
+No per carità--per carità!
+
+ELENA
+
+Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è
+Filippo?
+
+D'ALMÈNA
+
+È... non lo so.
+
+ELENA
+
+Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, mio nobile hidalgo! Ve ne
+ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete cattivo.
+(_gli dà la mano_) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non mi
+accompagnate. Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro
+dovere è di darmeli. (_via_).
+
+
+SCENA VII.
+
+D'ALMÈNA, poi FILIPPO, poi ANDREA.
+
+ (_D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette
+ in giardino_).
+
+
+D'ALMÈNA (_chiamando_)
+
+Filippo!
+
+FILIPPO (_entra dal giardino_)
+
+Sono qui.
+
+ANDREA (_dal fondo_)
+
+D'Almèna.
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi?
+
+ANDREA
+
+Senti.
+
+D'ALMÈNA
+
+Lasciami dire due parole..... e sono da te.
+
+ANDREA
+
+Vorrei.....
+
+D'ALMÈNA
+
+Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti.
+
+ANDREA
+
+Non di più!
+
+D'ALMÈNA
+
+No, va...
+
+ANDREA (_accennando il fondo_)
+
+Sto là fuori.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+ANDREA (_esce dal fondo_).
+
+
+SCENA VIII.
+
+D'ALMÈNA e FILIPPO.
+
+
+D'ALMÈNA
+
+La Marchesa ha deciso di partire con te.
+
+FILIPPO
+
+Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Ah!
+
+FILIPPO
+
+E glielo ha detto anche.
+
+D'ALMÈNA
+
+E lui?
+
+FILIPPO
+
+Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a
+partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di
+Cognac!
+
+FILIPPO
+
+Non vedo il rapporto.
+
+D'ALMÈNA
+
+La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante.
+
+FILIPPO
+
+Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta
+di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi fare?
+
+FILIPPO (_fa scoccare il gibus e se lo mette in testa_)
+
+Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle
+sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi
+dell'acqua in Tevere. Addio.
+
+D'ALMÈNA
+
+Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?
+
+FILIPPO
+
+Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi
+vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio.
+(_quando è sulla porta a vetri si volta_) Sai, se mi serbi il segreto
+mi fai piacere. (_via per l'invetriata_).
+
+D'ALMÈNA
+
+Povero diavolo! a quest'altro. (_apre la porta di fondo_).
+
+
+SCENA IX.
+
+D'ALMÈNA e ANDREA.
+
+
+D'ALMÈNA
+
+Che vuoi?
+
+ANDREA
+
+Tu hai parlato colla Marchesa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì.
+
+ANDREA
+
+Che ti ha detto?
+
+D'ALMÈNA
+
+Che ti ha scongiurato di perdonarle.
+
+ANDREA
+
+È vero.
+
+D'ALMÈNA
+
+E che sei stato inesorabile.
+
+ANDREA
+
+È vero. Non dovevo esserlo forse?
+
+D'ALMÈNA
+
+Altro. Oh io ti approvo.
+
+ANDREA
+
+Perchè l'offesa che mi ha fatto...
+
+D'ALMÈNA
+
+È gravissima.
+
+ANDREA
+
+Concepisco la scommessa.
+
+D'ALMÈNA
+
+Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...
+
+ANDREA
+
+Ma poi...
+
+D'ALMÈNA
+
+Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al pentimento?
+
+ANDREA
+
+Oh questo sì. Povera donna!
+
+D'ALMÈNA
+
+Ci credi?
+
+ANDREA
+
+Tu non l'hai sentita!
+
+D'ALMÈNA
+
+Non l'ami più? Eh?
+
+ANDREA
+
+Se l'amassi ancora mi disprezzerei.
+
+D'ALMÈNA
+
+Bravo! Allora ti posso dire che...
+
+ANDREA
+
+Che?
+
+D'ALMÈNA
+
+Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi?
+
+ANDREA
+
+Parla.
+
+D'ALMÈNA
+
+Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli non mostrerai di
+sapere...
+
+ANDREA
+
+No...
+
+D'ALMÈNA
+
+Parola d'onore?
+
+ANDREA
+
+Parola d'onore.
+
+D'ALMÈNA
+
+Domani parte con Filippo.
+
+ANDREA
+
+Oh!
+
+D'ALMÈNA
+
+Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto.
+
+ANDREA
+
+Non è vero!
+
+D'ALMÈNA
+
+Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai?
+
+ANDREA
+
+Lasciami.
+
+D'ALMÈNA
+
+Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la tua dignità! Quella donna non
+ne vale la pena.
+
+ANDREA
+
+Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or
+ora, mi giurava d'amarmi.
+
+D'ALMÈNA
+
+E già, fanno così!
+
+ANDREA
+
+Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or
+ora, quando la vidi passare, per poco non mi sono gettato ai suoi
+piedi come un pazzo!
+
+D'ALMÈNA
+
+Bada!... eccola... vieni via!
+
+ANDREA
+
+No... lasciami... ti giuro che son padrone di me.
+
+D'ALMÈNA
+
+Marinaio, va! (_via_).
+
+
+SCENA ULTIMA.
+
+ELENA e ANDREA.
+
+
+ANDREA (_Chiude l'uscio del fondo, si volta verso Elena e le dice con
+ira minacciosa_)
+
+Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo?
+
+ELENA
+
+Andrea!--Dimmi che non vuoi... dimmi che non vuoi!!
+
+ANDREA
+
+No, non voglio! T'amo!
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE DELLA COMMEDIA.
+
+
+
+
+
+ Nota del Trascrittore
+
+ Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
+ correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono
+ stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo
+ originale]:
+
+ P. 1 - La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte]
+ 68 - fosse stato ordito [udito] da un uomo
+ 165 - Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
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+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
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+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
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+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
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+
+
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+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
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+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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--- /dev/null
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Binary files differ
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@@ -0,0 +1,8078 @@
+<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"
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+ Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
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+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Resa a discrezione
+ Teatro in prosa vol. II
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<p class="center big">
+TEATRO IN PROSA<br />
+<br />
+DI<br />
+<br />
+GIUSEPPE GIACOSA<br />
+<br />
+Vol. II.
+</p>
+
+<hr />
+
+<div class="opere">
+<p class="center big pad4">DEL MEDESIMO AUTORE</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center big">Teatro in Versi:</p>
+
+<table class="op" summary="versi">
+ <tr>
+ <td><i><b>Una Partita a Scacchi &mdash; Il Trionfo d'Amore.</b></i> Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.)</td>
+ <td class="r">L. 4&nbsp;&mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Il Fratello d'Armi.</b></i> Dramma in 4 atti. Un volume in-18º (in ristampa)</td>
+ <td class="r">»&nbsp; 2 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Il Conte Rosso.</b></i> Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881,</td><td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Il Marito amante della Moglie.</b></i> Commedia in 3 atti. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879,</td><td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Luisa.</b></i> Dramma in 3 atti. &mdash; <i>Sorprese notturne.</i> Commedia in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881,</td><td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>La tardi ravveduta. &mdash; La Sirena. &mdash; Intermezzi e Scene.</b></i> Un volume in-18º, 1888,</td>
+ <td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p class="center big">Teatro in Prosa:</p>
+
+<table class="op" summary="prosa">
+ <tr>
+ <td><i><b>Al Pianoforte.</b></i> &mdash; <i><b>Acquazzoni in montagna.</b></i> &mdash; <i><b>Non dir quattro se non l'hai nel sacco.</b></i> &mdash; <i><b>Storia vecchia.</b></i> Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888,</td><td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<hr class="minor" />
+
+<table class="op" summary="varie">
+ <tr>
+ <td><i><b>Novelle e Paesi Valdostani.</b></i> Un vol. in-12º, 1886,</td><td class="r">»&nbsp; 4 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Il Filo.</b></i> Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con illustrazioni di <span class="smcap">Edoardo Calandra</span>). Un vol. in-12º impresso sopra carta di filo a mano</td><td class="r">»&nbsp; 2 &mdash;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i><b>Fiori e Frutta.</b></i> Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani. In-12º</td><td class="r">»&nbsp; 1 &mdash;</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center big">Di prossima pubblicazione:</p>
+
+<table class="op" summary="in preparazione">
+ <tr>
+ <td><i><b>I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese.</b></i> Un elegante vol. con disegni e fototipie.</td>
+ </tr>
+</table>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center"><span class="big">TEATRO IN PROSA</span><br />
+DI<br />
+<span class="big smcap">Giuseppe Giacosa</span></p>
+<hr class="minor" />
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<h1>RESA A DISCREZIONE</h1>
+<p class="center close">Commedia in 4 atti<br />
+<br />
+<br />
+<span class="big">LA ZAMPA DEL GATTO</span><br />
+Commedia in un atto</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<hr class="minor" />
+<p class="center">TORINO<br />
+<br />
+<span class="big">F. CASANOVA, <span class="smcap">Libraio-Editore</span></span><br />
+<br />
+1888</p>
+
+<hr />
+
+<div class="opere">
+<p class="dir">Per guarentire la <span class="em">proprietà artistica</span> e la <span class="em">proprietà
+letteraria</span>, l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di
+questo libro alla R. Prefettura di Torino, e si sono uniformati
+a tutte le disposizioni della Legge vigente.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">Torino &mdash; Tipografia <span class="smcap">Vincenzo Bona</span>.</p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center pad4">INDICE</p>
+
+<table class="ind" summary="indice">
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="center">RESA A DISCREZIONE</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><a href="#ATTO_PRIMO">Atto primo</a></td><td class="r"><i>pag.</i>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><a href="#ATTO_SECONDO">Atto secondo</a></td><td class="r">»&nbsp;&nbsp;&nbsp; 49</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><a href="#ATTO_TERZO">Atto terzo</a></td><td class="r">»&nbsp;&nbsp;&nbsp; 93</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><a href="#ATTO_QUARTO">Atto quarto</a></td><td class="r">»&nbsp; 141</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>&nbsp;</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td colspan="2" class="center">LA ZAMPA DEL GATTO</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td>Atto unico</td><td class="r">»&nbsp; 181</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<p class="center"><span class="big">RESA A DISCREZIONE</span><br />
+&nbsp;</p>
+
+<hr />
+
+<h2>PERSONAGGI</h2>
+
+<ul class="pers">
+<li>La Marchesa <span class="smcap">Elena di Roveglia</span></li>
+<li>La Contessa <span class="smcap">Elvira di <a name="tn1" id="tn1"></a>Francofonte</span></li>
+<li>La Contessa <span class="smcap">Gemma Del Pallio</span></li>
+<li>La Baronessa <span class="smcap">Masina Roveri</span></li>
+<li>Il Marchese <span class="smcap">Teodoro di Roveglia</span></li>
+<li><span class="smcap">Andrea Sarni</span></li>
+<li><span class="smcap">Filippo Landucci</span></li>
+<li><span class="smcap">Paolo D'Aspri</span></li>
+<li><span class="smcap">D'Almèna</span></li>
+<li><span class="smcap">Del Sannio</span></li>
+<li><span class="smcap">Rulfi</span></li>
+<li><span class="smcap">Rubaconti</span></li>
+<li><span class="smcap">Lorenzo Del Pallio</span></li>
+<li><span class="smcap">Enrico Pardi</span></li>
+<li>Il Cavaliere <span class="smcap">Lerici</span></li>
+<li><span class="smcap">Anselmo</span> &nbsp;&nbsp;| </li>
+<li><span class="smcap">Ambrogio</span> | domestici della Contessa</li>
+<li><span class="smcap">Giulia</span>, cameriera</li>
+</ul>
+
+<hr />
+<div class="comm">
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+
+<h2><a name="ATTO_PRIMO" id="ATTO_PRIMO"></a>ATTO PRIMO</h2>
+
+<p class="blockquot">Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra
+porta che mette in un salotto donde arrivano fino in
+scena le voci di più uomini che parlano allegramente con
+grossi scoppi di risa.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA I.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Elvira, Gemma, Masina, Filippo.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Filippo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Eccomi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chiudete quell'uscio e servite il caffè.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Subito. (<i>fa per chiudere</i>).</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>No, che fate? Almeno si sente quello che dicono.
+Gli uomini sono così divertenti dopo pranzo.<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span></p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Perchè non vai di là addirittura?</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Se ci fossi io cambierebbero discorso.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che peccato!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>O se non lo cambiassero saresti costretta ad
+arrossire, mentre qui fra donne....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Brava, ed io?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Come, voi?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Avete detto qui fra donne. E io cosa sono?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E oramai voi non contate più.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli
+uomini le lasciano in disparte.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non ci lasciano, ce ne stiamo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Coll'uscio aperto.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E chi ascolta?<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Le donne hanno sempre un orecchio teso ai
+discorsi lontani.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Quando i vicini non interessano.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò
+mai per male di cose dette da una donna.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Neanche se vi dicessi che siete un impertinente?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Di questo mi glorierei. (<i>la serve di caffè</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, badate a versarmelo adosso.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Marchesa, siete più nervosa del solito.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>È vero, lo tratti male.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Gli parli così asciutto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La... Filippo. (<i>gli porge la mano</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>baciandola</i>)</p>
+
+<p>Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti
+del mio mestiere.<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo
+mestiere.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione
+e non ne ho nessuna; non sono nel numero
+degli eletti io. Non c'è mai stata una
+donna innamorata di me.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi lo direbbe? (<i>ride</i>).</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Ingrato Filippo! (<i>ride</i>).</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>È tanto giovine! (<i>ride</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>È inteso, padrone, ridano, non domando di
+meglio. (<i>serve Gemma</i>) Ce n'ho messo tre pezzi
+grossi, e una goccia di Cognac.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Bravo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti
+miei, mentre se ci fosse qui uno degli uomini
+che sono presi sul serio, tutte loro signore si
+studierebbero di mostrargli una grande noncuranza...,
+salvo forse a ripagarlo....<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh..., oh..., oh!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Parlo delle donne in genere. (<i>serve Elvira</i>)
+Contessa.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Grazie.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ebbene io mi contento del mio piccolo successo
+palese... Non do ombra, mi lascio deridere,
+ad un altro direbbero: <i>favorite di fare</i>... a me
+si dice: <i>fate</i>. Ricevo ordini e li eseguisco, e
+servo di zimbello per attirare i tordi. Quando
+una signora vuole stimolare colla gelosia qualche
+Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce
+a me, quando vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio
+mi manda a spasso; e a questo mestiere,
+mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche
+briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono
+il mendicante che raccatta le briciole.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai
+proprii successi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto
+l'amore di una donna, che possederlo davvero
+in segreto.<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite.
+Ecco tutto.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E aggiungerò che una certa società che giudica
+della vostra a distanza....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Io nego sempre.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>S'intende, senza di ciò non lo crederebbero.
+Ma ce lo meritiamo. Noi ci pavoneggiamo degli
+uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci
+rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno
+degli uomini che abbiamo respinto, che creda
+alla nostra virtù. Diranno che non ebbero le
+circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo,
+senza cuore e senza immaginativa.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Quello che si dice di voi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Quello che si dice di me. Che volete che
+pensi dei fatti nostri, la gente che non ci conosce,
+se gli amici ne fanno questo giudizio! &mdash; Noi
+mettiamo ogni studio a dare il peggior
+concetto possibile dei nostri costumi. Tolleriamo<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire
+a leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo
+noi, come parlo io molte volte, tutti griderebbero
+allo scandalo ed alla calunnia, io per la
+prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia
+di sicurezza. Riconduciamo a casa, la
+notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro
+fianco, un uomo che passò la serata a dirci che
+siamo belle. È vero che ce lo dicono così male!
+L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo chiamiamo
+amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo
+una dimestichezza universale, senza intimità,
+senza poesia, e quindi senza pericoli. La
+poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora
+messe al sicuro, amiamo di scherzare col fuoco.
+In apparenza siamo cinicamente corrotte, lo siamo
+timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite.
+Parliamo d'amore ad ogni momento perchè
+non ci crediamo più. L'amore è morto e seppellito.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Boum!!!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Si vede che frequentate certi amici...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E quali?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra?
+Va all'ufficio, alla direzione, so io come la
+chiamano, di un giornale...<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita
+mia. Mi ci ha portato un amico per vedere da
+vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se
+campa.</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Chi?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Un uomo che parte domani per il Polo-Nord.
+Pare che al Polo si debba trovare la soluzione di
+certi problemi di fisica. Uno scienziato.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Un vecchio?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>No, giovane, più giovane di me, e un bel
+giovane anche.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Dev'esser bello, se siete andato apposta per
+vederlo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Mi rincresce di non potervelo presentare.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio
+Teodoro gli ha dato appuntamento in casa mia,
+perchè gli deve consegnare una certa lettera di
+raccomandazione, e non osa farlo salire sino al
+Macao. Come vedete, a volerlo conoscere non ci
+occorre la vostra protezione.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate
+tanto? Perchè quei signori, fra cui c'è il mio
+amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir
+qui a farvi la corte.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Giusto! tanto giusto che..., guardate, (<i>va alla
+porta a destra e chiama</i>) Paolo!</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>È lei che lo chiama.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è
+invulnerabile.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore
+causa di debolezza che abbia una donna.</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Che è?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Il marito.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>dopo aver chiamato Paolo
+è andata a scaldarsi<br /> i piedi al caminetto a sinistra</i>)</p>
+
+<p>Badate che sento.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È vero, e mi annoio.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA II.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Paolo</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Mi avete chiamato, Marchesa?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, mi pare mezz'ora fa.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>D'Almèna raccontava una storia così lepida!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È finita?</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Allora rimanete qui.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete
+dato un pranzo tanto delizioso!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in
+quello stipetto, c'è una scatola di sigari che
+m'ha portato lo zio dall'Avana.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Questa?<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti
+d'ora.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Ah troppo! (<i>depone la scatola</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Vi domando perdono, lasciatemi qui.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Mi fate la grazia di prendere quella scatola e
+d'offrirne di là.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Obbedisco. (<i>via colla scatola a destra</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA III.</h3>
+
+<p class="center break">Detti meno <span class="smcap">Paolo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria.
+Quello è un uomo che mi fa la corte.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Almeno si dice.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È vero; a segno che mi hanno già fidanzata
+con lui più volte.<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>La voce è messa in giro da lui.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non lo credo.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha
+mostrato una scortesia affatto.....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Maritale.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IV.</h3>
+
+<p class="center break">Detti, <span class="smcap">Paolo, Lorenzo, Enrico, D'Almèna,
+Del Sannio, Rulfi</span> e <span class="smcap">Rubaconti</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA (<i>ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Siete proprio in collera?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè in collera?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Perchè siamo stati di là tanto tempo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">PAOLO (<i>mostrandole la scatola</i>)</p>
+
+<p>Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno.<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso
+devo fare io per ringraziarvi d'aver risparmiati
+i miei sigari, e d'aver avuto pietà di noi?
+Se sapeste come languiva la conversazione!
+Un' altra volta ve ne preghiamo colle mani
+giunte, non private più la nostra società del suo
+più bell'ornamento.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Il più bell'ornamento siete voi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito.
+Signori e signore: D'Almèna mi ha detto una
+cosa gentile.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È così facile, Marchesa!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino
+licenza di spargere la voce che sono disposta
+a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro amico
+Paolo.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Io?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è vero?</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Affatto! e non so chi abbia potuto dire...<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Queste signore... or ora.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Ah! è un tradimento!</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Come?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela
+con lei.</p>
+
+<p class="center">PAOLO (<i>va a sedere vicino ad Elvira</i>)</p>
+
+<p>Contessa, mi spiegherete! (<i>discorrono</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a D'Almèna</i>)</p>
+
+<p>Dunque?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Dunque?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Mi fate la corte?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È bella e fatta.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sareste disposto a commettere delle pazzie per
+me?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole.
+Una sola forse meriterebbe il nome di
+pazzia.<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ed è?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>L'innamorarmi seriamente di voi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La pazzia la commetterei io. Bel merito!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre
+grazie non conosco nulla che mi costi fatica!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non
+sa immaginare un solo atto di sacrifizio per conquistare
+l'amore d'una donna.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Le donne non sanno più inspirare eroismi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti
+voi e vedrete.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle
+dei savi.<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli
+andare la testa in giro?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come una trottola; non fosse che per vendicarmi.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Di che?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Della vostra presunzione che vi rende perfino
+scortesi.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA V.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>La carrozza della Contessa di Francofonte,
+la carrozza della Baronessa Roveri. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Addio, Elena. (<i>si alza</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che fretta!</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Alle nove vengono da me gli amici di mio
+marito, se tardo se ne vanno. Gli uomini non
+sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi?<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno
+pregare ora.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno
+il ballo prima dell'Opera.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Allora si capisce.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Voi D'Aspri?</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi,
+Contessa, dovreste metterci voi sino alla porta
+del teatro. L'allungate di così poco.</p>
+
+<p class="center">ELVIRA</p>
+
+<p>Ma sì, figuratevi! Buona sera. (<i>saluta. Elena
+accompagna Elvira fino all'uscio, chiacchere e risa,
+via Elvira, Paolo e Rulfi</i>).</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI (<i>a Lorenzo</i>)</p>
+
+<p>Vieni?</p>
+
+<p class="center">LORENZO</p>
+
+<p>Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo...</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Hai bisogno d'aria come me.</p>
+
+<p class="center">LORENZO</p>
+
+<p>Aspetta, avverto mia moglie.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Fai...</p>
+
+<p class="center">LORENZO (<i>va presso Gemma e le dice</i>)</p>
+
+<p>Io vado, sai?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Benissimo.</p>
+
+<p class="center">LORENZO (<i>torna a Rubaconti</i>)</p>
+
+<p>Andiamo?</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Guarda, s'alza la Baronessa. (<i>Masina s'alza e
+saluta i vicini</i>). Andiamocene nella confusione a
+modo della Corte. (<i>si ecclissano senza esser veduti</i>).</p>
+
+<p class="center">MASINA (<i>in piedi ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Vado anch'io.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Buona sera.</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie
+parti?</p>
+
+<p class="center">ENRICO</p>
+
+<p>Io.</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella
+famosa ricamatrice non ha finito ancora?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le
+cifre.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p>
+
+<p class="center">ENRICO</p>
+
+<p>Oh, guarda!</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Ve ne siete scordato?</p>
+
+<p class="center">ENRICO</p>
+
+<p>Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio
+un nodo al fazzoletto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Senza di che.....</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>E me le porterete domani?</p>
+
+<p class="center">ENRICO</p>
+
+<p>Mi darete da pranzo?</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Sarà un doppio favore che mi fate. (<i>a tutti</i>)
+Addio. (<i>va ad Elena</i>) Rimani. (<i>via Masina, Enrico,
+Lorenzo e Rubaconti</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo, D'Almèna, Del Sannio</span>,
+poi <span class="smcap">Teodoro</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Eh! che galanteria! tutti così.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E voi ve ne affliggete?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vorrei poter far del male a qualcheduno.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>C'è Filippo per questo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non basta. (<i>entra Teodoro</i>) Oh, zio!</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>la bacia in fronte poi saluta Gemma</i>)</p>
+
+<p>Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Ah! il viaggiatore! Come si chiama?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e
+mezzo.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sono le nove.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E perchè non in questo?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare
+le delizie del soggiorno di Roma, nel momento
+che sta per intraprendere un viaggio da cui è
+miracolo se torna.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè
+lo aiuti ad andarci?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Io non sono il custode del genere umano, e
+tanto meno dei signori professori, dottori, scrittori,
+compositori, seccatori e compagnia bella:
+ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione
+è allestita dal governo Svedese che avea
+promesso un posto al dottor Sarni. Ma i posti
+sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali
+Russi sollecitano l'imbarco: se l'ottengono, il
+Sarni è scartato. La cosa sarà decisa fra otto
+giorni e il dottore sapendo che io fui ministro
+a Stoccolma e che sono amicissimo di quel Presidente
+del Consiglio, venne da me per una commendatizia<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+un po' calorosa presso quest'ultimo.
+Ho promesso di scriverla e m'è venuto un fiore
+d'eloquenza. Nel mio mestiere ho imparato che
+bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza
+agli uomini di studio. Quando sapremo
+se esiste un mare chiuso piuttosto che un mare
+libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici,
+non avremo rubato il bacino al barbiere e non
+occorrerà allo Stato nè uno scrigno di più, nè
+un carabiniere di meno. Ma gli uomini che
+hanno il coraggio di affrontare un simile viaggio
+è meglio che lo facciano. Rimanendo in patria,
+sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che progressi
+di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh, oh, lo credi da tanto?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Avessi sentito con che fuoco perorava la sua
+causa! Neanche per andare a nozze. Con che serietà
+parlava del dovere che ha ogni uomo di
+giovare agli uomini e di mettere la vita per lo
+scoprimento di una verità. Non c'è che dire, è
+un uomo forte.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E con ciò?<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi
+di far andare la testa in giro al primo che aveste
+incontrato?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Parte.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Buon per voi che non siete esposta...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di
+non lasciarlo partire?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gran cosa! Che ne dite D'Almèna?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non dico nulla.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non credete che se volessi?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Ma non vuoi.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Quando parte il tuo dottore?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Posdomani.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Presto. È ben deciso di partire?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Irrevocabilmente.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei
+sagrifizi. Va la scommessa?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Scherziamo, eh?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Io ci avrei un gusto matto.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E le vostre paure come agitatore?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Oh! in quelle mani...!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Intendiamoci. È un uomo di mondo?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Conosco dei duchi che lo sono meno di lui.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Quel viaggio non gli deve fruttar denaro?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Glie ne costa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Va la scommessa? Chi tiene?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Io...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Tu? Tu sostieni che parte?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Certo.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>La contessa è la sola persona qui che possa
+senza scortesia dubitare della riuscita.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per
+male. Va la scommessa?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>In che termini?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Io sostengo che quel signore che deve venir
+qui ora, il Dottor... non rammento nemmeno il
+nome, guardate.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sarni.<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio
+polare.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Io sto per la Marchesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, no. Voglio esser sola. (<i>a Gemma</i>) Vada
+fra noi due.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Che va?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano
+regalare il giorno della mia festa.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah! per la vita d'un uomo!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Glie la salvo la vita.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>È detta.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Siate testimoni. (<i>le due si stringono la mano</i>).
+Zio, dammi la lettera commendatizia. (<i>a Gemma</i>)
+Ti do la mia parola d'onore che quella lettera...
+(<i>a Teodoro</i>) Quando hai detto che intende partire?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Posdomani mattina.<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni
+avrà quella lettera.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Va bene.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Me la dài?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Eccola. (<i>le consegna la lettera</i>).</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Oh, Marchese!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Detesto gli uomini superiori.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E ora, zio, ti mando via.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani
+la consegna della lettera.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Giusto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Le nove e tre quarti.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>entrando</i>)</p>
+
+<p>La carrozza della Contessa del Pallio.<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Posso rimanere?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Anzi vedrai che poche arti ci vogliono.</p>
+
+<p class="center"><i>(ad Anselmo)</i></p>
+
+<p>Anselmo, quando verrà un signore a cercare
+di mio zio lo farete passare.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignora. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Addio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non
+voglio che il tuo eroe possa credere che la nostra
+compagnia concilia il sonno. Almeno questo.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Giusto. (<i>scuote Del Sannio</i>) Oh giovinotto!</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Eh!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Andiamo?</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Subito. Chiudono? (<i>mezzo insonnito va a prendere
+il cappello ed accenna ad avviarsi con Teodoro</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Crede di essere al Club.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ciò vendica i nostri saloni.</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>a Del Sannio</i>)</p>
+
+<p>Non salutate?</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Oh diavolo! Cara Marchesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vi ringrazio della bella serata che ci avete
+fatto passare.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Che dite?... Sono io che...</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Presto.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Vengo. Contessa! (<i>s'avvia, quando è vicino a
+Teodoro gli dice</i>) Oh! Marchese, scusate, non vi
+avevo conosciuto.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>La cimmeria nebbia, come dicono i classici.<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA (<i>traendo Elena in disparte</i>).</p>
+
+<p>Marchesa, voi state per commettere una cattiva
+azione.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! oh!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che
+siate indispettita della poca galanteria degli uomini;
+ma quello di cui macchinate la rovina...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La rovina?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Certo; quello non appartiene al nostro mondo,
+non vi ha offeso in nulla. È un uomo utile, probabilmente
+ingenuo e quindi disarmato contro
+di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata
+in voi sareste la prima a giudicare severamente
+la vostra condotta. La parte di Dalila
+è ingenerosa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Se è un Sansone non cadrà.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sansone è caduto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente
+forte non si lascierà smuovere, e lo smacco sarà
+mio. Sapete bene che non mi getterò fra le sue
+braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa
+d'eroe, e mi vendicherà della prosopopea di tutti
+gli altri. E poi m'annoio, e questo mi diverte. &mdash; E
+poi è deciso.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Quanto più sarà forte, tanto più facilmente
+cadrà nella pania.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come temete per il decoro del vostro sesso!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Oh! pigliatevela con me....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che non ve ne importa.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non conosco il signor Sarni, ma...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Minacciate di metterlo in avviso? La buona
+fede mascolina! Perchè vi ho invitato a casa
+mia!<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non lo metterò in avviso, non per timore di
+essere sleale, ma perchè sarebbe inutile. Solo se
+persistete nel proposito, avrò il dolore di non esser
+più de' vostri amici.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di
+farvi la corte.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Buona sera, Marchesa.</p>
+
+<p class="center">(<i>Elena s'inchina col capo</i>).</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA (<i>a Gemma</i>)</p>
+
+<p>Contessa! (<i>salutando</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vai via? Non assisti al Torneo?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Per dar la palma al vincitore.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Saranno vinti tutti e due. (<i>via</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VIII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo.</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>è rimasta ritta, immobile, pensosa.
+Uscito Almèna si scuote</i>).</p>
+
+<p>Non potete credere che allegria mi mette indosso
+questa partita. (<i>Silenzio. Elena passeggia la
+scena, va da un mobile all'altro, apre un libro e poi lo
+chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia coprendosi
+la bocca colla mano. Gemma lo guarda</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa.
+Le dieci. (<i>suono di campanello</i>) Eccolo
+qui, è puntuale.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Elena, lasciamo correre?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>la guarda &mdash; pausa</i>)</p>
+
+<p>Vedremo.<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IX.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Andrea</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il sig. Sarni.</p>
+
+<p class="center">(<i>Andrea entra e s'inchina</i>)</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo
+aspettandola. Mio zio le avrà detto che le dava
+appuntamento in casa mia.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sì, signora Marchesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta
+per fare la sua conoscenza. (<i>inchini</i>). Il mio amico
+il Barone Landucci.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni
+ieri sera...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Alla Direzione del <i>Faro</i>.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Appunto.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>fa cenno ad Andrea di sedere</i>)</p>
+
+<p>Inutile dirle che si parlava di lei.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ammirando.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È un'ammirazione presto guadagnata, se basta
+partire per ottenerla.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Si ammira un volontario che parte per la guerra.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma non un botanico che parte per erborizzare,
+nè un artista per veder paesi. Al giorno d'oggi
+i piccoli fatti sono troppo facilmente divulgati,
+e finiscono per acquistare importanza dal numero
+delle persone che li conosce.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Quando tutti sono d'accordo in un sentimento...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È segno che c'è una specie di pigrizia universale,
+che fa senza esame accettare per buono il
+giudizio corrente.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa
+che lei sta per tentare.<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia,
+ma questa larva di celebrità improvvisata
+e ad ogni modo anticipata mi può dare delle
+gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio
+di un giornale dove andai volentieri per
+vedere un po' di gente prima di lasciare il mio
+paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi
+di esserci come una specie di bestia rara
+che molte persone convenute apposta volevano
+veder da vicino. Quei signori possono credere
+che io ci fossi andato per darmi in spettacolo,
+e se la spedizione fallirà o se non riescirò a
+trarne quel profitto che mi propongo, eccomi
+fatto ridicolo o almeno convinto di molta presunzione.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari
+polari.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Finirò per aver più merito io, che me ne sto
+qui a far la corte a queste signore.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Dicono infatti che sia una navigazione assai
+più difficile.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>levando la testa e guardandolo fiso</i>)</p>
+
+<p>È pericolosa?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sono tentato di crederlo, Marchesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per esperienza?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Un'esperienza di cinque minuti.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie
+laggiù nella solitudine?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Farò economia.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>È già tanto ricco!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo
+che va ai mari polari, lo si immagina selvatico
+come un orso bianco.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Al contrario, adoro la società!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E perchè l'abbandona?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un
+uomo di quell'età.<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No, no, non ho segreti da nascondere e non
+sono più romantico che selvatico. Non ho nè
+dolori da vincere, nè disinganni da consolare.
+Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada
+maestra dove passano tutti. Come vede, mi confesso
+ambizioso; ma per emergere dalla folla bisogna
+essere più alto degli altri, mentre anche
+un uomo di media statura, se cammina solo, lo
+si vede da lontano.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>carezzevole a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Filippo, passatemi quello sgabello.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Subito. (<i>le porta lo sgabello e glielo mette sotto
+i piedi</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>E abbassate un po' il paralume, la lampada
+mi fa male agli occhi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ecco. (<i>eseguisce</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>gli porge la mano e con tono<br /> di molto sentimento dice:</i>)</p>
+
+<p>Grazie, mio buon amico.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>sorpreso</i>)</p>
+
+<p>Oh! (<i>bacia la mano</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È così bene accompagnato!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>piano a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Fa una grande ostentazione di semplicità.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vi dispiace?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>Siete meglio voi, cento mila volte.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>sempre più stupito</i>)</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>Che viltà!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p>
+
+<p>Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là.</p>
+
+<p class="center"><i>(Filippo torna dall'altra).</i></p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>seguitando un discorso con Gemma</i>)</p>
+
+<p>Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma
+dopo di essere stati sei giorni bloccati dai ghiacci
+dovemmo riparare in Norvegia.<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p>
+
+<p class="blockquot">
+(<i>Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in
+mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno
+del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra
+fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda
+e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto.
+Tutti e due sorridono &mdash; Andrea ha notato il giuoco
+e ne è un po' sconcertato</i>).</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Chi sa quei sei giorni che apprensione!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata
+e fummo liberi prima d'avvertire che.....
+<i>(a Filippo che fa cenni ad Elena)</i> Dica.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Io?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava
+a cenni il mio amico Filippo, per sapere
+se devo mandare al suo recapito una certa
+lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Io?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo
+verdetto avrà tutta la cecità che si richiede ad
+un verdetto della sorte. Vuole rispondere?<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma si può conoscere almeno a chi è diretta
+la lettera?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah no! (<i>guarda Filippo ridendo</i>) Il nome del
+destinatario le direbbe ogni cosa.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>È lui! Che parte mi fa fare? (<i>forte</i>) È una
+lettera importante?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>ridendo</i>)</p>
+
+<p>Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per
+tale.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ebbene. (<i>fra sè</i>) Vediamo. (<i>forte</i>) Io non la
+manderei.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Davvero?</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>ridendo</i>)</p>
+
+<p>L'oracolo ha parlato.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E sia. (<i>mette la lettera nel cassetto del tavolino</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Però trovo strana questa irresolutezza in una
+Signora. Le donne pel solito deliberano prontamente.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ha in così buon concetto le donne?<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti
+prima di deliberare, ma più fermi e perseveranti
+dopo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>La faccio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che
+potrebbe smoverla dal farlo?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh... certo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Proprio nulla?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh Dio, potrei ammalare.....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No... No.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro
+impedimento mi potrebbe trattenere...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non vede? Mi rallegro con lei.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Che strana donna!<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A proposito del suo viaggio, guardi che quasi
+me ne scordavo. Mio zio le doveva portare stassera
+una commendatizia.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ecco, senza di quella, per esempio, temo che
+il mio viaggio sarebbe in grande pericolo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera
+perchè è un poco indisposto. Mi manderà
+la lettera domattina. Se vuole passare a prenderla
+in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela
+posso mandare.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh! verrò io.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Così avrò il piacere di rivederla.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>A che ora?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Verso le undici, le va?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Benissimo. Anche più tardi, se crede.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, io mi alzo per tempo. È inteso?<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>levandosi</i>)</p>
+
+<p>La ringrazio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non ho detto per congedarla. Non è tardi. &mdash; Siamo
+in pochi. &mdash; La Contessa è la mia migliore
+amica, Filippo è di casa; segga là, e si
+lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità.
+Ci parli delle sue speranze, dei suoi propositi,
+ci descriva quegli spettacoli terribili ed
+immaginosi. Vuole?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma.....</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Sì, sì.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Filippo, diteglielo anche voi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che potrebbe mai la mia povera parola?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un
+tale conto di lei!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Una serata passata in questo modo fa fare dei
+gran passi all'amicizia. Sarà un pegno che ci lascia
+di non scordarci al ritorno. E noi lo rammenteremo
+molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+gran notte polare, potrà pensare: in questo momento
+nel mio paese in un salotto intimo
+dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente
+che dice: Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che
+commenta i miei discorsi e fa voti perchè si
+avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso
+di lei. (<i>a Filippo molto carezzevole</i>) Non è vero,
+Filippo?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Come mi carezza!</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>seccato dalle tenerezze tra Elena<br /> e Filippo</i>)</p>
+
+<p>La proposta è seducente ed il quadro bellissimo,
+ma il tempo stringe e ho molto da fare.
+Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie
+difese, nel caso che la fretta mi facesse passare
+per scortese. Sono sicuro di affidarmi ad un buon
+avvocato.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Ci morde.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Marchesa!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A domani alle undici.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Grazie. Contessa...<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Buon viaggio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Mi raccomando a lei. (<i>via</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA X.</h3>
+
+<p class="center break">Detti meno <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Filippo, andatemi a prendere il mantello.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Subito! (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Persisti nella scommessa?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Certo.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Uhm! Perderai.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Credi?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Se n'è andato.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Appunto. È quello che volevo.<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Eccomi qua. (<i>aiuta Gemma a vestire il mantello</i>).
+Vi accompagno.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Miracolo!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>La Marchesa è stata troppo buona con me in
+presenza dei terzi. Se rimango solo, se ne vendica,
+mi batte.</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Buona fortuna.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto
+alle undici e un quarto preciso.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ci siamo. Orologio alla mano.</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>nell'uscio a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Venite?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Pranzerete poi con me.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Le briciole, cara Marchesa. (<i>via con Gemma</i>).</p>
+
+<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p>
+
+<p class="center break">FINE DELL'ATTO PRIMO.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></p>
+
+<h2><a name="ATTO_SECONDO" id="ATTO_SECONDO"></a>ATTO SECONDO</h2>
+
+<p class="blockquot">In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In
+fondo una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi
+che si capisce sporgere nel giardino. In quello nel
+mezzo una tavola rotonda coperta di tela cerata e sedie
+in bambou. Il gabinetto ha un ingresso a sè a sinistra,
+sull'imboccatura, cosicchè le persone di servizio vi accedono
+senza entrare nel salotto. Il salotto molto ingombro
+di mobili. La porta comune è a sinistra, a destra non c'è
+porta nè finestra, la luce viene dal gabinetto. Vicino al
+sofà un tavolino a due piani foderato in peluche con fiocchi
+e peneri. Nel piano disotto libri, sul piano superiore un
+atlante aperto. Dal lato opposto della scena, cioè a destra,
+uno scrittoio discosto dal camino. Sullo scrittoio un piccolo
+cavalletto regge una fotografia. Sul camino un'altra
+fotografia. Fiori dappertutto.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA I.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo</span> introducendo <i>Andrea</i>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p>La signora Marchesa ha lasciato detto che se
+veniva il signore lo si pregasse di aspettare, che
+alle undici sarebbe tornata. Non può tardare più
+di due tre minuti.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Va benissimo. (<i>Anselmo parte</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p>
+
+<p>È mattiniera. La facevo appena levata. Questa
+è la sala dove eravamo ieri? No &mdash; Bello! com'è
+pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio
+primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una
+fogliolina fresca di rosa! Sicuro che è facile la
+vita qui dentro (<i>siede</i>). Per stare in ozio. Che
+vita strana, artificiale. E che donna strana.
+Nemmeno il pudore di nascondere in faccia ad
+un estraneo la sua intimità col Barone; perchè
+è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo
+tenga il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia
+di quadri polari per fornire poi argomento
+ai loro discorsi quando sono a corto di
+galanterie. Fossi grullo! (<i>s'alza</i>). Questi seggioloni
+sono il vero emblema della società che li
+adopera. Hanno una mollezza che agguanta.
+Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per
+levarsene. Ah! le buone sedie dure che fanno
+lavorare. Non vedo l'ora di esser partito. Tutti
+questi giorni che mi vanno in visite e provviste
+mi stancano. È una settimana che non ho aperto
+un libro (<i>prende la fotografia che è sullo scrittoio</i>).
+Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio
+lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad
+ogni momento. Miracolo che non l'avesse di là
+nel salone. Là ci terrà gli <i>Album</i> con tutti gli
+altri: questo è il santuario degli eletti. Non è
+antipatico! Ha un'aria volgare, e mi fa maraviglia
+che lei così fina... Rimettiamolo bene a<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+suo posto, che non se lo trovi mancare. Così &mdash; (<i>vede
+l'altra fotografia sul camino</i>). Un altro! Dello
+stesso alla stessa. È un'esposizione! Scommettere
+che ci trovo il terzo là su quel tavolino?
+(<i>va al tavolino</i>) No, un atlante. Il viaggio della
+<i>Vega</i>. Oh, oh! E i fogli sono tagliati, e il libro
+ha l'aria d'esser stato letto... Ci sono dei segni
+in margine e delle note... Vediamo; ah! dove
+descrive l'invernata nel paese dei Ciuschi... la
+nota dice: <i>Ecco degli uomini!</i> Lo credo bene,
+meglio che i suoi fantocci da cotillon! (<i>sente
+la voce d'Elena nella sala vicina</i>) Eccola!</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA II.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e detto.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>con cappello e mantello</i>)</p>
+
+<p>Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta?
+Ho l'abitudine di fare ogni mattina una passeggiata
+a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, eh?
+(<i>suona il campanello</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Quello che si vede le sta così bene...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà
+quante cose le restano a fare.<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No... proprio nulla, non ho che da aspettare
+l'ora della partenza.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che è domani?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sì, domattina.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>Si è già levato il cappello, levandosi il mantello<br />
+questo s'impiglia in un uncinetto dell'abito</i>)</p>
+
+<p>Scusi, guardi un po' lei.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ecco fatto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Era così fosca l'aria stamattina.</p>
+
+<p class="center"><i>(Anselmo entra).</i></p>
+
+<p>Dite a Giulia che venga a prendere il mio
+cappello e il mio mantello.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignora.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Non credo.<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è possibile! Siete certo che non è venuto
+nessuno da parte dello zio?</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Almeno io non ho visto nessuno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se
+veramente non hanno portato nulla, avvertite
+Ambrogio che sia pronto a salir subito al Macao.
+(<i>verso Andrea</i>) Scrivo un biglietto allo zio per
+sollecitarlo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Mi rincresce...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo.
+La lettera non può tardare.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Vorrei che tardasse un'ora almeno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite.
+Mi ha già fatto senso ieri sera. La galanteria
+è la qualità degli uomini che non ne posseggono
+altre. Ora hanno perduto anche quella.
+Gli uomini come lei non hanno bisogno di esser
+galanti.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Vuol dire che non so pigliarmela con garbo.<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli
+uomini di studio e di valore le poche volte che
+sono condannati a discorrere con una signora,
+usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante.
+Mi pare di vederci trapelare la profonda
+convinzione della nostra frivolità.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Altro. (<i>Giulia entra e raccoglie il cappello ed il
+mantello poi s'avvicina ad Elena</i>).</p>
+
+<p>Ebbene?</p>
+
+<p class="center">GIULIA</p>
+
+<p>Dice Anselmo che veramente non è venuto
+nessuno, nè hanno mandato nulla.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Anselmo avrà avvertito Ambrogio?</p>
+
+<p class="center">GIULIA</p>
+
+<p>È già pronto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che aspetti. (<i>via Giulia</i>) Non so capire... scrivo
+subito allo zio. (<i>allo scrittoio</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal
+Marchese.<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È così lontano!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto
+tempo fermo a bordo.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>piccata</i>)</p>
+
+<p>Padrone!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa,
+altrimenti no. Buon viaggio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È meglio che scriva lei il biglietto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Meno male. (<i>prendendo la scatola della carta
+da lettere, fa cadere in terra il piccolo cavalletto col
+ritratto di Filippo</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>che è seduto dall'altra parte della scena,<br />
+si alza e raccoglie la fotografia</i>)</p>
+
+<p>Oh! povero Barone.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel
+ritratto?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>L'avevo già visto prima che lei arrivasse.<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel
+posto... è perchè...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Tutti lo vedano.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde
+questo salotto non è mai aperto alla folla.
+Qui non ci vengono che gli amici.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E ci stanno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non pare, dacchè lei parte.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sa, non si regge più!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha
+una gamba rotta...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Bene, lo metta dove vuole.<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Là sul camino?... daccanto all'altro?...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia
+di suonare il campanello. (<i>Andrea preme il bottone
+elettrico vicino al camino. &mdash; Elena chiude la lettera</i>).</p>
+
+<p>Così! Confessi la verità... lei mi trova molto...
+come devo dire?...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Gentile.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No. Quantunque la parola esprima forse in
+modo cortese la stessa censura che intendo io.
+(<i>entra Anselmo</i>) Questo biglietto allo zio, subito.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Sissignora. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Voglio dire che famigliarizzo troppo presto.
+Non trova? L'ho veduto ieri sera per la prima
+volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con lei
+e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta
+dimestichezza. Che vuole? Sono per indole piuttosto
+gaia, e lei malgrado il suo sapere e la sua
+fermezza mi pare non sdegni un po' di buon
+umore giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione
+non del tutto sgradevole; chissà che
+al suo ritorno non si finisca per diventar amici
+davvero.<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Adesso non siamo?...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che
+so io di lei? Che è un uomo di merito che va
+al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono
+nipote di mio zio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>So di più...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>S'intende, che non faccio paura, che ho una
+buona sarta e che ricevo molta gente.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Di più. Che quelli che hanno la fortuna di
+esser suoi amici... davvero, lei li tratta molto
+bene.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi glie lo dice?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Almeno in effigie.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul
+mio tavolino &mdash; se sapesse!...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che?<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di
+fare questi discorsi ora. (<i>passa dall'altra parte
+della scena e va a sedere sul canapè vicino al tavolino
+di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude
+come per nasconderli e li mette sul piano inferiore</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>che non si è mosso</i>)</p>
+
+<p>Perchè chiude e nasconde quei libri?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! libri indifferenti.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Per me, no. Il viaggio della <i>Vega</i>.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ha veduto anche questo?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Le rincresce?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè mi spiace passare per una donna sapiente.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non le fa torto.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E perchè mi spiace che lei possa credere che
+li avevo messi in vista apposta per lei.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non mi sono lusingato di tanto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'altronde non l'ho letto.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Le note non sono sue?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto,
+mi è piaciuto; l'ho annotato, ed alla prima occasione
+partirò anch'io per un viaggio d'esplorazione.
+È contento?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se
+si propone di scandagliare il fondo delle mie
+abitudini mondane, non ci vorrà uno scandaglio
+lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè
+sono entrato in casa sua ho esaurito la mia
+provvista di galanterie. Sono stanco di sorvegliarmi.
+Non so durare alla giostra delle piccole
+frasi, e dei continui sottintesi. Mi lasci essere
+quello che sono veramente, un uomo molto semplice
+e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito
+che mi dava appuntamento in casa della
+Marchesa di Roveglia, lasciandomi capire che ci<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di vederla.
+Quando mi fecero passare nel suo salone,
+lo devo dire? ne fui contrariato. La sua riputazione
+di suprema eleganza mi dava soggezione,
+mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un
+tale studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del
+sussiego, e trovai invece una giovialità amichevole,
+che contribuì a sconcertarmi. Rincresce
+passar per novizio. La sua sicurezza trionfante
+mi conturba, la sua semplicità così elegante mi
+umilia. Ho paura di apparire impacciato contenendomi,
+e arrogante lasciandomi andare. Il
+meglio è confessare la mia pochezza. Un uomo
+che sta a suo posto, non è mai ridicolo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Quando?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti
+ed utili come lei devono averci in così misero
+concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse
+mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto
+di me. Ho molto orgoglio; mi rincresce essere
+messa a fascio colle altre. Non le avrei detto
+queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+Ora siamo sulla buona strada tutti e
+due. Ebbene è vero. Quel libro era lì aperto,
+perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui
+sola.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi
+quanto il racconto di queste superbe battaglie
+dell'uomo contro gli elementi. Quei lottatori
+sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri
+hanno tutti del rodomonte. Quanto l'invidio.
+Com'è bello avere una ragione così alta di vivere
+e di agire.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Possono essere tante le ragioni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per ciò è una gran miseria non averne nessuna.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Nessuna?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo
+viaggio?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Un anno forse...<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA III.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Filippo</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il Barone Landucci! (<i>movimento d'Andrea &mdash; Filippo
+entra &mdash; Elena, senza interrompere il discorso,
+gli porge la mano</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi
+giorni di viaggio, e poi il gran silenzio. Si ricorderà
+ancora che sono al mondo al suo ritorno?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Certamente!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Come va a quest'ora?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>stupito</i>)</p>
+
+<p>Ma...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per voi non fa giorno al solito che verso le due.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando
+davanti la vostra porta, ho pensato di venire
+a darvi il buon giorno.<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Grazie, mio buon amico, (<i>gli dà la mano a baciare</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>levandosi in piedi</i>)</p>
+
+<p>A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar
+la lettera dal portinaio...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un
+momentino. (<i>a Filippo</i>) Che affari potete mai
+aver voi, mio povero amico?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari
+posso mai aver io?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come la pigliate! (<i>ad Andrea</i>) Landucci si
+lagna sempre di esser maltrattato dalle signore.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Quando si dice l'errore!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Mal trattato...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le
+sue perfidie.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Le mie perfidie!<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono.
+Non sarebbe certo per me che avreste fatto
+sacrifizio di tre o quattro ore di sonno!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vengo però a dedicarvene la maggior parte.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Che ci faccio io qui? (<i>salutando</i>) Marchesa,
+voglio lasciar l'agio di scolparsi al Barone.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sono proprio mortificata di questo ritardo dello
+zio. Io non esco di casa; ripassi al tocco; la lettera
+ci sarà di certo, dovessi andare a ritirarla
+io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio
+che salga a pigliarla. È inteso?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sissignora... Barone...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Dottore... (<i>via Andrea</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IV.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span> poi <span class="smcap">Anselmo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Dunque?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Aspettate che sia fuori del tutto.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso
+l'uscio d'entrata.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>canticchiando e battendo allegramente<br />
+colle due mani sul tavolino</i>)</p>
+
+<p>Là là là là.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non parte più?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora
+d'esser partito. Ma non partirà.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Credete?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria!
+come ci vuol poco! E sono gli uomini di valore,<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri
+della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza!
+Eccolo turbato come un'educanda che
+riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa
+pena!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che cuore!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gli uomini, eh?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>I grandi uomini.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi
+secondate come se fosse cosa da nulla. V'assicuro
+che se sapessi di una macchinazione simile contro
+una donna, anche non essendole amica, a quest'ora
+l'avrei già messa sull'avviso. Ma voi altri! Che
+uno dei vostri cada in trappola, che ve ne importa?
+Ve lo spingete, se occorre.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Siete impagabile!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero,
+mi ha sermoneggiata, mentre era così facile correre
+dietro a quel disgraziato e metterlo al corrente
+della scommessa. La cosa era tanto ovvia<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+che ho temuto la facesse. Ma è bastato opporgli
+lo spauracchio della lealtà offesa per disarmarlo.
+Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione
+che mi rivolta. Se il tranello contro il
+Dottore fosse stato <a name="tn68" id="tn68"></a>ordito da un uomo, D'Almèna
+glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una
+donna! La dignità maschile sdegna di lottare
+contro una donna. Poverette, siamo tanto deboli! &mdash; Si
+vede. &mdash; Ma ostentate di tenerci per tali,
+e sarebbe peccato non approfittarne.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Siete impagabile!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane
+ero quasi pentita del gioco, e se appena
+avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei
+smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo
+momento? Volete vederlo il talismano che ha
+atterrato quel paladino della scienza? Guardate
+là sul camino.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Il mio ritratto. Due miei ritratti.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Già.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Dove diavolo li avete presi?<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o
+sette anni.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ero un bel giovane.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Eh! altro!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Trovo che mi somigliano ancora.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Il Dottore li ha riconosciuti.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E gli avete lasciato credere?...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri
+occhi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E l'ha creduto?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per
+rimanere. Non saranno già le mie arti a trattenerlo,
+nè un capriccio da gran signore, nè la
+follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che
+potrebbe far scusabile la sua debolezza. Sarà il
+dispetto del vostro trionfo a cui crede, e la lusinga<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+di attraversare la vostra felicità; un misto
+di invidiuzza meschina e di vanità petulante.
+Davvero che ciò merita dei riguardi! Se i vostri
+grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela
+con noi se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo
+la grandezza vera.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Così va detto. Il vostro è un atto.......</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Di giustizia.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Femminile. Come le moine che mi avete fatto
+ieri sera; ma vi avverto che non sono di ghiaccio.
+Non vorrei che per trattenere quell'altro dal Polo
+mandaste me ai Tropici.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>entra e consegna una lettera</i>)</p>
+
+<p>È tornato Ambrogio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! dello zio.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Siete in corrispondenza così mattiniera?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Se ve l'ha data ieri sera!<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza
+dar sospetti.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E che vi ha risposto lo zio?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Leggete...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Un enigma. C'è una sola parola: <span class="smcap">Altrettanto</span>.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gli avevo scritto: <span class="smcap">Buon giorno</span>.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E il Dottore ha creduto?...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua
+colpa! Era là ritto contro la scrivania. Avevo
+fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha raccolto
+felice della caduta, e per rimetterlo a posto
+si chinava fino sulla cartella dove stavo scrivendo.
+Mi divertivo come una pazza. Mi dicevo: se legge,
+se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci
+si fa una risata. Ho piegato il biglietto piano
+piano, mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo
+bisognava farlo apposta, perchè saltano
+agli occhi due parole: <span class="smcap">Buon giorno</span>. Era una
+corda di salvamento che gli gettavo.<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte
+quanto avete meditato il piano di battaglia!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che! Ho dormito d'un fiato &mdash; credete ch'io
+sappia quello che dirò a quel disgraziato quando
+tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una parola.
+So che finirà per restare &mdash; ecco tutto. &mdash; L'arte
+della seduzione consiste nella facoltà di
+mettersi improvvisamente in uno stato d'animo
+che desta interesse. Un sentimento non è vero,
+perchè dura, ma perchè lo si prova. &mdash; Hanno
+torto quelli che declamano contro le grandi ammaliatrici.
+Nel momento della seduzione esse
+prodigano il fiore dell'anima loro, e i fiori più delicati
+sono quelli che durano meno. Il vostro
+Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua
+rinunzia gli lascio intravedere per un istante le
+superbe ricchezze del mio cuore ignote a me
+stessa.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato
+il tesoro l'amico da uomo saggio vi levasse
+l'incomodo?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Cioè...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Se partisse davvero?<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Se partisse?... ne sarei contenta.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>C'è un mezzo semplicissimo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, senza questa prova non posso farmi un'idea
+del suo valore.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vuol dire che desiderate di trovargliene del
+valore.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Desidero persuadermi che si può trovare chi
+ne abbia.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ahi! Brutto segno. Quando una donna come
+voi cerca un uomo di merito, è vicina a scegliere
+chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La
+vostra divinità invulnerabile vi pesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Forse. (<i>scampanellata di fuori</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva
+quella solitudine ingrata. Datemi retta, mandate
+la lettera al Dottore e buon viaggio. Non
+mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi
+illudere intorno alla sua virtù di resistenza<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+è quello di non tentarla. Quando sarà lontano
+lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè
+vi salverà dalla prosa che vi circonda. È un
+buon consiglio... e disinteressato, perchè di quella
+prosa faccio parte anch'io.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Siete patetico e solenne.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA V.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, D'Almèna</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO (<i>dalla comune</i>)</p>
+
+<p>Il cavaliere D'Almèna.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! buon giorno.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Vengo a riscattare il mio onore.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>L'avete perduto in casa mia?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ieri sera devo esservi sembrato supremamente
+ridicolo. Ho fatto l'hidalgo Don Chisciotte della
+Mancia, e vengo a pregarvi di scordare la mia
+spagnuolata.<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina
+vi ho veduto a cavallo.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non avete più quel bel sauro?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>L'ho venduto; dicevo che...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non parliamone altro.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio
+torto, devo anche proclamare che avevate ragione.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>tra sè</i>)</p>
+
+<p>Dove mira costui?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni
+sul conto di quel dottor Sarni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È proprio vero che bisogna andare adagio a
+pensar bene del prossimo.<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Un intrigante, eh? L'avrei giurato.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No, un intrigante non si può dire, ma via,
+se lo tratterrete a Roma, l'umanità non ci perderà
+molto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che vi hanno detto sul conto del Dottore?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè.
+Già un'altra volta ha menato gran scalpore di
+un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè
+si dispone ad affrontare i rischi è giusto che
+goda i benefizi.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora
+di non potersi imbarcare. Ma ha tanto strombazzato
+il suo proposito, che ora va fino a Stoccolma,
+per aver l'aria di non cedere che alla
+forza delle cose.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi vi ha dato queste informazioni?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Oh, Dio!... mezza Roma.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete
+a volermi salvare?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Devo andarmene?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No &mdash; D'Almèna è uomo da farmi la predica
+in vostra presenza.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce
+che non capisca.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Io non ho intelligenza.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Filippo capisce che non amo sentirmi protetta.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sempre l'orgoglio!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è orgoglio, è stanchezza della continua
+frivolità che mi circonda.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Perciò fate frivole le cose serie?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi ci crede?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che sarà di voi se rimane?<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Avrò una ragione di più per disprezzare il
+mio mondo.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Badate a scherzare col fuoco!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo
+che invece di farmi la predica dovreste mettere
+sull'avviso il vostro protetto. Io in voi l'avrei
+fatto...</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È troppo tardi. Vi farei troppo torto,</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! seguitate a proteggermi? (<i>scampanellata
+di fuori</i>).</p>
+
+<p>Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca
+mi umilia e la respingo. Parlategli o
+accettate la complicità.<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Andrea</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il sig. Sarni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Dottore, sono felicissima che lei giunga in
+tempo perchè le possa presentare il Cav. D'Almèna,
+un mio zelante amico e suo, il quale sospira
+un'occasione di mostrarle l'interesse che
+prende al suo viaggio e il desiderio che ha di
+esserle utile.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi.
+Per mostrarle, non oso dire, la mia amicizia,
+ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi
+che di far voti perchè lei compisca felicemente
+il suo viaggio, e non si lasci smuovere da nessuna
+delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma
+questo è un desiderio troppo naturale in chi, non
+avendo valore, rispetta almeno quelli che ne
+hanno, perchè me ne possa fare un merito. Signor
+Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo
+ritorno.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>La ringrazio.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Marchesa! (<i>via</i>). (<i>Andrea lo guarda allontanarsi
+indovinando qualche armeggio</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Filippo, Elena, Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>piano ad Elena</i>)</p>
+
+<p>È pomposo come un capo tamburo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vale cento volte meglio di voi. Se credete di
+lusingarmi deridendolo, vi sbagliate. È una viltà.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>guarda Andrea, poi Elena</i>)</p>
+
+<p>Ho capito. Sono di troppo, eh?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Pigliatela come vi piace.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig.
+Sarni, io non so fare dei discorsi, ma le regalo
+il motto della mia divisa: Tutto per il meglio.
+Arrivederci. (<i>via</i>)<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VIII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Che diavolo hanno?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>va allo scrittoio, prende la lettera
+del<br /> primo atto e la consegna ad Andrea</i>)</p>
+
+<p>Questa è la lettera dello zio. Mi lasci.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Così subito?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si
+rammenti di noi e buona fortuna. Vada. (<i>Andrea
+s'inchina interdetto e s'avvia per uscire. &mdash; Elena
+si getta sul canapè</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>tornando</i>)</p>
+
+<p>Che cos'ha?... Cos'è seguìto?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sono una donna cattiva.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non lo può capire, non mi conosce lei. Non
+s'occupi di me. Vada, la sua vita è bella e larga,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+non l'impicciolisca con queste miserie. Sono cose
+da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi
+lasci!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il
+caso me l'ha fatta conoscere, questa è la terza
+volta che la vedo. Le circostanze m'hanno condotto
+oggi in casa sua con una frequenza che
+m'incoraggia. Che può temere da me? Se non
+ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia,
+non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè
+piange? Mi conceda di portar via come una reliquia
+la confidenza di un suo dolore, ed un
+momento della sua vita.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non
+saprei. Non ho più ragione di piangere in questo
+momento che un'ora fa, nè oggi che ieri. È il
+complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata
+degli altri.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Quanto invidio i suoi amici!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che
+non ne merito &mdash; o che li sdegno. Noi profaniamo
+tanto la parola Amicizia! Tutti sanno
+amare forse, ma pochi pochi essere amici o avere<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span>
+un amico. Io ho un carattere scontroso, sarebbe
+così facile rinunziare a un po' d'orgoglio per
+trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe
+darsi la pena di osservare e di riflettere, e quelli
+ne sono incapaci. Il perder tempo occupa tutta
+la loro giornata. Se sapesse che vita vuota! Lei
+non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano,
+e il torto è mio. Come fanno? Non lo
+so e non lo voglio sapere. È la solita canzone
+della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi
+e nelle commedie, e che è venuta a fastidio,
+tanto l'hanno ricantata. È una canzone
+triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il
+maggiordomo della mia casa e risparmiare il salario
+di quello che mi serve. Non posso procacciarmi
+io col mio lavoro nemmeno quelle cose
+futili che, comprandole da altri, dànno da vivere
+a tanta gente. Non ho ingegno che basti a farmi
+scrittrice od artista e abborrisco dalle singolarità. &mdash; La
+politica non m'interessa. Mi guardo
+attorno e non vedo nulla, nulla che mi faccia
+desiderare più un giorno che l'altro. La società
+è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto
+la vita scende, scende inutile, uggiosa,
+senza una gioia vera, senza un dolore fortificante,
+smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa
+il tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza
+non cura di noi, noi siamo i parassiti
+del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci tollerare<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+la vita o si chiudono nello studio o vanno
+lontano per i mari o le terre deserte, in Africa
+o al Polo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Come parla bene! Come sono contento di averla
+conosciuta!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata.....
+Dov'è andato or ora?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>A comperare un libro.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chissà che astruserie!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre
+seguìto dappertutto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E l'ha comprato or ora?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non me ne parli. &mdash; Ne avevo un esemplare
+vecchio a forza di rileggerlo, cui volevo un bene
+dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà
+meno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>L'ha con sè?<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Eccolo. (<i>trae di tasca un'edizione diamante</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare
+un cambio? Eccole il mio. &mdash; In memoria della
+mia fanciullaggine.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A che servirebbe dacchè deve partire?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non sarei partito forse.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Male...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Nei giorni passati la gioia che provavo del
+viaggio imminente, era turbata da un senso di
+amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva
+che non mi dolesse di partire. È triste lasciare
+il nostro paese senza portare seco nell'anima la
+emozione del rimpianto, il miraggio del ritorno.
+Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben
+poco, se la vita austera che m'aspetta non mi
+spaventa e se l'affrontarla non mi costa sacrifizio.
+Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza
+d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+in patria dev'essere ben dolce, se credono sia
+così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe
+quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi
+avuto un vincolo qualunque che mi legasse alla
+vita normale che vivono tutti, chissà se mi sarebbe
+bastato il cuore di romperlo. Sono forte per
+forza.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ne ringrazi la sorte.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi
+condurranno ad accertare una verità intraveduta
+ed a scoprire una legge fisica, il mio nome andrà
+per le accademie scientifiche, e sarà commemorato
+nei consessi di gente vecchia e sazia della
+vita. Avrò la coscienza di aver giovato alla causa
+del sapere umano, ma mi basterà poi questo
+premio ideale? Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava
+tanto, stamane ancora avrei dato tutto
+il mio poco avere per appianare gli ostacoli che
+potrebbero trattenermi; come va che ora provo
+una stanchezza sfiduciata che mi fa parere troppo
+vicino il momento della partenza? Sono dunque
+così instabili questi ardori, o non ho nell'animo
+la fede pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio
+attraverso il continente africano, un viaggio di
+tre anni. In capo al primo volume c'è il ritratto
+dello Stanley innanzi la partenza, in capo al<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+secondo quello dopo il ritorno. È partito giovane,
+forte, bello, i capelli neri, la fronte piana,
+su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una
+giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi
+capelli bianchi, capace di condurre un esercito
+e degno d'imperare su d'un popolo, ma inetto
+a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà
+in questi pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi
+mi pare così dolce ed umano esser debole.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E se fosse la mia vera coscienza che parla?
+Se l'orgoglio che m'ha accecato cadesse ora vinto
+dal suo modo di essere così semplice e sincero?
+Ho sognato di far camminare il mondo! Povero
+illuso! La canzone che gl'innamorati ripetono
+a memoria per dare un ritmo ai loro pensieri
+d'amore contribuisce alla felicità umana più che
+la scoperta d'una legge astratta della natura.
+Vivere, ecco la ragione della vita.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, no, no, non parli così, glielo proibisco,
+la mia parte sarebbe troppo odiosa. Vada, mi
+lasci subito. Domani avrà scordato questo momento
+di debolezza. L'avrebbe provato da solo
+prima di partire. Addio.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che farò di qui fino a domani?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>stacca un fiore</i>)</p>
+
+<p>Mi dia quel libro. (<i>mette il fiore fra le pagine</i>)
+Guardi dove lo metto: <span class="smcap">Le rimembranze</span>. Si ricorderà
+di me? Non deve poi esser tanto difficile
+nella solitudine.</p>
+
+<p class="center">(<i>Andrea le bacia la mano</i>).</p>
+
+<p>Chissà che vento gelido porterà via questo
+povero fiore! Almeno lo porterà in luoghi dove
+non ne crescono altri. Come stupiranno quelle
+nevi d'una fogliolina di rosa!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Gliela ridarò al mio ritorno.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non
+parlo di morire, sa, non sono sentimentale, e non
+avrei coraggio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che vuol dire?<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza
+di vivere con gente che non stimo &mdash; un bel
+giorno &mdash; per intonarmi cogli altri....</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh! &mdash; Prenda. (<i>le dà la lettera</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che cos'è?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>La lettera di suo zio. Rimango.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, no. Andiamo! &mdash; Che follia! Tenga quella
+lettera. Vede bene che sono cattiva! La tenga,
+non la voglio, le dico.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>la riprende &mdash; imperioso</i>)</p>
+
+<p>Perchè ha detto quelle orribili parole?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è
+superbia bella e buona; disprezzo gli altri perchè
+mi credo di più di loro. Con che diritto mi
+metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire
+il giorno che la voluttà di profanare...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E non crede che se avesse un amico?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>incredula ridendo</i>)</p>
+
+<p>Ah!<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non come gli altri. Un amico, nulla più che un
+amico non cupido, non intraprendente. Un uomo
+che tremasse all'idea di vederla cadere da quell'altezza
+dove s'è rifugiata, che volesse costringerla
+a rimanere pura e nobile, per trovare in
+lei la forza d'esser nobile e generoso, un uomo...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Dov'è quest'uomo?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Eccolo. (<i>straccia la lettera</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che ha fatto?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ho dato una ragione divina alla mia vita.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Torno da mio zio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Le do la mia parola d'onore che non parto più.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non posso... non posso... come vuole che accetti?
+Oh!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi
+trattiene, è la mia giovinezza, la mia ignoranza<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+della vita, è l'ardore di conoscere, di sentire,
+di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo
+mio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto!
+No... No...!!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non insista, è inutile, non partirei per un
+impero! &mdash; A domani, Marchesa &mdash; a domani!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! (<i>si copre il viso colle mani</i>).</p>
+
+<p class="center break"><i>Cala la tela</i>.</p>
+
+<p class="center break">FINE DELL'ATTO SECONDO.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+<h2><a name="ATTO_TERZO" id="ATTO_TERZO"></a>ATTO TERZO</h2>
+
+<div class="blockquot"><p>La stessa decorazione.</p></div>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA I.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Teodoro, Filippo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Programma. &mdash; Le corse saranno Domenica;
+arriveremo a Napoli sabato notte. Gli appartamenti
+all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per
+andare alle corse due <i>stages</i> a quattro cavalli,
+alla postigliona; ho fatto richiesta qui al capo
+stazione di un vagone-salon; lo <i>champagne</i> lo
+porteremo con noi per essere sicuri della marca.
+Ho provvisto, ordinato, fatto i conti e vergato
+colla mia bianca mano altrettante circolari,
+quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la
+grazia di firmarle in modo intelligibile, non
+senza prima avermi proclamato benemerito del
+genere umano.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Siete un gran Filippo!<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>A voi.</p>
+
+<p class="center">(<i>Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare<br /> le lettere</i>).</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce</i>)</p>
+
+<p>Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che
+ora viene la contessa?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Alle tre.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Fra un'ora. Con tutti gli altri?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Tutta la banda. E due domestici che porteranno
+la statuetta della Tuffolina.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Parlate pur forte, non mi disturbate.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Oh! si parlava d'inezie. (<i>piano a Filippo</i>) Bisogna
+avvertirla.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato
+alla contessa Gemma che la scommessa
+era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare senza
+dir parola. A cose fatte.....<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata?
+È donna da rimandarli via tutti.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>D'altronde.....!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma che state congiurando?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Nulla. (<i>c. s. a Filippo</i>) Se Elena incaparbisce
+in presenza di quegli altri a ricusare il pagamento
+della scommessa, se ne fa una coda che
+non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore.
+Andiamo..... coraggio!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>È un'ambasciata difficile..... vedrete.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ecco fatto.</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>c. s. a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Proponete di aggregare il Sarni alla nostra
+partita e poi secondatemi. (<i>Elena si alza</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vediamo. (<i>va allo scrittoio</i>) Benissimo. (<i>conta
+le lettere</i>) Una... due... tre...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Giusto, quanti siamo?<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Tredici.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Bisogna trovarne un altro subito.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Certo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vediamo un po': Elvira Francofonte.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, siamo già tre donne..... bastano.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Della Carraia.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Pippo Termini.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Quello non sa di nulla.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per
+far quattordici..... ma.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato?<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Mettiamo quello, eh?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Se volete.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Se n'avrebbe per male e con ragione.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>E poi è un uomo!...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Oh! un uomo...!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ma..... ci vorrà venire?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che ne dite, Marchesa?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>sorridendo</i>)</p>
+
+<p>Credo di sì.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>con malizia</i>)</p>
+
+<p>Lo credo anch'io.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Dicevo per via della spesa.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Della spesa?!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire
+caduno.<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ebbene?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una
+cameretta ad un quarto piano.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Quinto, quinto; proprio sotto i tetti.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ci siete stato?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Una volta con D'Almèna.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'Almèna?!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Cento.....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E quarantotto. Un campanile. Non ho mai
+tanto soffiato in vita mia.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>C'è della gente che ama la vista.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte,
+dove abita, credo un cenciaiuolo ambulante che
+sciorina all'aria dei panni fantastici.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va
+in società.....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Però. (<i>ad Elena</i>) Posso dire?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chi ve l'impedisce?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà
+di quello che getta in guanti.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ah sì, inguantato lo è.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E di che pelle se reggono a serrarlo come
+fanno! Scommetto che a levarseli ci dura mezz'ora,
+e quando li ha levati, la mano gli fa paff per distendersi;
+non gli deve parer vero.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Per questo non li leva mai.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche
+spreca in guanti.....<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Fa economia di cravatte.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Io glie ne conosco una sola.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Sarà un ricordo di qualche parente morto.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Diffatti è nera. E come se l'annoda!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ma ha dei buoni sentimenti.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ah questo sì..... per Dio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì..... Non ha pratica di mondo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma l'acquisterà.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ammogliandosi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vale a dire.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Nulla. Dico che acquisterà la pratica del
+mondo prendendo moglie. Gli istinti signorili ce
+li ha. Sta pur certa che non sposerà una borghesuccia<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+senza dote. E io l'approvo. È un uomo
+che ama di salire.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto
+scalini.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Tu dovresti aiutarlo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A far che?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>A trovare la sposa.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E senza cercar lontano.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Anzi. Senza uscire di casa.....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che significa questa scena? L'avete combinata
+or ora. Capivo bene che stavate macchinando.
+Non mi piace. Finiamola.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè
+devi sapere..... (<i>scampanellata di fuori</i>) Oh Dio!
+delle visite. (<i>a Filippo</i>) Che siano loro già?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>No, no, è troppo presto.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Non puoi far dire che non ricevi?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A quest'ora il portinaio ha già fatto passare.
+Quello era il campanello del portinaio che avverte
+quassù. Filippo, guardate dalla veranda
+chi è.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>corre al fondo, s'affaccia alla finestra</i>)</p>
+
+<p>Il dottor Sarni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>A quest'ora?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente
+bisogno di parlarti.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come si fa?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Gran cosa! Lo congedi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, e voi altri che siete qui e rimanete?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul
+serio, abbiamo urgente bisogno di parlarvi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che seccatura.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Venite, Marchese?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Non ti concedo più di dieci minuti.</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Il dottor Sarni. (<i>Teodoro e Filippo scappano per
+la veranda mentre entra Andrea</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA II.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Buon giorno, Marchesa. (<i>le porge un mazzo di
+fiori di campagna</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che vuol dire? (<i>senza prenderli</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane
+in una lunga passeggiata che ho fatto. Ne torno
+adesso. Per questo sono venuto ad un'ora insolita.
+Stassera sarebbero stati appassiti. Non li
+prendete? (<i>Elena li prende e li posa sul tavolino</i>).
+Che avete? Mi sembrate sopra pensieri.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che buona camminata che ho fatto. Ci sono
+andato per riflettere a certi miei interessi, ma
+poi, l'aria, la campagna e mille pensieri giovanili
+che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto.
+Ho passato una mezza giornata deliziosa,
+girellando nei prati come un ragazzo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Con quell'abito?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè? non va?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Anzi è magnifico.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che
+mi è capitato, avevo altro per la mente.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Si sa, gli uomini superiori.....</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>colpito</i>)</p>
+
+<p>La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto
+quest'oggi (<i>getta con violenza i fiori sul tavolino</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! mi dispiace. (<i>prende i fiori e va a metterli
+in un vaso sul camino. Silenzio, Elena torna presso
+Andrea</i>). Ho detto perchè avete l'aria di essere in
+visita diplomatica.<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in
+mala parte delle osservazioni giustissime. Vi ringrazio
+d'esservi spiegata; quelle parole mi avevano
+fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete
+buona. E poi non vi ho forse pregato io stesso di
+intraprendere la mia educazione mondana?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Badate che vi mando via ora.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Mi mandate via!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, ho da fare.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Un momento.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non posso..... devo uscire.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non mi lasciate accompagnarvi?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No..... no..... andate.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Se sapeste.....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non insistete..... addio.<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non arrivederci?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma sì, come volete, a rivederci.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che vi ho fatto?</p>
+
+<p class="center">(<i>Elena si mostra impaziente</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Vado. Dovete uscire? sola?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho
+veduti che scappavano di là quando io entravo:
+ciò vuol dire che vi aspettano. (<i>pausa &mdash; con impeto</i>)
+Come mi trattate male! (<i>via precipitato</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA III.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Teodoro</span>, poi <span class="smcap">Filippo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>appena via Andrea sbuca dalla<br /> veranda
+e chiama:</i>)</p>
+
+<p>Filippo!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Eravate là?<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e
+la parentela non bastano a giustificare un'indelicatezza.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Come la pigli!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>arrivando</i>)</p>
+
+<p>È andato?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, parlate..... che volete?</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>A voi l'ambasciata.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Mi caverà gli occhi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere
+scortese per niente, spero. Che cos'è?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>A momenti arriva la contessa Gemma coi
+soliti.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Qui? A far che?<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in
+trionfo la statua della Tuffolina, un vero oggetto
+d'arte.</p>
+
+<p class="center">(<i>Elena va al campanello per suonare</i>).</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Che fai?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in
+casa, e non voglio che in mia assenza si riceva
+nulla. Ho già detto a Gemma che la scommessa
+non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il
+pagamento. Ho accondisceso per farvi piacere a
+congedare il dottor Sarni, ma non posso permettere
+che gli si manchi di rispetto in casa mia.
+Filippo lo sapeva, e mi fa meraviglia che abbia
+accettato di portarmi una simile ambasciata.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Che vi dicevo io?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi
+perde come chi vince.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ti ripeto che la scommessa non regge. È una
+assurdità. Il dottore non ha rinunziato al viaggio
+per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma,<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+il giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire.
+È rimasto.....</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Per sposarti, lo so.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Sei tu disposta a sposarlo?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che pazzia!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Non si discorre d'altro per tutta Roma.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Questo segue una volta al mese. Mi hanno già
+fidanzata con dieci altri.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i
+piedi non ne avreste altro danno che la seccatura.
+Tutti sanno ch'io sono l'ozio personificato, e il
+tempo che vi dedico ha così poco valore, che nessuno
+sospetta mi diate nulla in ricambio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sicchè son condannata a non circondarmi che
+di.....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>D'imbecilli volete dire..... dite.<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Il mondo vuole che ognuno viva con gente del
+proprio stato. E ciò non per alterigia, ma perchè
+sieno allontanati quant'è possibile i sospetti di
+cupidigia intorno le combinazioni che possono
+nascere dalla convivenza. Il dottore ha troppo
+da guadagnare sposandoti, perchè non si veda in
+ogni suo atto una macchinazione per arrivarci.
+Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la
+celebrità meritata e la fortezza mostrata, pareggierebbero
+forse le vostre condizioni. Ma si è
+mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato.
+Tu non puoi avere di lui una stima
+troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo intimo e
+lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che
+ne sei innamorata. Ora un matrimonio d'amore
+tollerabile, è qualche volta lodevole in un uomo,
+è quanto c'è di meno elegante per una signora.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma chi ha mai pensato...?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Tu no, ma il dottore certo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è vero.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Lo si vede in ogni luogo dove tu sei.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non ce lo porto io.<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'Almèna!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose
+D'Almèna quando gli domandai perchè non
+si faceva più vedere in casa tua?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Qualche impertinenza.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi
+ricevere quando sarà diventata la signora Sarni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Testuale!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>L'ha detto anche a me.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'Almèna può dire quello che gli piace.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Credi a me, accetta il pagamento della scommessa.
+Ciò tronca le dicerie, e risponde vittoriosamente
+a D'Almèna.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ad ogni modo decidete subito. Se persistete
+nel rifiuto corro ad avvertirne la contessa. A non
+volerla ricevere quando fosse venuta, lo scandalo
+sarebbe grave. Vado?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti
+ha risposto a quel modo?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Parola d'onore.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>Anche a voi?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Anche a me, e in presenza d'altri. Vado?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause
+che prende a difendere.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette
+od otto. Non volete servire un Lunch?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, come vi piace, combinate voi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini?<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Filippo va a suonare il campanello vicino al camino,<br />
+vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li<br />
+mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando<br />
+entra Anselmo gli parla sottovoce</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p>
+
+<p>Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi
+impedire la scommessa, rifiutarmi quella lettera,
+darmi allora quei consigli che mi dài adesso.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto?
+Ti prende il rimorso? Va là che non gli è parso
+vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non
+è piacevole morir di freddo e di scorbuto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E se fosse stato uomo da partire?</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, anzi!</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia
+le tue rendite.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vorrei esserne sicura. (<i>Anselmo via</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine.
+Dove avete preso quei bei fiori dei campi?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Avete combinato?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gettateli via.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ormai tanto vale eh? Fate. (<i>scampanellata</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Eccoli qui.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò
+subito, ma non ero preparata a fare del chiasso.
+Andate anche voi, Filippo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Scusate, mi avete nominato Maggiordomo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Bene, gli ordini li avete dati, ora.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>avvicinandosi a lei sottovoce</i>)</p>
+
+<p>Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh?<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Restate, se vi piace.</p>
+
+<p class="center">AMBROGIO</p>
+
+<p>La Contessa del Pallio.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Eccomi. (<i>via. Ambrogio va alla veranda e prepara
+la tavola con Anselmo</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IV.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio</i>)</p>
+
+<p>Lo amate?</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>alza gli occhi, lo guarda,
+li vede i fiori all'occhiello</i>)</p>
+
+<p>Datemi quei fiori.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Quegli altri?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, quelli che avete voi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Mi avete permesso....<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ed ora ve li chiedo. (<i>Filippo glieli dà, essa
+prende anche gli altri e va a gettarli tutti dalla finestra</i>)
+Così. (<i>dalla stanza vicina si sentono chiacchere
+e risa</i>) Chiudete quell'uscio.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>È chiuso.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come parlano forte! &mdash; Sarni e D'Almèna sono
+proprio tanto amici?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate.
+Appena seppe che il Dottore non era partito,
+D'Almèna gli portò il suo biglietto di visita, e
+cominciò a rimorchiarlo dappertutto.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle
+parole?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Quali?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che non avrebbe più posto il piede in casa
+mia finchè non fossi diventata la Signora Sarni?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Certo, e non c'ero io solo.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>avanzandosi</i>)</p>
+
+<p>Andiamo di là?<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Con quel viso scuro?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, no. (<i>ridendo</i>) Sono di buonissimo umore;
+vedrete. Andiamo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Aspettate un momentino.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per far che?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate
+il Sarni...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma no, che sciocchezza!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E se siete disposta a diventar quella d'una
+volta...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Cioè?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene,
+io mi ecclisso.... perchè avrei paura d'innamorarmi
+di voi. (<i>Elena ride</i>) Ho capito che stavo
+innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi
+mutata. Ora seria e pensierosa, mi piacevate
+meno... ma se tornate quella di prima...
+ve l'ho poi detto.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, sì, andiamo, andiamo. (<i>Lo prende a braccetto
+e s'avviano a sinistra. Appena i due hanno spalancato
+l'uscio che va nell'altra camera, si sente da
+quella un oh! generale. S'intravedono due o tre uomini
+venire incontro ad Elena. Grido: &mdash; La Corte &mdash; applausi
+dall'altra camera</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA V.</h3>
+
+<p class="blockquot">Rimangono in scena soli <span class="smcap">Ambrogio</span> e <span class="smcap">Anselmo</span> che stanno
+dietro la tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola
+un <i>samovar</i> acceso, bottiglie di Champagne ed altri
+vini. Bicchieri e tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte
+giungono forti risate, poi ad un tratto un Oh! di sorpresa
+seguìto da un mormorio. Entra precipitoso Filippo,
+va alla tavola e dice:</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Un bicchier d'acqua, presto. (<i>Lo prende e correndo
+lo porta di là. Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono
+precipitosi</i>).</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Cognac, Cognac!</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto
+un bicchierino di Marsala. (<i>Ambrogio serve</i>).</p>
+
+<p class="center">ANSELMO</p>
+
+<p>Qualcuno si sente male?</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Sì, la Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Teodoro</span>, poi secondo le indicazioni tutti gli altri,
+cioè: <span class="smcap">Gemma, Del Sannio, Rubaconti, Sarni,
+Lerici</span>, poi <span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span>, poi di nuovo
+<span class="smcap">Teodoro</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>a Paolo e Rulfi</i>)</p>
+
+<p>Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa
+una storta al piede e il dolore l'ha fatta impallidire
+a quel modo. Non è nulla, discorre, vedete.</p>
+
+<p class="center">PAOLO</p>
+
+<p>Meno male.</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>entrando, a Teodoro che torna di là</i>)</p>
+
+<p>È bello e passato. Ora viene. (<i>Rubaconti e Del
+Sannio entrano con Gemma</i>).</p>
+
+<p class="center">PAOLO (<i>a Gemma</i>)</p>
+
+<p>Voi non state di là?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno
+sguardo tragico. La storta la vuol dare a noi.
+Quello era uno svenimento bello e buono.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Amore! Amore!<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Non la credevo così presa.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è
+arrivato a Cipro.</p>
+
+<p class="center">TUTTI</p>
+
+<p>Ah! Ah! (<i>ridono</i>).</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Come ha detto? Non ho capito.</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato
+a Cipro.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Ah! (<i>non capisce ma ride</i>) Eh! Eh!</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Ne capisci meno di prima.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non
+è partito.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea
+degli Amori.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Vedo.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è
+vero?</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E invece s'è innamorato della Marchesa e
+l'ha innamorata di sè. È arrivato a Cipro.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo,
+bellissimo. (<i>s'allontana</i>).</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete
+per suoi tutti i detti che gli riesce di capire.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Glielo regalo.</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>L'avete visto, contessa, in istrada?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Chi?</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della
+casa qui sotto.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Possibile? Ci ha veduti entrare?<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p>
+
+<p class="center">RUBACONTI</p>
+
+<p>Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto
+una risata.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di
+cane bastonato.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri</i>)</p>
+
+<p>Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio.
+Quella statuetta è un capolavoro.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>La terrai nel tuo salone?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la
+vedano.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>È un trofeo di vittoria.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>I capitani veneziani tenevano nel loro salone
+il fanale delle galee vinte al nemico.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Qui manca il nemico.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Ecco il prodigio della vittoria.</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>tornando dal salone</i>).</p>
+
+<p>Elena!<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico
+di fare il brindisi in mio nome.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Ai vostri begl'occhi, contessa!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io
+l'eroina qui. Un brindisi a me non è possibile.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>È passabile.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Ma passibile d'uno migliore.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>A buon conto è passato. (<i>tutti ridono</i>).</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No! ai viaggiatori che partono.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Ah che ingratitudine! (<i>tutti bevono ridendo</i>).</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO (<i>a Pardi e Lerici che stanno
+presso<br /> la porta che mette al salone</i>)</p>
+
+<p>Ho avuto occasione di dire un motto che fu
+trovato spiritoso.</p>
+
+<p class="center">PARDI</p>
+
+<p>Fuori.<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Sapete che il dottor Sarni è innamorato della
+Marchesa Elena?</p>
+
+<p class="center">LERICI</p>
+
+<p>E viceversa.....</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare
+al Polo, è arrivato a Capri. (<i>i due restano
+seri</i>) Non capite?</p>
+
+<p class="center">PARDI E LERICI</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>A Capri, è arrivato a Capri!</p>
+
+<p class="center">PARDI</p>
+
+<p>Ho inteso, e poi?</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Pare impossibile!.... Capri è un'isola.</p>
+
+<p class="center">LERICI</p>
+
+<p>Vicino a Napoli.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Dov'è nata Venere.</p>
+
+<p class="center">LERICI</p>
+
+<p>Cipro vuoi dire.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Andrea</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">SERVO</p>
+
+<p>Il signor Sarni.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Ci..... (<i>vede Andrea</i>) Diavolo! (<i>s'allontana. Lerici
+e Pardi s'allontanano ridendo</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Li faccio scappare. (<i>si guarda indosso per vedere
+se ha nulla di singolare</i>) Sembrano ridere di me.
+(<i>va verso il gruppo dov'è Elena</i>) Marchesa, ho visto
+entrare questi signori coll'aria così allegra che
+non ho saputo resistere al desiderio di seguirli.
+(<i>a Gemma</i>) Contessa. (<i>nota l'imbarazzo di tutti</i>) Si
+direbbe che faccio l'effetto dell'ombra di Banco.
+(<i>verso Elena cercando intavolar discorso per uscire
+d'imbarazzo</i>) Ho visto di là un oggetto d'arte
+che non avevate ieri.... una statuetta bellissima.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Rulfi scoppia in una risata, cercando invano<br />
+di contenersi</i>).<br />
+</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Pare che senza accorgermene dico delle cose
+molto lepide.<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>volendo accomodare</i>)</p>
+
+<p>No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Ma sì, è Filippo che... (<i>s'allontana ridendo con
+Filippo</i>) È troppo comico.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p>
+
+<p>Ridono di me!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>s'alza e segue Rulfi e Filippo</i>)</p>
+
+<p>Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio
+guai!</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>cogliendo il momento che Elena
+sta per<br /> tornare vicino a Gemma</i>)</p>
+
+<p>Ho fatto male a tornare?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! siete così ingenuo?!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Lo sapete?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Io non so nulla; lo saprà il vostro amico
+D'Almèna.<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>D'Almèna!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non è vostro amico?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Amicissimo.... ma....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate
+piano, ve ne prego.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Con che tono me lo dite!.... per carità.....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Zio! (<i>chiama Teodoro</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ah! (<i>colpito, addoloratissimo</i>).</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>accorrendo</i>)</p>
+
+<p>Mi hai chiamato?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma
+lo faccio io, tu mi aiuti.</p>
+
+<p class="center">TEODORO</p>
+
+<p>Volentieri.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>è tornato nel cerchio dove c'è Gemma.<br />
+A Gemma che si vuol levare</i>)</p>
+
+<p>No, no, ancora un momento.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Dite delle cose impossibili.</p>
+
+<p class="center">PARDI</p>
+
+<p>Le dice perchè non le può fare.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Con voi non si può discorrere. (<i>si alza</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Badate, contessa, che se vi allontanate, dico
+una parola sottovoce a questi signori.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Che parola?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>No, no. (<i>s'allontana</i>).</p>
+
+<p class="center">TUTTI (<i>a Filippo</i>)</p>
+
+<p>A noi... a noi...</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Filippo li raccoglie e parla piano.<br />
+Tutti scoppiano dalle risa</i>)</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Voglio sentire anch'io.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sì, venite, venite, Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>s'avvicina ad Andrea che è ritto<br />
+vicino al camino</i>).</p>
+
+<p>Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria
+di cattivo umore.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda
+lei. Sono capitato qui a sproposito, eh?
+Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche
+mi dovesse offendere mortalmente, gliela perdono
+e la ringrazio fin d'ora. Che fa qui tutta
+questa gente?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno
+d'una scommessa.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Quella statua?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E la scommessa?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Oh! una cosa da nulla.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo?
+Si parlava di me? Lo so bene che
+quelli non mi sono amici. Che dicevano?<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Perchè non è partito pel suo viaggio lei?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non me lo domandi. Perchè non ero degno
+di farlo.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la
+Marchesa.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Questo si diceva al mio arrivo?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>E dicono che la Marchesa si fosse vantata di
+volerlo trattenere per esperimentare il potere
+de' suoi vezzi.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È un' infamia!....</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Certo, se fosse...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa
+è incapace... oh!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Eppure io stessa.....</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non è vero, non è vero! (<i>vuol passare nel mezzo</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Per carità, non facciamo scandali.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena.</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>agli altri</i>)</p>
+
+<p>Andiamo.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Tutti s'alzano</i>)
+</p>
+
+<p>Per la gita a Napoli è inteso?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, riceverete la circolare.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Va bene. Addio, cara.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E grazie. (<i>piano a Filippo</i>) Filippo, fate di portar
+via il dottor Sarni, non voglio spiegazioni.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Subito. (<i>mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina
+al dottor Sarni</i>) Viene con noi, dottore?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Filippo s'inchina e torna ad Elena<br />
+cui parla sottovoce</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>ad Andrea</i>)</p>
+
+<p>Devo uscire, ve ne avverto.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Me l'avete detto un'altra volta, non era vero,<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+v'aspetterò. Voglio parlarvi, doveste farmi cacciare
+dai vostri domestici.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Va bene. (<i>s'allontana</i>).</p>
+
+<p class="center">TEODORO (<i>ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Se credi, io rimango.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, tanto vale, la faremo finita, addio. (<i>Tutti
+partono. Elena li accompagna</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VIII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Andrea</span>, i due domestici, poi <span class="smcap">Elena</span>.</p>
+
+<div class="blockquot"><p>(I due domestici vanno e vengono sparecchiando).</p></div>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>tornando ai domestici</i>)</p>
+
+<p>Lasciate pure. (<i>i domestici escono</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IX.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di
+aver passato tre ore con voi in discorsi intimi<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+e confidenti, oggi vi trovo avversa e sprezzante.
+Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche
+enorme inganno. Siamo circondati di gente
+invidiosa e cattiva. Qualunque cosa vi abbiano
+detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li
+confonda. Avreste dovuto accertarvene prima di
+offendermi. Io quando v'intesi calunniata sentii
+tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra
+innocenza.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Calunniata? D'Almèna forse?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È la seconda volta che lo nominate..... Ciò
+mi prova che l'insidia colpisce anche lui. D'Almèna
+non mi ha mai parlato di voi.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>ironica</i>)</p>
+
+<p>Poveretto!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad
+un nemico..... Che pensate di me? Ho diritto di
+saperlo!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Diritto?.....</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra
+e datami la vostra confidenza e carpitami
+la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu che<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+un inganno atroce, e se voi ne siete vittima
+con me, o colpevole.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Avete tollerato che in casa vostra i vostri
+amici ridessero di me, e li avete secondati.
+Quando vi supplicai tremando di una parola
+onesta, avete troncato netto il discorso, chiamando
+ostensibilmente vostro zio, perchè apparisse
+chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non
+si farebbe altrimenti con un uomo disonorato.
+Ho sofferto una tortura senza nome, e non potevo
+che o scoppiare brutalmente, e mi contenni
+per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento
+tacendo. Non conosco l'arte di mordere
+sorridendo. Non sono elegante io come quelli
+che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa;
+ma in dieci giorni volendo, potrei essere quello
+ch'essi sono, essi in dieci anni non potrebbero
+diventare quello che sono io. Dovete vedere al
+mio viso ed alla violenza delle mie parole che
+soffro un dolore mortale. Di che mi accusano?
+È così velenoso quello che mi dovreste dire,
+che non osate profferire parola?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi
+ripeta ciò che va dicendo di voi e di me.<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace
+di offendermi e di offendervi. La sua
+onestà è così intatta come la vostra, ma la sua
+amicizia è ben più salda.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E disinteressata....</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo
+una gran riconoscenza.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Lo confessate!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato
+al mio viaggio, mi sentii caduto dal buon
+concetto dei miei amici, ho patito i motteggi
+dei vostri, ho veduto della gente guardarmi
+sogghignando; in voi stessa nei primi giorni
+appariva una sfiducia che credetti di aver
+poi dissipato. D'Almèna solo venne da me non
+cercato, mi sostenne contro me stesso, rimproverandomi
+sempre il mutato proposito, ma
+mostrandomi di non attribuirlo a viltà. Non
+basta. Due mesi fa occupavo una cattedra di
+scienze fisiche in un grande istituto privato;
+quando mi decisi per la spedizione rinunziai a
+quel posto che si dovette dar subito ad altri. I<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+miei pochi risparmi erano quasi tutti andati
+negli apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo
+pensare a vivere. Il futuro non m'inquietava, il
+mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho
+già offerte per l'anno venturo; ma il bisogno
+era urgente...</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>attentissima</i>)</p>
+
+<p>E D'Almèna?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza
+parlarmene mi offrì di collaborare a giornali
+quotidiani e settimanali, e mi pregò come di
+un favore, perchè accettassi di dare lezioni
+private.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai
+teatri, ai balli, non apparirvi da meno degli
+altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi
+riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare
+articoli di scienza volgare. E la mattina
+corro da un capo all'altro di Roma a dar
+lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi
+o stupidi o svogliati che tremano dell'esame.
+Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli
+di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+per me, per la mia scienza, che è il mio avvenire,
+la mia coscienza, il mio diritto alla vita.
+Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà
+il mio giorno, ne sono sicuro, vi amo troppo
+per non sapermelo conquistare; ma voi mi avete
+tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata
+la fede nel premio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perdonatemi.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto.
+Ero così orgoglioso di nascondervelo. Mi
+insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza delle
+mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole
+cure mi avviliranno agli occhi vostri: questo
+timore che mi è così amaro che vinca il risentimento
+dell'offesa patita. Elena, la collera è
+fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno
+accusato.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non parliamone più. Scordate quel cattivo
+momento, non fatemi vergognare di me stessa.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No, le male erbe vanno sradicate. Pensate
+che la calunnia ha potuto farvi scordare il mio
+amore che conoscevate benchè non ve ne avessi
+mai parlato. È vero?</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Elena acconsente volontariamente</i>).
+<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena,
+perchè voi mi avete amato, perchè nel fondo
+del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che
+lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai
+per salutarvi mi avete guardato con degli occhi
+così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha
+cercato il mio, caldo come una vampa, mite
+come una carezza materna. Lunedì al teatro
+nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e
+stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio
+premette tutto il vostro, ho sentito il brivido
+che vi prese al mio contatto, e al ballo della
+Neddinngton avete portato nel corsetto quella
+rosa pallida che vi avevo dato io, e quando vi
+cadde a terra, la coglieste voi stessa, premurosa
+che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi
+amate e la gente volgare è nemica dell'amore,
+non sa che trastullarsene od ucciderlo.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perdonatemi.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè
+non ho più rancori, ma non basta per la nostra
+pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che
+mi hanno accusato?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+parole, avevo l'animo esacerbato, voi me lo avete
+rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È così
+buono credere e confidare! Non attristiamoci con
+cattivi ricordi. Dimentichiamo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola
+è profferita, Elena, dimmi che mi ami, dimmelo,
+ripagami dalle torture che mi hai fatto soffrire,
+dimmi che sei mia!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No, Andrea, Andrea!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Una parola. &mdash; Te ne chiedevo una amara. &mdash; Dammi
+la più dolce di tutte!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Per carità, per carità, restiamo così! Era pur
+bello il nostro dolce silenzio cosciente; quando
+si è sicuri di una cosa buona, perchè guastarla
+con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco
+dalla sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che
+volete da me? Che diventi la vostra amante?
+No, no!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Sei libera... sii mia... sii mia moglie.</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>ritraendosi rapidissima</i>)</p>
+
+<p>Ah!<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno,
+è vero? M'inganno! &mdash; Tacete?! (<i>lunga pausa</i>)
+Questo vi avevano detto? E l'avete creduto...!
+Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore
+meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore
+mi sospettate cupido delle ricchezze. Ah!
+mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo corpo...
+e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che
+mi diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata
+di calunniatrice! È vero! Sono stato il
+vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i
+vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella
+era la scommessa...! Quella statuetta ignuda e lasciva,
+era il pegno della vostra vittoria. E hanno
+riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure
+dello scimunito che si fosse impigliato in quei
+lacci?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! ho paura!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Addio, Marchesa! La più sfrontata <i>cocotte</i>
+non avrebbe fatto meglio di voi. (<i>fugge</i>).</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Elena impietrita non ha nè voce nè moto</i>).</p>
+
+<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p>
+
+<p class="center break">FINE DELL'ATTO TERZO.<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p>
+
+<hr />
+
+<h2><a name="ATTO_QUARTO" id="ATTO_QUARTO"></a>ATTO QUARTO</h2>
+
+<p class="blockquot">In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco
+rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al
+fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è
+un ballo.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA I.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Filippo</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Qui non verrà nessuno. Di là ballano.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che mistero!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ti prego di parlarmi come ad un fratello.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la
+fraternità s'improvvisasse alla prima richiesta?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Come ad un amico.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Credi che la Marchesa ami il dottore?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che Marchesa e che Dottore?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Lo sai.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza
+dozzina di dottori.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno
+il Sarni ci vada; tu che sei di casa lo
+devi sapere meglio di me.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non mi vuoi rispondere?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco
+una sola persona che sia in grado di darti
+le informazioni che desideri, e questa è la Marchesa.
+Domandane alla Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Gliel'ho domandato.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Benissimo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E mi ha detto che non era vero.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ed eccoti contento.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu
+vedi un uomo martoriato. Sei così avvezzo a sapermi
+di buon umore, che non ti deve parer
+vero. Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei
+un uomo di cuore e discreto. Un altro terrebbe
+la mia domanda come ad uno sfogo di vanità.
+Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il
+fosso con me e non è vero!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah!... non è vero?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ecco... ti dirò...</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah! Non voglio confidenze.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo.
+Non ne posso più. Sai che un mese fa ci dev'essere<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+stata una scena violenta fra la Marchesa e
+il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della
+scomessa; lo sai?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai
+fatto parola.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così
+abbattuta che venni in sospetto della cosa. Poi
+a vedere che il Dottore non si faceva più vivo,
+ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata,
+cogli occhi rossi, cattiva con me, avversa a suo
+zio, tanto che il marchese Teodoro finì per aversene
+a male sul serio. Una mattina la incontrai
+nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì
+e cercò delle scuse, l'indomani mi appostai
+e la rividi passare; ma se essa avesse indovinato
+il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato,
+per cui non m'avventurai a tenerle dietro.
+Aspettai che tornasse. Se veramente fu in casa
+del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò
+quasi subito. So che gli scrisse. Un giorno che ero
+solo nel suo salotto, la posta portò una lettera
+dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno
+dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato
+cancellato con un tratto di penna, l'indirizzo
+della Marchesa scritto da una mano virile. Ignoro
+se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+fu il primo capitolo della mia storia, e durò
+una diecina di giorni. Veniamo al secondo. &mdash; Una
+sera ricevo un biglietto: Caro Filippo,
+Accompagnatemi al teatro. Elena. Corro. Le
+moine che mi fece non te le posso dire. E più
+veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che
+il palco finì per vuotarsi e si rimase soli. Io
+capii il latino. Questa, al solito, mi sventola
+come una bandiera per farsi scorgere. E vada.
+L'impiego non è cattivo.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E combina colle tue teorie.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Quali?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>In materia d'amore, colle donne eleganti, non
+preferisci il parere all'essere?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento.
+Ma qui! Qualche volta sembrava volerci
+credere anch'essa.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Bravo, le tue famose bricciole.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma no. Che non c'erano più. Quando non
+parevo, le baciavo la mano, qualche volta mi<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre
+tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già
+meglio così, perchè colla fame che mi strugge...
+Se non si trattasse che di far le visite come gli
+altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle
+settimane con una donna come quella, a vederla
+ogni giorno e ogni sera, spesso sola, a sentirla
+stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza
+disordinata, ora con frasi temerarie, ora
+con amarezze, ora con certe faccie peccaminose
+che farebbero squagliare un patriarca; chi è
+buono a durare tanto tempo al gioco pericoloso
+dell'amore, a parlar d'amore, a ridere d'amore,
+a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte
+le salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi
+scosso, aggirato, trascinato, flagellato, morso e
+strozzato da quest'amore maledetto e perderci la
+pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca
+testa che vi regge sul collo? Sono innamorato
+come uno studente.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Di che ti lagni se essa lo vuole?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole?
+È impazzita. Un giorno mi dice: Filippo, andiamo
+in Isvizzera? Quando? Domani. E via progetti
+sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa
+una nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+volta. Si fa per chiasso, s'intende, ma bisogna
+esserci al giuoco ed inghiottire tutta l'acquolina
+che inghiottisco io! E poi, chi lo dice
+che si fa per chiasso? O non è donna da partire
+davvero sul momento? E quel satanasso
+d'un Dottore che trova modo d'andar per le
+gazzette ogni giorno! Lo capisci? Un uomo che
+mi contrasta, e non lo vedo che stampato. L'altra
+settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò
+fino al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo
+di vita, si butta in acqua nella corrente e
+lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto;
+ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo.
+Era il giorno appunto che si parlava della
+Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho già traversato
+il Gottardo una diecina di volte.......
+idealmente. Capita il giornale: l'eroismo del
+dottor Sarni. Crac; il treno si ferma, il Gottardo
+non è più forato, la Svizzera è sfumata.
+E le assenze? Sul più bello d'una mia volata
+lirica, mentre mi sto maravigliando meco stesso
+della mia eloquenza, la guardo, è trasfigurata. Gli
+occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori;
+capisco che sorride ad immagini che io non so
+destare, che piange per dolori che non mi riguardano,
+il suo sguardo ha delle dediche intenzionali
+che mi fanno le corna. Un asino del
+tutto non sono. Le cose chiare le intendo. Se
+quella donna un giorno o l'altro farà la corbelleria,
+sarà per amore d'un terzo. Mi capisci?<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ti spieghi così bene!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia,
+di coltura, buona se occorre.....</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ma...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ho detto: ma?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No, l'ho detto io.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima
+donna, piena d'ingegno, di cuore.....</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Avanti... di cuore...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma...</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>L'hai detto tu.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ma considera la pace d'un galantuomo come
+una cosa secondaria.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Eh già! Non sono io che l'ho fatta così.<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Nemmeno io.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del
+dottor Sarni. Tu ce l'hai incoraggiata.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che m'importa di quel sapiente?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Bravo, e a lei che importa di te?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Giusto.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E nota che il Sarni ci rimetteva molto di
+più.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ebbene, che si decida una buona volta.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo
+discorso ci sarà una ragione.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non ne potevo più. Quando seppi qui del
+ballo della Contessa Gemma e seppi che ci doveva
+venire il Sarni, pensai: facciamola finita:
+mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi
+con lei. Dovreste andare, ci sarà il Dottore... gli
+parlerete.....<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ed essa?...</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah! è sincera!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza
+aveva gli occhi così lucenti che rischiaravano
+intorno; salendo le scale mi prese la mano e
+mi disse: <i>Filippo, fra poco sarà deciso</i>. Le parole
+le saltavano in gola da soffocarla.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ti ha detto questo?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente.
+A che ne siamo eh? Ora tu devi aiutare
+quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia
+perchè non siano interrotti... da lontano, perchè
+non voglio sentirli... almeno questo!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Farò io.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Bravo, e allora io starò fumando in giardino.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E se fanno la pace?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Che il Signore li benedica!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sei un bravo ragazzo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio,
+ti giuro che avrei saputo approfittarne.
+Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi spaventa.
+Se non si accordano vorrà dire che non
+sono destinati, e finirà bene per riconoscere che
+qualche cosa valgo anch'io.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che ci voglia sempre una vittima?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Felice te che parli in genere. Io dico: che
+debba proprio toccare a me?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Hanno smesso di ballare.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ora comincia un altro divertimento. Stai a
+sentire: Gli amici che mi credono arrivato si
+rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io imbecillisco
+del tutto. Se ho l'aria di offendermi:<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>...
+naturale, tu devi fare il paladino. Se la volto
+in ridere: Ah tu ridi, un uomo invidiabile! Se
+cambio il discorso: già non sai che rispondere.
+Se faccio il modesto è segno che annuisco, se
+dico di no, credono di sì, se dico di sì, credono
+anche di sì. È una morte... Eccoli!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Andiamo via.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta
+tu andrai a cercare il Sarni e lo porterai qui.
+È il luogo migliore. È inteso?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Va bene.<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA II.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">D'Aspri, Rulfi, Rubaconti, Gemma, Masina</span> e detti.
+Altri signori e signore che vanno e vengono.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">GEMMA (<i>a braccio con D'Aspri</i>)</p>
+
+<p>Ah qui si respira!</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Finchè ci siete voi io seguito a sospirare.....
+(<i>mette Gemma a sedere e le siede accanto</i>).</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>..... Invano.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Come! Filippo è qui!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>a D'Almèna</i>)</p>
+
+<p>Ci siamo!</p>
+
+<p class="center">RUBACONTI (<i>che ha accompagnato Masina</i>)</p>
+
+<p>Cerca l'ombra....</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>E la solitudine.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona
+di casa e D'Aspri che ci hanno sorpresi
+lo possono dire.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Voi D'Almèna vi farete una nemica.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Chi?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Quella cui rubate Filippo.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Oh Contessa, sapete bene che non commetto
+di questi furti!</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Io?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in
+tutta la sera.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di
+farmi la corte.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Io pure me ne accuso.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Ah! gentile! Ve ne accusate?</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Perchè è tempo perso.<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span></p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Imparate da Filippo.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>A far che?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>A non perdere il tempo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>a D'Almèna</i>)</p>
+
+<p>E picchia!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ciò non dipende dagli uomini.</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>E da chi?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Dalle signore.</p>
+
+<p class="center">VOCI</p>
+
+<p>Ah vero! vero! (<i>risa</i>)</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali
+non si perde mai il tempo, anche essendone
+respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde
+sempre, anche essendone attirati.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Bravo. Pensare che una volta avevo dello
+spirito anch'io.<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA III.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Del Sannio</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>va incontro ad Elena</i>)</p>
+
+<p>L'avete veduto?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva
+ridendo con un signore. Io gli passai
+proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa
+con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Dov'è?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Nella seconda sala dopo questa. (<i>si mette a
+sedere. Del Sannio le sta vicino</i>).</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>piano a D'Almèna</i>)</p>
+
+<p>È nella seconda sala dopo questa.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Va bene. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Filippo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Eccomi.<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>s'alza, prende il braccio di Filippo
+e lascia<br /> Del Sannio ritto dov'è</i>)</p>
+
+<p>Dov'è andato D'Almèna?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>A cercarvi il dottor Sarni.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che gli avete detto.....?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Dove l'avrebbe trovato.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>D'Almèna sa?....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto
+male?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Badate che a vedervi discorrere con me a
+bassa voce quelle anime pietose penseranno
+male.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Vi comprometto?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Viceversa.<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non
+importa. Tanto più.....</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Tanto più?.....</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Che sarà ben altro domani. Preparate pure
+le valigie, le mie sono leste.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà
+a nulla e partiremo.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Siete d'una sincerità spaventosa!</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>seria, porgendogli la mano</i>)</p>
+
+<p>Perdonatemi.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non sperate proprio nulla da quel colloquio?
+Rinunciatevi addirittura.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>No. Voglio essere in pace colla mia coscienza.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ecco il Sarni. Devo andarmene?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Fra poco. Sediamo.<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IV.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Andrea, D'Almèna</span> e detti.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA (<i>mostrando ad Andrea la serra</i>)</p>
+
+<p>È vero che è bella?</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>vede Elena, fra sè</i>)</p>
+
+<p>Lei! (<i>forte</i>) Stupenda.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Che state guardando, Sarni?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra
+deliziosa, ma ingrata, dacchè quasi nasconde la
+Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra.
+D'Almèna ha voluto farmela ammirare.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>La inauguro stassera. Vi piace?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Pericolosa?!</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Infatti...<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ah! c'è un infatti?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Or ora abbiamo assistito alle confidenze di
+due tortorelle.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>Filippo s'alza e s'avvia per uscire.<br />
+D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui</i>).</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Una delle quali prende il volo in questo momento.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ah il Barone Landucci?</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>Quello non è un tortore, è un rondone.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>ridendo</i>)</p>
+
+<p>Dite... Dite... e l'altra chi è?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Non siamo nè io, nè la Baronessa.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>guardandosi intorno
+e vedendo che<br /> le signore in scena sono tre sole</i>)</p>
+
+<p>L'incognita è presto trovata.</p>
+
+<p class="center">RULFI</p>
+
+<p>È un'equazione di primo grado.</p>
+
+<p class="center">D'ASPRI</p>
+
+<p>Anzi basta la regola del tre.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>L'avete riconosciuta?<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ci si vede così poco!</p>
+
+<p class="center">MASINA</p>
+
+<p>Le vada più vicino.</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>A meno che...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>A meno che?</p>
+
+<p class="center">GEMMA</p>
+
+<p>Le rincresca di accertare la persona.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh! (<i>ridendo</i>) Vado... (<i>s'avvicina sbadatamente ad
+Elena</i>).</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO</p>
+
+<p>Suonano, se vuol fare un giro?.... (<i>levandosi,
+ad Elena</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>Alzando alquanto la voce perchè Andrea<br />
+la possa sentire</i>).</p>
+
+<p>Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io
+aspetto che la contessa Gemma mi dia il braccio
+per un giro nelle sale.</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO (<i>ad Elena</i>)</p>
+
+<p>Dunque?<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Grazie. Sono stanca. (<i>Del Sannio s'allontana</i>).
+Dottore...</p>
+
+<p class="center">DEL SANNIO (<i>voltandosi &mdash; ad Andrea</i>)</p>
+
+<p>La contessa Gemma se n'è andata. (<i>via</i>).</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (<i>per avviarsi</i>).</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Andrea! Andrea!</p>
+
+<p class="center">
+(<i>tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA V.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Com'è inutile quanto stiamo per dire!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte
+perchè non mi poteste negare misericordia. Se
+sapeste quanto ho sospirato e temuto questo
+momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora
+quando siete entrato qui, temetti di non potermi
+reggere. Di là vi ero passata vicino vicino e
+mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo
+vedete. Vi supplico di ascoltarmi; non so quello
+che vi dirò; ho provato a raccogliermi e a meditare<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span>
+per trovare parole efficaci, ma non ho
+saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non
+ho che da cercare ciecamente nell'animo mio
+per trovarci l'umiliazione ed il pentimento. Andrea,
+sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho
+sempre paura che fuggiate.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che nuova scommessa avete fatto?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>È giusto. Dovete rispondermi così, anche se
+non lo credete; dovete provare una tale smania
+d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho fatto
+tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al
+vostro posto, di immaginare ch'altri m'avesse
+offesa come vi ho offeso io e ne provasse poi il
+pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se
+avrei voluto dispormi a perdonare! Non ci riusciva.
+Sentivo che sarei stata inesorabile.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E allora perchè seguitare questo discorso così
+penoso? Di me non avete a temer nulla, del
+male non ve ne posso fare.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne
+sarei tanto contenta! Espio per espiare. Se ne
+sperassi alcun bene, la mia umiliazione non sarebbe
+completa.<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di
+tentare l'impossibile.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono
+andata a cercarvi in casa vostra. C'eravate e
+non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani,
+e il giorno di poi; sentivo il vostro passo sino
+all'uscio, ma certo avevate modo di riconoscermi
+e bussavo invano. Vi ho scritto, avete respinte
+le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea.
+Ma vedete che non ho più orgoglio. Al primo
+momento, dopo quelle ripulse ho cercato di stimolarlo
+l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto
+assai, ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra
+volta. Si dice: passerà, si riprende la vita normale,
+si ride, si rivedono le solite persone, ma
+poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano
+nel petto, ma il sonno faticoso e agitato
+mi recava la vostra immagine pallida e
+stravolta dal dolore e dallo sdegno.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>con impeto</i>)</p>
+
+<p>Ed io...?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri
+dolori e ho tanta sete di vedervi soffrire. Andrea!
+Andrea!<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA.</p>
+
+<p>Badate, Marchesa, che può venir gente, vi
+possono sentire...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo
+alla folla e che mi accusi e vi domandi perdono?
+Sono disposta a farlo. Che m'importa di
+quelli? Non lo devo a loro il male che vi ho
+fatto? Se sapeste... Andrea, se sapeste! Mai un
+pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna
+fede nella grandezza umana; nessuno di quelli che
+creda al disinteresse e al sacrifizio. E sono cresciuta
+là in mezzo! Le anime tranquille si adagiano
+nella noncuranza; le irrequiete provocano il male
+e fra una tazza di thè ed una frase galante
+concepiscono gli orribili agguati che vi ho teso
+io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo.
+Domandatene <a name="tn165" id="tn165"></a>a D'Almèna se non fu così. Quando
+mi proposi di trattenervi non vi conosceva,
+Andrea, e il mio orgoglio ricusava d'accettarvi
+per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna
+commedia fino a quella mattina quando
+venne Filippo a interromperci. Ma dal momento
+che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la
+più sincera fra le donne, e quando vi dissi
+quelle parole amare che vi trattennero, era il
+cuore che parlava, e se tremavo della vostra
+partenza, non era più per ardore di trionfo, ma<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span>
+perchè sentivo che voi partito, il mondo mi
+sarebbe sembrato vuoto come un deserto.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma poi, ma poi?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata
+con sospetti, e tutta la mia vita mi aveva così
+tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto
+quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi
+lasciai insultare, quando v'insultai, v'amavo pazzamente
+come vi amo ora, e quest'amore che
+vi vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo
+dal cuore neanche se potessi metterci in suo
+luogo la dignità e la pace che ho perdute.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Se non mentite vi compiango.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole
+è la vostra!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No, sono guarito e diffidente.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho
+fatto è troppo grave per guarire. Avreste potuto
+scordare l'amore se non vi avessi così mortalmente
+offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato;<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+ma compenetrati insieme essi formano
+un viluppo velenoso che vi morderà il cuore
+per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore,
+la dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono
+in voi e vi comandano di negare l'amore,
+ma voi mi amate ancora, mi amate come il primo
+giorno.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No... no... no... no...</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego
+violento, di assordarvene e di rinnegare
+tutta la verità, perchè concedendone una parte
+sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria
+del consenso!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non è vero, non vi amo. Addio.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E fuggite!</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>tornando</i>)</p>
+
+<p>Eccomi.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise?
+E giovani tutt'e due e coll'anima vibrante
+e sanguinante, andremo per il mondo solitarii,
+incapaci di risognare con altri il dolce sogno della
+felicità! Oh le sere che vi aspettavo sola nel
+mio salotto! Come contavo i minuti! Sentivo il<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+vostro passo in istrada da lontano, il vostro
+passo frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino
+tutto quello, e com'è lontano!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E che inganno ce ne separa!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta
+a voi, vi getto ai piedi il mio amore supplichevole,
+la mia dignità di donna, la fierezza
+del mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore;
+vi parlo come non concepirei si possa parlare,
+mi disonoro coscientemente e volontariamente
+e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre
+quello che sto facendo. Andrea, imponetemi una
+prova, sia pur lunga e difficile, vedrete che saprò
+superarla, ma non respingetemi, ma non negate
+l'amore, non negate l'amore!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>E se m'ingannaste ancora?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho
+troppo supplicato. Non aspettavo miglior sorte
+alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei abbassata
+come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma
+vi starò nel cuore come una lama e saprò darvi
+un rimorso uguale al mio.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>esita, s'avvia, vorrebbe tornare</i>)</p>
+
+<p>No. (<i>esce pricipitoso. Elena rimane sola</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VI.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ELENA (<i>vedendo entrare D'Almèna</i>)</p>
+
+<p>Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto
+ogni cosa. Ho scongiurato Andrea di perdonarmi,
+mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano.
+L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima
+all'uopo. Fui ingiusta con voi e volli dirvelo
+per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani
+partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Partite con Filippo?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Perchè no?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Con Filippo!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole.
+Non mi potrà credere innamorata di Filippo.
+Andrea spergiura che non mi ama più. Sono
+certa di dargli un dolore mortale. Se m'inganno
+il mio orgoglio avrà trovato il suo castigo; ma<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>
+se è vero egli porterà la pena del suo. La mia
+vita non è troppa cosa per la vendetta infernale
+che mi propongo. Addio.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No per carità &mdash; per carità!</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da
+mutar consiglio? Dov'è Filippo?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È... non lo so.</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio,
+mio nobile hidalgo! Ve ne ricordate? Come
+vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete
+cattivo. (<i>gli dà la mano</i>) Via, non ci commoviamo.
+Non ne vale la pena. Non mi accompagnate.
+Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro
+dovere è di darmeli. (<i>via</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span>, poi <span class="smcap">Filippo</span>, poi <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p class="center">
+(<i>D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette<br />
+in giardino</i>).</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA (<i>chiamando</i>)</p>
+
+<p>Filippo!<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>entra dal giardino</i>)</p>
+
+<p>Sono qui.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>dal fondo</i>)</p>
+
+<p>D'Almèna.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che vuoi?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Senti.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Lasciami dire due parole..... e sono da te.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Vorrei.....</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non di più!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>No, va...</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>accennando il fondo</i>)</p>
+
+<p>Sto là fuori.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>esce dal fondo</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA VIII.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span> e <span class="smcap">Filippo</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>La Marchesa ha deciso di partire con te.<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span></p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata
+pazza del Dottore.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ah!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>E glielo ha detto anche.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E lui?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto.
+Bel tiro mi farebbe a partire con me. Le donne
+sono magnifiche, in parola d'onore.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi
+con una bottiglia di Cognac!</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Non vedo il rapporto.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso
+e inebriante.</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Ho inteso anche quello che ha detto con te.
+Mi piglia per una boccetta di vetriolo da buttare
+in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che vuoi fare?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO (<i>fa scoccare il gibus e se lo<br /> mette in testa</i>)</p>
+
+<p>Buona sera. Me ne vado pel giardino senza
+nemmeno rientrare nelle sale. E prima che la
+Marchesa mi riveda, voglio che ne passi dell'acqua
+in Tevere. Addio.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?</p>
+
+<p class="center">FILIPPO</p>
+
+<p>Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E
+poi... voglio potermi vantare di averle lasciato
+il mantello a quella Putifarre. Addio. (<i>quando
+è sulla porta a vetri si volta</i>) Sai, se mi serbi il
+segreto mi fai piacere. (<i>via per l'invetriata</i>).</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Povero diavolo! a quest'altro. (<i>apre la porta
+di fondo</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA IX.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che vuoi?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Tu hai parlato colla Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che ti ha detto?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Che ti ha scongiurato di perdonarle.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È vero.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E che sei stato inesorabile.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>È vero. Non dovevo esserlo forse?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Altro. Oh io ti approvo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Perchè l'offesa che mi ha fatto...</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>È gravissima.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Concepisco la scommessa.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ma poi...<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al
+pentimento?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh questo sì. Povera donna!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ci credi?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Tu non l'hai sentita!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Non l'ami più? Eh?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Se l'amassi ancora mi disprezzerei.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Bravo! Allora ti posso dire che...</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Che?</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Parla.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli
+non mostrerai di sapere...<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No...</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Parola d'onore?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Parola d'onore.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Domani parte con Filippo.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Non è vero!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai?</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Lasciami.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la
+tua dignità! Quella donna non ne vale la pena.</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un
+fanciullo! Qui, qui, or ora, mi giurava d'amarmi.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>E già, fanno così!<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo
+del mio orgoglio!... e or ora, quando la vidi
+passare, per poco non mi sono gettato ai suoi
+piedi come un pazzo!</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Bada!... eccola... vieni via!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No... lasciami... ti giuro che son padrone di
+me.</p>
+
+<p class="center">D'ALMÈNA</p>
+
+<p>Marinaio, va! (<i>via</i>).</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<h3 class="break">SCENA ULTIMA.</h3>
+
+<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">ANDREA (<i>Chiude l'uscio del fondo,
+si volta verso Elena<br /> e le dice con ira minacciosa</i>)</p>
+
+<p>Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo?</p>
+
+<p class="center">ELENA</p>
+
+<p>Andrea! &mdash; Dimmi che non vuoi... dimmi che
+non vuoi!!</p>
+
+<p class="center">ANDREA</p>
+
+<p>No, non voglio! T'amo!</p>
+
+<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p>
+
+<p class="center break">FINE DELLA COMMEDIA.</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:</p>
+
+<table summary="corrections">
+ <tr>
+ <td class="r">P.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="#tn1">1</a> -</td> <td>La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn68">68</a> -</td> <td>fosse stato ordito [udito] da un uomo</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn165">165</a> -</td> <td>Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così</td>
+ </tr>
+</table>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE ***
+
+***** This file should be named 33865-h.htm or 33865-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33865/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
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+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
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+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
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+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
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+that
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+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
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+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
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+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
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+1.F.
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+opportunities to fix the problem.
+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
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+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
+
+</body>
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+
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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new file mode 100644
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--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
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