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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/33865-8.txt b/33865-8.txt new file mode 100644 index 0000000..8b5ee42 --- /dev/null +++ b/33865-8.txt @@ -0,0 +1,7191 @@ +The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Resa a discrezione + Teatro in prosa vol. II + +Author: Giuseppe Giacosa + +Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + VOL. II. + + + + + DEL MEDESIMO AUTORE + + Teatro in Versi: + + _Una Partita a Scacchi_--_Il Trionfo d'Amore_. Un + vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.) L. 4 -- + + _Il Fratello d'Armi_. Dramma in 4 atti. Un volume in-18º + (in ristampa). + + _Il Conte Rosso_. Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz. + Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881 » 4 -- + + _Il Marito amante della Moglie_. Commedia in 3 atti. Un + vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879 » 4 -- + + _Luisa_. Dramma in 3 atti.--_Sorprese notturne_. Commedia + in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881 » 4 -- + + _La tardi ravveduta_.--_La Sirena_.--_Intermezzi e + Scene_. Un volume in-18º, 1888 » 4 -- + + + Teatro in Prosa: + + _Al Pianoforte_.--_Acquazzoni in montagna_.--_Non + dir quattro se non l'hai nel sacco_.--_Storia vecchia_. + Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888 » 3 -- + + + _Novelle e Paesi Valdostani_. Un vol. in-12º, 1886 » 4 -- + + _Il Filo_. Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con + illustrazioni di EDOARDO CALANDRA). Un vol. in-12º impresso + sopra carta di filo a mano » 2 -- + + _Fiori e Frutta_. Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione + del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani. + In-12º » 1 -- + + + Di prossima pubblicazione: + + _I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese_. Un + elegante vol. con disegni e fototipie. + + + + + TEATRO IN PROSA + DI + GIUSEPPE GIACOSA + + + RESA A DISCREZIONE + + Commedia in 4 atti + + + LA ZAMPA DEL GATTO + + Commedia in un atto + + + TORINO + F. CASANOVA, LIBRAIO-EDITORE + 1888 + + +_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la proprietà_ letteraria, +_l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R. +Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni +della Legge vigente._ + +Torino--Tipografia VINCENZO BONA. + + + INDICE + + + RESA A DISCREZIONE + + Atto primo _pag._ 1 + Atto secondo » 49 + Atto terzo » 93 + Atto quarto » 141 + + LA ZAMPA DEL GATTO + Atto unico » 181 + + + + +RESA A DISCREZIONE + + + + + PERSONAGGI + + + La Marchesa ELENA DI ROVEGLIA + La Contessa ELVIRA DI FRANCOFONTE + La Contessa GEMMA DEL PALLIO + La Baronessa MASINA ROVERI + Il Marchese TEODORO DI ROVEGLIA + ANDREA SARNI + FILIPPO LANDUCCI + PAOLO D'ASPRI + D'ALMÈNA + DEL SANNIO + RULFI + RUBACONTI + LORENZO DEL PALLIO + ENRICO PARDI + Il Cavaliere LERICI + ANSELMO | domestici della Contessa + AMBROGIO | + GIULIA, cameriera + + + + +ATTO PRIMO + +Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra porta che +mette in un salotto donde arrivano fino in scena le voci di più uomini +che parlano allegramente con grossi scoppi di risa. + + +SCENA I. + +ELENA, ELVIRA, GEMMA, MASINA, FILIPPO. + + +ELENA + +Filippo. + +FILIPPO + +Eccomi. + +ELENA + +Chiudete quell'uscio e servite il caffè. + +FILIPPO + +Subito. (_fa per chiudere_). + +ELVIRA + +No, che fate? Almeno si sente quello che dicono. Gli uomini sono così +divertenti dopo pranzo. + +MASINA + +Perchè non vai di là addirittura? + +ELVIRA + +Se ci fossi io cambierebbero discorso. + +ELENA + +Che peccato! + +GEMMA + +O se non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, mentre qui fra +donne.... + +FILIPPO + +Brava, ed io? + +GEMMA + +Come, voi? + +FILIPPO + +Avete detto qui fra donne. E io cosa sono? + +GEMMA + +E oramai voi non contate più. + +FILIPPO + +Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli uomini le lasciano in +disparte. + +ELENA + +Non ci lasciano, ce ne stiamo. + +FILIPPO + +Coll'uscio aperto. + +GEMMA + +E chi ascolta? + +FILIPPO + +Le donne hanno sempre un orecchio teso ai discorsi lontani. + +ELENA + +Quando i vicini non interessano. + +FILIPPO + +Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò mai per male di cose +dette da una donna. + +ELENA + +Neanche se vi dicessi che siete un impertinente? + +FILIPPO + +Di questo mi glorierei. (_la serve di caffè_). + +ELENA + +Sì, badate a versarmelo adosso. + +FILIPPO + +Marchesa, siete più nervosa del solito. + +ELVIRA + +È vero, lo tratti male. + +GEMMA + +Gli parli così asciutto. + +ELENA + +La... Filippo. (_gli porge la mano_). + +FILIPPO (_baciandola_) + +Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti del mio mestiere. + +ELENA + +Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo mestiere. + +FILIPPO + +Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione e non ne ho nessuna; +non sono nel numero degli eletti io. Non c'è mai stata una donna +innamorata di me. + +ELENA + +Chi lo direbbe? (_ride_). + +GEMMA + +Ingrato Filippo! (_ride_). + +ELVIRA + +È tanto giovine! (_ride_). + +FILIPPO + +È inteso, padrone, ridano, non domando di meglio. (_serve Gemma_) Ce +n'ho messo tre pezzi grossi, e una goccia di Cognac. + +GEMMA + +Bravo. + +FILIPPO + +Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti miei, mentre se ci fosse +qui uno degli uomini che sono presi sul serio, tutte loro signore si +studierebbero di mostrargli una grande noncuranza..., salvo forse a +ripagarlo.... + +ELENA + +Oh..., oh..., oh! + +FILIPPO + +Parlo delle donne in genere. (_serve Elvira_) Contessa. + +ELVIRA + +Grazie. + +FILIPPO + +Ebbene io mi contento del mio piccolo successo palese... Non do ombra, +mi lascio deridere, ad un altro direbbero: _favorite di fare_... a me +si dice: _fate_. Ricevo ordini e li eseguisco, e servo di zimbello per +attirare i tordi. Quando una signora vuole stimolare colla gelosia +qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce a me, quando +vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio mi manda a spasso; e a +questo mestiere, mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche +briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono il mendicante che raccatta +le briciole. + +ELENA + +Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai proprii successi. + +FILIPPO + +Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto l'amore di una donna, +che possederlo davvero in segreto. + +ELENA + +Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite. Ecco tutto. + +FILIPPO + +E aggiungerò che una certa società che giudica della vostra a +distanza.... + +ELENA + +Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili. + +FILIPPO + +Io nego sempre. + +ELENA + +S'intende, senza di ciò non lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi +ci pavoneggiamo degli uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci +rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno degli uomini che +abbiamo respinto, che creda alla nostra virtù. Diranno che non ebbero +le circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo, senza cuore e +senza immaginativa. + +FILIPPO + +Quello che si dice di voi. + +ELENA + +Quello che si dice di me. Che volete che pensi dei fatti nostri, la +gente che non ci conosce, se gli amici ne fanno questo giudizio!--Noi +mettiamo ogni studio a dare il peggior concetto possibile dei nostri +costumi. Tolleriamo in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire a +leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo noi, come parlo io +molte volte, tutti griderebbero allo scandalo ed alla calunnia, io per +la prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia di sicurezza. +Riconduciamo a casa, la notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro +fianco, un uomo che passò la serata a dirci che siamo belle. È vero +che ce lo dicono così male! L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo +chiamiamo amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo una +dimestichezza universale, senza intimità, senza poesia, e quindi senza +pericoli. La poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora messe al +sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. In apparenza siamo cinicamente +corrotte, lo siamo timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite. +Parliamo d'amore ad ogni momento perchè non ci crediamo più. L'amore è +morto e seppellito. + +FILIPPO + +Boum!!! + +ELENA + +Si vede che frequentate certi amici... + +FILIPPO + +E quali? + +ELENA + +Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra? Va all'ufficio, alla +direzione, so io come la chiamano, di un giornale... + +FILIPPO + +Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita mia. Mi ci ha portato +un amico per vedere da vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se +campa. + +MASINA + +Chi? + +FILIPPO + +Un uomo che parte domani per il Polo-Nord. Pare che al Polo si debba +trovare la soluzione di certi problemi di fisica. Uno scienziato. + +GEMMA + +Un vecchio? + +FILIPPO + +No, giovane, più giovane di me, e un bel giovane anche. + +GEMMA + +Dev'esser bello, se siete andato apposta per vederlo. + +FILIPPO + +Mi rincresce di non potervelo presentare. + +ELENA + +Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio Teodoro gli ha dato +appuntamento in casa mia, perchè gli deve consegnare una certa lettera +di raccomandazione, e non osa farlo salire sino al Macao. Come vedete, +a volerlo conoscere non ci occorre la vostra protezione. + +FILIPPO + +Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate tanto? Perchè quei signori, +fra cui c'è il mio amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir +qui a farvi la corte. + +ELENA + +Giusto! tanto giusto che..., guardate, (_va alla porta a destra e +chiama_) Paolo! + +GEMMA (_a Filippo_) + +È lei che lo chiama. + +FILIPPO + +La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è invulnerabile. + +ELVIRA + +Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore causa di debolezza +che abbia una donna. + +MASINA + +Che è? + +FILIPPO + +Il marito. + +ELENA (_dopo aver chiamato Paolo è andata a scaldarsi i piedi al +caminetto a sinistra_) + +Badate che sento. + +FILIPPO + +Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile. + +ELENA + +È vero, e mi annoio. + + +SCENA II. + +PAOLO e detti. + + +PAOLO + +Mi avete chiamato, Marchesa? + +ELENA + +Sì, mi pare mezz'ora fa. + +PAOLO + +D'Almèna raccontava una storia così lepida! + +ELENA + +È finita? + +PAOLO + +Sì. + +ELENA + +Allora rimanete qui. + +PAOLO + +Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete dato un pranzo tanto +delizioso! + +ELENA + +Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in quello stipetto, c'è una +scatola di sigari che m'ha portato lo zio dall'Avana. + +PAOLO + +Questa? + +ELENA + +Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti d'ora. + +PAOLO + +Ah troppo! (_depone la scatola_). + +ELENA + +D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare. + +PAOLO + +Vi domando perdono, lasciatemi qui. + +ELENA + +Mi fate la grazia di prendere quella scatola e d'offrirne di là. + +PAOLO + +Obbedisco. (_via colla scatola a destra_). + + +SCENA III. + +Detti meno PAOLO. + + +ELENA + +Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria. Quello è un +uomo che mi fa la corte. + +GEMMA + +Almeno si dice. + +ELENA + +È vero; a segno che mi hanno già fidanzata con lui più volte. + +GEMMA + +La voce è messa in giro da lui. + +ELENA + +Non lo credo. + +ELVIRA + +Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha mostrato una scortesia +affatto..... + +FILIPPO + +Maritale. + + +SCENA IV. + +Detti, PAOLO, LORENZO, ENRICO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, RULFI e +RUBACONTI. + + +D'ALMÈNA (_ad Elena_) + +Siete proprio in collera? + +ELENA + +Perchè in collera? + +D'ALMÈNA + +Perchè siamo stati di là tanto tempo. + +ELENA + +Oh! + +PAOLO (_mostrandole la scatola_) + +Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno. + +ELENA + +Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso devo fare io per +ringraziarvi d'aver risparmiati i miei sigari, e d'aver avuto pietà di +noi? Se sapeste come languiva la conversazione! Un' altra volta ve ne +preghiamo colle mani giunte, non private più la nostra società del suo +più bell'ornamento. + +D'ALMÈNA + +Il più bell'ornamento siete voi. + +ELENA + +Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. Signori e signore: D'Almèna +mi ha detto una cosa gentile. + +D'ALMÈNA + +È così facile, Marchesa! + +ELENA + +E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino licenza di spargere la +voce che sono disposta a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro +amico Paolo. + +PAOLO + +Io? + +ELENA + +Non è vero? + +PAOLO + +Affatto! e non so chi abbia potuto dire... + +ELENA + +Queste signore... or ora. + +ELVIRA + +Ah! è un tradimento! + +PAOLO + +Come? + +ELENA + +Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela con lei. + +PAOLO (_va a sedere vicino ad Elvira_) + +Contessa, mi spiegherete! (_discorrono_). + +ELENA (_a D'Almèna_) + +Dunque? + +D'ALMÈNA + +Dunque? + +ELENA + +Mi fate la corte? + +D'ALMÈNA + +È bella e fatta. + +ELENA + +Sareste disposto a commettere delle pazzie per me? + +D'ALMÈNA + +Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole. Una sola forse +meriterebbe il nome di pazzia. + +ELENA + +Ed è? + +D'ALMÈNA + +L'innamorarmi seriamente di voi. + +ELENA + +Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità. + +D'ALMÈNA + +Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado. + +ELENA + +La pazzia la commetterei io. Bel merito! + +D'ALMÈNA + +Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre grazie non conosco nulla +che mi costi fatica! + +ELENA + +Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non sa immaginare un solo +atto di sacrifizio per conquistare l'amore d'una donna. + +D'ALMÈNA + +Le donne non sanno più inspirare eroismi. + +ELENA + +Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti voi e vedrete. + +FILIPPO + +È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle dei savi. + +D'ALMÈNA + +E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli andare la testa in +giro? + +ELENA + +Come una trottola; non fosse che per vendicarmi. + +D'ALMÈNA + +Di che? + +ELENA + +Della vostra presunzione che vi rende perfino scortesi. + + +SCENA V. + +ANSELMO e detti. + + +ANSELMO + +La carrozza della Contessa di Francofonte, la carrozza della Baronessa +Roveri. (_via_). + +ELVIRA + +Addio, Elena. (_si alza_). + +ELENA + +Che fretta! + +ELVIRA + +Alle nove vengono da me gli amici di mio marito, se tardo se ne vanno. +Gli uomini non sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi? + +ELENA + +Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno pregare ora. + +RULFI + +Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno il ballo prima +dell'Opera. + +ELENA + +Allora si capisce. + +ELVIRA + +Voi D'Aspri? + +PAOLO + +Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi, Contessa, dovreste metterci +voi sino alla porta del teatro. L'allungate di così poco. + +ELVIRA + +Ma sì, figuratevi! Buona sera. (_saluta. Elena accompagna Elvira fino +all'uscio, chiacchere e risa, via Elvira, Paolo e Rulfi_). + +RUBACONTI (_a Lorenzo_) + +Vieni? + +LORENZO + +Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo... + +RUBACONTI + +Hai bisogno d'aria come me. + +LORENZO + +Aspetta, avverto mia moglie. + +RUBACONTI + +Fai... + +LORENZO (_va presso Gemma e le dice_) + +Io vado, sai? + +GEMMA + +Benissimo. + +LORENZO (_torna a Rubaconti_) + +Andiamo? + +RUBACONTI + +Guarda, s'alza la Baronessa. (_Masina s'alza e saluta i vicini_). +Andiamocene nella confusione a modo della Corte. (_si ecclissano senza +esser veduti_). + +MASINA (_in piedi ad Elena_) + +Vado anch'io. + +ELENA + +Buona sera. + +MASINA + +Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie parti? + +ENRICO + +Io. + +MASINA + +Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha +finito ancora? + +ELENA + +La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le cifre. + +ENRICO + +Oh, guarda! + +MASINA + +Ve ne siete scordato? + +ENRICO + +Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto. + +ELENA + +Senza di che..... + +MASINA + +E me le porterete domani? + +ENRICO + +Mi darete da pranzo? + +MASINA + +Sarà un doppio favore che mi fate. (_a tutti_) Addio. (_va ad Elena_) +Rimani. (_via Masina, Enrico, Lorenzo e Rubaconti_). + + +SCENA VI. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO, D'ALMÈNA, DEL SANNIO, poi TEODORO. + + +ELENA + +Eh! che galanteria! tutti così. + +D'ALMÈNA + +E voi ve ne affliggete? + +ELENA + +Vorrei poter far del male a qualcheduno. + +D'ALMÈNA + +C'è Filippo per questo. + +ELENA + +Non basta. (_entra Teodoro_) Oh, zio! + +TEODORO (_la bacia in fronte poi saluta Gemma_) + +Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto? + +ELENA + +No. + +GEMMA + +Ah! il viaggiatore! Come si chiama? + +TEODORO + +Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e mezzo. + +ELENA + +Sono le nove. + +TEODORO + +Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo. + +GEMMA + +E perchè non in questo? + +TEODORO + +Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le delizie del +soggiorno di Roma, nel momento che sta per intraprendere un viaggio da +cui è miracolo se torna. + +ELENA + +Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè lo aiuti ad andarci? + +TEODORO + +Io non sono il custode del genere umano, e tanto meno dei signori +professori, dottori, scrittori, compositori, seccatori e compagnia +bella: ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione è allestita +dal governo Svedese che avea promesso un posto al dottor Sarni. Ma i +posti sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali Russi sollecitano +l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni è scartato. La cosa sarà decisa +fra otto giorni e il dottore sapendo che io fui ministro a Stoccolma e +che sono amicissimo di quel Presidente del Consiglio, venne da me per +una commendatizia un po' calorosa presso quest'ultimo. Ho promesso di +scriverla e m'è venuto un fiore d'eloquenza. Nel mio mestiere ho +imparato che bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza agli +uomini di studio. Quando sapremo se esiste un mare chiuso piuttosto +che un mare libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, non +avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato nè uno +scrigno di più, nè un carabiniere di meno. Ma gli uomini che hanno il +coraggio di affrontare un simile viaggio è meglio che lo facciano. +Rimanendo in patria, sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che +progressi di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa. + +ELENA + +Oh, oh, lo credi da tanto? + +TEODORO + +Avessi sentito con che fuoco perorava la sua causa! Neanche per andare +a nozze. Con che serietà parlava del dovere che ha ogni uomo di +giovare agli uomini e di mettere la vita per lo scoprimento di una +verità. Non c'è che dire, è un uomo forte. + +D'ALMÈNA + +Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa? + +ELENA + +E con ciò? + +D'ALMÈNA + +Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi di far andare la +testa in giro al primo che aveste incontrato? + +ELENA + +Parte. + +FILIPPO + +Buon per voi che non siete esposta... + +ELENA + +Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile! + +GEMMA + +Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di non lasciarlo partire? + +ELENA + +Gran cosa! Che ne dite D'Almèna? + +D'ALMÈNA + +Non dico nulla. + +ELENA + +Non credete che se volessi? + +GEMMA + +Ma non vuoi. + +ELENA (_a Teodoro_) + +Quando parte il tuo dottore? + +TEODORO + +Posdomani. + +ELENA + +Presto. È ben deciso di partire? + +TEODORO + +Irrevocabilmente. + +ELENA + +Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna? + +D'ALMÈNA + +Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo. + +ELENA + +Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei sagrifizi. Va la +scommessa? + +D'ALMÈNA + +Scherziamo, eh? + +TEODORO + +Io ci avrei un gusto matto. + +FILIPPO + +E le vostre paure come agitatore? + +TEODORO + +Oh! in quelle mani...! + +ELENA + +Intendiamoci. È un uomo di mondo? + +TEODORO + +Conosco dei duchi che lo sono meno di lui. + +ELENA + +Quel viaggio non gli deve fruttar denaro? + +TEODORO + +Glie ne costa. + +ELENA + +Va la scommessa? Chi tiene? + +GEMMA + +Io... + +ELENA + +Tu? Tu sostieni che parte? + +GEMMA + +Certo. + +D'ALMÈNA + +La contessa è la sola persona qui che possa senza scortesia dubitare +della riuscita. + +ELENA + +Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per male. Va la scommessa? + +FILIPPO + +In che termini? + +ELENA + +Io sostengo che quel signore che deve venir qui ora, il Dottor... non +rammento nemmeno il nome, guardate. + +FILIPPO + +Sarni. + +ELENA + +Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio polare. + +FILIPPO + +Io sto per la Marchesa. + +ELENA + +No, no. Voglio esser sola. (_a Gemma_) Vada fra noi due. + +GEMMA + +Che va? + +ELENA + +La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano regalare il giorno +della mia festa. + +D'ALMÈNA + +Ah! per la vita d'un uomo! + +ELENA + +Glie la salvo la vita. + +GEMMA + +È detta. + +ELENA + +Siate testimoni. (_le due si stringono la mano_). Zio, dammi la +lettera commendatizia. (_a Gemma_) Ti do la mia parola d'onore che +quella lettera... (_a Teodoro_) Quando hai detto che intende partire? + +TEODORO + +Posdomani mattina. + +ELENA + +Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni avrà quella lettera. + +GEMMA + +Va bene. + +ELENA (_a Teodoro_) + +Me la dài? + +TEODORO + +Eccola. (_le consegna la lettera_). + +D'ALMÈNA + +Oh, Marchese! + +TEODORO + +Detesto gli uomini superiori. + +ELENA + +E ora, zio, ti mando via. + +TEODORO + +Ah! + +ELENA + +Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani la consegna della +lettera. + +TEODORO + +Giusto. + +ELENA + +Le nove e tre quarti. + +ANSELMO (_entrando_) + +La carrozza della Contessa del Pallio. + +GEMMA + +Posso rimanere? + +ELENA + +Anzi vedrai che poche arti ci vogliono. + +_(ad Anselmo)_ + +Anselmo, quando verrà un signore a cercare di mio zio lo farete +passare. + +ANSELMO + +Sissignora. (_via_). + +TEODORO + +Addio. + +ELENA + +Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non voglio che il tuo eroe +possa credere che la nostra compagnia concilia il sonno. Almeno +questo. + +TEODORO + +Giusto. (_scuote Del Sannio_) Oh giovinotto! + +DEL SANNIO + +Eh! + +TEODORO + +Andiamo? + +DEL SANNIO + +Subito. Chiudono? (_mezzo insonnito va a prendere il cappello ed +accenna ad avviarsi con Teodoro_). + +FILIPPO + +Crede di essere al Club. + +ELENA + +Ciò vendica i nostri saloni. + +TEODORO (_a Del Sannio_) + +Non salutate? + +DEL SANNIO + +Oh diavolo! Cara Marchesa. + +ELENA + +Vi ringrazio della bella serata che ci avete fatto passare. + +DEL SANNIO + +Che dite?... Sono io che... + +TEODORO + +Presto. + +DEL SANNIO + +Vengo. Contessa! (_s'avvia, quando è vicino a Teodoro gli dice_) Oh! +Marchese, scusate, non vi avevo conosciuto. + +TEODORO + +La cimmeria nebbia, come dicono i classici. + + +SCENA VII. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO e D'ALMÈNA. + + +D'ALMÈNA (_traendo Elena in disparte_). + +Marchesa, voi state per commettere una cattiva azione. + +ELENA + +Oh! oh! + +D'ALMÈNA + +Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita della +poca galanteria degli uomini; ma quello di cui macchinate la rovina... + +ELENA + +La rovina? + +D'ALMÈNA + +Certo; quello non appartiene al nostro mondo, non vi ha offeso in +nulla. È un uomo utile, probabilmente ingenuo e quindi disarmato +contro di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata in voi +sareste la prima a giudicare severamente la vostra condotta. La parte +di Dalila è ingenerosa. + +ELENA + +Se è un Sansone non cadrà. + +D'ALMÈNA + +Sansone è caduto. + +ELENA + +Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente forte non si lascierà +smuovere, e lo smacco sarà mio. Sapete bene che non mi getterò fra le +sue braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa d'eroe, e mi +vendicherà della prosopopea di tutti gli altri. E poi m'annoio, e +questo mi diverte.--E poi è deciso. + +D'ALMÈNA + +Quanto più sarà forte, tanto più facilmente cadrà nella pania. + +ELENA + +Come temete per il decoro del vostro sesso! + +D'ALMÈNA + +Oh! pigliatevela con me.... + +ELENA + +Che non ve ne importa. + +D'ALMÈNA + +Non conosco il signor Sarni, ma... + +ELENA + +Minacciate di metterlo in avviso? La buona fede mascolina! Perchè vi +ho invitato a casa mia! + +D'ALMÈNA + +Non lo metterò in avviso, non per timore di essere sleale, ma perchè +sarebbe inutile. Solo se persistete nel proposito, avrò il dolore di +non esser più de' vostri amici. + +ELENA + +Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di farvi la corte. + +D'ALMÈNA + +Buona sera, Marchesa. + + (_Elena s'inchina col capo_). + +D'ALMÈNA (_a Gemma_) + +Contessa! (_salutando_). + +FILIPPO + + +Vai via? Non assisti al Torneo? + +D'ALMÈNA + +No. + +GEMMA + +Per dar la palma al vincitore. + +D'ALMÈNA + +Saranno vinti tutti e due. (_via_). + + +SCENA VIII. + +ELENA, GEMMA, FILIPPO. + + +ELENA (_è rimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna si scuote_). + +Non potete credere che allegria mi mette indosso questa partita. +(_Silenzio. Elena passeggia la scena, va da un mobile all'altro, apre +un libro e poi lo chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia +coprendosi la bocca colla mano. Gemma lo guarda_). + +FILIPPO + +Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa. Le dieci. +(_suono di campanello_) Eccolo qui, è puntuale. + +GEMMA + +Elena, lasciamo correre? + +ELENA (_la guarda--pausa_) + +Vedremo. + + +SCENA IX. + +ANSELMO, ANDREA e detti. + + +ANSELMO + +Il sig. Sarni. + + (_Andrea entra e s'inchina_) + +ELENA + +Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo aspettandola. Mio zio +le avrà detto che le dava appuntamento in casa mia. + +ANDREA + +Sì, signora Marchesa. + +ELENA + +La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta per fare la sua +conoscenza. (_inchini_). Il mio amico il Barone Landucci. + +FILIPPO + +Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni ieri sera... + +ANDREA + +Alla Direzione del _Faro_. + +FILIPPO + +Appunto. + +ELENA (_fa cenno ad Andrea di sedere_) + +Inutile dirle che si parlava di lei. + +FILIPPO + +Ammirando. + +ANDREA + +È un'ammirazione presto guadagnata, se basta partire per ottenerla. + +GEMMA + +Si ammira un volontario che parte per la guerra. + +ANDREA + +Ma non un botanico che parte per erborizzare, nè un artista per veder +paesi. Al giorno d'oggi i piccoli fatti sono troppo facilmente +divulgati, e finiscono per acquistare importanza dal numero delle +persone che li conosce. + +GEMMA + +Quando tutti sono d'accordo in un sentimento... + +ANDREA + +È segno che c'è una specie di pigrizia universale, che fa senza esame +accettare per buono il giudizio corrente. + +GEMMA + +Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa che lei sta per tentare. + +ANDREA + +Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia, ma questa larva di +celebrità improvvisata e ad ogni modo anticipata mi può dare delle +gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio di un giornale dove +andai volentieri per vedere un po' di gente prima di lasciare il mio +paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi di esserci come +una specie di bestia rara che molte persone convenute apposta volevano +veder da vicino. Quei signori possono credere che io ci fossi andato +per darmi in spettacolo, e se la spedizione fallirà o se non riescirò +a trarne quel profitto che mi propongo, eccomi fatto ridicolo o almeno +convinto di molta presunzione. + +FILIPPO + +Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio... + +ANDREA + +Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari polari. + +FILIPPO + +Finirò per aver più merito io, che me ne sto qui a far la corte a +queste signore. + +ANDREA + +Dicono infatti che sia una navigazione assai più difficile. + +ELENA (_levando la testa e guardandolo fiso_) + +È pericolosa? + +ANDREA + +Sono tentato di crederlo, Marchesa. + +ELENA + +Per esperienza? + +ANDREA + +Un'esperienza di cinque minuti. + +ELENA + +Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie laggiù nella solitudine? + +ANDREA + +Farò economia. + +GEMMA + +È già tanto ricco! + +FILIPPO + +L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo che va ai mari polari, +lo si immagina selvatico come un orso bianco. + +ANDREA + +Al contrario, adoro la società! + +GEMMA + +E perchè l'abbandona? + +ELENA + +Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un uomo di quell'età. + +ANDREA + +No, no, non ho segreti da nascondere e non sono più romantico che +selvatico. Non ho nè dolori da vincere, nè disinganni da consolare. +Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada maestra dove +passano tutti. Come vede, mi confesso ambizioso; ma per emergere dalla +folla bisogna essere più alto degli altri, mentre anche un uomo di +media statura, se cammina solo, lo si vede da lontano. + +ELENA (_carezzevole a Filippo_) + +Filippo, passatemi quello sgabello. + +FILIPPO + +Subito. (_le porta lo sgabello e glielo mette sotto i piedi_). + +ELENA (_c. s._) + +E abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli occhi. + +FILIPPO + +Ecco. (_eseguisce_). + +ELENA (_gli porge la mano e con tono di molto sentimento dice:_) + +Grazie, mio buon amico. + +FILIPPO (_sorpreso_) + +Oh! (_bacia la mano_). + +ELENA (_c. s._) + +Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh? + +ANDREA + +È così bene accompagnato! + +ELENA (_piano a Filippo_) + +Fa una grande ostentazione di semplicità. + +FILIPPO + +Vi dispiace? + +ELENA (_c. s._) + +Siete meglio voi, cento mila volte. + +FILIPPO (_sempre più stupito_) + +Oh! + +ELENA (_c. s._) + +Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola. + +FILIPPO (_c. s._) + +Che viltà! + +ELENA (_c. s._) + +Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là. + + _(Filippo torna dall'altra)._ + +ANDREA (_seguitando un discorso con Gemma_) + +Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma dopo di essere stati sei +giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia. + + (_Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in + mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno + del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra + fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda + e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto. + Tutti e due sorridono--Andrea ha notato il giuoco + e ne è un po' sconcertato_). + +GEMMA + +Chi sa quei sei giorni che apprensione! + +ANDREA + +Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata e fummo liberi +prima d'avvertire che..... _(a Filippo che fa cenni ad Elena)_ Dica. + +FILIPPO + +Io? + +ELENA + +Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava a cenni il mio +amico Filippo, per sapere se devo mandare al suo recapito una certa +lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo. + +ANDREA + +Io? + +ELENA + +Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo verdetto avrà tutta la +cecità che si richiede ad un verdetto della sorte. Vuole rispondere? + +ANDREA + +Ma si può conoscere almeno a chi è diretta la lettera? + +ELENA + +Ah no! (_guarda Filippo ridendo_) Il nome del destinatario le direbbe +ogni cosa. + +ANDREA (_fra sè_) + +È lui! Che parte mi fa fare? (_forte_) È una lettera importante? + +ELENA (_ridendo_) + +Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per tale. + +ANDREA + +Ebbene. (_fra sè_) Vediamo. (_forte_) Io non la manderei. + +ELENA + +Davvero? + +ANDREA (_ridendo_) + +L'oracolo ha parlato. + +ELENA + +E sia. (_mette la lettera nel cassetto del tavolino_). + +ANDREA + +Però trovo strana questa irresolutezza in una Signora. Le donne pel +solito deliberano prontamente. + +ELENA + +Ha in così buon concetto le donne? + +ANDREA + +Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti prima di deliberare, +ma più fermi e perseveranti dopo. + +ELENA + +Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa... + +ANDREA + +La faccio. + +ELENA + +Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che potrebbe smoverla dal +farlo? + +ANDREA + +Oh... certo. + +ELENA + +Proprio nulla? + +ANDREA + +Oh Dio, potrei ammalare..... + +ELENA + +No... No. + +ANDREA + +Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro impedimento mi potrebbe +trattenere... + +ELENA + +Non vede? Mi rallegro con lei. + +ANDREA (_fra sè_) + +Che strana donna! + +ELENA + +A proposito del suo viaggio, guardi che quasi me ne scordavo. Mio zio +le doveva portare stassera una commendatizia. + +ANDREA + +Ecco, senza di quella, per esempio, temo che il mio viaggio sarebbe in +grande pericolo. + +ELENA + +Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera perchè è un poco +indisposto. Mi manderà la lettera domattina. Se vuole passare a +prenderla in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela posso mandare. + +ANDREA + +Oh! verrò io. + +ELENA + +Così avrò il piacere di rivederla. + +ANDREA + +A che ora? + +ELENA + +Verso le undici, le va? + +ANDREA + +Benissimo. Anche più tardi, se crede. + +ELENA + +No, io mi alzo per tempo. È inteso? + +ANDREA (_levandosi_) + +La ringrazio. + +ELENA + +Non ho detto per congedarla. Non è tardi.--Siamo in pochi.--La +Contessa è la mia migliore amica, Filippo è di casa; segga là, e si +lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità. Ci parli delle +sue speranze, dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli +terribili ed immaginosi. Vuole? + +ANDREA + +Ma..... + +GEMMA + +Sì, sì. + +ELENA + +Filippo, diteglielo anche voi. + +FILIPPO + +Che potrebbe mai la mia povera parola? + +ANDREA + +Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un tale conto di lei! + +ELENA + +Una serata passata in questo modo fa fare dei gran passi all'amicizia. +Sarà un pegno che ci lascia di non scordarci al ritorno. E noi lo +rammenteremo molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella gran notte +polare, potrà pensare: in questo momento nel mio paese in un salotto +intimo dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente che dice: +Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che commenta i miei discorsi e fa voti +perchè si avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso di lei. +(_a Filippo molto carezzevole_) Non è vero, Filippo? + +FILIPPO (_fra sè_) + +Come mi carezza! + +ANDREA (_seccato dalle tenerezze tra Elena e Filippo_) + +La proposta è seducente ed il quadro bellissimo, ma il tempo stringe e +ho molto da fare. Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie +difese, nel caso che la fretta mi facesse passare per scortese. Sono +sicuro di affidarmi ad un buon avvocato. + +ELENA (_fra sè_) + +Ci morde. + +ANDREA + +Marchesa! + +ELENA + +A domani alle undici. + +ANDREA + +Grazie. Contessa... + +GEMMA + +Buon viaggio. + +ANDREA (_a Filippo_) + +Mi raccomando a lei. (_via_). + + +SCENA X. + +Detti meno ANDREA. + + +GEMMA + +Filippo, andatemi a prendere il mantello. + +FILIPPO + +Subito! (_via_). + +GEMMA (_ad Elena_) + +Persisti nella scommessa? + +ELENA + +Certo. + +GEMMA + +Uhm! Perderai. + +ELENA + +Credi? + +GEMMA + +Se n'è andato. + +ELENA + +Appunto. È quello che volevo. + +FILIPPO + +Eccomi qua. (_aiuta Gemma a vestire il mantello_). Vi accompagno. + +GEMMA + +Miracolo! + +FILIPPO + +La Marchesa è stata troppo buona con me in presenza dei terzi. Se +rimango solo, se ne vendica, mi batte. + +GEMMA (_ad Elena_) + +Buona fortuna. + +ELENA + +Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto alle undici e un quarto +preciso. + +FILIPPO + +Ci siamo. Orologio alla mano. + +GEMMA (_nell'uscio a Filippo_) + +Venite? + +ELENA + +Pranzerete poi con me. + +FILIPPO + +Le briciole, cara Marchesa. (_via con Gemma_). + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELL'ATTO PRIMO. + + + + +ATTO SECONDO + + In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In fondo + una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si + capisce sporgere nel giardino. In quello nel mezzo una tavola + rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto + ha un ingresso a sè a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le + persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. Il + salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra, + a destra non c'è porta nè finestra, la luce viene dal + gabinetto. Vicino al sofà un tavolino a due piani foderato in + peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul + piano superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della + scena, cioè a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo + scrittoio un piccolo cavalletto regge una fotografia. Sul + camino un'altra fotografia. Fiori dappertutto. + + +SCENA I. + +ANSELMO introducendo _Andrea_. + +La signora Marchesa ha lasciato detto che se veniva il signore lo si +pregasse di aspettare, che alle undici sarebbe tornata. Non può +tardare più di due tre minuti. + +ANDREA + +Va benissimo. (_Anselmo parte_). + +È mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo +ieri? No--Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio +primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina fresca di +rosa! Sicuro che è facile la vita qui dentro (_siede_). Per stare in +ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno il +pudore di nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col +Barone; perchè è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga +il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per +fornire poi argomento ai loro discorsi quando sono a corto di +galanterie. Fossi grullo! (_s'alza_). Questi seggioloni sono il vero +emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta. +Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le +buone sedie dure che fanno lavorare. Non vedo l'ora di esser partito. +Tutti questi giorni che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È +una settimana che non ho aperto un libro (_prende la fotografia che è +sullo scrittoio_). Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio +lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad ogni momento. Miracolo che +non l'avesse di là nel salone. Là ci terrà gli _Album_ con tutti gli +altri: questo è il santuario degli eletti. Non è antipatico! Ha +un'aria volgare, e mi fa maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo +bene a suo posto, che non se lo trovi mancare. Così--(_vede l'altra +fotografia sul camino_). Un altro! Dello stesso alla stessa. È +un'esposizione! Scommettere che ci trovo il terzo là su quel tavolino? +(_va al tavolino_) No, un atlante. Il viaggio della _Vega_. Oh, oh! E +i fogli sono tagliati, e il libro ha l'aria d'esser stato letto... Ci +sono dei segni in margine e delle note... Vediamo; ah! dove descrive +l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: _Ecco degli +uomini!_ Lo credo bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon! +(_sente la voce d'Elena nella sala vicina_) Eccola! + + +SCENA II. + +ELENA e detto. + + +ELENA (_con cappello e mantello_) + +Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare +ogni mattina una passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, +eh? (_suona il campanello_). + +ANDREA + +Quello che si vede le sta così bene... + +ELENA + +Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano a +fare. + +ANDREA + +No... proprio nulla, non ho che da aspettare l'ora della partenza. + +ELENA + +Che è domani? + +ANDREA + +Sì, domattina. + +ELENA (_Si è già levato il cappello, levandosi il mantello questo +s'impiglia in un uncinetto dell'abito_) + +Scusi, guardi un po' lei. + +ANDREA + +Ecco fatto. + +ELENA + +Era così fosca l'aria stamattina. + + _(Anselmo entra)._ + +Dite a Giulia che venga a prendere il mio cappello e il mio mantello. + +ANSELMO + +Sissignora. + +ELENA + +Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera. + +ANSELMO + +Non credo. + +ELENA + +Non è possibile! Siete certo che non è venuto nessuno da parte dello +zio? + +ANSELMO + +Almeno io non ho visto nessuno. + +ELENA + +Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se veramente non hanno +portato nulla, avvertite Ambrogio che sia pronto a salir subito al +Macao. (_verso Andrea_) Scrivo un biglietto allo zio per sollecitarlo. + +ANDREA + +Mi rincresce... + +ELENA + +Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. La lettera non +può tardare. + +ANDREA + +Vorrei che tardasse un'ora almeno. + +ELENA + +Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite. Mi ha già fatto +senso ieri sera. La galanteria è la qualità degli uomini che non ne +posseggono altre. Ora hanno perduto anche quella. Gli uomini come lei +non hanno bisogno di esser galanti. + +ANDREA + +Vuol dire che non so pigliarmela con garbo. + +ELENA + +No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli uomini di studio e di +valore le poche volte che sono condannati a discorrere con una +signora, usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante. Mi +pare di vederci trapelare la profonda convinzione della nostra +frivolità. + +ANDREA + +No. + +ELENA + +Altro. (_Giulia entra e raccoglie il cappello ed il mantello poi +s'avvicina ad Elena_). + +Ebbene? + +GIULIA + +Dice Anselmo che veramente non è venuto nessuno, nè hanno mandato +nulla. + +ELENA + +Anselmo avrà avvertito Ambrogio? + +GIULIA + +È già pronto. + +ELENA + +Che aspetti. (_via Giulia_) Non so capire... scrivo subito allo zio. +(_allo scrittoio_). + +ANDREA + +Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal Marchese. + +ELENA + +È così lontano! + +ANDREA + +Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo fermo a bordo. + +ELENA (_piccata_) + +Padrone! + +ANDREA + +Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere. + +ELENA + +Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa, altrimenti no. Buon +viaggio. + +ANDREA + +È meglio che scriva lei il biglietto. + +ELENA + +Meno male. (_prendendo la scatola della carta da lettere, fa cadere in +terra il piccolo cavalletto col ritratto di Filippo_). + +ANDREA (_che è seduto dall'altra parte della scena, si alza e +raccoglie la fotografia_) + +Oh! povero Barone. + +ELENA + +Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel ritratto? + +ANDREA + +L'avevo già visto prima che lei arrivasse. + +ELENA + +Ah! + +ANDREA + +Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa. + +ELENA + +Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel posto... è perchè... + +ANDREA + +Tutti lo vedano. + +ELENA + +Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde questo salotto non è +mai aperto alla folla. Qui non ci vengono che gli amici. + +ANDREA + +E ci stanno. + +ELENA + +Non pare, dacchè lei parte. + +ANDREA + +Sa, non si regge più! + +ELENA + +Chi? + +ANDREA + +Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha una gamba rotta... + +ELENA + +Bene, lo metta dove vuole. + +ANDREA + +Là sul camino?... daccanto all'altro?... + +ELENA + +Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia di suonare il +campanello. (_Andrea preme il bottone elettrico vicino al +camino.--Elena chiude la lettera_). + +Così! Confessi la verità... lei mi trova molto... come devo dire?... + +ANDREA + +Gentile. + +ELENA + +No. Quantunque la parola esprima forse in modo cortese la stessa +censura che intendo io. (_entra Anselmo_) Questo biglietto allo zio, +subito. + +ANSELMO + +Sissignora. (_via_). + +ELENA + +Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. Non trova? L'ho veduto +ieri sera per la prima volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con +lei e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta dimestichezza. +Che vuole? Sono per indole piuttosto gaia, e lei malgrado il suo +sapere e la sua fermezza mi pare non sdegni un po' di buon umore +giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione non del tutto +sgradevole; chissà che al suo ritorno non si finisca per diventar +amici davvero. + +ANDREA + +Adesso non siamo?... + +ELENA + +Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che so io di lei? Che è un uomo +di merito che va al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono nipote +di mio zio. + +ANDREA + +So di più... + +ELENA + +S'intende, che non faccio paura, che ho una buona sarta e che ricevo +molta gente. + +ANDREA + +Di più. Che quelli che hanno la fortuna di esser suoi amici... +davvero, lei li tratta molto bene. + +ELENA + +Chi glie lo dice? + +ANDREA + +Almeno in effigie. + +ELENA + +Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul mio tavolino--se +sapesse!... + +ANDREA + +Che? + +ELENA + +No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di fare questi discorsi ora. +(_passa dall'altra parte della scena e va a sedere sul canapè vicino +al tavolino di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude +come per nasconderli e li mette sul piano inferiore_). + +ANDREA (_che non si è mosso_) + +Perchè chiude e nasconde quei libri? + +ELENA + +Oh! libri indifferenti. + +ANDREA + +Per me, no. Il viaggio della _Vega_. + +ELENA + +Ha veduto anche questo? + +ANDREA + +Le rincresce? + +ELENA + +Sì. + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Perchè mi spiace passare per una donna sapiente. + +ANDREA + +Non le fa torto. + +ELENA + +E perchè mi spiace che lei possa credere che li avevo messi in vista +apposta per lei. + +ANDREA + +Non mi sono lusingato di tanto. + +ELENA + +D'altronde non l'ho letto. + +ANDREA + +Le note non sono sue? + +ELENA + +L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto, mi è piaciuto; l'ho +annotato, ed alla prima occasione partirò anch'io per un viaggio +d'esplorazione. È contento? + +ANDREA + +Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se si propone di +scandagliare il fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno +scandaglio lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè sono entrato +in casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. Sono stanco di +sorvegliarmi. Non so durare alla giostra delle piccole frasi, e dei +continui sottintesi. Mi lasci essere quello che sono veramente, un +uomo molto semplice e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito +che mi dava appuntamento in casa della Marchesa di Roveglia, +lasciandomi capire che ci avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di +vederla. Quando mi fecero passare nel suo salone, lo devo dire? ne fui +contrariato. La sua riputazione di suprema eleganza mi dava +soggezione, mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un tale +studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del sussiego, e trovai invece +una giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. Rincresce +passar per novizio. La sua sicurezza trionfante mi conturba, la sua +semplicità così elegante mi umilia. Ho paura di apparire impacciato +contenendomi, e arrogante lasciandomi andare. Il meglio è confessare +la mia pochezza. Un uomo che sta a suo posto, non è mai ridicolo. + +ELENA + +Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti! + +ANDREA + +Quando? + +ELENA + +In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti ed utili come lei devono +averci in così misero concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse +mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto di me. Ho molto +orgoglio; mi rincresce essere messa a fascio colle altre. Non le avrei +detto queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio. Ora siamo +sulla buona strada tutti e due. Ebbene è vero. Quel libro era lì +aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui sola. + +ANDREA + +Ah! + +ELENA + +L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi quanto il racconto +di queste superbe battaglie dell'uomo contro gli elementi. Quei +lottatori sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri hanno tutti +del rodomonte. Quanto l'invidio. Com'è bello avere una ragione così +alta di vivere e di agire. + +ANDREA + +Possono essere tante le ragioni. + +ELENA + +Per ciò è una gran miseria non averne nessuna. + +ANDREA + +Nessuna? + +ELENA + +Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo viaggio? + +ANDREA + +Un anno forse... + + +SCENA III. + +ANSELMO, FILIPPO e detti. + + +ANSELMO + +Il Barone Landucci! (_movimento d'Andrea--Filippo entra--Elena, senza +interrompere il discorso, gli porge la mano_). + +ELENA + +Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi giorni di viaggio, e +poi il gran silenzio. Si ricorderà ancora che sono al mondo al suo +ritorno? + +ANDREA + +Certamente! + +ELENA (_a Filippo_) + +Come va a quest'ora? + +FILIPPO (_stupito_) + +Ma... + +ELENA + +Per voi non fa giorno al solito che verso le due. + +FILIPPO + +Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando davanti la vostra +porta, ho pensato di venire a darvi il buon giorno. + +ELENA + +Grazie, mio buon amico, (_gli dà la mano a baciare_). + +ANDREA (_levandosi in piedi_) + +A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar la lettera dal +portinaio... + +ELENA + +Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un momentino. (_a Filippo_) +Che affari potete mai aver voi, mio povero amico? + +FILIPPO + +Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari posso mai aver io? + +ELENA + +Come la pigliate! (_ad Andrea_) Landucci si lagna sempre di esser +maltrattato dalle signore. + +ANDREA + +Quando si dice l'errore! + +FILIPPO + +Mal trattato... + +ELENA + +Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le sue perfidie. + +FILIPPO + +Le mie perfidie! + +ELENA + +Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono. Non sarebbe certo per +me che avreste fatto sacrifizio di tre o quattro ore di sonno! + +FILIPPO + +Vengo però a dedicarvene la maggior parte. + +ANDREA (_fra sè_) + +Che ci faccio io qui? (_salutando_) Marchesa, voglio lasciar l'agio di +scolparsi al Barone. + +ELENA + +Sono proprio mortificata di questo ritardo dello zio. Io non esco di +casa; ripassi al tocco; la lettera ci sarà di certo, dovessi andare a +ritirarla io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio che salga +a pigliarla. È inteso? + +ANDREA + +Sissignora... Barone... + +FILIPPO + +Dottore... (_via Andrea_). + + +SCENA IV. + +ELENA e FILIPPO poi ANSELMO. + + +FILIPPO + +Dunque? + +ELENA + +Aspettate che sia fuori del tutto. + +FILIPPO + +Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso l'uscio d'entrata. + +ELENA (_canticchiando e battendo allegramente colle due mani sul +tavolino_) + +Là là là là. + +FILIPPO + +Non parte più? + +ELENA + +Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora d'esser partito. Ma non +partirà. + +FILIPPO + +Credete? + +ELENA + +Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria! come ci vuol poco! E sono +gli uomini di valore, e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri +della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza! Eccolo turbato +come un'educanda che riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa +pena! + +FILIPPO + +Che cuore! + +ELENA + +Gli uomini, eh? + +FILIPPO + +I grandi uomini. + +ELENA + +Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi secondate come se fosse +cosa da nulla. V'assicuro che se sapessi di una macchinazione simile +contro una donna, anche non essendole amica, a quest'ora l'avrei già +messa sull'avviso. Ma voi altri! Che uno dei vostri cada in trappola, +che ve ne importa? Ve lo spingete, se occorre. + +FILIPPO + +Siete impagabile! + +ELENA + +Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero, mi ha sermoneggiata, +mentre era così facile correre dietro a quel disgraziato e metterlo al +corrente della scommessa. La cosa era tanto ovvia che ho temuto la +facesse. Ma è bastato opporgli lo spauracchio della lealtà offesa per +disarmarlo. Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione +che mi rivolta. Se il tranello contro il Dottore fosse stato ordito da +un uomo, D'Almèna glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una donna! +La dignità maschile sdegna di lottare contro una donna. Poverette, +siamo tanto deboli!--Si vede.--Ma ostentate di tenerci per tali, e +sarebbe peccato non approfittarne. + +FILIPPO + +Siete impagabile! + +ELENA + +E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane ero quasi pentita +del gioco, e se appena avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei +smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo momento? Volete +vederlo il talismano che ha atterrato quel paladino della scienza? +Guardate là sul camino. + +FILIPPO + +Il mio ritratto. Due miei ritratti. + +ELENA + +Già. + +FILIPPO + +Dove diavolo li avete presi? + +ELENA + +Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o sette anni. + +FILIPPO + +Ero un bel giovane. + +ELENA + +Eh! altro! + +FILIPPO + +Trovo che mi somigliano ancora. + +ELENA + +Il Dottore li ha riconosciuti. + +FILIPPO + +E gli avete lasciato credere?... + +ELENA + +Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri occhi. + +FILIPPO + +E l'ha creduto? + +ELENA + +Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per rimanere. Non saranno +già le mie arti a trattenerlo, nè un capriccio da gran signore, nè la +follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che potrebbe far scusabile +la sua debolezza. Sarà il dispetto del vostro trionfo a cui crede, e +la lusinga di attraversare la vostra felicità; un misto di invidiuzza +meschina e di vanità petulante. Davvero che ciò merita dei riguardi! +Se i vostri grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela con noi +se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo la grandezza vera. + +FILIPPO + +Così va detto. Il vostro è un atto....... + +ELENA + +Di giustizia. + +FILIPPO + +Femminile. Come le moine che mi avete fatto ieri sera; ma vi avverto +che non sono di ghiaccio. Non vorrei che per trattenere quell'altro +dal Polo mandaste me ai Tropici. + +ANSELMO (_entra e consegna una lettera_) + +È tornato Ambrogio. + +ELENA + +Ah! dello zio. + +FILIPPO + +Siete in corrispondenza così mattiniera? + +ELENA + +Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia. + +FILIPPO + +Se ve l'ha data ieri sera! + +ELENA + +Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza dar sospetti. + +FILIPPO + +E che vi ha risposto lo zio? + +ELENA + +Leggete... + +FILIPPO + +Un enigma. C'è una sola parola: ALTRETTANTO. + +ELENA + +Gli avevo scritto: BUON GIORNO. + +FILIPPO + +E il Dottore ha creduto?... + +ELENA + +Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua colpa! Era là ritto contro +la scrivania. Avevo fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha +raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino +sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi +dicevo: se legge, se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci si +fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano, mettendoglielo +sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano +agli occhi due parole: BUON GIORNO. Era una corda di salvamento che +gli gettavo. + +FILIPPO + +Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto avete meditato +il piano di battaglia! + +ELENA + +Che! Ho dormito d'un fiato--credete ch'io sappia quello che dirò a +quel disgraziato quando tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una +parola. So che finirà per restare--ecco tutto.--L'arte della seduzione +consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato +d'animo che desta interesse. Un sentimento non è vero, perchè dura, ma +perchè lo si prova.--Hanno torto quelli che declamano contro le grandi +ammaliatrici. Nel momento della seduzione esse prodigano il fiore +dell'anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno. +Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli +lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del mio cuore +ignote a me stessa. + +FILIPPO + +Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da +uomo saggio vi levasse l'incomodo? + +ELENA + +Cioè... + +FILIPPO + +Se partisse davvero? + +ELENA + +Se partisse?... ne sarei contenta. + +FILIPPO + +C'è un mezzo semplicissimo. + +ELENA + +No, senza questa prova non posso farmi un'idea del suo valore. + +FILIPPO + +Vuol dire che desiderate di trovargliene del valore. + +ELENA + +Desidero persuadermi che si può trovare chi ne abbia. + +FILIPPO + +Ahi! Brutto segno. Quando una donna come voi cerca un uomo di merito, +è vicina a scegliere chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La +vostra divinità invulnerabile vi pesa. + +ELENA + +Forse. (_scampanellata di fuori_). + +FILIPPO + +Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva quella solitudine ingrata. +Datemi retta, mandate la lettera al Dottore e buon viaggio. Non +mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi illudere intorno +alla sua virtù di resistenza è quello di non tentarla. Quando sarà +lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà +dalla prosa che vi circonda. È un buon consiglio... e disinteressato, +perchè di quella prosa faccio parte anch'io. + +ELENA + +Siete patetico e solenne. + + +SCENA V. + +ANSELMO, D'ALMÈNA e detti. + + +ANSELMO (_dalla comune_) + +Il cavaliere D'Almèna. + +ELENA + +Oh! buon giorno. + +D'ALMÈNA + +Vengo a riscattare il mio onore. + +ELENA + +L'avete perduto in casa mia? + +D'ALMÈNA + +Ieri sera devo esservi sembrato supremamente ridicolo. Ho fatto +l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare +la mia spagnuolata. + +ELENA + +È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina vi ho veduto a +cavallo. + +D'ALMÈNA + +Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione. + +ELENA + +Non avete più quel bel sauro? + +D'ALMÈNA + +L'ho venduto; dicevo che... + +ELENA + +Non parliamone altro. + +D'ALMÈNA + +Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio torto, devo anche +proclamare che avevate ragione. + +ELENA (_tra sè_) + +Dove mira costui? + +D'ALMÈNA + +Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni sul conto di quel +dottor Sarni. + +ELENA + +Ah! + +D'ALMÈNA + +È proprio vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo. + +FILIPPO + +Un intrigante, eh? L'avrei giurato. + +D'ALMÈNA + +No, un intrigante non si può dire, ma via, se lo tratterrete a Roma, +l'umanità non ci perderà molto. + +ELENA + +Che vi hanno detto sul conto del Dottore? + +D'ALMÈNA + +Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. Già un'altra volta ha +menato gran scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno. + +ELENA + +Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i +rischi è giusto che goda i benefizi. + +D'ALMÈNA + +Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora di non potersi +imbarcare. Ma ha tanto strombazzato il suo proposito, che ora va fino +a Stoccolma, per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose. + +ELENA + +Chi vi ha dato queste informazioni? + +D'ALMÈNA + +Oh, Dio!... mezza Roma. + +ELENA + +Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete a volermi salvare? + +FILIPPO + +Devo andarmene? + +ELENA + +No--D'Almèna è uomo da farmi la predica in vostra presenza. + +D'ALMÈNA + +Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce che non capisca. + +FILIPPO + +Io non ho intelligenza. + +ELENA + +Filippo capisce che non amo sentirmi protetta. + +D'ALMÈNA + +Sempre l'orgoglio! + +ELENA + +Non è orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda. + +D'ALMÈNA + +Perciò fate frivole le cose serie? + +ELENA + +Chi ci crede? + +D'ALMÈNA + +Che sarà di voi se rimane? + +ELENA + +Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo. + +D'ALMÈNA + +Badate a scherzare col fuoco! + +ELENA + +Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo che invece di farmi la +predica dovreste mettere sull'avviso il vostro protetto. Io in voi +l'avrei fatto... + +D'ALMÈNA + +È troppo tardi. Vi farei troppo torto, + +ELENA + +Ah! seguitate a proteggermi? (_scampanellata di fuori_). + +Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la +respingo. Parlategli o accettate la complicità. + + +SCENA VI. + +ANSELMO, ANDREA e detti. + + +ANSELMO + +Il sig. Sarni. + +ELENA + +Dottore, sono felicissima che lei giunga in tempo perchè le possa +presentare il Cav. D'Almèna, un mio zelante amico e suo, il quale +sospira un'occasione di mostrarle l'interesse che prende al suo +viaggio e il desiderio che ha di esserle utile. + +D'ALMÈNA + +Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi. Per mostrarle, non oso +dire, la mia amicizia, ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi che +di far voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, e non si +lasci smuovere da nessuna delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma +questo è un desiderio troppo naturale in chi, non avendo valore, +rispetta almeno quelli che ne hanno, perchè me ne possa fare un +merito. Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo +ritorno. + +ANDREA + +La ringrazio. + +D'ALMÈNA + +Marchesa! (_via_). (_Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche +armeggio_). + + +SCENA VII. + +FILIPPO, ELENA, ANDREA. + + +FILIPPO (_piano ad Elena_) + +È pomposo come un capo tamburo. + +ELENA + +Vale cento volte meglio di voi. Se credete di lusingarmi deridendolo, +vi sbagliate. È una viltà. + +FILIPPO (_guarda Andrea, poi Elena_) + +Ho capito. Sono di troppo, eh? + +ELENA + +Pigliatela come vi piace. + +FILIPPO + +Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. Sarni, io non so fare dei +discorsi, ma le regalo il motto della mia divisa: Tutto per il meglio. +Arrivederci. (_via_) + + +SCENA VIII. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA (_fra sè_) + +Che diavolo hanno? + +ELENA (_va allo scrittoio, prende la lettera del primo atto e la +consegna ad Andrea_) + +Questa è la lettera dello zio. Mi lasci. + +ANDREA + +Così subito? + +ELENA + +Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si rammenti di noi e buona +fortuna. Vada. (_Andrea s'inchina interdetto e s'avvia per +uscire.--Elena si getta sul canapè_). + +ANDREA (_tornando_) + +Che cos'ha?... Cos'è seguìto? + +ELENA + +Sono una donna cattiva. + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Non lo può capire, non mi conosce lei. Non s'occupi di me. Vada, la +sua vita è bella e larga, non l'impicciolisca con queste miserie. +Sono cose da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi lasci! + +ANDREA + +Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il caso me l'ha fatta +conoscere, questa è la terza volta che la vedo. Le circostanze m'hanno +condotto oggi in casa sua con una frequenza che m'incoraggia. Che può +temere da me? Se non ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia, +non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè piange? Mi conceda di portar +via come una reliquia la confidenza di un suo dolore, ed un momento +della sua vita. + +ELENA + +Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non saprei. Non ho più +ragione di piangere in questo momento che un'ora fa, nè oggi che ieri. +È il complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata degli +altri. + +ANDREA + +Quanto invidio i suoi amici! + +ELENA + +Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che non ne merito--o che li +sdegno. Noi profaniamo tanto la parola Amicizia! Tutti sanno amare +forse, ma pochi pochi essere amici o avere un amico. Io ho un +carattere scontroso, sarebbe così facile rinunziare a un po' +d'orgoglio per trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la +pena di osservare e di riflettere, e quelli ne sono incapaci. Il +perder tempo occupa tutta la loro giornata. Se sapesse che vita vuota! +Lei non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano, e il torto è +mio. Come fanno? Non lo so e non lo voglio sapere. È la solita canzone +della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi e nelle commedie, +e che è venuta a fastidio, tanto l'hanno ricantata. È una canzone +triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il maggiordomo della mia +casa e risparmiare il salario di quello che mi serve. Non posso +procacciarmi io col mio lavoro nemmeno quelle cose futili che, +comprandole da altri, dànno da vivere a tanta gente. Non ho ingegno +che basti a farmi scrittrice od artista e abborrisco dalle +singolarità.--La politica non m'interessa. Mi guardo attorno e non +vedo nulla, nulla che mi faccia desiderare più un giorno che l'altro. +La società è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto la vita scende, +scende inutile, uggiosa, senza una gioia vera, senza un dolore +fortificante, smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il +tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza non cura di noi, noi +siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci +tollerare la vita o si chiudono nello studio o vanno lontano per i +mari o le terre deserte, in Africa o al Polo. + +ANDREA + +Come parla bene! Come sono contento di averla conosciuta! + +ELENA + +Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... Dov'è andato or ora? + +ANDREA + +A comperare un libro. + +ELENA + +Chissà che astruserie! + +ANDREA + +I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre seguìto dappertutto. + +ELENA + +E l'ha comprato or ora? + +ANDREA + +Non me ne parli.--Ne avevo un esemplare vecchio a forza di rileggerlo, +cui volevo un bene dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà +meno. + +ELENA + +L'ha con sè? + +ANDREA + +Eccolo. (_trae di tasca un'edizione diamante_). + +ELENA + +Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare un cambio? Eccole il +mio.--In memoria della mia fanciullaggine. + +ANDREA + +Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora? + +ELENA + +A che servirebbe dacchè deve partire? + +ANDREA + +Non sarei partito forse. + +ELENA + +Male... + +ANDREA + +Nei giorni passati la gioia che provavo del viaggio imminente, era +turbata da un senso di amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva +che non mi dolesse di partire. È triste lasciare il nostro paese senza +portare seco nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio del +ritorno. Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben poco, se la +vita austera che m'aspetta non mi spaventa e se l'affrontarla non mi +costa sacrifizio. Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza +d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno in patria dev'essere ben +dolce, se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe +quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi avuto un vincolo +qualunque che mi legasse alla vita normale che vivono tutti, chissà se +mi sarebbe bastato il cuore di romperlo. Sono forte per forza. + +ELENA + +Ne ringrazi la sorte. + +ANDREA + +Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi condurranno ad accertare +una verità intraveduta ed a scoprire una legge fisica, il mio nome +andrà per le accademie scientifiche, e sarà commemorato nei consessi +di gente vecchia e sazia della vita. Avrò la coscienza di aver giovato +alla causa del sapere umano, ma mi basterà poi questo premio ideale? +Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane ancora +avrei dato tutto il mio poco avere per appianare gli ostacoli che +potrebbero trattenermi; come va che ora provo una stanchezza +sfiduciata che mi fa parere troppo vicino il momento della partenza? +Sono dunque così instabili questi ardori, o non ho nell'animo la fede +pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio attraverso il continente +africano, un viaggio di tre anni. In capo al primo volume c'è il +ritratto dello Stanley innanzi la partenza, in capo al secondo quello +dopo il ritorno. È partito giovane, forte, bello, i capelli neri, la +fronte piana, su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una +giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi capelli bianchi, +capace di condurre un esercito e degno d'imperare su d'un popolo, ma +inetto a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà in questi +pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi mi pare così dolce ed umano esser +debole. + +ELENA + +Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io. + +ANDREA + +E se fosse la mia vera coscienza che parla? Se l'orgoglio che m'ha +accecato cadesse ora vinto dal suo modo di essere così semplice e +sincero? Ho sognato di far camminare il mondo! Povero illuso! La +canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare un ritmo ai loro +pensieri d'amore contribuisce alla felicità umana più che la scoperta +d'una legge astratta della natura. Vivere, ecco la ragione della vita. + +ELENA + +No, no, no, non parli così, glielo proibisco, la mia parte sarebbe +troppo odiosa. Vada, mi lasci subito. Domani avrà scordato questo +momento di debolezza. L'avrebbe provato da solo prima di partire. +Addio. + +ANDREA + +Che farò di qui fino a domani? + +ELENA (_stacca un fiore_) + +Mi dia quel libro. (_mette il fiore fra le pagine_) Guardi dove lo +metto: LE RIMEMBRANZE. Si ricorderà di me? Non deve poi esser tanto +difficile nella solitudine. + + (_Andrea le bacia la mano_). + +Chissà che vento gelido porterà via questo povero fiore! Almeno lo +porterà in luoghi dove non ne crescono altri. Come stupiranno quelle +nevi d'una fogliolina di rosa! + +ANDREA + +Gliela ridarò al mio ritorno. + +ELENA + +Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata! + +ANDREA + +Perchè? + +ELENA + +Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non parlo di morire, sa, non +sono sentimentale, e non avrei coraggio. + +ANDREA + +Che vuol dire? + +ELENA + +Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza di vivere con gente che +non stimo--un bel giorno--per intonarmi cogli altri.... + +ANDREA + +Oh!--Prenda. (_le dà la lettera_). + +ELENA + +Che cos'è? + +ANDREA + +La lettera di suo zio. Rimango. + +ELENA + +No, no. Andiamo!--Che follia! Tenga quella lettera. Vede bene che sono +cattiva! La tenga, non la voglio, le dico. + +ANDREA (_la riprende--imperioso_) + +Perchè ha detto quelle orribili parole? + +ELENA + +Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è superbia bella e buona; +disprezzo gli altri perchè mi credo di più di loro. Con che diritto mi +metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire il giorno che la +voluttà di profanare... + +ANDREA + +E non crede che se avesse un amico? + +ELENA (_incredula ridendo_) + +Ah! + +ANDREA + +Non come gli altri. Un amico, nulla più che un amico non cupido, non +intraprendente. Un uomo che tremasse all'idea di vederla cadere da +quell'altezza dove s'è rifugiata, che volesse costringerla a rimanere +pura e nobile, per trovare in lei la forza d'esser nobile e generoso, +un uomo... + +ELENA + +Dov'è quest'uomo? + +ANDREA + +Eccolo. (_straccia la lettera_). + +ELENA + +Che ha fatto? + +ANDREA + +Ho dato una ragione divina alla mia vita. + +ELENA + +Torno da mio zio. + +ANDREA + +Le do la mia parola d'onore che non parto più. + +ELENA + +Non posso... non posso... come vuole che accetti? Oh! + +ANDREA + +Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi trattiene, è la mia +giovinezza, la mia ignoranza della vita, è l'ardore di conoscere, di +sentire, di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo mio. + +ELENA + +Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto! No... No...!! + +ANDREA + +Non insista, è inutile, non partirei per un impero!--A domani, +Marchesa--a domani! + +ELENA + +Ah! (_si copre il viso colle mani_). + + + _Cala la tela_. + + +FINE DELL'ATTO SECONDO. + + + + +ATTO TERZO + +La stessa decorazione. + + +SCENA I. + +ELENA, TEODORO, FILIPPO. + + +FILIPPO + +Programma.--Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato +notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare +alle corse due _stages_ a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto +richiesta qui al capo stazione di un vagone-salon; lo _champagne_ lo +porteremo con noi per essere sicuri della marca. Ho provvisto, +ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca mano altrettante +circolari, quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la grazia di +firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi proclamato +benemerito del genere umano. + +ELENA + +Siete un gran Filippo! + +FILIPPO + +A voi. + + (_Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare + le lettere_). + +TEODORO (_a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce_) + +Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che ora viene la contessa? + +FILIPPO + +Alle tre. + +TEODORO + +Fra un'ora. Con tutti gli altri? + +FILIPPO + +Tutta la banda. E due domestici che porteranno la statuetta della +Tuffolina. + +ELENA + +Parlate pur forte, non mi disturbate. + +TEODORO + +Oh! si parlava d'inezie. (_piano a Filippo_) Bisogna avvertirla. + +FILIPPO + +Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato alla contessa +Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare +senza dir parola. A cose fatte..... + +TEODORO + +Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? È donna da rimandarli +via tutti. + +FILIPPO + +D'altronde.....! + +ELENA + +Ma che state congiurando? + +TEODORO + +Nulla. (_c. s. a Filippo_) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli +altri a ricusare il pagamento della scommessa, se ne fa una coda che +non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. Andiamo..... +coraggio! + +FILIPPO + +È un'ambasciata difficile..... vedrete. + +ELENA + +Ecco fatto. + +TEODORO (_c. s. a Filippo_) + +Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita e poi secondatemi. +(_Elena si alza_). + +FILIPPO + +Vediamo. (_va allo scrittoio_) Benissimo. (_conta le lettere_) Una... +due... tre... + +ELENA + +Giusto, quanti siamo? + +FILIPPO + +Tredici. + +ELENA + +Oh! + +TEODORO + +Bisogna trovarne un altro subito. + +ELENA + +Certo. + +FILIPPO + +Vediamo un po': Elvira Francofonte. + +ELENA + +No, siamo già tre donne..... bastano. + +TEODORO + +Della Carraia. + +ELENA + +Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere. + +FILIPPO + +Pippo Termini. + +ELENA + +Quello non sa di nulla. + +FILIPPO + +Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per far quattordici..... +ma..... + +TEODORO + +Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato? + +FILIPPO + +Mettiamo quello, eh? + +ELENA + +Se volete. + +FILIPPO + +Se n'avrebbe per male e con ragione. + +TEODORO + +E poi è un uomo!... + +FILIPPO + +Oh! un uomo...! + +TEODORO + +Ma..... ci vorrà venire? + +FILIPPO + +Che ne dite, Marchesa? + +ELENA (_sorridendo_) + +Credo di sì. + +FILIPPO (_con malizia_) + +Lo credo anch'io. + +TEODORO + +Dicevo per via della spesa. + +ELENA + +Della spesa?! + +TEODORO + +Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno. + +ELENA + +Ebbene? + +TEODORO + +Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto +piano. + +FILIPPO + +Quinto, quinto; proprio sotto i tetti. + +ELENA + +Ci siete stato? + +FILIPPO + +Una volta con D'Almèna. + +ELENA + +D'Almèna?! + +TEODORO + +Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno. + +FILIPPO + +È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini. + +TEODORO + +Cento..... + +FILIPPO + +E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato in vita mia. + +TEODORO + +C'è della gente che ama la vista. + +FILIPPO + +Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, dove abita, credo +un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei panni fantastici. + +TEODORO + +Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società..... + +FILIPPO + +Però. (_ad Elena_) Posso dire? + +ELENA + +Chi ve l'impedisce? + +FILIPPO + +Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta in +guanti..... + +TEODORO + +Ah sì, inguantato lo è. + +FILIPPO + +E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto che a +levarseli ci dura mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff +per distendersi; non gli deve parer vero. + +TEODORO + +Per questo non li leva mai. + +FILIPPO + +Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti..... + +TEODORO + +Fa economia di cravatte. + +FILIPPO + +Io glie ne conosco una sola. + +TEODORO + +Sarà un ricordo di qualche parente morto. + +FILIPPO + +Diffatti è nera. E come se l'annoda! + +TEODORO + +Ma ha dei buoni sentimenti. + +FILIPPO + +Ah questo sì..... per Dio. + +ELENA + +Sì..... Non ha pratica di mondo. + +FILIPPO + +Ma l'acquisterà. + +TEODORO + +Ammogliandosi. + +ELENA + +Vale a dire..... + +TEODORO + +Nulla. Dico che acquisterà la pratica del mondo prendendo moglie. Gli +istinti signorili ce li ha. Sta pur certa che non sposerà una +borghesuccia senza dote. E io l'approvo. È un uomo che ama di salire. + +FILIPPO + +Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini..... + +TEODORO + +Tu dovresti aiutarlo. + +ELENA + +A far che? + +TEODORO + +A trovare la sposa. + +FILIPPO + +E senza cercar lontano..... + +TEODORO + +Anzi. Senza uscire di casa..... + +ELENA + +Che significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che +stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola. + +TEODORO + +È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere..... +(_scampanellata di fuori_) Oh Dio! delle visite. (_a Filippo_) Che +siano loro già? + +FILIPPO + +No, no, è troppo presto. + +TEODORO + +Non puoi far dire che non ricevi? + +ELENA + +A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. Quello era il +campanello del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla +veranda chi è. + +FILIPPO (_corre al fondo, s'affaccia alla finestra_) + +Il dottor Sarni. + +ELENA + +A quest'ora? + +TEODORO + +Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente bisogno di parlarti. + +ELENA + +Come si fa? + +TEODORO + +Gran cosa! Lo congedi. + +ELENA + +Sì, e voi altri che siete qui e rimanete? + +FILIPPO + +Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul serio, abbiamo urgente +bisogno di parlarvi. + +ELENA + +Che seccatura. + +FILIPPO + +Venite, Marchese? + +TEODORO + +Non ti concedo più di dieci minuti. + +ANSELMO + +Il dottor Sarni. (_Teodoro e Filippo scappano per la veranda mentre +entra Andrea_). + + +SCENA II. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA + +Buon giorno, Marchesa. (_le porge un mazzo di fiori di campagna_). + +ELENA + +Che vuol dire? (_senza prenderli_). + +ANDREA + +Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane in una lunga passeggiata +che ho fatto. Ne torno adesso. Per questo sono venuto ad un'ora +insolita. Stassera sarebbero stati appassiti. Non li prendete? (_Elena +li prende e li posa sul tavolino_). Che avete? Mi sembrate sopra +pensieri. + +ELENA + +No. + +ANDREA + +Che buona camminata che ho fatto. Ci sono andato per riflettere a +certi miei interessi, ma poi, l'aria, la campagna e mille pensieri +giovanili che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto. Ho passato +una mezza giornata deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo. + +ELENA + +Con quell'abito? + +ANDREA + +Perchè? non va? + +ELENA + +Anzi è magnifico. + +ANDREA + +Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che mi è capitato, avevo +altro per la mente. + +ELENA + +Si sa, gli uomini superiori..... + +ANDREA (_colpito_) + +La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto quest'oggi (_getta con +violenza i fiori sul tavolino_). + +ELENA + +Oh! mi dispiace. (_prende i fiori e va a metterli in un vaso sul +camino. Silenzio, Elena torna presso Andrea_). Ho detto perchè avete +l'aria di essere in visita diplomatica. + +ANDREA + +Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in mala parte delle +osservazioni giustissime. Vi ringrazio d'esservi spiegata; quelle +parole mi avevano fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete buona. E +poi non vi ho forse pregato io stesso di intraprendere la mia +educazione mondana? + +ELENA + +Badate che vi mando via ora. + +ANDREA + +Mi mandate via! + +ELENA + +Sì, ho da fare. + +ANDREA + +Un momento. + +ELENA + +Non posso..... devo uscire. + +ANDREA + +Non mi lasciate accompagnarvi? + +ELENA + +No..... no..... andate. + +ANDREA + +Se sapeste..... + +ELENA + +Non insistete..... addio. + +ANDREA + +Non arrivederci? + +ELENA + +Ma sì, come volete, a rivederci. + +ANDREA + +Che vi ho fatto? + + (_Elena si mostra impaziente_). + +ANDREA + +Vado. Dovete uscire? sola? + +ELENA + +Sì. + +ANDREA + +Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho veduti che scappavano di +là quando io entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. (_pausa--con +impeto_) Come mi trattate male! (_via precipitato_). + + +SCENA III. + +ELENA, TEODORO, poi FILIPPO. + + +TEODORO (_appena via Andrea sbuca dalla veranda e chiama:_) + +Filippo! + +ELENA + +Eravate là? + +TEODORO + +C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava. + +ELENA + +Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e la parentela non bastano +a giustificare un'indelicatezza. + +TEODORO + +Come la pigli! + +FILIPPO (_arrivando_) + +È andato? + +ELENA + +Sì, parlate..... che volete? + +TEODORO (_a Filippo_) + +A voi l'ambasciata. + +FILIPPO (_a Teodoro_) + +Mi caverà gli occhi. + +ELENA + +Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere scortese per niente, spero. +Che cos'è? + +FILIPPO + +A momenti arriva la contessa Gemma coi soliti. + +ELENA + +Qui? A far che? + +FILIPPO + +Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in trionfo la statua della +Tuffolina, un vero oggetto d'arte. + + (_Elena va al campanello per suonare_). + +TEODORO + +Che fai? + +ELENA + +Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in casa, e non voglio +che in mia assenza si riceva nulla. Ho già detto a Gemma che la +scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il pagamento. Ho +accondisceso per farvi piacere a congedare il dottor Sarni, ma non +posso permettere che gli si manchi di rispetto in casa mia. Filippo lo +sapeva, e mi fa meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile +ambasciata. + +FILIPPO (_a Teodoro_) + +Che vi dicevo io? + +TEODORO + +Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi perde come chi vince. + +ELENA + +Ti ripeto che la scommessa non regge. È una assurdità. Il dottore non +ha rinunziato al viaggio per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma, il +giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. È rimasto..... + +TEODORO + +Per sposarti, lo so. + +ELENA + +Come? + +TEODORO + +Sei tu disposta a sposarlo? + +ELENA + +Che pazzia! + +TEODORO + +Non si discorre d'altro per tutta Roma. + +ELENA + +Questo segue una volta al mese. Mi hanno già fidanzata con dieci +altri. + +FILIPPO + +Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i piedi non ne avreste +altro danno che la seccatura. Tutti sanno ch'io sono l'ozio +personificato, e il tempo che vi dedico ha così poco valore, che +nessuno sospetta mi diate nulla in ricambio. + +ELENA + +Sicchè son condannata a non circondarmi che di..... + +FILIPPO + +D'imbecilli volete dire..... dite. + +TEODORO + +Il mondo vuole che ognuno viva con gente del proprio stato. E ciò non +per alterigia, ma perchè sieno allontanati quant'è possibile i +sospetti di cupidigia intorno le combinazioni che possono nascere +dalla convivenza. Il dottore ha troppo da guadagnare sposandoti, +perchè non si veda in ogni suo atto una macchinazione per arrivarci. +Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la celebrità meritata e +la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le vostre condizioni. Ma +si è mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato. Tu non +puoi avere di lui una stima troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo +intimo e lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che ne sei +innamorata. Ora un matrimonio d'amore tollerabile, è qualche volta +lodevole in un uomo, è quanto c'è di meno elegante per una signora. + +ELENA + +Ma chi ha mai pensato...? + +TEODORO + +Tu no, ma il dottore certo. + +ELENA + +Non è vero. + +TEODORO + +Lo si vede in ogni luogo dove tu sei. + +ELENA + +Non ce lo porto io. + +TEODORO + +Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve. + +ELENA + +D'Almèna! + +TEODORO + +Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose D'Almèna quando gli +domandai perchè non si faceva più vedere in casa tua? + +ELENA + +Qualche impertinenza. + +TEODORO + +Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi ricevere quando sarà +diventata la signora Sarni. + +ELENA + +No! + +TEODORO + +Testuale! + +FILIPPO + +L'ha detto anche a me. + +ELENA + +D'Almèna può dire quello che gli piace. + +TEODORO + +Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. Ciò tronca le +dicerie, e risponde vittoriosamente a D'Almèna. + +FILIPPO + +Ad ogni modo decidete subito. Se persistete nel rifiuto corro ad +avvertirne la contessa. A non volerla ricevere quando fosse venuta, lo +scandalo sarebbe grave. Vado? + +ELENA (_a Teodoro_) + +Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti ha risposto a quel modo? + +TEODORO + +Parola d'onore. + +ELENA (_a Filippo_) + +Anche a voi? + +FILIPPO + +Anche a me, e in presenza d'altri. Vado? + +ELENA + +No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause che prende a difendere. + +FILIPPO + +Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette od otto. Non volete +servire un Lunch? + +ELENA + +Sì, come vi piace, combinate voi. + +FILIPPO + +Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini? + +ELENA + +Sì. + + (_Filippo va a suonare il campanello vicino al camino, + vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li + mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando + entra Anselmo gli parla sottovoce_). + +ELENA (_a Teodoro_) + +Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi impedire la scommessa, +rifiutarmi quella lettera, darmi allora quei consigli che mi dài +adesso. + +TEODORO + +Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto? Ti prende il rimorso? Va là +che non gli è parso vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non è +piacevole morir di freddo e di scorbuto. + +ELENA + +E se fosse stato uomo da partire? + +TEODORO + +Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere? + +ELENA + +No, anzi! + +TEODORO + +E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue rendite. + +ELENA + +Vorrei esserne sicura. (_Anselmo via_). + +FILIPPO + +Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso quei bei +fiori dei campi? + +ELENA + +Avete combinato? + +FILIPPO + +Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh? + +ELENA + +Gettateli via. + +FILIPPO + +Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete? + +ELENA + +Ormai tanto vale eh? Fate. (_scampanellata_). + +FILIPPO + +Eccoli qui. + +ELENA + +Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò subito, ma non ero +preparata a fare del chiasso. Andate anche voi, Filippo. + +FILIPPO + +Scusate, mi avete nominato Maggiordomo. + +ELENA + +Bene, gli ordini li avete dati, ora. + +FILIPPO (_avvicinandosi a lei sottovoce_) + +Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh? + +ELENA + +Restate, se vi piace. + +AMBROGIO + +La Contessa del Pallio. + +TEODORO + +Eccomi. (_via. Ambrogio va alla veranda e prepara la tavola con +Anselmo_). + + +SCENA IV. + +ELENA e FILIPPO. + + +FILIPPO (_ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio_) + +Lo amate? + +ELENA (_alza gli occhi, lo guarda, li vede i fiori all'occhiello_) + +Datemi quei fiori. + +FILIPPO + +Quegli altri? + +ELENA + +No, quelli che avete voi. + +FILIPPO + +Mi avete permesso.... + +ELENA + +Ed ora ve li chiedo. (_Filippo glieli dà, essa prende anche gli altri +e va a gettarli tutti dalla finestra_) Così. (_dalla stanza vicina si +sentono chiacchere e risa_) Chiudete quell'uscio. + +FILIPPO + +È chiuso. + +ELENA + +Come parlano forte!--Sarni e D'Almèna sono proprio tanto amici? + +FILIPPO + +Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate. Appena seppe che il +Dottore non era partito, D'Almèna gli portò il suo biglietto di +visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto. + +ELENA + +Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle parole? + +FILIPPO + +Quali? + +ELENA + +Che non avrebbe più posto il piede in casa mia finchè non fossi +diventata la Signora Sarni? + +FILIPPO + +Certo, e non c'ero io solo. + +ELENA (_avanzandosi_) + +Andiamo di là? + +FILIPPO + +Con quel viso scuro? + +ELENA + +No, no. (_ridendo_) Sono di buonissimo umore; vedrete. Andiamo. + +FILIPPO + +Aspettate un momentino. + +ELENA + +Per far che? + +FILIPPO + +Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate il Sarni... + +ELENA + +Ma no, che sciocchezza! + +FILIPPO + +E se siete disposta a diventar quella d'una volta... + +ELENA + +Cioè? + +FILIPPO + +Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene, io mi ecclisso.... +perchè avrei paura d'innamorarmi di voi. (_Elena ride_) Ho capito che +stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi mutata. Ora +seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma se tornate quella di +prima... ve l'ho poi detto. + +ELENA + +Sì, sì, andiamo, andiamo. (_Lo prende a braccetto e s'avviano a +sinistra. Appena i due hanno spalancato l'uscio che va nell'altra +camera, si sente da quella un oh! generale. S'intravedono due o tre +uomini venire incontro ad Elena. Grido:--La Corte--applausi dall'altra +camera_). + + +SCENA V. + + Rimangono in scena soli AMBROGIO e ANSELMO che stanno dietro la + tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola un _samovar_ + acceso, bottiglie di Champagne ed altri vini. Bicchieri e + tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte giungono forti risate, + poi ad un tratto un Oh! di sorpresa seguìto da un mormorio. + Entra precipitoso Filippo, va alla tavola e dice: + + +FILIPPO + +Un bicchier d'acqua, presto. (_Lo prende e correndo lo porta di là. +Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono precipitosi_). + +PAOLO + +Cognac, Cognac! + +RULFI + +No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto un bicchierino di +Marsala. (_Ambrogio serve_). + +ANSELMO + +Qualcuno si sente male? + +RULFI + +Sì, la Marchesa. + + +SCENA VI. + +TEODORO, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: GEMMA, DEL +SANNIO, RUBACONTI, SARNI, LERICI, poi ELENA e FILIPPO, poi di nuovo +TEODORO. + + +TEODORO (_a Paolo e Rulfi_) + +Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al piede e +il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla, discorre, +vedete. + +PAOLO + +Meno male. + +GEMMA (_entrando, a Teodoro che torna di là_) + +È bello e passato. Ora viene. (_Rubaconti e Del Sannio entrano con +Gemma_). + +PAOLO (_a Gemma_) + +Voi non state di là? + +GEMMA + +Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La storta la +vuol dare a noi. Quello era uno svenimento bello e buono. + +RULFI + +Amore! Amore! + +GEMMA + +Non la credevo così presa. + +RULFI + +Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è arrivato a Cipro. + +TUTTI + +Ah! Ah! (_ridono_). + +DEL SANNIO + +Come ha detto? Non ho capito. + +RUBACONTI + +Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato a Cipro. + +DEL SANNIO + +Ah! (_non capisce ma ride_) Eh! Eh! + +RUBACONTI + +Ne capisci meno di prima. + +DEL SANNIO + +Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non è partito. + +RULFI + +Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea degli Amori. + +DEL SANNIO + +Vedo. + +GEMMA + +Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è vero? + +DEL SANNIO + +Sì. + +GEMMA + +E invece s'è innamorato della Marchesa e l'ha innamorata di sè. È +arrivato a Cipro. + +DEL SANNIO + +Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, bellissimo. +(_s'allontana_). + +RUBACONTI + +Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete per suoi tutti i detti che +gli riesce di capire. + +RULFI + +Glielo regalo. + +RUBACONTI + +L'avete visto, contessa, in istrada? + +GEMMA + +Chi? + +RUBACONTI + +Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto. + +GEMMA + +Possibile? Ci ha veduti entrare? + +RUBACONTI + +Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto una risata. + +RULFI + +Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di cane bastonato. + +ELENA (_tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri_) + +Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. Quella statuetta è un +capolavoro. + +GEMMA + +La terrai nel tuo salone? + +ELENA + +Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la vedano. + +D'ASPRI + +È un trofeo di vittoria. + +FILIPPO + +I capitani veneziani tenevano nel loro salone il fanale delle galee +vinte al nemico. + +GEMMA + +Qui manca il nemico. + +D'ASPRI + +Ecco il prodigio della vittoria. + +TEODORO (_tornando dal salone_). + +Elena! + +ELENA + +O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in +mio nome. + +TEODORO + +Ai vostri begl'occhi, contessa! + +GEMMA + +No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un +brindisi a me non è possibile. + +TEODORO + +È passabile. + +D'ASPRI + +Ma passibile d'uno migliore. + +RULFI + +A buon conto è passato. (_tutti ridono_). + +GEMMA + +Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono. + +ELENA + +No! ai viaggiatori che partono. + +RULFI + +Ah che ingratitudine! (_tutti bevono ridendo_). + +DEL SANNIO (_a Pardi e Lerici che stanno presso la porta che mette al +salone_) + +Ho avuto occasione di dire un motto che fu trovato spiritoso. + +PARDI + +Fuori. + +DEL SANNIO + +Sapete che il dottor Sarni è innamorato della Marchesa Elena? + +LERICI + +E viceversa..... + +DEL SANNIO + +Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare al Polo, è arrivato a +Capri. (_i due restano seri_) Non capite? + +PARDI E LERICI + +No. + +DEL SANNIO + +A Capri, è arrivato a Capri! + +PARDI + +Ho inteso, e poi? + +DEL SANNIO + +Pare impossibile!.... Capri è un'isola. + +LERICI + +Vicino a Napoli. + +DEL SANNIO + +Dov'è nata Venere. + +LERICI + +Cipro vuoi dire. + + +SCENA VII. + +ANDREA e detti. + + +SERVO + +Il signor Sarni. + +DEL SANNIO + +Ci..... (_vede Andrea_) Diavolo! (_s'allontana. Lerici e Pardi +s'allontanano ridendo_). + +ANDREA (_fra sè_) + +Li faccio scappare. (_si guarda indosso per vedere se ha nulla di +singolare_) Sembrano ridere di me. (_va verso il gruppo dov'è Elena_) +Marchesa, ho visto entrare questi signori coll'aria così allegra che +non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (_a Gemma_) +Contessa. (_nota l'imbarazzo di tutti_) Si direbbe che faccio +l'effetto dell'ombra di Banco. (_verso Elena cercando intavolar +discorso per uscire d'imbarazzo_) Ho visto di là un oggetto d'arte che +non avevate ieri.... una statuetta bellissima. + + (_Rulfi scoppia in una risata, cercando invano + di contenersi_). + +ANDREA + +Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide. + +FILIPPO (_volendo accomodare_) + +No, sono io che gli rammentavo uno scherzo. + +RULFI + +Ma sì, è Filippo che... (_s'allontana ridendo con Filippo_) È troppo +comico. + +ANDREA (_fra sè_) + +Ridono di me! + +ELENA (_s'alza e segue Rulfi e Filippo_) + +Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai! + +ANDREA (_cogliendo il momento che Elena sta per tornare vicino a +Gemma_) + +Ho fatto male a tornare? + +ELENA + +Perchè? + +ANDREA + +Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità. + +ELENA + +Oh! siete così ingenuo?! + +ANDREA + +Lo sapete? + +ELENA + +Io non so nulla; lo saprà il vostro amico D'Almèna. + +ANDREA + +D'Almèna! + +ELENA + +Non è vostro amico? + +ANDREA + +Amicissimo.... ma.... + +ELENA + +Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate piano, ve ne prego. + +ANDREA + +Con che tono me lo dite!.... per carità..... + +ELENA + +Zio! (_chiama Teodoro_). + +ANDREA + +Ah! (_colpito, addoloratissimo_). + +TEODORO (_accorrendo_) + +Mi hai chiamato? + +ELENA + +Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma lo faccio io, tu mi +aiuti. + +TEODORO + +Volentieri. + +FILIPPO (_è tornato nel cerchio dove c'è Gemma. A Gemma che si vuol +levare_) + +No, no, ancora un momento. + +GEMMA + +Dite delle cose impossibili. + +PARDI + +Le dice perchè non le può fare. + +GEMMA + +Con voi non si può discorrere. (_si alza_). + +FILIPPO + +Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce a +questi signori. + +GEMMA + +Che parola? + +FILIPPO + +Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio. + +GEMMA + +No, no. (_s'allontana_). + +TUTTI (_a Filippo_) + +A noi... a noi... + + (_Filippo li raccoglie e parla piano. + Tutti scoppiano dalle risa_) + +ELENA + +Voglio sentire anch'io. + +FILIPPO + +Sì, venite, venite, Marchesa. + +GEMMA (_s'avvicina ad Andrea che è ritto vicino al camino_). + +Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria di cattivo umore. + +ANDREA + +Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui +a sproposito, eh? Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche mi +dovesse offendere mortalmente, gliela perdono e la ringrazio fin +d'ora. Che fa qui tutta questa gente? + +GEMMA + +Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno d'una scommessa. + +ANDREA + +Quella statua? + +GEMMA + +Sì. + +ANDREA + +E la scommessa? + +GEMMA + +Oh! una cosa da nulla. + +ANDREA + +Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? Si parlava di me? Lo +so bene che quelli non mi sono amici. Che dicevano? + +GEMMA + +Perchè non è partito pel suo viaggio lei? + +ANDREA + +Non me lo domandi. Perchè non ero degno di farlo. + +GEMMA + +C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la Marchesa. + +ANDREA + +Questo si diceva al mio arrivo? + +GEMMA + +E dicono che la Marchesa si fosse vantata di volerlo trattenere per +esperimentare il potere de' suoi vezzi. + +ANDREA + +È un' infamia!.... + +GEMMA + +Certo, se fosse... + +ANDREA + +Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa è incapace... oh! + +GEMMA + +Eppure io stessa..... + +ANDREA + +Non è vero, non è vero! (_vuol passare nel mezzo_). + +GEMMA + +Per carità, non facciamo scandali. + +ANDREA + +Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena. + +GEMMA (_agli altri_) + +Andiamo. + + (_Tutti s'alzano_) + +Per la gita a Napoli è inteso? + +ELENA + +Sì, riceverete la circolare. + +GEMMA + +Va bene. Addio, cara. + +ELENA + +E grazie. (_piano a Filippo_) Filippo, fate di portar via il dottor +Sarni, non voglio spiegazioni. + +FILIPPO + +Subito. (_mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina al dottor Sarni_) +Viene con noi, dottore? + +ANDREA + +No. + + (_Filippo s'inchina e torna ad Elena + cui parla sottovoce_). + +ELENA (_ad Andrea_) + +Devo uscire, ve ne avverto. + +ANDREA + +Me l'avete detto un'altra volta, non era vero, v'aspetterò. Voglio +parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici. + +ELENA + +Va bene. (_s'allontana_). + +TEODORO (_ad Elena_) + +Se credi, io rimango. + +ELENA + +No, tanto vale, la faremo finita, addio. (_Tutti partono. Elena li +accompagna_). + + +SCENA VIII. + +ANDREA, i due domestici, poi ELENA. + + (I due domestici vanno e vengono sparecchiando). + + +ELENA (_tornando ai domestici_) + +Lasciate pure. (_i domestici escono_). + + +SCENA IX. + +ELENA e ANDREA + + +ANDREA + +Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di aver passato tre ore con +voi in discorsi intimi e confidenti, oggi vi trovo avversa e +sprezzante. Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche enorme +inganno. Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. Qualunque cosa +vi abbiano detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda. +Avreste dovuto accertarvene prima di offendermi. Io quando v'intesi +calunniata sentii tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra +innocenza. + +ELENA + +Calunniata? D'Almèna forse? + +ANDREA + +È la seconda volta che lo nominate..... Ciò mi prova che l'insidia +colpisce anche lui. D'Almèna non mi ha mai parlato di voi. + +ELENA (_ironica_) + +Poveretto! + +ANDREA + +Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad un nemico..... Che pensate +di me? Ho diritto di saperlo! + +ELENA + +Diritto?..... + +ANDREA + +Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra e datami la vostra +confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu +che un inganno atroce, e se voi ne siete vittima con me, o colpevole. + +ELENA + +Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo. + +ANDREA + +Avete tollerato che in casa vostra i vostri amici ridessero di me, e +li avete secondati. Quando vi supplicai tremando di una parola onesta, +avete troncato netto il discorso, chiamando ostensibilmente vostro +zio, perchè apparisse chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non si +farebbe altrimenti con un uomo disonorato. Ho sofferto una tortura +senza nome, e non potevo che o scoppiare brutalmente, e mi contenni +per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo. Non +conosco l'arte di mordere sorridendo. Non sono elegante io come quelli +che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; ma in dieci giorni +volendo, potrei essere quello ch'essi sono, essi in dieci anni non +potrebbero diventare quello che sono io. Dovete vedere al mio viso ed +alla violenza delle mie parole che soffro un dolore mortale. Di che mi +accusano? È così velenoso quello che mi dovreste dire, che non osate +profferire parola? + +ELENA + +Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi ripeta ciò che va dicendo di +voi e di me. + +ANDREA + +Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace di offendermi e di +offendervi. La sua onestà è così intatta come la vostra, ma la sua +amicizia è ben più salda. + +ELENA + +E disinteressata.... + +ANDREA + +La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo una gran riconoscenza. + +ELENA + +Lo confessate! + +ANDREA + +E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato al mio viaggio, mi +sentii caduto dal buon concetto dei miei amici, ho patito i motteggi +dei vostri, ho veduto della gente guardarmi sogghignando; in voi +stessa nei primi giorni appariva una sfiducia che credetti di aver poi +dissipato. D'Almèna solo venne da me non cercato, mi sostenne contro +me stesso, rimproverandomi sempre il mutato proposito, ma mostrandomi +di non attribuirlo a viltà. Non basta. Due mesi fa occupavo una +cattedra di scienze fisiche in un grande istituto privato; quando mi +decisi per la spedizione rinunziai a quel posto che si dovette dar +subito ad altri. I miei pochi risparmi erano quasi tutti andati negli +apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo pensare a vivere. Il futuro +non m'inquietava, il mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho già +offerte per l'anno venturo; ma il bisogno era urgente... + +ELENA (_attentissima_) + +E D'Almèna? + +ANDREA + +D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza parlarmene mi offrì di +collaborare a giornali quotidiani e settimanali, e mi pregò come di un +favore, perchè accettassi di dare lezioni private. + +ELENA + +Oh! + +ANDREA + +Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai teatri, ai balli, non +apparirvi da meno degli altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi +riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare articoli di +scienza volgare. E la mattina corro da un capo all'altro di Roma a dar +lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi o svogliati +che tremano dell'esame. Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli +di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare per me, per la mia +scienza, che è il mio avvenire, la mia coscienza, il mio diritto alla +vita. Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il mio giorno, +ne sono sicuro, vi amo troppo per non sapermelo conquistare; ma voi mi +avete tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata la fede nel +premio. + +ELENA + +Perdonatemi. + +ANDREA + +Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. Ero così orgoglioso +di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza +delle mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole cure mi +avviliranno agli occhi vostri: questo timore che mi è così amaro che +vinca il risentimento dell'offesa patita. Elena, la collera è +fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno accusato. + +ELENA + +Non parliamone più. Scordate quel cattivo momento, non fatemi +vergognare di me stessa. + +ANDREA + +No, le male erbe vanno sradicate. Pensate che la calunnia ha potuto +farvi scordare il mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi +mai parlato. È vero? + + (_Elena acconsente volontariamente_). + +ANDREA + +E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena, perchè voi mi avete +amato, perchè nel fondo del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che +lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai per salutarvi mi avete +guardato con degli occhi così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha +cercato il mio, caldo come una vampa, mite come una carezza materna. +Lunedì al teatro nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e +stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio premette tutto il +vostro, ho sentito il brivido che vi prese al mio contatto, e al ballo +della Neddinngton avete portato nel corsetto quella rosa pallida che +vi avevo dato io, e quando vi cadde a terra, la coglieste voi stessa, +premurosa che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi amate e la +gente volgare è nemica dell'amore, non sa che trastullarsene od +ucciderlo. + +ELENA + +Perdonatemi. + +ANDREA + +No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè non ho più rancori, ma +non basta per la nostra pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che +mi hanno accusato? + +ELENA + +Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre parole, avevo l'animo +esacerbato, voi me lo avete rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È +così buono credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi. +Dimentichiamo. + +ANDREA + +Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola è profferita, Elena, +dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture che mi hai fatto +soffrire, dimmi che sei mia! + +ELENA + +No, Andrea, Andrea! + +ANDREA + +Una parola.--Te ne chiedevo una amara.--Dammi la più dolce di tutte! + +ELENA + +Per carità, per carità, restiamo così! Era pur bello il nostro dolce +silenzio cosciente; quando si è sicuri di una cosa buona, perchè +guastarla con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco dalla +sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che volete da me? Che diventi la +vostra amante? No, no! + +ANDREA + +Sei libera... sii mia... sii mia moglie. + +ELENA (_ritraendosi rapidissima_) + +Ah! + +ANDREA + +Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno, è vero? +M'inganno!--Tacete?! (_lunga pausa_) Questo vi avevano detto? E +l'avete creduto...! Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore +meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore mi sospettate +cupido delle ricchezze. Ah! mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo +corpo... e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che mi +diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata di calunniatrice! È +vero! Sono stato il vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i +vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella era la scommessa...! +Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno della vostra vittoria. +E hanno riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure dello scimunito +che si fosse impigliato in quei lacci? + +ELENA + +Ah! ho paura! + +ANDREA + +Addio, Marchesa! La più sfrontata _cocotte_ non avrebbe fatto meglio +di voi. (_fugge_). + + (_Elena impietrita non ha nè voce nè moto_). + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELL'ATTO TERZO. + + + + +ATTO QUARTO + + In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco + rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al + fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è un + ballo. + + +SCENA I. + +FILIPPO e D'ALMÈNA. + + +FILIPPO + +Qui non verrà nessuno. Di là ballano. + +D'ALMÈNA + +Che mistero! + +FILIPPO + +Ti prego di parlarmi come ad un fratello. + +D'ALMÈNA + +Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la fraternità +s'improvvisasse alla prima richiesta? + +FILIPPO + +Come ad un amico. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +FILIPPO + +Credi che la Marchesa ami il dottore? + +D'ALMÈNA + +Che Marchesa e che Dottore? + +FILIPPO + +Lo sai. + +D'ALMÈNA + +Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza dozzina di dottori. + +FILIPPO + +Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni. + +D'ALMÈNA + +Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno il Sarni ci vada; tu +che sei di casa lo devi sapere meglio di me. + +FILIPPO + +Non mi vuoi rispondere? + +D'ALMÈNA + +No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco una sola persona che +sia in grado di darti le informazioni che desideri, e questa è la +Marchesa. Domandane alla Marchesa. + +FILIPPO + +Gliel'ho domandato. + +D'ALMÈNA + +Benissimo. + +FILIPPO + +E mi ha detto che non era vero. + +D'ALMÈNA + +Ed eccoti contento. + +FILIPPO + +D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu vedi un uomo martoriato. +Sei così avvezzo a sapermi di buon umore, che non ti deve parer vero. +Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei un uomo di cuore e +discreto. Un altro terrebbe la mia domanda come ad uno sfogo di +vanità. Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il fosso con me e +non è vero! + +D'ALMÈNA + +Ah!... non è vero? + +FILIPPO + +Ecco... ti dirò... + +D'ALMÈNA + +Ah! Non voglio confidenze. + +FILIPPO + +Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo. Non ne posso più. Sai che +un mese fa ci dev'essere stata una scena violenta fra la Marchesa e +il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della scomessa; lo sai? + +D'ALMÈNA + +L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai fatto parola. + +FILIPPO + +Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così abbattuta che venni in +sospetto della cosa. Poi a vedere che il Dottore non si faceva più +vivo, ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi +rossi, cattiva con me, avversa a suo zio, tanto che il marchese +Teodoro finì per aversene a male sul serio. Una mattina la incontrai +nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle +scuse, l'indomani mi appostai e la rividi passare; ma se essa avesse +indovinato il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, per cui +non m'avventurai a tenerle dietro. Aspettai che tornasse. Se veramente +fu in casa del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò quasi subito. +So che gli scrisse. Un giorno che ero solo nel suo salotto, la posta +portò una lettera dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno +dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato cancellato con un tratto +di penna, l'indirizzo della Marchesa scritto da una mano virile. +Ignoro se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo fu il primo +capitolo della mia storia, e durò una diecina di giorni. Veniamo al +secondo.--Una sera ricevo un biglietto: Caro Filippo, Accompagnatemi +al teatro. Elena. Corro. Le moine che mi fece non te le posso dire. E +più veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che il palco finì per +vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, mi +sventola come una bandiera per farsi scorgere. E vada. L'impiego non è +cattivo. + +D'ALMÈNA + +E combina colle tue teorie. + +FILIPPO + +Quali? + +D'ALMÈNA + +In materia d'amore, colle donne eleganti, non preferisci il parere +all'essere? + +FILIPPO + +Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento. Ma qui! Qualche +volta sembrava volerci credere anch'essa. + +D'ALMÈNA + +Bravo, le tue famose bricciole. + +FILIPPO + +Ma no. Che non c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano, +qualche volta mi arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre +tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè +colla fame che mi strugge... Se non si trattasse che di far le visite +come gli altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle settimane +con una donna come quella, a vederla ogni giorno e ogni sera, spesso +sola, a sentirla stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza +disordinata, ora con frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe +faccie peccaminose che farebbero squagliare un patriarca; chi è buono +a durare tanto tempo al gioco pericoloso dell'amore, a parlar d'amore, +a ridere d'amore, a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le +salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi scosso, aggirato, +trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore maledetto e +perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca testa +che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno studente. + +D'ALMÈNA + +Di che ti lagni se essa lo vuole? + +FILIPPO + +Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? È impazzita. Un +giorno mi dice: Filippo, andiamo in Isvizzera? Quando? Domani. E via +progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa una +nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra volta. Si fa per chiasso, +s'intende, ma bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta +l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che si fa per +chiasso? O non è donna da partire davvero sul momento? E quel +satanasso d'un Dottore che trova modo d'andar per le gazzette ogni +giorno! Lo capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che +stampato. L'altra settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò fino +al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo di vita, si butta in +acqua nella corrente e lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto; +ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno +appunto che si parlava della Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho +già traversato il Gottardo una diecina di volte....... idealmente. +Capita il giornale: l'eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si +ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata. E le +assenze? Sul più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto +maravigliando meco stesso della mia eloquenza, la guardo, è +trasfigurata. Gli occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori; +capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che piange per +dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle dediche +intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le +cose chiare le intendo. Se quella donna un giorno o l'altro farà la +corbelleria, sarà per amore d'un terzo. Mi capisci? + +D'ALMÈNA + +Ti spieghi così bene! + +FILIPPO + +Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia, di coltura, buona se +occorre..... + +D'ALMÈNA + +Ma... + +FILIPPO + +Ho detto: ma? + +D'ALMÈNA + +No, l'ho detto io. + +FILIPPO + +Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima donna, piena +d'ingegno, di cuore..... + +D'ALMÈNA + +Avanti... di cuore... + +FILIPPO + +Ma... + +D'ALMÈNA + +L'hai detto tu. + +FILIPPO + +Ma considera la pace d'un galantuomo come una cosa secondaria. + +D'ALMÈNA + +Eh già! Non sono io che l'ho fatta così. + +FILIPPO + +Nemmeno io. + +D'ALMÈNA + +Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del dottor Sarni. Tu ce l'hai +incoraggiata. + +FILIPPO + +Che m'importa di quel sapiente? + +D'ALMÈNA + +Bravo, e a lei che importa di te? + +FILIPPO + +Giusto. + +D'ALMÈNA + +E nota che il Sarni ci rimetteva molto di più. + +FILIPPO + +Ebbene, che si decida una buona volta. + +D'ALMÈNA + +Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo discorso ci sarà una +ragione. + +FILIPPO + +Non ne potevo più. Quando seppi qui del ballo della Contessa Gemma e +seppi che ci doveva venire il Sarni, pensai: facciamola finita: +mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi con lei. Dovreste +andare, ci sarà il Dottore... gli parlerete..... + +D'ALMÈNA + +Ed essa?... + +FILIPPO + +Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò. + +D'ALMÈNA + +Ah! è sincera! + +FILIPPO + +Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza aveva gli occhi così +lucenti che rischiaravano intorno; salendo le scale mi prese la mano e +mi disse: _Filippo, fra poco sarà deciso_. Le parole le saltavano in +gola da soffocarla. + +D'ALMÈNA + +Ti ha detto questo? + +FILIPPO + +E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente. A che ne siamo eh? +Ora tu devi aiutare quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia +perchè non siano interrotti... da lontano, perchè non voglio +sentirli... almeno questo! + +D'ALMÈNA + +Farò io. + +FILIPPO + +Bravo, e allora io starò fumando in giardino. + +D'ALMÈNA + +E se fanno la pace? + +FILIPPO + +Che il Signore li benedica! + +D'ALMÈNA + +Sei un bravo ragazzo. + +FILIPPO + +No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio, ti giuro che avrei +saputo approfittarne. Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi +spaventa. Se non si accordano vorrà dire che non sono destinati, e +finirà bene per riconoscere che qualche cosa valgo anch'io. + +D'ALMÈNA + +Che ci voglia sempre una vittima? + +FILIPPO + +Felice te che parli in genere. Io dico: che debba proprio toccare a +me? + +D'ALMÈNA + +Hanno smesso di ballare. + +FILIPPO + +Ora comincia un altro divertimento. Stai a sentire: Gli amici che mi +credono arrivato si rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io +imbecillisco del tutto. Se ho l'aria di offendermi:... naturale, tu +devi fare il paladino. Se la volto in ridere: Ah tu ridi, un uomo +invidiabile! Se cambio il discorso: già non sai che rispondere. Se +faccio il modesto è segno che annuisco, se dico di no, credono di sì, +se dico di sì, credono anche di sì. È una morte... Eccoli! + +D'ALMÈNA + +Andiamo via. + +FILIPPO + +No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta tu andrai a cercare il +Sarni e lo porterai qui. È il luogo migliore. È inteso? + +D'ALMÈNA + +Va bene. + + +SCENA II. + +D'ASPRI, RULFI, RUBACONTI, GEMMA, MASINA e detti. Altri signori e +signore che vanno e vengono. + + +GEMMA (_a braccio con D'Aspri_) + +Ah qui si respira! + +D'ASPRI + +Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... (_mette Gemma a sedere +e le siede accanto_). + +GEMMA + +..... Invano. + +RULFI + +Come! Filippo è qui! + +FILIPPO (_a D'Almèna_) + +Ci siamo! + +RUBACONTI (_che ha accompagnato Masina_) + +Cerca l'ombra.... + +MASINA + +E la solitudine. + +D'ALMÈNA + +Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che +ci hanno sorpresi lo possono dire. + +GEMMA + +Voi D'Almèna vi farete una nemica. + +D'ALMÈNA + +Chi? + +GEMMA + +Quella cui rubate Filippo. + +D'ALMÈNA + +Oh Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti! + +GEMMA + +Io? + +D'ALMÈNA + +Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in tutta la sera. + +GEMMA + +D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte. + +D'ASPRI + +Io pure me ne accuso. + +GEMMA + +Ah! gentile! Ve ne accusate? + +D'ASPRI + +Perchè è tempo perso. + +GEMMA + +Imparate da Filippo. + +D'ASPRI + +A far che? + +GEMMA + +A non perdere il tempo. + +FILIPPO (_a D'Almèna_) + +E picchia! + +D'ALMÈNA + +Ciò non dipende dagli uomini. + +MASINA + +E da chi? + +D'ALMÈNA + +Dalle signore. + +VOCI + +Ah vero! vero! (_risa_) + +D'ALMÈNA + +Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali non si perde mai il tempo, +anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde +sempre, anche essendone attirati. + +FILIPPO + +Bravo. Pensare che una volta avevo dello spirito anch'io. + + +SCENA III. + +ELENA, DEL SANNIO e detti. + + +FILIPPO (_va incontro ad Elena_) + +L'avete veduto? + +ELENA + +Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva ridendo con un +signore. Io gli passai proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa +con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere. + +FILIPPO + +Dov'è? + +ELENA + +Nella seconda sala dopo questa. (_si mette a sedere. Del Sannio le sta +vicino_). + +FILIPPO (_piano a D'Almèna_) + +È nella seconda sala dopo questa. + +D'ALMÈNA + +Va bene. (_via_). + +ELENA + +Filippo. + +FILIPPO + +Eccomi. + +ELENA (_s'alza, prende il braccio di Filippo e lascia Del Sannio ritto +dov'è_) + +Dov'è andato D'Almèna? + +FILIPPO + +A cercarvi il dottor Sarni. + +ELENA + +Che gli avete detto.....? + +FILIPPO + +Dove l'avrebbe trovato. + +ELENA + +D'Almèna sa?.... + +FILIPPO + +Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto male? + +ELENA + +No. + +FILIPPO + +Badate che a vedervi discorrere con me a bassa voce quelle anime +pietose penseranno male. + +ELENA + +Vi comprometto? + +FILIPPO + +Viceversa. + +ELENA + +Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non importa. Tanto più..... + +FILIPPO + +Tanto più?..... + +ELENA + +Che sarà ben altro domani. Preparate pure le valigie, le mie sono +leste. + +FILIPPO + +Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più? + +ELENA + +Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà a nulla e partiremo. + +FILIPPO + +Siete d'una sincerità spaventosa! + +ELENA (_seria, porgendogli la mano_) + +Perdonatemi. + +FILIPPO + +Non sperate proprio nulla da quel colloquio? Rinunciatevi addirittura. + +ELENA + +No. Voglio essere in pace colla mia coscienza. + +FILIPPO + +Ecco il Sarni. Devo andarmene? + +ELENA + +Fra poco. Sediamo. + + +SCENA IV. + +ANDREA, D'ALMÈNA e detti. + + +D'ALMÈNA (_mostrando ad Andrea la serra_) + +È vero che è bella? + +ANDREA (_vede Elena, fra sè_) + +Lei! (_forte_) Stupenda. + +GEMMA + +Che state guardando, Sarni? + +ANDREA + +Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata, +dacchè quasi nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra. +D'Almèna ha voluto farmela ammirare. + +GEMMA + +La inauguro stassera. Vi piace? + +ANDREA + +Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa. + +GEMMA + +Pericolosa?! + +RULFI + +Infatti... + +ANDREA + +Ah! c'è un infatti? + +GEMMA + +Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle. + + (_Filippo s'alza e s'avvia per uscire. + D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui_). + +MASINA + +Una delle quali prende il volo in questo momento. + +ANDREA + +Ah il Barone Landucci? + +RULFI + +Quello non è un tortore, è un rondone. + +ANDREA (_ridendo_) + +Dite... Dite... e l'altra chi è? + +GEMMA + +Non siamo nè io, nè la Baronessa. + +ANDREA (_guardandosi intorno e vedendo che le signore in scena sono +tre sole_) + +L'incognita è presto trovata. + +RULFI + +È un'equazione di primo grado. + +D'ASPRI + +Anzi basta la regola del tre. + +GEMMA + +L'avete riconosciuta? + +ANDREA + +Ci si vede così poco! + +MASINA + +Le vada più vicino. + +GEMMA + +A meno che... + +ANDREA + +A meno che? + +GEMMA + +Le rincresca di accertare la persona. + +ANDREA + +Oh! (_ridendo_) Vado... (_s'avvicina sbadatamente ad Elena_). + +DEL SANNIO + +Suonano, se vuol fare un giro?.... (_levandosi, ad Elena_). + +ELENA (_Alzando alquanto la voce perchè Andrea la possa sentire_). + +Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni. + +ANDREA + +Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io aspetto che la contessa +Gemma mi dia il braccio per un giro nelle sale. + +DEL SANNIO (_ad Elena_) + +Dunque? + +ELENA + +Grazie. Sono stanca. (_Del Sannio s'allontana_). Dottore... + +DEL SANNIO (_voltandosi--ad Andrea_) + +La contessa Gemma se n'è andata. (_via_). + +ANDREA + +Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (_per avviarsi_). + +ELENA + +Andrea! Andrea! + + (_tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo_). + + +SCENA V. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA + +Com'è inutile quanto stiamo per dire! + +ELENA + +Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte perchè non mi poteste +negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato e temuto questo +momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora quando siete entrato +qui, temetti di non potermi reggere. Di là vi ero passata vicino +vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi +supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; ho provato a +raccogliermi e a meditare per trovare parole efficaci, ma non ho +saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non ho che da cercare +ciecamente nell'animo mio per trovarci l'umiliazione ed il pentimento. +Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura che +fuggiate. + +ANDREA + +Che nuova scommessa avete fatto? + +ELENA + +È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete; dovete +provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho +fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di +immaginare ch'altri m'avesse offesa come vi ho offeso io e ne provasse +poi il pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se avrei voluto +dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo che sarei stata +inesorabile. + +ANDREA + +E allora perchè seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete +a temer nulla, del male non ve ne posso fare. + +ELENA + +Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne sarei tanto contenta! +Espio per espiare. Se ne sperassi alcun bene, la mia umiliazione non +sarebbe completa. + +ANDREA + +O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di tentare l'impossibile. + +ELENA + +Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono andata a cercarvi in casa +vostra. C'eravate e non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani, e il +giorno di poi; sentivo il vostro passo sino all'uscio, ma certo +avevate modo di riconoscermi e bussavo invano. Vi ho scritto, avete +respinte le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. Ma vedete che +non ho più orgoglio. Al primo momento, dopo quelle ripulse ho cercato +di stimolarlo l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto assai, +ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra volta. Si dice: passerà, si +riprende la vita normale, si ride, si rivedono le solite persone, ma +poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto, ma +il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine pallida e +stravolta dal dolore e dallo sdegno. + +ANDREA (_con impeto_) + +Ed io...? + +ELENA + +Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri dolori e ho tanta sete +di vedervi soffrire. Andrea! Andrea! + +ANDREA. + +Badate, Marchesa, che può venir gente, vi possono sentire... + +ELENA + +Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo alla folla e che mi accusi +e vi domandi perdono? Sono disposta a farlo. Che m'importa di quelli? +Non lo devo a loro il male che vi ho fatto? Se sapeste... Andrea, se +sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna fede +nella grandezza umana; nessuno di quelli che creda al disinteresse e +al sacrifizio. E sono cresciuta là in mezzo! Le anime tranquille si +adagiano nella noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra una +tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli orribili agguati +che vi ho teso io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo. +Domandatene a D'Almèna se non fu così. Quando mi proposi di +trattenervi non vi conosceva, Andrea, e il mio orgoglio ricusava +d'accettarvi per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna +commedia fino a quella mattina quando venne Filippo a interromperci. +Ma dal momento che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la più +sincera fra le donne, e quando vi dissi quelle parole amare che vi +trattennero, era il cuore che parlava, e se tremavo della vostra +partenza, non era più per ardore di trionfo, ma perchè sentivo che +voi partito, il mondo mi sarebbe sembrato vuoto come un deserto. + +ANDREA + +Ma poi, ma poi? + +ELENA + +Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con sospetti, e tutta la mia +vita mi aveva così tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto +quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando +v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, e quest'amore che vi +vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo dal cuore neanche se +potessi metterci in suo luogo la dignità e la pace che ho perdute. + +ANDREA + +Se non mentite vi compiango. + +ELENA + +Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole è la vostra! + +ANDREA + +No, sono guarito e diffidente. + +ELENA + +Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho fatto è troppo grave per +guarire. Avreste potuto scordare l'amore se non vi avessi così +mortalmente offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato; ma +compenetrati insieme essi formano un viluppo velenoso che vi morderà +il cuore per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore, la +dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono in voi e vi +comandano di negare l'amore, ma voi mi amate ancora, mi amate come il +primo giorno. + +ANDREA + +No... no... no... no... + +ELENA + +E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego violento, di +assordarvene e di rinnegare tutta la verità, perchè concedendone una +parte sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria del +consenso! + +ANDREA + +Non è vero, non vi amo. Addio. + +ELENA + +E fuggite! + +ANDREA (_tornando_) + +Eccomi. + +ELENA + +E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due +e coll'anima vibrante e sanguinante, andremo per il mondo solitarii, +incapaci di risognare con altri il dolce sogno della felicità! Oh le +sere che vi aspettavo sola nel mio salotto! Come contavo i minuti! +Sentivo il vostro passo in istrada da lontano, il vostro passo +frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino tutto quello, e com'è +lontano! + +ANDREA + +E che inganno ce ne separa! + +ELENA + +Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta a voi, vi getto ai piedi +il mio amore supplichevole, la mia dignità di donna, la fierezza del +mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; vi parlo come non +concepirei si possa parlare, mi disonoro coscientemente e +volontariamente e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre quello +che sto facendo. Andrea, imponetemi una prova, sia pur lunga e +difficile, vedrete che saprò superarla, ma non respingetemi, ma non +negate l'amore, non negate l'amore! + +ANDREA + +E se m'ingannaste ancora? + +ELENA + +Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho troppo supplicato. Non +aspettavo miglior sorte alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei +abbassata come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma vi starò nel cuore come +una lama e saprò darvi un rimorso uguale al mio. + +ANDREA (_esita, s'avvia, vorrebbe tornare_) + +No. (_esce pricipitoso. Elena rimane sola_). + + +SCENA VI. + +ELENA e D'ALMÈNA + + +ELENA (_vedendo entrare D'Almèna_) + +Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto ogni cosa. Ho scongiurato +Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano. +L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con +voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani +partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma. + +D'ALMÈNA + +Partite con Filippo? + +ELENA + +Perchè no? + +D'ALMÈNA + +Con Filippo! + +ELENA + +Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. Non mi potrà credere +innamorata di Filippo. Andrea spergiura che non mi ama più. Sono certa +di dargli un dolore mortale. Se m'inganno il mio orgoglio avrà trovato +il suo castigo; ma se è vero egli porterà la pena del suo. La mia +vita non è troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo. +Addio. + +D'ALMÈNA + +No per carità--per carità! + +ELENA + +Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è +Filippo? + +D'ALMÈNA + +È... non lo so. + +ELENA + +Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, mio nobile hidalgo! Ve ne +ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete cattivo. +(_gli dà la mano_) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non mi +accompagnate. Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro +dovere è di darmeli. (_via_). + + +SCENA VII. + +D'ALMÈNA, poi FILIPPO, poi ANDREA. + + (_D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette + in giardino_). + + +D'ALMÈNA (_chiamando_) + +Filippo! + +FILIPPO (_entra dal giardino_) + +Sono qui. + +ANDREA (_dal fondo_) + +D'Almèna. + +D'ALMÈNA + +Che vuoi? + +ANDREA + +Senti. + +D'ALMÈNA + +Lasciami dire due parole..... e sono da te. + +ANDREA + +Vorrei..... + +D'ALMÈNA + +Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti. + +ANDREA + +Non di più! + +D'ALMÈNA + +No, va... + +ANDREA (_accennando il fondo_) + +Sto là fuori. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +ANDREA (_esce dal fondo_). + + +SCENA VIII. + +D'ALMÈNA e FILIPPO. + + +D'ALMÈNA + +La Marchesa ha deciso di partire con te. + +FILIPPO + +Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore. + +D'ALMÈNA + +Ah! + +FILIPPO + +E glielo ha detto anche. + +D'ALMÈNA + +E lui? + +FILIPPO + +Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a +partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore. + +D'ALMÈNA + +Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di +Cognac! + +FILIPPO + +Non vedo il rapporto. + +D'ALMÈNA + +La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante. + +FILIPPO + +Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta +di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo! + +D'ALMÈNA + +Che vuoi fare? + +FILIPPO (_fa scoccare il gibus e se lo mette in testa_) + +Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle +sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi +dell'acqua in Tevere. Addio. + +D'ALMÈNA + +Non vai nemmeno a prenderti il soprabito? + +FILIPPO + +Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi +vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio. +(_quando è sulla porta a vetri si volta_) Sai, se mi serbi il segreto +mi fai piacere. (_via per l'invetriata_). + +D'ALMÈNA + +Povero diavolo! a quest'altro. (_apre la porta di fondo_). + + +SCENA IX. + +D'ALMÈNA e ANDREA. + + +D'ALMÈNA + +Che vuoi? + +ANDREA + +Tu hai parlato colla Marchesa. + +D'ALMÈNA + +Sì. + +ANDREA + +Che ti ha detto? + +D'ALMÈNA + +Che ti ha scongiurato di perdonarle. + +ANDREA + +È vero. + +D'ALMÈNA + +E che sei stato inesorabile. + +ANDREA + +È vero. Non dovevo esserlo forse? + +D'ALMÈNA + +Altro. Oh io ti approvo. + +ANDREA + +Perchè l'offesa che mi ha fatto... + +D'ALMÈNA + +È gravissima. + +ANDREA + +Concepisco la scommessa. + +D'ALMÈNA + +Sì... un momento... di leggerezza... e ancora... + +ANDREA + +Ma poi... + +D'ALMÈNA + +Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al pentimento? + +ANDREA + +Oh questo sì. Povera donna! + +D'ALMÈNA + +Ci credi? + +ANDREA + +Tu non l'hai sentita! + +D'ALMÈNA + +Non l'ami più? Eh? + +ANDREA + +Se l'amassi ancora mi disprezzerei. + +D'ALMÈNA + +Bravo! Allora ti posso dire che... + +ANDREA + +Che? + +D'ALMÈNA + +Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi? + +ANDREA + +Parla. + +D'ALMÈNA + +Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli non mostrerai di +sapere... + +ANDREA + +No... + +D'ALMÈNA + +Parola d'onore? + +ANDREA + +Parola d'onore. + +D'ALMÈNA + +Domani parte con Filippo. + +ANDREA + +Oh! + +D'ALMÈNA + +Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto. + +ANDREA + +Non è vero! + +D'ALMÈNA + +Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai? + +ANDREA + +Lasciami. + +D'ALMÈNA + +Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la tua dignità! Quella donna non +ne vale la pena. + +ANDREA + +Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or +ora, mi giurava d'amarmi. + +D'ALMÈNA + +E già, fanno così! + +ANDREA + +Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or +ora, quando la vidi passare, per poco non mi sono gettato ai suoi +piedi come un pazzo! + +D'ALMÈNA + +Bada!... eccola... vieni via! + +ANDREA + +No... lasciami... ti giuro che son padrone di me. + +D'ALMÈNA + +Marinaio, va! (_via_). + + +SCENA ULTIMA. + +ELENA e ANDREA. + + +ANDREA (_Chiude l'uscio del fondo, si volta verso Elena e le dice con +ira minacciosa_) + +Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo? + +ELENA + +Andrea!--Dimmi che non vuoi... dimmi che non vuoi!! + +ANDREA + +No, non voglio! T'amo! + + +_Cala la tela._ + + +FINE DELLA COMMEDIA. + + + + + + Nota del Trascrittore + + Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, + correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono + stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo + originale]: + + P. 1 - La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte] + 68 - fosse stato ordito [udito] da un uomo + 165 - Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + +***** This file should be named 33865-8.txt or 33865-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33865/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/33865-8.zip b/33865-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..423c1fb --- /dev/null +++ b/33865-8.zip diff --git a/33865-h.zip b/33865-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..a2d160c --- /dev/null +++ b/33865-h.zip diff --git a/33865-h/33865-h.htm b/33865-h/33865-h.htm new file mode 100644 index 0000000..257f4f8 --- /dev/null +++ b/33865-h/33865-h.htm @@ -0,0 +1,8078 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + </title> + <style type="text/css"> + +body { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; } + +p { + margin-top: .75em; + text-align: justify; } + +p.dir { + font-style: italic; + text-indent: 1.5em; } + +.em { + font-style: normal; } + +div.opere { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; } + +div.comm { + margin-left: 15%; + margin-right: 15%; } + +table { + margin-left: auto; + margin-right: auto; } + +table.op { + margin-left: 5%; + margin-right: 5%; } + +table.op td { + margin-left: 1em; + text-indent: -1em; + padding-right: 1em; } + +table.op td.r { + white-space: nowrap; + vertical-align: bottom; } + +h1 { + text-align: center; + font-weight: 500; + margin-top: 0em; + margin-bottom: 0em; } + +h2 { + text-align: center; + margin-top: 2.5em; + margin-bottom: 2em; + font-weight: 500; } + +h3 { + text-align: center; + clear: both; } + +hr { + width: 65%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both; } + +hr.minor { + width: 15%; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 1.5em; } + +table.ind { + margin-left: auto; + margin-right: auto; + margin-top: 2em; + width: 60%; } + +.r { + text-align: right; } + +.pagenum { + visibility: hidden; + position: absolute; + left: 95%; + font-style: normal; + font-weight: normal; + font-size: 65%; + text-align: right; + color: #999999; + background-color: #ffffff; } + +.blockquot { + font-size: 90%; + margin-left: 1.5em; + text-indent: -1.5em; } + +.blockquot p { + text-align: center; } + +.center { + text-align: center; } + +.break { + margin-top: 2em; } + +.pad4 { + margin-top: 4em; } + +p.close { + margin-top: 0em; } + +.big { + font-size: 130%; } + +.smcap { + font-variant: small-caps; } + +ul.pers { + list-style-type: none; + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + line-height: 1.2em; } + +ul.pers li { + margin-left: 2em; + text-indent: -2em; } + +.tnote { + border: dashed 1px; + margin-left: 20%; + margin-right: 20%; + margin-top: 5em; + padding: .5em 1em .5em 1em; + font-size: 90%; } + +.tnote h2 { + text-align: center; + clear: both; + font-weight: 500; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 1.5em; } + +.tnote ul { + list-style-type: none; } + +.tnote table { + width: 80%; } + +.tnote table td.r { + white-space: nowrap; + vertical-align: top; } + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Resa a discrezione + Teatro in prosa vol. II + +Author: Giuseppe Giacosa + +Release Date: October 15, 2010 [EBook #33865] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + +</pre> + + +<p class="center big"> +TEATRO IN PROSA<br /> +<br /> +DI<br /> +<br /> +GIUSEPPE GIACOSA<br /> +<br /> +Vol. II. +</p> + +<hr /> + +<div class="opere"> +<p class="center big pad4">DEL MEDESIMO AUTORE</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center big">Teatro in Versi:</p> + +<table class="op" summary="versi"> + <tr> + <td><i><b>Una Partita a Scacchi — Il Trionfo d'Amore.</b></i> Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (decima ediz.)</td> + <td class="r">L. 4 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Il Fratello d'Armi.</b></i> Dramma in 4 atti. Un volume in-18º (in ristampa)</td> + <td class="r">» 2 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Il Conte Rosso.</b></i> Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881,</td><td class="r">» 4 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Il Marito amante della Moglie.</b></i> Commedia in 3 atti. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879,</td><td class="r">» 4 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Luisa.</b></i> Dramma in 3 atti. — <i>Sorprese notturne.</i> Commedia in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881,</td><td class="r">» 4 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>La tardi ravveduta. — La Sirena. — Intermezzi e Scene.</b></i> Un volume in-18º, 1888,</td> + <td class="r">» 4 —</td> + </tr> +</table> + +<p class="center big">Teatro in Prosa:</p> + +<table class="op" summary="prosa"> + <tr> + <td><i><b>Al Pianoforte.</b></i> — <i><b>Acquazzoni in montagna.</b></i> — <i><b>Non dir quattro se non l'hai nel sacco.</b></i> — <i><b>Storia vecchia.</b></i> Seconda edizione. Un volume in-18º, 1888,</td><td class="r">» 4 —</td> + </tr> +</table> + +<hr class="minor" /> + +<table class="op" summary="varie"> + <tr> + <td><i><b>Novelle e Paesi Valdostani.</b></i> Un vol. in-12º, 1886,</td><td class="r">» 4 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Il Filo.</b></i> Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con illustrazioni di <span class="smcap">Edoardo Calandra</span>). Un vol. in-12º impresso sopra carta di filo a mano</td><td class="r">» 2 —</td> + </tr> + <tr> + <td><i><b>Fiori e Frutta.</b></i> Discorso letto il 9 settembre 1882 in occasione del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani. In-12º</td><td class="r">» 1 —</td> + </tr> +</table> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center big">Di prossima pubblicazione:</p> + +<table class="op" summary="in preparazione"> + <tr> + <td><i><b>I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese.</b></i> Un elegante vol. con disegni e fototipie.</td> + </tr> +</table> +</div> + +<hr /> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center"><span class="big">TEATRO IN PROSA</span><br /> +DI<br /> +<span class="big smcap">Giuseppe Giacosa</span></p> +<hr class="minor" /> +<p> <br /> </p> + +<h1>RESA A DISCREZIONE</h1> +<p class="center close">Commedia in 4 atti<br /> +<br /> +<br /> +<span class="big">LA ZAMPA DEL GATTO</span><br /> +Commedia in un atto</p> + +<p> <br /> <br /> </p> +<hr class="minor" /> +<p class="center">TORINO<br /> +<br /> +<span class="big">F. CASANOVA, <span class="smcap">Libraio-Editore</span></span><br /> +<br /> +1888</p> + +<hr /> + +<div class="opere"> +<p class="dir">Per guarentire la <span class="em">proprietà artistica</span> e la <span class="em">proprietà +letteraria</span>, l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di +questo libro alla R. Prefettura di Torino, e si sono uniformati +a tutte le disposizioni della Legge vigente.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">Torino — Tipografia <span class="smcap">Vincenzo Bona</span>.</p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center pad4">INDICE</p> + +<table class="ind" summary="indice"> + <tr> + <td colspan="2" class="center">RESA A DISCREZIONE</td> + </tr> + <tr> + <td><a href="#ATTO_PRIMO">Atto primo</a></td><td class="r"><i>pag.</i> 1</td> + </tr> + <tr> + <td><a href="#ATTO_SECONDO">Atto secondo</a></td><td class="r">» 49</td> + </tr> + <tr> + <td><a href="#ATTO_TERZO">Atto terzo</a></td><td class="r">» 93</td> + </tr> + <tr> + <td><a href="#ATTO_QUARTO">Atto quarto</a></td><td class="r">» 141</td> + </tr> + <tr> + <td> </td> + </tr> + <tr> + <td colspan="2" class="center">LA ZAMPA DEL GATTO</td> + </tr> + <tr> + <td>Atto unico</td><td class="r">» 181</td> + </tr> +</table> + +<hr /> + +<p> </p> + +<p class="center"><span class="big">RESA A DISCREZIONE</span><br /> + </p> + +<hr /> + +<h2>PERSONAGGI</h2> + +<ul class="pers"> +<li>La Marchesa <span class="smcap">Elena di Roveglia</span></li> +<li>La Contessa <span class="smcap">Elvira di <a name="tn1" id="tn1"></a>Francofonte</span></li> +<li>La Contessa <span class="smcap">Gemma Del Pallio</span></li> +<li>La Baronessa <span class="smcap">Masina Roveri</span></li> +<li>Il Marchese <span class="smcap">Teodoro di Roveglia</span></li> +<li><span class="smcap">Andrea Sarni</span></li> +<li><span class="smcap">Filippo Landucci</span></li> +<li><span class="smcap">Paolo D'Aspri</span></li> +<li><span class="smcap">D'Almèna</span></li> +<li><span class="smcap">Del Sannio</span></li> +<li><span class="smcap">Rulfi</span></li> +<li><span class="smcap">Rubaconti</span></li> +<li><span class="smcap">Lorenzo Del Pallio</span></li> +<li><span class="smcap">Enrico Pardi</span></li> +<li>Il Cavaliere <span class="smcap">Lerici</span></li> +<li><span class="smcap">Anselmo</span> | </li> +<li><span class="smcap">Ambrogio</span> | domestici della Contessa</li> +<li><span class="smcap">Giulia</span>, cameriera</li> +</ul> + +<hr /> +<div class="comm"> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> + +<h2><a name="ATTO_PRIMO" id="ATTO_PRIMO"></a>ATTO PRIMO</h2> + +<p class="blockquot">Salone elegantissimo. La porta comune a sinistra. A destra +porta che mette in un salotto donde arrivano fino in +scena le voci di più uomini che parlano allegramente con +grossi scoppi di risa.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA I.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Elvira, Gemma, Masina, Filippo.</span></p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Filippo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Eccomi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chiudete quell'uscio e servite il caffè.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Subito. (<i>fa per chiudere</i>).</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>No, che fate? Almeno si sente quello che dicono. +Gli uomini sono così divertenti dopo pranzo.<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span></p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Perchè non vai di là addirittura?</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Se ci fossi io cambierebbero discorso.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che peccato!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>O se non lo cambiassero saresti costretta ad +arrossire, mentre qui fra donne....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Brava, ed io?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Come, voi?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Avete detto qui fra donne. E io cosa sono?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E oramai voi non contate più.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che ingratitudine! E poi si lagnano se gli +uomini le lasciano in disparte.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non ci lasciano, ce ne stiamo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Coll'uscio aperto.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E chi ascolta?<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Le donne hanno sempre un orecchio teso ai +discorsi lontani.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Quando i vicini non interessano.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò +mai per male di cose dette da una donna.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Neanche se vi dicessi che siete un impertinente?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Di questo mi glorierei. (<i>la serve di caffè</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, badate a versarmelo adosso.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Marchesa, siete più nervosa del solito.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>È vero, lo tratti male.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Gli parli così asciutto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La... Filippo. (<i>gli porge la mano</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>baciandola</i>)</p> + +<p>Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti +del mio mestiere.<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Lo sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo +mestiere.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Come devo dire? Arte? L'arte vuole una vocazione +e non ne ho nessuna; non sono nel numero +degli eletti io. Non c'è mai stata una +donna innamorata di me.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi lo direbbe? (<i>ride</i>).</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Ingrato Filippo! (<i>ride</i>).</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>È tanto giovine! (<i>ride</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>È inteso, padrone, ridano, non domando di +meglio. (<i>serve Gemma</i>) Ce n'ho messo tre pezzi +grossi, e una goccia di Cognac.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Bravo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti +miei, mentre se ci fosse qui uno degli uomini +che sono presi sul serio, tutte loro signore si +studierebbero di mostrargli una grande noncuranza..., +salvo forse a ripagarlo....<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh..., oh..., oh!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Parlo delle donne in genere. (<i>serve Elvira</i>) +Contessa.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Grazie.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ebbene io mi contento del mio piccolo successo +palese... Non do ombra, mi lascio deridere, +ad un altro direbbero: <i>favorite di fare</i>... a me +si dice: <i>fate</i>. Ricevo ordini e li eseguisco, e +servo di zimbello per attirare i tordi. Quando +una signora vuole stimolare colla gelosia qualche +Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce +a me, quando vuole aver l'aria di fargli un sacrifizio +mi manda a spasso; e a questo mestiere, +mestiere, Marchesa, se non seggo a tavola, qualche +briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono +il mendicante che raccatta le briciole.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Voi siete un vanitoso che vuol far credere ai +proprii successi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto +l'amore di una donna, che possederlo davvero +in segreto.<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Siete più sincero degli altri, dacchè lo dite. +Ecco tutto.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E aggiungerò che una certa società che giudica +della vostra a distanza....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi immaginabili.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Io nego sempre.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>S'intende, senza di ciò non lo crederebbero. +Ma ce lo meritiamo. Noi ci pavoneggiamo degli +uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci +rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non uno +degli uomini che abbiamo respinto, che creda +alla nostra virtù. Diranno che non ebbero le +circostanze a seconda, che siamo fatte di marmo, +senza cuore e senza immaginativa.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Quello che si dice di voi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Quello che si dice di me. Che volete che +pensi dei fatti nostri, la gente che non ci conosce, +se gli amici ne fanno questo giudizio! — Noi +mettiamo ogni studio a dare il peggior +concetto possibile dei nostri costumi. Tolleriamo<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +in casa dei discorsi che ci farebbero arrossire +a leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo +noi, come parlo io molte volte, tutti griderebbero +allo scandalo ed alla calunnia, io per la +prima. La suprema eleganza è una suprema spavalderia +di sicurezza. Riconduciamo a casa, la +notte, nella nostra carrozza, seduto al nostro +fianco, un uomo che passò la serata a dirci che +siamo belle. È vero che ce lo dicono così male! +L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo chiamiamo +amico, gli scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo +una dimestichezza universale, senza intimità, +senza poesia, e quindi senza pericoli. La +poesia poteva riuscire a turbarci il cuore, ora +messe al sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. +In apparenza siamo cinicamente corrotte, lo siamo +timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite. +Parliamo d'amore ad ogni momento perchè +non ci crediamo più. L'amore è morto e seppellito.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Boum!!!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Si vede che frequentate certi amici...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E quali?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sapete dove va la sera uscendo di casa nostra? +Va all'ufficio, alla direzione, so io come la +chiamano, di un giornale...<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ci sono stato ieri sera, la prima volta in vita +mia. Mi ci ha portato un amico per vedere da +vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se +campa.</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Chi?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Un uomo che parte domani per il Polo-Nord. +Pare che al Polo si debba trovare la soluzione di +certi problemi di fisica. Uno scienziato.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Un vecchio?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>No, giovane, più giovane di me, e un bel +giovane anche.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Dev'esser bello, se siete andato apposta per +vederlo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Mi rincresce di non potervelo presentare.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh guardate, sarà qui a momenti. Mio zio +Teodoro gli ha dato appuntamento in casa mia, +perchè gli deve consegnare una certa lettera di +raccomandazione, e non osa farlo salire sino al +Macao. Come vedete, a volerlo conoscere non ci +occorre la vostra protezione.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate +tanto? Perchè quei signori, fra cui c'è il mio +amico Paolo, stanno di là a fumare invece di venir +qui a farvi la corte.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Giusto! tanto giusto che..., guardate, (<i>va alla +porta a destra e chiama</i>) Paolo!</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>È lei che lo chiama.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>La Marchesa? lo può fare senza pericolo; è +invulnerabile.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Si capisce, la vedovanza le ha tolto la maggiore +causa di debolezza che abbia una donna.</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Che è?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Il marito.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>dopo aver chiamato Paolo +è andata a scaldarsi<br /> i piedi al caminetto a sinistra</i>)</p> + +<p>Badate che sento.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ci ho gusto. Ho detto che siete invulnerabile.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È vero, e mi annoio.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA II.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Paolo</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Mi avete chiamato, Marchesa?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, mi pare mezz'ora fa.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>D'Almèna raccontava una storia così lepida!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È finita?</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Allora rimanete qui.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Oh! ancora una sigaretta! Una sola. Ci avete +dato un pranzo tanto delizioso!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in +quello stipetto, c'è una scatola di sigari che +m'ha portato lo zio dall'Avana.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Questa?<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti +d'ora.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Ah troppo! (<i>depone la scatola</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'Almèna avrà bene un'altra storia da raccontare.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Vi domando perdono, lasciatemi qui.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Mi fate la grazia di prendere quella scatola e +d'offrirne di là.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Obbedisco. (<i>via colla scatola a destra</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA III.</h3> + +<p class="center break">Detti meno <span class="smcap">Paolo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Filippo, riconosco che siete il fiore della cavalleria. +Quello è un uomo che mi fa la corte.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Almeno si dice.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È vero; a segno che mi hanno già fidanzata +con lui più volte.<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>La voce è messa in giro da lui.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non lo credo.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha +mostrato una scortesia affatto.....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Maritale.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IV.</h3> + +<p class="center break">Detti, <span class="smcap">Paolo, Lorenzo, Enrico, D'Almèna, +Del Sannio, Rulfi</span> e <span class="smcap">Rubaconti</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA (<i>ad Elena</i>)</p> + +<p>Siete proprio in collera?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè in collera?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Perchè siamo stati di là tanto tempo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh!</p> + +<p class="center">PAOLO (<i>mostrandole la scatola</i>)</p> + +<p>Ma la scatola è intatta, non se n'è preso uno.<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Questo è un tratto da cavaliere antico. Che discorso +devo fare io per ringraziarvi d'aver risparmiati +i miei sigari, e d'aver avuto pietà di noi? +Se sapeste come languiva la conversazione! +Un' altra volta ve ne preghiamo colle mani +giunte, non private più la nostra società del suo +più bell'ornamento.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Il più bell'ornamento siete voi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. +Signori e signore: D'Almèna mi ha detto una +cosa gentile.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È così facile, Marchesa!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E due. Fatemi la corte, D'Almèna, vi do perfino +licenza di spargere la voce che sono disposta +a sposarvi, come sembra abbia fatto il vostro amico +Paolo.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Io?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è vero?</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Affatto! e non so chi abbia potuto dire...<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Queste signore... or ora.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Ah! è un tradimento!</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Come?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela +con lei.</p> + +<p class="center">PAOLO (<i>va a sedere vicino ad Elvira</i>)</p> + +<p>Contessa, mi spiegherete! (<i>discorrono</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a D'Almèna</i>)</p> + +<p>Dunque?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Dunque?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Mi fate la corte?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È bella e fatta.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sareste disposto a commettere delle pazzie per +me?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Qualunque cosa facessi sarebbe un atto ragionevole. +Una sola forse meriterebbe il nome di +pazzia.<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ed è?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>L'innamorarmi seriamente di voi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non sarebbe una pazzia, sarebbe un'assurdità.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Se m'accompagnate in capo al mondo ci vado.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La pazzia la commetterei io. Bel merito!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre +grazie non conosco nulla che mi costi fatica!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che miseria! Ecco un uomo di spirito che non +sa immaginare un solo atto di sacrifizio per conquistare +l'amore d'una donna.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Le donne non sanno più inspirare eroismi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti +voi e vedrete.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle +dei savi.<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli +andare la testa in giro?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come una trottola; non fosse che per vendicarmi.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Di che?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Della vostra presunzione che vi rende perfino +scortesi.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA V.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>La carrozza della Contessa di Francofonte, +la carrozza della Baronessa Roveri. (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Addio, Elena. (<i>si alza</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che fretta!</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Alle nove vengono da me gli amici di mio +marito, se tardo se ne vanno. Gli uomini non +sanno più aspettare. Mi accompagnate, Rulfi?<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh vedrai che non potrà. Gli uomini si fanno +pregare ora.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Infatti devo andare all'Apollo. Stassera fanno +il ballo prima dell'Opera.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Allora si capisce.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Voi D'Aspri?</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Ho appuntamento all'Apollo anch'io: anzi, +Contessa, dovreste metterci voi sino alla porta +del teatro. L'allungate di così poco.</p> + +<p class="center">ELVIRA</p> + +<p>Ma sì, figuratevi! Buona sera. (<i>saluta. Elena +accompagna Elvira fino all'uscio, chiacchere e risa, +via Elvira, Paolo e Rulfi</i>).</p> + +<p class="center">RUBACONTI (<i>a Lorenzo</i>)</p> + +<p>Vieni?</p> + +<p class="center">LORENZO</p> + +<p>Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo...</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Hai bisogno d'aria come me.</p> + +<p class="center">LORENZO</p> + +<p>Aspetta, avverto mia moglie.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Fai...</p> + +<p class="center">LORENZO (<i>va presso Gemma e le dice</i>)</p> + +<p>Io vado, sai?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Benissimo.</p> + +<p class="center">LORENZO (<i>torna a Rubaconti</i>)</p> + +<p>Andiamo?</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Guarda, s'alza la Baronessa. (<i>Masina s'alza e +saluta i vicini</i>). Andiamocene nella confusione a +modo della Corte. (<i>si ecclissano senza esser veduti</i>).</p> + +<p class="center">MASINA (<i>in piedi ad Elena</i>)</p> + +<p>Vado anch'io.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Buona sera.</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Ho un posto in carrozza. Chi viene dalle mie +parti?</p> + +<p class="center">ENRICO</p> + +<p>Io.</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Bravo. Ah! mentre mi ricordo, Elena, quella +famosa ricamatrice non ha finito ancora?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La colpa è d'Enrico che doveva disegnare le +cifre.<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p> + +<p class="center">ENRICO</p> + +<p>Oh, guarda!</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Ve ne siete scordato?</p> + +<p class="center">ENRICO</p> + +<p>Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio +un nodo al fazzoletto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Senza di che.....</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>E me le porterete domani?</p> + +<p class="center">ENRICO</p> + +<p>Mi darete da pranzo?</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Sarà un doppio favore che mi fate. (<i>a tutti</i>) +Addio. (<i>va ad Elena</i>) Rimani. (<i>via Masina, Enrico, +Lorenzo e Rubaconti</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VI.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo, D'Almèna, Del Sannio</span>, +poi <span class="smcap">Teodoro</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Eh! che galanteria! tutti così.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E voi ve ne affliggete?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vorrei poter far del male a qualcheduno.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>C'è Filippo per questo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non basta. (<i>entra Teodoro</i>) Oh, zio!</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>la bacia in fronte poi saluta Gemma</i>)</p> + +<p>Contessa. Non è venuto ancora il mio protetto?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Ah! il viaggiatore! Come si chiama?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Il dottor Sarni. Gli ho detto alle nove e +mezzo.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sono le nove.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E perchè non in questo?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare +le delizie del soggiorno di Roma, nel momento +che sta per intraprendere un viaggio da cui è +miracolo se torna.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma se lo credi un viaggio così pericoloso, perchè +lo aiuti ad andarci?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Io non sono il custode del genere umano, e +tanto meno dei signori professori, dottori, scrittori, +compositori, seccatori e compagnia bella: +ci pensino da sè, che la sanno lunga. La spedizione +è allestita dal governo Svedese che avea +promesso un posto al dottor Sarni. Ma i posti +sono pochi ed all'ultimo momento due ufficiali +Russi sollecitano l'imbarco: se l'ottengono, il +Sarni è scartato. La cosa sarà decisa fra otto +giorni e il dottore sapendo che io fui ministro +a Stoccolma e che sono amicissimo di quel Presidente +del Consiglio, venne da me per una commendatizia<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +un po' calorosa presso quest'ultimo. +Ho promesso di scriverla e m'è venuto un fiore +d'eloquenza. Nel mio mestiere ho imparato che +bisogna sempre aver l'aria di dar molta importanza +agli uomini di studio. Quando sapremo +se esiste un mare chiuso piuttosto che un mare +libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, +non avremo rubato il bacino al barbiere e non +occorrerà allo Stato nè uno scrigno di più, nè +un carabiniere di meno. Ma gli uomini che +hanno il coraggio di affrontare un simile viaggio +è meglio che lo facciano. Rimanendo in patria, +sarebbero capaci di vagheggiare Dio sa che progressi +di civiltà e di metterci sossopra ogni cosa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh, oh, lo credi da tanto?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Avessi sentito con che fuoco perorava la sua +causa! Neanche per andare a nozze. Con che serietà +parlava del dovere che ha ogni uomo di +giovare agli uomini e di mettere la vita per lo +scoprimento di una verità. Non c'è che dire, è +un uomo forte.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Oh! un uomo forte! sentite, Marchesa?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E con ciò?<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Un uomo forte. E il vostro proposito di poc'anzi +di far andare la testa in giro al primo che aveste +incontrato?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Parte.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Buon per voi che non siete esposta...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ad uno scacco? Oh sì che sarebbe così difficile!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di +non lasciarlo partire?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gran cosa! Che ne dite D'Almèna?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non dico nulla.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non credete che se volessi?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Ma non vuoi.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Quando parte il tuo dottore?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Posdomani.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Presto. È ben deciso di partire?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Irrevocabilmente.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Se riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma vi mostrerei che si possono ottenere dei +sagrifizi. Va la scommessa?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Scherziamo, eh?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Io ci avrei un gusto matto.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E le vostre paure come agitatore?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Oh! in quelle mani...!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Intendiamoci. È un uomo di mondo?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Conosco dei duchi che lo sono meno di lui.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Quel viaggio non gli deve fruttar denaro?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Glie ne costa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Va la scommessa? Chi tiene?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Io...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Tu? Tu sostieni che parte?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Certo.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>La contessa è la sola persona qui che possa +senza scortesia dubitare della riuscita.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh, state pure dalla sua; non me n'ho per +male. Va la scommessa?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>In che termini?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Io sostengo che quel signore che deve venir +qui ora, il Dottor... non rammento nemmeno il +nome, guardate.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sarni.<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Il dottor Sarni, non partirà per il suo viaggio +polare.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Io sto per la Marchesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, no. Voglio esser sola. (<i>a Gemma</i>) Vada +fra noi due.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Che va?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano +regalare il giorno della mia festa.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah! per la vita d'un uomo!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Glie la salvo la vita.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>È detta.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Siate testimoni. (<i>le due si stringono la mano</i>). +Zio, dammi la lettera commendatizia. (<i>a Gemma</i>) +Ti do la mia parola d'onore che quella lettera... +(<i>a Teodoro</i>) Quando hai detto che intende partire?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Posdomani mattina.<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ebbene che prima di domani sera il sig. Sarni +avrà quella lettera.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Va bene.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Me la dài?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Eccola. (<i>le consegna la lettera</i>).</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Oh, Marchese!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Detesto gli uomini superiori.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E ora, zio, ti mando via.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ah!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Naturale, se ci sei tu non posso rimettere a domani +la consegna della lettera.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Giusto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Le nove e tre quarti.</p> + +<p class="center">ANSELMO (<i>entrando</i>)</p> + +<p>La carrozza della Contessa del Pallio.<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Posso rimanere?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Anzi vedrai che poche arti ci vogliono.</p> + +<p class="center"><i>(ad Anselmo)</i></p> + +<p>Anselmo, quando verrà un signore a cercare +di mio zio lo farete passare.</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Sissignora. (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Addio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non +voglio che il tuo eroe possa credere che la nostra +compagnia concilia il sonno. Almeno questo.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Giusto. (<i>scuote Del Sannio</i>) Oh giovinotto!</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Eh!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Andiamo?</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Subito. Chiudono? (<i>mezzo insonnito va a prendere +il cappello ed accenna ad avviarsi con Teodoro</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Crede di essere al Club.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ciò vendica i nostri saloni.</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>a Del Sannio</i>)</p> + +<p>Non salutate?</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Oh diavolo! Cara Marchesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vi ringrazio della bella serata che ci avete +fatto passare.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Che dite?... Sono io che...</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Presto.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Vengo. Contessa! (<i>s'avvia, quando è vicino a +Teodoro gli dice</i>) Oh! Marchese, scusate, non vi +avevo conosciuto.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>La cimmeria nebbia, come dicono i classici.<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA (<i>traendo Elena in disparte</i>).</p> + +<p>Marchesa, voi state per commettere una cattiva +azione.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! oh!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che +siate indispettita della poca galanteria degli uomini; +ma quello di cui macchinate la rovina...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La rovina?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Certo; quello non appartiene al nostro mondo, +non vi ha offeso in nulla. È un uomo utile, probabilmente +ingenuo e quindi disarmato contro +di voi. Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata +in voi sareste la prima a giudicare severamente +la vostra condotta. La parte di Dalila +è ingenerosa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Se è un Sansone non cadrà.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sansone è caduto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente +forte non si lascierà smuovere, e lo smacco sarà +mio. Sapete bene che non mi getterò fra le sue +braccia. Se cede, vorrà dire che non era stoffa +d'eroe, e mi vendicherà della prosopopea di tutti +gli altri. E poi m'annoio, e questo mi diverte. — E +poi è deciso.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Quanto più sarà forte, tanto più facilmente +cadrà nella pania.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come temete per il decoro del vostro sesso!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Oh! pigliatevela con me....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che non ve ne importa.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non conosco il signor Sarni, ma...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Minacciate di metterlo in avviso? La buona +fede mascolina! Perchè vi ho invitato a casa +mia!<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non lo metterò in avviso, non per timore di +essere sleale, ma perchè sarebbe inutile. Solo se +persistete nel proposito, avrò il dolore di non esser +più de' vostri amici.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di +farvi la corte.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Buona sera, Marchesa.</p> + +<p class="center">(<i>Elena s'inchina col capo</i>).</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA (<i>a Gemma</i>)</p> + +<p>Contessa! (<i>salutando</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vai via? Non assisti al Torneo?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Per dar la palma al vincitore.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Saranno vinti tutti e due. (<i>via</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VIII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Gemma, Filippo.</span></p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA (<i>è rimasta ritta, immobile, pensosa. +Uscito Almèna si scuote</i>).</p> + +<p>Non potete credere che allegria mi mette indosso +questa partita. (<i>Silenzio. Elena passeggia la +scena, va da un mobile all'altro, apre un libro e poi lo +chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia coprendosi +la bocca colla mano. Gemma lo guarda</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Scusate, è l'allegria della Marchesa che è comunicativa. +Le dieci. (<i>suono di campanello</i>) Eccolo +qui, è puntuale.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Elena, lasciamo correre?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>la guarda — pausa</i>)</p> + +<p>Vedremo.<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IX.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Andrea</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Il sig. Sarni.</p> + +<p class="center">(<i>Andrea entra e s'inchina</i>)</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo +aspettandola. Mio zio le avrà detto che le dava +appuntamento in casa mia.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sì, signora Marchesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>La Contessa del Pallio si è trattenuta apposta +per fare la sua conoscenza. (<i>inchini</i>). Il mio amico +il Barone Landucci.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ebbi già l'onore di conoscere il signor Sarni +ieri sera...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Alla Direzione del <i>Faro</i>.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Appunto.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA (<i>fa cenno ad Andrea di sedere</i>)</p> + +<p>Inutile dirle che si parlava di lei.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ammirando.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È un'ammirazione presto guadagnata, se basta +partire per ottenerla.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Si ammira un volontario che parte per la guerra.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma non un botanico che parte per erborizzare, +nè un artista per veder paesi. Al giorno d'oggi +i piccoli fatti sono troppo facilmente divulgati, +e finiscono per acquistare importanza dal numero +delle persone che li conosce.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Quando tutti sono d'accordo in un sentimento...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È segno che c'è una specie di pigrizia universale, +che fa senza esame accettare per buono il +giudizio corrente.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Ammetterà che pochi tenterebbero l'impresa +che lei sta per tentare.<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Le assicuro che non faccio sfoggio di modestia, +ma questa larva di celebrità improvvisata +e ad ogni modo anticipata mi può dare delle +gran noie. Ieri sera un amico mi portò all'ufficio +di un giornale dove andai volentieri per +vedere un po' di gente prima di lasciare il mio +paese: ma invece di trovarmici spettatore, mi accorsi +di esserci come una specie di bestia rara +che molte persone convenute apposta volevano +veder da vicino. Quei signori possono credere +che io ci fossi andato per darmi in spettacolo, +e se la spedizione fallirà o se non riescirò a +trarne quel profitto che mi propongo, eccomi +fatto ridicolo o almeno convinto di molta presunzione.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Il solo fatto di affrontare i rischi di un viaggio...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non esageriamo. Ne sono già tornati dai mari +polari.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Finirò per aver più merito io, che me ne sto +qui a far la corte a queste signore.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Dicono infatti che sia una navigazione assai +più difficile.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA (<i>levando la testa e guardandolo fiso</i>)</p> + +<p>È pericolosa?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sono tentato di crederlo, Marchesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per esperienza?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Un'esperienza di cinque minuti.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! Come farà a smaltire di simili galanterie +laggiù nella solitudine?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Farò economia.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>È già tanto ricco!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>L'avevo detto? A sentir discorrere di un uomo +che va ai mari polari, lo si immagina selvatico +come un orso bianco.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Al contrario, adoro la società!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E perchè l'abbandona?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un +uomo di quell'età.<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No, no, non ho segreti da nascondere e non +sono più romantico che selvatico. Non ho nè +dolori da vincere, nè disinganni da consolare. +Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada +maestra dove passano tutti. Come vede, mi confesso +ambizioso; ma per emergere dalla folla bisogna +essere più alto degli altri, mentre anche +un uomo di media statura, se cammina solo, lo +si vede da lontano.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>carezzevole a Filippo</i>)</p> + +<p>Filippo, passatemi quello sgabello.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Subito. (<i>le porta lo sgabello e glielo mette sotto +i piedi</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>E abbassate un po' il paralume, la lampada +mi fa male agli occhi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ecco. (<i>eseguisce</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>gli porge la mano e con tono<br /> di molto sentimento dice:</i>)</p> + +<p>Grazie, mio buon amico.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>sorpreso</i>)</p> + +<p>Oh! (<i>bacia la mano</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>Voi, poveretto, solo non ci andreste, eh?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È così bene accompagnato!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>piano a Filippo</i>)</p> + +<p>Fa una grande ostentazione di semplicità.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vi dispiace?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>Siete meglio voi, cento mila volte.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>sempre più stupito</i>)</p> + +<p>Oh!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>Quasi quasi gli do la sua lettera. Eccola.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>Che viltà!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>c. s.</i>)</p> + +<p>Mi è antipatico. Basta, vedremo. Andate di là.</p> + +<p class="center"><i>(Filippo torna dall'altra).</i></p> + +<p class="center">ANDREA (<i>seguitando un discorso con Gemma</i>)</p> + +<p>Sissignora, ci sono andato un'altra volta; ma +dopo di essere stati sei giorni bloccati dai ghiacci +dovemmo riparare in Norvegia.<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p> + +<p class="blockquot"> +(<i>Elena mentre Andrea parla, tiene la lettera in +mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno +del seggiolone, più volte sorridendo a mezze labbra +fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda +e le fa dei segni col capo e colla bocca. Concerto. +Tutti e due sorridono — Andrea ha notato il giuoco +e ne è un po' sconcertato</i>).</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Chi sa quei sei giorni che apprensione!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata +e fummo liberi prima d'avvertire che..... +<i>(a Filippo che fa cenni ad Elena)</i> Dica.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Io?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Scusi un po', sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava +a cenni il mio amico Filippo, per sapere +se devo mandare al suo recapito una certa +lettera ch'egli conosce. Giusto, lei farà l'oracolo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Io?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi il suo +verdetto avrà tutta la cecità che si richiede ad +un verdetto della sorte. Vuole rispondere?<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma si può conoscere almeno a chi è diretta +la lettera?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah no! (<i>guarda Filippo ridendo</i>) Il nome del +destinatario le direbbe ogni cosa.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>È lui! Che parte mi fa fare? (<i>forte</i>) È una +lettera importante?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>ridendo</i>)</p> + +<p>Se andasse al suo recapito, sarebbe tenuta per +tale.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ebbene. (<i>fra sè</i>) Vediamo. (<i>forte</i>) Io non la +manderei.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Davvero?</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>ridendo</i>)</p> + +<p>L'oracolo ha parlato.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E sia. (<i>mette la lettera nel cassetto del tavolino</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Però trovo strana questa irresolutezza in una +Signora. Le donne pel solito deliberano prontamente.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ha in così buon concetto le donne?<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Buono, non saprei. Gli uomini sono più irresoluti +prima di deliberare, ma più fermi e perseveranti +dopo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sicchè lei quando ha deciso di fare una cosa...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>La faccio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per esempio, il suo viaggio non c'è nulla che +potrebbe smoverla dal farlo?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh... certo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Proprio nulla?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh Dio, potrei ammalare.....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No... No.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ebbene, fuori di questo non vedo quale altro +impedimento mi potrebbe trattenere...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non vede? Mi rallegro con lei.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Che strana donna!<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A proposito del suo viaggio, guardi che quasi +me ne scordavo. Mio zio le doveva portare stassera +una commendatizia.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ecco, senza di quella, per esempio, temo che +il mio viaggio sarebbe in grande pericolo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! ma quella c'è. Mio zio non venne stassera +perchè è un poco indisposto. Mi manderà +la lettera domattina. Se vuole passare a prenderla +in casa mia, o se mi lascia detto dove gliela +posso mandare.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh! verrò io.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Così avrò il piacere di rivederla.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>A che ora?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Verso le undici, le va?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Benissimo. Anche più tardi, se crede.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, io mi alzo per tempo. È inteso?<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA (<i>levandosi</i>)</p> + +<p>La ringrazio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non ho detto per congedarla. Non è tardi. — Siamo +in pochi. — La Contessa è la mia migliore +amica, Filippo è di casa; segga là, e si +lasci andar a discorrere. Qui non si creano celebrità. +Ci parli delle sue speranze, dei suoi propositi, +ci descriva quegli spettacoli terribili ed +immaginosi. Vuole?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma.....</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Sì, sì.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Filippo, diteglielo anche voi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che potrebbe mai la mia povera parola?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh, molto! La Marchesa mostra di fare un +tale conto di lei!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Una serata passata in questo modo fa fare dei +gran passi all'amicizia. Sarà un pegno che ci lascia +di non scordarci al ritorno. E noi lo rammenteremo +molte volte. Quando lei sarà laggiù, nella<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +gran notte polare, potrà pensare: in questo momento +nel mio paese in un salotto intimo +dove il caso m'ha fatto entrare, c'è della gente +che dice: Dov'è? Che fa? Quando tornerà? Che +commenta i miei discorsi e fa voti perchè si +avverino le mie speranze. Perchè parleremo spesso +di lei. (<i>a Filippo molto carezzevole</i>) Non è vero, +Filippo?</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Come mi carezza!</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>seccato dalle tenerezze tra Elena<br /> e Filippo</i>)</p> + +<p>La proposta è seducente ed il quadro bellissimo, +ma il tempo stringe e ho molto da fare. +Pregherò il sig. Barone di voler prendere le mie +difese, nel caso che la fretta mi facesse passare +per scortese. Sono sicuro di affidarmi ad un buon +avvocato.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Ci morde.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Marchesa!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A domani alle undici.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Grazie. Contessa...<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Buon viaggio.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>Mi raccomando a lei. (<i>via</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA X.</h3> + +<p class="center break">Detti meno <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Filippo, andatemi a prendere il mantello.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Subito! (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>ad Elena</i>)</p> + +<p>Persisti nella scommessa?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Certo.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Uhm! Perderai.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Credi?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Se n'è andato.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Appunto. È quello che volevo.<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Eccomi qua. (<i>aiuta Gemma a vestire il mantello</i>). +Vi accompagno.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Miracolo!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>La Marchesa è stata troppo buona con me in +presenza dei terzi. Se rimango solo, se ne vendica, +mi batte.</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>ad Elena</i>)</p> + +<p>Buona fortuna.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Addio. Ah! Filippo, domattina vi aspetto +alle undici e un quarto preciso.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ci siamo. Orologio alla mano.</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>nell'uscio a Filippo</i>)</p> + +<p>Venite?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Pranzerete poi con me.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Le briciole, cara Marchesa. (<i>via con Gemma</i>).</p> + +<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p> + +<p class="center break">FINE DELL'ATTO PRIMO.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></p> + +<h2><a name="ATTO_SECONDO" id="ATTO_SECONDO"></a>ATTO SECONDO</h2> + +<p class="blockquot">In casa della Marchesa. Salotto piccolo, elegantissimo. In +fondo una specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi +che si capisce sporgere nel giardino. In quello nel +mezzo una tavola rotonda coperta di tela cerata e sedie +in bambou. Il gabinetto ha un ingresso a sè a sinistra, +sull'imboccatura, cosicchè le persone di servizio vi accedono +senza entrare nel salotto. Il salotto molto ingombro +di mobili. La porta comune è a sinistra, a destra non c'è +porta nè finestra, la luce viene dal gabinetto. Vicino al +sofà un tavolino a due piani foderato in peluche con fiocchi +e peneri. Nel piano disotto libri, sul piano superiore un +atlante aperto. Dal lato opposto della scena, cioè a destra, +uno scrittoio discosto dal camino. Sullo scrittoio un piccolo +cavalletto regge una fotografia. Sul camino un'altra +fotografia. Fiori dappertutto.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA I.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo</span> introducendo <i>Andrea</i>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p>La signora Marchesa ha lasciato detto che se +veniva il signore lo si pregasse di aspettare, che +alle undici sarebbe tornata. Non può tardare più +di due tre minuti.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Va benissimo. (<i>Anselmo parte</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p> + +<p>È mattiniera. La facevo appena levata. Questa +è la sala dove eravamo ieri? No — Bello! com'è +pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio +primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una +fogliolina fresca di rosa! Sicuro che è facile la +vita qui dentro (<i>siede</i>). Per stare in ozio. Che +vita strana, artificiale. E che donna strana. +Nemmeno il pudore di nascondere in faccia ad +un estraneo la sua intimità col Barone; perchè +è chiaro; quei due..... fanno il paio. Ma se lo +tenga il suo Barone. E io avrei dovuto dare accademia +di quadri polari per fornire poi argomento +ai loro discorsi quando sono a corto di +galanterie. Fossi grullo! (<i>s'alza</i>). Questi seggioloni +sono il vero emblema della società che li +adopera. Hanno una mollezza che agguanta. +Quando ci si è seduti bisogna fare uno sforzo per +levarsene. Ah! le buone sedie dure che fanno +lavorare. Non vedo l'ora di esser partito. Tutti +questi giorni che mi vanno in visite e provviste +mi stancano. È una settimana che non ho aperto +un libro (<i>prende la fotografia che è sullo scrittoio</i>). +Il ritratto del Barone. L'avrei giurato; e proprio +lì sullo scrittoio per vederselo davanti ad +ogni momento. Miracolo che non l'avesse di là +nel salone. Là ci terrà gli <i>Album</i> con tutti gli +altri: questo è il santuario degli eletti. Non è +antipatico! Ha un'aria volgare, e mi fa maraviglia +che lei così fina... Rimettiamolo bene a<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +suo posto, che non se lo trovi mancare. Così — (<i>vede +l'altra fotografia sul camino</i>). Un altro! Dello +stesso alla stessa. È un'esposizione! Scommettere +che ci trovo il terzo là su quel tavolino? +(<i>va al tavolino</i>) No, un atlante. Il viaggio della +<i>Vega</i>. Oh, oh! E i fogli sono tagliati, e il libro +ha l'aria d'esser stato letto... Ci sono dei segni +in margine e delle note... Vediamo; ah! dove +descrive l'invernata nel paese dei Ciuschi... la +nota dice: <i>Ecco degli uomini!</i> Lo credo bene, +meglio che i suoi fantocci da cotillon! (<i>sente +la voce d'Elena nella sala vicina</i>) Eccola!</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA II.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e detto.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA (<i>con cappello e mantello</i>)</p> + +<p>Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? +Ho l'abitudine di fare ogni mattina una passeggiata +a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, eh? +(<i>suona il campanello</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Quello che si vede le sta così bene...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà +quante cose le restano a fare.<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No... proprio nulla, non ho che da aspettare +l'ora della partenza.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che è domani?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sì, domattina.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>Si è già levato il cappello, levandosi il mantello<br /> +questo s'impiglia in un uncinetto dell'abito</i>)</p> + +<p>Scusi, guardi un po' lei.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ecco fatto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Era così fosca l'aria stamattina.</p> + +<p class="center"><i>(Anselmo entra).</i></p> + +<p>Dite a Giulia che venga a prendere il mio +cappello e il mio mantello.</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Sissignora.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Aspettate. Lo zio deve aver mandato una lettera.</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Non credo.<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è possibile! Siete certo che non è venuto +nessuno da parte dello zio?</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Almeno io non ho visto nessuno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se +veramente non hanno portato nulla, avvertite +Ambrogio che sia pronto a salir subito al Macao. +(<i>verso Andrea</i>) Scrivo un biglietto allo zio per +sollecitarlo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Mi rincresce...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che! Mi fa maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. +La lettera non può tardare.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Vorrei che tardasse un'ora almeno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non mi piace sentirle dire delle frasi così compite. +Mi ha già fatto senso ieri sera. La galanteria +è la qualità degli uomini che non ne posseggono +altre. Ora hanno perduto anche quella. +Gli uomini come lei non hanno bisogno di esser +galanti.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Vuol dire che non so pigliarmela con garbo.<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, ho anzi notato che gli uomini gravi, gli +uomini di studio e di valore le poche volte che +sono condannati a discorrere con una signora, +usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante. +Mi pare di vederci trapelare la profonda +convinzione della nostra frivolità.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Altro. (<i>Giulia entra e raccoglie il cappello ed il +mantello poi s'avvicina ad Elena</i>).</p> + +<p>Ebbene?</p> + +<p class="center">GIULIA</p> + +<p>Dice Anselmo che veramente non è venuto +nessuno, nè hanno mandato nulla.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Anselmo avrà avvertito Ambrogio?</p> + +<p class="center">GIULIA</p> + +<p>È già pronto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che aspetti. (<i>via Giulia</i>) Non so capire... scrivo +subito allo zio. (<i>allo scrittoio</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal +Marchese.<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È così lontano!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto +tempo fermo a bordo.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>piccata</i>)</p> + +<p>Padrone!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ecco, se ci va subito subito lo trova in casa, +altrimenti no. Buon viaggio.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È meglio che scriva lei il biglietto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Meno male. (<i>prendendo la scatola della carta +da lettere, fa cadere in terra il piccolo cavalletto col +ritratto di Filippo</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>che è seduto dall'altra parte della scena,<br /> +si alza e raccoglie la fotografia</i>)</p> + +<p>Oh! povero Barone.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come ha fatto di laggiù a riconoscere quel +ritratto?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>L'avevo già visto prima che lei arrivasse.<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Se è un'indiscrezione, gliene chieggo scusa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè un'indiscrezione? Se lo lascio in quel +posto... è perchè...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Tutti lo vedano.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè non c'è male ch'altri lo veda. D'altronde +questo salotto non è mai aperto alla folla. +Qui non ci vengono che gli amici.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E ci stanno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non pare, dacchè lei parte.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sa, non si regge più!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Il Barone. Non posso farlo stare in piedi. Ha +una gamba rotta...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Bene, lo metta dove vuole.<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Là sul camino?... daccanto all'altro?...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Dove vuole. E poichè è lì, mi faccia la grazia +di suonare il campanello. (<i>Andrea preme il bottone +elettrico vicino al camino. — Elena chiude la lettera</i>).</p> + +<p>Così! Confessi la verità... lei mi trova molto... +come devo dire?...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Gentile.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No. Quantunque la parola esprima forse in +modo cortese la stessa censura che intendo io. +(<i>entra Anselmo</i>) Questo biglietto allo zio, subito.</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Sissignora. (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. +Non trova? L'ho veduto ieri sera per la prima +volta, e l'ho già chiamato amico, e scherzo con lei +e lo incoraggio a scherzare meco in tono di molta +dimestichezza. Che vuole? Sono per indole piuttosto +gaia, e lei malgrado il suo sapere e la sua +fermezza mi pare non sdegni un po' di buon +umore giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione +non del tutto sgradevole; chissà che +al suo ritorno non si finisca per diventar amici +davvero.<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Adesso non siamo?...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che +so io di lei? Che è un uomo di merito che va +al Polo. Non basta. Che sa lei di me? Che sono +nipote di mio zio.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>So di più...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>S'intende, che non faccio paura, che ho una +buona sarta e che ricevo molta gente.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Di più. Che quelli che hanno la fortuna di +esser suoi amici... davvero, lei li tratta molto +bene.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi glie lo dice?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Almeno in effigie.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! perchè tenevo il ritratto di Filippo sul +mio tavolino — se sapesse!...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che?<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No. No, non ho tempo. E non c'è ragione di +fare questi discorsi ora. (<i>passa dall'altra parte +della scena e va a sedere sul canapè vicino al tavolino +di peluche. Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude +come per nasconderli e li mette sul piano inferiore</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>che non si è mosso</i>)</p> + +<p>Perchè chiude e nasconde quei libri?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! libri indifferenti.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Per me, no. Il viaggio della <i>Vega</i>.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ha veduto anche questo?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Le rincresce?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè mi spiace passare per una donna sapiente.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non le fa torto.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E perchè mi spiace che lei possa credere che +li avevo messi in vista apposta per lei.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non mi sono lusingato di tanto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'altronde non l'ho letto.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Le note non sono sue?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>L'ha anche sfogliato? Sissignore, l'ho letto, +mi è piaciuto; l'ho annotato, ed alla prima occasione +partirò anch'io per un viaggio d'esplorazione. +È contento?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se +si propone di scandagliare il fondo delle mie +abitudini mondane, non ci vorrà uno scandaglio +lungo, sa. Non ne ho che una vernice, e dacchè +sono entrato in casa sua ho esaurito la mia +provvista di galanterie. Sono stanco di sorvegliarmi. +Non so durare alla giostra delle piccole +frasi, e dei continui sottintesi. Mi lasci essere +quello che sono veramente, un uomo molto semplice +e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito +che mi dava appuntamento in casa della +Marchesa di Roveglia, lasciandomi capire che ci<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +avrei trovato lui solo; non mi aspettavo di vederla. +Quando mi fecero passare nel suo salone, +lo devo dire? ne fui contrariato. La sua riputazione +di suprema eleganza mi dava soggezione, +mi studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un +tale studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo del +sussiego, e trovai invece una giovialità amichevole, +che contribuì a sconcertarmi. Rincresce +passar per novizio. La sua sicurezza trionfante +mi conturba, la sua semplicità così elegante mi +umilia. Ho paura di apparire impacciato contenendomi, +e arrogante lasciandomi andare. Il +meglio è confessare la mia pochezza. Un uomo +che sta a suo posto, non è mai ridicolo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Pensare che ho provato anch'io gl'identici sentimenti!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Quando?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>In sua presenza. Mi pare che gli uomini forti +ed utili come lei devono averci in così misero +concetto. Ieri sera già prima che lei giungesse +mi preoccupavo del giudizio che avrebbe fatto +di me. Ho molto orgoglio; mi rincresce essere +messa a fascio colle altre. Non le avrei detto +queste cose, se lei non me ne avesse dato l'esempio.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +Ora siamo sulla buona strada tutti e +due. Ebbene è vero. Quel libro era lì aperto, +perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui +sola.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ah!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>L'avevo già letto. Non c'è romanzo che m'interessi +quanto il racconto di queste superbe battaglie +dell'uomo contro gli elementi. Quei lottatori +sono così semplici e grandi! Gli eroi belligeri +hanno tutti del rodomonte. Quanto l'invidio. +Com'è bello avere una ragione così alta di vivere +e di agire.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Possono essere tante le ragioni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per ciò è una gran miseria non averne nessuna.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Nessuna?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo +viaggio?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Un anno forse...<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA III.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Filippo</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Il Barone Landucci! (<i>movimento d'Andrea — Filippo +entra — Elena, senza interrompere il discorso, +gli porge la mano</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi +giorni di viaggio, e poi il gran silenzio. Si ricorderà +ancora che sono al mondo al suo ritorno?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Certamente!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>Come va a quest'ora?</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>stupito</i>)</p> + +<p>Ma...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per voi non fa giorno al solito che verso le due.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando +davanti la vostra porta, ho pensato di venire +a darvi il buon giorno.<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Grazie, mio buon amico, (<i>gli dà la mano a baciare</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>levandosi in piedi</i>)</p> + +<p>A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar +la lettera dal portinaio...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ambrogio non può tardare. Aspetti ancora un +momentino. (<i>a Filippo</i>) Che affari potete mai +aver voi, mio povero amico?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Naturale, io sono un uomo nullo! Che affari +posso mai aver io?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come la pigliate! (<i>ad Andrea</i>) Landucci si +lagna sempre di esser maltrattato dalle signore.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Quando si dice l'errore!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Mal trattato...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma lo fa ad arte. Per scusare all'occasione le +sue perfidie.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Le mie perfidie!<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Negatelo. Chissà quegli affari cosa nascondono. +Non sarebbe certo per me che avreste fatto +sacrifizio di tre o quattro ore di sonno!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vengo però a dedicarvene la maggior parte.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Che ci faccio io qui? (<i>salutando</i>) Marchesa, +voglio lasciar l'agio di scolparsi al Barone.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sono proprio mortificata di questo ritardo dello +zio. Io non esco di casa; ripassi al tocco; la lettera +ci sarà di certo, dovessi andare a ritirarla +io stessa. Ma non la lascio dal portinaio, voglio +che salga a pigliarla. È inteso?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sissignora... Barone...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Dottore... (<i>via Andrea</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IV.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span> poi <span class="smcap">Anselmo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Dunque?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Aspettate che sia fuori del tutto.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso +l'uscio d'entrata.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>canticchiando e battendo allegramente<br /> +colle due mani sul tavolino</i>)</p> + +<p>Là là là là.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non parte più?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! anzi. In questo momento non vede l'ora +d'esser partito. Ma non partirà.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Credete?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! però è sconfortante. Ah, che miseria! +come ci vuol poco! E sono gli uomini di valore,<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +e mutano la faccia del mondo! Sono i martiri +della scienza e gli eroi della civiltà. Che fermezza! +Eccolo turbato come un'educanda che +riceve un biglietto d'amore. Poveretto, mi fa +pena!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che cuore!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gli uomini, eh?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>I grandi uomini.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Tutti. Nemmeno solidali fra di loro. Voi mi +secondate come se fosse cosa da nulla. V'assicuro +che se sapessi di una macchinazione simile contro +una donna, anche non essendole amica, a quest'ora +l'avrei già messa sull'avviso. Ma voi altri! Che +uno dei vostri cada in trappola, che ve ne importa? +Ve lo spingete, se occorre.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Siete impagabile!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma sì, ieri sera D'Almèna faceva l'austero, +mi ha sermoneggiata, mentre era così facile correre +dietro a quel disgraziato e metterlo al corrente +della scommessa. La cosa era tanto ovvia<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +che ho temuto la facesse. Ma è bastato opporgli +lo spauracchio della lealtà offesa per disarmarlo. +Naturale! La vostra cavalleria ha un'aria di protezione +che mi rivolta. Se il tranello contro il +Dottore fosse stato <a name="tn68" id="tn68"></a>ordito da un uomo, D'Almèna +glie lo avrebbe svelato sul momento. Ma una +donna! La dignità maschile sdegna di lottare +contro una donna. Poverette, siamo tanto deboli! — Si +vede. — Ma ostentate di tenerci per tali, +e sarebbe peccato non approfittarne.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Siete impagabile!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E quell'altro. L'uomo forte! Vi giuro che stamane +ero quasi pentita del gioco, e se appena +avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei +smesso. Ma sapete cos'è che lo conturba in questo +momento? Volete vederlo il talismano che ha +atterrato quel paladino della scienza? Guardate +là sul camino.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Il mio ritratto. Due miei ritratti.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Già.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Dove diavolo li avete presi?<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Nel mezzo fra i vecchi. Ce li avevo da sei o +sette anni.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ero un bel giovane.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Eh! altro!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Trovo che mi somigliano ancora.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Il Dottore li ha riconosciuti.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E gli avete lasciato credere?...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che li tenessi lì per specchiarmi nei vostri +occhi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E l'ha creduto?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per +rimanere. Non saranno già le mie arti a trattenerlo, +nè un capriccio da gran signore, nè la +follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che +potrebbe far scusabile la sua debolezza. Sarà il +dispetto del vostro trionfo a cui crede, e la lusinga<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +di attraversare la vostra felicità; un misto +di invidiuzza meschina e di vanità petulante. +Davvero che ciò merita dei riguardi! Se i vostri +grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela +con noi se li facciamo cadere. Facendolo, vendichiamo +la grandezza vera.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Così va detto. Il vostro è un atto.......</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Di giustizia.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Femminile. Come le moine che mi avete fatto +ieri sera; ma vi avverto che non sono di ghiaccio. +Non vorrei che per trattenere quell'altro dal Polo +mandaste me ai Tropici.</p> + +<p class="center">ANSELMO (<i>entra e consegna una lettera</i>)</p> + +<p>È tornato Ambrogio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! dello zio.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Siete in corrispondenza così mattiniera?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Se ve l'ha data ieri sera!<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza +dar sospetti.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E che vi ha risposto lo zio?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Leggete...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Un enigma. C'è una sola parola: <span class="smcap">Altrettanto</span>.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gli avevo scritto: <span class="smcap">Buon giorno</span>.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E il Dottore ha creduto?...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che sollecitassi la commendatizia. Ma sua +colpa! Era là ritto contro la scrivania. Avevo +fatto cadere a terra il vostro ritratto, l'ha raccolto +felice della caduta, e per rimetterlo a posto +si chinava fino sulla cartella dove stavo scrivendo. +Mi divertivo come una pazza. Mi dicevo: se legge, +se avverte l'inganno, gli confesso ogni cosa e ci +si fa una risata. Ho piegato il biglietto piano +piano, mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo +bisognava farlo apposta, perchè saltano +agli occhi due parole: <span class="smcap">Buon giorno</span>. Era una +corda di salvamento che gli gettavo.<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte +quanto avete meditato il piano di battaglia!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che! Ho dormito d'un fiato — credete ch'io +sappia quello che dirò a quel disgraziato quando +tornerà fra mezz'ora in casa mia? Non una parola. +So che finirà per restare — ecco tutto. — L'arte +della seduzione consiste nella facoltà di +mettersi improvvisamente in uno stato d'animo +che desta interesse. Un sentimento non è vero, +perchè dura, ma perchè lo si prova. — Hanno +torto quelli che declamano contro le grandi ammaliatrici. +Nel momento della seduzione esse +prodigano il fiore dell'anima loro, e i fiori più delicati +sono quelli che durano meno. Il vostro +Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua +rinunzia gli lascio intravedere per un istante le +superbe ricchezze del mio cuore ignote a me +stessa.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato +il tesoro l'amico da uomo saggio vi levasse +l'incomodo?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Cioè...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Se partisse davvero?<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Se partisse?... ne sarei contenta.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>C'è un mezzo semplicissimo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, senza questa prova non posso farmi un'idea +del suo valore.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vuol dire che desiderate di trovargliene del +valore.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Desidero persuadermi che si può trovare chi +ne abbia.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ahi! Brutto segno. Quando una donna come +voi cerca un uomo di merito, è vicina a scegliere +chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La +vostra divinità invulnerabile vi pesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Forse. (<i>scampanellata di fuori</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Peccato! Era un bel esempio. Mi piaceva +quella solitudine ingrata. Datemi retta, mandate +la lettera al Dottore e buon viaggio. Non +mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi +illudere intorno alla sua virtù di resistenza<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +è quello di non tentarla. Quando sarà lontano +lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè +vi salverà dalla prosa che vi circonda. È un +buon consiglio... e disinteressato, perchè di quella +prosa faccio parte anch'io.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Siete patetico e solenne.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA V.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, D'Almèna</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANSELMO (<i>dalla comune</i>)</p> + +<p>Il cavaliere D'Almèna.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! buon giorno.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Vengo a riscattare il mio onore.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>L'avete perduto in casa mia?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ieri sera devo esservi sembrato supremamente +ridicolo. Ho fatto l'hidalgo Don Chisciotte della +Mancia, e vengo a pregarvi di scordare la mia +spagnuolata.<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È bell'e scordata e non se ne parli più. Stamattina +vi ho veduto a cavallo.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ci tenevo più tanto a farvi questa dichiarazione.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non avete più quel bel sauro?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>L'ho venduto; dicevo che...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non parliamone altro.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Scusate, ma non mi basta riconoscere il mio +torto, devo anche proclamare che avevate ragione.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>tra sè</i>)</p> + +<p>Dove mira costui?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Figuratevi che stamane ebbi delle informazioni +sul conto di quel dottor Sarni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È proprio vero che bisogna andare adagio a +pensar bene del prossimo.<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Un intrigante, eh? L'avrei giurato.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No, un intrigante non si può dire, ma via, +se lo tratterrete a Roma, l'umanità non ci perderà +molto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che vi hanno detto sul conto del Dottore?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che è un vanitoso, che vuol far parlare di sè. +Già un'altra volta ha menato gran scalpore di +un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè +si dispone ad affrontare i rischi è giusto che +goda i benefizi.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Qui sta il punto. Pare che sappia già fin d'ora +di non potersi imbarcare. Ma ha tanto strombazzato +il suo proposito, che ora va fino a Stoccolma, +per aver l'aria di non cedere che alla +forza delle cose.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi vi ha dato queste informazioni?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Oh, Dio!... mezza Roma.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Val quanto dire nessuno. Dite la verità, persistete +a volermi salvare?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Devo andarmene?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No — D'Almèna è uomo da farmi la predica +in vostra presenza.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Infatti, Filippo è vostro amico; e mi stupisce +che non capisca.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Io non ho intelligenza.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Filippo capisce che non amo sentirmi protetta.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sempre l'orgoglio!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è orgoglio, è stanchezza della continua +frivolità che mi circonda.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Perciò fate frivole le cose serie?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi ci crede?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che sarà di voi se rimane?<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Avrò una ragione di più per disprezzare il +mio mondo.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Badate a scherzare col fuoco!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sentite, D'Almèna: dicevo or ora a Filippo +che invece di farmi la predica dovreste mettere +sull'avviso il vostro protetto. Io in voi l'avrei +fatto...</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È troppo tardi. Vi farei troppo torto,</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! seguitate a proteggermi? (<i>scampanellata +di fuori</i>).</p> + +<p>Ecco il signor Sarni. La vostra protezione cavalleresca +mi umilia e la respingo. Parlategli o +accettate la complicità.<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VI.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Anselmo, Andrea</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Il sig. Sarni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Dottore, sono felicissima che lei giunga in +tempo perchè le possa presentare il Cav. D'Almèna, +un mio zelante amico e suo, il quale sospira +un'occasione di mostrarle l'interesse che +prende al suo viaggio e il desiderio che ha di +esserle utile.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Il sig. Sarni non ha bisogno dei miei servizi. +Per mostrarle, non oso dire, la mia amicizia, +ma la mia viva simpatia, non ho altri mezzi +che di far voti perchè lei compisca felicemente +il suo viaggio, e non si lasci smuovere da nessuna +delle difficoltà che potrebbe incontrare. Ma +questo è un desiderio troppo naturale in chi, non +avendo valore, rispetta almeno quelli che ne +hanno, perchè me ne possa fare un merito. Signor +Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo +ritorno.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>La ringrazio.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Marchesa! (<i>via</i>). (<i>Andrea lo guarda allontanarsi +indovinando qualche armeggio</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Filippo, Elena, Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>piano ad Elena</i>)</p> + +<p>È pomposo come un capo tamburo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vale cento volte meglio di voi. Se credete di +lusingarmi deridendolo, vi sbagliate. È una viltà.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>guarda Andrea, poi Elena</i>)</p> + +<p>Ho capito. Sono di troppo, eh?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Pigliatela come vi piace.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. +Sarni, io non so fare dei discorsi, ma le regalo +il motto della mia divisa: Tutto per il meglio. +Arrivederci. (<i>via</i>)<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VIII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Che diavolo hanno?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>va allo scrittoio, prende la lettera +del<br /> primo atto e la consegna ad Andrea</i>)</p> + +<p>Questa è la lettera dello zio. Mi lasci.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Così subito?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Si, ho molte cose da fare. Buon viaggio! si +rammenti di noi e buona fortuna. Vada. (<i>Andrea +s'inchina interdetto e s'avvia per uscire. — Elena +si getta sul canapè</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>tornando</i>)</p> + +<p>Che cos'ha?... Cos'è seguìto?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sono una donna cattiva.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non lo può capire, non mi conosce lei. Non +s'occupi di me. Vada, la sua vita è bella e larga,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +non l'impicciolisca con queste miserie. Sono cose +da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci! Mi +lasci!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il +caso me l'ha fatta conoscere, questa è la terza +volta che la vedo. Le circostanze m'hanno condotto +oggi in casa sua con una frequenza che +m'incoraggia. Che può temere da me? Se non +ho tempo di mostrarmi degno della sua fiducia, +non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè +piange? Mi conceda di portar via come una reliquia +la confidenza di un suo dolore, ed un +momento della sua vita.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è nulla. Se anche glielo volessi dire non +saprei. Non ho più ragione di piangere in questo +momento che un'ora fa, nè oggi che ieri. È il +complesso delle cose, sono scontenta di me e sfiduciata +degli altri.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Quanto invidio i suoi amici!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire che +non ne merito — o che li sdegno. Noi profaniamo +tanto la parola Amicizia! Tutti sanno +amare forse, ma pochi pochi essere amici o avere<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +un amico. Io ho un carattere scontroso, sarebbe +così facile rinunziare a un po' d'orgoglio per +trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe +darsi la pena di osservare e di riflettere, e quelli +ne sono incapaci. Il perder tempo occupa tutta +la loro giornata. Se sapesse che vita vuota! Lei +non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano, +e il torto è mio. Come fanno? Non lo +so e non lo voglio sapere. È la solita canzone +della noia oziosa che fa cadere le donne nei romanzi +e nelle commedie, e che è venuta a fastidio, +tanto l'hanno ricantata. È una canzone +triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il +maggiordomo della mia casa e risparmiare il salario +di quello che mi serve. Non posso procacciarmi +io col mio lavoro nemmeno quelle cose +futili che, comprandole da altri, dànno da vivere +a tanta gente. Non ho ingegno che basti a farmi +scrittrice od artista e abborrisco dalle singolarità. — La +politica non m'interessa. Mi guardo +attorno e non vedo nulla, nulla che mi faccia +desiderare più un giorno che l'altro. La società +è mal fatta, ma non la cambio io. E intanto +la vita scende, scende inutile, uggiosa, +senza una gioia vera, senza un dolore fortificante, +smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa +il tramonto. È naturale, chi ha ingegno e fermezza +non cura di noi, noi siamo i parassiti +del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci tollerare<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +la vita o si chiudono nello studio o vanno +lontano per i mari o le terre deserte, in Africa +o al Polo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Come parla bene! Come sono contento di averla +conosciuta!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... +Dov'è andato or ora?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>A comperare un libro.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chissà che astruserie!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre +seguìto dappertutto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E l'ha comprato or ora?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non me ne parli. — Ne avevo un esemplare +vecchio a forza di rileggerlo, cui volevo un bene +dell'anima, l'ho perduto. Questo nuovo mi piacerà +meno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>L'ha con sè?<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Eccolo. (<i>trae di tasca un'edizione diamante</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare +un cambio? Eccole il mio. — In memoria della +mia fanciullaggine.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè non l'ho conosciuta prima d'ora?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A che servirebbe dacchè deve partire?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non sarei partito forse.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Male...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Nei giorni passati la gioia che provavo del +viaggio imminente, era turbata da un senso di +amarezza, che sembrava rimorso. Mi rimordeva +che non mi dolesse di partire. È triste lasciare +il nostro paese senza portare seco nell'anima la +emozione del rimpianto, il miraggio del ritorno. +Bisogna dire che la giovinezza mi ha dato ben +poco, se la vita austera che m'aspetta non mi +spaventa e se l'affrontarla non mi costa sacrifizio. +Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza +d'animo mi dicevo: a costoro il soggiorno<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +in patria dev'essere ben dolce, se credono sia +così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe +quando l'eroismo mi era tanto facile! Se avessi +avuto un vincolo qualunque che mi legasse alla +vita normale che vivono tutti, chissà se mi sarebbe +bastato il cuore di romperlo. Sono forte per +forza.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ne ringrazi la sorte.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che riporterò di laggiù? Se i miei studi mi +condurranno ad accertare una verità intraveduta +ed a scoprire una legge fisica, il mio nome andrà +per le accademie scientifiche, e sarà commemorato +nei consessi di gente vecchia e sazia della +vita. Avrò la coscienza di aver giovato alla causa +del sapere umano, ma mi basterà poi questo +premio ideale? Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava +tanto, stamane ancora avrei dato tutto +il mio poco avere per appianare gli ostacoli che +potrebbero trattenermi; come va che ora provo +una stanchezza sfiduciata che mi fa parere troppo +vicino il momento della partenza? Sono dunque +così instabili questi ardori, o non ho nell'animo +la fede pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio +attraverso il continente africano, un viaggio di +tre anni. In capo al primo volume c'è il ritratto +dello Stanley innanzi la partenza, in capo al<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +secondo quello dopo il ritorno. È partito giovane, +forte, bello, i capelli neri, la fronte piana, +su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una +giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi +capelli bianchi, capace di condurre un esercito +e degno d'imperare su d'un popolo, ma inetto +a far palpitare il cuore d'una donna. Che viltà +in questi pensieri! Ma ieri non ero vile. Oggi +mi pare così dolce ed umano esser debole.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non mi faccia pensare d'averlo scoraggiato io.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E se fosse la mia vera coscienza che parla? +Se l'orgoglio che m'ha accecato cadesse ora vinto +dal suo modo di essere così semplice e sincero? +Ho sognato di far camminare il mondo! Povero +illuso! La canzone che gl'innamorati ripetono +a memoria per dare un ritmo ai loro pensieri +d'amore contribuisce alla felicità umana più che +la scoperta d'una legge astratta della natura. +Vivere, ecco la ragione della vita.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, no, no, non parli così, glielo proibisco, +la mia parte sarebbe troppo odiosa. Vada, mi +lasci subito. Domani avrà scordato questo momento +di debolezza. L'avrebbe provato da solo +prima di partire. Addio.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che farò di qui fino a domani?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>stacca un fiore</i>)</p> + +<p>Mi dia quel libro. (<i>mette il fiore fra le pagine</i>) +Guardi dove lo metto: <span class="smcap">Le rimembranze</span>. Si ricorderà +di me? Non deve poi esser tanto difficile +nella solitudine.</p> + +<p class="center">(<i>Andrea le bacia la mano</i>).</p> + +<p>Chissà che vento gelido porterà via questo +povero fiore! Almeno lo porterà in luoghi dove +non ne crescono altri. Come stupiranno quelle +nevi d'una fogliolina di rosa!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Gliela ridarò al mio ritorno.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Al suo ritorno! Chissà cosa sarò diventata!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sono tanto stanca di questa vita! Oh! non +parlo di morire, sa, non sono sentimentale, e non +avrei coraggio.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che vuol dire?<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza +di vivere con gente che non stimo — un bel +giorno — per intonarmi cogli altri....</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh! — Prenda. (<i>le dà la lettera</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che cos'è?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>La lettera di suo zio. Rimango.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, no. Andiamo! — Che follia! Tenga quella +lettera. Vede bene che sono cattiva! La tenga, +non la voglio, le dico.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>la riprende — imperioso</i>)</p> + +<p>Perchè ha detto quelle orribili parole?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh, Dio! Perchè questa mia scontentezza è +superbia bella e buona; disprezzo gli altri perchè +mi credo di più di loro. Con che diritto mi +metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire +il giorno che la voluttà di profanare...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E non crede che se avesse un amico?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>incredula ridendo</i>)</p> + +<p>Ah!<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non come gli altri. Un amico, nulla più che un +amico non cupido, non intraprendente. Un uomo +che tremasse all'idea di vederla cadere da quell'altezza +dove s'è rifugiata, che volesse costringerla +a rimanere pura e nobile, per trovare in +lei la forza d'esser nobile e generoso, un uomo...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Dov'è quest'uomo?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Eccolo. (<i>straccia la lettera</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che ha fatto?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ho dato una ragione divina alla mia vita.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Torno da mio zio.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Le do la mia parola d'onore che non parto più.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non posso... non posso... come vuole che accetti? +Oh!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Voglio vivere, voglio vivere, non è lei che mi +trattiene, è la mia giovinezza, la mia ignoranza<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +della vita, è l'ardore di conoscere, di sentire, +di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo +mio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che rimorsi m'ha dato! che male le ho fatto! +No... No...!!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non insista, è inutile, non partirei per un +impero! — A domani, Marchesa — a domani!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! (<i>si copre il viso colle mani</i>).</p> + +<p class="center break"><i>Cala la tela</i>.</p> + +<p class="center break">FINE DELL'ATTO SECONDO.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> + +<h2><a name="ATTO_TERZO" id="ATTO_TERZO"></a>ATTO TERZO</h2> + +<div class="blockquot"><p>La stessa decorazione.</p></div> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA I.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Teodoro, Filippo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Programma. — Le corse saranno Domenica; +arriveremo a Napoli sabato notte. Gli appartamenti +all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per +andare alle corse due <i>stages</i> a quattro cavalli, +alla postigliona; ho fatto richiesta qui al capo +stazione di un vagone-salon; lo <i>champagne</i> lo +porteremo con noi per essere sicuri della marca. +Ho provvisto, ordinato, fatto i conti e vergato +colla mia bianca mano altrettante circolari, +quanti siamo della partita. Ora voi mi fate la +grazia di firmarle in modo intelligibile, non +senza prima avermi proclamato benemerito del +genere umano.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Siete un gran Filippo!<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>A voi.</p> + +<p class="center">(<i>Elena siede allo scrittoio e si mette a firmare<br /> le lettere</i>).</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>a Filippo, traendolo in disparte, sottovoce</i>)</p> + +<p>Se non l'avvertite non si fa in tempo. A che +ora viene la contessa?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Alle tre.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Fra un'ora. Con tutti gli altri?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Tutta la banda. E due domestici che porteranno +la statuetta della Tuffolina.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Parlate pur forte, non mi disturbate.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Oh! si parlava d'inezie. (<i>piano a Filippo</i>) Bisogna +avvertirla.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non è facile, non ne vuol sapere. Ha già dichiarato +alla contessa Gemma che la scommessa +era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare senza +dir parola. A cose fatte.....<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Bravo! e se piglia fuoco e ci fa una sfuriata? +È donna da rimandarli via tutti.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>D'altronde.....!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma che state congiurando?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Nulla. (<i>c. s. a Filippo</i>) Se Elena incaparbisce +in presenza di quegli altri a ricusare il pagamento +della scommessa, se ne fa una coda che +non finisce più. Si discorre già troppo del Dottore. +Andiamo..... coraggio!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>È un'ambasciata difficile..... vedrete.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ecco fatto.</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>c. s. a Filippo</i>)</p> + +<p>Proponete di aggregare il Sarni alla nostra +partita e poi secondatemi. (<i>Elena si alza</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vediamo. (<i>va allo scrittoio</i>) Benissimo. (<i>conta +le lettere</i>) Una... due... tre...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Giusto, quanti siamo?<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Tredici.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Bisogna trovarne un altro subito.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Certo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vediamo un po': Elvira Francofonte.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, siamo già tre donne..... bastano.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Della Carraia.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Pippo Termini.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Quello non sa di nulla.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma dite un po'..... E il dottor Sarni, non per +far quattordici..... ma.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Giusto. Diavolo! Come mai non ci si è pensato?<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Mettiamo quello, eh?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Se volete.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Se n'avrebbe per male e con ragione.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>E poi è un uomo!...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Oh! un uomo...!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ma..... ci vorrà venire?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che ne dite, Marchesa?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>sorridendo</i>)</p> + +<p>Credo di sì.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>con malizia</i>)</p> + +<p>Lo credo anch'io.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Dicevo per via della spesa.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Della spesa?!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Non se n'esce a meno di tre o quattrocento lire +caduno.<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ebbene?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Io non so gl'interessi del Sarni, ma abita una +cameretta ad un quarto piano.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Quinto, quinto; proprio sotto i tetti.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ci siete stato?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Una volta con D'Almèna.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'Almèna?!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Sono inseparabili. D'Almèna ci va ogni giorno.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>È del Club alpino. Sono cento quarantotto scalini.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Cento.....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E quarantotto. Un campanile. Non ho mai +tanto soffiato in vita mia.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>C'è della gente che ama la vista.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, +dove abita, credo un cenciaiuolo ambulante che +sciorina all'aria dei panni fantastici.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Povertà non è vizio. Il Sarni ama figurare, va +in società.....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Però. (<i>ad Elena</i>) Posso dire?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chi ve l'impedisce?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ecco, trovo che se spendesse in pigione la metà +di quello che getta in guanti.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ah sì, inguantato lo è.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E di che pelle se reggono a serrarlo come +fanno! Scommetto che a levarseli ci dura mezz'ora, +e quando li ha levati, la mano gli fa paff per distendersi; +non gli deve parer vero.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Per questo non li leva mai.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche +spreca in guanti.....<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Fa economia di cravatte.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Io glie ne conosco una sola.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Sarà un ricordo di qualche parente morto.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Diffatti è nera. E come se l'annoda!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ma ha dei buoni sentimenti.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ah questo sì..... per Dio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì..... Non ha pratica di mondo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma l'acquisterà.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ammogliandosi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vale a dire.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Nulla. Dico che acquisterà la pratica del +mondo prendendo moglie. Gli istinti signorili ce +li ha. Sta pur certa che non sposerà una borghesuccia<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +senza dote. E io l'approvo. È un uomo +che ama di salire.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto +scalini.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Tu dovresti aiutarlo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A far che?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>A trovare la sposa.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E senza cercar lontano.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Anzi. Senza uscire di casa.....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che significa questa scena? L'avete combinata +or ora. Capivo bene che stavate macchinando. +Non mi piace. Finiamola.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè +devi sapere..... (<i>scampanellata di fuori</i>) Oh Dio! +delle visite. (<i>a Filippo</i>) Che siano loro già?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>No, no, è troppo presto.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Non puoi far dire che non ricevi?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A quest'ora il portinaio ha già fatto passare. +Quello era il campanello del portinaio che avverte +quassù. Filippo, guardate dalla veranda +chi è.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>corre al fondo, s'affaccia alla finestra</i>)</p> + +<p>Il dottor Sarni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>A quest'ora?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Mandalo via, fammi il piacere, ho assolutamente +bisogno di parlarti.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come si fa?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Gran cosa! Lo congedi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, e voi altri che siete qui e rimanete?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Noi andiamo di là..... non ci si fa vedere. Sul +serio, abbiamo urgente bisogno di parlarvi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che seccatura.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Venite, Marchese?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Non ti concedo più di dieci minuti.</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Il dottor Sarni. (<i>Teodoro e Filippo scappano per +la veranda mentre entra Andrea</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA II.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Buon giorno, Marchesa. (<i>le porge un mazzo di +fiori di campagna</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che vuol dire? (<i>senza prenderli</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sono fiori dei campi che ho raccolto stamane +in una lunga passeggiata che ho fatto. Ne torno +adesso. Per questo sono venuto ad un'ora insolita. +Stassera sarebbero stati appassiti. Non li +prendete? (<i>Elena li prende e li posa sul tavolino</i>). +Che avete? Mi sembrate sopra pensieri.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che buona camminata che ho fatto. Ci sono +andato per riflettere a certi miei interessi, ma +poi, l'aria, la campagna e mille pensieri giovanili +che sorgevano dentro di me me ne hanno distratto. +Ho passato una mezza giornata deliziosa, +girellando nei prati come un ragazzo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Con quell'abito?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè? non va?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Anzi è magnifico.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che +mi è capitato, avevo altro per la mente.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Si sa, gli uomini superiori.....</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>colpito</i>)</p> + +<p>La mia toeletta ha il bene di occuparvi molto +quest'oggi (<i>getta con violenza i fiori sul tavolino</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! mi dispiace. (<i>prende i fiori e va a metterli +in un vaso sul camino. Silenzio, Elena torna presso +Andrea</i>). Ho detto perchè avete l'aria di essere in +visita diplomatica.<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perdonatemi! Sono uno sciocco. Ho preso in +mala parte delle osservazioni giustissime. Vi ringrazio +d'esservi spiegata; quelle parole mi avevano +fatto tanto male. Dovevo saperlo che siete +buona. E poi non vi ho forse pregato io stesso di +intraprendere la mia educazione mondana?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Badate che vi mando via ora.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Mi mandate via!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, ho da fare.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Un momento.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non posso..... devo uscire.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non mi lasciate accompagnarvi?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No..... no..... andate.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Se sapeste.....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non insistete..... addio.<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non arrivederci?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma sì, come volete, a rivederci.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che vi ho fatto?</p> + +<p class="center">(<i>Elena si mostra impaziente</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Vado. Dovete uscire? sola?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Credevo con vostro zio e con Landucci. Li ho +veduti che scappavano di là quando io entravo: +ciò vuol dire che vi aspettano. (<i>pausa — con impeto</i>) +Come mi trattate male! (<i>via precipitato</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA III.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Teodoro</span>, poi <span class="smcap">Filippo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">TEODORO (<i>appena via Andrea sbuca dalla<br /> veranda +e chiama:</i>)</p> + +<p>Filippo!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Eravate là?<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>C'ero io solo. Ero venuto a sentire se se ne andava.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e +la parentela non bastano a giustificare un'indelicatezza.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Come la pigli!</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>arrivando</i>)</p> + +<p>È andato?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, parlate..... che volete?</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>A voi l'ambasciata.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Mi caverà gli occhi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere +scortese per niente, spero. Che cos'è?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>A momenti arriva la contessa Gemma coi +soliti.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Qui? A far che?<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in +trionfo la statua della Tuffolina, un vero oggetto +d'arte.</p> + +<p class="center">(<i>Elena va al campanello per suonare</i>).</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Che fai?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ordino la carrozza, esco, e non voglio essere in +casa, e non voglio che in mia assenza si riceva +nulla. Ho già detto a Gemma che la scommessa +non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il +pagamento. Ho accondisceso per farvi piacere a +congedare il dottor Sarni, ma non posso permettere +che gli si manchi di rispetto in casa mia. +Filippo lo sapeva, e mi fa meraviglia che abbia +accettato di portarmi una simile ambasciata.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Che vi dicevo io?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi +perde come chi vince.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ti ripeto che la scommessa non regge. È una +assurdità. Il dottore non ha rinunziato al viaggio +per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma,<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +il giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. +È rimasto.....</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Per sposarti, lo so.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Sei tu disposta a sposarlo?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che pazzia!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Non si discorre d'altro per tutta Roma.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Questo segue una volta al mese. Mi hanno già +fidanzata con dieci altri.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Del vostro mondo. Se io vi fossi sempre tra i +piedi non ne avreste altro danno che la seccatura. +Tutti sanno ch'io sono l'ozio personificato, e il +tempo che vi dedico ha così poco valore, che nessuno +sospetta mi diate nulla in ricambio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sicchè son condannata a non circondarmi che +di.....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>D'imbecilli volete dire..... dite.<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Il mondo vuole che ognuno viva con gente del +proprio stato. E ciò non per alterigia, ma perchè +sieno allontanati quant'è possibile i sospetti di +cupidigia intorno le combinazioni che possono +nascere dalla convivenza. Il dottore ha troppo +da guadagnare sposandoti, perchè non si veda in +ogni suo atto una macchinazione per arrivarci. +Se fosse già andato e tornato dal suo viaggio, la +celebrità meritata e la fortezza mostrata, pareggierebbero +forse le vostre condizioni. Ma si è +mostrato debole, è naturale che lo si creda interessato. +Tu non puoi avere di lui una stima +troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo intimo e +lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che +ne sei innamorata. Ora un matrimonio d'amore +tollerabile, è qualche volta lodevole in un uomo, +è quanto c'è di meno elegante per una signora.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma chi ha mai pensato...?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Tu no, ma il dottore certo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è vero.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Lo si vede in ogni luogo dove tu sei.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non ce lo porto io.<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Oh no! per questo c'è D'Almèna che lo serve.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'Almèna!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Sono inseparabili, ti ho detto. Sai che mi rispose +D'Almèna quando gli domandai perchè non +si faceva più vedere in casa tua?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Qualche impertinenza.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Mi ha detto: pregherò vostra nipote di volermi +ricevere quando sarà diventata la signora Sarni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Testuale!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>L'ha detto anche a me.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'Almèna può dire quello che gli piace.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. +Ciò tronca le dicerie, e risponde vittoriosamente +a D'Almèna.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ad ogni modo decidete subito. Se persistete +nel rifiuto corro ad avvertirne la contessa. A non +volerla ricevere quando fosse venuta, lo scandalo +sarebbe grave. Vado?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Mi dài la tua parola d'onore che D'Almèna ti +ha risposto a quel modo?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Parola d'onore.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>Anche a voi?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Anche a me, e in presenza d'altri. Vado?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, rimanete. D'Almèna rovina tutte le cause +che prende a difendere.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Badate, saranno qui a momenti. Sono in sette +od otto. Non volete servire un Lunch?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, come vi piace, combinate voi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Mi nominate vostro Maggiordomo? Do gli ordini?<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center"> +(<i>Filippo va a suonare il campanello vicino al camino,<br /> +vede i fiori d'Andrea, li guarda, li fiuta e li<br /> +mette a posto. S'avvia verso la veranda. Quando<br /> +entra Anselmo gli parla sottovoce</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>a Teodoro</i>)</p> + +<p>Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi +impedire la scommessa, rifiutarmi quella lettera, +darmi allora quei consigli che mi dài adesso.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Chi poteva immaginare che sarebbe rimasto? +Ti prende il rimorso? Va là che non gli è parso +vero di salvarsi da un eroismo precipitato. Non +è piacevole morir di freddo e di scorbuto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E se fosse stato uomo da partire?</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Sarebbe partito. Tu l'hai pregato di rimanere?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, anzi!</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia +le tue rendite.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vorrei esserne sicura. (<i>Anselmo via</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ecco fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. +Dove avete preso quei bei fiori dei campi?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Avete combinato?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gettateli via.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ormai tanto vale eh? Fate. (<i>scampanellata</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Eccoli qui.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Zio, fammi il piacere, valli a ricevere, io verrò +subito, ma non ero preparata a fare del chiasso. +Andate anche voi, Filippo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Scusate, mi avete nominato Maggiordomo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Bene, gli ordini li avete dati, ora.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>avvicinandosi a lei sottovoce</i>)</p> + +<p>Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh?<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Restate, se vi piace.</p> + +<p class="center">AMBROGIO</p> + +<p>La Contessa del Pallio.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Eccomi. (<i>via. Ambrogio va alla veranda e prepara +la tavola con Anselmo</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IV.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>ad Elena che è rimasta seduta, in tono serio</i>)</p> + +<p>Lo amate?</p> + +<p class="center">ELENA (<i>alza gli occhi, lo guarda, +li vede i fiori all'occhiello</i>)</p> + +<p>Datemi quei fiori.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Quegli altri?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, quelli che avete voi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Mi avete permesso....<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ed ora ve li chiedo. (<i>Filippo glieli dà, essa +prende anche gli altri e va a gettarli tutti dalla finestra</i>) +Così. (<i>dalla stanza vicina si sentono chiacchere +e risa</i>) Chiudete quell'uscio.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>È chiuso.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come parlano forte! — Sarni e D'Almèna sono +proprio tanto amici?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma sì, mi fa meraviglia che me lo chiediate. +Appena seppe che il Dottore non era partito, +D'Almèna gli portò il suo biglietto di visita, e +cominciò a rimorchiarlo dappertutto.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle +parole?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Quali?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che non avrebbe più posto il piede in casa +mia finchè non fossi diventata la Signora Sarni?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Certo, e non c'ero io solo.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>avanzandosi</i>)</p> + +<p>Andiamo di là?<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Con quel viso scuro?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, no. (<i>ridendo</i>) Sono di buonissimo umore; +vedrete. Andiamo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Aspettate un momentino.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per far che?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Voglio dirvi una cosa. Se proprio non amate +il Sarni...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma no, che sciocchezza!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E se siete disposta a diventar quella d'una +volta...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Cioè?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Cioè gaia e senza pensieri.... avvertitemene, +io mi ecclisso.... perchè avrei paura d'innamorarmi +di voi. (<i>Elena ride</i>) Ho capito che stavo +innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi +mutata. Ora seria e pensierosa, mi piacevate +meno... ma se tornate quella di prima... +ve l'ho poi detto.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, sì, andiamo, andiamo. (<i>Lo prende a braccetto +e s'avviano a sinistra. Appena i due hanno spalancato +l'uscio che va nell'altra camera, si sente da +quella un oh! generale. S'intravedono due o tre uomini +venire incontro ad Elena. Grido: — La Corte — applausi +dall'altra camera</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA V.</h3> + +<p class="blockquot">Rimangono in scena soli <span class="smcap">Ambrogio</span> e <span class="smcap">Anselmo</span> che stanno +dietro la tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola +un <i>samovar</i> acceso, bottiglie di Champagne ed altri +vini. Bicchieri e tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte +giungono forti risate, poi ad un tratto un Oh! di sorpresa +seguìto da un mormorio. Entra precipitoso Filippo, +va alla tavola e dice:</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Un bicchier d'acqua, presto. (<i>Lo prende e correndo +lo porta di là. Sull'uscio Paolo e Rulfi vengono +precipitosi</i>).</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Cognac, Cognac!</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>No, Marsala, meglio Marsala. Ambrogio, presto +un bicchierino di Marsala. (<i>Ambrogio serve</i>).</p> + +<p class="center">ANSELMO</p> + +<p>Qualcuno si sente male?</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Sì, la Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VI.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Teodoro</span>, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, +cioè: <span class="smcap">Gemma, Del Sannio, Rubaconti, Sarni, +Lerici</span>, poi <span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Filippo</span>, poi di nuovo +<span class="smcap">Teodoro</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">TEODORO (<i>a Paolo e Rulfi</i>)</p> + +<p>Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa +una storta al piede e il dolore l'ha fatta impallidire +a quel modo. Non è nulla, discorre, vedete.</p> + +<p class="center">PAOLO</p> + +<p>Meno male.</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>entrando, a Teodoro che torna di là</i>)</p> + +<p>È bello e passato. Ora viene. (<i>Rubaconti e Del +Sannio entrano con Gemma</i>).</p> + +<p class="center">PAOLO (<i>a Gemma</i>)</p> + +<p>Voi non state di là?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno +sguardo tragico. La storta la vuol dare a noi. +Quello era uno svenimento bello e buono.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Amore! Amore!<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Non la credevo così presa.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Eh quel dottore? Invece d'andare al polo è +arrivato a Cipro.</p> + +<p class="center">TUTTI</p> + +<p>Ah! Ah! (<i>ridono</i>).</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Come ha detto? Non ho capito.</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Che il dottore invece d'andare al polo è arrivato +a Cipro.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Ah! (<i>non capisce ma ride</i>) Eh! Eh!</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Ne capisci meno di prima.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Oh! bella cosa. È arrivato... ma no, se non +è partito.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Cipro è un'isola dove è nata Venere, la dea +degli Amori.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Vedo.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Non ci siete. Sarni voleva andare al Polo, n'è +vero?</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E invece s'è innamorato della Marchesa e +l'ha innamorata di sè. È arrivato a Cipro.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Ah! Ah! bellissimo! Cipro è la patria... bellissimo, +bellissimo. (<i>s'allontana</i>).</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Ora lo va a ridire. E lo dà per suo. Ripete +per suoi tutti i detti che gli riesce di capire.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Glielo regalo.</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>L'avete visto, contessa, in istrada?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Chi?</p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Il dottor Sarni; era fermo sull'angolo della +casa qui sotto.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Possibile? Ci ha veduti entrare?<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p> + +<p class="center">RUBACONTI</p> + +<p>Oh certo. L'ho mostrato a Rulfi che ci ha fatto +una risata.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Sfido, era troppo comico. Aveva un'aria di +cane bastonato.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>tornando con D'Aspri, Filippo e gli altri</i>)</p> + +<p>Ah bella, bella, bella, Gemma ti ringrazio. +Quella statuetta è un capolavoro.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>La terrai nel tuo salone?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Certo. Ci sta così bene! Voglio che tutti la +vedano.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>È un trofeo di vittoria.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>I capitani veneziani tenevano nel loro salone +il fanale delle galee vinte al nemico.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Qui manca il nemico.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Ecco il prodigio della vittoria.</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>tornando dal salone</i>).</p> + +<p>Elena!<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico +di fare il brindisi in mio nome.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Ai vostri begl'occhi, contessa!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io +l'eroina qui. Un brindisi a me non è possibile.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>È passabile.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Ma passibile d'uno migliore.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>A buon conto è passato. (<i>tutti ridono</i>).</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Lo farò io. Ai viaggiatori che rimangono.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No! ai viaggiatori che partono.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Ah che ingratitudine! (<i>tutti bevono ridendo</i>).</p> + +<p class="center">DEL SANNIO (<i>a Pardi e Lerici che stanno +presso<br /> la porta che mette al salone</i>)</p> + +<p>Ho avuto occasione di dire un motto che fu +trovato spiritoso.</p> + +<p class="center">PARDI</p> + +<p>Fuori.<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Sapete che il dottor Sarni è innamorato della +Marchesa Elena?</p> + +<p class="center">LERICI</p> + +<p>E viceversa.....</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Ebbene, ho detto che il dottore volendo andare +al Polo, è arrivato a Capri. (<i>i due restano +seri</i>) Non capite?</p> + +<p class="center">PARDI E LERICI</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>A Capri, è arrivato a Capri!</p> + +<p class="center">PARDI</p> + +<p>Ho inteso, e poi?</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Pare impossibile!.... Capri è un'isola.</p> + +<p class="center">LERICI</p> + +<p>Vicino a Napoli.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Dov'è nata Venere.</p> + +<p class="center">LERICI</p> + +<p>Cipro vuoi dire.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Andrea</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">SERVO</p> + +<p>Il signor Sarni.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Ci..... (<i>vede Andrea</i>) Diavolo! (<i>s'allontana. Lerici +e Pardi s'allontanano ridendo</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Li faccio scappare. (<i>si guarda indosso per vedere +se ha nulla di singolare</i>) Sembrano ridere di me. +(<i>va verso il gruppo dov'è Elena</i>) Marchesa, ho visto +entrare questi signori coll'aria così allegra che +non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. +(<i>a Gemma</i>) Contessa. (<i>nota l'imbarazzo di tutti</i>) Si +direbbe che faccio l'effetto dell'ombra di Banco. +(<i>verso Elena cercando intavolar discorso per uscire +d'imbarazzo</i>) Ho visto di là un oggetto d'arte +che non avevate ieri.... una statuetta bellissima.</p> + +<p class="center"> +(<i>Rulfi scoppia in una risata, cercando invano<br /> +di contenersi</i>).<br /> +</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Pare che senza accorgermene dico delle cose +molto lepide.<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>volendo accomodare</i>)</p> + +<p>No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Ma sì, è Filippo che... (<i>s'allontana ridendo con +Filippo</i>) È troppo comico.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>fra sè</i>)</p> + +<p>Ridono di me!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>s'alza e segue Rulfi e Filippo</i>)</p> + +<p>Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio +guai!</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>cogliendo il momento che Elena +sta per<br /> tornare vicino a Gemma</i>)</p> + +<p>Ho fatto male a tornare?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Lo domando a voi. Devo aver detto un'ingenuità.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! siete così ingenuo?!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Lo sapete?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Io non so nulla; lo saprà il vostro amico +D'Almèna.<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>D'Almèna!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non è vostro amico?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Amicissimo.... ma....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non vi domando spiegazioni... e non mi parlate +piano, ve ne prego.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Con che tono me lo dite!.... per carità.....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Zio! (<i>chiama Teodoro</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ah! (<i>colpito, addoloratissimo</i>).</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>accorrendo</i>)</p> + +<p>Mi hai chiamato?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma +lo faccio io, tu mi aiuti.</p> + +<p class="center">TEODORO</p> + +<p>Volentieri.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>è tornato nel cerchio dove c'è Gemma.<br /> +A Gemma che si vuol levare</i>)</p> + +<p>No, no, ancora un momento.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Dite delle cose impossibili.</p> + +<p class="center">PARDI</p> + +<p>Le dice perchè non le può fare.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Con voi non si può discorrere. (<i>si alza</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Badate, contessa, che se vi allontanate, dico +una parola sottovoce a questi signori.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Che parola?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Volete sentirla voi prima? Ma nell'orecchio.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>No, no. (<i>s'allontana</i>).</p> + +<p class="center">TUTTI (<i>a Filippo</i>)</p> + +<p>A noi... a noi...</p> + +<p class="center"> +(<i>Filippo li raccoglie e parla piano.<br /> +Tutti scoppiano dalle risa</i>)</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Voglio sentire anch'io.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sì, venite, venite, Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA (<i>s'avvicina ad Andrea che è ritto<br /> +vicino al camino</i>).</p> + +<p>Che ha? Perchè sta in disparte? Ha l'aria +di cattivo umore.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda +lei. Sono capitato qui a sproposito, eh? +Mi spieghi. Qualunque cosa mi dica, se anche +mi dovesse offendere mortalmente, gliela perdono +e la ringrazio fin d'ora. Che fa qui tutta +questa gente?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Siamo venuti a portare alla Marchesa il pegno +d'una scommessa.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Quella statua?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E la scommessa?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Oh! una cosa da nulla.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma perchè la mia venuta ha messo tanto imbarazzo? +Si parlava di me? Lo so bene che +quelli non mi sono amici. Che dicevano?<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Perchè non è partito pel suo viaggio lei?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non me lo domandi. Perchè non ero degno +di farlo.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la +Marchesa.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Questo si diceva al mio arrivo?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>E dicono che la Marchesa si fosse vantata di +volerlo trattenere per esperimentare il potere +de' suoi vezzi.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È un' infamia!....</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Certo, se fosse...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Dico la voce che è un' infamia. La Marchesa +è incapace... oh!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Eppure io stessa.....</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non è vero, non è vero! (<i>vuol passare nel mezzo</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Per carità, non facciamo scandali.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ha ragione. Questa gente non ne vale la pena.</p> + +<p class="center">GEMMA (<i>agli altri</i>)</p> + +<p>Andiamo.</p> + +<p class="center"> +(<i>Tutti s'alzano</i>) +</p> + +<p>Per la gita a Napoli è inteso?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, riceverete la circolare.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Va bene. Addio, cara.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E grazie. (<i>piano a Filippo</i>) Filippo, fate di portar +via il dottor Sarni, non voglio spiegazioni.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Subito. (<i>mentre gli altri fanno i saluti s'avvicina +al dottor Sarni</i>) Viene con noi, dottore?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center"> +(<i>Filippo s'inchina e torna ad Elena<br /> +cui parla sottovoce</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>ad Andrea</i>)</p> + +<p>Devo uscire, ve ne avverto.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Me l'avete detto un'altra volta, non era vero,<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +v'aspetterò. Voglio parlarvi, doveste farmi cacciare +dai vostri domestici.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Va bene. (<i>s'allontana</i>).</p> + +<p class="center">TEODORO (<i>ad Elena</i>)</p> + +<p>Se credi, io rimango.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, tanto vale, la faremo finita, addio. (<i>Tutti +partono. Elena li accompagna</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VIII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Andrea</span>, i due domestici, poi <span class="smcap">Elena</span>.</p> + +<div class="blockquot"><p>(I due domestici vanno e vengono sparecchiando).</p></div> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA (<i>tornando ai domestici</i>)</p> + +<p>Lasciate pure. (<i>i domestici escono</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IX.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span></p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di +aver passato tre ore con voi in discorsi intimi<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +e confidenti, oggi vi trovo avversa e sprezzante. +Questo mutamento dev'essere il frutto di qualche +enorme inganno. Siamo circondati di gente +invidiosa e cattiva. Qualunque cosa vi abbiano +detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li +confonda. Avreste dovuto accertarvene prima di +offendermi. Io quando v'intesi calunniata sentii +tutto l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra +innocenza.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Calunniata? D'Almèna forse?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È la seconda volta che lo nominate..... Ciò +mi prova che l'insidia colpisce anche lui. D'Almèna +non mi ha mai parlato di voi.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>ironica</i>)</p> + +<p>Poveretto!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad +un nemico..... Che pensate di me? Ho diritto di +saperlo!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Diritto?.....</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra +e datami la vostra confidenza e carpitami +la mia, pretendo sapere se tutto ciò non fu che<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +un inganno atroce, e se voi ne siete vittima +con me, o colpevole.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Dio! le grandi frasi! Che vi ho fatto? Andiamo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Avete tollerato che in casa vostra i vostri +amici ridessero di me, e li avete secondati. +Quando vi supplicai tremando di una parola +onesta, avete troncato netto il discorso, chiamando +ostensibilmente vostro zio, perchè apparisse +chiaro che sdegnavate di parlarmi. Non +si farebbe altrimenti con un uomo disonorato. +Ho sofferto una tortura senza nome, e non potevo +che o scoppiare brutalmente, e mi contenni +per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento +tacendo. Non conosco l'arte di mordere +sorridendo. Non sono elegante io come quelli +che vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; +ma in dieci giorni volendo, potrei essere quello +ch'essi sono, essi in dieci anni non potrebbero +diventare quello che sono io. Dovete vedere al +mio viso ed alla violenza delle mie parole che +soffro un dolore mortale. Di che mi accusano? +È così velenoso quello che mi dovreste dire, +che non osate profferire parola?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Chiedete al vostro amico D'Almèna che vi +ripeta ciò che va dicendo di voi e di me.<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Lo chiedo a voi dacchè lo sapete. Egli è incapace +di offendermi e di offendervi. La sua +onestà è così intatta come la vostra, ma la sua +amicizia è ben più salda.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E disinteressata....</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>La sua, sì. Non la mia per lui. Gli debbo +una gran riconoscenza.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Lo confessate!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E voi lo sapete dunque! Quando ebbi rinunziato +al mio viaggio, mi sentii caduto dal buon +concetto dei miei amici, ho patito i motteggi +dei vostri, ho veduto della gente guardarmi +sogghignando; in voi stessa nei primi giorni +appariva una sfiducia che credetti di aver +poi dissipato. D'Almèna solo venne da me non +cercato, mi sostenne contro me stesso, rimproverandomi +sempre il mutato proposito, ma +mostrandomi di non attribuirlo a viltà. Non +basta. Due mesi fa occupavo una cattedra di +scienze fisiche in un grande istituto privato; +quando mi decisi per la spedizione rinunziai a +quel posto che si dovette dar subito ad altri. I<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +miei pochi risparmi erano quasi tutti andati +negli apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo +pensare a vivere. Il futuro non m'inquietava, il +mio nome è noto nel mondo della scienza ed ho +già offerte per l'anno venturo; ma il bisogno +era urgente...</p> + +<p class="center">ELENA (<i>attentissima</i>)</p> + +<p>E D'Almèna?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza +parlarmene mi offrì di collaborare a giornali +quotidiani e settimanali, e mi pregò come di +un favore, perchè accettassi di dare lezioni +private.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Volevo vivere nel vostro mondo, seguirvi ai +teatri, ai balli, non apparirvi da meno degli +altri. Quando la sera esco di casa vostra e mi +riduco nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare +articoli di scienza volgare. E la mattina +corro da un capo all'altro di Roma a dar +lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi +o stupidi o svogliati che tremano dell'esame. +Le ore del sonno le rubo qua e là nei ritagli +di tempo, perchè voglio e devo anche lavorare<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +per me, per la mia scienza, che è il mio avvenire, +la mia coscienza, il mio diritto alla vita. +Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà +il mio giorno, ne sono sicuro, vi amo troppo +per non sapermelo conquistare; ma voi mi avete +tolto la gaiezza della mia povertà, e scemata +la fede nel premio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perdonatemi.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. +Ero così orgoglioso di nascondervelo. Mi +insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza delle +mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole +cure mi avviliranno agli occhi vostri: questo +timore che mi è così amaro che vinca il risentimento +dell'offesa patita. Elena, la collera è +fiaccata, ve ne supplico, ditemi di che mi hanno +accusato.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non parliamone più. Scordate quel cattivo +momento, non fatemi vergognare di me stessa.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No, le male erbe vanno sradicate. Pensate +che la calunnia ha potuto farvi scordare il mio +amore che conoscevate benchè non ve ne avessi +mai parlato. È vero?</p> + +<p class="center"> +(<i>Elena acconsente volontariamente</i>). +<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E ha potuto farvi scordare il vostro, Elena, +perchè voi mi avete amato, perchè nel fondo +del cuore mi amate ancora, non vi chiedo che +lo diciate, lo sento. Ieri sera quando mi levai +per salutarvi mi avete guardato con degli occhi +così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha +cercato il mio, caldo come una vampa, mite +come una carezza materna. Lunedì al teatro +nel vostro palco quando sedetti accanto a voi, e +stretto dalla folla dei visitatori, il mio braccio +premette tutto il vostro, ho sentito il brivido +che vi prese al mio contatto, e al ballo della +Neddinngton avete portato nel corsetto quella +rosa pallida che vi avevo dato io, e quando vi +cadde a terra, la coglieste voi stessa, premurosa +che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi +amate e la gente volgare è nemica dell'amore, +non sa che trastullarsene od ucciderlo.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perdonatemi.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No, no, non basta od è troppo. Troppo, perchè +non ho più rancori, ma non basta per la nostra +pace. Ditemi, ditemi, Elena..... dimmi, di che +mi hanno accusato?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +parole, avevo l'animo esacerbato, voi me lo avete +rasserenato. Sono tanto contenta di voi! È così +buono credere e confidare! Non attristiamoci con +cattivi ricordi. Dimentichiamo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ebbene sì, dimentichiamo. Ma la grande parola +è profferita, Elena, dimmi che mi ami, dimmelo, +ripagami dalle torture che mi hai fatto soffrire, +dimmi che sei mia!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No, Andrea, Andrea!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Una parola. — Te ne chiedevo una amara. — Dammi +la più dolce di tutte!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Per carità, per carità, restiamo così! Era pur +bello il nostro dolce silenzio cosciente; quando +si è sicuri di una cosa buona, perchè guastarla +con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco +dalla sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che +volete da me? Che diventi la vostra amante? +No, no!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Sei libera... sii mia... sii mia moglie.</p> + +<p class="center">ELENA (<i>ritraendosi rapidissima</i>)</p> + +<p>Ah!<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Elena! Elena! Che avete, Elena? M'inganno, +è vero? M'inganno! — Tacete?! (<i>lunga pausa</i>) +Questo vi avevano detto? E l'avete creduto...! +Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro amore +meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore +mi sospettate cupido delle ricchezze. Ah! +mi dài il tuo cuore, e per poco non il tuo corpo... +e difendi lo scrigno...! Ma allora è vero? quello che +mi diceva or ora la contessa? Ed io l'ho trattata +di calunniatrice! È vero! Sono stato il +vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i +vostri vezzi. Ditelo, ditelo che è vero! Quella +era la scommessa...! Quella statuetta ignuda e lasciva, +era il pegno della vostra vittoria. E hanno +riso di me. Lo credo. Non avrei riso io pure +dello scimunito che si fosse impigliato in quei +lacci?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! ho paura!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Addio, Marchesa! La più sfrontata <i>cocotte</i> +non avrebbe fatto meglio di voi. (<i>fugge</i>).</p> + +<p class="center"> +(<i>Elena impietrita non ha nè voce nè moto</i>).</p> + +<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p> + +<p class="center break">FINE DELL'ATTO TERZO.<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p> + +<hr /> + +<h2><a name="ATTO_QUARTO" id="ATTO_QUARTO"></a>ATTO QUARTO</h2> + +<p class="blockquot">In casa della Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco +rischiarata. Invetriata a destra che mette in giardino. Al +fondo, due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è +un ballo.</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA I.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Filippo</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Qui non verrà nessuno. Di là ballano.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che mistero!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ti prego di parlarmi come ad un fratello.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah no! Che servirebbe aver dei fratelli se la +fraternità s'improvvisasse alla prima richiesta?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Come ad un amico.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Credi che la Marchesa ami il dottore?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che Marchesa e che Dottore?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Lo sai.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ci sono di là almeno quindici marchese e mezza +dozzina di dottori.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Va bene. La Marchesa Elena e il dottor Sarni.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non vado più dalla Marchesa, credo che nemmeno +il Sarni ci vada; tu che sei di casa lo +devi sapere meglio di me.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non mi vuoi rispondere?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco +una sola persona che sia in grado di darti +le informazioni che desideri, e questa è la Marchesa. +Domandane alla Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Gliel'ho domandato.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Benissimo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E mi ha detto che non era vero.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ed eccoti contento.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>D'Almèna, D'Almèna, ti parlo sul serio. Tu +vedi un uomo martoriato. Sei così avvezzo a sapermi +di buon umore, che non ti deve parer +vero. Ma è così. Mi sono rivolto a te perchè sei +un uomo di cuore e discreto. Un altro terrebbe +la mia domanda come ad uno sfogo di vanità. +Tutti credono che la Marchesa abbia saltato il +fosso con me e non è vero!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah!... non è vero?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ecco... ti dirò...</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah! Non voglio confidenze.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Lasciami sfogare. T'ho chiamato per questo. +Non ne posso più. Sai che un mese fa ci dev'essere<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +stata una scena violenta fra la Marchesa e +il Sarni. Lui deve aver indovinato la storia della +scomessa; lo sai?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai +fatto parola.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Nemmeno essa. Ma l'indomani la trovai così +abbattuta che venni in sospetto della cosa. Poi +a vedere che il Dottore non si faceva più vivo, +ne fui sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, +cogli occhi rossi, cattiva con me, avversa a suo +zio, tanto che il marchese Teodoro finì per aversene +a male sul serio. Una mattina la incontrai +nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi, arrossì +e cercò delle scuse, l'indomani mi appostai +e la rividi passare; ma se essa avesse indovinato +il mio spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, +per cui non m'avventurai a tenerle dietro. +Aspettai che tornasse. Se veramente fu in casa +del Dottore, non ce lo trovò, perchè ne tornò +quasi subito. So che gli scrisse. Un giorno che ero +solo nel suo salotto, la posta portò una lettera +dove c'era l'indirizzo del Sarni scritto di pugno +dalla Marchesa, e sotto questo, che era stato +cancellato con un tratto di penna, l'indirizzo +della Marchesa scritto da una mano virile. Ignoro +se fu la sola. Quel Sarni è un villano. Questo<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +fu il primo capitolo della mia storia, e durò +una diecina di giorni. Veniamo al secondo. — Una +sera ricevo un biglietto: Caro Filippo, +Accompagnatemi al teatro. Elena. Corro. Le +moine che mi fece non te le posso dire. E più +veniva gente e più mi vezzeggiava, tanto che +il palco finì per vuotarsi e si rimase soli. Io +capii il latino. Questa, al solito, mi sventola +come una bandiera per farsi scorgere. E vada. +L'impiego non è cattivo.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E combina colle tue teorie.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Quali?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>In materia d'amore, colle donne eleganti, non +preferisci il parere all'essere?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sì, quando dura poco, e il parere non ha fondamento. +Ma qui! Qualche volta sembrava volerci +credere anch'essa.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Bravo, le tue famose bricciole.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma no. Che non c'erano più. Quando non +parevo, le baciavo la mano, qualche volta mi<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre +tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già +meglio così, perchè colla fame che mi strugge... +Se non si trattasse che di far le visite come gli +altri, passi, ma chi è buono a reggere per delle +settimane con una donna come quella, a vederla +ogni giorno e ogni sera, spesso sola, a sentirla +stuzzicarvi di proposito, ora con slanci di gaiezza +disordinata, ora con frasi temerarie, ora +con amarezze, ora con certe faccie peccaminose +che farebbero squagliare un patriarca; chi è +buono a durare tanto tempo al gioco pericoloso +dell'amore, a parlar d'amore, a ridere d'amore, +a far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte +le salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi +scosso, aggirato, trascinato, flagellato, morso e +strozzato da quest'amore maledetto e perderci la +pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca +testa che vi regge sul collo? Sono innamorato +come uno studente.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Di che ti lagni se essa lo vuole?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole? +È impazzita. Un giorno mi dice: Filippo, andiamo +in Isvizzera? Quando? Domani. E via progetti +sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa +una nuvoletta, e servitore! sarà per un'altra<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +volta. Si fa per chiasso, s'intende, ma bisogna +esserci al giuoco ed inghiottire tutta l'acquolina +che inghiottisco io! E poi, chi lo dice +che si fa per chiasso? O non è donna da partire +davvero sul momento? E quel satanasso +d'un Dottore che trova modo d'andar per le +gazzette ogni giorno! Lo capisci? Un uomo che +mi contrasta, e non lo vedo che stampato. L'altra +settimana, già lo sai, quando il Tevere arrivò +fino al Corso, il Sarni vede un vecchio in pericolo +di vita, si butta in acqua nella corrente e +lo salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto; +ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. +Era il giorno appunto che si parlava della +Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho già traversato +il Gottardo una diecina di volte....... +idealmente. Capita il giornale: l'eroismo del +dottor Sarni. Crac; il treno si ferma, il Gottardo +non è più forato, la Svizzera è sfumata. +E le assenze? Sul più bello d'una mia volata +lirica, mentre mi sto maravigliando meco stesso +della mia eloquenza, la guardo, è trasfigurata. Gli +occhi le vanno lontano..... nel paese dei dottori; +capisco che sorride ad immagini che io non so +destare, che piange per dolori che non mi riguardano, +il suo sguardo ha delle dediche intenzionali +che mi fanno le corna. Un asino del +tutto non sono. Le cose chiare le intendo. Se +quella donna un giorno o l'altro farà la corbelleria, +sarà per amore d'un terzo. Mi capisci?<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ti spieghi così bene!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Senti: è onestissima, piena d'ingegno, di grazia, +di coltura, buona se occorre.....</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ma...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ho detto: ma?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No, l'ho detto io.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ah! perchè io..... Dicevo dunque che è un'onestissima +donna, piena d'ingegno, di cuore.....</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Avanti... di cuore...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma...</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>L'hai detto tu.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ma considera la pace d'un galantuomo come +una cosa secondaria.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Eh già! Non sono io che l'ho fatta così.<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Nemmeno io.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del +dottor Sarni. Tu ce l'hai incoraggiata.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che m'importa di quel sapiente?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Bravo, e a lei che importa di te?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Giusto.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E nota che il Sarni ci rimetteva molto di +più.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ebbene, che si decida una buona volta.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì. E tu pure, perchè se mi hai fatto questo +discorso ci sarà una ragione.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non ne potevo più. Quando seppi qui del +ballo della Contessa Gemma e seppi che ci doveva +venire il Sarni, pensai: facciamola finita: +mettiamoli di fronte, che si spieghino. Lo dissi +con lei. Dovreste andare, ci sarà il Dottore... gli +parlerete.....<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ed essa?...</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah! è sincera!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Oh sincerissima! Or ora venendo in carrozza +aveva gli occhi così lucenti che rischiaravano +intorno; salendo le scale mi prese la mano e +mi disse: <i>Filippo, fra poco sarà deciso</i>. Le parole +le saltavano in gola da soffocarla.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ti ha detto questo?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E già! E me lo sono lasciato dire tranquillamente. +A che ne siamo eh? Ora tu devi aiutare +quest'incontro. Che si vedano: io farò la guardia +perchè non siano interrotti... da lontano, perchè +non voglio sentirli... almeno questo!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Farò io.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Bravo, e allora io starò fumando in giardino.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E se fanno la pace?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Che il Signore li benedica!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sei un bravo ragazzo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>No. Non ci ho merito. Se fosse stato un capriccio, +ti giuro che avrei saputo approfittarne. +Ma le voglio bene a buono e l'avvenire mi spaventa. +Se non si accordano vorrà dire che non +sono destinati, e finirà bene per riconoscere che +qualche cosa valgo anch'io.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che ci voglia sempre una vittima?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Felice te che parli in genere. Io dico: che +debba proprio toccare a me?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Hanno smesso di ballare.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ora comincia un altro divertimento. Stai a +sentire: Gli amici che mi credono arrivato si +rallegrano, e vorrebbero farmi dire. E io imbecillisco +del tutto. Se ho l'aria di offendermi:<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>... +naturale, tu devi fare il paladino. Se la volto +in ridere: Ah tu ridi, un uomo invidiabile! Se +cambio il discorso: già non sai che rispondere. +Se faccio il modesto è segno che annuisco, se +dico di no, credono di sì, se dico di sì, credono +anche di sì. È una morte... Eccoli!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Andiamo via.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>No, aspetto la Marchesa. Quando sia venuta +tu andrai a cercare il Sarni e lo porterai qui. +È il luogo migliore. È inteso?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Va bene.<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA II.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">D'Aspri, Rulfi, Rubaconti, Gemma, Masina</span> e detti. +Altri signori e signore che vanno e vengono.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">GEMMA (<i>a braccio con D'Aspri</i>)</p> + +<p>Ah qui si respira!</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... +(<i>mette Gemma a sedere e le siede accanto</i>).</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>..... Invano.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Come! Filippo è qui!</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>a D'Almèna</i>)</p> + +<p>Ci siamo!</p> + +<p class="center">RUBACONTI (<i>che ha accompagnato Masina</i>)</p> + +<p>Cerca l'ombra....</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>E la solitudine.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona +di casa e D'Aspri che ci hanno sorpresi +lo possono dire.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Voi D'Almèna vi farete una nemica.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Chi?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Quella cui rubate Filippo.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Oh Contessa, sapete bene che non commetto +di questi furti!</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Io?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in +tutta la sera.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di +farmi la corte.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Io pure me ne accuso.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Ah! gentile! Ve ne accusate?</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Perchè è tempo perso.<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span></p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Imparate da Filippo.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>A far che?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>A non perdere il tempo.</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>a D'Almèna</i>)</p> + +<p>E picchia!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ciò non dipende dagli uomini.</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>E da chi?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Dalle signore.</p> + +<p class="center">VOCI</p> + +<p>Ah vero! vero! (<i>risa</i>)</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali +non si perde mai il tempo, anche essendone +respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde +sempre, anche essendone attirati.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Bravo. Pensare che una volta avevo dello +spirito anch'io.<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA III.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena, Del Sannio</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>va incontro ad Elena</i>)</p> + +<p>L'avete veduto?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Sì, ha mostrato di non riconoscermi. Discorreva +ridendo con un signore. Io gli passai +proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa +con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Dov'è?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Nella seconda sala dopo questa. (<i>si mette a +sedere. Del Sannio le sta vicino</i>).</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>piano a D'Almèna</i>)</p> + +<p>È nella seconda sala dopo questa.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Va bene. (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Filippo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Eccomi.<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA (<i>s'alza, prende il braccio di Filippo +e lascia<br /> Del Sannio ritto dov'è</i>)</p> + +<p>Dov'è andato D'Almèna?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>A cercarvi il dottor Sarni.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che gli avete detto.....?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Dove l'avrebbe trovato.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>D'Almèna sa?....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Tutto. Gli ho confidato ogni cosa. Ho fatto +male?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Badate che a vedervi discorrere con me a +bassa voce quelle anime pietose penseranno +male.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Vi comprometto?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Viceversa.<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ebbene dovreste esserne lusingato. A me non +importa. Tanto più.....</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Tanto più?.....</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Che sarà ben altro domani. Preparate pure +le valigie, le mie sono leste.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sì, la solita Svizzera! Chi ci crede più?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! vedrete. Il colloquio col Sarni non approderà +a nulla e partiremo.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Siete d'una sincerità spaventosa!</p> + +<p class="center">ELENA (<i>seria, porgendogli la mano</i>)</p> + +<p>Perdonatemi.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non sperate proprio nulla da quel colloquio? +Rinunciatevi addirittura.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>No. Voglio essere in pace colla mia coscienza.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ecco il Sarni. Devo andarmene?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Fra poco. Sediamo.<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IV.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Andrea, D'Almèna</span> e detti.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA (<i>mostrando ad Andrea la serra</i>)</p> + +<p>È vero che è bella?</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>vede Elena, fra sè</i>)</p> + +<p>Lei! (<i>forte</i>) Stupenda.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Che state guardando, Sarni?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra +deliziosa, ma ingrata, dacchè quasi nasconde la +Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra. +D'Almèna ha voluto farmela ammirare.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>La inauguro stassera. Vi piace?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Pericolosa?!</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Infatti...<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ah! c'è un infatti?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Or ora abbiamo assistito alle confidenze di +due tortorelle.</p> + +<p class="center"> +(<i>Filippo s'alza e s'avvia per uscire.<br /> +D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui</i>).</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Una delle quali prende il volo in questo momento.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ah il Barone Landucci?</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>Quello non è un tortore, è un rondone.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>ridendo</i>)</p> + +<p>Dite... Dite... e l'altra chi è?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Non siamo nè io, nè la Baronessa.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>guardandosi intorno +e vedendo che<br /> le signore in scena sono tre sole</i>)</p> + +<p>L'incognita è presto trovata.</p> + +<p class="center">RULFI</p> + +<p>È un'equazione di primo grado.</p> + +<p class="center">D'ASPRI</p> + +<p>Anzi basta la regola del tre.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>L'avete riconosciuta?<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ci si vede così poco!</p> + +<p class="center">MASINA</p> + +<p>Le vada più vicino.</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>A meno che...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>A meno che?</p> + +<p class="center">GEMMA</p> + +<p>Le rincresca di accertare la persona.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh! (<i>ridendo</i>) Vado... (<i>s'avvicina sbadatamente ad +Elena</i>).</p> + +<p class="center">DEL SANNIO</p> + +<p>Suonano, se vuol fare un giro?.... (<i>levandosi, +ad Elena</i>).</p> + +<p class="center">ELENA (<i>Alzando alquanto la voce perchè Andrea<br /> +la possa sentire</i>).</p> + +<p>Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io +aspetto che la contessa Gemma mi dia il braccio +per un giro nelle sale.</p> + +<p class="center">DEL SANNIO (<i>ad Elena</i>)</p> + +<p>Dunque?<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Grazie. Sono stanca. (<i>Del Sannio s'allontana</i>). +Dottore...</p> + +<p class="center">DEL SANNIO (<i>voltandosi — ad Andrea</i>)</p> + +<p>La contessa Gemma se n'è andata. (<i>via</i>).</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (<i>per avviarsi</i>).</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Andrea! Andrea!</p> + +<p class="center"> +(<i>tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA V.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Com'è inutile quanto stiamo per dire!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh Andrea! Vorrei essere in punto di morte +perchè non mi poteste negare misericordia. Se +sapeste quanto ho sospirato e temuto questo +momento! Sono venuta al ballo apposta. Or ora +quando siete entrato qui, temetti di non potermi +reggere. Di là vi ero passata vicino vicino e +mi avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo +vedete. Vi supplico di ascoltarmi; non so quello +che vi dirò; ho provato a raccogliermi e a meditare<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span> +per trovare parole efficaci, ma non ho +saputo. Che importa? Qualunque cosa vi dica non +ho che da cercare ciecamente nell'animo mio +per trovarci l'umiliazione ed il pentimento. Andrea, +sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho +sempre paura che fuggiate.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che nuova scommessa avete fatto?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>È giusto. Dovete rispondermi così, anche se +non lo credete; dovete provare una tale smania +d'insultarmi e di farmi del male. Ve ne ho fatto +tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al +vostro posto, di immaginare ch'altri m'avesse +offesa come vi ho offeso io e ne provasse poi il +pentimento che ne provo. Ebbene, pensate se +avrei voluto dispormi a perdonare! Non ci riusciva. +Sentivo che sarei stata inesorabile.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E allora perchè seguitare questo discorso così +penoso? Di me non avete a temer nulla, del +male non ve ne posso fare.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne +sarei tanto contenta! Espio per espiare. Se ne +sperassi alcun bene, la mia umiliazione non sarebbe +completa.<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>O piuttosto il vostro orgoglio si compiace di +tentare l'impossibile.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non ho più orgoglio, Andrea. Lo sapete. Sono +andata a cercarvi in casa vostra. C'eravate e +non mi avete aperto. Sono tornata l'indomani, +e il giorno di poi; sentivo il vostro passo sino +all'uscio, ma certo avevate modo di riconoscermi +e bussavo invano. Vi ho scritto, avete respinte +le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. +Ma vedete che non ho più orgoglio. Al primo +momento, dopo quelle ripulse ho cercato di stimolarlo +l'orgoglio, di persuadermi che avevo fatto +assai, ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra +volta. Si dice: passerà, si riprende la vita normale, +si ride, si rivedono le solite persone, ma +poi ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano +nel petto, ma il sonno faticoso e agitato +mi recava la vostra immagine pallida e +stravolta dal dolore e dallo sdegno.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>con impeto</i>)</p> + +<p>Ed io...?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Parlate, parlate! Ho tanto rimorso dei vostri +dolori e ho tanta sete di vedervi soffrire. Andrea! +Andrea!<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA.</p> + +<p>Badate, Marchesa, che può venir gente, vi +possono sentire...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo +alla folla e che mi accusi e vi domandi perdono? +Sono disposta a farlo. Che m'importa di +quelli? Non lo devo a loro il male che vi ho +fatto? Se sapeste... Andrea, se sapeste! Mai un +pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna +fede nella grandezza umana; nessuno di quelli che +creda al disinteresse e al sacrifizio. E sono cresciuta +là in mezzo! Le anime tranquille si adagiano +nella noncuranza; le irrequiete provocano il male +e fra una tazza di thè ed una frase galante +concepiscono gli orribili agguati che vi ho teso +io, e giuocano la vita d'un uomo per un gingillo. +Domandatene <a name="tn165" id="tn165"></a>a D'Almèna se non fu così. Quando +mi proposi di trattenervi non vi conosceva, +Andrea, e il mio orgoglio ricusava d'accettarvi +per forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna +commedia fino a quella mattina quando +venne Filippo a interromperci. Ma dal momento +che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, fui la +più sincera fra le donne, e quando vi dissi +quelle parole amare che vi trattennero, era il +cuore che parlava, e se tremavo della vostra +partenza, non era più per ardore di trionfo, ma<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span> +perchè sentivo che voi partito, il mondo mi +sarebbe sembrato vuoto come un deserto.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma poi, ma poi?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata +con sospetti, e tutta la mia vita mi aveva così +tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto +quanto si può soffrire, Andrea. Quando vi +lasciai insultare, quando v'insultai, v'amavo pazzamente +come vi amo ora, e quest'amore che +vi vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo +dal cuore neanche se potessi metterci in suo +luogo la dignità e la pace che ho perdute.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Se non mentite vi compiango.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole +è la vostra!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No, sono guarito e diffidente.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Guarito! Non lo sperate. Il male che vi ho +fatto è troppo grave per guarire. Avreste potuto +scordare l'amore se non vi avessi così mortalmente +offeso, o l'offesa, se non mi aveste amato;<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span> +ma compenetrati insieme essi formano +un viluppo velenoso che vi morderà il cuore +per tutta la vita. Non lo dite, non lo dite. L'onore, +la dignità, la collera, il disprezzo si irrigidiscono +in voi e vi comandano di negare l'amore, +ma voi mi amate ancora, mi amate come il primo +giorno.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No... no... no... no...</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego +violento, di assordarvene e di rinnegare +tutta la verità, perchè concedendone una parte +sentite che sareste trascinato alla divina vigliaccheria +del consenso!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non è vero, non vi amo. Addio.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E fuggite!</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>tornando</i>)</p> + +<p>Eccomi.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>E le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? +E giovani tutt'e due e coll'anima vibrante +e sanguinante, andremo per il mondo solitarii, +incapaci di risognare con altri il dolce sogno della +felicità! Oh le sere che vi aspettavo sola nel +mio salotto! Come contavo i minuti! Sentivo il<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span> +vostro passo in istrada da lontano, il vostro +passo frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è vicino +tutto quello, e com'è lontano!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E che inganno ce ne separa!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta +a voi, vi getto ai piedi il mio amore supplichevole, +la mia dignità di donna, la fierezza +del mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; +vi parlo come non concepirei si possa parlare, +mi disonoro coscientemente e volontariamente +e mi rispondete così! Non è facile nè mediocre +quello che sto facendo. Andrea, imponetemi una +prova, sia pur lunga e difficile, vedrete che saprò +superarla, ma non respingetemi, ma non negate +l'amore, non negate l'amore!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>E se m'ingannaste ancora?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Oh siete inesorabile come la morte! Vi ho +troppo supplicato. Non aspettavo miglior sorte +alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei abbassata +come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma +vi starò nel cuore come una lama e saprò darvi +un rimorso uguale al mio.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>esita, s'avvia, vorrebbe tornare</i>)</p> + +<p>No. (<i>esce pricipitoso. Elena rimane sola</i>).<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VI.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">D'Almèna</span></p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ELENA (<i>vedendo entrare D'Almèna</i>)</p> + +<p>Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto +ogni cosa. Ho scongiurato Andrea di perdonarmi, +mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano. +L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima +all'uopo. Fui ingiusta con voi e volli dirvelo +per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani +partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Partite con Filippo?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Perchè no?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Con Filippo!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. +Non mi potrà credere innamorata di Filippo. +Andrea spergiura che non mi ama più. Sono +certa di dargli un dolore mortale. Se m'inganno +il mio orgoglio avrà trovato il suo castigo; ma<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +se è vero egli porterà la pena del suo. La mia +vita non è troppa cosa per la vendetta infernale +che mi propongo. Addio.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No per carità — per carità!</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da +mutar consiglio? Dov'è Filippo?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È... non lo so.</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, +mio nobile hidalgo! Ve ne ricordate? Come +vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete +cattivo. (<i>gli dà la mano</i>) Via, non ci commoviamo. +Non ne vale la pena. Non mi accompagnate. +Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro +dovere è di darmeli. (<i>via</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span>, poi <span class="smcap">Filippo</span>, poi <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p class="center"> +(<i>D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette<br /> +in giardino</i>).</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA (<i>chiamando</i>)</p> + +<p>Filippo!<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>entra dal giardino</i>)</p> + +<p>Sono qui.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>dal fondo</i>)</p> + +<p>D'Almèna.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che vuoi?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Senti.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Lasciami dire due parole..... e sono da te.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Vorrei.....</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non di più!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>No, va...</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>accennando il fondo</i>)</p> + +<p>Sto là fuori.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ANDREA (<i>esce dal fondo</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA VIII.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span> e <span class="smcap">Filippo</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>La Marchesa ha deciso di partire con te.<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span></p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata +pazza del Dottore.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ah!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>E glielo ha detto anche.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E lui?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. +Bel tiro mi farebbe a partire con me. Le donne +sono magnifiche, in parola d'onore.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi +con una bottiglia di Cognac!</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Non vedo il rapporto.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso +e inebriante.</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Ho inteso anche quello che ha detto con te. +Mi piglia per una boccetta di vetriolo da buttare +in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che vuoi fare?</p> + +<p class="center">FILIPPO (<i>fa scoccare il gibus e se lo<br /> mette in testa</i>)</p> + +<p>Buona sera. Me ne vado pel giardino senza +nemmeno rientrare nelle sale. E prima che la +Marchesa mi riveda, voglio che ne passi dell'acqua +in Tevere. Addio.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?</p> + +<p class="center">FILIPPO</p> + +<p>Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E +poi... voglio potermi vantare di averle lasciato +il mantello a quella Putifarre. Addio. (<i>quando +è sulla porta a vetri si volta</i>) Sai, se mi serbi il +segreto mi fai piacere. (<i>via per l'invetriata</i>).</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Povero diavolo! a quest'altro. (<i>apre la porta +di fondo</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA IX.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">D'Almèna</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che vuoi?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Tu hai parlato colla Marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che ti ha detto?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Che ti ha scongiurato di perdonarle.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È vero.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E che sei stato inesorabile.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>È vero. Non dovevo esserlo forse?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Altro. Oh io ti approvo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Perchè l'offesa che mi ha fatto...</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>È gravissima.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Concepisco la scommessa.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ma poi...<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al +pentimento?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh questo sì. Povera donna!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ci credi?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Tu non l'hai sentita!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Non l'ami più? Eh?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Se l'amassi ancora mi disprezzerei.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Bravo! Allora ti posso dire che...</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Che?</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Parla.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli +non mostrerai di sapere...<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No...</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Parola d'onore?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Parola d'onore.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Domani parte con Filippo.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Non è vero!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai?</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Lasciami.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la +tua dignità! Quella donna non ne vale la pena.</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un +fanciullo! Qui, qui, or ora, mi giurava d'amarmi.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>E già, fanno così!<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo +del mio orgoglio!... e or ora, quando la vidi +passare, per poco non mi sono gettato ai suoi +piedi come un pazzo!</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Bada!... eccola... vieni via!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No... lasciami... ti giuro che son padrone di +me.</p> + +<p class="center">D'ALMÈNA</p> + +<p>Marinaio, va! (<i>via</i>).</p> + +<hr class="minor" /> + +<h3 class="break">SCENA ULTIMA.</h3> + +<p class="center break"><span class="smcap">Elena</span> e <span class="smcap">Andrea</span>.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">ANDREA (<i>Chiude l'uscio del fondo, +si volta verso Elena<br /> e le dice con ira minacciosa</i>)</p> + +<p>Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo?</p> + +<p class="center">ELENA</p> + +<p>Andrea! — Dimmi che non vuoi... dimmi che +non vuoi!!</p> + +<p class="center">ANDREA</p> + +<p>No, non voglio! T'amo!</p> + +<p class="center break"><i>Cala la tela.</i></p> + +<p class="center break">FINE DELLA COMMEDIA.</p> +</div> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:</p> + +<table summary="corrections"> + <tr> + <td class="r">P. <a href="#tn1">1</a> -</td> <td>La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn68">68</a> -</td> <td>fosse stato ordito [udito] da un uomo</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn165">165</a> -</td> <td>Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così</td> + </tr> +</table> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Resa a discrezione, by Giuseppe Giacosa + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RESA A DISCREZIONE *** + +***** This file should be named 33865-h.htm or 33865-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/8/6/33865/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> + diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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